ANNO XLVI - N. 4 Sabato 15 Aprile 2006 € 1,50 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 - E-mail: [email protected] CONSIGLIO COMUNALE Festa annuale La Consulta Ligure ad Arenzano alla SOMS DEL 27 MARZO 2006 Quattordici gli argomenti iscritti all’ordine del giorno di questo lungo e infuocato consiglio comunale, ma uno soltanto ha tenuto banco durante l’intera seduta; si è trattato di quello riguardante la realizzazione di volumetria residenziale convenzionata, in località Costa Lupara a seguito della richiesta della Società Cooperativa Edilizia Costa Lupara, con conseguente variante al Piano Urbanistico Comunale e richiesta di Atto di Assenso. Dopo la relazione dell’assessore Marco Salvo, viene data la parola all’Architetto Fallucca di Savona per illustrare il progetto di costruzione di 60 nuovi alloggi, destinati a cittadini alassini in possesso dei requisiti necessari, a prezzo convenzionato. Numerose le contestazioni da parte dei consiglieri di minoranza contro questo progetto che, secondo il consigliere Lorena Nattero, favorirebbe soltanto pochi privilegiati mentre niente è stato fatto in campo urbanistico negli ultimi anni a favore dei cittadini residenti, con velate accuse di ulteriore speculazione edilizia. Segue pregiudiziale proposta dal cons. Daniele Fui volta al ritiro del punto stesso per maggiore perfezionamento degli atti, ritenuto mancante di parti indispensabili; pregiudiziale, manco a dirlo, respinta mentre l’argomento viene approvato con i voti della maggioranza. Viene approvato inoltre l’ottavo punto riguardante il regolamento di riqualificazione dei dehors, già approvato con deliberazione del C.C. N. 12 del 12.03.2001, integrato con deliberazione N. 45 del 12.08.2004. Data l’ora tarda il Presidente del Consiglio Comunale Piero Rocca propone di chiudere la seduta e rimandare la trattazione dei rimanenti punti al giovedì successivo 30 marzo. A.V.A. di Alassio Eccellente sotto ogni riguardo, anche quest’anno, domenica 2 Aprile u.sc., l’Assemblea generale con la riunione conviviale dei Soci presso il rinomato Ristorante dell’Hotel dei Fiori, con oltre 80 Soci presenti, in una giornata da definirsi, senza alcun limite, estiva. Dopo la breve lettura e l’approvazione del Verbale precedente sono seguiti il benvenuto del Presidente, Geom. Enzo Barbera ed il saluto del Sindaco, Arch. Marco Melgrati. Il Presidente ha ringraziato i rappresentanti delle Società Operaie consorelle di Moglio e di Solva, il Presidente dell’A.V.A., Carlo Cavedini, i benemeriti Soci onorari ed ha preannunciato la prossima Conferenza culturale sociale (il 28 Aprile) del Sostituto (continua a pagina 2) Un taglio chirurgico ma senza anestesia In questi ultimi giorni abbiamo ricevuto lettere e lamentele verbali relative all’abbattimento della palma di Piazza Airaldi Durante. Non potendo pubblicarle tutte, per ovvii motivi di spazio, questa redazione,dopo essersi Domenica 26 marzo u.s. la Consulta Ligure delle Associazioni per la cultura, le arti, le tradizioni e la difesa dell’ambiente, è stata ospitata dall’Associazione “Centro Storico Töre di Saraceni” di Arenzano per la prima riunione del 2006, dopo quella programmata per il 29 gennaio e che era stata rimandata per motivi di salute del Presidente Elmo Bazzano, che, grazie alla robusta fibra e alla pur giovane età, ha recuperato brillantemente. Da queste colonne vogliamo tributargli i nostri più affettuosi auguri. E procediamo con il commento della riunione alla quale hanno partecipato molte Associazioni provenienti da ogni parte della Regione. È stata una seduta che potremmo definire “tecnica”, poiché la maggior parte del tempo è stata dedicata alla lettura ed alla successiva approvazione del nuovo Statuto e del Regolamento attuativo, il primo dei quali consta di venti articoli, mentre il Regolamento ne comprende sedici. Molti i commenti da parte dell’Assemblea che ha suggerito qualche lieve modifica sia allo Statuto e sia al Regolamento. Dovrebbe essere abbastanza vicino il riconoscimento della Con- interessata alla questione, ritiene opportuno pubblicare in risposta alle suddette quanto sotto riportato: ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO Floreat Alaxium Il giorno giovedì 27 aprile 2006 presso la Sede sociale di Via XX Settembre 7, Alassio è convocata L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente ORDINE DEL GIORNO 1) Relazione del Presidente; 2) Varie ed eventuali. Per i Soci è un dovere morale partecipare all’Assemblea Il Presidente A.V.A. Carlo Cavedini (continua a pagina 2) MOSTRE Sala Carletti dal 21 al 29 aprile 2006 espongono artisti del Unitre Alassio ••• dal 1° al 15 maggio 2006 espone Gabriella Piazzolla CITTÀ DI ALASSIO A.N.P.I. CITTÀ DI LAIGUEGLIA Manifestazione per la ricorrenza della Liberazione La Resistenza, che 59 anni fa restituì all’Italia dignità di Paese Libero e democratico, richiama al risveglio della coscienza di ogni democratico ed all’impegno a difendere quei principi antifascisti trsfusi nella Costituzione Repubblicana da ogni palese o subdolo tentativo di stravolgere, insieme alla cultura della legalità, la storia del nostro Paese e dell’intera Europa. Perché tali principi e valori fondati del nostro pacifico libero vivere no si dimentichino! 25 APRILE 61° anniversario della Liberazione FESTA DELLA LIBERTÀ e GIORNO DELLA MEMORIA PROGRAMMA Operare con rettitudine, umiltà, altruismo nell’interesse Laigueglia - ore 9 esclusivo del nostro Popolo e non per fini diversi: Piazzaèdella Libertà – Saluto dell’Amm.ne – questo il patrimonio ideale, moraleComunale e politico Deposizione corone a Monimento e Lapidi dei Caduti. dell’Antifascismo che la Resistenza ci ha trasmesso. - ore liberi 10 A Alassio tutti gli uomini e soprattutto ai GIOVANI questo patrimonio sempre di guida. GIARDINI DI PIAZZAsia DELLA LIBERTÀ: • S. Messa officiata dal rev. Mons. Angelo De Canis • Saluto dell’Amm.ne Comunale. PROGRAMMA: • Orazione Ufficiale del prof. Nocola Tranfaglia - Ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Torino. • Interventi degli Studenti degli Istituti scolastici, con lettura di brani dei loro elaborati e premiazione dei vincitori del “Concorso OREcon 9: borse di studio” indetto dalla ANPI – Cori Studenteschi. • Scoprimento lapide sul Libertà Molo Bestoso in ricordo degli alassini • Raduno in Piazza della condannati dal Tribunale Speciale fascista al confino. LAIGUEGLIA • Deposizione corone al monumento ed alle lapidi dei Caduti - ore 15 • Manifestazione dei giovani del Circolo Culturale ARCI - Brixton, con mostra fotografica e concerto. La Cittadinanza, le Autorità Civili e Militari, le Associazioni, i ORE 10: e soprattutto i GIOVANI sono invitati a partecipare. Partiti TIPOLITOGRAFIA F.LLI STALLA - ALBENGA Inaugurato il fondo dedicato a Carlo Levi donato dalla famiglia Antonio Ricci al Comune di Alassio. Da sinistra: l’assessore alla Cultura Monica Zioni, la signora Silvia Arnaud Ricci, Antonio Ricci e il sindaco Marco Melgrati al taglio del nastro. (ARTICOLO A PAG.9) (FOTO SILVIO FASANO) (continua a pagina 2) A.N.P.I. La palma di Piazza Airaldi Durante «Credo che nessun Sindaco o amministratore sia fiero e felice di tagliare palme o piante in genere anche perché al di là del valore ambientale e paesaggistico, la sostituzione delle stesse ha per l’amministrazione costi notevoli». Il Sindaco di Alassio, Arch. Marco Melgrati, commenta così le critiche sollevate dall’abbattimento della palma di Piazza Araldi Durante, avvenuta nei giorni scorsi. «Questa amministrazione ha piantato un numero di palme in tutta la città davvero incredibile – prova ne siano le ultime, in ordine di tempo in Via Neghelli – cercando anche di recuperare quelle che gli esperti agronomi avevano indicato come irrecuperabili. Mi riferisco a quelle dei Giardini dei Cavalieri di Vittorio Veneto che la Conicos, su indicazione del Comune, ha provveduto a ripiantumare presso la rotonda all’uscita della galleria sulta da parte della Regione Liguria. Intanto esso è già stato dato dalle Province di Imperia, Savona e Genova. La Spezia seguirà quanto prima. Come è già stato evidenziato in precedenza, il Riconoscimento da parte della Regione Liguria darà quella ufficialità all’organismo perché questo possa muoversi con più sicurezza e diventare voce importante soprattutto nei rapporti con gli Enti pubblici e privati. Sono state anche rinnovate le cariche in seno alla Consulta, e si è cercato di rappresentare sia il levante che il ponente. La Giunta esecutiva è stata rinnovata nei suoi membri e cioè sei rappresentanti delle Associazioni e il Sovrintendente Generale. Altri argomenti trattati durante la riunione sono stati: - il concorso per il miglior testo teatrale dialettale è stato vinto da Sanremo e la relativa rappresentazione avverrà presso il Priamar di Savona in data da destinarsi; - il socio Regazzoni dell’Associazione “U Campanin Russu” di Varazze ha compiuto il secolo di vita. A sentire le testimonianze, il “ragazzo” è lucidissimo e con- ALASSIO • S. Messa nei giardini di fronte al Palazzo del Comune. Saluto Il Sindaco di Alassio Il Presidente A.N.P.I. Il Sindaco di Laigueglia delle Arch.Autorità Marco Melgrati Avv. Claudio Bottelli Rag. Silvano Montaldo • Intervento del Presidente ANPI Avv. Claudio Bottelli e del dott. Daniele La Corte, giornalista e scrittore di opere sulla Resistenza • Intervento degli Studenti e premiazione dei vincitori delle borse di Studio. • Concerto del Coro e dell’Orchestra dell’Istituto di Primo Grado M.M.Ollandini di Alassio • Deposizione corone ai Monumenti ed alle Lapidi in memoria dei Caduti. ORE 15 • Concerto dei giovani dell’Associazione culturale Arci Brixton nei giardini di fronte al Palazzo del Comune: La popolazione, le autorità Civili e Militari, i Partiti Politici, le Associazioni e soprattutto i GIOVANI sono invitati a partecipare. PERCHÉ NON SI DIMENTICHI Il Sindaco di Alassio Arch. Marco Melgrati Il Presidente A.N.P.I. Avv. Claudio Bottelli Il Sindaco di Laigueglia Dr. Giuseppe Giuliano Angolo di Daniele La Corte Morire a vent’anni La targa ripulita di piazza dei Partigiani ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Le tante voci sulla possibilità di cambiamento del nome sono svanite, fortunatamente, nel nulla. Alle provocazioni ha risposto la reazione dei democratici, degli uomini e delle donne di buon senso. Così possiamo commemorare la Liberazione con più tranquillità anche se la presenza di loschi figuri, personaggi sdoganati dalla Seconda Repubblica, è sempre più inquietante. Tra pochi giorni ricorderemo i martiri di questa nostra splendida terra, quegli uomini che sacrificarono la vita per riconsegnare l’Italia alla democrazia. Filippo Airadi, nome di battaglia “Gigni”, aveva 23 anni. Si uccise nel corso di una delicata missione per non cadere prigioniero nelle mani del nemico; Giovanni Battaglino, “Ciclone” 24 anni, cadde sotto il fuoco nemico nel corso di un estenuante combattimento; Paolo Ferreri, “Cigrè”, 18 anni, fu trucidato dopo essere stato fatto prigioniero; Franco Gazzelli, “Meghettu”, 22 anni, perse la vita dopo un assalto nazifascista mentre curava i malati nell’ospedale di Upega; Lorenzo Sollai, 20 anni, fu arrestato dopo un furioso combattimento e subito fucilato; Sandro Ferrando, 21 anni, fu ucciso in battaglia, era allievo ufficiale bersagliere, a Montelungo di Cassino. Un elenco di nomi che, forse, molti conoscevano soltanto per le targhe che indicano altrettante strade e, per Ferrando, lo stadio comunale. Sono tutti morti per liberare l’Italia e a loro dobbiamo riconoscenza, devozione e soprattutto, per sempre, il ricordo. Erano alassini e ritengo giusto che l’“Angolo” oggi venga dedicato a loro per far sì che, soprattutto i giovani, sappiano e non dimentichino. Concordia non significa cancellare la storia, ma vivere in pace nella speranza che certi episodi non debbano più ripetersi. Chi vorrebbe cancellare la ricorrenza del 25 Aprile non vuole “concordia”, vuole soltanto dare un colpo di spugna alla verità, per non far conoscere la storia. Così chi non conosce il passato è destinato a ripeterne gli errori, magari rinnegando la Costituzione in modo tale da non vietare più la ricostituzione del partito fascista. L’elenco degli alassini caduti sotto la ferocia nazifascista, la loro giovane vita spezzata per portare avanti i valori di uomini liberi, deve farci ulteriormente riflettere. Forse da oggi, se non sapevate chi erano, leggendo i loro nomi su quelle fredde targhe di marmo, sentirete un brivido percorrervi dalla testa ai piedi. Se vi accadrà vorrà dire che il vostro senso civico è altissimo e che il sacrificio di quei ragazzi di allora deve essere, con sempre maggiore insistenza, raccontato ai ragazzi di oggi. Con l’Anpi, l’amministrazione civica di Alassio e Laigueglia commemoreremo la ricorrenza del 25 Aprile in modo che i nostri martiri siano sempre più presenti. Per Filippo, Giovanni, Paolo, Franco, Lorenzo e Sandro un momento di raccoglimento, una preghiera perché veglino su di noi per aiutarci a mantenere alti i valori della democrazia. 2 «L'ALASSINO» Sabato 15 Aprile 2006 TAGLIO CHIRURGICO LA PALMA DI PIAZZA AIRALDI DURANTE Dissequestrata l’Oasi Ecologica (segue dalla prima pagina) Era l’ottobre dello scorso anno quando il Sindaco di Alassio, Arch. Marco Melgrati, era stato segnalato all’autorità giudiziaria a causa dell’oasi ecologica aperta nei pressi dell’uscita dell’Aurelia Bis, all’apparenza senza le necessarie autorizzazioni. «Il timore, da subito – spiega l’Assessore all’Ambiente, Marco Salvo – era stato quello che questo periodo di “vacazio” potesse costarci molto sul fronte dell’educazione ambientale. Gli Alassini erano ormai abituati a trovare gli scarrabili della differenziata, il rischio era quello che venisse ripreso l’antico costume di abbandonare frigo e affini lungo le strade della collina alassina. Così avevamo ripreso il servizio ogni quindici giorni nel piazzale antistante l’oasi, attività che, invece, per assurdo possa sembrare, non necessitava di autorizzazione alcuna. Nel frattempo abbiamo provveduto a inoltrare opportuno ricorso per il dissequestro dell’area che, ci tengo a sottolinearlo: non è mai stata una discarica abusiva». Torniamo ai giorni nostri: è datato 31 marzo il decreto di dissequestro nel quale vista l’istanza depositata dal Sindaco, vista la dell’Aurelia Bis. Vorrei poi ricordare che quando sono seccate questa Amministrazione ha provveduto a sostituirle con altre, quasi altrettanto alte e certificate con garanzia dal fornitore». «Tornando alla palma di Piazza Airaldi Durante – continua il Sindaco – a malincuore, stante la perizia (allegata) che insiste sulla sua pericolosità, abbiamo dovuto provvedere al taglio e a brevissimo provvedere- mo a sostituirla con un esemplare “adulto” di oltre 10 metri di altezza». «Spero che quanto detto – conclude il Sindaco – servirà a riportare tranquillità negli animi e ad addolcire l’amaro in bocca di quanti erano abituati a salutare con la sguardo la palma di Piazza Airaldi Durante». Alassio, 3 aprile 2006 Resp. Rapporti con la Stampa Magda Rosso documentazione acquisita dalla provincia di Savona da cui risulta che il Comune di Alassio aveva effettivamente presentato la documentazione necessaria alla realizzazione dell’oasi; e vista l’avvenuta iscrizione al Registro Provinciale delle imprese che svolgono attività di recupero rifiuti non pericolosi; viene disposto il dissequestro e la restituzione dell’area al Comune di Alassio. «Da stamattina quindi – comunica l’Assessore Salvo – l’oasi è nuovamente aperta al pubblico e i cittadini potranno ritrovare l’abitudine di conferirvi ingombranti, ferro, legno e vetro. La Procura della Repubblica ha quindi preso atto che il Comune di Alassio si è mosso come indicato dalla Provincia, rispettando ogni indicazione da questa fornita. Grazie poi al temporaneo ripristino del servizio quindicinale di raccolta straordinaria in collaborazione con la Società Aimeri Ambiente è stato possibile tutelare la nostra collina dall’incivile costume di liberarsi, soprattutto degli ingombranti, abbandonandoli, non visti, nelle fasce sopra Alassio». M. R. Alassio Bike Nite - Anno secondo Un’idea casuale, forse un po’ folle e lo scorso anno erano oltre un centinaio i piccoli fari delle mountain bike che si sono avventurati in questa notturna sulle colline della città. «Ricordo con una certa emozione la sfilata di fari sulla collina di Alassio – commenta l’Assessore allo Sport, Fabrizio Calò – è l’entusiasmo che ha accompagnato i partecipanti dal primo all’ultimo istante di questa manifestazione sportiva, che ha, accanto all’innegabile valore sportivo, un pregio in più: quello di rivalutare un aspetto solo per alcuni secondario del nostro territorio, che è la collina». «Ad Alassio Bike – continua Calò – va questo indubbio ringraziamento: per l’opera di rivalutazione, ma anche di riqualificazione teristici e con uno splendido panorama sul porto e sull’isola Gallinara. Come l’anno scorso c’è stata la Sangria alla partenza per dare agli atleti quel pizzico di energia in più per affrontare la sfida notturna e, a metà percorso, un ristoro con the caldo, bibite, biscotti ecc. All’arrivo pasta per tutti. Per saperne di più è possibile collegarsi con il nuovo sito www.alassiobike.it dove è possibile visionare le foto della passata edizione. «Sono state ammesse – spiegano ancora gli organizzatori – solo mountain bike dotate di luci anteriori e posteriori. Per tutti è stato obbligatorio l’uso del casco con l’assoluto rispetto delle norme del Codice della Strada». C’è stata una premiazione: si è IN BREVE, AI NOSTRI AMMINISTRATORI SEGNALIAMO CHE… RUBRICA MENSILE A CURA DELL'A.V.A. …È necessario e utile per l’ambiente posizionare, in più punti della città, contenitori per la raccolta delle pile esauste. Possibilmente vicino ai contenitori per la raccolta differenziata. Vi è una più che evidente carenza. ••• …Il reparto radiologia del Val D’Olivo/Alassio è svolto con competenza ed efficienza, purtroppo però le lastre devono essere ritirate (dicono per mancanza di personale) all’Ospedale di Albenga, con grande disagio per i pazienti, specialmente i più anziani o per chi non ha mezzi propri. Sarebbe utile e necessario che il servizio di consegna lastre venisse svolto al Val D’Olivo stesso o in alternativa presso il Centro Salute, che già svolge importanti funzioni. Le Autorità competenti sono pregate di risolvere il problema. ••• Lungo il tratto di via Dante compreso tra il Palazzo Ferrero e l’angolo con Via Volta è rimasto a far brutta vista di se un cavo “Elettrico” utilizzato per l’illuminazione del Natale u.sc. Avvinghiato alle cancellate di Palazzo Ferrero, sale sopra il negozio Andreis, per poi avvolgere balconi ed alcuni dei recenti lampioni, con alternate appendici che penzolano sopra le teste dei passanti. Immagine di disordine che stride con la volontà dell’Amministrazione di migliorare l’aspetto della nostra amata città. Chi dobbiamo bacchettare!!! Comunicato a tutte le forze politiche alassine In considerazione dell’importanza che le prossime consultazioni elettorali Amministrative rivestono per l’intera Comunità Alassina, questo Consiglio Direttivo ha deliberato di offrire alle liste che concorreranno alla competizione Elettorale stessa, uno spazio sul nostro giornale, al fine che ciascuna lista abbia equamente possibilità di esporre i programmi e presentare i propri eligendi. È superfluo rilevare che lo spazio che verrà dato in concessione, deve essere gestito conformemente a tutti gli obblighi di legge e che ciascuna lista che presenterà conseguentemente le sue proposizioni sul nostro giornale ne assumerà totalmente ogni responsabilità, manlevando espressamente sia l’A.V.A. che la Direzione del giornale. Lo spazio per ciascuna lista, ai fini del rispetto della “par condicio”, dovrà essere contenuto in un massimo di N. 3 facciate dattiloscritte, ciascuna non superiore a 28 righe. Con ciò l’A.V.A. ritiene di offrire a tutta la cittadinanza, un servizio di informazione per i futuri destini della nostra Alassio. A.V.A. AI MIEI TEMPI… La scuola tra immaginario e ricordo Il 30 marzo alle ore 21, presso la Biblioteca R. Deaglio, grazie al contributo della Fondazione De Mari, Cassa di Risparmio di Savona, che finanzia il Progetto Genitori rivolto alle scuole di Alassio e di Andora e con il patrocinio dell’assessorato alle Politi- dei sentieri collinari: un valore aggiunto al nostro turismo». Dunque, quello dello scorso anno è stato un successo forse insperato, certo tangibile che ha spinto l’Alassio Bike a bissare l’evento. E in questa primavera d’oro dello sport alassino, ricco di grandi eventi, l’appuntamento per gli appassionati della mountain bike è stato per sabato 8 aprile ancora una volta a Borgo Coscia. Ed ecco la scheda dell’evento svolto: un’escursione in notturna sulle alture di Alassio in un percorso di circa 20 km, totalmente nuovo, con meno salita, rispetto a quello dello scorso anno, più sterrato ma con passaggi molto carat- trattato però di una escursione non competitiva. Alassio riscopre così la sua collina in un evento che è solo la punta di iceberg ben più vasto che è l’impegno che l’Amministrazione e la stessa Alassio Bike, intendono portare avanti per la tutela, la riscoperta e la valorizzazione della collina, del verde e dei sentieri che incorniciano la Baia di Alassio. Il programma di pulizia dei sentieri grazie anche alla collaborazione delle Associazioni di Volontariato, quello di ripristinare itinerari e di accompagnarvi i turisti più arditi con apposite guide… Un impegno importante che rivaluta Alassio e la arricchisce sempre più. FESTA SOMS (segue dalla prima pagina) CONSULTA LIGURE (segue dalla prima pagina) Procuratore della Repubblica, l’alassino dott. Alessandro Bogliolo, sul tema: «La nuova legge sulla legittima difesa». Dopo il pranzo lauto e luculliano, il Presidente ha tracciato un breve consuntivo dell’attività sociale svolta in questo anno, cui sono seguiti la relazione finanziaria del Segr. Claudio Gavaldo ed i saluti del Presidente A.V.A., Carlo Cavedini e della dott. Assessore Loretta Zavaroni che ha consegnato una targa-dono da parte dell’Amministrazione alla Società Operaia per i meriti raggiunti nel campo sociale e culturale cittadino. È se- tinua ad interessarsi alla vita della Consulta; - l’organizzazione della Manifestazione “Colombo 2006”, che si terrà a Genova nei primi giorni di giugno, è in pieno svolgimento. L’evento prevede la partecipazione delle Associazioni della Consulta Ligure che potranno usufruire ciascuna di uno stand nel quale verrà esposto tutto ciò che è “ligustico”, dai libri ai cibi, dagli oggetti artistici alle locandine, dai prodotti locali a… insomma, a tutto ciò che riguarda questa bella terra di Liguria. L’AVA ha partecipato a questa importante riunione con il suo Presi- guita la consegna della medaglia d’oro per aver raggiunto l’età della «pensione» ai Soci: Huguette Valdora, Carlo Bottiroli, Giancarlo Locatelli e Giovanni Baudoino. Ha riscosso l’approvazione la proposta del Socio Enrico Cristiani di adottare a distanza un bambino del mondo da parte della SOMS di Alassio. Non è mancato il «solito» grazioso omaggio a tutte le Signore intervenute, un particolare che distingue e nobilita la sensibilità di questa benemerita Associazione della nostra città. A.V.A. dente, Carlo Cavedini e con il Sociocommercialista Rag. Gianni Braida il quale è stato eletto dai componenti del Consiglio come Revisore dei Conti della Consulta. L’AVA si complimenta col Rag. Braida e gli augura buon lavoro. Non ci rimane che attendere gli eventi. La prossima riunione dovrebbe avvenire nell’entroterra: forse Pieve di Teco? Chissà. Ciò che è certo, invece, è che in autunno sarà Alassio ad ospitare la Consulta Ligure, e precisamente il 1° di ottobre. Buon lavoro a tutti. Beppe Rizzo (per l’AVA) che Educative del nostro Comune, si è svolto l’incontro dibattito sul tema “Ai miei tempi” - la scuola di oggi e quella del passato a confronto. L’incontro, condotto dalla dottoressa Graziella Cavanna, è stato occasione per riflettere sul difficile ruolo che la scuola e la famiglia hanno nel processo di educazione e formazione dei giovani. Tutti i partecipanti, stimolati dalla visione di foto e spezzoni di film, sono intervenuti nel dibattito, ricordando momenti della loro vita scolastica e mettendoli anche a confronto con la situazione di oggi. La serata è stata piacevole e molti spunti di riflessione emersi nel corso della serata richiederebbero un ulteriore approfondimento, magari in eventuali altri prossimi incontri. Ci auguriamo che l’esperienza positiva, vissuta durante la serata da tutti i partecipanti, possa essere condivisa da un numero sempre maggiore di persone che hanno a cuore l’educazione delle nuove generazioni. Il gruppo scuola/famiglia composto da insegnanti e genitori, sempre aperto a tutti quelli che desiderino partecipare, continuerà a impegnarsi per fare in modo che si possano confrontare le difficoltà e condividere le risorse e le competenze di ciascuno di noi, al fine di costruire un progetto educativo comune e adeguato alle esigenze del territorio. Per il gruppo di lavoro scuola-famiglia Caterina Damonte Frittata di carciofi INGREDIENTI: 8 carciofi di Albenga, 30 gr. di grana, olio d’oliva, una nocciola di burro, aglio, prezzemolo, 3 uova, un pochino di brodo, 3 rametti di maggiorana, 50 gr. di funghi freschi o 20 gr. di funghi secchi (fatti rinvenire) mollica di due panini, limone, pepe e sale. ESECUZIONE: Pulire bene i carciofi, tagliarli a spicchi molto sottili. Metterli a bagno in acqua e limone. Nella padella, soffriggere con mezzo bicchiere d’olio il burro, i carciofi ben scolati, i funghi, uno spicchio d’aglio e prezzemolo tritati. Mescolare e cuocere. Nel frattempo nella bacinella per mescolare, rompere le uova, unire la mollica di pane ammollata nel brodo (in mancanza del brodo ammollarla con il latte), il grana e la maggiorana. Battere finché la mollica non si sia sfatta. Versare il tutto nella padella dei carciofi. Mescolare. Quando si sia rappresa, girare la frittata. Per ottenere una frittata sempre morbida, quali che ne siano i componenti, si consiglia di prevedere tra gli altri ingredienti due foglie di lattuga (anche se di quelle grosse). Sabato 15 Aprile 2006 Il nostro dialetto: debiti e crediti (a cura di Tommaso Schivo) CAP. 10° - DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE Abbiamo più volte affermato che i nostri debiti linguistici provengono da tutti i popoli con cui Genova e le Riviere liguri hanno avuto, nei secoli passati, contatti commerciali o umani, ma è quasi inutile aggiungere che se una parte di essi è passata direttamente da quelle genti a noi, molti altri vocaboli sono approdati o planati nei nostri dialetti attraverso la lingua madre ufficiale, cioè attraverso l’Italiano. Per dimostrarlo abbiamo ritenuto opportuno interpolare nel nostro discorso questo capitolo interlocutorio. Lo stesso Cristianesimo, insieme con le ricorrenti invasioni o dominazioni barbariche, contribuì alla frantumazione del mondo romano e, in primo luogo, della lingua. Per fortuna i barbari non ebbero né la forza numerica, né la necessaria organizzazione civile, capace di produrre una nuova unità linguistica. Tuttavia contribuirono a innestare nel corpo lacerato del decaduto Impero romano nuovi mutamenti linguistici e nuove parole. Passiamone in rassegna alcune, pur solo con qualche accenno superficiale. Dai Goti vennero... albergo (originalmente si trattava di semplice alloggiamento per soldati), banda (da cui... bandiera), elmo, rocca, spola, stanga, ranco (da cui il nostro «rangu», zoppo e l’italiano arrancare); dai Longobardi ricevemmo molti vocaboli nuovi, come strale, gastaldo, panca, scaffale, ciuffo, schiena, spruzzo, biacca, zazzera, manigoldo, sguattero, trappola, stinco e spaccare e molti nomi uscenti in ergo e in erga, come arengo e stamberga. Dai Franchi passarono in Italia dardo, schiera, barone, marca e con i Bizantini entrarono termini per lo più marinareschi e commerciali, come galea, molo, argano, falò, sartie, bambagia, mastello e androne, mentre dagli Arabi entrò… un vagone di vocaboli, di cui parliamo in altra parte delle nostre ricerche. Potremmo continuare a lungo in questo discorso, ma vogliamo soffermarci solo su una considerazione di carattere generale. Molti altri vocaboli, propriamente latini ed usati comunemente nella lingua di Roma, restarono e passarono direttamente nella parlata fiorentina e, spesso, anche in quella di numerose altre regioni della penisola. Il ceppo, il tronco portante della nostra lingua è e non può essere altro che quello della radice greco-latina, ma per non pochi vocaboli, pur celebrati e autorevoli, pur nobili e quasi intoccabili, si è verificato un fenomeno che non possiamo tralasciare di sottolineare in modo particolare. Il vocabolo di «nobil prosapia», il nome blasonato dei padri si è scontrato spesso con quello corrispondente di altri popoli e di altre regioni o di altri paesi e lo scontro, a volte, fu duro e incerto; altre volte la novità, la popolarità, l’uso vivo ne determinarono la scomparsa e la morte, anche se la forza storica e il valore intrinseco dell’antico vocabolo autoctono ricomparvero nell’ambito della nuova e più popolare «famiglia». Porto alcuni esempi significativi per dimostrare questo mutamento, questo frazionamento linguistico importante avvenuto attraverso i secoli. Un tempo si diceva os (oris), poi diventò «bucca» ed ebbe il sopravvento, ma ecco ricomparire l’etimo latino nella voce «orale». Così «equus» diventò caballus (cavallu), ma restarono equini ed equitazione ed equestre e, similmente, «sus» si mutò in maiale, ma si parla di un suino e«ovis» in pecora, ma ecco gli ovini e lo stesso ovile. Persino l’«avis» diventò uccello (auxellu), ma chi non riconosce quell’antico etimo latino in aviatore, aviazione, aviere, aviaria e avicoltore? «Edere» diventò manducare e mangiare, ma è rimasto in edule (mangereccio) e in commestibile. Anticamente chi rubava era un«fur» (si diceva anche... «ho- mo tribus litteris») e diventò ladro (da «latro», brigante o, più semplicemente, soldato mercenario); il «munus» preferì cedere a dono, ma restò in munire e in munifico; «repente» si trasformò subito in «subito», ma c’è ancora repentino e repentinamente... e potrei continuare fino a domani mattina... ma a che pro? Indubbiamente ogni lingua è costretta a subire nel tempo delle modificazioni, a semplificarsi o a mutarsi in sintonia con gli avvenimenti storici di grande portata e questo accadde più facilmente in Italia con l’avvento delle varie popolazioni barbariche che non in molte altre regioni europee che subirono molto meno questi prepotenti apporti militari o pacifici di popolazioni diversissime nei costumi, nelle leggi, nelle religioni, nelle abitudini e, conseguentemente, anche e soprattutto nell’uso della parola. In Italia le invasioni barbariche frantumarono l’unità politica e solo una forza, non politica, ma religiosa, il Cristianesimo, riuscì a formare il crogiuolo dentro il quale la lingua latina si modificò gradualmente trasformandosi in un lessico di base nostro, autoctono, ma che venne gradualmente differenziandosi da regione a regione, col mutarsi progressivo dei rapporti umani, civili e sociali. Dovette cambiare, così, anche la lingua imponendosi con una fisionomia dapprima incerta e via via più sicura anche nella molteplicità delle sue varianti «volgari», pur mantenendo all’interno le condizioni essenziali perché diventasse (sempre attraverso i vari dialetti peninsulari) la lingua viva di una nuova cultura. Ma attenzione, oggi! La grande massa anonima dei clandestini diseredati ed affamati albanesi e rumeni afro-asiatici in cerca di lavoro e di pane... se non verrà frenata ed organizzata in modo serio, potrà dare un altro colpo grave alla nostra gente ed alla nostra lingua. Ministoria alassina: Una seduta consiliare del 1891 (a cura di Tommaso Schivo) Cap. 3° - Una perorazione accesa L’appassionante discorso programmatico del «Signor Segretario», in quel lontano 1891 può definirsi davvero una costante, continua «perorazione». Sì, è vero: la perorazione è, secondo i dettami della retorica classica, l’ultima delle parti in cui viene divisa l’orazione o la petizione, nella quale, appunto, si riassume con toni più solenni quanto si è detto prima e con cui si cerca di convincere, di commuovere l’uditorio. Una specie di «strappalacrime» dunque. Tuttavia è anche, in generale, un discorso ampio e impegnato, motivato da funzioni di patrocinio e di propaganda e quella del Signor Lusardi (assente-presente in aula, in quella fatidica sera del 22 Maggio 1891) appare tale fin dal principio. Sentite che preambolo ciceroniano… «Prendendo argomento dalla discussione sorta in seno a questo Onorevole Municipio durante le sedute 3 e 6 Novembre scorso, in seguito allo esame dell’articolo del bilancio riguardante lo stipendio del personale di Segreteria, l’esponente (cioè il Lusardi) ascrive a suo dovere il sottoporre allo illuminato (... non usavano gli apostrofi nei secoli passati?) apprezzamento del Consiglio le seguenti considerazioni dettate da plausibile sentimento di dignità personale e so- prattutto dalla mira del pubblico interesse, in rapporto del perfetto funzionamento di quell’importante congegno della Pubblica Amministrazione, che, a giusto titolo, può dirsi l’Ufficio Municipale. E prega l’Onorevole Consiglio ad accordare benevola attenzione alle sue franche parole». Il Consiglio è definito «onorevole», la richiesta attenzione spera che sia «benevola», le parole sono dichiarate «franche». La dovizia degli aggettivi positivi sembra essere quella che anticamente si diceva (per attrarre maggiormente l’attenzione) un «argumentum ad hominem».Si accenna anche alle remore ed alle lungaggini amministrative... «Tempora non mutantur»; si deplora «la lentezza nelle più interessanti e vitali pratiche concernenti le pubbliche cose», si sottolinea «il numero sempre crescente di progetti che indefinitamente rimangono allo stato di lettera morta». E l’arguto Segretario non lesina consigli». Perché il Consiglio Comunale non indaga sulle «cause dei lamentati ritardi, onde scuotere l’inerzia degl’impiegati (qui l’apostrofo c’è...) municipali?». Manca «un adeguato aumento di personale»; al difetto di questo si dovrebbero imputare le cause, non alla negligenza dell’ufficio!». Si accusa «il sistema del cottimo in materia di servizio; si chiede un organico nuovo e il conseguente logico riparto degli incombenti molteplici che si riferiscono ai vari rami amministrativi». E ancora il Segretario si lamenta perché in passato «la sua proposta per un personale adeguato per numero e dignità non fu presa in considerazione. E per di più «furono espressi giudizi poco benevoli in merito allo zelo ed alla diligenza dell’esponente (cioè di lui, Segretario), senza tenere il debito conto delle mutate esigenze del servizio e delle aggravate condizioni della esistenza individuale...». E non è finita. Subito dopo ribatte sulla «urgente necessità di risollevare una questione tanto vitale» perché, poveretto, vuole anche «sgravarsi del soverchio peso di responsabilità che a lui vorrebbesi addossare» ed è tale il lavoro che «in questi ultimi dieci anni può dirsi senz’ombra di esagerazione, essere oggi quadruplicato». Poi segue un periodo contorto, ma molto efficace: «E gl’incombenti degli Uffici Municipali, nei rapporti colle Autorità Circondariali, Provinciali e Governativi andarono crescendo e crescono ogni giorno, in guisa da soverchiare enormemente gl’incombenti di pura indole locale». E che si vuole di più? GRAND HOTEL: LA STORIA È UN’ALTRA Riguardo all’articolo “LA STORIA” dal Vostro mensile pubblicato, riteniamo doverosa la seguente precisazione. Fatto salvo quanto accaduto nel 1989 e considerato che, sicuramente, anche prima di quella data altri ebbero a “pensare” qualche soluzione per la riqualificazione del Grand Hotel, pare giusto ram- 3 «L'ALASSINO» mentare che, dal punto di vista operativo, il progetto Grand Hotel prende vita nel 1994 a cura della amministrazione comunale a guida LEGA NORD, Sindaco Avogadro e Assessore ai lavori pubblici l’attuale Sindaco Marco Melgrati. La nostra Sezione, a seguito della bocciatura del CO.RE.CO., organizzò anche una raccolta dI firme di protesta per il blocco di un progetto che avrebbe risolto un annoso problema per Alassio. Se oggi, finalmente, questa opera è arrivata al suo compimento ci pare giusto che i meriti vengano attribuiti a chi li ha e li ha avuti: la LEGA NORD Sezione LEGA NORD ALASSIO CRONACA DI ANDATE: MESE DI APRILE 2006 Segni del tempo Sto scrivendo questa mia corrispondenza da Andate alla fine del mese di marzo, e cioè una decina di giorni prima delle elezioni politiche; voi, cari amici, la leggerete cinque o sei giorni dopo le suddette elezioni; sicché voi saprete già chi ci governerà per i prossimi anni; e sarà sicuramente uno che gli italiani si meritano. D’altra parte abbiamo capito tutti, e bene, ormai, che la democrazia non è il governo dei più intelligenti ma dei più numerosi; e quindi è giusto che quelli che sono “più tanti” comandino; sempre rispettando l’opposizione e lasciando a quella gli spazi giusti, garantiti dalla Costituzione e soprattutto dalla buona educazione; e questo vale per le elezioni nazionali, comunali, e anche per le riunioni di condominio. Pertanto questa volta cercherò un tema che non sia legato strettamente alla realtà contingente: e mi sembra di averlo trovato in una scritta che ho avuto occasione di leggere proprio oggi. Ad Andate, davanti alla chiesa dei Minori conventuali c’è una piccola fontana, accanto alla quale è stata posta molti anni fa la statua di sant’Antonio da Padova. Oggi, passando di lì, mi è corso l’occhio su una scritta ai piedi della statua, che conosco a memoria, e che si riferisce alla data di costruzione del monumento: 1939 - XVIII. Per i distratti, per gli ignari della storia e della geografia, quel numero romano non significa nulla. Per me, attento lettore e conoscitore modesto dei fatti storici significa: 1939 - anno diciottesimo dell’era fascista. E mi sono chiesto, e continuo a chiedermi ogni volta che passo di lì: possibile che nessuno fra tutti gli amministratori che ha avuto Andate, dalla fine della guerra ad oggi, si sia mai accorto di questo “segno del tempo”, come nessuno si è mai accorto che, alla data odierna, su varie targhe stradali di Andate svetta ancora, ben delineato, lo stemma del fascio littorio? Qui sono certo che qualche grillo parlante mi osserverà: ma allora perché sei intervenuto in difesa di “Piazza dei Resistenti”? Un momento: La seconda scritta, quella dei Resistenti, è in armonia con la presente Costituzione Italiana, pur modificata, limata, ri-allineata; le scritte nostalgiche ricordano un periodo che pure la destra-destra ha detto di voler cancellare nella sua memoria; eccetto qualche frangia di superdestrissima, su cui ci sarebbe da farsi qualche domanda seria. Ma non è solo di questo che volevo parlare: la mia riflessione personale verteva su come “transit gloria mundi” (passa la gloria del mondo). Chi ha costruito quel monumento, scrivendo “XVIII” pensava che quel periodo sarebbe stato eterno; mentre ora, ad esempio la maggior parte dei giovani non saprebbe dire quando è precisamente cominciato e quando è esattamente finito. E allora ho pensato che sarebbe bello, utile e salutare riflettere sulla storia, sulla filosofia delle idee e constatare le cose che passano (molte) e quelle che restano (poche). P.S. Resta sicuramente intanto Sant’Antonio, sempre lì con il suo volto buono e clemente; ma stamattina per la verità mi pareva un po’ più corrucciato. Forse guardando quella data, ed altre cose intorno, si chiedeva il perché qualche volta il potere politico temporale si mostra tenero e costruttivo nei confronti della “missione spirituale religiosa” e rifletteva che, come la storia ci insegna, tutte le volte che queste due alte e rispettabili entità si sono scontrate, o anche mescolate eccessivamente, non ne sono derivate quasi mai conseguenze molto positive. Luca Caravella Franco Broccanello: una pensione piena di luce Franco Broccanello è andato ufficialmente in pensione, dopo che, per molti anni, si era occupato della corretta manutenzione dell’illuminazione stradale comunale, e, come tecnico del suono e delle luci, aveva collaborato, nella mitica Sala Hanbury, con i più famosi registi e direttori di scena delle compagnie teatrali, che davano vita a ricche stagioni invernali di prosa. Il quotidiano “Il Secolo XIX” gli ha dedicato, in occasione del pensionamento, un corposo articolo, e il presidente dell’Ava ha voluto che io, su queste pagine, commentassi il pezzo giornalistico e parlassi del personaggio. La cosa non mi risulta facile, non perché io non conosca Broccanello, ma, anzi, perché è un mio caro amico, un mio coetaneo temo di non poterne esprimere completamente le positive qualità, come capita a due persone per le quali la frequentazione amichevole fa diventare normali anche le cose più preziose. Perciò non dirò solo che Franco Broccanello è un uomo profondamente buono (al di sotto di finti atteggiamenti burberi) sempre con una visione positiva della vita, mista ad un naturale senso dell’umorismo e dello scherzo, che sa fare bene e altrettanto bene incassare. E qui vorrei che a confermare quanto sopra ci fosse an- Corso di scrittura alla Deaglio Un corso di scrittura verrà attivato presso la biblioteca civica “Deaglio” su iniziativa della casa editrice ingauna “I e C” (Ideazione e Comunicazione), guidata da Romano Strizioli. Il corso prenderà il via mercoledì 26 aprile e si concluderà il 21 giugno. “On writing” di Stephen King e “Le lezioni americane” di Italo Calvino saranno i due testi guida di “Giona” (così è stato denominato dagli organizzatori questo corso di scrittura). I docenti saranno alcuni dei collaboratori dell’agenzia di stampa I e C, cui si aggiungeranno la poetessa Ines Revello e lo scrittore Bruno Marengo. Tra i temi affrontati, ci sono la struttura del racconto, la creazione del personaggio, le motivazioni della scrittura, la composizione del dialogo, la realizzazione dell’editing, i generi letterari ecc. È prevista una borsa di studio per l’autore del migliore racconto o poesia. Per avere maggiori informazioni è comunque possibile contattare direttamente il numero telefonico degli organizzatori: 347 8521534. Claudio Almanzi cora il nostro comune amico prof. Mangiarotti, per il quale Broccanello, in collaborazione con l’amico Scarpati ed altri si è improvvisato (allora, tanti anni fa) agente immobiliare, contribuendo a vendere l’appartamento del suddetto professore. Il fatto poi che il prof. Mangiarotti non volesse e soprattutto non sapesse neppure che il suo amato appartamento era in vendita, era una circostanza poco importante in quel mondo che assomigliava molto all’atmosfera del film Amici Miei. Ma torniamo a noi. È stato detto sul “Secolo XIX” della sua attività di tecnico teatrale. Io non voglio ricordare quella di assistenza ai grandi registi, e attori, voglio invece riandare con la mente a quando, per molti anni, nella stagione invernale, da ottobre ad aprile, alla Sala Hanbury al giovedì dalle 15 alle 18 il mitico complesso dei Pentallegro, con la voce suadente del cantante Nello Airaldi e la mia presentazione, intratteneva folle di turisti invernali, con uno spettacolo musicale di alto livello. Del quale spettacolo Broccanello è sempre stato regista preciso oltre che tecnico del suono e delle luci inappuntabile. Perciò mi sia lecito, con l’umorismo che piace a me e a lui, raccontare un episodio, non per ironizzare sul tecnico, ma per di- mostrare che il pubblico (come diceva il saggio poeta latino) ama essere ingannato. Allora: durante un brano cantato dai Pentallegro e cioè “Alassiu t’ei bella...” il buon Broccanello, dal suo gabbiotto di regia, involontariamente schiaccia un pulsante sbagliato, e il sipario si chiude inesorabilmente sui Pentallegro, che, grandi professionisti, imperterriti continuano a cantare. Poi Lui mi dirà: «Ho fatto come il carabiniere distratto: mi pulivo un dito e mi è partito un colpo». Ma subito se ne accorge e riapre il sipario. Beh, non ci crederete, ma, alla fine una elegante signora del pubblico mi ha detto: «Professore, bello tutto lo spettacolo, ma che idea grandiosa far chiudere e riaprire il sipario mentre si cantava di Alassio. Ci è sembrato di veder aprire il golfo davanti ai nostri occhi». Grazie per questi ricordi che mi hai fatto tornare alla mente, amico Broccanello, fresco pensionato. P.S. Se però non fai una smentita ufficiale, chiederò la tua espulsione dal Club “nati nel 1938”: infatti il “Secolo XIX” ha scritto che tu hai settant’anni, mentre, ovviamente, ne hai solo, come tutti noi del Club nati nel 1938, sessantotto. O l’hai fatto apposta per sentirti coetaneo di Berlusconi? Andrea Gallea LAUREE Il nostro concittadino ALESSANDRO GIACCARDI, il 13 Marzo u.s., ha conseguito a pieni voti la Laurea in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Genova, discutendo la tesi “LA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ NEL TESTO UNICO SULLA ESPROPRIAZIONE” Relatore il Ch.mo prof. Gaetano Taccogna. Al neo dottore ed alla sua famiglia le felicitazioni dell’A.V.A. ••• Presso l’Università di Genova, il giorno 16 Marzo u.s., si è laureata in scienze biologiche – indirizzo Biologico – molecolare con la votazione 105/110 la nostra concittadina GATTA Elena. Tesi di laurea: “Caratterizzazione elettrofisiologia del recettore purinergico Pzx7 in cellule in coltura” Relatori i prof. Mario Nobile e Guido Maura – Correlatore prof. Robello Mauro. Alla neo dottoressa ed alla famiglia le felicitazioni vivissime della Associazione “Vecchia Alassio” e dalla redazione de “L’Alassino” . Il giorno 16 marzo scorso si è brillantemente laureata in ingegneria civile presso l’Università degli studi di Genova, riportando la votazione di 105/110, la nostra concittadina DANIELA MONSÙ. Titolo della tesi: “ANALISI E PROGETTO DI PALI DI FONDAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE STRADALI”. Relatori: chiar.mo Prof. Ing. Riccardo Berardi e dott. Ing. Rossella Bovolenta. Alla neo dottoressa le più vive felicitazioni da parte dell’A.V.A., dei famigliari ed amici. ••• Il nostro giovanissimo concittadino Massimiliano Manfredi ha conseguito il giorno 17 marzo 2006, presso l’Università degli studi di Genova la Laurea triennale in Ingegneria navale, ottenendo il massimo dei voti. Il titolo della tesi era il seguente: Verifica del progetto di massima di una “product-carrier”. Relatore è stato il chiarissimo prof. ing. Carlo Podenzana Bonvino. Al neo laureato vadano gli auguri più fervidi da parte dell’Ava per il proficuo proseguimento degli studi verso la specializzazione superiore. 4 «L'ALASSINO» Lettere del pubblico Il piacere della replica In risposta alla lettera “Educatori poco… educativi” apparsa sull’Alassino dello scorso mese… RISPOSTA A: EDUCATORI POCO EDUCATIVI Se qualche ora di tv in più, è tutto quello che un ragazzo della nostra comunità può trovare al di fuori della scuola è ora di farci un esame di coscienza! Se “non poche famiglie si trovano in difficoltà nel rapporto con i figli”, perché la scuola resta chiusa una settimana a febbraio, mi chiedo quale sia il rapporto che esiste tra noi genitori di Alassio e i nostri figli. Se la vacanza di alcuni coetanei getta i nostri figli nel “risentimento, nella frustrazione e nell’invidia”, mi chiedo quali sentimenti e quali valori abbiamo loro trasmesso. La scuola è importante, ma la sua importanza non va ribadita solo per motivi di comodo. Mi pare sia arrivato il momento in cui la famiglia debba riappropriarsi del suo ruolo: la responsabilità dell’educazione dei ragazzi è soprattutto della famiglia, con essa la scuola può solo condividerla se c’è un progetto comune. La scuola non è un parcheggio, l’educazione ha ben poco a che vedere con il conteggio delle ore di frequenza scolastica. I figli a casa non dovrebbero essere un problema. Forse c’è bisogno di padri e di madri più presenti che, tornando a casa dal lavoro, qualche volta spengano la tv per ascoltare e parlare con i propri figli. Lasciando però da parte queste riflessioni è anche bene sottolineare che le scelte relative al calendario scolastico rispettano le vigenti leggi dello stato e sono, nei diversi contesti, concordate nell’ambito di istituzioni democratiche (Consiglio di Circolo) a cui partecipano in condizione paritaria rappresentanti degli insegnanti e rappresentanti dei genitori. Ben vengano suggerimenti e critiche ma costruttive, forse si potrebbe auspicare una maggiore partecipazione alla vita scolastica da parte delle famiglie: come si diceva una volta, “libertà è partecipazione”. Emilia Armato Maria Vittoria Ienca Un fiore all’occhiello al Borgo Coscia Se volessimo staccare fin d’ora la spina dalle ansie quotidiane, potremmo già beneficiare della serena atmosfera che ci porterà la Pasqua. Al Borgo Coscia c’è un gruppo di Signore dalle mani d’argento e dalle intenzioni d’oro che in un angolo della Parrocchia costruiscono febbrilmente capolavori d’ogni genere. Lo scopo di tanta nobile volontà è, poi, quello Un meritato e simpatico elogio all’Hotel Ristorante Danio SALVE!!! Siamo due ragazze che fanno parte di quella squadra di pallavolo che avete ospitato a gennaio (il nostro allenatore era quello più anziano). Per ricordarvi meglio una di noi due era quella che il proprietario voleva mandare a lavare i piatti: volevamo ringraziarvi perché è stata una vacanza stupenda. Speriamo di poter ritornare l’anno prossimo. Grazie ancora Rosina Albano e Isabella Brascugli Ps: Scusate per come abbiamo lasciato la stanza.... Pps: non è che ci potreste inviare via a-mail una foto di Alassio e di tutti voi? Grazie. CIAOOO! In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) Approvvigionamento idrico estivo Dabbenaggine: qualità di uomo dabbene, semplicità d’animo e di mente (soprattutto in senso deteriore cioè credulità, balordaggine). Egoismo: atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di se stesso, del proprio benessere e della propria utilità tendendo ad escludere chiunque altro ai beni materiali e spirituali che egli possiede e a cui è gelosamente attaccato. Personalmente non credo che queste due parole trovino accordo con la parola scuola e soprattutto sulla settimana di stop didattico (come propriamente si chiama). Come non trovo adatte le pagine dell’Alassino, testata locale, perché il problema non è solo della nostra cittadina, ma nazionale. Ci sono altre due definizioni che ritengo improprie. La prima riguarda il titolo: “Educatori poco educativi”. Ritengo che l’educazione non sia materia di insegnamento scolastico. L’educazione si impara in casa, in famiglia, la scuola può solo supportarla. Oltre tutto a scuola si cerca di amalgamare caratteri e gruppi e non creare diversità sociali, soprattutto frustrazioni che se sono personali non andrebbero trasferite ai ragazzi. La seconda riguarda il termine “La nostra scuola” a qualsiasi livello (e dico qualsiasi perché dalla sua lettera non si comprende se scuola materna, elementare o media) la scuola non è nostra bensì dei ragazzi e di chi con loro la condivide. In merito alla sosta di febbraio sono andata a controllare un dato: la polisportiva della scuola media di Alassio ha organizzato una “Settimana bianca” a costi veramente contenuti. I partecipanti della scuola di Alassio sono stati solo 24 su 240 alunni (più sei della scuola di Andora appartenente allo stesso collegio), e 53 ex alunni e le famiglie che volevano partecipare, forse questo non era di sua conoscenza! Lettera firmata, davvero Educatori poco educativi… se non c’è la famiglia. Sabato 15 Aprile 2006 Ancora una volta la stagione estiva si sta avvicinando e con essa ritorna il pericolo della insufficienza dell’acquedotto, perché nonostante tutti i proclami dell’autunno scorso il problema non è stato risolto. Questo a mio parere sarà la prima emergenza che la futura amministrazione dovrà considerare. Perché un paese con una ultracentenaria tradizione turistica non può permettersi che ad Agosto, nel periodo di maggior flusso di turisti, di lasciare a secco interi quartieri, alimentati con le autobotti. In questi ultimi anni sono state fatte molte ristrutturazioni, anche le più impensabili, sono aumentate le piscine private. In concreto è aumentata la cubatu- ra e abbiamo sempre più bisogno di acqua. Non dico di convogliare l’acqua di Caprauna di cui il Comune è proprietario, perché sarebbe un’opera troppo onerosa, ma a mio parere buona sarebbe l’idea di posare sull’Aurelia, una tubatura di maggior diametro che partendo da Regione Sgorre raggiunge la cisterna di Santa Croce (c’è già un preventivo con relativa illustrazione, pubblicato nel mese di dicembre 2005 dall’opuscolo redatto a cura del Comune di Alassio). Non dimentichiamoci che l’iniziativa privata funziona se è coadiuvata da un’efficiente iniziativa pubblica. E ne va il prestigio della Città. Francesco Trazzi Cena di gala dell’AVSI all’Alberghiero Volontariato alassino in campo per raccogliere fondi a favore di progetti L’Associazione Volontari per il Servizio Internazionale (AVSI) di Alassio ha organizzato una serata di gala all’Istituto Alberghiero “Giancardi” per raccogliere fondi a favore dei vari progetti che il sodalizio sostiene sia a livello locale che nazionale. La serata, a cui ha preso parte un centinaio di persone, era dedicata alla cucina ed alla cultura toscana con piatti, musiche e balli legati alla tradizione fiorentina e della Toscana. Sono stati raccolti dei fondi che saranno devoluti dall’associazione a favore di progetti specifici attivati nel nostro territorio. Oltre a sostenere i progetti a livello locale e nazionale l’AVSI aiuta anche iniziative a favore del Brasile, della Romania e della Nigeria. Per raccogliere fondi saranno organizzate altre cene, manifestazioni ed iniziative rivolte in particolare per il sostegno a distanza. L’associazione proseguirà ad attivarsi nelle giornate del “Banco Alimentare” i cui prodotti andranno direttamente ai bisognosi liguri. Per collaborare con l’AVSI, a qualsiasi livello, o avere informazioni più dettagliate sulle altre importanti iniziative dell’associazione è anche possibile contattare il numero 0182 469116. C.A. Ricordando il Sig. Carlo pescatore sportivo Siamo un gruppo di turisti di Bergamo, che per caso ha incontrato un cittadino d’Alassio, appassionato di pesca, che ha soggiornato qualche giorno nell’arcipelago di Capo Verde, come chi vi scrive. presso una barca di ritorno da una battuta di pesca, con prede eccezionali. Vi invio questa foto a testimonianza della passione e della capacità, nonostante la non più verde età, del Sig. Carlo, di cui igno- di offrire i lavori per realizzare una somma da inviare a paesi poveri. Da noi la Pasqua può ancora rappresentare la tregua alle angosce quotidiane; allora, perché non fare tesoro di questo tempo per pensare a quanti uomini mancano, invece, persino dell’acqua per poter sopravvivere? Egregio Direttore Vorrei segnalare alle autorità competenti la situazione da terzo mondo del sottopassaggio pedonale che collega Via Piani Romani a Via Ignazio dell’Oro, metri 30 di fogna a cielo aperto con tanto di topi, insetti vari, liquami e specialmente d’estate una varietà di odori molto, ma molto sgradevoli. Si noti che è un passaggio obbligato per studenti, turisti, atleti, (Palalassio- bocciofila- stadio-hotel e scuole) o semplicemente per chi ci abita. Mi domando come sia possibile che una bella località turistica (come Alassio) non faccia nulla per sopperire ad una simile vergogna. Cordialmente Barini Giorgio L’A.V.A. è venuta a conoscenza che la Comm.ne Tributaria Provinciale di Savona ha emesso una sentenza in data 11-112005, depositata il 3-3-2006 a seguito di un ricorso presentato da un nostro concittadino avverso l’atto di contestazione e delle relative sanzioni della tassa ritiro rifiuti solidi urbani per gli anni dal 2000 al 2004 con riferimento ad un box per auto in Alassio. La Comm. Tributaria di cui trattasi, accogliendo il ricorso, ha annullato l’atto impugnato ritenendo che “il ricorso sia meritevole di accoglimento alla luce della normativa vigente sia nazionale che comunitaria. La sola lettera della legge - prosegue la decisione Tributaria all’art. 62.2 del D.L.Vo 507/93 esclude la soggezione alla tassa delle aree che non possono produrre rifiuti in forza della loro destinazione che, in questo caso, è quella di un box per auto. Da informazioni assunte onde poter responsabilmente informare i nostri lettori, siamo in grado di precisare che la giurisprudenza delle Comm.ni Tributarie anche della Prov. di Imperia sono univoche nell’affermazione del principio affermato dalla decisione savonese ed inoltre che tale principio ha trovato convalida anche in sede regionale a seguito di impugnative delle decisioni di primo grado. Riteniamo pertanto ai fini di cui sopra utile pubblicare il testo integrale della decisione della Comm.ne Prov.le Tributaria depositata il 3-03-2006. Ecco il testo: In fatto e diritto Trattasi di ricorso avverso atto di contestazione ed irrogazione di sanzioni della tassa rifiuti solidi urbani per gli anni da 2000 a 2004 relativamente ad un box per auto sito in Alassio per un importo di € 28,25 annuale. Il ricorrente chiede che, previa sospensiva, vengano annullati gli atti impugnati. Sostiene il ricorrente, citando normative nazionali e comunitarie e giurisprudenza ad hoc che la tassa di cui si discute non possa essere applicata laddove l’immobile, come in questo caso, non sia oggetto di insediamento di una stabile comunità di persone bensì soltanto adibito al ricovero di un’autovettura e, pertanto, non suscettibile di produrre rifiuti. In questo caso, nell’avviso notificato, il ricorrente ha trovato genericamente indicata la categoria 18 relativa alle case di civile abitazione, garage, box, soffit- te e l’Ufficio non lo ha pertanto messo in condizione di seguire l’iter logico-giuridico percorso per individuare il presupposto d’imposta e determinarne il quantum. Si oppone il Comune di Alassio citando giurisprudenza e sostenendo che possano essere esclusi dalla tassazione solamente quei locali che sono nell’impossibilità tassativa ed assoluta di produrre rifiuti, impossibilità che trova naturale presupposto nel provato inutilizzo o nella provata assenza dell’uomo, non certo nella destinazione dei locali, nel caso di specie a ricovero di autovetture, rilevato, a fortori, che tale destinazione non inibisce che ne venga fatto un uso diverso, quale (ad esempio) il locale di sgombero. All’udienza del 22.04.05 la Commissione, decideva negativamente sull’istanza di sospensione del ricorrente, motivando il rigetto con il difetto del periculum in mora. Produceva il ricorrente memoria istruttoria depositata, in cancelleria in data 07.11.05 contenente ulteriore giurisprudenza ed argomentazioni. Ritiene la Commissione che il ricorso sia meritevole di accoglimento alla luce della normativa vigente sia nazionale che comunitaria. La sola lettera della legge, all’art. 62.2 del D.L.vo 507/93, esclude la soggezione alla tassa delle aree che non possono produrre rifiuti in forza della loro destinazione che in questo caso è quella di box per auto. Non può trovare accoglimento l’assunto del Comune laddove sostiene che il box potrebbe essere utilizzato come rimessaggio di oggetti e produrre rifiuti, in quanto l’Ente impositore dovrebbe dimostrare che ciò è stato fatto nel caso concreto all’esame della Commissione, mentre non risulta dagli atti che vi sia stato cambio di destinazione. L’incertezza della materia dove si riscontrano decisioni contrastanti nella giurisprudenza giustifica la compensazione delle spese di giudizio. La Commissione, P.Q.M. Accoglie il ricorso. Annulla l’atto impugnato. Spese compensate. Savona 11-11-2005 Il relatore Avv. Luigi Trucco Il Presidente Dr. Emilio Gatti De doppu ai vutassiui Fernanda Sottopassaggio pedonale Box per auto Tassa ritiro rifiuti solidi urbani Il Sig. Carlo ci ha detto d’essere originario della cittadina ligure, che io e i miei amici conosciamo bene; difatti sono parecchi anni che passiamo le nostre vacanze estive in Riviera, conosciamo anche la vostra pregiatissima Associazione. Lo abbiamo conosciuto per il vociare che una mattina si udiva riamo il cognome. Gentilmente vorrete informare l’interessato, così ci ritroveremo la prossima estate magari sul molo, per una bevuta. Grazie. Cordiali Saluti. Umberto Giacchettoni Si aprono… le “finestre” e si chiudono le porte… I Fratelli ENZO e GINO ENRICO che conducevano l’attività di “ELETTRAUTO” in Via Leonardo da Vinci 249, hanno chiuso “bottega” per il raggiungimento dell’età pensionistica: Un doveroso saluto e un ringraziamento vadano a tutti i clienti affezionati, agli amici alassini e non che in tutti questi anni (35) hanno avuto fiducia nel loro impegno. Nu gh’eran canti sensa ün manifestu, Arasce u me puxeva ün Arlecchìn; a ogni passu u gh’era ün attacchìn ch’u appendeva ün candidau unestu, cu-u so prugramma puliticu a curui pe invexendò ciù bèn i elettui. Prumesse e affermassiui a ciù nu possu; in russu, verdu, azùrru … e in ogni idea t’intraveghevi ün toccu de livrea che l’aspirante u s’era messa adossu in ta speransa de servì a Nassiùn (piandu all’annu urmai ciù de’n milliùn). Ma ringrassiammu Diu! Stavota eiscì a cummedia a l’è lesta e ‘stu casìn za da dumàn, cantunèi e spassìn pruvvederàn man man folu sparì insemme a ‘sti ideali pruclami ch’i l’han cuntò a furbi e abbelinai. De tantu asgaru, foscia, a-a fin da fòra u resterà s-ciairiu e ancù incullau ün toccu de papé mezzu strassau cu-a faccia de quarcùn ch’u ghe sperova... Ma elettu o na e fìn che a colla a düra sarà u regordu de ‘na fregatüra. G.C. (Libero adattamento in dialetto alassino della poesia “Doppo l’ elezzioni” di Trilussa). Sabato 15 Aprile 2006 5 «L'ALASSINO» Rimme da noscia tèra Tantalè (Da “I strassùi de Pessö”) Putrùn, schinun, guràn, lenguassa brütta, nescia bagascia, sücca patentò, ose cu-e scorpe che a nisciün u aggiütta a rende bèlla Araxe e a ludò. Vuxe da scimmia pe-u prugressu mütta, sènza riflessi. Somma abbellinò. Re d’ogni gaffa quande u fa dispütta, testa ciü düra da pria du murtò. Quarche salamme u serca de scüsolu impastandu u dué a-a filusufia. E u dixe: “Tantalè u-u deve folu a curpa a l’è d’Araxe e-a sò magìa”. Pe contu mé u l’è pocu appeccigolu. Sperammu che’n bruffun so-u porte via. Santino Brumo Pezzolo TANTALE’: Poltrone, schienone, goloso, lingua sporca / cretino, zucca patentanta / cretino colle scarpe, a nessuno utile / per rendere più bella Alassio e a lodarla. // Voce da scimmia, zero per il progresso / senza riflessi, asina e cretina. / Regina delle gaffe quando discute / testa più dura del marmo. // Qualche salame cerca di scusarlo / impastando il dovere con la filosofia. / E dice “Tantalè ciò deve fare. // La colpa è di Alassio e della sua magia” / Per conto mio è poco appiccicarlo. / Speriamo che un fortunale se lo porti via. (Nota: Certi modi di dire inseriti sono intraducibili) E bulle (Dialetto di Osiglia) A stanza a rimbumba dè teu canzunette u nonnu scherzusu u canta cun ti, u vòa in balun c’u pâ ina cumeta u sbraggia in bamboccio sciacòu cun i pe. Dovunque u se mia, ghè ’n toccu pè taera, cübetti, matite e finn-a in gilè a ’n bellu surdattu scunfittu ’n t’a guaera ghe manca ina gamba, a l’è sutta u büffè. U nonnu u desfascia a seu surprezinn-a, ti sgrann-i i eugetti, “chissà cos’u l’è”! u sciorte in tübettu c’u fa e bulicinn-e cun aegua e savün, ma quante u ghe n’è! Sun belle, riunde e vòan legère, cuntentu ti e mii ti e scùri però, se sulu ti e sfiùri ti vedi ogni sfera sparì in te l’âia, e zugâ u nun se peu. U nonnu al’impruvisu u se fa pensierusu “ün sciusciu u l’è a vitta, profunda veitae! se pensu che a ninte u riturna ogni cosa, ti zeughi in te l’âia, pe quantu, tiò sae?!”. Pietro Berletti LE BOLLE: La stanza rimbomba delle tue canzonette / il nonno scherzoso, canta con te, / vola un pallone che sembra una cometa / e strilla un bamboccio schiacciato coi piedi. / Dovunque si guardi c’è un pezzo per terra, / cubetti, matite, perfino un gilè / a un bel soldatino sconfitto in guerra / gli manca una gamba, sta sotto il buffè. / Il nonno sfascia la sua sorpresina, / tu sgrani gli occhietti, “chissà che cos’è” / ed esce un tubetto che fa bollicine / con acqua e sapone ma quante ce n’è! / Son belle, rotonde e volan leggere, / contento le guardi le insegui però, / se solo le sfiori tu vedi ogni sfera / sparire nell’aria, e giocar non si può. / Il nonno all’improvviso si fa pensieroso / “un soffio è la vita, profonda realtà! / se penso che a nulla ritorna ogni cosa; / tu giochi nell’aria, per quanto, lo sai?!”. VIA TORINO Un anno fa circa, cominciava la nostra avventura al numero 54 di Via Torino. Chi abita ad Alassio lo sa, questa larga strada-isola pedonale, con le sue panchine e i lampioni, è quasi un invito alla sosta per bere qualcosa in tranquillità in uno dei bei caffè-bar affacciati sulla via o sulla adiacente piazzetta che guarda il mare, o semplicemente per sedere a bordo marciapiede e prendere fiato in attesa di immergersi di nuovo nel flusso di visitatori che percorrono il budello e i suoi mille allettanti negozi. Forti dell’esperienza di nostro suocero Pietro, da più di trenta anni nella ristorazione, e sostenuti dal gusto sicuro di nostra suocera Nanna, architetto disponibile a seguire i lavori compatibilmente con i suoi primari interessi di nonna, iniziavamo le opere di adattamento e ristrutturazione del locale pizzeria-brasserie, che avremmo chiamato Barcalà, facendo semplicemente l’acrostico con i nostri cognomi: Barbuiani-CassaiLattuchella La giovinezza, si sa, ti dà la forza dell’incoscienza, ma nonostante la volontà di portare a termine un progetto importante di futuro lavoro per le nostre famiglie, partivamo con quella naturale ansia che deriva dall’esporsi ad un grosso impegno finanziario, congiunta al timore di operare in un momento poco favorevole economicamente. Ma da subito abbiamo avuto prima la curiosità, poi a mano a mano la simpatia e col tempo anche l’affetto dei nostri vicini. Consigli, dritte, appoggio e consolazione, sono arrivati a piene mani da Mauro, Gino, Gianni, Franco e tutti gli altri amici che insieme alle inevitabili prese in giro e ai prudenti avvertimenti “eh, non è facile” e “state attenti” e “ve ne accorgerete”… hanno seguito giorno dopo giorno la nostra avventura con discrezione e comprensione. Ora ad attività avviata e, nonostante gli inevitabili intoppi e difficoltà, con la soddisfazione del riconoscimento della qualità del nostro lavoro, vogliamo apertamente ringraziare gli amici di via Torino che ci hanno sostenuto dicendo loro quanto sia stato importante il loro appoggio e la simpatia che ci hanno dimostrato e che noi ricambiamo. Con affetto e stima auguriamo loro una buona e serena Pasqua con tanto lavoro! Daniele e Valerio VECCHIE STRADE - Via Leone XIII Ci fu un tempo in cui noi si abitava in via Leone XIII. Una viuzza lunga poco meno di 200 metri con breve diramazione in leggera salita. Ovviamente era in terra battuta, cosparsa di brecciolino, pronto a provocare abrasioni alle ginocchia di quei partecipanti alla “sciàlla” o a “guardia e ladri” facili agli ingambi e alle conseguenti cadute. Sembrava essere stata costruita a fatica, schiacciata com’era tra le spesse quanto severe mura della Parrocchia e le facciate degli edifici civili, che la fiancheggiavano a monte. Il transito delle macchine era del tutto inesistente; se passava, passava qualche carretto a mano e qualche bicicletta. Allo sbocco ad ovest, a monte della piazza della Chiesa, c’era un grande mercato coperto, a un piano dove il sabato si vendeva di tutto, e poco oltre l’ingresso dell’oratorio di “don Bosco”. Tutto sommato una strada di un certo rispetto, tranquilla; ovviamente salvo nei momenti in cui noi ragazzi la trasformavamo in una sorta di allegro cortile di gioco. Gli affanni del paese infatti vi giungevano affievoliti, quasi spenti, anche se l’Aurelia, l’attuale via Mazzini era lì a un passo. Unici rumori degni di attenzione erano durante le ore di lavoro, lo stridio veloce del trapano, del tornio e a volte un martellare, monotono, continuo proveniente dall’officina meccanica di Chiolini. Chi lo ricorda ancora? Un artigiano talmente bravo e capace da spaziare con estrema maestria dalla riparazione di una macchina per scrivere a quella di un orologio a muro, da un motore marino a un proiettore cinematografico! Unica voce incombente, costante, quotidiana, era quella del vecchio campanile che sovrastava con la sua grigia mole imponente le nostre abitazioni. Implacabile come la ruota del destino col peso delle sue note quasi sempre tristi, gravi e lente anche nei momenti di festa, ci incuteva una certa soggezione; uno scampanio comunque che ogni volta tornava a far tremare i vetri alle finestre. Nascite e dipartite e matrimoni e Natali e Pasque li sentivamo se non altro con partecipazione diretta ed immediata... Pareva di essere quasi in un mondo a parte. La voce - talvolta il rombo del mare e il suo odore - arrivava sin là con qualche difficoltà dovuta ai “rigiri” del vento. E poi se non fosse tedioso ci sarebbe da rammentare tutte le famiglie che erano vissute qui: i Barillaro, i Bologna, i Bondente, i Faccioli, i Gazzelli, i Guidi, i Mauri, i Moirano… A distanza di tanti anni sono tornato in via Leone XIII. Facce nuove ed anche i rumori non sono più gli stessi. Traffico zero. Qualche macchina in sosta. Al posto del vecchio Chiolini c’è il giovane Campagnolo, bravissimo ed onesto corniciaio. E le malinconiche campane di sant’Ambrogio non hanno smesso di fare tremare i vetri alle finestre. Vincenzo Moirano Rubrichetta mensile - Un ricordo per... Anno scolastico 1950 Festa Solva-SantaCroce- Istituto Margherita Morteo Ollandini- 1° e 2° Tecnica Commerciale In prima fila: La nonna di Gianni Croce con la piccola Trifoglio (ora preside dell’Istituto Alberghiero), S.E. il Vescovo di Albenga Monsignor De Giuli con il fratello, il Preside Prof. Lamboglia ed il mitico Prof. Caprile (per gli altri… chi si riconosce?). Resistenza, tasselli per un mosaico Innumerevoli tasselli messi insieme con certosina perfezione fanno di “Partigiani, Martiri e Cacciatori degli Appennini”, un mosaico interessantissimo che mette ulteriormente in evidenza l’epopea della Resistenza. Ferruccio Iebole, con l’arte del ricercatore, costruisce una consistente parte di quella lotta di Liberazione che proprio sulle montagne liguri-piemontesi ebbe il massimo dell’espressione. Patriottismo, abnegazione, coraggio sono gli elementi principali delle pagine di un libro che permettono di tenere vivo il ricordo di tantissimi episodi, grandi e piccoli, che, messi insieme, hanno dato vita a pagi- Il “Baletta” di Daniele La Corte diventa un film “Diventare Uomo – la Resistenza di Baletta”, edito da Totalprint di Genova, la storia di Roberto Di Ferro, il bambino partigiano di Albenga ucciso a Pieve di Teco, è giunto alla sua terza ristampa. Il libro, scritto dal nostro socio, il giornalista Daniele La Corte, ha riscosso molto successo soprattutto in Liguria e in Piemonte tanto da convincere un gruppo di studio cinematografico genovese ad usarlo come trama di un film la cui lavorazione inizierà in autunno. La pellicola verrà girata in esterno sia nell’Alessandrino, terra di origine della famiglia Di Ferro, sia nell’entroterra di Imperia e Albenga. In libreria anche “Storia di Uomini e di Donne”, altro libro sulla Resistenza, scritto da La Corte nel 1995. L’editore genovese Filippo Privitera lo ha ripubblicato, con una veste diversa. Una seconda edizione che ci permetterà, ancora una volta, di ripercorrere i magici momenti delle lotta di Liberazione attraverso i racconti dei testimoni del tempo, dei partigiani, tra questi molti ormai scomparsi, protagonisti di quei fantastici quanto terribili momenti. ne di storia memorabile. L’azione dei soldati sbandati e finiti nelle divisioni partigiane, il movimento spontaneo di ragazzi che abbandonata la scuola, piuttosto che la fabbrica e la campagna, raggiunsero gli Appennini e le Alpi per organizzarsi e far fronte all’offensiva dell’invasore e del suo alleato fascista. Nessuna retorica, soltanto documenti messi insieme per dare un ulteriore spaccato di un’epoca che occorre non dimenticare. Dalle pagine dell’opera di Iebole emerge chiara anche la fede, la dottrina che porta il cristiano ad essere ulteriormente cosciente degli atti intrapresi. Trasferimenti, arresti e fucilazioni. Inter- minabili elenchi di nomi con sottolineati movimenti e risultati, oltre a tante immagini, per dare chiara la dimensione di un’epoca che non può essere che classificata come guerra contro un invasore, un nemico la cui violenza brutale sfociò nella persecuzione di chi era diverso per religione, per razza, ideologia e lingua. L’autore ha saputo sviluppare il suo lavoro letterario senza mai perdere di vista il credo da cui ha mosso i primi passi la sua paziente ricerca: il mondo legato alla Chiesa evangelica la cui comunità molto diede per la rinascita dell’Italia libera. D.L.C. 6 «L'ALASSINO» Sabato 15 Aprile 2006 Nuove aule a San Kizito Precisazioni dagli insegnanti Carnevale al Centro Anziani dell’Istituto M. M. Ollandini RUANDA Siamo tornati a San Kizito, in Ruanda, come ci eravamo proposti. Volevamo tornare a vedere l’andamento dei lavori della scuola che abbiamo aiutato a nascere e a crescere, e l’abbiamo fatto. Questa volta siamo partite in due, io Barbara Testa, e Loretta Zavaroni. Un lungo viaggio ci ha riportato, a due anni di distanza, in Ruanda, nel villaggio di Padre Hermann Schulz. Lì abbiamo trovato i visi, gli occhi e i sorrisi di tanti bambini che avevamo già conosciuto, ma anche nuovi amici che sono arrivati da poco nella missione. Abbiamo anche ritrovato gli alunni della scuola secondaria superiore che sta crescendo a vista d’occhio. Le novità sono positive. Abbiamo potuto vedere le nuove aule e i dormitori. Con noi abbiamo portato 25 mila euro, raccolti lo scorso anno, che serviranno per la scuola. Il prossimo progetto sarà quello di dotarla di aule professionali per permettere, ai ragazzi che vorranno, di studiare e diventare fabbri o falegnami e dar loro la possibilità di crescere. Grazie a nome di tutti i ragazzi della scuola agli amici di Alassio e non solo, che di volta in volta hanno aderito alle iniziative organizzate dalla nostra associazione. Barbara & Loretta Associazione Amici di Padre Hermann Onlus - Alassio Gli insegnanti dell’Istituto Secondario di Primo Grado “Ollandini” Alassio manifestano sorpresa per l’ampio spazio concesso dalla stampa alle polemiche riguardanti la richiesta di non interruzione del servizio scolastico in occasione dell’insediamento dei seggi elettorali nei locali della scuola. Tengono a precisare che la richiesta suddetta era volta a garantire, ad alunni e famiglie, la continuità del servizio scolastico. I docenti, invece, riterrebbero più costruttivo rendere pubblico tutto ciò che, in questi ultimi anni, la nostra scuola ha fatto per migliorare ed ampliare la sua Offerta Formativa. La nostra scuola ha visto crescere costantemente (del 16%) il numero degli alunni che la frequentano, in controtendenza rispetto ad altre scuole del distretto. I ragazzi non provengono solamente da Alassio e Laigueglia, ma da Albenga e dal suo comprensorio e le richieste di iscrizione alla Ollandini sono motivate dall’apprezzamento per la qualità e la complessità delle proposte didattiche ed educative offerte. La nostra scuola ha inoltre visto aumentare il numero delle collaborazioni esterne fornite da insegnanti, tecnici, esperti, professionisti, i quali hanno permesso di realizzare all’interno dell’orario scolastico, già prima della Riforma, corsi di seconda lingua comunitaria (a scelta tra francese, tedesco e spagnolo) oltre all’inglese; corsi di strumento musicale (pianoforte, chitarra, clarinetto); inoltre, in accordo con le società sportive presenti sul territorio, corsi per avviare gli alunni a praticare, oltre alle attività più tradizionali, quali il basket, la pallavolo, il calcio, altre diversamente coinvolgenti, come mountain-bike, arti marziali, nuoto, vela, tennis,canoa, sci, trekking, atletica leggera. I contributi richiesti alle famiglie sono stati minimi, in quanto la scuola ha sempre fornito ogni attrezzatura, dagli strumenti musicali alle tute stagne per la vela, anche in momenti, come questi, in cui i fi- nanziamenti per la Scuola continuano a diminuire. La nostra scuola da sempre viene incontro alle esigenze generali, o più strettamente personali delle famiglie, garantendo assistenza ogni giorno dalle 8 del mattino alle 19 (spesso anche in orario serale), con la possibilità di usufruire della mensa, risultando, pertanto, non solo servizio scolastico, ma centro di aggregazione sia per gli alunni e le loro famiglie, sia per l’intera cittadinanza di Alassio. La nostra scuola è stata ed è in grado di seguire i suoi ragazzi anche dopo il conseguimento della licenza media ed ha visto crescere i risultati positivi di coloro che sono tutt’ora iscritti agli Istituti Superiori della provincia di Savona e di Imperia. Gli stessi e le loro famiglie mantengono nel tempo un legame con la nostra scuola, partecipando ad attività culturali (dibattiti, incontri, conferenze, ecc.) e ludiche (eventi musicali ed attività sportive), a dimostrazione di riconoscenza ed affetto. Basta entrare nella scuola per accorgersi del “clima” che si respira alla “Ollandini”: i ragazzi sono sereni, vengono a scuola volentieri, perché seguiti ed ascoltati in ogni momento; il personale tutto è attento alle loro richieste e cerca di venire loro incontro costantemente; gli insegnanti sono disponibili e lavorano per favorire, tenendo conto delle possibilità personali, il raggiungimento dei massimi risultati. Ciò è stato possibile grazie all’impegno ed al continuo lavoro del Dirigente Scolastico, che ha saputo sperimentare e quindi attuare scelte educative originali le quali, con l’andare del tempo, hanno dato i risultati che abbiamo detto sopra. Gli insegnanti della Ollandini, quindi, confidano in una pronta ed integrale pubblicazione della presente, ritenendola doverosa per la completezza dell’informazione. Alassio 31 Marzo 2006 Seguono numerose firme Chi sostiene che la festa di carnevale riesca a rendere felici solo i bambini dovrebbe ricredersi. Al Centro Anziani “Argento Vivo” martedì 28 febbraio gli iscritti hanno organizzato una festa che per inventiva e varietà di travestimenti ha superato le aspettative degli animatori e che ribadisce ancora una volta che momenti come questi riescono a creare relazionali efficaci e soddisfacenti per tutti. stretti intorno per assistere ad una gag esilarante che ha fatto divertire tutti e che ha aperto la seconda parte della festa con balli e musica. Dalla bachata al liscio, al trenino brasiliano tutti insieme a festeggiare il Carnevale, con l’energia e la voglia di mettersi in gioco che sono caratteristiche di chi insieme ha scoperto il piacere di uscire e di stare insieme ad altre persone. Feste come il Carnevale, organizzate con Al via della festa, aiutati dagli animatori del centro, i partecipanti si sono trasformati in vari personaggi: si sono materializzati, con i loro costumi variopinti creati apposta per l’occasione, la fattucchiera napoletana con tanto di sfera magica per predire il futuro, l’indiana con penne e ascia di guerra, i pirata, le hawaiane, Charlie Chaplin con tanto di bombetta, il gatto Silvestro, la spagnola, le fate e il tifoso della Juventus con tanto di maglietta. All’arrivo dell’Assessore Monica Zioni, la fattucchiera (alias Ninetto Pellirone) ha predetto il futuro facendo uso delle carte e della sfera di cristallo: i partecipanti si sono questo spirito, alimentano in tutti i partecipanti del Centro Anziani il desiderio del vivere e condividere delle esperienze insieme in un mondo che allontana sempre di più le persone e non che riesce a “sfruttare” positivamente il patrimonio di tradizioni, di storia e di cuore che gli anziani hanno come loro bagaglio. Al termine di ogni manifestazione del Centro Anziani, gli animatori della GE.S.CO. rinnovano i ringraziamenti a tutti i partecipanti per la gioia e i momenti belli trascorsi insieme agli anziani del centro. GE.S.CO. SPA LAUREA Il giorno 17 marzo u.s. presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Genova, si è laureata in scienze dell’Educazione (indirizzo: Educatori professionali) la nostra concittadina SILVIA MERELLO, presentando una tesi dal titolo: PROGETTO “FAMIGLIA E DISABILITÀ”: INDAGINE SUI BISOGNI E SULLE ASPETTATIVE DELLE FA- MIGLIE CON UN FIGLIO DISABILE RESIDENTI A IMPERIA E PROPOSTA DI UN MODELLO DI PARENT TRAINING” Relatrice la Prof. Donatella Cavanna e correlatrice la Chiar.ma Prof.ssa Mirella Zanobini. Alla neodottoressa, alla mamma Giovanna ed al papà Domenico giungano anche le felicitazioni dell’Associazione Vecchia Alassio. Sabato 15 Aprile 2006 Protezione Civile al Panero Quattrocento volontari all’aeroporto Clemente Panero di Villanova d’Albenga. È successo domenica 26 marzo per la consegna ufficiale delle divise e di vario materiale alle squadre della protezione civile e antincendio della provincia di Savona. Un progetto della fondazione “A. de Mari” della Carisa roporto non è stata casuale. L’importante infrastruttura è sede operativa dei canadair e degli elicotteri che si alzano in volo in caso di incendi non solo in provincia di Savona ma anche di Imperia. Il Panero rappresenta anche un importante supporto logistico durante le emergenze di vario tipo. «Sono lieto di lungo quattro anni per permettere di rendere sempre più funzionanti e solide le squadre. Dal 2002 ad oggi sono stati assegnati ben 32 mezzi, 471 dispositivi di protezione individuale oltre che i supporti per le telecomunicazioni e le dotazioni specifiche per lo spegnimento in sicurezza degli incendi. L’organizzazione della giornata villanovese è stata curata dalla sezione di Alassio della Società Nazionale di Salvamento. La scelta dell’ae- stare con voi oggi. Essere tra i volontari vuol dire toccare con mano la solidarietà e vedere in faccia chi è controcorrente, in tempi come questi in cui c’è sempre più egoismo». Ha iniziato così il suo intervento il ministro per le attività produttive Claudio Scajola, arrivato all’aeroporto Panero proprio per essere presente a questo importante appuntamento. Barbara Testa CON LE SCUOLE PER LA FESTA DEGLI ALBERI Nel primo giorno di primavera l’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche ha voluto coinvolgere le scuole della città nell’ormai tradizionale Festa degli Alberi. Sono stati un centinaio i bambini che sono stati chiamati a partecipare a una giornata un po’ particolare. Arch. Marco Melgrati, come pure il presidente dell’Associazione Vecchia Alassio, Carlo Cavedini, sono stati chiamati a piantumare un leccio che porterà il loro nome. Al termine dell’intervento, reso possibile grazie alla disponibilità di un privato che ha messo a disposizione una porzione di I HAVE A DREAM… HO UN SOGNO “HO UN SOGNO”…. di: Mario “ATTILA” Palumbo Ideatore e presidente del gruppo A.R.E.S. Volontari Boschivi “HO UN SOGNO, un sogno a colori… i colori della natura! Quelli veri..! Senza il nero, lasciato dal passaggio di un incendio, senza i colori innaturali della plastica…del vetro…delle lattine… degli elettrodomestici… dei sanitari… e quant’altro… che PURTROPPO io e la mia Squadra Manutenzione Sentieri, troviamo COSTANTEMENTE nella natura “snaturata” dall’uomo. Beh “uomo” non è la parola più appropriata per definire questo tipo di persone… i cui aggettivi -negativi- che userei per definirle si sprecherebbero… risultando comunque insufficienti! nifica della natura è la “battaglia” che combatteremo più volentieri. Invece ciò che ritengo ingiusto, è che si PERSEVERI per “TRADIZIONE” nell’inquinare determinati luoghi dove, per abitudine, chi lo fa convince anche altre persone (scorrette) che sia un diritto!! Chiunque lo fa per primo, dato che dà un esempio negativo e (purtroppo) sicuramente poi emulato… a mio giudizio, ha una doppia responsabilità in quanto artefice di una inqualificabile iniziazione. Rendo esplicito il concetto con un esempio: in una delle tante discariche situate sulle alture di Alassio, esiste e resiste da molti, molti anni un pericolosissimo tratto di bosco, in un impluvio sottostante la strada panoramica per Testico, completamente inquina- A volte mi capita di pensare che cercare di tenere puliti i sentieri, le mulattiere ed i luoghi abitualmente utilizzati a discarica… sia come combattere contro i mulini a vento…ma so che è una “battaglia” giusta e noi A.R.E.S. siamo pur sempre (oltre che Volontari Boschivi) un team sportivo che pratica il soft air (gare di simulazione di pattuglie militari) e le “battaglie” sono la nostra “passione!” e quella della bo- to da vetri di bottiglie… rotte!! La discarica è situata su un prato di sottobosco attiguo alla strada asfaltata e ad un sentiero che fino ad oggi (a parte i temerari cacciatori) è stato “scartato” per gioco-forza dagli escursionisti. Tale discarica, come del resto buona parte delle altre, è stata “rimpinguata” costantemente negli anni per abitudine tanto da divenire una “tradizione” sia lo scaricare vetri, che il dover “girare al terreno sul ciglio della strada, ai bambini è stata offerta una merenda a base di brioche e succhi di frutta. Per tutti loro, subito dopo, una divertente Caccia al Tesoro organizzata dalla Cooperativa “Tracce” per giocare all’aria aperta in questa prima giornata di primavera e alla fine della giornata una piantina ricordo offerta dall’Assessore alle politiche Educative, Dott.ssa Loretta Zavaroni. largo” per evitare il pericoloso tratto. Com’è risaputo occorrono oltre 100 anni per la disgregazione del vetro, quindi auspichiamo che tale sciagurata abitudine sia un fatto superato adesso che esistono campane per la raccolta delle bottiglie ovunque!! Tra noi Volontari Boschivi, è un auspicio molto sentito poiché tale sentiero diventerà uno di quelli da noi bonificati, ricostruiti e mappati per gli escursionisti. Come aggravante della situazione c’è il fatto che le bottiglie sono sparse su un’area molto vasta la cui bonifica comporterà un dispendio di molte giornate di lavoro sottratte alla cura dei sentieri. Un altro punto vergognosamente ed abitualmente utilizzato a discarica è lo spiazzo situato in località “Fontanazza” (sempre sulla strada per Testico) poco dopo la Crocetta. Tale spazio dovrebbe avere la funzione di consentire a mezzi voluminosi, (vedi anche ambulanze) un’eventuale manovra di emergenza, per effettuare una conversione di marcia. E invece, direttamente a bordo strada viene gettato tutto ciò che è ritenuto da eliminare dalla propria casa per abbellirla, ritenendo perciò giustificato (da parte di chi lo fa) l’imbruttire la natura che è di tutti… Pure loro… anche se non la apprezzano. Nelle foto allegate si vedono alcuni chiari esempi… spero che gli ex proprietari del materiale e degli oggetti buttati, nel riconoscerli… provino un po’ di rimorso e di vergogna… e quindi rinsaviscano. Colgo l’occasione per ricordare a tutti che ogni due martedì è possibile portare i materiali “inerti”, GRATUITAMENTE, negli appositi containers collocati nel piazzale sottostante al cimitero di Alassio (per informazioni 01826402223 - Uff. Ambiente) e per chi fosse impossibilitato al trasporto, è sufficiente telefonare alla ditta Ponticelli al N. verde 800-556871 per ottenere tale servizio a domicilio. HO UN SOGNO, il sogno di vedere le colline della mia Alassio ben curate come i boschi e i prati dell’Ampezzano (la mia seconda casa) dove ho fatto il tirocinio da “Boschivo”, dove non esistono le discariche, dove ogni foto scattata sembra una cartolina. Il mio sogno porterà (come quasi tutte le domeniche) noi volontari e chiunque vorrà partecipare, alla pulizia di erbacce, arbusti, rovi e quant’altro dal bordo strada, a partire dal piazzale antistante il Santuario di Madonna della Guardia fino al bivio per Moglio/Caso, domenica 7 maggio (e se necessario anche il 14) dalle h 9.00 alle h 19.00. Io al Briefing pre-lavori ai ragazzi dico sempre…. “…Ok iniziamo e diamoci dentro! E sarà così finché avremo buone gambe, buone braccia e buon cuore per lavorare per il nostro prossimo”. A tal proposito vorrei rigirare il: “GRAZIE DI CUORE” (per le belle parole dedicateci) ai bambini e le loro famiglie che hanno scritto la lettera a “L’Alassino” pubblicata nel precedente numero. Buone passeggiate e pedalate a tutti! Mario MOSTRE D’ARTE (a cura di Carlo Bertolino) SALA CARLETTI (Sede A.V.A.) La gioia dei bimbi a contatto con la natura. In Località San Bernardo ad Alassio, sono stati infatti piantumati ben diciotto lecci, ognuno dei quali contrassegnato da un’etichetta indicante la classe che ha provveduto alla piantumazione. La manifestazione ha visto anche quest’anno la collaborazione della Guardia Forestale, della Protezione Civile e naturalmente dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Alassio. Anche il Sindaco di Alassio, 7 «L'ALASSINO» Franco Iebole, di antica famiglia alassina, ex idraulico, ora passa il suo tempo in molteplici attività: è pittore, intagliatore in legno, fotografo e altro ancora. Ha esposto nella seconda quindicina di marzo. Fotografa la Natura, i fiori, gli insetti, gli uccellini, nello svolgersi della loro vita, con occhio d’artista. Nei dipinti predilige gli scorci di Alassio, il sole sul mare, paesaggi agresti e montani sempre con attenzione all’inquadratura e alla resa cromatica. Ma ciò che forse più colpisce in mostra sono una trentina di “bassorilievi”: pannelli di legno che fanno da sfondo a piccole sculture od oggetti veri applicati, rappresentanti giochi “di strada” un tempo praticati dai bambini e ragazzi, con i nomi alassini: dal cerchio (con martinica) alla carrozzetta, dalla “a cagnetta a dorme”a pimpirinella, dalla sgavadura alle balette nelle varianti papa, pormu e stecca, müiettu e… sulla pista di sabbia; poi le figurine, il bullone esplodente, il telefono fatto con i barattoli, gli “osci”, la fionda e via elencando. Eccezionale una catena eseguita da una sola barra di legno intagliandone i singoli anelli (ne avevo viste di simili nelle sculture dei seicenteschi Brustolon a Venezia). Erano esposti anche modellini di navi a vela, complesse o più semplici, eseguiti con maestria da Luigi Morandotti, anche in una sezione trasversale per vedere la costruzione interna, e, stupendo, un modello della corazzata “Littorio”, vanto della marina italiana durante la seconda guerra mondiale. Alassio, 24.4.2006: Antonio Ricci e la voce del Gabibbo Beccati con mogli hanno festeggiato gli sposi, la signora Monica Zioni e Antonio La Bella, nella foto all’uscita dall’ex chiesa anglicana. (FOTO SILVIO FASANO) RISTORANTE “LA PRUA” Dal 23 febbraio al 3 marzo si sono svolti a Carrara gli Internazionali d’Italia, ovvero una delle competizioni tra le più importanti del nostro paese nel campo della ristorazione. Moltissimi gli chef partecipanti, oltre agli Italiani, anche Americani, Francesi, Svizzeri, e Giapponesi, che si sono cimentati nelle diverse prove. Davanti ad un nutrito pubblico di appassionati e professionisti, la squadra degli Alassini ha ben figurato nella categoria “Cucina mediterranea” nella quale ha meritato la medaglia di Bronzo con Allochis Danilo e Matteo Maulini, diploma di merito per gli altri componenti del Team, Rocco Christian, Prandi Stefano e Luca Acquaviva, della squadra ha fatto Gli chef premiati. parte anche Sergio Maulini, che gareggiando nella categoria “Artistica” ha meritato il diploma per la sua scultura in margarina. Complimenti a tutti per aver ben figurato e tenuto alto il nome della nostra città in una competizione internazionale. Danilo Allochis 8 «L'ALASSINO» Sabato 15 Aprile 2006 INCONTRI CON L'AUTORE Incontri culturali “Parliamo di…” 2005-2006 Annamaria Bernardini De Pace : “Mamma non m’ama - Le madri cattive esistono” Ed. Sperling & Kupfer Prof. Antonio Raimondi: “Da un mondo in-fame a un mondo possibile” Sabato 18 marzo, nell’Auditorium della Biblioteca Civica Deaglio, lo Zonta Club AlassioAlbenga, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio e con l’Associazione Culturale Librarsi di Albenga, ha ospitato l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, per la presentazione del libro “Mamma non m’ama – le madri cattive esistono” Sperling & Kupfer Editori. L’autrice, nella sua esperienza di avvocato matrimonialista, ha purtroppo incontrato molte tipologie di donne-madri: le madri manipolatrici, che usano i figli per strategie di controllo, quelle soffocanti, che ne spengono la personalità, fino ad arrivare alle madri anafettive, a quelle abusanti, drogate, distruttive e omicide. Il libro è dunque una sfida alle convenzioni “buoniste” sulla polverosa retorica della dolcezza del- la figura materna. L’incontro ha ottenuto un notevole successo di pubblico, grazie all’autorevolezza ed alla simpatia della scrittrice; il dibattito che ne è scaturito ha confermato l’attualità dell’argomento e l’importanza del ruolo femminile nella società odierna. Si ringraziano la dott.ssa Zioni per la sua costante disponibilità, il signor Goldberg dell’Associazione Librarsi e la dott.ssa Graziella Cavanna per la presentazione. to a valorizzare la moda come fenomeno culturale, in sintonia con le case storiche della moda alassina». Il presentatore dott. Nicola Davide Angerame premette che Alassio ha un rapporto privilegiato con la moda e intervista l’autrice che così risponde: «L’idea di questo libro ha due motivi: il mio armadio era giunto alla saturazione e la moda delle passerelle o dei giornali specializzati che non corrisponde quasi mai a quella che vediamo per strada. Senza contare l’aspetto economico. I dieci alleati di stile esaminati in questo libro, sapranno come farci sentire “a posto” anche nelle situazioni più importanti o difficili: il tubino nero, lo stiletto, il tren- un Oratorio salesiano. Sono un cooperatore del V.I.S. Appoggio le Comunità salesiane nel mondo, attraverso una mia attività per ottenere l’educazione allo sviluppo. Siamo “avvocati” dei poveri. Noi siamo responsabili della povertà di molti Paesi, ma se ci sono persone che si dedicano al volontariato vuol dire che c’è un “mondo possibile”. E cita la signora alassina (presente) Rina Ivaldi, che incontrò in una missione in Africa. Cosa fa un “cooperatore allo sviluppo”? Viaggiando, visitando le missioni, si vede un “mondo infame”. Siamo sei miliardi: un miliardo e 200 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno e un miliardo e 800 milioni con meno di due dollari. Eppure anche in questi Paesi la vita può essere abbastanza cara. In genere non si dice la verità a questo riguardo. Non è che molti popoli non abbiano voglia di la- vorare: lavorano, ma il loro lavoro non rende! La fame e la povertà non sono incidenti. Un’infamia sono le mine anti-uomo, che mutilano senza uccidere. Le responsabilità non sono solo nostre, ma anche delle dittature del Sud del mondo. In Etiopia abbiamo trivellato pozzi che risolvono molte situazioni precarie. In molti casi si può intervenire non con carità spicciola, ma con scientificità d’intervento, con l’istruzione, la formazione professionale che rendono autosufficienti molte comunità. Fior di economisti, nell’intento di aiutarli, hanno sbagliato gli interventi nell’economia di molti Paesi emergenti, procurando danni anziché benefici». Il dott. Raimondi ha poi spiegato molti dettagli dell’attività dei Volontari, specialmente in casi di emergenza (vedi tsunami), che si adoperano per aiutare le comunità a risollevarsi. Zonta Club Alassio-Albenga Cinzia Felicetti: “Assolutamente glam! - Dal tubino nero alla camicia bianca i magnifici 10 del Guardaroba femminile” Ed. Sperling & Kupfer Questo incontro è avvenuto alla Chiesa anglicana il 17 marzo scorso. Cinzia Felicetti, friulana, vive a Milano, giornalista e scrittrice dirige da quattro anni il mensile Cosmopolitan. Come di consueto l’assessore alla Cultura dott. Monica Zioni porge il saluto e afferma che «Il pregio del libro di Felicetti è l’aver dimostrato che la moda è un’espressione culturale a tutti gli effetti… Dialogando con il cinema e con la musica prova come i nostri sogni siano vestiti di moda…Con il suo “Budello”, la via dello shopping più lunga d’Europa, Alassio si conferma la città della moda. Questo incontro vuole essere un primo passo, un impegno, dell’assessorato alla Cultura vol- Dopo il benvenuto del Preside del Liceo Don Bosco, prof. Alvaro Bellugi, e il saluto dell’assessore alla Cultura del Comune di Alassio dott. Monica Zioni, il 10 marzo scorso nell’Auditorium dell’Istituto Salesiano, il prof. Antonio Tassara presenta l’ospite. «È una persona molto significativa: Presidente e Direttore del V.I.S. (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) dal 1993. Nato negli Stati Uniti, vi ha compiuto i primi studi, per poi laurearsi all’Università “La Sapienza” di Roma. Ora è docente all’Università di Pavia e anche di Firenze e di Rovereto. Scrive su varie riviste ed è autore di diversi libri. Ha compiuto missioni in 26 Paesi d’ Europa, Africa, Sud America, Medio ed Estremo oriente». Ed ecco un sunto di quanto ha detto il prof. Raimondi. «Sono un ex-allievo di Don Bosco, la mia prima casa è stata praticamente ch, la camicia bianca, la borsa, il golf in cachemire, la collana di perle, i jeans, la t-short, il rossetto. È il tentativo di opporsi alla mercificazione. Nel libro cerco di dare consigli per gli acquisti e per gli abbinamenti. La moda propone le arti: il cinema, la musica, la letteratura. Il giornale è un mezzo per tutti, per chi lo fa e per chi lo legge. Le sfilate comportano una lunga preparazione per quindici minuti di esibizione. I colori sono spesso proposti dai produttori di tessuti, che poi tutti adottano, inducendo il pubblico a pensare che copino, ma non è così. È un libro da dedicare a mariti e fidanzati. Il mio prossimo libro sarà completamente dedicato ai consigli per gli acquisti». Giorgio Calabrese: “La dieta mediterranea: un mezzo tradizionale per vincere i problemi alimentari del futuro” Questo incontro del 22 marzo scorso è stato condotto dalla dott. Sandra Berriolo, albenganese, dietista, nutrizionista, autrice del prestigioso “Il libro del basilico” (Ed. del Delfino Moro), che prende la parola dopo i saluti del prof. Bellugi e della dott. Zioni. «Il prof. Calabrese è una persona molto simpatica, mediatica. Giornalista, scrive su “La Stampa”, “Repubblica”, dà consigli via Internet, collabora a molte pubblicazioni, compare in varie trasmissioni televisive sui principali canali, è docente all’Università Cattolica di Piacenza, a quella di Torino e di Boston; medico sportivo è dietista della squadra di calcio Juventus; riesce a spiegare a tutti cose molto complesse. Bisogna mangiare poco ma buono, di cibo si parla molto ma molti non sanno nutrirsi con giudizio. Questa sera il professore propo- ne il suo recente libro (dopo parecchi altri) “la dieta del terzo millennio” scritto insieme alla consorte Caterina». E il prof. Calabrese: «Sono astigiano, molto legato alla Congregazione di Don Bosco, è la seconda volta che vengo ad Alassio, vedo che c’è sempre lo stesso assessore. Il dietologo non è quello che fa dimagrire o ingrassare la gente, deve dare consigli per nutrirsi in modo giusto. Devo parlarvi della “dieta mediterranea” denominata così da un americano, adesso è conosciuta dall’Atlantico al Mar Morto e oltre. Mi occupo della dieta dei malati del morbo di Parkinson e di quella dei bambini delle scuole di Torino. Purtroppo molti bambini sono obesi. Occorre mangiare frutta e verdura, ma non possiamo fare a meno di carne e pesce; i cereali sono indispensabili per produrre energia, così come i legumi per il loro contenuto di proteine vegetali. Le verdure contengono le vitamine A e C, antiossidanti, e fibre utili per il riassorbimento del cibo e il funzionamento dell’intestino. Importante è l’olio extravergine di oliva che contiene i grassi Omega 3, anch’essi indispensabili. Non è vero che la carne fa venire il cancro, lo fa solo quella bruciacchiata. Il pollo è un ottimo alimento, deve essere sicuro (lo è l’italiano). Altri alimenti importanti sono il latte e il vino (bevuto con giudizio). Non bisogna superare il 15 % di proteine, il 40 % di carboidrati e il 20 % di grassi. Ottimi i prodotti di nicchia, ma sono cari, necessitano prodotti buoni a prezzi accessibili a tutti. Ammetto le trasgressioni ma molto limitate e distanziate». C. B. Nadia Crotti - Giovanni Scambia: “Psiconcologia della famiglia” Ed. Poletto Nel presentare la dott. Nadia Crotti, il prof. Franco Gallea è apparso alquanto perplesso: «Sono abituato a parlare di narrativa, poesia, anche saggistica, questo libro esula dal mio campo. La malattia è un periodo molto delicato sia per il paziente che per i suoi famigliari, specialmente quando la patologia è grave e complessa. Il libro tenta di entrare nel pensiero delle famiglie. Ci sono articoli di altri autori. Testo organico, concreto, descrive la situazione con grande competenza. Prevalgono le patologie femminili. Dà consigli anche per i casi di assenza di guarigione». La dottoressa Crotti è Psicoterapeuta e Dirigente sanitaria del Servizio di Psicologia dell’I.S.T. (Istituto Nazionale Tumori) di Genova. Si propone una sintesi delle sue risposte alle domande di Gallea. «Ho scritto questo libro perché sei anni fa il Comune di Genova mi ha messo a disposizione 60 insegnanti, per istruirli ad assistere i bambini che non potevano entrare in ospedale per vedere i genitori ricoverati. Non si può parlare di cancro senza avere paura e non si può avere un malato in famiglia senza pensare alle esigenze dei bambini. È una malattia sociale, fa più paura di altre più gravi. Il libro consiste in una serie di lezioni per genitori ammalati o con bambini ammalati. La mia professione è volta a istruire gli insegnanti che assistono bambini con malati in famiglia. Non si può, non si deve fare finta di niente: di cancro non si ammala una persona, ma virtualmente una famiglia. Vergognarsi di essere ammalati è una doppia malattia. Uno psicologo è un personaggio neutro». La dott. Crotti è anche autrice di un opuscolo illustrato “Una famiglia come la tua - Affrontare insieme la malattia” rivolto in particolare ai bambini. Nel corso della presentazione è stato proiettato un filmato intitolato “Condividere” ispirato a una storia vera con i personaggi veri, dove si narra di una famiglia composta dai genitori e due figli, maschio e femmina: la mamma si ammala di cancro, tutti si adoperano per vivere questa situazione il più normalmente possibile; in particolare l’ammalata che a un certo punto afferma: «L’amore è più forte del cancro». Questo filmato viene proiettato anche in corsia. È intervenuto il prof. Fulvio Brema, Direttore del Dipartimento di oncologia dell’Ospedale San Paolo di Savona: «Ho colto una frase del prof. Veronesi “Il cancro è una malattia guaribile”. Subito ha sorriso, poi mi sono convinto che è vero: molte malattie sono croniche, ci sono molti esempi importanti. L’affetto della famiglia è determinante. La prevenzione e la diagnosi precoce sono importantissime. Ci sono sempre più farmaci e nuove terapie che migliorano la situazione». Alfredo Biondi: “Opinioni liberali” Accompagnato dal sindaco di Alassio arch. Marco Melgrati, l’on. Alfredo Biondi è stato ospite il 27 marzo scorso dall’Auditorium della Biblioteca civica. Vice presidente della Camera dei Deputati, parlamentare da otto legislature, più volte ministro, celebre avvocato (lo fu di Enzo Tortora e tuttora del Genoa C.F.B.C.), ha scritto questo libro e così l’ha presentato al pubblico alassino. «È una raccolta di cose che ho fatto negli ultimi cinque anni. Parlo di Giustizia che è il mio campo. Sono liberale e un liberale non come politico ma come idee, deve essere coerente col proprio partito se non ci sono contrasti con la propria coscienza. Mi propongo di portare questi principi in Parlamento. Ci sono in Europa partiti come il nostro. Dobbiamo confrontarci con le altre Religioni: la nostra, Cattolica, è tollerante, altre non lo sono. Dobbiamo evitare lo scontro fra Civiltà, in particolare nei Paesi del Mediterraneo. Nel libro sono descritti molti problemi, fra i più importanti l’indipendenza della donna. Ho avuto applausi dalla Sinistra, un po’ meno dalla Destra alla quale appartengo. L’opinione di un parlamentare deve essere senza vincoli di partito. La prefazione del libro è di Vittorio Feltri: critica ma lusinghiera. L’ottimismo è necessario per combattere in ogni caso e la ragione per poi continuare. La Giustizia è lenta ma molte volte arriva!». CA. BL. PRECISAZIONI SULLA CANZONE “BELLA CIAO” A proposito dell’articolo pubblicato su “L’Alassino” del mese di Marzo (nella rubrica incontri con l’autore) circa la presentazione del libro “Bella CiaoCanto e politica nella storia d’Italia” del prof. Stefano Pivato nel quale si asserisce che la canzone “Bella Ciao” (canto simbolo della Resistenza) fu cantata nella primavera del ’44 sulle rive dell’Arroscia. Faccio rilevare che la notizia è priva di qualunque fondamento in quanto solo qualche strofa pare che - durante la resistenza - sia stata cantata in Abruzzo dalla brigata “Maiella”e nella Repubblica partigiana di Montefiorino. Il canto era praticamente sconosciuto ai partigiani che operavano al nord. La sua popolarità ebbe inizio al Festival della gioventù di Berlino nel 1948 dove fu cantata da un gruppo di studenti italiani. Nei primi anni 60 fu riproposta in un disco di canti popolari dal cantante ed attore italofrancese Ivo Livi in arte Ives Montand nato a Monsummano Terme ed emigrato in Francia con la famiglia perché perseguitati dal fascismo. Successivamente nel giugno del ’64 venne proposta al “Festival dei due mondi” di Spoleto da Roberto Leydi e Filippo Crivelli all’interno di uno spettacolo di canti di protesta assieme alle versione delle mondine. Ebbe un grandissimo successo e si trasformò in canzone di lotta nelle manifestazioni di piazza degli anni successivi. L’origine del canto è controverso, c’è chi lo fa risalire all’ottocento, chi alla prima guerra mondiale “Fior di Tomba” del repertorio degli alpini; quello delle mondine è successivo. In realtà i partigiani della la Zona Liguria (compresa tra Ventimiglia e Ceriale) cantavano “Fischia il Vento” che divenne in seguito l’inno ufficiale di tutte le Brigate Garibaldi (lo storico Roberto Battaglia nella Storia della Resistenza la cita come la canzone più nota ed importante di tutta la lotta di liberazione). La canzone “Fischia il Vento” nacque nel dicembre del ‘43 nelle Valli di Andora e Pennavaire sulla melodia della canzone russa “Katiuscia”, che fu portata in Italia dal partigiano Giacomo Sibilla “Ivan”, già soldato del 2° Reggimento Genio telegrafisti, di guarnigione nell’ansa del Don ove l’imparò e ne conservò l’aria nella memoria. Rientrato in Italia, dopo l’otto settembre salì in montagna con la banda del partigiano Felice Cascione e ne insegnò loro l’aria. Le parole sono venute successivamente ad opera del comandante dr. Felice Cascione “Megu” e dei suoi partigiani, in particolare dello studente Silvano Alterisio “Vassilli” (Felice Cascione cadde il 27 gennaio ‘44 ad Alto località Fontane ed è stato decorato con medaglia d’oro al valor militare). In precedenza i partigiani della l a Zona cantavano vecchie canzoni di origine anarchica “Vieni o Maggio” sull’aria di “Va pensiero” del Nabucco, (sul lato sinistro del cippo eretto in memoria di Cascione una lapide porta la dicitura “date fiori al ribelle caduto con lo sguardo rivolto all’aurora al vegliardo che lotta e lavora al veggente poeta che muor” strofa del canto Vieni o Maggio), altra canzone “Addio a Lugano” tramutata in Addio Imperia bella, o Addio Sanremo bella, oppure canti socialisti “L’Internazionale”, “La guardia Rossa”, “Bandiera Rossa”. In seguito si sono aggiunte altre canzoni provenienti da altre zone della Liguria e del Piemonte: I ribelli della montagna, Il partigiano, Avanti siam ribelli, Sutta a chi tucca, Monti e Valli, Pietà l’è morta, Il bersagliere ha cento penne ecc. Quanto sopra non per polemica ma per chiarezza storica e a memoria e ricordo di “notizie” che finiscono per essere dimenticate o peggio travisate. Coi più cordiali saluti. Giuseppe Ghisalberti Fiocchi Rosa e… Il 13 marzo u.s. a Santa Corona è nata ALICE GAGLIOLO. Lo annunciano con gioia il fratellino Mattia, la mamma Stefania, papà Massimo con i nonni Iose e Achille, Adriana e Vittorio Dani e parenti tutti. L’A.V.A. augura alla piccola Alice ogni bene e porge i migliori auguri al Socio Vittorio ed ai famigliari tutti. …Azzurro È nato il 27/02/2006 nell’ospedale di Imperia LUCA FERRARA, per la gioia di mamma Chicca e di Papà Jimmy, dei nonni Angela e Pasquale Schiano e Pupa e Gino Ferrara. L’A.V.A. augura al piccolo Luca ogni bene e porge i migliori auguri ai famigliari. Sabato 15 Aprile 2006 9 «L'ALASSINO» GLI INNAMORATI TAVOLA ROTONDA Inaugurazione del “Fondo Carlo Levi” DI PEYNET (Donazione Antonio Ricci) e Giornate Primaverili Alassio Salute & cuore fiorello l’Amore è bello… del F.A.I. (Fondo per l’Ambiente Italiano) Come vivere di più e meglio ad Alassio maFiorin passa e va… Ricordo nella mia lunga vita di Un importante evento storicoculturale che ha coinvolto il Comune di Alassio (Assessorato alla Cultura), la Biblioteca civica, i coniugi Silvia e Antonio Ricci e il F.A.I., si è svolto ad Alassio nel marzo scorso: l’inaugurazione del “Fondo Carlo Levi” e la visita a Villa Levi sulla prima collina di Alassio. La presentazione è avvenuta nell’Auditorium della Biblioteca sabato 11. L’assessore alla Cultura dott. Monica Zioni porge il saluto e ringrazia Antonio Ricci, che ha acquistato la maggior parte (cioè quella ancora disponibile) dell’archivio di Carlo Levi e l’ha donato al Comune di Alassio. Quindi la capo-delegazione del L’inaugurazione del “Fondo” e relativa mostra è avvenuta il 26 nella Pinacoteca. Il sindaco arch. Marco Melgrati così inizia il suo breve discorso: «Questa è una “reinaugurazione” dopo quella della Pinacoteca. Un altro alassino di adozione (come Carlo Levi), Antonio Ricci, con grande sensibilità ha acquistato una parte dell’Archivio Levi e l’ha donato ad Alassio. Ringrazio Antonio e la consorte signora Silvia Arnaud, lei alassina a tutti gli effetti, per la collaborazione, la famiglia Levi e gli altri personaggi presenti: Franco Contorbia, Grazia Peragallo, Alberto Beniscelli, Franco Boggero (della Soprintendenza), Guido Sacerdoti Carlo Levi - Disegno (autoritratto) e alcune note. F.A.I. Albenga-Alassio dott. Patrizia Ghigliazza espone il programma: «È la seconda volta che il F.A.I. organizza ad Alassio la “Giornata di Primavera”, la volta scorsa alle ville inglesi, ora alla Pinacoteca e a villa Levi. L’ideatrice di quest’ultima è la prof. Silvia Ricci. È sempre un successo. Il F.A.I. è una grande famiglia: cura il patrimonio artistico-culturale italiano». È stato proiettato un significativo documentario su Carlo Levi, poi ha preso la parola il prof. Alberto Beniscelli, che tutti conosciamo: «Il mio ruolo è quello di presentare il prof. Franco Contorbia, Ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Genova, studioso di letteratura contemporanea, ha accettato di farsi curatore del “Fondo Levi” di Alassio». Franco Contorbia: «Sono stato incaricato di illustrare il rapporto fra Carlo Levi e Alassio, che fu quasi istituzionale; lo dimostrano i dipinti (i più conosciuti), ma anche i suoi scritti che in massima parte sono qui presso la Pinacoteca; altri due fondi sono a Roma (dello Stato) e a Pavia (Fondo Manoscritti dell’Università). È auspicabile con mezzi elettronici dare vita a una visione, anche se virtuale, di tutti i documenti». Il professore parla dei libri scritti da Levi e delle carte oggetto della mostra in Pinacoteca. Il titolo “Levi torna ad Alassio” è mediato da un’altra mostra organizzata in passato dal celebre critico d’arte Carlo Ludovico Raggianti “Levi torna a Firenze”. Qui sono esposti il “quaderno a cancelli”, scritto durante la sua temporanea cecità dovuta a un distacco della retina: per scrivere si serviva di un telaio da lui ideato per poter scrivere che chiamò con questo nome; e altre carte divise per settori: Firenze, Matera, Napoli, Scritti politici; poi, importantissimo per noi, un articolo comparso su “La Stampa” nel 1968 intitolato “La battaglia di Alassio”, battaglia di formiche; parla della spiaggia, del libro del compianto M° Mario Richero “Au tempu di mei veggi”, della R di Arasce, descrive i cambiamenti dell’abitato in pochi anni, di un riccio trovato in una fascia e portato a casa. «Dimostra l’ampia gamma - continua Contorbia - dei suoi interessi, del “cuore profondo”, del suo vivere fra le pietre, gli ulivi, i carrubi di Alassio». (nipote di Carlo Levi), Carlo Scrivano (assessore alla Cultura della Provincia di Savona), gli architetti della Pinacoteca Piero Fantoni e Sandra Gatti». La dott. Monica Zioni si è detta orgogliosa di queste iniziative, Pinacoteca e ora Archvio, che sarà oggetto di studio. Il dott. Carlo Scrivano si complimenta per questa iniziativa «Che non è un evento ma una testimonianza». Dott. Franco Boggero: «Ricordo un incontro con Piero Boccardo (anch’egli della Soprintendenza) e Guido Sacerdoti quando si studiava l’istituzione della Pinacoteca e l’entusiasmo di Mitchell Wolfson (Americano che ha donato a Genova una cospicua collezione di opere artistiche tra XIX e XXI secolo). Con la mostra dei documenti si può fare un confronto con i dipinti». Sono seguiti ringraziamenti e apprezzamenti del prof. Contorbia: all’Amministrazione comunale, per l’iniziati- Ritratto di Romana Rutelli. va, al prof. Alberto Beniscelli, Direttore del Dipartimento di Letteratura Moderna all’Università di Genova; ai compilatori dei due validissimi cataloghi pubblicati per l’occasione: “Alassio Pinacoteca Carlo Levi” e “Carlo Levi ad Alassio: i libri, le carte”; al rag. Roberto Baldassarre, Direttore della Biblioteca; alla dott. Carla Peragallo che continua lo studio di queste carte per un catalogo integrale. Ha concluso il dott. Guido Sacerdoti: «Tutta la pittura e la scrittura di Carlo Levi è una battaglia contro gli “idoli”: le avanguardie pittoriche e letterarie del ’900. Era un “anarchico”, non sop- portava nessun vincolo; Alassio era il “Paradiso terrestre” della sua giovinezza, un luogo mitologico. Romana Rutelli (alassina di adozione, professoressa universitaria, presente) è un personaggio della Pinacoteca, c’è un suo ritratto (invitata ad esprimere un parere, dice che rimproverava a Levi di ritrarla più vecchia, ove risulta più giovane, per l’eternità e legge due sue poesie a lui dedicate poste vicine al ritratto nel catalogo). Ad Alassio ha dipinto moltissimo (quasi 2000 quadri). È stato trovato un quadro del padre di Levi, che Carlo giovane ha ridipinto sul retro con un panorama di Alassio, la famiglia lo affida alla Pinacoteca». L’indomani, 26 marzo, un consistente numero di visitatori accolto dagli allievi dell’Istituto Alberghiero di Stato e accompagnato da quelli del Liceo Don Bosco in veste di ciceroni, alla Pinacoteca, poi alla villa Levi, con affreschi: al pianterreno nell’ingresso un fregio del padre, in una saletta motivi vegetali pure del padre e una parete vuota dalla quale è stato staccato l’affresco di Carlo “la vendemmia”, ora nell’ingresso del Teatro Carlo Felice di Genova; al primo piano quattro camere con soffitto affrescato e sopra lo studio di Carlo Levi, sorta di abbaino con vetrata da lui fatto costruire, che contiene ancora attrezzi per la pittura compreso un suo cavalletto, ancora sopra il terrazzo con stupenda vista sul golfo alassino; la visita si concludeva all’ex chiesa anglicana percorrendo caratteristici sentieri della collina. Carlo Bertolino Gli assessorati alla Sanità e al Turismo del Comune di Alassio hanno organizzato il 24 marzo scorso nella Chiesa anglicana un convegno-spettacolo sulla cardiologia. Il saluto è stato porto dal Sindaco arch. Marco Melgrati, che ha poi evidenziato come un gruppo di medici abbia istituito “Alassio Salute”, primo caso in Italia: non è stato facile, ma ora tutti ci copiano; questa sera sperimentiamo un percorso nuovo e diverso. Ha ringraziato la ditta “Fratelli Carli” per la sponsorizzazione dell’ evento. L’assessore alla Sanità (e medico di “Alassio Salute”) dott. Loretta Zavaroni si è dichiarata d’accordo. Federico Mereta, medico e giornalista che su “Il Secolo XIX°” si occupa (ovviamente) di medicina, ha assunto l’inconsueta veste di presentatore: «Tutti i medici cominciano i loro congressi con dei numeri - dice - ad Alassio si sta sostanzialmente bene». Il dott. Francesco Bogliolo, anch’egli di Alassio Salute: «Sono costretto a parlare di numeri: abbiamo avuto più di 11.000 pazienti nel 2005, il 32% oltre i 65 anni; la spesa annua per i farmaci è di due milioni e 685 mila Euro, specialmente per il cuore. Per colpa dei genitori in Italia si sta arrivando ai livelli americani di bambini obesi, il medico ha un compito doppiamente difficile». Per rendere più accettabili i problemi seri il cabarettista Stefano Nosei, accompagnandosi con la chitarra, ha cantato versi parodistici su musiche di canzoni celebri, mentre il M° Giampiero Ferrari intercalava gli interventi eseguendo al pianoforte, con passione, brani classici. Era presente anche Sarita Stefani, miss Muretto 2005. Prosegue il dott. Paolo Bellotti, cardiologo, con una regola ferrea: «Muoversi molto, mangiare sano, bere vino (con moderazione): il mio consiglio: mangiare pasta, olio d’oliva (evitando i grassi animali) e naturalmente frutta e verdura». Luisella Berrino, alassina, speaker di Radio Montecarlo: «Quando vado al supermercato in Francia mi vengono i capelli dritti: comprano tutto confezionato, molto burro e formaggi, eppure ci sono meno cardiopatici che in Italia. (Bogliolo ha una spiegazione: perché bevono vino). La consapevolezza di vivere in un luogo bello e fare una vita sana, fa certamente bene al cuore. Occorre affrontare le situazioni in senso positivo: l’ottimismo ti dà la forza per vincere i momenti difficili». Il papà di Luisella, il “nostro” pittore per eccellenza, M° Mario Berrino, 85 anni e in buona salute, si confessa: «Al mattino mi alzo presto, dipingo fino a mezzogiorno, guardo il mare, la collina di Alassio: che bella giornata! Inoltre faccio passeggiate tutti i giorni». Federico Mereta da vero showman ha condotto la serata con battute di spirito, inserite fra gli interventi e ha lasciato la conclusione al dott. Bogliolo: «I medici e gli specialisti di “Alassio Salute” sono a disposizione per dare consigli utili a salvaguardare la salute del cuore». C. B. Costanza Freghetti della scuola Media M. M. Ollandini si aggiudica il primo premio per il miglior articolo di cronaca “anno 2005” L’edizione per l’anno 2005 per il miglior articolo di cronaca, riservato agli studenti delle scuole media statali e Don Bosco, ha richiamato nella sede della Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”, un pubblico attento e numerosi giovani. La manifestazione organizzata dall’Associazione “Amici del Borgo Coscia” e dal Lions Club Alassio “Baia del Sole”, con il patrocinio e Contributo del Comune di Alassio (Assessorato alle politiche Giovanili) e con il contributo dell’Associazione Vecchia Alassio e Sindacato Bagni Marini è giunta quest’anno alla decima edizione, e come sempre ha avuto un notevole successo. La collaborazione del Gruppo Cronisti Liguri che, ogni anno, presenta ad Alassio il libro “Cronaca di un anno di cronaca”, e che riserva alcune pagine per la pubblicazione degli articoli dei nostri cronisti “in erba”, nonché la Giuria presieduta dal “mitico” Alfredo Provenzali, rendono più facile e più interessante la manifestazione stessa. Dopo il saluto da parte del Sindaco di Alassio dr. Arch. Marco Melgrati, dell’Assessore alle Politiche Giovanili dr.ssa Monica Zioni, del Presidente dell’Associazione Amici Borgo Coscia, prende la parola il dr. Alfredo Provenzali (conduttore di “Tutto il calcio minuto per minuto”) ricordando che da circa 10 anni, è diventata tradizione, da parte dei cronisti liguri, di scegliere i migliori “articoli” degli allievi delle scuole medie di Alassio, per essere pubblicati sulla rivista “Cronaca di un anno di cronaca” e nel contempo dare la possibilità al Comitato Organizzatore, in occasione della presen- Alassio, Biblioteca Civica 15.3.2006: Il gruppo dei dieci ragazzi delle Medie di Alassio premiati in occasione della presentazione del libro “Cronaca di un anno di cronaca” per i loro articoli sui vari temi di attualità che sono stati inseriti nel volume curato dal Gruppo Cronisti Liguri. FOTO SILVIO FASANO tazione del libro “Cronaca di un anno di Cronaca” di premiare, con borse di studio, gli studenti “cronisti in erba”. Il dr. Provenzali fa rilevare, dato il numero notevole e di partecipanti (oltre 100 gli elaborati presentati) il compito della Giuria è stato arduo, tuttavia i dieci “articoli” scelti rispondono ai “Criteri” del concorso legati ad un articolo di “cronaca”. Pubblichiamo la graduatoria dei “giovani cronisti” : 1° - Costanza Freghetti – II C media Ollandini “I Castelli di Sabbia” 2° - Francesca Ricci – II media Don Bosco “Addio Giuseppe – Giannetto e Marino” 3° - Valentina Carulli – III Media Ollandini “Smaltimento rifiuti Maglia Nera” 4° - Alessandra Polimeni – III media Don Bosco “Il dialetto in in- ternet” 5° - Giacomo Ageno – III media Don Bosco “Nuovo Ospedale Ingauno” 6° - Mario Sgarra – II C Ollandini – “Il suono di melodiosa campanella” 7° - Mirea Pogliano – III D Ollandini – “La natura si ribella” 8° - Gianandrea Galtieri – II Media Don Bosco “Le frecce tricolori” 9° - Sharon Roveraro – II media Don Bosco – “Un nuovo teatro ad Alassio” 10° - Ilaria Forno – II C Ollandini “Ricordiamo l’Ammiraglio Nelson”. Agli studenti ed a tutti i presenti sono stati offerti il volume “L’Antologia Alassina” da parte dell’Associazione Vecchia Alassio. e.a. ristoratore un episodio di molti anni fa, che mi viene ogni tanto in mente quando vedo coppie di giovani innamorati. Frequentavano il mio locale verso il 1960 due famiglie di piccoli industriali che avevano entrambi un figlio, gli uni una bella ragazzina coi capelli biondi (che chiameremo pro forma Giulia); gli altri un ragazzo dai capelli corvini e occhi grigio-azzurri (che chiameremo pro forma Marco). I due ragazzi avevano circa 14 anni, erano simpatici e allegri e uscivano sempre assieme, al mare facevano coppia fissa sulla spiaggia e altrove. Venivano a pranzo due volte la settimana con le loro famiglie ed io potei constatare che tra i due ragazzi c’era una profonda simpatia, che si faceva di volta in volta più stretta e affettuosa, e che dalla crisalide stava nascendo una bellissima farfalla. A mano a mano che il tempo passava Marco e Giulia si avvicinarono ancor più e sui diciassette anni, quando oramai da soli venivano a pranzo nel mio ristorante si fidanzarono proprio qui, brindando con una flute di champagne, con gli occhi che sprizzavano felicità. Erano i due classici innamorati di Peynet ritratti nel frontespizio del mio menu... i loro sguardi durante le cene si facevano sempre più intensi; mano nella mano, al lume di candela passavano serate indimenticabili. Al ventesimo anno vollero fare una cena particolare innaffiata da champagne all’inizio e poi con uno chateau Margaux (che piaceva a Marco) su un buon filetto alla Rossini; quindi mi invitarono a bere con loro e mi annunciarono la loro intenzione di sposarsi molto presto. Ne gioii come fossero stati miei figli, perché li conoscevo da tanto tempo, ne avevo apprezzato la signorilità nei loro rapporti e con me, e quindi volevo loro bene per la tenerezza che ispiravano. In effetti si sposarono e poi vennero a festeggiare la nascita del loro primo figlio... Stetti tre anni senza più vederli, poi un bel giorno mi arrivò una telefonata perché riservassi il “loro tavolino solito d’angolo” e vennero. «Siamo stati in America tre anni, ci scusi, ma ora che siamo arrivati abbiamo subito deciso di tornare da lei per cenare nel nostro “nido”». Continuarono a venire ancora saltuariamente, sempre in estate, per altri tre anni, poi non li vidi più. Il tempo passa, a volte crollano le illusioni, la felicità che si sognava eterna vacilla, qualcosa interviene che distrugge i sogni più belli ;chissà cosa interviene a mutare radicalmente i rapporti! Seppi che Giulia e Marco giunti sulla trentina avevano interrotto il loro rapporto coniugale, e neanche tanto amichevolmente. Ne soffrii un poco e ne presi atto. La favola breve era finita per colpa di chi o cosa non seppi mai. Un giorno dopo alcuni anni incontrai la madre di Marco, che mi disse peste e corna della nuora e mi accennò che aveva dovuto rendere suo figlio nullatenente; cointestandosi tutte le proprietà per evitare che “quella” gliele portasse via! Rividi Marco che ormai aveva raggiunto la quarantina; si era rifatta una vita con una nuova compagna molto più giovane di lui e mi disse “un giorno le racconterò, ci rivedremo”… ma non lo vidi più. Quando nella mia sala da pranzo apparecchio quel tavolo d’angolo ogni tanto mi assale un poco di nostalgia e ricordo quei due fidanzatini alla Peynet tanto innamorati e cari, a cui la vita ha riservato purtroppo una svolta inaspettata e che come me sognavano di raggiungere (le ho festeggiate lo scorso anno) le nozze d’oro. Silvio Viglietti 10 «L'ALASSINO» AERO CLUB SAVONA E DELLA RIVIERA LIGURE EVENTI AERONAUTICI 2006 23-24-25 Giugno Gara di Acrobazia Aerea “Trofeo Riviera Ligure” L’Aero Club d’Italia (A.C.I.) e la Federazione Sportiva Italiana Volo Acrobatico (FSIVA) hanno assegnato all’Aero Club di Savona e della Riviera Ligure l’organizzazione di una gara di acrobazia valida per il Campionato Italiano Acrobazia Aerea. La conferma è pervenuta in data odierna al Presidente C.te Mauro G. Zunino. Tale assegnazione premia la preparazione, la professionalità e l’ottimo risultato conseguito con gli eventi aeronautici che dal 1980 il sodalizio aeronautico ligure per eccellenza, organizza ed i numeri lo confermano. L’evento segue il successo della edizione Trofeo Crippa di Acrobazia che si è tenuto sull’aeroporto internazionale di Villanova d’Albenga in data Giugno 1988 con la partecipazione di ventidue velivoli ed i migliori piloti europei del settore, con un ottimo riscontro ottenuto sulla stampa specializzata a livello internazionale. La macchina organizzativa è attivata unitamente per gli altri eventi (VIII° Edizione del Rally Aereo del Ponente Ligure Manifestazioni Aeree Internazionali Settembre 2006 - Gara di velocità per velivoli Falco) saprà certamente soddisfare le aspettative del pubblico e per le com- petizioni, dei partecipanti propagandando ulteriormente il sodalizio aeronautico ligure, ma principalmente lo scalo internazionale di Villanova d’Albenga. La professionalità e l’esperienza acquisita dal Team del settore del Consiglio Direttivo A.C. Savona sono assoluta garanzia di perfetta riuscita delle manifestazioni. Oltre ai piloti della nazionale di acrobazia italiana, numerose sono le speranze sportive che si presenteranno a gareggiare, tra queste il rapp.te Aero Club Savona Ing. Maurizio Pizzamiglio su velivolo Sukoy. Un gruppo organizzativo di tutto rispetto presieduto, ininterrottamente dal 1980 dal Presidente dell’Aero Club C.te Mauro G. Zunino. Come sempre la macchina organizzatrice dell’A.C.S. conta sullo stretto rapporto di collaborazione con la Società di gestione dell’aeroporto di Villanova d’Albenga, A.V.A. S.p.A. presieduta da Pietro Balestra e dell’Amministratore Delegato Gen.le Pier Carlo Berta per completare il quadro operativo che con soddisfazione ha sempre premiato questo rapporto sinergico di promozione aeronautica. PROTOCOLLO D’INTESA: CUS SAVONA-AEREO CLUB DI SAVONA E DELLA RIVIERA LIGURE PER LA COSTITUZIONE DEL POLO AERONAUTICO UNIVERSITARIO SAVONESE IL CENTRO UNIVERSITARIO SPORTIVO di Savona (Sezione distaccata del CUS Genova) rappresentato dal Presidente Ammiraglio Antonio Cairo e l’AERO CLUB DI SAVONA e della Riviera Ligure rappresentato dal Presidente C.te Mauro G. Zunino si sono riuniti nella sede sociale dell’Aero Club sull’aeroporto internazionale “Clemente Panero” di Villanova d’Albenga il giorno 23 Marzo 2006 per firmare un protocollo d’intesa, impegnandosi, nel rispetto dei propri ruoli istituzionali ed associativi, a costituire il POLO AERONAUTICO UNIVERSITARIO SAVONESE. Presenti il Presidente del CONI Savonese Grand. Uff. Dott. Lelio Speranza, il Presidente Nazionale Federazione Sportiva Italiana Volo Motore Roberto Giudici, il Presidente Regionale di Federazione Aero Club Italia, l’intera Giunta Provinciale del C.O.N.I.. L’iniziativa intende promuovere tra gli studenti del Campus Universitario Savonese: • La pratica del volo e la conoscenza della navigazione aerea sportiva e turistica; • il conseguimento della Licenza di Volo per Pilota Privato; • mettere a disposizione degli studenti del CUS Savona, materiale didattico, istruttori e aeromobili per consentire la realizza- zione di corsi specifici di preparazione al volo; • consentire la pratica autonoma del volo mettendo a disposizione 5 velivoli di varie caratteristiche; • offrire agli studenti l’opzione di partecipazione ai corsi per il conseguimento della radiofonia in lingua inglese, ed alla abilitazione a velivoli complessi; • conseguire la licenza sportiva della Federazione Aeronautica Internazionale al fine di poter partecipare alle competizioni sportive aeronautiche in rappresentanza del C.U.S. dell’Aero Club e del C.O.N.I. Provinciale; Inoltre la collaborazione tra le due entità potrà promuovere la realizzazione di corsi di Cultura Aeronautica per gli studenti e favorire la pratica degli sport aeronautici e del diporto aeronautico, anche organizzare manifestazioni universitarie a carattere aeronautico o amatoriali-sportive. La speranza è che questo accordo superi l’aspetto prettamente sportivo e si inserisca a pieno titolo nell’ambito della formazione globale degli studenti savonesi a completamento della loro preparazione accademica consentendo loro di acquisire crediti universitari. Sabato 15 Aprile 2006 www.comunealassio.it Un sito voce della città per la promozione internazionale 1100 pagine HTML, con un corredo di oltre 3.500 immagini; 610 schede di altrettante manifestazioni, 300 news di carattere turistico; 115 di carattere istituzionale; 1.200 delibere di Giunta; 260 delibere di Consiglio; 64 bandi di gara; 18 bandi di concorso; 9 ordinanze; 15 tour fotografici e 25 servizi fotografici; 130 richieste di link a siti istituzionali. «È il sito internet del Comune di Alassio, divenuto punto di riferimento per qualsiasi grande evento che interessi la baia». Ad esempio: Aeronautica acrobatica, Concorso Miss Muretto, Festival di Sanremo, Alassio Volleyball, la Vela. A questo si aggiungano le ultime novità che hanno caratterizzato il sito: IL PRIMO SITO INTERNET COMUNALE IN DIALETTO! Il Servizio Informatica del Comune, realizza dopo quella italiana, tedesca, inglese e francese, anche la versione in “lingua alassina”. Un patrimonio culturale straordinario di cultura locale,da preservare e custodire gelosamente. Ciò si è ottenuto grazie alla pre- ziosa collaborazione con la Vecchia Alassio. E con lo scrittore Gianni Croce, che realizzerà le traduzioni in dialetto. IL SITO DEL COMUNE DI ALASSIO ACCESSIBILE ANCHE AI DISABILI I siti di rilevanza saranno fruibili anche dai cittadini non vedenti. SERVIZI ON LINE Sono disponibili sul sito ufficiale dell’Ente i nuovi servizi on line di: AUTOCERTIFICAZIONE e di PRATICHE EDILIZIE ON LINE. Si è provveduto a fornire alle Forze dell’Ordine l’accesso ai dati anagrafici 24 ore su 24, su una singola persona, un intero nucleo familiare, tutti i residenti e non in una determinata via o palazzo e molte altre combinazioni di ricerca con informazioni aggiornate e con accesso immediato … E ancora registrazione gratuita degli imprenditori, commercianti e artigiani alassini per la registrazione gratuita e pubblicazione di pagine promozionali per gli esercenti alassini al costo di euro 15 più IVA annuale. Al mio primo amore Il 29 Febbraio, ogni quattro anni, lo dedico a te, mio Giovanni. In tempi lontani crescemmo su queste montagne, ci incontrammo sui prati, nelle campagne. Circondati da amici, cugini, fratelli, crescemmo tra stenti e momenti belli. Ancora bambina, di nascosto ti guardavo, eri un po’ più grande, e sempre più ti ammiravo. Quanti giochi, scherzi, risa in quei pascoli sui monti, ed anche lacrime, canti, racconti... Ti accorgevi del mio improvviso rossore? Di come, quando mi tendevi la mano amica, ero presa da un lieve tremore? Non era solo imperizia o fatica. Sempre più confusa, turbata, con te diventavo persino sgarbata e allora tu tacevi all’improvviso: un’ombra offuscava il tuo bel sorriso. Poi un brivido scosse quest’angolo sperduto di terra, mi addolora ancora ricordare; anche qui giunsero i tristi segni della guerra. Vi furono inverni freddi, bui, senza fine; ci si riuniva come sempre in veglia nelle cascine. Alcuni di noi, intimoriti, stavano ad ascoltare mentre i più audaci discutevano presso il focolare. Con un misto di orgoglio e di paura non perdevo una parola di ciò che dicevi, mentre con i tuoi, i miei occhi catturavi. Parlavi di partigiani, giustizia ,libertà, di por fine in fretta alle atrocità. E venne il momento del gran passo; il 29 Febbraio, al mattino presto, in cielo pallide le stelle, con fare lesto, passasti col tuo più caro amico a salutare, avevi solo 19 anni, non lo posso dimenticare! Scesi nell’aia scura con i miei fratelli, il gelo mi percorse fino ai capelli. “Devo andare, ho dato la mia parola”, dicesti e abbracciandomi stretta, mi sussurrasti: “Aspettami, penserò a te sola, lo sai...” Non ti rividi e non ti dimenticai mai e poi mai. Il partigiano di cui si parla è Peirano Giovanni, classe 1925, operante in Valcasotto che, insieme al fraterno amico Prette Felice, fu catturato in un “seccatoio” a Garessio a seguito della segnalazione di un delatore fascista e successivamente fucilato sul greto del Tanaro a Ceva. La nipote Maria Luisa Peirano gli ha dedicato la poesia che è risultata vincitrice di un concorso che si è svolto nel mese di Agosto 2005 a Cappello (Garessio) Mauro G. Zunino COND. “PALAZZO PORTO SALVO” - DENTIS / BAGNI ALBA S.a.s. TAR LIGURIA - Sospensione Ordinanza N° 331 emessa dal Comune di Alassio l’08/07/2005 Con Racc. A.R. del 30/11/2005 Vi facevo pervenire fotocopia integrale della nuova Ordinanza N° 527 emessa dal TAR LIGURIA il 04/11/2005 con la quale, in accoglimento del secondo ricorso proposto dal COND. “PALAZZO PORTO SALVO” - DENTIS Pier Antonio DENTIS Claudia contro il COMUNE DI ALASSIO e contro la BAGNI ALBA S.a.s. di UGOLOTTI Edda, aveva sospeso in toto l’Ordinanza N° 331 emessa dal COMUNE DI ALASSIO l’08/07/2005 in sostituzione dell’Ordinanza N° 174 già precedentemente sospesa. Raccomandata e Ordinanza che venivano da Voi cortesemente pubblicate come da mia richiesta. Al riguardo Vi segnalo che av- verso l’Ordinanza N° 527 del TAR LIGURIA la Spett. BAGNI ALBA S.a.s. ha ritenuto di presentare ricorso in appello presso il CONSIGLIO DI STATO in data 16/01/2006, appello che è stato respinto come risulta dalla allegata fotocopia dell’Ordinanza N° 920/2006 emessa il 21 Febbraio 2006 dal detto CONSIGLIO DI STATO. Per completezza di informazione ai Vs/ abbonati sull’argomento “PASSAGGI PEDONALI AL LITORALE” sono a pregarVi di voler integralmente pubblicare anche la succitata Ordinanza. In proposito riterrei opportuno che i medesimi venissero contemporaneamente anche informati del fatto che i cancelli posti a presidio di tutti gli accessi al litorale edificati nella Passeggiata Ciccione sono stati illegittimamente installati su beni demaniali dai vari Titolari di Stabilimenti Balneari in quanto privi della regolare autorizzazione edilizia. Quanto sopra risulta confermato in maniera incontrovertibile dalla lettura della mia Racc. A.R. del 27/01/2006 pervenuta al COMUNE DI ALASSIO il 30 succ. e dalla lettura della Sua lettera di risposta a cura del Servizio 4.4. - Edilizia Privata - Urbanistica del 10/03/2006; lettere che pure sarebbero da pubblicare. È inspiegabile come le emanate Ordinanze Comunali abbiano potuto autorizzare la chiusura di can- celli che non avrebbero dovuto esistere in quanto, come già detto, privi delle rispettive autorizzazioni edilizie. Vi ringrazio anticipatamente per quanto riterrete di pubblicare e con l’occasione Vi porgo i miei migliori saluti. L’Amministratore Dentis Geom. Piero All.: Fotocopia Ordinanza CONSIGLIO DI STATO N° 920/2006 Fotocopia Racc. A.R del 27/01/2006 Fotocopia lettera 10/03/2006 N.d.r. – Motivi di spazio non ci permettono la pubblicazione degli allegati che sono visionabili presso la ns/ Sede. “Alassio Donna” propone “Alassio Donna” ha compiuto un anno di vita ed è giunto il momento di fare il primo consuntivo. L’Associazione ha individuato alcuni problemi che riguardano il vivere civile della nostra cittadina ed ha proposto soluzioni per cercare di risolverli. Le grandi opere esaltano l’Uomo, ma fanno spesso perdere di vista la quotidianità; il gestire l’esistente potrebbe apparire meno stimolante, ma è altrettanto importante; “Alassio Donna” vuole svolgere questo ruolo: salvaguardare l’identità di ciò che esiste e cercare di migliorarla. “Alassio Donna” ha iniziato una campagna di sensibilizzazione sul tema “pulizia e arredo urbano” e la prosegue proponendo: - cura e omogeneità di aiuole e di fioriere; - manutenzione continua di strade e marciapiedi e loro accurata pulizia; - raccolta particolareggiata dei rifiuti presso alberghi, ristoranti, bar ed altri esercizi che ne producono rilevanti quantitativi, dopo averne concordato gli orari con i Titolari delle attività commerciali, lasciando le isole ecologiche all’utenza dei soli cittadini e turisti; - disinfestazione di tombini ed isole ecologiche; - pulizia di tutti i rii da sterpi ed erbacce e da quant’altro; - pulizia delle spiagge anche durante il periodo invernale; - segnaletica per individuare i sentieri collinari e costante manutenzione degli stessi; - posa in opera di servizi igienici riservati ai bambini presso i giardini pubblici. “Alassio Donna” in occasione del rinnovo dell’Amministrazione Comunale, invita gli “schieramenti” in lizza ad impegnarsi in iniziative qualificate in campo culturale, turistico e perché no?!? in vista dell’apertura del Centro Talassoterapico - salutistico al femminile, nel contesto di un capitolo programmatico specifico sulle “necessità” al femminile in Alassio, quali, a solo titolo esemplificativo, asili nido, Consultorio Familiare, lavoro, problemi di violenza sulle Donne, ecc.: “Alassio Donna” è e sarà disponibile a collaborare per tali iniziative. “Alassio Donna” ha dei “sogni” che vorrebbe veder concretizzati, e cioè: - consolidamento ed ampliamento del Pontile Bestoso, creando così la possibilità di avere una “rotonda sul mare” per proporre incontri culturali, serate danzanti, ecc. - posizionamento di una tensostruttura apribile sull’Auditorium “E. Simonetti”, creando l’opportunità di “vivere tutto l’anno” Parco San Rocco, con la programmazione di eventi culturali, musicali e di altro genere; - ripristino in mare delle boe di “vecchia memoria”; - creazione di una ludoteca estiva sulla spiaggia; - rimessaggio di pedalò e mosconi sull’arenile, e presenza di un Istruttore che possa insegnare ai Ragazzi/e a remare. L’intento di “Alassio Donna” è di “consegnare” agli Alassini e ai Turisti una Città bella, vivibile e “viva”. Per informazioni e/o delucidazioni telefonare al 3286715009. ALASSIO DONNA “Alassio Donna” ringrazia “Alassio Donna” ringrazia il Sig. Renzo Del Pero per la simpatica proposta formulatale di presentarsi con una lista elettorale tutta al femminile: in un clima di dibattiti accesi sulle “quote rosa” ci sentiamo lusingate per la Sua considerazione. Non nascondiamo il fatto che sarebbe perlomeno “stuzzicante” scendere in campo per confrontarci con un mondo che ha ancora un ampio appannaggio maschile, ma al momento - sebbene non sia da escludere che qualcuna delle iscritte all’Associazione voglia decidere di candidarsi e, se cosi sarà, si tratterà di una scelta personale e non a nome di “Alassio Donna”il nostro contributo a questo periodo elettorale vuole solo essere di supporto per chi ha deciso di candidarsi, attraverso, per esempio, suggerimenti sulle aspettative della comunità, programmazioni che non hanno collocazioni sul piano politico ma che sono basate esclusivamente sul buonsenso e sull’amore per la nostra cittadina e i suoi abitanti, siano essi residenti od ospiti. Per “Alassio Donna”, associazione apolitica e apartitica, ciò che conta realmente sono i fini comuni, il senso di appartenenza, la voglia di curare il “comune” come fosse il “privato”. Al momento riteniamo di aver dimostrato che persone decisamente variegate, per attività svolte, per ideologie politiche, per cultura, per età e quant’altro, possano essere coese per finalità comuni, rispettandosi e crescendo insie- me. Al tavolo di lavoro di “Alassio Donna” si confrontano bagnine, commercianti, albergatrici, professioniste, casalinghe, pensionate, studentesse, ecc. e, nonostante non manchino scontri di idee, si è quasi sempre riuscite a trovare soluzioni che accontentino democraticamente tutte. Metterci in discussione, comprendere i nostri limiti, armarci, di pazienza e perseveranza, capire le motivazioni e le esigenze degli altri rispetto alle idee personali: è questa forse la nostra forza. Certo non è semplice, a volte occorre andare di cesello, anche perché molte di noi hanno caratteri decisamente “frizzanti”, e questo è proprio il nostro bello. Amicizie che nascono in barba all’età anagrafica, condivisione di ideali, entusiasmo: questa è “Alassio Donna”. Certo abbiamo ancora molto da imparare, molta strada da percorrere insieme. Ciò che ci rallegra è il prendere atto che a oggi, i problemi da noi sollevati, sono stati, se non risolti, perlomeno presi in seria considerazione, tanto da divenire parte integrante dei programmi elettorali e ci auguriamo che le promesse di oggi vengano mantenute domani nel rispetto del cittadino. Cogliamo l’occasione per invitare le Donne che in qualche modo possono condividere le nostre idee, a unirsi a noi. Ai cittadini tutti inviamo un messaggio: “Amate Alassio… lo merita”. ALASSIO DONNA Sabato 15 Aprile 2006 ARASCE, ARENA, MARINA DIFESA DELL’ARENILE Alassio fonda ormai la sua economia solo sulla spiaggia e trovo sciocco che si faccia di tutto per distruggere questo patrimonio che madre natura e il buon Dio ci hanno dato. Mi riferisco ai lavori che ancora una volta sono stati programmati per la realizzazione di una diga frangi-flutti fatta con materiale plastico, tubi o sacchi non si capisce bene, riempiti di sabbia. Posso comprendere il rammarico di quei concessionari che avendo utilizzato le concessioni per realizzare ristoranti o chioschi non hanno più spiaggia per la normale attività balneare, ma è una scelta loro che non possono scaricare né sulla comunità, pretendendo contributi per una erosione che non c’è, né sull’ambiente, imponendo, per qualche centimetro in più di arenile, la posa di manufatti che neppu- re tra mille anni saranno assorbiti dalla natura, ma il cui degrado potrebbe compromettere l’intero golfo. Avevamo condiviso la formazione di isole sommerse di materiale lapideo poiché avrebbero senz’altro reso difficile l’uso di certe reti proibite ed avrebbero facilitato l’equilibrio floro-faunistico, ma non abbiamo condiviso e non condividiamo né la posa dei “salsicciotti” posti dal molo verso levante o la posa del BMS, il sistema miracoloso posto a ponente del molo che, costato quello che è costato, non ha arrecato alcun beneficio, ma rimane anch’esso al di sotto della sabbia chissà per quanto tempo. Abbiamo poi realizzato un ampliamento della berma in corrispondenza del Torrione e dell’Hotel Savoia, ma per chi? Per cosa? Per realizzare una scogliera che funge disordinatamente da prendisole per chi non vuole andare neppure nella Spiaggia Libera Comunale attigua?! Insomma troppi interventi, slegati tra loro, privi di una visione tecnica d’insieme e soprattutto quasi sempre compromettenti per l’ambiente. Fermatevi, chiedete all’Università di Genova, particolarmente attenta a queste problematiche, cosa poter fare! Dove sono Italia Nostra, Lega Ambiente e tutte le altre organizzazioni che insorgono di fronte allo spostamento di una palma? Non porta a niente il silenzio, ed è criminale la condivisione clientelare di chi, preposto alla tutela, non fa niente per salvare la nostra spiaggia e il nostro golfo. Cordiali saluti. Gian Paolo Fracchia Aperto il nuovo parcheggio di Via Neghelli Ventisette nuovi posti auto. Il 4 aprile u.s. è stato aperto il nuovo parcheggio di Via Neghelli, proprio a ridosso della Chiesa di San Giovanni, degno corollario di una fitta serie di interventi che già hanno modificato, ma destinati a modificare ulteriormente, l’aspetto della Fenarina, quella che sempre più sembra essere destinata a diventare area vitale e attiva della nostra città. Il restyling dell’intera via, la piantumazione delle palme, i parcheggi e, a breve, la consegna del cantiere della nuova sala di intrattenimento sono gli step progressivi con i quali questa area cittadina è divenuta oggetto di un’attenta e non casuale riqualificazione. E questo parcheggio rientra nel piano del quartiere, ma anche in un’ottica che ha permesso di realizzare nuovi parcheggi in tutta la città. «L’intenzione, in alcune aree strategiche della città – spiega il Sindaco di Alassio Arch. Marco Melgrati – è quella di attivare collaborazioni con i privati per consentire la costruzio- ne di autorimesse interrate il cui soprassuolo possa essere utilizzato per l’ulteriore realizzazione di parcheggi pubblici. In zone come quella di Via Neghelli, questo intervento assume un respiro ben più ampi, proprio in vista della creazione del Teatro e Sala Congressi». «È una linea – continua il Sindaco – che ha permesso oggi di aprire 27 nuovi posti auto pubblici gratuiti a rotazione e a costo “zero” per il Comune». M. R. I DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE Una patologia diagnosticata e curata da specialisti con diversa professionalità e competenze Ancora una volta l’ U.O. Otorinolaringoiatria del S. Paolo diretta dal dott. Antonio Fibbi si pone all’avanguardia nel trattamento di una patologia in questo segmento dell’apparato digerente. Il diverticolo situato in sede ipofaringeosofagea che dal nome dell’autore, che per primo lo ha studiato, si chiama diverticolo di Zenker, è una causa di ostruzione meccanica al passaggio del cibo. Capita che dove finisce la muscolatura del faringe ed inizia la muscolatura dell’esofago cui è deputata la spinta del cibo dall’alto in basso verso lo stomaco si crei per un difetto strutturale una sacca che si riempie di bolo masticato e che si ingrandisce sempre più nel tempo e che impedisce il passaggio del cibo. I pazienti sono costretti a bere continuamente acqua dopo l’ingestione di ogni boccone per far sì che questo raggiunga lo stomaco. Inoltre i pazienti dopo mangiato hanno frequentemente rigurgito e 11 «L'ALASSINO» talvolta, specie nei soggetti anziani, un passaggio dal cibo nelle vie respiratorie ha conseguenze importanti di tipo infiammatorio e respiratorio. Di rilievo infine l’alito pesante dovuto ai fenomeni di fermentazione. Sino ad oggi per rimuovere questa sacca si era costretti ad aprire il collo, spostare la tiroide, identificare l’esofago e tra l’esofago e la colonna vertebrale identificare la sacca diverticolare e rimuoverla dopo aver eseguito una sutura meccanica. Un intervento importante che richiede 4-6 giorni di ricovero postoperatorio. Oggi è possibile con l’aiuto di un diverticoloscopio introdotto attraverso la bocca identificare l’imbocco del diverticolo e l’esofago; con l’aiuto delle fibre ottiche e delle telecamere è possibile determinare la profondità e la dimensione del diverticolo e con l’ausilio di una suturatrice automatica simile a quella che usano i chirurghi generali per gli interventi di chirurgia addominale videolaparoscopica (tre forellini) suturare. È possibile contemporaneamente suturare e tagliare in sicurezza la parete del diverticolo e di una parte iniziale dell’esofago così da eliminare la sacca; il giorno successivo all’intervento il paziente fa una radiografia di controllo e può essere dimesso con l’autorizzazione a mangiare per via naturale. Questo è l’argomento del convegno che il 31 marzo 2006 si è tenuto al S. Paolo nell’aula magna ristrutturata. A Savona oggi sono disponibili tutte le attrezzature e le capacità professionali grazie alla collaborazione del prof. Suvendra Narne dell’Università di Padova con cui il dr. Antonio Fibbi e i medici dell’ORL di Savona collaborano da tempo per l’apprendimento di queste metodiche. Il San Paolo di Savona è l’unica struttura ligure ad oggi in grado di effettuare l’intervento. Referente: Dott. Antonio Fibbi. Dante Schivo - L’UDÙ DU PAN DE BARLAN Le nostre case davanti alla spiaggia erano abitazioni disadorne, ma non povere; erano dislocate attorno allo scalo delle imbarcazioni da pesca. Il locale che dava sulla strada del Paese era al contempo cucina, stanza per accogliere, luogo in cui si viveva: era il focolare; la casa stessa. Sul tavolo al centro di quel locale, a casa mia era tradizione che ci fosse sempre, di giorno e di notte, una bottiglia di vino, un orciuolo d’olio, un vasetto di sale grosso e un cesto con le “michette” di pane. Un tovagliolo di lino proteggeva il pane dalle mosche e recava un ricamo di mia nonna Paolina, «U pan, u vin, l’oriu e a sò i ne dan cunsulasiun e savè». Mi sono sempre portato dietro questo ricordo; così come il gusto del pane secco che mi rosicchiavo, in mezzo al mare, durante la pesca della lampara, tra una calata e l’altra aspettando il giorno e sognando il tiepido del mio lettino. In ricordo di quei tempi, prego sempre Sant’Antonio in silenzio prima di mangiare. Così faceva mio nonno, cercando di non farsi vedere. Così continuo a fare; senza cedere nell’approccio consumistico verso gli alimenti; per cercare di capire il senso del quel nutrirsi. “A-A PASCIUN? DE CA… A STASCEVA CHI”. Anche cun a via drita cina de gente, passando, a retissu de miaie, per non essere spintonati o scalciati, mi sembra di camminare in un Alassio vuota; (o meglio: svuotata). Non un’occhiata amica, non un volto conosciuto. Tutti parlano ad alta voce eppure mi sembra di camminare nel silenzio antico di una processione funeraria. Se, nella calca e nella confusione (apparente o virtuale?), incontro qualche faccia che mi sorride, la vedo come seminascosta da una maschera da Pierrot con il ghigno sardonico di Gamba di Legno, applicato dall’esterno. Ma dove sono finiti gli Alassini? Dov’è finita la “Passione” che gli abitanti di questo meraviglioso Paese avevano per questo loro lembo di terra ligure? È inutile cercare la risposta nella solita formula dei “tempi che sono cambiati”. Non è vero. I tempi non cambiano mai (o meglio cambiano solo con il tempo; e non è un gioco di parole). E non è vero che non c’è più passione. Quello scambio di “amorosi sensi” tra la man in te scorpe cun i tacchettii e mi e-e più u martellu; e-e… se ne accaneremmo…». Battistin Airaldi “U Zuenu” stava parlando quando improvvisamente, al di fuori, si sentì (?) il silenzio. Per noi assediati fu un segno del destino. Aprimmo la porta con titubanza pensando di trovare una “brigata” di poliziotti venuti a salvarci. Invece vedemmo solo un uomo: Libero Piccolini. Arasce, arena,marina, incontro tra Ginetaccio Bartali e Libero Picciolini. Calmo e tranquillo; così lo sentimmo arringare la folla: «Io sono di Alassio; mi avete cercato? E io sono venuto… se vogliamo cominciare… io sono pronto». Nessuno osò interrompere… il silenzio. Libero, già grande e grosso di per sé, nell’atmosfera di tensione che si era creata sembrava (e non solo a noi… fortunatamente) addirittura statuario. Batistin con il valigione (ma senza martello) si mise in testa e noi, in fila indiana in mezzo a due ali di folla guadagnammo la porta della corriera dove “Benardin” ci attendeva con il motore già avviato. Prendemmo velocemente posto, mettendo le nostre valigette con gli indumenti da gioco come schermo dei finestrini. Per ultimo entrò Libero. Ma prima di iniziare il viaggio di ritorno assistemmo, tutti (ex assediati e assedianti), ad un’azione di un valore umano infinito. Il brigadiere dei carabinieri, unico rappresentante delle forze Benvenuta Cultura! Qualcosa di nuovo Una sala polivalente, un teatro e centro congressi da 600 posti, foyer, caffè, parcheggi sotterranei, tre ascensori, un museo, un restyling della zona… La descrizione da giornale e volantini è senza dubbio accattivante, il quartiere che se ne svilupperà sarà sicuramente di grande impatto socio-culturale ed investirà di una nuova immagine la nostra cittadina. In diverse conferenze, assemblee e riunioni tenutesi nelle località limitrofe già se ne discute e moltissimi ce l’invidiano. Una promessa per la stagione teatrale 2007/2008, ma i lavori non sono ancora cominciati. Dicono che ci vorranno 16 mesi, ma lo scetticismo regna. Ci piacerebbe, comunque, crederlo, affinché le scuole, al più presto, possano portarvi REGOLARMENTE anche i più piccini insegnando loro ad amare le arti che qui si danno la mano. Ricordo quando, diversi anni fa, al Palalassio si tenevano i primi concerti di Capodanno (il 29 dicembre), la pubblicità dedicata era quasi inesistente, ma ancor meno erano gli spettatori (ogni anno gli stessi), le sedie in tribuna ed in platea ancora non c’erano, le gradinate in cemento erano decisamente più scomode e fredde degli attuali seggiolini, il mal di schiena era assicurato, ma l’allegria della musica e la “Marcia di Radetzky” a fine serata, ricompensavano di tutto. Allora si mormorava, per giustificarne la scarsa affluenza, che le manifestazioni culturali non fossero molto amate dai locali, ora sono diventate il cavallo di battaglia della nostra cittadina. Da anni ormai il Palalassio è gremito di ospiti provenienti da tutta la zona circostante, ma mai come quest’anno. Infatti il programma scelto per la stagione teatrale 2005/2006 è stato davvero straordinario, i complimenti per il cartellone, tra il pubblico, si sprecano; un radicale cambiamento rispetto a quello dello scorso anno, che aveva deluso anche i più navigati. Molti allora avevano pensato addirittura di non rinnovare l’abbonamento, ma per fortuna le nuove proposte con la garanzia d’interpreti d’eccezione, li hanno dissuasi, perché, come diceva un mio caro insegnante “non è uno spettacolo che fa grande un attore, ma un bravo attore che fa grande uno spettacolo”. Così la stagione si è aperta a novembre con una fatica di Scarpetta “Il medico dei pazzi”, interpretato da Carlo Giuffrè e subito l’entusiasmo si è aggirato tra la gente. Ma il “Malato Immaginario” impersonato da Massimo Dapporto, con quella straordinaria scenografia essenzialista, capace di suscitare incredibile stupore tra il pubblico, è stato il trampolino di lancio per trasportare la passione per quest’arte anche in mezzo a coloro che ancora non vi si appropinquavano. E “La vedova allegra” l’operetta del maestro ungherese Franz Lehàr, caratterizzata da un insolito tocco di comicità, ha portato tra i presenti la serenità, la spensieratezza, l’allegria e l’euforia (esaltante il momento in cui attori e pubblico all’unisono ne hanno intonato le più famose note) dimostrando ancora una volta che la cultura non è necessariamente qualcosa di monotono, pesante e tedioso, come molti pensano. Il clou del programma, però, è stato “Giselle”: uno spettacolo senza precedenti ad Alassio. Sul palcoscenico (decisamente limitato), si rincorrevano le più coinvolgenti emozioni; le tinte calde del primo atto in contrasto con quelle fredde del secondo; i vivaci colori della passione contrapposti alla glacialità della morte; la musica di Adam, l’eleganza dei costumi, la scenografia, la coreografia, le luci, gli effetti scenici, la grazia dei ballerini e l’espressività dei loro volti, più eloquenti di tante parole; un’esibizione meravigliosa, indescrivibile, che toglieva il fiato a quanti erano presenti; tutti erano talmente immersi nello spettacolo che sembrava quasi non respirassero più all’idea di poter interrompere tale incantesimo. Rappresentazioni indimenticabili, momenti magici che toccano dentro, che scavano nell’anima, che insegnano i veri valori, che vincono indifferenza ed apatia, che vogliono lo spettatore protagonista della propria vita, questo è il mondo della cultura, questo è ciò che si aspettano le persone, questo è ciò che serve ai nostri giovani per crescere sani in un mondo malato. Perciò nella nostra cittadina, ovunque essa voglia accoglierci in piazza, in spiaggia, in biblioteca, in chiesa, al bar, in sala congressi, in auditorium, al palasport o, meglio ancora, in un comodo teatro, siamo lieti di poter dire - BENVENUTA cultura! Simona Casagrande Arasce, arena,marina - Nella foto da sinistra Giorgio Sandon e Libero Picciolini hanno appena conquistato un ambito trofeo. patria (nel senso americano del termine) e il nativo (o autoctono) esiste tuttora ma ha cambiato finalità; oggi “a-a pasciun”, per l’immaginario collettivo, ha tre sinonimi: potere, interesse e imbecillità. LIBERO PICCIOLINI «Bagnini», «Contadini del mare», «Alassini dove siete?», «Di qua uscite solo camminando in ginocchio», «Bagnini, leccaculo; adesso è il momento di far vedere chi siete…». Eravamo assediati. Circondata la casetta di legno adibita a spogliatoio nella quale eravamo asserragliati, ai tifosi inferociti, continuare ad offenderci ad alta voce chiamandoci “bagnini”, sembrava non bastare più e davano segni evidenti di passare a vie di fatto. Per quanto giovani e aitanti, di essere linciati per una partita di calcio, vinta per una coglionata (ci aveva assegnato un rigore inesistente, all’ultimo minuto di gioco) dell’arbitro non ci andava proprio a genio. «Ma ci saranno i Carabinieri, spareranno in aria… non ci lasceranno mica bastonare…», «I Carabinieri sono andati a scortare quell’abbellinato dell’arbitro…», «Ou-u… allora prepariamoci; da un momento all’altro sfondano la porta». «E semmu in duzze; infirai e la solita battuta di Libero e Gino, il Campione, la capì al volo. «Deh!…», si alzò e i due si abbracciarono tra gli applausi dei presenti. GIORGIO SANDON U Ele da Garigò l’autra sera u ma ditu: «Dimme in pocu, aura che Beniscelli u nu gh’è ciù e Sandon u l’è mortu, primma de vegnì da tì… da chi e devu passò?». Parlando di “Umanità” preroga- dell’ordine presenti, uscendo dall’intelligente anonimato nel quale durante il parapiglia si era mimetizzato, ritornò in scena e porgendo la mano si avvicinò a Libero dicendogli, ad alta voce: «Permetti… ti voglio stringere la mano; sei uno con le palle». E, in quel momento, qualcuno, vicino a me affermò: «Ecco perché gli Italiani amano l’Arma: mai i Carabinieri si dimenticano di essere anche uomini». L’umanità, intesa come il complesso di doti e sentimenti positivi propri dell’uomo, che si rileva dai gesti, dalle parole, dalle azioni e fa diventare “personaggio” anche il più umile, il più semplice rappresentante del genere umano. Non posso dimenticare un intervento arguto di Libero durante un colloquio molto amichevole con il Ginetaccio d’Italia, il grande Gino Bartali, campione dei campioni, vincitore di tutte le più grandi corse ciclistiche del mondo. «Ginetaccio quando nel 48 hai vinto il Giro di Francia, non hai salvato l’Italia, come qualcuno ha voluto dire; l’hai rovinata… Da quel giorno noi poveri, per lavorare, abbiamo sempre dovuto indossare la palla di piombo degli schiavi». Era tiva riferita a persona ricca di sentimenti, di amore per il prossimo e di sollecitudine, ma anche cosciente delle sue qualità e dei suoi limiti peculiari mi è improvvisamente venuto in mente, la figura di un vero, grande, a mio avviso, personaggio alassino: Giorgio Sandon. Alto e aitante, versatile, intuitivo e intelligente, Giorgio era in grado di eccellere in tutte le discipline sportive e, in queste, primeggiare in tutte le specialità. Sempre il migliore, sempre il più bravo; nel calcio, come alle bocce o nel gioco del bigliardo, questo mio amico, che aveva, come si suol dire, avuto in dono l’attitudine e le qualità intellettuali per eccellere aveva un punto debole: un’innata passione per Alassio, il suo Paese. L’alassinità, come impeto, moto affettivo, sentimento di forte emozione albergava così profondamente nel cuore di questo grande uomo, tanto da diventare il freno unico alla prorompente gagliardia sulla via del successo. Tra i molti aneddoti da raccontare scelgo il più breve. “Osservato” (seguito e valutato per le sue doti calcistiche) a sua insaputa da Novo (D.T. del A.C. Torino e, in seguito, dalla Nazionale Italiana), Sandon, giovanissimo portiere dello S.C. Alassio, è, espressamente, invitato (richiesto!!!) nel capoluogo piemontese per sostenere, (ma solo pro-forma, perché il suo passaggio al professionismo è già per le due società di calcio, un dato di fatto) il provino definitivo prima di diventare un “giocatore” di serie “A”. Nel mitico stadio “Filadelfia”, intenti a disputare una partitella di allenamento, erano in campo campioni dello stampo di Bacicalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Mazzola, Gambetto, Loik, Ossola: il gotha del Calcio italiano e mondiale. In attesa di essere chiamato, Giorgio, in tenuta sportiva, è seduto, all’uscita dello spogliatoio, vicino al Dott. Boido, vicepresidente del Club alassino e suo accompagnatore. Sono passati appena dieci minuti quando il D.T. Novo si avvicina ai due: «Sandon, riscaldati, corri, saltella… preparati… adesso esce Valerio (il grande portiere Bacicalupo) e tu lo sostituisci». Giorgio si alza, ma non è convinto. Si muove su e giù per qualche minuto, poi ritorna, si avvicina al suo dirigente e: «Boido non sono venuto, qui a Torino, per camminare avanti e indietro… io me ne ritorno ad Alassio». E tra lo stupore di tutti prende la via dello spogliatoio; scomparendo. Allenatore, dirigenti, giocatori famosi, vinto lo stupore iniziale, lo inseguono per dissuaderlo. Inutilmente! Sandon nella sua decisione fu irremovibile. Ritornò a casa e… di quella giornata, in seguito, diceva di ricordare solo una cosa: «Quando dal giro di Santa Croce ho visto Alassio di colpo mi sono sentito un Re». U Ele da Garigò, l’autra sera, u m’ha ditu: «Aura che Beniscelli u nu gh’è ciù e Sandon u l’è mortu, quando e-e veg-gnu anzù, da dunde e-e passu?». Non ho saputo rispondergli. 12 «L'ALASSINO» Sabato 15 Aprile 2006 VELA CICLISMO A Montefusco la Volvo Cup Cento giovani al Riviera in bici Sandro Montefusco ha vinto la prima tappa del Circuito mondiale della Volvo Cup, che si è svolta nelle acque di Alassio, ed ha visto la partecipazione del meglio del velismo mondiale nelle classi Melges, Ufo 22, H22 e Laser SB3. Alla Settimana velica Internazionale hanno partecipato 86 imbarcazioni di dieci nazioni. Queste le classifiche. Melges: 1) “Gebl” (Sandro Montefusco, Lega Navale di Milano 8 penalità); 2) “Poizon Rouge” (Jen Marc Monnard, Svizzera), 27; 3) “Partner e Partner” (Philippe Ligot, Francia), 29; 4) “Team Barbarians” (Lea Jamie, Gran Bretagna), 34; 5) “Bete” (Nicola Celon, YC Torri), 34. H 22: 1) Andrea Felci (Ass. Nau- tica Sebina), 3; 2) Daniel Schroff (Svizzera), 7; 3) “Alpitour” (Alberto Valli), 8; 4) (Luisa Bambozzi), 15; 5) “Blanca” (Michele Voghi), 17. Ufo 22: 1) “Irritec” (Marco Locati), 9; 2) “Cowboy (Emanuele Corsini), 10; 3) “Fuoristazza” (Giovanni Spinozzi), 13; 4) “Dumbo” (Giovanni De Biase, Fraglia Vela Riva del Garda), 17; 5) “Corsaro” (Valerio Cozzi), 18. Laser SB3: 1) “Transdunker” (Uladzimir Siamenau), 4; 2) “Basquiat 2” (Luca Bacci), 6; 3) CCCP (Eugeni Kushciyenco, Russia), 14; 4) “3123” Alessandro Castelli, 15; 5) “Fishbone XS” (Cristian Ferro), 20. A. C. Inaugurata CasAlassio per la grande Vela È stata inaugurata nel porto di Alassio la tecnostruttura denominata “CasAlassio”, la cui apertura ha dato l’avvio ad un intenso mese di grande vela. Alla cerimonia era anche presente il presidente della Federazione Velica Italiana Sergio Gaibisso, che ha salutato con soddisfazione l’iniziativa: «Ci auguriamo – ha detto Gaibisso – che questo sia un primo, importante passo per il rilancio della vela alassina, che deve cercare di tornare ai massimi livelli, come negli anni Sessanta, quando Alassio riusciva a richiamare il meglio del movimento velistico internazionale». Anche lo stesso sindaco Marco Melgrati ha salutato con soddisfazione la nascita di CasAlassio: «Ci auguriamo – ha detto – che questa iniziativa sia di buon auspicio per il futuro della vela e del porto di Alassio, nel quale sono previsti importanti interventi e lavori». “CasAlassio” è una grande struttura (di oltre 200 metri quadrati) che consente di ospitare giudici, atleti, appassionati ed addetti ai lavori. «Grazie ad un mese di importanti eventi velici – ha detto Rinaldo Agostini, presidente del Cnam alassino – migliaia di appassionati giungeranno ad Alassio in occasione delle regate internazionali, capaci di richiamare anche turisti e Vip». “CasAlassio” resterà aperta fino al 16 aprile all’interno del Porto Luca Ferrari per ospitare equipaggi, sale riunioni, sala stampa e servire anche per appassionati ed addetti al settore come prezioso punto di ritrovo e di ristoro. All’interno è anche visionabile il nuovo progetto del Porto Luca Ferrari ed è possibile accedere ad ogni informazione relativa alle regate in corso. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti oltre alle autorità civili e militari, anche l’assessore allo sport Calò, il parroco monsignor De Canis, giornalisti, inviati di radio e televisioni (fra cui una equipe TV guidata dalla giornalista Magda Rosso, che è anche l’addetto stampa del Comune di Alassio). Claudio Almanzi Si è aperta, con il tradizionale appuntamento “Riviera in bici” (organizzato dall’UC Alassio), la stagione ciclistica giovanile ligure, con la presenza di molti ragazzi provenienti da Lombardia e Piemonte. Numerosi i successi dei giovani ciclisti ponentini (soprattutto alassini ed andoresi): ciò fa ben sperare per un 2006 ricco di soddisfazioni per le compagini ciclistiche del nostro comprensorio. Ecco i risultati. G1: 1) Diego Tesi (UC Alassio); 2) Bryan Madron (id); 3) Noah Balduzzi (id). Femm.:1) Camilla Pesenti (UC Alassio). G2: 1) Gabriele Gaino (Pedale Acquese); 2) Arturo Massari (AS Andora); 3) Romeo Brillante (SC Bordighera). Femm: 1) Martina Garbarino (Ped. Acquese); 2) Giulia Rinaldi (Alassio); 3) Anna Giulla (Andora). G3: 1) Filippo Bertone (Alassio); 2) Francesco Canepa (Andora); 3) Samuele Maineri (id). G4: 1) Marco Tomatis (Alassio); 2) Davide Raimondo (id); 3) Luca Garbarino (Acquese). Femm: 1) Alice Pesenti (Alassio); 2) Carola Vottero (Andora); 3) Erika Parente (id). G5: 1) Davide Levo (Ped. Acquese); 2) Luca Fragola (Andora); 3) Daniele Vinai (Alassio). Femm:1) Giuditta Galeazzi (Acquese ). G6: 1) Patrick Raseti (Acquese); 2) Olivero Troia (Bordighera); 3) Luca Ferrari (Alassio). Femm:1) Sara Rinaldi (Alassio); 2) Ines D’Arrivo (Bordighera); 3) Giorgia Bertone (Alassio). Società: 1) UC Alassio, 45 punti; 2) Ped. Acquese, 39; 3) AS Andora, 29. C. A. NUOTO Giocasport in piscina Presso la Piscina di Alassio, la GE.S.CO. SPA, grazie al lavoro svolto dallo staff tecnico, ha organizzato, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano Regione Liguria, la VII Edizione del Giocasport Acquatico “Acqua in gioco”, rivolto a tutti i bambini e ragazzi delle Scuole Elementari della Città di Alassio che si è tenuto dal 20 al 24 marzo . Il gioco è il principale strumento che un animatore sportivo ha a disposizione per “arrivare a tutti”, indistintamente, senza selezioni, proponendo stimoli che costituiscano ostacoli superabili da ogni bambino secondo le proprie capacità; il gioco quindi permette ad ognuno di esprimersi in modo creativo e originale, nel rispetto delle singole capacità ed evitando l’emarginazione dei “meno bravi”. Per la VII edizione lo staff tecnico della Piscina ha ideato i giochi destinati ai bambini “usando” come filo conduttore l’evento dell’anno: le Olimpiadi Invernali di Torino. Se a prima vista far rivivere in acqua gli sport invernali sembra un anacronismo, la fantasia e la passione messa in gioco dagli istruttori della GE.S.CO. è stata premiata perché tutti i bambini delle classi delle scuole elementari hanno partecipato attivamente ai giochi in piscina, divertendosi molto e dimostrando le loro capacità di inventiva e di fantasia. Le stesse che hanno aiutato a preparare dei cartelloni molto colorati che appesi in piscina l’hanno trasformata in un allegro contenitore di emozioni messe su carta, immagini belle di sport e di passione per gli atleti. Vicino ai lavori dei bambini, la sagoma inconfondibile del logo delle olimpiadi che è diventato per magia (bravura di una istruttrice di nuoto con estro artistico) il logo del VII Acquaingioco di Alassio. A chiusura della festa, sono state donate le bandane colorate che l’Ufficio Turismo del Comune di Alassio ha offerto a tutti i partecipanti ai giochi, con l’arrivederci alla Festa dello Sport che chiuderà questo anno scolastico. A tutti i bambini della Scuola di Alassio, alle insegnanti e alla Direzione Didattica ringraziando della partecipazione, diamo quindi l’appuntamento per la giornata dello sport il 23 maggio che concluderà idealmente la stagione 2005-2006. Arrivederci a presto. GE.S.CO. SPA BOCCE La Ferrero vince anche la Targa d’Oro Gli Alassini Sibello vincono in Eurolympic Grande soddisfazione ad Alassio fra gli appassionati della vela per il successo degli alassini Pietro e Gianfranco Sibello, che si sono aggiudicati la Export Olympic Cup, svoltasi sul Lago di Garda, gara alla quale hanno preso parte molti fra i più famosi equipaggi del mondo: «Si è trattato – hanno detto i fratelli Sibello – di un importante test in vista dei campionati europei». Alla manifestazione era presente anche un altro alassino illustre, il presidente della Federazione Italiana Vela Sergio Gaibisso: «Credo che questa sia stata davvero una edizione record della manifestazione, non solo per la qualità dei regatanti, ma anche per il numero e la capacità logistica ed organizzativa». Da segnalare, ancora fra i ponentini, anche l’ottimo comportamento di Diego Negri che, pur piazzandosi secondo nella classe Star si è lasciato alle spalle addirittura i famosissimi PepperGilles, la coppia più celebre di neozelandesi presenti all’ultima Coppa America su “New Zealand”. Ecco le classifiche. Star: 1. Loof-Ekstrom (SWE), 2. Negri-Viale (ITA - Sez. Vela G.D. Finanza), 3. Pepper-Giles (NZL). 49r: 1. Sibello-Sibello (ITA - Sez. Vela GDF), 2. Panagiotidis (GRE)., 3. Angilella (ITA - C.C.N. Lauria). 470: 1. Zandonà (ITA - Marina Militare), 2. Fantela (CRO), 3. Hmeljak (SLO). 470 femm: 1. Conti (ITA - C.I.V. Marina Militare), 2. Cerne (SLO), 3. Turizio (ITA - C.V.R. Italia). RSX: 1. Bontemps (FRA), 2. Huguet (FRA), 3. Le Gal (FRA). RSX femminile: 1. Tartaglini (ITA Sez. Vela GDF), 2. Linares (ITA - S.C. Marsala), 3. Maslivets (UKR). Laser Standard: 1. Le Breton (FRA), 2. Zbogar (SLO), 3. Steyaert (FRA). Laser Radial: 1. Szotynska (POL), 2. Vanacker (BEL), 3. Nevierov (ITA). Tornado: 1. Sorrentino-Colombo (ITA - C.C. Napoli), 2. DzhienbaevRyazancev (RUS), 3. KowaleskiKlosowicz (POL). Finn: 1. Papathanasiou (GRE), 2. Vincec (SLO), 3. Maier (CZE). Al. C. La Vela in lutto per Lorenza Il mondo della vela è in lutto per la scomparsa, dopo una lunga ed incurabile malattia, della surfista e velista Lorenza Ballanti. Genovese, 42 anni, molto nota in campo nazionale, veniva spesso ad Alassio, dove era molto conosciuta ed ha lasciato tanti amici. Lorenza Ballanti, regatante di windsurf, era anche istruttore federale e proprio in questo ruolo ha contribuito a seminare tanto amore per la vela e il windsurf. Instancabile promotrice di iniziative e manifestazioni veliche, animatrice sempre attiva era piena di idee e sorretta dalla grande passione per il mare. Nel Ponente savonese era molto conosciuta perché tante volte aveva partecipato alle gare, prima come concorrente, poi sia come organizzatrice, collaboratrice, tecnica o esperta. Lorenza per questo era ben nota e apprezzata in tutta la Liguria. La sua scomparsa lascia un vuoto che sarà difficile colmare. La nostra redazione si unisce alla Federazione Velica, all’Associazione Italiana Classi Windsurf e a tutte le classi del Coordinamento Nazionale, nell’esprimere ai famigliari profondo cordoglio per la scomparsa di Lorenza. Cl. Al. Dopo essersi aggiudicata lo scudetto, in una spettacolare finale disputata al bocciodromo di Loano, la Ferrero Caudera Ciriè si è anche imposta, ad una settimana di distanza, nella tradizionale rivincita della classica Targa d’Oro. co Marco Melgrati – è diventato ormai una manifestazione sportiva, capace di rappresentare un punto di riferimento per gli appassionati, riuscendo ad entrare anche nel novero degli appuntamenti più importanti della nostra città. In questi anni ha infatti saputo crescere, richiamando da tutto il mondo ad Alassio i grandi appassionati di bocce, una disciplina sportiva che, a dispetto delle convinzioni più comuni, appassiona tanti ad ogni età». Questa grande kermesse ha visto impegnati tutti i campi da bocce dell’intero comprensorio ed i sodalizi sportivi di Andora, Garlenda, Bocce: sport antico… ma sempre attuale. Albenga, Ceriale, Borghetto Santo Nella Città del Muretto la legge Spirito e Loano, mentre dai sedidella Ferrero è stata ferrea: a vin- cesimi la manifestazione ha avuto cere è stata la quadretta formata quale unico scenario quello della da Ballabene, Bruzzone, Suini ed il bocciofila alassina e del campo di francese Perras. calcio Ferrando, per l’occasione In finale hanno superato per 7 a trasformato per ospitare alcune 3 una sorprendente Chierese, che fasi delle gare. schierava Pertugio, Pavan, Don«Anche quest’anno – dice l’asgiovanni e Chiesa. sessore allo sport Fabrizio Calò – Ottimo il terzo posto della BRB il Trofeo Targa d’Oro di bocce ha Ivrea (Bunino, Canepa, Giordanino ottenuto un notevole successo ed e Boscolo) e della Cengese (Parino, ha contribuito a caratterizzare Camusso, Magliano e Astesiano). l’inverno alassino, sempre più Sono arrivati a migliaia, in contrassegnato da una forte vaRiviera ad assistere alle gare, sia a lenza sportiva. In questi anni la gaLoano, sia ad Alassio, a dimostra- ra ha saputo infatti diventare un zione che anche le bocce possono punto di riferimento ed entrare essere un importante veicolo pro- nel novero delle manifestazioni mozionale turistico. più importanti della nostra città, Alla 53esima Targa d’Oro, han- riuscendo a richiamare da tutto il no preso parte 352 squadre ed ol- mondo ad Alassio i più grandi aptre 1.400 giocatori. passionati di questa disciplina «Il Trofeo “Targa d’Oro Città di sportiva”. Alassio” – dice il soddisfatto sindaC. A. LUTTI CITTADINI GIUSEPPE MUGNOSSO Ci mancherai, Giuseppe: quando salivi fischiettando e canticchiando una canzoncina, con passo allegro, le scale di casa nostra, dopo avere dato tre trilli di campanello. Era la premessa di una serata che, tra un racconto ed un altro, tu conducevi, tenendo banco ed intonando a volte qualche canto alpino, e ci portavi a essere felici. Altre volte, testone come tu solo, ci facevi arrabbiare. Eri fatto così, ma in cuor tuo volevi bene anche a chi ti aveva rabbuiato. Mancherà a tutti la tua allegria, anche se a volte credo sia stato difficile pure a te dare agli altri quello che tu volevi: avere il cuore gonfio di gioia. Caro Giuseppe, mancherai a tanti: a tua moglie e ai tuoi figli, a tua sorella e ai tuoi fratelli, ai tuoi nipoti e ai cugini, ma soprattutto mancherai ai tuoi amici. Avevi il senso dell’amicizia innato ed in Per Giuseppe Mugnosso, da Romana Marzo 2006 Circa tre anni fa un giorno Giuseppe, spiegandoci che per ragioni di salute forse avrebbe dovuto vendere la sua casa e trasferirsi a valle, ci ha raccontato la storia della sua costruzione. E io ho scritto questa poesia, che non gli avevo fatto leggere per non ogni momento eri disponibile per una festa, per un incontro, per una discussione, anche animata. Potevi sembrare un attore di professione: eri sempre a tuo agio, in ogni luogo, in ogni posto, con qualsiasi persona; sempre riuscivi a fare bella figura. Nel tuo comportamento eri un grande, eri un vero signore. A ragione i posteri di te potranno dire: fascinoso ragazzo di campagna, dalle mutevoli passioni, con una notevole cultura, sia pratica che teorica, spirito libero, amante della vita. Chi non ricorda la tua abilità nel lavoro di muratore: eri un artista dei forni a legna fatti a mano. I cacciatori di cinghiali penso possano ricordarti per la tua partecipazione alla loro squadra, con abilità e precisione. Da ultimo, la tua passione è stata il canto, degno rappresentante degli Alpini ai quali tu appartenevi, con la partecipazione alla corale della città; al tuo funerale questi alpini, venuti da più parti, hanno voluto dimostrare la loro riconoscente amicizia, così come tutte le persone alle quali tu hai sempre saputo dare ospitalità nella casa alla Crocetta, in cima ad Alassio. Di te si potrà solo dire; «Sapeva vivere ed amava la vita: peccato che sia dovuto morire». Ciao Giuseppe, ti penseremo sempre, Ancora, grazie a tutti. Nico e Tata Anche l’A.V.A. si associa al dolore della famiglia e porge sentite condoglianze. rattristarlo, e che gli dedico adesso. Adesso che si trova “in un migliore altrove”. Il leone in pietra è ancora sul cancello dell’ingresso, e sul tetto continua a sventolare il cappello da alpino che gli aveva fatto Giorgio come segna-vento. Ma sulla collina non si udiranno più i gioiosi suoni e i canti provenienti dalla sua casa. Che è e rimane la più bella di tutta Alassio. La casa del leone 30 anni e un pino (il primo irretitore), la fascia ligure per poche lire, la catapecchia dove cuocere spaghetti la domenica; e ancora, sotto i pomodori da innaffiare (dopo il lavoro) con taniche da 20 litri a mano. Poi dopo i tubi sottratti di scarto per far venire l’acqua, e allora è un grido di trionfo: quasi una casa! La luce intanto andrà col contatore di straforo - ma è troppo caro - però qualche anno ancora e arriva la centralina. Dopo i mattoni, la strada, il muro certo lavoro duro . ma lui sa fare e poi in fondo è muratore. Ormai infine è una casa vera col gran terrazzo pronto a decollare il bagno l’orto le amarene e pure qualche fiore, sul viale issato un bel leone pietrificato - segno di forza zodiacale -, ma soprattutto la vista dal crinale del golfo intero tutto pieno di luci lontane ulivi e mare, mentre il registratore spande suoni e canti e il pino a braccia aperte li raccoglie. Intanto però sono passati altri 30 anni. E un giorno sulla lastra appare una macchia scura. E la gran tavolata sul terrazzo è presto sparecchiata. E il buio della sera ha spento i cori. E in auto su e giù dalla collina non si potrà più andare. Così bisogna vendere, e poi abitare nel bilocale giù in paese vicino all’ospedale. O forse in un peggiore altrove. Romana Rutelli Sabato 15 Aprile 2006 13 «L'ALASSINO» LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI BIAGIO PORCELLA “GINO” 9/7/1937 - 12/2/2006 marineria. Nelle classi “Tempest” e “Soling” aveva dominato, ma nella vita aveva soprattutto aiutato. Era schivo, come tutti gli uomini di mare. Poche parole e molti fatti. Lui, possedeva una marcia in più. Ma non voleva parlare nonostante avesse permesso a molti di vivere meglio. Incurante della fatica e dello stress a cui si sottoponeva continuava per ore e ore. Grazie “Nini”. In tanti Ti abbiamo voluto bene e in quell’applauso con cui sei stato salutato abbiamo rivisto alzata l’“intelligenza”, il segnale che precede il “pronti alla partenza”, della tua ultima regata. CATERINA STALLA (RINUCCIA) 1912 - 10/3/2006 Ci hai lasciato per andare in Paradiso alla bella età di novantatre anni! Eri la più anziana di Solva, “a ciü veggia da Surva”, come dicevi tu, e ne eri orgogliosa. Di te ricorderemo la tua forma di carattere, la tua simpatia, i tuoi saggi proverbi ed antichi detti che ci hanno sostenuto nei momenti belli o tristi della vita. Ci manchi molto, nonna, ma ci rincuora sapere che da lassù ci guardi e ci dai coraggio, che tu hai sempre avuto, di vivere una vita piena di significato. I tuoi cari L’A.V.A. porge alla Famiglia le più sentite condoglianze. A.V.A. A soli 68 anni ci ha lasciato Gino. Con lui oltre a mio padre e ad un parente o un amico per molti di quelli che leggeranno queste righe se ne è andata una parte della memoria storica di Moglio. Alcuni nomi ed eventi che sopravvivono solo in alcune memorie oggi non ci sono più. Tuttavia spero, e nel farlo sono confortata dalla grande sincera e profonda dimostrazione di affetto che gli avete tributato in occasione del funerale, che il suo nome e la sua vita non andranno presto dimenticate. Approfitto di questa occasione per ringraziare ancora tutti coloro che mi hanno sostenuto nel triste frangente della perdita di mio padre ed in particolare il parroco Don Gianni Tabò che lo ha accompagnato fino all’ultimo. Nica Porcella Un ricordo particolare anche dagli “Amici di San Bernardo” Gino è stato uno dei primi che con grande entusiasmo, con spirito di collaborazione e sacrificio ha lavorato con altruismo per ricostruire muri e per sistemare il prato e la Chiesa diroccata in modo da poter effettuare la festa il 20 di Agosto ed auspicarne la ricostruzione. Un amico è mancato e lo ricorderemo sempre. L’A.V.A. porge le più sentite condoglianze ai famigliari tutti. GIUSEPPE BASSO “NINI” SILVIA SCHIVO VED. DIELI 1924 - 2/03/2006 ADRIANO PAULON Apprezzato e conosciuto artigiano decoratore, Adriano è stato anche e soprattutto persona gentile e discreta, padre e marito esemplare che ha saputo infondere ai figli Roberto e Alessandro l’amore per la professione che insieme esercitavano. L’AVA porge ai famigliari tutti le più sentite condoglianze. Anniversari SERGIO CARRAFFA 5/4/1996 - 5/4/2006 “Ecco, questa volta la mia ora è proprio arrivata, il mio cammino terreno terminato, certo avrei voluto trascorrere qualche tempo ancora in compagnia della mia famiglia, dei miei figli con il genero, la nuora sempre con qualche pensiero premuroso e delle mie care nipoti… che gioia vederle realizzate nei loro studi e serene nei loro affetti, ma ho dovuto interrompere qui il mio cammino ultimamente tanto affaticato. Spero di poter proteggere tutti i miei cari dal luogo dove mi trovo in compagnia dei miei parenti, mio marito e gli amici che mi hanno preceduto, saluto dalle pagine dell’Alassino la mia amata città e tutti coloro che mi ricordano e che mi vollero bene”. Silvia Schivo ved. Dieli “Abbiamo ascoltato la tua voce, proprio la tua voce”… Caro Nonno Sergio. So che mi hai desiderato tanto ma sono arrivata tardi… tu eri già andato lassù e non ci siamo incontrati. Sono sicura che dal cielo mi vedi e mi proteggi, tu sei sempre fra noi e ti ricordiamo con tanto affetto. La tua nipotina Giulia con mamma, papà, nonna Rosangela e zia Emy DON GIOVANNI CAZZOLA Il 28 marzo 1996 l’amatissimo don Giovanni Cazzola lasciava la sua missione grande di pastore e di amico di tutti gli Alassini. Il suo ricordo è ancora vivo in tutti coloro che lo conobbero e che lo amarono per i suoi meriti di Salesiano. In tale occasione un tratto di Via Mameli, alle spalle del Collegio, sarà intitolato all’illustre Maestro e Pastore. «Tanto nomini nullum par elogium» A.V.A. Marilena e Michele Dieli L’A.V.A. porge le più sentite condoglianze. VITTORIA MUSSINI E RINO SELVA Cara Vittoria e Rino Grazie per tutto quello che avete fatto, grazie di essere stati vicini a Teresa e a me. Noi vi ricordiamo giorno per giorno e ci mancate tanto. Un grande saluto da Teresa e Andrea. Ciao Vittoria, ciao Rino. UN RICORDO PER PAOLO ALLARA L’ultima regata di “NINI” BASSO Con un soffio di vento sei andato troppo oltre la boa, senza lasciarci il tempo di salutarti, neppure l’attimo per dirti arrivederci. Le parole non servono per ricordare “Nini”, Giuseppe Basso. Più di ogni frase hanno parlato gli applausi della sua gente, dei tanti amici che hanno assiepato la chiesa e la piazza dei Cappuccini per l’estremo omaggio all’uomo e al campione. In tanti si sono stretti intorno a quella bara, all’amico che in tante occasioni non ha mai detto “no”, non ha mai rifiutato un aiuto per confortare, nell’anima e nel fisico, chi gli si rivolgeva nella speranza di poter alleviare sofferenze. Il mare era la sua passione e mai avrebbe abbandonato questo splendido lido che gli aveva dato i natali. La vela era il suo amore e con il vento in poppa aveva superato prove difficili dando sempre, con abnegazione, il meglio di sé. Campione Italiano, quarto agli Europei. Questi due dei tanti titoli di cui poteva fregiarsi l’atleta Giuseppe Basso, l’atleta che aveva portato agli allori il nome di Alassio e della sua MARZO 2006 La morte improvvisa e volontaria di Paolo Allara ha gettato nello sconforto e nel compianto tutto il paese. Un dramma terribile… l’amarezza, la solitudine, la delusione, il mistero della vita che improvvisamente vien meno e ci abbandona. Mille pensieri, mille fantasmi che la mente e la coscienza non riescono a seguire. Il cuore sì lo comprende, ne prende atto e anche se non lo accetta, finisce per condividerlo, per farlo suo. L’A.V.A. nel compianto generale della famiglia, dei parenti, dei numerosi amici sconfortati e ancora increduli, si unisce a loro per un ricordo, per un saluto che vada oltre la morte. ANDERSON Marjorie BERGESE Maria CERISOLA Roberto CICCIONE Leo DE MARIA Antonina GATTI Anna Maria HOLLER Ursula anni 79 anni 92 anni 79 anni 87 anni 89 anni 85 anni 59 MILINI Elvezio MUGNOSSO Giovanni PANERONI Roberto SCHIVO Angelo STALLA Caterina WITTMANN Max Herman ZANARDINI Rosa anni 76 anni 65 anni 71 anni 90 anni 93 anni 77 anni 82 L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite condoglianze ai loro familiari. 14 «L'ALASSINO» Specie ittiche della Baia del Sole Sabato 15 Aprile 2006 GIORNALISTI… IN GAMBA a cura dell'Osservatorio Don Bosco MARZO 2006 Sgombro o Scombro (Scomber scombrus) - (Axèrtu) Detto anche «Lacerto» e «Maccarello» è una delle specie più piccole della famiglia dei tunnidi. Può raggiungere i 400 gr. di peso. È siluriforme con due pinne sul dorso separate da cinque piccole pinne ventrali sul peduncolo della coda. È liscio. Sul fondo azzurro verdognolo ha sul dorso linee trasver- sali con andamento irregolare di colore nero. È un pesce predatore che di rado si porta a riva dove si può pescare con canna fissa o bolognese. Carni grasse, ma buone. Esca: carne e polpa Armatura: f Amo: 10/14 Filo: 015/020 SGOMBRO O LACERTO DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO Valide terapie dei nonni Il Tiglio semplice dei due Santi Tilia platypyllus (A sciura di due Santi) Questo alto albero dalle foglie ovali caduche, dal bocciolo peloso e dal frutto simile ad una noce subsferica è spontaneo nella zona submontana e montana delle Alpi. I nostri Avi che tanto credevano nella sua efficacia curativa qualche pianta la mantenevano in vita anche nelle loro basse colline. Raccoglievano i suoi fiori nel dì dei Santi Pietro e Paolo per essiccarne i peduncoli dell’infiorescenza e conservarli in recipiente di vetro e porcellana a riparo della luce. Per uso interno i suoi fiori, anche con le battee erano utilizzati contro l’insonnia e la tosse preparando un infuso: Per uso esterno i fiori erano utili contro le irritazioni della pelle e delle mucose e per ridurre il gonfiore delle borse sotto gli occhi. Le qualità di questa pianta erano già conosciute ai tempi dell’impero romano che la utilizzavano come sudorifero. È utile per le vie respiratorie. Buongiorno cari lettori dell’Alassino, siamo i “giornalisti” della classe VB della Scuola Primaria Statale di Via Neghelli. Vorremmo raccontarvi com’è andata la nostra visita alla mostra “Attrezzi per l’artigianato e giochi dei nonni”. Lo sapete che quando siamo arrivati ci hanno ripreso con la telecamera? Che entusiasmo!! A farlo era il sig. Franco Iebole in carne ed ossa. Ma chi è questo signore ? È l’abile artigiano che ha ricostruito i modellini dei giochi che usavano i nonni quando erano piccoli, più o meno sessanta anni fa. Per ogni gioco ci è stata fornita una spiegazione sul funzionamento e sul materiale con il quale venivano costruiti, parlando un po’ in italiano e un po’ in dialetto. La maggior parte di noi non aveva mai sentito queste parole anche perché la nostra è una classe multietnica (ci sono bambini provenienti dall’Ecuador, dall’Albania, dalla Romania) ma, sarà che siamo alle- nati alle lingue “straniere”, abbiamo subito imparato che gli scarampi sono i trampoli, la sgavadura è la trottola e gli scapisulli (che adesso non esistono più) erano una specie di coriandoli esplosivi. Dai racconti di Franco Iebole abbiamo saputo che a quei tempi i bambini erano dei veri gandulli, cioè dei monelli, che rimanevano a giocare a guardia e ladri anche fino a mezzanotte. Sarebbe bello poterlo fare ancora adesso! Prezioso è stato inoltre il contributo del signor Gianni Croce e della signora Luciana Grollero, che fanno parte della redazione dell’Alassino. Partendo da un foglio a sei colonne, il menabò, ci hanno spiegato tutti i passaggi per arrivare alla stampa tipografica. E per finire, siamo entrati a stomaco vuoto e mani vuote e siamo usciti con la pancia piena di patatine, pop corn, barrette al cioccolato e un libro intitolato “Alassio 44° parallelo”. Conclusione: è stato bellissimo! Anche la scuola materna si prepara… Pessö modellino di una nave da guerra realmente esistita, costruito con precisione e pazienza dal Signor Guido Morandotti, che gentilmente ha risposto alle nostre domande. Infine il Presidente dell’A.V.A., signor Carlo Cavedini con la sua collaboratrice signora Luciana Grollero ci hanno spiegato come ”nasce” l’ALASSINO, il mensile che parla della nostra città e viene spedito ai suoi abbonati anche in diverse regioni d’Italia e all’estero. Dopo aver soddisfatto la nostra curiosità, ci hanno offerto pure la merenda e donato a ciascuno un bel libro su Alassio. Ringraziamo di cuore chi ci ha ospitato per la gentilezza e la disponibilità. Ogni anno si ripresenta il solito problema: “È primavera o non è primavera?” I manuali dei meteorologi dicono: “i mesi primaverili sono: marzo, aprile, maggio”. Le effemeridi astronomiche non sono dello stesso parere: la primavera inizia quando il circolo di illuminazione passa per i Poli; al Polo Nord riappare il sole sopra l’orizzonte e ci resterà fino a settembre (il lungo giorno polare); al polo sud il sole scende sotto l’orizzonte e si farà rivedere in settembre (lunga notte polare). Questo comportamento del sole (comportamento apparente!) si è verificato il giorno 20 di marzo alle ore 18 e 26 minuti, istante in cui il sole era allo zenit sopra la linea dell’Equatore e in ogni punto della terra indicava l’esatta posizione dell’est e dell’ovest, rimandando a settembre la ripetizione per l’esatta individuazione dei punti cardinali per l’orientamento. Potremmo dire che hanno ragione tutti e due: i meteorologi guardano la colonnina di mercurio dei termometri; gli astronomi guardano le periodiche posizioni del nostro pianeta rispetto alla stella-sole. Noi possiamo ora guardare i nostri strumenti e poi decidere con chi vogliamo stare. Pressione media mensile: 754,7 mmHg. Le medie decadali: 750,6 mmHg nella prima; 756,0 mmHg nella seconda; 757,1 mmHg nella terza. Umidità media: 40%; l’umidità media del giorno 5 è stata 13%; bassa l’umidità anche il giorno 10 e il giorno 12; il giorno più umido, con la media 91% è in data 28. Temperatura media mensile: 11,9 °C; giorno più fresco (8,4 °C di media) il 2 marzo; giorno più mite (15,3 °C di media) il 29: Le medie decadali: 11,1 °C nella prima; 11,4 °C nella seconda; 13,1 °C nella terza. Precipitazioni: 16,2 mm di pioggia; 4,2 mm caduti nella prima decade (4,0 mm il giorno 4); 12,0 mm nella terza decade (6,2 mm tra la notte e il giorno 21). Giorni sereni: 15 (16 lo scorso anno); Giorni coperti: 5 (7 lo scorso anno): Eliofania totale: 187,8 ore, con una media di 6,1 ore al giorno. Significativi i valori decadali: si parte da 7,7 ore di limpido sole ogni giorno nella prima decade; si passa 6,8 ore al giorno nella seconda; e si precipita a 3,9 ore di sole nella terza decade. Tra le poche giornate serene della terza decade merita un ricordo particolare il giorno 29: ci ha permesso di osservare il parziale oscuramento del sole provocato da una invisibile luna. È stato questo l’unico fenomeno degno di nota in questo “contestato” mese primaverile. Il Direttore dell’Osservatorio Prof. Don Natale Tedoldi PICCOLI GIORNALISTI IN “ERBA” L’altro ieri, 28 marzo, presso la sede dell’A.V.A., abbiamo trascorso un pomeriggio diverso alla scoperta dei GIOCHI ANTICHI, più praticati ad Alassio dai “nostri” nonni quando erano bambini. Uno di loro, il signor Franco Iebole,che ha le “mani d’oro”, ha avuto l’idea di realizzare dei “quadretti”, sui quali ha ricostruito in piccole dimensioni molti dei giochi che lui stesso faceva da piccolo. Ce li ha mostrati, spiegandoci i metodi di costruzione e le regole. A noi sono piaciuti tanto e vorremmo invitarlo a scuola per farci insegnare a costruirne qualcuno e a giocarci. Il signor Franco ha anche il “pollice verde”; infatti abbiamo osservato le foto del suo orto che cura con impegno e passione e per questo dà molto frutto. Abbiamo potuto ammirare un Meteorologia Alassina Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione entro la fine di ogni mese per la pubblicazione ne «L'Alassino» del mese successivo. A.V.A. Gli alunni delle classi quarte A e B della Scuola Primaria Statale di Alassio con le loro insegnanti Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce. DIREZIONE: Cons. Dirett. A.V.A. RESPONS.: Emanuele Aicardi EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: Zanardi - Arch. Uff. Turismo Associato all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana