}
Presi
nella
rete
equo solidale
a km 0
introduzione
indice
03
05
07
10
Introduzione
Cooperativa
sociale
“La Piracanta”
Il Mercatino
Ains onlus
Associazione
italiana nursing
sociale
13
16
18
20
Cooperativa
sociale
“Arké”
Camera Off
UrOburo
Cooperativa
sociale
“Città e salute”
Associazione
di promozione
sociale
“Ad Gentes”
23
25
27
29
Cooperativa
sociale
“Oikos”
Cooperativa
sociale
“Radici
nel fiume”
Centro socio
educativo
“Samarkanda”
Cooperativa
sociale
“Sant’Agostino”
Cooperativa
“Shadhilly”
31
Sottosopra sas
Testi a cura di Chiara Spadaro
Editing: Altreconomia
3
L’essenza
di una comunità
la società moderna tende a immunizzare: renderci persone
immuni, prive di obblighi. È una ossessione, le cui motivazioni
sono nella parola stessa: il termine latino munus vuol dire
“obbligo”, ma vuol dire anche “dono”. Il dono sovverte l’ordine costituito, secondo il quale a ogni prestazione deve corrispondere un prezzo.
Il dono è pericoloso: smaschera
dere, e a volte ritrovare. Un senso
e trasforma il sistema. Ecco perché
di appartenenza, un possesso, so-
combatterlo.
prattutto riferito al territorio. È una
Ma munus è anche il nucleo co-
definizione adeguata? No, anche
stitutivo della parola “comunità”,
questa è un’argomentazione che in
esatto opposto di immunità. Che
cuor nostro non ci soddisfa.
cos’è dunque comunità?
Ci facciamo allora aiutare da
Si è sempre stati propensi a defi-
Roberto Esposito (Communitas,
nire le comunità attraverso un pro-
Einaudi 1998). Nel suo molteplice
cesso di ricerca di un elemento co-
significato (obbligo/dono), spiega
mune a un gruppo di individui. Un
Esposito, dobbiamo chiederci in che
elemento che li faccia appartenere
senso il dono sarebbe anche un do-
a uno stesso insieme. Ecco perché
vere. Il dono non dovrebbe essere
abbiamo sempre pensato alla co-
un gesto spontaneo?
munità come a un bene, un valore,
In realtà il munus è un dono par-
un’essenza. Che a volte si può per-
ticolare: è quello fatto, non quello
presi nella rete
4
ricevuto, ed è caratterizzato da una
ne. Melodia e armonia scaturiscono
“inesorabile cogenza”.
dall’intervallo tra una nota e l’al-
Ecco: il cuore della comunità è
tra, nel rapporto tra la prima e la
un dono obbligato, che sollecita
seconda: l’essenza della musica è
disobbligazione. “La gratitudine
-paradossalmente- il silenzio tra
che esige nuova donazione”, scri-
una nota e l’altra.
ve Esposito, introducendo il tema
Il dono che la comunità condivi-
della riconoscenza, tanto avulso e
de allora non è un’appartenenza,
osteggiato nella nostra epoca.
ma una mancanza: è comune non
Ecco prevalere quindi reciprocità
e mutualità: quel consegnare -l’uno
ciò che è di tutti, ma quel che è di
nessuno.
all’altro tra i membri della comunità- un impegno.
cooperativa sociale “la piracanta”
5
Cooperativa
sociale “La Piracanta”
È un arbusto robusto e spinoso, dalle siepi impenetrabili: la
piracanta che dà il nome alla cooperativa sociale di Pavia è
il simbolo della solidarietà reciproca che sta alla base di
questa realtà mutualistica.
Le storie che seguono sono storie di dono. Sono storie di una co-
“La nostra è una forza collettiva:
con una particolare sensibilità per
Non si può definire allora comu-
munità che non ha dimenticato la
da soli riusciamo a costruire ben
la tutela del patrimonio arboreo e
nità solo con la contrapposizione
sua essenza, e nella rete di relazioni
poco, ma se appoggiamo gli uni agli
ambientale. Dai 10 addetti dell’ini-
“pubblico vs privato”.
che ha instaurato l’ha fatta vivere
altri possiamo realizzare progetti che
zio, la cooperativa è arrivata ad avere
e con-vivere.
valorizzano i singoli nella comuni-
un massimo di 24 addetti nel 2011,
Che cos’hanno allora in comune
i membri di una comunità? Non
Storie di persone, individui, don-
tà”, spiega Alberto Moggi, presidente
per attestarsi oggi a una ventina di
un’appartenenza, non un bene,
ne e uomini, e della loro città, che
de La Piracanta. La cooperativa na-
lavoratori, di cui il 60% disabili.
non una sostanza, ma un dovere.
appare alla luce del dono ancor più
sce da un progetto europeo di forma-
La sede della cooperativa si trova a
Non una proprietà, “ma un debito”.
bella.
zione dedicato al giardinaggio e alla
Pavia accanto al cinquecentesco col-
manutenzione del verde, con 10 gio-
legio Borromeo, nelle serre comunali
vani soggetti svantaggiati. Questo
che un tempo ospitavano gli orti ge-
percorso si è trasformato in un vero
stiti dai frati cappuccini. Uno spazio
Un po’ come nella musica: melo-
e proprio orientamento al lavoro, con
che oggi è tornato a vivere grazie alla
dia e armonia sono il risultato della
la fondazione nel 1999 della coope-
cura del verde di cui si occupa La Pi-
relazione tra note, nella loro con-
rativa. La Piracanta si è affermata
racanta, che ha creato dei percorsi
temporaneità e nella loro sequen-
progressivamente come impresa,
educativi e di sensibilizzazione am-
za. Le note sono sette ma quel che
approcciandosi in modo professio-
bientale per le scuole negli antichi
conta è come le si mette in relazio-
nale alla manutenzione del verde,
spazi a orto.
L’essenza della comunità non è la
somma dei suoi membri, ma il rapporto che intercorre tra di loro.
Pietro Raitano, Altreconomia
presi nella rete
6
network nazionale di cooperative sociali di tipo B che dal 1997
si occupa della raccolta differen-
il mercatino
7
Il Mercatino
archivio la piracanta
ziata dei rifiuti speciali, come i
Raee (rifiuti da apparecchiature
elettriche ed elettroniche) e le
cartucce per stampanti. La cooperativa sta anche lavorando a
un progetto di gestione del Parco
L’idea del negozio nasce nel 2005, da un’intuizione di Pinuccia
- allora presidente della Piracanta - e Alberto, per dare visibilità alla cooperativa stessa e ai progetti di altre realtà cooperative. Uno spazio in affitto agevolato dal Comune
e Giulia, che si è messa in gioco in prima persona nonostante
venisse da un altro percorso lavorativo:
Pur nascendo con una vocazione
Darsena di Pavia, in collaborazione
“ambientale” nell’ambito della ma-
con il comitato di genitori “Adotta
nutenzione del verde, La Piracanta
un parco” (adottaunparco.blogspot.
ha voluto nel tempo diversificare le
it). La proposta della cooperativa si
proprie attività in altre due aree di
chiama “Parchi urbani: dalla ma-
intervento: il trasporto di rifiuti e il
nutenzione alla cura”, sottolinean-
negozio Il Mercatino (di cui scrivia-
do proprio la necessità di stringere
“È stata una scommessa”, sorride
con un passaggio: da una coopera-
mo nelle pagine che seguono). Oggi
relazioni a partire dalla cura degli
lei, giocata su una mappatura delle
zione che guarda ad altri paesi del
l’85% del fatturato della cooperativa
spazi verdi urbani, affinché possano
cooperative sociali e agricole della
mondo a una cooperazione territo-
viene oggi dalla manutenzione del
diventare il palcoscenico di nuove re-
Lombardia, il più possibile vicine
riale, di vicinanza e relazione tra
verde, ma in prospettiva le diverse at-
lazioni comunitarie e solidali.
a Pavia, che realizzano prodotti di
le cooperative sociali della stessa
qualità che veicolano storie.
Regione. “Una grandissima impor-
tività dovrebbero equilibrarsi. Così,
“i camion che dalla primavera all’au-
“La filiera corta e la cooperazione
tanza la riveste la qualità dei pro-
tunno usiamo per la manutenzione
sociale sono i due criteri che ci han-
dotti che proponiamo - sottolinea
del verde, in inverno si utilizzano
no guidato alla ricerca delle realtà
Giulia -. Vogliamo abbattere le dif-
per la raccolta dei rifiuti - spiega Al-
da cui prendere i prodotti”, spiega
ferenze, dimostrando che i prodot-
berto Moggi -. Questo ci dà la possi-
Giulia Dezza.
ti realizzati da cooperative socia-
bilità di allungare i tempi di lavoro,
garantendo maggiore stabilità agli
inserimenti lavorativi”. La Piracanta
fa parte della rete Eco-recuperi di Solarolo (Ra, www.ecorecuperi.it), un
Cooperativa sociale La Piracanta
Via Vercesi 2, 27100 Pavia
Tel. 0382.462186,
[email protected]
www.coop-lapiracanta.com
Una ricerca durata due anni - e
li sanno essere, prima di tutto, di
che ancora continua -, che nel tem-
qualità, a prescindere dal progetto
po ha arricchito la proposta del Mer-
che raccontano”. È proprio questa
catino. Il modello è simile a quello
cura nella realizzazione dei prodotti
del commercio equo e solidale, ma
che permette poi di coinvolgere il
presi nella rete
8
il mercatino
9
cliente nell’ascolto della storia delle
volezza continua e un ricambio di
ti del commercio equo e solidale.
il laboratorio diventi un progetto
cooperative.
prodotti che permette di veicolare
Ma non solo: la bottega può gestire
al femminile, per fare inserimenti
I contatti con le cooperative che
sempre nuove storie. Solo il 10% dei
l’intera “filiera degli sposi” in modo
lavorativi di donne svantaggiate”,
forniscono il Mercatino sono sem-
prodotti venduti in negozio sono
etico, realizzando partecipazioni e
spiega Giulia. Un lavoro che non
pre diretti, inizialmente telefonici.
alimentari: prodotti a lunga conser-
bomboniere, fotografie e fedi, abiti
solo affida delle responsabilità, ma
“Dopo un primo contatto, ci cono-
vazione, rigorosamente biologici,
e catering. Anche in questo caso, Il
è anche un’occasione per sperimen-
sciamo di persona, con una visita
perché “il rispetto per la dignità del-
Mercatino si trasforma in uno spa-
tare nuovi progetti e stimolare la
alla cooperativa”, spiega Giulia. E i
le persone e dei diritti dei lavorato-
zio d’informazione e consapevolez-
fantasia. Di recente il laboratorio
prodotti sono portati in negozio in
ri, e quello per l’ambiente e la natu-
za: i clienti possono fare una scelta,
ha trovato una nuova sede, in uno
conto vendita: “La nostra relazio-
ra, vanno di pari passo”. E rispetto
conoscendo le storie dei produtto-
spazio della cooperativa sociale
ne si basa sulla fiducia”, aggiunge,
al prezzo dei prodotti, si guarda al
ri attraverso i frutti del loro lavo-
Arkè, di cui parliamo a p. 13.
per sottolineare la forza del capitale
prezzo trasparente, per rendere il
ro. Così Il Mercatino è anche una
delle relazioni. Con alcune realtà la
più chiara possibile la filiera.
fucina di idee, che nascono dallo
collaborazione è stata naturale - “gli
Al Mercatino si realizzano anche
scambio con le cooperative sociali
è piaciuta l’idea e abbiamo subito
bomboniere, confezionate con gli
del territorio e vengono rimesse in
iniziato a tenere i loro prodotti” -,
oggetti delle cooperative e confet-
circolo perché possano contaminare
con altre è meno scontata. “Serve
nuovi spazi e generare una rifles-
tempo e pazienza, talvolta c’è dif-
sione profonda sulla necessità di
fidenza, ma la lentezza paga. Mi
nuovi stili di vita.
piace che le cooperative si prendano
i loro tempi: è giusto rispettarli”,
La bottega supporta un laboratorio artigianale, dove si ritagliano al
dice Giulia.
traforo le sagome di gatti neri, da
ve che fornivano i propri prodotti al
poggiare negli angoli delle case. Il
Mercatino. Oggi sono una ventina,
gatto nero è diventato così il sim-
stabili, altri cambiano periodica-
bolo del Mercatino: un’intuizione
mente. E anche gli oggetti vanno
semplice e molto fortunata, con co-
e vengono, perché quel che non è
sti minimi di realizzazione e vendi-
ancora stato venduto appartiene a
tutti gli effetti alla cooperativa: è
così che al Mercatino c’è una mute-
archivio il mercatino
Inizialmente erano 6 le cooperati-
ta, che spopola tra i clienti. Al traforo c’è Lorena, che lavora part-time
per la cooperativa: “Vorremmo che
Il Mercatino
Coop. Soc. La Piracanta
C.so Garibaldi 22/a
27100 Pavia
tel. 3334464723
[email protected]
presi nella rete
10
Ains onlus
Associazione italiana
nursing sociale
L’associazione Ains è una onlus nata nel 1998 per iniziativa
di due infermieri: “Ci siamo chiesti come la professione infermieristica potesse impegnarsi anche a favore dei diritti
umani, lavorando per la solidarietà nell’ambito della cooperazione internazionale”, racconta Ruggero Rizzini, uno dei
fondatori.
ains onlus
11
Mazatenango, alcuni microproget-
stri sguardi per nuove progettualità
ti alimentari - come l’allevamento
comunitarie e solidali.
di animali da cortile (come capre
Un altro esempio in questa di-
e galline) o l’acquisto di concime
rezione è la collaborazione con la
- e le “giornate della salute” che si
cooperativa Arké (di cui parliamo
svolgono da 3 anni.
a pagina 13), che destina il 5% del
Ains si appoggia a dei referenti
guadagno derivato dai catering or-
locali in Guatemala, ma “pensiamo
ganizzati sul territorio ad Ains on-
che il cambiamento debba partire
lus, per finanziare il progetto del
anche dall’Italia”, sottolinea Rug-
comedor infantil. Il comedor è una
gero: per questo l’associazione pa-
mensa nata nel luglio 2012 per ga-
vese lavora quotidianamente sul
rantire a trentacinque bambini un
territorio per sensibilizzare,
informare, creare nuove reti
teressi, coinvolgendo nuove perso-
con Il Mercatino, dove si tro-
mala è legata all’incontro con don
ne. Attualmente il direttivo è com-
vano alcuni prodotti dell’ar-
Roberto Piccini, “prete operaio” di
posto da cinque persone, di cui due
tigianato guatemalteco, ma
Calvagese della Riviera (Bs) con una
infermieri, i soci sostenitori sono
soprattutto il caffè El Bosque
lunga esperienza in America Lati-
circa 200.
della cooperativa Shadhilly
na. La passione per il Guatemala è
I progetti sanitari sono solo un
(ne raccontiamo la storia a
nata durante quel primo viaggio nel
aspetto della cooperazione di cui si
pagina 28): “Vendere in Ita-
1998 e, di ritorno in Italia, è natu-
occupa Ains: “Negli anni c’è stata
lia quel caffè permette alla
ralmente sfociata nella fondazione
una trasformazione nell’ottica di
cooperativa che lo produce
dell’“Associazione italiana nursing
costruire progetti che guardasse-
di retribuire un’infermiera”,
sociale” (Ains). L’associazione, pur
ro ai bisogni reali delle persone:
spiega Ruggero. Per Ains on-
nascendo con una forte caratteriz-
dall’alimentazione all’educazione”,
lus, il Guatemala diventa così
zazione infermieristica - come dice
spiega Ruggero. È nato così, ormai
lo “strumento per parlare di
il nome stesso: nursing significa
10 anni fa, un progetto di sostegno
altri temi sociali”, conosce-
proprio questo -, si è allargata nel
scolastico a distanza che coinvolge
re altre storie che con la loro
tempo ad altre professionalità e in-
circa 200 bambini tra El Rancho e
forza possano allargare i no-
archivio ains
e collaborazioni. Come quella
La prima esperienza in Guate-
presi nella rete
12
pasto al giorno, nella baraccopoli
gazione e socialità che accoglie i
di Santa Gertrudis a La Champas,
bambini, aiutandoli nei compiti e
dove vivono duecento famiglie. In
dando loro la possibilità di giocare
cucina c’è Araciely, una donna gua-
in comunità.
temalteca assunta come cuoca per
cooperativa sociale “arké”
13
Cooperativa
sociale “Arké”
il progetto, ma che svolge un ruolo più ampio di supervisione sui
bambini e di coinvolgimento delle
famiglie. Ogni giorno, le mamme
si danno volontariamente il turno
per occuparsi della pulizia del comedor e di dare un aiuto in cucina
e ai tavoli.
Questo del comedor è uno dei progetti più importanti per Ains che ha
Ains onlus
Associazione italiana
nursing sociale
via Madonna, 8
27028 San Martino Siccomario (Pv)
tel. 339.2546932
ainsonlus.blogspot.it
Arké è una cooperativa sociale di tipo B con 40 soci lavoratori, nata nel 1995 come officina elettromeccanica: uno spazio
d’inserimento lavorativo per soggetti disabili e svantaggiati,
dove si realizzano cablaggi elettrici per conto terzi. Quest’attività industriale è stata la principale iniziativa della cooperativa fino al 2000 (oggi continuano a lavorarvi 14 persone),
quando si sono avviati nuovi ser-
Grazie al valore del “capitale delle
vizi esterni, come l’attività agricola
relazioni”, Arké avvia nel 2004 un
sera alla settimana viene proposto
e la ristorazione scolastica. Tutto
percorso di conversione in senso
un cineforum gratuito, con una
è iniziato con un allevamento di
agricolo della propria attività - sot-
merenda; ogni mese si propongo-
lumache sulle colline pavesi, nel
traendo spazio all’elicicoltura per
no laboratori creativi e vengono fe-
paese di Torrazza Coste (Pv).
fare spazio all’orticoltura - e si tra-
deciso di svilupparne anche l’aspetto sociale e d’intrattenimento: una
steggiati i compleanni dei bambini;
L’elicicoltura (l’allevamento del-
sferisce a Pavia, in un terreno di
ogni mese le mamme dei bambi-
le lumache a scopo alimentare) die-
proprietà dell’azienda La Francana,
ni vengono invitate a partecipare
de buoni risultati per i lavoratori
nel territorio del Parco del Ticino.
alla giornata di prevenzione dove
della cooperativa, ma non sul piano
In quei 5mila metri quadri di ter-
un medico e un’infermiera spiega-
imprenditoriale: “Dopo tre anni la-
ra, la cooperativa produce ortaggi
no l’importanze di stili di vita sani,
sciammo gradualmente l’attività,
biologici per il Gruppo d’acquisto
dell’igiene e della prevenzione al tu-
ma nel frattempo avevamo costru-
solidale di Pavia (www.despavese.
more della mammella e dell’utero.
ito relazioni solide con altre azien-
org): una trentina di famiglie che
E, nel tempo, gli spazi del comedor
de agricole del territorio”, racconta
si “abbonano” a una cassetta setti-
sono diventati un luogo di aggre-
Domenico Caliò di Arké.
manale di prodotti freschi.
presi nella rete
14
cooperativa sociale “arké”
15
Nel frattempo, la cooperativa
de sia prodotti coltivati diretta-
Suardi, che si occupa di accoglienza
prenotazioni per i prodotti, di setti-
stringe nuove relazioni con altri
mente dalla cooperativa sia quel-
minori a Suardi (Pv), e l’azienda
mana in settimana, per abbassare
piccoli produttori biologici di colli-
li di alcune aziende agricole della
agricola biologica La Valbona, nel
così i costi finali al consumatore e
na e di pianura, con i quali dà vita
provincia pavese - che producono
Parco del Ticino.
ottimizzare la gestione dei prodotti
al progetto del Balançin: una fat-
riso, vino, formaggi e frutti -, ma
“Questa rete di piccoli orti ci dà
toria sociale.
anche di realtà più grandi e non
la possibilità di programmare le
Il Balançin - che prende il nome
sempre locali - come la cooperativa
semine in modo successivo e sce-
da un attrezzo agricolo, il giogo del
agricola Iris di Calvatone (Cr), che
gliere le coltivazioni in base alla
cavallo da tiro, in dialetto pavese
fornisce la pasta.
vocazione dei terreni, oltre a raf-
- diffonde una newsletter settima-
Anche la pasta che si consuma
forzare il legame con altre realtà
nale, un vero e proprio strumen-
nelle mense scolastiche seguite da
agricole e sociali del nostro territo-
to di informazione su tematiche
Arké è di Iris: la cooperativa si oc-
rio”, spiega Domenico. Il Balançin
ambientali e del consumo critico,
cupa direttamente della fornitura,
acquista direttamente i prodotti di
che fa conoscere i piccoli produttori
della logistica e della gestione dei
queste aziende e compone le cas-
agricoli e i loro prodotti, oltre a dare
pasti in cinque istituti della pro-
sette per i Gas in base alle dispo-
tutte le informazioni per la parteci-
vincia di Pavia - un asilo nido, due
nibilità, per una trentina di ordini
pazione agli ordini del Gas.
scuole materne e due elementari.
settimanali.
Per far fronte alle richieste delle
Nel novembre 2012 la fattoria so-
mense scolasti-
ciale Balançin ha aperto un negozio
che e dei Gas, la
in città, in corso Garibaldi 43.
archivio arkè
Il paniere del Balançin compren-
cooperativa lavo-
È un piccolo locale (aperto il lu-
ra oggi un altro
nedì mattina dalle 7.30 alle 13.30 e
terreno di 3.500
da martedì a sabato anche il pome-
metri quadri nel
riggio, dalle 16.00 alle 19.30; tel.
Parco della Ver-
0382.311970) dove si trovano i pro-
navola, a Mira-
dotti del Balançin e delle cooperati-
bello, e collabora
ve sociali e piccole aziende agricole
con due altre re-
con cui la cooperativa collabora;
altà agricole: la
in prospettiva, vorrebbe diventa-
cooperativa so-
re uno spazio dove far conoscere
ciale Mulino di
le realtà produttrici e raccogliere le
freschi in negozio.
Cooperativa sociale Arké
via Pollaioli 4, Pavia
tel. 0382.468664
[email protected]
www.arke-coop.it
presi nella rete
16
Camera Off
camera off
17
ne: realizziamo servizi fotografici
forme (dai ritratti ai paesaggi, pas-
per matrimoni, famiglie, bambini,
sando per la postproduzione).
gravidanze, eventi e cerimonie, ma
anche convegni e aziende”, spiega
Alessandra. La maggior parte delle
attività dello studio derivano dai
servizi ai matrimoni, ma senza alcuna speculazione: “Le nostre tarif-
Risale al 1903 il primo numero della celebre rivista di fotografia “Camera work”: 106 anni dopo, a Pavia, dei giovani fotografi professionisti riprendono quel nome nel segno della storia, cambiandone però il suffisso: scelgono “off”, - al
posto di “work” - per indicare una realtà alternativa, diversa
fe sono le stesse per ogni tipologia
di servizio”, sottolinea Alessandra.
Camera Off è associata all’associazione nazionale di fotografi professionisti Tau Visual (www.fotografi.
org), e dà lavoro a due persone a
e originale. Nasce così nel 2009
fiancata poi da Mattia Colombi.
tempo pieno e alcuni collaboratori,
lo studio fotografico Camera Off,
“Il nostro studio si occupa di per-
fondato da Alessandra Fuccillo, af-
sone, nel senso ampio del termi-
per un totale di sei persone.
Da alcuni anni lo studio ha instaurato una sinergia con Il Mercatino, per offrire una proposta etica agli sposi: dalle partecipazioni
all’abito, dalle fedi al servizio fotografico. Con un valore aggiunto:
chi sceglie questo servizio può destinare il 10% del servizio fotografico a
sostegno di uno dei progetti di Ains
in Guatemala.
archivio camera off
Un altro settore di cui si occupa
Camera Off è la didattica: ogni anno
organizza una decina di percorsi
formativi che vogliono avvicinare
le persone alla fotografia in diverse
Camera Off
via dei Mille 73, 27100 Pavia
tel. 333.6018343
[email protected]
www.cameraoff.com
presi nella rete
18
uroburo:
Cooperativa sociale
“Città e Salute”
Città e Salute è una cooperativa sociale fondata nel settembre 1998 in seguito all’esperienza dell’associazione “Città sane”, per sviluppare azioni di recupero ambientale e d’integrazione sociale. La raccolta differenziata di indumenti e
scarpe usate è stata la prima attività della cooperativa, che
oggi gestisce circa 600 contenitori nelle province lombarde.
uroburo
19
o insoliti (titanio e acciaio). Un’espe-
ria napoleonica Eugenia. L’atelier
rienza nata da un’intuizione di Fio-
UrOburo non tradisce i principi dai
renza Roveda e dagli insegnamenti
quali è nato e continua ancora oggi
del maestro orafo Davide De Paoli,
a essere una vera e propria scuola e
che nel 2002 avviò i primi corsi per
fucina creativa, dalla quale nascono
inserire soggetti svantaggiati in un
mostre e percorsi espositivi . “Abbia-
lavoro creativo e artistico di prestigio
mo diversificato le nostre proposte
come la creazione di gioielli. Fu De
perché il progetto sociale della coo-
Paoli stesso a creare la prima colle-
perativa potesse diffondersi: oltre ai
zione di UrOburo, raffigurato come
pezzi unici è nata così un’altra colle-
un serpente che si morde la coda. “Si
zione di piccole serie, più accessibile
tratta di un simbolo alchemico che
senza trascurare la qualità, colorata
indica la ciclicità della natura, per
con degli smalti”, racconta l’artista
noi è divenuto il simbolo della rimes-
Irene Marasco, dell’atelier.
sa in circolo di nuove energie”, spiega
Fiorenza Roveda di Città e Salute.
Dal 2001, questa attività è stata af-
si e di studenti delle scuole d’arte.
fiancata da un progetto di cura degli
Da UrOburo si realizzano gioielli in
Dal 2003, dopo un anno in via Pepe,
animali e dal 2006 lavora presso l’ex
esemplare unico o in piccola serie,
l’atelier ha una bottega nel quartiere
canile comunale di Milano. Città e
usando sia metalli poveri (come otto-
Isola di Milano, in via Thaon di Revel
Salute ha 21 lavoratori, di cui 9 sog-
ne, rame, bronzo, ferro e alluminio),
19, dove si presenta l’intera filiera di
getti con disturbi psichici: 10 persone
che preziosi (argento, palladio e oro)
UrOburo: “La bottega riflette l’etica
che sta dietro al nostro lavoro artigia-
ziata; 3 al canile e 3 nell’amministra-
no, basato sul principio della filiera
zione. Altre 5 persone si dedicano al
corta”, spiega Piervito Antoniazzi.
terzo ambito di lavoro della coope-
A partire dalla bottega sono nate re-
rativa: l’atelier di oreficeria artistica
lazioni importanti con il quartiere -
per il reinserimento sociale UrOburo.
Città e Salute ha promosso la nasci-
È un laboratorio orafo dove cinque
artisti - tre italiani e due giapponesi
- seguono gli stage di alcuni utenti
dei centri di salute mentale milane-
archivio città e salute
sono occupate nella raccolta differen-
ta dell’associazione di via “Isola Revel”, il suo presidente è coordinatore
del Distretto urbano del commercio
(Duc) Isola e collabora con la Fonde-
Cooperativa sociale Città e Salute
via Thaon di Revel 19,
20159 Milano
tel. 02.69311971,
[email protected],
[email protected]
www.cittaesalute.org
www.uroburo.it
presi nella rete
20
Associazione
di promozione sociale
“Ad Gentes”
ad gentes
21
lamruralcentre.com).“Collaboriamo
con la Bolivia dal 1998 - racconta Erica
Reganaz, unica dipendente dell’associazione, responsabile dei progetti -,
importando capi di abbigliamento e
accessori in lana di alpaca 100% naturale”. Asarbolsem è un’associazione
nata nel 1989 che conta oggi oltre 300
artigiane e artigiani (il 95% è donna)
delle etnie Aymarà e Quechua, con
l’obiettivo di promuovere la digni-
archivio ad gentes
Ad Gentes è nata nel 1994 come associazione di volontariato, a partire dall’impegno di alcune persone sensibili ai temi del commercio equo e solidale, per trasformarsi poi in associazione di promozione sociale. La bottega è
stata fin dall’inizio il cardine dell’attività di Ad Gentes:
tà delle donne boliviane attraverso
il lavoro. Le donne lavorano lana di
alpaca e pecora, tingendole in modo
“All’epoca ci sembrava lo spazio
di artigianato”. Così dal 1998, grazie
naturale con degli estratti arborei; il
ideale per far conoscere i progetti del
alla scelta dei soci, la bottega ha in-
90% dei loro prodotti sono distribuiti
Più a nord, in Ecuador, l’“Asocia-
commercio equo e solidale attraverso
vestito il proprio piccolo capitale in
in tutto il mondo tramite il canale del
ciòn de productores organicos de Vin-
i suoi prodotti: un luogo dove tutti
alcuni progetti nel Sud del mondo
commercio equo. Con il sostegno di
ces” (Apov) è un’organizzazione che
potessero venire, prima di tutto, a
che faticavano a trovare sostegno e
Ad Gentes e di altre associazioni ita-
conta 200 produttori della provincia
informarsi, anche senza acquista-
diffusione in Italia.
liane, Asarbolsem è riuscita ad aprire
di Los Rios, dove si trova una pregiata
Oggi, l’associazione segue diret-
nel 2008 una casa de l’artesano, una
varietà di cacao - come fa intendere
re”, spiega Andrea Reina, presidente
tamente due progetti: il primo, con
struttura che ospita la prima botte-
già il nome: fino de aroma - la cui
Ad Gentes ha preferito restare “in-
l’associazione boliviana di donne ar-
ga di commercio equo e solidale del-
produzione è messa a rischio dalle
dipendente”, per poter investire an-
tigiane “Asociaciòn artesanal boli-
la Bolivia e accoglie i viaggiatori del
diffusione di colture ogm.
che su altre centrali di importazione
viana Senor de Mayo” (Asarbolsem),
circuito del turismo responsabile. “Il
Le famiglie di Apov coltivano il ca-
del commercio equo, come Ravinala,
l’altro sulle uova di Pasqua equosoli-
progetto è cresciuto negli anni e oggi
cao in piccole fattorie familiari, di 5-6
Equomercato, Baum, Altraqualità e
dali. Inoltre, nel 2011 Ad Gentes ha
la condizione lavorativa delle donne
ettari di terra, avendo cura di tute-
Libero Mondo. L’obiettivo, come dice
iniziato a sostenere i saponi Ajanta
è cambiata virtuosamente, raggiun-
lare l’ecosistema ecuadoreño asso-
Andrea, è “dare voce a una moltitudi-
sostituendosi a Equoland, che avviò
gendo un obiettivo importante dei
ciandolo ad altre colture tradizionali,
ne di progetti, con un’offerta varie-
nel 1994 il progetto con gli artigiani
progetti di commercio equo e soli-
come il banano, la papaia e il caffè.
gata sia sui prodotti alimentari, che
indiani di Palam Rural Centre (pa-
dale”, sottolinea Erica.
Un progetto che è stato sostenuto dal-
dell’associazione.
presi nella rete
22
la cooperativa Equoland tramite il
in scatoline realizzate con foglie di
prefinanziamento degli agricoltori,
cacao, banano o mogano: sono realiz-
il trasferimento di competenze tec-
zate a Bali, in Indonesia, dall’associa-
niche e il sostegno della filiera del
zione “Surya Bali suci”, fondata nel
cacao in Italia. Essendo un progetto
2009, e “Arum dalu mekar”, fondata
che segue dal 1998, al cioccolato Ad
nel 1991. “Oltre a prodotti di qualità
Gentes associa altri progetti di com-
provenienti dalle filiere del commer-
mercio equo, realizzando una filiera
cio equo e solidale, ci teniamo a pro-
interamente solidale: dalle sorprese
porre oggetti utili e pratici, che pos-
- piccoli giochi di legno, intagliati e
sano essere riutilizzati, azzerandone
dipinti a mano in Sri Lanka dagli ar-
l’impatto ambientale”, sorride Erica.
tigiani di “Gospel house handcrafts”,
Finiti gli ovetti, la scatola continua
alla confezione. Il cartellino che ac-
a raccontare una storia ed è pronta
compagna l’uovo è in carta di sterco
per essere riempita con nuove idee
di elefante, un progetto della bottega
equosolidali.
oikos
23
Cooperativa
sociale “Oikos”
La cooperativa sociale Oikos nasce nel 1998 all’interno della
Caritas di Vigevano (Pv), su iniziativa di due obiettori di coscienza,
per rispondere alle numerose richieste di lavoro che venivano
presentate agli sportelli del centro d’ascolto della Caritas.
“Partimmo in nove soci, con la
ta quella di valorizzare le caratteri-
raccolta degli abiti usati: un’attivi-
stiche e le capacità soggettive delle
Vagamondi di Formigine (Mo, www.
tà che nel tempo si è estesa sul ter-
persone - spiega Marco -: anziché
vagamondi.net); la stampa dell’in-
ritorio e oggi dà lavoro a 4 persone,
lavorare su uno svantaggio, andia-
carto esterno, di un materiale ricicla-
con 140 cassonetti
bile, è fatta con disegni provenienti
in tutta la Provin-
(y-develop.yd-craft.com); il cordino
che avvolge l’uovo, infine, è prodotto in Bangladesh dagli artigiani di
Creation.
Ad Gentes propone anche l’“Arcobaluovo©”, confezionato in un sacchetto di cotone naturale tessuto con
tecniche tradizionali da Selyn (selyn.
cia”, racconta Mar-
Associazione di promozione
sociale Ad Gentes
Botteghe del mondo:
piazza del Duomo 22, Pavia
via Matteotti 43, Binasco (Mi)
tel. 0382.25243 (Pavia)
[email protected]
www.adgentes.org
co Ganimede, presidente e fondatore
della cooperativa.
Oikos lavora con
disabili
fisici
e
psichici, tossicodipendenti, detenuti, alcolisti, ma
lk), un’associazione di 400 artigiani
anche disoccupati.
nata nel 1994 in Sri Lanka. Gli ovetti
“Fin dall’inizio la
di cioccolato, invece, sono nascosti
nostra scelta è sta-
archivio camera oikos
dalla Thailandia da Y-Development
presi nella rete
24
mo alla ricerca dei punti di forza di
è passati a un vero e proprio atelier
ciascuno”.
dove si creano borse e artigianato
Un’approccio che, dopo 14 anni
tessile di qualità.
di attività, si riflette nella molteplicità di lavori che la cooperativa
radici nel fiume
25
Cooperativa sociale
“Radici nel fiume”
porta avanti: “Non abbiamo una
specializzazione definita - aggiunge -: oltre alla raccolta degli indumenti usati e dei rifiuti, ci occupiamo di pulizie, facchinaggio e
manutenzione del verde”. Servizi
che sono erogati al 60% a enti pubblici e occupano oggi 75 soci lavoratori, per un fatturato di 1 milione
e 400mila euro.
Cooperativa sociale Oikos
via vecchia per Gambolò 24,
27029 Vigevano (Pv)
tel. 0381.327039,
[email protected]
www.coopoikos.it
Guarda al fiume Ticino la cooperativa sociale “Radici nel fiume”, nata 6 anni fa all’interno del circuito Anffas (www.anffasticino.it) dall’esperienza della comunità residenziale Maddalena a Somma Lombardo (Va), in località Molino di Mezzo. La
comunità ospita 18 ragazzi disabili e occupa 9 soci lavoratori,
di cui 4 inserimenti lavorativi.
realtà lombarde che si occupano di
turale è uno degli ambiti di lavoro
inclusione sociale (artigianaltro.wor-
sartoria nella casa circondariale di
della cooperativa: il laboratorio “Vol-
dpress.com). Voltalacarta e finisci in
Vigevano.
talacarta” nasce dall’esperienza di
orto: la cooperativa gestisce infatti
“È un’iniziativa nata da alcuni
Paolo Rusconi, che ne è il respon-
un laboratorio di trasformazione ali-
corsi di sartoria promossi dalla Ca-
sabile. Nel laboratorio si lavorano a
ritas diocesana, ai quali abbiamo
mano carte pregiate e riciclate, per
voluto dare seguito con l’apertura
realizzare quaderni, album e rubri-
di un laboratorio nel settore di alta
che che sono dei pezzi unici: decorati
sorveglianza femminile del carce-
con acquerelli, piastrelle di ceramica
re”, spiega Marco. La sartoria oc-
raku, foglie, petali e cortecce o fili di
cupa part-time due socie della coo-
cotone e juta. Una produzione arti-
perativa che sono protagoniste del
gianale che ha fatto entrare Radici
laboratorio, investendo in creativi-
nel fiume nel progetto “Artigianal-
tà e manualità. Così, dall’iniziale
tro”, un marchio solidale nato nel
confezionamento di biancheria, si
2009 dalla cooperazione tra alcune
L’ultima attività promossa da Oi-
archivio radici nel fiume
L’artigianato artistico in carta na-
kos è l’apertura, nel 2007, di una
presi nella rete
26
mentare, dove lavora materie prime
frutta e verdura biologica anche in
biologiche di qualità, provenienti dai
piccole e medie quantità, che pos-
circuiti del commercio equo e solida-
siamo gestire più facilmente”, spiega
le (come il cacao e lo zucchero), del-
Paolo. Inoltre, dopo la trasformazio-
la cooperazione sociale e da piccole
ne, alcuni prodotti della cooperativa
aziende agricole locali. Nel 2010 la
tornano nel paniere Aequos, chiu-
cooperativa ha chiesto la certifica-
dendo il cerchio della filiera locale e
zione come trasformatore biologi-
biologica. Promuovere filiere virtuo-
co da Icea (Istituto di certificazione
se che attivino relazioni sul territo-
etica e ambientale, www.icea.info)
rio è proprio uno degli obiettivi della
e oggi distribuisce i propri prodotti
cooperativa, per favorire l’inclusione
tra le cooperative sociali, le botteghe
sociale nel realizzare progetti concre-
equosolidali e i Gruppi d’acquisto so-
ti di partecipazione, alla ricerca di un
lidale del territorio. Questo ha per-
benessere comune.
messo di instaurare nuove relazioni
con alcune realtà vicine alla coope-
samarkanda - sant’agostino
27
Centro socio educativo
“Samarkanda”
Cooperativa sociale
“Sant’Agostino”
La comunità Samarkanda è un servizio della cooperativa sociale Sant’Agostino dell’Anffas Pavia, nato in via sperimentale nel 1997 come Servizio di formazione all’autonomia (Sfa)
nell’handicap, con due operatori e otto adulti con handicap
mentali medio-lievi.
rativa: “Trasformiamo le eccedenze
agricole di alcune piccole aziende del
Da tre anni la comunità si è tra-
quindici, con un’età media di 40
Parco del Ticino o di cooperative so-
sformata in un Centro socio educati-
anni, tre gli operatori (la coordina-
vo (Cse) diurno: gli utenti sono oggi
trice e arteterapista, e due operatori
Burattana”, racconta Paolo. E anche
con i Gas del territorio: non solo la cooperativa ospita ogni anno in maggio
“Buono e giusto”, giornata di festa
dei Gruppi d’acquisto solidale, ma ha
anche avviato l’esperienza di Aequos,
una cooperativa di Gas per “l’acquisto
collettivo etico solidale e sostenibile
di prodotti biologici” (www.aequos.
eu). “Partecipare agli acquisti collettivi di Aequos ci permette di avere
Cooperativa sociale
“Radici nel fiume”
località Molino di Mezzo,
frazione Maddalena
21019 Somma Lombardo (Va)
tel. 0331.250184,
[email protected]
www.radicinelfiume.it
socio-educativi) e una psicopedagogista che fa da supervisore. Caratteristica del Cse Samarkanda è valorizzare la creatività come strumento
archivio samarcanda/sant’agostino
ciali, come Solidarietà 90 e Cascina
riabilitativo ed educativo. “Abbiamo
scelto di non proporre lavori seriali o
ripetitivi, ma di ascoltare i bisogni
di ciascuna persona che frequenta il
centro, coinvolgendola in prima persona nelle decisioni che riguardano
la nostra comunità”, spiega Mari-
presi nella rete
28
na Milazzo, coordinatrice del Cse.
li, “un momento di libertà per im-
Di cosa ha bisogno questa storia? È
parare a confrontarsi con la realtà
da questa domanda - rivolta a ogni
del territorio”, dice Marina raccon-
utente - che parte la progettazione
tando i viaggi fatti in autobus verso
delle attività del Cse, per andare alla
il centro di Pavia. Un’occasione per
ricerca delle sensibilità e degli inte-
stringere relazioni con altre realtà
ressi soggettivi per metterli a frutto
sociali è anche la collaborazione del
in un lavoro di comunità.
Cse con Casa Satellite, un servizio
cooperativa shadhilly
29
Cooperativa Shadhilly
La leggenda narra la vicenda di Alì Bin Omar Al Shadhilly, esiliato e costretto a vivere su una montagna, nutrendosi con
ciò che offriva la natura. Scoprì così che le bacche di caffè
avevano un ottimo sapore e proprietà curative, che fece conoscere alla vicina comunità ottenendo così il diritto di tornare a casa.
Le attività, che si svolgono dal lu-
sperimentale dell’Anffas Pavia che
nedì al venerdì tra le 8.30 e le 16.30,
dà la possibilità ad alcuni giovani
sono programmate collettivamente
con handicap lievi di avviare un
di settimana in settimana: “È il pri-
percorso sull’autonomia, vivendo
mo passo di un percorso nel quale si
da soli per brevi periodi programma-
ha possibilità di scelta, a partire da
ti. Casa Satellite oltre al cohousing
piccole iniziative quotidiane”, spie-
ha avviato anche un progetto artisti-
ga Marina. Il Cse gestisce laboratori
co per la costruzione di scenografie
S’ispira a questa mitica figura la
svantaggiati, in particolare dei pro-
di falegnameria, cartapesta e decou-
teatrali, realizzate nei laboratori di
cooperativa Shadhilly, nata nel 2012,
duttori di caffè ed attinenti, alla ri-
page, cucito e ricamo - quest’ulti-
Samarkanda.
che si propone di rispondere alla
cerca di relazioni commerciali più
domanda di “beni alimentari pro-
eque”, come si legge nello Statuto.
venienti da Paesi economicamente
La storia di Shadhilly, tuttavia, ha
mo coordinato da due volontarie
che durante la settimana accompagnano gli educatori del centro portando uno sguardo esterno, oltre a
un supporto prezioso alle attività.
Un’altra attività che si svolge da ormai 10 anni è l’arteterapia, un’occa-
Centro socio educativo
Samarkanda
Via Mussini 23, 27100 Pavia
tel. 0382.422357
www.123homepage.it/samarkanda
www.anffaspavia.it
radici più lontane: da oltre 10 anni
ha avviato delle relazioni con i piccoli
produttori locali basate sui principi
del commercio equo e solidale, per
importare e vendere in Italia il caffè
di Guatemala, Uganda ed Haiti, sen-
come le persone stanno nel mondo”,
sibilizzando sulla “conoscenza mec-
come dice Marina, che è anche ar-
canismi che, ancora oggi, mettono a
teterapista.
La comunità si apre al mondo
esterno con delle uscite settimana-
archivio shadilly
sione per “avviare un confronto su
rischio la dignità e la sopravvivenza
di molti produttori”.
Il caffè guatemalteco distribuito in
presi nella rete
30
Italia da Shadhilly è prodotto dalla
sco all’anno, pagato il giusto prezzo
cooperativa Nueva Esperanza (por-
ai produttori. Sul prezzo Massimo
tal.anacafe.org/conebosque), fonda-
Mogiatti, della cooperativa Shadhil-
ta nel 2003 a El Bosque, un villaggio
ly, spiega: “Seguiamo le oscillazioni
di mille abitanti a 80 km a sud est di
della Borsa, fino a un limite minimo
Città del Guatemala, a 1.500 metri di
sotto il quale riteniamo di non poter
altitudine. Ne fanno parte 32 soci,
più parlare di reddito equo, e in più
di cui 12 donne, che producono un
garantiamo un piccolo premio ag-
caffè 100% arabica, coltivato secon-
giuntivo ai produttori”.
do tecniche tradizionali e torrefatto
I chicchi vengono torrefatti in Ita-
artigianalmente. Nueva Esperanza è
lia dalla ditta Coffee Import di Diano
l’unica cooperativa di produttori di
d’Alba (Cn) e Shadhilly si occupa della
caffè del Guatemala che ha una pro-
distribuzione direttamente e in col-
pria licenza di esportazione.
cooperativa shadhilly
31
Sottosopra Sas
Da bottega a bottega, il percorso si chiude. Arriviamo a Saronno (Va), dove si trova un altro negozio, simile al Mercatino
da cui siamo partiti. Si tratta di una bottega tutta Sottosopra e quel che qui cambia, quando si entra, è la prospettiva.
laborazione con altre cooperative di
L’idea di Alessia Buzzetti, che ge-
provengono dai laboratori di coo-
Grazie al progetto della cooperativa
commercio equo e solidale (fino allo
stisce il negozio, è nata nel 1997,
perative sociali hanno un ulteriore
Shadhilly, è stato possibile costrui-
scorso anno il caffè era distribuito
per fare spazio a un laboratorio ar-
re un magazzino a El Bosque. Ma il
dalla cooperativa marchigiana Mon-
tigiano creativo e dare visibilità al
progetto non vuole limitarsi ai soli
do Solidale: www.mondosolidale.it).
lavoro di alcuni artigiani italiani
produttori di caffè e anzi, guardare
Un pacchetto di caffè da 250 gr costa
che valorizzano con tocco moder-
a tutta la comunità del Bosque: dalla
in bottega 3,85 euro.
no oggetti realizzati con tecniche
fine del 2005 è stato avviato un per-
tradizionali. “In bottega si trovano
corso scolastico per la scuola media
pezzi unici, realizzati su misura,
- per 35 giovani, con tre insegnanti
personalizzati”, spiega Alessia, che
biblioteca. Nel 2011 è stato aperto un
piccolo, ma importante ambulatorio
con la presenza giornaliera di un’infermiera.
Shadhilly acquista tutto quello
che la cooperativa Nueva Esperanza
produce: 20 tonnellate di caffè fre-
viene dal mondo dell’architettura
Cooperativa Shadhilly
Via Paolo Borsellino 14/B,
61032 Fano (Pu)
presso Emporio AE (zona Codma)
tel. 0721.800008 - 334.3521641,
[email protected]
www.shadhilly.com
e dell’arredamento.
“I prodotti che scelgo sono tutti realizzati a mano: da artigiana
voglio valorizzare proprio il lavoro
delle mani, non delle fabbriche dice Alessia -. Sono, in tutti i casi,
prodotti di grande qualità; se poi
archivio sottosopra sas
- e nel 2012 è stata inaugurata una
presi nella rete
32
valore aggiunto, perché veicolano
sforma in un altro spazio di creati-
una storia”. Ma prima di tutto sta
vità libero dalle disuguaglianze.
la qualità: “Voglio che a parlare sia
il prodotto, che venga scelto per la
cura con cui è realizzato, non perché si fa del bene acquistandolo.
Solo così raggiungeremo un’effettiva uguaglianza e abbatteremo le
discriminazioni”.
I prodotti proposti da Sottosopra,
infatti, provengono sia dal mondo
del profit che della cooperazione sociale e no profit. Tra questi, Alessia
collabora stabilmente con le cooperative La Piracanta di Pavia, Radici
nel Fiume di Somma Lombardo (Va)
e con Laboratorio Procaccini Quattoridici di Milano, che da 10 anni
lavora in città a favore dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati (www.laboratorioprocaccini.
it). Altri progetti sono in corso con
L’Arca - Laboratorio scuola onlus
di Cardano al Campo (Va, www.
arcacasadimarina.org) e il Centro
diurno per disabili (Cdd) di Cermenate (Co).
Come al Mercatino, il negozio
“nasconde” un laboratorio di artigianato artistico e un piccolo magazzino, che all’occorrenza si tra-
Sottosopra Sas
via Monti L. Padre 41, Saronno (Va)
tel. 02.96700428
https://www.facebook.com/sottosopra.ideeecreativita?fref=ts
Presi
nella
rete
}
equo
solidale
a km 0
L’opuscolo che avete tra le mani nasce
dalla volontà di far conoscere l’esperienza
del negozio “Il Mercatino” della cooperativa
sociale pavese La Piracanta. Tra le sue pagine
trovate le piccole grandi storie di alcune realtà
e cooperative sociali che collaborano con
Il Mercatino, i cui prodotti si possono trovare
nel negozio di Pavia. “Siamo convinti che un
progetto virtuoso vada messo in rete, condiviso,
modellato sui territori - dicono i responsabili
del Mercatino -. Da qui l’idea di rendere
il nostro visibile anche a chi non ci conosce
direttamente, per diffondere l’idea di una
cooperazione sociale che promuove la serietà
nel lavoro e la qualità dei prodotti”.
Il gatto nero rappresenta il simbolo
del Mercatino, un animale che, nell’idea
dei promotori del negozio, “porta sfortuna
a chi non ce l’ha”. Le sagome dei gatti neri
sono modellate e decorate nel laboratorio
artistico del Mercatino, ospitato
dalla cooperativa sociale Arkè di Pavia.
Oltre alle storie che
raccontiamo in queste
pagine, Il Mercatino
collabora anche con:
associazione
di promozione sociale
Il laboratorio;
cooperativa sociale
Arimo; cooperativa
sociale Alice;
cooperativa sociale
Laboratorio Procaccini
14; cooperativa sociale
Lazzarelle; cooperativa
sociale Casa del Giovane;
Marco Brix; cooperativa
sociale Lavoro
e solidarietà; Opera
nomadi e associazione
Insieme; Arci Pavia;
centro diurno del
Comune di Voghera;
Organic brides;
cooperativa La Vigna;
e non ultimo, il Centro
servizi volontariato
di Pavia.
A cura di
Chiara Spadaro
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