NOV.-DIC. 2011 N. 5 BIMESTRALE MISSIONARIE DEL SACRO COSTATO ASSOCIAZIONE LAICALE ANNO IX(X) 2 T ESTIMONIARE ...e ne uscì sangue ed acqua Bimestrale delle Suore Missionarie del Sacro Costato e Associazione Laicale “Sacro Costato” Costato Direttore Responsabile: Mario Ladisa 5 EDITORIALE Redazione: Il nostro grazie a suor Delia Maria Cristina Floris Collaboratori: Collaboratori: Mario Ladisa Cristina Floris Daniele Mereu Gaetano Scioscia Floriano Scioscia Registrazione presso il Tribunale 7 Parola della Chiesa di Bari n° 1308 del 20.01.1997 La porta della fede Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. D.L. Benedetto XVI 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004, n. 46) art. 1 comma 2 DCB - Bari Sede centrale: centrale Via S. Stefano Rotondo, 7 00184 ROMA Tel. 06/772 082 92 Redazione: Via S. Stefano Rotondo, 7 00184 ROMA Tel. 06/772 082 92 e-mail: [email protected] Impostazione grafica e fotocomposizione: Maria Cristina Floris Impaginazione e stampa: Unione Tipografica Via S. Milella, 10 - Bari Abbonamento mediante: c/c n. 86931003 intestato a: Ist. Suore Miss.rie Sacro Costato Post. Canonizzazione E. Montemurro Via S. Stefano Rotondo, 7 00184 Roma Indicare la causale: Bimestrale Testimoniare Abbonamento annuale: offerta libera Sommario n. 5 novembre-dicembre 2011 - Anno IX(X) Vita della Congregazione Spazio aperto 10 26 “Vieni al Padre”. “Sì, vengo!” F. Scioscia Sr M. Cristina Floris 16 La nuova Missione di Cariacica Parlano del seme Sr Rosirene Alves de Freitas 19 30 Il «Sì» per sempre a Dio Vita dell’Associazione In copertina Le Sezioni della Sardegna mcf Giornate di studio e formazione mcf Sr Enza Mastromatteo 23 Pellegrini della Verità e della Pace Immagine della Madonna della fiducia che si venera a Casa S. Paolo – Lanzo di Martina Franca, Taranto. 3 4 BAMBINO GESÙ Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli! accarezza il malato e l'anziano! Spingi gli uomini a deporre le armi e a stringersi in un universale abbraccio di pace! Invita i popoli, misericordioso Gesù, ad abbattere i muri creati dalla miseria e dalla disoccupazione, dall'ignoranza e dall'indifferenza, dalla discriminazione e dall'intolleranza. Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme, che ci salvi liberandoci dal peccato. Sei Tu il vero e unico Salvatore, che l'umanità spesso cerca a tentoni. Dio della Pace, dono di pace all'intera umanità, vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia. Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen. Giovanni Paolo II e Sr Delia Trianni, attenta osservatrice e voce critica autorevole, assidua e qualificata collaboratrice, ha dato spessore al nostro periodico con la pubblicazione, in queste pagine, di articoli tratti dalle sue produzioni a carattere storico e spirituale. ditoriale di 5 Mario Ladisa S crivere sul conto di suor Delia lo ritengo un privilegio, perché mi consente di esprimere pubblicamente le mie sensazioni, emozioni, esperienze vissute in un arco di tempo ventennale accanto a Lei. E so che ognuno, tra quanti l’hanno conosciuta da vicino, può dire la stessa cosa: suor Delia nelle relazioni interpersonali aveva un carisma; non una conoscenza dell’altro generica, superficiale, la sua, come spesso accade, ma un’intensa condivisione della storia di ciascuno. Quando decise di dare al periodico Testimoniare una veste tipografica nuova ed un riconoscimento giuridico, con la sua registrazione presso il Tribunale di Bari, suor Delia pensò a me, da subito, quale direttore re- sponsabile dello stesso. È come se avesse saputo, e non poteva saperlo, che fin dall’età di vent’anni scrivevo sul giornale salesiano, Dimensioni per Due, lunghi articoli sul Concilio Vaticano II, che dal 1965 in poi ha segnato la formazione di noi, allora giovani laici, e posto le basi di una nuova primavera della Chiesa nel mondo contemporaneo. Sr Delia è stata la mente di Testimoniare che ― nato come bimestrale dell’Associazione Laicale Sacro Costato ― nella sua storia ha avuto in lei un’attenta osservatrice e una voce critica autorevole, sempre volta a migliorarne l’immagine e i contenuti. Come assidua e qualificata collaboratrice, inoltre, ha dato spessore al nostro periodico con la pubblicazione, in queste 6 e ditoriale pagine, di articoli tratti dalle sue produzioni a carattere storico e spirituale sul Padre Fondatore, Eustachio Montemurro. Di tutto questo le siamo profondamente grati. La mia esperienza di laico cattolico, impegnato nel sindacato e nella mia attività istituzionale, quale responsabile di vari Uffici all’interno degli Uffici del Lavoro, era lontanissima dalla sua esperienza di consacrata. Ciò non ha impedito che ci scambiassimo idee su questo o quell’argomento e trovassimo, nella maggior parte dei casi, una facile sintesi. Leggeva gli editoriali annotando con scrupolosità qualche stonatura, ma ha sempre rispettato il mio pensiero, le mie convinzioni, insomma, mi ha lasciato sempre libero di scrivere come sapevo e come desideravo, in un panorama, come quello della editoria cattolica, che non è indenne dalla tentazione della censura. Sr Delia è stata capace, e lo ha fatto con tutti i laici dell’Associazione Sacro Costato, di suscitare un nuovo entusiasmo verso un impegno ecclesiale, scoprendo i talenti di ognuno e inserendoli al posto giusto, perché potessero esprimersi al meglio e dare all’Associazione una vitalità moderna. Proverbiali sono i suoi piccoli doni, partecipati dalle Superiore generali che si sono avvicendate, e che sempre hanno fatto sentire il ramo laicale come una piccola ma significativa realtà all’interno della Congregazione. Concludo con un episodio che esprime la sensibilità e la finezza d’animo di Suor Delia. Mia figlia Claudia, in partenza per l’Inghilterra, dove si recava per il dottorato di ricerca, l’affidai a lei per il pernottamento nella Casa generalizia di Santo Stefano, in Roma, da dove sarebbe partita in tarda mattinata per l’aeroporto di Ciampino. Claudia cenò, pregò con le suore. All’indomani, dopo una abbondante colazione, sr Delia le regalò un quadretto del S. Cuore, insieme a due grossi panini perché non avesse bisogno di niente. Chiedendoci quale eredità ci ha lasciato suor Delia, penso di poter rispondere che ha dato tutto ciò che poteva dare alla Chiesa, alla Congregazione, al suo amato Padre Fondatore, a tutti coloro che l’hanno conosciuta. Ci mancheranno le sue lettere di incoraggiamento, la sua serenità, il suo entusiasmo di donna sempre giovane. ■ LETTERA APOSTOLICA PORTA FIDEI DI BENEDETTO XVI E INDIZIONE DELL’ANNO DELLA FEDE: 11 OTTOBRE 2011 7 LA “PORTA DELLA FEDE” Riportiamo i passaggi salienti della Lettera apostolica “Porta fidei” di Benedetto XVI, con la quale l’11 ottobre 2011 ha indetto l’Anno della Fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012 e terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013. A nche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva (cfr Gv 4,14). Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli. L’insegnamento di Gesù, infatti, risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la via eterna” (Gv 6, 27). L’interrogativo posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” (Gv 6, 28). Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6, 29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza. Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato […]. L’ Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo […]. parola della chiesa 8 CONFESSARE E CELEBRARE LA FEDE D esideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno. Non a caso, nei primi secoli i cristiani erano tenuti ad imparare a memoria il credo. Questo serviva loro come preghiera quotidiana per non dimenticare l’impegno assunto con il Battesimo. Con parole dense di significato, lo ricorda sant’Agostino quando, in un’Omelia sulla consegna del Credo, dice: “Il simbolo del santo mistero che avete ricevuto tutti insieme e che oggi avete reso uno per uno, sono le parole su cui è costruita con saldezza la fede della madre Chiesa sopra il fondamento stabile che è Cristo Signore. Voi dunque lo avete ricevuto e reso, ma nella mente e nel cuore lo dovete tenere sempre presente, lo dovete ripetere nei vostri letti, ripensarlo nelle piazze e non scordarlo durante i pasti: e anche quando dormite con il corpo, dovete vegliare in esso con il cuore” […]. Esiste, infatti, un’unità profonda tra l’atto con cui si crede e i contenuti a cui diamo il nostro assenso. L’apostolo Paolo permette di entrare all’interno di questa realtà quando scrive: “Con il cuore si crede e con la bocca si fa la professione di fede” (Rm 10,10). Il cuore indica che il primo atto con cui si viene alla fede è dono di Dio e azione della grazia che agisce e trasforma la persona fin nel suo intimo. Professare con la bocca, a sua volta, indica che la fede implica una testimonianza ed un impegno pubblici. Il cristiano non può mai pensare che credere sia un fatto privato. La fede è decidere di stare con il Signore per vivere con Lui. E questo “stare con Lui” introduce alla comprensione delle ragioni per cui si crede. La fede, proprio perché è atto della libertà, esige anche la responsabilità sociale di ciò che si crede […]. LA STORIA DELLA NOSTRA FEDE S arà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede [...]. In questo tempo terremo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, “colui che dà origine alla fede e la porta a compimento”: in lui trova compimento ogni travaglio ed anelito del cuore umano. La gioia dell’amore, la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all’offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la potenza della sua Risurrezione. In lui, morto e risorto per la nostra salvezza, parola della chiesa 9 trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni della nostra storia di salvezza. PER FEDE MARIA accolse la parola dell’Angelo e credette all’annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nella obbedienza della sua dedizione. Visitando Elisabetta innalzò il suo canto di lode all’Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui. Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità. Confidando in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode. Con la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota. Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore, lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo. PER FEDE GLI APOSTOLI lasciarono ogni cosa per seguire il Maestro. Credettero alle parole con le quali annunciava il Regno di Dio presente e realizzato nella sua persona. Vissero in comunione di vita con Gesù che li istruiva con il suo insegnamento, lasciando loro una nuova regola di vita con la quale sarebbero stati riconosciuti come suoi discepoli dopo la sua morte. Per fede andarono nel mondo intero, seguendo il mandato di portare il Vangelo ad ogni creatura e, senza alcun timore, annunciarono a tutti la gioia della risurrezione di cui furono fedeli testimoni. PER FEDE I DISCEPOLI formarono la prima comunità raccolta intorno al- l’insegnamento degli Apostoli, nella preghiera, nella celebrazione dell’Eucaristia, mettendo in comune quanto possedevano per sovvenire alle necessità dei fratelli. PER FEDE I MARTIRI donarono la loro vita, per testimoniare la verità del Vangelo che li aveva trasformati e resi capaci di giungere fino al dono più grande dell’amore con il perdono dei propri persecutori. PER FEDE UOMINI E DONNE hanno consacrato la loro vita a Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica l’obbedienza, la povertà e la castità, segni concreti dell’attesa del Signore che non tarda a venire. Per fede tanti cristiani hanno promosso un’azione a favore della giustizia per rendere concreta la parola del Signore, venuto ad annunciare la liberazione dall’oppressione e un anno di grazia per tutti . PER FEDE, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita, hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati. PER FEDE VIVIAMO ANCHE NOI: per il riconoscimento vivo del Signore Gesù, presente nella nostra esistenza e nella storia […]. Affidiamo alla Madre di Dio, proclamata “beata” perché “ha creduto” (Lc 1, 45), questo tempo di grazia. ■ vita della congregazione 10 “Vieni, al Padre”. “Sì, Vengo!” Suor Delia Trianni MSC Sr Sr M. M. Cristina Cristina Floris Floris I l 26 dicembre 2011, sr Delia Trianni, adorna di virtù, è andata incontro allo Sposo, che con viva fede e amore ardente aveva cercato, contemplato e servito nel corso della sua vita, unendosi a Lui nelle nozze eterne. Tre anni or sono, aveva avvertito i primi sintomi di una malattia che, progressivamente, ne aveva intaccato la salute e minato le forze, ma non il suo spirito. Ancora sotto l’effetto della chemioterapia, era piena di vita e di progetti: «Sono come una madia piena» affermava di sé ultimamente, nell’esprimere il suo desiderio di comunicare i frutti del suo dialogo ininterrotto col Signore e trasmettere l’esperienza e le conoscenze acquisite in tanti anni di lavoro. Si diceva profondamente convinta che il Signore la lasciava ancora in vita per portare a compimento la sua missione su questa terra. Sorretta dalla forza interiore che attingeva da questa visione di fede, con passione, amore e gioia, raccogliendo tutte le sue energie giorno per giorno, ha portato a termine alcuni lavori da completare e, in perfetta obbedienza alle Superiore, ne ha realizzato altri che riteneva di gran bene per il futuro della Congregazione. ■ Nata ad Alliste (LE) il 31 dicembre 1930, poco più che sedicenne, il 22 aprile 1947, entrò nella Congregazione delle Missionarie del Sacro Costato, a Gravina di Puglia, dove il 31 luglio vita della congregazione 11 Messa di esequie: i famigliari di sr Delia; terza da sinistra, la sorella Nunziatina. 1950 emise la professione religiosa. ■ Intrapresi, a Roma, gli studi di Istituto Magistrale, li completò a Taranto, il 1954, conseguendo il diploma di insegnante di Scuola Elementare. Per dieci anni, sino al 1964, insieme a quello dell’insegnamento, ricoprì molteplici incarichi e tra questi, dal 1960 al 1964, le vennero affidate le Apostoline e le Postulanti,che a Taranto completavano l’anno scolastico prima di raggiungere la sede del Noviziato. ■ Da Taranto nel 1964 venne destinata a Castel Gandolfo, quale Maestra delle Postulanti e l’anno successivo fu nominata Maestra delle novizie; incarico, questo, che ricoprirà fino al 1971. ■ Dal settembre 1971, per 40 anni di seguito, la vita di sr Delia si è svolta a Roma, nella Curia generalizia, dedita ad una attività intensa, variegata e molteplice: - Tra il 1971 e il 1983, è Assistente e Segretaria generale; consegue la Licenza in Diritto Canonico all’Università Gregoriana e completa i Corsi per il Dottorato; è membro della Commissione per le Costituzioni. - Negli anni 1983-1995, come Assistente Generale è responsabile della Formazione Permanente; cura gli scritti di Padre Fondatore; è incaricata delle iuniori; avvia l’Associazione Laicale Sacro Costato, per la quale è Delegata della Superiora generale. - Dal 1995 è Vicepostulatrice della Causa di Canonizzazione del vita della congregazione 12 La Messa di esequie presieduta da p. Giovanni Volmir, Superiore generale dei Piccoli Fratelli; da sinistra, p. Luis Castro Pereira, d. Candido, Fr Renato PF. p. Pietro Schiavone SJ, p. Vincenzo PF. Fondatore e, come archivista e storica della Congregazione, scrive biografie e opuscoli di spiritualità. ■ All’alba del 26 dicembre 2011, invocando i nomi di Gesù, Giuseppe e Maria, ha lasciato questa terra, mentre la comunità riunita in cappella per la Santa Messa cantava il Gloria, quasi invito a ringraziare il Signore per quanto nella vita di sr Delia ha operato a Sua gloria e a beneficio di tanti. « Non recuso laborem» era il motto di S. Martino di Tours che sr Delia fin da giovane religiosa fece suo. In esso scopriamo il movente e il segreto della dedizione incondizionata con cui ha abbracciato e assolto i compiti e le cariche affidatele, in diversi ambiti, dalle Superiore, vedendo in ogni loro mandato o richiesta una chiamata del Signore, che lei accoglieva in atteggiamento di obbedienza nella fede e traduceva in servizio per il bene della Chiesa, della Congregazione e delle singole persone che incontrava nel suo cammino. I l ruolo di formatrice a diversi livelli, è stato quello che più le confaceva, e che più a lungo, direttamente o indirettamente, ha esercitato nel corso della vita. Capace di relazioni interpersonali profonde, vitali, improntate ad amore e fortezza vita della congregazione 13 e mirate sempre al bene e alla crescita della persona, nella Congregazione è stata punto di riferimento, oltre che per le sue ex novizie, per tante sorelle che in lei hanno incontrato la Sorella o la Madre capace di ascolto, consiglio, discernimento. A ltrettanto efficace e ricco di frutti apostolici è stato il suo lavoro con i Laici del Sacro Costato, che con sapienza ha guidato spiritualmente e accompagnato fraternamente nel loro cammino di fede sulle orme di Padre Eustachio, all’interno dell’Associazione. Opera, questa, che sr Delia ha seguito nella sua nascita e crescita fino all’espansione nelle diverse nazioni in cui oggi è presente, e riconosciuta dalla Chiesa come Opera propria della nostra Congregazione. I lunghi anni di intenso lavoro, come curatrice degli scritti del Fondatore e Vicepostulatrice della Causa di Canonizzazione, non sono stati coronati dalla gioia di vederne riconosciuta la santità da parte della Chiesa, mentre era sulla terra, ma non per questo le siamo meno grate, poiché è a lei che la Congregazione, e tutta la grande famiglia religiosa e laicale di Padre Eustachio Da sinistra: Madre Giuseppina Anatrone, Superiora generale MCSC, Madre Gabriella Panella, Superiora generale MSC, dott. Michele Armienti e dott. Gaetano Scioscia, rispettivamente, Presidente nazionale e Presidente internazionale dell’Associazione Laicale Sacro Costato. vita della congregazione 14 deve la conoscenza storica delle proprie origini e del Fondatore, di cui ha tra le mani gli scritti, i quali, ― come scrive la stessa sr Delia ― «costituiscono il punto di riferimento nel discernere ciò che va intrapreso perché gli Istituti si conservino e sviluppino nella Chiesa, a gloria di Dio e a bene delle anime» (E. Montemurro. Testimone e padre, p. 174). C on la sua cospicua produzione a carattere storico e spirituale, frutto di ricerca, condotta con perizia amore e passione, e integrata con la sua ricca esperienza umana e spirituale, suor Delia ha lasciato alla Congregazione una grande eredità, un prezioso patrimonio da custodire e tramandare. Così, il 26 dicembre, davanti alla sua salma, ha testimoniato di lei padre Giovanni Volmir, Superiore generale dei Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, durante l’omelia: «Con i suoi scritti, le sue pubblicazioni, le sue parole, insegnamenti e consigli e soprattutto con la propria vita, suor Delia ha tracciato un cammino da percorrere, per noi Piccoli Fratelli e per le nuove generazioni di Missionarie del Sacro Costato. Donna aperta e conoscitrice dell’animo dei giovani di oggi, capace di ascolto e dialogo, viveva il presente guardando al futuro e sapeva indicare la scelta da intraprendere o il passo da compiere al momento giusto. Autentica Figlia di Padre Eustachio, a lei i Piccoli Fratelli devono tanto, perché è lei che ce lo ha fatto incontrare e conoscere». L a sua persona ricca, umanamente e spiritualmente, portava il segno della fecondità propria di chi apre nuove strade e suscita nuova vita attorno a sé e nell’intimo delle persone che accosta. Donna di preghiera, sr Delia, in tutto il suo operato, era sorretta dalla vita interiore e attingeva la linfa vitale dalla sua comunione col Signore. «Uno degli aspetti della mia spiritualità ― confidava ― è stare sulla breccia», e ancora: «Sento con chiarezza che il Signore mi ha posto come Sentinella» (Is 21,6.8.11). S r Delia ci ha insegnato non solo come vivere, ma anche come prepararci all’incontro con Dio: alle consorelle della comunità, che nell’ultima settimana si avvicendavano nella sua camera per assisterla o per starle vicine, chiedeva espressamente di pregare con lei, e per tutte aveva un messaggio di luce e di vita. Alle giovani iuniores, raccolte attorno al suo letto, la mattina di Natale ha detto: «Sorelle, ciò che conta è l’Amore, tutto il resto sono fronzoli, non attaccatevi alle cose che passano». Padre Pietro Schiavone S. J., che l’aveva seguita nella fase finale, nell’omelia tenuta ai suoi funerali, ha sottolineato, tra l’altro, che sr Delia, «dopo essere vissuta come la sposa del Cantico dei cantici nella ricerca dell’Amore dell’Anima sua, ha affrontato la sofferenza con indicibile edificazione, convinta e pienamente consapevole della sua vita offerta per vita della congregazione 15 I concelebranti durante il rito funebre al termine della Liturgia Eucaristica. la Chiesa e la Congregazione». A nome di tutte le Missionarie del Sacro Costato presenti e lontane, la Superiora generale Madre Gabriella ha ringraziato sr Delia «per il suo profondo amore per la Congregazione, che ha servito con grande zelo e senza risparmiare alcuna fatica, fino all’ultimo respiro». L a messa esequiale, il 27 dicembre, è stata presieduta da p. G. Volmir P. F. e concelebrata da p. Pietro Schiavone S. J., p. Vincenzo P.F., don Candido, e p. Luis Castro Pereira, nella Parrocchia Santa Maria in Domnica, in Roma, dove sono convenuti per l’ultimo abbraccio a sr Delia: numerose Missionarie del Sacro Costato; la sorella Nunziatina e altri famigliari; una rappresentanza delle Missionarie Catechiste del Sacro Cuore con la Superiora generale madre Giuseppina Anatrone; i Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento assieme al Superiore generale p. Giovanni Volmir, i Laici del “Sacro Costato”, provenienti dalle Puglie e dalla Sardegna, amici e conoscenti. G razie a te, sr Delia, per il tuo «Sì» a Dio, alla Chiesa, alla Congregazione e a innumerevoli fratelli e sorelle che si sono appoggiati alla tua fede, come gli uccelli del cielo annidano sui rami del granellino di senapa divenuto grande albero (Mt 13,31). Grazie, per la tua fedeltà! ■ vita della congregazione 16 Da sinistra: sr Precy superiora, sr Gislaine, sr Rosirene, col parroco p. Diego P.F. La nuova Missione Sr Rosirene Alves de Freitas In Brasile, per le Missionarie del Sacro Costato si è aperto un nuovo campo apostolico con la nascita della nuova comunità di Cariacica, formata da sr Precy Rabal, superiora, e le iuniori sr Gislaine Gomes Da Silva, e sr Rosirene Alves de Freitas. D al 25 agosto u.s. per le Missionarie del Sacro Costato si è ampliato il campo apostolico in Brasile, con la costituzione della nuova comunità a Cariacica, nella diocesi dello Spirito Santo. La nascente missione ha il suo centro nella parrocchia di Iesus Libertador, costituita da ben 23 Comunità ecclesiali di base e affidata ai Piccoli Fratelli del Santissimo Sacramento, con i quali noi collaboriamo nelle richieste della evangelizzazione, nelle varie necessità e nell’aiutare tante persone a recuperare la propria dignità perduta. Il primo periodo è stato intenso di emozioni e abbiamo vissuto momenti molto importanti per il vita della congregazione 17 Sr Precy tra mamme e bambini durante la pastorale familiare. di Cariacica nostro inserimento e per l’avvio dell’attività apostolica. L’Arcivescovo D. Luiz Mancilha Vilela, nell’incontro che abbiamo avuto con lui, ha manifestato il suo gradimento per la presenza delle Missionarie del Sacro Costato nella sua diocesi e ha impartito la sua paterna benedizione per l’inizio del nostro lavoro apostolico. Anche il primo impatto con la gente del posto è stato molto positivo: i parrocchiani ci hanno accolto benevolmente, con gesti di premura e affetto. I rappresentanti delle diverse Comunità ecclesiali di base si sono riuniti per darci il benvenuto ufficiale a nome di tutti. Sin dall’inizio della nostra presenza a Cariacica, ognuna di noi ha ricevuto dalle mani del parroco p. Diego P. F. il proprio impegno apostolico: da quel momento ci siamo sentite inserite pienamente nelle attività parrocchiali. Come comunità abbracciamo un lavoro pastorale vario e articolato: insegnamento del catechismo parrocchiale e di teologia biblica, pastorale giovanile e familiare, Apostolato della Preghiera, Ministri dell’Eucaristia, celebrazione vita della congregazione 18 domenicale della liturgia della Parola nelle diverse Comunità ecclesiali di base, quando non vi si celebra l’Eucaristia. L’arcivescovo ci ha dato anche la facoltà di amministrare il Battesimo e il Matrimonio. Il nostro lavoro apostolico è rivolto particolarmente alla gente del barrio Juscelino Kubitsheck, uno dei posti più poveri della parrocchia. Durante la settimana visitiamo le famiglie bisognose di aiuto, distribuendo alimenti che la parrocchia a sua volta riceve da alcuni benefattori. Provvediamo pure a far giungere a questi poveri gli aiuti che gli organismi civili e i progetti sociali offrono per i più indigenti e di cui la maggior parte dei casi non è neppure a conoscenza. Le tante persone con cui entriamo in contatto quotidianamente ci raccontano la propria storia, intessuta di sofferenze, ma anche di gioie, di conquiste che arrivano dopo tanta lotta e tanto lavoro. Noi, a nostra volta, ci mettiamo a loro servizio e nella nostra preghiera le portiamo davanti a Dio nell’Eucaristia. Ogni giorno, qui, a Cariacica è come se fosse il primo, perché la novità di Dio ci accompagna sempre, e allo stesso tempo è come se fosse l’ultimo, perché quando arriva la sera siamo confortate dalla certezza di aver fatto quanto era nelle nostre possibilità per questi fratelli che il Signore ci affida. ■ Le Sorelle animano l’Adorazione di Gesù Eucaristia. vita della congregazione 19 IL «SÌ» PER SEMPRE A DIO Sr Ardiana Haxhari fa la professione perpetua di sr Enza Mastromatteo «Io, sr Ardiana Haxhari, faccio professione e prometto a Dio Onnipotente… Castità, Povertà e Obbedienza perpetua». C on queste solenni parole, il 3 settembre 2011, sr Ardiana Haxari sigillava per sempre la consacrazione totale di sé a Dio e alla Chiesa, fra le Missionarie del Sacro Costato. La cerimonia si è svolta nel santuario della Madonna del Buon Consiglio, — situato all’ingresso della ridente città di Scutari (Albania), ispiratore di una grande devozione mariana e meta di continui pellegrinaggi,— in un clima di gioiosa comunione ecclesiale, soffusa di preghiera e di sentimenti suggestivi. Un misterioso equilibrio di preghiera, silenzio, canti, gesti e simboli vita della congregazione 20 liturgici, intrecciava in un’unica sinfonia il tema dell’alleanza sponsale tra Cristo e sr Ardiana. Il Rito, pur tante volte celebrato, non finisce mai di stupire e di evocare le domande più profonde dell’anima: «Dov’è Dio nella mia vita? Come individuare, discernere, capire quello che Dio vuole da me? Sta forse chiamando anche me?». La strada scelta da Dio per sr Ardiana, certo, non è per tutti! Essa è una sequela assoluta e totalizzante: coi voti perpetui di castità, povertà e obbedienza, ella ha professato di voler amare tutti in Dio con cuore indiviso, di voler possedere Dio come sua unica ricchezza e di essere fedele testimone del suo amore. Auguriamo a sr Ardiana una grande generosità nel corrispondere a tale grande dono e chiediamo a Cristo, per intercessione della Vergine e del nostro amato Padre Fondatore, di avvolgerla sempre più nella Sua fedeltà, perché si conservi forte e perseverante fino alla fine. Alla concelebrazione liturgica, presieduta dall’Arcivescovo di La Superiora generale Madre Gabriella Panella firma la formula dei Voti emessi da sr Ardiana. vita della congregazione 21 Una foto ricordo: con S. E. mons. Angelo Massafra, Arcivescovo di Scutari, i concelebranti, Madre Gabriella, (da sinistra) sr Miriam Nacucchi, Superiora, sr Iginia Cicala, Superiora provinciale, sr Enza Mastromatteo, Assistente generale, sr Gjelina Nikolli, sr Arcangela Loverre. Scutari, mons. Angelo Massafra, erano presenti alcuni sacerdoti, i genitori della neo professa, i parenti e famiglie amiche, la Superiora generale, Madre Gabriella Panella, l’Assistente generale sr Enza Mastromatteo, la Superiora provinciale sr Iginia Cicala e la comunità delle suore Missionarie del Sacro Costato che operano nella città di Scutari e nel villaggio di Rranxa di Bushat. Nel corso del 2011, insieme a sr Ardiana, hanno emesso i voti perpetui sr Hu Jie Teresina e sr Hong Xia Teresa, il 15 settembre 2011 in Estremo Oriente, e sr O’ Guia Salde Francisco, il 19 giugno Solennità della SS. Trinità, nella nostra cappella di Kalibo (Isole Filippine) dove, per la circostanza, ha celebrato sua Ecc.za mons. Mgr. Hubertus Leteng, vescovo di Ruteng. A tutte queste nostre Sorelle gli auguri e la nostra preghiera, perché la loro vita sia un «sì» generoso al Signore, sull’esempio di Maria, la Vergine Madre. ■ vita dell’associazione 22 di mcf LE SEZIONI DELLA Dall’8 al 13 ottobre sr Maria Cristina Floris ha visitato le Sezioni di Ploaghe, Narbolia, Nuraxinieddu e quella nascente di Ortueri, in sostituzione di suor Delia Trianni Delegata Generale per i Laici, allora impedita da motivi di salute. A d inizio d’anno sociale le Sezioni della Sardegna si sono incontrate con la figura del Fondatore Padre Eustachio Montemurro, partecipando alla presentazione, da parte di sr M. Cristina Floris, della biografia Eustachio Montemurro. Testimone e padre, uno degli ultimi doni consegnatici da sr Delia Trianni, che ne è l’autrice. Le Sezioni sarde sono realtà diverse, come diverso è il contesto sociale ed ecclesiale in cui operano, ma le accomuna un profondo e familiare legame alla comunità locale delle Missionarie del Sacro Costato e alla Congregazione tutta, cui l’Associazione è aggregata. Nel programma di vita associativa annuale delle diverse Sezioni, accanto ai tempi di formazione e preghiera, è vivo l’impegno apostolico: catechesi, vita dell’associazione 23 Narbolia Gli Associati durante la presentazione della biografia del Padre Fondatore. Terza da sinistra: la presidente Mariella Serra; con loro: sr Adalberta Mura, Superiora della comunità e Assistente religiosa. SARDEGNA animazione liturgica, decoro della parrocchia, e iniziative varie in favore dei bisognosi e delle missioni estere. Inoltre, come previsto dal programma triennale, è intento degli associati sardi approfondire, durante il corso dell’anno, la figura e l’opera di Padre Eustachio, anche mediante la lettura, a livello personale e di Sezione, della recente biografia di sr Delia su di lui. E questo, per ispirarsi sempre più alla figura del Fondatore, così da trarre stimoli dalla sua intensa e variegata attività, e soprattutto per scoprire il segreto che animava il suo servizio per gli altri, già da laico, sia nello svolgimento della sua professione di medico e sia nel coinvolgimento nella vita civica: un servizio vissuto sempre come missione e nel segno della gratuità. Conoscere sempre più Padre Fondatore, dunque, è un impegno che deve coinvolgere sempre più tutte le Sezioni, per dare dinamismo al nostro cammino associativo, imparando da lui a coniugare fede e vita, in un dialogo costante con Dio e in una squisita e appassionata attenzione verso l’uomo, soprattutto se indigente o sofferente, l’uomo da promuovere, elevare culturalmente e civilmente, l’uomo da portare a Dio. ■ vita dell’associazione 24 Ploaghe - In questa pagina: gli associati in riunione di Consiglio (sopra, terzo da sinistra, il presidente Gianfilippo Sechi) e in assemblea, durante l’incontro con sr Maria Cristina Floris. vita dell’associazione 25 Nuraxinieddu - Gli associati fanno il punto sul loro cammino di vita associativa. Sopra Sr Wanda Sini assistente religiosa. Sotto seconda da destra la presidente di Sezione Giovanna Murtas. spazio aperto 26 PELLEGRINI della V ERITÀ e della P ACE di Floriano Scioscia Lo scorso 27 ottobre ad Assisi si è svolta una Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, indetta da Papa Benedetto XVI a 25 anni dalla prima Giornata di preghiera per la pace, organizzata da Papa Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986, a cui parteciparono unendosi in preghiera i leaders di numerose religioni di tutto il mondo. L a nuova giornata, avente per tema Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, ha voluto sottolineare il profondo e inscindibile legame tra la ricerca della pace, della giustizia e della verità: la pace non può realizzarsi se non sono rispettate la giustizia e la verità. Novità caratteristica di questa Giornata è stata la partecipazione non solo di delegazioni delle diverse religioni, ma anche, per la prima volta, di esponenti della cultura e del pensiero non religioso, uniti nella sincera ricerca della pace e della verità per il bene dell’umanità. Poiché già la prima iniziativa di Papa Wojtyla fu fraintesa da alcuni settori della cristianità, che videro nell’incontro di Assisi una sorta di affermazione dell’uguaglianza (e quindi dell’indifferenza) tra tutte le religioni, Benedetto XVI ha voluto nel suo discorso di Assisi spiegare a fondo le motivazioni della decisione di spazio aperto 27 Vaticano - Udienza di ringraziamento, il giorno successivo all’incontro ad Assisi. allargare l’incontro anche ai non credenti, al fine di evitare ogni equivoco. Innanzi tutto, il Papa ha ribadito che «come cristiani, siamo convinti che il contributo più prezioso che possiamo dare alla causa della pace è quello della preghiera». Il suo discorso è perciò partito dal ricordo della Giornata del 1986, svoltasi in un’epoca di tensione internazionale a causa della Guerra Fredda. Ma «nel 1989, tre anni dopo Assisi, il muro cadde – senza spargimento di sangue. [...] Accanto ai fattori economici e politici, la causa più profonda di tale evento è di carattere spirituale […]. La volontà di essere liberi fu alla fine più forte della paura di fronte alla violenza che non aveva più alcuna copertura spirituale. Siamo riconoscenti per questa vittoria della libertà, che fu soprattutto anche una vittoria della pace». VERA NATURA DELLA TRAVISAMENTO D RELIGIONE E SUO i qui il Papa è passato ad esaminare il presente. «Purtroppo non possiamo dire che da allora la situazione sia caratterizzata da libertà e pace. Anche se la minaccia della grande guerra non è in vista, tuttavia il mondo, purtroppo, è pieno di discordia». A destabilizzare l’orizzonte internazionale è, soprattutto, il fenomeno del terrorismo. «Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente [...]. La religione qui non è a servizio della pace, ma della giustificazione della violenza. La critica della religione, a partire spazio aperto 28 Assisi - 27 ottobre, Giornata di riflessione, di dialogo e preghiera per la pace e la giustizia. dall’Illuminismo, ha ripetutamente sostenuto che la religione fosse causa di violenza e con ciò ha fomentato l’ostilità contro le religioni [...]. Noi lo ripetiamo con forza e grande fermezza: questa non è la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione […]. Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna. Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia. La Croce di Cristo è per noi il segno del Dio che, al posto della violenza, pone il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro [...] . È compito di tutti coloro che portano una qualche responsabilità per la fede cristiana purificare continuamente la religione dei cristiani a partire dal suo centro interiore, affinché – nonostante la debolezza dell’uomo – sia veramente strumento della pace di Dio nel mondo». ASSENZA DI DIO E DECADIMENTO DELL’UOMO B enedetto XVI ha poi rilevato che non soltanto in nome (o col pretesto) della religione si diffondono oggi minacce alla pace e alla giustizia. spazio aperto 29 «Una seconda tipologia di violenza dall’aspetto multiforme ha una motivazione esattamente opposta: è la conseguenza dell’assenza di Dio, della sua negazione e della perdita di umanità che va di pari passo con ciò […]. Ma il “no” a Dio ha prodotto crudeltà e una violenza senza misura, che è stata possibile solo perché l’uomo non riconosceva più alcuna norma e alcun giudice al di sopra di sé, ma prendeva come norma soltanto se stesso [...]. L’adorazione di mammona, dell’avere e del potere, si rivela una controreligione, in cui non conta più l’uomo, ma solo il vantaggio personale […]. L’assenza di Dio porta al decadimento dell’uomo e dell’umanesimo». APERTURA AI NON CREDENTI... A questo punto possiamo comprendere l’apertura a quei non credenti che sono alla ricerca della verità e che non rifiutano a priori la religione. «Accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio. Persone del genere non affermano semplicemente: “Non esiste alcun Dio”. Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono “pellegrini della verità, pellegrini della pace”. Pongono domande sia all’una che all’altra parte. Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri. Queste persone cercano la verità, cercano il vero Dio, la cui immagine nelle religioni, a causa del modo nel quale non di rado sono praticate, è non raramente nascosta. Che essi non riescano a trovare Dio dipende anche dai credenti con la loro immagine ridotta o anche travisata di Dio. Così la loro lotta interiore e il loro interrogarsi è anche un richiamo a noi credenti, a tutti i credenti a purificare la propria fede, affinché Dio – il vero Dio – diventi accessibile». L e parole ragionevoli, misurate ma ferme di Papa Benedetto XVI sono un’esortazione, per noi cristiani, ad essere testimoni della vera natura della religione a cui apparteniamo, che è incarnata nella vita, negli insegnamenti e nella Passione del Signore Gesù. Sono anche un invito a perseverare nel dialogo interreligioso perché tutte le religioni, pur non rinunciando alla propria identità ed alla propria fede, riconoscano che possono cooperare fruttuosamente per promuovere in tutto il mondo la pace e la dignità dell’uomo. Sono infine un invito a collaborare fraternamente anche con tutti “gli uomini di buona volontà”. Essi sono per noi un ulteriore stimolo alla purificazione del modo di vivere la fede, cosicché la religione, professata e vissuta in modo autentico, svolga sempre meglio il suo ruolo di fattore di umanizzazione e pacificazione della società. ■ parlano del seme 30 GIORNATE DI STUDIO di mcf Il Fondatore portatore del carisma; i Voti di totale consacrazione a Dio; l’importanza della formazione nel tempo di Noviziato: sono i temi trattati da sr Delia ai novizi Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento durante un Corso di studio e formazione. D al 18 sera al 23 mattina del mese di settembre u.s. un ristretto gruppo di Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento provenienti dal Brasile (tre novizi, accompagnati dal loro Maestro e un Fratello iuniore), si sono ritrovati nella nostra casa di Esercizi di Borgata Ottavia-Roma per partecipare a “Giornate di studio e Formazione” tenute loro da sr Delia Trianni. Le tematiche oggetto di studio e formazione sono state: ▪ Eustachio Montemurro testimone di vita eucaristica, ▪ l’impegno dei Voti di totale consacrazione a Dio e la formazione nel tempo di Noviziato. Sr Delia, attingendo alla sua esperienza personale, maturata come Maestra di noviziato e di formatrice a diversi livelli, e alla sua approfondita conoscenza degli scritti del Fondatore, parlano del seme parlano del seme 31 In apertura Sr Delia durante le lezioni ai Piccoli Fratelli: (da sinistra), i novizi Fabio e Eduardo, il Maestro p. Vincenzo, lo iuniore Marcello, il novizio Umberto. E FORMAZIONE nel condurre queste giornate ha messo a disposizione dei Piccoli Fratelli tanta ricchezza dottrinale, spirituale e umana integrata e supportata da riferimenti concreti alla vita vissuta, che ha saputo porgere con squisito tatto pedagogico sino a superare lodevolmente la barriera della diversità di lingua. Sviluppando il primo tema, ha illustrato gli aspetti più significativi della vita del Montemurro, presentato nel contesto familiare, in cui si ritrovano le radici della sua esperienza spirituale, e nell’impegno civico, che lo impose all’attenzione dei suoi concittadini per la sua dedizione gratuita in favore degli ultimi. Già da laico, la trama del suo quotidiano, vissuto con intensa operosità, è tutta intessuta di una profonda pietà eucaristica, che si esprime in scelte e gesti ricchi di fede e di amore per Gesù Sacramentato, col quale si intratteneva in lunghi colloqui. Da sacerdote, poi, l’Eucaristia è al centro di tutto il suo ministero di predicazione, assistenza ai moribondi, di amministrazione dei sacramenti. È proprio durante il ministero sacerdotale che don Eustachio, immesso nella vita del suo popolo, non più come medico, ma come colui che entra in contatto con le coscienze, comprende le cause del degrado morale e sociale constata la mancanza di sollecitudine pastorale dei suoi parlano del seme 32 confratelli nel sacerdozio. Questo cammino nella pastorale eucaristica, — ha sottolineato sr Delia, — è diventato il substrato a partire dal quale egli ha compreso la sua missione di Fondatore. Attraverso la lettura commentata e penetrante di pagine scelte degli scritti di don Eustachio, sr Delia ha fatto ripercorrere ai Piccoli Fratelli l’avventura interiore del Fondatore, che si snoda tra il “Cenacolo e il Golgota, luoghi di appuntamento di amore con il Diletto”, fino al momento culminante in cui, il Giovedì Santo del 1905, adorando Gesù Eucaristia e contemplandolo Crocifisso dal costato trafitto, egli ha concepito nel proprio cuore i Piccoli Fratelli del Santissimo Sacramento e ha compreso la loro missione nella Chiesa: «Figliolo, Gesù vuole da te che sia onorato, amato, adorato il SS.mo Sacramento…». L’adorazione che sono chiamati a vivere e a testimoniare i Piccoli Fratelli, ha detto sr Delia, nasce da questa esperienza, che il Fondatore ha lasciato impressa, quale prezioso dono per i suoi figli spirituali, nella pagina del suo Diario, datata al 20 aprile 1905. Non meno interessante è stato lo studio delle Costituzioni viste nel loro iter storico, a partire dal primo nucleo e dai successivi Abbozzi di esse, stilati dal Fondatore, per arrivare alle Costituzioni attuali. Quindi, sr Delia ha trattato i Voti di Povertà Castità e Obbedienza, che sigillano la Consacrazione totale di se stessi a Dio e più in particolare il Quarto Voto, con il quale i Piccoli Fratelli si impegnano a “praticare e promuovere il culto eucaristico”. Infine ha messo a fuoco A fine Corso, i Piccoli Fratelli posano per una foto ricordo con sr Delia. parlano del seme 33 La Superiora generale Madre Gabriella Panella saluta i partecipanti al corso. Accanto a lei, Madre Pierfranca Crobe, superiora della casa e p. Vincenzo. l’importanza della formazione durante il Noviziato, conformemente alla mente della Chiesa, del Padre Fondatore e alle linee dichiarate nelle Costituzioni dei Piccoli Fratelli del Santissimo Sacramento. Le Giornate di studio e formazione, scandite in momenti di ascolto, di riflessione personale e di confronto, sono state intense e condotte in un clima di notevole partecipazione e interesse da parte dei giovani, i quali, mediante il dialogo e i loro interventi mirati, hanno consentito a sr Delia, che ben conosceva le dinamiche interiori dei soggetti in formazione, di calare i principi giuridici, spirituali e disciplinari nel vivo della vita concreta del Noviziato, e di chiarirli con esempi tratti dall’esperienza, con grande profitto degli stessi destinatari. Come dal Programma, a chiusura di queste giornate, la Superiora generale, Madre Gabriella Panella, ha rivolto il suo caloroso saluto ai partecipanti, richiamando l’importanza della formazione e l’impegno personale che essa richiede su se stessi, affinché le mediazioni umane siano efficaci. «Noi e voi, nella nostra missione, siamo animati dallo stesso carisma di Padre Montemurro e il nostro impegno comune, — ha esortato —, sia quello di far vivere nella Chiesa il suo carisma e di imitarne le virtù, così da far risplendere nella nostra vita la sua santità. Questo sarà anche il miglior contributo per la causa della sua glorificazione da parte della Chiesa». ■ 34 Cammina con il tuo Dio Prega il tuo Dio che non cammini davanti a te perché forse non riusciresti a seguirlo. Prega il tuo Dio che non cammini dietro di te perché forse potresti dimenticarlo. Chiedigli di camminare accanto a te perché tu possa contemplare il suo volto e stringere forte la sua mano. Cammina accanto al tuo Dio. Renzo Sala «E Gesù avvicinatosi disse loro … Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Matteo 28, 18.20 35 a PAESI INTERESSATI ECUADOR FILIPPINE ALBANIA COME INVIARE LE OFFERTE: versando sul CCP 1784 3012 intestato a: Adozione a distanza MSC Via S. Stefano Rotondo, 7 00184 Roma con assegno bancario intestato a: Missionarie del Sacro Costato Adozione a distanza Via S. Stefano Rotondo, 7 00184 Roma consegnandole direttamente a: Suor Maria Nicla Loviglio MSC Via Santo Stefano Rotondo, 7 00184 - Roma e-mail: [email protected] Tel. 06/700.28.41 COSTO DEL PROGRAMMA € € € € 31,00 93,00 186,00 372,00 al mese a trimestre a semestre all’anno Bimestrale - Anno IV (X) - Poste Italiane S.p.A. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004, n.46) art. 1 comma 2 DBC - Bari