LA LUMINARIE AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 1 Notiziario della Zona di Udine Lo sappiamo, è passato del tempo dall’ultima volta che ci siamo sentiti. Qualcuno sta preparando lo zaino, altri lo hanno già spreparato. Le nostre vedette lasciano ogni giorno la redazione per osservare le vostre imprese. Ci raccontano di campi, vacanze di branco, route: accampamenti di gioia e armonia. Ci descrivono avamposti della fantasia, del gioco e della fratellanza abitati da creature sorprendenti, gli scout, che interpretano più che mai il loro ruolo di esploratori abbandonando le strade del conformismo e del compromesso per addentrarsi in boschi dove amicizia, onore, lavoro mantengono un significato importante e distinguono giocatori da spettatori. In questa estate torrida, su prati arsi dal sole e tormentati da temporali improvvisi succedono cose anacronistiche, fuori dal tempo e dallo spazio a noi noti. Nascono prodigi dell’ingegneria figli dei pali e della corda, si consumano battaglie epiche dove le poche regole sono dettate dal codice cavalleresco. Spuntano nuovi fazzolettoni che fregiano toraci orgogliosi di un’appartenenza promettente. La sera le vedette tornano in redazione e hanno quel sorriso….quella sicurezza….. Continuare così ci porterà lontano. Buona estate! Arrivederci! AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 2 Saluto finale del Comitato in piazza San Giacomo Al termine dei festeggiamenti per i 90° anni dello scoutismo a Udine, come comitato, vogliamo condividere con voi le nostre impressioni su questo intenso anno di attività fatta insieme… Durante quest’anno, sia in comitato che all’interno delle branche, i capi delle singole associazioni hanno saputo ritrovarsi per pensare, decidere e lavorare assieme. Le nostre differenze associative sono state per noi una “reciproca ricchezza”: ci hanno obbligato a rivedere le nostre sicurezze e i nostri modi di comunicare e il fatto di ritrovarsi insieme per un anno pensiamo sia stata un’importante conquista! Durante questo percorso abbiamo scoperto, come i lupetti e le coccinelle nel gioco di branca della mattina, che il nostro unico padre è Baden Powell. Grazie a lui siamo “Fratelli nello scoutismo”! All’interno del comitato abbiamo fatto un cammino in comunità, riscoprendo le nostre comuni radici e valori e accrescendo, di riunione in riunione, la stima e il rispetto reciproco, accomunati da un’autentica fraternità. Il nostro augurio è che non passino altri 10 anni prima di ritrovarsi assieme, ed abbiamo la certezza che troveremo altri momenti nei prossimi anni per stare insieme nel rispetto delle reciproche diversità ma legati della fratellanza e fraternità scout! Dal comitato per i 90 anni dello scoutismo a Udine. Buona Caccia e Buona Strada! AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 3 Il messaggio dell’Arcivescovo Brollo, letto in Duomo durante la Messa conclusiva dell’evento UNA TRACCIA CHE VIENE DA LONTANO parte IV Ecco a voi l’attesissimo seguito della storia dello scoutismo udinese, direttamente sulle pagine della Luminarie grazie al lungo lavoro di Lucio Costantini AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 4 La rinascita e... la soppressione Cantiamo anche per voi, fratelli, lontan, un giorno voi partendo ci deste la man; qui attorno vi vediamo, voi siete ancora qui, insieme a voi cantiamo come cantammo un dì. (Vento della sera) Dell’attività svolta dal Riparto ASCI Udine I°, ricostituito a Firenze, lasciò testimonianza Mario De Nardo tramite il periodico L’esploratore Cattolico di Udine. Sul numero 5, del 28 ottobre 1918, mentre si avvicinava la fine del conflitto, nella rubrica “Notiziario” scriveva: (1) “Gita a Montesenario; ebbe luogo la prima domenica d’Agosto. Partenza ore 5 e mezza, arrivo ore 9 e mezza. S. Messa celebrata dal Direttore Don Margreth. Giuochi, colazione, visita al santuario. Alla sera ritorno a Firenze. L’escursione fu interessante data la posizione caratteristica del Santuario che è un vero eremo. Il servizio dei nostri espl.ri alla sala di Ricreazione per i Soldati Americani, incominciato nel luglio, procede in modo del tutto soddisfacente per opera specialmente del solerte espl. Franzil Ferruccio. Essi aiutano a scrivere lettere, insegnano loro giuochi di passatempo, fanno per loro le spesette, e pei soldati nostri, profughi, chiedo- -no informazioni alla Segreteria di Stato, in Vaticano, sui loro cari rimasti nelle terre invase. Sappiamo pure che il Direttore della Sala Louis Harnisch, ha inviato all’espl. Franzil una cara lettera con un dono ad espressione della sua gratitudine. Il dono era un biglietto di cinquanta lire che l’espl. Franzil versò gratuitamente al Riparto”. Provvista di capi; ci giunge con l’ultimo corriere la notizia delle nomine che seguirono nel nostro Riparto il 29 settembre. Con queste furono designati: a Caposquadriglia Ferruccio Franzil e Sante D’Aronco; a Sottocapo Elio Cozzi e riconfermato V. Dal Prà; a Istruttore dei nuovi espl. e per le specialità fu designato Ferruccio Fracasso. A tutti le nostre congratulazioni e l’augurio di compiere con costanza e fermezza il loro dovere, senza pretese e senza orgogli, per il bene del riparto. Nello scorso Luglio furono radiati dal Riparto gli esploratori Beltrame E. ed i F.lli. Liso. (…) AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 5 Deanna Cesare nel mese di giugno si trasferì con la famiglia da Modena a Genova. Partecipò al campo degli esploratori genovesi a Rovegno. (…) Nardo Nilo e Mauro O. parteciparono al campo Estivo degli Espl. Milanesi riportandone ottima impressione. Nardo Nilo fu nominato dall’Ing. Cassinis, Corrispondente del Commissariato Milanese a Roma. Mauro Ottorino fu promosso Allievo Ufficiale. Ai nostri carissimi, congratulazioni ed auguri sinceri. Il Commissario Romano ing. P. Cassinis s’incontrò recentemente coi nostri espl. di Milano e Torino, riportando di loro l’impressione migliore. Ci congratuliamo con i nostri amici che sanno tenere alta la bandiera del nostro riparto e ciò sia sprone per tutti a compiere sempre il proprio dovere”. Mario de Nardo si rivelò un abile “tessitore” e forse si deve proprio a lui se parecchi dei ragazzi profughi sentirono l’esigenza di continuare a praticare lo scautismo anche entro altri gruppi in diverse città. Nel “Notiziario” da cui ho stralciato queste righe perché ci si possa rendere conto del clima di allora, De Nardo non mancava di esternare la propria preoccupazione per la vita del periodico che curava, scrivendo: “Giornaletto. Il prof. Florida ha versato £ 20 pel giornaletto, l’all. uff. De Nardo £ 10. Basterà l’esempio?” 3 novembre 1918. Ad Abano, nelle prime ore del pomeriggio, viene firmato l’armistizio. Nel medesimo giorno il tenente Carlo Baragiola del III° Savoia Cavalleria con cinque soldati, pattuglia avanzata del grosso della truppa che ha raggiunto il Tagliamento, cerca di inoltrarsi in via Cavour, ma ne è impedito dalla folla di Udinesi vocianti, festanti. “Ecco sopra le teste un muso di cavallo, due, tre. Ecco alte tre lance con la fiamma azzurra, ecco elmetti nostri, nostri. La folla occupa tutta la via, e in mezzo ha i cavalleggeri che si chinano di qua e di là a stringere mani, a sorridere. Ora si ferma davanti alla scalinata: è tutto un ingorgo, tutto un gridare. Tutti toccano i cavalli, i gambali dei soldati, protendono le mani per una stretta”. (2) Il tenente Baragiola e i suoi uomini sono i primi solda-ti italiani a entrare in Udine e la trovano insorta. A Cividale del Friuli l’esploratore del CNGEI Cesare Blasich, ch’era rimasto nella sua città dando del filo da torcere agli occupanti, sale sul campanile del Duomo e vi espone la bandiera del Convitto Nazionale, gelosamente custodita. Dall’inizio della guerra, e fino alla ritirata, aveva svolto servizio di portaordini dalla prima linea alla città. Resterà legatissimo alla sua appartenenza allo scautismo, conservandone un ricordo vivissimo fino agli ultimi giorni. I profughi, dispersi lungo tutta la penisola, pian piano rientrano alla loro terra, alle loro case. Nei primi mesi del 1919 il Riparto Udine I° dell’ASCI riprende con slancio ed entusiasmo l’attività forzatamente interrotta, grazie anche alla concessione da parte dell’Arcivescovo Rossi e della direzione del Seminario di una sede e di un ampio cortile in via Di Mezzo. Il rientro del fondatore del Riparto, don Florida, viene festeggiato il 6 aprile. Mario De Nardo, che nel frattempo era divenuto “Allievo Ufficiale” dell’ASCI, rientrato da Torino, commentava con queste parole il clima creatosi in seno al Riparto dopo la conclusione del conflitto: “(La sede è) un ambiente dove si può respirare liberamente! Tutti gli esploratori lavorano a renderla bella. Elettricisti, orticultori, pionieri, decoratori: c’è una quantità di lavori svariati, ai quali tutti contribuiscono secondo la loro attitudine.(…) I lavori della sede non pregiudicano però il nostro programma educativo. (3) Al mercoledì sera c’è l’adunanza dei seniores; al giovedì quella degli esploratori e dei novizi. La domenica istruzione di ginnastica ed escursione; rivediamo ancora i nostri prati, giuochiamo nei boschetti che un tempo risuonarono delle nostre grida, e ci tornano a sorridere AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 6 ra, dopo la bufera di morte che passò portandovi la desolazione”. L’attività del Riparto ASCI udinese è contraddistinta negli anni successivi da alcuni eventi di rilievo: nell’estate del 1921 infatti si tiene il primo campo nazionale degli esploratori ad Opi, Val Fondillo, in Abruzzo, a cui partecipa anche una rappresentanza del Riparto. Una fotografia scattata da A. Brisighelli il 2 settembre 1923 all’uscita del Duomo di Udine al termine di una funzione religiosa in occasione del Primo Congresso Eucaristico Diocesano, consente di contare una cinquantina di… cappelloni scout dell’ASCI! Accanto agli esploratori, che non è dato sapere se fossero tutti di Udine o anche di altre località della provincia, si riconoscono dei balilla e degli avanguardisti. Portano anche loro un fazzoletto attorno al collo e al posto del cappellone calzano un fez: li separa, anche se essendo ragazzi ne sono inconsapevoli, una diversa visione dell’uomo e dell’educazione. Nel 1924 abbiamo notizia di un campo estivo svoltosi a Boscoverde di Tarvisio. In occasione dell’Anno Santo, nel 1925, gli esploratori si recano a Roma e sono presenti anche al secondo campo nazionale a Bolsena. Terminata la guerra si ricostitusce anche la sezione del CNGEI udinese. La notizia compare sul bollettino del Corpo: “Questa Sezione, della quale si può dire che mai ha cessata l’esistenza, neanche durante la barbarica invasione, oggi rientra trionfante sulla via del progresso. Ai volonterosi e fervidi patrioti componenti il Comitato patrocinatore, al Conte di Colloredo che con tanto amore, anche da lontano, seppe mantenere alto lo spirito scoutistico della forte Sezione, ai G.E.I. tutti di Udine che mai dimenticarono i loro alti doveri, la Sede Centrale porge il suo saluto, additando la Sezione stes- -sa ad esempio di tutte le altre d’Italia”. Il 12 gennaio 1920 il Comitato patrocinatore della Sezione cittadina si riunisce per rinnovare l’Ufficio di Presidenza. Vengonoo eletti all’unanimità: “Presidente onorario: On. Avv. Giuseppe Girardini - Deputato al Parlamento. Vice Presidente: Cav. Prof. Antonio Fiammazzo - Preside Ginnasio Liceo. Id.: Di Colloredo Mels Conte Giuseppe. Segretario: Sig. Casasola Giuseppe. Cassiere: id. Commissario: Sig. Armando Miani”. Nel comunicato si legge anche: (Il Conte Di Colloredo Mels) “Si augura che in seguito e autorità e cittadini concorrano con maggiore interessamento per l’incremento e lo sviluppo della Sezione, anche per fare argine alla Sezione Cattolica che assume proporzioni inquietanti. Informa quindi di avere ottenuto dalla gentilezza del Cav. Prof. Roberto Lazzari, Direttore delle R. Scuole Tecniche, una bella stanza ad uso Sede ed Ufficio della sezione di Udine e che il Sindaco benevolmente autorizzò tale offerta”. Il 21 maggio 1922 i soci della sezione di Udine rinnovano la promessa, partecipando alla Festa dello Statuto e collaborando, nel pomeriggio, alla Festa del Fiore a favore dei tubercolotici. La sezione del CNGEI fu operante presumibilmente fino al 31 marzo 1927, quando la presidenza generale del Corpo, in ottemperanza ai decreti legge del governo del 9 gennaio 1927 e a seguito del decreto di scioglimento del Corpo stesso e di tutte le sezioni attive in provincia di Roma, emesso il 1° marzo dello stesso anno dal Prefetto di Roma, dispose lo scioglimento di tutte le sezioni, che contavano circa 5000 aderenti. Nel 1924 sulla rivista “Scautismo” dell’ARPI si apprende l’esistenza di un’associazione scout denominata C.N.G.E.F. che si potrebbe intendere come Corpo Nazionale Giovani Esploratori Friulani, definita come “un corpo separato” del CNGEI. AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 7 Dando la notizia si smentisce che tale associazione sia ancora autonoma, precisando che i suoi associati sono riconfluiti nel CNGEI. Di tale associazione, purtroppo, allo stato attuale delle ricerche, si sa ben poco. Quanto al Riparto Udine I° dell’ASCI, seguì le sorti dell’associazione, sciolta per regio decreto nel 1928. Giovanni Greatti, da me intervistato anni fa in età avanzata, aveva vent’anni quando il suo Riparto ASCI venne sciolto d’autorità. Mi disse con voce commossa: “Fu doloroso per me, soffrii… per me quella vita era tutto. Mi entusiasmava. Lo scautismo ci aveva abituati alla vita in mezzo alla natura… ci aveva trasmesso dei valori, qualcosa in cui credere. Vede, ho fatto tanto alpinismo, tanta vita all’aperto, e questo lo devo proprio agli scout… e anche il fatto di essermi sempre conservato sereno lo devo a loro…” - - - - - - - - - - - Note. 1) Il periodico era scritto a mano su matrice di cera. Si è mantenuto il carattere grassetto così come appare nell’originale; sono state rispettate anche le abbreviazioni, le maiuscole, la punteggiatura, ecc, cercando di riproporre il testo nella sua integrità. 2) F. Costantini, op. cit. pag. 263. 3) E’ interessante cogliere come in quei giovani di nemmeno vent’anni fosse già presente la consapevolezza che lo scautismo fosse ben più che svago o semplice ricreazione!… IL METODO SCOUT: UNA RISORSA PREZIOSA PER L’EDUCAZIONE DEI GIOVANI Conferenza all’interno dei festeggiamenti del 90° a Udine - venerdì 19 maggio 2006 Relatori: prof. Roberto Albarea e dr. Nicola S. Barbieri. AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 8 - prof. Roberto Albarea, docente di Pedagogia Generale all’Università degli Studi di Udine “LE RAPPRESENTAZIONI DELL’ALTRO E L’INCONTRO CON GLI ALTRI: SCOUT E OLTRE.” Il rapporto con l’altro è un criterio fondamentale dello scoutismo che costringe la persona a pensare, a scoprirsi: questo rapporto è una continua provocazione. Nel momento in cui entro in relazione con una persona, prima di tutto penso alla “mossa” da mettere in atto per relazionarmi, successivamente mi creerò un’immagine della persona che ho davanti basata anche su pochissime informazioni, come il tono della voce o il sorriso. La parola “oltre” è stata inserita per indicare un qualcosa che va avanti, che non si ferma mai. Si può rappresentare come una linea temporale vista come un modo di ripensare, aggiornando continuamente il messaggio per renderlo attuale. Lo scautismo è fatto di molte cose ed è per questo che viene definito come un evento complesso, al cui interno ci sono dei motivi fondanti: - fa parte di una tradizione pedagogica che riguarda i movimenti giovanili, in particolare l’ATTIVISMO (‘900) dove in primo piano c’è il bambino, l’adolescente (PUEROCENTRISMO). In questo movimento viene data più importanza al soggetto piuttosto che alle idee. L’adulta ha il compito di preparare le attività per rendere il bambino attivo; - La scoperta dell’avventura: questo mi pone in rapporto con ciò che è diverso da me, ciò che vedo tutti i giorni e che per me risulta scontato; - Senso dell’onore e coerenza personale: questo permette di mettersi in relazione con l’altro me, permette di mettersi in rapporto con l’altrove e sviluppa un senso del servizio che favorisce il rapporto con l’altro sociale; permette inoltre di affrontare il problema della scelte sia di rassicurazione che di rischio. L’obiettivo è quello di costruirsi un’identità in rapporto all’alterità. La costruzione dell’identità è un gioco tra noto e ignoto che deve trovare un equilibrio detto rapporto sostenibile; - Ci aiuta a ragionare sulle conseguenze delle nostre azioni: quando noi creiamo delle rappresentazioni di chi ci sta di fronte dobbiamo stare attenti ai pregiudizi e agli stereotipi che possono influenzare in maniera negativa la percezione di chi incontriamo. Un educatore scout si pone come maestro di vita, è un esempio, crea l’opportunità di dialogo, è una provocazione in quanto costringe l’adolescente a costruirsi il suo sé. Il professore ha concluso con una citazione da “Arrivederci ragazzi”: ….”noi educatori non siamo venuti per indurirvi, ma per fortificarvi”…… - dr. Nicola Barbieri, docente di Storia della Pedagogia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 9 “ LO SCOUITNG E L’AVVENTURA: DUE PILASTRI FORMATIVI DEL METODO SCOUT.” Lo scouting: dall’addestramento militare per le truppe scelte alla pratica educativa Per comprendere appieno il significato di una parola è utile andare alla ricerca dell’etimologia di quella parola, delle sue radici più antiche, per vedere la sua natura più profonda. Andiamo allora a vedere, anche se pensiamo di saperlo già, che cosa vogliono dire il sostantivo scout, il verbo to scout e la forma di verbo sostantivato scouting, con l’aiuto di qualche dizionario di lingua inglese. Da tutte le definizioni che abbiamo trovato, possiamo ricavare che nell’orbita etimologica di scout, to scout e scouting ci sono i seguenti elementi: - l’osservare, attento e meticoloso, per scoprire qualcosa, per sapere qualcosa che prima non si sapeva - questo osservare attento e meticoloso è anche declinabile come ricercare, ricercare qualcosa che non si ha o che non si conosce ancora - questo osservare e questo ricercare sono riferiti a luoghi, ambienti, territori sconosciuti in cui fare ricognizioni o esplorazioni. Lo scouting nella vita militare di Robert Baden-Powell 1878: a 21 anni, sottotenente fresco di nomina, conquista un brevetto militare di ricognizione, reconnaissance (con il massimo dei voti) 1879: diventa istruttore di corso fucilieri (col massimo dei voti) 1880: tenente del 13° Reggimento Ussari in India e in Afghanistan, è incaricato di tracciare le mappe del campo di battaglia di Maiwand che dovevano servire alla corte marziale per stabilire le responsabilità degli ufficiali nella sconfitta 1882: diventa istruttore dei fucilieri del Reggimento 1884: svolge ricognizioni segrete nel Natal (Sudafrica), inoltrandosi per 600 miglia oltre le linee nemiche; nello stesso anno pubblica l’opuscolo Reconnaissance and Scouting 1896: durante la campagna militare contro i Matabele (Sudafrica), svolge attività di ricognizione nella zona di Matopo Hills 1899: da tenente colonnello, comanda il 5° Reggimento Dragoni in India; istituisce modificazioni negli alloggiamenti militari per un maggior comfort delle truppe; pubblica il testo Aids to Scouting 11 ottobre 1899 – 17 maggio 1900: comanda le operazioni di difesa di Mafeking, durante la guerra anglo-boera 1902: finita la guerra anglo-boera, compie viaggi (molti dei quali sono vere e proprie esplorazioni) al fine di ispezionare (e provare a pacificare) i nuovi territori acquisiti AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 10 L’avventura: la costruzione dell’identità e della personalità nel passaggio dall’ignoto al noto Sia le singole attività costituenti lo scouting, sia lo scouting come proposta educativa complessiva sono costruite come avventure. Anche questo concetto è un’utile chiave di lettura della proposta originaria di Baden-Powell: nella parola “avventura” è richiusa linguisticamente la proiezione verso il futuro, e il futuro, come si sa, non si sa mai che cosa ci riserva, nel senso che è una delle poche dimensioni dell’agire umano nel quale è impossibile pianificare e programmare in modo rigido. Il linguaggio con cui lo scautismo parla dell’avventura ,però, necessita di alcune precisazioni terminologiche. Da un punto di vista educativo sono da rigettare almeno due significati del termine “avventura”: a. quello di “evento casuale che perturba l’ordinario” in modo più o meno grave, come potrebbe essere la perdita di un volo diretto da Milano a Los Angeles e l’affannosa ricerca di una soluzione alternativa; b. quello di “evento episodico che accresce di salinità una vita quotidiana pensata come insipida”, come potrebbe essere una estemporanea conoscenza estiva sulla spiaggia di Rimini, che si conclude con un approccio più o meno esplicitamente sessuale, spesso meramente genitale. In senso peculiarmente pedagogico, l’avventura si caratterizza come un passaggio da una situazione nota ad una situazione ignota, che deve essere affrontata sulla base delle competenze possedute, ma che non è mai stata affrontata prima, e quindi crea una situazione di tensione “positiva”, che sollecita le capacità possedute in una situazione controllata di novità. In altre parole, e sono le parole dello psicologo Claudio Vicoli “avventura” è “l’impresa rischiosa ma attraente per ciò che si prospetta di ignoto e si vive al di fuori dal comune … è il soggetto stesso che, spinto dal desiderio di conoscere, esplorare e mettersi alla prova … si avventura in una realtà fuori dal consueto e dal quotidiano, rischiosa e, nello stesso tempo (o proprio per questo) affascinante” In conclusione, la proposta educativa scout, i cui perni sono appunto lo scouting e l’avventura, si caratterizza pertanto per l’attivazione a. della dimensione cognitiva (il conoscere sempre qualcosa di nuovo), b. della dimensione affettiva e relazionale (specialmente per quanto riguarda la possibilità di sperimentarsi in situazioni di maggiore indipendenza esistenziale), c. della dimensione etico-valoriale (per la capacità di uscire dalla dimensione dell’eteronomia e di approdare a quella dell’autonomia). AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 11 PICCOLA BACHECA A.A.A.A. VUOI FAR PARTE DI UN GRUPPO DI LAVORO DOVE SI DIVENTA PIU’ BELLI, PIU’ RICCHI, PIU’ FAMOSI? ENTRA NEL TEAM DE “LA LUMINARIE”, ANCHE IL TUO DENTISTA SE NE ACCORGERA’!!!! A.A.A. AVETE VISSUTO AVVENTURE UNICHE CON LE VOSTRE UNITA’? EVENTI DI GRUPPO, ANNIVERSARI, USCITE AVVENTUROSE? MA NON LO SAPETE CHE...LA ZONA E’ PETTEGOLA E CURIOSA? RACCONTA LE TUE AVVENTURE ALLA LUMINARIE! FARAI LA GIOIA DI OGNI CENSITO DELLA ZONA! AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 12 LA POSTA DEL CUORE DI ZIA IDA Route di Clan... Ma è proprio una zecca? Cara Zia Ida, Cara zia Ida, sono il capo di un clan di 7 ragazzi e ti scrivo per condividere la mia soddisfazione. Quest’anno il campo è stato davvero un successo! Finalmente ho fatto tutto quello che mi ero prefissato. Nessuno si è lamentato anche se c’era da sgobbare o da camminare. Evidentemente il lavoro fatto durante l’anno ha dato i suoi frutti. Io lo dico sempre se fai le cose bene….prima o poi….. eheheheheh Beh non c’eravamo tutti….Giona non è potuto venire, ma è normale: doveva andare in vacanza con i nonni a Montecatini. Sofia e Geronima…le due sorelline si sono ammalate il giorno prima della partenza: che sfortuna, ma mi hanno già chiesto quando iniziamo a settembre…. Sì è andato bene: i posti era stupendi…. Sarebbero piaciuti anche a Dante peccato non sia potuto venire d’altra parte ha l’esame di ammissione all’università… E poi il servizio: un’attività davvero completa, l’avevo pensata per Riccardo e Noemi, i 2 fidanzatini certo anche loro….andare in Grecia proprio il periodo della route, però come biasimarli hanno trovato una super offerta low cost…. Eeeeeeh peccato… anche perché abbiamo incontrato dei ragazzi di un altro clan….simpaticissimi: se ci fosse stato anche Gigi saremmo morti dalle risate però non è potuto venire perché doveva far compagnia ai suoi genitori…e poi aveva anche la macchina da lavare…vebbbè è andata bene! Ciao! ormai non si fa altro che parlare di zecche e anche io ne ho presa una…. Non ne avevo mai viste..non pensavo fossero così grandi. Mi sono accorta di lei ieri sera, appena tornata a casa dal campo in alta montagna. Deve avermi morso giocando a pallone. S’è attaccata alla gamba mentre giocavo…ed ora è lì. Domani andrò al pronto soccorso per toglierla… Ma è così strano…pensa che non mi sono accorta di nulla. E adesso me la ritrovo lì tutta nera con il “sopra” rosso a puntini….spero non sia di quelle pericolose…anche perché è veramente più grande di quello che mi aspettavo. Comunque meno male mi sono vaccinata. Volevo chiederti se hai dei consigli da darmi …metodi, procedure…. Grazie Talpone Astigmatico Furetto Furbetto Cara Zia Ida, scusa se occupo la tua rubrica per fini personali, ma….beh ieri ho perso la mia sorellina. Era al campo delle coccinelle…in alta montagna. Ieri stava giocando a pallone e boh… è sparita. E’ vestita tutta di nero e indossa il cappellino delle coccinelle. Se qualcuno l’ha vista…. Grazie Caro Talpone, 7-1-2-1-2-1=? Ciao! Zia Ida Bassotto Meticoloso LA LUMINARIE Controcopertina “LA LUMINARIE” AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006 Pagina 13 IL SONNO DEL GIUSTO C’è un sonno particolare, un tipo di riposo profondo, quasi ancestrale. E’ uno stato di catalessi che non viene disturbato da nulla, che non risente del clima, del rumore, della luce o degli insetti. E’ il sonno che ci trova dopo la doccia, nel nostro letto, una volta terminato il campo. Qualcuno di voi l’avrà già fatto, altri si preparino perché è un’esperienza che và vissuta con riverenza. Non è solo stanchezza, è un complesso di soddisfazione , serenità compiacimento, armonia. E’ uno stato della mente e del corpo che per intensità e pienezza fatica a trovare eguali. Gli antichi l’avrebbero definito il “sonno del giusto”, noi lo definiremmo il giusto sonno…quello meritato. Buon riposo quindi, lasciate che le grida e i sorrisi di questi giorni vi cullino e vi accompagnino fra le braccia di Morfeo. Ve lo siete meritato. Ci risentiamo a Settembre Un abbraccio La Redazione è il notiziario della Zona di Udine AGESCI. Pareri, articoli, critiche e suggerimenti sono sempre i benvenuti. Redazione [email protected] (Paolo Dorigo, via Liguria 231/9, 33100 Udine) DISPONIBILI GLI ARRETRATI http://www.fvg.agesci.it/frame72.html STAMPA E DISTRIBUISCI! Forse non tutti i capi della tua Co.Ca. hanno il computer, o la posta elettronica. Per favore, tienili informati tu! Stampa qualche copia del notiziario e fagliela avere. Grazie!