LA LUMINARIE
AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani
Notiziario della Zona di Udine - Numero 25.0 - luglio/agosto 2006
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Notiziario della Zona di Udine
Lo sappiamo, è passato del tempo dall’ultima volta che
ci siamo sentiti. Qualcuno sta preparando lo zaino, altri
lo hanno già spreparato.
Le nostre vedette lasciano ogni giorno la redazione per
osservare le vostre imprese. Ci raccontano di campi,
vacanze di branco, route: accampamenti di gioia e
armonia.
Ci descrivono avamposti della fantasia, del gioco e
della fratellanza abitati da creature sorprendenti, gli
scout, che interpretano più che mai il loro ruolo di
esploratori abbandonando le strade del conformismo
e del compromesso per addentrarsi in boschi dove
amicizia, onore, lavoro mantengono un significato
importante e distinguono giocatori da spettatori.
In questa estate torrida, su prati arsi dal sole e
tormentati da temporali improvvisi succedono cose
anacronistiche, fuori dal tempo e dallo spazio a noi
noti. Nascono prodigi dell’ingegneria figli dei pali e della
corda, si consumano battaglie epiche dove le poche
regole sono dettate dal codice cavalleresco. Spuntano
nuovi fazzolettoni che fregiano toraci orgogliosi di
un’appartenenza promettente.
La sera le vedette tornano in redazione e hanno quel
sorriso….quella sicurezza…..
Continuare così ci porterà lontano.
Buona estate!
Arrivederci!
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Saluto finale del Comitato in piazza San Giacomo
Al termine dei festeggiamenti per i 90° anni dello scoutismo a Udine, come comitato,
vogliamo condividere con voi le nostre impressioni su questo intenso anno di attività fatta
insieme…
Durante quest’anno, sia in comitato che all’interno delle branche, i capi delle singole
associazioni hanno saputo ritrovarsi per pensare, decidere e lavorare assieme.
Le nostre differenze associative sono state per noi una “reciproca ricchezza”: ci hanno
obbligato a rivedere le nostre sicurezze e i nostri modi di comunicare e il fatto di ritrovarsi
insieme per un anno pensiamo sia stata un’importante conquista!
Durante questo percorso abbiamo scoperto, come i lupetti e le coccinelle nel gioco di branca
della mattina, che il nostro unico padre è Baden Powell. Grazie a lui siamo “Fratelli nello
scoutismo”!
All’interno del comitato abbiamo fatto un cammino in comunità, riscoprendo le nostre
comuni radici e valori e accrescendo, di riunione in riunione, la stima e il rispetto reciproco,
accomunati da un’autentica fraternità.
Il nostro augurio è che non passino altri 10 anni prima di ritrovarsi assieme, ed abbiamo la
certezza che troveremo altri momenti nei prossimi anni per stare insieme nel rispetto delle
reciproche diversità ma legati della fratellanza e fraternità scout!
Dal comitato per i 90 anni dello scoutismo a Udine.
Buona Caccia e Buona Strada!
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Il messaggio dell’Arcivescovo Brollo, letto in Duomo durante la Messa conclusiva dell’evento
UNA TRACCIA CHE VIENE DA LONTANO
parte IV
Ecco a voi l’attesissimo seguito della storia dello scoutismo udinese, direttamente sulle
pagine della Luminarie grazie al lungo lavoro di Lucio Costantini
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La rinascita e... la soppressione
Cantiamo anche per voi, fratelli, lontan,
un giorno voi partendo ci deste la man;
qui attorno vi vediamo,
voi siete ancora qui,
insieme a voi cantiamo
come cantammo un dì.
(Vento della sera)
Dell’attività svolta dal Riparto ASCI Udine I°, ricostituito a Firenze, lasciò testimonianza Mario De
Nardo tramite il periodico L’esploratore Cattolico di
Udine. Sul numero 5, del 28 ottobre 1918, mentre si
avvicinava la fine del conflitto, nella rubrica “Notiziario” scriveva: (1)
“Gita a Montesenario; ebbe luogo la prima domenica
d’Agosto. Partenza ore 5 e mezza, arrivo ore 9 e mezza.
S. Messa celebrata dal Direttore Don Margreth. Giuochi,
colazione, visita al santuario. Alla sera ritorno a Firenze.
L’escursione fu interessante data la posizione caratteristica del Santuario che è un vero eremo.
Il servizio dei nostri espl.ri alla sala di Ricreazione
per i Soldati Americani, incominciato nel luglio, procede
in modo del tutto soddisfacente per opera specialmente
del solerte espl. Franzil Ferruccio. Essi aiutano a scrivere
lettere, insegnano loro giuochi di passatempo, fanno per
loro le spesette, e pei soldati nostri, profughi, chiedo-
-no informazioni alla Segreteria di Stato, in Vaticano, sui
loro cari rimasti nelle terre invase. Sappiamo pure che
il Direttore della Sala Louis Harnisch, ha inviato all’espl.
Franzil una cara lettera con un dono ad espressione della
sua gratitudine. Il dono era un biglietto di cinquanta lire
che l’espl. Franzil versò gratuitamente al Riparto”.
Provvista di capi; ci giunge con l’ultimo corriere la notizia delle nomine che seguirono nel nostro Riparto il 29
settembre. Con queste furono designati: a Caposquadriglia Ferruccio Franzil e Sante D’Aronco; a Sottocapo Elio
Cozzi e riconfermato V. Dal Prà; a Istruttore dei nuovi
espl. e per le specialità fu designato Ferruccio Fracasso.
A tutti le nostre congratulazioni e l’augurio di compiere
con costanza e fermezza il loro dovere, senza pretese e
senza orgogli, per il bene del riparto. Nello scorso Luglio
furono radiati dal Riparto gli esploratori Beltrame E. ed i
F.lli. Liso. (…)
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Deanna Cesare nel mese di giugno si trasferì con la famiglia da Modena a Genova. Partecipò al campo degli
esploratori genovesi a Rovegno. (…)
Nardo Nilo e Mauro O. parteciparono al campo Estivo degli Espl. Milanesi riportandone ottima impressione.
Nardo Nilo fu nominato dall’Ing. Cassinis, Corrispondente
del Commissariato Milanese a Roma. Mauro Ottorino fu
promosso Allievo Ufficiale. Ai nostri carissimi, congratulazioni ed auguri sinceri.
Il Commissario Romano ing. P. Cassinis s’incontrò recentemente coi nostri espl. di Milano e Torino, riportando di loro l’impressione migliore. Ci congratuliamo con i
nostri amici che sanno tenere alta la bandiera del nostro
riparto e ciò sia sprone per tutti a compiere sempre il proprio dovere”.
Mario de Nardo si rivelò un abile “tessitore” e forse si deve
proprio a lui se parecchi dei ragazzi profughi sentirono
l’esigenza di continuare a praticare lo scautismo anche
entro altri gruppi in diverse città. Nel “Notiziario” da cui
ho stralciato queste righe perché ci si possa rendere conto del clima di allora, De Nardo non mancava di esternare
la propria preoccupazione per la vita del periodico che
curava, scrivendo: “Giornaletto. Il prof. Florida ha versato £ 20 pel giornaletto, l’all. uff. De Nardo £ 10. Basterà
l’esempio?”
3 novembre 1918. Ad Abano, nelle prime ore del pomeriggio, viene firmato l’armistizio. Nel medesimo
giorno il tenente Carlo Baragiola del III° Savoia Cavalleria con cinque soldati, pattuglia avanzata del
grosso della truppa che ha raggiunto il Tagliamento, cerca di inoltrarsi in via Cavour, ma ne è impedito dalla folla di Udinesi vocianti, festanti. “Ecco
sopra le teste un muso di cavallo, due, tre. Ecco alte
tre lance con la fiamma azzurra, ecco elmetti nostri,
nostri. La folla occupa tutta la via, e in mezzo ha i
cavalleggeri che si chinano di qua e di là a stringere
mani, a sorridere. Ora si ferma davanti alla scalinata: è tutto un ingorgo, tutto un gridare.
Tutti toccano i cavalli, i gambali dei soldati, protendono le mani per una stretta”. (2) Il tenente Baragiola e i suoi uomini sono i primi solda-ti italiani a
entrare in Udine e la trovano insorta.
A Cividale del Friuli l’esploratore del CNGEI Cesare Blasich, ch’era rimasto nella sua città dando del
filo da torcere agli occupanti, sale sul campanile del
Duomo e vi espone la bandiera del Convitto Nazionale, gelosamente custodita. Dall’inizio della guerra, e
fino alla ritirata, aveva svolto servizio di portaordini
dalla prima linea alla città. Resterà legatissimo alla
sua appartenenza allo scautismo, conservandone
un ricordo vivissimo fino agli ultimi giorni.
I profughi, dispersi lungo tutta la penisola, pian piano rientrano alla loro terra, alle loro case.
Nei primi mesi del 1919 il Riparto Udine I° dell’ASCI
riprende con slancio ed entusiasmo l’attività forzatamente interrotta, grazie anche alla concessione
da parte dell’Arcivescovo Rossi e della direzione del
Seminario di una sede e di un ampio cortile in via
Di Mezzo.
Il rientro del fondatore del Riparto, don Florida, viene festeggiato il 6 aprile. Mario De Nardo, che nel
frattempo era divenuto “Allievo Ufficiale” dell’ASCI,
rientrato da Torino, commentava con queste parole
il clima creatosi in seno al Riparto dopo la conclusione del conflitto: “(La sede è) un ambiente dove si
può respirare liberamente! Tutti gli esploratori lavorano a renderla bella. Elettricisti, orticultori, pionieri, decoratori: c’è una quantità di lavori svariati,
ai quali tutti contribuiscono secondo la loro attitudine.(…) I lavori della sede non pregiudicano però il
nostro programma educativo. (3) Al mercoledì sera
c’è l’adunanza dei seniores; al giovedì quella degli
esploratori e dei novizi. La domenica istruzione di
ginnastica ed escursione; rivediamo ancora i nostri
prati, giuochiamo nei boschetti che un tempo risuonarono delle nostre grida, e ci tornano a sorridere
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ra, dopo la bufera di morte che passò portandovi la
desolazione”.
L’attività del Riparto ASCI udinese è contraddistinta negli anni successivi da alcuni eventi di rilievo:
nell’estate del 1921 infatti si tiene il primo campo
nazionale degli esploratori ad Opi, Val Fondillo, in
Abruzzo, a cui partecipa anche una rappresentanza
del Riparto.
Una fotografia scattata da A. Brisighelli il 2 settembre 1923 all’uscita del Duomo di Udine al termine di
una funzione religiosa in occasione del Primo Congresso Eucaristico Diocesano, consente di contare una cinquantina di… cappelloni scout dell’ASCI!
Accanto agli esploratori, che non è dato sapere se
fossero tutti di Udine o anche di altre località della provincia, si riconoscono dei balilla e degli avanguardisti. Portano anche loro un fazzoletto attorno
al collo e al posto del cappellone calzano un fez: li
separa, anche se essendo ragazzi ne sono inconsapevoli, una diversa visione dell’uomo e dell’educazione.
Nel 1924 abbiamo notizia di un campo estivo svoltosi a Boscoverde di Tarvisio.
In occasione dell’Anno Santo, nel 1925, gli esploratori si recano a Roma e sono presenti anche al
secondo campo nazionale a Bolsena.
Terminata la guerra si ricostitusce anche la sezione del CNGEI udinese. La notizia compare sul bollettino del Corpo: “Questa Sezione, della quale si
può dire che mai ha cessata l’esistenza, neanche
durante la barbarica invasione, oggi rientra trionfante sulla via del progresso. Ai volonterosi e fervidi patrioti componenti il Comitato patrocinatore,
al Conte di Colloredo che con tanto amore, anche
da lontano, seppe mantenere alto lo spirito scoutistico della forte Sezione, ai G.E.I. tutti di Udine che
mai dimenticarono i loro alti doveri, la Sede Centrale porge il suo saluto, additando la Sezione stes-
-sa ad esempio di tutte le altre d’Italia”. Il 12 gennaio 1920 il Comitato patrocinatore della Sezione
cittadina si riunisce per rinnovare l’Ufficio di Presidenza. Vengonoo eletti all’unanimità: “Presidente
onorario: On. Avv. Giuseppe Girardini - Deputato
al Parlamento. Vice Presidente: Cav. Prof. Antonio
Fiammazzo - Preside Ginnasio Liceo. Id.: Di Colloredo Mels Conte Giuseppe. Segretario: Sig. Casasola
Giuseppe. Cassiere: id. Commissario: Sig. Armando
Miani”. Nel comunicato si legge anche: (Il Conte Di
Colloredo Mels) “Si augura che in seguito e autorità
e cittadini concorrano con maggiore interessamento
per l’incremento e lo sviluppo della Sezione, anche
per fare argine alla Sezione Cattolica che assume
proporzioni inquietanti. Informa quindi di avere ottenuto dalla gentilezza del Cav. Prof. Roberto Lazzari, Direttore delle R. Scuole Tecniche, una bella
stanza ad uso Sede ed Ufficio della sezione di Udine
e che il Sindaco benevolmente autorizzò tale offerta”.
Il 21 maggio 1922 i soci della sezione di Udine rinnovano la promessa, partecipando alla Festa dello
Statuto e collaborando, nel pomeriggio, alla Festa
del Fiore a favore dei tubercolotici.
La sezione del CNGEI fu operante presumibilmente
fino al 31 marzo 1927, quando la presidenza generale del Corpo, in ottemperanza ai decreti legge del
governo del 9 gennaio 1927 e a seguito del decreto
di scioglimento del Corpo stesso e di tutte le sezioni attive in provincia di Roma, emesso il 1° marzo
dello stesso anno dal Prefetto di Roma, dispose lo
scioglimento di tutte le sezioni, che contavano circa
5000 aderenti.
Nel 1924 sulla rivista “Scautismo” dell’ARPI si apprende l’esistenza di un’associazione scout denominata C.N.G.E.F. che si potrebbe intendere come
Corpo Nazionale Giovani Esploratori Friulani, definita come “un corpo separato” del CNGEI.
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Dando la notizia si smentisce che tale associazione
sia ancora autonoma, precisando che i suoi associati sono riconfluiti nel CNGEI. Di tale associazione,
purtroppo, allo stato attuale delle ricerche, si sa ben
poco.
Quanto al Riparto Udine I° dell’ASCI, seguì le sorti dell’associazione, sciolta per regio decreto nel
1928.
Giovanni Greatti, da me intervistato anni fa in età
avanzata, aveva vent’anni quando il suo Riparto
ASCI venne sciolto d’autorità. Mi disse con voce
commossa: “Fu doloroso per me, soffrii… per me
quella vita era tutto. Mi entusiasmava. Lo scautismo
ci aveva abituati alla vita in mezzo alla natura… ci
aveva trasmesso dei valori, qualcosa in cui credere.
Vede, ho fatto tanto alpinismo, tanta vita all’aperto, e questo lo devo proprio agli scout… e anche il
fatto di essermi sempre conservato sereno lo devo
a loro…”
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Note.
1)
Il periodico era scritto a mano su matrice di cera. Si
è mantenuto il carattere grassetto così come appare nell’originale; sono state rispettate anche le abbreviazioni, le
maiuscole, la punteggiatura, ecc, cercando di riproporre il
testo nella sua integrità.
2)
F. Costantini, op. cit. pag. 263.
3)
E’ interessante cogliere come in quei giovani di
nemmeno vent’anni fosse già presente la consapevolezza
che lo scautismo fosse ben più che svago o semplice ricreazione!…
IL METODO SCOUT:
UNA RISORSA PREZIOSA PER L’EDUCAZIONE DEI GIOVANI
Conferenza all’interno dei festeggiamenti del 90° a Udine - venerdì 19 maggio 2006
Relatori: prof. Roberto Albarea e dr. Nicola S. Barbieri.
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- prof. Roberto Albarea, docente di Pedagogia Generale all’Università degli Studi di Udine
“LE RAPPRESENTAZIONI DELL’ALTRO E L’INCONTRO CON GLI ALTRI: SCOUT E OLTRE.”
Il rapporto con l’altro è un criterio fondamentale dello scoutismo che costringe la persona a pensare, a scoprirsi: questo
rapporto è una continua provocazione.
Nel momento in cui entro in relazione con una persona, prima di tutto penso alla “mossa” da mettere in atto per relazionarmi, successivamente mi creerò un’immagine della persona che ho davanti basata anche su pochissime informazioni,
come il tono della voce o il sorriso.
La parola “oltre” è stata inserita per indicare un qualcosa che va avanti, che non si ferma mai. Si può rappresentare
come una linea temporale vista come un modo di ripensare, aggiornando continuamente il messaggio per renderlo
attuale.
Lo scautismo è fatto di molte cose ed è per questo che viene definito come un evento complesso, al cui interno ci sono
dei motivi fondanti:
- fa parte di una tradizione pedagogica che riguarda i movimenti giovanili, in particolare l’ATTIVISMO (‘900) dove in
primo piano c’è il bambino, l’adolescente (PUEROCENTRISMO). In questo movimento viene data più importanza al soggetto piuttosto che alle idee. L’adulta ha il compito di preparare le attività per rendere il bambino attivo;
- La scoperta dell’avventura: questo mi pone in rapporto con ciò che è diverso da me, ciò che vedo tutti i giorni e che
per me risulta scontato;
- Senso dell’onore e coerenza personale: questo permette di mettersi in relazione con l’altro me, permette di mettersi
in rapporto con l’altrove e sviluppa un senso del servizio che favorisce il rapporto con l’altro sociale; permette inoltre
di affrontare il problema della scelte sia di rassicurazione che di rischio. L’obiettivo è quello di costruirsi un’identità in
rapporto all’alterità. La costruzione dell’identità è un gioco tra noto e ignoto che deve trovare un equilibrio detto rapporto sostenibile;
- Ci aiuta a ragionare sulle conseguenze delle nostre azioni: quando noi creiamo delle rappresentazioni di chi ci sta di
fronte dobbiamo stare attenti ai pregiudizi e agli stereotipi che possono influenzare in maniera negativa la percezione
di chi incontriamo.
Un educatore scout si pone come maestro di vita, è un esempio, crea l’opportunità di dialogo, è una provocazione in
quanto costringe l’adolescente a costruirsi il suo sé.
Il professore ha concluso con una citazione da “Arrivederci ragazzi”:
….”noi educatori non siamo venuti per indurirvi, ma per fortificarvi”……
- dr. Nicola Barbieri, docente di Storia della Pedagogia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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“ LO SCOUITNG E L’AVVENTURA: DUE PILASTRI FORMATIVI DEL METODO SCOUT.”
Lo scouting: dall’addestramento militare per le truppe scelte alla pratica educativa
Per comprendere appieno il significato di una parola è utile andare alla ricerca dell’etimologia di quella parola, delle sue
radici più antiche, per vedere la sua natura più profonda.
Andiamo allora a vedere, anche se pensiamo di saperlo già, che cosa vogliono dire il sostantivo scout, il verbo to scout
e la forma di verbo sostantivato scouting, con l’aiuto di qualche dizionario di lingua inglese.
Da tutte le definizioni che abbiamo trovato, possiamo ricavare che nell’orbita etimologica di scout, to scout e scouting
ci sono i seguenti elementi:
- l’osservare, attento e meticoloso, per scoprire qualcosa, per sapere qualcosa che prima non si sapeva
- questo osservare attento e meticoloso è anche declinabile come ricercare, ricercare qualcosa che non si ha o che non
si conosce ancora
- questo osservare e questo ricercare sono riferiti a luoghi, ambienti, territori sconosciuti in cui fare ricognizioni o esplorazioni.
Lo scouting nella vita militare di Robert Baden-Powell
1878: a 21 anni, sottotenente fresco di nomina, conquista un brevetto militare di ricognizione, reconnaissance (con il massimo dei voti)
1879: diventa istruttore di corso fucilieri (col massimo dei voti)
1880: tenente del 13° Reggimento Ussari in India e in Afghanistan, è incaricato di tracciare le mappe del campo di battaglia di Maiwand che dovevano servire alla corte marziale per stabilire le responsabilità degli ufficiali nella sconfitta
1882: diventa istruttore dei fucilieri del Reggimento
1884: svolge ricognizioni segrete nel Natal (Sudafrica), inoltrandosi per 600 miglia oltre le linee nemiche; nello stesso anno pubblica l’opuscolo
Reconnaissance and Scouting
1896: durante la campagna militare contro i Matabele (Sudafrica), svolge attività di ricognizione nella zona di Matopo Hills
1899: da tenente colonnello, comanda il 5° Reggimento Dragoni in India; istituisce modificazioni negli alloggiamenti militari per un maggior comfort
delle truppe; pubblica il testo Aids to Scouting
11 ottobre 1899 – 17 maggio 1900: comanda le operazioni di difesa di Mafeking, durante la guerra anglo-boera
1902: finita la guerra anglo-boera, compie viaggi (molti dei quali sono vere e proprie esplorazioni) al fine di ispezionare (e provare a pacificare) i
nuovi territori acquisiti
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L’avventura: la costruzione dell’identità e della personalità nel passaggio dall’ignoto al noto
Sia le singole attività costituenti lo scouting, sia lo scouting come proposta educativa complessiva sono costruite come
avventure. Anche questo concetto è un’utile chiave di lettura della proposta originaria di Baden-Powell: nella parola “avventura” è richiusa linguisticamente la proiezione verso il futuro, e il futuro, come si sa, non si sa mai che cosa ci riserva,
nel senso che è una delle poche dimensioni dell’agire umano nel quale è impossibile pianificare e programmare in modo
rigido.
Il linguaggio con cui lo scautismo parla dell’avventura ,però, necessita di alcune precisazioni terminologiche. Da un punto
di vista educativo sono da rigettare almeno due significati del termine “avventura”:
a.
quello di “evento casuale che perturba l’ordinario” in modo più o meno grave, come potrebbe essere la perdita di
un volo diretto da Milano a Los Angeles e l’affannosa ricerca di una soluzione alternativa;
b.
quello di “evento episodico che accresce di salinità una vita quotidiana pensata come insipida”, come potrebbe
essere una estemporanea conoscenza estiva sulla spiaggia di Rimini, che si conclude con un approccio più o meno esplicitamente sessuale, spesso meramente genitale.
In senso peculiarmente pedagogico, l’avventura si caratterizza come un passaggio da una situazione nota ad una situazione ignota, che deve essere affrontata sulla base delle competenze possedute, ma che non è mai stata affrontata
prima, e quindi crea una situazione di tensione “positiva”, che sollecita le capacità possedute in una situazione controllata
di novità.
In altre parole, e sono le parole dello psicologo Claudio Vicoli “avventura” è
“l’impresa rischiosa ma attraente per ciò che si prospetta di ignoto e si vive al di fuori dal comune … è il soggetto stesso
che, spinto dal desiderio di conoscere, esplorare e mettersi alla prova … si avventura in una realtà fuori dal consueto e
dal quotidiano, rischiosa e, nello stesso tempo (o proprio per questo) affascinante”
In conclusione, la proposta educativa scout, i cui perni sono appunto lo scouting e l’avventura, si caratterizza pertanto
per l’attivazione
a.
della dimensione cognitiva (il conoscere sempre qualcosa di nuovo),
b.
della dimensione affettiva e relazionale (specialmente per quanto riguarda la possibilità di sperimentarsi in situazioni di maggiore indipendenza esistenziale),
c.
della dimensione etico-valoriale (per la capacità di uscire dalla dimensione dell’eteronomia e di approdare a
quella dell’autonomia).
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PICCOLA BACHECA
A.A.A.A. VUOI FAR PARTE DI UN GRUPPO DI LAVORO DOVE SI
DIVENTA PIU’ BELLI, PIU’ RICCHI, PIU’ FAMOSI? ENTRA NEL TEAM DE
“LA LUMINARIE”, ANCHE IL TUO DENTISTA SE NE ACCORGERA’!!!!
A.A.A. AVETE VISSUTO AVVENTURE UNICHE CON LE VOSTRE UNITA’?
EVENTI DI GRUPPO, ANNIVERSARI, USCITE AVVENTUROSE?
MA NON LO SAPETE CHE...LA ZONA E’
PETTEGOLA E CURIOSA?
RACCONTA LE TUE AVVENTURE ALLA LUMINARIE!
FARAI LA GIOIA DI OGNI CENSITO DELLA ZONA!
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LA POSTA DEL CUORE DI ZIA IDA
Route di Clan...
Ma è proprio una zecca?
Cara Zia Ida,
Cara zia Ida,
sono il capo di un clan di 7 ragazzi e ti scrivo per condividere
la mia soddisfazione.
Quest’anno il campo è stato davvero un successo! Finalmente ho
fatto tutto quello che mi ero prefissato. Nessuno si è lamentato
anche se c’era da sgobbare o da camminare. Evidentemente
il lavoro fatto durante l’anno ha dato i suoi frutti. Io lo dico
sempre se fai le cose bene….prima o poi….. eheheheheh
Beh non c’eravamo tutti….Giona non è potuto venire, ma è
normale: doveva andare in vacanza con i nonni a Montecatini.
Sofia e Geronima…le due sorelline si sono ammalate il giorno
prima della partenza: che sfortuna, ma mi hanno già chiesto
quando iniziamo a settembre….
Sì è andato bene: i posti era stupendi…. Sarebbero piaciuti
anche a Dante peccato non sia potuto venire d’altra parte
ha l’esame di ammissione all’università… E poi il servizio:
un’attività davvero completa, l’avevo pensata per Riccardo
e Noemi, i 2 fidanzatini certo anche loro….andare in Grecia
proprio il periodo della route, però come biasimarli hanno
trovato una super offerta low cost….
Eeeeeeh peccato… anche perché abbiamo incontrato dei ragazzi
di un altro clan….simpaticissimi: se ci fosse stato anche Gigi
saremmo morti dalle risate però non è potuto venire perché
doveva far compagnia ai suoi genitori…e poi aveva anche la
macchina da lavare…vebbbè è andata bene! Ciao!
ormai non si fa altro che parlare di zecche e anche io ne ho
presa una….
Non ne avevo mai viste..non pensavo fossero così grandi.
Mi sono accorta di lei ieri sera, appena tornata a casa dal
campo in alta montagna. Deve avermi morso giocando a
pallone. S’è attaccata alla gamba mentre giocavo…ed ora è
lì. Domani andrò al pronto soccorso per toglierla… Ma è così
strano…pensa che non mi sono accorta di nulla. E adesso me
la ritrovo lì tutta nera con il “sopra” rosso a puntini….spero
non sia di quelle pericolose…anche perché è veramente più
grande di quello che mi aspettavo. Comunque meno male mi
sono vaccinata. Volevo chiederti se hai dei consigli da darmi
…metodi, procedure….
Grazie
Talpone Astigmatico
Furetto Furbetto
Cara Zia Ida,
scusa se occupo la tua rubrica per fini personali, ma….beh ieri
ho perso la mia sorellina. Era al campo delle coccinelle…in alta
montagna. Ieri stava giocando a pallone e boh… è sparita. E’
vestita tutta di nero e indossa il cappellino delle coccinelle. Se
qualcuno l’ha vista….
Grazie
Caro Talpone,
7-1-2-1-2-1=?
Ciao!
Zia Ida
Bassotto Meticoloso
LA LUMINARIE
Controcopertina
“LA LUMINARIE”
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IL SONNO DEL GIUSTO
C’è un sonno particolare, un tipo di riposo profondo,
quasi ancestrale. E’ uno stato di catalessi che non
viene disturbato da nulla, che non risente del clima,
del rumore, della luce o degli insetti. E’ il sonno che
ci trova dopo la doccia, nel nostro letto, una volta
terminato il campo.
Qualcuno di voi l’avrà già fatto, altri si preparino
perché è un’esperienza che và vissuta con
riverenza. Non è solo stanchezza, è un complesso
di soddisfazione , serenità compiacimento,
armonia. E’ uno stato della mente e del corpo che
per intensità e pienezza fatica a trovare eguali. Gli
antichi l’avrebbero definito il “sonno del giusto”, noi
lo definiremmo il giusto sonno…quello meritato.
Buon riposo quindi, lasciate che le grida e i sorrisi
di questi giorni vi cullino e vi accompagnino fra le
braccia di Morfeo. Ve lo siete meritato.
Ci risentiamo a Settembre
Un abbraccio
La Redazione
è il notiziario della Zona di Udine AGESCI.
Pareri, articoli, critiche e suggerimenti
sono sempre i benvenuti.
Redazione
[email protected]
(Paolo Dorigo, via Liguria 231/9, 33100 Udine)
DISPONIBILI GLI ARRETRATI
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il computer, o la posta elettronica. Per favore,
tienili informati tu! Stampa qualche copia del
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