Quindicinale
Indipendente
d’Informazione
del IV Municipio
[
ANN O XXVI - N. 5 - APR I LE 2 01 1 - C OP IA GR ATUI TA
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]
LA METRO A PORTA DI ROMA
NON LA VUOLE NESSUNO, TRANNE...
Il nuovo Assessore alla mobilità
Aurigemma si faccia garante per
tutelare i veri interessi del territorio
impedendo che la prosecuzione della
B1 verso Porta di Roma possa trasformarsi in un boccone avvelenato
[Riccardo De Cataldo]
M
a questo benedetto ma per
molti maledetto prolungamento della Metro B1 da
piazzale Jonio fino a Porta di Roma,
chi lo vuole veramente? Dopo che il
progetto ha avuto la benedizione di
Alemanno, è stato solo un continuo
susseguirsi di polemiche, quando
sono stati resi noti i termini del finanziamento che per le ridotte casse
comunali deve attingere ai privati per
garantire il completamento dell'opera.
Un Project financing già ampiamente
concordato fra Campidoglio e i soliti
noti protagonisti del saccheggio urbanistico di Roma. In altre parole mi dai i
soldi, ti faccio costruire, mi vendo politicamente l'opera a due anni dalle elezioni comunali, uso per promuoverla i
quotidiani romani, i cui editor/costruttori fanno parte della lobby del mattone e futuri attori del finanziamento,
garantisco a Romametropolitane e
alla azienda appaltatrice Salini la prosecuzione della cantierizzazione dei
lavori con la scusa che sarebbe
costosa un'altra gara d'appalto,
lasciando dormire la talpa sotto via
Isole Curzolane (riportarla in superfice avrebbe comportato probabilmente una invasione tale da prefigurare
per due anni una pesante ripercussione sul traffico).
Eccoli quindi i veri beneficiari del tratto Metro p.le Jonio/Porta di Roma
con l'aggiunta che i mecenati finanziatori oltre ai milioni di metri cubi di
cemento da scaricare sul nostro territorio, gia' al collasso di cantieri e
traffico, potranno godere di un beneficio innegabile di poter vendere
meglio, con il bonus Metro, l'attuale
invenduto o di ricevere una linea
direttissima
Bologna/Libia/Conca
D'Oro/Jonio/Porta di Roma, un regalo
per l'omonimo ipercentro commerciale che si vedrebbe raggiunto da quartieri fin'ora scollegati. Insomma la
Metro a Porta di Roma serve solo a
chi la fa, chi la gestisce, chi ne trae
vantaggi politicamente e finanziariamente. Ma i cittadini? Una sequela
incredibile di consequenze e di ricadute sul territorio, una pillola corposa di
nuove case, anni futuri di altri cantieri e di traffico, per trasformare alla
fine Montesacro e Valmelaina ,in
terra di passaggio, verso la vera meta
finale, oggetto della golosita' politico
imprenditoriale, che finirebbe per
chiudere definitivamente i rubinetti
del piccolo commercio di strada alimentando e favorendo il degrado di
quartieri bui ed invivibili. Tutti verso
Porta di Roma, famiglie destinate a
week end di Metroshopping.
In conclusione ormai tutti si sono
accorti del grande bluff Metro Porta
di Roma, condiviso anche da molti
reduci veltroniani e realizzando ora
dagli uomini di Alemanno, uno spot
sulla mobilita' sempre piu' autoreferenziato e finemente diretto dai
costruttori. Per questo i comitati
Casale Nei, Porta di Roma e Colle
F.lli Marinaro
Salario rimandano al mittente
la proposta di prolungamento
Metro verso i loro quartieri,
delusi e furiosi per la mancanza delle strutture di urbanizzazione e dei servizi promessi alla consegna delle
loro case, per questo i comitati Serpentara, Valmelaina,
Talenti continuano a combattere il progetto, per questo i
commercianti da Viale Libia a
Piazzale Jonio, dopo aver subito sette anni di cantieri per la
Metro B1 con la promessa di
vantaggi futuri, non accettano
ora la beffa di essere bypassati dalla prospettiva di un
collegamento rapido Bologna
/Porta di Roma , per questo il
sondaggio La Quarta dice che
l'intera cittadinanza al 69%
HA VOTATO CONTRO, per
questo perfino il Presidente
del IV municipio Cristiano
Bonelli, in difformita' di quanto
prevede Alemanno, ha deciso
di scendere in campo contro
chi, per fare il prolungamento
metro fino a Porta di Roma,
vuole consentire che si scarichino altri milioni di metri cubi
sul suo Municipio.
BUFALOTTA AD
“ALTA TENSIONE”
[di Luca Coniglio]
In queste ultime settimane via della
Bufalotta più che una strada sembra
una linea di rifornimento tedesca
bombardata dagli aerei alleati. La situazione
è al collasso più totale. Sono oramai anni che
questa delicata arteria del nostro territorio,
a causa dello spaventoso carico urbanistico
che si è trovata a dover sorreggere, vive una
situazione di traffico perenne, ma questa
volta è arrivato il colpo di grazia. La mazzata
finale è arrivata dai lavori per l’interramento
della rete elettrica, che da molte settimane
invadono completamente la carreggiata da
prima del ponte del GRA fino ad oltre il liceo
Giordano Bruno. L’incrocio Bufalotta,
Settebagni, Casal Boccone è diventato un
occhio del ciclone dove si entra facilmente( o
forse inevitabilmente, visto che non ci sono
altre strade da e verso il centro) ma si esce
molto difficilmente, dopo un’eternità, e con i
nervi a fior di pelle. Ma questi lavori incredibilmente invasivi non si potevano fare d’estate?Magari da giugno in poi, con la chiusura
delle scuole? Perché complicare la vita dei
cittadini di una zona che, già senza lavori, sta
esplodendo sotto tutti i punti di vista?
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SPECIALE METRO VALMELAINA
Pagina 2
Aprile 2011
METRO A PORTA DI ROMA: L’ASSEMBLEA PUBBLICA
NON STOPPA L’AVANZATA DEL CEMENTO
M
Dichiarazioni politiche, interventi utopici e scelta del tracciato. Intanto le voci comunali confermano i temuti 2 milioni di m3 del project financing
[di Alessandro Ceravolo]
ercoledì 23 Marzo. Aula Magna dell’ITCG Carlo Matteucci in via delle Vigne
Nuove. Assemblea pubblica “Stop al Cemento”, organizzata dal Comitato
Serpentara e mirata all’analisi del procedimento che potrebbe condurre alla realizzazione di un prolungamento B1 verso Porta di Roma in regime di project financing,
seguendo una tracciatura differente rispetto a quella originariamente annunciata. Chiara la
volontà degli organizzatori: rendere pubbliche le 1.500 firme raccolte a favore del ripristino della direttrice originaria (Monte Cervialto – Serpentara – Bufalotta) e denunciare le
ricadute sul territorio delle possibili ulteriori concessioni edificatorie (si parla di 2 milioni di
m3, pari a circa 20.000 nuovi abitanti). Tanti politici, esperti di rilievo, molte facce note in
una platea abbastanza nutrita e un gruppo di cittadini alla ricerca di risposte cui, sfortunatamente, non è stata data abbastanza voce nel corso di una manifestazione sempre in bilico tra il comizio politico, la lezione universitaria e la baruffa televisiva. Nonostante venga
da più parti riconosciuta l’insostenibilità per il territorio di un intervento sottoposto a simili
costi in termini di ulteriori colate di cemento, è apparsa chiara l’impossibilità di costruire,
neanche a livello territoriale, un fronte unico che possa puntare a modificare o migliorare
decisioni probabilmente già prese a livelli più alti. Troppi soldi in ballo, troppi intrecci economico-politici, troppa poca forza da parte delle amministrazioni territoriali, ancora inferiore la volontà di tener conto dell’opinione dei cittadini. Le utopiche relazioni degli esperti
(l’insostenibilità del project fnancing e la mobilità alternativa dell’urbanista Rossi Doria, la
necessità della progettazione partecipata dal basso del Prof. Cellamare, le ricadute economiche della Metro C di Schiavone) hanno, infatti, lasciato il posto ad uno sconcertante
«teatrino di reazioni politiche» (come dichiarato da Paolozza, coordinatore della rete romana del mutuo soccorso), ulteriormente smentite da un lancio d’agenzia letto a fine incontro. Il presidente Bonelli, pur dichiarando «Se oggi siamo qui è perché in questi anni qualcosa non ha funzionato e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, aldilà degli schieramenti, altrimenti qualcun altro continuerà a decidere per noi», non ha mancato di sottolineare, nonostante la contrarietà personale e della sua giunta, il doveroso confronto con
le scelte prese dall’amministrazione centrale. Si
annuncia a gran voce che «Nessuno potrà decidere su questioni così centrali se non il governo
locale» ma la sensazione è che i binari siano già
stati posti da tempo e che, in assenza di un fronte forte, appellarsi ora all’unità del territorio (o
discutere su quale tracciato prediligere) siano
tentativi fuori tempo massimo. Altrettanto sterili le
dichiarazioni degli esponenti d’opposizione che,
dimenticando le responsabilità delle precedenti
amministrazioni, tuonano contro l’opera (dal
«Difendiamo il sottosuolo» della Azuni, a «Noi
siamo pronti a dire No» di Corbucci, a
«Colpevole il ritardo del Municipio su una decisione già presa» di Marchionne). Sconcertante anche la dichiarazione del consigliere
comunale Coratti (Pd) che, pur sottolineando i tempi lunghi per l’approvazione definitiva
del procedimento, sottolinea l’importanza strategica della metropolitana anche a costo di
concedere nuove edificazioni ai costruttori. È Enrico Pazzi, moderatore dell’assemblea e
responsabile del sito Roma2013, a interrompere il giro di interventi e gelare la platea leggendo un lancio d’agenzia appena giunto. Antonello Aurigemma, Assessore alla mobilità
del Comune, mettendo a tacere gli oppositori locali (facenti parte anche della sua stessa
sponda politica), proclama la chiusura entro il 2013 delle procedure burocratiche per poter
lavorare, sull’esempio di quanto accaduto per il prolungamento B2 tra Rebibbia e Casal
Monastero, anche per la B1 oltre Jonio. In soldoni, al Comune spingono il project financing
e si muovono indipendentemente dalla volontà del territorio. E così l’assemblea “Stop al
Cemento” viene sommersa da 2 milioni di m3 di nuove edificazioni. È davvero la scelta del
tracciato il vero problema. Ci sono rimasti degli effettivi spazi di manovra? La classe politica è effettivamente in collegamento con il territorio che rappresenta? Gli interrogativi
rimarranno anche stavolta senza risposta esplicita.
METRO B1: L’EPILOGO DI UNA STORIA LUNGA OLTRE MEZZO SECOLO
Dal progetto fascista al nuovo millennio, le tappe dell’opera che ha sconvolto (e sconvolgerà) la vita del nostro Municipio
L’
[di Alessandro Ceravolo]
attuale Metro B rappresenta l’eredità del primo tratto di ferrovia urbana costruito a
Roma. Il governo fascista, infatti, fin dagli anni ’30, progettò un sistema di gallerie
in grado di collegare in tempi rapidi la stazione Termini al nuovo quartiere che
avrebbe dovuto ospitare l’esposizione universale del ’42 (l’attuale EUR). La guerra interruppe anzitempo l’avanzare dei lavori e le gallerie furono adibite a rifugi anti-aerei. I cantieri si riaprirono nell’Italia repubblicana del ’48 e, con grande soddisfazione del Presidente
Einaudi e del Cardinale Micara, il 9 febbraio del ’55, il primo servizio metropolitano della
Capitale, con le sue 11 fermate, venne aperto al pubblico. Mentre il 1980 fu l’anno dell’inizio dei viaggi della nuova linea (denominata A), si dovrà attendere un’altra decade (e i
soldi dei mondiali di calcio) per vedere in servizio il tanto atteso prolungamento della “vecchia linea B” da Termini a Rebibbia, nonché un completo ri-modernamento delle strutture
pre-esistenti. Altri 15 anni e l’arrivo del nuovo millennio per veder partire il progetto che ha
cambiato (per ora in peggio) la vita a tutti gli abitanti del quadrante nord-est di Roma. Far
partire da Piazza Bologna una diramazione verso Nord e, servendo alternativamente le
due direttrici (B1 verso Conca d’Oro, B2 verso Rebibbia e oltre), raggiungere il popoloso
e scollegato IV Municipio. Siamo alla fine del 2005: i primi cantieri su via XXI Aprile, il
taglio degli alberi di viale Libia nonché i primi percorsi slalom tra paratie gialle fanno presagire l’impatto devastante dei lavori. Nel 2006 i cantieri sbarcano anche aldilà del ponte
e eliminano, in pochi giorni, lo storico parco di piazza Conca d’Oro, punto d’incontro centrale per piccoli e grandi abitanti del quartiere. I lavori preparatori si concludono con una
inaspettata doccia fredda. La prima fermata della nuova linea, denominata “Nomentana”
e realizzata nel tratto che divide la caserma della Guardia di Finanza da via Venuti, viene
ritenuta irrealizzabile e, conseguentemente, soppressa. Troppo critiche le condizioni del
terreno e delle strutture circostanti, troppo costoso e complesso il sistema di mini-tunnel
che avrebbe dovuto portare i macchinari fino alla profondità prevista, troppo rischioso iniziare un procedimento che avrebbe sicuramente rallentato enormemente i tempi di realizzazione. Così la B1 perde subito un pezzo, ma Romametropolitane non si perde d’animo
e, per mantenere a 4 il numero delle fermate, decide di proseguire l’avanzata verso Nord.
Siamo all’inizio del 2007, la crisi commerciale a viale Libia inizia già a mostrare i suoi effetti e la giunta comunale, in tempi brevissimi, approva il prolungamento della linea fino a
piazzale Jonio. Spostamento dei fondi dalla stazione irrealizzabile alla nuova fermata (con
necessità comunque di un ulteriore ri-finanziamento), riqualificazione dell’area di via
Scarpanto, futuro scambio e lavori di consolidamento per il possibile arrivo della linea D.
Nonostante tutti i vittoriosi proclami, questi 800 metri di ferrovia saranno aspramente
discussi e riusciranno, progressivamente, nella difficile opera di annichilimento di
Montesacro e del Tufello. All’inizio del 2008 parte l’inarrestabile cammino della talpa meccanica da piazza Bologna mentre la Commissione Europea apre una procedura di infrazione sui criteri di assegnazione della gara d’appalto (vinta dalla Salini, ditta che già
curava il resto della tratta)
riguardante il prolungamento verso Jonio. Gli incartamenti bloccano i cantieri per
oltre un anno e solo la spedizione a Bruxelles della
triade Alemanno – Marchi
(assessore alla mobilità) –
Ascarelli
(a.d.
Romametropolitane) riesce
a sbloccare la situazione. È
novembre del 2009 e, mentre i cantieri e le modifiche
alla viabilità trasformano la
zona “delle valli” in un inferno di automobili, il sindaco inaugura i lavori della futuristica stazione “puriniana” di via Scarpanto. Sbancata una collina, snaturato l’aspetto territoriale e
ridimensionato il valore culturale e sportivo delle strutture del Redentore, lo storico punto
d’incontro tra Tufello e Val Melaina viene rinchiuso tra nuove sbarre gialle. Si inizia a parlare del futuro di questa linea e l’obiettivo, neanche troppo nascosto, appare chiaramente
quello dei fantastici lidi commerciali di Porta di Roma. Prima ipotesi sul tavolo quella di
uno studio presente da anni sui tavoli dell’amministrazione: un percorso che, attraverso
Monte Cervialto e Serpentara, avrebbe portato alla nuova area della Bufalotta e poi a
Cinquina. Passano pochi mesi e la linea di Romametropolitane cambia, lasciando spazio
ad ipotesi di prolungamento lungo la direttrice di via Giovanni Conti. Maggio 2010 e, mentre i tempi per la realizzazione e messa in servizio della prima tratta si allungano (da fine
2011 a inizio 2012) parte da Conca d’Oro la seconda talpa per la realizzazione degli 800
metri che dovrebbero entrare in funzione del 2013. Gli ingombri a piazza Capri aumentano e la cantierizzazione estiva di viale Jonio terrorizza in vista di settembre.
Sfortunatamente il caos e i disservizi passano in secondo piano quando un anziano viene
tragicamente travolto da un camion di Romametropolitane. L’estremo sacrificio e il
momento del silenzio. Proprio nel momento della sconvolta incredulità del quartiere, tra i
palazzi del Campidoglio si preparano le carte per la scelta che rischia di gettare ciò che
resta del nostro Municipio nel caos più totale. Il 24 settembre 2010 viene approvato in
Conferenza dei Servizi il piano preliminare per il proseguimento della B1 verso Porta di
Roma: 3.800 metri e tre nuove stazioni (Vigne Nuove, Mosca e Bufalotta) per un’opera da
sovvenzionare col discusso metodo della finanza di progetto. Il 2011 si apre tra discussioni infuocate e nuove paratie gialle tra Val Melaina e Isole Curzolane, nell’ultima e tanto
temuta trance di interventi. Sospesi e in attesa di conoscere il futuro della B1, che poi è
anche il nostro, attendiamo sviluppi nella speranza di non vedere, per l’ennesima volta,
prendere decisioni sopra le nostre inconsapevoli teste.
Aprile 2011
SPECIALE METRO VALMELAINA
Pagina 3
VIA VALMELAINA, OTTANTA ANNI DOPO
DA META DI EMIGRANTI DA TUTTA ITALIA NEGLI ANNI TRENTA, A CENTRO MOTORE DEL QUARTIERE, POI UN INNARRESTABILE
DECADIMENTO NEGLI ULTIMI 15 ANNI: OGGI SEMPLICE TERRA DI PASSAGGIO VERSO I NUOVI QUARTIERI NORD
P
viabilita’ viene rivoluzionata ancora e finisce per perdere una
delle sue corsie preferenziali, mentre è di
questi giorni il provvedimento che demolendo l’alta aiuola centrale ne ricavera’ parcheggi con una compromissione definitiva
di quella parte di Via
Valmelaina. Ma come
in tutti i drammi ecco il
Via Val Melaina del dopoguerra,
colpo di teatro finale: si
le bancarelle di un mercato di strada
scopre l’arcano, tutta la
metro b1 era funzionale solo a Porta di Roma, lì doveva arrivare dove gli interessi
politico imprenditoriali erano forti. In un susseguirsi frenetico di cambiamenti in corso
d’opera, la metro con il concorso dei privati arriverà a Porta di Roma e, udite, udite,
una stazione, incredibilmente a poche centinaia di metri da quella di via Scarpanto,
eliminera’ il mercato di via Conti, ultimo baluardo, contro l’ipercentro ai confini del raccordo, del servizio commerciale di territorio. Via Valmelaina subira’ allora l’onta di
trasformarsi in modo definitivo di terra di passaggio.
[di Tommaso De Bianchi]
overa via Valmelaina come ti hanno ridotto! A vederti oggi sembri irriconoscibile rispetto al grande valore che dai primi anni del secolo scorso ti eri lentamente conquistata, assumendo una precisa identita’ e una funzione socioculturale aggregativa di dignità popolare. Una storia iniziata ottanta anni fa con i primi
emigranti che ti
hanno colonizzato, rimboccandosi
le maniche fino al
dopoguerra, fondendosi con i
romani, costruendo famiglie e attivita’, abitando e
rendendo le loro
case popolari ,
con una condivisione fra coinquilini, un’ambiente di
rara umanita’ e
solidarieta’, ben
evidenziata nei “Ladri di biciclette” di De Sica. Poi una botta dietro l’altra, il muretto
spartitraffico per i cordoli delle corsie preferenziali rendeva la strada intraversabile
spezzando la prima condivisione abitativa
tra gli abitanti del Villaggio Angelini e
Valmelaina. In seguito lo shock della tragedia di Via Ventotene e il trasferimento
Una stazione nel nuovo tracciato del metro B1 verso Porta di Roma lo cancellerà
del mercato di Valmelaina in via Conti. Un
colpo mortale a tutto l’indotto commerciaindebolire una forte realtà commercia come questa , attra[di Luca Coniglio]
le della zona che traeva vantaggio dai
verso uno spostamento coatto, per favorire la grande distrisuper frequentati banchi. Fra allagamenti
i mancava solo questa nella oramai ridicola e inde- buzione di Porta di Roma, la quale prenderebbe due piccioper l’assurda situazione fognaria e invacente storia della costruzione della metro B1. ni con una fava giovando sia dell’ indebolimento del mercasione sulla strada di cartelloni pubblicitari
Durante la riunione tra il presidente del IV Municipio to sia della metropolitana che arriverebbe dentro il centro
irregolari invasivi e pericolosi, si giungeva
commerciale. Un mercato anche
Bonelli e i comitati di quartiere della
a qualche anno fa con l’idea assurda di
solo due o trecento metri più lonzona Porta di Roma-Casale Nei è
portare una stazione metropolitana nell’attano dal cuore di Val Melaina perimprovvisamente emersa l’ennesitigua via Scarpanto a soli ottocento metri
derebbe quell’attrattiva che già ha
ma, incredibile, sorpresa. Un ingeda quella di piazza Conca d’Oro. Qui incoparzialmente smarrito dopo lo
gnere dell’ex VI Dipartimento, ora
minciava la definitiva caduta di via
spostamento di dodici anni fa.
Progettazione
e
Attuazione
Valmelaina. I cantieri invadono e tagliano
Andando poi all’aspetto strettaUrbanistica, ha confermato l’esiin due Via Scarpanto, demoliscono la sua
mente urbanistico, tale progetto
stenza del progetto preliminare, già
collina, s’impadroniscono del campo
rappresenta la pura follia, senza
approvato dalla conferenza dei serBarbieri del Tirreno, producono effetti
precedenti nella storia di questa
vizi, che prevede una stazione
devastanti, azzerando parcheggi, rumori
città e non solo. Il tracciato di quedella metro B1 in via Giovanni
assordanti, camion, polveri, strade e marsto prolungamento è assolutaConti, a pochissime centinaia di
ciapiedi abbandonati al disfacimento, una
mente ridicolo e senza senso. Se
metri dalla stazione Scarpanto, al
distruzione totale del commercio di zona.
proprio si voleva realizzare una
posto dell’attuale mercato rionale
Ecco l’abbandono. La piazzetta dell’ex
di Val Melaina, che dovrebbe sbaraccare e spostarsi altrove. stazione a via Conti, lo si poteva fare direttamente, come
mercato guarda alla collina che non c’è
“Il municipio non ne sapeva nulla, io stessa sono venuta a suggerito dal nostro giornale, prima di ammazzare Val
piu’ e vive la sua nuova stagione di un
conoscenza per la prima volta di questo progetto nel corso Melaina e piazzale Jonio con cantieri invasivi, che tutt’ora
deserto aggregativo, ben lontano dei
della riunione, che si era tenuta per altri motivi.”, dice rendono impossibile la vita dei residenti. Adesso, con i lavotempi del “Tutto a mille!” urlato dai banchi
Giordana Petrella, presidente della commissione mobilità ri di via Sarpanto in fase avanzata, edificare un stazione a
del mercato. I lotti popolari diventano pridel IV Municipio, ai microfoni di Radio Val Melaina. E se non 350 metri dall’altra è uno scandalo mai visto prima in nesgionieri, i suoi abitanti cadono in una prone sapevano nulla, come al solito, le nostre istituzioni locali, suna città del mondo. Ogni persona sana di mente capisce
fonda prostrazione senza difese.
quelle teoricamente più vicine al territorio e ai cittadini, figu- che da Piazzale Jonio a Porta di Roma basterebbe una sola
Abbandonati a loro stessi vivono un’isolariamoci cosa ne potevano sapere i poveri commercianti del stazione intermedia, che è già prevista a piazzale Ennio
mento insopportabile. Emblematico l’epimercato, che sono letteralmente caduti dalle nuvole, come ci Flaiano, a Vigne Nuove. Questa fantomatica stazione Conti,
sodio di una ragazza che a via Scarpanto
dice la loro presidente Franca Nuzzi: “Nessuna istituzione ci creata ad hoc, è in segno indiscutibile dell’interesse privato
un anno fa dà fuoco al suo appartamentiha fatto sapere nulla, siamo venuti a conoscenza della che prevarica quello pubblico, dei costruttori che mettono
no: potrebbe essere salvata, ma le catene
situazione attraverso voci e giornali, siamo preoccupatissi- sotto scacco istituzioni inerti e inermi. Con centinaia di
sul cancello di entrata per i mezzi di socmi. Ho inviato una lettera sia al sindaco che all’assessore milioni di euro che serviranno per questa stazione si potrebcorso è chiuso con le catene messe lì da
Aurigemma per avere un tavolo di concertazione, ma non bero risolvere problemi in un quartiere dove manca tutto.
non si sa chi. Il ritardo nel salvataggio è
mi hanno risposto”. Una situazione allucinante. Si vorrebbe “Ancora non c’è un vero progetto della stazione, ma sappiadecisivo e così si spezza una giovane vita.
spostare un mercato storico di Roma, uno dei pochi che mo che verrà in quella zona”, aggiunge la Petrella. E’ chiaVengono anche trasferiti gli storici chioancora funziona pieno regime e da lavoro a tanta gente, ramente la solita storia, fino ad una settimana prima nessuschi all’incrocio con via Isole Curzolane.
solo per farci una assurda stazione, attaccata a quella in no sa nulla, poi si iniziano a vedere quegli inquietanti muraMa per via Valmelaina e tutto il quartiere le
costruzione a Via Scarpanto. Ma stiamo scherzando??? Si glioni gialli, e la gente prevaricata dall’ interesse dei pochi.
frecce avvelenate non sono finite. La strasente lontano un miglio la puzza di un tentativo mirato di Ubi Maior, MINOR CESSAT.
da sacrificata ai cordoli , per problemi di
ORA ANCHE IL NUOVO MERCATO DI VIA CONTI RISCHIA DI SPARIRE!
C
SPECIALE METRO VALMELAINA
Pagina 4
ANCHE I COMITATI PORTA DI ROMA
E CASALE NEI DICONO NO!
I cittadini denunciano il male assoluto del project financing.
Finché non verranno realizzate le strutture previste dal piano area
Bufalotta, il prolngamento metro non è neanche in discussione
C
[di Alessandro Ceravolo]
ircola insistentemente una voce che vorrebbe i residenti del quadrante residenziale vicino al centro commerciale come
primi sostenitori del prolungamento B1.
Un’opera dall’enorme impatto che verrebbe a
costare quasi 500 milioni di Euro, cifra che verrebbe in (minima) parte ricavata dal metodo del
project financing. Insomma, i soliti nomi finanzierebbero il 15% dell’importo totale ottenendo,
in cambio, circa 2 milioni di nuove cubature sul
territorio. Se fossero tutte di edilizia residenziale, ad occhio e croce, 6.000 nuovi appartamenti per oltre 20.000 abitanti. Possibile che gli abitanti delle zone interessate sostengano l’intervento nonostante questi numeri? Abbiamo deciso, allora, di incontrare i Comitati di Quartiere
delle aree prossimamente sottoposte a questo
sconvolgimento. Carlo De Marco, Presidente
del Comitato Casale Nei, ha sottolineato una
verità difficile da confutare: «Vorremmo sapere
da Alemanno e Corsini dove sono finiti i soldi
C. De Marco, Presidente
del comitato Casale Nei
M. Fracassi, portavoce
comitato Casale Nei
previsti per le opere che dovevano essere realizzate a scomputo. Siamo stanchi di essere
presi in giro: con che coraggio si inizia una
nuova speculazione per la metropolitana quando abbiamo perso le tracce dei servizi che
erano previsti nel progetto del quadrante, che
venivano descritti al momento della presa visione delle case e che sono stati pagati (seguendo il prezzo di mercato) al momento dell’acquisto delle abitazioni. Ci è stato detto: opere di
prossima realizzazione. Parco delle Sabine,
polo sanitario, centro direzionale, centro sportivo, teatro, casa per gli anziani: Dov’è tutto questo? Finché non lo vedremo realizzato – ha
concluso De Marco – noi la metro non la vogliamo». Sulla stessa linea Massimo Fracassi, portavoce del Comitato: «La centralità Bufalotta
era nata per far rinascere il IV Municipio e
donargli tutte quelle fondamentali strutture che
non possedeva. Quando abbiamo acquistato,
abbiamo pensato a questo, non al futuro arrivo
di una metropolitana che, al tempo, tra l’altro,
non era neanche prevista. Visto il grande inganno di cui siamo stati vittime, non vogliamo subirne altri. Potremmo addirittura ricorrere ad una
Class Action. Una cosa comunque è certa: allo
stato attuale (con questo rapporto perdente tra
costi e benefici) il nostro rifiuto nei confronti
della metro non è negoziabile». Anche
Salvatore Patti, portavoce del Comitato di
quartiere Porta di Roma, quota le posizioni
dei colleghi e aggiunge: «Non solo siamo
contro il project financing (i servizi non si
barattano con altre cubature residenziali) ma
siamo anche dubbiosi sulla scelta della
metropolitana come tipologia di intervento.
Le nuove case arriveranno in tempi brevissimi mentre le gallerie sotterranee, complesse
e costose, verranno ulteriormente rallentate
da problemi di viabilità e dai numerosi ritrovamenti; la nostra, infatti, è zona archeologica.
Probabilmente bisognerebbe valutare ipotesi
più leggere in grado di sfruttare l’ampiezza
delle carreggiate per ridurre impatti e costi. In
un’area totalmente priva di servizi e centri di
aggregazione (sottoposta giornalmente alla
triste transumanza dei ragazzi da Largo
Baseggio ai muretti del centro commerciale)
l’arrivo di una stazione della metro porterebbe con sé anche enormi problemi sotto il profilo della sicurezza. Quella che era stata
descritta come la Parioli di Roma Nord – ha
concluso Patti – rischia di divenire una nuova
Anagnina e oltre al danno, la beffa: teniamo
d’occhio quanto sta accadendo nell’area
lungo Via Bragaglia riservata al presidio
ospedaliero. Chissà che non si costruiscano
le ulteriori cubature proprio al posto dei servizi promessi». Sulla medesima linea anche
Luca Giovagnoni, portavoce del Forum
Vivere a Porta di Roma.it: «Inutile continuare
ad analizzare. Il project financing è un falli-
S. Patti, portavoce
comitato Porta di Roma
L. Giovagnoni, di
vivereaportadiroma.it
mento già in partenza e, se le condizioni
sono queste, la metro non la vogliamo.
Abbiamo indetto anche noi un sondaggio a
risposta multipla motivata tra i nostri 400
iscritti, quasi tutti localizzati nei comprensori
di Via Carmelo Bene, e, sommando le diverse motivazioni, i 2/3 dei votanti hanno
espresso parere negativo al prolungamento
della B1. Per avere 3 fermate in 2 km dovremo accogliere 20.000 persone. Stiamo parlando di una nuova città. Non sarebbe molto
meno costoso (e comunque utile) approntare
un servizio di navette che facciano la spola
con Conca d’Oro o Jonio? Se il Comune
sborsasse l’intero ammontare dei costi senza
cementificazioni aggiuntive se ne potrebbe
anche discutere… Ma se i termini son questi,
No! La mia proposta – ha concluso
Giovagnoni – è quella di approvare una
moratoria a riguardo che sposti i termini della
faccenda fino al 7 settembre 2013, data della
decisione del CIO sulla candidatura romana
alle Olimpiadi del 2020. L’opera potrebbe
essere inserita tra quelle strategiche e l’arrivo dei fondi potrebbe evitare il ricorso al
ricatto del project financing». Posizione totalmente differente quella del Comitato Vigne
Nuove che, prima di iniziare qualunque battaglia, propone un momento di riflessione per
reperire una base di dati più approfondita in
attesa del progetto finale. Per loro la discussione potrà aprirsi solo in presenza di conoscenze
precise. Occhio, però… il rischio è che, allo
stato dei fatti, ci sia ben poco da discutere e che
molte delle decisioni chiave siano già state
prese. L’attesa potrebbe portare all’ennesimo
inganno nei confronti di un territorio fin troppo
bistrattato. È veramente questo il momento di
riflettere?
Aprile 2011
VIA SCARPANTO.
LA COLLINA E’ ORA
SEGATA IN DUE
Sovrastava la zona di val Melaina, è stata sventrata
per far posto alla stazione della metropolitana
L
a collina di via Scarpanto non c’è
più. E’ arretrata di parecchi metri,
tagliata dalle ruspe e portata via
dai camion, affettata come una grossa
torta. Un muro di contenimento gigantesco, una poderosa opera di ingegne-
no su tutto il territorio della città e della
Campagna Romana grandi quantità di
materiale vulcanico. Le eruzioni sono
durate per centinaia di migliaia di anni,
anche se in maniera discontinua, e gli
ultimi episodi si sono verificati poche
decine di migliaia d’anni fa.
Il Tevere dunque depositava i suoi stra-
ria, la tiene in piedi sostenendola. Al
suo posto verrà costruita la stazione
Jonio della linea B1 sopra la quale
verrà costruito un parcheggio a tre piani
e verrà creata, questo è quanto annunciato da Roma Metropolitane, un’area
verde. La vecchia collina verrà quindi
praticamente rimpiazzata da una struttura di cemento, che riempirà lo spazio
rimasto vuoto.
Per far posto alla nuova stazione sono
stati rimossi migliaia di metri cubi di
materiale, un lavoro durato diversi mesi
e terminato all’inizio dell’autunno 2010.
Il materiale che formava la collina era
perlopiù formato da sedimenti dell’antico fiume Tevere e depositi vulcanici
provenienti dagli antichi vulcani oggi
spenti presenti nei dintorni della capitale. Questi terreni, che i geologi hanno
datato e attribuito al Pleistocene medio
(fra 800 mila e 150 mila anni fa) vengono chiamati “Formazione di Santa
Cecilia” ed affiorano in molte altre zone
di Roma. Si tratta di sabbie, ghiaie e
limi deposti dall’antico fiume Tevere
durante le inondazioni. Le sabbie e i
limi che l’Aniene ha depositato nell’ ultima inondazione avvenuta il marzo
scorso, si presenteranno fra centinaia
di migliaia di anni proprio come oggi noi
vediamo i depositi risalenti a centinaia
di migliaia di anni fa. A questi sedimenti fluviali dell’antico Tevere che formavano la collina di via Scarpanto si
aggiungono anche strati di depositi vulcanici, perlopiù ceneri. Le eruzioni dei
vulcani presenti nella zona dei Monti
Sabatini (dove oggi sorgono il lago di
Bracciano e Martignano) e quelle dei
Colli Albani, tutti luoghi dove ancora
oggi ci sono sorgenti di acqua calda e
fenomeni di risalita di gas, depositaro-
ti di sabbia e limo e nel frattempo le
eruzioni facevano cadere su questi
depositi strati di cenere e altro materiale vulcanico, arrivato fino a noi. Questo
è ciò che le ruspe hanno portato via.
Lo sbancamento della collina, seppur
necessario, oltre a cancellare le testimonianze geologiche di un passato
antichissimo, ha anche cancellato alcune testimonianze di un passato ben più
recente: nella collina di via Scarpanto
erano infatti presenti dei rifugi antiaerei
risalenti alla seconda guerra mondiale.
Erano anche presenti delle curiose
strutture a forma di tempietto scavate
nella roccia vulcanica su cui è difficile
trovare notizie bibliografiche. Qualche
accenno infine lo merita anche il gigantesco muro di contenimento che tiene
in piedi la collina, ai piedi del quale
verrà realizzata la stazione. La costruzione di un muro di contenimento alto
diverse decine di metri richiede infatti
un’accurata progettazione e l’esecuzione di calcoli di stabilità ben precisi. Il
peso della collina “alle spalle” del muro
è infatti molto grande e l’enorme parete
deve essere in grado di sostenerlo.
Inoltre c’è il discorso dell’acqua: quando piove l’acqua si infiltra nel terreno
andando a riempire gli spazi vuoti presenti al suo interno. La presenza dell’acqua fa si che il terreno diventi più
pesante e “spinga”maggiormente sul
muro. I calcoli ingegneristici devono
quindi tenere conto del complesso
insieme di spinte che la collina eserciterà sul muro oltre a predisporre un sistema di drenaggio che smaltisca l’acqua
di troppo accumulatasi a monte. La presenza di acqua stagnante alle spalle di
muri di contenimento è infatti uno dei
peggiori nemici della stabilità.
[di Lorenzo Pasqualini]
Aprile 2011
SPECIALE METRO VALMELAINA
Pagina 5
P.ZZA CONCA D’ORO? CON LA METRO UNA SCATOLA A SORPRESA
Dopo sei anni di intensi disagi, e di continue aspettative, la stazione Metro B1 di Piazza Conca d’Oro è sempre più vicina all’apertura dei battenti
U
[di Tommaso De Bianchi]
na volta, dove ora sorge l’enorme cantiere che
lascerà ai residenti di Piazza Conca d’Oro la
nuova stazione, c’era un giardino. Uno spazio
a verde pubblico rigoglioso: decine di pini marittimi ad
alto fusto, un piccolo centro ricreativo, pista di pattinaggio: un piacevole luogo di ritrovo per i residenti
dell’area, nei tempi in cui il vicino Parco delle Valli
ancora non era stato riqualificato, e versava in una
situazione a dir poco pietosa. Cinque anni fa, quel
giardino ha lasciato il posto a betoniere, trivelle, e alle
promesse che sarebbe stato ricostruito come prima,
forse anche più bello. Con le promesse che il progetto di ricostruzione del parco sarebbe stato condiviso con i residenti.
Ad oggi, di quella tavola di confronto con i cittadini, si sente solo il ricordo, e mentre
la data prossima alla consegna della stazione si avvicina sempre di più, sui problemi su quella che sarà la destinazione d’uso dell’area circostante, dal lato di Viale
Tirreno, direttrice Piazza Capri - Sempione, all’area antistante il Parco delle Valli,
crescono sempre più gli interrogativi. A partire dalla situazione dei parcheggi di
scambio, che rischia di trovare scoperta la stazione alla sua apertura. La necessità
impellente di trovare un’area prossima alla fermata di Piazza Conca d’Oro, che
possa contenere almeno 500 posti macchina, è una delle priorità che attualmente
risulta essere ancora piena di interrogativi. Dall’ipotesi di mantenere, almeno nel
primo e breve periodo di lancio della tratta, un parcheggio lungo il perimetro della
stazione e di Piazza Conca d’Oro, che segua il vecchio confine del giardino che
occupava completamente la piazza su tutti e quattro i lati, si passa alla possibilità,
già sottolineata dal nostro giornale tramite l’architetto Luigi Brienza, esperto in infra-
strutture per la mobilità, che i
parcheggi di scambio possano essere edificati lungo la
parte finale di Via Conca
d’Oro, affianco all’attuale
mercatino. Le aree interrate
simili a vasche che si trovano
nel Parco delle Valli, e che
attualmente ospitano panchine, tavoli da pic-nic e giochi
per bambini, potrebbero
essere una delle soluzioni,
che richiederebbe una copertura finanziaria per una cifra
che va dai 15 ai 20 milioni di euro. Difficilmente realizzabili, ma non escludibili, le ipotesi che attualmente vedono la creazione di un parcheggio interrato in un’area contigua alla Piazza, che tuttavia richiederebbe delle rampe di accesso e uscita che
andrebbero ad aumentare il carico di traffico nella zona. Se in determinate fasce orarie la piazza è già attualmente inagibile, o quasi, a causa delle lunghe code per l’accesso al ponte delle valli, e tutto questo senza le migliaia di utenti che usufruiranno
giornalmente della tratta B1, una volta che la stazione sarà aperta, le condizioni del
traffico su gomma potrebbero raggiungere livelli critici. Ancora tutta da verificare, la
ventilata ipotesi di destinazione commerciale per l’area del Parco delle Valli antistante alla stazione. La soluzione, che spaventa cittadini e gestori delle attività commerciali sulla piazza, questi ultimi già colpiti da una drastica riduzione del volume degli
affari e degli introiti, non è da escludere neppure che sia realizzata nella piazza, sull’area dove sta per sorgere la stazione, della quale attendiamo ancora la pubblicazione da parte di RomaMetropolitane dei progetti.
FERMATA FFSS VAL D’ALA, IL NEMICO INQUIETANTE
DELLA METRO B1 COSI’ RISCHIA IL PREPENSIONAMENTO
Il destino tortuoso della stazione Ferroviaria di Conca d’Oro, sottoutilizzata, malgestita e poco pubblicizzata, troppo vicina
alle stazioni metro di Conca d’Oro e piazzale Jonio, troppo utile per farla funzionare, verso la nuova stazione Tiburtina
S
[di Romano Amatiello]
ulla stazione di Val d’Ala, credo che oramai se ne sia scritto davvero di tutti i
colori. Un progetto fortemente voluto dal Municipio, tardivo alla sua realizzazione tra le parti in causa quali RFI, Roma Natura (per una sorta di polemica
ambientale circa la realizzazione dei futuri parcheggi in fase di costruzione) e
Comune di Roma.
Sul suo destino e futuro, sembra che il municipio ci stia pensando. Anche perché,
su tale scambio ferroviario,
che
attualmente collega
solo
Roma
Tiburtina con
sole tre corse
di andata e tre
di ritorno giorn a l i e r e ,
incombe davvero lo spettro
dell’abbandono, non appena i cantieri
della Metro B1
si chiuderanno
e la stazione
metro “Conca d’Oro”, nuova di zecca, entrerà finalmente in funzione e a pieno ritmo.
Ricordiamo che per tale opera si sono spesi circa la “modica” cifra di 3 milioni di
Euro, due binari, totalmente automatizzata (non vi è personale all’interno operante)
e pensiline corredate da tettoie fatte da poco.
Vi è stato realizzato persino un capolinea di bus (il 345) che, partendo proprio dalla
stazione, collega
la Bufalotta; presente e a disposizione dei residenti anche un
parcheggio convenzionato col
municipio.
Non male per
una
stazione,
che non ha
avuto nemmeno
gli onori dell’inaugurazione
dalle Autorità.
Servivano più
corse e altri tragitti. Ma la “frittata” era ormai fatta.
Ottimista oltremisura il presidente Bonelli, circa il futuro di Val d’Ala: «La stazione è
comunque e rimarrà, un servizio aggiuntivo per i cittadini del IV, poiché quest’amministrazione cercherà di ottimizzarne l’impiego, parallelamente alla nuova metro
che entrerà in funzione, proprio allo scopo di evitare di essere soppiantata dal servizio indiscutibilmente più efficiente della nuova metropolitana».
Già. Tutti coloro che hanno atteso questa stazione, sono rimasti delusi.
Sarebbe stata una grandissima cosa, se avesse perlomeno collegato il quartiere
Valli, con l’aeroporto di Fiumicino.
Sempre più ottimista Bonelli, specialmente su questo punto:«Oggi, il Municipio ha
la Regione Lazio ancora più vicina; questo potrebbe significare anche che si potrebbe prospettare una possibilità, per ora molto remota, che tale soluzione possa un
giorno essere adottata, ossia che da Val d’Ala, si possa raggiungere l’aeroporto».
L’ottimismo, si sa, è il sale della vita, ma noi ci auguriamo davvero di non farci la
bocca amara ancora una volta.
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Aprile 2011
SPECIALE METRO VALMELAINA
Pagina 7
LA METRO MANGIATUTTO HA INGHIOTTITO ANCHE
LA POLISPORTIVA TIRRENO DI VIA GRAN PARADISO
E’ bastato un colpo di spugna per cancellare la passione e i ricordi degli abitanti di Val Melaina che hanno perso un
altro importante centro di aggregazione dopo lo storico mercato. Ancora incerto il progetto del nuovo campo sportivo
R
[di Alessandro Oricchio]
oma, anno1945, nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale. È in questo contesto che sulla collina che si affacciava su due
dei quartieri popolari e poveri della IV circoscrizione, il Tufello e Val Melaina,
venne fondata la polisportiva Tirreno, grazie alla stretta collaborazione tra i volontari della chiesa del Santissimo Redentore e i Padri Scalabriniani. Nacque così il centro sportivo Bruno Barbieri, struttura che per oltre mezzo secolo avrebbe poi accolto
un ingente numero di ragazzi delle zone limitrofe, ma soprattutto di Val Melaina e
Tufello. Giovani che, durante il periodo di ricostruzione post bellica, potevano trovare accoglienza e riparo in un ambiente fraterno e amichevole per praticare diverse
attività sportive a livello amatoriale. Un impianto sportivo che neanche gli stessi fondatori avrebbero mai potuto immaginare potesse diventare un vero e proprio simbolo di un intero quartiere: la Polisportiva Tirreno, unica scuola calcio della zona, nonché unico centro di aggregazione dove si sono riunite negli anni tante generazioni di
ragazzi. Giovani che proprio su quel campo potevano imparare a giocare a calcio e
sognare di diventare da grandi dei professionisti del pallone, lasciando da parte, per
quelle due ore di allenamento, le preoccupazioni di una vita difficile condotta in un
quartiere in fase di ricostruzione. Ragazzi che ogni domenica indossavano con grande orgoglio quei colori bianco verdi per dimostrare quel forte senso di appartenenza
al loro quartiere di nascita. La Polisportiva Tirreno era una società che infiammava i
cuori di tanti appassionati di calcio che la domenica mattina si svegliavano presto
proprio per ritrovarsi al campo Barbieri insieme agli amici e respirare quell’atmosfera di quartiere in attesa dell’inizio della partita della squadra da cui si sentivano rappresentati. Era inoltre anche un importante punto di ritrovo per quelle persone magari poco interessate al calcio, ma che sfruttavano l’evento sportivo per poter scambiare quattro chiacchiere con quegli amici che durante la settimana erano completamente risucchiati dal lavoro. Quelle trascorse al centro Bruno Barbieri erano due ore
che servivano ai cittadini per sentirsi più uniti e soprattutto parte integrante di un
quartiere che ha
spesso dovuto lottare per far fronte alle
difficoltà economiche, ma sempre con
un sincero sorriso
disegnato sulle labbra. È bastato poco
però per rompere
l’idillio di questa storia: un rapido e dolorosissimo colpo di
spugna che ha cancellato oltre 50 anni
di passione e di
ricordi. In accordo
con le variazioni topografiche del IV municipio, infatti, la Polisportiva Tirreno è stata
spostata a via di Settebagni, cambiando anche denominazione in ASD Porta di
Roma. Questo perché la zona fino ad allora occupata dal Tirreno a via Monte
Paradiso è stata ceduta alla Salini, società di costruzione che si sta occupando
dei lavori per il prolungamento della Metro B1. E quel terreno di gioco sul quale
migliaia di ragazzi hanno lasciato l’impronta dei loro scarpini è stato inesorabilmente invaso dalle scavatrici, diventando un vero e proprio magazzino all’aria
aperta. Tutto questo per far guadagnare alla nuova linea Metro B1 800 metri
rispetto alla fermata prevista a piazza Conca d’Oro. Ma lo smembramento di
una società gloriosa come quella del Tirreno sembra essere un prezzo troppo
alto da pagare per un quartiere che da sempre ha difeso i propri simboli e che
nel giro di pochi anni ha perso due importanti punti di aggregazione come il mercato di Val Melaina e la storica Polisportiva.
VALMELAINA/VIA SCARPANTO, IL LOTTO 2 ANCORA L’ACCESSO
PER L’INGRESSO D’EMERGENZA SBARRATO DA CATENE
Eppure la vicenda del mancato soccorso di Roberta, che ha perso la vita anche per le difficoltà dell’intervento
di salvataggio, avrebbe dovuto far si che l’ATER costringesse chi di dovere a rendere accessibile l’ingresso nel lotto
I
[di Claudio Catalano]
l ricordo aiuta moltissimo l’umanità, in qualunque modo lo fissiamo è essenziale.
Sarebbe un problema se non ricordassimo funghi ed erbe velenose, animali pericolosi o tempi della semina. La memoria è decisiva anche per processi industriali
economici storici pedagogici creativi e sanitari, per essa usiamo proverbi racconti
canzoni cataloghi inventari libri disegni foto filmati e, ovviamente, giornali.
Ci ricordiamo che
nell’inverno
del
2010 una donna,
Roberta, è morta
in un tragico rogo
nel grande caseggiato popolare tra
Via Scarpanto e
Via Val Melaina?
Forse il suo è stato
un gesto disperato
e forse, però, la si
poteva salvare. Di
sicuro non era agibile l’entrata carrabile atta, appunto,
a far passare
mezzi per soccorso o servizi eccezionali. Che guaio: provvisoria fatalità, coincidenze negative? Niente affatto perché non
è bastata la tragedia ad aprire quel lucchetto e liberare il passo su fronte strada. La
grande porta c’è sempre stata solo che improvvisamente è diventata chiusa, blindata.
Non solo gli amministratori pubblici ma anche i responsabili dell’ATER (azienda territoriale edilizia residenziale) vanno avvertiti, ci dicano almeno quante dolorose morti
servono per aprire un cancello. C’erano una volta le case popolari, una storia importante per certi versi bella. Su proposta del parlamentare economista e sociologo
Luzzatti, a Roma, l’Istituto Case Popolare nasce dalle sedute comunali del 22 maggio e 12 Giugno, sindaco Prospero Colonna, anno 1903. Nel 1906 ecco già i primi
fabbricati a S. Saba Flaminio Trionfale, nel 1911, si contavano oltre 800 alloggi, è istituita una Commissione che guida l’Ente e verso gli anni venti nascono case a
Garbatella Testaccio Fiumicino.
Tra le competenze a Comune, Istituto autonomo, enti statali (sbocciano altri organismi di alloggi pubblici e privati, ministeriali bancari eccetera) e vicissitudini varie, la
casa popolare, immagine collettiva, procede verso i giorni nostri. L’ultimo scarto negli
anni 90 col passaggio da Istituto a Enti territoriali. I meno giovani ricordano il portiere nei lotti che dettava regole e faceva segnalazioni. Ricordano la direzione, a lungotevere Tor di Nona, e le sedi di quartiere. Nelle succursali a Montesacro, come via
Titano, prima ci si metteva in fila e si entrava agli uffici, ora c’è guardia giurata e
accesso solo dopo difficile prenotazione in call-center mentre gli inquilini sono soli e
devono il quieto vivere alla loro buona volontà, quando c’è. Non più Istituto ma
Azienda Territoriale: un ologramma virtuale, eppure rogne con ascensori, riscaldamenti, affittuari arroganti o chiassosi, vandalismo, servizi pazzi in bolletta e mercimonio di alloggi, restano reali. Caro vecchio caseggiato popolare, dove sei ? Dov’è il tuo
cortile, area gioco per ragazzi e ritrovo collettivo nelle sere calde? Com’è che non
t’accorgi che una tua porta transennata blocca i soccorsi salvavita? Di Val Melaina,
del resto, parliamo moltissimo nelle nostre pagine; sfogliando il presente numero o
quelli passati vedremo tante righe dedicate a questo mitico luogo morente, proviamo
a salvargli la vita strillando aiuto ma quando anche le urgenze sono impedite il rischio
della fine è prossimo. Aprite quella porta.
Pagina 8
Aprile 2011
AGOPUNTURA: UNA PRATICA CHE ANCHE DA NOI ORA E’ POSSIBILE
L’
[di Alessandra Aureli]
agopuntura è una pratica antichissima che si basa sull’infissione di aghi molto sottili, in punti specifici del corpo, facenti
capo a tragitti ben definiti chiamati Meridiani. Attraverso questa tecnica si riportano in equilibrio le alterazioni energetiche corporee che sono alla base di molti disturbi e patologie. A tal riguardo, il
Dr. Filippo De Cataldo dal 2002 è un punto di riferimento nel nostro
territorio per la pratica l'agopuntura. Nell’intervista ci ha illustrato i
benefici ed effetti positivi di questa tecnica terapeutica.
D: esistono diverse scuole di pensiero per l'agopuntura, cinese, francese...lei a quale appartiene?
R: A quella francese. A differenza di quella cinese, cambia il principio e quindi la combinazione energetica dei sistemi viventi. Il precursore è Maurice Mussat.
D: cos'è l'Agopuntura Energetica?
R: “L'Agopuntura Energetica a differenza di quella cinese si basa sulle più moderne ricerche
della fisica moderna, dalla termodinamica alla cibernetica, partendo dal presupposto scientifico
che ogni essere vivente può essere definito "un insieme vivente" in equilibrio dinamico, costantemente legato al suo ambiente. Nelle energie corporee, l'agopuntura ristabilisce l'equilibrio.
D: quali sono i campi di applicazione dell'agopuntura?
R: i disturbi per i quali l’agopuntura si è dimostrata efficace e talvolta risolutiva sono i disturbi
dell’apparato osteoarticolare, sindromi dolorose della colonna vertebrale (cervicalgia, cervicobrachialgia, dorsalgia, lombalgia, sciatalgia), sindromi dolorose delle articolazioni (ginocchio,
anca, gomito, spalla), sindrome del tunnel carpale, cefalee ed emicranie, insonnie, sinusiti, riniti
allergiche, asma, dermatiti (herpes cutaneo, herpes genitale, herpes zoster Fuoco di S’Antonio,
orticaria, psoriasi), inoltre è piuttosto efficace nei disturbi della menopausa (caldane, ansia, insonnia) e del ciclo mestruale (dismenorree), nell'infertilità maschile e femminile (deficit di spermiogenesi e di ovulazione), disturbi della tiroide (ipotiroidismo, ipertiroidismo), ansia e somatizzazioni,
stanchezza cronica (astenia) e disturbi dell’apparato digerente (gastriti, coliti, emorroidi e ragadi).
D: e nelle malattie più gravi o in gravidanza?
R: l'agopuntura muove le energie del corpo quindi in situazioni in cui si riscontra una patologia
importante, come ad esempio le neoplasie, sarebbe prudente evitare questo approccio terapeutico. Anche in gravidanza è sconsigliato.
D: ci sono effetti collaterali?
R. no, non ce ne sono.
D: Quanto dura una seduta?
R: Un trattamento di agopuntura si articola in circa 3-6 sedute a cadenza settimanale della
durata di circa 30 min.
D:Dopo quanto tempo si possono notare gli effetti positivi?
R: Anche dopo la prima seduta, ma è soggettivo.
D: Gli aghi sono monouso o vengono sterilizzati?
R: Sono monouso.
D: E' doloroso?
R: no, solo in alcuni punti si può avvertire una lieve puntura.
PER INFORMAZIONI: 328.3637774
“IL BUON RESPIRO” COME PREVENIRE
LA BRONCHITE CRONICA
I
medici di famiglia, soci della cooperativa sociale
Roma Medicina, impegnati giornalmente nella cura
dei loro pazienti ,consapevoli del progressivo aumento delle patologie respiratorie legate alla diffusione dell’inquinamento e del fumo da sigaretta e consapevoli
anche della loro sottostima , ritengono necessario lavorare per diffondere una nuova sensibilità tra la popolazione per la prevenzione di queste malattie.
La BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, che presenta una prevalenza del 5-7 % nella popolazione italiana è
anche una delle cause principali di assenza dal lavoro sia per
gli uomini che per le donne . La BPCO, con il trascorrere degli
anni, porta ad una sostanziale invalidità, alla perdita di produttività e ad una peggiore qualità della vita, oltre ad essere una
delle principali cause di ricovero. Il suo impatto socio-economico nella nostra società è quindi molto importante. La
Cooperativa sociale Roma Medicina, fedele alla sua missione
di stimolo per la diffusione di una educazione sanitaria consapevole e appropriata, intende pertanto promuovere una serie
di giornate di sensibilizzazione dei concittadini dei suoi
medici su questa patologia respiratoria e sulle possibilità di
prevenirla e di curarla. Si propongono quindi di effettuare
sul territorio del IV Municipio del Comune di Roma, ASL
RMA IV Distretto, attraverso l’utilizzo di 3 postazioni mobili
, una valutazione spirometrica e clinica della popolazione
compresa tra i 40 ed i 60 anni , che abbiano almeno dieci
anni di abitudine tabagica e che richiedano di effettuarla.
Questa giornata verrà organizzata in tre piazze situate in
tre zone diverse del IV Municipio, che presentano densità demografiche particolarmente intense , come la Piazza
Sempione, Piazza Russolillo e Piazza Talenti. Questo
proprio per rendere maggiormente consapevole la popolazione sulla necessità di una corretta valutazione della situazione respiratoria attraverso strumenti idonei come la spirometria, sulla necessita di corretti stili di vita come la disassuefazione al fumo, attraverso un counseling appropriato e
sull’impiego tempestivo di corrette indicazioni terapeutiche
fin dai primi esordi della patologia.
Ad ogni paziente che aderirà alla campagna verrà effettuata una visita medica generale, sarà effettuata una spirometria con particolare riguardo per i parametri relativi alla valutazione della pervietà delle piccole vie aeree e sarà consegnato un opuscolo con le principali regole per la disassuefazione dal fumo, il referto da consegnare al suo medico e l’invito al controllo successivo. I cittadini testati verranno monitorati, dopo aver richiesto loro l’autorizzazione a farlo,
segnalandoli ai loro medici di famiglia e saranno richiamati
successivamente a distanza di tempo con una nuova visita
e una nuova spirometria, che verrà effettuata nella seconda
giornata dedicata alla malattia, da effettuarsi nel mese
di Novembre 2011. Tutti gli esami spirometrici saranno
effettuati da specialisti pneumologi che lavorano presso
l’università la Sapienza , presso le strutture periferiche
della ASL RMA e presso la struttura privata più rappresentativa del territorio che giornalmente già collaborano con i medici di famiglia nella gestione di questi pazienti. Per poter spingere la popolazione target
alla effettuazione degli esami, i medici di famiglia promuoveranno l’iniziativa nei loro studi dove saranno affissi e diffusi volantini così come nei locali della ASL , nelle
farmacie e nelle parrocchie della zona con l’invito e la
spiegazione della campagna.
Pagina 10
AMBIENTE
Aprile 2011
TALENTI. ALTRO CHE “RINASCIMENTO”, QUESTO E’ DECADIMENTO!
Un recente sistema di palazzine della zona è caratterizzato da diversi problemi tecnici; apparentemente ingiustificati vista la modernità delle strutture
P
[di Sofia Mori]
assando per la nuova Talenti, il quartiere di Mezzaroma, salta all’occhio un particolare comprensorio che porta il nome di “ Rinascimento primo”. Struttura di nuovissima edificazione, con la sua imponenza, i suoi colori pastello che dovrebbe
strizzare l’occhio all’armonia delle forme, che si ispirano chiaramente all’ architettura di
quei nuovi palazzi caratteristici di Dubai. I confini che delimitano la zona del comprensorio hanno forma volutamente irregolare e immediatamente all’esterno di essi ci sono dei
giardinetti in cui sono state impiantate diverse palme. “Rinascimento primo” comprende
309 appartamenti che differiscono per grandezza e che partono da un prezzo minimo di
circa 250.000 Euro. Nonostante, come detto, il mattone sia nuovo di zecca, soli 3 anni,
sono arrivate numerosissime lamentele da parte dei residenti che riscontrano già da
tempo problemi sia all’interno dei loro appartamenti sia nel complesso stesso. La prima
problematica, quella più grave, riguarda le infiltrazioni d’acqua, dovute probabilmente ad
un impianto idraulico non eseguito correttamente ; questo ha provocato crepe nelle pareti invecchiandole di diversi anni e ha fatto staccare pezzi di intonaco dalle mura. Nelle
cantine c’è già muffa, i pavimenti antiscivolo dell’esterno non svolgono il loro ruolo principale e si stanno alzando le mattonelle all’interno del cortile; inoltre l’unico scivolo per i
disabili è situato all’esterno. Varcando il cancello dell’ingresso si nota una grande “pisci-
na” azzurra completamente vuota,
ideata come fontana a specchio di
cui dell’acqua c’è solo l’immaginazione. I balconi, pieni di ruggine,
sono molto vicini gli uni agli altri,
tanto che alcuni condomini ironizzano sul fatto di scavalcarli direttamente per prendersi un caffè con i
vicini. Insomma... per essere una
struttura così giovane di problemi
ce ne sono fin troppi e i residenti
chiedono giustizia. La ditta di
costruzione
responsabile
è
Mezzaroma e quasi tutti i condomini sono in causa con quest’ultima senza però avere
risposta da parte dei responsabili da cui ci si aspetterebbe l’inizio immediato dei lavori di
ristrutturazione. Proprio di fronte è nato un altro comprensorio della stessa ditta che sembra per ora non presentare nessun problema (anche se i primi residenti sono arrivati solo
2 mesi fa e potrebbe essere un positivistico discorso prematuro) e vi è un’altra aerea
delimitata da pannelli sempre firmati Mezzaroma… insomma, visto il risultato lezioso e
poco razionale del primo tentativo, ai posteri condomini l’ardua sentenza!
PARCO DELL’ANIENE, LA PIENA
DEL FIUME FA FRANARE GLI ARGINI
La piena di marzo ha allagato il territorio della Riserva, una grossa
frana si è staccata dall’argine in prossimità di via Sannazzaro
A
[di Lorenzo Pasqualini]
marzo l’Aniene è esondato di nuovo, come
nel dicembre del 2008 e come allora ha
lasciato dietro di se danni, anche se stavolta
fortunatamente molto meno gravi. Il 18 marzo,
dopo giorni di precipitazioni molto intense, c’è
stata la piena massima su tutto il bacino idrografico del fiume. Le piogge nella sola zona di Roma
hanno raggiunto i 75 millimetri in tre giorni. Il livello
del fiume ha raggiunto e superato i 5 metri a Ponte
Mammolo, come già accaduto nella piena del
dicembre 2008 ed anche stavolta, come allora, il
fiume è esondato allagando diverse zone sia fuori
che dentro Roma. Nel IV e V municipio è finita sotto
l’acqua la Riserva naturale dell’Aniene, dove sono
stati allagati decine di ettari di campo: nella zona
però non vi sono abitazioni, se non qualche baracca abusiva che è stata abbandonata in tempo, ed il
fenomeno non ha lasciato danni a cose o persone.
Le zone allagate sono chiamate “golenali”, cioè
soggette a frequenti esondazioni del fiume, e nei
piani regolatori delle città dovrebbero sempre
restare zone libere dalla cementificazione. Spesso
purtroppo non è così, e allora avvengono le sciagure. Il fiume è comunque rientrato presto negli argini, lasciando grosse “piscine” di acqua che sono
rimaste per giorni rendendo difficile il passaggio a
chi usa il Parco per passeggiare o per correre, dandogli al tempo stesso un aspetto suggestivo. La
piena ha provocato diversi smottamenti lungo gli
argini e trascinato con se alcuni alberi. In particolare, sull’argine destro del fiume in prossimità dell’entrata al Parco di via Sannazzaro e via Levanna, si
è staccata una frana piuttosto grande (nella foto)
che ha fatto scivolare in acqua un pezzo di sentiero e numerosi alberi, che proprio nei giorni della
piena stavano iniziando a germogliare. La massa di
terra, di alcune centinaia di metri cubi, ha creato un
vero e proprio isolotto al centro del fiume, su cui si
incastrano rifiuti, rami e alberi che vengono da
monte. Un tappo che potrebbe diventare pericoloso
se si dovesse verificare una nuova piena. A poche
decine di metri dalla frana erano stati eseguiti soltanto due anni fa dei lavori di rafforzamento dell’argine destro, dopo che la piena del 2008 aveva danneggiato fortemente un canale artificiale che proprio lì sfocia nel fiume. Oltre alla frana sopra
descritta ci sono stati altri piccoli smottamenti su
tutto il percorso del fiume. Bisogna dire però che
l’assenza di edifici e strade in quella zona (per la
fortuna di chi usufruisce del Parco), fa si che gli
smottamenti non creino particolare preoccupazione. Diverso è il discorso per i palazzi costruiti nelle
aree prossime al fiume dove ancora una volta si
sono verificati problemi di risalita d’acqua negli
scantinati, oltre ai problemi di intasamento della
fognatura superficiale (quella dei tombini), che in
alcune strade prossime al Parco si sono riempite di
fango. La piena è stata per un verso anche una piccola lezione di geologia, consentendo a molti cittadini di vedere dal vivo un processo naturale che va
avanti da migliaia di anni e che solo la cementificazione del territorio ha reso un evento pericoloso e
dannoso. L’acqua uscita dagli argini nel territorio
del Parco ha depositato su tutto il territorio un velo
di sabbie a argille, che hanno ricoperto il terreno
livellando gli avvallamenti. Quando i fiumi erano
puliti, questo processo rendeva i terreni inondati
ancora più fertili. Oggi visto l’inquinamento dei fiumi
romani, probabilmente insieme alla sabbia e all’argilla si sono sedimentati anche molti rifiuti ed inquinanti. Bisogna dire anche che l’allagamento delle
zone golenali presenti nel Parco ha avuto una
grande importanza perché ha smorzato la violenza
della piena a valle. Tutta l’acqua fuoriuscita dagli
argini è acqua sottratta al fiume, che in questo
modo ha potuto in qualche modo “smaltire il suo
peso”: immaginiamoci cosa sarebbe successo se il
fiume, come succede per molti corsi d’acqua italiani, fosse stato ingabbiato all’interno di muri in
cemento. Non avrebbe potuto uscire dagli argini,
non avrebbe inondato il territorio, ma avrebbe avuto
una portata ben più grande, arrivando al Ponte
Nomentano e nell’ultimo tratto del fiume con una
carica e violenza ben maggiore e più pericolosa.
ANTIQUA: UN GRANDE PROGETTO
NAZIONALE PER SOSTENERE
L’ECOSOSTENIBILITA’ E L’ALIMENTAZIONE
IN VIA DI TOR SAN GIOVANNI L’OASI IDEALE
PER TRASCORRERE DEL SANO TEMPO LIBERO
A
pochi giorni dall’inaugurazione, il nuovo punto vendita “Campagna Amica” in
via di Tor San Giovanni, 301 inizia
a prendere piede. Un ambiente
gastronomici esclusivi e dove
anche i più piccini potranno scoprire tutti i segreti della nostra
campagna.
Il sig. Gallotta, ideatore e responsabile del nuovo punto vendita si
dice entusiasta del progetto. “la
nuovo, esclusivo e immerso nella
campagna per rispondere esaustivamente a uno dei temi più
sentiti del momento: l’ alimentazione, il turismo e l’ecologia.
Formaggi ovini e bovini, vino, olio,
ortofrutta, legumi, miele, salumi
sono venduti direttamente presso il
punto vendita e, su richiesta, sarà
possibile prenotare carne da cucinare in loco negli appositi spazi
attrezzati per pic-nic. Le aperture
della location rispetteranno il
seguente orario: Lunedì, Martedì,
Mercoledì: dalle 16 alle 1930
Giovedì e Venerdì: 9-13 / 16-1930
Sabato e Domenica: dalle 9 alle
1930. Antiqua, il nuovo punto
“Campagna Amica”, sarà la location ideale per trascorrere del
sano tempo libero, immersi nel
verde, consumando prodotti eno-
missione che noi imprenditori dell’agricoltura italiana ci diamo per
l’immediato futuro è quella di fondare una filiera agricola, tutta italiana,
nata da agricoltori italiani. Vogliamo
promuovere il nostro Made in Italy
offrendo prodotti 100% italiani. Il
nuovo punto vendita vorrà essere
un vero riferimento per tutti i cittadini del nostro municipio, per i bambini delle scuole che potranno visitare
il nostro spazio e scoprire tutti i
segreti della nostra terra:vedere
come si produce l’olio, le uova…
Siamo pronti, ora è il momento di
farci scoprire!.Queste prime settimane sono andate benissimo, speriamo continui così!” Per qualsiasi
ulteriore informazione o prenotazione degli spazi chiamare allo :
06/87120148-340/2891574392/9555446
[di Francesca Romani]
Aprile 2011
A MAGGIO TORNA IL TUTTOQUARTIERE
DEL TUO BAMBINO LA GUIDA UTILE
PER LE FAMIGLIE DEL IV MUNICIPIO
T
[di Alessandra Aureli]
orna anche quest'anno la nuova edizione del TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO. Attesa dalle famiglie, ormai è diventata il punto di riferimento per le mamme del
quarto municipio per conoscere i dettagli delle scuole, dei negozi per bambini, dei parchi giochi, delle varie strutture e dei servizi nel nostro territorio per tutto ciò che riguarda i più
piccoli.
Giunto alla sua III edizione e distribuito gratuitamente presso tutte le scuole e tutti i punti di
aggregazione del IV municipio, è dedicato a tutte le famiglie con bambini da 0 a 11 anni.
Il TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO uscirà nei primi giorni di Maggio 2011.
Il TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO presenta tutte le attività per i bimbi del nostro
municipio, dal parco divertimenti alle attività sportive, dalle strutture sanitarie a quelle culturali, dalle organizzazioni di feste all'abbigliamento per bambini, con numeri di telefono e indirizzi. Questo annuario, in formato tascabile, viene incontro alle esigenze dei genitori ed è
diventato un “amico” a disposizione, da consultare in qualsiasi momento, per tutte le famiglie
di Roma Nord.
Come ogni anno ci sarà la festa di presentazione della nuova edizione del TUTTOQUARTIERE DEL TUO BAMBINO dove ogni famiglia sarà invitata a partecipare. Ci saranno giochi e
divertimenti per tutti!
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EMERGENZE SOCIALI
Aprile 2011
DOPO LE RECENTI OCCUPAZIONI ALLA SCUOLA PARINI,
LASCIATA PER L’EX ENEL DI VAL D’ALA
Parla l’Associazione Casapound: “Su di noi solo accuse strumentali da parte dei centri sociali”
C
[di Romano Amatiello]
asapound non ci sta. Perlomeno, a
essere criminalizzati strumentalmente,
circa quanto si è detto e scritto circa le
recenti occupazioni “eccellenti”, avvenute
prima alla scuola Parini di piazza Capri lo scorso 5 aprile, e all’ex palazzina Enel poi, di via Val
d’Ala giorno 8 aprile. All’ingresso della palazzina, in una giornata quasi estiva incontro
Alberto, responsabile e ideatore dell’occupazione di Val d’Ala, che accetta di parlare su
entrambi gli episodi:
«Abbiamo occupato la palazzina Enel di Val d’Ala, perché non è di proprietà pubblica
ma di un ente privato, per cui esula dalle competenze del comune; secondo, abbiamo
preferito questa decisione, per una semplice scelta di campo, ossia la struttura è
messa molto meglio della Parini, non è per nulla fatiscente ed era degna di essere utilizzata per ospitare queste diciotto famiglie che si ritrovano senza fissa dimora, e che si
sono rivolte a noi.»
Si è parlato di “scambio organizzato” dal Comune tra voi e la scuola Parini, per quest’edificio abbandonato ex Enel..
«Si è assolutamente strumentalizzato tutto. Non c’è stato affatto nessuno scambio, come
hanno anche affermato molti giornali ed esponenti politici; sono solo chiacchiere messe
in giro ovviamente dagli altri schieramenti politici opposti.»
“Occupare”, di per sé, è sempre un’azione illegale; questo gesto, oltre ad aver fatto insorgere i residenti e mosso l’opinione pubblica, ha subito alimentato forti proteste delle diverse fazioni politiche opposte alla vostra. Come rispondete a tutte questo?
«Più che un problema di legalità, l’occupazione è un problema di giustizia sociale. Se ci
sono dei cittadini, strozzati dalle difficoltà della loro vita, e in questo caso, non riuscire a
trovare una casa, essi sono costretti all’occupazione. E’ un rimedio estremo ma giustificato dal fatto che c’è un problema radicale fondamentale che li spinge a vagliare tutte le
ipotesi, compresa quella dell’occupazione. L’amministrazione, poi, dovrebbe lavorare più
a fondo su questo, perché l’emergenza abitativa a Roma è al collasso e troppi cittadini
che aspettano una casa, non la vedono mai arrivare, tra tempi burocratici lunghissimi e i
troppi interessi che ci sono dietro».
Quindi, per Casapound, più che un atto “fuorilegge”, l’occupazione è un gesto estremo?
«E’ una necessità, quanto un campanello d’allarme sociale, poiché i problemi che afflig-
SULLA VICENDA
PD-SEL: “NESSUNA
SOLIDARIETA’ A CASAPOUND”
“Oggi non abbiamo espresso nessuna
solidarietà a CasaPound, al contrario
abbiamo richiesto una soluzione urgente per le 18 famiglie precariamente
alloggiate nell’occupazione di via Val
D’Ala, 200 chiedendo con fermezza che
quello spazio sia successivamente liberato, per non diventare un centro di attività politica di CasaPound” è quanto
dichiarano in una nota i capigruppo del
Partito Democratico e di Sinistra
Ecologia e Libertà del IV Municipio,
Paolo Marchionne e Michela Pace. “La
collocazione di famiglie, alcune delle
quali con minori, nel palazzo di Prati
Fiscali è disumana, vista la mancanza
di acqua e luce, per questo crediamo
che il Comune debba trovare una collocazione alle famiglie, e successivamente il palazzo dovrà essere sgomberato.
Sono anni che facciamo approvare dal
Consiglio del IV Municipio mozioni e
proposte per affrontare il tema dell’emergenza abitativa - concludo
Marchionne e Pace - tema sul quale
Alemanno e Bonelli hanno fatto finora
solo danni”.
gono quelle persone che sono senza una casa, non possono essere soddisfatti da un
sistema come questo, che fornisce loro le case o peggio, solo risposte a distanza di anni.
Noi, con le nostre azioni, diamo una risposta immediata e definitiva, tramite un segnale
forte, anche se siamo perfettamente consapevoli che è illegale».
CASAPOUND E CENTRI SOCIALI: VIA PANTELLERIA/P. FISCALI
POMERIGGI DI ORDINARIA FOLLIA. SCONTRI E CORTEI
7 Aprile. Casapound occupa l’Istituto Parini a Piazza Capri, ma i centri sociali vicini a Valerio Verbano
non ci stanno e si scatena una guerriglia, che prosegue il giorno dopo ai Prati Fiscali dove in via Val d’Ala,
dopo aver lasciato l’ex scuola elementare, Casapound occupa la sede dell’ex ENEL. I cittadini in ostaggio
L’
[di Tommaso De Bianchi]
occupazione della scuola elementare Parini (Piazza Capri, nel cuore del IV
Municipio) da parte di un nutrito gruppo di esponenti di Casapound, ha fatto
notizia, tanto da finire per almeno 24h sulle prime pagine online delle agenzie di stampa romane. Casapound è nota ormai da anni in tutto il territorio capitolino per aver lanciato sulla piazza del politically incorrect le Occupazioni a Scopo
Abitativo, con il fine (ufficiale) di dare un tetto a famiglie in difficoltà nel rispettare
l’appuntamento mensile con la rata del mutuo, o dell’affitto. L’occupazione degli ex
uffici Enel di via val d’Ala, dopo l’immediato abbandono della scuola Parini, e il
silenzio della maggioranza al Comune e nel IV Municipio, rappresentano l’ennesima sconfitta delle amministrazioni di questa Città nei confronti del movimento
Casapound, che da anni ci ha abituato ad azioni dimostrative che vengono condotte in maniera quasi indisturbata. Il rispetto dei principi di legalità, si scontra
ormai troppo spesso con un’evidenza che rischia di diventare una triste abitudine:
e cioè la volontà da parte delle Amministrazioni capitoline di evitare occasioni di
scontro con le forze dell’ordine, forse perché troppo spesso offrono con l’abbandono di alcune strutture pubbliche, il pretesto di una illegittima occupazione.
L’etica del vivi e lascia vivere, vince la sua battaglia contro la legalità. Quello a cui
invece non erano abituati i cittadini di Conca d’Oro e Prati Fiscali era di trovarsi,
improvvisamente, fra due fuochi. Nel pomeriggio di venerdì 8 Aprile i Centri
Sociali, che nel IV Municipio dopo la chiusura definitiva dell’Horus e la riqualificazione di Piazza Sempione, sembrano essersi trasferiti nel nuovissimo “Puzzle” di
via Monte Meta, hanno marciato lungo Prati Fiscali. Per
quasi un’ora il traffico è
stato congestionato, e i
manifestanti di estrema sinistra hanno ribaltato i cassonetti lungo la strada, in
segno di protesta verso i
loro consanguinei di diverso
schieramento che si sono
stabiliti a poche centinaia di
metri di distanza, e nei confronti delle forze dell’ordine, che hanno impedito ai due blocchi di venire a contatto. I cittadini hanno assistito alla violenza prodotta da due realtà che già difficilmente riescono a convivere con la società civile che li circonda. Figuriamoci a coabitare nello stesso territorio, Azioni che purtroppo producono effetti contro la vivibilità del territorio. Queste due categorie, divise solo dai colori (neri da una parte,
rossi dall’altra), si sono fronteggiate a suon di occupazioni da una parte e contromanifestazioni dall’altra. La totale incompatibilità di CasaPound e dei Centri
Sociali verso il confronto civile, ha mostrato il suo esempio più lampante nel pomeriggio di venerdì 8, quando una via ad alto scorrimento nel bel mezzo di una vivace zona residenziale del nostro territorio ha rischiato per poco di trovarsi nel bel
mezzo di una guerriglia urbana. Perché di questo si è trattato.
Aprile 2011
DAI NOSTRI QUARTIERI
UN PREMIO ALL’IMPEGNO SOCIALE
PER I 25 ANNI DE “LA QUARTA”, DALLA
“COMPAGNIA DEL LEONE SELVAGGIO”
S
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A due anni dal sisma aquilano
S. EUSANIO FORCONESE ULTIMI
GIORNI PER UNA GRANDE SOLIDARIETA’
Riempiamo i salvadanai per il progetto dell’area giochi
[di Francesca Romani]
abato 26 Marzo il nostro giornale è stato riconosciuto dalla Nobile
Compagnia del Leone Selvaggio, per il prestigio e l’importanza
della testata, la competenza, la capillare presenza nel territorio e
la rilevanza nel campo della comunicazione, membro attivo della commissione esterna di proposte.
La Nobile Compagnia del Leone Selvaggio è una struttura associativa
che non ha fine di lucro, è apolitica, democratica e di volontariato. Il cui
scopo è conferire riconoscimenti a tutti coloro che si sono distinti per
interventi a favore dell’ambiente, della dignità,
del decoro umano e dell’infanzia abbandonata. I
riconoscimenti possono
essere di vario grado ed
entità: diplomi, pergamene, targhe e medaglie, borse di studio,
viaggi premio, gioielli e
donazioni. La Nobile
Compagnia del Leone
Selvaggio è a favore di
chi soffre, di chi è
oppresso, di chi non può
difendersi. Nasce e non
cerca riconoscimenti.
Sempre pronta però a
darne a tutti coloro che
dimostrano di appartenere all’aristocrazia del
pensiero ed alla nobiltà
dell’animo, siano essi
semplicemente
liberi
pensatori. Una grandissima festa, svoltasi presso il Grand Hotel
Ambasciatori di via Veneto, a cui hanno partecipato le più alte cariche
della Compagnia. Un sentito grazie per questo riconoscimento e per l’alta considerazione riservata al nostro giornale.
I
[di Alessandra Pieroni]
l 6 aprile di due anni fa, il
tragico evento. Una
notte da incubo: si annoverarono 309 morti e
migliaia di feriti; inoltre la
distruzione della stessa
città e di numerosi borghi
del comprensorio, inseriti
nel così detto cratere sismico. Una meravigliosa risposta della Protezione Civile
e dei tantissimi volontari
che si sono succeduti nell’assistenza: opera che non
ha mai trovato precedenti
in Italia. Una corsa solidale
che oggi ha lasciato spazio
alla fase della ricostruzione, cavalcata comunque
ancora da numerose iniziative legate al
cuore della gente. Il nostro giornale subito si
è mobilitato, così come l’umana solidarietà
degli abitanti del nostro Municipio. La nostra
iniziativa è maturata in brevissimo tempo,
sfociando poi in un meraviglioso gemellaggio solidale con la comunità di Sant’Eusanio
Forconese, che fortunatamente non ha
avuto vittime, ma tutt’oggi fa i conti con un
centro storico totalmente devastato. Ecco
allora il nostro progetto, collegato alla realizzazione di un piccolo parco giochi per i
bambini del posto, che sta via via concretizzandosi. L’iniziativa denominata “Il IV
Municipio per l’Abruzzo” ha preso quota,
sostenuta da numerose idee portate avanti
in primis dalla Scuola Media “Majorana” di
Piazza Minucciano, seguita poi da altre
scuole quali il Liceo “Aristofane” ed il Liceo
“Lucrezio Caro”. In questo periodo, con i
nostri contenitori salvadanaio, stiamo continuando ad alimentare questa preziosa attività solidale. A maggio li raccoglieremo, consegnandoli al primo cittadino di Sant’Eusanio
Forconese, Avv. Berardinangelo, nell’ambito
di una cerimonia appositamente organizzata.
Per questo motivo, vi chiediamo di continuare con il vostro piccolo contributo, al fine
della realizzazione di questo “grande
sogno”. Presso la nostra redazione in Via
Val Maggia, 32 siamo comunque disponibili,
per fornire elementi di dettaglio sull’iniziativa
in corso e su quelle da programmare;
potete contattarci anche al numero verde
800.199.008 oppure e-mail [email protected].
VIA MONTE META A PIAZZA MONTE GENNARO
PARROCCHIA S. GEMMA GALGANI, UNA “FAMIGLIA DI FAMIGLIE”
L
[di Andrea Centogambe]
a Chiesa Santa Gemma Galgani sorge nel quartiere Montesacro, a Roma, in
via Monte Meta 1. Fu costruita nel
XX secolo ed inaugurata dal cardinale Ugo Poletti il 19 giugno 1988. Il 30 gennaio 1994 ha avuto l’onore di essere visitata dal papa Giovanni Paolo II. Una delle
collaboratrici dell’animazione parrocchiale, Maria Francesca Allega, ci ha dato
un’idea dell’atmosfera che, chiunque si
rechi a Santa Gemma, può respirare. Una
volta entrati, si viene subito accolti da un
caleidoscopio di colori, provenienti dalle
vetrate, le quali rendono la Chiesa una
accogliente oasi di riflessione, dove trovare un attimo di pace e di tregua dagli stancanti impegni della giornata. Le colonne
portanti della parrocchia, don Domenico,
don Marco e don Martino, ogni giorno
danno vita ad un’intensa attività di catechesi, volontariato, riflessione religiosa e
culturale, sempre sostenuti e aiutati dai
numerosi catechisti e collaboratori.
Quotidianamente vi sono corsi di catechesi per bambini, ragazzi e adulti, che possono usufruire anche degli approfondimenti religiosi organizzati dal parroco; questi
gestisce anche periodici viaggi culturali, che hanno l’obiettivo di unire l’intento religioso a quello artistico–locale. Ad esempio,
un folto gruppo di persone, nel 2007, è partito alla volta di Medjugorje, luogo di apparizioni della Madonna, e lo scorso anno la meta
prescelta è stato il Duomo di Torino, nel quale
era stata allestita una delle rare esposizioni della Sacra Sindone. Chi volesse
avere qualsiasi tipo di informazione
riguardo la parrocchia, può consultare il
curatissimo sito www.parrocchiasantagemma.com, dove, attraverso numerose
finestre telematiche, vengono presentati alcuni scorci di vita parrocchiale.
Vanto della parrocchia è la “Corale
Polifonica S. Gemma Galgani”, formatasi nel 2003, che ha rappresentato sin
dalla sua nascita, la volontà di mettersi “al
servizio” delle persone, offrendo anche alle
altre parrocchie occasioni di preghiera, poiché – citando S. Agostino – “chi canta prega
due volte”.
Aprile 2011
DAI NOSTRI QUARTIERI
CONSULTORI A RISCHIO,
ANCHE NEL IV MUNICIPIO
SI ACCENDE LA PROTESTA
I
Si è costituita da alcuni mesi una assemblea di donne
preoccupate per la grave carenza di fondi e per il progetto
di radicale modificazione dei consultori
[di Lorenzo Pasqualini]
consultori sono strutture socio-sanitarie
pubbliche, gratuite ed aperte a tutti i cittadini italiani e stranieri, che offrono alle
famiglie, in particolare alle donne, un servizio
di consulenza, informazione e supporto in
materia di salute sessuale e riproduttiva.
Offrono anche un fondamentale supporto
per la popolazione degli adolescenti, che
possono accedere a queste strutture liberamente e senza registrazione.
Istituite con legge dello Stato nel 1975 e
regolamentate nel Lazio da una legge regionale approvata nel 1976 dopo le intense lotte
della società civile di quegli anni, queste
strutture sono presenti su tutto il territorio cittadino. Nel nostro municipio ne sono presenti tre, anche se solo due funzionanti. Si trovano in via Dina Galli 3 (Tufello) e in largo
Rovani 5 (Talenti). Un altro consultorio, sito
in via Farulli 6 (zona Prati Fiscali), è chiuso
da anni nonostante i lavori di ristrutturazione
siano finiti da tempo. Una vergogna, in un
municipio così popoloso come il nostro.
Lavorano al loro interno pediatri, ginecologi,
ostetriche, assistenti sociali, psicologici, tutte
persone specializzate. Alcuni dei tanti servizi
offerti in queste strutture sono l’informazione
e la consulenza alle future madri per una
procreazione responsabile, la prescrizione di
contraccettivi, corsi di educazione sessuale
indirizzati in particolar modo agli adolescenti
con incontri nelle scuole e sportelli a loro
dedicati, corsi di preparazione alla gravidanza, test per la prevenzione di tumori della
sfera genitale, supporto medico e psicologico per le madri che intendono interrompere
la gravidanza nel rispetto della loro volontà,
con l’avvio delle procedure per l’interruzione
volontaria, che avviene nelle Asl, direttamente collegate ai consultori. Spesso i consultori vengono erroneamente visti come luoghi
dove si pratica l’aborto, una visione superficiale e sbagliata. In queste strutture si danno
infatti alle donne che lo richiedono gli strumenti (informando, dando consulenza) perché venga da loro presa una decisione indipendente ma sono soprattutto strutture di
prevenzione sia di gravidanze indesiderate
(attraverso un lavoro di informazione e sensibilizzazione fatto sul territorio) che di malattie sessualmente trasmissibili. Un lavoro
svolto per anni e che ha dato i suoi frutti,
(statistiche alla mano). Si tratta insomma di
strutture importantissime per la popolazione,
che intercettano bisogni primari, alla radice,
e che quindi dovrebbero essere incentivate e
aumentate sul territorio. Negli ultimi tempi
invece i consultori, così come altri servizi
pubblici, sono stati sottoposti a forti tagli che
ne hanno ridotto la capacità operativa.
Inoltre il blocco delle assunzioni nel pubblico
impiego fa si che sempre meno personale
lavori al loro interno, fatto che provoca un
impoverimento dei servizi e una riduzione
degli orari di apertura. Ciò che è avvenuto
anche nei già pochi consultori del IV municipio, che con solo due strutture peraltro aperte non tutta la settimana, devono far fronte a
una popolazione di quasi 300 mila unità.
A questa situazione critica si è aggiunta negli
ultimi mesi la proposta di riforma radicale dei
consultori, avanzata dalla consigliera regionale del PdL Olimpia Tarzia. Una riforma che
oltre ad abrogare la legge istitutiva di queste
strutture, gli dà una forte impostazione ideologica finalizzandole unicamente alla tutela
della “famiglia fondata sul matrimonio” ed
inserendo un controllo maggiore su chi usufruisce di queste strutture. La proposta di
legge, che proprio in questi giorni di aprile
viene riproposta nel Consiglio regionale, ha
acceso in tutta Roma una forte mobilitazione
di gruppi e associazioni che lavorano in
campo sociale. In tutti i municipi si sono formate assemblee di donne per discutere della
situazione ed organizzare le forme di protesta: anche nel IV municipio si sono svolte già
diverse assemblee di donne. Ciò che esse
denunciano è che la “riforma Tarzia” snaturerà completamente i consultori rendendoli
non più strutture libere ma fortemente controllate da organizzazioni private esterne e,
cosa ritenuta molto grave, anche da organizzazioni confessionali. Un fatto che viene
visto come un grave colpo alla libertà di queste strutture, dove l’indipendenza della decisione della donna è fondamentale, nel rispetto della sua cultura, credenza e provenienza.
Inoltre le decisioni della donna sull’interruzione della gravidanza verranno pesantemente
condizionate da una serie di passaggi che i
comitati di donne definiscono “umilianti” in
una situazione che per l’interessata è già difficile e delicata. A difesa dei consultori dalla
legge Tarzia e per un loro rafforzamento (con
aumento del numero di sedi e aumento di
fondi disponibili) le proteste e le assemblee
continueranno ancora nei mesi a seguire.
Informazioni ulteriori sulla riforma e sulle
forme di protesta in atto vengono periodicamente pubblicati sul blog della Consulta dei
Consultori di Roma (http://consultaconsultoriroma.blogspot.com).
Pagina 15
CASAL BOCCONE
VERSO LA CHIUSURA
LA CASA DI RIPOSO ROMA II
La struttura per anziani rischia di chiudere
i battenti. L’allarme lanciato dal PD
I
l futuro della casa di riposo
Roma II in Via di Casal
Boccone 112 sembra ancora
lontano dal trovare una conclusione. L’allarme su una possibile
chiusura è stato lanciato ai primi di
dai
consiglieri
PD
marzo
Marchionne e Palumbo a seguito
delle dichiarazioni della Giunta su
un piano di riordino delle strutture
Il motivo della paventata chiusura
sarebbe l’elevato prezzo d’affitto
che il Comune paga ogni anno
all’ENPALS, proprietario dello stabile: secondo alcune fonti, oltre 5
milioni annui, un valore superiore
a quello versato per l’utilizzo di
altre strutture analoghe sul territorio comunale.
La questione, di competenza del
Dipartimento Politiche Sociali del
Campidoglio, sta vedendo l’inte-
assistenziali comunali: «Capiamo
la preoccupazione per le voci di
chiusura della struttura circolate
nei giorni scorsi, la più a rischio tra
tutte quelle gestite direttamente
dall’Amministrazione comunale.
Dopo i tagli di Alemanno che contano 5 milioni di euro per il solo
capitolo delle case di riposo e il
sostegno agli anziani, è in arrivo
un piano di riordino delle strutture
comunali, che non vorremmo che
si risolvesse nella pura e semplice
chiusura di strutture sul territorio».
Con queste parole, i due alzavano
i riflettori su questa vicenda, promettendo un presidio per il giorno
seguente di fronte ai cancelli della
struttura.
ressamento della Presidente della
Commissione Servizi Sociali del
IV Municipio, Lina Tancioni (PDL),
la quale prevede a breve un’audizione in Commissione dei dirigenti responsabili.
Il timore è che la casa di riposo
possa essere, se non chiusa, trasferita in un altro quadrante della
città, con disagi sia per gli anziani
utenti che per le loro famiglie.
Peraltro, rimane sul tavolo la questione degli accorpamenti degli
appalti per i servizi non assistenziali delle case di riposo, attualmente frammentati in numerosi
contratti, il che contribuisce a
tenere elevati i costi complessivi
per il Comune.
[di Giuseppe Valente]
Pagina 16
Aprile 2011
PROSTITUTE SOTTO I LORO BALCONI. GLI ABITANTI
DI VIA PRATI FISCALI MANIFESTANO CON UNA FIACCOLATA
L’iniziativa organizzata dall’Assessore Filini polemico verso lo stato di degrado sociale in cui versa il quartiere
I
[di Romano Amatiello]
l fenomeno della prostituzione dilaga ormai sovente in
IV Municipio, e con numeri che fanno davvero allibire.
Nella sola notte di lunedì 4 aprile scorso, la Polizia ha
effettuato ben 48 fermi e 40 autoveicoli controllati con
l’elevazione di oltre 15 contravvenzioni ai trasgressori
frequentatori delle “squillo” della Via Salaria, territorio e
regno consolidato della prostituzione romana, che non
vede alcun’uscita dal “tunnel” dell’illegalità.
Dati che fanno impressione e che si mostrano ancor più
emblematici, vista la simbolica fiaccolata, organizzata
dagli schieramenti politici e dai cittadini, con inizio a
Largo Valtournanche proprio la sera del 4 aprile.
Nota dolente, assente il Comitato di Quartiere
“Salviamo Prati Fiscali”, in quanto non portato a conoscenza della fiaccolata. E non l’ha presa bene il suo presidente, l’Avv. Corsi, peraltro da tempo in lotta contro
questo fenomeno, dove le prostitute “esercitano” proprio
sotto le case dei suoi iscritti.
E mentre le strade di Conca d’Oro s’illuminavano di
lumicini, i lampeggianti blu delle Forze dell’Ordine saettavano letteralmente in Via Salaria; tutto, sotto uno slogan abbastanza scontato: quello di riprendersi il quartiere.
Tuttavia, lo stesso quartiere, come il territorio in genere,
è amministrato e rappresentato proprio da chi ha promosso tale manifestazione, e sono sempre coloro che
dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) tutelare il territorio stesso.
D’intuito, tutto questo rischia di suonare come
un clamoroso “autogol”; in pratica, quello che
era stato annunciato e promesso in campagna
elettorale dagli schieramenti politici, sembra
adesso essere come richiesto e a gran voce ai
cittadini, da qui, il paradosso.
Le notizie che man mano uscivano a gran
voce dal megafono dell’assessore del PdL
Francesco Filini, (coordinatore della manifestazione), sulla necessità di recintare il Parco
delle Valli, i relativi costi e quant’altro, erano
tutt’altro che rassicuranti: mezzo milione di
Euro, è il costo per una chiacchieratissima
recinzione che non c’è.
A favore, giocherebbe l’imminente stesura di bilancio del
comune verso il IV Municipio; ma questa notizia, l’avevamo già sentita e rimbalza contro il solito muro delle
promesse.
Dulcis in fundo, sta anche per nascere una pista d’atletica, sempre all’interno del pratone delle Valli: costo,
oltre quattrocentomila Euro e status: lavori fermi.
Lodevole anche la raccolta firme promossa dallo stesso
Filini per chiedere la recinzione del parco; anche se,
essendo stata promossa da un esponente della maggioranza della giunta municipale, ci sembra come aver
chiesto a qualcuno, stando sotto un sole con 45 gradi
all’ombra, se necessiterebbe una lozione solare ad
almeno protezione trenta, in quanto il parco delle Valli
pullula di accampamenti rom, sporcizia, degrado e
quant’altro.
Un ennesimo “al lupo al lupo” degli amministratori locali, quindi.
Auguriamoci che tutto non rimanga come solo un “mea
culpa” politico (perché tristemente tale suona), ma che si
lavori finalmente nella giusta direzione e con la necessaria risoluzione, su quanto sta assurdamente accadendo
in uno dei suoi quartieri più grandi di Roma qual’è Monte
Sacro.
Pagina 18
DAI NOSTRI QUARTIERI
Aprile 2011
NELL’ARRESTO DELL’IMPRENDITORE DI MARIO, NELLA BUFERA
DELL’INCHIESTA IL CENTRO COMMERCIALE “DIMA SHOPPING BUFALOTTA”
A
Evasioni fiscali per la vendita per 108 milioni di euro, della struttura di via Niccodemi
[di Stefania Orlando]
l centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’immobiliarista Raffaele di
Mario, per evasione, pare ci sarebbe la vendita per 108 milioni di euro del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta”. L’immobiliarista, famoso per l’acquisto di Palazzo Sturzo, sede storica della DC, è stato arrestato qualche giorno fa.
Titolare del gruppo Dimafin non avrebbe pagato imposte per un valore di 26 milioni
di euro ottenute dalle plusvalenze derivate dalla vendita, di questi immobili. A fronte
della bancarotta, gli vengono contestate plusvalenze da milioni di euro ed un crac,
che coinvolge circa mille edili rimasti senza lavoro. L’imprenditore è stato arrestato
dagli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza con l’accusa di
bancarotta fraudolenta per distrazione, reati fiscali e false fatturazioni. Con lui anche
Lucio Giulio Capasso e Paola Ronzio, in quanto titolari di cariche sociali all’interno
del gruppo Dimafin. Al centro dell’inchiesta, come dicevamo, la vendita del centro
commerciale “Dima Shopping Bufalotta” dalla società Niccodemi, presunta impresa
riconducibile al costruttore, alla Banca Italease di Roma, per 108 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti la Niccodemi non avrebbe pagato imposte per 26,6 milioni
sulle plusvalenze ottenute dalla vendita, altresì avrebbe svuotato la Niccodemi del
capitale, portandola al fallimento, con distrazioni per complessivi 52,5 milioni, in
favore della società Primula. La procura ha disposto anche sequestri preventivi di
beni immobili dell’imprenditore, a Pomezia. Proprio questa vendita del centro commerciale “Dima Shopping Bufalotta” rappresenterebbe quindi il fulcro dell’indagine.
Una vendita avvenuta con un contratto di sale & lease-back ovvero “vendi e ricompra in leasing”: operazione prediletta da quei soggetti che furbamente vogliono fare
cassa. Il passaggio dalla Niccodemi alla Banca Italease, la quale a sua volta ha dato
in leasing la struttura alla Dimafin. Sul fallimento di quest’ultima, dichiarato lo scorso 29 marzo, la Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo di indagine. Secondo
il GIP, quella legata al centro commerciale della Bufalotta, è un’operazione immobiliare che “appare palesemente finalizzata ad imputare l’ingente plusvalenza realizzata ed il relativo onere fiscale in capo alla Niccodemi, destinata poi ad essere com-
28 MARZO, ORE 14:
UN BUS DELL’86 FINISCE
CONTRO UN SEMAFORO
AUTISTA COLTO DA MALORE.
IN VIA DELLA BUFALOTTA/VIA FUCINI IL TRAFFICO
E’ ANDATO IN TILT PER TUTTO IL POMERIGGIO
H
[di Francesca Romani]
a avuto un malore e ha
perso il controllo dell’autobus che e’ finito contro un
semaforo e un cartellone.
E’ ciò che è accaduto poco
prima delle 14 a un autista
della linea 86 dell’Atac di
Roma.
Improvvisamente il malore
e, all’incrocio di via della
Bufalotta con via Renato
Fucini, l’autista ha perso il
controllo del mezzo. Tanta
la paura ma, fortunatamente, nello scontro non ci
sono stati feriti. Sono intervenuti quasi immediatamente i vigili urbani e il 118
che ha soccorso tempestivamente
l’autista. Poco dopo l’uomo si e’
ripreso e non e’ stato necessario
alcun il ricovero.
A risentirne, quasi fino alle 18, è
stato l’intero quartiere andato completamente in tilt per il traffico.
L’ingorgo ha portato conseguenze
fino all’incrocio di via della Bufalotta
con via di Settebagni, congestio-
nando anche le limitrofe arterie via
Niccodemi e via Fracchia.
Per tutto il pomeriggio è stato praticamente impossibile attraversare il
quartiere.
pletamente svuotata
del suo patrimonio ed
a divenire inadempiente nei confronti
dell’erario per circa 26
di
euro”.
milioni
Sempre secondo il
GIP “i flussi finanziari
erogati da Italease
alla Niccodemi, per la
vendita del centro
commerciale “Dima
Shopping Bufalotta”,
sono stati quasi interamente distratti in favore di società riconducibili a Di Mario”, ma formalmente intestate a prestanomi. Colossale la cifra sparita: circa 40 milioni, in favore della società Primula e altri 11,7 in favore della società M2, con fatture legate ad operazioni inesistenti. L’indagine tende ora a trovare la parte di somme distratte, in relazione alla
quali è al vaglio degli investigatori l’ipotesi di riciclaggio. Non si esclude, comunque,
che tali somme siano di entità superiore rispetto a quanto accertato fino ad ora.
L’inchiesta ha avuto origine da una serie di segnalazioni giunte alla Procura, tra cui
quella dell’Agenzia delle Entrate. La famiglia Di Mario, originaria della provincia di
Isernia, si era trasferita sul litorale laziale da circa un ventennio, iniziando ad operare nel settore dell’edilizia negli anni ‘80, alle dipendenze di imprese di costruzioni
operanti nell’hinterland romano. Nel 1995 Raffaele Di Mario ha costituito la Dima
Costruzioni 1995 S.r.l.; nel febbraio 2002 ha poi avviato un’operazione di ristrutturazione societaria, con la trasformazione della Dima Costruzioni 1995 S.r.l. in Dima
Costruzioni S.p.A., terminata nel dicembre del 2003, con la costituzione del Gruppo
societario che vede Dimafin S.p.A. come holding di partecipazione, alla quale sono
state conferite le quote precedentemente detenute dalla famiglia Di Mario.
VIGNE NUOVE: 10 EURO VALGONO UNA VITA
TRENTOTTENNE UCCISO PERCHE’ RIFIUTA DI RESTITUIRE 10 EURO AD UN AMICO
C
[di Andrea Centogambe]
i troviamo in Via Amleto
Palermi, nel quartiere periferico di Vigne Nuove.
Emiliano Coppetta, un ragazzo di
38 anni con problemi psichici,
esce dalla casa di un amico, un
tossicodipendente di 52 anni. I due
hanno avuto un’accesa discussione e la causa del litigio sarebbe un debito di
10 ?, che, nonostante le pressanti richieste
dell’amico, Emiliano rifiuta di pagare. In
strada inizia una violenta colluttazione tra i
due, sino a quando Emiliano viene colpito
ripetutamente con un’arma da taglio, al
collo, alla mandibola, al costato, alla schiena. Il corpo del trentottenne è a terra, esanime, e l’ “amico”, pentitosi del gesto compiuto, tenta di rianimarlo, ma oramai è troppo tardi. L’omicida viene picchiato e insultato dagli abitanti del quartiere accorsi sul
posto, prima di venire arrestato dagli agenti della Squadra Mobile, davanti alla sede
dell’ Associazione culturale «Vigne Nuove».
Emiliano muore poco dopo, all’ospedale
Sandro Pertini, durante un intervento chirurgico. E’ quanto accaduto in un pomeriggio del 21 marzo. “Una mano vigliacca ti ha
strappato all’amore dei tuoi cari e amici” e
“Ciao Emiliano, amico sincero, sarai sem-
pre con noi”
sono le frasi del
murales
che
oggi colora il
porticato sotto
casa
di
Emiliano.
Giuliano Cioffi,
il gommista del
quartiere, parla
di un ragazzo solare, socievole che gli
amici definiscono un “ pezzo di storia del
quartiere”. Proprio Giuliano, per ricordare
Emiliano, ha fatto preparare due teli con
scritte azzurre, i colori della sua amata squadra, la Lazio. “Non avrebbe mai fatto male ad
una mosca, ogni tanto strillava e parlava da
solo, ma era totalmente inoffensivo” è il
commento di una signora del quartiere.
La famiglia del ragazzo, era stata già devastata da eventi dolorosi, ed ha dovuto assistere anche all’uccisione di Emiliano. Non
c’è spazio per altre interpretazioni:
Emiliano è stato assassinato. Ai funerali
svoltisi il 26 marzo nella chiesa
Sant’Alberto Magno, tutto il quartiere ha
voluto rendere omaggio al trentottenne
romano. Il delitto di Via Palermi è il decimo
dall’inizio dell’anno a Roma e provincia: si
riapre per l’ennesima volta il dibattito sulla
sicurezza nella capitale.
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DAI NOSTRI QUARTIERI
LAMPIONI PERICOLOSI
A VIALE ADRIATICO
La ruggine corrode la base dei pali della luce:
rischio cedimenti strutturali
A
[di L. P.]
lcuni lampioni di viale
Adriatico, in prossimità di
piazzale Adriatico, si stanno
velocemente corrodendo alla base:
il materiale isolante che li proteggeva è infatti ormai talmente vecchio
che la ruggine ha iniziato a intaccarli. Non ci si può dimenticare facilmente della tragedia che diversi
anni fa colpì Montesacro: un lampione cadde su un auto in sosta
uccidendo il proprietario, un tassista
che si trovava nell’abitacolo. Il palo
era corroso alla base e cadde
improvvisamente. Il pericolo dunque non è assente: un forte temporale, raffiche di vento violente, ma
soprattutto una eventuale collisione
a seguito di un incidente, potrebbero far precipitare i pali creando seri
danni se non addirittura una strage.
I lampioni di viale Adriatico (quelli
segnalati si trovano a pochi metri
dall’inizio di piazzale Adriatico) non
sono certo l’unico caso del genere;
invitiamo perciò i lettori a segnalare
eventuali situazioni di pericolo scrivendo al nostro indirizzo [email protected] .
Aprile 2011
UN ANNO E’ PASSATO E LE FAMIGLIE
DI VIA CONTI ASPETTANO
UN INTERVENTO DELL’ATER
L
Il condominio al n° 70 e’ lasciato al più completo abbandono
[di Vincenzo Amicucci]
a felicita’ di vedersi assegnare una
casa dopo una lotta serrata, si e’
spenta piano, piano, piano quando gli
abitanti di via Giovanni Conti al 70, si sono
resi conto di essere stati progressivamente
abbandonati a se stessi. Tra l’erba del giardino ci sono grandi pannelli composti di un
misto tra polistirolo, cemento e reticolato,
staccatisi dalle pareti esterne del palazzo,
tra il quarto e settimo piano e al quattordicesimo, con grave rischio per chi si affaccia
alle finestre. Per non parlare dei citofoni,
rotti da tempo e le vetrate del portone, che
sono pericolosamente
incrinate. L’intervento
piu’ necessario e’ quello di ripristinare l’integrita’ della copertura
del palazzo, che si sta
staccando poco per
volta e che e’ stata fronteggiata disponendo
delle semplici impalcature a protezione dei
passanti.
E’ ormai un anno che la
situazione e’ questa:
forse si indugia ad
intervenire per la complessita’ dei lavori?
IL MISTERIOSO CASO DELL’EX ENTE CELLULOSA E CARTA DI V. SALARIA
Lo stabile di proprietà del ministero delle finanze è rimasto in una situazione di degrado nonostante
il progetto del comune di Roma di utilizzarlo come centro di accoglienza provvisoria
A
[di Alessandro Oricchio]
quasi due anni di distanza dallo sgombero si torna
a parlare dell’ex ente cellulosa e carta di via Salaria
971. I consiglieri del IV municipio di Roma si sono
infatti riuniti lo scorso febbraio per discutere sulla pertinenza di un sopralluogo presso l’ex cartiera, al fine di valutare
attentamente le diverse opzioni di intervento su questo stabile rimasto in una condizione di estremo degrado. Ma per
capire bene la situazione bisogna tornare indietro di un paio
di anni. Nel settembre del 2009, infatti, lo stabile di proprietà del ministero delle finanze venne sgomberato grazie
all’irruzione della polizia, che allontanò circa 200 persone
che avevano occupato abusivamente il complesso nel
2008. Gli occupanti erano prevalentemente membri dell’associazione bengalese Dhuumcatu
e del comitato Area Ingovernabile. “Il segnale che vogliamo dare è quello della legalità. Le
case, gli spazi, vadano a chi ha diritto e a chi è in graduatorie, non a chi occupa ed è nell’illegalità”, dichiarò il primo cittadino Alemanno a margine dello sgombero. La giunta capitolina
decise quindi di sfruttare lo spazio utilizzandolo come centro di accoglienza provvisoria per
le famiglie allontanate dai campi abusivi del territorio cittadino, previa ristrutturazione dello
stabile. Tuttavia, a due anni di distanza, il progetto comunale sembra continuare ad avere
notevoli difficoltà ad andare in porto. Oltretutto, come si legge dal verbale del consiglio del
nostro municipio, è stato interdetto l’ingresso e la visita della struttura agli stessi consiglieri
della IV circoscrizione. Attualmente lo stabile continua ad essere abitato prevalentemente da
cittadini rom, ma le condizioni dei padiglioni non sembrano poter garantire la sicurezza e l’incolumità delle famiglie che vi sono all’interno: pertanto mancano quei requisiti strutturali stabiliti dalla legge regionale n. 41/2003, promulgata per regolarizzare il funzionamento dei centri che prestano servizi socio-assistenziali. Di fatto, oltre ad una condizione di estremo degrado del complesso, mancano i servizi igienici, per non parlare dell’ambiente circostante reso
insalubre dalla presenza dell’adiacente centro di selezione trattamento dei rifiuti solidi urba-
ni dell’AMA. Pertanto le parole del Sindaco, che affermava di voler
fare dell’ex cartiera solo una zona di transito per gli sgomberati, che
sarebbero dovuti poi essere accolti in altre strutture definitive, sembrano essere oramai un lontano ricordo. Lontano come quel progetto di cui
si era parlato subito dopo l’operazione di sgombero del 2009. Per uscire da questa situazione di stallo si è quindi riunito il Consiglio del IV
municipio, in modo tale da sottoporre la questione agli organi competenti. Nella riunione del 21 febbraio i consiglieri si sono impegnati a
“programmare un sopralluogo presso il centro di Via Salaria 971, convocando un consiglio straordinario alla presenza dell’Assessore
Comunale competente”, come si legge dal verbale. Per saperne di più,
ma soprattutto per fare un po’ di chiarezza sulla situazione, abbiamo
contattato l’assessore del IV municipio Francesco Filini, che ha risposto alle nostre domande sulla questione.
Qual è la situazione dell’ex ente cellulosa e carta di via Salaria?
“Diciamo che in un primo momento l’obiettivo era quello di far diventare il centro un polo
sociale, con il coinvolgimento del municipio stesso. Poi purtroppo per una serie di eventi le
cose sono precipitate, e l’emergenza nomadi non ha fatto altro che riempire nuovamente lo
stabile di via Salaria. Attualmente siamo quindi in una situazione di difficoltà”.
A quale scopo il consiglio municipale vuole pianificare un sopralluogo dell’ex ente?
“I consiglieri municipali vorrebbero rendersi conto in prima persona della situazione che vi è
all’interno della struttura. Io personalmente sono molto preoccupato da questa deriva che sta
portando al costante aumento del numero dei rom all’interno della nostra circoscrizione. Credo
che sia arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, perché come assessore del IV municipio non vorrei che i rom vengano dirottati dal centro verso queste zone”.
Crede che la questione possa risolversi in maniera positiva?
“Spero vivamente che la situazione possa evolversi in modo positivo. È inaccettabile vivere in quelle condizioni, ed è per questo che mi auguro che il comune faccia qualcosa di
concreto. Sicuramente c’è un altro dato importante con il quale dobbiamo confrontarci: il
numero di rom a Roma è in costante aumento, ed è sempre più difficile riuscire a trovare le giuste contromisure”.
LA LOCANDINA
Aprile 2011
Pagina 21
SPETTACOLI E NON SOLO - Gli appuntamenti del mese
Musica, Teatro, iniziative sociali e aggregative nel IV Municipio
U
[di Claudio Catalano]
na tegola pesante e inattesa ci è caduta in testa: il Free Art Cafè improvvisamente, senza avvisaglie, ha chiuso. Incredibile, appena sentita la notizia siamo andati a vedere quella saracinesca con la scritta perentoria, due giorni prima si parlava lì degli spettacoli imminenti che, invece, sono stati annullati. La vita è spesso più di
un copione assurdo, a chiunque può accadere di tutto ma questa faccenda per noi è
devastante. Proprio il Bar Venditti, trampolino di lancio, fucina di esperienza, unico faro
nel circondario affogato, proprio lui doveva arrendersi. Qualcuno… il fato, l’ambiente, la
crisi, la iella… ama sparare sulle ambulanze. No, non sappiamo che dire, non avevamo
nemmeno la forza di scrivere questa rubrica e siamo comunque sottotono. Ora speria-
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mo solo che il locale risorga subito, con Loris e Fabiola possibilmente anche perché
significherebbe che hanno superato il momento, oppure con qualcuno che voglia rilevarlo, anzi continuarlo.
Cosa fa questo quartiere, duecentocinquantamila abitanti che non hanno auditorium,
teatro, con un solo cinema e praticamente nessuno spazio o locale che faccia quotidiana programmazione culturale artistica o musicale? Cosa vuole qui l’abitante solo dormire, trovare parcheggio, avere strade e muri puliti, salire in macchina o nella futura metro
per andare altrove a far tutto il resto?
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Qualcuno riapra questo locale chiuso. L’abbiamo detto
sopra, è un dramma per le potenzialità simboliche e pratiche della parte “vecchia” e “popolare” del IV Municipio,
privata della sede istituzionale di via Monte Rocchetta e
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con livello di fatto equivalente, allora la situazione sarebbe diversa. Ci sarebbero giovani meglio motivati e gratificati, circolerebbero tra le nostre strade idee e fermenti
artistici, ci sarebbe un indotto culturale ed un sicuro ritorno occupazionale ed economico.
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SCUOLA
Aprile 2011
Pagina 23
E SBOCCIO’ LA PASSIONE JUNIOR PER IL TRICOLORE
L’inno di Mameli è risuonato in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia nelle scuole del nostro municipio.
Tanto entusiasmo per i bambini che hanno preso coscienza dello spirito patriottico. Iniziative e festeggiamenti
L
[di Francesca Romani]
e scuole del quarto municipio hanno aderito con vivo entusiasmo ai festeggiamenti organizzati per i 150 anni
dell’Unità d’ Italia. Tutti i bambini si sono messi a lavoro per
presentare quel giorno qualcosa costruito con le loro mani e la
loro fantasia. Inno di Mameli cantato a squarciagola come, forse,
non si sentiva più da tanti anni. Una festa vera perché c’erano
loro a guidarla.
E così quasi tutti gli istituti hanno aderito all’iniziativa di far festa
all’Italia, con un gusto ormai completamente dimenticato.
Alla scuola primaria Statale Torricella Nord grande entusiasmo
fra i piccoli come fra gli insegnanti. Tutti gli alunni, a naturale
corollario di un articolato percorso didattico durante il quale
sono state ripercorse le tappe che hanno portato all’unità
nazionale, hanno cantato, alla presenza di tantissimi genitori
e parenti, il “Canto degli Italiani” che tutti noi chiamiamo “Inno
di Mameli”. Maggior risalto alla manifestazione é stato dato
dalla presenza di Cristiano Bonelli, Presidente del IV Il Presidente del IV Bonelli con i
Municipio di Roma. L’Autorità politica, dopo aver ascoltato il piccoli studenti della “De Gasperi”.
coro, si é dichiarata positivamente sorpresa della preparazione dimostrata dagli alunni di Torricella che hanno cantato
tutte le strofe del nostro inno nazionale, trattenendosi a parlare con gli alunni e lasciandosi fotografare insieme a loro.
Stessa situazione si è riproposta alla scuola materna comunale De Gasperi dove, il 23 marzo alle ore 1130, tutti i piccoli sono scesi in cortile per cantare l’Inno di Mameli sventolando le loro piccole bandiere e muovendo i loro lavoretti come
se fossero i protagonisti di una festa grandiosa. Una vera
lode al tricolore, tanti fiocchi e lavoretti preparati con tanto
amore per ricordare un avvenimento tanto importante quanto discusso: l’Unità del nostro Paese. Ha presenziato, anche
qui, il presidente del municipio Bonelli che, insieme ai bambini, ha cantato l’Inno. Per sottolineare la memoria di una
ricorrenza così importante nel giardino della scuola è stato
piantato un albero.
Grazie alle maestre e a tutto il personale scolastico per aver
permesso e organizzato una simile meraviglia. Un grazie particolare a tutti i piccolini per averci emozionato con sentimenti
puri e degni di essere sottolineati in un tempo come questo.
A SCUOLA CI ANDIAMO DA SOLI
L’elementare “Angelo Mauri ha raccolto il progetto di Antonella Prisco del CNR, coinvolti anche i negozianti
P
[di Stefano Casini]
aolo Mazzoli, già noto per iniziative innovative in vari campi portate avanti
dalla scuola Angelo Mauri, ci concede un’intervista a caldo subito dopo il
primo test di “a scuola ci andiamo da soli” nell’ambito del progetto internazionale del CNR denominato “La città dei bambini”. Il sorriso denota una certa soddisfazione.
La Quarta: Professor Mazzoli, com’è andata?
Mazzoli: bene, non ho ovviamente ancora i numeri precisi che dobbiamo rilevare in
giro tra le classi (ndr:usciranno sul sito web già qualche ora dopo), ma direi che a
occhio, tra quelli che hanno seguito i gruppi dai due punti di raccolta organizzati e
lungo il percorso, e quelli che sono venuti a scuola fuori dal gruppo, ma che sapevamo che avevano già iniziato a provarci, dovremmo stare sul centinaio di bambini. Non
è la mia ipotesi
più ottimistica
(un paio di centinaia), ma senza
dubbio un ottimo
inizio.
La Quarta: come
ci si è arrivati?
Mazzoli: l’esigenza di trovare
un
qualcosa
che attenuasse
il caos dell’entrata
veniva
ovviamente da
lontano, anni di
discussioni nei
consigli a scuola senza però
niente di convincente per uscire dal problema. Operativamente con questo tipo di soluzione
siamo partiti a Natale. Incontri a scuola coi genitori e con i bambini, anche col
Professor Francesco Tonucci, ideatore del progetto, coinvolgimento del Municipio e
alla fine dei commercianti di zona, che possono essere dei buoni “punti di riferimento” per i bambini che vanno a scuola da soli lungo i due percorsi individuati: uno lungo
via Foscari da via Gualterio e l’altro dall’angolo della merceria Caponnetto. Anche i
genitori hanno dato una grossa mano, una mamma ha messo a disposizione il balcone per lo striscione del punto di Raccolta n°2, all’angolo tra Val Melaina e via
Monte Cervialto, molti altri si sono offerti per controllare gli attraversamenti critici.
La Quarta: si continuerà?
Mazzoli: l’evento di oggi è solo un inizio, ma ciò che è accaduto oggi deve mantenersi tutti i giorni, fino alla fine dell’anno e poi riprendere da settembre.
A
ANTONELLA PRISCO DEL CNR
PERCHE’ LE STRADE TORNINO AI BAMBINI
ntonella Prisco lavora presso il
CNR al progetto internazionale
“La città dei bambini” e per la
scuola Angelo Mauri ha curato il percorso di “A scuola ci andiamo da soli”.
La intervistiamo subito dopo il dirigente scolastico.
La Quarta: come nasce e in cosa
consiste il progetto?
Prisco: Parte dalla constatazione che
le città e le strade sono sempre più
deserte di persone e bambini in particolare per una presunta insicurezza
che li vuole chiusi in casa o in macchina o comunque sempre vigilati. Un
contesto ed un’esperienza negata è
quella del tragitto casa scuola, che
oggi è fonte di stress sia per i genitori che per i figli. Per questo progetto,
serve ovviamente la collaborazione di
vari soggetti: bambini, insegnanti,
autorità locali, commercianti e residenti per la predisposizione dei percorsi ottimali e per la vigilanza iniziale degli stessi.
La Quarta: quali sono le esperienze altrove? Ci sono stati problemi?
Prisco: Per le esperienze italiane, in
nessun caso ci sono stati incidenti di
alcun tipo. Per quanto riguarda
Roma, questo è il terzo esperimento,
e il primo in assoluto nel quarto
Municipio. Gli altri due sono stati attivati al Quartiere Africano presso la
scuola Montessori locale e alla
Garbatella.
La Quarta: in effetti nella prima
esperienza di “andiamo a scuola
da soli”, i bambini erano circondati da adulti, alcuni commercianti ad
esempio hanno notato quest’incongruenza e hanno pensato ad
uno snaturamento del progetto...
Prisco: non ci si arriva subito, il processo deve essere graduale, i bambini devono comunque familiarizzare
col percorso. E gli adulti devono pure
toccare con mano l’autonomia dei
bambini...la fiducia è un atteggiamento naturale per i piccoli, il lavoro in
questa fase di transizione è dissolvere la sfiducia dei grandi.
[S.C.]
Aprile 2011
I
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PROPOSTE ALTERNATIVE AL SENSO UNICO
A VIA FRANCO SACCHETTI
[di Alessandra Pieroni]
l 5 aprile alle ore 17, si è tenuto un incontro presso la parrocchia di San Ponziano,
in zona Talenti. Un’assemblea pubblica con i cittadini, per discutere sull’istituzione del senso unico su Via Franco Sacchetti. Oltre alle istituzioni, presenti circa
una novantina di persone, indubbiamente molti di meno di quelli previsti. Era invece assente il Tecnico dell’Agenzia per la Mobilità, indubbiamente la figura istituzionale più attesa. Durante l’incontro l’associazione Commercio Quarto Municipio e il
Comitato di Quartiere Talenti hanno presentato un documento con alcune proposte
in alternativa a quanto prevede adesso il PGTU. Tra queste, il cambiamento della
direzione del senso unico. Nell’insieme però molti dei presenti hanno ribadito la contrarietà già manifestata, definendo questo e altri provvedimenti solamente soluzioni
palliative. Nell’insieme sono scaturite alcune proposte, di cui l’amministrazione
dovrà tener necessariamente conto, come l’istituzione di alcune aree di sosta temporanea, a fronte della situazione attuale caratterizzata da un parcheggio selvaggio
su ambedue i lati della strada; inoltre la previsione di una linea di autobus su Via
della Cecchina, che rappresenta strada di collegamento strategico, tra due arterie
importanti quali Via della Bufalotta e Viale Jonio, già pesantemente compresse dal
problema traffico. Comunque, in alcuni passaggi testimoniali della riunione è stato
spiegato il perché della contrarietà al senso unico e sono state delineate idee per
migliorare la viabilità di questo particolare ambito, continuando a mantenere l’attuale viabilità. Di certo, anche se l’assemblea ha avuto una scarsa presenza di pubblico, i cittadini della zona adesso si aspettano nuovi incontri pubblici che possano
far arrivare ad una conclusione il più possibile condivisa e non semplicemente
imposta da quei pochi amministratori “sordi”, nello specifico riferimento al Tecnico
dell’Agenzia per la Mobilità, assente non si sa per quale motivo, unico rappresen-
tante che avrebbe dovuto
fornire adeguate spiegazioni
alle scelte proposte. La
gente non condivide la semplice motivazione, che si
cela dietro alla classica
affermazione che la viabilità
di Talenti è al collasso. Può
essere si un punto fermo,
ma non una certezza di cui
tutti i residenti del quartiere
si rendono conto. Non si può
alludere sempre all’aumento
della popolazione residente,
quando poi si sono portate
immense colate di cemento,
soprattutto negli ultimi anni; questo è un problema che ormai si intensifica da 1015 anni a questa parte. Il peggioramento che man mano si legava ai nuovi quartieri che sorgevano, le strade del quartiere che sono comunque quelle costruite
cinquanta anni fa: quindi l’unica possibilità migliorativa è quella di creare nuove
infrastrutture, o meglio modificare o ristrutturare in modo positivo, migliorativo e
soprattutto condiviso, tutta la zona. Invece, a fronte di tutto ciò, negli ultimi tempi si
stanno vedendo solo imposizioni che piovono dal cielo, soprattutto in quella particolare area territoriale, come nel caso della chiusura dello sportello anagrafico nell’ambito del mercato della stessa Via Franco Sacchetti. Cari amministratori… vogliamo imparare ad ascoltare di più la gente!
TERRITORIO
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Aprile 2011
Le vie di Talenti dedicate ai nostri letterati
A CACCIA DI LEGGENDE CON ARTURO GRAF
Passeggiando per Via Graf, tra semafori, clacson e avvallamenti:
i nuovi mostri da combattere nei tempi moderni, come in una vecchia leggenda medievale
V
[di Ilaria Faraoni]
ia Arturo Graf, una larga strada a due carreggiate, diritta, che collega il quartiere Talenti alla
Nomentana e da lì a viale Kant e che, purtroppo,
a quanto pare, sta letteralmente sprofondando a causa
di alcuni corsi d’acqua sotterranei; brulicante di automobili, trafficata e piena di negozi, porta con sé certamente molto della vita frenetica e intensa dei nostri giorni.
Un’atmosfera ben lontana da quella medievale, intrisa di
miti e leggende, uno degli oggetti ricorrenti di studio da
parte del letterato e poeta che a questa via romana cede
il nome: Arturo Graf, ateniese di nascita (1848) poeta,
storico di letteratura e professore, vissuto tra Br?ila
(Romania) Napoli, Roma e Torino dove morì nel 1913.
Dopo varie vicissitudini che lo vedono laurearsi in giurisprudenza, abbandonare quasi subito la carriera forense, che lo aveva disgustato e badare per un periodo agli
affari di famiglia (suo padre, tedesco, era stato un commerciante) finalmente riesce a dedicarsi a pieno ai suoi
interessi letterari.
Il suo metodo di ricerca appartiene alla cosiddetta “scuola storica”, basata sulla ricostruzione erudita, sulla ricerca di materiale inedito, di manoscritti, di documenti: “Ciò
che più importa nella storia delle lettere si è, non già il
sapere se il tale o il tal libro sia bello o non sia, ma bensì
di sapere che cosa sia, come sia, perché sia”. Inoltre,
alla base di tutto, vi è una teoria evoluzionistica della letteratura e delle forme poetiche che sono, inoltre, inscindibili dall’ambiente e dai tempi in cui sorgono. Questo
modo di procedere salta subito agli occhi leggendo, per
esempio, saggi come “Roma nella memoria e nelle
immaginazioni del Medio Evo”, “Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo” (dove riferisce, spiega e sfata
una serie di credenze popolari e leggende come la fatalità, il Paradiso terrestre, le origini, la sorte e la figura di
Ponzio Pilato… ) oppure “Il Diavolo” dove parte addirittura dall’età neolitica per ricostruire l’iter della formazione di questa figura, personificazione del male per antonomasia. Per quanto riguarda invece la sua attività poetica, importanti sono alcune raccolte come “Le Danaidi”
e “Morgana”.
Già nel 1906, poi, Graf aveva capito che l’Università
“Non deve pretendere di uniformare il carattere, di
pareggiare le attitudini, di predeterminare l’opera di
quanti la frequentano. Non è buon maestro quello che
tutti i discepoli vuole ad immagine propria”: così recitava
una parte del suo discorso tenuto all’Università di Torino,
in occasione del quinto centenario dalla fondazione;
quanti insegnanti oggi, dopo più di 100 anni sono rimasti indietro rispetto a lui?
Collaboratore e direttore di alcune riviste letterarie, sicuramente la sua opera è intrisa anche di una profonda
spiritualità: lo testimonia in modo particolare il saggio
“Per una fede”,
dove condanna,
tra l’altro, il materialismo e il determinismo a favore
del riconoscimento di una entità
superiore e della
libera
volontà:
“Penso che chiunque creda d’avere
fatto un passo
verso la verità, sia
in dovere di darne
notizia a quanti
più può”; con queste parole ne presentò la ristampa nel
1906.
Stessa profondità si ravvisa anche in molti dei suoi pensieri, lasciati ai contemporanei e ai posteri sotto forma di
aforismi, (uso comune ad alcuni suoi colleghi del
tempo): “Chi voglia udire la voce sincera della coscienza, bisogna che sappia fare silenzio intorno a sé e dentro di sé”, scriveva; abbandoniamo quindi per un
momento il caos di via Graf tra automobili parcheggiate
sotto gli alberi che fanno da spartitraffico oppure in doppia fila davanti ai negozi e prendiamoci un po’ di tempo
per meditare.
LE ASPREZZE DI FRANCESCO D’OVIDIO
Semplici divergenze di pensiero o attacchi personali i commenti del letterato e filologo
sui suoi avversari e colleghi? Ai posteri l’ardua sentenza
U
[di Ilaria Faraoni]
na strada parecchio lunga che parte da
via Romagnoli e si dipana per più di 1
Km parallelamente a via Ugo Ojetti; nel
primo tratto più stretta, addirittura tortuosa e
ripida prima di sfociare in via Graf, poi prosegue e cambia natura, è caratterizzata da alcuni negozi e attività e diventa più lineare anche
se con seri problemi di viabilità all’incrocio con
via Lorenzini, fino a terminare in via Gaspara
Stampa all’altezza della Parrocchia di S.
Achille: così si presenta via Francesco
D’Ovidio e già i suoi tratti, a volte aspri, richiamano la figura del letterato e studioso omonimo, nato a Campobasso nel 1849 (dove un
suo busto troneggia nella piazza della città a
lui intitolata) ma napoletano d’adozione.
Fu soprattutto studioso di glottologia e filologia
oltre che di letteratura e fu insegnante dapprima ordinario e poi universitario.
Il suo metodo, come quello di Arturo Graf, si
può ricondurre alla “scuola storica” ma le sue
esasperazioni, il rigore quasi scientifico e
positivista, lo portarono in contrasto aperto e
aspro con i fautori dell’indirizzo estetico e
idealista, di cui fu esponente principale
Benedetto Croce.
Della corrente avversa scriveva infatti
D’Ovidio deridendo tali tipologie di critici: “La
colpa non è della materia estetica e del metodo che le è proprio, se il critico sbaglia [...]. Certo però che gli sbagli della
critica estetica o psicologica fanno più impressione, e si prestano più allo scherno; perché, volere o no, chi ha per
assunto nientemeno che di penetrare nell’animo altrui sembra che presuma troppo di sé, e quando fa falsa strada gli
altri ci hanno gusto, un acre gusto”.
Il Cesareo, uno dei critici da lui così additati replicava: “… Il
d’Ovidio non è ancora riuscito ad intendere che gun’espressione è solo e unicamente sé stessa, e però non si può tradurre in un’altra, né spiegar con molte altre; che in poesia
una parola non ha valore logico, ma fantastico, e dee suscitare un’impressione, non determinare un concetto… ”
Fatto sta che, tra polemiche accese, frecciate e critiche che
non risparmiarono neanche il De Sanctis (vedi “Rimpianti
vecchi e nuovi”), D’Ovidio fu non solo un professore, ma
anche candidato al Nobel per la letteratura, senatore, socio
dell’Accademia della Crusca e presidente dell’Accademia
dei Lincei.
Egli infatti lavorò sulla proposta di adottare il dialetto fiorentino nell’accezione manzoniana e, proprio il Manzoni, fu
oggetto ripetuto di molti suoi studi (“Manzoni e Cervantes”,
“Discussioni manzoniane”, “Nuovi studi manzoniani”), insieme a Dante Alighieri e Torquato Tasso.
Come molti dei suoi contemporanei, infine, scrisse per giornali e riviste come il “Corriere della Sera” e la “Nuova
Antologia”.
Non resta che affidare il giudizio sulla sua personalità, così
controversa da portare alcuni a definirla addirittura “velenosa”, alla lettura delle sue opere.
REDAZIONE APERTA
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Aprile 2011
VIA VAL MAGGIA, 32 numero verde 800199008
C
La parola ai nostri cari amici che si sono presentati in redazione nei giorni scorsi,
chi personalmente, chi attraverso il nostro numero verde e chi attraverso le e-mail al nostro
indirizzo di posta elettronica. “La Quarta – Redazione Cittadina” ovvero il giornale
fatto dai nostri amici attraverso le loro testimonianze attive che noi prontamente giriamo
ai relativi organi competenti. Ed allora, a loro la parola
[di Sofia Mori]
ome di consueto diamo spazio alle voci dei nostri affezionati lettori che gentilmente ci segnalano i disagi legati al territorio. La Signora Maria Pia ci fa notare,nell’era
della raccolta differenziata,la quasi totale assenza di appositi contenitori per buttare i sacchetti con le deiezioni del proprio cane. Gli addetti dell’AMA avevano rassicurato la Signora ,e chi come lei ne possiede uno, che presto sarebbero stati istallati i cosiddetti cestini verdi, ma ad oggi ci si ritrova ancora ad averne solo due in Via Conca D’oro
davanti alla fermata dell’autobus. Auspichiamo dunque che,dopo l’ennesimo esposto,
l’AMA si preoccupi anche dei nostri amici cani e dei loro padroni rispettosi dell’ambiente.
Prestiamo attenzione poi alla sintomatica segnalazione di atti vandalici, nei pressi di Via
Grazia Deledda, di un altro lettore che ci informa di numerosi episodi di danneggiamen-
to avvenuti a discapito di auto in sosta regolare, resi possibili dalla mancanza di volanti
delle forze dell’ordine che pattuglino la zona nelle ore notturne e dal mal funzionamento
della rete di illuminazione.
Concludiamo con un problema riguardante la gestione del traffico nel percorso che va
dalla Via Nomentana in direzione Montesacro,espostoci dal Signor Gianfranco. In una
zona di traffico così elevato, l’obbligo stradale che impone di svoltare a sinistra verso Via
Val D’Aosta e non di prendere direttamente la tangenziale in direzione della Via Salaria,
costringe gli automobilisti ad inventare manovre pericolose creando disagi e panico nella
viabilità. Una semplice rotatoria potrebbe essere la risposta al problema. Questi e molti
altri ancora sono i problemi che grazie alla vostra attenzione, cari amici, divulghiamo
affinché vengano risolti,quindi continuate a scriverci all’indirizzo e-mail [email protected]; telefonando al numero verde 800.199.008 oppure passando direttamente
presso la nostra redazione ogni martedì o giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30.
LE VOSTRE LETTERE
ATTI VANDALICI A TALENTI
buonasera. Dal momento che ho visto che tra i vari articoli interessanti presenti di solito sul giornale ci sono
anche pezzi che parlano della situazione degradata e
degradante del nostro Municipio, volevo con questa mia
renderVi noto che negli ultimi tempi in zona Talenti, nelle
vicinanze di Via Grazia Deledda, si sono verificati vari
episodi di danneggiamento – taglio con coltello – di
pneumatici di auto in sosta (vds. ad esempio la fotografia in allegato). Preciso che questi episodi hanno riguardato auto in sosta regolare, che non davano nessun
intralcio a chicchessia. Certamente il fatto che:
• non si vede mai (e dico mai) una vettura delle forse
dell’ordine pattugliare la zona, tantomeno in ore
serali/notturne;
• ci sono state frequenti avarie della rete di illuminazione pubblica in zona;
• ci sono vari punti che sono al buio o che sono veramente mal illuminati (basti pensare ad esempio al parco
realizzato SENZA NEANCHE UN LAMPIONE su Via
Domenico Carbone Grio, il cui livello di vergogna meriterebbe un Vostro articolo ad hoc);
aiuta chi ha intenzione di compiere atti delittuosi. E’
altrettanto certo, ad ogni modo, che i residenti si stanno
adoperando per presidiare la zona. Certo del Vostro
interessamento, resto in attesa di un Vostro cortese
cenno di riscontro e porgo
Distinti Saluti.
LA RECINZIONE DI VIA CALCINAIA
Via Calcinaia angolo via Suvereto è stata fatta una
recinzione stile muro di Berlino. Dal punto di vista este-
tico è davvero obbrobriosa, segnalo questo fatto perché
ritengo che simili brutture danneggino il nostro territorio.
Un lettore
CASSONETTI SENZA UN PERCHE’
Salve sono un cittadino del IV Municipio della zona di via
Conca d’Oro. La problematica che vi sottopongo è questa. Quasi 3 anni fa segnalai all’Ama spa una situazione
a dir poco imbarazzante; in via Conca d’Oro angolo via
Val Cenischia sono stati posizionati dei cassonetti dei
rifiuti proprio sotto la finestra della mia camera da letto e
visto che abito al primo piano potete immaginare cosa
può provocare una situazione simile. Ho due nipoti in
casa e il cattivo odore mi costringe alle volte a chiudere
le finestre. Ma quando arriverà l’estate, cosa devo fare?
Continuare a convivere con questo cattivo odore? La
segnalazione fatta all’Ama non ha ricevuto risposta
(ormai da quasi 3 anni come detto precedentemente),
quindi mi chiedo: a chi mi devo rivolgere? Nella speranza che la situazione trovi soluzione.
Grazie
Un abitante di via Conca d’Oro
IL PONTE SU VIA NOMENTANA
Buongiorno,scrivo per segnalare, non so se altri lo
hanno gia' fatto prima di me e sperando che sia di interesse alla vostra rubrica, una situazione paradossale
nella gestione del traffico nel quartiere Montesacro.
Quello che sto per descrive accade nel percorso che va
dalla via Nomentana in direzione Montesacro e il ponte
che scavalca la tangenziale est. Per chi, percorrendo la
via Nomentana dal centro verso Montesacro, ha l'esigenza di prendere la tangenziale in direzione via
Salaria, non puo' farlo "direttamente" perche', anche se
e' consentita la svolta a sinistra alla'altezza del semaforo verso via Val D'Aosta, non e' invece consentito
imboccare direttamente la tangenziale in direzione
Salaria, anche se l'imbocco in questione risulta essere
abbastanza agevole. Non discuto gli eventuali motivi di
sicurezza, se ci sono, o altre valutazioni nell'aver deciso
questo divieto, pero' quel che accade e' che tutte le
macchine provenienti dalla Nomentana dirette a via
Salaria attraverso la tangenziale, svoltano a via Val
D'Aosta e su questa "inventano" una manovra rotatoria
all'altezza di via Valsugana creando quindi situazioni
spesso di pericolo (ricordiamo che questa e' una zona
ad alto traffico), per poter imboccare la tangenziale. Ora
mi chiedo, e' proprio impossibile eliminare il divieto di
svolta sulla via Nomentana verso l'imbocco della tangenziale ? E se cosi fosse, non si potrebbe regolare
meglio, anche con la sistemazione di una rotatoria, il
traffico nell'incrocio via Val D'Aosta e via Valsugana?
Grazie per l'attenzione.
PIAZZA VIMERCATI, CHI PENSA A PULIRE?
Salve, sono una cittadina del IV Municipio e vi scrivo per
segnalarvi la situazione di degrado di piazza Vimercati.
Abbiamo richiesto ormai da più di 10 giorni che qualcuno intervenga per la pulizia della piazza, ma ancora non
si è vista anima viva. Cosa dobbiamo fare? A chi possiamo rivolgerci?
Distinti Saluti.
ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA SPA
Il 24 Aprile 2010 è iniziata la campagna referendaria per
la ripubblicizzazione dell’acqua. Molti volontari e volontarie si sono impegnati nella raccolta firme, con grande
voglia di partecipazione, per un bene comune, per un
bisogno primario di tutte e tutti su cui non possiamo permettere che si faccia profitto, abbiamo raggiunto un
risultato storico, sono state raccolte in pochi mesi ben
1.400.000 milioni di firme. E ora i cittadini e le cittadine
di questo paese saranno chiamate ad esprimersi su
questo tema, in un referendum nato e cresciuto tutto dal
basso che una volta vinto darà un altolà al modello neoliberista applicato nel nostro paese da 15 anni a questa
parte. D’ora in poi avremo bisogno del contributo di tutte
e tutti per costruire la campagna referendaria ed è per
LE VOSTRE LETTERE
Aprile 2011
questo che in tutta Italia si stanno attivando nuovamente i Comitati territoriali per l’acqua bene comune. Il
comitato promotore Territoriale del IV° MUNICIPIO, si
riunisce presso PROGETTO LABORATORIO di Via
Capraia, 54.
Per informazioni contattare Comitato Acqua Pubblica
IV Municipio o su http://www.amicoqua.org/?p=3546.
COMMENTO SU IPOCRITALIA
Alla spett. le Direzione de "La Quarta"
Articolo di marzo 2011.
Leggo l'articolo di I° pagina, peraltro non firmato, e mi
sento stimolato a rispondere all'ignoto Redattore che
le ragioni di questa apparente falsa incongruenza
patriottica, ci sono e sono intuitive.
Questa filippica pessimista potrebbe generare nel lettore (o è voluto?) un atteggiamento ancora più negativo volto a cancellare ogni traccia di un lontano passato più o meno glorioso, rifiutando ogni sforzo per
ricostituire un'unità che rimane sempre più utopica.
Mentre la nostra sensibilità soffre a causa di questo
abbandono, ove il degrado interno ed esterno avanzano ogni giorno di più, tutti noi attendiamo che qualcuno, dotato di spirito fortemente determinato e di un
cuore grosso così, si lanci per primo in un'avventura
di ricostruzione dell'identità nazionale.Ma il patriottismo non è morto, è solo sepolto sotto la cenere, ove
ancora arde, aspettando per risorgere, tempi migliori.
Spia di questo, lo si intravede nel ridicolo campanilismo sportivo esaltato da chi è interessato a dirottare
il bel sentimento patriottico, facendo ogni sforzo per
spingere in questa direzione (proprio come questo
vostro articolo cerca di fare) perché è interessato a
questo annichilimento. (C'è chi è interessato, lo sappiamo tutti!)
In questi ultimi 50 anni si è fatto di tutto per abbattere
i sacrosanti ideali e i grandi valori che facevano parte
della nostra identità, delle nostre radici. Questi frutti
avvelenati che siamo costretti a digerire, ricadono
sulle nostre teste e noi siamo gli unici responsabili di
ciò; infatti noi genitori, attratti dal denaro a dalla bella
vita, abbiamo barattato con essi una famiglia patriarcale, un matrimonio fecondo, un'onestà a tutta prova,
un'aspirazione verso l'alto sia di cuore sia di cervello,
una vita generosa e non ultimo un sentimento religioso atto a dare un senso positivo all'intera esistenza.
Provate ad ascoltare i discorsi dei giovani tra di loro;
sono inascoltabili! La loro infelicità traspira da ogni
poro e sono poveri di tutto. Non hanno ricevuto affetto e sono incapaci di darlo; non sono generosi perché
non hanno conosciuto il sacrificio e sono impazienti
perché non hanno conosciuto il dolore. Molti di loro
rifiutano la vita, drogandosi, e danno la colpa di questo triste mondo a Dio, non pensando per nulla che
tutto ciò dipende dall'uomo e dalle sue scelte.
Come meravigliarci, se molti di noi hanno perso il
patriottismo? Non è facile definire Patria un Paese nel
quale è divenuto quasi raro ascoltare una persona che
parli al telefono in lingua italiana !
A voi la conclusione.
Distinti Saluti.
Caro lettore, la ringrazio del suo appassionato intervento sulla nostra mail, intanto collegandosi su
www.laquartaonline.it può scaricare il nostro giornale
e rendersi conto che l'articolo è debitamente firmato
dallo scrivente, in particolare poi concordo pienamente il senso della sua nota, ma credo che si riferisca ad
un Italia che non esiste più e che la parata delle bandiere di questi giorni nasconde in un una sorta di ecumenismo omologante che tende ad esaltare valori che
tutti noi sappiamo non corrispondere alla nostra realtà quotidiana, meglio allora essere crudi e realisti e
non abbandonarsi al mellifluo patriottismo teleguidato.
Per veder rinascere quei valori autentici e terapeutici,
bisogna ripartire dalla solidarieta' dal senso civico dall'appartenenza alla propria comunita' locale, altrimenti il tricolore si trasforma in un logo senza senso.Ci
segua.
Riccardo de Cataldo
Pagina 29
CASTEL GIUBILEO:
PARTE INTEGRANTE DI UN MUNICIPIO
CHE VUOLE CRESCERE,
NEL RISPETTO DEI SUOI ABITANTI
Da un nostro lettore abbiamo ricevuto una doglianza
relativa a dei controlli effettuati nel territorio di Castel
Giubileo, inerenti eventuali abusi edilizi perpretati dai
proprietari delle abitazioni realizzate in questo territorio,
ormai da 25 anni, con notevole sacrificio.
Indubbiamente nessuno di loro vuole sottrarsi ai controlli, però contestano il fatto che in queste fasi si ha
diritto ad un certo rispetto; tesi avvalorata dal legame
territoriale, essendo la maggior parte persone che sono
nate e cresciute nel nostro IV Municipio, precisamente
nella parte storica di quella Montesacro e che poi
hanno semplicemente varcato i confini, riuscendo così
a non far disperdere le loro tradizioni. Molte di queste
abitazioni sono nate come cooperative, basandosi sul
sacrificio personale di ogni singolo proprietario. La
doglianza però è scaturita a seguito di questi cotrolli,
che secondo alcune indicazioni sono stati condotti con
modi poco cortesi, quasi ci si trovasse di fronte a pericolosi criminali: invece sappiamo benissimo che siamo
di fronte ad onesti lavoratori. La cosa che però ha
lascaito ancor di più l'amaro in bocca, il fatto di vedere
questo accanimento nei loro confronti, mentre per gli
speculatori che continuano a devastare il nostro
Municipio, come nel caso di alcune nuove zone che
stanno crescendo e sviluppandosi, nessuno si preoccupi di verificarne la regolarità sotto tutti i punti di vista,
sia urbanistici che di esecuzione lavori. E sarebbe
necessario, visto il caos dei numerosi cantieri aperti
che non vedono mai fine: sembra che siano stati studiati per radicare opere che....non si sa quando troveranno la loro conclusione o meglio, la loro ragione di
essere ed esistere.
Grazie
Un abitante
LE TANTISSIME LETTERE CHE CI SONO PERVENUTE SARANNO TUTTE PUBBLICATE NEI PROSSIMI NUMERI
CONTINUA LA RUBRICA DEDICATA AI GIORNALAI DEI NOSTRI QUARTIERI
L’EDICOLA DI VIA VALSANTERNO. NEL CUORE DEI CANTIERI METRO
N
[di Alessandra Pieroni]
ella ridente piazza val Santerno, in via val Padana, c’è l’edicola del simpatico Andrea Palmas. Questa zona è da sempre un punto di ritrovo per i suoi
residenti e una piacevole sosta per i “passanti”; infatti alle spalle dell’edicola c’è molto verde, dovuto a un viale alberato e alla presenza di nuovi giardinetti, c’è una Chiesa, diverse panchine... purtroppo però una serie di “sfortunati
“eventi ha inciso sulle tradizionali abitudini dei frequentatori di questa parte del
quartiere. Innanzitutto i lavori della metro, che hanno bloccato gran parte della vivibilità del quartiere, hanno creato diversi disagi: sia perché hanno ridotto le possibilità di parcheggio,sia perché hanno cambiato il corso del traffico trasformando
via val Padana in una corsia esclusivamente di ritorno. I giardinetti, appena realizzati, sono stati gradualmente abbandonati; la nettezza urbana passa solo una
volta a settimana; la disposizione dei bidoni della raccolta differenziata è stata
curata male; e che dire delle strade tappezzate da innumerevoli buche?! Oltre ai
danni commerciali di queste problematiche, al fastidio degli abitanti del posto e alla
scomodità di questa condizione per chiunque ne venga a contatto c’è anche da
dire che In questo modo i giovani che vivono nel territorio sono invogliati a cercare stimoli fuori piuttosto che a vivere il loro quartiere, e allo stesso tempo i prezzi
poco accessibili delle abitazioni non permettono certo l’integrazione di studenti o
nuove coppie... contribuendo così ad uno sterile staticismo.
Andrea,lavorando nella sua edicola dal 1992, in passato ha vissuto la bellezza e
la serenità del suo quartiere mentre di questi tempi si trova ad essere testimone
amareggiato ,ma non senza speranze, dal suo degrado.
Nonostante la crisi economica e il perdurare della crisi nel settore della carta stampata Andrea cerca di sopravvivere aiutato dagli affezionatissimi clienti che continuano a frequentare l’edicola...e giustamente, perché nella sua edicola c’è davvero di tutto! Qualunque cosa riguardi prodotti editoriali, moltissimi giochi per bambini, corsi interattivi, dvd, le ultime novità delle librerie aggiornate regolarmente... ma
soprattutto la gentilezza, la disponibilità e la simpatia del suo edicolante!
IL CANTO DELLA VICINA NON DISTURBA
DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA
Colui che abbia acquistato un immobile uso abitazione usufruendo della riduzione delle
imposte per l’acquisto della “prima casa” decade dalle agevolazioni stesse, oltre che nei
casi in cui non avesse i requisiti per usufruire delle agevolazioni (false dichiarazioni rese
all’atto di acquisto) o qualora non trasferisca la propria residenza nel Comune in cui è
ubicato l’immobile acquistato entro 18 mesi dall’acquisto qualora fosse residente in
Comune diverso, anche nel caso in cui trasferisca l’immobile acquistato entro 5 anni
dalla data di acquisto.
In tale ultima ipotesi tuttavia la decadenza può essere evitata se colui che aveva acquistato l’immobile agevolato proceda, entro un anno dalla sua vendita, all’acquisto di un
altro immobile uso abitazione che dovrà adibire a propria abitazione principale. A tale
proposito si precisa che entro un anno dalla vendita deve essere perfezionato l’atto formale di acquisto del nuovo immobile (non essendo sufficiente la conclusione di un contratto preliminare di acquisto, anche se notarile) e che, per evitare la decadenza in parola, basta anche l’acquisto di una quota di immobile o del solo diritto di usufrutto o di
nuda proprietà di un appartamento, purchè comunque il nuovo appartamento venga adibito a propria abitazione principale.
Nel caso di decadenza delle agevolazioni in parola dovrà essere corrisposta la differenza
tra le imposte agevolate e le imposte ordinarie, nonché una sanzione pari al 30% delle
maggiori imposte dovute e gli interessi di mora.
Da oggi si è liberi di cantare all'interno dei condomini.
(Cassazione sentenza n. 20750/2010)
Il rumore può definirsi dal punto di vista soggettivo come un suono non desiderato, in quanto si
caratterizza per essere una sensazione uditiva soggettivamente sgradevole. Per esempio una
melodia proveniente da una radio può essere piacevole per coloro che si trovano nell'ambiente
in cui è posta, mentre può essere fastidiosa per coloro che si trovano nelle immediate adiacenze e sono intenti a studiare, riposare o lavorare. Anche cantare liberamente su un balcone può
rappresentare un fattore scatenante di discussioni condominiali. Da oggi si è liberi di cantare
all'interno dei condomini. Lo ha stabilito la Cassazione, la quale spiega che: "zittire una persona
mentre dà libero sfogo al canto sul balcone della propria finestra equivale a tenere un comportamento quantomeno inopportuno se non addirittura potenzialmente atto a
ledere i diritti della persona, garantita nella manifestazione esteriore come 'singola' pure nella
carta costituzionale".
Il caso esaminato riguarda un condomino che aveva detto alla sua vicina di "farla finita" con le
sue canzoni. Di tutta risposta lei aveva risposto in modo offensivo dicendogli in sostanza di farsi
gli affari suoi. La Corte, precisa nella sentenza, che non è dato sapere quali fossero i gorgheggi né quali fossero le canzoni intonate dalla donna che per abitudine si affacciava alla finestra
per intonare canti. Il vicino, stufo di sentirla cantare le aveva detto di “farla finita”. La reazione di
lei era stata immediata ed offensiva e così il caso finiva davanti al giudice di pace con una denuncia per ingiuria. Ma la donna veniva assolta in primo e secondo grado perché si è ritenuto che
avesse reagito di fronte a un fatto ingiusto. Non contento il condomino decide ricorrere in
Cassazione sostenendo che, nella specie, non poteva configurarsi la "causa di non punibilità della
provocazione" dato che lui aveva solo chiesto alla vicina di non disturbare con il proprio canto.
La Suprema Corte dando ragione alla donna ha evidenziato che "il principio è stato applicato in
modo corretto dal giudice del merito". Pertanto, il condominio non ha ottenuto lo scopo di impedire il canto della signora, sobbarcandosi anche le spese processuali.
Concludendo: il canto, effettuato in determinate condizioni e modalità, non può essere considerato “fonte di disturbo” in quanto la normale tollerabilità è l’unica regola di condotta che qualifica la liceità o la illiceità delle immissioni.
STUDIO CECCAGLIA
Via Val di Sangro, 19 A - Tel. 06.88385938 - e-mail: [email protected]
PISTILLI DR. PAOLO NOTAIO
Via Ugo Ojetti, 54 - e-mail [email protected]
VIGNE NUOVE DI GIUSEPPE ANANASSO
LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE
Dal 20 marzo 2011 la mediazione è diventata condizione di procedibilità,
cioè non è possibile andare in giudizio se non si è prima tentata la strada dell'accordo presso uno degli organismi accreditati. Non sarà più necessario
andare dall'avvocato per risolvere i problemi: basterà rivolgersi al Mediatore
Professionista che, in modo imparziale, cercherà una soluzione per evitare
un lungo e costoso giudizio.
Tempi certi del procedimento e tariffe definite in modo trasparente, per
legge, in funzione del valore della lite. Ulteriori informazioni presso il Caf.
ICCRIC/ICCLAV/ACCAS-PS
Prorogato al 30 giugno il termine di presentazione delle dichiarazioni che i
titolari di prestazioni assistenziali devono rendere all'INPS. A seconda dei casi
è necessario dichiarare l'eventuale stato di ricovero a titolo gratuito, l'effettiva residenza in Italia o la condizione lavorativa.
VIA DELLE VIGNE NUOVE 44 - TEL. 06.88644648
VIA SCARPANTO 44 - TEL. 06.452213165
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PUNTO DI TUTELA CIVICA
Il Punto di Tutela Civica e’ da sempre a disposizione di tutti i cittadini per
una prima consulenza e assistenza legale gratuita sui temi pubblici e privati, civili e penali, direttamente nel suo studio legale di Via di Valle
Scrivia, 37.
Oggi finalmente apre una finestra sul nostro giornale per rispondere ai cittadini.
Via di Valle Scrivia, 37 - Tel. 06.8123613
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SPORT
Aprile 2011
Pagina 31
ASSOCIAZIONE DOPOLAVORO FERROVIARIO:
TRA LE TANTE INIZIATIVE SPORTIVE LA NOVITÀ PAINTBALL
S
L’impianto sportivo di proprietà delle Ferrovie dello Stato continua ad offrire una vasta
gamma di attività sportive, tra le quali una grande novità
[di Alessandro Oricchio]
voltando a destra quasi alla fine di via dei Prati Fiscali direzione Salaria, ci
imbattiamo in una stradina chiamata via di Villa Spada e, dopo circa duecento metri, ci ritroviamo davanti a uno dei centri sportivi più grandi del IV municipio: l’impianto del Dopo Lavoro Ferroviario. Ma cos’è il Dopo Lavoro Ferroviario?
Bisogna tornare indietro nel tempo di ben 86 anni, quando il decreto legge del 25
ottobre 1925 sancì la nascita di questa importante associazione. Il dopolavoro nacque allo scopo di “promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere del servizio da parte degli agenti ferroviari”, come recita l’articolo 1 dello statuto. Con questo obiettivo fu pertanto fondato il centro sportivo di via di Villa Spada oltre 40 anni
fa. Il Dlf, lo chiameremo così per comodità, non sembra però soffrire di vecchiaia,
visto che continua ad accogliere un numero sempre crescente di persone che qui
si riuniscono per praticare diverse discipline sportive. Per conoscere più a fondo le
attività della struttura abbiamo incontrato il presidente Claudio Matteucci, che da
oltre 30 anni lavora all’interno della società. Con grandissima disponibilità il responsabile dell’impianto ha risposto alle nostre domande, esponendoci minuziosamente
tutti gli eventi organizzati dal Dlf. “Il Dopo Lavoro Ferroviario è un’associazione non
a scopo di lucro, che organizza diverse iniziative alle quali possono partecipare ferrovieri, figli dei ferrovieri ma anche persone esterne. Diciamo che il nostro obiettivo
è quello di diventare un vero e proprio punto di ritrovo, un centro di aggregazione
che possa favorire la socializzazione tra individui, ed in realtà è quello che siamo
riusciti a fare durante tutti questi anni di impegno e lavoro”. Come detto in apertura,
l’impianto sportivo appare già a prima vista mastodontico: oltre al campo di calcio a
11, il più grande sul territorio del IV municipio, vi sono due campi da calcio a cinque,
un campo da calcio a otto, uno spazio dedicato al tiro con l’arco, oltre ad un bar
tavola calda aperto tutti i giorni dalla mattina alla sera. Sono tanti gli eventi organizzati dal Dlf, ma il fiore all’occhiello è l’ultima novità del centro sportivo, ed è lo stesso Claudio Matteucci a parlarcene con grande soddisfazione. “Cerchiamo di coinvolgere il maggior numero di persone del nostro municipio organizzando attività
molto diversificate, offrendo in questo modo la possibilità di partecipare a tutti, dai
bambini fino ai meno giovani: oltre ai diversi tornei di calcio a cinque, calcio a otto,
e calcio a 11, ci sono anche quelli di carte, come il burraco, scacchi, e così via. Ma
la grande novità del nostro centro sportivo è il paintball. Abbiamo da poco inaugurato il primo campo da paintball della IV circoscrizione, omologato dalla rispettiva
federazione, che rimarrà aperto tutto l’anno. Il gioco lo conoscono tutti, (lo sport il
cui scopo è eliminare l’avversario colpendolo con delle palline di gelatina riempite
di vernice, ndr), ed è davvero una
grande soddisfazione aver avuto l’occasione di portare per primi questa
disciplina nel nostro municipio. Siamo
riusciti a sfruttare uno spazio che finora era rimasto inutilizzato per poter
creare questo ‘campo di battaglia’
artificiale molto moderno, all’interno
del quale si potrà praticare questo
sport che in America è già molto
popolare, e che pian piano sta appassionando anche tanti italiani. Per noi è
importante perché nonostante i tanti
anni di servizio dimostriamo di essere ancora molto attivi e aperti all’introduzione di
qualsiasi novità interessante”. Il primo campo da paintball della IV circoscrizione è
ovviamente motivo di vanto per il centro sportivo del Dlf, che tuttavia è molto attivo
anche per quanto riguarda un’altra disciplina sportiva: il tiro con l’arco. “Abbiamo
uno spazio dedicato al tiro con l’arco”, afferma Claudio Matteucci, “ed ovviamente
una scuola per imparare a fare pratica con questo sport. Non vorrei sbagliare ma
credo che siamo l’unico centro sportivo della IV circoscrizione ad offrire questo servizio, ed infatti contiamo oltre 100 iscritti al nostro corso di apprendimento”. Quello
che ovviamente non può mancare è lo spazio dedicato alla sezione calcio. Il Dlf
infatti ha due rappresentative calcistiche: una squadra che partecipa al campionato
di seconda categoria di calcio a undici, e un’altra che disputa il campionato di serie
D di calcio a cinque. Parlando di calcio e di Dlf non si può non citare una squadra
molto famosa che per tanti anni ha calcato il terreno di gioco di questa struttura
sportiva, disputando i campionati di terza categoria: la Sa.Mo, società fondata nel
1963 dall’indimenticabile Raimondo Vianello e dedicata alla moglie Sandra
Mondaini, dove lo stesso attore romano fu prima giocatore, poi allenatore e infine
presidente. Continuando ad esplorare le attività calcistiche, abbiamo potuto constatare anche l’importanza dell’offerta per quanto riguarda il settore giovanile, come ci
ha confermato lo stesso Matteucci: “Abbiamo inaugurato circa 5 anni fa la scuola
calcio in compartecipazione con il San Saturnino, e devo ammettere che abbiamo
riscosso un notevole successo: contiamo infatti circa 150 bambini iscritti, che hanno
l’opportunità di imparare a giocare a calcio insieme ad allenatori molto ben preparati”. Insomma, come abbiamo potuto constatare di persona, questo centro sportivo continua brillantemente la sua attività, grazie all’impegno in prima persona del
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Anno XXVI - n°5
Aprile 2011
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