La Regione ringrazia la Protezione civile: «Grande
impegno per aiutare l’Abruzzo»
Grazie per quello che avete fatto. È questo il significato dei riconoscimenti che il governatore
Roberto Formigoni, affiancato dall’assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Prevenzione,
Stefano Maullu, ha consegnato questo pomeriggio ai volontari impegnati in Abruzzo fin dalle
primissime ore dopo il terremoto del 6 aprile. La cerimonia, che si è svolta ieri al teatro Dal
Verme, è stata fortemente voluta da Regione Lombardia come segno concreto della
riconoscenza nei confronti delle 2.000 persone appartenenti ai corpi di Protezione civile della
nostra Regione che hanno concretamente e tenacemente contribuito a far tornare l'Abruzzo a
vita normale il prima possibile. «Oggi - ha detto il presidente - voglio ringraziare tutte quelle
donne e quegli uomini figli della terra lombarda che ancora una volta si sono dimostrati
prontissimi a scattare nel momento del bisogno». A sole 8 ore di distanza dal sisma, infatti,
Giovanni Caldiroli, funzionario del Pirellone, Cristiano Cozzi del 118 di Milano e Alessandro
Caretti di A2a sono partiti da Milano a bordo di una jeep per mandare alla sala di operativa di
Regione Lombardia tutte le notizie utili per predisporre poi l'intervento di uomini e mezzi. Lo
stesso giorno, alle 14.30, è partita la colonna mobile regionale con 240 volontari. Quella notte
non hanno dormito e all’alba del giorno successivo hanno servito bevande calde e brioche agli
sfollati che avevano pernottato in macchina per paura di nuove scosse o perché non avevano
più un tetto. In tempi record si sono poi dati da fare per allestire le tende da campo nell’area di
Monticchio 1 e Monticchio 2, e successivamente di Paganica 5 e Rocca di Mezzo. «Non è un
caso isolato - ha specificato Formigoni - la nostra Protezione civile si era già distinta in
occasione del terremoto dell’Umbria del 1997, del sisma del Molise del 2002, di quello di Salò
del 2004 e in Kosovo. Questo significa che in Lombardia esiste un corpo speciale che vive la
vita di tutti i giorni, ma che trova il tempo di mettersi a disposizione degli altri nei momenti di
difficoltà. E lo fa non facendosi mai trovare impreparato». Formigoni ha anche raccontato di
«ricevere continuamente messaggi, lettere e telefonate di ringraziamento dalle istituzioni e
dagli abruzzesi che sono grati per l’opera dei nostri volontari». «Un aiuto - ha aggiunto
l’assessore Maullu - che non è stato solamente materiale, anzi. È stato carico di umanità, ricco
di solidarietà, ma soprattutto offerto nel modo e nel momento giusto». E la soddisfazione
sicuramente più bella è che è stato da tutti riconosciuto e apprezzato.
Vertice Fao, fino a mercoledì off limits Circo Massimo e Caracalla
Roma, 16 novembre – Da lunedì 16 a mercoledì 18 novembre la sede della Fao ospita il Vertice
Internazionale sulla "Sicurezza alimentare". Da domenica 15 modifiche per viabilità e trasporto
pubblico, riguardanti in particolare la Zona del Circo Massimo. Previste una zona interdetta alla
circolazione e la deviazione di 16 linee di bus, compresi tre collegamenti notturni, sulle direttrici
aperte al traffico. Chiusa, inoltre, dalle 8 di domenica 15 fino a mercoledì 18 novembre, la stazione
Circo Massimo della linea B del metrò, dove i treni transiteranno senza fermarsi.
L'area di sicurezza individuata dalla Questura, e chiusa a partire dalla mattina di domenica 15 sia al
traffico privato che a quello pubblico, inclusi i taxi, comprende: piazza di Porta Capena (con
esclusione dellla circolazione da via San Gregorio a via dei Cerchi); viale delle Terme di Caracalla
(da piazza di Porta Capena a via Antonina); via Guido Baccelli (da largo Vittime del Terrorismo a
largo Fioritto), viale Aventino (da piazza Albania a piazza di Porta Capena e via del Circo Massimo
(da piazzale Ugo La Malfa a viale Aventino). Questi gli assi lungo i quali è possibile circolare: via
di San Gregorio/via dei Cerchi, viale della Piramide Cestia/via di Santa Prisca/via delle Terme
Deciane, via Druso/Cristoforo Colombo, lungotevere/via Marmorata. Divieto di parcheggiare, già
da venerdì 13, nelle seguenti strade: via del Circo Massimo (su entrambi i lati), piazza di Porta
Capena, viale Aventino (entrambi i lati), via Aventina, via Baldassarre Peruzzi, largo Fioritto, via di
Santa Balbina, largo Baldinotti, via Antonina, viale delle Terme di Caracalla (entrambi i lati), largo
Vittime del Terrorismo, via di Valle delle Camene, via dei Cerchi, via della Fonte di Fauno. Sempre
da venerdì, divieti anche in alcune strade del Centro: via Vittorio Emanuele Orlando, via Romita,
via Sistina, piazza Trinità dei Monti. Le 16 linee bus interessate alle deviazioni sono: 3, 60 Express,
75, 81, 85, 87, 118, 160, 175, 271, 628, 673, 715, n2, n10 e n11. I dettagli del piano salvatrasporti
sul sito www.atac.roma.it. Sui problemi di mobilità che alla città derivano dal vertice Fao, il
Sindaco ha telefonato al Questore di Roma e al Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, per
chiedere che le misure di sicurezza siano studiate in modo da ridurre il più possibile i disagi.
Alemanno ha così riferito i suoi colloqui: "Ho chiesto al Questore e al Ministero una maggiore
flessibilità e la massima sobrietà nell'organizzare le misure di sicurezza e le scorte per i Capi di
Stato e di Governo che parteciperanno al vertice Fao che comincia domani. Già nella giornata di ieri
si sono verificati gravi ingorghi stradali per la massiccia presenza di scorte e di sbarramento al
traffico. Dobbiamo cercare di evitare che da domani la città rimanga paralizzata. Comprendo la
necessità di tutelare al massimo la sicurezza di ospiti internazionali così importanti e credo che il
vertice Fao rappresenti una grande occasione per combattere la piaga della fame nel mondo, per cui
tanti bambini e tante persone muoiono ogni giorno, ma sono convinto che con flessibilità e sobrietà
tutto questo possa non essere pagato con gravissimi disagi dei cittadini romani. Il Questore e il
Prefetto mi hanno garantito il massimo impegno in questo senso e da parte mia ho offerto la piena
collaborazione del Comune e della Polizia Municipale".
Lombardia
MONZA: LA POLIZIA LOCALE SEQUESTRA 1.500 GIOCATTOLI PERICOLOSI
di Riccardo Rosa-(Annunci Google del 13.11.2009)
16/11/2009
Tags: Monza e dintorni
Sequestrati oltre 1.500 giocattoli fuori legge. Martedì alle 10 di
mattina una squadra di agenti della polizia locale ha effettuato un
blitz in uno dei numerosi negozi di proprietà di cinesi aperti in
questi ultimi anni sul territorio comunale monzese. Al termine degli
accertamenti, i vigili hanno individuato e messo sotto sequestro
numerosi giocattoli destinati ai bambini. Si tratta di bambole, elicotteri, modelli di auto della Formula
uno, puntatori laser e yo-yo ad acqua, tutti potenzialmente pericolosi per la salute perchè privi del
marchio di garanzia della Comunità europea. La titolare del negozio, una donna cinese di 35 anni, è stata
denunciata e adesso la Procura darà avvio a una serie di indagini per accertare la provenienza degli
oggetti. Il comandante della polizia locale, Silvio Scotti, ha sottolineato che il controllo è frutto di un
attività mirata. Da alcune settimane, infatti, il comando di via Mentana ha dato avvio a una serie di
controlli che hanno come obiettivo proprio i giocattoli, che in vista delle feste di Natale diventano oggetto
di regali. “Con la polizia locale abbiamo messo a punto una strategia ben precisa per combattere la
concorrenza sleale – conclude l’assessore alla Sicurezza di Monza, Massimiliano Romeo -. Stiamo cercando
di intercettare tutte quelle attività commerciale che vendono prodotti di dubbia provenienza sotto
costo”. Recentemente è stato anche chiuso un centro massaggi gestito da cinesi nel quartiere San Biagio.
Emilia Romagna
PARMA: IL SINDACO DICHIARA GUERRA ALLA PROSTITUZIONE IN CASA
di (RepubblicaParma.it del 14.11.2009)
16/11/2009
Una nuova ordinanza anti lucciole che parte dall’idea di
combattere il fenomeno della prostituzione e arriva fino all’ipotesi
delle case chiuse “io le riaprirei”, dice l’assessore alla sicurezza
Urbana Fabio Fecci. Parma, città della Carta della sicurezza,
scende in campo con un altro decreto comunale: dopo quella per la
prostituzione in strada (multe di 450 euro per lucciole e clienti),
adesso arriva divieto per la prostituzione in casa. Multe da 300 euro
per chi esercita “il più antico mestiere del mondo” arrecando
disturbo a condomini e vicini. Sanzioni applicabili anche ai clienti.
Una ordinanza “di contrasto ai comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica
decenza negli spazi di edifici condominiali”. In pratica, lo speciale Nucleo di sicurezza urbana composto
da forze dell’ordine e polizia municipale, potrà multare tutte quelle lucciole “che disturbano i vicini, che
lasciano rifiuti in spazi pubblici, che possono offendere la civile convivenza. Vietati comportamenti quali
schiamazzi, eccesso di rumore, aggressioni verbali”. Insomma, un bel giro di vite “per contrastare il
racket della prostituzione”, dice il sindaco, ribadendo che “si tratta di un tentativo, diciamolo
chiaramente. Non abbiamo la pretesa di fermare il fenomeno, ma in attesa di una legge chiara e precisa
usiamo le armi che abbiamo per arginarlo”. (di giacomo talignani). Ipotesi “case chiuse” Arginarlo,
multarlo, relegarlo. Viene fuori anche questa possibilità, durante l’incontro sulla sicurezza a cui hanno
preso parte sindaco, questore, comandante dei carabinieri e della municipale, comitati di zona e
presidenti di quartiere: “Non facciamo i puritani – dice l’assessore alla sicurezza Fabio Fecci – l’idea
dell’eros center lanciata dal ministro Maroni, delle case chiuse, è da valutare”. Un tentativo contro il
degrado. Si parte dunque con un primo tentativo, simile a quello di Verona ma con delle innovazioni in
più, per debellare “questa piaga che sta portando problemi ai cittadini, soprattutto nei borghi del centro,
in via Saffi e varie zone della città”. In mano agli agenti più armi a disposizione: “Oltre a multare lucciole
e clienti (tra l’altro come disincentivo nei borghi verranno montate nuove telecamere, ndr), su
segnalazione dei cittadini opereremo anche con accertamenti dei contratti d’affitto e di tutte quelle
situazioni, ad esempio condomini dove convivono prostitute e famiglie con minori, dove si possono
verificare situazioni di degrado” dice Vignali. I dubbi Ovvio che qualche dubbio sulla efficacia del
provvedimento di colpire la prostituzione tra le mura domestiche ci sia, come si fa a entrare dentro un
domicilio? Ci vuole un ordine del magistrato. In Italia la prostituzione non è reato ma solo lo sfruttamento
della stessa . E inoltre tutti i condominii hanno una decenza? E cosa riguarda la situazione esteriore o solo
quella interiore? Dubbi che bisogna porsi. Situazione migliorata in via Saffi e via Trento. I comitati
plaudono. Tutte le cifre dei controlli. Per ora, le prime attività congiunte di Polizia municipale, polizia di
Stato e Carabinieri nelle zone di via Saffi, via Trento e via Palermo hanno comunque dato ottimi risultati.
A dirlo sono soprattutto i comitati di quartiere, i cittadini stessi, che presenti alla tavola rotonda hanno
applaudito al lavoro svolto negli ultimi 15 giorni. E poi ci sono i dati. Circa un 100 le multe anti-lucciole
fatte finora. Due notti fa sono state fermate e multate altre 7 prostitute e 2 clienti. Contro il degrado,
nelle ultime settimane 134 persone identificate, 98 i veicoli controllati, 5 persone indagate in stato di
libertà, 5 assoggettate a espulsione e 9 fogli di via obbligatori emessi; 3 sequestri di merce contraffatta,
27 contestazioni per violazioni amministrative.
Liguria
NOVI LIGURE: OPERAZIONE SICUREZZA AL VIA, PIÙ CONTROLLI SULLE STRADE
di Marzia Persi-(Annunci Google del 13.11.2009)
16/11/2009
Limiti di velocità in centro e campagna di informazione porta a porta. Pronta al via la nuova
campagna di sensibilizzazione in tema di sicurezza stradale decisa dalla Polizia Municipale. Nei
prossimi giorni a tutti i capifamiglia di Novi Ligure arriverà un opuscolo (stampato in 14 mila
copie) con suggerimenti e consigli dei vigili urbani per ridurre i rischi e vivere in sicurezza. «Si
tratta di un pieghevole di facile lettura – dice il sindaco, Lorenzo Robbiano - Abbiamo voluto
metterci anche i numeri utili ai quali rivolgersi in caso di necessità. L’obiettivo di questa iniziativa è
quello di attivare una costante opera di informazione rivolta in particolar modo alle cosiddette
“fasce deboli” della società». Oltre all’elenco di numeri utili da chiamare in caso di necessità, il
depliant contiene tutta una serie di consigli e regole di comportamento come ad esempio non aprire
la porta agli sconosciuti, non lasciarsi tentare dalle vendite facili, evitare di riscuote la pensione in
contanti eccetera, per evitare situazioni di pericolo, quali borseggi, raggiri e truffe. L’altra iniziativa,
quella sulla sicurezza stradale è il primo “frutto” delle giunte aperte che il sindaco e assessori hanno
tenuto nelle settimane scorse nei diversi quartieri cittadini. «In tutte le “sedute aperte” che abbiamo
avuto - sottolinea il sindaco - i cittadini hanno rimarcato il problema della velocità delle autovetture.
Per questo abbiamo deciso di intraprendere subito un’iniziativa per sensibilizzare gli automobilisti a
guidare con maggiore prudenza» Riguardo a tale problema verrà realizzato un manifesto che sarà
affisso in diversi punti della città dove è riportata la scritta “Sulle strade ci siamo anche noi” e sullo
sfondo un gruppo di bambini. «Terremo in debito conto i suggerimenti – spiega Armando Caruso,
comandante della Polizia Municipale- emersi durante le giunte aperte da parte dei cittadini.
Sappiamo perfettamente che le strade di maggior traffico sono quelle di penetrazione come via
Raggio, via Antica Genova e via Ovada. Potenzieremo comunque i controlli». Così come è stato
fatto a seguito di una petizione da parte degli abitanti di via Cassano. «In strada Cassano abbiamo
aumentato i controlli della velocità - prosegue Caruso - cambiando più volte orario in una giornata.
Posso dire che solo in un’ora sono state elevate undici contravvenzioni per eccesso di velocità.
Addirittura un automobilista è stato fermato mentre andava a 106 chilometri all’ora mentre in quel
tratto di strada la velocità consentita è di 50 chilometri orari». I comportamenti non corretti da parte
degli automobilisti sono, purtroppo, all’ordine del giorno, il parcheggio”selvaggio” è uno di quelli
più frequenti. «A Milano - prosegue il comandante della Polizia Municipale - saranno sulle strade
ben 300 agenti muniti di palmare e telecamere proprio per controllare chi non lascia l’auto in modo
adeguato. Anche nella nostra città, purtroppo, si assiste in certe zone e in alcuni momenti della
giornata al parcheggio indiscriminato. Noi non avremo palmare e telecamere ma saremo
particolarmente attenti a contrastare questo malcostume». La campagna per la sicurezza stradale
proseguirà per tutto il 2010 attraverso varie iniziative pubbliche che prevedono, tra l’altro, i corsi di
guida sicura rivolti agli studenti delle scuole cittadine. «Anche la giornata della festa della Polizia
Municipale - sottolinea il sindaco - avrà come tema quello della sicurezza».
Sentenze
CASSAZIONE: I VIGILI URBANI SON TENUTI AD OBBEDIRE AI SUPERIORI
di D.ssa Cristiana Lenoci-Guidaconsumatore (Blog)
04/11/2009
La Corte di Cassazione richiama un orientamento della
giurisprudenza, in base al quale gli agenti di polizia municipale
rientrano nella categoria degli “agenti di forza pubblica” (o meglio,
agenti di polizia giudiziaria).
La sentenza in oggetto, la n. 38119/2009, stabilisce che il vigile
urbano deve obbedire ai superiori, altrimenti rischia di incorrere
nella condanna prevista dall’art. 329 del codice penale. Il vigile
protagonista del caso di specie si era rifiutato di effettuare due
sopralluoghi ed un posto di controllo, e per questo motivo era stato
più volte ripreso dal suo superiore. La Suprema Corte ha perciò confermato la condanna che i giudici di
merito avevano precedentemente statuito, ribadendo che gli agenti di polizia municipale sono agenti di
polizia giudiziaria, e per questo a loro risulta applicabile l’art. 329 c.p., se rifiutano di prestare
obbedienza ai superiori. La qualità di agente della forza pubblica richiede però che il soggetto in
questione sia titolare di un potere di coercizione esercitabile direttamente su cose e persone, per tutelare
l’ordine e la pubblica sicurezza. Il richiamo a tale “potere coercitivo” esclude che sussista un reato
quando la condotta omissiva riguarda lo svolgimento di un’attività di tipo amministrativo. Nella categoria
“agenti di forza pubblica” rientrano guardia di finanza, carabinieri, militari, i vigili del fuoco, agenti di
custodia e “persone ad esse equiparate”. La precisazione di “agenti di forza pubblica” non è solo
terminologica, perchè ci sono implicazioni di tipo pratico, come per esempio l’obbligo di obbedienza che
abbiamo visto. I vigili urbani sono tenuti a svolgere una serie di attività per assicurare l’ordine pubblico e
la sicurezza dei cittadini. Per questo i loro poteri dovrebbero essere maggiormente potenziati e definiti,
non solo dal punto di vista amministrativo. Insomma, perchè non farli diventare a tutti gli effetti “agenti
al servizio dei cittadini”, invece di ridurli spesso a meri esecutori di multe.
Lombardia
MILANO: SÌ AL CAMBIO DI RESIDENZA ONLINE, CARTA D'IDENTITÀ A DIECI
ANNI
Via libera al ddl taglia-burocrazia - Obbligo giuramento per neo-assunti
di (Corriere della Sera del 12 novembre 2009)
16/11/2009
Tutti gli statali al momento dell'assunzione dovranno prestare giuramento, pena il licenziamento. Via libera del
consiglio dei ministri al disegno di legge taglia-burocrazia. Il provvedimento prevede, tra l'altro, la carta dei doveri
della pubblica amministrazione. «In fondo, se volete, è acqua fresca. Ma dalla parte dei cittadini» ha detto il ministro
della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, mettendo in risalto che le novità previste dal ddl collegato alla
Finanziaria realizzano talvolta idee semplici ma innovative. «Da oggi diciamo stop alle molestie della pubblica
amministrazione nei confronti dei cittadini», ha aggiunto il ministro.
LE NOVITÀ - Il ddl taglia-burocrazia è un collegato alla Finanziaria ed è composto da tre titoli e 35 articoli. Nel
provvedimento sono contenute anche norme concordate con i ministri della Giustizia, degli Esteri, della Gioventù e
della Semplificazione. È quanto ha spiegato in conferenza stampa Brunetta, illustrando il provvedimento che
comprende anche la delega al governo per l’emanazione della Carta dei doveri della pubblica amministrazione. Tra le
novità il provvedimento introduce il giuramento per i dipendenti neo assunti della pubblica amministrazione. Secondo
il ddl, tutti i dipendenti pubblici al momento dell'assunzione dovranno prestare giuramento, altrimenti saranno
licenziati. Nel testo sono previste anche sanzioni per mancata comunicazione delle assenze per malattia da parte
della p.a. al Dipartimento della funzione pubblica. Le norme - ha detto il ministro - garantiscono maggiore
«semplificazione e ammodermanento» oltre che «minor peso» della burocrazia e «più dignità, basti pensare al
giuramento». Il provvedimento anti-burocrazia prevede inoltre la possibilità di effettuare il cambio di residenza senza
recarsi fisicamente allo sportello (sarà infatti possibile effettuarlo online). Novità anche per la carta d'identità che
sarà rilasciata a coloro che hanno compiuto i dieci anni anzichè a 15.
GLI AUGURI VIA E-MAIL - Nel giorno del via libera al ddl taglia-burocrazia Brunetta ha anche firmato una circolare con
la quale invita le amministrazioni pubbliche a utilizzare la posta elettronica per lo scambio degli auguri, in particolare
di quelli nel periodo natalizio.
Napoli, benzina su bimbi e vigili
Abusivismo, 20 persone identificate
Alcune donne hanno cosparso di benzina i propri bambini e loro stesse per protestare contro l'abbattimento
delle proprie case abusive a Pianura, quartiere della periferia di Napoli. Poi, hanno lanciato il liquido anche
contro i vigili urbani arrivati per procedere alla demolizione degli edifici che è comunque stata portata a
termine. Venti persone che hanno partecipato alla protesta sono state identificate dalle forze dell'ordine.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale, nella notte, circa quaranta cittadini hanno fatto
resistenza alle forze dell'ordine bloccando le strade con auto e con alberi abbattuti, cospargendo di benzina
perfino i loro bimbi e lanciando il liquido anche contro la stessa polizia municipale. I vigili sono riusciti,
comunque, a procedere all'abbattimento non solo della struttura prevista, di circa 150 metri quadrati, ma
anche di un'altra, adiacente, di circa 250 metri quadrati, divisa in due appartamenti e sequestrata nel 2004.
Già due giorni fa i residenti minacciarono di dar fuoco ai figli pur di evitare l'abbattimento: la scorsa notte la
cosa si è ripetuta. Alcune donne hanno persino ingerito della benzina e sono state accompagnate in
ospedale.
13-11-09
SICUREZZA STRADALE: FONDAZIONE ANIA, PIU' RISORSE A
FORZE ORDINE
(ASCA) - Roma, 13 nov - ''Il 7,8% di morti in meno sulle strade
italiane nel 2008 e' un risultato incoraggiante, ma comunque inferiore
alle nostre attese. Se manteniamo questo trend e' impossibile
raggiungere l'obiettivo fissato dalla UE di ridurre del 50% le vittime
della strada entro il 2010!''. Lo afferma Sandro Salvati, presidente
della Fondazione ANIA per la Sicurezza stradale, commentando la
pubblicazione dei nuovi dati ACI-Istat che analizzano lo stato
dell'incidentalita' stradale in Italia nel corso del 2008. ''Dobbiamo tutti
prendere coscienza che ci troviamo di fronte ad una vera emergenza
nazionale - avverte Salvati - e, come tale, questa deve essere
affrontata. Senza piu' effetti annuncio o ritardi negli interventi occorre
che vengano varate norme coerenti e le pene vengano applicate
senza indulgenza fuori luogo. I comportamenti scorretti o criminali di
chi guida cambieranno solo se Istituzioni pubbliche e private, Forze
dell'Ordine, scuola, famiglie, tutti faremo sistema per attuare
massicci progetti di educazione e prevenzione alla guida''. ''Come
Fondazione delle Compagnie di assicurazione - conclude Salviati stiamo investendo in questo piu' del sistema pubblico. Chiediamo al
Governo di destinare risorse adeguate all'encomiabile lavoro delle
forze dell'ordine e alle iniziative tese a creare una reale cultura della
civilta' su strada in Italia''.
Giustizia e famiglia: quando i bambini vengono allontanati dai
famigliari. Inchiesta di Panorama
Autore: Giorgiogal
Mai come in questo periodo si è parlato del dramma dei bambini strappati dalle loro famiglie dal
sistema giustizia e finiti in comunità o in affido familiare. Si intrecciano accuse di superficialità dei
servizi sociali, di interessi economici di presunti professionisti dell'accoglienza, di troppo
interventismo degli organi di giustizia: in mezzo ai tanti casi di effettiva necessità sono stati recenti
errori a far salire alla ribalta della cronaca il problema. Il periodico PANORAMA è uscito in questi
giorni con un articolo-indagine che cerca di fare luce. Ne pubblichiamo una parte liberamente tratta
da Panorama. In Italia sono più di 32000 mila i bambini che vengono chiusi nelle comunità o dati in
affido a un'altra famiglia. Il più delle volte vengono allontanati dalle loro famiglie per motivi
giustificati, come gli abusi sessuali, e maltrattamenti o l'indigenza. Altre per ragioni fumose e
impalpabili.
Negli ultimi 10 anni il loro numero è aumentato del 29,3%. Più della metà finisce in affidamento ad
altre famiglie, mentre il resto finisce in quelli che prima erano chiamati istituti, dal 2001
formalmente ribattezzati servizi residenziali: oltre un migliaio di comunità che ospitano 15.624
ragazzini. Un numero enorme che costa allo Stato mezzo miliardo di euro all'anno solo in rette
giornaliere. Ma la cifra, calcolano vari esperti di giustizia minorile, andrebbe più che raddoppiata.
Oggi, però, è tutto il sistema a essere sistematicamente messo in discussione.
Battagliere associazioni e libri-verità parlano di “bambini rubati dalla giustizia”. Raccontano di
assistenti sociali troppo interventisti, di psicologi disattenti, di una magistratura flemmatica, di
interessi economici. E di errori giudiziari sempre più frequenti. Come quello in cui sono incappati
due fratellini di Basiglio, ricco paesino alle porte di Milano. Il più grande ha 14 anni, la sorella
dieci. Il 14 marzo 2008 la polizia locale li preleva da casa e li porta in due comunità protette.
Un disegno malinterpretato, esattamente come quello che nel 1995 avvia la macchina giudiziaria
nel caso di Angela L.: la sua storia è raccontata nel libro, pubblicato dalla Rizzoli, Rapita dalla
giustizia. Il padre di Angela viene accusato di abusi sessuali: un falso da cui la Cassazione lo
scagionerà completamente nel 2001. Ma la figlia, di appena sei anni, prima viene reclusa in due
centri d’affido temporaneo per quasi 36 mesi; poi è data in adozione a un’altra famiglia. Angela
tornerà dai genitori solo nel maggio 2006: a quasi 18 anni, ben dieci dopo il suo “rapimento
legalizzato “. Uno sbaglio tragico e clamoroso. Tanto che la Corte europea per i diritti
dell’uomo nell’ottobre 2008 ha condannato lo Stato italiano a risarcire la famiglia: 80 mila
euro per un “buco esistenziale” durato un decennio. Ogni giorno vengono portati via 80
bambini. Li chiudono in un centro protetto per anni, e costano allo Stato in media 200 euro al
giorno”.
Una cifra che farebbe lievitare considerevolmente la spesa ufficiale per l’accoglienza, stimata
in mezzo miliardo di euro. Basta fare due calcoli: 200 euro al giorno fanno un totale di 73 mila
euro all’anno per ogni minorenne. Che moltiplicati per i 15.624 ospiti dei centri significa oltre
1,1 miliardi di euro: più del doppio di quanto riveli la cifra in mano ai ministeri, probabilmente
troppo prudente. Chi finisce in queste comunità? Mancando dati nazionali, si può fare
riferimento a quelli della Lombardia: per il 34 per cento sono ragazzi dai 15 ai 17 anni; il 28,1
per cento ha dagli 11 ai 14 anni; il 19,4 dai 6 ai 10 anni. Le percentuali sono simili in Veneto,
dove i minori fuori famiglia sono quasi 1.700. L’età media è quindi piuttosto alta. Anche perché
la permanenza in queste strutture è lunga: a Milano il 53 per cento ci resta più di due anni.
Questo significa che centinaia di migliaia di euro vengono spesi per ogni ragazzino. Ciò che
accade alla fine di questi allontanamenti forzati è sorprendente: in Piemonte, per esempio, quasi
la metà torna a casa. C’è un altro dato che inquieta: quasi il 77 per cento dei minori viene
allontanato per “metodi educativi non idonei” e per l’”impossibilità di seguire i figli”. “Motivi
soggettivi, non reali come i maltrattamenti o l’abbandono ” denuncia Gian Luca Vignale,
consigliere regionale del Pdl. Il Piemonte, chiarisce, spende 35 milioni di euro all’anno per
mantenere 1.179 minorenni nelle comunità. “Mentre solo un terzo di questi soldi viene stanziato
per sostegni alle famiglie” considera Vignale.
Coppia di falsi vigili chiedeva «offerte» ai titolari di locali per
evitare controlli
Spacciandosi per agenti in borghese e fantomatici sindacalisti della polizia municipale di
Fiumicino, estorcevano denaro per decine di migliaia di euro a ignari commercianti e gestori di
bar, ristoranti e stabilimenti balneari di Maccarese, Fregene, Fiumicino e Focene, in cambio
della loro protezione. A scoprire la singolare truffa escogitata da una coppia di romani, 40 anni
lei, 55 il suo compagno, entrambi pregiudicati con reati specifici, sono stati dopo mesi di
indagini e pedinamenti, gli investigatori del Nai, il nucleo attività investigative creato un anno
fa dal nuovo comandante della Polizia locale, Gianfranco Petralia. La coppia è stata denunciata
in stato di libertà alla Procura di Civitavecchia e ora dovrà rispondere dei reati per truffa e
oltraggio al Corpo della polizia locale. I due avevano intrapreso la loro losca attività all’inizio
dell’anno, adottando sempre lo stesso metodo: si presentavano dai commercianti chiedendo
loro un contributo - da 30 a 200 euro - per sovvenzionare a volte la festa per il nuovo capo
della polizia locale di Fiumicino, altre volte un’associazione sindacale di vigili, rilasciando
perfino fatture false e un adesivo con il logo «Sindacato professionale polizia locale» che i
negozianti avrebbero dovuto esporre sulla vetrine dei loro locali. I truffatori facevano intendere
alle loro vittime che ciò avrebbe comportato una serie di agevolazioni e soprattutto avrebbe
evitato controlli da parte della Polizia locale. Per sorprenderli in flagrante gli investigatori del
Nai, che nel frattempo avevano ricevuto decine di segnalazioni da parte dei commercianti
taglieggiati, si sono improvvisati titolari di uno stabilimento balneare di Maccarese. Lo stesso
impianto in cui i due si erano recati i due per chiedere l’ennesimo contributo.
Soddisfatto per l'esito dell’operazione il comandante che ha coordinato le indagini. «In 40 anni
di carriera in polizia giudiziaria ne ho viste di tutti i colori, ma questa mi mancava - ha spiegato
Petralia -. Questa truffa rischiava di infangare la dignità del corpo di polizia, che invece è
sempre animato da un grande spirito di onestà, professionalità e correttezza».
Ronda fai da te a Terni di trentenni nulla facenti
Per adesso sono stati deneunciati a piede libero, ma le indagini proseguono per accertare quale fosse
il vero fine della loro mascherata
Due nullafacenti e un venditore ambulante di Terni, probabilmente per averne illeciti
vantaggi avevano dato vita a una vera e propria ronda non autorizzata e forse cercavano di
farsi passare per normali agenti. Infatti si muovevano con una Alfa 33 munita di lampeggiante
di colore blu, del tipo in dotazione alle forze di polizia, nonchè di una paletta per segnalazione
stradale. Indossavano pettorine rifrangenti e avevano tesserini e placche di identificazione, non
autorizzate, con la scritta polizia locale. La polizia ha poi perquisito l'abitazione di quello che è
considerato il capo del terzetto e si faceva chiamare maresciallo. Hanno così sequestrato - secondo
quanto si è appreso in questura - una carabina ad aria compressa, ricetrasmittenti, un registro
nel quale sono annotati nomi degli appartenenti alla ronda, i compiti che dovevano svolgere,
le quote di iscrizione versate. Tutto il materiale è stato sequestrato e le indagini proseguono anche
per accertare se i tre avessero eventualmente avanzato richiesta alla prefettura per fare parte di
ronde.
I tre giovani ternani, tutti trentenni, sono denunciati a piede libero, dalla squadra volante della
questura di Terni, per il momento con l’accusa di utilizzo ed uso di «distintivi o documenti in
uso ai corpo di polizia ovvero oggetti o documenti che ne simulino la funzione».
Dagli accertamenti è tra l'altro emerso che: poco prima avevano compiuto un controllo nei
confronti di un uomo agli arresti domiciliari per droga, accusandolo di avere rubato una
vettura, lasciando l'abitazione dopo avergli rivolto diverse domande.
La riforma Brunetta è legge
Manette per chi si assenta dal lavoro e per il medico compiacente
di Giuseppe Di Bella
E’ diventata legge la riforma fortemente voluta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta
e dal Governo Berlusconi. Notevoli le novità introdotte in merito alla disciplina giuridica del rapporto di lavoro
di oltre tre milioni di pubblici dipendenti, con l’ introduzione espressa del reato di assenza arbitraria e quello
di falsa attestazione di malattia, che coinvolge anche i medici.
Nuove cause di licenziamento
La prima rilevante innovazione riguarda il rapporto fra procedimento disciplinare e quello penale. Infatti da
ora in poi sarà possibile concludere il procedimento disciplinare anche se questo ha per oggetto, in tutto o in
parte, fatti in relazione ai quali procede l’autorità giudiziaria, senza attendere l’emanazione della sentenza.
Oltre che per i casi già previsti dalla legge e dai Contratti collettivi, si applica comunque la sanzione
disciplinare del licenziamento, in presenza di una falsa attestazione della presenza in servizio, conseguita
mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente. La
previsione si riferisce evidentemente, anche all’ipotesi di chi dopo aver timbrato la presenza lascia il luogo di
lavoro senza giustificato motivo di servizio, ma anche all’ipotesi del timbrare un cartellino altrui e comunque
a tutti i casi di frode e truffa operata con falsa attestazione della presenza, comunque ottenuta. Soggiace al
licenziamento anche il dipendente che giustifica l’ assenza mediante una certificazione medica materialmente
falsa o che attesti falsamente uno stato di malattia.
La sanzione disciplinare del licenziamento sarà applicata anche:
1) Per l’assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a
tre in un biennio o per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni, o nel caso di mancata ripresa del
servizio nel termine fissato dall’amministrazione.
2) Qualora l’ impiegato rifiuti, senza giustificato motivo, il trasferimento disposto dall’ Amministrazione per
esigenze di servizio.
3) In caso di falsità materiali o ideologiche poste in essere in occasione dell’instaurazione del rapporto di
lavoro o di procedure relative a progressioni di carriera.
4) Per la reiterazione nell’ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive, moleste, minacciose, ingiuriose o
comunque lesive dell’onore e della dignità personale altrui.
5) In caso di condanna penale definitiva, per la quale sia prevista l’ interdizione perpetua dai pubblici uffici o
l’estinzione del rapporto di lavoro.
6) Il licenziamento è disposto altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non
inferiore al biennio, per la quale l’amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni
concernenti la valutazione del personale, un giudizio di insufficiente rendimento.
L’assenza arbitraria diventa reato.
Pene gravissime anche per i medici compiacenti L’art. 55 quinquies, della nuova normativa, titolato “False
attestazioni o certificazioni”, prevede testualmente che: “Il lavoratore dipendente di una pubblica
amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di
rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante
una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia è punito con la reclusione da
uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. La medesima pena si applica al medico e a
chiunque altro concorre nella commissione del delitto”. Inoltre il lavoratore è obbligato a risarcire il danno
patrimoniale determinato dall’assenza nonché il danno all’immagine subito dall’amministrazione. Abbiamo
visto che la grave sanzione della reclusione da uno a cinque anni, si applica anche ai medici che si rendono
complici del dipendente. Appare evidente la complessità della determinazione di una tale responsabilità, in
quanto il dolo del medico sarà difficilmente accertabile in modo compiuto e certo. Inoltre, la sentenza
definitiva di condanna per tale reato comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della radiazione
dall’albo ed altresì, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio
sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione. Le stesse sanzioni
disciplinari si applicano inoltre se il medico, in relazione all’assenza dal servizio, rilascia certificazioni che
attestano dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati. Le nuove norme, più
severe di quanto immaginabile, hanno destato sorpresa ed incredulità sia negli ambienti del pubblico
impiego che in quelli medici. Le gravissime pene previste, in particolare la reclusione da uno a cinque anni,
estesa anche ai medici “compiacenti”, sono sembrate veramente eccessive ed il paragone con quanto sta
accadendo in ambito di riforma del processo penale, è risultato immediato, inevitabile e alquanto
sconcertante.
Nuove competenze in tema di procedimento disciplinare
La competenza dei dirigenti delle Strutture viene aumentata fino alla sanzione della sospensione dal servizio
fino a 9 giorni. Infatti è stato previsto che per le infrazioni per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni
inferiori alla sospensione dal servizio per più di dieci giorni, il procedimento disciplinare, se il responsabile
della struttura ha qualifica dirigenziale, è di sua diretta competenza. Nel sistema precedente, in genere, la
sanzione applicabile dal Dirigente della struttura, arrivava alla multa. Salario accessorio Viene confermata la
già delineata virata stretta verso la meritocrazia e il divieto di distribuzione in maniera indifferenziata, di
incentivi e premi (ovvero a pioggia).
Confermata la divisione degli incentivi secondo tre fasce:
1) il 25% è collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l’ attribuzione del cinquanta per cento
delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale; 2) il 50% è collocato
nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse
destinate al trattamento accessorio 3) il 25% è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non
corrisponde l’ attribuzione di alcun trattamento accessorio. E’ stata inoltre creata la “Commissione per la
valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, fortemente voluta da Brunetta e
non molto gradita al Ministro Tremonti, il cui costo sarà di due milioni di euro per l’anno 2009 e a 8 milioni di
euro a decorrere dall’anno 2010. La Commissione si esprimerà anche in merito all’istituito “Premio annuale
per l’innovazione”. Infatti il provvedimento prevede che ogni amministrazione pubblica istituisce un premio
annuale per l’innovazione, che viene assegnato al miglior progetto realizzato nell’anno, in grado di produrre
un significativo cambiamento dei servizi offerti o dei processi interni di lavoro, con un elevato impatto sulla
performance dell’organizzazione.
Progressioni economiche
Nei limiti delle risorse economiche disponibili, le amministrazioni pubbliche procedono selettivamente alle
progressioni economiche sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e integrativi di lavoro.
Non del tutto chiara la previsione che “La collocazione nella fascia di merito alta, per tre anni consecutivi,
ovvero per cinque annualità anche non consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell’attribuzione delle
progressioni economiche”, infatti questo risultato e la conseguente collocazione, sono relativi ad interi settori
e non a singoli impiegati.
Limitazione agli incarichi di direzione
E’ stato stabilito che non possono essere conferiti “incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione di
personale, a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in
organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di
consulenza con le predette organizzazioni”. La costituzionalità di questa previsione è da verificare.
Controlli sulle assenze, certificazioni e visite fiscali
Non vi sono in questo campo grandi novità rispetto al precedente Decreto, salvo l’obbligo per i medici di
trasmissione telematica dei certificati. E’ stato ribadito che nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per
un periodo superiore a dieci giorni, e dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, l’assenza viene
giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da
un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Questa disposizione, per la maggior parte delle
Amministrazioni, non costituisce elemento di novità, ma di contro ci induce ad una domanda: “Quali altri
soggetti sono titolati a rilasciare certificazioni mediche per il primo episodio e comunque per i periodi inferiori
ai primi dieci giorni nell’ anno?” La risposta è “gli stessi”. Infatti né i medici non convenzionati, né le strutture
mediche ed ospedaliere private, possono rilasciare certificazioni valide ai fini della giustificazione dell’assenza
dal servizio. L’articolato pare un retaggio della primitiva disposizione, poi corretta, in base alla quale per
giustificare l’assenza vi era bisogno di un certificato rilasciato da una Struttura sanitaria pubblica. La
certificazione medica è inviata necessariamente per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura
sanitaria che la rilascia, all’Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la
trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato. Viene confermato che l’Amministrazione
dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche per le assenze di un solo
giorno, “tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative”. Per quanto attiene alle fasce orarie di
reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche fiscali, la nuova disciplina
sarà adottata con emanando decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione. Nelle
more restano ferme le vecchie fasce di reperibilità 10 – 12 e 17- 19.
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La Regione ringrazia la Protezione civile: «Grande impegno