ANNO XLVI - N. 4
Sabato 15 Aprile 2006
€ 1,50
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00
ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 - E-mail: [email protected]
CONSIGLIO COMUNALE Festa annuale La Consulta Ligure ad Arenzano
alla SOMS
DEL 27 MARZO 2006
Quattordici gli argomenti iscritti all’ordine del giorno di questo
lungo e infuocato consiglio comunale, ma uno soltanto ha tenuto
banco durante l’intera seduta; si è
trattato di quello riguardante la
realizzazione di volumetria residenziale convenzionata, in località Costa Lupara a seguito della
richiesta della Società Cooperativa Edilizia Costa Lupara, con
conseguente variante al Piano
Urbanistico Comunale e richiesta
di Atto di Assenso.
Dopo la relazione dell’assessore Marco Salvo, viene data la parola all’Architetto Fallucca di
Savona per illustrare il progetto
di costruzione di 60 nuovi alloggi,
destinati a cittadini alassini in
possesso dei requisiti necessari,
a prezzo convenzionato.
Numerose le contestazioni da
parte dei consiglieri di minoranza
contro questo progetto che, secondo il consigliere Lorena Nattero, favorirebbe soltanto pochi
privilegiati mentre niente è stato
fatto in campo urbanistico negli
ultimi anni a favore dei cittadini
residenti, con velate accuse di ulteriore speculazione edilizia.
Segue pregiudiziale proposta dal
cons. Daniele Fui volta al ritiro del
punto stesso per maggiore perfezionamento degli atti, ritenuto
mancante di parti indispensabili;
pregiudiziale, manco a dirlo, respinta mentre l’argomento viene
approvato con i voti della maggioranza. Viene approvato inoltre
l’ottavo punto riguardante il regolamento di riqualificazione dei
dehors, già approvato con deliberazione del C.C. N. 12 del
12.03.2001, integrato con deliberazione N. 45 del 12.08.2004.
Data l’ora tarda il Presidente
del Consiglio Comunale Piero
Rocca propone di chiudere la seduta e rimandare la trattazione
dei rimanenti punti al giovedì successivo 30 marzo.
A.V.A.
di Alassio
Eccellente sotto ogni riguardo, anche quest’anno, domenica
2 Aprile u.sc., l’Assemblea generale con la riunione conviviale
dei Soci presso il rinomato Ristorante dell’Hotel dei Fiori, con oltre 80 Soci presenti, in una giornata da definirsi, senza alcun limite, estiva.
Dopo la breve lettura e l’approvazione del Verbale precedente
sono seguiti il benvenuto del
Presidente, Geom. Enzo Barbera
ed il saluto del Sindaco, Arch.
Marco Melgrati.
Il Presidente ha ringraziato i
rappresentanti delle Società
Operaie consorelle di Moglio e di
Solva, il Presidente dell’A.V.A.,
Carlo Cavedini, i benemeriti Soci
onorari ed ha preannunciato la
prossima Conferenza culturale
sociale (il 28 Aprile) del Sostituto
(continua a pagina 2)
Un taglio chirurgico ma senza anestesia
In questi ultimi giorni abbiamo ricevuto lettere e lamentele
verbali relative all’abbattimento
della palma di Piazza Airaldi
Durante.
Non potendo pubblicarle tutte, per ovvii motivi di spazio,
questa redazione,dopo essersi
Domenica 26 marzo u.s. la
Consulta Ligure delle Associazioni per la cultura, le arti, le tradizioni e la difesa dell’ambiente, è
stata ospitata dall’Associazione
“Centro Storico Töre di Saraceni”
di Arenzano per la prima riunione
del 2006, dopo quella programmata per il 29 gennaio e che era
stata rimandata per motivi di salute del Presidente Elmo Bazzano,
che, grazie alla robusta fibra e alla pur giovane età, ha recuperato
brillantemente. Da queste colonne vogliamo tributargli i nostri
più affettuosi auguri.
E procediamo con il commento
della riunione alla quale hanno
partecipato molte Associazioni
provenienti da ogni parte della
Regione. È stata una seduta che
potremmo definire “tecnica”, poiché la maggior parte del tempo è
stata dedicata alla lettura ed alla
successiva approvazione del nuovo Statuto e del Regolamento attuativo, il primo dei quali consta
di venti articoli, mentre il
Regolamento ne comprende sedici. Molti i commenti da parte
dell’Assemblea che ha suggerito
qualche lieve modifica sia allo
Statuto e sia al Regolamento.
Dovrebbe essere abbastanza vicino il riconoscimento della Con-
interessata alla questione, ritiene opportuno pubblicare in risposta alle suddette quanto sotto riportato:
ASSOCIAZIONE
VECCHIA ALASSIO
Floreat Alaxium
Il giorno giovedì 27 aprile 2006
presso la Sede sociale
di Via XX Settembre 7, Alassio
è convocata
L’ASSEMBLEA ORDINARIA
DEI SOCI
alle ore 20.30 in prima convocazione e
alle ore 21.00 in seconda convocazione
con il seguente
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del Presidente;
2) Varie ed eventuali.
Per i Soci è un dovere morale
partecipare all’Assemblea
Il Presidente A.V.A.
Carlo Cavedini
(continua a pagina 2)
MOSTRE
Sala Carletti
dal 21 al 29 aprile 2006
espongono artisti del
Unitre Alassio
•••
dal 1° al 15 maggio 2006
espone
Gabriella
Piazzolla
CITTÀ DI ALASSIO
A.N.P.I.
CITTÀ DI LAIGUEGLIA
Manifestazione
per la ricorrenza della
Liberazione
La Resistenza, che 59 anni fa restituì all’Italia dignità di Paese
Libero e democratico, richiama al risveglio della coscienza di
ogni democratico ed all’impegno a difendere quei principi antifascisti trsfusi nella Costituzione Repubblicana da ogni palese o
subdolo tentativo di stravolgere, insieme alla cultura della legalità, la storia del nostro Paese e dell’intera Europa.
Perché tali principi e valori fondati del nostro pacifico libero
vivere no si dimentichino!
25 APRILE
61° anniversario della Liberazione
FESTA DELLA LIBERTÀ
e GIORNO DELLA MEMORIA
PROGRAMMA
Operare con rettitudine, umiltà, altruismo nell’interesse
Laigueglia
- ore
9
esclusivo
del nostro
Popolo
e non per fini diversi:
Piazzaèdella
Libertà – Saluto
dell’Amm.ne
–
questo
il
patrimonio
ideale,
moraleComunale
e politico
Deposizione corone a Monimento e Lapidi dei Caduti.
dell’Antifascismo che la Resistenza ci ha trasmesso.
- ore liberi
10
A Alassio
tutti gli uomini
e soprattutto ai GIOVANI
questo
patrimonio
sempre
di guida.
GIARDINI
DI PIAZZAsia
DELLA
LIBERTÀ:
• S. Messa officiata dal rev. Mons. Angelo De Canis
• Saluto dell’Amm.ne Comunale.
PROGRAMMA:
• Orazione Ufficiale del
prof. Nocola Tranfaglia - Ordinario di
Storia Contemporanea all’Università di Torino.
• Interventi degli Studenti degli Istituti scolastici, con lettura di
brani dei loro elaborati e premiazione dei vincitori del “Concorso
OREcon
9: borse di studio” indetto dalla ANPI – Cori Studenteschi.
•
Scoprimento
lapide
sul Libertà
Molo Bestoso in ricordo degli alassini
• Raduno in Piazza
della
condannati dal Tribunale Speciale fascista al confino.
LAIGUEGLIA
• Deposizione corone al monumento ed alle lapidi dei Caduti
- ore 15
• Manifestazione dei giovani del Circolo Culturale ARCI - Brixton,
con mostra fotografica e concerto.
La Cittadinanza, le Autorità Civili e Militari, le Associazioni, i
ORE
10: e soprattutto i GIOVANI sono invitati a partecipare.
Partiti
TIPOLITOGRAFIA F.LLI STALLA - ALBENGA
Inaugurato il fondo dedicato a Carlo Levi donato dalla famiglia Antonio Ricci
al Comune di Alassio. Da sinistra: l’assessore alla Cultura Monica Zioni, la signora Silvia Arnaud Ricci, Antonio Ricci e il sindaco Marco Melgrati al taglio
del nastro. (ARTICOLO A PAG.9)
(FOTO SILVIO FASANO)
(continua a pagina 2)
A.N.P.I.
La palma di Piazza Airaldi
Durante
«Credo che nessun Sindaco o
amministratore sia fiero e felice
di tagliare palme o piante in genere anche perché al di là del valore ambientale e paesaggistico,
la sostituzione delle stesse ha
per l’amministrazione costi notevoli».
Il Sindaco di Alassio, Arch.
Marco Melgrati, commenta così
le critiche sollevate dall’abbattimento della palma di Piazza
Araldi Durante, avvenuta nei
giorni scorsi.
«Questa amministrazione ha
piantato un numero di palme in
tutta la città davvero incredibile
– prova ne siano le ultime, in ordine di tempo in Via Neghelli –
cercando anche di recuperare
quelle che gli esperti agronomi
avevano indicato come irrecuperabili. Mi riferisco a quelle dei
Giardini dei Cavalieri di Vittorio
Veneto che la Conicos, su indicazione del Comune, ha provveduto a ripiantumare presso la
rotonda all’uscita della galleria
sulta da parte della Regione
Liguria. Intanto esso è già stato
dato dalle Province di Imperia,
Savona e Genova. La Spezia seguirà quanto prima. Come è già
stato evidenziato in precedenza,
il Riconoscimento da parte della
Regione Liguria darà quella ufficialità all’organismo perché questo possa muoversi con più sicurezza e diventare voce importante soprattutto nei rapporti con gli
Enti pubblici e privati.
Sono state anche rinnovate le
cariche in seno alla Consulta, e si
è cercato di rappresentare sia il
levante che il ponente. La Giunta
esecutiva è stata rinnovata nei
suoi membri e cioè sei rappresentanti delle Associazioni e il
Sovrintendente Generale.
Altri argomenti trattati durante
la riunione sono stati:
- il concorso per il miglior testo
teatrale dialettale è stato vinto da
Sanremo e la relativa rappresentazione avverrà presso il Priamar
di Savona in data da destinarsi;
- il socio Regazzoni dell’Associazione “U Campanin Russu” di
Varazze ha compiuto il secolo di
vita. A sentire le testimonianze, il
“ragazzo” è lucidissimo e con-
ALASSIO
• S. Messa nei giardini di fronte al Palazzo del Comune. Saluto
Il Sindaco di Alassio
Il Presidente A.N.P.I.
Il Sindaco di Laigueglia
delle
Arch.Autorità
Marco Melgrati
Avv. Claudio Bottelli
Rag. Silvano Montaldo
• Intervento del Presidente ANPI Avv. Claudio Bottelli e del
dott. Daniele La Corte, giornalista e scrittore di opere sulla
Resistenza
• Intervento degli Studenti e premiazione dei vincitori delle
borse di Studio.
• Concerto del Coro e dell’Orchestra dell’Istituto di Primo
Grado M.M.Ollandini di Alassio
• Deposizione corone ai Monumenti ed alle Lapidi in memoria dei Caduti.
ORE 15
• Concerto dei giovani dell’Associazione culturale Arci
Brixton nei giardini di fronte al Palazzo del Comune:
La popolazione, le autorità Civili e Militari, i Partiti Politici,
le Associazioni e soprattutto i GIOVANI sono invitati a
partecipare.
PERCHÉ NON SI DIMENTICHI
Il Sindaco di Alassio
Arch. Marco Melgrati
Il Presidente A.N.P.I.
Avv. Claudio Bottelli
Il Sindaco di Laigueglia
Dr. Giuseppe Giuliano
Angolo
di
Daniele La Corte
Morire
a vent’anni
La targa ripulita di piazza dei
Partigiani ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Le tante voci
sulla possibilità di cambiamento
del nome sono svanite, fortunatamente, nel nulla. Alle provocazioni ha risposto la reazione dei
democratici, degli uomini e delle
donne di buon senso. Così possiamo commemorare la Liberazione con più tranquillità anche
se la presenza di loschi figuri,
personaggi sdoganati dalla Seconda Repubblica, è sempre più
inquietante. Tra pochi giorni ricorderemo i martiri di questa nostra splendida terra, quegli uomini che sacrificarono la vita per
riconsegnare l’Italia alla democrazia. Filippo Airadi, nome di
battaglia “Gigni”, aveva 23 anni.
Si uccise nel corso di una delicata
missione per non cadere prigioniero nelle mani del nemico;
Giovanni Battaglino, “Ciclone” 24
anni, cadde sotto il fuoco nemico
nel corso di un estenuante combattimento; Paolo Ferreri, “Cigrè”, 18 anni, fu trucidato dopo
essere stato fatto prigioniero;
Franco Gazzelli, “Meghettu”, 22
anni, perse la vita dopo un assalto nazifascista mentre curava i
malati nell’ospedale di Upega;
Lorenzo Sollai, 20 anni, fu arrestato dopo un furioso combattimento e subito fucilato; Sandro
Ferrando, 21 anni, fu ucciso in
battaglia, era allievo ufficiale bersagliere, a Montelungo di Cassino. Un elenco di nomi che, forse, molti conoscevano soltanto
per le targhe che indicano altrettante strade e, per Ferrando, lo
stadio comunale. Sono tutti morti per liberare l’Italia e a loro dobbiamo riconoscenza, devozione
e soprattutto, per sempre, il ricordo. Erano alassini e ritengo
giusto che l’“Angolo” oggi venga
dedicato a loro per far sì che, soprattutto i giovani, sappiano e
non dimentichino. Concordia
non significa cancellare la storia,
ma vivere in pace nella speranza
che certi episodi non debbano
più ripetersi. Chi vorrebbe cancellare la ricorrenza del 25 Aprile
non vuole “concordia”, vuole soltanto dare un colpo di spugna alla verità, per non far conoscere la
storia. Così chi non conosce il
passato è destinato a ripeterne
gli errori, magari rinnegando la
Costituzione in modo tale da non
vietare più la ricostituzione del
partito fascista. L’elenco degli
alassini caduti sotto la ferocia nazifascista, la loro giovane vita
spezzata per portare avanti i valori di uomini liberi, deve farci ulteriormente riflettere. Forse da
oggi, se non sapevate chi erano,
leggendo i loro nomi su quelle
fredde targhe di marmo, sentirete un brivido percorrervi dalla testa ai piedi. Se vi accadrà vorrà
dire che il vostro senso civico è
altissimo e che il sacrificio di quei
ragazzi di allora deve essere, con
sempre maggiore insistenza, raccontato ai ragazzi di oggi. Con
l’Anpi, l’amministrazione civica
di Alassio e Laigueglia commemoreremo la ricorrenza del 25
Aprile in modo che i nostri martiri siano sempre più presenti. Per
Filippo, Giovanni, Paolo, Franco,
Lorenzo e Sandro un momento di
raccoglimento, una preghiera
perché veglino su di noi per aiutarci a mantenere alti i valori della democrazia.
2
«L'ALASSINO»
Sabato 15 Aprile 2006
TAGLIO CHIRURGICO
LA PALMA DI PIAZZA AIRALDI DURANTE
Dissequestrata l’Oasi Ecologica
(segue dalla prima pagina)
Era l’ottobre dello scorso anno
quando il Sindaco di Alassio,
Arch. Marco Melgrati, era stato segnalato all’autorità giudiziaria a
causa dell’oasi ecologica aperta
nei pressi dell’uscita dell’Aurelia
Bis, all’apparenza senza le necessarie autorizzazioni.
«Il timore, da subito – spiega
l’Assessore all’Ambiente, Marco
Salvo – era stato quello che questo
periodo di “vacazio” potesse costarci molto sul fronte dell’educazione ambientale. Gli Alassini erano ormai abituati a trovare gli
scarrabili della differenziata, il rischio era quello che venisse ripreso l’antico costume di abbandonare frigo e affini lungo le strade
della collina alassina. Così avevamo ripreso il servizio ogni quindici giorni nel piazzale antistante
l’oasi, attività che, invece, per assurdo possa sembrare, non necessitava di autorizzazione alcuna. Nel frattempo abbiamo provveduto a inoltrare opportuno ricorso per il dissequestro dell’area
che, ci tengo a sottolinearlo: non è
mai stata una discarica abusiva».
Torniamo ai giorni nostri: è datato 31 marzo il decreto di dissequestro nel quale vista l’istanza
depositata dal Sindaco, vista la
dell’Aurelia Bis. Vorrei poi ricordare
che quando sono seccate questa
Amministrazione ha provveduto a
sostituirle con altre, quasi altrettanto alte e certificate con garanzia dal
fornitore».
«Tornando alla palma di Piazza
Airaldi Durante – continua il Sindaco
– a malincuore, stante la perizia (allegata) che insiste sulla sua pericolosità, abbiamo dovuto provvedere
al taglio e a brevissimo provvedere-
mo a sostituirla con un esemplare
“adulto” di oltre 10 metri di altezza».
«Spero che quanto detto – conclude il Sindaco – servirà a riportare
tranquillità negli animi e ad addolcire l’amaro in bocca di quanti erano
abituati a salutare con la sguardo la
palma di Piazza Airaldi Durante».
Alassio, 3 aprile 2006
Resp. Rapporti con la Stampa
Magda Rosso
documentazione acquisita dalla
provincia di Savona da cui risulta
che il Comune di Alassio aveva effettivamente presentato la documentazione necessaria alla realizzazione dell’oasi; e vista l’avvenuta iscrizione al Registro Provinciale delle imprese che svolgono
attività di recupero rifiuti non pericolosi; viene disposto il dissequestro e la restituzione dell’area
al Comune di Alassio.
«Da stamattina quindi – comunica l’Assessore Salvo – l’oasi è
nuovamente aperta al pubblico e i
cittadini potranno ritrovare l’abitudine di conferirvi ingombranti,
ferro, legno e vetro. La Procura
della Repubblica ha quindi preso
atto che il Comune di Alassio si è
mosso come indicato dalla
Provincia, rispettando ogni indicazione da questa fornita. Grazie
poi al temporaneo ripristino del
servizio quindicinale di raccolta
straordinaria in collaborazione
con la Società Aimeri Ambiente è
stato possibile tutelare la nostra
collina dall’incivile costume di liberarsi, soprattutto degli ingombranti, abbandonandoli, non visti,
nelle fasce sopra Alassio».
M. R.
Alassio Bike Nite - Anno secondo
Un’idea casuale, forse un po’ folle e lo scorso anno erano oltre un
centinaio i piccoli fari delle mountain bike che si sono avventurati
in questa notturna sulle colline
della città.
«Ricordo con una certa emozione la sfilata di fari sulla collina di
Alassio – commenta l’Assessore
allo Sport, Fabrizio Calò – è l’entusiasmo che ha accompagnato i
partecipanti dal primo all’ultimo
istante di questa manifestazione
sportiva, che ha, accanto all’innegabile valore sportivo, un pregio
in più: quello di rivalutare un
aspetto solo per alcuni secondario del nostro territorio, che è la
collina».
«Ad Alassio Bike – continua Calò
– va questo indubbio ringraziamento: per l’opera di rivalutazione, ma anche di riqualificazione
teristici e con uno splendido panorama sul porto e sull’isola
Gallinara.
Come l’anno scorso c’è stata la
Sangria alla partenza per dare agli
atleti quel pizzico di energia in più
per affrontare la sfida notturna e,
a metà percorso, un ristoro con
the caldo, bibite, biscotti ecc.
All’arrivo pasta per tutti.
Per saperne di più è possibile
collegarsi con il nuovo sito
www.alassiobike.it dove è possibile visionare le foto della passata
edizione.
«Sono state ammesse – spiegano ancora gli organizzatori – solo
mountain bike dotate di luci anteriori e posteriori. Per tutti è stato
obbligatorio l’uso del casco con
l’assoluto rispetto delle norme del
Codice della Strada».
C’è stata una premiazione: si è
IN BREVE, AI NOSTRI
AMMINISTRATORI
SEGNALIAMO CHE…
RUBRICA MENSILE A CURA DELL'A.V.A.
…È necessario e utile per l’ambiente posizionare, in più punti della
città, contenitori per la raccolta delle pile esauste. Possibilmente vicino
ai contenitori per la raccolta differenziata. Vi è una più che evidente carenza.
•••
…Il reparto radiologia del Val D’Olivo/Alassio è svolto con competenza ed efficienza, purtroppo però le lastre devono essere ritirate (dicono per mancanza di personale) all’Ospedale di Albenga, con grande
disagio per i pazienti, specialmente i più anziani o per chi non ha mezzi
propri.
Sarebbe utile e necessario che il servizio di consegna lastre venisse
svolto al Val D’Olivo stesso o in alternativa presso il Centro Salute, che
già svolge importanti funzioni.
Le Autorità competenti sono pregate di risolvere il problema.
•••
Lungo il tratto di via Dante compreso tra il Palazzo Ferrero e l’angolo con Via Volta è rimasto a far brutta vista di se un cavo “Elettrico”
utilizzato per l’illuminazione del Natale u.sc. Avvinghiato alle cancellate di Palazzo Ferrero, sale sopra il negozio Andreis, per poi avvolgere balconi ed alcuni dei recenti lampioni, con alternate appendici che
penzolano sopra le teste dei passanti. Immagine di disordine che stride con la volontà dell’Amministrazione di migliorare l’aspetto della
nostra amata città.
Chi dobbiamo bacchettare!!!
Comunicato a tutte le forze politiche alassine
In considerazione dell’importanza che le prossime consultazioni
elettorali Amministrative rivestono per l’intera Comunità Alassina,
questo Consiglio Direttivo ha deliberato di offrire alle liste che
concorreranno alla competizione Elettorale stessa, uno spazio sul
nostro giornale, al fine che ciascuna lista abbia equamente possibilità di esporre i programmi e presentare i propri eligendi.
È superfluo rilevare che lo spazio che verrà dato in concessione,
deve essere gestito conformemente a tutti gli obblighi di legge e
che ciascuna lista che presenterà conseguentemente le sue proposizioni sul nostro giornale ne assumerà totalmente ogni responsabilità, manlevando espressamente sia l’A.V.A. che la
Direzione del giornale. Lo spazio per ciascuna lista, ai fini del rispetto della “par condicio”, dovrà essere contenuto in un massimo di N. 3 facciate dattiloscritte, ciascuna non superiore a 28 righe.
Con ciò l’A.V.A. ritiene di offrire a tutta la cittadinanza, un servizio di informazione per i futuri destini della nostra Alassio.
A.V.A.
AI MIEI TEMPI…
La scuola tra immaginario e ricordo
Il 30 marzo alle ore 21, presso la
Biblioteca R. Deaglio, grazie al
contributo della Fondazione De
Mari, Cassa di Risparmio di Savona, che finanzia il Progetto
Genitori rivolto alle scuole di
Alassio e di Andora e con il patrocinio dell’assessorato alle Politi-
dei sentieri collinari: un valore aggiunto al nostro turismo».
Dunque, quello dello scorso anno è stato un successo forse insperato, certo tangibile che ha
spinto l’Alassio Bike a bissare
l’evento.
E in questa primavera d’oro dello sport alassino, ricco di grandi
eventi, l’appuntamento per gli appassionati della mountain bike è
stato per sabato 8 aprile ancora
una volta a Borgo Coscia.
Ed ecco la scheda dell’evento
svolto: un’escursione in notturna
sulle alture di Alassio in un percorso di circa 20 km, totalmente
nuovo, con meno salita, rispetto a
quello dello scorso anno, più sterrato ma con passaggi molto carat-
trattato però di una escursione
non competitiva.
Alassio riscopre così la sua collina in un evento che è solo la punta di iceberg ben più vasto che è
l’impegno che l’Amministrazione
e la stessa Alassio Bike, intendono
portare avanti per la tutela, la riscoperta e la valorizzazione della
collina, del verde e dei sentieri che
incorniciano la Baia di Alassio.
Il programma di pulizia dei sentieri grazie anche alla collaborazione delle Associazioni di
Volontariato, quello di ripristinare itinerari e di accompagnarvi i
turisti più arditi con apposite guide… Un impegno importante che
rivaluta Alassio e la arricchisce
sempre più.
FESTA SOMS (segue dalla prima pagina)
CONSULTA LIGURE (segue dalla prima pagina)
Procuratore della Repubblica,
l’alassino dott. Alessandro Bogliolo, sul tema: «La nuova legge
sulla legittima difesa». Dopo il
pranzo lauto e luculliano, il
Presidente ha tracciato un breve
consuntivo dell’attività sociale
svolta in questo anno, cui sono seguiti la relazione finanziaria del
Segr. Claudio Gavaldo ed i saluti
del Presidente A.V.A., Carlo Cavedini e della dott. Assessore Loretta Zavaroni che ha consegnato
una targa-dono da parte dell’Amministrazione alla Società Operaia
per i meriti raggiunti nel campo
sociale e culturale cittadino. È se-
tinua ad interessarsi alla vita della
Consulta;
- l’organizzazione della Manifestazione “Colombo 2006”, che si
terrà a Genova nei primi giorni di
giugno, è in pieno svolgimento.
L’evento prevede la partecipazione
delle Associazioni della Consulta
Ligure che potranno usufruire ciascuna di uno stand nel quale verrà
esposto tutto ciò che è “ligustico”,
dai libri ai cibi, dagli oggetti artistici
alle locandine, dai prodotti locali
a… insomma, a tutto ciò che riguarda questa bella terra di Liguria.
L’AVA ha partecipato a questa importante riunione con il suo Presi-
guita la consegna della medaglia
d’oro per aver raggiunto l’età della «pensione» ai Soci: Huguette
Valdora, Carlo Bottiroli, Giancarlo
Locatelli e Giovanni Baudoino. Ha
riscosso l’approvazione la proposta del Socio Enrico Cristiani di
adottare a distanza un bambino
del mondo da parte della SOMS di
Alassio. Non è mancato il «solito»
grazioso omaggio a tutte le Signore intervenute, un particolare
che distingue e nobilita la sensibilità di questa benemerita Associazione della nostra città.
A.V.A.
dente, Carlo Cavedini e con il Sociocommercialista Rag. Gianni Braida il
quale è stato eletto dai componenti
del Consiglio come Revisore dei
Conti della Consulta. L’AVA si complimenta col Rag. Braida e gli augura
buon lavoro.
Non ci rimane che attendere gli
eventi. La prossima riunione dovrebbe avvenire nell’entroterra: forse Pieve di Teco? Chissà. Ciò che è
certo, invece, è che in autunno sarà
Alassio ad ospitare la Consulta
Ligure, e precisamente il 1° di ottobre. Buon lavoro a tutti.
Beppe Rizzo (per l’AVA)
che Educative del nostro Comune,
si è svolto l’incontro dibattito sul
tema “Ai miei tempi” - la scuola di
oggi e quella del passato a confronto.
L’incontro, condotto dalla dottoressa Graziella Cavanna, è stato
occasione per riflettere sul difficile ruolo che la scuola e la famiglia
hanno nel processo di educazione
e formazione dei giovani.
Tutti i partecipanti, stimolati
dalla visione di foto e spezzoni di
film, sono intervenuti nel dibattito, ricordando momenti della loro
vita scolastica e mettendoli anche
a confronto con la situazione di
oggi.
La serata è stata piacevole e
molti spunti di riflessione emersi
nel corso della serata richiederebbero un ulteriore approfondimento, magari in
eventuali altri prossimi incontri.
Ci auguriamo che l’esperienza positiva, vissuta durante la serata da tutti i
partecipanti, possa essere
condivisa da un numero
sempre maggiore di persone che hanno a cuore
l’educazione delle nuove
generazioni.
Il gruppo scuola/famiglia composto da insegnanti e genitori, sempre aperto a
tutti quelli che desiderino partecipare, continuerà a impegnarsi per
fare in modo che si possano confrontare le difficoltà e condividere
le risorse e le competenze di ciascuno di noi, al fine di costruire un
progetto educativo comune e adeguato alle esigenze del territorio.
Per il gruppo di lavoro
scuola-famiglia
Caterina Damonte
Frittata
di carciofi
INGREDIENTI: 8 carciofi di Albenga, 30 gr. di grana, olio d’oliva, una nocciola di burro, aglio, prezzemolo, 3 uova, un pochino di brodo, 3 rametti di maggiorana, 50 gr. di funghi freschi o 20 gr. di funghi secchi (fatti rinvenire) mollica di due
panini, limone, pepe e sale.
ESECUZIONE: Pulire bene i carciofi, tagliarli a spicchi
molto sottili. Metterli a bagno in acqua e limone.
Nella padella, soffriggere con mezzo bicchiere d’olio il
burro, i carciofi ben scolati, i funghi, uno spicchio d’aglio
e prezzemolo tritati. Mescolare e cuocere. Nel frattempo
nella bacinella per mescolare, rompere le uova, unire la
mollica di pane ammollata nel brodo (in mancanza del
brodo ammollarla con il latte), il grana e la
maggiorana. Battere finché la mollica non si sia
sfatta. Versare il tutto nella padella dei carciofi.
Mescolare. Quando si sia rappresa, girare
la frittata.
Per ottenere una frittata sempre morbida, quali
che ne siano i componenti, si consiglia
di prevedere tra gli altri ingredienti due foglie
di lattuga (anche se di quelle grosse).
Sabato 15 Aprile 2006
Il nostro dialetto: debiti e crediti
(a cura di Tommaso Schivo)
CAP. 10° - DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE
Abbiamo più volte affermato
che i nostri debiti linguistici provengono da tutti i popoli con cui
Genova e le Riviere liguri hanno
avuto, nei secoli passati, contatti
commerciali o umani, ma è quasi
inutile aggiungere che se una parte di essi è passata direttamente
da quelle genti a noi, molti altri vocaboli sono approdati o planati
nei nostri dialetti attraverso la lingua madre ufficiale, cioè attraverso l’Italiano.
Per dimostrarlo abbiamo ritenuto opportuno interpolare nel nostro discorso questo capitolo interlocutorio. Lo stesso Cristianesimo, insieme con le ricorrenti
invasioni o dominazioni barbariche, contribuì alla frantumazione
del mondo romano e, in primo luogo, della lingua. Per fortuna i barbari non ebbero né la forza numerica, né la necessaria organizzazione civile, capace di produrre una
nuova unità linguistica. Tuttavia
contribuirono a innestare nel corpo lacerato del decaduto Impero
romano nuovi mutamenti linguistici e nuove parole. Passiamone in
rassegna alcune, pur solo con
qualche accenno superficiale.
Dai Goti vennero... albergo (originalmente si trattava di semplice
alloggiamento per soldati), banda
(da cui... bandiera), elmo, rocca,
spola, stanga, ranco (da cui il nostro «rangu», zoppo e l’italiano arrancare); dai Longobardi ricevemmo molti vocaboli nuovi, come
strale, gastaldo, panca, scaffale,
ciuffo, schiena, spruzzo, biacca,
zazzera, manigoldo, sguattero,
trappola, stinco e spaccare e molti nomi uscenti in ergo e in erga,
come arengo e stamberga. Dai
Franchi passarono in Italia dardo,
schiera, barone, marca e con i
Bizantini entrarono termini per lo
più marinareschi e commerciali,
come galea, molo, argano, falò,
sartie, bambagia, mastello e androne, mentre dagli Arabi entrò…
un vagone di vocaboli, di cui parliamo in altra parte delle nostre ricerche. Potremmo continuare a
lungo in questo discorso, ma vogliamo soffermarci solo su una
considerazione di carattere generale.
Molti altri vocaboli, propriamente latini ed usati comunemente nella lingua di Roma, restarono
e passarono direttamente nella
parlata fiorentina e, spesso, anche
in quella di numerose altre regioni
della penisola. Il ceppo, il tronco
portante della nostra lingua è e
non può essere altro che quello
della radice greco-latina, ma per
non pochi vocaboli, pur celebrati
e autorevoli, pur nobili e quasi intoccabili, si è verificato un fenomeno che non possiamo tralasciare di sottolineare in modo particolare. Il vocabolo di «nobil prosapia», il nome blasonato dei padri si
è scontrato spesso con quello corrispondente di altri popoli e di altre regioni o di altri paesi e lo scontro, a volte, fu duro e incerto; altre
volte la novità, la popolarità, l’uso
vivo ne determinarono la scomparsa e la morte, anche se la forza
storica e il valore intrinseco
dell’antico vocabolo autoctono ricomparvero nell’ambito della
nuova e più popolare «famiglia».
Porto alcuni esempi significativi
per dimostrare questo mutamento, questo frazionamento linguistico importante avvenuto attraverso i secoli.
Un tempo si diceva os (oris), poi
diventò «bucca» ed ebbe il sopravvento, ma ecco ricomparire l’etimo latino nella voce «orale». Così
«equus» diventò caballus (cavallu), ma restarono equini ed equitazione ed equestre e, similmente,
«sus» si mutò in maiale, ma si parla di un suino e«ovis» in pecora, ma
ecco gli ovini e lo stesso ovile.
Persino l’«avis» diventò uccello
(auxellu), ma chi non riconosce
quell’antico etimo latino in aviatore, aviazione, aviere, aviaria e avicoltore? «Edere» diventò manducare e mangiare, ma è rimasto in
edule (mangereccio) e in commestibile. Anticamente chi rubava
era un«fur» (si diceva anche... «ho-
mo tribus litteris») e diventò ladro
(da «latro», brigante o, più semplicemente, soldato mercenario); il
«munus» preferì cedere a dono,
ma restò in munire e in munifico;
«repente» si trasformò subito in
«subito», ma c’è ancora repentino
e repentinamente... e potrei continuare fino a domani mattina... ma
a che pro?
Indubbiamente ogni lingua è costretta a subire nel tempo delle
modificazioni, a semplificarsi o a
mutarsi in sintonia con gli avvenimenti storici di grande portata e
questo accadde più facilmente in
Italia con l’avvento delle varie popolazioni barbariche che non in
molte altre regioni europee che
subirono molto meno questi prepotenti apporti militari o pacifici
di popolazioni diversissime nei
costumi, nelle leggi, nelle religioni,
nelle abitudini e, conseguentemente, anche e soprattutto
nell’uso della parola.
In Italia le invasioni barbariche
frantumarono l’unità politica e solo una forza, non politica, ma religiosa, il Cristianesimo, riuscì a formare il crogiuolo dentro il quale la
lingua latina si modificò gradualmente trasformandosi in un lessico di base nostro, autoctono, ma
che venne gradualmente differenziandosi da regione a regione, col
mutarsi progressivo dei rapporti
umani, civili e sociali. Dovette
cambiare, così, anche la lingua imponendosi con una fisionomia
dapprima incerta e via via più sicura anche nella molteplicità delle
sue varianti «volgari», pur mantenendo all’interno le condizioni essenziali perché diventasse (sempre attraverso i vari dialetti peninsulari) la lingua viva di una nuova
cultura.
Ma attenzione, oggi! La grande
massa anonima dei clandestini diseredati ed affamati albanesi e rumeni afro-asiatici in cerca di lavoro e di pane... se non verrà frenata
ed organizzata in modo serio, potrà dare un altro colpo grave alla
nostra gente ed alla nostra lingua.
Ministoria alassina: Una seduta consiliare del 1891
(a cura di Tommaso Schivo)
Cap. 3° - Una perorazione accesa
L’appassionante discorso programmatico del «Signor Segretario», in quel lontano 1891 può definirsi davvero una costante, continua «perorazione». Sì, è vero: la
perorazione è, secondo i dettami
della retorica classica, l’ultima
delle parti in cui viene divisa l’orazione o la petizione, nella quale,
appunto, si riassume con toni più
solenni quanto si è detto prima e
con cui si cerca di convincere, di
commuovere l’uditorio. Una specie di «strappalacrime» dunque.
Tuttavia è anche, in generale, un
discorso ampio e impegnato, motivato da funzioni di patrocinio e
di propaganda e quella del Signor
Lusardi (assente-presente in aula,
in quella fatidica sera del 22
Maggio 1891) appare tale fin dal
principio. Sentite che preambolo
ciceroniano… «Prendendo argomento dalla discussione sorta in
seno a questo Onorevole Municipio durante le sedute 3 e 6 Novembre scorso, in seguito allo esame dell’articolo del bilancio riguardante lo stipendio del personale di Segreteria, l’esponente
(cioè il Lusardi) ascrive a suo dovere il sottoporre allo illuminato
(... non usavano gli apostrofi nei
secoli passati?) apprezzamento
del Consiglio le seguenti considerazioni dettate da plausibile sentimento di dignità personale e so-
prattutto dalla mira del pubblico
interesse, in rapporto del perfetto
funzionamento di quell’importante congegno della Pubblica Amministrazione, che, a giusto titolo,
può dirsi l’Ufficio Municipale. E
prega l’Onorevole Consiglio ad accordare benevola attenzione alle
sue franche parole».
Il Consiglio è definito «onorevole», la richiesta attenzione spera
che sia «benevola», le parole sono
dichiarate «franche». La dovizia
degli aggettivi positivi sembra essere quella che anticamente si diceva (per attrarre maggiormente
l’attenzione) un «argumentum ad
hominem».Si accenna anche alle
remore ed alle lungaggini amministrative... «Tempora non mutantur»; si deplora «la lentezza nelle
più interessanti e vitali pratiche
concernenti le pubbliche cose», si
sottolinea «il numero sempre crescente di progetti che indefinitamente rimangono allo stato di lettera morta». E l’arguto Segretario
non lesina consigli». Perché il
Consiglio Comunale non indaga
sulle «cause dei lamentati ritardi,
onde scuotere l’inerzia degl’impiegati (qui l’apostrofo c’è...) municipali?». Manca «un adeguato
aumento di personale»; al difetto
di questo si dovrebbero imputare
le cause, non alla negligenza
dell’ufficio!». Si accusa «il sistema
del cottimo in materia di servizio;
si chiede un organico nuovo e il
conseguente logico riparto degli
incombenti molteplici che si riferiscono ai vari rami amministrativi». E ancora il Segretario si lamenta perché in passato «la sua
proposta per un personale adeguato per numero e dignità non fu
presa in considerazione. E per di
più «furono espressi giudizi poco
benevoli in merito allo zelo ed alla diligenza dell’esponente (cioè
di lui, Segretario), senza tenere il
debito conto delle mutate esigenze del servizio e delle aggravate
condizioni della esistenza individuale...».
E non è finita. Subito dopo ribatte sulla «urgente necessità di risollevare una questione tanto vitale»
perché, poveretto, vuole anche
«sgravarsi del soverchio peso di
responsabilità che a lui vorrebbesi
addossare» ed è tale il lavoro che
«in questi ultimi dieci anni può dirsi senz’ombra di esagerazione, essere oggi quadruplicato».
Poi segue un periodo contorto,
ma molto efficace: «E gl’incombenti degli Uffici Municipali, nei rapporti colle Autorità Circondariali,
Provinciali e Governativi andarono crescendo e crescono ogni giorno, in guisa da soverchiare enormemente gl’incombenti di pura indole locale». E che si vuole di più?
GRAND HOTEL: LA STORIA È UN’ALTRA
Riguardo all’articolo “LA STORIA” dal Vostro mensile pubblicato, riteniamo doverosa la seguente
precisazione.
Fatto salvo quanto accaduto nel
1989 e considerato che, sicuramente, anche prima di quella data
altri ebbero a “pensare” qualche
soluzione per la riqualificazione
del Grand Hotel, pare giusto ram-
3
«L'ALASSINO»
mentare che, dal punto di vista
operativo, il progetto Grand Hotel
prende vita nel 1994 a cura della
amministrazione comunale a guida LEGA NORD, Sindaco Avogadro
e Assessore ai lavori pubblici l’attuale Sindaco Marco Melgrati.
La nostra Sezione, a seguito della bocciatura del CO.RE.CO., organizzò anche una raccolta dI firme
di protesta per il blocco di un progetto che avrebbe risolto un annoso problema per Alassio.
Se oggi, finalmente, questa opera è arrivata al suo compimento ci
pare giusto che i meriti vengano attribuiti a chi li ha e li ha avuti: la
LEGA NORD
Sezione LEGA NORD
ALASSIO
CRONACA DI ANDATE: MESE DI APRILE 2006
Segni del tempo
Sto scrivendo questa mia corrispondenza da Andate alla fine
del mese di marzo, e cioè una decina di giorni prima delle elezioni politiche; voi, cari amici, la leggerete cinque o sei giorni dopo le
suddette elezioni; sicché voi saprete già chi ci governerà per i
prossimi anni; e sarà sicuramente uno che gli italiani si meritano.
D’altra parte abbiamo capito tutti, e bene, ormai, che la democrazia non è il governo dei più intelligenti ma dei più numerosi; e
quindi è giusto che quelli che sono “più tanti” comandino; sempre rispettando l’opposizione e
lasciando a quella gli spazi giusti, garantiti dalla Costituzione e
soprattutto dalla buona educazione; e questo vale per le elezioni nazionali, comunali, e anche
per le riunioni di condominio.
Pertanto questa volta cercherò un tema che non sia legato
strettamente alla realtà contingente: e mi sembra di averlo trovato in una scritta che ho avuto
occasione di leggere proprio oggi. Ad Andate, davanti alla chiesa
dei Minori conventuali c’è una
piccola fontana, accanto alla
quale è stata posta molti anni fa
la statua di sant’Antonio da
Padova. Oggi, passando di lì, mi
è corso l’occhio su una scritta ai
piedi della statua, che conosco a
memoria, e che si riferisce alla
data di costruzione del monumento: 1939 - XVIII. Per i distratti, per gli ignari della storia e della geografia, quel numero romano non significa nulla. Per me, attento lettore e conoscitore modesto dei fatti storici significa:
1939 - anno diciottesimo dell’era
fascista. E mi sono chiesto, e
continuo a chiedermi ogni volta
che passo di lì: possibile che nessuno fra tutti gli amministratori
che ha avuto Andate, dalla fine
della guerra ad oggi, si sia mai accorto di questo “segno del tempo”, come nessuno si è mai accorto che, alla data odierna, su
varie targhe stradali di Andate
svetta ancora, ben delineato, lo
stemma del fascio littorio? Qui
sono certo che qualche grillo
parlante mi osserverà: ma allora
perché sei intervenuto in difesa
di “Piazza dei Resistenti”? Un
momento: La seconda scritta,
quella dei Resistenti, è in armonia con la presente Costituzione
Italiana, pur modificata, limata,
ri-allineata; le scritte nostalgiche
ricordano un periodo che pure la
destra-destra ha detto di voler
cancellare nella sua memoria;
eccetto qualche frangia di superdestrissima, su cui ci sarebbe da
farsi qualche domanda seria. Ma
non è solo di questo che volevo
parlare: la mia riflessione personale verteva su come “transit
gloria mundi” (passa la gloria del
mondo). Chi ha costruito quel
monumento, scrivendo “XVIII”
pensava che quel periodo sarebbe stato eterno; mentre ora, ad
esempio la maggior parte dei giovani non saprebbe dire quando è
precisamente cominciato e
quando è esattamente finito. E
allora ho pensato che sarebbe
bello, utile e salutare riflettere
sulla storia, sulla filosofia delle
idee e constatare le cose che
passano (molte) e quelle che restano (poche).
P.S. Resta sicuramente intanto
Sant’Antonio, sempre lì con il
suo volto buono e clemente; ma
stamattina per la verità mi pareva un po’ più corrucciato. Forse
guardando quella data, ed altre
cose intorno, si chiedeva il perché qualche volta il potere politico temporale si mostra tenero
e costruttivo nei confronti della
“missione spirituale religiosa” e
rifletteva che, come la storia ci
insegna, tutte le volte che queste
due alte e rispettabili entità si sono scontrate, o anche mescolate
eccessivamente, non ne sono derivate quasi mai conseguenze
molto positive.
Luca Caravella
Franco Broccanello: una pensione piena di luce
Franco Broccanello è andato ufficialmente in pensione, dopo che,
per molti anni, si era occupato della corretta manutenzione dell’illuminazione stradale comunale, e,
come tecnico del suono e delle luci, aveva collaborato, nella mitica
Sala Hanbury, con i più famosi registi e direttori di scena delle compagnie teatrali, che davano vita a ricche stagioni invernali di prosa. Il
quotidiano “Il Secolo XIX” gli ha dedicato, in occasione del pensionamento, un corposo articolo, e il
presidente dell’Ava ha voluto che
io, su queste pagine, commentassi
il pezzo giornalistico e parlassi del
personaggio. La cosa non mi risulta facile, non perché io non conosca Broccanello, ma, anzi, perché è
un mio caro amico, un mio coetaneo temo di non poterne esprimere completamente le positive qualità, come capita a due persone per
le quali la frequentazione amichevole fa diventare normali anche le
cose più preziose. Perciò non dirò
solo che Franco Broccanello è un
uomo profondamente buono (al di
sotto di finti atteggiamenti burberi) sempre con una visione positiva
della vita, mista ad un naturale senso dell’umorismo e dello scherzo,
che sa fare bene e altrettanto bene
incassare. E qui vorrei che a confermare quanto sopra ci fosse an-
Corso di scrittura
alla Deaglio
Un corso di scrittura verrà attivato presso la biblioteca civica
“Deaglio” su iniziativa della casa
editrice ingauna “I e C” (Ideazione
e Comunicazione), guidata da
Romano Strizioli.
Il corso prenderà il via mercoledì 26 aprile e si concluderà il 21
giugno.
“On writing” di Stephen King e
“Le lezioni americane” di Italo
Calvino saranno i due testi guida
di “Giona” (così è stato denominato dagli organizzatori questo
corso di scrittura).
I docenti saranno alcuni dei collaboratori dell’agenzia di stampa I
e C, cui si aggiungeranno la poetessa Ines Revello e lo scrittore
Bruno Marengo.
Tra i temi affrontati, ci sono la
struttura del racconto, la creazione del personaggio, le motivazioni della scrittura, la composizione
del dialogo, la realizzazione
dell’editing, i generi letterari ecc.
È prevista una borsa di studio
per l’autore del migliore racconto
o poesia.
Per avere maggiori informazioni è comunque possibile contattare direttamente il numero telefonico degli organizzatori: 347
8521534.
Claudio Almanzi
cora il nostro comune amico prof.
Mangiarotti, per il quale Broccanello, in collaborazione con l’amico
Scarpati ed altri si è improvvisato
(allora, tanti anni fa) agente immobiliare, contribuendo a vendere
l’appartamento del suddetto professore. Il fatto poi che il prof.
Mangiarotti non volesse e soprattutto non sapesse neppure che il
suo amato appartamento era in
vendita, era una circostanza poco
importante in quel mondo che assomigliava molto all’atmosfera del
film Amici Miei. Ma torniamo a noi.
È stato detto sul “Secolo XIX” della
sua attività di tecnico teatrale. Io
non voglio ricordare quella di assistenza ai grandi registi, e attori, voglio invece riandare con la mente a
quando, per molti anni, nella stagione invernale, da ottobre ad aprile, alla Sala Hanbury al giovedì dalle 15 alle 18 il mitico complesso dei
Pentallegro, con la voce suadente
del cantante Nello Airaldi e la mia
presentazione, intratteneva folle di
turisti invernali, con uno spettacolo musicale di alto livello. Del quale
spettacolo Broccanello è sempre
stato regista preciso oltre che tecnico del suono e delle luci inappuntabile. Perciò mi sia lecito, con
l’umorismo che piace a me e a lui,
raccontare un episodio, non per
ironizzare sul tecnico, ma per di-
mostrare che il pubblico (come diceva il saggio poeta latino) ama essere ingannato. Allora: durante un
brano cantato dai Pentallegro e
cioè “Alassiu t’ei bella...” il buon
Broccanello, dal suo gabbiotto di
regia, involontariamente schiaccia
un pulsante sbagliato, e il sipario si
chiude inesorabilmente sui Pentallegro, che, grandi professionisti,
imperterriti continuano a cantare.
Poi Lui mi dirà: «Ho fatto come il carabiniere distratto: mi pulivo un dito e mi è partito un colpo». Ma subito se ne accorge e riapre il sipario. Beh, non ci crederete, ma, alla
fine una elegante signora del pubblico mi ha detto: «Professore, bello tutto lo spettacolo, ma che idea
grandiosa far chiudere e riaprire il
sipario mentre si cantava di
Alassio. Ci è sembrato di veder
aprire il golfo davanti ai nostri occhi». Grazie per questi ricordi che
mi hai fatto tornare alla mente, amico Broccanello, fresco pensionato.
P.S. Se però non fai una smentita
ufficiale, chiederò la tua espulsione
dal Club “nati nel 1938”: infatti il
“Secolo XIX” ha scritto che tu hai
settant’anni, mentre, ovviamente,
ne hai solo, come tutti noi del Club
nati nel 1938, sessantotto. O l’hai
fatto apposta per sentirti coetaneo
di Berlusconi?
Andrea Gallea
LAUREE
Il nostro concittadino ALESSANDRO GIACCARDI, il 13 Marzo
u.s., ha conseguito a pieni voti la
Laurea in Scienze Giuridiche
presso l’Università degli Studi di
Genova, discutendo la tesi “LA
DICHIARAZIONE DI PUBBLICA
UTILITÀ NEL TESTO UNICO SULLA ESPROPRIAZIONE”
Relatore il Ch.mo prof. Gaetano Taccogna.
Al neo dottore ed alla sua famiglia le felicitazioni dell’A.V.A.
•••
Presso l’Università di Genova, il
giorno 16 Marzo u.s., si è laureata
in scienze biologiche – indirizzo
Biologico – molecolare con la votazione 105/110 la nostra concittadina GATTA Elena.
Tesi di laurea: “Caratterizzazione elettrofisiologia del recettore purinergico Pzx7 in cellule in
coltura”
Relatori i prof. Mario Nobile e
Guido Maura – Correlatore prof.
Robello Mauro.
Alla neo dottoressa ed alla famiglia le felicitazioni vivissime
della Associazione “Vecchia Alassio” e dalla redazione de “L’Alassino” .
Il giorno 16 marzo scorso si è
brillantemente laureata in ingegneria civile presso l’Università
degli studi di Genova, riportando
la votazione di 105/110, la nostra
concittadina DANIELA MONSÙ.
Titolo della tesi: “ANALISI E PROGETTO DI PALI DI FONDAZIONE
PER LA REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE STRADALI”. Relatori:
chiar.mo Prof. Ing. Riccardo Berardi e dott. Ing. Rossella Bovolenta.
Alla neo dottoressa le più vive
felicitazioni da parte dell’A.V.A.,
dei famigliari ed amici.
•••
Il nostro giovanissimo concittadino Massimiliano Manfredi ha
conseguito il giorno 17 marzo
2006, presso l’Università degli studi di Genova la Laurea triennale in
Ingegneria navale, ottenendo il
massimo dei voti.
Il titolo della tesi era il seguente:
Verifica del progetto di massima di
una “product-carrier”. Relatore è
stato il chiarissimo prof. ing. Carlo
Podenzana Bonvino. Al neo laureato vadano gli auguri più fervidi da
parte dell’Ava per il proficuo proseguimento degli studi verso la
specializzazione superiore.
4
«L'ALASSINO»
Lettere del pubblico
Il piacere della replica
In risposta alla lettera
“Educatori poco… educativi”
apparsa sull’Alassino dello scorso mese…
RISPOSTA A: EDUCATORI
POCO EDUCATIVI
Se qualche ora di tv in più, è
tutto quello che un ragazzo della
nostra comunità può trovare al
di fuori della scuola è ora di farci
un esame di coscienza!
Se “non poche famiglie si trovano in difficoltà nel rapporto
con i figli”, perché la scuola resta
chiusa una settimana a febbraio,
mi chiedo quale sia il rapporto
che esiste tra noi genitori di
Alassio e i nostri figli.
Se la vacanza di alcuni coetanei getta i nostri figli nel “risentimento, nella frustrazione e
nell’invidia”, mi chiedo quali sentimenti e quali valori abbiamo loro trasmesso. La scuola è importante, ma la sua importanza non
va ribadita solo per motivi di comodo.
Mi pare sia arrivato il momento in cui la famiglia debba riappropriarsi del suo ruolo: la responsabilità dell’educazione dei
ragazzi è soprattutto della famiglia, con essa la scuola può solo
condividerla se c’è un progetto
comune.
La scuola non è un parcheggio,
l’educazione ha ben poco a che
vedere con il conteggio delle ore
di frequenza scolastica. I figli a casa non dovrebbero essere un problema. Forse c’è bisogno di padri
e di madri più presenti che, tornando a casa dal lavoro, qualche
volta spengano la tv per ascoltare e parlare con i propri figli.
Lasciando però da parte queste riflessioni è anche bene sottolineare che le scelte relative al
calendario scolastico rispettano
le vigenti leggi dello stato e sono,
nei diversi contesti, concordate
nell’ambito di istituzioni democratiche (Consiglio di Circolo) a
cui partecipano in condizione paritaria rappresentanti degli insegnanti e rappresentanti dei genitori. Ben vengano suggerimenti e
critiche ma costruttive, forse si
potrebbe auspicare una maggiore partecipazione alla vita scolastica da parte delle famiglie: come si diceva una volta, “libertà è
partecipazione”.
Emilia Armato
Maria Vittoria Ienca
Un fiore all’occhiello
al Borgo Coscia
Se volessimo staccare fin d’ora
la spina dalle ansie quotidiane,
potremmo già beneficiare della
serena atmosfera che ci porterà
la Pasqua. Al Borgo Coscia c’è un
gruppo di Signore dalle mani d’argento e dalle intenzioni d’oro che
in un angolo della Parrocchia costruiscono febbrilmente capolavori d’ogni genere. Lo scopo di
tanta nobile volontà è, poi, quello
Un meritato e simpatico
elogio all’Hotel
Ristorante Danio
SALVE!!!
Siamo due ragazze che fanno
parte di quella squadra di pallavolo che avete ospitato a gennaio
(il nostro allenatore era quello
più anziano). Per ricordarvi meglio una di noi due era quella che
il proprietario voleva mandare a
lavare i piatti: volevamo ringraziarvi perché è stata una vacanza
stupenda. Speriamo di poter ritornare l’anno prossimo.
Grazie ancora
Rosina Albano
e Isabella Brascugli
Ps: Scusate per come abbiamo
lasciato la stanza....
Pps: non è che ci potreste inviare via a-mail una foto di Alassio
e di tutti voi? Grazie.
CIAOOO!
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
Approvvigionamento idrico estivo
Dabbenaggine: qualità di uomo dabbene, semplicità d’animo e di mente (soprattutto in
senso deteriore cioè credulità,
balordaggine).
Egoismo: atteggiamento di
chi si preoccupa unicamente di
se stesso, del proprio benessere e della propria utilità tendendo ad escludere chiunque altro
ai beni materiali e spirituali che
egli possiede e a cui è gelosamente attaccato.
Personalmente non credo
che queste due parole trovino
accordo con la parola scuola e
soprattutto sulla settimana di
stop didattico (come propriamente si chiama).
Come non trovo adatte le pagine dell’Alassino, testata locale, perché il problema non è solo della nostra cittadina, ma nazionale.
Ci sono altre due definizioni
che ritengo improprie. La prima
riguarda il titolo: “Educatori poco educativi”. Ritengo che l’educazione non sia materia di insegnamento scolastico. L’educazione si impara in casa, in famiglia, la scuola può solo supportarla. Oltre tutto a scuola si cerca di amalgamare caratteri e
gruppi e non creare diversità
sociali, soprattutto frustrazioni
che se sono personali non andrebbero trasferite ai ragazzi.
La seconda riguarda il termine
“La nostra scuola” a qualsiasi livello (e dico qualsiasi perché
dalla sua lettera non si comprende se scuola materna, elementare o media) la scuola non
è nostra bensì dei ragazzi e di
chi con loro la condivide.
In merito alla sosta di febbraio sono andata a controllare
un dato: la polisportiva della
scuola media di Alassio ha organizzato una “Settimana bianca”
a costi veramente contenuti. I
partecipanti della scuola di
Alassio sono stati solo 24 su 240
alunni (più sei della scuola di
Andora appartenente allo stesso collegio), e 53 ex alunni e le
famiglie che volevano partecipare, forse questo non era di
sua conoscenza!
Lettera firmata, davvero
Educatori poco educativi…
se non c’è la famiglia.
Sabato 15 Aprile 2006
Ancora una volta la stagione
estiva si sta avvicinando e con
essa ritorna il pericolo della insufficienza dell’acquedotto, perché nonostante tutti i proclami
dell’autunno scorso il problema
non è stato risolto. Questo a mio
parere sarà la prima emergenza
che la futura amministrazione
dovrà considerare. Perché un
paese con una ultracentenaria
tradizione turistica non può permettersi che ad Agosto, nel periodo di maggior flusso di turisti,
di lasciare a secco interi quartieri, alimentati con le autobotti.
In questi ultimi anni sono state fatte molte ristrutturazioni,
anche le più impensabili, sono
aumentate le piscine private. In
concreto è aumentata la cubatu-
ra e abbiamo sempre più bisogno di acqua. Non dico di convogliare l’acqua di Caprauna di
cui il Comune è proprietario,
perché sarebbe un’opera troppo onerosa, ma a mio parere
buona sarebbe l’idea di posare
sull’Aurelia, una tubatura di
maggior diametro che partendo
da Regione Sgorre raggiunge la
cisterna di Santa Croce (c’è già
un preventivo con relativa illustrazione, pubblicato nel mese
di dicembre 2005 dall’opuscolo
redatto a cura del Comune di
Alassio). Non dimentichiamoci
che l’iniziativa privata funziona
se è coadiuvata da un’efficiente
iniziativa pubblica. E ne va il prestigio della Città.
Francesco Trazzi
Cena di gala dell’AVSI all’Alberghiero
Volontariato alassino in campo per
raccogliere fondi a favore di progetti
L’Associazione Volontari per
il Servizio Internazionale (AVSI)
di Alassio ha organizzato una serata di gala all’Istituto Alberghiero “Giancardi” per raccogliere fondi a favore dei vari progetti che il sodalizio sostiene sia
a livello locale che nazionale.
La serata, a cui ha preso parte
un centinaio di persone, era dedicata alla cucina ed alla cultura
toscana con piatti, musiche e
balli legati alla tradizione fiorentina e della Toscana.
Sono stati raccolti dei fondi
che saranno devoluti dall’associazione a favore di progetti
specifici attivati nel nostro territorio.
Oltre a sostenere i progetti a
livello locale e nazionale l’AVSI
aiuta anche iniziative a favore
del Brasile, della Romania e della Nigeria.
Per raccogliere fondi saranno
organizzate altre cene, manifestazioni ed iniziative rivolte in
particolare per il sostegno a distanza.
L’associazione proseguirà ad
attivarsi nelle giornate del “Banco Alimentare” i cui prodotti andranno direttamente ai bisognosi liguri.
Per collaborare con l’AVSI, a
qualsiasi livello, o avere informazioni più dettagliate sulle altre importanti iniziative dell’associazione è anche possibile
contattare il numero 0182
469116.
C.A.
Ricordando il Sig. Carlo
pescatore sportivo
Siamo un gruppo di turisti di
Bergamo, che per caso ha incontrato un cittadino d’Alassio, appassionato di pesca, che ha soggiornato qualche giorno nell’arcipelago di Capo Verde, come chi
vi scrive.
presso una barca di ritorno da
una battuta di pesca, con prede
eccezionali.
Vi invio questa foto a testimonianza della passione e della capacità, nonostante la non più verde età, del Sig. Carlo, di cui igno-
di offrire i lavori per realizzare
una somma da inviare a paesi poveri. Da noi la Pasqua può ancora
rappresentare la tregua alle angosce quotidiane; allora, perché
non fare tesoro di questo tempo
per pensare a quanti uomini mancano, invece, persino dell’acqua
per poter sopravvivere?
Egregio Direttore
Vorrei segnalare alle autorità
competenti la situazione da terzo
mondo del sottopassaggio pedonale che collega Via Piani Romani
a Via Ignazio dell’Oro, metri 30 di
fogna a cielo aperto con tanto di
topi, insetti vari, liquami e specialmente d’estate una varietà di
odori molto, ma molto sgradevoli.
Si noti che è un passaggio obbligato per studenti, turisti, atleti,
(Palalassio- bocciofila- stadio-hotel e scuole) o semplicemente per
chi ci abita.
Mi domando come sia possibile
che una bella località turistica
(come Alassio) non faccia nulla
per sopperire ad una simile vergogna.
Cordialmente
Barini Giorgio
L’A.V.A. è venuta a conoscenza che la Comm.ne Tributaria
Provinciale di Savona ha emesso una sentenza in data 11-112005, depositata il 3-3-2006 a seguito di un ricorso presentato
da un nostro concittadino avverso l’atto di contestazione e
delle relative sanzioni della tassa ritiro rifiuti solidi urbani per
gli anni dal 2000 al 2004 con riferimento ad un box per auto in
Alassio. La Comm. Tributaria di
cui trattasi, accogliendo il ricorso, ha annullato l’atto impugnato ritenendo che “il ricorso sia
meritevole di accoglimento alla
luce della normativa vigente sia
nazionale che comunitaria. La
sola lettera della legge - prosegue la decisione Tributaria all’art. 62.2 del D.L.Vo 507/93
esclude la soggezione alla tassa
delle aree che non possono produrre rifiuti in forza della loro
destinazione che, in questo caso, è quella di un box per auto.
Da informazioni assunte onde
poter responsabilmente informare i nostri lettori, siamo in
grado di precisare che la giurisprudenza delle Comm.ni Tributarie anche della Prov. di Imperia sono univoche nell’affermazione del principio affermato
dalla decisione savonese ed
inoltre che tale principio ha trovato convalida anche in sede regionale a seguito di impugnative
delle decisioni di primo grado.
Riteniamo pertanto ai fini di cui
sopra utile pubblicare il testo integrale della decisione della
Comm.ne Prov.le Tributaria depositata il 3-03-2006.
Ecco il testo:
In fatto e diritto
Trattasi di ricorso avverso atto di contestazione ed irrogazione di sanzioni della tassa rifiuti
solidi urbani per gli anni da 2000
a 2004 relativamente ad un box
per auto sito in Alassio per un
importo di € 28,25 annuale. Il ricorrente chiede che, previa sospensiva, vengano annullati gli
atti impugnati.
Sostiene il ricorrente, citando
normative nazionali e comunitarie e giurisprudenza ad hoc che
la tassa di cui si discute non possa essere applicata laddove l’immobile, come in questo caso,
non sia oggetto di insediamento
di una stabile comunità di persone bensì soltanto adibito al ricovero di un’autovettura e, pertanto, non suscettibile di produrre rifiuti.
In questo caso, nell’avviso notificato, il ricorrente ha trovato
genericamente indicata la categoria 18 relativa alle case di civile abitazione, garage, box, soffit-
te e l’Ufficio non lo ha pertanto
messo in condizione di seguire
l’iter logico-giuridico percorso
per individuare il presupposto
d’imposta e determinarne il
quantum.
Si oppone il Comune di Alassio citando giurisprudenza e sostenendo che possano essere
esclusi dalla tassazione solamente quei locali che sono
nell’impossibilità tassativa ed
assoluta di produrre rifiuti, impossibilità che trova naturale
presupposto nel provato inutilizzo o nella provata assenza
dell’uomo, non certo nella destinazione dei locali, nel caso di
specie a ricovero di autovetture, rilevato, a fortori, che tale destinazione non inibisce che ne
venga fatto un uso diverso, quale (ad esempio) il locale di sgombero.
All’udienza del 22.04.05 la
Commissione, decideva negativamente sull’istanza di sospensione del ricorrente, motivando
il rigetto con il difetto del periculum in mora.
Produceva il ricorrente memoria istruttoria depositata, in
cancelleria in data 07.11.05 contenente ulteriore giurisprudenza ed argomentazioni. Ritiene la
Commissione che il ricorso sia
meritevole di accoglimento alla
luce della normativa vigente sia
nazionale che comunitaria. La
sola lettera della legge, all’art.
62.2 del D.L.vo 507/93, esclude
la soggezione alla tassa delle
aree che non possono produrre
rifiuti in forza della loro destinazione che in questo caso è quella di box per auto.
Non può trovare accoglimento l’assunto del Comune laddove sostiene che il box potrebbe
essere utilizzato come rimessaggio di oggetti e produrre rifiuti, in quanto l’Ente impositore
dovrebbe dimostrare che ciò è
stato fatto nel caso concreto
all’esame della Commissione,
mentre non risulta dagli atti che
vi sia stato cambio di destinazione. L’incertezza della materia
dove si riscontrano decisioni
contrastanti nella giurisprudenza giustifica la compensazione
delle spese di giudizio.
La Commissione,
P.Q.M.
Accoglie il ricorso. Annulla
l’atto impugnato. Spese compensate.
Savona 11-11-2005
Il relatore
Avv. Luigi Trucco
Il Presidente
Dr. Emilio Gatti
De doppu ai vutassiui
Fernanda
Sottopassaggio
pedonale
Box per auto
Tassa ritiro rifiuti solidi urbani
Il Sig. Carlo ci ha detto d’essere originario della cittadina ligure, che io e i miei amici conosciamo bene; difatti sono parecchi
anni che passiamo le nostre vacanze estive in Riviera, conosciamo anche la vostra pregiatissima
Associazione.
Lo abbiamo conosciuto per il
vociare che una mattina si udiva
riamo il cognome.
Gentilmente vorrete informare l’interessato, così ci ritroveremo la prossima estate magari
sul molo, per una bevuta.
Grazie.
Cordiali Saluti.
Umberto Giacchettoni
Si aprono… le “finestre”
e si chiudono le porte…
I Fratelli ENZO e GINO ENRICO
che conducevano l’attività di
“ELETTRAUTO” in Via Leonardo da Vinci 249, hanno chiuso
“bottega” per il raggiungimento
dell’età pensionistica:
Un doveroso saluto e un ringraziamento vadano a tutti i
clienti affezionati, agli amici
alassini e non che in tutti questi
anni (35) hanno avuto fiducia
nel loro impegno.
Nu gh’eran canti sensa ün manifestu,
Arasce u me puxeva ün Arlecchìn;
a ogni passu u gh’era ün attacchìn
ch’u appendeva ün candidau unestu,
cu-u so prugramma puliticu a curui
pe invexendò ciù bèn i elettui.
Prumesse e affermassiui a ciù nu possu;
in russu, verdu, azùrru … e in ogni idea
t’intraveghevi ün toccu de livrea
che l’aspirante u s’era messa adossu
in ta speransa de servì a Nassiùn
(piandu all’annu urmai ciù de’n milliùn).
Ma ringrassiammu Diu! Stavota eiscì
a cummedia a l’è lesta e ‘stu casìn
za da dumàn, cantunèi e spassìn
pruvvederàn man man folu sparì
insemme a ‘sti ideali pruclami
ch’i l’han cuntò a furbi e abbelinai.
De tantu asgaru, foscia, a-a fin da fòra
u resterà s-ciairiu e ancù incullau
ün toccu de papé mezzu strassau
cu-a faccia de quarcùn ch’u ghe sperova...
Ma elettu o na e fìn che a colla a düra
sarà u regordu de ‘na fregatüra.
G.C.
(Libero adattamento in dialetto alassino
della poesia “Doppo l’ elezzioni” di Trilussa).
Sabato 15 Aprile 2006
5
«L'ALASSINO»
Rimme da noscia tèra
Tantalè
(Da “I strassùi de Pessö”)
Putrùn, schinun, guràn, lenguassa brütta,
nescia bagascia, sücca patentò,
ose cu-e scorpe che a nisciün u aggiütta
a rende bèlla Araxe e a ludò.
Vuxe da scimmia pe-u prugressu mütta,
sènza riflessi. Somma abbellinò.
Re d’ogni gaffa quande u fa dispütta,
testa ciü düra da pria du murtò.
Quarche salamme u serca de scüsolu
impastandu u dué a-a filusufia.
E u dixe: “Tantalè u-u deve folu
a curpa a l’è d’Araxe e-a sò magìa”.
Pe contu mé u l’è pocu appeccigolu.
Sperammu che’n bruffun so-u porte via.
Santino Brumo Pezzolo
TANTALE’: Poltrone, schienone, goloso, lingua sporca / cretino, zucca patentanta / cretino colle scarpe, a nessuno utile / per rendere più
bella Alassio e a lodarla. // Voce da scimmia, zero per il progresso /
senza riflessi, asina e cretina. / Regina delle gaffe quando discute / testa più dura del marmo. // Qualche salame cerca di scusarlo / impastando il dovere con la filosofia. / E dice “Tantalè ciò deve fare. // La
colpa è di Alassio e della sua magia” / Per conto mio è poco appiccicarlo. / Speriamo che un fortunale se lo porti via.
(Nota: Certi modi di dire inseriti sono intraducibili)
E bulle
(Dialetto di Osiglia)
A stanza a rimbumba dè teu canzunette
u nonnu scherzusu u canta cun ti,
u vòa in balun c’u pâ ina cumeta
u sbraggia in bamboccio sciacòu cun i pe.
Dovunque u se mia, ghè ’n toccu pè taera,
cübetti, matite e finn-a in gilè
a ’n bellu surdattu scunfittu ’n t’a guaera
ghe manca ina gamba, a l’è sutta u büffè.
U nonnu u desfascia a seu surprezinn-a,
ti sgrann-i i eugetti, “chissà cos’u l’è”!
u sciorte in tübettu c’u fa e bulicinn-e
cun aegua e savün, ma quante u ghe n’è!
Sun belle, riunde e vòan legère,
cuntentu ti e mii ti e scùri però,
se sulu ti e sfiùri ti vedi ogni sfera
sparì in te l’âia, e zugâ u nun se peu.
U nonnu al’impruvisu u se fa pensierusu
“ün sciusciu u l’è a vitta, profunda veitae!
se pensu che a ninte u riturna ogni cosa,
ti zeughi in te l’âia, pe quantu, tiò sae?!”.
Pietro Berletti
LE BOLLE: La stanza rimbomba delle tue canzonette / il nonno scherzoso, canta con te, / vola un pallone che sembra una cometa / e strilla un bamboccio schiacciato coi piedi. / Dovunque si guardi c’è un
pezzo per terra, / cubetti, matite, perfino un gilè / a un bel soldatino
sconfitto in guerra / gli manca una gamba, sta sotto il buffè. / Il nonno sfascia la sua sorpresina, / tu sgrani gli occhietti, “chissà che
cos’è” / ed esce un tubetto che fa bollicine / con acqua e sapone ma
quante ce n’è! / Son belle, rotonde e volan leggere, / contento le guardi le insegui però, / se solo le sfiori tu vedi ogni sfera / sparire nell’aria,
e giocar non si può. / Il nonno all’improvviso si fa pensieroso / “un soffio è la vita, profonda realtà! / se penso che a nulla ritorna ogni cosa;
/ tu giochi nell’aria, per quanto, lo sai?!”.
VIA TORINO
Un anno fa circa, cominciava
la nostra avventura al numero
54 di Via Torino.
Chi abita ad Alassio lo sa, questa larga strada-isola pedonale,
con le sue panchine e i lampioni, è quasi un invito alla sosta
per bere qualcosa in tranquillità in uno dei bei caffè-bar affacciati sulla via o sulla adiacente piazzetta che guarda il mare,
o semplicemente per sedere a
bordo marciapiede e prendere
fiato in attesa di immergersi di
nuovo nel flusso di visitatori
che percorrono il budello e i
suoi mille allettanti negozi.
Forti dell’esperienza di nostro suocero Pietro, da più di
trenta anni nella ristorazione, e
sostenuti dal gusto sicuro di nostra suocera Nanna, architetto
disponibile a seguire i lavori
compatibilmente con i suoi primari interessi di nonna, iniziavamo le opere di adattamento e
ristrutturazione del locale pizzeria-brasserie, che avremmo
chiamato Barcalà, facendo semplicemente l’acrostico con i nostri cognomi: Barbuiani-CassaiLattuchella
La giovinezza, si sa, ti dà la
forza dell’incoscienza, ma nonostante la volontà di portare a
termine un progetto importante di futuro lavoro per le nostre
famiglie, partivamo con quella
naturale ansia che deriva
dall’esporsi ad un grosso impegno finanziario, congiunta al timore di operare in un momento
poco favorevole economicamente.
Ma da subito abbiamo avuto
prima la curiosità, poi a mano a
mano la simpatia e col tempo
anche l’affetto dei nostri vicini.
Consigli, dritte, appoggio e consolazione, sono arrivati a piene
mani da Mauro, Gino, Gianni,
Franco e tutti gli altri amici che
insieme alle inevitabili prese in
giro e ai prudenti avvertimenti
“eh, non è facile” e “state attenti” e “ve ne accorgerete”… hanno seguito giorno dopo giorno
la nostra avventura con discrezione e comprensione.
Ora ad attività avviata e, nonostante gli inevitabili intoppi e
difficoltà, con la soddisfazione
del riconoscimento della qualità del nostro lavoro, vogliamo
apertamente ringraziare gli
amici di via Torino che ci hanno
sostenuto dicendo loro quanto
sia stato importante il loro appoggio e la simpatia che ci hanno dimostrato e che noi ricambiamo.
Con affetto e stima auguriamo loro una buona e serena
Pasqua con tanto lavoro!
Daniele e Valerio
VECCHIE STRADE - Via Leone XIII
Ci fu un tempo in cui noi si abitava in via Leone XIII. Una viuzza lunga poco meno di 200 metri con breve diramazione in leggera salita.
Ovviamente era in terra battuta,
cosparsa di brecciolino, pronto a
provocare abrasioni alle ginocchia
di quei partecipanti alla “sciàlla” o
a “guardia e ladri” facili agli ingambi e alle conseguenti cadute.
Sembrava essere stata costruita
a fatica, schiacciata com’era tra le
spesse quanto severe mura della
Parrocchia e le facciate degli edifici civili, che la fiancheggiavano a
monte. Il transito delle macchine
era del tutto inesistente; se passava, passava qualche carretto a mano e qualche bicicletta. Allo sbocco ad ovest, a monte della piazza
della Chiesa, c’era un grande mercato coperto, a un piano dove il sabato si vendeva di tutto, e poco oltre l’ingresso dell’oratorio di “don
Bosco”.
Tutto sommato una strada di un
certo rispetto, tranquilla; ovviamente salvo nei momenti in cui noi
ragazzi la trasformavamo in una
sorta di allegro cortile di gioco. Gli
affanni del paese infatti vi giungevano affievoliti, quasi spenti, anche
se l’Aurelia, l’attuale via Mazzini
era lì a un passo. Unici rumori degni di attenzione erano durante le
ore di lavoro, lo stridio veloce del
trapano, del tornio e a volte un
martellare, monotono, continuo
proveniente dall’officina meccanica di Chiolini. Chi lo ricorda ancora? Un artigiano talmente bravo e
capace da spaziare con estrema
maestria dalla riparazione di una
macchina per scrivere a quella di
un orologio a muro, da un motore
marino a un proiettore cinematografico!
Unica voce incombente, costante, quotidiana, era quella del vecchio campanile che sovrastava con
la sua grigia mole imponente le nostre abitazioni. Implacabile come
la ruota del destino col peso delle
sue note quasi sempre tristi, gravi
e lente anche nei momenti di festa,
ci incuteva una certa soggezione;
uno scampanio comunque che
ogni volta tornava a far tremare i
vetri alle finestre. Nascite e dipartite e matrimoni e Natali e Pasque li
sentivamo se non altro con partecipazione diretta ed immediata...
Pareva di essere quasi in un mondo
a parte. La voce - talvolta il rombo
del mare e il suo odore - arrivava
sin là con qualche difficoltà dovuta
ai “rigiri” del vento. E poi se non
fosse tedioso ci sarebbe da rammentare tutte le famiglie che erano
vissute qui: i Barillaro, i Bologna, i
Bondente, i Faccioli, i Gazzelli, i
Guidi, i Mauri, i Moirano…
A distanza di tanti anni sono tornato in via Leone XIII. Facce nuove
ed anche i rumori non sono più gli
stessi. Traffico zero. Qualche macchina in sosta. Al posto del vecchio
Chiolini c’è il giovane Campagnolo,
bravissimo ed onesto corniciaio. E
le malinconiche campane di
sant’Ambrogio non hanno smesso
di fare tremare i vetri alle finestre.
Vincenzo Moirano
Rubrichetta mensile - Un ricordo per...
Anno scolastico 1950
Festa Solva-SantaCroce- Istituto Margherita Morteo Ollandini- 1° e 2° Tecnica Commerciale
In prima fila: La nonna di Gianni Croce con la piccola Trifoglio (ora preside dell’Istituto Alberghiero), S.E. il
Vescovo di Albenga Monsignor De Giuli con il fratello, il Preside Prof. Lamboglia ed il mitico Prof. Caprile
(per gli altri… chi si riconosce?).
Resistenza, tasselli per un mosaico
Innumerevoli tasselli messi insieme con certosina perfezione
fanno di “Partigiani, Martiri e
Cacciatori degli Appennini”, un
mosaico interessantissimo che
mette ulteriormente in evidenza
l’epopea della Resistenza. Ferruccio Iebole, con l’arte del ricercatore, costruisce una consistente parte di quella lotta di Liberazione che proprio sulle montagne liguri-piemontesi ebbe il massimo dell’espressione. Patriottismo, abnegazione, coraggio sono gli elementi principali delle pagine di un libro che permettono di
tenere vivo il ricordo di tantissimi
episodi, grandi e piccoli, che, messi insieme, hanno dato vita a pagi-
Il “Baletta”
di Daniele La Corte
diventa un film
“Diventare Uomo – la Resistenza di Baletta”, edito da
Totalprint di Genova, la storia di Roberto Di Ferro, il
bambino partigiano di Albenga ucciso a Pieve di Teco,
è giunto alla sua terza ristampa. Il libro, scritto dal nostro
socio, il giornalista Daniele La
Corte, ha riscosso molto successo soprattutto in Liguria e
in Piemonte tanto da convincere un gruppo di studio cinematografico genovese ad
usarlo come trama di un film
la cui lavorazione inizierà in
autunno. La pellicola verrà girata in esterno sia nell’Alessandrino, terra di origine della famiglia Di Ferro, sia
nell’entroterra di Imperia e
Albenga. In libreria anche
“Storia di Uomini e di Donne”,
altro libro sulla Resistenza,
scritto da La Corte nel 1995.
L’editore genovese Filippo
Privitera lo ha ripubblicato,
con una veste diversa. Una seconda edizione che ci permetterà, ancora una volta, di
ripercorrere i magici momenti delle lotta di Liberazione attraverso i racconti dei testimoni del tempo, dei partigiani, tra questi molti ormai
scomparsi, protagonisti di
quei fantastici quanto terribili momenti.
ne di storia memorabile. L’azione
dei soldati sbandati e finiti nelle divisioni partigiane, il movimento
spontaneo di ragazzi che abbandonata la scuola, piuttosto che la
fabbrica e la campagna, raggiunsero gli Appennini e le Alpi per organizzarsi e far fronte all’offensiva
dell’invasore e del suo alleato fascista. Nessuna retorica, soltanto
documenti messi insieme per dare
un ulteriore spaccato di un’epoca
che occorre non dimenticare.
Dalle pagine dell’opera di Iebole
emerge chiara anche la fede, la
dottrina che porta il cristiano ad
essere ulteriormente cosciente
degli atti intrapresi. Trasferimenti, arresti e fucilazioni. Inter-
minabili elenchi di nomi con sottolineati movimenti e risultati, oltre a tante immagini, per dare
chiara la dimensione di un’epoca
che non può essere che classificata come guerra contro un invasore, un nemico la cui violenza brutale sfociò nella persecuzione di
chi era diverso per religione, per
razza, ideologia e lingua. L’autore
ha saputo sviluppare il suo lavoro
letterario senza mai perdere di vista il credo da cui ha mosso i primi passi la sua paziente ricerca: il
mondo legato alla Chiesa evangelica la cui comunità molto diede
per la rinascita dell’Italia libera.
D.L.C.
6
«L'ALASSINO»
Sabato 15 Aprile 2006
Nuove aule a San Kizito Precisazioni dagli insegnanti Carnevale al Centro Anziani
dell’Istituto M. M. Ollandini
RUANDA
Siamo tornati a San Kizito, in
Ruanda, come ci eravamo proposti. Volevamo tornare a vedere l’andamento dei lavori della
scuola che abbiamo aiutato a
nascere e a crescere, e l’abbiamo fatto. Questa volta siamo
partite in due, io Barbara Testa,
e Loretta Zavaroni. Un lungo
viaggio ci ha riportato, a due anni di distanza, in Ruanda, nel villaggio di Padre Hermann Schulz.
Lì abbiamo trovato i visi, gli occhi e i sorrisi di tanti bambini
che avevamo già conosciuto, ma
anche nuovi amici che sono arrivati da poco nella missione.
Abbiamo anche ritrovato
gli alunni della
scuola secondaria superiore che sta crescendo a vista
d’occhio. Le
novità sono
positive.
Abbiamo potuto vedere le
nuove aule e i
dormitori.
Con noi abbiamo portato 25
mila euro, raccolti lo scorso
anno, che serviranno per la
scuola. Il prossimo progetto
sarà quello di dotarla di aule
professionali per permettere, ai
ragazzi che vorranno, di studiare e diventare fabbri o falegnami
e dar loro la possibilità di crescere. Grazie a nome di tutti i ragazzi della scuola agli amici di
Alassio e non solo, che di volta
in volta hanno aderito alle iniziative organizzate dalla nostra
associazione.
Barbara & Loretta
Associazione
Amici di Padre Hermann
Onlus - Alassio
Gli insegnanti dell’Istituto
Secondario di Primo Grado “Ollandini” Alassio manifestano sorpresa per l’ampio spazio concesso dalla stampa alle polemiche riguardanti la richiesta di non interruzione del servizio scolastico
in occasione dell’insediamento
dei seggi elettorali nei locali della
scuola.
Tengono a precisare che la richiesta suddetta era volta a garantire, ad alunni e famiglie, la
continuità del servizio scolastico. I docenti, invece, riterrebbero
più costruttivo rendere pubblico
tutto ciò che, in questi ultimi anni, la nostra scuola ha fatto per
migliorare ed ampliare la sua
Offerta Formativa.
La nostra scuola ha visto crescere costantemente (del 16%) il
numero degli alunni che la frequentano, in controtendenza rispetto ad altre scuole del distretto. I ragazzi non provengono solamente da Alassio e
Laigueglia, ma da Albenga e dal
suo comprensorio e le richieste
di iscrizione alla Ollandini sono
motivate dall’apprezzamento
per la qualità e la complessità
delle proposte didattiche ed
educative offerte.
La nostra scuola ha inoltre visto aumentare il numero delle
collaborazioni esterne fornite da
insegnanti, tecnici, esperti, professionisti, i quali hanno permesso di realizzare all’interno dell’orario scolastico, già prima della
Riforma, corsi di seconda lingua
comunitaria (a scelta tra francese, tedesco e spagnolo) oltre
all’inglese; corsi di strumento
musicale (pianoforte, chitarra,
clarinetto); inoltre, in accordo
con le società sportive presenti
sul territorio, corsi per avviare gli
alunni a praticare, oltre alle attività più tradizionali, quali il basket, la pallavolo, il calcio, altre
diversamente coinvolgenti, come mountain-bike, arti marziali,
nuoto, vela, tennis,canoa, sci,
trekking, atletica leggera. I contributi richiesti alle famiglie sono
stati minimi, in quanto la scuola
ha sempre fornito ogni attrezzatura, dagli strumenti musicali alle
tute stagne per la vela, anche in
momenti, come questi, in cui i fi-
nanziamenti per la Scuola continuano a diminuire.
La nostra scuola da sempre viene incontro alle esigenze generali, o più strettamente personali
delle famiglie, garantendo assistenza ogni giorno dalle 8 del
mattino alle 19 (spesso anche in
orario serale), con la possibilità
di usufruire della mensa, risultando, pertanto, non solo servizio scolastico, ma centro di aggregazione sia per gli alunni e le
loro famiglie, sia per l’intera cittadinanza di Alassio.
La nostra scuola è stata ed è in
grado di seguire i suoi ragazzi anche dopo il conseguimento della
licenza media ed ha visto crescere i risultati positivi di coloro che
sono tutt’ora iscritti agli Istituti
Superiori della provincia di
Savona e di Imperia.
Gli stessi e le loro famiglie mantengono nel tempo un legame con
la nostra scuola, partecipando ad
attività culturali (dibattiti, incontri, conferenze, ecc.) e ludiche
(eventi musicali ed attività sportive), a dimostrazione di riconoscenza ed affetto.
Basta entrare nella scuola per
accorgersi del “clima” che si respira alla “Ollandini”: i ragazzi sono sereni, vengono a scuola volentieri, perché seguiti ed ascoltati in ogni momento; il personale tutto è attento alle loro richieste e cerca di venire loro incontro
costantemente; gli insegnanti sono disponibili e lavorano per favorire, tenendo conto delle possibilità personali, il raggiungimento dei massimi risultati. Ciò è
stato possibile grazie all’impegno
ed al continuo lavoro del Dirigente Scolastico, che ha saputo
sperimentare e quindi attuare
scelte educative originali le quali,
con l’andare del tempo, hanno
dato i risultati che abbiamo detto
sopra.
Gli insegnanti della Ollandini,
quindi, confidano in una pronta
ed integrale pubblicazione della
presente, ritenendola doverosa
per la completezza dell’informazione.
Alassio 31 Marzo 2006
Seguono numerose firme
Chi sostiene che la festa di carnevale riesca a rendere felici solo i
bambini dovrebbe ricredersi. Al
Centro Anziani “Argento Vivo” martedì 28 febbraio gli iscritti hanno organizzato una festa che per inventiva e varietà di travestimenti ha superato le aspettative degli animatori e che ribadisce ancora una volta
che momenti come questi riescono
a creare relazionali efficaci e soddisfacenti per tutti.
stretti intorno per assistere ad una
gag esilarante che ha fatto divertire
tutti e che ha aperto la seconda parte della festa con balli e musica.
Dalla bachata al liscio, al trenino
brasiliano tutti insieme a festeggiare il Carnevale, con l’energia e la voglia di mettersi in gioco che sono
caratteristiche di chi insieme ha
scoperto il piacere di uscire e di stare insieme ad altre persone. Feste
come il Carnevale, organizzate con
Al via della festa, aiutati dagli animatori del centro, i partecipanti si
sono trasformati in vari personaggi: si sono materializzati, con i loro
costumi variopinti creati apposta
per l’occasione, la fattucchiera napoletana con tanto di sfera magica
per predire il futuro, l’indiana con
penne e ascia di guerra, i pirata, le
hawaiane, Charlie Chaplin con tanto di bombetta, il gatto Silvestro, la
spagnola, le fate e il tifoso della
Juventus con tanto di maglietta.
All’arrivo dell’Assessore Monica
Zioni, la fattucchiera (alias Ninetto
Pellirone) ha predetto il futuro facendo uso delle carte e della sfera
di cristallo: i partecipanti si sono
questo spirito, alimentano in tutti i
partecipanti del Centro Anziani il
desiderio del vivere e condividere
delle esperienze insieme in un mondo che allontana sempre di più le
persone e non che riesce a “sfruttare” positivamente il patrimonio di
tradizioni, di storia e di cuore che
gli anziani hanno come loro bagaglio.
Al termine di ogni manifestazione del Centro Anziani, gli animatori
della GE.S.CO. rinnovano i ringraziamenti a tutti i partecipanti per la
gioia e i momenti belli trascorsi insieme agli anziani del centro.
GE.S.CO. SPA
LAUREA
Il giorno 17 marzo u.s. presso la
facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di
Genova, si è laureata in scienze
dell’Educazione (indirizzo: Educatori professionali) la nostra
concittadina SILVIA MERELLO,
presentando una tesi dal titolo:
PROGETTO “FAMIGLIA E DISABILITÀ”: INDAGINE SUI BISOGNI E
SULLE ASPETTATIVE DELLE FA-
MIGLIE CON UN FIGLIO DISABILE
RESIDENTI A IMPERIA E PROPOSTA DI UN MODELLO DI PARENT
TRAINING” Relatrice la Prof.
Donatella Cavanna e correlatrice
la Chiar.ma Prof.ssa Mirella Zanobini. Alla neodottoressa, alla
mamma Giovanna ed al papà Domenico giungano anche le felicitazioni dell’Associazione Vecchia Alassio.
Sabato 15 Aprile 2006
Protezione Civile al Panero
Quattrocento volontari all’aeroporto Clemente Panero di
Villanova d’Albenga. È successo domenica 26 marzo per la
consegna ufficiale delle divise e
di vario materiale alle squadre
della protezione civile e antincendio della provincia di Savona. Un progetto della fondazione “A. de Mari” della Carisa
roporto non è stata casuale.
L’importante infrastruttura è
sede operativa dei canadair e
degli elicotteri che si alzano in
volo in caso di incendi non solo
in provincia di Savona ma anche
di Imperia. Il Panero rappresenta anche un importante supporto logistico durante le emergenze di vario tipo. «Sono lieto di
lungo quattro anni per permettere di rendere sempre più funzionanti e solide le squadre. Dal
2002 ad oggi sono stati assegnati ben 32 mezzi, 471 dispositivi
di protezione individuale oltre
che i supporti per le telecomunicazioni e le dotazioni specifiche per lo spegnimento in sicurezza degli incendi. L’organizzazione della giornata villanovese
è stata curata dalla sezione di
Alassio della Società Nazionale
di Salvamento. La scelta dell’ae-
stare con voi oggi. Essere tra i
volontari vuol dire toccare con
mano la solidarietà e vedere in
faccia chi è controcorrente, in
tempi come questi in cui c’è
sempre più egoismo». Ha iniziato così il suo intervento il ministro per le attività produttive
Claudio Scajola, arrivato all’aeroporto Panero proprio per essere presente a questo importante appuntamento.
Barbara Testa
CON LE SCUOLE
PER LA FESTA DEGLI ALBERI
Nel primo giorno di primavera
l’Assessorato alle Politiche
Educative e Scolastiche ha voluto coinvolgere le scuole della
città nell’ormai tradizionale
Festa degli Alberi.
Sono stati un centinaio i bambini che sono stati chiamati a
partecipare a una giornata un
po’ particolare.
Arch. Marco Melgrati, come pure il presidente dell’Associazione Vecchia Alassio, Carlo
Cavedini, sono stati chiamati a
piantumare un leccio che porterà il loro nome.
Al termine dell’intervento, reso possibile grazie alla disponibilità di un privato che ha messo
a disposizione una porzione di
I HAVE A DREAM… HO UN SOGNO
“HO UN SOGNO”…. di: Mario
“ATTILA” Palumbo
Ideatore e presidente del gruppo A.R.E.S. Volontari Boschivi
“HO UN SOGNO, un sogno a colori… i colori della natura!
Quelli veri..! Senza il nero, lasciato dal passaggio di un incendio, senza i colori innaturali della
plastica…del vetro…delle lattine… degli elettrodomestici… dei
sanitari… e quant’altro… che
PURTROPPO io e la mia Squadra
Manutenzione Sentieri, troviamo
COSTANTEMENTE nella natura
“snaturata” dall’uomo.
Beh “uomo” non è la parola più
appropriata per definire questo tipo di persone… i cui aggettivi -negativi- che userei per definirle si
sprecherebbero… risultando comunque insufficienti!
nifica della natura è la “battaglia”
che combatteremo più volentieri.
Invece ciò che ritengo ingiusto,
è che si PERSEVERI per “TRADIZIONE” nell’inquinare determinati
luoghi dove, per abitudine, chi lo
fa convince anche altre persone
(scorrette) che sia un diritto!!
Chiunque lo fa per primo, dato
che dà un esempio negativo e
(purtroppo) sicuramente poi
emulato… a mio giudizio, ha una
doppia responsabilità in quanto
artefice di una inqualificabile iniziazione.
Rendo esplicito il concetto con
un esempio: in una delle tante discariche situate sulle alture di
Alassio, esiste e resiste da molti,
molti anni un pericolosissimo tratto di bosco, in un impluvio sottostante la strada panoramica per
Testico, completamente inquina-
A volte mi capita di pensare
che cercare di tenere puliti i sentieri, le mulattiere ed i luoghi abitualmente utilizzati a discarica…
sia come combattere contro i mulini a vento…ma so che è una
“battaglia” giusta e noi A.R.E.S.
siamo pur sempre (oltre che
Volontari Boschivi) un team
sportivo che pratica il soft air (gare di simulazione di pattuglie militari) e le “battaglie” sono la nostra “passione!” e quella della bo-
to da vetri di bottiglie… rotte!!
La discarica è situata su un prato di sottobosco attiguo alla strada asfaltata e ad un sentiero che fino ad oggi (a parte i temerari cacciatori) è stato “scartato” per gioco-forza dagli escursionisti.
Tale discarica, come del resto
buona parte delle altre, è stata
“rimpinguata” costantemente negli anni per abitudine tanto da divenire una “tradizione” sia lo scaricare vetri, che il dover “girare al
terreno sul ciglio della strada, ai
bambini è stata offerta una merenda a base di brioche e succhi
di frutta.
Per tutti loro, subito dopo,
una divertente Caccia al Tesoro
organizzata dalla Cooperativa
“Tracce” per giocare all’aria
aperta in questa prima giornata
di primavera e alla fine della
giornata una piantina ricordo offerta dall’Assessore alle politiche Educative, Dott.ssa Loretta
Zavaroni.
largo” per evitare il pericoloso
tratto.
Com’è risaputo occorrono oltre
100 anni per la disgregazione del
vetro, quindi auspichiamo che tale sciagurata abitudine sia un fatto
superato adesso che esistono
campane per la raccolta delle bottiglie ovunque!!
Tra noi Volontari Boschivi, è un
auspicio molto sentito poiché tale
sentiero diventerà uno di quelli da
noi bonificati, ricostruiti e mappati per gli escursionisti.
Come aggravante della situazione c’è il fatto che le bottiglie
sono sparse su un’area molto vasta la cui bonifica comporterà un
dispendio di molte giornate di lavoro sottratte alla cura dei sentieri.
Un altro punto vergognosamente ed abitualmente utilizzato a discarica è lo spiazzo situato in località “Fontanazza” (sempre sulla
strada per Testico) poco dopo la
Crocetta.
Tale spazio dovrebbe avere la
funzione di consentire a mezzi voluminosi, (vedi anche ambulanze)
un’eventuale manovra di emergenza, per effettuare una conversione di marcia.
E invece, direttamente a bordo
strada viene gettato tutto ciò che
è ritenuto da eliminare dalla propria casa per abbellirla, ritenendo
perciò giustificato (da parte di chi
lo fa) l’imbruttire la natura che è di
tutti… Pure loro… anche se non la
apprezzano.
Nelle foto allegate si vedono alcuni chiari esempi… spero che gli
ex proprietari del materiale e degli
oggetti buttati, nel riconoscerli…
provino un po’ di rimorso e di vergogna… e quindi rinsaviscano.
Colgo l’occasione per ricordare a tutti che ogni due martedì è
possibile portare i materiali “inerti”, GRATUITAMENTE, negli appositi containers collocati nel
piazzale sottostante al cimitero
di Alassio (per informazioni 01826402223 - Uff. Ambiente) e per chi
fosse impossibilitato al trasporto, è sufficiente telefonare alla ditta Ponticelli al N. verde 800-556871 per ottenere tale servizio a
domicilio.
HO UN SOGNO, il sogno di vedere le colline della mia Alassio ben
curate come i boschi e i prati
dell’Ampezzano (la mia seconda
casa) dove ho fatto il tirocinio da
“Boschivo”, dove non esistono le
discariche, dove ogni foto scattata
sembra una cartolina.
Il mio sogno porterà (come quasi tutte le domeniche) noi volontari e chiunque vorrà partecipare,
alla pulizia di erbacce, arbusti, rovi e quant’altro dal bordo strada, a
partire dal piazzale antistante il
Santuario di Madonna della
Guardia fino al bivio per Moglio/Caso, domenica 7 maggio (e
se necessario anche il 14) dalle h
9.00 alle h 19.00.
Io al Briefing pre-lavori ai ragazzi dico sempre…. “…Ok iniziamo e
diamoci dentro! E sarà così finché
avremo buone gambe, buone
braccia e buon cuore per lavorare
per il nostro prossimo”.
A tal proposito vorrei rigirare il:
“GRAZIE DI CUORE” (per le belle
parole dedicateci) ai bambini e le
loro famiglie che hanno scritto la
lettera a “L’Alassino” pubblicata
nel precedente numero.
Buone passeggiate e pedalate a
tutti!
Mario
MOSTRE D’ARTE
(a cura di Carlo Bertolino)
SALA CARLETTI (Sede A.V.A.)
La gioia dei bimbi a contatto con la natura.
In Località San Bernardo ad
Alassio, sono stati infatti piantumati ben diciotto lecci, ognuno
dei quali contrassegnato da
un’etichetta indicante la classe
che ha provveduto alla piantumazione. La manifestazione ha
visto anche quest’anno la collaborazione della Guardia Forestale, della Protezione Civile e
naturalmente dell’Assessorato
all’Ambiente del Comune di
Alassio.
Anche il Sindaco di Alassio,
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«L'ALASSINO»
Franco Iebole, di antica famiglia alassina, ex idraulico, ora passa il suo tempo in molteplici attività: è pittore, intagliatore in legno, fotografo e altro ancora. Ha
esposto nella seconda quindicina
di marzo. Fotografa la Natura, i fiori, gli insetti, gli uccellini, nello
svolgersi della loro vita, con occhio d’artista. Nei dipinti predilige gli scorci di Alassio, il sole sul
mare, paesaggi agresti e montani
sempre con attenzione all’inquadratura e alla resa cromatica. Ma
ciò che forse più colpisce in mostra sono una trentina di “bassorilievi”: pannelli di legno che fanno da sfondo a piccole sculture od
oggetti veri applicati, rappresentanti giochi “di strada” un tempo
praticati dai bambini e ragazzi,
con i nomi alassini: dal cerchio
(con martinica) alla carrozzetta,
dalla “a cagnetta a dorme”a pimpirinella, dalla sgavadura alle balette nelle varianti papa, pormu e
stecca, müiettu e… sulla pista di
sabbia; poi le figurine, il bullone
esplodente, il telefono fatto con i
barattoli, gli “osci”, la fionda e via
elencando. Eccezionale una catena eseguita da una sola barra di legno intagliandone i singoli anelli
(ne avevo viste di simili nelle sculture dei seicenteschi Brustolon a
Venezia). Erano esposti anche
modellini di navi a vela, complesse o più semplici, eseguiti con
maestria da Luigi Morandotti, anche in una sezione trasversale per
vedere la costruzione interna, e,
stupendo, un modello della corazzata “Littorio”, vanto della marina
italiana durante la seconda guerra mondiale.
Alassio, 24.4.2006: Antonio Ricci e la voce del Gabibbo Beccati con mogli hanno festeggiato gli sposi, la signora Monica Zioni e Antonio La Bella, nella foto
all’uscita dall’ex chiesa anglicana.
(FOTO SILVIO FASANO)
RISTORANTE “LA PRUA”
Dal 23 febbraio al 3 marzo si sono svolti a Carrara gli Internazionali d’Italia, ovvero una delle
competizioni tra le più importanti
del nostro paese nel campo della
ristorazione.
Moltissimi gli chef partecipanti,
oltre agli Italiani, anche Americani, Francesi, Svizzeri, e Giapponesi, che si sono cimentati nelle
diverse prove.
Davanti ad un nutrito pubblico
di appassionati e professionisti, la
squadra degli Alassini ha ben figurato nella categoria “Cucina
mediterranea” nella quale ha meritato la medaglia di Bronzo con
Allochis Danilo e Matteo Maulini,
diploma di merito per gli altri
componenti del Team, Rocco
Christian, Prandi Stefano e Luca
Acquaviva, della squadra ha fatto
Gli chef premiati.
parte anche Sergio Maulini, che
gareggiando nella categoria “Artistica” ha meritato il diploma per
la sua scultura in margarina.
Complimenti a tutti per aver
ben figurato e tenuto alto il nome
della nostra città in una competizione internazionale.
Danilo Allochis
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«L'ALASSINO»
Sabato 15 Aprile 2006
INCONTRI CON L'AUTORE
Incontri culturali “Parliamo di…” 2005-2006
Annamaria Bernardini De Pace : “Mamma non m’ama - Le madri cattive esistono”
Ed. Sperling & Kupfer
Prof. Antonio Raimondi: “Da un mondo in-fame a un mondo possibile”
Sabato 18 marzo, nell’Auditorium della Biblioteca Civica
Deaglio, lo Zonta Club AlassioAlbenga, in collaborazione con
l’Assessorato alla Cultura del
Comune di Alassio e con l’Associazione Culturale Librarsi di
Albenga, ha ospitato l’avvocato
Annamaria Bernardini De Pace,
per la presentazione del libro
“Mamma non m’ama – le madri
cattive esistono” Sperling &
Kupfer Editori. L’autrice, nella
sua esperienza di avvocato matrimonialista, ha purtroppo incontrato molte tipologie di donne-madri: le madri manipolatrici, che usano i figli per strategie
di controllo, quelle soffocanti,
che ne spengono la personalità,
fino ad arrivare alle madri anafettive, a quelle abusanti, drogate, distruttive e omicide. Il libro è dunque una sfida alle convenzioni “buoniste” sulla polverosa retorica della dolcezza del-
la figura materna.
L’incontro ha ottenuto un notevole successo di pubblico,
grazie all’autorevolezza ed alla
simpatia della scrittrice; il dibattito che ne è scaturito ha
confermato l’attualità dell’argomento e l’importanza del
ruolo femminile nella società
odierna.
Si ringraziano la dott.ssa
Zioni per la sua costante disponibilità, il signor Goldberg
dell’Associazione Librarsi e la
dott.ssa Graziella Cavanna per
la presentazione.
to a valorizzare la moda come fenomeno culturale, in sintonia
con le case storiche della moda
alassina».
Il presentatore dott. Nicola
Davide Angerame premette che
Alassio ha un rapporto privilegiato con la moda e intervista l’autrice che così risponde: «L’idea di
questo libro ha due motivi: il mio
armadio era giunto alla saturazione e la moda delle passerelle o
dei giornali specializzati che non
corrisponde quasi mai a quella
che vediamo per strada. Senza
contare l’aspetto economico. I
dieci alleati di stile esaminati in
questo libro, sapranno come farci sentire “a posto” anche nelle situazioni più importanti o difficili:
il tubino nero, lo stiletto, il tren-
un Oratorio salesiano. Sono un
cooperatore del V.I.S. Appoggio
le Comunità salesiane nel mondo,
attraverso una mia attività per ottenere l’educazione allo sviluppo. Siamo “avvocati” dei poveri.
Noi siamo responsabili della povertà di molti Paesi, ma se ci sono
persone che si dedicano al volontariato vuol dire che c’è un “mondo possibile”. E cita la signora
alassina (presente) Rina Ivaldi,
che incontrò in una missione in
Africa. Cosa fa un “cooperatore
allo sviluppo”? Viaggiando, visitando le missioni, si vede un
“mondo infame”. Siamo sei miliardi: un miliardo e 200 milioni di
persone vivono con meno di un
dollaro al giorno e un miliardo e
800 milioni con meno di due dollari. Eppure anche in questi Paesi
la vita può essere abbastanza cara. In genere non si dice la verità
a questo riguardo. Non è che molti popoli non abbiano voglia di la-
vorare: lavorano, ma il loro lavoro non rende! La fame e la povertà
non sono incidenti. Un’infamia
sono le mine anti-uomo, che mutilano senza uccidere. Le responsabilità non sono solo nostre, ma
anche delle dittature del Sud del
mondo. In Etiopia abbiamo trivellato pozzi che risolvono molte situazioni precarie. In molti casi si
può intervenire non con carità
spicciola, ma con scientificità
d’intervento, con l’istruzione, la
formazione professionale che
rendono autosufficienti molte comunità. Fior di economisti,
nell’intento di aiutarli, hanno sbagliato gli interventi nell’economia
di molti Paesi emergenti, procurando danni anziché benefici». Il
dott. Raimondi ha poi spiegato
molti dettagli dell’attività dei
Volontari, specialmente in casi di
emergenza (vedi tsunami), che si
adoperano per aiutare le comunità a risollevarsi.
Zonta Club Alassio-Albenga
Cinzia Felicetti: “Assolutamente glam! - Dal tubino nero alla camicia bianca
i magnifici 10 del Guardaroba femminile” Ed. Sperling & Kupfer
Questo incontro è avvenuto alla Chiesa anglicana il 17 marzo
scorso. Cinzia Felicetti, friulana,
vive a Milano, giornalista e scrittrice dirige da quattro anni il
mensile Cosmopolitan. Come di
consueto l’assessore alla Cultura
dott. Monica Zioni porge il saluto
e afferma che «Il pregio del libro
di Felicetti è l’aver dimostrato
che la moda è un’espressione culturale a tutti gli effetti… Dialogando con il cinema e con la musica prova come i nostri sogni siano vestiti di moda…Con il suo
“Budello”, la via dello shopping
più lunga d’Europa, Alassio si
conferma la città della moda.
Questo incontro vuole essere un
primo passo, un impegno,
dell’assessorato alla Cultura vol-
Dopo il benvenuto del Preside
del Liceo Don Bosco, prof. Alvaro
Bellugi, e il saluto dell’assessore
alla Cultura del Comune di
Alassio dott. Monica Zioni, il 10
marzo scorso nell’Auditorium
dell’Istituto Salesiano, il prof.
Antonio Tassara presenta l’ospite. «È una persona molto significativa: Presidente e Direttore del
V.I.S. (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) dal 1993. Nato
negli Stati Uniti, vi ha compiuto i
primi studi, per poi laurearsi
all’Università “La Sapienza” di
Roma. Ora è docente all’Università di Pavia e anche di Firenze e
di Rovereto. Scrive su varie riviste ed è autore di diversi libri. Ha
compiuto missioni in 26 Paesi d’
Europa, Africa, Sud America,
Medio ed Estremo oriente».
Ed ecco un sunto di quanto ha
detto il prof. Raimondi. «Sono un
ex-allievo di Don Bosco, la mia
prima casa è stata praticamente
ch, la camicia bianca, la borsa, il
golf in cachemire, la collana di
perle, i jeans, la t-short, il rossetto. È il tentativo di opporsi alla
mercificazione. Nel libro cerco di
dare consigli per gli acquisti e per
gli abbinamenti. La moda propone le arti: il cinema, la musica, la
letteratura. Il giornale è un mezzo
per tutti, per chi lo fa e per chi lo
legge. Le sfilate comportano una
lunga preparazione per quindici
minuti di esibizione. I colori sono
spesso proposti dai produttori di
tessuti, che poi tutti adottano, inducendo il pubblico a pensare
che copino, ma non è così. È un libro da dedicare a mariti e fidanzati. Il mio prossimo libro sarà
completamente dedicato ai consigli per gli acquisti».
Giorgio Calabrese: “La dieta mediterranea: un mezzo tradizionale
per vincere i problemi alimentari del futuro”
Questo incontro del 22 marzo
scorso è stato condotto dalla
dott. Sandra Berriolo, albenganese, dietista, nutrizionista, autrice
del prestigioso “Il libro del basilico” (Ed. del Delfino Moro), che
prende la parola dopo i saluti del
prof. Bellugi e della dott. Zioni.
«Il prof. Calabrese è una persona molto simpatica, mediatica.
Giornalista, scrive su “La Stampa”, “Repubblica”, dà consigli via
Internet, collabora a molte pubblicazioni, compare in varie trasmissioni televisive sui principali
canali, è docente all’Università
Cattolica di Piacenza, a quella di
Torino e di Boston; medico sportivo è dietista della squadra di
calcio Juventus; riesce a spiegare
a tutti cose molto complesse.
Bisogna mangiare poco ma buono, di cibo si parla molto ma molti non sanno nutrirsi con giudizio.
Questa sera il professore propo-
ne il suo recente libro (dopo parecchi altri) “la dieta del terzo
millennio” scritto insieme alla
consorte Caterina».
E il prof. Calabrese: «Sono astigiano, molto legato alla Congregazione di Don Bosco, è la seconda volta che vengo ad Alassio, vedo che c’è sempre lo stesso assessore. Il dietologo non è quello
che fa dimagrire o ingrassare la
gente, deve dare consigli per nutrirsi in modo giusto. Devo parlarvi della “dieta mediterranea”
denominata così da un americano, adesso è conosciuta dall’Atlantico al Mar Morto e oltre. Mi
occupo della dieta dei malati del
morbo di Parkinson e di quella
dei bambini delle scuole di
Torino. Purtroppo molti bambini
sono obesi. Occorre mangiare
frutta e verdura, ma non possiamo fare a meno di carne e pesce;
i cereali sono indispensabili per
produrre energia, così come i legumi per il loro contenuto di proteine vegetali. Le verdure contengono le vitamine A e C, antiossidanti, e fibre utili per il riassorbimento del cibo e il funzionamento dell’intestino. Importante è
l’olio extravergine di oliva che
contiene i grassi Omega 3, anch’essi indispensabili. Non è vero
che la carne fa venire il cancro, lo
fa solo quella bruciacchiata. Il
pollo è un ottimo alimento, deve
essere sicuro (lo è l’italiano). Altri
alimenti importanti sono il latte e
il vino (bevuto con giudizio). Non
bisogna superare il 15 % di proteine, il 40 % di carboidrati e il 20
% di grassi. Ottimi i prodotti di
nicchia, ma sono cari, necessitano prodotti buoni a prezzi accessibili a tutti. Ammetto le trasgressioni ma molto limitate e distanziate».
C. B.
Nadia Crotti - Giovanni Scambia: “Psiconcologia della famiglia” Ed. Poletto
Nel presentare la dott. Nadia
Crotti, il prof. Franco Gallea è apparso alquanto perplesso:
«Sono abituato a parlare di narrativa, poesia, anche saggistica,
questo libro esula dal mio campo. La malattia è un periodo molto delicato sia per il paziente che
per i suoi famigliari, specialmente quando la patologia è grave e
complessa. Il libro tenta di entrare nel pensiero delle famiglie.
Ci sono articoli di altri autori.
Testo organico, concreto, descrive la situazione con grande
competenza. Prevalgono le patologie femminili. Dà consigli anche per i casi di assenza di guarigione».
La dottoressa Crotti è Psicoterapeuta e Dirigente sanitaria
del Servizio di Psicologia
dell’I.S.T. (Istituto Nazionale
Tumori) di Genova. Si propone
una sintesi delle sue risposte alle domande di Gallea. «Ho scritto questo libro perché sei anni fa
il Comune di Genova mi ha messo a disposizione 60 insegnanti,
per istruirli ad assistere i bambini che non potevano entrare in
ospedale per vedere i genitori ricoverati. Non si può parlare di
cancro senza avere paura e non
si può avere un malato in famiglia senza pensare alle esigenze
dei bambini. È una malattia sociale, fa più paura di altre più
gravi. Il libro consiste in una serie di lezioni per genitori ammalati o con bambini ammalati. La
mia professione è volta a istruire gli insegnanti che assistono
bambini con malati in famiglia.
Non si può, non si deve fare finta di niente: di cancro non si ammala una persona, ma virtualmente una famiglia. Vergognarsi
di essere ammalati è una doppia
malattia. Uno psicologo è un
personaggio neutro».
La dott. Crotti è anche autrice
di un opuscolo illustrato “Una
famiglia come la tua - Affrontare
insieme la malattia” rivolto in
particolare ai bambini. Nel corso della presentazione è stato
proiettato un filmato intitolato
“Condividere” ispirato a una storia vera con i personaggi veri,
dove si narra di una famiglia
composta dai genitori e due figli,
maschio e femmina: la mamma
si ammala di cancro, tutti si adoperano per vivere questa situazione il più normalmente possibile; in particolare l’ammalata
che a un certo punto afferma:
«L’amore è più forte del cancro».
Questo filmato viene proiettato
anche in corsia.
È intervenuto il prof. Fulvio
Brema, Direttore del Dipartimento di oncologia dell’Ospedale San Paolo di Savona: «Ho
colto una frase del prof. Veronesi “Il cancro è una malattia
guaribile”. Subito ha sorriso, poi
mi sono convinto che è vero:
molte malattie sono croniche, ci
sono molti esempi importanti.
L’affetto della famiglia è determinante. La prevenzione e la diagnosi precoce sono importantissime. Ci sono sempre più farmaci e nuove terapie che migliorano la situazione».
Alfredo Biondi: “Opinioni liberali”
Accompagnato dal sindaco di
Alassio arch. Marco Melgrati,
l’on. Alfredo Biondi è stato ospite il 27 marzo scorso dall’Auditorium della Biblioteca civica.
Vice presidente della Camera
dei Deputati, parlamentare da
otto legislature, più volte ministro, celebre avvocato (lo fu di
Enzo Tortora e tuttora del
Genoa C.F.B.C.), ha scritto questo libro e così l’ha presentato
al pubblico alassino.
«È una raccolta di cose che ho
fatto negli ultimi cinque anni.
Parlo di Giustizia che è il mio
campo. Sono liberale e un liberale non come politico ma come
idee, deve essere coerente col
proprio partito se non ci sono
contrasti con la propria coscienza. Mi propongo di portare
questi principi in Parlamento.
Ci sono in Europa partiti come il
nostro. Dobbiamo confrontarci
con le altre Religioni: la nostra,
Cattolica, è tollerante, altre non
lo sono. Dobbiamo evitare lo
scontro fra Civiltà, in particolare nei Paesi del Mediterraneo.
Nel libro sono descritti molti
problemi, fra i più importanti
l’indipendenza della donna. Ho
avuto applausi dalla Sinistra, un
po’ meno dalla Destra alla quale
appartengo. L’opinione di un
parlamentare deve essere senza vincoli di partito. La prefazione del libro è di Vittorio
Feltri: critica ma lusinghiera.
L’ottimismo è necessario per
combattere in ogni caso e la ragione per poi continuare. La
Giustizia è lenta ma molte volte
arriva!».
CA. BL.
PRECISAZIONI SULLA CANZONE “BELLA CIAO”
A proposito dell’articolo pubblicato su “L’Alassino” del mese di Marzo (nella rubrica incontri con l’autore) circa la presentazione del libro “Bella CiaoCanto e politica nella storia
d’Italia” del prof. Stefano Pivato
nel quale si asserisce che la
canzone “Bella Ciao” (canto
simbolo della Resistenza) fu
cantata nella primavera del ’44
sulle rive dell’Arroscia.
Faccio rilevare che la notizia
è priva di qualunque fondamento in quanto solo qualche strofa
pare che - durante la resistenza
- sia stata cantata in Abruzzo
dalla brigata “Maiella”e nella
Repubblica partigiana di Montefiorino. Il canto era praticamente sconosciuto ai partigiani
che operavano al nord. La sua
popolarità ebbe inizio al Festival della gioventù di Berlino
nel 1948 dove fu cantata da un
gruppo di studenti italiani.
Nei primi anni 60 fu riproposta in un disco di canti popolari
dal cantante ed attore italofrancese Ivo Livi in arte Ives
Montand nato a Monsummano
Terme ed emigrato in Francia
con la famiglia perché perseguitati dal fascismo. Successivamente nel giugno del ’64 venne
proposta al “Festival dei due
mondi” di Spoleto da Roberto
Leydi e Filippo Crivelli all’interno di uno spettacolo di canti di
protesta assieme alle versione
delle mondine. Ebbe un grandissimo successo e si trasformò in canzone di lotta nelle
manifestazioni di piazza degli
anni successivi.
L’origine del canto è controverso, c’è chi lo fa risalire all’ottocento, chi alla prima guerra
mondiale “Fior di Tomba” del
repertorio degli alpini; quello
delle mondine è successivo.
In realtà i partigiani della la
Zona Liguria (compresa tra
Ventimiglia e Ceriale) cantavano “Fischia il Vento” che divenne in seguito l’inno ufficiale di
tutte le Brigate Garibaldi (lo storico Roberto Battaglia nella
Storia della Resistenza la cita come la canzone più nota ed importante di tutta la lotta di liberazione).
La canzone “Fischia il Vento”
nacque nel dicembre del ‘43 nelle Valli di Andora e Pennavaire
sulla melodia della canzone russa “Katiuscia”, che fu portata in
Italia dal partigiano Giacomo
Sibilla “Ivan”, già soldato del 2°
Reggimento Genio telegrafisti,
di guarnigione nell’ansa del Don
ove l’imparò e ne conservò l’aria
nella memoria. Rientrato in
Italia, dopo l’otto settembre salì
in montagna con la banda del
partigiano Felice Cascione e ne
insegnò loro l’aria. Le parole sono venute successivamente ad
opera del comandante dr. Felice
Cascione “Megu” e dei suoi partigiani, in particolare dello studente Silvano Alterisio “Vassilli”
(Felice Cascione cadde il 27 gennaio ‘44 ad Alto località Fontane
ed è stato decorato con medaglia d’oro al valor militare).
In precedenza i partigiani della l a Zona cantavano vecchie
canzoni di origine anarchica
“Vieni o Maggio” sull’aria di “Va
pensiero” del Nabucco, (sul lato
sinistro del cippo eretto in memoria di Cascione una lapide
porta la dicitura “date fiori al ribelle caduto con lo sguardo rivolto all’aurora al vegliardo che
lotta e lavora al veggente poeta
che muor” strofa del canto Vieni
o Maggio), altra canzone “Addio
a Lugano” tramutata in Addio
Imperia bella, o Addio Sanremo
bella, oppure canti socialisti
“L’Internazionale”, “La guardia
Rossa”, “Bandiera Rossa”.
In seguito si sono aggiunte altre canzoni provenienti da altre
zone della Liguria e del Piemonte: I ribelli della montagna, Il partigiano, Avanti siam ribelli, Sutta
a chi tucca, Monti e Valli, Pietà l’è
morta, Il bersagliere ha cento
penne ecc.
Quanto sopra non per polemica ma per chiarezza storica e
a memoria e ricordo di “notizie”
che finiscono per essere dimenticate o peggio travisate. Coi più
cordiali saluti.
Giuseppe Ghisalberti
Fiocchi Rosa e…
Il 13 marzo u.s. a Santa Corona è nata ALICE GAGLIOLO.
Lo annunciano con gioia il fratellino Mattia, la mamma Stefania, papà Massimo con i nonni Iose e Achille,
Adriana e Vittorio Dani e parenti tutti.
L’A.V.A. augura alla piccola Alice ogni bene e porge i
migliori auguri al Socio Vittorio ed ai famigliari tutti.
…Azzurro
È nato il 27/02/2006 nell’ospedale di Imperia
LUCA FERRARA, per la gioia di mamma Chicca
e di Papà Jimmy, dei nonni Angela e Pasquale Schiano
e Pupa e Gino Ferrara.
L’A.V.A. augura al piccolo Luca ogni bene e porge i migliori auguri
ai famigliari.
Sabato 15 Aprile 2006
9
«L'ALASSINO»
GLI INNAMORATI
TAVOLA ROTONDA
Inaugurazione del “Fondo Carlo Levi”
DI PEYNET
(Donazione Antonio Ricci) e Giornate Primaverili
Alassio Salute & cuore
fiorello l’Amore è bello…
del F.A.I. (Fondo per l’Ambiente Italiano)
Come vivere di più e meglio ad Alassio maFiorin
passa e va…
Ricordo nella mia lunga vita di
Un importante evento storicoculturale che ha coinvolto il
Comune di Alassio (Assessorato
alla Cultura), la Biblioteca civica, i
coniugi Silvia e Antonio Ricci e il
F.A.I., si è svolto ad Alassio nel
marzo scorso: l’inaugurazione del
“Fondo Carlo Levi” e la visita a Villa
Levi sulla prima collina di Alassio.
La presentazione è avvenuta
nell’Auditorium della Biblioteca
sabato 11. L’assessore alla Cultura dott. Monica Zioni porge il saluto e ringrazia Antonio Ricci, che
ha acquistato la maggior parte
(cioè quella ancora disponibile)
dell’archivio di Carlo Levi e l’ha
donato al Comune di Alassio.
Quindi la capo-delegazione del
L’inaugurazione del “Fondo” e
relativa mostra è avvenuta il 26
nella Pinacoteca. Il sindaco arch.
Marco Melgrati così inizia il suo
breve discorso: «Questa è una “reinaugurazione” dopo quella della
Pinacoteca. Un altro alassino di
adozione (come Carlo Levi), Antonio Ricci, con grande sensibilità
ha acquistato una parte dell’Archivio Levi e l’ha donato ad Alassio.
Ringrazio Antonio e la consorte signora Silvia Arnaud, lei alassina a
tutti gli effetti, per la collaborazione, la famiglia Levi e gli altri personaggi presenti: Franco Contorbia,
Grazia Peragallo, Alberto Beniscelli, Franco Boggero (della
Soprintendenza), Guido Sacerdoti
Carlo Levi - Disegno (autoritratto) e alcune note.
F.A.I. Albenga-Alassio dott. Patrizia Ghigliazza espone il programma: «È la seconda volta che il F.A.I.
organizza ad Alassio la “Giornata
di Primavera”, la volta scorsa alle
ville inglesi, ora alla Pinacoteca e a
villa Levi. L’ideatrice di quest’ultima è la prof. Silvia Ricci. È sempre
un successo. Il F.A.I. è una grande
famiglia: cura il patrimonio artistico-culturale italiano». È stato
proiettato un significativo documentario su Carlo Levi, poi ha preso la parola il prof. Alberto
Beniscelli, che tutti conosciamo:
«Il mio ruolo è quello di presentare il prof. Franco Contorbia,
Ordinario di Letteratura Italiana
all’Università di Genova, studioso
di letteratura contemporanea, ha
accettato di farsi curatore del
“Fondo Levi” di Alassio». Franco
Contorbia: «Sono stato incaricato
di illustrare il rapporto fra Carlo
Levi e Alassio, che fu quasi istituzionale; lo dimostrano i dipinti (i
più conosciuti), ma anche i suoi
scritti che in massima parte sono
qui presso la Pinacoteca; altri due
fondi sono a Roma (dello Stato) e
a Pavia (Fondo Manoscritti
dell’Università). È auspicabile con
mezzi elettronici dare vita a una
visione, anche se virtuale, di tutti i
documenti». Il professore parla
dei libri scritti da Levi e delle carte oggetto della mostra in Pinacoteca. Il titolo “Levi torna ad
Alassio” è mediato da un’altra mostra organizzata in passato dal celebre critico d’arte Carlo Ludovico Raggianti “Levi torna a Firenze”. Qui sono esposti il “quaderno
a cancelli”, scritto durante la sua
temporanea cecità dovuta a un distacco della retina: per scrivere si
serviva di un telaio da lui ideato
per poter scrivere che chiamò con
questo nome; e altre carte divise
per settori: Firenze, Matera,
Napoli, Scritti politici; poi, importantissimo per noi, un articolo
comparso su “La Stampa” nel 1968
intitolato “La battaglia di Alassio”,
battaglia di formiche; parla della
spiaggia, del libro del compianto
M° Mario Richero “Au tempu di
mei veggi”, della R di Arasce, descrive i cambiamenti dell’abitato
in pochi anni, di un riccio trovato
in una fascia e portato a casa.
«Dimostra l’ampia gamma - continua Contorbia - dei suoi interessi,
del “cuore profondo”, del suo vivere fra le pietre, gli ulivi, i carrubi
di Alassio».
(nipote di Carlo Levi), Carlo Scrivano (assessore alla Cultura della
Provincia di Savona), gli architetti
della Pinacoteca Piero Fantoni e
Sandra Gatti». La dott. Monica
Zioni si è detta orgogliosa di queste iniziative, Pinacoteca e ora
Archvio, che sarà oggetto di studio. Il dott. Carlo Scrivano si complimenta per questa iniziativa
«Che non è un evento ma una testimonianza». Dott. Franco Boggero: «Ricordo un incontro con Piero
Boccardo (anch’egli della Soprintendenza) e Guido Sacerdoti quando si studiava l’istituzione della
Pinacoteca e l’entusiasmo di
Mitchell Wolfson (Americano che
ha donato a Genova una cospicua
collezione di opere artistiche tra
XIX e XXI secolo). Con la mostra
dei documenti si può fare un confronto con i dipinti». Sono seguiti
ringraziamenti e apprezzamenti
del prof. Contorbia: all’Amministrazione comunale, per l’iniziati-
Ritratto di Romana Rutelli.
va, al prof. Alberto Beniscelli,
Direttore del Dipartimento di
Letteratura Moderna all’Università di Genova; ai compilatori dei
due validissimi cataloghi pubblicati per l’occasione: “Alassio Pinacoteca Carlo Levi” e “Carlo
Levi ad Alassio: i libri, le carte”; al
rag. Roberto Baldassarre, Direttore della Biblioteca; alla dott.
Carla Peragallo che continua lo
studio di queste carte per un catalogo integrale. Ha concluso il dott.
Guido Sacerdoti: «Tutta la pittura
e la scrittura di Carlo Levi è una
battaglia contro gli “idoli”: le avanguardie pittoriche e letterarie del
’900. Era un “anarchico”, non sop-
portava nessun vincolo; Alassio
era il “Paradiso terrestre” della
sua giovinezza, un luogo mitologico. Romana Rutelli (alassina di
adozione, professoressa universitaria, presente) è un personaggio
della Pinacoteca, c’è un suo ritratto (invitata ad esprimere un parere, dice che rimproverava a Levi di
ritrarla più vecchia, ove risulta più
giovane, per l’eternità e legge due
sue poesie a lui dedicate poste vicine al ritratto nel catalogo). Ad
Alassio ha dipinto moltissimo
(quasi 2000 quadri). È stato trovato un quadro del padre di Levi, che
Carlo giovane ha ridipinto sul retro con un panorama di Alassio, la
famiglia lo affida alla Pinacoteca».
L’indomani, 26 marzo, un consistente numero di visitatori accolto dagli allievi dell’Istituto Alberghiero di Stato e accompagnato da quelli del Liceo Don Bosco
in veste di ciceroni, alla
Pinacoteca, poi alla villa Levi, con
affreschi: al pianterreno nell’ingresso un fregio del padre, in una
saletta motivi vegetali pure del
padre e una parete vuota dalla
quale è stato staccato l’affresco
di Carlo “la vendemmia”, ora
nell’ingresso del Teatro Carlo
Felice di Genova; al primo piano
quattro camere con soffitto affrescato e sopra lo studio di Carlo
Levi, sorta di abbaino con vetrata
da lui fatto costruire, che contiene ancora attrezzi per la pittura
compreso un suo cavalletto, ancora sopra il terrazzo con stupenda vista sul golfo alassino; la visita si concludeva all’ex chiesa anglicana percorrendo caratteristici sentieri della collina.
Carlo Bertolino
Gli assessorati alla Sanità e al
Turismo del Comune di Alassio
hanno organizzato il 24 marzo
scorso nella Chiesa anglicana un
convegno-spettacolo sulla cardiologia. Il saluto è stato porto
dal Sindaco arch. Marco Melgrati, che ha poi evidenziato come
un gruppo di medici abbia istituito “Alassio Salute”, primo caso
in Italia: non è stato facile, ma ora
tutti ci copiano; questa sera sperimentiamo un percorso nuovo e
diverso. Ha ringraziato la ditta
“Fratelli Carli” per la sponsorizzazione dell’ evento. L’assessore
alla Sanità (e medico di “Alassio
Salute”) dott. Loretta Zavaroni si
è dichiarata d’accordo.
Federico Mereta, medico e
giornalista che su “Il Secolo XIX°”
si occupa (ovviamente) di medicina, ha assunto l’inconsueta veste di presentatore: «Tutti i medici cominciano i loro congressi
con dei numeri - dice - ad Alassio
si sta sostanzialmente bene». Il
dott. Francesco Bogliolo, anch’egli di Alassio Salute: «Sono
costretto a parlare di numeri: abbiamo avuto più di 11.000 pazienti nel 2005, il 32% oltre i 65 anni; la spesa annua per i farmaci è
di due milioni e 685 mila Euro,
specialmente per il cuore. Per
colpa dei genitori in Italia si sta
arrivando ai livelli americani di
bambini obesi, il medico ha un
compito doppiamente difficile».
Per rendere più accettabili i
problemi seri il cabarettista
Stefano Nosei, accompagnandosi con la chitarra, ha cantato versi parodistici su musiche di canzoni celebri, mentre il M°
Giampiero Ferrari intercalava
gli interventi eseguendo al pianoforte, con passione, brani classici. Era presente anche Sarita
Stefani, miss Muretto 2005.
Prosegue il dott. Paolo Bellotti, cardiologo, con una regola ferrea: «Muoversi molto, mangiare
sano, bere vino (con moderazione): il mio consiglio: mangiare
pasta, olio d’oliva (evitando i
grassi animali) e naturalmente
frutta e verdura». Luisella Berrino, alassina, speaker di Radio
Montecarlo: «Quando vado al supermercato in Francia mi vengono i capelli dritti: comprano tutto confezionato, molto burro e
formaggi, eppure ci sono meno
cardiopatici che in Italia. (Bogliolo ha una spiegazione: perché bevono vino). La consapevolezza di vivere in un luogo bello e fare una vita sana, fa certamente bene al cuore. Occorre affrontare le situazioni in senso
positivo: l’ottimismo ti dà la forza per vincere i momenti difficili». Il papà di Luisella, il “nostro”
pittore per eccellenza, M° Mario
Berrino, 85 anni e in buona salute, si confessa: «Al mattino mi alzo presto, dipingo fino a mezzogiorno, guardo il mare, la collina
di Alassio: che bella giornata!
Inoltre faccio passeggiate tutti i
giorni».
Federico Mereta da vero showman ha condotto la serata con
battute di spirito, inserite fra gli
interventi e ha lasciato la conclusione al dott. Bogliolo: «I medici e
gli specialisti di “Alassio Salute”
sono a disposizione per dare
consigli utili a salvaguardare la
salute del cuore».
C. B.
Costanza Freghetti della scuola Media M. M. Ollandini si aggiudica
il primo premio per il miglior articolo di cronaca “anno 2005”
L’edizione per l’anno 2005 per
il miglior articolo di cronaca, riservato agli studenti delle scuole
media statali e Don Bosco, ha richiamato nella sede della
Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”, un pubblico attento e numerosi giovani.
La manifestazione organizzata
dall’Associazione “Amici del
Borgo Coscia” e dal Lions Club
Alassio “Baia del Sole”, con il patrocinio e Contributo del Comune
di Alassio (Assessorato alle politiche Giovanili) e con il contributo dell’Associazione Vecchia
Alassio e Sindacato Bagni Marini
è giunta quest’anno alla decima
edizione, e come sempre ha avuto un notevole successo.
La collaborazione del Gruppo
Cronisti Liguri che, ogni anno,
presenta ad Alassio il libro
“Cronaca di un anno di cronaca”,
e che riserva alcune pagine per la
pubblicazione degli articoli dei
nostri cronisti “in erba”, nonché
la Giuria presieduta dal “mitico”
Alfredo Provenzali, rendono più
facile e più interessante la manifestazione stessa.
Dopo il saluto da parte del
Sindaco di Alassio dr. Arch.
Marco Melgrati, dell’Assessore
alle Politiche Giovanili dr.ssa
Monica Zioni, del Presidente
dell’Associazione Amici Borgo
Coscia, prende la parola il dr.
Alfredo Provenzali (conduttore
di “Tutto il calcio minuto per minuto”) ricordando che da circa 10
anni, è diventata tradizione, da
parte dei cronisti liguri, di scegliere i migliori “articoli” degli allievi delle scuole medie di
Alassio, per essere pubblicati sulla rivista “Cronaca di un anno di
cronaca” e nel contempo dare la
possibilità al Comitato Organizzatore, in occasione della presen-
Alassio, Biblioteca Civica 15.3.2006: Il gruppo dei dieci ragazzi delle Medie
di Alassio premiati in occasione della presentazione del libro “Cronaca di un
anno di cronaca” per i loro articoli sui vari temi di attualità che sono stati inseriti nel volume curato dal Gruppo Cronisti Liguri.
FOTO SILVIO FASANO
tazione del libro “Cronaca di un
anno di Cronaca” di premiare,
con borse di studio, gli studenti
“cronisti in erba”.
Il dr. Provenzali fa rilevare, dato il numero notevole e di partecipanti (oltre 100 gli elaborati presentati) il compito della Giuria è
stato arduo, tuttavia i dieci “articoli” scelti rispondono ai “Criteri”
del concorso legati ad un articolo
di “cronaca”.
Pubblichiamo la graduatoria
dei “giovani cronisti” :
1° - Costanza Freghetti – II C media Ollandini “I Castelli di Sabbia”
2° - Francesca Ricci – II media
Don Bosco “Addio Giuseppe –
Giannetto e Marino”
3° - Valentina Carulli – III Media
Ollandini “Smaltimento rifiuti
Maglia Nera”
4° - Alessandra Polimeni – III
media Don Bosco “Il dialetto in in-
ternet”
5° - Giacomo Ageno – III media
Don Bosco “Nuovo Ospedale
Ingauno”
6° - Mario Sgarra – II C Ollandini
– “Il suono di melodiosa campanella”
7° - Mirea Pogliano – III D Ollandini – “La natura si ribella”
8° - Gianandrea Galtieri – II
Media Don Bosco “Le frecce tricolori”
9° - Sharon Roveraro – II media
Don Bosco – “Un nuovo teatro ad
Alassio”
10° - Ilaria Forno – II C Ollandini
“Ricordiamo l’Ammiraglio Nelson”.
Agli studenti ed a tutti i presenti sono stati offerti il volume “L’Antologia Alassina” da
parte dell’Associazione Vecchia Alassio.
e.a.
ristoratore un episodio di molti
anni fa, che mi viene ogni tanto in
mente quando vedo coppie di giovani innamorati. Frequentavano
il mio locale verso il 1960 due famiglie di piccoli industriali che
avevano entrambi un figlio, gli uni
una bella ragazzina coi capelli
biondi (che chiameremo pro forma Giulia); gli altri un ragazzo dai
capelli corvini e occhi grigio-azzurri (che chiameremo pro forma
Marco).
I due ragazzi avevano circa 14
anni, erano simpatici e allegri e
uscivano sempre assieme, al mare
facevano coppia fissa sulla spiaggia e altrove. Venivano a pranzo
due volte la settimana con le loro
famiglie ed io potei constatare che
tra i due ragazzi c’era una profonda simpatia, che si faceva di volta
in volta più stretta e affettuosa, e
che dalla crisalide stava nascendo
una bellissima farfalla. A mano a
mano che il tempo passava Marco
e Giulia si avvicinarono ancor più
e sui diciassette anni, quando oramai da soli venivano a pranzo nel
mio ristorante si fidanzarono proprio qui, brindando con una flute
di champagne, con gli occhi che
sprizzavano felicità.
Erano i due classici innamorati
di Peynet ritratti nel frontespizio
del mio menu... i loro sguardi durante le cene si facevano sempre
più intensi; mano nella mano, al lume di candela passavano serate
indimenticabili.
Al ventesimo anno vollero fare
una cena particolare innaffiata da
champagne all’inizio e poi con uno
chateau Margaux (che piaceva a
Marco) su un buon filetto alla
Rossini; quindi mi invitarono a bere con loro e mi annunciarono la
loro intenzione di sposarsi molto
presto. Ne gioii come fossero stati
miei figli, perché li conoscevo da
tanto tempo, ne avevo apprezzato
la signorilità nei loro rapporti e
con me, e quindi volevo loro bene
per la tenerezza che ispiravano. In
effetti si sposarono e poi vennero
a festeggiare la nascita del loro primo figlio...
Stetti tre anni senza più vederli,
poi un bel giorno mi arrivò una telefonata perché riservassi il “loro
tavolino solito d’angolo” e vennero.
«Siamo stati in America tre anni, ci scusi, ma ora che siamo arrivati abbiamo subito deciso di
tornare da lei per cenare nel nostro “nido”».
Continuarono a venire ancora
saltuariamente, sempre in estate,
per altri tre anni, poi non li vidi più.
Il tempo passa, a volte crollano le
illusioni, la felicità che si sognava
eterna vacilla, qualcosa interviene
che distrugge i sogni più belli
;chissà cosa interviene a mutare
radicalmente i rapporti!
Seppi che Giulia e Marco giunti
sulla trentina avevano interrotto il
loro rapporto coniugale, e neanche tanto amichevolmente. Ne
soffrii un poco e ne presi atto. La
favola breve era finita per colpa di
chi o cosa non seppi mai. Un giorno dopo alcuni anni incontrai la
madre di Marco, che mi disse peste e corna della nuora e mi accennò che aveva dovuto rendere
suo figlio nullatenente; cointestandosi tutte le proprietà per evitare che “quella” gliele portasse
via! Rividi Marco che ormai aveva
raggiunto la quarantina; si era rifatta una vita con una nuova compagna molto più giovane di lui e mi
disse “un giorno le racconterò, ci
rivedremo”… ma non lo vidi più.
Quando nella mia sala da pranzo apparecchio quel tavolo d’angolo ogni tanto mi assale un poco
di nostalgia e ricordo quei due fidanzatini alla Peynet tanto innamorati e cari, a cui la vita ha riservato purtroppo una svolta inaspettata e che come me sognavano di raggiungere (le ho festeggiate lo scorso anno) le nozze d’oro.
Silvio Viglietti
10
«L'ALASSINO»
AERO CLUB SAVONA E DELLA RIVIERA LIGURE
EVENTI AERONAUTICI 2006
23-24-25 Giugno
Gara di Acrobazia Aerea
“Trofeo Riviera Ligure”
L’Aero Club d’Italia (A.C.I.) e la
Federazione Sportiva Italiana
Volo Acrobatico (FSIVA) hanno
assegnato all’Aero Club di
Savona e della Riviera Ligure l’organizzazione di una gara di acrobazia valida per il Campionato
Italiano Acrobazia Aerea. La conferma è pervenuta in data odierna al Presidente C.te Mauro G.
Zunino.
Tale assegnazione premia la
preparazione, la professionalità
e l’ottimo risultato conseguito
con gli eventi aeronautici che dal
1980 il sodalizio aeronautico ligure per eccellenza, organizza ed
i numeri lo confermano. L’evento
segue il successo della edizione
Trofeo Crippa di Acrobazia che
si è tenuto sull’aeroporto internazionale di Villanova d’Albenga
in data Giugno 1988 con la partecipazione di ventidue velivoli ed
i migliori piloti europei del settore, con un ottimo riscontro ottenuto sulla stampa specializzata a
livello internazionale.
La macchina organizzativa è
attivata unitamente per gli altri
eventi (VIII° Edizione del Rally
Aereo del Ponente Ligure Manifestazioni Aeree Internazionali Settembre 2006 - Gara di
velocità per velivoli Falco) saprà
certamente soddisfare le aspettative del pubblico e per le com-
petizioni, dei partecipanti propagandando ulteriormente il sodalizio aeronautico ligure, ma principalmente lo scalo internazionale di Villanova d’Albenga.
La professionalità e l’esperienza acquisita dal Team del settore
del Consiglio Direttivo A.C.
Savona sono assoluta garanzia di
perfetta riuscita delle manifestazioni.
Oltre ai piloti della nazionale di
acrobazia italiana, numerose sono le speranze sportive che si
presenteranno a gareggiare, tra
queste il rapp.te Aero Club
Savona Ing. Maurizio Pizzamiglio
su velivolo Sukoy.
Un gruppo organizzativo di
tutto rispetto presieduto, ininterrottamente dal 1980 dal Presidente dell’Aero Club C.te Mauro
G. Zunino.
Come sempre la macchina organizzatrice dell’A.C.S. conta sullo stretto rapporto di collaborazione con la Società di gestione
dell’aeroporto di Villanova
d’Albenga,
A.V.A. S.p.A. presieduta da
Pietro Balestra e dell’Amministratore Delegato Gen.le Pier
Carlo Berta per completare il
quadro operativo che con soddisfazione ha sempre premiato
questo rapporto sinergico di
promozione aeronautica.
PROTOCOLLO D’INTESA: CUS SAVONA-AEREO CLUB
DI SAVONA E DELLA RIVIERA LIGURE
PER LA COSTITUZIONE
DEL POLO AERONAUTICO UNIVERSITARIO SAVONESE
IL CENTRO UNIVERSITARIO
SPORTIVO di Savona (Sezione distaccata del CUS Genova) rappresentato dal Presidente Ammiraglio Antonio Cairo e l’AERO
CLUB DI SAVONA e della Riviera
Ligure rappresentato dal Presidente C.te Mauro G. Zunino si sono riuniti nella sede sociale
dell’Aero Club sull’aeroporto internazionale “Clemente Panero”
di Villanova d’Albenga il giorno
23 Marzo 2006 per firmare un protocollo d’intesa, impegnandosi,
nel rispetto dei propri ruoli istituzionali ed associativi, a costituire il POLO AERONAUTICO
UNIVERSITARIO SAVONESE.
Presenti il Presidente del CONI
Savonese Grand. Uff. Dott. Lelio
Speranza, il Presidente Nazionale
Federazione Sportiva Italiana
Volo Motore Roberto Giudici, il
Presidente Regionale di Federazione Aero Club Italia, l’intera
Giunta Provinciale del C.O.N.I..
L’iniziativa intende promuovere tra gli studenti del Campus
Universitario Savonese:
• La pratica del volo e la conoscenza della navigazione aerea
sportiva e turistica;
• il conseguimento della Licenza di Volo per Pilota Privato;
• mettere a disposizione degli
studenti del CUS Savona, materiale didattico, istruttori e aeromobili per consentire la realizza-
zione di corsi specifici di preparazione al volo;
• consentire la pratica autonoma del volo mettendo a disposizione 5 velivoli di varie caratteristiche;
• offrire agli studenti l’opzione
di partecipazione ai corsi per il
conseguimento della radiofonia
in lingua inglese, ed alla abilitazione a velivoli complessi;
• conseguire la licenza sportiva della Federazione Aeronautica
Internazionale al fine di poter
partecipare alle competizioni
sportive aeronautiche in rappresentanza del C.U.S. dell’Aero
Club e del C.O.N.I. Provinciale;
Inoltre la collaborazione tra le
due entità potrà promuovere la
realizzazione di corsi di Cultura
Aeronautica per gli studenti e favorire la pratica degli sport aeronautici e del diporto aeronautico,
anche organizzare manifestazioni universitarie a carattere aeronautico o amatoriali-sportive.
La speranza è che questo accordo superi l’aspetto prettamente sportivo e si inserisca a
pieno titolo nell’ambito della formazione globale degli studenti
savonesi a completamento della
loro preparazione accademica
consentendo loro di acquisire
crediti universitari.
Sabato 15 Aprile 2006
www.comunealassio.it
Un sito voce della città per
la promozione internazionale
1100 pagine HTML, con un corredo di oltre 3.500 immagini; 610
schede di altrettante manifestazioni, 300 news di carattere turistico; 115 di carattere istituzionale; 1.200 delibere di Giunta; 260 delibere di Consiglio; 64 bandi di gara; 18 bandi di concorso; 9 ordinanze; 15 tour fotografici e 25 servizi fotografici; 130 richieste di
link a siti istituzionali.
«È il sito internet del Comune di
Alassio, divenuto punto di riferimento per qualsiasi grande evento che interessi la baia».
Ad esempio: Aeronautica acrobatica, Concorso Miss Muretto,
Festival di Sanremo, Alassio
Volleyball, la Vela. A questo si aggiungano le ultime novità che hanno caratterizzato il sito:
IL PRIMO SITO INTERNET COMUNALE IN DIALETTO!
Il Servizio Informatica del
Comune, realizza dopo quella italiana, tedesca, inglese e francese,
anche la versione in “lingua alassina”.
Un patrimonio culturale straordinario di cultura locale,da preservare e custodire gelosamente.
Ciò si è ottenuto grazie alla pre-
ziosa collaborazione con la
Vecchia Alassio. E con lo scrittore
Gianni Croce, che realizzerà le traduzioni in dialetto.
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Al mio primo amore
Il 29 Febbraio, ogni quattro anni,
lo dedico a te, mio Giovanni.
In tempi lontani crescemmo su queste montagne,
ci incontrammo sui prati, nelle campagne.
Circondati da amici, cugini, fratelli,
crescemmo tra stenti e momenti belli.
Ancora bambina, di nascosto ti guardavo,
eri un po’ più grande, e sempre più ti ammiravo.
Quanti giochi, scherzi, risa in quei pascoli sui monti,
ed anche lacrime, canti, racconti...
Ti accorgevi del mio improvviso rossore?
Di come, quando mi tendevi la mano amica,
ero presa da un lieve tremore?
Non era solo imperizia o fatica.
Sempre più confusa, turbata,
con te diventavo persino sgarbata
e allora tu tacevi all’improvviso:
un’ombra offuscava il tuo bel sorriso.
Poi un brivido scosse quest’angolo sperduto di terra,
mi addolora ancora ricordare;
anche qui giunsero i tristi segni della guerra.
Vi furono inverni freddi, bui, senza fine;
ci si riuniva come sempre in veglia nelle cascine.
Alcuni di noi, intimoriti, stavano ad ascoltare
mentre i più audaci discutevano presso il focolare.
Con un misto di orgoglio e di paura
non perdevo una parola di ciò che dicevi,
mentre con i tuoi, i miei occhi catturavi.
Parlavi di partigiani, giustizia ,libertà,
di por fine in fretta alle atrocità.
E venne il momento del gran passo;
il 29 Febbraio, al mattino presto,
in cielo pallide le stelle, con fare lesto,
passasti col tuo più caro amico a salutare,
avevi solo 19 anni, non lo posso dimenticare!
Scesi nell’aia scura con i miei fratelli,
il gelo mi percorse fino ai capelli.
“Devo andare, ho dato la mia parola”, dicesti
e abbracciandomi stretta, mi sussurrasti:
“Aspettami, penserò a te sola, lo sai...”
Non ti rividi e non ti dimenticai mai e poi mai.
Il partigiano di cui si parla è Peirano Giovanni, classe 1925, operante in Valcasotto che, insieme al fraterno amico Prette
Felice, fu catturato in un “seccatoio” a Garessio a seguito della segnalazione di un delatore fascista e successivamente fucilato sul greto del Tanaro a Ceva.
La nipote Maria Luisa Peirano gli ha dedicato la poesia che è
risultata vincitrice di un concorso che si è svolto nel mese di
Agosto 2005 a Cappello (Garessio)
Mauro G. Zunino
COND. “PALAZZO PORTO SALVO” - DENTIS / BAGNI ALBA S.a.s.
TAR LIGURIA - Sospensione Ordinanza N° 331 emessa dal Comune di Alassio l’08/07/2005
Con Racc. A.R. del 30/11/2005 Vi
facevo pervenire fotocopia integrale della nuova Ordinanza N° 527
emessa dal TAR LIGURIA il
04/11/2005 con la quale, in accoglimento del secondo ricorso proposto dal COND. “PALAZZO PORTO
SALVO” - DENTIS Pier Antonio DENTIS Claudia contro il COMUNE
DI ALASSIO e contro la BAGNI ALBA S.a.s. di UGOLOTTI Edda, aveva
sospeso in toto l’Ordinanza N° 331
emessa dal COMUNE DI ALASSIO
l’08/07/2005 in sostituzione
dell’Ordinanza N° 174 già precedentemente sospesa.
Raccomandata e Ordinanza che
venivano da Voi cortesemente
pubblicate come da mia richiesta.
Al riguardo Vi segnalo che av-
verso l’Ordinanza N° 527 del TAR
LIGURIA la Spett. BAGNI ALBA
S.a.s. ha ritenuto di presentare ricorso in appello presso il CONSIGLIO DI STATO in data 16/01/2006,
appello che è stato respinto come
risulta dalla allegata fotocopia
dell’Ordinanza N° 920/2006 emessa
il 21 Febbraio 2006 dal detto CONSIGLIO DI STATO.
Per completezza di informazione
ai Vs/ abbonati sull’argomento
“PASSAGGI PEDONALI AL LITORALE” sono a pregarVi di voler integralmente pubblicare anche la succitata Ordinanza.
In proposito riterrei opportuno
che i medesimi venissero contemporaneamente anche informati del
fatto che i cancelli posti a presidio
di tutti gli accessi al litorale edificati nella Passeggiata Ciccione sono
stati illegittimamente installati su
beni demaniali dai vari Titolari di
Stabilimenti Balneari in quanto privi della regolare autorizzazione
edilizia.
Quanto sopra risulta confermato
in maniera incontrovertibile dalla
lettura della mia
Racc. A.R. del 27/01/2006 pervenuta al COMUNE DI ALASSIO il 30
succ. e dalla lettura della Sua lettera di risposta a cura del Servizio
4.4. - Edilizia Privata - Urbanistica
del 10/03/2006; lettere che pure sarebbero da pubblicare.
È inspiegabile come le emanate
Ordinanze Comunali abbiano potuto autorizzare la chiusura di can-
celli che non avrebbero dovuto esistere in quanto, come già detto, privi delle rispettive autorizzazioni
edilizie. Vi ringrazio anticipatamente per quanto riterrete di pubblicare e con l’occasione Vi porgo i
miei migliori saluti.
L’Amministratore
Dentis Geom. Piero
All.: Fotocopia Ordinanza CONSIGLIO DI STATO N° 920/2006
Fotocopia Racc. A.R del
27/01/2006
Fotocopia lettera 10/03/2006
N.d.r. – Motivi di spazio non ci
permettono la pubblicazione degli allegati che sono visionabili
presso la ns/ Sede.
“Alassio Donna” propone
“Alassio Donna” ha compiuto
un anno di vita ed è giunto il momento di fare il primo consuntivo. L’Associazione ha individuato alcuni problemi che riguardano il vivere civile della
nostra cittadina ed ha proposto
soluzioni per cercare di risolverli.
Le grandi opere esaltano
l’Uomo, ma fanno spesso perdere di vista la quotidianità; il
gestire l’esistente potrebbe apparire meno stimolante, ma è
altrettanto importante; “Alassio Donna” vuole svolgere questo ruolo: salvaguardare l’identità di ciò che esiste e cercare di
migliorarla.
“Alassio Donna” ha iniziato
una campagna di sensibilizzazione sul tema “pulizia e arredo
urbano” e la prosegue proponendo:
- cura e omogeneità di aiuole
e di fioriere;
- manutenzione continua di
strade e marciapiedi e loro accurata pulizia;
- raccolta particolareggiata
dei rifiuti presso alberghi, ristoranti, bar ed altri esercizi che
ne producono rilevanti quantitativi, dopo averne concordato
gli orari con i Titolari delle attività commerciali, lasciando le
isole ecologiche all’utenza dei
soli cittadini e turisti;
- disinfestazione di tombini
ed isole ecologiche;
- pulizia di tutti i rii da sterpi
ed erbacce e da quant’altro;
- pulizia delle spiagge anche
durante il periodo invernale;
- segnaletica per individuare i
sentieri collinari e costante manutenzione degli stessi;
- posa in opera di servizi igienici riservati ai bambini presso
i giardini pubblici.
“Alassio Donna” in occasione
del rinnovo dell’Amministrazione Comunale, invita gli
“schieramenti” in lizza ad impegnarsi in iniziative qualificate in
campo culturale, turistico e perché no?!? in vista dell’apertura del Centro Talassoterapico - salutistico al femminile, nel
contesto di un capitolo programmatico specifico sulle “necessità” al femminile in Alassio,
quali, a solo titolo esemplificativo, asili nido, Consultorio
Familiare, lavoro, problemi di
violenza sulle Donne, ecc.:
“Alassio Donna” è e sarà disponibile a collaborare per tali iniziative.
“Alassio Donna” ha dei “sogni” che vorrebbe veder concretizzati, e cioè:
- consolidamento ed ampliamento del Pontile Bestoso,
creando così la possibilità di
avere una “rotonda sul mare”
per proporre incontri culturali,
serate danzanti, ecc.
- posizionamento di una tensostruttura apribile sull’Auditorium “E. Simonetti”, creando
l’opportunità di “vivere tutto
l’anno” Parco San Rocco, con la
programmazione di eventi culturali, musicali e di altro genere;
- ripristino in mare delle boe
di “vecchia memoria”;
- creazione di una ludoteca
estiva sulla spiaggia;
- rimessaggio di pedalò e mosconi sull’arenile, e presenza di
un Istruttore che possa insegnare ai Ragazzi/e a remare.
L’intento di “Alassio Donna”
è di “consegnare” agli Alassini e
ai Turisti una Città bella, vivibile e “viva”.
Per informazioni e/o delucidazioni
telefonare
al
3286715009.
ALASSIO DONNA
“Alassio Donna” ringrazia
“Alassio Donna” ringrazia il
Sig. Renzo Del Pero per la simpatica proposta formulatale di
presentarsi con una lista elettorale tutta al femminile: in un clima di dibattiti accesi sulle
“quote rosa” ci sentiamo lusingate per la Sua considerazione.
Non nascondiamo il fatto che
sarebbe perlomeno “stuzzicante” scendere in campo per confrontarci con un mondo che ha
ancora un ampio appannaggio
maschile, ma al momento - sebbene non sia da escludere che
qualcuna delle iscritte all’Associazione voglia decidere di candidarsi e, se cosi sarà, si tratterà di una scelta personale e
non a nome di “Alassio Donna”il nostro contributo a questo
periodo elettorale vuole solo
essere di supporto per chi ha
deciso di candidarsi, attraverso, per esempio, suggerimenti
sulle aspettative della comunità, programmazioni che non
hanno collocazioni sul piano
politico ma che sono basate
esclusivamente sul buonsenso
e sull’amore per la nostra cittadina e i suoi abitanti, siano essi
residenti od ospiti. Per “Alassio
Donna”, associazione apolitica
e apartitica, ciò che conta realmente sono i fini comuni, il senso di appartenenza, la voglia di
curare il “comune” come fosse
il “privato”. Al momento riteniamo di aver dimostrato che
persone decisamente variegate, per attività svolte, per ideologie politiche, per cultura, per
età e quant’altro, possano essere coese per finalità comuni, rispettandosi e crescendo insie-
me. Al tavolo di lavoro di
“Alassio Donna” si confrontano
bagnine, commercianti, albergatrici, professioniste, casalinghe, pensionate, studentesse,
ecc. e, nonostante non manchino scontri di idee, si è quasi
sempre riuscite a trovare soluzioni che accontentino democraticamente tutte. Metterci in
discussione, comprendere i nostri limiti, armarci, di pazienza
e perseveranza, capire le motivazioni e le esigenze degli altri
rispetto alle idee personali: è
questa forse la nostra forza.
Certo non è semplice, a volte
occorre andare di cesello, anche perché molte di noi hanno
caratteri decisamente “frizzanti”, e questo è proprio il nostro
bello. Amicizie che nascono in
barba all’età anagrafica, condivisione di ideali, entusiasmo:
questa è “Alassio Donna”. Certo
abbiamo ancora molto da imparare, molta strada da percorrere insieme. Ciò che ci rallegra
è il prendere atto che a oggi, i
problemi da noi sollevati, sono
stati, se non risolti, perlomeno
presi in seria considerazione,
tanto da divenire parte integrante dei programmi elettorali
e ci auguriamo che le promesse
di oggi vengano mantenute domani nel rispetto del cittadino.
Cogliamo l’occasione per invitare le Donne che in qualche
modo possono condividere le
nostre idee, a unirsi a noi.
Ai cittadini tutti inviamo un
messaggio: “Amate Alassio… lo
merita”.
ALASSIO DONNA
Sabato 15 Aprile 2006
ARASCE, ARENA, MARINA
DIFESA DELL’ARENILE
Alassio fonda ormai la sua economia solo sulla spiaggia e trovo sciocco che si faccia di tutto per distruggere questo patrimonio che madre
natura e il buon Dio ci hanno dato.
Mi riferisco ai lavori che ancora una
volta sono stati programmati per la
realizzazione di una diga frangi-flutti
fatta con materiale plastico, tubi o
sacchi non si capisce bene, riempiti
di sabbia. Posso comprendere il
rammarico di quei concessionari
che avendo utilizzato le concessioni
per realizzare ristoranti o chioschi
non hanno più spiaggia per la normale attività balneare, ma è una scelta loro che non possono scaricare
né sulla comunità, pretendendo
contributi per una erosione che non
c’è, né sull’ambiente, imponendo,
per qualche centimetro in più di arenile, la posa di manufatti che neppu-
re tra mille anni saranno assorbiti
dalla natura, ma il cui degrado potrebbe compromettere l’intero
golfo. Avevamo condiviso la formazione di isole sommerse di materiale lapideo poiché avrebbero senz’altro reso difficile l’uso di certe reti
proibite ed avrebbero facilitato
l’equilibrio floro-faunistico, ma non
abbiamo condiviso e non condividiamo né la posa dei “salsicciotti”
posti dal molo verso levante o la posa del BMS, il sistema miracoloso posto a ponente del molo che, costato
quello che è costato, non ha arrecato alcun beneficio, ma rimane anch’esso al di sotto della sabbia chissà per quanto tempo.
Abbiamo poi realizzato un ampliamento della berma in corrispondenza del Torrione e dell’Hotel
Savoia, ma per chi? Per cosa? Per
realizzare una scogliera che funge
disordinatamente da prendisole per
chi non vuole andare neppure nella
Spiaggia Libera Comunale attigua?!
Insomma troppi interventi, slegati tra loro, privi di una visione tecnica d’insieme e soprattutto quasi
sempre compromettenti per l’ambiente. Fermatevi, chiedete all’Università di Genova, particolarmente
attenta a queste problematiche, cosa poter fare! Dove sono Italia Nostra, Lega Ambiente e tutte le altre
organizzazioni che insorgono di
fronte allo spostamento di una palma? Non porta a niente il silenzio, ed
è criminale la condivisione clientelare di chi, preposto alla tutela, non fa
niente per salvare la nostra spiaggia
e il nostro golfo.
Cordiali saluti.
Gian Paolo Fracchia
Aperto il nuovo parcheggio di Via Neghelli
Ventisette nuovi posti auto.
Il 4 aprile u.s. è stato aperto il nuovo parcheggio di Via Neghelli, proprio a ridosso della Chiesa di San
Giovanni, degno corollario di una fitta serie di interventi che già hanno
modificato, ma destinati a modificare ulteriormente, l’aspetto della
Fenarina, quella che sempre più
sembra essere destinata a diventare
area vitale e attiva della nostra città.
Il restyling dell’intera via, la piantumazione delle palme, i parcheggi
e, a breve, la consegna del cantiere
della nuova sala di intrattenimento
sono gli step progressivi con i quali
questa area cittadina è divenuta oggetto di un’attenta e non casuale riqualificazione.
E questo parcheggio rientra nel
piano del quartiere, ma anche in
un’ottica che ha permesso di realizzare nuovi parcheggi in tutta la città.
«L’intenzione, in alcune aree strategiche della città – spiega il Sindaco
di Alassio Arch. Marco Melgrati – è
quella di attivare collaborazioni con
i privati per consentire la costruzio-
ne di autorimesse interrate il cui soprassuolo possa essere utilizzato
per l’ulteriore realizzazione di parcheggi pubblici. In zone come quella
di Via Neghelli, questo intervento assume un respiro ben più ampi, proprio in vista della creazione del
Teatro e Sala Congressi».
«È una linea – continua il Sindaco
– che ha permesso oggi di aprire 27
nuovi posti auto pubblici gratuiti a
rotazione e a costo “zero” per il
Comune».
M. R.
I DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE
Una patologia diagnosticata e curata da specialisti
con diversa professionalità e competenze
Ancora una volta l’ U.O. Otorinolaringoiatria del S. Paolo diretta dal
dott. Antonio Fibbi si pone
all’avanguardia nel trattamento di
una patologia in questo segmento
dell’apparato digerente.
Il diverticolo situato in sede ipofaringeosofagea che dal nome
dell’autore, che per primo lo ha studiato, si chiama diverticolo di
Zenker, è una causa di ostruzione
meccanica al passaggio del cibo.
Capita che dove finisce la muscolatura del faringe ed inizia la
muscolatura dell’esofago cui è deputata la spinta del cibo dall’alto in
basso verso lo stomaco si crei per
un difetto strutturale una sacca
che si riempie di bolo masticato e
che si ingrandisce sempre più nel
tempo e che impedisce il passaggio del cibo.
I pazienti sono costretti a bere
continuamente acqua dopo l’ingestione di ogni boccone per far sì che
questo raggiunga lo stomaco.
Inoltre i pazienti dopo mangiato
hanno frequentemente rigurgito e
11
«L'ALASSINO»
talvolta, specie nei soggetti anziani,
un passaggio dal cibo nelle vie respiratorie ha conseguenze importanti di tipo infiammatorio e respiratorio.
Di rilievo infine l’alito pesante dovuto ai fenomeni di fermentazione.
Sino ad oggi per rimuovere questa
sacca si era costretti ad aprire il collo, spostare la tiroide, identificare
l’esofago e tra l’esofago e la colonna
vertebrale identificare la sacca diverticolare e rimuoverla dopo aver
eseguito una sutura meccanica.
Un intervento importante che richiede 4-6 giorni di ricovero postoperatorio.
Oggi è possibile con l’aiuto di un
diverticoloscopio introdotto attraverso la bocca identificare l’imbocco del diverticolo e l’esofago; con
l’aiuto delle fibre ottiche e delle telecamere è possibile determinare la
profondità e la dimensione del diverticolo e con l’ausilio di una suturatrice automatica simile a quella
che usano i chirurghi generali per gli
interventi di chirurgia addominale
videolaparoscopica (tre forellini)
suturare.
È possibile contemporaneamente suturare e tagliare in sicurezza la
parete del diverticolo e di una parte iniziale dell’esofago così da eliminare la sacca; il giorno successivo all’intervento il paziente fa una
radiografia di controllo e può essere dimesso con l’autorizzazione a
mangiare per via naturale.
Questo è l’argomento del convegno che il 31 marzo 2006 si è tenuto
al S. Paolo nell’aula magna ristrutturata.
A Savona oggi sono disponibili
tutte le attrezzature e le capacità
professionali grazie alla collaborazione del prof. Suvendra Narne
dell’Università di Padova con cui il
dr. Antonio Fibbi e i medici
dell’ORL di Savona collaborano da
tempo per l’apprendimento di queste metodiche.
Il San Paolo di Savona è l’unica
struttura ligure ad oggi in grado di
effettuare l’intervento.
Referente: Dott. Antonio Fibbi.
Dante Schivo - L’UDÙ DU PAN DE BARLAN
Le nostre case davanti alla
spiaggia erano abitazioni disadorne, ma non povere; erano dislocate attorno allo scalo delle imbarcazioni da pesca. Il locale che dava
sulla strada del Paese era al contempo cucina, stanza per accogliere, luogo in cui si viveva: era il focolare; la casa stessa.
Sul tavolo al centro di quel locale, a casa mia era tradizione che ci
fosse sempre, di giorno e di notte,
una bottiglia di vino, un orciuolo
d’olio, un vasetto di sale grosso e
un cesto con le “michette” di pane.
Un tovagliolo di lino proteggeva il
pane dalle mosche e recava un ricamo di mia nonna Paolina, «U
pan, u vin, l’oriu e a sò i ne dan cunsulasiun e savè». Mi sono sempre
portato dietro questo ricordo; così come il gusto del pane secco che
mi rosicchiavo, in mezzo al mare,
durante la pesca della lampara, tra
una calata e l’altra aspettando il
giorno e sognando il tiepido del
mio lettino. In ricordo di quei tempi, prego sempre Sant’Antonio in
silenzio prima di mangiare. Così faceva mio nonno, cercando di non
farsi vedere. Così continuo a fare;
senza cedere nell’approccio consumistico verso gli alimenti; per
cercare di capire il senso del quel
nutrirsi.
“A-A PASCIUN? DE CA… A STASCEVA CHI”.
Anche cun a via drita cina de gente, passando, a retissu de miaie, per
non essere spintonati o scalciati,
mi sembra di camminare in un
Alassio vuota; (o meglio: svuotata). Non un’occhiata amica, non un
volto conosciuto. Tutti parlano ad
alta voce eppure mi sembra di
camminare nel silenzio antico di
una processione funeraria. Se, nella calca e nella confusione (apparente o virtuale?), incontro qualche faccia che mi sorride, la vedo
come seminascosta da una maschera da Pierrot con il ghigno sardonico di Gamba di Legno, applicato dall’esterno. Ma dove sono finiti gli Alassini? Dov’è finita la
“Passione” che gli abitanti di questo meraviglioso Paese avevano
per questo loro lembo di terra ligure? È inutile cercare la risposta
nella solita formula dei “tempi che
sono cambiati”. Non è vero. I tempi non cambiano mai (o meglio
cambiano solo con il tempo; e non
è un gioco di parole). E non è vero
che non c’è più passione. Quello
scambio di “amorosi sensi” tra la
man in te scorpe cun i tacchettii e mi
e-e più u martellu; e-e… se ne accaneremmo…». Battistin Airaldi “U
Zuenu” stava parlando quando improvvisamente, al di fuori, si sentì
(?) il silenzio. Per noi assediati fu
un segno del destino. Aprimmo la
porta con titubanza pensando di
trovare una “brigata” di poliziotti
venuti a salvarci. Invece vedemmo
solo un uomo: Libero Piccolini.
Arasce, arena,marina, incontro tra Ginetaccio Bartali e Libero Picciolini.
Calmo e tranquillo; così lo sentimmo arringare la folla: «Io sono di
Alassio; mi avete cercato? E io sono venuto… se vogliamo cominciare… io sono pronto». Nessuno
osò interrompere… il silenzio.
Libero, già grande e grosso di per
sé, nell’atmosfera di tensione che
si era creata sembrava (e non solo
a noi… fortunatamente) addirittura statuario. Batistin con il valigione (ma senza martello) si mise in
testa e noi, in fila indiana in mezzo
a due ali di folla guadagnammo la
porta della corriera dove “Benardin” ci attendeva con il motore già
avviato. Prendemmo velocemente
posto, mettendo le nostre valigette con gli indumenti da gioco come
schermo dei finestrini. Per ultimo
entrò Libero. Ma prima di iniziare
il viaggio di ritorno assistemmo,
tutti (ex assediati e assedianti), ad
un’azione di un valore umano infinito. Il brigadiere dei carabinieri,
unico rappresentante delle forze
Benvenuta Cultura! Qualcosa di nuovo
Una sala polivalente, un teatro e
centro congressi da 600 posti,
foyer, caffè, parcheggi sotterranei,
tre ascensori, un museo, un restyling della zona… La descrizione da
giornale e volantini è senza dubbio
accattivante, il quartiere che se ne
svilupperà sarà sicuramente di
grande impatto socio-culturale ed
investirà di una nuova immagine la
nostra cittadina. In diverse conferenze, assemblee e riunioni tenutesi nelle località limitrofe già se ne discute e moltissimi ce l’invidiano.
Una promessa per la stagione
teatrale 2007/2008, ma i lavori non
sono ancora cominciati. Dicono
che ci vorranno 16 mesi, ma lo scetticismo regna. Ci piacerebbe, comunque, crederlo, affinché le scuole, al più presto, possano portarvi
REGOLARMENTE anche i più piccini insegnando loro ad amare le arti
che qui si danno la mano.
Ricordo quando, diversi anni fa,
al Palalassio si tenevano i primi
concerti di Capodanno (il 29 dicembre), la pubblicità dedicata era quasi inesistente, ma ancor meno erano gli spettatori (ogni anno gli stessi), le sedie in tribuna ed in platea
ancora non c’erano, le gradinate in
cemento erano decisamente più
scomode e fredde degli attuali seggiolini, il mal di schiena era assicurato, ma l’allegria della musica e la
“Marcia di Radetzky” a fine serata,
ricompensavano di tutto. Allora si
mormorava, per giustificarne la
scarsa affluenza, che le manifestazioni culturali non fossero molto
amate dai locali, ora sono diventate
il cavallo di battaglia della nostra
cittadina.
Da anni ormai il Palalassio è gremito di ospiti provenienti da tutta la
zona circostante, ma mai come quest’anno. Infatti il programma scelto
per la stagione teatrale 2005/2006 è
stato davvero straordinario, i complimenti per il cartellone, tra il pubblico, si sprecano; un radicale cambiamento rispetto a quello dello
scorso anno, che aveva deluso anche i più navigati. Molti allora avevano pensato addirittura di non rinnovare l’abbonamento, ma per fortuna le nuove proposte con la garanzia d’interpreti d’eccezione, li
hanno dissuasi, perché, come diceva un mio caro insegnante “non è
uno spettacolo che fa grande un attore, ma un bravo attore che fa
grande uno spettacolo”.
Così la stagione si è aperta a novembre con una fatica di Scarpetta
“Il medico dei pazzi”, interpretato
da Carlo Giuffrè e subito l’entusiasmo si è aggirato tra la gente. Ma il
“Malato Immaginario” impersonato
da Massimo Dapporto, con quella
straordinaria scenografia essenzialista, capace di suscitare incredibile stupore tra il pubblico, è stato il
trampolino di lancio per trasportare la passione per quest’arte anche
in mezzo a coloro che ancora non vi
si appropinquavano. E “La vedova
allegra” l’operetta del maestro ungherese Franz Lehàr, caratterizzata
da un insolito tocco di comicità, ha
portato tra i presenti la serenità, la
spensieratezza, l’allegria e l’euforia
(esaltante il momento in cui attori e
pubblico all’unisono ne hanno intonato le più famose note) dimostrando ancora una volta che la cultura
non è necessariamente qualcosa di
monotono, pesante e tedioso, come
molti pensano.
Il clou del programma, però, è
stato “Giselle”: uno spettacolo senza precedenti ad Alassio. Sul palcoscenico (decisamente limitato), si
rincorrevano le più coinvolgenti
emozioni; le tinte calde del primo
atto in contrasto con quelle fredde
del secondo; i vivaci colori della
passione contrapposti alla glacialità della morte; la musica di Adam,
l’eleganza dei costumi, la scenografia, la coreografia, le luci, gli effetti
scenici, la grazia dei ballerini e
l’espressività dei loro volti, più eloquenti di tante parole; un’esibizione meravigliosa, indescrivibile,
che toglieva il fiato a quanti erano
presenti; tutti erano talmente immersi nello spettacolo che sembrava quasi non respirassero più
all’idea di poter interrompere tale
incantesimo.
Rappresentazioni indimenticabili, momenti magici che toccano
dentro, che scavano nell’anima,
che insegnano i veri valori, che vincono indifferenza ed apatia, che vogliono lo spettatore protagonista
della propria vita, questo è il mondo della cultura, questo è ciò che si
aspettano le persone, questo è ciò
che serve ai nostri giovani per crescere sani in un mondo malato.
Perciò nella nostra cittadina,
ovunque essa voglia accoglierci in
piazza, in spiaggia, in biblioteca, in
chiesa, al bar, in sala congressi, in
auditorium, al palasport o, meglio
ancora, in un comodo teatro, siamo
lieti di poter dire - BENVENUTA cultura! Simona Casagrande
Arasce, arena,marina - Nella foto da sinistra Giorgio Sandon
e Libero Picciolini hanno appena conquistato un ambito trofeo.
patria (nel senso americano del
termine) e il nativo (o autoctono)
esiste tuttora ma ha cambiato finalità; oggi “a-a pasciun”, per l’immaginario collettivo, ha tre sinonimi:
potere, interesse e imbecillità.
LIBERO PICCIOLINI
«Bagnini», «Contadini del mare»,
«Alassini dove siete?», «Di qua uscite solo camminando in ginocchio»,
«Bagnini, leccaculo; adesso è il momento di far vedere chi siete…».
Eravamo assediati. Circondata la
casetta di legno adibita a spogliatoio nella quale eravamo asserragliati, ai tifosi inferociti, continuare ad offenderci ad alta voce chiamandoci “bagnini”, sembrava non
bastare più e davano segni evidenti di passare a vie di fatto. Per
quanto giovani e aitanti, di essere
linciati per una partita di calcio,
vinta per una coglionata (ci aveva
assegnato un rigore inesistente,
all’ultimo minuto di gioco) dell’arbitro non ci andava proprio a genio. «Ma ci saranno i Carabinieri,
spareranno in aria… non ci lasceranno mica bastonare…», «I
Carabinieri sono andati a scortare
quell’abbellinato dell’arbitro…»,
«Ou-u… allora prepariamoci; da un
momento all’altro sfondano la porta». «E semmu in duzze; infirai e
la solita battuta di Libero e Gino, il
Campione, la capì al volo. «Deh!…»,
si alzò e i due si abbracciarono tra
gli applausi dei presenti.
GIORGIO SANDON
U Ele da Garigò l’autra sera u ma
ditu: «Dimme in pocu, aura che
Beniscelli u nu gh’è ciù e Sandon u
l’è mortu, primma de vegnì da tì…
da chi e devu passò?».
Parlando di “Umanità” preroga-
dell’ordine presenti, uscendo
dall’intelligente anonimato nel
quale durante il parapiglia si era
mimetizzato, ritornò in scena e
porgendo la mano si avvicinò a
Libero dicendogli, ad alta voce:
«Permetti… ti voglio stringere la
mano; sei uno con le palle». E, in
quel momento, qualcuno, vicino a
me affermò: «Ecco perché gli
Italiani amano l’Arma: mai i
Carabinieri si dimenticano di essere anche uomini».
L’umanità, intesa come il complesso di doti e sentimenti positivi
propri dell’uomo, che si rileva dai
gesti, dalle parole, dalle azioni e fa
diventare “personaggio” anche il
più umile, il più semplice rappresentante del genere umano. Non
posso dimenticare un intervento
arguto di Libero durante un colloquio molto amichevole con il
Ginetaccio d’Italia, il grande Gino
Bartali, campione dei campioni,
vincitore di tutte le più grandi corse ciclistiche del mondo. «Ginetaccio quando nel 48 hai vinto il
Giro di Francia, non hai salvato
l’Italia, come qualcuno ha voluto
dire; l’hai rovinata… Da quel giorno noi poveri, per lavorare, abbiamo sempre dovuto indossare la
palla di piombo degli schiavi». Era
tiva riferita a persona ricca di sentimenti, di amore per il prossimo e
di sollecitudine, ma anche cosciente delle sue qualità e dei suoi
limiti peculiari mi è improvvisamente venuto in mente, la figura di
un vero, grande, a mio avviso, personaggio alassino: Giorgio Sandon. Alto e aitante, versatile, intuitivo e intelligente, Giorgio era in
grado di eccellere in tutte le discipline sportive e, in queste, primeggiare in tutte le specialità.
Sempre il migliore, sempre il più
bravo; nel calcio, come alle bocce
o nel gioco del bigliardo, questo
mio amico, che aveva, come si
suol dire, avuto in dono l’attitudine e le qualità intellettuali per eccellere aveva un punto debole:
un’innata passione per Alassio, il
suo Paese. L’alassinità, come impeto, moto affettivo, sentimento
di forte emozione albergava così
profondamente nel cuore di questo grande uomo, tanto da diventare il freno unico alla prorompente gagliardia sulla via del successo. Tra i molti aneddoti da raccontare scelgo il più breve. “Osservato” (seguito e valutato per le sue
doti calcistiche) a sua insaputa da
Novo (D.T. del A.C. Torino e, in seguito, dalla Nazionale Italiana),
Sandon, giovanissimo portiere
dello S.C. Alassio, è, espressamente, invitato (richiesto!!!) nel capoluogo piemontese per sostenere,
(ma solo pro-forma, perché il suo
passaggio al professionismo è già
per le due società di calcio, un dato di fatto) il provino definitivo prima di diventare un “giocatore” di
serie “A”. Nel mitico stadio “Filadelfia”, intenti a disputare una
partitella di allenamento, erano in
campo campioni dello stampo di
Bacicalupo, Ballarin, Maroso,
Grezar, Rigamonti, Castigliano,
Menti, Mazzola, Gambetto, Loik,
Ossola: il gotha del Calcio italiano
e mondiale. In attesa di essere
chiamato, Giorgio, in tenuta sportiva, è seduto, all’uscita dello spogliatoio, vicino al Dott. Boido, vicepresidente del Club alassino e
suo accompagnatore. Sono passati appena dieci minuti quando il
D.T. Novo si avvicina ai due:
«Sandon, riscaldati, corri, saltella… preparati… adesso esce Valerio (il grande portiere Bacicalupo)
e tu lo sostituisci». Giorgio si alza,
ma non è convinto. Si muove su e
giù per qualche minuto, poi ritorna, si avvicina al suo dirigente e:
«Boido non sono venuto, qui a
Torino, per camminare avanti e indietro… io me ne ritorno ad
Alassio». E tra lo stupore di tutti
prende la via dello spogliatoio;
scomparendo. Allenatore, dirigenti, giocatori famosi, vinto lo stupore iniziale, lo inseguono per dissuaderlo. Inutilmente! Sandon nella sua decisione fu irremovibile.
Ritornò a casa e… di quella giornata, in seguito, diceva di ricordare solo una cosa: «Quando dal giro
di Santa Croce ho visto Alassio di
colpo mi sono sentito un Re».
U Ele da Garigò, l’autra sera, u
m’ha ditu: «Aura che Beniscelli u nu
gh’è ciù e Sandon u l’è mortu, quando e-e veg-gnu anzù, da dunde e-e
passu?».
Non ho saputo rispondergli.
12
«L'ALASSINO»
Sabato 15 Aprile 2006
VELA
CICLISMO
A Montefusco la Volvo Cup Cento giovani al Riviera in bici
Sandro Montefusco ha vinto la
prima tappa del Circuito mondiale
della Volvo Cup, che si è svolta nelle
acque di Alassio, ed ha visto la partecipazione del meglio del velismo
mondiale nelle classi Melges, Ufo 22,
H22 e Laser SB3. Alla Settimana velica Internazionale hanno partecipato
86 imbarcazioni di dieci nazioni.
Queste le classifiche.
Melges: 1) “Gebl” (Sandro Montefusco, Lega Navale di Milano 8 penalità); 2) “Poizon Rouge” (Jen Marc
Monnard, Svizzera), 27; 3) “Partner e
Partner” (Philippe Ligot, Francia),
29; 4) “Team Barbarians” (Lea
Jamie, Gran Bretagna), 34; 5) “Bete”
(Nicola Celon, YC Torri), 34.
H 22: 1) Andrea Felci (Ass. Nau-
tica Sebina), 3; 2) Daniel Schroff
(Svizzera), 7; 3) “Alpitour” (Alberto
Valli), 8; 4) (Luisa Bambozzi), 15; 5)
“Blanca” (Michele Voghi), 17.
Ufo 22: 1) “Irritec” (Marco Locati), 9; 2) “Cowboy (Emanuele
Corsini), 10; 3) “Fuoristazza”
(Giovanni Spinozzi), 13; 4) “Dumbo”
(Giovanni De Biase, Fraglia Vela Riva
del Garda), 17; 5) “Corsaro” (Valerio
Cozzi), 18.
Laser SB3: 1) “Transdunker”
(Uladzimir Siamenau), 4; 2)
“Basquiat 2” (Luca Bacci), 6; 3)
CCCP (Eugeni Kushciyenco, Russia), 14; 4) “3123” Alessandro Castelli, 15; 5) “Fishbone XS” (Cristian
Ferro), 20.
A. C.
Inaugurata CasAlassio per la grande Vela
È stata inaugurata nel porto di
Alassio la tecnostruttura denominata “CasAlassio”, la cui apertura ha
dato l’avvio ad un intenso mese di
grande vela. Alla cerimonia era anche presente il presidente della
Federazione Velica Italiana Sergio
Gaibisso, che ha salutato con soddisfazione l’iniziativa: «Ci auguriamo –
ha detto Gaibisso – che questo sia
un primo, importante passo per il rilancio della vela alassina, che deve
cercare di tornare ai massimi livelli,
come negli anni Sessanta, quando
Alassio riusciva a richiamare il meglio del movimento velistico internazionale». Anche lo stesso sindaco
Marco Melgrati ha salutato con soddisfazione la nascita di CasAlassio:
«Ci auguriamo – ha detto – che questa iniziativa sia di buon auspicio
per il futuro della vela e del porto di
Alassio, nel quale sono previsti importanti interventi e lavori».
“CasAlassio” è una grande struttura
(di oltre 200 metri quadrati) che
consente di ospitare giudici, atleti,
appassionati ed addetti ai lavori.
«Grazie ad un mese di importanti
eventi velici – ha detto Rinaldo
Agostini, presidente del Cnam alassino – migliaia di appassionati giungeranno ad Alassio in occasione delle regate internazionali, capaci di richiamare anche turisti e Vip».
“CasAlassio” resterà aperta fino al
16 aprile all’interno del Porto Luca
Ferrari per ospitare equipaggi, sale
riunioni, sala stampa e servire anche
per appassionati ed addetti al settore come prezioso punto di ritrovo e
di ristoro. All’interno è anche visionabile il nuovo progetto del Porto
Luca Ferrari ed è possibile accedere
ad ogni informazione relativa alle regate in corso. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti oltre alle
autorità civili e militari, anche l’assessore allo sport Calò, il parroco
monsignor De Canis, giornalisti, inviati di radio e televisioni (fra cui
una equipe TV guidata dalla giornalista Magda Rosso, che è anche l’addetto stampa del Comune di
Alassio).
Claudio Almanzi
Si è aperta, con il tradizionale appuntamento “Riviera in bici” (organizzato dall’UC Alassio), la stagione
ciclistica giovanile ligure, con la presenza di molti ragazzi provenienti
da Lombardia e Piemonte. Numerosi i successi dei giovani ciclisti ponentini (soprattutto alassini ed andoresi): ciò fa ben sperare per un
2006 ricco di soddisfazioni per le
compagini ciclistiche del nostro
comprensorio. Ecco i risultati.
G1: 1) Diego Tesi (UC Alassio); 2)
Bryan Madron (id); 3) Noah Balduzzi
(id). Femm.:1) Camilla Pesenti (UC
Alassio).
G2: 1) Gabriele Gaino (Pedale
Acquese); 2) Arturo Massari (AS
Andora); 3) Romeo Brillante (SC
Bordighera). Femm: 1) Martina
Garbarino (Ped. Acquese); 2) Giulia
Rinaldi (Alassio); 3) Anna Giulla
(Andora).
G3: 1) Filippo Bertone (Alassio);
2) Francesco Canepa (Andora); 3)
Samuele Maineri (id).
G4: 1) Marco Tomatis (Alassio); 2) Davide Raimondo (id); 3)
Luca Garbarino (Acquese).
Femm: 1) Alice Pesenti (Alassio);
2) Carola Vottero (Andora); 3)
Erika Parente (id).
G5: 1) Davide Levo (Ped. Acquese); 2) Luca Fragola (Andora); 3)
Daniele Vinai (Alassio). Femm:1)
Giuditta Galeazzi (Acquese ).
G6: 1) Patrick Raseti (Acquese);
2) Olivero Troia (Bordighera); 3)
Luca Ferrari (Alassio). Femm:1)
Sara Rinaldi (Alassio); 2) Ines
D’Arrivo (Bordighera); 3) Giorgia
Bertone (Alassio).
Società: 1) UC Alassio, 45 punti; 2)
Ped. Acquese, 39; 3) AS Andora, 29.
C. A.
NUOTO
Giocasport in piscina
Presso la Piscina di Alassio, la
GE.S.CO. SPA, grazie al lavoro svolto
dallo staff tecnico, ha organizzato, in
collaborazione con il Centro
Sportivo Italiano Regione Liguria, la
VII Edizione del Giocasport Acquatico “Acqua in gioco”, rivolto a tutti i
bambini e ragazzi delle Scuole
Elementari della Città di Alassio che
si è tenuto dal 20 al 24 marzo .
Il gioco è il principale strumento
che un animatore sportivo ha a disposizione per “arrivare a tutti”, indistintamente, senza selezioni, proponendo stimoli che costituiscano
ostacoli superabili da ogni bambino
secondo le proprie capacità; il gioco
quindi permette ad ognuno di esprimersi in modo creativo e originale,
nel rispetto delle singole capacità ed
evitando l’emarginazione dei “meno
bravi”.
Per la VII edizione lo staff tecnico
della Piscina ha ideato i giochi destinati ai bambini “usando” come filo
conduttore l’evento dell’anno: le
Olimpiadi Invernali di Torino.
Se a prima vista far rivivere in acqua gli sport invernali sembra un
anacronismo, la fantasia e la passione messa in gioco dagli istruttori della GE.S.CO. è stata premiata perché
tutti i bambini delle classi delle
scuole elementari hanno partecipato attivamente ai giochi in piscina,
divertendosi molto e dimostrando
le loro capacità di inventiva e di fantasia.
Le stesse che hanno aiutato a preparare dei cartelloni molto colorati
che appesi in piscina l’hanno trasformata in un allegro contenitore di emozioni messe su carta, immagini belle
di sport e di passione per gli atleti.
Vicino ai lavori dei bambini, la sagoma inconfondibile del logo delle
olimpiadi che è diventato per magia
(bravura di una istruttrice di nuoto
con estro artistico) il logo del VII
Acquaingioco di Alassio.
A chiusura della festa, sono state
donate le bandane colorate che
l’Ufficio Turismo del Comune di
Alassio ha offerto a tutti i partecipanti ai giochi, con l’arrivederci alla
Festa dello Sport che chiuderà questo anno scolastico.
A tutti i bambini della Scuola di
Alassio, alle insegnanti e alla
Direzione Didattica ringraziando
della partecipazione, diamo quindi
l’appuntamento per la giornata dello sport il 23 maggio che concluderà
idealmente la stagione 2005-2006.
Arrivederci a presto.
GE.S.CO. SPA
BOCCE
La Ferrero vince anche la Targa d’Oro
Gli Alassini Sibello vincono in Eurolympic
Grande soddisfazione ad Alassio
fra gli appassionati della vela per il
successo degli alassini Pietro e
Gianfranco Sibello, che si sono aggiudicati la Export Olympic Cup,
svoltasi sul Lago di Garda, gara alla
quale hanno preso parte molti fra i
più famosi equipaggi del mondo: «Si
è trattato – hanno detto i fratelli
Sibello – di un importante test in vista dei campionati europei». Alla manifestazione era presente anche un
altro alassino illustre, il presidente
della Federazione Italiana Vela
Sergio Gaibisso: «Credo che questa
sia stata davvero una edizione record della manifestazione, non solo
per la qualità dei regatanti, ma anche per il numero e la capacità logistica ed organizzativa». Da segnalare, ancora fra i ponentini, anche l’ottimo comportamento di Diego Negri
che, pur piazzandosi secondo nella
classe Star si è lasciato alle spalle addirittura i famosissimi PepperGilles, la coppia più celebre di neozelandesi presenti all’ultima Coppa
America su “New Zealand”.
Ecco le classifiche.
Star: 1. Loof-Ekstrom (SWE), 2. Negri-Viale (ITA - Sez. Vela G.D. Finanza), 3. Pepper-Giles (NZL).
49r: 1. Sibello-Sibello (ITA - Sez.
Vela GDF), 2. Panagiotidis (GRE)., 3.
Angilella (ITA - C.C.N. Lauria).
470: 1. Zandonà (ITA - Marina Militare), 2. Fantela (CRO), 3. Hmeljak (SLO).
470 femm: 1. Conti (ITA - C.I.V.
Marina Militare), 2. Cerne (SLO), 3.
Turizio (ITA - C.V.R. Italia).
RSX: 1. Bontemps (FRA), 2. Huguet (FRA), 3. Le Gal (FRA).
RSX femminile: 1. Tartaglini (ITA Sez. Vela GDF), 2. Linares (ITA - S.C.
Marsala), 3. Maslivets (UKR).
Laser Standard: 1. Le Breton (FRA),
2. Zbogar (SLO), 3. Steyaert (FRA).
Laser Radial: 1. Szotynska (POL),
2. Vanacker (BEL), 3. Nevierov (ITA).
Tornado: 1. Sorrentino-Colombo
(ITA - C.C. Napoli), 2. DzhienbaevRyazancev (RUS), 3. KowaleskiKlosowicz (POL).
Finn: 1. Papathanasiou (GRE), 2.
Vincec (SLO), 3. Maier (CZE).
Al. C.
La Vela in lutto per Lorenza
Il mondo della vela è in lutto per la
scomparsa, dopo una lunga ed incurabile malattia, della surfista e velista
Lorenza Ballanti.
Genovese, 42 anni, molto nota in
campo nazionale, veniva spesso ad
Alassio, dove era molto conosciuta ed
ha lasciato tanti amici.
Lorenza Ballanti, regatante di windsurf, era anche istruttore federale e
proprio in questo ruolo ha contribuito
a seminare tanto amore per la vela e il
windsurf. Instancabile promotrice di
iniziative e manifestazioni veliche, animatrice sempre attiva era piena di
idee e sorretta dalla grande passione
per il mare.
Nel Ponente savonese era molto conosciuta perché tante volte aveva partecipato alle gare, prima come concorrente, poi sia come organizzatrice,
collaboratrice, tecnica o esperta.
Lorenza per questo era ben nota e
apprezzata in tutta la Liguria.
La sua scomparsa lascia un vuoto
che sarà difficile colmare.
La nostra redazione si unisce alla
Federazione Velica, all’Associazione
Italiana Classi Windsurf e a tutte le
classi del Coordinamento Nazionale,
nell’esprimere ai famigliari profondo
cordoglio per la scomparsa di
Lorenza.
Cl. Al.
Dopo essersi aggiudicata lo scudetto, in una spettacolare finale
disputata al bocciodromo di
Loano, la Ferrero Caudera Ciriè si
è anche imposta, ad una settimana di distanza, nella tradizionale
rivincita della classica Targa
d’Oro.
co Marco Melgrati – è diventato ormai una manifestazione sportiva,
capace di rappresentare un punto
di riferimento per gli appassionati,
riuscendo ad entrare anche nel novero degli appuntamenti più importanti della nostra città. In questi anni ha infatti saputo crescere,
richiamando da
tutto il mondo ad
Alassio i grandi appassionati di bocce, una disciplina
sportiva che, a dispetto delle convinzioni più comuni, appassiona tanti ad ogni età».
Questa grande
kermesse ha visto
impegnati tutti i
campi da bocce
dell’intero comprensorio ed i sodalizi sportivi di
Andora, Garlenda,
Bocce: sport antico… ma sempre attuale.
Albenga, Ceriale,
Borghetto Santo
Nella Città del Muretto la legge Spirito e Loano, mentre dai sedidella Ferrero è stata ferrea: a vin- cesimi la manifestazione ha avuto
cere è stata la quadretta formata quale unico scenario quello della
da Ballabene, Bruzzone, Suini ed il bocciofila alassina e del campo di
francese Perras.
calcio Ferrando, per l’occasione
In finale hanno superato per 7 a trasformato per ospitare alcune
3 una sorprendente Chierese, che fasi delle gare.
schierava Pertugio, Pavan, Don«Anche quest’anno – dice l’asgiovanni e Chiesa.
sessore allo sport Fabrizio Calò –
Ottimo il terzo posto della BRB il Trofeo Targa d’Oro di bocce ha
Ivrea (Bunino, Canepa, Giordanino ottenuto un notevole successo ed
e Boscolo) e della Cengese (Parino, ha contribuito a caratterizzare
Camusso, Magliano e Astesiano).
l’inverno alassino, sempre più
Sono arrivati a migliaia, in contrassegnato da una forte vaRiviera ad assistere alle gare, sia a lenza sportiva. In questi anni la gaLoano, sia ad Alassio, a dimostra- ra ha saputo infatti diventare un
zione che anche le bocce possono punto di riferimento ed entrare
essere un importante veicolo pro- nel novero delle manifestazioni
mozionale turistico.
più importanti della nostra città,
Alla 53esima Targa d’Oro, han- riuscendo a richiamare da tutto il
no preso parte 352 squadre ed ol- mondo ad Alassio i più grandi aptre 1.400 giocatori.
passionati di questa disciplina
«Il Trofeo “Targa d’Oro Città di sportiva”.
Alassio” – dice il soddisfatto sindaC. A.
LUTTI CITTADINI
GIUSEPPE MUGNOSSO
Ci mancherai, Giuseppe: quando salivi fischiettando e canticchiando una canzoncina, con passo allegro, le scale di casa nostra,
dopo avere dato tre trilli di campanello. Era la premessa di una serata che, tra un racconto ed un altro,
tu conducevi, tenendo banco ed
intonando a volte qualche canto alpino, e ci portavi a essere felici.
Altre volte, testone come tu solo,
ci facevi arrabbiare. Eri fatto così,
ma in cuor tuo volevi bene anche a
chi ti aveva rabbuiato.
Mancherà a tutti la tua allegria,
anche se a volte credo sia stato difficile pure a te dare agli altri quello
che tu volevi: avere il cuore gonfio
di gioia.
Caro Giuseppe, mancherai a tanti: a tua moglie e ai tuoi figli, a tua
sorella e ai tuoi fratelli, ai tuoi nipoti e ai cugini, ma soprattutto
mancherai ai tuoi amici. Avevi il
senso dell’amicizia innato ed in
Per Giuseppe Mugnosso,
da Romana
Marzo 2006
Circa tre anni fa un giorno
Giuseppe, spiegandoci che per
ragioni di salute forse avrebbe
dovuto vendere la sua casa e trasferirsi a valle, ci ha raccontato la
storia della sua costruzione. E io
ho scritto questa poesia, che non
gli avevo fatto leggere per non
ogni momento eri disponibile per
una festa, per un incontro, per una
discussione, anche animata.
Potevi sembrare un attore di professione: eri sempre a tuo agio, in
ogni luogo, in ogni posto, con qualsiasi persona; sempre riuscivi a fare bella figura. Nel tuo comportamento eri un grande, eri un vero signore.
A ragione i posteri di te potranno dire: fascinoso ragazzo di campagna, dalle mutevoli passioni,
con una notevole cultura, sia pratica che teorica, spirito libero,
amante della vita.
Chi non ricorda la tua abilità nel
lavoro di muratore: eri un artista
dei forni a legna fatti a mano. I cacciatori di cinghiali penso possano
ricordarti per la tua partecipazione alla loro squadra, con abilità e
precisione.
Da ultimo, la tua passione è stata il canto, degno rappresentante
degli Alpini ai quali tu appartenevi,
con la partecipazione alla corale
della città; al tuo funerale questi alpini, venuti da più parti, hanno voluto dimostrare la loro riconoscente amicizia, così come tutte le
persone alle quali tu hai sempre saputo dare ospitalità nella casa alla
Crocetta, in cima ad Alassio.
Di te si potrà solo dire; «Sapeva
vivere ed amava la vita: peccato
che sia dovuto morire».
Ciao Giuseppe, ti penseremo
sempre,
Ancora, grazie a tutti.
Nico e Tata
Anche l’A.V.A. si associa al dolore della famiglia e porge sentite
condoglianze.
rattristarlo, e che gli dedico adesso. Adesso che si trova “in un migliore altrove”.
Il leone in pietra è ancora sul
cancello dell’ingresso, e sul tetto
continua a sventolare il cappello
da alpino che gli aveva fatto
Giorgio come segna-vento. Ma
sulla collina non si udiranno più i
gioiosi suoni e i canti provenienti
dalla sua casa. Che è e rimane la
più bella di tutta Alassio.
La casa del leone
30 anni e un pino (il primo
irretitore),
la fascia ligure
per poche lire, la catapecchia dove cuocere
spaghetti la domenica; e ancora, sotto i pomodori
da innaffiare
(dopo il lavoro)
con taniche da 20 litri a mano.
Poi dopo i tubi sottratti
di scarto per far venire
l’acqua, e allora è un grido
di trionfo: quasi una casa!
La luce intanto andrà
col contatore
di straforo
- ma è troppo caro - però qualche anno ancora
e arriva
la centralina.
Dopo i mattoni, la strada, il muro
certo lavoro duro .
ma lui sa fare e poi in fondo
è muratore.
Ormai infine è una casa vera
col gran terrazzo pronto
a decollare
il bagno l’orto le amarene e pure
qualche fiore,
sul viale issato un bel leone
pietrificato
- segno di forza zodiacale -,
ma soprattutto
la vista dal crinale
del golfo intero
tutto pieno di luci lontane ulivi
e mare,
mentre il registratore spande suoni e canti
e il pino a braccia aperte li raccoglie.
Intanto
però sono passati altri 30 anni.
E un giorno sulla lastra appare
una macchia scura.
E la gran tavolata sul terrazzo
è presto sparecchiata.
E il buio della sera
ha spento i cori.
E in auto su e giù dalla collina
non si potrà più andare.
Così bisogna vendere, e poi abitare
nel bilocale giù in paese
vicino all’ospedale.
O forse in un peggiore altrove.
Romana Rutelli
Sabato 15 Aprile 2006
13
«L'ALASSINO»
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI
BIAGIO PORCELLA
“GINO”
9/7/1937 - 12/2/2006
marineria. Nelle classi “Tempest”
e “Soling” aveva dominato, ma
nella vita aveva soprattutto aiutato. Era schivo, come tutti gli uomini di mare. Poche parole e molti fatti. Lui, possedeva una marcia in più. Ma non voleva parlare
nonostante avesse permesso a
molti di vivere meglio. Incurante
della fatica e dello stress a cui si
sottoponeva continuava per ore
e ore. Grazie “Nini”. In tanti Ti abbiamo voluto bene e in quell’applauso con cui sei stato salutato
abbiamo rivisto alzata l’“intelligenza”, il segnale che precede il
“pronti alla partenza”, della tua
ultima regata.
CATERINA STALLA (RINUCCIA)
1912 - 10/3/2006
Ci hai lasciato per andare in Paradiso alla
bella età di novantatre anni!
Eri la più anziana di Solva, “a ciü veggia da
Surva”, come dicevi tu, e ne eri orgogliosa.
Di te ricorderemo la tua forma di carattere, la tua simpatia, i tuoi saggi proverbi ed
antichi detti che ci hanno sostenuto nei momenti belli o tristi della vita.
Ci manchi molto, nonna, ma ci rincuora
sapere che da lassù ci guardi e ci dai coraggio, che tu hai sempre avuto, di vivere una vita piena di significato.
I tuoi cari
L’A.V.A. porge alla Famiglia le più sentite
condoglianze.
A.V.A.
A soli 68 anni ci ha lasciato
Gino. Con lui oltre a mio padre e
ad un parente o un amico per
molti di quelli che leggeranno
queste righe se ne è andata una
parte della memoria storica di
Moglio. Alcuni nomi ed eventi
che sopravvivono solo in alcune
memorie oggi non ci sono più.
Tuttavia spero, e nel farlo sono
confortata dalla grande sincera e
profonda dimostrazione di affetto che gli avete tributato in occasione del funerale, che il suo nome e la sua vita non andranno
presto dimenticate. Approfitto di
questa occasione per ringraziare
ancora tutti coloro che mi hanno
sostenuto nel triste frangente
della perdita di mio padre ed in
particolare il parroco Don Gianni
Tabò che lo ha accompagnato fino all’ultimo.
Nica Porcella
Un ricordo particolare anche
dagli “Amici di San Bernardo”
Gino è stato uno dei primi che
con grande entusiasmo, con spirito di collaborazione e sacrificio
ha lavorato con altruismo per ricostruire muri e per sistemare il
prato e la Chiesa diroccata in modo da poter effettuare la festa il
20 di Agosto ed auspicarne la ricostruzione. Un amico è mancato
e lo ricorderemo sempre.
L’A.V.A. porge le più sentite
condoglianze ai famigliari tutti.
GIUSEPPE BASSO
“NINI”
SILVIA SCHIVO
VED. DIELI
1924 - 2/03/2006
ADRIANO PAULON
Apprezzato e conosciuto artigiano
decoratore, Adriano è stato anche e soprattutto persona gentile e discreta, padre e marito esemplare che ha saputo
infondere ai figli Roberto e Alessandro
l’amore per la professione che insieme
esercitavano. L’AVA porge ai famigliari
tutti le più sentite condoglianze.
Anniversari
SERGIO CARRAFFA
5/4/1996 - 5/4/2006
“Ecco, questa volta la mia ora è
proprio arrivata, il mio cammino
terreno terminato, certo avrei
voluto trascorrere qualche tempo ancora in compagnia della
mia famiglia, dei miei figli con il
genero, la nuora sempre con
qualche pensiero premuroso e
delle mie care nipoti… che gioia
vederle realizzate nei loro studi e
serene nei loro affetti, ma ho dovuto interrompere qui il mio
cammino ultimamente tanto affaticato. Spero di poter proteggere
tutti i miei cari dal luogo dove mi
trovo in compagnia dei miei parenti, mio marito e gli amici che
mi hanno preceduto, saluto dalle
pagine dell’Alassino la mia amata
città e tutti coloro che mi ricordano e che mi vollero bene”.
Silvia Schivo ved. Dieli
“Abbiamo ascoltato la tua voce, proprio la tua voce”…
Caro Nonno Sergio. So che mi
hai desiderato tanto ma sono arrivata tardi… tu eri già andato
lassù e non ci siamo incontrati.
Sono sicura che dal cielo mi vedi
e mi proteggi, tu sei sempre fra
noi e ti ricordiamo con tanto affetto.
La tua nipotina Giulia
con mamma, papà, nonna
Rosangela e zia Emy
DON GIOVANNI
CAZZOLA
Il 28 marzo 1996 l’amatissimo don
Giovanni Cazzola lasciava la sua
missione grande di pastore e di amico di tutti gli Alassini. Il suo ricordo
è ancora vivo in tutti coloro che lo
conobbero e che lo amarono per i
suoi meriti di Salesiano. In tale occasione un tratto di Via Mameli, alle
spalle del Collegio, sarà intitolato
all’illustre Maestro e Pastore. «Tanto nomini nullum par elogium»
A.V.A.
Marilena e Michele Dieli
L’A.V.A. porge le più sentite
condoglianze.
VITTORIA MUSSINI E RINO SELVA
Cara Vittoria e
Rino
Grazie per tutto
quello che avete
fatto, grazie di essere stati vicini a
Teresa e a me. Noi
vi ricordiamo giorno per giorno e ci
mancate tanto. Un
grande saluto da
Teresa e Andrea.
Ciao Vittoria,
ciao Rino.
UN RICORDO PER
PAOLO ALLARA
L’ultima regata
di “NINI” BASSO
Con un soffio di vento sei andato troppo oltre la boa, senza lasciarci il tempo di salutarti, neppure l’attimo per dirti arrivederci. Le parole non servono per ricordare “Nini”, Giuseppe Basso.
Più di ogni frase hanno parlato gli
applausi della sua gente, dei tanti
amici che hanno assiepato la
chiesa e la piazza dei Cappuccini
per l’estremo omaggio all’uomo e
al campione. In tanti si sono stretti intorno a quella bara, all’amico
che in tante occasioni non ha mai
detto “no”, non ha mai rifiutato
un aiuto per confortare, nell’anima e nel fisico, chi gli si rivolgeva
nella speranza di poter alleviare
sofferenze. Il mare era la sua passione e mai avrebbe abbandonato questo splendido lido che gli
aveva dato i natali. La vela era il
suo amore e con il vento in poppa
aveva superato prove difficili
dando sempre, con abnegazione,
il meglio di sé. Campione Italiano,
quarto agli Europei. Questi due
dei tanti titoli di cui poteva fregiarsi l’atleta Giuseppe Basso,
l’atleta che aveva portato agli allori il nome di Alassio e della sua
MARZO 2006
La morte improvvisa e volontaria di Paolo Allara ha gettato
nello sconforto e nel compianto
tutto il paese. Un dramma terribile… l’amarezza, la solitudine,
la delusione, il mistero della vita
che improvvisamente vien meno e ci abbandona. Mille pensieri, mille fantasmi che la mente e
la coscienza non riescono a seguire. Il cuore sì lo comprende,
ne prende atto e anche se non lo
accetta, finisce per condividerlo, per farlo suo.
L’A.V.A. nel compianto generale della famiglia, dei parenti,
dei numerosi amici sconfortati
e ancora increduli, si unisce a loro per un ricordo, per un saluto
che vada oltre la morte.
ANDERSON Marjorie
BERGESE Maria
CERISOLA Roberto
CICCIONE Leo
DE MARIA Antonina
GATTI Anna Maria
HOLLER Ursula
anni 79
anni 92
anni 79
anni 87
anni 89
anni 85
anni 59
MILINI Elvezio
MUGNOSSO Giovanni
PANERONI Roberto
SCHIVO Angelo
STALLA Caterina
WITTMANN Max Herman
ZANARDINI Rosa
anni 76
anni 65
anni 71
anni 90
anni 93
anni 77
anni 82
L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite condoglianze ai loro familiari.
14
«L'ALASSINO»
Specie ittiche della
Baia del Sole
Sabato 15 Aprile 2006
GIORNALISTI… IN GAMBA
a cura dell'Osservatorio Don Bosco
MARZO 2006
Sgombro o Scombro
(Scomber scombrus) - (Axèrtu)
Detto anche «Lacerto» e
«Maccarello» è una delle specie
più piccole della famiglia dei
tunnidi. Può raggiungere i 400
gr. di peso. È siluriforme con
due pinne sul dorso separate da
cinque piccole pinne ventrali
sul peduncolo della coda. È liscio. Sul fondo azzurro verdognolo ha sul dorso linee trasver-
sali con andamento irregolare di
colore nero. È un pesce predatore che di rado si porta a riva
dove si può pescare con canna
fissa o bolognese. Carni grasse,
ma buone.
Esca: carne e polpa
Armatura: f
Amo: 10/14
Filo: 015/020
SGOMBRO O LACERTO
DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO
Valide terapie dei nonni
Il Tiglio semplice dei due Santi
Tilia platypyllus (A sciura di due Santi)
Questo alto albero dalle foglie
ovali caduche, dal bocciolo peloso
e dal frutto simile ad una noce subsferica è spontaneo nella zona submontana e montana delle Alpi. I
nostri Avi che tanto credevano
nella sua efficacia curativa qualche pianta la mantenevano in vita
anche nelle loro basse colline.
Raccoglievano i suoi fiori nel dì
dei Santi Pietro e Paolo per essiccarne i peduncoli dell’infiorescenza e conservarli in recipiente di vetro e porcellana a riparo della luce.
Per uso interno i suoi fiori, anche con le battee erano utilizzati
contro l’insonnia e la tosse preparando un infuso:
Per uso esterno i fiori erano utili contro le irritazioni della pelle e
delle mucose e per ridurre il gonfiore delle borse sotto gli occhi. Le
qualità di questa pianta erano già
conosciute ai tempi dell’impero
romano che la utilizzavano come
sudorifero. È utile per le vie respiratorie.
Buongiorno cari lettori dell’Alassino, siamo i “giornalisti” della
classe VB della Scuola Primaria
Statale di Via Neghelli.
Vorremmo raccontarvi com’è
andata la nostra visita alla mostra
“Attrezzi per l’artigianato e giochi
dei nonni”.
Lo sapete che quando siamo arrivati ci hanno ripreso con la telecamera? Che entusiasmo!! A farlo
era il sig. Franco Iebole in carne ed
ossa. Ma chi è questo signore ? È
l’abile artigiano che ha ricostruito
i modellini dei giochi che usavano
i nonni quando erano piccoli, più
o meno sessanta anni fa. Per ogni
gioco ci è stata fornita una spiegazione sul funzionamento e sul materiale con il quale venivano costruiti, parlando un po’ in italiano
e un po’ in dialetto. La maggior
parte di noi non aveva mai sentito
queste parole anche perché la nostra è una classe multietnica (ci
sono bambini provenienti
dall’Ecuador, dall’Albania, dalla
Romania) ma, sarà che siamo alle-
nati alle lingue “straniere”, abbiamo subito imparato che gli scarampi sono i trampoli, la sgavadura è la trottola e gli scapisulli (che
adesso non esistono più) erano
una specie di coriandoli esplosivi.
Dai racconti di Franco Iebole abbiamo saputo che a quei tempi i
bambini erano dei veri gandulli,
cioè dei monelli, che rimanevano
a giocare a guardia e ladri anche fino a mezzanotte. Sarebbe bello
poterlo fare ancora adesso!
Prezioso è stato inoltre il contributo del signor Gianni Croce e
della signora Luciana Grollero,
che fanno parte della redazione
dell’Alassino. Partendo da un foglio a sei colonne, il menabò, ci
hanno spiegato tutti i passaggi per
arrivare alla stampa tipografica.
E per finire, siamo entrati a stomaco vuoto e mani vuote e siamo
usciti con la pancia piena di patatine, pop corn, barrette al cioccolato e un libro intitolato “Alassio
44° parallelo”.
Conclusione: è stato bellissimo!
Anche la scuola materna si prepara…
Pessö
modellino di una nave da guerra
realmente esistita, costruito con
precisione e pazienza dal Signor
Guido Morandotti, che gentilmente
ha risposto alle nostre domande.
Infine il Presidente dell’A.V.A., signor Carlo Cavedini con la sua collaboratrice signora Luciana
Grollero ci hanno spiegato come
”nasce” l’ALASSINO, il mensile che
parla della nostra città e viene spedito ai suoi abbonati anche in diverse regioni d’Italia e all’estero.
Dopo aver soddisfatto la nostra curiosità, ci hanno offerto pure la merenda e donato a ciascuno un bel libro su Alassio.
Ringraziamo di cuore chi ci ha
ospitato per la gentilezza e la disponibilità.
Ogni anno si ripresenta il solito
problema: “È primavera o non è primavera?”
I manuali dei meteorologi dicono: “i mesi primaverili sono: marzo, aprile, maggio”.
Le effemeridi astronomiche non sono dello stesso
parere: la primavera inizia quando il circolo di illuminazione passa per i Poli; al Polo Nord riappare il sole
sopra l’orizzonte e ci resterà fino a settembre (il lungo giorno polare); al polo sud il sole scende sotto
l’orizzonte e si farà rivedere in settembre (lunga notte polare). Questo comportamento del sole (comportamento apparente!) si è verificato il giorno 20 di marzo alle ore 18 e 26 minuti, istante in cui il sole era allo
zenit sopra la linea dell’Equatore e in ogni punto della terra indicava l’esatta posizione dell’est e dell’ovest, rimandando a settembre la ripetizione per l’esatta
individuazione dei punti cardinali per l’orientamento.
Potremmo dire che hanno ragione tutti e due: i meteorologi guardano la colonnina di mercurio dei termometri; gli astronomi guardano le periodiche posizioni del nostro pianeta rispetto alla stella-sole.
Noi possiamo ora guardare i nostri strumenti e poi
decidere con chi vogliamo stare.
Pressione media mensile: 754,7 mmHg.
Le medie decadali: 750,6 mmHg nella prima; 756,0
mmHg nella seconda; 757,1 mmHg nella terza.
Umidità media: 40%; l’umidità media del giorno 5
è stata 13%; bassa l’umidità anche il giorno 10 e il
giorno 12; il giorno più umido, con la media 91% è in
data 28.
Temperatura media mensile: 11,9 °C; giorno più
fresco (8,4 °C di media) il 2 marzo; giorno più mite
(15,3 °C di media) il 29: Le medie decadali: 11,1 °C nella prima; 11,4 °C nella seconda; 13,1 °C nella terza.
Precipitazioni: 16,2 mm di pioggia; 4,2 mm caduti
nella prima decade (4,0 mm il giorno 4); 12,0 mm nella terza decade (6,2 mm tra la notte e il giorno 21).
Giorni sereni: 15 (16 lo scorso anno);
Giorni coperti: 5 (7 lo scorso anno):
Eliofania totale: 187,8 ore, con una media di 6,1 ore
al giorno. Significativi i valori decadali: si parte da 7,7
ore di limpido sole ogni giorno nella prima decade; si
passa 6,8 ore al giorno nella seconda; e si precipita a
3,9 ore di sole nella terza decade.
Tra le poche giornate serene della terza decade merita un ricordo particolare il giorno 29: ci ha permesso di osservare il parziale oscuramento del sole provocato da una invisibile luna. È stato questo l’unico fenomeno degno di nota in questo “contestato” mese
primaverile.
Il Direttore dell’Osservatorio
Prof. Don Natale Tedoldi
PICCOLI GIORNALISTI IN “ERBA”
L’altro ieri, 28 marzo, presso la
sede dell’A.V.A., abbiamo trascorso un pomeriggio diverso alla scoperta dei GIOCHI ANTICHI, più praticati ad Alassio dai “nostri” nonni
quando erano bambini.
Uno di loro, il signor Franco
Iebole,che ha le “mani d’oro”, ha
avuto l’idea di realizzare dei “quadretti”, sui quali ha ricostruito in
piccole dimensioni molti dei giochi
che lui stesso faceva da piccolo.
Ce li ha mostrati, spiegandoci i
metodi di costruzione e le regole. A
noi sono piaciuti tanto e vorremmo
invitarlo a scuola per farci insegnare a costruirne qualcuno e a giocarci.
Il signor Franco ha anche il “pollice verde”; infatti abbiamo osservato le foto del suo orto che cura
con impegno e passione e per questo dà molto frutto.
Abbiamo potuto ammirare un
Meteorologia
Alassina
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A.V.A.
Gli alunni delle classi quarte A
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di Alassio con le loro insegnanti
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Aprile - Associazione Vecchia Alassio