N2 np 11 a m s a l p o r ne ero | cultura | tempo lib attualità | tendenze NI TR EV IS O PR O GE TT O GI O VA N2 NeroPlasma 1 1 SOMMARIO Città di Treviso Nero Plasma : Tempo Libero Editoriale......................................................................... 3 Il nostro impegno. Intervista all’Assessore Michielon....... 4 Progetto Giovani. Dove possono esporre i giovani trevigiani....................... 6 Da Canova a Picasso, piace ai giovani.............................. 7 Treviso “Battito d’ali”, stimolante opportunità.................. 9 Teatro è bello, ma va promosso.................................... 11 Istituto Alberini “Risorgimento del gusto”...................... 14 Andare in vacanza. Dove, quando, che fare................... 15 All’estero....................................................................... 16 Con il Centro Turistico Studentesco............................... 18 Per ostelli...................................................................... 18 Essere o apparire, i giovani e la moda........................... 19 Viaggio tra i giochi........................................................ 22 Giocar di ruolo. Fantasticamente................................... 24 Il cuore di Treviso.......................................................... 26 Racconti in Linea........................................................... 28 Vacanze. Sitografia essenziale....................................... 30 Nuovi orari al Progetto Giovani...................................... 31 Salamandra pass............................................................ 31 Editore: Comune di Treviso Reg. trib. di Treviso N° 1071 del 25/9/98 Direttore responsabile: Angelo Squizzato Redazione: Alberto Bettiol, Valeria Cavasin, Stefano Maronese, Giulia Minet, Mauro Negretto, Nicola Paladin Grafica e impaginazione: Marco Favero PROGETTO GIOVANI DEL COMUNE DI TREVISO Via San Liberale, 10 - 31000 Treviso | tel. 0422 541616 e-mail: [email protected] | web: www.progettogiovanitv.it 2 orario di apertura: Informagiovani mar. e ven. 10.00-13.00 / 14.00-18.30 - mar. e mer. 14.00-18.30 Spazio Giovani lun. e ven. 14.00-19.00 - gio. 14.00-18.30 EDITORIALoEntano c I giovani si rac I giovani trevigiani si raccontano: parlano degli hobby che coltivano, della musica che amano, dei negozi dove entrano, degli artisti che incontrano, dei libri che leggono, dei viaggi possibili ed a prezzi a loro portata. Lo fanno in questo loro giornale che fa parte del “Progetto Giovani” dell’Amministrazione comunale di Treviso, gestito dalla Cooperativa sociale “Insieme Si Può”. Giovani trevigiani vestono i panni di giornalisti per spiegare il loro pianeta, per interpretarne umori, per cercare di coglierne tendenze. È una scrittura fresca, spontanea, essenziale, che fa emergere realtà positive, dinamiche, ricche di potenzialità. Si evidenzia, in particolare, la necessità di spazi e di opportunità, dove la nuova generazione possa esprimersi con genuinità e con sincerità. I ragazzi “bussano” chiedendo ascolto per il proprio fertile protagonismo. Il comune di Treviso risponde positivamente, come conferma lo stesso “Pro- getto Giovani” con gli spazi e con le attività che promuove e supporta. Proposte che vengono realizzate, idee allo studio, programmi in cantiere. Tutto questo si legge in questo numero di “Nero Plasma”, che dedica, in particolare, articoli ai due volumetti “Racconti in linea” e “Cuore di Treviso”. Belli e stimolanti. Entrambi editi dal “Progetto Giovani”. Uno raccoglie i più bei racconti di ragazzi che per la prima volta si misurano con l’arte dello scrivere: narratori in erba. Cresceranno. Il secondo libro è un viaggio dentro le associazioni di volontari presenti a Treviso. Un censimento di tante realtà, piccole e grandi, tutte significative, che dicono quanto la generosità e la gratuità siano valori forti a Treviso. E tanti giovani sono in primissima fila. È il sogno di una società che guarda con fiducia al futuro, cercando di costruire qualcosa di buono che resta e che rende la comunità più coesa. Mirando al bene comune. 3 N2 NeroPlasma 1 1 O, N G E P IM O R T S O N IL sprimersi e i d i n a v io g i àa it dare opportun a uro Michielon illustr ndizione Giovanile Ma Co a all le na mu Co L’Assessore tive. ività e strategie opera obiettivi, progetti, att Per Mauro Michielon, Assessore alla Condizione Giovanile, le Politiche Giovanili dell’Amministrazione Comunale di Treviso si possono condensare in uno slogan: “Prevenire il disagio, dare più opportunità per esprimersi”. Si tratta di creare momenti di aggregazione e di socializzazione, stimolare creatività, provocare confronti. In altri termini i giovani chiedono di poter esprimere quello che sentono: vocazioni, emozioni, sentimenti, abilità, estro, fantasia. Dunque, quello che si propone ad essi è una palestra o tante palestre nelle quali possano mettersi alla prova e liberare potenzialità. Una di queste “palestre” è “Prospettive Eccentriche”, piccolo festival della creatività dei giovani trevigiani. L’esperienza sta crescendo e si sta qualificando. Trova un sempre maggiore consenso. Ne è conferma e testimonianza la mostra della creatività allestita a Ca’ da Noal, luogo storico di Treviso, cuore della città. Mauro Michielon: “È veramente una fertile esperienza, ricca di idee, di proposte, di realizzazioni. Abbiamo coinvolto le scuole per una maggiore partecipazione e motivazione. Si può essere presenti con la scuola o individualmente”. 4 - Prospettive Eccentriche, assessore, è una bella realtà, tanto che sta diventando calamita dei giovani: quest’anno è raddoppiato il numero delle scuole partecipanti. “È calamita, ma abbiamo idee interessanti per il prossimo anno. Preferisco non scoprire le carte, ma vorremmo coinvolgere nella manifestazione la città storica. Farne una iniziativa diffusa e viva, che faccia avvertire la forza della presenza dei giovani. Ci piacerebbe mettere in dialogo i giovani con la città”. - Le iniziative, collegate con il Progetto Giovani, che hanno dato maggiori soddisfazioni? “Credo che a tutte le proposte fatte e opportunità prospettate sia stata data una risposta eccellente. Abbiamo parlato di Prospettive Eccentriche, ma anche “Divergenze Sonore”, il concerto dei gruppi delle sale prova ha appassionato i ragazzi. La musica li coinvolge e li entusiasma: quella prima di tutto che appartiene al loro mondo. Abbiamo creato per questi giovani occasioni che hanno consentito loro di provare, di misurarsi e di esibirsi. A proposito di musica stiamo pensando ad un giugno musicale. Dalle 18 alle 20.30 giovani che suonano nelle principali piazze di Treviso: è un modo per rendere vive le piazze e per i gio- vani di vivere dentro la città. Splendida la giornata al Teatro comunale: si sono esibiti quasi 250 ragazzi delle scuole medie (con il coro formato dai ragazzi delle elementari Fanna e Masaccio). Dove si è vista l’opportunità per i ragazzi di essere protagonisti nel Salotto buono della musica trevigiana”. - I giovani chiedono, però, anche spazi dove incontrasi, sperimentare attività, seguire corsi, ad esempio di fotografia... “Ci stiamo pensando e siamo vicini alla soluzione: un vecchio edificio da sistemare che diventerà il luogo dei ragazzi dai 12 anni in su, i quali potranno ritrovarsi, avere spazi ed opportunità per le loro esigenze creative ed artistiche”. - A proposito di opportunità, come è accolto Qwert, il social network territoriale protetto per ragazzi dagli 11 ai 14 anni? “È una proposta pilota, alla quale hanno già aderito oltre 500 ragazzi, che possono in rete comunicare tra loro, parlare, chattare, socializzare, condividere, informarsi. In piena libertà e serenità, sicuri da rischi. Una piazza virtuale ed educativa nella quale sono coinvolte famiglie e scuola. Per restare nel campo della comunicazione e della creatività sono proposte interessanti Subway Letteratura e Premio Città di Treviso, stimolanti opportunità per i ragazzi di scrivere e pubblicare, di misurarsi quindi con la scrittura, e le audioletture. Sempre per i giovani uno strumento di informazioni e di conoscenze è l’opuscolo “Il cuore di Treviso” guida alle associazioni del comune: sono indicati soggetti e luoghi dove si fa vita sociale, si respira cultura, si organizza il tempo libero, si pratica lo sport. C’è nel comune di Treviso un’ampia ricchezza di associazioni e di opportunità: è importante però che se ne sappia l’esistenza, l’attività e lo spirito con cui operano per gli opportuni contatti. “Il cuore di Treviso” risponde a questa esigenza”. - Obiettivi, dunque, sostanzialmente centrati? “Sicuramente stiamo lavorando con buoni risultati. È importante prevenire il disagio, prima che questo diventi patologia, e offrire ai giovani occasioni per dare il meglio di sé, per esprimersi creativamente”. 5 N2 NeroPlasma 1 1 VANI evigiani PROGETTOpoGrrIO e i giovani tr es Dove possono All’inizio è stata una piccola scommessa... avremmo dato spazio all’arte giovanile nella nostra sede di via San Liberale e creato delle piccole personali di pittura, fotografia, disegno, fumetto... Ciascun artista avrebbe avuto tre settimane tutte per sé, in cui avrebbe potuto presentare i propri lavori, farli visionare con calma, farli conoscere non solo ad amici o parenti. Avremmo fatto le cose per bene, per quanto possibile ovviamente: non siamo una galleria d’arte, ma qualcosa saremmo riusciti a fare. Avremmo attrezzato alcune pareti dell’ufficio per ospitare una dozzina di opere; fatto delle cartoline e dei manifesti, ne avremmo data notizia alla stampa, avremmo promosso le varie esposizioni sul nostro sito e più tardi in Facebook; avremmo organizzato dei piccoli rinfreschi inaugurali: veri e propri vernissage in miniatura. Era l’inizio del 2010, cominciammo con due ragazze, d’accordo a condividere lo spazio ed esporre insieme. Se ne parlò un poco, la voce cominciò a girare e nel giro di pochi mesi fummo costretti a deludere chi si aspettava di riuscire a esporre nel giro di un paio di settimane: eh no! se ne riparla a fine anno... oppure: spiacenti ragazzi, ma il 2011 è pieno, se volte prenotiamo per gennaio 2012!!! Chi l’avrebbe detto? Un successo non diciamo insperato, ma certo sorprendente e che ci fa particolarmente piacere. Non solo perché uno 6 dei nostri obiettivi più importanti è dare spazio a più gente possibile, ma anche perché per l’ennesima volta, cosa che non ci stancheremo mai di ripetere, la presenza di questi giovani creativi ci dice chiaro e tondo che di cose in giro ce ne sono, di fermento ce n’è. Solo che a volte, forse troppo spesso, mancano le occasioni, le opportunità. Nel nostro piccolo cerchiamo di fare qualcosa: sia per l’arte figurativa (avete letto di Prospettive Eccentriche nell’articolo d’apertura?), che per la musica (oltre alle sale prova quest’anno ci sarà anche il concorso musicale “Ritmi Globali Europei” di cui parleremo in un prossimo numero), sia per la scrittura (il libro di Subway e naturalmente il “nostro” Nero Plasma)... Se poi qualcuno ha delle idee, delle proposte interessanti che possono coinvolgere altre persone, siamo qui per parlarne e vedere se si riesce a portare in porto qualche progetto nuovo. Chiudiamo con una piccola carrellata che vuole essere anche un riconoscimento per tutti coloro che ad oggi hanno esposto qui da noi e che ricordiamo con grande piacere: Ilaria Berto e Federica Pagnan; Tommaso Girardi; Monica Panican; Lucia Borgo; Davide Chiaradia; Pietro Matese; Paola Cesen; Michele Amaglio; Luca Mauceri; Alexandra Popescu; Monica Righetti. A tutti il nostro più grande in bocca al lupo! SO, S A IC P A A V O N A C DA ni piace ai giova “Il pittore e la modella: da Canova a Picasso” è il titolo della mostra d’arte voluta da Fondazione Cassamarca e ospitata presso la Casa dei Carraresi. Anche per il 2011 si è quindi rinnovato l’appuntamento con la grande arte nella nostra città. La mostra, apertasi a novembre, doveva inizialmente concludersi il 13 marzo, ma è stata prorogata sino al 17 aprile. Rispetto agli anni precedenti, si è registrato un incremento delle presenze giovanili: tra i ragazzi, infatti, riscuote maggiore successo l’arte contemporanea. In tale senso sono state rilevanti anche la presenza di un artista molto popolare quale Hugo Pratt, la varietà dell’offerta artistica e la tematica affascinante della bellezza femminile. Molti studenti usciti da scuola hanno scelto di passare un pomeriggio nelle sale dell’esposizione: si trattava, infatti, di una mostra assai stimolante anche dal punto di vista didattico. Immancabili, poi, gli studenti universitari iscritti a facoltà umanistiche e artistiche. D’altra parte, i prezzi dei biglietti erano più che ragionevoli e in essi era compreso il noleggio di un’audioguida che, fornendo alcuni accenni di base e senza essere eccessivamente tediosa, consentiva ai profani di avvicinarsi con maggiore facilità all’analisi dei diversi dipinti. L’organizzazione era efficiente e l’ampiezza degli orari di visita (tutti i giorni dalle nove alle diciannove) consentiva di evitare eventuali code. Il tema scelto era uno dei motivi ricorrenti della storia dell’arte contemporanea e permetteva al visitatore di ripercorrere, partendo dall’analisi di opere pittoriche, l’evoluzione della cultura occidentale dal diciannovesimo secolo sino agli anni sessanta del novecento. I protagonisti c’erano tutti (Canova, Van Gogh, Boccioni, Munch, De Chirico, Picasso, Warhol, Guttuso, solo per citarne alcuni tra i più celebri). Le tele esposte non erano necessariamente quelle più conosciute dei vari artisti, quanto piuttosto quelle più funzionali alla struttura della mostra, in quanto permettevano di cogliere al meglio l’evoluzione del modo di percepire la realtà da parte dei pittori nel corso delle varie epoche. In tale senso, è da elogiare il lavoro del professor Nico Stringa, curatore della mostra nonché docente > segue 7 N2 NeroPlasma 1 1 di storia dell’arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Effettivamente, per coloro che non sono abituati a frequentare mostre d’arte o comunque non hanno molta dimestichezza con la pittura, una delle chiavi di lettura più interessanti mediante la quale avvicinarsi alla visione delle opere poteva essere per l’appunto quella dell’individuazione del retroterra storico, sociologico e ideologico che si cela dietro ciascuna di esse. Pertanto, partendo dal neoclassicismo (che ebbe in Antonio Canova il massimo esponente), movimento artistico influenzato in maniera netta dall’Illuminismo settecentesco, si passava alle opere impressioniste dell’ottocento borghese sino ad arrivare al ventesimo secolo, con Edvard Munch e soprattutto Pablo Picasso a rappresentare superbamente i turbamenti e lo smarrimento spirituale del cosiddetto “secolo breve”, antitetici alle certezze positivistiche sino ad allora dominanti. La conclusione era naturalmente affidata ai maestri dell’arte pop, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, che trasformando anche 8 la modella in merce e concependola c o m e prodotto seriale (troppo facile e malizioso sarebbe il collegamento con le “veline” propinateci quotidianamente dalla televisione), bene descrivono le atmosfere e i dogmi della società industriale affermatasi a partire dal secondo dopoguerra e nella quale noi stessi oggi viviamo. Forse chi si aspettava di trovare opere celeberrime sarà rimasto deluso, ma, per la molteplicità degli spunti culturali offerti e delle angolazioni concettuali dalle quali può essere affrontata, questa mostra è da considerarsi un vero gioiellino: una boccata di ossigeno in questi tempi di crisi generalizzata del settore culturale. C’è da augurarsi che la continuità finora dimostrata negli anni non venga meno e che anzi la mostra di Ca’ dei Carraresi, oltre che appuntamento tradizionale, divenga altresì evento centrale di una rete di iniziative sempre più ampia la quale consenta di fare della città di Treviso un centro di riferimento dal punto di vista artistico e culturale. Alberto Bettiol ’ALI”, D O IT T T A B “ O IS V E TR ortunità opp una stimolante “Il battito d’ali di una farfal- la in Brasile può scatenare una tromba d’aria in Texas. Pazzia? No, scienza. Si tratta del principio di Edward Lorenz, un principio di termodinamica chimica secondo il quale ogni sistema tende a reagire ad una modifica impostagli dall’esterno minimizzandone gli effetti. Cerchiamo di renderlo masticabile: alterando leggermente i dati di un algoritmo, da esso si otterrà una curva completamente diversa da quella iniziale. Così Franco Tagliente mi racconta l’origine del nome del neonato spazio espositivo di Treviso battezzato “Battito d’ali”, per l’appunto. Ha sede in via Municipio 17, a due passi da Piazza San Vito, e si tratta di un progetto senza obiettivi di lucro, finalizzato alla libera esposizione e condivisione di arte contemporanea (incisioni, pittura, scultura e calcografia), meglio specificata come Affordable art ossia arte accessibile a tutti, o come la definisce il curatore, “democratica”. L’attività è autonoma e l’obiettivo è quello di sensibilizzare la gente e in particolare i giovani sul tema della solidarietà; infatti ogni artista che espone offre poi una dona- zione a sostegno della onlus umanitaria “Terra del terzo mondo”. Insomma le aspettative sono di creare la coscienza di una possibile relazione instaurabile tra i concetti di profit e no profit: l’intento di fare beneficenza deve concretizzarsi in un volontariato attivo che proponga e si impegni nel dare qualcosa alla comunità, senza limitarsi a chiedere per ricevere. Il profitto non diventerebbe un mero fine, ma assurgerebbe a mezzo per raggiungere il vero scopo che è l’affermazione della solidarietà sociale. Tuttavia se l’intento fosse solo questo, sarebbe lecito chiedersi il perché aprire un locale espositivo, se il fine è la beneficienza. Ebbene si torna al suo nome: perché il sogno di Franco Tagliente è di scatenare la sua metaforica tromba d’aria. “Vedi – mi dice – Pensa ad Hyde Park, uno spazio libero in cui chiunque può dire la sua. Un tizio sale su una panchina o su uno scalino di legno e parla, si esprime. “Battito d’ali” non ha la pretesa di essere l’equivalente del parco, è più che altro un anelito di essere vetrina per qualcosa che vuole nascere”, o come si legge nel sito “Uno spazio libero a disposizione di > segue 9 N2 NeroPlasma 1 1 coloro che sono impegnati a rinnovare la nostra civiltà con l’arte, la cultura, la solidarietà”. Ciò che Tagliente spera di veder nascere sono i sintomi di una rivoluzione culturale guidata dai giovani, tanto che afferma: “L’unica cosa che la mia sciagurata generazione può fare è dare le sorti del mondo ai giovani. Personalmente sarei felice di mettermi in parte all’interno di Battito d’ali e lasciarlo gestire ed organizzare ai ragazzi”. Gli altri ingredienti per tale rivoluzione saranno tutte le arti. In programma ci sono spettacoli di teatro dell’oppresso (un teatro di tipo sociale), caratterizzato dalla recitazione di persone, non di attori. A ciò si aggiungano gli eventi già organizzati in collaborazione con Icare, Cittàmia, e le nuove idee, come ad esempio la serata del riciclo. Un calendario così denso, ma anche la folla di oltre duecento persone che hanno partecipato all’inaugurazione il 26 Maggio, sono spie che fanno sospettare che il sogno possa ambire a non essere più tale. Mi piacerebbe concludere questo quadro con altre parole dette dal signor Tagliente: “La sociologia dice che perché si scateni qualcosa di grande bastano numeri piccoli. In una realtà culturale e giovanile come quella di Treviso basterebbero pochi uomini per cambiare da così a così. Qualcosa di insignificante ma con dei buoni sentimenti può portare a tanto. Il mio sogno è piccolo; come un rialzo di legno ad Hyde Park...” Nicola Paladin Siti interessanti: www.ilbattitodali.com www.terradelterzomondo.org www.theaffordableartfair.com 10 TEATRO È BELLO, so ma va promos atro Comunale. Pupo direttore del Te Intervista a Federico In un film del 1968, “Baci Ru- bati”, il regista François Truffaut scrive per un suo personaggio una battuta diventata celebre: “il teatro è come l’esercito: un meraviglioso anacronismo.” Questione tutt’altro che scontata già allora, figuriamoci oggi. Parafrasando Truffaut ci siamo chiesti: nell’era di internet, dei cellulari, della tv digitale il teatro “tiene botta”? E se sì, come? E che rapporto hanno con esso le giovani generazioni? Lo abbiamo chiesto a Federico Pupo, responsabile del settore “Direzione Organizzativa Eventi e Spettacoli” per la Teatri e Umanesimo Latino SPA, ente gestore del Teatro Comunale di Treviso. Con una certa sorpresa apprendiamo da Federico che la presenza maggiore di persone tra i 18 e i 30 anni si ritrova agli spettacoli di danza. “La danza contemporanea sta vivendo un periodo d’oro. Senza dubbio è l’ambito artistico attualmente più attento alla sperimentazione e all’innovazione. Con uno spettacolo di hip hop abbiamo fatto il tutto esaurito… una cosa molto moderna insomma. Con la musica, ad esempio, proposte del genere sarebbero più difficili da sostenere.” Parlare di giovani e teatro è comunque complesso, sono tanti gli elementi da prendere in considerazione. “L’origine della ridotta affluenza di un pubblico giovanile (ridotta sicuramente rispetto ad altre forme di spettacolo) non sta né nella proposta, né nel costo del biglietto, né negli orari, né tantomeno nel giorno di programmazione. Esiste un problema di fondo che è essenzialmente culturale. Prendiamo la musica cosiddetta classica. Nei paesi anglosassoni la pratica musicale è molto diffusa, a qualsiasi livello. La gente impara a suonare uno strumento, anche se non ne farà una professione, per puro piacere personale, per fare musica insieme. E come impara a strimpellare, impara presto ad andare a teatro, dove non è richiamata tanto dal grande nome, quanto piuttosto dal repertorio. Si va ad ascoltare musica di Bach, indipendentemente che al piano ci sia un interprete di fama internazionale, che conta certo, ma fin là”. E allora più gente andrà a teatro, più investimenti verranno messi in campo, più sostegno verrà garantito dalla politica. È il caso dell’Inghilterra. E l’Italia? Nonostante le numerose eccellenze di cui dispone, il nostro Paese è in tutt’altro tipo di situazione. Che fare dunque? Federico non ha dubbi: bisognerebbe lavorare di più sulla formazione. Formazione che non può certo essere garantita dal Teatro, che non può farsene carico, ma dalla Scuola. “Da ex insegnante posso dirti che troppo > segue 11 N2 NeroPlasma 1 1 è lasciato alla disponibilità del singolo docente; col risultato che nel momento in cui questo lascia per le ragioni più disparate, quanto è stato da lui costruito crolla. Non c’è passaggio di testimone, perché nella maggioranza dei casi non esistono programmi ministeriali a sostegno della cultura e quindi non è possibile garantire una continuità e di intenti e di risultati”. È un fatto che, restando nel campo della musica, l’unico sistema per imparare uno strumento all’interno di quella tradizione che definiamo classica sia la scuola privata; quella pubblica sembra ignorare la questione (conservatori e licei musicali esclusi ovviamente!). “E questo è gravissimo. Non solo perché esiste una tradizione musicale di sconfinata ricchezza (e bellezza!), di cui per altro molto rock è debitore… ma perché così facendo spesso si inibisce quell’elemento straordinario che è la capacità di esprimersi. L’espressione artistica rappresenta un fenomeno complesso dal punto di vista psicologico, perché richiede di mettersi in gioco, di lasciarsi coinvolgere, di abbandonare molte sicurezze. Sono convinto che l’arte, praticata anche a livello dilettantistico, sia 12 in grado di facilitare la costituzione di una personalità armonica, aperta alle sollecitazioni, agli stimoli, reattiva. E le ricadute sarebbero evidenti anche per chi deve fare i salti mortali per garantire una programmazione almeno interessante. Imparare a suonare ti porta a confrontarti con altri interpreti, ad ascoltare altre proposte per cui l’approdo a teatro diventa quasi inevitabile. Se questo accadesse allora i teatri potrebbero fare di più, perché potrebbero contare su un pubblico attento, preparato, in grado di avvicinarsi ai concerti con ben altro livello di competenza”. Si devono creare insomma le occasioni perché la gente superi questo stato di diffidenza e torni a Teatro. Federico ci ricorda un grande evento tra maggio e giugno: quaranta serate di teatro con gli alunni delle scuole medie. Dove ad essere protagonisti, non solo tra il pubblico, ma soprattutto in scena, saranno i ragazzi stessi. “Gli spettacoli sono il risultato dei laboratori teatrali condotti nelle scuole e le serate le faremo tutte al Teatro Eden. Ci saranno testi classici, ma anche autoprodotti. E la cosa interessante è che tutto, dalla regia, alla scenografia, alle luci, alla recitazione ovviamente, vedrà la partecipazione diretta dei ragazzi. Noi crediamo moltissimo in questo genere di operazioni: se su tot studenti una percentuale anche minima si lascerà conquistare dalle suggestioni del teatro, il teatro tutto c’avrà guadagnato, perché potrà contare su linfa nuova, su nuovi stimoli, su nuove idee. E solo allora la partecipazione sarà garantita.” Se il Teatro è Cultura, e certamente lo è, dobbiamo sostenerlo, difenderlo e proteggerlo. Non di solo calcio vive l’uomo… o no? La redazione 13 N2 NeroPlasma 1 1 LBERINI ISTITUTO A el Gusto” “Risorgimento n dotti tipici Quattro serate con i pro e ottocentesca. regionali della tradizion La cucina che ha proposto ai suoi ospiti di ripercorrere le tappe fondamentali della Storia dell’unificazione d’Italia si chiama Istituto Massimo Alberini. L’iniziativa didattico-culturale “Risorgimento nel Gusto - 150 anni di sapori dall’unità d’Italia” si è articolata in quattro appuntamenti (dal 30 marzo al 29 aprile scorso; n.d.r.) che hanno visto gli aspiranti chef della scuola alberghiera impegnati nella preparazione di deliziosi piatti tipici della tradizione ottocentesca. Gli ospiti erano novelli conti di Cavour, futuri Re d’Italia, garibaldini alla conquista delle culture enogastronomiche della penisola. Partecipo anch’io ad una di queste serate. La scuola alberghiera mi accoglie con i suoi vetri e le sue luci, le scalinate sono spartiti da suonare con i tacchi alti. Cravatte e completi neri mi accompagnano verso il buffet, camerieri molto competenti mi servono un calice di bianco fermo che si sposa meravigliosamente con le sarde beccafico che sto degustando. La “soirée” a cui sono stata invitata è intitolata “Il Regno delle Due Sicilie”, e vuole onorare il Sud del 1860. Con tanto di piante di arancio ai lati delle porte. Le serate precedenti erano state dedicate invece al Piemonte, mentre l’ultima si orienterà sul Veneto – strappa- 14 to all’Austria nel 1866. Ogni cosa nella grande sala richiama il tricolore, tra tavoli rotondi ed imperiali si scorgono dipinti dell’epoca, “Il bacio” oppure “La misericordia”. Mi siedo curiosa di scoprire cosa saranno mai le cuzzole, se nella sicilianissima pasta con le sarde sentirò il sapore del finocchio selvatico e quello dello zafferano nel formaggio Valvo prodotto nelle colline di Enna, e da cosa saprà poi il cioccolato di Modica? Il progetto si è rivolto tanto agli studenti dei corsi serali, coinvolti in primis nell’aspetto organizzativo e professionale, quanto agli ospiti con un duplice impegno: fornire saperi e costruire consapevolezze. Interessante l’intervento del dirigente scolastico, Pietro Lorenzon, che ha spiegato con passione cosa anima l’iniziativa “Risorgimento del Gusto”. “Vogliamo – ha detto Lorenzon – che i nostri studenti riscoprano il valore e lo spessore culturale delle tradizioni regionali dell’Italia, ci auguriamo che in questa ricchissima specificità di usanze trovino la loro identità. Siamo convinti che questa identità con le radici e la storia locale permetterà loro di rapportarsi al diverso con serenità, grazie ad una più profonda comprensione del territorio e delle sue caratteristiche così variegate”. Valeria Cavasin CANZA ANDARE IN VA e fare ch Dove, quando, L ’estate può rappresentare una buona occasione per vivere la prima entusiasmante esperienza all’estero senza i genitori. E le vacanze studio, che uniscono corsi linguistici ad hoc e attività ludico - ricreative di vario tipo, sono senza dubbio la proposta più apprezzata dai giovani e dalle loro famiglie. Ma cosa si fa esattamente in una vacanza studio? Due o tre settimane di pesantissime lezioni di inglese tenute da noiosissimi professori che ci rifilano un impolveratissimo libro di grammatica? Mettetevi tranquilli, perché non sarà così!!! Oggi le varie agenzie propongono un’infinità di soluzioni adatte a soddisfare qualsiasi esigenza, senza mai tralasciare il giusto spazio da dedicare al tempo libero. I corsi rivolti a giovani o giovanissimi, sempre improntati ad un approccio dinamico e comunicativo, solitamente oscillano tra le 20 e le 30 lezioni a settimana, in gruppi omogenei per livello. È possibile trovare anche soluzioni studiate ad hoc (corsi mirati alla preparazione degli esami di certificazione, o pacchetti one-to-one a casa dell’insegnante). Gli studenti universi- tari possono usufruire di un ventaglio di proposte molto ricco: dai corsi di lingua professionale per poter lavorare all’estero, a quelli che combinano studio e stage, ad altri che oltre all’insegnamento della lingua propongono varie attività culturali, come la fotografia o la storia dell’arte. Un’opportunità unica per gli universitari e per chi ha già deciso o sta pensando di iscriversi ad un’università straniera è rappresentata dalle summer schools proposte dai vari atenei, che hanno finalità propedeutiche all’inserimento nella realtà universitaria. La scelta dell’alloggio dipenderà unicamente dalle vostre esigenze e dalla fascia d’età: se per i più piccoli è fortemente consigliata la permanenza in college, per gli studenti delle superiori può essere più indicata un’esperienza in famiglia, mentre per i più grandi è possibile anche optare per soluzioni diverse, come il self – catering o la sistemazione autonoma. Per quanto riguarda le attività ricreative, tutte modulate sulla fascia di età a cui il corso si rivolge, c’è solo l’imbarazzo della scelta: sport, giochi, > segue 15 N2 NeroPlasma 1 1 > continua nza andare in vaca escursioni, gite culturali, feste e serate a tema e molto altro… Programmi dinamici e coinvolgenti per impreziosire la vostra vacanza e facilitare anche la nascita di nuove amicizie. Se orientarsi tra le decine di offerte dei vari enti può non essere facile, ci sono comunque alcune regole d’oro che vi permetteranno di fare la scelta giusta. Innanzitutto chiarite subito i vostri obiettivi e le vostre aspettative; solo così sarà possibile individuare il programma giusto per voi. Informatevi poi per tempo; scaricate una copia della “Guida Vacanze” curata dal PG di Treviso con la presentazione di decine di enti e agenzie. Date priorità a quelle agenzie che hanno un recapito diretto nel territorio, in modo da poter incontrare personalmente i referenti e presentare loro tutte le vostre esigenze. Osservate, e poi verificate, con occhio attento le certificazioni di qualità e i riconoscimenti guadagnati dalle varie scuole o dagli stessi enti. Infine comparate con attenzione i prezzi: la competitività è alta e offrire un buon servizio ad un prezzo ragionevole è l’obiettivo principale di ogni agenzia; ma diffidate da costi troppo contenuti: un programma vacanza – studio troppo economico può nascondere delle mancanze qua e là. Allora, siete pronti a partire? 16 ALL’ESTERO A rriva l’estate è dilaga la voglia di viaggiare, di spostarsi, di conoscere posti e culture diverse. Le tradizionali vacanze studio all’estero rappresentano un ottimo inizio, ma c’è molto di più! Il Progetto Giovani, punto locale Eurodesk, fornisce un accurato servizio di informazione e orientamento circa le opportunità offerte ogni anno da associazioni, enti e società private. Andare all’estero può significare scegliere di mettere il proprio tempo a disposizione degli altri e di una buona causa. Se sentiamo che questa potrebbe essere l’esperienza giusta per noi, un campo di volontariato o di lavoro è senza dubbio la proposta più adatta. Diversissime le tematiche su cui si sviluppano i progetti: dal sociale all’ambiente alla cultura, per una durata che oscilla solitamente tra le 3 e le 4 settimane. Partecipare è facile perché non vengono quasi mai richiesti requisiti particolari; buona volontà, adattabilità e impegno sono elementi più che sufficienti per avere successo in questa esperienza! Le destinazioni possono essere le più varie, in Italia e in Europa, e dopo aver maturato un po’ di esperienza si potrà puntare anche su mete extraeuropee. In ogni campo è prevista la presenza di un Coordinatore, responsabile del corretto svolgimento di tutte le attività. Il lavoro occupa dalle 4 alle 7 > continua all’estero ore a giornata, a seconda del progetto; sono poi previste alcune giornate libere da dedicare ad escursioni o ad approfondimenti sulle tematiche del campo. Nei progetti di volontariato all’estero le sistemazioni sono sempre un po’ spartane, ma il valore aggiunto dell’esperienza sta nel vivere in un ambiente internazionale (i volontari italiani ammessi sono infatti circa 2 per ogni progetto), in cui ci possa ogni giorno confrontare e arricchire reciprocamente. Negli ultimi anni sono sempre più numerosi i ragazzi che si rivolgono al PG in cerca di informazioni su corsi di lingue estivi combinati ad uno stage o ad un lavoro retribuito. Per evitare spiacevoli delusioni è tuttavia necessario considerare con estrema cura alcuni elementi: competenza linguistica, ricerca dell’alloggio, necessità di avere a disposizione un fondo per le emergenze… e soprattutto la situazione economica attuale che, rispetto al passato, rende più difficile trovare lavoro all’estero. Può essere quindi utile, soprattutto se siamo alle prime armi, rivolgerci ad un’agenzia specializzata in pacchetti work&study. Spenderemo qualche euro in più, ma almeno partiremo tranquilli sapendo di avere un riferimento certo per ogni emergenza. Per chi, invece, ha già esperienza e vuole muoversi autonomamente possono essere utilissime risorse on-line, pubblicazioni specializzate in offerte di lavoro (che sempre più spesso presentano una sezione dedicata al lavoro all’estero), riferimenti di agenzie interinali o di centri per l’impiego locali. Un’esperienza all’estero è il modo migliore per arricchire la vostra estate e la vostra formazione, per scoprire nuove realtà e per riuscire a vedere con occhi diversi le vecchie. Come diceva Mark Twain, appassionato e avventuroso viaggiatore, “Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.” 17 N2 NeroPlasma 1 1 CON IL CTS Studentesco o ic t is r u T o r t Al Cen D a molto tempo ormai, il Progetto Giovani di Treviso, punto locale Eurodesk, ha avviato una collaborazione con CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile), storica associazione che da quasi 40 anni propone pacchetti di viaggio e di studio all’estero, per giovani e meno giovani. La collaborazione tra i due enti si basa sulla condivisione di valori e idee importanti, in primis la convinzione che il viaggio rappresenti una straordinaria opportunità di crescita consapevole e di partecipazione. Ogni primo martedì del mese, presso la sede del PG in via San Liberale, è possibile avere un colloquio personalizzato con un referente della sede CTS di Castelfranco Veneto; a seconda delle nostre necessità e dei nostri desideri ci saranno illustrate tutte le proposte più adatte a noi: soggiorni au pair, pacchetti work&study, tirocini, viaggi, vacanze studio… Un’occasione importante per testare con mano l’esperienza e la professionalità di chi, dal 1974, fa muovere ogni anni migliaia di giovani. Contattate il PG per informazioni sulle prossime date in calendario! PER OSTELLI P er chi desidera viaggiare con un occhio attento al budget gli ostelli della gioventù (oggi aperti anche agli adulti) sono senza dubbio la soluzione migliore. Gli ostelli offrono infatti sistemazioni semplici ma confortevoli, adatte sia a famiglie che a singoli viaggiatori; particolare cura è sempre riservata agli spazi comuni, secondo la filosofia originaria di questi alloggi, che mirano non solo ad offrire sistemazioni economiche, ma soprattutto a garantire l’opportunità di scambio e condivisione tra individui di diversi Paesi e culture. Il Progetto Giovani di Treviso, punto locale Eurodesk, è un 18 centro di tesseramento AIG e condivide con l’associazione i medesimi valori del viaggio come insostituibile opportunità formativa e momento di crescita. Nel mondo si contano circa 4000 ostelli aderenti alla International Youth Hostel Federation; in Italia gli ostelli, gestiti da AIG (Ass. Italiana Alberghi per la Gioventù), sono circa un centinaio e molto spesso sono ospitati in edifici di particolare pregio architettonico, sapientemente riconvertiti in alloggi per turisti. Per saperne di più contattate il PG e visitate il sito www.aighostels.com ARIRE, ESSERE O APP da o i giovani e la m Come sta la moda “giovane” a Treviso? Evolve o involve? Esalta la creatività del singolo o la frustra? Griffe a dispetto di tutto o modelli alternativi? Certi che la moda, da sempre non solo fenomeno di costume, possa dirci molto più di quanto si creda sulla contemporaneità, abbiamo deciso di realizzare una piccola inchiesta a Treviso coinvolgendo alcuni esercenti cittadini. Per garantire pluralità di punti di vista ci siamo rivolti a quattro diversi tipi di negozi: Scout, una catena di punti vendita presente in buona parte d’Italia; Footlocker, una multinazionale mondiale; un esponente della media impresa trevigiana, Benetton Progresso Urbano e un esercizio dalla filosofia più alternativa, Ale’s Surf Shop. Armati di penna e taccuino, in base a una traccia prestabilita di domande da porre alle varie persone che avremmo incontrato, abbiamo raccolto quanto segue. Ringraziamo per la disponibilità tutti coloro che abbiamo intervistato, a volte tra un cliente e l’altro... Dove sta andando la moda tra i giovani trevigiani? Le opinioni a riguardo sono state abbastanza concordi: Treviso soffre una mancanza di idee che comporta omologazione nel modo in cui i giovani si presentano. Il genere maschile sembra il più penalizzato in questo trend; mostrano invece maggiore libertà le ragazze. Il sentore è di una città “straomologata” a livello di idee, che in ambito di moda si radicalizzano nella sicurezza della griffe, rendendo l’abbigliamento > segue 19 N2 NeroPlasma 1 1 “stereotipato e contaminato dalla mancanza di gusti personali”. Ci sono però diverse opinioni: in piccola percentuale si crede in una moda in cui ci si può immedesimare in più generi. Moda e personalità. Meglio apparire o essere? La personalità individuale è in una fase critica. I ragazzi la rinforzano, o lo credono, nascondendosi dietro ad un canone: più si è in voga e più si è protetti, col rischio che più ci si riparerà dietro ad un’immagine prefabbricata, e meno la personalità o la fantasia potranno rinvigorirsi. Da un lato si addita la mancata trasmissione di cultura agli attuali teenagers: “degli insegnamenti che i genitori hanno sempre dato ai figli anche nell’abbigliamento, ad esempio motivando la scelta di un capo al posto di un altro, non limitandosi a comprare solo in base alle marche”. Dall’altro si lamenta la massiccia invadenza dei media, la televisione per prima, responsabili di un martellante bombardamento di idee “già pronte all’uso”. Tutto ciò cresce in un terreno fertilizzato dalla globalizzazione: la superproduzione permette ai negozi di soddisfare, ovunque e comunque, le esigenze di un pubblico più cosmopolita e meno interessato alla sostanza. 20 Moda e Società. Quali influenze? Non si può più prescindere da un catalizzatore come la globalizzazione: se c’è una moda condivisa, tutti cercano di entrarci; il mercato globalizzato lo rende possibile, indi secondo le multinazionali esso è la chiave della libertà di scegliere la propria moda. Spesso gli si associa il moto mediatico che monopolizza e “crea” le tendenze prevalenti “forzando” i clienti a seguirle a scapito dei gusti. Molti negozi non sono ottimisti a riguardo. La libertà promessa dal mercato globale carica la griffe di un’aura eccessiva, confondendo il prestigio (la scuola di Vuitton o Cartier ad esempio) con il finto lusso delle blasonate marche di moda attuali (Prada, Gucci, ecc.). La globalizzazione oltre alla scelta dei marchi, tocca altre tappe della vendita: penetra nell’attività, imponendo il rapporto con essa ma anche l’attenzione. Negozianti e clienti dialogano col mercato mediante internet: da un lato la modernità suggerisce ai negozi uno shop online, per non attardarsi rispetto alla concorrenza, dall’altro però, tale binomio penalizza sia chi vende sia chi compra. Come? Ebbene, consultare i cataloghi online in apparenza può fornire i dati richiesti, ma senza filtri umani si creano vuoti non colmabili dalla globalizzazione: se un utente cerca nel catalogo una marca di scarpe, non sapendo cosa troverà nel punto vendita più vicino, ma non bada all’incognita, e chiede “x modello” di “x colore”. Se tale modello fosse presente solo in alcuni paesi, il danno colpirebbe sia il negoziante, che non ha venduto, sia il cliente, deluso di non avere la scarpa che era disponibile... telematicamente. Moda e temi. Quali conseguenze? Il tema rivela i nervi scoperti nella realtà giovanile, legati al rapporto tra personalità e moda. In primis: i modelli su cui i ragazzi si radicalizzano non sono significativi in sé, ma la loro presenza lo è; appartenere o no ad un gruppo riconoscibile è un carattere discriminante socialmente, nella misura in cui in e out assumono il significato letterale di dentro e fuori ad un gruppo di persone. Perciò avanza la paura di non essere accettati, e per evitarla si sacrifica l’immaginazione, la ricerca del proprio stile senza condizionamenti. Se i giovani, tranne certe frange estremiste, non si vestono più per sottolineare l’appartenenza ideologica (negli anni ’70 ad esempio eskimo era sinonimo di sinistra), ciò non esclude tuttavia l’adozione di alcuni modelli comuni che coinvolgono temi diversi, su tutti la musica con le sue divise, come nel Punk, nell’Hip Hop o nell’Indie Rock. Il successo “sociale” sembra dunque dipendere da una divisa riconoscibile: “non conta a cosa si appartiene, l’importante è appartenere”. O detta in altri termini: non si tratta più di essere, ma di dover essere. La globalizzazione rende i prodotti disponibili su larga scala accontentando sempre i ragazzi, i quali chiedono qualcosa solo perché è cool: il gruppo in cui vogliono stare è quello che la indossa. Ci sembra insomma, e la nostra inchiesta parrebbe confermarlo, che dietro un’apparente libertà assoluta di scelta si nasconda in realtà una prigione che impedisce evasioni fisiche, pena la discriminazione, e mentali, dato che con una simile saturazione di idee non è più nemmeno possibile fuggire nella propria fantasia. E se qualcuno uscisse dai ranghi, si togliesse la divisa e urlasse a pieni polmoni: “rompete le righe!!!”... cosa succederebbe? Nicola Paladin 21 N2 NeroPlasma 1 1 VIAGGIO, tra i giochi Vi presento un Paese che si avvicina a quello immaginato da Collodi nel suo “Pinocchio” ma molto più reale. Sto parlando della mostra “Un mondo di giochi”, rassegna di modellismo, miniature e giochi, che dal 5 al 9 gennaio ha rapito la fantasia e i sogni di piccoli e grandi. L’iniziativa è frutto di una singolare sinergia tra la ONLUS “I Care” e l’associazione “Amici del Modellismo” le quali hanno unito le forze per creare un evento allo stesso tempo ludico e umanitario. L’obbiettivo: sostenere la ONLUS trevigiana impegnata in progetti di cooperazione allo sviluppo in territori tra i più poveri dell’Africa. Sinergia che si è rivelata vincente grazie anche alla collaborazione della Camera di Commercio di Treviso che per il sesto anno consecutivo ha permesso l’uso del salone principale. La testimonianza evidente di come la città abbia accolto e apprezzato lo stimolo è stato il successo riscosso dall’iniziativa, basti pensare che l’ul- timo giorno di esposizione la coda per l’ingresso si snodava attraverso tutta piazza Borsa. All’interno dell’esposizione avreste potuto ammirare, oltre ai classici diorami ferroviari, riproduzioni di imbarcazioni dal vaporetto al galeone passando per la gondola e la portaerei; dettagliatissimi mezzi militari della prima e seconda guerra mondiale, sofisticate riproduzioni di aerei. E non è finita qui. Nella mostra c’è stato spazio tanto per le classiche automobili radiocomandate quanto per una raccolta di automobiline a pedali di ieri e oggi; riproduzioni dei mestieri di una volta (con mulini ad acqua, vecchie trebbiatrici e antiquati trattori a vapore), scavatrici, ruspe, camion, gru, case per le bambole (dettagliate fino all’inverosimile), giochi fatti con il legno e molto altro ancora. Quest’anno ho partecipato anche io con il mio modello: una città interamente costruita di lego. E ho sperimentato come non esista soddisfa- “Ma come si passano le giornate nel «Paese dei Balocchi»?” chiese Pinocchio incuriosito. “Si passano baloccandosi e divertendosi dalla mattina alla sera” Rispose Lucignolo. “La sera poi si va a letto, e la mattina dopo si ricomincia daccapo. Che te ne pare?”[...] Pinocchio saltò su senza rifiatare. Il carro riprese la sua corsa: e la mattina, sul far dell’alba, arrivarono felicemente nel «Paese dei Balocchi». Carlo Collodi - “Le avventure di Pinocchio” 22 zione più grande di vedere bambini (ma anche numerosi adulti!) incapaci di staccare gli occhi dalla mia creazione. Se nessuno mi avesse proposto di portare la mia città, sarebbe rimasta a casa e non avrebbe divertito tutti gli spettatori. Infatti “se ognuno lavorasse per sé non si riuscirebbe a creare un’occasione del genere” afferma il presidente dell’Amici del Modellismo Emilio Meneghelli “mentre la forza del gruppo permette di unire la solidarietà al divertimento”. Ed è quanto mai vero. Si aggiunge soddisfazione a soddisfazione quando il tuo modello, oltre a funzionare perfettamente, diverte il pubblico e ti fa guadagnare ammirazione e i complimenti. Per quattro giorni nella Camera di Commercio è regnata un’atmosfera giocosa e rilassata: non di rado i visitatori più curiosi si intrattenevano con gli espositori chiedendo loro dettagli sulle riproduzioni. Non sono mancati i troppo curiosi che, sperando di non esser visti, allungavano le mani sui giochi. Ma dopotutto come si fa a biasimarli? Letteralmente circondato da giochi di ogni tipo, chi saprebbe resistere? Ormai “Un mondo di giochi” è diventato un ritrovo fisso per le vacanze invernali; l’appuntamento è quindi per l’anno prossimo, per un nuovo viaggio nel mondo dei giocattoli e della fantasia. Stefano Maronese 23 N2 NeroPlasma 1 1 GIOCAR DI RUOLO te Fantasticamen Gioco di Ruolo. Se ne sente parla- re di tanto in tanto, miti e pregiudizi aleggiano intorno a quest’attività, ma di cosa si tratta veramente? Mia nonna Luciana crede che i giocatori di ruolo siano “gruppi di satanisti” mentre il mio amico Andrea G. pensa che siano coppie di scambisti dalle preferenze sessuali più svariate. Ho chiesto delucidazioni ad Ermes Cellot, presidente dell’associazione trevigiana Loggia degli Irrealisti. L’associazione ludica, completamente apolitica e senza scopi di lucro, non ha niente a che fare con sette di sorta e non ha assolutamente sfumature pornografiche (spiacente di deludervi). Che cos’è un Gioco di Ruolo? Ci sono molti modi di descriverlo, io personalmente lo paragono ad un teatro che viene realizzato intorno ad un tavolo. In questo teatro della fantasia ogni partecipante è al contempo protagonista, sceneggiatore e regista della storia. Ogni giocatore, quindi, crea attivamente. Come funziona? Per prima cosa si sceglie il gioco. Ce ne sono diversi? Moltissimi tipi, tanti quanti i generi letterari. Alcuni sono ispirati a particolari periodi storici o aree geografiche, a mode, a libri di successo oppure a grandi capolavori cinematografici 24 e persino a fumetti. Un GDR può essere ambientato nello spazio, nel Far West, in un reame fantastico infestato dai draghi, nel Giappone dei samurai, ecc. Ce n’è per tutti i gusti! Ma state seduti o vi muovete, insomma come “recitate”? Il principio dei Giochi di Ruolo è la narrazione. Ogni avventura presuppone un cosiddetto “master”, cioè quel giocatore che conosce la storia e la propone agli altri, o meglio: conosce l’inizio, il filo conduttore e i principali elementi della storia. Gli altri giocatori creano il personaggio che più hanno voglia di interpretare – ne inventano l’aspetto fisico le abilità, i pregi, i difetti – e attraverso di lui vivono e modificano quella storia. I giocatori interagiscono tra loro e con le situazioni proposte dal master. Le azioni sono simulate, descritte, raccontate e il loro esito viene deciso dalla fortuna (dadi o carte). A chi si rivolge il Gioco di Ruolo? A chiunque abbia voglia di divertirsi in compagnia e dare libero sfogo alla propria fantasia. Nella nostra associazione ci sono giocatori di tutte le età, dai quattordici anni ai quarantuno, e tutti si siedono allo stesso tavolo e si divertono allo stesso modo. Se dovessi mettere un bollino sarebbe: dagli 0 ai 99+. Cosa accomuna persone così diverse? Quando giochi smetti di essere uno studente o un imprenditore, una commessa o una cardiologa. L’età, il sesso, l’orientamento politico o la classe sociale non sono un limite, non ci interessano. Siamo legati da interessi letterari o cinematografici, ci piace stare tra amici, vivere grandi avventure e divertirci in modo sano. Com’è possibile mettersi in contatto con voi? Partecipiamo a molte fiere della provincia come ad esempio Montegames a Montebelluna il 19 giugno. Collaboriamo spesso con il negozio Hobbit di Treviso, e ci troviamo tutte le settimane. Per avere maggiori informazioni o visionare i calendari delle attività potete visitare il nostro sito: www.loggiairrealisti.it Dove vi riunite? Siamo soliti trovarci tutte le settimane a casa di uno dei soci, ma negli ultimi due anni l’associazione è cresciuta al punto che per concreti problemi di spazio abbiamo fatto domanda al Comune di Treviso per ricevere una locazione di sede fissa. Siamo in lista d’attesa! Direi che posso rassicurare la nonna e cominciare a giocare il prima possibile! Valeria Cavasin 25 N2 NeroPlasma 1 1 IL CUORE di Treviso “Il cuore di Treviso”... Questo il suggestivo titolo, ideato dalla “Bottega Grafica” dell’Istituto Penale Minorile di Treviso (che ha curato anche la copertina), della nuovissima guida all’associazionismo trevigiano. Realizzato dal Progetto Giovani del Comune di Treviso, il volume raccoglie più di 150 associazioni culturali, socio-sanitarie e sportive attive nel nostro territorio. I dati per la pubblicazione sono stati raccolti attingendo dal Registro comunale delle Associazioni di Treviso e attraverso il contatto diretto con i singoli referenti che si sono sempre resi disponibili e che ringraziamo pubblicamente in questa sede. Un lavoro lungo e complesso, ma che ci ha regalato grandissime soddisfazioni. Emerge infatti nettissimo un patrimonio di valore incalcolabile che, come puntualizza l’Assessore Mauro Michielon nell’introduzione, andava valorizzato attraverso un riconoscimento tangibile per “tutti coloro che lavorano nel volontariato dietro le quinte rendendo un servizio indispensabile per la nostra collettività”. Si trattava inoltre “di far conoscere ai cittadini le diverse realtà associative del territorio, a partire da quelle di natura sociale fino a quelle sportive”. Giustissimo! È sorprendente infatti rendersi conto della ricchezza di proposte che le associazioni trevigiane riescono ad offrire. Così come è 26 confortante toccare con mano quanto è in grado di fare una passione autentica quando decide di uscire dalla rassicurante nicchia del proprio privato per mettersi in gioco e rendersi disponibile anche agli altri. Nella guida il lettore potrà trovare qualsiasi genere di attività, dalle più comuni alle più curiose. Lo sapevate, voi, che esiste il “Gruppo Colombofilo di Treviso”? Che si occupa di allevamento e pratica del volo del Piccione Viaggiatore? Ed eravate a conoscenza, voi, dell’“Associazione Patchwork Idea – Treviso” che oltre a porsi l’obiettivo di far conoscere a quante più persone possibile il patchwork, organizza ogni anno una mostra a Ca’ da Noal? Non sono che un paio di esempi, presi a caso, ma ce ne sono molti altri. Quanto volevamo portare all’attenzione del lettore è la molteplicità di prospettive, di competenze, di interessi che animano l’associazionismo trevigiano, “nella certezza – conclude Michielon nella già citata introduzione – che esso stia diventando sempre di più una carta decisiva da giocare nell’ambito dello sviluppo del nostro territorio”. E così ci auguriamo che sia. In un momento particolarmente difficile, il contributo che l’associazionismo può apportare alla società civile è di enorme importanza. Sia nella realizzazione di opere, eventi, incontri sia nel mantenere quanto più saldo possibile un tessuto sociale che forse mai come oggi ci si presenta così fragile, favorendo aggregazione, condivisione di interessi, momenti di autentica convivialità. Prima di chiudere, un doveroso ringraziamento va alla “Bottega Grafica” per il lavoro svolto e la professionalità, davvero ammirevole, dimostrata. Avremo modo di riparlarne, più diffusamente, in un prossimo numero di Nero Plasma, ma ci preme qui dare almeno qualche indicazione di base sulla natura così particolare di questo progetto. Attivata sperimentalmente nel 2003, la Bottega Grafica dell’Istituto Penale Minorile ha trovato nel 2006 collocazione all’interno dell’iniziativa comunitaria Equal; dal 2008 è sostenuta da un protocollo condiviso dal Centro per la Giustizia Minorile del Triveneto, dall’Opera don Calabria, dal Coordinamento Provinciale delle Associazioni di Volontariato, dall’Amministrazione Pr o v i n c i a l e di Treviso, dall’Istituto Turazza Engim Veneto, dall’Ulss 9, dal CTP Treviso 2 e dal Comune di Treviso. Enti che mettono a disposizione anche le risorse finanziarie per corrispondere alcune “borse lavoro” per i detenuti che frequentano la bottega. La Bottega Grafica è specializzata nella realizzazione di loghi, brochure, locandine e altro materiale grafico per Enti pubblici, Associazioni ed Organizzazioni del volontariato e del terzo settore ai quali, per i prodotti realizzati, non viene chiesto alcun corrispettivo. Ad oggi sono stati più di 50 i committenti che si sono rivolti alla Bottega e oltre 300 i progetti comunicativi portati a termine! Scusate se è poco... La Redazione 27 N2 NeroPlasma 1 1 RACCONTI in Linea Di Subway Letteratura abbia- mo avuto modo di occuparci più volte su queste pagine. Ricordate? Si tratta in breve di un concorso letterario a livello nazionale che accanto a metropoli come Roma, Milano, Napoli, Bologna annovera dall’anno scorso tra i suoi partner anche la nostra città. Questa partnership comporta la possibilità di pubblicare uno o più racconti per colui che viene designato come vincitore del Premio “Città di Treviso”, una sorta di concorso nel concorso atto a valorizzare i talenti locali. L’edizione scorsa è stata vinta da una giovane scrittrice, Sara Stangherlin, che con il suo racconto “Profili” ha particolarmente convinto una giuria tecnica presieduta dall’Assessore Mauro Michielon. Sara però non era l’unica autrice proveniente da Treviso: altre nove persone erano in lizza, rendendo in molti casi difficile l’assegnazione del premio. Ci si è dunque chiesti se ci fosse mai Lasciamo concludere all’Assessore Michielon, che ha creduto da subito nel progetto. “Il grande successo di partecipazione dei giovani trevigiani al concorso, ci ha rivelato un mondo i cui confini solo in parte potevamo dire di conoscere. (...) “Racconti in Linea” presenta storie intense, accattivanti. Squarci rapidi di real- 28 modo di rendere omaggio al talento di questi giovani scrittori, magari con un numero speciale di Nero Plasma. L’idea non era male, ma eravamo perplessi. Come dice l’Assessore Michielon nell’introduzione “Ci abbiamo pensato a lungo finché non siamo approdati ad una conclusione che rasentava quasi l’ovvietà. Avremmo pubblicato un libro!” Eureka! Questa sì che era un’idea. Un libro vero e proprio, come quelli che si trovano in libreria, con una bella copertina, una bella impaginazione e a coronamento del tutto una selezione di immagini raccolte dall’altro concorso promosso da Subway: “TrattoPen”, dedicato ad illustratori e grafici e che aveva visto l’adesione di diversi creativi trevigiani. Il libro, già disponibile presso la sede del Progetto Giovani, si intitola “Racconti in Linea”, è gratuito e presenta 10 racconti e 7 illustrazioni. tà più o meno fantastiche, sorrette però sempre da immaginazioni vive, esuberanti, coinvolgenti. Una lettura per più versi appassionante, a volte drammatica, intensa; altre surreale, in più di un caso divertente.” Non resta che leggere allora. A tutti buon divertimento! Questi i titoli e gli autori: “Profili” di Sara Stangherlin “Nord-Rest” di Ila Covolan “Odierna Odissea” di Francesco Rullani “Chiamatemi Nessuno!” di Matteo Modesto “Il Fantasma nella Metropolitana”; “TO 8”; “L’albero della Speranza” di Lora Vankova “In attesa” di Simone Menegaldo “Babbo Natale”; “Suicidio” di Carolina Cattai “L’incontro” di Francesca Bergamaschi “Il volo di Giorgbest” di Giovanni Battistuzzi “Zio argentino” di Francesco Zanolla Gli autori delle illustrazioni sono: Andrea Vettorello, Giada Comin, Irene Sartor, Marika Santarossa, Carolina Potente, Giulia Tesser e Alberto Parolin. 29 N2 NeroPlasma 1 1 VACANZE nziale Sitografia esse CORSI DI LINGUE VOLONTARIATO www.language-learning.net/it Utilissima fonte d’informazione per corsi di lingua, collegi, scuole alberghiere e altri programmi di studio internazionali. www.portaledeigiovani.it Nella sezione Volontariato si possono trovare alcuni indirizzi utili di associazioni che organizzano campi di lavoro in tutto il mondo. www.europa-pages.com Per studiare l’inglese nel Regno Unito o in Irlanda, il francese in Francia, il tedesco in Germania e lo spagnolo in Spagna. Siti utili per campi di volontariato in Italia. www.educationuk.org Database per la ricerca di corsi di lingua inglese organizzati da scuole riconosciute dal British Council. www.diplomatie.gouv.fr Sito del Ministero Francese degli Affari Esteri, con una sezione dedicata all’’apprendimento del francese in Francia e nel mondo. www.manitese.it www.lipu.it www.wwf.it www.legambiente.it www.gruppiarcheologici.org Alcuni (dei molti) siti utili per la ricerca di campi di volontariato all’estero. www.afsai.it www.cervantes.es Sito ufficiale dell’Istituto Cervantes - Centro Culturale Spagnolo. www.oikos.org www.goethe.de Sito ufficiale del Goethe Institut Centro Culturale Tedesco. www.volint.it 30 www.legambiente.eu www.lunaria.org www.sci-italia.it NUOVI ORARIni va Al Progetto Gio Dal gennaio di quest’anno, il Progetto Giovani ha modificato i suoi orari. Data la sua duplice valenza di Informagiovani e Spazio Giovani (simile al precedente Centro Giovani) si è ritenuto opportuno diversificare i momenti di apertura a seconda delle esigenze del pubblico, che sia in un senso che nell’altro spesso sono altamente specifiche. Per capirci, chi chiede informazioni sul mondo del lavoro, non necessariamente è interessato a proporre la realizzazione di un concerto musicale… e viceversa! Questa possibile compresenza in passato rischiava di creare dei leggeri imbarazzi nell’utenza, soprattutto tra i più giovani. Per garantire quindi la dovuta, e doverosa, attenzione a tutti, l’équipe del Progetto Giovani, in accordo con l’Amministrazione Comunale, ha stabilito di esplicitare ulteriormente la duplice natura del servizio istituen- do le nuove modalità d’accesso. INFORMAGIOVANI Per tutto ciò che concerne lavoro, corsi di formazione, scuola, cultura, esperienza all’estero, vita sociale, turismo, gestione annunci: Lunedì dalle 14.00 alle 19.00 / giovedì dalle 14.00 alle 18.30 e venerdì dalle 10.00 alle 13.00. SPAZIO GIOVANI Per quei gruppi o associazioni che abbiano interesse a partecipare alle iniziative del Progetto Giovani e/o che vogliano proporre iniziative e/o progetti; per tutti coloro che necessitano di uno spazio di incontro, di ascolto, di consulenza legato all’arte, al cinema, alla musica: Lunedì dalle 14.00 alle 19.00 / giovedì dalle 14.00 alle 18.30 e venerdì dalle 14.00 alle 19.00. SALAMANDRA PASS Dai primi mesi di quest’anno è finalmente disponibile anche al Progetto Giovani di Treviso la Salamandra Pass. Per chi ancora non la conoscesse, la Salamandra Pass è la tessera rivolta a studenti e lavoratori della provincia di Treviso, senza limiti d’età, che garantisce ai possessori sconti reali, agevolazioni e promozioni in numerosi negozi, locali ed attività commerciali convenzionati. Il Pass è distribuito gratuitamente a tutti gli studenti delle scuole superiori di Treviso in collaborazio- ne con la Consulta Provinciale degli Studenti. Oltre a trovarla al Progetto Giovani potrai recuperare Salamandra Pass presso la Fotocopisteria dello Studente (Vicolo San Pancrazio, 26 - Treviso). Attenzione! Gli sconti non sono cumulabili con nessun altra promozione in corso; la tessera è personale e non cedibile. Potete collaborare a migliorare il servizio segnalando prontamente inconvenienti e possibili nuove convenzioni a [email protected]. Buono shopping a tutti! 31