l’UNIVERSITÀ
P e r i o d i c o
anno XXV n. 1
gennaio/aprile 2008
Poste Italiane S.p.A.
Sped. in abb. post. 70% legge 662/96
DCB Centro 1 Perugia
Prezzo 1 Euro
d e l l ’ A t e n e o
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P e r u g i a
Sette secoli di Storia
1308-2008: la tradizione che guarda al futuro
il servizio alle pagine 6/10
pagine 2/3
pagina 4
pagina 11
pagina 13
L’anno del Settimo
Medicina al via
Gli studenti part-time
Gli incontri di Alumni
Tutti i progetti dello Studium
per l’Anno Accademico 2007/2008.
Taglio del nastro per il Plesso
didattico di Sant’Andrea delle Fratte.
Cresce il numero di coloro
che scelgono il “tempo parziale”.
L’Associazione degli ex studenti ha
incontrato il manager Andrea Ragnetti.
l’UNIVERSITÀ
Primo piano
Storia e innovazione, lo Studium
La prolusione
è stata tenuta dal
professore Fruganti
sul tema della
Medicina Veterinaria Una celebrazione all’insegna della valorizzazione della tradizione secolare dell’Ateneo di Perugia
e la qualità della vita. nazionale. Il Rettore Francesco Bistoni lancia un grido d’allarme: “In questa fase l’Università, che
servizio di
Leonardo Varasano
Una solennità nella solennità. L’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008,
il settecentesimo dalla fondazione dell’antico Studium, ha inevitabilmente i caratteri dell’eccezionalità: è un ritorno alle origini e un termine a quo al tempo
stesso, è un momento di cesura in cui si guarda al passato e al futuro contemporaneamente. Nella cerimonia tenutasi lo scorso 9 febbraio c’è tutto questo.
Storia, tradizione, innovazione e lungimiranza insieme. Ma soprattutto riflessione.
Da dove veniamo e dove andiamo, cosa rimane della missione intrapresa a partire
dal lontano settembre 1308: questo il senso principe della celebrazione, questo il
filo conduttore di tutti gli interventi.
Secondo il cerimoniale consueto, l’inaugurazione è stata aperta dal Magnifico
Rettore. Molti i momenti significativi della relazione d’apertura. Il quid che accomuna passato, presente e futuro dell’Ateneo perugino risiede nel fine ultimo
dell’Università: offrire sapere e promuovere virtù civili. Attorno a questo fulcro, ha
Nella foto:
Uno scorcio dell’Aula Magna gremita durante
l’inaugurazione dell’Anno Accademico
l’UNIVERSITÀ
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXVI - n. 1
gennaio - aprile 2008
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
Hanno collaborato:
Rosa Bertrosi, Francesco Bircolotti,
Massimo Binzero, Alessio Cornia, Elio De
Nardis, Loreto Di Nucci, Ester Giacomazzi,
Gianna Lucciacche, Maria Grazie Mucci,
Matteo Orlando, Andrea Possieri, Leonardo
Varasano.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Progetto grafico, impaginazione:
Réclame Progetti Srl
Stampa:
Tipolito Centrostampa due s.n.c.
Storia e innovazione, lo Studium
inaugura l’Anno Accademico
ricordato il professor Bistoni, ruota ogni iniziativa. E l’obiettivo persiste nonostante
la difficile “fase di transizione” e le ristrettezze finanziarie. All’antica turris eburnea
accademica si è però sostituita una realtà aperta, che vive in osmosi “con il mondo produttivo e con gli organismi di governo”. Ecco dunque il richiamo principale
di chi guida l’antico Studio: “l’Università non potrà fare da sola”. C’è bisogno di
“istituzioni solerti e disponibili”, c’è bisogno di (maggiore) collaborazione.
Nonostante i motivi di preoccupazione, l’Ateneo offre elementi di “soddisfazione
ed orgoglio”. Offerta formativa, ricerca e cooperazione con le imprese continuano a costituire ragioni di vanto. Le 23 aziende Spin Off costituite - alle quali
vanno aggiunte altre 10 in via di costituzione - contribuiscono alla crescita della competitività dell’Università e dell’Umbria. La tensione primaria dell’ateneo è
quella di “intercettare e, se possibile, guidare il futuro”. Ma ciò sarà più difficile,
ha ribadito il Rettore, se non avrà il giusto apporto istituzionale. Solo interagendo
adeguatamente con gli altri attori del contesto regionale e nazionale, lo Studium potrà continuare
ad essere “motore culturale ed economico”. Ottimismo e realismo al contempo, nelle parole del
Magnifico. Nella consapevolezza che solo agendo
in sinergia si potranno ancora produrre “uomini
dotti (…) destinati a durare in eterno come le
stelle”.
In rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario è intervenuta la dottoressa
Letizia Pietrolata, risoluta nel porre l’attenzione
su “un contratto collettivo nazionale di lavoro
scaduto da più di due anni che avrebbe bisogno
di essere integralmente ripensato ed aggiornato”
e sulla necessità “che la politica nazionale torni a
riconsiderare le Università come istituzioni fondamentali per lo sviluppo del Paese”.
Velata d’emozione la relazione dell’ex presidente
del Consiglio degli studenti Luca Pitoni. L’intervento, aperto col ricordo di Meredith Kercher, si
è soffermato su questioni tradizionalmente care
alla componente studentesca: il rapporto “dialogico e dialettico” tra docenti e discenti; l’aumento, giudicato iniquo, delle tasse universitarie; la
necessità di nuovi e significativi investimenti per
la ricerca; il lungo precariato di “intere generazioni di studiosi”; la necessità di strutture e servizi;
il “richiamo alla responsabilità” rivolto agli enti
locali, non sempre aperti al “confronto” con le
associazioni universitarie. Ma non solo: Pitoni ha
ricordato il vulnus “di una sparuta ed ideologizzata minoranza di docenti e studenti” dell’Università
La Sapienza a Papa Benedetto XVI e la ricorrenza
del quarantennale del ’68 (“spartiacque” con “effetti disastrosi”). Applausi insistiti per la solidarietà espressa al Santo Padre.
È poi seguita la consueta prolusione, quest’anno
tenuta dal professor Gabriele Fruganti - direttore
del dipartimento di Patologia, diagnostica e cli-
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
l’UNIVERSITÀ
Primo piano
inaugura l’Anno Accademico
che non ha mancato di sottolineare le difficoltà economiche in cui versa la realtà universitaria
vive in osmosi con il mondo produttivo e con gli organismi di governo, non potrà fare da sola”.
Nella foto:
Il Rettore Francesco Bistoni legge
il discorso d’inaugurazione.
Zoom
Una bioetica per la
Medicina Veterinaria
nica veterinaria - sul tema “La medicina veterinaria e la qualità della vita”. Una
riflessione per “ribadire il ruolo e l’importanza che riveste la medicina veterinaria
nel sistema di garanzie sociali e di promozione della qualità della vita”. Tra le questioni affrontate, molte di particolare attualità: il controllo della catena alimentare,
la diffusione delle malattie animali in relazione alla globalizzazione e ai cambiamenti climatici, le “zoomafie” e la pet therapy.
A coronamento dell’evento è intervenuto l’ospite d’onore, l’onorevole Fausto Bertinotti. Citando don Milani, l’ex presidente della Camera ha sottolineato ancora
una volta la missione “della scuola” ed ha ammonito dal rischio di “ridurre il tempo
all’istante e la vita al mercato”. Ancora applausi, così come quando Bertinotti
sottolinea i pericoli della precarietà lavorativa. “Nella globalizzazione - ha poi aggiunto - ci si può stare passivamente o cambiando in qualche modo le regole del
gioco con prodotti che hanno a che fare con una certa comunità territoriale”.
Insomma, una cerimonia “storica” alla quale hanno presenziato anche molti sindaci dell’Umbria, a conferma dell’importanza che l’Università riveste non solo per
Perugia ma per tutta la regione. Nell’Aula Magna gremita era possibile scorgere
volti di politici, imprenditori, militari e semplici cittadini che hanno sentito il bisogno di onorare sette secoli di storia. Chi non c’era, potrà rifarsi tra cento anni.
I goliardi animalisti
Il professore Gabriele Fruganti (nella
foto), ordinario nella Facoltà di Medicina Veterinaria, ha svolto una prolusione
dell’inaugurazione che ha permesso di
mettere a fuoco alcuni aspetti di sanità,
benessere animale e di sicurezza alimentare. Oltre a ciò è stato ribadito il
ruolo e l’importanza che riveste la Medicina Veterinaria non solo nel curare la
formazione del veterinario ma anche del
modo di allevare gli animali, dei farmaci
e delle biotecnologie utilizzate.
Immancabile - ma poteva essere diversamente? - la presenza dei goliardi
perugini. Il clima è solenne e festoso. Il folklore non manca: dame, cavalieri
e giullari offrono al Rettore il rituale cappone. Ma quest’anno è di pezza,
per non sollevare polemiche. L’ironia abbonda. I goliardi portano anche un
prosciutto, di un maiale - si garantisce - che “si è suicidato e ha lasciato
tanto di testamento”. L’attenzione dei giovani in abiti medievali viene rivolta
anche al presidente della Camera, insignito del titolo di “Duca di Massa
Martana”. Anche per quest’anno la tradizione è rispettata. “Gaudeamus
igitur” e “Vita, vita!” segnano ancora una volta l’ormai imprescindibile tocco di colore.
Storia e innovazione, lo Studium
inaugura l’Anno Accademico
l’UNIVERSITÀ
Le strutture sono
dotate di tutti
i comfort e delle
più moderne
tecnologie.
Focus
Aule aperte al Centro
Didattico di Medicina
Presente il pubblico delle grandi occasioni per il taglio del nastro del primo
stralcio delle nuove aule della Facoltà di Medicina e Chirurgia
presso il Polo universitario ospedaliero di Sant’Andrea delle Fratte.
articolo di
Francesco Bircolotti
e Laura Marozzi
Nelle foto:
A sinistra, una veduta dei nuovi edifici di
Medicina; a destra il pubblico nel giorno
dell’inaugurazione.
Alule aperte al Centro
Didattico di Medicina
Due grandi strutture – una su due piani – per 5 mila 290 metri quadrati di superficie e un volume lordo complessivo di 24 mila 103 metri cubi; sette aule didattiche
– da un minimo di 77 posti a un massimo di 300, tutte dotate di amplificazione,
telefono interno, computer, videoproiezione su grande schermo e sistema di rilevazione della presenza degli studenti a lezione con tessera magnetica -; un’aula
studio, un’aula internet per gli studenti e un’aula informatica per la didattica con
40 postazioni; 35 laboratori e otto uffici amministrativi; un servizio bar e due portinerie. E poi, per le esigenze del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria,
quattro studi dentistici, una sala con undici riuniti dentistici e un’aula manichini.
Questo il biglietto da visita del nuovo Centro Didattico della Facoltà di Medicina e
Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, presso il Polo universitario-ospedaliero di Sant’Andrea delle Fratte: alla sua inaugurazione – prima trance della
nuova grande sede “fuori porta” della Facoltà medica – lo scorso 15 febbraio,
non è voluto mancare nessuno. Autorità, professori – quelli in servizio e quelli in
pensione –, studenti, personale tecnico e amministrativo universitario e ospedaliero, ovvero tanta parte di coloro che, a partire da marzo, per motivi di lavoro o di
studio, stanno vivendo i nuovi locali e le relative funzionalità. Un folto pubblico che
ha provato un giusto sentimento d’orgoglio, per il taglio di un traguardo giunto alla
fine di un lungo percorso irto di difficoltà, proprio nell’anno delle celebrazioni del
Settimo Centenario dalla sua fondazione.
Il Centro Didattico di Sant’Andrea delle Fratte è destinato ad ospitare l’attività
didattica e scientifica della Facoltà medica: i due fabbricati sono forniti di tutti
i più moderni comfort e tecnologie didattiche, nel segno dell’imponenza delle
dimensioni e della sobrietà nel design.
Dopo la benedizione della struttura da parte dell’Arcivescovo di Perugia e Città
della Pieve, monsignore Giuseppe Chiaretti, ed il taglio del nastro da parte di due
studenti della Facoltà, è stato il Rettore a fare gli onori di casa, sottolineando “il
grande lavoro svolto, nel 2001, in sinergia con la presidente della Regione Maria
Rita Lorenzetti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Micheli,
grazie al quale furono individuate le fonti di finanziamento per la nuova Facoltà”.
Il Magnifico ha poi ringraziato i Rettori che lo hanno preceduto – Giancarlo Dozza e Giuseppe Calzoni -, che avviarono il processo di creazione della “cittadella
sanitaria”, e il Direttore Amministrativo Angela Maria Lacaita che ha sostenuto il
carico delle azioni amministrative necessarie. “Inoltre, la delicata fase di trasferimento – ha proseguito il Rettore – si è avviata senza scossoni: ora bisogna solo
completare l’opera entro il termine previsto del dicembre 2008”. A tale proposito,
il Preside della Facoltà Adolfo Puxeddu ha ringraziato i colleghi e gli studenti
per il contributo che tutti stanno fornendo alla realizzazione di questa delicata
operazione, che non può evitare di generare qualche disagio, visto il significativo
cambiamento che comporta.
Vivo apprezzamento per l’opera è stato espresso anche dagli altri ospiti “illustri”
della giornata inaugurale: l’assessore regionale alla Sanità Maurizio Rosi, l’Assessore comunale Wladimiro Boccali (in rappresentanza del Sindaco di Perugia)
e il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi, la governatrice
Lorenzetti che ha parlato addirittura di “sogno che sta diventando realtà”. Tutti,
infine, si sono dichiarati concordi nell’affermare che la Perugia del futuro mostrerà
sempre più evidente il sigillo dell’Ateneo, delle sua attività didattiche e di ricerca
anche nell’ambito della sanità pubblica.
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
l’UNIVERSITÀ
Mondo universitario
Oltre lo studio c’è di più
Eletto all’unanimità
il nuovo Presidente
del Consiglio
Approvati i finanziamenti per le attività ricreative e culturali degli Studenti.
delle associazioni studentesche: convegni, dibattiti, cineforum
e viaggi di istruzione tra le iniziative sovvenzionate dallo Studium.
Di tutto, di più. Disordinatamente. Dai viaggi nelle maggiori capitali europee agli incontri culturali, dalle conferenze di attualità politica alle proiezioni cinematografiche,
dai concerti di musica giovanile alle mostre d’arte fino ad arrivare persino ai tornei
di poker e di playstation. Sono le attività ricreative e culturali degli studenti promosse
dalle associazioni universitarie e approvate nell’ultimo Consiglio d’Amministrazione
dello Studium dopo un lungo periodo di gestazione all’interno del Consiglio degli
Studenti. A ben guardare, infatti, il provvedimento del CdA è solamente una ratifica
della delibera presa dal Consiglio studentesco. Per una volta gli studenti contano di
più dei docenti. Come ripartire i 150 mila Euro, più eventuali residui degli anni precedenti, infatti, spetta da sempre al Consiglio degli Studenti. E come un copione già
scritto i rappresentanti degli studenti recitano a soggetto. Ogni anno, dal 1998 ad
oggi, la stessa storia. Richieste che superano ampiamente il budget messo a disposizione dell’Ateneo – gli agognati 150 mila Euro (che una volta erano solamente 150
milioni di Lire, miracolo dell’Euro…) – e intenso lavorio di scrematura e mediazione
svolto dall’assemblea studentesca. Assemblea che, fra l’altro, in questi ultimi mesi
ha dovuto affrontare un burrascoso periodo di confronto. Periodo che sembra ormai
alle spalle con il cambio della guardia alla guida del Consiglio degli Studenti: Andrea
Battistoni ha preso il posto del dimissionario (e sfiduciato) Luca Pitoni.
Sono passati più di 11 anni dal primo tribolatissimo Consiglio degli Studenti dove si
avvicendarono ben 3 Presidenti sullo scranno più alto della Sala Dessau ma anche
in questo caso, come per la ripartizione dei fondi, la storia sembra ripetersi. Almeno
in parte. Allora furono motivi di salute, che si sommavano all’inesperienza della
prima Assemblea, oggi sono motivi politici che hanno portato all’avvicendamento
della carica. Motivi, che in realtà il neo Presidente, tende a minimizzare. “In fondo
Finanziamenti per le attività ricreative e culturali degli studenti
Associazione
Importo
Idee in Movimento
38.500
Alleanza Universitaria
35.000
Student’s Office
32.500
Sinistra Universitaria – UDU
29.500
Comitato Studenti Fuori Sede
14.800
LARES
9.950
ProspettivaMente
9.400
Coro dell’Università
9.000
L’Altra Sinistra
6.000
Restitutio ad Integrum
5.500
Griphonatus Goliardiae Perusinae
5.200
Mia Economia Club
4.450
Studenti Molisani dell’Ateneo di Perugia – SMAP
4.000
Studenti di Agraria per STPA
2.300
Lavagne
1.750
Aiesec Italia
Totale
500
208.350
siamo soltanto studenti e non politici di professione” sottolinea Battistoni. Il nuovo
Presidente, originario di Terni, è iscritto al primo anno di corso della laurea specialistica in Fisica. Al secondo mandato nel parlamentino studentesco – eletto la prima
volta nel 2004 – aveva già ricoperto, nell’ultimo scorcio del primo mandato, la carica
di Senatore Accademico e dal 2006 quella di Consigliere d’Amministrazione. Un
rappresentante esperto, dunque, profondo conoscitore delle dinamiche assembleari
con un curriculum che ha messo d’accordo tutte le componenti studentesche che lo
hanno eletto all’unanimità. Dopo mesi di frizioni un bel segnale che viene mandato
a tutta la comunità universitaria. A pochi giorni dall’elezione la redazione de “l’Università” ha incontrato Andrea Battistoni.
Come giudichi questa elezione con voto unanime alla Presidenza del Consiglio degli Studenti?
La giudico come la manifestazione di superare un momento difficile da parte del
Consiglio degli Studenti. Credo che questo voto vada interpretato come la volontà di
tornare ad occuparsi delle problematiche, che senza dubbio non mancano, relative
al mondo studentesco. Questa responsabilità che mi è stata affidata la ritengo un
onore ed un onere allo stesso tempo. Sono consapevole, infatti, che un simile incarico richieda un impegno considerevole di tempo e di energie.
Sarai, dunque, un presidente di “garanzia” e “a tempo” visto che il nuovo
Consiglio degli Studenti sarà rieletto a novembre...
Vorrei interpretare questo incarico come una “presidenza a più mani”. Ritengo infatti che sarebbe presuntuoso da parte mia, ma soprattutto infruttuoso, tentare di
rispondere alle esigenze degli studenti con le mie sole forze. Sono convinto che la
fruttuosità del lavoro del Consiglio dipenda dall’impegno del Presidente, ma anche
e soprattutto dalla responsabilità con cui ogni consigliere vorrà cooperare alla risoluzione dei problemi che ci troveremo
ad affrontare. Pertanto mi sento autorizzato a richiedere la collaborazione di
tutti i consiglieri per avere il sostegno e
un aiuto concreto durante questo mio
periodo di presidenza.
Quali sono gli obiettivi dei prossimi mesi che si è prefissato il Consiglio?
Il tempo rimasto a nostra disposizione,
prima della scadenza del nostro mandato, è davvero poco, avremo a disposizione 4-5 sedute al massimo, quindi
dovremmo concentrarci su alcuni obiettivi mirati che cercheremo di definire fin
dal prossimo Consiglio stabilendo delle
priorità per il nostro operato. Di sicuro
ci concentreremo su 3 punti: la riapertura della cosiddetta “Aula Bunker”,
adiacente ai giardini del Rettorato, fino
alle 24; il prolungamento dell’orario di
apertura delle biblioteche e delle aule
studio; la discussione sulle tasse universitarie il cui aumento è previsto nei
prossimi tre anni.
servizio di
Andrea Possieri
Consiglio degli Studenti
Presidenti
Mandato
Marco Roncaglia,
Cesare Megha,
1997-2000
Michele Francioli*
Simone Gallai
2000-2002
Alessio Ronca
2002-2004
Michele Martorelli
2004-2006
Luca Pitoni
2006-2008
Andrea Battistoni
* Eletto Vice Presidente il 14 maggio 1998, ma Presidente
de facto del Consiglio degli Studenti dal 1998 al 2000.
Nella foto:
Il neo eletto Presidente del Consiglio
degli Studenti, Andrea Battistoni.
Dati forniti dal Consiglio degli Studenti
2008-
Oltre lo studio c’è di più
l’UNIVERSITÀ
Settimo Centenario
1308, nasce lo Studium
Uno sguardo
particolare
è rivolto alla
ricerca storica
e a quella Varato il programma degli eventi celebrativi per i 700 anni dell’Università degli
scientifica. Studi di Perugia: una lunga serie di convegni, dibattiti, pubblicazioni e mostre.
servizio di
Ester Giacomazzi
Nelle foto:
A sinistra, la bolla Super Specula
concessa da Clemente V, l’8 settembre
1308, che viene considerata
l’atto di nascita dell’Ateneo.
A destra, il Privilegio elargito da Carlo IV,
il 19 maggio 1355, con il quale lo Studium
ottiene il riconoscimento imperiale.
1308, nasce lo Studium
Finalmente ci siamo. È iniziato l’anno del Settimo Centenario. Da circa 5 anni, dal
10 giugno del 2003 per la precisione, il Comitato per le celebrazioni è al lavoro per
coordinare, promuovere e organizzare le iniziative per ricordare degnamente quell’8
settembre del 1308 che segna ufficialmente la data di fondazione dello Studium.
Sette secoli di storia che ripercorrono tutte le vicende dell’Istituzione. I maestri e gli
allievi, i luoghi e le scoperte scientifiche, i simboli e gli edifici.
Uno sguardo prospettico inedito anche per rileggere la storia d’Italia e d’Europa.
Infatti, molti dei docenti che hanno insegnato in questa Accademia, a partire da
Bartolo da Sassoferrato e da Baldo degli Ubaldi, sono stati delle figure di caratura
internazionale, i cui insegnamenti si sono riflessi ben oltre i confini della cittadella universitaria o del Municipio medioevale. Lo stesso discorso vale anche per gli
studenti, una parte importante dei quali provenivano da tutta Europa. La nazione
tedesca era la più numerosa e la Chiesa di Santa Maria Nuova, oggi collocata alla
fine di via Pinturicchio, era il loro luogo di ritrovo.
Una tradizione secolare di altissimo livello che si combina con il più recente sviluppo
novecentesco. Uno sviluppo che si lega indissolubilmente alla figura di Giuseppe
Rufo Ermini, Rettore di questo Ateneo per oltre trent’anni, che ha guidato e indirizzato la crescita dello Studium a partire dal secondo dopo guerra. In questo
periodo, l’Università degli Studi di Perugia diventa, infatti, un punto di riferimento
insostituibile per la classe dirigente che governa il territorio e, al tempo stesso, si
colloca stabilmente tra le più importanti accademie nazionali. Un Ateneo di medie
dimensioni, con un parco docenti di qualità, situato in una delle più belle e vivibili
città del centro Italia. Sono queste le qualità che hanno fatto dello Studium uno dei
più importanti Atenei del paese.
Si presenta assai nutrito il programma previsto per il 2008, che farà delle celebrazioni dei settecento anni dell’Ateneo lo strumento per presentare al pubblico l’Università come protagonista della vita culturale, sociale ed economica della nostra Regione.
Insieme ad una serie lunghissima di momenti di discussione e di dibattito spiccano
tre grandi convegni nazionali ed internazionali. A giugno si svolgeranno sia il primo
Forum europeo sul “Diritto allo studio e Università” che il Convegno internazionale
dal titolo “Universitas Scholarium. Scolari, baccellieri, clerici vagantes e goliardi nelle
Università medievali”. A settembre, invece, si svolgerà il Convegno internazionale:
“Dall’Università delle Nationes all’Università per l’Europa”. Quest’evento consentirà
sia di presentare la banca dati prosopografica sui maestri e scolari dell’Ateneo, (la
ricerca è attualmente in corso, a cura della Facoltà di Lettere e Filosofia e della Biblioteca Comunale Augusta), che di discutere sul ruolo delle Università Storiche nel
processo di creazione di una cultura tradizionalmente europea e aperta allo scambio
tra i popoli. Nella serata di apertura del convegno agli ospiti sarà offerto un concerto
del Coro dell’Università. Nel corso del Convegno, infine, è prevista una giornata
dedicata a funzioni e responsabilità dell’ADISU a livello europeo.
Oltre a ciò, continueranno ad andare in stampa le pubblicazioni sulle fonti relative
allo Studio perugino delle origini (Edizioni a cura della Deputazione di Storia Patria)
e inizierà ad essere stampata la Collana i “Maestri dell’Ateneo”. Non mancheranno le mostre. A partire dall’esposizione “Scienza e scienziati a Perugia” che si sta
svolgendo alla Rocca Paolina e rimarrà aperta fino al 2 giugno 2008 (vedi il servizio
alle pagine 7,8,9,10) e quella sui “Tesori del Fondo Antico” che si svolgerà nella
Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, a partire dall’8 settembre fino a
dicembre 2008.
Accanto a questi momenti di ricerca scientifica si accosteranno quelli ritualisticocelebrativi. La cerimonia ufficiale delle Celebrazioni del VII Centenario prevede la
presenza del Presidente della Repubblica, i Rettori delle Università europee più antiche e quelli delle Accademie europee che oggi hanno dei rapporti di collaborazione
con l’Ateneo perugino e anche di tutte le Università italiane.
E, infine, la Cerimonia di chiusura dell’anno della ricorrenza del VII Centenario (prevista per ottobre – novembre 2008), con la consegna al personale di riconoscimenti
alla carriera. Nel corso della manifestazione verranno premiate le Tesi di Laurea (una
per Facoltà) che, a giudizio insindacabile delle singole Facoltà, sono ritenute le più
originali e significative nel rispettivo ambito di competenza.
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
l’UNIVERSITÀ
Settimo Centenario
Scienza e scienziati a Perugia,
7.000 visitatori in 30 giorni
Grande affluenza
degli studenti
delle scuole
sin dai primi
giorni di apertura.
Presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina (CERP) fino al 2 giugno
sono esposti una selezione di “strumenti” provenienti dalle collezioni
di materiali e apparecchiature scientifiche delle Facoltà di Agraria, Farmacia,
Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
e del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS).
L’Ateneo si mette in mostra nel centro storico della Città. Una mostra che racconta l’evoluzione delle discipline scientifiche dello Studium Perusinum attraverso un
percorso suggestivo allestito nelle sale del Centro Espositivo della Rocca Paolina:
un unicum nel suo genere. Mai prima d’ora, infatti, erano stati esposti gli strumenti
e le attrezzature utilizzate dagli scienziati dello Studium. Un patrimonio per lo più
sconosciuto sia al grande pubblico che alla comunità accademica. Finora, infatti, le
ricerche sulla storia culturale della regione avevano sempre privilegiato la tradizione
umanistica marginalizzando, invece, la storia delle discipline scientifiche, delle loro
conquiste tecnologiche e dei più importanti docenti dell’Ateneo che sin dal Medioevo hanno insegnato in questa Università.
Più di 7.000 visitatori - molti dei quali studenti delle scuole medie superiori e inferiori - hanno percorso i corridoi del CERP sin dal giorno dell’inaugurazione della mostra
che ha visto partecipare le più importanti autorità locali. La Presidente della Regione
Umbria Maria Rita Lorenzetti, a fianco del Rettore Francesco Bistoni, ha tagliato
il nastro. Alla cerimonia hanno partecipato anche Giuliano Granocchia (Assessore
Provincia di Perugia), Andrea Cernicchi (Assessore Comune di Perugia), il Pro Rettore Antonio Pieretti (Presidente del Comitato per le Celebrazione del VII Centenario) e
i Presidi delle undici Facoltà dell’Ateneo. La scelta di allestire la mostra nella Rocca
Paolina non è casuale, ha sottolineato il professore Antonio Pieretti, ma voluta per
porre al centro della Città il patrimonio umano e scientifico dell’Ateneo. “E’ questo il
primo grande evento del 2008 per le celebrazioni del Centenario – ha sottolineato il
professore Pieretti – e vorremmo che i politici e le istituzioni prestassero maggiore
attenzione e adeguate risorse al mondo della ricerca e dell’Università che rappresentano non solo un passato prestigioso, ma anche un futuro doverosamente ambi-
servizio di
Elio De Nardis
foto 1: Da sinistra, il professore
Antonio Pieretti, la Presidente della
Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e
il Rettore Francesco Bistoni.
foto 2: Al centro la professoressa
Maria Vittoria Di Giovanni, coordinatore
della mostra, fa da cicerone al
Rettore, alla governatrice umbra e alla
professoressa Gaia Grossi.
foto 3: Il pubblico dei visitatori nel
giorno dell’inaugurazione. Al centro il
professore Fabio Bianconi.
foto 4: Da sinistra, il professore
Bruno Romano, Direttore del CAMS, e
l’Assessore alla Cultura del Comune di
Perugia Andrea Cernicchi.
Scienza e scienziati a Perugia,
7.000 visitatori in 30 giorni
l’UNIVERSITÀ
Nelle foto in alto:
Da sinistra: il cranio dell’elefante esposto
nella sezione di Veterinaria; uno scorcio
dell’area di Agraria; alcune piante
della sezione di Botanica.
Settimo Centenario
zioso”. L’esposizione si configura, dunque, come un appuntamento di rilievo sia per
la comunità regionale che per l’intera Nazione, di cui l’Università perugina è uno dei
più antichi Atenei. Gli “oggetti” selezionati provengono dalle collezioni delle Facoltà
di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS).
Otto sono le aree espositive: Medicina e Farmacia; Botanica; Fisica; Matematica;
Mineralogia, Chimica e Scienze della Terra; Zoologia ed Ecologia; Scienze Veterinarie e Zootecniche; Scienze Agrarie. “Il progetto dell’allestimento – ha spiegato
il professore Paolo Belardi che con la sezione IdeA ha contribuito alla realizzazione
della mostra – è fondato su tre linee-guida: rimarcare la vetustà dell’Ateneo (che
affonda le proprie radici in età medievale), conferire unitarietà alle diverse collezioni
scientifiche (disomogenee sia per tipologia che per dimensione degli oggetti esposti)
e valorizzare le straordinarie peculiarità della Rocca Paolina (qualificata dall’alternanza di spazi ‘voltati’, suggestivi quanto poliformi)”.
Iniziamo il tragitto nella mostra partendo dall’area delle Scienze agrarie che vantano a Perugia una tradizione di studi antichissima che trovò il suo coronamento nel
1896 con la fondazione dell’Istituto superiore agrario, quarta scuola superiore del
genere in Italia dopo Pisa, Milano e Portici. Numerosi i maestri che hanno dato lustro
alla disciplina: da Raffaello Antinori ad Eugenio Faina, da Giulio Trinci a Carlo Fuschini, da Elio Lucchese a Giorgio Fiori. Lo studio della Botanica, invece, va fatto risalire
al Rinascimento quando vengono istituite le prime cattedre in Italia di teoria e pratica dei “semplici”. Nel 1720 viene costituito a Perugia l’orto botanico universitario
mentre nel 1813 Domenico Bruschi, il più famoso botanico perugino dell’Ottocento,
comincia la sistemazione con criteri linneiani dell’orto botanico presso il Monastero
Olivetano di Monte Morcino, attuale sede dell’Università.
I primi insegnamenti di Medicina dello Studium risalgono alla seconda metà del
XIII secolo, anche se colui che viene considerato il fondatore della scuola medica
perugina è Gentile da Foligno, la cui presenza a Perugia è accertata dal 1325.
L’insegnamento della Farmacia venne istituendosi a poco a poco all’interno della
Facoltà di Medicina. Nel 1811 nasceva a Perugia una scuola di Farmacia. Tra i maestri più importanti della disciplina vanno ricordati Annibale Vecchi, Enrico Purgotti e
Cesare Finzi.
Nella foto a destra:
Il mortaio in pietra esposto nell’area
di Medicina e Farmacia.
Fantasticamente. Alice alla scoperta
delle scienze meravigliose
L’esposizione offre vari spunti ed opportunità d’interesse anche per gli studenti delle scuole medie inferiori per i quali è stato realizzato un apposito
opuscolo: “Fantasticamente. Alice alla scoperta delle scienze meravigliose”
(foto a sinistra).
La guida/racconto nasce allo scopo di stimolare nel bambino un’immediata
identificazione con la protagonista, una bambina di nome Alice. Come la sua
omonima nel paese delle meraviglie, anche la nostra Alice compie un viaggio
attraverso le sale della mostra che si animano di personaggi fantastici, che
altri non sono che gli oggetti esposti.
Con questo strumento, il percorso della mostra viene raccontato con un linguaggio diretto che offre spunti di riflessione per il lavoro in classe. Inoltre,
con l’opuscolo, viene fornito il “Passaporto dello scienziato”, che è, al tempo
stesso, racconto, strumento didattico e di approfondimento. Sul frontespizio
dell’opuscolo sono presenti, infatti, alcuni campi da riempire da parte del
bambino: nome, cognome e scelta di una professione futura in base alla
materia scientifica che ha destato il maggiore interesse.
Scienza e scienziati a Perugia,
7.000 visitatori in 30 giorni
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
l’UNIVERSITÀ
Settimo Centenario
Nella foto a sinistra:
Una teca della sezione di Fisica contenente,
nell’ordine, la Pompa per liquidi a doppio
effetto, gli Emisferi di Magdeburgo e la
Macchina a vapore.
La mostra raccolta in un volume
Tutta la mostra in 237 pagine. Il catalogo, edito da Skira, è stato curato
da Marco Maovaz, Antonio Pieretti e Bruno Romano e ripercorre l’itinerario dell’esposizione attraverso le relazioni storiche delle otto aree
disciplinari e le foto dei più importanti strumenti esposti nella mostra. La
qualità delle ricostruzioni scientifiche, il vastissimo corredo di immagini
e l’elegante impaginazione grafica forniscono al volume un eccezionale
carattere di pregio.
È possibile acquistare il catalogo presso il bookshop della Rocca Paolina.
Il personale docente e non docente dell’Università degli Studi di Perugia
potrà acquistarlo a prezzo scontato pagando 35 euro invece di 39.
Nella foto sotto: la copertina del catalogo della mostra.
L’interesse per la Mineralogia nell’Ateneo di Perugia può essere fatto risalire al
1770. Le origini degli studi e delle raccolte scientifiche risalgono agli inizi del XIX
secolo, tra il 1810 e il 1815, ad opera di Luigi Canali. Con gli insegnamenti di Enrico
Dal Pozzo di Mombello, a partire dal 1861, inizia la differenziazione tra la mineralogia, la chimica e la fisica. Sul finire del XVIII secolo erano presenti nel capoluogo
umbro almeno due medici che si occupavano di Veterinaria: Annibale Mariotti e
Giovanni Angelo Cocchi. Nel 1864 venne ufficialmente fondata la scuola superiore di
Medicina Veterinaria di Perugia: un forte impulso all’evoluzione della scuola veterinaria si ebbe quindi nel 1896 con la chiamata all’insegnamento di Eugenio Aruch.
Fin dal XIII secolo a Perugia esisteva una tradizione di studi di Fisica. Dal XIV secolo
al XVII si tenevano lezioni sul “mondo fisico sublunare”, matematica, logica e astrologia nell’ambito delle Lectiones Philosophiae Naturalis. Nel 1763, infine, venne
fondata una vera e propria cattedra indipendente di Fisica e aperto il nuovo teatro
di Fisica Sperimentale.
Gli insegnamenti di Matematica sono presenti nell’Ateneo perugino da lunga
data: nel 1389 viene istituita la prima cattedra in Geometria, Aritmetica e Algebra
e nel 1477 Luca Pacioli viene chiamato per la prima volta a insegnare aritmetica a
Nelle foto in basso:
Da sinistra: una scacchiera sul toro
dell’area di Matematica; una serie di
rocce plutoniche esposte nella sezione
di Mineralogia, Chimica e Scienze della
Terra; una teca dell’area di Zoologia ed
Ecologia con in primo piano uno stomaco
di montone.
Scienza e scienziati a Perugia,
7.000 visitatori in 30 giorni
l’UNIVERSITÀ
Settimo Centenario
Perugia. Tra i maestri dello Studium, oltre a Pacioli, vanno ricordati Giuseppe Neri,
Lemme Rossi, Vincenzo Cavallucci e Calogero Vinti. Nel 1866, infine, fu istituita la
prima cattedra di Zoologia, Anatomia e Fisiologia comparata. Dal 1884 al 1896 la
cattedra fu ricoperta da Andrea Batelli e sotto la sua direzione nacque il primo Museo di Zoologia ed Anatomia comparata dell’Università. Tra i maestri della disciplina
vanno ricordati Giulio Cicioni, Orazio Antinori e Giampaolo Moretti.
La grande variabilità dei reperti esposti e l’ampia mole di argomenti trattati hanno
imposto la massima attenzione nei criteri di esposizione. Per questo motivo, tutti gli
strumenti e gli “oggetti” in mostra sono spiegati e inseriti nel loro contesto storico
d’origine, ricorrendo ad una serie di pannelli illustrativi. Come ideale anello di congiunzione tra le otto sezioni della mostra, infatti, sono stati esposti, lungo un asse
centrale che percorre tutto il corridoio del Centro Espostitivo della Rocca Paolina,
una serie di materiali ed arredi inediti o scarsamente conosciuti che ricostruiscono
la storia dello Studium: ad esempio, la galleria dei ritratti dei Rettori, le toghe e
le mazze in argento simbolo delle Facoltà, le immagini delle bolle di fondazione
dell’Ateneo insieme ad alcuni pezzi del Fondo antico.
Ancora una volta, dunque, attraverso l’Università, la città di Perugia ha confermato
la sua tradizionale vocazione ad essere una Città della cultura.
Gli orari di apertura
Aperta dal martedì alla domenica. Chiusa il lunedì.
Orario: dalle 10 alle 13
e dalle 15 alle 18.30.
Ingresso libero.
Per informazioni e prenotazioni visite guidate:
Infoline 199.151.123* - [email protected]
*Costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, 10 centesimi al minuto IVA inclusa, senza scatto alla risposta. Per
chiamate originate da rete di altro operatore i prezzi sono indicati dal servizio clienti dell’operatore utilizzato.
Storicamente. Scienza e Scienziati a Perugia
Coordinamento generale
Antonio Pieretti
Curatore
Laura Marozzi
Il Comitato scientifico della mostra
Prof.ssa Maria Vittoria Di Giovanni, Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Coordinatore - Responsabile Area Zoologica ed Ecologica
Prof. Piero Ceccarelli, Facoltà di Medicina Veterinaria
Responsabile Scienze veterinarie e zootecniche
Prof. Paolo Diodati, Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Responsabile Area Fisica
Prof. Rosario Francesco Donato, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Responsabile Area Medicina
Prof.ssa Renata Fringuelli, Facoltà di Farmacia
Responsabile Area Farmacia
Dott. Marco Maovaz, CAMS - Orto botanico
Responsabile Area Botanica
Prof. Romano Rinaldi, Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Responsabile Area Mineralogia Chimica e Scienze della Terra
Prof. Bruno Romano, Direttore del CAMS
Responsabile Area Botanica
Prof.ssa Emanuela Ughi, Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Responsabile Area Matematica
Prof. Francesco Tei, Facoltà di Agraria
Responsabile Scienze Agrarie
Nella foto:
I dipinti dei Rettori dello Studium
dall’Unità d’Italia ad oggi
(originariamente conservati presso la Sala
dell’Ex Senato di Palazzo Murena)
esposti lungo il corridoio centrale
del Centro Espositivo della Rocca Paolina.
Scienza e scienziati a Perugia,
7.000 visitatori in 30 giorni
10
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
Inchiesta
Gli studenti part-time
dello Studium
In aumento il numero di coloro che scelgono il “tempo parziale”: dagli 81
del 2005-2006, ai 102 dell’anno accademico 2006-2007 fino ai 113 attuali.
Continua a crescere il numero degli studenti iscritti “a tempo parziale” dell’Università degli Studi di Perugia. L’anno accademico 2007-2008, infatti, ha visto aumentare
il totale degli studenti “part-time” di ulteriori 11 unità rispetto al 2006 raggiungendo quota 113 studenti. Dal 2005, anno dell’istituzione del “tempo parziale” presso
l’Ateneo perugino, il trend degli studenti “a metà” è in continua crescita: dagli 81 del
2005-2006, ai 102 studenti dell’anno accademico 2006-2007 fino ai 113 attuali.
Una crescita maggiore tra i maschi rispetto alle femmine. Nell’anno accademico
2005-2006, infatti, il numero era sostanzialmente identico poi la forbice si è progressivamente allargata fino a giungere ai dati attuali: 64 maschi e 49 femmine.
Il numero delle studentesse part-time, comunque, ha registrato un’interessante
crescita soprattutto nella Facoltà di Economia, che è anche il corso di studio che
accoglie il maggior numero di studenti a “tempo tarziale” (28). Seguono Scienze
della Formazione e, a pari merito, Scienze Politiche e Scienze Matematiche, Fisiche
e Naturali. Discorso a parte va fatto per quest’ultima Facoltà, che è passata dai
soli 2 studenti del 2005 ai 13 - di cui 10 maschi - del 2007. Questi, in estrema
sintesi, sono i dati che fotografano la realtà del “part-time” studentesco dell’Ateneo
perugino. Una realtà ancora marginale rispetto all’intera popolazione universitaria
ma che è in linea con la tendenza nazionale.
Le ragioni della crescita generale del numero degli “studenti part-time” sono da
attribuire anche alla scelta, a partire dall’anno accademico 2006-2007, di riservare
100 dei 400 posti a disposizione agli studenti iscritti ad anni superiori al primo,
sia dei corsi di laurea triennale che delle lauree specialistiche. Una scelta che ha
permesso anche agli “studenti-lavoratori” precedentemente immatricolati nella modalità tradizionale, di usufruire dei benefici del tempo parziale. Conciliare gli studi
con altri impegni extra-universitari è dunque possibile. La figura dello “studente a
tempo parziale” è pensata per tutti quegli allievi già impegnati in attività lavorative o
che, per giustificati motivi personali, non sono in grado di assicurare una frequenza
ai corsi e il perseguimento di tutti i crediti formativi - in genere 60 - previsti per ogni
anno del corso di laurea. L’Ateneo di Perugia offre agli immatricolandi la possibilità
di scegliere un piano di studi individuale che stabilisca, anno per anno, il numero
l’UNIVERSITÀ
La maggioranza
è iscritta
alla Facoltà
di Economia.
servizio di
Matteo Orlando
massimo di crediti formativi che si intendono conseguire, ottenendo uno o due anni aggiuntivi alla normale
durata del corso di laurea triennale o di laurea specialistica. Il “tempo parziale” rappresenta dunque un’opportunità per gli studenti-lavoratori di evitare gli obblighi
formativi richiesti agli studenti fuori corso, e di godere di
un trattamento fiscale privilegiato. Ne possono beneficiare, infatti, sia gli studenti più giovani alle prese con le
prime esperienze lavorative, sia i professionisti che desiderano perfezionare la propria posizione con un titolo
di studio superiore. Corrisposta la prima rata, uguale
per tutti, infatti, gli studenti “part-time” contribuiscono
con una tassazione in relazione alla propria fascia economica. Ogni studente, quindi, sottoscrive un contratto
con l’Ateneo concordando un percorso formativo che
può andare dai 4 ai 6 anni per la laurea triennale, e dai
3 ai 4 anni per la laurea specialistica. In ogni caso, lo
studente non può conseguire annualmente meno di 20
crediti formativi per la laurea triennale o meno di 30
crediti per la laurea specialistica e, in entrambi i casi,
non più di 45 crediti. In questo modo, il carico di lavoro e l’impegno fiscale richiesti dagli studi vengono
“spalmati” per un periodo di tempo ben più ampio. La
possibilità di aprire le iscrizioni ai corsi come studente “part-time” è riservata al singolo Presidente del corso di studi, ma sono generalmente esclusi i corsi per i quali
è prevista una prova selettiva d’accesso e i corsi di laurea teledidattici e telematici.
Inoltre, lo studente “part-time” è automaticamente escluso da qualsiasi esonero per
merito. Le specifiche del bando di concorso prevedono, per gli studenti-lavoratori,
che siano impiegati in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato, o in contratti di lavoro co.co.co. e “a progetto”.
Università degli Studi di Perugia - Studenti iscritti a “tempo parziale”
Facoltà
Anno Accademico 2007/2008
Anno Accademico 2006/2007
Anno Accademico 2005/2006
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
Economia
5
3
8
2
1
3
3
2
5
Farmacia
12
16
28
10
11
21
10
5
15
Giurisprudenza
1
0
1
0
1
1
0
2
2
Ingegneria
2
1
3
3
1
4
0
2
2
Lettere e Filosofia
7
1
8
9
1
10
10
1
11
Medicina e Chirurgia
4
6
10
4
8
12
1
10
11
Scienze della Formazione
3
4
7
1
3
4
1
7
8
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
11
11
22
14
7
21
5
8
13
Scienze Politiche
10
3
13
9
3
12
2
0
2
Totale
64
49
113
60
42
102
41
40
81
11
Gli studenti part-time
dello Studium
l’UNIVERSITÀ
Libri
Le novità in libreria
Immagini fuori corso, una fabbrica incompleta
di AA.VV.
recensione di
Gianna Lucciacche
AA.VV., Immagini fuori corso,
una fabbrica incompleta,
ali&no editrice, Perugia, 2008.
Parole e immagini si combinano efficacemente nel sesto volume della collana “Arte e Architettura – Studi e Restauri”. Quello
che ne scaturisce è un sapiente affresco di uno scorcio del passato che ritrae persone, animali e cose in diversi momenti della
vita quotidiana. L’attenzione si è focalizzata sullo studio della comunità benedettina (a partire dagli anni successivi al 1859) e
sull’uso didattico che è stato fatto di parte del patrimonio agrario del monastero. Un uso che con la nascita della colonia agraria
ha prefigurato e posto le premesse per la nascita della Facoltà di Agraria. La costituzione dell’Ente Fondazione per l’Istruzione
Agraria in Perugia, sulla fucina della già esistente comunità benedettina, ha reso possibile la conservazione e la trasmissione di
quell’immenso patrimonio culturale, artistico e fondiario che, in più di mille anni di storia, si era consolidato intorno al monastero
di San Pietro. Pur in presenza dell’alternanza di complicate vicende di natura sociale e politica, in alcuni casi sfociate anche in
conflitti bellici, le azioni intraprese si sono concluse in processi culturali ancora oggi evidenti.
All’interno del volume, di estremo interesse è il saggio dell’abate Don Giustino Farnedi che prende il via dalla dolorose e confuse
vicende accadute al monastero dopo il 20 giugno 1859, per procedere ad una riflessione sul ruolo attivo che ebbe il monastero
e su alcune vicende poco note al grande pubblico. A questo saggio si aggiunge l’intervento della professoressa Cristina Papa
che si sofferma su “famiglia, matrimonio e divisione del lavoro nei contratti agrari mezzadrili”. Di rilievo, inoltre, la presenza di
alcune foto d’epoca raffiguranti alcuni momenti della voita lavorativa nell’azienda agraria dell’Ente. Il volume si conclude infine
con le note sui restauri effettuati nel 2007.
L’analisi della conversazione
a cura di Enrico Caniglia
“L’etnometodologia si è ormai sistemata nella periferia sociologica. Ci sono segni di riconoscimento, di accettazione e anche
di benvenuto da parte dei vicini. […] Per la verità pochi vorrebbero per i loro figli un matrimonio con un etnometodologo […]
e difficilmente ne assumono uno”. Con queste parole sarcastiche di Melvin Pollner è stata descritta la diffidenza con la quale
la sociologia tradizionale ha accolto le prime analisi delle interazioni quotidiane svolte da un gruppo di studiosi noti come etnometodologi, un termine “strano” che indica lo studio dei metodi impiegati dagli individui nel corso delle loro attività ordinarie.
Diffidenza, che ancora persiste, motivata dall’apparente “irrilevanza” di questo oggetto di studio, oltre che dalla natura “bizzarra”
degli esperimenti volti a dimostrare l’esistenza di un ordine e di regole precise su cui si basa la vita sociale. Harvey Sacks è
considerato il pioniere dell’analisi della conversazione, un filone di ricerca che ha portato a maturazione le prime intuizioni
etnometodologiche. L’idea di fondo da cui muove la sua analisi è che la conversazione non è un’attività caotica e casuale ma,
al contrario, metodica e ordinata. Il compito della sociologia, per lo studioso californiano, è quindi quello di “smontare” l’ordine
interno della conversazione. L’analisi di aspetti formali dell’interazione verbale – come la successione dei turni di parola, le
“coppie adiacenti” e i meccanismi di repair – permette di mettere in luce le risorse impiegate dai membri sociali per produrre
un senso condiviso e per dimostrarsi vicendevolmente la propria appartenenza ad un mondo ordinato. Il merito di Enrico Caniglia, curatore di questo volume, è quello di aver raccolto e tradotto una serie di saggi ricavati dalle trascrizioni di lezioni tenute
da Sacks, rendendo disponibile per la prima volta in lingua italiana alcuni tra i suoi più significativi studi e contribuendo alla
sistematizzazione della sua opera.
recensione di
Alessio Cornia
Enrico Caniglia (a cura di),
L’analisi della conversazione,
Armando Editore, Roma, 2007, pp. 111.
di Andrea Possieri
recensione di
Loreto Di Nucci
Andrea Possieri,
Il peso della storia,
Bologna, il Mulino, 2007, pp. 300.
Le novità in libreria
Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds
Frutto di un grande scavo archivistico, nonché di un vasto utilizzo della letteratura coeva questo libro analizza il processo di
trasformazione dell’identità politica del Partito comunista italiano nel periodo compreso fra il 1970 e il 1991.
Il problema storico che campeggia al centro del volume si può riassumere così: Che cosa ha significato essere comunisti
in Italia? In che cosa consisteva esattamente l’identità del più grande partito comunista d’occidente? E, infine, com’è
avvenuto il passaggio dal Pci al Pds? Nell’affrontare tali questioni, Possieri dimostra come la dimensione storica abbia
costituito l’asse portante dell’auto-rappresentazione comunista e una grande risorsa politico-simbolica. La storia del partito
– la cui narrazione ufficiale si è caratterizzata per molti primati morali e ideali – è stata celebrata attraverso un calendario
laico di feste e celebrazioni ed è stata trasmessa ai militanti di base e ai quadri intermedi per mezzo delle rappresentazioni
giornalistiche e delle scuole di partito.
Attraverso questa politica identitaria, nel periodo compreso fra il 1970 e il 1989 si assiste a due processi fortemente
correlati fra loro. Il primo è costituito dall’incessante lavorio di costruzione/rimozione della memoria collettiva. Il secondo,
invece, consiste, in una costante dilatazione semantica del termine comunismo. Alla fine degli anni Ottanta, dunque, essere
comunisti può assumere dei significati molto diversi, a seconda delle varie generazioni di militanti, ma rimane centrale
l’eredità politico-culturale di Enrico Berlinguer. Un’eredità che viene accolta dai suoi successori e fatta propria anche dai
«ragazzi di Berlinguer», da quella generazione, cioè, che sarà protagonista della «svolta» del 1989. Una svolta che, però,
non porta ad una nuova formazione politica, ma ad una «auto-trasformazione del Pci», che si prefigge di conservare il
nucleo forte dell’identità comunista.
12
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Alumni incontra Ragnetti
L’Associazione degli ex studenti ha accolto, nella sede perugina
di Confindustria, il manager laureato in Scienze Politiche
che attualmente è a capo di una delle tre divisioni della Philips in qualità
di Chief Executive Officer Philips Consumer Lifestyle.
Un italiano alla guida di una multinazionale: è Andrea Ragnetti, nato a Roma nel
1960 ma perugino d’adozione per aver vissuto e studiato nel capoluogo umbro, il
manager che l’Associazione Alumni dell’Ateneo di Perugia ha incontrato lo scorso
22 febbraio presso la sede locale di Confindustria, in un affollato incontro che ha
visto gli interventi di Francesco Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia,
di Mario Bellucci, Presidente dell’Associazione Alumni, di Carlo Carini, Vicepresidente Confindustria Perugia e di Pierluigi Daddi, Preside della Facoltà di Economia.
L’Associazione Alumni continua, dunque, nel suo ambizioso programma di conferenze. Dopo il Ministro dell’Interno Giuliano Amato, stavolta è il turno del capo di una
delle tre divisioni della Philips, in qualità di Chief Executive Officer Philips Consumer
Lifestyle. Il colosso internazionale da trenta miliardi di fatturato, dopo la crisi produttiva e finanziaria degli anni Ottanta e Novanta, ha saputo risollevarsi anche grazie
alle strategie di marketing del manager perugino.
“Semplificare” è stata la parola d’ordine che ha guidato Ragnetti nel piano di rilancio
della Philips dopo gli anni durissimi della ristrutturazione. Diminuzione del numero
dei marchi prodotti dalla multinazionale olandese e chiarezza nel modo di comunicare con i clienti. Questa la ricetta vincente elaborata da Ragnetti che ha fruttato
al colosso internazionale, negli ultimi anni, sempre maggiori ricavi e nuovi profitti.
Tuttavia la sfida principale che ha dovuto affrontare il manager perugino, una volta
approdato nella multinazionale dell’elettronica, è consistita nel riuscire a superare
i pregiudizi legati alla cittadinanza: “All’estero è difficile che venga riposta fiducia
per la gestione di un’azienda su un italiano – afferma il manager perugino –, e la
mia sfida principale è stata propria questa: affermare l’italianità come qualcosa
di diverso e di migliore”. Alla base della carriera di Ragnetti, infatti, si colloca la
L’allevamento dei muli, una risorsa
per le aziende allevatrici e l’Ateneo.
La Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia ha
avviato un’iniziativa per garantire degna sopravvivenza e benessere anche
ai tanti cavalli giunti a fine carriera o
non più ritenuti idonei a finalità sportive, ludiche e di allevamento alle quali
erano stati destinati.
Il progetto è stato avviato nel 2004 con
la finalità di incrementare, mediante
tecnologie riproduttive, l’allevamento
del mulo. Ciò è stato possibile grazie
alla collaborazione di alcuni allevamenti che hanno regalato alla facoltà
alcune cavalle fattrici enucleate dal Libro Genealogico della razza trottatore
italiano.
I muli sono una grande risorsa per
le aziende allevatrici, e per la stessa
Università degli Studi di Perugia, in
quanto molto richiesti dai numerosi
agriturismi dell’Umbria e fuori regione.
Il professore Franco Moriconi, preside
della Facoltà di Medicina Veterinaria,
ho sottolineato l’importanza dell’iniziativa non solo per le cavalle fattrici, ma
anche per gli studenti che potranno,
in questo modo, formarsi sul campo
praticando direttamente tutte le metodologie e le tecniche più avanzate in
materia, acquisendo un know-how che
sarà fondamentale per la loro futura
carriera professionale.
Il coordinatore del Laboratorio didattico di riproduzione equina, Maurizio
Monaci, ha sottolineato l’importanza
didattica di questa attività: “Il fine è
quello di formare veterinari competenti delle nuove tecnologie riproduttive
applicate alla specie equina”.
formazione universitaria perugina che ha giocato un ruolo fondamentale in termini
di conoscenze, adattabilità e flessibilità. Per affermarsi, sostiene il manager, non è
necessario frequentare Harvard o la Bocconi, quello che conta è la “qualità dei docenti” che devono saper trasmettere le conoscenze con passione e le competenze
degli studenti che “devono saper dialogare con i docenti a aver fame di apprendere”.
Anche perché, conclude Ragnetti con un’esortazione rivolta agli studenti, a metà
strada tra il grido di dolore e l’incoraggiamento, “i cinesi hanno voglia di conoscenza
e se non ci adeguiamo ci marceranno sulla testa”.
articolo di
Rosa Bertrosi
Nella foto:
Andrea Ragnetti mentre
firma il volume degli ospiti di Alumni.
News
Un convegno
sulla class action
Un documentario su Orazio Antinori,
naturalista ed esploratore perugino
L’Ateneo perugino ha reso omaggio a
Orazio Antinori con un documentario
proiettato, lo scorso 11 marzo, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria.
Il filmato (proposto anche nelle scuole
in occasione della XVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica)
è stato introdotto dagli interventi del
Rettore dello Studium, dal professore
Mario Bellucci e dal professore Bruno
Romano. Al dibattito che ne è seguito erano presenti, tra gli altri, anche
il dottor Beide Melaku, Consigliere e
rappresentante dell’Ambasciatore della Repubblica Democratica e Federale
d’Etiopia a Roma, e il dottor Antonio
Bandini, Vice Direttore Generale del
Ministero Affari Esteri - Direzione Generale per i Paesi Africa Sub-Sahariana. Il documentario è stato realizzato
dal CAMS in collaborazione con la Film
service di Roma. Per la sua realizzazione sono state eseguite delle riprese
originali nel Corno d’Africa, in Etiopia,
nei luoghi descritti e frequentati da
Orazio Antinori, dalle regioni delle depressioni della Dancalia sino all’altipiano dello Scioa, attraverso paesaggi e
ambienti naturali di estremo interesse.
L’opera, curata in collaborazione con il
professor Berhanu Abebe dell’Università di Addis Abeba, uno dei massimi
storici dell’Etiopia contemporanea,
contiene interessanti interviste con illustri personaggi del mondo culturale,
scientifico e religioso etiope ed italiano
ta i quali il professore Claudio Cerreti
della Società Geografica Italiana e il
professore Enrico Castelli dell’Università degli Studi di Perugia.
13
Lo scorso aprile si è svolto a Perugia
il Convegno sul tema “Dall’azione
inibitoria all’azione risarcitoria collettiva” organizzato dal Dipartimento Istituzioni e Società e dalla Facoltà di Scienze
Politiche di Perugia, sotto la direzione
scientifica della professoressa Alessandra Bellelli, e con la partecipazione del
Centro di studi giuridici sui diritti dei
consumatori dell’Università degli Studi
di Perugia presieduto dal professore
Lorenzo Mezzasoma. La recente introduzione nel codice del consumo dell’art. 140 bis (Legge Finanziaria 2008)
che permette ai consumatori, attraverso le associazioni rappresentative a
livello nazionale, di poter proporre anche in Italia le azioni collettive, seppur
con importanti differenze rispetto alle
class action americane, impone una
attenta riflessione su questo innovativo strumento di tutela, anche al fine di
verificarne la piena compatibilità con il
nostro ordinamento.
Alumni incotra Ragnetti
l’UNIVERSITÀ
In Ateneo
Carabinieri da 110 e lode
articolo di
Massimo Binzero
Nella foto:
Da sinistra, il professore Fabrizio Figorilli,
il preside di Giurisprudenza Mauro Bove,
il Rettore Francesco Bistoni, il Generale
Roberto Paschetto e il Colonnello Ilario Vaccari
News
Meeting internazionale
presso la Facoltà
di Farmacia
Si è svolto, nel marzo scorso, presso la
Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Perugia, il secondo meeting
dell’American Association of Pharmaceutical Scientists Italian University
Network Student Chapter (A.It.U.N.).
Un evento di grande rilievo scientifico
che si è caratterizzato per il suo carattere internazionale.
Il meeting, intitolato “Toward the Development of Drug Delivery Systems”,
ha visto la partecipazione di esperti del
settore delle tecnologie farmaceutiche
italiani e stranieri, tra cui il dottor René
Holm della Lundbeck (Danimarca) e
della professoressa Tamara Minko
della Rutgers University (U.S.A.).
Carabinieri da 110 e lode
L’Università degli Studi di Perugia e il Comando della Regione dei Carabinieri
dell’Umbria hanno firmato un protocollo d’intesa per l’accesso del personale
dell’Arma al corso di laurea telematico in “Funzionario giudiziario
e amministrativo”, istituito dalla Facoltà di Giurisprudenza.
Dopo i poliziotti arrivano i carabinieri sui banchi dello Studium. L’Università degli
Studi di Perugia e il Comando della Regione dei Carabinieri dell’Umbria, hanno firmato, infatti, nel febbraio scorso, un protocollo d’intesa per l’accesso del personale
dell’Arma al corso di laurea telematico in “Funzionario giudiziario e amministrativo”, istituito dalla Facoltà di Giurisprudenza. Un’intesa che ripercorre,
dunque, l’analogo protocollo firmato
alcuni anni fa tra l’Ateneo perugino
e la Polizia di Stato. L’accordo è stato siglato per l’Ateneo dal Magnifico
Rettore, professore Francesco Bistoni, e per la Regione Carabinieri
Umbria dal comandante, il Generale
Roberto Paschetto.
Sono intervenuti alla cerimonia anche il professore Mauro Bove, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, il
professore Fabrizio Figorilli, ex presidente del Corso di Laurea telematico
in Funzionario giudiziario e amministrativo, e il Colonnello Ilario Vaccari,
Capo di Stato Maggiore presso il Comando Regione Carabinieri Umbria. “L’intesa
– ha spiegato Bistoni – rientra in quell’attività didattica che l’Ateneo di Perugia
svolge attivamente per contribuire alla formazione permanente e all’aggiornamento
delle professioni”.
Il rapporto tra la massima istituzione umbra dell’Arma e l’Ateneo, ha ricordato il
Generale Paschetto, è già avviato da tempo attraverso l’intesa con diverse facoltà
perugine per il settore sanitario. “E’ stato, quindi, uno sbocco naturale – ha sottolineato il Comandante – l’attivazione dell’accordo, sottoscritto oggi, che offrirà
importanti opportunità formative al personale dell’Arma. I militari, infatti, avranno la
possibilità di seguire le lezioni tramite internet, sfruttando utilmente i ritagli del proprio tempo libero per accrescere le conoscenze in campo amministrativo e giuridico
e fronteggiare al meglio gli impegni nei vari campi di attività”.
Il professore Figorilli ha voluto sottolineare la serietà del corso di laurea. “Non si
dica – ha rilevato – che si tratta di corsi per ‘regalare’ una laurea di primo livello.
Il nostro Ateneo, infatti, ha stabilito regole molto serie, sia per il riconoscimento dei
crediti formativi di partenza, sia sui contenuti delle singole discipline, rigorosamente
verificati nei singoli esami e in sede di discussione della tesi di laurea”.
La Facoltà di Giurisprudenza di Perugia, ha ricordato il Preside Bove, è stata tra
le prime in Italia ad attivare corsi telematici e, quindi, in grado di offrire servizi ed
accessi molto avanzati alla generalità degli studenti e, in modo mirato, al personale
della Polizia di Stato ed ora dei Carabinieri.
Un ciclo di incontri sulla medicina molecolare
patrocinati dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia
“Stage/job Day – Aziende aperte”,
l’Università incontra il mondo del lavoro
Si è svolto lo scorso febbraio il “Convegno di medicina molecolare 2008:
nuovi risultati, nuove applicazioni cliniche, nuove idee”. Il primo incontro dell’iniziativa, patrocinata dall’Accademia
Anatomico-chirurgica e dalla Facoltà di
Medicina e chirurgia, prevede nove lezioni magistrali tenute da altrettanti ex
studenti dell’Università di Perugia, richiamati nell’ateneo di provenienza per
presentare e discutere i loro progressi
scientifici. Tre le Facoltà a vario titolo
coinvolte: Medicina ma anche Scienze
biologiche e Biotecnologie. Responsabile scientifico, nonché promotrice
prima del progetto, Cristina Mecucci,
docente di Medicina molecolare delle neoplasie. I ricercatori chiamati ad
intervenire sono tutti impegnati nella
definizione dei meccanismi genetici e
molecolari delle malattie neoplastiche
e non, e nell’utilizzo di queste sco-
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perte per le innovazioni terapeutiche.
Gli argomenti trattati - dall’ematologia all’oncologia e all’endocrinologia
- gravitano nell’ambito della Medicina molecolare, “scienza del futuro”
volta alla conoscenza di molecole
che costituiscono causa specifica di
malattia e che consentono nuovi successi nelle terapie. Il ciclo d’incontri
si concluderà in dicembre. L’apertura,
presso l’aula Larizza dell’Accademia
Anatomico-chirurgica, è stata affidata
a Pier Giuseppe Pelicci, autore di una
lezione - particolarmente partecipata
- sui “Meccanismi di tumorigenesi”. Di
seguito gli altri incontri, tutti di elevato
spessore scientifico. Questi gli oratori
chiamati ad avvicendarsi: Giuliana Pelicci, Alessandra Ferrajoli, Roberto Pacifici, Pier Paolo Pandolfi, Elena Volpi,
Roberto Guerciolini, Marco Marcelli e
Massimo Pietropaolo.
Il Centro Italiano di Studi Superiori sul
Turismo (CST) ha organizzato lo scorso
marzo, nell’Aula Magna della sede di
Assisi, “Stage/job Day – Aziende aperte”, un incontro tra il mondo accademico e il mondo del lavoro.
L’obiettivo consisteva nel presentare
agli studenti del corso universitario in
“Economia del Turismo” e dei corsi di
formazione sul turismo che si svolgono nella sede di Assisi i responsabili
delle risorse umane di alcune aziende
private.
L’iniziativa è stata promossa poichè
emerge, sempre più forte, l’esigenza
di un collegamento tra il mondo universitario, i centri di formazione e il
mercato del lavoro. Un collegamento
che l’Ateneo di Perugia e il Centro
Studi sul Turismo di Assisi hanno
sempre riconosciuto come un fattore
essenziale per una efficace attività di
formazione, in particolare in un mondo
come quello turistico, che possa anche
facilitare l’inserimento degli studenti
di Economia del Turismo negli organici
delle imprese turistiche.
All’incontro erano presenti numerose aziende tra le quali Accor Hotels
Roma, Metha Hotel Group, Starwood
Hotels, Redilcogroup, De La Ville Intercontinental, In Viaggi, Club Med, MSC
Crociere, Cathay Pacific, Royal Jordanian Airlines, Ideameeting ed Hertz.
Lo stage, alla luce delle esperienze
degli anni precedenti, non è fine a se
stesso, visto che una discreta percentuale di essi si è convertita in rapporto
di lavoro.
A testimonianza di questo, alcune
delle aziende presenti a “Stage/job
Day – Aziende aperte”, saranno rappresentate da laureati della Facoltà di
Economia del Turismo di Perugia.
l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
80 anni di Scienze Politiche
La Facoltà di via Pascoli festeggia nel 2008 i suoi ottanta anni di attività
e per questa ricorrenza ha promosso un convegno internazionale
sul tema “Le Scienze Politiche. Modelli contemporanei”.
Tra le più antiche Facoltà di Scienze Politiche in Italia, quella di Perugia celebra i
suoi primi ottanta anni con un convegno internazionale sul tema: “Le Scienze Politiche. Modelli contemporanei”. Relatori italiani, europei ed americani si sono confrontati, lo scorso aprile, in due giorni di dibattito al quale hanno partecipato docenti
e studenti della Facoltà. L’iniziativa si inseriva anche nell’ambito delle celebrazioni
del Settimo Centenario dello Studium ma gli elementi di riflessione hanno preso il
sopravvento su quelli tipici dell’apologia celebrativa. “Celebrando l’ottantesimo anniversario della fondazione la Facoltà perugina – ha sottolineato, infatti, il Preside
Giorgio Eduardo Montanari – si è proposto di esplorare l’ultima rifondazione della
Facoltà: quella che, scaturendo dalle necessità dello stato nazionale moderno, ha
trasformato in istituzione formativa la variabile panoplia delle scienze politiche. Ha
inteso, inoltre, confrontare i modelli più precoci nell’ambito europeo con la nascita,
lo sviluppo, i progetti intellettuali delle Facoltà italiane e, infine, sottoporre a discussione il ruolo e le prospettive che le scienze politiche devono proporsi di chiarire in
un mondo in così rapida trasformazione”.
I lavori del convegno sono stati aperti, nell’Aula Magna dell’Ateneo, con la cerimonia, presieduta dal Preside Giorgio Eduardo Montanari, e caratterizzata dagli
interventi di Francesco Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Renato Locchi, Sindaco del Comune di Perugia, Mark Smith, Vice Presidente della
U.S.-Italy Fulbright Commission e Adalgiso Amendola, Presidente della Conferenza
italiana dei presidi di Scienze Politiche.
Alla relazione introduttiva di Gianfranco Pasquino, dell’Università di Bologna, hanno
fatto seguito, tra le altre, quella dei professori Gérard Grunberg, del Centre de
recherches politiques de Sciences Po, di Jonathan Hopkin, della London School of
Economics, di Hans J. Lietzmann, dell’Universität Wuppertal, di Andrew Arato della
New School for Social Research di Chicago e di Loreto Di Nucci, dell’Università
degli Studi di Perugia, che ha ricostruito la storia della Facoltà di Scienze Politiche
dello Studium. Il convegno si è concluso con la tavola rotonda “Le Scienze Politiche
e il mondo contemporaneo”, coordinata dal professore Roberto Segatori.
Una lunga serie di illustri docenti universitari hanno fatto la fortuna della Facoltà
perugina: da Roberto Michels a Federico Chabod, da Sergio Panunzio a Piero Melograni, da Franco Crespi ad Ernesto
Galli della Loggia. Una Facoltà che è
dunque immersa nella storia dello Studium e che, in questi ottanta anni di
vita, ha contributo all’elaborazione del
discorso pubblico nazionale. Un obbligo morale in più per il corpo docente
attuale di continuare nella direzione
tracciata. E per gli studenti, un dovere
aggiuntivo, oltre all’onere dello studio,
per assumere la consapevolezza della
tradizione storica che scorre tra quei
banchi e quei corridoi dove la statua
di Machiavelli ammonisce chiunque
incontri il suo sguardo severo.
La Facoltà di Agraria lancia la campagna 2008
degli “Operatori di Pace Cavalieri del Millennio”
Il Dipartimento di Fisica dello Studium
si interroga sulla “particella di Dio”
Non solo ricerche e didattica ma anche
“opere di bene”. Potrebbe essere un
paradosso ma non è così. Si intitola,
infatti, “366 Olivi per 366 operatori di
Pace Cavalieri del Millennio” il progetto che ha visto protagoniste la Facoltà
di Agraria dell’Università degli Studi di
Perugia e l’Organizzazione non Governativa, Centro di Pace di Assisi.
Lo scopo dell’iniziativa è di aiutare chi
soffre la fame nel mondo, una vera
piaga della società contemporanea,
grazie a trecentosessantasei piccole
piante di olivo, provenienti dalle serre
della Facoltà, per ognuna della quale
personaggi noti o sconosciuti doneranno una somma di denaro. Il denaro raccolto andrà a sostegno dello
sviluppo dei Paesi poveri del mondo,
con aiuti concreti per la realizzazione
di ospedali, scuole, missioni.
“Può forse apparire insolita la nostra
collaborazione con il Centro di Pace
di Assisi” ha affermato il preside della
Facoltà di Agraria, il professore Francesco Pennacchi, “ma ci ha convinto
la sua finalità”.
Inoltre, come ha aggiunto il preside,
questa collaborazione è importante
per la Facoltà di Agraria il cui interesse
didattico e scientifico è rivolto proprio
alle aree meno sviluppate del mondo,
poiché proprio in quelle zone, tra le più
povere del mondo, si giocheranno i
destini dell’agricoltura.
Lo scorso 12 Febbraio sono stati consegnati i primi olivi ai primi “cavalieri
di pace”, con una cerimonia tenutasi
proprio nell’Aula Magna della Facoltà
di Agraria dello Studium.
Alla cerimonia hanno presenziato il
Preside Francesco Pennacchi e Gianfranco Costa, direttore del Centro di
Pace di Assisi.
Il Dipartimento di Fisica dell’Università
di Perugia, insieme all’Istituto Nazionale
di Fisica Nucleare (INFN), ha organizzato il V Workshop Italiano sulla Fisica
a LHC, dal 30 Gennaio al 2 Febbraio
2008, presso l’Hotel Giò. Questo convegno ha avuto lo scopo di creare un
proficuo scambio di idee tra le comunità
scientifiche degli esperimenti ATLAS,
CMS, LHCb ed ALICE, che studieranno,
a partire da quest’anno, le collisioni fra
protoni prodotte dall’acceleratore LHC
presso i laboratori CERN di Ginevra.
Sono intervenuti più di 200 ricercatori,
in gran parte giovani, con l’obiettivo di
discutere lo stato dell’acceleratore, le
caratteristiche dei rivelatori sviluppati e
le tecniche di analisi usate per studiare
gli eventi prodotti nelle collisioni. I temi
di dibattito investivano alcune questioni
basilari: la composizione della materia di
cui è fatto l’uomo, l’evoluzione dell’Uni-
verso a partire dal Big Bang, l’origine
della massa dei costituenti fondamentali e l’esistenza del bosone di Higgs (la
cosiddetta “particella
di Dio”), finora mai
osservato. Il Comitato
Organizzativo locale,
presieduto dal professore Giancarlo Mantovani, comprende inoltre
il dottore Gian Mario
Bilei, responsabile del
gruppo INFN di Perugia
nell’esperimento CMS,
il professore Maurizio
Biasini, membro della
Commissione Scientifica Nazionale 1 dell’INFN, i dottori Leonello
Servoli, Attilio Santocchia, Livio Fanò e Benedetta Caponeri.
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articolo di
Maria Grazia Mucci
Nella foto:
Da sinistra, Gianfranco Pasquino (Università
di Bologna), Adalgiso Amendola (Presidente
della Conferenza dei Presidi di Scienze
Politiche), Giorgio Eduardo Montanari
(Preside di Scienze Politiche dello Studium),
Mark Smith (Vice Presidente della U.S.-Italy
Fulbright Commission) e Renato Locchi
(Sindaco di Perugia).
Nella foto:
Il professore Giancarlo Mantovani.
80 anni di Scienze Politiche
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Fortebraccio
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola San Marco Fornaci
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1308-2008: la tradizione che guarda al futuro