Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma 21/22 dicembre 2010 – Dipartimento di Matematica – 10 gennaio 2011 Università di Parma In copertina: disegno di Fabio Cavatorta Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma 21/22 dicembre 2010 – Sala Riunioni – 10 gennaio 2011 terzo piano Martedì 21 dicembre, mercoledì 22 dicembre e lunedì 10 gennaio saranno organizzati una serie di seminari tenuti da ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma. I seminari saranno distribuiti, nell'arco delle tre giornate, dalle 09:00 di mattina alle 18:00 del pomeriggio, si terranno nella Sala Riunioni al terzo piano e saranno su argomenti vari, dall'Algebra all'Informatica, dall'Analisi alla Fisica Matematica, dall'Analisi Numerica alla Meccanica Celeste, dalla Geometria alla Matematica Finanziaria. Nel tardo pomeriggio, saranno organizzati anche incontri di orientamento e discussione, pensati essenzialmente per gli attuali studenti della Laurea Triennale e Magistrale in Matematica o Informatica, in cui potrete confrontare i vostri dubbi con l'esperienza di chi ha continuato la propria carriera nella Ricerca, nell'Università o nel mondo del lavoro. Il calendario è pubblicato nella bacheca vicino alla portineria! Per ulteriori informazioni: http://www.dm.unipi.it/~angella/exstudenti/ Tutti gli interessati sono invitati a partecipare!! Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma 21/22 dicembre 2010 – Sala Riunioni – 10 gennaio 2011 terzo piano Partecipanti: Daniele Angella (Università di Pisa) Maria Giovanna Mora (SISSA di Trieste) Chiara Autelitano (Cedacri S.p.A.) Massimiliano Morini (Università di Parma) Sara Azzali (Georg-August-Universität Göttingen) Giordano Orzetti (Università di Padova, Universidad de Sevilla) Paolo Baroni (Scuola Normale Superiore di Pisa) Marco Pasquali (Università la Sapienza di Roma) Luigi Amedeo Bianchi (Scuola Normale Superiore di Pisa) Carla Piazza (Università di Udine) Fabio Cavatorta (Si-Grade S.p.A.) Mattia Pedrini (SISSA di Trieste) Sabrina Rivetti (Università di Trieste) Simon G. Chiossi (Politecnico di Torino) Federico Alberto Rossi (Università di Milano Bicocca) Laura Cremaschi (Scuola Normale Superiore di Pisa) Federica Spoto (Scuola Normale Superiore di Pisa) Simone Delmonte (Università di Parma) Luca Ferrari (Università di Firenze) Enrico Franchi (Università di Parma) Achille Frigeri (Politecnico di Milano) Silvia Gazzola (Università di Padova) Alberto Gioia (Università di Leiden, Università di Bordeaux 1) Cristiano Spotti (Imperial College) Michele Terribilini (Università di Parma) Valentina Tessoni (Università di Parma) Pietro Tortella (SISSA di Trieste, Université Lille 1) Giacomo Zanichelli (Università di Milano Bicocca) Alessandro Zucconi (Politecnico di Zurigo) Aggiornato al: 09 dicembre 2010 , Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma Dipartimento di Matematica di Parma, 21/22 dicembre 2010 - 10 gennaio 2011 Calendario dei seminari (aggiornato al 08 gennaio 2011) Tutti i seminari si terranno nella Sala Riunioni del terzo piano Ora 21 dicembre 2010 22 dicembre 2010 10 gennaio 2011 09:00-09:40 Fabio Cavatorta Simone Delmonte Sabrina Rivetti 09:40-10:20 Giacomo Zanichelli Luigi Amedeo Bianchi Valentina Tessoni 10:20-11:00 Enrico Franchi Alessandro Zucconi Federica Spoto 11:00-11:30 (coffee break) (coffee break) (coffee break) 11:30-12:10 Mattia Pedrini Silvia Gazzola Daniele Angella 12:10-12:50 Luca Ferrari Laura Cremaschi Michele Terribilini 12:50-14:30 --- --- --- 14:30-15:10 Federico Rossi Marco Pasquali Pietro Tortella 15:10-15:50 Simon Chiossi Chiara Autelitano Paolo Baroni 15:50-16:10 (coffee break) (coffee break) (coffee break) 16:10-16:50 Cristiano Spotti Giordano Orzetti Maria Giovanna Mora 16:50-17:30 Massimiliano Morini Sara Azzali spazio orientamento 17:30-18:10 Alberto Gioia spazio orientamento spazio orientamento 18:10-18:30 spazio orientamento spazio orientamento spazio orientamento Link Google Calendar: html, ical, xml (ID calendario: [email protected]) Per informazioni o per confermare la tua partecipazione, contatta: seminario.ex.studenti (CHIOCCIOLA) gmail (PUNTO) com oppure Laura Cremaschi - laura.cremaschi (CHIOCCIOLA) gmail (PUNTO) com Daniele Angella - daniele.angella (CHIOCCIOLA) gmail (PUNTO) com Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma Parma, 21/22 dicembre 2010 – 10 gennaio 2011 http://www.dm.unipi.it/~angella/exstudenti/ Calendario provvisorio per il: 21 dicembre 2010 Sala Riunioni terzo piano 09:00 – 09:40 : Fabio Cavatorta, “ Una introduzione alla valutazione dei contratti derivati e l'equazione di Black, Scholes e Merton” 09:40 – 10:20 : Giacomo Zanichelli, “ Quanto costa una possibilità? (Prezzaggio di derivati in mercati asimmetrici)” 10:20 – 11:00 : Enrico Franchi, “ Sistemi multi-agente e social networks” 11:00 – 11:30 : coffee break 11:30 – 12:10 : Mattia Pedrini, “ Fibrati Principali ed Effettività Numerica” 12:10 – 12:50 : Luca Ferrari, “ La funzione di Moebius del poset dei motivi consecutivi” 14:30 – 15:10 : Federico Rossi, “ Geometria Para-complessa: un'introduzione” 15:10 – 15:50 : Simon Chiossi, “ 4-varietà con molte forme chiuse” 15:50 – 16:10 : coffee break 16:10 – 16:50 : Cristiano Spotti, “ Compattificazione dello Spazio di Moduli di Kähler-Einstein Fano manifolds” 16:50 – 17:30 : Massimiliano Morini, “ Un modello variazionale di crescita epitassiale: esistenza, regolarità e proprietà qualitative di soluzioni” 17:30 – 18:10 : Alberto Gioia, “ La chiusura di Galois di Bhargava” 18:10 – 18:30 : spazio orientamento per gli studenti di Triennale e Magistrale Aggiornato al: 15 dicembre 2010 Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma Parma, 21/22 dicembre 2010 – 10 gennaio 2011 http://www.dm.unipi.it/~angella/exstudenti/ Calendario provvisorio per il: 22 dicembre 2010 Sala Riunioni terzo piano 09:00 – 09:40 : Simone Delmonte, “ Problemi parabolici a coefficienti non limitati” 09:40 – 10:20 : Luigi Amedeo Bianchi, “ Processi di Dirichlet” 10:20 – 11:00 : Alessandro Zucconi, “ I derivati sul tempo atmosferico” 11:00 – 11:30 : coffee break 11:30 – 12:10 : Silvia Gazzola, “ Il metodo agli elementi di contorno per problemi di propagazione ondosa in multidomini bidimensionali” 12:10 – 12:50 : Laura Cremaschi, “ Curvatura e topologia nella Geometria Riemanniana: un panorama” 14:30 – 15:10 : Marco Pasquali, “ Ideali abeliani di una sottoalgebra di Borel e gruppo di Weyl affine” 15:10 – 15:50 : Chiara Autelitano, “ Uno strano incontro tra un Matematico e l'economia” 15:50 – 16:10 : coffee break 16:10 – 16:50 : Giordano Orzetti, “ Approssimazione polinomiale su mesh debolmente ammissibili della palla e del tetraedro” 16:50 – 17:30 : Sara Azzali, “ Teoria dell'indice e invarianti secondari: risultati sull'operatore di segnatura” 17:30 – 18:30 : spazio orientamento per gli studenti di Triennale e Magistrale Aggiornato al: 21 dicembre 2010 Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma Parma, 21/22 dicembre 2010 – 10 gennaio 2011 http://www.dm.unipi.it/~angella/exstudenti/ Calendario provvisorio per il: 10 gennaio 2011 Sala Riunioni terzo piano 09:00 – 09:40 : Sabrina Rivetti, “ L'equazione della Capillarità” 09:40 – 10:20 : Valentina Tessoni, “ Controllo ottimo applicato a un modello epidemiologico” 10:20 – 11:00 : Federica Spoto, “ Shadowing Lemma e determinazione orbitale caotica” 11:00 – 11:30 : coffee break 11:30 – 12:10 : Daniele Angella, “ Coomologie di varietà (quasi-)complesse” 12:10 – 12:50 : Michele Terribilini, “ Compattezza compensata e sistemi di leggi di conservazione” 14:30 – 15:10 : Pietro Tortella, “ Algebroidi di Lie e connessioni” (“ Lie algebroid connections” ) 15:10 – 15:50 : Paolo Baroni, “ Il problema di Plateau e gli insiemi di perimetro finito: regolarità per le superfici minime” 15:50 – 16:10 : coffee break 16:10 – 16:50 : Maria Giovanna Mora, “ Derivazione rigorosa di modelli ridotti per strutture elastiche sottili” 16:50 – 18:30 : spazio orientamento per gli studenti di Triennale e Magistrale Aggiornato al: 08 gennaio 2011 “ S E M I N A R I O D E G L I E X - S T U D E N T I D E L D I P A R T I M E N T O D I M AT E M AT I C A D I P A R M A " P AR M A, 21 - 2 2 D I C EM BR E 2 01 0, 10 G EN N AI O 2 011 UNA INTRODUZIONE ALLA VALUT AZIONE DEI CONTRATTI DERIVATI E L’EQUAZIONE DI BLACK, SCHOLES E MERTON FABIO CAVATORTA Abstract Dopo aver precisato cosa si intende per contratto derivato verranno illustrati alcuni risultati fondamentali ottenuti da Black, Scholes e Merton negli anni 70 e che hanno valso loro il premio Nobel per l’economia. Verranno quindi accennate una serie di problematiche connesse alla valutazione dei derivati da un punto di vista non accademico ma più vicino alle esigenze della finanza reale: per esempio i diversi regimi di capitalizzazione dei tassi di interesse e le regole di day count. “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 QUANTO COSTA UNA POSSIBILITA’ ? (PREZZAGGIO DI DERIVATI IN MERCATI ASIMMETRICI) GIACOMO ZANICHELLI Abstract Partendo dalla definizione di mercato completo a tempo continuo si analizzeranno i motivi che portano alla formula di valutazione neutrale al rischio per il prezzaggio dei derivati, in particolare per un’opzione call di tipo europeo, il cui prezzo è dato da C(t) = e−r(T −t) E (ST − K)+ |Ft . Un ruolo importante in questi passaggi sarà svolto dalle proprietà delle martingale. In seguito si vedrà come il prezzo di un derivato in un istante intermedio sia da considerare anche come la soluzione di un’equazione differenziale alle derivate parziali. Tale equazione verrà ricavata nel modello di Bachelier, piuttosto che nel più noto modello di Black e Scholes. Infine, per superare una criticità del modello di Black e Scholes, verrà preso in considerazione un modello di mercato asimmetrico, in cui i prezzi delle azioni hanno distribuzione skew-normal f (x) = 2φ(x)Φ(λx). Lo scopo del semiario rimane quello di spiegare perchè si possano attribuire certi prezzi a degli strumenti finanziari. 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 SISTEMI MULTI-AGENTE E SOCIAL NETWORKS ENRICO FRANCHI Abstract Sebbene ogni autore abbia essenzialmente una propria definizione del concetto di agente, c’è accordo sul fatto che un’agente, per essere definito tale, debba i) essere autonomo; ii) avere un’interfaccia con la quale comunicare; iii) avere degli obiettivi e agire per raggiungerli. Tuttavia, per i nostri scopi, richiederemo che gli agenti siano anche razionali e intelligenti (secondo precise definizioni di razionalità e di intelligenza). In seguito, saranno introdotti i sistemi multi-agente, costituiti da più agenti che interagiscono con l’ambiente circostante e fra di loro, eventualmente anche in modo conflittuale, e si mostrerà come agenti e sistemi multi-agente siano importanti per lo sviluppo del cosiddetto Web 3.0, il Semantic Web e la conseguente transizione dal WWW (World Wide Web) al GGG (Giant Global Graph). Sarà quindi introdotto il secondo argomento del seminario, ovvero le social networks, utilizzando il punto di vista della teoria matematica della Complex Network Analysis (che sarà brevemente presentata, con cenni ad applicazioni reali, quali Google PageRank). Partiremo dal modello di Strogatz e Watts per arrivare alle scale-free networks di Barabási e Albert, mostrando come questo sia un buon modello per le social network reali. Infine descriverò il lavoro che stiamo facendo per creare sistemi multi-agente di gestione delle social networks. AOT Lab, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università di Parma E-mail address: efranchi (AT) ce (DOT) unipr (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 FIBRATI PRINCIPALI ED EFFETTIVITÀ NUMERICA MATTIA PEDRINI Abstract In geometria algebrica hanno grande importanza i divisori ampi, cioè quelli che, per dirla in modo informale, hanno la proprietà che il sistema lineare associato ad un loro opportuno multiplo positivo definisce un embedding della varietà in un qualche spazio proiettivo. Attorno all’idea di ampiezza si sono sviluppate una serie di nozioni di positività, che sono in qualche modo collegate all’ampiezza, ma non sono equivalenti. Una delle più naturali è quella di effettività numerica, che si ottiene come chiusura topologica dell’insieme delle classi di divisori ampi in un opportuno spazio. Per le varietà proiettive lisce tutte queste nozioni si trasportano immediatamente dai divisori ai fibrati in rette, grazie alla nota corrispondenza tra il gruppo dei divisori modulo equivalenza lineare e il gruppo dei fibrati in rette modulo isomorfismo. Il passo successivo è stato quindi quello di generalizzare queste definizioni a fibrati vettoriali di rango maggiore, sfruttando il fibrato in rette tautologico sul proiettivizzato del fibrato vettoriale. Successivamente il problema è stato quello di generalizzare l’effettività numerica a fibrati in rette o vettoriali su varietà di base che non fossero necessariamente proiettive, ma in generale complesse o al più Kähler. L’idea è stata quella di dare una definizione metrica di effettività numerica, che rispettasse le principali proprietà di cui godeva la definizione algebrica e che possibilmente coincidesse con essa nel caso in cui la varietà di base fosse proiettiva. Il problema è stato brillantemente risolto da Demailly, Peternell e Schneider nel ’92 utilizzando una nozione di positività per (1, 1)-forme. Altri oggetti di grande importanza in geometria differenziale e algebrica, e in particolare nella teoria dei fibrati vettoriali, sono i fibrati principali, cioè le generalizzazioni dellidea di fibrato dei riferimenti lineari di un dato fibrato vettoriale. Essi trasportano su di sé le principali informazioni geometriche sui fibrati ad essi associati, cioè essenzialmente quelli sulle cui fibre agisce il gruppo strutturale del principale. Risulta quindi naturale tentare di trasportare le proprietà dei fibrati vettoriali ai fibrati principali. In questo seminario vedremo appunto una possibile definizione di effettività numerica per fibrati principali, che conserva alcune importanti proprietà del caso vettoriale (ad es. funtorialità). SISSA, via Bonomea, 265, 34136 Trieste TS, ITALY E-mail address: mattia.pedrini (AT) sissa (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 LA FUNZIONE DI MOEBIUS DEL POSET DEI MOTIVI CONSECUTIVI LUCA FERRARI Abstract Nel caso del poset dei motivi classici nelle permutazioni, i primi risultati riguardanti la funzione di Moebius furono ottenuti da Sagan e Vatter (2006). Ulteriori risultati sono poi stati dimostrati da Steingrimsson e Tenner (2010) e Jelinek, Jelinkova e Steingrimsson (2010). Diversamente dal caso classico, che sembra essere in generale piuttosto arduo da trattare, il poset dei motivi consecutivi ha una struttura più semplice, il che ci mette in grado di fornire quella che può essere considerata una soluzione completa al problema. Nella maggior parte degli intervalli, i nostri risultati consentono di determinare immediatamente il valore della relativa funzione di Moebius. Nei casi rimanenti, descriviamo un algoritmo efficiente per il calcolo della funzione di Moebius. In particolare, mostreremo che tale funzione può assumere soltanto i valori -1,0 e 1. Dipartimento di Sistemi e Informatica, Università di Firenze, viale Morgagni, 65, 50134 Firenze, Italy E-mail address: ferrari (AT) dsi (DOT) unifi (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 GEOMETRIA PARA-COMPLESSA: UN’INTRODUZIONE FEDERICO ALBERTO ROSSI Abstract Le strutture para-complesse (introdotte circa 60 anni fa da Libermann e riproposte recentemente da Harvey e Lawson) presentano notevoli affinità non solo con le strutture complesse, ma anche con altre strutture della geometria (varietà bi-lagrangiane) e della fisica. In questo seminario, dopo aver introdotto le strutture para-complesse, si esporranno alcuni risultati riguardanti le loro deformazioni. Dipartimento di Matematica e Applicazioni, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Via Cozzi, 53, 20125 Milano, Italy E-mail address: f (DOT) rossi46 (AT) campus (DOT) unimib (DOT) it 4-VARIETÀ CON MOLTE FORME CHIUSE SIMON G. CHIOSSI Caratterizzerò, nel quadro delle superfici Kähler-Hermitiane, una 4varietà che ammetta molte forme simplettiche. Per questo servono la teoria delle 4-varietà Riemanniane e un po’ di olonomia. D IPARTIMENTO DI MATEMATICA , P OLITECNICO DI T ORINO , C. SO D UCA DEGLI A BRUZZI 24, I - 10129 T ORINO E-mail address: [email protected] Compatticazione dello Spazio di Moduli di Kahler-Einstein Fano manifolds Cristiano Spotti, Imperial College (London) Una nota congettura (Yau-Tian-Donaldson), parzialmente risolta, lega l' esistenza di metriche di KE su una varietà di Fano (Geometria Dierenziale) a condizioni di stabilità (Geometria Algebrica). Supponiamo ora di avere una famiglia (X, Jt , ωt , gt ) di varietà di Fano con metriche di KE. Una domanda naturale da porsi è: cosa accade quando t → ∞? In generale, tale famiglia è "non-compatta": informalmente, il "limite" non è dato da una struttura complessa liscia su X e da una metrica di KE. E' necessario, quindi, considerare degenerazioni a oggetti singolari. Più precisamente, considerando il problema dall'aspetto metrico (punto di GH D vista del geometra dierenziale), è noto che [(X, gt )] −→ X∞ nel senso di Gromov-Hausdor come classi di isomorsmo di spazi metrici compatti e che d è una varietà complessa non singolare, modulo un sottoinsieme di dimenX∞ sione complessa 2. Analogamente (punto di vista del geometra algebrico), utiA A varietà , con X∞ lizzando opportune nozioni GIT di stabilità, [(X, Jt )] GIT −→ X∞ (singolare) semistabile. Per la comprensione accurata dello spazio delle metriche di KE è quindi fondamentale capire quale relazioni ci siano fra i limiti "dierenziali" e i limiti "algebrici". Il seminario ha l'obbiettivo di raccontare un po' più in dettaglio quanto descritto sopra, con attenzione particolare al caso di dimensione complessa 2 (superci di Del Pezzo). 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 UN MODELLO VARIAZIONALE DI CRESCITA EPITASSIALE: ESISTENZA, REGOLARITÀ E PROPRIETÀ QUALITATIVE DI SOLUZIONI MASSIMILIANO MORINI Abstract Si considera un modello variazionale proposto nella letteratura fisica per descrivere le configurazioni di equilibrio di un film elastico depositato epitassialmente su un substrato spesso, in presenza di un gap tra le distanze atomiche dei reticoli dei due materiali. Dopo aver precisato l’appropriata formulazione matematica del problema e il relativo setting funzionale, si studia la regolarità e si stabiliscono diverse altre proprietà quantitative e qualitative di configurazioni localmente o globalmente minimizzanti. Dipartimento di Matematica, Università di Parma, Viale delle Scienze 53/A, 43124, Parma, Italy E-mail address: morini (AT) sissa (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 LA CHIUSURA DI GALOIS DI BHARGAVA ALBERTO GIOIA Abstract In un articolo ancora non pubblicato Manjul Bhargava e Matthew Satriano parlano di una possibile generalizzazione della chiusura di Galois (o chiusura normale) per estensioni di campi ad algebre commutative su un anello commutativo qualunque. La costruzione ha alcune buone proprietà che verranno presentate. Sarà anche discussa una possibile generalizzazione. Mathematisch Instituut, Universiteit Leiden, PO Box 9521, 2300 RA Leiden Université Bordeaux 1 E-mail address: agioia (AT) math (DOT) leidenuniv (DOT) nl “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 PROBLEMI PARABOLICI A COEFFICIENTI NON LIMITATI SIMONE DELMONTE Abstract Lo scopo di questo seminario è fornire una breve introduzione ai problemi parabolici a coefficienti non limitati. Dopo una breve introduzione di carattere generale sulla risoluzione di equazioni differenziali paraboliche a coefficienti illimitati, ci contreremo su una classe di sistemi parabolici per i quali forniremo risultati di esistenza, unicità e regolarità della soluzione. Infine vedremo alcune proprietà del semigruppo associato a tali problemi. Dipartimento di Matematica, Università di Parma E-mail address: simone (DOT) delmonte (AT) studenti (DOT) unipr (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 PROCESSO DI DIRICHLET LUIGI AMEDEO BIANCHI Abstract Vogliamo dare una presentazione del processo di Dirichlet, accennandone una costruzione rigorosa e sottolineandone le proprietà principali. Sfrutteremo poi l’oggetto cosı̀ ottenuto per introdurre una particolare misura sullo spazio delle probabilità su una varietà riemanniana compatta: la misura entropica. Scuola Normale Superiore, Piazza dei Cavalieri, 7, 56126 Pisa, Italy E-mail address: luigiamedeo (DOT) bianchi (AT) sns (DOT) it Alessandro Zucconi I derivati sul tempo atmosferico Presento alcuni articoli in cui si affronta il problema del prezzaggio dei weather derivatives. Il problema è complicato dal fatto che il mercato è incompleto perchè l'underlying (la temperatura o altre variabili similari) non è scambiato su nessun mercato. Per lo stesso motivo la soluzione del problema è particolarmente importante per chi emette questi prodotti in quanto non è possibile fare hedge. Il metodo agli elementi di contorno per problemi di propagazione ondosa in multidomini bidimensionali Silvia Gazzola I problemi dipendenti dal tempo sono oggetto di studio in molti settori della matematica applicata e dell'ingegneria. Spesso tali problemi sono modellati da equazioni dierenziali alle derivate parziali di tipo iperbolico, corredate da condizioni iniziali e da condizioni al bordo. Tuttavia non è sempre possibile disporre di una soluzione analitica in forma chiusa; da qui nasce l'esigenza di calcolare una soluzione approssimata. Recentemente il metodo degli elementi di contorno (BEM) è stato utilizzato con successo per la risoluzione numerica di modelli iperbolici riformulati mediante equazioni integrali di contorno, ottenute a partire dalla conoscenza analitica della soluzione fondamentale dell'operatore differenziale e dall'impiego di formule di rappresentazione che esprimono la soluzione del problema considerato attraverso integrali deniti sulla supercie laterale del dominio spazio-temporale del problema originario. Tale approccio risulta particolamente favorevole quando l'equazione è omogenea a coecienti costanti, le condizioni iniziali sono nulle, il dominio spaziale è omogeneo e indipendente dal tempo. Un vantaggio di questo metodo è la diminuzione delle dimensioni del problema; inoltre, quando vengono ad esempio analizzati problemi di propagazione ondosa all'esterno di una regione nita, un dominio illimitato viene ridotto ad un contorno limitato e le condizioni al bordo e di radiazione all'innito sono imposte in modo semplice e naturale. Fra le varie possibilità presenti in letteratura per il calcolo numerico della soluzione del problema integrale, considereremo il cosidetto metodo di Galerkin agli elementi di contorno energetico, basato su una formulazione debole delle equazioni integrali ricavata da alcune immediate osservazioni su un'identità dell'energia. Decomponendo il dominio spazio-temporale del problema ed introducendo opportuni spazi funzionali nito-dimensionali, si giunge inne ad una discretizzazione del problema. I problemi deniti su multidomini (domini spaziali non globalmente omogenei ma costituiti da zone localmente omogenee) interessano numerose applicazioni: fra le più importanti ricordiamo lo studio della propagazione delle onde in terreni costituiti da diversi strati geosici. Per poter trattare tali modelli è necessario estendere la formulazione utilizzata per singoli domini omogenei, imponendo particolari condizioni di compatibiltà fra i vari sottodomini. Nel corso della presentazione verranno inoltre brevemente descritte alcune questioni di massima importanza per la ricerca della soluzione numerica del problema integrale, quali l'utilizzo di ecienti schemi di integrazione e la struttura della matrice associata al problema discretizzato. Verranno inne presentati numerosi risultati numerici ottenuti per problemi interni ed esterni con condizioni al contorno di tipo Neumann e di tipo misto, deniti su bidomini e tridomini, facendo, ove possibile, confronti con la letteratura esistente. 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 CURVATURA E TOPOLOGIA NELLA GEOMETRIA RIEMANNIANA: UN PANORAMA LAURA CREMASCHI Abstract Scuola Normale Superiore, Piazza dei Cavalieri, 7, 56126 Pisa, Italy E-mail address: laura (DOT) cremaschi (AT) sns (DOT) it Ideali abeliani di una sottoalgebra di Borel e gruppo di Weyl affine Marco Pasquali, Università di Roma “La Sapienza” L’obiettivo del seminario è quello di esaminare il legame che intercorre tra gli ideali abeliani di una sottoalgebra di Borel di un’algebra di Lie semisemplice ed un particolare sottoinsieme del gruppo di Weyl affine (untwisted) associato all’algebra in questione. In un primo momento fornirò alcune importanti motivazioni, contenute in un articolo di B.Kostant del 1963, che spingono verso lo studio di questi oggetti, mentre nella seconda parte presenterò alcuni risultati fondamentali della teoria, dovuti principalmente a P.Papi, P.Cellini e R.Suter. Qualora ci sia tempo e soprattutto interesse, nell’ultima parte del seminario potrei parlare del mio problema di tesi, generalizzazione al caso Z2 -graduato dei problemi esposti precedentemente. Essendo consapevole della distanza Parma - Algebra Combinatoria, cercherò di definire tutti gli oggetti “estranei” che incontreremo nel percorso, confidando nella pazienza del pubblico. 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 UNO STRANO INCONTRO TRA UN MATEMATICO E L’ECONOMIA CHIARA AUTELITANO Abstract Partecipo alla creazione di un modello statistico che, tramite una metodologia precisa, dovrà andare a calcolare la probabilità di insolvenza. Cedacri S.p.A. E-mail address: chiara.autelitano (AT) studenti (DOT) unipr (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 APPROSSIMAZIONE POLINOMIALE SU MESH DEBOLMENTE AMMISSIBILI DELLA PALLA E DEL TETRAEDRO GIORDANO ORZETTI Abstract Università di Padova Universidad de Sevilla Teoria dell’indice e invarianti secondari: risultati sull’operatore di segnatura Sara Azzali Seminario degli ex-studenti del Dipartimento di Matematica di Parma 22 dicembre 2010 Riassunto Il teorema dell’indice di Atiyah e Singer stabilisce un legame fondamentale fra l’indice di un operatore ellittico e le caratteristiche topologiche dello spazio. A partire da questo risultato, la teoria dell’indice si è sviluppata in molteplici direzioni, rivelando vaste applicazioni e connessioni con vari campi della matematica e della fisica. Nel seminario partiremo col descrivere l’approccio alla teoria dell’indice con l’equazione del calore. Vedremo come queste tecniche, oltre ad essere lo strumento cruciale per otterere teoremi dell’indice su varietà con bordo e su spazi singolari, rendono le formule dell’indice più geometriche ed esplicite, rivelando i cosiddetti invarianti secondari. Nelle nostre ricerche ci siamo interessati a famiglie di varietà non compatte. Qui, in generale, l’asintotica all’infinito del nucleo del calore non corrisponde alla classe indice che si vuole calcolare, e gli invarianti secondari non sono definiti. Per l’operatore di segnatura, che è una radice del Laplaciano e ha quindi un forte legame con la topologia, abbiamo invece calcolato esplicitamente il limite, dimostrando un teorema locale dell’indice L2 . Environmental and Industrial FluidMechanics ______________________________________________________________________________________ “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 “L'equazione della Capillarità” Rivetti Sabrina ABSTRACT Inizierò col rispondere alle classiche domande: Chi, Come e Perché un “matematico” sceglie ad un certo punto del suo percorso di cambiare rotta ed iscriversi ad una scuola di dottorato interdisciplinare a cavallo tra Fisica, Ingegneria e Matematica. Dopo aver presentato il mio percorso iniziale di dottorato parlerò di quello di cui sono arrivata ad occuparmi negli ultimi mesi: l'equazione della Capillarità. Nel seminario vedremo in particolare un risultato di esistenza per questa equazione con condizioni al bordo di tipo Neumann, tramite la teoria delle sopra e sotto soluzioni. In questo contesto utilizzeremo dei classici metodi del calcolo delle variazioni: dimostreremo, infatti, l'esistenza di una soluzione come esistenza di un punto di minimo del funzionale associato in un adeguato spazio di funzioni. Tramite argomenti di troncamento e moltiplicazione si riescono a provare la coercività e la semicontinuità inferiore del funzionale che ci garantiscono l'esistenza di un punto estremale che si vedrà poi essere la soluzione del problema originario. Da ultimo aggiungeremo qualche osservazione riguardo l'esistenza di soluzioni estremali. CONTROLLO OTTIMO APPLICATO A UN MODELLO EPIDEMIOLOGICO VALENTINA TESSONI In questo seminario esporrò il lavoro che io e la Prof.ssa Groppi stiamo svolgendo in collaborazione con due membri del dipartimento di Scienze Ambientali. Si tratta dello studio dello sviluppo di una malattia in una popolazione e di come sia possibile controllarla tramite l’abbattimento. Il controllo della malattia viene effettuato cercando di minimizzare i costi dovuti all’abbattimento e agli individui infetti presenti nella popolazione. Lo strumento matematico che permette di ottimizzare l’intervento è la teoria del controllo ottimo. Dopo aver illustrato brevemente tale teoria, mi concentrerò sul caso che stiamo studiando ed esporrò alcuni dei risultati ottenuti finora, con l’aiuto di grafici realizzati tramite simulazioni numeriche. Date: January 6, 2011. 1 SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA PARMA, 21 22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 SHADOWING LEMMA E DETERMINAZIONE ORBITALE CAOTICA Federica Spoto Abstract Nel 1987 Wisdom, occupandosi dello stato di rotazione caotico di Ipe- rione, satellite di Saturno, ha congetturato che la conoscenza acquisita dalle osservazioni su un sistema dinamico caotico cresce esponenzialmente in funzione dell'intervallo di tempo coperto dalle osservazioni. Lo scopo di questo seminario è quello di mostrare che tale congettura è falsa. Consideriamo prima il controesempio dato dal procedimento dei minimi quadrati e delle correzioni dierenziali applicato alla mappa standard. Shadowing e un risultato noto nei sistemi 0 dinamici come Shadowing Lemma n dagli anni 70. Come conseguenza di Introduciamo poi il concetto di questo teorema possiamo generalizzare il controesempio e dimostrare così esistono dei casi in cui la congettura di Wisdom è falsa. 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 COOMOLOGIE DI VARIETÀ (QUASI-)COMPLESSE DANIELE ANGELLA Abstract Lo scopo del seminario è quello di fare una panoramica sulle teorie coomologiche per varietà complesse e su possibili “generalizzazioni” al caso quasi-complesso. Su una varietà complessa, introdurremo le coomologie di de Rham, di Dolbeault, di BottChern e di Aeppli, studiandone i legami ed accennando al problema di come calcolarle. Inoltre, su una varietà quasi-complessa, definiremo dei sottogruppi della coomologia di de Rham legati alla struttura quasi-complessa ed introdurremo quindi il concetto di struttura C ∞ -pure-and-full come formulato da T.-J. Li e W. Zhang. Dipartimento di Matematica ”L. Tonelli“, Università di Pisa, largo Bruno Pontecorvo, 5, 56127 Pisa, Italy E-mail address: angella (AT) mail (DOT) dm (DOT) unipi (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 COMPATTEZZA COMPENSATA E SISTEMI DI LEGGI DI CONSERVAZIONE MICHELE TERRIBILINI Abstract Consideriamo il problema di Cauchy per un sistema di leggi di conservazione in una dimensione spaziale, ( ∂t u(t, x) + ∂x f (u(t, x)) = 0, (1) u(0, x) = u0 , con (t, x) ∈ R2+ , u : R2+ → Rd , f : Rd → Rd , u0 ∈ L∞ (R), che ammetta un’entropia strettamente convessa η di classe C 2 . Supponiamo di disporre per ε > 0 di soluzioni uε del problema perturbato mediante l’aggiunta di un termine di viscosità ( ∂t uε (t, x) + ∂x f (uε (t, x)) = ε∂x2 uε u(0, x) = u0 , e che tali soluzioni siano uniformemente limitate in L∞ (R2+ ), in modo da poter assumere che le uε convergano per ε → 0 ad una certa u nella topologia debole-star di L∞ (R2+ ). Se f non è lineare, non è detto che u sia soluzione debole di (1). Il metodo della compattezza compensata, mediante l’applicazione del Div-Curl lemma e del teorema di Young, permette di concludere che u è soluzione debole di (1) nel caso scalare e in alcuni sistemi 2 × 2 di leggi di conservazione. Dipartimento di Matematica, Università di Parma E-mail address: michele.terribilini (AT) studenti (DOT) unipr (DOT) it “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 ALGEBROIDI DI LIE E CONNESSIONI LIE ALGEBROID CONNECTIONS PIETRO TORTELLA Abstract Spiegheremo brevemente il concetto di algebroide di Lie e come questo permetta di fare geometria differenziale su una varietà sopra un fibrato diverso dal tangente. Parleremo poi di come uno possa estendere il concetto di connessione sopra un fibrato al caso degli algebroidi di Lie, e vedremo di costruire uno spazio di moduli algebrico per queste strutture. We shall introduce the notion of Lie algebroid, and briefly explain how one can use this to define calculus over a manifold over a bundle different from the tangent one. Moreover we shall generalze the notion of connection over a bundle to Lie algebroid connections, and construct algebraic moduli spaces for such objects. Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, via Bonomea 265, 34136 Trieste, Italy Université Lille 1, UFR de Mathématiques, Cité scientifique - Bâtiment M2, 59655 Villeneuve d’Ascq Cedex, France E-mail address: pietro (DOT) tortella (AT) sissa (DOT) it IL PROBLEMA DI PLATEAU E GLI INSIEMI DI PERIMETRO FINITO: REGOLARITÀ PER LE SUPERFICI MINIME PAOLO BARONI Questo seminario vuole essere una veloce panoramica sull’approccio di De Giorgi al problema di Plateau: provare l’esistenza di una superficie minima tra tutte quelle il cui bordo sia una curva data. Nel formalismo di De Giorgi un’ipersuperficie di Rn è il bordo di un insieme misurabile E di perimetro finito, cioé un insieme la cui funzione caratteristica appartenga a BVloc . In tale caso la variazione totale di DχE è il perimetro di E . Non è difficile provare in tale ambito l’esistenza di una superficie minima. Molto più difficile a questo punto risulta però lo studio della regolarità (e delle eventuali singolarità) di tale minimo. Questo intende essere il punto centrale del seminario, e consisterà nell’introduzione del concetto di frontiera ridotta, nella dimostrazione della regolarità parziale delle superfici minime attraverso una stima sull’eccesso e, se il tempo lo permette, un’idea dello studio dei punti di singolarità. Date: December 29, 2010. 1 “SEMINARIO DEGLI EX-STUDENTI DEL DIPARTIMENTO DI MATEMATICA DI PARMA” PARMA, 21-22 DICEMBRE 2010, 10 GENNAIO 2011 DERIVAZIONE RIGOROSA DI MODELLI RIDOTTI PER STRUTTURE ELASTICHE SOTTILI MARIA GIOVANNA MORA Abstract La teoria meccanica delle strutture elastiche sottili ha ricevuto di recente nuova attenzione a causa della sempre maggiore richiesta di miniaturizzazione in campo tecnologico e dello sviluppo di materiali speciali e nanotecnologie. Per struttura sottile si intende un oggetto tridimensionale, il cui spessore in una direzione sia molto piccolo rispetto alle dimensioni trasversali (come, ad esempio, una membrana o una piastra) o la cui sezione sia molto piccola rispetto alla dimensione longitudinale (come una corda o una trave). La derivazione di teorie bidimensionali o unidimensionali che approssimino fedelmente il comportamento di oggetti di questo tipo, è una questione fondamentale in meccanica per ragioni sia teoriche che pratiche. Infatti, da un punto di vista teorico, i modelli ridotti consentono una migliore visualizzazione e comprensione concettuale; dal punto di vista applicativo, si prestano a una più semplice implementazione numerica. A partire dai primi anni ’90 è emerso un nuovo approccio al problema della derivazione, matematicamente rigoroso e basato su una formulazione di tipo variazionale e sulla nozione di Gamma-convergenza. In questo seminario verranno presentati e discussi i risultati pi recenti e rilevanti in questo ambito. Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, via Bonomea 265, 34136 Trieste, Italy E-mail address: mora (AT) sissa (DOT) it