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| cultura | tempo lib
attualità | tendenze
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SOMMARIO
Città di Treviso
Nero Plasma : Tempo Libero
Editoriale......................................................................... 3
Il nostro impegno. Intervista all’Assessore Michielon....... 4
Progetto Giovani.
Dove possono esporre i giovani trevigiani....................... 6
Da Canova a Picasso, piace ai giovani.............................. 7
Treviso “Battito d’ali”, stimolante opportunità.................. 9
Teatro è bello, ma va promosso.................................... 11
Istituto Alberini “Risorgimento del gusto”...................... 14
Andare in vacanza. Dove, quando, che fare................... 15
All’estero....................................................................... 16
Con il Centro Turistico Studentesco............................... 18
Per ostelli...................................................................... 18
Essere o apparire, i giovani e la moda........................... 19
Viaggio tra i giochi........................................................ 22
Giocar di ruolo. Fantasticamente................................... 24
Il cuore di Treviso.......................................................... 26
Racconti in Linea........................................................... 28
Vacanze. Sitografia essenziale....................................... 30
Nuovi orari al Progetto Giovani...................................... 31
Salamandra pass............................................................ 31
Editore: Comune di Treviso
Reg. trib. di Treviso N° 1071 del 25/9/98
Direttore responsabile: Angelo Squizzato
Redazione: Alberto Bettiol, Valeria Cavasin,
Stefano Maronese, Giulia Minet, Mauro
Negretto, Nicola Paladin
Grafica e impaginazione: Marco Favero
PROGETTO GIOVANI DEL COMUNE DI TREVISO
Via San Liberale, 10 - 31000 Treviso | tel. 0422 541616
e-mail: [email protected] | web: www.progettogiovanitv.it
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orario di apertura:
Informagiovani
mar. e ven. 10.00-13.00 / 14.00-18.30 - mar. e mer. 14.00-18.30
Spazio Giovani
lun. e ven. 14.00-19.00 - gio. 14.00-18.30
EDITORIALoEntano
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I giovani si rac
I giovani
trevigiani si raccontano: parlano degli hobby che coltivano,
della musica che amano, dei negozi
dove entrano, degli artisti che incontrano, dei libri che leggono, dei viaggi
possibili ed a prezzi a loro portata.
Lo fanno in questo loro giornale che fa
parte del “Progetto Giovani” dell’Amministrazione comunale di Treviso, gestito dalla Cooperativa sociale “Insieme Si Può”. Giovani trevigiani vestono
i panni di giornalisti per spiegare il
loro pianeta, per interpretarne umori,
per cercare
di coglierne
tendenze.
È una scrittura fresca,
spontanea,
essenziale,
che fa emergere
realtà positive,
dinamiche,
ricche di potenzialità. Si
evidenzia, in
particolare,
la necessità
di spazi e di
opportunità, dove la nuova generazione possa esprimersi con genuinità e
con sincerità.
I ragazzi “bussano” chiedendo ascolto
per il proprio fertile protagonismo. Il
comune di Treviso risponde positivamente, come conferma lo stesso “Pro-
getto Giovani” con gli spazi e con le
attività che promuove e supporta.
Proposte che vengono realizzate, idee
allo studio, programmi in cantiere.
Tutto questo si legge in questo numero di “Nero Plasma”, che dedica, in
particolare, articoli ai due volumetti
“Racconti in linea” e “Cuore di Treviso”. Belli e stimolanti. Entrambi editi
dal “Progetto Giovani”. Uno raccoglie
i più bei racconti di ragazzi che per
la prima volta si misurano con l’arte
dello scrivere: narratori in erba. Cresceranno. Il
secondo libro
è un viaggio dentro le
associazioni
di volontari presenti a
Treviso. Un
censimento
di tante realtà, piccole e
grandi, tutte
significative,
che dicono
quanto la generosità e la
gratuità siano valori forti a Treviso. E tanti giovani sono in primissima fila. È il sogno
di una società che guarda con fiducia
al futuro, cercando di costruire qualcosa di buono che resta e che rende la
comunità più coesa. Mirando al bene
comune.
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obiettivi, progetti, att
Per
Mauro Michielon, Assessore alla Condizione Giovanile, le Politiche Giovanili dell’Amministrazione
Comunale di Treviso si possono condensare in uno slogan: “Prevenire
il disagio, dare più opportunità per
esprimersi”.
Si tratta di creare momenti di aggregazione e di socializzazione, stimolare creatività, provocare confronti.
In altri termini i giovani chiedono di
poter esprimere quello che sentono:
vocazioni, emozioni, sentimenti, abilità, estro, fantasia.
Dunque, quello che si propone ad essi
è una palestra o tante palestre nelle
quali possano mettersi alla prova e liberare potenzialità.
Una di queste “palestre” è “Prospettive Eccentriche”, piccolo festival
della creatività dei giovani trevigiani. L’esperienza sta crescendo e si sta
qualificando. Trova un sempre maggiore consenso. Ne è conferma e testimonianza la mostra della creatività
allestita a Ca’ da Noal, luogo storico
di Treviso, cuore della città.
Mauro Michielon: “È veramente una
fertile esperienza, ricca di idee, di
proposte, di realizzazioni. Abbiamo
coinvolto le scuole per una maggiore
partecipazione e motivazione. Si può
essere presenti con la scuola o individualmente”.
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- Prospettive Eccentriche, assessore, è una bella realtà, tanto che sta
diventando calamita dei giovani:
quest’anno è raddoppiato il numero
delle scuole partecipanti.
“È calamita, ma abbiamo idee interessanti per il prossimo anno. Preferisco non scoprire le carte, ma vorremmo coinvolgere nella manifestazione
la città storica. Farne una iniziativa
diffusa e viva, che faccia avvertire la
forza della presenza dei giovani. Ci
piacerebbe mettere in dialogo i giovani con la città”.
- Le iniziative, collegate con il Progetto Giovani, che hanno dato maggiori soddisfazioni?
“Credo che a tutte le proposte fatte e
opportunità prospettate sia stata data
una risposta eccellente. Abbiamo parlato di Prospettive Eccentriche, ma
anche “Divergenze Sonore”, il concerto dei gruppi delle sale prova ha appassionato i ragazzi. La musica li coinvolge e li entusiasma: quella prima di
tutto che appartiene al loro mondo.
Abbiamo creato per questi giovani occasioni che hanno consentito loro di
provare, di misurarsi e di esibirsi.
A proposito di musica stiamo pensando ad un giugno musicale. Dalle 18
alle 20.30 giovani che suonano nelle
principali piazze di Treviso: è un modo
per rendere vive le piazze e per i gio-
vani di vivere dentro
la città.
Splendida la giornata al Teatro comunale: si sono esibiti
quasi 250 ragazzi
delle scuole medie
(con il coro formato dai ragazzi delle
elementari Fanna e
Masaccio). Dove si
è vista l’opportunità per i ragazzi di
essere protagonisti nel Salotto buono
della musica trevigiana”.
- I giovani chiedono, però, anche spazi dove incontrasi, sperimentare attività, seguire corsi, ad esempio di
fotografia...
“Ci stiamo pensando e siamo vicini
alla soluzione: un vecchio edificio da
sistemare che diventerà il luogo dei
ragazzi dai 12 anni in su, i quali potranno ritrovarsi, avere spazi ed opportunità per le loro esigenze creative
ed artistiche”.
- A proposito di opportunità, come è
accolto Qwert, il social network territoriale protetto per ragazzi dagli 11
ai 14 anni?
“È una proposta pilota, alla quale hanno già aderito oltre 500 ragazzi, che
possono in rete comunicare tra loro,
parlare, chattare, socializzare, condividere, informarsi. In piena libertà e
serenità, sicuri da rischi. Una piazza
virtuale ed educativa nella quale sono
coinvolte famiglie e
scuola.
Per restare nel campo della comunicazione e della creatività sono proposte
interessanti Subway
Letteratura e Premio Città di Treviso,
stimolanti opportunità per i ragazzi
di scrivere e pubblicare, di misurarsi
quindi con la scrittura, e le audioletture. Sempre per i giovani uno strumento di informazioni e di conoscenze è l’opuscolo “Il cuore di Treviso”
guida alle associazioni del comune:
sono indicati soggetti e luoghi dove
si fa vita sociale, si respira cultura,
si organizza il tempo libero, si pratica lo sport. C’è nel comune di Treviso
un’ampia ricchezza di associazioni e
di opportunità: è importante però che
se ne sappia l’esistenza, l’attività e
lo spirito con cui operano per gli opportuni contatti. “Il cuore di Treviso”
risponde a questa esigenza”.
- Obiettivi, dunque, sostanzialmente
centrati?
“Sicuramente stiamo lavorando con
buoni risultati. È importante prevenire il disagio, prima che questo diventi
patologia, e offrire ai giovani occasioni per dare il meglio di sé, per esprimersi creativamente”.
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VANI evigiani
PROGETTOpoGrrIO
e i giovani tr
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Dove possono
All’inizio è stata una piccola
scommessa... avremmo dato spazio
all’arte giovanile nella nostra sede
di via San Liberale e creato delle
piccole personali di pittura, fotografia,
disegno, fumetto...
Ciascun artista avrebbe avuto tre settimane tutte per sé, in cui avrebbe potuto presentare i propri lavori, farli visionare con calma, farli conoscere non
solo ad amici o parenti. Avremmo fatto
le cose per bene, per quanto possibile ovviamente: non siamo una galleria
d’arte, ma qualcosa saremmo riusciti
a fare. Avremmo attrezzato alcune pareti dell’ufficio per ospitare una dozzina di opere; fatto delle cartoline e
dei manifesti, ne avremmo data notizia alla stampa, avremmo promosso le
varie esposizioni sul nostro sito e più
tardi in Facebook; avremmo organizzato dei piccoli rinfreschi inaugurali:
veri e propri vernissage in miniatura.
Era l’inizio del 2010, cominciammo
con due ragazze, d’accordo a condividere lo spazio ed esporre insieme. Se
ne parlò un poco, la voce cominciò a
girare e nel giro di pochi mesi fummo
costretti a deludere chi si aspettava di
riuscire a esporre nel giro di un paio di
settimane: eh no! se ne riparla a fine
anno... oppure: spiacenti ragazzi, ma il
2011 è pieno, se volte prenotiamo per
gennaio 2012!!! Chi l’avrebbe detto?
Un successo non diciamo insperato, ma
certo sorprendente e che ci fa particolarmente piacere. Non solo perché uno
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dei nostri obiettivi più importanti è
dare spazio a più gente possibile, ma
anche perché per l’ennesima volta,
cosa che non ci stancheremo mai di
ripetere, la presenza di questi giovani
creativi ci dice chiaro e tondo che di
cose in giro ce ne sono, di fermento
ce n’è. Solo che a volte, forse troppo
spesso, mancano le occasioni, le opportunità. Nel nostro piccolo cerchiamo di
fare qualcosa: sia per l’arte figurativa
(avete letto di Prospettive Eccentriche
nell’articolo d’apertura?), che per la
musica (oltre alle sale prova quest’anno ci sarà anche il concorso musicale
“Ritmi Globali Europei” di cui parleremo in un prossimo numero), sia per la
scrittura (il libro di Subway e naturalmente il “nostro” Nero Plasma)... Se
poi qualcuno ha delle idee, delle proposte interessanti che possono coinvolgere altre persone, siamo qui per parlarne e vedere se si riesce a portare in
porto qualche progetto nuovo.
Chiudiamo con una piccola carrellata
che vuole essere anche un riconoscimento per tutti coloro che ad oggi hanno esposto qui da noi e che ricordiamo
con grande piacere:
Ilaria Berto e Federica Pagnan; Tommaso Girardi; Monica Panican; Lucia
Borgo; Davide Chiaradia; Pietro Matese; Paola Cesen; Michele Amaglio;
Luca Mauceri; Alexandra Popescu;
Monica Righetti.
A tutti il nostro più grande in bocca al
lupo!
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“Il pittore
e la modella: da
Canova a Picasso” è il titolo della mostra d’arte voluta da Fondazione Cassamarca e ospitata presso la Casa dei
Carraresi. Anche per il 2011 si è quindi
rinnovato l’appuntamento con la grande arte nella nostra città. La mostra,
apertasi a novembre, doveva inizialmente concludersi
il 13 marzo, ma è
stata
prorogata
sino al 17 aprile.
Rispetto agli anni
precedenti, si è
registrato un incremento
delle
presenze
giovanili: tra i ragazzi,
infatti, riscuote
maggiore successo l’arte contemporanea. In tale
senso sono state rilevanti anche la
presenza di un artista molto popolare
quale Hugo Pratt, la varietà dell’offerta artistica e la tematica affascinante della bellezza femminile. Molti
studenti usciti da scuola hanno scelto
di passare un pomeriggio nelle sale
dell’esposizione: si trattava, infatti, di
una mostra assai stimolante anche dal
punto di vista didattico. Immancabili,
poi, gli studenti universitari iscritti a
facoltà umanistiche e artistiche.
D’altra parte, i prezzi dei biglietti
erano più che ragionevoli e in essi era
compreso il noleggio di un’audioguida
che, fornendo alcuni accenni di base e
senza essere eccessivamente tediosa,
consentiva ai profani di avvicinarsi con
maggiore facilità all’analisi dei diversi
dipinti. L’organizzazione era efficiente
e l’ampiezza degli orari di visita (tutti i
giorni dalle nove alle diciannove) consentiva di evitare eventuali code.
Il tema scelto era
uno dei motivi
ricorrenti
della
storia
dell’arte
contemporanea e
permetteva al visitatore di ripercorrere, partendo dall’analisi di
opere pittoriche,
l’evoluzione della
cultura occidentale dal diciannovesimo secolo sino
agli anni sessanta del novecento.
I protagonisti c’erano tutti (Canova,
Van Gogh, Boccioni, Munch, De Chirico, Picasso, Warhol, Guttuso, solo per
citarne alcuni tra i più celebri). Le tele
esposte non erano necessariamente
quelle più conosciute dei vari artisti,
quanto piuttosto quelle più funzionali
alla struttura della mostra, in quanto
permettevano di cogliere al meglio
l’evoluzione del modo di percepire la
realtà da parte dei pittori nel corso delle
varie epoche. In tale senso, è da elogiare il lavoro del professor Nico Stringa,
curatore della mostra nonché docente
> segue
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di storia
dell’arte presso l’Università
Ca’ Foscari di
Venezia.
Effettivamente, per
coloro che non sono abituati a frequentare mostre d’arte o comunque
non hanno molta dimestichezza con la
pittura, una delle chiavi di lettura più
interessanti mediante la quale avvicinarsi alla visione delle opere poteva
essere per l’appunto quella dell’individuazione del retroterra storico,
sociologico e ideologico che si cela
dietro ciascuna di esse. Pertanto, partendo dal neoclassicismo (che ebbe in
Antonio Canova il massimo esponente), movimento artistico influenzato
in maniera netta dall’Illuminismo settecentesco, si passava alle opere impressioniste dell’ottocento borghese
sino ad arrivare al ventesimo secolo,
con Edvard Munch e soprattutto Pablo
Picasso a rappresentare superbamente
i turbamenti e lo smarrimento spirituale del cosiddetto “secolo breve”,
antitetici alle certezze positivistiche
sino ad allora dominanti. La conclusione era naturalmente affidata ai maestri dell’arte pop, Andy Warhol e Roy
Lichtenstein, che trasformando anche
8
la modella in
merce e
concependola
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prodotto
seriale
(troppo
facile
e malizioso sarebbe il collegamento con le
“veline” propinateci quotidianamente dalla televisione), bene descrivono
le atmosfere e i dogmi della società
industriale affermatasi a partire dal
secondo dopoguerra e nella quale noi
stessi oggi viviamo.
Forse chi si aspettava di trovare opere
celeberrime sarà rimasto deluso, ma,
per la molteplicità degli spunti culturali offerti e delle angolazioni concettuali dalle quali può essere affrontata,
questa mostra è da considerarsi un
vero gioiellino: una boccata di ossigeno in questi tempi di crisi generalizzata
del settore culturale. C’è da augurarsi
che la continuità finora dimostrata negli anni non venga meno e che anzi la
mostra di Ca’ dei Carraresi, oltre che
appuntamento tradizionale, divenga
altresì evento centrale di una rete di
iniziative sempre più ampia la quale
consenta di fare della città di Treviso
un centro di riferimento dal punto di
vista artistico e culturale.
Alberto Bettiol
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“Il battito d’ali di una farfal-
la in Brasile può scatenare una tromba
d’aria in Texas. Pazzia? No, scienza.
Si tratta del principio di Edward Lorenz, un principio di termodinamica
chimica secondo il quale ogni sistema
tende a reagire ad una modifica impostagli dall’esterno minimizzandone gli effetti. Cerchiamo di renderlo
masticabile: alterando
leggermente i dati di
un algoritmo, da esso si
otterrà una curva completamente diversa da
quella iniziale. Così
Franco Tagliente mi
racconta l’origine del
nome del neonato spazio espositivo di Treviso battezzato “Battito
d’ali”, per l’appunto.
Ha sede in via Municipio 17, a due passi da
Piazza San Vito, e si
tratta di un progetto
senza obiettivi di lucro, finalizzato alla libera esposizione
e condivisione di arte contemporanea
(incisioni, pittura, scultura e calcografia), meglio specificata come Affordable art ossia arte accessibile a
tutti, o come la definisce il curatore,
“democratica”. L’attività è autonoma
e l’obiettivo è quello di sensibilizzare la gente e in particolare i giovani
sul tema della solidarietà; infatti ogni
artista che espone offre poi una dona-
zione a sostegno della onlus umanitaria “Terra del terzo mondo”. Insomma
le aspettative sono di creare la coscienza di una possibile relazione instaurabile tra i concetti di profit e no
profit: l’intento di fare beneficenza
deve concretizzarsi in un volontariato
attivo che proponga e si impegni nel
dare qualcosa alla comunità, senza
limitarsi a chiedere per
ricevere. Il profitto non
diventerebbe un mero
fine, ma assurgerebbe
a mezzo per raggiungere il vero scopo che
è l’affermazione della solidarietà sociale.
Tuttavia se l’intento
fosse solo questo, sarebbe lecito chiedersi
il perché aprire un locale espositivo, se il
fine è la beneficienza.
Ebbene si torna al suo
nome: perché il sogno
di Franco Tagliente è di
scatenare la sua metaforica tromba
d’aria. “Vedi – mi dice – Pensa ad Hyde
Park, uno spazio libero in cui chiunque
può dire la sua. Un tizio sale su una
panchina o su uno scalino di legno e
parla, si esprime. “Battito d’ali” non
ha la pretesa di essere l’equivalente
del parco, è più che altro un anelito di
essere vetrina per qualcosa che vuole nascere”, o come si legge nel sito
“Uno spazio libero a disposizione di
> segue
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coloro che sono
impegnati a rinnovare la nostra
civiltà con l’arte, la cultura,
la solidarietà”.
Ciò che Tagliente spera di
veder nascere
sono i sintomi
di una rivoluzione culturale
guidata dai giovani, tanto che
afferma: “L’unica cosa che la
mia sciagurata
generazione può fare è dare le sorti
del mondo ai giovani. Personalmente sarei felice di mettermi in parte
all’interno di Battito d’ali e lasciarlo
gestire ed organizzare ai ragazzi”. Gli
altri ingredienti per tale rivoluzione
saranno tutte le arti. In programma ci
sono spettacoli di teatro dell’oppresso
(un teatro di tipo sociale), caratterizzato dalla recitazione di persone, non
di attori. A ciò si aggiungano gli eventi già organizzati in collaborazione
con Icare, Cittàmia, e le nuove idee,
come ad esempio la serata
del riciclo. Un
calendario così
denso, ma anche
la folla di oltre
duecento persone che hanno partecipato
all’inaugurazione il 26 Maggio,
sono spie che
fanno sospettare che il sogno
possa ambire a
non essere più
tale. Mi piacerebbe concludere questo quadro con
altre parole dette dal signor Tagliente: “La sociologia dice che perché si
scateni qualcosa di grande bastano
numeri piccoli. In una realtà culturale e giovanile come quella di Treviso
basterebbero pochi uomini per cambiare da così a così. Qualcosa di insignificante ma con dei buoni sentimenti può portare a tanto. Il mio sogno
è piccolo; come un rialzo di legno ad
Hyde Park...”
Nicola Paladin
Siti interessanti:
www.ilbattitodali.com
www.terradelterzomondo.org
www.theaffordableartfair.com
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TEATRO È BELLO,
so
ma va promos
atro Comunale.
Pupo direttore del Te
Intervista a Federico
In un film del 1968, “Baci Ru-
bati”, il regista François Truffaut scrive per un suo personaggio una battuta
diventata celebre: “il teatro è come
l’esercito: un meraviglioso anacronismo.” Questione tutt’altro che scontata già allora, figuriamoci oggi. Parafrasando Truffaut ci siamo chiesti:
nell’era di internet, dei cellulari, della tv digitale il teatro “tiene botta”? E
se sì, come? E che rapporto hanno con
esso le giovani generazioni? Lo abbiamo chiesto a Federico Pupo, responsabile del settore “Direzione Organizzativa Eventi e Spettacoli” per la Teatri
e Umanesimo Latino SPA, ente gestore
del Teatro Comunale di Treviso.
Con una certa sorpresa apprendiamo
da Federico che la presenza maggiore di persone tra i 18 e i 30 anni si
ritrova agli spettacoli di danza. “La
danza contemporanea sta vivendo un
periodo d’oro. Senza dubbio è l’ambito artistico attualmente più attento
alla sperimentazione e all’innovazione. Con uno spettacolo di hip hop
abbiamo fatto il tutto esaurito… una
cosa molto moderna insomma. Con
la musica, ad esempio, proposte del
genere sarebbero più difficili da sostenere.”
Parlare di giovani e teatro è comunque complesso, sono tanti gli elementi da prendere in considerazione.
“L’origine della ridotta affluenza di
un pubblico giovanile (ridotta sicuramente rispetto ad altre forme di spettacolo) non sta né nella proposta, né
nel costo del biglietto, né negli orari,
né tantomeno nel giorno di programmazione. Esiste un problema di fondo che è essenzialmente culturale.
Prendiamo la musica cosiddetta classica. Nei paesi anglosassoni la pratica
musicale è molto diffusa, a qualsiasi livello. La gente impara a suonare
uno strumento, anche se non ne farà
una professione, per puro piacere
personale, per fare musica insieme.
E come impara a strimpellare, impara
presto ad andare a teatro, dove non
è richiamata tanto dal grande nome,
quanto piuttosto dal repertorio. Si va
ad ascoltare musica di Bach, indipendentemente che al piano ci sia un interprete di fama internazionale, che
conta certo, ma fin là”. E allora più
gente andrà a teatro, più investimenti verranno messi in campo, più sostegno verrà garantito dalla politica. È il
caso dell’Inghilterra. E l’Italia? Nonostante le numerose eccellenze di cui
dispone, il nostro Paese è in tutt’altro
tipo di situazione. Che fare dunque?
Federico non ha dubbi: bisognerebbe lavorare di più sulla formazione.
Formazione che non può certo essere garantita dal Teatro, che non può
farsene carico, ma dalla Scuola. “Da
ex insegnante posso dirti che troppo
> segue
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è lasciato alla disponibilità del
singolo docente; col risultato
che nel momento in cui questo lascia per le ragioni più disparate, quanto è stato da lui
costruito crolla. Non c’è passaggio di testimone, perché
nella maggioranza dei casi non
esistono programmi ministeriali a sostegno della cultura e
quindi non è possibile garantire una continuità e di intenti
e di risultati”. È un fatto che,
restando nel campo della musica, l’unico sistema per imparare uno strumento all’interno
di quella tradizione che definiamo classica sia la scuola privata; quella pubblica sembra
ignorare la questione (conservatori e licei musicali esclusi
ovviamente!). “E questo è
gravissimo. Non solo perché
esiste una tradizione musicale
di sconfinata ricchezza (e bellezza!), di cui per altro molto
rock è debitore… ma perché
così facendo spesso si inibisce
quell’elemento straordinario
che è la capacità di esprimersi. L’espressione artistica rappresenta
un fenomeno complesso dal punto di
vista psicologico, perché richiede di
mettersi in gioco, di lasciarsi coinvolgere, di abbandonare molte sicurezze. Sono convinto che l’arte, praticata anche a livello dilettantistico, sia
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in grado di facilitare la costituzione
di una personalità armonica, aperta
alle sollecitazioni, agli stimoli, reattiva. E le ricadute sarebbero evidenti
anche per chi deve fare i salti mortali per garantire una programmazione almeno interessante. Imparare
a suonare ti porta a confrontarti con
altri interpreti, ad ascoltare altre
proposte per cui l’approdo a teatro
diventa quasi inevitabile. Se questo
accadesse allora i teatri potrebbero
fare di più, perché potrebbero contare su un pubblico attento, preparato, in grado di avvicinarsi ai concerti
con ben altro livello di competenza”.
Si devono creare insomma le
occasioni perché la gente superi questo stato di diffidenza
e torni a Teatro. Federico ci
ricorda un grande evento tra
maggio e giugno: quaranta serate di teatro con gli alunni
delle scuole medie. Dove ad
essere protagonisti, non solo
tra il pubblico, ma soprattutto in scena, saranno i ragazzi
stessi. “Gli spettacoli sono il
risultato dei laboratori teatrali condotti nelle scuole e le serate le faremo tutte al Teatro
Eden. Ci saranno testi classici,
ma anche autoprodotti. E la
cosa interessante è che tutto,
dalla regia, alla scenografia,
alle luci, alla recitazione ovviamente, vedrà la partecipazione diretta dei ragazzi. Noi
crediamo moltissimo in questo
genere di operazioni: se su
tot studenti una percentuale
anche minima si lascerà conquistare dalle suggestioni del
teatro, il teatro tutto c’avrà
guadagnato, perché potrà
contare su linfa nuova, su nuovi stimoli, su nuove idee. E solo allora
la partecipazione sarà garantita.”
Se il Teatro è Cultura, e certamente
lo è, dobbiamo sostenerlo, difenderlo
e proteggerlo.
Non di solo calcio vive l’uomo… o no?
La redazione
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LBERINI
ISTITUTO A
el Gusto”
“Risorgimento
n
dotti tipici
Quattro serate con i pro
e ottocentesca.
regionali della tradizion
La cucina che ha proposto ai
suoi ospiti di ripercorrere le tappe fondamentali della Storia dell’unificazione
d’Italia si chiama Istituto Massimo Alberini. L’iniziativa didattico-culturale
“Risorgimento nel Gusto - 150 anni di
sapori dall’unità d’Italia” si è articolata
in quattro appuntamenti (dal 30 marzo
al 29 aprile scorso; n.d.r.) che hanno visto gli aspiranti chef della scuola alberghiera impegnati nella preparazione di
deliziosi piatti tipici della tradizione ottocentesca. Gli ospiti erano novelli conti
di Cavour, futuri Re d’Italia, garibaldini
alla conquista delle culture enogastronomiche della penisola.
Partecipo anch’io ad una di queste serate. La scuola alberghiera mi accoglie con
i suoi vetri e le sue luci, le scalinate sono
spartiti da suonare con i tacchi alti. Cravatte e completi neri mi accompagnano
verso il buffet, camerieri molto competenti mi servono un calice di bianco fermo che si sposa meravigliosamente con
le sarde beccafico che sto degustando.
La “soirée” a cui sono stata invitata è
intitolata “Il Regno delle Due Sicilie”, e
vuole onorare il Sud del 1860. Con tanto
di piante di arancio ai
lati delle porte. Le serate precedenti erano
state dedicate invece
al Piemonte, mentre
l’ultima si orienterà
sul Veneto – strappa-
14
to all’Austria nel 1866. Ogni cosa nella
grande sala richiama il tricolore, tra
tavoli rotondi ed imperiali si scorgono
dipinti dell’epoca, “Il bacio” oppure “La
misericordia”. Mi siedo curiosa di scoprire cosa saranno mai le cuzzole, se nella
sicilianissima pasta con le sarde sentirò
il sapore del finocchio selvatico e quello dello zafferano nel formaggio Valvo
prodotto nelle colline di Enna, e da cosa
saprà poi il cioccolato di Modica?
Il progetto si è rivolto tanto agli studenti dei corsi serali, coinvolti in primis
nell’aspetto organizzativo e professionale, quanto agli ospiti con un duplice
impegno: fornire saperi e costruire consapevolezze. Interessante l’intervento
del dirigente scolastico, Pietro Lorenzon, che ha spiegato con passione cosa
anima l’iniziativa “Risorgimento del Gusto”. “Vogliamo – ha detto Lorenzon –
che i nostri studenti riscoprano il valore
e lo spessore culturale delle tradizioni
regionali dell’Italia, ci auguriamo che in
questa ricchissima specificità di usanze
trovino la loro identità. Siamo convinti
che questa identità con le radici e la
storia locale permetterà loro di rapportarsi al diverso con
serenità, grazie ad una
più profonda comprensione del territorio e
delle sue caratteristiche così variegate”.
Valeria Cavasin
CANZA
ANDARE IN VA
e fare
ch
Dove, quando,
L
’estate può rappresentare una buona occasione per vivere la prima
entusiasmante esperienza all’estero
senza i genitori. E le vacanze studio,
che uniscono corsi linguistici ad hoc
e attività ludico - ricreative di vario
tipo, sono senza dubbio la proposta
più apprezzata dai giovani e dalle loro
famiglie.
Ma cosa si fa esattamente in una vacanza studio? Due
o tre settimane di
pesantissime lezioni
di inglese tenute da
noiosissimi professori che ci rifilano
un impolveratissimo
libro di grammatica?
Mettetevi tranquilli, perché non sarà
così!!! Oggi le varie
agenzie propongono
un’infinità di soluzioni adatte a soddisfare qualsiasi esigenza, senza mai tralasciare il giusto
spazio da dedicare al tempo libero.
I corsi rivolti a giovani o giovanissimi,
sempre improntati ad un approccio
dinamico e comunicativo, solitamente oscillano tra le 20 e le 30 lezioni
a settimana, in gruppi omogenei per
livello. È possibile trovare anche soluzioni studiate ad hoc (corsi mirati alla
preparazione degli esami di certificazione, o pacchetti one-to-one a casa
dell’insegnante). Gli studenti universi-
tari possono usufruire di un ventaglio
di proposte molto ricco: dai corsi di
lingua professionale per poter lavorare all’estero, a quelli che combinano
studio e stage, ad altri che oltre all’insegnamento della lingua propongono
varie attività culturali, come la fotografia o la storia dell’arte.
Un’opportunità unica per gli universitari e per chi ha già
deciso o sta pensando di iscriversi ad
un’università straniera è rappresentata dalle summer
schools
proposte
dai vari atenei, che
hanno finalità propedeutiche all’inserimento nella realtà
universitaria.
La scelta dell’alloggio
dipenderà
unicamente
dalle
vostre esigenze e dalla fascia d’età:
se per i più piccoli è fortemente consigliata la permanenza in college, per
gli studenti delle superiori può essere
più indicata un’esperienza in famiglia, mentre per i più grandi è possibile anche optare per soluzioni diverse,
come il self – catering o la sistemazione autonoma.
Per quanto riguarda le attività ricreative, tutte modulate sulla fascia di
età a cui il corso si rivolge, c’è solo
l’imbarazzo della scelta: sport, giochi,
> segue
15
N2
NeroPlasma 1 1
> continua
nza
andare in vaca
escursioni, gite culturali, feste e serate a tema e molto altro… Programmi
dinamici e coinvolgenti per impreziosire la vostra vacanza e facilitare anche la nascita di nuove amicizie.
Se orientarsi tra le decine di offerte
dei vari enti può non essere facile, ci
sono comunque alcune regole d’oro
che vi permetteranno di fare la scelta
giusta. Innanzitutto chiarite subito i
vostri obiettivi e le vostre aspettative;
solo così sarà possibile individuare il
programma giusto per voi. Informatevi poi per tempo; scaricate una copia
della “Guida Vacanze” curata dal PG
di Treviso con la presentazione di decine di enti e agenzie. Date priorità a
quelle agenzie che hanno un recapito
diretto nel territorio, in modo da poter incontrare personalmente i referenti e presentare loro tutte le vostre
esigenze.
Osservate, e poi verificate, con occhio
attento le certificazioni di qualità e i
riconoscimenti guadagnati dalle varie
scuole o dagli stessi enti.
Infine comparate con attenzione i
prezzi: la competitività è alta e offrire
un buon servizio ad un prezzo ragionevole è l’obiettivo principale di ogni
agenzia; ma diffidate da costi troppo
contenuti: un programma vacanza –
studio troppo economico può nascondere delle mancanze qua e là.
Allora, siete pronti a partire?
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ALL’ESTERO
A
rriva l’estate è dilaga la voglia di
viaggiare, di spostarsi, di conoscere posti e culture diverse.
Le tradizionali vacanze studio all’estero rappresentano un ottimo inizio, ma
c’è molto di più! Il Progetto Giovani,
punto locale Eurodesk, fornisce un
accurato servizio di informazione e
orientamento circa le opportunità offerte ogni anno da associazioni, enti e
società private.
Andare all’estero può significare scegliere di mettere il proprio tempo a
disposizione degli altri e di una buona causa. Se sentiamo che questa
potrebbe essere l’esperienza giusta
per noi, un campo di volontariato o
di lavoro è senza dubbio la proposta
più adatta. Diversissime le tematiche
su cui si sviluppano i progetti: dal sociale all’ambiente alla cultura, per
una durata che oscilla solitamente tra
le 3 e le 4 settimane. Partecipare è
facile perché non vengono quasi mai
richiesti requisiti particolari; buona
volontà, adattabilità e impegno sono
elementi più che sufficienti per avere
successo in questa esperienza!
Le destinazioni possono essere le più
varie, in Italia e in Europa, e dopo
aver maturato un po’ di esperienza si
potrà puntare anche su mete extraeuropee.
In ogni campo è prevista la presenza
di un Coordinatore, responsabile del
corretto svolgimento di tutte le attività. Il lavoro occupa dalle 4 alle 7
> continua
all’estero
ore a giornata, a seconda del progetto; sono poi previste alcune giornate
libere da dedicare ad escursioni o ad
approfondimenti sulle tematiche del
campo. Nei progetti di volontariato
all’estero le sistemazioni sono sempre
un po’ spartane, ma il valore aggiunto dell’esperienza sta nel vivere in un
ambiente internazionale (i volontari
italiani ammessi sono infatti circa 2
per ogni progetto), in cui ci possa ogni
giorno confrontare e arricchire reciprocamente.
Negli ultimi anni sono sempre più numerosi i ragazzi che si rivolgono al
PG in cerca di informazioni su corsi
di lingue estivi
combinati ad
uno stage o
ad un lavoro
retribuito. Per
evitare spiacevoli delusioni
è tuttavia necessario considerare con
estrema cura
alcuni elementi: competenza linguistica,
ricerca dell’alloggio, necessità di avere a disposizione un fondo per le emergenze… e
soprattutto la situazione economica
attuale che, rispetto al passato, rende
più difficile trovare lavoro all’estero.
Può essere quindi utile, soprattutto se
siamo alle prime armi, rivolgerci ad
un’agenzia specializzata in pacchetti work&study. Spenderemo qualche
euro in più, ma almeno partiremo
tranquilli sapendo di avere un riferimento certo per ogni emergenza.
Per chi, invece, ha già esperienza e
vuole muoversi autonomamente possono essere utilissime risorse on-line,
pubblicazioni specializzate in offerte
di lavoro (che sempre più spesso presentano una sezione dedicata al lavoro all’estero), riferimenti di agenzie
interinali o di centri per l’impiego
locali.
Un’esperienza all’estero è il modo migliore per arricchire la vostra
estate e la vostra formazione, per scoprire nuove realtà
e per riuscire
a vedere con
occhi
diversi le vecchie.
Come diceva
Mark
Twain,
appassionato
e avventuroso
viaggiatore,
“Tra vent’anni sarete più delusi per
le cose che non avete fatto che per
quelle che avete fatto. Quindi mollate
le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti.
Esplorate. Sognate. Scoprite.”
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N2
NeroPlasma 1 1
CON IL CTS
Studentesco
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Al Cen
D
a molto tempo ormai, il Progetto
Giovani di Treviso, punto locale Eurodesk, ha avviato una collaborazione
con CTS (Centro Turistico Studentesco
e Giovanile), storica associazione che
da quasi 40 anni propone pacchetti di
viaggio e di studio all’estero, per giovani e meno giovani. La collaborazione
tra i due enti si basa sulla condivisione
di valori e idee importanti, in primis la
convinzione che il viaggio rappresenti
una straordinaria opportunità di crescita consapevole e di partecipazione.
Ogni primo martedì del mese, presso
la sede del PG in via San Liberale, è
possibile avere un colloquio personalizzato
con un referente della
sede CTS di Castelfranco Veneto; a seconda delle nostre necessità e dei nostri desideri ci saranno illustrate tutte
le proposte più adatte a noi: soggiorni
au pair, pacchetti work&study, tirocini, viaggi, vacanze studio… Un’occasione importante per testare con mano
l’esperienza e la professionalità di chi,
dal 1974, fa muovere ogni anni migliaia
di giovani.
Contattate il PG per informazioni sulle
prossime date in calendario!
PER OSTELLI
P
er chi desidera viaggiare con un
occhio attento al budget gli ostelli
della gioventù (oggi aperti anche agli
adulti) sono senza dubbio la soluzione migliore. Gli ostelli offrono infatti
sistemazioni semplici ma confortevoli, adatte sia a famiglie che a singoli
viaggiatori; particolare cura è sempre
riservata agli spazi comuni, secondo
la filosofia originaria di questi alloggi,
che mirano non solo ad offrire sistemazioni economiche, ma soprattutto
a garantire l’opportunità di scambio
e condivisione tra individui di diversi
Paesi e culture. Il Progetto Giovani di
Treviso, punto locale Eurodesk, è un
18
centro di tesseramento AIG e condivide con l’associazione i medesimi
valori del viaggio come insostituibile
opportunità formativa e momento di
crescita.
Nel mondo si contano circa 4000 ostelli aderenti alla International Youth
Hostel Federation; in Italia gli ostelli,
gestiti da AIG (Ass. Italiana Alberghi
per la Gioventù), sono circa un centinaio e molto spesso sono ospitati in
edifici di particolare pregio architettonico, sapientemente riconvertiti in
alloggi per turisti.
Per saperne di più contattate il PG e
visitate il sito www.aighostels.com
ARIRE,
ESSERE O APP
da
o
i giovani e la m
Come sta la moda “giovane” a
Treviso? Evolve o involve? Esalta la creatività del singolo o la frustra? Griffe a
dispetto di tutto o modelli alternativi?
Certi che la moda, da sempre non
solo fenomeno di costume, possa dirci
molto più di quanto si creda sulla contemporaneità, abbiamo deciso di realizzare una piccola inchiesta a Treviso
coinvolgendo alcuni esercenti cittadini. Per garantire pluralità di punti di
vista ci siamo rivolti a quattro diversi tipi di negozi: Scout, una catena di
punti vendita presente in buona parte
d’Italia; Footlocker, una multinazionale mondiale; un esponente della media
impresa trevigiana, Benetton Progresso Urbano e un esercizio dalla filosofia
più alternativa, Ale’s Surf Shop.
Armati di penna e taccuino, in base a
una traccia prestabilita di domande da
porre alle varie persone che avremmo
incontrato, abbiamo raccolto quanto
segue. Ringraziamo per la disponibilità
tutti coloro che abbiamo intervistato,
a volte tra un cliente e l’altro...
Dove sta andando la moda tra i giovani
trevigiani?
Le opinioni a riguardo sono state abbastanza concordi: Treviso soffre una
mancanza di idee che comporta omologazione nel modo in cui i giovani si
presentano. Il genere maschile sembra
il più penalizzato in questo trend; mostrano invece maggiore libertà le ragazze. Il sentore è di una città “straomologata” a livello di idee, che in ambito
di moda si radicalizzano nella sicurezza
della griffe, rendendo l’abbigliamento
> segue
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N2
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“stereotipato e contaminato dalla mancanza di
gusti personali”. Ci sono
però diverse opinioni: in
piccola percentuale si
crede in una moda in cui
ci si può immedesimare
in più generi.
Moda e personalità. Meglio apparire o essere?
La personalità individuale è in una fase critica.
I ragazzi la rinforzano, o
lo credono, nascondendosi dietro ad un
canone: più si è in voga e più si è protetti, col rischio che più ci si riparerà
dietro ad un’immagine prefabbricata,
e meno la personalità o la fantasia potranno rinvigorirsi. Da un lato si addita
la mancata trasmissione di cultura agli
attuali teenagers: “degli insegnamenti
che i genitori hanno sempre dato ai figli anche nell’abbigliamento, ad esempio motivando la scelta di un capo al
posto di un altro, non limitandosi a
comprare solo in base alle marche”.
Dall’altro si lamenta la massiccia invadenza dei media, la televisione per
prima, responsabili di un martellante
bombardamento di idee “già pronte
all’uso”. Tutto ciò cresce in un terreno fertilizzato dalla globalizzazione:
la superproduzione permette ai negozi
di soddisfare, ovunque e comunque, le
esigenze di un pubblico più cosmopolita e meno interessato alla sostanza.
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Moda e Società. Quali influenze?
Non si può più prescindere da un catalizzatore come la globalizzazione: se
c’è una moda condivisa, tutti cercano di entrarci; il mercato globalizzato lo rende possibile, indi secondo le
multinazionali esso è la chiave della
libertà di scegliere la propria moda.
Spesso gli si associa il moto mediatico
che monopolizza e “crea” le tendenze prevalenti “forzando” i clienti a
seguirle a scapito dei gusti.
Molti negozi non sono ottimisti a riguardo. La libertà promessa dal mercato globale carica la griffe di un’aura eccessiva, confondendo il prestigio (la scuola di Vuitton o Cartier ad
esempio) con il finto lusso delle blasonate marche di moda attuali (Prada, Gucci, ecc.).
La globalizzazione oltre alla scelta dei
marchi, tocca altre tappe della vendita: penetra nell’attività, imponendo il
rapporto con essa ma anche l’attenzione. Negozianti e clienti dialogano
col mercato mediante internet: da un
lato la modernità suggerisce ai negozi uno shop online, per non attardarsi
rispetto alla concorrenza, dall’altro
però, tale binomio penalizza sia chi
vende sia chi compra. Come? Ebbene, consultare i cataloghi online in
apparenza può fornire i dati richiesti,
ma senza filtri umani si creano vuoti
non colmabili dalla globalizzazione:
se un utente cerca nel catalogo una
marca di scarpe, non
sapendo cosa troverà
nel punto vendita più
vicino, ma non bada
all’incognita, e chiede “x modello” di “x
colore”. Se tale modello fosse presente
solo in alcuni paesi,
il danno colpirebbe
sia il negoziante, che
non ha venduto, sia il
cliente, deluso di non
avere la scarpa che
era disponibile... telematicamente.
Moda e temi. Quali conseguenze?
Il tema rivela i nervi scoperti nella realtà giovanile, legati al rapporto tra
personalità e moda. In primis: i modelli su cui i ragazzi si radicalizzano
non sono significativi in sé, ma la loro
presenza lo è; appartenere o no ad un
gruppo riconoscibile è un carattere discriminante socialmente, nella misura
in cui in e out assumono il significato
letterale di dentro e fuori ad un gruppo di persone. Perciò avanza la paura
di non essere accettati, e per evitarla
si sacrifica l’immaginazione, la ricerca
del proprio stile senza condizionamenti. Se i giovani, tranne certe frange
estremiste, non si vestono più per sottolineare l’appartenenza ideologica
(negli anni ’70 ad esempio eskimo era
sinonimo di sinistra), ciò non esclude
tuttavia l’adozione
di alcuni modelli comuni che coinvolgono temi diversi, su
tutti la musica con le
sue divise, come nel
Punk, nell’Hip Hop o
nell’Indie Rock.
Il successo “sociale”
sembra dunque dipendere da una divisa
riconoscibile:
“non
conta a cosa si appartiene, l’importante è
appartenere”. O detta in altri termini: non
si tratta più di essere,
ma di dover essere. La globalizzazione rende i prodotti disponibili su larga
scala accontentando sempre i ragazzi,
i quali chiedono qualcosa solo perché
è cool: il gruppo in cui vogliono stare
è quello che la indossa.
Ci sembra insomma, e la nostra inchiesta parrebbe confermarlo, che
dietro un’apparente libertà assoluta
di scelta si nasconda in realtà una prigione che impedisce evasioni fisiche,
pena la discriminazione, e mentali,
dato che con una simile saturazione
di idee non è più nemmeno possibile
fuggire nella propria fantasia.
E se qualcuno uscisse dai ranghi, si togliesse la divisa e urlasse a pieni polmoni: “rompete le righe!!!”... cosa
succederebbe?
Nicola Paladin
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VIAGGIO,
tra i giochi
Vi presento un Paese che si
avvicina a quello immaginato da Collodi nel suo “Pinocchio” ma molto più
reale. Sto parlando della mostra “Un
mondo di giochi”, rassegna di modellismo, miniature e giochi, che dal 5 al 9
gennaio ha rapito la fantasia e i sogni
di piccoli e grandi.
L’iniziativa è frutto di una singolare
sinergia tra la ONLUS “I Care” e l’associazione “Amici del Modellismo” le
quali hanno unito le forze per creare
un evento allo stesso tempo ludico e
umanitario. L’obbiettivo: sostenere la
ONLUS trevigiana impegnata in progetti di cooperazione allo sviluppo
in territori tra i più poveri dell’Africa. Sinergia che si è rivelata vincente
grazie anche alla collaborazione della
Camera di Commercio di Treviso che
per il sesto anno consecutivo ha permesso l’uso del salone principale. La
testimonianza evidente di come la
città abbia accolto e apprezzato lo
stimolo è stato il successo riscosso
dall’iniziativa, basti pensare che l’ul-
timo giorno di esposizione la coda per
l’ingresso si snodava attraverso tutta
piazza Borsa.
All’interno dell’esposizione avreste
potuto ammirare, oltre ai classici diorami ferroviari, riproduzioni di imbarcazioni dal vaporetto al galeone passando per la gondola e la portaerei;
dettagliatissimi mezzi militari della
prima e seconda guerra mondiale, sofisticate riproduzioni di aerei. E non è
finita qui. Nella mostra c’è stato spazio tanto per le classiche automobili
radiocomandate quanto per una raccolta di automobiline a pedali di ieri
e oggi; riproduzioni dei mestieri di una
volta (con mulini ad acqua, vecchie
trebbiatrici e antiquati trattori a vapore), scavatrici, ruspe, camion, gru,
case per le bambole (dettagliate fino
all’inverosimile), giochi fatti con il legno e molto altro ancora.
Quest’anno ho partecipato anche io
con il mio modello: una città interamente costruita di lego. E ho sperimentato come non esista soddisfa-
“Ma come si passano le giornate nel «Paese dei Balocchi»?” chiese Pinocchio
incuriosito.
“Si passano baloccandosi e divertendosi dalla mattina alla sera” Rispose
Lucignolo. “La sera poi si va a letto, e la mattina dopo si ricomincia daccapo.
Che te ne pare?”[...]
Pinocchio saltò su senza rifiatare. Il carro riprese la sua corsa: e la mattina,
sul far dell’alba, arrivarono felicemente nel «Paese dei Balocchi».
Carlo Collodi - “Le avventure di Pinocchio”
22
zione più grande di vedere bambini
(ma anche numerosi adulti!) incapaci
di staccare gli occhi dalla mia creazione. Se nessuno mi avesse proposto di
portare la mia città, sarebbe rimasta
a casa e non avrebbe divertito tutti gli
spettatori. Infatti “se ognuno lavorasse per sé non si riuscirebbe a creare
un’occasione del genere” afferma il
presidente dell’Amici del Modellismo
Emilio Meneghelli “mentre la forza
del gruppo permette di unire la solidarietà al divertimento”. Ed è quanto
mai vero. Si aggiunge soddisfazione
a soddisfazione quando il tuo modello, oltre a funzionare perfettamente,
diverte il pubblico e ti fa guadagnare ammirazione e i complimenti. Per
quattro giorni nella Camera di Commercio è regnata un’atmosfera giocosa e rilassata: non di rado i visitatori
più curiosi si intrattenevano con gli
espositori chiedendo loro dettagli sulle
riproduzioni. Non sono mancati i troppo curiosi che, sperando di non esser
visti, allungavano le mani sui giochi.
Ma dopotutto come si fa a biasimarli?
Letteralmente circondato da giochi di
ogni tipo, chi saprebbe resistere?
Ormai “Un mondo di giochi” è diventato un ritrovo fisso per le vacanze
invernali; l’appuntamento è quindi
per l’anno prossimo, per un nuovo
viaggio nel mondo dei giocattoli e
della fantasia.
Stefano Maronese
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NeroPlasma 1 1
GIOCAR DI RUOLO
te
Fantasticamen
Gioco di Ruolo. Se ne sente parla-
re di tanto in tanto, miti e pregiudizi
aleggiano intorno a quest’attività, ma
di cosa si tratta veramente? Mia nonna
Luciana crede che i giocatori di ruolo
siano “gruppi di satanisti” mentre il
mio amico Andrea G. pensa che siano
coppie di scambisti dalle preferenze
sessuali più svariate.
Ho chiesto delucidazioni ad Ermes
Cellot, presidente dell’associazione trevigiana Loggia degli Irrealisti.
L’associazione ludica, completamente
apolitica e senza scopi di lucro, non ha
niente a che fare con sette di sorta e
non ha assolutamente sfumature pornografiche (spiacente di deludervi).
Che cos’è un Gioco di Ruolo?
Ci sono molti modi di descriverlo, io
personalmente lo paragono ad un teatro che viene realizzato intorno ad un
tavolo. In questo teatro della fantasia
ogni partecipante è al contempo protagonista, sceneggiatore e regista della storia. Ogni giocatore, quindi, crea
attivamente.
Come funziona?
Per prima cosa si sceglie il gioco.
Ce ne sono diversi?
Moltissimi tipi, tanti quanti i generi
letterari. Alcuni sono ispirati a particolari periodi storici o aree geografiche, a mode, a libri di successo oppure a grandi capolavori cinematografici
24
e persino a fumetti. Un GDR può essere ambientato nello spazio, nel Far
West, in un reame fantastico infestato
dai draghi, nel Giappone dei samurai,
ecc. Ce n’è per tutti i gusti!
Ma state seduti o vi muovete, insomma come “recitate”?
Il principio dei Giochi di Ruolo è la
narrazione. Ogni avventura presuppone un cosiddetto “master”, cioè
quel giocatore che conosce la storia e la propone agli altri, o meglio:
conosce l’inizio, il filo conduttore e
i principali elementi della storia. Gli
altri giocatori creano il personaggio
che più hanno voglia di interpretare
– ne inventano l’aspetto fisico le abilità, i pregi, i difetti – e attraverso di
lui vivono e modificano quella storia.
I giocatori interagiscono tra loro e con
le situazioni proposte dal master. Le
azioni sono simulate, descritte, raccontate e il loro esito viene deciso
dalla fortuna (dadi o carte).
A chi si rivolge il Gioco di Ruolo?
A chiunque abbia voglia di divertirsi
in compagnia e dare libero sfogo alla
propria fantasia. Nella nostra associazione ci sono giocatori di tutte le
età, dai quattordici anni ai quarantuno, e tutti si siedono allo stesso tavolo e si divertono allo stesso modo. Se
dovessi mettere un bollino sarebbe:
dagli 0 ai 99+.
Cosa accomuna persone così diverse?
Quando giochi smetti di essere uno
studente o un imprenditore, una commessa o una cardiologa. L’età, il sesso,
l’orientamento politico o la classe sociale non sono un limite, non ci interessano. Siamo legati da interessi letterari o cinematografici, ci piace stare
tra amici, vivere grandi avventure e
divertirci in modo sano.
Com’è possibile mettersi in contatto
con voi?
Partecipiamo a molte fiere della provincia come ad esempio Montegames a
Montebelluna il 19 giugno. Collaboriamo
spesso con il negozio Hobbit di Treviso,
e ci troviamo tutte le settimane. Per
avere maggiori informazioni o visionare
i calendari delle attività potete visitare
il nostro sito: www.loggiairrealisti.it
Dove vi riunite?
Siamo soliti trovarci tutte le settimane
a casa di uno dei soci, ma negli ultimi
due anni l’associazione è cresciuta al
punto che per concreti problemi di spazio abbiamo fatto domanda al Comune
di Treviso per ricevere una locazione di
sede fissa. Siamo in lista d’attesa!
Direi che posso rassicurare la nonna e
cominciare a giocare il prima possibile!
Valeria Cavasin
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IL CUORE
di Treviso
“Il cuore
di Treviso”... Questo il suggestivo titolo, ideato dalla
“Bottega Grafica” dell’Istituto Penale Minorile di Treviso (che ha curato
anche la copertina), della nuovissima
guida all’associazionismo trevigiano.
Realizzato dal Progetto Giovani del
Comune di Treviso, il volume raccoglie più di 150 associazioni culturali,
socio-sanitarie e sportive attive nel
nostro territorio. I dati per la pubblicazione sono stati raccolti attingendo
dal Registro comunale delle Associazioni di Treviso e attraverso il contatto diretto con i singoli referenti che
si sono sempre resi disponibili e che
ringraziamo pubblicamente in questa
sede. Un lavoro lungo e complesso,
ma che ci ha regalato grandissime
soddisfazioni. Emerge infatti nettissimo un patrimonio di valore incalcolabile che, come puntualizza l’Assessore Mauro Michielon nell’introduzione, andava valorizzato attraverso un
riconoscimento tangibile per “tutti
coloro che lavorano nel volontariato
dietro le quinte rendendo un servizio
indispensabile per la nostra collettività”. Si trattava inoltre “di far conoscere ai cittadini le diverse realtà
associative del territorio, a partire da
quelle di natura sociale fino a quelle
sportive”.
Giustissimo! È sorprendente infatti rendersi conto della ricchezza di
proposte che le associazioni trevigiane riescono ad offrire. Così come è
26
confortante toccare con mano quanto
è in grado di fare una passione autentica quando decide di uscire dalla
rassicurante nicchia del proprio privato per mettersi in gioco e rendersi
disponibile anche agli altri.
Nella guida il lettore potrà trovare
qualsiasi genere di attività, dalle più
comuni alle più curiose. Lo sapevate,
voi, che esiste il “Gruppo Colombofilo
di Treviso”? Che si occupa di allevamento e pratica del volo del Piccione
Viaggiatore? Ed eravate a conoscenza,
voi, dell’“Associazione Patchwork Idea
– Treviso” che oltre a porsi l’obiettivo
di far conoscere a quante più persone
possibile il patchwork, organizza ogni
anno una mostra a Ca’ da Noal?
Non sono che un paio di esempi, presi a caso, ma ce ne sono molti altri.
Quanto volevamo portare all’attenzione del lettore è la molteplicità di prospettive, di competenze, di interessi
che animano l’associazionismo trevigiano, “nella certezza – conclude Michielon nella già citata introduzione –
che esso stia diventando sempre di più
una carta decisiva da giocare nell’ambito dello sviluppo del nostro territorio”. E così ci auguriamo che sia. In un
momento particolarmente difficile, il
contributo che l’associazionismo può
apportare alla società civile è di enorme importanza. Sia nella realizzazione di opere, eventi, incontri sia nel
mantenere quanto più saldo possibile
un tessuto sociale che forse mai come
oggi ci si presenta
così
fragile, favorendo aggregazione,
condivisione
di
interessi, momenti
di autentica
convivialità.
Prima
di
chiudere, un
doveroso ringraziamento
va alla “Bottega Grafica”
per il lavoro
svolto e la
professionalità, davvero
ammirevole,
dimostrata.
Avremo modo
di riparlarne, più diffusamente, in un
prossimo numero di Nero Plasma, ma
ci preme qui dare almeno qualche
indicazione di base sulla natura così
particolare di questo progetto. Attivata sperimentalmente nel 2003, la
Bottega Grafica dell’Istituto Penale
Minorile ha trovato nel 2006 collocazione all’interno dell’iniziativa comunitaria Equal; dal 2008 è sostenuta
da un protocollo condiviso dal Centro
per la Giustizia Minorile del Triveneto,
dall’Opera don Calabria, dal Coordinamento Provinciale delle Associazioni di
Volontariato,
dall’Amministrazione
Pr o v i n c i a l e
di
Treviso,
dall’Istituto
Turazza Engim Veneto,
dall’Ulss 9,
dal CTP Treviso 2 e dal
Comune
di
Treviso. Enti
che mettono
a
disposizione anche
le
risorse
finanziarie
per
corrispondere alcune “borse
lavoro” per i
detenuti che
frequentano la bottega.
La Bottega Grafica è specializzata
nella realizzazione di loghi, brochure, locandine e altro materiale grafico per Enti pubblici, Associazioni ed
Organizzazioni del volontariato e del
terzo settore ai quali, per i prodotti
realizzati, non viene chiesto alcun
corrispettivo.
Ad oggi sono stati più di 50 i committenti che si sono rivolti alla Bottega e
oltre 300 i progetti comunicativi portati a termine! Scusate se è poco...
La Redazione
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NeroPlasma 1 1
RACCONTI
in Linea
Di Subway Letteratura abbia-
mo avuto modo di occuparci più volte
su queste pagine. Ricordate? Si tratta
in breve di un concorso letterario a
livello nazionale che accanto a metropoli come Roma, Milano, Napoli,
Bologna annovera dall’anno scorso
tra i suoi partner anche la nostra
città. Questa partnership comporta
la possibilità di pubblicare uno o più
racconti per colui che viene designato come vincitore del Premio “Città
di Treviso”, una sorta di concorso
nel concorso atto a valorizzare i talenti locali. L’edizione scorsa è stata
vinta da una giovane scrittrice, Sara
Stangherlin, che con il suo racconto
“Profili” ha particolarmente convinto
una giuria tecnica presieduta dall’Assessore Mauro Michielon. Sara però
non era l’unica autrice proveniente
da Treviso: altre nove persone erano
in lizza, rendendo in molti casi difficile l’assegnazione del premio. Ci
si è dunque chiesti se ci fosse mai
Lasciamo concludere all’Assessore
Michielon, che ha creduto da subito
nel progetto. “Il grande successo di
partecipazione dei giovani trevigiani
al concorso, ci ha rivelato un mondo
i cui confini solo in parte potevamo
dire di conoscere. (...) “Racconti
in Linea” presenta storie intense,
accattivanti. Squarci rapidi di real-
28
modo di rendere omaggio al talento
di questi giovani scrittori, magari con
un numero speciale di Nero Plasma.
L’idea non era male, ma eravamo
perplessi. Come dice l’Assessore Michielon nell’introduzione “Ci abbiamo pensato a lungo finché non siamo
approdati ad una conclusione che
rasentava quasi l’ovvietà. Avremmo
pubblicato un libro!” Eureka! Questa
sì che era un’idea. Un libro vero e
proprio, come quelli che si trovano in
libreria, con una bella copertina, una
bella impaginazione e a coronamento
del tutto una selezione di immagini
raccolte dall’altro concorso promosso da Subway: “TrattoPen”, dedicato
ad illustratori e grafici e che aveva
visto l’adesione di diversi creativi
trevigiani.
Il libro, già disponibile presso la sede
del Progetto Giovani, si intitola “Racconti in Linea”, è gratuito e presenta
10 racconti e 7 illustrazioni.
tà più o meno fantastiche, sorrette
però sempre da immaginazioni vive,
esuberanti, coinvolgenti. Una lettura
per più versi appassionante, a volte
drammatica, intensa; altre surreale,
in più di un caso divertente.”
Non resta che leggere allora. A tutti
buon divertimento!
Questi i titoli e gli autori:
“Profili” di Sara Stangherlin
“Nord-Rest” di Ila Covolan
“Odierna Odissea” di Francesco Rullani
“Chiamatemi Nessuno!” di Matteo Modesto
“Il Fantasma nella Metropolitana”; “TO
8”; “L’albero della Speranza” di Lora
Vankova
“In attesa” di Simone Menegaldo
“Babbo Natale”; “Suicidio” di Carolina
Cattai
“L’incontro” di Francesca Bergamaschi
“Il volo di Giorgbest” di Giovanni Battistuzzi
“Zio argentino” di Francesco Zanolla
Gli autori delle illustrazioni sono:
Andrea Vettorello, Giada Comin, Irene
Sartor, Marika Santarossa, Carolina Potente, Giulia Tesser e Alberto Parolin.
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N2
NeroPlasma 1 1
VACANZE
nziale
Sitografia esse
CORSI DI LINGUE
VOLONTARIATO
www.language-learning.net/it
Utilissima fonte d’informazione
per corsi di lingua, collegi, scuole
alberghiere e altri programmi di
studio internazionali.
www.portaledeigiovani.it
Nella sezione Volontariato si possono trovare alcuni indirizzi utili di
associazioni che organizzano campi
di lavoro in tutto il mondo.
www.europa-pages.com
Per studiare l’inglese nel Regno
Unito o in Irlanda, il francese in
Francia, il tedesco in Germania e
lo spagnolo in Spagna.
Siti utili per campi di volontariato
in Italia.
www.educationuk.org
Database per la ricerca di corsi di
lingua inglese organizzati da scuole
riconosciute dal British Council.
www.diplomatie.gouv.fr
Sito del Ministero Francese degli
Affari Esteri, con una sezione dedicata all’’apprendimento del francese in Francia e nel mondo.
www.manitese.it
www.lipu.it
www.wwf.it
www.legambiente.it
www.gruppiarcheologici.org
Alcuni (dei molti) siti utili per la
ricerca di campi di volontariato
all’estero.
www.afsai.it
www.cervantes.es
Sito ufficiale dell’Istituto Cervantes - Centro Culturale Spagnolo.
www.oikos.org
www.goethe.de
Sito ufficiale del Goethe Institut Centro Culturale Tedesco.
www.volint.it
30
www.legambiente.eu
www.lunaria.org
www.sci-italia.it
NUOVI ORARIni
va
Al Progetto Gio
Dal gennaio di quest’anno, il
Progetto Giovani ha modificato i suoi orari. Data la sua duplice valenza di Informagiovani e Spazio Giovani (simile al precedente Centro Giovani) si è ritenuto opportuno diversificare i momenti di apertura a
seconda delle esigenze del pubblico, che
sia in un senso che nell’altro spesso sono
altamente specifiche. Per capirci, chi
chiede informazioni sul mondo del lavoro, non necessariamente è interessato a
proporre la realizzazione di un concerto
musicale… e viceversa! Questa possibile
compresenza in passato rischiava di creare dei leggeri imbarazzi nell’utenza, soprattutto tra i più giovani. Per garantire
quindi la dovuta, e doverosa, attenzione
a tutti, l’équipe del Progetto Giovani, in
accordo con l’Amministrazione Comunale, ha stabilito di esplicitare ulteriormente la duplice natura del servizio istituen-
do le nuove modalità d’accesso.
INFORMAGIOVANI
Per tutto ciò che concerne lavoro, corsi
di formazione, scuola, cultura, esperienza all’estero, vita sociale, turismo, gestione annunci: Lunedì dalle 14.00 alle
19.00 / giovedì dalle 14.00 alle 18.30 e
venerdì dalle 10.00 alle 13.00.
SPAZIO GIOVANI
Per quei gruppi o associazioni che abbiano interesse a partecipare alle iniziative
del Progetto Giovani e/o che vogliano
proporre iniziative e/o progetti; per tutti coloro che necessitano di uno spazio
di incontro, di ascolto, di consulenza
legato all’arte, al cinema, alla musica:
Lunedì dalle 14.00 alle 19.00 / giovedì
dalle 14.00 alle 18.30 e venerdì dalle
14.00 alle 19.00.
SALAMANDRA PASS
Dai primi
mesi di quest’anno è
finalmente disponibile anche al Progetto
Giovani di Treviso la Salamandra Pass. Per
chi ancora non la conoscesse, la Salamandra Pass è la tessera rivolta a studenti e
lavoratori della provincia di Treviso, senza
limiti d’età, che garantisce ai possessori
sconti reali, agevolazioni e promozioni in
numerosi negozi, locali ed attività commerciali convenzionati. Il Pass è distribuito gratuitamente a tutti gli studenti delle
scuole superiori di Treviso in collaborazio-
ne con la Consulta Provinciale degli Studenti. Oltre a trovarla al Progetto Giovani
potrai recuperare Salamandra Pass presso
la Fotocopisteria dello Studente (Vicolo
San Pancrazio, 26 - Treviso).
Attenzione! Gli sconti non sono cumulabili con nessun altra promozione in corso; la tessera è personale e non cedibile.
Potete collaborare a migliorare il servizio
segnalando prontamente inconvenienti e
possibili nuove convenzioni a [email protected]. Buono shopping a tutti!
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neroplasma - Progetto Giovani del Comune di Treviso