Agostino Cappelli
Università IUAV di Venezia
La Valutazione ambientale nel
Progetto delle infrastrutture di trasporto
VIA: campo di applicazione
Direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione
dell'impatto ambientale di determinati progetti
pubblici e privati , modificata dalla direttiva 97/11 CE
Riguarda la realizzazione di progetti pubblici o privati
suscettibili di avere rilevanti effetti sull’ambiente
• Allegato I opere da sottoporre obbligatoriamente a VIA
• Allegato II opere da sottoporre a VIA previo screening
Infrastrutture lineari di trasporto
DPCM 10 agosto 1988 n 377
 Tronchi ferroviari per il traffico di lunga distanza
 Autostrade e strade riservate alla circolazione automobilistica o tratti
di esse, accessibili solo attraverso svincoli o intersezioni controllate e
sulle quali sono vietate, tra l’altro, l’arresto e la sosta di autoveicoli;
 Strade extraurbane o tratti di esse, a quattro o più corsie o
raddrizzamento e/o allargamento di strade esistenti a due corsie al
massimo per renderle a quattro o più corsie.
Circolare Minambiente 7 ottobre 1996
Sulla necessità di sottoporre a VIA gli adeguamenti di autostrade
esistenti da 2 a 3 corsie e di valutare il progetto complessivo anche
quando il progetto riguardi solo lotto funzionali.
VIA Regionale: l’Atto di indirizzo e
coordinamento del 1996
 4. Sono assoggettati alla procedura di valutazione d'impatto ambientale i progetti di cui
all'allegato B che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come
definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394.
 5. Per i progetti di opere o di impianti ricadenti all'interno di aree naturali protette, le
soglie dimensionali sono ridotte del 50%.
 6. Per i progetti elencati nell'allegato B, che non ricadono in aree naturali protette,
l'autorità competente verifica, secondo le modalità di cui all'articolo 10 e sulla base degli
elementi indicati nell'allegato D, se le caratteristiche del progetto richiedono lo
svolgimento della procedura di valutazione d'impatto ambientale.
Allegato B
 g) strade extraurbane secondarie;
 h) costruzione di strade di scorrimento in area urbana o potenziamento di
esistenti a quattro o più corsie con lunghezza, in area urbana, superiore a
1.500 metri;
 i) linee ferroviarie a carattere regionale o locale;
 l) sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane),
funicolari o linee simili di tipo particolare, esclusivamente o
principalmente adibite al trasporto di passeggeri;
Finalità della VIA
La valutazione dell'impatto ambientale individua,
descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun
caso particolare e conformemente agli articoli da 4 a
11, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui
seguenti fattori:
- l'uomo, la fauna e la flora;
- il suolo, l'acqua, l'aria, il clima e il paesaggio;
- l'interazione tra i fattori di cui al primo e secondo
trattino;
- i beni materiali ed il patrimonio culturale.
I passi della procedura “normale”
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Invio del progetto definitivo e del SIA al Ministero dell’ambiente e al
Ministero dei beni e attività culturali e alla Regione
Deposito presso gli enti locali da parte del proponente del progetto e
dello Studio di Impatto Ambientale
Pubblicazione su quotidiani nazionali e locali dell’avvenuto deposito e
dei modi di accesso. Da qui hanno inizio i 30 giorni per le osservazioni
del pubblico
Il Comitato di coordinamento della Commissione VIA assegna il
progetto ad un Gruppo istruttore
Eventuali richieste di approfondimento e di informazione, con
interruzione della decorrenza dei tempi
Arrivo delle osservazioni del pubblico, del parere della Regione e del
parere del Min. dei beni e attività culturali
Discussione della proposta del Gruppo istruttore nell’Assemblea
plenaria della Commissione VIA ed emissione parere di compatibilità
Il Ministro dell’ambiente formula la proposta di Decreto di
compatibilità ambientale e la invia al Ministro dei beni e attività
culturali per il concerto
Emissione del decreto interministeriale e trasmissione alla Gazzetta
Ufficiale per la pubblicazione
la VIA per le opere strategiche
(D.Leg.tivo 190/2002)
1. Invio del progetto preliminare e del SIA al Ministero dell’ambiente e al Ministero
dei beni e attività culturali (solo su opere che interessano aree sottoposte a vincolo
di tutela culturale o paesaggistica) e alla Regione
2. Deposito presso gli enti locali da parte del proponente del progetto e dello Studio di
Impatto Ambientale, pubblicazione su quotidiani nazionali e locali dell’avvenuto
deposito e dei modi di accesso. Da qui hanno inizio i 30 giorni per le osservazioni
del pubblico
3. Entro 90 giorni il Ministro dell’ambiente rimette il proprio parere, assunto in base
all’istruttoria della Commissione speciale di VIA, al Ministro delle infrastrutture,
che entro 60 giorni formula la propria proposta al CIPE che si esprime entro 30
giorni.
4. Il progetto preliminare non è sottoposto a Conferenza dei servizi. Il CIPE si
esprime a maggioranza, ma con l’assenso dei presidenti delle Regioni e Province
autonome, sentiti i comuni interessati.
5. In caso di dissenso, per le infrastrutture di carattere interregionale e internazionale
occorre il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che si esprime entro
45 giorni
6. La commissione speciale di Via verificherà se le prescrizioni formulate sul progetto
preliminare sono state integrate nel progetto definitivo. Se il progetto definitivo è
significativamente diverso dal preliminare occorre ripercorrere la procedura VIA
(SIA, informazione al pubblico, istruttoria, parere di compatibilità)
Contenuti dello studio di impatto
ambientale (SIA)
Le informazioni che il committente deve fornire comportano almeno:
- una descrizione del progetto con informazioni relative alla sua
ubicazione, progettazione e dimensioni;
- una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e
possibilmente compensare rilevanti effetti negativi;
- i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il
progetto può avere sull'ambiente nelle diverse fasi della sua vita,
compresa la dismissione;
- una sintesi non tecnica delle informazioni di cui al primo,
secondo e terzo trattino.
Il SIA: impostazione generale
Lo Studio di Impatto Ambientale di un progetto di infrastruttura di
trasporto deve analizzare e restituire in forma organica e documentata le
seguenti informazioni:
 motivazioni assunte alla base del progetto e loro attualità,
eventuali condizioni al contorno di ordine sociale, economico,
territoriale in grado di influenzare l’efficacia del progetto rispetto
agli obiettivi perseguiti, iter del processo decisionale;
 criteri generali adottati per la progettazione dell’infrastruttura;
vincoli considerati nel disegno del tracciato, scelte tecnologiche e
progettuali, criteri di dimensionamento, rapporti funzionali del
progetto con la maglia infrastrutturale presente nel territorio di
riferimento e con eventuali altri interventi previsti;
Rapporti fra progetto e quadro di riferimento programmatico,
intesi non solo quale astratta dimostrazione di coerenza del
progetto stesso con gli strumenti vigenti, quanto piuttosto quale
analisi interpretativa degli strumenti programmatici di settore e
territoriali vigenti e previsione dei possibili impatti determinati
dalla realizzazione del progetto sugli obiettivi espressi negli
strumenti programmatici;
Quadro di riferimento progettuale finalizzato a definire gli
elementi caratterizzanti sotto il profilo funzionale, nonché ad
evidenziare gli aspetti significativi sotto il profilo ambientale
(criteri di tracciamento ed alternative considerate, dimensioni,
fattori causali di impatto e stima dei livelli di pressione
ambientale determinati nelle diverse fasi, ecc.);
Quadro di riferimento ambientale che descrive l’ambiente
coinvolto dal progetto al fine della individuazione e della
evidenziazione delle componenti ambientali e territoriali sensibili
ai potenziali impatti del progetto: ambiente naturale e risorse
paesaggistiche, ambiente costruito e risorse storico-culturali,
ambiente umano e distribuzione degli insediamenti nel corridoio
di potenziale interferenza del progetto.
Il quadro di riferimento programmatico
I contenuti generali del Quadro di Riferimento Programmatico sono
così schematizzabili:
 Inquadramento nell’ambito di altri interventi già realizzati e/o in
programma
 Laddove il progetto si inserisca in un più complesso disegno di rete,
è opportuno riprenderne i termini generali e gli obiettivi strategici,
evidenziando il contributo specifico atteso dal progetto stesso e la
sua priorità all'interno del quadro delineato.
 Rapporti con la pianificazione di settore (di area vasta e locale). Ad
es. PGTL, PRT, Programmi triennali ANAS, PUM, PUT, ecc.
 Rapporti con la pianificazione territoriale e ambientale (di area
vasta e locale). Ad es. PRS, PTCR, PTCP, Piani di bacino, P.
Attività Estrattive, Piani di salvaguardia e risanamento ambientale,
Accordi quadro, di programma e/o di intesa tra Enti diversi, ecc.
Il quadro di riferimento programmatico /2
Rispetto a tali strumenti di piano, il quadro di riferimento programmatico
dovrà evidenziare obiettivi generali e locali, normative e linee guida
applicative al fine di individuare:
 le natura delle interrelazioni con il progetto
ad es. individuando i bacini di approvvigionamento degli inerti e comparando la
relativa domanda con le disponibilità del piano cave; verificando la rispondenza
degli attraversamenti dei corsi d'acqua agli obiettivi ed agli indirizzi dei piani di
bacino; valutando il carico inquinante aggiuntivo derivante dallo smaltimento
delle acque di piattaforma alla luce di obiettivi determinati dai piani di tutela delle
acque, ecc.

la caratterizzazione delle interrelazioni stesse con riferimento agli
specifici elaborati di piano
(n° e titolo della tavola, articolo delle norme tecniche); tale caratterizzazione
potrà essere espressa sinteticamente in termini di interferenza, indifferenza o
coerenza fra obiettivi e linee guida degli strumenti e inserimento del progetto.
 la coerenza fra destinazioni d’uso del suolo previste dagli strumenti urbanistici
e territoriali vigenti e l’insediamento dell’infrastruttura (coerenza che dovrà essere
analizzata anche con riferimento alle aree non direttamente coinvolte dalle
previsioni di progetto, ma potenzialmente interferite dagli impatti individuati) la
verifica di coerenza funzionale fra obiettivi strategici perseguiti dagli strumenti
vigenti e inserimento territoriale ed urbanistico dell’infrastruttura di progetto.
Quadro di riferimento progettuale
Il quadro di riferimento progettuale fornisce al processo di valutazione
una descrizione ragionata e mirata del progetto, evidenziando in
particolare:
 i criteri generali adottati nella redazione ed i vincoli assunti sulla base di
norme tecniche di riferimento;
 le alternative considerate in funzione di differenti criteri progettuali (ad
es.: alternativa di minimo impatto, alternativa di minimo costo,
alternativa di più breve sviluppo lineare), i termini del confronto operato
fra le diverse alternative, i criteri di composizione dei diversi ordini di
priorità adottati per la redazione dell'alternativa di progetto;
 l'articolazione del tracciato in relazione alla tipologia planoaltimetrica
prevalente;
 l'articolazione del tracciato in relazione all'assetto territoriale ed
ambientale degli ambiti coinvolti;
 l'analisi dei fattori causali di impatto individuati;
 le linee progettuali adottate per le misure di mitigazione e compensazione
degli impatti.
Quadro di riferimento progettuale /2
Nel progetto preliminare, il quadro di riferimento progettuale
dovrà considerare:
 le tecniche di indagine e previsione adottate per il suo dimensionamento,
 delle variabili di carattere tecnico, economico ed ambientale assunte alla base della
progettazione,
 il percorso di progressivo affinamento e selezione della soluzione proposta, con i
più rilevanti termini di confronto fra le soluzioni alternative considerate,
 la la fattibilità tecnica ed economica del progetto stesso (esiti delle analisi benefici
costi, con evidenziazione delle voci considerate, delle ipotesi assunte, comprese le
verifiche di sensitività condotte sui parametri più significativi e delle condizioni
esterne che risultano decisive ai fini del raggiungimento del saggio di rendimento
interno calcolato)
 Nel progetto definitivo, il quadro di riferimento progettuale dovrà
contenere
 i criteri di sviluppo del tracciato adottati con riferimento al progetto
preliminare, agli esiti delle eventuali prescrizioni definite in sede di
valutazione preliminare
Quadro di riferimento progettuale /3
Più in particolare, andranno evidenziati, con riferimento all’intero
tracciato:
 il dimensionamento del progetto.
 le motivazioni del progetto
traffico attuale ed evoluzione prevista (documentazione dei
dati di traffico acquisiti e/o utilizzati, criteri adottati per
l'elaborazione di scenari previsionali , strumenti di
simulazione impiegati, ecc.); individuazione delle criticità
sulla rete di riferimento e definizione
delle priorità di
intervento;
risultati attesi a seguito della
realizzazione del progetto;
incertezza delle previsioni e condizioni al contorno che
possono influenzare l'effettivo conseguimento degli
obiettivi di progetto. Parametri dimensionali adottati
Quadro di riferimento progettuale /4
In particolare devono essere rappresentati e discussi i seguenti criteri
di comparazione delle alternative considerate:
 efficienza trasportistica
 capacità di decongestionamento della rete esistente (diminuzione dei
carichi di traffico, riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico)
 caratteristiche di sicurezza
 salvaguardia di insediamenti antropici
 minor consumo di risorse naturali
 salvaguardia di aree vincolate e/o soggette a normativa di tutela
salvaguardia di beni ambientali e storico-culturali
coerenza/conformità con piani e programmi
 compatibilità con altri interventi infrastrutturali in corso di realizzazione
o in programma
 mitigabilità degli impatti
 complessità realizzative (tempi di realizzazione, esigenze di fasizzazione
dei lavori, etc.)
 costi
Quadro di riferimento ambientale
Il quadro di riferimento ambientale documenta le analisi effettuate
per l'individuazione, l'analisi e la valutazione degli impatti di
progetto. Lo schema logico generale può essere rappresentato
come da seguente articolazione, da riferire ad ognuno dei settori di
impatto individuati nella fase di scoping:
 Analisi ambientale della situazione ante operam e definizione del livello di
sensibilità/vulnerabilità negli ambiti territoriali interessati dal progetto;
 Individuazione dei fattori causali di impatto significativi per ogni voce di impatto
considerata;
 Descrizione sintetica delle possibili interazioni (e dei relativi esiti) fra fattore
causale e componente ambientale;
 Descrizione sintetica dei metodi di analisi e previsione utilizzati per la
caratterizzazione dell'impatto;
 Caratterizzazione dell'impatto post-operam nell'ipotesi di progetto;
 Definizione degli interventi di mitigazione di progetto e discussione della loro
efficacia con riferimento all'impatto post operam;
 Descrizione e caratterizzazione degli impatti residui (a valle delle misure di
mitigazione).
Quadro di riferimento ambientale/2
Più in particolare, per ognuna delle linee di impatto individuate
definite nell’ambito dello scoping, lo studio di impatto ambientale
documenta:
 le fonti informative esistenti, quelle acquisite, eventuali elementi di
incertezzza da assenza o indisponibilità di fonti informative;
 le metodologie adottate per la caratterizzazione della componente
ambientale e per la previsione degli effetti indotti dal progetto su di
essa;
 gli indicatori eventualmente selezionati per la caratterizzazione della
qualità ambientale e degli impatti attesi;
 la previsione degli impatti di progetto in corrispondenza di scenari
temporali significativi;
 la valutazione degli impatti previsti in relazione alla situazione attuale
(criterio differenziale) oltre che alle norme di tutela vigenti (criterio
assoluto);
Quadro di riferimento ambientale/3
…..documenta
 la significatività dell'impatto individuato per mezzo di indicatori sintetici
e comparabili fra diversi scenari e / o alternative di progetto (popolazione
esposta ante e post operam a determinati livelli sonori, frammentazione di
aree sensibili / continuità territoriale, frequenza degli attraversamenti /
effetto barriera, ecc.)
 le misure di mitigazione che il progetto prevede per la riduzione degli
impatti di cui al punto precedente
 l'impatto residuale e non mitigabile.
Componenti ambientali: atmosfera
In linea generale, le attività analitiche riferite alle componenti
ambientali di cui all’allegato II del DPCM 27 dicembre 1988 sono
le seguenti:
1. Atmosfera
 Raccolta ed elaborazione dei dati necessari alla caratterizzazione
meteoclimatica del sito, con particolare riferimento all’individuazione di
ambiti di potenziale ricaduta di inquinanti atmosferici e di parametri
rilevanti per la diffusione degli stessi,
 Raccolta ed elaborazione dei dati relativi alla qualità dell’aria nel sito di
progetto.
 Individuazione e caratterizzazione preliminare delle sorgenti di inquinanti
atmosferici presenti nell’ambito territoriale;
 Individuazione e caratterizzazione degli ambiti potenzialmente sensibili
all’impatto sulla qualità dell’aria, quali ad esempio aree residenziali e
servizi sociosanitari e scolastici, parchi ed aree ricreative, ambiti di
rilevanza naturalistica (riserve, biotopi, siti di importanza comunitaria,
ecc.);
 Stima preliminare del contributo atteso a fronte della realizzazione del
progetto e comparazione con la situazione preesistente.
Componenti ambientali: amb.idrico
2.
Ambiente idrico
 Raccolta ed elaborazione dei dati necessari alla caratterizzazione
qualitativa e quantitativa delle risorse idriche (bacini, reticolo
idrografico, bilancio idrico, portate e regimi idraulici, parametri
qualitativi chimico – fisici e biologici, ecc.). Analisi degli usi attuali
delle risorse.
 Individuazione di ambiti puntuali e/o areali potenzialmente
sensibili alle interferenze determinate dal progetto (sezioni critiche
di deflusso, alvei, aree lacustri e zone umide, ecc. critiche).
 Individuazione e caratterizzazione di eventuali fenomeni di
degrado già in atto.
 Analisi preliminare dei potenziali impatti sull’ambiente idrico e
comparazione delle diverse alternative di progetto;
Suolo e sottosuolo
3. Suolo e sottosuolo.
 Caratterizzazione geolitologica e geostrutturale del territorio, analisi di
eventuali fenomeni sismici e vulcanici;
 Caratterizzazione idrogeologica dell'area coinvolta, individuazione e
caratterizzazione (in termini qualitativi e quantitativi) di eventuali falde
idriche sotterranee in termini qualitativi e quantitativi, individuazione di
sorgenti e campi di approvvigionamento idropotabile, rappresentazione
del territorio interessato dalle diverse alternative di progetto per classi
omogenee di vulnerabilità dell’acquifero;
 Caratterizzazione geomorfologica, individuazione e descrizione dei
processi di modellamento in atto (erosione, sedimentazione, movimenti in
massa), caratterizzazione della stabilità dei versanti e indicazione delle
tendenze in atto;
 Caratterizzazione pedologica dell'area vasta, con particolare riferimento
alla capacità d’uso dei suoli, al loro valore produttivo, al loro valore
ecologico e naturalistico;
 Individuazione e caratterizzazione di fenomeni di degrado della risorsa
determinati da attività antropiche già attive nell’ambito territoriale
coinvolto dal progetto;
Vegetazione, flora e fauna
4. Vegetazione, flora e fauna
Vegetazione e flora:
 carta della vegetazione presente, espressa come essenze dominanti sulla base di
analisi aerofotografiche e di rilevazioni fisionomiche dirette;
 flora significativa potenziale (specie e popolamenti rari e protetti, sulla base delle
formazioni esistenti e del clima);
 carta delle unità forestali e di uso pastorale;
 liste delle specie botaniche presenti nel sito direttamente interessato dall'opera;
Fauna:
 lista della fauna vertebrata presumibile (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci)
sulla base degli areali, degli habitat presenti e della documentazione disponibile;
 lista della fauna invertebrata significativa potenziale (specie endemiche o
comunque di interesse biogeografico) sulla base della documentazione disponibile;
Ecosistemi e salute pubblica
5.
Ecosistemi
 Individuazione delle unità ecosistemiche naturali ed antropiche presenti e loro
caratterizzazione in relazione al valore ecologico nonché al livello di sensibilità ai
potenziali impatti;
 Caratterizzazione almeno qualitativa della struttura degli ecosistemi attraverso la
descrizione delle rispettive componenti abiotiche e biotiche e della dinamica di essi,
con particolare riferimento sia al ruolo svolto dalle catene alimentari sul trasporto,
sull'eventuale accumulo e sul trasferimento ad altre specie ed all'uomo di
contaminanti, che al grado di autodepurazione di essi;
 Individuazione e caratterizzazione dei fenomeni di degrado in atto e dei relativi
fattori di pressione.
6.
Salute pubblica
 Identificazione e classificazione delle cause significative di rischio per la salute
umana da sostanze chimiche, rumore, vibrazioni e radiazioni non ionizzanti
 Analisi dell’incidentalità stradale sulla rete di riferimento del progetto, con
l’elaborazione degli indici di mortalità e lesività, l’evidenziazione delle cause di
incidente stradale, l’individuazione di eventuali punti o tratti della rete
caratterizzati da elevato livello di rischio.
Rumore e vibrazioni
7. Rumore e vibrazioni
 Caratterizzazione acustica preliminare del territorio interessato dal progetto
mediante raccolta, analisi ed elaborazione di misure;
 Individuazione e caratterizzazione delle sorgenti di inquinamento acustico già
presenti.
 Caratterizzazione degli usi del suolo in relazione alle classi di azzonamento acustico
di cui al DPCM novembre 1997 (con riferimento agli strumenti elaborati dai
comuni – se disponibili – o ai criteri di zonizzazione di cui alla normativa).
 Individuazione e caratterizzazione dei recettori sensibili.
 Stima preliminare degli impatti di progetto, effettuata mediante adeguati algoritmi
di simulazione, finalizzata al dimensionamento delle fasce di interferenza dei
tracciati alternativi.
 Caratterizzazione delle fasce di interferenza sotto il profilo dei recettori
potenzialmente esposti a determinati livelli di pressione sonora.
8. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti
 Individuazione e caratterizzazione delle sorgenti di campo elettromagnetico
presenti nel sito di progetto (elettrodotti, antenne e ripetitori) e verifica delle
relative fasce di potenziale interferenza.
VIA: normativa di riferimento
• DIRETTIVA (85/337/CEE) DEL CONSIGLIO
•
•
•
•
•
del 27 giugno 1985 concernente la valutazione dell'impatto ambientale di
determinati progetti pubblici e privati
DIRETTIVA 97/11/CE DEL CONSIGLIO del 3 marzo 1997 che modifica
la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di
determinati progetti pubblici e privati
DPCM 10 agosto 1988 n 377 Regolamentazione delle pronunce di
compatibilità ambientale
DPCM 27 dicembre 1988 Norme tecniche per la redazione degli studi di
impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui
all’art. 6 della legge 8 luglio 1986 n 349
DPR 12 APRILE 1996, Atto di indirizzo e coordinamento
DECRETO LEGISLATIVO 20 agosto 2002, n.190 Attuazione della legge
21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli
insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale.
Criteri preliminari di valutazione della compatibilità
ambientale
Inaccettabilita’ di impatti indebiti in caso di realizzazione
di opere non necessarie (mancanza di giustificazione
socio-economica dell’opera)
Inaccettabilità di impatti indebiti in caso di incapacità del
progetto di rispondere ai suoi obiettivi tecnici (inadeguate
soluzioni tecniche non danno luogo a impatti ingiustificati)
Inaccettabilità di impatti indebiti legati alla scelta di
soluzioni progettuali non ottimali o sovradimensionate
(esistenza di alternative più favorevoli)
Criteri legati alla inadeguatezza o alla incompletezza del
livello progettuale ai fini della valutazione
Inaccettabilità di impatti evitabili conseguenti ad un livello
progettuale troppo avanzato non più in grado di essere modificato
in elementi rilevanti ai fini degli effetti ambientali
Inaccettabilità di rischi di impatto ambientale legati ad opere
connesse non ancora definite progettualmente che potranno
comportare significativi effetti negativi
Inaccettabilità di impatti indebiti a causa del mantenimento di
opere esistenti non più necessarie a progetto realizzato
CRITERI TECNOLOGICI
Mancato rispetto degli standard di legge per le emissioni
Livelli assoluti e relativi di pressione prodotta
Mancato uso delle migliori tecniche disponibili
CRITERI AMBIENTALI
Mancato rispetto degli standard ambientali
Superamento della ricettività ambientale del territorio interessato
Consumi ingiustificati di valori ambientali
Superamento della capacità di rigenerazione naturale delle aree
considerate
CRITERI FONDATI SU BILANCI AMBIENTALI
COMPLESSIVI DEGLI EFFETTI ATTESI
Carring capacity
Ecological Footprint
Indici globali
CRITERI DI SIGNIFICATIVITA’
Anche qualora dall’analisi dei livelli dell’inquinamento di fondo
risultino ancora consistenti margini di ricettività ambientale, non
possono di regola essere considerati accettabili nuovi impatti che si
traducono in peggioramenti significativi della situazione esistente.
In relazione a ciò un impatto potrà essere di regola considerato:
 non significativo (ininfluente)
 scarsamente significativo
 significativo
 molto significativo
Dalla VIA alla VAS
VIA e VAS:
due strumenti
da raccordare
Valutazione di impatto
ambientale
Valutazione Ambientale di
piani e programmi
Approccio per opere singole
Approccio per aree
Momento specifico
Processo
Separata dalla progettazione
Integrata nella pianificazione
Autorizzazione formale da
parte di un ente esterno
Procedura interna all’ente
responsabile del piano
Descrizione parziale alternative
Descrizione dettagliata
alternative “ragionevoli”
Consultazione/partecipazione
passiva
Monitoraggio di controllo
Consultazione/partecipazione
attiva
Monitoraggio proattivo
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2.1. Cappelli VIA nel progetto infrastrutturale