l’UNIVERSITÀ P e r i o d i c o anno XXV n. 1 gennaio/aprile 2008 Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% legge 662/96 DCB Centro 1 Perugia Prezzo 1 Euro d e l l ’ A t e n e o d i P e r u g i a Sette secoli di Storia 1308-2008: la tradizione che guarda al futuro il servizio alle pagine 6/10 pagine 2/3 pagina 4 pagina 11 pagina 13 L’anno del Settimo Medicina al via Gli studenti part-time Gli incontri di Alumni Tutti i progetti dello Studium per l’Anno Accademico 2007/2008. Taglio del nastro per il Plesso didattico di Sant’Andrea delle Fratte. Cresce il numero di coloro che scelgono il “tempo parziale”. L’Associazione degli ex studenti ha incontrato il manager Andrea Ragnetti. l’UNIVERSITÀ Primo piano Storia e innovazione, lo Studium La prolusione è stata tenuta dal professore Fruganti sul tema della Medicina Veterinaria Una celebrazione all’insegna della valorizzazione della tradizione secolare dell’Ateneo di Perugia e la qualità della vita. nazionale. Il Rettore Francesco Bistoni lancia un grido d’allarme: “In questa fase l’Università, che servizio di Leonardo Varasano Una solennità nella solennità. L’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008, il settecentesimo dalla fondazione dell’antico Studium, ha inevitabilmente i caratteri dell’eccezionalità: è un ritorno alle origini e un termine a quo al tempo stesso, è un momento di cesura in cui si guarda al passato e al futuro contemporaneamente. Nella cerimonia tenutasi lo scorso 9 febbraio c’è tutto questo. Storia, tradizione, innovazione e lungimiranza insieme. Ma soprattutto riflessione. Da dove veniamo e dove andiamo, cosa rimane della missione intrapresa a partire dal lontano settembre 1308: questo il senso principe della celebrazione, questo il filo conduttore di tutti gli interventi. Secondo il cerimoniale consueto, l’inaugurazione è stata aperta dal Magnifico Rettore. Molti i momenti significativi della relazione d’apertura. Il quid che accomuna passato, presente e futuro dell’Ateneo perugino risiede nel fine ultimo dell’Università: offrire sapere e promuovere virtù civili. Attorno a questo fulcro, ha Nella foto: Uno scorcio dell’Aula Magna gremita durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico l’UNIVERSITÀ Periodico d’informazione dell’Ateneo di Perugia Anno XXVI - n. 1 gennaio - aprile 2008 Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 659 del 7/3/1983 Direttore: Laura Marozzi Hanno collaborato: Rosa Bertrosi, Francesco Bircolotti, Massimo Binzero, Alessio Cornia, Elio De Nardis, Loreto Di Nucci, Ester Giacomazzi, Gianna Lucciacche, Maria Grazie Mucci, Matteo Orlando, Andrea Possieri, Leonardo Varasano. Redazione: Piazza dell’Università, 1 06123 Perugia (PG) e-mail: [email protected] Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182 Progetto grafico, impaginazione: Réclame Progetti Srl Stampa: Tipolito Centrostampa due s.n.c. Storia e innovazione, lo Studium inaugura l’Anno Accademico ricordato il professor Bistoni, ruota ogni iniziativa. E l’obiettivo persiste nonostante la difficile “fase di transizione” e le ristrettezze finanziarie. All’antica turris eburnea accademica si è però sostituita una realtà aperta, che vive in osmosi “con il mondo produttivo e con gli organismi di governo”. Ecco dunque il richiamo principale di chi guida l’antico Studio: “l’Università non potrà fare da sola”. C’è bisogno di “istituzioni solerti e disponibili”, c’è bisogno di (maggiore) collaborazione. Nonostante i motivi di preoccupazione, l’Ateneo offre elementi di “soddisfazione ed orgoglio”. Offerta formativa, ricerca e cooperazione con le imprese continuano a costituire ragioni di vanto. Le 23 aziende Spin Off costituite - alle quali vanno aggiunte altre 10 in via di costituzione - contribuiscono alla crescita della competitività dell’Università e dell’Umbria. La tensione primaria dell’ateneo è quella di “intercettare e, se possibile, guidare il futuro”. Ma ciò sarà più difficile, ha ribadito il Rettore, se non avrà il giusto apporto istituzionale. Solo interagendo adeguatamente con gli altri attori del contesto regionale e nazionale, lo Studium potrà continuare ad essere “motore culturale ed economico”. Ottimismo e realismo al contempo, nelle parole del Magnifico. Nella consapevolezza che solo agendo in sinergia si potranno ancora produrre “uomini dotti (…) destinati a durare in eterno come le stelle”. In rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario è intervenuta la dottoressa Letizia Pietrolata, risoluta nel porre l’attenzione su “un contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da più di due anni che avrebbe bisogno di essere integralmente ripensato ed aggiornato” e sulla necessità “che la politica nazionale torni a riconsiderare le Università come istituzioni fondamentali per lo sviluppo del Paese”. Velata d’emozione la relazione dell’ex presidente del Consiglio degli studenti Luca Pitoni. L’intervento, aperto col ricordo di Meredith Kercher, si è soffermato su questioni tradizionalmente care alla componente studentesca: il rapporto “dialogico e dialettico” tra docenti e discenti; l’aumento, giudicato iniquo, delle tasse universitarie; la necessità di nuovi e significativi investimenti per la ricerca; il lungo precariato di “intere generazioni di studiosi”; la necessità di strutture e servizi; il “richiamo alla responsabilità” rivolto agli enti locali, non sempre aperti al “confronto” con le associazioni universitarie. Ma non solo: Pitoni ha ricordato il vulnus “di una sparuta ed ideologizzata minoranza di docenti e studenti” dell’Università La Sapienza a Papa Benedetto XVI e la ricorrenza del quarantennale del ’68 (“spartiacque” con “effetti disastrosi”). Applausi insistiti per la solidarietà espressa al Santo Padre. È poi seguita la consueta prolusione, quest’anno tenuta dal professor Gabriele Fruganti - direttore del dipartimento di Patologia, diagnostica e cli- l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 l’UNIVERSITÀ Primo piano inaugura l’Anno Accademico che non ha mancato di sottolineare le difficoltà economiche in cui versa la realtà universitaria vive in osmosi con il mondo produttivo e con gli organismi di governo, non potrà fare da sola”. Nella foto: Il Rettore Francesco Bistoni legge il discorso d’inaugurazione. Zoom Una bioetica per la Medicina Veterinaria nica veterinaria - sul tema “La medicina veterinaria e la qualità della vita”. Una riflessione per “ribadire il ruolo e l’importanza che riveste la medicina veterinaria nel sistema di garanzie sociali e di promozione della qualità della vita”. Tra le questioni affrontate, molte di particolare attualità: il controllo della catena alimentare, la diffusione delle malattie animali in relazione alla globalizzazione e ai cambiamenti climatici, le “zoomafie” e la pet therapy. A coronamento dell’evento è intervenuto l’ospite d’onore, l’onorevole Fausto Bertinotti. Citando don Milani, l’ex presidente della Camera ha sottolineato ancora una volta la missione “della scuola” ed ha ammonito dal rischio di “ridurre il tempo all’istante e la vita al mercato”. Ancora applausi, così come quando Bertinotti sottolinea i pericoli della precarietà lavorativa. “Nella globalizzazione - ha poi aggiunto - ci si può stare passivamente o cambiando in qualche modo le regole del gioco con prodotti che hanno a che fare con una certa comunità territoriale”. Insomma, una cerimonia “storica” alla quale hanno presenziato anche molti sindaci dell’Umbria, a conferma dell’importanza che l’Università riveste non solo per Perugia ma per tutta la regione. Nell’Aula Magna gremita era possibile scorgere volti di politici, imprenditori, militari e semplici cittadini che hanno sentito il bisogno di onorare sette secoli di storia. Chi non c’era, potrà rifarsi tra cento anni. I goliardi animalisti Il professore Gabriele Fruganti (nella foto), ordinario nella Facoltà di Medicina Veterinaria, ha svolto una prolusione dell’inaugurazione che ha permesso di mettere a fuoco alcuni aspetti di sanità, benessere animale e di sicurezza alimentare. Oltre a ciò è stato ribadito il ruolo e l’importanza che riveste la Medicina Veterinaria non solo nel curare la formazione del veterinario ma anche del modo di allevare gli animali, dei farmaci e delle biotecnologie utilizzate. Immancabile - ma poteva essere diversamente? - la presenza dei goliardi perugini. Il clima è solenne e festoso. Il folklore non manca: dame, cavalieri e giullari offrono al Rettore il rituale cappone. Ma quest’anno è di pezza, per non sollevare polemiche. L’ironia abbonda. I goliardi portano anche un prosciutto, di un maiale - si garantisce - che “si è suicidato e ha lasciato tanto di testamento”. L’attenzione dei giovani in abiti medievali viene rivolta anche al presidente della Camera, insignito del titolo di “Duca di Massa Martana”. Anche per quest’anno la tradizione è rispettata. “Gaudeamus igitur” e “Vita, vita!” segnano ancora una volta l’ormai imprescindibile tocco di colore. Storia e innovazione, lo Studium inaugura l’Anno Accademico l’UNIVERSITÀ Le strutture sono dotate di tutti i comfort e delle più moderne tecnologie. Focus Aule aperte al Centro Didattico di Medicina Presente il pubblico delle grandi occasioni per il taglio del nastro del primo stralcio delle nuove aule della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso il Polo universitario ospedaliero di Sant’Andrea delle Fratte. articolo di Francesco Bircolotti e Laura Marozzi Nelle foto: A sinistra, una veduta dei nuovi edifici di Medicina; a destra il pubblico nel giorno dell’inaugurazione. Alule aperte al Centro Didattico di Medicina Due grandi strutture – una su due piani – per 5 mila 290 metri quadrati di superficie e un volume lordo complessivo di 24 mila 103 metri cubi; sette aule didattiche – da un minimo di 77 posti a un massimo di 300, tutte dotate di amplificazione, telefono interno, computer, videoproiezione su grande schermo e sistema di rilevazione della presenza degli studenti a lezione con tessera magnetica -; un’aula studio, un’aula internet per gli studenti e un’aula informatica per la didattica con 40 postazioni; 35 laboratori e otto uffici amministrativi; un servizio bar e due portinerie. E poi, per le esigenze del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, quattro studi dentistici, una sala con undici riuniti dentistici e un’aula manichini. Questo il biglietto da visita del nuovo Centro Didattico della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, presso il Polo universitario-ospedaliero di Sant’Andrea delle Fratte: alla sua inaugurazione – prima trance della nuova grande sede “fuori porta” della Facoltà medica – lo scorso 15 febbraio, non è voluto mancare nessuno. Autorità, professori – quelli in servizio e quelli in pensione –, studenti, personale tecnico e amministrativo universitario e ospedaliero, ovvero tanta parte di coloro che, a partire da marzo, per motivi di lavoro o di studio, stanno vivendo i nuovi locali e le relative funzionalità. Un folto pubblico che ha provato un giusto sentimento d’orgoglio, per il taglio di un traguardo giunto alla fine di un lungo percorso irto di difficoltà, proprio nell’anno delle celebrazioni del Settimo Centenario dalla sua fondazione. Il Centro Didattico di Sant’Andrea delle Fratte è destinato ad ospitare l’attività didattica e scientifica della Facoltà medica: i due fabbricati sono forniti di tutti i più moderni comfort e tecnologie didattiche, nel segno dell’imponenza delle dimensioni e della sobrietà nel design. Dopo la benedizione della struttura da parte dell’Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, monsignore Giuseppe Chiaretti, ed il taglio del nastro da parte di due studenti della Facoltà, è stato il Rettore a fare gli onori di casa, sottolineando “il grande lavoro svolto, nel 2001, in sinergia con la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Micheli, grazie al quale furono individuate le fonti di finanziamento per la nuova Facoltà”. Il Magnifico ha poi ringraziato i Rettori che lo hanno preceduto – Giancarlo Dozza e Giuseppe Calzoni -, che avviarono il processo di creazione della “cittadella sanitaria”, e il Direttore Amministrativo Angela Maria Lacaita che ha sostenuto il carico delle azioni amministrative necessarie. “Inoltre, la delicata fase di trasferimento – ha proseguito il Rettore – si è avviata senza scossoni: ora bisogna solo completare l’opera entro il termine previsto del dicembre 2008”. A tale proposito, il Preside della Facoltà Adolfo Puxeddu ha ringraziato i colleghi e gli studenti per il contributo che tutti stanno fornendo alla realizzazione di questa delicata operazione, che non può evitare di generare qualche disagio, visto il significativo cambiamento che comporta. Vivo apprezzamento per l’opera è stato espresso anche dagli altri ospiti “illustri” della giornata inaugurale: l’assessore regionale alla Sanità Maurizio Rosi, l’Assessore comunale Wladimiro Boccali (in rappresentanza del Sindaco di Perugia) e il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi, la governatrice Lorenzetti che ha parlato addirittura di “sogno che sta diventando realtà”. Tutti, infine, si sono dichiarati concordi nell’affermare che la Perugia del futuro mostrerà sempre più evidente il sigillo dell’Ateneo, delle sua attività didattiche e di ricerca anche nell’ambito della sanità pubblica. l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 l’UNIVERSITÀ Mondo universitario Oltre lo studio c’è di più Eletto all’unanimità il nuovo Presidente del Consiglio Approvati i finanziamenti per le attività ricreative e culturali degli Studenti. delle associazioni studentesche: convegni, dibattiti, cineforum e viaggi di istruzione tra le iniziative sovvenzionate dallo Studium. Di tutto, di più. Disordinatamente. Dai viaggi nelle maggiori capitali europee agli incontri culturali, dalle conferenze di attualità politica alle proiezioni cinematografiche, dai concerti di musica giovanile alle mostre d’arte fino ad arrivare persino ai tornei di poker e di playstation. Sono le attività ricreative e culturali degli studenti promosse dalle associazioni universitarie e approvate nell’ultimo Consiglio d’Amministrazione dello Studium dopo un lungo periodo di gestazione all’interno del Consiglio degli Studenti. A ben guardare, infatti, il provvedimento del CdA è solamente una ratifica della delibera presa dal Consiglio studentesco. Per una volta gli studenti contano di più dei docenti. Come ripartire i 150 mila Euro, più eventuali residui degli anni precedenti, infatti, spetta da sempre al Consiglio degli Studenti. E come un copione già scritto i rappresentanti degli studenti recitano a soggetto. Ogni anno, dal 1998 ad oggi, la stessa storia. Richieste che superano ampiamente il budget messo a disposizione dell’Ateneo – gli agognati 150 mila Euro (che una volta erano solamente 150 milioni di Lire, miracolo dell’Euro…) – e intenso lavorio di scrematura e mediazione svolto dall’assemblea studentesca. Assemblea che, fra l’altro, in questi ultimi mesi ha dovuto affrontare un burrascoso periodo di confronto. Periodo che sembra ormai alle spalle con il cambio della guardia alla guida del Consiglio degli Studenti: Andrea Battistoni ha preso il posto del dimissionario (e sfiduciato) Luca Pitoni. Sono passati più di 11 anni dal primo tribolatissimo Consiglio degli Studenti dove si avvicendarono ben 3 Presidenti sullo scranno più alto della Sala Dessau ma anche in questo caso, come per la ripartizione dei fondi, la storia sembra ripetersi. Almeno in parte. Allora furono motivi di salute, che si sommavano all’inesperienza della prima Assemblea, oggi sono motivi politici che hanno portato all’avvicendamento della carica. Motivi, che in realtà il neo Presidente, tende a minimizzare. “In fondo Finanziamenti per le attività ricreative e culturali degli studenti Associazione Importo Idee in Movimento 38.500 Alleanza Universitaria 35.000 Student’s Office 32.500 Sinistra Universitaria – UDU 29.500 Comitato Studenti Fuori Sede 14.800 LARES 9.950 ProspettivaMente 9.400 Coro dell’Università 9.000 L’Altra Sinistra 6.000 Restitutio ad Integrum 5.500 Griphonatus Goliardiae Perusinae 5.200 Mia Economia Club 4.450 Studenti Molisani dell’Ateneo di Perugia – SMAP 4.000 Studenti di Agraria per STPA 2.300 Lavagne 1.750 Aiesec Italia Totale 500 208.350 siamo soltanto studenti e non politici di professione” sottolinea Battistoni. Il nuovo Presidente, originario di Terni, è iscritto al primo anno di corso della laurea specialistica in Fisica. Al secondo mandato nel parlamentino studentesco – eletto la prima volta nel 2004 – aveva già ricoperto, nell’ultimo scorcio del primo mandato, la carica di Senatore Accademico e dal 2006 quella di Consigliere d’Amministrazione. Un rappresentante esperto, dunque, profondo conoscitore delle dinamiche assembleari con un curriculum che ha messo d’accordo tutte le componenti studentesche che lo hanno eletto all’unanimità. Dopo mesi di frizioni un bel segnale che viene mandato a tutta la comunità universitaria. A pochi giorni dall’elezione la redazione de “l’Università” ha incontrato Andrea Battistoni. Come giudichi questa elezione con voto unanime alla Presidenza del Consiglio degli Studenti? La giudico come la manifestazione di superare un momento difficile da parte del Consiglio degli Studenti. Credo che questo voto vada interpretato come la volontà di tornare ad occuparsi delle problematiche, che senza dubbio non mancano, relative al mondo studentesco. Questa responsabilità che mi è stata affidata la ritengo un onore ed un onere allo stesso tempo. Sono consapevole, infatti, che un simile incarico richieda un impegno considerevole di tempo e di energie. Sarai, dunque, un presidente di “garanzia” e “a tempo” visto che il nuovo Consiglio degli Studenti sarà rieletto a novembre... Vorrei interpretare questo incarico come una “presidenza a più mani”. Ritengo infatti che sarebbe presuntuoso da parte mia, ma soprattutto infruttuoso, tentare di rispondere alle esigenze degli studenti con le mie sole forze. Sono convinto che la fruttuosità del lavoro del Consiglio dipenda dall’impegno del Presidente, ma anche e soprattutto dalla responsabilità con cui ogni consigliere vorrà cooperare alla risoluzione dei problemi che ci troveremo ad affrontare. Pertanto mi sento autorizzato a richiedere la collaborazione di tutti i consiglieri per avere il sostegno e un aiuto concreto durante questo mio periodo di presidenza. Quali sono gli obiettivi dei prossimi mesi che si è prefissato il Consiglio? Il tempo rimasto a nostra disposizione, prima della scadenza del nostro mandato, è davvero poco, avremo a disposizione 4-5 sedute al massimo, quindi dovremmo concentrarci su alcuni obiettivi mirati che cercheremo di definire fin dal prossimo Consiglio stabilendo delle priorità per il nostro operato. Di sicuro ci concentreremo su 3 punti: la riapertura della cosiddetta “Aula Bunker”, adiacente ai giardini del Rettorato, fino alle 24; il prolungamento dell’orario di apertura delle biblioteche e delle aule studio; la discussione sulle tasse universitarie il cui aumento è previsto nei prossimi tre anni. servizio di Andrea Possieri Consiglio degli Studenti Presidenti Mandato Marco Roncaglia, Cesare Megha, 1997-2000 Michele Francioli* Simone Gallai 2000-2002 Alessio Ronca 2002-2004 Michele Martorelli 2004-2006 Luca Pitoni 2006-2008 Andrea Battistoni * Eletto Vice Presidente il 14 maggio 1998, ma Presidente de facto del Consiglio degli Studenti dal 1998 al 2000. Nella foto: Il neo eletto Presidente del Consiglio degli Studenti, Andrea Battistoni. Dati forniti dal Consiglio degli Studenti 2008- Oltre lo studio c’è di più l’UNIVERSITÀ Settimo Centenario 1308, nasce lo Studium Uno sguardo particolare è rivolto alla ricerca storica e a quella Varato il programma degli eventi celebrativi per i 700 anni dell’Università degli scientifica. Studi di Perugia: una lunga serie di convegni, dibattiti, pubblicazioni e mostre. servizio di Ester Giacomazzi Nelle foto: A sinistra, la bolla Super Specula concessa da Clemente V, l’8 settembre 1308, che viene considerata l’atto di nascita dell’Ateneo. A destra, il Privilegio elargito da Carlo IV, il 19 maggio 1355, con il quale lo Studium ottiene il riconoscimento imperiale. 1308, nasce lo Studium Finalmente ci siamo. È iniziato l’anno del Settimo Centenario. Da circa 5 anni, dal 10 giugno del 2003 per la precisione, il Comitato per le celebrazioni è al lavoro per coordinare, promuovere e organizzare le iniziative per ricordare degnamente quell’8 settembre del 1308 che segna ufficialmente la data di fondazione dello Studium. Sette secoli di storia che ripercorrono tutte le vicende dell’Istituzione. I maestri e gli allievi, i luoghi e le scoperte scientifiche, i simboli e gli edifici. Uno sguardo prospettico inedito anche per rileggere la storia d’Italia e d’Europa. Infatti, molti dei docenti che hanno insegnato in questa Accademia, a partire da Bartolo da Sassoferrato e da Baldo degli Ubaldi, sono stati delle figure di caratura internazionale, i cui insegnamenti si sono riflessi ben oltre i confini della cittadella universitaria o del Municipio medioevale. Lo stesso discorso vale anche per gli studenti, una parte importante dei quali provenivano da tutta Europa. La nazione tedesca era la più numerosa e la Chiesa di Santa Maria Nuova, oggi collocata alla fine di via Pinturicchio, era il loro luogo di ritrovo. Una tradizione secolare di altissimo livello che si combina con il più recente sviluppo novecentesco. Uno sviluppo che si lega indissolubilmente alla figura di Giuseppe Rufo Ermini, Rettore di questo Ateneo per oltre trent’anni, che ha guidato e indirizzato la crescita dello Studium a partire dal secondo dopo guerra. In questo periodo, l’Università degli Studi di Perugia diventa, infatti, un punto di riferimento insostituibile per la classe dirigente che governa il territorio e, al tempo stesso, si colloca stabilmente tra le più importanti accademie nazionali. Un Ateneo di medie dimensioni, con un parco docenti di qualità, situato in una delle più belle e vivibili città del centro Italia. Sono queste le qualità che hanno fatto dello Studium uno dei più importanti Atenei del paese. Si presenta assai nutrito il programma previsto per il 2008, che farà delle celebrazioni dei settecento anni dell’Ateneo lo strumento per presentare al pubblico l’Università come protagonista della vita culturale, sociale ed economica della nostra Regione. Insieme ad una serie lunghissima di momenti di discussione e di dibattito spiccano tre grandi convegni nazionali ed internazionali. A giugno si svolgeranno sia il primo Forum europeo sul “Diritto allo studio e Università” che il Convegno internazionale dal titolo “Universitas Scholarium. Scolari, baccellieri, clerici vagantes e goliardi nelle Università medievali”. A settembre, invece, si svolgerà il Convegno internazionale: “Dall’Università delle Nationes all’Università per l’Europa”. Quest’evento consentirà sia di presentare la banca dati prosopografica sui maestri e scolari dell’Ateneo, (la ricerca è attualmente in corso, a cura della Facoltà di Lettere e Filosofia e della Biblioteca Comunale Augusta), che di discutere sul ruolo delle Università Storiche nel processo di creazione di una cultura tradizionalmente europea e aperta allo scambio tra i popoli. Nella serata di apertura del convegno agli ospiti sarà offerto un concerto del Coro dell’Università. Nel corso del Convegno, infine, è prevista una giornata dedicata a funzioni e responsabilità dell’ADISU a livello europeo. Oltre a ciò, continueranno ad andare in stampa le pubblicazioni sulle fonti relative allo Studio perugino delle origini (Edizioni a cura della Deputazione di Storia Patria) e inizierà ad essere stampata la Collana i “Maestri dell’Ateneo”. Non mancheranno le mostre. A partire dall’esposizione “Scienza e scienziati a Perugia” che si sta svolgendo alla Rocca Paolina e rimarrà aperta fino al 2 giugno 2008 (vedi il servizio alle pagine 7,8,9,10) e quella sui “Tesori del Fondo Antico” che si svolgerà nella Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, a partire dall’8 settembre fino a dicembre 2008. Accanto a questi momenti di ricerca scientifica si accosteranno quelli ritualisticocelebrativi. La cerimonia ufficiale delle Celebrazioni del VII Centenario prevede la presenza del Presidente della Repubblica, i Rettori delle Università europee più antiche e quelli delle Accademie europee che oggi hanno dei rapporti di collaborazione con l’Ateneo perugino e anche di tutte le Università italiane. E, infine, la Cerimonia di chiusura dell’anno della ricorrenza del VII Centenario (prevista per ottobre – novembre 2008), con la consegna al personale di riconoscimenti alla carriera. Nel corso della manifestazione verranno premiate le Tesi di Laurea (una per Facoltà) che, a giudizio insindacabile delle singole Facoltà, sono ritenute le più originali e significative nel rispettivo ambito di competenza. l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 l’UNIVERSITÀ Settimo Centenario Scienza e scienziati a Perugia, 7.000 visitatori in 30 giorni Grande affluenza degli studenti delle scuole sin dai primi giorni di apertura. Presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina (CERP) fino al 2 giugno sono esposti una selezione di “strumenti” provenienti dalle collezioni di materiali e apparecchiature scientifiche delle Facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS). L’Ateneo si mette in mostra nel centro storico della Città. Una mostra che racconta l’evoluzione delle discipline scientifiche dello Studium Perusinum attraverso un percorso suggestivo allestito nelle sale del Centro Espositivo della Rocca Paolina: un unicum nel suo genere. Mai prima d’ora, infatti, erano stati esposti gli strumenti e le attrezzature utilizzate dagli scienziati dello Studium. Un patrimonio per lo più sconosciuto sia al grande pubblico che alla comunità accademica. Finora, infatti, le ricerche sulla storia culturale della regione avevano sempre privilegiato la tradizione umanistica marginalizzando, invece, la storia delle discipline scientifiche, delle loro conquiste tecnologiche e dei più importanti docenti dell’Ateneo che sin dal Medioevo hanno insegnato in questa Università. Più di 7.000 visitatori - molti dei quali studenti delle scuole medie superiori e inferiori - hanno percorso i corridoi del CERP sin dal giorno dell’inaugurazione della mostra che ha visto partecipare le più importanti autorità locali. La Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, a fianco del Rettore Francesco Bistoni, ha tagliato il nastro. Alla cerimonia hanno partecipato anche Giuliano Granocchia (Assessore Provincia di Perugia), Andrea Cernicchi (Assessore Comune di Perugia), il Pro Rettore Antonio Pieretti (Presidente del Comitato per le Celebrazione del VII Centenario) e i Presidi delle undici Facoltà dell’Ateneo. La scelta di allestire la mostra nella Rocca Paolina non è casuale, ha sottolineato il professore Antonio Pieretti, ma voluta per porre al centro della Città il patrimonio umano e scientifico dell’Ateneo. “E’ questo il primo grande evento del 2008 per le celebrazioni del Centenario – ha sottolineato il professore Pieretti – e vorremmo che i politici e le istituzioni prestassero maggiore attenzione e adeguate risorse al mondo della ricerca e dell’Università che rappresentano non solo un passato prestigioso, ma anche un futuro doverosamente ambi- servizio di Elio De Nardis foto 1: Da sinistra, il professore Antonio Pieretti, la Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e il Rettore Francesco Bistoni. foto 2: Al centro la professoressa Maria Vittoria Di Giovanni, coordinatore della mostra, fa da cicerone al Rettore, alla governatrice umbra e alla professoressa Gaia Grossi. foto 3: Il pubblico dei visitatori nel giorno dell’inaugurazione. Al centro il professore Fabio Bianconi. foto 4: Da sinistra, il professore Bruno Romano, Direttore del CAMS, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi. Scienza e scienziati a Perugia, 7.000 visitatori in 30 giorni l’UNIVERSITÀ Nelle foto in alto: Da sinistra: il cranio dell’elefante esposto nella sezione di Veterinaria; uno scorcio dell’area di Agraria; alcune piante della sezione di Botanica. Settimo Centenario zioso”. L’esposizione si configura, dunque, come un appuntamento di rilievo sia per la comunità regionale che per l’intera Nazione, di cui l’Università perugina è uno dei più antichi Atenei. Gli “oggetti” selezionati provengono dalle collezioni delle Facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS). Otto sono le aree espositive: Medicina e Farmacia; Botanica; Fisica; Matematica; Mineralogia, Chimica e Scienze della Terra; Zoologia ed Ecologia; Scienze Veterinarie e Zootecniche; Scienze Agrarie. “Il progetto dell’allestimento – ha spiegato il professore Paolo Belardi che con la sezione IdeA ha contribuito alla realizzazione della mostra – è fondato su tre linee-guida: rimarcare la vetustà dell’Ateneo (che affonda le proprie radici in età medievale), conferire unitarietà alle diverse collezioni scientifiche (disomogenee sia per tipologia che per dimensione degli oggetti esposti) e valorizzare le straordinarie peculiarità della Rocca Paolina (qualificata dall’alternanza di spazi ‘voltati’, suggestivi quanto poliformi)”. Iniziamo il tragitto nella mostra partendo dall’area delle Scienze agrarie che vantano a Perugia una tradizione di studi antichissima che trovò il suo coronamento nel 1896 con la fondazione dell’Istituto superiore agrario, quarta scuola superiore del genere in Italia dopo Pisa, Milano e Portici. Numerosi i maestri che hanno dato lustro alla disciplina: da Raffaello Antinori ad Eugenio Faina, da Giulio Trinci a Carlo Fuschini, da Elio Lucchese a Giorgio Fiori. Lo studio della Botanica, invece, va fatto risalire al Rinascimento quando vengono istituite le prime cattedre in Italia di teoria e pratica dei “semplici”. Nel 1720 viene costituito a Perugia l’orto botanico universitario mentre nel 1813 Domenico Bruschi, il più famoso botanico perugino dell’Ottocento, comincia la sistemazione con criteri linneiani dell’orto botanico presso il Monastero Olivetano di Monte Morcino, attuale sede dell’Università. I primi insegnamenti di Medicina dello Studium risalgono alla seconda metà del XIII secolo, anche se colui che viene considerato il fondatore della scuola medica perugina è Gentile da Foligno, la cui presenza a Perugia è accertata dal 1325. L’insegnamento della Farmacia venne istituendosi a poco a poco all’interno della Facoltà di Medicina. Nel 1811 nasceva a Perugia una scuola di Farmacia. Tra i maestri più importanti della disciplina vanno ricordati Annibale Vecchi, Enrico Purgotti e Cesare Finzi. Nella foto a destra: Il mortaio in pietra esposto nell’area di Medicina e Farmacia. Fantasticamente. Alice alla scoperta delle scienze meravigliose L’esposizione offre vari spunti ed opportunità d’interesse anche per gli studenti delle scuole medie inferiori per i quali è stato realizzato un apposito opuscolo: “Fantasticamente. Alice alla scoperta delle scienze meravigliose” (foto a sinistra). La guida/racconto nasce allo scopo di stimolare nel bambino un’immediata identificazione con la protagonista, una bambina di nome Alice. Come la sua omonima nel paese delle meraviglie, anche la nostra Alice compie un viaggio attraverso le sale della mostra che si animano di personaggi fantastici, che altri non sono che gli oggetti esposti. Con questo strumento, il percorso della mostra viene raccontato con un linguaggio diretto che offre spunti di riflessione per il lavoro in classe. Inoltre, con l’opuscolo, viene fornito il “Passaporto dello scienziato”, che è, al tempo stesso, racconto, strumento didattico e di approfondimento. Sul frontespizio dell’opuscolo sono presenti, infatti, alcuni campi da riempire da parte del bambino: nome, cognome e scelta di una professione futura in base alla materia scientifica che ha destato il maggiore interesse. Scienza e scienziati a Perugia, 7.000 visitatori in 30 giorni l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 l’UNIVERSITÀ Settimo Centenario Nella foto a sinistra: Una teca della sezione di Fisica contenente, nell’ordine, la Pompa per liquidi a doppio effetto, gli Emisferi di Magdeburgo e la Macchina a vapore. La mostra raccolta in un volume Tutta la mostra in 237 pagine. Il catalogo, edito da Skira, è stato curato da Marco Maovaz, Antonio Pieretti e Bruno Romano e ripercorre l’itinerario dell’esposizione attraverso le relazioni storiche delle otto aree disciplinari e le foto dei più importanti strumenti esposti nella mostra. La qualità delle ricostruzioni scientifiche, il vastissimo corredo di immagini e l’elegante impaginazione grafica forniscono al volume un eccezionale carattere di pregio. È possibile acquistare il catalogo presso il bookshop della Rocca Paolina. Il personale docente e non docente dell’Università degli Studi di Perugia potrà acquistarlo a prezzo scontato pagando 35 euro invece di 39. Nella foto sotto: la copertina del catalogo della mostra. L’interesse per la Mineralogia nell’Ateneo di Perugia può essere fatto risalire al 1770. Le origini degli studi e delle raccolte scientifiche risalgono agli inizi del XIX secolo, tra il 1810 e il 1815, ad opera di Luigi Canali. Con gli insegnamenti di Enrico Dal Pozzo di Mombello, a partire dal 1861, inizia la differenziazione tra la mineralogia, la chimica e la fisica. Sul finire del XVIII secolo erano presenti nel capoluogo umbro almeno due medici che si occupavano di Veterinaria: Annibale Mariotti e Giovanni Angelo Cocchi. Nel 1864 venne ufficialmente fondata la scuola superiore di Medicina Veterinaria di Perugia: un forte impulso all’evoluzione della scuola veterinaria si ebbe quindi nel 1896 con la chiamata all’insegnamento di Eugenio Aruch. Fin dal XIII secolo a Perugia esisteva una tradizione di studi di Fisica. Dal XIV secolo al XVII si tenevano lezioni sul “mondo fisico sublunare”, matematica, logica e astrologia nell’ambito delle Lectiones Philosophiae Naturalis. Nel 1763, infine, venne fondata una vera e propria cattedra indipendente di Fisica e aperto il nuovo teatro di Fisica Sperimentale. Gli insegnamenti di Matematica sono presenti nell’Ateneo perugino da lunga data: nel 1389 viene istituita la prima cattedra in Geometria, Aritmetica e Algebra e nel 1477 Luca Pacioli viene chiamato per la prima volta a insegnare aritmetica a Nelle foto in basso: Da sinistra: una scacchiera sul toro dell’area di Matematica; una serie di rocce plutoniche esposte nella sezione di Mineralogia, Chimica e Scienze della Terra; una teca dell’area di Zoologia ed Ecologia con in primo piano uno stomaco di montone. Scienza e scienziati a Perugia, 7.000 visitatori in 30 giorni l’UNIVERSITÀ Settimo Centenario Perugia. Tra i maestri dello Studium, oltre a Pacioli, vanno ricordati Giuseppe Neri, Lemme Rossi, Vincenzo Cavallucci e Calogero Vinti. Nel 1866, infine, fu istituita la prima cattedra di Zoologia, Anatomia e Fisiologia comparata. Dal 1884 al 1896 la cattedra fu ricoperta da Andrea Batelli e sotto la sua direzione nacque il primo Museo di Zoologia ed Anatomia comparata dell’Università. Tra i maestri della disciplina vanno ricordati Giulio Cicioni, Orazio Antinori e Giampaolo Moretti. La grande variabilità dei reperti esposti e l’ampia mole di argomenti trattati hanno imposto la massima attenzione nei criteri di esposizione. Per questo motivo, tutti gli strumenti e gli “oggetti” in mostra sono spiegati e inseriti nel loro contesto storico d’origine, ricorrendo ad una serie di pannelli illustrativi. Come ideale anello di congiunzione tra le otto sezioni della mostra, infatti, sono stati esposti, lungo un asse centrale che percorre tutto il corridoio del Centro Espostitivo della Rocca Paolina, una serie di materiali ed arredi inediti o scarsamente conosciuti che ricostruiscono la storia dello Studium: ad esempio, la galleria dei ritratti dei Rettori, le toghe e le mazze in argento simbolo delle Facoltà, le immagini delle bolle di fondazione dell’Ateneo insieme ad alcuni pezzi del Fondo antico. Ancora una volta, dunque, attraverso l’Università, la città di Perugia ha confermato la sua tradizionale vocazione ad essere una Città della cultura. Gli orari di apertura Aperta dal martedì alla domenica. Chiusa il lunedì. Orario: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Ingresso libero. Per informazioni e prenotazioni visite guidate: Infoline 199.151.123* - [email protected] *Costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, 10 centesimi al minuto IVA inclusa, senza scatto alla risposta. Per chiamate originate da rete di altro operatore i prezzi sono indicati dal servizio clienti dell’operatore utilizzato. Storicamente. Scienza e Scienziati a Perugia Coordinamento generale Antonio Pieretti Curatore Laura Marozzi Il Comitato scientifico della mostra Prof.ssa Maria Vittoria Di Giovanni, Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Coordinatore - Responsabile Area Zoologica ed Ecologica Prof. Piero Ceccarelli, Facoltà di Medicina Veterinaria Responsabile Scienze veterinarie e zootecniche Prof. Paolo Diodati, Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Responsabile Area Fisica Prof. Rosario Francesco Donato, Facoltà di Medicina e Chirurgia Responsabile Area Medicina Prof.ssa Renata Fringuelli, Facoltà di Farmacia Responsabile Area Farmacia Dott. Marco Maovaz, CAMS - Orto botanico Responsabile Area Botanica Prof. Romano Rinaldi, Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Responsabile Area Mineralogia Chimica e Scienze della Terra Prof. Bruno Romano, Direttore del CAMS Responsabile Area Botanica Prof.ssa Emanuela Ughi, Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Responsabile Area Matematica Prof. Francesco Tei, Facoltà di Agraria Responsabile Scienze Agrarie Nella foto: I dipinti dei Rettori dello Studium dall’Unità d’Italia ad oggi (originariamente conservati presso la Sala dell’Ex Senato di Palazzo Murena) esposti lungo il corridoio centrale del Centro Espositivo della Rocca Paolina. Scienza e scienziati a Perugia, 7.000 visitatori in 30 giorni 10 l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 Inchiesta Gli studenti part-time dello Studium In aumento il numero di coloro che scelgono il “tempo parziale”: dagli 81 del 2005-2006, ai 102 dell’anno accademico 2006-2007 fino ai 113 attuali. Continua a crescere il numero degli studenti iscritti “a tempo parziale” dell’Università degli Studi di Perugia. L’anno accademico 2007-2008, infatti, ha visto aumentare il totale degli studenti “part-time” di ulteriori 11 unità rispetto al 2006 raggiungendo quota 113 studenti. Dal 2005, anno dell’istituzione del “tempo parziale” presso l’Ateneo perugino, il trend degli studenti “a metà” è in continua crescita: dagli 81 del 2005-2006, ai 102 studenti dell’anno accademico 2006-2007 fino ai 113 attuali. Una crescita maggiore tra i maschi rispetto alle femmine. Nell’anno accademico 2005-2006, infatti, il numero era sostanzialmente identico poi la forbice si è progressivamente allargata fino a giungere ai dati attuali: 64 maschi e 49 femmine. Il numero delle studentesse part-time, comunque, ha registrato un’interessante crescita soprattutto nella Facoltà di Economia, che è anche il corso di studio che accoglie il maggior numero di studenti a “tempo tarziale” (28). Seguono Scienze della Formazione e, a pari merito, Scienze Politiche e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Discorso a parte va fatto per quest’ultima Facoltà, che è passata dai soli 2 studenti del 2005 ai 13 - di cui 10 maschi - del 2007. Questi, in estrema sintesi, sono i dati che fotografano la realtà del “part-time” studentesco dell’Ateneo perugino. Una realtà ancora marginale rispetto all’intera popolazione universitaria ma che è in linea con la tendenza nazionale. Le ragioni della crescita generale del numero degli “studenti part-time” sono da attribuire anche alla scelta, a partire dall’anno accademico 2006-2007, di riservare 100 dei 400 posti a disposizione agli studenti iscritti ad anni superiori al primo, sia dei corsi di laurea triennale che delle lauree specialistiche. Una scelta che ha permesso anche agli “studenti-lavoratori” precedentemente immatricolati nella modalità tradizionale, di usufruire dei benefici del tempo parziale. Conciliare gli studi con altri impegni extra-universitari è dunque possibile. La figura dello “studente a tempo parziale” è pensata per tutti quegli allievi già impegnati in attività lavorative o che, per giustificati motivi personali, non sono in grado di assicurare una frequenza ai corsi e il perseguimento di tutti i crediti formativi - in genere 60 - previsti per ogni anno del corso di laurea. L’Ateneo di Perugia offre agli immatricolandi la possibilità di scegliere un piano di studi individuale che stabilisca, anno per anno, il numero l’UNIVERSITÀ La maggioranza è iscritta alla Facoltà di Economia. servizio di Matteo Orlando massimo di crediti formativi che si intendono conseguire, ottenendo uno o due anni aggiuntivi alla normale durata del corso di laurea triennale o di laurea specialistica. Il “tempo parziale” rappresenta dunque un’opportunità per gli studenti-lavoratori di evitare gli obblighi formativi richiesti agli studenti fuori corso, e di godere di un trattamento fiscale privilegiato. Ne possono beneficiare, infatti, sia gli studenti più giovani alle prese con le prime esperienze lavorative, sia i professionisti che desiderano perfezionare la propria posizione con un titolo di studio superiore. Corrisposta la prima rata, uguale per tutti, infatti, gli studenti “part-time” contribuiscono con una tassazione in relazione alla propria fascia economica. Ogni studente, quindi, sottoscrive un contratto con l’Ateneo concordando un percorso formativo che può andare dai 4 ai 6 anni per la laurea triennale, e dai 3 ai 4 anni per la laurea specialistica. In ogni caso, lo studente non può conseguire annualmente meno di 20 crediti formativi per la laurea triennale o meno di 30 crediti per la laurea specialistica e, in entrambi i casi, non più di 45 crediti. In questo modo, il carico di lavoro e l’impegno fiscale richiesti dagli studi vengono “spalmati” per un periodo di tempo ben più ampio. La possibilità di aprire le iscrizioni ai corsi come studente “part-time” è riservata al singolo Presidente del corso di studi, ma sono generalmente esclusi i corsi per i quali è prevista una prova selettiva d’accesso e i corsi di laurea teledidattici e telematici. Inoltre, lo studente “part-time” è automaticamente escluso da qualsiasi esonero per merito. Le specifiche del bando di concorso prevedono, per gli studenti-lavoratori, che siano impiegati in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato, o in contratti di lavoro co.co.co. e “a progetto”. Università degli Studi di Perugia - Studenti iscritti a “tempo parziale” Facoltà Anno Accademico 2007/2008 Anno Accademico 2006/2007 Anno Accademico 2005/2006 Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Economia 5 3 8 2 1 3 3 2 5 Farmacia 12 16 28 10 11 21 10 5 15 Giurisprudenza 1 0 1 0 1 1 0 2 2 Ingegneria 2 1 3 3 1 4 0 2 2 Lettere e Filosofia 7 1 8 9 1 10 10 1 11 Medicina e Chirurgia 4 6 10 4 8 12 1 10 11 Scienze della Formazione 3 4 7 1 3 4 1 7 8 Scienze Matematiche Fisiche e Naturali 11 11 22 14 7 21 5 8 13 Scienze Politiche 10 3 13 9 3 12 2 0 2 Totale 64 49 113 60 42 102 41 40 81 11 Gli studenti part-time dello Studium l’UNIVERSITÀ Libri Le novità in libreria Immagini fuori corso, una fabbrica incompleta di AA.VV. recensione di Gianna Lucciacche AA.VV., Immagini fuori corso, una fabbrica incompleta, ali&no editrice, Perugia, 2008. Parole e immagini si combinano efficacemente nel sesto volume della collana “Arte e Architettura – Studi e Restauri”. Quello che ne scaturisce è un sapiente affresco di uno scorcio del passato che ritrae persone, animali e cose in diversi momenti della vita quotidiana. L’attenzione si è focalizzata sullo studio della comunità benedettina (a partire dagli anni successivi al 1859) e sull’uso didattico che è stato fatto di parte del patrimonio agrario del monastero. Un uso che con la nascita della colonia agraria ha prefigurato e posto le premesse per la nascita della Facoltà di Agraria. La costituzione dell’Ente Fondazione per l’Istruzione Agraria in Perugia, sulla fucina della già esistente comunità benedettina, ha reso possibile la conservazione e la trasmissione di quell’immenso patrimonio culturale, artistico e fondiario che, in più di mille anni di storia, si era consolidato intorno al monastero di San Pietro. Pur in presenza dell’alternanza di complicate vicende di natura sociale e politica, in alcuni casi sfociate anche in conflitti bellici, le azioni intraprese si sono concluse in processi culturali ancora oggi evidenti. All’interno del volume, di estremo interesse è il saggio dell’abate Don Giustino Farnedi che prende il via dalla dolorose e confuse vicende accadute al monastero dopo il 20 giugno 1859, per procedere ad una riflessione sul ruolo attivo che ebbe il monastero e su alcune vicende poco note al grande pubblico. A questo saggio si aggiunge l’intervento della professoressa Cristina Papa che si sofferma su “famiglia, matrimonio e divisione del lavoro nei contratti agrari mezzadrili”. Di rilievo, inoltre, la presenza di alcune foto d’epoca raffiguranti alcuni momenti della voita lavorativa nell’azienda agraria dell’Ente. Il volume si conclude infine con le note sui restauri effettuati nel 2007. L’analisi della conversazione a cura di Enrico Caniglia “L’etnometodologia si è ormai sistemata nella periferia sociologica. Ci sono segni di riconoscimento, di accettazione e anche di benvenuto da parte dei vicini. […] Per la verità pochi vorrebbero per i loro figli un matrimonio con un etnometodologo […] e difficilmente ne assumono uno”. Con queste parole sarcastiche di Melvin Pollner è stata descritta la diffidenza con la quale la sociologia tradizionale ha accolto le prime analisi delle interazioni quotidiane svolte da un gruppo di studiosi noti come etnometodologi, un termine “strano” che indica lo studio dei metodi impiegati dagli individui nel corso delle loro attività ordinarie. Diffidenza, che ancora persiste, motivata dall’apparente “irrilevanza” di questo oggetto di studio, oltre che dalla natura “bizzarra” degli esperimenti volti a dimostrare l’esistenza di un ordine e di regole precise su cui si basa la vita sociale. Harvey Sacks è considerato il pioniere dell’analisi della conversazione, un filone di ricerca che ha portato a maturazione le prime intuizioni etnometodologiche. L’idea di fondo da cui muove la sua analisi è che la conversazione non è un’attività caotica e casuale ma, al contrario, metodica e ordinata. Il compito della sociologia, per lo studioso californiano, è quindi quello di “smontare” l’ordine interno della conversazione. L’analisi di aspetti formali dell’interazione verbale – come la successione dei turni di parola, le “coppie adiacenti” e i meccanismi di repair – permette di mettere in luce le risorse impiegate dai membri sociali per produrre un senso condiviso e per dimostrarsi vicendevolmente la propria appartenenza ad un mondo ordinato. Il merito di Enrico Caniglia, curatore di questo volume, è quello di aver raccolto e tradotto una serie di saggi ricavati dalle trascrizioni di lezioni tenute da Sacks, rendendo disponibile per la prima volta in lingua italiana alcuni tra i suoi più significativi studi e contribuendo alla sistematizzazione della sua opera. recensione di Alessio Cornia Enrico Caniglia (a cura di), L’analisi della conversazione, Armando Editore, Roma, 2007, pp. 111. di Andrea Possieri recensione di Loreto Di Nucci Andrea Possieri, Il peso della storia, Bologna, il Mulino, 2007, pp. 300. Le novità in libreria Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds Frutto di un grande scavo archivistico, nonché di un vasto utilizzo della letteratura coeva questo libro analizza il processo di trasformazione dell’identità politica del Partito comunista italiano nel periodo compreso fra il 1970 e il 1991. Il problema storico che campeggia al centro del volume si può riassumere così: Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? In che cosa consisteva esattamente l’identità del più grande partito comunista d’occidente? E, infine, com’è avvenuto il passaggio dal Pci al Pds? Nell’affrontare tali questioni, Possieri dimostra come la dimensione storica abbia costituito l’asse portante dell’auto-rappresentazione comunista e una grande risorsa politico-simbolica. La storia del partito – la cui narrazione ufficiale si è caratterizzata per molti primati morali e ideali – è stata celebrata attraverso un calendario laico di feste e celebrazioni ed è stata trasmessa ai militanti di base e ai quadri intermedi per mezzo delle rappresentazioni giornalistiche e delle scuole di partito. Attraverso questa politica identitaria, nel periodo compreso fra il 1970 e il 1989 si assiste a due processi fortemente correlati fra loro. Il primo è costituito dall’incessante lavorio di costruzione/rimozione della memoria collettiva. Il secondo, invece, consiste, in una costante dilatazione semantica del termine comunismo. Alla fine degli anni Ottanta, dunque, essere comunisti può assumere dei significati molto diversi, a seconda delle varie generazioni di militanti, ma rimane centrale l’eredità politico-culturale di Enrico Berlinguer. Un’eredità che viene accolta dai suoi successori e fatta propria anche dai «ragazzi di Berlinguer», da quella generazione, cioè, che sarà protagonista della «svolta» del 1989. Una svolta che, però, non porta ad una nuova formazione politica, ma ad una «auto-trasformazione del Pci», che si prefigge di conservare il nucleo forte dell’identità comunista. 12 l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 In Ateneo l’UNIVERSITÀ Alumni incontra Ragnetti L’Associazione degli ex studenti ha accolto, nella sede perugina di Confindustria, il manager laureato in Scienze Politiche che attualmente è a capo di una delle tre divisioni della Philips in qualità di Chief Executive Officer Philips Consumer Lifestyle. Un italiano alla guida di una multinazionale: è Andrea Ragnetti, nato a Roma nel 1960 ma perugino d’adozione per aver vissuto e studiato nel capoluogo umbro, il manager che l’Associazione Alumni dell’Ateneo di Perugia ha incontrato lo scorso 22 febbraio presso la sede locale di Confindustria, in un affollato incontro che ha visto gli interventi di Francesco Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, di Mario Bellucci, Presidente dell’Associazione Alumni, di Carlo Carini, Vicepresidente Confindustria Perugia e di Pierluigi Daddi, Preside della Facoltà di Economia. L’Associazione Alumni continua, dunque, nel suo ambizioso programma di conferenze. Dopo il Ministro dell’Interno Giuliano Amato, stavolta è il turno del capo di una delle tre divisioni della Philips, in qualità di Chief Executive Officer Philips Consumer Lifestyle. Il colosso internazionale da trenta miliardi di fatturato, dopo la crisi produttiva e finanziaria degli anni Ottanta e Novanta, ha saputo risollevarsi anche grazie alle strategie di marketing del manager perugino. “Semplificare” è stata la parola d’ordine che ha guidato Ragnetti nel piano di rilancio della Philips dopo gli anni durissimi della ristrutturazione. Diminuzione del numero dei marchi prodotti dalla multinazionale olandese e chiarezza nel modo di comunicare con i clienti. Questa la ricetta vincente elaborata da Ragnetti che ha fruttato al colosso internazionale, negli ultimi anni, sempre maggiori ricavi e nuovi profitti. Tuttavia la sfida principale che ha dovuto affrontare il manager perugino, una volta approdato nella multinazionale dell’elettronica, è consistita nel riuscire a superare i pregiudizi legati alla cittadinanza: “All’estero è difficile che venga riposta fiducia per la gestione di un’azienda su un italiano – afferma il manager perugino –, e la mia sfida principale è stata propria questa: affermare l’italianità come qualcosa di diverso e di migliore”. Alla base della carriera di Ragnetti, infatti, si colloca la L’allevamento dei muli, una risorsa per le aziende allevatrici e l’Ateneo. La Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia ha avviato un’iniziativa per garantire degna sopravvivenza e benessere anche ai tanti cavalli giunti a fine carriera o non più ritenuti idonei a finalità sportive, ludiche e di allevamento alle quali erano stati destinati. Il progetto è stato avviato nel 2004 con la finalità di incrementare, mediante tecnologie riproduttive, l’allevamento del mulo. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione di alcuni allevamenti che hanno regalato alla facoltà alcune cavalle fattrici enucleate dal Libro Genealogico della razza trottatore italiano. I muli sono una grande risorsa per le aziende allevatrici, e per la stessa Università degli Studi di Perugia, in quanto molto richiesti dai numerosi agriturismi dell’Umbria e fuori regione. Il professore Franco Moriconi, preside della Facoltà di Medicina Veterinaria, ho sottolineato l’importanza dell’iniziativa non solo per le cavalle fattrici, ma anche per gli studenti che potranno, in questo modo, formarsi sul campo praticando direttamente tutte le metodologie e le tecniche più avanzate in materia, acquisendo un know-how che sarà fondamentale per la loro futura carriera professionale. Il coordinatore del Laboratorio didattico di riproduzione equina, Maurizio Monaci, ha sottolineato l’importanza didattica di questa attività: “Il fine è quello di formare veterinari competenti delle nuove tecnologie riproduttive applicate alla specie equina”. formazione universitaria perugina che ha giocato un ruolo fondamentale in termini di conoscenze, adattabilità e flessibilità. Per affermarsi, sostiene il manager, non è necessario frequentare Harvard o la Bocconi, quello che conta è la “qualità dei docenti” che devono saper trasmettere le conoscenze con passione e le competenze degli studenti che “devono saper dialogare con i docenti a aver fame di apprendere”. Anche perché, conclude Ragnetti con un’esortazione rivolta agli studenti, a metà strada tra il grido di dolore e l’incoraggiamento, “i cinesi hanno voglia di conoscenza e se non ci adeguiamo ci marceranno sulla testa”. articolo di Rosa Bertrosi Nella foto: Andrea Ragnetti mentre firma il volume degli ospiti di Alumni. News Un convegno sulla class action Un documentario su Orazio Antinori, naturalista ed esploratore perugino L’Ateneo perugino ha reso omaggio a Orazio Antinori con un documentario proiettato, lo scorso 11 marzo, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria. Il filmato (proposto anche nelle scuole in occasione della XVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica) è stato introdotto dagli interventi del Rettore dello Studium, dal professore Mario Bellucci e dal professore Bruno Romano. Al dibattito che ne è seguito erano presenti, tra gli altri, anche il dottor Beide Melaku, Consigliere e rappresentante dell’Ambasciatore della Repubblica Democratica e Federale d’Etiopia a Roma, e il dottor Antonio Bandini, Vice Direttore Generale del Ministero Affari Esteri - Direzione Generale per i Paesi Africa Sub-Sahariana. Il documentario è stato realizzato dal CAMS in collaborazione con la Film service di Roma. Per la sua realizzazione sono state eseguite delle riprese originali nel Corno d’Africa, in Etiopia, nei luoghi descritti e frequentati da Orazio Antinori, dalle regioni delle depressioni della Dancalia sino all’altipiano dello Scioa, attraverso paesaggi e ambienti naturali di estremo interesse. L’opera, curata in collaborazione con il professor Berhanu Abebe dell’Università di Addis Abeba, uno dei massimi storici dell’Etiopia contemporanea, contiene interessanti interviste con illustri personaggi del mondo culturale, scientifico e religioso etiope ed italiano ta i quali il professore Claudio Cerreti della Società Geografica Italiana e il professore Enrico Castelli dell’Università degli Studi di Perugia. 13 Lo scorso aprile si è svolto a Perugia il Convegno sul tema “Dall’azione inibitoria all’azione risarcitoria collettiva” organizzato dal Dipartimento Istituzioni e Società e dalla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia, sotto la direzione scientifica della professoressa Alessandra Bellelli, e con la partecipazione del Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori dell’Università degli Studi di Perugia presieduto dal professore Lorenzo Mezzasoma. La recente introduzione nel codice del consumo dell’art. 140 bis (Legge Finanziaria 2008) che permette ai consumatori, attraverso le associazioni rappresentative a livello nazionale, di poter proporre anche in Italia le azioni collettive, seppur con importanti differenze rispetto alle class action americane, impone una attenta riflessione su questo innovativo strumento di tutela, anche al fine di verificarne la piena compatibilità con il nostro ordinamento. Alumni incotra Ragnetti l’UNIVERSITÀ In Ateneo Carabinieri da 110 e lode articolo di Massimo Binzero Nella foto: Da sinistra, il professore Fabrizio Figorilli, il preside di Giurisprudenza Mauro Bove, il Rettore Francesco Bistoni, il Generale Roberto Paschetto e il Colonnello Ilario Vaccari News Meeting internazionale presso la Facoltà di Farmacia Si è svolto, nel marzo scorso, presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Perugia, il secondo meeting dell’American Association of Pharmaceutical Scientists Italian University Network Student Chapter (A.It.U.N.). Un evento di grande rilievo scientifico che si è caratterizzato per il suo carattere internazionale. Il meeting, intitolato “Toward the Development of Drug Delivery Systems”, ha visto la partecipazione di esperti del settore delle tecnologie farmaceutiche italiani e stranieri, tra cui il dottor René Holm della Lundbeck (Danimarca) e della professoressa Tamara Minko della Rutgers University (U.S.A.). Carabinieri da 110 e lode L’Università degli Studi di Perugia e il Comando della Regione dei Carabinieri dell’Umbria hanno firmato un protocollo d’intesa per l’accesso del personale dell’Arma al corso di laurea telematico in “Funzionario giudiziario e amministrativo”, istituito dalla Facoltà di Giurisprudenza. Dopo i poliziotti arrivano i carabinieri sui banchi dello Studium. L’Università degli Studi di Perugia e il Comando della Regione dei Carabinieri dell’Umbria, hanno firmato, infatti, nel febbraio scorso, un protocollo d’intesa per l’accesso del personale dell’Arma al corso di laurea telematico in “Funzionario giudiziario e amministrativo”, istituito dalla Facoltà di Giurisprudenza. Un’intesa che ripercorre, dunque, l’analogo protocollo firmato alcuni anni fa tra l’Ateneo perugino e la Polizia di Stato. L’accordo è stato siglato per l’Ateneo dal Magnifico Rettore, professore Francesco Bistoni, e per la Regione Carabinieri Umbria dal comandante, il Generale Roberto Paschetto. Sono intervenuti alla cerimonia anche il professore Mauro Bove, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, il professore Fabrizio Figorilli, ex presidente del Corso di Laurea telematico in Funzionario giudiziario e amministrativo, e il Colonnello Ilario Vaccari, Capo di Stato Maggiore presso il Comando Regione Carabinieri Umbria. “L’intesa – ha spiegato Bistoni – rientra in quell’attività didattica che l’Ateneo di Perugia svolge attivamente per contribuire alla formazione permanente e all’aggiornamento delle professioni”. Il rapporto tra la massima istituzione umbra dell’Arma e l’Ateneo, ha ricordato il Generale Paschetto, è già avviato da tempo attraverso l’intesa con diverse facoltà perugine per il settore sanitario. “E’ stato, quindi, uno sbocco naturale – ha sottolineato il Comandante – l’attivazione dell’accordo, sottoscritto oggi, che offrirà importanti opportunità formative al personale dell’Arma. I militari, infatti, avranno la possibilità di seguire le lezioni tramite internet, sfruttando utilmente i ritagli del proprio tempo libero per accrescere le conoscenze in campo amministrativo e giuridico e fronteggiare al meglio gli impegni nei vari campi di attività”. Il professore Figorilli ha voluto sottolineare la serietà del corso di laurea. “Non si dica – ha rilevato – che si tratta di corsi per ‘regalare’ una laurea di primo livello. Il nostro Ateneo, infatti, ha stabilito regole molto serie, sia per il riconoscimento dei crediti formativi di partenza, sia sui contenuti delle singole discipline, rigorosamente verificati nei singoli esami e in sede di discussione della tesi di laurea”. La Facoltà di Giurisprudenza di Perugia, ha ricordato il Preside Bove, è stata tra le prime in Italia ad attivare corsi telematici e, quindi, in grado di offrire servizi ed accessi molto avanzati alla generalità degli studenti e, in modo mirato, al personale della Polizia di Stato ed ora dei Carabinieri. Un ciclo di incontri sulla medicina molecolare patrocinati dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia “Stage/job Day – Aziende aperte”, l’Università incontra il mondo del lavoro Si è svolto lo scorso febbraio il “Convegno di medicina molecolare 2008: nuovi risultati, nuove applicazioni cliniche, nuove idee”. Il primo incontro dell’iniziativa, patrocinata dall’Accademia Anatomico-chirurgica e dalla Facoltà di Medicina e chirurgia, prevede nove lezioni magistrali tenute da altrettanti ex studenti dell’Università di Perugia, richiamati nell’ateneo di provenienza per presentare e discutere i loro progressi scientifici. Tre le Facoltà a vario titolo coinvolte: Medicina ma anche Scienze biologiche e Biotecnologie. Responsabile scientifico, nonché promotrice prima del progetto, Cristina Mecucci, docente di Medicina molecolare delle neoplasie. I ricercatori chiamati ad intervenire sono tutti impegnati nella definizione dei meccanismi genetici e molecolari delle malattie neoplastiche e non, e nell’utilizzo di queste sco- 14 perte per le innovazioni terapeutiche. Gli argomenti trattati - dall’ematologia all’oncologia e all’endocrinologia - gravitano nell’ambito della Medicina molecolare, “scienza del futuro” volta alla conoscenza di molecole che costituiscono causa specifica di malattia e che consentono nuovi successi nelle terapie. Il ciclo d’incontri si concluderà in dicembre. L’apertura, presso l’aula Larizza dell’Accademia Anatomico-chirurgica, è stata affidata a Pier Giuseppe Pelicci, autore di una lezione - particolarmente partecipata - sui “Meccanismi di tumorigenesi”. Di seguito gli altri incontri, tutti di elevato spessore scientifico. Questi gli oratori chiamati ad avvicendarsi: Giuliana Pelicci, Alessandra Ferrajoli, Roberto Pacifici, Pier Paolo Pandolfi, Elena Volpi, Roberto Guerciolini, Marco Marcelli e Massimo Pietropaolo. Il Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo (CST) ha organizzato lo scorso marzo, nell’Aula Magna della sede di Assisi, “Stage/job Day – Aziende aperte”, un incontro tra il mondo accademico e il mondo del lavoro. L’obiettivo consisteva nel presentare agli studenti del corso universitario in “Economia del Turismo” e dei corsi di formazione sul turismo che si svolgono nella sede di Assisi i responsabili delle risorse umane di alcune aziende private. L’iniziativa è stata promossa poichè emerge, sempre più forte, l’esigenza di un collegamento tra il mondo universitario, i centri di formazione e il mercato del lavoro. Un collegamento che l’Ateneo di Perugia e il Centro Studi sul Turismo di Assisi hanno sempre riconosciuto come un fattore essenziale per una efficace attività di formazione, in particolare in un mondo come quello turistico, che possa anche facilitare l’inserimento degli studenti di Economia del Turismo negli organici delle imprese turistiche. All’incontro erano presenti numerose aziende tra le quali Accor Hotels Roma, Metha Hotel Group, Starwood Hotels, Redilcogroup, De La Ville Intercontinental, In Viaggi, Club Med, MSC Crociere, Cathay Pacific, Royal Jordanian Airlines, Ideameeting ed Hertz. Lo stage, alla luce delle esperienze degli anni precedenti, non è fine a se stesso, visto che una discreta percentuale di essi si è convertita in rapporto di lavoro. A testimonianza di questo, alcune delle aziende presenti a “Stage/job Day – Aziende aperte”, saranno rappresentate da laureati della Facoltà di Economia del Turismo di Perugia. l’Università n. 1 - gennaio/aprile 2008 In Ateneo l’UNIVERSITÀ 80 anni di Scienze Politiche La Facoltà di via Pascoli festeggia nel 2008 i suoi ottanta anni di attività e per questa ricorrenza ha promosso un convegno internazionale sul tema “Le Scienze Politiche. Modelli contemporanei”. Tra le più antiche Facoltà di Scienze Politiche in Italia, quella di Perugia celebra i suoi primi ottanta anni con un convegno internazionale sul tema: “Le Scienze Politiche. Modelli contemporanei”. Relatori italiani, europei ed americani si sono confrontati, lo scorso aprile, in due giorni di dibattito al quale hanno partecipato docenti e studenti della Facoltà. L’iniziativa si inseriva anche nell’ambito delle celebrazioni del Settimo Centenario dello Studium ma gli elementi di riflessione hanno preso il sopravvento su quelli tipici dell’apologia celebrativa. “Celebrando l’ottantesimo anniversario della fondazione la Facoltà perugina – ha sottolineato, infatti, il Preside Giorgio Eduardo Montanari – si è proposto di esplorare l’ultima rifondazione della Facoltà: quella che, scaturendo dalle necessità dello stato nazionale moderno, ha trasformato in istituzione formativa la variabile panoplia delle scienze politiche. Ha inteso, inoltre, confrontare i modelli più precoci nell’ambito europeo con la nascita, lo sviluppo, i progetti intellettuali delle Facoltà italiane e, infine, sottoporre a discussione il ruolo e le prospettive che le scienze politiche devono proporsi di chiarire in un mondo in così rapida trasformazione”. I lavori del convegno sono stati aperti, nell’Aula Magna dell’Ateneo, con la cerimonia, presieduta dal Preside Giorgio Eduardo Montanari, e caratterizzata dagli interventi di Francesco Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Renato Locchi, Sindaco del Comune di Perugia, Mark Smith, Vice Presidente della U.S.-Italy Fulbright Commission e Adalgiso Amendola, Presidente della Conferenza italiana dei presidi di Scienze Politiche. Alla relazione introduttiva di Gianfranco Pasquino, dell’Università di Bologna, hanno fatto seguito, tra le altre, quella dei professori Gérard Grunberg, del Centre de recherches politiques de Sciences Po, di Jonathan Hopkin, della London School of Economics, di Hans J. Lietzmann, dell’Universität Wuppertal, di Andrew Arato della New School for Social Research di Chicago e di Loreto Di Nucci, dell’Università degli Studi di Perugia, che ha ricostruito la storia della Facoltà di Scienze Politiche dello Studium. Il convegno si è concluso con la tavola rotonda “Le Scienze Politiche e il mondo contemporaneo”, coordinata dal professore Roberto Segatori. Una lunga serie di illustri docenti universitari hanno fatto la fortuna della Facoltà perugina: da Roberto Michels a Federico Chabod, da Sergio Panunzio a Piero Melograni, da Franco Crespi ad Ernesto Galli della Loggia. Una Facoltà che è dunque immersa nella storia dello Studium e che, in questi ottanta anni di vita, ha contributo all’elaborazione del discorso pubblico nazionale. Un obbligo morale in più per il corpo docente attuale di continuare nella direzione tracciata. E per gli studenti, un dovere aggiuntivo, oltre all’onere dello studio, per assumere la consapevolezza della tradizione storica che scorre tra quei banchi e quei corridoi dove la statua di Machiavelli ammonisce chiunque incontri il suo sguardo severo. La Facoltà di Agraria lancia la campagna 2008 degli “Operatori di Pace Cavalieri del Millennio” Il Dipartimento di Fisica dello Studium si interroga sulla “particella di Dio” Non solo ricerche e didattica ma anche “opere di bene”. Potrebbe essere un paradosso ma non è così. Si intitola, infatti, “366 Olivi per 366 operatori di Pace Cavalieri del Millennio” il progetto che ha visto protagoniste la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia e l’Organizzazione non Governativa, Centro di Pace di Assisi. Lo scopo dell’iniziativa è di aiutare chi soffre la fame nel mondo, una vera piaga della società contemporanea, grazie a trecentosessantasei piccole piante di olivo, provenienti dalle serre della Facoltà, per ognuna della quale personaggi noti o sconosciuti doneranno una somma di denaro. Il denaro raccolto andrà a sostegno dello sviluppo dei Paesi poveri del mondo, con aiuti concreti per la realizzazione di ospedali, scuole, missioni. “Può forse apparire insolita la nostra collaborazione con il Centro di Pace di Assisi” ha affermato il preside della Facoltà di Agraria, il professore Francesco Pennacchi, “ma ci ha convinto la sua finalità”. Inoltre, come ha aggiunto il preside, questa collaborazione è importante per la Facoltà di Agraria il cui interesse didattico e scientifico è rivolto proprio alle aree meno sviluppate del mondo, poiché proprio in quelle zone, tra le più povere del mondo, si giocheranno i destini dell’agricoltura. Lo scorso 12 Febbraio sono stati consegnati i primi olivi ai primi “cavalieri di pace”, con una cerimonia tenutasi proprio nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dello Studium. Alla cerimonia hanno presenziato il Preside Francesco Pennacchi e Gianfranco Costa, direttore del Centro di Pace di Assisi. Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha organizzato il V Workshop Italiano sulla Fisica a LHC, dal 30 Gennaio al 2 Febbraio 2008, presso l’Hotel Giò. Questo convegno ha avuto lo scopo di creare un proficuo scambio di idee tra le comunità scientifiche degli esperimenti ATLAS, CMS, LHCb ed ALICE, che studieranno, a partire da quest’anno, le collisioni fra protoni prodotte dall’acceleratore LHC presso i laboratori CERN di Ginevra. Sono intervenuti più di 200 ricercatori, in gran parte giovani, con l’obiettivo di discutere lo stato dell’acceleratore, le caratteristiche dei rivelatori sviluppati e le tecniche di analisi usate per studiare gli eventi prodotti nelle collisioni. I temi di dibattito investivano alcune questioni basilari: la composizione della materia di cui è fatto l’uomo, l’evoluzione dell’Uni- verso a partire dal Big Bang, l’origine della massa dei costituenti fondamentali e l’esistenza del bosone di Higgs (la cosiddetta “particella di Dio”), finora mai osservato. Il Comitato Organizzativo locale, presieduto dal professore Giancarlo Mantovani, comprende inoltre il dottore Gian Mario Bilei, responsabile del gruppo INFN di Perugia nell’esperimento CMS, il professore Maurizio Biasini, membro della Commissione Scientifica Nazionale 1 dell’INFN, i dottori Leonello Servoli, Attilio Santocchia, Livio Fanò e Benedetta Caponeri. 15 articolo di Maria Grazia Mucci Nella foto: Da sinistra, Gianfranco Pasquino (Università di Bologna), Adalgiso Amendola (Presidente della Conferenza dei Presidi di Scienze Politiche), Giorgio Eduardo Montanari (Preside di Scienze Politiche dello Studium), Mark Smith (Vice Presidente della U.S.-Italy Fulbright Commission) e Renato Locchi (Sindaco di Perugia). Nella foto: Il professore Giancarlo Mantovani. 80 anni di Scienze Politiche Le edicole di Perugia dove trovare: Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge) Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna) Edicola P.zza Cavallotti Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini) Edicola Via F. Innamorati (Elce) Edicola P.zza Fortebraccio Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia Edicola San Marco Fornaci l’UNIVERSITÀ Il periodico dell’Ateneo in edicola