2005 Foresta in movimento © BN Graphics www.silviva.ch/gib Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Ogni anno circa un milione di persone nei boschi di Losanna Sport e movimento è il tema della Giornata internazionale del bosco (GIB) di quest’anno, che coincide con l’Anno internazionale dello sport e dell’educazione fisica. Partecipare alla manifestazione nazionale per la GIB a Losanna è quasi d’obbligo: questa città è circondata da boschi stupendi ed è la capitale mondiale dello sport. Non solo è la sede del Comitato internazionale olimpico CIO, ma ormai può vantare anche un proprio Olimpo: la torre di Sauvabelin. Costruita completamente in legno, è situata in mezzo al bosco e ne sovrasta le fronde più alte: se non è proprio la dimora degli dèi, è però una delle mète favorite della popolazione. A 35 metri da terra, superati i 150 gradini in legno di pino dell’Oregon, si gode un panorama eccezionale sulla città, sul lago, sulle Alpi e sul Giura. Il bosco copre più di un terzo del territorio comunale di Losanna. Si estende dal lago fino ai 930 metri di altezza del Jorat. Il fatto che la città abbia potuto conservare una così ampia porzione di foresta è dovuto non da ultimo alla consapevolezza che la popolazione ha del valore del bosco. Gli abitanti di Losanna amano i loro boschi e fanno di tutto pur di conservarli sani. Ma, soprattutto, ne fanno ampio uso. Ogni anno, più di un milione di persone si reca nei boschi intorno a Losanna: organizza un picnic, porta a spasso il cane, vi fa sport o, più semplicemente, si gode la natura. Sono svariati gli enti della città incaricati di accertarsi che i boschi possano svolgere la loro funzione di apportatori di benessere, occupandosi dell’infrastruttura necessaria allo scopo. Oltre all’ufficio forestale, ci sono i servizi per lo sport e per il verde cittadino, impegnati a garantire che tutti possano godersi il bosco, senza che questo ne risenta. La pace, la bellezza e la varietà dei boschi non devono subire danni. Per evitarlo si ricorre a varie misure: • percorsi Vita, sentieri per la corsa, piste per sci di fondo, sentieri per cavalcate e per passeggiate sono disposti in modo tale da preservare ambienti vitali importanti. La manutenzione delle strutture sportive e ricreative è di importanza fondamentale. Gli amanti del bosco devono poter svolgere le proprie attività preferite nelle migliori condizioni possibili. Le superfici boschive messe a disposizione sono gestite in modo tale da adempiere perfettamente alla funzione di luogo di attività fisica e ricreativa; • là dove invece è necessario un ambiente tranquillo, adeguate misure di protezione garantiscono che solo pochi possano penetrare in queste aree; • le richieste di enti che desiderano organizzare manifestazioni sportive importanti nel bosco vengono sottoposte anche all’esame di esperti della protezione della natura. In questo modo è possibile evitare di danneggiare ambienti fragili; • a parte poche eccezioni, le strade forestali sono chiuse al traffico. Attività con veicoli a motore sono assolutamente vietate; • per tutto l’anno, il servizio forestale svolge un intenso lavoro di informazione sul comportamento adeguato da tenere nel bosco al fine di rispettare la natura. I boschi di Losanna sono essenziali per il benessere della popolazione. Rendere consapevoli gli amanti del bosco della necessità di proteggerlo è uno dei compiti principali del personale incaricato di curarlo. Fabrice Schüsselé, Etienne Balestra 2005 Entrate, prego! In Svizzera, possiamo usufruire del bosco ogni volta che vogliamo. Per noi, accedere liberamente ai boschi è un diritto fondamentale. Eppure, non sempre è così ovvio. Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Nel bosco svizzero, l’essere umano è un ospite gradito. Ma la sua macchina deve restarne fuori. Il divieto generale di transito per i veicoli a motore non deve essere segnalato appositamente e vale anche per i fuoristrada come i quads (vedi sotto). «L’accesso ai boschi, alle selve ed ai pascoli e la raccolta di bacche selvatiche, funghi e simili cose sono concessi ad ognuno, secondo l’uso locale.» Così recita dal 1907 il Codice civile svizzero (art. 699). E la legge forestale sottolinea (art. 14): «I Cantoni provvedono affinché la foresta sia accessibile al pubblico.» Nel bosco svizzero la popolazione è la benvenuta. La strada per arrivarci non è mai lunga. Più del 70 per cento della popolazione può raggiungere in 20 minuti la zona boschiva più vicina. Anche questo privilegio ci è garantito da una legge dei primi anni del XX secolo. Il principio secondo il quale lo spazio boschivo in Svizzera non deve essere diminuito è stato sancito nel 1902 nella revisione della legge sulla polizia della foreste che vietava i dissodamenti. Senza la lungimiranza di allora, soprattutto nelle zone periferiche delle città, là dove il terreno è caro e la pressione insediativa elevata, molti boschi sarebbero spariti, con grande rimpianto della popolazione. In estate, più della metà della popolazione si reca una o due volte alla settimana nel bosco per fare sport, per riposarsi, per sfogarsi, per divertirsi o anche solo per portare a spasso il cane. In inverno la quota si abbassa al 40 per cento, come risulta da un sondaggio sulle esigenze della società nei confronti del bosco svizzero svolto per incarico dell’UFAFP nel 1997. Una persona su due si reca a piedi fino alla zona boschiva. Il libero accesso ai boschi per noi è una specie di diritto fondamentale. Ma in alcuni Paesi europei questo diritto non esiste o è limitato: - in Austria, i boschi sono accessibili a tutti, ma chi vuole percorrere un sentiero boschivo in bicicletta deve chiedere un permesso al proprietario del bosco. Più del 70 per cento della superficie boschiva è in mani private. D’altra parte, il mountainbiking è diventato quasi uno sport nazionale praticato da più di un quinto della popolazione. La pubblicità di «Austria Tourismus» segnala 17’000 km di percorsi per mountain bike. Per allestirli sono stati necessari accordi complicati con migliaia di proprietari di bosco; - in Danimarca, la popolazione ha il diritto di accedere soltanto ai boschi pubblici. Nel bosco privato si deve restare sui sentieri, i quali possono essere percorsi solo dalle 7 di mattina fino al tramonto; - in Francia, fino a pochi anni fa, tutto il bosco era ritenuto una zona non accessibile al pubblico. Solo un complemento al «Code forestier» nel luglio 2001 ha introdotto il principio secondo cui la popolazione può avere accesso almeno al bosco statale. Quando corro nel bosco, i miei pensieri sono limpidi e sento ogni fibra del mio corpo. (Roger Schneider, pattinatore di velocità, www.skatetrix.ch > Hall of Fame) Queste differenze sono riconducibili in parte a radici culturali molto antiche. Nel diritto alemanno, il bosco era una almenda, a disposizione di tutti, ma anche protetta da tutti. Il diritto romano invece dava alla proprietà boschiva un valore molto più elevato. L’accesso infatti conosce regole più severe nei Paesi di quest’area culturale. Comunque, anche in Svizzera il libero accesso non è assoluto. L’articolo determinante nel Codice civile conferma un diritto di accesso «secondo l’uso locale.» Già nel lontano 1917 la questione di come si dovesse intendere questa formulazione è stata oggetto di una decisione del Tribunale federale. La macchina deve aspettare fuori, anche se è un quad Nei boschi svizzeri i veicoli a motore non sono permessi. È generalmente vietato circolare in macchina sulle strade e sui sentieri forestali. Questo divieto non deve essere segnalato e vale tanto per le moto fuoristrada a quattro ruote, i quads, quanto per tutti gli altri ATV (All Terrain Vehicles), per le moto da trial e le motoslitte. Purtroppo l’applicazione è lacunosa. I forestali di numerose zone boschive svizzere affermano di avere sempre più problemi con i quads e le motoslitte. Non è raro che ad essere danneggiati siano ambienti vitali che finora godevano della necessaria tranquillità. I quads sono di moda: nel 1996 in Svizzera sono stati immatricolati 16 veicoli di questo tipo, nel 2002 erano già 3346. Il Consiglio di Stato di Zugo aveva proibito di raccogliere bacche nel bosco la domenica mattina. Anche per ragioni morali: sembra fossero centinaia «le persone perlopiù giovani di ambedue i sessi» che il sabato sera sarebbero sciamate, «dando spettacolo» nei paesi per poi iniziare di buon mattino di domenica con la raccolta delle bacche. Doppio scandalo: quando i paesani dopo la messa andavano anch’essi muniti di cesti nel bosco in cerca di bacche, i posti migliori erano già occupati. Il Tribunale federale abolì il decreto del governo il Zugo: il presunto disturbo della quiete notturna e il comportamento scandaloso dovevano essere affrontati con altri mezzi. Oggi la legge forestale prevede motivi più validi per limitare il libero accesso in situazioni d’eccezione. I Cantoni vi sono tenuti, «se la conservazione della foresta o altri interessi pubblici, quale segnatamente la protezione di piante e di animali selvatici lo esigono»: il nostro diritto di libero accesso al bosco è limitato quando può causare danni alla conservazione della foresta e al diritto alla vita di animali e piante minacciati di estinzione. Manifestazioni di ampia portata devono essere autorizzate. Ad esempio, chi intende organizzare una corsa di orientamento deve prima informarsi presso il forestale competente o il Comune sulla situazione giuridica. (foto: Walter Imber; Emanuel Ammon, Maverick Quad-Tours; Thomas Rageth, Rahel Schönenberger; Christian Gilgen, Brigitte Wolf) Link www.suva.ch > SuvaLiv > Campagne > Caschi per bici Campagna caschi per bici dell’istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni www.keepwild.ch > Quads Download dello studio «Quads und ATVs: Off-RoadVerkehr in der Schweiz», elaborato da keepwild!, il servizio ambientale di Mountain Wilderness www.wvs.ch Economia forestale svizzera: federazione nazionale dei proprietari di bosco svizzeri Le manifestazioni devono essere autorizzate! Il diritto di accesso viene limitato anche quando sono gruppi molto numerosi ad esercitarlo: secondo l’articolo 14 della legge forestale, quando la conservazione della foresta o la protezione della flora e della fauna lo richiedono, i Cantoni devono imporre l’obbligo di chiedere l’autorizzazione per organizzare grandi manifestazioni. Ma qual è il numero di partecipanti che rende una manifestazione troppo affollata con eventuali conseguenze negative per la foresta, per gli animali e per le piante? Ogni Cantone ha una versione propria: un’esercitazione degli scout svolta di sabato, una lezione di educazione fisica nel bosco o una festa di compleanno per bambini sicuramente non hanno bisogno di essere autorizzate, ma se si tratta di un campo di vacanza di scout destinato a durare alcuni giorni oppure di una corsa di orientamento, la risposta già non è più così ovvia. Può anche dipendere dal bosco scelto: in vari Cantoni, tutto quanto si svolge in una zona protetta o in una riserva boschiva è di ampia portata. Le persone incaricate dell’organizzazione dovrebbero perciò informarsi in precedenza sulle disposizioni vigenti, presso la guardia forestale competente o presso il Comune (vedi anche la lista di controllo per le manifestazioni nel bosco). Autore del testo: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Bosco e legno Direzione delle foreste, Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP > Esecuzione LFo > Basi legali Legge federale sulle foreste (legge forestale LFo) > Foresta > Cantoni Contatti per organizzare manifestazioni che devono essere autorizzate > Fatti e cifre > Informazioni sul bosco > Bosco e società > Quali sono le aspettative della popolazione nei confronti del bosco svizzero? (in tedesco) > Fatti e cifre > Informazioni sul bosco > Il tempo libero e il riposo nel bosco Informazioni su come trascorrere il tempo libero nel bosco 2005 Terra di nessuno? Il bosco in cui ci muoviamo liberamente appartiene a qualcuno. Gli sforzi dei proprietari boschivi affinché gli amanti del bosco vi si trovino a proprio agio non sono da sottovalutare. Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco La maggior parte dei boschi privati in Svizzera appartiene ad agricoltori. La popolazione è un ospite gradito. Tuttavia, per non mettersi in pericolo e non ostacolare il lavoro nei boschi, le barriere ed i segnali devono essere assolutamente rispettati. Solo il 34 per cento del bosco svizzero appartiene allo Stato: ai Comuni politici, ai Cantoni o alla Confederazione. Il 39 per cento appartiene a patriziati, corporazioni, cooperative o ad altre corporazioni, il restante 27 per cento è in mano privata. I proprietari boschivi sono 240’000: in media appartengono loro 1,3 ettari di bosco. La maggior parte del bosco privato svizzero è in mano di agricoltori. Secondo un vecchio detto contadino «una fattoria senza bosco è come un letto senza coperte». Il bosco non fornisce solo la legna da ardere, ma per lungo tempo ha rappresentato una fonte di reddito supplementare ed una riserva di capitale. Se c’era bisogno di fondi per un nuovo investimento, come costruire una casa o rinnovare un edificio rurale, si vendeva un paio di tronchi. Da quando i prezzi del legno sono caduti, la coperta è diventata sottile… Da molto tempo ormai il legno non è più il prodotto più importante del bosco svizzero. Il valore commerciale dell’annuale raccolta di legno si aggira oggi sul mezzo miliardo di franchi circa. La funzione ricreativa del bosco è ben più significativa: un’analisi del 2005 stima il valore di questo spazio di relax e di movimento da 3,2 a 10,5 miliardi di franchi. Questo servizio al benessere della popolazione è fornito anche dai proprietari boschivi il cui lavoro non è certo facilitato: - le attività forestali sono ben più faticose e dispendiose quando si deve evitare di mettere in pericolo terzi, anche perché non è raro che la segnaletica non venga rispettata e che i visitatori oltrepassino le barriere; - le giovani piante devono essere recintate perché nessuno le calpesti e le danneggi. I sentieri a volte hanno bisogno di una manutenzione speciale, gli alberi che crescono al margine della strada devono essere controllati ad intervalli regolari per evitare che qualche ramo secco colpisca un passante che fa jogging. Infatti, a volte i proprietari boschivi devono assumersi la responsabilità in casi di questo genere; - un altro compito sgradito è lo smaltimento dei rifiuti: neanche il bosco è al riparo dal «littering». A chi appartiene il bosco svizzero? Patriziati 30 % Corporazioni & cooperative 8% Cantoni 5% Confederazione 1% Altri 1% Privati Comuni politici 28 % 27 % Quando voglio fare una passeggiata tra il verde, non devo andar lontano: alcuni metri in salita e sono nel bosco. (Köbi Kuhn, allenatore www.football.ch > Nationalteam) Chi paga? La maggior parte delle aziende forestali oggi ha i conti in rosso ed è sempre meno in grado di fornire prestazioni gratuite. Ma come possono trasformare in reddito i servizi che forniscono ai loro ospiti nel bosco ricreativo? Durante i lavori di revisione della legge forestale bernese, è stata discussa l’opportunità di introdurre una tassa forestale di 15 franchi annui per ogni persona fisica e giuridica. L’idea non è passata. Possibili sarebbero anche compensi da parte dello Stato in base a contratti di prestazione. Altri modelli si appellano alla libera volontà di chi usa il bosco. Per finanziare la manutenzione della rete di piste di sci di fondo, esiste il relativo abbonamento. Costa 90 franchi ed è valido in tutta la Svizzera, ma non c’è l’obbligo di comprarlo: le piste possono essere utilizzate anche senza acquistarlo, ma la maggior parte degli amanti di questo sport lo compera. Lo stesso principio probabilmente verrebbe applicato anche ad un eventuale pass forestale. Come dimostra- - Sul fronte del reddito, i danni agli alberi, causati da ferite alle radici, da incisioni, da unghie, da incendi e da compattazione del suolo hanno un risvolto negativo. Recentemente sono state quantificate le spese supplementari e le perdite finanziarie per i boschi nella regione bernese. Per i boschi ricreativi, che coprono una superficie di 1800 ha (pari al 28 per cento della super- no vari sondaggi svolti negli ultimi anni, esiste la disponibilità ad acquistare una tessera del genere. Ad esempio, nel contesto di uno studio sul valore ricreativo e la dinamica del bosco, agli ospiti del bosco bernese è stato chiesto se fossero disposti ad acquistare un pass forestale. I due terzi hanno dato una risposta affermativa indicando in media 80 franchi come somma accettabile. Secondo un sondaggio dell’Università di Basilea, gli abitanti di questo Cantone erano disposti ad investire anche da 100 a 200 franchi per un pass forestale annuo. Tuttavia, soluzioni di questo tipo restano sporadiche ed isolate. La questione del finanziamento della funzione ricreativa dei nostri boschi è ancora aperta. La situazione è analoga a quella dell’agricoltura: anche questa fornisce prestazioni inestimabili e altamente apprezzate, soprattutto per la biodiversità, ma che non sono coperte dal prezzo del prodotto, cioè degli alimenti, sul mercato. ficie boschiva), ammontano in media a 420 franchi annui per ogni ettaro. Nel frequentatissimo Allschwiler Wald presso Basilea, i proprietari boschivi devono preventivare ogni anno dai 50 ai 200 franchi all’ettaro per l’uso a scopi di relax e hanno perdite finanziarie che oscillano tra i 6 e i 139 franchi. D’altra parte i proprietari boschivi ricevono sovvenzioni. Negli anni Novanta la Confederazione spendeva ogni anno da 150 a 175 milioni di franchi per il bosco. Poi la tempesta Lothar ha fatto sì che queste spese salissero I danni agli alberi rappresentano il lato negativo dello sfruttamento del bosco a fini ricreativi. (foto: Iris Krebs; Walter Imber (2); Emanuel Ammon, Susi Lindig; Christian Gilgen, BN Graphics) Link www.lfi.ch/spaziergang Sentieri per uomini, donne e bambini (relax con il sentiero virtuale dell’Inventario forestale nazionale svizzero, IFN) www.wvs.ch Economia forestale svizzera: federazione nazionale dei proprietari di bosco svizzeri www.afw-ctf.ch > Download Analisi sul fattore ricreativo e sulla dinamica del bosco della «Arbeitsgemeinschaft für den Wald» (in tedesco) www.suva.ch > SuvaPro Prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, attività dell’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni rapidamente fino a superare i 300 milioni. Per i prossimi anni, il piano finanziario prevede circa 150 milioni all’anno. Da parte loro, i Cantoni prevedono di investirvi la stessa cifra. Il denaro pubblico viene utilizzato per mantenere o migliorare la funzione protettrice del bosco. Ma la Confederazione non sovvenziona la funzione ricreativa. In parte sono i Cantoni a finanziarla. Ad esempio, il Canton Vaud può contribuire con aiuti finanziari a misure che permettono all’economia forestale di tener conto della funzione ricreativa. Altrove sono i Comuni a contribuire, oppure è la legge che disciplina la copertura delle spese dell’utilizzazione nel tempo libero da parte di coloro che ne beneficiano, come per esempio la manutenzione dei sentieri per cavalli da parte delle associazioni corrispondenti. Ma nella maggior parte dei casi il proprietario deve affrontare le spese da solo. Se il proprietario è un Cantone o un Comune politico, le spese sono pagate in generale da coloro che traggono beneficio dal bosco. Le spese per il tempo libero ed il relax che l’ufficio forestale comunale di Lucerna deve affrontare nei boschi di sua competenza ammontano a cinque franchi all’anno per ogni contribuente. Tuttavia, proprio nelle vicinanze delle città spesso i boschi non sono proprietà dello Stato, ma appartengono a privati o a corporazioni senza sovranità tributaria. Ad esempio, il patriziato della città di Berna è proprietario di molti boschi con funzione ricreativa nei dintorni di Berna e ogni anno spende, per la funzione ricreativa, mezzo milione di franchi. Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Bosco e legno Direzione delle foreste, Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP > Nuova politica forestale Programma forestale svizzero (PF-CH) – Base della futura politica forestale della Confederazione > Fatti e cifre > Fondi per il bosco Le sovvenzioni federali al bosco svizzero 2005 Una palestra nel verde Muoversi fa bene. Ancor più nel bosco: in Svizzera il bosco è il campo sportivo più apprezzato. Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Non importa se anziani o giovani, sportivi o meno, il movimento nel bosco giova a tutti. Ovunque si può trovare nei pressi un percorso Vita, in Svizzera ce ne sono circa 500 (v. cartina qui sotto). «Nel club sportivo ho sempre l’impressione che mi manchi qualcosa» dice Marie-Luce Romanens, l’atleta che nella sua carriera ha già vinto quattro medaglie nei campionati mondiali di corsa d’orientamento. Il contatto con la natura è stato per lei lo stimolo decisivo durante i duri allenamenti. «A primavera andavo a vedere se le anemoni dei boschi erano già in fiore o se nelle zone d’ombra l’aglio orsino diffondeva il suo profumo particolare.» Per gli allenamenti sulle lunghe distanze sceglieva un percorso che si snodava in un bel paesaggio o con un panorama particolare. Ogni allenamento costituiva un’esperienza nuova: «A seconda della stagione e dell’ora, la natura ha un aspetto diverso, uno spettacolo in continua trasformazione.» Lo scorso ottobre, Marie-Luce Romanens ha lasciato la squadra nazionale. Ma intende continuare ad allenarsi nel bosco, come fa più della metà della popolazione svizzera almeno una volta al mese. Correre, andare in bicicletta, camminare sono i tipi di sport più in voga, esercitati per lo più nel bosco. L’aria pulita, i profumi, le temperature gradevolmente fresche e la tranquillità fanno bene al corpo. Grazie all’effetto filtrante delle foglie e degli aghi delle fronde, l’aria è meno inquinata che in zone senza bosco. Una quantità così bassa di particelle nell’aria si riscontra solo al mare o in alta montagna. E quando altrove è necessario evitare sforzi a causa della quantità di ozono nell’aria, una corsa nel bosco fa ancora bene. Gli atleti nel bosco hanno a disposizione una buona infrastruttura. I primi percorsi Vita con attrezzi per allenare tutti i muscoli vennero allestiti già alla fine degli anni Sessanta. Oggi il loro numero in tutta la Svizzera è arrivato a 500. La maggior parte si trova nel bosco. 15 stazioni offrono esercizi differenziati per allenare la forza fisica, l’elasticità e la resistenza. Secondo l’analisi «Sport Schweiz 2000» nel 1999 il 20 per cento della popolazione svizzera ha finito almeno una volta un percorso Vita. Lo sponsor unico degli percorsi Vita e la «Zurigo» Compagnia di Assicurazioni. La natura ci regala lo stadio più bello, dobbiamo averne cura. (Marie-Luce Romanens, www.solv.ch > Elite > FootO > Elite-Team) Muovetevi! Persone che fanno sport godono meglio la vita di quelle che non lo fanno. Le ricerche in campo medico che provano questa verità sono migliaia. Chi si muove più spesso, è più sano, è più efficiente e resta autonomo più a lungo. In Svizzera, il fatto di praticare regolarmente un’attività sportiva evita ogni anno almento 3300 decessi e 2,3 milioni di casi di malattia. È meglio correre che digiunare: la mancanza di attività fisica è più dannosa del peso eccessivo e tanto nociva quanto il fumo. Secondo il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità del 1997, in molti Paesi industrializzati la mancanza di attività fisica è il fattore di rischio di malattie cardiovascolari più importante tra quelli che possono essere direttamente influenzati dall’interessato. In questi Paesi l’insorgere di malattie del genere è la causa più frequente di decesso. L’attività fisica ha un notevole effetto protettivo nei confronti di tutta una serie di malattie quali i dolori alla schiena, l’alta pressione, l’osteoporosi e le malattie cardiocircolatorie. Non è mai troppo tardi. Anche persone anziane che hanno fatto poco sport possono trarne benefici. Ma l’attività fisica e lo sport non hanno un effetto prolungato sulla salute: chi a trent’anni praticava molto sport, non ne risentirà alcun beneficio a cinquanta, se nel frattempo è rimasto inattivo. Non ci sono rischi o effetti collaterali: chi adegua il proprio ritmo alle condizioni fisiche non corre alcun pericolo supplementare, neanche di infarto cardiaco. Tuttavia, chi è fuori allenamento deve evitare sforzi eccessivi. Per persone che esercitano un’attività fisica di bassa o media intensità, il rischio di infarto è molto ridotto. Non è necessario praticare uno sport: anche andare a passeggio, andare tranquillamente in bici, spalare la neve o lavorare in giardino rappresentano attività salutari. Sia le donne che gli uomini dovrebbero muoversi ogni giorno almeno mezz’ora in modo tale da accelerare lievemente il respiro. Alcune gocce di sudore non fanno male, ma non sono necessarie. Chi esercita già un’attività sportiva, con un allenamento appropriato per aumentare la resistenza, la forza o l’elasticità può ottenere un beneficio supplementare per la salute, la qualità di vita e l’efficienza. Per la resistenza e la forma fisica sono indicate tre unità settimanali da 20 a 60 minuti, con un’intensità che provoca una leggera sudorazione o una respirazione leggermente più veloce, ma che permette ancora di conversare. Il beneficio è proporzionale all’intensità dell’attività svolta. Tuttavia, il beneficio supplementare diminuisce con il livello di allenamento: chi percorre ogni settimana 50 chilometri di corsa o assolve 5 ore di nuoto non può fare di più per la propria salute. Chi si sottopone a simili carichi di allenamento dovrebbe consultare un esperto. Un’interessante offerta è ad esempio rappresentata da parchi con funi e piattaforme sospese su cui arrampicarsi (parchi aerei). (foto: Fondazione «Percorso Vita» (4); Walter Imber, Rémy Steinegger; Seilpark Gantrisch) Link www.sport2005.ch Sito dell'Anno internazionale dello sport e dell'educazione fisica www.suva.ch > SuvaLiv – Sicurezza nel tempo libero Attività dell’istituto svizzero per prevenire infortuni nel tempo libero www.hepa.ch Rete svizzera salute e movimento; download del documento di base su: Prodotti > Documento di base. www.feelyourpower.ch Campagna nazionale della fondazione Promozione Salute Svizzera www.allezhop.ch Campagna nazionale di incitamento all’attività fisica I cento e più Cors’incontro della Federazione svizzera di atletica leggera FSA, rappresentano una valida alternativa. Attualmente, i percorsi sono ristrutturati dalla FSA, da Ryffel Running e dall’omonima società di assicurazione contro le malattie in «Helsana swiss running walking trails». I cartelli segnaletici lungo le piste di circa cinque chilometri forniscono le indicazioni di base per praticare running, walking e nordic walking. Per persone più esperte, sono allestiti altri percorsi lunghi fino a 15 chilometri, segnalati anch’essi da appositi cartelli. Una nuova offerta è rappresentata dai parchi con funi e piattaforme sospese (parchi aerei). A mezz’aria, i visitatori, ben legati, ondeggiano da un albero all’altro, restano appesi o in bilico o si arrampicano. Alcuni sudano un po’, a volte l’adrenalina sale di colpo, ma il bosco viene vissuto da un punto di vista completamente nuovo: infatti, vengono scalati alberi di più di 30 metri. www.zurich.ch/vitaparcours > Percorso Vita Allenatevi sul Percorso Vita virtuale della «Zurigo» Compagnia di Assicurazioni Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.helsana.ch > Manifestazioni > Helsana trails Helsana swiss running walking trails 2005 Non disturbare, grazie! Anche in questo senso il bosco non è terra di nessuno: è lo spazio vitale di circa 30’000 specie di animali e di piante. Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Per alcuni abitanti del bosco di montagna, come il fagiano di monte, il rumore causato da chi pratica sport invernali può essere fatale. Ogni fuga infatti rappresenta uno sforzo enorme in un momento di limitate risorse fisiche. Circa la metà di tutte le specie animali locali vive nel bosco o ai suoi margini. La presenza umana rappresenta un’intromissione nel loro ambiente naturale che può avere conseguenze gravi. Per alcuni animali, siamo il nemico più pericoloso. Però, poiché anch’essi imparano dalle esperienze, possono abituarsi ad una presenza umana che si rivela innocua e che si limita ad intervalli regolari e prevedibili. Ma ciò cui non sono abituati rappresenta un pericolo: se lasciamo i sentieri per recarci in luoghi in cui la nostra presenza arriva inaspettatamente. Ad esempio, quando pratichiamo lo sci o lo snowboard fuori pista. Per gli animali del bosco montano, in inverno la tranquillità è l’imperativo principale. Le riserve di energia sono scarse, le attività sono ridotte. Un fagiano di monte per la maggior parte del tempo sonnecchia in una tana che si è scavato con le ali e con le zampe nella neve soffice. Se arriva uno sciatore, fugge in preda al panico e trascorre il resto del giorno su un albero, in balìa del freddo. Alcune ricerche hanno mostrato che l’ingegnoso equilibrio energetico dell’uccello può facilmente venir sconvolto, se viene spaventato più volte. La conseguenza è la morte per esaurimento. Anche i camosci, i caprioli e i cervi in inverno riducono il bisogno energetico e vivono consumando le riserve accumulate nel corpo. Fuggire nella neve alta comporta un elevato dispendio di energia. Più questo aumenta, più sarà alto il bisogno di cibo. Conseguentemente aumenta anche il rischio di danni da brucatura. Arrecare disturbo alla quiete invernale degli animali può quindi significare una minaccia anche per le giovani piante del bosco e mettere in pericolo la stabilità di quest’ultimo. Finora, i boschi montani prevalentemente pianeggianti erano stati risparmiati dagli sport invernali. Tuttavia, da quando sono tornate di moda le racchette da neve, anche questi ambienti naturali vengono frequentati con sempre maggiore frequenza. Anche gli «uomini volanti» sono un quadro cui gli animali non sono abituati: nonostante nelle belle giornate i deltaplani in alcune regioni montane facciano ormai quasi parte del paesaggio, agli animali incutono ancora terrore. Spesso è sufficiente un solo deltaplano per cacciare i camosci e gli stambecchi dai loro pascoli e farli fuggire nel bosco. Un picnic prolungato proprio vicino ad un nido può danneggiare la covata: i giovani uccelli muoiono di fame perché i genitori restano lontani troppo a lungo. Ricerche condotte in un bosco molto frequentato nei pressi di Amsterdam hanno mostrato che per la maggior parte degli uccelli canori il numero di coppie che covano è diminuito in rapporto all’aumento delle attività di relax. Su una piccola parte della superficie boschiva svizzera, anche gli alberi e la vegetazione al suolo sono stati danneggiati da uno sfruttamento eccessivo da parte di persone in cerca di relax. Le erbe non resistono, quando vengono calpestate. Nelle vicinanze di strutture per barbecue molto frequentate nel bosco di Allschwiler nel Cantone di Basilea, il grado di copertura delle erbe è dimezzato rispetto a quello di superfici analoghe non frequentate, e non vi crescono più alberi. Ma la vegetazione si riprende subito quando le superfici che ne hanno bisogno vengono recintate. L’abete secolare è per me un esempio di come la forza cresca nelle avversità. (Evelyne Binsack, alpinista d’alta quota, www.binsack.ch) Accordo amichevole: protezione della selvaggina e corsa d’orientamento La corsa d’orientamento si svolge sempre attraverso un bosco. Perciò, l’effetto di disturbo che può avere è elevato. La Federazione svizzera di corsa d’orientamento (Schweizerischer OL-Verband SOLV) nel 1991 ha fatto analizzare le conseguenze di questo sport sulla fauna e sulla flora. Dai risultati sono scaturite misure e direttive vincolanti per lo svolgimento di gare e la produzione di apposite cartine. - La SOLV rinuncia ad organizzare gare nelle zone principali del gallo cedrone. Sono possibili eccezioni, che vanno concordate con la Stazione ornitologica svizzera di Sempach. - Durante il periodo di divieto di caccia ai caprioli, non vengono svolte gare in boschi di dimensioni ridotte o vicino alle agglomerazioni nell’Altopiano, dove gli ambienti naturali degli animali selvatici sono molto ristretti. - Il disturbo degli animali selvatici deve essere ridotto al minimo con una disposizione appropriata della linea di partenza, delle stazioni e della linea d’arrivo. Gli habitat importanti devono essere riportati sulle cartine come zone vietate: chi vi accede è squalificato. - Durante l’allenamento e le gare, gli atleti usano cartine speciali. Quando una cartina viene modificata o ne viene prodotta una nuova copia, è necessario procedere ad un sopralluogo della zona in questione in collaborazione con l’UFAFP. Vi sono comprese superfici delicate come torbiere, biotopi secchi o habitat del gallo cedrone? In caso di risposta affermativa, vengono segnalate sulle cartine quali zone vietate in alcuni periodi o per tutto l’anno. In determinati casi è necessario rinunciare alla produzione di una cartina per la corsa d’orientamento e dunque alla corsa stessa nella regione in questione. La Commissione «Corsa d’orientamento + Ambiente» della SOLV è incaricata di controllare l’applicazione delle misure e delle direttive. Anche nei periodi di riproduzione gli animali selvatici reagiscono male quando sono disturbati. (foto: Martin Merker (2); Emanuel Ammon, Christian Marti; Manfred Rogl, Peak Helicopter) Link www.natursportinfo.de Sito sullo sport nella natura dell’ufficio tedesco di protezione della natura (BfN). L’UFAFP, in collaborazione con il BfN ed altri partner svizzeri, continua a perfezionare il sito e intende aprirlo nell’autunno 2005: www.natursportinfo.ch www.vogelwarte.ch Informazioni sul gallo cedrone e il fagiano di monte, due abitanti del bosco montano sensibili ai disturbi. Parole di ricerca: Auerhuhn, Birkhuhn www.solv.ch/solv/umwelt Commissione «CO + Ambiente» della Federazione svizzera di corsa d’orientamento SOLV; download dell’opuscolo «Massnahmen zur Schonung von Fauna und Flora» sulle misure per proteggere la fauna e la flora www.wild.unizh.ch Sito del Centro svizzero di documentazione per la ricerca sulla fauna selvatica (in tedesco, francese, inglese e, parzialmente, in italiano) Il grado di copertura del suolo con erbe di sottobosco è dimezzato rispetto a quello di superfici analoghe non frequentate. In queste zone non crescono più alberi giovani. Tuttavia, la vegetazione si riprende prontamente quando le superfici danneggiate vengono recintate. Dove il suolo è compattato, anche la fauna terricola subisce danni: ne soffrono ragni, coleotteri, millepiedi. Le ricerche condotte nel bosco di Allschwiler hanno fornito anche queste informazioni. In condizioni normali, la presenza dell’uomo nel bosco non rappresenta un grave problema ecologico. La maggior parte della superficie dei boschi svizzeri può e deve essere sfruttata come zona ricreativa e di attività fisica, pur mantenendo un minimo di rispetto per la natura (vedi la scheda «Rispetta le regole del gioco»). Ma dove sono in pericolo ambienti preziosi, la natura ha la precedenza. Ad esempio, negli habitat del gallo cedrone e del fagiano di monte, oppure nel bosco montano in inverno, è possibile imporre il divieto d’accesso, o almeno il divieto di lasciare il sentiero. Anche nell’interesse degli atleti stessi per i quali, secondo alcuni sondaggi, la natura in cui si muovono è altrettanto importante della salute, della buona condizione fisica e del divertimento, elementi che solo un bosco intatto, rifugio di una grande varietà di specie, può offrire. Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.ambiente-svizzera.ch/sport Informazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP sul rapporto tra tempo libero, turismo e ambiente 2005 Visite guidate Alcuni animali sensibili hanno bisogno di un habitat tranquillo: in queste zone le attività ricreative devono essere guidate. In alcuni spazi questo può voler dire che gli uomini non vi hanno accesso! Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Per i bambini, il bosco è un mondo tutto a scoprire. Il programma «appuntamento bosco» dell’organizzazione SILVIVA permette loro di sperimentarlo sotto la guida di forestali con formazione pedagogica. Grazie al controllo della frequenza, gli habitat del gallo cedrone e il delicato equilibrio delle torbiere della Schwägalp AR sono ben protetti dalle conseguenze dell’intensa attività ricreativa. Quando il tempo è bello, quasi 9000 persone salgono sulla Schwägalp AR, parcheggiano la macchina o la moto alla stazione a valle della funivia del Säntis o sul passo, poi acquistano un biglietto di risalita o fanno una passeggiata più o meno lunga. Quello della Schwägalp è un paesaggio palustre di importanza nazionale, estremamente ricco di torbiere basse e alte per gli standard del nostro Paese. Il bosco è pieno di canneti di diverse dimensioni. In parte, il passaggio dagli alberi ai canneti è graduale, mentre ai margini del bosco, tra la vegetazione arbustiva naturale e rigogliose piante di mirtillo, si nascondono numerosi formicai. Questi elementi rendono la zona della Schwägalp un habitat ideale per il gallo cedrone. 50 anni fa se ne contavano 20 esemplari, oggi ne rimangono solo quattro o cinque. Fortunatamente, negli ultimi anni il loro numero non è calato. L’ex forestale di circondario Franz Rudmann ha iniziato già negli anni Settanta a diradare il bosco, diventato troppo buio per questi animali. Il gallo cedrone è una delle specie indigene più sensibili all’intromissione umana, sia in inverno, sia durante il periodo dell’accoppiamento, della cova e dell’allevamento. Questo timido uccello può sopravvivere solo in boschi tranquilli, poco frequentati dall’uomo. Non potrà sopravvivere nel nostro Paese, se non si riuscirà a proteggere i suoi ultimi habitat. Appuntamento bosco In Svizzera, ogni bambino deve poter sperimentare almeno una volta durante gli anni della scuola dell’obbligo un’accattivante «visita guidata» al bosco: questo è l’obiettivo della campagna «appuntamento bosco – l’offerta scolastica dell’economia forestale». La campagna è coordinata dall’organizzazione SILVIVA. Sotto gli alberi, si impara meglio: invece di starsene confinati nelle aule, i bambini si muovono in un mondo tuttoda scoprire. Le strutture pedagogiche che spostano le loro lezioni nella foresta sono sempre più numerose: le scuole, gli asili, i gruppi di gioco si dedicano alla «pedagogia forestale». Ormai anche forestali con formazione pedagogica invitano a sperimentare l’aula nel bosco. I bambini vivono questo habitat ed i suoi abitanti con tutti i loro sensi, imparano come funziona questo ecosistema, come questa risorsa naturale può essere utilizzata in modo sostenibile e qual è il suo significato economico. E per concludere in bellezza, i più grandi possono assistere al taglio di un albero. Rispetto il bosco e lo voglio conservare anche per le generazioni future. (Thomas Frischknecht, professionista di mountain bike, www.frischi.ch) Ma com’è possibile conciliare la necessità di quiete del gallo cedrone e lo sfruttamento turistico del paesaggio? La questione è al vaglio del progetto Regio Plus «Naturforschungspark Schwägalp/Säntis» (parco di ricerca naturale Schwägalp/Säntis), su iniziativa degli enti turistici, delle organizzazioni di protezione, degli istituti di ricerca e dei Comuni e Cantoni interessati. Il principio di guidare il visitatore assume un ruolo centrale. Il relativo programma suddivide la regione in tre zone: uno spazio attivo, un habitat protetto e un habitat centrale. Nello spazio attivo si concentra lo sfruttamento a fini turistici. L’offerta per gli escursionisti e i turisti in cerca di avventure è destinata ad essere ampliata, ad esempio con escursioni guidate su racchette da neve, con l’allestimento di sentieri didattici o altri sentieri tematici nel bosco e con la costruzione di un parco aereo. Mostre, escursioni ed altre offerte intendono sensibilizzare i visitatori per la ricchezza dell’ambiente culturale. Per permettere le visite alla Schwägalp anche con condizioni climatiche sfavorevoli, si prevede di promuovere soprattutto i servizi che non dipendono dal bel tempo. Anche la torbiera alta protetta del Kleckelmoos si trova nello spazio attivo e viene mostrata ai visitatori che ormai da un anno possono passeggiarvi su una passerella di legno senza danneggiare la delicata vegetazione sottostante. Per l’anno prossimo è prevista l’inaugurazione di un sentiero didattico. Nell’habitat protetto, si vuole invece impiantare un turismo escursionistico sostenibile. La rete di sentieri è pianificata e segnalata in modo tale da non arrivare nelle vicinanze di habitat centrali nei quali, oltre alla popolazione di galli cedroni, si trovano anche alcune torbiere alte di importanza nazionale. In genere gli habitat centrali non possono essere visitati, ma nelle zone che fanno eccezione è vietato allontanarsi dai pochi sentieri ancora esistenti e raccogliere bacche e funghi. Soprattutto durante le gite invernali è necessario rispettare il mondo animale, che in questo periodo sopporta male di essere disturbato. Quando è necessario attraversare una foresta, non si devono lasciare i sentieri o le piste già esistenti. (foto: Naturerlebnispark Schwägalp/ Säntis (3); SILVIVA, Claude Morerod; Swisspowerteam; Markus Burger Linaria alpina, WVS, Carta nazionale svizzera, foglio n.1206, riprodotto con l’autorizzazione di © swisstopo ‹JD052554›). Link www.regioplus.ch > Panoramica dei progetti > Naturforschungspark Schwägalp/Säntis Progetto di parco di ricerca naturale Schwägalp/Säntis del programma d’impulso a sostegno di cambiamenti strutturali nelle aree rurali (Regio Plus) www.swiss-ski.ch > Breitensport > Touren Cartine per escursioni sciistiche della Federazione svizzera di sci Swiss Ski (in tedesco o francese) www.silviva.ch/treffpunkt SILVIVA per l’educazione ambientale ed il bosco (in tedesco o francese) www.cacciasvizzera.org CacciaSvizzera: Federazione delle Associazioni Svizzere di caccia (in tedesco) www.wildruhe.gr.ch Informazioni sulle zone di riposo della selvaggina dell’ufficio cantonale per la caccia e la pesca, Grigioni (solo in tedesco). Zone tabu per sportivi della neve Chi pratica lo sci fuori pista nel bosco montano rappresenta un fattore di stress non solo per gli animali. Gli spigoli degli sci danneggiano al passaggio gli alberi giovani e la foresta non può rinnovarsi. Già a partire dagli anni 1980, in alcuni centri sciistici si è iniziato a delimitare e a segnalare le zone di protezione della fauna selvatica per proteggere gli habitat più preziosi da sciatori imprudenti. Le esperienze mostrano che queste misure hanno un effetto duraturo solo se la violazione dei divieti è punita, con multe o con il sequestro dell’abbonamento per la stagione sciistica. Le zone tabu per chi pratica sport invernali sono indicate anche nelle carte 1: 50’000 di Swiss Ski quali «riserve faunistiche e forestali» (carta di sotto: zone rosse). Tuttavia, finora queste zone non sono state riportate secondo criteri unitari e non è garantito che tutte le superfici che devono essere evitate siano contrassegnate. In futuro la situazione cambierà grazie all’elaborazione, in corso, di un regolamento unitario e vincolante. www.suva.ch > SuvaLiv > Campagne Campagna dell’istituto svizzero per la prevenzione degli infortuni durante le attività sportive invernali Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Fauna selvatica e caccia > Il gallo cedrone La protezione del gallo cedrone presso l’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP 2005 Rispetta le regole del gioco Spesso, la mancanza di informazioni o di rispetto rende problematica la presenza umana nel bosco. Di solito, per non comportarsi da vandalo, basta rispettare poche regole. Internationaler Tag des Waldes Journée internationale de la forêt Giornata internazionale del bosco Non importa se a piedi o a cavallo, se da soli o in compagnia di un cane, se in cerca di funghi o di distensione, con un po’ di rispetto per la natura e gli altri possiamo goderci senza problemi il bosco per attività ricreative o sportive. Escursionismo L’escursionismo è l’attività che meno danneggia la natura, almeno finché restiamo sui sentieri. Evitiamo di abbandonarli, soprattutto in inverno e dall’inizio di aprile fino alla fine di luglio, quando i caprioli allevano i loro cerbiatti e gli uccelli covano. Non addentriamoci nel folto o tra gli alberi ancora giovani. Arrostiamo le nostre leccornie su un barbecue predisposto, non strappiamo rami per farne spiedini. Non dimentichiamoci di spegnere bene il fuoco, il pericolo di provocare incendi è grande! Jogging Le persone che si muovono velocemente spaventano gli animali più di quelle che si spostano con calma, ma se corriamo sui sentieri, il rischio di essere percepiti come un pericolo è minimo, a meno che non ci lanciamo improvvisamente nel sottobosco seguendo piste trasversali. Facciamo jogging solo sui sentieri battuti e in pieno giorno. Gli animali selvatici diventano attivi la mattina presto e al calar del sole: i caprioli, ad esempio, trovano erbe prelibate proprio al margine dei sentieri. Sfruttiamo l’ampia offerta di percorsi Vita, evitiamo le riserve naturali. Bicicletta Restiamo sui sentieri, sulle strade e sui percorsi allestiti proprio per ciclisti e biker. Le piste trasversali non rientrano in nessuna di queste categorie. Se un cartello indica il divieto di circolare con veicoli, questo vale anche per le mountain bike. Evitiamo di girare in bici al calar del sole e di penetrare nelle riserve naturali. Equitazione Per i cavalieri vale lo stesso discorso: se restiamo sui sentieri appositi non rappresentiamo una minaccia per gli animali della foresta, se li abbandoniamo invece sì. Perciò non spingiamo il cavallo nel folto, anche perché contribuiremmo a danneggiare la vegetazione e a comprimere inutilmente il terreno. Cavalchiamo solo su piste che resistono agli zoccoli degli animali e sfruttiamo l’offerta di piste adeguate. Raccolta di funghi Uno studio commissionato dall’UFAFP stima che ogni anno vengono raccolti funghi per 9 milioni di franchi. Anche i funghi sono un bene del bosco per il quale nessuno deve pagare. Alcuni tipi di funghi mangerecci stanno diminuendo. Non è ancora dimostrato che questo fenomeno sia collegato alla raccolta, tuttavia è opportuno limitare tale attività a determinate zone e a determinati giorni, non solo per precauzione, ma anche per garantire alcuni luoghi e periodi di tranquillità. Stacchiamo con cura il corpo del fungo con un coltello. Lasciamo gli esemplari troppo giovani o maturi, bacati o già rosicchiati: i primi potranno così formare nuove spore, gli altri spargere completamente le loro. Il bosco è il polmone del mio allenamento. (Viktor Roehthlin, maratoneta, www.viktor-roethlin.ch) Sci e snowboard Restare sulle piste è la regola più semplice. Chi preferisce la neve alta deve essere ben consapevole di quello che fa, di dove è possibile scendere senza pericolo. In ogni caso, il bosco e le zone protette sono tabu. Rispettiamo la segnaletica, le regole e le demarcazioni. Se ci accorgiamo della presenza di animali selvatici, li aggiriamo con un’ampia deviazione. Escursionismo su sci e racchette da neve Se possibile, nella salita e durante l’escursione seguiamo sempre tracce già esistenti. Rispettiamo gli animali selvatici e le riserve boschive. Attraversiamo il bosco seguendo le piste, senza «tagliare» tra gli alberi. Soffermiamoci solo brevemente ai margini del bosco, l’habitat naturale del fagiano di monte. Al di sopra del limitare del bosco evitiamo i pendii che offrono riparo agli animali: gruppi di rocce, cespugli, arbusti. Se ci accorgiamo della presenza di animali selvatici, facciamo un ampio giro. Deltaplano Usiamo le piste di decollo e di atterraggio e seguiamo le traiettorie indicate dai club locali e dalle scuole di volo, evitando le riserve faunistiche. L’inverno e la primavera sono periodi delicati. Rinunciamo a volare sugli habitat degli animali selvatici. Se vediamo un gruppo di animali, cerchiamo di evitarli o di volare più in alto e con calma. Non sorvoliamo le riserve naturali o le sorvoliamo molto alti, da aprile alla fine di luglio restiamo lontani da rocce su cui nidificano le aquile. In compagnia di cani In Svizzera vivono circa 130’000 caprioli e 400’000 cani. La statistica federale della caccia informa che nel 2003 su tutto il territorio 761 caprioli sono stati sbranati da cani. Ma anche quando l’animale riesce a sfuggire al predatore, lo stress causatogli è enorme e nei periodi difficili, come in inverno, può provocarne la morte. Ma i cani non rappresentano un problema solo per i caprioli: anche molti altri piccoli animali li temono, come i conigli, i tetraoni e altri uccelli che covano nel sottobosco. Almeno in inverno, durante il periodo di divieto di caccia ai caprioli e della cova degli uccelli, cioè tra l’inizio di aprile e la fine di luglio, restiamo sui sentieri ed evitiamo il folto. Teniamo il cane vicino a noi. Non è necessario che sia al guinzaglio, se non insegue la selvaggina, non ne segue le tracce e non disturba nessuno. Ma rispettiamo l’eventuale segnaletica che ci indica di tenere il cane al guinzaglio. Molti Cantoni impongono di tenere il cane al guinzaglio nel bosco. Nella maggior parte dei casi, nel bosco è possibile una pacifica coesistenza tra escursionisti a piedi o su due ruote. (foto: Emanuel Ammon (2); Christian Gilgen(2), Hans-Jürg Bolliger; Walter Imber, Sportconsulting; BN Graphics) Link www.swiss-cycling.ch > MTB (in tedesco o francese) Mountainbiking sul sito della Federazione svizzera di ciclismo www.ambiente-svizzera.ch/sport > Sport nella natura e nel paesaggio > Panoramica Correttezza nei confronti della natura e del paesaggio Informazioni dell’UFAFP su tempo libero, turismo e ambiente www.suva.ch > SuvaLiv Consulenza, Sicurezza nel tempo libero Attività dell’istituto svizzero per prevenire infortuni nel tempo libero www.afw-ctf.ch > Membri (solo in tedesco) Link di organizzazioni di professionisti della foresta e associazioni di persone che apprezzano il bosco nel tempo libero Rispetto reciproco... Come ha mostrato un sondaggio dell’UFAFP sulle esigenze della società nei confronti del bosco svizzero, il 18 per cento delle persone che si recano nel bosco si sente a volte disturbato dagli altri (vedi la scheda «Entrate, prego!»). Quale maggior fattore di disturbo sono stati indicati i ciclisti e i cani. Il problema può essere risolto con un po’ di tolleranza e di rispetto. La soluzione di dividere le strutture per le attività, come sentieri diversi per pedoni e ciclisti, può esser presa in considerazione solo in casi eccezionali perché comporterebbe un potenziamento della rete stradale a spese della foresta. Secondo Fränk Hofer di Swiss Cycling, comunque, l’esperienza dimostra che i conflitti tra ciclisti ed altri utenti dei sentieri sono molto rari. Inoltre, continua, non possiamo sempre risolvere i problemi dividendo i gruppi di persone: se non ci rispettiamo vicendevolmente, ben presto raggiungeremo il limite della convivenza sociale. ...e nei confronti dei forestali Nelle zone in cui vengono tagliati gli alberi, la segnaletica e le demarcazioni devono essere assolutamente rispettate. Altrimenti mettiamo in pericolo la nostra vita e causiamo stress e perdita di tempo ai forestali. Atteniamoci alle loro indicazioni. Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera © BN Graphics www.sac-cas.ch > Umwelt (in tedesco o francese) Pagine del Club Alpino Svizzero sull’ambiente Consigli e lista di controllo per le manifestazioni GIB nel bosco Nel 2005, in ogni distretto forestale si terrà una manifestazione all’insegna del motto «Foresta in movimento». A questo scopo, si prestano particolarmente i partenariati tra forestali, società sportive, personale insegnante, associazioni di genitori, club di quartiere, ecc. I vantaggi di una manifestazione si possono sintetizzare nel modo seguente: comunicazione diretta, possibilità di suscitare emozioni e di trasmettere facilmente nozioni, esclusività, risoluzione diretta di conflitti, forte motivazione interna ed esterna, assuefazione legata alla ripetizione di determinati stimoli, controllo immediato dei risultati. Al riguardo sono disponibili vari strumenti di supporto: le sei schede tematiche (che possono anche essere scaricate singolarmente o richieste in formato poster), il calendario delle manifestazioni (consultabile ai siti www.sport2005.ch e www.silviva.ch/gib) e, infine, la lista di controllo riportata qui di seguito (che può essere richiesta agli organi di coordinamento GIB, i quali si incaricheranno anche di fornire contatti). La manifestazione di apertura a Losanna mostra le possibilità di attuazione pratica. Gli obiettivi di una manifestazione sono trasmettere il messaggio «Foresta in movimento» e creare comprensione e interesse tra gli utenti del bosco. Gli elementi di successo sono la fantasia, la creatività ed una pianificazione accurata. Ogni buona manifestazione coinvolge e lascia il segno! Lista di controllo per manifestazioni nel bosco > Prima fase – Situazione di partenza - Decisione di fondo: definire obiettivi e pubblico target - Cercare un aggancio tematico per il motto «Foresta in movimento» - Definire il gruppo progettuale (includere i partner) - Fissare una data (annunciarla a [email protected] per la registrazione nel calendario delle manifestazioni pubblicato su Internet) - Stimare la portata della manifestazione - Definire il fabbisogno di spazi e infrastrutture - Valutare il luogo in cui deve aver luogo la manifestazione (tener conto degli impianti esistenti) - Compiere un sopralluogo ed effettuare la prenotazione provvisoria - Programma alternativo in caso di cattivo tempo – Preparazione dei biglietti (inviti e risposte | elenco dei partecipanti, etichette con i nomi) - Etichette/cartelli - Materiale informativo - Comunicazione esterna (stampa locale e regionale | articoli di PR nella stampa specializzata | inserzioni o altra pubblicità) - Comunicazione interna (informare i collaboratori) – Servizi interni ed esterni (servizio sanitario | servizio di sicurezza e vigilanza | fotografi | traduttori) - Cibi e bevande | mezzi di trasporto - Collaborazione con gli oratori, con gli artisti, ecc. - Programma quadro (musica, passeggiate, sport, intrattenimento) - Mezzi tecnici ed audiovisivi, apparecchiature tecniche - Briefing di tutti i partecipanti > Seconda fase – Pianificazione approssimativa - Piano (ambito sociale | oratori, personalità dello sport, attività | svolgimento a grandi linee, scadenze e preventivo provvisori) – Scegliere il tipo di manifestazione (ad es. percorso sportivo, passeggiata, giornata di informazione con le scuole o con altri gruppi) - Chiedere i permessi (contatti con gli enti forestali e con il genio civile) - Organizzazione progettuale (liste di controllo | budget dei vari settori | calendario | sponsorizzazioni) > Quarta fase – Svolgimento - Ultimo briefing di tutti i partecipanti - Ricevimento, assistenza e commiato degli ospiti - In conclusione breve riunione con i collaboratori > Quinta fase – Conclusione - Lettere di ringraziamento a tutti i collaboratori interni ed esterni (ad es. sponsor) - Conto finale, controllo del budget - Valutazione (bilancio del successo nei media | feedback di partecipanti e collaboratori) > Terza fase – Pianificazione dettagliata - Copione e regia - Preparazione degli stampati (destinatari | indirizzi), registrazione nel calendario delle manifestazioni www.sport2005.ch Foto: Emanuel Ammon; Etienne Balestra (2) Associazoni mantello Partner GIB 2005 Patronato: Adolf Ogi, consigliere speciale dell’ONU per lo sport al servizio dello sviluppo e della pace Anno internazionale dello sport Office for the International 21 marzo: Giornata internazionale del bosco e dell’educazione fisica Year of Sport and Physical L’idea della Giornata internazionale del bosco (GIB), lanciata negli anni Settanta Coordinamento per la Svizzera Education 2005 del secolo scorso dalla FAO (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura Ufficio federale dello sport UFSPO Palais des Nations dell’ONU), fu ripresa in Svizzera nel 1990 dall’organizzazione CH WALDWOCHEN CH-2532 Macolin CH-1211 Genève 10 (oggi SILVIVA), attiva nel campo dell’educazione ambientale, che si rivolse Tel. +41(0)32 327 61 17 Tel. +41(0)22 917 12 76 all’opinione pubblica con un comunicato stampa. Lo scopo delle manifestazioni [email protected] [email protected] della GIB è quello di far conoscere meglio il bosco attraverso attività di relazione www.sport2005.ch www.un.org/sport2005 con il pubblico e di evidenziarne la grande importanza per la vita in generale e © BN Graphics per gli esseri umani in particolare. La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera Le schede tematiche possono essere scaricate dal sito www.silviva.ch/gib Contatto Zentralsekretariat Schweiz und Coordination Centro di coordinazione Internationaler Tag des Waldes Kurssekretariat Deutschschweiz Suisse romande Sud delle Alpi Journée internationale de la forêt SILVIVA SILVIVA SILVIVA Giornata internazionale del bosco c/o WSL c/o WSL Antenne romande c/o WSL Sottostazione Sud delle Alpi ITW GIB Zürcherstrasse 111 Campus EPFL, CP 96 Via Belsoggiorno 22, CP 57 Postfach 2031 CP 57 CH-8903 Birmensdorf CH-1015 Lausanne-Ecublens CH-6504 Bellinzona-Ravecchia CH-8032 Zürich CH-6504 Bellinzona Tel. +41(0)44 739 21 91 Tél. +41(0)21 693 19 75 Tel. +41(0)91 821 52 47 Tel. +41(0)44 387 12 52 Tel. +41(0)91 821 52 47 Fax +41(0)44 739 21 90 Fax +41(0)21 693 19 79 Fax +41(0)91 821 52 49 Fax +41(0)44 387 11 00 Fax +41(0)91 821 52 49 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] www.silviva.ch/itw www.silviva.ch/jif www.silviva.ch/gib www.silviva.ch/itw www.silviva.ch/gib