SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA ALLA DEFINIZIONE DEL PIANO STRATEGICO DI AREA VASTA E REDAZIONE DEL PIANO DELLA MOBILITÀ (PUM) ALLEGATO A ANALISI DEL CONTESTO 31 gennaio 2007 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO INDICE 1 2 ANALISI DEL CONTESTO 3 1.1 Contesto socio-economico 1.1.1 Struttura economico-produttiva 1.1.1.a Analisi della struttura produttiva 1.1.1.b Trasformazioni dell’assetto produttivo 1.1.1.c Propensione internazionale 1.1.2 Dinamiche demografiche e mercato del lavoro 1.1.2.a Dinamiche demografiche 1.1.2.b Mercato del lavoro 1.1.3 Capitale umano, ricerca e innovazione 1.1.4 Ulteriori elementi di competitività del territorio 4 4 4 13 15 18 18 21 24 27 1.2 Contesto insediativo: residenza, servizi, attività produttive e sistema infrastrutturale 1.2.1 Evoluzione urbana 1.2.2 Dinamiche edilizie 1.2.3 Strutturazione delle aree per le destinazioni produttive 1.2.4 Assetto infrastrutturale 29 29 32 35 37 SWOT ANALYSIS/PUNTI DI FORZA, DEBOLEZZE, OPPORTUNITÀ E MINACCE 40 2.1 La metodologia 40 2.2 Industria, PMI, distretti e internazionalizzazione 41 2.3 Costruzioni, terziario, agricoltura e turismo 41 2.4 Infrastrutture, mobilità e logistica 42 2.5 Capitale umano, innovazione e ricerca 43 Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 2 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO 1 ANALISI DEL CONTESTO L’analisi del contesto è stata condotta a partire dagli studi a corredo degli strumenti di pianificazione dell’Amministrazione comunale, integrata con interviste a soggetti privilegiati indicati dall’Amministrazione stessa. Gli aspetti indagati nel corso di questa fase preliminare di studio possono essere riassunti in 3 filoni tematici, di seguito individuati: ▪ le trasformazioni del tessuto economico e produttivo latu sensu; ▪ le dinamiche demografiche, con particolare enfasi sul tema del mercato del lavoro; ▪ il contesto insediativo, sia sotto il profilo della disciplina normativa sia sotto quello dei principali trend del mercato. In merito alla questione del tessuto economico e produttivo, l’analisi effettuata ha consentito di evidenziare come Novara rappresenti uno dei sistemi territoriali e produttivi più ricchi e avanzati del paese, in cui hanno convissuto diversi modelli di sviluppo locale. Elemento caratterizzante è la forte vocazione industriale, nata e cresciuta intorno a imprese manifatturiere leader nel panorama nazionale e internazionale (si pensi, ad esempio, al comparto chimico) e a sistemi distrettuali eccellenti (il distretto della rubinetteria e quello del tessile e abbigliamento, ad esempio). Negli ultimi anni si sta assistendo ad una profonda trasformazione del tessuto produttivo, trainata dal fenomeno della terziarizzazione del tessuto economico, in analogia a ciò che avviene sul resto della penisola, e dallo sviluppo di altri comparti come quello delle costruzioni, in particolare dell’edilizia. Tali trasformazioni però sono accompagnate da luci e ombre: le difficoltà di alcuni comparti, (il tessile abbigliamento, ad esempio), il processo di terziarizzazione che stenta a decollare non trovando ancora una sua reale vocazione, il settore primario in forte difficoltà (si pensi ad esempio al comparto risicolo) sono solo alcuni esempi di aspetti critici da indagare per sviluppare adeguate politiche correttive e/o di sostegno. Per quanto attiene alle dinamiche demografiche e del mercato del lavoro, si registrano alcuni fenomeni rilevanti di seguito brevemente riassunti: ▪ crescita della popolazione residente, dovuto anche al consistente flusso di immigrati provenienti dai paesi extra UE che compensa il saldo naturale negativo; ▪ popolazione con un’anzianità media più elevata rispetto alla media nazionale; ▪ mercato del lavoro con una situazione occupazionale migliore rispetto a quella rilevata per il Paese nel complesso, mostrando un tasso di disoccupazione inferiore alla media nazionale ed europea e in costante diminuzione. I fenomeni appena descritti costituiscono una prima breve sintesi delle evidenze emerse nel corso dell’analisi, il cui quadro di dettaglio viene presentato nei paragrafi che seguono. Nel prosieguo della trattazione, quindi, sono analizzate: ▪ le principali caratteristiche del tessuto produttivo novarese, in termini di dimensioni, trasformazioni in atto e relazioni con l’ambiente esterno; ▪ le principali dinamiche demografiche e del mercato del lavoro; Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 3 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO ▪ la “tensione” verso l’innovazione che il territorio esprime; ▪ le principali caratteristiche del sistema insediativi e delle infrastrutture. 1.1 CONTESTO SOCIO-ECONOMICO 1.1.1 Struttura economico-produttiva 1.1.1.a Analisi della struttura produttiva Il tessuto economico-produttivo di Novara risulta essere estremamente variegato frutto di diversi modelli di sviluppo che nel tempo si sono stratificati: ▪ modelli centrati sul ruolo del settore primario (soprattutto nella pianura irrigua localizzata a sud della provincia) ▪ modelli definiti intorno a imprese manifatturiere leader di grandi dimensioni (soprattutto nella città di Novara e nei settori chimico con il polo della ex Montedison, editoriale intorno alla De Agostini e alimentare per la presenza della Pavesi) ▪ modelli guidati dallo sviluppo di sistemi distrettuali di piccole e medie imprese industriali (soprattutto nella zona settentrionale, con il distretto della rubinetteria, e nella zona occidentale, con il distretto del tessile e abbigliamento, e in particolare dei costumi da bagno). Oggi il tessuto imprenditoriale novarese è costituito prevalentemente da PMI1 con una forte incidenza delle micro-imprese (imprese con meno di 10 addetti); nel comparto manifatturiero le PMI contribuiscono al valore aggiunto per il 72,4%2. Le imprese artigiane registrate sono il 33,8% del totale3, valore superiore sia alla media regionale che nazionale; la forma giuridica prevalente è la ditta individuale con il 57,1%4. 1 PMI = Piccola Media Impresa 2 Fonte: Istituto Tagliacarne (2003) 3 Numero di imprese registrate, fonte InfoCamere-Movimprese (2005) 4 Fonte: InfoCamere-UnionCamere-Movimprese (2005) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 4 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Distribuzione imprese per dimensione d’impresa. Contributo delle imprese artigiane Fonti: elaborazione su dati Istat e Mediacamere 2001 e 2005 PMI 99,9% Artigianato 100 33,8% 80 60 40 20 ed ie M ol e Pi cc M ic ro 0 Delle 32.077 imprese novaresi5, 7.069 sono imprese femminili e sono 2.004 gli imprenditori di nazionalità extra-UE (in forte crescita, +102% rispetto al 2000)6. Novara conserva quindi la sua marcata connotazione industriale sia in termini di valore aggiunto, sia dal punto di vista del numero di imprese e di occupati nel settore: a) l’industria contribuisce al 39,64% del valore aggiunto complessivo, valore molto maggiore di quello del Piemonte, del Nord-Ovest e dell’Italia nel suo complesso; b) l’agricoltura, non considerando l’importante indotto del settore, contribuisce per l’1,84%, in linea con il Piemonte ma sotto alla media nazionale; c) i Servizi, nonostante l’importante crescita avvenuta negli ultimi anni, contribuiscono solamente per il 58,52%, valore molto inferiore al Piemonte (66,92%) e alla media nazionale (70,90%)7. Peso % del valore aggiunto per settore di attività Contributo dell’industria al valore aggiunto totale Fonte: elaborazione su dati Istituto G. Tagliacarne (2004) Fonte: elaborazione Istituto G. Tagliacarne (2004) Agricoltura (1,84) Servizi (58,52) Italia 26,6% Nord-Ovest 31,4% Piemonte 31,3% Industria (39,64) Novara 39,6% 0 5 Fonte: InfoCamere-Movimprese (2005) 6 CCIAA Novara (2006) 7 Fonte: Istituto G. Tagliacarne (2004) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. 10 20 30 40 50 pag. 5 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Gli occupati nell’industria sono il 38,8% del totale, 8 punti percentuali sopra alla media nazionale e le imprese del settore sono ben 10.787, il 33,6% del totale, anche in questo caso sopra alla media nazionale8. Il “fiore all’occhiello” novarese è rappresentato dal metalmeccanico, comparto in cui è fiorente il distretto della rubinetteria con aziende dislocate in prevalenza nelle aree del borgomanerese e del Cusio. A Novara esiste anche una forte tradizione nel comparto moda, con specializzazione nell’abbigliamento sportivo e nei costumi da bagno nella zona dell’Ovest Ticino e nel chimico, con produzioni che spaziano dalla chimica di base alle pitture e solventi, dai cosmetici ai prodotti farmaceutici con una spiccata attenzione alla ricerca di nuovi materiali. Anche il reparto della logistica e dei trasporti si presenta oggi dinamico9 e trainante. Dall’analisi della struttura della manifattura novarese emerge che gran parte delle aziende lavorano su metalli e prodotti in metallo (1.462 unità locali), seguite dal Tessile, dall’abbigliamento e cuoio (844 unità locali) e dall’alimentare (597 unità locali). Grafico tratto da: Opuscolo CCIAA Novara (2006) Per quanto riguarda il settore primario, sebbene il peso del valore aggiunto dell’agricoltura si attesti all’ 1,84% del totale nel 2004 non si deve sottovalutare il ruolo centrale che la produzione agricola in generale e quella risicola in particolare rivestono nell’economia novarese. Secondo stime di fonti diverse, il contributo complessivo della filiera agricola al valore aggiunto complessivo della provincia di Novara si avvicina al 20%, interessando i settori del chimico, dell’alimentare, dei trasporti e del credito. L’agricoltura novarese è fortemente caratterizzata dalla produzione risicola che copre quasi interamente la zona meridionale del territorio provinciale e circa la metà del suolo dedicato 8 Fonte: InfoCamere-Movimprese (2005) 9 Fonte: Opuscolo 2006 della Camera di Commercio di Novara Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 6 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO all’agricoltura. La superficie risicola novarese contribuisce per circa il 30% alla quota regionale e per circa il 14,5% a quella nazionale. La rimanente superficie è coltivata principalmente con altri cereali (mais), foraggere e coltivazioni industriali. Coltivazioni Sup. (ha) % Riso 32.691 49,66 Altri cereali 19.350 29,40 Foraggere 10.905 16,57 Coltivazioni industriali 1.750 2,66 Uva da vino 775 1,18 Fruttiferi 237 0,36 Leguminose 100 0,15 Orticole 18 0,03 65.826 100,00 Totale sup. coltivata Fonte: Regione Piemonte Assessorato Ambiente, Agricoltura e Qualità, Province Piemontesi e ISTAT (2006) Degne di nota sono la produzione vinicola dell’area collinare della Val Sesia, la floricoltura sul Lago Maggiore e diverse aree di allevamento e di produzione del latte. Le attività agricole influenzano fortemente il territorio novarese, basti pensare che la superficie coltivata rappresenta circa il 50% della superficie totale della provincia. La spinta industrializzazione del settore e la monocoltura risicola della pianura hanno avuto come effetto la modifica del paesaggio e un peggioramento della qualità ambientale delle aree urbane limitrofe. Il settore risicolo novarese, e italiano in generale, sta affrontando una fase di crisi strutturale. Si è infatti assistito ad una marcata riduzione della domanda che, unita ad una produzione sostanzialmente stabile, ha causato un forte calo delle quotazioni del prodotto. Anche le regole del mercato hanno influito negativamente: i recenti interventi dell’UE hanno permesso un aumento delle importazioni di notevoli quantitativi di prodotto di provenienza extra-comunitario. E lo scenario che si verrà a determinare con la prevista eliminazione dei dazi per i prodotti agricoli ed i prodotti agricoli trasformati in ingresso nella Comunità Europea non farà altro che accentuare le tendenze in atto. Negli anni più recenti il settore risicolo è stato interessato da un fenomeno di concentrazione e di industrializzazione che ha portato, dal 2000 al 2005, ad una importante diminuzione della consistenza delle imprese agricole registrate che sono passate da 1.057.817 a 962.840. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 7 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO I processi di ristrutturazione aziendale che ne sono conseguiti hanno portato ad una sostanziale diminuzione del numero degli addetti, diminuzione che si è principalmente realizzata con la mancata sostituzione degli addetti ritiratisi per anzianità. In riferimento al terziario, Novara è oramai un polo di livello regionale nel sistema dei servizi. E’ forte e qualificata l’offerta nel settore della distribuzione grande e piccola. Cresce la capacità del piccolo commercio di posizionarsi in segmenti di qualità. Secondo i dati elaborati da InfoCamere-Movimprese, al 31/12/2005 il 42,8% delle imprese registrate erano nel Commercio e il 21,2% nei Servizi alle imprese. Numero di imprese per settore di attività Settori di attività Commercio Servizi alle imprese Alberghi e ristoranti Trasporti Altri servizi Totale 2005 % 7.984 3.960 1.690 1.043 3.980 18.657 42,8 21,2 9,1 5,6 21,3 78,7 Fonte: Elaborazione su dati InfoCamere-Movimprese Analizzando il Commercio10 a Novara emerge che la rete distributiva è quella con il maggior grado di modernizzazione: il commercio tradizionale è il meno polverizzato e il dettaglio moderno registra la maggiore densità di superficie di vendita (100,21 mq. x 100 abitanti) e un’ottima capillarità (l’89% dei comuni sono serviti da strutture di distribuzione moderna, solo Torino fa meglio con il 95% dei comuni serviti). 10 Fonte: Il Commercio in Piemonte 2005, Osservatorio Regionale del Commercio Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 8 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO La rete distributiva in Piemonte (2005) La rete distributiva regionale può contare su una superficie complessiva di 6.777.187 mq11. 11 Calcolata per gli esercizi di vicinato a localizzazione singola sulla base di una stima uguale a 30 mq. per gli esercizi misti e alimentari e 50 mq. per quelli non alimentari nei comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti e 40 mq. per i misti e alimentari e 70 mq. per i non alimentari nei comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 9 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Il dettaglio tradizionale, che in regione controlla ancora oltre la metà della superficie di vendita (52,5%) è suddiviso nel modo seguente: Il dettaglio moderno, che controlla il 67% del mercato regionale alimentare e misto, è caratterizzato soprattutto da medie strutture di vendita (media regionale 75%) con esercizi soprattutto a localizzazione singola. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 10 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Densità degli esercizi commerciali Novara, con 110 mq x 100 abitanti di dettaglio moderno si posiziona nettamente al primo posto in regione. Peso delle tipologie distributive per superficie di vendita A Novara si ha la maggior percentuale di strutture di medie dimensioni e la minore, in termini di superficie, di esercizi di vicinato. I centri commerciali in provincia di Novara sono 28, nel 2005 erano 26 e la provincia in regione era seconda solo a Torino con 59 centri12. I centri commerciali sono in maggioranza di medie dimensioni, per oltre 68.700 mq. (11%) e sono distribuiti come riportato nella pagina seguente. 12 Per Torino il dato è aggiornato al 2005, per Novara il dato è aggiornato a dicembre 2006 Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 11 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Centri commerciali in Piemonte Centri commerciali a Novara Fonte: Provincia di Novara Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 12 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Novara presenta anche un patrimonio turistico attraente e differenziato: il Lago Maggiore e il Lago d’Orta (turismo lacuale), l’Alto Vergante (turismo naturalistico e “verde”), le zone vinicole, la pianura risicola, le aree collinari e montuose (agriturismo), il Ticino e il Sesia (turismo fluviale) e la città di Novara (turismo d’affari, socio-culturale e religioso). Nonostante i brevi periodi di soggiorno (circa 2,5 notti per persona), la provincia di Novara, con un trend in crescita di circa 10 punti percentuali nell’ultimo quinquennio, assorbe circa l’8,5% del mercato turistico piemontese. Le presenze straniere sono in netto aumento e costituiscono circa il 38% del totale con origine in prevalenza da Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Svizzera e un contributo di appena il 6,3% per i paesi extra-UE. Escludendo il turismo d’affari, la natura dei flussi turistici presenta caratteri prevalentemente stagionali nel periodo da maggio a settembre con picchi nei mesi di luglio e agosto. L’offerta ricettiva, sebbene presenti tassi di utilizzo prossimi al 33%, evidenzia situazioni di saturazione, probabilmente dovuti alla connotazione stagionale dei flussi turistici. Condizione che potrebbe essere parzialmente risolta con la realizzazione delle nuove strutture alberghiere in progetto (che si concentrano prevalentemente sul segmento medio-alto del mercato). L’offerta agrituristica, infine, appare contenuta e denota la natura non matura del segmento. Il turismo lacuale sul Lago Maggiore e sul Lago d’Orta, il turismo naturalistico sull’Alto Vergante e quello del capoluogo concentrano circa l’85% degli arrivi e delle presenze complessive della provincia. Appaiono perciò evidenti le prospettive di sviluppo per i nuovi segmenti turistici che passano per strategie di valorizzazione delle risorse culturali e ambientali (es. Progetto Terre d’Acqua per la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della pianura risicola) e per la promozione del settore agro-alimentare (distretti rurali, agriturismo). 1.1.1.b Trasformazioni dell’assetto produttivo Il tessuto imprenditoriale novarese dal 1998 al 2005 è cresciuto notevolmente in termini di numero di imprese, con un incremento del 12,6%, ed è cambiato in modo considerevole: ▪ alcuni comparti si sono sviluppati notevolmente, ad esempio i servizi alle imprese e le costruzioni hanno mostrato incrementi del 37,9% e del 36,7% rispettivamente; ▪ altri, invece, hanno vissuto fenomeni di contrazione in termini di numero di imprese, come ad esempio agricoltura e industria in senso stretto che hanno presentato riduzioni del 8,4% e del 3,5%. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 13 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Imprese: sedi registrate per settore di attività (anni 1998 e 2005) Settori di attività 1998 2005 Var. % Servizi alle imprese 2.871 3.960 37,9 Costruzioni 4.109 5.619 36,7 788 1.043 32,4 Altri servizi 3.046 3.980 30,7 Alberghi e ristoranti 1.479 1.690 14,3 Commercio 7.972 7.984 0,2 Industria in senso stretto 5.357 5.168 -3,5 Agricoltura 2.876 2.633 -8,4 Totale 28.498 32.077 12,6 Trasporti Fonte: InfoCamere, Movimprese In particolare i comparti che hanno presentato la contrazione più consistente sono il tessileabbigliamento con il sistema moda, in profonda crisi, che negli ultimi 5 anni ha perso 137 unità e il comparto manifatturiero, che ha perso 131 unità produttive nello stesso periodo13. I comparti più vivaci sono invece stati l’edile e impiantistico che hanno sorpassato l’industria in senso stretto, in termini di numero di imprese, grazie anche al buon andamento del mercato immobiliare e alla presenza dei cantieri delle grandi opere infrastrutturali. Imprese: sedi registrate per settore di attività Confronto tra 1998 e 2005 (dati al 31/12) 9.000 0,2% 1998 8.000 2005 7.000 36,7% 6.000 5.000 -3,5% +37,9% 30,7% 4.000 -8,4% 3.000 2.000 14,3% 32,4% 1.000 0 Servizi alle imprese Costruzioni Trasporti Altri servizi Alberghi e ristoranti Commercio Industria in senso stretto Agricoltura Fonte: InfoCamere-Movimprese 13 CCIAA Novara (2006) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 14 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO 1.1.1.c Propensione internazionale A Novara la propensione all’esportazione è elevata, di molto superiore al Piemonte e alla media nazionale, anche grazie alla consistente crescita delle esportazioni negli ultimi 5 anni (crescita più veloce della media regionale e nazionale). Propensione all’esportazione Fonte: Istituto G. Tagliacarne (2004) Italia 22,2 27,9 Nord-Ovest 29,3 Piemonte 37,4 Novara 0 10 20 30 40 50 L’economia novarese è caratterizzata da un elevato scambio di merci: il suo tasso di apertura14 di 63,49 è di poco superiore a quello del Nord-Ovest (61,18), sensibilmente superiore a quello del Piemonte (50,71) ma soprattutto della media nazionale (44,61)15. I gruppi di prodotti che in valore realizzano i flussi di esportazioni più importanti sono le macchine e gli apparecchi meccanici, seguiti dai prodotti chimici e dai prodotti delle industrie tessili e dell’abbigliamento. Per quanto attiene alle importazioni, invece, l’estrazione dei minerali e i prodotti chimici sono quelli che in valore fanno registrare i flussi più consistenti. EXP + IMP PIL 14 Tasso di apertura = 15 Fonte: Elaborazioni Istituto G. Tagliacarne Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 15 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Import-export di merci per gruppi di prodotto. Anno 2005 Settori di attività Import Export Macchine ed app.meccanici 251,9 1.227,5 Prodotti chimici 442,7 507,6 Industrie tessili e dell'abbigliamento 149,3 429,5 Coke, raffinerie petrolio 7,0 323,4 Metalli, prodotti in metallo 124,9 227,9 Gomma e materie plastiche 287,9 227,6 Alimentari, bevande e tabacco 131,8 130,2 Mezzi trasporto 67,6 126,3 Fabbricazione di cuoio, pelli 81,8 101,2 Macchine elettriche 85,3 96,7 Pasta da carta, carta, editoria 116,1 89,6 Altre ind. manifatturiere 95,7 71,4 Minerali non metalliferi 16,7 11,3 Legno e prodotti in legno 33,6 6,0 Estrazione di minerali 491,7 4,6 Agricoltura, caccia e pesca 43,6 4,0 Altre esportazioni 1,3 0,6 2.428,8 3.585,4 Totale Valori in milioni di euro Fonte: Elaborazioni Unioncamere Piemonte su dati ISTAT Grafico tratto da: Opuscolo CCIAA Novara (2006) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 16 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Il 60% delle esportazioni sono dirette verso paesi dell’UE-25 ed in particolare verso Francia, Germania e Regno Unito. Francia e Germania si delineano come partner principali anche sul versante delle importazioni, fornendo circa il 41% del valore totale delle merci e dei servizi in ingresso. Import-export per paesi di origine / destinazione Paesi Import Export Francia 262,0 537,8 Germania 866,1 524,9 Regno Unito 98,9 247,3 Spagna 88,8 252,1 Polonia 20,2 54,2 Repubblica Ceca 18,4 47,3 Altri Paesi UE25 407,8 509,0 Romania 27,0 36,8 Russia 3,5 37,4 Turchia 69,9 60,9 Cina 162,6 49,4 Giappone 48,5 70,2 India 10,8 11,8 Stati Uniti 45,8 181,0 Brasile 27,8 12,9 Argentina 0,1 3,6 NIEs (c) 18,0 77,6 Altri Paesi Extra-UE25 252,5 871,0 2.428,8 3.585,4 Totale Dati in milioni di euro. UE25: Per gli anni antecedenti il 2004 questo valore è stato ottenuto sommando al valore dell’ Europa dei 15 i valori dei 10 Paesi che, a partire da maggio 2004, sono entrati nell’Europa unita Nies: Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong Fonte: Elaborazioni Unioncamere Piemonte su dati ISTAT (2005) La quota di prodotti specializzati e high-tech importati è molto inferiore alla media nazionale mentre la quota di quelli esportati è di poco superiore alla media nazionale ma inferiore alla quota del Nord Ovest. I prodotti di qualità, soprattutto se ad alto contenuto tecnologico (es: rubinetteria e valvolame di qualità) costituiscono un fattore che ancora oggi garantisce un vantaggio competitivo nel mercato internazionale. Import-export per contenuto tecnologico dei beni commercializzati (2005) Import Area Agricoltura materie prime Export Prodotti tradizionali e Prodotti specializzati e standard high tech Agricoltura materie prime Prodotti tradizionali e Prodotti specializzati e standard high tech Novara 535,3 22,0% 1.198,4 49,3% 695,1 28,6% 8,6 0,2% 2.005,8 55,9% 1.571,0 43,8% Piemonte 535,3 22,0% 1.198,4 49,3% 695,1 28,6% 8,6 0,2% 2.005,8 55,9% 1.571,0 43,8% Nord-Ovest 19.925,6 14,0% 61.475,5 43,3% 60.719 42,7% 1.094,0 0,9% 63.527,0 52,5% 56.274,4 46,5% Italia 54.917,9 18,0% 140.471,8 46,0% 110.295,9 36,1% 5.114,4 1,7% 166.776,9 56,4% 123.847,7 41,9% Dati in milioni di euro Fonte: Unioncamere (Aggiornamento maggio 2006) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 17 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Gli investimenti diretti in uscita sono elevati mentre è limitata l’attrazione di capitali dall’estero. Flussi di investimenti verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero. Anni 2000-2004 (valori in migliaia di euro) Fonte: Elaborazione su dati Ufficio Italiano Cambi Considerando il periodo 1998-2002 il valore medio dei flussi di IDE in % del PIL è 0,43% posizionando Novara nel modo seguente: Valori medi degli Investimenti Diretti Esteri in % sul PIL: 1998-2002 (primi dieci mesi) Fonte: Ambrosetti in Osservatorio Siemens Per migliorare l’attrattività positiva del sistema Italia (2006). La barra in nero indica il risultato medio delle Province Italiane Grazie all’incremento degli IDE negli anni 2003 e 2004 la percentuale sale a 0,45% piazzando Novara al 23° posto nella classifica delle province italiane.16. 1.1.2 Dinamiche demografiche e mercato del lavoro 1.1.2.a Dinamiche demografiche Al 31/12/2005 i residenti della provincia di Novara sono 355.354, disposti su un territorio di 1.339 kmq. La densità demografica risulta quindi di 265,43 abitanti per kmq, collocando la provincia al terzo posto in ambito regionale ed al 27-esimo in quello nazionale. 16 Fonte: Elaborazioni Ambrosetti da dati Ufficio Italiano Cambi Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 18 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Popolazione residente al 31/12. Anni 1999-2005 400.000 350.000 300.000 250.000 Comune di Novara 200.000 Provincia di Novara 150.000 100.000 50.000 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Fonte: Regione Piemonte Il livello di urbanizzazione, determinato dalla quota di popolazione residente in comuni con più di 20.000 abitanti, è pari al 34,7%, più basso sia della media nazionale (52,7%), sia del NordOvest Italiano (46,1%). Percentuale di Popolazione concentrata in comuni > 20.000 abitanti. Gennaio 2005 60,0% 50,0% 40,0% 48,7% 46,1% Piemonte Nord-Ovest 52,7% 34,7% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% Novara Italia Fonte: Atlante di competitività delle province – Unioncamere La distribuzione per classi di età della popolazione residente non si discosta da quella regionale né da quella dell’intero Nord-Ovest Italia. Rispetto alla situazione nazionale, invece, presenta una popolazione mediamente più anziana. La fascia di età dai 0 ai 14 anni rappresenta il 12,75% del totale (media italiana: 14,15%), mentre la popolazione con età maggiore di 64 anni rappresenta il 20,94% del totale (media italiana: 19,49%). Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 19 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Secondo un’elaborazione di Unioncamere, a Gennaio 2005, il 5,0% della popolazione residente nella provincia di Novara è costituita da stranieri, dato in linea con la media piemontese e del Nord-Ovest Italia e superiore al dato medio nazionale (4,1%). Novara si colloca al 43° posto tra le province italiane per la maggior presenza di stranieri in valore assoluto; di questi ultimi poco più del 94% sono extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, percentuale superiore al dato nazionale che vede l’incidenza degli extracomunitari fermarsi al 91,4%. Percentuale degli stranieri rispetto alla Popolazione Totale. Gennaio 2005. 7,0% 6,0% 5,0% 5,7% 5,0% 4,8% 4,1% 4,0% 3,0% 2,0% 1,0% 0,0% Novara Piemonte Nord-Ovest Italia Fonte: Atlante di competitività delle province – Unioncamere Nella provincia di Novara il tasso di natalità, seppur maggiore della media regionale, si attesta su valori inferiori rispetto alla media nazionale. Opposta è la situazione del tasso di mortalità, che vede il dato della provincia di Novara superiore al dato medio nazionale, ma inferiore al valore medio regionale. Ne risulta un valore negativo della crescita naturale che però, grazie al contributo dei flussi migratori, ha permesso alla provincia di Novara di realizzare negli ultimi anni un costante, seppur contenuto, aumento della popolazione residente. Nel 2004 e nel 2005 si è assistito ad un rallentamento dei flussi migratori, riduzione riscontrata comunque anche a livello nazionale. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 20 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Tasso di natalità, tasso di mortalità, tasso di migratorietà (per 1.000 abitanti) Tasso di Natalità 2002 2003 2004 2005 8,9 8,5 9,0 9,4 8,8 8,6 9,0 9,4 8,9 8,7 9,4 9,7 8,9 8,6 9,2 9,5 Tasso di Mortalità 2002 2003 2004 2005 NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia 11,4 11,4 10,5 9,8 11,3 11,9 10,9 10,2 10,3 10,8 9,8 9,4 10,7 11,1 10,1 9,7 Tasso di Migratorietà 2002 2003 2004 2005 NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia 10,7 7,25 7,9 6,1 16,2 12,5 14,0 10,6 10,1 16,0 14,9 9,6 6,4 5,2 8,1 5,2 NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia Fonte: ISTAT Bilanci demografici (per 1.000 abitanti) Crescita Naturale NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia 2002 -2,5 -2,9 -1,5 -0,4 2003 -2,5 -3,3 -1,9 -0,8 2004 -1,4 -2,1 -0,4 0,3 2005 -1,8 -2,5 -0,9 -0,2 Saldo Migratorio Totale NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia 2002 10,7 7,3 7,9 6,1 2003 16,2 12,5 14,0 10,6 2004 10,1 16,0 14,9 9,6 2005 6,4 5,2 8,1 5,2 Crescita Totale NOVARA Piemonte Nord-ovest Italia 2002 8,2 4,4 6,4 5,7 2003 13,7 9,2 12,1 9,8 2004 8,7 13,9 14,5 9,9 2005 4,6 2,7 7,2 5,0 Fonte: Istat 1.1.2.b Mercato del lavoro Il mercato del lavoro della provincia di Novara mostra una situazione occupazionale migliore rispetto a quella rilevata per il Paese nel complesso, mostrando un tasso di disoccupazione in buona diminuzione dal 6,1% del 2004 al 4,6% del 2005, che è poco più della metà del medesimo dato riscontrato su scala nazionale (7,7%) e in linea con l’indicatore rilevato nel territorio piemontese (4,7%). Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 21 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Tasso di disoccupazione (Anni: 15 - max, Elaborazione su dati EUROSTAT e Atlante di competitività delle province) 12,00% 11,00% 10,00% 9,00% 8,00% 7,00% 6,00% 5,00% 4,00% 3,00% EU15 Italia Piemonte Novara 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Nel periodo 1999-2003 si evidenzia un miglioramento del livello di disoccupazione, sia a livello complessivo, che per le singole classi di età, mentre nel 2004 si nota come il trend cambi ed il tasso di disoccupazione riprenda a crescere per poi reinvertire la tendenza diminuendo nel 2005. Anche il tasso di occupazione ha una buona ripresa crescendo dal 64,5% al 65,60 e pone la provincia in un buon piazzamento al 20-esimo posto nazionale. Quota % di occupati in agricoltura a confronto 5,4% 4,9% 4,4% Italia Piemonte Novara 3,9% 3,4% 2,9% 2,4% 1,9% 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Fonte: Istat, rilevazione forze di lavoro Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 22 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Quota % di occupati nell'industria a confronto 44,0% 42,0% 40,0% Italia 38,0% Piemonte 36,0% Novara 34,0% 32,0% 30,0% 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Fonte: Istat, rilevazione forze di lavoro Quota % di occupati nei servizi a confronto 65,0% 63,0% Italia 61,0% Piemonte Novara 59,0% 57,0% 55,0% 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Fonte: Istat, rilevazione forze di lavoro Le micro e le piccole imprese, che rappresentando circa il 99% del totale, occupano circa il 66,1% degli addetti. Nelle medie imprese sono invece impiegati il 14,5% degli addetti. Nelle grandi imprese, che rappresentano lo 0,1% del totale, trovano impiego il 19,5% degli addetti. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 23 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Distribuzione im pre se e addetti per dim ensioni d'im pres a (Fonte: dati ISTAT 2001) 93,1% 100,0% 80,0% 60,0% % addetti occupati 41,8% 40,0% % sul totale imprese 24,3% 19,5% 14,5% 20,0% 6,1% 0,7% 0,1% 0,0% m icro piccola m edia grande La distribuzione degli occupati per settore evidenzia l’importanza che la attività industriali continuano rivestire a Novara: il secondario impiega, infatti, il 38,8% degli occupati, a fronte del 36,1% del Piemonte e del 30,8% nazionale. In crescita rispetto al 2004 sono gli addetti nei Servizi che raggiungono nel 2005 il 58,5% del totale, rimanendo comunque distanti dal dato piemontese (60,0%) e da quello nazionale (65,0%). Nel 2005 gli addetti nel settore sono il 2,7% del totale, meno del 3,9% del Piemonte e del valore medio nazionale (4,2%). Peso % degli occupati per settore di attività Fonte: elaborazione su dati Istat (2005) Agricoltura (2,7) Industria Servizi (38,8) (58,5) 1.1.3 Capitale umano, ricerca e innovazione Novara è storicamente un importante polo della ricerca, dotato di centri di eccellenza di grande tradizione. Tali istituti hanno però subito un ridimensionamento, accentuato anche dalla “fuga di cervelli” che negli ultimi anni ha caratterizzato lo scenario della ricerca nazionale. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 24 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Il Polo Scientifico e Tecnologico è un centro di eccellenza nel quale cooperano imprese, università e centri di ricerca che svolgono attività di R&S con particolare riferimento alla chimica fine e farmaceutica, alle green technologies e ai nuovi materiali: ▪ l’Istituto Guido Donegani ha dato un importante contributo innovatore allo sviluppo dei prodotti chimici più sofisticati del gruppo Montedison nei campi più diversi: dai farmaci antitumorali e antiipertensivi ai feromoni, dai fluidi fluorurati ai polimeri a cristalli liquidi. L’istituto conta circa 250 ricercatori e, dal 1991, è uno dei centri di ricerca del gruppo Enichem. ▪ l’ITIS Fauser è un centro di ricerca, sviluppo e sperimentazione di tecnologie avanzate con specializzazioni nell’informatica industriale, nelle costruzioni aeronautiche e nel tessile Tra i principali centri di ricerca privati troviamo: Novamont, leader internazionale nel settore dei materiali plastici biodegradabili; Isagro Ricerca, specializzata in fitofarmaci; Sud Chemie Mt, attiva nel comparto dei catalizzatori; Promau Engineering; Novara Technology; PRC Ticinum Lab; MBT; Consorzio Trecate Battelle. Per quanto riguarda i brevetti pubblicati dall’EPO il Piemonte e la provincia di Novara figurano discretamente: con più di 89 brevetti per milione di abitante pubblicati nel 2004 il Piemonte si colloca nettamente al di sopra della media italiana, ferma a 64,5, e così pure Novara che , però, con un valore di 73,2 in significativa flessione rispetto al 2003, anno in cui il numero di depositi era pari a circa 97 per milione di abitanti, interrompe la continua crescita del numero delle pubblicazioni cominciata nel 2001. Numero di brevetti europei pubblicati dall'EPO Valori pro-capite (per milione di abitanti), 2004 Fonte: Osservatorio Brevetti Unioncamere su dati EPO 140 122,7 120 100 80 89,4 73,2 64,7 60 40 20 0 Novara Piemonte Nord-Ovest Italia Numero di brevetti europei pubblicati dall’EPO (European Patent Office). Valori pro capite (per milione di abitanti). Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 25 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Province e Regione 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Piemonte Novara Nord-Ovest ITALIA 77,7 63,9 94,4 47,9 93,0 66,3 99,3 52,4 84,1 86,6 102,6 53,5 82,4 87,4 105,9 56,5 88,2 96,8 104,7 57,6 89,4 73,2 122,7 64,5 Fonte: Elaborazione su dati EPO Numero di brevetti europei pubblicati dall’EPO (European Patent Office) (valori assoluti). Province e Regione Piemonte Novara Nord-Ovest Totale province italiane Stranieri che hanno brevettato in partnership con italiani Totale Brevetti Italia 1999 2000 2001 2002 2003 2004 TOT 341 23 1.459 2.772 407 23 1.536 3.032 367 31 1.587 3.086 361 31 1.649 3.269 387 35 1.640 3.350 393 26 1.934 3.844 2.256 169 9.805 19.353 37 47 37 44 46 67 278 2.809 3.079 3.123 3.313 3.396 3.911 19.631 Fonte: Elaborazione su dati EPO Un contributo importante ai brevetti proviene dal settore chimico che, con l’istituto Guido Donegani, ha conseguito 1.200 brevetti in Italia e circa 6.000 a livello mondiale. A Novara l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” con tre facoltà: Economia e Commercio, Farmacia e Medicina, quest’ultima con dieci corsi di laurea, diverse scuole di specializzazione, master e corsi specialistici. Gli iscritti all’Ateneo sono complessivamente 9.743 (comprese le sedi di Vercelli ed Alessandria) e sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni. L’analisi effettuata evidenzia come il territorio sia nelle migliori condizioni per valorizzare e dare una spinta propulsiva all’innovazione e alla ricerca, a patto che: ▪ continui a sviluppare il polo universitario integrandolo con il sistema della ricerca e dell’innovazione; ▪ qualifichi Novara come polo tecnologico a supporto del sistema produttivo; ▪ cerchi di posizionarsi rispetto al polo di Milano in termini sinergici e complementari. L’offerta formativa complessiva risulta non adeguatamente diversificata, soprattutto nei rami maggiormente legati alla struttura produttiva novarese. Il mancato allineamento dell’offerta formativa alla domanda di nuovi assunti evidenzia una situazione lievemente peggiore a Novara rispetto alla media italiana. Infatti nella provincia di Novara il valore dell’indice di criticità del lavoro17 per il 2006 è pari a 7,4 in leggera crescita rispetto al 7,3 del 2005, mentre in Piemonte si è confermato al 7,2 e a livello nazionale è sceso da 7,1 a 6,9. 17 Tale indice può assumere valori tra 0 e 10 ed è dato da: (% personale di difficile reperimento ½ + % personale con necessità di formazione ½) / 2 Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 26 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO La domanda di posizioni che non richiedono alcun tipo di qualificazione continua ad essere alta nel 2006 (il 42,6% delle assunzioni previste riguarderà persone senza uno specifico titolo scolastico). Tale percentuale tocca punte del 63% nel settore delle costruzioni, mentre si assesta sul 41,5% nell’industria in senso stretto e scende al 38% nei servizi. 1.1.4 Ulteriori elementi di competitività del territorio Il valore assunto dall’indice di dotazione delle infrastrutture economiche nel 2004 pari a 135 (130,8 nel 1999 rispetto a 142,3 del 1991) pone la provincia al 22-esimo posto della relativa graduatoria. L’analisi delle singole categorie mostra come praticamente tutte le categorie presentino un valore dell’indicatore superiore a 100. Costituisce un’eccezione a questo trend l’indice di dotazione delle strutture e reti per la telefonia e la telematica, il cui valore 88,2 nel 2004 (97,3 nel 1999 mentre nel 1991 era pari a 120,2) è inferiore anche alla media della macroarea di riferimento18. Dotazione di infrastrutture economiche Fonte: Istituto G. Tagliacarne (2004) Italia (=100) Nord-Ovest Novara Rete stradale 250 250 Reti bancarie e servizi vari 200 Rete ferroviaria 150 100 100 50 0 Strutture e reti per la telefonia e la telematica Impianti e reti energetico-ambientali Porti (e bacini di utenza) Aeroporti (e bacini di utenza) L’analisi delle infrastrutture sociali mostra un netto miglioramento della dotazione dal 1991 al 2004 portando il valore dell’indice sintetico di infrastrutture sociali dell’Istituto G. Tagliacarne a 85,49, valore in linea con il Piemonte, ma inferiore a quello del Nord-Ovest (109,37) e alla media nazionale che assume il valore di riferimento 100,00. Analizzando i singoli elementi della dotazione emerge una buona dotazione di infrastrutture per l’istruzione e una non eccellente dotazione di infrastrutture sanitarie, culturali e ricreative. 18 Fonte: Istituto G. Tagliacarne (2004) Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 27 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Grafico tratto da: Opuscolo CCIAA Novara (2006) Il tenore di vita novarese (in termini di diffusione della ricchezza) è nettamente più alto della media nazionale e in linea con quello regionale: il valore aggiunto pro-capite è 24.638 euro, in linea con il Piemonte, poco inferiore al Nord-Ovest e superiore alla media nazionale. Valore aggiunto pro-capite Fonte: elaborazione Istituto G. Tagliacarne su dati Euro (2004) 30.000 25.000 24.638 24.429 26.324 21.583 20.000 15.000 10.000 5.000 0 Novara Piemonte Nord-Ovest Italia La qualità della vita, sebbene in calo, si mantiene ad un buon livello: Novara, secondo la classifica stilata da Il Sole 24 Ore per il 2005 si posiziona al 53° posto rispetto alle 103 province italiane. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 28 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Indicedi diqualità qualitàdella dellavita vita Indice piazzamentonella nellagraduatoria graduatoriadelle delleprovince provinceitaliane italiane piazzamento Fonte: Fonte:IlIlSole Sole24 24Ore Ore(2005) (2005) 53° 1° 103° 1.2 CONTESTO INSEDIATIVO: RESIDENZA, SERVIZI, ATTIVITÀ PRODUTTIVE E SISTEMA INFRASTRUTTURALE 1.2.1 Evoluzione urbana La città di Novara ha una storia urbana fortemente intrecciata con gli aspetti infrastrutturali; la città associa una biografia territoriale tipica di una realtà urbana delle medesime dimensioni, con diversi problemi strutturali legati alla repentina espansione dell’edificato dal dopoguerra in poi, ad alcune specificità date da un mutevole contesto infrastrutturale sovralocale. In risposta a questo scenario negli ultimi vent’anni si è sviluppata una forte attività urbanistica; si sono progressivamente affrontate alcune delle emergenze più urgenti. Il settore piemontese ad est del polo metropolitano di Torino è un’area dalle dimensioni demografiche ed economiche rilevanti ed è caratterizzata da una fitta trama di relazioni funzionali e logistiche con i sistemi metropolitani delle regioni confinanti. I due sistemi urbani principali di Alessandria e Novara presentano rapporti di integrazione storica con i sistemi metropolitani rispettivamente di Genova e di Milano, caratterizzando quindi l’area come cerniera transregionale. L’attuale impianto urbano è caratterizzato da distretti residenziali periferici lungo gli assi viari che legavano il centro storico al territorio agricolo, saldandosi con realtà rurali a ridosso della città. La crescita dei comuni limitrofi ha moltiplicato la tendenza espansiva saldandosi in un continuum urbano dell’impianto radiale. Verso gli ultimi decenni del secolo scorso, l’interruzione del trend positivo della crescita industriale e la ridefinizione del sistema produttivo nel mercato globale ha in parte modificato le dinamiche insediative che fino ad allora avevano mantenuto una struttura territoriale sostanzialmente monocentrica sulla città di Novara. Se da un lato le trasformazioni degli scenari globali hanno messo in crisi alcuni dei settori economici tradizionali che qui Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 29 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO rappresentavano le eccellenze, dall’altro lato le nuove dinamiche economiche hanno modificato le logiche organizzative dei sistemi manifatturieri. Nel suo complesso la città si presenta densamente costruita, con quasi 13.300 mc e 68 abitanti per ciascuno dei circa 1500 ettari di area urbanizzata (escluse aree ed edifici produttivi): una densità quasi doppia rispetto a quella di buona parte dei comuni vicini, ben superiore a quella di altri capoluoghi padani (ad es. Parma, Como, Padova) e dell’ordine di quella di città molto più grandi. Se si tiene conto delle quote significative di aree destinate alla mobilità, alla sosta, al verde, e ad altri usi diversi, è evidente che l’indice fondiario medio dell’edificazione novarese si avvicina ai 3 mc/mq: un dato sommario che tuttavia ben presenta la tipologia dominante della città: condomini da tre a sei piani, con ridottissima presenza di edilizia a bassa densità. Se si confronta questo primo dato con quello riferito alle aree industriali, emerge che la città è occupata per oltre il 21% da impianti produttivi, su un totale complessivo di circa 1.950 ha di territorio urbanizzato. L’alta densità della parte residenziale e terziaria comporta una ridotta disponibilità di aree ‘molli’, per le quali siano prevedibili operazioni sostanziose di ristrutturazione urbanistica; viceversa la distribuzione a macchia di leopardo delle aree industriali anche nel tessuto urbano consolidato, in alcuni casi dismesse o in via di dismissione, comporta una presenza diffusa di occasioni di riqualificazione urbana. Analizzando la dinamica delle costruzioni si evidenzia una sproporzionata crescita del patrimonio residenziale rispetto alla domanda teorica espressa nel PRG ‘80: sono stati costruiti quasi 4,7 milioni di mc residenziali dall’80, quasi senza incremento di popolazione, portando la dimensione della città a quasi 20 milioni di mc per residenza e attività urbane (pari ad oltre 195 mc per persona: 55 mq di superficie utile a testa, più del doppio di quanto previsto di standard dalla Legge regionale all’art. 20). Di tali nuove costruzioni circa un quarto (1 milione di mc) è stato realizzato nell’ambito delle aree per l’edilizia economica e popolare, ad oggi praticamente esaurite. Una tale situazione sembra indicare una progressiva saturazione della domanda in generale, in cui rimarranno comunque attive specifiche sacche di domanda particolare, riferite per lo più alle dinamiche delle famiglie, alla qualità degli alloggi e alla localizzazione in specifiche zone della città. Un’altra tendenza che sta condizionando il settore è quella dell’aumento costante nella dimensione media degli alloggi, che tendono ormai a 500 mc, aumentando la divaricazione rispetto alla dimensione media delle famiglie, che al contrario tende ancora a diminuire. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 30 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO PRODUZIONE EDILIZIA A NOVARA Fabbricati residenziali Anno Numero Volume Fabbricati non residenziali Numero Volume 1980 26 134.090 4 12.097 1981 17 140.092 16 108.668 1982 76 209.449 39 121.702 1983 50 209.463 53 121.749 1984 26 82.929 44 29.173 1985 43 166.871 43 66.735 1986 27 139.863 25 59.476 1987 42 177.047 44 101.102 1988 43 138.483 32 61.616 1989 65 316.438 22 47.262 1990 47 196.977 30 45.337 1991 78 259.119 26 53.944 1992 59 283.047 17 46.476 1993 36 226.785 30 62.958 1994 45 202.270 10 42.330 1995 32 166.070 35 122.934 1996 31 183.803 18 64.840 1997 39 227.742 6 16.151 1998 38 130.986 11 151.503 1999 36 180.475 8 34.177 2000 34 104.899 5 147.070 2001 91 285.018 9 136.993 Fonte: ISTAT Dai dati disponibili non emerge una significativa dinamica ‘erosiva’ degli utilizzi terziari oltre a quelli attesi: in città la quota di superficie per uffici è circa il 10% e quella per il commercio non supera il 18% di quella per residenza: dati molto vicini al fisiologico utilizzo dei piani terra per il commercio e di alcuni edifici nelle aree centrali per uffici. D’altra parte anche in senso temporale il settore terziario ha visto costruire le proprie sedi principali negli anni ‘60 e ‘70, e negli anni più recenti si è visto prevalentemente un moderato diffondersi del terziario nel tessuto residenziale preesistente. La specializzazione delle aree commerciali, sempre più marcata negli ultimi anni, comporta certamente una innovazione profonda nella distribuzione dei servizi commerciali, esplorata nell’allegato Piano della distribuzione commerciale, ma non incide significativamente sulle dimensioni complessive dell’edificato destinato alle funzioni commerciali. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 31 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO 1.2.2 Dinamiche edilizie All’interno della città non si riscontrano significative differenze tra i quartieri nella dinamica demografica, che non siano quelle attese dal naturale processo di invecchiamento delle aree centrali e dalla crescita dimensionale dei quartieri che hanno visto una maggiore attività edilizia: nuove case, nuovi abitanti. Tuttavia si possono mettere in evidenza alcuni elementi puntuali: ▪ nelle aree maggiormente consolidate e storicizzate (dei quartieri S. Andrea, Sacro Cuore e S. Martino, oltre al Centro) la fragilità della situazione è sottolineata, oltre che dall’indice di vecchiaia, dalla ridotta dimensione media delle famiglie, vicina a 2,10 persone; ▪ nei quartieri esterni, gli unici che si mantengono con una dimensione media del nucleo superiore a 2,5 (soglia che significa comunque un solo figlio in casa ogni due coppie) sono Cittadella e S. Antonio, mentre S. Agabio è sul limite e gli altri quartieri hanno famiglie più ridotte; ▪ le dimensioni medie famigliari sono normalmente minori in corrispondenza del più elevato indice di vecchiaia, come si verifica a S. Andrea, S. Cuore, S. Martino e al Villaggio Dalmazia. Ugualmente, ma al contrario, a Veveri e S. Agabio maggiori famiglie e minore indice di vecchiaia. Significativa eccezione all’andamento accoppiato dei due indici è il Centro, che presenta una bassissima dimensione famigliare (inferiore a 2,2 pers./fam.) ma un indice di anzianità non dei peggiori (1,73), a significare la scelta di molti single o coppie nucleari di ogni età di vivere nel centro. Ad un primo sguardo la città sembra normalmente differenziata al proprio interno, senza situazioni critiche gravi (salvo casi puntuali di borgate isolate comunque di ridotte dimensioni), il che permette di assecondare la tendenza alla mobilità e alla fruizione reticolare dei servizi più specializzati distribuiti in zone diverse della città, mentre si ripropone il tema, ormai al centro dell’attenzione a livello europeo, delle attrezzature per la terza età nei quartieri più consolidati, ferma restando la validità delle attrezzature di standard per i quartieri ‘normali’ di recente ampliamento, già oggi dotati di servizi di nuova costruzione. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 32 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO ANDAMENTI DEMOGRAFICI PER QUARTIERI ZONA QUARTIERE 1981 1991 2001 ∆ ‘81-’01 Centro 8.160 7.230 6.556 -1.604 S. Andrea 5.493 4.684 4.467 -1.026 S. Rocco 4.145 3.958 3.894 -251 S. Antonio 6.572 7.443 7.493 921 Veveri 1.748 2.002 2.229 481 Vignale 2.395 2.250 1.980 -415 4 S. Agabio 8.894 10.691 11.952 3.058 5 P. Mortara 9.306 8.888 8.141 -1.165 6 S. Cuore 9.260 8.890 8.071 -1.189 7 S. Martino 10.948 9.797 9.357 -1.591 8 S. Rita 4.065 4.507 4.805 740 S. Paolo 3.080 3.959 3.998 918 Z. Agogna 6.367 6.298 5.716 -651 Cittadella 6.681 7.871 7.856 1.175 V. Dalmazia 1.153 979 781 -372 T. Quartara 1.490 1.475 1.870 380 11 Sud Est 5.965 6.845 7.713 1.748 12 Lumellogno 1.715 1.611 1.679 -36 13 Pernate 3.538 3.490 3.649 111 Novara 101.425 102.863 102.232 1 2 3 9 10 807 Fonte: ISTAT Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 33 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Viceversa pare che la città possa migliorare ancora nel settore dei servizi qualificati, passando da posizioni di rincalzo, sempre del segmento alto, a posizioni di maggiore evidenza, soprattutto nei settori della sanità, della cultura, del tempo libero e dei servizi per la produzione. La distribuzione per quartieri delle nuove costruzioni mostra una città molto differenziata per attività trasformativa: in una città che nell’ultimo ventennio si è ampliata del 25% si passa da quartieri che incrementano del 50% (come S. Agabio) ad altri come la Zona Agogna, S. Rocco, Sacro Cuore, che non superano il 15%. In generale comunque si evidenzia il ruolo significativo svolto dai Peep anche oltre la propria dimensione, innescando dinamiche urbanizzative in zone di estrema periferia. Dai dati emerge anche la ridotta attività di rinnovo urbano, ad esclusione del centro, che vede nuove costruzioni per il 22% del patrimonio precedente al 1980: l’ondata di progetti di trasformazione interni alla città deve ancora mostrare i suoi frutti, mentre le parti esterne della città risultano quasi sempre completate con nuovi quartieri ormai definiti da progetti urbanizzativi assestati. La città si è sviluppata nel ‘900 a sud e a ovest del centro in modo estremamente denso e compatto, completando di fatto la capacità edificatoria dei suoli con la densità tipica della città otto-novecentesca già negli anni ‘70, e implementandola con numerosi interventi isolati ad alta densità (superiori a 5 mc/mq) negli anni successivi. La ormai storica carenza di servizi elementari (parcheggi, verde), che è l’ovvia conseguenza di questo modello insediativo, è evidente ancor oggi e irrimediabile nell’ambito dei quartieri più centrali, trovandosi ancora alcuni spazi disponibili solo nei limitrofi quartieri più esterni. Più modesta della dinamica residenziale ma pur sempre significativa la quota di nuova costruzione nel comparto produttivo (circa 2,5 milioni di mc dal 1980 al 2001, secondo i dati delle concessioni) e in quello commerciale ‘puro’ (circa 600 mila mc), che comunque costituisce solo una parte minoritaria dell’espansione di aree produttive nell’hinterland. Il trend di crescita degli insediamenti produttivi si è accelerato negli ultimi anni: per le aree industriali si registra nel periodo 1980/1996 la realizzazione di 1.168.399 mc, per oltre la metà destinati ad insediamenti produttivi, che hanno interessato circa 15 ha di nuove aree industriali (circa il 90% di quelle nuove predisposte dal Piano), mentre il CIM nello stesso periodo ha occupato solo 1/10 dello spazio ad esso destinato. Negli ultimi anni la gran parte dei pur consistenti interventi è riferita a completamenti e ingrandimenti degli insediamenti esistenti, mentre si è avviata in modo più consistente la realizzazione del CIM (che comunque a tutt’oggi occupa circa la metà di quanto assegnatogli dal PRG ’80. L’indagine sull’assetto produttivo condotta nel 2000 (Centro studi Novara 2000) sui comuni della cintura (Caltignaga, Cameri, Galliate, Garbagna, Romentino, S. Pietro M., Trecate) mostra la distribuzione degli insediamenti industriali, ormai per lo più localizzato fuori dal capoluogo e anche nei comuni minori fuori dai contesti urbani, segno della saturazione urbana e del processo di rilocalizzazione in corso, con la supremazia definitiva delle zone industriali a se stanti in area extraurbana. Va notato comunque che negli ultimi 5 anni la dinamica delle costruzioni è attiva nei settori produttivi in misura simile a quelli “urbani”, con un andamento simile nel Comune capoluogo, nell’hinterland e in tutta la provincia, segno forse più di una frenata nella crescita del settore residenziale che di un’effettiva domanda trainante di nuovi interventi nel settore terziario e in quello produttivo. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 34 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO 1.2.3 Strutturazione delle aree per le destinazioni produttive Novara è dotata di un discreto comparto industriale (in particolare chimico ed alimentare) che a partire dal dopoguerra ha fortemente trainato l’economia urbana, insieme al settore dell’agricoltura risicola. Verso gli ultimi decenni del secolo scorso le strutture e le filiere produttive che avevano fatto della città un polo industriale gerarchico rispetto al proprio hinterland subiscono fenomeni di “disintegrazione” dando il via libera alla creazione di distretti autonomi dei territori periferici un tempo subordinati al polo novarese. Si assiste ad una crescente periurbanizzazione insediativa e un conseguente consumo di suolo, allargando i confini della città a macchia d’olio saldandosi con le realtà urbane minori; allo stesso tempo vengono dismesse molte delle storiche strutture produttive interne alla città, lasciando ampie aree in disuso o sottoutilizzate. I dati delle dinamiche degli addetti nei settori industriali e terziario privato fanno emergere nell’ultimo decennio un incontrovertibile indebolimento del ruolo produttivo di Novara (almeno relativamente alla provincia), indicatore di una fase socioeconomica fragile e di un cambiamento strutturale in corso rispetto a ciò che si è consolidato negli ultimi cinquant’anni. UNITA’ LOCALI E ADDETTI PER SETTORE DI ATTIVITÀ 1991 Un. Loc. 1996 Addetti Un. Loc. 2001 Addetti Un. Loc. Addetti 1 4 2 4 5 17 677 9.907 695 96.128 940 8.157 18 664 9 540 15 529 Costruzioni 442 2.107 776 2.425 1.085 1.989 Commercio 2.205 6.623 2.271 6.168 2.691 5.488 Alberghi/Ristoranti 361 1.335 340 1.194 446 987 Trasporti 201 3.552 296 3.378 404 1.024 Int. monetaria 216 2.627 265 2.742 445 2.902 Att. imm/inf/rice 1.054 3.492 2.009 4.831 1.635 3.343 Tot attività industriali e terziarie private 5.195 30.311 6.633 30.900 7.666 24.436 Estrazione Manifattura Elettricità/Gas/Acqua Fonte: ISTAT La dinamica negativa degli addetti probabilmente somma gli effetti di una ristrutturazione complessiva del settore secondario, determinante in tutta l’Italia settentrionale, ad una significativa rilocalizzazione degli stabilimenti industriali nell’hinterland della città. Questa ipotesi verrebbe confortata da un adeguato confronto tra addetti e attivi (cioè tra la forza lavoro rilevato sul luogo di lavoro e nella propria residenza), che metterebbe in evidenza la stabilità residenziale degli attivi del capoluogo, a fronte di una mobilità indotta dalla localizzazione esterna al comune del luogo di lavoro. Infatti il trend della popolazione attiva complessiva non pare alterato nel decennio ‘81/’91 (l’unico di cui disponiamo di dati confrontabili), né è pensabile che nell’ultimo decennio si sia Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 35 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO assistito ad un crollo della popolazione attiva in città a fronte di una leggera crescita della popolazione complessiva: l’unica spiegazione plausibile pare essere quella del processo di rilocalizzazione industriale a fronte di un mantenimento della residenza nel comune capoluogo da parte della forza lavoro. A fronte di una popolazione stabile i dati illustrano una diminuzione significativa degli addetti nei settori non agricoli e non pubblici nel Comune (quasi un quarto nell’ultimo decennio), si registra una crescita forte delle unità locali (quasi un terzo nel decennio): quindi una dimensione media delle Unità Locali che si è fortemente indebolita (arrivando da quasi 6 a poco più di 3 addetti per UL). Se si analizzano i settori di attività in maggiore evoluzione, emerge una diffusa crisi del settore industriale, dei trasporti e del commercio, mentre la crisi sembra presente ma in misura minore nel settore delle costruzioni e del terziario non commerciale (a Novara l’intermediazione monetaria – cioè le banche- costituisce l’unico settore in crescita di addetti nel decennio, peraltro molto modesta). D’altra parte la riduzione del numero di addetti per unità locale e la frammentazione delle aziende coinvolge tutti i settori (escluso quello della distribuzione di energia acqua e gas, l’unico in via di concentrazione). Comunque la storia dell’assetto produttivo della città è solidamente connesso alle attività industriali: Novara è uno dei tre capoluoghi del Piemonte e della Lombardia (con Torino e Biella) ad avere ancora circa il 30% di addetti nel settore industriale. Per altro la città è tra i capoluoghi con minore sviluppo del terziario (non arriva al 70% degli addetti), ma nel terziario emerge la buona dotazione di servizi per le imprese (23% degli addetti, inferiore solo a Torino, Milano e Como). L’indicatore, pur sommario, conferma l’impressione generale, di un assetto produttivo che evolve solidamente verso l’epoca postindustriale, dotandosi via via dei servizi necessari e senza derive troppo accentuate nei settori di terziario per il consumo. Infatti da una parte in altre zone della Provincia crescono economie di distretto con tessuti di piccole e medie imprese specializzate (nell’area di Borgomanero nei settori del valvolame, rubinetteria e del tessile diffuso anche nella parte settentrionale del Ticino - Oleggio, Varallo Pombia). D’altra parte a Novara il PTCP 2002 legge una situazione di “crisi della grande impresa sia pubblica che privata che dà luogo a fenomeni di dismissione/riuso di aree industriali; crisi di alcuni settori di specializzazione tradizionale (chimica, alimentare, tessileabbigliamento, meccanica) non sufficientemente compensata dalla crescita occupazionale di altri comparti; riconversione in senso terziario della base economica urbana che genera tensioni sia sul versante occupazionale che territoriale (es. crisi del commercio al dettaglio e affermazione della grande distribuzione, con effetti noti sul numero degli addetti impiegati, sulla domanda di spazi, sul traffico indotto, ecc.), azioni di riconversione/rafforzamento di strutture qualificate di ricerca e formazione (università e centri di ricerca); riaggiustamento strutturale nel settore creditizio: si presentano come fattori che caratterizzano in modo peculiare il capoluogo rispetto al resto del territorio provinciale e regionale.” D’altra parte, fuor di statistica, sono numerose le manifestazioni di interesse e di capacità imprenditoriale collettiva che si stanno addensando negli ultimi anni, con riferimento ad alcuni settori innovativi e di specifica caratterizzazione novarese, per storia industriale e per posizione. La localizzazione nell’area risulterebbe appetibile per i settori che si giovano della ricerca applicata per i materiali, i metalli, la chimica, la farmaceutica e soprattutto per quelli della logistica e dei trasporti, che utilizzano le potenzialità del nodo infrastrutturale. Per il tema dell’uso del suolo per insediamenti produttivi la relazione del PRG ’80 riporta una situazione al 1981 di oltre 433 ettari di aree industriali con una forza lavoro di 15.542 addetti: quasi 279 mq per addetto. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 36 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO L’evoluzione delle imprese attive e la loro rilocalizzazione porta al 2000 ad una disponibilità di aree industriali attive di circa 297 ha. Il rapporto area addetto diverrebbe nel 2000 di circa 297 ha per 11.165 addetti: 306 mq per addetto. Pesa certamente su questa valutazione l’incidenza dell’area CIM attivata (485.000 mq), che aumenta l’incidenza per addetto, ma in ogni caso, anche con le approssimazioni dovute, si verifica certamente un processo di forte investimento immobiliare rispetto alla concentrazione di addetti .Probabilmente si sta sviluppando la forbice, tipica degli ultimi 10 anni nell’Italia settentrionale, che rende differente la dinamica del settore immobiliare del comparto produttivo, attiva soprattutto nel rinnovo, rispetto a quella che investe l’occupazione, che è in flessione nel settore secondario. In parole povere nuovi capannoni non significano proporzionatamente nuovi posti di lavoro. Infine un cenno sul trend dell’agricoltura che ha visto nell’ultimo ventennio verificarsi una dinamica molto veloce di concentrazione di aziende, con un aumento (pur contenuto) di superficie coltivata a fronte di un crollo degli allevamenti bovini (ridotti ad un quarto in venti anni) e ad un parallelo incremento di quelli di suini (più che raddoppiati nello stesso periodo). Dal confronto con i dati provinciali emerge che l’aumento della superficie coltivata è anomalo in un panorama generale di diminuzione, e si può assegnare alla redditività della coltivazione risicola, anche se nell’intorno di Novara tale intensità è in parte contraddetta dalle ultime foto aeree, che mostrano una propensione molto recente alle colture asciutte, forse transitoria. In ogni caso la costanza del dato sulla superficie aziendale mostra che l’agricoltura dell’area non risente troppo della vicinanza della città, che non ha eroso terreni alle coltivazioni, anche in virtù di un disegno di piano che ormai da vent’anni sta attuando un buon contenimento dell’espansione urbana. Al contrario degli spazi coltivati, l’abbandono delle cascine, riscontrato analiticamente nelle indagini del piano, corrisponde alla crisi dell’allevamento bovino, ormai irreversibile. 1.2.4 Assetto infrastrutturale Il settore piemontese ad est del polo metropolitano di Torino è un’area dalle dimensioni demografiche ed economiche rilevanti ed è caratterizzata da una fitta trama di relazioni funzionali e logistiche con i sistemi metropolitani delle regioni confinanti. La forte crescita della città si è cristallizzata nell’attuale impianto urbano, caratterizzato da distretti residenziali periferici lungo gli assi viari che legavano il centro storico al territorio agricolo. A questo impianto ha fortemente contribuito il sistema di trasporto su ferro che con le sue linee ha profondamente segnato il territorio e orientato lo sviluppo della città verso gli ultimi decenni del secolo appena concluso, l’interruzione del trend positivo della crescita industriale e la ridefinizione del sistema produttivo nel mercato globale ha in parte modificato le dinamiche insediative che fino ad allora avevano mantenuto una struttura territoriale monocentrica incentrata sulla città di Novara. A rendere dinamico e strutturalmente instabile questo contesto negli ultimi anni hanno contribuito tra le altre: ▪ la rilocalizzazione delle attività produttive; ▪ la realizzazione della rete AC Torino-Milano; Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 37 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO ▪ il potenziamento del CIM; ▪ la realizzazione della bretella di collegamento dell’autostrada Torino-Milano con l’aeroporto di Malpensa. Questo insieme di interventi configurano l’affermazione di una potente infrastruttura al servizio dell’intermodalità e del Corridoio europeo 5: un insieme di nodi logistici generatori di un sistema di smistamento plurimodale capace di assicurare quelle condizioni che producono l’interscambio gomma/treno/aereo a persone, merci e mezzi. Novara occupa una particolare posizione geografica, baricentrica rispetto agli assi di comunicazione N-S Genova-Sempione-Nord Europa e O-E Portogallo-Spagna-Francia-Pianura Padana-Trieste-Est Europa, che la pone in una condizione di assoluta centralità rispetto alle dinamiche in atto di potenziamento dei sistemi di trasporto ferroviario di interesse sovranazionale. La linea ferroviaria ad Alta Capacità Torino-Milano, di cui la tratta Torino-Novara consente di collegare l’Aeroporto Internazionale di Malpensa con la capitale piemontese, costituendosi quale tratto di un progetto più generale di collegamento veloce ferroviario trans-europeo: il cosiddetto Corridoio 5 ovvero il collegamento ferroviario Lisbona-Lione-Torino-TriesteLubiana-Budapest-Kiev. Un’altra opera ferroviaria interessante il territorio novarese è il collegamento Genova-NovaraSempione che proseguendo fino a Rotterdam, Corridoio 24, dovrebbe rafforzare i traffico merci del Mediterraneo verso il centro ed il nord Europa. Novara non è in diretto collegamento con i porti liguri ma è ben collegata con Alessandria e la sua provincia; Novara può diventare naturale sbocco delle grandi correnti di traffico che dalla Liguria attraverso Alessandria superano l’arco alpino centro-occidentale e raggiungono il nord Europa. La provincia di Novara ha firmato nel luglio 2004 un Protocollo d’Intesa Quadro sull’assetto ferroviario del nodo di Novara che prevede in particolare: ▪ il raccordo diretto tra l’asse AV/AC Torino-Milano; ▪ una nuova stazione in area prospiciente il casello autostradale di Novara est; ▪ un nuovo terminal Huckepack in sostituzione di quello esistente a Novara Boschetto; ▪ il completamento della tangenziale di Novara. Novara si trova all’incrocio di importanti e decisive direttrici di traffico; le questioni che producono una pressione straordinaria sul territorio e lo chiamano a scelte decisive per la qualità della vita sono: ▪ l’aumento esponenziale del traffico delle merci prodotto dalle dinamiche dell’economia globalizzata; ▪ l’intasamento ormai totale che l’area metropolitana milanese ha prodotto nel territorio ad est del Ticino; ▪ la mobilità delle persone; ▪ le questioni ambientali. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 38 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Da un alto si assume come obiettivo importante il cambio di modalità, da gomma a ferro, nel trasporto merci e nella mobilità delle persone; dall’altro si chiedono le risorse necessarie per produrre scelte intelligenti che guardino al futuro di lungo periodo e producano il minor impatto possibile. La posizione baricentrica rispetto ai grandi assi di comunicazione viaria nord-ovest del paese ha fatto sì che Novara sviluppasse una forte vocazione economico-produttivo sul fronte della logistica e della gestione delle merci in transito. Tale attività ha fortemente impattato sul modo in cui il territorio si è sviluppato da un punto di vista urbanistico e non sempre ha risposto in maniera adeguata alle esigenze dell’imprenditoria locale. Le grandi opere in corso di realizzazione sul territorio cittadino hanno scosso gli equilibri sociali ed urbanistici, impattando fortemente sulla qualità di vita dei cittadini. Si prevede pertanto lo studio di soluzioni per la realizzazione di piastre di trasferimento per il sistema del trasporto merci urbano, ma con soluzioni del tutto integrate con il sistema delle aree verdi ed ambientali; sarà necessario quindi dotare il sistema locale di servizi moderni ed adeguati alle esigenze che avanzano. Bisogna orientarsi ad una rivalutazione complessiva del tessuto cittadino in primo luogo a partire dagli aspetti legati alla mobilità, alla qualificazione urbana ed al rilancio imprenditoriale, tramite un percorso di sviluppo integrato che sappia valorizzare i punti di forza di cui il territorio dispone, quali certamente la localizzazione geografica, ma anche la cultura, l’università e l’ambiente con l’obiettivo di distinguersi ed essere complementare ai vicini punti di attrazione a valenza europea, tramite la valorizzazione delle attività commerciali, del terziario, turistiche, e dell’economia della conoscenza. Le strategie di sviluppo dell’Unione Europea, identificano nello sviluppo dei sistemi policentrici il futuro della crescita economica, ed in particolare nel Pentagono Europeo dello Sviluppo il motore dell’intero sistema continentale. Bisogna capovolgere l’impatto delle grandi opere facendole diventare opportunità di sviluppo e di caratterizzazione dell’area, in modo tale che la facile accessibilità e la contiguità con le aree europee di maggior attrazione diventino fonte di nuovi equilibri urbani e di vivibilità per i cittadini e per il sistema esterno. Al riguardo può essere utile sottolineare la lettura della città come un sistema radiale all’interno del quale è possibile identificare una serie di anelli fisici ed immateriali, ognuno dei quali rappresenta un livello di interazione, dalla mobilità al sistema delle imprese, alle reti di conoscenza, alle infrastrutture di telecomunicazione. Il Comune di Novara ha recentemente adottato, dicembre 2004, il nuovo Piano Regolatore Generale Comunale; lo strumento urbanistico sottolinea i punti di forza e le debolezze del territorio al fine di orientarne lo sviluppo futuro. Il carattere ambientale che si sta consolidando nel sistema urbano di Novara presenta una significativa differenze tra la fascia sud-ovest in cui resiste un’agricoltura della piana irrigua, con aree di qualche interesse ambientale suscettibili di valorizzazione e la fascia nord-est che raccorda, con una serie di centri ravvicinati e in crescita, l’urbanizzazione novarese con quella lombarda secondo un modello di morfologia insediativa puntuale e discreta. La solidità dello sviluppo novarese è confermata, dalla stabilità demografica e del sistema delle imprese ma soprattutto dalla distribuzione dei servizi a livello urbano che sembra oggi consolidare un corretto sistema di polarizzazioni del capoluogo, equilibrato da una buona dotazione di servizi distribuiti anche nei centri maggiori dell’hinterland. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 39 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO Diversamente dal quadro dei servizi sembra molto più complessa la dinamica di riorganizzazione del settore industriale e artigianale, per il quale non si può constatare altro che un consolidamento del polo produttivo. Manca in oltre un quadro di riferimento organico dei progetti strategici, che permetta di valutare le efficacie, gli sprechi, le potenziali contraddizioni di compatibilità e di sinergia. 2 SWOT ANALYSIS/PUNTI DI FORZA, DEBOLEZZE, OPPORTUNITÀ E MINACCE 2.1 LA METODOLOGIA L’analisi SWOT è un potente strumento di analisi strategica che è stato qui impiegato per analizzare in modo preliminare come si posiziona Novara oggi da un punto di vista competitivo. Nel corso della fase di analisi del Piano Strategico sono state raccolte numerose evidenze dai numerosi documenti analizzati, dai tavoli di ascolto e dall’analisi statistica del contesto. Queste evidenze sono state suddivise in quattro raggruppamenti: ▪ forze ▪ debolezze ▪ opportunità ▪ minacce 1.Industria, PMI, distretti e internazionalizzazione 2.Costruzioni, terziario, agricoltura e turismo 3. Infrastrutture, mobilità e logistica 4.Capitale umano, innovazione e ricerca Di seguito si riportano le principali evidenze emerse nel corso dell’analisi. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 40 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO 2.2 INDUSTRIA, PMI, DISTRETTI E INTERNAZIONALIZZAZIONE Come detto in precedenza, il territorio novarese mantiene una spiccata vocazione industriale, parzialmente in controtendenza rispetto a quanto succede su gran parte del territorio nazionale. Il settore manifatturiero tradizionale si caratterizza per: ▪ la presenza di un tessuto industriale estremamente variegato, costituito da alcune grandi imprese leader nel panorama nazionale e internazionale, da distretti industriali eccellenti e una moltitudine di PMI e microimprese che operano sul mercato talvolta in condizioni di estrema difficoltà; ▪ una elevata propensione all’esportazione frutto del dinamismo del sistema imprenditoriale e della buona competitività che esso esprime. L’apertura verso l’estero, però, da un lato, trascura quei territori che attualmente stanno facendo registrare i tassi di crescita più elevati, come l’India e la Cina, dall’altro, sembra essere a senso unico, stante la difficoltà ad attirare capitali dall’estero; ▪ un fenomeno di indebolimento di alcune specializzazioni tradizionalmente radicate sul territorio, come ad esempio il comparto del tessile e abbigliamento, anche a causa della difficoltà di riconvertire le attività produttive verso settori più competitivi. FORZE • Grado di industrializzazione superiore alla media nazionale • Presenza di distretti industriali (Distretto della rubinetteria-valvolame di eccellenza) • 1 Presenza di produzioni di elevata qualità • Elevata propensione all’esportazione • Elevati investimenti diretti all’estero DEBOLEZZE • • • • • Perdita di competitività dell’industria Elevato tasso di mortalità delle PMI primi anni di vita Limitata attrazione di capitali dall’estero Ridotto export verso paesi extra-UE Crisi del settore moda OPPORTUNITÀ • • • 1 2 Valorizzazione delle produzioni di qualità (Produzioni al elevato tasso di tecnologia, Made in Italy ) Realizzazione infrastrutture Rivitalizzazione attività di ricerca (chimica, polo tecnologico, …) MINACCE • • • Indebolimento delle specializzazioni radicate sul territorio (tessile-abbigliamento) Difficoltà di riconversione verso settori più competitivi (es: da tessile a meccanica tessile) Elevata concorrenza dei paese emergenti sulle produzioni industriali e conseguente difficoltà delle 2 imprese di restare sul mercato Macchine e apparecchi meccanici, fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, settore chimico Le imprese industriali sono export-oriented 2.3 COSTRUZIONI, TERZIARIO, AGRICOLTURA E TURISMO Per ciò che attiene il tessuto economico diverso dall’industria pura, si osserva che: ▪ è in atto un processo di trasformazione del sistema trainato dallo sviluppo di alcuni comparti, come ad esempio quello delle costruzioni, grazie al buon andamento del mercato immobiliare e ai numerosi investimenti in infrastrutture, e dal processo di terziarizzazione Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 41 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO dell’economia. Tale processo di terziarizzazione, però, sembra si orienti verso i comparti a basso contenuto di innovazione; ▪ l’agricoltura, tradizionalmente legata al settore risicolo, è attraversata da una fase di profonda crisi, che pone oggi e in misura maggiore nel futuro, con l’apertura dei mercati internazionali, un problema di riconversione della forza lavoro occupata e di riqualificazione delle aree utilizzate; ▪ il turismo, tranne alcuni casi di eccellenza, assume nel territorio un peso marginale, anche sono presenti alcuni timidi segnali verso una inversione di tendenza - come ad esempio i trend positivi legati alla presenza dei turisti. FORZE • • DEBOLEZZE Attrattività del patrimonio storico, culturale, enogastronomico e naturalistico • • Consistenza del settore delle costruzioni 1 (impiantistica, edilizia) Il terziario non ha ancora trovato la sua vocazione Inadeguatezza dimensionale delle infrastrutture ricettive (turismo) OPPORTUNITÀ • MINACCE Supporto al processo di terziarizzazione • • Valorizzazione del settore agro-alimentare (distretti rurali, agriturismi) Prospettive di grande concorrenza nel settore risicolo (apertura mercati internazionali nel 2013) • • Valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico del territorio Rischio di eccesso di offerta nel settore delle costruzioni al termine delle grandi opere infrastrutturali 1 2 Trainato dal mercato immobiliare e dalle opere infrastrutturali 2 Il grado di terziarizzazione è cresciuto anche grazie alla notevole crescita della GDO. Deve trovare una sua vocazione (es: terziario avanzato) 2.4 INFRASTRUTTURE, MOBILITÀ E LOGISTICA Novara ha una posizione particolarmente favorevole per cogliere le opportunità offerte dai flussi logistici. la sua dotazione di infrastrutture economiche è eccellente, tra le migliori in ambito nazionale, ad eccezione di quelle per telefonia e telematica. La logistica, grazie alla disponibilità di aree, alla buona dotazione infrastrutturale e ai numerosi soggetti pubblici e privati interessati ad investire sul territorio, potrà diventare sempre più leva strategica per la competitività e la crescita del territorio novarese se si riuscirà a costruire una visione unitaria del sistema logistico e infrastrutturale. I progetti di ridisegno della mobilità e di riconfigurazione degli insediamenti potranno inoltre diventare strumenti di miglioramento della qualità della vita del territorio. Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 42 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO FORZE • • • • • • DEBOLEZZE Posizione privilegiata rispetto alle infrastrutture presenti e rispetto alla creazioni di nuove direttrici (es: corridoi europei) • • Mancanza di una visione strategica unitaria Eccellente dotazione di infrastrutture economiche • Numerosi soggetti interessati al rafforzamento della centralità di Novara (elevato numero di progetti proposti e in corso) Frammentazione dei territori e bassa densità abitativa • Dispersione insediativa e conseguente difficoltà dei servizi pubblici di essere concorrenziali rispetto al trasporto privato • Arretratezza delle linee su ferro per passeggeri e per merci in termine di materiale fisso (stazioni da riqualificare, apparati di controllo) e di livello di servizio (materiale rotabile con scarsa riserva di capacità e disomogeneità delle prestazioni) Disponibilità di aree Disponibilità di linee su ferro con stazioni Concomitanza e coordinamento di investimenti territoriali Criticità nelle strutture e reti per la telefonia e la telematica OPPORTUNITÀ MINACCE • Protezione ambientale e miglioramento della qualità della vita sul territorio • Crescente concorrenzialità di altre aree che aspirano a diventare poli logistici • Messa a sistema dei diversi progetti insediativi e di trasformazione a livello intercomunale / comuni della conurbazione • Concorrenze tra i poteri pubblici interne all’area provinciale • • Sviluppo delle potenzialità del trasporto pubblico tramite centri (polarità) di interscambio Tempi delle decisioni private più rapidi di quelli pubblici • Frammentazione delle scelte pubbliche e dispersione delle risorse 2.5 CAPITALE UMANO, INNOVAZIONE E RICERCA Il territorio novarese si caratterizza per una buona spinta all’innovazione, grazie alla presenza di numerosi enti di ricerca pubblici e privati - tra cui menzione particolare merita l’Istituto Donegani, in passato uno dei principali centri di ricerca nel settore della chimica - e dell’Università del Piemonte Orientale, che operano in stretto collegamento con il sistema socio-economico di Novara. L’Istituto Donegani oggi sembra attraversare una fase di crisi, dovuta a molteplici fattori. Si pone quindi il problema di porre in essere delle politiche adeguate per rivitalizzarne l’attività. Altro elemento importante da tenere in considerazione e la difficoltà che si riscontra nel rendere coerente l’offerta e la domanda di qualificazione professionale, soprattutto verso le tipologie di lavoro ad alto tasso di specializzazione Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 43 di 44 Servizio di assistenza tecnica alla definizione del Piano strategico di area vasta e redazione del Piano della mobilità (PUM) – Comune di Novara ANALISI DEL CONTESTO FORZE • • • Stretta collaborazione tra Università, ricerca e sistema produttivo Polo scientifico e tecnologico di eccellenza Buona capacità di produrre innovazione DEBOLEZZE • • • Strutture formative non sempre in grado di fornire la necessaria qualificazione richiesta dalle imprese 3 Elevata domanda di forza lavoro poco qualificata Ridotta innovazione nei reparti a forte tasso 1 tecnologico OPPORTUNITÀ MINACCE • Promozione e sostegno della ricerca e dell’innovazione su temi di futura rilevanza strategica • Difficoltà nella riconversione della forza lavoro in esubero nei settori in crisi (es: settore manifatturiero) • Recupero della storica vocazione nella ricerca nel chimico • Sensibile riduzione degli output di innovazione prodotti (nr. brevetti) • Graduale perdita del patrimonio chimico (sopr. ricerca) 2 Numerose iniziative di collaborazione in progetti di diversa natura Non si investe adeguatamente su qualificazione delle imprese, innovazione e ricerca? 4 Numero di brevetti dimezzato 3 Politecnico di Milano Dipartimento BEST - SCS Azioninnova S.p.A. pag. 44 di 44