Diocesi di itt di stello Foglio di collegamento Notiziario mensile della Chie Chiesa Tifernate Marzo 2015 Nu Numero 64 Anno VII "Davvero quest'uomo era Fi Figlio di Dio!" (Mc 15,39). Quasi tutto il periodo liturgico della Quaresima si colloca quest'anno nel mese di marzo. La Domenica delle Palme, con la quale inizia la Settimana Santa, ci propone il racconto della passione e morte di Gesù secondo Marco. L'Evangelista nel suo Vangelo rivela progressivamente l'identità di Gesù. Pietro lo riconosce come il Cristo, il Messia (cf Mc 8,29). Ma chi lo riconosce come "Figlio di Dio" è un centurione pagano che probabilmente non l'aveva mai incontrato. Scrive l'evangelista: "Il centurione che si trovava di fronte a lui (Gesù in croce appena morto gridando: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato»), avendolo visto spirare in quel modo, disse: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio" (Mc 15,39). Un pagano riconosce pienamente la divinità di Gesù "avendolo visto spirare in quel modo". Ai piedi della croce qualcuno (un pagano, non un discepolo) ha compreso che quell'uomo era Figlio di Dio. Come dire che tutti possono riconoscerlo, anche i più lontani, basta guardarlo crocifisso. L'uomo Gesù è Figlio di Dio proprio perché non è sceso dalla croce. Viene in mente il prossimo Convegno ecclesiale di Firenze (9-13 novembre 2015: nel sito www.firenze2015.it potete trovare interessanti informazioni) dal titolo: "In Gesù Cristo il nuovo umanesimo". Gesù è l'uomo-Figlio di Dio. Si è rivelato tale non con gesti grandiosi e spettacolari, ma percorrendo la strada dell'amore in una vita umile, facendo il falegname, predicando il Vangelo e guarendo i malati, ma soprattutto percorrendo la via crucis. Chi lo segue imbocca la strada del vero umanesimo, quell’umanesimo che ci porta a diventare figli di Dio come Gesù. È il cammino pasquale aperto a tutti, ai pagani e ai discepoli, anche quelli che fuggono e tradiscono, a noi. 1 In questo percorso, impervio e stupendo, abbiamo due modelli, due guide esperte, pronte a darci una mano: San Giuseppe, che ricordiamo in modo particolare il 19 marzo, e Maria Santissima che il 25 veneriamo nel momento dell'annunciazione del Signore. Questi due santi, estremamente umili, come Gesù, li abbiamo incontrati nel mistero del Natale di Gesù ed ora li ritroviamo nel cammino che ci porta alla Pasqua. Un uomo semplice, di cui non conosciamo una sola parola ma che ha fatto bene la sua parte, a volte strana, con non pochi dubbi. Una donna di cui il 25 ricordiamo la parola che dette il via all'incarnazione di Gesù nel suo seno: "Eccomi, sono la serva del Signore". Sia Giuseppe che Maria hanno meditato, hanno obbedito con amore in modo coraggioso e fedele, anche quando non capivano. Hanno seguito Gesù, portando la loro croce. Maria ai piedi del Figlio crocifisso ha vissuto lo strazio paragonabile alla trafittura del cuore. La morte di Gesù in croce e la sofferenza indicibile di Maria ci aiutino a non scappare come i discepoli, ma a dare senso alle nostre tribolazioni, a meditare sulle violenze che continuano a far strage di persone innocenti. Per il mistero della tua passione-morte e risurrezione dona Signore la pace a questo nostro mondo inquieto che ancora non ha smesso di uccidere, distruggere, far soffrire! Tu che hai vinto il male e il maligno con l'amore e il perdono fino alla morte in croce per tutti, ottienici di fare altrettanto! La gioia e la pace della Pasqua arrivino ad ogni uomo e donna, tutti figli di Dio e fratelli in Cristo. il vescovo informa Anzitutto ringraziamo di cuore il Signore per la meravigliosa esperienza che più di una trentina di sacerdoti della nostra diocesi abbiamo fatto a Collevalenza nei giorni otto, nove e dieci febbraio. Don Maurizio Viviani, che ci ha tenuto la seconda relazione, ha riscontrato un clima sereno e piacevole, franco e di un buon livello spirituale. Credo che tutti abbiamo sperimentato questo nella gioia della paternità, favorita dall'ambiente accogliente. Nelle relazioni, i lavori di gruppo e le assemblee hanno offerto notevoli spunti per riflettere sulla conversione personale e pastorale. Spero di raccogliere tutto in un "librettino" da consegnare al clero il giovedì Santo, insieme al Proprium della nostra Chiesa tifernate. Sto raccogliendo i vari contributi circa il questionario sul Sinodo della famiglia. Cercherò di fare una sintesi da inviare, come richiesto, alla Segreteria generale della CEI. Ho avuto l'impressione che, pur nella brevità del tempo a disposizione, ci sia stata una buona e utile riflessione. È risultato ancora più evidente la complessità di tematiche e comportamenti che ci chiedono grande attenzione sia al Vangelo della famiglia, sia alle singole persone e alle loro relazioni. Mentre preghiamo perché il Sinodo possa svolgere un buon servizio, ci impegniamo ad ascoltare e accompagnare gli sposati e coloro che si stanno preparando al matrimonio. Ringrazio l'ufficio della Pastorale familiare per il servizio che sta facendo. Mi pare utile offrire in questo Foglio una parte della Relazione sull'Attività del Tribunale ecclesiastico regionale Umbro. Ci sono utili informazioni che troverete più avanti. Per quanto concerne la preparazione al Convegno Ecclesiale di Firenze, troverete più avanti informazioni su come si sta procedendo. Ci sono iniziative a livello diocesano e regionale molto interessanti. Invito ancora a visitare il sito e anche a coinvolgere i delegati per opportune riflessioni o esperienze. 2 La Giornata internazionale della donna (8 marzo) merita attenzione sia per crescere nel rispetto e nella giusta considerazione del rapporto uomo-donna, sia per valorizzare ancor più il contributo femminile a livello ecclesiale. Con sentimenti di gratitudine particolare verso le mamme! Il 24 marzo si celebra la Giornata di preghiera e di digiuno, in memoria dei missionari martiri. Il fatto che cada in Quaresima è un motivo in più per ricordare con gratitudine chi ha dato la vita per la fede, per sostenere chi oggi sta vivendo la persecuzione e per stimolare ancor più la nostra testimonianza evangelica laddove viviamo. Nella Domenica delle Palme (29 marzo) si celebra la 30ª Giornata mondiale della Gioventù. La nuova équipe indicata dal Servizio diocesano della pastorale dei giovani provvederà a comunicarci in tempo utile la modalità della celebrazione, come pure ad organizzare il Pellegrinaggio diocesano (6-8 aprile a Macerata). Speriamo in una larga e significativa partecipazione. Sono già avviate le trasmissioni televisive "La Parola per te. Verso la Quaresima 2015". Insieme al Vangelo della domenica da me commentato, vi sono, nella seconda parte, riferimenti al prossimo Convegno Ecclesiale di Firenze. Ringrazio le emittenti che trasmettono. Ecco gli orari: Sull’emittente TTV (canale 16): Giovedì, ore 19.00 - 22.00; Venerdì, ore 09.40 - 14.25 - 23.15; Sabato, ore 12.30 - 15.35 - 18.05; Domenica, ore 08.00 - 10.10. Sull’emittente TRG (canale 211): Sabato ore 18.45 e domenica ore 12.10. Per domenica 15 marzo la CEU ha indetto la 5ª Grande colletta per sostenere il Fondo di Solidarietà. Non possiamo mancare di dare tutto il nostro apporto nell'attuale emergenza. La Quaresima sollecita in modo tutto particolare la carità. Sensibilizziamo le persone a destinare l'8 × 1000 al sostentamento delle chiese, del clero e delle opere di carità. È necessario per sostenere il servizio pastorale e caritativo. Domenico Cancian f.a.m. Vescovo agenda del mese MARZO 2015 Mese dedicato a San Giuseppe 1 DOMENICA II DI QUARESIMA 2 LUNEDI' S. BASILEO MARTIRE 3 5 - ore 11.15, Trestina. S.Messa del vescovo nel 9° anniversario della “adorazione perpetua” nella parrocchia. - ore 18.30, Madonna delle Grazie, Stazione Quaresimale. Il vescovo presiede la concelebrazione con i parroci del Centro storico. - ore 09.30, Assisi. Il vescovo partecipa alla riunione della C.E.U. - ore 18.30, Cattedrale. Il vescovo celebra l'eucarestia nel 10º anniversario della morte di Don Luigi Giussani MARTEDI' S. CUNEGONDA Anniversario ordinazione sacerdotale di P. Antonio Caprioli ofmconv. GIOVEDI' S. ADRIANO Onomastico di Romanini diacono Romeo e di Don Adriano Barsan. 3 6 VENERDI' S. GIORDANO 7 SABATO S. FELICITA, S. PERPETUA 8 DOMENICA III DI QUARESIMA 9 LUNEDI' S. FRANCESCA R. 11 MERCOLEDI' S. COSTANTINO 12 GIOVEDI' S. MASSIMILIANO, 13 VENERDI' S. EUFRASIA V. 15 DOMENICA IV DI QUARESIMA 18 MERCOLEDI' S. SALVATORE, S. CIRILLO 19 GIOVEDI' S. GIUSEPPE 20 VENERDI' S. ALESSANDRA MARTIRE - ore 19.00, Cerbara. Il vescovo partecipa all'incontro delle famiglie. - ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore di Santa Veronica. 105º Anniversario dell'ordinazione episcopale Beato Carlo Liviero (1910). - ore 09.15, Piccole Ancelle Sacro Cuore. Ritiro spirituale dei religiosi e delle religiose della Diocesi. Compleanno di Giacchi mons. Loris. Giornata internazionale della donna - ore 10.00, Giove. Il vescovo partecipa alla celebrazione eucaristica ricordando l’8° anniversario della morte di don Nazzareno Amantini. - ore 11.00, Badia Petroia. Santa Messa del vescovo per la comunità parrocchiale con la partecipazione dei ragazzi del catechismo e dei loro genitori. - ore 18.30, San Francesco, Stazione Quaresimale. Il vescovo presiede la concelebrazione con i parroci del centro storico. Compleanno di Forlucci don Pietro. Compleanno di Belli diacono Franco. Ann. morte di Amantini mons. Nazzareno (2007). - ore 12.00, Madonna delle Grazie. Il vescovo partecipa alla lectio divina insieme ai sacerdoti del Centro storico. 26° Ann. morte di Mons Cesare Pagani (1988). - ore 18:30, Cattedrale. Il vescovo celebra l'eucarestia ricordando Mons. Cesare Pagani. - ore 20.45, Seminario. Scuola dioc. di Formazione Teologica. Lezione del vescovo: "Introduzione alla Scrittura”. - ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore di Santa Veronica. - ore 16.00, Zoccolanti. Il vescovo incontra i fidanzati a conclusione del corso per il matrimonio e celebra l’Eucarestia. - ore 18.30, Santa Maria Maggiore, Stazione Quaresimale. Il vescovo presiede la concelebrazione coi parroci del centro storico. - ore 09.30, Seminario. Ritiro del clero. Onomastico di Luchetti don Salvatore. Solennità di San Giuseppe, Sposo della B. V. Maria - festa del papà - ore 18,15, Chiesa di S.Giuseppe (Clarisse Urbaniste). S.Messa del vescovo per la festa del patrono della Chiesa. - ore 10,00, Assisi, Seminario Regionale. Il vescovo presiede l’incontro della Commissione Missionaria regionale. - ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore di Santa Veronica. 4 21 SABATO S. BENEDETTO 22 DOMENICA V DI QUARESIMA 23 LUNEDI' S. TURIBIO DI M. 24 25 26 62º Anniversario dell'ordinazione Sacerdotale di S.E. Mons. Pellegrino Tomaso Ronchi (1953). - ore 07.30, Citerna, Monastero Benedettine, il vescovo presiede la celebrazione delle Lodi e della S.Messa per la festa di San Benedetto. - ore 10,00, Cattedrale. S.E. Mons. Tomaso Ronchi presiede l'Eucaristia come ringraziamento per il dono di sacerdozio. Concelebrano il vescovo Domenico e altri sacerdoti. - ore 11.15, Selci. Santa Messa del Vescovo per l’inizio delle Missione popolare parrocchiale guidata dai religiosi e dalle religiose della diocesi. - ore 18.30, Cattedrale, Stazione Quaresimale. Il vescovo presiede la concelebrazione con i parroci del Centro storico. Compleanno di Trani don Paolino e di Mariotti don Giorgio. - ore 10.00, Roma. Il vescovo partecipa alla Commissione del Clero e Vita consacrata della CEI. Compleanno di Giacchi mons. Loris e Renzini mons. Domenico. MARTEDI' S. ROMOLO Giornata di preghiera e digiuno nel ricordo dei missionari martiri. Compleanno di Rossi mons. Antonio. MERCOLEDI' ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE - ore 17.30, Chiesa di S.Giuseppe (Clarisse Urbaniste). Il vescovo presiede la celebrazione dei Vespri con l’Akatistos. Ann. morte di Berliocchi mons. Camillo (2011). GIOVEDI' S. TEODORO, S. ROMOLO, S. EMANUELE - ore 20.45, Seminario. Scuola dioc. di Formazione Teologica. Lezione del vescovo: "Introduzione alla Scrittura”. Ricorrenza ord. Sacerdotale: Czortek don Andrea (2006). Onomastico di P. Emanuele d’Aniello ofmconv. 27 VENERDI' S. AUGUSTO - ore 20.00, Cerbara. Il vescovo incontra i fidanzati. - ore 21.00, Via Crucis nel chiostro delle suore cappuccine di Santa Veronica. Ann. morte di Don Edoardo Marconi (2014). Verrà ricordato a San Pio X (ore 08.30) e a Citerna (ore 19.00). 28 SABATO S. SISTO III PAPA Ann. morte di Bologni mons. Giuseppe (2003). 29 30 31 DOMENICA LE PALME LUNEDI' S. AMEDEO MARTEDI' S. BENIAMINO MARTIRE 30ª Giornata mondiale della Gioventù 2015. Celebrazione nelle diocesi. - ore 09.00, Ospedale. Il vescovo celebra l’Eucaristia e visita i malati, portando loro la palma benedetta. - Pomeriggio. Iniziative e celebrazioni in diocesi in occasione della 30ª Giornata mondiale della Gioventù. - ore 09.00, Cappuccine. Il vescovo incontra le monache riunite in Capitolo elettivo. - Pomeriggio. Il vescovo porta la benedizione pasquale nelle aziende, nelle fabbriche, negli uffici. 5 Consiglio pastorale diocesano Parere sul questionario per il Sinodo sulla famiglia Il 16 febbraio scorso il CPD ha concluso l’esame del questionario proposto in preparazione del Sinodo sulla Famiglia. Quest’ultimo appuntamento ha fatto tesoro di quanto già inviato dalla Diocesi in preparazione della prima sessione dello stesso Sinodo: un contributo sostanzialmente in linea con quanto i padri designati dal Papa hanno poi espresso nella loro prima relazione finale. In questa seconda fase non si è trattato di esaminare tanto le statistiche di una crisi che è sotto gli occhi di tutti, ma di ricercare un atteggiamento adeguato di apertura, accoglienza e misericordia dal quale far scaturire proposte capaci di andare al cuore delle persone per richiamare nel seno della Chiesa quanti, mostrando un atteggiamento consapevole del proprio stato, vogliano recuperare questo rapporto, proponendo loro in maniera vera il “Vangelo della famiglia”. Proprio per questo erano già state evidenziate proposte utili ad una migliore preparazione delle famiglie al matrimonio, accompagnandole costantemente, e sostenendo quelle realtà che in diocesi operano per superare le crisi della famiglia. Sulle questioni rimaste aperte, il CPD si è articolato in due gruppi di lavoro. Il primo gruppo, al quale era stata sottoposta la questione se far riavvicinare o meno ai sacramenti coloro che vivono in condizione di separati o divorziati/risposati, e nel caso valutare se era opportuna altra forma di riavvicinamento quale la Comunione Spirituale, sinteticamente ha fatto le seguenti proposte: • • • • • • Valutare quante persone chiedono il riavvicinamento alla Chiesa e avvertono il bisogno di comunione con Cristo e quali sono le motivazioni che hanno portato a questo. Verificata ogni singola situazione si ribadisce che la Chiesa deve essere aperta e accogliente e che deve esercitare la misericordia nei confronti di coloro che chiedono di essere riavvicinati e che non vogliono vivere una condizione di emarginazione. In questa valutazione ovviamente occorre distinguere chi ha subito l’abbandono e chi invece l’ha procurato, capire fino a che punto gli interessati sono convinti di intraprendere un percorso spirituale che li porterà a rivivere con consapevolezza la vita cristiana. Se è vero che tutto parte dalla fede, è evidente che bisogna ricominciare da lì; se manca questa, allora il discorso è inutile. Occorre quindi capire se all’origine esiste una fede che spinge alla Comunione con Cristo e la Chiesa e, una volta appurato ciò, è necessario valutare la realtà in cui vive la nuova coppia, se è radicata negli insegnamenti del Vangelo, se ci sono i presupposti per un cammino di conversione vero e senza limiti intrapreso con responsabilità e devozione. Il cammino penitenziale che porta alla “riammissione ai Sacramenti” potrebbe essere simile a quello neocatecumenale per adulti, pensato appositamente per questi casi al fine di far riprendere i contatti con la Chiesa e i sacramenti. Oppure potrebbe essere quello dei 10 comandamenti (catechesi sulla Parola di Dio esaminata sotto vari aspetti: religioso, sociale, individuale ecc). La Diocesi potrebbe istituire una Equipe specifica per la formazione di costoro. È necessario porre delle regole come, per esempio, stabilire un tempo minimo trascorso dal divorzio (esempio 5 anni) e anche valutare da quanto tempo esiste la nuova unione e quanto è consolidata. Non bisogna dimenticare che spesso chi richiede la riammissione ai sacramenti esce da una esperienza dolorosa e a volte devastante per cui la Chiesa non può ignorare ciò e pertanto non esercitare la misericordia di Dio. 6 E’ stato affrontato anche il discorso della Comunione Spirituale evidenziando che in merito vige molta ignoranza perché, all’interno della Chiesa, non se ne parla o se ne parla molto poco. Il suo significato e la sua valenza sono ben diversi da quella sacramentale e sono quasi totalmente sconosciuti ai più. La Chiesa dovrebbe valorizzare maggiormente questo tipo di Comunione e parlare anche di altri tipi di Comunione, perché se partiamo dal presupposto che per Comunione si intende la Comunione con Gesù e con il corpo della Chiesa, anche i malati che vivono nella sofferenza quotidiana ad esempio, vivono in Comunione con Cristo. La conclusione quindi, a parte i casi limite, è stata quella di apertura e accoglienza, con riammissione ai sacramenti solo nel caso in cui si intraprenda un percorso penitenziale che porti ad una vera conversione. Il secondo gruppo ha affrontato principalmente il tema delle famiglie che hanno in casa una persona con orientamento omosessuale. Si è evitato di entrare nel merito del problema delle “convivenze omosessuali o della equiparazione al matrimonio” perché non è tema del Sinodo. È stato solo auspicato che, anche in Italia, venga attuata al più presto una regolamentazione civile che, senza equiparare al matrimonio tali convivenze, definisca in maniera compiuta diritti e doveri di tali persone. Anzi, si è detto espressamente che il ritardo di tale normativa porta sempre di più la pubblica opinione a non vedere la differenza tra matrimonio e convivenza tra omosessuali. Tornando alla questione dell’omosessualità nella famiglia, il gruppo (con una certa iniziale difficoltà di fronte a un tema per lo più ignoto) dopo aver constatato che sul punto specifico vi è stata scarsa formazione a livello ecclesiale, per cui siamo piuttosto impreparati, si è preso atto che negli ultimi anni il numero delle persone omosessuali è in crescita. L’analisi delle motivazione del fenomeno si è fermata alle questioni culturali e alla crisi della figura maschile di riferimento e una certa confusione nei ruoli della coppia. È stato anche difficile, poi, capire come in famiglia si affronti tale presenza, che è comunque “spiazzante”. Ci è sembrato che gli atteggiamenti siano molto diversificati: si va da chi accetta tout court la situazione, equiparandola a quella delle persone con orientamento eterosessuale; a chi nasconde del tutto la cosa. Atteggiamenti entrambi poco consoni perché non è giusto né dare risposta uguale a situazioni diverse, né nascondere o negare personalità che poi vengono fuori con maggiore problematicità. La carità dovrebbe spingere a individualizzare le risposte e a cogliere le differenti problematiche che si pongono (anche perché l’accezione “orientamento omosessuale” presenta al proprio interno una serie di casi piuttosto diversi). Alla luce di questa analisi, evidenziando come il documento sinodale non offra suggerimenti da perseguire, si sono fatte due proposte: 1. Si intervenga apertamente sulla questione – affrontandola magari in un documento del Vescovo o in un passaggio di un documento redatto da un organismo diocesano, o in altra autorevole modalità – in termini corretti, evitando di parlare di “malattia”, ecc. Venga invece sottolineata l’apertura, l’accoglienza e l’amore con cui la Chiesa si pone di fronte a qualsiasi difficoltà delle famiglie, invitando i credenti ad atteggiamenti di ascolto, di attenzione e di sostegno. 2. Si prepari una piccola equipe – 5/7 persone, di cui un sacerdote, un religioso/a, una o due coppie; un giovane – la quale in diocesi possa essere punto di riferimento per tutti i cristiani che possano fare ricorso ad essa o ad essa indirizzare quanti chiedono aiuto per affrontare la situazione che, a detta di tutti, non trova, di norma, adeguatamente preparati i familiari della persona omosessuale. Questo in considerazione anche del fatto che gli Uffici di curia o altri organismi di Pastorale familiare non sembrano soggetti facilmente raggiungibili da chi si trova contiguo a queste realtà. La Segreteria del CPD 7 RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO REGIONALE UMBRO Dall’esame dei dati riferiti all’anno passato ci si rende conto della situazione dell’amministrazione della giustizia per quanto riguarda le dichiarazioni di nullità matrimoniale nella nostra Regione. Ritengo che sia una preziosa occasione, specialmente per gli operatori pastorali, di riflessione in ordine alla situazione matrimoniale e sulla famiglia. Come premessa indispensabile tengo a precisare che, al di là dei “numeri” e dei dati statistici, vi sono le persone con le loro situazioni dolorose e le loro sofferenze, come con forza ribadito da Papa Francesco: «Dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia»1, purtroppo, l’attenzione umana e dei mass-media spesso e volentieri se ne dimentica. L’attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro nell’anno 2014: Le cause introdotte nell’anno 2013 sono state = 104 e nel 2014 =103 (1 di meno). Le cause pendenti alla fine dell’anno 2014 risultano =127 contro le =128 del 2013 (1 di meno). Nell’anno 2014 abbiamo definito =104 cause contro le =79 del 2013 (quindi ben 25 di più). Nel corso dell’anno 2014 sono state trattate 231 cause di Nullità Matrimoniale: Cause espletate = 104 a) chiuse con sentenza affermativa = 92 b) chiuse con sentenza negativa =7 c) rinunciate =3 d) perente =2 Cause pendenti al 31.12.2014 risultavano = 127, Ora, vogliamo brevemente soffermarci sui capi di nullità accusati, con i rispettivi pronunciamenti. Vediamo: CAPI DI NULLITÀ Esclusione indissolubilità Esclusione della prole Esclusione della fedeltà Incapacità Incapacità Incapacità Timore Condizione apposta Ex can. 1101 § 2 1101 § 2 1101 § 2 1095 n. 2 1095 n. 3 1095 nn. 2 e 3 1103 1102 § 1 Aff. 6 9 33 1 63 1 Neg. 6 4 1 2 1 8 1 - In questo prospetto si riscontra la tendenza emersa negli anni precedenti, vale a dire, la forte incidenza dell’incapacità consensuale dei coniugi, termometro della realtà sociale dei nostri tempi. Accolgo volentieri l’invito del Papa circa il recupero del can. 1099, auspicato in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Rota Romana c.a., ovvero l’errore determinante la volontà, dovuto alla mancanza della fede dei nubendi, all’incidenza della mentalità mondana e alla ricerca del proprio benessere egoistico o edonistico, alla crisi dei valori e alle malattie dell’uomo moderno. Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato, richiama tutta la Chiesa a prenderne coscienza (p.e. Es. ap. Evangelii gaudium). Ora il Papa ci esorta: «il giudice, nel ponderare la validità del consenso espresso, deve tener conto del contesto di valori e di fede – o della loro carenza o assenza – in cui l’intenzione matrimoniale si è formata. Infatti, la non conoscenza dei contenuti della fede potrebbe portare a quello che il Codice chiama errore determinante la volontà (cfr. can. 1099). Questa eventualità non va più ritenuta eccezionale come in passato, data appunto la frequente prevalenza del pensiero mondano sul magistero della Chiesa. Tale errore – continua il Papa – non minaccia solo la stabilità del matrimonio, la sua esclusività e fecondità, ma anche l’ordinazione del 1 Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 24/01/2014. 8 matrimonio al bene dell’altro, l’amore coniugale come “principio vitale” del consenso, la reciproca donazione per costituire il consorzio di tutta la vita… Il matrimonio tende ad essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno, spingendo i nubendi alla riserva mentale circa la stessa permanenza dell’unione, o la sua esclusività, che verrebbero meno qualora la persona amata non realizzasse più le proprie aspettative di benessere affettivo». Sarebbe auspicabile un ampio confronto degli operatori dei tribunali ecclesiastici sulle suddette indicazioni di Papa Francesco, per salvaguardare il principio di uniformità della giurisprudenza nella Chiesa. Occorrono linee guida comuni da seguire, per evitare che nei Tribunali d’appello venga vanificato lo sforzo chiesto dal Pontefice: «Vorrei dunque esortarvi ad un accresciuto e appassionato impegno nel vostro ministero, posto a tutela dell’unità della giurisprudenza nella Chiesa … c’è bisogno di una conversione pastorale delle strutture ecclesiastiche, per offrire l’opus iustitiae a quanti si rivolgono alla Chiesa per fare luce sulla propria situazione coniugale. Ecco la difficile missione vostra, come di tutti i Giudici nelle diocesi: non chiudere la salvezza delle persone dentro le strettoie del giuridicismo. La funzione del diritto è orientata alla salus animarum a condizione che, evitando sofismi lontani dalla carne viva delle persone in difficoltà, aiuti a stabilire la verità nel momento consensuale: se cioè fu fedele a Cristo o alla mendace mentalità mondana»2. Dal punto di vista pratico il “recupero” dell’errore come capo autonomo di nullità ci permetterebbe un notevole risparmio nell’economia processuale nei tempi e nei costi. Fino ad oggi la regola seguita riteneva che l’errore circa le proprietà essenziali o la dignità sacramentale non intaccasse la validità del consenso che è l’actus voluntatis (cfr. can. 1057). Infatti, l’incidenza dell’errore era vista in riferimento alla simulazione ex can. 1101, §2 o all’incapacità ex can. 1095 n. 2. Nel caso di errore semplice la volontà può, in ogni modo, aderire ad una nozione vera di matrimonio cristiano, chiesto esplicitamente dai nubendi, perché l’errore resta nell’ambito teorico dell’intelletto. Tuttavia, un errore “grave” che determini la volontà nuziale vizierebbe il consenso matrimoniale rendendolo nullo: l’ipotesi definita come error determinas voluntatem, ex can. 1099 del CIC. La presenza di un simile errore modificherebbe l’oggetto della volontà, in quanto si vorrebbe una realtà diversa dal matrimonio cristiano, ovvero non quello voluto dal Creatore e tutelato dalla Chiesa. Spero che tante cause, fino ad ora introdotte per l’incapacità, adesso saranno presentate per l’errore determinante la volontà. I COSTI DELLE CAUSE Purtroppo ancora circolano notizie non vere riguardo ai costi delle cause per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale, per questo tante persone sono scoraggiate e hanno difficoltà, se non diffidenza, ad accostarsi al Tribunale. Pertanto torno a ricordare, perché ne siano informati tutti i qui presenti e altri che potranno leggere questa nota esplicativa, che il contributo delle parti alle spese processuali è il seguente: la parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare €. 525,00 al momento della presentazione del libello, come contributo per i due gradi di giudizio; la parte convenuta non è tenuta ad alcuna contribuzione, ove partecipi all’istruttoria e SOLO nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare €. 262,50. Ricordo che nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno diverse persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero totale dal contributo dovuto per le spese processuali, da tempo in linea con l’auspicio di Papa Francesco che le cause siano gratuite. Questo ci è possibile perché siamo finanziati dall’otto per mille. Qui il mio appello che rivolgo a tutti di scegliere, nella prossima e successive dichiarazioni dei redditi, la destinazione dell’otto per mille per la Chiesa Cattolica, per contribuire anche al nostro servizio. LA DURATA DELLE CAUSE: DURATA DEL PROCESSO DI 1A ISTANZA meno di sei mesi da sei mesi ad un anno da un anno ad un anno e mezzo da un anno e mezzo a due anni oltre due anni 2 Nr. cause 6 38 41 14 5 Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 23/01/2015. 9 Come potete costatare dalla tabella la maggior parte delle cause si è conclusa entro un anno e mezzo e sono pochi i casi che vanno oltre. Da sempre in QNT si garantisce la “giustizia” nei tempi previsti dal Codice: «Giudici e tribunali provvedano affinché, salva la giustizia, tutte le cause si concludano al più presto, di modo che non si protraggano più di un anno nel tribunale di prima istanza, e non più di sei mesi nel tribunale di seconda istanza» (can. 1453; cfr. Istr. DC, art. Art. 72). Per questo talvolta si sono ricevute delle critiche, come se non si potesse coniugare la sollecitudine con la serietà, la qualità e la tutela dei diritti. Ciò è stato possibile per la sensibilità del mio illustre Predecessore trasmessa e recepita in toto, so che soleva rispondere a quanti gliene chiedevano il “segreto”: «lavoro, faccio lavorare e lascio lavorare!». Scusate la digressione! Tornando a noi, posso dire che i tempi “tecnici” rimangono vincolati all’assunzione delle prove che permettono di emettere il giudizio e di raggiungere la verità. I tempi si allungano dovendo spesso valutare la capacità giuridica delle Parti e si rende necessaria una perizia d’ufficio. Proprio per contenere i tempi processuali ho chiesto a tutti i periti di eseguire e consegnare in Cancelleria le loro relazioni entro 4 mesi dall’incarico. Purtroppo su questo punto spesso le nostre aspettative vengono disattese, talvolta anche per la poca collaborazione dei periziandi. Quello che emerge dalle tabelle riportate è la preponderanza del ricorso ai Patroni Stabili rispetto agli avvocati esterni. RIEPILOGO PROCEDIMENTI 2014 Patroni stabili Patroni esterni Definiti 74 30 Introdotti 75 28 Questo ci fa comprendere la gravità della crisi economica della nostra società. Le persone non avendo risorse economiche, consapevoli di non dover affrontare alcun onere per il patrocinio, si rivolgono ai nostri Patroni stabili, che con ammirevole dedizione cercano di venire incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio. Le persone, trovando accoglienza e comprensione nei Patroni stabili, preferiscono attendere anche a lungo per introdurre la causa, piuttosto che ricorrere ad altri avvocati o chiedere il gratuito patrocinio al quale avrebbero diritto, nel caso di precarietà economica. Qui vorrei invitare tutti al rispetto della professionalità e serietà dei Patroni Stabili; oltre che delle persone che ricorrono al loro ufficio, per cortesia, non pressateli ulteriormente con richieste e sollecitazioni per l’introduzione delle cause, volendo e dovendo essi rispettare la normale “lista di attesa”. CONCLUSIONE Mi permetto, in conclusione, di sottolineare che il nostro lavoro non è finalizzato – come spesso si avverte nel sentire comune – ad “annullare” i matrimoni, bensì a valorizzare il patto coniugale che tra due battezzati è elevato a dignità sacramentale. Noi giudici del TERU siamo consapevoli che quanto facciamo non ci distoglie da altri non meno importanti compiti pastorali, ma è complemento di un’azione a servizio della famiglia che inizia nelle parrocchie. In questa direzione il TERU svolge un’opera di discernimento e di individuazione di quei “germi patogeni”, che, in casi particolari, ne rendono impossibile la nascita. L’azione giudiziale volta a tale indagine è azione pastorale vera e propria; tutela le persone e i loro diritti nella Chiesa, prestando attenzione alla loro vicenda coniugale. Anche nell’esperienza di un matrimonio nato male, la persona ha bisogno di sentirsi amata da Dio. Le dinamiche procedurali sono a servizio di tale azione e rispondono al bisogno spirituale dei fedeli. Voglio, infine, riaffermare la piena collaborazione di tutti gli Operatori del Tribunale con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei nubenti e al sostegno delle famiglie. P. Cristoforo Pawlik OFM Cap. Vicario giudiziale 10 Secondo incontro dei delegati diocesani umbri al Convegno Ecclesiale di Firenze 2015 Il giorno 21 febbraio scorso a S. Maria degli Angeli si è tenuto il secondo incontro dei delegati umbri al Convegno Ecclesiale- Firenze 2015. Padre Giulio Michelini, che ha coordinato l'incontro, ha illustrato le modalità dello svolgimento del Convegno che, pensato in forma partecipativa, darà a tutti i delegati l'opportunità di dire la propria opinione. I lavori infatti si svolgeranno per "tavoli" (gruppi di studio) e la finalità del Convegno sarà quella di fornire ai vescovi suggerimenti concreti per il rinnovamento della pastorale. Nel periodo precedente la celebrazione del Convegno si realizzeranno tre laboratori nazionali: a Milano sulle tematiche del lavoro e sociali, a Perugia sull'ecumenismo e a Napoli sull'arte. Al fine di una preparazione puntuale verranno forniti sussidiari per le Chiese locali mentre è stato istituito un sito Internet che già raccoglie molte proposte e moltissimi contributi. Monsignor Domenico Cancian ha poi rilevato come questa esperienza potrà essere ricca di significato e occasione per le otto diocesi umbre di lavorare in sinergia. Egli ha poi sottolineato tre aspetti: 1. Il documento preparatorio del Convegno ricalca un testo biblico (la cosiddetta giornata di Cafarnao). Esso presenta le quattro caratteristiche dell'umanesimo cristiano, delinea lo scenario attuale nel quale il cristiano vive e le cinque azioni sulle quali il Convegno invita la comunità cristiana a confrontarsi. 2. Relativamente ai compiti dei delegati è richiesta un'opera di discernimento personale e comunitario mettendosi in ascolto della realtà che viviamo e cercando di leggere il contesto storico con uno sguardo al passato per farci illuminare e al futuro per essere profeti. Quindi i delegati hanno l'obbligo di curare la propria informazione e formazione; di rendersi disponibili a sostenere le varie realtà della propria chiesa rendendole attente a questo evento e a raccogliere tutte le proposte e gli stimoli che possono venire dalla Comunità. Tutto questo in uno stile sinodale aperto. 3. I mezzi e le strutture che possono/devono essere usati. Il Vescovo ha citato l'eventuale apporto dell'Istituto Teologico, del settimanale interdiocesano ‘La Voce’, l'utilizzo dei media, l'eventuale composizione di un " libro bianco", l'utilizzo delle schede parrocchiale già elaborate. P. G. Michelini ha poi riferito il lavoro fatto dal comitato nazionale di ridefinizione delle cinque azioni. I risultati di questo lavoro sono stati presentati dai membri regionali del Comitato. La prof.ssa Flavia Marcacci ha illustrato le conclusioni della discussione sull'azione ‘Uscire’, sollecitando a superare una inerzia strutturale, guardando al mondo in un modo più sereno, con uno stile essenziale e soprattutto invitando ad alleggerire le strutture preposte alla pastorale. Padre Michelini ha illustrato l'azione ‘Annunciare’: l'annuncio viene da una fede vissuta e deve essere un annuncio che parli della bellezza di questa fede. L'annuncio non può essere fatto per settori, ma deve essere pluricomprensivo (es.: “Non un annuncio solo per i fanciulli, ma per la famiglia”) . L'annuncio non ha destinatari ma interlocutori . L'annuncio esige Laici preparati e formati. Don A. Chortzek ha illustrato l'azione ‘Abitare’. Che cosa abitiamo? quali spazi e quali livelli? Abitare i bisogni, abitare il luogo umano della politica, abitare la parrocchia intesa come Chiesa tra la gente, abitare le periferie intese in senso fisico ma anche in senso umano. La prof.ssa Maddalena Pievaioli ha illustrato l'azione ‘Fare’. Il nucleo centrale del fare si è fermato sull'emergenza educativa (educare alla vita buona del Vangelo), mettendo in evidenza i problemi del linguaggio, l'importanza delle scienze umane, la necessità di una formazione comune per laici, religiosi e sacerdoti. Monsignor Cancian ha illustrato l'azione ‘Trasfigurare’. Parole chiave: mistero (da vedere in ogni evento umano), liturgia, bellezza, dimensione contemplativa. Domande sono: l’'agire ecclesiale è trasfigurante o organizzativo? La Chiesa è profetica? Dopo queste presentazioni il professor Massimiliano Marianelli ha illustrato come si svolgerà e quali saranno i contenuti e le persone che interverranno nel laboratorio di Perugia previsto per l’8 e 9 maggio. In chiusura è stata decisa la costituzione di una segreteria regionale che terrà i rapporti tra le varie diocesi, i delegati e il comitato. Questo compito è affidato a Mons. P. Giulietti Mons. D. Cancian che ha infine proposto un incontro a Collevalenza del Comitato e dei delegati con i responsabili degli uffici pastorali regionali e loro equipe. 11 Messaggio per la Giornata della gioventù 2015 «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»: sarà questo il tema della prossima Giornata mondiale della Gioventù che sarà celebrata nella Domenica delle Palme a livello diocesano, tappa del cammino verso l’incontro internazionale del luglio 2016 a Cracovia. Nel suo messaggio il Papa ricorda che in Cristo si trova il pieno compimento del sogno di felicità di ciascuno e invita i giovani a custodire un cuore puro e a non banalizzare l’amore. “Vi invito ad andare controcorrente – scrive – ribellandovi alla cultura odierna del provvisorio che non ha fiducia nella vostra capacità di amare veramente”. Un cammino, quello verso Cracovia, che ha come guida il “discorso della montagna” di Gesù dove, osserva il Papa, nove volte compare la parola ‘beati’, cioè felici. E dalla comune ricerca della felicità, parte la riflessione di Papa Francesco, un desiderio irreprimibile di pienezza deposto da Dio nel cuore di ogni persona e descritto nei primi capitoli della Genesi come “comunione perfetta con Dio, con gli altri, con la natura, con se stessi”. In Cristo si trova il pieno compimento dei sogni di bontà e felicità Ma poi il peccato entra nella storia e inquina la purezza delle origini: “da quel momento in poi, scrive il Papa, l’accesso diretto alla presenza di Dio non è più possibile, la ‘bussola’ interiore che guidava gli uomini nella ricerca della felicità perde il suo punto di riferimento e subentrano tristezza e angoscia. Al grido dell’umanità Dio però risponde inviando il suo Figlio che “apre orizzonti nuovi”. E così, in Cristo si trova il pieno compimento dei sogni di bontà e felicità. Custodire la purezza dei nostri cuori e delle nostre relazioni Il Papa spiega poi i significati di cuore (centro dei sentimenti e dei pensieri) e della parola “puro” e cioè pulito, limpido. Un fatto interiore, dunque, non esteriore e che “tocca soprattutto il campo delle nostre relazioni”. E Francesco parla di “ecologia umana” spiegando che “se è necessaria una sana attenzione per la custodia del creato, tanto più dobbiamo custodire la purezza di ciò che abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le nostre relazioni” e in particolare “la nostra relazione con Dio” il sentirsi amati e guardati da Lui. Non banalizzare l'amore Il Papa osserva che il periodo della giovinezza è quello in cui sboccia il desiderio profondo di un amore vero, bello e grande. Da qui l’invito ai giovani a non permettere “che questo valore prezioso sia falsato, distrutto o deturpato” e l’esortazione a ribellarsi contro la diffusa tendenza a banalizzare l’amore, riducendolo al solo aspetto sessuale, “svincolandolo così dalle sue essenziali caratteristiche di bellezza, comunione, fedeltà e responsabilità”. “Io, prosegue il Papa, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che crede che voi non siate in grado di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi”. Cercate il Signore con la preghiera, la lettura del Vangelo e l'amore ai fratelli «Cercate il mio volto!» invita il Signore, ma come fare? Francesco indica prima di tutto la preghiera. E scrive: “Per questo vi domando: voi pregate? Sapete che potete parlare con Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo, come si parla con un amico”? E poi la lettura quotidiana del Vangelo e l’amore ai fratelli, specialmente quelli più dimenticati. In cammino verso Cracovia Il messaggio si conclude con un pensiero di gratitudine a san Giovanni Paolo II che quasi 30 anni fa istituì nella Chiesa le Giornate Mondiali della Gioventù, “un’iniziativa provvidenziale e profetica” e un ringraziamento “al Signore per i preziosi frutti che essa ha portato nella vita di tanti giovani in tutto il pianeta!”. 12 uffici diocesani USMI e CISM SPECIALE USMI e CISM SPECIALE USMI e CISM NEWS: 31 GENNAIO 2015 - RITIRO USMI-CISM Le religiose e i religiosi della nostra Diocesi di Città di Castello si sono ritrovati insieme con Mons. Domenico Cancian, Vescovo diocesano, presso il Convento di san Francesco per una riflessione nell’ambito dell’Anno straordinario per la Vita Consacrata, indetto da Papa Francesco. Presenti una quindicina di religiose e otto religiosi. Argomento per la riflessione comune è stato: La Lettera dei vescovi Italiani a tutti i consacrati. In essa si sottolinea come la gente chieda alle persone consacrate “occhi che sappiano scrutare la storia guardando oltre le apparenze spesso contraddittorie della vita, che lascino trasparire vicinanza e possibilità nuove, che illuminino di tenerezza e di pace. È questo che contraddistingue chi mette la propria vita nelle mani di Dio: uno sguardo aperto, libero, confortante, che non esclude nessuno, abbraccia e unisce”. Il messaggio prosegue dicendo: “È vero quello che scrive Papa Francesco nella sua Lettera a tutti i consacrati: ‘Dove ci sono i religiosi c’è gioia’. Ciò accade perché essi riconoscono su loro stessi, e in tutti i luoghi e i momenti della vita, l’opera di un Dio che ci salva con gioia. La stanchezza e la delusione sono esperienze frequenti in ciascuno di noi: benedetti coloro che ci aiutano a non ripiegarci su noi stessi e a non rinchiuderci in scelte comode e di corto respiro”. I consacrati diano risposte adeguate alle sfide di oggi “Rallegriamoci dunque per la presenza delle consacrate e dei consacrati nelle nostre comunità. Facciamo festa con loro, ringraziando per una storia ricca di fede e di umanità esemplari e per la passione che mostrano oggi nel seguire Cristo povero, casto, obbediente. I vescovi italiani ripongono grande fiducia in voi, sorelle e fratelli carissimi, soprattutto per il contributo che potete offrire a rinnovare lo slancio e la freschezza della nostra vita cristiana, così da elaborare insieme forme nuove di vivere il Vangelo e risposte adeguate alle sfide attuali”. I consacrati aiutino la Chiesa a disegnare il nuovo umanesimo cristiano Dopo aver ricordato l’esortazione del Papa ai consacrati (“Svegliate il mondo”), creando “altri luoghi dove si viva la logica evangelica del dono”, il testo sottolinea che “le persone consacrate si legano all’amore assoluto di Dio per ogni uomo affinché nessuno vada perduto”. Viene evidenziata infine la “felice coincidenza” di quest’anno che vedrà la celebrazione del quinto Convegno ecclesiale nazionale a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. “L’opera di tante persone consacrate - sottolineano i vescovi - diventi sempre più il segno dell’abbraccio di Dio all’uomo e aiuti la nostra Chiesa a disegnare il ‘nuovo umanesimo’ cristiano sulla concretezza e la lungimiranza dell’amore”. Terminata la presentazione della Lettera della CEI, l’assemblea delle religiose e dei religiosi si è divisa in 4 gruppi di lavoro, in cui ciascuno ha potuto esprimere la propria opinione sulla Lettera stessa e le personali sensazioni su questo Anno speciale dedicato proprio alla Vita religiosa. 2 FEBBRAIO: FESTA DELLA VITA CONSACRATA Anche quest’anno, il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio, le Religiose e i Religiosi della nostra Diocesi, si sono riuniti insieme per celebrare la giornata della Vita Consacrata, giunta alla XIX edizione. La Chiesa ringrazia il Signore per il dono della vita consacrata ! Anche quest’anno, ci siamo ritrovati nella chiesa del Monastero delle Cappuccine di Santa Veronica, insieme con il Vescovo Diocesano Mons. Domenico Cancian che ha presieduto la preghiera dei Vespri e la benedizione delle candele, segno della fede che sempre deve risplendere. Quindi tutti i presenti si sono recati processionalmente alla vicina Chiesa di S. Maria delle Grazie per la Concelebrazione Eucaristica, alla quale ha partecipato un buon numero di fedeli, oltre a un discreto numero di sacerdoti diocesani. 13 All’inizio della S. Messa, il parroco della Parrocchia di S. Maria delle Grazie, Don Andrea Czortek, ha preparato un excursus storico sulle presenze di vita religiosa nella Diocesi di Città di Castello nel corso dei secoli: una grande ricchezza di esperienze e attività pastorali, ecclesiali e sociali che hanno arricchito il tessuto cristiano della comunità tifernate. Momento centrale della celebrazione è stato il rinnovo dei voti e delle promesse dei consacrati, con l’offerta di una composizione floreale portata all’altare per significare la varietà dei carismi della vita religiosa. La celebrazione è stata accompagnata dalla Corale “ M. Alboni “ e dalla Confraternita S. Spirito. Le Salesiane di Città di Castello Le Salesiane di Città di Castello, che propriamente si chiamano Oblate Salesiane, sono state fondate nel 1816 dall’allora Vescovo Monsignor Francesco Antonio Mondelli. Il vescovo, rientrando in diocesi dall’esilio insieme a Pio VII, si accorse del degrado avvenuto a causa dei moti rivoluzionari e delle invasioni napoleoniche. La sede vescovile era ormai vacante da 6 anni e tra i chierici c’era disordine e smarrimento. Il vescovo non si perse d’animo. Tra le prime iniziative cercò di richiamare i padri agostiniani che abitavano in Via Cacciatori del Tevere (oggi numero civico 12) e le monache Agostiniane sempre nella stessa via al numero attuale 6. Ma sia i padri che le monache declinarono l’offerta. Mons. Mondelli pensò allora a un istituto che potesse rispondere alla carenza educativa del territorio e soprattutto delle ragazze, quattro giovani donne manifestarono il desiderio di consacrarsi a Dio e si resero disponibili al progetto del vescovo. Furono mandate a Firenze per la formazione religiosa iniziale. Ritornarono alla fine dell’agosto 1816 e il vescovo presiedette alla loro consacrazione religiosa in Duomo e divennero Sr Maria Giovanna Lucarini, Sr Maria Serafina Chiari, Sr Maria Gertrude Bernardini, Sr Maria Giuseppa Beretti, le prime Oblate Salesiane. Il nome fu scelto dal vescovo Mondelli che amava la figura del Santo Vescovo di Ginevra, Francesco di Sales. Il 4 settembre 1816, pochi giorni dopo la vestizione religiosa, si aprì la prima scuola di tutta la diocesi nell’ex convento delle monache agostiniane, all’interno sono ancora riconoscibili alcuni tratti del monastero: la palestra era la chiesa delle monache, lo si riconosce dal soffitto ancora affrescato. L’ex convento dei padri divenne invece il convento della nuova congregazione con annesso educandato per tutte le fanciulle tifernati che lo avessero desiderato, l’attuale chiesa di Sant’Agostino fu voluta proprio dal vescovo che demolì l’antica, orientata come il duomo, per costruirne una che fosse accessibile dalla pubblica via e fosse molto luminosa all’interno. La storia della scuola di San Francesco di Sales ha avuto alti e bassi ma sotto la guida sapiente delle religiose ha sempre superato tutte le difficoltà, soprattutto nel periodo a cavallo dell’Unità di Italia, in cui il governo italiano tentava di sopprimere ogni iniziativa educativa e assistenziale della Chiesa. Nel 1990 le suore oblate salesiane rimaste in poche, con coraggio e determinazione chiesero aiuto ad una Congregazione simile per fini e spiritualità che potesse in qualche modo continuare l’opera educativa. Accolsero nella loro comunità le prime Suore “Figlie di San Francesco di Sales” fondate a Lugo di Romagna da un sacerdote, don Carlo Cavina, che ebbe la stessa ispirazione del Mondelli di iniziare una scuola per il bene della gioventù sotto la protezione di San Francesco di Sales. Il 10 febbraio 1999 ci fu il decreto di fusione delle Oblate Salesiane alla Congregazione romagnola. Nell’attuale gestione della scuola, le suore si avvalgono di una cooperativa cattolica laica. Dal 2014, in un’ala del convento restaurata, è stata aperta anche una residenza per anziani, essendo le Figlie di san Francesco di Sales non solo educatrici nella scuola, ma anche infermiere e assistenti degli anziani. L’attuale comunità è di 9 membri: alcune lavorano nella scuola, altre nella residenza, cercando di vivere la spiritualità salesiana per il bene della cittadinanza. Le suore si apprestano a celebrare nel 2016 i 200 anni della scuola e, in questo mese, il primo anno dell’attività della residenza. Sr Ilaria Scarciglia Figlia di San Francesco di Sales 14 UFFICIO PASTORALE GIOVANILE 1. ANIMATORI: LA FORMAZIONE Anche il secondo incontro ha visto la presenza di una trentina di ragazzi degli oratori e delle parrocchie. Il tema affrontato è stato “La Comunità Educante”. Si è parlato dell’animatore e delle sue attività svolte in collaborazione con tutte le realtà circostanti: scuole, attività sportive, spazi che circondano oratori e sale parrocchiali. Ogni luogo e ogni spazio sono oggetto di evangelizzazione e accoglienza! Il prossimo incontro sarà Domenica 22 Marzo, ore 16, presso la Cantina del Seminario. I corsi per animatori sono lo strumento necessario per la loro formazione e per rendere efficiente al massimo il proprio servizio. Essere animatori è molto più che passare del tempo con bambini e ragazzi; è far sì che questo tempo passato insieme sia un tempo di qualità. Per questo la Pastorale Giovanile punta molto sulla partecipazione a questi corsi, perché si prenda sul serio il servizio e perché l’entusiasmo di ogni animatore sia supportato dalla competenza nello svolgerlo! Bisogna crederci, ma anche impegnarsi! 2. CAFÈ TEOLOGICO: Avrà luogo lunedì 2 marzo alle ore 21 presso il teatro di San Pio X, sul tema: “La famiglia è superata?” Ricordiamo che il Cafè Teologico è aperto a tutti, in modo particolare a coloro che vorrebbero sapere qualcosa in più sulla loro fede. Tra tisane, dolcetti e candeline, c’è spazio per saperne di più! Giovanni Paolo II diceva: “Abbiamo bisogno di una nuova apologetica, adatta alle esigenze di oggi, che consiste non in una disputa ideologica, ma nel difendere e promuovere il Vangelo, non noi stessi”. Vi aspettiamo, più numerosi che mai! 3. GIORNATA MONDIALE DIOCESANA DELLA GIOVENTÙ. “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” È questo il messaggio di Papa Francesco, per la Giornata Mondiale Diocesana della Gioventù, che festeggeremo anche nella nostra Diocesi il prossimo 29 marzo. Sarà un momento importante per i giovani. Ci incontreremo in diverse parrocchie del centro storico, per poi arrivare tutti insieme in Cattedrale. Ad ogni parrocchia sarà comunicato il luogo di ritrovo ed ogni parroco è invitato a partecipare con i suoi ragazzi! 15 FORMAZIONE ANIMATORI PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IL MOV IMENTO PER LA VITA MPV UMBRIA: IL 25 MARZO VEGLIA DI PREGHIERA AD ASSISI Quest'anno celebrerà l'Eucaristia il Presidente della CEU, Sua Em.za Rev.ma Card. Gualtiero Bassetti. Come di consueto si pregherà per la vita nascente. Inizio ore 21 presso la Basilica di S.Maria degli Angeli. “La sola ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede «ogni violazione della dignità personale dell’essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell’uomo»” (Papa Francesco – Evangelii Gaudium 213). Come di consueto anche quest’anno, in occasione del 25 Marzo, festa dell’Annunciazione del Signore, i Movimenti per la Vita dell’Umbria assieme al Terzo Ordine Francescano Regionale, all’Associazione privata di fedeli Progetto Gemma e con il patrocinio della CEU e dell’Ufficio regionale per la Pastorale Familiare celebreranno la Veglia di Preghiera per la Vita nella Basilica di S.Maria degli Angeli (Perugia). La Veglia prevede la recita del s. Rosario meditato guidata dal mons. Domenica Sorrentino, Vescovo di Assisi, seguita dalla celebrazione eucaristica presieduta da Sua Em.za Rv. Card.Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Umbra. L’inizio è previsto per le ore 21.00. 16 PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA Veglia di preghiera nel 20° anniversario dell’Evangelium Vitae: ROMA 24 marzo 2015 ore 17,00/21,00 Mercoledì 25 marzo: udienza generale del Santo Padre; a seguire la s. Messa presieduta dal card. Angelo Comastri NOTIZ IE DALLA BIBLIOTECA DIOCESANA “STORTI – GUERRI” Nel mese di gennaio presso la Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” è stata allestita una sala di lettura con 8 posti a disposizione di quegli utenti che necessitano di un luogo dove leggere e studiare libri propri. Questo servizio in passato è stato assicurato dalla Biblioteca Comunale “G. Carducci”, ma è momentaneamente sospeso a motivo delle operazioni di trasferimento della biblioteca stessa nella nuova sede di Palazzo Vitelli a San Giacomo, per cui la Biblioteca Diocesana ha ritenuto opportuno ampliare la gamma dei propri servizi per rispondere alle esigenze di quegli studenti in cerca di un luogo adatto per studiare. La sala lettura è aperta con lo stesso orario della sala consultazione, cioè dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e il mercoledì anche dalle 15 alle 18,30. Sempre a gennaio il vescovo diocesano ha donato alla Biblioteca alcuni libri personali, fra cui molti di interesse locale. Sono inoltre proseguite le operazioni di trasferimento dei libri del fondo “Don Nazzareno Amantini” nelle scaffalature al secondo piano del palazzo del Seminario dove prossimamente saranno collocati gli altri fondi bibliografici ricevuti in dono negli ultimi mesi. Inoltre, sono stati acquisiti al patrimonio della Biblioteca i seguenti volumi: MARIO SENSI, Santuari e pellegrini lungo le «Vie dell’’Angelo». Storie sommerse del culto micaelico, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2014 (“Nuovi studi storici”, 94); I giovani nel medioevo. Ideali e pratiche di vita. Atti del convegno di studio in occasione della XXIV edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno (Ascoli Piceo, 29 novembre – 1 dicembre 2012), a cura di Isa Lori Sanfilippo e Anonio Rigon, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2014; FRANCESCO G. B. TROLESE, S. Giustina di Padona nel quadro del monachesimo italiano. Studi di storia e cultura monastica, a cura di Giannino Carraro, Rosetta Frison Segafredo, Cristina Marcon, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2014; ANTONIO CAPUCCI, Vita di Niccolò Vitelli tifernate dal ms. Vaticano latino 2949, a cura di Pierluigi Licciardello, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2014; MARIO RONCETTI, Edizioni perugine del secolo XVII. Libri e opuscoli, Perugia, Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, 2014 (“Fonti per la storia dell’Umbria”, 31); Gianfranco Contini 1912-2012. Attualità di un protagonista del Novecento, a cura di Lino Leonardi, Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2014. Il 9 gennaio 2015 la Biblioteca Diocesana ha ospitato la presentazione del libro di John Butcher La poesia di Gregorio Tifernate, edito da University Book di Umbertide nella collana del Centro Studi “Mario Pancrazi” di Sansepolcro, che ha promosso l’iniziativa. Sono intervenuti l’assessore alla cultura del Comune di Città di Castello, Michele Bettarelli, il presidente del Centro Studi “Mario Pancrazi”, prof. Matteo Martelli, il prof. Giampiero Giugnoli e l’autore. L’iniziativa, che si è svolta nella sala “Cesare Pagani” al piano terra del Seminario Vescovile, è stata apprezzata dal pubblico presente, numeroso e interessato (45 persone), e ha segnato la conclusione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del grande poeta castellano (1414-2014). 17 MUSEO DEL DUOMO - MOSTRA Tu sei quel fuoco Diario II, 576. Esposizione di oggetti legati a Santa Veronica Giuliani (1660 – 1727) nell’ambito dell’iniziativa “Il femminile nell’arte sacra in Umbria”. Sabato 7 febbraio – domenica 8 marzo 2015: Museo diocesano di Città di Castello. L’iniziativa è promossa da: Musei Ecclesiastici Umbri MEU, Museo diocesano e Monastero delle Cappuccine di Santa Veronica Giuliani. - CONFERENZA Salone Gotico, Museo diocesano, Sabato 7 marzo, ore 16.30 “Vie e luoghi raccontano: figure di sante nella toponomastica del Comune di Città di Castello” Federica Barni, Elvio Ciferri, Urbano Pierucci docenti Polo Tecnico “Franchetti-Salviani” In collaborazione con Istituto Istruzione Superiore “Franchetti-Salviani” di Città di Castello, Circolo culturale “Luigi Angelini”, CIF. - VISITE GUIDATE Monastero delle Cappuccine di Santa Veronica Giuliani Solo su prenotazione: 1-8 marzo, ore 16.00 ******* GIORNATE MUSEI ECCLESIASTICI ITALIANI promosse da AMEI Associazioni Musei Ecclesiastici Italiani Sabato 7 – Domenica 8 marzo - Ingresso ridotto agli associati AMEI e agli aderenti al programma delle giornate. - Visite guidate al Museo diocesano: solo su prenotazione e per gruppi non inferiori alle 10 unità. ******* Proseguono al Museo i LABORATORI DIDATTICI con percorsi tematici museali e territoriali destinati alle scuole di ogni ordine e grado. Le attività prevedono 2 o 1 unica unità di lavoro a seconda delle esigenze delle classi. Oltre ai laboratori previsti all’interno del museo sono possibili uscite nel territorio per scoprire il patrimonio ecclesiastico tifernate. Per informazioni: Catia Cecchetti 075 8554705 [email protected] – [email protected]. – facebook FACI (Feder azione tra le Associazioni del Clero in Italia) Si ricorda che dal mese di aprile si possono rinnovare le iscrizioni alla Faci per il 2015 e si possono fare le nuove iscrizioni. Quest’anno la quota come per lo scorso anno sarà di 25 €. Nei prossimi giorni gli iscritti verranno contattati dall’incaricato per i rinnovi. Gli interessati a nuove iscrizioni potranno rivolgersi a Giuseppe Floridi. Che cos’è la F.A.C.I.? E’ una sigla e sta a significare: Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia. Il termine esprime molto opportunamente lo spirito della FACI che intende mettere in atto quell’obiettivo di fraterna comunione che costituisce la forza vitale della Chiesa. FINALITA’ - Rappresentanza del clero nella dinamica di dialogo con le organizzazioni ed autorità civili ed ecclesiali. 18 - Assistenza morale: diffusione e valorizzazione della fraternità sacerdotale, in campo diocesano, interdiocesano, nazionale; promozione e tutela dei diritti e della dignità della persona del prete. - Assistenza sociale ed economica: problemi previdenziali ed assistenziali e quelli assicurativi in genere; trattamento pensionistico, ecc. La FACI propone e difende diritti; illustra e chiarisce il meccanismo della remunerazione in materia di sostentamento del clero, suggerendo eventuali miglioramenti applicativi. - Aggiornamento giuridico culturale: fa conoscere le leggi che riguardano il clero e propone opportune soluzioni da maturare con gli organismi competenti. La FACI, ha stipulato pertanto numerosi convenzioni di cui poter usufruire: per questo si rimanda al sito http://www.faci.net L’incaricato Diocesano Faci Giuseppe Floridi (347/3521236) 24 marzo 2015: GIORNATA DI PREGHIERA DEI MISSIONARI MARTIRI Nel segno della Croce è il tema della 23ma Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, che celebreremo il prossimo 24 marzo. Come battezzati abbiamo ricevuto e accolto il segno della Croce, che ci invita a farci prossimi a tutti quei fratelli e sorelle, missionari e popolazioni, che in molte parti del mondo soffrono a causa della loro testimonianza alla fede cristiana. Perché si celebra la Giornata di preghiera dei missionari martiri il 24 marzo di ogni anno? Il 24 marzo 1980, mentre celebrava l’Eucaristia, venne ucciso Monsignor Oscar A. Romero, Vescovo di San Salvador nel piccolo stato centroamericano di El Salvador. Sarà beatificato entro l’anno 2015 a S. Salvador. La commemorazione prende ispirazione da quell’evento sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono per tutti. Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza. Dice papa Francesco: “Oggi ci sono tanti martiri nella Chiesa, tanti cristiani perseguitati. Pensiamo al Medio Oriente, cristiani che devono fuggire dalle persecuzioni, cristiani uccisi dai persecutori. Anche i cristiani cacciati via in modo elegante, con i guanti bianchi: anche quella è una persecuzione. Oggi ci sono più testimoni, più martiri nella Chiesa che nei primi secoli. (…) Facendo memoria dei nostri gloriosi antenati, qui a Roma, pensiamo anche ai nostri fratelli che vivono perseguitati, che soffrono e che con il loro sangue fanno crescere il seme di tante Chiese piccoline che nascono. Preghiamo per loro e anche per noi”. Detto questo è sconcertante sapere che “l’ottanta per cento degli atti di persecuzione religiosa nel mondo è orientato contro i cristiani”. Quante le vittime? Il Center for the Study of Global Christianity riporta la stima media di centomila cristiani uccisi ogni anno per la loro fede lungo l’ultimo decennio. Una media di cinque cristiani al minuto. Siamo invitati tutti ad “unirci in preghiera quale segno concreto di partecipazione con quanti sono provati dalla dura repressione” per non dimenticare e non far dimenticare alla nostra società, distratta e indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani”. 19 UFFICIO CARITAS 20