NOV.-DIC. 2011
N. 5
BIMESTRALE
MISSIONARIE
DEL SACRO COSTATO ASSOCIAZIONE LAICALE
ANNO IX(X)
2
T
ESTIMONIARE
...e ne uscì sangue
ed acqua
Bimestrale
delle Suore Missionarie del Sacro Costato
e Associazione Laicale “Sacro Costato”
Costato
Direttore Responsabile:
Mario Ladisa
5
EDITORIALE
Redazione:
Il nostro grazie
a suor Delia
Maria Cristina Floris
Collaboratori:
Collaboratori:
Mario Ladisa
Cristina Floris
Daniele Mereu
Gaetano Scioscia
Floriano Scioscia
Registrazione presso il Tribunale
7
Parola della Chiesa
di Bari n° 1308 del 20.01.1997
La porta
della fede
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. D.L.
Benedetto XVI
353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004, n. 46)
art. 1 comma 2 DCB - Bari
Sede centrale:
centrale
Via S. Stefano Rotondo, 7
00184 ROMA
Tel. 06/772 082 92
Redazione: Via S. Stefano Rotondo, 7
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e-mail: [email protected]
Impostazione grafica e fotocomposizione:
Maria Cristina Floris
Impaginazione e stampa:
Unione Tipografica
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mediante: c/c n. 86931003
intestato a: Ist. Suore Miss.rie
Sacro Costato Post. Canonizzazione E. Montemurro
Via S. Stefano Rotondo, 7
00184 Roma
Indicare la causale:
Bimestrale Testimoniare
Abbonamento annuale:
offerta libera
Sommario
n. 5 novembre-dicembre 2011 - Anno IX(X)
Vita della Congregazione
Spazio aperto
10
26
“Vieni al Padre”.
“Sì, vengo!”
F. Scioscia
Sr M. Cristina Floris
16
La nuova Missione
di Cariacica
Parlano del seme
Sr Rosirene Alves de Freitas
19
30
Il «Sì» per sempre
a Dio
Vita dell’Associazione
In copertina
Le Sezioni
della
Sardegna
mcf
Giornate di studio
e formazione
mcf
Sr Enza Mastromatteo
23
Pellegrini della Verità
e della Pace
Immagine della
Madonna della
fiducia che si
venera a Casa S.
Paolo – Lanzo di
Martina Franca,
Taranto.
3
4
BAMBINO GESÙ
Asciuga, Bambino Gesù,
le lacrime dei fanciulli!
accarezza il malato e l'anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un
universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace,
dono di pace all'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace
e la nostra gioia! Amen.
Giovanni Paolo II
e
Sr Delia Trianni,
attenta
osservatrice
e voce critica
autorevole,
assidua e
qualificata
collaboratrice,
ha dato
spessore al
nostro periodico
con la
pubblicazione,
in queste
pagine, di
articoli tratti
dalle sue
produzioni
a carattere
storico e
spirituale.
ditoriale
di
5
Mario Ladisa
S
crivere sul conto di
suor Delia lo ritengo un privilegio, perché mi consente
di esprimere pubblicamente
le mie sensazioni, emozioni, esperienze vissute in un
arco di tempo ventennale
accanto a Lei. E so che ognuno, tra quanti l’hanno
conosciuta da vicino, può
dire la stessa cosa: suor Delia nelle relazioni interpersonali aveva un carisma;
non una conoscenza dell’altro generica, superficiale, la
sua, come spesso accade,
ma un’intensa condivisione
della storia di ciascuno.
Quando decise di dare al
periodico Testimoniare una
veste tipografica nuova ed
un riconoscimento giuridico, con la sua registrazione
presso il Tribunale di Bari,
suor Delia pensò a me, da
subito, quale direttore re-
sponsabile dello stesso. È
come se avesse saputo, e
non poteva saperlo, che fin
dall’età di vent’anni scrivevo sul giornale salesiano,
Dimensioni per Due, lunghi
articoli sul Concilio Vaticano II, che dal 1965 in poi
ha segnato la formazione di
noi, allora giovani laici, e
posto le basi di una nuova
primavera della Chiesa nel
mondo contemporaneo.
Sr Delia è stata la mente
di Testimoniare che ― nato
come bimestrale dell’Associazione Laicale Sacro Costato ― nella sua storia ha
avuto in lei un’attenta osservatrice e una voce critica
autorevole, sempre volta a
migliorarne l’immagine e i
contenuti. Come assidua e
qualificata collaboratrice, inoltre, ha dato spessore al
nostro periodico con la
pubblicazione, in queste
6
e
ditoriale
pagine, di articoli tratti dalle sue
produzioni a carattere storico e
spirituale sul Padre Fondatore,
Eustachio Montemurro. Di tutto
questo le siamo profondamente
grati.
La mia esperienza di laico
cattolico, impegnato nel sindacato e nella mia attività istituzionale, quale responsabile di
vari Uffici all’interno degli Uffici del Lavoro, era lontanissima dalla sua esperienza di consacrata. Ciò non ha impedito
che ci scambiassimo idee su
questo o quell’argomento e trovassimo, nella maggior parte
dei casi, una facile sintesi.
Leggeva gli editoriali annotando con scrupolosità qualche
stonatura, ma ha sempre rispettato il mio pensiero, le mie convinzioni, insomma, mi ha lasciato sempre libero di scrivere
come sapevo e come desideravo, in un panorama, come quello della editoria cattolica, che
non è indenne dalla tentazione
della censura.
Sr Delia è stata capace, e lo
ha fatto con tutti i laici dell’Associazione Sacro Costato, di suscitare un nuovo entusiasmo
verso un impegno ecclesiale,
scoprendo i talenti di ognuno e
inserendoli al posto giusto, perché potessero esprimersi al meglio e dare all’Associazione una
vitalità moderna.
Proverbiali sono i suoi piccoli doni, partecipati dalle Superiore generali che si sono avvicendate, e che sempre hanno
fatto sentire il ramo laicale come una piccola ma significativa
realtà all’interno della Congregazione.
Concludo con un episodio
che esprime la sensibilità e la finezza d’animo di Suor Delia.
Mia figlia Claudia, in partenza per l’Inghilterra, dove si recava per il dottorato di ricerca,
l’affidai a lei per il pernottamento nella Casa generalizia di
Santo Stefano, in Roma, da dove sarebbe partita in tarda mattinata per l’aeroporto di Ciampino.
Claudia cenò, pregò con le
suore. All’indomani, dopo una
abbondante colazione, sr Delia
le regalò un quadretto del S.
Cuore, insieme a due grossi panini perché non avesse bisogno
di niente.
Chiedendoci quale eredità ci
ha lasciato suor Delia, penso di
poter rispondere che ha dato
tutto ciò che poteva dare alla
Chiesa, alla Congregazione, al
suo amato Padre Fondatore, a
tutti coloro che l’hanno conosciuta. Ci mancheranno le sue
lettere di incoraggiamento, la
sua serenità, il suo entusiasmo
di donna sempre giovane.
■
LETTERA APOSTOLICA
PORTA FIDEI
DI BENEDETTO XVI
E INDIZIONE
DELL’ANNO DELLA FEDE:
11 OTTOBRE 2011
7
LA
“PORTA DELLA FEDE”
Riportiamo i passaggi salienti della
Lettera apostolica “Porta fidei”
di Benedetto XVI, con la quale l’11
ottobre 2011 ha indetto l’Anno della
Fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre
2012 e terminerà nella solennità di
Nostro Signore Gesù Cristo Re
dell’Universo, il 24 novembre 2013.
A
nche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come
la samaritana al pozzo per ascoltare
Gesù, che invita a credere in Lui e ad
attingere alla sua sorgente, zampillante
di acqua viva (cfr Gv 4,14). Dobbiamo
ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in
modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli. L’insegnamento di Gesù, infatti, risuona ancora ai nostri giorni
con la stessa forza: “Datevi da fare non
per il cibo che non dura, ma per il cibo
che rimane per la via eterna” (Gv 6, 27). L’interrogativo posto da quanti lo
ascoltavano è lo stesso anche per noi
oggi: “Che cosa dobbiamo compiere
per fare le opere di Dio?” (Gv 6, 28).
Conosciamo la risposta di Gesù:
“Questa è l’opera di Dio: che crediate
in colui che egli ha mandato” (Gv 6, 29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è
la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza.
Il rinnovamento della Chiesa passa
anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro
stessa esistenza nel mondo i cristiani
sono infatti chiamati a far risplendere
la Parola di verità che il Signore Gesù
ci ha lasciato […].
L’
Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo […].
parola della chiesa
8
CONFESSARE E CELEBRARE LA FEDE
D
esideriamo che questo Anno
susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione,
con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare
la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia,
che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte
da cui promana tutta la sua energia”.
Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca
nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata,
vissuta e pregata, e riflettere sullo
stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare
proprio, soprattutto in questo Anno.
Non a caso, nei primi secoli i cristiani erano tenuti ad imparare a memoria il credo. Questo serviva loro
come preghiera quotidiana per non dimenticare l’impegno assunto con il
Battesimo. Con parole dense di significato, lo ricorda sant’Agostino quando, in un’Omelia sulla consegna del
Credo, dice: “Il simbolo del santo mistero che avete ricevuto tutti insieme
e che oggi avete reso uno per uno, sono le parole su cui è costruita con saldezza la fede della madre Chiesa sopra il fondamento stabile che è Cristo
Signore. Voi dunque lo avete ricevuto
e reso, ma nella mente e nel cuore lo
dovete tenere sempre presente, lo dovete ripetere nei vostri letti, ripensarlo
nelle piazze e non scordarlo durante i
pasti: e anche quando dormite con il
corpo, dovete vegliare in esso con il
cuore” […].
Esiste, infatti, un’unità profonda
tra l’atto con cui si crede e i contenuti
a cui diamo il nostro assenso. L’apostolo Paolo permette di entrare all’interno di questa realtà quando scrive:
“Con il cuore si crede e con la bocca
si fa la professione di fede” (Rm 10,10).
Il cuore indica che il primo atto con
cui si viene alla fede è dono di Dio e
azione della grazia che agisce e trasforma la persona fin nel suo intimo.
Professare con la bocca, a sua volta, indica che la fede implica una testimonianza ed un impegno pubblici.
Il cristiano non può mai pensare che
credere sia un fatto privato. La fede è
decidere di stare con il Signore per vivere con Lui. E questo “stare con
Lui” introduce alla comprensione delle ragioni per cui si crede. La fede,
proprio perché è atto della libertà, esige anche la responsabilità sociale di
ciò che si crede […].
LA STORIA DELLA NOSTRA FEDE
S
arà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia
della nostra fede [...]. In questo tempo
terremo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la
porta a compimento”: in lui trova
compimento ogni travaglio ed anelito
del cuore umano. La gioia dell’amore,
la risposta al dramma della sofferenza
e del dolore, la forza del perdono davanti all’offesa ricevuta e la vittoria
della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero
della sua Incarnazione, del suo farsi
uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la
potenza della sua Risurrezione. In lui,
morto e risorto per la nostra salvezza,
parola della chiesa
9
trovano piena luce gli esempi di fede
che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza.
PER FEDE MARIA accolse la parola
dell’Angelo e credette all’annuncio
che sarebbe divenuta Madre di Dio
nella obbedienza della sua dedizione.
Visitando Elisabetta innalzò il suo
canto di lode all’Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui. Con gioia e trepidazione
diede alla luce il suo unico Figlio,
mantenendo intatta la verginità. Confidando in Giuseppe suo sposo, portò
Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode. Con la stessa fede
seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota.
Con fede Maria assaporò i frutti della
risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore, lo trasmise
ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo
per ricevere lo Spirito Santo.
PER FEDE GLI APOSTOLI lasciarono ogni cosa per seguire il Maestro.
Credettero alle parole con le quali annunciava il Regno di Dio presente e
realizzato nella sua persona. Vissero
in comunione di vita con Gesù che li
istruiva con il suo insegnamento, lasciando loro una nuova regola di vita
con la quale sarebbero stati riconosciuti come suoi discepoli dopo la sua
morte. Per fede andarono nel mondo
intero, seguendo il mandato di portare
il Vangelo ad ogni creatura e, senza
alcun timore, annunciarono a tutti la
gioia della risurrezione di cui furono
fedeli testimoni.
PER FEDE I DISCEPOLI formarono
la prima comunità raccolta intorno al-
l’insegnamento degli Apostoli, nella
preghiera, nella celebrazione dell’Eucaristia, mettendo in comune quanto
possedevano per sovvenire alle necessità dei fratelli.
PER FEDE I MARTIRI donarono la
loro vita, per testimoniare la verità del
Vangelo che li aveva trasformati e resi capaci di giungere fino al dono più
grande dell’amore con il perdono dei
propri persecutori.
PER FEDE UOMINI E DONNE hanno consacrato la loro vita a Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica l’obbedienza, la povertà e la castità, segni concreti dell’attesa del Signore che non tarda a
venire. Per fede tanti cristiani hanno
promosso un’azione a favore della
giustizia per rendere concreta la parola del Signore, venuto ad annunciare
la liberazione dall’oppressione e un
anno di grazia per tutti .
PER FEDE, nel corso dei secoli,
uomini e donne di tutte le età, il cui
nome è scritto nel Libro della vita,
hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano
chiamati a dare testimonianza del loro
essere cristiani: nella famiglia, nella
professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai
quali furono chiamati.
PER FEDE VIVIAMO ANCHE NOI:
per il riconoscimento vivo del Signore
Gesù, presente nella nostra esistenza e
nella storia […]. Affidiamo alla Madre di Dio, proclamata “beata” perché
“ha creduto” (Lc 1, 45), questo tempo
di grazia.
■
vita della congregazione
10
“Vieni,
al Padre”.
“Sì,
Vengo!”
Suor Delia Trianni MSC
Sr
Sr M.
M. Cristina
Cristina Floris
Floris
I
l 26 dicembre 2011, sr Delia
Trianni, adorna di virtù, è andata
incontro allo Sposo, che con viva
fede e amore ardente aveva cercato,
contemplato e servito nel corso della
sua vita, unendosi a Lui nelle nozze
eterne.
Tre anni or sono, aveva avvertito i
primi sintomi di una malattia che,
progressivamente, ne aveva intaccato
la salute e minato le forze, ma non il
suo spirito. Ancora sotto l’effetto
della chemioterapia, era piena di vita
e di progetti: «Sono come una madia
piena» affermava di sé ultimamente,
nell’esprimere il suo desiderio di
comunicare i frutti del suo dialogo
ininterrotto col Signore e trasmettere
l’esperienza e le conoscenze
acquisite in tanti anni di lavoro. Si
diceva profondamente convinta che il
Signore la lasciava ancora in vita per
portare a compimento la sua
missione su questa terra. Sorretta
dalla forza interiore che attingeva da
questa visione di fede, con passione,
amore e gioia, raccogliendo tutte le
sue energie giorno per giorno, ha
portato a termine alcuni lavori da
completare e, in perfetta obbedienza
alle Superiore, ne ha realizzato altri
che riteneva di gran bene per il futuro
della Congregazione.
■ Nata ad Alliste (LE) il 31
dicembre 1930, poco più che
sedicenne, il 22 aprile 1947, entrò
nella Congregazione delle
Missionarie del Sacro Costato, a
Gravina di Puglia, dove il 31 luglio
vita della congregazione
11
Messa di esequie: i famigliari di sr Delia; terza da sinistra, la sorella Nunziatina.
1950 emise la professione religiosa.
■ Intrapresi, a Roma, gli studi di
Istituto Magistrale, li completò a
Taranto, il 1954, conseguendo il
diploma di insegnante di Scuola
Elementare. Per dieci anni, sino al
1964, insieme a quello dell’insegnamento, ricoprì molteplici incarichi e
tra questi, dal 1960 al 1964, le
vennero affidate le Apostoline e le
Postulanti,che a Taranto
completavano l’anno scolastico
prima di raggiungere la sede del
Noviziato.
■ Da Taranto nel 1964 venne
destinata a Castel Gandolfo, quale
Maestra delle Postulanti e l’anno
successivo fu nominata Maestra delle
novizie; incarico, questo, che
ricoprirà fino al 1971.
■ Dal settembre 1971, per 40
anni di seguito, la vita di sr Delia si è
svolta a Roma, nella Curia
generalizia, dedita ad una attività
intensa, variegata e molteplice:
- Tra il 1971 e il 1983, è
Assistente e Segretaria generale;
consegue la Licenza in Diritto
Canonico all’Università Gregoriana e
completa i Corsi per il Dottorato; è
membro della Commissione per le
Costituzioni.
- Negli anni 1983-1995, come
Assistente Generale è responsabile
della Formazione Permanente; cura
gli scritti di Padre Fondatore; è
incaricata delle iuniori; avvia
l’Associazione Laicale Sacro
Costato, per la quale è Delegata della
Superiora generale.
- Dal 1995 è Vicepostulatrice
della Causa di Canonizzazione del
vita della congregazione
12
La Messa di esequie presieduta da p. Giovanni Volmir, Superiore generale dei Piccoli Fratelli; da
sinistra, p. Luis Castro Pereira, d. Candido, Fr Renato PF. p. Pietro Schiavone SJ, p. Vincenzo PF.
Fondatore e, come archivista e
storica della Congregazione, scrive
biografie e opuscoli di spiritualità.
■ All’alba del 26 dicembre 2011,
invocando i nomi di Gesù, Giuseppe
e Maria, ha lasciato questa terra,
mentre la comunità riunita in
cappella per la Santa Messa cantava
il Gloria, quasi invito a ringraziare il
Signore per quanto nella vita di
sr Delia ha operato a Sua gloria e a
beneficio di tanti.
«
Non recuso laborem» era il
motto di S. Martino di Tours
che sr Delia fin da giovane religiosa
fece suo. In esso scopriamo il
movente e il segreto della dedizione
incondizionata con cui ha abbracciato
e assolto i compiti e le cariche
affidatele, in diversi ambiti, dalle
Superiore, vedendo in ogni loro
mandato o richiesta una chiamata del
Signore, che lei accoglieva in
atteggiamento di obbedienza nella
fede e traduceva in servizio per il
bene della Chiesa, della
Congregazione e delle singole
persone che incontrava nel suo
cammino.
I
l ruolo di formatrice a diversi
livelli, è stato quello che più le
confaceva, e che più a lungo,
direttamente o indirettamente, ha
esercitato nel corso della vita. Capace
di relazioni interpersonali profonde,
vitali, improntate ad amore e fortezza
vita della congregazione
13
e mirate sempre al bene e alla crescita
della persona, nella Congregazione è
stata punto di riferimento, oltre che
per le sue ex novizie, per tante sorelle
che in lei hanno incontrato la Sorella
o la Madre capace di ascolto,
consiglio, discernimento.
A
ltrettanto efficace e ricco di
frutti apostolici è stato il suo lavoro
con i Laici del Sacro Costato, che
con sapienza ha guidato
spiritualmente e accompagnato
fraternamente nel loro cammino di
fede sulle orme di Padre Eustachio,
all’interno dell’Associazione. Opera,
questa, che sr Delia ha seguito nella
sua nascita e crescita fino
all’espansione nelle diverse nazioni in
cui oggi è presente, e riconosciuta
dalla Chiesa come Opera propria della
nostra Congregazione.
I
lunghi anni di intenso lavoro,
come curatrice degli scritti del
Fondatore e Vicepostulatrice della
Causa di Canonizzazione, non sono
stati coronati dalla gioia di vederne
riconosciuta la santità da parte della
Chiesa, mentre era sulla terra, ma non
per questo le siamo meno grate,
poiché è a lei che la Congregazione, e
tutta la grande famiglia religiosa e
laicale di Padre Eustachio
Da sinistra: Madre Giuseppina Anatrone, Superiora generale MCSC, Madre Gabriella Panella,
Superiora generale MSC, dott. Michele Armienti e dott. Gaetano Scioscia, rispettivamente,
Presidente nazionale e Presidente internazionale dell’Associazione Laicale Sacro Costato.
vita della congregazione
14
deve la conoscenza storica delle
proprie origini e del Fondatore, di cui
ha tra le mani gli scritti, i quali, ―
come scrive la stessa sr Delia ―
«costituiscono il punto di riferimento
nel discernere ciò che va intrapreso
perché gli Istituti si conservino e
sviluppino nella Chiesa, a gloria di
Dio e a bene delle anime» (E. Montemurro. Testimone e padre, p. 174).
C
on la sua cospicua produzione
a carattere storico e spirituale, frutto
di ricerca, condotta con perizia amore
e passione, e integrata con la sua ricca
esperienza umana e spirituale,
suor Delia ha lasciato alla
Congregazione una grande eredità,
un prezioso patrimonio da
custodire e tramandare.
Così, il 26 dicembre, davanti alla sua
salma, ha testimoniato di lei padre
Giovanni Volmir, Superiore generale
dei Piccoli Fratelli del SS.mo
Sacramento, durante l’omelia:
«Con i suoi scritti, le sue
pubblicazioni, le sue parole,
insegnamenti e consigli e soprattutto
con la propria vita, suor Delia ha
tracciato un cammino da percorrere,
per noi Piccoli Fratelli e per le nuove
generazioni di Missionarie del Sacro
Costato. Donna aperta e conoscitrice
dell’animo dei giovani di oggi, capace
di ascolto e dialogo, viveva il
presente guardando al futuro e sapeva
indicare la scelta da intraprendere
o il passo da compiere al momento
giusto. Autentica Figlia di Padre
Eustachio, a lei i Piccoli Fratelli
devono tanto, perché è lei che ce lo ha
fatto incontrare e conoscere».
L
a sua persona ricca,
umanamente e spiritualmente, portava
il segno della fecondità propria di chi
apre nuove strade e suscita nuova vita
attorno a sé e nell’intimo delle
persone che accosta. Donna di
preghiera, sr Delia, in tutto il suo
operato, era sorretta dalla vita
interiore e attingeva la linfa vitale
dalla sua comunione col Signore.
«Uno degli aspetti della mia
spiritualità ― confidava ― è stare
sulla breccia», e ancora: «Sento con
chiarezza che il Signore mi ha posto
come Sentinella» (Is 21,6.8.11).
S
r Delia ci ha insegnato non
solo come vivere, ma anche come
prepararci all’incontro con Dio: alle
consorelle della comunità, che
nell’ultima settimana si
avvicendavano nella sua camera per
assisterla o per starle vicine, chiedeva
espressamente di pregare con lei, e
per tutte aveva un messaggio di luce e
di vita. Alle giovani iuniores, raccolte
attorno al suo letto, la mattina di
Natale ha detto: «Sorelle, ciò che
conta è l’Amore, tutto il resto sono
fronzoli, non attaccatevi alle cose che
passano».
Padre Pietro Schiavone S. J., che
l’aveva seguita nella fase finale,
nell’omelia tenuta ai suoi funerali, ha
sottolineato, tra l’altro, che sr Delia,
«dopo essere vissuta come la sposa
del Cantico dei cantici nella ricerca
dell’Amore dell’Anima sua, ha
affrontato la sofferenza con indicibile
edificazione, convinta e pienamente
consapevole della sua vita offerta per
vita della congregazione
15
I concelebranti durante il rito funebre al termine della Liturgia Eucaristica.
la Chiesa e la Congregazione».
A nome di tutte le Missionarie del
Sacro Costato presenti e lontane, la
Superiora generale Madre Gabriella ha
ringraziato sr Delia «per il suo
profondo amore per la Congregazione,
che ha servito con grande zelo e senza
risparmiare alcuna fatica, fino
all’ultimo respiro».
L
a messa esequiale, il 27
dicembre, è stata presieduta da p. G.
Volmir P. F. e concelebrata da p. Pietro
Schiavone S. J., p. Vincenzo P.F.,
don Candido, e p. Luis Castro Pereira,
nella Parrocchia Santa Maria in
Domnica, in Roma, dove sono
convenuti per l’ultimo abbraccio a
sr Delia: numerose Missionarie del
Sacro Costato; la sorella Nunziatina e
altri famigliari; una rappresentanza
delle Missionarie Catechiste del Sacro
Cuore con la Superiora generale madre
Giuseppina Anatrone; i Piccoli Fratelli
del SS.mo Sacramento assieme al
Superiore generale p. Giovanni
Volmir, i Laici del “Sacro Costato”,
provenienti dalle Puglie e dalla
Sardegna, amici e conoscenti.
G
razie a te, sr Delia, per il tuo
«Sì» a Dio, alla Chiesa, alla
Congregazione e a innumerevoli
fratelli e sorelle che si sono appoggiati
alla tua fede, come gli uccelli del cielo
annidano sui rami del granellino di
senapa divenuto grande albero (Mt 13,31).
Grazie, per la tua fedeltà!
■
vita della congregazione
16
Da sinistra: sr Precy superiora, sr Gislaine, sr Rosirene, col parroco p. Diego P.F.
La nuova Missione
Sr Rosirene Alves de Freitas
In Brasile, per le Missionarie del
Sacro Costato si è aperto un nuovo
campo apostolico con la nascita
della nuova comunità di Cariacica,
formata da sr Precy Rabal,
superiora, e le iuniori
sr Gislaine Gomes Da Silva, e
sr Rosirene Alves de Freitas.
D
al 25 agosto u.s. per le
Missionarie del Sacro Costato si è
ampliato il campo apostolico in
Brasile, con la costituzione della
nuova comunità a Cariacica, nella
diocesi dello Spirito Santo. La
nascente missione ha il suo centro
nella parrocchia di Iesus Libertador,
costituita da ben 23 Comunità
ecclesiali di base e affidata ai Piccoli
Fratelli del Santissimo Sacramento,
con i quali noi collaboriamo nelle
richieste della evangelizzazione,
nelle varie necessità e nell’aiutare
tante persone a recuperare la propria
dignità perduta.
Il primo periodo è stato intenso di
emozioni e abbiamo vissuto
momenti molto importanti per il
vita della congregazione
17
Sr Precy tra mamme e bambini durante la pastorale familiare.
di Cariacica
nostro inserimento e per l’avvio
dell’attività apostolica.
L’Arcivescovo D. Luiz Mancilha
Vilela, nell’incontro che abbiamo
avuto con lui, ha manifestato il suo
gradimento per la presenza delle
Missionarie del Sacro Costato nella
sua diocesi e ha impartito la sua
paterna benedizione per l’inizio del
nostro lavoro apostolico.
Anche il primo impatto con la
gente del posto è stato molto
positivo: i parrocchiani ci hanno
accolto benevolmente, con gesti di
premura e affetto. I rappresentanti
delle diverse Comunità ecclesiali di
base si sono riuniti per darci il
benvenuto ufficiale a nome di tutti.
Sin dall’inizio della nostra
presenza a Cariacica, ognuna di noi
ha ricevuto dalle mani del parroco
p. Diego P. F. il proprio impegno
apostolico: da quel momento ci
siamo sentite inserite pienamente
nelle attività parrocchiali.
Come comunità abbracciamo un
lavoro pastorale vario e articolato:
insegnamento del catechismo
parrocchiale e di teologia biblica,
pastorale giovanile e familiare,
Apostolato della Preghiera, Ministri
dell’Eucaristia, celebrazione
vita della congregazione
18
domenicale della liturgia della
Parola nelle diverse Comunità
ecclesiali di base, quando non vi si
celebra l’Eucaristia. L’arcivescovo
ci ha dato anche la facoltà di
amministrare il Battesimo e il
Matrimonio.
Il nostro lavoro apostolico è
rivolto particolarmente alla gente del
barrio Juscelino Kubitsheck, uno dei
posti più poveri della parrocchia.
Durante la settimana visitiamo le
famiglie bisognose di aiuto,
distribuendo alimenti che la
parrocchia a sua volta riceve da
alcuni benefattori. Provvediamo
pure a far giungere a questi poveri
gli aiuti che gli organismi civili e i
progetti sociali offrono per i più
indigenti e di cui la maggior parte
dei casi non è neppure a conoscenza.
Le tante persone con cui
entriamo in contatto
quotidianamente ci raccontano la
propria storia, intessuta di
sofferenze, ma anche di gioie, di
conquiste che arrivano dopo tanta
lotta e tanto lavoro. Noi, a nostra
volta, ci mettiamo a loro servizio e
nella nostra preghiera le portiamo
davanti a Dio nell’Eucaristia.
Ogni giorno, qui, a Cariacica è
come se fosse il primo, perché la
novità di Dio ci accompagna
sempre, e allo stesso tempo è come
se fosse l’ultimo, perché quando
arriva la sera siamo confortate dalla
certezza di aver fatto quanto era
nelle nostre possibilità per questi
fratelli che il Signore ci affida.
■
Le Sorelle animano l’Adorazione di Gesù Eucaristia.
vita della congregazione
19
IL «SÌ»
PER
SEMPRE
A DIO
Sr Ardiana Haxhari fa la professione perpetua
di sr Enza Mastromatteo
«Io, sr Ardiana Haxhari,
faccio professione e
prometto a Dio
Onnipotente… Castità,
Povertà e Obbedienza
perpetua».
C
on queste solenni parole,
il 3 settembre 2011, sr Ardiana
Haxari sigillava per sempre la
consacrazione totale di sé a Dio e
alla Chiesa, fra le Missionarie del
Sacro Costato.
La cerimonia si è svolta nel
santuario della Madonna del
Buon Consiglio, — situato
all’ingresso della ridente città di
Scutari (Albania), ispiratore di
una grande devozione mariana e
meta di continui pellegrinaggi,—
in un clima di gioiosa comunione
ecclesiale, soffusa di preghiera e
di sentimenti suggestivi. Un
misterioso equilibrio di preghiera,
silenzio, canti, gesti e simboli
vita della congregazione
20
liturgici, intrecciava in un’unica
sinfonia il tema dell’alleanza
sponsale tra Cristo e sr Ardiana.
Il Rito, pur tante volte
celebrato, non finisce mai di
stupire e di evocare le domande
più profonde dell’anima: «Dov’è
Dio nella mia vita? Come
individuare, discernere, capire
quello che Dio vuole da me? Sta
forse chiamando anche me?».
La strada scelta da Dio per
sr Ardiana, certo, non è per tutti!
Essa è una sequela assoluta e
totalizzante: coi voti perpetui di
castità, povertà e obbedienza, ella
ha professato di voler amare tutti
in Dio con cuore indiviso, di
voler possedere Dio come sua
unica ricchezza e di essere fedele
testimone del suo amore.
Auguriamo a sr Ardiana una
grande generosità nel
corrispondere a tale grande dono
e chiediamo a Cristo, per
intercessione della Vergine e del
nostro amato Padre Fondatore, di
avvolgerla sempre più nella Sua
fedeltà, perché si conservi forte e
perseverante fino alla fine.
Alla concelebrazione liturgica,
presieduta dall’Arcivescovo di
La Superiora generale Madre Gabriella Panella firma la formula dei Voti emessi da sr Ardiana.
vita della congregazione
21
Una foto ricordo: con S. E. mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari, i concelebranti,
Madre Gabriella, (da sinistra) sr Miriam Nacucchi, Superiora, sr Iginia Cicala, Superiora provinciale, sr Enza Mastromatteo, Assistente generale, sr Gjelina Nikolli, sr Arcangela Loverre.
Scutari, mons. Angelo Massafra,
erano presenti alcuni sacerdoti, i
genitori della neo professa, i
parenti e famiglie amiche, la
Superiora generale, Madre
Gabriella Panella, l’Assistente
generale sr Enza Mastromatteo, la
Superiora provinciale sr Iginia
Cicala e la comunità delle suore
Missionarie del Sacro Costato che
operano nella città di Scutari e nel
villaggio di Rranxa di Bushat.
Nel corso del 2011, insieme a
sr Ardiana, hanno emesso i voti
perpetui sr Hu Jie Teresina e
sr Hong Xia Teresa, il 15
settembre 2011 in Estremo
Oriente, e sr O’ Guia Salde
Francisco, il 19 giugno Solennità
della SS. Trinità, nella nostra
cappella di Kalibo (Isole
Filippine) dove, per la
circostanza, ha celebrato sua
Ecc.za mons. Mgr. Hubertus
Leteng, vescovo di Ruteng.
A tutte queste nostre Sorelle
gli auguri e la nostra preghiera,
perché la loro vita sia un «sì»
generoso al Signore, sull’esempio
di Maria, la Vergine Madre.
■
vita dell’associazione
22
di mcf
LE SEZIONI DELLA
Dall’8 al 13 ottobre sr Maria
Cristina Floris ha visitato le
Sezioni di Ploaghe, Narbolia,
Nuraxinieddu e quella nascente di
Ortueri, in sostituzione di suor
Delia Trianni Delegata Generale
per i Laici, allora impedita da
motivi di salute.
A
d inizio d’anno sociale le
Sezioni della Sardegna si sono
incontrate con la figura del
Fondatore Padre Eustachio
Montemurro, partecipando alla
presentazione, da parte di sr M.
Cristina Floris, della biografia
Eustachio Montemurro. Testimone
e padre, uno degli ultimi doni
consegnatici da sr Delia Trianni,
che ne è l’autrice.
Le Sezioni sarde sono realtà
diverse, come diverso è il contesto
sociale ed ecclesiale in cui operano,
ma le accomuna un profondo e
familiare legame alla comunità
locale delle Missionarie del Sacro
Costato e alla Congregazione tutta,
cui l’Associazione è aggregata.
Nel programma di vita
associativa annuale delle diverse
Sezioni, accanto ai tempi di
formazione e preghiera, è vivo
l’impegno apostolico: catechesi,
vita dell’associazione
23
Narbolia Gli Associati
durante la
presentazione
della biografia
del Padre
Fondatore.
Terza da
sinistra: la
presidente
Mariella
Serra;
con loro:
sr Adalberta
Mura,
Superiora
della
comunità e
Assistente
religiosa.
SARDEGNA
animazione liturgica, decoro della
parrocchia, e iniziative varie in
favore dei bisognosi e delle
missioni estere. Inoltre, come
previsto dal programma triennale, è
intento degli associati sardi
approfondire, durante il corso
dell’anno, la figura e l’opera di
Padre Eustachio, anche mediante la
lettura, a livello personale e di
Sezione, della recente biografia di
sr Delia su di lui.
E questo, per ispirarsi sempre
più alla figura del Fondatore, così
da trarre stimoli dalla sua intensa e
variegata attività, e soprattutto per
scoprire il segreto che animava il
suo servizio per gli altri, già da
laico, sia nello svolgimento della
sua professione di medico e sia nel
coinvolgimento nella vita civica: un
servizio vissuto sempre come
missione e nel segno della gratuità.
Conoscere sempre più Padre
Fondatore, dunque, è un impegno
che deve coinvolgere sempre più
tutte le Sezioni, per dare dinamismo
al nostro cammino associativo,
imparando da lui a coniugare fede e
vita, in un dialogo costante con Dio
e in una squisita e appassionata
attenzione verso l’uomo, soprattutto
se indigente o sofferente, l’uomo da
promuovere, elevare culturalmente
e civilmente, l’uomo da portare a
Dio.
■
vita dell’associazione
24
Ploaghe - In questa pagina: gli associati in riunione di Consiglio (sopra, terzo da sinistra, il presidente Gianfilippo Sechi) e in assemblea, durante l’incontro con sr Maria Cristina Floris.
vita dell’associazione
25
Nuraxinieddu - Gli associati fanno il punto sul loro cammino di vita associativa. Sopra Sr Wanda
Sini assistente religiosa. Sotto seconda da destra la presidente di Sezione Giovanna Murtas.
spazio aperto
26
PELLEGRINI
della
V ERITÀ
e della
P ACE
di Floriano Scioscia
Lo scorso 27 ottobre ad Assisi
si è svolta una Giornata di
riflessione, dialogo e preghiera
per la pace e la giustizia nel
mondo, indetta da Papa
Benedetto XVI a 25 anni dalla
prima Giornata di preghiera per
la pace, organizzata da Papa
Giovanni Paolo II nell’ottobre
1986, a cui parteciparono
unendosi in preghiera i leaders di
numerose religioni di tutto il
mondo.
L
a nuova giornata, avente per
tema Pellegrini della verità, pellegrini
della pace”, ha voluto sottolineare il
profondo e inscindibile legame tra la
ricerca della pace, della giustizia e della
verità: la pace non può realizzarsi se
non sono rispettate la giustizia e la
verità.
Novità caratteristica di questa
Giornata è stata la partecipazione non
solo di delegazioni delle diverse
religioni, ma anche, per la prima volta,
di esponenti della cultura e del pensiero
non religioso, uniti nella sincera ricerca
della pace e della verità per il bene
dell’umanità. Poiché già la prima
iniziativa di Papa Wojtyla fu fraintesa
da alcuni settori della cristianità, che
videro nell’incontro di Assisi una sorta
di affermazione dell’uguaglianza (e
quindi dell’indifferenza) tra tutte le
religioni, Benedetto XVI ha voluto nel
suo discorso di Assisi spiegare a fondo
le motivazioni della decisione di
spazio aperto
27
Vaticano - Udienza di ringraziamento, il giorno successivo all’incontro ad Assisi.
allargare l’incontro anche ai non
credenti, al fine di evitare ogni
equivoco.
Innanzi tutto, il Papa ha ribadito che
«come cristiani, siamo convinti che il
contributo più prezioso che possiamo
dare alla causa della pace è quello della
preghiera». Il suo discorso è perciò
partito dal ricordo della Giornata del
1986, svoltasi in un’epoca di tensione
internazionale a causa della Guerra
Fredda. Ma «nel 1989, tre anni dopo
Assisi, il muro cadde – senza
spargimento di sangue. [...] Accanto ai
fattori economici e politici, la causa più
profonda di tale evento è di carattere
spirituale […]. La volontà di essere
liberi fu alla fine più forte della paura di
fronte alla violenza che non aveva più
alcuna copertura spirituale. Siamo
riconoscenti per questa vittoria della
libertà, che fu soprattutto anche una
vittoria della pace».
VERA NATURA DELLA
TRAVISAMENTO
D
RELIGIONE E SUO
i qui il Papa è passato ad
esaminare il presente.
«Purtroppo non possiamo dire che da
allora la situazione sia caratterizzata da
libertà e pace. Anche se la minaccia
della grande guerra non è in vista,
tuttavia il mondo, purtroppo, è pieno di
discordia». A destabilizzare l’orizzonte
internazionale è, soprattutto, il
fenomeno del terrorismo. «Sappiamo
che spesso il terrorismo è motivato
religiosamente [...]. La religione qui non
è a servizio della pace, ma della
giustificazione della violenza.
La critica della religione, a partire
spazio aperto
28
Assisi - 27 ottobre, Giornata di riflessione, di dialogo e preghiera per la pace e la giustizia.
dall’Illuminismo, ha ripetutamente
sostenuto che la religione fosse causa di
violenza e con ciò ha fomentato
l’ostilità contro le religioni [...]. Noi lo
ripetiamo con forza e grande fermezza:
questa non è la vera natura della
religione. È invece il suo travisamento e
contribuisce alla sua distruzione […].
Come cristiano, vorrei dire a questo
punto: sì, nella storia anche in nome
della fede cristiana si è fatto ricorso alla
violenza. Lo riconosciamo, pieni di
vergogna. Ma è assolutamente chiaro
che questo è stato un utilizzo abusivo
della fede cristiana, in evidente
contrasto con la sua vera natura. Il Dio
in cui noi cristiani crediamo è il
Creatore e Padre di tutti gli uomini, a
partire dal quale tutte le persone sono
tra loro fratelli e sorelle e costituiscono
un’unica famiglia. La Croce di Cristo è
per noi il segno del Dio che, al posto
della violenza, pone il soffrire con
l’altro e l’amare con l’altro [...] . È
compito di tutti coloro che portano una
qualche responsabilità per la fede
cristiana purificare continuamente la
religione dei cristiani a partire dal suo
centro interiore, affinché – nonostante la
debolezza dell’uomo – sia veramente
strumento della pace di Dio nel
mondo».
ASSENZA DI DIO E DECADIMENTO
DELL’UOMO
B
enedetto XVI ha poi rilevato che
non soltanto in nome (o col
pretesto) della religione si diffondono
oggi minacce alla pace e alla giustizia.
spazio aperto
29
«Una seconda tipologia di violenza
dall’aspetto multiforme ha una
motivazione esattamente opposta: è la
conseguenza dell’assenza di Dio, della
sua negazione e della perdita di umanità
che va di pari passo con ciò […]. Ma il
“no” a Dio ha prodotto crudeltà e una
violenza senza misura, che è stata
possibile solo perché l’uomo non
riconosceva più alcuna norma e alcun
giudice al di sopra di sé, ma prendeva
come norma soltanto se stesso [...].
L’adorazione di mammona, dell’avere e
del potere, si rivela una controreligione, in cui non conta più l’uomo,
ma solo il vantaggio personale […].
L’assenza di Dio porta al decadimento
dell’uomo e dell’umanesimo».
APERTURA AI NON CREDENTI...
A
questo punto possiamo
comprendere l’apertura a quei
non credenti che sono alla ricerca della
verità e che non rifiutano a priori la
religione. «Accanto alle due realtà di
religione e anti-religione esiste, anche
un altro orientamento di fondo: persone
alle quali non è stato dato il dono del
poter credere e che tuttavia cercano la
verità, sono alla ricerca di Dio. Persone
del genere non affermano
semplicemente: “Non esiste alcun Dio”.
Esse soffrono a motivo della sua
assenza e, cercando il vero e il buono,
sono interiormente in cammino verso di
Lui. Sono “pellegrini della verità,
pellegrini della pace”. Pongono
domande sia all’una che all’altra parte.
Tolgono agli atei combattivi la loro
falsa certezza, con la quale pretendono
di sapere che non c’è un Dio, e li
invitano a diventare, invece che
polemici, persone in ricerca, che non
perdono la speranza che la verità esista
e che noi possiamo e dobbiamo vivere
in funzione di essa. Ma chiamano in
causa anche gli aderenti alle religioni,
perché non considerino Dio come una
proprietà che appartiene a loro così da
sentirsi autorizzati alla violenza nei
confronti degli altri.
Queste persone cercano la verità,
cercano il vero Dio, la cui immagine
nelle religioni, a causa del modo nel
quale non di rado sono praticate, è non
raramente nascosta. Che essi non
riescano a trovare Dio dipende anche
dai credenti con la loro immagine
ridotta o anche travisata di Dio.
Così la loro lotta interiore e il loro
interrogarsi è anche un richiamo a noi
credenti, a tutti i credenti a purificare la
propria fede, affinché Dio – il vero Dio
– diventi accessibile».
L
e parole ragionevoli, misurate
ma ferme di Papa Benedetto XVI
sono un’esortazione, per noi cristiani,
ad essere testimoni della vera natura
della religione a cui apparteniamo, che è
incarnata nella vita, negli insegnamenti
e nella Passione del Signore Gesù.
Sono anche un invito a perseverare
nel dialogo interreligioso perché tutte le
religioni, pur non rinunciando alla
propria identità ed alla propria fede,
riconoscano che possono cooperare
fruttuosamente per promuovere in tutto
il mondo la pace e la dignità dell’uomo.
Sono infine un invito a collaborare
fraternamente anche con tutti “gli
uomini di buona volontà”. Essi sono per
noi un ulteriore stimolo alla
purificazione del modo di vivere la
fede, cosicché la religione, professata e
vissuta in modo autentico, svolga
sempre meglio il suo ruolo di fattore di
umanizzazione e pacificazione della
società.
■
parlano del seme
30
GIORNATE DI STUDIO
di mcf
Il Fondatore portatore del
carisma; i Voti di totale
consacrazione a Dio;
l’importanza della formazione
nel tempo di Noviziato: sono i
temi trattati da sr Delia ai
novizi Piccoli Fratelli del SS.mo
Sacramento durante un Corso
di studio e formazione.
D
al 18 sera al 23 mattina del
mese di settembre u.s. un ristretto
gruppo di Piccoli Fratelli del SS.mo
Sacramento provenienti dal Brasile (tre
novizi, accompagnati dal loro Maestro
e un Fratello iuniore), si sono ritrovati
nella nostra casa di Esercizi di Borgata
Ottavia-Roma per partecipare a
“Giornate di studio e Formazione”
tenute loro da sr Delia Trianni.
Le tematiche oggetto di studio e
formazione sono state:
▪ Eustachio Montemurro testimone di
vita eucaristica,
▪ l’impegno dei Voti di totale
consacrazione a Dio e la
formazione nel tempo di Noviziato.
Sr Delia, attingendo alla sua
esperienza personale, maturata come
Maestra di noviziato e di formatrice a
diversi livelli, e alla sua approfondita
conoscenza degli scritti del Fondatore,
parlano del seme
parlano del seme
31
In apertura Sr Delia durante
le lezioni ai
Piccoli Fratelli:
(da sinistra),
i novizi Fabio e
Eduardo,
il Maestro
p. Vincenzo,
lo iuniore
Marcello,
il novizio
Umberto.
E FORMAZIONE
nel condurre queste giornate ha messo
a disposizione dei Piccoli Fratelli tanta
ricchezza dottrinale, spirituale e umana
integrata e supportata da riferimenti
concreti alla vita vissuta, che ha saputo
porgere con squisito tatto pedagogico
sino a superare lodevolmente la
barriera della diversità di lingua.
Sviluppando il primo tema, ha
illustrato gli aspetti più significativi
della vita del Montemurro, presentato
nel contesto familiare, in cui si
ritrovano le radici della sua esperienza
spirituale, e nell’impegno civico, che
lo impose all’attenzione dei suoi
concittadini per la sua dedizione
gratuita in favore degli ultimi.
Già da laico, la trama del suo
quotidiano, vissuto con intensa
operosità, è tutta intessuta di una
profonda pietà eucaristica, che si
esprime in scelte e gesti ricchi di fede
e di amore per Gesù Sacramentato, col
quale si intratteneva in lunghi colloqui.
Da sacerdote, poi, l’Eucaristia è al
centro di tutto il suo ministero di
predicazione, assistenza ai moribondi,
di amministrazione dei sacramenti. È
proprio durante il ministero
sacerdotale che don Eustachio,
immesso nella vita del suo popolo, non
più come medico, ma come colui che
entra in contatto con le coscienze,
comprende le cause del degrado
morale e sociale constata la mancanza
di sollecitudine pastorale dei suoi
parlano del seme
32
confratelli nel sacerdozio. Questo
cammino nella pastorale eucaristica,
— ha sottolineato sr Delia, — è
diventato il substrato a partire dal
quale egli ha compreso la sua missione
di Fondatore.
Attraverso la lettura commentata e
penetrante di pagine scelte degli scritti
di don Eustachio, sr Delia ha fatto
ripercorrere ai Piccoli Fratelli
l’avventura interiore del Fondatore,
che si snoda tra il “Cenacolo e il
Golgota, luoghi di appuntamento di
amore con il Diletto”, fino al momento
culminante in cui, il Giovedì Santo del
1905, adorando Gesù Eucaristia e
contemplandolo Crocifisso dal costato
trafitto, egli ha concepito nel proprio
cuore i Piccoli Fratelli del Santissimo
Sacramento e ha compreso la loro
missione nella Chiesa: «Figliolo, Gesù
vuole da te che sia onorato, amato,
adorato il SS.mo Sacramento…».
L’adorazione che sono chiamati a
vivere e a testimoniare i Piccoli
Fratelli, ha detto sr Delia, nasce da
questa esperienza, che il Fondatore ha
lasciato impressa, quale prezioso dono
per i suoi figli spirituali, nella pagina
del suo Diario, datata al 20 aprile
1905.
Non meno interessante è stato lo
studio delle Costituzioni viste nel loro
iter storico, a partire dal primo nucleo
e dai successivi Abbozzi di esse, stilati
dal Fondatore, per arrivare alle
Costituzioni attuali. Quindi, sr Delia ha
trattato i Voti di Povertà Castità e
Obbedienza, che sigillano la
Consacrazione totale di se stessi a Dio
e più in particolare il Quarto Voto, con
il quale i Piccoli Fratelli si impegnano
a “praticare e promuovere il culto
eucaristico”. Infine ha messo a fuoco
A fine Corso, i Piccoli Fratelli posano per una foto ricordo con sr Delia.
parlano del seme
33
La Superiora generale Madre Gabriella Panella saluta i partecipanti al corso. Accanto a lei, Madre
Pierfranca Crobe, superiora della casa e p. Vincenzo.
l’importanza della formazione durante
il Noviziato, conformemente alla
mente della Chiesa, del Padre
Fondatore e alle linee dichiarate nelle
Costituzioni dei Piccoli Fratelli del
Santissimo Sacramento.
Le Giornate di studio e formazione,
scandite in momenti di ascolto, di
riflessione personale e di confronto,
sono state intense e condotte in un
clima di notevole partecipazione e
interesse da parte dei giovani, i quali,
mediante il dialogo e i loro interventi
mirati, hanno consentito a sr Delia, che
ben conosceva le dinamiche interiori
dei soggetti in formazione, di calare i
principi giuridici, spirituali e
disciplinari nel vivo della vita concreta
del Noviziato, e di chiarirli con esempi
tratti dall’esperienza, con grande
profitto degli stessi destinatari.
Come dal Programma, a chiusura
di queste giornate, la Superiora
generale, Madre Gabriella Panella, ha
rivolto il suo caloroso saluto ai
partecipanti, richiamando l’importanza
della formazione e l’impegno
personale che essa richiede su se stessi,
affinché le mediazioni umane siano
efficaci.
«Noi e voi, nella nostra missione,
siamo animati dallo stesso carisma di
Padre Montemurro e il nostro impegno
comune, — ha esortato —, sia quello
di far vivere nella Chiesa il suo
carisma e di imitarne le virtù, così da
far risplendere nella nostra vita la sua
santità. Questo sarà anche il miglior
contributo per la causa della sua
glorificazione da parte della Chiesa». ■
34
Cammina con il tuo Dio
Prega il tuo Dio
che non cammini davanti a te
perché forse
non riusciresti a seguirlo.
Prega il tuo Dio
che non cammini dietro di te
perché forse
potresti dimenticarlo.
Chiedigli di camminare
accanto a te
perché tu possa
contemplare il suo volto
e stringere forte la sua mano.
Cammina accanto al tuo Dio.
Renzo Sala
«E Gesù avvicinatosi disse loro …
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Matteo 28, 18.20
35
a
PAESI INTERESSATI
ECUADOR
FILIPPINE
ALBANIA
COME INVIARE LE OFFERTE:
versando sul CCP 1784 3012
intestato a:
Adozione a distanza MSC
Via S. Stefano Rotondo, 7
00184 Roma
con assegno bancario intestato a:
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Adozione a distanza
Via S. Stefano Rotondo, 7
00184 Roma
consegnandole direttamente a:
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00184 - Roma
e-mail: [email protected]
Tel. 06/700.28.41
COSTO DEL PROGRAMMA
€
€
€
€
31,00
93,00
186,00
372,00
al mese
a trimestre
a semestre
all’anno
Bimestrale - Anno IV (X) - Poste Italiane S.p.A. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004, n.46) art. 1 comma 2 DBC - Bari
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