} Presi nella rete equo solidale a km 0 introduzione indice 03 05 07 10 Introduzione Cooperativa sociale “La Piracanta” Il Mercatino Ains onlus Associazione italiana nursing sociale 13 16 18 20 Cooperativa sociale “Arké” Camera Off UrOburo Cooperativa sociale “Città e salute” Associazione di promozione sociale “Ad Gentes” 23 25 27 29 Cooperativa sociale “Oikos” Cooperativa sociale “Radici nel fiume” Centro socio educativo “Samarkanda” Cooperativa sociale “Sant’Agostino” Cooperativa “Shadhilly” 31 Sottosopra sas Testi a cura di Chiara Spadaro Editing: Altreconomia 3 L’essenza di una comunità la società moderna tende a immunizzare: renderci persone immuni, prive di obblighi. È una ossessione, le cui motivazioni sono nella parola stessa: il termine latino munus vuol dire “obbligo”, ma vuol dire anche “dono”. Il dono sovverte l’ordine costituito, secondo il quale a ogni prestazione deve corrispondere un prezzo. Il dono è pericoloso: smaschera dere, e a volte ritrovare. Un senso e trasforma il sistema. Ecco perché di appartenenza, un possesso, so- combatterlo. prattutto riferito al territorio. È una Ma munus è anche il nucleo co- definizione adeguata? No, anche stitutivo della parola “comunità”, questa è un’argomentazione che in esatto opposto di immunità. Che cuor nostro non ci soddisfa. cos’è dunque comunità? Ci facciamo allora aiutare da Si è sempre stati propensi a defi- Roberto Esposito (Communitas, nire le comunità attraverso un pro- Einaudi 1998). Nel suo molteplice cesso di ricerca di un elemento co- significato (obbligo/dono), spiega mune a un gruppo di individui. Un Esposito, dobbiamo chiederci in che elemento che li faccia appartenere senso il dono sarebbe anche un do- a uno stesso insieme. Ecco perché vere. Il dono non dovrebbe essere abbiamo sempre pensato alla co- un gesto spontaneo? munità come a un bene, un valore, In realtà il munus è un dono par- un’essenza. Che a volte si può per- ticolare: è quello fatto, non quello presi nella rete 4 ricevuto, ed è caratterizzato da una ne. Melodia e armonia scaturiscono “inesorabile cogenza”. dall’intervallo tra una nota e l’al- Ecco: il cuore della comunità è tra, nel rapporto tra la prima e la un dono obbligato, che sollecita seconda: l’essenza della musica è disobbligazione. “La gratitudine -paradossalmente- il silenzio tra che esige nuova donazione”, scri- una nota e l’altra. ve Esposito, introducendo il tema Il dono che la comunità condivi- della riconoscenza, tanto avulso e de allora non è un’appartenenza, osteggiato nella nostra epoca. ma una mancanza: è comune non Ecco prevalere quindi reciprocità e mutualità: quel consegnare -l’uno ciò che è di tutti, ma quel che è di nessuno. all’altro tra i membri della comunità- un impegno. cooperativa sociale “la piracanta” 5 Cooperativa sociale “La Piracanta” È un arbusto robusto e spinoso, dalle siepi impenetrabili: la piracanta che dà il nome alla cooperativa sociale di Pavia è il simbolo della solidarietà reciproca che sta alla base di questa realtà mutualistica. Le storie che seguono sono storie di dono. Sono storie di una co- “La nostra è una forza collettiva: con una particolare sensibilità per Non si può definire allora comu- munità che non ha dimenticato la da soli riusciamo a costruire ben la tutela del patrimonio arboreo e nità solo con la contrapposizione sua essenza, e nella rete di relazioni poco, ma se appoggiamo gli uni agli ambientale. Dai 10 addetti dell’ini- “pubblico vs privato”. che ha instaurato l’ha fatta vivere altri possiamo realizzare progetti che zio, la cooperativa è arrivata ad avere e con-vivere. valorizzano i singoli nella comuni- un massimo di 24 addetti nel 2011, Che cos’hanno allora in comune i membri di una comunità? Non Storie di persone, individui, don- tà”, spiega Alberto Moggi, presidente per attestarsi oggi a una ventina di un’appartenenza, non un bene, ne e uomini, e della loro città, che de La Piracanta. La cooperativa na- lavoratori, di cui il 60% disabili. non una sostanza, ma un dovere. appare alla luce del dono ancor più sce da un progetto europeo di forma- La sede della cooperativa si trova a Non una proprietà, “ma un debito”. bella. zione dedicato al giardinaggio e alla Pavia accanto al cinquecentesco col- manutenzione del verde, con 10 gio- legio Borromeo, nelle serre comunali vani soggetti svantaggiati. Questo che un tempo ospitavano gli orti ge- percorso si è trasformato in un vero stiti dai frati cappuccini. Uno spazio Un po’ come nella musica: melo- e proprio orientamento al lavoro, con che oggi è tornato a vivere grazie alla dia e armonia sono il risultato della la fondazione nel 1999 della coope- cura del verde di cui si occupa La Pi- relazione tra note, nella loro con- rativa. La Piracanta si è affermata racanta, che ha creato dei percorsi temporaneità e nella loro sequen- progressivamente come impresa, educativi e di sensibilizzazione am- za. Le note sono sette ma quel che approcciandosi in modo professio- bientale per le scuole negli antichi conta è come le si mette in relazio- nale alla manutenzione del verde, spazi a orto. L’essenza della comunità non è la somma dei suoi membri, ma il rapporto che intercorre tra di loro. Pietro Raitano, Altreconomia presi nella rete 6 network nazionale di cooperative sociali di tipo B che dal 1997 si occupa della raccolta differen- il mercatino 7 Il Mercatino archivio la piracanta ziata dei rifiuti speciali, come i Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e le cartucce per stampanti. La cooperativa sta anche lavorando a un progetto di gestione del Parco L’idea del negozio nasce nel 2005, da un’intuizione di Pinuccia - allora presidente della Piracanta - e Alberto, per dare visibilità alla cooperativa stessa e ai progetti di altre realtà cooperative. Uno spazio in affitto agevolato dal Comune e Giulia, che si è messa in gioco in prima persona nonostante venisse da un altro percorso lavorativo: Pur nascendo con una vocazione Darsena di Pavia, in collaborazione “ambientale” nell’ambito della ma- con il comitato di genitori “Adotta nutenzione del verde, La Piracanta un parco” (adottaunparco.blogspot. ha voluto nel tempo diversificare le it). La proposta della cooperativa si proprie attività in altre due aree di chiama “Parchi urbani: dalla ma- intervento: il trasporto di rifiuti e il nutenzione alla cura”, sottolinean- negozio Il Mercatino (di cui scrivia- do proprio la necessità di stringere “È stata una scommessa”, sorride con un passaggio: da una coopera- mo nelle pagine che seguono). Oggi relazioni a partire dalla cura degli lei, giocata su una mappatura delle zione che guarda ad altri paesi del l’85% del fatturato della cooperativa spazi verdi urbani, affinché possano cooperative sociali e agricole della mondo a una cooperazione territo- viene oggi dalla manutenzione del diventare il palcoscenico di nuove re- Lombardia, il più possibile vicine riale, di vicinanza e relazione tra verde, ma in prospettiva le diverse at- lazioni comunitarie e solidali. a Pavia, che realizzano prodotti di le cooperative sociali della stessa qualità che veicolano storie. Regione. “Una grandissima impor- tività dovrebbero equilibrarsi. Così, “i camion che dalla primavera all’au- “La filiera corta e la cooperazione tanza la riveste la qualità dei pro- tunno usiamo per la manutenzione sociale sono i due criteri che ci han- dotti che proponiamo - sottolinea del verde, in inverno si utilizzano no guidato alla ricerca delle realtà Giulia -. Vogliamo abbattere le dif- per la raccolta dei rifiuti - spiega Al- da cui prendere i prodotti”, spiega ferenze, dimostrando che i prodot- berto Moggi -. Questo ci dà la possi- Giulia Dezza. ti realizzati da cooperative socia- bilità di allungare i tempi di lavoro, garantendo maggiore stabilità agli inserimenti lavorativi”. La Piracanta fa parte della rete Eco-recuperi di Solarolo (Ra, www.ecorecuperi.it), un Cooperativa sociale La Piracanta Via Vercesi 2, 27100 Pavia Tel. 0382.462186, [email protected] www.coop-lapiracanta.com Una ricerca durata due anni - e li sanno essere, prima di tutto, di che ancora continua -, che nel tem- qualità, a prescindere dal progetto po ha arricchito la proposta del Mer- che raccontano”. È proprio questa catino. Il modello è simile a quello cura nella realizzazione dei prodotti del commercio equo e solidale, ma che permette poi di coinvolgere il presi nella rete 8 il mercatino 9 cliente nell’ascolto della storia delle volezza continua e un ricambio di ti del commercio equo e solidale. il laboratorio diventi un progetto cooperative. prodotti che permette di veicolare Ma non solo: la bottega può gestire al femminile, per fare inserimenti I contatti con le cooperative che sempre nuove storie. Solo il 10% dei l’intera “filiera degli sposi” in modo lavorativi di donne svantaggiate”, forniscono il Mercatino sono sem- prodotti venduti in negozio sono etico, realizzando partecipazioni e spiega Giulia. Un lavoro che non pre diretti, inizialmente telefonici. alimentari: prodotti a lunga conser- bomboniere, fotografie e fedi, abiti solo affida delle responsabilità, ma “Dopo un primo contatto, ci cono- vazione, rigorosamente biologici, e catering. Anche in questo caso, Il è anche un’occasione per sperimen- sciamo di persona, con una visita perché “il rispetto per la dignità del- Mercatino si trasforma in uno spa- tare nuovi progetti e stimolare la alla cooperativa”, spiega Giulia. E i le persone e dei diritti dei lavorato- zio d’informazione e consapevolez- fantasia. Di recente il laboratorio prodotti sono portati in negozio in ri, e quello per l’ambiente e la natu- za: i clienti possono fare una scelta, ha trovato una nuova sede, in uno conto vendita: “La nostra relazio- ra, vanno di pari passo”. E rispetto conoscendo le storie dei produtto- spazio della cooperativa sociale ne si basa sulla fiducia”, aggiunge, al prezzo dei prodotti, si guarda al ri attraverso i frutti del loro lavo- Arkè, di cui parliamo a p. 13. per sottolineare la forza del capitale prezzo trasparente, per rendere il ro. Così Il Mercatino è anche una delle relazioni. Con alcune realtà la più chiara possibile la filiera. fucina di idee, che nascono dallo collaborazione è stata naturale - “gli Al Mercatino si realizzano anche scambio con le cooperative sociali è piaciuta l’idea e abbiamo subito bomboniere, confezionate con gli del territorio e vengono rimesse in iniziato a tenere i loro prodotti” -, oggetti delle cooperative e confet- circolo perché possano contaminare con altre è meno scontata. “Serve nuovi spazi e generare una rifles- tempo e pazienza, talvolta c’è dif- sione profonda sulla necessità di fidenza, ma la lentezza paga. Mi nuovi stili di vita. piace che le cooperative si prendano i loro tempi: è giusto rispettarli”, La bottega supporta un laboratorio artigianale, dove si ritagliano al dice Giulia. traforo le sagome di gatti neri, da ve che fornivano i propri prodotti al poggiare negli angoli delle case. Il Mercatino. Oggi sono una ventina, gatto nero è diventato così il sim- stabili, altri cambiano periodica- bolo del Mercatino: un’intuizione mente. E anche gli oggetti vanno semplice e molto fortunata, con co- e vengono, perché quel che non è sti minimi di realizzazione e vendi- ancora stato venduto appartiene a tutti gli effetti alla cooperativa: è così che al Mercatino c’è una mute- archivio il mercatino Inizialmente erano 6 le cooperati- ta, che spopola tra i clienti. Al traforo c’è Lorena, che lavora part-time per la cooperativa: “Vorremmo che Il Mercatino Coop. Soc. La Piracanta C.so Garibaldi 22/a 27100 Pavia tel. 3334464723 [email protected] presi nella rete 10 Ains onlus Associazione italiana nursing sociale L’associazione Ains è una onlus nata nel 1998 per iniziativa di due infermieri: “Ci siamo chiesti come la professione infermieristica potesse impegnarsi anche a favore dei diritti umani, lavorando per la solidarietà nell’ambito della cooperazione internazionale”, racconta Ruggero Rizzini, uno dei fondatori. ains onlus 11 Mazatenango, alcuni microproget- stri sguardi per nuove progettualità ti alimentari - come l’allevamento comunitarie e solidali. di animali da cortile (come capre Un altro esempio in questa di- e galline) o l’acquisto di concime rezione è la collaborazione con la - e le “giornate della salute” che si cooperativa Arké (di cui parliamo svolgono da 3 anni. a pagina 13), che destina il 5% del Ains si appoggia a dei referenti guadagno derivato dai catering or- locali in Guatemala, ma “pensiamo ganizzati sul territorio ad Ains on- che il cambiamento debba partire lus, per finanziare il progetto del anche dall’Italia”, sottolinea Rug- comedor infantil. Il comedor è una gero: per questo l’associazione pa- mensa nata nel luglio 2012 per ga- vese lavora quotidianamente sul rantire a trentacinque bambini un territorio per sensibilizzare, informare, creare nuove reti teressi, coinvolgendo nuove perso- con Il Mercatino, dove si tro- mala è legata all’incontro con don ne. Attualmente il direttivo è com- vano alcuni prodotti dell’ar- Roberto Piccini, “prete operaio” di posto da cinque persone, di cui due tigianato guatemalteco, ma Calvagese della Riviera (Bs) con una infermieri, i soci sostenitori sono soprattutto il caffè El Bosque lunga esperienza in America Lati- circa 200. della cooperativa Shadhilly na. La passione per il Guatemala è I progetti sanitari sono solo un (ne raccontiamo la storia a nata durante quel primo viaggio nel aspetto della cooperazione di cui si pagina 28): “Vendere in Ita- 1998 e, di ritorno in Italia, è natu- occupa Ains: “Negli anni c’è stata lia quel caffè permette alla ralmente sfociata nella fondazione una trasformazione nell’ottica di cooperativa che lo produce dell’“Associazione italiana nursing costruire progetti che guardasse- di retribuire un’infermiera”, sociale” (Ains). L’associazione, pur ro ai bisogni reali delle persone: spiega Ruggero. Per Ains on- nascendo con una forte caratteriz- dall’alimentazione all’educazione”, lus, il Guatemala diventa così zazione infermieristica - come dice spiega Ruggero. È nato così, ormai lo “strumento per parlare di il nome stesso: nursing significa 10 anni fa, un progetto di sostegno altri temi sociali”, conosce- proprio questo -, si è allargata nel scolastico a distanza che coinvolge re altre storie che con la loro tempo ad altre professionalità e in- circa 200 bambini tra El Rancho e forza possano allargare i no- archivio ains e collaborazioni. Come quella La prima esperienza in Guate- presi nella rete 12 pasto al giorno, nella baraccopoli gazione e socialità che accoglie i di Santa Gertrudis a La Champas, bambini, aiutandoli nei compiti e dove vivono duecento famiglie. In dando loro la possibilità di giocare cucina c’è Araciely, una donna gua- in comunità. temalteca assunta come cuoca per cooperativa sociale “arké” 13 Cooperativa sociale “Arké” il progetto, ma che svolge un ruolo più ampio di supervisione sui bambini e di coinvolgimento delle famiglie. Ogni giorno, le mamme si danno volontariamente il turno per occuparsi della pulizia del comedor e di dare un aiuto in cucina e ai tavoli. Questo del comedor è uno dei progetti più importanti per Ains che ha Ains onlus Associazione italiana nursing sociale via Madonna, 8 27028 San Martino Siccomario (Pv) tel. 339.2546932 ainsonlus.blogspot.it Arké è una cooperativa sociale di tipo B con 40 soci lavoratori, nata nel 1995 come officina elettromeccanica: uno spazio d’inserimento lavorativo per soggetti disabili e svantaggiati, dove si realizzano cablaggi elettrici per conto terzi. Quest’attività industriale è stata la principale iniziativa della cooperativa fino al 2000 (oggi continuano a lavorarvi 14 persone), quando si sono avviati nuovi ser- Grazie al valore del “capitale delle vizi esterni, come l’attività agricola relazioni”, Arké avvia nel 2004 un sera alla settimana viene proposto e la ristorazione scolastica. Tutto percorso di conversione in senso un cineforum gratuito, con una è iniziato con un allevamento di agricolo della propria attività - sot- merenda; ogni mese si propongo- lumache sulle colline pavesi, nel traendo spazio all’elicicoltura per no laboratori creativi e vengono fe- paese di Torrazza Coste (Pv). fare spazio all’orticoltura - e si tra- deciso di svilupparne anche l’aspetto sociale e d’intrattenimento: una steggiati i compleanni dei bambini; L’elicicoltura (l’allevamento del- sferisce a Pavia, in un terreno di ogni mese le mamme dei bambi- le lumache a scopo alimentare) die- proprietà dell’azienda La Francana, ni vengono invitate a partecipare de buoni risultati per i lavoratori nel territorio del Parco del Ticino. alla giornata di prevenzione dove della cooperativa, ma non sul piano In quei 5mila metri quadri di ter- un medico e un’infermiera spiega- imprenditoriale: “Dopo tre anni la- ra, la cooperativa produce ortaggi no l’importanze di stili di vita sani, sciammo gradualmente l’attività, biologici per il Gruppo d’acquisto dell’igiene e della prevenzione al tu- ma nel frattempo avevamo costru- solidale di Pavia (www.despavese. more della mammella e dell’utero. ito relazioni solide con altre azien- org): una trentina di famiglie che E, nel tempo, gli spazi del comedor de agricole del territorio”, racconta si “abbonano” a una cassetta setti- sono diventati un luogo di aggre- Domenico Caliò di Arké. manale di prodotti freschi. presi nella rete 14 cooperativa sociale “arké” 15 Nel frattempo, la cooperativa de sia prodotti coltivati diretta- Suardi, che si occupa di accoglienza prenotazioni per i prodotti, di setti- stringe nuove relazioni con altri mente dalla cooperativa sia quel- minori a Suardi (Pv), e l’azienda mana in settimana, per abbassare piccoli produttori biologici di colli- li di alcune aziende agricole della agricola biologica La Valbona, nel così i costi finali al consumatore e na e di pianura, con i quali dà vita provincia pavese - che producono Parco del Ticino. ottimizzare la gestione dei prodotti al progetto del Balançin: una fat- riso, vino, formaggi e frutti -, ma “Questa rete di piccoli orti ci dà toria sociale. anche di realtà più grandi e non la possibilità di programmare le Il Balançin - che prende il nome sempre locali - come la cooperativa semine in modo successivo e sce- da un attrezzo agricolo, il giogo del agricola Iris di Calvatone (Cr), che gliere le coltivazioni in base alla cavallo da tiro, in dialetto pavese fornisce la pasta. vocazione dei terreni, oltre a raf- - diffonde una newsletter settima- Anche la pasta che si consuma forzare il legame con altre realtà nale, un vero e proprio strumen- nelle mense scolastiche seguite da agricole e sociali del nostro territo- to di informazione su tematiche Arké è di Iris: la cooperativa si oc- rio”, spiega Domenico. Il Balançin ambientali e del consumo critico, cupa direttamente della fornitura, acquista direttamente i prodotti di che fa conoscere i piccoli produttori della logistica e della gestione dei queste aziende e compone le cas- agricoli e i loro prodotti, oltre a dare pasti in cinque istituti della pro- sette per i Gas in base alle dispo- tutte le informazioni per la parteci- vincia di Pavia - un asilo nido, due nibilità, per una trentina di ordini pazione agli ordini del Gas. scuole materne e due elementari. settimanali. Per far fronte alle richieste delle Nel novembre 2012 la fattoria so- mense scolasti- ciale Balançin ha aperto un negozio che e dei Gas, la in città, in corso Garibaldi 43. archivio arkè Il paniere del Balançin compren- cooperativa lavo- È un piccolo locale (aperto il lu- ra oggi un altro nedì mattina dalle 7.30 alle 13.30 e terreno di 3.500 da martedì a sabato anche il pome- metri quadri nel riggio, dalle 16.00 alle 19.30; tel. Parco della Ver- 0382.311970) dove si trovano i pro- navola, a Mira- dotti del Balançin e delle cooperati- bello, e collabora ve sociali e piccole aziende agricole con due altre re- con cui la cooperativa collabora; altà agricole: la in prospettiva, vorrebbe diventa- cooperativa so- re uno spazio dove far conoscere ciale Mulino di le realtà produttrici e raccogliere le freschi in negozio. Cooperativa sociale Arké via Pollaioli 4, Pavia tel. 0382.468664 [email protected] www.arke-coop.it presi nella rete 16 Camera Off camera off 17 ne: realizziamo servizi fotografici forme (dai ritratti ai paesaggi, pas- per matrimoni, famiglie, bambini, sando per la postproduzione). gravidanze, eventi e cerimonie, ma anche convegni e aziende”, spiega Alessandra. La maggior parte delle attività dello studio derivano dai servizi ai matrimoni, ma senza alcuna speculazione: “Le nostre tarif- Risale al 1903 il primo numero della celebre rivista di fotografia “Camera work”: 106 anni dopo, a Pavia, dei giovani fotografi professionisti riprendono quel nome nel segno della storia, cambiandone però il suffisso: scelgono “off”, - al posto di “work” - per indicare una realtà alternativa, diversa fe sono le stesse per ogni tipologia di servizio”, sottolinea Alessandra. Camera Off è associata all’associazione nazionale di fotografi professionisti Tau Visual (www.fotografi. org), e dà lavoro a due persone a e originale. Nasce così nel 2009 fiancata poi da Mattia Colombi. tempo pieno e alcuni collaboratori, lo studio fotografico Camera Off, “Il nostro studio si occupa di per- fondato da Alessandra Fuccillo, af- sone, nel senso ampio del termi- per un totale di sei persone. Da alcuni anni lo studio ha instaurato una sinergia con Il Mercatino, per offrire una proposta etica agli sposi: dalle partecipazioni all’abito, dalle fedi al servizio fotografico. Con un valore aggiunto: chi sceglie questo servizio può destinare il 10% del servizio fotografico a sostegno di uno dei progetti di Ains in Guatemala. archivio camera off Un altro settore di cui si occupa Camera Off è la didattica: ogni anno organizza una decina di percorsi formativi che vogliono avvicinare le persone alla fotografia in diverse Camera Off via dei Mille 73, 27100 Pavia tel. 333.6018343 [email protected] www.cameraoff.com presi nella rete 18 uroburo: Cooperativa sociale “Città e Salute” Città e Salute è una cooperativa sociale fondata nel settembre 1998 in seguito all’esperienza dell’associazione “Città sane”, per sviluppare azioni di recupero ambientale e d’integrazione sociale. La raccolta differenziata di indumenti e scarpe usate è stata la prima attività della cooperativa, che oggi gestisce circa 600 contenitori nelle province lombarde. uroburo 19 o insoliti (titanio e acciaio). Un’espe- ria napoleonica Eugenia. L’atelier rienza nata da un’intuizione di Fio- UrOburo non tradisce i principi dai renza Roveda e dagli insegnamenti quali è nato e continua ancora oggi del maestro orafo Davide De Paoli, a essere una vera e propria scuola e che nel 2002 avviò i primi corsi per fucina creativa, dalla quale nascono inserire soggetti svantaggiati in un mostre e percorsi espositivi . “Abbia- lavoro creativo e artistico di prestigio mo diversificato le nostre proposte come la creazione di gioielli. Fu De perché il progetto sociale della coo- Paoli stesso a creare la prima colle- perativa potesse diffondersi: oltre ai zione di UrOburo, raffigurato come pezzi unici è nata così un’altra colle- un serpente che si morde la coda. “Si zione di piccole serie, più accessibile tratta di un simbolo alchemico che senza trascurare la qualità, colorata indica la ciclicità della natura, per con degli smalti”, racconta l’artista noi è divenuto il simbolo della rimes- Irene Marasco, dell’atelier. sa in circolo di nuove energie”, spiega Fiorenza Roveda di Città e Salute. Dal 2001, questa attività è stata af- si e di studenti delle scuole d’arte. fiancata da un progetto di cura degli Da UrOburo si realizzano gioielli in Dal 2003, dopo un anno in via Pepe, animali e dal 2006 lavora presso l’ex esemplare unico o in piccola serie, l’atelier ha una bottega nel quartiere canile comunale di Milano. Città e usando sia metalli poveri (come otto- Isola di Milano, in via Thaon di Revel Salute ha 21 lavoratori, di cui 9 sog- ne, rame, bronzo, ferro e alluminio), 19, dove si presenta l’intera filiera di getti con disturbi psichici: 10 persone che preziosi (argento, palladio e oro) UrOburo: “La bottega riflette l’etica che sta dietro al nostro lavoro artigia- ziata; 3 al canile e 3 nell’amministra- no, basato sul principio della filiera zione. Altre 5 persone si dedicano al corta”, spiega Piervito Antoniazzi. terzo ambito di lavoro della coope- A partire dalla bottega sono nate re- rativa: l’atelier di oreficeria artistica lazioni importanti con il quartiere - per il reinserimento sociale UrOburo. Città e Salute ha promosso la nasci- È un laboratorio orafo dove cinque artisti - tre italiani e due giapponesi - seguono gli stage di alcuni utenti dei centri di salute mentale milane- archivio città e salute sono occupate nella raccolta differen- ta dell’associazione di via “Isola Revel”, il suo presidente è coordinatore del Distretto urbano del commercio (Duc) Isola e collabora con la Fonde- Cooperativa sociale Città e Salute via Thaon di Revel 19, 20159 Milano tel. 02.69311971, [email protected], [email protected] www.cittaesalute.org www.uroburo.it presi nella rete 20 Associazione di promozione sociale “Ad Gentes” ad gentes 21 lamruralcentre.com).“Collaboriamo con la Bolivia dal 1998 - racconta Erica Reganaz, unica dipendente dell’associazione, responsabile dei progetti -, importando capi di abbigliamento e accessori in lana di alpaca 100% naturale”. Asarbolsem è un’associazione nata nel 1989 che conta oggi oltre 300 artigiane e artigiani (il 95% è donna) delle etnie Aymarà e Quechua, con l’obiettivo di promuovere la digni- archivio ad gentes Ad Gentes è nata nel 1994 come associazione di volontariato, a partire dall’impegno di alcune persone sensibili ai temi del commercio equo e solidale, per trasformarsi poi in associazione di promozione sociale. La bottega è stata fin dall’inizio il cardine dell’attività di Ad Gentes: tà delle donne boliviane attraverso il lavoro. Le donne lavorano lana di alpaca e pecora, tingendole in modo “All’epoca ci sembrava lo spazio di artigianato”. Così dal 1998, grazie naturale con degli estratti arborei; il ideale per far conoscere i progetti del alla scelta dei soci, la bottega ha in- 90% dei loro prodotti sono distribuiti Più a nord, in Ecuador, l’“Asocia- commercio equo e solidale attraverso vestito il proprio piccolo capitale in in tutto il mondo tramite il canale del ciòn de productores organicos de Vin- i suoi prodotti: un luogo dove tutti alcuni progetti nel Sud del mondo commercio equo. Con il sostegno di ces” (Apov) è un’organizzazione che potessero venire, prima di tutto, a che faticavano a trovare sostegno e Ad Gentes e di altre associazioni ita- conta 200 produttori della provincia informarsi, anche senza acquista- diffusione in Italia. liane, Asarbolsem è riuscita ad aprire di Los Rios, dove si trova una pregiata Oggi, l’associazione segue diret- nel 2008 una casa de l’artesano, una varietà di cacao - come fa intendere re”, spiega Andrea Reina, presidente tamente due progetti: il primo, con struttura che ospita la prima botte- già il nome: fino de aroma - la cui Ad Gentes ha preferito restare “in- l’associazione boliviana di donne ar- ga di commercio equo e solidale del- produzione è messa a rischio dalle dipendente”, per poter investire an- tigiane “Asociaciòn artesanal boli- la Bolivia e accoglie i viaggiatori del diffusione di colture ogm. che su altre centrali di importazione viana Senor de Mayo” (Asarbolsem), circuito del turismo responsabile. “Il Le famiglie di Apov coltivano il ca- del commercio equo, come Ravinala, l’altro sulle uova di Pasqua equosoli- progetto è cresciuto negli anni e oggi cao in piccole fattorie familiari, di 5-6 Equomercato, Baum, Altraqualità e dali. Inoltre, nel 2011 Ad Gentes ha la condizione lavorativa delle donne ettari di terra, avendo cura di tute- Libero Mondo. L’obiettivo, come dice iniziato a sostenere i saponi Ajanta è cambiata virtuosamente, raggiun- lare l’ecosistema ecuadoreño asso- Andrea, è “dare voce a una moltitudi- sostituendosi a Equoland, che avviò gendo un obiettivo importante dei ciandolo ad altre colture tradizionali, ne di progetti, con un’offerta varie- nel 1994 il progetto con gli artigiani progetti di commercio equo e soli- come il banano, la papaia e il caffè. gata sia sui prodotti alimentari, che indiani di Palam Rural Centre (pa- dale”, sottolinea Erica. Un progetto che è stato sostenuto dal- dell’associazione. presi nella rete 22 la cooperativa Equoland tramite il in scatoline realizzate con foglie di prefinanziamento degli agricoltori, cacao, banano o mogano: sono realiz- il trasferimento di competenze tec- zate a Bali, in Indonesia, dall’associa- niche e il sostegno della filiera del zione “Surya Bali suci”, fondata nel cacao in Italia. Essendo un progetto 2009, e “Arum dalu mekar”, fondata che segue dal 1998, al cioccolato Ad nel 1991. “Oltre a prodotti di qualità Gentes associa altri progetti di com- provenienti dalle filiere del commer- mercio equo, realizzando una filiera cio equo e solidale, ci teniamo a pro- interamente solidale: dalle sorprese porre oggetti utili e pratici, che pos- - piccoli giochi di legno, intagliati e sano essere riutilizzati, azzerandone dipinti a mano in Sri Lanka dagli ar- l’impatto ambientale”, sorride Erica. tigiani di “Gospel house handcrafts”, Finiti gli ovetti, la scatola continua alla confezione. Il cartellino che ac- a raccontare una storia ed è pronta compagna l’uovo è in carta di sterco per essere riempita con nuove idee di elefante, un progetto della bottega equosolidali. oikos 23 Cooperativa sociale “Oikos” La cooperativa sociale Oikos nasce nel 1998 all’interno della Caritas di Vigevano (Pv), su iniziativa di due obiettori di coscienza, per rispondere alle numerose richieste di lavoro che venivano presentate agli sportelli del centro d’ascolto della Caritas. “Partimmo in nove soci, con la ta quella di valorizzare le caratteri- raccolta degli abiti usati: un’attivi- stiche e le capacità soggettive delle Vagamondi di Formigine (Mo, www. tà che nel tempo si è estesa sul ter- persone - spiega Marco -: anziché vagamondi.net); la stampa dell’in- ritorio e oggi dà lavoro a 4 persone, lavorare su uno svantaggio, andia- carto esterno, di un materiale ricicla- con 140 cassonetti bile, è fatta con disegni provenienti in tutta la Provin- (y-develop.yd-craft.com); il cordino che avvolge l’uovo, infine, è prodotto in Bangladesh dagli artigiani di Creation. Ad Gentes propone anche l’“Arcobaluovo©”, confezionato in un sacchetto di cotone naturale tessuto con tecniche tradizionali da Selyn (selyn. cia”, racconta Mar- Associazione di promozione sociale Ad Gentes Botteghe del mondo: piazza del Duomo 22, Pavia via Matteotti 43, Binasco (Mi) tel. 0382.25243 (Pavia) [email protected] www.adgentes.org co Ganimede, presidente e fondatore della cooperativa. Oikos lavora con disabili fisici e psichici, tossicodipendenti, detenuti, alcolisti, ma lk), un’associazione di 400 artigiani anche disoccupati. nata nel 1994 in Sri Lanka. Gli ovetti “Fin dall’inizio la di cioccolato, invece, sono nascosti nostra scelta è sta- archivio camera oikos dalla Thailandia da Y-Development presi nella rete 24 mo alla ricerca dei punti di forza di è passati a un vero e proprio atelier ciascuno”. dove si creano borse e artigianato Un’approccio che, dopo 14 anni tessile di qualità. di attività, si riflette nella molteplicità di lavori che la cooperativa radici nel fiume 25 Cooperativa sociale “Radici nel fiume” porta avanti: “Non abbiamo una specializzazione definita - aggiunge -: oltre alla raccolta degli indumenti usati e dei rifiuti, ci occupiamo di pulizie, facchinaggio e manutenzione del verde”. Servizi che sono erogati al 60% a enti pubblici e occupano oggi 75 soci lavoratori, per un fatturato di 1 milione e 400mila euro. Cooperativa sociale Oikos via vecchia per Gambolò 24, 27029 Vigevano (Pv) tel. 0381.327039, [email protected] www.coopoikos.it Guarda al fiume Ticino la cooperativa sociale “Radici nel fiume”, nata 6 anni fa all’interno del circuito Anffas (www.anffasticino.it) dall’esperienza della comunità residenziale Maddalena a Somma Lombardo (Va), in località Molino di Mezzo. La comunità ospita 18 ragazzi disabili e occupa 9 soci lavoratori, di cui 4 inserimenti lavorativi. realtà lombarde che si occupano di turale è uno degli ambiti di lavoro inclusione sociale (artigianaltro.wor- sartoria nella casa circondariale di della cooperativa: il laboratorio “Vol- dpress.com). Voltalacarta e finisci in Vigevano. talacarta” nasce dall’esperienza di orto: la cooperativa gestisce infatti “È un’iniziativa nata da alcuni Paolo Rusconi, che ne è il respon- un laboratorio di trasformazione ali- corsi di sartoria promossi dalla Ca- sabile. Nel laboratorio si lavorano a ritas diocesana, ai quali abbiamo mano carte pregiate e riciclate, per voluto dare seguito con l’apertura realizzare quaderni, album e rubri- di un laboratorio nel settore di alta che che sono dei pezzi unici: decorati sorveglianza femminile del carce- con acquerelli, piastrelle di ceramica re”, spiega Marco. La sartoria oc- raku, foglie, petali e cortecce o fili di cupa part-time due socie della coo- cotone e juta. Una produzione arti- perativa che sono protagoniste del gianale che ha fatto entrare Radici laboratorio, investendo in creativi- nel fiume nel progetto “Artigianal- tà e manualità. Così, dall’iniziale tro”, un marchio solidale nato nel confezionamento di biancheria, si 2009 dalla cooperazione tra alcune L’ultima attività promossa da Oi- archivio radici nel fiume L’artigianato artistico in carta na- kos è l’apertura, nel 2007, di una presi nella rete 26 mentare, dove lavora materie prime frutta e verdura biologica anche in biologiche di qualità, provenienti dai piccole e medie quantità, che pos- circuiti del commercio equo e solida- siamo gestire più facilmente”, spiega le (come il cacao e lo zucchero), del- Paolo. Inoltre, dopo la trasformazio- la cooperazione sociale e da piccole ne, alcuni prodotti della cooperativa aziende agricole locali. Nel 2010 la tornano nel paniere Aequos, chiu- cooperativa ha chiesto la certifica- dendo il cerchio della filiera locale e zione come trasformatore biologi- biologica. Promuovere filiere virtuo- co da Icea (Istituto di certificazione se che attivino relazioni sul territo- etica e ambientale, www.icea.info) rio è proprio uno degli obiettivi della e oggi distribuisce i propri prodotti cooperativa, per favorire l’inclusione tra le cooperative sociali, le botteghe sociale nel realizzare progetti concre- equosolidali e i Gruppi d’acquisto so- ti di partecipazione, alla ricerca di un lidale del territorio. Questo ha per- benessere comune. messo di instaurare nuove relazioni con alcune realtà vicine alla coope- samarkanda - sant’agostino 27 Centro socio educativo “Samarkanda” Cooperativa sociale “Sant’Agostino” La comunità Samarkanda è un servizio della cooperativa sociale Sant’Agostino dell’Anffas Pavia, nato in via sperimentale nel 1997 come Servizio di formazione all’autonomia (Sfa) nell’handicap, con due operatori e otto adulti con handicap mentali medio-lievi. rativa: “Trasformiamo le eccedenze agricole di alcune piccole aziende del Da tre anni la comunità si è tra- quindici, con un’età media di 40 Parco del Ticino o di cooperative so- sformata in un Centro socio educati- anni, tre gli operatori (la coordina- vo (Cse) diurno: gli utenti sono oggi trice e arteterapista, e due operatori Burattana”, racconta Paolo. E anche con i Gas del territorio: non solo la cooperativa ospita ogni anno in maggio “Buono e giusto”, giornata di festa dei Gruppi d’acquisto solidale, ma ha anche avviato l’esperienza di Aequos, una cooperativa di Gas per “l’acquisto collettivo etico solidale e sostenibile di prodotti biologici” (www.aequos. eu). “Partecipare agli acquisti collettivi di Aequos ci permette di avere Cooperativa sociale “Radici nel fiume” località Molino di Mezzo, frazione Maddalena 21019 Somma Lombardo (Va) tel. 0331.250184, [email protected] www.radicinelfiume.it socio-educativi) e una psicopedagogista che fa da supervisore. Caratteristica del Cse Samarkanda è valorizzare la creatività come strumento archivio samarcanda/sant’agostino ciali, come Solidarietà 90 e Cascina riabilitativo ed educativo. “Abbiamo scelto di non proporre lavori seriali o ripetitivi, ma di ascoltare i bisogni di ciascuna persona che frequenta il centro, coinvolgendola in prima persona nelle decisioni che riguardano la nostra comunità”, spiega Mari- presi nella rete 28 na Milazzo, coordinatrice del Cse. li, “un momento di libertà per im- Di cosa ha bisogno questa storia? È parare a confrontarsi con la realtà da questa domanda - rivolta a ogni del territorio”, dice Marina raccon- utente - che parte la progettazione tando i viaggi fatti in autobus verso delle attività del Cse, per andare alla il centro di Pavia. Un’occasione per ricerca delle sensibilità e degli inte- stringere relazioni con altre realtà ressi soggettivi per metterli a frutto sociali è anche la collaborazione del in un lavoro di comunità. Cse con Casa Satellite, un servizio cooperativa shadhilly 29 Cooperativa Shadhilly La leggenda narra la vicenda di Alì Bin Omar Al Shadhilly, esiliato e costretto a vivere su una montagna, nutrendosi con ciò che offriva la natura. Scoprì così che le bacche di caffè avevano un ottimo sapore e proprietà curative, che fece conoscere alla vicina comunità ottenendo così il diritto di tornare a casa. Le attività, che si svolgono dal lu- sperimentale dell’Anffas Pavia che nedì al venerdì tra le 8.30 e le 16.30, dà la possibilità ad alcuni giovani sono programmate collettivamente con handicap lievi di avviare un di settimana in settimana: “È il pri- percorso sull’autonomia, vivendo mo passo di un percorso nel quale si da soli per brevi periodi programma- ha possibilità di scelta, a partire da ti. Casa Satellite oltre al cohousing piccole iniziative quotidiane”, spie- ha avviato anche un progetto artisti- ga Marina. Il Cse gestisce laboratori co per la costruzione di scenografie S’ispira a questa mitica figura la svantaggiati, in particolare dei pro- di falegnameria, cartapesta e decou- teatrali, realizzate nei laboratori di cooperativa Shadhilly, nata nel 2012, duttori di caffè ed attinenti, alla ri- page, cucito e ricamo - quest’ulti- Samarkanda. che si propone di rispondere alla cerca di relazioni commerciali più domanda di “beni alimentari pro- eque”, come si legge nello Statuto. venienti da Paesi economicamente La storia di Shadhilly, tuttavia, ha mo coordinato da due volontarie che durante la settimana accompagnano gli educatori del centro portando uno sguardo esterno, oltre a un supporto prezioso alle attività. Un’altra attività che si svolge da ormai 10 anni è l’arteterapia, un’occa- Centro socio educativo Samarkanda Via Mussini 23, 27100 Pavia tel. 0382.422357 www.123homepage.it/samarkanda www.anffaspavia.it radici più lontane: da oltre 10 anni ha avviato delle relazioni con i piccoli produttori locali basate sui principi del commercio equo e solidale, per importare e vendere in Italia il caffè di Guatemala, Uganda ed Haiti, sen- come le persone stanno nel mondo”, sibilizzando sulla “conoscenza mec- come dice Marina, che è anche ar- canismi che, ancora oggi, mettono a teterapista. La comunità si apre al mondo esterno con delle uscite settimana- archivio shadilly sione per “avviare un confronto su rischio la dignità e la sopravvivenza di molti produttori”. Il caffè guatemalteco distribuito in presi nella rete 30 Italia da Shadhilly è prodotto dalla sco all’anno, pagato il giusto prezzo cooperativa Nueva Esperanza (por- ai produttori. Sul prezzo Massimo tal.anacafe.org/conebosque), fonda- Mogiatti, della cooperativa Shadhil- ta nel 2003 a El Bosque, un villaggio ly, spiega: “Seguiamo le oscillazioni di mille abitanti a 80 km a sud est di della Borsa, fino a un limite minimo Città del Guatemala, a 1.500 metri di sotto il quale riteniamo di non poter altitudine. Ne fanno parte 32 soci, più parlare di reddito equo, e in più di cui 12 donne, che producono un garantiamo un piccolo premio ag- caffè 100% arabica, coltivato secon- giuntivo ai produttori”. do tecniche tradizionali e torrefatto I chicchi vengono torrefatti in Ita- artigianalmente. Nueva Esperanza è lia dalla ditta Coffee Import di Diano l’unica cooperativa di produttori di d’Alba (Cn) e Shadhilly si occupa della caffè del Guatemala che ha una pro- distribuzione direttamente e in col- pria licenza di esportazione. cooperativa shadhilly 31 Sottosopra Sas Da bottega a bottega, il percorso si chiude. Arriviamo a Saronno (Va), dove si trova un altro negozio, simile al Mercatino da cui siamo partiti. Si tratta di una bottega tutta Sottosopra e quel che qui cambia, quando si entra, è la prospettiva. laborazione con altre cooperative di L’idea di Alessia Buzzetti, che ge- provengono dai laboratori di coo- Grazie al progetto della cooperativa commercio equo e solidale (fino allo stisce il negozio, è nata nel 1997, perative sociali hanno un ulteriore Shadhilly, è stato possibile costrui- scorso anno il caffè era distribuito per fare spazio a un laboratorio ar- re un magazzino a El Bosque. Ma il dalla cooperativa marchigiana Mon- tigiano creativo e dare visibilità al progetto non vuole limitarsi ai soli do Solidale: www.mondosolidale.it). lavoro di alcuni artigiani italiani produttori di caffè e anzi, guardare Un pacchetto di caffè da 250 gr costa che valorizzano con tocco moder- a tutta la comunità del Bosque: dalla in bottega 3,85 euro. no oggetti realizzati con tecniche fine del 2005 è stato avviato un per- tradizionali. “In bottega si trovano corso scolastico per la scuola media pezzi unici, realizzati su misura, - per 35 giovani, con tre insegnanti personalizzati”, spiega Alessia, che biblioteca. Nel 2011 è stato aperto un piccolo, ma importante ambulatorio con la presenza giornaliera di un’infermiera. Shadhilly acquista tutto quello che la cooperativa Nueva Esperanza produce: 20 tonnellate di caffè fre- viene dal mondo dell’architettura Cooperativa Shadhilly Via Paolo Borsellino 14/B, 61032 Fano (Pu) presso Emporio AE (zona Codma) tel. 0721.800008 - 334.3521641, [email protected] www.shadhilly.com e dell’arredamento. “I prodotti che scelgo sono tutti realizzati a mano: da artigiana voglio valorizzare proprio il lavoro delle mani, non delle fabbriche dice Alessia -. Sono, in tutti i casi, prodotti di grande qualità; se poi archivio sottosopra sas - e nel 2012 è stata inaugurata una presi nella rete 32 valore aggiunto, perché veicolano sforma in un altro spazio di creati- una storia”. Ma prima di tutto sta vità libero dalle disuguaglianze. la qualità: “Voglio che a parlare sia il prodotto, che venga scelto per la cura con cui è realizzato, non perché si fa del bene acquistandolo. Solo così raggiungeremo un’effettiva uguaglianza e abbatteremo le discriminazioni”. I prodotti proposti da Sottosopra, infatti, provengono sia dal mondo del profit che della cooperazione sociale e no profit. Tra questi, Alessia collabora stabilmente con le cooperative La Piracanta di Pavia, Radici nel Fiume di Somma Lombardo (Va) e con Laboratorio Procaccini Quattoridici di Milano, che da 10 anni lavora in città a favore dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati (www.laboratorioprocaccini. it). Altri progetti sono in corso con L’Arca - Laboratorio scuola onlus di Cardano al Campo (Va, www. arcacasadimarina.org) e il Centro diurno per disabili (Cdd) di Cermenate (Co). Come al Mercatino, il negozio “nasconde” un laboratorio di artigianato artistico e un piccolo magazzino, che all’occorrenza si tra- Sottosopra Sas via Monti L. Padre 41, Saronno (Va) tel. 02.96700428 https://www.facebook.com/sottosopra.ideeecreativita?fref=ts Presi nella rete } equo solidale a km 0 L’opuscolo che avete tra le mani nasce dalla volontà di far conoscere l’esperienza del negozio “Il Mercatino” della cooperativa sociale pavese La Piracanta. Tra le sue pagine trovate le piccole grandi storie di alcune realtà e cooperative sociali che collaborano con Il Mercatino, i cui prodotti si possono trovare nel negozio di Pavia. “Siamo convinti che un progetto virtuoso vada messo in rete, condiviso, modellato sui territori - dicono i responsabili del Mercatino -. Da qui l’idea di rendere il nostro visibile anche a chi non ci conosce direttamente, per diffondere l’idea di una cooperazione sociale che promuove la serietà nel lavoro e la qualità dei prodotti”. Il gatto nero rappresenta il simbolo del Mercatino, un animale che, nell’idea dei promotori del negozio, “porta sfortuna a chi non ce l’ha”. Le sagome dei gatti neri sono modellate e decorate nel laboratorio artistico del Mercatino, ospitato dalla cooperativa sociale Arkè di Pavia. Oltre alle storie che raccontiamo in queste pagine, Il Mercatino collabora anche con: associazione di promozione sociale Il laboratorio; cooperativa sociale Arimo; cooperativa sociale Alice; cooperativa sociale Laboratorio Procaccini 14; cooperativa sociale Lazzarelle; cooperativa sociale Casa del Giovane; Marco Brix; cooperativa sociale Lavoro e solidarietà; Opera nomadi e associazione Insieme; Arci Pavia; centro diurno del Comune di Voghera; Organic brides; cooperativa La Vigna; e non ultimo, il Centro servizi volontariato di Pavia. A cura di Chiara Spadaro