GRIDO di BATTAGLIA - PERIODICO MISSIONARIO di CRISTO Eʼ LA RISPOSTA - ANNO XX Supplemento al N°71 Marzo 2010 Il combattimento nostro non è contro sangue e carne. Dir. Resp. Tina Della Cananea Aut. Trib. di Cosenza n° 462/88 Efes. 6:12 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale - Dgls 353/2003 (CONV.INI.27/02/2004 N°46) Art. 1 comma 2 DCB Cari Fratelli, Prego che questa lettera vi trovi in buona salute e vicini al Signore. È stata una benedizione redigere questo giornale per voi e spero che sarete benedetti nel leggerlo. Desidero cominciare ringraziando tutti coloro che ci sostengono nel portare avanti questo ministero città dopo città …. Sono convinto che solo nellʼ eternità vedremo, nel gran numero di anime redente, il valore di ciò che le vostre donazioni in cibo, denaro e molto altro offerti con sincero amore hanno compiuto. Ciò ci ispira a continuare a cercare altre città in cui parlare dellʼamore di Dio. Il clima è molto rigido da queste parti e le difficoltà sono state molte, ma il vostro amore e il desiderio di raggiungere altri con la Parola di Dio ci motiva a perseverare. Abbiamo visto Dio provvedere in modi miracolosi. Sebbene ci siamo spostati relativamente a nord, alcuni cari fratelli dal sud ci hanno mandato camion carichi di frutta, verdure e altri generi alimentari basilari e proprio al momento giusto. Dio è sempre puntuale, non è vero? Il nostro programma serale sotto la tenda è stato sempre vario e molto interessante, con oratori, proiezioni di film, documentari, mimiche e rappresentazioni teatrali; nonché studi, approfondimenti e riunioni in orari pomeridiani specifici per le donne. Purtroppo la risposta non è stata delle proporzioni che avremmo voluto, forse a causa del clima molto rigido, tuttavia anche nelle serate più fredde e piovose il Signore non ha fatto mancare la Sua presenza tra di noi. Le evangelizzazioni per la strada qui si svolgono in modo un pò diverso che nel passato, preferendo la distribuzione di opuscoli e i contatti personali, ai cortei e le riunioni autorizzate cui eravamo abituati, al fine di adattarci meglio ai costumi della gente e quindi avvicinarci di più al loro cuore con il messaggio della Parola di Dio e del Suo amore. Credo fermamente che Dio stia usando questo tempo di difficoltà per provarci vedendo quanto siamo determinati nel lavoro che stiamo svolgendo. Dio sta facendo la Sua parte, questo è certo! Abbiamo avuto lʼonore di avere il Sindaco e alcuni membri della giunta comunale in una delle nostre riunioni serali e di seguito il piacere di averli a cena con noi. È stata una serata speciale di condivisione e dʼincontro durante la quale, tra lʼaltro, sono state superate immediatamente le riserve, semmai ancora ce ne fossero state, nei nostri riguardi e la possibilità di rispondere anche alle numerose domande riguardo a Dio e alla Bibbia. Ci siamo lasciati tutti, sia loro che noi, piacevolmente impressionati e felici di aver avuto la possibilità di conoscerci meglio con la gioia, da parte nostra, di aver avuto lʼopportunità di parlare dellʼamore di Dio in modo più approfondito. Sul “fronte” evangelico stiamo raggiungendo tutte le chiese della provincia e limitrofe. Abbiamo incontrato parecchi credenti che sono stati salvati sotto la tenda 35 anni fa in Sicilia o in altre province del sud in cui siamo recati e che adesso lavorano qui. Preghiamo che anche alcuni fiorentini ed altri dei dintorni possano entrare nel regno di Dio. Unitevi a noi nella preghiera affinché possiamo andare a Scandicci per la prossima campagna evangelistica, infatti, come spesso accade allʼinizio, ci sono alcuni problemi. Il diavolo è sempre allʼopera… ma il Signore sa che se siamo “pellegrini” abbiamo bisogno di un posto dove andare. Tutti i membri della missione stanno lavorando molto e molto bene, devo dire che cʼè molto amore profuso e tanto apprezzamento gli uni per gli altri nonostante le difficoltà date dalla situazione meteorologica, è evidente il desiderio di essere qui nella missione a lavorare per le anime che non conoscono Cristo come salvatore. Personalmente sto bene. Ogni giorno mi sento spinto più vicino ai piedi di Gesù e gioisco per lʼopera che Egli sta compiendo in me. So che un giorno guarderò indietro e capirò meglio come Lui ha operato nella mia vita di oggi. Guardo avanti a quel giorno. Il modo in cui il mondo appare oggi, sta per giungere al termine. Per favore teneteci nel vostro cuore come facciamo noi con voi nel nostro cammino quotidiano. SIATE GRANDEMENTE BENEDETTI! Fratello Clark e il team 2 H a detto il poeta e noi spesso cantiamo: “Quanti ostacoli nella via al trono di pietà ...” Sì ce ne sono davvero tanti; ma, come sempre, molti ce li creiamo noi. Dio vuole che preghiamo, il diavolo non vuole, e fa tutto il possibile per impedircelo. Sa che possiamo realizzare di più attraverso le nostre preghiere che col nostro lavoro. Vorrebbe che facessimo qualsiasi altra cosa, ma non pregare. Non dobbiamo temere, né farci troppo caso, se i nostri occhi sono fissi sul Signore. I santi angeli sono più forti di quelli decaduti e possiamo lasciare che le schiere celesti veglino su di noi. Crediamo peró che dobbiamo alle altre “le armate del male” tutti quei pensieri erranti che così spesso fanno naufragare la preghiera. Non abbiamo fatto in tempo ad inginocchiarci, che già ci “viene in mente” qualcosa che proprio in quel momento dobbiamo fare o vedere. Questi pensieri vengono dallʼesterno, e sono certamente dovuti ai suggerimenti degli spiriti maligni. Lʼunico rimedio ai pensieri vaganti è fissare la nostra mente su Dio. Indubbiamente il peggior nemico dellʼuomo è sé stesso. La preghiera si addice a un figlio di Dio, e chiunque sta vivendo da figlio di Dio dovrebbe pregare. La grande domanda è: sto accogliendo nemici nel mio cuore? Ci sono traditori allʼinterno? Dio non può darci le Sue migliori benedizioni spirituali se non adempiamo condizioni di fede, obbedienza e servizio. Non chiediamo spesso con ardore i maggiori doni spirituali, senza avere la minima voglia di adempiere le condizioni richieste? Non chiediamo spesso benedizioni che non siamo pronti a ricevere? Abbiamo il coraggio di essere onesti con noi stessi, quando siamo soli alla presenza di Dio? Osiamo dire con sincerità: “Esaminami, oh Dio e vedi?” Cʼé qualcosa in me che sta impedendo la benedizione di Dio per me e attraverso di me? A volte parliamo del “problema della preghiera ”... Noi siamo il problema da discutere e analizzare! La preghiera sta bene! Non ci sono problemi nella preghiera per un cuore che dimora completamente in Cristo. Ora, non citeremo i consueti versetti della Bibbia che ci mostrano come la preghiera può essere frustrata. Desideriamo semplicemente che ognuno possa ricevere un “flash” del proprio cuore. Non cʼè peccato troppo piccolo da non poter ostacolare la preghiera, e forse da trasformarla in peccato, se non siamo disposti a rinunciarvi. I Mussulmani in Africa Occidentale hanno un detto: “Se non cʼé purezza, non cʼé preghiera; e se non cʼé preghiera, non si può bere lʼacqua del Cielo”. La verità è mostrata così chiaramente nella Scrittura, che appare incredibile che uno possa volere il peccato e la preghiera allo stesso tempo. Eppure moltissimi lo fanno. Perfino Davide gridò, molti secoli fa: “Se nel mio cuore avessi tramato il male, il Signore non mʼavrebbe ascoltato” (Salmo 66:18). Isaia dice: “ ...Ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi” (Isaia 59: 2). Dobbiamo senza dubbio ammettere che è il peccato in noi e non la riluttanza di Cristo ad ascoltare che impedisce la preghiera. Di norma, a guastare e spogliare la vita di preghiera, è qualche peccato cosiddetto “minore”. Può essere: 1) Il dubbio Lʼincredulità è un enorme impedimento alla preghiera. Il nostro Signore ha detto che lo Spirito Santo avrebbe convinto il mondo di peccato “Quanto al peccato, perché non credono in me” ( Giov. 16: 9 ). Noi non siamo “del mondo”, ma, nella pratica, non cʼé forse tanta incredulità in ciascuno di noi? Giacomo, scrivendo a credenti, dice: “Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita...un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore” (Giac. 1: 6-8). Alcuni non hanno perché non chiedono. Altri non hanno perché non credono. Non avete trovato un pò strano che abbiamo passato tanto tempo sullʼadorazione e sul ringraziamento, prima di arrivare alle “richieste”? Ma, se avessimo una visione della gloriosa maestà del nostro Signore e delle meraviglie del Suo amore e della Sua grazia, lʼincredulità e il dubbio non si dissolverebbero come la nebbia al sole del mattino? Non fu questa la ragione per cui Abraamo “non vacillò”, “non fu spinto qua e là” nel mare dellʼincredulità. Diede gloria a Dio, e fu perciò “pienamente convinto che quanto egli ha promesso, é anche in grado di compierlo” (Romani 4: 20-21) Conoscendo quello che possiamo fare dello stupendo amore di Dio, non è incredibile che ancora esitiamo? 2) Lʼio, radice di ogni peccato 3 Come siamo inclini allʼegoismo, perfino nelle nostre “buone opere”! Come facciamo fatica a rinunciare a ciò che lʼio brama! Eppure sappiamo che una mano piena non può raccogliere i doni di Cristo. Fu questo il motivo per cui il Salvatore, nella preghiera che insegnò da principio, ci volle legare a tuttʼaltro giogo? “Padre nostro sono le prime parole... dacci...perdonaci...liberaci...” Lʼorgoglio impedisce la preghiera, poiché essa ci spinge ad umiliarci. Come deve essere odioso lʼorgoglio agli occhi di Dio! Eʼ Lui che ci dà ogni cosa “affinché ne godiamo”. “Che cosʼhai che tu non abbia ricevuto”? chiede lʼapostolo Paolo (I Cor. 4: 7). Non vogliamo permettere che lʼorgoglio, con la sua brutta, detestabile sorella, lʼinvidia, guasti la nostra vita di preghiera, vero? Dio non può fare grandi cose per noi, cose che ci rendano felici, se finirebbero col farci “perdere la testa”. Oh, quanto possiamo essere stolti! A volte, quando siamo insistenti, Dio ci concede quel che chiediamo, a spese della nostra santità. “Ed Egli diede loro quanto chiedevano, ma provocò in loro un morbo consumante” (Salmo 106: 15). Oh Dio, salvaci da quello, salvaci dal nostro io! Lʼio afferma se stesso anche nel criticare gli altri. Lascia che questo pensiero si bruci nella tua memoria. Più un uomo diventa come Gesù Cristo, meno giudica le altre persone. Questo è un test infallibile. Quelli che criticano sempre gli altri, si sono allontanati da Cristo. Possono ancora essere Suoi, ma hanno perduto il Suo Spirito di amore. Caro lettore, se hai la tendenza alla critica, esercitala su te continua pagina 6 Perché a volte la vita è un cumulo di problemi, confusione e dolore? Analizziamo alcune realtà fondamentali. Guardando il gruppo intorno a me, mi accorgo che molti dei nostri problemi potrebbero essere risolti e che la vita intorno a noi potrebbe essere più armoniosa e bella se applicassimo di più questi pratici principi. Più divento vecchio e più mi rendo conto che molti non vogliono essere realistici e per questo pagano un prezzo molto alto. La nostra anima è fatta da mente, emozioni e volontà. È qui che avviene la battaglia. Satana guerreggia per mantenere i legami di peccato che ha creato intorno a noi. È nell’area della mente che vinciamo o perdiamo questa battaglia che noi chiamiamo vita. L’arma più potente che Satana usa contro la nostra mente è la paura. Molti diventano paralitici spiritualmente perché sono attaccati dalla paura nella loro mente e nel loro cuore, ma non dovrebbe essere così e quando ciò accade, generalmente, è colpa nostra. Non è solo “per colpa di Satana” ma perché la nostra volontà ha fatto le scelte sbagliate.Non posso contare quante persone sono venute da me dicendo che stavano andandosene per questo motivo. Generalmente è effettivamente qualcosa d’insignificante a determinare una decisione che influenza tutta la loro vita e il servizio per Signore. Molte volte sono solo impauriti del futuro e si chiedono se Dio ha davvero il controllo della loro vita. Dicono così: “Ho deciso di andare via e questo è tutto”. Spesso non pensano alle conseguenze e a come andrà la loro vita da quel momento in poi. Alcuni nel momento della paura, della crisi non sembrano rifletterci per niente. 4 Ci trovavamo a Taranto in mezzo ai palazzi, proprio di fronte a mio figlio Grant un uomo si tolse la vita. Il ragazzo venne da me sotto shock chiedendomi: “Perché quell’uomo si è suicidato?”. Alcuni dei suoi amici e familiari ci raccontarono la triste storia di quell’uomo. Era un poliziotto felice e con una vita confortevole, ma quel giorno ebbe una discussione con la figlia adolescente che gli disse di non volergli bene a causa delle restrizioni che le aveva imposto. La loro discussione divenne molto accesa così il padre andò sul balcone minacciando di gettarsi. Probabilmente quell’uomo non ebbe mai un pensiero simile prima, ma gridò che si sarebbe ucciso se non avesse potuto avere l’amore della figlia. Non sarebbe stata la cosa migliore, così sua figlia sarebbe stata più felice se lui non le fosse stato intorno. Guardò giù e si gettò dal balcone. Le conseguenze furono una famiglia spezzata, un’anima che ha deciso per le tenebre eterne e la dannazione e il senso di colpa che la famiglia avranno dovuto gestire per tutta la vita. In Deuteronomio 30:19 troviamo un’altra scelta, una scelta saggia. Dobbiamo scegliere nel modo giusto, ma molti fanno scelte scellerate. Pr. 6:32 dice che l’uomo che sceglie di commettere adulterio è pazzo. Perché? Ciò gli costerà la vita! Molti non temono le scelte sbagliate pensando che non ci saranno conseguenze, ma se potessero vedere la fine della storia della loro vita, farebbero delle scelte diverse. Dovremmo fermarci e pensare: “Quale sarà il frutto della mia scelta?”. E ascoltare sempre con un cuore aperto il consiglio di Dio. Molti seguono le loro vie scellerate e un giorno grideranno: “Perché la vita è così difficile? Perché Dio mi fa questo?”. Quando in realtà non è stato Dio a condurli in quella situazione difficile ma le loro scelte! Non incolpiamo Dio per tutti i nostri guai, ma guardiamo alla Sua Parola e facciamo le nostre scelte seguendo ciò che Egli ci consiglia. Ogni giorno dobbiamo compiere delle scelte e ogni volta abbiamo solo due alternative: la vita o la morte. Tuttavia la “vita” non è solo in rapporto a noi e a come possiamo essere felici. Molte persone fanno delle scelte spinte dal desiderio di creare la propria felicità. Essi scelgono il peccato, la ribellione, l’egoismo ed è da qui che deriva tutto il male. Il risultato è tristezza, confusione e infine la morte. Questo è il frutto di scelte sbagliate. La vera “vita” riguarda Dio, e prima lo comprendiamo, prima avremo la capacità di fare le scelte giuste, orientate a compiacerlo. Abbiamo il grande potere di scegliere! E il futuro dipenderà dalle conseguenze che le nostre scelte avranno portato nella nostra breve vita. Vita o morte, maledizioni o benedizioni. Che cosa sceglierai? Ricorda mentre abbiamo la libertà di scegliere, non abbiamo nessun potere nel determinare le conseguenze. Conosciamo un caro fratello che decise di andare con una prostituta, fu solo per una volta e mai più. Lo Spirito Santo lo convinse e lo confessò a Dio e a sua moglie. Fu meravigliosamente perdonato da entrambi e la pace di Dio ritornò nella sua vita, ma dopo qualche tempo dopo scoprì di aver contratto l’HIV che stava sviluppando in lui la malattia dell’AIDS. Molte scelte arrivano con un prezzo molto alto che non paghiamo solo noi, ma anche chi c’è vicino e che amiamo. Mentre vivi, affronterai molti eventi su cui sarai vincitore o perdente, più forte o più debole, dipende dalla scelta che farai.Gesù parlò di due specifiche scelte in Matteo 7:13-14. Ci ha detto di entrare per la porta stretta che conduce alla vita ma larga è la via che porta alla distruzione. Che dichiarazione! Pochi sono coloro che scelgono la porta stretta. Perché? Perché difficile è la via che conduce alla vita. In altre parole, non è una scelta facile, ma è la più importante che uno possa fare, una porta alla felicità e alla vera gioia, l’altra alla morte, alla miseria e alla distruzione. Gesù ci avverte che è difficile scegliere correttamente a causa di tutte le pressioni che affrontiamo dal diavolo, dal mondo e non dimentichiamolo dalla nostra carne. Sei costantemente combattuto per scegliere ciò in cui credi. Hai solo due scelte. Su quale sentiero t’incamminerai? Sarebbe meraviglioso se scegliessimo la porta stretta e poi il resto della nostra vita scorrerebbe tranquillamente, ma non è così, siamo obbligati a fare scelte eterne ogni giorno in tutti gli aspetti della nostra vita. La triste verità è che molte persone non capiscono che le loro scelte sono molto limitate; tu puoi scegliere le vie di Dio o le altre. Possiamo compiere le nostre scelte ma Dio ha già scelto le loro conseguenze. Se segui le vie di Dio, sarai benedetto, se seguirai l’altra via, sarai maledetto. Dio ha scelto per te un obiettivo e non ha commesso errori. Tu esisti per un motivo, e Lui ti ama tantissimo. Esisti perché Dio desiderava che tu gli portassi gioia. In Apocalisse è scritto chiaramente che Dio ha creato ogni cosa per il Suo piacere. Se tu stati facendo scelte sbagliate, perché non ti fermi e pensi al motivo della tua grandiosa e meravigliosa esistenza? Fai le scelte giuste e non solo tu sarai benedetto ma anche quelli intorno a te lo saranno. Fratello Clark Desidero ringraziare Monia, membro della nostra missione per la sua traduzione in italiano di questo articolo, ma in particolare il fratello Joe Smith di Tampa, Florida, il quale ha speso tempo con me in profonde conversazioni sulla Parola di Dio riempendo il mio cuore con preziose ed importanti verità che ho potuto esporre in questo articolo ed, in altri, nel corso degli anni. 5 stesso, mai sul tuo vicino, le darai così piena libertà dʼazione, e non sarà mai disoccupata! Eʼ forse un rimprovero severo? Rivela la tendenza a commettere proprio il peccato (poiché di peccato si tratta) e perciò risuona come una condanna? Lo sarebbe, se fosse rivolto ad un solo individuo, ma il suo scopo è di penetrare unʼarmatura apparentemente invulnerabile. Nessuno che, per un mese abbia trattenuto la propria lingua dallʼinfangare e “depredare” la reputazione di altri vorrebbe mai tornare a “colpire alle spalle”. “Lʼamore è paziente, è benevolo” (I Cor. 13: 4). Agiamo così? Siamo così? Non siamo migliori perché dipingiamo altri a tinte peggiori. Ma, fatto “interessante”, accresciamo la nostra gioia spirituale e la nostra testimonianza vivente per Cristo quando rifiutiamo di far circolare voci denigratorie su qualcuno o ci tratteniamo dal “giudicare” lʼoperato o la vita di altre persone. Può essere difficile allʼinizio, ma presto porta una gioia immensa ed è ricompensato dallʼamore di quelli intorno a noi. Eʼ molto difficile restare in silenzio davanti alle “eresie” moderne. Non ci viene detto di “combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre?” (Giuda v. 3) A volte dobbiamo parlare, ma sempre in uno spirito di amore. “Lasciamo piuttosto vivere lʼerrore, che morire lʼamore”. Il trovar da ridire sugli altri dovrebbe essere risolutamente evitato anche nelle nostre preghiere private. Credetemi, uno spirito critico distrugge la santità di vita piú dʼogni altra cosa, poiché si tratta di un peccato così altamente “rispettabile”, e che facilmente miete vittime. Non cʼè bisogno di aggiungere che, quando un credente è ripieno dello Spirito di Cristo “che é Amore” non andrà mai a raccontare in giro del presunto comportamento “non-Cristiano” dei suoi amici. “È stato sgarbato con me”, “è troppo presuntuoso”, “non posso sopportare quella persona” e osservazioni simili sono di certo crudeli, non necessarie e spesso non veritiere. Il nostro Signore subì lʼopposizione dei peccatori, ma non andò in giro a lamentarsi o a sbandierare queste cose agli altri. Perché dovremmo farlo noi? Lʼio deve essere detronizzato, se vogliamo che Cristo regni supremo, non ci devono essere idoli nel nostro cuore. Ricordate cosa Dio disse di certi capi religiosi? “Questi uomini hanno innalzato idoli nel loro cuore...come potrei io essere consultato da costoro?” (Eze. 14: 3). Quando il nostro desiderio è unicamente la gloria di Dio, allora Egli può rispondere alle nostre preghiere. Cristo stesso, più dei Suoi doni, dovrebbe essere il nostro primo desiderio. “Trova la tua gioia nel Signore, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore” (Salmo 37: 4). “Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio; e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito” (I Giov. 3: 21-22). Eʼ vero oggi, come nei primi giorni della cristianità, che gli uomini chiedono e non ricevono perché chiedono male per spendere nei loro piaceri (Giac. 4: 3). 3) La mancanza dʼamore Forse il maggior impedimento alla preghiera. Uno spirito dʼamore è una delle condizioni della preghiera fiduciosa. Non possiamo essere mancanti verso gli uomini e giusti verso Dio. Lo spirito di preghiera è essenzialmente lo spirito dʼamore. Lʼintercessione è semplicemente amore che prega. Osiamo avere in odio o avversione quelli che Dio ama? Se è così, possiamo veramente avere lo Spirito di Cristo? Dobbiamo seriamente affrontare queste realtà elementari 6 nel nostro cammino di fede, se la nostra preghiera vuol essere qualcosa di più di una semplice forma. Il nostro Signore dice: “Pregate per quelli che vi perseguitano...affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli” (Matt. 5: 44-45). Azzardiamo nel pensare che un gran numero di cosiddetti cristiani non abbiano mai affrontato la questione. A sentire come tanti operai (anche eminenti) parlano di altri con i quali non sono dʼaccordo, si deve caritatevolmente supporre che non abbiamo mai sentito il comandamento del nostro Signore! La nostra vita pratica di tutti i giorni è la migliore indicazione della nostra potenza nella preghiera. Dio tratta le mie preghiere non secondo lo spirito o il tono che esibisco quando prego in pubblico o in privato, ma secondo lo spirito che mostro nella mia vita quotidiana. Persone dal temperamento impulsivo possono fare solo preghiere impotenti. Se non obbediamo al comandamento del Signore di amarci gli uni gli altri, le nostre preghiere sono pressoché senza valore. Se cʼè in noi uno spirito di mancanza di perdono, pregare é quasi tempo sprecato. Eppure si dice che un eminente diacono di una delle nostre chiese abbia affermato recentemente che ci sono persone che non potranno mai perdonare! Se questo è vero, confidiamo che abbia usato una versione ridotta della preghiera del Signore. Cristo ci ha insegnato a dire “perdonaci...come noi perdoniamo”. E va più lontano, dichiarando: “ Se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe” Mostriamo sempre lo Spirito di Cristo e non priviamoci del perdono di cui abbiamo tanto bisogno! Quanti dei nostri lettori non hanno la benché minima intenzione di perdonare i loro nemici, finanche gli amici da cui hanno ricevuto offesa, e ripetono il Padre Nostro? Molti cristiani non ubbidendo al comandamento sul perdono non hanno mai dato alla preghiera lʼopportunità di portarlo a sua volta. A volte non è un fatto di consapevole falsità, ma di mancanza di riflessione. Il biasimo per questo va a chi di noi predica e insegna. Siamo propensi ad insegnare dottrine, piuttosto che modi di agire. Molti desiderano fare ciò che è giusto, ma si concentrano più sulle grandi cose, che sulle “piccole” mancanze nellʼamare il prossimo. Il Signore arriva a dire che non dovremmo neanche presentare le nostre offerte a Dio, se ci ricordiamo che un nostro fratello “ha qualcosa contro di noi” (Matt. 5: 23). Se Egli non accetterà le nostre offerte, risponderà forse alle nostre preghiere? Fu quando Giobbe smise di contendere con i suoi nemici (che la Bibbia chiama suoi “amici”) che Dio “convertì la sua prigionia” e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto (Giobbe 42: 10). Come siamo lenti, come siamo restii a riconoscere che a volte è la nostra vita ad ostacolare le nostre preghiere! E come siamo riluttanti a comportarci secondo criteri di amore! Oh sì, vogliamo “vincere” gli uomini. Il nostro Signore ci mostra un solo modo: non sbandierare in giro i loro peccati; parla alla persona e “avrai guadagnato tuo fratello” ( Matt. 18: 15). Forse molti di noi hanno causato dolore ai fratelli! Anche la nostra vita in famiglia può essere un ostacolo alla preghiera. Vedete cosa dice Pietro su come dovremmo vivere tra le mura domestiche, affinché le nostre “preghiere non siano impedite” (I Pietro 3: 7). Vogliamo spingerci ad esortare ognuno che legge di chiedere a Dio di scrutare ancora una volta il suo cuore, mostrandogli se ci sia qualche “radice di amarezza” verso qualcuno. Tutti noi vogliamo fare ciò che compiace Dio. Sarebbe un beneficio enorme per la nostra vita spirituale se ci decidessimo a non provare nemmeno a pregare, finché non abbiamo fatto tutto ciò che è in nostro potere per ristabilire la pace e lʼarmonia con chiunque 6) La lode è altrettanto importante della preghiera. abbiamo avuto discussioni. Finché non faremo questo, fin dove dipende da noi, le nostre preghiere saranno fiato sprecato. Sentimenti di durezza verso qualcuno non permettono a Dio di aiutarci nel modo che Egli desidera. Unʼattitudine motivata dallʼamore è condizione essenziale per la preghiera fiduciosa. Dio ci sfida di nuovo, oggi, ad essere preparati a ricevere le Sue sovrabbondanti benedizioni. Molti di noi devono scegliere se alimentare uno spirito di amarezza e mancanza di perdono o le tenere compassioni e la bontà del nostro Signore Gesù Cristo. Non è incredibile che si possa ancora esitare di fronte a una tale scelta? Poiché lʼamarezza fa più male alla persona amareggiata di chiunque altro. “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli vi perdoni le vostre colpe” (Marco 11: 25). Così ha detto il benedetto Maestro. Non dobbiamo allora perdonare o altrimenti smettere di provare a pregare? Che cosa può giovare allʼuomo se impegna tutto il suo tempo in quello, ma poi ha nel cuore una mancanza dʼamore che impedisce la vera preghiera? Oh, come il diavolo ride di noi quando non vediamo la verità! La parola di Dio dice che eloquenza, conoscenza, fede, generosità e perfino il martirio non giovano a nulla – intendete questo – a nulla, se il cuore non è pieno dʼamore (I Cor. 13). “Perciò, dacci amore, oh Signore”. Dobbiamo entrare nelle Sue porte con ringraziamento e nei Suoi cortili con lode; celebrarLo e benedire il Suo Nome (Salmo 100: 4). Ad un certo momento della sua vita, John Praying (che prega) Hyde fu spinto a chiedere quattro anime al giorno da condurre allʼovile per mezzo del suo ministero. Se in un qualsiasi giorno il numero non veniva raggiunto, cʼera un tale peso sul suo cuore e un reale dolore, che egli non poteva mangiare o dormire. Allora chiedeva al Signore di mostrargli quale impedimento ci fosse in lui. Immancabilmente scopriva che era una mancanza di lode nella sua vita. Confessava il suo peccato e pregava per ricevere uno spirito di lode. Disse che come egli lodava Dio, le anime venivano a lui. Non vogliamo dire con questo che anche noi dovremmo delimitare Dio a certi numeri o modi di operare, ma gridiamo, “Rallegriamoci! Lodiamo Dio con cuore, anima e mente!” Non é a caso che tanto spesso ci viene comandato di “rallegrarci nel Signore”. Dio non vuole dei figli tristi e nessuno dei Suoi figli ha motivo di esserlo. Paolo, il più perseguitato di tutti, era un uomo che cantava. Inni di lode uscivano dalle sue labbra in prigione e fuori. Giorno e notte lodava il suo Salvatore. Lo stesso ordine nelle sue esortazioni è significativo. “Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (I Tess. 5: 16-18). Eʼ volontà di Dio. Ponete mente a questo. Non é facoltativo. GIOIRE – PREGARE - RENDERE GRAZIE Questo è lʼordine, secondo il volere di Dio, per te e per me. Non cʼè nulla di cui Dio si compiaccia come delle nostre lodi, e nulla è di benedizione per lʼuomo che prega come la lode che offre! “Trova la tua gioia nel Signore, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore” (Salmo 37:4). Un missionario, che aveva ricevuto brutte notizie da casa, si sentiva completamente abbattuto. Neanche la preghiera aveva dissolto il velo di tenebre sulla sua anima. Andò a trovare un altro missionario, per cercare conforto. Là sulla parete cʼera un biglietto: “Offri il Ringraziamento!” Lo fece e in un attimo ogni ombra svanì e non tornò più. Lodiamo abbastanza, perché le nostre preghiere abbiano risposta? Se veramente confidiamo in Lui, dovremmo sempre lodarLo. Un uomo che si trovò per caso ad ascoltare Lutero predicare disse: “Buon Dio! Quale spirito e quale fede ci sono nelle sue espressioni! Supplica Dio con tale riverenza come se fosse davanti alla Divina presenza, ma con ferma fiducia e confidenza come se si rivolgesse al padre o a un amico”. Quel figlio di Dio sembrava del tutto ignaro che ci potessero essere degli “impedimenti alla preghiera!” Dopo quello che è stato detto, possiamo vedere che tutto può essere raccolto sotto un solo punto. Tutti gli impedimenti alla preghiera nascono dallʼignorare lʼinsegnamento della Parola di Dio sulla vita di santità che Egli ha progettato per tutti i Suoi figli o dalla riluttanza a consacrarci interamente a Lui. Quando possiamo dire sinceramente al nostro Padre: “Tutto quello che sono e che ho è Tuo”, allora Egli può dire a noi: “Tutto ciò che è mio è tuo”. 4) Rifiutarci di fare la nostra parte può impedire le risposte di Dio. Lʼamore suscita compassione e servizio alla vista del peccato e della sofferenza, ovunque uno sia; così fu per Paolo, smosso, “inacerbito” dentro di sé nel vedere la città piena di idoli (Atti 17: 16). Non siamo onesti quando preghiamo “venga il Tuo regno”, se non stiamo facendo tutto il possibile per affrettare la Sua venuta per mezzo dei nostri doni, delle nostre preghiere e del nostro servizio. Non possiamo essere del tutto sinceri quando preghiamo per la conversione dei perduti, se poi non vogliamo dire una parola o scrivere una lettera o provare in qualche modo a portarli sotto lʼinfluenza del Vangelo. Prima di una delle sue grandi missioni, Moody era ad una riunione di preghiera, dove si chiedeva la benedizione di Dio; erano presenti molti uomini ricchi, uno di loro iniziò a pregare che Dio mandasse denaro sufficiente a coprire le spese. Moody lo fermò allʼistante “Non abbiamo bisogno di scomodare Dio per questo”, disse tranquillamente, “siamo in grado noi stessi di rispondere a questa preghiera”! 5) Pregare solo privatamente può essere un impedimento. I figli di una stessa famiglia non dovrebbero incontrare sempre il loro padre separatamente. Eʼ sorprendente quante volte il Signore fa riferimento al pregare insieme, al pregare “accordandosi”. “Quando pregate, dite Padre Nostro”. “Se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Matt. 18: 19-20). Riteniamo che la debolezza nella vita spirituale di molte chiese sia da ricercare nellʼinefficacia delle riunioni di preghiera o nella mancanza di esse. Incontri mattutini o serali, benché pieni di riverenza ed esenti da quella sconveniente fretta che spesso li contraddistingue, non possono sostituire le spontanee riunioni di preghiera, dove ognuno può dare il suo contributo. Perché non facciamo della preghiera una cosa ed una forza vivente? Preso da “Approfittando della Parola”, A.W. Pink 7 Nella prossima dichiarazione dei redditi i cittadini potranno scegliere gli enti ai quali destinare il 5 per mille dell’IRPEF che lo Stato ha stanziato a favore del volontariato indicando il codice fiscale dell’ente beneficiario a cui si intende destinare il contributo. I contribuenti che vogliono destinare il 5 per mille all’Associazione Internazionale Cristo è la Risposta Onlus, dovranno apporre la propria firma in uno solo dei riquadri, quello corrispondente alla voce: “Sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art 10,c.1 lett. A, del D. Lgs. n. 460 del 1997.” Indicando anche il nostro codice: 92012140627 ATT EN Z I O N E ! ATTEN Nel giornalino precedente è stato sbagliato il numero del codice sopra indicato, questo è quello esatto! Scusate per il disagio e vi ringraziamo per il vostro contributo. Dio vi benedica. SETTORE AUDIO : [email protected] tel. 338/9055570 SETTORE VIDEO : [email protected] tel. 339/4633963 SETTORE LIBRI : [email protected] tel. 349/2210667 - 349/3203201