16
A domanda risponde. Yvan
Caccia neo presidente del Parco
delle Orobie. Sorpresa, qualche
arricciamento di naso. Com’è
potuto accadere (domanda provocatoria)?
“Sono stato proposto dalla
Provincia di Bergamo ai Membri dell’Assemblea del Parco
(comprendente anche i Presidenti della Comunità Montana
di Scalve, della Valle Seriana e
della Valle Brembana) e questi
mi hanno eletto all’unanimità.
Ben diverso è quando qualcuno
ti piglia e ti fa avere un incarico in Regione o da qualsivoglia
parte. Inoltre sono orgoglioso
di poter dire che, nel 2005, mi
sono licenziato dalla ditta di
Gandino per la quale lavoravo
da dopo il servizio militare, ho
aperto la P.I. e mi sono messo a
fare il Libero Professionista nel
campo delle Assicurazioni. Ho
ufficio a Clusone e ad Ardesio.
Con ciò non mi posso lamentare.
Credo quindi che la mia elezione
sia diversa dalla solita nomina
della politica. Mi fa piacere che
l’Assemblea del Parco mi abbia
reputato idoneo a questo incarico”.
Ti trovi fianco a fianco con i
sindaci di Colere Franco Belingheri e di Valbondione Benvenuto Morandi, di estrazione
politica lontana dalla Lega. “Ho
condiviso con Belingheri la
vita del Consiglio Comunale di
Clusone dal ’90 al ’94 (lui Capogruppo di maggioranza ed io
di opposizione), con Morandi
tante iniziative comuni quando
ero vice-Sindaco di Ardesio e
capogruppo di opposizione in
C.M. (lui era Assessore al Bilancio della Giunta Fiorina).
Conosco molto bene tutti e tre i
Presidenti delle Comunità Montane, con Pedretti abbiamo fatto
opposizione insieme per 5 anni
nella CM dell’Alta Valle e l’ho
pure voluto come vice-Presidente dell’Assemblea. Nel Comitato
di Gestione del Parco c’è anche
il rappresentante della Regione, l’ex-Assessore Provinciale della Giunta Bettoni, arch.
Alessandra Salvi, con la quale
ho condiviso 7 anni e mezzo di
Consiglio Provinciale. Al di là
dell’appartenenza politica, ci
unisce la conoscenza del territorio, la passione per il lavoro
e la condivisione degli obiettivi:
tutela delle genti di montagna e
dell’ambiente nonchè la ricerca
dello sviluppo migliore possibile
“
in sintonia con la natura”.
Ma non eravate, voi della
Lega, contrari al Parco? “Il fatto
che la Lega, ed io conseguentemente, fosse contro l’istituzione del Parco non lo vedo un
ostacolo. Continuo a credere
che il nostro bellissimo territorio si sia conservato così, non
grazie al Parco ma alla gente
di montagna. Il Parco è diventato ineludibile nel momento in
cui la Regione, per imposizione
dell’Europa e del Governo Nazionale (allora Ministro Pecoraro Scanio dei Verdi e Presidente
del Consiglio Romano Prodi),
ha inserito nell’area del Parco
delle Orobie 44.000 ettari di
Z.P.S. (zone di protezione speciale) e S.I.C. (siti d’importanza
comunitaria). In quel momento
dovevamo decidere se gestirci il nostro territorio o se, per
via di questi vincoli, lasciare la
gestione alla Regione. Oggi il
Parco è una realtà consolidata
Segnalazione dal sito di Araberara
Attraverso lo strumento “segnala notizia” presente sul nostro
sito internet, un nostro lettore ci ha segnalato che: La notizia
della nomina di Yvan Caccia a Presidente del Parco delle Orobie
Bergamasche, ha subito innestato una ridda di commenti e polemiche, abbandonando queste ultime,credo che, tralasciando ogni tipo
di appartenenza politica, la nomina a Presidente di un Ente così
importante, per la preservazione del patrimonio naturalistico, non
sia casuale ma tenga conto dello spessore e della preparazione di tale
candidato. A Yvan Caccia i migliori complimenti e gli auguri sinceri
di un proficuo svolgimento del suo mandato. L.M.
da parte di un nostro lettore
“
e la dobbiamo gestire pensando
a sgravare la burocrazia in capo
ai residenti, agevolando tutte
quelle attività che rendono viva
la montagna, ivi inclusa la permanenza dell’uomo”.
Si è notato che con la nomina di Belingheri e Morandi il
comprensorio sciistico faccia un
passo avanti: “Da questo punto
di vista la questione legata ai
Comprensori Sciistici è una te-
LA NOMINA A PRESIDENTE
DEL PARCO DELLE OROBIE
La “Caccia grossa”
di Yvan il terribile
YVAN CACCIA PRESIDENTE DEL PARCO DELLE OROBIE
“La mia non è una nomina politica.
Il Parco non si occupa solo di comprensori
sciistici: con Belingheri, Morandi e
Salvi ci conosciamo da tanto tempo”
Araberara - 10 Febbraio 2012
matica importante, ma non l’unica. Debbo anche ricordare che
tutta la gestione dello sviluppo di
quei Progetti riguarda i Comuni,
non il Parco. Il Parco ha l’obbligo di verificare, ed eventualmente consigliare, che i progetti non
confliggano con le zone di Protezione, cercando di trovare le soluzioni migliori”.
Come giudichi la gestione del
tuo predecessore? “Il Presidente
Grassi ha gestito il Parco delle
Orobie quasi fosse la “sua” Famiglia, con un affetto ed una cura
encomiabili. L’ha fatto grazie anche alla sua grande preparazione
da ex-Funzionario della Regione
Lombardia. A lui va il mio plauso
ed il mio ringraziamento. Il mio
sogno è trovare la giusta sintesi
tra chi vive il Parco e nel Parco
e chi ne vuole usufruire pensando al Parco delle Orobie come al
Parco Sempione! Il Parco delle
Orobie è come tra un’incudine
ed un martello, pressato da queste due visioni: dalla diatriba tra
cacciatori ed Associazioni ambientaliste, da chi considera che
fare la neve artificiale vada bene
se portata a Milano per una gara
di sci nordico, ma non per innevare le piste di Colere o Lizzola, da
chi vuole che s’incentivi l’energia
alternativa prodotta dagli scarti
del bosco, che bisogna pulire, ma
si oppone a nuova viabilità agrosilvo-pastorale che permetta di
raggiungerlo il bosco”.
Parco delle Orobie. Tocca a Yvan Caccia. Ed è una
presidenza ‘pesante’. Yvan Caccia, leghista, già sindaco
di Ardesio, ‘accusato’ di aver fatto perdere la Lega ad
Ardesio alle amministrative nelle due ultime tornate,
non ha mai mollato, fedele al Carroccio al punto da accettare scelte discutibili, adesso si prende la rivincita,
nuovo presidente del Parco delle Orobie.
Nomina arrivata ufficialmente giovedì 26 gennaio.
Parco che con la legge 12 del 2011 è di fatto diventato ente di diritto pubblico (prima era un Consorzio) e
così oltre al presidente c’è una specie di giunta che è
composta dai rappresentanti delle 3 Comunità Montane
delle valli e cioè, per l’Alta Valle Seriana il sindaco di
Valbondione Benvenuto Morandi, per la Val di Scalve
Franco Belingheri, l’ex sindaco di Roncobello Antonio Gervasoni e l’architetto Alessandra Salvi per
la Regione, già assessore all’ambiente della Provincia
di Bergamo quando a governare c’era Valerio Bettoni.
Una nomina “a sorpresa”, quella di Caccia. Di lui tutti
dicono che è bravo, poi molti aggiungono che praticamente è un accentratore, alcuni arrivano ad attribuirgli
persino più potere di quanto ne abbia in realtà. Ma questa nomina dimostra che non è esagerato tenerlo in…
considerazione.
Orobievive – intervento
Il Parco delle Orobie è diventato un Ente Pubblico ed ha cambiato i propri amministratori.
La gestione Grassi si conclude
senza rimpianti da parte nostra:
per barcamenarsi fra le esigenze
spesso a corto raggio dei singoli
comuni ha frequentemente subordinato la propria funzione ad
interessi specificatamente locali.
Non ha mai preso di petto il
problema delle piste da sci e del
loro impatto sull’ambiente, ma
addirittura non si è accorto che
nel comune di Valbondione la
società sciistica allora presieduta
dal sindaco Morandi aveva realizzato una pista da sci ( la Pista
del Sole) senza possedere alcun
Permesso per costruire ed ha ritenuto di poter “sanare” a posteriori la situazione.
Nella realizzazione del comprensorio sciistico di Foppolo/
Carona ha usato manica larghissima e si vedono ora i risultati.
Analoga procedura non gli
è riuscita a suo tempo per il
comprensorio Colere/ Lizzola/
Spiazzi solo perché , trattandosi
di progetto rientrante in Sito di
Importanza Comunitaria ( SIC),
Orobievive ha condotto una battaglia giuridica in sede di Valutazione Ambientale Strategica che
ha indotto la Provincia di Bergamo a fermare l’iniziativa.
Ci troviamo ora con la dichiarazione del neo eletto Presidente
Caccia, già sindaco ad Ardesio in
quota Lega, che individua come
priorità del Parco lo sviluppo del
turismo bianco “ gestendo con gli
enti locali le risorse che sono arrivate dalla Regione “, dando per
scontato che tutto l’iter previsto
dalle leggi sia già stato compiuto
in modo favorevole, mentre è appena iniziato.
Questa dichiarazione appare
preoccupante per diversi motivi:
tale priorità contrasta con le finalità di conservazione ambientale
PARCO: La politica rinunci all’affarismo
e recuperi la mission naturalistica
stabilite dalla norma quadro sulle
aree protette per i parchi regionali montani (art 1 e 16 della L.R. n.
86 del 1983), oltreché con quelle
previste dalla legge istitutiva del
Parco stesso che si prefigge di
salvaguardare l’elevata naturalità
di un ampio territorio delle Alpi
Orobie. Inoltre noi riteniamo che
puntare sullo sviluppo del “turismo bianco” contraddica l’ attuale tendenza alla contrazione della
pratica sciistica come risulta evidente sia dai dati ISTAT, sia dalla
non convenienza economica della gestione degli impianti, le cui
società sono in costante e irreversibile perdita da anni per svariate
centinaia di migliaia di euro.
Il maggiore afflusso turistico è
invece legato alla stagione calda,
con una netta predominanza dei
pernottamenti nel periodo estivo
su quello invernale (come evidente dai dati dell’Osservatorio
Turistico Provinciale) e con una
forte crescita di strutture ricettive
locali, quali gli agriturismo ed i
B&B, anch’essa ben evidenziata
dai dati dell’Osservatorio.
Il nostro timore è che le persone che sono appena state nominate nell’organo di gestione
del Parco rappresentino primariamente gli interessi del “turismo bianco”, basato sui sussidi
pubblici, invece che gli interessi
dei settori privati più dinamici e
meno rappresentati politicamente; la fruizione estiva e quella invernale confliggono sotto diversi
punti di vista, riguardo per esempio alla distribuzione delle risorse finanziarie o all’interesse per
la conservazione dell’ambiente
naturale. Se il turismo estivo porta il maggior afflusso di presenze,
come si invoglieranno i turisti a
ritornare
in Val Bondione o in Val di
Scalve, se le piste da sci in progetto, con i loro scavi e livellamenti di terreni rocciosi, snatureranno zone protette di alto valore
naturalistico con grande potenziale turistico?
Nel nuovo consiglio di amministrazione del Parco crediamo inoltre che ci siano conflitti
di interessi evidenti: Morandi e
Belingheri sono sindaci di comuni, Valbondione e Colere, che
detengono quote nelle società di
gestione degli impianti sciistici
da finanziare; ebbene quegli impianti sono in aree protette (Zone
di Protezione Speciale e Siti di
Importanza Comunitaria) che il
Parco dovrà gestire e sulla cui
tutela dovrà garantire. Come faranno?
Ci chiediamo poi se i nostri
politici siano capaci di leggere
le sfide del futuro, continuando
a parlare di turismo e di sviluppo con ricette superate, anzi deleterie e dannose sia per le popolazioni che per l’ambiente, a
fronte dell’emergenza ecologica
che coinvolge tutto il pianeta. Il
turismo deve cambiare. Perché
il turismo è stato la scusa per
distruggere il futuro degli ecosistemi, nel nome di un presente di
effimero benessere.
Mentre in tutto il mondo si
discute di come cambiare rotta,
ecco che un Parco, dal quale ci
aspetteremmo riflessioni, studi e
provvedimenti che ispirino nuove attività, nei settori dell’alpeggio, della forestazione, delle produzioni alimentari di filiera corta,
del recupero architettonico, del
turismo eco-compatibile, attività
magari meno remunerative nel
breve termine, ma di impatto sostenibile per il futuro dei nostri
figli, ci propone di conficcare in
un Sito di Importanza Comunitaria, seggiovie, parcheggi, seconde case (come non bastasse
il record bergamasco: 62% di
seconde case), traffico, inquinamento, per un esiguo numero di
posti di lavoro (magari anche in
nero) di durata assai precaria e
stagionale, se c’è neve.
La politica deve rinunciare
all’affarismo e recuperare la mission naturalistica dell’ente Parco,
non sottoponendola a interessi
economici di parte. Per queste
ragioni vigileremo su ogni singolo atto di questo nuovo Consiglio di Gestione, fin da subito
soprattutto sull’intendimento,
che era già della gestione Grassi,
di ridefinire i confini delle Zone
di Protezione Speciale che viceversa devono continuare ad
essere un importante presidio
naturalistico.
Paolo Locatelli
Coordinamento Orobievive
CLUSONE E ROVETTA
17
Gli alpini portano il tricolore nelle scuole
La sezione degli Alpini
di Bergamo, nell’ambito
dell’iniziativa “tricolore
nelle scuole” organizza
tutti gli anni gli incontri
con gli alunni delle scuole della provincia. Questa
iniziativa nata nell’anno
scolastico 2005-2006 ha lo
scopo di continuare ed intensificare i rapporti con il
mondo della scuola.
Lo statuto dell’Associazione Nazionale Alpini ha tra
le sue finalità:
- tenere vive e tramandare le tradizioni degli
Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne
la gloria e le gesta;
- promuovere e favorire lo
studio dei problemi della
montagna e del rispetto
dell’ambiente naturale,
anche ai fini della formazione spirituale ed
intellettuale delle nuove
generazioni;
- promuovere e concorrere
in attività di volontariato e Protezione Civile,
con possibilità di impiego in Italia ed all’estero,
nel rispetto prioritario
dell’identità associativa
e della autonomia decisionale.
Il nostro obiettivo è quello di incontrare i giovani
delle terze Medie ed illustrare loro le origini del
Tricolore, dell’Inno Nazionale, dei più importanti
Monumenti e luoghi di
interesse storico, la storia
degli Alpini, come, quando
e perché è nato questo corpo militare, le attività che
svolgono attualmente nel
campo del Volontariato e
della Protezione Civile.
L’incontro della durata
massima di due ore si
articola con la proiezione
di un DVD di circa trenta
minuti, interrotta brevemente per commentare in
singoli episodi, raccogliere
le osservazione e rispondere alle domande degli alunni. Al termine doniamo ad
ogni studente un esemplare
della Bandiera Nazionale
formato cm. 70 x cm. 100
in tessuto nautico di produzione Italiana offerta dai
Gruppi Alpini locali, ed un
opuscolo offerto dalla Sezione di Bergamo che spiega
gli argomenti trattati.
Il nostro intervento, nell’anno scolastico 2010-2011, ha
interessato 170 Scuole provinciali, 428 classi e 9284
studenti.
Per quanto riguarda la nostra Zona 17, che comprende i gruppi Alpini di Clusone, Presolana, Rovetta,
Cerete Alto, Cerete Basso,
Fino del Monte, Songavazzo, Onore e San Lorenzo, e
parte della Zona 18 (Piario,
Villa D’Ogna, Oltressenda
Alta), è coperta dagli Istituti Comprensivi di Clusone,
Istituto Rezzara, Istituto
Comprensivo A. Fantoni di
Rovetta che comprende la
scuola media di primo grado di Castione della Presolana.
Giovedì 2 febbraio si è svolto l’incontro con gli alunni
delle scuole di Clusone, e
dell’Istituto Rezzara, presso l’auditorio in Via Roma,
11, alla presenza dei dirigenti scolastici Prof. Moioli
Francesco e Prof. Pezzali
Massimo, e di 141 alunni,
il relatore è stato l’Alpino
Arnoldi Antonio Vice presidente Nazionale A.N.A.
Sabato 4 febbraio si è svolto l’incontro con gli alunni
delle scuole di Rovetta e di
Castione della Presolana
presso la sala in Via Papa
Giovanni XXIII, alla presenza del dirigente scolasti-
co Prof. Belingheri Giuseppe e di 140 alunni, il
relatore è stato l’Arch. Alpino Zucchelli Claudio.
Durante questi incontri
notiamo parecchio interesse da parte dei ragazzi,
a questi argomenti anche
perchè quasi tutti in famiglia hanno il papà, uno zio
od un nonno Alpino.
E’ una grande soddisfazione per noi vedere con
quale attenzione seguono
ciò che noi gli esponiamo,
soprattutto quando tocchiamo argomenti come
l’attenzione per l’ambiente curata dalle nostre
squadre di Protezione Civile Alpina nella cura dei
sentieri, dei boschi, del
rifiuto verde comunale, le
calamità naturali, terremoti, alluvioni, ecc. Altro
argomento stimolante è
ad esempio, il servizio militare ai giorni d’oggi.
Noi cerchiamo di trasmettere i valori che ci sono
stati tramandati dai nostri padri, quali Patria, famiglia e l’attenzione verso
i più deboli, evidenziando
il simbolo della bandiera
e dell’Inno Nazionale, che
rappresentano lo stato a
cui appartengono.
Questi simboli vanno
sempre rispettati da tutti, perché essi raffigurano l’intera nazione, ed i
sacrifici che i predecessori hanno sostenuto per
il raggiungimento degli
attuali equilibri politicoamministrativi.
Il prossimo appuntamento rimane comunque per i
primi di febbraio 2013
Il Coordinatore
della Zona 17
Giovanni Stabilini
AltaValle Seriana
AltaValle Seriana
Speciale Ardesio
Araberara - 10 Febbraio 2012
Scarica

16-17 - Araberara