Arcidiocesi di Lucca La Chiesa di Lucca contempla il Volto Santo per la Vita e la Pace del mondo SUSSIDIO QUARESIMA - PASQUA ANNO 2005 ciclo A “ E Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei peccati” (Atti 2,37 a) Itinerario pastorale 2005 Sussidio n.5 – Febbraio 2005 1 Il sussidio è offerto alle Zone e alle parrocchie come base comune per potervi attingere elementi utili all’ attuazione dell’itinerario pastorale nella propria situazione e riguarda il Tempo di Quaresima - Pasqua e il tempo successivo fino al Corpus Domini. Il presente fascicolo riguarda solo il Tempo di Quaresima e il Triduo Pasquale, ma sarà pubblicato un nuovo fascicolo per il Tempo di Pasqua e per le settimana da Pentecoste al Corpus Domini. Attraverso il sussidio si intende sottolineare con maggiore insistenza la centralità dell’Eucarestia per la vita della nostre comunità, come indicato nell’itinerario pastorale proposto dai nostri vescovi in comunione con le indicazioni del Santo Padre e in concomitanza con l’itinerario di preparazione proposto per le Chiese italiane in vista della celebrazione del Congresso Eucaristico Nazionale. Le indicazioni per il Tempo di Quaresima intendono aiutarci a rinnovare la nostra appartenenza a Cristo in vista della celebrazioni pasquali mediante i sacramenti dell’iniziazione cristiana e le dimensioni costitutive della vita cristiana, ossia quella personale,familiare, comunitaria e, con una particolare accezione, quella missionaria. Per quanto riguarda il Triduo Pasquale della Passione – Morte – Risurrezione del Signore, si pone in evidenza il rinnovamento della fede in Cristo dopo l’attenta pratica dell’esame di coscienza e della conversione personale e comunitaria. Il Triduo sottolinea quanto sia possibile ricevere nuovo dinamismo per la nostra vita personale, familiare e comunitaria grazie alla forza dello Spirito attinto dalla celebrazione, in particolare, dell’Eucarestia. Per le indicazioni relative al Triduo Pasquale si rimanda ai Sacramenti della fede – Orientamenti e Norme, pagg. 171 – 181. Nel Tempo di Pasqua sono sottolineati alcuni punti per la testimonianza e l’annuncio della lieta notizia del Signore Gesù per la vita e la pace del mondo, che ci riguarda come persone singole, come famiglie, come comunità. Nel periodo da Pentecoste al Corpus Domini saranno sottolineate alcune iniziative e date indicazioni per testimoniare pubblicamente in comunione con tutte le Chiese in Italia la centralità dell’ Eucarestia per vivere il giorno del Signore, giorno essenziale, inizio e fine per la vita quotidiana che si svolge nella settimana. Un’ulteriore sottolineatura della presenza del Signore nell’Eucarestia e la consapevolezza di quanto essa rappresenti il bene più prezioso per la Chiesa sarà costituita dalla solenne celebrazione eucaristica alla quale tutta la Diocesi è convocata in Cattedrale per la domenica 22 maggio nel pomeriggio. N.B.: I parroci per questa domenica sono invitati a non prendere impegni particolari per poter partecipare a questa celebrazione solenne. Particolare importanza assumeranno poi le celebrazioni del Corpus Domini nelle singole parrocchie o unità pastorali in concomitanza della chiusura del Congresso Eucaristico nazionale. 1 1. INTRODUZIONE GENERALE La Quaresima è un tempo di ritorno, di conversione, di confessione, perciò mutamento dalla tristezza e dal rimorso alla gioia della vita nella grazia.1 I cristiani sono chiamati in questo tempo liturgico a riscoprire la grazia del DINAMISMO connesso alla vita cristiana, all’essenza stessa della nostra fede. Tutta la comunità è chiamata a riscoprire un’identità nomade, che dispone all’ascolto e che rende docili all’incontro con il Cristo Risorto, radice della fede e sostanza dell’annunzio. Il cammino nel deserto in vista del passaggio pasquale diventa motivo di riflessione, di verifica, di riduzione all' essenziale, per rinnovare la propria adesione a Dio, il solo che può salvare. E’ dunque tempo di abbandono degli idoli, di esame di coscienza e di rinnovamento dell’ alleanza ( SdF 413). La Quaresima apre il tempo dell’annuncio, lo prepara e ci guida allo stupore del sepolcro vuoto dal quale origina la possibilità del portare la Notizia. A partire da questo presupposto possiamo considerare la Quaresima come un tempo di riscoperta della gioia missionaria che deve animare le nostre comunità e rendere le 6 domeniche quaresimali un percorso pedagogico che ci aiuti a riscoprire “la missione ad gentes non soltanto come punto conclusivo dell’impegno pastorale, ma come suo costante orizzonte e suo paradigma per eccellenza”.2 1.1 La Quaresima missionaria nel quadro del programma pastorale diocesano La prospettiva missionaria è centrale anche nelle linee orientative per il progetto Pastorale della Diocesi di Lucca, dove si pone l’accento sul tema dell’annuncio: “la contemplazione prepara all’annuncio personale ed ecclesiale. Molto più che ‘dire agli altri’, esso è impegno spirituale del battezzato, della comunità cristiana. Il credente annuncia la Parola, l’Evangelo, con la propria umanità, vivendo lui stesso in prima persona la conversione, mostrando che per lui Cristo è motivo e sorgente di vita. Il credente annuncia l’Evangelo diventando lui stesso l’Evangelo”.3 La missionarietà della Chiesa trova senso nell’esigenza profonda di annuncio, a partire da una conversione personale e comunitaria che ci porti ad incarnare la Buona Novella per orientarci verso “una pastorale missionaria, che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è bello, buono, giusto vivere l’esistenza umana conformemente al Vangelo e nel nome del Vangelo contribuire a rendere nuova l’intera società”.4 L’orizzonte che orienta la proposta di sussidio per questa Quaresima si struttura sulle due coordinate tracciate dalle Linee Pastorali per il primo anno di attività: A. contemplazione B. comunità In particolar modo si declineranno questi due aspetti nella riscoperta del Battesimo come appartenenza alla Chiesa resa visibile nella comunità e che viene continuamente edificata dalla Parola, dai sacramenti e fondamentalmente dall’Eucarestia nel giorno del Signore. La consapevolezza resta quella che “la nostra Chiesa di Lucca, che qui e ora cammina tra le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini, che desidera ardentemente annunciare Cristo, luce delle genti, vuole sottolineare che solo incontrandosi continuamente con il Signore in un religioso ascolto della Parola di Dio e nei segni sacramentali (…), può annunciare e testimoniare Cristo vita e pace di tutti gli uomini”. 1 I.Biffi, 1984 “Introduzione al messale di ogni giorno”, CEI, 2000 “Comunicare il vangelo in un mondo che cambia” 3 Arcidiocesi di Lucca, 2004“La Chiesa di Lucca contempla, annuncia, testimonia il Volto santo per la vita e la pace del mondo” 4 CEI, 2000 “Comunicare il vangelo in un mondo che cambia” 2 2 1.2 Le coordinate della nostra proposta: contemplazione e comunità A. contemplazione La Quaresima ci invita a metterci in ascolto della Parola e delle Rivelazioni, dei segni dei tempi in un’ottica di comunione cattolica che ci spinga ad aprire i confini delle nostre Comunità ai bisogni e ai desideri dell’intero genere umano. Il percorso di contemplazione che proponiamo è un cammino che ricalca le tappe “dell’esodo”, dell’uscire da una Terra per rientrare in se stessi e nella Terra Promessa da Dio, un movimento che partendo dalla Parola con la forza dello Spirito donato da Cristo nei sacramenti, specialmente nell’Eucarestia, si incarna nei fratelli, riconosce la Regalità del Cristo sulla Croce e fonda la sua azione sulla fede nella Resurrezione. Nello specifico, durante la Quaresima sarà ribadita la centralità della Parola che tutto origina e che tutto riempie di significato, ma insieme sarà ribadita la necessità di leggere anche le manifestazioni della Parola, riconoscerne i segni e vivificarne il messaggio, confrontarsi cioè con la “Parola fatta carne”, crocifissa e risorta. Insieme a questo si sottolinea ancora una volta lo sguardo da tenere fisso sull’Eucarestia. Si raccomanda, insomma, che il cammino verso la celebrazione della Pasqua annuale faccia riscoprire la celebrazione della domenica, Pasqua settimanale, quale tappa essenziale e basilare per la vita cristiana. (cfr anche LS, 109.1). “Senza la domenica non possiamo vivere”, dissero i martiri di Abitene, poiché non può esserci vita cristiana senza vivere questo giorno essenzialmente nel ritrovarsi insieme intorno alla mensa della Parola e del Pane di vita, fonte e culmine della vita della Chiesa e di ogni comunità. Il "convenire domenicale" porta all'altare la settimana trascorsa con l'intero carico umano che l'ha segnata e ne trae forza per il tempo che segue. A tutto questo dovrà mirare la pastorale e la celebrazione dell' Eucarestia domenicale. Il cristiano non può vivere senza celebrare questo giorno e questo mistero partecipando alla mensa che il Padre imbandisce per tutti i suoi figli. Disprezzare l’invito è grave colpa, declinarlo per seri motivi è causa di rammarico; prendervi parte stancamente significa privarsi dell’ abbondanza dei suoi doni. Prima di essere una questione di precetto è una questione di identità( SdF, 183) B. comunità Il cristianesimo si realizza nella comunità, presuppone e si struttura intorno ad un percorso comunitario, ci costituisce famiglia e corpo. Il panorama socioeconomico attuale predica invece l’atomismo, l’autosufficienza e l’individualismo estremo, rendendo nell’esperienza di tutti i giorni praticamente inattuabile la prospettiva oblativa e comunitaria descritta dalla Bibbia, incarnata da Cristo e realizzata dalle prime Comunità Cristiane. Le prospettive che ci vengono dalla riflessione delle Chiese del Sud del mondo sono invece quelle della Chiesa Famiglia Africana e delle Comunità di Base dell’America Latina, esperienze ricche di senso antropologico e religioso che ci chiamano a valutare in modo diverso le nostre. La Quaresima può diventare il tempo di grazia in cui ci convertiamo anche a queste spinte suggerite dallo Spirito alle Chiese sorelle e ne verifichiamo l’attuabilità nei nostri contesti. Nella Quaresima possiamo utilmente tornare a riflettere la funzione dei sacramenti nella costituzione di una comunità viva, vivificante, ad immagine di Cristo. I Sacramenti sono infatti istituiti perché la Chiesa sia una comunità di fede di preghiera e di amore, cosicché “i suoi membri pur essendo molti siano un corpo solo” (cfr 1 Cor 10,17). (S.d.f., 20). In particolare, è ancora l’Eucarestia la fonte da cui il cristiano e l'intera comunità trae luce e forza per incarnare nella vita quotidiana l'umanità nuova di cui Cristo si è fatto via e vita. 3 Allo stesso tempo essa è il culmine verso cui il cristiano tende, portando all' incontro con il Signore le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce del mondo e sue proprie per poter raggiungere la pienezza della vita nuova. Ad essa convergono come al loro fine tutte le altre attività della Chiesa. Nella celebrazione del mistero di Cristo, la Chiesa celebra poi anche il suo proprio mistero di corpo mistico di Cristo; essa sa bene infatti che elevando a Dio il suo culto di lode, contribuisce a costruire sé stessa in tempio spirituale, offerta viva gradita a Dio. La celebrazione della Messa, in quanto azione di Cristo e del popolo di Dio gerarchicamente ordinato, costituisce il centro di tutta la vita cristiana per la Chiesa universale, per quella locale, e per i singoli fedeli (S.d.f. ,178). Anche il culto eucaristico fuori della Messa ha nella Messa la sua origine e il suo fine (Rito della Comunione fuori della Messa e Culto eucaristico, 2). 1.3 La celebrazione eucaristica nel giorno del Signore segno di unità Un solo Cristo, un solo pane, una sola comunità, una sola Eucarestia che rappresenta e produce l’ unità dei fedeli in un solo corpo in Cristo: la celebrazione eucaristica domenicale mira a rendere visibile questa unità. Essa è dunque per natura sua unica (cfr LS, 27) e in questa sua unicità costituisce la forma tipica per ogni celebrazione solenne o festiva (S.d.f. ,187). 1.4 Una comunità a misura dell'Eucarestia La comunità cristiana da parte sua attinge dall' Eucarestia forma, criterio e stile di vita memore delle parole del Signore: “Vi ho dato l’ esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”( Gv 13,15), parole che Gesù pronunciò subito dopo la lavanda dei piedi. Il vero sacrificio si esprime nel dono di sé nel servizio di Dio e dei fratelli. Questa imitazione di Cristo, liberata dai rischi dell' intimismo e del formalismo esteriore, è fatta di ascolto, di preghiera, di sacrificio ed è presenza responsabile incarnata nelle vicende del tempo nell' attesa della venuta gloriosa del Signore. Frutti di questa esistenza eucaristica quotidiana sono la fiducia, la libertà di spirito, l'impegno sereno a capire sempre di più la realtà, il dialogo, la gratitudine, la competenza nel lavoro, la gratuità, il perdono, la dedizione nei rapporti interpersonali, la verità verso se stessi. Ogni discepolo è chiamato a rendere presente nel mondo il Signore immolato e risorto con la testimonianza delle parole e con le opere della carità. (S.d.f. ,190-191). Non ci si può accontentare di celebrare in qualunque modo una Messa per garantire a tutti a qualunque prezzo la semplice soddisfazione del precetto. Bisognerà invece impegnarci a orientare la mentalità di tutti alla comprensione del significato reale dell' Eucarestia domenicale affinché questa sia vissuta come un incontro con Cristo capace di cambiare la vita (cfr LS,117). (S.d.f. ,186). In particolare, si possono considerare le seguenti indicazioni operative: - - si abbia consapevolezza della dignità di popolo sacerdotale acquisita mediante l’ inserimento in Cristo con i sacramenti dell’iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima, Eucarestia; si partecipi con attenzione alla preghiera comune specialmente all’Eucarestia nel giorno del Signore; la parola di Dio risuoni centrale e forte, il canto sia preghiera corale, gli atteggiamenti siano comuni, l’azione di grazia faccia risuonare nell’assemblea il mistero di Cristo offerto dal Padre per la salvezza del mondo (cfr LS 117 e SdF 185); si dia volentieri la propria disponibilità per tutti i servizi richiesti per uno svolgimento armonioso e partecipato della celebrazione (da quelli ritenuti più importanti a quelli più umili come la raccolta delle offerte e per gli adulti il servizio all’altare senza delegarlo esclusivamente ai ragazzi); si ricordi che la comunione con i fratelli avviene con la Comunione al Corpo spezzato e al Sangue versato del Signore. Importante è ricevere il Signore, non il ministro che lo distribuisce; 4 - si individui un punto o un atteggiamento particolare su cui impegnarsi nella settimana seguente, e facendo una verifica nella domenica successiva; si testimoni il giorno del Signore nella gioia e nella speranza, nell’accoglienza e nell’attenzione alla famiglia e ai fratelli; si partecipi per quanto possibile, nelle domeniche ad altre celebrazioni comunitarie come le Lodi o i Vespri, la celebrazione del Battesimo, ecc. 2. PROPOSTE OPERATIVE 2.1 In generale… Per dare concretezza agli spunti che abbiamo enunciato saranno in genere raccomandate: - - - sobrietà nella liturgia; spazio al silenzio, come già abbiamo avuto modo di sperimentare nell’Avvento; rivalutazione della domenica come tempo di festa e di conversione ed invito a riscoprirne il significato antropologico profondo; centralità della messa della comunità così come sottolineato in SdF (pag.94 e seguenti), in particolar modo: - scelta di un orario per le messe in cui possa partecipare un maggior numero dei fedeli, degli operatori e dei gruppi; - revisione del numero delle Messe (v. SF n. 193) nelle parrocchie e nelle unità pastorali; - assicurare all'interno di una unità pastorale una messa fissa nello stesso luogo (v. SF nn. 202 e 193); promozione di un clima di accoglienza e di speranza, al contempo favorevole alla contemplazione; uno stile celebrativo comune come indicato in SF nn.181-222; centralità dell’idea di comunità sia nelle preghiere che in piccoli gesti (visita di volontari agli ammalati e gli anziani, incontri delle famiglie…); occasioni di preghiera per arricchire l’incontro settimanale intorno alla mensa eucaristica (celebrazione delle lodi o dei vespri, adorazione eucaristica con una particolare sottolineatura del silenzio, lectio divina, soprattutto attraverso il sussidio di lettura proposto per gli Atti degli Apostoli, recita del rosario); occasioni di riflessione sulla realtà dei paesi in via di sviluppo e sulle povertà delle nostre comunità (serate a tema missionario, testimonianze, documentari, film); occasioni di incontro sui temi di uno stile di vita sostenibile (temi del commercio equo e solidale, la finanza etica, la sobrietà,ecc…); laddove le chiese non possono essere sempre aperte, sarebbe bello poter organizzare la presenza di piccoli gruppi di fedeli che si ritrovano per un piccolo momento di preghiera e che garantiscono alcune ore di apertura durante i giorni feriali. 2.2 Liturgia… - Creare condizioni di silenzio e di preghiera. Si eviti qualunque atto che distragga l’ attenzione; La Parola sia proclamata in modo efficace, rendendola viva attraverso una lettura chiara e limpida, che arrivi a tutta l’assemblea e suoni come un appello entusiasmante; Mai si tralascino le letture bibliche né si sostituiscano contesti non biblicI; Si curino momenti di silenzio. 2.3 Segni per riflettere La ricchezza delle celebrazioni quaresimali ed il loro intenso significato scoraggiano dal proporre molti altri segni, richiamando piuttosto l’esigenza di chiarire la ricca simbologia presente nella tradizione 5 attraverso commenti brevi e semplici che possano illustrare e rendere intelligibili a tutta l’assemblea i momenti della celebrazione o le sottolineature proposte. Possiamo invece limitarci a proporre un segno che diventi la rappresentazione del nostro cammino di conversione, dell’esodo dalla nostra terra per il viaggio di Dio, della volontà di aprire i nostri sepolcri, di togliere le bende del nostro peccato per risorgere in Cristo co-creatori, Figli della Luce. Utilizzando scatole di cartone che richiamino la forma delle pietre o in alternativa dei veli (che richiamano il velo del tempio), nascondiamo, creiamo uno schermo che copra parzialmente l’ambone, segno del Risorto presente nella Parola. Le pietre o i veli rappresentano la nostra storia, il muro della nostra non accoglienza, il nostro sepolcro chiuso, il silenzio dei nostri Venerdì, dove non facciamo entrare Dio. Ogni domenica, all’inizio della Celebrazione, dopo il rito penitenziale, toglieremo una pietra o un velo, simboleggiando la progressiva volontà di apertura, di cambiamento di prospettiva, di conversione dell’intera comunità, di apertura alla Parola fino ad arrivare a togliere l’ultima pietra nella notte di Pasqua durante il canto dell’Exultet e trovare il sepolcro vuoto per far risuonare il primo di tutti gli annunci“perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. 2.4 Per sottolineare la prospettiva missionaria nelle celebrazioni Ogni domenica potranno essere ricordati i nomi dei missionari diocesani e potranno brevemente essere ricordate le loro storie e il loro servizio, attraverso la lettura di una lettera da loro inviata e di poche notizie che l’Ufficio Missionario riassumerà sul sussidio. Questo semplice gesto consentirà di sottolineare l’esigenza della comunione intesa come corresponsabilità per la missione5. Le nostre comunità saranno invitate a riflettere sulla necessità di essere in comunione con i missionari non solo con le offerte o la generosità economica, ma anche attraverso la condivisione del loro lavoro e delle loro fatiche, la gratitudine per il loro servizio, la preghiera. L’offertorio potrà sottolineare non solo quello che viene portato all’altare, ma anche cosa resta nelle nostre mani, evidenziando la necessità di una spoliazione più decisa e di una conversione alla sobrietà evangelica delle nostre comunità. Attraverso un piccolo commento possiamo esplicitare questa prospettiva, invitando a svelare il rischio della donazione ipocrita del ricco epulone e la necessità di riscoprire il valore dell’offerta dell’unica dramma della vedova. 2.5 Iniziative di carità: i gesti concreti Il digiuno e l’ astinenza per la carità Il digiuno e l’astinenza insieme alla preghiera, all’elemosina e alle altre opere di carità appartengono da sempre alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa, in quanto sono capaci di rispondere al bisogno del cristiano e strutturano il suo cammino di conversione che si esprime nell’amore verso i fratelli. Il digiuno e l’astinenza devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, l’astinenza – nel segno della carne astinenza dai cibi pregiati - deve essere osservata in tutti i venerdì di Quaresima ( SdF 425). Adottare l’opera di un missionario 5 Secondo le direttive del convegno missionario nazionale 2004 organizzato dalla CEI “comunione e corresponsabilità per la missione”. 6 Quest’anno, i cartelloni e il materiale preparato dall’ufficio missionario per la Quaresima sottolineeranno l’iniziativa di adottare l’opera di un missionario, , cercando di chiarire come senza il loro lavoro anche di promozione umana non sarebbe ipotizzabile la realtà missionaria e chiarificando che le offerte garantiscono il lavoro e i progetti di sviluppo messi in opera dai missionari stessi. Saranno messe a disposizione le cassettine per le offerte da restituire il Giovedì Santo. Altre donazioni potranno essere versate sul conto dell’ufficio missionario. invito alla sobrietà Sul sussidio saranno riportate alcuni semplici gesti che aiutino alla riflessione sul disequilibrio economico tra Nord e Sud. 2.6 Un cammino unitario che parte dalla zona pastorale Per quanto e dove è possibile la ZONA si ritrovi con un piccolo gruppo di operatori pastorali, presieduto dal vicario, che, attingendo dal presente sussidio e da quello n.1, nonché dall’itinerario dei vescovi, elabori indicazioni comuni valide per l’intera zona. 7 II PARTE 3. STRUTTURA DEL SUSSIDIO 3.1 Uno strumento di strumenti Il sussidio ha una struttura molto semplice: inquadramento generale fornito da questa introduzione schema domenicale da utilizzarsi durante le celebrazioni domenicali con la proposta di: introduzione breve alle letture atto penitenziale proposta di una preghiera dei fedeli scheda da poter fotocopiare e distribuire ai fedeli, eventualmente insieme all’opuscolo della parrocchia, per consentire un cammino di riflessione settimanale a partire dalle letture domenicali e dalla celebrazione dell’eucarestia domenicale.. La scheda conterrà brevi contributi organizzati in sessioni successive dai titoli seguenti: in ascolto: riassunto dell’introduzione alle letture domenicali e indicazioni delle letture in preghiera: piccolo itinerario di preghiera, ispirato alla preghiera del cuore e all’ascolto delle letture con una piccola guida su come utilizzarlo parole dal mondo: proposta di una preghiera tratta dalla tradizione dei 5 continenti in ascolto dei testimoni missionari: un brano per aiutare alla riflessione nell’ottica della missione declinata secondo le coordinate della comunità e della contemplazione. i testimoni lucchesi: notizie schematiche riguardo i missionari della nostra Diocesi. Il quotidiano missionario: Proposta di un gesto di sobrietà che richiami stili di vita sostenibili e solidali. 8 SUSSIDIO PER OGNI DOMENICA 9 PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA Genesi 2,7–9;3,1–7: Il Signore piantò un giardino in Eden. Romani 5,12–19: Per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. Mt 4,1–11: Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato. INTRODUZIONE In questa prima domenica di Quaresima, la Parola ci invita alla conversione del cuore, al coraggio di rileggere la nostra storia, capirne i punti di frizione e le povertà, riconoscerne le deviazioni e i momenti oscuri. Siamo chiamati a ripercorre le tappe del nostro cammino, a sostare dentro di noi e a leggere il nostro senso, le nostre scelte e le scelte delle nostre comunità, per presentarci nudi di fronte a Dio come Adamo ed Eva dopo il tradimento, ma senza più paura. Siamo chiamati anche a leggere il nostro tempo, le forze che muovono le nostre azioni, ciò da cui ci lasciamo sedurre, nel deserto delle nostre tentazioni. ATTO PENITENZIALE • • • Signore, che ci vieni incontro nella nudità del nostro peccato, abbi pietà di noi. Signore pietà! Cristo, che hai condiviso con noi la solitudine del deserto e della tentazione , abbi pietà di noi. Cristo pietà! Signore, che abbracci la storia dell’uomo per salvarlo, abbi pietà di noi. Signore pietà. PREGHIERA DEI FEDELI - - Signore, dona alla Tua Chiesa il coraggio di annunziare la Buona Novella, libera dalle seduzioni del mondo, perché sia una testimone credibile di Te, Ti preghiamo Signore, guarda nel mondo quanti sono schiavi della ricchezza, del consumismo, del potere, perché il Tuo messaggio arrivi nel profondo dei loro cuori, disseti le loro aridità e faccia loro comprendere le beatitudini del servirti, Ti preghiamo; Signore, ricordati delle vittime delle guerre combattute per gli interessi dei ricchi, dei poveri resi indigenti dall’egoismo del mondo sviluppato, di quanti non hanno accesso a niente per la sfrenatezza e il dissennato muoversi di quanti hanno nelle mani tutto. Tu che hai scelto di essere dalla loro parte, dona anche a noi il coraggio di schierarci con loro, Ti preghiamo…. Signore, ti presentiamo Maurizio Caneva, missionario della nostra Diocesi in Perù. Guida i suoi passi nella strada dell’annuncio e donagli coraggio e forza per annunziarti morto e risorto per tutti gli ultimi della terra, Ti preghiamo… SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA Genesi 12,1-4: Abram partì come gli aveva ordinato il Signore. 2 Timoteo 1,8–10: Ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo. Matteo 17,1–9: non videro più nessuno se non Gesù solo. INTRODUZIONE tema del tempo E’ necessario dinamismo per vivere il tempo della nostra vita in una prospettiva diversa, escatologica e di fiducia. 10 Siamo chiamati a uscire dalle nostre terre sicure, confidando nella Parola come Abramo. Siamo chiamati a scendere dal monte, a non essere sedentari, a riprendere la prospettiva del pellegrino sospinti dalla forza di una promessa, rassicurati da una voce che ci chiama al movimento. ATTO PENITENZIALE • • • Signore, che ci chiami al viaggio della conversione del cuore, abbi pietà di noi. Cristo, che ci chiami a realizzarci pienamente nella santità , abbi pietà di noi. Signore, che ci inviti a non avere paura, abbi pietà di noi. Signore pietà. Signore pietà! Cristo pietà! PREGHIERA DEI FEDELI - Signore, Tu sei un Dio che promette e si ricorda, dona alla Tua Chiesa la fiducia nella Tua Parola e nella Tua presenza, perché si affidi a Te nelle sue decisioni, nelle sue necessità e nei suoi timori, preghiamo - Signore, dona ai cristiani la forza della contemplazione, perché possano riscoprirti nel creato, nei fratelli, nella storia e nei segni di cui dissemini il loro cammino, Ti preghiamo - Signore, illumina i cuori di quanti sono chiamati ai governi delle nazioni, rendili capaci di speranza e di amore, perché il servizio ai fratelli si trasformi in una lode perenne al Tuo nome, Ti preghiamo - Signore, ricordati di Luca Bianucci, Massimo Lombardi, Luigi Paolinelli, Luigi Pieretti, Padre Gabriele Camagni, missionari della nostra Diocesi in Brasile. Il loro servizio sia sempre attento alla voce dei poveri e al servizio del vangelo, Ti preghiamo TERZA DOMENICA DI QUARESIMA Esodo 17,3–7: il popolo soffriva la sete e mormorò contro Mosè. Romani 5,1–2; 5–8: mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi. Giovanni 4, 5-42: le disse Gesù: “dammi da bere”. INTRODUZIONE tema della sfiducia dell’uomo e dello spiazzamento che viene da Dio Siamo lenti a capire, siamo desiderosi di risultati tutti e subito, come gli ebrei assetati e increduli a Massa e Meriba. Viviamo nell’immediato di ciò che ci sembra dovuto. Ma nell’ora del Mezzogiorno, quando nessuna ombra turba la vista, Gesù ci invita a sedere con Lui al pozzo e a far chiarezza, a cambiare prospettiva, a lasciarci affascinare dallo sguardo con cui chiarisce la nostra vita e la illumina. ATTO PENITENZIALE • • • Signore che conosci le nostre aridità e non te ne scandalizzi, abbi pietà di noi. Signore pietà Cristo, che hai donato la tua vita perché uscissimo dalle nostre morti, abbi pietà di noi. Cristo pietà Signore, che disseti la nostra sete di senso e ti siedi ai pozzi delle nostre domande, abbi pietà di noi. Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore, Tu che hai saputo incontrare ogni persona e farla sentire unica ed amata, dona alla Tua Chiesa la sapienza dell’incontro e la pazienza dell’amicizia, perché sappia raggiungere ogni uomo e comunicargli il Tuo amore incondizionato, preghiamo 11 - Signore, che vuoi adoratori in Spirito e verità, guarda a tutte quelle violenze che sono giustificate con l’alibi della religione e del culto e semina una pace concreta e coraggiosa nel cuore degli uomini, Ti preghiamo Signore, che sei morto per i giusti e per gli empi, guarda ai crocifissi della storia e suscita operatori di pace che sappiano testimoniare il Tuo vangelo con coerenza e con dedizione, preghiamo Signore, guarda ai missionari della nostra Diocesi di Lucca in Rwanda: Carla Frediani, Marco Francesconi e Nicola Di Grazia, concedi loro di scoprire il tuo volto negli umili e di servirti nei fratelli con umiltà e gioia. QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA 1 Samuele 16, 1-4.6-7.10-13: l’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore. Efesini 5,8-14: svegliati e Cristo ti illuminerà. Giovanni 9, 1-41: andò, si lavò e tornò che ci vedeva. INTRODUZIONE Tema di occhi nuovi La Pasqua si avvicina. Apriamo i nostri occhi per riconoscere la bellezza di Dio ed i Volti di Dio nei fratelli, come ciechi risanati. Chiediamo a Dio di donarci i Suoi occhi, di poter vedere la realtà con quello sguardo che scelse Davide, il più piccolo. Saremo così capaci di incontrare il fratello e comprenderlo a partire da un nuovo punto di vista, quello dell’amore che raggiunge le radici dell’essere e le disseta. ATTO PENITENZIALE • • • Signore, che guardi il cuore dell’uomo e cerchi con passione la sua bellezza, abbi pietà di noi. Signore pietà Cristo, che ci chiami fuori dal buio, per vivere come Figli della Luce, abbi pietà di noi. Cristo pietà Signore che vieni ad aprire gli occhi delle nostre incredulità, abbi pietà di noi. Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore, che guardi alla bellezza dei piccoli, donaci occhi per cogliere i particolari del creato e l’unicità dei fratelli e per essere capaci di stupore, Ti preghiamo; - Signore, che guardi all’intimo, guarda tutti coloro che sono nella sofferenza e che sono nel tormento e rendili capaci di risurrezione dalla disperazione e dallo sconforto, Ti preghiamo - Signore, che guardi con tenerezza al mondo, ricordati di tutte le vittime degli sguardi impuri, soprattutto delle donne e dei bambini offesi nel corpo e nello spirito, Ti preghiamo - Signore, ricordati dei missionari della nostra Diocesi che lavorano in Burkina Faso: Marco Bechini, Claudia Del Rosso, Barbara Malfatti, Giuseppina Roncaglia, accompagnali nel loro cammino e dona loro orecchi ed occhi attenti alla Tua Parola e alle esigenze degli ultimi, Ti preghiamo QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA Ezechiele 37,12-14: farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete. Romani 8,8-11: lo Spirito di Dio abita in voi. Giovanni 11,1-45: Lazzaro vieni fuori! 12 INTRODUZIONE Tema delle risurrezioni La Parola ci mostra oggi il miracolo delle risurrezioni dei nostri giorni e i sepolcri di cuori spenti che restano da aprire. Ci mostra un Dio commosso, che ha il coraggio di guardare dentro il buio di una tomba e di vivificarla. L’annuncio del Tempo che si compie si fa pieno di forza. Gesù ha vinto la morte e ci chiama a risuscitare con Lui. ATTO PENITENZIALE • Signore, che apri in nostri sepolcri e li vivifichi, abbi pietà di noi. Signore pietà • Cristo, che doni vita nuova ai cuori stanchi e delusi, abbi pietà di noi. Cristo pietà • Signore, che togli le pietre dei nostri rimorsi per seminare la gioia del perdono, abbi pietà di noi. Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore della vita, aiuta la Tua Chiesa a farsi portavoce e a difendere strenuamente il valore di ogni essere umano, Ti preghiamo Signore della vita, dona agli uomini occhi per guardare con misericordia e compassione a tutte le vittime delle guerre, delle violenze, di un’economia di rapina, perché ancora oggi possa risuonare nei cuori l’annuncio della tua buona novella, Ti preghiamo Signore della vita, guida gli uomini di scienza perché possano mettere al servizio tuo e dell’essere umano, la loro tecnica e i progressi del sapere umano, Ti preghiamo Signore della vita, guarda a tutti i missionari lucchesi nel mondo, in particolare ti affidiamo oggi tutte le suore, i frati e i consacrati delle diverse famiglie religiose, perché Tu li faccia annunciatori di vita e di resurrezione, Ti preghiamo DOMENICA DELLE PALME Isaia 50,4-7: rendo la mia faccia dura come pietra. Filippesi 2,6-11: umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte. Matteo 26,14-27,66: Passione di Gesù Cristo. INTRODUZIONE Tema dell’amore donato L’ingresso di Gesù a Gerusalemme acclamato dalla folla prelude alla gioia della Pasqua e alla gloria della risurrezione. Dio regna. Il racconto della Passione, ci ricorda però che la regalità scelta dal Cristo è quella che si erge dal basso della croce, nella vita donata per tutti. ATTO PENITENZIALE • Signore, che da re ti sei fatto servo,abbi pietà di noi Signore pietà • Cristo, che hai spogliato te stesso, perdona la nostra incapacità ad essere autentici e a spogliarci di noi e delle nostre debolezze, abbi pietà di noi Signore pietà • Signore, che hai reso la tua faccia dura come pietra davanti agli aggressori, perdona la nostra fragilità nell’annunciarti, abbi pietà di noi Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore, che ci insegni l’amore della vita donata per il mondo, illumina il cuore degli uomini e guidali sulla via della pace e del servizio, Ti preghiamo 13 - Signore, che ci insegni la regalità degli ultimi, risveglia nella Tua Chiesa l’attenzione per i più poveri e donale di essere attenta alla Tua Parola e fedele al Tuo servizio Signore, che ci insegni l’amore per ogni uomo, accompagna gli anziani, i malati e quanti sono nella solitudine e nell’abbandono, Ti preghiamo Signore, ricordati di tutti i tuoi missionari nel mondo e suscita in tutti noi la voglia di accompagnarli non solo con la generosità materiale, ma con la vicinanza della preghiera e con uno stile di vita più solidale e improntato al Vangelo, Ti preghiamo GIOVEDI’ SANTO INTRODUZIONE Gesù servo e pane spezzato, icona dell’amore. Gesù ci mostra l’icona più reale dell’amore, chiusa nell’asciugatoio di cui si cinge i fianchi e compresa nel gesto umile del lavare i piedi. Dio che si inginocchia per servire perché anche noi scopriamo la Buona Novella di renderci servitori del prossimo. ATTO PENITENZIALE • • • Signore, che ti sei fatto ultimo per amore, abbi pietà di noi Signore pietà Cristo, che ti sei fatto obbediente fino alla morte di croce, abbi pietà di noi Cristo pietà Signore, che ti sei fatto piccolo come un pezzo di pane per amore, abbi pietà di noi Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore, servo per amore, insegna a ciascuno di noi a lasciarci amare da Te, ad accogliere il Tuo amore e a renderlo visibile nelle nostre scelte e nei nostri gesti, Ti preghiamo Signore, servo per amore, dona a quanti governano le nazioni lo spirito di servizio perché possano vivere il ruolo loro affidato con autentica dedizione alla comunità e ai fratelli, Ti preghiamo Signore, servo per amore, accompagna i Vescovi e tutti i tuoi Ministri perché siano disponibili ad annunciarti in modo autentico e ad accoglierti nei più bisognosi, Ti preghiamo Signore, servo per amore, ti affidiamo tutti gli operatori di pace che a vario titolo scelgono di vivere al fianco degli impoveriti della Storia, guarda alla loro opera e benedicila, Ti preghiamo Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione, prenderei proprio quel catino colmo d’acqua sporca. Girerei il mondo con quel recipiente ad ogni piede cingermi l’asciugatoio e curvarmi giù in basso, non alzando mai la testa oltre il polpaccio per non distinguere i nemici dagli amici, e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo, del drogato, del carcerato, dell’omicida, di chi non mi saluta più, di quel compagno per cui non prego. In silenzio… finché tutti abbiano capito, nel mio, il tuo amore. (M. Delbrel) PASQUA 14 Atti 10,34.37-43: Dio Lo ha risuscitato il terzo giorno. Colossesi 3,1-4: la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio. Giovanni, 20,1-9: Egli doveva risuscitare dai morti. ATTO PENITENZIALE • Signore della luce, che vieni a vincere le nostre tenebre, abbi pietà di noi Signore pietà • Cristo della vita, che vieni a dar vita alle nostre morti, abbi pietà di noi Cristo pietà • Signore della gioia, che annunci ai cuori stanchi l’onnipotenza dell’amore, abbi pietà di noi Signore pietà PREGHIERA DEI FEDELI - Signore della vita, dona alla Tua Chiesa la forza necessaria per annunciare la tua risurrezione e per testimoniare la gioia e la bellezza di essere Tuoi discepoli, Ti preghiamo Signore della vita, accompagna in questo giorno di festa tutti coloro che sono nel lutto e fa che incontrino in noi un prossimo attento e in ascolto, Ti preghiamo Signore della vita, insegna ai tuoi fedeli di accogliere la Tua risurrezione e di sperare oltre la disperazione, di gioire oltre la tristezza, di credere oltre la ragione, Ti preghiamo 15 INSIEME VERSO LA PASQUA SCHEDE SUSSIDIARIE PER LE COMUNITA’ 16 IL QUOTIDIANO MISSIONARIO COMUNITA’ DI _________________________ Prova a controllare la spesa del tuo carrello e a chiederti quanto di ciò che hai comprato è davvero necessario e se tutto è “eticamente” accettabile. Forse hai sentito parlare di “consumo critico” e sai che ci sono aziende che più delle altre hanno comportamenti inaccettabili nei confronti dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente,della limpidezza di informazioni, ecc… Abituati così ad un consumo responsabile, capace di ricordare l’80% degli uomini che non hanno niente tra le mani. 13 Febbraio 2005 – Prima domenica di quaresima “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19) Gesù lotta e vince 17 IN ASCOLTO… IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI… Genesi 2,7–9;3,1–7: Il Signore piantò un giardino in Eden Romani 5,12–19: Per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti Mt 4,1–11: Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato Cristo va dove noi non abbiamo il coraggio di andare… quando noi lo cerchiamo nel tempio, lui si trova nella stalla; quando noi lo cerchiamo tra i sacerdoti, lui si trova in mezzo ai peccatori; quando noi lo cerchiamo libero, è prigioniero; quando noi lo cerchiamo rivestito di gloria, è sulla croce ricoperto di sangue. Noi abbiamo creato le frontiere, abbiamo diviso il mondo tra buoni e cattivi. Pensiamo che Dio si sottometta alle nostre idee, ai nostri preconcetti, alle nostre razionalizzazioni. Quante volte invece era seduto sulle scale delle nostre portinerie ad aspettare un tozzo di pane… (Frei Betto, Dai sotterranei della storia) In questa prima domenica di Quaresima, la Parola ci invita alla conversione del cuore, al coraggio di rileggere la nostra storia, capirne i punti di frizione e le povertà, riconoscerne le deviazioni e i momenti oscuri. Siamo chiamati a ripercorre le tappe del nostro cammino, a sostare dentro di noi e a leggere il nostro senso, le nostre scelte e le scelte delle nostre comunità, per presentarci nudi di fronte a Dio come Adamo ed Eva dopo il tradimento, ma senza più paura. Siamo chiamati anche a leggere il nostro tempo, le forze che muovono le nostre azioni, ciò da cui ci lasciamo sedurre, nel deserto delle nostre tentazioni. I TESTIMONI LUCCHESI… Maurizio Caneva è il missionario laico di Lucca che presta il suo servizio in Perù. E’ nato nel 1963 e ha vissuto a Lammari. Nel 1992 parte per il Perù con il movimento dei Servi dei poveri. Collabora per un anno con il movimento e nel 1993 si distacca e forma insieme a giovani peruviani e ad un sacerdote di Cuzco il Gruppo missionario Agape che opera a favore delle popolazioni più povere della regione Inka. Nel 1994 nasce la prima opera del gruppo, un piccolo dispensario sanitario in un barrios di Cuzco che si trova a 3600 metri di altitudine. Da allora sono state realizzate mense per bambini poveri nella provincia di Paucartambo 110km est da Cuzco e a Paruro, 80 Km da Cuzco. Nel 1999/2000 come consigliere esterno al parlamento, Maurizio ha partecipato attivamente contro la dittatura del governo Fujimori. Nel 2001 è stata inaugurata la nuova mensa di Paruro ( mensa, centro accoglienza, scuola ). Nel 2002 Maurizio pur continuando a seguire le attività di Cuzco ha lasciato la presidenza del Gruppo Agape e piena autonomia ai giovani del gruppo stesso spostando le sue attività nella regione di Puno /cordigliera del Sud), nella Provincia di Lampa, a 4200 metri di altitudine, dove ha avviato con la popolazione un progetto di sviluppo agricolo chiamato Solidaridad Andina. IN PREGHIERA… In questa Quaresima ti proponiamo di accostarti alla pratica della cosiddetta “preghiera del cuore”, un modo di pregare semplice e insieme estremamente profondo, che ci giunge dalla tradizione della Chiesa d’Oriente e che vuole favorire la nostra consapevolezza della presenza continua e misericordiosa di Dio nella nostra vita. Questa prima settimana di invitiamo a scoprire di nuovo il tuo CUORE, quello descritto dalla Bibbia come la sede delle decisioni, il luogo in cui si esercita la libertà, il centro d’azione della volontà. Nella Bibbia il cuore è la persona nella sua globalità e dignità di essere responsabile chiamato a rispondere a Dio in quanto libero. Per stare nel tuo cuore, puoi dedicarti qualche momento di silenzio, magari spengendo la televisione… PAROLE DAL MONDO O Dio, cerco il tuo aiuto nella tua grande saggezza. Dammi la capacità di agire mediante la tua potenza: lo chiedo alla tua bontà. Tu sai, io non so. Tu sei potente, io sono debole. Tu che conosci tutto ciò che è segreto, o Dio, se conosci che è buono quanto sto per intraprendere, per la mia fede, per la mia vita, per il mio benessere, fa’ che esso sia e fammi in esso prosperare. Ma se è male per la mia fede, per la mia vita e per il futuro, allontanalo da me e mostrami ciò che è bene. (preghiera araba) 18 circa 100 km di estensione). Nei giorni festivi offre anche un servizio nelle due parrocchie di Don Luigi e Don Massimo. Luca Bianucci si trova in Brasile come missionario laico dal 1996. Inizialmente ha lavorato nella periferia della città di São Luis, capitale dello stato del Maranhao. Ha prestato servizio in una grande area pastorale, attuando inizialmente in un progetto di recupero di ragazzi di strada; in seguito sempre più si è coinvolto nella Pastoral do Menor , che si rivolge alla fascia dei bambini e adolescenti che sono a forte rischio sociale o di strada. Dall´inizio del 2003 si è trasferito da San Luis a Rio Branco. Si occupa del lebbrosario e di vari progetti sociali legate ai minori e agli adolescenti all'interno delle due parrocchie, per distoglierli dall’ emarginazione e droga. E’ inoltre economo della Diocesi di Rio Branco. COMUNITA’ DI _________________________ 20 febbraio 2005 – Seconda domenica di quaresima “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19) IL QUOTIDIANO MISSIONARIO… Interrogati sull’uso che fai dell’acqua e se puoi ridurne il consumo, magari con un po’ più di attenzione. L’accesso all’acqua è uno dei diritti fondamentali dell’uomo e non è realtà per la maggior parte degli abitanti del pianeta. Fai docce più brevi, ricordati di chiudere l’acqua quando ti lavi i denti, ecc… Gesù, Parola che trasfigura 19 questo segreto di casa sua non certo per accontentare le nostre curiosità intellettuali, quanto per coinvolgerci nella stessa logica di comunione che lega le tre persone divine. Nel cielo tre persone uguali e distinte vivono così profondamente la comunione, che formano un solo Dio. Sulla terra più persone, uguali per dignità e distinte per estrazione, sono chiamate a vivere così intensamente la solidarietà, da formare un solo uomo, l'uomo nuovo: Cristo Gesù. Sicché l'essenza della nostra vita etica consiste nel tradurre con gesti feriali la contemplazione festiva del mistero trinitario, scoprendo in tutti gli esseri umani la dignità della persona, riconoscendo la loro fondamentale uguaglianza, rispettando i tratti caratteristici della loro distinzione. Possiamo concludere, allora, che il genere umano è chiamato a vivere sulla terra ciò che le tre persone divine vivono nel cielo: la convivialità delle differenze. Sicché la Trinità non è una specie di teorema celeste buono per le esercitazioni accademiche dei teologi. Ma è la sorgente da cui devono scaturire l'etica del contadino e il codice deontologico del medico, i doveri dei singoli e gli obblighi delle istituzioni, le leggi del mercato e le linee ispiratrici dell'economia, le ragioni che fondano l'impegno per la pace e gli orientamenti di fondo del diritto internazionale. (Don Tonino Bello) IN ASCOLTO… Genesi 12,1-4: Abram partì come gli aveva ordinato il Signore 2 Timoteo 1,8–10: Ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo Matteo 17,1–9: non videro più nessuno se non Gesù solo E’ necessario dinamismo per vivere il tempo della nostra vita in una prospettiva diversa, escatologica e di fiducia. Siamo chiamati a uscire dalle nostre terre sicure, confidando nella Parola come Abramo. Siamo chiamati a scendere dal monte, a non essere sedentari, a riprendere la prospettiva del pellegrino sospinti dalla forza di una promessa, rassicurati da una voce che ci chiama al movimento. IN PREGHIERA… Per iniziare il cammino della Preghiera del cuore, ti proponiamo di scegliere una breve frase tra le letture della domenica o anche solo una parola che ti ha colpito particolarmente e lasciarla risuonare nel tuo CUORE, ripetendola più volte, con calma, senza distrazioni…lasciandola scendere nel profondo delle tue giornate e assaporandone tutto il senso. I TESTIMONI DI LUCCA In Brasile opera una nutrita comunità di missionari lucchesi, nella Diocesi di Rio Branco, nello Stato dell’Acre. Si tratta di don Luigi Pieretti che da quasi 20 anni è in Brasile. Svolge il suo servizio nelle comunità delle Zone rurali della Diocesi. Fa un lavoro itinerante in quattro aree molto vaste alla periferia della città nel raggio di quasi cento chilometri, passando anche alcuni giorni fuori casa a causa delle grandi distanze. Don Massimo Lombardi è in Brasile da oltre 25 anni e dal 2000 svolge il suo ministero nella parrocchia di “Cristo Libertador dove la situazione sociale è molto difficile e dove il ruolo di Massimo è anche e soprattutto di promozione umana. Padre Gabriele Camagni della comunità ecumenica francescana è in Brasile da più di 15 anni svolge servizio missionario nella Diocesi di Rio Branco. Fa parte di una comunità religiosa “comunità ecumenica francescana”. Nel 2000 il vescovo di Rio Branco l’ha nominato rettore del seminario diocesano che attualmente ospita circa trenta seminaristi che vogliono prepararsi al sacerdozio. Don Luigi Paolinelli arrivò per la prima volta nell'Acre nel 1990, per una semplice visita. Da allora ogni anno è tornato per periodi di 3 mesi circa, in aiuto dei missionari PAROLE DAL MONDO Come è miracoloso il tuo amore, o Dio, come è miracoloso il Tuo potere! La notte del mondo ci sembra pieno giorno, o Dio! Ho fatto della mia capanna il paese dello straniero, il paese dello straniero è il mio focolare; così sono diventato straniero a me stesso e lo straniero è diventato me. (preghiera asiatica) IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI… “Una delle cose più belle e più pratiche messe in luce dalla teologia in questi ultimi anni è che la SS. Trinità non è solo il mistero principale della nostra fede, ma è anche il principio architettonico supremo della nostra morale. Quella trinitaria, cioè, non è solo una dottrina da contemplare, ma un'etica da vivere. Gesù, pertanto, ci ha rivelato 20 lucchesi presenti. Nel 2002 ha deciso di stabilirsi per un periodo di alcuni anni, lavorando nella zona rurale e della foresta, guidando circa 50 comunità (un area di 21 COMUNITA’ DI _________________________ IL QUOTIDIANO MISSIONARIO… 27 febbraio 2005 – Terza domenica di quaresima L’accesso all’informazione non è garantito per la maggior parte degli abitanti del pianeta…noi invece ce ne siamo lasciati sommergere: televisione, telefonini, internet… Riscopriamo il gusto del silenzio e delle relazioni. Prova a spegnere l’interruttore e a regalarti una chiacchierata con un amico, un familiare, una visita al tuo vicino. “Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete” (Gv 4,15) Gesù sorgente di acqua viva 22 IN ASCOLTO… E’ sempre così. E noi ingrati, che parliamo come se Tu ci avessi amato per Primo una volta sola (Soren Kierkegaard) Esodo 17,3–7: il popolo soffriva la sete e mormorò contro Mosè Romani 5,1–2; 5–8: mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi Giovanni 4, 5-42: le disse Gesù: “dammi da bere” IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI… Siamo lenti a capire, siamo desiderosi di risultati tutti e subito, come gli ebrei assetati e increduli a Massa e Meriba. Viviamo nell’immediato di ciò che ci sembra dovuto. Ma nell’ora del Mezzogiorno, quando nessuna ombra turba la vista, Gesù ci invita a sedere con lui al pozzo e a far chiarezza, a cambiare prospettiva, a lasciarci affascinare dallo sguardo con cui chiarisce la nostra vita e la illumina. Oggi la gente è affamata d'amore,e l'amore è la sola risposta alla solitudine e alla grande povertà. In alcuni paesi non c'è fame di pane, la gente soffre invece di terribile solitudine, terribile disperazione, terribile odio, perché si sente indesiderata, derelitta e senza speranza. Ha dimenticato come si fa a sorridere. ha dimenticato la bellezza del tocco umano, ha dimenticato cos'è l'amore degli uomini. Ha bisogno di qualcuno che la capisca e la rispetti. IN PREGHIERA… Come passo successivo nel cammino della preghiera del cuore, scegliti anche un luogo dove praticarla e dedicagli un tempo fisso (anche solo 5 minuti) ogni giorno. Siediti e stai comodo per non muoverti e non disturbare la tua preghiera. Comincia a ripetere la parola o la frase delle letture che hai scelto per riflettere e continua per tutto il tempo della preghiera. Quando ti rendi conto di una distrazione ripeti la parola dolcemente. Terminato il tempo della preghiera distaccati piano piano, recitando il Padre nostro e rialzati tranquillamente (Madre Teresa di Calcutta) I TESTIMONI DI LUCCA Nel 1958 Don Gualdo Bosi fondò la parrocchia del Volto Santo a Cyeza in Rwanda. Da allora, missionari lucchesi si sono alternati nel servizio in terra rwandese, rimanendo vicini alla popolazione anche nel drammatico momento della guerra. Oggi, non ci sono più sacerdoti difei donum nella missione, ma il lavoro continua nella Parrocchia di Nyarurema con tre missionari laici. Carla Frediani è in Rwanda dal 198…e si occupa dei più poveri nella parrocchia e dei bambini, continuando anche un’azione di appoggio al centro nutrizionale di Rukomo, distante circa 30 Km. Marco Frncesconi, in Rwanda dal 2004, è responsabile di un progetto di solidarietà e microcredito a favore delle donne, “Twikangure”, che in lingua kyniarwanda significa “risvegliatei”. Nicola Di Grazia è partito nel dicembre 2004 per insegnare informatica nella scuola secondaria tecnica parrocchiale di Nyarurema per un anno. Nella Parrocchia di Nyarurema esiste inoltre una casa di accoglienza per malati di AIDS dove lavora personale locale e dove svolge servizio un gruppo di volontari rwandesi. PAROLE DAL MONDO Tu ci hai amati per Primo, o Dio. Noi parliamo di Te Come se ci avessi amati per Primo una volta sola. Invece continuamente Di giorno in giorno per la vita intera Tu ci ami per Primo. Quando al mattino mi sveglio Ed elevo a Te il mio Spirito Tu sei il Primo Tu mi ami per Primo. Se mi alzo all’alba E immediatamente Elevo a Te il mio spirito e la mia preghiera, Tu mi precedi Tu già mi hai amato per primo. 23 I TESTIMONI LUCCHESI COMUNITA’ DI _________________________ Dal Luglio 2004, Lucca è presente con una comunità missionari anche in Burkina Faso. Si tratta di una comunità di 4 giovani laici che hanno cominciato un lavoro di promozione umana e di solidarietà nella Parrocchia di Tougourì, nel nord del paese. Marco Bechini, Claudia Del Rosso, Barbara Malfatti e Giuseppina Roncaglia lavorano a fianco di operatori locali in progetti dedicati ai soggetti più deboli della società. Il primo progetto “I ferri del mestiere” è dedicato alla formazione professionale dei giovani analfabeti per promuovere l’apprendimento di un mestiere come il meccanico, il falegname o il sarto. Il secondo, “Poche briciole” è dedicato alla lotta contro la malnutrizione soprattutto nei villaggi più lontani dai servizi di centri nutrizionali, attraverso la promozione di un ambulatorio itinerante e di formazione nei vari villaggi. Il terzo progetto “Penelope” è dedicato alle donne e mira alla costituzione di gruppi che possano essere formati su diverse tematiche pratiche, sanitarie e di diritto e ricevere in un secondo momento un piccolo credito per lo svolgimento di attività produttive. La missione è giovane, ma testimonia l’impegno della nostra Diocesi nel proseguire sulla strada della missionarietà. 6 marzo 2005 – Quarta domenica di quaresima “Un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5,8-9) IL QUOTIDIANO MISSIONARIO… La nostra giornata è all’insegna dell’usa e getta, mentre per l’80% del mondo si tratta di raccogliere i nostri rifiuti. Fai attenzione a quanti rifiuti produci, impegnati nella raccolta differenziata e lanciati in qualche piccolo esperimento di riciclaggio e di riparazione, senza buttar via tutto alla prima occasione. Gesù luce del mondo 24 Gli ha insegnato che è un essere umano, creato ad immagine di Dio; Il prezzo di questo uscire è stato ed è alto: molto sangue è stato sparso. E la Chiesa, poveretta, sempre tentata di tornare indietro, di rintanarsi di nuovo in sacrestia, va avanti nella Luce del Vangelo. IN ASCOLTO… 1 Samuele 16, 1-4.6-7.10-13: l’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore Efesini 5,8-14: svegliati e Cristo ti illuminerà Giovanni 9, 1-41: andò, si lavò e tornò che ci vedeva La Pasqua si avvicina. Apriamo i nostri occhi per riconoscere la bellezza di Dio ed i Volti di Dio nei fratelli, come ciechi risanati. Chiediamo a Dio di donarci i Suoi occhi, di poter vedere la realtà con quello sguardo che scelse Davide, il più piccolo. Saremo così capaci di incontrare il fratello e comprenderlo a partire da un nuovo punto di vista, quello dell’amore che raggiunge le radici dell’essere e le disseta. (dall’America Latina) IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI Sono nata a Forlì nel 1943. Lavoro in sanità da più di trent’anni, ma non sono medico. Sono laureata in giurisprudenza. Ho lasciato l’Italia nel gennaio del 1969. Da allora vivo al servizio dei somali. Volevo seguire Gesù e scelsi di essere per i poveri. Per Lui feci una scelta di povertà radicale, anche se povera come un vero povero io non potrò mai esserlo. Vivo il mio servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza versamento di contributi per quando sarò vecchia. Ma ho amici che aiutano me e la mia gente. Partii decisa a «gridare il Vangelo con la mia vita» sulla scia di Charles de Foucauld, che aveva infiammato la mia esistenza. Trentatré anni dopo, grido il Vangelo con la mia sola vita e brucio dal desiderio di continuare a farlo sino alla fine. Questa la mia motivazione di fondo, insieme a una passione da sempre invincibile per l’uomo ferito e diminuito senza averlo meritato, al di là della razza, della cultura e della fede. Sono praticamente sempre vissuta con i somali, in un mondo rigidamente musulmano, non c’è nessun cristiano con cui possa condividere. All’inizio tutto mi era contro. Ero giovane dunque non degna né di ascolto né di rispetto. Ero bianca dunque disprezzata. Ero cristiana dunque oltraggiata, rifiutata, temuta. E poi non ero sposata, un assurdo in quel mondo in cui il celibato non esiste e non è un valore, anzi è un disvalore. Solo chi mi conosce bene dice e ripete senza stancarsi che io sono somala come loro e sono madre autentica di tutti quelli che ho salvato. È una vita che combatto e mi struggo, io povera cosa, per essere buona, veritiera, non violenta nei pensieri, nella parola, nell’azione. Ed è una vita che combatto perché gli uomini siano una cosa sola. La vita ha un senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell’amore, è allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta. Io impazzisco, perdo la testa per i brandelli di umanità ferita; più sono feriti, più sono maltrattati, disprezzati, senza voce, di nessun conto agli occhi del mondo, più io li amo. E questo amore è tenerezza, comprensione, tolleranza, assenza di paura, audacia. Questo non è un merito. Ma è certo che io in loro vedo Lui, l’agnello di Dio che patisce nella sua carne i peccati del mondo. (Annalena Tonelli) IN PREGHIERA… La preghiera del cuore è preghiera di tutto il nostro essere. Possiamo provare a rimanere maggiormente concentrati sulla frase che abbiamo scelto di pronunciare, prestando attenzione alla nostra respirazione e facendo sì che la ripetizione della nostra frase e la nostra respirazione siano un tutt’uno. Anche il corpo allora parteciperà alla nostra preghiera e cercherà di rimanere alla presenza di Dio. PAROLE DAL MONDO La mia Chiesa è uscita dalla sacrestia. Ha smesso di accendere candele, e di "leggere il Vangelo" sulle teste dei bambini come se fosse un vaccino. Ha smesso di pretendere primizie e primizie della terra da coloro che non hanno né terre né primizie. Ha smesso di preparare l’uomo solo per l’aldilà. E’ uscita fuori alla ricerca dei "lontani", fuori dal suo ambiente. Ha riletto il Vangelo e ha scoperto che la Parola è la voce di chi non ha voce, è la forza di chi non ha forza. Ha capito che doveva fare la scelta per l’"altro", il "lontano". Ed è andata a cercarlo nei campi, nelle piantagioni, nelle fabbriche, nelle segherie, nelle officine, nei mercati. Ha risvegliato la sua coscienza e il suo spirito. 25 IL QUOTIDIANO MISSIONARIO COMUNITA’ DI _________________________ Le nostre case diventano a volte un baluardo per difenderci dall’esterno, con le porte sprangate per paura di ladri e disonesti. Proviamo a imparare di nuovo l’arte dell’accoglienza, magari invitando amici a cena o, perché no?, facendo sedere l’ennesimo mendicante che ha suonato alla nostra porta per venderci qualcosa e chiacchierando con lui, per condividerne la storia. 13 marzo 2005 – Quinta domenica di quaresima “Gesù disse a Marta: “ Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?” Gli rispose: “Sì, o Signoe, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo” (Gv 11,25-27) Gesù vita e risurrezione 26 IN ASCOLTO… IN ASCOLTO DEI TESTIMONI Il credente non è chi vive della fede come di un possesso scontato. La verità della fede non è qualcosa che si possiede, ma qualcuno che ci possiede. Verità è un patto, un rapporto. Dunque il vero credente, la vera icona del credente è quella di chi è in continuo rapporto dialettico di lotta, d'amore, di resa, d'abbandono, di conquista con il suo Dio, non certamente di chi riposa sugli allori di certezze comode e scontate. La fede deve essere ricerca. Ancora una volta siamo provocati alla ricerca del volto, alla ricerca dell'incontro. Il pane spezzato e mangiato insieme è la vita condivisa, il calice è il simbolo del destino sofferente, quindi chi beve allo stesso calice soffre insieme. Sapete che il Gesù di Nazareth, il profeta galileo, il figlio di Dio, nel quale io credo come cristiano, ha scelto questi due segni per il gesto supremo del suo amore: l'Eucarestia. Il pane spezzato e il calice del vino sono diventati nell'Eucarestia il simbolo reale, efficace di una sua condivisione con noi: cioè noi condividiamo la vita e il dolore col nostro Dio. Dove si incontra il Dio vivente con l'uomo vivente? Nella carità, cioè nel destinare la propria vita all'altro, nel vivere questo esodo da sé senza ritorno, che è l'amore, e in quel pane e in quel vino in cui Dio si compromette per noi. In America Latina mi hanno insegnato un proverbio meraviglioso, che dice: "Colui che ama si sporca le mani fino in fondo". Bene, questo pane spezzato, questo vino simbolo della condivisione, della compromissione di Dio nel pane e nel vino dell'Eucarestia, ci dicono chi è il nostro Dio. Ecco, l’Eucarestia è il luogo dell'incontro, il Vero, la vera sfida, il vero inquietante problema di chi sta cercando il volto dell'altro. (Don Bruno Forte) Ezechiele 37,12-14: farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete Romani 8,8-11: lo Spirito di Dio abita in voi Giovanni 11,1-45: Lazzaro vieni fuori! La Pasqua si avvicina. Apriamo i nostri occhi per riconoscere la bellezza di Dio ed i Volti di Dio nei fratelli, come ciechi risanati. Chiediamo a Dio di donarci i Suoi occhi, di poter vedere la realtà con quello sguardo che scelse Davide, il più piccolo. Saremo così capaci di incontrare il fratello e comprenderlo a partire da un nuovo punto di vista, quello dell’amore che raggiunge le radici dell’essere e le disseta. IN PREGHIERA… Lasciamo che la preghiera del cuore diventi un’abitudine delle nostre giornate e facciamo in modo che ci accompagni passo, passo nella nostra vita quotidiana: quando aspettiamo il nostro turno davanti ad uno sportello, quando siamo in autobus o quando facciamo la fila in banca. Non usiamo questo bel modo di parlare con Dio come una “tecnica” che ci astrae dal mondo, ma come una risorsa che ci lega ancora più profondamente al Signore e ci suggerisce la pace con noi stessi, con il creato e con i fratelli. PAROLE DAL MONDO Poiché le tue parole, mio Dio, non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri, ma per possederci e per correre il mondo in noi, permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso, un tempo, e da quella lezione di felicità, qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga, ci investa e ci pervada. Fa' che, come "fiammelle nelle stoppie", corriamo per le vie della città, e fiancheggiamo le onde della folla, contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia... (Madeleine Delbrêl) I TESTIMONI LUCCHESI Non solo i missionari sono chiamati a cercare di rendere concreto il sogno di Dio, dedicato ai poveri e ai semplici. Anche tutta la comunità della nostra Diocesi è chiamata a rivedee i propri stili di vita, a riconsiderare le proprie scelte nel quotidiano, per far sì che la Buona Novella di Cristo contagi concretamente i nostri giorni e li renda significativi e costruttori di pace. Siamo così invitati come cristiani a uno stile di vita sobrio e attento alle piccole cose, in comunione con il Sud del mondo. 27 I TESTIMONI LUCCHESI COMUNITA’ DI _________________________ L’Ufficio per la Pastorale Missionaria della nostra Diocesi lavora per promuovere una pastorale incentrata sulla missionarietà e per far conoscere e sostenere l’opera dei nostri missionari. Nel lavoro concreto di sostentamento dei progetti di solidarietà e di rapporto con i missionari si pone in rapporto con tute le associazioni impegnate nella solidarietà internazionali e operanti nel nostro territorio, anche al di là della sfera ecclesiale. A questo prezioso lavoro, si affianca poi un’opera pedagogica di promozione della pastorale missionaria nella Diocesi, attraverso la creazione di occasioni formative e di dibattito, la messa a disposizione di materiale e l’attenzione agli stili di vita solidali e sostenibili da proporre al popolo cristiano. L’aspirazione dell’Ufficio è quella di costituire un Centro Missionario Diocesano, che possa rappresentare una realtà vivace, aperta agli stimoli provenienti dall’esterno e più incisiva rispetto alla cooperazione missionaria, senza sostituirsi al necessario e proficuo lavoro dei gruppi parrocchiali missionari del territorio. 20marzo 2005 – Domenica delle Palme “La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via, gridava: “Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli” (Mt 21,8-9) IL QUOTIDIANO MISSIONARIO La Pasqua si avvicina e sembrano urgenti un sacco di acquisti: dalle uova di cioccolato, al tradizionale agnello, alla colomba, al vestito nuovo, ecc… Proviamo a considerare la reale esigenza di tutte queste compere e magari convertiamo un po’ di quello che avremmo speso in un gesto di solidarietà per chi non ha neppure l’indispensabile. 28 Gesù esaltato e umiliato aspettando che un nuovo giorno incominci ad arrivare, che l’alba arrivi. IN ASCOLTO… E mentre aspettiamo per questo nuovo giorno, noi canteremo nella gioia: grida, grida, grida per la vita!” Isaia 50,4-7: rendo la mia faccia dura come pietra Filippesi 2,6-11: umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte Matteo 26,14-27,66: Passione di Gesù Cristo (Proclama finale dell’associazione ecumenica dei teologi del Terzo Mondo, Nairobi 1992) L’ingresso di Gesù a Gerusalemme acclamato dalla folla prelude alla gioia della Pasqua e alla gloria della risurrezione. Dio regna. Il racconto della Passione, ci ricorda però che la regalità scelta dal Cristo è quella che si erge dal basso della croce, nella vita donata per tutti. IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI Proviamo a cominciare dai piedi, dallo stare con i piedi in terra e accorgerci che stiamo fra i nostri simili e fra le cose. Quando abbiamo cominciato dall'altra parte, dalla testa, abbiamo prodotto dei luminosi programmi, dei progetti di una coerenza impressionante e abbiamo messo nella storia delle contraddizioni così stridenti che non potevano che apparire alla superficie come disuguaglianze, conflitti, esclusioni, guerre. Così le aspirazioni alla pace, alla giustizia, alla felicità umana, sempre più diffuse, si presentano avvolte in contraddizioni insolubili. Noi cristiani facciamo la scoperta che il nostro Maestro ha cominciato dai piedi, dallo stare nella strada, e mettendoci in questa prospettiva cominciamo a comprenderlo. La grande novità che dovrebbe essere accettata nella Chiesa è che questa conversione culturale non si può fare senza gli altri. Non posso farla io solo con Dio: dobbiamo essere in tre, io - Dio - e il povero, e questo terzo mi mostrerà la sua vera identità quando metterò i miei piedi accanto ai suoi e il mio passo ritmerà col suo. La vera novità, la vera rivoluzione per la logica del Vangelo deve nascere nel Terzo Mondo. La grande rivoluzione cristiana è cominciata da un corpo reale, da piedi che hanno camminato per tre anni in cerca di bisogni reali, inclusi in vite umane reali. C'è bisogno che il mondo cattolico riscopra oggi l'appello dello Spirito, quello stesso che parte dall'aula conciliare rivolto ad una Chiesa e ad un’umanità capaci di accoglierlo, ma esistenzialmente non libere per metterlo in pratica. Spero che la nuova cultura che albeggia in molti pensatori moderni renda la Chiesa e il mondo cristiano sempre meno attenti all'ascolto del canale greco e sempre più a quello ebraico. Da questo canale giungono inviti o ordini come questi: prima fare poi capire! Jesus coepit facere et docere, prima fece poi insegnò o piuttosto insegnò facendo, fu un testimone più che un maestro, scelse i poveri, non la povertà. (Fratel Arturo Paoli) IN PREGHIERA… Proviamo ad allargare la nostra preghiera del cuore alle esigenze della Chiesa universale e nel ripetere la frase che abbiamo scelto di meditare, teniamo lo sguardo sulle realtà di tutti gli uomini, magari dedicando di volta in volta l’attenzione ad un tema specifico della nostra attualità. PAROLE DAL MONDO Grida, grida, grida per la vita: Per i vivi e per i morti. Per il deserto e per il mare. Per i pesci avvelenati e per gli uccelli con le ali spezzate. Per i poeti senza parole e per i cantautori senza un canto. Grida, grida, grida per la vita: per i bambini che combattono per le strade, che giocano con giocattoli, con fucili, con le granate. Per le madri afroamerindie che urlano per il dolore e che si domandano che cosa sarà del futuro dei loro figli. Grida, grida, grida per la vita: per il coraggio, per la speranza, per la foresta e per il fiume. I corpi possono morire, ma lo Spirito non muore e non muore la nostra lotta, 29 Raccogliendo l’invito lanciato dal Convegno nazionale Missionario di quest’anno, tutti i cristiani sono chiamati alla “comunione e alla corresponsabilità” per la missione, con piccoli gesti concreti. E’ compito di ognuno di noi essere vicino alle missioni, aprire il proprio cuore e superare le frontiere di un facile localismo, del rassicurante occuparsi solo di casa propria….e non solo attraverso le donazioni materiali e il sostegno economico alle opere di missione, ma anche cercando un contatto diretto con i missionari, sostenendoli con la preghiera e magari scrivendo loro, facendo loro sentire il calore della comunità che li ha inviati. COMUNITA’ DI _________________________ 27 marzo 2005 – Domenica di Pasqua “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. (Col, 3,1-2) IL QUOTIDIANO MISSIONARIO La nostra società è cambiata profondamente ed oggi è normale incontrare per la strada volti di un altro colore o persone vestite in modo diverso da noi. Impariamo la lezione del rispetto e del dialogo, informandoci sulle culture che sono entrate nel nostro quartiere e provando ad avvicinare i nuovo abitanti per scoprirne le storie e apprezzarne la ricchezza umana. 30 Cristo nostra Pasqua è veramente risorto IN ASCOLTO DEI TESTIMONI MISSIONARI Gesù da dove salta fuori? Salta fuori in questa Galilea, oppressa dall'imperialismo romano legata all'imperialismo del tempio, dell'aristocrazia sacerdotale che schiaccia la gente, per cui cominciamo a capire veramente i meccanismi di indebitamento che esistevano, perché la tassazione imposta produceva debiti enormi, usura, la vendita delle proprie piccole terre, il latifondo, infine la schiavitù. In questo contesto Gesù è stato speranza della povera gente e dei maledetti della storia, e ha assunto questa speranza rilanciando il sogno di Mosè: un'economia di eguaglianza espressa nel pane spezzato. E' il cuore di Gesù il pane, non solo perché ha celebrato l'Ultima Cena ma perché il pane spezzato è il cuore di tutto il suo lavoro nelle piccole comunità, dove metteva insieme una prostituta con un ebreo, con un pubblicano, con un samaritano. Era inconcepibile che un ebreo spezzasse il pane con un lebbroso ed e' questa la novità radicale di Gesù. Non e' mica un caso che Gesù vada a Gerusalemme. Ci e' andato solo una volta ed è stata una grande marcia dalla Galilea nel cuore del sistema per lanciare il grido dei poveri in fondo a quel cuore. E' chiaro che quel cuore, sia esso Roma che l'aristocrazia del tempio, non potevano accettare e Gesù viene fatto fuori con un assassinio politico, con una morte riservata agli schiavi e riservata ai sobillatori contro l'impero. Muore,ma - e questa e' la novità - l'Abbà, come i bambini ebrei affettuosamente chiamavano i loro papà, il “Papi” e' fedele a quella vittima e proclama la fedeltà radicale a tutte le vittime di tutti i sistemi, perché Dio non può accettare una morte di tale genere. E' questa la contemplazione alla quale vi vorrei invitare; tornando alla Parola, ritornando al cuore di questa Parola, al Sogno di Dio. Ritornate al Sogno di Dio: un'economia di uguaglianza, espressa da Mosé in quella manna che se veniva capitalizzata marciva, espressa in quella divisione delle terre che andavano un pezzettino ad ogni famiglia per la sussistenza. Le scelte economiche ci domandano una politica di giustizia, che è la stessa domandata da un Dio libero. Dio non e' il dio del sistema, e' il Dio delle vittime. (Alex Zanotelli) IN ASCOLTO… Atti 10,34.37-43: Dio lo ha risuscitato il terzo giorno Colossesi 3,1-4: la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio Giovanni, 20,1-9: egli doveva risuscitare dai morti La Pasqua di Cristo dà pure inizio alla sua celebrazione nella domenica. Lo stesso giorno della risurrezione Egli si manifestò ai due discepoli di Emmaus e agli undici riuniti insieme e così ancora “otto giorni dopo”. Ogni domenica, il Risorto ci raduna e ci manda per le strade a mostrare a tutti che Lui è veramente risorto e anche noi lo siamo con Lui. IN PREGHIERA… Proviamo ad aprirci al mistero della contemplazione attraverso la nostra preghiera del cuore. Se abbiamo cercato di camminare in questo sentiero per tutta la Quaresima, proviamo oggi ad assaporarne i frutti, riflettendo sulla pace che ci dà questo modo semplice di pregare e verificando i passi avanti… PAROLE DAL MONDO Vivere è rendere credibile l’Amore, rendere credibile che tutti siamo amati, rendere credibile che tutti possiamo imparare ad amare per sempre, è rendere giustizia all’uomo, rendere giustizia a Dio amando. Si possiede solo quello che si è capace di donare. Si è veramente salvi solo dal momento in cui ci si fa salvatori. Non si tratta unicamente di dare di che vivere, ma di ridare agli infelici delle ragioni di vivere. Non troveremo la GIOIA, il senso della vita, il gusto che c’è ad essere nella vita figli di Dio, se non nella misura in cui saremo i fratelli dei nostri fratelli, gli altri figli di Dio. (Abbè Pierre) I TESTIMONI LUCCHESI In questa Quaresima abbiamo ricordato le figure dei nostri missionari che lavorano in Brasile, Perù, Rwanda e Burkina Faso. 31 L’intera Chiesa di Lucca è però coinvolta nell’attività missionaria ed ognuno di noi deve sentirsi protagonista di questa storia di servizio e di comunione con le Chiese sorelle. Raccogliendo l’invito lanciato dal Convegno nazionale Missionario di quest’anno, tutti i cristiani sono chiamati alla “comunione e alla corresponsabilità” per la missione, con piccoli gesti concreti. 32