DELLA CONTIENE INSERTO ANNO XXXIV 21 NOVEMBRE 2009 E 1,00 P ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ochi sono ottimisti sui risultati operativi del solenne vertice mondiale sulla sicurezza alimentare organizzato a Roma dalla Fao. Sono sempre lontani gli obiettivi del Millennio: sradicare la malnutrizione e la fame. Questo implica un cambiamento significativo nelle volontà politiche, tanto da parte dei Paesi – e delle classi dirigenti – del Nord ma anche del Sud del mondo. Eppure bisogna crederci, con pervicacia, bisogna battersi, con costanza. È quanto fa la Chiesa, da sempre: non solo con la testimonianza personale di tanti missionari e cooperanti, religiosi e laici, ma anche con le indicazioni dei Papi e della dottrina sociale. Benedetto XVI ha così portato al vertice di Roma le indicazioni chiare e stringenti della recente enciclica “Caritas in Veritate”. A partire da una premessa: tutti gli studi più recenti hanno falsificato il pregiudizio neo-malthusiano egemone dagli anni Sessanta del Novecento per cui ci doveva essere una relazione meccanica di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame. Oggi è evidente, ripete il Papa, che “la fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale”. L’affermazione è cruciale. Apre tutto un campo di azione, che è il vero nodo politico, si potrebbe dire antropologico del futuro: l’evidenza di una “questione sociale mondiale”, con le drammatiche diseguaglianze che spesso fingiamo di non considerare. Benedetto XVI ripete che “la via solidaristica per lo sviluppo dei Paesi poveri può diventare anche una via di soluzione della crisi globale in atto”. Il Papa ribadisce la logica dell’enciclica, che è poi quella della stessa presenza della Chiesa e dei cattolici. Cita san Paolo, a proposito dell’uguaglianza. “La fondamentale uguaglianza dei diversi Paesi affonda le sue radici nella comune origine della famiglia umana, sorgente di quei principi della legge naturale chiamati ad ispirare scelte ed indirizzi di ordine politico, giuridico ed economico nella vita internazionale”. C’è una radice comune, un fondamento comune nella tendenza all’uguaglianza, la “legge naturale”, cioè quei principi fondamentali che dovrebbero essere di evidenza chiarissima per tutti. Se non lo sono, come purtroppo constatiamo, allora è necessario moltiplicare gli sforzi, su tutti i livelli. La radice di un “governo mondiale” non può che stare qui. Accanto a questo il Papa sottolinea un altro dato. La Chiesa c’è e continuerà a lavorare con determinazione. Non interferisce con le scelte politiche, né sul piano propriamente tecnico. Ma sottolinea il valore della dimensione religiosa, che diventa una potente forza di promozione delle persone e, dunque, di miglioramento, per tutti. Il “valore trascendente di ogni uomo e di ogni donna” è il punto di partenza e il punto di arrivo, e dunque anche la radice dell’impegno e della fiducia che il Papa trasmette a tutti, pur nelle difficoltà, nei ritardi, nei compromessi al ribasso di questi tempi. FRANCESCO BONINI 43 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Troppi ancora nella fame IL PAPA PARLA ALL’ASSEMBLEA DELLA FAO A PAGINA 4 COMO VERSO LA GIORNATA DELLA COLLETTA OLGIATE I BELLUNESI NEL MONDO orna, anche a Como, il 28 novembre, l’appuntamento con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Lo scorso anno in provincia furono raccolte 150 tonnellate di cibo. Positiva nel Comasco la sperimentazione legata al recupero delle eccedenze alimentari. VALLI VARESINE A TORINO PER L’INCONTRO INTERNAZIONALE DEI SALESIANI T A PAGINA 15 COMO AUTO INQUINANTI: TROPPE A COMO La provincia lariana vanta la più alta percentuale lombarda di auto a benzina. A PAGINA 16 COMO CAMMINA CITTÀ: A PIEDI PER IL CAPOLUOGO A PAGINA 22 A PAGINA 29 SONDRIO LE FAMIGLIE NUMEROSE SI INCONTRANO Presso l’oratorio san Rocco una serata con don Gigi Pini di Tremenda XXL ha aiutato i genitori a riflettere sull’importanza dei figli e sulla speranza, conservata in loro, per il nostro futuro. A PAGINA 30 A PAGINA 17 COMO S. ANNA: SFIDA APERTA CONTRO I TUMORI A PAGINA 19 CULTURA IL FEDERALISMO COME RISPOSTA ALLA GLOBALIZZAZIONE A PAGINA 33 VALTELLINA E VALCHIAVENNA LA SCUOLA IN PROVINCIA FRA CERTEZZE E NOVITÀ Il prossimo anno scolastico non vede particolari ridimensionamenti per gli istituti del territorio, considerata la struttura interamente montana della provincia. Innovazioni, invece, per corsi e indirizzi. A PAGINA 34 SONDRIO UN INCONTRO MOLTO TOCCANTE SULL’AGGRESSIVITÀ NEGLI ADOLESCENTI A PAGINA 35 CHIAVENNA UN MOMENTO FAMILIARE AL «DESERTO» A PAGINA 31 LIBRI IL CAMMINO DI S. AGOSTINO A PAGINA 20 PRIMO PIANO GUANELLA: SÌ AL MIRACOLO A PAGINA 3 CULTURA I VANGELI DAI SINOTTICI A DAN BROWN; INCONTRO SULLA FIGURA DI TOMMASO MORO A PAGINA 9 SALVAGUARDIA DEL CREATO LA FATICA DI SCELTE CONTROCORRENTE A PAGINA 13 PALANZONE IL RIFUGIO RIELLA FESTEGGIA 100 ANNI A PAGINA 26 P A G I N A 2 STRUMENTI MULTIMEDIALI RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO -21 NOVEMBRE 2009 ITINERARIO «CARITAS» PER VIVERE L’AVVENTO IN FAMIGLIA RIALZATI: PER TE DIO SI È FATTO UOMO L Il CD-Rom presenta due grandi temi: “Immagini” e “Messalino”. Le immagini (circa 600) riguardano la liturgia domenicale per l’anno C e temi religiosi. “La Domenica a Messa” (Messalino per l’anno C) contiene: le parti fisse del Messale Romano e del nuovo Lezionario, e originali indicazioni per l’animazione e la predicazione anche per i ragazzi. MARINO GOBBIN (a cura di), @lleluia 3/C, Elledici, euro 19,90. Un supporto digitale, pensato per una “navigazione” semplice, per avere la possibilità di elaborare velocemente, con grande risparmio di tempo, con ricchezza e varietà: il calendario murale settimanale in formato A4 verticale; il foglio liturgico in formato A4 orizzontale pensato in quattro facciate; un’agenda parrocchiale per gli animatori, dove possono essere segnati incontri e attività di gruppo e parrocchiali. MARINO GOBBIN (a cura di), Calendario parrocchiale - Anno C, Elledici, euro 9,90. a frase di sant’Agostino proposta dagli uffici Cei ispira i sussidi di Caritas Italiana e Editrice Città Nuova per i tempi di Avvento e Natale 2009. È un messaggio individuale in quanto Dio si è fatto uomo per ogni persona. È pertanto indispensabile che tutti e ciascuno lo accogliamo. Ancora di più è motivo di speranza per coloro che, a causa dell’esclusione degli altri, della difficoltà della propria situazione, rischiano di metterlo in dubbio, proprio perché nessuno è escluso dal progetto di Dio. OPUSCOLO PER LE FAMIGLIE: Ogni giorno dall’”Ascolto” della Parola di Dio si attinge, come sorgente inesauribile, la spinta al rinnovamento. Testimonianze, riflessioni e preghiere di alcuni protagonisti della carità aiutano a inventare azioni per una vita nuova, che restituiscano speranza e consapevolezza dell’amore di Dio. ALBUM PER I BAMBINI: Forte del successo del progetto La Domenica dei bambini, il Messale - di formato assai maneggevole - propone in un unico volume, per ogni domenica e festa dell’anno C, tutti i testi integrali, a caratteri maiuscoli, delle letture e del salmo responsoriale, secondo l’ordine in cui vengono proclamati in Chiesa. Sono riportati anche il versetto dell’Alleluia e una piccola preghiera di intercessione. I passaggi più significativi di ciascuna lettura sono evidenziati in colore e splendidamente illustrati da un’immagine corrispondente. Il volume si apre con il rito della Messa, affinché i bambini possano meglio cogliere il significato dei vari momenti liturgici. MARA SCARPA (a cura di), Il Messale dei bambini - Anno C, EDB, pagine 272, euro 16,00. Per te Dio si è fatto bambino: così il titolo viene modificato sull’album destinato ai bambini che propone una filastrocca su una parolina così importante per la storia della Salvezza: “Sì”. Disponibile anche il poster, il salvadanaio e la scheda per l’animazione pastorale. Il Messale dei bambini NOVITÀ IN LIBRERIA a cura di ELENA CLERICI DIRE... FARE... PREGARE Un mazzo di 48 carte pensate per la famiglia, per la scuola, per i gruppi: un’occasione per genitori, insegnanti e animatori che desiderano trovare strade nuove per comunicare i temi più cari della fede in modo coinvolgente e leggero senza rinunciare all’autenticità del messaggio cristiano. Le carte Dire fare pregare sono divise in quattro tipologie caratterizzate da quattro diversi colori: le “carte gioco” hanno passatempi da costruire e giochi all’aperto o al chiuso che prendono spunto dal Vangelo o dalla Bibbia. Le “carte idea” hanno proposte per prepararsi alle principali feste religiose e creazioni per riflettere sul significato del messaggio cristiano e la bellezza dei valori più grandi. Le “carte creo” aiutano a realizzare oggetti a mano e piccoli regali con diversi materiali, per comunicare sentimenti e dare importanza a legami e occasioni importanti nella vita familiare e personale. Infine le “carte storia” propongono storie tratte dall’Antico Testamento e dai Vangeli raccontate in forma breve, e richiamate da una immagine e da una frase di apertura in maniera da poter scegliere la storia giusta da narrare al momento giusto. GRUPPO IL SICOMORO, Dire fare pregare, San Paolo, euro 12,00. Questo libro ha un duplice pregio: raccoglie quindici racconti di varie culture del mondo, dalla Giamaica alla Germania, alla Russia, all’India …, e lo fa con le illustrazioni dal sapore esotico di una illustratrice di origini inglesi e armene che ha trascorso la sua infanzia in Medio Oriente, e conserva echi e suggestioni di quelle culture. Molte delle storie sono state narrate più e più volte, dalla profonda giungla africana alle vaste pianure d’America; i cantastorie hanno trasmesso il sapere e la saggezza di un popolo riguardo alle cose importanti della vita, ed ogni generazione ha aggiunto la propria conoscenza sino a creare racconti vitali ancora oggi tramandati (l’autore del libro è ricercatore e scrittore di temi riguardanti le varie culture del mondo). Le storie sono narrate con delicatezza: dense di sapienza, schiudono realtà culturali diverse mostrando l’importanza della comprensione e dell’intesa reciproche. DAVID SELF – illustrazioni di CHRISTINA BALIT, Storie di saggezza, Paoline, pagine 46, euro 12,00. Una baby Bibbia con tante finestrelle da aprire per scoprire cosa accade in ogni pagina: racconta ai più piccoli la creazione, l’arca di Noè, le storie di Davide, Giona, Daniele, e poi la nascita di Gesù, le parabole dei due costruttori e della pecorella smarrita, la storia di Zaccheo, la prima Pasqua. Le pagine sono coloratissime, i disegni divertenti, i testi semplici semplici. CHRISTINA GOODINGS – illustrazioni di ANNABEL HUDSON, Baby Bibbia apri le finestrelle, San Paolo, euro 12,00. NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO - ANNO B Parola FRA noi DN 7,13-14; SAL 92 AP 1,5-8 GV 18,33B-37 Tutta la Sacra Scrittura è lo specchio della signoria di Cristo di ANGELO SCEPPACERCA SECONDA SETTIMANA del Salterio UN REGNO CHE È DENTRO IL MONDO... Q uello tra Gesù e Pilato non è il dialogo fra due filosofi e neppure un colloquio fra un politico e un rappresentante religioso. Quello che ascoltiamo nel Vangelo di questa Domenica che chiude l’anno liturgico, è un frammento di un processo in piena regola. In realtà tutto il Vangelo di Giovanni è guidato, dall’inizio alla fine, dall’idea di un processo: il processo tra la luce e le tenebre, tra la fede e l’incredulità, tra Gesù e il mondo. Il processo dinanzi a Pilato è l’epilogo di questo processo, l’udienza finale. Pilato, in quel momento, rappresenta l’impero romano, ma anche i giudei che gli hanno condotto Gesù; in una parola – dietro alla figura di Pilato – c’è il mondo che si oppone alla Luce, al Verbo fatto carne, al Figlio di Dio. Tutto sembra indicare che sia il mondo a vincere: Gesù è catturato, condannato, caricato della croce, crocifisso. In realtà le cose devono essere comprese in altro modo ed è Gesù stesso a darne la giusta interpretazione: “Questo mondo è stato giudicato... Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!”. Certo, Gesù muore sulla croce, ma proprio in quella morte si manifesta la sconfitta delle tenebre e del peccato del mondo: a vincere è la vittima, l’agnello immolato e risorto. Gesù non ha voluto essere un politico. Le tentazioni del demonio, specie la terza, erano la proposta di un messianismo politico e Gesù le ha respinte. Al suo tempo c’erano forme di messianismo politico, teocratico, rivoluzionario. A Gesù è stato preferito Barabba, proprio perché Barabba rispondeva meglio a quel modello. Gesù invece annuncia e introduce nella storia il Regno di Dio, la presenza regale e salvifica di Dio, l’amore onnipotente e misericordioso di Dio che viene incontro all’uomo nella storia: questo è il Regno di Dio che Gesù annuncia e rende presente. In Gesù, Dio non manda un profeta, ma viene lui personalmente, anche se viene ancora nascosto nella condizione umana. Il Regno di Dio viene nella storia come seme e rimarrà così fino alla fine del mondo. Il frutto maturo si avrà solo nella eternità. Gesù davanti a Pilato dice che il suo Regno non è di questo mondo; anche il cristiano non è del mondo, tanto meno è dello Stato, ma è nel mondo ed è nello Stato. Non è fuori; è dentro. Anche il brano del profeta Daniele, che si legge in questa domenica, parla del susseguirsi degli imperi umani nel corso della storia: una lunga sequenza di violenze e soprusi. All’improvviso, però, c’è un cambiamento di scena; appare il Figlio dell’uomo che inaugura un Regno che non sarà mai distrutto: è Gesù, vero sovrano del cosmo e della storia. Da qui la festa di oggi. Tutta la Sacra Scrittura è lo specchio e il racconto della signoria di Cristo. Ho trovato citato un bellissimo brano di un canto inglese in cui – su un’aria musicale in crescendo – si passano in rassegna tutti i settantasei libri della Bibbia e di ognuno si mette in luce, con una frase, il suo riferimento principale a Cristo: “In Genesi è l’ariete del sacrificio di Abramo. / Nell’Esodo, l’agnello pasquale. / Nel Levitico è il nostro sommo sacerdote. / Nei Numeri, la nube di giorno e la colonna di fuoco di notte... / Nei Salmi è il mio pastore. / Nel Cantico, lo sposo radioso. / In Isaia, il servo sofferente. / In Matteo è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. / In Marco è l’operatore di prodigi. / In Luca è il figlio dell’uomo. / In Giovanni è la porta per la quale entrare... / In Romani è colui che ci giustifica. / Nell’Apocalisse, rallegrati Chiesa, egli è il Re dei re e il Signore dei Signori”. CHIESA PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 P A G I N A 3 UN SORRISO DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA DON GUANELLA, SÌ AL MIRACOLO G iovedì 12 novembre scorso, festa liturgica della Madonna della Divina Provvidenza, tanto amata da don Luigi Guanella, il Congresso dei medici presso la Congregazione per le Cause dei Santi ha espresso parere favorevole per il presunto “miracolo” attribuito al Beato Luigi Guanella. Questo fatto davvero straordinario è avvenuto negli Stati Uniti, e precisamente a Springfield, un sobborgo della periferia di Philadelphia, la capitale dello Stato della Pennsylvania e riguarda la guarigione “miracolosa”, da un punto di vista medico-scientifico, di William Glisson un giovane, ora ventottenne. La sera del 15 marzo 2002, mentre il giovane William stava pattinando con un amico sulla Baltimora Pike di Springfield a forte velocità e senza casco, a causa di una piccola buca sull’asfalto, cadde all’indietro riportando un fortissimo trauma cranico occipitale. Immediatamente soccorso, i sanitari dell’ambulanza lo trovarono ancora cosciente e fu trasportato al Crozer Keystone Hospital, centro altamente specializzato, dove giunse in stato di coma. Immediatamente avvertita, la madre corse all’ospedale, dove i medici le presentarono la gravità delle condizioni del figlio, avvertendola che la situazione lasciava ben poche speranze di vita. Dalla descrizione del referto medico dell’ospedale si può leggere che «la TAC effettuata all’ingresso evidenziava una grave contusione frontale con ematoma epidurale sinistro, un ematoma parietale subdurale sinistro, una contusione frontale destra come pure una contusione temporale destra, un’emorragia subaracnoidea estesa, un effetto “massa” da sinistra verso destra con spostamento della linea mediana e una frattura della base del cranio che si estendeva all’osso occipitale destro». In altre parole, un caso veramente disperato. I medici, nonostante avessero tentato due interventi chirurgici, poterono solo constatare che la situazione peggiorava sempre più. Pochi giorni dopo, il 19 marzo, festa di S. Giuseppe, la dott.ssa Noreen M. Yoder, amica di famiglia (che lavorava Il Congresso dei medici presso la Congregazione per le Cause dei Santi ha espresso parere favorevole riguardo alla miracolosa guarigione di un giovane oggi ventottenne di SILVIA FASANA presso un Centro di riabilitazione per disabili psicofisici dell’Opera Don Guanella) consegnò alla mamma di William due reliquie del beato Guanella. La donna, con grande fede, ne applicò una al polso del figlio e l’altra la tenne al collo lei stessa. Da quel momento iniziò una serie di preghiere per ottenere il miracolo dal beato Luigi Guanella. La rete di preghiere si diffuse non solo tra i parenti, ma anche nella scuola cattolica frequentata dalla sorella di William, mentre i medici tentavano senza effetto due interventi chirurgici. Il 25 marzo cominciò a cambiare qualcosa: i medici registrarono per la prima volta che il paziente era maggiormente aderente all’ambiente. Nei giorni successivi si registrarono ulteriori miglioramenti verso una maggiore coscienza e il 9 aprile William venne dimesso dall’ospedale con l’indicazione di un programma di rieducazione funzionale neuromotoria, con il quale, a circa due mesi dal trauma, raggiunse un recupero così rapido da destare meraviglia nei neurochirurghi. L’esame neurologico era negativo; non si registravano deficit cognitivi e neppure neuropsichici. Dopo otto mesi dall’incidente il giovane William tornò a lavorare nella ditta del padre come carpentiere. A quattro anni di distanza dell’incidente, il quadro clinico è risultato ottimale, confermato dai due periti neurologi nominati dalla diocesi di Philadelphia, per la validità del processo diocesano. Per la cronaca: lo scorso anno, William si è anche sposato e conduce una vita perfettamente normale. È interessante notare che la prima missione guanelliana oltreoceano fu proprio negli Stati Uniti d’America. Don Guanella vi andò di persona a visitare gli emigrati italiani alla fine del 1912; fu accolto ed accompagnato nelle diverse capitali USA dai sacerdoti Scalabriniani. L’anno successivo don Luigi inviò le sue suore a Chicago per assistere i figli degli emigrati italiani. È comunque bene precisare che il miracolo continuerà a rimanere “presunto” sino a quando il Santo Padre dichiarerà l’intervento straordinario di Dio per l’intercessione di don Guanella. Don Umberto Brugnoni, Vicario generale dei Servi della Carità, nel suo annuncio ufficiale, ha espresso sentimenti di gioia e di gratitudine: «Diciamo grazie al Buon Dio e alla Vergine Maria per questo dono tanto atteso! Ora tutto passa nelle mani della commissione teologica. Stiamo ormai correndo verso la proclamazione della santità del Fondatore. Nel prossimo mese di febbraio il Santo Padre annuncerà, nel Concistoro dei Cardinali, i nomi dei nuovi santi che verranno proclamati nel 2010. La buona notizia di ieri ci fa sperare che tra loro ci sarà anche don Guanella. Alleluia, alleluia!!!! Esultanti continuiamo a pregare! In Charitate Cristi». Don Mario Carrera, postulatore generale della cause dei Santi dell’Opera Don Guanella, raggiunto al telefono, ci ha precisato la corretta prospettiva in cui questo avvenimento deve essere letto: «I miracoli sono sì un segno di un dono gratuito di Dio ad una persona singola, ma assumono un carattere comunitario, poiché sono la manifestazione della sua bontà che segue con amore paterno le vicende della nostra vita. I miracoli dunque non sono fine a se stessi, ma sono in ordine all’arricchimento della fede. Don Guanella diceva spesso “È Dio che fa”, a noi non rimane che pregare perché Dio agisca secondo i suoi fini e per aumentare la nostra fede nel suo amore. Per questo invitiamo alla preghiera, affinché la potente intercessione del Beato Luigi Guanella sia lievito per una fede più autentica del popolo, che sappia vedere in Dio la tenerezza di un padre ed allargare l’esperienza di un amore ricevuto, da condividere con il prossimo sofferen- te. Possiamo infatti vedere in questo evento il segno della santità di don Guanella a gloria di Dio, che tra di noi è stato padre dei poveri, nonché della protezione di un carisma di carità che come lievito riesce a rendere gustosa e felice l’esistenza». Qui sopra il monumento dedicato a don Guanella posto dinanzi alla sua casa natale, a Fraciscio (Sondrio) L’ITER PROCESSUALE L’iter processuale per il riconoscimento di un presunto “miracolo” avviene secondo le regole contenute nella Costituzione Apostolica “Divinus Perfectionis Magister”, promulgata il 25 gennaio del 1983 dal Santo Padre Giovanni Paolo II e nelle relative “Normae Servandae” promulgate dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 7 febbraio del 1983 e dalla successiva Istruzione. La legislazione stabilisce due momenti procedurali: quello diocesano e quello della Congregazione per le Cause dei Santi, detto “romano”. La prima fase si svolge nell’ambito della Diocesi dove è accaduto il fatto prodigioso. Il Vescovo apre l’istruttoria sul presunto “miracolo”, nella quale vengono raccolte sia le deposizioni dei testimoni interrogati da un tribunale debitamente costituito, sia la completa documentazione clinica e strumentale relativa al caso. Il materiale raccolto nelle diocesi viene quindi trasmesso alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma e sottoposto agli accertamenti previsti. L’esame è duplice: medico e teologico. L’esame medico è condotto da una Commissione medica (o Congresso dei medici), un organo collegiale costituito da cinque specialisti più due periti d’ufficio. Il loro giudizio è di carattere prettamente scientifico: la guarigione, per essere ritenuta oggetto di un possibile miracolo, deve essere giudicata dagli specialisti come rapida, totale, duratura e inspiegabile secondo le attuali conoscenze medico-scientifiche. Solo dopo che la Commissione medica arriva a esprimere a maggioranza o unanimità un voto favorevole l’esame passa alla Consulta dei teologi, presieduta dal Promotore Generale della Fede. I sette teologi, partendo dalle conclusioni della Commissione medica, sono chiamati a individuare la consequenzialità tra le preghiere al Servo di Dio o al Beato e la guarigione, esaminando tutte le testimonianze rese nel processo diocesano. Quando anche i teologi hanno espresso il loro parere, la valutazione viene sottoposta al Concistoro dei Cardinali, i quali discutono tutti gli elementi del miracolo e danno il proprio giudizio da sottoporre all’approvazione del Papa, il quale può riconoscere il miracolo e disporre di promulgarne il Decreto, fissando la data della canonizzazione. Il Decreto è perciò l’ultimo atto che chiude il cammino giuridico dell’accertamento di un miracolo. È l’atto giuridico della Congregazione delle Cause dei santi, sancito dal Papa, con cui un fatto prodigioso viene definitivamente riconosciuto come vero e proprio miracolo. P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 VERTICE FAO L’INTERVENTO DI BENEDETTO XVI La tragedia della fame « L a fame è il segno più crudele e concreto della povertà. Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori”. Lo ha affermato Benedetto XVI, intervenendo il 16 novembre alla cerimonia di apertura del vertice mondiale della Fao in corso a Roma. Oltre 60 tra capi di Stato e di governo hanno assicurato la propria presenza. Aumento drammatico. Il Papa ha affrontato il tema della “drammatica crescita del numero di chi soffre la fame” (1,02 miliardi di persone nel mondo), cercando di individuarne le cause e le possibili soluzioni. Ha suggerito d’investire nei Paesi poveri “in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate”, contrastando anche “il ricorso a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore agricolo, la persistenza di modelli alimentari orientati al solo consumo e privi di una prospettiva di più ampio raggio e soprattutto l’egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considera- to alla stregua di tutte le altre merci”. Il Papa ha invitato la comunità internazionale a coniugare la “cooperazione” con la “sussidiarietà”, coinvolgendo “le comunità locali nelle scelte e nelle decisioni relative all’uso della terra coltivabile” e la necessaria “solidarietà della presenza, dell’accompagnamento, della formazione e del rispetto” dei Paesi poveri. “La cooperazione – ha detto il Papa – deve diventare strumento efficace, libero da vincoli e da interessi che possono assorbire una parte non trascurabile delle risorse destinate allo sviluppo”. Per cui “la via solidaristica per lo sviluppo dei Paesi poveri” può diventare “anche una via di soluzione della crisi globale in atto”, con “ripercussioni positive sullo sviluppo umano integrale in altri Paesi”. Troppa indifferenza. Benedetto XVI ha denunciato un “livello di sviluppo diseguale tra e nelle Nazioni, che determina, in molte aree del pianeta, condizioni di precarietà, accentuando la contrapposizione tra povertà e ricchezza”. Puntando l’accento sul rischio che “la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferen- za”: “Non è così, e non deve essere così! Per combattere e vincere la fame è essenziale cominciare a ridefinire i concetti e i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali, così da rispondere all’interrogativo: cosa può orientare l’attenzione e la successiva condotta degli Stati verso i bisogni degli ultimi?”. Ad avviso del Papa la risposta va ricercata “nei principi che devono ispirarla: solo in nome della comune appartenenza alla famiglia umana universale si può richiedere ad ogni Popolo e, quindi, ad ogni Paese di essere solidale”. Diritto al cibo e all’acqua. “Se si mira all’eliminazione della fame – ha affermato Benedetto XVI – l’azione internazionale è chiamata non solo a favorire la crescita economica equilibrata e sostenibile e la stabilità politica, ma anche a ricercare nuovi parametri – necessariamente etici e poi giuridici ed economici – in grado di ispirare l’attività di cooperazione per costruire un rapporto paritario tra Paesi che si trovano in un differente grado di sviluppo”. Ciò “potrebbe favorire la capacità di ogni popolo di sentirsi protagonista”. Il Papa ha anche invitato a non considerare il mondo rurale, “in maniera miope, come una realtà secondaria” e a favorire “l’accesso al mercato internazionale dei prodotti provenienti dalle aree più povere, oggi spesso relegati a spazi limitati”. Per fare ciò, ha suggerito, “è necessario sottrarre le regole del commercio internazionale alla logica del profitto fine a se stesso, orientandole a favore dell’iniziativa economica dei Paesi maggiormente bisognosi di sviluppo”. “Non si devono poi dimenticare – ha sottolineato il Papa – i diritti fondamentali della persona tra cui spicca il diritto ad un’alimentazione sufficiente, sana e nutriente, come pure all’acqua; essi rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare da quello, primario, alla vita”. Benedetto XVI ha concluso ribadendo l’impegno della Chiesa cattolica negli “sforzi per sconfiggere la fame”. USA-CINA CHE COSA ATTENDERSI DALLA VISITA DEL PRESIDENTE AMERICANO? Obama... con passo felpato S econdo molti commentatori il viaggio in Cina di Obama segna una battuta di arresto del presidente Usa, che aggiunta ad altre difficoltà ne ridimensiona la statura internazionale. Le conclusioni affrettate servono poco e merita piuttosto analizzare le prospettive di questa visita. Innanzi tutto va detto che segue il vertice di Singapore dell’Apec, la rete dei 21 Paesi asiatici e del Pacifico che dal 1989 sta intessendo una rete sempre più fitta per migliorare le relazioni commerciali e politiche nella regione. Le due questioni economiche rilevanti nel rapporto Usa-Cina infatti sono determinanti anche per l’area del Pacifico e sono state discusse a Singapore: la riduzione delle emissioni per governare il cambiamento climatico e le relazioni commerciali tra Cina e resto del mondo, con la annosa questione del valore di cambio del renminbi, la moneta cinese. Accanto a queste, nella relazione Usa-Cina contando anche due questioni politiche: diritti umani e libertà da un lato, ruolo geopolitico dall’altro. Sul clima la Cina ha ottenuto che nel comunicato finale Apec, che dedica al tema il capitolo più lungo, non fossero esplicitati nuovi impegni. La Cina tiene questa posizione da diversi anni. Ha approvato un piano interno di riduzione delle emissioni che non va disprezzato, ma rifiuta un impegno internazionale. Se questo ci sarà, verrà manifestato in sede Onu e non in una sede regionale. A Pechino Obama ha sollecitato l’importanza di un impegno condiviso, per ottenere il consenso cinese alla promessa di formalizzare un impegno ONU nel 2010, che pare oggi l’unico esito sperabile dal vertice di Copenaghen. I cinesi non hanno detto di no. E’ poco, certo, ma era ingenuo sperare di più. Veniamo all’economia. Mentre molti ricchi tardano a recuperare i livelli produttivi (e occupazionali) del passato, la Cina cresce, trainata, come sempre, dalle esportazioni. Gli Usa, con molti altri paesi, ne soffrono e tentano di difendere la propria economia, proteggendola anche con i dazi. Questo irrita i cinesi, che a loro volta vegono accusati di rendersi artificialmente competitivi tenendo troppo basso il valore della loro moneta. Il renminbiyuan è infatti legato al valore del dollaro, ma con un valore di cambio stabilito dall’autorità cinese. E’ un gioco rischioso: se negli Usa non riparte la produzione interna, oggi spiazzata da quella cinese, non riprende l’occupazione e non ci saranno redditi sufficienti neanche per finanziare gli acquisti di prodotti cinesi. Per la Cina, che non ha mai investito nel proprio mercato interno e vive di esportazioni, sarebbe un colpo durissimo. Le autorità cinesi non sembrano consapevoli di essere sedute su un candelotto di dinamite acceso e pensano di favorire gli acquisti americani continuando a comprare - proprio con i dollari che incassano con l’export - i titoli di stato statunitensi, strumento finanziario privilegiato per sostenere la spesa sociale Usa e, indirettamente, il potere d’acquisto dei consumatori americani, come hanno fatto in questi anni. Obama chiede una rivalutazione del renminbi, che darebbe respiro all’economia Usa e ridurrebbe le esportazioni della Cina, garantendole però un maggiore potere d’acquisto sulle importazioni e un aumento del valore delle riserve in dollari e titoli Usa, che si potrebbero usare per investire nel mercato interno e migliorare il benessere della popolazione. Anche qui non ottiene risposte immediate. Per molti è proprio questo ciò che il potere cinese oggi teme: più benessere suscita più domanda di democrazia. Questo ci porta alla politica. Obama, col consueto passo felpato, ha infranto tabù parlando di diritti, di libertà di espressione e navigazione in rete e del Dalai Lama. Hu Jintao non ha risposto e ha preferito oscurare le sue parole nella tv di stato, ma non può tagliare tutti i nodi di una rete che, come sta avvenendo per l’Iran, può diventare strumento di libertà. Più reattivo è stato, sia pure a porte chiuse, sulla possibilità di collaborare su questioni calde come Afghanistan, Iran e Sudan, così come sull’esigenza di un dialogo multilaterale che si fondi su processi di consenso regionale. Interlocutori regionali che dialogano fra loro, sia nazionali (come, Usa, Russia e Cina) sia sovranazionali (come l’UE e le altre forme di integrazione regionale e continentale, compresa l’Apec) semplificherebbero la gestione delle crisi e dei conflitti. Usa e Cina potrebbero spingere insieme in questa direzione anche in sede di riforma del Consiglio di Sicurezza. E forse non è un caso che l’Osservatore permanente all’Onu, mons. Migliore proprio in questi giorni abbia detto che una riforma oggi è possibile. Obama riparte dalla Cina senza le imbarazzanti magliette ObaMao, per fortuna, ritirate dal governo cinese per paura della popolarità del presidente Usa, e senza risposte immediate. Ma potrebbe aver ricevuto dai dirigenti cinesi qualcosa di più concreto della loro cortesia. Ce ne renderemo conto solo fra qualche mese. RICCARDO MORO KOSOVO 2010, ANNO DI MADRE TERESA Il 2010, anche in Kosovo, sarà un anno di festeggiamenti e celebrazioni per ricordare il centesimo anniversario dalla nascita di Madre Teresa. “Mercoledì 11 novembre a Pristina – racconta al Sir don Lush Gjergji biografo di Madre Teresa - si è riunito per la prima volta il Consiglio Nazionale del Kosovo che avrà il compito di organizzare le celebrazioni di questo anniversario”. All’incontro nel palazzo del Ministero della Cultura erano presenti il ministro, Valton Beqiri, il rappresentante della presidenza, Xhavit Beqiri, Ali Podrimjia, dell’Accademia delle Scienze ed Arte del Kosovo, Jusuf Bajraktari, dell’Istituto della Storia del Kosovo e lo stesso don Lush Gjergji, in rappresentanza della Chiesa del Kosovo. “Questo anno speciale – racconta il sacerdote – si aprirà il 10 dicembre 2009, in occasione del trentesimo anniversario dalla consegna del Premio Nobel per la pace”. Madre Teresa, il cui nome all’anagrafe è Gonxha Bojaxhiu, nacque il 26 agosto del 1910 a Skopjie, oggi capitale dell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia ma allora parte dell’Impero Ottomano. I suoi genitori di etnia albanese erano originari del vicino Kosovo terra che la giovane visitò spesso nella sua giovinezza. Particolarmente forte era il suo legame con il santuario mariano di Letnica al confine tra Kosovo e Macedonia. “Per tutto il 2010 – continua don Gjergji - sono previste manifestazioni che coinvolgeranno le scuole di ogni ordine e grado, con la partecipazione di esponenti del mondo della cultura, ma anche celebrazioni religiose e simposi”. La devozione nei confronti di Madre Teresa è particolarmente sentita dalla popolazione albanese che rappresenta circa il 90% degli oltre due milioni di abitanti del Kosovo, la giovane repubblica che ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio del 2008. Questo nonostante i cattolici rappresentino una minoranza nel mondo albanese: circa il 5% della popolazione, al 90% musulmana. “L’obiettivo – conclude don Gjergji – è quello di creare tramite la riscoperta della vita e delle opere di Madre Teresa quella cultura della vita e quella civiltà dell’amore che costituisce il presupposto fondamentale per la libertà vera, duratura e giusta per tutti”. SOCIETÀ P A G I N A 5 FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 RITO DELLE ESEQUIE NON SOLO UN ADATTAMENTO LITURGICO E il «popolo di Dio»? Non mimetizzare la morte ’ L L a Conferenza episcopale italiana ha approvato nel corso dell’ultima assemblea generale il nuovo Rito delle esequie cristiane. L’evento è significativo, perché non si tratta semplicemente dell’adattamento di un libro liturgico. Il momento delle esequie costituisce un’importante occasione per annunciare il Vangelo della speranza e manifestare la maternità della Chiesa. Il Dio che “verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”, è Colui che “asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno” (Ap 21,4). In una cultura che tende a rimuovere il pensiero della morte, quando addirittura non cerca di esorcizzarla riducendola a spettacolo o trasformandola in un diritto, è compito dei credenti gettare su tale mistero la luce della rivelazione cristiana, certi che “l’amore possa giungere fin nell’aldilà, che sia possibile un vicendevole dare e ricevere, nel quale rimaniamo legati gli uni agli altri con vincoli di affetto” (Spe salvi, 48). Non solo. Molte volte il pensiero della morte è banalizzato, oppure, il suo evento è vissuto nell’isolamento. Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella sua prolusione all’assemblea generale dei vescovi italiani, svoltasi nei giorni scorsi ad Assisi, ha parlato di un’autentica deriva, frutto dell’individualismo diffuso. Questo raggiunge i limiti della vita con esasperazioni impressionanti. “Anche quando la maschera della morte scende sul volto dei propri cari, dunque si fa più prossima e meno facilmente evitabile, anche allora – ha detto – non di rado si tende a rimuovere l’evento, a scantonarlo, a scongiurare ogni coinvolgimento”. Davanti alla morte si giunge a mancare di intelligenza: non volerla considerare come un momento dell’esistenza di ciascuno. Eppure la frequentazione dei luoghi di fragilità, come sono, ad esempio, gli ospedali, è un invito a tornare con i piedi per terra; accompagnare persone in cammino verso la propria fine è un’esperienza di profonda umanità, perché permette di riconsiderare adeguatamente il proprio limite. Da un punto di vista pastorale, dunque, è urgente aiutare i fedeli a pensare in maniera meno evasiva alla prospettiva dell’appuntamento con la morte, in quanto una tappa non estirpabile dall’orizzonte concreto e, comunque sia, incombente sulla vita di ciascuno. Nascondere la morte è irreale, mimetizzarla, perché il suo pensiero non turbi, è superficialità. Presentarla in modo scherzoso una sera all’anno è mancarle di rispetto. La comunità cristiana è oggi chiamata a vivere responsabilmente il morire e a far emergere quelle domande che si affacciano in modo dirompente: “Da dove vengo?”; “che senso ha il vivere?”; “perché la sofferenza?”; “dove andrò?”. Interrogativi che non sempre trovano adeguato spazio nella predicazione e nella catechesi. Come, anche, sembra che la dottrina cristiana della purificazione dopo la morte sia stata accantonata. Quando un fedele muore subito se ne parla come fosse già pienamente nello stato della glorificazione! Davanti alla morte, occorre annunciare il Dio vero, il Dio amante della vita, che ha creato per l’immortalità e ha indicato all’uo- mo la via per giungere a lui, non in modo casuale o distratto. Tutta la vita è un’occasione di grazia per essere sempre più simili a lui, per conformarci alla sua santità ed essere degni di comparire un giorno alla sua presenza. “Dio non fa scherzi macabri”, ha detto il card. Bagnasco. Così, le esequie diventano un’occasione privilegiata di annuncio e anche di raddrizzatura sulle idee pagani circolanti. “Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo” (Sap 2, 23-24); questi infatti è “omicida fin dall’inizio” (Gv 8,44). A partire da qui, con l’aiuto indispensabile della Parola e dei Sacramenti, noi abbiamo la possibilità di veder trasformati il lutto e la sofferenza in una visione più realistica e autentica dell’esistenza, fino ad intravedere la paternità di Dio e la sua misteriosa provvidenza, a sperimentare mediante un itinerario anche accelerato – quale la morte talora induce a compiere – la grazia nella disgrazia. “Ma per questo – ha detto il card. Bagnasco – ci vogliono pastori pronti e non evasivi, comunità cristiane vive, reattive, affettivamente coinvolgenti, che non tacciono sull’interezza del disegno che Dio va dispiegando”. Morte, giudizio, inferno e paradiso sono termini che non sono ignoti, che non possono essere silenziati, che devono, invece, essere spiegati secondo la luce della Parola di Dio. Così, la vita splenderà della sua bellezza, come occasione per donare a Dio e ai fratelli il meglio di noi stessi, nella consapevolezza che questo non andrà perso. MARCO DOLDI CORSIVO di AGOSTINO CLERICI SE LA FAME FA BRUTTI SCHERZI... «Il Corano è uno e non è mai cambiato, mentre i vangeli sono quattro». Parola di Muhammar Gheddafi, leader libico in “vacanza” a Roma per l’assemblea Fao. La frase farebbe parte di un “predicozzo” rivolto a centinaia di ragazze invitate presso l’ambasciata libica nelle notti romane. Forse voleva convertirle all’islam, forse si è trattato solo di una battuta infelice. Certamente voleva convincerle che le donne nel mondo musulmano non sono considerate inferiori, e possono fare le “escort” esattamente come le donne occidentali. Che magra consolazione! E, comunque, il pubblico femminile stia in campana. Non tutte le donne sono convertibili all’islam. Per partecipare ai festini in ambasciata, bisognava essere sì donne, ma alte almeno un metro e settanta, avere tra i diciotto e i trentacinque anni, presentarsi con abbigliamento elegante (e costoso, quindi) e passare al va- glio di un’agenzia di “escort” con sede in via Veneto. Le donne basse, sopra i trentacinque anni e vestite normalmente non interessano al colonnello Gheddafi e possono fare a meno di ascoltare le sue ridicolaggini. Possono addirittura dirsi fortunate, quindi! Ci sarebbe da stupirsi che le ragazze presentatesi all’appello siano state centinaia. Ma lo stupore vorremmo tenerlo tutto per Natale, e non ci pare giusto sprecarlo per l’ennesima goliardata del leader libico in territorio italiano, a cui ha risposto il solito numeroso drappello di buontemponi (lo stesso del “Grande Fratello” e delle “Veline”, per intenderci). Di Gheddafi circondato da centinaia di belle fanciulle si potrebbe dire che è proprio un «morto di fame», il che sarebbe pure in tema con l’assemblea dell’organizzazione mondiale che si occupa appunto di alimentazione. Ciò che è più grave è che egli abbia utilizzato un simile consesso per inscenare il suo teatrino, e che nessuno in Italia dove siamo così pronti, dalle aule parlamentari alle prime pagine dei quotidiani, a moraleggiare su feste, “escort” e offese varie al pubblico decoro - se la sia presa più di tanto. Il leader libico si è pure permesso di offendere la religione cristiana, suggerendo alle ragazze che Gesù Cristo non è morto veramente in croce, perché fu sostituito all’ultimo momento da un sosia. La panzana, sia chiaro, non è nuova, ma possibile che Gesù Cristo possa essere sbeffeggiato da chicchessia, mentre su qualunque altro argomento che riguarda ebrei, musulmani, induisti, buddisti o adepti dell’ultima setta, scatti subito il carosello dell’intolleranza? E il problema non è solo con la religione. A Roma anche la first-lady iraniana, la signora Ahmadinejad, si è permessa di dare la sua ricetta per risolvere il problema della fame e della mortalità infantile: «privilegiare l’educazione e il benessere delle donne». Esattamente quello che... fa suo marito a Teheran! E non è più strano ancora che anche il quotidiano «L’Unità» riporti queste parole senza il minimo commento? 8 dicembre 1965 si concludeva il Concilio Ecumenico Vaticano II annunciato il 25 gennaio 1959 da Giovanni XXIII. Il Concilio, dunque, ha alle spalle ormai mezzo secolo. Alcune provocazioni. Molti di noi sono eredi di una ormai lunga stagione ecclesiale generata dal Vaticano II, dalla sua profezia e dalle sue indicazioni capaci di interpellare radicalmente la realtà ecclesiale e culturale. Una nuova prospettiva che chiedeva a tutti -nelle diverse situazioni- una profonda conversione che andava a “mettere in discussione” molti modi di pensare radicati in un passato che, per molti, sembrava andare da sé, senza problemi poiché tutto appariva chiaro: si sapeva chi aveva autorità per parlare, si sapeva che cosa e come si doveva credere. dibattiti, c o n t r o v e rsie, proposte ma tutto a un “certo” livello. Abbiamo avuto ottimi documenti ecclesiali: preziose occasioni rivolte a tutti i credenti per maturare nel loro cammino di riflessione e di crescita. Se radunassimo su di un tavolo tutti i testi destinati al popolo di Dio, avremmo di che leggere per molto tempo. Si è cominciato così ad insistere ripetutamente sulla responsabilità a cui tutto il popolo di Dio era chiamato. NUOVE PROSPETTIVE UN POPOLO SILENZIOSO Il Vaticano II invitava a rivisitare il contenuto della fede cristiana per ricomprenderne non solo il contenuto ma anche - e soprattutto - uno stile, una nuova logica per vivere storicamente il vangelo. Abbiamo avuto anni di gioia ma anche anni carichi di non pochi problemi. La novità del Concilio sembrava aver indotto alcuni ad accelerare talmente il cammino di rinnovamento da trovarsi - alla fine - soli, in percorsi tanto ardui quanto solitari. Altri, invece, si sono sentiti come scavalcati e impauriti e piuttosto che mettere in discussione il proprio modo di pensare o, almeno, confrontarlo con il rinnovamento conciliare - si sono trincerati in una difesa del passato: una difesa più dei modi di vivere che del pensiero profondo che li aveva generati. Così la rinnovata riflessione ecclesiale nata dal Concilio veniva utilizzata dagli uni per anticipare tutto e tutti e dagli altri per frenare su tutto e su tutti. Ma questi due atteggiamenti - necessariamente schematizzati - hanno coinvolto, inizialmente e per un certo periodo, più gli àmbiti culturaliteologici che il “semplice” popolo di Dio, spesso ridotto a spettatore di una trasformazione che, al contrario, avrebbe dovuto vederlo come protagonista. Non sono mancati studi e ricerche su tutti i campi possibili. Cose ottime, sia chiaro. Ma, come qualcuno ha notato, di queste ricerche il popolo di Dio poco ha compreso o ha goduto. Tutto il fermento del rinnovamento è stato, per non poco tempo, come catturato dagli esperti: molti FUORI dal CORO Poi, quasi improvvisamente, questo enorme patrimonio di riflessione si è riversato sul popolo di Dio. Ecco allora che anche i “semplici fedeli” hanno cominciato a parlare della Chiesa come “popolo di Dio”, della necessità di recuperare la centralità della Bibbia, della corresponsabilità, di cristiani adulti, responsabili e corresponsabili. Più si parlava della necessità di essere protagonisti, più i cristiani “normali” sembravano non essere coinvolti praticamente. Tanto si è scritto e detto sulla corresponsabilità nelle comunità cristiane: quanto è stata praticata? Forse qualcosa non era scattato al momento giusto. Per tanti cristiani la riflessione conciliare e le sue conseguenze sono state come un avvenimento improvviso. Per usare un’immagine: è come se uno, la sera, fosse andato a letto bambino e, la mattina dopo, si fosse svegliato uomo! Forse mai come nel dopo-Concilio si è parlato tanto del popolo di Dio; eppure proprio il “normale popolo di Dio” sembra non essere stato coinvolto in modo adeguato dal rinnovamento conciliare. Mai come in questo periodo si è parlato della responsabilità di tutti nella Chiesa, ma la risposta sembra essere stata scarsa. Problemi di comunicazione? Paura della novità? Timore di essere minoranza? Sfiducia nella “debolezza” del Vangelo? Molti, tanti parlano a nome del popolo di Dio. E il popolo di Dio concreto, quando può prendere la parola? ARCANGELO BAGNI «UN’IDENTITÀ DI VALORI PER L’EUROPA», INCONTRO INTERNAZIONALE A VENEZIA “L’importanza della condivisione di valori comuni per trovare un fruttuoso dialogo con le differenti chiese e istituzioni religiose” e “per costruire l’Europa del futuro con responsabilità e consapevolezza”. Ruota attorno a questi temi il convegno promosso a Venezia il 19 e 20 novembre dal Partito popolare europeo, che ha invitato a un confronto pubblico rappresentanti delle comunità religiose europee e delle istituzioni comunitarie, fra cui il cardinale Angelo Scola, il patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Gran Muftì di Siria Ahmad Badr Al-Dini Hassoun (che saranno rappresentati da loro delegati) e altre figure delle religioni islamica ed ebraica. L’incontro si svolge presso l’Università internazionale di Venezia, e vi prendono la parola anche alcuni studiosi e politici europei e di paesi terzi come Wilfried Martens, Othmar Karas, Martin Kugler, Mario Mauro, Jan Olbrycht, Carlo Casini, Renate Sommer, Alojz Peterle, Ahmed Toufiq. Quattro le sessioni dell’incontro: “Il ruolo delle chiese e di altre istituzioni religiose nella preservazione dell’identità euroea”; “Le sfide future dell’Europa. Una responsabilità comune per i cittadini Ue”; “Libertà religiosa e tutela delle minoranze”; “Dal dialogo alla cooperazione. Una nuova opportunità offerta dal Trattato di Lisbona”. P A G I N A 6 SOCIETÀ ECONOMIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 CRISI ECONOMICA DAVVERO VERSO LA FINE? SIAMO IL PAESE DELLO SPEZZATINO... T emo di essere un minus habens, insomma un uomo di scarsa intelligenza, perché da sempre fatico a comprendere quanto accade nella società italiana. Anni fa, non compresi come la maggioranza degli italiani potesse salutare come eventi di civiltà: aborto, divorzio, antinucleare, l’insorgenza del terrorismo rosso. Mi sconcertano invece, in questo momento, le dichiarazioni rilasciate da uomini del Centrodestra. Il premier (e non solo lui) sostiene che l’Italia, in questa fase di ripresa, ha superato l’Inghilterra, ovvero saremmo collocati al sesto posto nella classifica delle nazioni, che stanno uscendo dalla crisi economica. Mi limito a dire che le famiglie, almeno quelle dei ceti medi e bassi e la maggioranza delle imprese, non se ne sono accorte. I cassintegrati, i disoccupati, i pensionati, le famiglie che faticano a far quadrare i conti, sono realtà diffuse, che dovrebbero rendere cauti nel parlare di uscita dalla crisi e di efficienza in grado di assicurare ai cittadini un discreto tenore di vita. Le aziende, a loro volta, si trovano strette fra Banche che stringono il cordone della borsa del credito, Assistiamo ad una forte richiesta, in costante aumento, di rateizzazione del pagamento delle cartelle fiscali: l’importo rateizzato ammonta a circa 9 miliardi di euro pagina a cura di GIANNI MUNARINI caduta delle commesse, fisco sempre più soffocante. Detta situazione costringe le imprese ad attuare ristrutturazioni, licenziare, fare ricorso agli ammortizzatori sociali, a delocare e in molti casi a cessare l’attività. La situazione è grave, quindi meraviglia il silenzio che avvolge e ovatta le proteste di quanti soffrono i disagi della crisi. L’ottimismo del governo, la demagogia irosa dell’opposizione, gli scioperi strumentali non significano attenzione alle nuove povertà, ma palesi dichiarazioni di impotenza: sbaglio? Ciò che manca alle forze politiche è la capacità progettuale richiesta per portare il Paese verso lo sviluppo e l’occupazione. Intendo dire che se non si abbandonano gli idoli che l’Occidente venera - ricchezza, potere, consumismo, sperpero, tempo libero, divertimento e propensione a vivere senza regole e al di sopra delle proprie possibilità - non sarà possibile costruire un modello di sviluppo duraturo, equilibrato, teso al bene comune. Quest’ultimo contiene ed esprime valori di solidarietà, responsabilità, laboriosità, corresponsabilità, legalità, pace e giustizia sociale. Non sono fanfaluche, ma presa d’atto di quanto avviene nel Paese. A riprova di quanto sostengo, richiamo un fatto significativo, ossia la richiesta, in costante aumento, di rateizzazione del pagamento delle cartelle fiscali. La crisi fa crescere il numero dei contribuenti, che non riescono a pagare le cartelle fiscali e per conseguenza ne chiedono la rateizzazione. A fine ottobre i contribuenti che hanno ottenuto la rateizzazione, sono stati 367.800 contro i 174.400 di fine 2008. L’importo rateizzato ammonta a circa 9 miliardi di euro: non sono bruscolini. L’evento richiamato dice che, anche fra autonomi e piccoli imprenditori, la crisi morde. Attualmente, la cassa integrazione, i risparmi accumulati dalle famiglie, lo stipendio di chi in famiglia non ha perso il lavoro, attenuano e in parte nascondono le “povertà” e il “malessere” che la crisi provoca nel Paese. Altro evento di notevole spessore, molti Enti pubblici territoriali presentano bilanci in rosso e non sempre per imperizia, disonestà, o sprechi. Intendo dire che il dissesto di molti enti locali è dovuto a una serie di fatti imputabili, a volte a incompetenza e disonestà degli amministratori locali, a volte a fatti esterni agli Enti. Ad esempio, i dissesti finanziari di molte amministrazioni comunali a volte sono imputabili, in toto o in parte alla soppressione dell’Ici sulla prima casa, a volte al blocco dell’addizionale Irpef, a volte alla rigidità dei parametri del patto di stabilità, a volte all’incertezza dei trasferimenti che il governo dovrebbe fare in favore dei comu- ni, a compenso del mancato versamento dell’Ici da parte dei proprietari di prima casa. Per evitare fraintendimenti, confermo di essere favorevole all’abolizione dell’Ici sulla prima casa. Ciò non preclude di contestare la legge, in quanto varata per opportunità contingenti, per accaparrare voti alle scadenze elettorali, ossia è stata approvata in assenza di una strategia, di un progetto d’insieme, capaci di futuro. Insomma non si è tenuto conto della necessità di affrontare, in modo organico, il tema della riforma fiscale. Ai partiti di governo, come a quelli dell’opposizione, manca una visione generale, complessiva, dinamica e lungimirante, del “cosa fare” per assicurare al Paese, sviluppo economico, consolidamento della democrazia e progresso civile. Siamo il Paese dello spezzatino non della totalità, del periodo corto e non di quello lungo. V’È ANCHE UNA NOTEVOLE PARTE DI ITALIANI CHE NON SI ARRENDE CRISI: OCCASIONE DI NUOVA PROGETTUALITÀ onvertirsi ai poveri, allo sviluppo, alla corresponsabilità, alla giustizia sociale, non significa limitarsi a garantire gli ammortizzatori sociali, a sostenere le famiglie nei momenti più crudi della crisi, a indire primarie pasticciate, o a sbandierare successi onirici nel campo dell’economia e del buon governo. Esige invece l’impegno a eliminare, o quanto meno ridurre, le cause, le carenze, le manchevolezze che producono o riproducono mali, dissesti e cicliche crisi economiche. In caso contrario, al di là delle buone intenzioni, dei giustizialismi alla Di Pietro e dell’ingenuità di molti cattolici, si contribuirà a perpetuare i guasti, le ingiustizie, le truffe, i disagi sociali che, in questo momento, colpiscono non solo le classi meno abbienti, ma anche i lavoratori autonomi e i professionisti alle prime armi. La cultura nichilista nata nel periodo della follia sessantottina l’incultura radical-pannelliana, sommata a quella consumista, individualista, favorevole al protezionismo e all’intervento statale, ogni qualvolta v’è da coprire un dissesto finanziario privato, hanno portato l’Italia alla decadenza. In Italia il C capitalismo ha sempre privilegiato la regola: privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite. La sinistra invece ha sempre invocato lo spreco di denaro pubblico, al fine di mantenere in “vita” aziende decotte, ormai fuori mercato e incapaci di produrre utili. Detta incultura ha portato il Paese al crollo. Ecco perché l’Italia più di altri paesi europei faticherà ad uscire dalla crisi. Debbo però dire che v’è anche una notevole parte di italiani che non si arrende e individua, mediante attenta analisi e riflessione, le aree delle nuove povertà e del demagogismo oscurantista che blocca la modernizzazione del Paese. Non solo, individua e combatte la mancanza di etica e di regole nell’ambito dei mercati finanziari e di responsabilità sociale dell’impresa. Si impegna infine affinché i prodotti italiani si affermino sui mercati internazionali e nel Paese si concretizzi un modello di democrazia adulta. L’analisi richiamata rinvia necessariamente all’impegno politico, perché le innovazioni strutturali, le nuove regole e le sanzioni da adottare per i mercati si decidono in detto ambito. I cattolici, in detta opera, debbono assumere responsabi- lità determinanti. Finora ho preso in esame soprattutto il passato, ossia i motivi, gli eventi e le manchevolezze, che hanno provocato la crisi e che rendono difficoltosa l’uscita dalla stessa. E’ giunto il momento di guardare al futuro, ossia di rimuovere gli ostacoli che bloccano le riforme, il rilancio dell’economia e la definizione delle regole che dovranno fissare i confini, entro i quali potranno muoversi gli operatori finanziari e i manager dell’economia reale. E’ un non senso, ma parole come diritto, legalità, responsabilità sociale dell’impresa ed etica, non hanno più significato. A detto risultato si è giunti a causa di un equivoco: le responsabilità sono state sottratte al potere pubblico e lasciate al giudizio degli operatori economici e finanziari. Non è sfiducia agli operatori economici, ma le regole, il controllo e le sanzioni sono compito dell’autorità pubblica. Le norme che auspico non dovrebbero però avere una dimensione solo nazionale. E’ necessario istituire una Autorità sovranazionale di controllo sulle attività finanziarie, commerciali e produttive. E’ il vecchio sogno kantiano del diritto cosmopolita, che viene alla memoria quando si ipotizza la neces- sità e l’utilità di una autorità sovranazionale. Il motivo che porta a privilegiare norme pubbliche sull’autocontrollo e sull’autodisciplina, pur sempre categorie positive, è che “l’uomo rimane sempre uomo… e ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male… Conseguenza di quanto detto è che la sempre nuova ricerca di retti ordinamenti per le cose umane è compito di ogni generazione; non è mai compito semplicemente concluso” (Spe salvi 21,25). La riflessione ha inteso porre in evidenza, anche se in forma disordinata e incompleta, che il governo non pare affrontare i temi della crisi con la strategia della totalità, ma con quella dei piccoli interventi settoriali, delle piccole e disorganiche riforme. E’ significativo che in questi giorni si parli dell’uscita dell’Italia dalla recessione: il Pil è aumentato in ottobre dello 0,6%, così attesta l’Istat e così sbandierano gli uomini del Centro-destra. La realtà è un po’ diversa. Ad esempio, a settembre l’indice della produzione industriale destagionalizzato ha segnato un calo del 5,3% rispetto ad agosto, in dodici mesi l’occupazione è scesa di 570 mila unità, la cassa integrazione per molti lavorato- ri si sta esaurendo e la prospettiva non sempre è il rientro al lavoro, molte volte è il licenziamento. L’opposizione pencola fra il giustizialismo giacobino alla Di Pietro, le nostalgie socialdemocratiche alla Bersani, le illusioni e gli onirismi alla Franceschini e alla Rosy Bindi, al nichilismo cinico alla Pannella e al ritorno al comunismo dei vari Diliberto e Rizzo. I cattolici, nel segno della speranza, debbono essere come lo furono nel secondo dopoguerra, gli artefici del riscatto del Paese. Debbono, in parole semplici, fare quanto scritto da Benedetto XVII, nella Caritas in Veritate: “La complessità e gravità dell’attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della ri-scoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a progettare il nostro cammino… La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente”. P A G I N A CULTURA CONVEGNOFISC IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 7 AL CONVEGNO FISC A SAN MINIATO VIAGGIO NELLA CRISI E NEL RUOLO DEI MEDIA LA CRISI: TRA MEDIA CONNIVENTI E CONSUMATORI SENZA MORALE ttenti al territorio, ma con uno sguardo sul mondo. I 185 settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), che ogni settimana hanno una tiratura complessiva di oltre un milione di copie, lo hanno dimostrato a San Miniato (Pisa) dal 12 al 14 novembre, dove hanno celebrato il convegno nazionale sul tema “Crisi economica, sviluppo sostenibile e sistema solidale. Il ruolo dell’informazione”. Nell’occasione sono stati ricordati tre anniversari significativi: i 70 anni de “La Domenica” (“Toscana Oggi”), settimanale della diocesi toscana che ha ospitato i lavori, i 25 anni di “Toscana Oggi” e i 20 anni del SIR. questione meridionale e innovazione. A delinearle è stato il deputato ed esperto economico Enrico Letta. Nei sistemi economici, ha sottolineato, è necessario avere “regole chiare” ma anche “un’autorità che le faccia applicare”. Altrettanto importante, ha proseguito, è affrontare il “problema demografico”, una “questione-chiave” che “si lega in tanti modi alla crisi” e che chiede “investimenti” per “la famiglia, i bambini, gli anziani, i disabili, il disagio abitativo”. Ancora, è urgente dare maggiore attenzione, soprattutto a livello mediatico, alla “questione meridionale” che pare non “essere più un problema di rilevanza nazionale”. A Testimoniare valori autentici “Investire in professionalità e testimonianza”. Questo l’invito che l’arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, ha rivolto ai giornalisti presenti portando il suo saluto all’apertura dei lavori. Un’esortazione dettata dalla necessità di contrastare quei “mass media che non poche volte banalizzano e offendono la dignità della persona senza tener conto del bene comune”. Il vescovo di San Miniato, mons. Fausto Tardelli, ha richiamato l’importanza di un’informazione “seria e coscienziosa, che si faccia promotrice di valori autentici”, mentre mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato e delegato della Conferenza episcopale toscana per la cultura e le comunicazioni, ha chiesto di “leggere i fatti alla luce del Vangelo”, pre- sentando la realtà “senza abbandonarsi a catastrofismi”. La “connivenza” dei media. Entrando nel tema del convegno, Stefano Zamagni, docente di economia all’Università di Bologna, ha individuato nella “responsabilità morale del consumatore” e nella “connivenza” di un sistema informativo che si è limitato a dare voce al pensiero dominante, senza ospitare opinioni contrastanti, due tra i fattori che hanno permesso il formarsi della “bolla speculativa” da cui ha preso il via la crisi. I mezzi di comunicazione, ha denunciato l’economista, hanno fatto da “amplificatori” di questo meccanismo, non dando voce a quanti “già dal 2001 avvertivano del rischio, collocandosi in posizione dissonante rispetto al pensiero dominante”. “Una stampa autentica- mente libera e desiderosa di contribuire al bene comune”, ha avvertito Zamagni, non dovrebbe essere “pro-ciclica”, ossia “portata all’esaltazione quando va bene e alla condanna quando va male”, ma al contrario dovrebbe sorvegliare e denunciare, seguendo una tendenza “anti-ciclica”, in grado di mettere in guardia prima che sia troppo tardi. Analisi condivisa da Gianfranco Fabi, vicedirettore del quotidiano “Il Sole 24 Ore”, per il quale, “pur non generalizzando”, i mezzi di comunicazione sono stati “troppo timidi nel segnalare i rischi di crisi”. Secondo il giornalista, “un’informazione più coraggiosa e tempestiva avrebbe potuto, se non evitare la crisi, almeno anticiparla e quindi diminuirne gli effetti negativi. Si tratta di una responsabilità che i giornalisti devono condivide- re con economisti, politici, uomini del mondo della finanza che non hanno certo brillato per capacità di previsione”. L’economia, ha aggiunto il giornalista, “è un elemento fondamentale della vita politica e sociale”: l’informazione “non può prescindere” da essa “se vuole offrire una visione completa della realtà”, ma anche “l’economia non può prescindere dall’informazione”. Sulla “spettacolarizzazione della crisi” e la “scarsa attenzione prestata a chi nelle crisi vive quotidianamente” si è invece soffermato Pierandrea Vanni, caporedattore de “La Nazione”. Cinque sfide. Alla luce della crisi economica e finanziaria vi sono cinque “grandi sfide” che interpellano l’Italia e il sistema Paese: demografia, centra-lità del lavoro, etica nella finanza, Aprire gli occhi. “Aiutare la nostra gente ad aprire gli occhi sulle dinamiche economiche” raccontandole “in maniera facile e competente” è, per il presidente della Fisc, don Giorgio Zucchelli, il compito dei settimanali diocesani riaffermato nel corso del convegno. Questi, ha rimarcato, “non sono competenti sui grandi temi finanziari ed economici mondiali” ma “raccontano ciò che la gente vive ogni giorno”, seguendo le problematiche, anche economiche, che si verificano “a livello locale”. Ma è pure necessaria, ha sottolineato, “un’opera di divulgazione sulle grandi questioni economiche”: compito della stampa, infatti, è “aprire gli occhi ai cittadini di fronte a coloro che intendono solo speculare con i loro risparmi a tutti i livelli”, con “coraggio e senso di responsabilità”. A DIECI ANNI DALLA MORTE UN PREMIO IN MEMORIA DI GIOVANNI FALLANI TRA I FONDATORI DELLA FISC E DEL SIR QUANDO IL GIORNALISMO E’ ATTENTO ALL’UOMO « uando si parla di culture, di ideologie, di schieramenti o di qualunque maschera sociale non bisogna mai dimenticare che dietro ci sono uomini veri. E non si può scrivere nulla sull’umanità dell’uomo senza un briciolo di pietà, di tenerezza. Non si può parlare di uomini come se fossero numeri o cose”. Questi pensieri di Giovanni Fallani, tratti dal suo “Piccolo dizionario per la comunicazione”, offrono la migliore chiave di lettura del suo pensiero e della sua professionalità. Direttore dell’ufficio stampa dell’Azione Cattolica, Fallani fu tra i promotori dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) e, nel 1966, fra i fondatori della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), di cui è stato segretario generale per oltre 30 anni, ha diretto il Sir dal gennaio 1989 all’aprile 1997. L’uomo e il giornalista, scomparso dieci anni fa (21 novembre 1999), è stato ricordato al convegno nazionale della Fisc (San Miniato, 12-14 novembre), durante il quale è stato conse- Q gnato il premio giornalistico, a lui intitolato, ai vincitori della IV edizione: Barbara Baronio (“Corriere Cesenate”, settimanale della diocesi di CesenaSarsina) e Maria Pia Fizzano (“Presenza”, quindicinale della diocesi di Ancona). “Giovanni Fallani – ha ricordato mons. Vincenzo Rini, presidente del Sir, spiegando il significato del premio – ha dedicato la parte migliore e più amata del suo impegno professionale, umano e cristiano alla stampa cattolica”. In “sua memoria”, ha aggiunto mons. Rini, il Sir e la Fisc “hanno istituito questo premio, con un’attenzione: si deve premiare un’informazione che sappia «costruire ponti di comunicazione e comprensione tra l’esperienza ecclesiale e l’opinione pubblica», secondo le parole di Benedetto XVI”. Mons. Rini ha voluto sottolineare – “anche per i direttori dei settimanali diocesani che non hanno avuto modo di conoscere questa splendida persona” – il “dovere della gratitudine verso Fallani, al cui impegno e alla cui passione – insieme a tanti altri testimoni – dobbiamo an- cora oggi la grande realtà della Fisc e del Sir”. Alla cerimonia di premiazione ha partecipato anche la figlia del primo direttore del Sir, Letizia Fallani, la quale ha rievocato il padre con un “affresco” biografico pieno di riferimenti familiari. “Quando penso a mio padre – ha detto – mi vengono in mente due parole: bellezza e verità. Penso che tutta la sua vita sia stata in fondo guidata dalla passione per la verità. L’ha cercata nelle persone, nei fatti, nelle parole e nella bellezza: nella bellezza della natura, delle donne, dei bambini e nell’arte”. La figlia ha parlato anche del desiderio del padre di “conoscere l’uomo, la sua umanità, le sue debolezze e le sue grandezze… Voleva conoscere l’Uomo perché, diceva: «Sta dove meno te lo aspetti». Lo puoi trovare in un gesto qualsiasi, nel brillare di un sorriso, nello sguardo ironico di un mendicante”. Letizia Fallani si è infine soffermata sul lavoro del padre: diceva che “il giornalismo è vero quando sa vedere, nell’attualità, le cose nuove e antiche della nostra condizio- Pensieri... “Anche stamattina sono andato sulla riva del mare, ho accarezzato il prato e i cespugli, e ho ringraziato Dio per aver creato questa bellezza. ne umana. Come comunicarle? Con uno scritto bello: leggero, chiaro, essenziale, ricco di contenuti e naturalmente vivace, per attirare l’attenzione del pubblico”. “Il quindicinale – secondo la giuria – è una voce di speranza in un territorio lacerato dal terremoto del 6 aprile. È presenza giornalistica, soprattutto di giovani, che nel tempo della ricostruzione condivide con la gente l’impegno a volare in alto con il pensiero e con la vita”. Poi mi sono inginocchiato e ho detto “grazie” a Dio perché ci ha mandato suo Figlio Gesù per rivelarci che, al di là della terra, al di là del mare, al di là di ogni sofferenza, ci attende Colui che sazia la nostra sete di infinito”. Giovanni Fallani CHIESA P A G I N A 8 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 IL PRIMO INCONTRO LO SCORSO 14 NOVEMBRE A NUOVA OLONIO AGENDA del VESCOVO Al via il Consiglio pastorale diocesano FINO A VENERDÌ 20 Pellegrinaggio in Francia con i preti della diocesi per l’Anno Sacerdotale. DA SABATO 21 A LUNEDÌ 23 Visita pastorale in Valtellina Superiore: Livigno e Trepalle. MARTEDÌ 24 Al mattino, a Tavernola, incontro con il clero di Como; a Como, presso il Seminario diocesano, alle 21.00 incontro su san Tommaso Moro. MERCOLEDÌ 25 A Como, alle ore 20.00, in Vescovado, incontro con i capi scout dell’Agesci di Como, Sondrio e Lecco. GIOVEDÌ 26 A Como, al mattino, consiglio episcopale; a Como, nel pomeriggio, udienze e colloqui personali. DA VENERDÌ 27 A DOMENICA 29 Visita pastorale in Valtellina Superiore: Bormio. MOVIMENTO EUCARISTICO DIOCESANO DI COMO Il Movimento eucaristico diocesano di Como comunica che la prossima ora di adorazione presso la chiesa di Santa Cecilia, si terrà sabato 5 dicembre alle ore 16.20. Vi sarà la recita del Santo Rosario e le riflessioni tenute da don Andrea Meloni riguardanti l’Anno Sacerdotale. Seguiranno momenti di adorazione personale e la distribuzione del programma annuale del 2010. Considerato il periodo di Avvento, questo è un incontro molto importante in vista della preparazione del Santo Natale. Domenica 29 novembre è la prima domenica di Avvento, pertanto si invitano i Crociati eucaristici a presenziare al servizio in Duomo durante la Santa Messa delle ore 10.30. L’invito è rivolto anche per le celebrazioni della festività dell’8 dicembre, delle celebrazioni natalizie e quella del 31 dicembre alle ore 17.00 per il canto del Te Deum. A l varo il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano. Parecchi volti nuovi, a cominciare dal coordinatore, monsignor Flavio Feroldi, neo-nominato Vicario episcopale per la pastorale. Qualche cavallo di ritorno, per ragioni di ufficio o per nomina dalle zone pastorali (cinque rappresentanti su sedici erano già presenti nel precedete Consiglio). In tutti la voglia di collaborare attivamente con il Vescovo – che il Consiglio lo presiede – per orientare l’indirizzo pastorale della Diocesi. L’incontro di sabato 14 novembre, a Nuova Olonio, è il primo di un ciclo che vedrà il Consiglio riunirsi periodicamente (prossime scadenze il 20 marzo e il 29 maggio 2010) per tutto il quinquennio di nomina (2009-2014). La “squadra” comprende 8 membri di diritto (il Vicario generale, i Vicari episcopali, il rettore del Seminario, il presidente di Azione cattolica), 10 in rappresentanza dei diversi consigli e consulte pastorali, 4 in rappresentanza di diaconi per- manenti, religiosi, religiose e comunità ordo virginum, 16 designati dalle zone pastorali e 4 di nomina vescovile, per un totale di 42 membri effettivi, pari a circa due terzi della rosa numerica del precedente Consiglio. Lo sfoltimento numerico, voluto dal Vescovo al fine di garantire un funzionamento più sciolto del Consiglio, comporterà la revisione dello Statuto del Consiglio pastorale diocesano, che sarà fra i primi compiti del Consiglio stesso, e per il quale è stata appositamente costituita una commissione ad acta di cinque membri. La revisione dello Statuto sarà anche l’occasione per ribadire il senso e il ruolo del Consiglio Pastorale Diocesano, quale ambito privilegiato di esercizio della partecipazione e della corresponsabilità alla vita e alla missione della Chiesa. La prima sessione del Consiglio si è aperta con la preghiera introduttiva e un breve momento di lectio scritturistica sul capitolo 15 degli Atti degli Apostoli: il Concilio di Gerusalemme. Il Vescovo ha preso spunto da questo episodio biblico – che ha definito “il primo consiglio pastorale della storia della Chiesa” – per dare alcune indicazioni sul senso e sul modo del “consigliare” nella Chiesa. Al momento di reciproca presentazione e conoscenza dei partecipanti ha poi fatto seguito un primo affondo tematico, avente per oggetto le proposte pastorali per il triennio 20112014. L’intento è di dare seguito – anche in sintonia con le scelte della Chiesa italiana – al biennio 2008-2010 sul tema dell’educazione, che la comunità diocesana sta ancora vivendo e che avrà un momento importante di sintesi e di verifica nel Convegno diocesano programmato per l’autunno del 2010. È emerso l’orientamento di rilanciare la questione educativa, per il triennio 20112014, sotto il profilo più esplicito dell’educazione cristiana e della qualità complessiva della fede: la centralità dell’incontro con Gesù Cristo, nelle due costitutive mediazioni della Parola e dei Sacramenti, potrebbe costituire l’ossatura del cammino triennale, anche in concomi- tanza con alcuni eventi della Chiesa nazionale e universale (rispettivamente il Congresso Eucaristico e la pubblicazione dell’Esortazione apostolica post-sinodale sulla Parola di Dio). Si è però sottolineata la necessità di un vero metodo pastorale nell’affronto delle tematiche, per non riproporre semplicemente dei temi teologici (per quanto cruciali) da trattarsi al modo di una catechesi degli adulti. Al fondo soggiace la risposta a interrogativi decisivi: l’idea di communio ecclesiale, riflesso a sua volta della risposta a quale idea di Chiesa, e quindi l’idea di pastorale che occorre promuovere. Su questo e altri argomenti il Consiglio Pastorale Diocesano dovrà essere luogo di paziente riflessione e coraggiosa elaborazione. Rimane in ogni caso la necessità – è stato sottolineato – di alcune precise proposte pastorali, tanto più in un tempo, come il nostro, segnato dalla complessità e dall’integrazione missionaria dell’azione ecclesiale. monsignor ANGELO RIVA ISTITUTO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO LA GIORNATA DEL SOVVENIRE: IL 22 NOVEMBRE iturgicamente è la festa di Cristo Re dell’Universo, che chiude l’anno liturgico, ma la Chiesa italiana celebra la giornata nazionale di sensibilizzazione sulle offerte per il sostentamento del clero. L I sacerdoti italiani non ricevono uno stipendio dallo stato, ma vivono della carità, del sostegno economico dei loro fedeli. Non tutte le parrocchie sono in grado di mantenere il parroco e le strutture parrocchiali, molte sono piccole e povere. La riforma del Concordato del 1984 ha previsto di poter dare ai 38 mila preti diocesani, compresi 600 missionari all’estero e 3mila sacerdoti anziani o malati, la medesima remunerazione, così che non abbiano problemi economici, e siano liberi di annunciare il vangelo e di dedicarsi all’apostolato. Un sacerdote appena ordinato riceve 883 euro al mese, un vescovo al limite della pensio- ne 1.380 euro. L’Istituto Centrale Sostentamento del Clero di Roma può garantire a tutti i sacerdoti questa retribuzione attraverso i redditi degli ex benefici, le offerte inviate dai fedeli, il fondo dell’8 per mille. Le offerte dei fedeli coprono solo il 10% del fabbisogno, per cui si deve attingere abbondantemente all’8 per mille, che invece dovrebbe servire per il culto, la pastorale e la carità. L’offerta è un modo per realizzare la fraternità fra le parrocchie, così che le comunità più piccole siano aiutate nel mantenimento del loro parroco. È anche un segno di partecipazione alla missione della Chiesa attraverso un contributo economico, piccolo sacrificio che indica in maniera positiva la partecipazione alla vita ecclesiale. Qualcuno dirà: “Io dò già al mio parroco direttamente in mano”, è vero, bisogna pensare alle necessità della propria parrocchia, ma anche a tutti i preti d’Italia, a coloro che vivono in piccoli paesi e sono circa la me-tà delle 26 mila comunità sparse sui monti, nelle vallate, nelle isole. Ancora pochi conoscono questa possibilità o sentono il dovere di guardare oltre il proprio orticello. Ad esempio nella nostra diocesi, nel 2008, le offerte per il sostentamento del clero sono state 2.108 per un importo di 230.774 euro, mentre la remunerazione del clero è stata di 6.817.784 euro. C’è ancora molta strada da fare e credo che, se la nostra gente viene informata e sensibilizzata, risponde generosamente. Ogni parrocchia ha ricevuto, tramite corriere, un kit con dei sussidi che servono per l’animazione della giornata del 22 novembre. Il parroco, con il Consiglio degli affari economici, dedichi un momento all’analisi del materiale e all’organizzazione della giornata. I modi per donare sono parecchi: con il bollettino di conto corrente postale allegato al volantino presente nei campaniletti-espositori che si vedono in ogni chiesa. Questo depliant si può distribuire alla porta della chiesa quando la gente esce dalla messa. Si può fare un bonifico bancario attraverso le banche convenzionate, oppure versando direttamente la cifra all’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero, oppure con la carta di credito “Carta sì” chiamando il numero verde 800825000 e i versamenti si possono effettuare in ogni periodo dell’anno. Ho visto che risulta efficace la raccolta fatta in ogni chiesa, nel giorno della sensibilizzazione, da parte di un incaricato che annota l’indirizzo dell’offerente, la cifra, egli poi si preoccuperà di passare il tutto all’Istituto Diocesano. Se qualcuno è obbligato a fare la denuncia dei redditi, la sua offerta è deducibile fino a un massimo di 1.032,91 euro per ogni anno. Per saperne di più cliccate sul sito www.offerte sacerdoti.it, troverete delle sorprese. don TULLIO SALVETTI SOCIETÀ P A G I N A CUL TURA CULTURA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 9 INCONTRO CON IL PROF. MASSIMO INTROVIGNE AUTENTICITÀ DEI VANGELI: DAI SINOTTICI A DAN BROWN A ll’interno del corso monografico multidisciplinare sulla formazione e autenticità dei Vangeli, organizzato dalla Diocesi come approfondimento annuale del corso istituzionale della Scuola di teologia per laici, un interessantissimo incontro ha bloccato l’attenzione dei 150 iscritti sull’attuale tema del rapporto tra i vangeli e la fiction. Sabato 14 novembre il professor Massimo Introvigne, sociologo delle religioni, fondatore e direttore del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e della rivista Il Timone, e, dal 2005 uno dei massimi critici dell’opera di Dan Brown e del suo Codice da Vinci, è intervenuto a parlare del rapporto tra i Vangeli e la saggistica di Dan Brown, con riferimento particolare a questo romanzo, strepitoso successo in tutto il mondo (90 milioni di copie vendute) che ha sollevato spinose questioni a livello di rapporto tra fiction e verità storica. Il professore ha incantato l’uditorio per più di un’ora, presentando e commentando una sola pagina de Il Codice da Vinci, per essere più precisi la pagina 9 (non presente in tutte le edizioni ma facilmente ritrovabile nei testi con il titolo Informazioni storiche), in cui si legge che «tutte le descrizioni [...] di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà», e si fondano in particolare sul fatto che «nel 1975, presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene, note come Les Dossiers Secrets», con la storia del Priorato di Sion, che pretende di essere detentore della «verità» accuratamente nascosta dalla Chiesa cattolica su Gesù Cristo, che egli abbia avuto figli da Maria Maddalena, che portano in sé il sangue stesso di Dio e che hanno il diritto di regnare sulla Francia e sul mondo intero. Introvigne sostiene che ciò che porta tanti a credere che ciò che Dan Brown ha scritto sia vero siano proprio le informazioni contenute in questa pagina. Cade così la pretesa dei molti che obiettano a qualunque critica del romanzo quando affermano che si tratta di fiction, che in quanto tale non è tenuta a rispettare la verità storica: l’introduzione che Dan Brown pone al suo romanzo è invece la pretesa che di storia vera si tratti. Esiste, ha continuato Introvigne, un fil rouge che unisce due testi, scritti in tempi diversi e riconducibili a esoteristi francesi ed inglesi, L’or de Rennes (di Gérard de Sède), e Il sacro Graal (di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln) ampiamente sfruttati da Dan Brown nel Codice da Vinci. I romanzi di Dan Brown (Angeli e demoni, Il Codice da Vinci e Il simbolo perduto) hanno sempre uno sfondo comune che è quello dell’esoterismo e la sua correlazione con le società segrete – Illuminati, Priorato di Sion e Massoneria. In particolar modo per ciò che concerne il Priorato di Sion, la sua parvenza di storicità risulta essere un falso dovuto al “ritrovamento” dei Dossiers Secrets: si tratta dei famosi documenti in parte «ritrovati» nel 1975 nella Biblioteca Nazionale di Parigi e in parte trasmessi in precedenza allo scrittore Gérard de Sède. I documenti, però, sono stati «ritrovati» dalle stesse persone che li avevano nascosti nella Bibliothèque Nationale di Parigi: Plantard, un mistificatore condannato per truffe a sfondo esoterico, e i suoi collaboratori. Ed è certissimo che non si tratta di documenti antichi ma di falsi moderni. Il principale autore dei falsi, Philippe de Chérisey – morto nel 1985 –, ha confessato di aver partecipato alla loro falsificazione, lamentandosi perfino per la loro utilizzazione avvenuta senza versargli il dovuto compenso, argomento su cui esistono lettere dell’avvocato di Chérisey . Nel romanzo è presente anche un altro fatto facilmente “falsificabile”: il mito di Rennesle-Château, un paesino francese del dipartimento dell’Aude, ai piedi dei Pirenei orientali, nella zona detta del Razès. L’Abbé Saunière, parroco di questo piccolo paesino, sosteneva di aver ritrovato sotto l’altare della sua chiesa i documenti, appartenenti al priorato di Sion, che svelavano appunto la “vera” storia di Gesù e della Maddalena, e con questi avrebbe ricattato gli appartenenti a questa società segreta arricchendosi in modo non indifferente; tutto poteva spiegarsi, peraltro – come sospettava il suo vescovo – con un meno romantico traffico di donazioni e di messe. Dan Brown fa, inoltre, molta confusione, ha quindi spiegato Introvigne, tra vangeli apocrifi e vangeli gnostici, adducendo il lettore, soprattutto se giovane e inesperto, a prendere per vero ciò che l’autore afferma, in particolar modo in merito ad una possibile relazione tra Gesù e la Maddalena. Ecco cosa sostiene il professor Introvigne: «All’epoca del Canone Muratoriano – che risale circa al 190 d.C. – il riconoscimento dei quattro Vangeli come canonici e l’esclusione dei testi gnostici era un processo che si era sostanzialmente completato, novant’anni prima che Costantino nascesse. Quanto alla Maddalena, lo gnostico vangelo di Tommaso, che piace tanto a Brown, ben lungi dall’essere un testo proto-femminista ne fonda la grandezza sul fatto che [...] si fa maschio. A Simon Pietro che obietta “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della vita”, Gesù risponde: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Perché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli”». A conclusione della relazione, molto ricca e accattivante, e della successiva discussione, la riflessione di molti dei presenti è stata che Dan Brown ha avuto tanto successo perché esiste una mancanza di conoscenza dei fatti elementari della propria fede e che solo la diffusa ignoranza religiosa spiega come qualcuno possa prendere sul serio un tale cumulo di affermazioni a dir poco ridicole: perché deve essere più facile credere a un romanzo del XX secolo che a un testo “vecchio” di 2000 anni? SARA E LAURA MARTEDÌ 24 NOVEMBRE IN SEMINARIO, A COMO, A PARTIRE DALLE ORE 21.00 UNA SERA A FRA CUL TURA E COERENZA... SERATTA DEDICA DEDICATTA A TOMMASO MORO: UMANIST UMANISTA CULTURA C ultura e coerenza. San Tommaso Moro, umanista e patrono dei governanti e dei politici. Questo il titolo dell’incontro che si svolgerà martedì 24 novembre, alle ore 21.00, presso il Seminario Vescovile di Como, in via Baserga 81. Nel 2000 fu Giovanni Paolo II, in occasione del giubileo di politici e governanti, a definire san Tommaso Moro un «modello credibile che mostra la via della verità al mondo politico e amministrativo», arrivando a proclamarlo patrono di tutti gli amministratori della cosa pubblica, a qualsiasi livello: locale, nazionale, internazionale. «Per tutti coloro che sono impegnati nella vita civica – sottolineano i promotori della serata – la sua figura rappresenta uno straordinario esempio di coerenza e di vita ispirata alla ricerca del Bene e del Vero. Si è così pensato a questo incontro per ricordarlo e meditare sul senso più profondo dell’impegno politico e civile». Per la testimonianza, resa fino all’effusione del sangue, del primato della verità sul potere, san Tommaso Moro è venerato quale esempio imperituro di co- erenza morale. E anche al di fuori della Chiesa, specie fra coloro che sono chiamati a guidare le sorti dei popoli, la sua figura viene riconosciuta come fonte di ispirazione per una politica che si ponga come fine supremo il servizio della persona umana. Così si espresse Giovanni Paolo II su san Tommaso Moro durante il giubileo del 2000. A organizzare l’evento sono l’assessorato alle politiche educative del comune di Como, la nostra diocesi e l’Unione giuristi cattolici di Como. Il programma della serata del 24 novembre prevede: • ore 21.00, introduzione: Alla ricerca di un modello credibile, Anna Veronelli, assessore alle Politiche Educative e alla Famiglia del Comune di Como; Servire l’ideale supremo della giustizia, Alessandro Maria Lodolini, procuratore capo della Repubblica, vice presidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici di Como; • ore 21.10: Una prima riflessione sulla figura di san Tommaso Moro, monsignor Diego Coletti, vescovo di Como; • ore 21.30: Dagli scritti di san Tommaso Moro, letture a cura di Diego Gaffuri; • ore 21.50: Provocazioni al dialogo, monsignor Diego Coletti. Per informazioni e iscrizioni: assessorato alla Famiglia del Comune di Como telefono 031. 252229; e-mail: assessoratofami [email protected];Unione dei Giuristi Cattolici di Como telefono 031.264823; e-mail: [email protected]. «Meditavo sull’opportunità di promuovere questo incontro da nove anni – spiega l’assessore Anna Veronelli –, cioè proprio da quel giubileo dei politici e governanti quando Giovanni Paolo II, incontrandoci nella Sala Nervi, ci consegnò san Tommaso Moro come nostro patrono. È un personaggio che sprona a volare alto, a riflettere sul significato dell’impegno civile per il bene comune. È stato ed è un modello – aggiunge la Veronelli entusiasta –, seppe precorrere i tempi con la sua intelligenza e non antepose la conservazione del proprio ruolo di potere all’onestà, alla rettitudine e al rispetto delle convinzioni». Due le testimonianze, secondo l’assessore, rese da Tommaso Moro: la capacità di rinunciare alle posizioni accomodanti e il coraggio di difendere le proprie idee, fino al massimo sacrificio della vita, pur di non venir meno ai principi in cui credeva. Un uomo da imitare per l’impegno di coerenza. Che messaggio arriva alla classe politica di oggi, a tutti i livelli, da un personaggio così forte? «Non possiamo nascondere le difficoltà che viviamo oggi – ammette la Veronelli –. Il senso di sfiducia da parte dei cittadini e la delegittimazione de- gli amministratori, a qualunque livello e di qualsiasi colore, sono questioni grandi da affrontare. Dobbiamo recuperare credibilità e restituire dignità a un onere che richiede sacrificio e impegno. Il Papa ha affermato che l’impegno politico è una tra le forme più alte di carità… Dovremmo essere noi i primi a riscoprire l’importanza e l’entusiasmo per questa attività». A chi è diretto l’incontro del 24 novembre? «A tutti – conclude la Veronelli – ma l’auspicio è che a parteciparvi siano soprattutto politici, amministratori, persone impegnate nel civile e nel sociale: sarà una grande opportunità di formazione e condivisione». Più essenziale il pensiero del procuratore Lodolini, vicepresidente dei Giuristi cattolici comaschi: «Quello della prevaricazione è un problema che esiste da sempre – ci ha detto –: la storia è piena di “Carlo VIII” ma anche di “Tommaso Moro” che si sono impegnati in contrasto con il potere. Ascolteremo le riflessioni che ci verranno proposte perché la figura di Moro è interessante per la sua integrità». ENRICA LATTANZI CHIESA CHIESAMONDO P A G I N A 10 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 DON ALESSANDRO ALBERTI SARÀ IL PROSSIMO MISSIONARIO FIDEI DONUM IN CAMEROUN UN NUOVO DONO PER LA MISSIONE « na gradita sorpresa”. Sono queste le prime parole “a caldo” di don Alessandro Alberti, all’indomani dell’annuncio, domenica 15 novembre, della sua prossima partenza come sacerdote fidei donum per la missione diocesana in Camerun. E’ lui stesso a raccontare a “Il Settimanale” l’agitazione che si è impadronita della sua casa fin dalla prima mattina del lunedì con il via vai dei parrocchiani rimasti scossi da questa decisione. “E’ comprensibile un po’ di smarrimento da parte dei parrocchiani – racconta don Alessandro - perché sono parroco di San Siro a Lomazzo da soli tre anni. Lasciare la parrocchia non sarà facile nemmeno per me perché in questi anni di servizio sento di essermi legato molto a questa comunità in cui sono stato accolto con grande affetto”. Una nomina inattesa ma accolta con “serenità”. “Pur non nascondendo la mia sensibilità e vicinanza al mondo missionario, non ho chiesto di partire. Come altri sacerdoti ho dato la mia disponibilità a vivere un’esperienza di missione il giorno della mia U Il sacerdote, 32enne, originario di Morbegno, partirà per la diocesi di Maroua-Mokolo nell’agosto 2010 per sostituire don Giusto Della Valle, da dodici anni in Africa. La nomina è stata ufficializzata domenica 15 novembre a Lomazzo, dove la comunità parrocchiale era riunita per la messa domenicale e, contemporaneamente, all’assemblea missionaria diocesana a Talamona. Ad annunciare la decisione del vescovo Coletti è stato mons. Italo Mazzoni. Così don Alessandro ci racconta “a caldo” i suoi primi pensieri di MICHELE LUPPI ordinazione sacerdotale ma non pensavo che potesse avvenire così presto. Quando il Vescovo mi ha chiamato non me la sono sentita di rifiutare e d’accordo con lui ho maturato questa decisione”. Originario di Morbegno don Alessandro è stato ordinato sacerdote nel 2002 e, prima di arrivare a Lomazzo, è stato per cinque anni vicario a Bormio. In entrambe le zone è stato impegnato nella pastorale missionaria. “Ora – continua – guardo con entusiasmo a questa nuova esperienza perché sento di partire con la certezza di avere un’intera diocesi alle spalle. Sono curioso di mettermi in gioco in questa nuova re- altà dove avrò modo di confrontarmi con rappresentanti di altri confessioni cristiane e di altre religioni. Un dialogo che mi ha sempre incuriosito. Non partirò come missionario isolato ma come rappresentante della diocesi di Como, inviato a svolgere il proprio ministero in una Chiesa sorella, dove troverò sacerdoti che già conosco e con cui sono certo lavoreremo bene insieme.” E’ per questo, spiega don Alberti, che la sua partenza, come quella di tutti i fidei donum “non è un fatto personale ma deve essere un segno per l’intera Chiesa di Como”. Il sacerdote lascerà la parrocchia di San Siro nel mese di genna- io per recarsi a Parigi dove rimarrà per alcuni mesi a studiare il francese in un istituto dei missionari comboniani. Successivamente, nel mese di giugno, andrà a Verona per il corso di preparazione al CUM, il Centro Unitario Missionario. “Verso la fine di agosto partirò per l’Africa – conclude don Alessandro – con la consapevolezza di non avere alcuna convinzione da imporre ma solo la volontà di camminare insieme a questi nostri fratelli”. FRAMMENTI DI UNA DOMENICA NELL’ULTIMA LETTERA DI DON CORRADO NECCHI QUANDO I BAMBINI VANNO IN CHIESA R icordo una serie di lettere apparse su Famiglia Cristiana e anche su Avvenire, sull’opportunità di portare i bambini piccoli a Messa e sulle possibili soluzioni. Dalla gabbia di vetro alle babysitter parrocchiali. I bambini in chiesa non mi hanno mai dato fastidio, ma, ora, sorrido pensando all’Italia ... Durante la messa, in prima fila, la piccola Massa, di due anni, è seduta per terra. Raccoglie delicatamente la sabbia che copre il pavimento. La mette nel suo foulard. Poi cerca un sasso più grosso. Una leccatina ... e poi via, a macinare i sassolini più piccoli, come fosse miglio nel mortaio. Lì vicino c’è un’altra piccola, Kouvou, che ruba l’infradito alla mamma. Se lo mette sulla schiena. Lo lega stretto col suo foulard. Come fosse un bambino. Mimano i gesti tipici che ritmano la vita del villaggio. Vanno avanti parecchio. Non disturbano, non sono disturbate. A due anni Kodji è ormai grande. E’ seduto come gli altri sul banco di cemento. Un movimento sbagliato e... ops! cade pestando la testa. Piange un po’. La mamma (ma è la mamma?) lo accarezza un po’ sulla testa. Un altro bambino, poco più grande di lui, lo prende in braccio e lo porta fuori. Ritornano, mano nella mano, dopo alcuni minuti. Ecco la piccola comunità di Kwatre. I battezzati sono solo 7 o 8. Ricevuto dopo anni di preparazione. Ci sono degli adulti catecumeni e alcuni simpatizzanti. Ma la chiesa è piena. La gente serrata. Un centinaio di persone. Per lo più bambini. Cantano con gioia. A piena voce. Non riescono a star fermi. Danzano che è uno spettacolo. Nei momenti più calmi della celebrazione, un incaricato redarguisce chi si agita troppo. E’ sufficiente mostrare l’indice. Un altro incaricato, con il bastone lungo e fine, tocca la testa di chi si distrae e di chi disturba. Funziona. Qui si può fare, senza scomodare il telefono azzurro. Durante la Messa, tra la gente, difficile accorgersi della sua presenza tanto era piccolo. Dormiva beato, avvolto da un panno, legato sulla schiena della mamma. Si sveglia. Frigna un po’. La mamma, allora, apre la borsa piena di giochi e li versa addosso al piccolo che non sa più cosa scegliere... Ah no, questa è l’Italia... Da capo: Si sveglia. Frigna un po’. La mamma, allora, inizia ad allattarlo. Il bambino subito si calma. E’ il rimedio più natu- rale e sicuro. Usato qui in ogni luogo e circostanza. Quest’estate, in Valmalenco, l’ho proposto ad una mamma, durante il battesimo del figlio che non smetteva di piangere, ma... non l’ho convinta. La chiesa di Rhumzu è un po’ il fiore all’occhiello della diocesi di Como in terra d’Africa. Ha il bel presbiterio e la navata principale in marmo. Quasi lucido, direi, vista la polvere che gira. Durante la Messa un bambino si allontana dalla mamma. Non cammina ancora. Si fa forza con le mani e scivola di sedere. Ed ecco il miracolo: dato che non esistono pannolini, dove passa il bambino il marmo inizia a brillare. Potrebbe essere un’idea per la pulizia della chiesa... Era da un po’ che ci provava. Finalmente la piccolina riesce a tirarsi in piedi, appoggiata alla panca. Pensa bene di regalarci un po’ di musica: inizia a tamburellare con le mani sulla panca. Disturba. Chi l’accompagna lascia fare. La vicina stende la gamba e l’appoggia sulla panca. Missione riuscita: la piccola smette di picchiare sul banco e si mette a giocare con le dita dei piedi della vicina. La messa è finita. La gente esce in fretta: non è una novità. I bambini restano. Anche chi era fuori dalla chiesa entra. E’ il loro momento. Canti, danze, tamtam al massimo. E’ la preghiera che continua. A loro misura, più che mai. E da lassù, è certo, Qualcuno sorride. I NOSTRI MISSIONARI FIDEI DONUM NELLA DIOCESI DI MAROUA-MOKOLO RHUMZU IN FESTA Ciao a tutti! Quest’anno le piogge, cominciate in ritardo, non vogliono smettere. Così il mais rischia di marcire e il soja, anziché seccare sulla pianta, cade e germoglia. La situazione preoccupa non poco. La parrocchia di Rhumzu è in festa. Sabato 14 novembre ha ospitato le ordinazioni dei nuovi preti. Due quest’anno. Henry di Mokolo Mboua e James di Rhumzu. Oltre tre mila i presenti. Domenica 15 novembre la prima Messa a Kossahai. Altra festa. Nel mese di luglio avevamo già ospitato la professione solenne di Pierre tra i Fratelli del S. Cuore. Presto, probabilmente, la professione perpetua di sr. Bernadette... chissà. Tutto questo è per noi una benedizione. Il nuovo Collège di Mogode funziona bene: due classi con 85 studenti in prima superiore. Laura è prof, economa e segretaria! Le galline ricominciano a fare uova, le formiche le hanno già fatte... nella macchina per il pane, il varano le ha mangiate. Vabbeh! La vita continua. Alla prossima, Corrado Ecco una delle ultime foto scattate in Cameroun. Da sinistra: (in piedi) i sacerdoti don Giusto Della Valle (a Mokolo), don Felice Cantoni (Nguéthéwé), don Angelo Mazzucchi (Mogode), don Corrado Necchi (Rhumzu), e i laici, al centro, Alda Vola (a Mokolo), e sulla destra Brunetta Cincera (a Mokolo) con la madre (in visita). In basso: Laura Pellizzari (impegnata nel liceo di Mokode) e don Stefano Bianchi in visita. CHIESA CHIESAMONDO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 P A G I N A 11 RIFLESSIONI E PROVOCAZIONI DALL’ASSEMBLEA MISSIONARIA DIOCESANA A TALAMONA I CRISTIANI SONO TUTTI MISSIONARI « S iamo tutti missionari dal giorno del nostro battesimo e non dal momento in cui partiamo per terre lontane”. E’ con questa provocazione che Emma Gremmo, laica del Centro Fraternità Missionaria di Piombino, ha aperto il suo intervento all’assemblea missionaria diocesana che si è svolta domenica 15 novembre a Talamona in Valtellina, una valle che ha dato tanto in termini di missionari sparsi nel mondo. Una giornata, anticipata sabato dalla serata dedicata ai giovani, in cui tornare a parlare di missione ad gentes fuggendo da semplificazioni e luoghi comuni, diffusi spesso all’interno della nostre stesse comunità parrocchiali. Il tema scelto quest’anno dal Centro Missionario diocesano “Educarci alla missione..la missione ci educa” ha offerto l’opportunità di riflettere da una prospettiva diversa sull’ educare, tematica scelta dalla diocesi come cuore del piano pastorale dell’ultimo biennio e che guiderà il cammino pastorale della Chiesa italiana per i prossimi dieci anni. “Non esiste una formazione cristiana distinta da una formazione alla missione – ha spiegato la relatrice – semplicemente perché l’educazione alla missione cresce e progredisce man mano che cresciamo nell’essere cristiani autentici”. Una sensibilità che deve penetrare nelle nostre comunità chiamata a “purificare il proprio modo di “Educarci alla missione..la missione ci educa”. E’ questo il tema dell’assemblea missionaria svoltasi in Bassa Valtellina lo scorso 15 novembre. di MICHELE LUPPI pensare alla missione”. “Oggi più che mai anche l’Italia è diventata terra di missione”, racconta Emma Gremmo che dopo 13 anni passati nell’allora Zaire con i missionari saveriani è tornata in Italia dove, a Piombino, insieme ad alcuni padri saveriani ha dato vita ad una Fraternità che ha il compito di formare l’équipe in partenza per la missione. La particolarità della comunità di Piombino è quella di formare gruppi formati da laici, tra cui diverse famiglie, e sacerdoti. Un servizio che risponde all’invito della Conferenza Episcopale italiana di formare sempre più equipe miste. “Oggi - continua - si sono moltiplicati i luoghi in cui un cristiano è chiamato alla missione. Il mondo dei giovani, l’immigrazione, la diffusa mentalità di chiusura da parte di alcuni partiti politici e la stessa famiglia sono luoghi e mondi in cui noi cristiani dobbiamo essere testimoni autentici dell’amore di Dio”. Prima di agire però, secondo la missionaria, è importante chiedersi: “in quale Dio crediamo?”. “Sempre più spesso – ha spiegato – siamo portati a credere in una nostra idea di Dio e ci dimentichiamo di Gesù che ci ama in modo pazzo, perché sempre pronto ad accoglierci con le braccia spalancate, amandoci incondizionatamente per primo”. Solo conoscendo il volto autentico di Gesù si può arrivare a comprendere come la Chiesa sia una famiglia dove “comunione” con i fratelli e “missione” devono sempre camminare insieme. Da questa prospettiva emerge un nuovo modo di farsi educare che ci spinge a rivedere i parametri della nostra vita. “Dall’esperienze in missione – spiega – possiamo trovare il coraggio di vivere la nostra vita così com’è, con serenità, imparare a ridimensionare i problemi della nostra vita quotidiana e a relativizzare i nostri bisogni”. Ma anche qui la relatrice non ha smesso di provocare. “Vivere un’esperienza missionaria – continua – non significa partire per un mese. Questi che io chiamo viaggi non sono certamente esperienze deleterie ma non pensiamo che significhino aver vissuto la missione, perchè, per questo, ci vogliono anni”. Un cammino complesso che porta ad uscire dalla nostra mentalità per incontrarne un’altra, fino a creare qualcosa di diverso che nasca dalla condivisione di due mondi e due esperienze. “Dobbiamo smetterla – ha spiegato - di pensare che il missionario parta con qualcosa da insegnare. Il missionario parte per vivere e camminare con una comunità dan- do e ricevendo in uno scambio reciproco. Un percorso che non può però riguardare solo la partenza, ma deve necessariamente avere ricadute anche sul ritorno nelle comunità d’origine. Spesso, infatti, le diocesi non sanno fare tesoro dell’esperienza dei propri missionari”. La giornata, dopo il pranzo e la condivisione in gruppi, si è conclusa con la messa presieduta da mons. Italo Mazzoni. Nella chiesa di Talamona hanno risuonato le musiche e i ritmi di un coro africano. Un ultimo momento di festa e ringraziamento per chiudere una giornata intensa di comunione e missione. ALLA “SERATA GIOVANI” LA TESTIMONIANZA DELL’ASSOCIAZIONE VARIOPINTO IMPEGNATA IN RWANDA PER RIFLETTERE E FAR FESTA AL RITMO DELLA MISSIONE 14 novembre, ore 18.30: un gruppo di ragazzi si ritrova a Talamona per passare un sabato sera diverso dal solito. Ormai da qualche anno è diventata un’abitudine dedicare la serata che precede l’Assemblea Missionaria Diocesana ai giovani, organizzando un momento in cui stare insieme per riflettere e divertirsi con un orizzonte missionario. Come spesso accade, più eventi sovrapposti non hanno aiutato la partecipazione, ma come si dice: pochi ma buoni! Nonostante i numeri, erano persino rappresentate quasi tutte le zone della nostra diocesi. Poi è arrivato un gruppo di 21 scout a darci man forte: la prossima estate vivranno un’esperienza in Kenya ed hanno deciso di aggiungere questa serata al loro cammino di preparazione. Per iniziare a creare un clima di amicizia e favorire la conoscenza di persone che forse era la prima volta che si vedevano, la serata si è aperta con un aperitivo equo e solidale seguito dalla cena al sacco. Poi siamo entrati nel vivo dell’incontro con la testimonianza dell’ Associazione Variopinto che da anni è presente in Rwanda. Non è stata una testimonianza tra le tante, ma un vero stimolo per pensare al nostro approccio missionario. Attraverso le parole di Paolo non solo abbia- mo conosciuto l’operato di questa associazione, ma soprattutto abbiamo riflettuto sulla partenza per terre lontane e l’incontro con le persone che lì vivono. Spesso ci creiamo un immaginario che non corrisponde al vero su quei luoghi e partia- mo con l’idea di essere i salvatori del mondo che vanno ad aiutare dei poveretti. Ci dimentichiamo però che quelle persone sono appunto persone, come noi. Che come noi hanno dei desideri e dei sogni, che come i ragazzi italiani anche i ragazzi rwandesi (così come di altri popoli) vorrebbero avere una famiglia che li ami, vorrebbero andare a scuola per costruirsi un futuro, vorrebbero trovare un lavoro, etc. Ci dimentichiamo che quella terra ha una storia, una storia diversa dalla nostra e quindi noi non possiamo arrivare con i nostri modelli pensando che siano i migliori. Ci dimentichiamo spesso anche di un’altra cosa: che Dio ha già incontrato quelle persone e che il Suo Spirito sta già lavorando in loro, noi possiamo lavorare per Lui, ma non sostituirci a Lui portando ancora una volta il nostro vivere occidentale della fede. Per continuare in un clima missionario di apertura e conoscenza, abbiamo ballato a ritmi africani grazie all’animazioni di tre ragazzi del Cameroun e del Congo che con i loro tamburi e le loro canzoni hanno riscaldato l’ambiente e ci hanno fatto conoscere un pezzettino della loro Africa. La serata si è conclusa in fretta, ma alcuni di noi sono rimasti a dormire nell’oratorio di Talamona per partecipare all’Assemblea del giorno dopo. A tutti gli altri giovani che si son persi un gran sabato sera rivolgiamo già l’invito per il prossimo anno. Questi incontri non son solo per chi ha avuto esperienze in terre di missione o per chi è prossimo alla partenza, ma per tutti, perché tutti, se siamo realmente cristiani, siamo missionari, ogni giorno, nella nostra quotidianità. CHIARA BALATTI CHIESA P A G I N A 12 Il tanto atteso vertice Onu, che si aprirà il 7 dicembre, non porterà ad un deciso freno contro le emisssioni pagina a cura del’Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro Salvaguardia del Creato e Stili di vita Salvaguardia Creato SalvaguardiaCreato del IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 LA FATICA DI SCELTE CONTROCORRENTE INQUINAMENTO: A COPENAGHEN SARÀ ENNESIMO RINVIO L a notizia è fresca di agenzia: al vertice ONU di Copenaghen sul clima che si aprirà il 7 dicembre non saranno prese intese vincolanti sul taglio di emissioni inquinanti il clima. Ancora una volta lo sviluppo dissennato ha preso il sopravvento sulla custodia di quel dono prezioso dato da Dio all’umanità chiamato creato. Questo ennesimo rinvio nel prendere decisioni vincolanti per tutti gli stati terrestri per la salvaguardia del clima e le relative ricadute positive su tutto il creato, deve preoccupare ogni uomo circa il futuro del nostro globo. Non voglio essere catastrofista, ma il prevaricare del benessere prettamente economico di alcuni rispetto al bene collettivo di tutta l’umanità non deve lasciare indifferenti. In un simile frangente non si possono dimenticare le parole che papa Benedetto XVI ha espresso, in più di una occasione, riguardo la salvaguardia del creato e che troviamo anche nell’enciclica Caritas in Veritate: “La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso”. (CV n.51). Tale responsabilità affonda le sue radici nella consapevolezza che “la natura è espressione di un disegno di amore e di verità. Essa ci precede e ci è donata come ambiente di vita. Ci parla del Creatore e del suo amore per l’umanità. E’ destinata ad essere ricapitolata in Cristo alla fine dei tempi. Anch’essa quindi è una “vocazione”. (CV n.48). Il creato è un dono che ci precede, datoci come ambiente di vita, perché la vita si diffonda e si manifesti sempre più. E’ una affermazione che fa da faro per ogni decisione che si deve prendere circa l’utilizzo delle risorse che la terra offre agli uomini per la loro esistenza quotidiana. Creato, ambiente di vita, richiama la sollecitudine amorosa del Creatore che ha voluto porre le sue creature in un ambiente così ben strutturato e organizzato, così bello e ricco di risorse per la sua vita, alcune immediatamente utilizzabili, altre da scoprire come segno della sua premura per l’uomo, per ogni uomo. Possiamo ben dire che Dio, prima di chiamare alla vita l’uomo, ha voluto preparare una dimora bella e generosa che facesse percepire immediatamente all’uomo il suo amore. Non pensiamo che sia retorica, facciamo un po’ di mente locale al periodo delle ferie. Per manifestare la soddisfazione, data da periodo di riposo feriale, la prima frase che si dice è: “come era bello quel luogo, mi sono proprio ritemprato!”, segno che la bellezza emanata da un luogo ameno ritempra la persona. Purtroppo quando poi ritorniamo alle vita quotidiana noi dimentichiamo questa funzione del creato e diamo per scontato che il nostro ambiente sia degradato o, se non lo diamo per scontato, ci rassegniamo, magari con qualche timido brontolio, al degrado che il nostro ambiente quotidiano subisce giorno per giorno. Il Papa parla di responsabilità della Chiesa, possiamo ben dire che egli parla dunque della responsabilità dei membri della Chiesa affinché il creato non sia deturpato e tanto meno depredato. Il messaggio è chiaro: il credente non può starsene con le mani in mano, aspettando che gli altri facciano qualcosa, egli deve essere in prima linea. La motivazione è semplice: l’impegno per la salvaguardia del creato, meglio dire per la custodia del creato, è il modo principe per ringraziare il Padre per il dono bello e ricco fattoci. Inoltre impegnarsi per la custodia del creato significa anche compiere un grande gesto di carità nei confronti dei fratelli, significa, condividendo con gli altri uomini la premura per il creato, adoperarsi affinché questa nostra terra, frutto dell’amore di Dio, possa sempre essere percepita e goduta, oggi e nei tempi futuri, come segno tangibile e concreto dell’amore premuroso di Dio per gli uomini.. GIUSEPPE CORTI CONVEGNO A BOLOGNA IL 28 NOVEMBRE LA TERRA SI RISCALDA... È TEMPO DI CAMBIARE C he cosa significa amare la creazione nel tempo del mutamento climatico? Come fare fronte responsabilmente ad un rischio di così vasta portata? Quali cambiamenti sono necessari nelle forme dell’economia, della politica e in particolare nei nostri stili di vita? A questi temi è dedicato il 1° Convegno della Rete Interdiocesana Stili di Vita che si terrà a Bologna il prossimo 28 novembre presso il Cinema Galliera (via Giacomo Matteotti 25 Bologna, vicino alla Stazione Ferroviaria). La Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita si è costituita all’inizio del 2007 per iniziativa di alcuni uffici pastorali diocesani impegnati nella promozione dei nuovi stili di vita, ha l’obiettivo di unire conoscenze ed esperienze in materia per costruire insieme un’azione più incisiva ed efficace. Il programma prevede alle 9.45 il benvenuto di padre Adriano Sella, Coordinatore della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita e l’introduzione del prof. Simone Morandini, della Fondazione Lanza. Alle 10.15 seguiranno gli interventi “Per amore del creato” di mons.Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara e “Il clima che cambia” del prof. Antonio Navarra, direttore del Centro Euromediterraneo di Studi sul Mutamento Climatico, con dibattito. I lavori, interrotti alle 13.00 dal pranzo equo e solidale, riprenderanno alle 14.00 con la tavola rotonda “Per una conversione ecologica: cambiamenti possibili” con Dario Pedrotti e Antonella Valer di Bilanci di Giustizia, il prof. Roberto Burlando, docente di Economia all’Università di Torino, il prof. Luca Basile del Comitato Scien- tifico Focsiv, Università di Bologna. Alle 16.15 sarà presentato il testo che la Rete ha elaborato a partire dalle indicazioni contenute nel messaggio dei Vescovi italiani per la IV Giornata per il Creato e del magistero di Benedetto XVI in vista della conferenza mondiale dell’ONU sul clima che si terrà a Copenhagen (Danimarca) dal 7 al 18 dicembre 2009; alle 16.4 le conclusioni del Convegno saranno affidate a don Gabriele Scalmana, responsabile della Pastorale del Creato della diocesi di Brescia, seguite dalla preghiera e dai saluti. La diocesi di Como intende partecipare con una rappresentanza, per informazioni ed adesioni: don Giuseppe Corti, Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro - Salvaguardia del Creato; e-mail [email protected]. SILVIA FASANA STILI DI VITA DICHIARIAMO GUERRA AL LED “Ha scoperto l’acqua calda...” L’assunzione di nuovi stili di vita parte, spesso, da questo assunto. Il riscoprire la semplicità di comportamenti che nessuna pretesa hanno di modificare la nostra esistenza, ma unicamente di introdurre approcci più sostenibili ed economici. “Contro corrente” è l’interessante servizio andato in onda qualche settimana fa nell’ambito della trasmissione “Report” su Rai3. «Vi interessa risparmaiare qualche centinaio di euro all’anno, a seconda dei consumi, sulla bolletta della luce?». L’allettante esordio della presentatrice è la premessa di un approccio “virtuoso” con gli elettrodomestici casalinghi, non solo in termini di risparmio energetico ma, soprattutto, di minor impatto ambientale. Quale la rivoluzionaria scoperta lanciata da Report per permettere agli italiani di risparmiare sulla bolletta? Molto semplice (... si diceva l’acqua calda...). Quando, in casa, un elettrodomestico non ti serve... spegnilo! Tutto qui? Certo, ma con un’accortezza in più. Non limitarsi al semplice bottone on/off, ma staccare letteralmente la spina, o dotarsi di una ciabatta da accendere o spegnere all’occorrenza. Perchè? Udite udite, galeotto è il “led”, quel piccolo e insignificante pulsantino rosso che ci segnala l’esistenza “in vita” dell’ettrodomestico in questione. Peccato che questa vita, anche ad apparecchio in stand by (dunque spento ma a led acceso) costi ben cara. La ragione? Non è tanto il led a consumare energia, quanto il complesso circuito predisposto in funzione di esso per rispondere agli input esterni. Qualche esempio? Uno stereo in funzione consuma 35 watt. Sapete quanto “brucia”, invece, in stand by? Nulla? Certo che no! Ben 26 watt! Non un rubinetto che gocciola dunque... ma ben aperto! Quanti sono i “rubinetti” di questo genere che “perdono” nelle nostre abitazioni. Altri esempi? Pensiamo ad un microonde standard in stand by: il consumo è di 6 watt, 24 watt per tv e dvd, 10 watt per il televisore, 13 per computer e stampante... E la conta potrebbe andare avanti... Spese inutili e silenti... Se desideriamo verificare quanto ci costa questo meccanismo perverso possiamo provare a mettere tutti gli elettrodomestici in stand by, spegnendo temporaneamente quelli che in stand by non sono mai (ad es. il frigo) e poi, muniti di cronometro, andiamo al contatore. Contiamo i secondi che separano due lampeggiamenti del led in alto a sinistra e dividiamo 3600 per i secondi contati (3600: x). Il risultato sono i watt che stiamo consumando... Occhio che gli elettrodomestici “bruciano” energia anche senza led (pensiamo al condizionatore)... Quindi, dopo averci meditato sopra un attimo, corriamo in casa a staccare quante più spine possiamo e dotiamoci di ciabatte!!! MARCO GATTI P A G I N A CHIESA CARIT AS CARITAS IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 EDITORIALE GUARDANDO AL FUTURO L a decima Assemblea diocesana, svoltasi a Sondrio sabato 19 settembre scorso, aveva un titolo eloquente: “Non conformatevi a questo mondo. Per un discernimento comunitario”. E proprio sulla base di questo monito, il direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, ha tracciato le linee programmatiche del cammino educativo che la Caritas propone a tutta la comunità. In questo spazio della “pagina Caritas” si vuole proporre, quindi, una sorta di “vademecum” a puntate per presentare gli obiettivi messi in evidenza durante l’Assemblea diocesana. LAVORARE IN RETE «Un quarto obiettivo (il primo era dedicato alla “formazione”, il secondo alle “relazioni interpersonali” e il terzo all’“attenzione ai giovani”, ndr) è quello del saper lavorare in rete con le altre espressioni della pastorale diocesana. Ci rendiamo conto evidenzia Roberto Bernasconi - che questo è un cammino gravoso, ma che bisogna avere il coraggio di percorrere fino in fondo. Noi tutti siamo abituati a partire dalle nostre caratteristiche, dai nostri punti di vista, dalle nostre priorità; tutto questo bagaglio di esperienze diventa positivo nella misura in cui noi avremo la capacità di saperlo mettere a disposizione per un cammino comune che tenga conto della globalità della persona e del progetto diocesano. Per questo noi mettiamo a servizio la nostra esperienza educativa e la nostra capacità di accoglienza alle persone, perché diventino patrimonio comune nei cammini di catechesi e di pastorale di tutte le nostre comunità». pagina a cura della CARITAS DIOCESANA 13 CUVEGLIO IL CENTRO D’ASCOLTO VALLI VARESINE RADDOPPIA Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, si realizza un “sogno” nato nel 2003 D opo anni di paziente coinvolgimento nella ricerca di spazi necessari e idonei sul territorio della Valcuvia (Va), per poter aprire una seconda sede del Centro di Ascolto Zonale l’Amministrazione del Comune di Cuveglio, sorretta dalla convinta volontà di dare risposta alle tante necessità, ha messo a disposizione della Caritas i locali adatti. Per tutto il gruppo degli operatori è la realizzazione di un “sogno” nato già nel 2003 all’inizio del percorso di formazione e preparazione zonale che, con l’adesione di volontari provenienti da tante parrocchie, ha formato un unico gruppo operante sul territorio. La prima sede di Cunardo è stata aperta nel gennaio 2005 e questa esperienza ci ha rivelato e convinto dell’opportunità che ci si presentava e che dovevamo cogliere: lavorare insieme per conoscere e accogliere veramente tutti i disagi e i bisogni della Zona Pastorale. Il territorio delle Valli Varesine è formato da due valli poste a differenti altitudini: vicariato A Valmarchirolo, vicariato B Valcuvia. Con l’auto lo si può percorrere da un estremo all’altro in mezz’ora (traffico permettendo) ma con i trasporti pubblici non esiste un collegamento diretto. Salire, ad esempio, da Gemonio a Cunardo comporta un percorso tortuoso, con cambio di mezzi e orari impossibili. Anche dal punto dei riferimenti istituzionali parliamo di diverse Comunità Montane, diversi distretti sanitari, diversi Piani di Sopra la chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, a sinistra il Comune di Cuveglio Zona. Ecco perché delle circa 430 schede aperte a tutt’oggi solo una piccola parte riguarda persone provenienti dalla Valcuvia che “salgono” a Cunardo solo se automunite o accompagnate. Questo sogno, oggi, si realizza anche grazie alle col- laborazioni attivate attraverso il lavoro di rete effettuato su tutto il territorio a vari livelli. Attualmente, per potenziare il gruppo che già opera nel primo “sportello”, si sta svolgendo un corso di formazione “itinerante”: Le motivazioni al volonta- UN AIUTO A PERSONE E FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ Dalla “relazione sociale” relativa al 2008 tracciamo un breve identikit del Centro di Ascolto Valli Varesine che ha sede a Cunardo e una sintesi del lavoro svolto dagli operatori e dai volontari Il Centro di Ascolto ha accolto nel 2008 (un anno particolarmente “faticoso” secondo gli stessi operatori) 108 nuovi utenti (179 persone hanno avuto almeno un colloquio nell’anno) ed ha effettuato 387 colloqui nei 98 giorni di apertura. Il gruppo dei volontari, che a vario titolo operano nel Centro di Ascolto, si è consolidato ed arricchito: 16 persone si alternano all’ascolto, 2 alla segreteria, 2 al coordinamento e altre 5 collaborano con compiti diversi che vanno dal trasporto dei pacchi viveri da Varese alle consulenze specializzate (psicologiche, fiscali e previdenziali, informatiche). «Nel 2008 - si legge nella relazione - si è evidenziata la complessità e la fragilità della situazione sociale ed economica del nostro territorio che esige una carità non improvvisata o superficiale, ma progettata, organizzata e condivisa. Purtroppo, troppo spesso, il Centro di Ascolto viene delegato a occuparsi delle emergenze. Gli utenti stessi si rivolgono a noi per avere aiuti materiali e faticano a mettere in discussione stili di vita “pericolosi”». Entrando nel dettaglio, la “relazione sociale” sottolinea alcune particolarità. «I nuovi utenti dell’anno 2008 - viene ricordato - sono stati 108 e se si confron- ta questo dato con la media degli anni precedenti (81 nel 2005, 78 nel 2006, 77 nel 2007) si rileva un netto incremento. Tra i nuovi utenti il 55,56% proviene dall’estero (Marocco, Tunisia, Romania...). La principale problematica che emerge dai nostri incontri è quella legata al lavoro e alle sempre crescenti difficoltà economiche. La crisi dell’edilizia estromette soprattutto stranieri, i quali si trovano senza lavoro e stipendio a dover far fronte alle spese ordinarie, nonché alle rate dei mutui già sproporzionate rispetto al salario. Il mercato del lavoro si è ristretto anche per colf e badanti e gli unici sbocchi sono tramite le agenzie interinali svizzere che collocano stagionalmente persone automunite e “produttive”… Spesso le richieste di viveri e di aiuto nei pagamenti delle utenze sono insistenti e cercando di analizzare i bilanci familiari si evidenziano indebitamenti sproporzionati rispetto al reddito e non giustificati da spese straordinarie. In tempi così difficili la mancanza di “educazione” nella gestione del denaro crea situazioni insostenibili… Drammatiche sono le richieste di persone anziane con pensioni minime o di persone non “collocabili” per età, qualifica professionale, salute, per cui, diventa difficile dare delle risposte concrete, spesso l’unica offerta che possiamo fare in questi casi è quella della nostra vicinanza». riato - Luigi Nalesso a Cunardo; Relazione di aiuto e buoni prassi dell’ascolto - Luigi Nalesso a Cuveglio; Il Centro di Ascolto punto chiave della proposta Caritas - Luigi Pala a Ponte Tresa; Volontariato e servizi: il lavoro di rete - ass. soc. Sarah Spadacini e testimonianza di una suora a Cittiglio; Lavori di gruppo con “esercizi” di ascolto - Luigi Pala con conclusione di don Francesco Donghi a Cuveglio. Partecipano “aspiranti” volontari e “veterani” che per la prima o ennesima volta si confrontano con quella particolare forma di servizio che è l’ascolto. Nel gennaio 2010 lo sportello di Cuveglio sarà attivo, contiamo su nuove energie da affiancare agli “esperti” nella consapevolezza che nel momento in cui la porta verrà aperta emergeranno tanti bisogni fino ad allora sommersi; non abbiamo la certezza di risposte sempre efficaci, ma la consapevolezza di poter accompagnare le persone in un cammino che le sostenga e non le faccia sentire sole e smarrite. E magari, prossimamente, annunciare l’apertura di un secondo appartamento per la prima accoglienza anche in Valcuvia, così come già presente a Cugliate. INFO BOX Centro di Ascolto Valli Varesine via Dante, 9 21035 Cunardo (Va) telefono e fax 0332-994132 e-mail: caritas.vallivaresine @caritas.it P A G I N A 15 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 T orna, il prossimo fine settimana, sabato 28 novembre, l’ormai tradizionale appuntamento con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Un evento ancor più attuale ed urgente in forza della crisi che sta attanagliando anche il nostro paese. “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita” lo slogan che accompagna la colletta. “La confusione e lo smarrimento, in questo tempo di crisi - si legge nella locandina di presentazione - sembrano diventati lo stato d’animo più diffuso tra la gente. Imbattersi, però, in volti lieti e grati, per la sorpresa di essere voluti bene, scatena un desiderio e un interesse che trascinano fuori dal cinismo e dalla disperazione…” Eccolo qui, in poche righe, il senso della Colletta: l’occasione per condividere, incontrare il prossimo, regalargli un sorriso di prossimità. Oltre, ovviamente, all’opportunità tangibile di mettere da parte decine, centinaia di tonnelate di derrate alimentari da destinare a chi, a fatica, arriva alla fine del mese. Lo scorso anno la Colletta Alimentare in Italia permise di raccogliere qualcosa come 8.970 tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 27 milioni di euro. A Como e provincia nel 2008 in oltre 85 supermercati sono state raccolte 150 tonnellate di cibo, mentre 45 sono le associazioni che hanno preso parte alla Giornata. Notevole la risposta offerta, lo scorso anno, anche dai volontari, risorsa preziosa e indispensabile per il buon funzionamento della Coletta. Rispetto ai previsti 800, tra Alpini, San Vincenzo, Caritas SABATO 28 NOVEMBRE Colletta Alimentare: il cibo un diritto Torna il tradizionale appuntamento con la giornata che vedrà, nel comasco, mobilitarsi un migliao di volontari presso una novantina di punti vendita. 150 le tonnellate di cibo raccolte lo scorso anno pagina a cura di MARCO GATTI [email protected] parrocchiali, scout, Croce Rossa, si sono presentati in un migliaio. L’edizione 2009 della Colletta (la numero 13) si svolgerà presso 90 punti vendita dove si alterneranno più di mille volontari provenienti dalle esperienze più diverse. Tutti i generi raccolti, inscatolati per tipologia, verranno immagazzinati a Grandate e a Como, rispettivamente presso l’azienda Guarisco di Grandate e il deposito exStecav concesso dal Comune di Como. Saranno distribuiti prima di Natale ad enti e associazioni della provincia di Como. Come noto la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere – Opere sociali. Punto di riferimento comasco della Colletta è il Banco di Solidarietà di Como che assiste attualmente circa 180 famiglie (solo tre anni fa erano una sessantina) per un totale di 450 persone. Ricordiamo che il Banco Alimentare è una realtà che opera sull’intero territorio nazionale. Attraverso la Fondazione Banco Alimentare il Banco persegue una precisa missione: la lotta allo spreco e il recupero delle eccedenze alimentari sui diversi territori attraverso le associazioni Banco Alimentare regionali. L’associazione Banco Alimentare della Lombardia, realtà strutturata con un proprio direttivo, è a sua volta convenzionata con svariati enti che, nei vari territori, hanno lo scopo principale di fare carità. In provincia di Como gli enti convenzionati con il Banco regionale sono 84. Vi fanno parte, oltre al Banco di solidarietà di Como, anche la Caritas, la S. Vincenzo, l’Arca, le mense dei poveri, etc. In virtù del suo stretto legame con il Banco lombardo il Banco di Como ne è diventato il referente esecutivo in provincia, sostenendone l’at- tività, occupandosi della gestione locale della Colletta e di altre attività. È lo stesso Banco di Solidarietà di Como, dunque, che distribuisce agli altri 83 enti del territorio, le risorse alimentari reperite attraverso i numerosi canali attivati (la Colletta è soltanto uno, anche se il più visibile). Per sostenere la complessa attività del Banco Alimentare, fatta anche di una presenza quotidiana di volontari sull’intero territorio (in Lombardia ve ne sono circa 300 che si alternano ogni giorno), dal 28 novembre al 15 dicembre sarà inoltre attivato un SMS solidale, il cui numero sarà reso noto nei prossimi giorni. LA POVERTÀ ALIMENTARE IN ITALIA. PRIMA INDAGINE QUANTITATIVA E QUALITATIVA La Giornata della Colletta è stata presentata ufficialmente martedì scorso a Villa Olmo nell’ambito di un incontro pubblico sul tema: “Volti lieti nella confusione del mondo”. La serata è stata l’occasione anche per presentare il volume: “La povertà alimentare in Italia. Prima indagine quantitativa e qualitativa”, realizzato a cura della Fondazione per la Sussidiarietà insieme a docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e materialmente elaborato da Luigi Campiglio e Giancarlo Rovati. La stima quantitativa del fenomeno utilizza per la prima volta i dati forniti dai circa 8000 enti (dati 2007) aderenti alla rete Banco Alimentare che offrono regolarmente aiuto a quasi un milione e mezzo di persone; si avvale, inoltre, di inedite soglie di povertà alimentare e di una ricca cartografia relativa alla distribuzione territoriale dell’indigenza. La parte qualitativa si basa su interviste a un campione di enti e di famiglie assistite, offrendo una fotografia della povertà in presa diretta. Oltre ad offrire un concreto aiuto gli enti coinvolti instaurano rapporti personali e rispondono così alla causa principale della povertà che è la solitudine. UN PROGETTO CHE STA DANDO BUONI RISULTATI Il recupero virtuoso delle eccedenze alimentari È un’intesa importante quella che ha visto unire le forze l’assessorato all’Ecologia della Provincia di Como, l’associazione Banco Alimentare della Regione Lombardia e l’associazione “Siticibo”. Lo scopo è quello di favorire una minor produzione di rifiuti “alla fonte” attraverso il recupero delle eccedenze alimentari. Il progetto si poggia sulle seguenti finalità: - il recupero dei prodotti dalle industrie e piattaforme logistiche alimentari della Provincia (gestiti centralmente dall’associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” presso il magazzino di Muggiò (MB); - recupero dei prodotti (fresco e “rotture”) dai punti vendita della grande distribuzione presenti in provincia (attraverso accordi di collaborazione e fornitura diretta con gli enti convenzionati presenti in provincia); - recupero di pane e frutta da fornai, grossisti e dettaglianti della città, recupero di pane e frutta dalle mense scolastiche della città, recupero del cibo “cucinato” dalle mense aziendali di Como e dintorni (tutto ciò attraverso il programma “Siticibo” attivo in Città). Si ricorda che “Siticibo” rappresenta, in questo senso, una risorsa preziosa. Il programma Siticibo, attivo già dal 2005, è infatti una presenza conso- lidata in città dove ha costituito nel tempo una rete di 18 donatori di cibi freschi e cucinati: 3 mense scolastiche che donano pane, frutta, dessert; 3 mense aziendali che donano pane e piatti pronti; 2 hotel che donano prodotti da forno; 9 esercizi commerciali (4 ortofrutta all’ingrosso, 5 panifici); 1 produttore di verdura e latticini confezionati. 40 volontari rendono possibile le attività in città. La collaborazione con la Provincia, consolidatasi negli ultimi mesi, ha permesso un’azione mirata e capillare sul territorio oltre che un possibile incremento dei punti vendita sensibili a questo scopo e dei volumi ritirati. Grazie a questo impegno da gennaio a settem- bre 2009 sono stati recuperati: 59.366 Kg dall’industria agroalimentare della provincia, di cui 16.514 da luglio a settembre; 29.034 Kg dai punti vendita della Grande Distribuzione della Provincia, di cui 15.295 da luglio a settembre; 16.958 Kg di pane e frutta da mense aziendali e scolastiche e dai dettaglianti della città, di cui 4.049 da luglio a settembre; 12.055 porzioni di piatti cucinati e 7.712 porzioni di dessert da mense aziendali tramite il programma “Siticibo Ristorazione” (equivalenti a circa 2.950 Kg.), di cui 4.763 porzioni complessive da luglio a settembre. Risorse di cui hanno beneficiato 78 enti cari- tativi della provincia (18 in città) che offrono una molteplicità di servizi socio-assistenziali a 7131 persone (4 centri di accoglienza e mense , 5 e n t i di assistenza continuativa a famiglie ed anziani, 38 enti di sostegno periodico ai bisognosi, 10 comunità per disabili, 8 comunità per anziani e per persone senza fissa dimora, 13 comunità per minori e ragazze madri, 7 comunità per tossicodipendenti e malati di Aids). E per il futuro si punta ancora più in alto. L’obiettivo ambizioso è infatti quello di: - estendere la collaborazione con i punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata su tutto il territorio provinciale (almeno 5 punti vendita al- l’anno) compatibilmente con le capacità degli Enti convenzionati; - estendere il programma Siticibo Ristorazione ai territori dell’Olgiatese e dell’Erbese, compatibilmente con la disponibilità e la dimensione di mense aziendali e scolastiche; - favorire un’azione capillare di presentazione dell’attività del Banco Alimentare presso tutte le aziende agroalimentari della Provincia per intercettare ogni forma di eccedenza e di spreco; - arrivare alla realizzazione di una forma di “rete operativa” per mettere in contatto fra di loro gli Enti caritativi presenti in Provincia e consentire la realizzazione di sinergie operative e logistiche. CRONACA P A G I N A 16 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 ULTIMA IN LOMBARDIA CON SONDRIO Auto a basso inquinamento: a Como è flop aglia nera per le province di Como e Sondrio nella classifica lombarda sulla percentuale delle auto a basso tasso d’inquinamento. La prima vanta la più alta percentuale di auto a benzina (72,26% pari a 258.790 veicoli), la seconda il più basso numero di auto rispettose dell’ambiente (solo lo 0,71%). Sono questi due dati che si possono desumere dallo studio effettuato in collaborazione tra Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici e Aci che hanno verificato con quale carburante sono alimentati i veicoli circolanti sulle strade della Lombardia. La Valtellina ha raggiunto 104.287 M La provincia lariana vanta la più alta percentuale lombarda di auto a benzina veicoli circolanti, ma i valtellinesi alle energie a basso tasso d’inquinamento come elettrico, metano o gas gpl, continuano a preferire i carburanti tradizionali, cioè benzina e gasolio. In pratica circolano solo 5 vetture elettriche e questo dato porta al 7° posto nella classifica. Lecco (1), Cremona (3), Lodi e Mantova (4) sono messe anche peggio. Decisamente sotto la media il numero dei vei- coli alimentati a metano: solo 31. È vero peraltro che in zona i distributori di metano per autotrazione scarseggiano e le strade di montagna non esaltano le doti dei veicoli dotati di questo tipo di alimentazione. Sono in aumento invece i veicoli a gas gpl saliti a 705. Complessivamente in provincia di Sondrio circolano 741 veicoli che inquinano poco. Con il 66,94% la parte del leone la fanno le auto a benzina con 69.808 contro i 33.738 veicoli che hanno l’alimentazione a gasolio che raggiungono così la percentuale del 32.35%. Solo queste due alimentazioni raggiungono il 99,29%. Al comando c’è Mantova con il 5,12% di veicoli a basso impatto ambientale. Brescia è il Nella Foto William traffico in via Pasquale Paoli secondo capoluogo in regione con il numero più alto di veicoli alimentati a gas gpl, 25.202 contro i 28.757 di Milano. Il record dei diesel invece va a Lodi che ottiene il 39,21%, quindi 49.267 auto a gasolio. Per quanto concerne, comunque, le province di Como e Sondrio uno dei problemi fondamentali riguarda la carenza di impianti di rifornimento che, ovviamente, limitano l’acquisto di tali mezzi da parte di utenti che, magari, non disde- gnerebbero possedere un’auto a metano o gpl. Emblematico, in proposito, è il caso del distributore di metano in corso di realizzazione ormai da qualche anno a Bulgarograsso. La struttura è in piedi da quasi un anno, ma l’apertura è ancora lontana. E l’unico altro distributore di questo tipo in provincia di Como si trova solo a Limido Comasco. Un po’ meglio, ma certo insufficiente ad uno sviluppo della presenza di tali vetture sulle strade lariane, per quanto riguarda la dislocazione dei distributori di gpl, il più vicino dei quali alla convalle è ubicato a Fino Mornasco. E dire che in Canton Ticino, proprio in questi giorni, si è concluso il salone dedicato alle auto rispettose dell’ambiente ed elettriche che hanno fatto registrare un incremento a doppie cifre nelle vendite nel corso dell’ultimo anno, grazie al proliferare di impianti per il rifornimento. L.CL. DA POCO ATTIVATO UN SITO Anmic: gli invalidi comaschi su internet nche il mondo dei disabili lariani arriva sul web. I volontari dell’Anmic di Como hanno infatti aperto il sito internet www.an mic-como.it dove tutti gli interessati potranno avere un panorama a 360° del mondo della disabilità nel comasco. Non solo, però, notizie, ma anche informazioni sulle leggi, sulla sede provinciale, su iniziative ed anche tutta la modulistica che può essere utile per attivare le varie pratiche relative all’invalidità ed alle agevolazioni che ne derivano. Inoltre si può trovare on- A FISCHIETTI A CAVALLO A GRANDATE Il Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate presenta la mostra “Fischietti a cavallo”, una interessante esposizione di terracotte popolari a fiato della collezione Mario di Salvo. La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio 2010 presso gli spazi espositivi del Museo (via Tornese 10, Grandate; parcheggio auto presso il Chicco Village) con i seguenti orari di apertura: lunedì 15.00-18.30; da martedì a sabato 10.3012.30; 15.00-18.30. L’entrata è libera. line anche le modalità di tesseramento, le istruzioni per devolvere all’Associazione il 5x1000 o anche, semplicemente, come fare una donazione a questo Ente che vive esclusivamente sul tesseramento. Su una pagina web sarà possibile anche avere tutti i recapiti e gli orari. A breve verrà attivato un indirizzo e-mail speci- fico a cui si potranno inviare quesiti e richieste di chiarimento. Collegati al nuovo www.anmic-como. it, ci saranno anche un blog e un forum di discussione, in cui gli internauti potranno essere protagonisti diretti e potranno interagire concretamente, sia con la sede provinciale, sia con altri utenti, scambiando informazioni utili ed esperienze personali. Ovviamente il fatto di aprire uno spazio web non preclude il venir meno del contatto “personale” tra gli invalidi e l’Anmic. Come hanno fatto notare dalla sede provinciale uno dei rischi delle nuove tecnologie è la comodità, ma anche il fatto che non si percepisce più il calore, la sensazione, l’importanza di un contatto umano. «Ci premuniamo, quindi, subito di assicurare che questo non verrà mai meno» rileva Valentina Introzzi. «Se sul sito si potranno trovare news e documenti che possono agevolare alcune necessità degli invalidi, i nostri uffici sono sempre e comunque a vo- stra disposizione». Altre sezioni del sito web saranno dedicate alla nostra realtà cittadina con le ultime news dalla Consulta sull’handicap, ai lavori del Comune di Como per l’eliminazione delle barriere architetto-niche in alcune scuole e vie cittadine. «Noi speriamo che questa innovazione serva a farci conoscere da persone che in altro modo non potrebbero raggiungerci conclude Valentina Introzzi, “anima” dell’iniziativa -, ma che ugualmente hanno bisogno del nostro aiuto e della nostra esperienza. L.CL. SPAZIO ALLA SOLIDARIETÀ AL SOCIALE IL 25 NOVEMBRE Ale e Franz: “Ridere per bene” Spazio Prevenzione onlus per l’iniziativa Zelig Ethic presenta una delle coppie comiche più esilaranti del panorama teatrale italiano: Ale e Franz scendono in campo per un sostegno concreto ai bambini ammalati di tumore. “Ridere per bene” è il titolo della serata che andrà in scena al teatro Sociale di Como mercoledì 25 novembre. Il ricavato della serata benefica sarà destinato al progetto “Dalla parte dei bambini”, curato da Spazio Prevenzione onlus. “Siamo molto felici di poter avere ancora una volta Ale e Franz come promotori dei nostri innumerevoli progetti e siamo orgogliosi di dar vita a una serata straordinaria all’insegna della solidarietà, della salute e della comicità - spiega Gabriella Maggioni, fondatrice e presidente di Spazio Prevenzione -. ‘Dalla parte dei bambini’ è un progetto che ci sta molto a cuore e realizzarlo ci permetterà di dare assistenza psicologica al paziente e ai suoi familiari”. Il ricavato dello spettacolo sarà destinato interamente al progetto “Dalla parte dei bambini”, che ha l’obiettivo di offrire gratuitamente un servizio di psicoterapia personalizzata ai bambini ammalati di tumore e ai loro familiari. Si tratterà di una vera e propria rete di psico-oncologi, che verranno appositamente formati in ambito pediatrico. L’intero progetto sarà coordinato e supervisionato dall’Associazione, in modo tale da poter dare un aiuto concreto ai bambini residenti in diverse città italiane, soprattutto nel periodo di post ospedalizzazione, quando cioè i piccoli pazienti ritornano a casa e non possono più usufruire di un’assistenza medica diretta. Spazio Prevenzione onlus è un’associazione no-profit attiva da oltre 13 anni sul territorio lombardo, si occupa di progetti e percorsi di salute con particolare attenzione alla prevenzione oncologica. Propone servizi di diagnosi precoce attraverso visite ed esami e attività di educazione e sensibilizzazione su salute e benessere, promuovendo campagne di educazione ai corretti stili vita, in particolare sui temi di sana alimentazione, movimento e disassuefazione da fumo e alcool. CRONACA P A G I N A 17 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 UN SITO PRESENTATO DA IUBILANTES Cammina Città: a piedi per il capoluogo M ercoledì 25 novembre alle ore 15.30 a Como, presso il Centro di Formazione Professionale della Provincia di Como (via Bellinzona 88), l’Associazione culturale Iubilantes presenta “CamminaCittà”, il sito web per chi vuole scoprire a piedi la propria città. «CamminaCittà è il nuovo nuovo portale internet dei cammini urbani accessibili - spiega la presidente dell’Associazione, Ambra Garancini. Per ora accoglie percorsi (testi, link, mappe, audio, video, foto....) riguardanti Como, ma è pensato per ospitare percorsi riguardanti qualsiasi altra città e per essere arricchito ed integrato con l’aiuto di tutti gli utenti. “CamminaCittà” vuole essere un invito a tutte le città a ripensare il proprio turismo in modo più solidale e più sostenibile». Nella parte ri- Il nuovo portale internet dei cammini urbani accessibili sarà promosso il prossimo 25 novembre presso il CPF della Provincia di Como di SILVIA FASANA guardante Como, il portale illustra quattro percorsi, da tempo messi a punto da Iubilantes, che, snodandosi in città e nella convalle, toccano i principali monumenti della nostra città, offrendo istruzioni di movimento adatte a tutti e, in particolare, a chi deve tenere conto di una ridotta capacità motoria e di barriere ar- chitettoniche. Da anni ormai Iubilantes infatti promuove iniziative per l’accessibilità della cultura e per la cultura dell’accessibilità. Con questo nuovo progetto, sostenuto da Regione Lombardia, Provincia di Como, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e condiviso da Centro Servizi Volontariato e Politecnico di Milano - Polo Regionale di Como, l’attenzione di Iubilantes per l’accessibilità si coniuga felicemente con l’attenzione per la scoperta lenta dei luoghi e dei monumenti. Un progetto inedito, applicato a percorsi urbani: un nuovo modo, solidale e sostenibile, di pensare la pratica del trekking urbano. Al progetto ha offerto la sua preziosa collaborazione l’Unione Italiana Ciechi e Ipoventi onlus, Sezione provinciale di Como, che ha lavorato alla progettazione, alla verifica dei percorsi e alla validazione del sito. La presentazione, che sarà introdotta dai rappresentanti degli Enti partner (Provincia di Como - Assessorato Solidarietà Sociale, Assessorato Turismo; Fondazione Provinciale della Comunità Comasca onlus; Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti onlus; Centro Servizi per il Volontariato; Politecnico di Milano - Polo Regionale di Como), si incentrerà sugli interventi di Ambra Garancini per l’Associazione Iubilantes (Scoprire la città con il passo lento del pellegrino); di Blumade, la ditta realizzatrice del nuovo portale (Un progetto innovativo); di Daniele Rigoldi, esperto web dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como (Dal reale al virtuale ...Dal vedere all’ascoltare ...il bello per tutti!) e di Nicoletta Di Blas, del Laboratorio HOC - Politecnico di Milano - Polo Regionale di Como (Tecnologie e accessibilità: un maggior costo o una opportunità?). Condurrà l’incontro Mauro DOMENICA 22 NOVEMBRE TRA SPORT, AMBIENTE, CULTURA E SOLIDARIETÀ Insieme per il BenEssere al S. Martino L’iniziativa è nata dall’azione congiunta delle associazioni che collaborano con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como e dalla sinergia con le realtà assistenziali operanti nell’area, con importanti istituti culturali e con aziende private D omenica 22 novembre, nel Parco San Martino di Como, in via Castelnuovo 1, si terrà manifestazione “Insieme per il BenEssere nel Parco del San Martino. Sport Ambiente Cultura Solidarietà”, nata dall’azione congiunta delle associazioni che collaborano con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como e dalla sinergia con le realtà assistenziali operanti nell’area, con importanti istituti culturali e con aziende private. Promotori dell’evento sono infatti il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) - Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, l’Archivio di Stato di Como, le Associazioni Iubilantes (coordinatrice del progetto), Luoghi non Comuni, NéP (Nessuno é Perfetto), Società Ortofloricola Comense. Con questa manifestazione 2009, le Associazioni promotrici giungono alla loro quarta iniziativa dedicata all’exOPP, con lo scopo di valorizzare lo straordinario patrimonio di ambiente, cultura, memorie e solidarietà presente nell’area del San Martino, in una successione coronata da crescente interesse e am- pio afflusso di pubblico da tutta la provincia. La festa, perché di una vera festa si tratta, si aprirà con la prima edizione della corsa non competitiva “Parole Dimenticate” a cura di Global Sport Lario Asd e Asd Atletica Como (3.5 km), con iscrizione libera: il ritrovo è alle ore 9.30 davanti alla chiesa del San Martino e la partenza alle ore 10.15 circa. Dalle ore 12.30, in zona Hospice, l’Associazione Accanto Amici dell’Hospice S. Martino preparerà un ristoro per tutti (con contributo a sostegno dell’asso- ciazione) e poi, dalle 13.00 alle 16.00 meteo permettendo, voli frenati gratuiti in mongolfiera (messa a disposizione dalla ditta Bianchi Group Trasporti Internazionali), per godersi il parco (e la città) dall’alto. Gli appuntamenti proseguiranno nel pomeriggio: per gli appassionati dell’ambiente, alle 14.30 nel piazzale dell’Orologio la Società Ortofloricola Comense collocherà esempi di cartellinatura delle piante nel Parco. Per gli amanti della storia e dell’arte, alla stessa ora è invece prevista una visita guidata alla chiesa, a cura dell’Associazione Iubilantes, e alle ore 15.00 nel Corpo Centrale - Aula Formazione, l’Archivio di Stato di Como presenterà alcuni esemplari dell’archivio storico dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale San Martino. Infine, la solidarietà: alle ore 16.00, nella medesima Aula Formazione, il Dipartimento di Salute Mentale e le associazioni correlate presenteranno la brochure “Insieme per la salute mentale e il benessere”. Per tutta la durata della manifestazione, nell’Aula Formazione e nel corridoio antistante il pubblico potrà visitare la mostra “San Martino. Il colle e la città: legami da ritrovare”, a cura di Iubilantes, Luoghi Non comuni, Società Ortofloricola Comense, e un’esposizione promozionale a cura di redazione di “Oltre il giardino” - Associazione Nessuno è Perfetto (NèP) e di altre Associazioni. Per conferma delle singole iniziative ed altre informazioni: Iubilantes, via Vittorio Emanuele II 45, Como; tel. 031. 279684; fax 031.265545; e-mail: iubilantes@iubi lantes.it; sito internet: www.iubilantes.eu. S.F. Sarasso, presidente di Insubria Media Point, associazione per l’etica della Comunicazione. Al termine, per tutti, un emozionante aperitivo al buio con lo staff dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como. Tutti sono invitati: la partecipazione libera e gratuita. Per informazioni: Iubilantes, via Vittorio Emanuele 45, Como; tel. 031. 279684; fax 031.265545; e-mail iubilantes@iubilan tes.it; sito internet www. iubilantes.eu. CON MONDO TURISTICO VISITA ALLA BASILICA DI S. TEODORO L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 21 novembre una visita guidata alla Basilica di S. Teodoro e al Santuario della Madonna dei Miracoli a Cantù. Il ritrovo è previsto per le ore 14.15 a Cantù, in piazza Garibaldi. Il percorso partirà dal centro del borgo medievale per proseguire all’esterno delle antiche mura, lungo il viale “alla Madonna”. Dalle origini romaniche della basilica di S. Teodoro, attraverso la trecentesca immagine della Madonna Bella, passando per gli affreschi seicenteschi del Fiammenghino, fino alla facciata novecentesca del Santuario, il percorso propone elementi che parlano di fede lungo l’arco di quasi un millennio, tra pittura e architettura. La quota di partecipazione è di 7 euro per i soci, di 8 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339. 4163108; e-mail: mon [email protected]. CRONACA P A G I N A Como 18 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 COMITERO MONUMENTALE LA SOLENNE BENEDIZIONE SABATO 21 NOVEMBRE La nuova tomba dei Servi della Carità abato 21 novembre, alle ore 10, presso il Cimitero Monumentale di Como, avverrà la solenne benedizione della nuova tomba dei Servi della Carità - Opera Don Guanella, con una concelebrazione eucaristica, presieduta dal superiore generale, padre Alfonso Crippa. Spiega il superiore provinciale della Congregazione, don Remigio Oprandi: «Abbiamo voluto esprimere concretamente la gratitudine e la memoria per i nostri confratelli defunti cercando una nuova tomba nel Cimitero Monumentale di Como, perché nella vecchia non c’era più posto. La Divina Provvidenza ce l’ha fatta trovare in un angolo del Cimitero Monumentale di Como, in una vecchia e fatiscente dismessa dai Barnabiti. Dopo varie trattative, il Comune di Como ce l’ha concessa e abbiamo prov- S 20 NOVEMBRE “PARLARNE CON I LIBRI. L’ADOZIONE NELLA LETTERATURA PER RAGAZZI” A presiedere la concelebrazione eucaristica sarà il superiore generale, padre Alfonso Crippa veduto a ristrutturarla e metterla a norma; quindi vi abbiamo trasferito i resti dei nostri confratelli defunti». Sul fronte, su marmo bianco, oltre allo stemma della Congregazione dei Servi della Carità - Opera don Guanella, spicca il motto «In omnibus charitas», con le foto e i rispettivi nomi dei defunti. Nella parte superiore, sul terrazzo ornato da piante e fiori, di fronte alla grande croce con il lume perennemente acceso, spicca l’altare nella cui mensa è stata posta la reliquia “ex ossibus”, di don Guanella, in modo che una piccola parte del cor- po del fondatore attenda la risurrezione insieme ai suoi figli spirituali. Sopra l’altare è posto un grande mosaico colorato raffigurante Gesù Crocifisso, la Madonna Addolorata, san Giovanni apostolo e santa Maria Maddalena (che richiama il gruppo del Calvario nel Santuario del Sacro Cuore, voluto dal beato Guanella), con la scritta: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (Gv. 11,25). A fianco dell’altare, è riportata una frase del Fondatore: «I morti sono nostri fratelli. Oh quante volte trovandosi in molto pericolo di corpo e di anima, ricorrendo ai defunti fummo esauditi! Hanno percorso quaggiù una carriera di fatica come noi testé, ed essi conoscono i nostri bisogni e ci soccorrono». Conclude don Remigio: «A questa cerimonia inaugurale invitiamo al Cimitero Monumentale di Como tutti i confratelli, le consorelle, i cooperatori, il Movimento Laicale Guanelliano, nonché le maestranze che vi hanno lavorato, e tutti gli amici, affinché, come unica Famiglia Guanelliana, innalziamo a Dio, Padre provvidente e buono, il nostro inno di amore, di gratitudine e di speranza, in ricordo di tutti i nostri cari defunti». S.F. CON MONDO TURISTICO VISITA ALLA PINACOTECA CIVICA E ALLA CHIESA DI S. DONNINO A COMO L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 28 novembre una visita guidata alla Pinacoteca Civica e alla chiesa di S. Donnino a Como. Il ritrovo è previsto per le ore 14.00 a Como in via Diaz 84 (zona pedonale), davanti alla Pinacoteca (Palazzo Volpi, ex carceri cittadine) (posteggio presso l’autosilo accanto al Tribunale). La Pinacoteca di Como, inaugurata negli anni ‘80 dopo il restauro dell’imponente Palazzo Volpi, è un punto di riferimento per la storia dell’arte cittadina: accoglie opere di scultura e pittura medie- PROSEGUE A CAMNAGO “TESTA E CUORE” Continuano a Camnago Volta domenica 22 novembre, alle ore 15.00, gli incontri del progetto “Testa e cuore”, la nuova iniziativa di animazione rivolta ai bambini da 7 a 12 anni e di formazione per i loro genitori ed educatori organizzata dalla Circoscrizione 4 di Camnago Volta, con la collaborazione del CIF (Centro Italiano Femminile) Provinciale di Como, dello Sportello Scuola&Volontariato ed il contributo dell’Amministrazione Comunale di Como. Presso l’Auditorium “A. Volta” a Camnago la psicopedagogista Lucia Todaro, per il “Percorso Cuore”, affronterà il tema “Il mondo delle emozioni: positive o negative, espresse e celate (emozioni semplici e complesse nelle parole, nei gesti, nei disegni, nei silenzi...)” con i genitori e gli educatori. Per i bambini, impegnati nel “Percorso Testa”, l’appuntamento è invece presso la Sala Civica di piazza Martignoni con il laboratorio “E da una scintilla fu l’elettricità. Costruiamo la pila”, guidati da Matteo Balestrini, dottore in scienze ambientali, ed accompagnati da tutor di giovani volontarie. Ricordiamo che la partecipazione ai laboratori e agli incontri è gratuita. Per informazioni ed iscrizioni: Roberto Todeschini tel. 347. 8452378; e-mail: [email protected]. vali, quadri seicenteschi ed opere d’arte moderna. Questa visita si limiterà alla prima parte. La chiesa di S. Donnino, che sorge di fronte, è uno scrigno di tesori artistici di epoca controriformista e barocca ai quali hanno lavorato il Fiammenghino, il Caresana e il Bustino. Giovan Battista Barberini è il creatore delle raffinate decorazioni a stucco. La quota di partecipazione è di 9 euro per i soci, di 10 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail: [email protected]. LA CIRCOSCRIZIONE 4 PRESENTA A CAMNAGO “NOSTOS” Sabato 21 novembre, alle ore 21, presso l’Auditorium “A. Volta” di Camnago Volta, la Circoscrizione 4 presenta “Nostos”, spettacolo che parla di sogni, di viaggi e di ritorni con drammaturgia a cura di Christian Poggioni e Anna Maspero. Il testo si sviluppa a partire dalle opere e dalla vita di diversi autori tra i quali Dante, Baudelaire, Terzani, Montale, Brecht, Rigoni Stern, Severgnini, Kapuscinski, Chatwin, Ndjock Ngana, Sciascia, Kavafis, Saramago, Caproni. Le loro parole sono state rielaborate e ricomposte all’interno di una drammaturgia cui fanno da trama riflessioni dello stesso Christian Poggioni e di Anna Maspero, con stralci tratti dal libro “A come Avventura, saggi sull’arte del viaggiare”. Ne è nato un monologo intenso, dai toni ora tragici, ora comici, ora poetici ora realistici che accompagna il pubblico in un percorso scandito da quattro tappe: sogno, partenza, viaggio, ritorno. La forza della parola è amplificata dalle suggestioni di una scenografia che gioca con tessuti preziosi, vele di tela grezza, reti e cordami su cui magicamente si riflettono immagini d’altrove. L’ingresso è libero; la serata è a favore dell’associazione “I Bambini di Ornella onlus”. Per informazioni: Roberto Todeschini, tel. 347. 8452378; e-mail: [email protected]. Venerdì 20 novembre, in occasione della “Giornata Nazionale dell’Infanzia”, alle ore 20.45, presso la sala Arcobaleno della Casa Divina Provvidenza in via Tommaso Grossi 18 a Como (ampio parcheggio interno), l’Associazione “Genitori si diventa”, in collaborazione con il Centro Servizi alla Famiglia “La Grande Corte” dell’Opera Don Guanella, propone un incontro sul tema “Parlarne con i libri. L’adozione nella letteratura per ragazzi”. Relatrice sarà Emanuela Tomè, insegnante, madre adottiva e componente del Gruppo Scuola di “Genitori si diventa”. Per i bambini, nella sala attigua, ci sarà “Il cantastorie racconta”, letture di fiabe con un’animatrice. La serata fa parte di un ciclo di incontri dal titolo “Parliamone Con” riguardanti non solo il percorso adottivo, ma anche le tematiche dell’educare e della genitorialità in generale, che proseguirà mensilmente fino a maggio. L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. 031-296752-749; cell. 348.0119671 (ore serali); e-mail di ventareco@genitori sidiventa.org. Per maggiori informazioni si può consultare anche il sito www. genitorisidiventa.org. GARABOMBO IN PIAZZA Garabombo festeggia i 15 anni di attività di promozione del Commercio Equo e Solidale nella città di Como con l’iniziativa “Garabombo in piazza” il 20, 21, 22 novembre dalle ore 9.00 alle 19.00 presso il tendone in Piazza Volta a Como. Venerdì 20 novembre ore 20:30 : “Il commercio equo tra economia globale e mercati locali”, 1° incontro del percorso “Mercato bene comune” a cura dell’ Associazione L’Isola che c’è, Csv, Rete Commercio Equo Como, Confcooperative Como, Coordinamento comasco per la pace, Arci Como. L’incontro si terrà presso la sede di Enaip, in Via Dante 127 a Como (disponibile parcheggio interno) con Bruno Amoroso, docente di Economia Internazionale e dello sviluppo presso l’università Roskilde in Danimarca e Emilio Novati, presidente della Cooperativa EquoMercato e di Altreconomia. sabato 21 novembre ore 10.00: “Io pretendo dignità”, Campagna sui Diritti economici - presso il Tendone in Piazza Volta. Presentazione a cura di Amnesty International; sabato 21 novembre ore 15,00 : Percussioni e danze africane – presso il Tendone in Piazza Volta a cura di Riccardo Sollami e Cristian Cesareo; domenica 22 novembre ore 11,00: Progetto “Manantial de las flores” - Cosmesi dal Messico - presso il Tendone in Piazza Volta. Presentazione a cura di Cooperativa Equomercato - A seguire Aperitivo Equosolidale; domenica 22 novembre ore 15,30: Laboratorio di percussioni dall’Africa Occidentale per grandi e piccini - presso il Tendone in Piazza Volta a cura di Parada par tucc. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 UNA MACCHINA INNOVATIVA IN FUNZIONE DALLA FINE DEL 2010 S. Anna: sfida aperta contro i tumori L’apparecchio costa fra i 7 e gli 8 milioni di euro e rappresenta un’avanguardia assoluta nella cura di questa malattia. Si tratta di una macchina che combina le più moderne tecnologie e consente di indirizzare sul male alte dosi di radiazioni senza danneggiare organi sani. Como è la seconda città in Europa, la sesta al mondo, a dotarsi di questa strumentazione di ENRICA LATTANZI « n macchinario ad altissima tecnologia per la cura di tutti i tipi di tumore: il primo ad essere installato in Italia e di cui esistono solo sei esemplari in tutto il mondo. Fiore all’occhiello per le cure e le ricerche oncologiche in ambito lombardo, nazionale ed europeo». Con questi toni entusiasti si è espresso la scorsa settimana, a Como, l’assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani, presentando una strumentazione all’avanguardia che entrerà in funzione, entro la fine del 2010, presso il nuovo Ospedale Sant’Anna. La struttura del nosocomio, sorta alle porte del capoluogo lariano, nella cosiddetta zona Tre Camini, a cavallo fra lo svincolo autostradale e i primi comuni della convalle, è ormai pronta. È stato superato anche l’ostacolo dell’assenza di una palazzina per i servizi amministrativi: sono stati reperiti i 9 milioni di euro necessari, che permetteranno di costruire uffici, un auditorium da 300 posti e, sul tetto, una piazzola per l’atterraggio dell’elicottero del 118 (mentre prosegue la costruzione della U struttura apposita riservata esclusivamente al servizio di elisoccorso) Nel rispetto del cronoprogramma, il cantiere (escluso quello per la palazzina dei servizi amministrativi che si aprirà a breve) si chiuderà a fine novembre e, dopo i necessari sei mesi di collaudi, con la prossima estate si potrebbe procedere al trasloco di reparti, laboratori, ambulatori. Un ospedale completamente nuovo, il cui piano economico - fra costruzione, arredi, strumentazione - prevede un impegno spese di circa 100milioni di euro. Un nosocomio «architettonicamente bello e pieno di contenuti - spiega il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna Andrea Mentasti -: l’attivazione di questa apparecchiatura così innovativa si inserisce in un progetto di eccellenza. Sarà punto di riferimento per la rete oncologica dell’area a nord di Milano (per le province di Como, Varese, Lecco e Sondrio) e per un territorio il più ampio possibile, con orizzonti italiani ma anche internazionali». Un bacino d’utenza che supera i tre milioni di abitanti, «non dimentichiamo però - puntualizza Bresciani - che in Qui sopra l’innovativo macchinario, a sinistra la conferenza stampa di presentazione Lombardia quasi il 50% delle utenze del sistema sanitario arriva da fuori regione». Quali sono le caratteristiche del macchinario? Tecnologia giapponese (con collaborazioni tedesche), un costo - fra acquisto e allestimento - che oscilla fra i 6 e gli 8 milioni di euro. Lo strumento permetterà di “bombardare” con estrema precisione e velocità le cellule neoplastiche, salvaguardando quelle sane, per di più in un corpo in costante movimento (per- GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE A Capiago si parla del Fondo di Solidarietà a parrocchia di Capiago propone per giovedì 26 novembre alle ore 21, presso l’auditorium dell’oratorio S. Giovanni Bosco, in piazza della chiesa, un incontro aperto a tutta la zona, dedicato ad approfondire contenuti e scopi del Fondo diocesano Famiglia Lavoro. Introdurrà Luisa Seveso, presidente delle Acli di Como, relatore don Battista Galli, vicario epi- L scopale e coordinatore del Fondo diocesano Famiglia Lavoro. “A sostegno di famiglie e persone in difficoltà - si legge nella brocure informativa - la diocesi, con la collaborazione di tutte le parrocchie, vuole: - rendere le parrocchie luoghi di corresponsabilità; - riscoprire una solidarietà basata sulla relazione, sull’informazione e sullo scambio reciproco, non solo di denaro, ma anche di tempo, lavoro, attenzioni, condividendo bisogni e risorse, per uscire dall’isolamento e dall’individualismo; - educare tutti ad un uso responsabile e moderato delle risorse. Ci rendiamo conto allora che la crisi può diventare occasione di cambiamento verso una società più umana ed equa, con al centro la persona piuttosto che il consumatore, i beni relazionali piuttosto che quelli materiali, la solidarietà piuttosto che la competizione”. L’iniziativa è proposta dalla parrocchia di Capiago, con la partecipazione della Pastorale Sociale e del Lavoro, delle Acli di Como, della Caritas di Como, e dell’Azione Cattolica diocesana. ché il paziente respira e gli organi interni sono sempre in moto). Sarà come se la strumentazione inseguisse la massa malata da colpire. «Una volta posizionato sul lettino - è stato spiegato -, il paziente non sarà più spostato. Sarà l’anello di terapia che, nel caso fosse necessario, ruoterà attorno al lettino stesso, garantendo (a differenza dei linac tradizionali) rapidità, sicurezza e comfort per il paziente. Queste caratteristiche - è stato ribadito dai vertici dell’ospedale - permetteranno di erogare dosi molto elevate al tumore e di limitare al minimo la quantità di emissioni rilasciate negli organi sani vicini alle cellule neoplasiche, e che, non essendo sede di malattia, non devono ricevere alcuna radiazione». È una radioterapia oncologica «che si completa con la possibilità di seguire in diretta le immagini del trattamento», precisa sempre Bresciani. Il macchinario era già destinato al Nord America: a breve, invece, sarà a Como. Una seconda apparecchiatura dovrebbe essere allestita a Bruxelles, togliendo al Lario la soddisfazione del primato europeo. Il personale medico e aiuto-medico sarà opportunamente formato: nel 2011 la strumentazione sarà in funzione 8 ore al giorno, per poi arrivare progressivamente a un utilizzo che andrà dalle 12 alle 14 ore quotidiane. Alla presentazione del nuovo macchinario hanno preso parte anche Laura Chiappa, direttore sanitario aziendale, e Salvatore Gioia, direttore amministrativo, i quali hanno ricordato l’importanza di tutta la dotazione medica ad altissima tecnologia del nuovo ospedale, un Sant’Anna che aspira a diventare centro di cura di riferimento per l’intera penisola. CRONACA P A G I N A 20 ComoCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 BELLAVITE EDITORE Il cammino di S. Agostino: pellegrinaggio in Brianza L’AUTORE Renato Ornaghi, nato nel 1961 a Monticello Brianza, si occupa di consulenza per il risparmio e l’efficienza energetica in ambito industriale e civile. Scrittore per passione, ha pubblicato Il Segno e la Parola dei Giovani con il pittore lecchese Roberto Arcuati (Antica Stamperia del Moretto, 1981), La Metafora come Antinomia (Edizioni Macruela, 1987), Brianza Occidentale (GR Edizioni, 2004), Sonetti da Arcore (Feaci Edizioni, 2006). Dal 2007 ha iniziato la pubblicazione delle plaquette Brianzolitudine e Leopardi in Brianza: un lungo tour virtuale attraverso i luoghi più tipici del mondo brianzolo accompagnato dalle suggestive immagini del fotografo Renato Fumagalli. Presentata la scorsa settimana quest’opera di Renato Ornaghi. Il libro è in vendita al costo di 18 euro nelle migliori librerie L a scorsa settimana, presso il Museo e Tesoro del Duomo di Monza Bellavite Editore e l’Opificio Monzese delle Pietre Dure hanno presentato la nuova edizione del volume Il Cammino di Sant’Agostino. Un pellegrinaggio in Brianza di Renato Ornaghi. Alla presentazione, coordinata dal prof. Pier Franco Bertazzini, erano presenti, oltre all’autore, autorità ed esponenti della cultura, della politica e della Chiesa lombarda. Il Cammino di Sant’Agostino è un percorso di pellegrinaggio - da compiersi non necessariamente, ma preferibilmente a piedi - che collega, in 18 giorni di cammino per una lunghezza di 410 chi- La chiesa parrocchiale di Olgiate lometri, 25 santuari mariani del territorio della Brianza. Nella nuova edizione il Cammino è stato prolungato in direzione di Pavia, per raggiungere, partendo da Monza, prima Milano (sede del battesimo ambrosiano di Agostino) e infine la città longobarda di Pavia (alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, ove si trova l’arca tombale di Sant’Agostino). Una scelta adottata per concludere il Cammino di Sant’Agostino nel luogo più consono, ovvero sulla tomba ove le sue reliquie sono custodite, gemellando così “virtualmente” le due grandi regali città longobarde di Monza e di Pavia, passando per le vestigia storiche della Milano cristiana, capitale dell’Impero Romano d’Occidente (il percorso per Milano del Cammino tocca la Chiesa agostiniana di San Marco, il Duomo, Santa Maria delle Grazie e la Basilica di Sant’Ambrogio). È innanzitutto un percorso di fede, ma anche un tragitto di meditazione, fra un territorio ricco di testimonianze artistiche, storiche e religiose ancora sconosciuto ai più. “Ritrovare un’unità tra arte e fede non è facile, ecco allora che un cammino può venirci in aiuto. Se il Cammino di Sant’Agostino diverrà un percorso tra arte e fede, potrà catalizzare attorno a sé tutti gli altri aspetti” ha affermato mons. Franco Giulio Brambilla, vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Milano. Abitata da letterati e poeti, luogo per ville di delizia di antichi nobili proprietari terrieri o di più moderni imprenditori, ancora oggi la terra brianzola sa coinvolgere e stupire il viaggiatore meno distratto con inedite sorprese. Andrea Monti, assessore al Turismo della Provincia di Monza e Brianza, ha sottolineato che “la Brianza ha le carte in regola per sviluppare un’economia anche nel turismo, specialmente in questo tipo di turismo culturale e religioso”. E ha fatto un appello alla proverbiale intraprendenza dei brianzoli: “Dobbiamo crederci, e con le nostre capacità riusciremo a “fa- re i danè” anche con il turismo”. Lo stesso autore ha evidenziato le grandi opportunità offerte dal Cammino: “Sant’Agostino è venuto in Brianza, e qui in Brianza si è convertito. Questa è una fortuna per noi brianzoli, che non dobbiamo lasciarci sfuggire”. Infine Ornaghi ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno incoraggiato e aiutato in questa impresa, sottolineandone l’aspetto corale: “Questo libro è figlio della cultura brianzola, perché è stato reso possibile dai contributi e dai suggerimenti di tante persone”. Il libro, di 280 pagine a colori, formato 170x240 mm, con copertina morbida con risguardi, cucitura a filo refe, è in vendita al costo di 18 euro nelle migliori librerie e sul sito www.bellavite.it. LUNEDÌ 30 NOVEMBRE IN VIALE BATTISTI UN LIBRO DI BRUNO MAGGIONI E ARCANGELO BAGNI Le Paoline presentano “Il Vangelo” n occasione della presentazione del libro “IL VANGELO” curato da mons. B. Maggioni e A. Bagni, (per i tipi di Boroli Editore) si terrà - lunedì 30 novembre, ore 18.00 - un incontro dibattito sul tema: Il libro ri-consegnato. Interverranno gli autori; il dott. Marco Matteucci introdurrà e coordinerà il dibattito. Il volume che verrà presentato vuole essere una novità editoriale significativa e pretende di avanzare una scommessa: offrire, a chiunque voglia leggere i Vangeli, gli strumenti minimi, i dati essenziali, per accostare una pagina o un testo. E’ come un ritorno alle origini, un ritorno a ciò che è essenziale per essere in grado poi, personalmente, di approfondire la lettura dei testi evangelici. L’intenzione profonda che ha guidato gli autori: I aiutare a cominciare o a ri-cominciare a leggere i Vangeli. Dove va sottolineato il “cominciare”. L’atto del leggere i testi evangelici deve avere un inizio: a leggere si impara. E il leggere chiama in causa il testo, il lettore e il “tipo” di contatto che si instaura tra lettore e testo: la distanza storica dei testi evangelici spesso rende questo “contatto” non sempre facile. Gli autori, nel commento a piè di pagina, offrono tutto ciò che serve per far sì che questa distanza non diventi un ostacolo. Così il lettore può seguire lo svolgersi della narrazione di ciascun vangelo cogliendone le specificità e le sottolineature: l’essenziale viene offerto affinché la pagina evangelica sia colta nella sua specificità. Ma è una lettura che, nella sua essenzialità, richiede al lettore la disponibi- lità a rivedere impostazioni religiose e modi di pensare ancora diffusi; la pazienza di saper leggere ciò che è essenziale senza voler andare subito oltre; l’astuzia di seguire ciascuna narrazione evangelica per cogliere quale volto di Gesù, di Dio e dell’uomo essa proponga. Nella prefazione, Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità di Bose, rileva tra i pregi del volume, INNANZITUTTO, la semplicità “dove semplicità rinvia a non-divisione, a essenzialità, a chiarezza, a purezza, a limpidezza. Un commento non erudito, non appesantito da apparati di note e da interminabili bibliografie, ma scarno eppure intenso, essenziale eppure mai banale”. POI: “il proprio, il preziosissimo proprio di questo commento ai Vangeli è il suo essere trasparenza della parola del Vangelo. Invece di accumulare parole che, mentre spiegano, velano, questo commento mette le proprie brevi e poche parole a servizio della Parola, a servizio del Vangelo”. INFINE, è sempre Enzo Bianchi a sottolinearlo, specifici sono la prospettiva di fondo, il “taglio”, il modo globale di procedere “lontanissimo da ogni spiritualismo, questo commento, così semplice e breve, riesce nell’impresa di essere un’eco fedele della parola evangelica, totalmente a servizio della parola evangelica. E, in questo modo, indica anche la via di una esegesi e di un commento che cerchino di lasciar parlare il Vangelo invece di rischiare di celarlo dietro le proprie ipotesi e ricostruzioni. Un grazie dunque agli autori, che hanno fatto opera di servi della Parola”. Queste provocazioni so- Nella Foto William la libreria Paoline di Como no proposte in vista di un dibattito che la presentazione del libro dovrebbe suscitare. Appuntamento a lunedì 30 novembre, presso la libreria Paoline, alle ore 18.00. CRONACA P A G I N A 21 ComoCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 UN LIBRO DI DON ALDO MAESANI Arcissa... e Como si tuffa nel Medioevo D on Aldo Maesani, già noto per i libri che ha scritto e per la sua voce squillante incisa su vari CD, ci presenta un gustoso libretto ambientato nelle pianure alle porte di Como, con un punto di riferimento nel castello dell’Arcissa. Il fascino del Medio Evo lo ha attirato in un racconto ambientato nei momenti epici ed esaltanti della lotta delle investiture tra l’Impero e la Chiesa. Il papa Gregorio VII ha cercato con ogni mezzo di avocare a sé la nomina dei prelati, affinché non si avviasse alla carriera ecclesiastica chi desiderava accumulare soldi, ricchezze e onori mondani, ma solo chi avesse una forte fede e il desiderio di servire Cristo e la Chiesa. L’imperatore Enrico IV, invece, ha cercato con ogni mezzo di appoggiarsi ai vescovi e agli abati per amministrare feudi e territori del suo impero, naturalmente scegliendoli lui a secondo dei suoi scopi non proprio spirituali. Questo scontro titanico si ripercuote anche nella diocesi di Como. Nel secolo XI si stava realizzando una profonda trasformazione sociale, dall’economia feudale che poggiava sui redditi delle Il sacerdote, parroco di Montano, torna nelle librerie con un romanzo ambientato nelle pianure alle porte di Como tra l’XI e il XII secolo di don TULLIO SALVETTI campagne, si stava passando alla costituzione dei comuni che puntavano maggiormente sui mercati e sulle corporazioni presenti nelle città. Era inevitabile che città vicine si potessero trovare in concorrenza per condizioni economiche simili, e così successe fra Como e Milano. Il racconto dell’Arcissa si inserisce in questo contesto. Il quadro generale è la contesa tra due Vescovi che si disputano il governo della diocesi di Como: l’uno, Guido Grimoldi, scelto dal clero e dal popolo e confermato dal Pontefice, l’altro, Landolfo da Carcano, scelto dall’Imperatore. Attorno a loro si muovono vari personaggi che sono l’espressione della vita quotidiana, forse non fotografata dai documenti e dai libri di storia, ma che non sfuggono all’attenzione vigile e arguta di don Aldo. Alcuni parlano in latino, la lingua colta, altri in italiano, la lingua che comincia a farsi strada tra il popolo, altri in dialetto, forse non ancora in uso, ma espressione del legame profondo del romanzo col territorio. In uno scenario vasto quanto la diocesi di Como, con le sue Pievi e i suoi monasteri, si muovono oltre ai due Vescovi altri attori che personificano il bene e il male, l’amore alla propria terra, alle proprie tradizioni o la malvagità, il tradimento frutto della sete di soldi o di potere: i due consoli Adamo del Pero e Guido Fontanella, i “boni homines”, frate Adalgiso monaco di origini tedesche consigliere del vescovo Guido, l’arrivista e il traditore Arialdo ed altri ancora. Il centro del romanzo si sviluppa in quel microcosmo che è il castello dell’Arcissa, vecchia roccaforte celtica che controllava le vie di comunicazione tra Como e Milano. Il prete Giovanni Maladorna, Guardainsacco, il cantastorie Lukas sono gli elementi fondamentali che collegano le vicende della gente comune con una storia più grossa di loro, quella di Ottone signore del castello di Lucino, espressione della nobiltà agreste che ancora tiene in piedi, con la moglie Perna e i quattro figli, la gestione di una vasta porzione di terra coltivata in una zona strategica per Como. La sua fonte è quella dell’Anonimo Cumano inserita dal Muratori nel “Rerum italicarum scriptores”. Il Cumano, senz’altro comasco, non partecipò come soldato alle operazioni belliche della guerra tra Como e Milano, ma assistette come cittadino ai tragici avvenimenti e attribuì la disfatta di Como al tradimento dell’Isola Comacina. Un altro tradimento, quello di Arialdo, porta alla distruzione dell’Arcissa e del castello di Lucino con la morte e la di- spersione dei suoi abitanti. Si salvano coloro che si ritirano negli eremi o nelle abbazie per dedicarsi alle cose di Dio. Che sia un avvertimento agli uomini di oggi, travolti dalle loro passioni e sempre in bilico sul precipizio del male? Solo la fede e l’abbandono a Dio li può salvare. ANGELO COLLA EDITORE Ulderico Munzi e “Il Generale” Mario Roatta erita attenzione l’ultima fatica di Ulderico Munzi, il giornalista e scrittore che è stato inviato speciale di alcuni quotidiani e per vari anni corrispondente del “Corriere della Sera” da Parigi. Con un lungo lavoro di ricerca, Munzi è infatti riuscito a fare luce sulla vita del generale Mario Roatta. Un personaggio che, pur essendo stato tra i protagonisti di molte vicende del fascismo e della seconda guerra mondiale, è rimasto a lungo, volutamente, nell’ombra. Nato a Modena nel 1887 e morto a Roma nel 1968, militare intessuto di grandi qualità diplomatiche, Roatta ha spesso incarnato una mistura M di duplicità e spietatezza. Comandante del SIM (Servizio Informazioni Militari), uno dei servizi di intelligence a disposizione del duce, è stato la “lunga mano” di avvenimenti drammatici e cruenti. L’assassinio di Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles de l’Orne con la complicità dei fascisti francesi della “Cagoule” oltre che una persecuzione malvagia e ostinata di tanti oppositori del regime mussoliniano. Una serie di operazioni spregiudicate nel corso delle guerre d’Etiopia e di Spagna, lo sterminio programmato di partigiani e civili slavi in Croazia, nel campo di concentramento di Arbe, durante l’occupazione militare italiana. Il cinismo mostrato prima e dopo l’8 settembre 1943 ne fanno un protagonista, in negativo, di tante, troppe, storie. Ricercato da Pietro Badoglio e dal maresciallo Tito che, in tempi e per motivi diversi, lo vogliono eliminare, alla fine della guerra il generale Roatta riesce a rifugiarsi nella Spagna franchista, grazie alla complicità di un cardinale e di un compiacente ordine religioso. Ulderico Munzi ha il merito di delineare con grande efficacia, con una scrittura brillante e coinvolgente, la sua composita personalità e, in un certo senso, la sua modernità di uomo complesso e del mistero. GIORGIO CAVALLERI Ulderico Munzi, “Il Generale”, pp. 300, Euro 18, Angelo Colla Editore, Vicenza 2009 ...hai l'ALCOLISMO in casa? ...VUOI saperne di più? ...hai bisogno di AIUTO? 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Parlare di “Bellunesi nel mondo” significa comprendere una più vasta gamma di persone che in tutto il mondo mantengono i caratteri e la memoria della loro terra e che reclamano relazioni con essa. Proprio per rispondere meglio a queste nuove richieste delle generazioni dei discendenti degli emigranti è sorta la nuova sede dell’associazione in via Cavour a Belluno, la “Casa dei bellunesi nel mondo”, fulcro centrale dell’articolato lavoro dell’associazione. Oltre agli uffici, la sede ospita il Museo e la Biblioteca dell’emigrazione, dotati di una ricca documentazione, che sono aperti al pubblico, alle scolaresche, ai discendenti degli emigranti, alle nuove generazioni dei bellunesi nel mondo e a chiunque è interessato ad approfondire la realtà del fenomeno migratorio. L’associazione è oggi costituita da oltre 10.000 soci, ma attraverso il periodico mensile riesce a tenere i collegamenti con 40-50.000 persone sparse in tutti i continenti. Gli ultimi venti anni dell’associazione sono stati improntati ad un’attenzione particolare ai mutamenti storici che il mondo dell’emigrazione ha subito. La realtà è mutata per i profondi cambiamenti del mondo produttivo dei Paesi di tradizionale accoglienza degli immigrati, ma anche per la legge inesorabile del tempo che fa emergere, a fianco di generazioni delle emigrazioni storiche, le nuove generazioni dei nipoti e bisnipoti. E’ proprio sulla spinta di questi cambiamenti che all’inizio degli anni Novanta si è arrivati al mutamento del nome da “Associazione Emigranti Bellunesi” in “Associazione I Bellunesi nel mondo”. Non fu “La nostra Famiglia Bellunese - aggiunge Boninsegna - è sorta il 26 gennaio 2002 ed è stata intitolata a don Giuseppe Capraro, per non dimenticare quanto questo sacerdote di Longarone, anche lui per qualche anno emigrante, ha rappresentato per le nostre comunità. Ogni anno organizziamo molteplici attività commemorative, culturali e ricreative. Recentemente, ad esempio, abbiamo organizzato la “Giornata Provinciale alla memoria dei nostri emigranti deceduti all’estero sul lavoro” che si è tenuta a Bizzarone, la “Giornata dell’Emigrante”, tenutasi a Valmorea, e partecipato all’incontro nazionale dei bellunesi a Peschiera di PAOLO BORGHI P romuovere iniziative culturali di interesse sociale nei luoghi di emigrazione, organizzare viaggi, visite a parenti in Italia e all’estero, favorire il contatto con i giovani per una maggiore conoscenza del fenomeno migratorio e della storia, cultura e tradizioni della terra d’origine dei loro padri, sono le principali attività dell’Associazione “I Bellunesi nel mondo” che è attiva anche ad Olgiate Comasco con una propria sede che raggruppa oltre 200 “Famiglie” di conterranei residenti nelle province di Como, Sondrio, Lecco e Varese. Per parecchi decenni nella prima metà del XX secolo l’unico strumento di collegamento tra gli emigranti e i loro paesi d’origine fu l’opera capillare dei parroci e dei loro bollettini periodici. Proprio per ovviare all’indifferenza delle istituzioni civili, agli inizi degli anni Sessanta si fece viva l’esigenza, all’interno del mondo cattolico e del volontariato, di un collegamento organico con la difficile e complessa realtà degli emigranti. Nel gennaio del 1966, pochi mesi dopo la sciagura di Mattmark, e poco prima della tragedia di Robei - Stabiascio, in Svizzera, nelle quali molti emigranti della provincia di Belluno persero la vita, si costituì l’Associazione “Emigranti Bellunesi”. “Il primo impegno dell’associazione - precisa Michele Boninsegna, presidente della Famiglia Bellunese di Olgiate Comasco - fu quello della ricerca dei bellunesi sparsi per il mondo, e l’opera fu portata a termine nel giro di circa un decennio da pochi volontari che macinarono migliaia di chilometri in Europa alla ricerca dei nostri conterranei. Strumento di collegamento furono proprio le “Famiglie Bellunesi”, nuclei d’emigranti già presenti in varie località svizzere, che dal 1966 andarono diffondendosi in oltre ottanta Paesi. Oggi, a 43 anni di distanza, le “Famiglie” come la nostra sono più di un centinaio nel mondo a testimoniare il desiderio d’aggregazione e l’attaccamento alle origini. Si comprese subito come fosse necessario uno strumento di collegamento periodico con gli emigranti attraverso la stampa e così nacque il mensile “Bellunesi nel mondo”, che dal 1966 non ha mai mancato all’appuntamento con i suoi lettori. La rivista tratta i problemi del mondo dell’emigrazione nel contesto della situazione socio-economica della provincia bellunese, con notizie inviate direttamente dagli emigranti. I primi 15 anni di vita dell’associazione furono caratterizzati da una complessa e articolata opera di tutela e salvaguardia dei principali diritti civili del cittadino emigrato: previdenza, assistenza, istruzione dei figli, ricupero della cittadinanza. Su questi temi l’associazione ha combattuto per anni in prima linea distinguendosi per la sua azione. Ricordiamo fra le tante battaglie quella per il diritto di voto degli italiani all’estero, giunto in dirittura d’arrivo solo dopo un lunghissimo iter parlamentare. Altra attività importante fu la costituzione di una cooperativa edilizia che ha costruito negli anni oltre un centinaio d’alloggi nei vari Comuni bellunesi per assicurare una del Garda, agli anniversari delle tragedie di Stava e Mattmark, alla manifestazione nazionale sull’emigrazione a Predazzo e alla “Festa del Triveneto” presso la Cascina dei Bellunesi a Ponte Capriasca. Inoltre abbiamo organizzato concerti come quello tenuto dalla Fisorchestra “G. Rossini” di Santa Giustina (Belluno) nella chiesa prepositurale di Santo Stefano a Tesserete (Canton Ticino) e interessanti gite come quelle in Puglia, ad Oberamergan (Germania), a Locarno, sul trenino del Bernina, al Rifugio Giovo (Garzeno) e a Germasino in occasione della “Festa della valle”. Lo scorso mese di ottobre in occasione del 46° anniversario dell’alluvione del Vajont abbiamo effettuato una visita nei luoghi della tragedia. In pulman ci siamo recati a Longarone dove abbiamo deposto dei fiori sulla tomba di don Capraro, quindi ci siamo recati in Comune per una cerimonia civile e in corteo sino alla parrocchiale dove è stata concelebrata una Santa Messa. Dopo il pranzo abbiamo raggiunto il cimitero di Fortogna e partecipato alla Santa Messa con il vescovo di Belluno e i sacerdoti della foranea di Longarone. In seguito abbiamo effettuato la visita al triplice monumento dei “non nati”, dei “superstiti” e “soccorritori”, per concludere la giornata con una visita guidata alla “diga”, al Museo degli “Lattieri” o Scalpellini” (unici in Italia) e al Museo “Pietre Vive”. La “Famiglia Bellunese” di Olgiate Comasco, come gli altri gruppi organizzati costituiti in Italia e all’estero nei luoghi di residenza e di lavoro degli emigranti, è un centro di schietta amicizia bellunese ma anche di promozione culturale e di impegno sociale. Chiunque desideri informazione su tutte le sue iniziative può rivolgersi presso la sede in via Milano 30 ad Olgiate Comasco, tel.031946082. CRONACA Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 VENERDÌ 27 NOVEMBRE L’Azione Cattolica ricorda Lazzati V enerdì 27 novembre alle ore 21, presso la Villa Gallia (via Borgovico 148), il prof. Giorgio Vecchio, ordinario di storia contemporanea dell’Università di Parma, concluderà il ciclo di iniziative proposte dall’Azione Cattolica diocesana, per ricordare Giuseppe Lazzati “un cristiano nella storia” a cento anni dalla nascita. Il prof. Vecchio tratterà il tema “Costruire oggi la città dell’uomo a misura dell’uomo” che corrisponde ad una delle preoccupazioni più intense degli ultimi anni del prof. Lazzati. Le iniziative messe in campo nel 2009 dall’A. C. di Como volevano essere, non tanto una semplice commemorazione, ma un ampio esame di coscienza. Infatti l’intensa esperienza culturale, spirituale, sociale e politica di un Si concluderà con questo evento, a Villa Gallia, il ciclo di iniziative promosso dall’AC diocesana, dedicata a questo insigne personaggio nel centenario della nascita di ABELE DELL’ORTO uomo, come Lazzati, impegnato in campi diversi, compresa l’Azione Cattolica, è ricca di valori positivi di pensiero e di azione, di rigore e di fedeltà, di spiritualità e di carità, che sono un patrimonio prezioso ed attualissimo. Anche la Valtellina è stata direttamente interessata al progetto con due incontri. A Sondrio il 3 ottobre è toccato al dott. Pier Giorgio Confalonieri, postulatore della causa di canonizzazione di Lazzati, onorarne la memoria; in coda, sono stati letti scritti di carattere spirituale, educativo e politico del prof. Lazzati, con accompagnamento di brani di musica classica. A Morbegno mercoledì scorso, 18 novembre, il prof. Luciano Caimi, docente di pedagogia dell’Università Cattolica, ha parlato della passione educativa in Giuseppe Lazzati. Quanto a Como, già nell’ambito della giornata interzonale di spiritualità del 6 agosto il prof. Dell’Orto ha presentato la figura di Lazzati. Poi il 18 settembre, in un affollatissimo incontro, promosso, in collaborazione, da varie associazioni, il gesuita P. Bartolomeo Sorge ne ha tracciato, da par suo un profilo ricco e stimolante. Aggiungiamo che proprio presso l’Eremo di San Salvatore, sopra Erba, centro di studio e di preghiera voluto dallo stesso Lazzati, che lì è sepolto, si sono appena svolti gli esercizi spirituali del Consiglio diocesano di A. C., e nella serata di sabato 14 novembre, ai partecipanti, riuniti attorno alla tomba di Lazzati, è stata riproposta la lettura di testi, già effettuata a Sondrio il 3 ottobre. Ora l’augurio è di concludere in bellezza con la serata di venerdì 27 novembre nel salone della Villa Gallia. P A G I N A 23 CRONACA Prealpi&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 P A G I N A 25 CARITAS ZONALE PREALPI La sobrietà, come stile di vita Molti gli spunti di riflessione emersi dall’incontro tenutosi lo scorso 15 novembre nell’ambito della giornata zonale di GEMMA TAVASCI obrietà come stile di vita” è stato il tema scelto dalla Caritas della Zona Pastorale Prealpi per offrire spunti di riflessione nella Giornata della Caritas zonale, domenica 15 novembre. Il relatore, Piero Torricelli (medico del lavoro, vice presidente provinciale delle Acli, volontario della Caritas di Cantù) ha iniziato il suo intervento paragonando, forse per deformazione professionale, la crisi che stiamo vivendo ad un infarto che ha colpito l’economia che purtroppo è il cuore del mondo occidentale. Dopo l’infarto è consigliabile un periodo di riposo, ma occorre, in tempi brevi, analizzare le cause che lo hanno determinato per poter prendere le precauzioni finalizzate ad evitare una ricaduta che rischierebbe di essere fatale. Dopo una crisi grave che fa paura, si può reagire facendo finta che niente sia successo, scoraggiandosi oppure ragio- S “ nando sullo stile di vita che ha provocato il problema per cercarne la soluzione. Viviamo in un mondo in cui la libertà è un elemento dominante in quanto offre più possibilità e opportunità ed in cui è sempre più difficile orientarsi di fronte a tanti pensieri equivalenti che convivono. Il “meno Stato, più mercato” dell’economia ha costretto molte aziende a ridurre lo stoccaggio, a produrre in base alla domanda senza possibilità di programmazione, a concentrare l’attenzione alla produzione togliendola al lavoratore, a esternalizzare, anche all’estero, la propria attività. Purtroppo questo “avere tutto subito, al momento giusto” è stato trasferito dall’ambito aziendale al campo umano. In questa situazione di flessibilità, che spesso significa precarietà, manca la sicurezza del futuro per cui studi recenti hanno dimostrato, in Francia, un aumento consistente della fragilità nei bambi- ni. Siamo sempre in tensione, costretti dalla pubblicità (soprattutto i giovani) a non avere nessun limite, ad aggiornarci, a possedere oggetti sempre più nuovi, ma volutamente progettati di breve durata per costringerci a consumare, buttandoli per ricomprarne di nuovi. Alcuni dati: in Italia cir- colano 36 milioni di auto (752 per 1000 abitanti ); ci sono 125 tipi di contratti dei telefoni cellulari ogni 100 persone; paghiamo 379 milioni ogni anno per la pubblicità di acque minerali (e non ci mobilitiamo contro il progetto di privatizzazione dell’acqua!); tra i rifiuti finiscono ogni anno 27 chili, a testa, di cibo … Siamo un po’ adolescenti nel mondo della libertà, incapaci di fermarci e di ragionare per sapere chi siamo veramente e dove vogliamo andare. Come cristiani siamo chiamati a mettere al centro l’uomo, non l’economia o la finanza, a riscoprire la responsabilità come l’altra faccia della libertà, per cui è indispensabile cambiare il nostro stile di vita e ragionare sui bisogni e i desideri. Un’attenta rilettura dell’Esodo ci potrebbe aiutare a scoprire, in chiave attuale, il senso delle piaghe d’Egitto... Un’informazione più corretta può darci degli spunti per capire da dove iniziare: rilancio del biologico, commercio equosolidale, bilanci di giustizia, finanza etica, gruppi di acquisto solidale, energie alternative, decrescita felice…alla ricerca di un’umanità nuova che ama la semplicità, che attiva la solidarietà, che investe nell’educazione, che si prende cura dei fratelli e di tutto il creato. CAVALLASCA CICLO DI INCONTRI SABATO 28 NOVEMBRE Una cena per un’ambulanza Una cena è spesso lo spunto per la partecipazione a svariate iniziative benefiche. Questa volta a promuoverla è la CRI di Lomazzo presso l’AS Hotel di Lomazzo. L’occasione è di contribuire alla copertura del costo di un mezzo assai prezioso: un a nuova ambulanza. L’intero ricavato della serata (30 euro a testa) sarà devoluto a questo scopo. L’appuntamento è per sabato 28 novembre alle ore 20 MIDANZA: PASSIONE, BUSINESS E SOLIDARIETÀ A MILANO Il Parco Esposizioni di Novegro ospiterà a fine novembre un evento impedibile per chiunque ami la danza di qualsiasi tecnica e stile: MiDanza è la prima fiera nel suo genere a tenersi in zona, dove sia chi pratica la danza sia chi la insegna potrà trovare innanzitutto le attrezzature idonee, dai costumi alle calzature, dalle ‘sbarre’ agli speciali pavimenti. Ma soprattutto, al solo costo del biglietto d’ingresso (10 euro, con sconti per gruppi e gratuità per i bambini) sarà possibile assistere a spettacoli di alto livello (come il balletto ‘Paquita’ dell’Accademia Ucraina di balletto, per citarne uno), incontrare personaggi del mondo della danza (dalla ballerina classica Beatrice Carbone, a Giordano Orchi ‘stella’ del programma di RAI2 ‘Academy’) e partecipare a lezioni gratuite che coprono l’intero orario di apertura in varie sale dedicate. Non mancheranno seminari e laboratori per i professionisti, e gli incontri con esperti (psicologi, nutrizionisti, legali ecc.) che affronteranno vari aspetti del ‘fare danza’: dallo stress che può colpire i giovanissimi, alle normative di legge per chi apre una scuola, e così via. In calendario anche eventi a finalità benefica. La sede sarà raggiungibile anche con una navetta gratuita da Milano Loreto. Gli operatori che ancora dovessero accreditarsi si affrettino a contattare l’organizzazione (tel. 02-70200022 e-mail midanza@ parcoesposizioninovegro.it). Agli altri non resta che attendere il fine settimana 27-28-29 novembre (apertura ven 14-21, sab-dom 1021). Info www.midanza.it. GIGLIOLA FOGLIA Per una salute senza età Prosegue il ciclo di incontri promossi dall’Amministrazione Comunale di Cavallasca, assessorato ai Servizi Sociali, rivolti alla popolazione anziana, sulle tematiche della salute. Dopo il grande successo di presenze riscosso lo scorso 9 novembre, nell’ambito del primo incontro, il prossimo appuntamento in programma, sempre presso la sede di Villa Imbonati, sarà: venerdì 20 novembre ore 15.30 Mangiare bene, vivere meglio. Una sana alimentazione alla base di una vecchiaia serena. Dott. Alfredo Vanotti, responsabile Servizio Nutrizione Clinica e Dietetica Asl provincia di Como. CRONACA P A G I N A 26 Lago&Valli IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 IL CAI IN FESTA DOMENICA 22 NOVEMBRE Rifugio Riella 100 anni sul Palanzone Lo spunto per i festeggiamenti sono i lavori di restauro conclusi la scorsa primavera di MARCO GATTI I l rifugio Riella compie 100 anni. Un traguardo importante che sarà celebrato dal Cai di Como domenica 22 novembre, alle ore 12.30, con un pranzo presso il rifugio posto sul monte Palanzone. Ad accogliere soci e simpatizzanti sarà una struttura rinnovata grazie alle opere di restauro che vi si sono state apportate negli ultimi anni. Il rifugio “Palanzone” viene in realtà realizzato 101 anni fa, nel 1908, ad opera del Club Pizzo Badile, a quota 1275 m, in comune di Faggeto Lario. L’inaugurazione è descritta nell’annuario 1909 del Cai di Como, che dà ragione dell’attività sociale condotta nell’anno precedente: “Dalle pittoresche rive del Lario, dai dolci pendii briantei, pei verdeggianti e lunati colli che inseguono il lago da Brunate, convennero, dal desìo chiamate, ben più di mille e cinquecento persone nel giorno 6 settembre, alla inaugurazione del Rifugio Popolare al Monte Palanzone. Più che l’inaugurazione di un modesto rifugio prealpino si fu il trionfo dell’alpinismo popolare e all’egregio socio signor rag. Pietro Giussani che, con tanta attività ed intelletto d’amore, con vera genialità, ha saputo ripristinare il vecchio e popolare rifugio… E ben fu veramente benemerito poi chi ideò di chiamare questa novella costruzione alpina, rifugio popolare. Studiare la montagna per farla conoscere al popolo, questo dovrà essere l’ideale supremo degli alpinisti italiani!..” Il Palanzone si prefigura quale luogo ideale per ospitare questo nuovo rifugio, essendo già da tempo preziosa meta di transito di escursionisti e pellegrini diretti verso i monti lariani. Sulla sua vetta esisteva infatti, alla fine del XIX secolo, una torretta, costruita dal comando militare, che segnava il punto geodetico di osservazione, indicato da un sasso con impressa una croce. Nel 1900 questo sasso diventa il punto centrale della cappella dedicata a Cristo Redentore, eretta in quell’anno, per iniziativa del Circolo Educativo Alessandro Volta di Como. Circolo che si rende così interprete del desiderio del pontefice Leone XIII che aveva invitato a celebrare l’inizio del nuovo secolo con l’erezione di croci e di cappelle sulle cime più alte di ogni paese. Inizialmente incerta se privilegiare, a questo scopo, i monti S. Primo o Palanzone, la scelta cade, alla fine su quest’ultima vetta. La cappella viene inaugurata il 9 ottobre 1900, proprio sulla som- mità del Palanzone, a 1480 m. sul livello del mare. Nel 1899, poco sotto la cima, era stata costruita una capanna rifugio, dedicata ad Alessandro Volta, in occasione del primo centenario dell’invenzione della pila. La capanna fu distrutta da una bufera nel 1905. Si optò così per la sua ricostruzione in un luogo più protetto, sul dosso fra la Val Palanzo e la Val di Erba, al riparo dalle raffiche di vento e dal rischio di valanghe. Capanna che diverrà il futuro rifugio Popolare e sarà in seguito completamente restaurata a cura del Club Pizzo Badile e che, nel 1925, già si presenta “… come un comodo rifugio, dotata di una camera a dieci cuccette per le signore e di altra a diciotto cuccette per gli uomini, oltre a una camera riservata a tre letti…” Nel 1938, con lo scioglimento del Club la proprietà del rifugio passa alla Sezione di Como del Cai. Negli anni a seguire a più riprese si interviene sulle strutture modificandole. Importanti i restauri realizzati nel 1972, grazie al decisivo contributo della famiglia Riella, che intende in questo modo ricordare il proprio congiunto Angelo, caduto in Valle Spluga, a cui il rifugio fu dedicato. Oggi il rifugio si presenta rinnovato. L’intervento, terminato nella scorsa primavera, ha riguardato il rifacimento del tetto e la realizzazione di una terrazza e di un servizio per disabili, oltre ad opere accessorie. Tra le curiosità, di indubbio interesse, che caratterizzano oggi il Palanzone spicca anche la grotta Guglielmo, posta alle pendici orientali del monte, lungo il sentiero che dal rifugio conduce alla Preaola. Il nome è dovuto al suo scopritore, Guglielmo Bressi, erbese, che lo individua e lo esplora in parte, nel 1898. Si tratta di una voragine ai primi posti in Italia come profondità. La sua quota d’ingresso è posta a 1200 m. con una barriera di 14 pozzi che strapiombano per 452 m. su uno sviluppo totale di 972 m. Un gruppo di speleologi di Trieste riesce a raggiungere il fondo della caverna nel 1953. Per celebrare degnamente il centenario del rifugio l’appuntamento è per il 22 novembre. Il costo del pranzo, comprese le bevande, è di 20 euro, mentre per i ragazzi fino a 15 anni è di 10. COME ARRIVARCI Il rifugio Riella è soprattutto meta di una suggestiva passeggiata, molto amata dai lariani che in quei luoghi sanno di poter trovare aria pulita, tranquillità e una vista mozzafiato sul ramo comasco del Lario. Giungere alla meta non è complicato. Fissata la partenza a Brunate (715 m) - raggiungibile da Como preferibilmente in funicolare - occorre proseguire fi no alla località di San Maurizio (906 m), a piedi - seguendo la via carrozzabile che sale ripida, tra grandi e profumati giardini - oppure tramite un servizio di autobus, con fermata nel piazzale della stazione della funicolare. Dalla Capanna Cao (980 m) si procede, lungo una mulattiera immersa nel bosco fino a raggiungere la Baita Carla (997 m) da dove si prosegue trascurando le possibili deviazioni, fino alla Baita Bondella (1.075 m) e, poco oltre, alla Baita Fabrizi (1.100 m). Dalla Baita Boletto il sentiero si fa più ripido sino a giungere alla sella sul costone occidentale del monte omonimo, superata la quale la vista si apre e spazia sulle acque del ramo comasco del Lario. Da questa sella il tracciato si fa di nuovo pianeggiante fi no alla Bocchetta di Molina. Per proseguire lungo il tracciato della Dorsale del Triangolo Lariano si deve procedere quasi in piano, superare alcuni valloncelli, e addentrarsi in una faggeta di straordinaria bellezza. Questo tratto suggestivo di sentiero risale verso la Bocchetta di Lemna (1.167 m) che collega la Val di Gaggia con la Val di Bova, sovrastante l’Erbese. Se si valica la bocchetta, dopo pochi minuti si incontra la Capanna Mara (1.125 m). Da qui si deve risalire alla Bocchetta di Lemna per raggiungere, in circa mezz’ora di cammino, la Bocchetta di Palanzo (1.210 m), “ponte” di unione tra la Valle di Cairo, sovrastante Palanzo e la erbese Valle Piot. Da questa bocchetta, percorrendo la mulattiera che taglia il versante occidentale del Monte Palanzone, si giunge in breve al rifugio Riella (1.275 m). (www.comosmagiclake.com) A CRONACA Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 ome ormai da tradizione, anche quest’anno, nella chiesa prepositurale del Sacro Cuoore di Mandello del Lario, la Santa Messa festiva nella vigilia della solennità di Cristo Re dell’Universo (sabato 21 novembre ore 18.30) sarà animata da più cori uniti per “festeggiare” santa Cecilia, patrona della musica, di cui ricorre la memoria liturgica il 22 novembre. L’invito è stato rivolto ed accettato con entusiasmo dal coro “Voci nel tempo” di Cortenova, dalla corale della parrocchia di Lierna e da quella della parrocchia di Somana oltre a singoli coristi provenienti da altri gruppi. Ormai questa tradizione consolidata ha fatto ben trasparire il significato vero ed importante: lodare il Signore godendo di una passione comune che è il canto e la musica …e sono scaturite, di conseguenza, amicizie e apprezzamento gli uni degli altri. Il clima di modestia e di voglia di cantare è sempre stato alla base di questo incontro annuale. Più cori significa più C MANDELLO SACRO CUORE Le corali a raduno per santa Cecilia Come ormai da tradizione, anche quest’anno, nella chiesa prepositurale del Sacro Cuore di Mandello del Lario, la Santa Messa festiva nella vigilia della solennità di Cristo Re dell’Universo (sabato 21 novembre ore 18.30) sarà animata da più cori uniti per “festeggiare” la patrona della musica, di cui ricorre la memoria liturgica il 22 novembre il maestro MASSIMO GILARDONI metodi di esecuzione e di interpretazione dei vari brani: questa voglia di stare insieme ha fatto sì che i direttori e i coristi stessi si amalgamassero il più possibile lasciando in disparte visioni soggettive (più che logiche) di interpretazione o di esecuzione di un brano, un importante segno, anche questo, di unità. Il programma comprenderà musica corale a quattro voci e qualche melodia di gregoriano “popolare”. Il gregoriano è la musica ufficiale della Chiesa Romana per cui è bene che vi sia sempre qualche melodia nelle celebrazioni in canto, anche se eseguita in modo “popolare” e tecnicamente non “puro”. Tengo a sottolineare che la celebrazione liturgica non può mai essere un concerto a cui assistere passivamente; per questo non mancheranno delle parti in cui anche l’assemblea sarà chiamata, come sempre, a dare il proprio contributo al Rito (dal ritornello al salmo, al canto dell’Allelu-ia, dalle risposte al celebrante, al Santo …ecc). Per facilitare questa partecipazione ed evitare un’eventuale “timidezza” che potrebbe scaturire dalla presenza di tanti co-risti, inducendo così al silenzio chi volesse (al momento opportuno) cantare assieme, è stato preparato un foglio dove l’assemblea avrà segnate le parti proprie. Non tutto è per tutti in un Rito ma ogni co-sa si deve armonizzare in modo ordinato: vi sono parti dove solo il sacerdote recita e canta, altre do-ve il lettore proclama la Parola di Dio, altre dove il solo coro propone una melodia, altre ancora dove l’assemblea è chiamata ad intervenire anche col canto che è preghiera, come anche l’ascolto di una melodia strumentale o vocale è sempre preghiera; tutte queste cose accomunate rendono solenne e partecipata la celebrazione Eucaristica e a tal proposito faccio mie alcune parole del Concilio Vaticano II riguardanti alcuni aspetti della musica sacra e del canto durante i Riti, che bene riassumono lo scopo di questa iniziativa: “L’azione liturgica riveste una forma più nobile quando è celebrata in canto. (...) In questa forma di celebrazione, infatti, la preghiera acquista un’espressione più gioiosa. (...) L’unità dei cuori è resa più profonda dall’unità delle P A G I N A 27 voci. Gli animi si innalzano più facilmente alle cose celesti per mezzo dello splendore delle cose sacre, e tutta la celebrazione prefigura più chiaramente la liturgia che si svolge nella Gerusalemme celeste” (Sa-crosantum Concilium - Istruzione Musicam Sacram - capitolo I paragrafo 5). La santa Messa sarà in suffragio di amici coristi scomparsi negli ultimi tempi: Giulio Lafranconi e Attilio Poletti della Schola cantorum del Sacro Cuore, Nicoletta Rusconi del coro “Voci nel tempo” di Cortenova e Mariuccia Panizza del coro di Lierna. Desidero ringraziare i direttori che hanno accettato l’iniziativa mettendo a disposizione del tempo per preparare i propri gruppi: Mariastella Mellera, Pio Zucchi e il caro Marcello Rosa che ci accompagnerà all’organo. La santa Messa sarà presieduta dal nostro prevosto, don Pietro Mitta e concelebrata, se i loro impegni lo consentiranno, da don Massimo Rossi, parroco di Somana e dal prevosto di Cortenova, don Mauro Malighetti. VAL D’INTELVI La pineta e l’antica arte del riciclo... uel dala pell dii fic... Con questo incipit ci si riferiva, una volta, a qualcosa di più che ad una storia, un vecchio adagio che i nonni raccontavano, a mo’ di esempio, ai più piccoli per insegnar loro fin dai primi anni che nulla andava buttato… e tutto si poteva riciclare. Il racconto narra di un contadino che un dì percorreva una strada di campagna. Portava con sé un grosso cesto di succosi fichi, ma aveva nel contempo una grande fame. Incominciò a mangiarne uno... poi due… poi tre pelandoli e gettando via la pelle sul lato della strada... Ma non era ancora giunto a destinazione che i fichi erano finiti e lui aveva ancora fame. Così ritornò sui suoi passi, Q recuperò la buccia dei fichi gettata poco prima e, chissà, forse per la fa-me che i frutti non erano riusciti a soddisfare, gli parve che le bucce fossero ancora più buone… Oggi lo sciupìo di questa nostra era disorienta chi è cresciuto negli anni antecedenti al 1950, anni che ci insegnavano a economizzare tutto, delle volte anche in un modo eccessivo. Vestiti, biancheria, scarpe, suppellettili venivano passati tra fratelli e famigliari, quando non addirittura tra vicini. Era tradizione che, quando un bosco veniva tagliato, i pezzetti di legno che saltavano dal tronco tagliato dalla scure fossero delle donne vedove e dei bambini, che si affrettavano a caricarle nelle gerle e portarle in legna- ia. Quando c’era un funerale facilmente i familiari del defunto, fuori dal cimitero, distribuivano la michetta di pane, per ripagare in qualche modo chi aveva perso una mezza giornata di lavoro per partecipare al rito funebre. Nulla andava perduto neanche le foglie del bosco, che venivano raccolte e portate in un apposito spazio, detto fuiera, perché servivano per lo strame degli animali d’inverno. Ricordo che una delle prime massime che la nostra maestra ci fece scrivere e studiare a memoria fu: A goccia a goccia si scava la pietra, a granello a granello si formano i monti, a soldo a soldo si fanno i milioni. Quanta gioia quando in classe entrava quel di- stinto signore che veniva dalla piccola banca di Castiglione (la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde), l’unica in tutta la Valle, e ci portava una cassettina di ferro verde e un libretto a nostro nome. Ci spiegava che lì avremmo dovuto metterci tutti i soldini che non era proprio necessario spendere, così da trovarli al prossimo anno. Chi avrebbe risparmiato di più sarebbe stato premiato. Ho ancora quella cassettina. Mia madre si lasciò tentare e, visto che ne ero così affezionata, ne pagò la penale. E da lì saltarono fuori i soldi per il primo lenzuolo della mia dote… Ricordo che negli anni antecedenti alla seconda guerra mondiale, sul monte Prada sopra S. Fedele e Pellio, furono messi a dimora molti pini che con gli anni divennero molto numerosi e, dato che negli anni che seguirono pochi o nessuno se ne occupò, quelle piante crebbero a dismisura, tanto che nei primi anni di questo secolo sotto la pineta non si poteva nemmeno entrare, ad eccezione dei pochi sentieri tenuti liberi a fatica dai cacciatori o dagli alpigiani. Poi la grande pineta incominciò a soffrire. Le piante seccavano in piedi, ci si mise anche la processionaria. Ci voleva proprio un intervento forte per salvarla. E qui che, è il caso di dirlo, intervenne quel dala pell dii fiich. La piscina aveva bisogno energia per scaldare l’acqua delle vasche, il bo- MARCO CONFORTOLA A BOSISIO CON BRUNO PIZZUL Venerdì 20 novembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium del Polo Bosisio Parini dell’Istituto Scientifico “E. Medea” - La Nostra Famiglia, si terrà un incontro con Marco Confortola, alpinista estremo, explorer, guida alpina, autore del libro Giorni di ghiaccio sulla tragedia del K2. Presenterà l’evento un ospite d'eccezione: Bruno Pizzul, storico commentatore dello sport italiano. Nel corso della serata verrà proiettato il filmato della spedizione sulla vetta himalayana che è costata la vita a 11 persone e in seguito alla quale Confortola ha subìto l’amputazione delle dita dei piedi. Il celebre alpinista valtellinese è già da tempo un grande amico de “La Nostra Famiglia” (ha partecipato come testimonial all’ultima Camminata dell’Amicizia) e ha sempre avuto un grande feeling con i bambini in cura a Bosisio: “Abbiamo la stessa energia e sappiamo che nella vita dobbiamo andare avanti. Certo il mio problema è piccolo rispetto al loro, ma anche qui ho visto lo stesso spirito di solidarietà, la stessa voglia di aiutarsi che c'è nelle spedizioni”. Nell’occasione verrà anche illustrato il nuovo progetto dell’Istituto Scientifico “E. Medea” “Facciamo crescere insieme l’ospedale amico”, che prevede la completa ristrutturazione del Padiglione 4° del Polo di Bosisio Parini: si tratta di un investimento di 5 milioni di euro, finalizzato ad incrementare l’offerta sanitaria e riabilitativa dell’Ospedale amico, che verrà così ampliato e potrà ospitare 243 posti letto - di cui 90 per ricoveri in Day-Hospital - e 12 ambulatori dedicati alle malattie neuropsichiatriche dell’età evolutiva. sco aveva bisogno di essere ripulito… così è nata una collaborazione d’intenti: le piante e i rami secchi sono stati sbriciolati e trasportati nella nuovissima caldaia della piscina comunitaria della Comunità Montana Lario-Intevese, dove è stato installato un impianto di riscaldamento modernissimo che riscalda e ricicla l’acqua delle vasche. Il presidente Oscar Gandola, con orgoglio, ha annunciato essere questo il primo impianto del genere in tutta la provincia. La piscina funziona a pieno ritmo ed è bello vedere tanti scuola-bus pieni di bambini condotti lì per imparare a nuotare e a sguazzare nell’acqua riscaldata dalla legna che per anni era stata ignorata perché non redditizia. RINA CARMINATI FRANCHI CRONACA P A G I N A 29 ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 DELEGATO VARESINO ALL’INCONTRO DI TORINO La testimonianza di don Michele Rua S salesiano, don Francesco Motto. Una corsa illustrativa attraverso gli anni a cavallo del secolo ‘900, essenziale nella forma iconografica; ben documentata e incisiva nella felice collocazione del periodo storico in esame ed esauriente per coloro che forse per la prima volta si accostano alla conoscenza più completa del- l’impegno missionario di don Rua. All’inaugurazione del convegno erano presenti tra i numerosi convenuti, 41 studiosi sia salesiani che FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice), partecipanti alle giornate. Dopo i saluti iniziali si sono susseguiti i messaggi di don Norbert Wolff, presidente dell’ACSSA (Associazioni Cultori di DA OTTOBRE A CURA DEI VOLONTARI LOCALI Servizio Ti accompagno operativo dal 1° ottobre scorso il servizio denominato “Ti accompagno” che garantisce il servizio di trasporto per persone in difficoltà, svolto dai volontari e promosso dal Coordinamento Associazioni Volontariato Valcuvia (Ascovova). Conclusa la fase sperimentale svoltasi ad inizio 2009, il servizio è già regolarmente attivo in tutti i 10 comuni convenzionati: Brenta, Casalzuigno, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Cuveglio, Cuvio, Duno, Masciago Primo, Mesenzana e Rancio Valcuvia. L’iniziativa consiste nell’accompagnamento di persone, che ne hanno la necessità, dalla propria abitazione fino ai servizi socioassistenziali e sanitari di base al di fuori del Comune di residenza. La proposta non è, però, da intendersi solo ed unicamente come trasporto di persone da un posto all’altro, ma è stata pensata proprio come “accompagnamento” di chi ha necessità da parte di un volontario che segue la per- È sona per tutto il tempo delle sue necessità. Il servizio è svolto da volontari, opportunamente formati, che non si limitano - come detto - al solo trasporto, ma assicurano particolare attenzione alle persone, il tutto secondo un progetto predisposto a seguito di un bando provinciale sulla legge regionale 28/96. L’autovettura utilizzata è provvista di pedana di sollevamento e di carrozzella al fine di facilitare le persone con limitate possibilità di movimento. Di regola non è previsto l’intervento di personale o attrezzature di tipo sanitario. Il servizio dispone, inoltre, delle necessarie coperture assicurative. La gestione operativa è affidata a SOS Tre Valli che ha sede presso il poliambulatorio di Cuveglio. L’accesso al servizio è disciplinato da un apposito regolamento approvato dagli stessi Comuni promotori oltre che dalle Associazioni che hanno progettato e avviato l’iniziativa. Il servizio comprende prestazioni sia occasionali sia periodiche che po- tranno essere richieste telefonicamente o per posta elettronica almeno due giorni prima della necessità sia dai diretti interessati che dai servizi sociali dei comuni aderenti all’iniziativa. Il servizio è funzionante tutti i giorni feriali dalle ore 8.00 alle ore 18.00 limitatamente ai mezzi e volontari disponibili. In caso di sovrapposizione di richieste un’apposita commissione valuterà le precedenze, tenendo conto dei tempi di prenotazione, la gravità e l’urgenza. Grazie al sostegno dei Comuni aderenti al servizio, della Comunità Montana a mezzo di I.S.PE. Valcuvia e di altri sostenitori è stato possibile contenere inizialmente il contributo dell’utente nella misura di 0,25 euro/km, salvo ulteriori interventi dei Servizi sociali per situazioni particolari. Per eventuali informazioni: Ascovova: Elda Maria Garatti 347-8026181; email: info@ascovova. 191.it; per prenotazioni: 0332-650.950. ANTONIO CELLINA ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ i sono concluse le giornate torinesi del convegno internazionale di Cultori di Storia Salesiana dedicate a don Michele Rua, primo successore di don Bosco. Una scelta non a caso quella di Valdocco, il quartiere torinese che vide la nascita del primo oratorio salesiano e luogo propulsore della diffusione dell’Opera dei salesiani. All’ombra della splendida basilica dedicata a Maria Ausiliatrice gli studiosi hanno confrontato i loro lavori di ricerca per dare un significato critico al governo di don Rua, eletto successore di don Bosco dal 1888 al 1910, e per far emergere aspetti nuovi della figura di questo beato. I numerosi interventi hanno composto un mosaico formato da tante tessere quanti gli aspetti diversi toccati riguardanti don Rua; come un quadro impressionista, (secondo una felice interpretazione) che se osservato a distanza focalizza l’immagine. All’inaugurazione del convegno: “Don Michele Rua, primo successore di don Bosco”, è seguita l’inaugurazione di una mostra mirata a far conoscere la diffusione dell’opera salesiana attraverso gli anni del governo di don Rua, dal titolo: “Don Michele Rua, un ‘altro’ don Bosco”, curata dal direttore dell’Istituto Storico Storia Salesiana), il consigliere regionale dei Salesiani, don Pier Fausto Frisoli, la segretaria generale delle FMA, suor Piera Cavaglià, e l’ispettore del Piemonte e Valle d’Aosta, don Stefano Martoglio. A introdurre i lavori del convegno è stato don Francesco Motto e tra gli interventi, tutti di livello elevato, alcuni più centrati nella tematica proposta altri più evasivi, vengono ricordati quelli delle suore salesiane che componevano un nutrito gruppetto di partecipanti. Tra i lavori quello delle italiane suor Grazia Loparco: “Don Rua e l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice tra continuità e innovazione”; di suor Maristella Zanara: “Don Rua, le FMA e la Chiesa locale in Lombardia”; di suor Eugenia Leardi: “Il Rettor Maggiore don Rua e la Casa Madre di Nizza Monferrato”; di suor Gina Colombo: “I viaggi di don Rua”, e di suor Maria Ventura: “Gli oratori nelle case delle FMA di Sicilia durante il rettorato di don Rua”. Tra gli storici salesiani gli interventi di Francesco Motto: “La questione dell’emigrazione nel cuore di don Rua”; di Stanislaw Zimniak: “L’immagine di don Bosco nella prima biografia di G.B. Francesca del 1911"; di Sergio Todeschini: “Richieste di istituzioni salesiane in Lombardia e in Emilia Romagna sotto il governo di don Rua. Una analisi sulle esigenze locali e sulle risposte salesiane”; di Rodolfo Bigotto: “Don Rua e il Triveneto”, e di Giorgio Rossi: “Nel centro della cristianità i salesia-ni guidati da don Rua”. Numerosi anche quelli degli studiosi di idioma castigliano. Non sono mancati i momenti culturali diversi, come la visita alla reggia di Venaria Reale, il concerto di musica classica all’Accademia Musicale di Torino e il recital su don Bosco e don Rua, eseguito dai giovani presso il teatro dei salesiani di Valdocco. Significativa è stata la celebrazione eucaristica nella piccola chiesa di S. Anna di Caselle Torinese appartenu- CAVONA Sabato 21 novembre, secondo appuntamento col pellegrinaggio vocazionale di zona. Ritrovo al mattino, alle ore 7.00, presso la cappelletta di S. Teresa per la recita del S. Rosario. Alle 7.30 Messa in S. Casa a Cavona. Anima l’incontro la parrocchia di Cuveglio. MUSICAL Domenica 22 novembre al teatro Apollonio di Varese è in cartellone alle ore 16.00 lo spettacolo “Don Bosco - il Musical” di Piero Castellacci (già regista di Forza Venite Gente e di Madre Teresa), con il cantante Marcello Cirillo. OTTIMI RISULTATI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN PROVINCIA DI VARESE L’obiettivo del 65% di differenziata, da raggiungere nel 2012 è ora più vicino. La media provinciale nel 2008 è del 57,2%, un risultato eccellente, che fa della provincia di Varese la terza in Lombardia, attestandola anche nelle prime posizioni a livello nazionale. Dal report 2008 emerge che i valori della raccolta differenziata aumentano contribuendo così a far scendere i dati inerenti all’indifferenziato smaltito in discarica o nei termovalorizzatori. «Questo strumento è la fedele fotografia della politica dei rifiuti nella nostra provincia – ha dichiarato l’assessore alla Tutela Ambientale, Ecologia ed Energia Luca Marsico – e il risultato raggiunto acquista ancor più valore se si pensa che la media nazionale è del 27%. La nostra è una provincia virtuosa per quanto riguarda la differenziata, tanto che non vi è la necessità di un altro impianto di smaltimento». Soddisfatto dell’obiettivo il presidente Dario Galli, che ha lanciato una nuova sfida: «Ora puntiamo a compiere un ulteriore salto di qualità: dobbiamo rendere omogeneo il sistema di raccolta differenziata seguendo l’esempio dei migliori. Oggi nella nostra provincia ci sono modelli differenti e sono convinto che la modalità, al pari della sensibilità sull’argomento, sia determinante». Questi dati confortanti vanno in parallelo con le previsioni del Piano Provinciale Rifiuti, la cui versione finale è attualmente in fase di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) prima dell’approvazione finale. Il Piano, così come la legislazione nazionale, prevede il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012; obiettivo ambizioso ma raggiungibile, considerando il fatto che 42 Comuni su 141 hanno già superato questo obiettivo nel 2008. «Il risultato ottenuto – spiega Sandro Bonfanti, presidente della Commissione Ambiente – è merito degli sforzi di tutti: enti locali e cittadini. Vorrei ricordare le tante iniziative e i progetti promossi soprattutto tra i più giovani e nelle scuole, per diffondere una maggior consapevolezza sull’importanza della differenziazione e della riduzione dei rifiuti». Nel report sono anche descritte tutte le iniziative messe in atto dal Settore Ecologia per sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative ai rifiuti. ta al barone Bianco di Barbania, amico e benefattore di don Bosco, luogo dove don Rua ricevette l’ordinazione sacerdotale nell’estate del 1860. La comunità parrocchiale con le autorità civili hanno accolto e festeggiato gli studiosi e ritenuto quel giorno una data di rilevanza storica. Il convegno ha aperto così anticipatamente le celebrazioni che si rincorreranno per tutto il 2010; cento anni dalla morte di don Rua, avvenuta a Torino il 6 aprile 1910. Nell’ormai lontano 1971, Paolo VI elevando don Rua alla gloria dei beati riconobbe la santità del sacerdote salesiano degno successore di don Bosco. Oggi la storia gli riconosce ampiamente il merito di aver fatto decollare l’opera salesiana dalla piattaforma costruita faticosamente da don Bosco, aprendola al mondo intero. SERGIO TODESCHINI A CITTIGLIO LA FESTA DELLA CICOGNA Come ormai tradizione da qualche anno a questa parte, alla fine di novembre, si festeggia a Cittiglio “La Cicogna”, cioè la “Stanza del parto dolce”, costituita all’interno del reparto maternità dell’ospedale cittadino. Questo centro è allestito ed arredato per accogliere, in un ambiente meno ospedaliero e più personalizzato, le donne prossime al parto e dà accoglienza ed ospitalità anche al futuro papà che può così seguire da vicino le ultime fasi che precedono il parto. Anche quest’anno la festa è stata ripetuta e allargata per festeggiare tutti i bambini nati nell’anno. È così che la mattina di domenica scorsa 15 novembre la grande chiesa parrocchiale di Cittiglio era gremita di fedeli e di tante coppie di genitori coi loro bambini per la S. Messa di ringraziamento, al termine della quale il parroco don Giuseppe ha impartito una speciale benedizione ad ognuno dei bambini presenti. Dopo la S. Messa tutti i partecipanti hanno continuato la festa al ristorante “la Bussola” con il pranzo insieme. P A G I N A 30 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SONDRIO INCONTRO DI APPROFONDIMENTO CON DON GIGI PINI Famiglie numerose insieme La riflessione del sacerdote si è concentrata sul dono e sull’importanza del rapporto con i figli, il domani della nostra società di PIERANGELO MELGARA S abato scorso la sezione sondriese dell’associazione Famiglie numerose ha invitato presso il teatro San Rocco don Gigi Pini, promotore e responsabile del Centro giovanile Tremenda XXL di Samolaco per un incontro pubblico sul tema …i figli di questo tempo sono già il domani!. Don Pini ha parlato, o meglio ha coinvolto e travolto col suo stile appassionato gli intervenuti, padri e madri di famiglie numerose. Nella sala, su cui dal palco si imponeva agli sguardi la scritta Beata la famiglia dove vivere è gioia, allontanarsi è nostalgia, ritornare è festa, egli ha gridato con tutta la forza della sua ormai lunga esperienza coi giovani emarginati per i più disparati problemi, in primis la droga, il ruolo fondamentale della famiglia: la famiglia è il presente ed è anche il futuro! Se i giovani nella loro famiglia si sentono amati, se sono responsabilizzati e aiutati a vivere la fatica di crescere, se sono educati al rispetto e all’amore per sé e per gli altri e a vivere almeno un po’ di silenzio in un mondo dove tutto è rumore e vuoto chiacchiericcio, quei giovani sono fortunati, ma ancor più fortunati se al centro della loro famiglia c’è Gesù. «Egli ha già salvato il mondo, a noi spetta soltanto di amarLo e di amare nel modo che Lui ci ha insegnato, con la stessa intensità e profondità del padre che allarga le braccia per riaccogliere il figliol prodigo, senza rimproverarlo e senza rinfacciargli il passato, ma facendo grande festa per il suo ritorno, perfino ammazzando il vitello grasso». Oggi, in un mondo che dà valore al successo e all’avere, il ruolo più difficile è quello di essere papà e mamme, ma proprio per questo è anche il più bello. «Non preoccupatevi se sbagliate, perché tutti siamo uomini e nessuno e infallibile. Imparate invece a chiedere scusa ai vostri figli, quando vi capita di aver ecceduto in un rimprovero, o di aver perso le staffe. Lo vedo coi miei ragazzi: se pretendessi di essere perfetto, di non sbaglia- re mai con loro, di aver sempre ragione anche quando ho torto, perderei la loro fiducia e perderei anche loro. I giovani sanno distinguere perfettamente bene tra il rimprovero giusto e quando invece ve la prendete con loro perché siete nervosi, stan- chi, delusi da qualcosa che vi è capitato durante la giornata». Quindi, don Gigi ha concluso la sua breve riflessione, leggendo qualche passo dall’Introduzione del suo ultimo libretto Vorrei tanto essere così – Lettere dai Campus (ed. Marna, euro 10), che raccoglie i pensieri dei ragazzi che “hanno trovato entusiasmo e sogni all’apparenza impossibili, incontrando persone positive e vere”. In queste stesse pagine egli afferma di credere che nei ragazzi “ci sia la sana pazzia di voler provare a vivere in modo diverso, come Lui ci ha insegnato… quella pazzia che nasce dal cuore pulito e sereno dei piccoli. Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli… Ci aspetta un tempo bello e affascinante se ritroviamo il coraggio e la fantasia di camminare insieme dentro ai loro sogni. Il nostro è il Dio dei vivi”. A concludere la serata è intervenuto anche il salesiano don Lindo Rossi, che ha raccontato brevemente la sua esperienza di missionario e di educatore in Centro America. CASPOGGIO INCONTRO IN PARROCCHIA SERATA CON DON SCIORTINO Giovedì 19 novembre, alle ore 21.00, presso la Biblioteca civica Pio Rajna di Sondrio verrà presentato il libro La famiglia cristiana una risorsa ignorata, edizione Mondadori, di don Antonio Sciortino, direttore del settimanale Famiglia cristiana. Nel corso dell’incontro con l’autore, don Antonio Sciortino sarà intervistato da Maurizio Gianola, educatore e dirigente scolastico, e Adriano Stiglitz, direttore della Biblioteca Civica Pio Rajna. Don Antonio Sciortino, sacerdote paolino, ha fatto studi di filosofia e teologia a Roma, all’Università pontificia gregoriana, laureandosi in teologia morale. Giornalista professionista, è esperto di famiglia e di informazione religiosa. Nel 1999 è succeduto a don Leonardo Zega alla direzione di “Famiglia Cristiana”. Nel giugno 2006 Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica e nel dicembre 2008 è stato premiato dal Comune di Milano con l’Ambrogino d’oro. «In un’Italia sempre più vecchia e in cui la situazione economica si fa ogni giorno più grave – si legge nella presentazione del libro –, la famiglia arranca, non ce la fa più. Ma cos’è oggi la famiglia, in un contesto in cui ognuno “fa famiglia” come più gli piace? E quale famiglia ci raccontano i media, tesi a neutralizzarla più che a promuoverla? Mettere su famiglia è un vero atto di coraggio». Il testo di Sciortino, lontano da qualsiasi schieramento, vuole essere una denuncia e una riflessione delle necessità della famiglia di oggi. L’ESPERIENZA EDUCATIVA DI COMETA L’Associazione Cometa di Como e il Centro culturale Don Minzoni di Sondrio organizzano per sabato 21 alle 17.30 presso la sala Vitali di via delle Pergole l’incontro pubblico La città nella città, in cui il presidente Innocente Figini racconterà l’esperienza educativa dell’associazione a sostegno dei minori e delle loro famiglie. Dal 1987 Cometa accoglie minori in affido, sostiene le famiglie nello svolgimento dei compiti educativi, opera nel campo dell’educazione scolastica e della formazione professionale; attraverso Cometa Formazione offre a più di 150 ragazzi percorsi personalizzati ed opportunità di crescita professionale. Cometa è una realtà in costante crescita che, a partire dall’esperienza educativa di alcune famiglie, ha fatto dell’accoglienza, dell’educazione e della condivisione della vita quotidiana i principi guida del proprio operato. Festa per gli anniversari A Caspoggio, domenica 15 novembre, si svolta l’annuale giornata della famiglia con la celebrazione degli anniversari di matrimonio. Una ventina di coppie che festeggiavano dai 20 ai 50 anni e oltre di matrimonio, si sono ritrovate nella chiesa parrocchiale per la santa Messa solenne. Il parroco don Bartolomeo Cusini li ha accolti con l’invito a celebrare questa ricorrenza, ricordando il giorno in cui, mediante il sacramento del Matrimonio, hanno congiunto le loro vite in un vincolo indissolubile e a rinnovare gli impegni solennemente sanciti davanti all’altare. Questo concetto, don Bartolomeo lo ha poi ribadito nell’omelia: «Il sì che è stato pronunciato davanti a Dio sulla promessa di amore per tutta la vita, deve valere ancora oggi, soprattutto oggi. Ma chi l’ha detto che questo deve valere per tutta la vita? “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito”, così ha detto il Signore Gesù e noi che ci professiamo cristiani non vogliamo ubbidire al Signore? Il matrimonio cristiano non è un’unione o un fatto privato, ma è un Sacramento in cui è presente Dio, e Dio è presente perché Lui vuole essere garante del vostro matrimonio». Il parroco ha poi richiamato gli sposi di tutta la comunità sulle gravi conseguenze delle separazioni coniugali dove a soffrire sono soprattutto i figli. La coppia deve essere per i figli testimone di sposi fedeli e di genitori cristiani ed esempio da imitare. Prima della conclusione don Bartolomeo ha voluto mettere in evidenza anche le situazioni di quelle coppie che non hanno potuto avere il dono dei figli e per chi ha perso, magari prematuramente, il proprio sposo o la propria sposa. L’augurio finale è stato sintetizzato in una preghiera dedicata alle coppie festeggiate: «Signore, ti ringraziamo che sei stato garante della nostra unione, ci hai donato dei momenti belli, ci hai aiutati nei momenti di difficoltà, ma ci hai anche ricordato che il nostro amore deve essere specchio del Tuo amore nella carità e nella fedeltà a Te, o Signore». L’omaggio del “Compendio” a ogni coppia festeggiata da parte del parroco, la foto di gruppo e un rinfresco preparato sulla piazza della chiesa per tutta la comunità, hanno concluso in bellezza la giornata. P.N. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 SONDRIO NOVITÀ SUL FRONTE SALUTE U ndici nuove postazioni per la donazione di sangue e plasma derivati, tre ambulatori medici, una sala ristoro e una di attesa. Un’inaugurazione importante per l’ospedale di Sondrio, quella della scorsa settimana, giunta in un momento delicato per l’azienda di Valtellina e Valchiavenna, a poche settimane dall’incendio che aveva pesantemente condizionato l’attività del padiglione nord del nosocomio. E invece, grazie all’impegno e alla rapidità delle maestranze, il taglio del nastro per i locali destinati alla donazione di sangue è una realtà. Gli spazi dove questa attività si svolgeva fino a pochi giorni fa – e dove si trovavano solo 6 postazioni – serviranno per ospitare alcuni laboratori del servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale. In tutta la provincia di Sondrio si contano quasi settemila donatori di sangue, che assicurano oltre 12mila donazioni l’anno. Una cifra record che pone il territorio valtellinese e valchiavennasco ai primi posti in Italia in quanto a donazioni: una realtà sensibile e generosa, con una percentuale significativa di sangue raccolto destinato fuori provincia, visto che il fabbisogno locale è ben coperto. Di una nuova sede si parlava da almeno 15 anni. Dei quasi 500mila euro di investimento necessari, 400mila sono stati messi a disposizione dall’Azienda Ospedaliera; 60mila sono stati raccolti dall’Avis. Ora, dicono medici e volontari, ci auguriamo che torni a crescere l’attenzione e la sensibilità verso il tema della donazione. Ma le novità non si esauriscono qui. Il Centro Diabetologico del presidio ospedaliero di Sondrio si è trasferito dal quinto piano del padiglione sud al secondo piano del medesimo padiglione. Il trasferimento è avvenuto mercoledì 18 novembre. La nuova ubicazione è dotata di nuovi ed ampi spazi dedicati all’attività diabetologica, che renderanno più funzionali l’accoglienza e la cura dei pazienti. Nonostante il trasloco viene garantita da parte della direzione dell’Azienda e del personale medico la regolarità del servizio. Infine, sempre sul fronte sanitario, da segnalare che a breve le farmacie della provincia saranno rifornite del vaccino contro l’influenza stagionale, esaurito da giorni. E.L. CRONACA P A G I N A 31 Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 CHIAVENNA PRESSO LA COMUNITÀ DEL «DESERTO» Incontro di famiglie D avvero una bella serata di convivialità quella che ha visto la partecipazione di oltre 160 tra adulti e bambini, laici, sacerdoti e religiose, famiglie e singoli al Deserto di Chiavenna sabato 14 novembre . L’appuntamento: il quinto anniversario della cessione in comodato dell’edificio e spazi circostanti da parte della Congregazione dei Servi della Carità Opera don Guanella ad Associazione Comunità e Famiglia (ACF). Il pretesto: l’occasione per far conoscere quanto si sta sviluppando dentro e intorno alla struttura e per raccogliere un contributo a sostegno delle spese da sostenere per la ristrutturazione degli spazi per famiglie. Il vero intento: far incontrare in un clima di amicizia, anzi di familiarità, tutte le persone del territorio e non solo che, nel corso di questi cinque anni, in tanti modi diversi hanno contribuito alla nascita, alla elaborazione e allo sviluppo di un progetto di “Residenzialità Integrata” al Deserto, progetto riconducibile ad un “laboratorio” di auto-mutuo aiuto, di accoglienza e di solidarietà in stile sobrio e familiare. L’iniziativa è stata promossa dalle tre famiglie di Associazione Comunità al Deserto, che costituiscono l’espressione locale di ACF. Queste, nella struttura, collaborano con Nisida Cooperativa sociale a gestire un Ostello (orientato prevalentemente ad un turismo di carattere sociale) ma anche alla realizzazione di un’area adibita ad “housing sociale” per offrire risposta a problematiche sempre più diffuse che abbiano come ingrediente anche aspetti di emergenza abitativa. Soprattutto però le famiglie prevedono di realizzare al primo piano un “condominio solidale” dove consolidare tra i residenti un “buon vicinato” che favorisca la pratica di “vivere con la porta aperta”. Per questo le tre hanno voluto allargare per una sera le proprie famiglie condivi- PROGETTI PER LA VIABILITÀ Il bando per il rifacimento del ponte di Gallivaggio sulla Statale 36 potrebbe essere pubblicato a gennaio 2010. Ne ha dato notizia la Comunità montana della Valchiavenna, dopo l’esito favorevole dell’incontro svoltosi tra i dirigenti dell’Anas e l’assessore regionale Raffaele Cattaneo. La notizia è un notevole passo avanti verso la soluzione del difficile nodo viabilistico, un imbuto penalizzante per i turisti e i residenti che transitano lungo la Statale dello Spluga. Il ponte fu posato più di un secolo fa dal Genio, dopo un’alluvione che aveva danneggiato il guado preesistente. La costruzione doveva garantire temporaneamente il collegamento con la valle per chi proveniva da Madesimo e Campodolcino. Il vecchio ponte in ferro, dichiarato bene degno di tutela dalla Soprintendenza, sarà spostato altrove lasciando un passaggio adeguato al carico viabilistico della Statale. Proseguono anche altri progetti per migliorare la viabilità tra Chiavenna e Campodolcino. La Comunità montana ha definito il prossimo obiettivo relativo all’allargamento dei tornanti all’uscita della galleria di Conoia, in direzione dello Spluga, nel territorio di San Giacomo Filippo. La “esse” stretta è un grave impedimento per bus e mezzi pesanti, costretti a manovre difficili per riuscire a proseguire verso Campodolcino. L’ente montano si è impegnato a reperire i fondi e attivare i canali burocratici. SERVIZIO AUTOPOSTALE SVIZZERO Con l’introduzione del nuovo orario, il prossimo 13 dicembre, la rete di AutoPostale si arricchisce di 22 nuove linee. In totale i bus gialli percorreranno 3,5 milioni di chilometri in più (+4%). AutoPostale gestirà quindi 783 linee in Svizzera. Nei Grigioni, sulla linea St. MoritzMaloggia-Castasegna-Chiavenna in estate i bus circoleranno a cadenza oraria. In inverno ci saranno tre corse supplementari. dendo in modo molto semplice una cena, un’esperienza e soprattutto tanti sogni. E ben oltre le più ottimistiche previsioni, la risposta è stata davvero significativa. Tutti i presenti, immersi in un clima così familiare, distante da qualsiasi velleitaria celebrazione, si sono immediatamente sentiti coinvolti e corresponsabili attivandosi in ogni forma possibile perché ciascuno potesse sentirsi “a casa”. La sintesi della serata nelle parole di un “nonno che sente ancora di poter e dover dire qualcosa ai suoi nipoti” - come ama oggi definirsi Bruno Volpi, promotore oltre 30 anni fa, insieme alla moglie Enrica, di quella rete di famiglie (ACF) che conta ormai comunità e gruppi di condivisione su buona parte del territorio nazionale. Bruno, esortando i più “innamorati a non desistere” e gli amici a “non preoccuparsi di disturbare, anzi…”, ha voluto ribadire come la Famiglia, capace di mettersi in rete e in ascolto del territorio, è forse oggi la migliore risorsa per gestire “luoghi significativi, segni di speranza, culla di relazioni e di accoglienza”. Facendo eco alle parole del “nonno”, l’invito rivolto a tutti è di approfittare di un transito da Chiavenna per “Venire in disparte e riposarsi un poco”. M.F. PRATA DAL NATIONAL GEOGRAPHIC Riconoscimento L a prestigiosa rivista National Geographic ha dato spazio al lavoro durato 10 anni e svolto da Alfonso Ghezzi, per la protezione del torrente Schiesone, a Prata Camportaccio. In un lungo articolo dal titolo “L’oro azzurro delle Alpi” a firma di Stephanie Unterthiner, pubblicato sul numero di novembre da pagina 2 a pagina 19, Marco Onida, segretario generale della Convenzione delle Alpi, cita il valchiavennasco quando parla del- le captazioni presenti in varie località dell’Arco Alpino. Onida - a pagina 11, prima colonna - cita l’esempio del torrente Schiesone, in Valchiavenna, che ha rischiato il totale prosciugamento in seguito allo sfruttamento senza limiti delle acque a causa di una centralina. «Se lì l’acqua è tornata a scorrere - si legge - lo si deve alla determinazione di Alfonso Ghezzi, anima di un comitato Pro Schiesone, che si è battuto per anni per garantire la protezione del torrente». INCONTRO CONVIVIALE A SANTA CROCE Santa Croce a tavola con un menù valtellinese. Domenica duecento compaesani sono stati presi per la gola dai cuochi dell’Astel Teglio, pronti a dimostrare che i pizzoccheri valtellinesi sono buoni come quelli bianchi della valle del Mera. La comunità di Santa Croce di Piuro si è riunita per celebrare la ricorrenza del patrono, San Martino. Al pranzo, tenuto nell’edificio delle vecchie scuole, hanno partecipato quasi duecento persone provenienti da diverse frazioni del comune. L’idea di contattare l’equipe di cuochi di Teglio è arrivata da don Francesco Crapella, attuale parroco di Borgonuovo e Santa Croce ed ex sacerdote nel comune valtellinese. E visti gli applausi raccolti dallo staff di Astel, tutto lascia pensare che sia stata un’ottima intuizione. Ma la festa di ieri è stata anche l’occasione giusta per presentare i recenti lavori di ristrutturazione della chiesa di San Martino in Aurogo, la più antica della Valchiavenna. «Per apprezzare l’antico intonaco di mille anni fa sono stati tolti gli strati di tinteggiatura che ricoprivano il colore originale, giallo ocra - ha spiegato don Francesco -. I lavori svolti finora, nonostante il notevole impegno economico, ci hanno comunque accomunati nella solidarietà e nella generosità, così da vedere risplendere quell’edificio di pietre vive che siamo noi cristiani, chiamati a volerci bene in Cristo. Ora la chiesa di San Martino sta ritornando pian piano all’antico splendore di chiesa romanica». Ma ci sono degli altri passi importanti per un edifìcio di culto apprezzato dai valchiavennaschi e dai turisti. «Ci è stato consigliato dagli esperti di togliere le volte settecentesche, sopra i banchi, per restaurare i dipinti e vedere il sottotetto con le capriate originali di mille anni fa. Così finalmente si potrà di nuovo chiamare chiesa romanica, come era stata costruita. Dobbiamo precisare che questi nuovi lavori verranno eseguiti solamente se finanziati da enti esterni, in quanto la comunità di Santa Croce ha già dato molto. Questa chiesa è un bene collettivo di importanza storica per il Nord Italia. Se non otterremo finanziamenti purtroppo non potremo sostenere altre spese». S.BAR. NON C’È PACE PER IL CAMPANILE DI PROSTO In questi mesi vento e fulmini si sono abbattuti sulla torre campanaria danneggiandone la struttura: in primavera le raffiche di tramontana infierirono sulla croce ed i pinnacoli posti in fregio al tamburo terminale, provocando la caduta di parti e di intonaci; gli ultimi temporali estivi hanno reso irreparabili i motori elettrici delle campane. Il nuovo arciprete non si è perso d’animo; convocato il Consiglio per gli affari economici ed il Consiglio pastorale ha proposto - visto l’intervento di una ditta specializzata per la sostituzione dei motori - di effettuare un intervento più radicale che prevede pure di ruotare le campane il cui bronzo, laddove picchia il batacchio, si è talmente assottigliato da essere a rischio di rottura; il rifacimento dei ceppi, altri lavori di carpenteria. Le storiche campane di Prosto resteranno quindi mute fino al compimento dell’intervento della AEI di Pozzuolo Martesana che dovrebbe consentire di riascoltarne il suono in occasione del Santo Natale. Intanto è partita la raccolta dei fondi tra “tutti coloro, credenti e non, che amano la nostra chiesa, che hanno la volontà di conservare un pezzo tangibile ed udibile dell’antica Piuro, che vogliono ancora sentire suonare le nostre campane nelle festività e in occasione degli eventi lieti e tristi che si succedono nell’arco di una vita”. In primavera si predisporranno invece, ottenute le necessarie autorizzazioni, i lavori di restauro della torre campanaria. È tutto un fervere di iniziative che fa bene al paese. Anche in campo pastorale e ricreativo si registra l’ennesima performance del “gruppo Hospitale” che sabato ha tenuto un concerto di musica rock presso il salone ed ha in programma altre iniziative volte a favorire l’aggregazione. Nel frattempo è partita anche la pastorale integrata con le parrocchie della Bregaglia italiana. Nel corso dei 10 anni, l’ambientalista di Prata Camportaccio, ha difeso il corso d’acqua a suon di raccomandate e lettere, riuscendo ad accendere i riflettori dell’Unione europea sul piccolo torrente di Prata. Il suo impegno si è concluso formalmente nei giorni scorsi quando Ghezzi ha ricevuto da parte della dell’Unione Europea il responso ufficiale con il quale è stato dichiarato definitivamente concluso il procedimento. P A G I N A 32 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 SONDRIO-BRASILE PROPOSTE DA «IL RICHIAMO DEL JOBEL» A MORBEGNO, HAPPY CHORUS: UN CONCERTO PER SOSTENERE IL RESTAURO DELLA CAPPELLA DELLA MADONNA DEL CARMINE La parrocchia di San Giovanni Battista di Morbegno con l’International Inner Wheel, Distretto 204 Italia Phf – Club Colico, organizza per sabato 21 novembre alle ore 21.00, presso la Collegiata di Morbegno, il concerto “Happy Chorus”, diretto dal maestro Cesare Dell’Oca e con la partecipazione dei cori di voci bianche e giovanili di Delebio sotto la direzione del maestro Valter Mazzoni. La manifestazione è aperta a tutti con offerta libera, a sostegno del progetto di restauro della cappella della Madonna del Carmine. INCONTRO ALOMAR A SONDRIO La sezione provinciale di Sondrio dell’associazione malattie reumatiche Alomar promuove per mercoledì 25 novembre, alle ore 15.00, presso la sala Vitali di via delle Pergole a Sondrio un incontro informativo aperto a tutti sul tema: Lombalgia: diagnosi e trattamento riabilitativo. Relatori: Luigi di Palma - chirurgo ortopedico c/o ospedale di Sondrio; Angela Sala - fisioterapista c/o ospedale di Sondalo. INAUGURATA LA MOSTRA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI La cooperativa sociale Nicolò Rusca – Liceo della Comunicazione Pio XII, con il patrocinio della Provincia di Sondrio, promuove la mostra “Atmoshpera - Realtà e miti dei cambiamenti climatici nel presente e nella storia del nostro pianeta”. Nella bella cornice dell’aula consigliare della Provincia si è svolta la cerimonia inaugurale. L’assessore Boletta ha portato i saluti e l’apprezzamento dell’Amministrazione Provinciale. Erano presenti anche Marina Cotelli, assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Sondrio e il direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale Nicola Montrone. Il prof. Mario Gargantini, direttore della rivista scientifica emmeciquadro, ha spiegato come il tema della salvaguardia del clima debba essere affrontato liberandosi delle posizioni estreme dei disfattisti e degli innocentisti che spesso conducono a un dibattito dai toni esasperati e tenendo conto della totalità e della complessità dei fattori in gioco. La mostra dà un contributo proprio in questa direzione offrendo un affascinante percorso interdisciplinare, dal lontano passato della storia della Terra fino alle più urgenti questioni attuali. Il percorso conduce inevitabilmente a chiedersi quale sia l’atteggiamento più ragionevole per affrontare i problemi e le decisioni a cui siamo chiamati. Qui il tema travalica i limiti del metodo scientifico e chiama in causa la nostra stessa concezione di “natura” e di “uomo”: la ragione scientifica, preziosa per comprendere ogni aspetto particolare, non ci dà i criteri per rispondere. Papa Benedetto XVI ripetutamente ha sottolineato l’importanza epocale del problema e indicato il criterio con cui affrontarlo: “non possiamo usare ed abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; ...dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell’uomo.” Da una rinnovata coscienza della natura come creazione può nascere un protagonismo inedito nel rapporto uomo-natura che arrivi fino a mettere in discussione l’idea stessa di “progresso” così come è stato concepito nella storia recente. Non si tratta di rinunciare a utilizzare le risorse, ma di farlo con temperanza e prudenza, per il bene di tutti, consapevoli dei limiti delle nostre conoscenze e riconoscendo il mondo come dono prezioso affidato alla nostra cura e responsabilità. Significativa la frase di Konrad Lorenz con cui il relatore ha concluso la propria presentazione: «Se vogliamo davvero che i giovani non disperino della presente situazione dell’umanità, dovremmo fare in modo che possano rendersi conto veramente di quanto è grande, di quanto è bello il nostro mondo... che possano capire che la verità non è soltanto bella ma è piena di mistero e che non occorre darsi al misticismo per vivere delle meravigliose avventure... Ogni persona che si rallegra alla vista della creazione vivente e della sua bellezza è vaccinata contro il dubbio che tutto ciò possa essere privo di senso». La prof.ssa Rogantini del Liceo Pio XII ha poi raccontato le fasi del lavoro degli alunni e l’importante ruolo di affiancamento svolto dai ragazzi della media M. C. Turchi che hanno realizzato alcuni poster con il compito di sintetizzare o approfondire alcuni aspetti del percorso. La mostra è allestita nella Sala Ligari della Provincia e resterà aperta al pubblico fino a mercoledì 2 dicembre con il seguente orario: dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Sono previsti orari più ampi per le visite guidate. Le visite guidate saranno condotte da docenti e studenti del Liceo Pio XII e del liceo Donegani. Sono previste visite guidate adattate per le scuole secondarie di 1° grado e per le ultime classi della primaria. Per le adesioni all’iniziativa, per ulteriori informazioni e prenotazione di visite guidate (anche con orari differenti da quelli di apertura) riferirsi ai seguenti recapiti: Liceo Pio XII, telefono 0342-200043; [email protected]. Solidali... per la vita P roseguono le attività dell’associazione sondriese Il richiamo del Jobél a sostegno del progetto Em defesa da vida – In difesa della vita – che opera in uno dei quartieri più poveri e difficili di Fortaleza, in Brasile. L’animatrice è suor Lorenza, quasi ottantenne, ma sempre instancabile. Vivo è anche il ricordo di suor Attilia Fumagalli, scomparsa sei anni fa in un incidente stradale e anima instancabile della “Casa conforto” di via Lavizzari a Sondrio. A lei è dedicato il prezioso laboratorio di informatica. Quest’estate una giovane associata dell’associazione, Laura Manfroi, laureanda in psicologia sociale, ha trascorso un paio di mesi a Fortaleza e ha intenzione di tornarvi e di dedicarvi il suo lavoro di tesi. Con alcune sue amiche, in vista delle festività natalizie, vorrebbe realizzare bisciole artigianali: il ricavato della loro vendita verrà interamente devoluto a Em defesa da vida. Chi fosse interessato a sostenere questa iniziativa, potrebbe comunicarlo via mail agli indirizzi francesco [email protected]; francesco.racchetti@hot mail.it, così da organizzare al meglio i preparativi (tutti su base volontaria). IL PROGETTO EM DEFESA DA VIDA Nelle ore notturne la Beira Mar di Fortaleza cede la sua selvaggia bellezza al desolante spettacolo di centinaia di ragazzine, non di rado bambine di otto o bambini per frequentare corsi scolastici e professionali e cercare un lavoro. Il progetto offre numerosi corsi, dall’alfabetizzazione e formazione scolastica ad attività professionali: informatica, cucina, sartoria, estetista e parrucchiere. Non sono solo corsi teorici: vi sono un salone di parrucchiere ed estetista, semplice ma adeguatamente attrezzato, ed un laboratorio di sartoria. In più varie attività rivolte agli adolescenti: artigianato, chitarra, danza, teatro, capoeira, produzioni artistiche con materiali riciclabili, seminarî orientati alla cittadinanza attiva. nove anni, che prostituiscono la propria acerba bellezza spinte dalla miseria e dalla violenza di un mercato che tutto avvilisce a merce. In mezzo a loro capita spesso di scorgere la figura un po’ tozza nel lungo abito grigio da religiosa di suor Lorenza. Con la sua andatura leggermente claudicante ha percorso centinaia di volte i tragitti delle prostitute, parlando e facendo amicizia con loro. Le suore della Redenzione si sono stabilite nel quartiere del Pirambu, uno dei più popolosi e poveri. Da qui proviene la maggioranza delle giovanissime prostitute. Il Pirambu è un posto affascinante e terribile, rappresentazione urbanistica della varietà dei gradi che la povertà assume nei paesi del Terzo Mondo. Al fondo ci sono le TALAMONA IN MERITO ALLE MODIFICHE ALLO STATUTO La onlus Casa di Riposo ei giorni scorsi ha suscitato particolare interesse sui media locali la notizia della modifica apportata allo Statuto della Casa di Riposo di Talamona. Una vicenda iniziata da diverso tempo e conclusa, a fine ottobre, con il decreto della Regione Lombardia che ha riconosciuto il cambiamento richiesto dal consiglio di amministrazione della onlus. Rispetto a quanto accadeva fino alla scorsa estate, si è stabilita una diversa ripartizione delle nomine del consiglio della casa di riposo, che in precedenza era tutto nominato dal sindaco. Ora, con il nuovo statuto, il sindaco indicherà un membro. La nomina dell’arciprete di Talamona è di ufficio, in quanto rispettosa della volontà del fondatore e tre persone, residenti a Talamona, saranno indicate dalla Diocesi. «La modifica allo Statuto – ribadiscono i vertici della Casa di riposo – si imponeva per conservare inalterato la qualifica a Fondazione N “Onlus” della Casa, la cui perdita comporterebbe un aumento di retta per gli ospiti. La variazione dello statuto riguarda esclusivamente la nomina degli amministratori e non tocca minimamente la proprietà che rimane della Comunità di Talamona. La fondazione ha diffuso un comunicato a firma del presidente Claudio Mazzoni e dei membri del consiglio di amministrazione della Fondazione Casa di Riposo di TalamonaONLUS (mons. Giuseppe Longhini, Giuseppe Cornaggia, Ferdinando Schiantarelli). Nella prima parte della lettera vendono messi in evidenza «errori, inesattezze ed accuse finanche denigratorie dell’operato posto in essere dai singoli membri del Consiglio di Amministrazione, gli stessi, ad esclusiva tutela della Casa di Riposo e nel solo interesse degli ospiti, precisano quanto segue». Subito dopo la storia della Casa di riposo e la vicenda sono così riassunte: «La Fondazione è ente di Dirit- baracche di cartone e lamiera, poste sulla riva dell’oceano. Qui frotte di bambini giocano e cercano cibo tra i rifiuti e poi si tuffano tra le onde, dove sfociano gli scarichi della città. In gran parte sono i figli delle prostitute. Per lo più non hanno un padre. Spesso la mamma è in carcere per piccoli furti o per spaccio di droga. Qui suor Lorenza ha fondato il progetto Em Defesa da Vida, che si propone di seguire i bambini, gli adolescenti e, soprattutto, le madri adolescenti. È assai articolato e tende a coinvolgere l’intera popolazione del quartiere: una casa, in cui le prostitute rimaste incinte possono trovare alloggio e riparo per il periodo della gravidanza e per i primi mesi dopo il parto; il nido, in cui possono lasciare i loro to Privato, da sempre autonomo ed indipendente dal Comune di Talamona. L’opera è storicamente sorta nel 1908 ad iniziativa della Congregazione di Carità grazie ai fondi del legato sac. Antonio Cucchi e nel corso degli anni ha subito svariate modifiche dettate dalla evoluzione normativa, sino alla trasformazione nella attuale fondazione di diritto privato, con nomina del Consiglio di Amministrazione ad opera del Sindaco di Talamona, sino al decreto del Presidente della Regione Lombardia n. 10896 del 26.10.2009. Il Comune non ha giuridicamente né materialmente alcun ruolo, tanto meno “gestionale” nell’ente, e di fatti non ha mai preso parte alle dinamiche dello stesso, nemmeno economicamente, sostenendosi la Fondazione con i propri beni, le donazioni dei privati e le rette degli ospiti. Il Consiglio di Amministrazione è assolutamente autonomo ed è chiamato ad una attività in senso tecnico e non politico, ed in questa attività deve rispondere solo al rispetto della legge e del proprio statuto. La nomina sindacale non presuppone infatti la facoltà di revoca o sostituzione del nominato, e ciò proprio a garanzia contro le illegittime “ingerenze politiche” proprie di talune amministrazioni. Il Consiglio di Amministrazione ha da tempo ritenu- Istruttori sono gli stessi giovani ed adolescenti, spesso le madri ex-prostitute, che lavorano per un piccolissimo compenso (350 reais al mese: il cambio attuale è di circa 2,5 reais per 1 euro). Il progetto ha molti bisogni: dalla ristrutturazione e manutenzione degli edifici, all’alimentazione dei frequentanti, al salario degli istruttori. Con 15mila euro si potrebbe assicurare la sopravvivenza e lo sviluppo di un progetto che offre educazione, speranza e prospettive di vita dignitosa a numerosi bambini e adolescenti in uno dei posti più poveri e meritevoli d’amore del mondo. Per tutte le informazioni su come sostenere questi progetti, rivolgersi agli indirizzi mail: francesco.racchetti@ edpmail.it; francesco. racchetti@hot mail.it to, autonomamente e legittimamente di proporre la modifica statutaria con cui, nel rispetto della storia dell’ente, si attribuisse alla Diocesi la nomina di tre dei cinque rappresentanti, comunque sempre residenti nel comune di Talamona, oltre alla nomina di diritto del Parroco di Talamona (da sempre membro del Consiglio) e lasciando al Sindaco la nomina di un amministratore. La modifica è stata promossa e attuata nel pieno rispetto della legge e dello statuto della fondazione, tanto che le doglianze espresse dal Comune sono state vagliate dalla Regione, organo competente per le Fondazioni, che ha infine deliberato la modifica”. La correttezza dell’operato esclude qualsiasi sospetto di illegittimità. Sostenere o anche solo ipotizzare che il Presidente Mazzoni o membri del consiglio di amministrazione, che da sempre prestano gratuitamente la loro opera, abbiano agito contro gli interessi della Casa di Riposo o della comunità, in maniera sospetta, discutibile o in funzione di una loro riconferma come sostiene la Giunta Comunale (che si sottolinea a riguardo non ha alcuna competenza), è assolutamente privo di fondamento e lesivo dell’onore e della reputazione dei miei Assistiti». CRONACA SondrioIncontri IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 SONDRIO LA CONFERENZA DEL MAGNIFICO RETTORE ORNAGHI Federalismo globale? O spite dell’ultima conferenza pubblica organizzata dalla Banca Popolare di Sondrio presso la sala Besta è stato il magnifico Rettore dell’Università Cattolica di Milano, Lorenzo Ornaghi, invitato a presentare e approfondire un tema di indubbia attualità nell’odierno momento politico e culturale: Federalismo interno e federalismo intercomunitario: il futuro dello stato nell’età della globalizzazione. «Ho proposto un titolo complesso - ha esordito il relatore - che nasconde una domanda solo in apparenza semplice: che cosa intendiamo oggi per federalismo e, soprattutto, quali esigenze spingono quasi di necessità verso di esso. Anzitutto, il federalismo è una dottrina politica e giuridica e le modalità storiche in cui si è realizzato sono diverse negli Stati Uniti d’America, nella Svizzera e in Germania». A complicare ulteriormente le cose in Italia ci sono le incrostazioni ideologiche attorno alla questione con non poche opposizioni e il tema è diventato soprattutto il federalismo fiscale. Inoltre, poiché in Italia, ma anche nel resto d’Europa, storicamente lo stato è accentrato, si fatica ad immaginarne uno federale. Ma cosa si intende per federalismo interno a una comunità politica o a uno stato e per federalismo intercomunitario come potrebbe essere quello europeo? Tra l’altro, sarebbe assai problematico, o addirittura azzardato, un federalismo solo interno e non intercomunitario e interdipendente nella realtà europea. Da qui il quesito implicito nel titolo: quali trasformazioni conoscerà lo stato nel presente e nel futuro della globalizzazione? Per dipanare la matassa, Ornaghi ha presentato i principali elementi in trasformazione rispetto allo stato ottocentesco e della prima metà del ‘900. «Stanno mutando proprio quelli costitutivi il dna dello stato europeo moderno occidentale. Il primo è il territorio, su cui si esercita il potere dello stato, perché non c’è stato senza territorio. Da qui l’importan- za dei confini e della loro difesa, che in Europa ha causato decine di milioni di morti. La sovranità è il potere dello stato sul territorio, elemento che in apparenza rende uguali tutti gli stati, ma è una finzione, perché la sovranità degli USA non è uguale a quella della Francia, né la sovranità della Francia è paragonabile a quella della repubblica di San Marino. Eppure, è l’aspetto che ciascuno custodisce più gelosamente, perché senza sovranità non c’è stato. Il terzo elemento sono le istituzioni politiche e la burocrazia attraverso cui lo stato esercita il potere sul territorio. Oggi, la globalizzazione ha tolto al territorio e ai confini il valore che avevano almeno fino a buona parte del ‘900 e cambiato fortemente la stessa sicurezza militare. Ormai nessuno stato ha una vera sovranità economica, ma tutti sono legati a qualcun altro da rapporti di interdipendenza e l’unica sovranità consiste in uno scranno all’Assemblea delle Nazioni Unite». Inoltre, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, lo stato del welfare è sempre meno economicamente sostenibile e non riesce più a rispondere con le istituzioni e le amministrazioni alle esigenze enormemente dilatate dei cittadini. Anche le istituzioni sono sempre più in difficoltà a produrre politiche pubbliche valide per tutti, perché è mutato il sistema sociale, le aspettative sono diverse e il funzionamento delle istituzioni non riesce ad essere uguale sul territorio. Per di più la globalizzazione sta conferendo al territorio locale un valore più alto: luoghi storicamente periferici ora diventano nuovi centri, riconquistando un valore che sembrava perduto. Tuttavia, proprio questi territori sono i più esposti ai rischi oltre che alle opportunità della globalizzazione e faticano a trovare un equilibrio fra il passato e il futuro. Ecco perché, non solo in Italia, il federalismo torna ad essere il tentativo delle istituzioni politiche di rispondere alle esigenze del territorio. A questo punto, per mostrare che il federalismo italiano possiede anche nel ‘900 radici culturali di tutto rispetto, Ornaghi ha ricordato che a Como nel primissimo dopoguerra, il 27 aprile 1945, vedeva la luce la rivista Il Cisalpino, scritta e pubblicata da giovani democristiani, che però ebbe vita molto breve (proprio dentro questa esperienza nasce il federalismo di Gianfranco Miglio). Il condirettore Tommaso Zerbi, docente universitario e uomo IN VALMALENCO: UOMINI E MONTAGNE La presenza delle montagne e la pendenza dei versanti retici hanno influito da sempre sulla vita quotidiana della popolazione malenca a livello economico, sociale e culturale. Dal 20 novembre al 6 dicembre la manifestazione Uomini e Montagne giunta al suo decimo anno per tre interi week-end si dedicherà agli uomini e al pendio dove, con un fitto programma d’attività verranno evidenziate alcune delle tematiche più importanti di questo “mondo” così vitale. Gli uomini saranno punto centrale della manifestazione con le sue problematiche legate alla particolare natura del suolo. Storie di uomini che hanno avuto in comune l’esigenza di percorrere quei sentieri tra molte difficoltà cui risultava estraneo il rapporto con la “vetta” e lontana era l’ispirazione della “scalata”. Queste giornate saranno dedicate a loro. Il primo appuntamento è a Chiesa Valmalenco e a Lanzada, dal 20 al 22 novembre in piazza SS. Giacomo e Filippo. Oltre alla palestra di arrampicata e alla mostra dedicata alle antiche contrade del paese, da segnalare venerdì 20, alle ore 21.00, presso lo spazio Teca, la tavola rotonda su: Alte vie - dalla Valmasino alla Valmalneco, la possibilità di un progetto comune. Per tutte le giornate di sabato 21 e domenica 22 novembre, possibilità di visite al Museo Minerario della Bagnada, alle Miniera attiva IMI-Fabi “Brusada-Ponticelli” e alle Collezioni mineralogiche (prenotazioni presso il Comune di Lanzada - tel. 0342/453243. Sabato 21, presso lo spazio Teca di Chiesa Valmalenco, a partire dalle ore 16.30, Montagne in corso - Il Soccorso Alpino tra il Canton Grigioni e la provincia di Sondrio: esperienza a confronto nelle Alpi retiche; a seguire la conferenza Il silenzio delle montagne. L’alpinismo secondo Rossano Libera. La manifestazione, con momenti musicali e dimostrazioni, si svolgerà anche nella serata di sabato e si concluderà nel primo pomeriggio di domenica 22 novembre. di spicco della Democrazia Cristiana, da quelle pagine prospettava una visione federalista cantonale e non regionalista del nuovo stato democratico. “La ripartizione dell’Italia - scriveva nelle pagine iniziali della rivista, non a caso intitolate Il nostro programma - nelle attuali 18 Regioni venne proposta da Pietro Maestri... e fu accolta per la prima volta nelle pubblicazioni ufficiali del regno solo nel 1863: conta meno di un secolo: un’inezia per un popolo che vanta millenni di storia. Noi siamo nettamente contrari al regionalismo storico. Esso segnerebbe un regresso nella nostra educazione politica, perché riattizzerebbe fatalmente residui motivi campanilistici più di quanto riuscirebbe ad addestrare le nostre masse alle responsabilità dell’autogoverno, ossia alla vera democrazia”. Il loro era un federalismo “intelligente” di cantoni - ha continuato Ornaghi - sul modello svizzero, costituiti da territori omogenei per storia, tradizione, valori e interessi economici: “Organizziamo su basi cantonali, ossia su zone razionali, un energico decentramento costituzionale oltre che amministrativo, deleghiamo fiduciosamente a più democratici e meglio competenti organi locali di governo molte delle funzioni finora accentrate in Roma, o nei tentacoli periferici della burocrazia dipendente da Roma. Quando rendessimo elettive nell’ambito cantonale e temporanee molte delle cariche attualmente riservate ai burocrati di carriera, stroncheremmo per sempre l’automatica proliferazione dell’attuale burocrazia accentratrice”. «Erano, quindi, già presenti allora temi su cui anche oggi si discute - ha spiegato Ornaghi -. Ho ricordato questo per mostrare che nella cultura politica italiana c’è un federalismo molto spesso di matrice anche cattolica. Ma come si lega il federalismo interno al federalismo che ho chiamato intercomunitario (l’aggettivo è di Miglio)? Con la globalizzazione cresce l’interdipendenza tra le nazioni, ma soprattutto molti processi superano i confini nazionali e, quindi, è un’età transnazionale, mentre oltre al ruolo del territorio cresce parallelamente anche quello delle comunità (le comunità locali di antica memoria, la comunità nazionale nella sua identità e coesione) e, in Europa, lo sforzo faticosissimo di costruire la realtà politica europea. Ma si è chiesto Ornaghi - è possibile costruirla così che non sia un impossibile superstato e che non sia solo un precario complesso di equilibri, dove contano ancora gli stati più forti? È possibile cioè un vero federalismo europeo? Questa è la sfida. È importante capire che un conto è avere un federalismo europeo di stati, altra cosa è un’approssimazione al federalismo europeo come federalismo di comunità, dove protagoniste sono le grandi regioni e non di necessità gli Stati». Il punto di congiunzione tra fede- P A G I N A 33 GLI APPUNTAMENTI DI UNITRE A SONDRIO E A TIRANO Ecco gli incontri di Unitre di Sondrio in programma nei prossimi giorni di novembre: venerdì 20 novembre, alle ore 15.30, presso la rinnovata sede Unitre, in via Battisti 29, a Sondrio, una tavola rotonda sul tema: Alberto De Simoni: attualità di un illustre giureconsulto valtellinese del secolo dei lumi. Relatori saranno: Leandro Schena, coordinatore scientifico Centro Linguistico Università Bocconi; Maria Donata Panforti, ordinaria di Diritto privato comparato, all’Università di Modena e Reggio Emilia; Giuseppe Tarantola, presidente della Prima Sezione Civile della Corte d’Appello di Milano; lunedì 23, Floriana Carniglia, docente di economia politica presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, presenterà La questione del federalismo fiscale; mercoledì 23, Marina Camatini, docente di Biologia cellulare e direttrice del Centro di ricerca Polaris dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, si avvarrà di proiezioni in power-point per parlare de L’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute; venerdì 27, Italo Carta, già ordinario di psichiatria presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e docente nella Scuola di specializzazione in psichiatria, anch’egli con l’ausilio di proiezioni in power-point, proporrà il tema de La malattia mentale: che cos’è, dove e come si cura; lunedì 30, Alessandra Berlanda, esperta di Storia dell’arte, tratterà de La suggestione dell’arte primitiva e arcaica nella pittura e nella scultura del primo Novecento col sussidio di proiezioni in power-point. Come sempre gli incontri si tengono presso la sede di via C. Battisti 29 a partire dalle ore 15.30. Questi gli incontri presso Unitre di Tirano nello stesso periodo: martedì 24, Chiara Sciolis, docente di filosofia nelle scuole superiori, proporrà Riflessioni di filosofi sulla speranza; venerdì 27, Franco Clementi presenterà e guiderà l’ascolto de La scala di seta di Gioacchino Rossini; martedì 1 dicembre, Donato Valenti, responsabile della terapia del dolore presso l’Aovv, tratterà di un argomento attualmente al centro della discussione politica, La vita e la morte. Problemi bioetici. Tutti gli incontri si tengono presso la sala del Credito Valtellinese in piazza Marinoni a partire dalle ore 15.00. GRAZIOLI PRESENTA IL SUO LIBRO SUL SISTEMA RUSSO E DELL’ASIA CENTRALE Stefano Grazioli torna a Sondrio per parlare di Russia. Il giornalista, originario del capoluogo valtellinese, ma da anni residente all’estero, è considerato uno dei massimi esperti delle questioni relative alla Russia, l’Europa Orientale e l’Asia Centrale. Sabato 28 novembre doppio appuntamento con Grazioli, che presenterà, alle ore 17.00 presso la Libreria di Alice (via Caimi 14) e alle ore 18.00 in Sala Besta (via Vittorio Veneto, 4), il suo ultimo libro “Gazpromnation: il sistema Putin e il grande gioco in Asia Centrale”. L’incontro è aperto a tutti. A SONDRIO IL DIRETTORE GENERALE DELL’ENEL FULVIO CONTI Venerdì 27 novembre, alle ore 18.30, presso la sala “Fabio Besta” della Banca Popolare di Sondrio, con ingresso da piazza Garibaldi 16, il cav. del lavoro dottor Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale dell’Enel Spa, terrà una conferenza sul tema: “Il sistema energetico italiano e il ruolo dell’Enel”. ralismo interno e intercomunitario sta nel fatto che nell’epoca della globalizzazione i due fenomeni non possono essere scollegati. Un federalismo tutto chiuso su confini diversi dal passato, ma comunque chiuso, sarebbe un federalismo protettivo, difensivo e forse inadeguato alle attuali sfide della globalizzazione. Al contrario, un federalismo che, difendendo e proponendo il valore del territorio, è costruito anche internazionalmente sui molteplici livelli di governo della grande area della comunità europea, è quasi sicuramente più aperto alle sfide della globalizzazione e più capace di realizzare un equilibrio tra gli interessi, i valori e le aspettative di un territorio. «La sfida è gigantesca - ha osservato Ornaghi - e la Costituzione europea deve avere come primo obiettivo la federazione dei popoli e non degli stati. Come spesso succede che da piccole cose ne nascano di grandi, così credo che, se il ceto politico dei vari stati e noi ci apriamo alla speranza, possiamo ancora sulla base della nostra cultura ed esperienza storica modellare istituzioni che corrispondano alle trasformazioni in atto verso un federalismo politico, ma anche economico e sociale nel senso più alto del termine. Solo così si trova la forza di un patto di intelligente solidarietà di fronte al rischio di una frammentazione crescente dove, anche nel nostro paese, ogni parte compete e litiga con l’altra». PI. ME. CRONACA P A G I N A 34 Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 PROVINCIA ECCO COME SARÀ APPLICATA LA RIFORMA GELMINI, CON TAGLI INESISTENTI E NUOVI INDIRIZZI Scuola: fra certezze e novità... A nche per l’anno 2010-2011, l’assetto scolastico della provincia di Sondrio non subirà alcuna variazione. Il nostro territorio, infatti, è interamente montano e può quindi fruire della deroga a tutte le norme che riguardano la distribuzione degli istituti e il numero di alunni per classe. Con questa precisa comunicazione l’assessore provinciale Costantino Tornadù ha aperto l’assemblea dei dirigenti scolastici, che si è tenuta a Sondrio, presso la sala consiliare della Provincia, venerdì 13 novembre. La partecipazione è stata pressoché totale, a riprova dell’importanza che è stata attribuita a questa assem- blea generale, la prima avvenuta dopo il 2000, quando era stata introdotta l’autonomia giuridica degli istituti. Nei vari interventi che si sono succeduti è stato espresso unanime apprezzamento per la chiara scelta politica dell’Amministrazione Provinciale, ma sono stati evidenziati anche alcuni problemi. «I genitori sono molto sensibili alla qualità del servizio che viene offerto ai loro figli – ha affermato il Dirigente Scolastico Nicola Montrone -. Per quanto riguarda il numero di alunni per classe, nelle scuole secondarie inferiori e superiori la situazione appare nella norma. Si verifica invece una polverizzazione degli istituti nelle scuole APPUNTAMENTI A SONDRIO • sabato 21, festa della Presentazione della Beata Vergine Maria e Giornata mondiale per le comunità claustrali femminili, alle ore 7 da piazzale Fojanini partirà il pellegrinaggio vocazionale al santuario della Sassella; • domenica 22, festa di Cristo Re e Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, presso la chiesa e l’oratorio del Sacro Cuore si terrà la XVI Festa della Famiglia con la celebrazione della S. Messa alle 10.30, alle 12.00 il pranzo comunitario in collaborazione dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio; alle 14.00 giochi e, a seguire, merenda per tutti. È possibile acquistare i buoni pasto presso gli oratori della città fino a venerdì 20 novembre. Coloro che desiderano festeggiare il proprio anniversario di matrimonio (10°, 25°, 50° e oltre) possono rivolgersi a Loretta e Riccardo, telefono 0342.219651 o 338.2571451, dalle 19.00 alle 20.00 entro il 20 novembre; • giovedì 3 dicembre, alle 21 nella chiesa Collegiata si terrà il momento di preghiera Marta e Maria, modi diversi di essere Chiesa, rivolto a chi svolge un servizio liturgico, catechistico, caritativo, missionario, di volontariato, ecc., nella comunità parrocchiale; • da domenica 29 novembre sarà disponibile il nuovo cd musicale Alma Mater, dedicato alla Vergine Maria, in cui a otto fra preghiere e meditazioni pronunciate da papa Benedetto XVI sono stati sovrapposti il canto gregoriano e la musica sacra moderna. primarie». Ci si trova quindi di fronte al dilemma, evidenziato anche in altri interventi: mantenere le scuole in tutti i piccoli centri, con la necessità di ricorrere alle pluriclassi e diminuendo quindi la qualità del servizio scolastico, oppure creare delle aggregazioni, per offrire una qualità maggiore? Altri interventi, come quelli di Zanesi e Quagelli, hanno evidenziato la necessità che il numero delle scuole venga mantenuto anche negli anni successivi, per tutelare la vita in montagna. Le scuole sono spesso degli importanti centri di animazione per le piccole comunità; quando vengono chiuse, è come se si spegnesse l’ultima luce rimasta accesa. È necessario tuttavia procedere verso collaborazioni e aggregazioni, che, prima delle scuole, devono interessare i piccoli comuni stessi. In controtendenza, ma realistico, l’intervento del Dirigente di Chiesa in Valmalenco, Carluccio, il qua- RISPARMIO ENERGETICO: COME ORIENTARSI? In questo periodo si fa un gran parlare di risparmio energetico, ma come muoversi tra la miriade di prodotti, tecnologie ed incentivi? Spesso i concetti e la definizione dei prodotti stessi sono talmente incerti da trarre in inganno non solo i privati cittadini, ma gli stessi addetti ai lavori. A generare confusione è la mancanza di un sistema unico ed oggettivo di qualificazione; non essendoci un lessico specialistico univoco e medesime disposizioni in materia da regione in regione, muoversi all’interno di questo settore risulta un vero e proprio ginepraio. Per questo a Politec Informa è stata invitata la ricercatrice dell’Istituto Tecnologia delle Costruzioni del CNR, Elisabetta Oliveri, che, coadiuvata dalle sue collaboratrici Antonella Foglio e Rossella Scaioli, ha illustrato un progetto per la realizzazione di un centro di documentazione e informazione scientifica sui temi riguardanti l’efficienza energetica e l’applicazione di fonti rinnovabili in usi finali civili. Tale progetto si trova inserito in un altro ben più ampio che vede coinvolta la Regione Lombardia insieme al Dipartimento Sistemi di Produzione del CNR. L’obiettivo finale è rendere disponibile e aggiornata l’informazione sulle principali opportunità tecnologiche in tema di edilizia sostenibile e risparmio energetico. Il tutto raccolto e messo a disposizione dell’utente su un portale internet che per il momento in continua evoluzione; ma che nei prossimi mesi potrebbe già anche essere messo on line. Compito tutt’altro che agevole visto che i temi del progetto sono pressoché infiniti e che l’argomento è attualmente sprovvisto di un “Thesaurus” unico e oggettivo. Per questo, uno dei primi passi compiuti dal gruppo di lavoro è stato cercare di omologare la definizione dei vari prodotti al fine di evitare spiacevoli errori di concetto. Step successivo è stato il confronto tra i diversi dispositivi in ambito regionale. Inizialmente, tale comparazione la si è fatta su un lotto di tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. L’esperimento, oltre ad arricchire la piattaforma di nozioni, in futuro potrebbe anche essere utile ad un tecnico abilitato ad un determinato tipo di intervento che per esigenze lavorative volesse operare anche fuori regione. le ha rilevato come nei prossimi anni ci sarà un’ulteriore contrazione degli alunni. Appare quindi irrealistico pensare di mantenere l’organico attuale, che risulta già sovradimensionato. Il secondo punto all’ordine del giorno riguardava i nuovi indirizzi scolastici previsti dalla «riforma Gelmini». Su questo tema, l’assessore Tornadù ha illustrato anzitutto la linea che l’amministrazione intende seguire: ascoltare prima i pareri e le proposte che vengono dalle varie scuole, poi procedere con le delibere ufficiali. E qui la discussione è stata vivacissima. Per chi non conosce le ultime novità del mondo della scuola, va ricor- dato che è in atto una riforma degli indirizzi scolastici che non solo cambia i nomi, ma rivoluziona quell’assetto degli istituti superiori al quale eravamo abituati da decenni, con «i ragionieri, i geometri, i periti» e così via. Dei nuovi indirizzi, anzitutto, circola solo una bozza, che non è ancora stata approvata dalla Conferenza Stato-Regioni e tuttavia essi dovranno entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico, come ha ricordato Nicola Montrone. In secondo luogo, i vari istituti hanno la possibilità di fare la scelta degli indirizzi, con il rischio, serio, che si creino dei doppioni, oppure delle gravi mancanze, all’interno dello stesso ambito territoriale. La discussione, dicevamo, è stata molto vivace, ma ha evidenziato anche il senso di responsabilità di tutti gli operatori ed ha permesso quindi di fissare alcune linee operative precise. Nei prossimi giorni si terranno delle riunioni, sia a livello di distretti scolastici (anche se questa suddivisione oggi non viene più usata), sia a livello provinciale, per analizzare le effettive esigenze formative e per giungere quindi al compito non facile di ridisegnare l’assetto generale delle scuole della Provincia. Si può quindi partire della situazione di equilibrio che già esiste negli istituti, per innestare le novità previste dalla riforma. Da evitare (come ha ricordato il Presidente dell’Associazione dei Dirigenti, Andreola) che nelle singole scuole ci sia la corsa selvaggia all’accaparramento dei nuovi indirizzi o, peggio ancora, che si facciano delle scelte cervellotiche, destinate poi al fallimento, perchè non c’è una reale utenza nella nostra società. Sul complesso della riforma ci sia consentita una piccola riflessione. L’intervento compiuto intende, in modo particolare, razionalizzare gli istituti tecnici, raggruppando gli attuali 1800 in due grandi settori: economico e tecnologico. Il primo comprende a sua volta 2 indirizzi: amministrazione, finanza e marketing da una parte e turismo dall’altra. Il secondo ha 9 indirizzi, tra cui costruzioni, ambiente e territorio, che sostituisce il tradizionale termine geometri. Si nota quindi la mania, contemporanea e non sempre giustificata, di giocare sulla novità dei nomi. «Come faccio a spiegare agli utenti che l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing è sempre ragioneria»? – si chiedeva allarmato un dirigente scolastico. Non era più semplice aggiornare e ammodernare i programmi, pur conservando i vecchi nomi, che ormai nel linguaggio comune hanno una valenza chiara e codificata dal tempo? CIRILLO RUFFONI CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 P A G I N A 35 SONDRIO UN INCONTRO DI APPROFONDIMENTO FATTO DI STORIE E RACCONTI CHE FANNO RIFLETTERE L’aggressività nell’adolescenza S torie. Storie di ragazze e ragazzi e del loro malessere interiore che può esplodere, contro gli altri, o implodere, contro se stessi. Storie che Pietro Roberto Goisis, medico psichiatra, ordinario della Società psicoanalitica italiana e professore all’Università Cattolica di Milano ha raccontato e commentato nella sua conferenza, dal titolo esplicito «Fare male e farsi male in adolescenza». Organizzata dal Centro di psicologia e psicoterapia - Specialisti associati di Sondrio, con il patrocinio del Comune e dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia, l’incontro si è svolto venerdì 13 novembre nella Sala Vitali di Sondrio. Storia di Federico, dunque, entrato in terapia da Goisis per volere dei suoi genitori. La ragione, un sintomo fisico, una grave colite ulcerosa, che il ragazzo, però, 17 anni, si rifiutava di curare. Appassionato di calcio, come giocatore e come tifoso, Federico ha pochi amici, nessuna ragazza, ed è molto, molto triste. In casa vive un clima teso, per i frequenti litigi dei genitori prossimi alla separazione. All’inizio della terapia racconta di canne fumate e di attacchi di panico segnati da un’intensa, angosciante paura di morire. Dopo un anno trascorso nel set analitico - i genitori nel frattempo si sono lasciati il suo umore migliora, decide di farsi curare, però beve e prova ancora la voglia di farsi di canne. In seduta racconta: «Al sabato vado a ballare e quando torno in motorino mi viene sonno. Allora chiudo gli occhi, tanto so che non c’è pericolo, che so andare dritto». Una sera, però, d’un tratto li apre e si ritrova a 20 centimetri da un furgone. Sbatte, cade, si fa male. «So che sono uno stupido», dice al terapeuta «non me lo dica anche lei». Aggiunge che grazie anche a un film, Trainspotting, ha capito che le droghe sono pericolose e ha riconosciuto il suo desiderio, represso, di aggredire. Soprattutto, ha compreso che dietro il suo comportamento «c’è il bisogno di attenzione e di cura». Un’altra testimonianza, drammatica. Quella di una paziente, Paola, di 25 anni che un giorno improvvisamente telefona a Goisis. «Sono salita all’ottavo piano, volevo buttarmi», racconta. Il terrore di farlo l’ha trattenuta e spinta a chiamare il suo terapeuta, una relazione forte che l’ha salvata. «La sua mamma si era ammalata dopo la sua nascita», spiega il medico. «Dentro di lei convivevano ancora un sentimento di abbandono e un senso di colpa, che erano all’origine del suo male di vivere». Due racconti-testimonianza chiari. Il farsi male con comportamenti autolesivi (il rifiuto della cura, l’uso di stupefacenti, i giochi irrespon- SONDRIO-CHIURO FORUM INTERNAZIONALE Montagna, energia, UE er due giorni – il 19 novembre presso la Sala Consiliare della Provincia di Sondrio e il 20 novembre presso l’Auditorium comunale di Chiuro – la Valtellina sarà la capitale europea della montagna, il centro nevralgico di idee e di esperienze comuni che verranno presentate nel corso di un forum internazionale articolato su due giornate, dal titolo “Una montagna piena di energia”, organizzato da Euromontana e Irealp con il sostegno di Regione Lombardia e Provincia di Sondrio. L’incontro-confronto coinvolgerà eurodeputati, funzionari europei ed esperti del settore, superando la dimensione del seminario per concentrarsi sull’azione. Un fronte comune in difesa delle peculiarità della montagna a partire da un tema centrale: l’energia. Euromontana, associazione europea per le regioni di montagna, che ha avviato l’iniziativa, riunisce 72 organizzazioni di 18 Paesi europei e opera con l’obiettivo di promuovere la mon- P tagna, favorirne lo sviluppo sostenibile, migliorarne la qualità della vita. Tra i soci italiani figurano Irealp e la Provincia di Sondrio. Le regioni montane riunite in Euromontana hanno condiviso preoccupazioni, criticità e programmi presentandosi unite, manifestando tutta la forza di territori che non vogliono arrendersi alle difficoltà, ma che, anzi, reclamano un ruolo da protagonisti nella nuova Europa disegnata dal Trattato di Lisbona. Ne è nato un position paper, vero e proprio documento d’intenti che definisce le possibili linee strategiche per il progetto “Asse di finanziamento per l’energia di montagna” a valere sul bilancio 2011 dell’Unione Europea di cui si comincerà a discutere nella prossima primavera. Il documento di posizione verrà presentato ufficialmente e ratificato dai membri di Euromontana proprio durante il forum valtellinese. Fabrizio Ferrari, nella duplice veste di presidente di Irealp e di vicepresidente di Euromontana, evidenzia l’importanza di un appuntamento unico per la pro- vincia di Sondrio e per la montagna lombarda: “Tutte le montagne d’Europa ci guardano – sottolinea – perché questo documento racchiude il futuro dei nostri territori. Soltanto un riconoscimento reale delle peculiarità della montagna da parte dell’Unione Europea, infatti, sancito da leggi e regolamenti e sostenuto da adeguate opportunità di finanziamento ci potrà garantire un futuro. È tempo che la Commissione europea guardi alla montagna con la giusta considerazione per valorizzare peculiarità che, se sapientemente sfruttate, andrebbero a vantaggio dell’intero sistema Europa. Il nostro ragionamento non poteva che partire dall’energia, tema cruciale non solo per il Vecchio Continente, ma per il mondo intero, e anche in questo senso la scelta della Valtellina quale sede del forum internazionale non è stata casuale”. Il forum internazionale “Una montagna piena di energia” si aprirà alle 14.30 di giovedì 19 novembre, nella Sala Consiliare di Palazzo Muzio sabili di Federico, il desiderio di morte di Paola) o il fare male (l’aggressività inconscia verso la madre, quella verso persone, animali, cose, percepita da Federico) sono legati da un unico filo rosso, spiega il medico. La rabbia. Una rabbia inespressa, in genere covata in famiglia, anche conseguenza di un trauma subito e della mancata elaborazione che si manifesta nei suoi due volti: l’infelicità, l’aggressività. Con un’importante precisazione: spesso nelle ragazze il comportamento autolesionista si manifesta con la promiscuità sessuale. «Il nostro lavoro come terapeuti» spiega Goisis «è dare la possibilità a questi ragazzi di pensare a ciò che fanno, di ri- conoscere le emozioni che provano, prima di tradurle in gesti». Lo psichiatra ricorda che il suicidio è al secondo posto nella causa di morte degli adolescenti (al primo posto gli incidenti). E spiega che i comportamenti autolesivi sono comunque «equivalenti suicidari». Ma cosa accade dentro le menti, i cuori, le anime di questi ragazzi? Goisis spiega il concetto dell’ambivalenza e di come l’adolescente si trovi a dover costruire un rapporto equilibrato tra sentimenti conflittuali, a dover integrare opposte tendenze percepite interiormente. Un esempio? La rabbia verso la ragazza amata si dissocia dall’amore e diventa distruttiva. Come aiutarli? Goisis sottolinea l’importanza della relazione, il dialogo che porta la conoscenza di sé nel confronto con la conoscenza dell’altro. E, ancora, il fondamentale addestramento alla frustrazione, che deve passare attraverso il conflitto tra genitori e figli. «Il genitore che abdica al suo ruolo danneggia i figli e sbaglia se evita lo scontro, per sua natura formativo. Perché la vita è lotta, scontro, frustrazione con cui bisogna imparare a confrontarsi». «Inoltre, i ragazzi», spiega ancora il professore, «non hanno ancora un pieno senso della realtà». «Addirittura – ricorda - recenti studi americani sul cervello degli adolescenti hanno dimostrato che la maturazione cerebrale arriva a 25 anni. Questo vuol dire che in loro c’è un’area a rischio, perché priva di una completa consapevolezza». Il consiglio ai genitori è quello di usare, innanzitutto, il buon senso, ascoltando, valutando, reagendo e rimanendo sempre ancorati all’attimo presente, senza perigliosi ritorni al passato. Ricordando il grande bisogno di attenzione e di cura dei loro figli. Ricordando anche che «si entra nell’adolescenza quando si scopre che i genitori hanno dei difetti. E se ne esce quando questi difetti li si accetta». Durante tutto il percorso, madri e padri hanno l’importante funzione dei guardrail, che permettono alle auto di scorazzare, ma che contengono e segnano i confini da non oltrepassare. E che accade se l’adolescente quando è in casa si rinchiude nei meandri di Internet? «Le nuove tecnologie sono importanti e utili», dice Goisis «Se però portano all’isolamento in famiglia, la funzione dei genitori è di ingaggiare un duello per ristabilire la comunicazione». In chiusura don Franco Rusteghini, sacerdote salesiano, cita don Bosco: «Educare è cosa di cuore». Trova una porta aperta. «Sia per i genitori, sia per i terapeuti non c’è possibilità di stabilire una vera relazione senza il cuore, senza la passione dell’amore», conclude il professore. MILLY GUALTERONI A LIVIGNO UN CONVEGNO DEDICATO ALLA CRISI ECONOMICA: COME USCIRNE? A Livigno, il 20 novembre, a partire dalle ore 15.00 in occasione del Mottolino Day 2009, si affronterà l’argomento: come uscire dalla crisi? La domanda è tanto più cruciale in una stazione come Livigno che, meno di qualunque altra, ha sofferto della difficile congiuntura economica. L’intento è di fornire a imprenditori e commercianti spunti e suggerimenti per orientarsi in questo periodo di timori e d’incertezze. L’incontro, a cui sono invitati gli operatori dell’Alta Valtellina e tutti gli interessati, ruoterà intorno all’intervento di Paolo Ruggeri, uno dei soci fondatori della Mind Consulting Italia di Bologna (www.mindconsulting.it), società che si occupa di aiutare le piccole e medie imprese a “re-inventarsi” per competere con maggior successo nell’economia di domani. Intorno al tavolo accanto a lui Giorgio Zini dell’APT di Livigno, Marco Rocca amministratore delegato della Mottolino Spa, Dario Piller dell’Associazione Turismo e Commercio Livigno, Luigi Cacciapaglia di Swim Planet, società che si occuperà della gestione della nuovissima struttura Aqua Granda e Ezio Lanfranconi uno degli artefici del Larix Park Geoneer Livigno. Sarà un grande workshop in cui si confronteranno esperienze, ma si cercherà soprattutto di elaborare strategie comuni e soluzioni innovative. La mattinata sarà dedicata invece ai dipendenti di Mottolino, per condividere le scelte e gli obiettivi aziendali, ma anche per ringraziarli dei traguardi raggiunti e guardare con fiducia al futuro. Il Mottolino Day si terrà a Plaza Placheda via Saroch 1098/A. a Sondrio. Sono previsti i saluti istituzionali, tra cui quelli del presidente del Consiglio regionale Giulio De Capitani e del presidente della Provincia Massimo Sertori, mentre l’apertura dei lavori è affidata al presidente di Euromontana André Marcon. Subito dopo, sarà il presidente di Irealp Fabrizio Ferrari a illustrare il documento comune sull’energia di montagna. Seguirà la presentazione delle esperienze della Francia, della Norve- gia, della Scozia, della Germania e dell’italiana Trento sul fronte dell’energia solare, idroelettrica e da biomassa, sui temi della certificazione ambientale e del risparmio energetico negli edifici. La seconda giornata si svolgerà invece a Chiuro, sede di Irealp, presso l’auditorium comunale. Alle 9.30 aprirà i lavori il presidente di Irealp Ferrari seguito dal sindaco Tiziano Maffezzini, quindi l’intervento dell’europarlamentare Fiorello Pro- vera. Il segretario generale di AEM, l’associazione che riunisce i rappresentanti della montagna eletti in Europa, Nicolas Evrard, Raffaele Tiscar, Direttore generale di Reti, servizi di pubblica utilità e sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, e Samuele Furfari della Commissione Europea, Trasporti ed Energia. Sarà infine presentato il documento elaborato da Euromontana per chiedere appoggio all’UE sul tema. P A G I N A 36 Sport IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 IL COMO VINCE ANCORA! Il Como che non ti aspetti rischia il tracollo e poi riesce a tornare alla vittoria ed segnare (ben tre gol, più di quante reti messe a segno in precedenza) dopo oltre 500’. Domenica scorsa la formazione azzurra è riuscita a battere la Paganese con il punteggio di 3-1 rientrando in piena zona play-out. Una vittoria che è maturata dopo il vantaggio della formazione di casa, che al fischio di inizio occupava l’ultima posizione in coabitazione con il Como. Dopo la rete campana di Izzo al 10° minuto, che faceva presagire un tracollo, è arrivata invece la riscossa azzura. A pareggiare è stato, al 27°, il neo-acquisto Natale Gonnella ed il Como è anzi riuscito a ribaltare la situazione a suo favore sulla fine del primo tempo con Cozzolino, tornato al gol dopo il punto messo a segno a Monza nella prima giornata. Nel secondo tempo è arrivato addirittura il 3-1 realizzato da Guazzo, che in molti danno per partente, che ha concretizzato un calcio di rigore concesso dal direttore di gara a tempo quasi scaduto. Una boccata d’ossigeno, quindi, per un Como bisognoso di punti e di una prestazione degna da Prima Divisione. In terra campana, in quella che già fin d’ora pareva essere una vera e propria ultima spiaggia (una sconfitta, infatti, avrebbe provocato probabilmente il panico in casa lariana) gli azzurri sono apparsi decisi, una vera squadra. La coppia in panchina Brevi-Strano ha mandato in campo subito i due nuovi acquisti, il difensore Gonnella al centro della parte arretrata, e la punta Fragiello in attacco. Bene (oltre che per il gol) il primo, da rivedere il secondo. Sacrificato Brioschi, subentrato a gara in corso. Si è mosso bene, finché la condizione lo ha sorretto, anche Terraneo sulla fascia destra. In classifica il Como è ora penultimo, a quota 11, in coabitazione con il Viareggio. Pergocrema e Sorrento sono davanti di un solo punto ed a due c’è la coppia Figline-Pro Patria. Magari il campionato azzurro incomincia proprio adesso. L.CL. CSI: le partite della settimana UNDER 14 A 7 G.S. S. Giov. Bosco - Or. Solbiate U.S. Prestino - C.S. Carbonatese Piano e Valli - Or. Rovellasca Pol. Grandola - Pol. Sanrocchese G.S. San Siro 2001 - U.S. S. Maur. Oratorio Asso - G.S. Oral Albiolo 8-2 1-2 nd 6-3 0-10 5-3 ALLIEVI A 7 G.S.O. Perticato - Inter Club Valbrona A.S.D. S. Michele - U.S. Vertematese U.S.O. S.A. Mar. “B” - U.S.O. S.A. Mariano “A” U.S. S. Maurizio - G.S. S. Giov. Bosco il settimanale TOP JUNIOR A 7 Pol. S. Agata - Pol. Azzurra C.S.O. Cirimido - Civiglio Calcio Montorfano - Nuova E. Terraneo U.S.O. S.A. La Spezia - G.S. Grisoni G.S. S. Giov. Bosco - A.S.O.F. 3-3 3-5 7-0 2-7 3-1 3-1 1-1 2-4 1-2 OPEN A 7 Categoria A - Girone A C.S. Asnago Cantù - U.S. Villa Romanò 4-4 Nuova E. Terraneo - GGB Intermed. Immob. np Pol. Sanrocchese - Pol. Longone 2-4 G.S.O. Buccinigo “B” - G.S. Consolini rinv C.S. Real Asnago - Ric. Rab. Ripam. Carugo 4-4 U.S.O. S.A. Mauri Mac. - G.S. Arco Lom. “B” 1-4 AZ Pneumatica - A.C. Caglio 6-2 Categoria A - Girone B Pol. S. Giuseppe Como - Burpers F.C. 1994 1-4 Fraquelli Ettore Croce - L.C. Grav. Oscar Cap 1-3 Ossuccio - C.S.I. Civello 5-5 G.T. Li Gufi - Go and Play np I&M Bernareggi - Minniti G.S. Valmorea 5-4 G.S. Roven. - Pol. Lariana Menag. rinv Piano e Valli “A” - U.S. Oltronese 6-3 Categoria B - Girone A Alfieri 1998 - Calcio Piazza Cusino - U.S. Prestino Valli del Ceresio - U.S. Laglio Celtic Como - A.S. Gri. Bar Torre Vecchia Real’s - Lenno 33 Caffè - Montorfano “A” S.T.L. Schignano - Pol. Libertas S.B. 3-0 rinv 2-2 2-3 5-1 6-4 4-1 Categoria B - Girone B HP ERBA - Or. Pontelambro U.S. S. Maurizio - A.S.O.F. A.S. Bulgorello - Buccinigo Off. Mecc. Bastai C.G. Cabiate - Pol. Castelmartese G.S.O. Novedrate - G.S.O. S.A. Arosio Fair’s Point - Inter Club Valbrona Senna Velox Plurice Ser. - C.S.O. S. Carlo “A” 6-2 5-3 6-3 6-2 np 6-3 4-7 Categoria B - Girone C Oratorio Cadorago - Or. G. Buratti S. Giorgio Luraghese “B” - F.C. Dragons Pol. Limidese - Amor Sportiva Or. Rovellasca - U.S. Rovellese G.S.O. S. Luigi A - S. Giorgio Luraghese “A” O.S.G. Guanzate - F.C. Bulgaro G.S. S. Giov. Bosco - Pressal G.S. Valm. 4-1 np 4-1 3-5 np 5-3 1-1 Categoria C - Girone A Or. Città Murata - U.S. Tremezzo A.C. Muggiò Bar Fuin - G.S. Plesio P.L. S. Pietro - P.L. Corrido Piano e Valli “B” - Pol. Grandola Pol. S. Agata - G.S. Nadir Breggia P.L. S. Pietro Carlazzo - Lario 04 6-2 1-2 np 2-4 6-5 3-1 Categoria C - Girone B S. Marco Mirabello “A” - G.S. S. Gius. 11-4 G.S. Arco Lomazzo “A” - Seprio Am. Aud. “A” 0-4 G.S. Rodero - G.S. Oral Albiolo “A” 6-1 G.S. Or. S. Luigi B - G.S. Rodero RCCC Pol. Azzurra - I Grifoni 2-3 1-2 Virtus Lario - Montorfano “B” Categoria C - Girone C C.S.O. S. Carlo “B” - USO S.A. G.C. Tagliab. Real Cantù 2009 - S. Marco Mirabello “B” G.S.O. Cimnago - G.S. Figino Pol. Forti e Liberi - Caffè Pigalle Atletico Figinese - Oratorio Lambrugo P.C.G. Copreno - G.A.S. 95 4-3 3-3 8-0 2-4 1-7 4-5 3-6 Categoria C - Girone D G.S. Oral Albiolo “B” - New Red Boys np Lora 04 - New Team Como 3-0 S. Marco Bucabelin - G.S. C. Prestino 2000 np G.S. Villa Guardia - G.S. Drezzo 76 1-3 Seprio Am. Aud. “B” - G.S. di Lip. MA.GI.STE 1-9 S.C.S. Socco - Rovascio 2-3 G.S. Grisoni ha riposato OPEN A 11 Categoria A - Girone A Lora 04 - C.S.I. Luisago U.S. Albatese - F.C. Albate Calcio U.S. Lanzo Intelvi - G.S. Or. S. Luigi Hotel Funicolare - Pol. S. Giuseppe Como Monosportiva Como - A.C. Grandatese np 1-1 np 3-1 1-1 Categoria A - Girone B Electric 92 Cantù - Misinto Calcio A.S.D. Real Sagnino - F.C. Monguzzo 1997 G.S. Senna - G.S.O. Lurago A.S.D. “A” S.S. Falange - A.S.D. S. Michele U.S. Inverigo Calcio - Cernobbio Calcio 2005 3-3 2-2 1-1 4-1 0-4 Categoria B New Team Como - G.S.O. Lur. A.S.D. “B” 5-1 A.S.D. Lambrugo Calcio - Pol. Cuc. 80 “B” np A.S. Gagginese - A.S.D. Brunatese 4-0 U.S.D. Cacciatori Alpi - A.S.D. Cernobbio 3-1 Pol. Cucciago 80 “A” - S.S. Assese 3-1 Bernate Calcio - G.S. Cavallasca A.S.D. 2-0 G.S. di Lipomo ha riposato P A G I N A 37 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 LA BAND COMASCA TORNA SUL PALCO DOVE L’ANNO SCORSO VINSE IL “JUBILMUSIC” I CARISMA RIPORTANO COMO SUL PALCO DEL TEATRO ARISTON DI SANREMO d un anno dalla vittoria del concorso di Jubilmusic, il più importante evento di christian music d’Italia, i Carisma tornano come ospiti al teatro Ariston di San-remo. Sabato 21, alle ore 17.30, al Ritz del teatro Ariston, canteranno, in occasione del Meeting dei Giovani, il brano con cui vinsero l’edizione 2008 del Concorso “Jovani X Jubilmusic”, “Vi lascio la mia pace”. Alle ore 21.00 poi, sul prestigioso palco dell’Ariston, in occasione del Festival Internazionale Jubi-music, presenteranno il cd pubblicato lo scorso mese di aprile. Nell’incontro col numeroso pubblico, i Carisma presenteranno anche il loro progetto musicale e proporranno il brano “Col pensiero dirti addio”. Jubilmusic, proposta che si ripete dal 1999, è una stabile occasione annuale per conoscere cantanti, animatori, comunicatori e formatori che condividono un progetto di vita cristianamente orientato e lo comunicano con elevata qualità professionale. A I Carisma si (ri)presentano Siamo un gruppo di amici che condividono un grande ideale: testimoniare Cristo “fino agli estremi confini della terra” attraverso la musica pop. 7 musicisti che condividono il palco e danno vita alla band. 7 anime e 7 carismi, che ogni giorno alimentano un nuovo modo di comunicare e di concepire la musica. E forse questo 7, pensando a quanto si ripeta a livello Biblico e a quanto sia dispensatore di grazie, non è un numero a caso... Lasciamo a un assaggio del testo della nostra canzone “Seven”, la presentazione della band. Qui vive e trova il suo senso tutto il nostro essere Carisma. (Siamo sette sul palco che Gesù ha ingaggiato - Lasciate tutto e seguitemi - Se il mondo non può capire, non cercate la vostra vendetta - Lasciate tutto e seguitemi) Promosso dalla diocesi di Ventimiglia - Sanremo e dal Servizio Nazionale di Pastorale giovanile della CEI, Jubilmusic è un meeting di giovani che si propone di dialogare con le nuove generazioni attraverso il linguaggio della musica e dello spettacolo. Ogni anno il pro- gramma propone eventi specializzati che utilizzano linguaggi fruibili da differenti gruppi ed appartenenze; per questo, con la veglia di preghiera, la celebrazione eucaristica ed un originale incontro formativo per i giovani delle comunità cristiane, Jubilmusic propone eventi di musica La band: Federico Colombo (voce), Andrea Ragona (pianoforte), Armando Tammaro (tastiere), Emanuele Bresciani (chitarra acustica), Stefano Caruso (chitarra elettrica), Luca Maternini (basso elettrico), Claudio Piatti (batteria) ed animazione educativa per le scuole elementari, medie e superiori del territorio sanremese, un concorso nazionale ed un grande concerto, con artisti di christian music provenienti da diversi paesi del mondo, che si tiene sul palco del teatro Ariston. ALBERTO GIANOLI BENEDETTO XVI E IL WEB LA RETE E LA CHIESA NEL NUOVO MILLENNIO P iù di una testata giornalistica ha ripreso le parole con cui, domenica 15 novembre, Benedetto XVI, al termine dell’Angelus, ha salutato i partecipanti all’Assemblea plenaria della Commissione episcopale europea per i media, i cui lavori si sono svolti nei giorni scorsi in Vaticano. Il Papa ha incoraggiato un sempre maggiore approfondimento della cultura di internet e ha ribadito l’importanza di questo strumento anche per la comunicazione della Chiesa. Alcuni opinionisti ne hanno fatto notizia, rimarcando quello che secondo loro sarebbe un cambio di prospettiva “finalmente” adottato dai vescovi: guardare positivamente alle potenzialità della rete. In realtà, tanto per internet quanto per gli altri media, l’atteggiamento ecclesiale non è mai stato né di rifiuto, né di chiusura, né di condanna a priori. Anzi, tutt’altro. Basterebbe andare a sfogliare i documenti che negli anni il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali e la Cei hanno dedicato al cinema, alla televisione, a internet e alla funzione dei mezzi di comunicazione in genere. Si parte sempre da un’analisi delle loro risorse in termini di facilitazione della comunicazione e, quindi, dell’incontro fra le persone, della reciproca conoscenza anche a distanza, della diffusione di informazioni e contenuti utili a migliorare il vivere sociale, dell’opportunità di favorire interventi di solidarietà e percorsi di condivisione. D’altro canto, non si sottovalutano i potenziali rischi di un uso scorretto o improprio dei media che, proprio in forza del loro grande potere di condizionamento e di persuasione, possono rivelarsi dannosi se utilizzati per scopi diversi dal bene comune. Internet non fa eccezione e il documento del Pontificio Consiglio intitolato “Etica in internet” (22 febbraio HOMEVIDEO BAKHITA to in cui la facilità d’uso degli strumenti e il risvolto ludico connaturato a essi li rendono sempre più frequentati anche dai giovanissimi. Non c’è alcun problema, se i social network servono a mantenere relazioni interpersonali autentiche, qualche rischio si corre nel momento in cui se ne diventa in qualche modo dipendenti e si rischia di non saper più gestire il rapporto con le persone se non attraverso la tecnologia. MARCO DERIU 2002) sotto questo profilo continua a essere illuminante. L’interesse per la Rete è soltanto un aspetto specifico dell’attenzione che la Chiesa da sempre riserva ai media, ostinandosi benevolmente a chiamarli “mezzi di comunicazione sociale” (e non “di massa”). Spesso i documenti ufficiali hanno ribadito che i media sono, come già affermato dal Concilio Vaticano II, “meravigliose invenzioni tecniche” che, pur facendo già molto per soddisfare le necessità umane, possono fare ancora di più. Anche quando ne condannano i rischi legati agli abusi, i pronunciamenti pontifici chiariscono che un atteggiamento meramente restrittivo o, peggio, censorio non è né sufficiente né appropriato. È ciò che hanno ribadito nei giorni scorsi i vescovi europei responsabili del settore dei media e i loro assistenti, ed è ciò che il Pontefice ha rimarcato puntualmente anche in molti passaggi dei più recenti messaggi per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Internet suscita ancora discussioni e pareri opposti, ma le nuove tecnologie in genere godono di una pubblicità favorevole, che le presenta al pari di alcune nostre attività sociali, culturali, sportive, politiche. Pochi osano criticarle o porsi domande rispetto al fatto che meritino questa importanza nello spazio pubblico o se significhino veramente un progresso incontestabile. Soprattutto tra i giovani, buona parte del loro successo è dovuta all’idea di novità e di apertura verso il mondo, alla relativa facilità di apprendimento, al fatto che consentono di essere collegarsi agli amici in ogni momento. Sono strumenti che possono modificare profondamente le relazioni umane e sociali, generando nuovi linguaggi, nuovi simboli, un nuovo modo di pensare il mondo e di orientare i propri comportamenti rispetto a esso. Si può evidenziare la specificità del web come luogo virtuale in cui ciascuno, in perfetto regime di autonomia individuale, può “dominare” il tempo e lo spazio, comprimendo le velocità e riducendo - almeno virtualmente le distanze. Ciascuno di noi in internet ha la possibilità di agire senza intermediari se e quando vuole, senza filtri né gerarchie da rispettare e, soprattutto, in tempo reale. Questo può dare una sensazione di assoluta libertà e di potenza, come può facilitare la possibilità di stabilire un contatto immediato con chiunque e di trasferire in rete la gestione delle proprie relazioni interpersonali. Quest’ultimo aspetto merita una sottolineatura particolare, nel momen- ESPERTI DI INTERNET RIUNITI IN VATICANO La Chiesa e la rete. Di questo per quattro giorni più di 100 delegati, tra vescovi-presidenti delle Commissioni episcopali per i media, addetti stampa e portavoce, delle Conferenze episcopali d’Europa hanno parlato, incontrandosi dal 12 al 15 novembre in Vaticano per l’Assemblea plenaria della Ceem, la Commissione specializzata per i media del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. “Per quattro giorni – si legge nel comunicato finale diffuso oggi al termine dei lavori - accompagnati da esperti nei vari campi di Internet, i partecipanti hanno discusso i temi legati alla presenza della Chiesa sul Web, i cambiamenti culturali in atto”. “Parte dei lavori è stata dedicata ad analizzare le modalità con cui i giovani usano Internet, ed in particolare di quella web generation, che ha sempre conosciuto la presenza del web”. Hanno preso al parola i rappresentanti delle reti sociali quali Facebook, Youtube e Wikipedia e attraverso la testimonianza del responsabile dell’ufficio contro il cyber crimine di Interpol e di un giovane hacker svizzero, i partecipanti sono stati informati sulla realtà della sicurezza informatica. La fiction Bakhita, presentata al Roma Fiction Fest e trasmessa da RaiUno nell’aprile 2009 esce in DVD, distribuita da Multimedia San Paolo (euro 19,90). La serie si inserisce nel filone delle storie di grandi uomini sconosciute al pubblico di massa, mentre si distingue dalle biografie prettamente religiose, poiché non c’è traccia né di miracoli né di apparizioni celesti. Aurora Marin apprende la morte di Suor Bakhita, avvenuta nel 1947 presso il convento delle Canossiane di Schio. Attraverso i suoi ricordi, rivive l’incredibile storia di questa suora sudanese canonizzata il 1 ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II. Soprattutto nella prima parte della storia le scene sono state girate interamente in Africa, in una regione del Burkina Faso, adatta a ricreare il mondo che aveva visto Bakhita: luoghi dove molte popolazioni vivono ancora in villaggi simili a quelli in cui la storia di Bakhita prese corpo. il settimanale BAKHITA Regia di Giacomo Campiotti. Interpreti: Stefania Rocca, Fatou Kine Boye, Fabio Sartor, Ettore Bassi, Francesco Salvi P A G I N A 38 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 IN MERITO ALLA TRASMISSIONE «TRENTA DENARI» ANCORA SUL CROCIFISSO MA LA MASSONERIA È DAVVERO QUESTA? QUELLE VERITÀ NASCOSTE E gregio direttore, martedì 10 novembre ho seguito la trasmissione “Trenta denari” in cui, insieme alla dott.sa Anna Rossi, è stato chiamato ad un confronto con due appartenenti ad una loggia massonica di Como. Ho particolarmente apprezzato il modo in cui ha difeso l’originalità del cristianesimo in rapporto al relativismo massonico, nonostante la frammentarietà della trasmissione non abbia favorito la chiarezza (ma lo sappiamo che la logica dei media ha delle regole da rispettare!). Fra le tante cose che si potrebbero puntualizzare, le segnalo una mia personale perplessità. Se la massoneria è quella «cosa» morbida (e anche un po’ folkloristica) che è apparsa dal filmato, una specie di affiliazione da “giovani marmotte” (mi si perdoni il paragone irriguardoso), perché mai c’è così tanta paura della massoneria da parte dello Stato? Perché c’è quella che un adepto di questa organizzazione l’altra sera ha chiamato «discriminazione»? E perché, mi do- PAROLE, PAROLE, PAROLE (47) Fato, fatale Fato, dal latino fatum, participio passato dal verbo fari, parlare, dire, comandare. Quindi: detto, deciso, comandato. Per gli antichi il “fato” era superiore agli dei. Anche loro erano soggetti al comune “fato”. Per i Greci il fato era la ananche, necessità invincibile. Da qui il senso del “tragico”, del tutto incomprensibile, privo di un significato che gli uomini potessero comprendere. Però il grande, grandissimo Virgilio, poeta pagano amico di Augusto, si avvicinò ad intuire quello che la Bibbia giudaicocristiana poi chiamò “Provvidenza”. Volontà di un Dio buono con gli uomini, anche se i suoi disegni non sono sempre comprensibili. Il Manzoni parlò persino di “Provvida sventura” (Adelchi, Ermengarda). Quindi i cristiani non potrebbero più parlare di “fato, fatale”, perché ogni evento è riconducibile alla volontà di Dio o alla permissione di ciò che gli uomini decidono, di bene o anche di male, usando della libertà loro data da Dio. O anche alle leggi di natura, create da Dio, ma che gli uomini, per loro colpa, non sempre sono in grado di dominare. Il fato, quindi, è “abrogato”. ATTILIO SANGIANI mando io, il velo di segretezza non viene tolto proprio per togliere fondamento a questa discriminazione? Non so Lei, ma a me i conto non tornano. La ringrazio se vorrà aiutarmi a dissipare la mia perplessità. LETTERA FIRMATA Devo ammettere che la sua perplessità è stata anche la mia, e anch’io vedevo quelle immagini per la prima volta. A dire il vero, qualche aspetto non marginale del rituale di iniziazione dei massoni lascia intravedere oltre il velo di un certo «folklore» che affonda le sue origini in un retroterra occultistico non poco inquietante - il bisogno di una appartenenza (che scimmiotti un poco le comunità di tipo religioso). In fondo la massoneria è una risposta “comoda” alla confusione moderna, all’incertezza in cui la crisi del pensiero forte e il rifiuto della metafisica hanno condotto l’uomo: invece che trovare una verità (o riconoscere l’evidenza della Verità che ci viene incontro) e accettarne il percorso impegnativo, è più comodo trovarsi nel segreto di una loggia e scambiarsi opinioni o verità che non hanno la pretesa di essere riconosciute, ma che stanno ben nascoste nel proprio ego. A meno che la massoneria sia altra cosa, e quella segretezza o riservatezza che dir si voglia serve a coprire ben altre discussioni o decisioni. Le dice qualcosa P(ropaganda) 2? IN MERITO AD UN ARTICOLO DI QUOTIDIANO REPERIBILE NON SOLO IN CASO DI URGENZA! I n merito all’articolo pubblicato sul La Provincia edizione di Como di martedì 10 novembre 2009 nel quale venivano presentate “le innovazioni” dell’organizzazione pastorale della Comunità del Bisbino e della reperibilità dei suoi sacerdoti, vorremmo rispondere con alcune precisazioni che non vogliono essere assolutamente di tono polemico o di competitività tra zone pastorali in diocesi. Bensì vogliono essere solo semplici considerazioni di alcune comunità che in Valle Intelvi già da anni vivono con un questo stile di vita, sia pastorale sia relazionale. Ci ha colpito molto l’enfasi con la quale è stata data notizia sull’innovazione “del prete reperibile a turni settimanali in caso di urgenza per qualsiasi necessità singola o collettiva”. Innanzitutto come stretti collaboratori parrocchiali non troviamo niente di innovativo in quanto la figura del sacerdote da sempre è disponibile e attenta alle esigenze dei propri parrocchiani e non a qualsiasi ora… Preferiamo parlare di attenzione e disponibilità anziché di reperibilità (che sa tanto di carabinieri e medici, senza nulla togliere alla loro seria professionalità) poiché l’agire dei sacerdoti è alimentato dall’Amore grande e gratuito di Dio che fa dimenticare turni e tempi, diventando non una semplice scelta pastorale di vita ma una concreta testimonianza di fede a cui sono stati chiamati. A risposta del titolo dell’articolo potremmo allora affermare così... “SOS SIGNOR PARROCO: REPERIBILE SEMPRE NON SOLO IN CASO DI URGENZA!!!” Non è questo uno slogan pubblicitario che contraddistingue la nostra zona ma solo una realtà che viviamo senza essere pubblicizzata. Fin dall’inizio del nostro cammino interparrocchiale abbiamo avuto la consapevolezza di essere guidati da un sacerdote che è sempre disponibile per tutti noi, senza far turni settimanali e senza mai spegnere il suo cellulare. Tante le situazioni, singole o collettive che siano, che hanno visto coinvolto il nostro parroco, a volte anche a notte fonda, in stretta collaborazione con le Forze armate dei nostri paesi. E credete… anche noi troviamo semplice contattarlo… i suoi numeri di telefono sono pubblicati su tutte le bacheche di ogni chiesa… e questo da 10 anni. Concludiamo con un pizzico di disorientamento su certe notizie date come straordinarie… Forse perché da noi “è vita normale di parrocchia”, che fa parte di un cammino intrapreso già da anni (e parliamo del lontano 1999). Un cammino che, nonostante le tante fatiche, le lentezze e i ritardi di diverse comunità che hanno dovuto imparare a costruire un percorso di unità con scelte pastorali concrete che nel tempo sono diventate per tutti tradizione, è stato ben apprezzato e lodato da mons. Vescovo Diego nella sua recente Visita Pastorale. Ma forse è proprio vero… il bene non fa mai rumore! E quella che dovrebbe essere normalità ai giorni d’oggi viene data come straordinarietà anche nel campo della fede… UN GRUPPO DI LAICI DELLA VALLE INTELVI DON LUCIANO LASCIA LA VALLE GRAZIE PER L’UMILTÀ La notizia del trasferimento di don Luciano Larghi è rimbalzata dagli amboni delle chiese della Valle d’Intelvi già da qualche settimana. Nonostante il poco tempo concessogli per sbrigare il proprio incarico, che è (anzi, era) quello di affiancare i sacerdoti della zona nella gestione di progetti rivolti al mondo giovani, mi rammarica buttare all’aria questi dodici mesi trascorsi assieme e voglio fermare su carta almeno un talento, almeno uno, di don Luciano: il suo essere umile. Don Luciano è entrato nel mondo giovanile, come dire, dalla porta di servizio, scevro, cioè, da ogni presunzione di disfare ciò che c’era già per i ragazzi in Valle, ma con l’obiettivo di migliorare qualitativamente tali iniziative e di aprire gli orizzonti ad una dimensione di Chiesa più diocesana. Personalmente, come non ricordare l’esperienza dell’Agorà dei Giovani a Caravaggio, il pellegrinaggio a Lourdes con l’Unitalsi e, da non ultimo, la 2Giorni Giovani a Dongo. Ecco, quindi, bando ai rimpianti e ai malumori per la tua partenza don. Non possiamo altro che essere felici e ringraziare per la tua presenza qui in Valle d’Intelvi. MATTIA LANFRANCONI L a sentenza della “Corte dei diritti dell’uomo” di Strasburgo quando dice che la presenza del crocifisso in una aula scolastica rappresenta una “violazione dei diritti della persona”, ancorché ispirata ad un modello di società laicista, rappresenta un non senso proprio in materia giuridica. “Il crocifisso appeso a un muro non ha mai obbligato nessuno a credere, e nessuno ha mai fatto violenza a qualcuno per la sua presenza”. Questa affermazione, di Eric Emmanuel Schmitt, ci sentiamo di sottoscrivere totalmente. Ma c’è di più. Il crocifisso viene anche esposto nei Tribunali “...perché il simbolo venerato sia solenne ammonimento di verità e giustizia”. Questa è la motivazione che induce alla presenza del simbolo cristiano anche nelle aule di udienza, sopra il banco dei giudici. Altro che violazione dei diritti della persona. Chi non crede in Cristo non viene certo punito. Si hanno quindi fondati motivi per temere che la sentenza di Strasburgo sia ispirata ad una logica di un laicismo anticristiano, più che ad una vera laicità delle istituzioni pubbliche. Il crocifisso in una aula pubblica, sia essa scuola, tribunale o ufficio pubblico, non ha mai fatto male a nessuno, neanche al non credente o al non cristiano. Nel nostro Paese il crocifisso non è solo religione: è storia, è cultura. Non è rispettoso di questi valori il contenuto di quella sentenza. Se in Italia vi è oltre il 70% del patrimonio culturale mondiale vuol dire che qualcuno nei secoli passati l’ha prodotto, custodito e conservato per quanti oggi hanno la possibilità di “usufruirne”. Ecco perché non è accettabile che 2mila anni di storia del nostro Paese vengano posti in discussione, per esempio, da una “Corte” che per quanto rispettabile, è l’espressione di una cultura anticristiana, prima ancora che anti-storica. Non saranno certo i giudici di Strasburgo, con la loro sentenza, a mettere in discussione i valori che stanno alla base di una cultura millenaria, magari su richiesta di una signora, che forse, non conosce ancora bene l’Italia. Questo è il frutto di una mentalità ispirata da un pretesa di libertà che da qualche decennio si va diffondendo nel vecchio continente. Sicuramente la sentenza è il risultato di una campagna di disinformazione che affonda le proprie radici in un anticristianesimo, che va alla continua ricerca della propria affermazione. Complici di tutto questo sono gli stessi organi di informazione che non dicono una sola parola per quei sette ragazzi crocifissi come Gesù sulla croce, solo perché cristiani. (Questi fatti sono avvenuti nei giorni nostri, nell’anno 2009 in Africa, ma molti non lo sanno perché gli organi di informazione hanno deciso di non parlarne). Mentre è stato sollevato un gran polverone per una vignetta su una maglietta. LETTERE AL DIRETTORE POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO Altro che libertà di informazione Una cattiva e non corretta informazione porta l’uomo, come entità naturale, alla sua lenta manipolazione da parte di chi lo vuole sempre più soggiogato. Ma forse, è proprio a questo che un certo potere occulto vuole arrivare. Chi sa quanti ricordano l’aberrante slogan “il corpo è mio e me lo gestisco io” che poi ha prodotto la legalizzazione dell’aborto: vero omicidio verso chi è più indifeso. Per passare poi alla pillola abortiva Ru 486 e magari arrivare alla manipolazione genetica, spinti da interessi meno nobili della salvezza e della libertà dell’uomo. No: tutto questo porta alla distruzione dell’uomo e non alla pretesa affermazione della libertà. La libertà vera è quella che ci donato Dio quando ci ha creati. Quella libertà che usiamo per salvarci dal peccato, e per la quale Gesù Cristo morto sulla croce ci ha indicato la strada. Come dice Sant’Agostino “Colui che ti ha creato senza la tua volontà non ti può salvare senza il tuo consenso”. E’ qui che si esprime il vero concetto di libertà. Tutto il resto è rimanere soggiogati e sottomessi alla volontà di chi sfrutta l’uomo, come entità sociale, per propri interessi, economici o politici. Altro che libertà. FRANCESCO MASCOLO [email protected] RINASCERE A NUOVA VITA aro direttore, in questo mese di novembre ritengo logico che la mia riflessione prenda spunto dalle due ricorrenze che abbiamo appena vissuto: il giorno in cui si ricordano tutti i defunti che vivono la pace di Dio, e i Santi, coloro i quali si sono spogliati della loro superbia per mettersi al servizio in modo concreto dei loro fratelli in condizione di disagio sia corporale che spirituale in terra. La realtà del mistero della morte oggi come oggi è penetrata nella nostra quotidianità come qualsiasi altra dimensione sociale o culturale da accettare in modo del tutto soggettivo, quasi a voler convincersi che tutto prima o poi deve avere un termine; se non si ha questa percezione si rischia di costruirsi dei paradigmi completamente illogici, sprovvisti di senso per l’uomo stesso. Tuttavia, a me piace pensare la morte come un fenomeno di migrazione di spirito verso l’altro, nel senso che, dopo morti, la nostra anima e il nostro spirito restino disponibili di chi ancora deve nascere in una sorta di solidarietà spirituale. C GIANNI NOLI, Fino Momasco FAX: 031.3109325 ✉ E-MAIL: [email protected] P A G I N A 39 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 21 NOVEMBRE 2009 Maria Verso il Natale... Una vita secondo la Parola Dieci meditazioni che ripercorrono in Maria, donna secondo la Parola, altrettanti misteri di salvezza: dall’Immacolata Concezione all’Assunzione, passando per l’Annunciazione, la gravidanza e la nascita, la visitazione, la croce. Donna divenuta madre, Maria continua ad essere segnavia di speranza! RACCOGLIE LA PREDICAZIONE AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI DI MORBIO - LUGLIO 2009 UN LIBRO PREZIOSO DI 80 PAGINE FORMATO 11 X 18 CM. ADATTO PER FARE UN REGALO AI TUOI AMICI, AI CATECHISTI DELLA PARROCCHIA, ALLE PERSONE CARE... 1 COPIA: EURO 5,00 OGNI 5 COPIE, UNA IN OMAGGIO! ancora disponibili altri volumi della collana... LE OFFERTE 2010 ABBONAMENTI NUOVI Eccezionale promozione! 40 euro invece che 50 NUOVO + RINNOVO 80 euro al posto di 90 RINNOVI A CHI RINNOVA, UN GENTILE OMAGGIO DA RITIRARE PRESSO LA SEDE DE “IL SETTIMANALE”: IL VOLUME RESPIRI DELL’ANIMA IN ESCLUSIVA PER I FEDELI LETTORI DEL NOSTRO GIORNALE DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. 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