Palermo Giangiacomi poeta e soldato. Catalogo della mostra documentaria e bibliografica Polveriera "Castelfidardo" Parco del Cardeto 18 settembre - 18 ottobre 2015 Palermo Giangiacomi poeta e soldato. Catalogo della mostra documentaria e bibliografica a cura di Giovanna Pirani. Polveriera "Castelfidardo" Parco del Cardeto 18 settembre 18 ottobre 2015 Ancona 2015 Introduzione Tra le iniziative prese ad Ancona per ricordare il centenario dell'ingresso dell'Italia nel primo conflitto mondiale, non ne poteva mancare una dedicata alla figura di Palermo Giangiacomi. Questa mostra, organizzata dalla Biblioteca Comunale di Ancona "Benincasa", con la collaborazione della Deputazione di Storia Patria per le Marche, che conserva la documentazione del Museo Storico del Risorgimento, nasce grazie all'intuizione di Ivana Pellegrini, che ben conosce la figura di Giangiacomi, di cui ha tra l'altro curato l'edizione a stampa degli Inni e canzoni del Risorgimento, e che si è prodigata con il personale della Biblioteca per il suo allestimento, con il prezioso contributo di Claudio Bruschi. La mostra è arricchita inoltre dalla esposizione del busto di Palermo Giangiacomi, che nel 1953 lo scultore anconetano Sanzio Blasi realizzò in gesso patinato nero, per la quale si ringraziano in modo particolare i familiari dell'artista. Poeta, storico locale, giornalista, divulgatore e, non certo da ultimo, Direttore della Biblioteca Comunale di Ancona dal 1924 fino alla sua morte, avvenuta nel 1939 (sulla sua vita e produzione si veda più avanti il contributo di Ivana Pellegrini), fu appassionato patriota e quest'ultimo sentimento si riflette nella sua numerosa produzione letteraria e saggistica. Fu altrettanto convinto sostenitore della necessità di istituire ad Ancona un Museo del Risorgimento, e per esso si adoperò instancabilmente, raccogliendo cimeli e documenti che vennero esposti nel Museo, allora collocato presso il Palazzo di Giustizia di Corso Mazzini. Il materiale di questa collezione, seguendo un destino comune ad altri beni culturali della città di Ancona (si pensi alla dispersione del materiale bibliografico e documentario della Biblioteca Comunale, avvenuta a causa della guerra e dei bombardamenti nel 1943), rimase sotto le macerie per diversi anni. I pochi pezzi poi recuperati, contribuirono alla mostra per il Centenario dell'Unità d'Italia del 1961. In seguito, pervennero alla Deputazione di Storia Patria per le Marche e vennero sistemati, grazie all'opera paziente dell'ing. Glauco Lucchetti che ne stilò l'inventario. Tra le carte del Museo del Risorgimento, spicca l'archivio di Palermo Giangiacomi, con una importante raccolta documentaria che permette di ripercorrere fasi della sua vita personale e culturale. Tra queste carte ne sono state scelte alcune, significative per testimoniare l'attività di Giangiacomi "poeta e soldato", come recita il titolo della mostra. Tra i manoscritti esposti spicca senz'altro quello della celebre opera teatrale L'imbriago, databile tra il 1909 e il 1937. Un esame di questo come di altri manoscritti esposti, fa notare come Giangiacomi fosse solito apportare, in occasione di successive pubblicazioni, variazioni anche abbastanza importanti ai suoi lavori (è il caso per esempio di Martirio fecondo, del quale sono esposti i manoscritti di due versioni, datate entrambe 1905 o della poesia Per cartulina). Un altro documento di interesse è il testo, probabilmente di una canzone, intitolata Italia, Italia, o patria mia diletta!. Il fondo Giangiacomi conservato nell'archivio in Deputazione di Storia Patria per le Marche, conserva alcune carte di interesse per ricostruire gli anni di guerra. Sono esposte tre cartoline postali, due indirizzate rispettivamente alla madre e alla moglie; la terza, a Oscar Magagnini, nella quale egli confida all'amico la realtà di guerra che invece nasconde alla sua famiglia. Al di là dell'interesse legato alla figura di Giangiacomi, due di esse permettono di dar conto del ruolo propagandistico esercitato proprio durante la Prima Guerra Mondiale dalle cartoline postali illustrate, un mezzo di comunicazione all'epoca diffusissimo e che divenne, attraverso la immediatezza e vividezza delle immagini che le decoravano, uno degli strumenti più utilizzati per diffondere la consapevolezza della necessità della guerra e l'amor patrio. Il materiale conservato presso la Deputazione di Storia Patria per le Marche conserva inoltre diverse testimonianze relative alla costituzione del Museo Storico. In esposizione è un articolo, pubblicato nell' "Ordine" del 20 giugno 1919, a firma Maria Antonietta Carrassi, giornalista locale, autrice di un volume di fiabe, Tra fate e fiori: fiabe, novelle, monologhi , uscito ad Ancona nel 1911. L'articolo, Una visita al Museo Storico di Ancona, esposto nella mostra, è dedicato alla sua visita, in compagnia di Palermo Giangiacomi, al Museo Storico, allora presso il Palazzo del Tribunale. Sorto su impulso di Giangiacomi, si dipanava in tre stanze, "non ... ancora in ordine, ma già si vede quel principio di sistemazione che rivela una mente intelligente, una mano amorosa." Ai cimeli del Risorgimento si alternavano memorie della Grande Guerra: "Le due epoche del nostro Risorgimento e della nostra compiuta Unità si uniscono, si confondono, si amalgamano". Sono citati tra gli altri cimeli, la sentenza di morte di Oberdan e la divisa di Lamberto Duranti, giovane anconetano caduto nelle Argonne. L'articolo si conclude con la dichiarazione di Giangiacomi che esortava ad un impegno maggiore nel costituire le raccolte del museo: "-Non siamo che al principio- mi dice Giangiacomi mentre usciamo- c'è ancora molto, molto da fare. Bisogna che tutti quelli che sono in grado di farlo contribuiscano a completare il nostro Museo che oltre a un valore storico ne ha un altro non inferiore: un valore educativo per il popolo nel quale bisogna mantener viva la fede e il culto per la memoria dei grandi che fecero grande la Patria." Questo è solo uno dei numerosi contributi sul tema, raccolti nel quaderno che lo contiene. Tra di essi, ne ricordiamo alcuni, tutti pubblicati dall' "Ordine"; quando non specificato, sono tutti opera di Giangiacomi. Una nobile figura di patriotta. Per l'istituzione di un Museo del Risorgimento (24-25 aprile 1913); Per la proposta di un Museo del Risorgimento (lettera di Innocenzo Dall'Osso, 26-27 aprile 1913); Pel Museo del Risorgimento (7-8 maggio 1913); Per un Museo del Risorgimento (Pompeo Baldoni, 15-16 agosto 1913); Per la storia del Risorgimento (6-7 settembre 1914). Il Museo del Risorgimento conservato presso la Deputazione di Storia Patria per le Marche raccoglie anche una serie di pubblicazioni a stampa. Tra di esse, ne sono state scelte alcune di indubbio interesse. Segnaliamo Alla memoria degli alunni caduti per la grandezza della patria, stampato ad Ancona nel 1922, che riproduce i due discorsi in memoria dei caduti provenienti dagli Istituti Tecnico e Nautico di Ancona, pronunciati da Domenico Pacetti, che ne fu preside. Altra pubblicazione di estrema significatività esposta nella mostra, I disegni di Raemaekers, edito a Roma nel 1916. Si tratta di un opuscolo di 40 pagine, che riproducono ciascuna una vignetta di Louis Raemaekers (1869 – 1956), disegnatore olandese, il più famoso propagandista anti tedesco della Prima Guerra Mondiale. Accanto alla documentazione proveniente dalla Deputazione di Storia Patria per le Marche, è esposto in mostra materiale bibliografico e documentario presente nella Biblioteca Comunale di Ancona "Benincasa". Abbiamo voluto offrire, nella mostra dedicata al poeta e al soldato, anche una testimonianza della quotidiana attività di Palermo Giangiacomi bibliotecario, meno conosciuta di quella di studioso delle carte d'archivio e dei manoscritti della Benincasa, che gli permisero di elaborare la sua produzione storiografica. Il documento esposto, proveniente dall'archivio della Biblioteca, data 1912, quindi circa un anno dopo il suo inserimento come assistente avventizio nel personale della Biblioteca Comunale. Si tratta di una relazione compilata su incarico del Sindaco di Ancona, relativa al materiale donato alla città dallo scrittore e patriota anconetano Carlo Rinaldini. In questo documento di lavoro, Giangiacomi si mostra diligente selezionatore di materiale utile alla ricostruzione di avvenimenti e di vite di personaggi legati al Risorgimento, tema allora di vivissimo interesse. Questo atteggiamento di Giangiacomi lo ritroviamo anche in seguito, nella sua ricerca attenta di ogni possibile documentazione della storia cittadina, e nel suo postillare con la sua inconfondibile matita colorata le carte d'archivio e i manoscritti conservati in Biblioteca. Dalle raccolte della Benincasa provengono anche le principali pubblicazioni di Giangiacomi relative alla prima guerra mondiale esposte in mostra. Si segnala innanzitutto l'articolo del 1928, relativo al bombardamento del 24 maggio 1915 che, ad opera degli austriaci, colpì la città, causando anche diversi morti. Il testo uscì nella rivista dell'epoca "Rassegna per coloro che lavorano". Il carattere di Giangiacomi storico e memorialista appare anche qui nella presentazione antologica di necrologi di giovani caduti anconetani, pubblicati sulla rivista "Picenum", tra i quali spicca la figura di Manlio Marinelli, morto nel 1915, noto tra l'altro per la sua opera, pubblicata postuma a cura della Deputazione di Storia Patria nel 1921, L' architettura romanica in Ancona e per l'amicizia intrattenuta con il poeta Duilio Scandali. Per evidenziare la personalità di Giangiacomi interventista, di estremo interesse è l'opera qui esposta La nostra guerra : parole di un soldato a soldati uscita nel 1915. Si tratta del testo di una conferenza tenuta ai soldati nella Scuola De Bosis il 19 novembre, nella quale l'animo irredentista e patriottico di Giagiacomi si esprime pienamente e con successo. La "Brigata anconitana degli amici dell'arte", di cui Giangiacomi era segretario, ne curò a sue spese una seconda edizione l'anno successivo. Il materiale esposto è stato raccolto da Giangiacomi in semplici quaderni, il più delle volte scolastici. Alcuni, come quelli appartenenti ad una serie volta ad esaltare l'Italia coloniale, sono essi stessi, al di là dei documenti che contengono, di estremo interesse per un discorso volto ad esaminare sia l'apporto propagandistico del regime fascista anche nel materiale di uso minuto e soggetto a deperimento, sia la realizzazione grafica. Giangiacomi costruisce per sé un archivio, ritagliando articoli di giornale, raggruppando secondo serie di suo interesse (ad esempio: Benemerenze, Croce guerra) la corrispondenza in arrivo, i manoscritti delle sue opere, la documentazione personale relativa al suo stato di guerra e sceglie di condizionare il materiale semplicemente incollando sulle pagine dei quaderni ciò che ha scelto di conservare. Questa soluzione da lui adottata ha reso in due casi impossibile l'esposizione dei testi originali: l'articolo Una visita al Museo Storico di Ancona e il manoscritto della poesia Per cartulina. Entrambi i documenti vengono esposti in copia. XXIV maggio anconitano / Palermo Giangiacomi, in BB, "Rassegna per coloro che lavorano", 3 (1928), n. 5, p. 99, con annotazioni a lato di mano di Giangiacomi. PALERMO GIANGIACOMI: BIOGRAFIA ED OPERE (a cura di Ivana Pellegrini) Palermo Giangiacomi nacque il 14 marzo 1877 ad Ancona (in via Fazio o Faro, che oggi porta il suo nome), nel Rione San Pietro, da una famiglia umile, ottavo di nove figli. Nel 1892, a quindici anni, dovette a malincuore interrompere gli studi tecnici e avviarsi al lavoro di operaio: fu garzone di barbiere, di stalliere, di carbonaio-legnaiuolo, di falegname. Ventenne, volontario, indossò la camicia rossa per partecipare alla campagna di guerra greco-turca del 1897, con la legione del Gen. Ricciotti Garibaldi. Prese parte alla battaglia di Domokos (Tessaglia) del 17/05/1897, ottenendo la citazione ad ordine del giorno per il suo comportamento ardimentoso. Rientrato in patria, prestò servizio militare di leva nel Regg. Savoia Cavalleria, congendandosi nel 1900. Riprese il suo umile lavoro di operaio ai Cantieri Navali Riuniti dell’Adriatico di Ancona, dedicando ogni istante libero alla lettura e allo studio, curando particolarmente la storia e le lettere. L’esperienza di lavoro manuale e quella culturale da autodidatta misero a fuoco le sue qualità: accanito lettore, intelligente, dotato di una memoria eccezionale, capace di spirito d’osservazione acutissimo; e, derivanti dalla sua origine sociale, la semplicità cordiale, la bontà e la comprensione. Nel 1904 sposò Emilia Serafini, dalla quale ebbe il figlio Amleto Nel 1911 s’iscrisse nella “Legione garibaldina Picena”, che doveva operare accanto agli insorti albanesi. Sempre nello stesso anno, fu assunto come assistente avventizio presso la Biblioteca Comunale “L. Benincasa” di Ancona: fu l’evento che diede una svolta alla sua vita. Infatti la catalogazione e il riordinamento del copioso materiale, da lui progettati, gli consentirono di approfondire le sue ricerche e di soddisfare il suo grande bisogno di sapere. Un tale fervore di lavoro trovò uno sbocco naturale nel quotidiano locale L’Ordine – Corriere delle Marche, che lo promosse redattore, in quanto il prestigio di Giangiacomi crebbe per la qualità della sua collaborazione. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, riaccesosi in lui lo spirito irredentista, mai sopito, che l’aveva spinto in Grecia, si offrì volontario e nel 1915 fu mobilitato ed assegnato al 31° Reggim. Artiglieria, partecipando alle campagne del 1915, 1917 e 1918. Nel febbraio del 1918 venne a mancargli la moglie Emilia, dopo quattordici anni di felicissima convivenza. Dopo la parentesi della guerra, ritornò agli studi, il cui oggetto fu sempre la storia della sua città, che conosceva nei particolari e negli aneddoti. Diventato una personalità cittadina di spicco, conservò modi e abitudini semplici, tutto dedito alla famiglia. Nel 1921 passò in seconde nozze con Gina Capitani, vedova di guerra. Nel 1924 fu nominato bibliotecario effettivo, riconoscimento di certo sudato. Per il suo importante lavoro, non gli mancarono le meritate gratificazioni: tra le altre, il premio del Ministero per la Cultura Popolare per Storia di Ancona (1923), il premio speciale dell’Accademia d’Italia per Guida spirituale di Ancona (1932), la nomina di fiduciario di Stato per le Belle Arti e le Biblioteche della Provincia di Ancona e quella di Ispettore per le Biblioteche della Provincia di Ancona. Membro effettivo della Deputazione di Storia patria per le Marche. Segretario della “Brigata anconetana amici dell’Arte” cui dedicò particolare cura, fu alla “Brigata” che nel novembre 1938 tenne il suo ultimo discorso pubblico, rievocando la vita di Ancona durante la Prima Guerra mondiale. Si spense immaturamente ed improvvisamente il 22 marzo 1939 nella casa di Largo Belvedere, nel suo amato Rione San Pietro. La sua salma riposa nel famedio dei cittadini illustri del Cimitero di Tavernelle ad Ancona. Bibliografia Opere in lingua 1901 “ 1907 “ Ave Marie e tramonti (versi) La battaglia di Domokos (venti sonetti) Tregue e battaglie ( versi ) Poemetto d’amore e di dolore Opere in vernacolo 1903 1904 1909 “ “ 1910 1919 1924 1925 1929 Scene, Scenette e Scenate ( raccolta di poesie) L’Assediu d’Ancona, 1174- poemetto eroicomico (ebbe diverse ristampe fino al 1932) L’Imbriago- Scene anconitane ( farsa in due quadri) All’ombra del Guasco (raccolta di poesie) Sonetti anconitani Locuzioni anconitane ( 2^ edizione nel 1926) Cento sonetti anconitani (raccolta di poesie edite ed inedite) El Caribaldì (monologo) Favole anconitane (raccolta di favole moderne) Trent’ore de vedovanza- Satira Anconitana (commedia satirica in un atto) 1932 Storie e sturiele (raccolta di poesie, favole ed epigrammi) “ Il Vernacolo Anconitano “ Il giuramento degli anconitani (azione drammatica in versi) Drammi 1924 “ 1932 1935 Mazzini a Londra (scene storiche in un atto 1844) I fratelli Bandiera (dramma storico in due atti) Il giuramento degli anconitani (azione drammatica in versi) Federico Confalonieri- Martirio fecondo (dramma storico in quattro atti e due episodi) Opere varie 1907 1909 1910 1912 1913 “ 1915 Antonio Elia, fucilato Garibaldi in Ancona nel 1848 Anconitani precursori e soldati dei Mille Girolamo Simoncelli Giuseppe Zamboni, martire I Cairoli anconitani (Francesco ed Alessandro Archibugi) Per la storia dei Mille “ La nostra guerra: parole di un soldato a soldati ( 2^edizione 1916) 1919 Cap. Ernesto Fogola “ Il solenne convegno dei Dalmati e Fiumani in Ancona il 16 dicembre 1918 1921 Carlo Faiani, patriotta “ La battaglia di Castelfidardo “ L’uomo, il socialismo e la storia 1923 Storia d’ Ancona e Guida “ Castelfidardo e Ancona 1860 1925 Guida artistica illustrata di Ancona e Loreto 1927 Ancona e l’Italia contro il Barbarossa “ Colombo non è spagnuolo. Italiano è! 1928 Anconitani morti per l’Unità d’Italia 1932 Guida spirituale di Ancona “ Calatafimi “ La Biblioteca comunale e l’Archivio storico di Ancona 1936 Traiano e Ancona 1937 Ancona: medaglie d’oro e d’argento “ Perché va detto Stamira 1938 Tre patrioti: Faiani, Giannelli, Buglioni Numeri unici I Mille. 25 ottobre 1908 Per l’idea. 6 giugno 1909 Il rogo.13 giugno 1909 Il 24 Maggio. 24 maggio 1916 La Vittoria. 4 novembre 1922 Il Combattente (Per le onoranze ad Emilio Bianchi). 17 giugno 1923 FG, manoscritto n. 918, Benemerenze. CATALOGO Abbreviazioni FG: Fondo Giangiacomi, in Museo Civico del Risorgimento presso la Deputazione di Storia Patria per le Marche MCVR: Museo Civico del Risorgimento presso la Deputazione di Storia Patria per le Marche BB: Biblioteca Comunale di Ancona "L. Benincasa" Copertina del manoscritto n. 948 in FG, con il testo di Martirio fecondo. Cartolina postale indirizzata da P. Giangiacomi a O. Magagnini. In FG, Scarti. Cartolina postale di P. Giangiacomi alla madre Maria. In FG, Scarti - Palermo Giangiacomi: il ricordo (1939) 21 aprile 1939 "Palermo Giangiacomi: soldato, cittadino, storico, poeta" BB. - Pagina del "Corriere Adriatico" del 21 aprile 1939 (cm 62x44), pubblicata ad un mese dalla sua morte, avvenuta il 22 marzo. Contiene contributi di vari autori: Storia e poesia di Ubaldo Fagioli; Pagine di gloria, di Guido Podaliri; L'anconitano, di Enrico Liburdi; I marchigiani autodidatti di Giovanni Spadoni; un giudizio su Giangiacomi di Mario Puccini; vari contributi non firmati: Per un ricordo marmoreo alla memoria; La sua vita: l'interventista, il fascista; Giudizi su Palermo Giangiacomi; L'uomo. La pagina contiene anche una bibliografia di Giangiacomi ed un suo ritratto a firma Seppe. DOCUMENTI - Palermo Giangiacomi poeta La bara di Corridoni Poesia in lingua italiana, pubblicata nel numero 1012 (1918) di "Picenum : rivista marchigiana illustrata mensile", a lato del ricordo del sindacalista (1887-1917) sempre scritto da Giangiacomi. La figura del sindacalista rivoluzionario, schieratosi in seguito con gli interventisti e partito volontario, per morire sul Carso meritando la medaglia d'argento al valore, poi tramutata in medaglia d'oro nel 1925 per iniziativa di Mussolini, è assai apprezzata da Giangiacomi, che nei suoi testi ne fonde l'aspetto del rivoluzionario con quello del patriota. Filippo Corridoni è la figura che viene da lui additata come esempio ai soldati cui si rivolge nel suo La nostra guerra : parole di un soldato a soldati. BB. - Ritaglio di giornale, in miscellanea, coll. 19 A 17, che raccoglie, oltre a diverse pagine di testi poetici dell'A. manoscritti, una serie di sue pubblicazioni a stampa, spesso postillate dall'A.: Tregue e battaglie : versi . - Jesi : Tip. Flori, 1907; All'ombra del Guasco : rime in vernacolo anconitano. - 2. ed. aumentata. - Ancona : G. Fogola, 1910; Poemetto d'amore e di dolore. - [S.n. : s.l., 1907]; Martirio fecondo : Federico Confalonieri : dramma storico in 5 atti. - Ancona : Officina grafica Aurelio Santoni, 1907; Antonio Elia : martire anconitano fucilato dagli austriaci il 25 luglio 1849. - Ancona : Tip. A. Santoni, 1907; Anconitani precursori e soldati dei Mille . Ancona : Tip. Dorica, 1910; Giuseppe Zamboni superstite delle galere papali. - Ancona : Stab. Tip. Cooperativo, 1912; I Cairoli anconitani : (Francesco ed Alessandro Archibugi). - Ancona : Stabilimento tipografico cooperativo, 1913; I Savoia in Ancona. [S.l. : s.n., 1924?]; L'eroe Ernesto Fogola. - Ancona : Stab. Tip. Cooperativo, [1919]; Carlo Faiani. - Ancona : Stab. tip. Cooperativo, 1921; Ancona : saggio del suo dialetto. - Pesaro : Edizioni Ruggeri, 1920; Per la storia dei Mille. - Roma : Direzione della Nuova Antologia, 1915. ((Estr. da: Nuova antologia. fasc. 1089, maggio 1915; Girolamo Simoncelli, vittima di Pio 9. - Ancona : L. Cappanera, stampa 1912. Manoscritto de L'imbriago L'opera esce dapprima a puntate nel settimanale Il Moschettiere. Successivamente, dopo una revisione dell'autore, esce in prima edizione, riveduta e corretta, in libro, nel 1909. Ha poi successive edizioni: 1912, 1921, 1926, 1932 e 1934. Si tratta indubbiamente dell'opera teatrale di Giangiacomi che ebbe maggior successo. Dopo la prima rappresentazione, tenutasi il 4 luglio 1909, fu rappresentata l'anno successivo al teatro Goldoni, il 20 febbraio, e in seguito anche all'estero. Il manoscritto, confrontato con la pubblicazione del 1932, contiene rielaborazioni del testo precedenti a quest'ultima edizione. Le pagine iniziali contengono ritagli a stampa contenenti le scene terze e quarta dell'atto primo, postillate dall'autore. Le restanti pagine del manoscritto contengono In pretura. Scene in un atto in vernacolo anconitano, versione precedente di quello che diverrà nell'edizione del 1932 l'atto secondo. Un esame delle scene mostra come rispetto a quest'ultima edizione, il testo del manoscritto è completamente differente. Il nome del protagonista è quello definitivo di "Zebibo Pacalossi", quindi la stesura di questo testo va ricondotta a dopo il 1909. Si segnalano inoltre numerose carte sciolte di appunti sull'opera. Di particolare interesse l'annotazione presa su un foglio intestato a "L'Ordine", riportante lo schema della commedia. FG. - In quaderno (cm 20,4x15,2) con copertina in cartoncino verde, con disegni a motivo floreale e titolo Quaderno di stampato a lettere dorate. - Di mano dell'A., in testa alla cop., a matita blu: N. 952; di seguito, in matita rossa: L'imbriago. Manoscritto Risorgimento di Inni e canzoni del Manoscritto nel quale Giangiacomi traccia una rassegna dei più celebri inni e canzoni " che accompagnarono l'epopea italiana, dall'aurora ad oggi" (Inni e canzoni del Risorgimento, 1797-1928 / Palermo Giangiacomi ; a cura di Ivana Pellegrini. Ancona : Italic, 2011, p. 33. A questa edizione si rimanda per un approfondimento su questo testo). L'opera si apre con la citazione del Ça ira, e si chiude con il testo della canzone dei volontari di Spalato. FG. - 41 fogli sciolti (cm 33,8x23). Manoscritto di diletta! Italia, Italia, o patria mia Testo di una canzone patriottica. Italia! Italia! O patria mia diletta; amor dei fiori; amore de le stelle! / Tu la più bella sei tra le più belle, / o patria mia diletta! / [Testo sottolineato]: Chi te non ama ha l'anima dei lupi: / Chi te non ama in petto un cuor non ha! / Nato egli è per le selve e pei dirupi, / in petto un cuor non ha! / [Testo su altre parole cancellate da un rigo:] T'ammira Iddio dal cielo e ti sorride [a lato altra versione:] Dal ciel t'ammira e sorride Iddio / splende a' tuoi piedi e ti vezzeggia il mare. / [cancellature]/ Un ciel più azzurro e un più turchino mare / oh no, nessun mai vide! / [Testo sottolineato]: Chi te non ama ha l'anima dei lupi: / Chi te non ama in petto un cuor non ha! / Nato egli è per le selve e pei dirupi, / in petto un cuor non ha! / [frase cancellata:] Italia, Italia luce del mattino / O terra dei poeti e degli eroi; madre dei fiori; tempio de la Gloria, / io lancio il grido de la tua Vittoria: / "A chi l'Italia? a Noi!" / [Testo sottolineato]: Chi te non ama ha l'anima dei lupi: / Chi te non ama in petto un cuor non ha! / Nato egli è per le selve e pei dirupi, / in petto un cuor non ha! / P. Giangiacomi FG. - Foglio sciolto (cm 30,8x21) - In cartella Uomini e vicende del Risorgimento italiano, busta Giangiacomi su M. Marinelli. Manoscritto di Martirio fecondo Quest'opera di Giangiacomi ebbe l'approvazione di Alessandro D'Ancona, filologo e letterato, appassionato e profondo cultore delle tradizioni popolari. Nel 1911 fu rappresentata a bordo della nave Ferruccio nelle acque della Libia, per interessamento di Paolo Emilio Thaon di Revel, duca del Mare. In seguito venne riproposta al Teatro delle Muse di Ancona. L'opera teatrale riprende l'episodio celebre del Risorgimento con protagonisti Federico Confalonieri e la moglie Teresa. "Nel 1905, scrissi ... Martirio fecondo (ossia Federico Confalonieri) che venne pubblicato nel 1907 ... L'ultimo atto però, rimasto inedito, non fu quello che era stampato e si trova anche in questa seconda edizione: era diverso. Sceneggiava Teresa morente assistita dai famigliari; appena morta, ecco sopraggiungere Federico liberato." (Federico Confalonieri : (Martirio fecondo) : dramma storico in 4 atti e 2 episodi finali / Palermo Giangiacomi. Nuova ed. dopo la 1. del 1907, con introduzione e ritratti. - Ancona : S.I.T.A., 1935, p. VII). Questo manoscritto contiene anche una versione, in seguito rimaneggiata, della prefazione alla prima edizione del 1907. Il testo contiene, come ricordato sopra da Giangiacomi, l'atto quinto che descrive la morte di Teresa Confalonieri. FG. - In quaderno (cm 20x15) con copertina marmorizzata verde e nera, con etichetta dorata. In essa, di mano dell' A. in inchiostro nero: 5 Atti. L'ultimo è del quaderno. La nota è sotto la firma del figlio: Amleto Giangiacomi - In cop. a matita blu, di mano dell'A. : N. 948. - Le pagine del quaderno sono numerate a matita fino a 137. Mancano le p. 124-125. - Amleto, il figlio di Giangiacomi, ha utilizzato diverse pagine del manoscritto per esercitarsi nella scrittura. Manoscritto di Martirio fecondo (altra versione) Il manoscritto, anch'esso datato 1905, contiene la versione dell'opera senza la scena di Teresa morente, edita nel 1907. Il testo nell'edizione a stampa subirà un'ulteriore modifica, che porta l'atto quinto ad avere quattro scene, mentre in questo manoscritto le scene sono tre. FG. - In quaderno (cm 20x15) con copertina marmorizzata rossa e nera, con etichetta dorata. In essa, di mano dell'A. tit. in inchiostro nero: Martirio Fecondo. - In cop. a matita blu, di mano dell'A. : N. 950. - Le pagine del quaderno sono numerate fino a 102 con il numeratore. Manoscritto di Per cartulina Manoscritto della poesia Per cartulina, pubblicata nel 1930 da Giangiacomi nella sua opera Trent'ore de vedovanza (satira anconitana in un atto) : nuovi sonetti e favole dialettali, uscita per i tipi di Giuseppe Fogola editore in Ancona. Per cartolina Vedi quel cego? Quelo è stato al fronte; ha perduto la vista al Monte Santo. E' una disgrazia, sì, ma ancora un vanto: adesso è santo lui come quel monte! I ochi l'ha lasciati a la frontiera: cavamoce el capelo: è una bandiera! (Zona di G. Febbraio 1918.) BB, Manoscritto della poesia Per cartolina. - In miscellanea, coll. 19 A 17. Il manoscritto si trova in una pagina dove Giangiacomi ha vergato l' epigramma dedicato al celebre avvocato Vecchini, riedito nel 1989 in Palermo Giangiacomi : nel cinquantesimo anniversario della morte, il suo opus vernacolo e la sua rilevanza nel quadro della nostra letteratura popolare curato da Mario Panzini . Il testo è un'ulteriore prova del modo in cui Giangiacomi redigeva i suoi testi, che venivano più volte ricorretti, se non a volte riscritti, come in questo caso, a partire dal titolo. Quest'ultimo infatti nel manoscritto è nella forma italiana Per cartolina. Il testo stampato ha due varianti rispetto alla versione manoscritta (la seconda decisamente importante). Il terzo verso a stampa recita: E' una disgrazia, sci, ma ancora un vanto, mentre il testo manoscritto propone l'affermazione nella lingua italiana: E' una disgrazia, si, ma ancora un vanto. Il penultimo verso a stampa ha una variante di maggiore importanza: La vista l'ha perduta ala frontiera; il manoscritto invece: I ochi l'ha lasciati a la frontiera. BM. - In miscellanea, coll. 19 A 17. - In copia fotostatica. Ringrazio Ivana Pellegrini che mi ha indicato l'edizione a stampa della poesia. Riproduzione a stampa di XXIV Maggio Si tratta del testo composto da Palermo Giangiacomi in occasione del bombardamento della costa adriatica del 24 maggio 1915, che interessò la città di Ancona. Ancona era guardata dai trattati / aperta indifesa tranquilla. / Ma l'Asburgo come Macbetho / nel delitto espiava il delitto / e il 24 Maggio 1915 / sulla città dormiente / vomitava da molte navi fuoco e sterminio. / Non altrimenti piovvero bolidi / nella notte terribile di Pompei. / Fuggirono deste nel sonno / le madri al seno stringendo / le creature sbigottite / altre trascinando urlanti per mano / mentre qua e là per le vie / schiantavansi ignivome le granate. / Oltre un'ora infierì / l'orribile bombardamento / finché il sole illuminò / la fuga obbrobriosa del nemico /e la fede d'Ancona nella vendetta. / Questa venne / completa terribile implacata / senza riscontro nei secoli/ e fu lezione tremenda / ai troni dispotici / ai popoli schiavi. FG. - Volantino siglato P.G. 10,5x7,5). - In Scarti. incollato su cartoncino (cm 17 maggio 1916 Biglietto di Domenico Pacetti a Palermo Giangiacomi Ancona 17.5.16 Car.mo Palermo, anche oggi ho parlato col Prefetto e vedrai che le cose andranno bene. Leggerò il tuo "24 maggio". Va bene che sia breve, sarà letto di più. Sulla distribuzione completamente gratuita pensaci. Ti saluto cordialmente. Tuo D. Pacetti". Domenico Pacetti, nato ad Ancona il 21 ottobre 1857, dove morì il 12 aprile 1926, laureatosi in Giurisprudenza fu poi insegnante di scuole superiori e preside per tre anni dell'Istituto tecnico e nautico di Ancona. Avvocato, fu organizzatore del partito repubblicano con il fratello Antonio ed ebbe un'articolata vita politica: consigliere comunale, provinciale, sindaco di Ancona e deputato al Parlamento. Questo biglietto si riferisce a XXIV maggio, il testo composto da Palermo Giangiacomi in ricordo del bombardamento della costa adriatica del 24 maggio 1915, che colpì la città di Ancona. La parola gratuitamente è stata sottolineata in matita rossa da Giangiacomi. FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di seguito, a matita blu: Benemerenze. - Palermo Giangiacomi soldato 20-21 novembre 1914 "Gl'italiani irredenti. Cesare Battisti" Articolo pubblicato sull' "Ordine" del 20-21 novembre 1914, siglato p.g., nel quale si dà notizia della conferenza sulla sua terra irredenta che la domenica seguente, 22 novembre, Cesare Battisti avrebbe tenuto ad Ancona. L'articolo presenta ai lettori anconetani la figura di Cesare Battisti, anche con l'aiuto della descrizione del socialista Paolo Maranini, esule da Trento. FG. - Ritaglio di giornale incollato alla pagina di un quaderno (cm 21,5x15,5) con copertina in tela marrone. - Di mano dell' A.,in cop. a matita blu: N. 979. - Sul dorso, in basso, etichetta che reca ms.: 1. 30 luglio 1915 Cartolina postale di Palermo Giangiacomi alla madre Maria Giangiacomi La cartolina postale è indirizzata: Via Ospizio 22 Ancona. Carissimi ci tratteniamo pochi [sottolineatura del testo] giorni. Riro non l'ho ancora veduto ma lo vedrò. Ho veduto altri della Croce Rossa di Ancona. Sto benissimo. Abbraccio tutti Palermo. FG. - La cartolina postale (cm 13,7x9) raffigura soldati della contraerea in azione ed è decorata da una fascia tricolore posta trasversalmente a sinistra. In basso: Saluti dalla zona di Guerra. - In Scarti. 1 agosto 1915 Cartolina postale di Palermo Giangiacomi al sergente Oscar Magagnini La cartolina è indirizzata: Sergente Oscar Magagnini, 31. Artiglieria 1. Batteria (Piazza d'armi) Ancona. Caro Magagnini. Siamo qua a [testo cancellato] Siamo senza biancheria, vestiti in tela, dormiamo all'aperto. Io non so quello che si farà. Oggi sono ammalato. A 39 anni questo genere di vita è difficile, ma c'è la buona volontà,e bene si può da vice direttore di Biblioteca e giornalista improvvisarsi...mulattiere?!? Pensa tu!!! Saluti estensibili agli amici. aff. Palermo. [A lato del testo altra annotazione: ] Siamo senza notizie di casa. FG. - La cartolina postale (cm 13,8x8,8) raffigura l'Italia che tiene per mano una bambina; dietro alle due una stella. Ai piedi un libro aperto con la scritta MCMXV. In basso lateralmente a sinistra la scritta: .....uniti intorno a sé tutti i suoi figli, l'Italia signora delle Alpi, dominatrice dell'Adriatico, procede sicura, verso il Suo grande avvenire. - In Scarti. 14 febbraio 1918 Cartolina postale di Palermo Giangiacomi alla moglie Emilia e al figlio Amleto 14 Febbrajo 918 Miei cari Emilia ed Amleto Pensieri affettuosi primi; un tenero abbraccio vostro Palermo La cartolina postale, recante il timbro "Verificato per censura", è indirizzata: Alla signora Emilia Giangiacomi Montesicuro Ancona. Mittente: Palermo Giangiacomi Caporal maggiore Ospedale da campo 002 Zona di guerra. - Uno degli ultimi messaggi di Giangiacomi alla moglie, che moriva il 22 dello stesso mese a Sappanico, dove era sfollata. FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di seguito, a matita blu: Benemerenze. 21 febbraio 1918 Referto medico Nel referto si descrive come il caporal maggiore Palermo Giangiacomi, del corpo 31. artiglieria sia entrato in ospedale il 16 febbraio 1918 e sia stato dimesso il 21 dello stesso mese per curare enterocolite ed oligoemia. La prescrizione è: In patria con licenza di giorni sette più due (7+2).Il referto medico è firmato dal capo reparto Petrelli del Reparto S. Palazia dell'Ospedale Militare Principale di Ancona e controfirmato dall'aiutante maggiore capitano medico Enrico Lombardi. FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di seguito, a matita blu: Benemerenze. 9 dicembre 1918 Foglio di licenza illimitata La licenza, con inizio dal 9 dicembre 1918, è rilasciata al caporal maggiore Palermo Giangiacomi per recarsi ad Ancona, con obbligo di presentarsi al Comando del Distretto Militare di Ancona. Questo documento conclude la vita militare di Giangiacomi durante il primo conflitto mondiale. FG. - In quaderno (cm 20,4x15,4) con copertina illustrata a colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in cop.: N. 918; di seguito, a matita blu: Benemerenze. 20 giugno 1919 "Una visita al Museo Storico di Ancona" Articolo pubblicato sull' "Ordine" del 20 giugno 1919, a firma Maria Antonietta Carrassi, giornalista locale, autrice di un volume di fiabe Tra fate e fiori: fiabe, novelle, monologhi , uscito ad Ancona nel 1911. L'articolo è dedicato alla sua visita, in compagnia di Palermo Giangiacomi al Museo Storico, allora presso il Palazzo del Tribunale. Sorto su impulso di Giangiacomi, si dipanava in tre stanze, "non ... ancora in ordine, ma già si vede quel principio di sistemazione che rivela una mente intelligente, una mano amorosa." Ai cimeli del Risorgimento si alternavano memorie della Grande Guerra: "Le due epoche del nostro Risorgimento e della nostra compiuta Unità si uniscono, si confondono, si amalgamano". Sono citati tra gli altri cimeli, la sentenza di morte di Oberdan e la divisa di Lamberto Duranti, giovane anconetano caduto nelle Argonne. FG. - Ritaglio di giornale incollato alla pagina di un quaderno (cm 21,5x15,5) con copertina in tela marrone. - Di mano dell'A., in cop. a matita blu: N. 979. - Sul dorso, in basso, etichetta che reca ms.: 1. - In copia fotostatica 25 giugno 1927 Richiesta di Palermo Giangiacomi al Comando del Distretto di Ancona per ottenere la croce al merito di guerra On. Comando del distretto di Ancona Il sottoscritto si rivolge a codesto On.le Comando onde voglia compiacersi di fargli ottenere la Croce al merito di guerra. Fa presente che fu mobilitato il 23 Maggio 1915 ed assegnato al 31 Artiglieria in Ancona. Raggiunse la zona di operazione il 15 Luglio 1915 nel Magazzino avanzato d'artiglieria (2° Magazzino) e ritornò al Deposito di Ancona il 30 Agosto 1915. Ritornò in zona d'operazione l'11 Maggio 1917 quale comandante di un drappello di mulattieri al servizio della 29 Sezione disinfezione, agli ordini del Sig. Tenente Alberto Facchin di Udine, domiciliato a Trieste (credo a Muggia) e fu in Valstagna e Valsugana a Povolaro (dopo Caporetto) ed a Pilcante (zona battuta dall'artiglieria nemica) ove ammalò gravemente, rientrando al Deposito del 31 Art. il 31-3-1918. Congedato il 9-12-1918. Ancona, 25-VI-1927 (V) Giangiacomi Palermo, fu Angelo Classe 1877Distretto Ancona, Matric. 3014. Giangiacomi tentò di ottenere la croce al merito di guerra, anche presentando ricorso fino al 1930, ma senza risultato. L'interesse di questo documento è nel suo descrivere il completo stato di servizio di Palermo Giangiacomi durante la Grande Guerra. FG. - Lettera (cm 28,3x22,3) scritta su carta intestata della Associazione Nazionale Combattenti, Federazione Provinciale di Ancona. - In quaderno (20,4x15,4) con copertina illustrata a colori dal titolo Le nostre colonie. In fondo alla cop.: "I nostri gloriosi ascari eritrei". - Di mano dell'A., a matita rossa in quarta di cop.: N. 909. - Sulla cop., sempre di mano dell'A., a matita blu: Croce guerra. - In cop., ripetuto a penna nera N° 909. [1927?] Cartolina ritratto di Palermo Giangiacomi Ritratto di Palermo Giangiacomi riprodotto su cartolina postale. - Sul verso riporta la pubblicità dell'opera "Ancona e l'Italia contro Barbarossa", edita nel 1927. FG. - Cartolina postale (cm 14,2x9). - In Scarti. PUBBLICAZIONI Alla memoria degli alunni caduti per la grandezza della patria. - Ancona : Stab. tip. del Commercio, 1922. 72 p. : ill. ; 23 cm. ((In testa al front.: RR. Istituti Tecnico e Nautico di Ancona MCVR. - Riproduce due discorsi in memoria dei caduti dei due istituti pronunciati da Domenico Pacetti. - In cop. dedicatoria di Domenico Pacetti ms. a penna: All'amico Palermo Giangiacomi 9.7.22 D. Pacetti. - Sulla quarta di cop. ms. a matita blu: N° 870. Castelli, Giuseppe (1846-1915) La poesia della guerra e l'inno di Trieste : in memoriam / Giuseppe Castelli. - Roma : Alighiero Castelli, 1915. 28 p. ; 21 cm. MCVR. - Conferenza ed inno composti dall'autore tra l'agosto e il dicembre 1914. L'inno venne musicato dai maestri Santi Savarino di Roma, Nello Nelli di Pisa e Vincenzo Marchesani di Vasto. L'autore, originario di Ascoli Piceno, morì a Roma il 20 luglio 1915. - In testa alla cop. a matita: N. 4445. - In cop., dopo il tit., a matita: dono di Mannocchi Luigi. Commemorazione degli ex studenti del liceo ginnasio di Ancona morti per la patria 1915-1918. Ancona : Stab. Tip. Cooperativo, 1919. 26 p. ; 21 cm. MCVR. - Contiene il resoconto della commemorazione avvenuta il 1 novembre 1919, nel corso della quale presero la parola il preside del Liceo Ginnasio di Ancona "Rinaldini", Francesco Tirelli, e il professor Filippo Sesler. - A p. 26 all'elenco dei caduti sono stati aggiunti a penna due nomi: Guido Marcucci e Clito Lizza. Giangiacomi, Palermo (1877-1939) Ancona : medaglie d'oro e d'argento / Palermo Giangiacomi. - Ancona : Tipografia SITA, stampa 1937. KUR. 69 BB. - Il testo raccoglie alcune biografie di caduti anconetani nella Grande Guerra e nell'areonautica del dopoguerra, fino alla Guerra d'Etiopia, pubblicate su quotidiani e riviste da Giangiacomi. Arrigo Archibugi / P. Giangiacomi. - S.l. : s.n., [1919?]. - [6] p. : ill. ; 22 cm. ((Il nome dell'A. figura in fondo al testo. - Estr. da: Rivista eroica, a. 1919, fasc. 17. Op. B 2000 BB. - Commemorazione di Arrigo Archibugi, nato ad Ancona nel 1895 e morto il 4 agosto 1918, precipitando con il suo velivolo per cause ignote. Nel 1914 fu al 31° artiglieria da campagna, il reparto di Giangiacomi, che in questo testo lo ricorda come suo superiore. In seguito, nel 1917, dopo aver combattuto nei bombardieri, passò alla scuola di aviazione. Ernesto Fogola, caduto per la patria : Ancona, 16 giugno 1929 / [P. Giangiacomi]. - Ancona : Officine poligrafiche della Federazione fascista, [1929?]. Op. F 696 BB. - Commemorazione di Ernesto Fogola, pronunciata da Palermo Giangiacomi il 16 giugno 1929, in occasione della intitolazione al caduto di un'aula della scuola "Edomondo De Amicis". Ernesto Fogola (1891-1917), era figlio del libraio toscano Giuseppe Fogola, poi trasferitosi ad Ancona. Partecipò al primo conflitto mondiale come tenente nell'arma di fanteria sul Carso, dove si guadagnò una prima medaglia d'argento al valor militare. Passò al Corpo aeronautico militare nel novembre 1916. Morì in una missione il 24 agosto 1917, dopo aver conseguito in precedenza un encomio e una seconda medaglia d'argento al valor militare. La nostra guerra : parole di un soldato a soldati / Palermo Giangiacomi. - Ancona : Tip. Sociale, 1915. - 19 p. ; 21 cm. Op.M/D 300 BB. - Il testo racchiude una conferenza tenuta ai soldati nella Scuola De Bosis di Ancona il 19 novembre 1915. Ebbe una seconda edizione nel 1916, a cura della "Brigata anconitana degli amici dell'arte", di cui Giangiacomi era segretario, perché l'opuscolo "venga distribuito tra i soldati e gli operai" (La nostra guerra : parole di un soldato a soldati / Palermo Giangiacomi. - 2. ed. - Ancona : Tipografia sociale, 1916. p. 3) Prof. Manlio Marinelli / Palermo Giangiacomi, in "Picenum : rivista marchigiana illustrata mensile", 16 (1919), fasc. I-II, p. 9-10. PER. M. 33 BB. - Commemorazione di Manlio Marinelli, nato nel 1886 e morto sul Carso nel novembre 1915 (per ferite riportate in combattimento in qualità di Capitano di complemento del 121°Reggimento di Fanteria). Marinelli si laureò a Bologna con una tesi sull’architettura romanica ad Ancona, che fu poi pubblicata nel 1921 a cura della Deputazione di Storia Patria per le Marche con il titolo L'architettura romanica in Ancona. Fu insegnante e direttore didattico, critico, poeta e conferenziere. Giovanissimo, iniziò a collaborare con giornali di ispirazione mazziniana e con il fratello Oddo fondò il Circolo giovanile repubblicano in Ancona. Fu amico del poeta Duilio Scandali. Il tenente Lorenzo Bordoni / Palermo Giangiacomi, in "Picenum : rivista marchigiana illustrata mensile", 13 (1916), fasc. V-VII, p. 61-63. BB. - Commemorazione di Lorenzo Bordoni, nato ad Ancona nel 1894. Tenente dell'11° bersaglieri, aveva compiuto gli studi in agraria a Fabriano. Combatté sul fronte orientale e cadde il 12 settembre 1915. Gli fu attribuita la medaglia d'argento al valor militare. PER. M. 33 XXIV maggio anconitano / Palermo Giangiacomi, in "Rassegna per coloro che lavorano", 3 (1928), n. 5, p. 97-100. 19 A 2 BB. - Articolo di Giangiacomi che ripercorre la cronaca del bombardamento austriaco che colpì Ancona il 24 maggio 1915. A p. 97 è riprodotto il suo testo XXIV maggio. A p. 99, una annotazione di sua mano: Il 10-XI915 morirono Mengarelli Augusto anni 34, Giuseppe Baleani anni 79 e Sanzio Peloni anni 60. Il 7-1-916 Silvano Principi; il 3 Aprile Nazareno Pesaresi di anni 40 (o 48?) Enrico Gubellini di anni 50 e Luigi Sebastianelli anni 31 La sentinella del Marotti? La vittoria : numero unico : Ancona, 4 novembre 1922 / [a cura di Palermo Giangiacomi]. - [S.l. : s.n.], 1922. - 8 p. ; ill. : 43 cm. Op. B 1082 BB. - Numero celebrativo, in occasione della ricorrenza della Vittoria, redatto a cura di Palermo Giangiacomi, segnalato come compilatore a p. 8. L'opuscolo contiene numerosi contributi su eventi e personaggi della Grande Guerra, tra cui ricordiamo: la foto di Cesare Battisti e le informazioni su il ricreatorio "Cesare Battisti", il testo del Bollettino della Vittoria ed il ricordo di Filippo Corridoni (p. 1); il testo di Palermo Giangiacomi L'amore di patria (p. 2); Eroi anconitani, figure tra Risorgimento e Grande Guerra, tra cui Vincenzo Burattini, Carlo Osmani e Gastone Novelli (p. 3); Gli ultimi momenti di Battisti e Filzi narrati dal boia (p. 4); La parabola del Camparo, dal discorso di Gabriele d'Annunzio a Milano (p. 5); Discorso agli operai e Referendum, suffragio universale ed altre malattie del secolo (p. 8). Italia : Marina militare Ultima guerra dell'indipendenza italiana : 24 maggio 1915-3 novembre 1918 / Regia Marina. Roma : Tipografia dell'Ufficio del Capo di Stato Maggiore, 1918. 23 p. : 1 c. geogr. ripieg. ; 18 cm. ((Sul front.: 18481849, 1859-1860, 1866, 1870, 1915-1918. - In custodia MCVR. - La carta descrive le azioni navali e dei sommergibili durante la guerra. - Sulla cop. e sul front., impresso timbro del proprietario: Eros Panzini - In Scarti Micheli, Mariano (m. 1923) Durante la guerra e l'armistizio : iscrizioni e versi per ricordanza di fatti, di onori e di lacrime / Mariano Micheli. - Ancona : Tip. Dorica P. Rabini, 1919. - 72 p. ; 19 cm. Op.M/E 73 BB. - Il volumetto raccoglie iscrizioni e poesie dedicate ad autorità civili e religiose, e a cittadini anconetani morti durante e dopo la guerra. L'autore, morto nel 1923, era professore ed autore di numerose raccolte di liriche. Sul front., dedica dell'A. a Giangiacomi: Preg.mo Signore Palermo Giangiacomi omaggio dell'autore Novelli, Corrado (1859-1937) Tenente Gastone Novelli dei Lancieri di Novara, asso della squadriglia "Baracca" : cenni biografici / [C. Novelli]. - [S.l. : s.n., 1919?]. - 11 p. : 1 ritr. ; 17 cm. Op. D 2325 BB. - L'opuscolo, edito a cura del padre, traccia un breve ricordo biografico dell'aviatore Gastone Novelli, nato ad Ancona nel 1895 e morto a Padova nel 1919. Figlio del generale Corrado Novelli, assegnato prima ai Lancieri di Montebello, fu destinato al Corpo aeronautico militare, prima come Osservatore d'aeroplano e poi come pilota. Nell'aprile 1917 viene assegnato ad un reparto caccia, la 81° squadriglia. Dopo molte missioni di volo, nel giugno 1917 ottiene il comando della 76° squadriglia caccia. Al termine della guerra rimase in areonautica come ufficiale di carriera, morendo il 3 giugno 1919 per un incidente di volo. Nel 1921 gli fu intitolato l'aeroporto di Ravenna. Il v. del front. contiene una dedica di Corrado Novelli a Palermo Giangiacomi: Caro Giangiacomi a Lei che tanta parte prese e prende al rimpianto per l'immatura e gloriosa fine del mio amatissimo, e tanto contributo porta alle onoranze che Gli sono consacrate, mando questi cenni dettatimi dal cuore. Con sincera amicizia. C. Novelli Raemaekers, Louis (1869-1956) I disegni di Raemaekers. - Roma : Tipografia Failli, 1916. 40 p. : in gran parte ill. ; 25 cm. ((Tit. della cop. MCVR. - Louis Raemaekers (Roermond, 6 aprile 1869 – Scheveningen, 26 luglio 1956) fu un disegnatore olandese, vignettista del De Telegraaf di Amsterdam durante la Prima Guerra Mondiale, noto per la sua satira antitedesca. I suoi disegni apparvero su centinaia di quotidiani in tutto il mondo. Nel febbraio 1916 il vignettista fu costretto ad emigrare in Inghilterra e lavorò per il Daily Mail. I suoi album, le sue cartoline e i suoi manifesti vennero distribuiti in tutto il mondo dai britannici e furono tradotti in diciotto lingue. Venne ricordato come il più famoso propagandista anti tedesco della Prima Guerra Mondiale. Zerboglio, Adolfo (1866-1952) Martirio di Cesare Battisti, patriotta socialista : commemorazione tenuta il 16 giugno 1917 al Conservatorio G. Verdi di Milano per iniziativa del Circolo trentino di Milano / Adolfo Zerboglio. Milano : Sede dell'Unione: Università Commerciale L. Bocconi, 1917. 16 p. : ill. ; 15 cm MCVR. - Dal resoconto stenografico riveduto dall'oratore. - In testa alla cop. a matita: N. 4449. - Palermo Giangiacomi bibliotecario 7 febbraio 1912 Relazione di Palermo Giangiacomi sulle carte appartenute a Carlo Rinaldini La relazione, dal titolo Selezione e Ordinamento delle carte appartenenti a Carlo Rinaldini, risale al periodo in cui Giangiacomi era stato appena assunto come assistente avventizio alla Biblioteca Comunale. Contiene il resoconto dell'incarico affidatogli dal Sindaco Guglielmo Bonarelli. Per suo conto infatti aveva esaminato un cassone contenente carte appartenute a Carlo Rinaldini. Costui, nato nel 1824 e morto nel 1866, era stato avvocato, combattente durante il Risorgimento e scrittore. Dopo l'Unità era stato commissario per la conservazione dei monumenti antichi delle Marche e segretario comunale. Di lui si ricordano le Memorie archeologiche e storiche raccolte da Carisio Ciavarini e date alle stampe nel 1867 e Intorno al libro Gl'ingegneri militari della Marca d'Ancona che operarono e scrissero dall'anno 1550 all'anno 1650 per Carlo Promis : brevi osservazioni, del 1865. Di queste carte, scrive Giangiacomi nella relazione, "Il maggior numero era costituito da carte di niun conto, ma tra le molte mi fu dato di ritrovare non pochi documenti di un certo valore storico e biografico che ... trascrivo." Giangiacomi aveva selezionato autografi di varie personalità, lettere, documenti e materiale bibliografico. BB. - Foglio formato protocollo (cm 30,8x21), firmato da Palermo Giangiacomi e datato Ancona, 7 febbraio 1912. - In Biblioteca Benincasa, Archivio Biblioteca, 1911-1938. Vignetta in I disegni di Raemaekers. - Roma : Tipografia Failli, 1916, p.14. Vignetta in I disegni di Raemaekers. - Roma : Tipografia Failli, 1916,p. 4. BIBLIOG di RAFIA riferimento A quindici anni dalla morte di Palermo Giangiacomi. - Senigallia : Tipografia marchigiana, 1954. Federico Confalonieri : (Martirio fecondo) : dramma storico in 4 atti e 2 episodi finali / Palermo Giangiacomi. - Nuova ed. dopo la 1. del 1907, con introduzione e ritratti. - Ancona : S.I.T.A., 1935. Il fondo Risorgimento presso la Deputazione di storia patria per le Marche ed il contributo di Palermo Giangiacomi / Glauco Luchetti, in "Atti e memorie" , A. 96(1991), p. 531-540. Gente anconitana / Gualtiero Santini. - Fano : Tip. Sangallo, 1969. La grande guerra : raccontata dalle cartoline / Giuseppe Tomasoni, Carmelo Nuvoli. - Lavis : ARCA, 2004. Inni e canzoni del Risorgimento, 1797-1928 / Palermo Giangiacomi ; a cura di Ivana Pellegrini. Ancona : Italic, 2011. Palermo Giangiacomi / Aristide Boni. - Fabriano : Arti grafiche Gentile, 1941. Palermo Giangiacomi : nel cinquantesimo anniversario della morte, il suo opus vernacolo e la sua rilevanza nel quadro della nostra letteratura popolare / [a cura di] Mario Panzini. - [S.l. : s.n.], stampa 1989 (Ancona : Centro stampa del Comune). Palermo Giangiacomi : opere scelte / prefazione di Alfredo Trifogli ; saggi introduttivi di Werther Angelini e Plinio Acquabona. - Ancona : Bagaloni, 1980. Palermo Giangiacomi Lungo le banchine del porto, per le strade, per le piazze di Ancona lo conoscono tutti. Alto, diritto, in fretta, corre al giornale, in biblioteca, a qualche adunanza. Passando, guarda e osserva: c'è sempre qualche scenetta da fotografare! Ascolta il chiacchiericcio della popolana, la invettiva del facchino, la protesta del politicante. E quando si pone dinanzi allo scrittoio, coperto di libri, di carte, di giornali, ha già pronto il sonetto, la strofe garbata, l'ironia acuta, la nota melodiosa e autentica. E lo strano è questo: quando i suoi versi sono stampati, il popolo li dice e li ripete. Li sente veramente suoi. Giangiacomi li ha saputi cogliere sulle sue labbra. Del popolo sano e schietto egli ha tutte le virtù, che si rispecchiano nel giro dei versi: la bontà, la sincerità, la idealità. L'amore di questi nostri popolani, che nella Carboneria e nella Giovine Italia hanno temprato l'anima, ha spinto Giangiacomi a ficcare lo sguardo fra le ingiallite carte degli archivi, per trarne memorie nobilissime di eroismi, di congiure, di cospirazioni. Per lui, Mazzini è il purissimo eroe del pensiero; Garibaldi il duce d'ogni ardimento. E con quanta diligenza di indagini, con quale fervore egli ha rievocato i marchigiani, che mossero, nel '60, alla conquista del vello d'oro. Era l'unità e la libertà. Oggi, si muove alla conquista dell'oro. Giangiacomi è rimasto un idealista. Crede nella patria e nell'umanità. Poeta e storico popolare, è il simbolo dell'anima della folla. Quella di ieri o quella di domani? La virtù credo sia d'ogni tempo. (Ernesto Spadolini, in Ancona : saggio del suo dialetto, con l'aggiunta di un cenno storico e della guida dei monumenti e chiese / [P. G.]. - 2. ed. - Pesaro : Edizioni Ruggeri, 1920, p. 8-9) Il busto di Palermo Giangiacomi, opera di Sanzio Blasi busto di Palermo Giangiacomi autore Sanzio Blasi, anno 1953 gesso patinato nero cm 62-30-26 Foto originale dall'archivio della Famiglia Blasi. Sanzio Blasi (Ancona, 24 febbraio 1895- Ancona, 22 agosto 1972). Sanzio Blasi fu autore di numerose opere scultoree, letterarie e uomo profondamente legato alla sua terra e alla sua città, Ancona. Scoppiata la prima guerra mondiale, venne inviato in zona di guerra con la Cavalleria Savoia. Nell’aprile 1933 partecipò alla Mostra Nazionale di Firenze, poi alla Mostra della Dalmazia (Zara 1937) e alla terza quadriennale d’Arte di Roma del 1939. Nel ’40 espose alla XXXV Mostra Galleria di Roma e alla XXII Biennale di Venezia. Nel 1943 morì il figlio Gustavo, medaglia al valore militare. Questo tragico evento lo afflisse sempre nella vita, ma gli fu di ispirazione nell’attività artistica e lo spinse a porsi ancor più al servizio della comunità. Nel dopoguerra lavorò a monumentali opere pubbliche: la Pietà del Cimitero di Tavernelle e la Pietà di S. Domenico ad Ancona, tutte le sculture nel Cimitero dei Polacchi a Loreto; egli inoltre dedicò maggiore interesse alla produzione ritrattistica. E’ di questo periodo la “testa” del grande poeta romano Trilussa, che ne rimase entusiasta. Sin dal passaggio del fronte di guerra, cominciò a lavorare per le pubbliche istituzioni in un volontariato generoso e instancabile. Fu Commissario dell'Ospedale civile Umberto I di Ancona, si adoperò molto per far avere pasti caldi agli ammalati e lo stipendio al personale. Nel 1948, dopo la sua esperienza come presidente dell’Ospedale Civile e amministratore dell’Ospedale dei bambini di Ancona, contribuì alla fondazione dell’Ospedale Cardiologico G.M. Lancisi. Nel 1959 venne invitato alla Biennale Triveneta di Padova. Nell’ultimo decennio di vita partecipò a premi, mostre ed alla IX Quadriennale d’Arte di Roma. Nell’aprile 1966 venne scelto per partecipare alla Mostra d’Arte Contemporanea delle Province di Ancona e Macerata a Düsseldorf-Mettmann. Il 30 marzo 1969 inaugurò a San Marino il monumento dedicato all’architetto Donato Bramante. Benché preso da una lenta e sfibrante malattia, lavorò incessantemente usando vari materiali come creta, plastilina, bronzo, marmo, cera e gesso e realizzando figure stilizzate di donne, medaglie, statue, ritratti di bambini e adulti. Suoi sono anche il ritratto del Sindaco di Ancona Francesco Angelini, il busto dell’arcivescovo Monsignore Bignamini nella Cripta del Duomo di Ancona. Fin dal 1956, anno di nascita del “Premio Marche”, fu tra gli organizzatori della manifestazione. Il 4 maggio 1971 fu insignito della medaglia d'argento come cittadino benemerito dal Comune di Ancona. Scrittore illuminato, aveva fiuto giornalistico. Numerosi sono i suoi articoli: sull’agricoltura, sull’arte, sulla società. La passione venatoria, trasmessagli dal padre così come quella artistica, carica di esperienze e ricordi, lo portò a scrivere la sua prima opera letteraria del 1951 “Dolci Ricordi di caccia”. Poi vennero “Tempi Sereni” nel 1953 (prima edizione). Seguirono nel 1962 la seconda edizione e nel 1971, la terza arricchita di altre foto. Nel 1968 “Tempi Sereni” II volume. E’ del 1970 “Terra marchigiana”, quindi “Da Capodemonte al Guasco” uscito nel luglio 1972. (A cura di Cristiana Carlini)