PIER,O DELFINO PESCE
SOR,ITTI
DI
PIEIR,O DEILFINO PESCE
raccolti in volume
Per It llnione Cooperativa ali Mola di Bari - Discorso
inaugurale Bari, Avellino & C., 1900 (fuori
commercio).
llacchiette -
Novelline Rotella, D€ Sanctis, 1901
L. 1,00.
Preludio Versi Trani, Vecchi, lg02 L. 2,00.
Giovanni Bovio - Roma, " La Nuova Parola ,, 1903
L.
LI
ACQUEDOTTO PUGLIESE
(Storia di un carrozzone)
0,30.
- Note dí critica Bari, Giuseppe Laterza
d Figli, 1904 L. 2,50.
Riflessi
Il Battesimo - Lettere polemiche - Bari, l9l0 (esaurito).
il Diritto - La Umanità, la Libertà, Ia Proprtetà, la
Sovranità Bari, Humanitas, l91l L. 1,00.
Lt.A,cquedotto Pugliese - Storia di un carrozzone
" B ari, Humanitas, 1912.
BARI
EDITR, ICE
CASA
rr
HUMANITAS,,
* In vendita presso la Casa Editrice " Humanitas,,.
f912
I
I
I
I
I
I
1
PROPRIETA LETTERARIA
Con unr serie dt articolí 'publicatí lo scorso
anno nella (( Conqutsta )) di Bari, nel (( Tribuno
Satentino D dt Lecce, nel < Foglietto >> dt Lucera (*)
dimostraí come l'Acqaedotto Pugltese /osse stato
prirna una burla giuocata alla ingenua credulita deí
cíttadini della iostra regione, quíndi l'abile ten'
tativo di un guadagno indebíto, e in fíne il magntftco sfruttamento affaristico di un urgente bi-.
sogno collettivo.
Ora la stampa ricomincía a occupsrsi dell'Acquedotto Pugliese, essendo stato defíníttvamente
posto ín discussione il problems delle fognature.
Nella innegabile corruzione dt presso che tuttt
i publici-istttutt io credo sia rlservato slla stampa
una altíssíma funzione, anzt I'untca funzione, in
símili períodi, veramente salutare per la collettivita;
la critica cruda di tutto ciò che crolla, critica
nella quale sono implictte e latentt le virtù della
ricostruzione.
Bari, Stab. Tip.-'UNIONE E. Accolti-Gil & C., Corso Cavour.
I
(*) La conquísta : li, Q (q-tgqraio), 7 \r2 febraio), 8 (t9 febra.i.o)'
(10
g izb lentàioil td-(e lugrio),.'ao
!t.T1ib.t4ryo satenti.no
(11. feuiaio)r 7.(19. febraio),^p
: Ài.- i-@ séh"dí")l 6 (-d ído;ilù), o-seiigmp{e).
Fogttetto -. N.. 8-.(2.9
II
fzb'i.i,ìài"i ,s-(é'iùrìó1,--e]1ro"settèmbre).
ffi;;6i;i6 af tèóiuiBl ib-Où {euàio), to (26 febràio), 5r (2 lugrio)'
t
7
6
Ma questa funztone della stampa puo anche nascondere tt pericolo di un danno che non è prectsamente tn essa , tna del quale essa può díventare
complíce suo malgrodo. Mentre íl popolo non è
educato all'ampío e ltbera dtscussione, tncapace
perciò dt distinguere stampa da stampa, dí scerne'
re quella genutno da, quella corrotta, I'opera sfessa
onesta che la stompa onesta spende per aprire gli
occhi aí ciechi puÒ venire sfruttata, non dico abtlmente perchè della abítita ho un concetto molto
diuerso da quello ín onore nei nostri ambientí politici, in servizio appunto di quelle furfanterie che
si err inteso oqqugnare.
Meminisse juvat , e cí auguriamo juvabit. Io avevo
giù una o due volte sollevota la questione in Con-
sigtio Provinciale, €, grozie alla reststenzr un po'
sorniona un po' chiaccherono del senatore Bolenzono e, qutndi, di tutto lo spettabile consesso, ttoÍt
Si cavò un rogno dal buco . Filippo Tempera, con
una insistente rubrica, aveva martellato settimanalmente nella " Giovíne Puglia " sulla incudine della
publico opinione, e nessuno si era mosso e nessun altro foglío stompato se ne era scosso . Ma
un bel giorno, ricss umo a breví tratti che la storia
analitica la faremo a suo tempo, cominctarono í
comizii, il popolo sovrano porve portato al calor
rosso, e il metodo del non ci sento non fit píù
praticabile . Benissímo : vi furono intervíste, díscorsí, ordini del gtorno; l0 carta periodica, scrupolosamente muta fíno 0 quel di, si fe' trombetta
del clamor popolare : e in due e due quattro fu
compilata e vorata la Legge Sacchi, guonciale di
piume slt cuí la Società riodagíò i suoi sonni che
cominciavano
o
diventore agitati
-
Per carita delle Puglíe ! non ripetiamo
il
giuoco '
comitati e comizií, e ci si
oiuterà, ffiagari, di sotto mano. Poi, al momento
buono, prendendo occasione dalla estate orida che
iort alla testa del nostro popolo impulsí'vo,
potra
'il
buon governo paterno potrebbe non sapere trovare altra salute che buttarsi, anche per le fognature, a occht bendati fra le braccia bene aperte
ctello societa genovese. cosi si risolverebbe un
altrt
solo proble*o t quello di dare semtlegalmente
II
gíà
troppi.
pappando
sta
ne
se
mílioni a chi
Ci si
lascíera
fare
oh ! , íl popolo, a clse fotte, applaudtpopolo,
-rebbe
slle oneste porvenze con le quali l'affare
sarebbe necessariamente condito
'
Di fronte a un popolo non avvezzo a discutere
dei proprii interesst e íl violento íncitamento del
quale può dare Ie piu stravaganti sorprese, con
una rappresentanza potíttca che è meglio non depreciso dt impianfinire, la stampa ha il compito
fare
tare ex professo la questione, cominciando a
ímperse
anche
qui ciò che essa Ja già altrove,
fettamente, ciò che ess0 farà
in un avvenire pros-
simo per uno socíetà piti cívile della nostra : osservare, esaminore, discutere, senza troppo pre7ccu-
parsi dett'effetto tmmedtato
di
questa congrua
opera proprta. La quale, s€ íl popolo saprà trarne
ímmediato profitto, sarà materialmente efficace,
con beneficio 0 breve scadenza ; altrimenti avrù
un valore morale, e fruttífícherù cssai tardi : ma
darà sempre, se organíca, un risultsto positivo, e
non è a temersi rtesca vana.
Ctrca l'Acquedotto Pugliese la stampa dovrebbe
quesíti :
-proporsi, per ora, i seguenti
grandiosa opera ha
della
forfait
a
L'appolto
u)
8
veramente gíovato ad offrettarne
la costruzione ?
b) È índtspensabile, o al meno utile, oggi che
lo stato pago regolarmente t lavori, che la costruzione dell'opera, € l'eserci.zío per novanta. anní,
di una impresa privata ?
Forse ci occorgeremo che, senza sacrificií dí sorto, l'Acquedotto Pugliese potrebbe essere pugliese
nel pieno senso della parola. È tntuítívo che, rísoluti i due enunciatí problemi, quello delle fognoture maturerebbe da sé, senzo sapienti ritordi e
síano alla merce
profíttevoli sperperi.
occorre, frattanto , fare una inchiesta parallela
e severissima sull'opera dei nostri uominí polittcí
relati.vo all'annoso vertenza. È necessarto ved.ere
che coso possiamo ospettarci che coso temere da
queste bestie rore che hanno, e non solo formalmente, nelle mani íl potere deliberatívo .
Bari
,
14
aprile
1912.
I.
L' appalto a, forfait dell'Acquedotto Pugliese
ha veramente giovato ad affrettarne la costruzione ?
La questione dell'Acquedotto Pugliese entro in
una fase di provvedimenti concreti con la Legge
Bal enzano, discussa in Parlamento nei giorni 4, 5
e 6 giugno 1902, e sanzionata
PtnRo Dnln'tNo
PESCn.
il
gionro 26 dello
stesso mese.
Se si tiene,conto che
il
Balenzano era stato
improvvisamente nominato ministro il 27 marzo,
dopo le dirnissioni di Giusso avvenute il 17 febraio
e dopo che in vano eransi fatti i nomi di Lacava,
di Grippo e di Perla ; e che, preso possesso del
suo officio il 28 marzo, il 1 . di aprile avocava
a se il progetto dell'Acquedotto, si avrà la impressione che nessuna legge italiana, della importanza di questa di cui ci occupiamo, sia stata
con maggiore sollecitudine resa esecutiva.
In vece la discussione parlamentare mo'stro a
chiare note che cosa essa fosse : una legge espediente per calmare le Puglie in agitazione. Questo
I
I
I
l
/
I
ll
10
carattere del progetto rilevarono magistralmente
Pul,on. Abignentò po la parte finanziaria, I'on'
Quest'ultimo,
costituzionale.
gliese per la parte
la legge
dopo avere moltrato la impossibilità che
compilata,
stata
era
come
così
venisse eseguita
un
<(
propose come emendamento che decorso
luogo, lO
Senza Che la cOnCessiOne aVeSSe avutO
I'esetcizio
(< Stato avrebbe assunto la costru zione e
>. Il Governo, rigettando senza
(
<(
dell'Acquedotto
scoprì la
discussione questa necess aria aggiunta,
mala fede.
pfopria
.
È vano fermarsi a considerare, perche la storia
quale sarebbe
non si fa con i se e, con i îorse,
questa legge
se
stato I'atteggiamento'delle Puglie
Balenzano,
il
se
o
non tosse stata approvata
Bari' non
di
pr.riàente del Consiglio Provinciale
comsenza
ritenere
avesse acconsentito, voglio
etichetta'
da
servirle
a
prendere quello che faceva'
Lagaraperl'appaltofutenutaill'febraiola
a dire un anno e otto mesi dopo
'vatazlone della legge, essendo successo all'onorevole Balenzano, nel Ministero dei LL ' PP',
stato
l,onorevole Tedesco ; ed essa, come era
parlarnentare,
discussione
la
durante
preveduto
ando deserta.
se l'emendamento Pugliese fosse stato accettato,
- un anno dopo, cioe il 1. febraio 1905, lo stato
1904, vale
avrebbe dovuto iniziare i lavori dell'Acquedotto'
Dopo questo materiale disinganno le Puglie
ffi&, avilluse caddero in un grande abbattimento i
agitazioni'
le
vicinandosi la estate, ricominciarono
Nae, dopo una riunione di deputati pugliesi a
1904)'
maggio
(14
poli in casa dell'on . LazzaÍo
che generò una interrogazione dell'on. Pansini
torno ad
alla camera (17 stesso mese), il Governo
occuparsi del famoso Progetto '
porMolte e importanti furono le modificazioni
l'Acqueper
legge
prima
alla
tate dall'on. Tedesco
a sfudotto ; ma la piu importante fra tutte ebbe
passava
progetto
il
che
via
via
mare, pur troppo,
per i diversi ingranaggi legislativi'
L'on. Tedesco aveva cominciato con l'avocare
senz'altro allo Stato la costruzione dell'Acquea un
dotto; aveva dovuto in seguito subordinare
condella
tale principio di massima 1'ammissibilita
proposta
fu
cessione alla industria privata; in fine
suborla concessione alla industria privata con la
deserte'
dinata, nel solo caso le aste andassero
della costruzione diretta'
Noi non possiamo davvero essere grati al miEgli
nistro Tedeico di questa sua arrend evolezza.
parseriamente
potersi
non
che aveva bene visto
grandiosamente
cosi
opera
lare di forfatt in una
la
varia, doveva fortemente aÎf ermare allo Stato
bene
è
importava,
che
lavoro,
responsabilità del
forse
notarlo fin d'ora, il dominio sull 'opera. Ma
imnessuna
che
considerava
il ministro Tedesco
ingrande
la
con
cimentata
mai
presa si sarebbe
zionataòognita, e pensava avere, S€ pure condi
fatto assicumente nella forma' concretamente nel
per
rato alle puglie la costruzione dell'Acquedotto
opera dello Stato, vale a dire nell'unico
onesto e ragionevole '
definiIn vece alla gara' alla quale non vollero
internaditte
potenti
tivamente concorrere le piu
zionali, P€r uno di quei fenomeni che, considerati
modo
l2
nel loro processo apparente, sembrano una catastrofica aberra zione di uomini e di istituti, restò
aggiudicatario un uomo, privo di qualsiasi idoneo
requisito, che clopo tre lunghi mesi di vaneggiamenti pote, quale rappresentante di una società
anonima, firmare il contratto di 'concessione. Ciò
avvenne il 3l luglio 1905. Ma soltanto il 7 Aprile
1906 ebbe luogo la consegna delle sorgenti.
Volendo, dunque, fare un calcolo del lavoro
eseguito in rapporto al tempo utile trascorso, occorre partire dalla data del 26 giugno 1902, se si
vuole prendere sul serio la Legge Balenzano, del
I . febraio 1905 se si vuole tenere conto della
proposta Pugliese, del 7 aprile 1906 se si vuole
fare un apprezzamento rigorosamente matematico.
Io mi atterrò a quest'ultima data.
La costruzione dell'Acquedotto Pugliese cornprende i seguenti lavori, che enuncio sommariamente;
a) un canale principale, cornposto di chilometri 92 a mezzo di canale in galleria, chil. ll5
di canale in trincea, chil. 6 di ponti-canali, chil.
6 di sifoni, che importano uno sviluppo complessivo di 200 chilometri;
b) dirama zioni secondarie per la lungh ezza
di chil . 337 in provincia di Foggia, 428 in provincia di Bari, 867 in provincia di Lecce, 36 nelle
provincie di Avellino e Potenza, con lo sviluppo
cornplessivo di chilometri l668;
c) una rete di distribuzione nell'interno degli
abitati, preventivata per chil. 800;
d) 26 scarichi, 6 salti motori, '33 case cantoniere , 24 impianti elevatori, 152 serbatoi.
l3
Il
;
I
I
r l
tempo decorso dall'aprile 1906 ad oggi puÒ
dividersi in due periodi, uno, di quattro anni, di
lavoro studiosamente stentato, un altro, di due
anni, ifl cui il lavoro, PUr non apparendo perseguito con il serio proposito di portarlo a totale
compimento, raggiunge, saltuariamente, in qualche mese, una notevole avanzata.
Sarebbe assai importante notare come in questi due ultimi anni, aprile 1910 aprile lgl2,
l'indice dei lavori approntati sia stato spaventevolmente oscillante; e raffrontare i momenti di
maggiore e di minore prodpzione con le correnti
che contemporaneamente si producevano nel mondo politico e nella publica opinione: ma mi è
necessario discorrere del nostro argomento a
grandi tratti, e lasciare da parte, àl meno per ora,
una infinita di particolari che pure hanno un peso
grandissimo.
Limitiamoci, dunque, a raffrontare la quantita
di lavoro prodotto nel primo periodo, di un qua-
driennio, con quello prodotto nel biennio l9l0-12.
A 31 marzo 1910 dei 92 chilometri e mezzo
di canale in galleria non si erano costruiti che
chil . 17, dei 115 chilometri di canale in trincea
si erano costruiti 2 chilometri appena. dei 6 chilometri di ponti-canali solo 35 metri, dei sifoni
nulla, e nulla delle dirama zioni, nulla delle reti
di distribuzione, nulla dei lavori accessorii, se si
7 modeste case cantoniere.
A 29 febraio lgl2 si sono dati p er costruiti
6l chilometri di canale in galleria, 39 chilometri
di canale in trincea, un chilometro circa di ponti
canali, 3 chilometri di diramazione in provincia
di Foggia, e 20 case cantoniere
eccettuano
15
t4
sola prima partita si osserva
due anni circa che sono corsi dal 31
Considerando
che, nei
la
Antico,
marzo 1910 al 29 febraio 1912, l? Ditta
che
tutt'altro
pure lavorando, come ho gia detto,
assiduamente, ha scavato
canale in galleria.
per 44 chilometri di
con un brevissimo calcolo, che mi risparmioa
di sviluppare, si hà, quindi, che' prendendo
dalla
base di rapporto lo stèsso lavoro fornito
masil
rappresenta
non
Ditta, il quale non solo
nepsimo sforzo possibile ma non rappresenta
gallerie
l€
prodotto,
pure un lavoro norm$mente
del canale principale avrebbero potuto essere
fino dal maggio o dal giugno 1910'
pronte
r
È ovvio considerare che, SC il lavoro dei ttafori di gallerie presenta delle difficolta tecnichedi
che si risolvono in corrispondente consumo
scavi
tempo, nessuna ne presenta il lavoro degli
attaccarsi
puo
di trincee o di posa di tubi, che
in mille punti nàtto stesso giorno, e che,a relatisupevamente, sono così ovvie le difficolta
dei
e
ponti-canali
rarsi nella costruzione dei
comitl
sifoni, che il produrne per 12 chilometri,
plesso, è opera di Pochi mesi'
fosse
così che, s€ a costruire l'Acquedotto -si
anno
lwz'
dal
dico
provveduto sul serio, non
l'
dal
nè
legge'
prima
nel quale fu votata la
avrebbe
stato
lo
quale
febraio 1905, data nella
prodovuto iniziare i lavori secondo il vincolo
dal
soltanto
ma
Pugliese,
posto dal deputato
alla
sorgenti
delle
consegna
giorno della effettiva
già'
Ditta, i cittadini delle Tre Puglie avrebbero
e da un pezzo, l,acqua del Sele a loro disposizione.
l
i
Ma a costruire gli acquedotti non bastano le leggi'
regolamenti, e i voti piu o meno sinceri delle
assemblee: occ()rrono anche
i
denari.
La Legge Balenzano provvedeva all'opera delI'Acqu.ootto pugliese proponendo di stanziare nel
bilancio dei Lavori publici I milione di lire per
ciascuno dei cinque esercizii lg03-04 - 1907-08
e b milioni di lire per ciascuno dei 24 esercizii
1908-09 l93l -32.
Da questi 125 milioni di lire occorre togliere 25
, milioni che con la stessa legge si imponeva alle
provincie pugliesi di rimborsare allo Stato negli
ultimi 25 èsercizii Îinanziarii (1907-1932), e si ha
in 100 milioni netti I'onere assunto dallo stato per
la costruzione del nostro acquedotto.
Essendo stata l'opera preventivata in 136 milioni
di lire, di soli 11 milioni, dunque, differiva il capitale approntato con la legge da quello occoriente alla esecuzione dell'Acquedotto; ed e chiaro
che, ripetendo per due altri esercizii nel bilancio
dello Stato e per uno in quello delle Provincie il
proposto stanziamento, I'Acquedotto sarebbe per
aversi tutto costruito, senza la intrusione di interessi privati, P€r il 1934
Questa data non è in verita troppo soddisfacente
per Ie assettate fauci dei cittadini pugliesi ; ma
noll è a dire che non sarebbe una bella cosa potere essere sicuri, oggi, che le acque del Sele fo'sa
Sero davvero per giungere, fra ventidue anni,
progetto'
nel
designati
pugliesi
tutti i paeselli
Ma se questo criterio onesto, cioè di imprendere e .ontinuare la costruzione dell'Acquedotto
a norma delle disponibilità dei bilanci' senza ristato
correre ad equivoci giuochi finan ziarii, fosse
-1
17
i mo
molto
16
sarebbero oggr
uiottuto, le nostre condizioni
r^ r a^rro TerlgS
.hî, sen,,u ; ll1.1''l*::f; Titff.';
lff':::k'i #t".]à;o;
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]1 p€f lal".."X-l',
3l?'J
recente Legge
finanziario,
-il
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il;J ;u'" :rT, P:::* ili.T,':ff:
3Til :Tff
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DLQ''L'/'."
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nel 1920, XT:
intallib,itmln.te.:::ÎtJ io
per essere
î'l,ijTl'.
lo ha
.or quare
ouale ro
';';;i';;;^ìi tàrmine per
o'H;il
il ministro
lf;,JriJ'i'ir,"prendere come
,t.rr. disponibilita del diTedesco trouurr. n.ri.
quei milioni che l:i, aveva
castero dei LL' PP'
saputotrovarviilsuopredecessore;nonsiriesce
non sapesse
acomprendere come
ir
Balenzano
ottenereoarSuocollegadelTesoro,iflvantaggio
dellaSuaPuglia'unaanticipazioneditondicome
ha
O. ru impresa Antico'
quella che, i;vantaggio
Tedesco'
óttenuto il Sacchi dal
Piùtostochep,.nd.,.ildenarooccorrentead
nelre casse dello
anticipare i lavori dei'acquedotto
esemchè ha permesso' per
Stato con quel sistema
esercizio
solo
in un
' la
pio, di spendere, e^ tutta
sommadipiùche300milioni,finora'perlaimpreteri chiederlo in
presa di tiuia, il Balenzano
prestito ai privati' ., !- ^.-nnr*r.rì chiarire'
una
chiat
A questo proposrto è opportuno
voltapertutte,Uflgrosso..g.uiuoco,chepermette
Antico di giuocare con
ai protettori della bittu
amministrativo, equivoco
d,estrezzaun postulato
tta, delizia per le coscienze
anch'esso, e che qui.n
chesiacquetanodelleÎrasifatte'comeilcavolo
diretta
.di ,co1lTii""e
a merenda' Quando-putfasiprivata
nel
parla,
non si
e di appalto all,indu,t,iu
casonostro,chediduediversimodidiconces-
sione di lavori in appalto. I
dorimprenditore, industriale o operaio, possono
mire tranquilli i loro sonni, che, s€ rimproveriamo
divenall'atlarismo politico i grandiosi forfaif che
questo
a
tano il piu delle volte dei veri ricatti,
ffiomostro non contrapponiamo davvero lo stato,
ea
conto
pef
suo
struoso anch'esso, che scaglia
di
mantici
i
tira
suo rischio il colpo di piccone o
ghisa'
di
tubi
dei
una officina per la costruzione
La concessione dell'Acquedotto Pugliese, in
blocco, costruzione ed eserci zio , a una societa
di privati che, a sua volta, avrebbe per proprio
che
conto appaltati i lavori, non voleva essere
allo
anticipare
fare
per
una opefazione bancaria
vincolando i lucri futuri, c&Pitali che lo
timorosi dello stato
stato,
Nel
Stato non intendeva erogare immediatamente'
presentato
fu
quale
nel
impreciso
modo vago e
però'
alla Cameia il primo progetto non trattavasi,
aleatoria'
stravagantemente
propostà
che di una
cifra
optandosi per la concessione si fisso nella
ogneppure
nessuno'
che
lavoro
un
di 136 milioni
pergi, puo dire quanto dovra costare realmente
principio
che, alla impóssibilita di avere fino dal
un esatto é particolareggiato progetto, bisogna
suolo da
aggiungere l'alea nei ptezzi unitarii del
d'opera
mano
.Jpropriarsi, dei materiali e della
Fordal
mare
al
nei diversi íuoghi dall'appennino
Leuca e per il lungo periodo
prevendella concessione; si tolsero dalla somma
in base
dire
saprebbe
tivata 11 milioni, nessuno
dell'eserbeneficio
il
a quali calcoli; si concesse
ai frutti '
cizio per novant'anni ' con partec ipazione
ardui,
ptevedeva
ministeriale
la stessa rel azrone
tore alla puntu di
che
specialmente nei primi anni; e
CEHUM.VTT.2,
si rinviarono i pa-
19
18
gamenti a costru zione finita, vale a dire quando
la Ditta avesse anticipato tutti i 136 milioni con
i relativi interessi. '
Su queste basi solo degli imbecilli avrebbero assunto la impresa; ma gli imbecilli si trovano fra i
cittadini che pagano e non nelle grosse ditte che
fanno gli affari con lo Stato.
Quanta fiducia avesse il Governo che da i privati
si assumesse la impresa, e quanta ne dimostrasse
nel piano linanziario del progetto si rileva a chiare
note da tutta la discussione parlamentare. Il lettore
puo averne una idea meditandone il seguente brano:
vitabili ulteriori pressioni delle pop olazioni al goVerno, pressioni che in questo caso sarebbero
state seriamente efficaci, perche non si sarebbero
spuntate di fronte alla congiura del silenzio, sal-
gli interessi della Impresa.
Il progetto Tedesco, if1 fatti, avocava senz' al'
vaguardante
tro allo Stato la costruzione dell'Acquedotto e stanzrava nei bilanci dei LL. PP . la somrna occorrente
aî lavori, ift modo che eSSo potesse essere Compiuto entro il 1920.
La relazione che accompagnava il progetio fegionava così :
Edotti dall'esperi enza, noi ci 'chiedemmo dapprima
PRestnENTE -- Avverto I'onorevole Ministrc, la Commissione e la Camera che l'onorevole Pugliese ha proposto un'aggiunta a questo articolo, così concepita :
<( Decorso un anno dal giorno del bando della gara
senza che la concessione abbia avuto luogo, lo Stato
assumerà la costruzione e l'esercizro dell'Acquedotto ".
ZnuaRoELLI, Presídente del Consiglto Chiedo di
se convenisse migliorare solamente le condizioni della
concessione i n modo da rassicurare il capitale ed inclurlo a concorrere con la Speranza di un ragionevole
f impresa non efa facile, e a ogni moclo
rinraneva pur sempre la preoccu pazione che troppo
vasto fosse il concetto di un concessionario unico, ai
quale per quasi Lln secolo sarebbe rimasta infeudata
la gestione dell'opera. D'altta parte sorgeva il dubbio
se convenisse privare il Consorzio, da costituirsi tra
Stato e Province, dei possibili utili dell'acquedotto,
mgntre, sia pure diluendo la spesa in 29 anni, it consorzio, in Sostanza, si assoggettava ad un onel e finan ziario quasi corrispondente al costo dei lavori di
profitto. Ma
parlare.
ha facolta
- Ne
Per
tutte le ragioni che furono ampiamente svolte dal mio collega il Ministro dei Lavori
PnesloENTE
ZnTaRoELLI
il Governo dichiara formalmente di respingere nel modo più reciso questa aggiunta, che sarebbe
la dístruzione della legge.
Quello Zanardelli aveva dei grandi scatti di
Pubblici,
sincerita
costruzione.
Scaturì quindi
!
Nessuno potrebbe, in vece, rnettere
il
pensiero di avocare al Consorzio,
e per esso allo Stato, che ai termini della legge del
1902 deve esserne il legale gestore fino all'apertura
dell'esercizio dell'Acquedotto, il compito della costruzione, riservando a suo tempo ogni decisione circa
I'ordinamento dell'esercizio.
L'intervento dello stato, che alla esecuzione delle
opere provvederebbe secondo le norme vigenti per
gli appalti di pubblici lavori, avrebbe offerto la piÌt
in dubio la
lealta del progetto Tedesco. Se il progetto Tedesco fosse stato votato integralmente i pugliesi
sarebbero alla vigilia della realizzazione dei loro
sogni; e non è detto che non avrebbero potuto
a quest'ora gia averli realizzati, grazie alle ine-
:t
2l
20
mandatario della socíeta Generale per escavazíont
e bonífíche Ercole Arttíco e c. costituita il 19 maÍzo
ampia garanzia che le opere sarebbero stato costruite
con rispetto del piano prestabilito, sotto la dire zione
degli stessi ufficiali tecnici, a cui si deve il progetto
lg04 col modesto capitaie di 1.b15.000 lire fra i
tre fratelli, Avv. carlo Marcello, senatore Giovanni
e senatore RafÎaele Bombrini, la ditta Ansaldo, e
poch'i altri congiunti clel Bornbrini e familiari. Dei
iequisti richiesti dal bando cli asta, pote nzialita
linàn ziaria, moralita e idoneita, dunque, nessuno'
Cotne I'Antico sia stato ammesso alla gara' come
lle sia restato, f ra tante accreciitatissime ditte, il
di massima e che allestirono a suo tempo i progetti
esecutivi. Ed oltre a ciò, eliminata l'unicita dell'appalto, verrebbe a giovarsene anche I' industria nazionale, che lo Stato non lascia di proteggere in varie
forme, aiutandola nel suo progressivo sviluppo.
Questa saggia €d, in un certo modo, profetica
visione delle cose, che mi è piaciuto integralmente
riprodurre, fu intorbidata dal susseguito lavoro
legale aggiudicatario, resta un enigma ci"le' a somigllanza dì tanti altri, non scioglieremo giammai.
A complicare maggiormente le Cose sopravenne
il fatto che la ditta ín Tcconlanditct svanì r10n si
tcsto l'Antico si ebbe la Concessione e' soltanto
legislativo.
It Tedesco, in omaggio forse ai fanatici dell'esercizio privato, aveva, in un ultimo articolo del
suo progetto, ammessa la facolta della concessione.
La commissione parlamentare ne volle fare I'articolo primo del progetto concordato, obligand o
dopo tre mesi dalla aggiudicazione dell'appalto,
l,A'tico si presento a stipulare il contratto come
Ita'
delconcessíonoriu
e
Socíí,
Antico
lisna Ercole
amnrinistratore clelegato della societù Anoníma
Stato alla costruzione soltanto quando Ie gare
fossero risultate vane ; il Senato rincarò la dose,
votando, Su proposta dell'on. Balenzano, utl ordine del giorno col quale si autori zzava la concessione alla industria privata anche durante il primo
lo
l' Acquedotto Puglíese
-
La Corte dei Conti, rilevando la mutata ragione sociale, si rifiuto a bella prirna di registrare il
contratto; ma dovette alla fine' come sempre, rintan-
il rimborso, a carico del
concessionario, delle somme gia erogate dallo Stato.
anno cli lavoro, salvo
i ProPrii scruPoli.
Cosi la impresa romanamente superba, dalla quale clipende la vita di una intera regione, veniva racgiarsi
Con questa tendenza a favorire, comunque , là
alla gara. Delle dodeci ditte, quasi tutte fortissime di esperienza e
di capitali, otto si ritirarono senza concorrere; tre
si offersero per contratti da stipularsi su basi diverse da quelle stabilite nel capitolato di appalto ;
Ercole Antico offri senz'altro il ribasso di un milione, e restò aggiudicatario.
Ercole Antico era in quel tempo il socio acco-
cattata da una improvvisata società
specul azione privata si venne
di îinanzieri.
con l'assumere la concessione dell'Acquedotto
una clitta seria doveva proporsi due Cose : mettere a frutto la propria esp erienza tecnica; impie-
gare vantaggiosamente i proprii capitali.
La improvvisata Ditta Antico non aveva esperienza di sorta da svolgere nella colossale co-
a/
/4r
23
22
struzione; e non aveva nemmeno capitali da impiegare. Essa sorgeva con un capitale nominale
di
quindeci rnilioni di lire, dei quali sei rnilioni
vennero immobilizzati come cauzione nelle casse
dello stato, e il resto venhe versato a dosi epicratiche; sì che troviamo, nel rnarzo 1908, due
anni buoni dopo l'inizio dei lavori, l'interc capitale rrersato in lire 10.782.625, e nel giugno
1909 in lire 13.398.125.
Con questa stitica prep aÍazione finanziaria non
era possibile la Ditta si fosse proposta sul serio
la costruzione dell'intero Acquedotto.
Si tenga presente che, secondo la legge Tedesco, i lavori f orniti dalla d itta assuntrice potevano essere regolarmeirte pagati dallo Stato, nta
soltanto entro i iimiti delle somme stan ziate nel
bilancio dei LL. PP. Per questa convenzione,
mentre la Ditta, obligandosi alla consegna di
tutto l'Acquedotto per il 7 agosto 1920, avrebbe
dovuto spendere per quell'epoca tutti i 136 milioni preventivati dal progetto di massima, non
avrebbe potuto percepirne che 95 : vale a dire
che, bene osservando i patti, avrebbe dovuto
avere per quell'epoca un disborso di 4l milioni,
compensabile con la percezione degli ulteriori
stan ziamenti e con i lucri dell'eserci zio.
Ma questo non è che il bilancio preventivo
della impresa al momento della consegrla finale,
che sarebbe do,.ruta avvenire nel 1920. Assai piu
grave sarebbe stato lo sbilancio della Ditta nel
1916, epoca rrella quale essa avrebbe dovuto con-
segnare
reti di
tutto I'impianto dell'acquedotto più le
per i comuni di
canalizzazione interna
prima e cli seconda classe, vale a dire quasi tutta
l'opera al completo, senza avere incassate che
le somme stan ziate per gli esercizii dal 1903-4
al 1915-16, vale a dire soltanto milioni 67 .
Considerando questo schema finanziario si PuÒ,
anche non tenendo conto di tutte le gravezze
contrattuali addossate al concessionario senza
calcol azioni preventive e senza limiti di spesa '
giudicare quale pazza idea fosse stata quella di
pensare a un Concessionario unico per I'attuazione del progettato lavoro. Ma, Poniamo che
ministri e deputati e senatori non si fossero accorti di questa stravag anza; poniamo che ritenendo onestamente possibile un simile contratto,
non avessero un momento solo dubitato che la
Ditta Antico fosse la meno indicata, Pef la nesSuna capacita finan ziaria, &d assumerlo; ma, e
la Ditta Antico, come ha fatto essa, che pure
impegnava dei capitali, per quanto rnodesti, a
buttarsi a capofitto nel periglioso aftare ?
La legge Tedesco consentiva * il pagarnento
" cleile annualita del concorso dello Stato e delle
< provincie al concessionario durante la costruzio< l1e, a misura dell 'avanzamento dei lavori e nei
. limiti delle somme stanziate in bilancio " È
ovvio che, mantenendo la fornitura dei lavori nel
limite degli stanziamenti, la Societa veniva a co-
prirsi, metodicamente, delle somme erogate nei
lavori, non facendo che piccole anticipazioni per
periodi relativamente brevi.
È vero che, ift tal modo, i lavori sarebbero progrediti a passo di lumaca, la consegna non sarebbe
stata possibile per il termine stabilito, e la Societa
avrebbe dovuto subirsi le severe penali comminate
per la inademPienza.
r
I
25
I
I
24
Ma non bisogna dimenticare che la Ditta Antico'
aveva avuto il buon giudizio di costituirsi sotto
la forma di societa anonima e che, Come tutti Sanno
nella se- lo ignorava soltanto l'on. Balenzano
duta consigliare del 25 maggio 1910 --, nelle societa anonime la responsabilita degli azionisti è
limitata alla quota di capitale sociale da essi sottoscritta. Non solo ; ma questa disposizione legale
ha un valore pratico soltanto nei rapporti dei socii
fra loro : riguardo ai terzi, la responsabilita si
limita in fatto alla quota versata non alla sottoscritta, quando i versamenti non sono stati fittizii.
Le penali comminate dal capitolato di appalto avreb-
bero, comunque, colPito a vuoto
Restava, a garentia dell'esatto adempimento, la
cauzione in 6 milioni di lire. Pero I'art. 25 del Regolamento alla legge, in ordine alla " restituzione
* della cauzione n , statuiva: u In corso di opera ed
< a Sua domanda il concessionario potra ottenere
della cauzione per rate
( non minori di lire 500 mila o multiple di detta
< somlna ed equivalenti al 10 per cento dei lavori
* eseguiti Senza, peto, oltrepassare la Somma di
o 5 nrilioni
nato a fondo intangibile di garentia per la gestione
dell'eserci zio, e il quale la Ditta Antico dove preventivare in pura perdita, nella calcolazione
dell'affare, era in sua lacolta riscattare i 5 milioni di cauzione dopo aver fornito per 50 rnilioni
di lavori.
lità del Ministero dei LL. PP. all'articolo Acque-
dotto Pugliese sarebbero sommate a ben 67 milioni,
si vede come la Ditta avrebbe potuto a suo bell'agio
lavorare fino a quel giorno in modo che le somme Spese le fossero Sempre puntualmente rimborsate, e svincolare anche i cinque milioni di cau zione, lasciando lo Stato, quando le fosse parso conveniente, con un pugno di mosche in mano.
A mostrare al lettore Come sia peregrinantenie
favorevole alla Ditta questo articolo 25 del Regolamento B luglio 1934, riporto i due articoli riguardanti la caúzione in due capitolati similari.
L'art. 37 del Capitolato (3. convenzione) per la
costruzione dell'Acquedotto del Serino dice :
La cauzione definitiva della concessione resta determinata in 9000C lire di rendita italiana, 5 per cento,
. che saranno restituite un anno dopo che, compiuti ed accettati i lavori, I'opera sarà ín pieno e regoIare esercizio.
E, nel capitolato per il traforo del Sempione :
n La garentia comprende una cauzione di fr. 5 mi-
u la graduale restitu zione
Tenuto conto che, con inspiegabile imprevidenzà, nel capitolato di appalto non si era fissato nessun termine di consegna parziale anteriore al 7
agosto 191 1, e che per quel termine le disponibi-
I
* lioni, mediante delle ritenute del 7
u menti mensili.
112
019 sui paga-
A compimento del primo tunnel la garentia sara
<. prima ridotta a fr. 2 milioni; poi, dopo due anni,
o ad 1 milione, ed infine , dopo tre anní, a fr. 500000'
n Avvenendo la costruzione del secondo tunnel , la
<< caúzione, rimasta di fr. 5c0 mila sarà successivamente
.. portata a fr. 1500000 per delle ritenute del 7 OtO sui
,,
u
nuovi acconti.
il secondo tunnel la cauzione rimarrà di
per
due anni. "
fr. 500000
Come il lettore ha visto,la Ditta Antico' senza
rischio alcuno di capitali, veniva legalmente facultata, ove ne aVeSSe trovata la conveni enza' a Co(<
,,
Terminato
26
struire per 67 milioni di lire, riscattare i cinque
milioni di cauzione, rinunciando al sesto che sarebbe stato incamerato, e lasciare in aSSo i lavori
dell'Acquedotto anche alla vigilia della consegna.
Quale pero l'utile detla Ditta in questo astuto
temporeggiamento a danno delle popolazioni assetate ?
I lavori
la costruzione dell'Acquedotto Pugliese sono, it1 previsione della costruzione di
per
Stato, assai diversamente preventivati : enormi i
prezzi unitarii per i trafori delle gallerie e gli
SCavi delle trincee ; relativamente bassi i ptezzi
delle tubulature, della messa in opera, delle espropriazioni, dei serbatoi, delle macchine, e simili.
Si tenga presente che il traforo delle gallerie,
valutato in lire Mille al metro lineare nell'elenco dei
prezzi alligato al capitolato, e costato alla Ditta
da un massimo di lire 470 a un minimo di lire 280;
che il costo del cavo delle trincee, pr eventivato
in lire 2,00 il m. c. e stato in vece di centesimi
70; e si calcoli quale enorme guadagno ha realizzato la Ditta nei lavori iniziali dell'Acquedotto,
lavori oltre i quali, badi bene il lettore, là Ditta
aveva chiaramente mostrato di non volere procedere, non avendo costruito un solo serbatoio e
non avendo Commissionato un soio metro di tubo
in
ghisa
L' onorevole Malcangi, mernbro per il Consiglio
Provinciale di Bari nel Consiglio di Amministrazlone dell 'Acquedotto Pugliese, dovè convenire
che, continuando indisturbata nel suo giuoco, lÍt
Ditta Antico avrebbe guadagnato da 35 a 40 milioni di lire. Valeva la pena di lasciare nelle casse
dello Stato I'unico rnilioncino di cauzione !
27
Occorreva, perche il giuoco riusgisse, oltre il
complice silenzio degli istituti di controllo e dei
nostri rappresentanti politici, silenzio che f u per
qualche anno vituperevolmente unanime, tenere
la quantita del lavoro prodotto così basso da assicurarsi, non superando con le somme spese il
limite annuale degli stanziamenti nel bilancio dei
LL. PP., I'immediato rirnborso delle medesime.
Di qui uno studiato ritardo nell' avanzamento dei
lavori, ritardo che talvolta raggiunse tale esageruta misura da far restare alla Cassa Depositi e
Prestiti per lungo tempo inoperosi, perche di al-
trettanto non procedevano i lavori forniti dalla
Ditta, parecchi milioni già regolarrnente versati
dallo Stato e dalle Provincie.
Ne basta. Tenuto presente che nelle liquidazioni
fatte in base alle famose tabelle di prezzi unitarii,
lo Stato ha pagato 1000 cio che e veramente costato da 470 a280, e anche assai meno (un subappal-
tatore ha retribuito i cottimisti con L. 1 l0 per
metro lineare di traforo in galleria !) è facile fare
il conto di quanto lavoro si sarebbe potuto approntare impiegando direttamente le somme stanziate in bilarrcio e di quanto se ne è realmente
ottenuto facendo passare il denaro per le mani
di enti intermediarii che ne hanno ritenuto Îino all'ottocento per cento !
La concessione dell'Acquedotto tlugliese ne ha
dunque ritardata la costru zlone per tre modi : I .)
perchè it popolo pugliese, sapendo che un contratto inviolabile, fatto col consenso dei maggiori
suoi uomini politici, ne regolava la co struzione, e
che alla esatta esecuzione del contratto medesimo
rI
28
ed uornini pur troppo bene acvegliavano istituti
"ha
potuto richiedere allo Stato, sP€crùitati, non
cialmente in tempi di clisoccup azione, ufl acceleramento di lavoro che sarebbe stato possibilissifflo,
nè si è curato di controllare se al meno la Ditta
proassuntrice lavorasse in rnodc da mantenere i
aveva
assuntrice
ia
Ditta
prii impegni; 2.) perche
con
un proprio interesse a menare innanzi i lavori
direttaappaltando
perche,
studiata lentezza; 3.)
mente i lavori agli immediati costrutiori, lo stato
gaavrebbe potuto, con la stessa spesa' e con
un
avere
esecuzione'
buona
di
serie
piu
rentie assai
maggiore'
volte
quattro
o
tre
opera
in
rendimento
II.
È
indispensabile, o almeno utile, oggi che lo
stato paga,regolarmente i lavori, che la co-
struzione dell'Acquedotto Pugliese, e I'esercizío per novanta anni, siano alla mercè di
una impresa Privata ?
Diamo anzi tutto uno sguardo sommario alla
Legge Sacchi in quanto, specialmente' essa muta
le basi contrattuali della Legge Tedesco.
Quando fu publicato il progetto Sacchi parecchi
giornali, come riproducendo un medesimo cliché,
ne tesserono le lodi, perche per eSSo' Senza l'aumento di un centesimo sul forfait di 124 milioni,
con valide garentie contro le possibili inadempienze della Ditta, si assicurava l'acqua alle
Puglie due anni innanzi la data stabilita dalla legge
Tedesco
1904.
Tre menzogne le quali è bene esaminare nella
loro impud enza per mostrare come si sono manipolate le leggi dello Stato a beneficio dei senatori del Regno.
Secondo la Legge Tedesco I'opera dell'Acquedotto Pugliese, preventivata in 136 milioni di
31
30
lire, veniva app altata sulla base di 125 milioni
col beneficio dei lucri di esercizio per la durata
di anni 90, lucri sufficienti, secondo i calcoli del
legislatore, a compensare, oltre che gli undeci milioni di differenza tra I'importo dei lavori e la
contrib uzione dello Stato, l' interesse dei capitali
da anticiparsi dalla Ditta -- in ragione di circa 70
che lo Stato
con appositi stanziamenti nei
rnilioni ad opera completa
avrebbe
man mano coperti
bilanci posteriori alla consegna dell'operu"
secondo la Legge sacchi la somma da versarsi
dallo Stato alla Ditta Antico resta, è vero' complessivamente , là stessa di 124 milioni ; ma vengono
bonsiderevolmente abbreviati i termini ed arlmentate le cifre degli stanziamenti in bilancio, specialmente negli anni prossimiori. cosi nel 1912 lo
stato potra versare alla Ditta b0 milioni di lire in
vece dei 39 milioni, e non Piu, che sarebbero
stati disponibili a norma della legge Tedesco ; nel
1913 65 milioni in vece di 46, nel 1914 B0 in vece
di 51, e così via.
la Ditta
Quale enorme guadagno abbia reali zzato
ai patti
za
Antico in virtu della propria inadempien
la lense
contrattuali del lgOb è facile calcolare.
tezza nei lavori, se l'assalto allo stato con liti
temerarie, se la paraJisi nel controllo che lo Stato,
il consorzio, le Provincie avrebbero dovuto rigidamente esercit are, e non hanno affatto esercitato,
o per insipienza, o per viltà, o peggio, tossero
stati armonicamente preordinati a questo scopo'
'
l'eff etto non poteva essere rnaggiore '
mulecito
sia
se
ritlettere
legislatore
al
Lascio
tare le basi contrattuali di un appalto in altre che,
con relativo onere della Finanza, aumentino in
modo tanto considerevole i proventi dell'assuntore, senza ricorrere ad una nuova asta. Così il
principio, che, p€r migliorare le condizioni di un
affare assunto in libera concorrenza, basta non
mantenerne gli impegni, ha avuto la solenne sanàione di un voto del Parlamento
E passiamo alle garentie.
Ho dimostrato quale allegra garentia fosse per
lo Stato Ia famosa cauzione dei cinque milioni,
completamente riscattabile dopo I'apprestamento
di cinquanta rnilioni di lavori. Ma, ove la legge
fosse stata osservata e fatta osserv are, sufficiente
garentia sarebbe restata per lo Stato il cumulo
dei lavori forniti e non pagati, prodotto dall' anticipo delle date di consegna dell'opera 19161925 sul perentorio dei pagamenti fino al
1932
cumulo che veniva, per virtu della legge
stessa, ad aumentarsi via facendo.
Nlantenendo abilmente I'importo dei lavori forniti sempre al disotto degli stanziamenti annuali,
la società mirava a eludere questa opportuna disposizione di cose , là quale costituiva come una pro-
va della sua solidita îinanziaria e un pegno della
serietà dei suoi intenti. Ma cosi non si poteva procedere lungamente. Così , senza il nostro
allarme,la Ditta avrebbe potuto, tutt'al più, tirare
innanzi, indistu rbata,
fino al
1916, sfruttando i
primi 65 milioni della concessione: addio però
inqognite dell'esercizio e possibilità di nuovi affari, come, p€r esempio, quello delle fognature.
La Legge Sacchi e provvidamente venuta a sanare il vecchio e ad aprire la strada alle conquiste future.
32
'Con la Legge Sacchi, ferma restando
la cauzione
conpur
troppo'
e,
milioni
nella cifra di cinque
interadi
facolta
la
Ditta
alla
cedendosi ancora
mente riscatt arla dopo avere compiuto per 50 mi-
lioni di lavori, è venuta a mancare totalmente la posteriore garentia dei lavori apprestati e non pagati, peróhè il progetto Sacchi non consta effettivamente di altro che di provvedimenti tendenti
a rifornire senza indugio la societa dei capitali
che eSSa investe nell'opera; e, piu precisamente,
essencio statuito all ' art 6 che : " Dopo la scad enza
ciascun bimestre, la Societa concessionaria
dovra trasmettere all'ufficio di sorveglianza i
<( prospetti relativi all 'avanzamento dei lavori ,
(( quati sono prescritti nell' att. 73 del capitolato.
< In seguito alla presen tazione di tali prospetti,
<( una apposita Commissione tecnica, ifi prece< denza nomi nata dal Ministero dei LL. PP', de( terminera I'ammontare clei lavori eseguiti, ifl
(< base agli accertamenti relativi alla scaden za del
<( bimestre, applicando ai lavori la tariffa del ca<( pitolato, modifi cata da quella unita alla presente
<( conven zione. Soltanto per le opere non ultimate
<(
di
<(
del loro stato di
avanzamente.
Si
avra
<(
conto
<(
viste dei materiali a piet d'opera nonchè alle
direzione e sor<( veglianza dei lavori, ed a quelle generali, So(< stenute dal Concessionario, per quella parte di
<(
la
compil azione
dei
progetti
,
< gresso dei lavori . '
óosì la Societa puo sempre riscuotefe' cente-
33
simo percentesimo, bintestralmente, le somme investite in lavori per l'acquedotto, anche se non ultimati; e farsi indennizzare dei materiali.approntati e non
messi in opera, che possono farsi figurare in venti
collaudi consecutivi, delle spese di espropria-
zione, impianti,
dire
zione
e simili, delle quali
ognuno sa chi possa e debba fornire i dati.
È enorme; ma non e tutto, perchè, subito dopo,
lo stesso articolo 6 statuisce : ( Sull' ammontare
( dei lavori e delle spese così determinate, non
(< verrà prati cata nessun'altra ritenuta, oltre quella
< il caso, dall'ammontare stesso saranno prele( vate le somme corrispondenti alle penali, nelle
" quali la Societa concessionaria sia incorsa. "
Vale a dire che il diritto alla ritenuta sui prezzi
del preventivo, ammontante a 136 milioni, proporzionalmente ai 124 milioni del contributo consorziale, che ritenuta rlon potrebbe neppur chiamarsi, trattandosi di vera e propria riduzione di canone
in cospetto di lucri futuri, ma che pure il Consorzio doveva applicare e applicava finora nei
suoi collaudi, viene con il progetto Sacchi rinunciato in favore della Ditta, cui si costituisce
come un anticipo dei lucri dell'esercizio sui lavori approntati, fino al valore effettivo di 124
rnilioni.
Venire quindi a parlare di penali o simili cose
è tendere panie agli allocchi. Un imprenditore cui
lo Stato si obliga di fornire, punto per punto,
in base a larghi preventivi, i capitali di cui esso
abbisogna, rinviando le ridu zioni e le alee alle
ultime fasi del lavoro e quando non saranno piu
nelle sue mani né un soldo di cauzione ne un
cEHUM-
vtt -
3.
34
metro di muratura che non sia stata pagata, puo
fare con comodo i suoi calcoli, e ritirarsi quando
gli pare, dopo avere fatto ingenti guadagni , senza
che lo Stato possa fare valere altre garentie che
quelle vanamente verbali.
È curiosa. Nella Legge Tedesco garentie positive ve ne erano fin troppe; ma I' affarismo politico fa le fiche alle leggi. Con la Legge Sacchi
si è messo il Concessionario in cond izione di
fare le fiche ai proprii impegni rispettando puntualmente la legge. Che un progresso vi sia stato
non vi è dubio.
Ma, dopo tutto, il guaio è che i milioni si sono
regalati, e, in verità, nulla concretamente si è assicurato alle Puglie sitibonde.
Finora, se la Legge Tedesco fosse stata osservata, la Ditta Bombrini avrebbe potuto lasciarci
in asso sul più bello; ffia, se non con la compromissione fina nziaria dei suoi componenti, perchè
anonima, relativarnente alla sua limitata esposizione
ne sarebbe uscita, sempre se la legge fosse stata
osservata, con le ossa rotte.
La Legge sacchi in vece ha facultatala Ditta a
lavorare finchè le pare, a incassare puntualmente
I'importo dei lavori forniti, con quelle convenienti
disposizioni che sono state nuovamente introdotte
a suo vantaggio, e a scegliere, se le fa comodo,
il momento opportuno per trarsi da p arte, Iasciando
a noi I'onere dei lavori cli diram azione e di canali zzazione, che abbiarno sempre
ardui e onero si .
ritenuto
i
piu
Non ad altro risponde il secondo capoverso
dell'articolo 3 della conv enzione : .. In ogni caso
35
(( però,
e fin da ora,la societa si obbliga di
( ultirnati, al 3l dicembre lgl2, &I meno 60 dare
chi< Iometri di canale principale in galleria e 50 chi.. Iometri dello stesso canale in trincea, comprese
( le parti sino ad ora eseguite ; ecl al 3l dicembre
<( 1913 dare ultimati T0 chilometri di detto
canale
< in galleria e I 15 in trincea. u
Gallerie e trincee, trincee e gallerie, che, anche
con i prezzi ridotti della nuova tariffa, che non
è detto sia retroattiva, restano sempre il grande
boccone buono dell'affare, che la Societa ha interesse a beccars i per intero, mediante il quale
essa svincola per intero icinque milioni di cauzione, assicurato il quale essa puo incominciare
a tendere le reti, come pare i suoi compari stiano
facendo, per un rimaneggiamento della Legge
Sacchi, tendente a prorogare il termine di consegna del 1914, o a ridurne Ia materia, o ad assicurare straordinarii lucri in avvenire.
Da cio che ho esposto finora nettamente risulta
che, per quanto leggi e relazioni e voti si sforzino di fare intendere il contrario, non la Ditta
Antico è stata contrattualmente impeg nata per
assicurare la costru zione dell'Acquedotto; ma la
costruzione dell'Acquedotto e stato il buon pretesto
d i una f ortunata specul azione rinanziaria per la
Ditta Antico.
Con un criterio niente afîatto giustificabile si
volle affidare a una sola impresa, in mastodontico complesso, il lavoro tecnico, il lavoro finanziario, il lavoro amministrativo di un'opera la
di elementi disparatissimi : espropriasuoli, costruzione di opere murarie, in-
quale consta
zione
di
lw
r
i!
37
36
cetta di macchine e di tubi di
per novanta anni di un publico servizio.
Non si comprende quale utile abbia trovato
lo Stato a delegare a una società privata le
pratiche di esprop riazione dei suoli necessarii
allo sviluppo delle opere dell'Acquedotto quando
tutti sanno che tali pratiche svolgonsi propriapriamente, e non è possibile fare altrimenti, Pef
mezzo di organismi dello stato stesso '
Non si comprende quale utile abbia trovato
lo Stato ad affidare a una società di milionarii,
all'uopo improvvisata, la costruzione delle diversissime opere murarie. Se lo Stato avesse
direttamente appaltato tali lavori ai veri costruttori avrebbe risparmiato la provvigione ultrausuraria ritenuta dalla Ditta in questo giro di capitali; avrebbe scelto gli accollatarii più adatti pagandoli meglio; avrebbe controllata direttamente
la bonta delle costru zioni; avrebbe, con le somme risparmiate, dato un maggiore impulso ai lavori. I e Puglie, inoltre, avrebbero potuto premere
direttamente sul governo per I'acceleramento dei
medesimi, e sulle vicende dell'Acquedotto avrebbero tenuti gli occhi bene aperti , senza che il
Consorzio dapprima e in seguito i Consigli Provinciali avessero potuto servire da paravento alle
ghisa, gestione
inadem pienze della Ditta.
Non si comprende quale utile abbia trovato
lo Stato a contrattare, con I'intervento della Ditta
Antico , l' acquisto delle macchine e dei tubi di
ghisa occorrenti all'Acquedotto. Per tale intervento le necessarie provviste non Sono state ancora fatte; e le ragioni non possono essere che
due
: o la
Società non ha
i
capitali occorrenti,
o Ia
Societa non ha la intenzione di condurre
a termine l'Acquedotto. Nella prima ipotesi, che
cosa ha fatto la Societa dei guadagni finora realizzati, che cosa intende fare di quelli che realizzerà in avvenire ? Nella seconda ipotesi, quali
armi abbiamo noi se la Societa ci pianta in asso
dopo avere intascato iguadagni realizzati e da
realizzare con il traforo delle gallerie ?
Non si comprende perché lo Stato, con vilissima e pericolosa rinuncia, abbia voluto infeudare
per novanta anni, a una societa privata, ufl'opera
publica del genere e della imp ortanza dell'Acquedotto Pugliese, dalla quale dipendera la vita
e la salute fisica ed economica di una grande
popolatissima regione.
Ma, dura stringente miseria !, tutto cio potrebbe, fino a un certo punto, spiegarsi e comprendersi.
Spiegarsi cosi : lo Stato italiano ha, in un dato
momento, riconosciuta la necessità di risolvere,
immediatamente, il probleffià, a molte incognite,
dell'Acquedotto Pugliese; pur troppo, pero, non
aveva nelle sue casse i denari necessarii alla impresa e ha dovuto farseli imprestare dallafinanza
privata subendo un ricatto.
Onesta cosa sarebbe stata dire a cotesti fi: " Mi occorrono tanti milioni per un'o( pera publica; datemeli, e ve Ii restituiró, secondo
< permetteranno le disponibilita dei miei bilanci,
. pagandone il relativo interesse > Ma i grossi
finanzieri non si disturbano per chiedere loro un
semplice impiego di capitali; e per averne i quattrini si è dovuto montare I'affare, cioè creare la
nanzieri
W
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3B
possibilità dei grossi lucri; e si è detto: Ci oc< corrono centotrentasei milioni; dateceli, e noi ve
< ne restituiremo, così come potremo, centovendi
" ticinque in moneta contante. Per gli undeci
" differenza, che anticiperete senza restituzione,
., per l'ammo rtizzamento degli interessi sull'una
u e sull'altra Somma, assumete voi la costruzione,
" intascando i risparmii che vi riuscirà di fare
.. Sul preventivo, e godetevi per novanta anni i
. frutti dell'opera >. Disp erata offerta di uno Stato
che ipoteca per centoventi anni la gestione e il
dominio di un colossale ed essenziale servizio
publico; ma oÎferta logica quando si vuol compiere I'opera e non se ne hanno i mezzi.
Pero le cose non Sono esattamente andate così.
Ci sarebbe anzi tutto da vedere in base a quali
calcoli la somma risultante dagli undeci milioni
di eccede nza fra la spesa preventivata e il concorso diretto dello Stato e delle Provincie piu gli
interessi relativi si compensasse con i lucri di
novanta anni di eserci zio. Pur mutandosi considerevolmente il modo di pagamento delle quote
di concorso, che per la Legge Bal enzano sarebbero state contribuite a lavoro finito, per la Legge
Tedesco durante il lavoro, e non vi è chi non
veda quale enorme vantaggio questo secondo
modo di pagamento costituisse per I'assuntore,
il cornpenso restava lo stesso dei lucri dell'esercizio per novanta anni. Dunque: o la Legge Balenzano era assurda o la Legge Tedesco, che,
con ammirabile coerenza, lo stesso ofl. BalenZano
raccomandò alla approv azione del Senato, costituiva all'assuntore un indebito arricchimento.
Ci sarebbe quindi da chiedere per quale arcana
*
ragione uno Stato, che pure trovava, fra le future disponibilità dei suoi bilanci , la somma di
125 milioni, non riuscisse a trovarne altri undeci
per diminuire il periodo di dominio privato su
un servizio publico cotanto geloso quale la distribuzione dell'acqua a una intera regione; non
riuscisse a trovarne quanti ne sarebbero occorsi
ad amrnorti zzare capitale e interessi senza affatto aggiogare la Puglia, per la soddisfazione
di un bisogno primitivo, a una società di finanzieri s ettentrio n ali .
Ma mi s ono proposto di fare quante meno
considerazioni è possibile.
Il fatto è che, per quanto sotto una forma così
equivoca per l'assoluta mancanza di serie basi
fondamentali di calcolo, da rendere vano qualunque
affidamento nella serieta delle intenzioni della
Ditta assuntrice, sembrerebbe lo Stato sia stato
costretto a stipulare il noto contratto dalla ne-
cessità di trovare chi anticipasse le somme occorrenti ad accelerare ilavori per I'Acquedotto
Pugliese piu di quanto le magre previsioni dei
bilanci dei LL. PP. non consentissero.
Questa la grande attenuante per il contratto a
forfait, per I'ipoteca sull'esercizio per novanta
anni, e per tutto il resto.
Ma la Ditta Antico ha poi veramente anticipato
i quattrini ? Nemmeno per ombra.
Abbiamo visto come , aPprofittando di alcune
ingenue disposizioni contrattuali, complice il sonno cortese del Ministero dei LL. PP., del Consorzio e degli uomini politici pugliesi, la Ditta
Antico non ha fatto altro che specul ate, per quanto
consentivano le Sue SCarSe risorse linanziarie e
i
/rr
40
nei limiti degli stanziarnenti governativi, su una categori a molto lucrosa di lavori, trascurando scandalosamente gli assunti impegni con danno ma-
nifesto delle provincie interessate.
Quando non è stato più possibile dissimulare
cio innanzi alla publica opinione non restava che
strappare il contratto e mandare a quel paese
la Ditta perchè non ci turlupinasse oltre.
In vece il contratto, Legge Tedesco, e' stato
bensì strappato, ma gli se ne è sostituito un
altro, la Legge Sacchi, mediante il quale la Ditta
incassa giorno per giorno tutto quello che spende;
cioe non anticipa un soldo, non rischia un soldo:
non fa che esigere dallo Stato a norma delle tabelle di liquida zione e pagare agli appaltatori
col ribasso del cento per cento. E questo enorme guadagno non possiamo nemmeno, per quanto
cio possa sembrare ironico, chiamarlo compenso
di amministrazione; perché le spese di ammini-
strazione, a norma dell'articolo 6 della Legge
Sacchi, sono anch'esse puntualmente rimborsate
dallo Stato; e cio spiega la pletora di impiegati
di ogni sorta che i compiacenti cronisti assumono
come prova del sopravvenuto entusiasmo della
Ditta, e non sono che una réclame gratuita che
la piramidale vilta dei concessionarii fa alla formidabile sanguisuga.
Le relazioni tra la Ditta e lo Stato possono , oÍa,
definirsi così.
Lo Stato paga puntualmente tutti i lavori man
mano che vengono eseguiti;
più paga alla Ditta, senza ragione alcuna, la
differenza tra il costo reale dei lavori, quale ri-
4l
sulta dai singoli appalti, e i prezzi stabiliti nelle
tabelle di liquida zione;
più paga alla Ditta le esprop riazioni;
più paga alla Ditta le opere non ancora ultimate;
più paga alla Ditta i mezzi d'opera e le provviste dei materiali a pie' d'opera, gli impianti, la
compil azione dei progetti, le spese generali di direzione e di sorveglianza.
Vale a dire che lo Stato si paga, nonchè i lavori,
tutti i mezzi diretti e indiretti impiegati a produrli.
Ma allora, scusate, che cosa ci sta a fare la Ditta?
Soltanto a distribuire agli azionisti un soprapprezzo dei lavori eseguiti che, mentre grava scandalosamente su bilancio dello Stato, in nessun
modo giova all'Acquedotto.
La îigurazione di fatto e giuridica di questa irragionevole situazione è la seguente
Lo Stato, allo scopo di costruire I'Acquedotto,
si e mosso verso l'imprenditore; questi, allo scopo
di impiegare il proprio lavoro si è mosso verso
lo Stato. A rnezza strada I'uno e I'altro si sono
visto tagliare il cammino dalla Ditta Antico che
ha detto : " Fate i conti con ffi€, se no non si
(< passa >. Un tempo avrebbe potuto aggiungere,
con app arenza di serieta: < perche anticipo i quat" trini u; oggi puo dire, più umilmente o più superbamente, secondo i punti di vista: < perche ho
u saputo ficcarmici in mezzo e mi accomoda re< starci u.
E la Societa concessionaria fa bene. Non posso
certo far coro con tutti coloro che hanno I'aud acia,
e non dico la incoscienza perche certi criterii sono
elementarissimi, di parlare del ( patriottismo dei
{
i
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42
* fratelli Bombrini u; ma non voglio commettere
la ingenuità, che sarebbe dannosa al mio assunto,
di cavare dal dizionario della mia morale il vocabolo per qualificare questo che, nel linguaggio
della nostra vita politica, dicesi onestamente fare
un affare.
Ma abbiamo anche noi, ci sembra, noi pugliesi,
il diritto di occuparci degli attari nostri' e concludere che è certo un cattivo attare, oggi che lo
stato paga regolarmente i lavori, che la costruzione dell'Acquedotto Pugliese sia alla merce di
una impresa Priv ata.
Ma non
basta . La situazione è,
più che irragio-
nevole, stravagante.
Non solo, per costruire I'opera nostra con i nostri denari, ci siamo lasciati prendere nell'ingranaggio dello sfruttamento attuale; ma abbiamo ipotecato, senza una ragione al mondo, la vita fisica
economica politica e morale delle nostre regioni
per novanti anni , là durata di tre generazioni.
E' raccapricciante io debba essere costretto a
spiegare ai miei concittadini certe cose.
Essi ricordano quale funzione questa concessione dell'esercizio per .novanta anni esercitasse
nella Legge Balenzano. Con eSSa' secondo quella
legge, compensavansi non solo gli undeci milioni
di difterenz-a fra il preventivo di 136 milioni e il
concorso di 125 milioni ma gli interessi sul capitale dei 136 milioni che avrebbe dovuto essere
interamente anticipato dal concessionario'
Non era né finanziariarnente, flé moralmente, flé
costituzionalmente giusto che, Pef una prestazione
di denaro, dei privati usucapissero la gestione di
un così geloso servizio publico, non importa se
per un bieve o per un lungo periodo; ed era per
ln periodo lunghissimo. Ma, nella urgenza di trovare denaro, il quale si pretest ava non vi f osse
nelle casse dello Stato , lî indegna cessione, se
pure non si giustificava, riusciva a spiegarsi.
La Legge iedesco, pero, ridusse di molto le
:
anticip aiioni di îondi richieste al concessionario
gli
i 136 milioni divennero soltanto 4l , perché
altri gb milioni si statuì sarebbero stati dallo stato
rimborsati man mano che fossero proceduti i lavori e prima della consegna finale'
Non pertanto il corrispettivo dell' anticipo di
soli 41 milioni restÒ lo stesso dei lucri per novanta
anni di esercizio che erano stati calcolati sufficienti
a coprire, con i frutti , l'anticipo di tutti i 136 milioni preventivati Per I'oPera.
Ma l'aritmetica ministeriale è, lo $anno tutti,
una opinione; e, Î.ra le tanto discordi opinioni
della ragioneria Balenzano e della ragioneria Tedesco, dobbiamo cercare un dato positivo sul
quale fondare la opinione nostra. Il dato positivo ce lo offre la Societa Antico ,lz quale, a difdenari
Lerenza dei signori ministri, che impegnano
firmanproprii
capitali
impegnava
dei contribuenti,
do il capitolato Tedesco.
Non vi è dubio che la Societa Antico, a conti
ebbe il ternpo e i
f atti, e il lettore sa che essa
modi di farli per bene, abbia ritenuto sufficiente e lucroso comp.nto ai proprii impegni la novantenaria
inconcessione : qualunque a\tta ipotesi sarebbe
giuriosa.
Con un madornale strappo al capitolato, ed alla
la
stessa ragione di essere della legge, QUando
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45
Ditta Antico, dopo cinque anni di lavori, fu rivelata scandalosamente inadempiente, lo Stato addivenne, con la Legge Sacchi , alla nota concessione per la quale la Società non è tenuta che
ad anticipare, nell'ultimo periodo dei lavori, soltanto pochi milioni di lire.
Come va che il dominio per novanta anni sull'Acquedotto, che sarebbe stato equo compenso
dell 'anticipo di tutte le somme occorrenti alla grandiosa costru zione, resta perfettamente il medesi,mo
anche quando la Ditta promette soltanto di anticipare una minima parte della somma alla vigilia'
della consegna? Che frode è mai codesta?
E si badi che la Ditta per ora nulla anticipa ;
che anzi, con arguto giuoco contabile, puÒ farsi
benissimo pagare dallo Stato cio che essa soltanto
molto dopo pagherà, ritenendo la debita, o indedebita, medi azione, ai singoli accollatarii . La Ditta
promette
di
Lire 11.000.000
)>
,)
4.000.000
4.000.000
,>
>,
1917
>,
1919 - 20
- 18
accorge che, elevando, e di poco,
cifra degli ultimi stanziamenti, lo Stato avrebbe
Chi non si
la
agevolmente trovato come far fronte a tutta la
somma occorrente a costruire direttamente I'Acquedotto
?
decres cenza dai 15 agli 1 I , e
'poi a 10, e poi di botto a 4 milioni par fafta
Quella rapida
apposta per ingrossare nei primi anni la cifra dei
fondi a disposizione della Ditta, per mantenere
negli ultimi una differenza Îra la spesa e gli
stanziamenti, differenza che probabilmente Ia Ditta
non si sognerà mai di colmare, ma che permette,
quantunque con la impressionante sproporzione
che ho inn anzi illustrata, permanga, Per contratto,
nelle mani della Ditta, la concessione dell'esercizio per novanta anni, terribile aÍma che la Società può e potra esercitaÍe a danno della Puglia;
perchè, mentre puo già pesare, con ben altra
anticipare soltanto quando avrà incas-
sato la maggiore parte del contributo governativo
altri otto milioni del medesimo più i famosi undeci
milioni piu volte specificati, vale a dire promette
di anticipare sui lucri per novant'anni undeci miIioni seicentomila lire, calcolando al 5 olo I'interesse sulla somma degli B milioni che lo Stato si
compromette di versarle nei due esercizii successivi alla consegna.
Ora io invito il lettore a considerare lo specchietto delle disponibilità del bilancio dei LL. PP.
secondo la Legge Sacchi.
Lire 15.000.000 per l'esercizio l9l 1 - 12
> 15.000.000
>) 15.000.000 >
))
lg13 - 14
>) 1 1.000.000 >
valuta zione
di quella che ne ha fatto lo Stato
nella successiva evoluzione delle sue leggi, come
sanatoria delle future immancabili inadempienze,
prepara alle nostre regioni, queste superate, una
nuova forma di schiavitu, la schiavitu della sete. Ed
essendo il poterla soddisÎare nelle mani di una
privata congrega di quattrinai, nelle stesse mani
saranno, ineluttabilmente, la vita nostra industriale
e commerciale, nonchè quella parodia di rappresentanza popolare che costituisce la nostra vita
)>
politica.
I
t'i
r
46
Or non è detto che gli uomini delle prossime
tre genera zioni debbano avere una fibra morale
assai diversa da quella degli uomini che riescono
oggi con fortuna nello arringo politico; e, come
oggi, di fronte alla piastre genovesi' altri tace,
altri fa prudenti riserve, altri peggio, in un non lontano domani vedremo i nostri deputati al P atlamento e i nostri consiglieri provinciali attendersi
la investitura dalla Borsa di Genova. Non certo,
che non voglio a nessun costo malign ate, sotto
la tangibile forma di dobloni di San Giorgio, ma
sotto quella delle concessioni delle protezioni
delle relazioni diverse di cui non potrà non essere dispensatrice la grande Sovrana delle acque
no stre.
Tutto questo perchè lo Stato, mentre mette fuori
quasi tutta, e senza sforzq alcuno' come abbiamo
visto, potrebbe mettere fuori tutta la somma per
costruire il nostro Acquedotto, si è trovata fra le
gambe la Ditta Antico , là quale, oramai senza
più alcuna necessità o utilita, ne reale ne apparente, ostenta di poter dire: " Ho trovato modo
<( di ficcarmici in mezzo, e ci resto, perchè cio
" flli fa
COmOdO )).
III.
\
Previsioni e Proposte.
Ho dimostrato che l'appalto a forfait dell'Acquedotto Pugliese ne ha ritardata e resa più co-
stosa la costruzione, e che, mentre lo Stato paga
regolarmente i lavori non è ne indispensabile né,
tanto meno, utile che il compimento dell'opera e
di
l, ererc izio per novanta anni restino alle mercé
una impresa Privata.
Nella cornpiuta dimostr azione è implicita la constatazione dei pericoli che presenta questo anormale stato di fatto; ma od sbundantiaffi, dopo avere
riassunto il danno già materialmente e virtualmente
prodotto ai nostri interessi, accennerÒ brevemente
alle sorprese che ci riserba I'avvenire.
Da questo affare finanziario giuocato sulla sete
delle popol azioni pugliesi sono anzitutto derivati
due danni gravissimi e oramai irreparabili: il ritardo nella costruzione dell' Acquedotto, dovuto
alla insufficienza Îinanziaria, abilmente dissimu-
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48D
lata, della Ditta, e alla mali ziosa calcolazione del
massimo lucro col rqinimo impiego di capitali ;
uno sperpero di moneta, dispesa per lavori che
sarebbero altrimenti costati assai meno, sPerpero
che, mentre sembra a prima vista gravi sull' intero Conso rzio, àl quale per quattro quinti partecipa lo Stato, ifl realta grava per intero sulla pouétu Puglia nostra, cui non puo non addebitarsi,
nella distribuzione nazionale del denaro pubblico,
tutto quando si spende per I'Acquedotto.
virtualmente sono derivati due inconvenienti,
in parte, cioè per quanto è finora avvenuto, irreparabili anch'essi: che, nella complessa catena
dello Stato che sorveglia il Conso rzio, il quale
a sua volta sorveglia il Concessionario, il quale
sorveglia l'assuntore, il quale sorveglia il cottimista, il quale deve, Pe f raschiar I'oro Celle Íaschiature, stroz zate I'Operaio, non pare possa nutrirsi molta fiducia circa la buona esecuzione dei
lavori. Il giorno in cui le Puglie si accorgessero
di essere state Îrodate nonche nel prezzo nella
qualita non saprebbero ove dare di capo per trovare il responsabile vero e come rivalersene. Basta questa previsione, come ognuno puo vedere,
a fiaccare qualsiasi eccesso di zelo: a responsabilità nulla puntualità nessuna. Questo and azzo
ha inoltre completamente svalutata I'opera di alto
controllo morale più che materiale che avrebbero
dovuto e potuto esercitare i nostri rappresentanti
politici e amministrativi. Di fronte alla sbalorditoria con statazioqe di una Ditta che riesce , senza
alcuna necessità, ad assorbire tutte le mansioni
dello stato nella produ zione di un'opera di altissimo interesse Sociale, e, meno fa onore ai proprii
impegni, piu trova proni ai suoi piedi gli alti dicaiteri del governo che avrebbero dovuto sorvegliarne la condotta, i nostri rappresentanti, uomini
Oi questa terra e di questa ora, si sono fatti piccoli piccoli, hanno ritenuto il vegliare sul proprio
dovere una pericolosa iugenuità, e hanno chiusi gli
occhi, quando non li hanno tenuti aperti guardando
dall 'altra Parte.
Così è avvenuto che, S€ il popolo pugliese non
assume, e Se non la assumerà queste mie note
Varranno Sempre come documento storico a futuro insegnamento , là diretta tutela dei proprii
"interessi, resta in facolta della Ditta Antico condurre le cose, indistutbata, a qualcuna delle diverse soluzioni che verrò accennando, fra le quali
la Ditta potra scegliere la piu vantaggiosa, nessuna delle
quali evita alle Puglie un maggiore
.disastro.
La Ditta puo oggi, assai meglio che non potesse nel 1910, quando io nel consiglio Provinciale di Bari, reso incredulo dalla opposizione del
presidente Balenzano, denunciai ciò che in seguito
è stato punto per punto confermato officialmente,
sfruttare i lavori lucrosi della concessione fino al
concorso di b0 milioni, riscattare la cauzione, e riti-
rarsi allegramente .La Legge sacchi impone esplicitamente una prima consegna soltanto per la fine del
a
1914. Ma te disponibilita del bilancio dei LL. PP.
tutto il 1914 sono di milioni 9l: la societa può,
dunque, senza che alcuno possa impedirglielo e
senza che ciò la vincoli affatto a costruire tutto
l,Acquedotto, sfruttare i lavori per novantuno milioni, riscattare la cauzione e lasciarci in ass o.
CEHUM-vtt-4.
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50
Finora le occorreva, a giuocare questa partita,
mantenere torzatamente I'avan zata dell'operà nel
limite degli stanziamenti, fare cioè un giuoco coverto e che sarebbe divenuto compromettente il
giorno in cui l'altra parte se ne fosse accorta.
Oggi essa può procedere a viso aperto verso
il suo scopo ; e soltanto la indecorosa buaggine
dÍ uomini politici e di giornalisti di mestiere puÒ
considerare la rinsanguata attivita della Ditta come
segno certo di patriottico fervore pro Apulia.
Menando avanti i lavori per 9l milioni la Societa puo, perÒ, con l' impianto di pochi chilometri di tubul atura, inolt raÍe I'acqua, prima del
lgl4, fino alla citta di Bari.
Io non penso affatto i centotremila cittadini di
Bari siano cosi grettamente e fatuamente egoisti
da ritenere che, giunta a zampillare I'acqua nel
fontanone dell'Ateneo, il grande problema, al meno
per essi, possa dirsi risoluto. Bari è la regina
delle Puglie in quanto le Puglie costituiscono un
regno ubertoso e promettente ; Bari ha un grande
avvenire in quanto un grandissimo avvenire hanno
le Puglie. A differe nza di altre citta principali,
che possono, per tradizioni storiche, per felice
,situazione topografíca e per altre ragioni, bene prosperare fra distese di agri incolti e nel centro di
' regioni miserabili la fortuna e la economia di
,
Bari sono strettamente legate a quelle della regione pugliese. Questa verità che i nostri uomini
politici mostrano assai spesso di non comprendere affatto, è ovvia per tutti coloro che, occupati a produrre o a far circolare Ia ricchezza privata, lasciano nelle mani dei più inetti, quando
non in quelle dei più scorretti, il compito di am-
5t
ministrare la ricchezza publica. Ma non è detto
che una parte dei cittadini di Bari, ur po' perche
miopi nel guardare agli interessi veri del proprio
m olto piu perche ab.ilmente aizzati da
coloro cui fossero assai più a cuore i dividendi
della Ditta Antico che non il bene dei nostri paesi
non possa, giunta I'acqua nella propria citta, costituire per il Governo il più grave e veramente
serio ostacolo a imporre alla Ditta I'onesto adempimento di tutti i suoi impegni.
Perche, quando la Ditta concessionaria fosse
arbitra di assetare da un giorno all'altro tutta la
popolazione del capoluogo delle nostre provincie,
quando essa potesse in tal modo, con il concorso
di elementi borghesi turpemente interessati, Pottare alla ribellione una massa di popolo che altre
volte, per meno assai, si è resa formidabile nel
disordine, io non so quale imbecille stimerebbe
capace il nostro Governo di obligare la Ditta Antico
alla osservanza dei patti stipulati, il nostro Governo
che ha assistito per cinque anni alla inazione della
Ditta Antico e ha taciuto; ha comminato finalmente alla medesima un atto di messa in mora,
e, nel decorso di questo le ha affidato, a trattative private, il lavoro di canalizzazione delle
acque dell'Ofantino proprio nella citta di Bari ;
trascorso il perentorio non si è curato neppure
di mandarne a constatare la notoria inadempienza;
con il concessionario che si era impipato delle
legali proteste è sceso alle remissive e turlupinatorie transazioni del progetto Sacchi.
Se, di fronte all'intrigo politico - affaristico che
striscia pei corridoi dei ministeri e degli officii tecnici e legali, irretisce gli atti dei rappresentanti
comune,
t:
ar
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53
popolari, insoz za le supreme aule deliberatrici dello
il
Governo non ha saputo finora esercitare
I'elementarissimo fra i suoi doveri, quello di fare
rispettare la legge, qual |orza o quale energia sapra prossimamente esso svolgere quando la naturale.sua fiacchezza di fronte alle camerille finanStato,
ziarie sia aggrav ata, e sotto un certo rispetto
sorretta e confortata a mal fare, dal timore di possibili disordini o al meno di improvviso turbamento di diritti acquisiti ?
Su questo probabilmente assai conta la Ditta,
perchè gli alti poemi finanziarii non tanto si compongono a base di ragioneria quanto di psicologia, e, se i cittadini delle Puglie si accorgeranno
che verso Bari precipuamente si indirizzeranno i
lavori della Ditta Antico, potranno sicuramente concluderne che un serio pericolo saranno per correre
i lavori integrali dell'intero Acquedotto. Il pericolo,
intendiamoci, non che l'Acquedotto non debba costruirsi mai più in eterno ; ma che o la sua costruzione debba subire in piir complesse forme
quei sapienti temporeggiamenti che I'hanno finora
ritardata in modo cosi scandaloso aumentandone
di un tanto la spesa, o, quando questo metodo
non fosse più sicuramente fruttifero, debba, dileguatasi la Ditta, e puo farlo da un giorno all'altro senza lasciare pegni di sorta nelle mani di
chicchessia, cadere sulle braccia dello Stato, e piu
ancora delle Provincie, la parte piu fastidiosa e piu
dispendiosa della impresa.
Ma nessuno saprebbe ora dire se sia proprio riservata alle Puglie soltanto la sorpresa di vedere
presto o tardi disertati i lavori quando meglio talenti alla Ditta, senza che il Governo possa muovere un dito a impedire il danno e la beîfa.
Occorre non dimenticare che la Societa Antico
puo costruire finche le pare, covrendosi sempre
puntualmente delle spese fatte, fino alla concorrenza di 124 milioni e che, s€ 124 milioni, per i
convenuti patti, rappresentavano il concorso dello
Stato per 136 milioni di lavori, vale a dire che
le liquida zioni non erano consentite se non nel
rapporto di t2alrsa, dopo la legge Sacchi i lavori
si pagano alla Ditta, man mano che vengono
eseguiti, pel loro integraleprezzo di stiffi?, detratta
la sola
consLretudin aria ritenuta del ventesimo.
Finche, dunque, vi sono der-rari nelle casse dello
Stato Ia Societa concessionaria costruisce e riscuote senza rischiare un centesimo di sLlo.
Dovra pero venire giorno in cui
gli
stanzia-
menti, che per due esercizii vanno oltre l'epoca
della consegna, più non saranno sufficienti a consentire questo attivo maneggio della Ditta, e alle
opere rimaste incornpiute o non tentate per esaurimento delle disponibilita dei bilanci verrà ad aggiungersi il grosso margine dei lavori corrispon-
denti agli undeci, che pel milione del
ribasso
d'asta sono in realta dodeci, milioni di differenzatra
il concorso del Consorzio e il preventivo tecnico.
Che fara allora la Società, quella Societa An-
tico che
nemmeno agli inizii del lavoro è stata
di anticipare la più piccola somma ?; che
per la propria inadem pienza ha provocata la
Legge Sacchi con la quale lo Stato le fornisce
capace
ch'essa poi parte intasca parte versa ai
? Avrà allora il patriottismo di
mettere fuori, dopo avere liquidati tutti i lucri
di tutta I'opera, quei milioni che non ha finora
versati mai, mentre si trattava di iniziarla e di
condurla innanzi ?
ifondi
veri
costruttori
55
54
Il lettore già vede in quali strette si troverebbe
lo Stato, anche nel caso la Ditta Antico non ci
pianti prematuramente, e trovi in vece modo di
sfruttare tutti i 124 milioni della concessione. Il
Governo che, dopo avere consumato tutti i relativi stanziamenti senza avere I'opera interamente
costruita, avrebbe lasciato alla Ditta portare l'acqua e contrattarne la distribuzione in qualcuna
delle nostre principali citta, e centuplicare i fili
di quella rete di interessi che una simile gestione
non può non creare fra la Ditta e i pezzi grossi
della nostra borghesia politicheggiante, sarebbe
davvero un eroico governo se, non potendo far di
meglio, divenisse in extremts severo contro la
Ditta. Un governo simile, quantunque impossibile,
non è però inconcepibile.
Ma occorre anche non dimenticare che la
Ditta Antico, adempiente o flo, resta sempre per
contratto la padrona dell'esercizio dell'Acquedotto
per novanta anni ; e che questa clausola, qualunque possa essere nella visione dei profeti il
suo valore reale, ha uno straordinario valore
virtuale pel caso di una possibile liquida zione
in danno; e non è improbabile valga, dopo che
la Ditta si sia ingollato tutto il concorso dello
Stato e delle Provincie, a far riaprire le facili
chiudende del publico tesoro e farne scaturire
altri milioni, senza che nemmeno per essi la costruzione completa e sollecita dell'Acquedotto
diventi meno problematica.
Queste mie previsioni non sono esercitazioni profetiche: esse hanno il loro fondamento nello insegnamento storico di quanto è finora avvenuto e che
fu da me puntualmente previsto mentre regnava buio
pesto e il maggiore sforzo della Impresa consirt.uu nell'impedire che le tenebre f ossero rotte
in minìma parte. Da quanto è avvenuto è
arguire quanto dovrà avvenire, inepotere
facile
luttabilmente ; perché nulla è mutato se non in
peggio : tale la Impresa, latta piil audace dalla
buona riuscita delle prime gesta; tali gli uomini
politici che o col silenzio o con la fraudolenta
parola le hanno giovato, fatti piu securi dalla indiffere nza del popolo; le tavole contrattuali straanche
ordinariamente Peggiorate.
Ho mostrate le diverse combi nazioni con le quali
la Ditta 'potrebbe fare i suoi aftari a spese delI'Acquedotto; nessuno puo dirmi quali armi abbia
lo Stato per impedire, almeno in uno solo dei
modi da me considerati, che la Impresa faccia il
comodo suo.
Un fatto, che per sé stesso, se bene studiato,
non è che un'altra prova della esattezza della mia
tesi, concorfe, P€f il suo eftetto psicologico sulle
la situazione: il procedere
non se ne producevano
lavori
dei lavori. Quando
derisoria, efa
quantita
in
producevano
o se ne
I'atten zione
palese
frode
sulla
facile richiamare
avanzamento
materiale
il
vece,
ifl
Oggi,
popolare.
di opere nuove pel genere e impressionanti per
la portata, I'ingaggiamento in massa di operai di
ogni sorta, il munifico impianto di una stravagante
burocr azia rendono attoniti i piu semplici e ai
meno semplici consentono di stare contenti alle
appare nze. Certo, considerando chi sopporta vemasse, &d aggravare
ramente le spese di questa impressionante messa
in scena, raffrontando la spesa sopportata col la-
57
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veramente teneri piu che dell'amicizia del senatore
Bombrini e dei suoi compagni che degli interessi e
voro utile prodotto, misurando quanto ci costa
quello che già si è fatto e quanto ancora resta a
fare, e osservando in quali lavori essenzialmente
si indugia la Ditta e cio cui essa non intende ancora di provvedere, e le date perentorie si avvi-
i';
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iú
t:
t:
dei
cinano, soltanto i ciechi nati possono equivocare
sulle vere intenzioni della Impresa. Ma, a vedere
oltre le appare nzq occorre una virtu che non è
molto comune nel nostro popolo, quella di fermarsi a considerare : esso ha palpiti violenti e repentini, non I'abito della osserv azione e della aÍgom entazione serenai €, pur troppo, quasi tutti
coloro che dalla sorte sono chiamati a manodurlo,
più tosto che migliorarne Ia intelligenza'e il carattere, approfittano furbescamente della sua ignorante impulsivita.
Pero, qualunque possa essere il mio personale
lo stato di civilta, e quindi
di resistenza allo intrigo affaristico, del popolo
nostro, debbo anche fare la ipotesi che una fortunata intui zione dei proprii interessi, se non un
fiero senso della propria dignita, lo appassioni
davvero alla questione dell'Acquedotto, e, poi che
studiarla e veder chiaro in essa è tutt'uno tanto'
semplici sono gli elementi da esaminare, intenda
davvero non solo quanto è già stato consumato
a nostro danno ma quant'altro ci prepara I'avveconvincimento circa
nire.
In tal caso è bene fermare fin d'ora quale sia
rimedio, non certo al male già consumato, e che
ho dimostrato irreparabile, ffi& a quello che verrebbe fatalmente a colpirci se lasciassimo perpetuarsi questo andazzo di cose.
Se i nostri deputati e i nostri senatori fossero
il
diritti delle nostre regioni noi potremmo chiedere
una revisione della Legge Sacchi in base al legittimo principio che se la legge ha potuto modificarsi per rendere un servigio alla Impresa puo
bene tornare a modificarsi per la salute di circa
due milioni di abitanti. Ma da coloro che hanno
Sempre taciuto come Se non esistesse, tormento
nostro, Ltn problema dell'Acquedotto, o, peggio,
hanno parlato dif endendo la Ditta inadempiente
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e impedendo si riparasse a tempo, e sono giunti
perfino a stendere la mano ai denari amministrati dal signor Ercole Antico sarebbe ingenuita
attendersi un atto di onesta riparazione.
Resta la legge così come essa è.
E la legge così come essa è, per nostra disperata fortuna, può anche essere salutarmente risolutiva, purché la si facci a rispettare e applicare
puntualmente.
Ricordi il lettore che la prima legge, Balen zano,
fu fatta perché restasse lettera morta; che la seconda legge, Tedesco, fu fatta perche fosse violata. Per quanto ciò possa sembrare paradossale
a chiunque ricordi il modo come la terza legge,
Sacchi, fu imposta, anche questa terza legge corre
lo stesso pericolo, di restare in parte lettera morta,
in parte di essere applicata arbitrariamente.
La Ditta Antico non pare sia neppure oggi, che
il suo intervento è quasi soltanto formale, in condizione di fare p untuale onore alle clausole di un
contratto che, secondo la f rase di un membro
stesso del Consorzio, I'on. Malcangi, fu ( uno
<( sfruttamento, da parte della Società, delle otti-
58
( me intenzioni
del Ministro ) . L'albero bacato
nel germe sarà bacato nel fusto e le sue foglie
non giungeranno a vedere l'autunno. Chi ha
seguitó le relazioni sulla famosa gita di trenta
persone diverse, che avrebbero dovuto rappresentare i Consigli Provinciali delle Tre Puglie'
e le polemichette, che ne sono derivate, ha,
senza che io aggiunga altro, ufl concetto chiaro
della seria considerazione in cui la Ditta tiene gli
ippegni as5unti con un contqatto che le regalavat
e questo sul serio, da otto a dieci milioni. Probabilmente la Ditta Antico dettava la convenzione
Sacchi con la stessa allegra confid enza nelle cose
di QUesto mondo con la quale aveva firmata la
convenzione Tedesco.
Ora è bene il popolo di Puglia tenga presente
i due seguenti articoli dell'ultimo capitolato:
Art. 1 .
La Societa Concessionaria si obbliga
:
a) Fornire per il 31 dicembre 1gl4 l'acqua, com:
presa la distribu zione urbana , à | Calitri, Atella, Ripacandida, Venosa, Lavello, Cerignola, Trinitapoli,
Margherita di Savoja, Foggia, Lucera, S' Severo e
Toremaggiore, in provincia 'di Foggia : Spinaz zola,
Minervino Murge, Canosa,- Andria, Barletta, S. Nicandro, Bitetto, Bitritto, Modugilo, Qeglie del Campo,
Corato, Trani, Bisceglie, Motfetta, Giovinazzo, Ruvo,
Teilizzi, Toritto, Palo, Bitonto, s. spirito, Palese,
Bari, cassano
Grumo,. Binetto, Loseto, carbon ara,
Murge, Mariotta, Palomb ara., Acquaviva delle Fonti,
Casamassima, Rutigliano, Mola, Capurso, Triggiaro,
Canneto, Noicattaro, Cellam àlE, Y alenzanc' Montrone,
Gioja del Colle, Alberobello, Locorotondo, Noci, in
provincia di Bari ; Martina Franca, Villa Castelli, Grottaglie, S. Giorgio, Montejasi, Montemesole e Taranto,
in provincia di Lecce.
il 31 dicerhbre 1915, l'acqua,
la distribuzione urbana, fino a Lecce, in.pro-
b) Fornire, p€r
cornpresa
vincia di Lecce.
c) Ultimare interamente l'acquedotto ed aprirlo
all'esercizio per il 6 agosto 1916, come dal contratto,
ed anticipare il termine assegnato per il completamento
delle reti urbane dei comuni di 3. 4.5. e 6. categoria.
il
quale terrnine viene fissato al 3l dicembre 1908.
Art. 3. La Societa Concessionaria si obbliga
di presentare entro quattro mesi dalla firma dalla presente conven zione il programma dei lavori da eseguire
per ciascun anno, a tutto il 3l dicembre 1918, .in rg:.
lazione agli obblighi assunti con il contratto e con la
presente convenzione, al quale programma dovrà at-
tenersi, salvo le modific azioni che si riconosceranno
opportune pet la rnigliore distribuzione e per I'aeceleramento dei lavori.
In ogni caso, però, e fin da ora, la
Societa si
di dare ultirnati, al 31 dicembre 1912, almeno
sessanta chilometri di canale principale in galleria e
cinquanta chilometri dello stesso canale in trincea,
compresa le parte sino ad ora eseguita ; ed al 3l diceinbre 1913 dare ultimati settanta chilomeri di detto
canale di galleria e 115 in trincea.
In caso di inadempienza di queste ultime condizioni, la Società Concessionaria incorrerà nella decaobbliga
denza e nelle penali e perdite indicate nel successivo
articolo
4.
In essi viene esattamente stabilit a lamateria per
le consegne finali che dovranno avvenire a 3l
decembre 191 4, a 31 decembre 1915, a 3l decembre 1916;-e inoltre un minimo di materia per le
consegne parziali del 3l decembre lgl2 e del 3l
decembre 1913.
Passiamoci dal guardare
s€, procedendo i lavori cosi come essi procedono, si abbia ragione
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dubitare che la Societa possa sen z'altro fare
onore all'impegno della prossima coqsegna.
Questa ricerca esorbita dal campo della mia inchiesta soprattutto perchè mi sono proposto, e
non senza ragione, di affidare questa e le altre
di
dello stesso genere alla attenzione del popolo pugliese e della stampa incorrotta.
Richiamo in vece I'attenzione del lettore su un
altro dato.
Per le consegne parziali del lgl2 e del l9l3
non si parla che di gallerie e di trincee. Ma è
logico che non soltanto gallerie e trincee occorra
approntare per potere, a fine del 1914, fornire di
acqua, compresa la distribuzione urbana, i sessantaquattro comuni elencati nel comma a) dell'art. I innanzi riportato.
A coloro cui importa guardare le cose superficialmente potrebbe tornare comodo incrociare buddisticamente le braccia e concludere che, poi che
non si è altrimenti stipulato, sia in facolta della
Ditta fare saltare su, nella notte dal 30 al 3l decembre 1914, con la bacchetta del mago Merlino,
e tubulature e sifoni e ponti canali e serbatoi e
condutture interne.
Ma nella convenzione Sacchi l'obligo del proporzionale progresso di tutti i lavori vi è, sebbene non definito quantitativamente.
Diie la convenzione, nel 1. capoverso deil'art.3che <( la Società si obbliga di presentare entro
(< quattro mesi dalla firma il programma dei la(< vori da eseguire per ciascun anno. . . . )) e quel
che segue non è meno importante.
La conven zione Sacchi venne firmata il I giugno l9l 1 ; e il perentorio di 4 rnesi spiro il I
ottobre dello scorso anno. Ov'è il famoso programma dei lavori da eseguire per ciascun anno?
Come è stata distribuita, nei tre anni e mezzo
intercedenti tra la data della convenzione e quella
della consegna della prima parte dell'Acquedotto,
tutta la somma del lavoro indispensabile a fornire
l'acqua ai designati sessantaquattro comuni ? Ha
la Ditta compiuta la parte del programma assegnata alla seconda meta Qel 19ll ?; è in regola
per quella parte del programma che dovrebbe
compiersi nel l9l2 ?
A tutti questi interrogativi dovrebbe il popolo
e la stampa incorrotta pretendere la risposta. Se
rispondessi io, io mi sostituirei completamente
all'uno e all'altra. Ma la rnia piccola fatica com-
la grandissima colpa di meglio alimenla
tare vituperevole poltroneria di entrambi.
metterebbe
Il popolo di Puglia dovra quinci innanzi pretendere soltanto, e sara atto non di ribellione
ma di squisito ossequio alle istituzioni dello stalo,
che la legge Sacchi quale essa è venga rigorosamente, puntualmente e, soprattutto, palesemente
fatta eseguire.
Dopo I'aspra critica da me fatta di cotesta
legge illegittima è chiedere men che poco il chiedere che essa sia lealmente applicata. Pero, p€r
una leale applicazione della medesima, il popolo
di Puglia non può fidare, senza dare prova di infantile ingenuità, né nel Governo, né nel Consorzio, né nella sua rappre sentanza politica.
Non si puo fidare nel Governo, perché esso,
in cio buon alleato della Ditta, ha, specialmente
ora che trovasi fatalmente impigliato in una im-
t
63
62
presa tinanziariamente disastrosa, interesse che le
cose vadano in lungo, e che magari la Ditta intaschi qualche milione di piu purché gravi quanto
più tardi è possibile sullo Stato I'obligo, che il
Pugliese volle fino dal 1902 fosse nettamente af'fermato e che il Governo dei nostri banchieri con
grande danno della publica finanza non volle alfora non ha voluto in seguito assumere' di dare
alla intera regione pugliese la vita e la salute.
Non si puo fidare nel Consorzio, perche il Consiglio di Amministrazione del Consorzio' composto
di quattro elementi governativi e di tre elementi
elettivi, uno per provincid, non è se non un ingombrante paravento che copre la Ditta di fronte al
Governo, e di fronte al popolo pugliese il Governo e la Ditta. Un concetto sommario sul Consorzio può facilmente formularsi osservando che,
pure attraverso le diverse vicende per le quali è
passata finora la costruzione dell'Acquedotto e
che sono state sì straordinarie da obligare il
Parlamento a rimangiarsi nel modo che sappiamo
una propria legge , l& composizione dell'Ammini-
strazione del Conso rzio è restata nei suoi uomini
sostan zialmente la stessa. Più particolarmente possiamo considerare tre momenti specifici della sua
f
unzione.
Legge Tedesco imponeva che fosse ogni
anno presen tata dal Conso tz.io alle Camere una
minuta relazione; ma i signori commissarii si trorono ben presto nella necessità di svelare le vere
La
condizioni della Impresa. In vece di compiere
questo, che sarebbe stato elementarissimo dovere,
l;Amministrazione del Conso rzio, sul controllo
della quale contavano, fidenti, le Puglie, stese
sulla colpevole Ditta il manto pietoso della propria
enza, fino a lasciare nei verbali delle sue
misteriose sedute questa madornale traccia del pro-
transig
prio accomodantismo
:
Adunanza del 28 maggio
1909.
Relazíone annuale sull'andamento dei lavorí dell'Acque-
dotto Puglíese da presentarst al
Parlamento Pnvou-
cELLr (Prest.;. Ricorda le opinioni manifestate nelle
precedenti adunanze sullo schema di relazione e chiede
se non sia conveniente ancora attenuare la parte della
relazione che si riferisce al lavoro compiuto ed a quello
da compiere. Nel modo come è ora concepita, la relazione potrebbe danneggiarq il credito della Societa
concessionaria.
Ma la Stampa comincio essa per suo conto a
volere veder chiaro nelle cose dell'Acquedotto, e
la dissimulazione non fu più possibile. Il Consorzio provoco dallo Stato un atto di messa in
mora contro la Ditta con il termine perentorio del
31 agosto 1910, e I'on. Malcangi, commissario
per
la provincia di Bari, affermÒ in
Consiglio
Provinciale che, ove la Ditta diffidata non si fosse
per quel termine posta in regola, sarebbe < sceso
in piazza a muovere il popolo a ribellione > . In
vece, passato il termine, I'Amministrazione del
Conso rzio non si curò neppure di procedere ad
una visita istruttoria sui lavori, e la Ditta Antico
potè comodamente iniziare le pratiche per la stipulazione della Legge Sacchi.
Oggi laîunzione oel Consorzio viene fotograÌata
in questo brano di una lettera del Malcangi publicata nel Giornale d'Italta del 10 giugno p. p.:
Il
programma
della Societa venne, in
esecuzione
della stessa legge, innanzi al Consiglio, e, manco
a
64
dirlo, confezionato in tal modo, da non essere possibile per il Consiglio un serio controllo, perchè tutto
in esso comincia il 1912, tutto continua il 1913 e tutto
si presume che finisca il 1914,'per dare I'acqua,
corne per incanto , al 31 dicembre lgl4.
Come dunque, caro Viterbo, El|a vuole da me la
dimostrazione che per il 1914 si abbia o non ,l'acqua
senza la guida di un programma quantitativo e qualita-
annuale Se non semestrale, garantito nella Sua
esecuzione da quelle decade nze fissate nella legge
solo per un minimo di lavoro per gli anni l9l2 e 1913?
tivo
Il consiglio, allo
stato delle cose, non puo
che
pretendere la' fedele esecuzione della legge quale è,
ed augurarsi che la Socleta, spinta dal suo interesse
e dalla minaccia di decadenza stabilita per il 1914,
intensifichi i lavori, sotto la guida del nuovo direttore
generale, ing. Bazzocchi, di cui ho sentito dire gran
bene anche dell'uscente direttore ingegnere Gianfranceschi.
A tale intensificazione di lavori non sono mancate e
non mancheranno esortazioni del Consiglio e del ministro , là sola afma che, per ora, ci è consentita.
E dopo di ciò io nulla potrei fondatamente aggiungere, salvo che non volessi atteggiarmi a facile profeta.... dei danni nostri.
Dunque la funzione del Consotzio è ancora
oggi, secondo la esplicita dichiarazione di uno
dei suoi membri, quella di non funzionare' aspettando gli eventi maturino, €d è facile protezia' u ài
danni nostri ) .
Io non credo, € I'ho gia detto, non vi sia nella
stessa Legge Sacchi I'autorizzazione a fare qualche
cosa di meglio che piegare le braccia innanzi
agli esiziali capricci della Società Concession aria,
quali eSSi siano per essere; come non credo, P€f
dichiarare la decade nza della Società per constatata
65
inadempienza debba attendersi, secondo la stessa
legge, la consegna del I gl4. II Malcangi dice esattamente, in .altro luogo della sua lettera, che nella
Legge sacchi mancano le norme a garentire l'o-
nesto procedere dei lavori in cospetto delle future consegne; ma a me non pare manchi la facoltà all'Amministrazione di richiedere la presentazione prima e, in seguito , la rigorosa esecuzione di un congruo programma di lavoro.
Se cio fosse I'on. Malcangi, in luogo di piegare
le braccia constatando la superfluita dell'Amministrazione del Consorzio, fl€ sarebbe dovuto uscire
al meno adesso, eccitando bol suo atto I'attenzione
di coloro che gli hanno cohferito un mandato tanto
geloso a preoccuparsi di danni tanto facilmente
prevedibili e a cercarne il rimedio.
Ma se i membri governativi del consiglio consoÍziale non sono che dei comandati dal Ministero dei LL. PP., e certo lton possono muoversi se il Ministero non si muove, i membri elettivi non sono che emana zione di quella rete di
piccole sconvenienti convenienze che appellasi
vita politica pugliese e che è Ia colpevole vera di
questa annosa truffa dell'Acquedotto.
Pretendere che il deputato Malcangi, consigliere
nel Consiglio Provinciale di Bari, lasci al Malcangi
menrbro del Consiglio di Amministrazione dell'Ac-
quedotto la liberta di levare alta la voce contro
quello che tramasi u ai nostri danni > vuol dire
ignorare come in Puglia si diventa Consiglieri
Provinciali e Deputati al Parlamento.
Che nessuna fiducia meritino i nostri rappresentanti politici credo non valga la pena di dimostrare al mio lettore,sia o non sia dei nostri luoghi.
CEHUM-Vrr-5.
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67
66
Proposi allaattivita della stampa incorrotta, inlo studio, innanzi esaurito, sui due quesiti essenziali del nostro probleffia, anche una
inchiesta circa l' atteggiamento di ciascun nostro
uomo politico di fronte alla questione dall'Acquedotto. Mi dispenso dal farla per mio conto' Non
perche possa su me il gesuitico monito che occorra occuparsi delle cose e non delle persone:
la vita è fatta di persone e non di cose, e le cose
stesse in tanto entrano nel campo del nostro interessamento in quanto o la nostra o I'altrui personalita ve le porta e le raccomanda. Coloro che
protestano contro la necessita dei cosiddetti atiacchi personali e insistono si guardi alle cose,
come Se le cose, avulse dal movimento che ad
eSSe imprimono gli uomini, possano avere una
imp oftanza sociale loro propria, sono indubiamente delle brave persone che non hanno soverchio rispetto della personalita umana.
Mi passo dal compiere la penosa inchiesta
per due ragioni non di principio ma di tattica.
Sembra venuto il ntomento, e Se questo passa
infruttuosamente occorre preoccuparsi di ben altro
che del mancato acquedotto, che il nostro popolo, chiamato, sia pure pro forma, a maggiore
sieme con
espressione civile, discuta sul serio ilfenomeno della
s ua f appre sentanza e necessariamente gli uontini
che lo hanno finora Íappresentato; ne mi sembra
valga la pena di anticipare, nel canlpo di un solo
argomento, questa grande completa discussione. In
secondo luogo, Confesso una mia ingenua SpeÍanza, non diffido che qualcuno al meno, fra Coloro che si sono sempre paurosamente studiati di
non accorgersi vi fosse
il
problema dell'Acque-
dotto Pugliese, sia, da un cumulo di circostanze
nuove, finalmente costretto ad occuparsene ; e
qualcuno ve ne è che potrebbe farlo autorevolmente ed efficacemente : se gia li bollassimo tutti
di codardia distruggeremmo irrimediabilmente in
tutti il lievito della possibile resipiscenza. Meglio
e sperare ancora, neil'interesse comune, non siano
tutti i nostri uomini politici un rnazzo solo di malve
lesse contornanti i mali tronchi di pochi miserabili
traffichini.
Oggi, dunque, il popolo non puo trovare la
sua salute che in sé stesso.
Esso deve pretendere che il Ministero dei LL.
PP. compili e publichi a modíco prezzo uno
speciale boliettino mensile, in cui, accanto al particolareggiato programma dei lavori, ragionevolmente redatto in modo da garentire sul serio le
consegne integrali stipulate con la Legge Sacchi,
venga man mano denunciato l'avanzamento delle
opere, nonchè le somme versate dallo Stato alla
Ditta Assuntrice, l0 proposte di modifi cazioni al
progetto originale, e quant'altro possa direttamente
o indirettamente interessare la costruzione delI'Acquedotto.
Esso deve sorvegliare perche lo Stato pronunci
decade nza della Ditta Concessionaria non appena questa venga meno, ammesso cio non sia
la
ai suoi impegni ; e
il Governo lealmente si impegni una buona volta di costruire per ie Puglie,
già v.irtualmente avvenuto,
chiedere che quindi
qualunque possa esserne la spesa, I'intero Acquedotto Pugliese con il concorso delle tre provincie per la somma di 25 milioni.
Esso deve impedire a qualunque costo che un
68
rimaneggiamento della legge di concessione o,
peggio ancora, una nuova concessione di lavori
diversi da quelli dell'Acqueclotto, come sarebbero
quelli per Ie fognature, venga a rendere irrep arabile questa critica posizione nostra cli fronte alla
Ditta.
nostro capace di ottenere il
queste legittime richieste ?
Ciò esorbita dall' azione di un solo cittadino.
A me premeva fermare in limiti ferrei gli elementi
essen ziali della questione e spianare la via a cocoloro clte intendano studiarla per proprio conto.
Il resto alla -stantpa e alle energie del Popolo
Sara
il popolo
leale adempimento
INDICE DEI CAPITOLI.
di
INrnoouzIoNE...c..
I.
Pugliese.
L'appalto a forfatt dell' Acquedotto Pugtiese ha veramente giovato ad affrettarne
la costruzione?
I
pag. 5
.
.
.
.
II. - E indispensqbtle, o almeno utíle, oggi
lo Stato poga regolarmente i lavori,
.
che
che
Acquedotto Pugliese,
e I'esercizto per novanta anni, síano alla
.
mercè di una impresa Privata? .
la costruzione
dell'
Ill.-Previstoníeproposte.
.
.
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u29
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Piero Delfino Pesce, L`acquedotto pugliese (Storia di un carrozzone)