2005
Foresta
in movimento
© BN Graphics
www.silviva.ch/gib
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Ogni anno circa un milione di persone
nei boschi di Losanna
Sport e movimento è il tema della Giornata internazionale
del bosco (GIB) di quest’anno, che coincide con l’Anno
internazionale dello sport e dell’educazione fisica.
Partecipare alla manifestazione nazionale per la GIB a
Losanna è quasi d’obbligo: questa città è circondata da
boschi stupendi ed è la capitale mondiale dello sport.
Non solo è la sede del Comitato internazionale olimpico
CIO, ma ormai può vantare anche un proprio Olimpo: la
torre di Sauvabelin. Costruita completamente in legno, è
situata in mezzo al bosco e ne sovrasta le fronde più alte:
se non è proprio la dimora degli dèi, è però una delle mète
favorite della popolazione. A 35 metri da terra, superati
i 150 gradini in legno di pino dell’Oregon, si gode un
panorama eccezionale sulla città, sul lago, sulle Alpi e
sul Giura.
Il bosco copre più di un terzo del territorio comunale di
Losanna. Si estende dal lago fino ai 930 metri di altezza
del Jorat. Il fatto che la città abbia potuto conservare
una così ampia porzione di foresta è dovuto non da
ultimo alla consapevolezza che la popolazione ha del
valore del bosco. Gli abitanti di Losanna amano i loro
boschi e fanno di tutto pur di conservarli sani.
Ma, soprattutto, ne fanno ampio uso. Ogni anno, più
di un milione di persone si reca nei boschi intorno a
Losanna: organizza un picnic, porta a spasso il cane, vi
fa sport o, più semplicemente, si gode la natura. Sono
svariati gli enti della città incaricati di accertarsi che i
boschi possano svolgere la loro funzione di apportatori
di benessere, occupandosi dell’infrastruttura necessaria
allo scopo. Oltre all’ufficio forestale, ci sono i servizi per
lo sport e per il verde cittadino, impegnati a garantire
che tutti possano godersi il bosco, senza che questo
ne risenta. La pace, la bellezza e la varietà dei boschi
non devono subire danni. Per evitarlo si ricorre a varie
misure:
• percorsi Vita, sentieri per la corsa, piste per sci di fondo,
sentieri per cavalcate e per passeggiate sono disposti in
modo tale da preservare ambienti vitali importanti. La
manutenzione delle strutture sportive e ricreative è di
importanza fondamentale. Gli amanti del bosco devono
poter svolgere le proprie attività preferite nelle migliori
condizioni possibili. Le superfici boschive messe a disposizione sono gestite in modo tale da adempiere perfettamente alla funzione di luogo di attività fisica e ricreativa;
• là dove invece è necessario un ambiente tranquillo,
adeguate misure di protezione garantiscono che solo
pochi possano penetrare in queste aree;
• le richieste di enti che desiderano organizzare manifestazioni sportive importanti nel bosco vengono sottoposte anche all’esame di esperti della protezione della
natura. In questo modo è possibile evitare di danneggiare
ambienti fragili;
• a parte poche eccezioni, le strade forestali sono chiuse
al traffico. Attività con veicoli a motore sono assolutamente vietate;
• per tutto l’anno, il servizio forestale svolge un intenso
lavoro di informazione sul comportamento adeguato da
tenere nel bosco al fine di rispettare la natura.
I boschi di Losanna sono essenziali per il benessere della
popolazione. Rendere consapevoli gli amanti del bosco
della necessità di proteggerlo è uno dei compiti principali del personale incaricato di curarlo.
Fabrice Schüsselé, Etienne Balestra
2005
Entrate, prego!
In Svizzera, possiamo usufruire del bosco ogni volta che vogliamo.
Per noi, accedere liberamente ai boschi è un diritto fondamentale.
Eppure, non sempre è così ovvio.
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Nel bosco svizzero, l’essere umano
è un ospite gradito. Ma la sua macchina
deve restarne fuori. Il divieto generale
di transito per i veicoli a motore non deve
essere segnalato appositamente e vale
anche per i fuoristrada come i quads
(vedi sotto).
«L’accesso ai boschi, alle selve ed ai pascoli e la
raccolta di bacche selvatiche, funghi e simili cose
sono concessi ad ognuno, secondo l’uso locale.» Così
recita dal 1907 il Codice civile svizzero (art. 699). E la
legge forestale sottolinea (art. 14): «I Cantoni provvedono
affinché la foresta sia accessibile al pubblico.» Nel
bosco svizzero la popolazione è la benvenuta.
La strada per arrivarci non è mai lunga. Più del 70 per
cento della popolazione può raggiungere in 20 minuti
la zona boschiva più vicina. Anche questo privilegio ci è
garantito da una legge dei primi anni del XX secolo. Il
principio secondo il quale lo spazio boschivo in Svizzera
non deve essere diminuito è stato sancito nel 1902
nella revisione della legge sulla polizia della foreste che
vietava i dissodamenti. Senza la lungimiranza di allora,
soprattutto nelle zone periferiche delle città, là dove il
terreno è caro e la pressione insediativa elevata, molti
boschi sarebbero spariti, con grande rimpianto della
popolazione.
In estate, più della metà della popolazione si reca una o
due volte alla settimana nel bosco per fare sport, per
riposarsi, per sfogarsi, per divertirsi o anche solo per
portare a spasso il cane. In inverno la quota si abbassa
al 40 per cento, come risulta da un sondaggio sulle
esigenze della società nei confronti del bosco svizzero
svolto per incarico dell’UFAFP nel 1997. Una persona su
due si reca a piedi fino alla zona boschiva.
Il libero accesso ai boschi per noi è una specie di diritto fondamentale. Ma in alcuni Paesi europei questo
diritto non esiste o è limitato:
- in Austria, i boschi sono accessibili a tutti, ma chi
vuole percorrere un sentiero boschivo in bicicletta deve
chiedere un permesso al proprietario del bosco. Più del
70 per cento della superficie boschiva è in mani private.
D’altra parte, il mountainbiking è diventato quasi uno
sport nazionale praticato da più di un quinto della popolazione. La pubblicità di «Austria Tourismus» segnala
17’000 km di percorsi per mountain bike. Per allestirli
sono stati necessari accordi complicati con migliaia di
proprietari di bosco;
- in Danimarca, la popolazione ha il diritto di accedere
soltanto ai boschi pubblici. Nel bosco privato si deve
restare sui sentieri, i quali possono essere percorsi solo
dalle 7 di mattina fino al tramonto;
- in Francia, fino a pochi anni fa, tutto il bosco era
ritenuto una zona non accessibile al pubblico. Solo un
complemento al «Code forestier» nel luglio 2001 ha
introdotto il principio secondo cui la popolazione può
avere accesso almeno al bosco statale.
Quando corro nel bosco, i miei pensieri sono limpidi
e sento ogni fibra del mio corpo.
(Roger Schneider, pattinatore di velocità, www.skatetrix.ch > Hall of Fame)
Queste differenze sono riconducibili in parte a radici
culturali molto antiche. Nel diritto alemanno, il bosco
era una almenda, a disposizione di tutti, ma anche protetta da tutti. Il diritto romano invece dava alla proprietà
boschiva un valore molto più elevato. L’accesso infatti
conosce regole più severe nei Paesi di quest’area culturale.
Comunque, anche in Svizzera il libero accesso non è assoluto. L’articolo determinante nel Codice civile conferma un diritto di accesso «secondo l’uso locale.» Già nel
lontano 1917 la questione di come si dovesse intendere
questa formulazione è stata oggetto di una decisione del
Tribunale federale.
La macchina deve aspettare fuori, anche se
è un quad
Nei boschi svizzeri i veicoli a motore non sono permessi.
È generalmente vietato circolare in macchina sulle
strade e sui sentieri forestali. Questo divieto non deve
essere segnalato e vale tanto per le moto fuoristrada
a quattro ruote, i quads, quanto per tutti gli altri ATV
(All Terrain Vehicles), per le moto da trial e le motoslitte.
Purtroppo l’applicazione è lacunosa. I forestali di
numerose zone boschive svizzere affermano di avere
sempre più problemi con i quads e le motoslitte. Non
è raro che ad essere danneggiati siano ambienti vitali
che finora godevano della necessaria tranquillità.
I quads sono di moda: nel 1996 in Svizzera sono stati
immatricolati 16 veicoli di questo tipo, nel 2002 erano
già 3346.
Il Consiglio di Stato di Zugo aveva proibito di raccogliere bacche nel bosco la domenica mattina. Anche
per ragioni morali: sembra fossero centinaia «le persone
perlopiù giovani di ambedue i sessi» che il sabato sera
sarebbero sciamate, «dando spettacolo» nei paesi per poi
iniziare di buon mattino di domenica con la raccolta
delle bacche.
Doppio scandalo: quando i paesani dopo la messa andavano anch’essi muniti di cesti nel bosco in cerca di bacche,
i posti migliori erano già occupati.
Il Tribunale federale abolì il decreto del governo il
Zugo: il presunto disturbo della quiete notturna e il comportamento scandaloso dovevano essere affrontati con
altri mezzi.
Oggi la legge forestale prevede motivi più validi per
limitare il libero accesso in situazioni d’eccezione.
I Cantoni vi sono tenuti, «se la conservazione della
foresta o altri interessi pubblici, quale segnatamente la
protezione di piante e di animali selvatici lo esigono»: il
nostro diritto di libero accesso al bosco è limitato quando può causare danni alla conservazione della foresta
e al diritto alla vita di animali e piante minacciati di
estinzione.
Manifestazioni di ampia portata devono
essere autorizzate. Ad esempio, chi intende
organizzare una corsa di orientamento
deve prima informarsi presso il forestale
competente o il Comune sulla situazione
giuridica.
(foto: Walter Imber; Emanuel Ammon,
Maverick Quad-Tours; Thomas Rageth,
Rahel Schönenberger; Christian Gilgen,
Brigitte Wolf)
Link
www.suva.ch
> SuvaLiv > Campagne > Caschi per bici
Campagna caschi per bici dell’istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni
www.keepwild.ch > Quads
Download dello studio «Quads und ATVs: Off-RoadVerkehr in der Schweiz», elaborato da keepwild!, il
servizio ambientale di Mountain Wilderness
www.wvs.ch
Economia forestale svizzera: federazione nazionale dei
proprietari di bosco svizzeri
Le manifestazioni devono essere autorizzate!
Il diritto di accesso viene limitato anche quando sono
gruppi molto numerosi ad esercitarlo: secondo l’articolo 14 della legge forestale, quando la conservazione
della foresta o la protezione della flora e della fauna
lo richiedono, i Cantoni devono imporre l’obbligo
di chiedere l’autorizzazione per organizzare grandi
manifestazioni.
Ma qual è il numero di partecipanti che rende una
manifestazione troppo affollata con eventuali conseguenze negative per la foresta, per gli animali e per
le piante? Ogni Cantone ha una versione propria:
un’esercitazione degli scout svolta di sabato, una
lezione di educazione fisica nel bosco o una festa di
compleanno per bambini sicuramente non hanno
bisogno di essere autorizzate, ma se si tratta di un
campo di vacanza di scout destinato a durare alcuni
giorni oppure di una corsa di orientamento, la risposta
già non è più così ovvia. Può anche dipendere dal
bosco scelto: in vari Cantoni, tutto quanto si svolge
in una zona protetta o in una riserva boschiva è di
ampia portata. Le persone incaricate dell’organizzazione dovrebbero perciò informarsi in precedenza
sulle disposizioni vigenti, presso la guardia forestale
competente o presso il Comune (vedi anche la lista
di controllo per le manifestazioni nel bosco).
Autore del testo: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Bosco e legno
Direzione delle foreste, Ufficio federale dell’ambiente,
delle foreste e del paesaggio UFAFP
> Esecuzione LFo > Basi legali
Legge federale sulle foreste (legge forestale LFo)
> Foresta > Cantoni
Contatti per organizzare manifestazioni che devono
essere autorizzate
> Fatti e cifre > Informazioni sul bosco > Bosco e
società > Quali sono le aspettative della popolazione
nei confronti del bosco svizzero? (in tedesco)
> Fatti e cifre > Informazioni sul bosco > Il tempo
libero e il riposo nel bosco
Informazioni su come trascorrere il tempo libero nel bosco
2005
Terra di nessuno?
Il bosco in cui ci muoviamo liberamente appartiene a qualcuno.
Gli sforzi dei proprietari boschivi affinché gli amanti del
bosco vi si trovino a proprio agio non sono da sottovalutare.
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
La maggior parte dei boschi privati in Svizzera
appartiene ad agricoltori. La popolazione
è un ospite gradito. Tuttavia, per non mettersi
in pericolo e non ostacolare il lavoro nei
boschi, le barriere ed i segnali devono essere
assolutamente rispettati.
Solo il 34 per cento del bosco svizzero appartiene
allo Stato: ai Comuni politici, ai Cantoni o alla Confederazione. Il 39 per cento appartiene a patriziati,
corporazioni, cooperative o ad altre corporazioni, il
restante 27 per cento è in mano privata. I proprietari
boschivi sono 240’000: in media appartengono loro 1,3
ettari di bosco. La maggior parte del bosco privato svizzero è in mano di agricoltori. Secondo un vecchio detto
contadino «una fattoria senza bosco è come un letto
senza coperte». Il bosco non fornisce solo la legna da
ardere, ma per lungo tempo ha rappresentato una fonte di reddito supplementare ed una riserva di capitale.
Se c’era bisogno di fondi per un nuovo investimento,
come costruire una casa o rinnovare un edificio rurale,
si vendeva un paio di tronchi. Da quando i prezzi del
legno sono caduti, la coperta è diventata sottile…
Da molto tempo ormai il legno non è più il prodotto
più importante del bosco svizzero. Il valore commerciale dell’annuale raccolta di legno si aggira oggi sul
mezzo miliardo di franchi circa. La funzione ricreativa
del bosco è ben più significativa: un’analisi del 2005
stima il valore di questo spazio di relax e di movimento
da 3,2 a 10,5 miliardi di franchi.
Questo servizio al benessere della popolazione è fornito
anche dai proprietari boschivi il cui lavoro non è certo
facilitato:
- le attività forestali sono ben più faticose e dispendiose
quando si deve evitare di mettere in pericolo terzi, anche
perché non è raro che la segnaletica non venga rispettata e che i visitatori oltrepassino le barriere;
- le giovani piante devono essere recintate perché nessuno le calpesti e le danneggi. I sentieri a volte hanno
bisogno di una manutenzione speciale, gli alberi che crescono al margine della strada devono essere controllati
ad intervalli regolari per evitare che qualche ramo secco
colpisca un passante che fa jogging. Infatti, a volte i proprietari boschivi devono assumersi la responsabilità in
casi di questo genere;
- un altro compito sgradito è lo smaltimento dei rifiuti:
neanche il bosco è al riparo dal «littering».
A chi appartiene il bosco svizzero?
Patriziati
30 %
Corporazioni &
cooperative
8%
Cantoni
5%
Confederazione
1%
Altri
1%
Privati
Comuni
politici
28 %
27 %
Quando voglio fare una passeggiata tra il verde, non devo
andar lontano: alcuni metri in salita e sono nel bosco.
(Köbi Kuhn, allenatore www.football.ch > Nationalteam)
Chi paga?
La maggior parte delle aziende forestali oggi ha i conti
in rosso ed è sempre meno in grado di fornire prestazioni
gratuite. Ma come possono trasformare in reddito i
servizi che forniscono ai loro ospiti nel bosco ricreativo?
Durante i lavori di revisione della legge forestale bernese,
è stata discussa l’opportunità di introdurre una tassa
forestale di 15 franchi annui per ogni persona fisica e
giuridica. L’idea non è passata. Possibili sarebbero anche
compensi da parte dello Stato in base a contratti di
prestazione. Altri modelli si appellano alla libera volontà
di chi usa il bosco. Per finanziare la manutenzione della rete di piste di sci di fondo, esiste il relativo abbonamento. Costa 90 franchi ed è valido in tutta la Svizzera,
ma non c’è l’obbligo di comprarlo: le piste possono
essere utilizzate anche senza acquistarlo, ma la maggior
parte degli amanti di questo sport lo compera.
Lo stesso principio probabilmente verrebbe applicato
anche ad un eventuale pass forestale. Come dimostra-
- Sul fronte del reddito, i danni agli alberi, causati da
ferite alle radici, da incisioni, da unghie, da incendi e da
compattazione del suolo hanno un risvolto negativo.
Recentemente sono state quantificate le spese supplementari e le perdite finanziarie per i boschi nella
regione bernese. Per i boschi ricreativi, che coprono una
superficie di 1800 ha (pari al 28 per cento della super-
no vari sondaggi svolti negli ultimi anni, esiste la disponibilità ad acquistare una tessera del genere. Ad esempio, nel contesto di uno studio sul valore ricreativo e la
dinamica del bosco, agli ospiti del bosco bernese è stato
chiesto se fossero disposti ad acquistare un pass forestale. I due terzi hanno dato una risposta affermativa
indicando in media 80 franchi come somma accettabile.
Secondo un sondaggio dell’Università di Basilea, gli
abitanti di questo Cantone erano disposti ad investire
anche da 100 a 200 franchi per un pass forestale annuo.
Tuttavia, soluzioni di questo tipo restano sporadiche ed
isolate. La questione del finanziamento della funzione
ricreativa dei nostri boschi è ancora aperta. La situazione è analoga a quella dell’agricoltura: anche questa
fornisce prestazioni inestimabili e altamente apprezzate, soprattutto per la biodiversità, ma che non sono
coperte dal prezzo del prodotto, cioè degli alimenti,
sul mercato.
ficie boschiva), ammontano in media a 420 franchi
annui per ogni ettaro. Nel frequentatissimo Allschwiler
Wald presso Basilea, i proprietari boschivi devono
preventivare ogni anno dai 50 ai 200 franchi all’ettaro
per l’uso a scopi di relax e hanno perdite finanziarie che
oscillano tra i 6 e i 139 franchi.
D’altra parte i proprietari boschivi ricevono sovvenzioni. Negli anni Novanta la Confederazione spendeva
ogni anno da 150 a 175 milioni di franchi per il bosco. Poi
la tempesta Lothar ha fatto sì che queste spese salissero
I danni agli alberi rappresentano il lato
negativo dello sfruttamento del bosco
a fini ricreativi.
(foto: Iris Krebs; Walter Imber (2);
Emanuel Ammon, Susi Lindig;
Christian Gilgen, BN Graphics)
Link
www.lfi.ch/spaziergang
Sentieri per uomini, donne e bambini (relax con il
sentiero virtuale dell’Inventario forestale nazionale
svizzero, IFN)
www.wvs.ch
Economia forestale svizzera: federazione nazionale dei
proprietari di bosco svizzeri
www.afw-ctf.ch > Download
Analisi sul fattore ricreativo e sulla dinamica del bosco
della «Arbeitsgemeinschaft für den Wald» (in tedesco)
www.suva.ch > SuvaPro
Prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, attività dell’Istituto nazionale svizzero
di assicurazione contro gli infortuni
rapidamente fino a superare i 300 milioni. Per i prossimi
anni, il piano finanziario prevede circa 150 milioni all’anno. Da parte loro, i Cantoni prevedono di investirvi la
stessa cifra. Il denaro pubblico viene utilizzato per mantenere o migliorare la funzione protettrice del bosco.
Ma la Confederazione non sovvenziona la funzione
ricreativa. In parte sono i Cantoni a finanziarla. Ad
esempio, il Canton Vaud può contribuire con aiuti
finanziari a misure che permettono all’economia forestale di tener conto della funzione ricreativa. Altrove
sono i Comuni a contribuire, oppure è la legge che disciplina la copertura delle spese dell’utilizzazione nel
tempo libero da parte di coloro che ne beneficiano,
come per esempio la manutenzione dei sentieri per
cavalli da parte delle associazioni corrispondenti. Ma
nella maggior parte dei casi il proprietario deve affrontare le spese da solo. Se il proprietario è un Cantone o
un Comune politico, le spese sono pagate in generale
da coloro che traggono beneficio dal bosco. Le spese per
il tempo libero ed il relax che l’ufficio forestale comunale di Lucerna deve affrontare nei boschi di sua competenza ammontano a cinque franchi all’anno per ogni
contribuente. Tuttavia, proprio nelle vicinanze delle
città spesso i boschi non sono proprietà dello Stato, ma
appartengono a privati o a corporazioni senza sovranità
tributaria. Ad esempio, il patriziato della città di Berna
è proprietario di molti boschi con funzione ricreativa nei
dintorni di Berna e ogni anno spende, per la funzione
ricreativa, mezzo milione di franchi.
Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Bosco e legno
Direzione delle foreste, Ufficio federale dell’ambiente,
delle foreste e del paesaggio UFAFP
> Nuova politica forestale
Programma forestale svizzero (PF-CH) – Base della
futura politica forestale della Confederazione
> Fatti e cifre > Fondi per il bosco
Le sovvenzioni federali al bosco svizzero
2005
Una palestra nel verde
Muoversi fa bene. Ancor più nel bosco:
in Svizzera il bosco è il campo sportivo più apprezzato.
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Non importa se anziani o giovani, sportivi o meno,
il movimento nel bosco giova a tutti. Ovunque si
può trovare nei pressi un percorso Vita, in Svizzera
ce ne sono circa 500 (v. cartina qui sotto).
«Nel club sportivo ho sempre l’impressione che mi
manchi qualcosa» dice Marie-Luce Romanens, l’atleta
che nella sua carriera ha già vinto quattro medaglie nei
campionati mondiali di corsa d’orientamento. Il contatto
con la natura è stato per lei lo stimolo decisivo durante
i duri allenamenti. «A primavera andavo a vedere se le
anemoni dei boschi erano già in fiore o se nelle zone
d’ombra l’aglio orsino diffondeva il suo profumo particolare.» Per gli allenamenti sulle lunghe distanze sceglieva un percorso che si snodava in un bel paesaggio o
con un panorama particolare. Ogni allenamento costituiva un’esperienza nuova: «A seconda della stagione e
dell’ora, la natura ha un aspetto diverso, uno spettacolo
in continua trasformazione.»
Lo scorso ottobre, Marie-Luce Romanens ha lasciato la
squadra nazionale. Ma intende continuare ad allenarsi
nel bosco, come fa più della metà della popolazione svizzera almeno una volta al mese. Correre, andare in bicicletta, camminare sono i tipi di sport più in voga, esercitati per lo più nel bosco.
L’aria pulita, i profumi, le temperature gradevolmente
fresche e la tranquillità fanno bene al corpo. Grazie
all’effetto filtrante delle foglie e degli aghi delle fronde,
l’aria è meno inquinata che in zone senza bosco. Una
quantità così bassa di particelle nell’aria si riscontra
solo al mare o in alta montagna. E quando altrove è
necessario evitare sforzi a causa della quantità di ozono
nell’aria, una corsa nel bosco fa ancora bene.
Gli atleti nel bosco hanno a disposizione una buona
infrastruttura. I primi percorsi Vita con attrezzi per allenare tutti i muscoli vennero allestiti già alla fine degli
anni Sessanta. Oggi il loro numero in tutta la Svizzera
è arrivato a 500. La maggior parte si trova nel bosco.
15 stazioni offrono esercizi differenziati per allenare la
forza fisica, l’elasticità e la resistenza. Secondo l’analisi
«Sport Schweiz 2000» nel 1999 il 20 per cento della
popolazione svizzera ha finito almeno una volta un
percorso Vita. Lo sponsor unico degli percorsi Vita e la
«Zurigo» Compagnia di Assicurazioni.
La natura ci regala lo stadio più bello, dobbiamo averne cura.
(Marie-Luce Romanens, www.solv.ch > Elite > FootO > Elite-Team)
Muovetevi!
Persone che fanno sport godono meglio la vita di quelle
che non lo fanno. Le ricerche in campo medico che
provano questa verità sono migliaia. Chi si muove più
spesso, è più sano, è più efficiente e resta autonomo
più a lungo. In Svizzera, il fatto di praticare regolarmente
un’attività sportiva evita ogni anno almento 3300
decessi e 2,3 milioni di casi di malattia.
È meglio correre che digiunare: la mancanza di attività
fisica è più dannosa del peso eccessivo e tanto nociva
quanto il fumo. Secondo il rapporto dell’Organizzazione
mondiale della sanità del 1997, in molti Paesi industrializzati la mancanza di attività fisica è il fattore di
rischio di malattie cardiovascolari più importante
tra quelli che possono essere direttamente influenzati
dall’interessato. In questi Paesi l’insorgere di malattie
del genere è la causa più frequente di decesso.
L’attività fisica ha un notevole effetto protettivo nei
confronti di tutta una serie di malattie quali i dolori
alla schiena, l’alta pressione, l’osteoporosi e le malattie
cardiocircolatorie.
Non è mai troppo tardi. Anche persone anziane che
hanno fatto poco sport possono trarne benefici.
Ma l’attività fisica e lo sport non hanno un effetto
prolungato sulla salute: chi a trent’anni praticava
molto sport, non ne risentirà alcun beneficio a cinquanta, se nel frattempo è rimasto inattivo.
Non ci sono rischi o effetti collaterali: chi adegua il
proprio ritmo alle condizioni fisiche non corre alcun
pericolo supplementare, neanche di infarto cardiaco.
Tuttavia, chi è fuori allenamento deve evitare sforzi
eccessivi. Per persone che esercitano un’attività fisica
di bassa o media intensità, il rischio di infarto è molto
ridotto.
Non è necessario praticare uno sport: anche andare
a passeggio, andare tranquillamente in bici, spalare
la neve o lavorare in giardino rappresentano attività
salutari.
Sia le donne che gli uomini dovrebbero muoversi ogni
giorno almeno mezz’ora in modo tale da accelerare
lievemente il respiro. Alcune gocce di sudore non
fanno male, ma non sono necessarie. Chi esercita già
un’attività sportiva, con un allenamento appropriato
per aumentare la resistenza, la forza o l’elasticità può
ottenere un beneficio supplementare per la salute,
la qualità di vita e l’efficienza. Per la resistenza e la
forma fisica sono indicate tre unità settimanali da
20 a 60 minuti, con un’intensità che provoca una leggera sudorazione o una respirazione leggermente più
veloce, ma che permette ancora di conversare.
Il beneficio è proporzionale all’intensità dell’attività
svolta. Tuttavia, il beneficio supplementare diminuisce
con il livello di allenamento: chi percorre ogni settimana
50 chilometri di corsa o assolve 5 ore di nuoto non
può fare di più per la propria salute. Chi si sottopone
a simili carichi di allenamento dovrebbe consultare
un esperto.
Un’interessante offerta è ad esempio
rappresentata da parchi con funi e
piattaforme sospese su cui arrampicarsi
(parchi aerei).
(foto: Fondazione «Percorso Vita» (4);
Walter Imber, Rémy Steinegger;
Seilpark Gantrisch)
Link
www.sport2005.ch
Sito dell'Anno internazionale dello sport
e dell'educazione fisica
www.suva.ch > SuvaLiv – Sicurezza nel tempo libero
Attività dell’istituto svizzero per prevenire infortuni nel
tempo libero
www.hepa.ch
Rete svizzera salute e movimento; download del
documento di base su: Prodotti > Documento di base.
www.feelyourpower.ch
Campagna nazionale della fondazione Promozione
Salute Svizzera
www.allezhop.ch
Campagna nazionale di incitamento all’attività fisica
I cento e più Cors’incontro della Federazione svizzera
di atletica leggera FSA, rappresentano una valida alternativa. Attualmente, i percorsi sono ristrutturati dalla
FSA, da Ryffel Running e dall’omonima società di assicurazione contro le malattie in «Helsana swiss running
walking trails». I cartelli segnaletici lungo le piste di circa cinque chilometri forniscono le indicazioni di base per
praticare running, walking e nordic walking. Per persone più esperte, sono allestiti altri percorsi lunghi fino a
15 chilometri, segnalati anch’essi da appositi cartelli.
Una nuova offerta è rappresentata dai parchi con funi e
piattaforme sospese (parchi aerei). A mezz’aria, i visitatori, ben legati, ondeggiano da un albero all’altro, restano
appesi o in bilico o si arrampicano. Alcuni sudano un po’,
a volte l’adrenalina sale di colpo, ma il bosco viene vissuto da un punto di vista completamente nuovo: infatti,
vengono scalati alberi di più di 30 metri.
www.zurich.ch/vitaparcours > Percorso Vita
Allenatevi sul Percorso Vita virtuale
della «Zurigo» Compagnia di Assicurazioni
Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.helsana.ch > Manifestazioni > Helsana trails
Helsana swiss running walking trails
2005
Non disturbare, grazie!
Anche in questo senso il bosco non è terra di nessuno:
è lo spazio vitale di circa 30’000 specie di animali e di piante.
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Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Per alcuni abitanti del bosco di montagna,
come il fagiano di monte, il rumore
causato da chi pratica sport invernali
può essere fatale. Ogni fuga infatti
rappresenta uno sforzo enorme in un
momento di limitate risorse fisiche.
Circa la metà di tutte le specie animali locali vive nel
bosco o ai suoi margini. La presenza umana rappresenta
un’intromissione nel loro ambiente naturale che può
avere conseguenze gravi.
Per alcuni animali, siamo il nemico più pericoloso. Però,
poiché anch’essi imparano dalle esperienze, possono
abituarsi ad una presenza umana che si rivela innocua
e che si limita ad intervalli regolari e prevedibili. Ma
ciò cui non sono abituati rappresenta un pericolo: se
lasciamo i sentieri per recarci in luoghi in cui la nostra
presenza arriva inaspettatamente.
Ad esempio, quando pratichiamo lo sci o lo snowboard
fuori pista. Per gli animali del bosco montano, in inverno
la tranquillità è l’imperativo principale. Le riserve di
energia sono scarse, le attività sono ridotte. Un fagiano
di monte per la maggior parte del tempo sonnecchia in
una tana che si è scavato con le ali e con le zampe nella
neve soffice. Se arriva uno sciatore, fugge in preda al
panico e trascorre il resto del giorno su un albero, in balìa
del freddo. Alcune ricerche hanno mostrato che l’ingegnoso equilibrio energetico dell’uccello può facilmente
venir sconvolto, se viene spaventato più volte. La conseguenza è la morte per esaurimento.
Anche i camosci, i caprioli e i cervi in inverno riducono il bisogno energetico e vivono consumando le
riserve accumulate nel corpo. Fuggire nella neve alta
comporta un elevato dispendio di energia. Più questo aumenta, più sarà alto il bisogno di cibo. Conseguentemente
aumenta anche il rischio di danni da brucatura. Arrecare
disturbo alla quiete invernale degli animali può quindi
significare una minaccia anche per le giovani piante del
bosco e mettere in pericolo la stabilità di quest’ultimo.
Finora, i boschi montani prevalentemente pianeggianti
erano stati risparmiati dagli sport invernali. Tuttavia, da
quando sono tornate di moda le racchette da neve, anche questi ambienti naturali vengono frequentati con
sempre maggiore frequenza.
Anche gli «uomini volanti» sono un quadro cui gli animali
non sono abituati: nonostante nelle belle giornate i deltaplani in alcune regioni montane facciano ormai quasi
parte del paesaggio, agli animali incutono ancora terrore.
Spesso è sufficiente un solo deltaplano per cacciare i camosci e gli stambecchi dai loro pascoli e farli fuggire nel
bosco.
Un picnic prolungato proprio vicino ad un nido può
danneggiare la covata: i giovani uccelli muoiono di fame
perché i genitori restano lontani troppo a lungo. Ricerche
condotte in un bosco molto frequentato nei pressi di Amsterdam hanno mostrato che per la maggior parte degli
uccelli canori il numero di coppie che covano è diminuito
in rapporto all’aumento delle attività di relax.
Su una piccola parte della superficie boschiva svizzera,
anche gli alberi e la vegetazione al suolo sono stati danneggiati da uno sfruttamento eccessivo da parte di persone in cerca di relax. Le erbe non resistono, quando vengono calpestate. Nelle vicinanze di strutture per barbecue
molto frequentate nel bosco di Allschwiler nel Cantone
di Basilea, il grado di copertura delle erbe è dimezzato
rispetto a quello di superfici analoghe non frequentate,
e non vi crescono più alberi. Ma la vegetazione si riprende
subito quando le superfici che ne hanno bisogno vengono recintate.
L’abete secolare è per me un esempio di come
la forza cresca nelle avversità.
(Evelyne Binsack, alpinista d’alta quota, www.binsack.ch)
Accordo amichevole: protezione della selvaggina
e corsa d’orientamento
La corsa d’orientamento si svolge sempre attraverso un
bosco. Perciò, l’effetto di disturbo che può avere è
elevato. La Federazione svizzera di corsa d’orientamento
(Schweizerischer OL-Verband SOLV) nel 1991 ha fatto
analizzare le conseguenze di questo sport sulla fauna
e sulla flora. Dai risultati sono scaturite misure e direttive vincolanti per lo svolgimento di gare e la produzione
di apposite cartine.
- La SOLV rinuncia ad organizzare gare nelle zone principali del gallo cedrone. Sono possibili eccezioni, che
vanno concordate con la Stazione ornitologica svizzera
di Sempach.
- Durante il periodo di divieto di caccia ai caprioli, non
vengono svolte gare in boschi di dimensioni ridotte
o vicino alle agglomerazioni nell’Altopiano, dove gli
ambienti naturali degli animali selvatici sono molto
ristretti.
- Il disturbo degli animali selvatici deve essere ridotto
al minimo con una disposizione appropriata della linea
di partenza, delle stazioni e della linea d’arrivo. Gli
habitat importanti devono essere riportati sulle cartine
come zone vietate: chi vi accede è squalificato.
- Durante l’allenamento e le gare, gli atleti usano cartine
speciali. Quando una cartina viene modificata o ne viene
prodotta una nuova copia, è necessario procedere ad
un sopralluogo della zona in questione in collaborazione
con l’UFAFP. Vi sono comprese superfici delicate come
torbiere, biotopi secchi o habitat del gallo cedrone?
In caso di risposta affermativa, vengono segnalate sulle
cartine quali zone vietate in alcuni periodi o per tutto
l’anno. In determinati casi è necessario rinunciare alla
produzione di una cartina per la corsa d’orientamento
e dunque alla corsa stessa nella regione in questione.
La Commissione «Corsa d’orientamento + Ambiente»
della SOLV è incaricata di controllare l’applicazione
delle misure e delle direttive.
Anche nei periodi di riproduzione
gli animali selvatici reagiscono male
quando sono disturbati.
(foto: Martin Merker (2);
Emanuel Ammon, Christian Marti;
Manfred Rogl, Peak Helicopter)
Link
www.natursportinfo.de
Sito sullo sport nella natura dell’ufficio tedesco di
protezione della natura (BfN). L’UFAFP, in collaborazione con il BfN ed altri partner svizzeri, continua a
perfezionare il sito e intende aprirlo nell’autunno 2005:
www.natursportinfo.ch
www.vogelwarte.ch
Informazioni sul gallo cedrone e il fagiano di monte,
due abitanti del bosco montano sensibili ai disturbi.
Parole di ricerca: Auerhuhn, Birkhuhn
www.solv.ch/solv/umwelt
Commissione «CO + Ambiente» della Federazione
svizzera di corsa d’orientamento SOLV; download
dell’opuscolo «Massnahmen zur Schonung von Fauna
und Flora» sulle misure per proteggere la fauna e la
flora
www.wild.unizh.ch
Sito del Centro svizzero di documentazione per la
ricerca sulla fauna selvatica (in tedesco, francese,
inglese e, parzialmente, in italiano)
Il grado di copertura del suolo con erbe di sottobosco è
dimezzato rispetto a quello di superfici analoghe non
frequentate. In queste zone non crescono più alberi
giovani. Tuttavia, la vegetazione si riprende prontamente
quando le superfici danneggiate vengono recintate.
Dove il suolo è compattato, anche la fauna terricola subisce danni: ne soffrono ragni, coleotteri, millepiedi. Le
ricerche condotte nel bosco di Allschwiler hanno fornito
anche queste informazioni.
In condizioni normali, la presenza dell’uomo nel bosco
non rappresenta un grave problema ecologico. La maggior parte della superficie dei boschi svizzeri può e deve
essere sfruttata come zona ricreativa e di attività fisica,
pur mantenendo un minimo di rispetto per la natura (vedi
la scheda «Rispetta le regole del gioco»).
Ma dove sono in pericolo ambienti preziosi, la natura
ha la precedenza. Ad esempio, negli habitat del gallo
cedrone e del fagiano di monte, oppure nel bosco montano in inverno, è possibile imporre il divieto d’accesso,
o almeno il divieto di lasciare il sentiero.
Anche nell’interesse degli atleti stessi per i quali, secondo
alcuni sondaggi, la natura in cui si muovono è altrettanto
importante della salute, della buona condizione fisica e
del divertimento, elementi che solo un bosco intatto,
rifugio di una grande varietà di specie, può offrire.
Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.ambiente-svizzera.ch/sport
Informazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle
foreste e del paesaggio UFAFP sul rapporto tra tempo
libero, turismo e ambiente
2005
Visite guidate
Alcuni animali sensibili hanno bisogno di un
habitat tranquillo: in queste zone le attività ricreative
devono essere guidate. In alcuni spazi questo
può voler dire che gli uomini non vi hanno accesso!
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Per i bambini, il bosco è un mondo tutto a scoprire.
Il programma «appuntamento bosco» dell’organizzazione
SILVIVA permette loro di sperimentarlo sotto
la guida di forestali con formazione pedagogica.
Grazie al controllo della frequenza, gli habitat
del gallo cedrone e il delicato equilibrio delle
torbiere della Schwägalp AR sono ben protetti dalle
conseguenze dell’intensa attività ricreativa.
Quando il tempo è bello, quasi 9000 persone salgono
sulla Schwägalp AR, parcheggiano la macchina o la
moto alla stazione a valle della funivia del Säntis o
sul passo, poi acquistano un biglietto di risalita o fanno
una passeggiata più o meno lunga.
Quello della Schwägalp è un paesaggio palustre di
importanza nazionale, estremamente ricco di torbiere
basse e alte per gli standard del nostro Paese. Il bosco è
pieno di canneti di diverse dimensioni. In parte, il passaggio dagli alberi ai canneti è graduale, mentre ai margini del bosco, tra la vegetazione arbustiva naturale
e rigogliose piante di mirtillo, si nascondono numerosi
formicai.
Questi elementi rendono la zona della Schwägalp un
habitat ideale per il gallo cedrone. 50 anni fa se ne contavano 20 esemplari, oggi ne rimangono solo quattro o
cinque. Fortunatamente, negli ultimi anni il loro numero non è calato. L’ex forestale di circondario Franz Rudmann ha iniziato già negli anni Settanta a diradare il
bosco, diventato troppo buio per questi animali.
Il gallo cedrone è una delle specie indigene più sensibili
all’intromissione umana, sia in inverno, sia durante il periodo dell’accoppiamento, della cova e dell’allevamento.
Questo timido uccello può sopravvivere solo in boschi
tranquilli, poco frequentati dall’uomo. Non potrà sopravvivere nel nostro Paese, se non si riuscirà a proteggere i suoi ultimi habitat.
Appuntamento bosco
In Svizzera, ogni bambino deve poter sperimentare
almeno una volta durante gli anni della scuola
dell’obbligo un’accattivante «visita guidata» al bosco:
questo è l’obiettivo della campagna «appuntamento
bosco – l’offerta scolastica dell’economia forestale».
La campagna è coordinata dall’organizzazione SILVIVA.
Sotto gli alberi, si impara meglio: invece di starsene
confinati nelle aule, i bambini si muovono in un
mondo tuttoda scoprire. Le strutture pedagogiche che
spostano le loro lezioni nella foresta sono sempre
più numerose: le scuole, gli asili, i gruppi di gioco si
dedicano alla «pedagogia forestale».
Ormai anche forestali con formazione pedagogica
invitano a sperimentare l’aula nel bosco. I bambini
vivono questo habitat ed i suoi abitanti con tutti i loro
sensi, imparano come funziona questo ecosistema,
come questa risorsa naturale può essere utilizzata in
modo sostenibile e qual è il suo significato economico.
E per concludere in bellezza, i più grandi possono
assistere al taglio di un albero.
Rispetto il bosco e lo voglio conservare anche
per le generazioni future.
(Thomas Frischknecht, professionista di mountain bike, www.frischi.ch)
Ma com’è possibile conciliare la necessità di quiete del
gallo cedrone e lo sfruttamento turistico del paesaggio?
La questione è al vaglio del progetto Regio Plus «Naturforschungspark Schwägalp/Säntis» (parco di ricerca
naturale Schwägalp/Säntis), su iniziativa degli enti turistici, delle organizzazioni di protezione, degli istituti di
ricerca e dei Comuni e Cantoni interessati.
Il principio di guidare il visitatore assume un ruolo
centrale. Il relativo programma suddivide la regione in
tre zone: uno spazio attivo, un habitat protetto e un
habitat centrale. Nello spazio attivo si concentra lo
sfruttamento a fini turistici. L’offerta per gli escursionisti e i turisti in cerca di avventure è destinata ad
essere ampliata, ad esempio con escursioni guidate su
racchette da neve, con l’allestimento di sentieri didattici o altri sentieri tematici nel bosco e con la costruzione di un parco aereo.
Mostre, escursioni ed altre offerte intendono sensibilizzare i visitatori per la ricchezza dell’ambiente culturale.
Per permettere le visite alla Schwägalp anche con condizioni climatiche sfavorevoli, si prevede di promuovere
soprattutto i servizi che non dipendono dal bel tempo.
Anche la torbiera alta protetta del Kleckelmoos si trova nello spazio attivo e viene mostrata ai visitatori che
ormai da un anno possono passeggiarvi su una passerella di legno senza danneggiare la delicata vegetazione
sottostante. Per l’anno prossimo è prevista l’inaugurazione di un sentiero didattico.
Nell’habitat protetto, si vuole invece impiantare un turismo escursionistico sostenibile. La rete di sentieri è pianificata e segnalata in modo tale da non arrivare nelle
vicinanze di habitat centrali nei quali, oltre alla popolazione di galli cedroni, si trovano anche alcune torbiere
alte di importanza nazionale. In genere gli habitat
centrali non possono essere visitati, ma nelle zone che
fanno eccezione è vietato allontanarsi dai pochi sentieri
ancora esistenti e raccogliere bacche e funghi.
Soprattutto durante le gite invernali
è necessario rispettare il mondo animale,
che in questo periodo sopporta male
di essere disturbato. Quando è necessario
attraversare una foresta, non si devono
lasciare i sentieri o le piste già esistenti.
(foto: Naturerlebnispark Schwägalp/
Säntis (3); SILVIVA, Claude Morerod;
Swisspowerteam; Markus Burger
Linaria alpina, WVS,
Carta nazionale svizzera, foglio n.1206,
riprodotto con l’autorizzazione di
© swisstopo ‹JD052554›).
Link
www.regioplus.ch > Panoramica dei progetti
> Naturforschungspark Schwägalp/Säntis
Progetto di parco di ricerca naturale Schwägalp/Säntis
del programma d’impulso a sostegno di cambiamenti
strutturali nelle aree rurali (Regio Plus)
www.swiss-ski.ch > Breitensport > Touren
Cartine per escursioni sciistiche della Federazione
svizzera di sci Swiss Ski (in tedesco o francese)
www.silviva.ch/treffpunkt
SILVIVA per l’educazione ambientale ed il bosco
(in tedesco o francese)
www.cacciasvizzera.org
CacciaSvizzera: Federazione delle Associazioni
Svizzere di caccia (in tedesco)
www.wildruhe.gr.ch
Informazioni sulle zone di riposo della selvaggina
dell’ufficio cantonale per la caccia e la pesca, Grigioni
(solo in tedesco).
Zone tabu per sportivi della neve
Chi pratica lo sci fuori pista nel bosco montano rappresenta un fattore di stress non solo per gli animali.
Gli spigoli degli sci danneggiano al passaggio gli alberi
giovani e la foresta non può rinnovarsi.
Già a partire dagli anni 1980, in alcuni centri sciistici
si è iniziato a delimitare e a segnalare le zone di protezione della fauna selvatica per proteggere gli habitat
più preziosi da sciatori imprudenti. Le esperienze
mostrano che queste misure hanno un effetto duraturo
solo se la violazione dei divieti è punita, con multe
o con il sequestro dell’abbonamento per la stagione
sciistica.
Le zone tabu per chi pratica sport invernali sono
indicate anche nelle carte 1: 50’000 di Swiss Ski quali
«riserve faunistiche e forestali» (carta di sotto: zone
rosse). Tuttavia, finora queste zone non sono state
riportate secondo criteri unitari e non è garantito che
tutte le superfici che devono essere evitate siano
contrassegnate. In futuro la situazione cambierà grazie
all’elaborazione, in corso, di un regolamento unitario
e vincolante.
www.suva.ch > SuvaLiv > Campagne
Campagna dell’istituto svizzero per la prevenzione
degli infortuni durante le attività sportive invernali
Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.ambiente-svizzera.ch > Settori > Fauna
selvatica e caccia > Il gallo cedrone
La protezione del gallo cedrone presso l’Ufficio federale
dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP
2005
Rispetta le regole
del gioco
Spesso, la mancanza di informazioni o di rispetto rende
problematica la presenza umana nel bosco. Di solito, per non
comportarsi da vandalo, basta rispettare poche regole.
Internationaler Tag des Waldes
Journée internationale de la forêt
Giornata internazionale del bosco
Non importa se a piedi o a cavallo, se da soli o in
compagnia di un cane, se in cerca di funghi o di
distensione, con un po’ di rispetto per la natura e
gli altri possiamo goderci senza problemi il bosco
per attività ricreative o sportive.
Escursionismo
L’escursionismo è l’attività che meno danneggia la natura,
almeno finché restiamo sui sentieri. Evitiamo di abbandonarli, soprattutto in inverno e dall’inizio di aprile fino
alla fine di luglio, quando i caprioli allevano i loro cerbiatti e gli uccelli covano. Non addentriamoci nel folto
o tra gli alberi ancora giovani.
Arrostiamo le nostre leccornie su un barbecue predisposto,
non strappiamo rami per farne spiedini. Non dimentichiamoci di spegnere bene il fuoco, il pericolo di provocare incendi è grande!
Jogging
Le persone che si muovono velocemente spaventano gli
animali più di quelle che si spostano con calma, ma se
corriamo sui sentieri, il rischio di essere percepiti come
un pericolo è minimo, a meno che non ci lanciamo improvvisamente nel sottobosco seguendo piste trasversali.
Facciamo jogging solo sui sentieri battuti e in pieno
giorno. Gli animali selvatici diventano attivi la mattina
presto e al calar del sole: i caprioli, ad esempio, trovano
erbe prelibate proprio al margine dei sentieri. Sfruttiamo
l’ampia offerta di percorsi Vita, evitiamo le riserve naturali.
Bicicletta
Restiamo sui sentieri, sulle strade e sui percorsi allestiti
proprio per ciclisti e biker. Le piste trasversali non rientrano in nessuna di queste categorie. Se un cartello indica il divieto di circolare con veicoli, questo vale anche
per le mountain bike.
Evitiamo di girare in bici al calar del sole e di penetrare
nelle riserve naturali.
Equitazione
Per i cavalieri vale lo stesso discorso: se restiamo sui
sentieri appositi non rappresentiamo una minaccia per
gli animali della foresta, se li abbandoniamo invece sì.
Perciò non spingiamo il cavallo nel folto, anche perché
contribuiremmo a danneggiare la vegetazione e a comprimere inutilmente il terreno.
Cavalchiamo solo su piste che resistono agli zoccoli degli
animali e sfruttiamo l’offerta di piste adeguate.
Raccolta di funghi
Uno studio commissionato dall’UFAFP stima che ogni
anno vengono raccolti funghi per 9 milioni di franchi.
Anche i funghi sono un bene del bosco per il quale nessuno deve pagare.
Alcuni tipi di funghi mangerecci stanno diminuendo.
Non è ancora dimostrato che questo fenomeno sia collegato alla raccolta, tuttavia è opportuno limitare tale
attività a determinate zone e a determinati giorni, non
solo per precauzione, ma anche per garantire alcuni
luoghi e periodi di tranquillità.
Stacchiamo con cura il corpo del fungo con un coltello.
Lasciamo gli esemplari troppo giovani o maturi, bacati o
già rosicchiati: i primi potranno così formare nuove
spore, gli altri spargere completamente le loro.
Il bosco è il polmone del mio allenamento.
(Viktor Roehthlin, maratoneta, www.viktor-roethlin.ch)
Sci e snowboard
Restare sulle piste è la regola più semplice. Chi preferisce
la neve alta deve essere ben consapevole di quello che
fa, di dove è possibile scendere senza pericolo. In ogni
caso, il bosco e le zone protette sono tabu.
Rispettiamo la segnaletica, le regole e le demarcazioni.
Se ci accorgiamo della presenza di animali selvatici, li
aggiriamo con un’ampia deviazione.
Escursionismo su sci e racchette da neve
Se possibile, nella salita e durante l’escursione seguiamo
sempre tracce già esistenti. Rispettiamo gli animali
selvatici e le riserve boschive. Attraversiamo il bosco
seguendo le piste, senza «tagliare» tra gli alberi.
Soffermiamoci solo brevemente ai margini del bosco,
l’habitat naturale del fagiano di monte.
Al di sopra del limitare del bosco evitiamo i pendii che
offrono riparo agli animali: gruppi di rocce, cespugli,
arbusti. Se ci accorgiamo della presenza di animali
selvatici, facciamo un ampio giro.
Deltaplano
Usiamo le piste di decollo e di atterraggio e seguiamo le
traiettorie indicate dai club locali e dalle scuole di volo,
evitando le riserve faunistiche.
L’inverno e la primavera sono periodi delicati. Rinunciamo
a volare sugli habitat degli animali selvatici. Se vediamo
un gruppo di animali, cerchiamo di evitarli o di volare
più in alto e con calma.
Non sorvoliamo le riserve naturali o le sorvoliamo molto
alti, da aprile alla fine di luglio restiamo lontani da rocce
su cui nidificano le aquile.
In compagnia di cani
In Svizzera vivono circa 130’000 caprioli e 400’000 cani.
La statistica federale della caccia informa che nel 2003
su tutto il territorio 761 caprioli sono stati sbranati da
cani. Ma anche quando l’animale riesce a sfuggire al
predatore, lo stress causatogli è enorme e nei periodi
difficili, come in inverno, può provocarne la morte.
Ma i cani non rappresentano un problema solo per i
caprioli: anche molti altri piccoli animali li temono,
come i conigli, i tetraoni e altri uccelli che covano nel
sottobosco.
Almeno in inverno, durante il periodo di divieto di caccia ai caprioli e della cova degli uccelli, cioè tra l’inizio
di aprile e la fine di luglio, restiamo sui sentieri ed evitiamo il folto.
Teniamo il cane vicino a noi. Non è necessario che sia al
guinzaglio, se non insegue la selvaggina, non ne segue
le tracce e non disturba nessuno. Ma rispettiamo l’eventuale segnaletica che ci indica di tenere il cane al guinzaglio. Molti Cantoni impongono di tenere il cane al
guinzaglio nel bosco.
Nella maggior parte dei casi, nel bosco
è possibile una pacifica coesistenza
tra escursionisti a piedi o su due ruote.
(foto: Emanuel Ammon (2);
Christian Gilgen(2), Hans-Jürg Bolliger;
Walter Imber, Sportconsulting; BN Graphics)
Link
www.swiss-cycling.ch > MTB (in tedesco o francese)
Mountainbiking sul sito della Federazione svizzera
di ciclismo
www.ambiente-svizzera.ch/sport
> Sport nella natura e nel paesaggio > Panoramica
Correttezza nei confronti della natura e del paesaggio
Informazioni dell’UFAFP su tempo libero, turismo e
ambiente
www.suva.ch > SuvaLiv
Consulenza, Sicurezza nel tempo libero
Attività dell’istituto svizzero per prevenire infortuni
nel tempo libero
www.afw-ctf.ch > Membri (solo in tedesco)
Link di organizzazioni di professionisti della foresta
e associazioni di persone che apprezzano
il bosco nel tempo libero
Rispetto reciproco...
Come ha mostrato un sondaggio dell’UFAFP sulle esigenze della società nei confronti del bosco svizzero,
il 18 per cento delle persone che si recano nel bosco si
sente a volte disturbato dagli altri (vedi la scheda
«Entrate, prego!»). Quale maggior fattore di disturbo
sono stati indicati i ciclisti e i cani. Il problema può
essere risolto con un po’ di tolleranza e di rispetto. La
soluzione di dividere le strutture per le attività, come
sentieri diversi per pedoni e ciclisti, può esser presa
in considerazione solo in casi eccezionali perché comporterebbe un potenziamento della rete stradale a
spese della foresta. Secondo Fränk Hofer di Swiss
Cycling, comunque, l’esperienza dimostra che i conflitti
tra ciclisti ed altri utenti dei sentieri sono molto rari.
Inoltre, continua, non possiamo sempre risolvere i problemi dividendo i gruppi di persone: se non ci rispettiamo
vicendevolmente, ben presto raggiungeremo il limite
della convivenza sociale.
...e nei confronti dei forestali
Nelle zone in cui vengono tagliati gli alberi, la segnaletica e le demarcazioni devono essere assolutamente
rispettate. Altrimenti mettiamo in pericolo la nostra
vita e causiamo stress e perdita di tempo ai forestali.
Atteniamoci alle loro indicazioni.
Autore: Hansjakob Baumgartner, Berna
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros,
dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
© BN Graphics
www.sac-cas.ch > Umwelt (in tedesco o francese)
Pagine del Club Alpino Svizzero sull’ambiente
Consigli e lista di controllo per le manifestazioni GIB nel bosco
Nel 2005, in ogni distretto forestale si terrà una manifestazione all’insegna del motto «Foresta in movimento».
A questo scopo, si prestano particolarmente i partenariati tra forestali, società sportive, personale insegnante,
associazioni di genitori, club di quartiere, ecc. I vantaggi
di una manifestazione si possono sintetizzare nel modo
seguente: comunicazione diretta, possibilità di suscitare
emozioni e di trasmettere facilmente nozioni, esclusività,
risoluzione diretta di conflitti, forte motivazione interna
ed esterna, assuefazione legata alla ripetizione di determinati stimoli, controllo immediato dei risultati. Al
riguardo sono disponibili vari strumenti di supporto:
le sei schede tematiche (che possono anche essere
scaricate singolarmente o richieste in formato poster),
il calendario delle manifestazioni (consultabile ai siti
www.sport2005.ch e www.silviva.ch/gib) e, infine, la
lista di controllo riportata qui di seguito (che può essere
richiesta agli organi di coordinamento GIB, i quali si
incaricheranno anche di fornire contatti). La manifestazione di apertura a Losanna mostra le possibilità di
attuazione pratica. Gli obiettivi di una manifestazione
sono trasmettere il messaggio «Foresta in movimento» e
creare comprensione e interesse tra gli utenti del bosco.
Gli elementi di successo sono la fantasia, la creatività ed
una pianificazione accurata. Ogni buona manifestazione
coinvolge e lascia il segno!
Lista di controllo per manifestazioni nel bosco
> Prima fase – Situazione di partenza
- Decisione di fondo: definire obiettivi e pubblico
target
- Cercare un aggancio tematico per il motto «Foresta
in movimento»
- Definire il gruppo progettuale (includere i partner)
- Fissare una data (annunciarla a [email protected]
per la registrazione nel calendario delle
manifestazioni pubblicato su Internet)
- Stimare la portata della manifestazione
- Definire il fabbisogno di spazi e infrastrutture
- Valutare il luogo in cui deve aver luogo la manifestazione (tener conto degli impianti esistenti)
- Compiere un sopralluogo ed effettuare la prenotazione provvisoria
- Programma alternativo in caso di cattivo tempo
– Preparazione dei biglietti (inviti e risposte | elenco
dei partecipanti, etichette con i nomi)
- Etichette/cartelli
- Materiale informativo
- Comunicazione esterna (stampa locale e regionale |
articoli di PR nella stampa specializzata | inserzioni
o altra pubblicità)
- Comunicazione interna (informare i collaboratori)
– Servizi interni ed esterni (servizio sanitario | servizio
di sicurezza e vigilanza | fotografi | traduttori)
- Cibi e bevande | mezzi di trasporto
- Collaborazione con gli oratori, con gli artisti, ecc.
- Programma quadro (musica, passeggiate, sport,
intrattenimento)
- Mezzi tecnici ed audiovisivi, apparecchiature tecniche
- Briefing di tutti i partecipanti
> Seconda fase – Pianificazione approssimativa
- Piano (ambito sociale | oratori, personalità dello
sport, attività | svolgimento a grandi linee, scadenze
e preventivo provvisori)
– Scegliere il tipo di manifestazione (ad es. percorso
sportivo, passeggiata, giornata di informazione con
le scuole o con altri gruppi)
- Chiedere i permessi (contatti con gli enti forestali
e con il genio civile)
- Organizzazione progettuale (liste di controllo | budget dei vari settori | calendario | sponsorizzazioni)
> Quarta fase – Svolgimento
- Ultimo briefing di tutti i partecipanti
- Ricevimento, assistenza e commiato degli ospiti
- In conclusione breve riunione con i collaboratori
> Quinta fase – Conclusione
- Lettere di ringraziamento a tutti i collaboratori
interni ed esterni (ad es. sponsor)
- Conto finale, controllo del budget
- Valutazione (bilancio del successo nei media |
feedback di partecipanti e collaboratori)
> Terza fase – Pianificazione dettagliata
- Copione e regia
- Preparazione degli stampati (destinatari | indirizzi),
registrazione nel calendario delle manifestazioni
www.sport2005.ch
Foto: Emanuel Ammon; Etienne Balestra (2)
Associazoni mantello
Partner GIB 2005
Patronato:
Adolf Ogi, consigliere speciale
dell’ONU per lo sport
al servizio dello sviluppo
e della pace
Anno internazionale dello sport
Office for the International
21 marzo: Giornata internazionale del bosco
e dell’educazione fisica
Year of Sport and Physical
L’idea della Giornata internazionale del bosco (GIB), lanciata negli anni Settanta
Coordinamento per la Svizzera
Education 2005
del secolo scorso dalla FAO (l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura
Ufficio federale dello sport UFSPO
Palais des Nations
dell’ONU), fu ripresa in Svizzera nel 1990 dall’organizzazione CH WALDWOCHEN
CH-2532 Macolin
CH-1211 Genève 10
(oggi SILVIVA), attiva nel campo dell’educazione ambientale, che si rivolse
Tel. +41(0)32 327 61 17
Tel. +41(0)22 917 12 76
all’opinione pubblica con un comunicato stampa. Lo scopo delle manifestazioni
[email protected]
[email protected]
della GIB è quello di far conoscere meglio il bosco attraverso attività di relazione
www.sport2005.ch
www.un.org/sport2005
con il pubblico e di evidenziarne la grande importanza per la vita in generale e
© BN Graphics
per gli esseri umani in particolare.
La produzione delle schede tematiche è stata sostenuta dalla Federazione delle cooperative Migros, dalla Loterie Romande, dall’UFAFP e dalla Zurigo Svizzera
Le schede tematiche possono essere scaricate dal sito www.silviva.ch/gib
Contatto
Zentralsekretariat Schweiz und
Coordination
Centro di coordinazione
Internationaler Tag des Waldes
Kurssekretariat Deutschschweiz
Suisse romande
Sud delle Alpi
Journée internationale de la forêt
SILVIVA
SILVIVA
SILVIVA
Giornata internazionale del bosco
c/o WSL
c/o WSL Antenne romande
c/o WSL Sottostazione Sud delle Alpi
ITW
GIB
Zürcherstrasse 111
Campus EPFL, CP 96
Via Belsoggiorno 22, CP 57
Postfach 2031
CP 57
CH-8903 Birmensdorf
CH-1015 Lausanne-Ecublens
CH-6504 Bellinzona-Ravecchia
CH-8032 Zürich
CH-6504 Bellinzona
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