Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Innovazione
e tecnologia:
le nuove frontiere
del MiBAC
Lu.Be.C. Digital Technology
LUCCA BENI CULTURALI 2008 - IV EDIZIONE
LUCCA
23 - 24 ottobre 2008
Real Collegio
Piazza del Collegio, 1
55100 Lucca
Edizioni MP MIRABILIA srl
Innovazione
e tecnologia:
le nuove frontiere
del MiBAC
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Direttore Generale Maddalena Ragni
Lucca, 23–24 Ottobre 2008
Il programma di partecipazione (progettazione e realizzazione opuscolo, materiali grafici e stand, organizzazione
convegno e incontri allo stand) è stato organizzato dal:
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Responsabile Antonella Mosca
con Monica Bartocci, Antonella Corona, Francesca D’Onofrio, Eleonora Isola, Maria Cristina Manzetti,
Maria Tiziana Natale, Amedeo Natoli, Simona Pantella, Susanna Puccio, Maria, Angela Siciliano
Rapporti con i media
Vassili Casula, Alessio Noè
Comunicazione multimediale
Alberto Bruni, Renzo De Simone, Francesca Lo Forte, Emilio Volpe
Supporto logistico
Edoardo Cicciotto, Maurizio Scrocca
Amministrazione
Laura Petracci
S
O
M
M
A
R
I
7
I punti di contatto nazionali per i programmi europei
8
Prima della fruizione: tutela preventiva del patrimonio aerofotografico
nazionale
O
Marco Biscione
M. Filomena Boemi, Daniela Palazzi, Elizabeth J. Shepherd – Aerofototeca Nazionale, ICCD,
Carlo Cacace – Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro,
Bruno Zampetti – Tecno.El., Formello (RM)
15
Il sito web dedicato all’architetto Luigi Moretti
16
La Via Francigena: storia e tesori. L’attenzione al progetto di valorizzazione
da parte della Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’Autore
Luisa Montevecchi
Adriana Martinoli - Alfredo Esposito
22
La documentazione del patrimonio culturale delle biblioteche e lo sviluppo
della rete dei servizi per l’utente
Rossella Caffo
27
Il Progetto Mosaico
Alberto D’Alessandro
28
Innovazione e tecnologia per una “CulturAmica”
Antonia Pasqua Recchia
30
La rete MINERVA
Marzia Piccininno
32
CulturaItalia, un patrimonio da esplorare
Karim Ben Hamida, Sara Di Giorgio
34
MICHAEL: una rete di portali per l’accesso online alla cultura europea
Giuliana De Francesco
37
Museo & Web: l’esperienza del Progetto MINERVA per i musei
e le altre istituzioni culturali
Maria Teresa Natale
39
41
La Biblioteca Nazionale
La Biblioteca Nazionale di Napoli nel circuito turistico della città
Mauro Giancaspro
43
Leggi un libro. Ti cambia la vita!
45
La Biblioteca Estense Universitaria di Modena
Mauro Giancaspro, Anna Maria Fiore, Alma Serena Lucianelli, Maria Gabriella Mansi
Luca Bellingeri
46
Riproduzione digitale e restauro virtuale: La Carta degli stati estensi
di M.A. Pasi, 1580
Andrea Palazzi
49
Documentare il restauro. Al Museo Nazionale di Ravenna un suggestivo
allestimento video documenta il restauro dei mosaici di Sant’Apollinare
Nuovo e del Battistero Neoniano
Cetty Muscolino, Emanuela Grimaldi, Francesco Borghesi
53
Nuove tecnologie nella comunicazione. La sala didattica informatica
al Castello di Miramare
Rossella Fabiani
56
Storia
59
La nuova frontiera dell’innovazione tecnologica alla Biblioteca Nazionale
Centrale di Roma
Osvaldo Avallone
62
64
La Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Immagini della grande guerra
Paola Gioia, responsabile del progetto
66
Il Progetto Digima: le immagini della storia
Maria Pia Critelli, responsabile ufficio fondi iconografici
Innovazione e tecnologia: le nuove frontiere del MiBAC
69
Un catalogo virtuale: la digitalizzazione del materiale fotografico
della Soprintendenza BASE del Lazio
Alessandra Acconci
70
Le collezioni digitali dell’Archivio di Stato di Frosinone tra comunicazione,
innovazione e promozione
Viviana Fontana, Onorina Ruggeri
72
“Colombo/Colón. Un uomo tra vecchio e nuovo mondo”
73
Webgis e Beni Culturali
76
Cultura, territorio, cittadinanza
Roberto Santamaria
Emanuela Zanda
Renzo Remotti
79
Diversificare l’offerta culturale per servire diversi tipi di pubblico:
recenti traguardi dell‘Archivio di Stato di Torino
Marco Carassi
81
Welcome to the architects who have come from all over the world!
85
Un archivio digitale per navigare alla scoperta del territorio:
il progetto CARSTOS dell’Archivio di Stato di Cagliari
Carla Ferrante
88
90
Standard e qualità nei musei statali della Toscana – esperienze pilota
Archivio di Stato di Firenze
Stefano Vitali, Simone Sartini
93
Guida on line ai fondi dell’Archivio di Stato di Firenze
Stefano Vitali
95
e_ASLU: l’albero in rete
Marina Brogi, Giovanni Tartaglione
98
Il Catalogo ‘aperto’ della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze
Sabina Magrini
99
Sito Web della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
di Venezia e Laguna: percorsi turistici tra i cantieri di restauro
<http://www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it>
Ferdinando Rizzardo
104
CCTPC - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
109
Call Center
110
ALES - Arte Lavoro e Servizi S.p.A
112
BBS Srl
Beni culturali: qualità, valore e sviluppo economico
per il rilancio del Paese
Nell’era della tecnologia e della multimedialità, della globalizzazione e dell’interattività, i beni culturali si
trovano di fronte a difficili sfide.
Come riuscire a rendere accessibile e attraente l’immenso patrimonio storico artistico del nostro Paese?
Quali linguaggi si prestano a meglio promuoverlo e valorizzarlo?
Le risposte a queste domande sono molteplici ed in continua evoluzione. Se l’obiettivo è potenziare le strategie di valorizzazione del patrimonio culturale migliorando la qualità dell’offerta, allora il primo passo
dovrà essere quello di rispondere alle esigenze del pubblico approntando strategie di marketing e strumenti
di comunicazione che possano rivelarsi efficaci e al passo con i tempi.
Il convegno nazionale Lu.Be.C. 2008: Beni Culturali, Valore e Sviluppo Economico è il luogo ideale per
discutere degli argomenti sopra enunciati, per fare il punto della situazione attuale e tracciare le linee guida
delle azioni future.
Già gli argomenti trattati nel convegno di quest’anno danno un’idea della varietà e complessità dello
scenario nel quale ci muoviamo: turismo e cultura digitale, rapporto bidirezionale tra museo e territorio,
sostenibilità economica tra pubblico e privato, modelli di sviluppo del “turismo musicale”, integrazione dei
percorsi tra beni culturali e luoghi della fede, innovazione tecnologica per la crescita del paese, management museale tra tecnologia, utenza e territorio, partenariato e promozione.
Ciascuno di questi temi mette l’accento su altrettante criticità che il MiBAC si propone di analizzare e risolvere.
In particolare, il tema dell’innovazione tecnologica al servizio della valorizzazione del patrimonio culturale
è il perno attorno al quale ruotano tutte le successive riflessioni.
Innovazione significa coniugare valorizzazione, conservazione e fruizione, posto che si prenda coscienza
dei radicali cambiamenti che la domanda mondiale di fruizione ha subito e delle nuove esigenze di divulgazione sentite dal MiBAC.
La tecnologia, ad esempio, nella forma della digitalizzazione del patrimonio, consente di creare progetti
ambiziosi che coniugano la storia, la cultura e la tradizione, rendendo disponibile ad un vasto pubblico quei
materiali che altrimenti, anche per motivi di conservazione, non potrebbero essere accessibili e conosciuti.
L’investimento nell’innovazione tecnologica, quindi, può e deve diventare sinonimo di investimento nel patrimonio culturale come grande opzione di sviluppo per il nostro Paese.
Per far questo è indispensabile creare delle forti sinergie istituzionali (rapporti tra Ministeri ed Enti locali) e
incentivare le collaborazioni tra pubblico e privato.
Consapevole del fondamentale ruolo di coordinamento che questa Direzione Generale svolge nell’ambito
della realizzazione delle suddette strategie di comunicazione e valorizzazione, auspico che il confronto tra
tutti i partecipanti all’edizione 2008 di Lu.Be.C. porti alla costruzione di un’utile piattaforma sui temi dell’innovazione tecnologica, del marketing e dell’integrazione tra le diverse tipologie di risorse turistico – culturali.
Questi risultati saranno il punto di partenza per innescare un meccanismo virtuoso che, ci auguriamo,
porterà al rilancio del Paese attraverso la Cultura.
Maddalena Ragni
Direttore Generale per il bilancio
e la programmazione economica, la promozione,
la qualità e la standardizzazione delle procedure
SEGRETARIATO GENERALE
Osservatorio Internazionale
I punti di contatto nazionali per i programmi europei
Marco Biscione
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - MiBAC su incarico
dell’Unione Europea ha attivato i punti di contatto nazionali per i
programmi quadro europei che riguardano la cultura e la cittadinanza.
In un’ottica di cooperazione culturale, in cui lo sviluppo degli scambi
e la promozione della diversità culturale costituiscono gli elementi
fondanti l’integrazione europea, il Ministero ha deciso di rafforzare la
dimensione internazionale della politica culturale italiana e di dare
maggiore attenzione alle attività dell’Unione Europea.
Il Ministero dal 1° Gennaio 2007 è entrato a far parte del Punto di
Contatto nazionale del Programma Cultura (CCP) - l’Antenna Culturale
Europea- potenziandone le attività su tutto il territorio nazionale.
Il ruolo principale dell’Antenna Culturale Europea è quindi quello di
diffondere la conoscenza sul Programma incoraggiando gli operatori
culturali, pubblici e privati, a partecipare ai bandi europei in campo
culturale.
L’Antenna Culturale Europea ha una sede a Roma, presso il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, e una a Torino.
Il Ministero ha inoltre creato un nuovo punto di contatto per il
Programma Europa per i Cittadini. Il Programma si pone l’obiettivo di
promuovere un senso di appartenenza all’Unione Europea tra i cittadini e di sviluppare un’identità europea fondata su valori, storia e
cultura comune.
L’Antenna Europa Cittadini - questo è il nome del punto di contatto –
ha quindi il compito di diffondere la conoscenza del Programma incrementando la partecipazione ai bandi da parte degli operatori e delle
amministrazioni locali.
L’Antenna Europa Cittadini ha sede a Roma, presso il Ministero per i
Beni e le Attività Culturali.
Segretariato Generale
Segretario Generale: Giuseppe Proietti
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232165
Fax 06 67232013
[email protected]
Osservatorio Internazionale
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232372
7
SEGRETARIATO GENERALE
ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
ISCR - Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro
Segretariato Generale
Segretario Generale: Giuseppe Proietti
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232165
Fax 06 67232013
[email protected]
ICCD – Istituto Centrale per
il Catalogo e la Documentazione
Direttore: Mariarosaria Salvatore
Direttore Aerofototeca Nazionale-ICCD:
M. Filomena Boemi
Via di San Michele, 18
00153 Roma
Tel. 06 58552326
Fax 06 58332313
[email protected]
www.iccd.beniculturali.it/Istituto/Organizzazione/
aerofototeca/aerofototeca
ISCR - Istituto Superiore per
la Conservazione ed il Restauro
Direttore: Caterina Bon Valsassina
Responsabile della sezione Modelli microclimatici
e Gestione dati: Carlo Cacace
Via di San Michele, 23
00153 Roma
Tel. 06 48896380
Fax 06 5886112/115
www.iscr.beniculturali.it
Prima della fruizione: tutela preventiva
del patrimonio aerofotografico nazionale
M. Filomena Boemi, Daniela Palazzi, Elizabeth J. Shepherd – Aerofototeca Nazionale,
ICCD, Carlo Cacace – Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro,
Bruno Zampetti – Tecno.El., Formello (RM)
1. Il patrimonio fotografico dell’aerofototeca Nazionale
Maria Filomena Boemi
L’aerofototeca Nazionale è un archivio di immagini, riprese da vettori
aerei, che descrivono avvenimenti e trasformazioni del territorio
italiano a partire dalla fine dell’Ottocento. Il patrimonio tutelato rispecchia l’origine militare della fotografia aerea, con punte di eccezionale
importanza storica quali le immagini realizzate in Italia dagli Alleati
durante la Seconda Guerra Mondiale (fondi RAF e USAAF); è ricchissimo tuttavia anche di testimonianze prodotte da enti pubblici e privati,
dagli anni della ricostruzione postbellica fino quasi ai primi anni del
duemila.
È merito degli ufficiali fotointerpreti della II Guerra Mondiale se si è
conservato fino a noi l’eccezionale patrimonio di immagini di un’Italia
in guerra si, ma ancora con un territorio splendidamente conservato e
“parlante” anche a una lettura intuitiva. È merito poi di archeologi ed
architetti del Ministero della Pubblica Istruzione prima, dei Beni
Culturali poi, se questo patrimonio è stato valorizzato ed arricchito a
ritmo quasi costante, permettendo oggi una lettura continua e diacronica delle trasformazioni del nostro paese.
La valenza storica di questo patrimonio è tra le più articolate che sia
dato avere nel campo della fotografia: storia militare nei suoi più
diversi aspetti tattici, strategici ed umani; storia di lungo periodo, quale
quella rivelata dalle tracce archeologiche o dai mutamenti antropici
del territorio; storia economica; storia sociale e, considerando il supporto in sè, storia della tecnologia e storia del costume.
2. Fotografie aeree e conservazione
Elizabeth J. Shepherd
Pur acclarato e riconosciuto a tutti i livelli per la sua importanza, dal
punto di vista della conservazione il patrimonio aerofotografico
soggiace ad un fenomeno particolare: la sua grande utilità pratica è
anche la prima causa della sua instabilità. Pensiamo alle fotografie in
tempo di guerra: si trattava di materiale ritenuto di uso immediato,
destinato ad essere prodotto, interpretato e scartato nell’arco di poche
decine di minuti; svolto il suo compito, decadeva la sua utilità. La corsa
contro il tempo, inevitabile nel momento in cui da una fotointerpretazione dipendevano le sorti di un attacco o di uno spostamento di
fronte, ha fatto sì che le operazioni di produzione delle fotografie
fossero velocissime, a scapito della futura conservazione, peraltro al
momento nemmeno prevista.
In tempi finalmente più tranquilli, all’utilità pratica che sempre ha
connotato questo tipo di immagini si è aggiunta la quantità: certo non
era conveniente armare un aereo per scattare poche foto e la tecnologia di ripresa, che impiegava rulli di negativi con decine e decine di
8
fotogrammi, ha fatto sì che in breve tempo si producessero milioni di
immagini.
Instabilità e quantità sono quindi i fattori critici della conservazione in
Aerofototeca Nazionale. Essi hanno determinato la necessità di una
progettazione articolata in più interventi, mirati alla salvaguardia
urgente di quella parte di materiale in via di degrado e alla sistemazione ottimale di tutte le collezioni in condizioni conservative controllate. In immediato, però, si è ritenuto di dover identificare e capire lo
stato conservativo di fatto, legato a tecniche di conservazione, modi di
uso e di manipolazione tradizionalmente adottati nell’archivio fin dalla
sua creazione alla fine degli anni ‘50. A questo scopo si è ottenuta fin
dal 2006 l’indispensabile collaborazione dell’Istituto Superiore di
Conservazione e Restauro, che fornisce un’eccellente ed apprezzata
assistenza in tutte le fasi di progettazione, di messa in opera e di monitoraggio del rilevamento microclimatico degli ambienti di conservazione, a partire dagli ambienti di archivio fino ai singoli contenitori.
Solo con la corretta conservazione e la salvaguardia di questo fragile
materiale sarà possibile operare appieno quella necessaria azione
divulgativa che è uno dei compiti principali di chi tutela il patrimonio
culturale: in quest’ottica l’ICCD (con le sue componenti Fototeca
Nazionale e Aerofototeca Nazionale) ha già da tempo avviato una
politica di e-commerce intesa come agile ed immediata trasmissione al
pubblico delle proprie collezioni fotografiche.
3. Le condizioni conservative
Daniela Palazzi
Il materiale storico facente parte del patrimonio dell’Aerofototeca
Nazionale presenta condizioni di conservazione di differente gravità
che si manifestano, per la maggior parte dei casi, come danni per
degradazione idrolitica e per attacco biologico fungino.
Dal punto di vista chimico-fisico, l’incidenza dei processi degradativi
dipende dalle caratteristiche chimiche sia del supporto che dell’emulsione, nonché dalle caratteristiche termoigrometriche e chimiche
dell’ambiente ospitante, sia attuali che pregresse.
In particolare, le reazioni di idrolisi, sia che riguardino i supporti
plastici dell’immagine negativa, sia la carta dei positivi, sia la gelatina
dell’emulsione, sono favorite da alte temperature e dall’umidità. Allo
stesso tempo, la seconda importante causa di degradazione del materiale, la reazione di ossidazione, risente, in particolar modo, della
temperatura e dell’esposizione alla luce.
Nella scelta di sistemare il materiale storico in nuovi locali è stato
previsto, perciò, che essi fossero dotati di controllo termoigrometrico.
A tale scopo è stato effettuato un monitoraggio continuato di temperatura ed umidità, che potesse rendere conto delle differenti condizioni
caratterizzate dall’avvicendarsi delle diverse stagioni.
Allo scopo di inibire nel modo più completo le reazioni degradative
sopra descritte, la sistemazione del materiale deve anche prevedere
una protezione dalla polvere, vettore di particelle inquinanti sia dal
punto di vista chimico che biologico: il conseguente completamento del
deposito avverrà mediante il controllo chimico della qualità dell’aria
nei locali ad esso adibiti.
9
4. L’intervento dell’ISCR. Premessa metodologica
Carlo Cacace
L’aggressione che quotidianamente l’ambiente esercita sulle opere è
diventata materia di studio per una corretta impostazione metodologica sia nel caso della conservazione che in quello dell’intervento di
restauro. Lo studio per interpretare i meccanismi di tale aggressione
avviene tramite l’analisi sistematica del microclima ambientale in cui
l’opera d’arte è conservata. Il controllo microclimatico ha il fine di
caratterizzare l’eventuale fenomeno di interazione “ambiente-manufatto” per comprendere tutti quei meccanismi chimici, fisici, biologici
che sono alla base di tale fenomenologia. Tutti i fenomeni di degrado
sono conseguenza di variazioni delle condizioni di equilibrio termoigrometrico tra l’oggetto e l’ambiente che lo contiene; da qui la necessità del rilevamento e dell’analisi dei parametri microclimatici quali la
temperatura e l’umidità relativa per la caratterizzazione del sistema
“ambiente-manufatto”. Nel caso di sale adibite a laboratorio, deposito
e/o consultazione, in cui vengono a trovarsi oggetti di differente
natura e stato di conservazione, si rende indispensabile la conoscenza
del comportamento microclimatico degli ambienti. La metodologia
microclimatica prevede, come momento fondamentale della caratterizzazione ambientale, il rilevamento di una serie di parametri che,
opportunamente correlati, diano una risposta, sia dal punto di vista
analitico che quantitativo, all’individuazione e comprensione del tipo
di interazione in atto tra opera d’arte ed ambiente circostante. Un
manufatto è in interazione con l’ambiente a seguito dei diversi tipi di
sollecitazioni che si possono instaurare, ad esempio termiche (irraggiamento solare, luce artificiale, ecc.), igrometriche (evaporazione,
condensazione, affluenza del pubblico, ecc.), eoliche (vento, correnti
d’aria). Nasce, quindi, la necessità di dover misurare contemporaneamente parametri diversi per poter poi analizzare e quantificare la loro
evoluzione. Inoltre l’azione che questi fattori esercitano sul manufatto è
continua, modulata dallo scorrere delle stagioni e dipendente dal
comportamento generale del clima ambientale oltre che da cause accidentali. L’evoluzione del fenomeno di interazione tra ambiente e opera
dipende anche dalla particolare conformazione degli ambienti. Ne
risulta che, per caratterizzare il comportamento generale del microclima, occorre oltre al rilevamento in continuo dei parametri, anche un
rilevamento effettuato in più punti nello spazio scelti opportunamente.
Dal punto di vista fisico, generalmente, un ambiente è a rischio quando
il tentativo di giungere all’equilibrio delle componenti del sistema,
avviene attraverso scambi repentini provocati da gradienti termici o
igrometrici. Nel momento in cui allo scambio termico corrisponde una
inaspettata variazione della umidità relativa pilotata dal contenuto di
acqua sia libera nell’aria, sia contenuta nelle opere conservate, si
determina una variazione dei parametri nel comportamento generale
del sistema, le cui componenti raggiungono l’equilibrio in tempi e
modalità diverse. Tale rischio non è legato necessariamente ai valori
assoluti dei parametri termoigrometrici, ma alla rapidità di evoluzione
nel tempo, per cui condizioni elevate di umidità relativa potrebbero
non destare preoccupazione se tali condizioni si raggiungono in tempi
legati ai vari passaggi stagionali e non regolati dai cicli periodici giornalieri. In questa ottica risulta necessario quantificare, nell’intervallo di
tempo dello studio la ripetitività di determinati fenomeni che rappresen-
10
tano un rischio dal punto di vista fisico; ad esempio il tasso di umidità
relativa e la temperatura in cui l’ambiente esaminato viene a trovarsi e
calcolare, inoltre, la frequenza con cui questo ambiente si pone in
condizioni di pericolo con valori di umidità relativa e temperatura che
favoriscono ad esempio gli attacchi biologici o degradi chimici. Come
già indicato è importante la classificazione degli ambienti esaminati
per meglio comprendere il lavoro necessario per effettuare le misure
atte a caratterizzare l’interazione ‘ambiente - manufatto’. Nello studio
degli ambienti interni è necessario verificare la possibilità della formazione della condensazione sulle superfici dei materiali perché questo
favorisce una concentrazione locale di saturazione del vapore.
Evidenziare la fenomenologia della evaporazione che facilita il
trasporto all’interno dell’opera del particellato contenuto nell’aria,
identificare le variazioni termiche ed igrometriche dovute ai movimenti
d’aria e determinare quindi i percorsi preferenziali dei flussi d’aria, in
quanto questi sicuramente veicolano gli inquinanti, spore ed altro, che
potrebbero depositarsi sulle superfici. L’indagine deve verificare, in
ambienti in cui ancora non è presente visivamente l’attacco biologico,
se ci si trovi nelle condizioni di soglia per cui potrebbe essere latente
il danno biologico.
Oltre alle grandezze elencate sono di interesse anche le seguenti:
Punto di rugiada
La temperatura necessaria affinché su di una parete fredda si ottenga
il fenomeno della condensazione del vapore libero presente nell’ambiente.
Umidità specifica
Il vapore realmente presente all’interno dell’ambiente ad una data
temperatura ed umidità relativa.
I sensori di temperatura ed umidità relativa ambientale devono essere
collocati in prossimità (quasi a contatto) delle superfici considerate a
rischio, per misurare le variazioni termoigrometriche che avvengono
intorno all’opera. È importante ricordare che la porzione di aria immediatamente vicina all’oggetto risente non solo del comportamento
climatico dell’ambiente esaminato, ma anche della risposta dell’oggetto sottoposto alla sollecitazione ambientale; quindi la misura
permette di caratterizzare eventuali differenze significative dei parametri fisici rilevati. Altri sensori di temperatura ed umidità relativa
devono essere posti al centro dell’ambiente per verificare eventuali
stratificazioni di aria. Devono poi essere sistemati anemometri (per il
flusso d’aria) in prossimità di eventuali aperture presenti nell’ambiente
e delle opere considerate a rischio. Anche in questo caso la necessità
è quella di individuare se i movimenti d’aria che possono innescarsi
come fenomeni naturali (finestre, porte) o indotti (riscaldamento dovuto
a termosifoni, fonti luminose artificiali, pubblico), producono flussi in
grado di creare percorsi preferenziali nell’ambiente. Inoltre sensori di
temperatura a contatto per verificare la possibilità del fenomeno di
condensazione sulla superficie dei materiali e dell’esistenza di
gradienti termici tra gli stessi e il centro dell’ambiente, o fenomeni di
riscaldamento dovuto all’ illuminazione artificiale o naturale. Infine
sensori di temperatura e umidità relativa in esterno per valutare l’esistenza di interazione tra esterno ed interno
(Figg. 1-3).
11
Figg. 1-3
5. L’impianto di monitoraggio
Bruno Zampetti
L’impianto di monitoraggio microclimatico installato nella sezione
Aerofototeca dell’ICCD è costituito da una rete di sensori locali distribuiti nell’area da monitorare e da un sistema centrale di acquisizione
dati. Tali dati vengono trasmessi ad una postazione remota di supervisione e controllo equipaggiata con un computer sul quale vengono
visualizzati in tempo reale i valori dei parametri misurati (Fig. 4). Per
una associazione immediata tra valore rilevato e relativo punto di
misura sono state implementate mappe sinottiche sulle quali in corrispondenza di ciascun sensore viene riportato il valore della variabile
misurata in unità ingegneristiche. Qualora tali valori superino i limiti di
soglia impostati, evidenziando situazioni anomale ai fini di una
corretta conservazione, ciò viene segnalato a video. In ciascuno degli
ambienti sottoposti a monitoraggio (archivio negativi, archivio positivi,
sale deposito, etc.) sono stati posizionati sensori termoigrometrici,
12
Fig. 4
anemometrici e termometri a contatto seguendo, per ciò che riguarda
la loro collocazione spaziale, le indicazioni fornite dai tecnici della
conservazione. I sensori vengono collegati direttamente ad un sistema
di misura e trasmissione dati locale che utilizzando un bus digitale
RS485 ad alta velocità, colloquia con il sistema centrale (Fig. 5).
Fig. 5
Quest’ultimo provvede a validare e memorizzare i dati ed a inviarli al
computer di controllo. Inoltre in caso di superamento delle soglie di
allarme, oltre ad inviare tale informazione al computer per la sua
segnalazione a video, utilizzando un modem GSM, può generare SMS
da trasmettere ai telefoni cellulari del personale preposto alla sorveglianza. I sensori termoigrometrici utilizzati (Fig. 6) appartengono
all’ultima generazione di sensori “intelligenti” in grado cioè di correggere nel tempo la deriva del segnale di misura. In tal modo viene assi-
13
Fig. 6
curata una lettura precisa ed affidabile negli anni. Gli anemometri (Fig.
7) deputati alla misura dei movimenti di aria all’interno dei locali utilizzano come elemento sensibile un sensore di pressione a capsula piezoresistiva ad altissima risoluzione, in grado quindi di rilevare anche
Fig. 7
movimenti di masse d’aria con velocità molto basse (1cm/sec.). Per la
misura delle temperature a contatto (superfici, contenitori di archivio,
contenitori negativi, etc.) sono stati utilizzati elementi sensibili a bassissima capacità termica al fine di minimizzare l’errore di misura (Fig. 8).
Fig. 8
14
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
Archivio Centrale dello Stato
Il sito web dedicato all’architetto Luigi Moretti
Luisa Montevecchi
In occasione del centenario della nascita dell’architetto Luigi Moretti
l’Archivio Centrale dello Stato ha presentato una mostra e realizzato
un sito web a lui dedicato (www.architettoluigimoretti.it).
Il sito è stato progettato e realizzato in collaborazione con il Consorzio
BAICR Sistema cultura, con il quale l’Archivio Centrale ha da lungo
tempo un proficuo rapporto poiché utilizza il software GEA, progettato
dal Consorzio stesso, per l’ordinamento, l’inventariazione e la valorizzazione multimediale dei propri archivi.
La realizzazione tecnica del sito è stata affidata alla Società Unicity
(www.unicity.eu)
Nel sito sono contenute immagini digitali dei materiali dell’archivio
Luigi Moretti, di proprietà dell’Archivio Centrale dello Stato: immagini
dei disegni autografi e degli elaborati di progetto (7731 immagini), e
fotografie digitalizzate (1475 immagini).
È disponibile la biografia dell’architetto, l’elenco completo delle opere
e dei progetti, che è stato compilato utilizzando come fonte primaria
l’archivio Moretti, la bibliografia di Moretti, l’elenco dei premi a lui
assegnati, alcuni video dell’epoca e una ricca bibliografia, mentre uno
spazio è dedicato alle iniziative espositive organizzate, in corso o
programmate.
Da ciascuna scheda delle opere è possibile accedere alle immagini dei
disegni e delle fotografie.
Per le opere e i progetti più rilevanti è disponibile una scheda descrittiva particolareggiata, con il contenuto di quanto conservato in
archivio, un apparato bibliografico e in molti casi un brano tratto da
uno scritto di Moretti relativo all’opera.
Sono inoltre consultabili tutti gli articoli che l’architetto ha pubblicato
sulla rivista “Spazio”, da lui fondata nel 1950.
Il sito, che attualmente contiene 9206 immagini, 324 schede progetto,
49 articoli, 3 video, è soggetto ad ulteriori integrazioni e aggiornamenti.
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8
00185 Roma
Tel. 06 4469928
Fax 06 4882356
[email protected]
Archivio Centrale dello Stato
Direttore: Aldo G. Ricci
P.le degli Archivi, 27
00144 Roma
Tel. 06 54548569
Fax 06 5413620
[email protected]
www.archivi.beniculturali.it/ACS
15
DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI
ED IL DIRITTO D’AUTORE
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
La Via Francigena: storia e tesori.
L’attenzione al progetto di valorizzazione
da parte della Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore
Adriana Martinoli - Alfredo Esposito
La Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore promuove e aderisce al progetto relativo alla “Valorizzazione
degli itinerari storici, culturali e religiosi”.
Tra i programmi ed i progetti in corso, elencati di seguito, il progetto
inerente la “Via Francigena” riveste un ruolo determinante in termini di
recupero storico, culturale e religioso.
La Via Francigena, che collega Canterbury con Roma, dichiarata dal
Consiglio d’Europa “Grande Itinerario Culturale”, si estende in cinque
stati Europei ovvero Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Italia e Stato
Vaticano e rappresenta un modello di riferimento nell’ambito del
progetto riguardante la “Valorizzazione degli itinerari storici, culturali
e religiosi”. La Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’Autore, nell’ambito delle attività connesse a tale progetto
ha incaricato l’azienda ItinerAria di effettuare il rilevamento dei dati
cartografici e la messa appunto del percorso pedonale della via
Francigena.
Il 31 luglio 2008 un gruppo di pellegrini è stato accolto e ricevuto
presso la sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal
Ministro, Sen. Sandro Bondi per testimoniare l’autentico valore di tale
iniziativa che rientra a pieno titolo nell’obiettivo di valorizzazione
degli itinerari storici, culturali e religiosi. Per l’occasione è stato realizzato un video multimediale con immagini significative del percorso:
www.beniculturali.it/video/CamminaFrancigena310708.asp
Il progetto ha alla base le premesse di voler:
stabilire e seguire una metodologia comune nelle linee di intervento;
valorizzare le proprie risorse e competenze tecnico-scientifiche acquisite nell’ambito delle tecnologie per i beni culturali, della ricerca bibliografica ed archivistica, della catalogazione, delle applicazioni multimediali e della tecnologia digitale;
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incentivare nuove soluzioni ICT (Information, Communication &
Technology) per la valorizzazione del patrimonio culturale per il marketing turistico-territoriale;
rivolgere l’attenzione ai giovani Europei;
diffondere la conoscenza sugli “Itinerari Culturali del Consiglio
d’Europa”.
E si prefigge molteplici obiettivi tra i quali:
stendere la mappatura dei beni culturali nei luoghi stabiliti del percorso
attraverso linee standard consolidate e condivise;
integrare le banche-dati sviluppate dagli altri soggetti/partecipanti
coinvolti nel progetto;
coinvolgere le Regioni, gli Enti pubblici locali, le associazioni, le
Diocesi e il Consiglio d’Europa:
creare un Portale che renda visibili e accessibili le singole basi-dati
collegate con gli altri soggetti che formano un unicum, una rete condivisa e aggiornata.
Le attività che la Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti
Culturali ed il Diritto d’Autore intende sviluppare e condividere rientrano nei seguenti cinque ambiti:
la conoscenza (attraverso la documentazione, la ricerca storica ed
archivistica, la catalogazione, qualora non fosse già effettuata, e la
digitalizzazione);
la condivisione delle risorse in un sistema tecnologico interoperabile;
lo sviluppo e l’offerta di servizi integrati tramite il Portale;
la traduzione delle pagine del Portale in più lingue;
il dialogo con il Consiglio d’Europa.
La prima fase riguarderà l’immissione in rete del materiale individuato
e selezionato dalle singole biblioteche, dagli archivi ed enti ecclesiastici invitati a fornire la descrizione base (scheda) già presente o da
creare per il materiale attinente la specificità dei luoghi del tracciato
della Via Francigena. (Questo obiettivo porterà già al censimento del
materiale archivistico- bibliotecario presente nel territorio).
L’individuazione di materiale ancora non trattato catalograficamente
comporta la possibilità di far emergere altre importanti fonti documentali.
La messa in rete dei documenti e/o degli oggetti digitali metterà in
circolazione le banche-dati e permetterà l’integrazione delle risorse.
La fruizione da parte del pubblico delle banche-dati disponibili tramite
il Portale coronerà l’interesse per molteplici ambiti di ricerca: storicodocumentale, archivistica, paesaggistico-territoriale, storico-religiosa,
iconografica, museale e sonora.
In linea con la missione istituzionale attribuita la Direzione Generale
per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore intende
costruire un valido punto di riferimento per le istituzioni italiane coinvolte e costituire una “cerniera” tra il sistema della ricerca della documentazione, il sistema riferito agli enti locali operanti nel territorio e il
sistema delle imprese che operano nell’ambito dell’innovazione tecnologica per il patrimonio culturale.
Alla base dell’attività primaria relativa alla conoscenza, la Direzione
Generale, manterrà rapporti di dialogo, di comunicazione e di collaborazione con: gli Archivi di Stato, le Soprintendenze archivistiche, le
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Biblioteche pubbliche statali, gli Istituti culturali, l’Istituto Centrale per i
Beni Sonori ed Audiovisivi, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione (ICCD) e l’Istituto superiore per la conservazione ed
il restauro (ISCR).
Iniziative ulteriori vengono intraprese per valorizzare le Vie Francigene
del Sud, ovvero le vie che da Roma portavano nel Medioevo i pellegrini verso le coste pugliesi per raggiungere Gerusalemme.
Sintetica panoramica dei Programmi e Progetti:
Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), realizzato sulla base di un
protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e
Tecnologica e dal Coordinamento delle Regioni mette in rete ad oggi,
3.374 biblioteche pubbliche statali, universitarie, ecclesiastiche, di enti
locali, di archivi, di conservatori, di istituti di ricerca e di cultura. Le
biblioteche sono raggruppate in 65 Poli locali collegati all’Indice SBN,
gestito dall’ICCU, che costituisce il nodo centrale della rete.
La nuova interfaccia, disponibile dal 2005, attraverso il portale
Internet Culturale offre servizi integrati: il prestito interbibliotecario (ILL),
il formato digitale del documento, l’accesso all’OPAC locale e informazioni sulle biblioteche presenti nella base-dati dell’Anagrafe delle
Biblioteche Italiane.
Convenzione attuativa MIBAC - CEI per il Polo Biblioteche Ecclesiastiche
Il 29 luglio 2008, è stata firmata la Convenzione tra la Direzione
Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e il diritto d’autore,
l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per
le informazioni bibliografiche del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della
Conferenza Episcopale Italiana.
La firma è l’ennesima e decisiva tappa utile all’attivazione del Polo di
Biblioteche Ecclesiastiche nel Servizio Bibliotecario Nazionale. Sono
85 le biblioteche ecclesiastiche che ad oggi hanno chiesto di partecipare a questo progetto promosso dall’Ufficio Nazionale per i beni
culturali ecclesiastici e sancito dall’accordo del 5 dicembre 2006.
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Nell’ambito dell’uso delle nuove tecnologie della comunicazione è
stato creato il piano d’azione Mediateca 2000 (http://www.mediateca2000.net/) che ha consentito l’avvio di 142 mediateche.
L’obiettivo del progetto è stato lo sviluppo dell’infrastruttura della conoscenza, attraverso la costituzione di una rete di servizi integrati.
La Biblioteca Digitale Italiana (BDI), avviata a partire dal 2001, è un
programma, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli
Istituti Culturali, con il coordinamento tecnico-scientifico dell’ICCU,
volto a valutare le iniziative, a delineare le linee guida nell’ambito
della digitalizzazione e a creare una nuova banca dati digitale accessibile in rete attraverso sistemi aperti (Open Archival Information
System) e conformi a standard internazionali condivisi. Il sito della
Biblioteca Digitale Italiana (BDI), www.bibliotecadigitaleitaliana.it,
offre il punto di accesso ai risultati delle attività svolte nell’ambito della
digitalizzazione del patrimonio bibliografico italiano. Parte dei risultati
sono già censiti nel portale del progetto Michael (Multilingual Inventory
of Cultural Heritage in Europe - www.michael-culture.eu) che intende
rendere accessibile al mondo intero le collezioni digitali di musei,
archivi, biblioteche e altre istituzioni culturali europee.
Internet Culturale www.internetculturale.it è un portale multilingue
(italiano, inglese, francese e spagnolo) che offre l’accesso integrato
alle risorse digitali e tradizionali di biblioteche, archivi e altre istituzioni culturali italiane;
Attualmente la banca dati digitale contiene circa 75.000 documenti
digitalizzati per un oltre 9 milioni di immagini scansionate.
Italia Pianeta Libro www.ilpianetalibro.it è un osservatorio sull’editoria
e sulla lettura in Italia promosso dalla Direzione Generale per i Beni
Librari e gli Istituti Culturali per diffondere il libro e la lettura. Espressione dell’Istituto per il Libro (IPL), creato alla fine del 2005, in base
alla recente riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali cambia denominazione in Centro per il Libro e la Lettura.
Dopo il successo delle prime due edizioni del 2006 e del 2007, è
ripartita la campagna di promozione, Ottobre, piovono libri – I luoghi
della lettura 2008, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura della
Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore, in stretta sinergia con la Conferenza delle Regioni e delle
Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione
Nazionale Comuni Italiani.
Sono coinvolte le biblioteche e gli archivi, gli enti, le istituzioni, le associazioni e tutti coloro che lavorano per promuovere il libro e la lettura.
La campagna intende, infatti, dare visibilità a tutte le manifestazioni
dedicate alla lettura e ai libri che si svolgono nel territorio italiano tra
l’1 e il 31 ottobre 2008, nelle piazze, nei teatri, nelle scuole, nei centri
per la terza età, nelle strutture ospedaliere, nelle comunità religiose,
nelle carceri e in altri luoghi. Le modalità d’attuazione sono diverse:
notti bianche letterarie, distribuzione di un libro a tutti i cittadini, book
crossing, incontri con autori, cene letterarie, tornei sportivi a ispirazione letteraria, etc.
Nell’ambito del “Deposito Legale” la normativa apporta innovazioni
sostanziali su modalità e tempi del deposito legale, individua i nuovi
soggetti che ne hanno l’obbligo (art. 3 Legge n. 106/2004), gli istituti
destinatari, nonché le tipologie di documenti destinati al deposito
legale (art. 4 legge n. 106/2004), con la finalità di costituire un
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archivio nazionale ed uno regionale della produzione editoriale (art 1
legge n. 106/2004).Secondo quanto previsto dal Regolamento, con
un Decreto firmato dal Ministro in data 28 dicembre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2008, sono stati
individuati gli istituti depositari dei documenti della produzione editoriale regionale. La Direzione Generale per i per i Beni Librari e gli
Istituti Culturali ha costituito, tra le biblioteche e gli istituti di sua competenza, un gruppo di lavoro allo scopo di analizzare i problemi e risolvere i dubbi che si presentano nella prima applicazione del
Regolamento recante norme in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico.
Il progetto “Libro Parlato Lions per non vedenti, ipovedenti, dislessici:
la rete delle biblioteche statali” nasce da una collaborazione tra la
Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali e diverse
associazioni facenti capo al Lions Club, con l’obiettivo di sostenere,
promuovere e diffondere la lettura tra le persone con difficoltà visive.
Il programma si inserisce nell’ambito delle iniziative a favore dei non
vedenti, ipovedenti e dislessici, promosse dai Lions Club, già a partire
dal 1975, con il progetto Libro Parlato Lions, che ha portato alla costituzione di un ricco archivio di testi e documenti riprodotti sotto forma
di audiolibri. Con l’avvento delle nuove tecnologie informatiche e della
rete WEB il progetto ha trovato una nuova dimensione e una più ampia
diffusione attraverso il portale www.libroparlatolions.it
La Direzione Generale ha favorito le iniziative previste per l’Anno
Europeo per il Dialogo Interculturale 2008 (EYID) www.dialogue2008.eu
promosso dalla Commissione Europea, attraverso Eventi e incontri
mediante un’Agenda Nazionale di attività denominata “Mosaico:
melting colours of Europe”. Lo slogan è “Insieme nella diversità” e
l’aspirazione è quella di oltrepassare i confini geografici europei, per
valorizzare e mettere in contatto paesi del Mediterraneo e dei Balcani.
Lo scambio culturale tra i paesi che affacciano sul Mediterraneo ha
una valenza strategica per favorire la conoscenza ed il rispetto di
diverse identità di popoli confinanti.
In tal ambito la Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti
Culturale ed il Diritto d’Autore ospiterà presso il Teatro dei Dioscuri,
dall’8 al 13 novembre 2008, alcuni eventi speciali in programma
nell’ambito della XIV edizione del MedFilm festival - Cinema del
Mediterraneo, manifestazione ufficiale dell’Anno europeo del Dialogo
Interculturale, tra cui proiezioni, forum, consegna premi, conferenze
stampa. Ospiti d’onore dell’edizione 2008 saranno la Turchia e la
Germania quale esempio di Dialogo Interculturale tra un Paese nel
cuore dell’Europa e un Paese che rappresenta una porta verso
l’Oriente.
Siti web di riferimento:
- Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore:
www.librari.beniculturali.it
- ICCU:
www.iccu.sbn.it
- Internet culturale:
www.internetculturale.it
- Biblioteche pubbliche statali:
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www.bibliotechepubbliche.it
- Istituti culturali:
www.istituticulturali.it
- Italia Pianeta Libro:
www.ilpianetalibro.it
- Progetto Libro Parlato:
www.libroparlatolions.it
- Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti –Onlus
www.uiciechi.it
- Mediateca 2000:
www.mediateca2000.net
- Michael project:
www.michael-culture.eu
- Anno Europeo per il Dialogo Interculturale 2008:
www.dialogue2008.eu
- Digital preservation Europe:
www.digitalpreservationeurope.eu
- Via Francigena:
www.viafrancigena.eu
- Consulta degli Itinerari storici, culturali e religiosi:
www.beniculturali.it/pdf/AttodiIndirizzoConsulta29_10_07.pdf
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DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI
ED IL DIRITTO D’AUTORE
Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane
e per le informazioni bibliografiche
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il diritto
d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Istituto Centrale per il Catalogo Unico
delle Biblioteche Italiane
e per le informazioni bibliografiche
Direttore: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210 425-4989 425
Fax 06 4959302
[email protected]
La documentazione del patrimonio culturale
delle biblioteche e lo sviluppo della rete dei servizi
per l’utente
Rossella Caffo
L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per
le informazioni bibliografiche (ICCU) assume l’attuale denominazione
nel 1975 a seguito della costituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, subentrando al Centro nazionale per il catalogo unico
creato nel 1951.
L’Istituto è il referente tecnico scientifico della Direzione generale per i
beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore e svolge funzioni di
coordinamento - nel rispetto delle autonomie delle biblioteche –
nell’ambito della documentazione e diffusione del patrimonio culturale
posseduto dalle biblioteche, elaborando metodologie e standard e
coordinando la realizzazione di progetti di digitalizzazione per tutte
le tipologia di materiale.
La rete del servizio bibliotecario nazionale
L’ICCU nel perseguire l’obiettivo istituzionale di documentare il patrimonio culturale posseduto dalle biblioteche italiane, ha realizzato il
Servizio Bibliotecario nazionale (SBN), la rete informatizzata di servizi
nazionali alla quale sono collegate biblioteche statali, di Enti locali,
universitarie e private.
3.373 biblioteche partecipano a SBN e sono raggruppate in 65 Poli
locali che sono a loro volta collegati al sistema Indice SBN che
contiene quindi il catalogo collettivo del patrimonio posseduto dalle
biblioteche aderenti al servizio.
Dal 1997 l’Indice è disponibile all’utenza mediante il sistema OPAC
(On line Public Access Catalog).
La base dati OPAC contiene attualmente dieci milioni di notizie e trenta
milioni di localizzazioni, provenienti dall’attività delle circa 3.400 biblioteche. La base dati è consultabile tramite due interfacce (http://opac.sbn.it
e http://www.internetculturale.it ) e supporta circa 20 milioni di ricerche
annuali che generano la prospettazione di 165 milioni di record.
La base dati consente diverse tipologie di ricerca (semplice, base,
avanzata, tematica per materiali specifici), l’ uso di indici e di liste di
aiuto e anche una serie di servizi per l’utente quali il salvataggio delle
ricerche, la creazione e la gestione di un segnalibro, la ricerca e
prospettazione di oggetti digitali disponibili nei repository NTC
(Network Turistico Culturale), etc.
Altre caratteristiche significative del sistema OPAC sono:
l’aggancio al servizio di prestito interbibliotecario SBN ILL con la possibilità di selezione multipla delle biblioteche cui inoltrare la richiesta
l’integrazione con i singoli OPAC locali;
l’accesso alle schede anagrafiche delle biblioteche individuate;
la possibilità di operare come client Z39.50 e quindi di interrogare
altri cataloghi Z39.50 a livello nazionale e internazionale;
la prospettazione, nel risultato di una ricerca, nei formati MARC
nonchè l’export UNIMARC di singole notizie;
la possibilità di ricerca per le voci di autorità relative agli autori lavorati in Indice (attualmente 36.000 ma ovviamente incrementabile) ma
anche di prospettazione della scheda di autorità, legata alla notizia
bibliografica.
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Infine l’interfaccia più recente (dicembre 2007) soddisfa le norme
sull’accessibilità dei siti web previste dalla Legge Stanca.
Il servizio di prestito interbibliotecario e la fornitura di documenti ILL - SBN
ILL-SBN (InterLibrary Loan) è un servizio di prestito interbibliotecario e
fornitura documenti accessibile liberamente su Internet e rivolto ai
bibliotecari e agli utenti finali. È nato con la finalità di creare un
servizio nazionale in grado di rendere più veloce e amichevole l’accesso ai documenti e di semplificare la gestione delle richieste da parte
delle biblioteche.
Permette la comunicazione tra le biblioteche partner ed i loro utenti
attraverso un unico strumento di colloquio ed è in grado di dialogare,
anche a livello internazionale, sulla base di un linguaggio standard
comune: Interlibrary loan application service definition (ISO ILL10160)
e Interlibrary loan protocol specification (ISO ILL 10161).
I bibliotecari lo utilizzano per ottenere servizi per conto dei loro utenti
e per gestire le transazioni con le biblioteche partner; gli utenti finali
per richiedere personalmente un servizio e per seguirne l’iter in modo
trasparente.
La partecipazione a ILL-SBN è aperta a tutte le biblioteche che vogliano
aderire e si impegnino a definire il proprio ruolo (biblioteca richiedente
e/o prestante) e a garantire i tempi di risposta e fornitura dei documenti.
ILL-SBN è un sistema aperto, attualmente integrato con il Catalogo del
Servizio bibliotecario nazionale, con il Catalogo nazionale dei periodici (ACNP) e con il catalogo di spoglio di periodici ESSPER ed è in
grado di integrarsi con altri cataloghi e di interoperare con i sistemi
locali di gestione di biblioteca e con altri servizi di prestito interbibliotecario.
Grazie all’utilizzo di un unico sistema da parte di biblioteche di
diversa tipologia amministrativa ILL SBN consente di avere una visione
globale del prestito interbibliotecario a livello nazionale ed ottenere
statistiche omogenee utili a indagini e valutazioni a livello internazionale. Sulla base delle caratteristiche di interoperabilità e conformità
agli standard internazionali può costituire un polo di riferimento anche
per la gestione delle richieste con l’estero, facilitando l’accesso degli
utenti al prestito internazionale.
La bibliografia retrospettiva. La base dati EDIT16
La base dati EDIT16 è stata realizzata nel 1997 per la gestione sia del
materiale bibliografico e dei prodotti editoriali sia delle procedure del
Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo; la base
dati è consultabile in rete dal 2000.
EDIT16 consente:
- agli utenti la disponibilità delle notizie a qualsiasi livello, con la
possibilità di effettuare ricerche ad ampio raggio sulla produzione
editoriale italiana del Cinquecento e di inviare segnalazioni sulle
notizie bibliografiche via mail;
- alle biblioteche partecipanti la possibilità di recuperare le loro
notizie e di avviare nuove forme di collaborazione, di inserire o
cancellare in linea localizzazioni e di segnalare proposte di correzione, previa abilitazione dell’ICCU;
- agli operatori del Censimento la gestione delle descrizioni bibliografiche, di archivi collaterali quali le fonti bibliografiche e gli Authority
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File di autori, editori/tipografi, luoghi di stampa, marche editoriali.
Le notizie bibliografiche attualmente presenti in base dati sono
62.604; esse sono eterogenee, comprendendo descrizioni definitive,
descrizioni parzialmente elaborate suscettibili di aggiornamenti e
modifiche e descrizioni provvisorie, risultato della cumulazione dei dati
d’archivio e di nuove immissioni.
A completamento delle descrizioni catalografiche si è avviato il recupero delle immagini di frontespizi e colophon, a oggi 29.290 relative
a 16.896 titoli.
EDIT16 gestisce inoltre i seguenti archivi :
- Autori: 24.996 voci di cui 12.527 forme accettate; le voci sono
corredate da note informative e riferimenti bibliografici.
- Editori/tipografi: 5.512 voci, di cui 2.502 forme accettate; anche in
questo caso le voci sono corredate da note informative e riferimenti
bibliografici.
- Luoghi: 531 voci , di cui 203 forme accettate, relative a denominazioni di luoghi di stampa di edizioni italiane del Cinquecento.
- Marche tipografiche: 2.225 schede descrittive (tutte associate alle
rispettive immagini) di cui 863 relative a marche non censite in
precedenza.
- Titoli uniformi: 323 schede descrittive relative a titoli uniformi e di
raggruppamento.
- Bibliografia: 2.349 schede descrittive di altrettante fonti bibliografiche
Un software di conversione garantisce l’importazione e l’esportazione
dei dati in formato UNIMARC.
È consultabile da settembre del 2008 un nuovo archivio riservato alle
Dediche contenute nelle edizioni dei più significativi autori italiani del
Cinquecento. Attualmente l’archivio comprende 808 descrizioni bibliografiche e 2.625 immagini, con i relativi metadati, tratte da edizioni
presenti nelle biblioteche Civica di Bergamo, Ariostea di Ferrara,
Nazionale di Firenze, Nazionale di Napoli, Corsiniana e Angelica di
Roma.
Nel sito di EDIT16 è anche possibile consultare i numeri de Il Corsivo,
notiziario del Censimento, i manuali sul rilevamento dell’impronta, con
la serie di Nouvelles des empreintes, e una rassegna bibliografica su
EDIT16.
La base dati offre inoltre la possibilità di collegarsi ad altri siti relativi
al libro antico.
È stato da ultimo realizzato un nuovo servizio che assicura l’accesso
alla documentazione digitale in rete, collegando le descrizioni alla
riproduzione dell’opera nel web tramite la localizzazione dell’edizione.
I manoscritti nelle biblioteche. Le basi dati BibMan e Manus
Le basi dati BibMan e Manus si propongono di offrire un servizio di
informazione e documentazione sui manoscritti conservati nelle biblioteche italiane.
BibMan- Bibliografia dei manoscritti in alfabeto latino – raccoglie i dati
bibliografici che citano manoscritti posseduti da biblioteche italiane e
si avvale della cooperazione di quaranta istituti bibliotecari che partecipano al progetto.
La bibliografia attualmente disponibile è quella corrente (dal 1990) ed
è il prodotto dello spoglio di 7.864 tra monografie, poligrafie e periodici realizzato dai bibliotecari degli enti partecipanti.
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L’arco temporale che documenta è molto vasto: va dal 5. sec. ai nostri
giorni. Attualmente la base dati contiene circa 52.000 manoscritti
citati, circa 72.000 citazioni di manoscritti, più di 5.000 autori e circa
13.000 schede.
L’attività di implementazione della base di dati avviene anche on-line.
Manus è una base di dati e immagini realizzata nell’ambito del
progetto di censimento del patrimonio librario manoscritto conservato
nelle biblioteche italiane.
Contiene descrizioni catalografiche di manoscritti che, temporalmente,
vanno dal medioevo all’età contemporanea, comprendendo anche i
carteggi e gli epistolari.
Recentemente si è realizzata, grazie anche alla collaborazione del
Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università degli
Studi di Milano, una nuova versione del software Manus che consente
la catalogazione on-line.
Oggi nell’archivio Manus sono presenti circa 1.000 immagini, 50.898
segnature, 50.763 titoli, 34.940 nomi, che nella nuova versione
vengono controllati da uno specifico authority file.
L’anagrafe delle biblioteche italiane
La base dati dell’Anagrafe delle biblioteche italiane nasce dal progetto
di censimento delle biblioteche avviato agli inizi degli anni ’90
dall’Ufficio centrale per i beni librari, al quale hanno dato la loro
adesione le Regioni, le Università e molte istituzioni culturali.
La base dati raccoglie i dati di censimento di tutte le biblioteche
presenti sul territorio nazionale (più di 16.000 indirizzi e informazioni
relative a circa 12.400 biblioteche) ed è consultabile in Internet all’indirizzo http//anagrafe.iccu.sbn.it e, mediante il Portale Internet culturale, all’indirizzo http://www.internetculturale.it.
L’Anagrafe è disponibile anche come pubblicazione a stampa
“Catalogo delle biblioteche d’Italia”.
È stato inoltre realizzato un formato di scambio in XML che consente
l’acquisizione di dati dalle fonti di informazioni istituzionali (basi dati
delle regioni, università, di enti) e lo scarico dei dati dall’Anagrafe
verso altre basi dati al fine di creare un elevato livello di interoperabilità tra gli enti che gestiscono diverse tipologie di biblioteche (delle
regioni, delle università, di altre istituzioni).
Il portale internet culturale
L’ICCU ha collaborato con la Direzione Generale per i Beni Librari, gli
Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore alla realizzazione del portale
Internet Culturale www.internetculturale.it. Tale strumento permette agli
utenti di accedere ai documenti e alle risorse digitali delle biblioteche
italiane e di trovare informazioni riguardanti le loro attività; permette
inoltre, consultando il sito Italia Pianeta Libro, di ottenere notizie sul
libro e l’editoria.
Attraverso il portale, l’utente può:
- effettuare ricerche nell’ambito del Catalogo collettivo della rete del
Servizio Bibliotecario Nazionale;
- visualizzare ed effettuare il download delle immagini delle Collezioni
digitali collegate;
- accedere direttamente al Servizio di prestito interbibliotecario;
- effettuare ricerche nei Cataloghi storici digitalizzati di varie istituzioni pubbliche italiane. La raccolta comprende cataloghi, mano-
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scritti e non, a volume e a schede, di diversa tipologia: alfabetici per
autori e titoli, topografici, sistematici, misti. Oltre ai cataloghi generali, nella collezione sono presenti cataloghi di singoli fondi o
raccolte e di materiali speciali quali manoscritti, carte geografiche,
stampe, musica;
- ottenere informazioni, attraverso l’interrogazione dell’Anagrafe delle
Biblioteche Italiane, su oltre 16.000 biblioteche, sulle loro specializzazioni, sulla consistenza e tipologia dei fondi, sugli orari e i servizi
offerti agli utenti con possibilità di accedere alla singola istituzione
anche attraverso una ricerca geografica.
Nella sezione relativa ai cataloghi speciali l’utente può svolgere
ricerche tematiche sulle edizioni italiane del XVI secolo (Edit16) a cui
sono collegate immagini di marche, frontespizi, colophon e dediche;
sui manoscritti in alfabeto latino conservati nelle biblioteche italiane
che partecipano al censimento nazionale Manus; sulla bibliografia dei
manoscritti realizzata dagli enti partecipanti al progetto BibMan e sulla
descrizione e riproduzione digitale dei palinsesti greci (Rinascimento
Virtuale), cioè dei codici contenenti testi in lingua greca scritti con
pergamena “riciclata”.
Il portale Internet Culturale consente inoltre all’utente di navigare, con
l’ausilio di tecnologie tridimensionali, animazioni, ipertesti, fra mostre
virtuali dedicate a personaggi famosi (per es. Svevo, Verdi, Totò) e
itinerari turistico-culturali quali ad esempio percorsi relativi a luoghi di
rilevanza scientifica e tecnologica del territorio toscano o percorsi
enogastronomici relativi al Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.
Il Portale Internet Culturale riserva anche un ampio spazio al patrimonio musicale con un gran numero di documenti digitalizzati che
costituiscono una delle più ricche banche dati presenti in rete. Sono
infatti consultabili, ad esempio, autografi, partiture, lettere, libretti,
bozzetti di scena e fotografie relativi agli allestimenti delle opere di
Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini dell’Archivio storico di Casa
Ricordi, gli autografi di Antonio Vivaldi; il fondo del Conservatorio di
musica San Pietro a Majella.
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DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Il Progetto Mosaico
Alberto D’Alessandro
Tra i progetti nazionali per l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale
2008 dell’Unione Europea si distingue il progetto “Mosaico: insieme
per i colori d’Europa”, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, e rivolto in primo luogo all’organizzazione di otto significativi eventi sul tema dell’intercultura e al coordinamento di una Agenda
di eventi interculturali durante tutto il 2008 sotto il Logo della
Commissione Europea.
Le attività di “Mosaico”, gestite direttamente dal Mibac, avranno luogo
in varie città italiane e saranno indirizzate ad un pubblico vasto ed
eterogeneo. Il progetto si propone di coinvolgere intellettuali ed operatori culturali, provenienti da tutta Europa, in uno scambio reciproco di
conoscenze ed esperienze. Organizzazioni ed istituzioni europee
saranno invitate a partecipare ad un dibattito interculturale che metterà
a confronto il progetto “Mosaico” con gli altri progetti europei selezionati per l’Anno Europeo. Il progetto aspira inoltre ad oltrepassare i
confini geografici europei, cercando di valorizzare alcune aree del
Mediterraneo e dei Balcani che rappresentano delle zone di grande
importanza.
“Mosaico” è inoltre caratterizzato da un approccio multietnico e multidisciplinare, costituito da diversi tipi di attività artistiche e culturali; tutte
le tipologie di arte, infatti, vengono prese in considerazione: dai beni
artistici alla letteratura, dalle performances teatrali, al cinema e via
dicendo.
Tra le diverse azioni previste saranno organizzate una serie di conferenze e seminari che cercheranno di stimolare ed accrescere il dibattito culturale internazionale. Inoltre, inaugurazioni, mostre, ed altri
eventi artistici incoraggeranno la mobilità degli artisti e delle opere
d’arte.
Tra gli otto eventi principali annoveriamo premiazioni letterarie ed
interculturali, come ad esempio il Premio Nazionale delle Città
Interculturali; una serie di conferenze internazionali su diverse tematiche, quali il ruolo dell’Europa nella diffusione dei valori di tolleranza
e rispetto reciproco, conferenze relative alla situazione dei Balcani,
visti come un ponte tra l’Europa e l’Oriente, una conferenza sul valore
del patrimonio culturale come strumento di dialogo interculturale.
E poi ancora il cinema, il patrimonio storico artistico, gli interventi di
restauro in Italia e nel resto del mondo, che verranno letti sotto una
chiave interculturale per approfondire il tema e vedere come la cultura
abbia un ruolo importante nell’integrazione e nell’interconnessione
sociale, tutto questo attraverso workshop e seminari indirizzati soprattutto ad un pubblico giovane ed ai rappresentanti delle diverse comunità degli immigrati.
Direzione Generale per il Bilancio
e la Programmazione Economica,
la Promozione, la Qualità e la
Standardizzazione delle Procedure
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
[email protected]
27
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
E LE RELAZIONI SINDACALI
Direzione Generale
per l’Organizzazione, l’Innovazione,
la Formazione, la Qualificazione
Professionale
e le Relazioni Sindacali
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Fernanda Bruno
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232007
Fax 06 67232106
[email protected]
Innovazione e tecnologia per una “CulturAmica”
Antonia Pasqua Recchia
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), con le sue 17
Direzioni regionali, 230 organi periferici, 161 sedi staccate, 607 sedi
dipendenti dagli organi periferici, è indubbiamente una delle Amministrazioni con più forte radicamento territoriale.
Ammodernare una realtà tanto complessa, non implica soltanto il
rafforzamento e il completamento della componente tecnologica, ma
anche, in misura pari se non superiore, della prassi amministrativa.
Il programma di innovazione del MiBAC (ICT – CULTURA) - collocato
tra l’e-government e la Società dell’Informazione - è impostato nella
logica dell’integrazione, trasversale e verticale, per raggiungere
l’obiettivo fondamentale di migliorare l’efficienza nella gestione e l’efficacia nella missione istituzionale. È rivolto in particolare a quell’area
di progettualità e di realizzazioni che si riferisce alla digitalizzazione
dei contenuti culturali e, in senso più ampio, all’organizzazione della
conoscenza.
In conformità con la sua mission, le scelte operate dalla Direzione
Generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali (DG -OIF) sono orientate su due grandi assi:
- l’innovazione amministrativa e strumentale
- l’innovazione nei processi di conoscenza e di valorizzazione del
patrimonio nazionale mediante la digitalizzazione dei contenuti
culturali e la diffusione sulla rete.
In via prioritaria è stata condotta l’analisi dei fabbisogni del cittadino/utente e di quelli della stessa Amministrazione, valutando insieme
le diverse componenti, settoriali, centrali e territoriali.
Particolare attenzione è rivolta a garantire coerenza tra le diverse
iniziative e progetti, a sviluppare tutte le possibili sinergie, ad assicurare tempi certi e a presidiare l’innovazione.
Questi gli obiettivi operativi per realizzare le finalità strategiche mirate
ad una maggiore qualità dei servizi, ad incrementare l’efficienza
amministrativa e una fattiva lotta agli sprechi, la semplificazione e la
trasparenza delle procedure, fornendo adeguati strumenti di lavoro al
personale dell’Amministrazione e migliori servizi ai cittadini ed alle
imprese.
Sono stati sviluppati progetti tesi a facilitare l’approccio dei cittadini
all’Amministrazione, anche mediante strumenti di interoperabilità e di
cooperazione applicativa con le altre Amministrazioni, arricchendo
l’offerta di contenuti digitali e, contemporaneamente, rafforzando la
sostenibilità della politica di digitalizzazione italiana del patrimonio
culturale nel contesto europeo, in cui l’Italia svolge un ruolo di Paese
guida.
Per far fronte ai fabbisogni dell’Amministrazione, sono state potenziate
tutte le strutture, centrali e territoriali, assicurando standard lavorativi
innovativi mediante l’uso massiccio delle nuove tecnologie; il rafforzamento e l’implementazione dei sistemi di controllo e di monitoraggio
dell’attività amministrativa; la razionalizzazione, normalizzazione e
28
integrazione dei sistemi e delle banche dati, su base geografica e non;
il recupero catalografico del cartaceo e delle banche dati precedentemente digitalizzate, ma non allineate con i nuovi sistemi.
Per soddisfare queste esigenze è nato il programma “CulturAmica” la
cui componente fondamentale è data dall’accessibilità on line alle
informazioni e ai servizi, rispondendo alla domanda di maggior efficienza e di minori costi, e alla necessità di porsi in modo sempre più
autorevole e più efficace nell’esercizio delle funzioni istituzionali di
tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio.
29
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale
per l’Organizzazione, l’Innovazione,
la Formazione, la Qualificazione
Professionale e le Relazioni Sindacali
La rete MINERVA
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Il progetto MINERVA (Ministerial Network for Valorising Activities in digitisation) è stato finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del
programma IST (Tecnologie per la società dell’informazione), Quinto
Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, e riunisce i ministeri dei paesi europei preposti alla cultura, coordinati da quello italiano;
la sua nascita è il risultato di una stretta collaborazione tra la Commissione europea e gli Stati Membri, con l’obiettivo di facilitare la creazione di una visione comune nella definizione delle azioni e dei programmi nel campo dell’accessibilità e fruibilità in rete dei beni culturali.
Il progetto ha avuto inizio nel marzo 2002; la sua prima fase è terminata con successo nel luglio 2005, ottenendo risultati ben oltre le
aspettative. MINERVAplus, l’estensione di MINERVA ai paesi di nuova
accessione (per un totale di ben 29 Stati, i 27 aderenti all’Unione, più
Israele e Russia), si è concluso nel gennaio 2006. Dal 1° ottobre 2006
è in corso MINERVA eC, terzo atto del progetto MINERVA, che riunisce
i ministeri di oltre 20 paesi europei e oltre 150 istituzioni culturali.
MINERVA eC ha come obiettivo principale quello di sviluppare azioni
di supporto per la costruzione di Europeana (Biblioteca digitale
europea) in aderenza agli indirizzi della Commissione europea e sulla
base dei risultati ottenuti dai precedenti progetti MINERVA e
MINERVAplus.
Coordinatore per la Comunicazione:
Fernanda Bruno
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232007
Fax 06 67232106
[email protected]
Osservatorio Tecnologico
per i Beni e le Attività Culturali
Coordinamento: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426
Fax 06 4959302
Marzia Piccininno
Le attività di MINERVAeC continuano e rinforzano le seguenti linee di
azione:
- l’integrazione dei vari settori del patrimonio;
- le tematiche dei diritti di proprietà intellettuale, dell’interoperabilità e
del multilinguismo;
- la condivisione di buone pratiche di digitalizzazione;
- il coordinamento negli e tra gli Stati membri;
- il monitoraggio dei progressi.
www.otebac.it
[email protected]
www.minervaeurope.org
[email protected]
MINERVA opera su due livelli, politico e tecnico. Il livello politico
consiste nel garantire una stretta collaborazione tra gli Stati membri
attraverso i Ministeri preposti alla tutela del patrimonio culturale, e tra
questi e la Commissione europea. In tale prospettiva MINERVA si
propone di dare visibilità alle iniziative nazionali, di promuovere lo
scambio di buone pratiche e di assicurare la diffusione e la conoscenza
delle politiche e dei programmi comunitari a livello nazionale e locale.
Il livello tecnico riguarda invece la creazione di una piattaforma condivisa dagli Stati membri, costituita da raccomandazioni e linee guida
per la digitalizzazione e la fruizione del patrimonio culturale attraverso
la rete.
Il progetto MINERVA ha avuto nel corso degli anni un notevole impatto
sulle istituzioni che tutelano e gestiscono il patrimonio culturale. In
alcuni paesi europei sono stati avviati programmi nazionali riguardanti
la digitalizzazione del patrimonio culturale ispirati ai principi e alle
linee guida di MINERVA.
Il progetto MINERVA ha prodotto importanti e tangibili risultati:
- ha costituito una rete di centinaia di referenti europei per la digitalizzazione;
30
- ha avviato la pubblicazione del volume Coordinating digitisation in
Europe, la relazione annuale sullo stato della digitalizzazione del
patrimonio culturale nell’Unione Europea;
- ha prodotto strumenti concreti per una comunicazione web culturale
di qualità e per una corretta digitalizzazione: il Manuale per la
qualità dei siti Web pubblici culturali (novembre 2003; aggiornamento in corso); i 10 principi per la qualità di un sito web culturale
e il manuale di applicazione; Museo & Web, il kit di progettazione
di un sito web culturale di qualità, dotato anche di Content
Management System e distribuito gratuitamente a tutti gli istituti culturali pubblici e privati; il Manuale di buone pratiche per la digitalizzazione del patrimonio culturale; le Linee guida tecniche per i
programmi di creazione di contenuti culturali digitali;
- sta elaborando strumenti concreti per guidare le istituzioni culturali
nell’ambito delle problematiche connesse al diritto di proprietà intellettuale;
- ha dato attuazione concreta ai propri risultati elaborando nuove
iniziative progettuali quali MICHAEL, MICHAEL Plus e MEDCULT
(quest’ultimo con il sostegno dell’UNESCO).
I risultati di MINERVA sono stati notevoli anche in ambito nazionale
poiché il Ministero ha coinvolto nella loro diffusione esperti di tutte le
proprie amministrazioni centrali e periferiche, del Coordinamento delle
regioni, del CNIPA e del mondo accademico.
In merito al tema della qualità dei siti web culturali è inoltre da segnalare la Direttiva recante le linee guida per il piano di comunicazione
coordinata dei siti web afferenti agli uffici del Ministero per i beni e le
attività culturali per la loro accessibilità e qualità. Questo atto contiene
sei linee di indirizzo che, oltre a ribadire l’importanza per la divulgazione di elaborare applicazioni web riconoscibili, accessibili e usabili,
conferma l’adozione degli standard e degli strumenti messi a punto dai
progetti MINERVA e MICHAEL, con particolare riferimento alla qualità
dei siti web culturali e alla descrizione delle risorse digitali.
A sostegno di tutte le istituzioni culturali che devono aggiornare o realizzare i loro siti web o svolgere attività di digitalizzazione, il Ministero ha
istituito l’OTEBAC, l’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività
culturali, un servizio che nasce dall’esigenza interna dell’amministrazione di utilizzare strumenti innovativi, con particolare riferimento alla
digitalizzazione dei contenuti, alla comunicazione e promozione via
Internet dei progetti e dei siti web sviluppati dai propri istituti, alla creazione di contenuti digitali e dei censimenti delle risorse digitali.
Tramite l’OTEBAC il Ministero fornisce anche un supporto a tutte le istituzioni culturali per rendere accessibili i propri siti web sulla base della
legge n. 4/2004, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (c.d. Legge Stanca), e a quelli che intendono catalogare le proprie risorse digitali nell’ambito del progetto
MICHAEL.
L’Osservatorio promuove l’adozione di standard condivisi, per l’allineamento e l’interoperabilità dei portali e dei siti web culturali nazionali anche al fine di rendere possibile la fruizione del patrimonio culturale digitale italiano nelle reti globali.
31
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale
per l’Organizzazione,
l’Innovazione, la Formazione,
la Qualificazione Professionale
e le Relazioni Sindacali
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Fernanda Bruno
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232007
Fax 06 67232106
[email protected]
Osservatorio Tecnologico
per i Beni e le Attività Culturali
Coordinamento: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426
Fax 06 4959302
www.culturaitalia.it
[email protected]
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CulturaItalia, un patrimonio da esplorare
Karim Ben Hamida, Sara Di Giorgio
CulturaItalia è il portale della cultura italiana voluto dal Ministero per i
beni e le attività culturali per consentire la fruizione in rete del patrimonio culturale italiano, attraverso un unico punto di accesso da cui
partire per l’esplorazione delle risorse digitali dei vari settori della
cultura nazionale. Le regioni, le università e altri importanti istituti culturali italiani sono partner strategici per lo sviluppo del Portale.
Con CulturaItalia si mette in rete un servizio innovativo di consultazione
multimediale del patrimonio, un portale a 360 gradi che tratta di
archeologia, architettura, arti visive, ambiente e paesaggio, cinema e
media, letteratura, musica, spettacolo, tradizioni popolari, scienze
umane.
Il portale è un aggregatore di contenuti che consente di scoprire risorse
culturali di ogni genere.
Con questo progetto il Ministero realizza per la prima volta su larga
scala un accesso integrato a basi di dati diverse appartenenti a diversi
settori, rendendo interoperabili le numerose banche di dati sviluppate
dagli istituti del Ministero nei diversi settori. La grande ambizione
consiste nel realizzare l’accesso integrato non solo alle banche dati di
proprietà del Ministero e dei suoi istituti, ma anche a quelle di quanti,
enti pubblici o privati, vogliono aderire a CulturaItalia.
Questa operazione è resa possibile grazie all’applicazione di standard internazionali condivisi e ai risultati dei progetti europei
MINERVA e MICHAEL, coordinati dal Ministero.
CulturaItalia è quindi una rete collaborativa di istituzioni pubbliche e
private in continua crescita, che recepisce il dibattito europeo e internazionale sull’accesso in linea del patrimonio culturale per tutti i cittadini.
Le risorse contenute all’interno del portale sono consultabili in diverse
modalità: con interrogazioni al sistema per parole chiave; attraverso
una ricerca per temi; per accesso geografico tramite mappe; consultando liste di risorse distribuite nella nelle categorie del ‘Chi’, ‘Cosa’,
‘Dove’ e ‘Quando’ del patrimonio culturale italiano.
Offrendo le informazioni su più livelli di approfondimento, il portale si
rivolge a un’utenza diversificata per formazione, interessi, nazionalità,
età, mirando a un target trasversale e ampio: dagli amministratori del
patrimonio, agli operatori dell’istruzione, a quelli turistici, ma anche ai
liberi professionisti, agli studiosi o ai viaggiatori che vogliono conoscere il nostro paese. A illustrare quotidianamente al visitatore i contenuti del portale ci sono i contributi della redazione, che pubblica articoli relativi al patrimonio archiviato in rete, legandoli all’attualità del
panorama culturale italiano.
Il modello di sviluppo di CulturaItalia si basa sul costante e progressivo
arricchimento di nuovi contenuti. Per questo motivo il Ministero
promuove la campagna “Aderisci a CulturaItalia”, rivolta a tutti i nuovi
fornitori sia pubblici che privati, con lo scopo di alimentare il portale
di contenuti inerenti tutte le aree tematiche dai beni culturali, alla letteratura, dalla cultura scientifica alla formazione.
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DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale
per l’Organizzazione,
l’Innovazione, la Formazione,
la Qualificazione Professionale
e le Relazioni Sindacali
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Fernanda Bruno
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232007
Fax 06 67232106
[email protected]
Osservatorio Tecnologico
per i Beni e le Attività Culturali
Coordinamento Generale: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426/49210425
Fax 06 4959302
www.michael-culture.org (portale europeo)
www.michael-culture.it (portale italiano)
[email protected]
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MICHAEL: una rete di portali per l’accesso online
alla cultura europea
Giuliana De Francesco
Il servizio internazionale MICHAEL Culture promuove presso il
pubblico di tutto il mondo il patrimonio culturale europeo, offrendo un
canale di accesso semplice e veloce che mette in contatto gli utenti
potenziali con le collezioni digitali sotto la responsabilità delle istituzioni culturali europee.
MICHAEL è l’acronimo del progetto Multilingual Inventory of Cultural
Heritage in Europe, sviluppato congiuntamente da Italia, Francia e
Regno Unito, finanziato dal programma eTen della Commissione
europea e avviato nel giugno del 2004 con il coordinamento del
Ministero per i beni e le attività culturali. Fin dalle sue prime fasi operative il progetto ha attratto l’interesse di vari altri partner nazionali in
tutta l’Unione Europea e oltre; con l’avvio del progetto MICHAELplus
(1° giugno 2006) si è sancita l’estensione delle attività ad altri 10
paesi dell’Unione (Finlandia, Germania, Grecia, Malta, Paesi Bassi,
Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Ungheria); più recentemente hanno aderito al progetto Bulgaria, Lettonia, Estonia, Israele,
Comunità fiamminga del Belgio e Slovacchia, per un totale di 19
nazioni coinvolte.
Il portale europeo MICHAEL Culture, in linea dal mese di dicembre
2006, offre un catalogo tendenzialmente esaustivo delle collezioni
culturali digitali create o gestite da istituzioni culturali pubbliche o
private, nazionali, regionali o locali e appartenenti a ogni settore o
dominio, aventi sede in ciascuno dei paesi partner.
Gli utenti possono reperire agevolmente in modalità multilingue informazioni sulle risorse digitali europee di interesse culturale, sulle istituzioni che le producono o gestiscono, sui progetti nel contesto dei quali
risorse e servizi sono realizzati e sulle collezioni fisiche eventualmente
digitalizzate nell’ambito di tali progetti; una volta identificate le collezioni digitali di proprio interesse, si viene indirizzati verso i servizi online e off-line che mettono a disposizione le risorse.
Attualmente il portale europeo rende disponibili contenuti relativi a
quasi tutti i paesi partner; i record descrittivi di collezioni digitali gestite
da istituzioni situate in Israele, Lettonia, Malta, Slovacchia saranno
presto disponibili, al termine dell’attuale fase di test.
Il sistema può essere interrogato in ciascuna delle lingue nazionali
supportate, attualmente 16; per agevolare la comprensione dei contenuti, parte della descrizione delle risorse è offerta nella lingua selezionata per la navigazione; è offerto uno strumento per la traduzione
automatica dei contenuti a testo libero.
Aspetti tecnici
Ogni aspetto della realizzazione del progetto è stato orientato dalle
raccomandazioni di MINERVA in tema di standard e linee guida
tecniche e di inventari di contenuti digitali.
La piattaforma software MICHAEL si compone di un modulo di produzione e di un modulo di pubblicazione, entrambi sviluppati a partire
dalla piattaforma software open source adottata dal francese Ministère
de la culture et de la communication per il Catalogue des fonds culturels numérisés e basati su moduli software open source ampiamente
conosciuti e diffusi, quali Apache Cocoon, Apache Lucene, SDX, eXist,
XDepo. Il modulo di produzione consente la creazione, modifica,
importazione e gestione dei record descrittivi e dei legami che li interconnettono attraverso un browser web; questo rende possibile l’attivazione di una rete di catalogatori che descrivono le risorse digitali
gestite dalle istituzioni locali. I record prodotti sono in formato XML e
possono essere scaricati e reimpiegati in altre applicazioni.
Il modulo di pubblicazione permette la creazione di un portale nazionale, conforme ai criteri di qualità di MINERVA, che offre una interfaccia intuitiva per la ricerca e la navigazione via web nella base dati
XML e può essere adattato alle diverse esigenze grafiche e funzionali
espresse da ciascun paese partner del progetto.
Alla base della piattaforma software è il modello dei dati MICHAEL,
sviluppato dal gruppo tecnico del progetto a partire dalle specifiche
MINERVA per gli inventari di contenuti culturali digitali; il MICHAEL
Data Model è correlato strettamente allo standard RSLP per la descrizione delle collezioni e al Dublin Core Collection Application Profile.
Ogni installazione nazionale della piattaforma software produce, a
partire dal database XML, un repository OAI-PMH che rende disponibile l’insieme dei dati tanto nel formato MICHAEL che nello standard
Dublin Core semplice. Questo significa che i dati possono essere inviati
automaticamente tramite il protocollo OAI-PMH al servizio europeo
MICHAEL Culture e al tempo stesso messi a disposizione di altri servizi
culturali nazionali e internazionali.
Il portale europeo raccoglie dunque tramite cattura automatica (harvesting) i dati messi a disposizione dai database nazionali, i quali sono
a propria volta interrogabili autonomamente tramite interfacce nelle
lingue nazionali.
Attualmente sono online i portali nazionali di Italia (www.michaelculture.it), Francia (www.michael-culture.fr), Regno Unito (www.michaelculture.org.uk), Bulgaria (http://www.michael-culture.cl.bas.bg),
Estonia (http://michael-culture.kul.ee), Finlandia (http://www.michaelculture.fi), Germania (http://www.michael-portal.de), Grecia
(http://www.michael-culture.gr), Paesi Bassi (http://www.michaelculture.nl), Polonia (http://www.michael-culture.pl), Repubblica Ceca
(http://www.michael-culture.cz), Svezia (http://www.michael-culture.se).
Gli altri portali nazionali sono attualmente in fase di test e verranno
presto pubblicati online.
L’AISBL MICHAEL Culture
Il consorzio MICHAEL abbracciava 37 fra ministeri e agenzie nazionali responsabili per le politiche culturali, altre istituzioni culturali di
rilievo nazionale, università e società di servizi e nel luglio 2007 ha
dato vita all’associazione internazionale senza fini di lucro (AISBL)
“MICHAEL Culture”, di diritto belga, allo scopo di garantire la sostenibilità del progetto una volta esaurito il finanziamento europeo.
L’Associazione vede già rappresentati fra i suoi membri Italia, Francia,
Regno Unito, Germania, Grecia, Polonia e Bulgaria; oggetto sociale è
offrire servizi per agevolare l’accesso alle risorse culturali digitali e
garantire la manutenzione e lo sviluppo del servizio europeo
MICHAEL. L’AISBL MICHAEL Culture è titolare della piattaforma software di MICHAEL che è in fase di pubblicazione open source
(http://www.sourceforge.net).
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MICHAEL e EUROPEANA
Il Consiglio dei ministri delle Comunità europee ha riconosciuto
MICHAEL come uno dei due pilastri su cui fondare la Biblioteca digitale europea Europeana (Conclusioni del Consiglio del 13 novembre
2006). Dal 2006 MICHAEL è infatti parte attiva nel processo di costruzione di Europeana: prende parte al progetto EDLNet, che ha l’obiettivo di definirne raccomandazioni e soluzioni tecniche; partner di
MICHAEL partecipano all’attività del gruppo di esperti sull’interoperabilità istituito dalla Commissione europea; l’AISBL MICHAEL Culture è
membro della Fondazione EDL (European Digital Library), costituita il
14 settembre 2007, ed è WP leader del progetto ATHENA, in avvio
nel mese di ottobre 2008 e mirato a coinvolgere e favorire la partecipazione a Europeana da parte dei musei e degli altri istituti culturali.
A disposizione di Europeana MICHAEL pone un catalogo tendenzialmente esaustivo delle collezioni digitali europee di interesse culturale,
prezioso per identificare e localizzare le risorse cui darà accesso la
biblioteca digitale europea; oltre alle informazioni sulle istituzioni
responsabili, il catalogo di MICHAEL include informazioni importanti
ai fini dell’interoperabilità tecnica e semantica, quali le terminologie
adottate dalle banche dati, i formati digitali, i protocolli per la trasmissione dei dati ecc. Inoltre, la rete di migliaia di istituzioni mobilitate da
MICHAEL in tutta Europa è un’altra risorsa fondamentale per il
successo della Biblioteca digitale europea.
MICHAEL in Italia
In Italia, MICHAEL procede in stretto coordinamento con il progetto
CulturaItalia, il portale della cultura italiana. Le banche dati MICHAEL
e CulturaItalia vengono rese interoperabili attraverso la mappatura del
modello dei dati di MICHAEL nel profilo di applicazione di
CulturaItalia e la conseguente attivazione di un modulo software per la
cattura automatica dei metadati.
Attraverso i dati MICHAEL, CulturaItalia offrirà dunque ai propri utenti
un catalogo esauriente delle collezioni digitali di interesse culturale
create o gestite da istituzioni italiane. Gli utenti interessati alla descrizione dettagliata di tali risorse verranno invitati ad approfondire la
ricerca sul portale MICHAEL.
Il censimento sistematico che MICHAEL va svolgendo consente inoltre
a CulturaItalia di identificare potenziali fornitori di contenuti appartenenti ai più diversi domini o settori: pubblici e privati, di rilievo nazionale, regionale o locale, responsabili di attività culturali quali la lettura,
il cinema o lo spettacolo dal vivo o della tutela e valorizzazione di beni
archivistici, librari, archeologici, architettonici, storico-artistici, etnologici, multimediali, istituti per la formazione o di ricerca.
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha infatti coinvolto nelle attività di censimento delle collezioni digitali tutte le articolazioni del
Ministero stesso, le Regioni e, attraverso una partnership con la
Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), i 77 atenei
italiani.
Attualmente la banca dati MICHAEL italiana descrive quasi 5000 collezioni digitali, censite attraverso il coinvolgimento e la collaborazione
di 1500 organizzazioni culturali.
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DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali
Museo & Web: l’esperienza del Progetto MINERVA
per i musei e le altre istituzioni culturali
Maria Teresa Natale
La progettazione di “Museo & Web: kit di progettazione di un sito di
qualità per un museo medio-piccolo” ha costituito l’occasione per
trasporre molte delle esperienze maturate nell’ambito del Progetto
MINERVA: in particolare, si sono seguite le linee guida contenute nel
Manuale per la qualità dei siti web culturali pubblici e sono stati applicati i dieci Principi europei per la qualità di un sito web culturale. Circa
l’accessibilità, si è tenuto conto, a seguito di quanto prescritto dalla
legge n. 4 del 9 gennaio 2004 Disposizioni per favorire l’accesso dei
soggetti disabili agli strumenti informatici (c.d. Legge Stanca), dei
ventidue requisiti per l’accessibilità, così come definiti nel Decreto
Ministeriale che stabilisce le linee guida recanti i requisiti tecnici e i
diversi livelli per l’accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica
dell’accessibilità dei siti Internet, nonché i programmi di valutazione
assistita utilizzabili a tale fine, firmato dal Ministro per l’innovazione e
le tecnologie l’11 luglio 2005, dopo che il 6 luglio la Commissione
europea, ai sensi della direttiva 98/34/CE, aveva dato il via libera
all’adozione del provvedimento.
In una prima fase, il progetto era destinato ai musei medio-piccoli, basandosi sulla constatazione che in Italia, e in genere in Europa, i musei locali
e territoriali sono molto diffusi, ma spesso sono privi di siti web propri.
Infatti, trattandosi di piccole istituzioni, sono molte volte carenti di risorse
economiche e umane. Si è voluto perciò offrire uno strumento che potesse
essere utilizzato dai musei sia come guida nella progettazione dell’architettura del sito web, sia nella realizzazione pratica.
In una seconda fase, il kit di progettazione è stato adattato ad altre
categorie di soggetti culturali pubblici, come archivi, biblioteche, direzioni regionali, soprintendenze, scuole.
Il kit si articola in diverse parti:
1) “struttura e contenuti del prototipo”: contiene modelli di riferimento
per l’organizzazione dei contenuti e dei servizi, corredati da numerosi esempi relativi a siti italiani e stranieri:
Direzione Generale
per l’Organizzazione,
l’Innovazione, la Formazione,
la Qualificazione Professionale
e le Relazioni Sindacali
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Fernanda Bruno
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232007
Fax 06 67232106
[email protected]
Osservatorio Tecnologico
per i Beni e le Attività Culturali
Coordinamento Generale: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426/49210425
Fax 06 4959302
[email protected]
www.otebac.it
www.otebac.it/prototipo.html
Archivi
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/archivio.html
Biblioteche
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/biblioteca.html
Musei
www.otebac.it/prototipo.html
Direzioni Regionali
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/direzioneregionali.html
Soprintendenze
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/soprintendenze.html
Scuole
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/soprintendenze.html
2) “tutorial”: si offrono suggerimenti per la costruzione delle pagine
web sulla base delle regole dell’accessibilità e dell’usabilità e si
forniscono informazioni pratiche relative all’architettura, alla
gestione, all’interoperabilità, ai problemi legati al copyright, al
multilinguismo ecc.;
37
3) “verifica della qualità”: si forniscono degli strumenti pratici per la
valutazione dell’applicazione al proprio sito web;
4) strumenti pratici: modelli di pagine XHTML e il Content Management System messo a disposizione in open source dal Ministero per
i beni e le attività culturali.
Museo&Web CMS Open Source
Il modello Museo & Web è stato adattato a un sistema integrato di
Content Management (CMS) per la gestione e il controllo di documentazione informativa multi-formato ed eterogenea, da pubblicare in rete.
Con questo CMS , che consente anche di gestire il multilinguismo, è
possibile creare, modificare, controllare tanto le singole pagine che
intere sezioni logiche della propria documentazione web, stabilendo
regole, ruoli e livelli di accesso secondo le proprie specifiche esigenze.
Il sistema consente, anche a personale non esperto, di partecipare attivamente al processo di creazione e pubblicazione dei contenuti,
apportando in tempo reale il proprio contributo, secondo la propria
qualifica e competenza.
Il CMS può essere utilizzato GRATUITAMENTE dai musei ma anche
dalle altre istituzioni culturali, pubbliche e private, adattandolo alle
proprie esigenze.
Con questo CMS si ampliano le classiche funzionalità di editing di testi
e immagini web: vengono, infatti, resi disponibili strumenti che consentono il mantenimento di strutture gerarchiche fra le pagine, link incrociati, menu, formattazione di testi, gestione di news, eventi, rassegna
stampa, normativa, bandi e concorsi, pubblicazioni e molte altre
funzionalità aggiuntive (come il catalogo degli oggetti del museo e la
possibilità di pubblicare percorsi tematici), perfettamente integrabili
con il sistema di base e realizzate secondo le esigenze specifiche.
Il CMS sviluppato si compone di tutte le funzionalità, di base e accessorie, atte a garantire rigore architetturale e semplicità d’uso nelle fasi
d’implementazione e aggiornamento dei contenuti.
Il sistema è fornito con licenza Open Source. Per ogni versione pubblicata sono disponibili il codice sorgente, il manuale di utilizzo, la
licenza d’uso, una demo online.
È inoltre attiva una lista di discussione per condividere dubbi, suggerimenti e informazioni sul CMS e sulle attività correlate.
L’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali organizza
periodici corsi di formazione e aggiornamento su Museo & Web,
anche in collaborazione con altre istituzioni culturali.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali.
Informazioni e richiesta codici CMS:
www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/userneeds/prototipo/cms.html
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA
Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Napoli
La Biblioteca Nazionale
La Biblioteca Nazionale di Napoli ha nel cospicuo patrimonio antico
il suo tratto distintivo e saliente. Un prestigioso complesso di beni
capace di testimoniare in maniera quasi esaustiva la cultura meridionale: dalla facies epicurea della prima epoca imperiale – documentata
dall’eccezionale corpus dei papiri ercolanesi - al basso medio evo,
dall’umanesimo all’età dei lumi attraverso i due secoli e più di viceregno, dal periodo pre e postunitario alla cultura contemporanea.
La storia della biblioteca ha inizio quando Carlo di Borbone (17161788), figlio primogenito di Filippo V e di Elisabetta Farnese, divenuto
sovrano del Regno di Napoli, dispone il trasferimento nella capitale
partenopea della già all’epoca famosa collezione libraria farnesiana,
ereditata per linea materna. Dalla Reggia di Capodimonte i volumi
vengono trasferiti alla fine del Settecento nel Palazzo degli Studi di via
Foria (oggi Museo Archeologico) dove, il 13 gennaio 1804, Ferdinando IV (1751-1825), succeduto a Carlo che nel 1759 assumeva la
corona di Spagna, apre al pubblico la Reale Biblioteca. Al nucleo originario dei manoscritti e dei volumi a stampa dei Farnese si erano venuti ad aggiungere preziosi fondi conventuali e privati, come quelli
degli Agostiniani di San Giovanni a Carbonara, dei Gesuiti, del principe di Tarsia, dell’Accademia Ercolanese. Nel Decennio francese ulteriori annessioni conseguiranno dalle soppressioni monastiche; all’iniziativa di Gioacchino Murat (1767-1815) vanno ascritte le acquisizioni della preziosa raccolta del marchese Taccone, della collezione
bodoniana dell’incisore Rosaspina e degli incunaboli di Melchiorre
Delfico.
Dal 1816, con la seconda Restaurazione, la Reale Biblioteca assume
la denominazione di Borbonica. Prenderà quella di Nazionale dopo
l’Unità, quando ingloberà altre importanti raccolte sia per effetto delle
leggi eversive sia per quella politica di accentramento che ne va definendo la funzione di “collettore” dei maggiori fondi bibliografici cittadini. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento fruisce di straordinarie acquisizioni: la raccolta teatrale e musicale donata dal conte
Edoardo Lucchesi Palli, attualmente tra le maggiori in Italia nel settore
delle arti dello spettacolo; lo splendido corpus degli autografi di
Giacomo Leopardi, attraverso il legato testamentario di Antonio Ranieri, amico napoletano del poeta di Recanati; l’Officina dei Papiri Ercolanesi, che conserva rotoli carbonizzati della biblioteca greca dei
Pisone. Ingloba, inoltre, altre grandi biblioteche cittadine quali la San
Giacomo, la Provinciale, la Brancacciana, quella del Museo di San
Martino.
Per fare fronte all’enorme incremento del patrimonio librario, negli anni
Venti dello scorso secolo, grazie alla determinazione di Benedetto Croce,
se ne dispone il trasferimento nell’ala orientale del Palazzo Reale, per
l’occasione donata da Vittorio Emanuele III al Demanio dello Stato.
In questa sede la Biblioteca Nazionale ha di recente ampliato i suoi
confini, andando ad occupare i locali, già della Presidenza del Consiglio Regionale, prospicienti la piazza del Plebiscito.
In costante evoluzione anche il settore moderno, che dall’automazione
e dall’introduzione delle nuove tecnologie ha ricevuto notevole
impulso. La Biblioteca coordina il polo Napoli del Servizio Bibliotecario Nazionale al quale aderiscono oltre sessanta biblioteche. Dal
2002 ha un sito web (www.bnnonline.it).
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Campania
Direttore Regionale: Pio Baldi
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Rosaria Nappi
Via Eldorado, 1
80132 Napoli
Tel. 080 12464211
Fax 080 7645305
Direzione Generale
per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Nazionale di Napoli
“Vittorio Emanuele III”
Direttore: Mauro Giancaspro
Piazza del Plebiscito, 1
80132 Napoli
Tel. 081 7819212
Fax 081 403820
[email protected]
www.bnnonline.it
39
Di ampio respiro le iniziative culturali, volte alla promozione della
lettura, e le attività espositive: fra le mostre di maggiore richiamo quelle
dedicate a Tasso, a Telesio, a Leopardi, a Croce, ai codici aragonesi,
alle legature, alla Stamperia Reale, al cartesianesimo meridionale, alla
litografia, al futurismo a Napoli, al Sessantotto, a Viviani. La Biblioteca
è diretta da Mauro Giancaspro.
Patrimonio: 1.799.934 volumi a stampa, 8926 testate di periodici,
798 microfiches e 2703 cd-rom (Istat 2006); 19.758 manoscritti in
volume e 153.606 documenti sciolti appartenenti a carteggi e archivi
privati; 4.563 incunaboli e circa 50.000 cinquecentine; 6940 stampe
e disegni, oltre 6.000 carte geografiche storiche e 21.600 fotografie
in fondi fotografici storici; 1.788 papiri e 4.665 disegni di papiri.
Sede: la Biblioteca Nazionale di Napoli ha la sua sede principale nel
Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito 1, 80132 Napoli, e una sede
distaccata - la Sezione Brancaccio - nella zona universitaria, nel centro
antico della città, in vico Donnaromita 15, 80134 Napoli.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA
Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Napoli
La Biblioteca Nazionale di Napoli nel circuito
turistico della città
Mauro Giancaspro
La campagna di promozione del libro e della lettura LEGGI UN LIBRO,
TI CAMBIA LA VITA promossa dalla Nazionale di Napoli in occasione
della X Settimana della Cultura, si propone anche l’obiettivo di offrire
un valore aggiunto alla tradizionale vocazione turistica alberghiera
della città.
Il progetto nasce da un’idea, a lungo accarezzata, di affermare, attraverso tutti i possibili canali, la lettura come bisogno della quotidianità
e come necessità di decongestionare la velocità frenetica dei ritmi della
vita che anche, e soprattutto, nell’ambito della comunicazione ha assunto ormai una rapidità fulminea e telegrafica.
I livelli raggiunti dalla tecnologia contemporanea, impensabili solo
qualche decennio fa, hanno introdotto nuovi equilibri nel rapporto di
comunicazione imponendo, insieme a ritmi mozzafiato, nuovi alfabeti
alfanumerici e ideografici veicolati da tv, computer, e-mail, sms, slide e
linguaggi figurativi.
Promuovere la lettura significa perciò recuperare all’uomo quel
bisogno di lentezza, di riflessione, di “digestione”, che dovrebbe
essergli proprio e, soprattutto, un’abitudine e una passione. La
Biblioteca ha proposto sette passioni - per i gialli, i romanzi d’amore,
i fumetti, i romanzi d’avventura, i romanzi storici, i libri di horror, la
fantascienza - diffondendo un book al quale ogni lettore è invitato a
collaborare aggiungendo, nelle pagine lasciate bianche, la sua personale passione. Riscoprire la lettura, quindi, non solo come strumento
d’esercizio di libertà contro il pericolo di aggressione dell’attuale, insidiosa comunicazione, ma anche come divertimento, come recupero
del bisogno di fantasticare e di sognare, come fonte d’informazione,
ma soprattutto come passione. Un processo che faccia scoprire, come
suggerisce Guido Ceronetti, che, nelle tante sale d’attesa di cui è fatta
la nostra vita, un libro ha la capacità di annullare la noia e di accorciare la durata dei tempi d’attesa. Una lettura, come diceva Arrigo
Cajumi, fatta addirittura con la convinzione che potrebbe non servire
a nulla d’utilitaristico, ricordando forse quello che sosteneva Alberto
Savinio: quando hai letto, letto e letto, la cultura è quella cosa che ti
rimane quando hai dimenticato tutto. Più formazione umana che informazione, dunque. Più cultura che erudizione. La diffusione del
messaggio esce dai confini materiali di una biblioteca per penetrare in
tutti i luoghi in cui essa è assai più necessaria, più piacevole, di compagnia; luoghi ai quali, probabilmente, non si è mai pensato. Si
comincia, allora, da Napoli e dagli alberghi. La Biblioteca Nazionale
di Napoli ha stipulato una convenzione con alcuni dei più prestigiosi
alberghi della città per istituire il “servizio di lettura in camera”.
L’ospite può scegliere tra i dieci titoli proposti per ciascuna delle “sette
passioni” e, dunque, libri d’avventura, d’amore, di fantascienza,
d’horror, fumetti, gialli, romanzi storici. È possibile chiederli all’arrivo
o addirittura all’atto della prenotazione, scegliendoli dall’elenco
presente sul sito dell’hotel. Una lettura in camera per cominciare ad
annullare i tempi di sosta tra un appuntamento e l’altro, tra un’escursione e l’altra, per sfuggire all’abbrutimento del telecomando alla
ricerca di una trasmissione gradevole, per farsi compagnia a letto con
una lettura, per dare alla camera un tocco di calore e di familiarità in
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Campania
Direttore Regionale: Pio Baldi
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Rosaria Nappi
Via Eldorado, 1
80132 Napoli
Tel. 080 12464211
Fax 080 7645305
Direzione Generale
per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Nazionale di Napoli
“Vittorio Emanuele III”
Direttore: Mauro Giancaspro
Piazza del Plebiscito, 1
80132 Napoli
Tel. 081 7819212
Fax 081 403820
[email protected]
www.bnnonline.it
41
più. Un’ulteriore possibilità a chi sosta in albergo, per chi ha dimenticato a casa il libro che stava leggendo, per godersi un primo assaggio
di un romanzo di cui si è sentito parlare, per sfruttare un’occasione di
fare scoccare la scintilla di una passione o di riscoprirne una sopita.
Ma la convenzione con gli alberghi non si ferma qui. Per i loro ospiti
gli alberghi aderenti al progetto possono riservare visite guidate alla
Biblioteca Nazionale di Napoli: un modo esclusivo di riscoprire la
nostra biblioteca soprattutto come luogo d’emozione; un’escursione
privilegiata nelle miniere di meraviglie in essa custodite: solo per
citarne qualcuna, i papiri di Ercolano, gli stupefacenti manoscritti
miniati, gli autografi di Leopardi e di Tasso, di San Tommaso e di
Ungaretti, le collezioni di globi seicenteschi, i cimeli di caccia e i reportage fotografici di Elena d’Aosta e, perché no, il panorama unico godibile dalle sue terrazze. Promozione della lettura, certo, ma anche
valore aggiunto agli alberghi napoletani, al loro costante impegno per
migliorare la qualità dell’ospitalità.
All’appello il primo a rispondere è stato il Grand Hotel Parker’s che ha
all’attivo della sua storia la presenza di viaggiatori stranieri, di politici,
di sovrani che hanno soggiornato nella nostra città. Il 25 marzo,
quando il progetto è stato presentato al pubblico, si è proceduto all’abbinamento dei sette generi letterari - le sette passioni dalle quali prende
le mosse il progetto - con altrettanti vini proposti dalle case vitivinicole
Villa Matilde e Terre del Principe. Per sottolineare uno dei moventi che
sostanziano quest’operazione, si può far ricorso al titolo di un articolo
che a firma di Antonio Ghirelli ha aperto una pagina del Domenicale
de “Il Sole24 ore” dedicato alla Nazionale di Napoli e ai manoscritti
di Leopardi. Si anticipava la messa in rete, sul sito web del quotidiano,
di filmati sui luoghi e sulle collezioni della biblioteca, in particolare
sugli autografi leopardiani. Il titolo era “Bellezza contro munnezza”.
Muovendo dall’idea, suggerita da questo titolo, di evidenziare quanto
di bello la città di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, continua
a muoversi nella direzione del bello, offrendo agli alberghi della città
e all’imprenditoria napoletana - cominciando da quella vitivinicola –
una possibilità in più. Il progetto di promozione della lettura e del libro
non a caso prende le mosse dalla Settimana della Cultura: parte,
infatti, dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, puntando al coinvolgimento delle altre biblioteche cittadine e soprattutto, attraverso il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a quello delle altre biblioteche e degli altri alberghi italiani. Per Napoli, proprio ora, potrà
essere certamente motivo di orgoglio aver lanciato un progetto che da
cittadino, quale solo al momento è, mira a diventare nazionale.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA
Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, Napoli
Leggi un libro. Ti cambia la vita!
Campagna di comunicazione sulla promozione del libro
e della lettura / Progetto “Prenota la tua lettura in camera”
Mauro Giancaspro, Anna Maria Fiore, Alma Serena Lucianelli, Maria Gabriella Mansi
Promossa dalla Biblioteca Nazionale di Napoli in occasione della X
Settimana della Cultura indetta dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali dal 25 al 31 marzo, l’iniziativa LEGGI UN LIBRO, TI CAMBIA
LA VITA! nasce dalla convinzione che l’oggetto libro e l’atto del
leggere possano entrare nella quotidianità della vita di ognuno di noi
e si sviluppa attraverso una intensa campagna di promozione per far
nascere o ridestare una “passione”.
Obiettivi
- “attirare” al mondo dei libri il maggior numero di persone di tutte le
fasce di età
- “contagiare” la passione della lettura come piacere e come strumento di esercizio di libertà d’informazione e d’opinone
- “coltivare” la lettura in tutte le occasioni e in tutti i luoghi
- “condividere” il piacere della lettura anche come momento di aggregazione umana
- “educare” alla lettura “domestica”, come abitudine quotidiana
Lo scopo finale è quello di rendere il libro oggetto abituale della nostra
quotidianità.
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Campania
Direttore Regionale: Pio Baldi
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Rosaria Nappi
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per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
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Fax 06 3216437
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Biblioteca Nazionale di Napoli
“Vittorio Emanuele III”
Direttore: Mauro Giancaspro
Piazza del Plebiscito, 1
80132 Napoli
Tel. 081 7819212
Fax 081 403820
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Strumenti
- diffusione di messaggi promozionali chiari e immediati
- coinvolgimento di editori e librerie;
- incontri a tema in biblioteca con specialisti, autori, attori e letture ad
alta voce
- diffusione sul sito web
Partner
alberghi
aziende vitivinicole
librerie
scuole
L’iniziativa, presentata al pubblico il 25 marzo 2008 nella Sala Rari
della Biblioteca, si propone di attirare un pubblico sempre più vasto di
tutte le età e fasce sociali al cosmo del libro affinché sempre più persone sperimentino il piacere della lettura e possano crearsi la propria
biblioteca personale, virtuale facendo ricorso alle biblioteche e alla
rete web, reale frequentando le librerie.
Sette i generi di libri proposti nell’ambito del progetto - romanzi storici,
di avventura, d’amore, noir, gialli, fumetti, fantascienza - per ognuno
dei quali è stato previsto, da aprile a dicembre, un incontro in biblioteca nel corso del quale i lettori hanno la possibilità di ascoltare e di
dibattere con un autore, degustando pregiate qualità di vini “emozionalmente” abbinate ai generi letterari dal pubblico presente nella
serata inaugurale.
Dalla campagna di comunicazione sulla promozione del libro
e della lettura l’iniziativa approda al progetto “Prenota la tua lettura in
camera”, nato dalla volontà di coniugare promozione culturale e valo-
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rizzazione del territorio e volto a dare un valore aggiunto alla più
qualificata ospitalità alberghiera della città.
Prestigiosi alberghi leader nel settore dell’ospitalità, librerie storiche,
aziende impegnate nel recupero del patrimonio culturale del territorio,
sono stati invitati e hanno aderito al progetto: il Grand Hotel Parker’s,
l’Hotel Vesuvio, il Royal Continental, - le aziende vitivinicole Villa Matilde e Terre del Principe, le librerie Pironti, Guida, Loffredo, Colonnese.
Al fine di realizzare un modello di cooperazione pubblico-privato finalizzato da un lato alla promozione culturale, dall’altro alla riqualificazione del territorio, il progetto è stato articolato sulla base di un protocollo di intesa che definisce modalità e tempi di cooperazione tra la
Biblioteca e gli Alberghi.
All’atto della prenotazione agli ospiti dell’albergo viene offerta l’opportunità di indicare il libro che desiderano trovare al loro arrivo in
camera scegliendo fra una serie di titoli selezionati dalla Biblioteca
Nazionale (100 opere sulla base dei 7 generi letterari individuati nel
progetto, oltre una scelta di libri in lingua straniera).
Le aziende vitivinicole partner dell’iniziativa, grazie alle quali il
pubblico presente nella serata di presentazione del progetto ha potuto
realizzare abbinamenti “emozionali” fra pregiate qualità di vini e
generi letterari, offrono in omaggio a ogni ospite che prenota il libro
in camera una bottiglia di quel vino eletto per il genere letterario
prescelto. Un modo raffinato per far apprezzare il senso di ospitalità
della nostra città.
L’ospite che desidera acquistare una copia del libro trovato in camera
potrà rivolgersi ad una delle librerie fra quelle aderenti al progetto che
provvederà a soddisfare la richiesta con consegna tramite corriere in
albergo.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DELL’EMILIA-ROMAGNA
Biblioteca Estense Universitaria di Modena
La Biblioteca Estense Universitaria di Modena
Luca Bellingeri
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale: Carla Di Francesco
Tradizionalmente considerata uno fra i più prestigiosi istituti di conservazione esistenti in Italia, la Biblioteca Estense Universitaria di
Modena, dotata di un ricco patrimonio documentario, costituito, fra
l’altro, da preziosi codici miniati, autografi, incunaboli, cinquecentine,
stampe, fotografie, carte geografiche, materiali musicali, ha tuttavia
sempre considerato, proprio in virtù di questa sua natura, gli strumenti
offerti dalle nuove tecnologie applicate al settore dei beni culturali strategici per il conseguimento dei propri scopi ed il raggiungimento della
propria missione di conservazione, valorizzazione e fruizione del
patrimonio.
Superata la fase ormai “storica” dell’informatizzazione delle procedure e dei cataloghi, particolare rilievo ha assunto perciò negli ultimi
anni la progressiva digitalizzazione di materiale tradizionale, le cui
potenzialità, al di là dei pur rilevanti problemi di conservazione nel
medio lungo periodo che essa ancora pone, appaiono forse maggiori
di quanto fino ad oggi non si sia percepito. Accanto ad una prima, più
ovvia, finalità conservativa, che consenta di sottrarre l’originale ai
danni derivanti da un frequente uso, particolarmente necessaria, ad
esempio, nel caso dei codici miniati, ed alla possibilità, attraverso il
riversamento su supporto digitale, di una fruizione “a distanza”,
rendendo così il materiale riprodotto consultabile, attraverso le reti, da
ogni parte del mondo (la cosiddetta “biblioteca virtuale”), il processo
di digitalizzazione permette tuttavia ulteriori ed ancor più interessanti
forme di utilizzazione, che non limitandosi ad offrire in modo più
semplice e diretto ciò che l’originale già possiede in sé, consentono di
realizzare altre funzionalità, finendo con il garantire una sorta di
valore aggiunto al documento riprodotto.
È il caso dei cosiddetti “restauri virtuali”, che attraverso il ricorso alla
tecnologia consentono il ripristino di lacune o mancanze presenti
nell’originale. Ma è anche il caso del progetto qui presentato, realizzato dalla Biblioteca Estense Universitaria nel 2001, e grazie al quale,
oltre ad avere la fedele riproduzione dell’immagine della Carta degli
stati estensi di Marco Antonio Pasi del 1580, ricomponendo in
un’unica immagine gli otto fogli che la compongono, è possibile
“muoversi” all’interno della Carta stessa, ingrandendo questo o quel
particolare a seconda delle esigenze in una perfetta integrazione fra
storia e tecnologie.
Consapevole dell’enorme valore di testimonianza storica costituita
dalle raccolte in essa depositate e del conseguente dovere di garantirne un’adeguata conservazione, ma anche convinta della necessità di
rendere tale patrimonio fruibile ad un pubblico sempre più vasto, favorendone la conoscenza e quindi, in certo modo, la stessa tutela, la
Biblioteca Estense Universitaria appare così impegnata a mediare fra
esigenze apparentemente inconciliabili, ma che forse, proprio grazie
all’apporto della tecnologia, appaiono oggi meno distanti di quanto
non fosse nel passato.
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via S. Isaia, 20
40123 Bologna
Tel. 051 3397011
Fax 051 3397077
Direzione Generale
per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Antonietta Baffi
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Estense Universitaria
di Modena
Direttore: Luca Bellingeri
Largo S. Agostino, 337
41100 Modena
Tel. 059 222248
Fax 059 230195
[email protected]
www.cedoc.mo.it/estense
45
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DELL’EMILIA-ROMAGNA
Biblioteca Estense Universitaria di Modena
Direzione Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Riproduzione digitale e restauro virtuale:
La Carta degli stati estensi di M.A. Pasi, 1580
Direttore Regionale: Carla Di Francesco
Andrea Palazzi
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via S. Isaia, 20
40123 Bologna
Tel. 051 3397011
Fax 051 3397077
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Antonietta Baffi
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
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Biblioteca Estense Universitaria
di Modena
Direttore: Luca Bellingeri
Largo S. Agostino, 337
41100 Modena
Tel. 059 222248
Fax 059 230195
[email protected]
www.cedoc.mo.it/estense
Alla metà del Cinquecento gli Este sono duchi di Ferrara per investitura
pontificia, di Modena e Reggio in quanto feudatari imperiali. I loro
domini si estendono senza soluzione di continuità dall’Adriatico romagnolo alla Garfagnana. Lo stato estense rivaleggia in magnificenza
con Firenze e le altre grandi signorie d’Italia.
Nel 1598 con la Convenzione faentina Clemente VIII obbliga gli Este,
rimasti senza discendenza diretta, a devolvere il feudo ferrarese allo
Stato della Chiesa. Il nuovo duca, Cesare d’Este, abbandona Ferrara
per la nuova capitale di Modena, conducendo con sé i beni familiari,
fra cui biblioteca, archivio e quadreria, nuclei delle future Biblioteca
Estense e Galleria Estense e dell’Archivio di Stato di Modena.
Appena qualche anno prima, l’ingegnere e cartografo carpigiano
Marco Antonio Pasi era stato incaricato di redigere una mappa dei
loro domini. Una prima carta del 1571 è ora conservata nell’Archivio
di Stato di Modena. Della stessa carta, sempre in otto fogli, la
Biblioteca Estense Universitaria conserva invece con la segnatura
C.G.A.4 un esemplare datato 1580, che presenta varie differenze,
quindi non una semplice copia.
Come unica considerazione, ci si deve limitare a notare che nella carta
del XVI secolo il settentrione è in basso e il levante a sinistra, con una
rappresentazione ribaltata rispetto a quella usuale oggigiorno, e che
la carta ha valore non solo geografico ma anche socio-economico
(presenta in dettaglio la grande bonificatione ferrarese del secondo
Cinquecento, contemporanea alla stesura della carta), demografico (i
centri abitati sono descritti con una certa precisione) e, non ultimo,
anche rappresentativo dello status della corte ferrarese, come mostra
l’evidenziazione delle delizie estensi.
Per un’approfondita analisi della carta della Biblioteca Estense Universitaria, si rinvia al saggio di Laura Federzoni: La Carta degli stati
estensi di Marco Antonio Pasi: Il ritratto dell’utopia, in: Alla scoperta
del mondo: L’arte della cartografia da Tolomeo a Mercatore, Il Bulino,
Modena (c)2001, pp. 241-276.
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Per l’esemplare dell’Archivio di Stato di Modena si può consultare lo
scritto di Alessandra Chiappini: Il territorio ferrarese nella carta inedita
dei Ducati Estensi di Marco Antonio Pasi (1571), in “Atti e memorie
della Deputazione provinciale ferrarese di storia patria”, serie III, vol.
XIII (1973), pp. 187-222.
Già solo per le loro dimensioni, le carte sono di difficile conservazione: la carta dell’Estense misura complessivamente 312×276 cm
(ciascuno degli otto fogli telati misura circa 79×87 cm). Ambedue gli
esemplari nel corso di quattro secoli si sono quindi deteriorati, in alcuni
punti notevolmente.
Con lo scopo sia di tutelare la carta sia di valorizzarla, nel 1998 la
Biblioteca Estense Universitaria ha progettato la riproduzione digitale
e il restauro virtuale dell’esemplare che conserva. Il lavoro, eseguito
dalla Fotoscientifica Record di Parma, è stato completato nel 2001, e
si è articolato nelle seguenti fasi:
Ripresa ad alta definizione (300 DPI) degli 8 fogli tramite dorso digitale (per consentire una risoluzione più elevata, ogni foglio è stato
ripreso suddiviso in 9 riquadri, riuniti insieme in seguito).
Restauro virtuale delle immagini digitali.
Ricomposizione degli otto fogli (formato TIFF non compresso, 300 DPI,
circa 350-400 MB ciascun foglio).
Stampa in scala 1:1 degli otto fogli restaurati.
Realizzazione della presentazione tramite il SW Apple Quicktime, che
consente di mostrare a video l’intera carta (in formato QT compresso,
160 MB), spostandosi agevolmente tra i vari fogli e potendo ingrandire particolari difficilmente visibili a occhio nudo.
Una presentazione in scala ridotta della carta, realizzata direttamente
dalla Biblioteca Estense Universitaria, è inoltre dal 2002 a disposizione del pubblico sul sito della Biblioteca.
In questo modo nella carta originale si sono potuti preservare i segni
del tempo, limitando il suo restauro ai soli interventi che ne fermassero
il degrado, e il pubblico può con minori vincoli consultare le riproduzioni nelle stesse dimensioni dell’originale, ricorrendo a questo solo
per eventuali dubbi sull’identificazione di luoghi specifici.
In occasione dell’edizione 2008 di Lu.Be.C Digital Technology, la
Biblioteca Estense Universitaria è lieta di presentare per la prima volta
al pubblico la versione multimediale della Carta del Pasi, come
esempio di corretta applicazione delle tecnologie informatiche ai beni
culturali.
Menu di navigazione
Il programma è estremamente semplice da utilizzare.
Come punti di riferimento geografici, dato il rovesciamento di prospettiva, si sono evidenziati nell’immagine il mare Adriatico, Ferrara, Modena e la Garfagnana
Scelta di un riquadro: clic sul riquadro (mentre l’immagine viene caricata, la freccia del puntatore diviene nera).
Spostamento in un riquadro: muovere il mouse tenendo premuto il
pulsante sinistro.
47
Zoom in: tasto MAIUSC/SHIFT, oppure pulsante dell’interfaccia.
Zoom out: tasto CTRL, oppure pulsante dell’interfaccia.
(spostamento e zoom possono essere effettuati in contemporanea,
premendo MAIUSC o CTRL e contemporaneamente muovendo il mouse
con il pulsante sinistro premuto).
Per tornare all’inizio e visualizzare gli 8 fogli, premere il pulsante
dell’interfaccia.
48
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA-ROMAGNA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini
Documentare il restauro.
Al Museo Nazionale di Ravenna un suggestivo
allestimento video documenta il restauro dei mosaici
di Sant’Apollinare Nuovo e del Battistero Neoniano
Cetty Muscolino, Emanuela Grimaldi, Francesco Borghesi
Negli ultimi anni la vasta disponibilità di nuove tecnologie e di una
pluralità di mezzi di comunicazione ha generato grandi aspettative ed
entusiasmo, ma anche un profondo disorientamento che ha indotto a
una più attenta e approfondita riflessione sul loro impiego.
L’introduzione della multimedialità in ambito museale ha avuto in un
primo tempo come unico scopo quello della catalogazione e dell’ordinamento del patrimonio, solo in seguito sono state meglio indagate e
praticate le sue grandi potenzialità nel campo della divulgazione,
della comunicazione culturale e dell’educazione. Andando oltre il
semplice utilizzo delle nuove tecnologie per la comunicazione d’orientamento, che si concretizza perlopiù nella realizzazione di info-point e
work-station, si è dimostrato particolarmente significativo e stimolante
l’impiego di questi mezzi a scopo espositivo e di documentazione.
Mettendo a frutto queste possibilità, nel 2008 la Soprintendenza per i
Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna ha prodotto un suggestivo allestimento video per documentare il restauro delle straordinarie
decorazioni musive di due tra i più importanti monumenti della città,
dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la basilica
di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero Neoniano.
L’allestimento, realizzato presso il Museo Nazionale di Ravenna, è stato
inaugurato in occasione della mostra “La cura del bello. Musei, storie,
paesaggi. Per Corrado Ricci” promossa dal MAR per il 150° anniversario della nascita di Corrado Ricci (Ravenna, 1858 - Roma, 1934),
una delle personalità più complesse della cultura italiana tra Ottocento
e Novecento: studioso, museologo, storico dell’arte e funzionario.
Nell’ambito di questa iniziativa la Soprintendenza di Ravenna, di cui
Corrado Ricci fu il padre fondatore, ha lavorato con intensa partecipazione scegliendo di privilegiare fra i molti aspetti d’indagine il
segmento della documentazione dei restauri musivi, materia di cui
Ricci è stato pioniere con la sua titanica opera ricognitiva delle superfici a mosaico, confluita poi nelle Tavole Storiche dei Mosaici di
Ravenna, realizzate col fondamentale contributo di Alessandro
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale: Carla Di Francesco
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via S. Isaia, 20
40123 Bologna
Tel. 051 3397011
Fax 051 3397077
Soprintendenza
per i Beni Architettonici
e Paesaggistici per le province
di Ravenna, Ferrara,
Forlì - Cesena, Rimini
Soprintendente: Giorgio Cozzolino
Via S. Vitale, 17
48100 Ravenna
Tel. 0544 543711
Fax 0544 543732
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.beniculturali.it
Museo Nazionale di Ravenna
Direttore: Cetty Muscolino
Via Fiandrini
48100 Ravenna
Scuola per il Restauro
del Mosaico di Ravenna
Direttore: Cetty Muscolino
Via San Vitale, 17
48100 Ravenna
Tel. 0544 543711
Fax 0544 543732
[email protected]
49
Azzaroni e Giuseppe Zampiga.
Nelle tavole si è cercato di visualizzare lo stato di fatto della superficie
musiva, discriminando le aree originali, quelle di rifacimento antico e
gli interventi moderni. Operazione ambiziosa e molto complessa,
scaturita da un’impostazione metodologica storico-filologica, che prendeva le distanze dagli interventi del secondo Ottocento ispirati a un
mero storicismo stilistico.
Proseguire sul solco fondamentale tracciato da Ricci ha significato
entrare sempre più nello specifico di un manufatto, quello musivo per
l’appunto, che forse fino agli anni settanta è stato discriminato,
compreso parzialmente o non opportunamente considerato. Il
mosaico, oggetto di ricerche e di approfondimenti da parte dei
massimi studiosi per gli aspetti iconografici e iconologici, per i dati
formali e stilistici, diventava estremamente fragile quando si doveva
entrare nel vivo della materia, l’unica che può dare quelle informazioni
utili a comprovare, confermare o confutare quanto è stato teorizzato
per altre vie.
La Soprintendenza ha portato avanti con estrema coerenza questa
area di indagine, conseguendo nel tempo esiti di grande rilievo, anche
attraverso l’attività della Scuola per il Restauro del Mosaico operante
a Ravenna a partire dagli anni ottanta. Dalle Tavole Storiche di Ricci
si arriva alla successiva registrazione ed informatizzazione dei dati
per documentare le molteplici trasformazioni avvenute sulle superfici
musive parietali dagli anni trenta fino ai nostri giorni. Un lavoro lungo
e difficile, che richiede grande rigore e che può essere intrapreso solo
in occasione di restauri, momenti privilegiati per leggere i mosaici, per
individuarne i materiali costitutivi, tessere e malte di sottofondo, per
riuscire a discernere i materiali originali e quelli di restauro nell’intricato labirinto delle tessere musive.
Grazie a questi fondamentali interventi conservativi sono aumentate
esponenzialmente le informazioni e le conoscenze su alcuni particolari
aspetti iconografici, sulle tecniche esecutive e sulle problematiche di
conservazione e restauro delle decorazioni musive, ma è aumentata
inoltre la documentazione fotografica e grafica, realizzata anche con
l’ausilio di strumentazioni digitali, che, rappresentando un momento
fondamentale dell’intervento stesso, va ad integrare e puntualizzare, in
alcuni casi anche a correggere, la pur accurata documentazione storica.
50
Per tutte queste ragioni accanto all’esposizione di una ricca selezione
della documentazione conservata presso gli archivi della
Soprintendenza, si è realizzato un suggestivo ed innovativo allestimento video che, sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, rende accattivante e accessibile, anche ai non addetti ai lavori,
il complesso e ambizioso progetto scientifico sotteso all’esposizione:
documentare il restauro.
Più in particolare si tratta di un allestimento video realizzato in multivisione, costituito dall’unione di tre videoproiettori sospesi che compongono in modo flessibile e variabile da tre a sei distinti quadri di proiezione lungo un’ampia porzione della parete bianca della sala espositiva.
Le proiezioni multiple sincronizzate consentono la restituzione in
maniera fluida e accattivante, ma estremamente efficace e puntuale,
delle numerose informazioni che sono derivate dagli interventi di
conservazione e restauro delle decorazioni musive in relazione alla
documentazione storica e d’archivio relativa al Battistero Neoniano e
alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo.
L’intero videocomponimento, presentato ciclicamente e della durata di
venti minuti circa, appare come un unicum dinamico e articolato, un
percorso visuale animato costituito da immagini storiche, foto di
cantiere, immagini derivanti da indagini diagnostiche, elaborazioni di
documentazione grafica, che di volta in volta si affiancano, si sovrappongono, approfondiscono il livello di dettaglio suggerendo associazioni, nuovi livelli di lettura e significati.
L’allestimento video è completato da una grande cupola sospesa del
diametro di tre metri, sotto la quale è possibile osservare guardando
verso l’alto, visioni storiche, contemporanee e alcune animazioni
grafiche che documentano i più rilevanti interventi di restauro che
hanno interessato l’impianto musivo della cupola del Battistero
Neoniano. La fruizione d’insieme della composizione è favorita da una
lenta e costante rotazione delle immagini proiettate sulla cupola;
grazie ad un sistema di proiezione laterale anamorfica appositamente
disegnato, il normale passaggio del pubblico al di sotto della cupola
non interferisce con la proiezione, evitando ombre e consentendo la
libera circolazione dei visitatori al di sotto della stessa.
L’utilizzo delle tecnologie a scopo di documentazione consente quindi
all’utente di esaminare le varie fasi del restauro, dalla diagnosi dell’alterazione-degradazione del bene agli interventi diretti, ed eventual-
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Documentare il Restauro
Video allestimento
Prodotto da:
Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici di Ravenna
Scuola per il Restauro del Mosaico
di Ravenna
Produzione video: p-bart.com
Visual design: Francesco Borghesi
Assistenza alla produzione:
Massimiliano Borghesi
Video a cura di:
Cetty Muscolino, Claudia Tedeschi,
Ermanno Carbonara
Con la collaborazione di:
Federica Cavani, Emanuela Grimaldi,
Paola Palmiotto
Il video allestimento è fruibile presso le
sale espositive del Museo Nazionale di
Ravenna nei consueti orari di apertura.
52
mente di confrontare le operazioni, i metodi di diagnostica e le opere
restaurate. Inoltre può assumere un ruolo importante quale testimone,
avvicinandoci a particolari e porzioni di decorazioni musive non facilmente fruibili perchè troppo lontane, o quale strumento di contestualizzazione creando indirizzi e suggestioni, affinché ciascun fruitore possa
avere una percezione immaginativa dei luoghi antichi, inaccessibili o
lontani anche in relazione agli oggetti concretamente esposti in museo
ed instaurare con essi un livello di comunicazione.
Scegliere questa modalità di comunicazione, in cui giocano un ruolo
fondamentale anche le scelte cromatiche, luminose e sonore, ha favorito la trasmissione dei contenuti mettendo in relazione sensazioni, stati
d’animo e competenze dei fruitori con il repertorio semantico delle
immagini proiettate e delle opere esposte. In questo modo si consente
al fruitore “di fare nuove cose con il suo mondo intellettuale, di dare
forma, conservare, recuperare e comunicare il sapere in forme nuove
e quindi pensare in nuovi modi” (W.J.Ong).
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici
del Friuli - Venezia Giulia
Nuove tecnologie nella comunicazione.
La sala didattica informatica al Castello di Miramare
Rossella Fabiani
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici
del Friuli Venezia Giulia
Direttore Regionale: Roberto di Paola
Visitare Miramare significa conoscere l’arciduca Massimiliano d’Asburgo, sovrano del Messico dal 1864 fino alla sua tragica morte, avvenuta il 19 giugno 1867. Fratello dell’imperatore d’Austria Francesco
Giuseppe, egli è noto al grande pubblico per la sua triste vicenda che
sconvolse tutta l’Europa: nel parco e nel castello rinasce la sua personalità volitiva ed emergono al sua cultura artistica e i suoi interessi
naturalistici.
Il comprensorio, formato dal castello, adagiato sulla punta rocciosa a
picco sul mare, e dal parco con un’estensione di ventidue ettari, è un
punto privilegiato nel paesaggio della riviera triestina.
Con l’acquisto del promontorio nel 1855, Massimiliano ha creato un
giardino e una residenza che sono oggi testimonianza della cultura
ottocentesca europea, ma anche frutto delle decisioni progettuali del
committente, che ha seguito personalmente i lavori d’ideazione e
costruzione di tutto il sito. Esso parla, attraverso quanto conservato del
carattere e delle passioni di Massimiliano ed è unico ricordo della sua
vasta cultura. Il castello conserva l’arredo nella quasi totale originarietà
e il parco presenta rare specie botaniche.
Conoscere Miramare è conoscere Massimiliano e, assieme a lui, prendere consapevolezza delle tendenze architettoniche e decorative di
metà Ottocento in Europa.
Massimiliano concepisce Miramare come la sua residenza, la sua casa
come un luogo per se stesso, dove avere contatto diretto con la natura,
in ossequio allo spirito romantico del tempo.
Oggi Miramare è museo statale con oltre 250.000 visitatori l’anno
all’interno del Castello, oltre un milione l’anno nel parco. Aperto tutti i
giorni offre al pubblico la visita completa di tutti gli spazi.
Nell’intento di offrire sempre maggiori servizi, ma anche nel rispetto
dell’assetto decorativo del Museo, nella Sala XII dal 23 febbraio 2005
è stato installato un sistema didattico informatico, a cura dei cinque
Rotary club dell’area giuliana isontina, Trieste e Trieste Nord, Muggia,
Monfalcone e Gorizia, in occasione dei cent’anni di vita della loro
associazione, sorta negli Stati Uniti nel 1905.
Coordinatore per la Comunicazione:
Claudio Barberi
Piazza della Libertà, 7
34132 Trieste
Tel. 040 4194814
Fax 040 43634
Soprintendenza per i Beni Storici,
Artistici ed Etnoantropologici
del Friuli - Venezia Giulia
Soprintendente: Fabrizio Magani
Piazza della Libertà, 7
34132 Trieste
Tel. 040 4527511
Fax 040 43634
[email protected]
www.soprintendenza.fvg.it
Museo Storico del Castello Miramare
Direttore Coordinatore: Rossella Fabiani
Viale Miramare
34014 Trieste
Tel. 040 224143
Fax 040 224220
[email protected]
53
Il punto informatico è a disposizione dei visitatori che, tramite un
percorso grafico guidato, possono approfondire la storia del Castello,
la genealogia degli Asburgo, conoscere i dettagli dei quadri contenuti
nelle varie stanze, le biografie degli artisti operanti a Miramare e le
particolari specie arboree messe a dimora nel Parco.
Gli archivi informatici, accessibili attraverso un’interfaccia grafica intuitiva, permettono all’utente di addentrarsi nelle varie tematiche, sfruttando i collegamenti ipertestuali e saltando direttamente tra argomenti
diversi ma correlati.
La sala didattica informatica completa l’informazione al pubblico che
consiste attualmente in cartelli esplicativi nelle singole sale, servizi di
audioguide, guide a stampa, ma anche visite guidate, visite didattiche
e visite tematiche, tutto a richiesta dei visitatori. Cinque postazioni
informatiche, di cui due per persone diversamente abili, presentano
quattro programmi che completano con le loro notizie, il bagaglio di
conoscenza del sito. Si vengono così ad approfondire i seguenti temi:
Vita di Massimiliano
Visitare il comprensorio di Miramare significa conoscere l’arciduca
Massimiliano d’Austria, imperatore del Messico, scoprire le sue
passioni, la sua vasta cultura, ricostruire la sua personalità eclettica e
volitiva attraverso l’osservazione dell’architettura del castello, dei suoi
arredi, delle sue decorazioni, nonché attraverso la scoperta del parco.
Il supporto informatico arricchisce il percorso della visita, ricostruendo
passo passo i vari momenti della sua esistenza.
Gli Asburgo
Capire Massimiliano non significa solo osservare ciò che ha lasciato o
approfondire i fatti salienti della sua esistenza ma anche conoscere i
suoi antenati, aver chiara l’importanza che la sua casata rivestiva. Lo
stesso Massimiliano conscio delle sue origini, le espone magnificamente nella sala del trono, affidando alla sequenza dei ritratti il ricordo
dei suoi illustri antenati e al grande albero genealogico la ricostruzione
della casa d’Austria e di Lorena.
La rassegna delle biografie corredate dai ritratti consente di conoscere
i personaggi e di chiarire i legami di parentela.
54
Artisti a Miramare
L’arciduca sceglie personalmente il programma iconografico delle
sale, specie di quelle più rappresentative. Il piano terra, riservato alla
sua famiglia, ha un carattere essenzialmente intimo con ritratti degli
arciduchi e dei parenti più prossimi e numerose vedute delle località
visitate nel corso dei viaggi. Il primo piano, di rappresentanza, accoglie numerosi ritratti, i dipinti che raffigurano i luoghi cari all’arciduca,
nonché le opere che raccontano i momenti più importanti della storia
del sito di Miramare, volti ad affermare la dignità del luogo ad accogliere la presenza regale.
Per ognuno degli artisti sono state create schede di approfondimento
sulla vita e sulla loro produzione artistica, completate dalle immagini
delle opere conservate nel castello.
Il parco
Massimiliano interviene attivamente anche nella progettazione del
parco, pensato come un luogo di sperimentazione forestale e di acclimatazione di specie arboree esotiche, provenienti dal Messico e da
altre regioni del continente americano. Le essenze sono state collocate
secondo un preciso disegno e raggruppate fra loro nelle zone più
idonee alla loro crescita.
Tutte le specie vegetali presenti nel parco sono state puntualmente
descritte e, grazie ad una ricostruzione grafica, è possibile individuare
la loro posizione nel parco.
55
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Biblioteca Nazionale Centrale
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Storia
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma fu inaugurata il 14 marzo
1876 in un’ala del monumentale Palazzo cinquecentesco del Collegio
Romano, sede dell’antica Bibliotheca Secreta o Major dei Gesuiti, che
costituì il nucleo originario della nuova istituzione, cui si aggiunsero i
fondi manoscritti e a stampa di 69 biblioteche conventuali devolute al
Regno d’Italia dopo la soppressione delle corporazioni religiose di
Roma nel 1873.
Cento anni dopo la Biblioteca venne trasferita nella nuova sede, all’interno della zona archeologica del Castro Pretorio, realizzata su progetto degli architetti Massimo Castellazzi, Tullio Dell’Anese e Annibale
Vitellozzi.
Inaugurato il 31 gennaio 1975, il nuovo complesso architettonico –
realizzato in cemento armato, vetro e alluminio per una superficie di oltre
50.000 mq. – è articolato in quattro corpi: il deposito dei libri che si
sviluppa su dieci piani; gli uffici, l’atrio e gli spazi per le mostre che occupano un edificio di cinque piani; la Sala Conferenze e le sale di lettura.
Gli spazi interni destinati al pubblico sono stati recentemente ristrutturati secondo le nuove esigenze di una moderna struttura bibliotecaria.
Le barriere architettoniche sono state eliminate completamente. La
realizzazione del progetto, che ha privilegiato elementi curvilinei e
materiali di ultima generazione, ha moltiplicato i punti di distribuzione
dei libri; ampliato e organizzato in aree tematiche le sale di lettura;
creato nuove salette per incontri e seminari, una libreria e una caffetteria; risistemato i giardini interni. Anche lo spazio esterno è stato riorganizzato con la costruzione di un Anfiteatro e di una più agevole
strada di accesso illuminata da lampioni.
Infine è stato riprogettato lo spazio espositivo della Sala Mostre, che è
stata così adeguata a ogni genere di esigenza nel campo della promozione e valorizzazione dei beni culturali.
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Antonietta Baffi
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Nazionale Centrale
Direttore: Osvaldo Avallone
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49891
Urp 06 4989249 – 06 4989470
Fax 06 4457635
[email protected]
www.bncrm.librari.beniculturali.it
La Biblioteca è aperta al pubblico
lun.- ven. ore 8.30-19.00
sabato ore 8.30 - 13.30
Periodi di limitazione dell’orario di apertura:
24 -31 dicembre, la settimana
che precede la Pasqua,
15 - 31 Agosto
tutti i giorni dalle 8.30 alle 13.30
11 - 23 Agosto
tutti i giorni ore 10.00 – 11.00
solo per i servizi di prima informazione
presso il Servizio di Accoglienza e il Prestito
Giorni di chiusura completa:
tutte le domeniche e tutti i giorni festivi
Accesso: Età minima 18 anni
Documento di identità valido
Tessera di accesso
Servizi: Accoglienza, Informazioni
Bibliografiche, Distribuzione, Lettura,
Prestito, Riproduzioni, Bookshop, Bibliocaffè
Servizi per i disabili: eliminazione
delle barriere architettoniche;
posti riservati nel parcheggio interno;
due postazioni multimediali
per ipovedenti e non vedenti
56
Fondi Attualmente la Biblioteca conserva circa 6 milioni di volumi,
8.000 manoscritti, 120.000 autografi, 2.000 incunaboli, oltre
25.000 cinquecentine e 20.000 carte geografiche, 10.000 fra
stampe e disegni, oltre quelli raccolti in volume, più di 50.000 testate
di periodici e 34.000 tesi di dottorato.
È in continuo incremento anche il patrimonio audiovisivo e multimediale.
Fondi manoscritti
Fondo Gesuitico
1.752 manoscritti provenienti principalmente dalla Biblioteca della
Casa Professa del Gesù e dalla Biblioteca del Collegio Romano.
Contiene 2 manoscritti del XIV secolo e 21 del XV; la maggior parte del
fondo è costituito da manoscritti cartacei e moderni (secoli XVII-XIX).
Fondo Sessoriano
590 manoscritti provenienti dalla Biblioteca di Santa Croce in Gerusalemme.
In particolare vanno menzionati quelli antichi e preziosi dall’Abbazia
di Nonantola, tra i quali l’Eucherius del VI sec. in onciale.
Fondo Vittorio Emanuele
È il fondo aperto della Biblioteca, costituitosi al momento della sua isti-
tuzione, nel quale confluiscono i manoscritti sia antichi sia moderni
pervenuti per dono o per acquisto: attualmente comprende 1.773
manoscritti, dei quali il più antico è dell’VIII secolo.
Fondi minori
Complessivamente 23, in cui sono stati raccolti 2.034 manoscritti di
biblioteche conventuali soppresse. Sono ordinati secondo la propria
identità di provenienza.
Fondo Greco
Piccolo fondo aperto di manoscritti in lingua greca: attualmente ne
comprende 24 di diversa provenienza.
Fondo Antichi cataloghi
57 manoscritti contenenti gli inventari delle biblioteche appartenenti
alle corporazioni religiose soppresse e alcuni antichi cataloghi della
Biblioteca. Gli inventari sono stati interamente digitalizzati.
Fondo musicale
È un fondo aperto: attualmente comprende 182 manoscritti di varia
provenienza.
Archivi raccolte carteggi
Negli ultimi decenni un grande incremento ha avuto l’acquisizione di
documenti della cultura letteraria italiana del XX secolo: è stata così
costituita la sezione Archivi, raccolte e carteggi, comprendente archivi
privati, autografi e dattiloscritti di autori e critici tra i più rappresentativi, quali Gabriele d’Annunzio (circa 40.000 documenti), Filippo
Chiappini, Alfredo Gargiulo, Arturo Onofri, Adriano Tilgher, Giorgio
Vigolo, Maria e Goffredo Bellonci, Antonio Bruers.
Fondo antico a stampa
Il fondo dei libri antichi a stampa coincide con la fondazione della
Biblioteca e deriva il suo nucleo più consistente dalla Bibliotheca Major
del Collegio Romano. Nel patrimonio originario sono poi confluiti
anche i fondi delle 69 biblioteche delle corporazioni religiose soppresse. Secondo le indicazioni del ministro e primo direttore della
Biblioteca, Ruggero Bonghi, i successivi prefetti hanno incrementato il
fondo antico privilegiando le edizioni del Cinquecento, edizioni
romane incunaboli. Una mirata politica di acquisti in antiquariato, che
ha visto la partecipazione della Biblioteca a importanti aste in Italia e
all’estero, ha consentito nel tempo di documentare ulteriormente l’attività tipografica degli esordi e di rappresentare significativamente
anche la produzione dei secoli successivi.
Sezione Romana
Raccolta di topografia romana iniziata alla fine del XIX secolo.
Comprende circa 5.000 volumi (fra cui una raccolta di Guide della
città di Roma dalla fine del XV secolo ai giorni nostri), 2.200 stampe,
oltre 400 piante della città, 3.600 fotografie, cartoline.
Fondo Stampe e Disegni
Comprende circa 6.800 stampe sciolte, raccolte in cartelle o album, dal
XVI al XX secolo, 840 manifesti, circa 1000 disegni e 100 libri d’artista.
Collezioni Orientali
Raccolta Cinese e Giapponese
Le due collezioni rappresentano una raccolta unica in Italia non solo per
57
il valore specifico, ma anche per la ricchezza e l’omogeneità del materiale bibliografico conservato. Il fondo cinese conta circa 20.000 volumi a stampa, 681 testate di periodici e 35 testate di quotidiani; quello giapponese circa 5.000 volumi a stampa e 35 testate di periodici.
Fondo Arabo
Questa collezione copre vari ambiti della cultura araba con edizioni
del XIX e XX secolo: lingua, letteratura, religione, diritto, storia.
Comprende circa 2.918 opere a stampa.
Fondi slavi
Una delle più importanti collezioni di testi slavi – prevalentemente russi
– presenti nelle biblioteche italiane. Comprende circa 50.000 monografie e 800 testate di periodici.
Cartografia
Il fondo comprende un ricco patrimonio di carte geografiche sciolte,
antiche e moderne che consente una visione completa della produzione cartografica italiana , dalle origini fino ai giorni nostri. La parte
antica del fondo comprende, oltre ad alcune carte nautiche manoscritte
dei secoli XV-XVII di notevole pregio, anche 10 globi celesti terrestri,
manoscritti e a stampa, e un astrolabio arabo del secolo XVI.
Fondo Falqui
Il fondo è costituito dalla biblioteca personale del critico letterario
Enrico Falqui, destinata per sua stessa volontà alla Biblioteca nazionale centrale di Roma, e comprende più di 30.000 volumi e 500
testate di periodici letterari che documentano la letteratura moderna e
soprattutto il Novecento italiano.
Competenze
I compiti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono: raccogliere e conservare la produzione editoriale italiana, documentare la
principale produzione estera ed in particolare quella dedicata al
nostro paese, produrre servizi bibliografici nazionali, diffondere e
rendere disponibile il proprio patrimonio.
La Biblioteca cura dal 1886 la pubblicazione del Bollettino delle opere
moderne straniere (BOMS) e, dal 1931, la redazione dell’Indice generale degli incunaboli (IGI), attualmente aggiornato nell’ambito del
Progetto ISTC-Incunabula Short-Title Catalogue, in collaborazione con
la British Library. Nel 1989 ha costituito il Centro nazionale per lo
studio del manoscritto, che conserva oltre 100.000 microfilm di manoscritti posseduti dalle biblioteche italiane.
Inoltre la Biblioteca cura una collana di studi e sussidi tecnico-bibliografici intitolata «Studi, guide, cataloghi», iniziata nel 1990, e una
collana che accoglie contributi di approfondimento storico-bibliografico e atti di convegni promossi dalla Biblioteca, intitolata dapprima
«BVE quaderni» e poi «Quaderni della Biblioteca Nazionale Centrale
di Roma», iniziata nel 1994.
La Biblioteca è dotata di autonomia amministrativa che le consente di
determinare autonomamente le risorse da destinare alle diverse attività. Organo deliberante è il Comitato di gestione, presieduto dal direttore della Biblioteca.
58
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Biblioteca Nazionale Centrale
La nuova frontiera dell’innovazione tecnologica alla
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Osvaldo Avallone
La Biblioteca Nazionale Centrale è ormai da molti anni impegnata sul
fronte dell’innovazione tecnologica sia per garantire servizi sempre più
efficienti per suoi utenti, sia per migliorare i processi lavorativi degli
operatori specializzati.
In particolare sono stati avviati progetti per la digitalizzazione dei
fondi storici della Biblioteca, per l’automazione dei servizi al pubblico
e per lo snellimento delle procedure relative al deposito legale.
Progetti di digitalizzazione
Per rendere accessibili i documenti antichi e tutto il materiale che il
lettore non può consultare direttamente, la Biblioteca ha avviato diversi
progetti di digitalizzazione.
Insieme ad importanti istituti bibliotecari e di ricerca italiani, sono nati
numerosi progetti di digitalizzazione (Catalogo degli autografi;
Immagini della grande guerra; Inventari dei manoscritti; Manoscritti
musicali; Periodici storici; Progetto “Tesauro”) che rendono consultabili
i documenti digitalizzati, attraverso il portale della Biblioteca digitale
italiana:
(http://www.bibliotecadigitaleitaliana.it/)
La Biblioteca (http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/) ha inoltre
iniziato la digitalizzazione di parte dei propri fondi storici, le cui
immagini sono consultabili dalle postazioni interne della Biblioteca.
Ne ricordiamo alcuni.
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Nazionale Centrale
Direttore: Osvaldo Avallone
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49891
Urp 06 4989249 – 06 4989470
Fax 06 4457635
[email protected]
www.bncrm.librari.beniculturali.it
Progetto Adva
È un prototipo di biblioteca digitale realizzato (in collaborazione con
l’ENEA) con programmi open source con cui verranno inserite nel catalogo Opac della Biblioteca oltre 400 opere digitalizzate per lo più
appartenenti ai fondi antichi.
Progetto Biblioteca Nonantolana Virtuale
Il database Biblioteca Nonantolana Virtuale (versione 1), comprende la
riproduzione digitale del corpus di manoscritti medievali dell’abbazia
di Nonantola conservati presso la Biblioteca. Si tratta di 45 codici digitalizzati integralmente, per un totale di 16.208 immagini, compresi fra
il VI e il XII secolo. È consultabile in Sala Manoscritti e Rari.
È il primo passo della progettata ricostruzione virtuale in rete della
superstite biblioteca manoscritta Nonantolana, che dovrebbe comprendere anche altri 30 manoscritti, oggi disseminati in varie biblioteche
italiane ed estere, appartenuti alla biblioteca dell’Abbazia di
Nonantola – una delle principali biblioteche medievali in Italia.
Progetto Fondo Dannunziano
Nell’ambito del progetto Archiviazione elettronica e digitalizzazione
delle Raccolte Dannunziane è stata realizzata l’archiviazione elettronica del materiale dannunziano posseduto dalla Biblioteca e collocato
nei diversi fondi manoscritti. Il database ideato, completo di sistema
automatizzato di ricerca dei dati inseriti, è stato denominato AR.I.EL
Archivio delle Raccolte Dannunziane in formato elettronico.
Comprende la descrizione informatizzata di oltre 6.525 unità dannun-
59
ziane (costituite prevalentemente da manoscritti, autografi, documenti,
fotografie, cimeli, opere a stampa).
Il database AR.I.EL è consultabile attraverso la home page del sito della
Biblioteca.
La digitalizzazione, pur non integrale, comprende complessivamente
36.100 immagini in collegamento con il database AR.I.EL.
Progetto Fondo Siciliani
Nell’ambito del Progetto di recupero, salvaguardia e valorizzazione di
fondi musicali, sono state digitalizzate 120.000 immagini relative a
550 edizioni di musica a stampa del XIX e del XX secolo, conservate
presso la Sala Musica della Biblioteca, provenienti dalla biblioteca
privata di Francesco Siciliani (1911-1996). Nell’ambito dello stesso
Progetto, sono in corso di trattamento 5.000 registrazioni sonore
analogiche che produrranno file audio in formato Wave (archivio digitale e conservazione) e Mp3 (per l’ascolto in Sala musica attraverso
postazioni dedicate) per circa 3.500 ore.
Progetto Manoscritti Miniati
Sulla base del progetto Digitalizzazione e catalogazione di fondi manoscritti è stato catalogato e digitalizzato un significativo nucleo di 32
manoscritti miniati appartenenti al fondo Vittorio Emanuele.
Risalenti a un arco di tempo compreso tra il IX e il XV secolo, con alcune testimonianze del XVIII secolo, i manoscritti, assai noti e ampiamente studiati (alcuni anche di grandissimo formato), sono una fonte
documentaria spesso unica. I testi infatti si rivelano di estrema importanza filologica, mentre gli apparati decorativi testimoniano pregevoli
esecuzioni di aree diverse, a volte su commissione o per dedica di illustri personaggi.
La digitalizzazione integrale dei 32 manoscritti comprende complessivamente 9.000 immagini.
Progetto Periodici Moderni
Il corpus di periodici moderni comprende prevalentemente settimanali
del Novecento pubblicati a Roma. Il formato digitale ha consentito di
sperimentare le opportunità offerte dalla nuova tecnologia: la ricerca
testuale libera e la realizzazione di una raccolta virtuale ottenuta dal
confronto con copie conservate presso alcune biblioteche di Roma
(Biblioteca Universitaria Alessandrina, Biblioteca di Storia Moderna e
Contemporanea, Biblioteca Romana dell’Archivio Storico Capitolino).
Evoluzione di Ermes
È prevista a breve l’evoluzione di ERMES, il nuovo sistema integrato di
gestione informatizzata dei servizi al pubblico. Infatti, oltre alle procedure già realizzate: accesso in biblioteca, ricerca nei cataloghi, prenotazione del posto in sala di consultazione, richieste di lettura, prestito,
riproduzione e distribuzione del materiale librario, saranno implementate in particolare le funzioni di prestito e riproduzione per la loro
erogazione da remoto.
L’automazione del deposito legale
Dal 2007 è stato creato un Archivio elettronico contenente circa 3.000
nomi di editori che in base alla legge 106 del 2004 hanno inviato le
loro pubblicazioni.
60
Sono state automatizzate e semplificate le procedure del deposito
legale: collegandosi al sito della Biblioteca l’editore può scaricare il
modulo da allegare all’invio della pubblicazione. Dopo che la pubblicazione ha fatto il suo ingresso in Biblioteca, tutte le procedure sono
gestite in automatico: l’operatore controlla nell’Archivio elettronico i
dati dell’editore, vidima il modulo inviato e lo spedisce al mittente via
e-mail. È possibile la verifica periodica dei soggetti obbligati al deposito delle opere, utilizzando le basi dati in commercio e in rete e incrociandole con quanto presente nella base dati della Biblioteca.
Le mancanze rilevate sono segnalate affinché l’editore provveda
all’invio del documento.
In conclusione ciò rende possibile un incremento costante ed esaustivo
del patrimonio librario per raggiungere una testimonianza completa
del panorama editoriale nazionale.
61
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
La Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca di Storia Moderna
e Contemporanea
Direttore: Stefania Murianni
Via M. Caetani, 32
00186 Roma
Tel. 06 6828171
Fax 06 68807662
[email protected]
www.bsmc.it
Le origini risalgono al 1880, quando la Camera dei deputati approvò
la proposta di Pasquale Villari di costituire una raccolta di libri,
opuscoli e documenti relativi al Risorgimento italiano. Nacque così la
Sezione Risorgimento della Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II di
Roma.
Nel 1906, avvicinandosi il cinquantenario dell’unità d’Italia, il ministro
dell’Istruzione Paolo Boselli presentò il progetto di un istituto autonomo,
concepito come biblioteca, museo e archivio del Risorgimento, proponendo il distacco della Sezione Risorgimento in una sede che ne valorizzasse il significato, il monumento a Vittorio Emanuele II, allora
ancora in costruzione. Venne istituito il Comitato nazionale per la
storia del Risorgimento, cui fu riconosciuta una cospicua dotazione per
incrementare la raccolta. Durante il primo conflitto mondiale il
Comitato allargò i propri compiti al reperimento di materiale bibliografico e documentario relativo alla guerra, considerata in quegli anni il
coronamento del Risorgimento nazionale. Tra il 1921 e il 1923
l’Istituto assunse finalmente il nome di Biblioteca Museo Archivio del
Risorgimento e fu provvisoriamente trasferito nelle sale del Palazzetto
Venezia.
Nel 1934, con la riorganizzazione degli istituti storici voluta da
Giovanni Gentile, il Comitato venne soppresso e le raccolte furono
smembrate tra due istituzioni distinte: la parte museale e, in seguito,
quella archivistica, vennero destinate all’attuale Istituto per la storia del
Risorgimento italiano, con sede nel Vittoriano, la parte bibliografica
venne attribuita alla biblioteca annessa all’Istituto storico italiano per
l’età moderna e contemporanea, che sarebbe diventata, nel 1937,
Biblioteca di storia moderna e contemporanea e successivamente
trasferita nella sede attuale di Palazzo Mattei di Giove.
Dal punto di vista istituzionale essa venne posta, dal 1945, alle dirette
dipendenze del Ministero della pubblica istruzione, poi, dal 1974,
insieme con le altre biblioteche pubbliche statali, alle dipendenze del
Ministero per i beni culturali e ambientali, divenuto nel 1998 Ministero
per i beni e le attività culturali.
COLLEZIONI
Orario:
lunedì - venerdì: 8.30-19.30
Emeroteca: 10.00-18.00
sabato 8.30-13.30
Emeroteca: 10.00-13.00
Servizi: consultazione; informazioni
bibliografiche; fotoriproduzioni; prestito locale
e interbibliotecario; consultazione banche dati
in linea e su cd-rom.
62
Fondi Manoscritti
Circa 11.000 documenti autografi, prevalentemente carteggi di protagonisti del Risorgimento quali Mazzini, Foscolo, Guerrazzi, Garibaldi,
e carte di personalità politiche dell’età liberale e del periodo fascista,
oltre che alcuni diari di guerra 1915-1918.
Materiali a stampa
Circa 450.000 tra volumi, periodici e opuscoli. Si segnalano le oltre
2000 edizioni del periodo 1789-1799, le 45.000 edizioni
dell’Ottocento, in prevalenza di argomento risorgimentale; tra le edizioni del Novecento, i volumi e opuscoli relativi al movimento operaio
e all’anarchismo, le raccolte riferentesi alle guerre mondiali e al fascismo, i fondi pervenuti, per acquisto o per donazione, da alcuni studiosi
(Mario Vinciguerra, Piero Melograni, Vittorio Gorresio, Nelson Gay,
Ludovica Volpe, Lauro Rossi, Corrado Lampe, Enzo Santarelli, Sosio
Pezzella, Birgit Kraatz), la pubblicistica contemporanea, giornali e
opuscoli prodotti dai movimenti giovanili e studenteschi. La raccolta di
periodici consta di circa 8000 testate: 2000 dei secoli XVIII e XIX,
3000 della prima guerra mondiale, italiani e stranieri, 1600 dei
periodi successivi, tra i quali un nucleo considerevole degli anni 19191945. Le raccolte originarie e i fondi speciali vengono integrati e
ampliati attraverso una costante attenzione al mercato antiquario. Per
quanto riguarda l’editoria corrente, la Biblioteca porta avanti una politica di incremento librario orientata a documentare la recente produzione storiografica e gli intrecci della ricerca storica con i metodi e le
acquisizioni delle altre scienze sociali. In queste aree una particolare
cura è dedicata ai periodici: 600 sono le riviste specializzate in abbonamento, italiane e straniere.
Bandi editti e manifesti
Circa 70.000 documenti a stampa dei secoli XVI-XIX prodotti dalle istituzioni italiane preunitarie.
Atti parlamentari
La raccolta comprende gli Atti della Camera dei Deputati e del Senato
del Regno di Sardegna e del Regno d’Italia dal 1848 al 1943; gli Atti
della Consulta e della Costituente della Repubblica italiana; la Gazzetta della Repubblica Sociale Italiana; gli Atti del Parlamento della
Repubblica italiana (1943-1987).
Materiale documentario della prima guerra mondiale
Circa 8000 pezzi tra locandine, calendari, necrologi e materiali di
propaganda.
Materiali iconografici
Consistono in circa 2000 tra stampe e incisioni di soggetto risorgimentale, a carattere satirico; 150 manifesti illustrati della prima guerra
mondiale; una raccolta di cartoline tra le quali l’album dedicato a
Garibaldi nel centenario della nascita e la serie Danza macabra di
Alberto Martini; 4000 fotografie tra cui 41 carte salate di Stefano
Lecchi del 1849, 60 albumine acquerellate dell’Ottocento, circa 1700
fotografie della prima guerra mondiale.
Spartiti musicali
La raccolta consta di 470 spartiti di musica patriottico-popolare.
63
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Immagini della grande guerra
Paola Gioia, responsabile del progetto
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca di Storia Moderna
e Contemporanea
Direttore: Stefania Murianni
Via M. Caetani, 32
00186 Roma
Tel. 06 6828171
Fax 06 68807662
[email protected]
www.bsmc.it
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La Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea ha realizzato, in
collaborazione con il Museo Centrale del Risorgimento, la Biblioteca
Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Universitaria Alessandrina,
una banca dati on line contenente 52.000 documenti italiani e stranieri
(fotografie, periodici e giornali di trincea) sulla guerra 1914-1918.
Il progetto “Immagini della grande guerra”, finanziato dalla Direzione
generale per i beni librari e gli istituti culturali nell’ambito della Biblioteca Digitale Italiana e presentato il 27 aprile 2008 presso il Museo
centrale del Risorgimento è disponibile all’indirizzo www.14-18.it.
È stato messo a disposizione di un pubblico sia specialistico che non,
uno straordinario patrimonio di immagini che finora è stato accessibile
solo a pochi studiosi.
Il progetto per la sua valenza culturale e storica ha suscitato grande
interesse a livello nazionale da parte di istituzioni pubbliche e private,
archivi storici e musei, rappresentando uno dei primi esempi di collaborazione nei settori bibliografici, archivistici e di musei.
Fin dall’inizio si è operato in stretta collaborazione e con il supporto
tecnico scientifico dell’ICCU quale istituto responsabile della diffusione
di normative e standard e gestore della rete nazionale SBN per l’individuazione di un set minimo di voci da compilare per la catalogazione
delle fotografie che rispetti gli standard di descrizione sia bibliografici
che archivistici. Inoltre è stata elaborata una lista controllata ed essenziale di termini di soggetto per la catalogazione semantica sia delle
fotografie che delle immagini contenute nei periodici. Infatti ciò che
contraddistingue questo progetto è la possibilità di individuare e recuperare, attraverso una ricerca per parole chiave, per soggetto o per
lista, le immagini fotografiche pubblicate dai giornali. Per ottenere ciò
nei metadati della digitalizzazione e precisamente nella nomenclatura
della pagina sono state inserite una o più stringhe di soggetto.
Inoltre l’acquisizione delle immagini è avvenuta secondo le direttive
elaborate dal Gruppo di lavoro sulla digitalizzazione del materiale
fotografico e secondo le linee guida per la creazione di contenuti digi-
tali di Minerva e la collezione è stata integrata con i file-guida XMLMAG nella versione 2.0.1 rilasciata dall’ICCU.
Dalla collaborazione fra i suddetti istituti e dalla riuscita del progetto si
va configurando un ulteriore sviluppo che aggreghi realtà di settori
affini che intendano collaborare con tutto il materiale afferente al tema
proposto dal progetto.
A tal fine l’ICCU intende pertanto farsi promotore di un progetto di
catalogazione e digitalizzazione di materiale relativo al tema della
Grande Guerra e coinvolgere, attraverso accordi e protocolli di partecipazione condivisi, istituzioni bibliotecarie, archivistiche e musei per
estendere il progetto a livello nazionale.
65
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Il Progetto Digima: le immagini della storia
Maria Pia Critelli, responsabile ufficio fondi iconografici
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca di Storia Moderna
e Contemporanea
Direttore: Stefania Murianni
Via M. Caetani, 32
00186 Roma
Tel. 06 6828171
Fax 06 68807662
[email protected]
www.bsmc.it
Responsabile Ufficio Fondi Iconografici:
Maria Pia Critelli
[email protected]
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Il termine “civiltà dell’immagine” è ormai entrato nell’uso comune per
definire la società attuale come se le immagini fossero una prerogativa
del nostro tempo.
Nel corso della storia umana, e dalla preistoria esse hanno accompagnato l’uomo assolvendo ad un’incredibile molteplicità di usi e hanno
spesso rappresentato un modo di esprimere e di dare forma a sentimenti, pensieri, credenze, atteggiamenti mentali, sensazioni, narrazioni d’eventi ma hanno anche significato un mezzo di controllo, di
registrazione della realtà a scopi fiscali, geografici e strategici.
Alle testimonianze visive ed al loro valore estetico-artistico è connesso
quello storico-documentario e spesso anche quello di diventare un’icona di un periodo storico o di supporto ad un’ideologia ed a un mito.
Opere d’arte e documenti visivi relativi agli avvenimenti storici hanno
da sempre accompagnato le vicende stesse, con modalità, tecniche e
supporti diversi.
Risulta evidente quindi l’utilità di poter consultare e correlare diverse
immagini relative a specifici episodi o personaggi. La possibilità di
accedere a documenti iconografici di epoche, tecniche ed autori
diversi, e quindi a chiavi di lettura diversificate, relative ad un determinato soggetto può infatti essere un valido ausilio allo studio dei modi
mentali ed iconografici in cui esso è stato sentito ed interpretato a
seconda dei diversi periodi storici ed ambiti politico-culturali ed estetici.
In quest’ottica la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea ha
intrapreso la realizzazione del progetto DIGIMA.
Con tale progetto la Biblioteca intende valorizzare e tutelare i propri
fondi iconografici, offrendo risposte più esaustive alla ricerca di fonti
rimaste spesso inconsultabili o sconosciute, costituite da incisioni, fotografie, affiches, disegni, cartoline illustrate, etc..
Considerando la complementarietà di tali collezioni storico-documentarie con quelle possedute dall’Istituto per la Storia del Risorgimento
Italiano, il progetto è stato realizzato in stretta collaborazione con
l’Istituto stesso. Si è così avviato un piano comune di acquisizione in
formato elettronico dei documenti iconografici ritenuti particolarmente
significativi dal XVI al XX secolo.
È stato approntata una scheda di base, comune a tutti i documenti
iconografici, il cui patrimonio informativo è costituito dai seguenti attributi: collocazione, nome file (relativo all’immagine), numero d’inventario, tipologia, tecnica, dimensioni, titolo proprio, titolo attribuito, titolo
della serie, lingua, stato di conservazione e dati descrittivi del supporto
con particolare riguardo alla presenza di timbri marchi, annotazioni
manoscritte o dediche, note ed osservazioni del compilatore.
Per le incisioni tale scheda è integrata da ulteriori campi, più specifici
e caratterizzanti: incisore, data d’incisione, inventore, disegnatore,
stampatore, editore, data d’edizione, luogo d’edizione, filigrana.
Una scheda specifica è stato realizzata anche per il materiale fotografico.
La struttura modulare del data base consentirà comunque la successiva
implementazione di schede specifiche per ulteriori tipologie di materiali.
In tal modo si è avviata anche un’operazione di ricostruzione filologica, riunendo, per via elettronica, documenti provenienti da un unico
corpus originario, quella Sezione Risorgimento delle Biblioteca Vittorio
Emanuele, scorporata nel 1934 a seguito del riordino degli Istituti
storici voluto da Giovanni Gentile che costituisce il nucleo delle collezioni dei due diversi Istituti.
La digitalizzazione dei documenti iconografici se da un lato ha fatto sì
che la Biblioteca collabori al progetto europeo IMAGINATION,
dall’altro ha aperto nuove prospettive di gestione, presentazione e
diffusione degli stessi anche in trasmissioni televisive. Si sono tra l’altro
realizzate presentazioni elettroniche, in tempi brevissimi e a costo
zero, anche in occasione di mostre, seminari e convegni, e della
pubblicazione di cataloghi e monografie che vedono coinvolta la
Biblioteca e l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Considerando la sempre maggiore importanza attribuita alle iniziative
culturali che sono rivolte alla creazione di un’identità condivisa del
67
luogo, ad una valorizzazione del patrimonio culturale e quindi del
turismo culturale si è collaborato ad iniziative che rendessero fruibili i
beni culturali integrandoli nel territorio d’appartenenza o di riferimento. Occasione d’interazione e di conoscenza culturale sono state
rappresentate dalle collaborazioni al Comitato Gianicolo ed alla
Comunità montana di Delianuova.
Grazie infatti all’utilizzo di immagini digitalizzate si è collaborato alla
realizzazione del sito relativo al Gianicolo allestito dal Comitato
Cipriani con una Sezione dedicata soprattutto ai luoghi dei combattimenti durante la difesa della Repubblica romana del 1849 raffigurati
nelle carte salate di Stefano Lecchi che, nel loro complesso costituiscono il primo reportage di guerra.
Ultimamente si è collaborato alla realizzazione di un prodotto multivisivo per la Comunità montana versante tirrenico meridionale di
Delianuova (RC) il cui scopo è contribuire alla conoscenza di Garibaldi
e degli avvenimenti legati all’episodio di Aspromonte.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Lazio
Un catalogo virtuale: la digitalizzazione
del materiale fotografico della Soprintendenza BASE
del Lazio
Alessandra Acconci
L’intenzione di realizzare un catalogo virtuale formato dalla digitalizzazione dell’ingente quantità di materiale fotografico custodito presso
l’Archivio fotografico della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici
ed Etnoantropologici del Lazio, sviluppa, nella volontà dell’ideatore e
direttore scientifico del progetto, Rossella Vodret, l’aspetto legato alla
migliore conoscenza e valorizzazione del patrimonio d’arte della
regione, parallelamente affrontato dalla stessa Soprintendenza attraverso l’elaborazione del progetto di Musealizzazione del territorio,
varato nel 2008 anch’esso.
Il progetto prevede l’acquisizione digitale di tutto il materiale iconografico raccolto a partire dagli anni Settanta del Novecento (stampe in
B/N e a colori, diapositive e ogni altra tipologia di immagine presente
nell’archivio). Le immagini digitalizzate, in formati compatibili con gli
attuali standard delle fototeche on-line e i parametri del prototipo
creato dall’ICCD, confluiranno all’interno di una banca dati adeguata
alla consultazione gratuita attraverso il sito web da parte di operatori
ed utenti ed alla vendita on-line delle immagini stesse secondo la
normativa vigente.
L’obiettivo della Soprintendenza è quello di rendere accessibili a
quanti operano nell’ambito del settore storico artistico il patrimonio
della Fototeca della Soprintendenza BASE del Lazio, presentando ogni
singola immagine con un corredo di dati identificativi basato sui principi della catalogazione informatizzata strutturata in base ai criteri
topografici che riflettono l’ordinamento dello stesso fondo archivistico
–formatosi a seguito delle campagne di catalogazione OA e degli
interventi di restauro, e quindi in continuo aggiornamento- e rispondono alla normativa catalografica ministeriale ICCD.
L’Archivio fotografico documenta un arco cronologico che dal Medioevo giunge al Novecento attraverso le immagini relative a chiese, palazzi, edifici conventuali e altri beni di interesse storico artistico. Pittura,
scultura, architettura e arti decorative costituiscono l’insieme dei materiali della fototeca, ordinata topograficamente (province, comuni, frazioni, edifici secondo l’ordine alfabetico). La banca dati in progettazione consentirà la consultazione attraverso canali di ricerca multipli e incrociati (autore, soggetto, cronologia, località, tipologia di beni, ecc.)
per favorire la rapidità di interrogazione dello strumento di lavoro.
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Soprintendenza per il Patrimonio
Storico Artistico
ed Etnoantropologico del Lazio
Soprintendente: Rossella Vodret
Coordinatore per la Comunicazione:
Antonella D’Ambrosio
Piazza S. Marco, 49
00186 Roma
Tel. 06 696741
Fax 06 69674210
[email protected]
[email protected]
Referente per il progetto: Alessandra Acconci
Tel. 06 69674240
[email protected]
69
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Archivio di Stato di Frosinone
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810656
Fax 06 5810700
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinamento per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8
00185 Roma
Tel. 06 44969928
Fax 06 4882356
[email protected]
Archivio di Stato di Frosinone
Direttore: Viviana Fontana
P.le De Matthaeis, 41
03100 Frosinone
Tel. 0775 872522/871737
Fax 0775 270603
[email protected]
archivi.beniculturali.it/ASFR
Le collezioni digitali dell’Archivio di Stato di Frosinone tra
comunicazione, innovazione e promozione
Viviana Fontana, Onorina Ruggeri
La conservazione dei documenti rientra tra i principali compiti istituzionale di
un Archivio di Stato e, fino a non molti anni fa, era affidata alla esclusiva cura
dell’archivista. Ma le innovazioni tecnologiche hanno permesso di rafforzare
questo concetto, ampliandolo in “conservazione-salvaguardia” e la tecnologia
digitale ormai va sostituendosi a tutte quelle passate, velocizzando sempre più
le procedure di ricerca e di studio e mutando epocalmente il rapporto tra
utenza e Pubblica Amministrazione. Viene ridotta fino ad annullarsi la distanza
tra i due poli, tanto che il servizio può essere erogato in tempo reale e secondo
le necessità del cittadino utente, di cui la Pubblica Amministrazione deve
essere riflesso. Il bene culturale, nel caso particolare i singoli documenti, come
pure interi fondi archivistici riprodotti digitalmente e riversati nel web, possono
essere consultati, o anche duplicati, da qualsiasi PC, acquistando, così, una
dimensione finora sconosciuta.
Il mondo esclusivo, rarefatto, delle “carte polverose” può liberarsi di una immagine stereotipata raggiungendo ogni angolo della terra, suscitando curiosità
ed interesse, anche in chi, avventurandosi in internet, si imbattesse in questo
mondo, non più elitario.
A tutto questo, però, sopravvive il fascino della lettura di un documento originale, che è poi il fascino della scoperta della storia attraverso lo studio delle
proprie origini
L’Archivio di Stato di Frosinone, negli ultimi anni, ha realizzato una serie di
progetti tra i quali la digitalizzazione di due grandi collezioni: una riguarda il
prezioso fondo delle pergamene e l’altra della cartografia antica.
I progetti, realizzati con ottimi risultati, sono operativi anche per le ricerche di sala
studio velocizzando e attualizzando la fruizione del patrimonio archivistico.
Collezione delle Pergamene, Pergamene notarili di Arce,
Pergamene del Santo Spirito di Ferentino
Il progetto è stato realizzato presso l’Archivio di Stato di Frosinone dalla ditta
Gap srl, mediante un’apparecchiatura molto sofisticata, il Jumbo Scan, predisposto per la scansione anche di grandi formati. Tutta la documentazione, dal
formato A4 fino al formato superiore A0, è stata acquisita con risoluzione a
300 dpi e il cantiere operativo è stato allestito presso i locali dell’archivio.
Ha riguardato la riproduzione digitale di tre fondi, per un totale di novecentocinquanta pergamene, per millenovecento immagini.
La Collezione delle Pergamene (secc XI-XVIII), comprende fogli o frammenti
provenienti, per la maggior parte da copertine di protocolli notarili, membra
disiecta di Codici liturgici, pergamenacei non più occorrenti, che venivano
recuperati e usati, per la loro resistenza, per avvolgere gli atti dei notai. Sono
così giunti, fino a noi, testimonianze di Codici completamente scomparsi.
Il fondo delle pergamene notarili di Arce è ugualmente prezioso, poiché
rappresenta quello che l’ Archivio di Stato di Frosinone conserva dell’attività
notarile nel Regno di Napoli, altrimenti dispersa, poiché nello Stato non era
prevista una conservazione centralizzata: si tratta di atti compresi tra il XV e
XVIII secolo.
Le pergamene del Santo Spirito di Ferentino (secc. XIV-XIX), per la maggior
parte atti di vendita o donazione, conservano al loro interno lo statuto della
Confraternita dei Lavoratori che si occupava dell’assistenza degli infermi e
pellegrini; si completano con i registri dell’exsito e dell’introito relativi all’amministrazione dell’ospedale, retto dalla Confraternita.
La riproduzione è stata prevista in steps realizzativi, al fine di evitare il più
possibile rischi connessi all’obsolescenza tecnologica, e per fornire formati
aperti che permettano il passaggio in rete delle immagini e dei metadati di
contesto.
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Il responsabile del progetto è la dott. ssa Viviana Fontana con la collaborazione dell’architetto Onorina Ruggeri. Il personale interno che ha collaborato
alla realizzazione del progetto: l’architetto Onorina Ruggeri, Maria De Sorbo,
archivista di Stato e Giovanni Pulcinelli, responsabile informatico.
Mappe del Catasto Gregoriano, del Regno d’Italia e degli Affari Demaniali
Il progetto è stato realizzato dall’ Archivio di Stato di Frosinone, mediante il
noleggio del Jumbo Scan con il quale il personale tecnico interno ha provveduto
all’acquisizione di 5300 mappe, anche di grande formato, favorendone la lettura
d’insieme. Le immagini sono state memorizzate su supporti ottici di grande capacità, ossia DVD della capienza unitaria di 4,7 Gigabytes, formato TIFF a risoluzione 200 dpi, colore 24 bit. La titolazione delle immagini è stata possibile nominando ogni mappa con il corrispondente titolo riportato sull’inventario, riportando,
per ogni comune la serie, la data, la denominazione, il numero della sezione territoriale e il numero dei quadranti che la compongono.
La cartografia acquisita si riferisce al territorio dei comuni dell’attuale provincia
di Frosinone.
Le mappe degli Atti Demaniali, preziosissime per la rappresentazione geometrica di un territorio del Regno di Napoli, che aveva un catasto solo descrittivo.
Fu Gioacchino Murat a ordinare che fossero “elevate” mappe del territorio….
A completamento del processo di digitalizzazione delle pergamene e delle
mappe sono stati “ingegnerizzati” i rispettivi inventari cartacei in modo da
poter effettuare la ricerca delle immagini partendo da tali inventari.
È stato previsto, perciò, un processo di riconoscimento OCR degli elenchi e,
successivamente, un “link” delle informazioni identificative delle pergamene e
delle mappe alle relative immagini. Quest’ultime sono state preventivamente
compresse in JPG (onde diminuire il peso specifico), ma con un fattore di compressione medio per non inficiare la qualità complessiva rispetto al TIFF originale.
Dopo, sono stati riversati in PDF per permettere la visualizzazione attraverso
ACROBAT. Immagini e banca dati sono stati archiviati su un Hard Disk esterno da
collegare su qualunque pc, dedicato alla consultazione di tale archivio.
Il coordinatore del progetto è il Direttore dell’Archivio di Stato, Dott.ssa Viviana
Fontana, il responsabile è l’Architetto Onorina Ruggeri, il gruppo tecnico
operativo è costituito da: Onorina Ruggeri, Maria De Sorbo, Giovanni
Pulcinelli, Maria Rita Sibilia, Silvia Lombardi.
Il valore aggiunto dei progetti realizzati è quello di garantire la fruizione dei documenti tramite la visualizzazione delle immagini così da ridurre la consultazione
degli originali, favorendo la conservazione, facilitando la riproduzione su supporti
cartacei, magnetici e ottici, e ottimizzando la promozione attraverso il vasto
campo delle comunicazioni, in sintonia con gli obiettivi del MiBAC.
71
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA LIGURIA
Archivio di Stato di Genova
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Liguria
“Colombo/Colón. Un uomo tra vecchio
e nuovo mondo”
Direttore Regionale: Pasquale Bruno Malara
Roberto Santamaria
Coordinatore per la Comunicazione in Liguria:
Laura Giorgi
Coordinatore per le iniziative per l’innovazione
in Liguria: Elena Calandra
Via Balbi, 10
16126 Genova
Tel. 010 248801
Fax 010 2465532
[email protected]
www.liguria.beniculturali.it
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8
00185 Roma
Tel. 06 4469928
Fax 06 4882356
[email protected]
Archivio di Stato di Genova
Direttore: Paola Caroli
Piazza S. Maria in Via Lata, 7
16128 Genova
Tel. 0105957581
Fax 0105538220
[email protected]
archivi.beniculturali.it/ASGE/asge.htm
72
Nel 2006, in occasione del quinto centenario della morte di Cristoforo
Colombo, l’Archivio di Stato di Genova ha allestito la Galleria
“Colombo/Colón. Un uomo tra vecchio e nuovo mondo”, un percorso
multimediale interattivo permanente, basato sulla documentazione relativa a Cristoforo Colombo e sulla ricostruzione della Genova di fine
Quattrocento.
Il visitatore, guidato da suoni e immagini, può rivivere le emozioni
della grande Scoperta attraverso le parole dei protagonisti stessi e
decifrare gli antichi documenti. Con un semplice scorrere del dito sulla
grafia antica, infatti, questa si trasforma nei corrispondenti caratteri
contemporanei, in italiano, consentendo anche ai non esperti di
leggere e comprendere i documenti, calati nel loro contesto storico
attraverso brevi commenti e immagini.
Una delle postazioni interattive è dedicata alla Genova di fine
Quattrocento: disegni elaborati appositamente, grazie alla profonda
conoscenza di Ennio Poleggi e l’impareggiabile esperienza di una
vita, restituiscono l’immagine complessiva e dettagliata della città con
particolare attenzione ai luoghi colombiani. Attraverso altre immagini
e commenti audiovisivi è possibile cogliere le successive profonde
trasformazioni di tali luoghi e inserirli nell’attuale tessuto urbano.
L’apparato nel suo insieme consente un uso didattico della documentazione e costituisce di per sé un esempio di applicazione delle nuove
tecnologie informatiche alle fonti archivistiche. Sarà infatti utilizzato
anche come esempio per illustrare più in generale metodologie didattiche innovative.
E’ un’occasione, inoltre, per ricordare che Genova e Savona sono le
uniche città d’Europa che conservano documenti su Cristoforo
Colombo prima del suo arrivo nella penisola iberica. Tutte le tesi che
negano le sue origini genovesi sono basate su ipotesi, congetture, interpretazioni più o meno fantasiose di testi. Nessuna ha trovato il
sostegno di una traccia scritta.
L’allestimento vuole quindi portare anche l’attenzione sulla centralità
delle fonti documentarie per la ricerca e sul valore della conservazione
della memoria storica. Nel 1670, quando i discendenti di Nicolò
Oderico, ambasciatore genovese in Spagna, donarono alla
Repubblica di Genova i libri dei privilegi e le lettere di Colombo che
fino ad allora avevano conservato nella propria casa, il Senato
espresse il suo compiacimento non solo perchè considerava quei documenti una “degna memoria d’un nazionale così glorioso”, ma perché
giudicò quel gesto “un attestato dell’affetto e zelo” della famiglia
Oderico verso il “serviggio pubblico”.
E’ per proseguire questo pubblico servizio che fin dal 1972 l’Archivio
di Stato di Genova, per impulso di Paolo Emilio Taviani, ha voluto dedicare una mostra permanente alla documentazione colombiana.
Quest’esposizione si è ora trasformata in uno spazio multimediale, che
entra a far parte dell’offerta e dei percorsi culturali di Genova.
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE
Webgis e Beni Culturali
Emanuela Zanda
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Piemonte
Direttore Regionale: Liliana Pittarello
Il 20 maggio 2008 si è svolto a Torino, presso la Biblioteca Nazionale
Universitaria, un incontro di studi dal titolo “Webgis e Beni Culturali”
organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Piemonte allo scopo di mettere a confronto esperienze diverse, effettuate in Piemonte e Liguria, relative allo sviluppo
dei sistemi Gis applicati ai beni culturali e di una loro evoluzione con
la pubblicazione sul web.
I sistemi GIS sui beni culturali non sono soltanto un modo di riordinare
e gestire i dati geografici e alfanumerici ma costituiscono ormai un
potente supporto alla gestione stessa dei beni. La possibilità di georeferenziare e sovrapporre dati cartografci diversi, dalle carte storiche,
alle planimetrie dei beni monumentali, agli strumenti di tutela suggerisce continui e più maturi stimoli di studio impensabili con la metodologia di ricerca tradizionale, l’associazione inoltre con i data base
permette la ricerca delle informazioni sulla base dei dati geografici,
con una possibilità di rappresentare i diversi tematismi che rende
immediatamente obsolete, in quanto a precisione ed efficacia grafica,
le carte tematiche viste fino a pochi anni fa.
I sistemi Gis sui beni culturali possono trovare tuttavia ancora un limite
nel richiedere l’uso di software proprietari onerosi e complessi, impossibili da condividere sulle reti e quindi accessibili soltanto ad un
numero di molto limitato di utenti altamente specializzati: di qui i tentativi sempre più organizzati e numerosi di una pubblicazione sul web –
anche con l’uso di strumenti open source - allo scopo di rendere accessibili al pubblico i risultati del riordino dei dati e della loro georeferenziazione.
L’incontro è stato introdotto da Liliana Pittarello, Direttore Regionale per
i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che ha ricordato le esperienze svolte proficuamente in Liguria, grazie ad una ottima collaborazione tra Ministero e Enti Locali.
Mariella Olivier, Direttore Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia della Regione Piemonte, ha sottolineato l’importanza
Coordinatore per la Comunicazione:
Emanuela Zanda
Piazza S. Giovanni, 2
10122 Torino
Tel. 011 5220440
Fax 011 5220432
73
della collaborazione per i futuri impegni che coinvolgono insieme Regione e Ministero, il Piano Paesaggistico regionale e la candidatura
Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli Tipici del Piemonte.
La scrivente ha illustrato, con i collaboratori Clara Distefano e Alessandro Borlo (GESP, Milano) il Sistema Informativo Territoriale per la
gestione dei beni culturali del Piemonte iscritti all’Unesco, nato dall’esigenza di gestire e monitorare sistemi complessi di beni culturali e
paesaggistici quali le Residenze Sabaude o gli altri sistemi di beni
“seriali” iscritti o candidati al Patrimonio Mondiale.
Mirella Macera (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte) con Salvatore Esposito e Fulvio Rinaudo (Politecnico di Torino) hanno illustrato il Sistema Informativo per la gestione dei
dati da cantiere, nato dalla progettazione preliminare per gli interventi
di restauro della Cappella della SS. Sindone a Torino.
Marco Carassi, direttore dell’Archivio di Stato di Torino, ha esposto lo
stato dei lavori relativo all’informatizzazione delle cartografie storiche
e della loro pubblicazione sul web. L’eccezionale risultato conseguito
dall’Archivio di Torino, costantemente in via di implementazione, è
consultabile sul sito http://www.archiviodistatotorino.it/home.htm.
Costanza Roggero, Mauro Volpiano ed Enrico Lusso (Politecnico di
Torino, Dipartimento Casa-Città) hanno presentato i risultati di un
lavoro assai innovativo, dal titolo “Atlante dei Paesaggi Storici Piemontesi”, in cui i beni culturali sono affrontati dal punto di vista della
processualità storica, in una logica di interpretazione strutturale del
paesaggio messa a punto come contributo per il nuovo Piano Paesaggistico Regionale.
Giovanni Gaggero (Regione Liguria) con Elena Calandra (Direzione
Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria) hanno illustrato
l’esperienza che ha portato alla costruzione del sito www.liguriavincoli.it . Meglio delle parole è stata la chiarezza del sito web a raccontare l’ottimale rapporto di collaborazione, con il risultato di un servizio
al pubblico tuttora in costante, ulteriore arricchimento.
Chiara Maria Lebole e Giorgio di Gangi (Università degli Studi di
Torino- CeST Marcovaldo) con Danilo Demarchi (Politecnico di Torino)
hanno presentato lo stato dell’arte sul progetto transfrontaliero PICA
74
http://www.progettopica.org/jsp/static/Project.jsp, un GIS italo-francese per una lettura integrata del territorio, partendo dall’esigenza
basilare, per l’archeologia medievale, di comprendere e riunire i dati
sulle dinamiche insediative, economiche e sociali.
Carlo Bertelli e Cristina Giusso (Università del Piemonte Orientale)
hanno esposto i risultati della nuova ricognizione del centro storico di
Genova, a dieci anni dall’inizio delle attività di rilevazione nell’ambito
della ricerca Restauro-NET: una ricerca quanto mai esaustiva e completa, corredata di tutta la documentazione necessaria al cantiere.
Luigi Garretti, Responsabile dei settori Sistema Informativo Territoriale
e cartografico della Regione Piemonte, ha illustrato il sito
http://www.regione.piemonte.it/geopiemonte, risultato della lunga
esperienza cartografica della Regione Piemonte e rivolto alla promozione della cultura geografica, destinato a diventare il portale geografico della Regione Piemonte.
Con l’intevento di Maria Luisa Desiderio dell’Istituto Centrale del Catalogo e le prospettive di una nuova fase di implementazione del sistema
SIGEC, per cui il Piemonte sarà una delle tre regioni pilota, si è chiusa
la giornata di studi, con l’augurio che questo sia stato soltanto il primo
momento di confronto tra studiosi e professionisti della gestione integrata dei beni culturali con metodi webgis.
75
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE
Archivio di Stato di Asti
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Piemonte
Cultura, territorio, cittadinanza
Renzo Remotti
Direttore Regionale: Liliana Pittarello
Coordinatore per la Comunicazione:
Emanuela Zanda
Piazza S. Giovanni, 2
10122 Torino
Tel. 011 5220440
Fax 011 5220432
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
[email protected]
Archivio di Stato di Asti
Direttore: Renzo Remotti
Via Generale Govone, 9
1400 Asti
Tel. 0141 531229
Fax 0141 599298
www.archivi.beniculturali.it/ASAT
Il progetto che qui si presenta è un modello d’azione strategica di
management pubblico volta a rendere fruibile un bene culturale al
maggior numero possibile di persone ed offrire un’efficiente strumento
concettuale di sviluppo economico e turistico del territorio. Il modello è
stato denominato CTC, ovvero Cultura, Territorio, Cittadinanza, è piuttosto semplice e, volendo, permette un’analisi sia quantitativa sia qualitativa.
È necessario fare una breve premessa, prima di descrivere in dettaglio
il modello. L’Archivio di Stato di Asti ha avuto una storia tutta particolare, di cui si deve fare un breve cenno per comprendere le radici del
progetto che qui si propone. Nel 1995 dal Ministero per i beni e le
attività culturali ha deciso di ristrutturare un complesso intitolato a
Sant’Anna, fin dal medioevo convento circestense, restaurato da
Benedetto Alfieri nella prima metà del secolo XVIII, caserma militare
fino al ‘900 e infine lasciato in abbandono per diversi decenni. Dopo
l’intervento statale fin dal 2000 la sede dell’Archivio di Stato di Asti
venne trasferita nel complesso di Sant’Anna.
I locali di alto livello storico-artistico offrivano un’occasione importante
per organizzare eventi culturali, ma sfortunatamente a causa dell’immagine tra i cittadini che dipinge gli Archivi ancora come un luogo per
addetti ai lavori e poco accessibile, gli spazi del complesso monumentale non erano adeguatamente sfruttati, si organizzavano pochi eventi
culturali, scarsa l’affluenza di pubblico.
Il Direttore e tutto il personale (nove dipendenti) decisero nel 2007 di
pianificare una strategia, denominata appunto C.T.C. (Cultura, territorio, cittadinanza), con l’obiettivo di “riconsegnare” ai cittadini gli spazi demaniali della sede e farne un luogo di cultura de facto pubblico.
Lo schema a lato chiarisce la logica sottesa al modello. L’Archivio
produce il bene Cultura, che si diffonde nel Territorio, richiamando il
maggior numero di visitatori, i quali, in quanto fruitori di un bene collettivo, vanno a creare una Cittadinanza non tanto in termini strettamente
giuridici, ma soprattutto sociologici. Il progetto si rivolge a tutti, cittadini e stranieri. La Cittadinanza a sua volta forma ulteriore domanda
culturale che dovrà essere trasformata in corrispondente offerta. Il
76
nucleo del modello è proprio la cittadinanza, che non è un fatto preesistente, ma indotta da questa stessa azione strategica. Il territorio è
solo il luogo, attraverso cui s’individua il bacino d’utenza, ma solo
attraverso l’innovazione comunicativa (change) si forma l’identità d’appartenenza, appunto la cittadinanza lato sensu.
La descrizione di pianificazione della strategia CTC ha seguito le linee
guida dettate dalle norme UNI EN ISO 9000/2000 e successive, vale
a dire si è suddiviso il lavoro in quattro fasi; PLAN, DO, CHECK, ACT.
1. Fase Plan
Si sono stabiliti alcuni obiettivi di breve periodo da realizzarsi entro il
31 dicembre 2008 e precisamente:
Aggiornare l’indirizzario, comprendendo le scuole e gli organi di
stampa, includendo l’e-mail;
Unificare il libro “raccolta firme” per le mostre, le scuole e i visitatori
occasionali;
Diffusione pubblicitaria delle potenzialità turistiche delle sede
dell’Archivio di Stato sul territorio artigiano presso gli enti preposti
(specie tra Ente turismo e Comune);
Creare una Mailing list da inviare agli interessati in occasione degli
eventi;
Potenziare il sito della sede;
Organizzare eventi con vari enti pubblici e privati, con particolare
riguardo a quanti hanno un radicamento sul territorio locale;
Aumentare di 30 ore l’apertura della sede, permettendo la realizzazione anche di eventi serali.
2. Fase Do
Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Sono già state organizzate due
serate musicali, con una buona affluenza di pubblico (150 visitatori in
totale)
Gli obiettivi 1 – 4 stanno funzionando bene. Si è fatto leva su due
risorse che nel pubblico impiego sono poco utilizzate: la motivazione
e la serenità organizzativa. Si è compreso che la sede di lavoro uno
spazio che appartiene a tutti i cittadini e che se le energie e le intelligenze di ciascuno confluiscono in un’azione comune ed organizzata il
proprio lavoro avrà anche un’utilità collettiva, sarà cioè davvero utile
in senso sociale ed economico.
Grazie all’obiettivo 5 il sito di sede (www.archivi.beniculturali.it/ASAT)
è stato potenziato, tentando di realizzare una sorta di Marketing,
nonostante le scarse risorse economiche, di cui si dispone. Dal sito,
oltre potersi scaricare i maggiori modelli ad uso dei visitatori, si annunciano gli eventi culturali in programmazione, ci si può iscrivere alla
Mail list, appaiono i risultati dell’indagine Costumer satisfaction, che
periodicamente viene realizzata tra gli studiosi di sala studio. È è stata
inserita inoltre la tabella dell’intensità di Marketing, tratta da un famoso testo di management pubblico. (cfr. CDROM) In altre parole si
sta tentando di offrire, pur con mezzi limitati disponibili, un’immagine
di Archivio più vicino al territorio e ai cittadini.
L’obiettivo 6 ha permesso accordi con il Polo Universitario di Asti, il
Comune, una ditta privata di costumi medioevali (Principessa Valentina), una fabbrica (Wayassauto), la Comunità evangelica, due pittori
locali, tre gruppi di musica classica.
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3. Fase Check
I dati del I semestre sono più che evidenti. 1100 visitatori (firme visionabili da chiunque), sei eventi culturali, diversi servizi televisivi e articoli sulla stampa locale, una decina di comitive. Al di là dei numeri,
tuttavia, si resta soddisfatti soprattutto per la nuova percezione che in
Asti si ha dell’Archivio di Stato, che per la prima volta inizia ad essere
sentito come un luogo di tutti. Molti artisti vorrebbero ora organizzare
altre serate di musica e la gente si è accorta del lavoro dell’Archivio.
Sono in programmazione altri quattro eventi per il periodo settembre –
dicembre 2008.
4. Fase Act
Se il gradimento del pubblico continuerà con questo trend (domanda
di cultura) e se verrà mantenuta l’autonomia gestionale attuale,
l’Archivio continuerà a percorrere questa via (offerta di cultura).
Bisogna sottolineare che tutte le locandine e il materiale pubblicitario
è stato messo in essere a costo praticamente zero, grazie al laboratorio di legatoria dell’Archivio di Stato di Asti e alla realizzazione
grafica curata direttamente dal Direttore, benché non professionista di
questo settore.
In questo microcosmo organizzativo il Direttore e il personale interno
credono di aver dimostrato che il pubblico può funzionare, basta
lasciarlo operare.
Il modello CTC, inoltre, una volta perfezionato, potrà essere utile a tutti
gli Istituti culturali e forse diventare una norma UNI di gestione dei beni
culturali.
78
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE
Archivio di Stato di Torino
Diversificare l’offerta culturale per servire diversi tipi
di pubblico: recenti traguardi dell‘Archivio di Stato
di Torino
Marco Carassi
Accanto al suo ruolo primario e istituzionale di garantire la consultazione del patrimonio archivistico attraverso un buon funzionamento
delle due sale di studio, l’ Archivio di Stato di Torino ha sempre cercato
di cogliere ogni opportunità di raggiungere fruitori eterogenei e diversi
dagli studiosi abituali.
Per la prima funzione, nell’intento di mettere a disposizione di
un’utenza quanto più possibile vasta i documenti conservati, l’Archivio
è stato fra i pionieri nella creazione di una banca dati descrittiva del
proprio patrimonio e di un sistema di gestione automatizzata della sala
di studio attivato fin dal gennaio 1996. In particolare, un imponente,
capillare lavoro di digitalizzazione dei fondi cartografici ha reso
disponibile in rete circa 15.000 fra piante, disegni, catasti degli oltre
50.000 conservati, ed è tuttora in corso l’acquisizione delle immagini.
L’applicazione a scopi divulgativi dei disegni acquisiti ha avuto recentemente esiti vistosi nella realizzazione della mostra Il teatro delle terre.
Cartografla sabauda tra Alpi e pianura (a cura di I. Massabò Ricci, G.
Gentile, A.Raviola, Torino 2006): all’allestimento delle carte negli
stessi ambienti, l’Archivio di Corte, in cui diverse di esse furono disegnate o rielaborate a partire dal secolo XVIII, è stato accostato un
apparato multimediale che, sfruttando le riprese digitali effettuate, ha
favorito la lettura delle carte di grandi dimensioni.
Nel corso del 2008, due eventi di richiamo hanno sollecitato l’Archivio
di Stato a organizzare, nella sede settecentesca dell’Archivio, due
esposizioni, fruendo di canali di comunicazione e della collaborazione
con altri soggetti per allargare il cerchio del pubblico a cui le mostre
si sono rivolte.
In occasione del 60° della Costituzione italiana, la mostra storica Un
lungo cammino per diventare liberi, a cura di M. Carassi, ha esaltato
le tappe del lungo e avventuroso cammino che ha portato a fissare i
principi fondamentali di una società democratica. Attraverso un numero
limitato di documenti particolarmente emozionanti ed evocativi di avvenimenti e fenomeni storici, anche lontani nel tempo, si è stabilito un
legame, per consonanza o per contrasto, con i principi costituzionali
espressi nei primi dodici articoli. Contemporaneamente, nelle stesse
sale settecentesche dell’ Archivio di Stato, un video e una mostra fotografica curati dal CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) hanno illustrato ambienti e fenomeni sociali dell’ltalia post bellica. Aperta dal 14 febbraio al 30 marzo 2008, la mostra è stata visitata da 2804 persone, fra cui molte scolaresche di ogni ordine e grado.
Fra gli eventi collaterali al XXIII Congresso mondiale degli Architetti UIA
Torino 2008 il percorso espositivo dal titolo “La città disegnata dagli
architetti” ha compreso anche la mostra allestita nell’Archivio di Stato a
cura di M. Carassi, Committente e architetto: direttive e libertà progettuale. 17301731. Filippo Juvarra progetta il palazzo dei Regi Archivi
in Torino (3 giugno- 18 luglio 2008). Essa ha voluto comunicare non
solo agli architetti stranieri in visita a Torino, ma anche al pubblico di
non specialisti della materia, un caso di eccellenza nella progettazione
e costruzione di un grande edificio pubblico settecentesco.
Sono stati esposti i due diversi progetti juvarriani (1730-1731), la
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Piemonte
Direttore Regionale: Liliana Pittarello
Coordinatore per la Comunicazione:
Emanuela Zanda
Piazza S. Giovanni, 2
10122 Torino
Tel. 011 5220440
Fax 011 5220432
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
[email protected]
Archivio di Stato di Torino
Direttore: Marco Carassi
Piazza Castello, 209
Tel. 011 540382- 5624431
Fax 011 546176
Sede staccata:
Via Piave, 21
Tel. 011 4604111
Fax 011 4604109
[email protected]
www.archiviodistatotorino.it
79
documentazione relativa agli appalti (i capitolati tecnici, le adesioni
degli appaltatori, le contabilità), due grandi modelli tridimensionali, la
documentazione fotografica dei recenti restauri e i documenti sul
contesto storico-politico (le grandi riforme dello Stato, gli ambiziosi
obiettivi di politica interna ed estera, le istruzioni degli archivisti) che
spiegano le finalità che l’edificio doveva soddisfare, anche per la sua
adiacenza con il palazzo delle Regie Segreterie di Stato e, attraverso
questo, con lo stesso Palazzo Reale. La mostra ha inteso pure sollecitare una riflessione sui problemi di metodo che un architetto deve
affrontare per conciliare i desideri della committenza, i vincoli oggettivi (preesistenze, tecnologie disponibili, qualità delle maestranze, limiti
di bilancio) e la propria creatività professionale. Particolarmente entusiasmante per il pubblico di oltre 1200 visitatori è stato il confronto tra
i progetti cartacei, i modellini realizzati per l’occasione e la visita al
sottotetto dell’edificio con cui si concludeva il giro alla mostra.
Oltre a un opuscolo guida in italiano, è stato realizzato per gli stranieri
convenuti a Torino per il Congresso Mondiale degli Architetti, un fascicolo in inglese, francese e spagnolo.
80
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL PIEMONTE
Archivio di Stato di Torino
Welcome to the architects who have come from all
over the world!
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Piemonte
Direttore Regionale: Liliana Pittarello
The Turin archivists have organized for you the exhibition:
The commissionary and the architect: constraints and freedom in
planning a building. 1730-1731: Filippo Juvarra draws the plan of
the Turin State Archives.
Why such an exhibition?
We would like to offer to the architects attending the World Congress
an evocation of the adventure Juvarra lived through in 1730-1731,
precisely in this place, planning and building the Royal Archives.
We believe young contemporary architects could sympathise with
their ancient colleague who lived here three centuries ago.
Actually, Juvarra had to face three challenges at the same time: on
one side, he had to comply with the authority’s requirements (the king
himself), he had to accept various limitations (to stay within the city
plan, to exploit available techniques, to stay within financial bounds)
and finally, the dialectical relationship towards the building enterprises.
Did that narrow path imposed upon Juvarra leave him any freedom?
Doubtlessly a great deal. His smart mind showed his gift precisely in
the field of a balance between his creative talent and the solid simplicity he was asked for.
Coordinatore per la Comunicazione:
Emanuela Zanda
Piazza S. Giovanni, 2
10122 Torino
Tel. 011 5220440
Fax 011 5220432
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
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Archivio di Stato di Torino
Direttore: Marco Carassi
Piazza Castello, 209
Tel. 011 540382- 5624431
Fax 011 546176
Sede staccata:
Via Piave, 21
Tel. 011 4604111
Fax 011 4604109
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Hall 1 (Archives Museum)
What does the king expect, in order to govern better, as he orders a
palace for the Royal Archives?
After 1684, when Victor Amadeus II came to power, he followed a
reckless reform policy aimed at deeply modernizing a small duchy,
for as such was the Savoyard State.
Some of the major changes introduced into internal politics are: the
meritocracy applied to the civil servants, the possibility of attending
university studies also for the poor, the fight against the ancient privileges of the feudal aristocracy and the Church, bureaucratic reorganisation, and fiscal reform to achieve a more equal distribution of
taxes.
Foreign affairs are not less involved in the great effort of innovation.
The results are evident especially in 1713 (Utrecht treaty which
granted an enlargement of the State boundaries and the royal title)
and 1720 (the entrance into the Quadruple Alliance with Spain,
France and England and the acquisition of the kingdom of Sardinia).
All those political activities produced documents which needed to be
stored in order and quickly retrieved.
Hall 2
How can the architect support the collaboration between archivists,
diplomats and State secretaries?
The tradition of a close cooperation between archivist and high politics has a very long history.
81
Many inventories were made by archivists since XV century, when the
duke’s residence was among the Alps in the castle of Chambery.
These inventories showed the attention the ruler had always paid to
acts with legal value, or with economical or political consequences.
So, the archivist is a person who enjoys the ruler’s trust, protects State
secrets, makes copies with legal value, stores copies of swearings of
loyalty from communities. The archivist keeps plans made by topographs, writes and stores the proceedings of committees, which have
their meetings inside the Royal Archives for example the Commission
for the State boundaries, and collects all the documents which are not
immediately necessary for administration and allows them to be seen
when required.
The more archives are located far from administration and political
departments, the less it is possible to get full advantage of the documents as political instruments.
Hall 3
What are the limitations to Juvarra’s freedom in planning the building?
Victor Amadeus II met Juvarra in Sicily and asked the Sicilian architect to follow him to Turin where soon after he was named first royal
architect (1714).
The architect had to know the rules for public building yards and the
instructions addressed to archivists who indirectly explain the characteristics the archives building has to comply with.
Archivists had to reorganize documents, which were in different
stores in Turin, in such a way that they could be rationally placed in
the new halls, as soon as the archives building was finished.
The constraints for the architect had to involve also the real situation
on the ground and what had been built there before.
The space devoted to the Royal Archives is a segment of a longer
strip of land marked off by Amedeo di Castellamonte almost 60
years before. The building of the Military Academy and the stables
date back to that period.
Hall 4
Why two plans? And why was it necessary to modify many times the
plan while the work was in progress?
Juvarra’s plan dated 1730 proves that the real commissionary of the
work is Victor Amadeus, even if he abdicated late in that year.
Nonetheless, the executive plan is the one dated 8th march 1731,
approved by Charles Emanuel III. The second plan is a faithful development of the first.
It is amazing that during the work Juvarra modified the plan so many
times.
It is often just a matter of aesthetical improvement (last floor balconies,
reduction to two of the walls coming out over the roof) or sparing decisions (no decorations over the big cornice). But there are also structural
modifications: windows on the façade to let light come inside the
mezzanines, a different way to build the roof, stronger, simpler and
costless, compared to the one originally designed by Juvarra.
82
From the first carpenter Domenico Cantone, a local artisan, probably
came the suggestions to the Sicilian architect about the roof . This
was modified from a classical style into one much more similar to
those common in Piedmont.
We pay a tribute to the well-known architect who was so humble as
to accept the good practices of his working professionals.
Hall 5
How did the building proceed to the end? The Royal Archives building was adequate to the user’s needs?
Juvarra continued with his modifications on the plan almost until the
end of the building yard.
During January 1732, the roof being completed more than two
months before, the architect designed the iron handrail for the staircase.
The fact is quite amazing because the existing stairs appear to have
been built at the beginning around a pillar along the full hight of the
stairs.
Considering that the iron works of the stairs are not mentioned
among the expenses made in 1732, it is possible to imagine that
Juvarra himself decided to make the structure of the building simpler
and harder, even if the building yard was almost finished.
Moreover, a detail in the accounting procedure makes clear that the
State was much more interested in quality and rapidity of the work
rather than in the economical strength of the enterprises involved. The
State paid every month the money according to the building yard
progress. With the exception of the first days, the workers were then
paid from public funds.
After the documents were moved to the new halls in 1734, the Royal
Archives building started to perform the service it was expected to
do.
Finally, the eminence of this architectural realisation is clear in the
works the archivists can do, so wide and rational, consequence of
the long-term habits of collaboration between high State personnel
and political and administrative memory keepers.
Hall 6
Could Juvarra even foresee what would have happened in the Royal
Archives building in the future?
The success of Juvarra’s work could neither maid possible to foresee
an intrusion of thieves nor to prevent it. In fact, during the political
troubles after the French occupation in December 1798, a group of
thieves stole carpets and curtains from the Archives.
On the other hand, the provisional government itself, having to pay
taxes to the occupants, ordered the melting of gold and silver seals
taken from the parchments stored in the archives.
Moreover, in the Napoleonic era the documents were moved to transform the building into the high-school of the department and the
most ancient and precious of them would have been sent directly to
Paris, judged worth being part of the Empire’s central archives.
The big fire of the Royal Theatre in 1936 (which stopped just before
83
the archives as if it had to respect the juridical boundary) and the
bombs during World War II (which fell on and damaged the Military
Academy beside the archives) did not touch Juvarra’s building.
Finally, the restoration of the archives, after a period of slow decline
at the end of the last century, came at a result of philological repair,
a realization of new storage spaces and a modernisation of archival
equipments.
We believe that Juvarra could certainly appreciate our efforts in
respectfully adapting his building to the new exigences of a modern
cultural institution.
84
DIREZIONE REGIONALE BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA SARDEGNA
Archivio di Stato di Cagliari
Un archivio digitale per navigare alla scoperta del
territorio: il progetto CARSTOS dell’Archivio di Stato
di Cagliari
Carla Ferrante
Partendo dall’archivio digitale delle fonti storiche cartografiche conservate nell’Archivio di Stato di Cagliari e relative ai territori della zona
centro-meridionale della Sardegna, realizzato negli anni 1998-2001
nell’ambito del Progetto nazionale Imago II, un nuovo Progetto, denominato CARSTOS (Cartografia storica della Sardegna), nato nel 2005
dalla collaborazione tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha consentito di completare la digitalizzazione della cartografia
storica sarda attraverso l’acquisizione delle mappe conservate nell’Archivio di Stato di Sassari e relative alla zona settentrionale dell’isola.
Direzione Regionale Beni Culturali
e Paesaggistici della Sardegna
Direttore Regionale: Elio Garzillo
Coordinatore: Sandra Violante
Via Dei Salinieri 20/22
09126 Cagliari
Tel. 070 34281-202
Fax 070 3428209
[email protected]
[email protected]
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8
00185 Roma
Tel. 06 4469928
Fax 06 4882356
[email protected]
Archivio di Stato di Cagliari
Direttore: Marinella Ferrai Cocco Ortu
Coordinatore per la Comunicazione:
Giuseppina Catani
Via Gallura, 2
09125 Cagliari
Tel. 070 665772 - 669450
Fax 070 653401
[email protected]
www.archiviostatocagliari.it
Il materiale cartografico (81 unità archivistiche, corrispondenti generalmente ai Comuni o alle cosiddette isole amministrative, per complessive 1697 unità cartografiche), trasferito temporaneamente presso
l’Archivio di Stato di Cagliari, già dotato di un’idonea attrezzatura
hardware e software, arricchitasi anche con l’acquisizione di uno
scanner a rullo di ultima generazione (Hp designjet 4500), è stato
85
sottoposto a scansione digitale in formato tiff con risoluzione 300 dpi,
di cui una copia destinata alla conservazione. È poi seguita la conversione in formato jpg con due tipi di compressione: una del 50-52% per
la consultazione on site nella Sala di Studio e un’altra, con compressione del 10% e con 256 colori, destinata al web. Ad ogni immagine è stato applicato un cartiglio elettronico contenente i dati informativi di contesto che la identificano in maniera univoca: il codice identificativo, la tipologia della unità documentaria (foglio d’unione o tavoletta), la data di redazione, le dimensioni dell’unità, il soggetto produttore, l’istituto conservatore, il responsabile scientifico del progetto, la
scala, il sistema di riferimento spaziale, le coordinate geografiche, il
nome file, le dimensioni del file, la risoluzione, i bit di profondità, la
data di scansione ed infine il tipo e il modello dello scanner utilizzato.
Nel corso del lavoro sono state affrontare una serie di problematiche
archivistiche e informatiche soprattutto in merito alla descrizione e alla
digitalizzazione: questo perché si voleva andare oltre la redazione di
uno strumento di ricerca consultabile nel web, arrivando a comparare
la cartografia storica con l’attuale Catasto e con la Carta Tecnica
Regionale in modalità tali da raccordarsi al Sistema Informativo
Territoriale Regionale (SITR). L’obiettivo finale è stato quello di offrire un
servizio allargato per consentire ai ricercatori di cogliere, attraverso la
stratificazione cartografica, le trasformazioni ambientali e del
paesaggio avvenute nel corso dei secoli, le persistenze e le modifiche
toponomastiche, ricostruendo anche gli antichi percorsi culturali.
La descrizione archivistica, strutturata in 4 livelli (fondo, serie, unità
archivistica e unità documentaria) è stata realizzata in conformità agli
Standard internazionali, con l’uso dei metadati EAD versione 2.0
supportato dal metalinguaggio di marcatura XML.
Molto articolata è la scheda descrittiva relativa all’unità cartografica,
giacché all’interno del tag XML-EAD <did>, che racchiude l’insieme
della descrizione, oltre agli elementi identificativi con i codici pertinenti, sono presenti una serie di informazioni specifiche all’interno di
<physdesc> come <genreform>, ossia tipologia e forma (mappa e se
originale o copia conforme) o come <persname> con l’indicazione
degli autori della planimetria. Trattandosi di materiale cartografico si è
reso indispensabile ricorrere anche al tag <materialspec> caratteri
specifici della documentazione in cui è stata riportata la scala utilizzata e le coordinate geografiche (Longitudine W – E; Latitudine N – S)
secondo il sistema di riferimento spaziale Gauss Boaga. Altro elemento
che assume una notevole importanza a livello di unità cartografica è
<scopecontent> destinato ad una sommaria descrizione della carta;
spesso è articolato in <p> paragrafi in cui vengono segnalati alcuni
dati informativi aggiuntivi come, ad esempio, l’esistenza di fiumi o l’indicazione dei coltivi.
Un interesse particolare ha assunto la rilevazione dei toponimi e degli
antroponimi riportati nelle carte, all’interno del marcatore <controlaccess> chiavi di accesso controllato, con l’intento di contribuire alla
compilazione di un repertorio di toponomastica e onomastica sarda,
basato sulle fonti archivistiche e che si può collegare ed integrare con
gli strumenti di ricerca in corso di redazione da parte di Enti e Istituti
culturali e anche della Regione Sardegna.
Definiti i livelli descrittivi e i tag corrispondenti, è stato quindi sviluppato un apposito software di gestione che consente di esportare i dati
in formato xml/ead. L’interfaccia grafica del data entry è snella ma
86
chiara, con possibilità di scelta del livello descrittivo, ad ognuno dei
quali sono collegati i marcatori e gli attributi selezionati per il progetto.
È possibile muoversi agevolmente da una scheda all’altra, effettuare
delle ricerche impostando dei filtri, nonché effettuare le relative stampe.
Per creare un unico archivio della cartografia storica della Sardegna,
ultimata la digitalizzazione e la descrizione delle mappe conservate
nell’Archivio di Stato di Sassari, si è ritenuto necessario aggiornare la
descrizione della serie delle mappe “cagliaritane” (295 unità archivistiche, per un totale di 3.966 unità cartografiche) apportando le integrazioni sulla base del set dei metadati selezionati. Il lavoro più impegnativo è stato senza dubbio la rilevazione dei toponimi e la georeferenziazione con il sistema Gauss Boaga, non presenti nel progetto Imago II.
La ricerca nelle pagine web dell’archivio CARSTOS che risiede nel sito
dell’Archivio di Stato di Cagliari, con link agli istituti archivistici statali
della regione (Oristano, Nuoro e Sassari), è organizzata in primo
luogo secondo modalità archivistiche: può essere selezionato l’istituto
conservatore e i complessi documentari “sfogliando” per così dire l’inventario generale; altrimenti si può iniziare la ricerca individuando
dapprima la Provincia - attraverso il menù a tendina - che riporta le otto
circoscrizioni attuali, o indicando direttamente le località. Queste
ultime sono state trattate mediante una tabella anagrafica di corrispondenza stabilendo delle relazioni tra le denominazioni storiche e le
attuali. Come risposta, il ricercatore otterrà la scheda descrittiva e
potrà visualizzare il file immagine su cui gli Archivi proprietari dei
documenti conservano i diritti di copyright.
I files possono essere acquistati presso gli Archivi secondo le modalità
previste dalla normativa in materia.
87
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Standard e qualità nei musei statali della Toscana –
esperienze pilota
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa de’ Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189750
Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Direzione Regionale per i Beni
culturali e paesaggistici della Toscana
Alessandra Marino
Anna Patera
Maurizio Toccafondi
Luisella Salvi
Museo archeologico nazionale
Gaio Cilnio Mecenate e Anfiteatro
di Arezzo
Silvia Vilucchi
Area archeologica di Roselle
(Grosseto)
Mario Cygielman
Certosa monumentale di Calci (Pisa)
Maria Teresa Lazzarini
Museo nazionale di Villa Guinigi
e Museo nazionale di Palazzo Mansi
a Lucca
Maria Teresa Filieri
Negli anni 2005 e 2006 la Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici della Toscana ha effettuato un’indagine conoscitiva presso
tutte le strutture statali ricadenti nel territorio regionale con lo scopo di
promuovere un percorso di “autovalutazione” in riferimento all’Atto di
indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e
sviluppo dei musei (D. M. 10 maggio 2001). Lo studio si è affiancato a
quello già avviato dalla Regione Toscana nel 2004 e rivolto ai Musei non
statali con analoghe finalità. Per il censimento delle strutture museali
(statali e non) è stata utilizzata, seppure con qualche difficoltà, la medesima scheda di censimento al fine di ottenere dati omogenei su tutto il
territorio regionale. I dati relativi alle 61 strutture di proprietà statale
gestite direttamente dal MiBAC (musei, aree e parchi archeologici, monumenti, chiese, ville e giardini storici) sono confluiti nel rapporto finale
Musei e Standard in Toscana[1]. Il progetto[2] presentato in questa sede,
che si pone come la naturale prosecuzione dell’indagine conoscitiva
effettuata nell’ambito del progetto di autovalutazione sopra descritto, ha
come obiettivo il potenziamento dell’offerta museale e il miglioramento
della qualità dei servizi nei musei e aree archeologiche statali partendo
proprio dalle criticità evidenziate nelle schede di autovalutazione, incentivando l’elaborazione e l’adozione di atti e strumenti organizzativi
specifici e di progetti di miglioramento dei servizi. Si è ritenuto opportuno partire da esperienze pilota individuando quattro strutture scelte in
funzione della collocazione geografica, della tipologia museale, della
diversità di bacino d’utenza e di affluenza di pubblico. Partecipano al
progetto i direttori dei Musei coinvolti e l’Ufficio Studi del MiBAC.
Museo archeologico nazionale Gaio Cilnio Mecenate e Anfiteatro di Arezzo
È uno dei più importanti musei archeologici nazionali della regione.
Allestito nell’ex Convento di San Bernardo sorto sul lato meridionale
dell’anfiteatro, al piano terreno conserva reperti archeologici etruschi e
romani provenienti dalla città e dal territorio, nonché dalla Valdichiana;
una sezione è inoltre dedicata alle celebri produzioni di terra sigillata
aretina. Al piano superiore sono esposte le raccolte tematiche (ceramiche,
bronzi, vetri), le sezioni di paleontologia e preistoria, e le collezioni di
amatori e studiosi locali del XVIII e XIX secolo (Bacci, Funghini, Gamurrini). Il percorso si completa con la visita ai resti dell’anfiteatro romano.
Area archeologica di Roselle (Grosseto)
Sono visitabili i resti di una delle più importanti città dell’Etruria centro
settentrionale. Di Roselle restano ampie sezioni della cinta muraria,
parti della città romana (resti dell’anfiteatro e di un impianto termale)
e porzioni dell’abitato di età tardo arcaica del VII-VI secolo a. C.
Certosa monumentale di Calci (Pisa)
Pregevole complesso architettonico le cui forme attuali si fanno riferire
dalla seconda metà del XVII al XVIII secolo. È sede di un museo di
storia naturale, tra i più antichi al mondo, di proprietà dell’Università
di Pisa, e di un museo statale che ospita una ricca raccolta di opere a
carattere storico artistico, dal XVI al XIX secolo.
88
Museo nazionale di Villa Guinigi e Museo nazionale di Palazzo Mansi
a Lucca
La visita ai due musei consente di cogliere per intero lo svolgimento
della cultura figurativa a Lucca e nel territorio dagli Etruschi al Novecento, rappresentando, ciascuno con le proprie caratteristiche, due
aspetti diversi e complementari della storia artistica lucchese. Villa
Guinigi si configura come vero e proprio Museo della città e del territorio, grazie a una delle più ricche ed interessanti raccolte d’arte
prodotte per Lucca da artisti lucchesi o stranieri operanti in città per la
committenza ecclesiastica e laica. “Museo nel Museo” si può definire
invece Palazzo Mansi, che costituisce un documento esemplare delle
dimore sei-settecentesche dei mercanti lucchesi, in stretta connessione
alle peculiari vicende della nobiltà locale. Le attività individuate in fase
di elaborazione progettuale - azioni di sostegno volte a favorire la
tempestiva adozione della carta della qualità dei servizi - si sono rilevate particolarmente opportune nella prima fase di svolgimento del
progetto a seguito dell’emanazione del D.M. del 18 ottobre 2007
concernente la direttiva per l’adozione della Carta della qualità dei
servizi per gli istituti e i luoghi di cultura statali. Le quattro strutture
pilota hanno adottato nei primi mesi dell’anno in corso la propria
Carta della qualità dei servizi ed è in fase di predisposizione la traduzione in inglese e francese del documento. Parallelamente all’utilizzo
di questo strumento di comunicazione, il gruppo di lavoro che porta
avanti il progetto, ha ideato un piccolo pieghevole da distribuire ai visitatori che possa assolvere, da un lato, alla funzione di “estratto” della
Carta della qualità dei servizi e dell’altro contenere una serie di informazioni utili sul museo e sulle sue collezioni. In esso sono riportati in
forma sintetica sia i principi che ispirano la Carta sia le caratteristiche
della struttura e dei servizi offerti. Uno spazio è riservato alle segnalazioni del pubblico: reclami, ma anche eventuali apprezzamenti o
suggerimenti per il Museo. La seconda fase del progetto, non ancora
avviata, prevede la definizione e realizzazione di indagini dirette alla
conoscenza dei visitatori da eseguirsi sia attraverso strumenti specifici
che consentano di valutare il grado di soddisfazione in relazione alla
visita e ai servizi offerti dai musei, sia attraverso specifiche indagini
“osservanti” con tecniche non invasive per l’utente che permettano di
rilevare modalità e tempi di svolgimento della visita. Lo studio dei risultati ottenuti sarà utile per comprendere meglio le aspettative dei visitatori, sia prestando attenzione costante al giudizio espresso dell’utente,
sia sviluppando e migliorando la capacità di dialogo e relazione tra
chi eroga il servizio e chi lo riceve. Si prevede inoltre una pubblicazione specifica che illustri gli esiti del lavoro condotto ed evidenzi non
solo i risultati raggiunti, ma anche le eventuali criticità. Il contributo,
che si configurerà come punto di partenza dell’azione formativa volta
alla internalizzazione delle conoscenze e delle competenze, sarà
posta a servizio ed utilità di altre realtà museali sia della Toscana, che
di altre regioni nell’ambito di specifiche giornate di incontro e dibattito
sui risultati raggiunti.
Musei e Standard in Toscana, in
“Informazioni statistiche”, Studi e ricerche,
Anno XVII (2006), n. 9, reperibile sul sito
web della Regione Toscana all’indirizzo
www.cultura. toscana.it/musei/pubblicazioni/statistiche.shtml
[1]
Il progetto è compreso fra le iniziative
finanziate a valere sulle risorse del Fondo
per le Aree Sottoutilizzate (FAS), di cui ai
Programmi di Assistenza tecnica 20052006 (Delibera CIPE n. 17/2003 e n.
20/2004) e 2007 (Delibere CIPE n.
35/2005, n. 3/2006 e n. 17/2006).
[2]
89
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Archivio di Stato di Firenze
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa de’ Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189750
Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
[email protected]
Archivio di Stato di Firenze
Direttore: Giorgio Tori
Viale Giovine Italia, 6
50122 Firenze
Tel. 055 263201
Fax 055 2341159
[email protected]
www.archiviodistato.firenze.it/nuovosito/
90
Archivio di Stato di Firenze
Stefano Vitali, Simone Sartini
L’Archivio di Stato di Firenze ha un sito web che è stato pubblicato per
la prima volta il 30 ottobre 1997 sul server del Centro Servizi
Informatici e Telematici dell’Università di Firenze. Nell’ottobre 1998 il
sito web è stato trasferito su di un server collocato presso l’Archivio di
Stato di Firenze, e alla fine del 2000 è stato sottoposto ad una
completa ristrutturazione con aggiornamento grafico. È possibile
seguire la storia dell’evoluzione del sito web consultando l’Internet
Archive dove è si può accedere alla home page della prima versione
in formato PDF e alle pagine html della seconda versione del sito web,
entrambe prive di link a siti esterni e ai materiali riassorbiti nella nuova
versione.
Sul sito web sono pubblicate informazioni, aggiornate settimanalmente, relative al funzionamento dell’Istituto (orari di apertura, articolazione dei vari settori archivistici, le diverse modalità di contattare la
struttura …), ai servizi offerti (sala studio, fotoriproduzione, didattica e
viste guidate, ricerche amministrative e di stato civile), all’attività e ai
programmi di studio della Scuola di Archivistica, Paleografia e
Diplomatica, al patrimonio conservato (elenco dei fondi, guide tematiche, inventari on line), alle attività in corso (progetti di restauro, digitalizzazione e inventariazione di fondi archivistici) e alle manifestazioni di volta in volta in programma (eventi culturali, mostre e
convegni).
Dal 2004 nel sito web è consultabile la “Guida on line ai fondi
dell’Archivio di Stato di Firenze” (www.archiviodistato.firenze.it) che
presenta anche un interfaccia in lingua inglese per favorirne la consultazione da parte del pubblico non italiano.
Nel 2005 il sito è stato interamente riconfigurato, con l’intento di
renderlo più funzionale alle esigenze di comunicazione con il pubblico
e di integrarlo di nuove funzionalità e di nuovi servizi. Nella progettazione del nuovo sito web si è tenuto conto delle indicazioni emerse dal
Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali, elaborato
nell’ambito del Progetto Minerva e delle normative sull’accessibilità dei
siti web pubblici. In questo contesto è stato reso accessibile da internet
la prenotazione per la consultazione in sala di studio.
Nello sforzo di ampliare l’offerta informativa e di ricerca presenti sul
sito, non sono state certamente trascurate le possibilità offerte dalla
tecnologia digitale. In questo campo l’Archivio di Stato di Firenze ha
preferito, in linea con la tradizione della scuola archivistica fiorentina,
alla digitalizzazione di singoli documenti, sebbene insigni, la restituzione in formato digitale di interi fondi archivistici avendo cura di unire
le possibilità della tecnologia all’osservanza dei principi della dottrina
archivistica. In questo contesto nel 2000 è stato pubblicato sul sito web
il fondo “Mediceo Avanti il Principato” e quindi nel 2006 la raccolta
araldica “Ceramelli Papiani”. Nel giugno del 2008, dopo un
complesso lavoro di ristrutturazione della precedente banca dati
“IMAGO” (che era consultabile esclusivamente in loco), è stato pubblicato sul sito web il fondo “Diplomatico”, che comprende la digitalizzazione di 85000 pergamene dall’VIII al XIV secolo e dei relativi volumi
di regesti redatti in italiano tra il XVIII e il XIX secolo. Il progetto, fin
dalla sua prima realizzazione, nel corso degli anni ’90, ha avuto come
obiettivo primario una riproduzione degli originali che preservasse
pergamene e i volumi dei regesti dalla intensa consultazione diretta da
parte degli studiosi, ma anche l’idea di sperimentare un metodo sicuro
di accesso alle immagini digitalizzate che salvaguardasse i legami
esistenti tra singolo documento e contesto archivistico di appartenenza,
grazie alla creazione di un sistema informativo che consentisse le più
ampie opportunità di navigazione e ricerca. La disposizione in unica
sequenza cronologica data alle pergamene nell’Archivio Diplomatico
e successivamente mantenuta al momento della loro confluenza
nell’Archivio di Stato fiorentino ha tradizionalmente richiesto un
accesso prevalentemente cronologico ai documenti, che ha finito per
oscurare le aggregazioni originarie, denominate Provenienze, percepibili solo attraverso i volumi dei regesti, detti anche Tomi di spogli. Il
progetto di digitalizzazione ha ridato centralità alle Provenienze, non
solo facendone uno dei percorsi di consultazione privilegiati, ma corredando ciascuna di esse di un insieme di informazioni utili ad una loro
migliore identificazione, alla conoscenza dei meccanismi della loro
trasmissione. Nell’interfaccia web, all’accesso per provenienza si è
affiancata una ricerca nei campi descrittivi delle singole pergamene
che consente di esplorare trasversalmente l’insieme delle Provenienze
e di aggregare i documenti sulla base di alcune loro specifiche caratteristiche, quali ad esempio la data, la tipologia di atto, il nome del
notaio, i toponimi … . Ciò permette indagini ad un tempo più ampie e
mirate, capaci di valorizzare lo straordinario potenziale di conoscenza della società, delle istituzioni e della cultura medievali
racchiuso nei documenti del Diplomatico fiorentino.
Nel sito web, la risorsa digitale, viene utilizzata anche per dare conto
dell’attività scientifica interna. Nella sezione “Biblioteca on-line”
(www.archiviodistato.firenze.it/nuovosito/index.php?id=3), vengono
offerti in versione PDF alcuni materiali di lavoro relativi all’attività scientifica dell’Archivio di Stato di Firenze e dei suoi funzionari. Si tratta di
atti di convegni, organizzati dall’Archivio, di contributi che ne illustrano progetti ed attività, di saggi relativi alla documentazione conservata nell’Archivio e alla storia di Firenze e della Toscana. Alcuni dei
materiali sono stati anche pubblicati a stampa, nella stessa stesura o,
talvolta, in una diversa da quella presentata. Altri invece sono inediti.
Di ciò si dà debitamente conto nella presentazione o nelle note dei contributi stessi. In una apposita sezione, invece, denominata “Pubblicazioni
on-line” (www.archiviodistato.firenze.it/nuovosito/index.php?id=35)
viene proposta al pubblico la riproduzione digitale integrale in formato
PDF di pubblicazioni difficilmente reperibili, dedicate alla storia di
Firenze e della Toscana, e alle relative fonti, edite dall’Archivio di Stato
o da altri enti ed istituzioni.
Il sito web dell’Archivio di Stato di Firenze contiene al suo interno il sito
web dell’Associazione “Archivio per la memoria e la scrittura delle donne
Alessandra Contini Bonacossi” (www.archiviodistato.firenze.it/memoriadonne/). L’associazione è nata nel settembre del 1998, ed è attiva, in
particolare, sul fronte della valorizzazione e conservazione della
memoria e della scrittura femminile. Tra le molteplici attività si segnala
il progetto di individuazione e censimento dei nuclei di scrittura femminile conservati nei fondi di archivi pubblici e privati, presenti nel territorio toscano dal XVI secolo ad oggi che ha preso avvio dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana e
l’Associazione “Archivio per la memoria e la scrittura delle donne”.
L’intento del progetto è di restituire nel lungo periodo e in un’area terri-
91
toriale come la Toscana, la consistenza e la qualità di un ampio e assai
diversificato bacino di scrittura femminile, quasi ignorato fino ad anni
recenti. Accanto ai censimenti che si vengono progressivamente
pubblicando nel sito WEB dell’Associazione, frutto del progetto sono
due volumi realizzati con il contributo dell’Assessorato alla Cultura
della Regione Toscana, dal titolo Carte di donne. Per un censimento
regionale della scrittura delle donne dal XVI al XX secolo, a cura di
Alessandra Contini e Anna Scattigno. Essi corrispondono a due successive fasi del programma di lavoro. Entrambi sono stati pubblicati dalle
Edizioni di Storia e Letteratura rispettivamente nel 2005 e nel 2007.
92
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Archivio di Stato di Firenze
Guida on line ai fondi dell’Archivio di Stato
di Firenze
Stefano Vitali
La “Guida on-line” (www.archiviodistato.firenze.it) realizzata, a cura
di Stefano Vitali, ha preso avvio dal recupero di una precedente iniziativa di descrizione informatizzata degli archivi, voluta e sostenuta nel
corso degli anni Novanta del secolo appena scorso, dall’Amministrazione archivistica italiana: il progetto “Anagrafe informatizzata degli
archivi italiani”. Nell’ambito di questo progetto, fra il 1995 e il 1997
venne costituita presso l’Archivio di Stato di Firenze una prima banca
dati compilata con il programma GUPTA, che si serviva di un motore
SQL-Windows. La compiuta realizzazione del progetto mise in luce
una serie di problemi relativi sia al modello di rappresentazione della
realtà archivistica elaborato dal programma, sia alla funzionalità del
software sviluppato, il quale, d’altronde, era destinato a diventare rapidamente obsoleto grazie all’avvento di Internet.
Nel 1998 fu stipulata una convenzione di ricerca fra l’Archivio di Stato
di Firenze e il Centro di Ricerche Informatiche per i Beni Culturali della
Scuola Normale Superiore di Pisa che dette avvio a un progetto di
recupero della banca dati di “Anagrafe” all’interno di un diverso
ambiente software, che fosse basato su un modello di rappresentazione della realtà archivistica maggiormente aderente agli standard
internazionali di descrizione. Tale recupero, si è concluso nel corso
dell’anno 2002 con lo sviluppo di un nuovo applicativo che fa uso del
DBMS Oracle, su piattaforma Windows NT, e di un primo prototipo di
interfaccia Web, in seguito perfezionato e reso accessibile a partire
dal 2004, all’interno del quale si è proceduto alla migrazione delle
schede di “Anagrafe”, integrate, nel medesimo ambiente, da una
banca dati relativa agli strumenti di corredo - in uso e storici - allestita
dall’Archivio di Stato fiorentino indipendentemente dal progetto precedente ed ampliate con una ulteriore gamma di informazioni non
previste nell’originale tracciato di “Anagrafe”(http://www.archiviodistato.firenze.it/siasfi/).
L’attività di revisione viene portata avanti tenendo conto degli standard
internazionali di descrizione elaborati dal Consiglio Internazionale
degli Archivi, ma avendo cura di inserire comunque le descrizioni in
un complesso insieme di conoscenze capaci di collocare le descrizioni
degli archivi all’interno di una prospettiva storica più ampia e funzionale alle diverse esigenze di una sempre più diversificata utenza degli
archivi. La caratteristica essenziale della guida è la possibilità offerta
all’utente di una navigazione che può prendere le mosse non solo dalla
descrizione dei singoli fondi archivistici, ma anche da quella dei rispettivi soggetti produttori, oppure dai regimi politici all’interno dei quali
hanno operato, oppure dalla storia delle varie istituzioni archivistiche
che nel tempo hanno assicurato la trasmissione delle carte, oppure
ancora dalle diverse tipologie documentarie che sono conservate nei
diversi fondi. Di tutte queste entità il sistema comprende infatti schede
a diversi livelli di approfondimento per meglio venire incontro alle
diverse esigenze conoscitive del pubblico. Inoltre la guida da accesso,
attraverso appositi link, ad altre risorse informative presenti sullo stesso
sito web dell’Archivio di Stato di Firenze (come ad esempio fondi e
serie digitalizzate) o in altri siti, a partire da quelli presenti sul territorio
toscano, come il sistema della Soprintendenza Archivistica per la
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa de’ Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189750
Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
[email protected]
Archivio di Stato di Firenze
Direttore: Giorgio Tori
Viale Giovine Italia, 6
50122 Firenze
Tel. 055 263201
Fax 055 2341159
[email protected]
www.archiviodistato.firenze.it/nuovosito/
93
Per saperne di più
La “Guida on-line” dell’Archivio di Stato di
Firenze, Atti della presentazione nell’ambito del Convegno internazionale di studi
“Archivi e storia nell’Europa del XIX
secolo. Alle radici dell’identità culturale
europea, Firenze, 3 dicembre 2002 (in
“Bollettino d’informazioni del Centro di
ricerche informatiche per i beni culturali”,
XII (2002), 2) è accessibile sul sito
dell’Archivio di Stato di Firenze
(http://www.archiviodistato.firenze.it/n
uovosito/index.php?id=312).
94
Toscana, oppure i siti delle altre istituzioni culturali fiorentine e toscane.
Attualmente sono presenti in linea le descrizioni dei fondi, dei soggetti
produttori, degli inventari e delle altre entità collegate, relative agli
archivi del periodo repubblicano, del periodo mediceo, di una parte
del periodo lorenese, di una parte di quelli postunitari, degli archivi di
famiglie e persone e di 1000 archivi dei notai toscani su un complesso
di 8000 ca.
Il carattere innovativo del progetto di “Guida on-line” è stato riconosciuto ampiamente sia a livello nazionale che a quello internazionale.
In Italia, esso ha costituito il modello che ha guidato la realizzazione
del Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche
(SIUSA), mentre all’estero se ne è sollecitata la presentazione in varie
conferenze e seminari internazionali, fra i quali si segnalano in particolare: la conferenza internazionale su “Electronic Access: Archives in
the New Millennium”, (Public Record Office, Londra, giugno 1999); il
seminario appositamente dedicato al sistema fiorentino presso
l’Archivio Nazionale ceco a Praga (20 giugno 2002); il seminario
internazionale “The Use of Standards in the Development of Online
Access Systems for Archives”, (National Archives of Australia, Canberra, Australia, ottobre 2003); il XV Congresso Internazionale degli
Archivi (Vienna, agosto 2004); la conferenza Europea su EAD e EAC
(Parigi, 8 ottobre 2004); il seminario sugli standard internazionali e la
loro applicazione nei sistemi archivistici sul Web (Archivi Nazionali,
Berna, 2 giugno 2005).
Ad oggi resta da completare la revisione ed integrazione delle descrizioni dei fondi, degli inventari e delle altre entità collegate, relative a
parte degli archivi del periodo lorenese e degli archivi postunitari, di
ca 7000 archivi dei notai, nonché di tutti gli archivi dei seguenti
settori: Diplomatico; Arti e corporazioni di mestiere; Conventi ed altri
enti religiosi; Istituti di assistenza e beneficenza, ospedali; Enti vari ed
accademie; Industrie ed imprese; Raccolte; Cartografici, Archivi di
architettura, arte e cultura contemporanee. Va inoltre rilevato che, sul
piano tecnologico, si profila la necessità di rinnovare sia l’apparato
hardware su cui appoggia il sistema nelle sue diverse componenti, sia
l’interfaccia web per poterla rendere maggiormente compatibile con le
disposizioni sull’accessibilità dei siti web emanate dopo la sua realizzazione (legge Stanca). Occorrerebbe inoltre realizzare il modulo per
l’inventariazione delle unità archivistiche, inizialmente previsto nel
progetto originario, ma non potutosi realizzare per mancanza di fondi,
nonché il tracciato XML per l’esportazione dei dati verso sistemi nazionali (SIAS e Portale PICO) anch’esso non potutosi fino adesso realizzare per mancanza di fondi.
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Archivio di Stato di Lucca
e_ASLU: l’albero in rete
Marina Brogi, Giovanni Tartaglione
Tradizione ed innovazione presso l’Archivio di Stato di Lucca sono
abito culturale di lunga data, a partire da Salvatore Bongi (che nel XIX
secolo ha saputo introdurre nell’archivistica elementi innovatori
tutt’oggi vivi e vitali), fino al progetto IMAGO II – CASTORE con cui fu
lanciata un’esperienza alcuni anni fa (al limite tecnologico degli strumenti disponibili al tempo), per aprire nuove strade alla conservazione
e fruizione dei documenti di maggior importanza e sottoposti a
maggior rischio dalla consultazione fisica.
L’innovazione e la sperimentazione subirono poi uno stop per la carenza di mezzi finanziari e per il conseguente convergere delle residue
disponibilità verso progetti centralizzati.
Grazie ad un finanziamento erogato dalla Fondazione della Cassa di
Risparmio di Lucca, su un disegno presentato nel 2005, l’anno successivo fu possibile avviare e presentare i primi risultati del progetto di
Sala studio Virtuale di cui e_ASLU è il cuore.
Le idee di base
Target, e_ASLU, l’albero in rete:
struttura reale dell’archivio su cui innestare interventi virtuali, completamente accessibile su Internet, navigabile e ricercabile. Costruzione di
una struttura dinamica con la quale poter replicare la struttura intera
dell’Archivio, ed in essa poter riversare potenzialmente tutto il contenuto dell’Archivio fisico, tutte le conoscenze pregresse e future dell’Archivio di Stato, tutto il lavoro di tipo informatico effettuato nel passato,
minimizzando il lavoro di migrazione e senza bisogno di specifica
normalizzazione e conversione.
Una struttura capace di rappresentare oggetti diversi nello stesso
raggruppamento, così come sono collocati sullo scaffale documenti di
natura anche molto diversa fra di loro; di rappresentare tutte le caratteristiche ed informazioni di qualunque raggruppamento e non solo
degli oggetti documenti contenuti; di rappresentare la struttura gerarchica dell’oggetto e di tutte le suddivisioni (fondi,serie, ecc.).
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa de’ Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189750
Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara - Ignazio Tocco
Via Gaeta, 8/A
00185 Roma
Tel. 06 4882358
Fax 06 4882358
[email protected]
Archivio di Stato di Lucca
Direttore ad interim: Giorgio Tori
Piazza Guidiccioni, 8
55100 Lucca
Tel. 0583 491465 - 955909
Fax 0583 469396
[email protected]
www.archiviodistatoinlucca.it
aslu/naviga/premessa.htm
Operativamente
la capacità di mantenere continuità nel tempo. Più che progetto,
metodo: inizia e continua, è in grado di passare di mano, come il testimone nella staffetta e può essere gestito e mantenuto dal personale
dell’Archivio.
Tecnologicamente
Utilizzo di strumenti standard, duraturi e di costo contenuto; soluzione
interoperabile, distribuita, semplice, evitando strumenti proprietari;
investimento in sperimentazione per soluzioni che ottimizzino i costi ed
i risultati.
[Va ricordato che il patrimonio archivistico sterminato è distribuito fra
vari enti. Lo Stato, con i suoi Archivi ne gestisce una parte ricca ed
importante. Bisogna aiutare con la sperimentazione ed utilizzare l’investimento per esprimere in autonomia, e per studiare strade che,
come ci è caro, consentano di progredire nel risultato, risparmiando.]
95
Gestione delle immagini
la rappresentazione degli oggetti comprende la creazione di immagini
di qualità e si voleva averne una sola serie, quella di massimo dettaglio da usare, eventualmente filtrata da parametri di permission legati
a profili di utenza, quindi con la possibilità di vedere su Internet la
massima qualità possibile.
Ed infine
Con un occhio particolarmente attento ai costi sia di sviluppo che di
manutenzione e di continuità
• Ridurre al max l’intervento di terzi e la dipendenza da terzi in tutte
le fasi di trattamento dei dati.
• Semplificare le attività proprie dell’archivista e trovare spazio di conservazione e di fruizione per tutte quelle informazioni che l’archivista
produce, non solo sul documento ma anche sulla sua natura e, ad esempio sul fondo che lo contiene.
• Trovare spazio alle info che si producono dalla interazione con fruitori esterni
• Manutenzione minima, nelle mani del personale di Archivio
• Riusabilità mediante semplice estrazione, migrazione, riformattazione fino al singolo oggetto.
Realizzazione
La base della realizzazione è nella distinzione fra rappresentazione e
percezione.
• La rappresentazione informatica dell’oggetto contenente dati e struttura
dell’oggetto, elementi provenienti da ottiche diverse, presenti ed aggiungibili (archivista, artistica, storico, ecc.); incrementabile sia in quantità di
dati che in struttura (punti di vista diversi); nativamente semplice; unica.
• Percezione, dipendente dal destinatario e dalla funzione che assolve. Quindi non unica
La struttura e dati sono organizzati ad Albero: la singola diramazione
(Nodo) rappresenta il raggruppamento (fondo, sottofondo, ecc.) e la
foglia finale è il documento singolo. Ogni Nodo ha riferimenti sia
indietro fino alla radice (ancestor) che in avanti relativamente ai figli
diretti ed è un oggetto nativamente completo.
L’estrazione di un Nodo con tutti i suoi contenuti non richiede applicativo; l’estrazione di un sottoalbero è istantanea.
Il Nodo, nell’albero è accompagnato dalla sua rappresentazione e
dalle informazioni che gli competono. La struttura ad albero garantisce
definizione ed attribuzione univoca di un oggetto presente. La sua
localizzazione sarà data dalla sequenza dei nodi che a partire dalla
radice, gerarchicamente lo contengono
Tutta la costruzione è basata su XML/XSLT, senza Data Base.
XML è stato già usato in campo archivistico per produrre i file MAG di
descrizione delle immagini, inventati per avere informazioni stabili e
durevoli nel tempo.
È lo strumento usato per la rappresentazione, percezione, gestione
dell’albero e per la descrizione delle pagine del sito.
XML, altrove utilizzato per il trasferimento di dati fra applicazioni
diverse, qui viene usato per la rappresentazione degli oggetti, la struttura dell’archivio e la sua gerarchia.
Tutto il Repository e_ASLU è rappresentato in nativo con questa tecno-
96
logia XML/XSLT
Tutto il Repository è strutturato in directories che replicano la struttura
dell’albero logico. Ogni nodo è integralmente contenuto in una directory ed è costituito da:
- Un file xml descrittore del nodo,
- Un file xml descrittore della sua gerarchia,
- Più files imgf contenenti le immagini relative a quel nodo
- Più dir relative ai nodi figli di quel nodo
Per la gestione delle immagini XLImage
La scelta di rendere accessibili su Internet immagini di grande dettaglio
ha reso necessario l’utilizzo di un Server specifico che lo consentisse, con
risposte immediate alla consultazione: l’Image Server XLIMAGE garantisce la gestione delle immagini tramite struttura piramidale in modo da
evitare più serie di immagini (thumbnail, 72 dpi o altre qualità intermedie) e consentire di vedere su Internet anche immagini di grandissima
dimensione, con movimenti di spostamento e di ingrandimento “dolci”.
Si è scelto di non costruire una Interfaccia Archivista specifica per il
caricamento dei dati da parte degli archivisti, ma piuttosto di far loro
usare strumenti già disponibili, di cui apprendere le funzionalità in
modo da meglio sfruttare le caratteristiche del linguaggio XML.
L’interfaccia di Fruizione è basata sulla presenza di due finestre:
Navigazione, in cui viene presentata in modo ricorsivo la struttura, con
lo stile di gestione files;
Consultazione in cui viene mostrato il contenuto descrittore del nodo, e
le immagini.
Per la Ricerca all’interno dell’Archivio, analizzando la generalità delle
esigenze si è preferito consentire una ricerca per parola o composizione
di parole, limitandola eventualmente per periodo e fondo/i archivistici.
Infine la relazione col SIAS, per il quale è stato effettuato il lavoro
coperto da esiguo finanziamento.
E_ASLU viene considerato repository di riferimento dal momento che
contiene più dati del SIAS, per mantenere unicità del dato, ed essendo
di facile caricamento, sia manuale che procedurale.
Una specifica funzione di migrazione periodica serve per rigenerare
completamente ASLU_SIAS, cercando di utilizzare i file xml di export,
(di cui però non sono note le complete caratteristiche).
Il Sito dell’archivio è consultabile all’indirizzo www.archiviodistatoinlucca.it
Conclusioni …
Il metodo e_ASLU qui sviluppato può essere replicato senza difficoltà
per altri Archivi, per la sua economicità, dovuta anche alla mancanza
di specifiche licenze (tranne per le immagini), per la prospettiva di
formazione che offre per gli archivisti, per la possibilità di incremento
e manutenzione interna ed infine per la sua intrinseca semplicità.
Non mancano, altresì , caratteristiche che rendono l’esperienza interessante per sviluppi anche nel settore turistico territoriale … come esemplificabile navigando nella mostra virtuale “Per la storia di Lucca:
episodi e volti dentro le mura (secoli X-XIX)” accessibile dal sito stesso
http://www.archiviodistatoinlucca.it/ASLU/mostra/index.html
Un viaggio attraverso dieci secoli di storia su pergamene, carte e
mappe tra le più pregevoli per restituire l’anima di una città al viaggiatore colto, sulle tracce del passato.
97
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Biblioteca Medicea Laurenziana
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa de’ Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189750
Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Medicea Laurenziana
Direttore: Franca Arduini
Piazza S. Lorenzo, 9
50123 Firenze
Tel. 055 210760
Fax 055 2302992
[email protected]
www.bml.firenze.sbn.it
98
Il Catalogo ‘aperto’ della Biblioteca Medicea
Laurenziana di Firenze
Sabina Magrini
Sono ben lontani i tempi in cui Antonio Cocchi nel 1727 definiva la
Biblioteca Laurenziana «soling[a] benché celebr[e]». Di utenti, infatti, la
Laurenziana ne ha molti e non necessariamente locali o italiani. Anzi, in
virtù del carattere eccezionale dei fondi manoscritti che conserva, il suo
pubblico è assolutamente internazionale e comprende studiosi provenienti
da tutti i continenti. Grazie al lavoro di qualche generazione di bibliotecari
la Biblioteca si è dotata negli anni di una serie di strumenti a stampa, ma
anche, spesso, solo manoscritti o dattiloscritti o comunque destinati a una
circolazione limitata. Mettere a disposizione quest’insieme di risorse liberamente in rete, organizzarle in un reticolo di collegamenti e di relazioni,
anche sulla scorta di esperienze già avviate in questa direzione dai cataloghi aperti della Biblioteca Malatestiana a Cesena o della Biblioteca
Lancisiana a Roma, ha costituito un impegno che la Laurenziana ha
assunto da qualche anno nella piena convinzione che, nella temperie
attuale, non potrebbe offrire nulla di meno al suo pubblico e al territorio
che la ospita. Il complesso delle risorse da comprendere nella rete informativa della Biblioteca è assai vario e comprende archivi dalla natura diversissima e dal carattere ora più ora meno esaustivo: si va da basi dati come
quelle della bibliografia dei manoscritti e della digitalizzazione degli schedoni (Dedalus) che interessano in pratica tutto il novero dei codici laurenziani senza esclusioni di lingua o di supporto a basi dati super specializzate come quella contenente la descrizione e le riproduzioni parziali dei
palinsesti greci implementata in occasione del progetto europeo
Rinascimento Virtuale - Digitale Palimpsestforschung (2001-2004); si va
dall’archivio delle schede redatte ex novo per i cataloghi di mostra o
nell’ambito di progetti di catalogazione come quello che ha interessato i
fondi San Marco e Redi a quello dei dati ricavati dal recupero dal catalogo storico manoscritto curato da Francesco e Pietro Del Furia (sec. XIX);
si va dall’archivio delle singole riproduzioni digitali realizzate negli ultimi
anni alla teca - accessibile in forma prototipale all’indirizzo http://tecadigitale-laurenziana.siav.it/ - che comprenderà entro la fine del 2010 la digitalizzazione integrale con corredo di dati (segnatura, datazione, autore e
titolo o solo titolo di opera anonima), estrapolati dai cataloghi storici pertinenti, del fondo storico della Laurenziana, ossia dei più di 3.000 manoscritti che erano collocati sui plutei della biblioteca di Michelangelo alla
sua apertura al pubblico nel 1571. Il tessuto connettivo del reticolo, di cui
alcuni componenti sono stati già resi accessibili in internet dal sito della
Biblioteca (www.bml.firenze.sbn.it) nel corso del 2004, 2005 e 2007, è
ora fornito da un software specifico, un programma di catalogazione che
più che realizzare la versione on-line di un catalogo, crea una sorta di
portale, di Metaopac, grazie alla sua capacità di collegare materiale
eterogeneo catalogandolo in sé o puntando a risorse altrui e alla sua interoperabilità con sistemi diversi tramite i protocolli ormai ‘classici’ quali lo
Z39.50 e i più recenti SRU/SRW (Search Retrieval via URL). Il metaopac
laurenziano - accessibile anch’esso in forma prototipale all’indirizzo
http://metaopac-laurenziana.ifnet.it/ - offre all’utente registrato, oltre a
tutta una serie di servizi quali il salvataggio delle liste personali e delle strategie di ricerca o la formattazione per la stampa dei risultati, anche la
possibilità di pubblicare e di rendere interrogabili i propri contributi e
commenti informali concernenti i documenti della biblioteca.
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL VENETO
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna
Sito Web della Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna:
percorsi turistici tra i cantieri di restauro
<http://www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it>
Ferdinando Rizzardo
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia
e Laguna per comunicare con i cittadini in maniera sempre più capillare ed efficace ha scelto di utilizzare principalmente il sito Web e la
posta elettronica in considerazione del fatto che questi strumenti costituiscono attualmente i mezzi più immediati, “democratici” ed ecologici, si pensi al risparmio di carta ed inchiostri che le tecnologie digitali consentono.
L’efficacia della comunicazione va costantemente verificata. La tutela
del territorio è possibile solo ascoltando il cittadino. In questo ascolto
si possono cogliere alcune esigenze ed impressioni che a volte possono infastidire ma che rappresentano pur sempre delle esigenze che
vanno valutate e considerate con attenzione.
Per questo la Soprintendenza ha messo a disposizione, nel proprio sito
WEB, uno spazio dove il cittadino può liberamente esprimere le
proprie opinioni e, se vuole, può compilare un breve questionario. In
tal modo l’utente collabora con la Soprintendenza contribuendo al
miglioramento del sito.
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Veneto
Direttore Regionale: Ugo Soragni
Coordinatori per la Comunicazione:
Valter Esposito - Luigi Marangon
Palazzo ex Reale
Piazza San Marco, 63
301224 Venezia
Tel. 041 3420101
Fax 041 3420122
[email protected]
Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
di Venezia e Laguna
Soprintendente: Renata Codello
Referente della comunicazione:
Ferdinando Rizzardo
Palazzo Ducale San Marco, 1
30124 Venezia
Tel. 041 2710143
Fax 041 5204526
[email protected]
[email protected]
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it
Osservando le reazioni dei cittadini, ascoltando le voci tra le calli ed
i “campi” della città, ed analizzando quanto pervenuto tramite il web,
si è potuto cogliere che spesso i tanti cantieri dislocati per la città
rischiano di venir percepiti come un disagio piuttosto che l’esito di un
costante impegno per la tutela della città.
Da questa semplice e banale considerazione e dall’esigenza di creare
una consapevolezza condivisa riguardo il valore del territorio si è
deciso di dedicare una sezione del sito alla creazione di percorsi turistici virtuali tra i cantieri di restauro della Soprintendenza.
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia
e Laguna propone una serie di percorsi storici, architettonici e artistici
finalizzati a far conoscere alcuni tra i più significativi cantieri di
restauro recentemente portati a termine. I percorsi si snodano tra le
calli e i campi della città di Venezia raggiungendo i monumenti restau-
99
rati e illustrandoli nel dettaglio.
L’attenzione è posta sugli aspetti metodologici e operativi dell’intervento che la Soprintendenza ha realizzato ai fini della conservazione
del bene architettonico. Una attenta indagine dei problemi precedenti
all’intervento, tipologie di analisi e studi che sono stati eseguiti sul
manufatto; tecniche, procedure operative e sperimentazioni impiegate
per il restauro e la conservazione del monumento fino ad illustrare
compiutamente i risultati finali.
Ogni itinerario è costituito da: una scheda generale dedicata al singolo
percorso che descrive le sue caratteristiche e il filo conduttore tra le
tappe; una scheda dettagliata per ciascun punto toccato dal percorso
integrata con foto di dettaglio degli interventi; una mappa cliccabile da
cui è possibile accedere ai diversi percorsi e monumenti georeferenziati. Il percorso è arricchito anche da dettagli tecnici (percorso stradale, orari e prezzi di apertura dei monumenti, modalità di visita,
contatti) in modo da rendere l’itinerario veramente praticabile.
I percorsi sono rivolti principalmente ai cittadini di Venezia, ma anche
ai turisti che vogliano conoscere la qualità degli interventi di restauro
e la complessità dei lavori che la Soprintendenza realizza nei cantieri
di restauro.
I percorsi riguardano soprattutto i cantieri già conclusi, ma non trascurano gli interventi in corso, cercando di spiegare cosa accade “dietro
alle impalcature” che rivestono i nostri monumenti.
Si è scelto di utilizzare un linguaggio chiaro ed essenziale che possa
fornire informazioni scientificamente corrette, ma allo stesso tempo
comprensibili anche per un pubblico non esperto di temi di restauro.
Grazie a questa nuova iniziativa, oltre che ai servizi già offerti, il sito
web della Soprintendenza si presenta più trasparente ed efficace, in
linea con i principi definiti dal Progetto Minerva e promossi
dall’Osservatorio per i Beni Culturali. Si intende così diffondere l’attività della Soprintendenza che ha, tra i propri compiti, sia la tutela del
patrimonio architettonico che la realizzazione di restauri di grande
qualità. Questi percorsi vogliono anche contribuire a far crescere tra
cittadini e turisti una maggiore sensibilità per i problemi di conservazione del patrimonio diffuso sul territorio.
Gli straordinari strumenti che la grande diffusione delle tecnologie digitali ci mettono a disposizione possono essere usati per creare una
consapevolezza condivisa riguardo il valore del territorio e il bisogno
di conservarlo e valorizzarlo. È fondamentale che tutti gli attori, anche
cittadini e turisti, comprendano la qualità e l’importanza storica, architettonica e culturale della fitta rete di beni che li circondano.
In questo scenario, le tecnologie Web dimostrano caratteristiche interessanti e promettono di agevolare le attività di questi attori e di facilitarne le interrelazioni. Come affermato anche in un rapporto del
progetto EPOCH (2005), “Web applications are essential to improve
access for the citizen to Cultural Heritage (CH), to enhance education
and tourism communication, and to contribute to the development of
the new digital content and service industries.”
Negli ultimi anni, le applicazioni Internet hanno dimostrato un grande
potenziale di rinnovamento in molti settori sociali dove hanno permesso di migliorare le relazioni tra cittadini e amministrazioni pubbliche e hanno favorito l’innovazione nei servizi pubblici.
I percorsi sono destinati alla fruizione attraverso il sito web e quindi
sono stati accuratamente studiati per tale medium.
100
Dal punto di vista tecnico, i percorsi sono stati realizzati grazie al
supporto di GoogleMaps come sistema Web GIS integrato con Plone,
il sistema di gestione di contenuto utilizzato come supporto per il sito
web dell’ente.
Come progetto pilota sono stati sviluppati due itinerari: uno attorno a
Piazza San Marco che tocca i restauri del tesoro e santuario di San
Marco, di Palazzo Ducale, della Libreria Marciana, di Palazzo Reale,
con particolare attenzione alla Biblioteca Marciana; e un secondo
percorso da Piazza San Marco all’Arsenale, tra le calli del sestiere di
Castello toccando la chiesa di S. Zaccaria, la chiesa di S. Antonin e i
numerosi cantieri dell’Arsenale. Altri sette percorsi sono in via di
sviluppo: intorno alla Stazione Ferroviaria; ai Frari; intorno all’Accademia; il sestiere di San Marco; attorno a Rialto; attorno alla Scuola di
San Marco; lungo le Fondamenta Nove.
Per ogni percorso vengono offerte due modalità di fruizione:
101
Il Sito Web della Soprintendenza è
costruito con Software Libero su piattaforma Zope/Plone su server GNU/Linux
Debian e mantenuto dal servizio CED del
MiBAC
Il Sito è conforme agli standard della W3C
e rispetta la Legge 4/2004 sull’accessibilità.
Si ringrazia Maurizio Vittoria della
Biblioteca Nazionale Marciana per i
preziosi consigli.
Non è stato speso nessun euro per l’acquisto di licenze e sono state utilizzate le
professionalità del Ministero.
Sono disponibili i sorgenti, e il modello del
sito per gli altri uffici della PA che volessero
utilizzarlo.
Si ringrazia la Comunità del Software
Libero e Open Source
una visita virtuale attraverso pagine web ricche di materiale fotografico che permette di cogliere i dettagli dell’intervento;
un documento facilmente scaricabile e stampabile che può guidare la
visita ai cantieri.
Seguendo le richieste di alcuni utenti è stata messa a disposizione del
cittadino la storia del Palazzo Ducale, prestigiosa sede della Soprintendenza, in audioguida o file da scaricare a cui seguirà in via sperimentale una breve audioguida di Venezia.
Questa sezione del sito può essere considerata un esempio di come le
tecnologie web possano supportare la gestione e la valorizzazione del
patrimonio culturale concepito come patrimonio diffuso.
Da un lato, le tecnologie Web permettono di avere un atteggiamento
più aperto e trasparente diffondendo informazioni che prima rimanevano all’interno dell’ente. D’altro lato, questi itinerari possono contribuire in modo importante alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica
e a rendere cittadini e turisti più consapevoli del valore del loro territorio. Infine, non da ultimo, essi intendono potenziare un nuovo tipo di
turismo, ancora scarsamente valorizzato in Italia, quello locale, del
cittadino che riscopre la sua città.
Ha collaborato al testo e al miglioramento del sito la dott.ssa Marta Severo, dottore di
ricerca in Tecnologie e Gestione dei Beni Culturali.
102
Bibliografia
Boriani M. and Cazzani A., From Architectural Restoration to Heritage Preservation:
New Plan to Conserve and Manage Cultural Landscapes, Historic Centers and Districts
in Italy, In: J. Delgado Rodriguez And J.M. Mimoso (Ed.), Theory and Practice in
Conservation. A Tribute to Cesare Brandi, Lnec, Lisbona, 2006.
Carugati A., Hadzillias E., Demoulin N., Setting the Framework for Developing EGovernment Services on Cultural Heritage, In: Proceedings of the European Conference
of Information Systems, Regensburg, 2005.
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Epoch, D4.2.2: Report on evaluation and design methodologies, April, 2005.
Filippi F. (ED.), Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali. Edizione italiana,
Roma: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 2004.
Peng Z.R., Internet Gis for Public Participation, In: Environment and Planning B: Planning
and Design, 28(6) 889 – 905, 2001.
Settis, S., Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto, Milano: Electa,
2005.
Severo, S. Sharing information about Network Cultural Heritage, Eva Conference
Proceedings, 2008.
Zan L., Bonini Baraldi S., Gordon C., Cultural Heritage between Centralization and
Decentralization. Insights from the Italian Context, In: International Journal of Cultural
Policy, N.1, Vol.13, 2007.
103
CCTPC - COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
Comandante Gen. Giovanni Nistri
Piazza Sant’Ignazio, 152
00186 Roma
Tel. 06 6920301
Fax 06 69203069
www.carabinieri.it
[email protected]
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è stato istituito nel
1969, precedendo in tal modo di un anno la Convenzione Unesco di
Parigi del 1970, con la quale si invitavano, tra l’altro, gli Stati Membri
ad adottare le opportune misure per impedire l’acquisizione di beni
illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, nonché
a istituire uno specifico servizio a ciò finalizzato.
Il Comando, inserito funzionalmente nell’ambito del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali quale Ufficio di diretta collaborazione del
Ministro, svolge compiti concernenti la sicurezza e la salvaguardia del
patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e
paesaggistici. Il particolare settore di tutela è un comparto di specialità che è stato affidato in via prioritaria all’Arma con Decreto del
Ministero dell’Interno del 12 febbraio 1992, successivamente ribadito
con Decreto del 28 aprile 2006 del medesimo Ministero, che, nel
confermare il ruolo di preminenza dell’Arma nello specifico settore, ha
attribuito al Comando CC TPC la funzione di polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le Forze di Polizia.
Il Comando è composto da militari in possesso di qualificata preparazione, acquisita con la frequenza di specifici corsi in materia di “Tutela
del Patrimonio Culturale”, organizzati d’intesa dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali. L’attuale articolazione del Comando Carabinieri
TPC prevede a livello centrale un Ufficio Comando, quale organo di
supporto decisionale del Comandante nell’azione di comando, controllo e coordinamento delle attività di istituto in Patria ed all’estero, un
Reparto Operativo con una competenza territoriale areale, nonché di
coordinamento operativo sull’intero territorio nazionale per le indagini
di più ampio spessore (a sua volta suddiviso in tre sezioni Antiquariato,
Archeologia, Falsificazione e Arte Contemporanea) e, a livello periferico, 12 nuclei, con competenza regionale o interregionale, ubicati a
Bari, Bologna, Cosenza, Firenze, Genova, Monza, Napoli, Palermo,
Sassari, Torino, Venezia ed Ancona, ed una Sezione a Siracusa, di
recente istituzione, alle dipendenze del Nucleo TPC di Palermo.
e-mail
Indirizzo
Comando CC
TPC Roma
Tel.06.6920301 [email protected]
Roma
Piazza di Sant’Ignazio, Fax 06.69203069
152
Reparto CC TPC Roma,
Via Anicia, 24
Roma
104
Telefono/Fax
Reparto
Competenze
territoriali
[email protected]
Tel.06.585631
Fax 06.58563200
Lazio
Abruzzo
Nucleo CC TPC
Torino
Torino,
Via XX Settembre, 88
Tel.011.5215636 [email protected]
Fax 011.5170000
Piemonte
Valle D’Aosta
Nucleo CC TPC
Monza
Monza,
Via Brianza, 2
Tel.039.2303997 [email protected]
Fax 039.2304606
Lombardia
Nucleo CC TPC
Venezia
Venezia
P.zza S. Marco, 63
Tel.041.5222054
[email protected]
Fax 041.5222475
Veneto
Trentino A.A.
F.V.Giulia
Nucleo CC TPC
Genova
Genova,
Via S. Chiara, 8
Tel.010.5955488
Fax 010.5954841 [email protected]
Liguria
Nucleo CC TPC
Bologna
Bologna,
Via Castiglione, 7
Tel.051.261385
Fax 051.230961
Emilia
Romagna
[email protected]
Nucleo CC TPC
Ancona
Ancona,
Via Pio II
Pal. Bonarelli
Tel.071/201322 [email protected]
Fax 071/2076959
Nucleo CC TPC
Firenze
Firenze,
Via Romana, 37/a
Tel.055.295330
Fax.055.295359
Nucleo CC TPC
Napoli
Napoli,
Via Tito Angelici, 20
Tel.081.5568291 [email protected]
Fax.081.5784274
Campania
Nucleo CC TPC
Bari
Bari,
P.zza Federico II, 2
Tel.080.5213038
Fax.080.5218244 [email protected]
Puglia
Molise
Basilicata
Nucleo CC TPC
Cosenza
Cosenza,
Via Colletriglio, 4
Tel.0984.795548
[email protected]
Fax.0984.784161
Calabria
Nucleo CC TPC
Palermo
Palermo,
C.so Calatafimi, 213
Tel.091.422825
Fax.091.422452
[email protected]
[email protected]
Sezione CC TPC Siracusa,
di Siracusa
P.zza Federico di
Tel.0931.463418
[email protected]
Svevia snc
Fax.0931.461256
c/o Castello Maniace
Nucleo CC TPC
Sassari
Sassari,
Strada Prov.le
La Crucca, 3
Tel.079.3961005
[email protected]
Fax.079.395654
Marche
Toscana
Umbria
Sicilia
prov. di: Agrigento
Caltannisetta
Enna
Palermo
Trapani
Sicilia
prov. di: Siracusa
Ragusa
Messina
Catania
Sardegna
Il Comando CC TPC espleta i suoi compiti per la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale attraverso molteplici modalità operative che possono riassumersi in:
- controlli di aree archeologiche e di attività commerciali, fisse e ambulanti;
- attività investigativa specialistica volta al recupero di beni culturali e
oggetti d’arte, anche attraverso il monitoraggio di siti web dedicati;
- gestione della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti
(art.85 D.Lgs. 42/2004);
- consulenza specialistica a favore del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e dei suoi organi territoriali.
In particolare, le attività condotte sono indirizzate principalmente a:
- individuare i responsabili dei reati perpetrati in danno dei beni culturali (quali furti, ricettazioni, scavi archeologici illegali, falsificazioni)
e deferirli all’Autorità Giudiziaria;
- recuperare i beni culturali sottratti o esportati illecitamente dal territorio nazionale, estendendone le ricerche anche all’estero, nei limiti
stabiliti dalle diverse convenzioni e nell’ambito della cooperazione
giudiziaria tra gli Stati, attraverso i Ministeri degli Affari Esteri e della
Giustizia, nonché, mediante INTERPOL, con le Forze di Polizia delle
altre Nazioni;
- contribuire all’individuazione di violazioni alle norme di tutela
paesaggistica;
- effettuare controlli in occasione di mostre e di mercati d’antiquariato,
sui cataloghi delle più importanti case d’asta, anche on-line, nonché
presso antiquari e presso laboratori di restauro e di altri operatori del
settore;
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- effettuare servizi di prevenzione dei reati in aree archeologiche particolarmente sensibili, in cooperazione con l’Arma territoriale, il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri, le pattuglie a cavallo ed altri
mezzi dell’Arma, anche navali.
Il Comando CC TPC conduce attività all’estero, non solo nell’ambito
della cooperazione internazionale di polizia, ma anche per:
- supporto specialistico a operazioni di peace-keeping, come in Iraq
dal 2003 al 2006;
- attività di formazione di operatori di polizia e delle dogane di Stati
che lo richiedano;
- consulenza al Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le attività
volte alla restituzione di reperti archeologici appartenenti al patrimonio nazionale ed esposti in Musei e collezioni private stranieri.
Nel 1980 il Comando Carabinieri TPC qualificava ulteriormente l’attività investigativa predisponendo uno strumento informatico che si
sarebbe rivelato, nel tempo, un supporto investigativo di straordinaria
utilità ed efficacia, indispensabile per la lotta al particolare crimine: la
“Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, ora normativamente prevista dall’art. 85 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In essa sono quotidianamente inserite tutte le informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali da ricercare che pervengono al Comando dalle numerose Stazioni dell’Arma distribuite sul
territorio nazionale, dalle altre Forze di polizia, dalle Soprintendenze
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali o dagli Uffici doganali.
Attraverso INTERPOL giungono altresì le informazioni riguardanti i beni
sottratti all’estero. La Banca Dati, quindi, proprio in ragione dell’utilizzo di una sofisticata tecnologia informatica e delle numerose informazioni in essa contenute (circa 123.500 eventi e 5.000.000 di
oggetti, con oltre 343.000 immagini informatizzate), costituisce un
punto di riferimento per tutti i Reparti dell’Arma dei Carabinieri e per
le altre Forze di Polizia italiane ed estere e consente, tra l’altro, di
elaborare una attenta analisi del fenomeno “furti di beni culturali”, così
come di altre tipologie delittuose, fornendo indicazioni idonee ad indirizzare con maggiore precisione l’attività preventiva e investigativa dei
vari reparti. La stessa, alimentata giornalmente:
- è strutturata in moduli che consentono da un lato, l’inserimento e la
ricerca di eventi, persone, oggetti e le loro relazioni, dall’altro l’elaborazione di statistiche;
- è impostata su interfaccia WEB e supporto multilingua, consente
modalità di ricerca visuale e capacità di georeferenziazione degli
eventi;
- interagisce in tempo reale con palmari e personal computer portatili,
agevolando la redazione di rapporti/schede sul luogo dell’intervento e la consultazione e l’alimentazione diretta.
Per quanto attiene specificatamente alla funzione di comparazione
delle immagini, un software di indicizzazione le analizza assegnando
loro un’“impronta” sulla base di definite informazioni, quali il colore,
il contrasto, la forma e la trama.
Relativamente alla georeferenziazione degli eventi, un apposito programma consente:
- il posizionamento delle entità sul territorio in base al collegamento
tra dati alfanumerici e geografici, nonché l’individuazione di zone a
rischio e dei percorsi legati alla criminalità;
106
- la rappresentazione grafica di tutte le connessioni logiche tra le informazioni censite, integrandole con dati locali e remoti attinti per fini
investigativi e tabulati telefonici (società italiane).
La complessa architettura del sistema consente altresì una concreta interoperabilità con le altre Forze di Polizia ed Enti della Pubblica Amministrazione, quali le Soprintendenze e gli Uffici Esportazione, e la
Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha concesso un accesso
privilegiato al suo database informatizzato.
Nel lungo periodo, la gestione, la conservazione e l’aggiornamento
della Banca Dati, le tecniche di ricerca avanzate e l’interazione con i
sistemi di altri Enti istituzionali consentiranno di valorizzare ulteriormente il patrimonio di conoscenza acquisito durante lo svolgimento
delle attività investigative.
L’assenza di barriere doganali nell’ambito dell’Unione Europea,
seguita da una sempre maggiore facilità di movimento di persone e
merci a livello transnazionale, ha suggerito al Comando di sfruttare, in
affiancamento al proprio sistema informatico, le eccezionali potenzialità offerte dalla rete Internet per diffondere in qualsiasi parte del
mondo le informazioni relative ai beni culturali sottratti, indicazioni utili
alla cittadinanza, attraverso il sito istituzionale www.carabinieri.it. In
quest’ultimo, alla sezione “Banche Dati”, è presente un efficace motore
di ricerca attraverso il quale possono essere consultati circa 14.500
oggetti estratti dalla Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti
del Comando tra quelli più significativi ed importanti. Nello stesso
database i cittadini possono accedere ad un cospicuo elenco di immagini e di descrizioni di beni archeologici saccheggiati durante i due
conflitti bellici avvenuti negli ultimi anni in IRAQ, oltre che avvalersi di
“link” diretti alle pagine del sito UNESCO dedicate alle “Red list” di
Paesi a rischio.
Per facilitare la consultazione di tali informazioni e favorire il recupero
dei beni culturali da ricercare, il data-base e le pagine web del
Comando sono in corso di duplicazione in lingua inglese, nonché è in
atto una loro ulteriore implementazione per offrire al cittadino e alle
associazioni di categoria la possibilità di consultare un sempre
maggior numero di beni culturali.
Nell’apposita sezione tematica del sito www.carabinieri.it (Beni d’interesse culturale) sono disponibili “consigli” per orientare gli utenti che
intendano avvicinarsi al mercato dell’arte (tra cui un “decalogo” contro
gli incauti acquisti di opere d’arte contemporanea, redatto con la collaborazione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna) o che subiscano
furti di beni culturali.
Dal sito è inoltre possibile scaricare un modulo “Documento dell’opera
d’arte - Object ID” (vedasi foto) che peraltro può essere richiesto presso
qualsiasi comando dell’Arma. Compilando questa “scheda preventiva”, ciascuno può costituirsi un archivio fotografico e descrittivo dei
propri beni d’arte, utile, in caso di furto, per una loro ottimale descrizione al momento della denuncia, così da consentire la puntuale
comparazione con quanto giornalmente sia oggetto di controllo all’interno della Banca Dati e, quindi, favorire il riconoscimento del bene in
caso di individuazione. Un’opera rubata, infatti, se fotografata ed
adeguatamente descritta, può essere recuperata più facilmente.
Inoltre, per evitare di acquistare un bene culturale trafugato, ovvero per
conoscere l’eventuale illecita provenienza di uno posseduto, il cittadino
107
può richiedere al Comando o ai Nuclei dislocati sul territorio un
controllo presso la Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti.
In caso di riscontro negativo il Comando rilascerà un’attestazione in
cui è indicato che in quel momento il bene controllato non risulta
segnalato tra le opere da ricercare presenti in Banca Dati. Un eventuale esito positivo dell’accertamento darà luogo ai dovuti riscontri di
polizia giudiziaria.
Esempio di modello - “Documento dell’opera d’arte” - Object iD
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CALL CENTER
Il Call Center del MiBAC
Nell’ambito delle competenze del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali si colloca il servizio di call center atto a migliorare l’accesso
alla fruizione del patrimonio culturale nazionale da parte dei cittadini
italiani e stranieri nonché dei turisti in visita nel nostro Paese, per
fornire informazioni (in lingua italiana, inglese e spagnola) inerenti le
attività di pertinenza del Ministero, su musei, mostre temporanee,
archivi, biblioteche attraverso il numero verde 800 99 11 99.
Il Servizio è interamente affidato alla Società Omnia Network*, che
gestisce le chiamate tramite il numero verde attivo tutti i giorni,
compreso i festivi, dalle 9 alle 19. L’operatore di front office, mediante
la consultazione di Banche Dati ed un costante collegamento al sito
Internet del Ministero, è in grado di fornire tutte le informazioni
richieste, ivi comprese quelle relative alla struttura organizzativa del
Ministero ed alle competenze istituzionali dello stesso.
L’operatore ha a disposizione anche un banca dati integrata curata dal
personale di back office di Omnia Network contenente le informazioni
relative a manifestazioni, beni, musei, eventi di pertinenza non statale
(comunali, privati, etc.).
Omnia Network S.p.A.
Referente del Servizio: Stefania Subinaghi
Via Cristoforo Colombo, 6
20094 Corsico Mi
Tel. 335 7742381
Fax 06 784417333
[email protected]
Nello specifico, il front office svolge:
- un servizio di ricezione reclami da parte del Cittadino e di segnalazione all’Amministrazione;
- un servizio di supporto all’Ufficio Relazione con il Pubblico (URP);
- un servizio di supporto al Servizio II Comunicazione, promozione e
Marketing della direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e
la promozione.
- un servizio di segnalazioni al Comando dei Carabinieri per la Tutela
del Patrimonio Culturale;
L’attività di back office consiste in:
- attività di verifica e segnalazioni delle necessità di aggiornamento
dei dati presenti sul sito del Ministero dei Beni culturali;
- acquisizione di informazioni sulle iniziative culturali in essere su tutto
il territorio nazionale con partecipazione diretta o indiretta del
Ministero;
- acquisizione di informazioni al servizio del cittadino sui principali siti
non statali mediante la creazione di un Data Base interno a favore
del Front office;
- diffusione di informazioni mirate nei confronti di soggetti terzi quali
scuole, università, organismi culturali secondo valutazioni di opportunità da parte del Ministero. Tali informazioni sono fornite sul
numero complessivo di 10.000 contatti annui.
A fronte delle suddette attività, vengono prodotti periodicamente report
statistici quantitativi e qualitativi, che consentono una continua analisi
e monitoraggio dei servizi resi.
*Omnia Network s.p.a., gestore del servizio, è uno dei principali
operatori italiani nel settore della progettazione, realizzazione e
gestione dei servizi di outsourcing alle imprese.
109
ALES – ARTE LAVORO E SERVIZI S.P.A.
L’ampliamento dei servizi e l’incremento della qualità
Referente: Nicla Loiudice
Via Cristoforo Colombo, 98
00147 Roma
Tel. 06 70450922
Fax 06 77591514
Via S. Brigida, 51
80133 Napoli
Tel. 081 7810701
Fax 081 4206001
www.ales-spa.it
ALES arte lavoro e servizi, S.p.A. attualmente cura, per conto del
MiBAC, ventidue progetti localizzati sul territorio del Lazio e della
Campania, garantendo la conservazione e incrementando la fruibilità
dei beni appartenenti al patrimonio culturale del nostro Paese, nonché
migliorandola qualità dei servizi offerti. Supporta, inoltre, le strutture del
MiBAC con un servizio qualificato di assistenza tecnico-amministrativa.
I ventidue progetti attuati da ALES riguardano:
La gestione di musei ed aree archeologiche
Servizi di accoglienza, biglietteria, informazione e sorveglianza
hanno consentito la fruizione di importanti siti e spazi museali rimasti
a lungo inutilizzati quali il Parco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale a Napoli,il Museo Narrante di Hera Argiva alla
foce del Sele, l’area archeologica di Cuma, e di Villa dei Quintili e
Villa Capo di Bove a Roma, il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, la
Villa di Orazio a Licenza ed il Museo H.C. Andersen a Roma.
La manutenzione del verde e delle strutture museali e archeologiche
Servizi relativi alla bonifica e alla conservazione di parchi, giardini e
aree verdi annesse o limitrofe a siti archeologici e strutture museali altrimenti soggette ad eccessiva crescita vegetativa.
Le attività sono garantite presso il Santuario di Ercole Vincitore e il
Tempio della Tosse a Tivoli, la Villa di Orazio a Licenza, la Villa di
Nerone a Subiaco, le aree archeologiche di Ostia Antica, Veio, Atripalda, Avella, Cuma, Paestum e Mirabella Eclano, il Santuario di Hera
Argiva, il Museo Archeologico Nazionale, le Terme di via Terracina, il
Teatro di Teano e l’Archivio di Stato di Napoli.
La manutenzione ordinaria di siti di interesse culturale, storico ed
architettonico
Servizi relativi alla verifica periodica dello stato di conservazione dei
beni, all’identificazione di eventuali anomalie e alla definizione di
piani di ripristino e di mantenimento delle strutture.
Il servizio è garantito a Napoli presso Palazzo Reale, Castel Sant’Elmo, Villa Floridiana, Villa Pignatelli, Certosa di S. Martino, Museo di
Capodimonte, Palazzotto Borbonico a Capodimonte e Biblioteca
Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”.
La manutenzione ordinaria di strutture archeologiche
Servizi relativi alla bonifica degli edifici mediante interventi mirati alla
conservazione di murature, pavimentazioni ed intonaci (superfici non
decorate). Il servizio è garantito presso Avella, Atripalda, Mirabella
Eclano.
Il supporto al funzionamento di Archivi e Biblioteche
Servizi di movimentazione, spolveratura, ordinamento dei volumi
mirano a maggiore tutela e migliore conservazione del materiale archivistico e librario. Il servizio viene garantito a Roma presso la Biblioteca
di Palazzo Venezia e quella della GNAM; a Napoli presso l’Archivio
di Stato, la Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”, la
biblioteca specialistica di storia dell’arte “Bruno Molajoli; a Caserta
presso l’Archivio di Stato.
110
Il supporto tecnico-amministrati vo agli uffici del MiBAC
Attività relative a specifici servizi resi presso gli uffici delle Direzioni
generali e alcune strutture periferiche del MiBAC con l’obiettivo di
migliorare la qualità dei servizi istituzionali offerti al pubblico e di
agevolare e snellire le procedure amministrative, tecniche e logistiche
degli uffici. Il servizio viene garantito presso lo Sportello Informa e gli
uffici della Soprintendenza BAPPSAE di Napoli e provincia a Palazzo
Reale di Napoli, gli uffici della Soprintendenza Speciale per il Polo
Museale Napoletano, gli uffici dei Dipartimenti e le Direzioni Generali
del MiBAC e gli Uffici della Soprintendenza BAPPSAE di Caserta e
Benevento presso la Reggia di Caserta.
Attività di assistenza tecnico amministrativa alle strutture del MiBAC.
Consiste in un servizio qualificato di supporto alle professionalità
esistenti nelle strutture del MiBAC per lo svolgimento delle attività, al
fine di sopperire alle carenze di personale tecnico ed amministrativo,
oltreché per ridurre i tempi di espletamento dei processi in atto.
Il servizio viene garantito attualmente presso la Soprintendenza Speciale
per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il polo
museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare.
111
BBS S.R.L.
BBS s.r.l.
Via del Bettolino, 3
25050 Paderno Franciacorta (BR)
www.bbsitalia.com
www.companytv.it
112
BBS ha realizzato il progetto Company TV, una innovativa televisione
d’attesa in grado di fornire informazioni TV on demand grazie all’utilizzo di codici a barre.
Questa tecnologia, realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca
finanziato dalla Regione Lombardia, permette ad Enti ed Aziende di
fornire informazioni aggiuntive on demand a visitatori e clienti, in
modo semplice, interattivo, immediato e multilingua.
Infatti grazie al codice a barre posizionato sulla documentazione
cartacea a corredo di un servizio o un prodotto, il sistema è in grado
di fornire tutte le informazioni necessarie per approfondire i singoli
argomenti. Grazie ad un lettore ottico e ad una pulsantiera per la selezione della lingua, con un semplice e facile gesto, l’utente può facilmente interrogare il palinsesto TV per approfondire gli argomenti di
suo interesse con filmati, video, immagini e testi animando la documentazione cartacea esposta. Turismo, prodotti tipici e servizi sono i primi
settori nei quali la tecnologia Company TV è già stata applicata con
successo in oltre 190 installazioni in Italia e all’estero.
Nell’ambito dei beni culturali la tecnologia permette di costruire e
divulgare palinsesti TV sui siti archeologici, musei, monumenti e rendere fruibili in modo semplificato all’utente visitatore nella propria lingua
di consultazione tutte le informazioni disponibili sul luogo che si sta visitando e su quelle ad esso collegate.
La forza della soluzione Company TV si manifesta nella realizzazione
di circuiti culturali nei quali più Company TV vengono posizionate
all’ingresso di siti archeologici, musei e monumenti non solo per fornire
informazioni sul luogo che si sta vistando ma su tutta l’offerta museale
dell’intero circuito, accattivando il visitatore con immagini e filmati
forniti dalla Company TV.
La realizzazione di circuiti museali Company TV permette inoltre
all’Ente di recuperare risorse finanziarie da sponsor fortemente interessati a divulgare la propria immagine attraverso questo nuovo e originale media, facilmente personalizzabile in occasione di manifestazioni
ed eventi.
L’utilizzo della tecnologia Company TV permette di ridurre la quantità
di carta stampata, riducendo il numero di pagine di guide e opuscoli,
favorendo la fruizione dell’informazione via Company TV.
Il contenuto delle Company TV viene preconfezionato fornendo all’Ente
cliente una Company TV già riempita di contenuti nel palinsesto principale; in automatico e in totale autonomia, l’utente può aggiornare
semplicemente i singoli contenuti decidendo di inviare i dati alla
Company TV desiderata attraverso una connessione internet ad un
sistema di gestione dei contenuti fornito col sistema.
Orari, servizi aggiuntivi, informazioni sempre aggiornate: tutto questo
facilmente e in modo diretto può essere immesso dal gestore del
museo. In automatico i dati inseriti si distribuiscono sulle Company Tv
del circuito fornendo le informazioni aggiornate agli utenti.
Infine per rendere il palinsesto più accattivante ed interessante, la
tecnologia Company TV viene fornita con Notizie Ansa aggiornate
ogni ora e Previsioni meteo aggiornate quotidianamente.
2 0 0 8
P R O G R A M M A Z I O N E
2-5 aprile
FERRARA
Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali
12-15 maggio
ROMA
Forum P.A. Il Forum della Pubblica Amministrazione
4-7 giugno
RIMINI
Euro P.A. Salone delle Autonomie Locali
21-23 ottobre
MILANO
Com-pa Salone Europeo della Comunicazione Pubblica
dei Servizi al Cittadino e alle Imprese
23-24 ottobre
LUCCA
Lu.Be.C. Digital Technology
13-16 novembre
PAESTUM
XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
La Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la
standardizzazione delle procedure svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione delle risorse
finanziarie, di qualità e standardizzazione delle procedure; cura, previa istruttoria degli istituti culturali interessati,
la promozione della conoscenza e dell’immagine dei beni e delle attività culturali in ambito nazionale ed
internazionale. Uno dei compiti istituzionali della Direzione è il coordinamento delle politiche comunicative che
costituisce l’elemento centrale del programma di Comunicazione, ed è svolto nell’ambito di un sistema integrato,
fondato sull’uniformità delle basi informative e dei linguaggi e su strategie di comunicazione e marketing. Questo
sistema di comunicazione opera come momento di coesione e sviluppo per dar vita ad una strategia unitaria che
punti all’efficienza, ai risultati e ad offrire un servizio di sempre maggiore qualità, utilizzando un progetto organico
di iniziative visibile, trasparente, coordinato ed efficace, rivolto ad un’utenza più ampia.
Nello specifico:
- offre un servizio di informazione e comunicazione immediatamente fruibile per il grande pubblico, per le altre
Amministrazioni, per le Autonomie regionali e locali, per le scuole, le università, le associazioni di categoria, i
soggetti attuatori e gestori di finanziamenti, ecc.;
- assicura il coordinamento ed orientamento delle fonti di informazione esistenti a livello nazionale, locale e
comunitario;
- favorisce, oltre alle attività tradizionali (ricerche, pubblicazioni, conferenze), un uso strategico delle più moderne
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare promuove gli strumenti telematici quali fonti
di accesso e d’interazione tra l’utente ed i servizi informativi collegati;
- migliora la comunicazione (URP) attraverso un sistema di collegamento di reti e di sportelli (fisici o virtuali)
destinati al pubblico.
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Tel. 06.6723.2851-2927 - Fax 06.6723.2538 - [email protected]
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06.6723.2980-2990 - Fax 06.6798.441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
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Opuscolo - Ministero dei Beni e le Attività Culturali