Palermo
Giangiacomi
poeta e soldato.
Catalogo della mostra
documentaria
e bibliografica
Polveriera "Castelfidardo"
Parco del Cardeto
18 settembre - 18 ottobre 2015
Palermo
Giangiacomi
poeta e soldato.
Catalogo della mostra
documentaria e
bibliografica
a cura di Giovanna Pirani.
Polveriera "Castelfidardo"
Parco del Cardeto
18 settembre 18 ottobre 2015
Ancona
2015
Introduzione
Tra le iniziative prese ad Ancona per ricordare il
centenario dell'ingresso dell'Italia nel primo
conflitto mondiale,
non ne poteva mancare una
dedicata alla figura di Palermo Giangiacomi.
Questa mostra, organizzata dalla Biblioteca
Comunale di Ancona "Benincasa", con la
collaborazione della Deputazione di Storia Patria
per le Marche, che conserva la documentazione del
Museo Storico del Risorgimento, nasce grazie
all'intuizione di Ivana Pellegrini, che ben conosce la
figura di Giangiacomi, di cui ha tra l'altro curato
l'edizione a stampa degli Inni e canzoni del
Risorgimento, e che si è prodigata con il personale
della Biblioteca per il suo allestimento,
con il
prezioso contributo di Claudio Bruschi.
La mostra è arricchita inoltre dalla esposizione del
busto di Palermo Giangiacomi, che nel 1953 lo
scultore anconetano Sanzio Blasi realizzò in gesso
patinato nero, per la quale si ringraziano in modo
particolare i familiari dell'artista.
Poeta, storico locale, giornalista, divulgatore e, non
certo da ultimo, Direttore della Biblioteca
Comunale di Ancona dal 1924 fino alla sua morte,
avvenuta nel 1939 (sulla sua vita e produzione si
veda più avanti il contributo di Ivana Pellegrini),
fu appassionato patriota e quest'ultimo sentimento
si riflette nella sua numerosa produzione letteraria
e saggistica.
Fu altrettanto convinto sostenitore della necessità
di istituire ad Ancona un Museo del Risorgimento,
e per esso si adoperò instancabilmente, raccogliendo
cimeli e documenti che vennero esposti nel Museo,
allora collocato presso il Palazzo di Giustizia di
Corso Mazzini.
Il materiale di questa collezione, seguendo un
destino comune ad altri beni culturali della città di
Ancona (si pensi alla dispersione del materiale
bibliografico e documentario della Biblioteca
Comunale, avvenuta a causa della guerra e dei
bombardamenti nel 1943), rimase sotto le macerie
per diversi anni. I pochi pezzi poi recuperati,
contribuirono alla mostra per il Centenario
dell'Unità d'Italia del 1961.
In seguito, pervennero alla Deputazione di Storia
Patria per le Marche e vennero sistemati, grazie
all'opera paziente dell'ing. Glauco Lucchetti che ne
stilò l'inventario.
Tra le carte del Museo del Risorgimento, spicca
l'archivio di Palermo Giangiacomi, con
una
importante raccolta documentaria che permette di
ripercorrere fasi della sua vita personale e
culturale.
Tra queste carte ne sono state scelte alcune,
significative
per
testimoniare
l'attività
di
Giangiacomi "poeta e soldato", come recita il titolo
della mostra.
Tra i manoscritti esposti spicca senz'altro quello
della celebre opera teatrale L'imbriago, databile tra
il 1909 e il 1937.
Un esame di questo come di altri manoscritti
esposti, fa notare come Giangiacomi fosse solito
apportare, in occasione di successive pubblicazioni,
variazioni anche abbastanza importanti ai suoi
lavori (è il caso per esempio di Martirio fecondo, del
quale sono esposti i manoscritti di due versioni,
datate entrambe 1905 o della poesia Per cartulina).
Un altro documento di interesse è il testo,
probabilmente di una canzone, intitolata Italia,
Italia, o patria mia diletta!.
Il fondo Giangiacomi conservato nell'archivio in
Deputazione di Storia Patria per le Marche,
conserva alcune carte di interesse per ricostruire gli
anni di guerra.
Sono esposte tre cartoline postali, due indirizzate
rispettivamente alla madre e alla moglie; la terza, a
Oscar Magagnini, nella quale egli confida all'amico
la realtà di guerra che invece nasconde alla sua
famiglia.
Al di là dell'interesse legato alla figura di
Giangiacomi, due di esse permettono di dar conto
del ruolo propagandistico esercitato proprio durante
la Prima Guerra Mondiale dalle cartoline postali
illustrate, un mezzo di comunicazione all'epoca
diffusissimo e che divenne, attraverso la
immediatezza e vividezza delle immagini che le
decoravano, uno degli strumenti più utilizzati per
diffondere la consapevolezza della necessità della
guerra e l'amor patrio.
Il materiale conservato presso la Deputazione di
Storia Patria per le Marche conserva inoltre diverse
testimonianze relative alla costituzione del Museo
Storico.
In esposizione è un articolo, pubblicato
nell'
"Ordine" del 20 giugno 1919, a firma Maria
Antonietta Carrassi, giornalista locale, autrice di
un volume di fiabe, Tra fate e fiori: fiabe, novelle,
monologhi , uscito ad Ancona nel 1911.
L'articolo, Una visita al Museo Storico di Ancona,
esposto nella mostra, è dedicato alla sua visita, in
compagnia di Palermo Giangiacomi, al Museo
Storico, allora presso il Palazzo del Tribunale. Sorto
su impulso di Giangiacomi, si dipanava in tre
stanze, "non ... ancora in ordine, ma già si vede quel
principio di sistemazione che rivela una mente
intelligente, una mano amorosa." Ai cimeli del
Risorgimento si alternavano memorie della Grande
Guerra: "Le due epoche del nostro Risorgimento e
della nostra compiuta Unità si uniscono, si
confondono, si amalgamano". Sono citati tra gli altri
cimeli, la sentenza di morte di Oberdan e la divisa
di Lamberto Duranti, giovane anconetano caduto
nelle Argonne. L'articolo si conclude con la
dichiarazione di Giangiacomi che esortava ad un
impegno maggiore nel costituire le raccolte del
museo: "-Non siamo che al principio- mi dice
Giangiacomi mentre usciamo- c'è ancora molto,
molto da fare. Bisogna che tutti quelli che sono in
grado di farlo contribuiscano a completare il nostro
Museo che oltre a un valore storico ne ha un altro
non inferiore: un valore educativo per il popolo nel
quale bisogna mantener viva la fede e il culto per
la memoria dei grandi che fecero grande la Patria."
Questo è solo uno dei numerosi contributi sul tema,
raccolti nel quaderno che lo contiene. Tra di essi,
ne ricordiamo alcuni, tutti pubblicati dall' "Ordine";
quando non specificato, sono tutti opera di
Giangiacomi. Una nobile figura di patriotta. Per
l'istituzione di un Museo del Risorgimento (24-25
aprile 1913); Per la proposta di un Museo del
Risorgimento (lettera di Innocenzo Dall'Osso, 26-27
aprile 1913); Pel Museo del Risorgimento (7-8
maggio 1913); Per un Museo del Risorgimento
(Pompeo Baldoni, 15-16 agosto 1913); Per la storia
del Risorgimento (6-7 settembre 1914).
Il
Museo del Risorgimento conservato presso
la
Deputazione di Storia Patria per le Marche
raccoglie anche una serie di pubblicazioni a
stampa. Tra di esse, ne sono state scelte alcune di
indubbio interesse.
Segnaliamo Alla memoria degli alunni caduti per
la grandezza della patria, stampato ad Ancona nel
1922, che riproduce i due discorsi in memoria dei
caduti provenienti dagli Istituti Tecnico e Nautico
di Ancona, pronunciati da Domenico Pacetti, che ne
fu preside.
Altra pubblicazione di estrema significatività
esposta nella mostra, I disegni di Raemaekers,
edito a Roma nel 1916. Si tratta di un opuscolo di
40 pagine, che riproducono ciascuna una vignetta di
Louis Raemaekers (1869 – 1956), disegnatore
olandese, il più famoso propagandista anti tedesco
della Prima Guerra Mondiale.
Accanto alla documentazione proveniente dalla
Deputazione di Storia Patria per le Marche, è
esposto in mostra materiale bibliografico e
documentario presente nella Biblioteca Comunale
di Ancona "Benincasa".
Abbiamo voluto offrire, nella mostra dedicata al
poeta e al soldato, anche una testimonianza della
quotidiana attività di Palermo Giangiacomi
bibliotecario, meno conosciuta di quella di studioso
delle carte d'archivio e dei manoscritti della
Benincasa, che gli permisero di elaborare la sua
produzione storiografica.
Il documento esposto, proveniente dall'archivio
della Biblioteca, data 1912, quindi circa un anno
dopo il suo inserimento come assistente avventizio
nel personale della Biblioteca Comunale. Si tratta
di una relazione compilata su incarico del Sindaco
di Ancona, relativa al materiale donato alla città
dallo scrittore e patriota anconetano Carlo
Rinaldini.
In questo documento di lavoro, Giangiacomi si
mostra diligente selezionatore di materiale utile
alla ricostruzione di avvenimenti e di vite di
personaggi legati al Risorgimento, tema allora di
vivissimo interesse.
Questo atteggiamento di Giangiacomi lo ritroviamo
anche in seguito, nella sua ricerca attenta di ogni
possibile documentazione della storia cittadina, e
nel suo postillare con la sua inconfondibile matita
colorata le carte d'archivio e i manoscritti
conservati in Biblioteca.
Dalle raccolte della Benincasa provengono anche le
principali pubblicazioni di Giangiacomi relative alla
prima guerra mondiale esposte in mostra.
Si segnala innanzitutto l'articolo del 1928, relativo
al bombardamento del 24 maggio 1915 che, ad
opera degli austriaci, colpì la città, causando anche
diversi morti. Il testo uscì nella rivista dell'epoca
"Rassegna per coloro che lavorano".
Il carattere di Giangiacomi storico e memorialista
appare anche qui nella presentazione antologica di
necrologi di giovani caduti anconetani, pubblicati
sulla rivista "Picenum", tra i quali spicca la figura
di Manlio Marinelli, morto nel 1915, noto tra l'altro
per la sua opera, pubblicata postuma a cura della
Deputazione di Storia Patria nel 1921,
L'
architettura romanica in Ancona e per l'amicizia
intrattenuta con il poeta Duilio Scandali.
Per evidenziare la personalità di Giangiacomi
interventista, di estremo interesse è l'opera qui
esposta La nostra guerra : parole di un soldato a
soldati uscita nel 1915.
Si tratta del testo di una conferenza tenuta ai
soldati nella Scuola De Bosis il 19 novembre, nella
quale l'animo irredentista e patriottico di
Giagiacomi si esprime pienamente e con successo.
La "Brigata anconitana degli amici dell'arte", di cui
Giangiacomi era segretario, ne curò a sue spese una
seconda edizione l'anno successivo.
Il materiale esposto è stato raccolto da Giangiacomi
in semplici quaderni, il più delle volte scolastici.
Alcuni, come quelli appartenenti ad una serie volta
ad esaltare l'Italia coloniale, sono essi stessi, al di là
dei documenti che contengono, di estremo interesse
per un discorso volto ad esaminare sia l'apporto
propagandistico del regime fascista anche nel
materiale di uso minuto e soggetto a deperimento,
sia la realizzazione grafica.
Giangiacomi costruisce per sé un archivio,
ritagliando articoli di giornale, raggruppando
secondo serie di suo interesse (ad esempio:
Benemerenze, Croce guerra) la corrispondenza in
arrivo, i manoscritti delle sue opere, la
documentazione personale relativa al suo stato di
guerra e sceglie di condizionare il materiale
semplicemente incollando sulle pagine dei quaderni
ciò che ha scelto di conservare.
Questa soluzione da lui adottata ha reso in due casi
impossibile l'esposizione dei testi originali: l'articolo
Una visita al Museo Storico
di Ancona e il manoscritto
della poesia Per cartulina.
Entrambi
i
documenti
vengono esposti in copia.
XXIV maggio
anconitano / Palermo
Giangiacomi, in BB,
"Rassegna per coloro
che lavorano", 3 (1928),
n. 5, p. 99, con
annotazioni a lato di
mano di Giangiacomi.
PALERMO GIANGIACOMI:
BIOGRAFIA ED OPERE
(a cura di Ivana Pellegrini)
Palermo Giangiacomi nacque il 14 marzo 1877 ad
Ancona (in via Fazio o Faro, che oggi porta il suo
nome), nel Rione San Pietro, da una famiglia umile,
ottavo di nove figli.
Nel 1892, a quindici anni, dovette a malincuore
interrompere gli studi tecnici e avviarsi al lavoro di
operaio: fu garzone di barbiere, di stalliere, di
carbonaio-legnaiuolo, di falegname.
Ventenne, volontario, indossò la camicia rossa per
partecipare alla campagna di guerra greco-turca del
1897, con la legione del Gen. Ricciotti Garibaldi.
Prese parte alla battaglia di Domokos (Tessaglia)
del 17/05/1897, ottenendo la citazione ad ordine del
giorno per il suo comportamento ardimentoso.
Rientrato in patria, prestò servizio militare di leva
nel Regg. Savoia Cavalleria, congendandosi nel
1900.
Riprese il suo umile lavoro di operaio ai Cantieri
Navali Riuniti dell’Adriatico di Ancona, dedicando
ogni istante libero alla lettura e allo studio, curando
particolarmente la storia e le lettere.
L’esperienza di lavoro manuale e quella culturale
da autodidatta misero a fuoco le sue qualità:
accanito lettore, intelligente, dotato di una memoria
eccezionale, capace di spirito d’osservazione
acutissimo; e, derivanti dalla sua origine sociale, la
semplicità cordiale, la bontà e la comprensione.
Nel 1904 sposò Emilia Serafini, dalla quale ebbe il
figlio Amleto
Nel 1911 s’iscrisse nella “Legione garibaldina
Picena”, che doveva operare accanto agli insorti
albanesi. Sempre nello stesso anno, fu assunto come
assistente avventizio presso la Biblioteca Comunale
“L. Benincasa” di Ancona: fu l’evento che diede una
svolta alla sua vita. Infatti la catalogazione e il
riordinamento del copioso materiale, da lui
progettati, gli consentirono di approfondire le sue
ricerche e di soddisfare il suo grande bisogno di
sapere. Un tale fervore di lavoro trovò uno sbocco
naturale nel quotidiano locale L’Ordine – Corriere
delle Marche, che lo promosse redattore, in quanto
il prestigio di Giangiacomi crebbe per la qualità
della sua collaborazione.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale,
riaccesosi in lui lo spirito irredentista, mai sopito,
che l’aveva spinto in Grecia, si offrì volontario e nel
1915 fu mobilitato ed assegnato al 31° Reggim.
Artiglieria, partecipando alle campagne del 1915,
1917 e 1918.
Nel febbraio del 1918 venne a mancargli la moglie
Emilia, dopo quattordici anni di felicissima
convivenza.
Dopo la parentesi della guerra, ritornò agli studi, il
cui oggetto fu sempre la storia della sua città, che
conosceva nei particolari e negli aneddoti.
Diventato una personalità cittadina di spicco,
conservò modi e abitudini semplici, tutto dedito alla
famiglia. Nel 1921 passò in seconde nozze con Gina
Capitani, vedova di guerra.
Nel 1924 fu nominato bibliotecario effettivo,
riconoscimento di certo sudato.
Per il suo importante lavoro, non gli mancarono le
meritate gratificazioni: tra le altre, il premio del
Ministero per la Cultura Popolare per Storia di
Ancona (1923), il premio speciale dell’Accademia
d’Italia per Guida spirituale di Ancona (1932), la
nomina di fiduciario di Stato per le Belle Arti e le
Biblioteche della Provincia di Ancona e quella di
Ispettore per le Biblioteche della Provincia di
Ancona.
Membro effettivo della Deputazione di Storia patria
per le Marche. Segretario della “Brigata anconetana
amici dell’Arte” cui dedicò particolare cura, fu alla
“Brigata” che nel novembre 1938 tenne il suo ultimo
discorso pubblico, rievocando la vita di Ancona
durante la Prima Guerra mondiale.
Si spense immaturamente ed improvvisamente il 22
marzo 1939 nella casa di Largo Belvedere, nel suo
amato Rione San Pietro.
La sua salma riposa nel famedio dei cittadini
illustri del Cimitero di Tavernelle ad Ancona.
Bibliografia
Opere in lingua
1901
“
1907
“
Ave Marie e tramonti (versi)
La battaglia di Domokos (venti sonetti)
Tregue e battaglie ( versi )
Poemetto d’amore e di dolore
Opere in vernacolo
1903
1904
1909
“
“
1910
1919
1924
1925
1929
Scene, Scenette e Scenate ( raccolta di
poesie)
L’Assediu d’Ancona, 1174- poemetto
eroicomico (ebbe diverse ristampe fino al
1932)
L’Imbriago- Scene anconitane ( farsa in due
quadri)
All’ombra del Guasco (raccolta di poesie)
Sonetti anconitani
Locuzioni anconitane ( 2^ edizione nel 1926)
Cento sonetti anconitani (raccolta di poesie
edite ed inedite)
El Caribaldì (monologo)
Favole anconitane (raccolta di favole
moderne)
Trent’ore de vedovanza- Satira Anconitana
(commedia satirica in un atto)
1932 Storie e sturiele (raccolta di poesie, favole ed
epigrammi)
“
Il Vernacolo Anconitano
“
Il giuramento degli anconitani (azione
drammatica in versi)
Drammi
1924
“
1932
1935
Mazzini a Londra (scene storiche in un atto
1844)
I fratelli Bandiera (dramma storico in due
atti)
Il giuramento degli anconitani (azione
drammatica in versi)
Federico Confalonieri- Martirio fecondo
(dramma storico in quattro atti e due
episodi)
Opere varie
1907
1909
1910
1912
1913
“
1915
Antonio Elia, fucilato
Garibaldi in Ancona nel 1848
Anconitani precursori e soldati dei Mille
Girolamo Simoncelli
Giuseppe Zamboni, martire
I Cairoli anconitani (Francesco ed
Alessandro Archibugi)
Per la storia dei Mille
“
La nostra guerra: parole di un soldato a
soldati ( 2^edizione 1916)
1919 Cap. Ernesto Fogola
“
Il solenne convegno dei Dalmati e Fiumani
in Ancona il 16 dicembre 1918
1921 Carlo Faiani, patriotta
“
La battaglia di Castelfidardo
“
L’uomo, il socialismo e la storia
1923 Storia d’ Ancona e Guida
“
Castelfidardo e Ancona 1860
1925 Guida artistica illustrata di Ancona e
Loreto
1927 Ancona e l’Italia contro il Barbarossa
“
Colombo non è spagnuolo. Italiano è!
1928 Anconitani morti per l’Unità d’Italia
1932 Guida spirituale di Ancona
“
Calatafimi
“
La Biblioteca comunale e l’Archivio storico
di Ancona
1936 Traiano e Ancona
1937 Ancona: medaglie d’oro e d’argento
“
Perché va detto Stamira
1938 Tre patrioti: Faiani, Giannelli, Buglioni
Numeri unici
I Mille. 25 ottobre 1908
Per l’idea. 6 giugno 1909
Il rogo.13 giugno 1909
Il 24 Maggio. 24 maggio 1916
La Vittoria. 4 novembre 1922
Il Combattente (Per le onoranze ad Emilio Bianchi).
17 giugno 1923
FG, manoscritto n. 918,
Benemerenze.
CATALOGO
Abbreviazioni
FG: Fondo Giangiacomi, in Museo Civico del Risorgimento
presso la Deputazione di Storia Patria per le Marche
MCVR: Museo Civico del Risorgimento presso la Deputazione di
Storia Patria per le Marche
BB: Biblioteca Comunale di Ancona "L. Benincasa"
Copertina del
manoscritto n. 948 in
FG, con il testo di
Martirio fecondo.
Cartolina postale
indirizzata da P.
Giangiacomi a O.
Magagnini. In FG,
Scarti.
Cartolina postale di
P. Giangiacomi alla
madre Maria. In FG,
Scarti
- Palermo Giangiacomi: il ricordo
(1939) 21 aprile 1939
"Palermo Giangiacomi: soldato, cittadino,
storico, poeta"
BB. - Pagina del "Corriere Adriatico" del 21 aprile
1939 (cm 62x44), pubblicata ad un mese dalla sua
morte, avvenuta il 22 marzo.
Contiene contributi di vari autori: Storia e poesia di
Ubaldo Fagioli; Pagine di gloria, di Guido Podaliri;
L'anconitano, di Enrico Liburdi; I marchigiani
autodidatti di Giovanni Spadoni; un giudizio su
Giangiacomi di Mario Puccini; vari contributi non
firmati: Per un ricordo marmoreo alla memoria; La
sua vita: l'interventista, il fascista; Giudizi su
Palermo Giangiacomi; L'uomo. La pagina contiene
anche una bibliografia di Giangiacomi ed un suo
ritratto a firma Seppe.
DOCUMENTI
- Palermo Giangiacomi poeta La bara di Corridoni
Poesia in lingua italiana, pubblicata nel numero 1012 (1918)
di "Picenum : rivista marchigiana
illustrata mensile", a lato del ricordo del
sindacalista (1887-1917) sempre scritto da
Giangiacomi.
La figura del sindacalista rivoluzionario, schieratosi
in seguito con gli interventisti e partito volontario,
per morire sul Carso
meritando la medaglia
d'argento al valore, poi tramutata in medaglia d'oro
nel 1925 per iniziativa di Mussolini, è assai
apprezzata da Giangiacomi, che nei suoi testi ne
fonde l'aspetto del rivoluzionario con quello del
patriota. Filippo Corridoni è la figura che viene da
lui additata come esempio ai soldati cui si rivolge
nel suo La nostra guerra : parole di un soldato a
soldati.
BB. - Ritaglio di giornale, in miscellanea, coll. 19 A 17, che
raccoglie, oltre a diverse pagine di testi poetici dell'A.
manoscritti, una serie di sue pubblicazioni a stampa, spesso
postillate dall'A.: Tregue e battaglie : versi . - Jesi : Tip. Flori,
1907; All'ombra del Guasco : rime in vernacolo anconitano. - 2.
ed. aumentata. - Ancona : G. Fogola, 1910; Poemetto d'amore e
di dolore. - [S.n. : s.l., 1907]; Martirio fecondo : Federico
Confalonieri : dramma storico in 5 atti. - Ancona : Officina
grafica Aurelio Santoni, 1907; Antonio Elia : martire anconitano
fucilato dagli austriaci il 25 luglio 1849. - Ancona : Tip. A.
Santoni, 1907; Anconitani precursori e soldati dei Mille . Ancona : Tip. Dorica, 1910; Giuseppe Zamboni superstite delle
galere papali. - Ancona : Stab. Tip. Cooperativo, 1912; I Cairoli
anconitani : (Francesco ed Alessandro Archibugi). - Ancona :
Stabilimento tipografico cooperativo, 1913; I Savoia in Ancona. [S.l. : s.n., 1924?]; L'eroe Ernesto Fogola. - Ancona : Stab. Tip.
Cooperativo, [1919]; Carlo Faiani. - Ancona : Stab. tip.
Cooperativo, 1921; Ancona : saggio del suo dialetto. - Pesaro :
Edizioni Ruggeri, 1920; Per la storia dei Mille. - Roma :
Direzione della Nuova Antologia, 1915. ((Estr. da: Nuova
antologia. fasc. 1089, maggio 1915; Girolamo Simoncelli, vittima
di Pio 9. - Ancona : L. Cappanera, stampa 1912.
Manoscritto de L'imbriago
L'opera esce dapprima a puntate nel settimanale Il
Moschettiere.
Successivamente, dopo una revisione dell'autore,
esce in prima edizione, riveduta e corretta, in libro,
nel 1909. Ha poi successive edizioni: 1912, 1921,
1926, 1932 e 1934.
Si tratta indubbiamente dell'opera teatrale di
Giangiacomi che ebbe maggior successo. Dopo la
prima rappresentazione, tenutasi il 4 luglio 1909, fu
rappresentata l'anno successivo al teatro Goldoni, il
20 febbraio, e in seguito anche all'estero.
Il manoscritto, confrontato con la pubblicazione
del 1932, contiene rielaborazioni del testo
precedenti a quest'ultima edizione. Le pagine
iniziali contengono ritagli a stampa contenenti le
scene terze e quarta dell'atto primo, postillate
dall'autore. Le restanti pagine del manoscritto
contengono In pretura. Scene in un atto in
vernacolo anconitano,
versione precedente di
quello che diverrà nell'edizione del 1932 l'atto
secondo. Un esame delle scene mostra come rispetto
a quest'ultima edizione, il testo del manoscritto è
completamente differente. Il nome del protagonista
è quello definitivo di "Zebibo Pacalossi", quindi la
stesura di questo testo va ricondotta a dopo il 1909.
Si segnalano inoltre numerose carte sciolte di
appunti sull'opera. Di particolare interesse
l'annotazione presa su un foglio intestato a
"L'Ordine", riportante lo schema della commedia.
FG. - In quaderno (cm 20,4x15,2) con copertina in cartoncino
verde, con disegni a motivo floreale e titolo Quaderno di
stampato a lettere dorate. - Di mano dell'A., in testa alla cop., a
matita blu: N. 952; di seguito, in matita rossa: L'imbriago.
Manoscritto
Risorgimento
di
Inni
e
canzoni
del
Manoscritto nel quale Giangiacomi traccia una
rassegna dei più celebri inni e canzoni " che
accompagnarono l'epopea italiana, dall'aurora ad
oggi" (Inni e canzoni del Risorgimento, 1797-1928 /
Palermo Giangiacomi ; a cura di Ivana Pellegrini. Ancona : Italic, 2011, p. 33. A questa edizione si
rimanda per un approfondimento su questo testo).
L'opera si apre con la citazione del Ça ira, e si
chiude con il testo della canzone dei volontari di
Spalato.
FG. - 41 fogli sciolti (cm 33,8x23).
Manoscritto di
diletta!
Italia, Italia, o patria mia
Testo di una canzone patriottica.
Italia! Italia! O patria mia diletta; amor dei fiori;
amore de le stelle! / Tu la più bella sei tra le più
belle, / o patria mia diletta! / [Testo sottolineato]:
Chi te non ama ha l'anima dei lupi: / Chi te non
ama in petto un cuor non ha! / Nato egli è per le
selve e pei dirupi, / in petto un cuor non ha! /
[Testo su altre parole cancellate da un rigo:]
T'ammira Iddio dal cielo e ti sorride [a lato altra
versione:] Dal ciel t'ammira e sorride Iddio /
splende a' tuoi piedi e ti vezzeggia il mare. /
[cancellature]/ Un ciel più azzurro e un più
turchino mare / oh no, nessun mai vide! / [Testo
sottolineato]: Chi te non ama ha l'anima dei lupi: /
Chi te non ama in petto un cuor non ha! / Nato egli
è per le selve e pei dirupi, / in petto un cuor non
ha! / [frase cancellata:] Italia, Italia luce del
mattino / O terra dei poeti e degli eroi; madre dei
fiori; tempio de la Gloria, / io lancio il grido de la
tua Vittoria: / "A chi l'Italia? a Noi!" / [Testo
sottolineato]: Chi te non ama ha l'anima dei lupi: /
Chi te non ama in petto un cuor non ha! / Nato egli
è per le selve e pei dirupi, / in petto un cuor non
ha! / P. Giangiacomi
FG. - Foglio sciolto (cm 30,8x21) - In cartella Uomini e vicende
del Risorgimento italiano, busta Giangiacomi su M. Marinelli.
Manoscritto di Martirio fecondo
Quest'opera di Giangiacomi ebbe l'approvazione di
Alessandro
D'Ancona,
filologo
e
letterato,
appassionato e profondo cultore delle tradizioni
popolari. Nel 1911 fu rappresentata a bordo della
nave Ferruccio nelle acque della Libia, per
interessamento di Paolo Emilio Thaon di Revel,
duca del Mare. In seguito venne riproposta al
Teatro delle Muse di Ancona.
L'opera teatrale riprende l'episodio celebre del
Risorgimento
con
protagonisti
Federico
Confalonieri e la moglie Teresa. "Nel 1905,
scrissi
... Martirio fecondo (ossia Federico
Confalonieri) che venne pubblicato nel 1907 ...
L'ultimo atto però, rimasto inedito, non fu quello
che era stampato e si trova anche in questa seconda
edizione: era diverso. Sceneggiava Teresa morente
assistita dai famigliari; appena morta, ecco
sopraggiungere Federico liberato." (Federico
Confalonieri : (Martirio fecondo) : dramma storico
in 4 atti e 2 episodi finali / Palermo Giangiacomi. Nuova ed. dopo la 1. del 1907, con introduzione e
ritratti. - Ancona : S.I.T.A., 1935, p. VII).
Questo manoscritto contiene anche una versione, in
seguito rimaneggiata, della prefazione alla prima
edizione del 1907. Il testo contiene, come ricordato
sopra da Giangiacomi, l'atto quinto che descrive la
morte di Teresa Confalonieri.
FG. - In quaderno (cm 20x15) con copertina marmorizzata verde
e nera, con etichetta dorata. In essa, di mano dell' A. in
inchiostro nero: 5 Atti. L'ultimo è del quaderno. La nota è sotto
la firma del figlio: Amleto Giangiacomi - In cop. a matita blu, di
mano dell'A. : N. 948. - Le pagine del quaderno sono numerate a
matita fino a 137. Mancano le p. 124-125. - Amleto, il figlio di
Giangiacomi, ha utilizzato diverse pagine del manoscritto per
esercitarsi nella scrittura.
Manoscritto di Martirio fecondo
(altra versione)
Il manoscritto, anch'esso datato 1905, contiene la
versione dell'opera senza la scena di Teresa
morente, edita nel 1907. Il testo nell'edizione a
stampa subirà un'ulteriore modifica, che porta l'atto
quinto ad avere quattro scene, mentre in questo
manoscritto le scene sono tre.
FG. - In quaderno (cm 20x15) con copertina marmorizzata rossa
e nera, con etichetta dorata. In essa, di mano dell'A. tit. in
inchiostro nero: Martirio Fecondo. - In cop. a matita blu, di mano
dell'A. : N. 950. - Le pagine del quaderno sono numerate fino a
102 con il numeratore.
Manoscritto di Per cartulina
Manoscritto della poesia Per cartulina, pubblicata
nel 1930 da Giangiacomi nella sua opera Trent'ore
de vedovanza (satira anconitana in un atto) : nuovi
sonetti e favole dialettali, uscita per i tipi di
Giuseppe Fogola editore in Ancona.
Per cartolina
Vedi quel cego? Quelo è stato al fronte;
ha perduto la vista al Monte Santo.
E' una disgrazia, sì, ma ancora un vanto:
adesso è santo lui come quel monte!
I ochi l'ha lasciati a la frontiera:
cavamoce el capelo: è una bandiera!
(Zona di G. Febbraio 1918.)
BB, Manoscritto della poesia
Per cartolina. - In
miscellanea, coll. 19 A 17.
Il manoscritto si trova in una pagina dove
Giangiacomi ha vergato l' epigramma dedicato al
celebre avvocato Vecchini, riedito
nel 1989 in
Palermo Giangiacomi : nel cinquantesimo
anniversario della morte, il suo opus vernacolo e la
sua rilevanza nel quadro della nostra letteratura
popolare curato da Mario Panzini .
Il testo è un'ulteriore prova del modo in cui
Giangiacomi redigeva i suoi testi, che venivano più
volte ricorretti, se non a volte riscritti, come in
questo caso, a partire dal titolo. Quest'ultimo infatti
nel manoscritto è nella
forma italiana Per
cartolina.
Il testo stampato ha due varianti rispetto alla
versione manoscritta (la seconda decisamente
importante). Il terzo verso a stampa recita: E' una
disgrazia, sci, ma ancora un vanto, mentre il testo
manoscritto propone l'affermazione nella lingua
italiana: E' una disgrazia, si, ma ancora un vanto.
Il penultimo verso a stampa ha una variante di
maggiore importanza: La vista l'ha perduta ala
frontiera; il manoscritto invece: I ochi l'ha lasciati a
la frontiera.
BM. - In miscellanea, coll. 19 A 17. - In copia fotostatica. Ringrazio Ivana Pellegrini che mi ha indicato l'edizione a stampa
della poesia.
Riproduzione a stampa di XXIV Maggio
Si tratta del testo composto da Palermo
Giangiacomi in occasione del bombardamento della
costa adriatica del 24 maggio 1915, che interessò la
città di Ancona.
Ancona era guardata dai trattati / aperta indifesa
tranquilla. / Ma l'Asburgo come Macbetho / nel
delitto espiava il delitto / e il 24 Maggio 1915 /
sulla città dormiente / vomitava da molte navi
fuoco e sterminio. / Non altrimenti piovvero bolidi /
nella notte terribile di Pompei. / Fuggirono deste
nel sonno / le madri al seno stringendo / le creature
sbigottite / altre trascinando urlanti per mano /
mentre qua e là per le vie / schiantavansi ignivome
le granate. / Oltre un'ora infierì / l'orribile
bombardamento / finché il sole illuminò / la fuga
obbrobriosa del nemico /e la fede d'Ancona nella
vendetta. / Questa venne / completa terribile
implacata / senza riscontro nei secoli/ e fu lezione
tremenda / ai troni dispotici / ai popoli schiavi.
FG. - Volantino siglato P.G.
10,5x7,5). - In Scarti.
incollato su cartoncino (cm
17 maggio 1916
Biglietto di Domenico Pacetti a Palermo
Giangiacomi
Ancona 17.5.16
Car.mo Palermo, anche oggi ho parlato col Prefetto
e vedrai che le cose andranno bene. Leggerò il tuo
"24 maggio". Va bene che sia breve, sarà letto di più.
Sulla distribuzione completamente gratuita pensaci.
Ti saluto cordialmente. Tuo D. Pacetti".
Domenico Pacetti, nato ad Ancona il 21 ottobre
1857, dove morì il 12 aprile 1926, laureatosi in
Giurisprudenza fu poi insegnante di scuole
superiori e preside per tre anni dell'Istituto tecnico
e nautico di Ancona. Avvocato, fu organizzatore del
partito repubblicano con il fratello Antonio ed ebbe
un'articolata vita politica: consigliere comunale,
provinciale, sindaco di Ancona e deputato al
Parlamento. Questo biglietto si riferisce a XXIV
maggio, il testo composto da Palermo Giangiacomi
in ricordo del bombardamento della costa adriatica
del 24 maggio 1915, che colpì la città di Ancona. La
parola gratuitamente è stata sottolineata in matita
rossa da Giangiacomi.
FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori
dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi
ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di
seguito, a matita blu: Benemerenze.
- Palermo Giangiacomi soldato 20-21 novembre 1914
"Gl'italiani irredenti. Cesare Battisti"
Articolo pubblicato sull' "Ordine" del 20-21
novembre 1914, siglato p.g., nel quale si dà notizia
della conferenza sulla sua terra irredenta che la
domenica seguente, 22 novembre, Cesare Battisti
avrebbe tenuto ad Ancona. L'articolo presenta ai
lettori anconetani la figura di Cesare Battisti,
anche con l'aiuto della descrizione del socialista
Paolo Maranini, esule da Trento.
FG. - Ritaglio di giornale incollato alla pagina di un quaderno
(cm 21,5x15,5) con copertina in tela marrone. - Di mano dell'
A.,in cop. a matita blu: N. 979. - Sul dorso, in basso, etichetta che
reca ms.: 1.
30 luglio 1915
Cartolina postale di Palermo Giangiacomi alla
madre Maria Giangiacomi
La cartolina postale è indirizzata: Via Ospizio 22
Ancona.
Carissimi ci tratteniamo pochi [sottolineatura del
testo] giorni. Riro non l'ho ancora veduto ma lo
vedrò. Ho veduto altri della Croce Rossa di Ancona.
Sto benissimo. Abbraccio tutti Palermo.
FG. - La cartolina postale (cm 13,7x9) raffigura soldati della
contraerea in azione ed è decorata da una fascia tricolore posta
trasversalmente a sinistra. In basso: Saluti dalla zona di
Guerra. - In Scarti.
1 agosto 1915
Cartolina postale di Palermo Giangiacomi al
sergente Oscar Magagnini
La cartolina è indirizzata:
Sergente Oscar
Magagnini, 31. Artiglieria 1. Batteria (Piazza
d'armi) Ancona.
Caro Magagnini. Siamo qua a [testo cancellato]
Siamo senza biancheria, vestiti in tela, dormiamo
all'aperto. Io non so quello che si farà. Oggi sono
ammalato. A 39 anni questo genere di vita è
difficile, ma c'è la buona volontà,e bene si può da
vice direttore di Biblioteca e giornalista
improvvisarsi...mulattiere?!? Pensa tu!!! Saluti
estensibili agli amici. aff. Palermo. [A lato del testo
altra annotazione: ] Siamo senza notizie di casa.
FG. - La cartolina postale (cm 13,8x8,8) raffigura l'Italia che
tiene per mano una bambina; dietro alle due una stella. Ai piedi
un libro aperto con la scritta MCMXV. In basso lateralmente a
sinistra la scritta: .....uniti intorno a sé tutti i suoi figli, l'Italia
signora delle Alpi, dominatrice dell'Adriatico, procede sicura,
verso il Suo grande avvenire. - In Scarti.
14 febbraio 1918
Cartolina postale di Palermo Giangiacomi alla
moglie Emilia e al figlio Amleto
14 Febbrajo 918
Miei cari Emilia ed Amleto Pensieri affettuosi
primi; un tenero abbraccio vostro Palermo
La cartolina postale, recante il timbro "Verificato
per censura", è indirizzata: Alla signora Emilia
Giangiacomi Montesicuro Ancona.
Mittente:
Palermo Giangiacomi Caporal maggiore Ospedale
da campo 002 Zona di guerra. - Uno degli ultimi
messaggi di Giangiacomi alla moglie, che moriva il
22 dello stesso mese a Sappanico, dove era sfollata.
FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori
dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi
ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di
seguito, a matita blu: Benemerenze.
21 febbraio 1918
Referto medico
Nel referto si descrive come il caporal maggiore
Palermo Giangiacomi, del corpo 31. artiglieria sia
entrato in ospedale il 16 febbraio 1918 e sia stato
dimesso il 21 dello stesso mese per curare
enterocolite ed oligoemia. La prescrizione è: In
patria con licenza di giorni sette più due (7+2).Il
referto medico è firmato dal capo reparto Petrelli
del Reparto S. Palazia dell'Ospedale Militare
Principale di Ancona e controfirmato dall'aiutante
maggiore capitano medico Enrico Lombardi.
FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori
dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi
ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di
seguito, a matita blu: Benemerenze.
9 dicembre 1918
Foglio di licenza illimitata
La licenza, con inizio dal 9 dicembre 1918, è
rilasciata al caporal maggiore Palermo Giangiacomi
per recarsi ad Ancona, con obbligo di presentarsi al
Comando del Distretto Militare di Ancona. Questo
documento conclude la vita militare di Giangiacomi
durante il primo conflitto mondiale.
FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori
dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi
ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di
seguito, a matita blu: Benemerenze.
20 giugno 1919
"Una visita al Museo Storico di Ancona"
Articolo pubblicato sull' "Ordine" del 20 giugno
1919, a firma Maria Antonietta Carrassi,
giornalista locale, autrice di un volume di fiabe Tra
fate e fiori: fiabe, novelle, monologhi , uscito ad
Ancona nel 1911.
L'articolo è dedicato alla sua visita, in compagnia di
Palermo Giangiacomi al Museo Storico, allora
presso il Palazzo del Tribunale. Sorto su impulso di
Giangiacomi, si dipanava in tre stanze, "non ...
ancora in ordine, ma già si vede quel principio di
sistemazione che rivela una mente intelligente, una
mano amorosa." Ai cimeli del Risorgimento si
alternavano memorie della Grande Guerra: "Le due
epoche del nostro Risorgimento e della nostra
compiuta Unità si uniscono, si confondono, si
amalgamano". Sono citati tra gli altri cimeli, la
sentenza di morte di Oberdan e la divisa di
Lamberto Duranti, giovane anconetano caduto nelle
Argonne.
FG. - Ritaglio di giornale incollato alla pagina di un quaderno
(cm 21,5x15,5) con copertina in tela marrone. - Di mano dell'A.,
in cop. a matita blu: N. 979. - Sul dorso, in basso, etichetta che
reca ms.: 1. - In copia fotostatica
25 giugno 1927
Richiesta
di
Palermo
Giangiacomi
al
Comando del Distretto di Ancona per ottenere
la croce al merito di guerra
On. Comando del distretto di Ancona
Il sottoscritto si rivolge a codesto On.le Comando
onde voglia compiacersi di fargli ottenere la Croce
al merito di guerra. Fa presente che fu mobilitato il
23 Maggio 1915 ed assegnato al 31 Artiglieria in
Ancona. Raggiunse la zona di operazione il 15
Luglio 1915 nel Magazzino avanzato d'artiglieria
(2° Magazzino) e ritornò al Deposito di Ancona il 30
Agosto 1915.
Ritornò in zona d'operazione l'11 Maggio 1917
quale comandante di un drappello di mulattieri al
servizio della 29 Sezione disinfezione, agli ordini
del Sig. Tenente Alberto Facchin di Udine,
domiciliato a Trieste (credo a Muggia) e fu in
Valstagna e Valsugana a Povolaro (dopo Caporetto)
ed a Pilcante (zona battuta dall'artiglieria nemica)
ove ammalò gravemente, rientrando al Deposito del
31 Art. il 31-3-1918. Congedato il 9-12-1918.
Ancona, 25-VI-1927 (V)
Giangiacomi Palermo, fu Angelo Classe 1877Distretto Ancona, Matric. 3014.
Giangiacomi tentò di ottenere la croce al merito di
guerra, anche presentando ricorso fino al 1930, ma
senza risultato. L'interesse di questo documento è
nel suo descrivere il completo stato di servizio di
Palermo Giangiacomi durante la Grande Guerra.
FG. - Lettera (cm 28,3x22,3) scritta su carta intestata della
Associazione Nazionale Combattenti, Federazione Provinciale di
Ancona. - In quaderno (20,4x15,4) con copertina illustrata a
colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri
gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in quarta
di cop.: N. 909. - Sulla cop., sempre di mano dell'A., a matita
blu: Croce guerra. - In cop., ripetuto a penna nera N° 909.
[1927?]
Cartolina ritratto di Palermo Giangiacomi
Ritratto di Palermo Giangiacomi riprodotto su
cartolina postale. - Sul verso riporta la pubblicità
dell'opera "Ancona e l'Italia contro Barbarossa",
edita nel 1927.
FG. - Cartolina postale (cm 14,2x9). - In Scarti.
PUBBLICAZIONI
Alla memoria degli alunni caduti per la grandezza
della patria. - Ancona : Stab. tip. del Commercio,
1922.
72 p. : ill. ; 23 cm. ((In testa al front.: RR. Istituti
Tecnico e Nautico di Ancona
MCVR. - Riproduce due discorsi in memoria dei caduti
dei due istituti pronunciati da Domenico Pacetti. - In cop.
dedicatoria di Domenico Pacetti ms. a penna: All'amico
Palermo Giangiacomi 9.7.22 D. Pacetti. - Sulla quarta di
cop. ms. a matita blu: N° 870.
Castelli, Giuseppe (1846-1915)
La poesia della guerra e l'inno di Trieste : in
memoriam / Giuseppe Castelli. - Roma : Alighiero
Castelli, 1915.
28 p. ; 21 cm.
MCVR. - Conferenza ed inno composti dall'autore tra
l'agosto e il dicembre 1914. L'inno venne musicato dai
maestri Santi Savarino di Roma, Nello Nelli di Pisa e
Vincenzo Marchesani di Vasto. L'autore, originario di
Ascoli Piceno, morì a Roma il 20 luglio 1915. - In testa
alla cop. a matita: N. 4445. - In cop., dopo il tit., a matita:
dono di Mannocchi Luigi.
Commemorazione degli ex studenti del liceo
ginnasio di Ancona morti per la patria 1915-1918. Ancona : Stab. Tip. Cooperativo, 1919.
26 p. ; 21 cm.
MCVR. - Contiene il resoconto della commemorazione
avvenuta il 1 novembre 1919, nel corso della quale
presero la parola il preside del Liceo Ginnasio di Ancona
"Rinaldini", Francesco Tirelli, e il professor Filippo
Sesler. - A p. 26 all'elenco dei caduti sono stati aggiunti a
penna due nomi: Guido Marcucci e Clito Lizza.
Giangiacomi, Palermo (1877-1939)
Ancona : medaglie d'oro e d'argento / Palermo
Giangiacomi. - Ancona : Tipografia SITA, stampa
1937.
KUR. 69
BB. - Il testo raccoglie alcune biografie di caduti
anconetani nella Grande Guerra e nell'areonautica del
dopoguerra, fino alla Guerra d'Etiopia, pubblicate su
quotidiani e riviste da Giangiacomi.
Arrigo Archibugi / P. Giangiacomi. - S.l. : s.n.,
[1919?]. - [6] p. : ill. ; 22 cm. ((Il nome dell'A. figura
in fondo al testo. - Estr. da: Rivista eroica, a. 1919,
fasc. 17.
Op. B 2000
BB. - Commemorazione di Arrigo Archibugi, nato ad
Ancona nel 1895 e morto il 4 agosto 1918, precipitando
con il suo velivolo per cause ignote.
Nel 1914 fu al 31° artiglieria da campagna, il reparto di
Giangiacomi, che in questo testo lo ricorda come suo
superiore. In seguito, nel 1917, dopo aver combattuto nei
bombardieri, passò alla scuola di aviazione.
Ernesto Fogola, caduto per la patria : Ancona, 16
giugno 1929 / [P. Giangiacomi]. - Ancona : Officine
poligrafiche della Federazione fascista, [1929?].
Op. F 696
BB. - Commemorazione di Ernesto Fogola, pronunciata
da Palermo Giangiacomi il 16 giugno 1929, in occasione
della intitolazione al caduto di un'aula della scuola
"Edomondo De Amicis". Ernesto Fogola (1891-1917), era
figlio del libraio toscano Giuseppe Fogola, poi trasferitosi
ad Ancona. Partecipò al primo conflitto mondiale come
tenente nell'arma di fanteria sul Carso, dove si guadagnò
una prima medaglia d'argento al valor militare. Passò al
Corpo aeronautico militare nel novembre 1916. Morì in
una missione il 24 agosto 1917, dopo aver conseguito in
precedenza un encomio e
una seconda medaglia
d'argento al valor militare.
La nostra guerra : parole di un soldato a soldati /
Palermo Giangiacomi. - Ancona : Tip. Sociale, 1915.
- 19 p. ; 21 cm.
Op.M/D 300
BB. - Il testo racchiude una conferenza tenuta ai soldati
nella Scuola De Bosis di Ancona il 19 novembre 1915.
Ebbe una seconda edizione nel 1916, a cura della
"Brigata anconitana degli amici dell'arte", di cui
Giangiacomi era segretario, perché l'opuscolo "venga
distribuito tra i soldati e gli operai" (La nostra guerra :
parole di un soldato a soldati / Palermo Giangiacomi. - 2.
ed. - Ancona : Tipografia sociale, 1916. p. 3)
Prof. Manlio Marinelli / Palermo Giangiacomi, in
"Picenum : rivista marchigiana illustrata mensile",
16 (1919), fasc. I-II, p. 9-10.
PER. M. 33
BB. - Commemorazione di Manlio Marinelli, nato nel
1886 e morto sul Carso nel novembre 1915 (per ferite
riportate in combattimento in qualità di Capitano di
complemento del 121°Reggimento di Fanteria). Marinelli
si laureò a Bologna con una tesi
sull’architettura
romanica ad Ancona, che fu poi pubblicata nel 1921 a
cura della Deputazione di Storia Patria per le Marche con
il titolo L'architettura romanica in Ancona. Fu
insegnante e direttore didattico, critico, poeta e
conferenziere. Giovanissimo, iniziò a collaborare con
giornali di ispirazione mazziniana e con il fratello Oddo
fondò il Circolo giovanile repubblicano in Ancona. Fu
amico del poeta Duilio Scandali.
Il tenente Lorenzo Bordoni / Palermo Giangiacomi,
in "Picenum : rivista marchigiana illustrata
mensile", 13 (1916), fasc. V-VII, p. 61-63.
BB. - Commemorazione di Lorenzo Bordoni, nato ad
Ancona nel 1894. Tenente dell'11° bersaglieri, aveva
compiuto gli studi in agraria a Fabriano. Combatté sul
fronte orientale e cadde il 12 settembre 1915. Gli fu
attribuita la medaglia d'argento al valor militare.
PER. M. 33
XXIV maggio anconitano / Palermo Giangiacomi, in
"Rassegna per coloro che lavorano", 3 (1928), n. 5, p.
97-100.
19 A 2
BB. - Articolo di Giangiacomi che ripercorre la cronaca
del bombardamento austriaco che colpì Ancona il 24
maggio 1915. A p. 97 è riprodotto il suo testo XXIV
maggio. A p. 99, una annotazione di sua mano: Il 10-XI915 morirono Mengarelli Augusto anni 34, Giuseppe
Baleani anni 79 e Sanzio Peloni anni 60. Il 7-1-916
Silvano Principi; il 3 Aprile Nazareno Pesaresi di anni 40
(o 48?) Enrico Gubellini di anni 50 e Luigi Sebastianelli
anni 31 La sentinella del Marotti?
La vittoria : numero unico : Ancona, 4 novembre
1922 / [a cura di Palermo Giangiacomi]. - [S.l. : s.n.],
1922. - 8 p. ; ill. : 43 cm.
Op. B 1082
BB. - Numero celebrativo, in occasione della ricorrenza
della Vittoria, redatto a cura di Palermo Giangiacomi,
segnalato come compilatore a p. 8.
L'opuscolo contiene numerosi contributi su eventi e
personaggi della Grande Guerra, tra cui ricordiamo: la
foto di Cesare Battisti e le informazioni su il ricreatorio
"Cesare Battisti", il testo del Bollettino della Vittoria ed il
ricordo di Filippo Corridoni (p. 1); il testo di Palermo
Giangiacomi L'amore di patria (p. 2); Eroi anconitani,
figure
tra Risorgimento e Grande Guerra, tra cui
Vincenzo Burattini, Carlo Osmani e Gastone Novelli (p.
3); Gli ultimi momenti di Battisti e Filzi narrati dal boia
(p. 4); La parabola del Camparo, dal discorso di Gabriele
d'Annunzio a Milano (p. 5); Discorso agli operai e
Referendum, suffragio universale ed altre malattie del
secolo (p. 8).
Italia : Marina militare
Ultima guerra dell'indipendenza italiana : 24
maggio 1915-3 novembre 1918 / Regia Marina. Roma : Tipografia dell'Ufficio del Capo di Stato
Maggiore, 1918.
23 p. : 1 c. geogr. ripieg. ; 18 cm. ((Sul front.: 18481849, 1859-1860, 1866, 1870, 1915-1918. - In
custodia
MCVR. - La carta descrive le azioni navali e dei
sommergibili durante la guerra. - Sulla cop. e sul front.,
impresso timbro del proprietario: Eros Panzini - In
Scarti
Micheli, Mariano (m. 1923)
Durante la guerra e l'armistizio : iscrizioni e versi
per ricordanza di fatti, di onori e di lacrime /
Mariano Micheli. - Ancona : Tip. Dorica P. Rabini,
1919. - 72 p. ; 19 cm.
Op.M/E 73
BB. - Il volumetto raccoglie iscrizioni e poesie dedicate ad
autorità civili e religiose, e a cittadini anconetani morti
durante e dopo la guerra. L'autore, morto nel 1923, era
professore ed autore di numerose raccolte di liriche. Sul
front., dedica dell'A. a Giangiacomi: Preg.mo Signore
Palermo Giangiacomi omaggio dell'autore
Novelli, Corrado (1859-1937)
Tenente Gastone Novelli dei Lancieri di Novara,
asso della squadriglia "Baracca" : cenni biografici /
[C. Novelli]. - [S.l. : s.n., 1919?]. - 11 p. : 1 ritr. ; 17
cm.
Op. D 2325
BB. - L'opuscolo, edito a cura del padre, traccia un breve
ricordo biografico dell'aviatore Gastone Novelli, nato ad
Ancona nel 1895 e morto a Padova nel 1919. Figlio del
generale Corrado Novelli, assegnato prima ai Lancieri di
Montebello, fu destinato al Corpo aeronautico militare,
prima come Osservatore d'aeroplano e poi come pilota.
Nell'aprile 1917 viene assegnato ad un reparto caccia, la
81° squadriglia. Dopo molte missioni di volo, nel giugno
1917 ottiene il comando della 76° squadriglia caccia. Al
termine della guerra rimase in areonautica come ufficiale
di carriera, morendo il 3 giugno 1919 per un incidente di
volo. Nel 1921 gli fu intitolato l'aeroporto di Ravenna.
Il v. del front. contiene una dedica di Corrado Novelli a
Palermo Giangiacomi: Caro Giangiacomi a Lei che tanta
parte prese e prende al rimpianto per l'immatura e
gloriosa fine del mio amatissimo, e tanto contributo porta
alle onoranze che Gli sono consacrate, mando questi cenni
dettatimi dal cuore. Con sincera amicizia. C. Novelli
Raemaekers, Louis (1869-1956)
I disegni di Raemaekers. - Roma : Tipografia Failli,
1916.
40 p. : in gran parte ill. ; 25 cm. ((Tit. della cop.
MCVR. - Louis Raemaekers (Roermond, 6 aprile 1869 –
Scheveningen, 26 luglio 1956) fu un disegnatore olandese,
vignettista del De Telegraaf di Amsterdam durante la
Prima Guerra Mondiale, noto per la sua satira antitedesca. I suoi disegni apparvero su centinaia di
quotidiani in tutto il mondo. Nel febbraio 1916 il
vignettista fu costretto ad emigrare in Inghilterra e
lavorò per il Daily Mail.
I suoi album, le sue cartoline e i suoi manifesti vennero
distribuiti in tutto il mondo dai britannici e furono
tradotti in diciotto lingue. Venne ricordato come il più
famoso propagandista anti tedesco della Prima Guerra
Mondiale.
Zerboglio, Adolfo (1866-1952)
Martirio di Cesare Battisti, patriotta socialista :
commemorazione tenuta il 16 giugno 1917 al
Conservatorio G. Verdi di Milano per iniziativa del
Circolo trentino di Milano / Adolfo Zerboglio. Milano : Sede dell'Unione: Università Commerciale
L. Bocconi, 1917.
16 p. : ill. ; 15 cm
MCVR. - Dal resoconto stenografico riveduto dall'oratore.
- In testa alla cop. a matita: N. 4449.
- Palermo Giangiacomi
bibliotecario 7 febbraio 1912
Relazione di Palermo Giangiacomi sulle
carte appartenute a Carlo Rinaldini
La relazione, dal titolo Selezione e Ordinamento
delle carte appartenenti a Carlo Rinaldini, risale al
periodo in cui Giangiacomi era stato appena
assunto come assistente avventizio alla Biblioteca
Comunale. Contiene
il resoconto dell'incarico
affidatogli dal Sindaco Guglielmo Bonarelli. Per suo
conto infatti aveva esaminato un cassone
contenente carte appartenute a Carlo Rinaldini.
Costui, nato nel 1824 e morto nel 1866, era stato
avvocato, combattente durante il Risorgimento e
scrittore. Dopo l'Unità era stato commissario per la
conservazione dei monumenti antichi delle Marche
e segretario comunale.
Di lui si ricordano le Memorie archeologiche e
storiche raccolte da Carisio Ciavarini e date alle
stampe nel 1867 e Intorno al libro Gl'ingegneri
militari della Marca d'Ancona che operarono e
scrissero dall'anno 1550 all'anno 1650 per Carlo
Promis : brevi osservazioni, del 1865.
Di queste carte, scrive Giangiacomi nella relazione,
"Il maggior numero era costituito da carte di niun
conto, ma tra le molte mi fu dato di ritrovare non
pochi documenti di un certo valore storico e
biografico che ... trascrivo."
Giangiacomi aveva selezionato autografi di varie
personalità,
lettere,
documenti
e
materiale
bibliografico.
BB. - Foglio formato protocollo (cm
30,8x21), firmato da Palermo
Giangiacomi e datato Ancona, 7
febbraio 1912. - In Biblioteca
Benincasa, Archivio Biblioteca,
1911-1938.
Vignetta in I disegni di
Raemaekers. - Roma :
Tipografia Failli, 1916, p.14.
Vignetta in I disegni di
Raemaekers. - Roma :
Tipografia Failli, 1916,p. 4.
BIBLIOG
di
RAFIA
riferimento
A quindici anni dalla morte di Palermo
Giangiacomi. - Senigallia : Tipografia marchigiana,
1954.
Federico Confalonieri : (Martirio fecondo) : dramma
storico in 4 atti e 2 episodi finali / Palermo
Giangiacomi. - Nuova ed. dopo la 1. del 1907, con
introduzione e ritratti. - Ancona : S.I.T.A., 1935.
Il fondo Risorgimento presso la Deputazione di
storia patria per le Marche ed il contributo di
Palermo Giangiacomi / Glauco Luchetti, in "Atti e
memorie" , A. 96(1991), p. 531-540.
Gente anconitana / Gualtiero Santini. - Fano : Tip.
Sangallo, 1969.
La grande guerra : raccontata dalle cartoline /
Giuseppe Tomasoni, Carmelo Nuvoli. - Lavis :
ARCA, 2004.
Inni e canzoni del Risorgimento, 1797-1928 /
Palermo Giangiacomi ; a cura di Ivana Pellegrini. Ancona : Italic, 2011.
Palermo Giangiacomi / Aristide Boni. - Fabriano :
Arti grafiche Gentile, 1941.
Palermo Giangiacomi : nel cinquantesimo
anniversario della morte, il suo opus vernacolo e la
sua rilevanza nel quadro della nostra letteratura
popolare / [a cura di] Mario Panzini. - [S.l. : s.n.],
stampa 1989 (Ancona : Centro stampa del Comune).
Palermo Giangiacomi : opere scelte / prefazione di
Alfredo Trifogli ; saggi introduttivi di Werther
Angelini e Plinio Acquabona. - Ancona : Bagaloni,
1980.
Palermo Giangiacomi
Lungo le banchine del porto, per le strade, per le piazze di Ancona lo
conoscono tutti. Alto, diritto, in fretta, corre al giornale, in biblioteca, a
qualche adunanza. Passando, guarda e osserva: c'è sempre qualche
scenetta da fotografare! Ascolta il chiacchiericcio della popolana, la
invettiva del facchino, la protesta del politicante. E quando si pone
dinanzi allo scrittoio, coperto di libri, di carte, di giornali, ha già pronto
il sonetto, la strofe garbata, l'ironia acuta, la nota melodiosa e
autentica. E lo strano è questo: quando i suoi versi sono stampati, il
popolo li dice e li ripete. Li sente veramente suoi. Giangiacomi li ha
saputi cogliere sulle sue labbra.
Del popolo sano e schietto egli ha tutte le virtù, che si rispecchiano nel
giro dei versi: la bontà, la sincerità, la idealità.
L'amore di questi nostri popolani, che nella Carboneria e nella Giovine
Italia hanno temprato l'anima, ha spinto Giangiacomi a ficcare lo
sguardo fra le ingiallite carte degli archivi, per trarne memorie
nobilissime di eroismi, di congiure, di cospirazioni. Per lui, Mazzini è il
purissimo eroe del pensiero; Garibaldi il duce d'ogni ardimento. E con
quanta diligenza di indagini, con quale fervore egli ha rievocato i
marchigiani, che mossero, nel '60, alla conquista del vello d'oro. Era
l'unità e la libertà. Oggi, si muove alla conquista dell'oro. Giangiacomi
è rimasto un idealista. Crede nella patria e nell'umanità. Poeta e
storico popolare, è il simbolo dell'anima della folla. Quella di ieri o
quella di domani? La virtù credo sia d'ogni tempo.
(Ernesto Spadolini, in Ancona : saggio del suo dialetto, con l'aggiunta
di un cenno storico e della guida dei monumenti e chiese / [P. G.]. - 2.
ed. - Pesaro : Edizioni Ruggeri, 1920, p. 8-9)
Il busto di Palermo Giangiacomi,
opera di Sanzio Blasi
busto di Palermo Giangiacomi
autore Sanzio Blasi,
anno 1953
gesso patinato nero cm 62-30-26
Foto originale dall'archivio della Famiglia
Blasi.
Sanzio Blasi
(Ancona, 24 febbraio 1895- Ancona, 22 agosto 1972).
Sanzio Blasi fu autore di numerose opere scultoree, letterarie e uomo
profondamente legato alla sua terra e alla sua città, Ancona.
Scoppiata la prima guerra mondiale, venne inviato in zona di guerra
con la Cavalleria Savoia. Nell’aprile 1933 partecipò alla Mostra
Nazionale di Firenze, poi alla Mostra della Dalmazia (Zara 1937) e
alla terza quadriennale d’Arte di Roma del 1939.
Nel ’40 espose alla XXXV Mostra Galleria di Roma e alla XXII
Biennale di Venezia.
Nel 1943 morì il figlio Gustavo, medaglia al valore militare. Questo
tragico evento lo afflisse sempre nella vita, ma gli fu di ispirazione
nell’attività artistica e lo spinse a porsi ancor più al servizio della
comunità.
Nel dopoguerra lavorò a monumentali opere pubbliche: la Pietà del
Cimitero di Tavernelle e la Pietà di S. Domenico ad Ancona, tutte le
sculture nel Cimitero dei Polacchi a Loreto; egli inoltre dedicò
maggiore interesse alla produzione ritrattistica. E’ di questo periodo
la “testa” del grande poeta romano Trilussa, che ne rimase
entusiasta.
Sin dal passaggio del fronte di guerra, cominciò a lavorare per le
pubbliche istituzioni in un volontariato generoso e instancabile. Fu
Commissario dell'Ospedale civile Umberto I di Ancona, si adoperò
molto per far avere pasti caldi agli ammalati e lo stipendio al
personale.
Nel 1948, dopo la sua esperienza come presidente dell’Ospedale
Civile e amministratore dell’Ospedale dei bambini di Ancona,
contribuì alla fondazione dell’Ospedale Cardiologico G.M. Lancisi.
Nel 1959 venne invitato alla Biennale Triveneta di Padova.
Nell’ultimo decennio di vita partecipò a premi, mostre ed alla IX
Quadriennale d’Arte di Roma. Nell’aprile 1966 venne scelto per
partecipare alla Mostra d’Arte Contemporanea delle Province di
Ancona e Macerata a Düsseldorf-Mettmann. Il 30 marzo 1969
inaugurò a San Marino il monumento dedicato all’architetto Donato
Bramante.
Benché preso da una lenta e sfibrante malattia, lavorò
incessantemente usando vari materiali come creta, plastilina,
bronzo, marmo, cera e gesso e realizzando figure stilizzate di donne,
medaglie, statue, ritratti di bambini e adulti. Suoi sono anche il
ritratto del Sindaco di Ancona Francesco Angelini, il busto
dell’arcivescovo Monsignore Bignamini nella Cripta del Duomo di
Ancona.
Fin dal 1956, anno di nascita del “Premio Marche”, fu tra gli
organizzatori della manifestazione.
Il 4 maggio 1971 fu insignito della medaglia d'argento come cittadino
benemerito dal Comune di Ancona.
Scrittore illuminato, aveva fiuto giornalistico. Numerosi sono i suoi
articoli: sull’agricoltura, sull’arte, sulla società. La passione
venatoria, trasmessagli dal padre così come quella artistica, carica di
esperienze e ricordi, lo portò a scrivere la sua prima opera letteraria
del 1951 “Dolci Ricordi di caccia”. Poi vennero “Tempi Sereni” nel
1953 (prima edizione). Seguirono nel 1962 la seconda edizione e nel
1971, la terza arricchita di altre foto. Nel 1968 “Tempi Sereni” II
volume. E’ del 1970 “Terra marchigiana”, quindi “Da Capodemonte al
Guasco” uscito nel luglio 1972.
(A cura di Cristiana Carlini)
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Palermo Giangiacomi poeta e soldato.