Quindicinale Indipendente d’Informazione del IV Municipio [ ANN O XXVI - N. 5 - APR I LE 2 01 1 - C OP IA GR ATUI TA Via Val Maggia 32 - Tel. 06.88644518 - [email protected] - www.laquartaonline.it ] LA METRO A PORTA DI ROMA NON LA VUOLE NESSUNO, TRANNE... Il nuovo Assessore alla mobilità Aurigemma si faccia garante per tutelare i veri interessi del territorio impedendo che la prosecuzione della B1 verso Porta di Roma possa trasformarsi in un boccone avvelenato [Riccardo De Cataldo] M a questo benedetto ma per molti maledetto prolungamento della Metro B1 da piazzale Jonio fino a Porta di Roma, chi lo vuole veramente? Dopo che il progetto ha avuto la benedizione di Alemanno, è stato solo un continuo susseguirsi di polemiche, quando sono stati resi noti i termini del finanziamento che per le ridotte casse comunali deve attingere ai privati per garantire il completamento dell'opera. Un Project financing già ampiamente concordato fra Campidoglio e i soliti noti protagonisti del saccheggio urbanistico di Roma. In altre parole mi dai i soldi, ti faccio costruire, mi vendo politicamente l'opera a due anni dalle elezioni comunali, uso per promuoverla i quotidiani romani, i cui editor/costruttori fanno parte della lobby del mattone e futuri attori del finanziamento, garantisco a Romametropolitane e alla azienda appaltatrice Salini la prosecuzione della cantierizzazione dei lavori con la scusa che sarebbe costosa un'altra gara d'appalto, lasciando dormire la talpa sotto via Isole Curzolane (riportarla in superfice avrebbe comportato probabilmente una invasione tale da prefigurare per due anni una pesante ripercussione sul traffico). Eccoli quindi i veri beneficiari del tratto Metro p.le Jonio/Porta di Roma con l'aggiunta che i mecenati finanziatori oltre ai milioni di metri cubi di cemento da scaricare sul nostro territorio, gia' al collasso di cantieri e traffico, potranno godere di un beneficio innegabile di poter vendere meglio, con il bonus Metro, l'attuale invenduto o di ricevere una linea direttissima Bologna/Libia/Conca D'Oro/Jonio/Porta di Roma, un regalo per l'omonimo ipercentro commerciale che si vedrebbe raggiunto da quartieri fin'ora scollegati. Insomma la Metro a Porta di Roma serve solo a chi la fa, chi la gestisce, chi ne trae vantaggi politicamente e finanziariamente. Ma i cittadini? Una sequela incredibile di consequenze e di ricadute sul territorio, una pillola corposa di nuove case, anni futuri di altri cantieri e di traffico, per trasformare alla fine Montesacro e Valmelaina ,in terra di passaggio, verso la vera meta finale, oggetto della golosita' politico imprenditoriale, che finirebbe per chiudere definitivamente i rubinetti del piccolo commercio di strada alimentando e favorendo il degrado di quartieri bui ed invivibili. Tutti verso Porta di Roma, famiglie destinate a week end di Metroshopping. In conclusione ormai tutti si sono accorti del grande bluff Metro Porta di Roma, condiviso anche da molti reduci veltroniani e realizzando ora dagli uomini di Alemanno, uno spot sulla mobilita' sempre piu' autoreferenziato e finemente diretto dai costruttori. Per questo i comitati Casale Nei, Porta di Roma e Colle F.lli Marinaro Salario rimandano al mittente la proposta di prolungamento Metro verso i loro quartieri, delusi e furiosi per la mancanza delle strutture di urbanizzazione e dei servizi promessi alla consegna delle loro case, per questo i comitati Serpentara, Valmelaina, Talenti continuano a combattere il progetto, per questo i commercianti da Viale Libia a Piazzale Jonio, dopo aver subito sette anni di cantieri per la Metro B1 con la promessa di vantaggi futuri, non accettano ora la beffa di essere bypassati dalla prospettiva di un collegamento rapido Bologna /Porta di Roma , per questo il sondaggio La Quarta dice che l'intera cittadinanza al 69% HA VOTATO CONTRO, per questo perfino il Presidente del IV municipio Cristiano Bonelli, in difformita' di quanto prevede Alemanno, ha deciso di scendere in campo contro chi, per fare il prolungamento metro fino a Porta di Roma, vuole consentire che si scarichino altri milioni di metri cubi sul suo Municipio. BUFALOTTA AD “ALTA TENSIONE” [di Luca Coniglio] In queste ultime settimane via della Bufalotta più che una strada sembra una linea di rifornimento tedesca bombardata dagli aerei alleati. La situazione è al collasso più totale. Sono oramai anni che questa delicata arteria del nostro territorio, a causa dello spaventoso carico urbanistico che si è trovata a dover sorreggere, vive una situazione di traffico perenne, ma questa volta è arrivato il colpo di grazia. La mazzata finale è arrivata dai lavori per l’interramento della rete elettrica, che da molte settimane invadono completamente la carreggiata da prima del ponte del GRA fino ad oltre il liceo Giordano Bruno. L’incrocio Bufalotta, Settebagni, Casal Boccone è diventato un occhio del ciclone dove si entra facilmente( o forse inevitabilmente, visto che non ci sono altre strade da e verso il centro) ma si esce molto difficilmente, dopo un’eternità, e con i nervi a fior di pelle. Ma questi lavori incredibilmente invasivi non si potevano fare d’estate?Magari da giugno in poi, con la chiusura delle scuole? Perché complicare la vita dei cittadini di una zona che, già senza lavori, sta esplodendo sotto tutti i punti di vista? D www.marinaropasta.com DOMENICA APERTI “DAI UN SAPORE GENUINO ALLA TUA TAVOLA” Tortellini, Cannelloni, Ravioli di ricotta, di zucca, funghi porcini, radicchio e speck, limone e zafferano e tanti altri prodotti con ingredienti genuini e senza strane polverine Via Val Padana, 55 Tel. 06.812.02.09 - Via Val di Non, 50 Tel. 06.812.43.37 - Via I. Giorgi, 47 - Tel. 06.64810115 SPECIALE METRO VALMELAINA Pagina 2 Aprile 2011 METRO A PORTA DI ROMA: L’ASSEMBLEA PUBBLICA NON STOPPA L’AVANZATA DEL CEMENTO M Dichiarazioni politiche, interventi utopici e scelta del tracciato. Intanto le voci comunali confermano i temuti 2 milioni di m3 del project financing [di Alessandro Ceravolo] ercoledì 23 Marzo. Aula Magna dell’ITCG Carlo Matteucci in via delle Vigne Nuove. Assemblea pubblica “Stop al Cemento”, organizzata dal Comitato Serpentara e mirata all’analisi del procedimento che potrebbe condurre alla realizzazione di un prolungamento B1 verso Porta di Roma in regime di project financing, seguendo una tracciatura differente rispetto a quella originariamente annunciata. Chiara la volontà degli organizzatori: rendere pubbliche le 1.500 firme raccolte a favore del ripristino della direttrice originaria (Monte Cervialto – Serpentara – Bufalotta) e denunciare le ricadute sul territorio delle possibili ulteriori concessioni edificatorie (si parla di 2 milioni di m3, pari a circa 20.000 nuovi abitanti). Tanti politici, esperti di rilievo, molte facce note in una platea abbastanza nutrita e un gruppo di cittadini alla ricerca di risposte cui, sfortunatamente, non è stata data abbastanza voce nel corso di una manifestazione sempre in bilico tra il comizio politico, la lezione universitaria e la baruffa televisiva. Nonostante venga da più parti riconosciuta l’insostenibilità per il territorio di un intervento sottoposto a simili costi in termini di ulteriori colate di cemento, è apparsa chiara l’impossibilità di costruire, neanche a livello territoriale, un fronte unico che possa puntare a modificare o migliorare decisioni probabilmente già prese a livelli più alti. Troppi soldi in ballo, troppi intrecci economico-politici, troppa poca forza da parte delle amministrazioni territoriali, ancora inferiore la volontà di tener conto dell’opinione dei cittadini. Le utopiche relazioni degli esperti (l’insostenibilità del project fnancing e la mobilità alternativa dell’urbanista Rossi Doria, la necessità della progettazione partecipata dal basso del Prof. Cellamare, le ricadute economiche della Metro C di Schiavone) hanno, infatti, lasciato il posto ad uno sconcertante «teatrino di reazioni politiche» (come dichiarato da Paolozza, coordinatore della rete romana del mutuo soccorso), ulteriormente smentite da un lancio d’agenzia letto a fine incontro. Il presidente Bonelli, pur dichiarando «Se oggi siamo qui è perché in questi anni qualcosa non ha funzionato e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, aldilà degli schieramenti, altrimenti qualcun altro continuerà a decidere per noi», non ha mancato di sottolineare, nonostante la contrarietà personale e della sua giunta, il doveroso confronto con le scelte prese dall’amministrazione centrale. Si annuncia a gran voce che «Nessuno potrà decidere su questioni così centrali se non il governo locale» ma la sensazione è che i binari siano già stati posti da tempo e che, in assenza di un fronte forte, appellarsi ora all’unità del territorio (o discutere su quale tracciato prediligere) siano tentativi fuori tempo massimo. Altrettanto sterili le dichiarazioni degli esponenti d’opposizione che, dimenticando le responsabilità delle precedenti amministrazioni, tuonano contro l’opera (dal «Difendiamo il sottosuolo» della Azuni, a «Noi siamo pronti a dire No» di Corbucci, a «Colpevole il ritardo del Municipio su una decisione già presa» di Marchionne). Sconcertante anche la dichiarazione del consigliere comunale Coratti (Pd) che, pur sottolineando i tempi lunghi per l’approvazione definitiva del procedimento, sottolinea l’importanza strategica della metropolitana anche a costo di concedere nuove edificazioni ai costruttori. È Enrico Pazzi, moderatore dell’assemblea e responsabile del sito Roma2013, a interrompere il giro di interventi e gelare la platea leggendo un lancio d’agenzia appena giunto. Antonello Aurigemma, Assessore alla mobilità del Comune, mettendo a tacere gli oppositori locali (facenti parte anche della sua stessa sponda politica), proclama la chiusura entro il 2013 delle procedure burocratiche per poter lavorare, sull’esempio di quanto accaduto per il prolungamento B2 tra Rebibbia e Casal Monastero, anche per la B1 oltre Jonio. In soldoni, al Comune spingono il project financing e si muovono indipendentemente dalla volontà del territorio. E così l’assemblea “Stop al Cemento” viene sommersa da 2 milioni di m3 di nuove edificazioni. È davvero la scelta del tracciato il vero problema. Ci sono rimasti degli effettivi spazi di manovra? La classe politica è effettivamente in collegamento con il territorio che rappresenta? Gli interrogativi rimarranno anche stavolta senza risposta esplicita. METRO B1: L’EPILOGO DI UNA STORIA LUNGA OLTRE MEZZO SECOLO Dal progetto fascista al nuovo millennio, le tappe dell’opera che ha sconvolto (e sconvolgerà) la vita del nostro Municipio L’ [di Alessandro Ceravolo] attuale Metro B rappresenta l’eredità del primo tratto di ferrovia urbana costruito a Roma. Il governo fascista, infatti, fin dagli anni ’30, progettò un sistema di gallerie in grado di collegare in tempi rapidi la stazione Termini al nuovo quartiere che avrebbe dovuto ospitare l’esposizione universale del ’42 (l’attuale EUR). La guerra interruppe anzitempo l’avanzare dei lavori e le gallerie furono adibite a rifugi anti-aerei. I cantieri si riaprirono nell’Italia repubblicana del ’48 e, con grande soddisfazione del Presidente Einaudi e del Cardinale Micara, il 9 febbraio del ’55, il primo servizio metropolitano della Capitale, con le sue 11 fermate, venne aperto al pubblico. Mentre il 1980 fu l’anno dell’inizio dei viaggi della nuova linea (denominata A), si dovrà attendere un’altra decade (e i soldi dei mondiali di calcio) per vedere in servizio il tanto atteso prolungamento della “vecchia linea B” da Termini a Rebibbia, nonché un completo ri-modernamento delle strutture pre-esistenti. Altri 15 anni e l’arrivo del nuovo millennio per veder partire il progetto che ha cambiato (per ora in peggio) la vita a tutti gli abitanti del quadrante nord-est di Roma. Far partire da Piazza Bologna una diramazione verso Nord e, servendo alternativamente le due direttrici (B1 verso Conca d’Oro, B2 verso Rebibbia e oltre), raggiungere il popoloso e scollegato IV Municipio. Siamo alla fine del 2005: i primi cantieri su via XXI Aprile, il taglio degli alberi di viale Libia nonché i primi percorsi slalom tra paratie gialle fanno presagire l’impatto devastante dei lavori. Nel 2006 i cantieri sbarcano anche aldilà del ponte e eliminano, in pochi giorni, lo storico parco di piazza Conca d’Oro, punto d’incontro centrale per piccoli e grandi abitanti del quartiere. I lavori preparatori si concludono con una inaspettata doccia fredda. La prima fermata della nuova linea, denominata “Nomentana” e realizzata nel tratto che divide la caserma della Guardia di Finanza da via Venuti, viene ritenuta irrealizzabile e, conseguentemente, soppressa. Troppo critiche le condizioni del terreno e delle strutture circostanti, troppo costoso e complesso il sistema di mini-tunnel che avrebbe dovuto portare i macchinari fino alla profondità prevista, troppo rischioso iniziare un procedimento che avrebbe sicuramente rallentato enormemente i tempi di realizzazione. Così la B1 perde subito un pezzo, ma Romametropolitane non si perde d’animo e, per mantenere a 4 il numero delle fermate, decide di proseguire l’avanzata verso Nord. Siamo all’inizio del 2007, la crisi commerciale a viale Libia inizia già a mostrare i suoi effetti e la giunta comunale, in tempi brevissimi, approva il prolungamento della linea fino a piazzale Jonio. Spostamento dei fondi dalla stazione irrealizzabile alla nuova fermata (con necessità comunque di un ulteriore ri-finanziamento), riqualificazione dell’area di via Scarpanto, futuro scambio e lavori di consolidamento per il possibile arrivo della linea D. Nonostante tutti i vittoriosi proclami, questi 800 metri di ferrovia saranno aspramente discussi e riusciranno, progressivamente, nella difficile opera di annichilimento di Montesacro e del Tufello. All’inizio del 2008 parte l’inarrestabile cammino della talpa meccanica da piazza Bologna mentre la Commissione Europea apre una procedura di infrazione sui criteri di assegnazione della gara d’appalto (vinta dalla Salini, ditta che già curava il resto della tratta) riguardante il prolungamento verso Jonio. Gli incartamenti bloccano i cantieri per oltre un anno e solo la spedizione a Bruxelles della triade Alemanno – Marchi (assessore alla mobilità) – Ascarelli (a.d. Romametropolitane) riesce a sbloccare la situazione. È novembre del 2009 e, mentre i cantieri e le modifiche alla viabilità trasformano la zona “delle valli” in un inferno di automobili, il sindaco inaugura i lavori della futuristica stazione “puriniana” di via Scarpanto. Sbancata una collina, snaturato l’aspetto territoriale e ridimensionato il valore culturale e sportivo delle strutture del Redentore, lo storico punto d’incontro tra Tufello e Val Melaina viene rinchiuso tra nuove sbarre gialle. Si inizia a parlare del futuro di questa linea e l’obiettivo, neanche troppo nascosto, appare chiaramente quello dei fantastici lidi commerciali di Porta di Roma. Prima ipotesi sul tavolo quella di uno studio presente da anni sui tavoli dell’amministrazione: un percorso che, attraverso Monte Cervialto e Serpentara, avrebbe portato alla nuova area della Bufalotta e poi a Cinquina. Passano pochi mesi e la linea di Romametropolitane cambia, lasciando spazio ad ipotesi di prolungamento lungo la direttrice di via Giovanni Conti. Maggio 2010 e, mentre i tempi per la realizzazione e messa in servizio della prima tratta si allungano (da fine 2011 a inizio 2012) parte da Conca d’Oro la seconda talpa per la realizzazione degli 800 metri che dovrebbero entrare in funzione del 2013. Gli ingombri a piazza Capri aumentano e la cantierizzazione estiva di viale Jonio terrorizza in vista di settembre. Sfortunatamente il caos e i disservizi passano in secondo piano quando un anziano viene tragicamente travolto da un camion di Romametropolitane. L’estremo sacrificio e il momento del silenzio. Proprio nel momento della sconvolta incredulità del quartiere, tra i palazzi del Campidoglio si preparano le carte per la scelta che rischia di gettare ciò che resta del nostro Municipio nel caos più totale. Il 24 settembre 2010 viene approvato in Conferenza dei Servizi il piano preliminare per il proseguimento della B1 verso Porta di Roma: 3.800 metri e tre nuove stazioni (Vigne Nuove, Mosca e Bufalotta) per un’opera da sovvenzionare col discusso metodo della finanza di progetto. Il 2011 si apre tra discussioni infuocate e nuove paratie gialle tra Val Melaina e Isole Curzolane, nell’ultima e tanto temuta trance di interventi. Sospesi e in attesa di conoscere il futuro della B1, che poi è anche il nostro, attendiamo sviluppi nella speranza di non vedere, per l’ennesima volta, prendere decisioni sopra le nostre inconsapevoli teste. Aprile 2011 SPECIALE METRO VALMELAINA Pagina 3 VIA VALMELAINA, OTTANTA ANNI DOPO DA META DI EMIGRANTI DA TUTTA ITALIA NEGLI ANNI TRENTA, A CENTRO MOTORE DEL QUARTIERE, POI UN INNARRESTABILE DECADIMENTO NEGLI ULTIMI 15 ANNI: OGGI SEMPLICE TERRA DI PASSAGGIO VERSO I NUOVI QUARTIERI NORD P viabilita’ viene rivoluzionata ancora e finisce per perdere una delle sue corsie preferenziali, mentre è di questi giorni il provvedimento che demolendo l’alta aiuola centrale ne ricavera’ parcheggi con una compromissione definitiva di quella parte di Via Valmelaina. Ma come in tutti i drammi ecco il Via Val Melaina del dopoguerra, colpo di teatro finale: si le bancarelle di un mercato di strada scopre l’arcano, tutta la metro b1 era funzionale solo a Porta di Roma, lì doveva arrivare dove gli interessi politico imprenditoriali erano forti. In un susseguirsi frenetico di cambiamenti in corso d’opera, la metro con il concorso dei privati arriverà a Porta di Roma e, udite, udite, una stazione, incredibilmente a poche centinaia di metri da quella di via Scarpanto, eliminera’ il mercato di via Conti, ultimo baluardo, contro l’ipercentro ai confini del raccordo, del servizio commerciale di territorio. Via Valmelaina subira’ allora l’onta di trasformarsi in modo definitivo di terra di passaggio. [di Tommaso De Bianchi] overa via Valmelaina come ti hanno ridotto! A vederti oggi sembri irriconoscibile rispetto al grande valore che dai primi anni del secolo scorso ti eri lentamente conquistata, assumendo una precisa identita’ e una funzione socioculturale aggregativa di dignità popolare. Una storia iniziata ottanta anni fa con i primi emigranti che ti hanno colonizzato, rimboccandosi le maniche fino al dopoguerra, fondendosi con i romani, costruendo famiglie e attivita’, abitando e rendendo le loro case popolari , con una condivisione fra coinquilini, un’ambiente di rara umanita’ e solidarieta’, ben evidenziata nei “Ladri di biciclette” di De Sica. Poi una botta dietro l’altra, il muretto spartitraffico per i cordoli delle corsie preferenziali rendeva la strada intraversabile spezzando la prima condivisione abitativa tra gli abitanti del Villaggio Angelini e Valmelaina. In seguito lo shock della tragedia di Via Ventotene e il trasferimento Una stazione nel nuovo tracciato del metro B1 verso Porta di Roma lo cancellerà del mercato di Valmelaina in via Conti. Un colpo mortale a tutto l’indotto commerciaindebolire una forte realtà commercia come questa , attra[di Luca Coniglio] le della zona che traeva vantaggio dai verso uno spostamento coatto, per favorire la grande distrisuper frequentati banchi. Fra allagamenti i mancava solo questa nella oramai ridicola e inde- buzione di Porta di Roma, la quale prenderebbe due piccioper l’assurda situazione fognaria e invacente storia della costruzione della metro B1. ni con una fava giovando sia dell’ indebolimento del mercasione sulla strada di cartelloni pubblicitari Durante la riunione tra il presidente del IV Municipio to sia della metropolitana che arriverebbe dentro il centro irregolari invasivi e pericolosi, si giungeva commerciale. Un mercato anche Bonelli e i comitati di quartiere della a qualche anno fa con l’idea assurda di solo due o trecento metri più lonzona Porta di Roma-Casale Nei è portare una stazione metropolitana nell’attano dal cuore di Val Melaina perimprovvisamente emersa l’ennesitigua via Scarpanto a soli ottocento metri derebbe quell’attrattiva che già ha ma, incredibile, sorpresa. Un ingeda quella di piazza Conca d’Oro. Qui incoparzialmente smarrito dopo lo gnere dell’ex VI Dipartimento, ora minciava la definitiva caduta di via spostamento di dodici anni fa. Progettazione e Attuazione Valmelaina. I cantieri invadono e tagliano Andando poi all’aspetto strettaUrbanistica, ha confermato l’esiin due Via Scarpanto, demoliscono la sua mente urbanistico, tale progetto stenza del progetto preliminare, già collina, s’impadroniscono del campo rappresenta la pura follia, senza approvato dalla conferenza dei serBarbieri del Tirreno, producono effetti precedenti nella storia di questa vizi, che prevede una stazione devastanti, azzerando parcheggi, rumori città e non solo. Il tracciato di quedella metro B1 in via Giovanni assordanti, camion, polveri, strade e marsto prolungamento è assolutaConti, a pochissime centinaia di ciapiedi abbandonati al disfacimento, una mente ridicolo e senza senso. Se metri dalla stazione Scarpanto, al distruzione totale del commercio di zona. proprio si voleva realizzare una posto dell’attuale mercato rionale Ecco l’abbandono. La piazzetta dell’ex di Val Melaina, che dovrebbe sbaraccare e spostarsi altrove. stazione a via Conti, lo si poteva fare direttamente, come mercato guarda alla collina che non c’è “Il municipio non ne sapeva nulla, io stessa sono venuta a suggerito dal nostro giornale, prima di ammazzare Val piu’ e vive la sua nuova stagione di un conoscenza per la prima volta di questo progetto nel corso Melaina e piazzale Jonio con cantieri invasivi, che tutt’ora deserto aggregativo, ben lontano dei della riunione, che si era tenuta per altri motivi.”, dice rendono impossibile la vita dei residenti. Adesso, con i lavotempi del “Tutto a mille!” urlato dai banchi Giordana Petrella, presidente della commissione mobilità ri di via Sarpanto in fase avanzata, edificare un stazione a del mercato. I lotti popolari diventano pridel IV Municipio, ai microfoni di Radio Val Melaina. E se non 350 metri dall’altra è uno scandalo mai visto prima in nesgionieri, i suoi abitanti cadono in una prone sapevano nulla, come al solito, le nostre istituzioni locali, suna città del mondo. Ogni persona sana di mente capisce fonda prostrazione senza difese. quelle teoricamente più vicine al territorio e ai cittadini, figu- che da Piazzale Jonio a Porta di Roma basterebbe una sola Abbandonati a loro stessi vivono un’isolariamoci cosa ne potevano sapere i poveri commercianti del stazione intermedia, che è già prevista a piazzale Ennio mento insopportabile. Emblematico l’epimercato, che sono letteralmente caduti dalle nuvole, come ci Flaiano, a Vigne Nuove. Questa fantomatica stazione Conti, sodio di una ragazza che a via Scarpanto dice la loro presidente Franca Nuzzi: “Nessuna istituzione ci creata ad hoc, è in segno indiscutibile dell’interesse privato un anno fa dà fuoco al suo appartamentiha fatto sapere nulla, siamo venuti a conoscenza della che prevarica quello pubblico, dei costruttori che mettono no: potrebbe essere salvata, ma le catene situazione attraverso voci e giornali, siamo preoccupatissi- sotto scacco istituzioni inerti e inermi. Con centinaia di sul cancello di entrata per i mezzi di socmi. Ho inviato una lettera sia al sindaco che all’assessore milioni di euro che serviranno per questa stazione si potrebcorso è chiuso con le catene messe lì da Aurigemma per avere un tavolo di concertazione, ma non bero risolvere problemi in un quartiere dove manca tutto. non si sa chi. Il ritardo nel salvataggio è mi hanno risposto”. Una situazione allucinante. Si vorrebbe “Ancora non c’è un vero progetto della stazione, ma sappiadecisivo e così si spezza una giovane vita. spostare un mercato storico di Roma, uno dei pochi che mo che verrà in quella zona”, aggiunge la Petrella. E’ chiaVengono anche trasferiti gli storici chioancora funziona pieno regime e da lavoro a tanta gente, ramente la solita storia, fino ad una settimana prima nessuschi all’incrocio con via Isole Curzolane. solo per farci una assurda stazione, attaccata a quella in no sa nulla, poi si iniziano a vedere quegli inquietanti muraMa per via Valmelaina e tutto il quartiere le costruzione a Via Scarpanto. Ma stiamo scherzando??? Si glioni gialli, e la gente prevaricata dall’ interesse dei pochi. frecce avvelenate non sono finite. La strasente lontano un miglio la puzza di un tentativo mirato di Ubi Maior, MINOR CESSAT. da sacrificata ai cordoli , per problemi di ORA ANCHE IL NUOVO MERCATO DI VIA CONTI RISCHIA DI SPARIRE! C SPECIALE METRO VALMELAINA Pagina 4 ANCHE I COMITATI PORTA DI ROMA E CASALE NEI DICONO NO! I cittadini denunciano il male assoluto del project financing. Finché non verranno realizzate le strutture previste dal piano area Bufalotta, il prolngamento metro non è neanche in discussione C [di Alessandro Ceravolo] ircola insistentemente una voce che vorrebbe i residenti del quadrante residenziale vicino al centro commerciale come primi sostenitori del prolungamento B1. Un’opera dall’enorme impatto che verrebbe a costare quasi 500 milioni di Euro, cifra che verrebbe in (minima) parte ricavata dal metodo del project financing. Insomma, i soliti nomi finanzierebbero il 15% dell’importo totale ottenendo, in cambio, circa 2 milioni di nuove cubature sul territorio. Se fossero tutte di edilizia residenziale, ad occhio e croce, 6.000 nuovi appartamenti per oltre 20.000 abitanti. Possibile che gli abitanti delle zone interessate sostengano l’intervento nonostante questi numeri? Abbiamo deciso, allora, di incontrare i Comitati di Quartiere delle aree prossimamente sottoposte a questo sconvolgimento. Carlo De Marco, Presidente del Comitato Casale Nei, ha sottolineato una verità difficile da confutare: «Vorremmo sapere da Alemanno e Corsini dove sono finiti i soldi C. De Marco, Presidente del comitato Casale Nei M. Fracassi, portavoce comitato Casale Nei previsti per le opere che dovevano essere realizzate a scomputo. Siamo stanchi di essere presi in giro: con che coraggio si inizia una nuova speculazione per la metropolitana quando abbiamo perso le tracce dei servizi che erano previsti nel progetto del quadrante, che venivano descritti al momento della presa visione delle case e che sono stati pagati (seguendo il prezzo di mercato) al momento dell’acquisto delle abitazioni. Ci è stato detto: opere di prossima realizzazione. Parco delle Sabine, polo sanitario, centro direzionale, centro sportivo, teatro, casa per gli anziani: Dov’è tutto questo? Finché non lo vedremo realizzato – ha concluso De Marco – noi la metro non la vogliamo». Sulla stessa linea Massimo Fracassi, portavoce del Comitato: «La centralità Bufalotta era nata per far rinascere il IV Municipio e donargli tutte quelle fondamentali strutture che non possedeva. Quando abbiamo acquistato, abbiamo pensato a questo, non al futuro arrivo di una metropolitana che, al tempo, tra l’altro, non era neanche prevista. Visto il grande inganno di cui siamo stati vittime, non vogliamo subirne altri. Potremmo addirittura ricorrere ad una Class Action. Una cosa comunque è certa: allo stato attuale (con questo rapporto perdente tra costi e benefici) il nostro rifiuto nei confronti della metro non è negoziabile». Anche Salvatore Patti, portavoce del Comitato di quartiere Porta di Roma, quota le posizioni dei colleghi e aggiunge: «Non solo siamo contro il project financing (i servizi non si barattano con altre cubature residenziali) ma siamo anche dubbiosi sulla scelta della metropolitana come tipologia di intervento. Le nuove case arriveranno in tempi brevissimi mentre le gallerie sotterranee, complesse e costose, verranno ulteriormente rallentate da problemi di viabilità e dai numerosi ritrovamenti; la nostra, infatti, è zona archeologica. Probabilmente bisognerebbe valutare ipotesi più leggere in grado di sfruttare l’ampiezza delle carreggiate per ridurre impatti e costi. In un’area totalmente priva di servizi e centri di aggregazione (sottoposta giornalmente alla triste transumanza dei ragazzi da Largo Baseggio ai muretti del centro commerciale) l’arrivo di una stazione della metro porterebbe con sé anche enormi problemi sotto il profilo della sicurezza. Quella che era stata descritta come la Parioli di Roma Nord – ha concluso Patti – rischia di divenire una nuova Anagnina e oltre al danno, la beffa: teniamo d’occhio quanto sta accadendo nell’area lungo Via Bragaglia riservata al presidio ospedaliero. Chissà che non si costruiscano le ulteriori cubature proprio al posto dei servizi promessi». Sulla medesima linea anche Luca Giovagnoni, portavoce del Forum Vivere a Porta di Roma.it: «Inutile continuare ad analizzare. Il project financing è un falli- S. Patti, portavoce comitato Porta di Roma L. Giovagnoni, di vivereaportadiroma.it mento già in partenza e, se le condizioni sono queste, la metro non la vogliamo. Abbiamo indetto anche noi un sondaggio a risposta multipla motivata tra i nostri 400 iscritti, quasi tutti localizzati nei comprensori di Via Carmelo Bene, e, sommando le diverse motivazioni, i 2/3 dei votanti hanno espresso parere negativo al prolungamento della B1. Per avere 3 fermate in 2 km dovremo accogliere 20.000 persone. Stiamo parlando di una nuova città. Non sarebbe molto meno costoso (e comunque utile) approntare un servizio di navette che facciano la spola con Conca d’Oro o Jonio? Se il Comune sborsasse l’intero ammontare dei costi senza cementificazioni aggiuntive se ne potrebbe anche discutere… Ma se i termini son questi, No! La mia proposta – ha concluso Giovagnoni – è quella di approvare una moratoria a riguardo che sposti i termini della faccenda fino al 7 settembre 2013, data della decisione del CIO sulla candidatura romana alle Olimpiadi del 2020. L’opera potrebbe essere inserita tra quelle strategiche e l’arrivo dei fondi potrebbe evitare il ricorso al ricatto del project financing». Posizione totalmente differente quella del Comitato Vigne Nuove che, prima di iniziare qualunque battaglia, propone un momento di riflessione per reperire una base di dati più approfondita in attesa del progetto finale. Per loro la discussione potrà aprirsi solo in presenza di conoscenze precise. Occhio, però… il rischio è che, allo stato dei fatti, ci sia ben poco da discutere e che molte delle decisioni chiave siano già state prese. L’attesa potrebbe portare all’ennesimo inganno nei confronti di un territorio fin troppo bistrattato. È veramente questo il momento di riflettere? Aprile 2011 VIA SCARPANTO. LA COLLINA E’ ORA SEGATA IN DUE Sovrastava la zona di val Melaina, è stata sventrata per far posto alla stazione della metropolitana L a collina di via Scarpanto non c’è più. E’ arretrata di parecchi metri, tagliata dalle ruspe e portata via dai camion, affettata come una grossa torta. Un muro di contenimento gigantesco, una poderosa opera di ingegne- no su tutto il territorio della città e della Campagna Romana grandi quantità di materiale vulcanico. Le eruzioni sono durate per centinaia di migliaia di anni, anche se in maniera discontinua, e gli ultimi episodi si sono verificati poche decine di migliaia d’anni fa. Il Tevere dunque depositava i suoi stra- ria, la tiene in piedi sostenendola. Al suo posto verrà costruita la stazione Jonio della linea B1 sopra la quale verrà costruito un parcheggio a tre piani e verrà creata, questo è quanto annunciato da Roma Metropolitane, un’area verde. La vecchia collina verrà quindi praticamente rimpiazzata da una struttura di cemento, che riempirà lo spazio rimasto vuoto. Per far posto alla nuova stazione sono stati rimossi migliaia di metri cubi di materiale, un lavoro durato diversi mesi e terminato all’inizio dell’autunno 2010. Il materiale che formava la collina era perlopiù formato da sedimenti dell’antico fiume Tevere e depositi vulcanici provenienti dagli antichi vulcani oggi spenti presenti nei dintorni della capitale. Questi terreni, che i geologi hanno datato e attribuito al Pleistocene medio (fra 800 mila e 150 mila anni fa) vengono chiamati “Formazione di Santa Cecilia” ed affiorano in molte altre zone di Roma. Si tratta di sabbie, ghiaie e limi deposti dall’antico fiume Tevere durante le inondazioni. Le sabbie e i limi che l’Aniene ha depositato nell’ ultima inondazione avvenuta il marzo scorso, si presenteranno fra centinaia di migliaia di anni proprio come oggi noi vediamo i depositi risalenti a centinaia di migliaia di anni fa. A questi sedimenti fluviali dell’antico Tevere che formavano la collina di via Scarpanto si aggiungono anche strati di depositi vulcanici, perlopiù ceneri. Le eruzioni dei vulcani presenti nella zona dei Monti Sabatini (dove oggi sorgono il lago di Bracciano e Martignano) e quelle dei Colli Albani, tutti luoghi dove ancora oggi ci sono sorgenti di acqua calda e fenomeni di risalita di gas, depositaro- ti di sabbia e limo e nel frattempo le eruzioni facevano cadere su questi depositi strati di cenere e altro materiale vulcanico, arrivato fino a noi. Questo è ciò che le ruspe hanno portato via. Lo sbancamento della collina, seppur necessario, oltre a cancellare le testimonianze geologiche di un passato antichissimo, ha anche cancellato alcune testimonianze di un passato ben più recente: nella collina di via Scarpanto erano infatti presenti dei rifugi antiaerei risalenti alla seconda guerra mondiale. Erano anche presenti delle curiose strutture a forma di tempietto scavate nella roccia vulcanica su cui è difficile trovare notizie bibliografiche. Qualche accenno infine lo merita anche il gigantesco muro di contenimento che tiene in piedi la collina, ai piedi del quale verrà realizzata la stazione. La costruzione di un muro di contenimento alto diverse decine di metri richiede infatti un’accurata progettazione e l’esecuzione di calcoli di stabilità ben precisi. Il peso della collina “alle spalle” del muro è infatti molto grande e l’enorme parete deve essere in grado di sostenerlo. Inoltre c’è il discorso dell’acqua: quando piove l’acqua si infiltra nel terreno andando a riempire gli spazi vuoti presenti al suo interno. La presenza dell’acqua fa si che il terreno diventi più pesante e “spinga”maggiormente sul muro. I calcoli ingegneristici devono quindi tenere conto del complesso insieme di spinte che la collina eserciterà sul muro oltre a predisporre un sistema di drenaggio che smaltisca l’acqua di troppo accumulatasi a monte. La presenza di acqua stagnante alle spalle di muri di contenimento è infatti uno dei peggiori nemici della stabilità. [di Lorenzo Pasqualini] Aprile 2011 SPECIALE METRO VALMELAINA Pagina 5 P.ZZA CONCA D’ORO? CON LA METRO UNA SCATOLA A SORPRESA Dopo sei anni di intensi disagi, e di continue aspettative, la stazione Metro B1 di Piazza Conca d’Oro è sempre più vicina all’apertura dei battenti U [di Tommaso De Bianchi] na volta, dove ora sorge l’enorme cantiere che lascerà ai residenti di Piazza Conca d’Oro la nuova stazione, c’era un giardino. Uno spazio a verde pubblico rigoglioso: decine di pini marittimi ad alto fusto, un piccolo centro ricreativo, pista di pattinaggio: un piacevole luogo di ritrovo per i residenti dell’area, nei tempi in cui il vicino Parco delle Valli ancora non era stato riqualificato, e versava in una situazione a dir poco pietosa. Cinque anni fa, quel giardino ha lasciato il posto a betoniere, trivelle, e alle promesse che sarebbe stato ricostruito come prima, forse anche più bello. Con le promesse che il progetto di ricostruzione del parco sarebbe stato condiviso con i residenti. Ad oggi, di quella tavola di confronto con i cittadini, si sente solo il ricordo, e mentre la data prossima alla consegna della stazione si avvicina sempre di più, sui problemi su quella che sarà la destinazione d’uso dell’area circostante, dal lato di Viale Tirreno, direttrice Piazza Capri - Sempione, all’area antistante il Parco delle Valli, crescono sempre più gli interrogativi. A partire dalla situazione dei parcheggi di scambio, che rischia di trovare scoperta la stazione alla sua apertura. La necessità impellente di trovare un’area prossima alla fermata di Piazza Conca d’Oro, che possa contenere almeno 500 posti macchina, è una delle priorità che attualmente risulta essere ancora piena di interrogativi. Dall’ipotesi di mantenere, almeno nel primo e breve periodo di lancio della tratta, un parcheggio lungo il perimetro della stazione e di Piazza Conca d’Oro, che segua il vecchio confine del giardino che occupava completamente la piazza su tutti e quattro i lati, si passa alla possibilità, già sottolineata dal nostro giornale tramite l’architetto Luigi Brienza, esperto in infra- strutture per la mobilità, che i parcheggi di scambio possano essere edificati lungo la parte finale di Via Conca d’Oro, affianco all’attuale mercatino. Le aree interrate simili a vasche che si trovano nel Parco delle Valli, e che attualmente ospitano panchine, tavoli da pic-nic e giochi per bambini, potrebbero essere una delle soluzioni, che richiederebbe una copertura finanziaria per una cifra che va dai 15 ai 20 milioni di euro. Difficilmente realizzabili, ma non escludibili, le ipotesi che attualmente vedono la creazione di un parcheggio interrato in un’area contigua alla Piazza, che tuttavia richiederebbe delle rampe di accesso e uscita che andrebbero ad aumentare il carico di traffico nella zona. Se in determinate fasce orarie la piazza è già attualmente inagibile, o quasi, a causa delle lunghe code per l’accesso al ponte delle valli, e tutto questo senza le migliaia di utenti che usufruiranno giornalmente della tratta B1, una volta che la stazione sarà aperta, le condizioni del traffico su gomma potrebbero raggiungere livelli critici. Ancora tutta da verificare, la ventilata ipotesi di destinazione commerciale per l’area del Parco delle Valli antistante alla stazione. La soluzione, che spaventa cittadini e gestori delle attività commerciali sulla piazza, questi ultimi già colpiti da una drastica riduzione del volume degli affari e degli introiti, non è da escludere neppure che sia realizzata nella piazza, sull’area dove sta per sorgere la stazione, della quale attendiamo ancora la pubblicazione da parte di RomaMetropolitane dei progetti. FERMATA FFSS VAL D’ALA, IL NEMICO INQUIETANTE DELLA METRO B1 COSI’ RISCHIA IL PREPENSIONAMENTO Il destino tortuoso della stazione Ferroviaria di Conca d’Oro, sottoutilizzata, malgestita e poco pubblicizzata, troppo vicina alle stazioni metro di Conca d’Oro e piazzale Jonio, troppo utile per farla funzionare, verso la nuova stazione Tiburtina S [di Romano Amatiello] ulla stazione di Val d’Ala, credo che oramai se ne sia scritto davvero di tutti i colori. Un progetto fortemente voluto dal Municipio, tardivo alla sua realizzazione tra le parti in causa quali RFI, Roma Natura (per una sorta di polemica ambientale circa la realizzazione dei futuri parcheggi in fase di costruzione) e Comune di Roma. Sul suo destino e futuro, sembra che il municipio ci stia pensando. Anche perché, su tale scambio ferroviario, che attualmente collega solo Roma Tiburtina con sole tre corse di andata e tre di ritorno giorn a l i e r e , incombe davvero lo spettro dell’abbandono, non appena i cantieri della Metro B1 si chiuderanno e la stazione metro “Conca d’Oro”, nuova di zecca, entrerà finalmente in funzione e a pieno ritmo. Ricordiamo che per tale opera si sono spesi circa la “modica” cifra di 3 milioni di Euro, due binari, totalmente automatizzata (non vi è personale all’interno operante) e pensiline corredate da tettoie fatte da poco. Vi è stato realizzato persino un capolinea di bus (il 345) che, partendo proprio dalla stazione, collega la Bufalotta; presente e a disposizione dei residenti anche un parcheggio convenzionato col municipio. Non male per una stazione, che non ha avuto nemmeno gli onori dell’inaugurazione dalle Autorità. Servivano più corse e altri tragitti. Ma la “frittata” era ormai fatta. Ottimista oltremisura il presidente Bonelli, circa il futuro di Val d’Ala: «La stazione è comunque e rimarrà, un servizio aggiuntivo per i cittadini del IV, poiché quest’amministrazione cercherà di ottimizzarne l’impiego, parallelamente alla nuova metro che entrerà in funzione, proprio allo scopo di evitare di essere soppiantata dal servizio indiscutibilmente più efficiente della nuova metropolitana». Già. Tutti coloro che hanno atteso questa stazione, sono rimasti delusi. Sarebbe stata una grandissima cosa, se avesse perlomeno collegato il quartiere Valli, con l’aeroporto di Fiumicino. Sempre più ottimista Bonelli, specialmente su questo punto:«Oggi, il Municipio ha la Regione Lazio ancora più vicina; questo potrebbe significare anche che si potrebbe prospettare una possibilità, per ora molto remota, che tale soluzione possa un giorno essere adottata, ossia che da Val d’Ala, si possa raggiungere l’aeroporto». L’ottimismo, si sa, è il sale della vita, ma noi ci auguriamo davvero di non farci la bocca amara ancora una volta. VUOI DIVENTARE GIORNALISTA? ENTRA NELLA NOSTRA REDAZIONE MANDA UNA E-MAIL [email protected] O CHIAMACI AL NUMERO VERDE 800 199 008 Aprile 2011 SPECIALE METRO VALMELAINA Pagina 7 LA METRO MANGIATUTTO HA INGHIOTTITO ANCHE LA POLISPORTIVA TIRRENO DI VIA GRAN PARADISO E’ bastato un colpo di spugna per cancellare la passione e i ricordi degli abitanti di Val Melaina che hanno perso un altro importante centro di aggregazione dopo lo storico mercato. Ancora incerto il progetto del nuovo campo sportivo R [di Alessandro Oricchio] oma, anno1945, nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale. È in questo contesto che sulla collina che si affacciava su due dei quartieri popolari e poveri della IV circoscrizione, il Tufello e Val Melaina, venne fondata la polisportiva Tirreno, grazie alla stretta collaborazione tra i volontari della chiesa del Santissimo Redentore e i Padri Scalabriniani. Nacque così il centro sportivo Bruno Barbieri, struttura che per oltre mezzo secolo avrebbe poi accolto un ingente numero di ragazzi delle zone limitrofe, ma soprattutto di Val Melaina e Tufello. Giovani che, durante il periodo di ricostruzione post bellica, potevano trovare accoglienza e riparo in un ambiente fraterno e amichevole per praticare diverse attività sportive a livello amatoriale. Un impianto sportivo che neanche gli stessi fondatori avrebbero mai potuto immaginare potesse diventare un vero e proprio simbolo di un intero quartiere: la Polisportiva Tirreno, unica scuola calcio della zona, nonché unico centro di aggregazione dove si sono riunite negli anni tante generazioni di ragazzi. Giovani che proprio su quel campo potevano imparare a giocare a calcio e sognare di diventare da grandi dei professionisti del pallone, lasciando da parte, per quelle due ore di allenamento, le preoccupazioni di una vita difficile condotta in un quartiere in fase di ricostruzione. Ragazzi che ogni domenica indossavano con grande orgoglio quei colori bianco verdi per dimostrare quel forte senso di appartenenza al loro quartiere di nascita. La Polisportiva Tirreno era una società che infiammava i cuori di tanti appassionati di calcio che la domenica mattina si svegliavano presto proprio per ritrovarsi al campo Barbieri insieme agli amici e respirare quell’atmosfera di quartiere in attesa dell’inizio della partita della squadra da cui si sentivano rappresentati. Era inoltre anche un importante punto di ritrovo per quelle persone magari poco interessate al calcio, ma che sfruttavano l’evento sportivo per poter scambiare quattro chiacchiere con quegli amici che durante la settimana erano completamente risucchiati dal lavoro. Quelle trascorse al centro Bruno Barbieri erano due ore che servivano ai cittadini per sentirsi più uniti e soprattutto parte integrante di un quartiere che ha spesso dovuto lottare per far fronte alle difficoltà economiche, ma sempre con un sincero sorriso disegnato sulle labbra. È bastato poco però per rompere l’idillio di questa storia: un rapido e dolorosissimo colpo di spugna che ha cancellato oltre 50 anni di passione e di ricordi. In accordo con le variazioni topografiche del IV municipio, infatti, la Polisportiva Tirreno è stata spostata a via di Settebagni, cambiando anche denominazione in ASD Porta di Roma. Questo perché la zona fino ad allora occupata dal Tirreno a via Monte Paradiso è stata ceduta alla Salini, società di costruzione che si sta occupando dei lavori per il prolungamento della Metro B1. E quel terreno di gioco sul quale migliaia di ragazzi hanno lasciato l’impronta dei loro scarpini è stato inesorabilmente invaso dalle scavatrici, diventando un vero e proprio magazzino all’aria aperta. Tutto questo per far guadagnare alla nuova linea Metro B1 800 metri rispetto alla fermata prevista a piazza Conca d’Oro. Ma lo smembramento di una società gloriosa come quella del Tirreno sembra essere un prezzo troppo alto da pagare per un quartiere che da sempre ha difeso i propri simboli e che nel giro di pochi anni ha perso due importanti punti di aggregazione come il mercato di Val Melaina e la storica Polisportiva. VALMELAINA/VIA SCARPANTO, IL LOTTO 2 ANCORA L’ACCESSO PER L’INGRESSO D’EMERGENZA SBARRATO DA CATENE Eppure la vicenda del mancato soccorso di Roberta, che ha perso la vita anche per le difficoltà dell’intervento di salvataggio, avrebbe dovuto far si che l’ATER costringesse chi di dovere a rendere accessibile l’ingresso nel lotto I [di Claudio Catalano] l ricordo aiuta moltissimo l’umanità, in qualunque modo lo fissiamo è essenziale. Sarebbe un problema se non ricordassimo funghi ed erbe velenose, animali pericolosi o tempi della semina. La memoria è decisiva anche per processi industriali economici storici pedagogici creativi e sanitari, per essa usiamo proverbi racconti canzoni cataloghi inventari libri disegni foto filmati e, ovviamente, giornali. Ci ricordiamo che nell’inverno del 2010 una donna, Roberta, è morta in un tragico rogo nel grande caseggiato popolare tra Via Scarpanto e Via Val Melaina? Forse il suo è stato un gesto disperato e forse, però, la si poteva salvare. Di sicuro non era agibile l’entrata carrabile atta, appunto, a far passare mezzi per soccorso o servizi eccezionali. Che guaio: provvisoria fatalità, coincidenze negative? Niente affatto perché non è bastata la tragedia ad aprire quel lucchetto e liberare il passo su fronte strada. La grande porta c’è sempre stata solo che improvvisamente è diventata chiusa, blindata. Non solo gli amministratori pubblici ma anche i responsabili dell’ATER (azienda territoriale edilizia residenziale) vanno avvertiti, ci dicano almeno quante dolorose morti servono per aprire un cancello. C’erano una volta le case popolari, una storia importante per certi versi bella. Su proposta del parlamentare economista e sociologo Luzzatti, a Roma, l’Istituto Case Popolare nasce dalle sedute comunali del 22 maggio e 12 Giugno, sindaco Prospero Colonna, anno 1903. Nel 1906 ecco già i primi fabbricati a S. Saba Flaminio Trionfale, nel 1911, si contavano oltre 800 alloggi, è istituita una Commissione che guida l’Ente e verso gli anni venti nascono case a Garbatella Testaccio Fiumicino. Tra le competenze a Comune, Istituto autonomo, enti statali (sbocciano altri organismi di alloggi pubblici e privati, ministeriali bancari eccetera) e vicissitudini varie, la casa popolare, immagine collettiva, procede verso i giorni nostri. L’ultimo scarto negli anni 90 col passaggio da Istituto a Enti territoriali. I meno giovani ricordano il portiere nei lotti che dettava regole e faceva segnalazioni. Ricordano la direzione, a lungotevere Tor di Nona, e le sedi di quartiere. Nelle succursali a Montesacro, come via Titano, prima ci si metteva in fila e si entrava agli uffici, ora c’è guardia giurata e accesso solo dopo difficile prenotazione in call-center mentre gli inquilini sono soli e devono il quieto vivere alla loro buona volontà, quando c’è. Non più Istituto ma Azienda Territoriale: un ologramma virtuale, eppure rogne con ascensori, riscaldamenti, affittuari arroganti o chiassosi, vandalismo, servizi pazzi in bolletta e mercimonio di alloggi, restano reali. Caro vecchio caseggiato popolare, dove sei ? Dov’è il tuo cortile, area gioco per ragazzi e ritrovo collettivo nelle sere calde? Com’è che non t’accorgi che una tua porta transennata blocca i soccorsi salvavita? Di Val Melaina, del resto, parliamo moltissimo nelle nostre pagine; sfogliando il presente numero o quelli passati vedremo tante righe dedicate a questo mitico luogo morente, proviamo a salvargli la vita strillando aiuto ma quando anche le urgenze sono impedite il rischio della fine è prossimo. Aprite quella porta. Pagina 8 Aprile 2011 AGOPUNTURA: UNA PRATICA CHE ANCHE DA NOI ORA E’ POSSIBILE L’ [di Alessandra Aureli] agopuntura è una pratica antichissima che si basa sull’infissione di aghi molto sottili, in punti specifici del corpo, facenti capo a tragitti ben definiti chiamati Meridiani. Attraverso questa tecnica si riportano in equilibrio le alterazioni energetiche corporee che sono alla base di molti disturbi e patologie. A tal riguardo, il Dr. Filippo De Cataldo dal 2002 è un punto di riferimento nel nostro territorio per la pratica l'agopuntura. Nell’intervista ci ha illustrato i benefici ed effetti positivi di questa tecnica terapeutica. D: esistono diverse scuole di pensiero per l'agopuntura, cinese, francese...lei a quale appartiene? R: A quella francese. A differenza di quella cinese, cambia il principio e quindi la combinazione energetica dei sistemi viventi. Il precursore è Maurice Mussat. D: cos'è l'Agopuntura Energetica? R: “L'Agopuntura Energetica a differenza di quella cinese si basa sulle più moderne ricerche della fisica moderna, dalla termodinamica alla cibernetica, partendo dal presupposto scientifico che ogni essere vivente può essere definito "un insieme vivente" in equilibrio dinamico, costantemente legato al suo ambiente. Nelle energie corporee, l'agopuntura ristabilisce l'equilibrio. D: quali sono i campi di applicazione dell'agopuntura? R: i disturbi per i quali l’agopuntura si è dimostrata efficace e talvolta risolutiva sono i disturbi dell’apparato osteoarticolare, sindromi dolorose della colonna vertebrale (cervicalgia, cervicobrachialgia, dorsalgia, lombalgia, sciatalgia), sindromi dolorose delle articolazioni (ginocchio, anca, gomito, spalla), sindrome del tunnel carpale, cefalee ed emicranie, insonnie, sinusiti, riniti allergiche, asma, dermatiti (herpes cutaneo, herpes genitale, herpes zoster Fuoco di S’Antonio, orticaria, psoriasi), inoltre è piuttosto efficace nei disturbi della menopausa (caldane, ansia, insonnia) e del ciclo mestruale (dismenorree), nell'infertilità maschile e femminile (deficit di spermiogenesi e di ovulazione), disturbi della tiroide (ipotiroidismo, ipertiroidismo), ansia e somatizzazioni, stanchezza cronica (astenia) e disturbi dell’apparato digerente (gastriti, coliti, emorroidi e ragadi). D: e nelle malattie più gravi o in gravidanza? R: l'agopuntura muove le energie del corpo quindi in situazioni in cui si riscontra una patologia importante, come ad esempio le neoplasie, sarebbe prudente evitare questo approccio terapeutico. Anche in gravidanza è sconsigliato. D: ci sono effetti collaterali? R. no, non ce ne sono. D: Quanto dura una seduta? R: Un trattamento di agopuntura si articola in circa 3-6 sedute a cadenza settimanale della durata di circa 30 min. D:Dopo quanto tempo si possono notare gli effetti positivi? R: Anche dopo la prima seduta, ma è soggettivo. D: Gli aghi sono monouso o vengono sterilizzati? R: Sono monouso. D: E' doloroso? R: no, solo in alcuni punti si può avvertire una lieve puntura. PER INFORMAZIONI: 328.3637774 “IL BUON RESPIRO” COME PREVENIRE LA BRONCHITE CRONICA I medici di famiglia, soci della cooperativa sociale Roma Medicina, impegnati giornalmente nella cura dei loro pazienti ,consapevoli del progressivo aumento delle patologie respiratorie legate alla diffusione dell’inquinamento e del fumo da sigaretta e consapevoli anche della loro sottostima , ritengono necessario lavorare per diffondere una nuova sensibilità tra la popolazione per la prevenzione di queste malattie. La BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, che presenta una prevalenza del 5-7 % nella popolazione italiana è anche una delle cause principali di assenza dal lavoro sia per gli uomini che per le donne . La BPCO, con il trascorrere degli anni, porta ad una sostanziale invalidità, alla perdita di produttività e ad una peggiore qualità della vita, oltre ad essere una delle principali cause di ricovero. Il suo impatto socio-economico nella nostra società è quindi molto importante. La Cooperativa sociale Roma Medicina, fedele alla sua missione di stimolo per la diffusione di una educazione sanitaria consapevole e appropriata, intende pertanto promuovere una serie di giornate di sensibilizzazione dei concittadini dei suoi medici su questa patologia respiratoria e sulle possibilità di prevenirla e di curarla. Si propongono quindi di effettuare sul territorio del IV Municipio del Comune di Roma, ASL RMA IV Distretto, attraverso l’utilizzo di 3 postazioni mobili , una valutazione spirometrica e clinica della popolazione compresa tra i 40 ed i 60 anni , che abbiano almeno dieci anni di abitudine tabagica e che richiedano di effettuarla. Questa giornata verrà organizzata in tre piazze situate in tre zone diverse del IV Municipio, che presentano densità demografiche particolarmente intense , come la Piazza Sempione, Piazza Russolillo e Piazza Talenti. Questo proprio per rendere maggiormente consapevole la popolazione sulla necessità di una corretta valutazione della situazione respiratoria attraverso strumenti idonei come la spirometria, sulla necessita di corretti stili di vita come la disassuefazione al fumo, attraverso un counseling appropriato e sull’impiego tempestivo di corrette indicazioni terapeutiche fin dai primi esordi della patologia. Ad ogni paziente che aderirà alla campagna verrà effettuata una visita medica generale, sarà effettuata una spirometria con particolare riguardo per i parametri relativi alla valutazione della pervietà delle piccole vie aeree e sarà consegnato un opuscolo con le principali regole per la disassuefazione dal fumo, il referto da consegnare al suo medico e l’invito al controllo successivo. I cittadini testati verranno monitorati, dopo aver richiesto loro l’autorizzazione a farlo, segnalandoli ai loro medici di famiglia e saranno richiamati successivamente a distanza di tempo con una nuova visita e una nuova spirometria, che verrà effettuata nella seconda giornata dedicata alla malattia, da effettuarsi nel mese di Novembre 2011. Tutti gli esami spirometrici saranno effettuati da specialisti pneumologi che lavorano presso l’università la Sapienza , presso le strutture periferiche della ASL RMA e presso la struttura privata più rappresentativa del territorio che giornalmente già collaborano con i medici di famiglia nella gestione di questi pazienti. Per poter spingere la popolazione target alla effettuazione degli esami, i medici di famiglia promuoveranno l’iniziativa nei loro studi dove saranno affissi e diffusi volantini così come nei locali della ASL , nelle farmacie e nelle parrocchie della zona con l’invito e la spiegazione della campagna. Pagina 10 AMBIENTE Aprile 2011 TALENTI. ALTRO CHE “RINASCIMENTO”, QUESTO E’ DECADIMENTO! Un recente sistema di palazzine della zona è caratterizzato da diversi problemi tecnici; apparentemente ingiustificati vista la modernità delle strutture P [di Sofia Mori] assando per la nuova Talenti, il quartiere di Mezzaroma, salta all’occhio un particolare comprensorio che porta il nome di “ Rinascimento primo”. Struttura di nuovissima edificazione, con la sua imponenza, i suoi colori pastello che dovrebbe strizzare l’occhio all’armonia delle forme, che si ispirano chiaramente all’ architettura di quei nuovi palazzi caratteristici di Dubai. I confini che delimitano la zona del comprensorio hanno forma volutamente irregolare e immediatamente all’esterno di essi ci sono dei giardinetti in cui sono state impiantate diverse palme. “Rinascimento primo” comprende 309 appartamenti che differiscono per grandezza e che partono da un prezzo minimo di circa 250.000 Euro. Nonostante, come detto, il mattone sia nuovo di zecca, soli 3 anni, sono arrivate numerosissime lamentele da parte dei residenti che riscontrano già da tempo problemi sia all’interno dei loro appartamenti sia nel complesso stesso. La prima problematica, quella più grave, riguarda le infiltrazioni d’acqua, dovute probabilmente ad un impianto idraulico non eseguito correttamente ; questo ha provocato crepe nelle pareti invecchiandole di diversi anni e ha fatto staccare pezzi di intonaco dalle mura. Nelle cantine c’è già muffa, i pavimenti antiscivolo dell’esterno non svolgono il loro ruolo principale e si stanno alzando le mattonelle all’interno del cortile; inoltre l’unico scivolo per i disabili è situato all’esterno. Varcando il cancello dell’ingresso si nota una grande “pisci- na” azzurra completamente vuota, ideata come fontana a specchio di cui dell’acqua c’è solo l’immaginazione. I balconi, pieni di ruggine, sono molto vicini gli uni agli altri, tanto che alcuni condomini ironizzano sul fatto di scavalcarli direttamente per prendersi un caffè con i vicini. Insomma... per essere una struttura così giovane di problemi ce ne sono fin troppi e i residenti chiedono giustizia. La ditta di costruzione responsabile è Mezzaroma e quasi tutti i condomini sono in causa con quest’ultima senza però avere risposta da parte dei responsabili da cui ci si aspetterebbe l’inizio immediato dei lavori di ristrutturazione. Proprio di fronte è nato un altro comprensorio della stessa ditta che sembra per ora non presentare nessun problema (anche se i primi residenti sono arrivati solo 2 mesi fa e potrebbe essere un positivistico discorso prematuro) e vi è un’altra aerea delimitata da pannelli sempre firmati Mezzaroma… insomma, visto il risultato lezioso e poco razionale del primo tentativo, ai posteri condomini l’ardua sentenza! PARCO DELL’ANIENE, LA PIENA DEL FIUME FA FRANARE GLI ARGINI La piena di marzo ha allagato il territorio della Riserva, una grossa frana si è staccata dall’argine in prossimità di via Sannazzaro A [di Lorenzo Pasqualini] marzo l’Aniene è esondato di nuovo, come nel dicembre del 2008 e come allora ha lasciato dietro di se danni, anche se stavolta fortunatamente molto meno gravi. Il 18 marzo, dopo giorni di precipitazioni molto intense, c’è stata la piena massima su tutto il bacino idrografico del fiume. Le piogge nella sola zona di Roma hanno raggiunto i 75 millimetri in tre giorni. Il livello del fiume ha raggiunto e superato i 5 metri a Ponte Mammolo, come già accaduto nella piena del dicembre 2008 ed anche stavolta, come allora, il fiume è esondato allagando diverse zone sia fuori che dentro Roma. Nel IV e V municipio è finita sotto l’acqua la Riserva naturale dell’Aniene, dove sono stati allagati decine di ettari di campo: nella zona però non vi sono abitazioni, se non qualche baracca abusiva che è stata abbandonata in tempo, ed il fenomeno non ha lasciato danni a cose o persone. Le zone allagate sono chiamate “golenali”, cioè soggette a frequenti esondazioni del fiume, e nei piani regolatori delle città dovrebbero sempre restare zone libere dalla cementificazione. Spesso purtroppo non è così, e allora avvengono le sciagure. Il fiume è comunque rientrato presto negli argini, lasciando grosse “piscine” di acqua che sono rimaste per giorni rendendo difficile il passaggio a chi usa il Parco per passeggiare o per correre, dandogli al tempo stesso un aspetto suggestivo. La piena ha provocato diversi smottamenti lungo gli argini e trascinato con se alcuni alberi. In particolare, sull’argine destro del fiume in prossimità dell’entrata al Parco di via Sannazzaro e via Levanna, si è staccata una frana piuttosto grande (nella foto) che ha fatto scivolare in acqua un pezzo di sentiero e numerosi alberi, che proprio nei giorni della piena stavano iniziando a germogliare. La massa di terra, di alcune centinaia di metri cubi, ha creato un vero e proprio isolotto al centro del fiume, su cui si incastrano rifiuti, rami e alberi che vengono da monte. Un tappo che potrebbe diventare pericoloso se si dovesse verificare una nuova piena. A poche decine di metri dalla frana erano stati eseguiti soltanto due anni fa dei lavori di rafforzamento dell’argine destro, dopo che la piena del 2008 aveva danneggiato fortemente un canale artificiale che proprio lì sfocia nel fiume. Oltre alla frana sopra descritta ci sono stati altri piccoli smottamenti su tutto il percorso del fiume. Bisogna dire però che l’assenza di edifici e strade in quella zona (per la fortuna di chi usufruisce del Parco), fa si che gli smottamenti non creino particolare preoccupazione. Diverso è il discorso per i palazzi costruiti nelle aree prossime al fiume dove ancora una volta si sono verificati problemi di risalita d’acqua negli scantinati, oltre ai problemi di intasamento della fognatura superficiale (quella dei tombini), che in alcune strade prossime al Parco si sono riempite di fango. La piena è stata per un verso anche una piccola lezione di geologia, consentendo a molti cittadini di vedere dal vivo un processo naturale che va avanti da migliaia di anni e che solo la cementificazione del territorio ha reso un evento pericoloso e dannoso. L’acqua uscita dagli argini nel territorio del Parco ha depositato su tutto il territorio un velo di sabbie a argille, che hanno ricoperto il terreno livellando gli avvallamenti. Quando i fiumi erano puliti, questo processo rendeva i terreni inondati ancora più fertili. Oggi visto l’inquinamento dei fiumi romani, probabilmente insieme alla sabbia e all’argilla si sono sedimentati anche molti rifiuti ed inquinanti. Bisogna dire anche che l’allagamento delle zone golenali presenti nel Parco ha avuto una grande importanza perché ha smorzato la violenza della piena a valle. Tutta l’acqua fuoriuscita dagli argini è acqua sottratta al fiume, che in questo modo ha potuto in qualche modo “smaltire il suo peso”: immaginiamoci cosa sarebbe successo se il fiume, come succede per molti corsi d’acqua italiani, fosse stato ingabbiato all’interno di muri in cemento. Non avrebbe potuto uscire dagli argini, non avrebbe inondato il territorio, ma avrebbe avuto una portata ben più grande, arrivando al Ponte Nomentano e nell’ultimo tratto del fiume con una carica e violenza ben maggiore e più pericolosa. ANTIQUA: UN GRANDE PROGETTO NAZIONALE PER SOSTENERE L’ECOSOSTENIBILITA’ E L’ALIMENTAZIONE IN VIA DI TOR SAN GIOVANNI L’OASI IDEALE PER TRASCORRERE DEL SANO TEMPO LIBERO A pochi giorni dall’inaugurazione, il nuovo punto vendita “Campagna Amica” in via di Tor San Giovanni, 301 inizia a prendere piede. Un ambiente gastronomici esclusivi e dove anche i più piccini potranno scoprire tutti i segreti della nostra campagna. Il sig. Gallotta, ideatore e responsabile del nuovo punto vendita si dice entusiasta del progetto. “la nuovo, esclusivo e immerso nella campagna per rispondere esaustivamente a uno dei temi più sentiti del momento: l’ alimentazione, il turismo e l’ecologia. Formaggi ovini e bovini, vino, olio, ortofrutta, legumi, miele, salumi sono venduti direttamente presso il punto vendita e, su richiesta, sarà possibile prenotare carne da cucinare in loco negli appositi spazi attrezzati per pic-nic. Le aperture della location rispetteranno il seguente orario: Lunedì, Martedì, Mercoledì: dalle 16 alle 1930 Giovedì e Venerdì: 9-13 / 16-1930 Sabato e Domenica: dalle 9 alle 1930. Antiqua, il nuovo punto “Campagna Amica”, sarà la location ideale per trascorrere del sano tempo libero, immersi nel verde, consumando prodotti eno- missione che noi imprenditori dell’agricoltura italiana ci diamo per l’immediato futuro è quella di fondare una filiera agricola, tutta italiana, nata da agricoltori italiani. Vogliamo promuovere il nostro Made in Italy offrendo prodotti 100% italiani. Il nuovo punto vendita vorrà essere un vero riferimento per tutti i cittadini del nostro municipio, per i bambini delle scuole che potranno visitare il nostro spazio e scoprire tutti i segreti della nostra terra:vedere come si produce l’olio, le uova… Siamo pronti, ora è il momento di farci scoprire!.Queste prime settimane sono andate benissimo, speriamo continui così!” Per qualsiasi ulteriore informazione o prenotazione degli spazi chiamare allo : 06/87120148-340/2891574392/9555446 [di Francesca Romani] Aprile 2011 A MAGGIO TORNA IL TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO LA GUIDA UTILE PER LE FAMIGLIE DEL IV MUNICIPIO T [di Alessandra Aureli] orna anche quest'anno la nuova edizione del TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO. Attesa dalle famiglie, ormai è diventata il punto di riferimento per le mamme del quarto municipio per conoscere i dettagli delle scuole, dei negozi per bambini, dei parchi giochi, delle varie strutture e dei servizi nel nostro territorio per tutto ciò che riguarda i più piccoli. Giunto alla sua III edizione e distribuito gratuitamente presso tutte le scuole e tutti i punti di aggregazione del IV municipio, è dedicato a tutte le famiglie con bambini da 0 a 11 anni. Il TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO uscirà nei primi giorni di Maggio 2011. Il TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO presenta tutte le attività per i bimbi del nostro municipio, dal parco divertimenti alle attività sportive, dalle strutture sanitarie a quelle culturali, dalle organizzazioni di feste all'abbigliamento per bambini, con numeri di telefono e indirizzi. Questo annuario, in formato tascabile, viene incontro alle esigenze dei genitori ed è diventato un “amico” a disposizione, da consultare in qualsiasi momento, per tutte le famiglie di Roma Nord. Come ogni anno ci sarà la festa di presentazione della nuova edizione del TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO dove ogni famiglia sarà invitata a partecipare. Ci saranno giochi e divertimenti per tutti! Pagina 11 Pagina 12 EMERGENZE SOCIALI Aprile 2011 DOPO LE RECENTI OCCUPAZIONI ALLA SCUOLA PARINI, LASCIATA PER L’EX ENEL DI VAL D’ALA Parla l’Associazione Casapound: “Su di noi solo accuse strumentali da parte dei centri sociali” C [di Romano Amatiello] asapound non ci sta. Perlomeno, a essere criminalizzati strumentalmente, circa quanto si è detto e scritto circa le recenti occupazioni “eccellenti”, avvenute prima alla scuola Parini di piazza Capri lo scorso 5 aprile, e all’ex palazzina Enel poi, di via Val d’Ala giorno 8 aprile. All’ingresso della palazzina, in una giornata quasi estiva incontro Alberto, responsabile e ideatore dell’occupazione di Val d’Ala, che accetta di parlare su entrambi gli episodi: «Abbiamo occupato la palazzina Enel di Val d’Ala, perché non è di proprietà pubblica ma di un ente privato, per cui esula dalle competenze del comune; secondo, abbiamo preferito questa decisione, per una semplice scelta di campo, ossia la struttura è messa molto meglio della Parini, non è per nulla fatiscente ed era degna di essere utilizzata per ospitare queste diciotto famiglie che si ritrovano senza fissa dimora, e che si sono rivolte a noi.» Si è parlato di “scambio organizzato” dal Comune tra voi e la scuola Parini, per quest’edificio abbandonato ex Enel.. «Si è assolutamente strumentalizzato tutto. Non c’è stato affatto nessuno scambio, come hanno anche affermato molti giornali ed esponenti politici; sono solo chiacchiere messe in giro ovviamente dagli altri schieramenti politici opposti.» “Occupare”, di per sé, è sempre un’azione illegale; questo gesto, oltre ad aver fatto insorgere i residenti e mosso l’opinione pubblica, ha subito alimentato forti proteste delle diverse fazioni politiche opposte alla vostra. Come rispondete a tutte questo? «Più che un problema di legalità, l’occupazione è un problema di giustizia sociale. Se ci sono dei cittadini, strozzati dalle difficoltà della loro vita, e in questo caso, non riuscire a trovare una casa, essi sono costretti all’occupazione. E’ un rimedio estremo ma giustificato dal fatto che c’è un problema radicale fondamentale che li spinge a vagliare tutte le ipotesi, compresa quella dell’occupazione. L’amministrazione, poi, dovrebbe lavorare più a fondo su questo, perché l’emergenza abitativa a Roma è al collasso e troppi cittadini che aspettano una casa, non la vedono mai arrivare, tra tempi burocratici lunghissimi e i troppi interessi che ci sono dietro». Quindi, per Casapound, più che un atto “fuorilegge”, l’occupazione è un gesto estremo? «E’ una necessità, quanto un campanello d’allarme sociale, poiché i problemi che afflig- SULLA VICENDA PD-SEL: “NESSUNA SOLIDARIETA’ A CASAPOUND” “Oggi non abbiamo espresso nessuna solidarietà a CasaPound, al contrario abbiamo richiesto una soluzione urgente per le 18 famiglie precariamente alloggiate nell’occupazione di via Val D’Ala, 200 chiedendo con fermezza che quello spazio sia successivamente liberato, per non diventare un centro di attività politica di CasaPound” è quanto dichiarano in una nota i capigruppo del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà del IV Municipio, Paolo Marchionne e Michela Pace. “La collocazione di famiglie, alcune delle quali con minori, nel palazzo di Prati Fiscali è disumana, vista la mancanza di acqua e luce, per questo crediamo che il Comune debba trovare una collocazione alle famiglie, e successivamente il palazzo dovrà essere sgomberato. Sono anni che facciamo approvare dal Consiglio del IV Municipio mozioni e proposte per affrontare il tema dell’emergenza abitativa - concludo Marchionne e Pace - tema sul quale Alemanno e Bonelli hanno fatto finora solo danni”. gono quelle persone che sono senza una casa, non possono essere soddisfatti da un sistema come questo, che fornisce loro le case o peggio, solo risposte a distanza di anni. Noi, con le nostre azioni, diamo una risposta immediata e definitiva, tramite un segnale forte, anche se siamo perfettamente consapevoli che è illegale». CASAPOUND E CENTRI SOCIALI: VIA PANTELLERIA/P. FISCALI POMERIGGI DI ORDINARIA FOLLIA. SCONTRI E CORTEI 7 Aprile. Casapound occupa l’Istituto Parini a Piazza Capri, ma i centri sociali vicini a Valerio Verbano non ci stanno e si scatena una guerriglia, che prosegue il giorno dopo ai Prati Fiscali dove in via Val d’Ala, dopo aver lasciato l’ex scuola elementare, Casapound occupa la sede dell’ex ENEL. I cittadini in ostaggio L’ [di Tommaso De Bianchi] occupazione della scuola elementare Parini (Piazza Capri, nel cuore del IV Municipio) da parte di un nutrito gruppo di esponenti di Casapound, ha fatto notizia, tanto da finire per almeno 24h sulle prime pagine online delle agenzie di stampa romane. Casapound è nota ormai da anni in tutto il territorio capitolino per aver lanciato sulla piazza del politically incorrect le Occupazioni a Scopo Abitativo, con il fine (ufficiale) di dare un tetto a famiglie in difficoltà nel rispettare l’appuntamento mensile con la rata del mutuo, o dell’affitto. L’occupazione degli ex uffici Enel di via val d’Ala, dopo l’immediato abbandono della scuola Parini, e il silenzio della maggioranza al Comune e nel IV Municipio, rappresentano l’ennesima sconfitta delle amministrazioni di questa Città nei confronti del movimento Casapound, che da anni ci ha abituato ad azioni dimostrative che vengono condotte in maniera quasi indisturbata. Il rispetto dei principi di legalità, si scontra ormai troppo spesso con un’evidenza che rischia di diventare una triste abitudine: e cioè la volontà da parte delle Amministrazioni capitoline di evitare occasioni di scontro con le forze dell’ordine, forse perché troppo spesso offrono con l’abbandono di alcune strutture pubbliche, il pretesto di una illegittima occupazione. L’etica del vivi e lascia vivere, vince la sua battaglia contro la legalità. Quello a cui invece non erano abituati i cittadini di Conca d’Oro e Prati Fiscali era di trovarsi, improvvisamente, fra due fuochi. Nel pomeriggio di venerdì 8 Aprile i Centri Sociali, che nel IV Municipio dopo la chiusura definitiva dell’Horus e la riqualificazione di Piazza Sempione, sembrano essersi trasferiti nel nuovissimo “Puzzle” di via Monte Meta, hanno marciato lungo Prati Fiscali. Per quasi un’ora il traffico è stato congestionato, e i manifestanti di estrema sinistra hanno ribaltato i cassonetti lungo la strada, in segno di protesta verso i loro consanguinei di diverso schieramento che si sono stabiliti a poche centinaia di metri di distanza, e nei confronti delle forze dell’ordine, che hanno impedito ai due blocchi di venire a contatto. I cittadini hanno assistito alla violenza prodotta da due realtà che già difficilmente riescono a convivere con la società civile che li circonda. Figuriamoci a coabitare nello stesso territorio, Azioni che purtroppo producono effetti contro la vivibilità del territorio. Queste due categorie, divise solo dai colori (neri da una parte, rossi dall’altra), si sono fronteggiate a suon di occupazioni da una parte e contromanifestazioni dall’altra. La totale incompatibilità di CasaPound e dei Centri Sociali verso il confronto civile, ha mostrato il suo esempio più lampante nel pomeriggio di venerdì 8, quando una via ad alto scorrimento nel bel mezzo di una vivace zona residenziale del nostro territorio ha rischiato per poco di trovarsi nel bel mezzo di una guerriglia urbana. Perché di questo si è trattato. Aprile 2011 DAI NOSTRI QUARTIERI UN PREMIO ALL’IMPEGNO SOCIALE PER I 25 ANNI DE “LA QUARTA”, DALLA “COMPAGNIA DEL LEONE SELVAGGIO” S Pagina 13 A due anni dal sisma aquilano S. EUSANIO FORCONESE ULTIMI GIORNI PER UNA GRANDE SOLIDARIETA’ Riempiamo i salvadanai per il progetto dell’area giochi [di Francesca Romani] abato 26 Marzo il nostro giornale è stato riconosciuto dalla Nobile Compagnia del Leone Selvaggio, per il prestigio e l’importanza della testata, la competenza, la capillare presenza nel territorio e la rilevanza nel campo della comunicazione, membro attivo della commissione esterna di proposte. La Nobile Compagnia del Leone Selvaggio è una struttura associativa che non ha fine di lucro, è apolitica, democratica e di volontariato. Il cui scopo è conferire riconoscimenti a tutti coloro che si sono distinti per interventi a favore dell’ambiente, della dignità, del decoro umano e dell’infanzia abbandonata. I riconoscimenti possono essere di vario grado ed entità: diplomi, pergamene, targhe e medaglie, borse di studio, viaggi premio, gioielli e donazioni. La Nobile Compagnia del Leone Selvaggio è a favore di chi soffre, di chi è oppresso, di chi non può difendersi. Nasce e non cerca riconoscimenti. Sempre pronta però a darne a tutti coloro che dimostrano di appartenere all’aristocrazia del pensiero ed alla nobiltà dell’animo, siano essi semplicemente liberi pensatori. Una grandissima festa, svoltasi presso il Grand Hotel Ambasciatori di via Veneto, a cui hanno partecipato le più alte cariche della Compagnia. Un sentito grazie per questo riconoscimento e per l’alta considerazione riservata al nostro giornale. I [di Alessandra Pieroni] l 6 aprile di due anni fa, il tragico evento. Una notte da incubo: si annoverarono 309 morti e migliaia di feriti; inoltre la distruzione della stessa città e di numerosi borghi del comprensorio, inseriti nel così detto cratere sismico. Una meravigliosa risposta della Protezione Civile e dei tantissimi volontari che si sono succeduti nell’assistenza: opera che non ha mai trovato precedenti in Italia. Una corsa solidale che oggi ha lasciato spazio alla fase della ricostruzione, cavalcata comunque ancora da numerose iniziative legate al cuore della gente. Il nostro giornale subito si è mobilitato, così come l’umana solidarietà degli abitanti del nostro Municipio. La nostra iniziativa è maturata in brevissimo tempo, sfociando poi in un meraviglioso gemellaggio solidale con la comunità di Sant’Eusanio Forconese, che fortunatamente non ha avuto vittime, ma tutt’oggi fa i conti con un centro storico totalmente devastato. Ecco allora il nostro progetto, collegato alla realizzazione di un piccolo parco giochi per i bambini del posto, che sta via via concretizzandosi. L’iniziativa denominata “Il IV Municipio per l’Abruzzo” ha preso quota, sostenuta da numerose idee portate avanti in primis dalla Scuola Media “Majorana” di Piazza Minucciano, seguita poi da altre scuole quali il Liceo “Aristofane” ed il Liceo “Lucrezio Caro”. In questo periodo, con i nostri contenitori salvadanaio, stiamo continuando ad alimentare questa preziosa attività solidale. A maggio li raccoglieremo, consegnandoli al primo cittadino di Sant’Eusanio Forconese, Avv. Berardinangelo, nell’ambito di una cerimonia appositamente organizzata. Per questo motivo, vi chiediamo di continuare con il vostro piccolo contributo, al fine della realizzazione di questo “grande sogno”. Presso la nostra redazione in Via Val Maggia, 32 siamo comunque disponibili, per fornire elementi di dettaglio sull’iniziativa in corso e su quelle da programmare; potete contattarci anche al numero verde 800.199.008 oppure e-mail [email protected]. VIA MONTE META A PIAZZA MONTE GENNARO PARROCCHIA S. GEMMA GALGANI, UNA “FAMIGLIA DI FAMIGLIE” L [di Andrea Centogambe] a Chiesa Santa Gemma Galgani sorge nel quartiere Montesacro, a Roma, in via Monte Meta 1. Fu costruita nel XX secolo ed inaugurata dal cardinale Ugo Poletti il 19 giugno 1988. Il 30 gennaio 1994 ha avuto l’onore di essere visitata dal papa Giovanni Paolo II. Una delle collaboratrici dell’animazione parrocchiale, Maria Francesca Allega, ci ha dato un’idea dell’atmosfera che, chiunque si rechi a Santa Gemma, può respirare. Una volta entrati, si viene subito accolti da un caleidoscopio di colori, provenienti dalle vetrate, le quali rendono la Chiesa una accogliente oasi di riflessione, dove trovare un attimo di pace e di tregua dagli stancanti impegni della giornata. Le colonne portanti della parrocchia, don Domenico, don Marco e don Martino, ogni giorno danno vita ad un’intensa attività di catechesi, volontariato, riflessione religiosa e culturale, sempre sostenuti e aiutati dai numerosi catechisti e collaboratori. Quotidianamente vi sono corsi di catechesi per bambini, ragazzi e adulti, che possono usufruire anche degli approfondimenti religiosi organizzati dal parroco; questi gestisce anche periodici viaggi culturali, che hanno l’obiettivo di unire l’intento religioso a quello artistico–locale. Ad esempio, un folto gruppo di persone, nel 2007, è partito alla volta di Medjugorje, luogo di apparizioni della Madonna, e lo scorso anno la meta prescelta è stato il Duomo di Torino, nel quale era stata allestita una delle rare esposizioni della Sacra Sindone. Chi volesse avere qualsiasi tipo di informazione riguardo la parrocchia, può consultare il curatissimo sito www.parrocchiasantagemma.com, dove, attraverso numerose finestre telematiche, vengono presentati alcuni scorci di vita parrocchiale. Vanto della parrocchia è la “Corale Polifonica S. Gemma Galgani”, formatasi nel 2003, che ha rappresentato sin dalla sua nascita, la volontà di mettersi “al servizio” delle persone, offrendo anche alle altre parrocchie occasioni di preghiera, poiché – citando S. Agostino – “chi canta prega due volte”. Aprile 2011 DAI NOSTRI QUARTIERI CONSULTORI A RISCHIO, ANCHE NEL IV MUNICIPIO SI ACCENDE LA PROTESTA I Si è costituita da alcuni mesi una assemblea di donne preoccupate per la grave carenza di fondi e per il progetto di radicale modificazione dei consultori [di Lorenzo Pasqualini] consultori sono strutture socio-sanitarie pubbliche, gratuite ed aperte a tutti i cittadini italiani e stranieri, che offrono alle famiglie, in particolare alle donne, un servizio di consulenza, informazione e supporto in materia di salute sessuale e riproduttiva. Offrono anche un fondamentale supporto per la popolazione degli adolescenti, che possono accedere a queste strutture liberamente e senza registrazione. Istituite con legge dello Stato nel 1975 e regolamentate nel Lazio da una legge regionale approvata nel 1976 dopo le intense lotte della società civile di quegli anni, queste strutture sono presenti su tutto il territorio cittadino. Nel nostro municipio ne sono presenti tre, anche se solo due funzionanti. Si trovano in via Dina Galli 3 (Tufello) e in largo Rovani 5 (Talenti). Un altro consultorio, sito in via Farulli 6 (zona Prati Fiscali), è chiuso da anni nonostante i lavori di ristrutturazione siano finiti da tempo. Una vergogna, in un municipio così popoloso come il nostro. Lavorano al loro interno pediatri, ginecologi, ostetriche, assistenti sociali, psicologici, tutte persone specializzate. Alcuni dei tanti servizi offerti in queste strutture sono l’informazione e la consulenza alle future madri per una procreazione responsabile, la prescrizione di contraccettivi, corsi di educazione sessuale indirizzati in particolar modo agli adolescenti con incontri nelle scuole e sportelli a loro dedicati, corsi di preparazione alla gravidanza, test per la prevenzione di tumori della sfera genitale, supporto medico e psicologico per le madri che intendono interrompere la gravidanza nel rispetto della loro volontà, con l’avvio delle procedure per l’interruzione volontaria, che avviene nelle Asl, direttamente collegate ai consultori. Spesso i consultori vengono erroneamente visti come luoghi dove si pratica l’aborto, una visione superficiale e sbagliata. In queste strutture si danno infatti alle donne che lo richiedono gli strumenti (informando, dando consulenza) perché venga da loro presa una decisione indipendente ma sono soprattutto strutture di prevenzione sia di gravidanze indesiderate (attraverso un lavoro di informazione e sensibilizzazione fatto sul territorio) che di malattie sessualmente trasmissibili. Un lavoro svolto per anni e che ha dato i suoi frutti, (statistiche alla mano). Si tratta insomma di strutture importantissime per la popolazione, che intercettano bisogni primari, alla radice, e che quindi dovrebbero essere incentivate e aumentate sul territorio. Negli ultimi tempi invece i consultori, così come altri servizi pubblici, sono stati sottoposti a forti tagli che ne hanno ridotto la capacità operativa. Inoltre il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego fa si che sempre meno personale lavori al loro interno, fatto che provoca un impoverimento dei servizi e una riduzione degli orari di apertura. Ciò che è avvenuto anche nei già pochi consultori del IV municipio, che con solo due strutture peraltro aperte non tutta la settimana, devono far fronte a una popolazione di quasi 300 mila unità. A questa situazione critica si è aggiunta negli ultimi mesi la proposta di riforma radicale dei consultori, avanzata dalla consigliera regionale del PdL Olimpia Tarzia. Una riforma che oltre ad abrogare la legge istitutiva di queste strutture, gli dà una forte impostazione ideologica finalizzandole unicamente alla tutela della “famiglia fondata sul matrimonio” ed inserendo un controllo maggiore su chi usufruisce di queste strutture. La proposta di legge, che proprio in questi giorni di aprile viene riproposta nel Consiglio regionale, ha acceso in tutta Roma una forte mobilitazione di gruppi e associazioni che lavorano in campo sociale. In tutti i municipi si sono formate assemblee di donne per discutere della situazione ed organizzare le forme di protesta: anche nel IV municipio si sono svolte già diverse assemblee di donne. Ciò che esse denunciano è che la “riforma Tarzia” snaturerà completamente i consultori rendendoli non più strutture libere ma fortemente controllate da organizzazioni private esterne e, cosa ritenuta molto grave, anche da organizzazioni confessionali. Un fatto che viene visto come un grave colpo alla libertà di queste strutture, dove l’indipendenza della decisione della donna è fondamentale, nel rispetto della sua cultura, credenza e provenienza. Inoltre le decisioni della donna sull’interruzione della gravidanza verranno pesantemente condizionate da una serie di passaggi che i comitati di donne definiscono “umilianti” in una situazione che per l’interessata è già difficile e delicata. A difesa dei consultori dalla legge Tarzia e per un loro rafforzamento (con aumento del numero di sedi e aumento di fondi disponibili) le proteste e le assemblee continueranno ancora nei mesi a seguire. Informazioni ulteriori sulla riforma e sulle forme di protesta in atto vengono periodicamente pubblicati sul blog della Consulta dei Consultori di Roma (http://consultaconsultoriroma.blogspot.com). Pagina 15 CASAL BOCCONE VERSO LA CHIUSURA LA CASA DI RIPOSO ROMA II La struttura per anziani rischia di chiudere i battenti. L’allarme lanciato dal PD I l futuro della casa di riposo Roma II in Via di Casal Boccone 112 sembra ancora lontano dal trovare una conclusione. L’allarme su una possibile chiusura è stato lanciato ai primi di dai consiglieri PD marzo Marchionne e Palumbo a seguito delle dichiarazioni della Giunta su un piano di riordino delle strutture Il motivo della paventata chiusura sarebbe l’elevato prezzo d’affitto che il Comune paga ogni anno all’ENPALS, proprietario dello stabile: secondo alcune fonti, oltre 5 milioni annui, un valore superiore a quello versato per l’utilizzo di altre strutture analoghe sul territorio comunale. La questione, di competenza del Dipartimento Politiche Sociali del Campidoglio, sta vedendo l’inte- assistenziali comunali: «Capiamo la preoccupazione per le voci di chiusura della struttura circolate nei giorni scorsi, la più a rischio tra tutte quelle gestite direttamente dall’Amministrazione comunale. Dopo i tagli di Alemanno che contano 5 milioni di euro per il solo capitolo delle case di riposo e il sostegno agli anziani, è in arrivo un piano di riordino delle strutture comunali, che non vorremmo che si risolvesse nella pura e semplice chiusura di strutture sul territorio». Con queste parole, i due alzavano i riflettori su questa vicenda, promettendo un presidio per il giorno seguente di fronte ai cancelli della struttura. ressamento della Presidente della Commissione Servizi Sociali del IV Municipio, Lina Tancioni (PDL), la quale prevede a breve un’audizione in Commissione dei dirigenti responsabili. Il timore è che la casa di riposo possa essere, se non chiusa, trasferita in un altro quadrante della città, con disagi sia per gli anziani utenti che per le loro famiglie. Peraltro, rimane sul tavolo la questione degli accorpamenti degli appalti per i servizi non assistenziali delle case di riposo, attualmente frammentati in numerosi contratti, il che contribuisce a tenere elevati i costi complessivi per il Comune. [di Giuseppe Valente] Pagina 16 Aprile 2011 PROSTITUTE SOTTO I LORO BALCONI. GLI ABITANTI DI VIA PRATI FISCALI MANIFESTANO CON UNA FIACCOLATA L’iniziativa organizzata dall’Assessore Filini polemico verso lo stato di degrado sociale in cui versa il quartiere I [di Romano Amatiello] l fenomeno della prostituzione dilaga ormai sovente in IV Municipio, e con numeri che fanno davvero allibire. Nella sola notte di lunedì 4 aprile scorso, la Polizia ha effettuato ben 48 fermi e 40 autoveicoli controllati con l’elevazione di oltre 15 contravvenzioni ai trasgressori frequentatori delle “squillo” della Via Salaria, territorio e regno consolidato della prostituzione romana, che non vede alcun’uscita dal “tunnel” dell’illegalità. Dati che fanno impressione e che si mostrano ancor più emblematici, vista la simbolica fiaccolata, organizzata dagli schieramenti politici e dai cittadini, con inizio a Largo Valtournanche proprio la sera del 4 aprile. Nota dolente, assente il Comitato di Quartiere “Salviamo Prati Fiscali”, in quanto non portato a conoscenza della fiaccolata. E non l’ha presa bene il suo presidente, l’Avv. Corsi, peraltro da tempo in lotta contro questo fenomeno, dove le prostitute “esercitano” proprio sotto le case dei suoi iscritti. E mentre le strade di Conca d’Oro s’illuminavano di lumicini, i lampeggianti blu delle Forze dell’Ordine saettavano letteralmente in Via Salaria; tutto, sotto uno slogan abbastanza scontato: quello di riprendersi il quartiere. Tuttavia, lo stesso quartiere, come il territorio in genere, è amministrato e rappresentato proprio da chi ha promosso tale manifestazione, e sono sempre coloro che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) tutelare il territorio stesso. D’intuito, tutto questo rischia di suonare come un clamoroso “autogol”; in pratica, quello che era stato annunciato e promesso in campagna elettorale dagli schieramenti politici, sembra adesso essere come richiesto e a gran voce ai cittadini, da qui, il paradosso. Le notizie che man mano uscivano a gran voce dal megafono dell’assessore del PdL Francesco Filini, (coordinatore della manifestazione), sulla necessità di recintare il Parco delle Valli, i relativi costi e quant’altro, erano tutt’altro che rassicuranti: mezzo milione di Euro, è il costo per una chiacchieratissima recinzione che non c’è. A favore, giocherebbe l’imminente stesura di bilancio del comune verso il IV Municipio; ma questa notizia, l’avevamo già sentita e rimbalza contro il solito muro delle promesse. Dulcis in fundo, sta anche per nascere una pista d’atletica, sempre all’interno del pratone delle Valli: costo, oltre quattrocentomila Euro e status: lavori fermi. Lodevole anche la raccolta firme promossa dallo stesso Filini per chiedere la recinzione del parco; anche se, essendo stata promossa da un esponente della maggioranza della giunta municipale, ci sembra come aver chiesto a qualcuno, stando sotto un sole con 45 gradi all’ombra, se necessiterebbe una lozione solare ad almeno protezione trenta, in quanto il parco delle Valli pullula di accampamenti rom, sporcizia, degrado e quant’altro. Un ennesimo “al lupo al lupo” degli amministratori locali, quindi. Auguriamoci che tutto non rimanga come solo un “mea culpa” politico (perché tristemente tale suona), ma che si lavori finalmente nella giusta direzione e con la necessaria risoluzione, su quanto sta assurdamente accadendo in uno dei suoi quartieri più grandi di Roma qual’è Monte Sacro. Pagina 18 DAI NOSTRI QUARTIERI Aprile 2011 NELL’ARRESTO DELL’IMPRENDITORE DI MARIO, NELLA BUFERA DELL’INCHIESTA IL CENTRO COMMERCIALE “DIMA SHOPPING BUFALOTTA” A Evasioni fiscali per la vendita per 108 milioni di euro, della struttura di via Niccodemi [di Stefania Orlando] l centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’immobiliarista Raffaele di Mario, per evasione, pare ci sarebbe la vendita per 108 milioni di euro del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta”. L’immobiliarista, famoso per l’acquisto di Palazzo Sturzo, sede storica della DC, è stato arrestato qualche giorno fa. Titolare del gruppo Dimafin non avrebbe pagato imposte per un valore di 26 milioni di euro ottenute dalle plusvalenze derivate dalla vendita, di questi immobili. A fronte della bancarotta, gli vengono contestate plusvalenze da milioni di euro ed un crac, che coinvolge circa mille edili rimasti senza lavoro. L’imprenditore è stato arrestato dagli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta per distrazione, reati fiscali e false fatturazioni. Con lui anche Lucio Giulio Capasso e Paola Ronzio, in quanto titolari di cariche sociali all’interno del gruppo Dimafin. Al centro dell’inchiesta, come dicevamo, la vendita del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta” dalla società Niccodemi, presunta impresa riconducibile al costruttore, alla Banca Italease di Roma, per 108 milioni di euro. Secondo gli inquirenti la Niccodemi non avrebbe pagato imposte per 26,6 milioni sulle plusvalenze ottenute dalla vendita, altresì avrebbe svuotato la Niccodemi del capitale, portandola al fallimento, con distrazioni per complessivi 52,5 milioni, in favore della società Primula. La procura ha disposto anche sequestri preventivi di beni immobili dell’imprenditore, a Pomezia. Proprio questa vendita del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta” rappresenterebbe quindi il fulcro dell’indagine. Una vendita avvenuta con un contratto di sale & lease-back ovvero “vendi e ricompra in leasing”: operazione prediletta da quei soggetti che furbamente vogliono fare cassa. Il passaggio dalla Niccodemi alla Banca Italease, la quale a sua volta ha dato in leasing la struttura alla Dimafin. Sul fallimento di quest’ultima, dichiarato lo scorso 29 marzo, la Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo di indagine. Secondo il GIP, quella legata al centro commerciale della Bufalotta, è un’operazione immobiliare che “appare palesemente finalizzata ad imputare l’ingente plusvalenza realizzata ed il relativo onere fiscale in capo alla Niccodemi, destinata poi ad essere com- 28 MARZO, ORE 14: UN BUS DELL’86 FINISCE CONTRO UN SEMAFORO AUTISTA COLTO DA MALORE. IN VIA DELLA BUFALOTTA/VIA FUCINI IL TRAFFICO E’ ANDATO IN TILT PER TUTTO IL POMERIGGIO H [di Francesca Romani] a avuto un malore e ha perso il controllo dell’autobus che e’ finito contro un semaforo e un cartellone. E’ ciò che è accaduto poco prima delle 14 a un autista della linea 86 dell’Atac di Roma. Improvvisamente il malore e, all’incrocio di via della Bufalotta con via Renato Fucini, l’autista ha perso il controllo del mezzo. Tanta la paura ma, fortunatamente, nello scontro non ci sono stati feriti. Sono intervenuti quasi immediatamente i vigili urbani e il 118 che ha soccorso tempestivamente l’autista. Poco dopo l’uomo si e’ ripreso e non e’ stato necessario alcun il ricovero. A risentirne, quasi fino alle 18, è stato l’intero quartiere andato completamente in tilt per il traffico. L’ingorgo ha portato conseguenze fino all’incrocio di via della Bufalotta con via di Settebagni, congestio- nando anche le limitrofe arterie via Niccodemi e via Fracchia. Per tutto il pomeriggio è stato praticamente impossibile attraversare il quartiere. pletamente svuotata del suo patrimonio ed a divenire inadempiente nei confronti dell’erario per circa 26 di euro”. milioni Sempre secondo il GIP “i flussi finanziari erogati da Italease alla Niccodemi, per la vendita del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta”, sono stati quasi interamente distratti in favore di società riconducibili a Di Mario”, ma formalmente intestate a prestanomi. Colossale la cifra sparita: circa 40 milioni, in favore della società Primula e altri 11,7 in favore della società M2, con fatture legate ad operazioni inesistenti. L’indagine tende ora a trovare la parte di somme distratte, in relazione alla quali è al vaglio degli investigatori l’ipotesi di riciclaggio. Non si esclude, comunque, che tali somme siano di entità superiore rispetto a quanto accertato fino ad ora. L’inchiesta ha avuto origine da una serie di segnalazioni giunte alla Procura, tra cui quella dell’Agenzia delle Entrate. La famiglia Di Mario, originaria della provincia di Isernia, si era trasferita sul litorale laziale da circa un ventennio, iniziando ad operare nel settore dell’edilizia negli anni ‘80, alle dipendenze di imprese di costruzioni operanti nell’hinterland romano. Nel 1995 Raffaele Di Mario ha costituito la Dima Costruzioni 1995 S.r.l.; nel febbraio 2002 ha poi avviato un’operazione di ristrutturazione societaria, con la trasformazione della Dima Costruzioni 1995 S.r.l. in Dima Costruzioni S.p.A., terminata nel dicembre del 2003, con la costituzione del Gruppo societario che vede Dimafin S.p.A. come holding di partecipazione, alla quale sono state conferite le quote precedentemente detenute dalla famiglia Di Mario. VIGNE NUOVE: 10 EURO VALGONO UNA VITA TRENTOTTENNE UCCISO PERCHE’ RIFIUTA DI RESTITUIRE 10 EURO AD UN AMICO C [di Andrea Centogambe] i troviamo in Via Amleto Palermi, nel quartiere periferico di Vigne Nuove. Emiliano Coppetta, un ragazzo di 38 anni con problemi psichici, esce dalla casa di un amico, un tossicodipendente di 52 anni. I due hanno avuto un’accesa discussione e la causa del litigio sarebbe un debito di 10 ?, che, nonostante le pressanti richieste dell’amico, Emiliano rifiuta di pagare. In strada inizia una violenta colluttazione tra i due, sino a quando Emiliano viene colpito ripetutamente con un’arma da taglio, al collo, alla mandibola, al costato, alla schiena. Il corpo del trentottenne è a terra, esanime, e l’ “amico”, pentitosi del gesto compiuto, tenta di rianimarlo, ma oramai è troppo tardi. L’omicida viene picchiato e insultato dagli abitanti del quartiere accorsi sul posto, prima di venire arrestato dagli agenti della Squadra Mobile, davanti alla sede dell’ Associazione culturale «Vigne Nuove». Emiliano muore poco dopo, all’ospedale Sandro Pertini, durante un intervento chirurgico. E’ quanto accaduto in un pomeriggio del 21 marzo. “Una mano vigliacca ti ha strappato all’amore dei tuoi cari e amici” e “Ciao Emiliano, amico sincero, sarai sem- pre con noi” sono le frasi del murales che oggi colora il porticato sotto casa di Emiliano. Giuliano Cioffi, il gommista del quartiere, parla di un ragazzo solare, socievole che gli amici definiscono un “ pezzo di storia del quartiere”. Proprio Giuliano, per ricordare Emiliano, ha fatto preparare due teli con scritte azzurre, i colori della sua amata squadra, la Lazio. “Non avrebbe mai fatto male ad una mosca, ogni tanto strillava e parlava da solo, ma era totalmente inoffensivo” è il commento di una signora del quartiere. La famiglia del ragazzo, era stata già devastata da eventi dolorosi, ed ha dovuto assistere anche all’uccisione di Emiliano. Non c’è spazio per altre interpretazioni: Emiliano è stato assassinato. Ai funerali svoltisi il 26 marzo nella chiesa Sant’Alberto Magno, tutto il quartiere ha voluto rendere omaggio al trentottenne romano. Il delitto di Via Palermi è il decimo dall’inizio dell’anno a Roma e provincia: si riapre per l’ennesima volta il dibattito sulla sicurezza nella capitale. Pagina 20 DAI NOSTRI QUARTIERI LAMPIONI PERICOLOSI A VIALE ADRIATICO La ruggine corrode la base dei pali della luce: rischio cedimenti strutturali A [di L. P.] lcuni lampioni di viale Adriatico, in prossimità di piazzale Adriatico, si stanno velocemente corrodendo alla base: il materiale isolante che li proteggeva è infatti ormai talmente vecchio che la ruggine ha iniziato a intaccarli. Non ci si può dimenticare facilmente della tragedia che diversi anni fa colpì Montesacro: un lampione cadde su un auto in sosta uccidendo il proprietario, un tassista che si trovava nell’abitacolo. Il palo era corroso alla base e cadde improvvisamente. Il pericolo dunque non è assente: un forte temporale, raffiche di vento violente, ma soprattutto una eventuale collisione a seguito di un incidente, potrebbero far precipitare i pali creando seri danni se non addirittura una strage. I lampioni di viale Adriatico (quelli segnalati si trovano a pochi metri dall’inizio di piazzale Adriatico) non sono certo l’unico caso del genere; invitiamo perciò i lettori a segnalare eventuali situazioni di pericolo scrivendo al nostro indirizzo [email protected] . Aprile 2011 UN ANNO E’ PASSATO E LE FAMIGLIE DI VIA CONTI ASPETTANO UN INTERVENTO DELL’ATER L Il condominio al n° 70 e’ lasciato al più completo abbandono [di Vincenzo Amicucci] a felicita’ di vedersi assegnare una casa dopo una lotta serrata, si e’ spenta piano, piano, piano quando gli abitanti di via Giovanni Conti al 70, si sono resi conto di essere stati progressivamente abbandonati a se stessi. Tra l’erba del giardino ci sono grandi pannelli composti di un misto tra polistirolo, cemento e reticolato, staccatisi dalle pareti esterne del palazzo, tra il quarto e settimo piano e al quattordicesimo, con grave rischio per chi si affaccia alle finestre. Per non parlare dei citofoni, rotti da tempo e le vetrate del portone, che sono pericolosamente incrinate. L’intervento piu’ necessario e’ quello di ripristinare l’integrita’ della copertura del palazzo, che si sta staccando poco per volta e che e’ stata fronteggiata disponendo delle semplici impalcature a protezione dei passanti. E’ ormai un anno che la situazione e’ questa: forse si indugia ad intervenire per la complessita’ dei lavori? IL MISTERIOSO CASO DELL’EX ENTE CELLULOSA E CARTA DI V. SALARIA Lo stabile di proprietà del ministero delle finanze è rimasto in una situazione di degrado nonostante il progetto del comune di Roma di utilizzarlo come centro di accoglienza provvisoria A [di Alessandro Oricchio] quasi due anni di distanza dallo sgombero si torna a parlare dell’ex ente cellulosa e carta di via Salaria 971. I consiglieri del IV municipio di Roma si sono infatti riuniti lo scorso febbraio per discutere sulla pertinenza di un sopralluogo presso l’ex cartiera, al fine di valutare attentamente le diverse opzioni di intervento su questo stabile rimasto in una condizione di estremo degrado. Ma per capire bene la situazione bisogna tornare indietro di un paio di anni. Nel settembre del 2009, infatti, lo stabile di proprietà del ministero delle finanze venne sgomberato grazie all’irruzione della polizia, che allontanò circa 200 persone che avevano occupato abusivamente il complesso nel 2008. Gli occupanti erano prevalentemente membri dell’associazione bengalese Dhuumcatu e del comitato Area Ingovernabile. “Il segnale che vogliamo dare è quello della legalità. Le case, gli spazi, vadano a chi ha diritto e a chi è in graduatorie, non a chi occupa ed è nell’illegalità”, dichiarò il primo cittadino Alemanno a margine dello sgombero. La giunta capitolina decise quindi di sfruttare lo spazio utilizzandolo come centro di accoglienza provvisoria per le famiglie allontanate dai campi abusivi del territorio cittadino, previa ristrutturazione dello stabile. Tuttavia, a due anni di distanza, il progetto comunale sembra continuare ad avere notevoli difficoltà ad andare in porto. Oltretutto, come si legge dal verbale del consiglio del nostro municipio, è stato interdetto l’ingresso e la visita della struttura agli stessi consiglieri della IV circoscrizione. Attualmente lo stabile continua ad essere abitato prevalentemente da cittadini rom, ma le condizioni dei padiglioni non sembrano poter garantire la sicurezza e l’incolumità delle famiglie che vi sono all’interno: pertanto mancano quei requisiti strutturali stabiliti dalla legge regionale n. 41/2003, promulgata per regolarizzare il funzionamento dei centri che prestano servizi socio-assistenziali. Di fatto, oltre ad una condizione di estremo degrado del complesso, mancano i servizi igienici, per non parlare dell’ambiente circostante reso insalubre dalla presenza dell’adiacente centro di selezione trattamento dei rifiuti solidi urba- ni dell’AMA. Pertanto le parole del Sindaco, che affermava di voler fare dell’ex cartiera solo una zona di transito per gli sgomberati, che sarebbero dovuti poi essere accolti in altre strutture definitive, sembrano essere oramai un lontano ricordo. Lontano come quel progetto di cui si era parlato subito dopo l’operazione di sgombero del 2009. Per uscire da questa situazione di stallo si è quindi riunito il Consiglio del IV municipio, in modo tale da sottoporre la questione agli organi competenti. Nella riunione del 21 febbraio i consiglieri si sono impegnati a “programmare un sopralluogo presso il centro di Via Salaria 971, convocando un consiglio straordinario alla presenza dell’Assessore Comunale competente”, come si legge dal verbale. Per saperne di più, ma soprattutto per fare un po’ di chiarezza sulla situazione, abbiamo contattato l’assessore del IV municipio Francesco Filini, che ha risposto alle nostre domande sulla questione. Qual è la situazione dell’ex ente cellulosa e carta di via Salaria? “Diciamo che in un primo momento l’obiettivo era quello di far diventare il centro un polo sociale, con il coinvolgimento del municipio stesso. Poi purtroppo per una serie di eventi le cose sono precipitate, e l’emergenza nomadi non ha fatto altro che riempire nuovamente lo stabile di via Salaria. Attualmente siamo quindi in una situazione di difficoltà”. A quale scopo il consiglio municipale vuole pianificare un sopralluogo dell’ex ente? “I consiglieri municipali vorrebbero rendersi conto in prima persona della situazione che vi è all’interno della struttura. Io personalmente sono molto preoccupato da questa deriva che sta portando al costante aumento del numero dei rom all’interno della nostra circoscrizione. Credo che sia arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, perché come assessore del IV municipio non vorrei che i rom vengano dirottati dal centro verso queste zone”. Crede che la questione possa risolversi in maniera positiva? “Spero vivamente che la situazione possa evolversi in modo positivo. È inaccettabile vivere in quelle condizioni, ed è per questo che mi auguro che il comune faccia qualcosa di concreto. Sicuramente c’è un altro dato importante con il quale dobbiamo confrontarci: il numero di rom a Roma è in costante aumento, ed è sempre più difficile riuscire a trovare le giuste contromisure”. LA LOCANDINA Aprile 2011 Pagina 21 SPETTACOLI E NON SOLO - Gli appuntamenti del mese Musica, Teatro, iniziative sociali e aggregative nel IV Municipio U [di Claudio Catalano] na tegola pesante e inattesa ci è caduta in testa: il Free Art Cafè improvvisamente, senza avvisaglie, ha chiuso. Incredibile, appena sentita la notizia siamo andati a vedere quella saracinesca con la scritta perentoria, due giorni prima si parlava lì degli spettacoli imminenti che, invece, sono stati annullati. La vita è spesso più di un copione assurdo, a chiunque può accadere di tutto ma questa faccenda per noi è devastante. Proprio il Bar Venditti, trampolino di lancio, fucina di esperienza, unico faro nel circondario affogato, proprio lui doveva arrendersi. Qualcuno… il fato, l’ambiente, la crisi, la iella… ama sparare sulle ambulanze. No, non sappiamo che dire, non avevamo nemmeno la forza di scrivere questa rubrica e siamo comunque sottotono. Ora speria- CASANOVA PUB Aperto dal Martedì alla Domenica dalle ore 19 alle 02 di notte, raffinato e accogliente, ultima traversa di Via Conca d’Oro prima della Piazza di fronte al Mercatino delle Valli. La bellezza è uno degli attributi della armonica semplicità, lo si comprende pure nel Casanova Pub. Intorno a fine mese – dice una voce – è prevista una serata choc con la partecipazione di un personaggio davvero notevole della scena culturale, italiana ed internazionale. Chi cerca trova. Cena pizza drink snack calcio live e talora concerti di qualità. Info Pub Casanova Via Val Senio 18/22 (Conca d’Oro) 06.8107704. www.casanovapub.com IL LOCALE Inserito in un luogo in crescita, ci salvi iddio da ogni regressione, ovvero l’area da Piazza Monte Gennaro lungo Viale Adriatico fino a Piazza Sempione. Hanno dato concerti jazz, duetti, cover, serate culinarie a tema, mostre. Musica Live attualmente il MARTEDÌ sera. Info il Locale, Via Peralba 2/a (vicino Cinema Antares) Tel. 06.8182620 – www.iLocale.it SPAZIOINCONTRO Associazione Culturale - Via Val Chisone, 33. Appuntamenti vari ma sempre rilevanti, per esempio presentazioni di libri, visite guidate a mostre o al verde storico ma precedute e preparate adeguatamente in sede Info: Via Val Chisone 33 (zona ex Cinema Espero) tel. 0687192030 [email protected] mo solo che il locale risorga subito, con Loris e Fabiola possibilmente anche perché significherebbe che hanno superato il momento, oppure con qualcuno che voglia rilevarlo, anzi continuarlo. Cosa fa questo quartiere, duecentocinquantamila abitanti che non hanno auditorium, teatro, con un solo cinema e praticamente nessuno spazio o locale che faccia quotidiana programmazione culturale artistica o musicale? Cosa vuole qui l’abitante solo dormire, trovare parcheggio, avere strade e muri puliti, salire in macchina o nella futura metro per andare altrove a far tutto il resto? Se è così i redattori de La Quarta che si occupano di temi culturali possono pure cambiare settore giornalistico, cambiare zona o addirittura mestiere. Diciamocelo chiaramente. consulenze per progettazione e associazionismo socio culturale. - i VENERDÌ dalle 21.00 prosegue “alBARnaut” il progetto inaugurato a Febbraio, rivolto a chiunque vuol proporre temi da discutere o intende intervenire con musica teatro poesia mostre. Aperto anche a realtà associative che mettono a disposizione i loro spazi per nuovi appuntamenti. Mail: [email protected] - SABATO 21.30 Serate di musica dal vivo. 16 Aprile “MUSTACCHIO PARTY”. - DOMENICA Defrag internaZionale, appuntamenti di una domenica al mese per un viaggio culturale verso un luogo definito lontano, “altro”, con video libri reportage musiche ed aperitivi a tema. Info Defrag: tel: 320.0486439. www.associazionedefrag.net www.myspace.com/defrag75 METAMORFOSI TEATRO Laboratori in varie sedi e attività anche nel nostro quartiere. Vivere non è che una delle possibili forme di Teatro: Metamorfosi Teatro cerca attori ! Info Davide Marzattinocci tel. 340 -1486357 www.metamorfositeatro.splinder.com CIRCOLO CULTURALE MONTESACRO Corso Sempione 27 Roma Un’associazione culturale “alta” e con una storia quarantennale, perché il cervello a quanto pare non serve solo per scrivere frasi d’effetto su facebook o indovinare quiz televisivi. Tanti incontri importanti, sia nelle tematiche che per l’approccio. Contattiamolo o almeno visitiamo il sito per averne idea. Info www.circoloculturalemontesacro.it [email protected] C.C.P. T. Centro Cultura Popolare Tufello Via Capraia 81 - CORSI DI: ORGANETTO, DANZE POPOLARI, ESPRESSIONE CORPOREA. - LABORATORI TEATRALI E TEATRO PER BAMBINI. Info Via Capraia 81. Tel/Fax 06.87184111 ( Lasciare messaggio in segreteria ) www.ccptufello.splinder.com – [email protected] DEFRAG Via delle Isole Curzolane 75 Associazione culturale e di promozione sociale. Non è locale commerciale ne attività privata, è un luogo in comune, per giovani e dei giovani (e forse ex giovani) in pieno Tufello. Concerti cineforum fotografia pittura performance dibattiti progetti laboratori corsi nonché servizi e BAR VENDITTI ART CAFÈ, Qualcuno riapra questo locale chiuso. L’abbiamo detto sopra, è un dramma per le potenzialità simboliche e pratiche della parte “vecchia” e “popolare” del IV Municipio, privata della sede istituzionale di via Monte Rocchetta e del campo Tirreno calcio, diventata zona di intenso traffico di transito, demograficamente sempre più anziana. Quelle luci su via Curzolane 144, quella musica live, le poesie declamate e gli spettacoli teatrali… una concreta speranza di rinascita che non possiamo banalmente perdere. - Attività licenza Bar somministrazione alimenti Via delle Isole Curzolane 144. SALARIA SPORT VILLAGE Famoso centro benessere e sportivo dove spesso si prova intelligentemente a rovesciare l’antico adagio: corpo sano per una mente sana. Info e prenotazioni www.salariasportvillage.it Via S. Gaggio, 5 (Settebagni) Tel 06.885616. BIBLIOTECA PUBBLICA ENNIO FLAIANO Via Monte Ruggero angolo Via Monte Rocchetta. Nel circuito Biblioteche di Roma, strano ma vero, esiste una filiale a Montesacro, per l’esattezza collocata addirittura la Tufello. Chi non ci crede vada e tocchi con mano (e gratuitamente) libri, dvd, cd, postazioni internet, quotidiani riviste in un bell’ambiente e con personale qualificato. Info: Biblioteca Ennio Flaiano Via Monte Ruggero 39 - Tel 06.45460431 ZOOBAR Via Bencivenga 1, angolo Via Nomentana Presso il Centro sociale “La Maggiolina” Spazio notturno con Yard infuocata da luci & sound: Hip Hop, Reggae, Dub - START 23.30. Ogni sabato ambientazioni e nomi della ribalta di tendenza, italiana e internazionale. Info www.zoobar.roma.it 339.2727995 338.8781118. BRANCALEONE Centro Sociale Via Levanna 13. Poliedrico Centro assai organizzato verso ogni aspetto artistico e analitico della contemporaneità culturale; ben funzionante anche verso l’esterno tramite una buona impostazione comunicativa con manifesti supporto radiofonico e un sito Internet dinamico ed aggiornato. Sicuramente se nel nostro Municipio esistessero quattro/cinque luoghi paragonabili al Brancaleone saremmo salvi. Non posti necessariamente simili, sia come forma istitutiva che come modalità di proposta, ma con livello di fatto equivalente, allora la situazione sarebbe diversa. Ci sarebbero giovani meglio motivati e gratificati, circolerebbero tra le nostre strade idee e fermenti artistici, ci sarebbe un indotto culturale ed un sicuro ritorno occupazionale ed economico. I ragazzi e tutto il resto della comunità avrebbe orizzonti e competenze indirizzate a energie creative e quindi molto meno devianti, presupposti per un cittadino più consapevole, integrato, sereno. Info www.brancaleone.eu 06.82004382 339.7674635 SCUOLA Aprile 2011 Pagina 23 E SBOCCIO’ LA PASSIONE JUNIOR PER IL TRICOLORE L’inno di Mameli è risuonato in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia nelle scuole del nostro municipio. Tanto entusiasmo per i bambini che hanno preso coscienza dello spirito patriottico. Iniziative e festeggiamenti L [di Francesca Romani] e scuole del quarto municipio hanno aderito con vivo entusiasmo ai festeggiamenti organizzati per i 150 anni dell’Unità d’ Italia. Tutti i bambini si sono messi a lavoro per presentare quel giorno qualcosa costruito con le loro mani e la loro fantasia. Inno di Mameli cantato a squarciagola come, forse, non si sentiva più da tanti anni. Una festa vera perché c’erano loro a guidarla. E così quasi tutti gli istituti hanno aderito all’iniziativa di far festa all’Italia, con un gusto ormai completamente dimenticato. Alla scuola primaria Statale Torricella Nord grande entusiasmo fra i piccoli come fra gli insegnanti. Tutti gli alunni, a naturale corollario di un articolato percorso didattico durante il quale sono state ripercorse le tappe che hanno portato all’unità nazionale, hanno cantato, alla presenza di tantissimi genitori e parenti, il “Canto degli Italiani” che tutti noi chiamiamo “Inno di Mameli”. Maggior risalto alla manifestazione é stato dato dalla presenza di Cristiano Bonelli, Presidente del IV Il Presidente del IV Bonelli con i Municipio di Roma. L’Autorità politica, dopo aver ascoltato il piccoli studenti della “De Gasperi”. coro, si é dichiarata positivamente sorpresa della preparazione dimostrata dagli alunni di Torricella che hanno cantato tutte le strofe del nostro inno nazionale, trattenendosi a parlare con gli alunni e lasciandosi fotografare insieme a loro. Stessa situazione si è riproposta alla scuola materna comunale De Gasperi dove, il 23 marzo alle ore 1130, tutti i piccoli sono scesi in cortile per cantare l’Inno di Mameli sventolando le loro piccole bandiere e muovendo i loro lavoretti come se fossero i protagonisti di una festa grandiosa. Una vera lode al tricolore, tanti fiocchi e lavoretti preparati con tanto amore per ricordare un avvenimento tanto importante quanto discusso: l’Unità del nostro Paese. Ha presenziato, anche qui, il presidente del municipio Bonelli che, insieme ai bambini, ha cantato l’Inno. Per sottolineare la memoria di una ricorrenza così importante nel giardino della scuola è stato piantato un albero. Grazie alle maestre e a tutto il personale scolastico per aver permesso e organizzato una simile meraviglia. Un grazie particolare a tutti i piccolini per averci emozionato con sentimenti puri e degni di essere sottolineati in un tempo come questo. A SCUOLA CI ANDIAMO DA SOLI L’elementare “Angelo Mauri ha raccolto il progetto di Antonella Prisco del CNR, coinvolti anche i negozianti P [di Stefano Casini] aolo Mazzoli, già noto per iniziative innovative in vari campi portate avanti dalla scuola Angelo Mauri, ci concede un’intervista a caldo subito dopo il primo test di “a scuola ci andiamo da soli” nell’ambito del progetto internazionale del CNR denominato “La città dei bambini”. Il sorriso denota una certa soddisfazione. La Quarta: Professor Mazzoli, com’è andata? Mazzoli: bene, non ho ovviamente ancora i numeri precisi che dobbiamo rilevare in giro tra le classi (ndr:usciranno sul sito web già qualche ora dopo), ma direi che a occhio, tra quelli che hanno seguito i gruppi dai due punti di raccolta organizzati e lungo il percorso, e quelli che sono venuti a scuola fuori dal gruppo, ma che sapevamo che avevano già iniziato a provarci, dovremmo stare sul centinaio di bambini. Non è la mia ipotesi più ottimistica (un paio di centinaia), ma senza dubbio un ottimo inizio. La Quarta: come ci si è arrivati? Mazzoli: l’esigenza di trovare un qualcosa che attenuasse il caos dell’entrata veniva ovviamente da lontano, anni di discussioni nei consigli a scuola senza però niente di convincente per uscire dal problema. Operativamente con questo tipo di soluzione siamo partiti a Natale. Incontri a scuola coi genitori e con i bambini, anche col Professor Francesco Tonucci, ideatore del progetto, coinvolgimento del Municipio e alla fine dei commercianti di zona, che possono essere dei buoni “punti di riferimento” per i bambini che vanno a scuola da soli lungo i due percorsi individuati: uno lungo via Foscari da via Gualterio e l’altro dall’angolo della merceria Caponnetto. Anche i genitori hanno dato una grossa mano, una mamma ha messo a disposizione il balcone per lo striscione del punto di Raccolta n°2, all’angolo tra Val Melaina e via Monte Cervialto, molti altri si sono offerti per controllare gli attraversamenti critici. La Quarta: si continuerà? Mazzoli: l’evento di oggi è solo un inizio, ma ciò che è accaduto oggi deve mantenersi tutti i giorni, fino alla fine dell’anno e poi riprendere da settembre. A ANTONELLA PRISCO DEL CNR PERCHE’ LE STRADE TORNINO AI BAMBINI ntonella Prisco lavora presso il CNR al progetto internazionale “La città dei bambini” e per la scuola Angelo Mauri ha curato il percorso di “A scuola ci andiamo da soli”. La intervistiamo subito dopo il dirigente scolastico. La Quarta: come nasce e in cosa consiste il progetto? Prisco: Parte dalla constatazione che le città e le strade sono sempre più deserte di persone e bambini in particolare per una presunta insicurezza che li vuole chiusi in casa o in macchina o comunque sempre vigilati. Un contesto ed un’esperienza negata è quella del tragitto casa scuola, che oggi è fonte di stress sia per i genitori che per i figli. Per questo progetto, serve ovviamente la collaborazione di vari soggetti: bambini, insegnanti, autorità locali, commercianti e residenti per la predisposizione dei percorsi ottimali e per la vigilanza iniziale degli stessi. La Quarta: quali sono le esperienze altrove? Ci sono stati problemi? Prisco: Per le esperienze italiane, in nessun caso ci sono stati incidenti di alcun tipo. Per quanto riguarda Roma, questo è il terzo esperimento, e il primo in assoluto nel quarto Municipio. Gli altri due sono stati attivati al Quartiere Africano presso la scuola Montessori locale e alla Garbatella. La Quarta: in effetti nella prima esperienza di “andiamo a scuola da soli”, i bambini erano circondati da adulti, alcuni commercianti ad esempio hanno notato quest’incongruenza e hanno pensato ad uno snaturamento del progetto... Prisco: non ci si arriva subito, il processo deve essere graduale, i bambini devono comunque familiarizzare col percorso. E gli adulti devono pure toccare con mano l’autonomia dei bambini...la fiducia è un atteggiamento naturale per i piccoli, il lavoro in questa fase di transizione è dissolvere la sfiducia dei grandi. [S.C.] Aprile 2011 I Pagina 25 PROPOSTE ALTERNATIVE AL SENSO UNICO A VIA FRANCO SACCHETTI [di Alessandra Pieroni] l 5 aprile alle ore 17, si è tenuto un incontro presso la parrocchia di San Ponziano, in zona Talenti. Un’assemblea pubblica con i cittadini, per discutere sull’istituzione del senso unico su Via Franco Sacchetti. Oltre alle istituzioni, presenti circa una novantina di persone, indubbiamente molti di meno di quelli previsti. Era invece assente il Tecnico dell’Agenzia per la Mobilità, indubbiamente la figura istituzionale più attesa. Durante l’incontro l’associazione Commercio Quarto Municipio e il Comitato di Quartiere Talenti hanno presentato un documento con alcune proposte in alternativa a quanto prevede adesso il PGTU. Tra queste, il cambiamento della direzione del senso unico. Nell’insieme però molti dei presenti hanno ribadito la contrarietà già manifestata, definendo questo e altri provvedimenti solamente soluzioni palliative. Nell’insieme sono scaturite alcune proposte, di cui l’amministrazione dovrà tener necessariamente conto, come l’istituzione di alcune aree di sosta temporanea, a fronte della situazione attuale caratterizzata da un parcheggio selvaggio su ambedue i lati della strada; inoltre la previsione di una linea di autobus su Via della Cecchina, che rappresenta strada di collegamento strategico, tra due arterie importanti quali Via della Bufalotta e Viale Jonio, già pesantemente compresse dal problema traffico. Comunque, in alcuni passaggi testimoniali della riunione è stato spiegato il perché della contrarietà al senso unico e sono state delineate idee per migliorare la viabilità di questo particolare ambito, continuando a mantenere l’attuale viabilità. Di certo, anche se l’assemblea ha avuto una scarsa presenza di pubblico, i cittadini della zona adesso si aspettano nuovi incontri pubblici che possano far arrivare ad una conclusione il più possibile condivisa e non semplicemente imposta da quei pochi amministratori “sordi”, nello specifico riferimento al Tecnico dell’Agenzia per la Mobilità, assente non si sa per quale motivo, unico rappresen- tante che avrebbe dovuto fornire adeguate spiegazioni alle scelte proposte. La gente non condivide la semplice motivazione, che si cela dietro alla classica affermazione che la viabilità di Talenti è al collasso. Può essere si un punto fermo, ma non una certezza di cui tutti i residenti del quartiere si rendono conto. Non si può alludere sempre all’aumento della popolazione residente, quando poi si sono portate immense colate di cemento, soprattutto negli ultimi anni; questo è un problema che ormai si intensifica da 1015 anni a questa parte. Il peggioramento che man mano si legava ai nuovi quartieri che sorgevano, le strade del quartiere che sono comunque quelle costruite cinquanta anni fa: quindi l’unica possibilità migliorativa è quella di creare nuove infrastrutture, o meglio modificare o ristrutturare in modo positivo, migliorativo e soprattutto condiviso, tutta la zona. Invece, a fronte di tutto ciò, negli ultimi tempi si stanno vedendo solo imposizioni che piovono dal cielo, soprattutto in quella particolare area territoriale, come nel caso della chiusura dello sportello anagrafico nell’ambito del mercato della stessa Via Franco Sacchetti. Cari amministratori… vogliamo imparare ad ascoltare di più la gente! TERRITORIO Pagina 26 Aprile 2011 Le vie di Talenti dedicate ai nostri letterati A CACCIA DI LEGGENDE CON ARTURO GRAF Passeggiando per Via Graf, tra semafori, clacson e avvallamenti: i nuovi mostri da combattere nei tempi moderni, come in una vecchia leggenda medievale V [di Ilaria Faraoni] ia Arturo Graf, una larga strada a due carreggiate, diritta, che collega il quartiere Talenti alla Nomentana e da lì a viale Kant e che, purtroppo, a quanto pare, sta letteralmente sprofondando a causa di alcuni corsi d’acqua sotterranei; brulicante di automobili, trafficata e piena di negozi, porta con sé certamente molto della vita frenetica e intensa dei nostri giorni. Un’atmosfera ben lontana da quella medievale, intrisa di miti e leggende, uno degli oggetti ricorrenti di studio da parte del letterato e poeta che a questa via romana cede il nome: Arturo Graf, ateniese di nascita (1848) poeta, storico di letteratura e professore, vissuto tra Br?ila (Romania) Napoli, Roma e Torino dove morì nel 1913. Dopo varie vicissitudini che lo vedono laurearsi in giurisprudenza, abbandonare quasi subito la carriera forense, che lo aveva disgustato e badare per un periodo agli affari di famiglia (suo padre, tedesco, era stato un commerciante) finalmente riesce a dedicarsi a pieno ai suoi interessi letterari. Il suo metodo di ricerca appartiene alla cosiddetta “scuola storica”, basata sulla ricostruzione erudita, sulla ricerca di materiale inedito, di manoscritti, di documenti: “Ciò che più importa nella storia delle lettere si è, non già il sapere se il tale o il tal libro sia bello o non sia, ma bensì di sapere che cosa sia, come sia, perché sia”. Inoltre, alla base di tutto, vi è una teoria evoluzionistica della letteratura e delle forme poetiche che sono, inoltre, inscindibili dall’ambiente e dai tempi in cui sorgono. Questo modo di procedere salta subito agli occhi leggendo, per esempio, saggi come “Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo”, “Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo” (dove riferisce, spiega e sfata una serie di credenze popolari e leggende come la fatalità, il Paradiso terrestre, le origini, la sorte e la figura di Ponzio Pilato… ) oppure “Il Diavolo” dove parte addirittura dall’età neolitica per ricostruire l’iter della formazione di questa figura, personificazione del male per antonomasia. Per quanto riguarda invece la sua attività poetica, importanti sono alcune raccolte come “Le Danaidi” e “Morgana”. Già nel 1906, poi, Graf aveva capito che l’Università “Non deve pretendere di uniformare il carattere, di pareggiare le attitudini, di predeterminare l’opera di quanti la frequentano. Non è buon maestro quello che tutti i discepoli vuole ad immagine propria”: così recitava una parte del suo discorso tenuto all’Università di Torino, in occasione del quinto centenario dalla fondazione; quanti insegnanti oggi, dopo più di 100 anni sono rimasti indietro rispetto a lui? Collaboratore e direttore di alcune riviste letterarie, sicuramente la sua opera è intrisa anche di una profonda spiritualità: lo testimonia in modo particolare il saggio “Per una fede”, dove condanna, tra l’altro, il materialismo e il determinismo a favore del riconoscimento di una entità superiore e della libera volontà: “Penso che chiunque creda d’avere fatto un passo verso la verità, sia in dovere di darne notizia a quanti più può”; con queste parole ne presentò la ristampa nel 1906. Stessa profondità si ravvisa anche in molti dei suoi pensieri, lasciati ai contemporanei e ai posteri sotto forma di aforismi, (uso comune ad alcuni suoi colleghi del tempo): “Chi voglia udire la voce sincera della coscienza, bisogna che sappia fare silenzio intorno a sé e dentro di sé”, scriveva; abbandoniamo quindi per un momento il caos di via Graf tra automobili parcheggiate sotto gli alberi che fanno da spartitraffico oppure in doppia fila davanti ai negozi e prendiamoci un po’ di tempo per meditare. LE ASPREZZE DI FRANCESCO D’OVIDIO Semplici divergenze di pensiero o attacchi personali i commenti del letterato e filologo sui suoi avversari e colleghi? Ai posteri l’ardua sentenza U [di Ilaria Faraoni] na strada parecchio lunga che parte da via Romagnoli e si dipana per più di 1 Km parallelamente a via Ugo Ojetti; nel primo tratto più stretta, addirittura tortuosa e ripida prima di sfociare in via Graf, poi prosegue e cambia natura, è caratterizzata da alcuni negozi e attività e diventa più lineare anche se con seri problemi di viabilità all’incrocio con via Lorenzini, fino a terminare in via Gaspara Stampa all’altezza della Parrocchia di S. Achille: così si presenta via Francesco D’Ovidio e già i suoi tratti, a volte aspri, richiamano la figura del letterato e studioso omonimo, nato a Campobasso nel 1849 (dove un suo busto troneggia nella piazza della città a lui intitolata) ma napoletano d’adozione. Fu soprattutto studioso di glottologia e filologia oltre che di letteratura e fu insegnante dapprima ordinario e poi universitario. Il suo metodo, come quello di Arturo Graf, si può ricondurre alla “scuola storica” ma le sue esasperazioni, il rigore quasi scientifico e positivista, lo portarono in contrasto aperto e aspro con i fautori dell’indirizzo estetico e idealista, di cui fu esponente principale Benedetto Croce. Della corrente avversa scriveva infatti D’Ovidio deridendo tali tipologie di critici: “La colpa non è della materia estetica e del metodo che le è proprio, se il critico sbaglia [...]. Certo però che gli sbagli della critica estetica o psicologica fanno più impressione, e si prestano più allo scherno; perché, volere o no, chi ha per assunto nientemeno che di penetrare nell’animo altrui sembra che presuma troppo di sé, e quando fa falsa strada gli altri ci hanno gusto, un acre gusto”. Il Cesareo, uno dei critici da lui così additati replicava: “… Il d’Ovidio non è ancora riuscito ad intendere che gun’espressione è solo e unicamente sé stessa, e però non si può tradurre in un’altra, né spiegar con molte altre; che in poesia una parola non ha valore logico, ma fantastico, e dee suscitare un’impressione, non determinare un concetto… ” Fatto sta che, tra polemiche accese, frecciate e critiche che non risparmiarono neanche il De Sanctis (vedi “Rimpianti vecchi e nuovi”), D’Ovidio fu non solo un professore, ma anche candidato al Nobel per la letteratura, senatore, socio dell’Accademia della Crusca e presidente dell’Accademia dei Lincei. Egli infatti lavorò sulla proposta di adottare il dialetto fiorentino nell’accezione manzoniana e, proprio il Manzoni, fu oggetto ripetuto di molti suoi studi (“Manzoni e Cervantes”, “Discussioni manzoniane”, “Nuovi studi manzoniani”), insieme a Dante Alighieri e Torquato Tasso. Come molti dei suoi contemporanei, infine, scrisse per giornali e riviste come il “Corriere della Sera” e la “Nuova Antologia”. Non resta che affidare il giudizio sulla sua personalità, così controversa da portare alcuni a definirla addirittura “velenosa”, alla lettura delle sue opere. REDAZIONE APERTA Pagina 28 Aprile 2011 VIA VAL MAGGIA, 32 numero verde 800199008 C La parola ai nostri cari amici che si sono presentati in redazione nei giorni scorsi, chi personalmente, chi attraverso il nostro numero verde e chi attraverso le e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica. “La Quarta – Redazione Cittadina” ovvero il giornale fatto dai nostri amici attraverso le loro testimonianze attive che noi prontamente giriamo ai relativi organi competenti. Ed allora, a loro la parola [di Sofia Mori] ome di consueto diamo spazio alle voci dei nostri affezionati lettori che gentilmente ci segnalano i disagi legati al territorio. La Signora Maria Pia ci fa notare,nell’era della raccolta differenziata,la quasi totale assenza di appositi contenitori per buttare i sacchetti con le deiezioni del proprio cane. Gli addetti dell’AMA avevano rassicurato la Signora ,e chi come lei ne possiede uno, che presto sarebbero stati istallati i cosiddetti cestini verdi, ma ad oggi ci si ritrova ancora ad averne solo due in Via Conca D’oro davanti alla fermata dell’autobus. Auspichiamo dunque che,dopo l’ennesimo esposto, l’AMA si preoccupi anche dei nostri amici cani e dei loro padroni rispettosi dell’ambiente. Prestiamo attenzione poi alla sintomatica segnalazione di atti vandalici, nei pressi di Via Grazia Deledda, di un altro lettore che ci informa di numerosi episodi di danneggiamen- to avvenuti a discapito di auto in sosta regolare, resi possibili dalla mancanza di volanti delle forze dell’ordine che pattuglino la zona nelle ore notturne e dal mal funzionamento della rete di illuminazione. Concludiamo con un problema riguardante la gestione del traffico nel percorso che va dalla Via Nomentana in direzione Montesacro,espostoci dal Signor Gianfranco. In una zona di traffico così elevato, l’obbligo stradale che impone di svoltare a sinistra verso Via Val D’Aosta e non di prendere direttamente la tangenziale in direzione della Via Salaria, costringe gli automobilisti ad inventare manovre pericolose creando disagi e panico nella viabilità. Una semplice rotatoria potrebbe essere la risposta al problema. Questi e molti altri ancora sono i problemi che grazie alla vostra attenzione, cari amici, divulghiamo affinché vengano risolti,quindi continuate a scriverci all’indirizzo e-mail [email protected]; telefonando al numero verde 800.199.008 oppure passando direttamente presso la nostra redazione ogni martedì o giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30. LE VOSTRE LETTERE ATTI VANDALICI A TALENTI buonasera. Dal momento che ho visto che tra i vari articoli interessanti presenti di solito sul giornale ci sono anche pezzi che parlano della situazione degradata e degradante del nostro Municipio, volevo con questa mia renderVi noto che negli ultimi tempi in zona Talenti, nelle vicinanze di Via Grazia Deledda, si sono verificati vari episodi di danneggiamento – taglio con coltello – di pneumatici di auto in sosta (vds. ad esempio la fotografia in allegato). Preciso che questi episodi hanno riguardato auto in sosta regolare, che non davano nessun intralcio a chicchessia. Certamente il fatto che: • non si vede mai (e dico mai) una vettura delle forse dell’ordine pattugliare la zona, tantomeno in ore serali/notturne; • ci sono state frequenti avarie della rete di illuminazione pubblica in zona; • ci sono vari punti che sono al buio o che sono veramente mal illuminati (basti pensare ad esempio al parco realizzato SENZA NEANCHE UN LAMPIONE su Via Domenico Carbone Grio, il cui livello di vergogna meriterebbe un Vostro articolo ad hoc); aiuta chi ha intenzione di compiere atti delittuosi. E’ altrettanto certo, ad ogni modo, che i residenti si stanno adoperando per presidiare la zona. Certo del Vostro interessamento, resto in attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro e porgo Distinti Saluti. LA RECINZIONE DI VIA CALCINAIA Via Calcinaia angolo via Suvereto è stata fatta una recinzione stile muro di Berlino. Dal punto di vista este- tico è davvero obbrobriosa, segnalo questo fatto perché ritengo che simili brutture danneggino il nostro territorio. Un lettore CASSONETTI SENZA UN PERCHE’ Salve sono un cittadino del IV Municipio della zona di via Conca d’Oro. La problematica che vi sottopongo è questa. Quasi 3 anni fa segnalai all’Ama spa una situazione a dir poco imbarazzante; in via Conca d’Oro angolo via Val Cenischia sono stati posizionati dei cassonetti dei rifiuti proprio sotto la finestra della mia camera da letto e visto che abito al primo piano potete immaginare cosa può provocare una situazione simile. Ho due nipoti in casa e il cattivo odore mi costringe alle volte a chiudere le finestre. Ma quando arriverà l’estate, cosa devo fare? Continuare a convivere con questo cattivo odore? La segnalazione fatta all’Ama non ha ricevuto risposta (ormai da quasi 3 anni come detto precedentemente), quindi mi chiedo: a chi mi devo rivolgere? Nella speranza che la situazione trovi soluzione. Grazie Un abitante di via Conca d’Oro IL PONTE SU VIA NOMENTANA Buongiorno,scrivo per segnalare, non so se altri lo hanno gia' fatto prima di me e sperando che sia di interesse alla vostra rubrica, una situazione paradossale nella gestione del traffico nel quartiere Montesacro. Quello che sto per descrive accade nel percorso che va dalla via Nomentana in direzione Montesacro e il ponte che scavalca la tangenziale est. Per chi, percorrendo la via Nomentana dal centro verso Montesacro, ha l'esigenza di prendere la tangenziale in direzione via Salaria, non puo' farlo "direttamente" perche', anche se e' consentita la svolta a sinistra alla'altezza del semaforo verso via Val D'Aosta, non e' invece consentito imboccare direttamente la tangenziale in direzione Salaria, anche se l'imbocco in questione risulta essere abbastanza agevole. Non discuto gli eventuali motivi di sicurezza, se ci sono, o altre valutazioni nell'aver deciso questo divieto, pero' quel che accade e' che tutte le macchine provenienti dalla Nomentana dirette a via Salaria attraverso la tangenziale, svoltano a via Val D'Aosta e su questa "inventano" una manovra rotatoria all'altezza di via Valsugana creando quindi situazioni spesso di pericolo (ricordiamo che questa e' una zona ad alto traffico), per poter imboccare la tangenziale. Ora mi chiedo, e' proprio impossibile eliminare il divieto di svolta sulla via Nomentana verso l'imbocco della tangenziale ? E se cosi fosse, non si potrebbe regolare meglio, anche con la sistemazione di una rotatoria, il traffico nell'incrocio via Val D'Aosta e via Valsugana? Grazie per l'attenzione. PIAZZA VIMERCATI, CHI PENSA A PULIRE? Salve, sono una cittadina del IV Municipio e vi scrivo per segnalarvi la situazione di degrado di piazza Vimercati. Abbiamo richiesto ormai da più di 10 giorni che qualcuno intervenga per la pulizia della piazza, ma ancora non si è vista anima viva. Cosa dobbiamo fare? A chi possiamo rivolgerci? Distinti Saluti. ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA SPA Il 24 Aprile 2010 è iniziata la campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell’acqua. Molti volontari e volontarie si sono impegnati nella raccolta firme, con grande voglia di partecipazione, per un bene comune, per un bisogno primario di tutte e tutti su cui non possiamo permettere che si faccia profitto, abbiamo raggiunto un risultato storico, sono state raccolte in pochi mesi ben 1.400.000 milioni di firme. E ora i cittadini e le cittadine di questo paese saranno chiamate ad esprimersi su questo tema, in un referendum nato e cresciuto tutto dal basso che una volta vinto darà un altolà al modello neoliberista applicato nel nostro paese da 15 anni a questa parte. D’ora in poi avremo bisogno del contributo di tutte e tutti per costruire la campagna referendaria ed è per LE VOSTRE LETTERE Aprile 2011 questo che in tutta Italia si stanno attivando nuovamente i Comitati territoriali per l’acqua bene comune. Il comitato promotore Territoriale del IV° MUNICIPIO, si riunisce presso PROGETTO LABORATORIO di Via Capraia, 54. Per informazioni contattare Comitato Acqua Pubblica IV Municipio o su http://www.amicoqua.org/?p=3546. COMMENTO SU IPOCRITALIA Alla spett. le Direzione de "La Quarta" Articolo di marzo 2011. Leggo l'articolo di I° pagina, peraltro non firmato, e mi sento stimolato a rispondere all'ignoto Redattore che le ragioni di questa apparente falsa incongruenza patriottica, ci sono e sono intuitive. Questa filippica pessimista potrebbe generare nel lettore (o è voluto?) un atteggiamento ancora più negativo volto a cancellare ogni traccia di un lontano passato più o meno glorioso, rifiutando ogni sforzo per ricostituire un'unità che rimane sempre più utopica. Mentre la nostra sensibilità soffre a causa di questo abbandono, ove il degrado interno ed esterno avanzano ogni giorno di più, tutti noi attendiamo che qualcuno, dotato di spirito fortemente determinato e di un cuore grosso così, si lanci per primo in un'avventura di ricostruzione dell'identità nazionale.Ma il patriottismo non è morto, è solo sepolto sotto la cenere, ove ancora arde, aspettando per risorgere, tempi migliori. Spia di questo, lo si intravede nel ridicolo campanilismo sportivo esaltato da chi è interessato a dirottare il bel sentimento patriottico, facendo ogni sforzo per spingere in questa direzione (proprio come questo vostro articolo cerca di fare) perché è interessato a questo annichilimento. (C'è chi è interessato, lo sappiamo tutti!) In questi ultimi 50 anni si è fatto di tutto per abbattere i sacrosanti ideali e i grandi valori che facevano parte della nostra identità, delle nostre radici. Questi frutti avvelenati che siamo costretti a digerire, ricadono sulle nostre teste e noi siamo gli unici responsabili di ciò; infatti noi genitori, attratti dal denaro a dalla bella vita, abbiamo barattato con essi una famiglia patriarcale, un matrimonio fecondo, un'onestà a tutta prova, un'aspirazione verso l'alto sia di cuore sia di cervello, una vita generosa e non ultimo un sentimento religioso atto a dare un senso positivo all'intera esistenza. Provate ad ascoltare i discorsi dei giovani tra di loro; sono inascoltabili! La loro infelicità traspira da ogni poro e sono poveri di tutto. Non hanno ricevuto affetto e sono incapaci di darlo; non sono generosi perché non hanno conosciuto il sacrificio e sono impazienti perché non hanno conosciuto il dolore. Molti di loro rifiutano la vita, drogandosi, e danno la colpa di questo triste mondo a Dio, non pensando per nulla che tutto ciò dipende dall'uomo e dalle sue scelte. Come meravigliarci, se molti di noi hanno perso il patriottismo? Non è facile definire Patria un Paese nel quale è divenuto quasi raro ascoltare una persona che parli al telefono in lingua italiana ! A voi la conclusione. Distinti Saluti. Caro lettore, la ringrazio del suo appassionato intervento sulla nostra mail, intanto collegandosi su www.laquartaonline.it può scaricare il nostro giornale e rendersi conto che l'articolo è debitamente firmato dallo scrivente, in particolare poi concordo pienamente il senso della sua nota, ma credo che si riferisca ad un Italia che non esiste più e che la parata delle bandiere di questi giorni nasconde in un una sorta di ecumenismo omologante che tende ad esaltare valori che tutti noi sappiamo non corrispondere alla nostra realtà quotidiana, meglio allora essere crudi e realisti e non abbandonarsi al mellifluo patriottismo teleguidato. Per veder rinascere quei valori autentici e terapeutici, bisogna ripartire dalla solidarieta' dal senso civico dall'appartenenza alla propria comunita' locale, altrimenti il tricolore si trasforma in un logo senza senso.Ci segua. Riccardo de Cataldo Pagina 29 CASTEL GIUBILEO: PARTE INTEGRANTE DI UN MUNICIPIO CHE VUOLE CRESCERE, NEL RISPETTO DEI SUOI ABITANTI Da un nostro lettore abbiamo ricevuto una doglianza relativa a dei controlli effettuati nel territorio di Castel Giubileo, inerenti eventuali abusi edilizi perpretati dai proprietari delle abitazioni realizzate in questo territorio, ormai da 25 anni, con notevole sacrificio. Indubbiamente nessuno di loro vuole sottrarsi ai controlli, però contestano il fatto che in queste fasi si ha diritto ad un certo rispetto; tesi avvalorata dal legame territoriale, essendo la maggior parte persone che sono nate e cresciute nel nostro IV Municipio, precisamente nella parte storica di quella Montesacro e che poi hanno semplicemente varcato i confini, riuscendo così a non far disperdere le loro tradizioni. Molte di queste abitazioni sono nate come cooperative, basandosi sul sacrificio personale di ogni singolo proprietario. La doglianza però è scaturita a seguito di questi cotrolli, che secondo alcune indicazioni sono stati condotti con modi poco cortesi, quasi ci si trovasse di fronte a pericolosi criminali: invece sappiamo benissimo che siamo di fronte ad onesti lavoratori. La cosa che però ha lascaito ancor di più l'amaro in bocca, il fatto di vedere questo accanimento nei loro confronti, mentre per gli speculatori che continuano a devastare il nostro Municipio, come nel caso di alcune nuove zone che stanno crescendo e sviluppandosi, nessuno si preoccupi di verificarne la regolarità sotto tutti i punti di vista, sia urbanistici che di esecuzione lavori. E sarebbe necessario, visto il caos dei numerosi cantieri aperti che non vedono mai fine: sembra che siano stati studiati per radicare opere che....non si sa quando troveranno la loro conclusione o meglio, la loro ragione di essere ed esistere. Grazie Un abitante LE TANTISSIME LETTERE CHE CI SONO PERVENUTE SARANNO TUTTE PUBBLICATE NEI PROSSIMI NUMERI CONTINUA LA RUBRICA DEDICATA AI GIORNALAI DEI NOSTRI QUARTIERI L’EDICOLA DI VIA VALSANTERNO. NEL CUORE DEI CANTIERI METRO N [di Alessandra Pieroni] ella ridente piazza val Santerno, in via val Padana, c’è l’edicola del simpatico Andrea Palmas. Questa zona è da sempre un punto di ritrovo per i suoi residenti e una piacevole sosta per i “passanti”; infatti alle spalle dell’edicola c’è molto verde, dovuto a un viale alberato e alla presenza di nuovi giardinetti, c’è una Chiesa, diverse panchine... purtroppo però una serie di “sfortunati “eventi ha inciso sulle tradizionali abitudini dei frequentatori di questa parte del quartiere. Innanzitutto i lavori della metro, che hanno bloccato gran parte della vivibilità del quartiere, hanno creato diversi disagi: sia perché hanno ridotto le possibilità di parcheggio,sia perché hanno cambiato il corso del traffico trasformando via val Padana in una corsia esclusivamente di ritorno. I giardinetti, appena realizzati, sono stati gradualmente abbandonati; la nettezza urbana passa solo una volta a settimana; la disposizione dei bidoni della raccolta differenziata è stata curata male; e che dire delle strade tappezzate da innumerevoli buche?! Oltre ai danni commerciali di queste problematiche, al fastidio degli abitanti del posto e alla scomodità di questa condizione per chiunque ne venga a contatto c’è anche da dire che In questo modo i giovani che vivono nel territorio sono invogliati a cercare stimoli fuori piuttosto che a vivere il loro quartiere, e allo stesso tempo i prezzi poco accessibili delle abitazioni non permettono certo l’integrazione di studenti o nuove coppie... contribuendo così ad uno sterile staticismo. Andrea,lavorando nella sua edicola dal 1992, in passato ha vissuto la bellezza e la serenità del suo quartiere mentre di questi tempi si trova ad essere testimone amareggiato ,ma non senza speranze, dal suo degrado. Nonostante la crisi economica e il perdurare della crisi nel settore della carta stampata Andrea cerca di sopravvivere aiutato dagli affezionatissimi clienti che continuano a frequentare l’edicola...e giustamente, perché nella sua edicola c’è davvero di tutto! Qualunque cosa riguardi prodotti editoriali, moltissimi giochi per bambini, corsi interattivi, dvd, le ultime novità delle librerie aggiornate regolarmente... ma soprattutto la gentilezza, la disponibilità e la simpatia del suo edicolante! IL CANTO DELLA VICINA NON DISTURBA DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA Colui che abbia acquistato un immobile uso abitazione usufruendo della riduzione delle imposte per l’acquisto della “prima casa” decade dalle agevolazioni stesse, oltre che nei casi in cui non avesse i requisiti per usufruire delle agevolazioni (false dichiarazioni rese all’atto di acquisto) o qualora non trasferisca la propria residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato entro 18 mesi dall’acquisto qualora fosse residente in Comune diverso, anche nel caso in cui trasferisca l’immobile acquistato entro 5 anni dalla data di acquisto. In tale ultima ipotesi tuttavia la decadenza può essere evitata se colui che aveva acquistato l’immobile agevolato proceda, entro un anno dalla sua vendita, all’acquisto di un altro immobile uso abitazione che dovrà adibire a propria abitazione principale. A tale proposito si precisa che entro un anno dalla vendita deve essere perfezionato l’atto formale di acquisto del nuovo immobile (non essendo sufficiente la conclusione di un contratto preliminare di acquisto, anche se notarile) e che, per evitare la decadenza in parola, basta anche l’acquisto di una quota di immobile o del solo diritto di usufrutto o di nuda proprietà di un appartamento, purchè comunque il nuovo appartamento venga adibito a propria abitazione principale. Nel caso di decadenza delle agevolazioni in parola dovrà essere corrisposta la differenza tra le imposte agevolate e le imposte ordinarie, nonché una sanzione pari al 30% delle maggiori imposte dovute e gli interessi di mora. Da oggi si è liberi di cantare all'interno dei condomini. (Cassazione sentenza n. 20750/2010) Il rumore può definirsi dal punto di vista soggettivo come un suono non desiderato, in quanto si caratterizza per essere una sensazione uditiva soggettivamente sgradevole. Per esempio una melodia proveniente da una radio può essere piacevole per coloro che si trovano nell'ambiente in cui è posta, mentre può essere fastidiosa per coloro che si trovano nelle immediate adiacenze e sono intenti a studiare, riposare o lavorare. Anche cantare liberamente su un balcone può rappresentare un fattore scatenante di discussioni condominiali. Da oggi si è liberi di cantare all'interno dei condomini. Lo ha stabilito la Cassazione, la quale spiega che: "zittire una persona mentre dà libero sfogo al canto sul balcone della propria finestra equivale a tenere un comportamento quantomeno inopportuno se non addirittura potenzialmente atto a ledere i diritti della persona, garantita nella manifestazione esteriore come 'singola' pure nella carta costituzionale". Il caso esaminato riguarda un condomino che aveva detto alla sua vicina di "farla finita" con le sue canzoni. Di tutta risposta lei aveva risposto in modo offensivo dicendogli in sostanza di farsi gli affari suoi. La Corte, precisa nella sentenza, che non è dato sapere quali fossero i gorgheggi né quali fossero le canzoni intonate dalla donna che per abitudine si affacciava alla finestra per intonare canti. Il vicino, stufo di sentirla cantare le aveva detto di “farla finita”. La reazione di lei era stata immediata ed offensiva e così il caso finiva davanti al giudice di pace con una denuncia per ingiuria. Ma la donna veniva assolta in primo e secondo grado perché si è ritenuto che avesse reagito di fronte a un fatto ingiusto. Non contento il condomino decide ricorrere in Cassazione sostenendo che, nella specie, non poteva configurarsi la "causa di non punibilità della provocazione" dato che lui aveva solo chiesto alla vicina di non disturbare con il proprio canto. La Suprema Corte dando ragione alla donna ha evidenziato che "il principio è stato applicato in modo corretto dal giudice del merito". Pertanto, il condominio non ha ottenuto lo scopo di impedire il canto della signora, sobbarcandosi anche le spese processuali. Concludendo: il canto, effettuato in determinate condizioni e modalità, non può essere considerato “fonte di disturbo” in quanto la normale tollerabilità è l’unica regola di condotta che qualifica la liceità o la illiceità delle immissioni. STUDIO CECCAGLIA Via Val di Sangro, 19 A - Tel. 06.88385938 - e-mail: [email protected] PISTILLI DR. PAOLO NOTAIO Via Ugo Ojetti, 54 - e-mail [email protected] VIGNE NUOVE DI GIUSEPPE ANANASSO LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE Dal 20 marzo 2011 la mediazione è diventata condizione di procedibilità, cioè non è possibile andare in giudizio se non si è prima tentata la strada dell'accordo presso uno degli organismi accreditati. Non sarà più necessario andare dall'avvocato per risolvere i problemi: basterà rivolgersi al Mediatore Professionista che, in modo imparziale, cercherà una soluzione per evitare un lungo e costoso giudizio. Tempi certi del procedimento e tariffe definite in modo trasparente, per legge, in funzione del valore della lite. Ulteriori informazioni presso il Caf. ICCRIC/ICCLAV/ACCAS-PS Prorogato al 30 giugno il termine di presentazione delle dichiarazioni che i titolari di prestazioni assistenziali devono rendere all'INPS. A seconda dei casi è necessario dichiarare l'eventuale stato di ricovero a titolo gratuito, l'effettiva residenza in Italia o la condizione lavorativa. VIA DELLE VIGNE NUOVE 44 - TEL. 06.88644648 VIA SCARPANTO 44 - TEL. 06.452213165 E-MAIL [email protected] PUNTO DI TUTELA CIVICA Il Punto di Tutela Civica e’ da sempre a disposizione di tutti i cittadini per una prima consulenza e assistenza legale gratuita sui temi pubblici e privati, civili e penali, direttamente nel suo studio legale di Via di Valle Scrivia, 37. Oggi finalmente apre una finestra sul nostro giornale per rispondere ai cittadini. Via di Valle Scrivia, 37 - Tel. 06.8123613 e-mail: [email protected] SPORT Aprile 2011 Pagina 31 ASSOCIAZIONE DOPOLAVORO FERROVIARIO: TRA LE TANTE INIZIATIVE SPORTIVE LA NOVITÀ PAINTBALL S L’impianto sportivo di proprietà delle Ferrovie dello Stato continua ad offrire una vasta gamma di attività sportive, tra le quali una grande novità [di Alessandro Oricchio] voltando a destra quasi alla fine di via dei Prati Fiscali direzione Salaria, ci imbattiamo in una stradina chiamata via di Villa Spada e, dopo circa duecento metri, ci ritroviamo davanti a uno dei centri sportivi più grandi del IV municipio: l’impianto del Dopo Lavoro Ferroviario. Ma cos’è il Dopo Lavoro Ferroviario? Bisogna tornare indietro nel tempo di ben 86 anni, quando il decreto legge del 25 ottobre 1925 sancì la nascita di questa importante associazione. Il dopolavoro nacque allo scopo di “promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere del servizio da parte degli agenti ferroviari”, come recita l’articolo 1 dello statuto. Con questo obiettivo fu pertanto fondato il centro sportivo di via di Villa Spada oltre 40 anni fa. Il Dlf, lo chiameremo così per comodità, non sembra però soffrire di vecchiaia, visto che continua ad accogliere un numero sempre crescente di persone che qui si riuniscono per praticare diverse discipline sportive. Per conoscere più a fondo le attività della struttura abbiamo incontrato il presidente Claudio Matteucci, che da oltre 30 anni lavora all’interno della società. Con grandissima disponibilità il responsabile dell’impianto ha risposto alle nostre domande, esponendoci minuziosamente tutti gli eventi organizzati dal Dlf. “Il Dopo Lavoro Ferroviario è un’associazione non a scopo di lucro, che organizza diverse iniziative alle quali possono partecipare ferrovieri, figli dei ferrovieri ma anche persone esterne. Diciamo che il nostro obiettivo è quello di diventare un vero e proprio punto di ritrovo, un centro di aggregazione che possa favorire la socializzazione tra individui, ed in realtà è quello che siamo riusciti a fare durante tutti questi anni di impegno e lavoro”. Come detto in apertura, l’impianto sportivo appare già a prima vista mastodontico: oltre al campo di calcio a 11, il più grande sul territorio del IV municipio, vi sono due campi da calcio a cinque, un campo da calcio a otto, uno spazio dedicato al tiro con l’arco, oltre ad un bar tavola calda aperto tutti i giorni dalla mattina alla sera. Sono tanti gli eventi organizzati dal Dlf, ma il fiore all’occhiello è l’ultima novità del centro sportivo, ed è lo stesso Claudio Matteucci a parlarcene con grande soddisfazione. “Cerchiamo di coinvolgere il maggior numero di persone del nostro municipio organizzando attività molto diversificate, offrendo in questo modo la possibilità di partecipare a tutti, dai bambini fino ai meno giovani: oltre ai diversi tornei di calcio a cinque, calcio a otto, e calcio a 11, ci sono anche quelli di carte, come il burraco, scacchi, e così via. Ma la grande novità del nostro centro sportivo è il paintball. Abbiamo da poco inaugurato il primo campo da paintball della IV circoscrizione, omologato dalla rispettiva federazione, che rimarrà aperto tutto l’anno. Il gioco lo conoscono tutti, (lo sport il cui scopo è eliminare l’avversario colpendolo con delle palline di gelatina riempite di vernice, ndr), ed è davvero una grande soddisfazione aver avuto l’occasione di portare per primi questa disciplina nel nostro municipio. Siamo riusciti a sfruttare uno spazio che finora era rimasto inutilizzato per poter creare questo ‘campo di battaglia’ artificiale molto moderno, all’interno del quale si potrà praticare questo sport che in America è già molto popolare, e che pian piano sta appassionando anche tanti italiani. Per noi è importante perché nonostante i tanti anni di servizio dimostriamo di essere ancora molto attivi e aperti all’introduzione di qualsiasi novità interessante”. Il primo campo da paintball della IV circoscrizione è ovviamente motivo di vanto per il centro sportivo del Dlf, che tuttavia è molto attivo anche per quanto riguarda un’altra disciplina sportiva: il tiro con l’arco. “Abbiamo uno spazio dedicato al tiro con l’arco”, afferma Claudio Matteucci, “ed ovviamente una scuola per imparare a fare pratica con questo sport. Non vorrei sbagliare ma credo che siamo l’unico centro sportivo della IV circoscrizione ad offrire questo servizio, ed infatti contiamo oltre 100 iscritti al nostro corso di apprendimento”. Quello che ovviamente non può mancare è lo spazio dedicato alla sezione calcio. Il Dlf infatti ha due rappresentative calcistiche: una squadra che partecipa al campionato di seconda categoria di calcio a undici, e un’altra che disputa il campionato di serie D di calcio a cinque. Parlando di calcio e di Dlf non si può non citare una squadra molto famosa che per tanti anni ha calcato il terreno di gioco di questa struttura sportiva, disputando i campionati di terza categoria: la Sa.Mo, società fondata nel 1963 dall’indimenticabile Raimondo Vianello e dedicata alla moglie Sandra Mondaini, dove lo stesso attore romano fu prima giocatore, poi allenatore e infine presidente. Continuando ad esplorare le attività calcistiche, abbiamo potuto constatare anche l’importanza dell’offerta per quanto riguarda il settore giovanile, come ci ha confermato lo stesso Matteucci: “Abbiamo inaugurato circa 5 anni fa la scuola calcio in compartecipazione con il San Saturnino, e devo ammettere che abbiamo riscosso un notevole successo: contiamo infatti circa 150 bambini iscritti, che hanno l’opportunità di imparare a giocare a calcio insieme ad allenatori molto ben preparati”. Insomma, come abbiamo potuto constatare di persona, questo centro sportivo continua brillantemente la sua attività, grazie all’impegno in prima persona del FATTI CONOSCERE CON “LA QUARTA” LA PUBBLICITA’ COSTA MENO DI QUANTO PENSI INFO: 800199 008 www.laquartaonline.it Anno XXVI - n°5 Aprile 2011 Direzione, Redazione Reg. Trib. di Roma n. 497/86 del 23/10/1986 Via Val Maggia, 32 00141 Roma Telefono/Fax 06.88644518 E-mail: [email protected] www.tuttoquartiere.it www.laquartaonline.it Direttore Editoriale Riccardo de Cataldo Direttore Responsabile Luca Coniglio Capo Redattore Tipografia Poligraf srl Massimiliano Vando Via della Mola Saracena snc 00065 (Fiano Romano) Segreteria di Redazione M. Grazia Sperandio Rev. 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