PROGRAMMA DEL MESE DI NOVEMBRE
Ospite della riunione sarà il dott. Massimiliano Tacchi, socio del Rotary Club Pistoia Montecatini Terme "Marino Marini" e presidente della sottocommissione RYLA del
Distretto 2070, che presenterà l'edizione 2013 (la trentunesima) del " Rotary Youth
Leadership Award ", in programma dal 14 al 21 aprile all'isola d'Elba. Al termine
della Conviviale si riunirà il Consiglio Direttivo.
Martedì 6 novembre
Conviviale diurna
ore 13,15 - Hotel Palace
Ospite della riunione sarà l’ing. Carlo Pellegrini, engineering manager per i siti di
Savigliano (Italia) e Barcellona (Spagna) di Alstom Group (nonché socio del Rotary Club
Pistoia - Montecatini Terme), per una serata dedicata al passato, presente e futuro del
trasporto su rotaia. La conferenza dell’ing. Pellegrini, dal titolo “Binari: le parallele
della concorrenza”, sarà integrata dall’intervento di due modellisti ferroviari che
esporranno e descriveranno alcuni modellini storici e contemporanei di treni.
Venerdì 16 novembre
Conviviale serale
ore 20,15 - Hotel Palace
L’evento è dedicato all’annuale “Festa dell’olio”, un’occasione per degustare la
produzione 2013 di olio d’oliva locale grazie al contributo di soci e amici produttori (in
grande o in piccolo) di “oro verde”.
Martedì 20 novembre
Conviviale diurna
ore 13,15 - Hotel Palace
Ospite della serata sarà il maestro Roberto Zamori, che terrà una conferenza dal
titolo: " SOUNDTRACK 2.0 " Aspetti e sviluppi della Musica per l'Immagine. Nel
corso dell'incontro Zamori proporrà punti di riflessione riguardo ai moderni concetti di
fare Musica per le Immagini e la Multimedialità, oggi. Con esempi in audio e video si
ripercorreranno brevemente gli sviluppi che hanno portato le Colonne Sonore ad una
diversa forma di interazione con le immagini dei moderni Media. Parteciperanno come
ospiti il dott. Alvaro Petrucci ed il suo sax tenore per degli esempi di suono dal vivo, e
la prof. Paola Portuesi per un cenno di animazione scenica in Musica.
Martedì 27 novembre
Conviviale serale
ore 20,15 - Hotel Palace
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L'invito a tutti i predetti eventi è esteso alle gentili signore ed agli amici del Rotaract
Gita a Vicenza – 10 e 11 Novembre 2012
Si ricorda ai soci della Gita a Vicenza in programma per il fine settimana del 10 e 11 Novembre. Il soggiorno sarà
comodo e riposante e il programma sarà ricco di spunti culturali e, perché no, enogastronomici!
Per tutte le informazioni, contattare la Segreteria ai contatti che trovate in fondo al bollettino
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Finale con gran sorpresa….
della riunione conviviale del 30 ottobre scorso in interclub
con il Rotary Club Pistoia Montecatini "Marino Marini": al
termine della serata, poco dopo la fine dell'intervento del
relatore ospite, si è presentato in sala (era ospite della
struttura alberghiera in cui si è tenuta la cena) l'ex presidente
del consiglio Silvio Berlusconi.
Il fondatore del PdL ha intrattenuto gli ospiti con il piglio e
l'affabilità a tutti noti, spaziando dallo scenario politico
passato e presente, a curiosità ed aneddoti vari, generali e
personali, concedendosi anche per foto e autografi con i
presenti.
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6 ottobre 2012:
"Gara Endurance 3 ore Go-kart”
Evento benefico organizzato a favore della FONDAZIONE SANDRO PITIGLIANI: trattasi di Gara
Endurance della durata di 3 ore organizzata presso la pista del Mugellino all’interno
dell’Autodromo de Mugello (Scarperia).
I risultati di gara, i provini delle foto e tutte le informazioni sul sito www.rotaryprato.it
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9 ottobre 2012:
"Il sacco di Prato"
Relatore della serata:il prof. Giampiero Nigro
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23 ottobre 2012:
"Buon compleanno James Bond!"
Ospite della serata il dott. Federico Berti che ci ha intrattenuto su storia, curiosità e aneddoti della saga cinematografica
dedicata al più famoso agente segreto del mondo.
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Ferdinando Martini (1841 – 1928), scrittore prolifico e gustosissimo, ricoprì vari incarichi di governo : Ministro della Pubblica
Istruzione nel 1892, Commissario per l’Eritrea nel 1897 e poi Ministro per le Colonie. Si legge in uno dei Diari che passando
un giorno per le campagne vicino a Monsummano vede uno dei suoi mezzadri seduto fuor dall’uscio con in mano un libro,
aperto ma alla rovescia. Il Martini glielo fa notare e il contadino, analfabeta ma arguto, ribatte prontamente Chi sa leggere, sa
in tutti i modi.
*****
Mi è rimasta impressa un’ osservazione dell’amico Renzo Giovannelli, (che dice, bontà sua, di leggere con gusto
questi miei scritti). Parlando della rubrica dedicata a Giuseppe Arcangeli, personaggio di spicco della Prato di
metà Ottocento, Renzo ha commentato : Ora so chi è quell’Arcangeli della strada per la quale passo tutti i giorni.
Io penso che conoscere i personaggi ai quali sono intestate le vie della nostra città – pur scansando Ho Chi Minh
city, Guangzhou, partigiani caduti e politici recentissimi – è un bel modo di ricordare la storia pratese.
LA DIETA È LA MIGLIOR MEDICINA
CON UNA BUONA MANGIATA STAI MEGLIO D’UN PAPA
(proverbi popolari)
Questo mese prendiamo spunto dal volume Lettere di Atto Vannucci a Enrico Bindi, curato da Andrea Bolognesi
ed edito dal Comune di Montale, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. È stato
presentato il 25 ottobre scorso alla
Biblioteca “Roncioniana” di Prato.
Tobbiana di Montale (Pistoia)
Atto Vannucci, nato a Tobbiana di Montale
(Pistoia) il 1 dicembre 1810 da una famiglia
contadina, a quindici anni entra nel seminario
pistoiese. Qui è allievo del canonico pratese
Giuseppe Silvestri (1774-1865), uomo di
grande cultura classica, ma aperto anche alle
idee moderne, una vita per l’insegnamento,
alle scuole di Prato, al seminario di Pistoia, al
Collegio Cicognini di Prato e quindi ancora a
Pistoia. La sua biografia, opera di uno dei suoi
migliori
allievi,
Cesare
Guasti,
è
significativamente intitolata Giuseppe Silvestri,
l’amico della studiosa gioventù (Prato 1874).
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Alla via che da piazza Cicognini porta alla via Santa Trinita è stato dato il nome del Vannucci. Vediamo perché.
Nell’autunno del 1831 Giuseppe Silvestri lascia il seminario di Pistoia e viene a Prato ad assumere il ruolo di
rettore del Collegio Cicognini che sta attraversando un periodo di profonda crisi. Questa la situazione del Collegio
che ci rappresenta il Ceccuti (“Storia di Prato” Cassa di Risparmio, 1980) : drasticamente caduto il numero degli
iscritti, traballante l’amministrazione, smarrito da parte dei convittori ogni senso della disciplina .
Allo scopo di risollevare le sorti di quel
collegio, che in passato ha goduto di grande
fama e prosperità, il Silvestri porta con sé
alcuni insegnanti pistoiesi e fra questi due dei
suoi migliori allievi, il sacerdote Giuseppe
Arcangeli (che abbiamo ricordato all’inizio), e
Atto Vannucci, ancora seminarista. Sotto la
guida del Silvestri il Vannucci ha studiato
intensamente Dante, ha letto Alfieri e
Foscolo, ha conosciuto gli enciclopedisti,
specie Voltaire e Rousseau, e apprezzato
Lammennais, che incontrerà più volte, più
tardi, nell’esilio in terra di Francia. A Pistoia
lascia amici cari, fra i quali Enrico Bindi con il
quale intratterrà per quasi vent’anni una fitta
corrispondenza, in parte riprodotta e
La via Atto Vannucci oggi
commentata nel libro del Comune di Montale
citato all’inizio. La sua decisione di accogliere l’invito del Silvestri e lasciare il seminario per il Cicognini, è
fermamente osteggiata dai suoi superiori, che ritengono quell’incarico non idoneo per un chierico. Il Vescovo lo
affronta con asprezza : Faccia come vuole, ma se ci va noi non si ordina [sacerdote]. Il Vannucci sente come un
sopruso quell’avversione, un tentativo di limitare la sua libertà che provoca in lui un’ostilità sempre più decisa
verso gran parte dell’ambiente ecclesiastico e lo fa avvicinare a idee laiche e anticlericali.
Al Cicognini il Vannucci ha l’incarico di prefetto di camerata, ma deve continuare gli studi per ottenere
l’ordinazione sacerdotale frequentando i corsi regolari e quelli di teologia nel seminario di Prato. Non contento di
quanto gli viene insegnato, legge, potremmo dire divora, opere letterarie, storiche, scientifiche ed economiche,
ma anche, per distrarsi, romanzi e opere buffe. Desideroso di conoscere il mondo, inizia lo studio della lingua
spagnola. Riesce a fare tutto questo contemporaneamente e i compagni di studi lo chiamano “bove” , l’animale
che vive per lavorare.
Il suo modo di insegnare entusiasma gli allievi e viene lodato in vari ambienti scolastici. Il piano di studi per la
storia e la geografia da lui concepito interessa persino Niccolò Tommaseo, come afferma nel resoconto della sua
Gita a Prato durante la quale, il 23 gennaio 1833, ha occasione di visitare anche il Collegio Cicognini. Per fornire
validi sussidi didattici, il Vannucci dà vita ed assicura la sua collaborazione alla Biblioteca dei classici latini con
commenti italiani per uso delle scuole , decine di volumi che la Tipografia Aldina (la più importante del periodo, di
proprietà di Giuseppe Benini e di Iacopo Martellini, un repubblicano intimo di Pier Cironi) va stampando a Prato
negli anni ’40 e ’50 dell’800.
Non disdegna di partecipare alla vita allegra e spensierata degli allievi del Collegio che trascorrono le vacanze
estive nel complesso de Le Sacca sulle colline di Prato.
In una lettera del 22 ottobre 1832 scrive al Bindi : Qui si conduce una vita la maggiore scioperata del mondo […]
Non istarò a contarti qui tutte le prodezze da noi fatte, perché non potrei mai dirti tutto. Ti basti che nella
settimana passata fu tale la compagnia che facemmo che arrivati a mèta, quai generosi e prodi distruttori, fummo
capaci in otto a bever tre fiaschi di generosissimo vino (ma di questo taci) […] Sembra che noi stiamo quassù
soltanto per mangiare, giuocare e far del chiasso.
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Intellettualmente curioso, il Vannucci quando può viaggia : Milano, Roma, la Campania, la Sicilia, e poi – per
diletto o costretto per le sue idee politiche - la Francia, la Germania e la Svizzera. Egli annota impressioni e
ricordi di incontri e visite : ce ne rimane memoria in una gran mole di appunti sparsi in varie biblioteche e archivi.
Un esempio. Nel gennaio 1843 chiede e ottiene due mesi (poi prorogati fino ad agosto) di congedo
dall’insegnamento onde recarsi a Parigi a curare una malattia d’occhi dalla quale è travagliato. Dalle sue lettere si
comprende che a Parigi ci va forse soprattutto per combattere quel malessere che a momenti gli rende
insopportabile la vita monotona e piena di tenebrosissima noia che la città di Prato gli offre : uno stato di tensione
nervosa che tende a somatizzarsi anche in malesseri fisici, soprattutto in forti mal di testa. Scrive al Bindi da
Milano durante il viaggio di ritorno (4 giugno 1843) Mi par di sentirti domandare – che hai fatto a Parigi ? – Nulla :
ho passato lietamente tutte le ore andando
di distrazione in distrazione, e facendo
perfettamente il “flaneur” [sfaccendato] .
Quella sede di tutti i lumi e di tutti i mali è
luogo unico … Io ti concluderò che sono
partito di là con vero dispiacere perché i
miei giorni scorrevano brevi e pienissimi, e
ora vado incontro a giorni vuoti e
lunghissimi. A Parigi incontra personaggi
della cultura e della politica ed entra in
contatto con patrioti italiani di fede
repubblicana e forse anche con gli ambienti
della “Giovane Italia” alla quale è incerto se
sia mai stato affiliato. La polizia lo fa spiare,
sospettandolo di frequentare un comitato di
esuli italiani che starebbero progettando
una grande insurrezione nel centro Italia per
l’agosto 1843. Nel viaggio di ritorno da
Parigi transita da Milano dove viene
indagato con discrezione dalla locale
Direzione di polizia che invia rapporto al
Presidente del Buon Governo Granducale
della Toscana : Reduce dalla Francia arrivò
in questi giorni a Milano il sacerdote
toscano Atto Vannucci, professore di
letteratura a Prato … Quest’individuo mi
venne nella via confidenziale segnalato
“Le Sacca” purtroppo in rovina
come uno de’ dirigenti gli affari della
“Giovane Italia”. Il Commissario di Pistoia (provincia di nascita) a sua volta così scrive : Ha credito di persona
molto istruita, e studiosa, e dalle cose dette occasionalmente in alcuni scritti dati alle stampe […] potrebbe
aggiungersi che in fatto di politica egli professa principi non abbastanza moderati . Invia un rapporto anche il
Commissario di Prato : Non ho mai potuto raccogliere notizie di tali fatti che stiano a convincerlo di appartenere
alle sètte dei così detti liberali. Non tacerò bensì che egli si è reso agli occhi di molti gravemente sospetto col
suo contegno di vita esteriore, il quale converrebbe più a un libero secolare che ad un ben costumato ed
esemplare ecclesiastico, e più di tutto poi coll’intrinseca e notissima relazione e amicizia che esso ha coll’avv.
Giovacchino Benini […] ritenuto generalmente un uomo di cattiva morale, ed il più contrario in questa città
all’ordine politico, e che non lascia di stare nel movimento delle sètte rivoluzionarie. E conclude : con ogni cautela
sarò dietro ai di lui passi e a quelli dei suoi amici, e specialmente di quello di sopra nominato che più d’ogni altro
è terribile, e che senza dubitarne se la “Giovane Italia” ha dei corrispondenti in Prato, egli è il primo. Giovacchino
Benini è un liberale per mentalità e per idee politiche. Il suo salotto, nella casa di via Muzzi, non ha niente da
invidiare a quelli politico-letterari di Firenze capitale. Vannucci e Arcangeli, Cironi e Rubieri, Mazzoni e Costantini,
Guasti e Bicchierai sono solo alcune delle figure che lo animano, dandogli una precisa collocazione nel quadro
culturale della città
Le “attenzioni” della polizia rimangono una costante nella vita del Vannucci fino all’unità d’Italia. Per esempio, nel
1846, avendo cominciato a lavorare alla sua Storia dell’Italia Antica, scriverà, per motivi di studio, a Pietro
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Giannone a Parigi, lui sì noto esponente della “Giovane Italia”. Intercettata la lettera, la polizia francese scrive che
in base alle informazioni in suo possesso l’affiliazione del Vannucci nella “Giovane Italia” è avvenuta cinque anni
or sono. Si scoprirà poi che i sospetti sul Vannucci e su altri italiani a Parigi provengono da un informatore non
affidabile il quale, si legge in una relazione di Polizia, serbava in brutta copia la sua corrispondenza forse per non
contraddirsi, perché mentiva spesso impudentemente.
I democratici nell’estate del ’48 fanno
sentire la loro voce dalle colonne de
“L’Inflessibile”, un titolo che rappresenta
di per sé un programma. Sostiene gli
ideali di democrazia radicale dei circoli
popolari sorti nell’estate del 1848 per
cercare di inquadrare in un preciso
indirizzo politico le agitazioni e i moti
serpeggianti anche nelle campagne del
pratese. Il giornale ha vita breve, esce
l’8 luglio 1848 e viene soppresso il 6
agosto successivo. Il Vannucci ne è uno
dei principali collaboratori. In Toscana
esplodono vere e proprie “rivolte della
fame” : le plebi, inferocite dalla crisi
degli ultimi anni e infiammate dalla
propaganda reazionaria, non esitano ad
Lapide che ricorda l’abitazione del trimviro Mazzoni, oggi accanto al Ristorante “baghino”
abbandonarsi ad atti vandalici, a
dimostrazioni tumultuose, ad attacchi alla proprietà, a saccheggi e ruberie. E tutto ciò mentre i democratici
tentano di dar vita ad un governo popolare e uno dei leader, il Guerrazzi, propone di dare in enfiteusi al popolo le
terre dello Stato. Gli avvenimenti precipitano. A Roma viene convocata la costituente italiana : fra i suoi promotori
Atto Vannucci, deputato del circolo di Prato. Il Granduca fugge (7-8 febbraio 1849), viene nominato un governo
provvisorio formato da Guerrazzi, Montanelli e Giuseppe Mazzoni, ma numerose sono le manifestazioni in favore
del Granduca, specie ad opera dei contadini (a Prato dal 21 febbraio) fino al suo ritorno, dopo violenze e
intemperanze culminate nella giornata del 12 aprile, allorché proprio i contadini rialzano a Firenze gli stemmi
granducali. Di fronte alla agitazione furiosa delle plebi, i ceti medi, spaventati, fanno blocco contro il triumvirato,
incapace di frenare quel moto sconsiderato, e appoggiano apertamente il ritorno del Granduca. Per i sostenitori
del governo popolare si aprono le porte del carcere o la via dell’esilio.
Vannucci si rifugia nella Parigi tanto amata. L’esilio lo porta poi in Inghilterra, in Svizzera e in Belgio fino a che,
nel 1855, il mutato clima politico gli consente di rientrare a Firenze. Nel 1861 viene eletto deputato di Firenze al
Parlamento Nazionale e poi senatore del Regno. Colpito da cecità e sordità, trascorre gli ultimi anni della vita
chiuso nella sua casa di Firenze dove muore il 9 giugno del 1883 e viene seppellito nel cimitero di San Miniato al
Monte. Lascia la sua biblioteca, più di quattromila volumi e un cospicuo numero di opuscoli ed estratti, al Collegio
Cicognini.
Mi piace andare a scovare nelle carte private e nella corrispondenza dei grandi uomini, come Vannucci
certamente è stato, qualche frase o osservazione che ce li rendano in qualche modo più vicini a noi, occupati
come noi negli affanni quotidiani. Trascrivo a questo scopo parte di una lettera del 19 agosto 1831 che il “nostro”
Atto scrive da Tobbiana all’amico Bindi che è in seminario a Pistoia. Il Vannucci è presso la sua famiglia perché
ammalato, ma non sappiamo in cosa consiste la sua malattia. Francesco Rosso (Atto Vannucci da ricordi
contemporanei e memorie di viaggi e dallo spoglio di 1500 lettere inedite, Torino 1907) ci informa che soffre di
malinconia e continua disappetenza, sintomi (osserva il Bolognesi nella raccolta di lettere edita dal Comune di
Montale citata all’inizio, pag.83, nota 1) che farebbero pensare a una malattia di origina nervosa […] quale si
manifesterà anche in vari altri periodi della sua vita.
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In quanto ai miei incomodi io sono quasi guarito mercé di una
ricetta giudiziosamente compostami e da me diligentemente
osservata. Essa è basata sopra di un saldo e vero principio.
L’indovineresti qual è ? Il non cercar mai di medici, e ridersela
delle loro dicerie. Oh questa è bella ! tu dici. Dunque il non
curar quelle persone dateci a salvezza dall’Autore supremo […]
il trasgredire a’ comandi di questi veri filantropi, sarà cagion di
salute ? […] Ti dirò che una fresca esperienza mi ha fatto
conoscere il contrario di quello che tu vuoi provarmi. E tu ben
sai che nelle cose naturali quando un fatto dimostra una verità
vanno all’aria le ipotesi, i sistemi, le teorie ed ogni cosa.
Dunque ritornando al proposito io sto meglio per aver
contrapposto alla ricetta del medico quella compostami da un
galantuomo che per l’amicizia che da qualche anno passa fra
noi ha avuto di me una cura particolare. Egli mi ha fatto animo,
ha voluto e mi ha costrinto a prendere invece di purganti, di
lenitivi, di bevande etc. un mezzo piccione con qualche altra
cosa, alla nostra, e a bevervi sopra una dose sufficiente di uno
di quei vini lodati meritatamente dall’amico Ciantelli. Credi pure
che un sì fatto esercizio prolungato fin qui ha prodotto in me un
cambiamento notabile e mi ha fatto altr’uomo da quel ch’io era.
Non ti dirò già che io sia tornato perfettamente in salute in guisa
da non desiderare maggior miglioramento ma pur tuttavolta in
questi pochi giorni ho racquistato gran parte delle smarrite forze, ed è comparsa in me anche a’ riguardanti una
tal mutazione, che avendo io incontrato non ha guari il nostro amatissimo Professore di cui meritatamente
piangiamo la perdita [si tratta del Canonico Silvestri comandato, come già detto, a lasciare il seminario di Pistoia
per andare Rettore al Cicognini di Prato] in atto di meraviglia mi disse : “Cazzo ! Ella è ingrassato. Procuri di
seguitare”.
Atto Vannucci quand’era deputato
Il compianto amico carissimo prof. Giuseppe Nuti, da anni infermo, a chi lo consolava dicendo che le cure
avrebbero avuto ragione del male, rispondeva ‘Un tu crederai mica che la medicina sia una scienza esatta ?’
Gianni Limberti
Festeggiano il compleanno
Mario Fedi
2 Novembre
Luca Giovannelli
5 Novembre
Pierluigi Marrani
10 Novembre
Luciano Pedrizzetti
15 Novembre
Pietro Ticci
16 Novembre
Roberto Bini
20 Novembre
P. R. Puggelli
23 Novembre
..tanti auguri a tutti!
ROTARY INTERNATIONAL
SEDE MONDIALE:
ONE ROTARY CENTER
1560 SHERMAN AVENUE
EVANSTON, Illinois 60201 USA
Presidente Internazionale:
Sakuji Tanaka
(Rotary Club di Yashio, Saitama, Giappone)
Ufficio Europa-Africa: Rotary International
Vitikonerstrasse 15 – CH 8032 ZURIGO www.rotary.org
Annata Rotariana 2012-2013
(56° anno) Distretto 2070
Governatore:
Franco Angotti (R.C. Firenze Sud)
Assistente del Governatore:
Massimo Petrucci, R.C. Fucecchio S.Croce
sull’Arno per i Rotary Club area Toscana 1:
Prato – Prato “Filippo Lippi” – Empoli
Fucecchio S.Croce sull’Arno, Pistoia
Montecatini, Pistoia Montecatini “Marino
Marini”, San Miniato.
Segreteria 2012 - 2013
del Distretto 2070°
Viale F.lli Rosselli, 47 – 50144, Firenze (FI)
Tel. +39 055 3437608
Fax +39 055 3437608
[email protected]
web: www.rotary2070.org
ROTARY CLUB PRATO
c/o Hotel Palace, Via Pier della Francesca, 71 –
59100 Prato
Segreteria: Cell: 334/2354722
fax: 0574/445496
E-mail: [email protected]
Home page: www.rotaryprato.it
RIUNIONI CONVIVIALI: HOTEL PALACE PRATO
Via Pier della Francesca 71
Il 1° e 3° martedì/mese alle ore 13.00
Il 2° e 4°martedì alle ore 20,15
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Gita a Vicenza - Rotary Club Prato