Le aliquote dell’I.M.U.
UNA SCELTA DIFFICILE
MA NECESSARIA
tutti i numeri (veri) e i perché
Carissimi concittadini,
circolano, in questo periodo, dei fogli informativi che - per finalità politiche di parte e non certo per farVi un utile servizio - contengono dei dati inesatti, incompleti,
ingannevoli e fuorvianti che cercano di rappresentare in modo distorto una realtà che è, spesso, all’opposto di quella che vogliono farVi credere.
Giusto per citare alcuni significativi esempi:
• viene fatta passare come una scelta voluta e definitiva il non inserimento (del tutto provvisorio) di nuove opere pubbliche nel relativo programma dei prossimi tre anni: questa Amministrazione ha invece i mezzi e le risorse per effettuare gli interventi indicati nelle proprie linee
programmatiche ma si riserva, per correttezza, di “cantierarli” solo quando lo Stato ci darà
sufficienti garanzie di poter pagare le imprese in tempi ragionevoli, come è giusto che sia,
senza, per questo, essere penalizzati; ciò vale, ad esempio, per la pista ciclo-pedonale lungo
Via Mareno che è già stata inserita nel programma dei lavori pubblici del triennio 2011- 2013
e per la quale abbiamo ottenuto un contributo regionale di 400.000 Euro che non intendiamo
certo perdere!
• per quanto riguarda l’addizionale IRPEF è vero che il nostro Comune applica l’aliquota dello 0,7
per cento (quella massima è dello 0,8) ma, guardacaso, si dimentica di evidenziare che, a differenza della stragrande maggioranza degli altri Comuni, non colpisce i redditi più bassi, che
ne sono completamente esenti fino all’importo annuo di 12.000 Euro;
• l’esatta e, soprattutto, completa comparazione con i trasferimenti e le entrate dei Comuni
vicini potete verificarla, Voi stessi, nei prospetti che seguono che dicono molto di più di qualche dato parziale - peraltro inesatto - sparato alla rinfusa.
Voi già conoscete quali sono le aliquote dell’IMU che abbiamo stabilito, con deliberazione di
Consiglio Comunale n. 42 in data 24.09.2012, per il corrente anno 2012 e precisamente:
• 0,56% per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e le relative pertinenze (= +0,16 rispetto all’aliquota base dello 0,40%);
• 0,56% per immobili equiparati all’abitazione principale dall’art. 2 del vigente regolamento
comunale di disciplina dell’IMU (es.: immobili posseduti da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione
che l’immobile non risulti locato);
• 0,20% per i fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola (= aliquota base);
• 0,86% per tutti gli altri immobili (= +0,1 rispetto all’aliquota base dello 0,76%).
Speriamo nessuno possa dubitare, minimamente, che si sia trattato di una scelta effettuata a
cuor leggero e che non sia stata prima preceduta da approfonditi calcoli e numerose simulazioni e da profonde e sofferte riflessioni per la scelta di fondo che andremo poi a spiegarVi. Alla fine
abbiamo fatto come il chirurgo che fa l’intervento più drastico per salvare il paziente!
Partiamo, quindi, dai meri numeri che saranno freddi, e per taluni aspetti per tutti noi santalucesi molto fastidiosi, ma che parlano e si commentano da soli.
Nei prospetti 1 e 2 potete verificare come per effetto della cosiddetta “spesa storica” - calcolata con riferimento a quella che si era consolidata alla fine degli anni ’70 e che penalizza proprio gli Enti Locali che nel tempo sono stati i meno spendaccioni e rispettosi della legge (obbligo del pareggio di bilancio) - i Comuni non siano tutti uguali per il nostro Stato. Tale disparità
di trattamento economico è evidente, da sempre, già nel confronto tra regione e regione (prospetto 1). Ebbene, il Comune di Santa Lucia è tra gli ultimissimi non solo a livello nazionale e
regionale ma anche nell’ambito della stessa Provincia di Treviso (93° posto su 95 comuni! prospetto 2) che pure è una Provincia tra quelle più “bastonate”. Pensate, Voi stessi, cosa si
potrebbe fare in termini di riduzione delle imposte comunali e di miglioramento dei servizi erogati se si rientrasse nella media dei trasferimenti assegnati ai Comuni della nostra Provincia:
riceveremmo da diverso tempo, ogni anno, circa 700.000 Euro in più!
Questa iniqua ed ingiustificata sperequazione - che abbiamo denunciato, infinite volte, in tutte
le sedi e nei confronti dei Governi, di qualsiasi colore politico, che si sono succeduti (da ultimo,
2
il 21 novembre scorso scendendo in piazza a Milano assieme a numerosi altri Sindaci) - ci penalizza poi doppiamente perché, a fronte dell’attuale situazione di crisi della nostra economia, provocata anche dagli insostenibili costi della politica e della spesa pubblica centrale, i “tecnici” che
ora ci governano hanno pensato bene, come risulta dal prospetto 3, di tagliare le spese in maniera lineare, cioè in maniera eguale per tutti, colpendo, ancora una volta, maggiormente proprio
quegli Enti che già si trovano ad essere discriminati per effetto dei minori trasferimenti ordinari.
E le ultime informazioni ministeriali sui nuovi tagli introdotti dalle leggi finanziarie, appena
approvate o in corso di approvazione in Parlamento, sono ancor più disastrose rispetto a
quanto indicato nel prospetto stesso.
Allora potete ben comprendere perché con trasferimenti dello Stato centrale, legati alla spesa
storica, ridottissimi (ma si potrebbe meglio dire praticamente azzerati: noi residenti versiamo ogni
anno circa 20.000.000 - venti milioni! - di Euro di tasse allo Stato per riceverne ora solamente
200.000 Euro, e dal prossimo anno, probabilmente…0,00…zero!) in virtù dei tagli lineari di oltre
500.000 Euro (550.495) nei soli ultimi due anni, destinati, con la nuova legge di stabilità a salire
ad oltre 700.000 (azzerando definitivamente i pochi trasferimenti rimasti), se si vuole far quadrare i conti, come farebbe qualsiasi buon padre di famiglia o bravo imprenditore, i casi sono due: o
tagliare drasticamente le spese o aumentare i tributi.
Sul primo fronte pensiamo di aver effettuato, già in tempi non sospetti, la nostra spending
review (terminologia ora di moda che sta per riduzione della spesa) tanto da risultare, non a caso,
tra i 143 Comuni virtuosi di tutta Italia. Virtuosità, badate bene, che non è un riconoscimento
morale ma deriva dal rispetto di specifici parametri gestionali ed economico-finanziari stabiliti
dalla legge che (giusto per citare una statistica significativa e di più facile comprensione rimandiamo al prospetto 4 sulle spese per il personale) sono indici reali di una amministrazione sana
ed efficiente. Risultato ancor più significativo se si considera che è stato ottenuto nonostante i
pesantissimi vincoli finanziari del cosiddetto “patto di stabilità interno” (introdotto dal trattato di
Maastricht e di anno in anno sempre più invasivo della nostra autonomia) strumento - questo del
patto di stabilità - con cui lo Stato fa lo STROZZINO nei confronti degli Enti Locali periferici impedendo loro, in base ad astrusi e casuali calcoli, di pagare con le risorse che hanno i lavori già realizzati, salvo utilizzare queste risorse, bloccate, per sostenere il deficit della Sicilia o salvare i
Comuni falliti!!
Patto di Stabilità poi che per il nostro Comune significa, per il prossimo anno 2013, un ulteriore vincolo di bilancio, oltre i tagli lineari, in termini di possibilità di spesa, di circa 400.000 Euro.
E da noi non trovano certo spazio i “Fiorito” di turno, dato anche l’ammontare dei nostri compensi che trovate nel prospetto 5 che riproduce le nostre indennità, già da alcuni anni (da 12
anni, per l’esattezza) decurtate rispetto al tetto stabilito dalla legge ed onnicomprensive perché,
3
fin dal nostro insediamento, abbiamo deciso di rinunciare a qualsiasi altro emolumento che ci
spetterebbe quale rimborso spese per missioni, partecipazioni ad incontri istituzionali, ecc..
Crediamo, in tutta sincerità e senza ipocriti moralismi, che le nostre ridotte indennità siano il
risarcimento minimo, oltre che dell’impegno quotidiano, sabati, domeniche e notti comprese,
soprattutto delle RESPONSABILITÀ che comporta oggigiorno amministrare.
E, comunque, non è certo la rinuncia all’indennità residua che consentirebbe di ripianare il
MANCATO TRASFERIMENTO di oltre 500.000 Euro (che, come detto, aumenteranno a più di
700.000 Euro nel 2013 azzerando pressoché completamente i trasferimenti dello Stato) che ci
hanno regalato solo le finanziarie di questi ultimi due anni. MANCATO TRASFERIMENTO la cui
copertura si potrebbe ottenere solamente col taglio delle spese non obbligatorie per legge o
non indispensabili per il funzionamento dei servizi essenziali, quali sono, principalmente, quelle attinenti l’area socio-assistenziale ed educativa.
Né, tantomeno, l’attuale situazione può essere addebitata, neanche lontanamente - come sta
cercando di fare credere qualcuno per sfruttare, a proprio vantaggio, questo difficile momento - all’attività ed ai lavori dell’Azienda Speciale “Santa Lucia Fiere”. L’Azienda, al contrario, oltre
ad una gestione oculata e proficua, già nel suo primo anno di attività, ci consente di utilizzare il
contributo regionale, A FONDO PERDUTO, di Euro 1.477.500 (che altrimenti andava restituito
alla Regione) per l’effettuazione della ristrutturazione della Filanda Vecchia (dell’importo complessivo di Euro 2.157.000) che porterà un notevole incremento del patrimonio comunale e farà
anche accrescere, in prospettiva, i ricavi dell’attività fieristica e l’indotto economico dell’intero
territorio.
Una costante di chi ha amministrato il Comune di Santa Lucia di Piave, a partire dagli ultimi
decenni del secolo scorso, è stata proprio l’attenzione rivolta all’area socio-assistenziale mediante la creazione di una rete di servizi di qualità a supporto delle fasce più deboli e bisognose del
nostro territorio. Servizi sensibilmente accresciuti in questi ultimi anni e che consideriamo strategici per una Comunità che voglia essere veramente tale e fondarsi su valori condivisi quali la
solidarietà e l’accesso per tutti, fin dalla prima infanzia, ad un percorso formativo di qualità e
rispettoso dei fondamentali diritti. A tal riguardo, le cifre del prospetto 6 sono eloquenti e dimostrano come, non certo grazie allo Stato ma solamente a noi stessi ed alle nostre risorse, riusciamo a tradurre questi nostri principi in attività concrete.
È a questo che volete si rinunci?
Noi, nel nostro documento programmatico per il quinquennio 2012-2017, ci siamo impegnati
a “non gravare in maniera iniqua sulle finanze dei cittadini”.
4
Ma chiedere di dare qualcosa in più a favore di chi oggi, in questo momento di crisi generale, si
trova in stato di grave prostrazione (ma domattina potrebbe capitare a ciascuno di noi), e l’unica istituzione pubblica cui può rivolgersi è solamente il suo Comune, non la riteniamo una cosa iniqua.
Anche se a metterci responsabilmente la faccia siamo noi e non certo i nostri governanti nazionali che, appropriandosi di parte consistente dell’IMU e tagliandoci, contestualmente, i pochi trasferimenti rimastici, ci relegano al ruolo, sicuramente non voluto, di semplici esattori. Ruolo che
accomuna la maggior parte degli Enti Locali, compresi molti di quelli che non partono certo da
un handicap di base così rimarchevole come il nostro (prospetto 3). O che, a parità di aliquote,
possono contare, come alcuni di quelli a noi vicini, per numero e tipologia di edifici presenti
nel loro territorio su ben altre entrate dell’ICI, ora IMU - prospetti 7 e 8 - o che, peggio per loro,
utilizzano (forse perché prossimi ad elezioni) entrate straordinarie per non alzare le aliquote tributarie col rischio poi di trovarsi in situazione di dissesto finanziario e quindi con pesantissime sanzioni - quale l’aumento obbligatorio delle imposte per un periodo minimo di 5 anni - che andrebbero a ripercuotersi sull’intera Comunità.
Lasciamo volentieri ad altri assumersi un rischio di tale portata (ad oggi sono quasi 500 i
Comuni dichiarati in dissesto ed altri 1.500 sono a rischio)!
Ci rendiamo perfettamente conto delle grandi difficoltà del momento, siamo anche noi cittadini che come Voi pagano, non certo volentieri, i propri tributi, ben consapevoli che anche
alcuni di quelli comunali, come appunto la nuova IMU, non sono equi ma derivano “a cascata”
da leggi inique e dalle molteplici gestioni immorali e vergognose della “cosa pubblica”, a ben altri
livelli.
Ma smantellare, proprio adesso, il nostro “welfare” - che consideriamo un valore aggiunto
di questa Comunità e che si avvale del supporto attivo di tante brave persone che operano proficuamente e generosamente nel volontariato - noi non lo faremo mai !
Meglio piuttosto, in tutta coscienza, “incassare” le vostre lamentele che, possiamo ben comprendere quando fatte in buona fede e non fomentate da chi da questo difficile contesto trova
facile alimento per il proprio protagonismo; e continuare, ciò nonostante, a metterci la nostra faccia, le nostre capacità ed ogni sforzo necessario, nel rispetto degli impegni assunti nei Vostri confronti.
IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
5
PROSPETTI COMPARATIVI *
PROSPETTO N. 1
(1)
(1) Sono stati presi degli anni a campione nei quali è stato possibile trovare i dati in modo omogeneo. Successivamente le cose
non sono sostanzialmente cambiate anche se i suddetti trasferimenti sono stati erogati sotto forma di compartecipazioni varie.
I trasferimenti delle Regioni a Statuto Speciale sono poi, di gran lunga, più elevati.
PROSPETTO N. 2
TRASFERIMENTI DELLO STATO AI COMUNI IN PROVINCIA DI TREVISO
CONFRONTO ANNI 2003 E 2009
COMUNI
Segusino
Trasf. 2003
tot. Euro
Trasferimento
per ab. 2003
Euro
Trasf. 2009
tot. Euro
Trasferimento Diff per ab.
per ab. 2009 2003/2009
Euro
Euro
Diff
2003/2009
%
2.021
2.024
738.260
365
508.533
251
-114
-31,22
755
817
245.352
325
188.123
230
-95
-29,14
Revine Lago
2.151
2.249
520.068
242
493.776
220
-22
-9,19
Monfumo
1.421
1.463
343.817
242
287.432
196
-45
-18,80
Treviso
80.688
82.206
19.526.290
242
16.116.710
196
-46
-18,99
Fregona
2.922
3.191
699.707
239
617.744
194
- 46
-19,16
Portobuffolè
6
Tot. abitanti Tot. abitanti
2003
2009
COMUNI
Tot. abitanti Tot. abitanti
2003
2009
Trasf. 2003
tot. Euro
Trasferimento
per ab. 2003
Euro
Trasf. 2009
tot. Euro
Trasferimento Diff per ab.
per ab. 2009 2003/2009
Euro
Euro
Diff
2003/2009
%
Cison di Valmarino
2.575
2.687
567.634
220
503.762
187
-33
-14,95
Castelcucco
1.963
2.173
457.797
233
404.554
186
-47
-20,17
Cavaso del Tomba
2.767
2.965
614.741
222
545.310
184
-38
-17,22
Paderno del Grappa
2.036
2.149
458.222
225
378.868
176
-49
-21,67
Sarmede
3.039
3.215
666.938
219
561.944
175
-45
-20,36
San Polo di Piave
4.552
5.006
967.508
213
865.136
173
-40
-18,69
Vidor
3.478
3.796
763.824
220
645.749
170
-50
-22,54
Tarzo
4.613
4.620
831.885
180
778.710
169
-12
-6,53
Miane
3.493
3.620
731.400
209
604.661
167
-42
-20,23
Gorgo al Monticano
4.000
4.144
740.921
185
683.563
165
-20
-10,95
Cimadolmo
3.389
3.468
776.300
229
567.740
164
-65
-28,53
Meduna di Livenza
2.695
2.951
572.882
213
478.763
162
-50
-23,68
Zenson di Piave
1.720
1.850
317.868
185
290.664
157
-28
-14,98
Cappella Maggiore
4.391
4.576
825.063
188
715.223
156
-32
-16,82
Follina
3.806
4.003
790.912
208
621.793
155
-52
-25,25
Possagno
2.070
2.260
454.113
219
350.788
155
-64
-29,25
Maser
4.851
4.913
1.003.187
207
762.300
155
-52
-24,97
Refrontolo
1.802
1.799
381.453
212
275.832
153
-58
-27,57
Ormelle
4.090
4.480
829.333
203
654.647
146
-57
-27,94
Crespano del Grappa
Roncade
4.305
4.767
809.451
188
695.295
146
-42
-22,43
12.114
13.911
2.348.487
194
2.001.929
144
-50
-25,77
Orsago
3.633
3.917
659.877
182
563.578
144
-38
-20,79
Moriago della Battaglia
2.658
2.844
534.283
201
408.946
144
-57
-28,46
Codognè
5.098
5.321
1.014.742
199
760.786
143
-56
-28,17
Chiarano
3.208
3.723
681.581
212
528.002
142
-71
-33,25
Valdobbiadene
10.602
10.825
2.008.301
189
1.513.095
140
-50
-26,21
Fontanelle
5.491
5.866
1.019.541
186
812.683
139
- 47
-25,39
Loria
7.956
8.913
1.414.777
178
1.231.719
138
-40
-22,29
Cessalto
3.184
3.754
664.421
209
516.118
137
-71
-34,12
Vazzola
6.608
7.017
1.238.562
187
945.132
135
-53
-28,14
Vedelago
14.115
16.455
2.661.979
189
2.206.708
134
-54
-28,89
Vittorio Veneto
29.181
29.234
5.244.405
180
3.906.713
134
-46
-25,64
Villorba
17.208
18.028
3.216.531
187
2.367.345
131
-56
-29,75
8.041
8.811
1.494.316
186
1.154.586
131
-55
-29,49
32.022
33.591
5.831.350
182
4.349.388
129
-53
-28,90
Farra di Soligo
Castelfranco Veneto
Quinto di Treviso
9.284
9.766
1.719.899
185
1.261.698
129
-56
-30,26
Arcade
3.555
4.333
635.918
179
556.884
129
-50
-28,15
Monastier di Treviso
3.573
4.080
682.854
191
520.938
128
-63
-33,19
28.129
30.837
4.961.504
176
3.916.710
127
-49
-27,99
Morgano
3.828
4.149
691.789
181
526.240
127
-54
-29,82
Sernaglia della Battaglia
5.916
6.439
980.268
166
808.873
126
-40
-24,19
Montebelluna
Cordignano
6.503
7.086
1.069.812
165
889.536
126
-39
-23,69
Gaiarine
6.155
6.227
1.040.718
169
778.082
125
-44
-26,10
Godega di Sant'Urbano
5.961
6.116
1.042.436
175
761.507
125
-50
-28,80
Mansuè
4.215
4.930
775.153
184
611.669
124
-60
-32,53
11.428
13.081
1.999.321
175
1.616.890
124
-51
-29,35
8.969
9.897
1.596.261
178
1.215.284
123
-55
-31,01
Volpago del Montello
9.094
9.888
1.577.117
173
1.213.437
123
-51
-29,24
Nervesa della Battaglia
6.730
7.002
1.027.557
153
858.837
123
-30
-19,67
San Biagio di Callalta
San Vendemiano
Crocetta del Montello
5.752
5.989
958.994
167
731.223
122
- 45
-26,77
Cornuda
5.846
6.183
983.581
168
750.766
121
-47
-27,83
10.080
10.995
1.725.484
171
1.334.782
121
-50
-29,08
Carbonera
7
COMUNI
Tot. abitanti Tot. abitanti
2003
2009
Trasf. 2003
tot. Euro
Trasferimento
per ab. 2003
Euro
Trasf. 2009
tot. Euro
Trasferimento Diff per ab.
per ab. 2009 2003/2009
Euro
Euro
Diff
2003/2009
%
Conegliano
35.224
35.514
5.430.039
154
4.288.009
121
-33
-21,68
Riese Pio X
9.817
10.821
1.673.676
170
1.304.204
121
-50
-29,31
San Pietro di Feletto
4.925
5.329
860.513
175
637.980
120
-55
-31,48
Colle Umberto
4.676
5.129
826.810
177
612.380
119
-57
-32,48
Povegliano
4.284
5.026
747.575
175
591.905
118
-57
-32,51
18.848
21.621
3.199.916
170
2.524.872
117
-53
-31,22
Motta di Livenza
9.703
10.689
1.627.707
168
1.246.366
117
-51
-30,49
Altivole
6.202
6.679
1.075.299
173
773.186
116
-58
-33,23
San Fior
6.216
6.811
1.147.384
185
781.380
115
-70
-37,85
Fonte
5.483
6.119
920.514
168
693.085
113
-55
-32,53
Pederobba
7.161
7.466
1.025.859
143
843.736
113
-30
-21,11
Spresiano
9.752
11.304
1.627.743
167
1.269.879
112
-55
-32,70
San Zenone degli Ezzelini
6.665
7.383
996.636
150
828.926
112
-37
-24,92
Paese
Borso del Grappa
4.994
5.756
890.584
178
642.875
112
-67
-37,37
Salgareda
5.748
6.595
905.957
158
730.370
111
- 47
-29,74
Mogliano Veneto
26.483
28.128
4.098.922
155
3.113.148
111
-44
-28,49
Susegana
10.979
12.059
1.713.561
156
1.321.339
110
-47
-29,80
Breda di Piave
6.582
7.748
1.130.905
172
847.503
109
-62
-36,34
Istrana
7.791
9.043
1.238.421
159
986.717
109
-50
-31,36
Preganziol
14.985
16.868
2.209.859
147
1.819.584
108
-40
-26,85
Silea
9.405
10.016
1.363.570
145
1.076.553
107
-38
-25,87
Zero Branco
8.692
10.609
1.463.009
168
1.139.061
107
-61
-36,21
Maserada sul Piave
8.024
9.264
1.235.861
154
993.079
107
-47
-30,40
Mareno di Piave
8.030
9.438
1.320.273
164
1.007.533
107
-58
-35,07
Castello di Godego
6.390
7.018
958.374
150
739.160
105
-45
-29,78
Trevignano
9.201
10.424
1.440.453
157
1.088.256
104
-52
-33,31
Caerano di San Marco
7.052
7.941
1.099.447
156
813.662
102
-53
-34,28
Casier
9.327
11.068
1.321.868
142
1.124.093
102
-40
-28,34
Giavera del Montello
4.464
5.159
659.471
148
523.566
101
-46
-31,30
Pieve di Soligo
10.961
12.096
1.606.152
147
1.223.672
101
-45
-30,96
Resana
7.657
9.125
1.124.345
147
917.122
101
-46
-31,55
Oderzo
17.707
19.990
2.711.507
153
2.004.931
100
-53
-34,50
7.231
8.113
1.020.337
141
784.113
97
-44
-31,51
10.238
12.012
1.332.527
130
1.121.193
93
-37
-28,29
7.420
8.806
1.048.468
141
814.295
92
-49
-34,56
10.173
12.419
1.364.955
134
1.109.310
89
-45
-33,43
7.856
9.222
1.057.242
135
791.880
86
-49
-36,19
Ponte di Piave
Ponzano Veneto
93° SANTA LUCIA DI PIAVE
Casale sul Sile
Asolo
Nota: i trasferimenti del 2009 sono calcolati al netto dei rimborsi ICI in quanto il gettito dell’imposta è collegato alle misure delle aliquote ed alla situazione mmobiliare di ciascun ente. Tale entrata, pertanto, è opportunamente calcolata separatamente ed evidenziata nelle successive tabelle.
Fonti: Ministero Interno (banca dati Finanza Locale)
Elaborazione: Segreteria Sen. Marco Stradiotto (Partito Democratico), dal 6.05.2010 componente della VI Commissione Finanze del Senato nonché membro
della Commissione per l’attuazione del federalismo.
8
PROSPETTO N. 3
PROSPETTO N. 4
9
PROSPETTO N. 5
(LORDE)
PROSPETTO N. 6
10
PROSPETTO N. 7
PROSPETTO N. 8
*
Nota:
Nell’esaminare i prospetti, il cui contenuto è richiamato dal testo, va tenuto conto che si sono presi
a riferimento i Comuni limitrofi che rappresentano, comunque, realtà positive e ben amministrate (anche i Comuni di Farra di Soligo, Mareno di Piave, Pieve di Soligo e Susegana sono stati inseriti nella lista dei 143 Comuni virtuosi di tutta Italia) che sarebbero sicuramente ai vertici di analoghe graduatorie, non solo a livello nazionale - dove come sanno tutti esistono enormi ed inaccettabili divari - ma anche solo a livello regionale.
11
L’Amministrazione Comunale ringrazia sentitamente la Cassa di Risparmio del Veneto
per aver contribuito alle spese di stampa di questa pubblicazione.
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una scelta difficile ma necessaria