P R O G R A M M A Z I O N E
2 0 0 8
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
2-5 aprile
FERRARA
Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali
12-15 maggio
ROMA
Forum P.A. Il Forum della Pubblica Amministrazione
4-7 giugno
RIMINI
Euro P.A. Salone delle Autonomie Locali
21-23 ottobre
MILANO
Com-pa Salone Europeo della Comunicazione Pubblica
dei Servizi al Cittadino e alle Imprese
23-24 ottobre
LUCCA
Lu.Be.C. Digital Technology
13-16 novembre PAESTUM
XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
La Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la
standardizzazione delle procedure svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione delle risorse
finanziarie, di qualità e standardizzazione delle procedure; cura, previa istruttoria degli istituti culturali interessati,
la promozione della conoscenza e dell’immagine dei beni e delle attività culturali in ambito nazionale ed
internazionale. Uno dei compiti istituzionali della Direzione è il coordinamento delle politiche comunicative che
costituisce l’elemento centrale del programma di Comunicazione, ed è svolto nell’ambito di un sistema integrato,
fondato sull’uniformità delle basi informative e dei linguaggi e su strategie di comunicazione e marketing. Questo
sistema di comunicazione opera come momento di coesione e sviluppo per dar vita ad una strategia unitaria che
punti all’efficienza, ai risultati e ad offrire un servizio di sempre maggiore qualità, utilizzando un progetto organico
di iniziative visibile, trasparente, coordinato ed efficace, rivolto ad un’utenza più ampia.
Nello specifico:
- offre un servizio di informazione e comunicazione immediatamente fruibile per il grande pubblico, per le altre
Amministrazioni, per le Autonomie regionali e locali, per le scuole, le università, le associazioni di categoria, i
soggetti attuatori e gestori di finanziamenti, ecc.;
- assicura il coordinamento ed orientamento delle fonti di informazione esistenti a livello nazionale, locale e
comunitario;
- favorisce, oltre alle attività tradizionali (ricerche, pubblicazioni, conferenze), un uso strategico delle più moderne
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare promuove gli strumenti telematici quali fonti
di accesso e d’interazione tra l’utente ed i servizi informativi collegati;
- migliora la comunicazione (URP) attraverso un sistema di collegamento di reti e di sportelli (fisici o virtuali)
destinati al pubblico.
Spesa pubblica
e patrimonio
culturale
FORUM P.A.
19^ MOSTRA CONVEGNO
DELL’INNOVAZIONE NELLA P.A.
E NEI SISTEMI TERRITORIALI
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Comunicazione, Grandi Eventi e Manifestazioni Fieristiche
Tel. 06.6723.2851-2927 - Fax 06.6723.2538 - [email protected]
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06.6723.2980-2990 - Fax 06.6798.441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
ROMA
12-15 maggio 2008
Nuova Fiera di Roma
Via Portuense, 1455 - Ingresso Porta Nord
Edizioni MP MIRABILIA srl
Spesa pubblica
e patrimonio
culturale
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Direttore Generale Maddalena Ragni
FORUM P.A.
19^ Mostra Convegno dell’innovazione nella P.A.
e nei sistemi territoriali
12 – 15 maggio 2008
Il programma di partecipazione è stato organizzato dal:
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Progettazione e realizzazione opuscolo, materiali grafici e stand,
organizzazione convegno e incontri allo stand:
Responsabile Antonella Mosca
con Monica Bartocci, Antonella Corona, Eleonora Isola, Maria Cristina Manzetti, Maria Tiziana Natale,
Amedeo Natoli, Alessio Noè, Simona Pantella, Susanna Puccio, Maria Siciliano, Laura Simionato
Rapporti con i media
Vassili Casula
Comunicazione multimediale
Alberto Bruni, Renzo De Simone, Francesca Lo Forte, Emilio Volpe
Supporto logistico
Edoardo Cicciotto, Maurizio Scrocca
Presentazione
I Beni culturali sono un patrimonio della collettività
e costituiscono l'identità, la storia e la memoria di un
Paese. Questo è ancora più vero per l’Italia che può
vantare un patrimonio di oltre 9.000 tra monumenti,
aree archeologiche e musei, oltreché essere leader
mondiale per quanto riguarda i siti dichiarati
Patrimonio Mondiale UNESCO.
Come recita anche l’articolo 9 della nostra
Costituzione, questo enorme tesoro va però adeguatamente valorizzato e tutelato così da migliorarne la
conoscenza e il godimento. Ciò, in primo luogo, perché si possa trasmetterlo alle nuove generazioni così
da non disperdere i valori di sapere e di esperienza
di cui esso è portatore, ed inoltre perché il Patrimonio
culturale rappresenta anche un'inestimabile ricchezza, che in una società postindustriale e proiettata al
futuro, può rappresentare la fonte principale di una
crescita sociale ed economica diffusa, essendo la cultura un bene il cui valore è eterno e non soggetto a
svalutazioni di alcun tipo. La cultura, infatti, è un fattore fondamentale di coesione e di integrazione sociale: le attività culturali stimolano l'economia e le attività produttive, con ricadute positive su scambi, redditi
e occupazione. Un vero e proprio indotto che, per
qualità e quantità, non ha riscontri con altri comparti
economici. In questo senso basti pensare alle potenzialità, ancora in parte inespresse, offerte dall'industria del tempo libero e del turismo.
Tuttavia è importante puntare l’attenzione su alcuni criteri sui quali è necessario lavorare per migliore la
gestione e fruizione di questo Patrimonio: dall'impiego delle nuove tecnologie e di abilità professionali
elevate e certificate, al coinvolgimento delle Università
nelle attività didattiche e di ricerca e nella definizione
di profili professionali, percorsi formativi e forme di
accreditamento degli addetti del comparto; dal riordino dei processi di crescita territoriale e nazionale, alla
qualificazione delle risorse umane impegnate nel settore; dalla riorganizzazione delle relazioni amministrative, all’introduzione di incentivi fiscali e al rafforzamento delle relazioni con le imprese private. Non
ultimo si ritiene fondamentale attivare i circuiti virtuosi
in grado di attrarre investimenti e finanziamenti europei ed internazionali nel comparto beni culturali. In
questo senso di particolare rilievo è stata l’esperienza
vissuta con il Quadro Comunitario di Sostegno 20002006 e lo specifico asse di Intervento (Asse 2 –
Risorse culturali) grazie al quale le aree del
Mezzogiorno (le cosiddette Regioni Obiettivo 1)
hanno potuto usufruire di risorse europee per attivare
progetti culturali in chiave di sviluppo economico. Con
la programmazione dei fondi comunitari il governo italiano ha così “scommesso” sulle potenzialità economiche e occupazionali del comparto, proponendo una
strategia in grado di integrare i settori cultura, ambiente e turismo. E’ in questo la conferma quindi che le attività connesse alla conservazione, al restauro e alla
gestione del patrimonio culturale possono contribuire
alla crescita delle aree in ritardo di sviluppo.
Una delle strade intraprese ormai da anni dal MiBAC
per il raggiungimento di una politica di valorizzazio-
ne lungimirante, che mira all’unione e all’ottimizzazione delle risorse sia progettuali che economiche, è
quella della concertazione degli interventi tra tutte le
componenti che concorrono al governo del territorio:
Stato, Regioni e Enti locali. Gli Accordi di Programma
Quadro in tal senso si sono dimostrati una concreta
ed efficace forma di partenariato istituzionale per concertare iniziative integrate che, accostando l’utilizzo
dei fondi comunitari con le risorse nazionali, hanno
avviato azioni di sistema, in grado di incidere significativamente nella valorizzazione del patrimonio culturale delle diverse aree regionali.
A questa va comunque affiancato il sostegno che può
offrire il mondo del privato, con la consapevolezza
che la cultura non può essere considerata avulsa dal
sistema socio-economico, di cui le “risorse culturali”
sono una specifica potenzialità di sviluppo.
Il messaggio che il MiBAC vuole quindi lanciare al
FORUM P.A. 2008 è che, pur in un periodo di crisi
economica generale nel quale viene avvertita, in
maniera sempre più pressante, la necessità di contenere i costi pubblici, non bisogna dimenticare che
investire sul Patrimonio culturale rimane una scelta vincente, in quanto portatrice di notevoli potenzialità
economiche e sociali.
In quest’ottica e nello spirito del FORUM PA, incentrato sul favorire un migliore rapporto tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche, il MIBAC si presenta
all’appuntamento con il suo nuovo Regolamento di
riorganizzazione approvato lo scorso novembre e
con le ulteriori modifiche apportate al Codice per i
beni culturali e il paesaggio.
Il primo, in particolare, tra le altre cose, tende a razionalizzare e ad assicurare maggiore efficienza gestionale attraverso l’attribuzione a due Direzioni
Generali, rispettivamente, dei compiti di gestione
delle risorse umane e quelli relativi al bilancio, alla
programmazione degli investimenti ed al controllo
della spesa del Ministero. Le modifiche introdotte
all’articolazione delle strutture sono fondate sulla esigenza di rispondere, per un verso, a necessità di
risparmi di spesa, e per un altro, di assicurare una
maggiore funzionalità all’Amministrazione. Sul territorio, invece, sono state chiarite le competenze rispettivamente delle Direzioni regionali e delle
Soprintendenze, restituendo a queste ultime la funzione di effettivi ed insostituibili presidi di tutela e concentrando in capo alle Direzioni regionali le funzioni di
stazione appaltante. Si va quindi realizzando l’obiettivo di una governance più dinamica che tenga però
conto del ruolo delle cultura nello sviluppo del Paese.
In tal senso bisogna abbandonare l’idea di un
Ministero come struttura puramente burocratica, ma al
contrario in grado di introdurre gli strumenti finanziari, organizzativi ed amministrativi necessari a fare del
Patrimonio storico artistico italiano un risorsa a disposizione di tutta la comunità.
Maddalena Ragni
Direttore Generale per il bilancio
e la programmazione economica, la promozione,
la qualità e la standardizzazione delle procedure
S
O
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M
M
A
R
I
O
La Biblioteca dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione
del patrimonio archivistico e librario
Rita Carrarini
9
Progetto per la sicurezza e la tutela del patrimonio culturale
Paolo Iannelli, Caterina Rubino
10
Pubblicazione su web delle collezioni dell’Istituto Nazionale per la Grafica
12
Più servizi, meno sprechi: gli Archivi per i cittadini
14
I libri degli Archivi free on-line: un servizio utile e di qualità
16
Sponsor e pubblicazioni: l’attività editoriale degli Istituti archivistici
sul territorio
Elisabetta Giffi
Antonia Pasqua Recchia
Patrizia Ferrara con Giulia Barrera, Giancarlo Buzzanca, Ludovica de Courten,
Maria Grazia Lippolis, Antonella Mulè
Maria Teresa Piano Mortari, Elena Lume
17
Un sito web per la storia dell’architettura: la vita e l’archivio di Luigi Moretti
19
Scritture di donne negli archivi romani. Un cantiere al lavoro
Luisa Montevecchi
Manola Ida Venzo
21
Le collezioni digitali dell’Archivio di Stato di Frosinone
Viviana Fontana – Onorina Ruggeri
23
L’innovazione e l’efficienza attraverso i programmi e i progetti promossi
dalla Direzione Generale per i beni librari, gli istituti culturali
ed il diritto d’autore
Adriana Martinoli, Alfredo Esposito
28
Alla Biblioteca nazionale centrale di Roma l’informatizzazione
al servizio dell’utenza
Angelina De Salvo
30
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel Quadro Strategico Nazionale
2007 – 2013
Gregorio Angelini
32
La nuova struttura del bilancio e la programmazione dei lavori pubblici
anno 2007
Stefano Maurizi, Federico Milocco, Maria Anna Borsa, Anna Rita Ricci
34
Il progetto mosaico
Alberto D’Alessandro
36
Antenna Culturale Europea. Il Programma Cultura dell’unione Europea
(2007 – 2013)
Marco Biscione
39
Una griglia di autovalutazione per l’operare del MiBAC
Anna Maria Stramondo
42
Spesa pubblica e rapporto con il privato
45
CulturaItalia, un patrimonio da esplorare
46
Programma Operativo Nazionale per la “Sicurezza e lo Sviluppo
del Mezzogiorno d’Italia”. Misura 1.3. Programma Comunitario 2000 – 2006
Antonella Mosca
Karim Ben Hamida, Sara Di Giorgio
Maria Concetta Cassata
53
URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico: ”Continuità ed innovazione”
Gaspare Carlini
54
Un modello di spesa pubblica per la valorizzazione e la fruizione
Isabella Cianfarani
56
Botteghe, Artigiani, Arti. Concorso fotografico III edizione – a.s. 2006 – 07
Isabella Cianfarani
58
QUALITÀ ITALIA – Progetti per la qualità dell’architettura
Alessandra Vittorini, Carlo Birrozzi
59
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Margherita Guccione, Direttore Servizio Architettura
Spesa pubblica e patrimonio culturale
60
Processi innovativi per il miglioramento dei servizi e per la razionalizzazione
della spesa pubblica
Alfredo Giacomazzi
62
Sistema dei Musei Diocesani della Calabria – Mu.Di.C.
65
I Circoli dell’Ascolto Organizzativo: per favorire la partecipazione,
per recuperare efficienza, per governare la complessità, per accrescere
la qualità della vita
Maria Teresa Sorrenti, Sabina Rizzi
Stefania Ugatti con la collaborazione di Dario Galasso
67
La X Settimana della Cultura in Emilia-Romagna
71
Le giornate del FAI di Primavera (5 – 6 aprile 2008) a Palazzo Milzetti
di Faenza, Museo dell’Età Neoclassica in Romagna
Paola Monari
Elisabetta Bellini
72
Attività didattica della Galleria Estense di Modena
74
Iniziative volte al perseguimento degli obiettivi di efficienza, sviluppo, qualità
76
La Biblioteca Palatina di Parma tra tradizione e innovazione
Nunzia Lanzetta
Anna Rosa Venturi
Lauretta Campanini
78
Brevi considerazioni sulle attività culturali delle biblioteche statali
del Friuli Venezia Giulia
Marco Menato
79
“L’acqua e la città. Il ritorno dell’acqua a Roma tra il ‘500 e il ‘600”
Marina Morena
80
Con magnificenza e con decoro. I Comuni e la devozione civica nel territorio
romano tra ‘700 e ‘800: luoghi, riti, feste, protagonisti
Daniela Sinisi e Maria Grazia Branchetti
82
Sistemi per il Governo del territorio – Gis nel Lazio meridionale.
Il Progetto “L’ager di Aquinum. – Conoscere per tutelare“
Giovanna Rita Bellini
85
Palazzo della Rovere di Savona. Il restauro della facciata
di Giuliano da San Gallo
Maria Di Dio
88
Un progetto di valorizzazione delle collezioni del Museo di Palazzo Reale
Luca Leoncinì
90
Prove per una pinacoteca
Brunella Pia Pavone
92
Michael, accesso on line per la ricerca di collezioni culturali digitali
93
Interventi di tutela e valorizzazione sugli archivi di imprese in Puglia
Emilia Simone, Lucia Ceci, Paola Spagnoletta
Antonella De Lucia
95
Spesa pubblica e amministrazione culturale: incremento della banca dati
‘Pergamo’ dei fondi pergamenacei pugliesi a cura della Soprintendenza
Archivistica per la Puglia
Carla Palma
97
Costituzione di un archivio digitale della documentazione più antica
delle confraternite pugliesi
Maria Pia Pontrelli
99
Il Catalogo ‘aperto’ della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze
Sabina Magrini
102
Accordi per l’utilizzazione della Rocca di Spoleto
104
Acque, Ambiente e Territorio nella terra del delta del Po e della Bonifica.
Valorizzazione Ambientale e Sistema Informativo Territoriale
Francesco Scoppola
Francesca Fantini D’Onofrio
106
Spesa pubblica e patrimonio culturale. Le opportunità
del Software Libero e WEB: dai cittadini ai Monumenti
Ferdinando Rizzardo
112
Necessità e opportunità di utilizzo di standard aperti nella P.A.
115
La rete MINERVA
Adriano Meneguzzi
Marzia Piccininno
117
MICHAEL: una rete di portali per l’accesso online alla cultura europea
Giuliana De Francesco
120
Museo & Web: l’esperienza del Progetto MINERVA per i musei
e le altre istituzioni culturali
Maria Teresa Natale
122
Il Call Center del MiBAC
123
Valorizzazione dei beni culturali tra pubblica amministrazione,
impresa e tecnologia: il caso Lu.Be.C. (Lucca Beni Culturali)
Gaetano Scognamiglio e Francesca Velani
125
Open Source e ECDL. Una connessione virtuosa
127
CCTPC - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
131
ALES - Arte Lavoro e Servizi S.p.A
133
BBS software Srl
134
Cofathec Servizi Spa
Daniela Rovina
SEGRETARIATO GENERALE
Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione
del Patrimonio Archivistico e Librario
La Biblioteca dell’Istituto centrale per il restauro e la
conservazione del patrimonio archivistico e librario
Rita Carrarini
Oltre tre anni fa l’Istituto centrale per la patologia del libro ha avviato un progetto di riqualificazione sia strutturale che funzionale della Biblioteca, istituita
nel 1938 (anno di fondazione dell’ICPL), mirato alla costituzione di un Centro
di documentazione specializzato, non soltanto rivolto al personale tecnicoscientifico dell’Istituto ma aperto agli operatori del settore e a quanti seguono
un percorso formativo e di ricerca nel campo delle discipline del libro.
La struttura è stata inaugurata nel maggio 2007.
La Biblioteca è specializzata sul tema del libro, in quanto non solo strumento ma
oggetto di studio. Vi compaiono testi relativi a tutti gli aspetti della produzione
libraria dalle origini ai giorni nostri: dalle discipline che studiano i contenuti
testuali, al paratesto, alla archeologia del libro – intesa come studio dei supporti scrittori, papiro, pergamena, carta, e ricostruzione delle tecniche di fabbricazione dell’oggetto-libro – alla ricerca scientifica applicata alla conservazione e
al restauro, dalla storia dell’editoria a quella del commercio librario.
Con il suo patrimonio di 15.000 volumi, 400 periodici, di cui 170 correnti, e
importanti collezioni acquisite negli anni ’40, di grande interesse per la storia
del libro, è stata completamente rinnovata negli spazi (sono state realizzate
nuove sale di lettura a scaffale aperto, una sala per la consultazione di materiale multimediale e una sala conferenze, destinata alle iniziative culturali,
didattiche e di informazione scientifica dell’Istituto), e nei servizi (è collegata
al Servizio Bibliotecario Nazionale; il catalogo cartaceo retrospettivo è ora
consultabile on line insieme a quello corrente, all’interno del sito internet
dell’ICPL; sono stati attivati i servizi di informazione bibliografica, prestito interbibliotecario e fornitura di riproduzioni, operativi anche attraverso la posta
elettronica).
Nell’ambito del Centro di documentazione, tra le iniziative finalizzate a favorire la fruizione del patrimonio della Biblioteca, sono stati avviati recentemente nuovi progetti: il progetto “Storia e documentazione del restauro librario”
che riguarda la catalogazione, la digitalizzazione e la fruizione in rete dell’archivio fotografico dell’ICPL e delle riviste specializzate prodotte dall’Istituto a
partire dalla sua fondazione; il progetto Corpus Chartarum Italicarum, relativo
alla conservazione e digitalizzazione della collezione di circa 5000 carte filigranate - prodotte in Italia tra il XIII e il XX secolo - ; il progetto “Censimento
delle legature medievali conservate nelle biblioteche italiane e presso la
Biblioteca Apostolica Vaticana” (CLEM); il progetto “Collezioni storiche”, che
riguarda il recupero e la valorizzazione della Collezione Amori e delle altre
Segretariato Generale
Segretario Generale: Giuseppe Proietti
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232819
Fax 06 67232414
[email protected]
Istituto Centrale per il Restauro
e la Conservazione
del Patrimonio Archivistico e Librario
(ex Istituto Centrale per la Patologia
del Libro)
Direttore: Armida Batori
Coordinatore per la Comunicazione:
Assunta Di Febo
Via Milano, 76
00184 Roma
Tel. 06 482911
Fax 06 4814968
www.patologialibro.beniculturali.it
7
collezioni acquisite dall’Istituto a partire dagli anni Quaranta, ossia raccolte di
stampe, incisioni, fotografie, frammenti e documenti membranacei, marche
tipografiche, frontespizi e ritagli di caratteri e di elementi ornamentali del libro,
carte filigranate, carte decorate, legature staccate ed elementi di legature; il
progetto “Archivio storico”, che farà emergere la documentazione prodotta nei
primi quaranta anni di attività dell’Istituto.
Il prodotto finale di questi progetti sarà un portale di accesso agli archivi digitali realizzati, che consentirà una fruizione integrata dei documenti e costituirà uno strumento innovativo per approfondire la riflessione sulla storia del libro
e sull’evoluzione della teoria e della prassi del restauro librario in Italia. Il portale è stato concepito per utilizzare lo spazio web come una estensione dello
spazio fisico della Biblioteca, consentirà infatti di usufruire di servizi a distanza e fungerà da raccordo tra gli archivi digitali prodotti dall’Istituto e con le
risorse di rete utili per le ricerche bibliografiche nel nostro settore di specializzazione.
Il nuovo Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività
culturali (D.P.R. 26.11.2007, n.233), ha sancito l’accorpamento dell’Istituto
centrale per la patologia del libro e del Centro di fotoriproduzione, legatoria
e restauro degli Archivi di Stato in un unico “Istituto centrale per il restauro e
la conservazione del patrimonio archivistico e librario”.
Alla luce di questa trasformazione la Biblioteca modificherà la propria specializzazione integrandola con il tema del documento d’archivio. Infatti acquisirà
il patrimonio della Biblioteca del Centro di fotoriproduzione, legatoria e restauro e attiverà l’acquisto di nuove accessioni sugli aspetti della produzione documentale, della conservazione e del restauro del materiale archivistico.
La biblioteca è aperta al pubblico dalle 9 alle 13.30, dal lunedì al venerdì.
È possibile richiedere riproduzioni e prestiti interbibliotecari attraverso la posta
elettronica:
[email protected]
8
SEGRETARIATO GENERALE
Progetto per la sicurezza e la tutela
del patrimonio culturale
Paolo Iannelli, Caterina Rubino
Il patrimonio immobiliare di pertinenza del Ministero per i beni e le attività culturali impone una stretta relazione fra la problematica della gestione degli
immobili, che comprende aspetti documentali, normativi, impiantistici, di sicurezza ed economici, e quella della sicurezza, della fruizione e della conservazione del patrimonio culturale, specifica per ognuna delle destinazioni d’uso
(edifici tutelati, musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche).
In questi anni il Ministero si è impegnato a costituire una banca dati che raccogliesse tutte le informazioni utili alla valutazione delle condizioni di sicurezza ed alla gestione del proprio patrimonio immobiliare (stato degli edifici, consistenza e stato degli impianti tecnologici di servizio e di sicurezza, aspetti
organizzativi).
Una volta cositutita la banca dati, è stata creata un’interfaccia web-oriented
per renderla accessibile, tramite la Rete Privata Virtuale del Ministero, alle strutture, dislocate su tutto il territorio nazionale ed a cui fa capo la gestione di un
numero a volte consistente di immobili.
Una serie di funzionalità messe a punto nel sotware di gestione, fra cui la
disponibilità di report di sintesi, di immagini ed elaborati grafici digitalizzati,
ed una comparazione dei costi in relazione ai parametri più significativi, supporta la pianificazione e razionalizzazione degli interventi, e quindi un ottimale sfruttamento delle risorse umane ed economiche.
Una gestione del patrimonio immobiliare con strumenti moderni ed effiacci,
infatti, favorisce l’ampliamento della fruizione del patrimonio culturale, nel
pieno rispetto delle condizioni che ne garantiscano la sicurezza, la conservazione e tutela.
Segretariato Generale
Segretario Generale: Giuseppe Proietti
Dirigente Generale: Raffaele Sassano
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232819
Fax 06 67232414
[email protected]
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DIREZIONE
DIREZIONE GENERALE
GENERALE PER
PER II BENI
BENI ARCHITETTONICI,
ARCHEOLOGICI STORICO ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo
Istituto Nazionale per la Grafica
Istituto Nazionale per la Grafica
Direttore: Serenita Papaldo
Coordinatore per la Comunicazione: Rita Parma
Via della Stamperia, 6
00187 Roma
Tel. 06 699801
Fax 06 69921454
Pubblicazione su web delle collezioni dell’Istituto
Nazionale per la Grafica
Elisabetta Giffi
L’Istituto Nazionale per la Grafica presenta in questa occasione il progetto
attraverso il quale intende rendere fruibili in Internet le proprie collezioni, la cui
storia è legata a quella delle due prestigiose istituzioni culturali e artistiche,
dalla cui fusione, nel 1975, l’ING è nato: la Calcografia Nazionale e il
Gabinetto Nazionale delle Stampe.
Oltre 150.000 stampe, 24.000 matrici, 25.000 disegni, 13.500 opere fotografiche, ormai in larghissima parte catalogate, saranno rese gradualmente
accessibili on line.
La storia della catalogazione informatica delle collezioni dell’ING nasce nel
1986, ad un tempo con gli inizi dell’applicazione delle tecnologie informatiche al dominio dei beni culturali e ne ha attraversato le diverse fasi evolutive:
le basi dati dell’ING sono infatti state migrate dai più antichi sistemi “reticolari” ad un database relazionale con architettura client server, per transitare in
quest’ultima fase su un sistema web oriented.
Si tratta di un patrimonio imponente che comprende oltre 160.000 opere catalogate e 60.000 immagini in digitale.
La pubblicazione su Web sarà graduale: ING sta procedendo infatti alla progressiva verifica dei dati, così da rendere fruibili in rete dati scientificamente
corretti. Si tratta di quantitativi importanti: la pubblicazione in Internet delle collezioni ING sarà avviata infatti con oltre 50.000 opere, mentre sarà reso
immediatamente fruibile l’intero patrimonio di immagini digitali.
I contenuti
Le basi dati dell’ING sono di straordinaria importanza per il valore delle collezioni, la consistenza quantitativa, la ricchezza delle informazioni presenti:
nessun’altra collezione pubblica italiana possiede un tale patrimonio informativo. La natura di multiplo della stampa fa sì che tali archivi digitali rivestano
un interesse allargato e condiviso dall’intera comunità scientifica: infatti una
parte consistente delle stampe conservate nelle collezioni dell’ING è stata “tirata” da matrici conservate presso la propria Calcoteca, la più grande del
mondo. Le relazioni che coinvolgono i diversi esemplari di una stampa, così
come le relazioni stampa-matrice pongono in rapporto con ING la larghissima
parte delle collezioni pubbliche e/o private italiane ed estere che conservano
materiali grafici all’interno di una vera e propria rete virtuale. Se all’interno
dell’Istituto tale obbiettivo è in corso di realizzazione – e, ove presenti coinvolge anche i disegni preparatori per le matrici -, a livello nazionale ed internazionale si configura come un progetto di punta sia per la straordinaria valenza scientifica che riveste in ambito storico artistico, che per gli aspetti legati
all’innovazione tecnologica attraverso la possibilità auspicata di creazione di
un sistema il cui polo di riferimento è costituito dalle collezioni dell’ING.
Per l’utenza non specialistica sarà reso disponibile un albero di navigazione
attraverso i contenuti iconografici dell’immagine a stampa che consentirà di accedere agevolmente ai contenuti digitali, a partire dall’immagine.
Le collezioni di disegni sono considerate lungo un arco cronologico che dai fondi
storici arriva fino al contemporaneo, per restituire alla fruizione la ricchezza e
originalità che le contraddistinguono.
Il sistema
La realizzazione del sistema informatico è affidata alla società aggiudicataria
dell’appalto, la Sistemi Informativi S.r.l.- Liberologico; la conclusione dei lavori è prevista per dicembre 2008.
Requisiti richiesti dall’ING in sede di capitolato tecnico: interoperabilità – ai
10
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHEOLOGICI
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo
fini in primo luogo del popolamento del portale del MiBAC- e accessibilità; allineamento ai formati ICCD; formati aperti di interscambio basati su strutturazione della base dati in XML; utilizzo di SW Open Source; elevati livelli di portabilità e scalabilità e predisposizione per successive fasi di sviluppo di componenti e aspetti del sistema, in primo luogo attività di e-commerce; rispetto degli
standard internazionali del settore tecnologico web-based e dei requisiti di portabilità multipiattaforma che non vincolano il sistema ad un unico database o
sistema operativo ma ne assicurano la compatibilità con quelli più utilizzati e
presenti sul mercato, salvaguardandone costanti i livelli di efficienza e di completezza; riuso di componenti sviluppate in ambito MiBAC.
Benefici
La piena funzionalizzazione, valorizzazione e fruizione in Internet delle basi
dati di ING realizza benefici in termini sia di servizi al pubblico – passo immediatamente successivo alla pubblicazione sarà l’attivazione del servizio e-commerce, in collegamento con le strutture già attive del MiBAC- sia di gestione
delle collezioni, attraverso lo sviluppo previsto di moduli dedicati alla movimentazione interna, ai servizi di consultazione e prestito, alla gestione dei dati
conservativi e di restauro.
11
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
Direzione Generale per gli Archivi
Più servizi, meno sprechi: gli Archivi per i cittadini
Direttore Generale:
Antonia Pasqua Recchia
Antonia Pasqua Recchia
Coordinamento per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8a
00185 Roma
Tel. 06 4469928
Fax 06 4882358
[email protected]
12
Più servizi, meno sprechi = più efficienza: partecipare al FORUM della
Pubblica Amministrazione significa anzitutto poter dimostrare con i fatti che il
costo per mantenere la “macchina pubblica” in un certo settore (intesa come
persone, strutture, funzionamento) è ampiamente ripagato dal servizio erogato; significa rafforzare con il consenso del cittadino comune la legittimazione
ad esistere derivante dalla legge.
Nel campo degli archivi mostrare l’efficienza e i servizi resi al cittadino è più
complesso di quanto non accada in altri ambiti del patrimonio culturale, più
visibili e di appeal, non solo per ragioni connesse alla specificità del patrimonio medesimo e dei servizi, ma anche per un certo appannamento che negli
anni ne ha caratterizzato la percezione esterna, generando una inevitabile sottovalutazione del peso specifico all’interno dell’intero comparto del patrimonio
culturale. Questo “universo” è invece un insieme complesso di patrimonio, di
strutture fisiche e di organizzazione, di soluzioni spesso d’avanguardia, di personale qualificato e specializzato; un insieme trasversale rispetto all’appartenenza istituzionale, fortemente radicato a livello territoriale, indubbiamente
problematico ma con straordinarie potenzialità di impatto sulla domanda di
fruizione culturale e analoga potenzialità di elaborazione di offerta ricca e stimolante. E’ un luogo comune affermare che negli archivi è conservata la
memoria - delle istituzioni, delle società, dei territori, delle comunità, degli individui – quindi negli archivi è radicato il presente e vi si innesta il futuro; ma
questo luogo comune diventa invece una affermazione piena di senso e di
valore, non comune né banale, se solo guardiamo ai grandi numeri e agli
impatti che ne derivano.
Il patrimonio documentario conservato negli archivi italiani è uno dei più rilevanti del mondo: affermazione non arbitraria perché basata sulla misura e
sulla dimensione temporale:
oltre 1.500 chilometri di documenti, una volta e mezzo la lunghezza della
penisola, per raccogliere oltre 13 milioni di unità (buste, filze, mazzi, fasci,
volumi, registri), oltre due milioni di pergamene, oltre 700mila mappe, 30mila
sigilli, 500mila fotografie, 4 milioni di negativi, 300mila bobine di microfilm,
600mila microfiches.
La dimensione temporale si estende dal VII secolo d.C., con la pergamena del
721 d.C. dell’Archivio di Milano, mentre il più antico documento cartaceo è
del XII secolo, ai recentissimi documenti digitali.
Questo imponente patrimonio è conservato in 103 archivi statali (uno per ogni
provincia) e 35 sezioni staccate, mentre 20 Soprintendenze archivistiche, una
per ciascuna regione, vigilano su oltre 8000 archivi comunali e oltre 50000
archivi di enti pubblici non territoriali nonché su 3728 archivi privati vincolati.
La gestione di una “materia” – in senso di settore e in senso fisico – di tali
dimensioni presenta notevolissimi problemi, che afferiscono sostanzialmente a
tre ambiti: la conservazione, l’accesso, il futuro.
ll patrimonio culturale genera di per sé una domanda di conservazione “a prescindere dall’uso”, il che non esclude una fruizione futura, ma non la presuppone come necessaria; è quella che si definisce come option demand o option
value e si basa sulla coscienza che il patrimonio culturale è fondamento costitutivo delle civiltà umane, delle identità individuali e collettive, nazionali e globali. Il patrimonio culturale però, immesso in un circuito di offerta, genera
anche il bisogno di “fruirne”, ossia di conoscerlo e trarne stimoli intellettuali,
emozioni, accrescimento culturale.
Il rapporto tra conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale è quindi molto complesso.
Lo è ancora di più nel caso del patrimonio archivistico, per le implicazioni di
carattere storico, ideologico, politico che spesso accompagnano le decisioni
di rendere liberamente consultabili le fonti; decisioni che per il patrimonio
documentario pubblico sono peraltro più o meno obbligatorie in relazione alle
cadenze cronologiche degli atti.
Tale complessità non impedisce tuttavia di perseguire con convinzione, da
parte della Direzione Generale per gli Archivi, una strategia forte orientata
alla massima diffusione della conoscenza, anche presso un pubblico più vasto
rispetto a quello specialistico e molto strutturato degli “addetti ai lavori”, studiosi, ricercatori, giuristi e periti (si consideri infatti che il patrimonio documentario non è solo fonte di storia ma anche fonte di diritto); nelle sale di consultazione degli archivi, reali o virtuali, si affacciano sempre più spesso i “nuovi”
utenti, cioè quella domanda che comincia a consolidarsi sempre di più, legata al bisogno di ritrovare le radici, secondo un percorso di ricerca individuale
e di comunità che ha poco in comune con la ricerca storica ma molto invece
con la riappropriazione, nel senso di percepire come “proprio”, del patrimonio culturale prodotto nei luoghi e nel tempo dalle comunità che hanno vissuto
in quei luoghi.
A tal fine si sta mettendo a punto un programma, ambizioso ma non velleitario, volto a diffondere la conoscenza del patrimonio attraverso la pubblicazione delle fonti sulla rete, basandosi su due principi:
ottimizzazione e valorizzazione di quanto fin qui realizzato, che è moltissimo
anche se non adeguatamente comunicato e conosciuto, anche perché molto
parcellizzato;
nuova digitalizzare e diffusione in internet di fonti documentarie, secondo partizioni tematiche che traggono legittimazione dalla domanda espressa ma
anche da quella potenziale, nonché dalla necessità di costruire veri e propri
interventi di sistema.
La domanda potenziale è immensa: solo il tema della ricerca genealogica raggiunge numeri incredibilmente alti, secondo alcune ricerche il 60% della popolazione americana ne è interessato, poco meno nei Paesi europei, in Italia è in
forte crescita. Ma è anche enorme la domanda di ricerca di fonti e di letture
tematiche assai specifiche ma di rilevante impatto: genere, scritture di donne,
politici, architetti, tecnologia, scienza e brevetti, ambiente e territorio nella loro
evoluzione storica, per non parlare delle fonti documentarie che testimoniano
il patrimonio culturale immateriale, tema centrale e attualissimo nel momento
in cui si dà attuazione alla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del
Patrimonio culturale immateriale, ratificata con la legge n. 167 del 27 settembre 2007.
Come realizzare tutto ciò, a fronte di risorse sempre più scarse per la gestione corrente, a fronte di emergenze da risolvere sia di logistica che di conservazione, con gravi situazioni di degrado ambientale e problemi di sicurezza
per il patrimonio medesimo, per gli operatori e per gli utenti, altra e oscura faccia di una medaglia che pure presenta, nella maggior parte dei casi, soluzioni buone, ottime, anche avveniristiche di conservazione del patrimonio documentario e di erogazione di servizi nelle sale di studio?
La risposta non è certo facile, o esaustiva, ma la strada individuata è l’unica
che ha ragionevoli probabilità di successo.
Progettualità diffusa ma coordinata per ottimizzare tutte le possibili fonti di
finanziamento, ordinarie ma soprattutto straordinarie
Razionalizzazione organizzativa
Modelli innovativi di gestione, attraverso l’intesa con gli enti territoriali, che
occorre sensibilizzare e coinvolgere, sul piano organizzativo e finanziario,
nella costruzione dei Poli archivistici Territoriali.
In tal modo l’equazione più servizi, meno sprechi = più efficienza per i cittadini troverà negli Archivi una certa e positiva soluzione.
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DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale:
Antonia Pasqua Recchia
Coordinamento per la Comunicazione:
Patrizia Ferrara
Via Gaeta, 8a
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Tel. 06 4469928
Fax 06 4882358
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Servizio III – Valorizzazione,
promozione, formazione
e rapporti internazionali
Dirigente: Patrizia Ferrara
Tel. 06 49225277
Fax 0649225284
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I libri degli Archivi free on-line: un servizio utile
e di qualità
Patrizia Ferrara con Giulia Barrera, Giancarlo Buzzanca, Ludovica de Courten,
Maria Grazia Lippolis, Antonella Mulè
La tradizione editoriale dell’Amministrazione archivistica risale, ormai, a più di
mezzo secolo fa, quando venne fondata la rivista quadrimestrale “Rassegna
degli Archivi di Stato” (1955), organo ufficiale dell’Amministrazione, in prosecuzione delle “Notizie degli Archivi di Stato” (1941) e quando ebbe inizio la
collana “Pubblicazioni degli Archivi di Stato” (1951), ora suddivisa in sei collane (Strumenti, Saggi, Fonti, Sussidi, Quaderni della Rassegna degli Archivi
di Stato, Archivi italiani).
Attraverso questi due diversi ambiti editoriali archivisti di tutta Italia e anche
studiosi italiani e stranieri diffondono nel mondo scientifico il prodotto più qualificato dei loro lavori di ricerca, presentando tra l’altro al pubblico scritti di
archivistica e di metodologia della conservazione e dell’ordinamento dei documenti, studi di storia delle istituzioni e di legislazione archivistica italiana e straniera, contributi storiografici fondati su materiale d’archivio, notiziari bibliografici.
Il catalogo delle edizioni degli Archivi di Stato, che comprende anche numerose pubblicazioni fuori collana, conta ormai più di 560 titoli, relativi a inventari di fondi archivistici, guide di archivi, edizioni di fonti documentarie, regesti, cataloghi di mostre documentarie, scritti di archivistica e saggi di storia istituzionale.
Questi volumi, alcuni dei quali di grandissimo pregio quanto a contenuti e a
materiali utilizzati, sono presenti nelle biblioteche degli Archivi di Stato e in
molte altre biblioteche in Italia e nel mondo, distribuiti gratuitamente dalla
Direzione generale per gli archivi. Essendo però la loro commercializzazione
affidata - in regime di monopolio - all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato,
acquistarne una copia per il privato cittadino è sempre stato difficile. Tali pubblicazioni pertanto non hanno avuto – nonostante la capillare campagna di
spedizioni effettuata negli anni scorsi dalla Direzione generale per gli archivi
- un’adeguata circolazione. Grande dunque la frustrazione per i potenziali lettori, per gli autori e per l’editore.
È da questa constatazione che è nato il progetto di rendere disponibili sul web
i volumi già pubblicati e di proseguire nelle edizioni a stampa tradizionali,
affiancando ad esse la pubblicazione on-line.
La Direzione generale per gli archivi ha pertanto avviato nel settembre 2007
il progetto di pubblicare sul proprio sito, a testo pieno e scaricabili gratuitamente, i volumi editi nelle collane delle Pubblicazioni degli Archivi di Stato, al
seguente indirizzo <www.archivi.beniculturali.it/pubblicazioni-free.html>.
Attualmente sono stati inseriti 70 volumi ed anche la “Rassegna degli Archivi
di Stato” a partire dall’annata LX (2000).
La capacità di raggiungere il pubblico dei potenziali lettori muta così oggi drasticamente e si innalza vertiginosamente. È inutile sottolineare quanto sia vasto
il pubblico degli utenti della rete. Va anche rilevato che mettere a disposizione
on line queste pubblicazioni, le ha rese certamente molto più fruibili come testi
di studio universitario. È oggi assai più facile, infatti, per un docente assegnare ai propri studenti lo studio di un articolo, o di un saggio, edito nelle collane degli Archivi, vista la loro semplicità di reperimento.
Azzardando una valutazione in termini di costi e benefici, non v’è dubbio che
il bilancio sia positivo: fra i costi, oltre al lavoro del personale interno all’Ufficio
pubblicazioni archivistiche della Direzione generale, dobbiamo calcolare il
minor introito per le casse dello Stato proveniente dalla vendita di qualche
volume (un introito come già accennato minimo); fra i benefici, una vastissima
circolazione delle pubblicazioni degli Archivi, che offre un solido contributo al
perseguimento dei fini istituzionali di tutela e valorizzazione del patrimonio
archivistico.
Finora la realizzazione del progetto è stata quasi a costo zero: sono stati inseriti sul web solo i volumi per i quali è stato possibile recuperare il file di stampa dalle tipografie (con l’eccezione di alcuni volumi già on line sul sito dell’AS
Firenze, o dell’Istituto Gramsci nazionale): si tratta infatti di file in PDF molto
più “leggeri” (dimensione massima 9Mb) di quelli che si ottengono con la scansione dei volumi e che permettono, con le nuove versioni di Acrobat reader, la
ricerca di parole, o frasi. In futuro si prevede di scansionare e rendere disponibili on line anche gli altri volumi, di pubblicazione più remota.
Per quanto riguarda il successo dell’iniziativa, va detto che il dato “misurato”
di accessi alla pagina Pubblicazioni free è, dalla messa on line (settembre
2007), di 14.700.
Prendendo come campione il solo mese di gennaio 2008, gli accessi alla pagina principale (1.956), sommati agli accessi alle pagine successive delle singole Collane (2.800), hanno raggiunto un totale pari a 5.806. Pertanto risulta
che, dalla messa on line ad oggi, siano stati almeno 41.000 gli accessi all’intera sezione.
È importante rilevare che sempre nel mese di gennaio 2008, 19 volumi risultano scaricati almeno 100 volte: 5.500 download solo per questa classe
dimensionale!
Riferendosi a questo dato e all’insieme dei download effettuati su tutti gli altri
volumi, sempre nel mese di gennaio 2008, possiamo concludere che mensilmente il numero dei download in questa sezione del sito DGA oscilla mediamente tra i 7 e gli 8 mila.
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Sponsor e pubblicazioni: l’attività editoriale degli Istituti
archivistici sul territorio
Maria Teresa Piano Mortari, Elena Lume
Nel corso degli anni è si è venuto via via modificando il tradizionale concetto
elitario di “cultura”, che viene oggi concepita come uno strumento di conoscenza per un pubblico il più possibile vasto ed eterogeneo.
Ciò ha portato ad una nuova politica di valorizzazione anche nel settore del
patrimonio documentario conservato dagli Archivi, allargando la tipologia dell’utenza ben al di là di quella specialistica, identificata con lo storico di professione.
Gli Istituti archivistici, infatti, hanno moltiplicato sempre più in questi ultimi anni
- autonomamente o in collaborazione con istituti di ricerca e enti locali - le iniziative culturali dirette a far conoscere il patrimonio documentario anche ai
non addetti ai lavori. Una delle modalità adottate è stata quella di promuovere iniziative editoriali, a volte complesse ed economicamente impegnative,
anche attraverso le sponsorizzazioni di istituti di credito e fondazioni.
Pure nell’ultimo quinquennio, nonostante i continui tagli di bilancio, accanto ad
edizioni di tipo squisitamente archivistico come inventari, regesti, edizioni di
fonti, sono stati pubblicati gli esiti di ricerche cartografiche, urbanistico-architettoniche, sull’ambiente, sulla musica, di storia locale, di storia della società e
del costume. Si citano, in generale, pubblicazioni sulla storia dei partiti e movimenti politici, sui sindacati, sulle società di mutuo soccorso, sulle attività ricreative, o su altri aspetti minori della vita sociale e politica del nostro paese.
Gli Istituti archivistici hanno continuato a incrementare la propria produzione
editoriale sul territorio organizzandola sempre più spesso in collane. Tra queste, si possono citare: i «Quaderni dell’A.C.S.» dell’Archivio centrale dello
Stato, i «Quaderni dell’Archivio di Stato di Frosinone», le «Carte pontine»
dell’Archivio di Stato di Latina, gli «Inventari e cataloghi» dell’Archivio di Stato
di Reggio Emilia, «Il tempo e la memoria» dell’Archivio di Stato di Salerno, i
«Quaderni della Soprintendenza archivistica per la Puglia».
Anche le Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica, in funzione presso
i più importanti Archivi di Stato, hanno implementato le proprie collane collegandole ovviamente all’attività didattica; si tratta di pubblicazioni che consentono di divulgare fonti archivistiche di particolare rilevanza, proposte sia come
materia di studio per l’approfondimento di metodologie e tecniche archivistiche sia come “oggetti del desiderio” di un’utenza sempre più ampia e preparata.
Le Soprintendenze archivistiche partecipano anch’esse a questo processo, inserendosi in ambiziosi progetti di tutela di archivi non statali. In quest’ottica sono
state realizzate singole pubblicazioni e intere collane dedicate ad esempio
alla valorizzazione degli archivi comunali.
L’accresciuta sensibilità del pubblico non “specialista” nei confronti dei più
diversi aspetti della storia nazionale e locale e della relativa documentazione
d’archivio, trova una risposta nella grande quantità di mostre organizzate
dagli Istituti archivistici, che spesso si configurano come unico centro culturale
presente nelle circoscrizioni territoriali minori. Tale vivace attività di ricerca e
divulgazione è attestata dalla crescita esponenziale del numero dei cataloghi
di mostre pubblicati da Archivi di Stato e Soprintendenze archivistiche su tutto
il territorio.
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Un sito web per la storia dell’architettura: la vita
e l’archivio di Luigi Moretti
Luisa Montevecchi
In occasione del centenario della nascita dell’architetto Luigi Moretti (19071973), l’Archivio centrale dello Stato, ha organizzato una mostra e realizzato
un sito web a lui dedicati (www.architettoluigimoretti.it).
Moretti, nel 1933, ha già alle spalle alcune significative esperienze, quando
viene chiamato alla direzione dell’Ufficio tecnico dell’Opera Nazionale
Balilla. Avvia così la progettazione dell’edificio della GIL di Trastevere, che si
inserisce nel quadro della politica edilizia intrapresa dal Regime per dotare
l’Opera nazionale Balilla, poi confluita nel 1937 nella Gioventù italiana del
Littorio, di luoghi deputati alla organizzazione, assistenza ed educazione fisica e morale della gioventù.
Da quel momento Moretti realizza una serie di progetti di ampio respiro e rilevanza nazionale. Sarà infatti impegnato nella progettazione della Casa delle
armi, del Piazzale dell’Impero e della Palestra del Duce al Foro italico. Gli anni
seguenti vedono la progettazione e realizzazione di numerose opere: centri
sportivi, case GIL, arredamenti privati, piani regolatori.
Nel dopoguerra progetta e realizza importanti edifici a Milano e a Roma , tra
i quali la palazzina del Girasole. Nel 1950 fonda la rivista «Spazio» e nel
1954 la omonima Galleria.
L’attività degli anni seguenti è ricca e diversificata, si citano per Roma: l’ampliamento dell’Accademia nazionale di danza e il progetto di ampliamento e
ristrutturazione dello stadio Olimpico al Foro Italico, la nuova sede dell’ENPAS,
i progetti per il Nuovo piano di coordinamento dei parchi urbani, suburbani e
territoriali e per il Parco Archeologico dell’Appia antica, il Villaggio Olimpico
e il quartiere INCIS di Decima. E ancora: la palazzina San Maurizio a Monte
Mario, i due edifici gemelli all’EUR, sedi della ESSO e della Società generale
immobiliare, il progetto per il tronco Termini-Risorgimento per la nuova metropolitana, il ponte Pietro Nenni e il parcheggio sotterraneo a Villa Borghese.
Nel 1968 progetta il santuario sul lago di Tiberiade, a Tagba in Terra Santa.
Estende intanto la propria attività professionale verso altri paesi: Kuwait,
Algeria, Canada.
L’archivio dell’architetto Luigi Moretti consente, nella ricchezza dei materiali
conservati, di affrontare studi approfonditi sulla sua opera, sulle sue realizzazioni, permettendo inoltre di cogliere la molteplicità dei suoi interessi: dall’architettura alle arti figurative, dallo studio dell’arte antica e barocca all’attenzione per i fermenti più nuovi nel campo artistico contemporaneo, dalla pittura
alla scultura, alle arti in genere; dal cinema agli studi di architettura parametrica, dall’urbanistica al restauro. Quasi quarant’anni di vita professionale
sono infatti documentati nelle carte conservate presso l’Archivio centrale, donate dai suoi collaboratori.
Nell’archivio di Luigi Moretti sono conservati: quasi 200 progetti, per un totale di circa 9000 tavole, delle quali 1908 sono disegni autografi, circa 4000
fotografie, numerosi fascicoli di documentazione relativa a concorsi, relazioni
tecniche, carteggi, appunti di studio, materiale relativo alla sua attività di gallerista e di editore, relazioni a convegni, documentazione relativa alla partecipazione a commissioni di studio, oltre a plastici e a modelli di edifici realizzati o progettati ed altri riguardanti gli studi volumetrici e sull’architettura parametrica; alcuni filmati, un consistente nucleo di materiale a stampa comprendente scritti di Moretti; articoli sulla sua opera e volumi provenienti dalla sua
biblioteca.
Nel sito web a lui dedicato, progettato e realizzato dall’ACS in collaborazione con il Consorzio BAICR Sistema cultura, sono contenute 7.731 immagini dei
disegni autografi e degli elaborati di progetto e 1475 fotografie digitalizzate,
provenienti dall’archivio.
Sono inoltre disponibili: la biografia dell’architetto, l’elenco completo delle
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Archivio Centrale dello Stato
Sovrintendente: Aldo G. Ricci
Piazzale degli Archivi, 27
00144 Roma (EUR)
Tel. 06545481
Fax 065413620
[email protected]
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opere e dei progetti - compilato utilizzando come fonte primaria proprio le
informazioni tratte dall’archivio - l’elenco dei premi a lui assegnati, alcuni
video dell’epoca e una ricca bibliografia. Uno spazio è poi dedicato alle iniziative espositive sulla sua figura (organizzate, in corso o solo programmate).
Dalle singole schede inerenti alle opere è possibile accedere alle immagini dei
disegni e delle fotografie. Per i progetti e le realizzazioni più rilevanti è disponibile una scheda descrittiva particolareggiata, con il contenuto di quanto conservato su di essi nell’archivio, con un apparato bibliografico e, in molti casi,
con un brano tratto dagli scritti di Moretti relativi alle diverse opere.
Sono inoltre consultabili tutti gli articoli che l’architetto ha pubblicato sulla rivista “Spazio”, da lui fondata nel 1950.
La realizzazione tecnica del sito è stata affidata alla Società Unicity (www.unicity.eu)
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Scritture di donne negli archivi romani.
Un cantiere al lavoro
Manola Ida Venzo
L’Archivio di Stato di Roma, in collaborazione con l’Università di Roma - La
Sapienza, ha elaborato il progetto Per una storia della memoria e delle scritture delle donne a Roma dal XVI al XX secolo: censimento delle fonti ed elaborazione di repertori, diretto da Marina Caffiero e da Manola Ida Venzo e cofinanziato dalla Direzione generale per gli archivi.
Il progetto è finalizzato alla ricognizione e studio delle scritture femminili. Sono
stati pertanto “scandagliati” numerosi archivi, statali e non, riportando alla
luce testimonianze scrittorie sepolte nelle pieghe di una memoria finora non
ascoltata, o non registrata. L’indagine ha privilegiato gli archivi di famiglie
(rilevanti a livello socio-economico e culturale) e di istituzioni religiose e assistenziali, perchè solo in questi ambiti alle donne venivano fornite nozioni seppur rudimentali di scrittura. Sondaggi parziali sono stati compiuti però anche
in altre tipologie documentarie, quali archivi giudiziari ed economici.
A seguito del censimento, sono emersi - per un arco cronologico che corre dal
XVI al XX secolo – diari, epistolari, memorie e suppliche di carattere sacro e
profano.
Le informazioni - tratte da 55 fondi archivistici - sono state raccolte in un database e vengono attualmente elaborate al fine di costruire repertori ragionati
sia informatici che a stampa. I dati progressivamente immessi sono consultabili in sede e sul sito web, collegandosi all’home page dell’Archivio di Stato di
Roma, o al seguente indirizzo: <http://193.205.249.68:8080/scritturedidonne/index.js>.
Data la straordinaria ricchezza del patrimonio documentario presente in
Roma, la ricerca è ancora in corso; al momento sono state messe a punto oltre
3000 schede riferibili a un complesso organico di scritture femminili, o ad
un’unica scrittura.
È stata anche finanziata una Collana a stampa, La memoria restituita. Fonti
per la storia delle donne, presso la casa editrice Viella, per pubblicare integralmente le fonti documentarie ritenute più significative, precedute da introduzioni che ricostruiscono il contesto storico e culturale da cui tali scritture promanano.
L’iniziativa viene in parte a colmare il ritardo con cui l’Italia si è avvicinata a
questa tipologia di documenti. Va detto, infatti, che lo studio delle scritture femminili e dei testi redatti dalle donne ha già da tempo prodotto all’estero una
notevole bibliografia basata anche su fonti italiane. Nell’ambito del progetto
sono stati già pubblicati tre volumi. Nel primo, Scritture di donne. La memoria
restituita, sono raccolti i saggi che analizzano i diversi filoni di indagine intrapresi, illustrando in che misura - nell’arco di tempo considerato - le donne
hanno scritto, cosa hanno scritto e come lo hanno scritto.
Gli altri due volumi della Collana sono costituiti da monografie. Il primo, A
corte e in guerra. Il memoriale segreto di Anna de Cadilhac, illustra la figura
di una donna controversa e contraddittoria, in continua lotta con sé stessa e
con la società del suo tempo, attraverso le sue memorie. Il racconto delle vicende personali di Anna de Cadilhac lascia intravedere sullo sfondo i salotti, i teatri, i palazzi della società romana e torinese negli anni cruciali della lotta per
l’Unità d’Italia. La sua storia si intreccia con quella di personaggi illustri, fino
all’incontro con Vittorio Emanuele II, dal quale avrà una figlia naturale: vicenda che segnerà la sua vita e inevitabilmente la travolgerà.
Il secondo, edito di recente, Da gentildonna a cantante. Lettere di Violante
Camporese Giustiniani, è costituito da un epistolario dei primi anni del ‘800:
il corpus di lettere scritte da Violante Camporese Giustiniani a monsignor
Nicola M. Nicolai.
La raccolta di lettere rappresenta un importante ritrovamento sotto diversi profili. L’autrice, nobildonna ma anche cantante lirica famosa, è tra le poche
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Archivio di Stato di Roma
Direttore: Luigi Londei
Palazzo della Sapienza
Corso Rinascimento, 40
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Tel. 06 6819081
Fax 06 68190871
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donne di spettacolo che abbiano lasciato una traccia scritta di sé. L’epistolario
rivela, attraverso una scrittura curata ed efficace, i difficili percorsi della costruzione di una professione al femminile in un’epoca in cui la figura di donna
attrice e cantante era associata a quella di donna di facili costumi. Attraverso
le lettere è possibile ricostruire non solo le tappe di una brillante carriera tra
Parigi, Londra e Milano, ma anche il percorso privato di una nobildonna che
- costretta dalle circostanze ad esercitare la professione teatrale - raggiunge
progressivamente consapevolezza del proprio ruolo fino ad una piena libertà
interiore.
Attualmente è in corso di stampa il Diario di Anna Del Monte, donna ebrea del
‘700, reclusa - affinché si convertisse al cattolicesimo - nella Casa dei
Catecumenali.
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Le collezioni digitali dell’Archivio di Stato di Frosinone
Viviana Fontana – Onorina Ruggeri
La conservazione dei documenti rientra tra i principali compiti istituzionale di
un Archivio di Stato e, fino a non molti anni fa, era affidata alla esclusiva cura
dell’archivista. Ma le innovazioni tecnologiche hanno permesso di rafforzare
questo concetto, ampliandolo in “conservazione-salvaguardia” e la tecnologia
digitale ormai va sostituendosi a tutte quelle passate, velocizzando sempre più
le procedure di ricerca e di studio, con ottimi risultati.
L’Archivio di Stato di Frosinone, negli ultimi anni, ha realizzato la digitalizzazione di due grandi collezioni: una riguarda il prezioso fondo delle pergamene e l’altra della cartografia antica.
I progetti sono stati realizzati con ottimi risultati e sono operativi per le ricerche di sala studio, inoltre si sta studiando e sperimentando la modalità di pubblicazione sul web.
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Archivio di Stato di Frosinone
Direttore: Viviana Fontana
Piazzale De Matthaeis, 41
03100 Frosinone
Tel. 0775 872522-871737
Fax 0775 270603
[email protected]
www.archivi.beniculturali.it/ASFR
Collezione delle Pergamene, Pergamene notarili di Arce, Pergamene
del Santo Spirito di Ferentino
Il progetto è stato realizzato presso l’Archivio di Stato di Frosinone dalla ditta
Gap srl con la collaborazione del personale interno mediante un’apparecchiatura molto sofisticata, il Jumbo Scan, predisposto per la scansione anche di
grandi formati. Tutta la documentazione, dal formato A4 fino al formato superiore A0, è stata acquisita con risoluzione a 300 dpi e il cantiere operativo è
stato allestito presso i locali dell’archivio.
Ha riguardato, principalmente, la riproduzione digitale di tre fondi, per un
totale di cinquecentosessantatre pergamene, per millecentoventisei immagini.
La Collezione delle Pergamene (secc XI-XVIII), comprende fogli o frammenti provenienti, per la maggior parte da copertine di protocolli notarili, “membra
disiecta” di Codici liturgici, pergamenacei non più occorrenti, che venivano
recuperati e usati, per la loro resistenza, per avvolgere gli atti dei notai.
Attraverso questi frammenti, ad esempio, è stato possibile la ricostruzione da
parte della prof.ssa Virginia Brown, di una scrittura particolarissima, la “beneventana della regione di Veroli” che, per alcune caratteristiche, si discosta dal
“tipo di Cassino”.
Notevole è anche la serie dei frammenti di messali, antifonari o graduali.
Il fondo delle pergamene notarili di Arce è ugualmente prezioso, poiché rappresenta quello che l’ Archivio di Stato di Frosinone conserva dell’attività notarile nel
Regno di Napoli, altrimenti dispersa, poiché nello Stato non era prevista una conservazione centralizzata: si tratta di atti compresi tra il XV e XVIII secolo.
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Le pergamene del Santo Spirito di Ferentino (secc. XIV-XIX), per la maggior
parte atti di vendita o donazione, conservano al loro interno lo statuto della
Confraternita dei Lavoratori che si occupava dell’assistenza degli infermi e pellegrini; si completano con i registri dell’exsito e dell’introito relativi all’amministrazione dell’ospedale, retto dalla Confraternita.
La riproduzione è stata prevista in steeps realizzativi, al fine di evitare il più
possibile rischi connessi all’obsolescenza tecnologica, e per fornire formati
aperti che permettano il passaggio in rete delle immagini e dei metadati di
contesto. L’obiettivo del progetto è la messa in rete dell’immagini collegate con
una base dati per interrogazioni anche da utente remoto, e, l’offerta di un prodotto il più possibile fedele all’originale, così da ridurre o eliminare i rischi collegati alla visura diretta della documentazione.
Il responsabile del progetto è la Dott. ssa Viviana Fontana con la collaborazione dell’architetto Onorina Ruggeri. Il personale interno che ha collaborato alla
realizzazione del progetto: l’Architetto Onorina Ruggeri, Maria De Sorbo,
Archivista di Stato e Giovanni Pulcinelli Responsabile Informatico.
Mappe del Catasto Gregoriano, del Regno d’Italia e degli Affari Demaniali
Il progetto è stato realizzato dall’Archivio di Stato di Frosinone, mediante il
noleggio di un apparecchiatura, Jumbo Scan, ad alta definizione.
Il personale tecnico interno ha realizzato l’acquisizione di 5300 mappe, anche
di grande formato, favorendone una lettura d’insieme. Le immagini sono state
memorizzate su supporti ottici di grande capacità, ossia DVD della capienza unitaria di 4,7 Gigabytes, formato TIFF a risoluzione 200 dpi, colore 24 bit.
La titolazione delle immagini si è realizzata nominando ogni mappa con il corrispondente titolo riportato sull’inventario, riportando, per ogni comune la
serie, la data, la denominazione, il numero della sezione territoriale e il numero dei quadranti che la compongono.
Le mappe si riferiscono al territorio dei comuni dell’attuale provincia di Frosinone,
rientranti sia nella Delegazione Apostolica che nel Regno di Napoli. In particolare quelle degli Atti Demaniali, risultano preziosissime per la rappresentazione
geometrica di un territorio, il Regno di Napoli, che ebbe un catasto solo descrittivo. Fu, infatti, Gioacchino Murat, a seguito della legge sull’abolizione della feudalità, ad ordinare, con un decreto del 1809, di “levare” mappe del territorio
prima di procedere a determinare la massa delle terre divisibili.
L’obiettivo del progetto è stato quello di garantire la fruizione dei documenti
tramite la visualizzazione delle immagini così da ridurre la consultazione degli
originali, favorendo la conservazione e facilitando la riproduzione su supporti cartacei, magnetici e ottici.
A completamento del processo di digitalizzazione delle pergamene e delle
mappe sono stati “ingegnerizzati” i rispettivi inventari cartacei in modo da poter
effettuare la ricerca delle immagini digitalizzate partendo da tali inventari.
È stato previsto, perciò, un processo di riconoscimento OCR degli elenchi e,
successivamente, un “link” delle informazioni identificative delle pergamene e
delle mappe alle relative immagini. Quest’ultime sono state preventivamente
compresse in JPG (onde diminuire il peso specifico), ma con un fattore di compressione medio per non inficiare la qualità complessiva rispetto al TIFF originale. Dopo, sono stati riversati in PDF per permettere la visualizzazione attraverso ACROBAT. Immagini e banca dati sono stati archiviati su un hard disk
esterno da collegare su qualunque pc, dedicato alla consultazione di tale
archivio.
Il coordinatore del progetto è il Direttore dell’Archivio di Stato, Dott.ssa Viviana
Fontana, il responsabile è l’Architetto Onorina Ruggeri, il gruppo tecnico operativo è costituito da: Onorina Ruggeri, Maria De Sorbo, Giovanni Pulcinelli,
Maria Rita Sibilia, Silvia Lombardi.
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DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI
ED IL DIRITTO D’AUTORE
L’innovazione e l’efficienza attraverso i programmi
e i progetti promossi dalla Direzione Generale
per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d’autore
Direzione Generale
per i beni librari,
gli istituti culturali
ed il diritto d’autore
Adriana Martinoli, Alfredo Esposito
Direttore: Maurizio Fallace
Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), realizzato sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero per i beni e le Attività culturali, dal
Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e dal
Coordinamento delle Regioni mette in rete ad oggi, 3.265 biblioteche pubbliche statali, universitarie, ecclesiastiche, di enti locali, di archivi, di conservatori, di istituti di ricerca e di cultura. Le biblioteche sono raggruppate in Poli locali collegati all’Indice SBN, gestito dall’ICCU, che costituisce il nodo centrale
della rete. La nuova interfaccia, disponibile dal 2005, attraverso il portale
Internet Culturale offre servizi integrati: il prestito interbibliotecario (ILL), il formato digitale del documento, l’accesso all’OPAC locale e alle informazioni
sulle biblioteche presenti nella base-dati dell’Anagrafe delle Biblioteche
Italiane.
L’utente ha la possibilità di consultare i documenti per tipologia, gratuitamente
in Internet, 24 ore su 24, utilizzando specifici canali:
• Catalogo SBN permette la ricerca bibliografica di materiale relativo a: Libro
Antico, Libro Moderno, Musica, Grafica e Cartografia per un totale di 52
milioni di localizzazioni.
• Cataloghi storici digitalizzati consente la consultazione di 215 cataloghi storici conservati in 35 biblioteche pubbliche. La raccolta comprende cataloghi
a volume e a scheda di diversa tipologia (alfabetici per autore e titoli, topografici, sistematici, misti) oltre ai cataloghi generali, nella collezione sono
presenti alcuni cataloghi di materiali speciali (manoscritti, carte geografiche,
stampe, musica) e di singoli fondi o raccolte.
• Cataloghi speciali permette la ricerca tematica sulle basi dati relative al
Censimento delle Edizioni italiane del XVI secolo (Edit16), alla Bibliografia
dei manoscritti in alfabeto latino conservati in Italia (Bibman), a l Censimento
dei manoscritti delle biblioteche italiane (Manus), e al Progetto di censimento, descrizione e riproduzione digitale dei palinsesti greci (Rinascimento
Virtuale).
• Altri Cataloghi permette la ricerca simultanea su Cataloghi italiani e stranieri conformi allo standard Z39.50.
Inoltre la base dati dell’Indice SBN è consultabile tramite il gateway Z39.50
della Library of Congress.
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300 Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Nell’ambito dell’uso delle nuove tecnologie della comunicazione è emerso il
piano d’azione Mediateca 2000 (www.mediateca2000.net/) che nacque grazie ad una delibera CIPE del novembre 1998 e che ha consentito l’avvio di 71
mediateche.
L’obiettivo del progetto è stato lo sviluppo dell’infrastruttura della conoscenza,
attraverso la costituzione di una rete di servizi integrati.
Il Piano assunse la biblioteca quale luogo privilegiato, in quanto centro di raccolta e di diffusione di cultura e di informazioni. La mediateca - o biblioteca
multimediale - si propone come naturale evoluzione della biblioteca tradizionale e si caratterizza come sportello di accesso ad un’informazione estremamente differenziata: documenti e servizi on line, banche dati, testi on-line o su
CD-Rom, VHS, DVD, musei virtuali, accesso a Internet.
La progettazione e la realizzazione delle mediateche ha comportato fasi di
analisi, di valutazione, di implementazione tecnologica, di progettazione e di
assistenza per i servizi di gestione.
Beneficiarie del finanziamento sono state la regione Sicilia, Puglia, Calabria,
Molise, Sardegna, Campania e Basilicata che hanno avviato e reso operative
sul territorio sessantasei mediateche. Sono state costituite venti cooperative di
giovani formati durante la prima fase del progetto.
23
L’obiettivo di estendere al centro nord d’Italia l’esperienza maturata per il progetto Mediateca 2000, è confluito nel progetto Mediateca Centro-Nord finanziato da questa Direzione Generale con un Decreto del dicembre 2001.
Sono state realizzate 66 mediateche di enti locali sulla base di progetti presentati e gestiti dalle regioni Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana,
Umbria, Marche e Lazio, e 9 progetti nelle biblioteche pubbliche statali.
Nell’ambito della programmazione triennale 2007/2009 della Biblioteca
Digitale Italiana (BDI) è stato proposto un progetto denominato “Studi sulle
Mediateche”.
La Biblioteca Digitale Italiana (BDI), avviata a partire dal 2001, è un programma, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali,
con il coordinamento tecnico-scientifico dell’ICCU, volto a valutare le iniziative, a delineare le linee guida nell’ambito della digitalizzazione e a creare una
nuova banca dati digitale accessibile in rete attraverso sistemi aperti (Open
Archival Information System) e conformi a standard internazionali condivisi. Il
sito della Biblioteca Digitale Italiana (BDI), www.bibliotecadigitaleitaliana.it,
offre il punto di accesso ai risultati delle attività svolte nell’ambito della digitalizzazione del patrimonio bibliografico italiano. Parte dei risultati sono già censiti nel portale del progetto Michael (Multilingual Inventory of Cultural Heritage
in Europe - www.michael-culture.eu) che intende rendere accessibile al mondo
intero le collezioni digitali di musei, archivi, biblioteche e altre istituzioni culturali in Italia, Francia e Regno Unito.
Nell’ambito della conservazione della memoria digitale, la Direzione
Generale collabora nell’azione coordinata, sotto la guida della Commissione
Europea, relativa al progetto europeo “Digital Preservation Europe” (DPE)
www.digitpreservationeurope.eu. Si tratta di un’azione coordinata, nell’ambito della priorità tematica “Tecnologie della Società dell’Informazione”.
I progetti della BDI sono fruibili anche sul portale di Internet Culturale,
www.internetculturale.it, nato nel marzo 2005 dal progetto “Biblioteca
Digitale Italiana e Network Turistico Culturale” (BDI&NTC).
Internet Culturale è un portale multilingue (italiano, inglese, francese e spagnolo) che:
• offre l’accesso integrato alle risorse digitali e tradizionali di biblioteche,
archivi e altre istituzioni culturali italiane;
• facilita l’accesso alle risorse digitali rendendo fruibili i risultati delle attività
nell’ambito della digitalizzazione;
• permette di accedere a informazioni relative alle attività, ai progetti, alle collezioni e ai contenuti digitali;
• integra un sistema sperimentale di e-commerce che consente in questa prima
fase di acquistare on-line un primo nucleo di oggetti digitali ad alta definizione messi a disposizione da alcune istituzioni culturali italiane.
Attualmente la banca dati digitale contiene circa 75.000 documenti digitalizzati per un oltre 9 milioni di immagini scansionate. Le aree tematiche e tipologiche sono: Musica, Scienza, Letteratura, Periodici, Cataloghi storici, materiale cartografico:
Aree tematiche
Musica
Scienze
Letteratura
Periodici
Cataloghi Storici
Progetto Mare Magnum
Cartografia
TOTALE
24
Numero documenti
14.000
800
30.000
1.000
215
5.500
24.450
75.965
Numero oggetti digitali
1.500.000
80.000
390.000
400.000
6.850.000
130.000
50.000
9.400.000
Oltre ad un accesso amichevole alle banche dati di SBN, il portale offre la
ricerca dei documenti digitalizzati attraverso le sezioni Collezioni Digitali (con
una descrizione dei principali fondi) e Contenuti Digitali (che permette di interrogare i repository e la banca dati digitale).
Il portale permette, attraverso i suoi Percorsi Culturali, di accedere a:
versione digitale di 26 mostre in lingua italiana e inglese (10 anche in spagnolo e francese): dedicate ad alcune delle più grandi personalità della letteratura italiana (Manzoni, Saba, Ungaretti, Pirandello, Calvino, Elsa Morante,
ecc.). Si è mirato in questo modo a promuovere la conoscenza e conservare
la memoria delle mostre organizzate, dalle biblioteche pubbliche statali, nel
corso di questi ultimi anni;
ipertesti (Viaggi nel Testo) sulla vita di scrittori e personaggi di grande interesse turistico e culturale: Petrarca, Giacomo Leopardi, Giuseppe Verdi, Leonbattista Alberti, Gregorio Magno, Carducci e altri;
itinerari che coniugano contenuti culturali nel territorio (Itinerari TuristicoCulturali);
Percorsi 3D - veri e propri viaggi tridimensionali che offrono all’utente la possibilità di muoversi in ambienti virtuali, popolati da oggetti “parlanti” corredati da dettagliate schede di approfondimento. Grazie all’ausilio di tecnologie
all’avanguardia, è possibile, ad esempio, esplorare in modo totalmente innovativo gli ambienti descritti nella Divina Commedia e affrontare le diverse
tematiche attinenti all’universo dantesco in un viaggio didascalico – evocativo.
Inoltre, passeggiare per le sale della Biblioteca Medicea Laurenziana di
Firenze, straordinaria opera architettonica progettata da Michelangelo, visitare la tribuna di Galileo a Firenze, oppure ascoltare le musiche e l’Opera di
Parma, riassunte attraverso le immagini dei compositori, i libretti d’opera e le
locandine d’epoca.
Sul piano statistico, il numero dei visitatori web del portale Internet Culturale,
nel corso del 2007, è cresciuto del 33% registrando oltre 1.100.000 accessi
e la provenienza delle visite individuali mostra un crescente interesse da parte
degli utenti stranieri e in particolare di quelli statunitensi.
Internet Culturale, inoltre, permette l’accesso ai seguenti siti:
Biblioteche pubbliche statali www.bibliotechepubbliche.it che propone una
base dati contenente le principali informazioni anagrafiche e le descrizioni del
patrimonio documentario custodito dalle 46 biblioteche pubbliche statali: circa
40 milioni di esemplari tra manoscritti, incunaboli, edizioni a stampa, periodici, edizioni musicali e straordinarie raccolte di mappe geografiche, incisioni e
stampe. Sono anche presenti informazioni sugli eventi e novità di carattere professionale, sulla più rilevante normativa di settore e sui principali programmi
portati avanti dalla Direzione Generale.
Comitati nazionali www.comitatinazionali.it/ presenta una panoramica sull’attività dei Comitati nazionali per le celebrazioni e le manifestazioni culturali
che, a partire dal 1997, si occupano di promuovere e realizzare eventi e
manifestazioni che ricordino i grandi protagonisti e gli avvenimenti della sto-
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ria e della cultura italiana. Tra i contenuti e gli strumenti messi a disposizione
dell’utente, sono presenti materiali di carattere iconografico e informativo e un
calendario che fornisce informazioni dettagliate e aggiornate sull’attività dei
singoli Comitati.
Istituti culturali www.istituticulturali.it offre una visione completa e omogenea
delle attività e dei servizi degli Istituti Culturali che svolgono attività di ricerca,
conservazione e promozione nei più diversi ambiti della produzione culturale
in tutto il territorio nazionale. Fornisce informazioni pratiche relative ad ogni
singolo istituto, alle finalità, alla normativa e un calendario degli incontri e
delle manifestazioni.
Italia Pianeta Libro www.ilpianetalibro.it che è un osservatorio sull’editoria e
sulla lettura in Italia promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli
Istituti Culturali per diffondere il libro e la lettura. Espressione dell’Istituto per il
Libro (IPL), creato alla fine del 2005, in base alla recente riorganizzazione del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali cambia denominazione in Centro per
il Libro e la Lettura. Tra i programmi di promozione della lettura, attraverso progetti gestiti in collaborazione con altri Ministeri, Regioni, Province e Comuni,
all’interno del sito si trova “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura”.
L’iniziativa è stata lanciata nel 2006 dall’Istituto per il Libro della Direzione
Generale, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province
Autonome, l’Unione delle Province d’Italia, l’Associazione Nazionale Comuni
Italiani.Il successo dell’edizione pilota nel 2006, quando all’appello risposero
oltre 260 enti, ha portato a un ampliamento della rete: lo scorso 2007 la risposta è raddoppiata, con circa 500 eventi e 480 “luoghi della lettura”coinvolti
in un unico grande calendario nazionale e con l’obiettivo di estendere e rafforzare la rete di strutture e iniziative legate alle promozione del libro, inteso
come presenza utile, vitale e amichevole. Un progetto che dà spazio e visibilità a quanti ogni giorno restituiscono alla lettura la sua funzione di crescita e
di aggregazione: enti locali, biblioteche statali, civiche, scolastiche, scuole,
asili, librerie, associazioni e istituti culturali, fiere e festival, centri anziani, editori, circoli culturali e di lettura.
È significativa l’attenzione rivolta dalla Direzione Generale alle iniziative previste per l’Anno Europeo per il Dialogo Interculturale 2008 (EYID) www.dialogue2008.eu promosso dalla Commissione Europea, attraverso Eventi e incontri mediante un’Agenda Nazionale di attività denominata “Mosaico: melting
colours of Europe”. Lo slogan è “Insieme nella diversità” e l’aspirazione è quella di oltrepassare i confini geografici europei, per valorizzare e mettere in contatto paesi del Mediterraneo e dei Balcani.
Progetto Libro Parlato nelle Biblioteche Pubbliche Statali
Il progetto “Libro Parlato Lions per non vedenti, ipovedenti, dislessici: la rete
delle biblioteche statali” nasce da una collaborazione tra la Direzione
Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali e diverse associazioni facenti
capo al Lions Club, con l’obiettivo di sostenere, promuovere e diffondere la lettura tra le persone con difficoltà visive.
Il programma si inserisce nell’ambito delle iniziative a favore dei non vedenti,
ipovedenti e dislessici, promosse dai Lions Club, già a partire dal 1975, con
il progetto Libro Parlato Lions, che ha portato alla costituzione di un ricco archivio di testi e documenti riprodotti sotto forma di audiolibri. Con l’avvento delle
nuove tecnologie informatiche e della rete WEB il progetto ha trovato una
nuova dimensione e una più ampia diffusione attraverso il portale www.libroparlatolions.it
Questa Direzione Generale, valutando positivamente tali iniziative, ha deciso
di appoggiarle e di offrire il proprio contributo concreto. Inizialmente testando
nuovi spazi di accesso e consultazione dedicati ai diversamente abili all’interno della Biblioteca Statale di Cremona (2004), poi, a seguito del successo di
26
tale collaborazione, stipulando una Convenzione con i Lions Club (19 dicembre 2006) grazie alla quale l’esperimento è stato esteso a 24 Biblioteche
Pubbliche Statali su tutto il territorio nazionale.
Il progetto è stato avviato ufficialmente il 2 marzo 2007 con l’istallazione della
prima postazione informatica presso la Biblioteca Braidense di Milano (nei
locali della Mediateca di Santa Teresa), e dal 30 giugno 2007 il servizio è
attivo in tutte le biblioteche aderenti al programma. Al loro interno, le persone
con difficoltà visive, possono disporre di assistenza e postazioni informatiche
dedicate dalle quali è possibile accedere gratuitamente ai servizi di consultazione, download e prestito di audio-libri (circa 7.000 titoli) in diversi formati
(audio cassette, CD, Mp3/WMA).
Usufruire del servizio è semplice: le persone con difficoltà visive possono recarsi in biblioteca, registrarsi al servizio con l’aiuto e la collaborazione del personale bibliotecario e scegliere il libro da leggere. La traccia audio, con la relativa licenza di ascolto, sarà caricata su una memoria (simile a quelle impiegate per ascoltare musica in formato mp3), che gli utenti potranno portare a
casa. Allo scadere dei giorni stabiliti, il file non può essere più ascoltato e il
supporto sarà restituito alla biblioteca.
Si sottolinea, infine, il valore costituito dall’accoglienza di persone con disabilità presso le biblioteche: luoghi di condivisione del sapere attraverso forme di
socializzazione e integrazione.
Siti web di riferimento:
- Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore:
www.librari.beniculturali.it
- ICCU:
www.iccu.sbn.it
- Internet culturale:
www.internetculturale.it
- Biblioteche pubbliche statali:
www.bibliotechepubbliche.it
- Istituti culturali:
www.istituticulturali.it
- Italia Pianeta Libro:
www.ilpianetalibro.it
- Progetto Libro Parlato:
www.libroparlatolions.it
- Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti - ONLUS:
www.uiciechi.it
- Mediateca 2000:
www.mediateca2000.net/
- Michael project:
www.michael-culture.eu/
- Anno Europeo per il Dialogo Interculturale 2008:
www.dialogue2008.eu
- Digital preservation Europe:
www.digitpreservationeurope.eu
27
DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI
ED IL DIRITTO D’AUTORE
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore
Alla Biblioteca nazionale centrale di Roma
l’informatizzazione al servizio dell’utenza
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Angelina De Salvo
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Antonietta Baffi
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300 Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Direttore: Osvaldo Avallone
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49891 Fax 06 4457635
[email protected]
28
L’esigenza della Biblioteca nazionale centrale di Roma di rendere moderna ed
innovativa la gestione del patrimonio e la necessità di rendere efficienti, efficaci e quindi più qualificati i servizi destinati al pubblico, sono attualmente soddisfatte dall’adozione di un nuovo sistema informatizzato.
Dal 16 aprile 2007 è in funzione ERMES. Un sistema integrato di gestione
informatizzata dei servizi al pubblico realizzato per semplificare l’accesso al
materiale bibliografico e informare in tempo reale l’utente sullo stato delle sue
richieste. ERMES permette di gestire l’accesso degli utenti in biblioteca e le
richieste di lettura, prestito e riproduzione.
L’utente si reca presso uno dei 124 terminali riservati al pubblico ed effettua
direttamente sul catalogo informatizzato la ricerca bibliografica per individuare l’opera desiderata. Se il volume è presente, chi deve richiederlo si identifica passando la tessera personale nell’apposito lettore collegato al terminale.
A questo punto può avviare la richiesta automatica di lettura o prestito e inviarla direttamente ai magazzini librari e scegliere la sala di lettura e il posto per
la consultazione.
Al momento della richiesta, ERMES esegue il controllo immediato della disponibilità effettiva dell’opera, consentendo così all’utente di evitare inutili attese.
Da tutti i terminali è possibile controllare in ogni momento lo stato delle proprie
richieste poiché ERMES gestisce anche:
– l’invio dei volumi dai magazzini ai banconi delle sale di lettura o al Servizio
di prestito
– la consegna dei volumi al pubblico
– l’eventuale deposito dei volumi
– il ritiro dei volumi dopo la consultazione
– l’invio dei volumi resi al loro piano di appartenenza dei magazzini.
Infine con ERMES vengono gestite tutte le procedure relative alla fotoriproduzione.
Dopo la fase di avvio del nuovo sistema integrato, è stata effettuata una valutazione degli effetti prodotti dall’introduzione dell’informatizzazione nella
gestione dei principali servizi della Biblioteca:
è aumentato il livello di soddisfazione dell’utente che, attraverso un’unica procedura, può ora accedere a tutti i servizi (lettura, prestito e riproduzione), inoltrare per via telematica le sue richieste ai magazzini librari e avere una tempestiva risposta;
i servizi si sono velocizzati e i tempi di erogazione si sono attestati entro standard pienamente soddisfacenti;
la sicurezza del materiale librario è ora garantita in qualunque momento dell’iter procedurale in quanto il sistema è in grado di monitorare e seguire le
richieste degli utenti durante tutte le loro fasi;
l’utilizzo del personale è stato ottimizzato, rendendo così più efficace l’azione
operativa.
La Biblioteca nazionale di Roma ha recentemente approfondito il processo di
comunicazione integrata che avviene attraverso l’attività di informazione agli
organi di stampa (anche online), il sito istituzionale e la comunicazione elettronica a un pubblico fidelizzato (inviti e calendari con la programmazione mensile degli eventi). I criteri ispiratori di efficacia ed efficienza della comunicazione hanno suggerito la necessità di nuove azioni comunicative indirizzate ad
aumentare la fruibilità dell’informazione da parte del pubblico. A questo
scopo, nel corso del 2007, è stato creato un sito informativo, Biblionotizie,
destinato al numeroso pubblico della Biblioteca (circa 700 presenze giornaliere). Accessibile attraverso il sistema Ermes da tutti i terminali della Biblioteca
riservati all’utenza, Biblionotizie è aggiornato quotidianamente. Informa, attraverso testi, immagini e link, sulle novità della Biblioteca e le attività culturali in
calendario e in programma. È il primo prodotto di comunicazione interattiva
con l’utenza. Biblionotizie risponde all’obiettivo generale di incrementare la
capacità globale di comunicazione della Biblioteca per migliorarne la percezione presso i pubblici di riferimento. È un nuovo strumento di comunicazione
dell’Ufficio stampa e promozione culturale che contribuisce a coinvolgere il
pubblico, che frequenta l’Istituto, soprattutto nelle iniziative culturali realizzate
e in programma.
29
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
nel Quadro Strategico Nazionale 2007 – 2013
Gregorio Angelini
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Dirigente Generale: Gregorio Angelini
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
30
Il Quadro Strategico Nazionale (QSN) riconosce nello straordinario patrimonio culturale (beni culturali e paesaggistici) e naturalistico uno dei principali fattori di “vantaggio competitivo” del Paese ed un fondamentale motore di sviluppo sostenibile.
Il MiBAC ha partecipato sin dall’inizio al processo di definizione della politica regionale unitaria, contribuendo alla individuazione di una strategia di settore che, partendo dalle lezioni della precedente esperienza di programmazione, sia in grado di migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche per la valorizzazione del patrimonio culturale.
I principi guida di tale politica sono l’effettiva addizionalità delle risorse straordinarie della politica regionale e la coerenza tra quest’ultima e la politica
ordinaria di investimenti, la concentrazione delle risorse su grandi progetti strategici, la definizione dei livelli di qualità dell’offerta culturale, l’integrazione tra
gli interventi di valorizzazione culturale e le politiche di sviluppo, la sostenibilità in termini di qualità dell’ambiente e di tutela del patrimonio, la sostenibilità finanziaria della gestione delle iniziative.
Ambito principale delle strategie definite dal QSN per il settore dei beni e delle
attività culturali è la Priorità 5 – Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo, che sancisce il principio dell’integrazione e del
legame tra queste risorse territoriali e la loro valorizzazione e le politiche di
sviluppo, in particolare, quelle connesse alle potenzialità turistiche.
In questa logica le strategie della politica regionale dovranno essere guidate
ed orientate dalla valutazione puntuale della domanda di fruizione attuale e
potenziale e, in particolare, le politiche per l’offerta dovranno intervenire, su
base territoriale, congiuntamente sugli asset culturali e naturali in una logica di
selettività degli intereventi, di concentrazione tematica e territoriale, di concertazione e coinvolgimento istituzionale, di integrazione delle diverse scale della
programmazione, di ricorso alla conoscenza esterna detenuta da altri soggetti (Università, gestori di multi-utilities, centri di competenza).
L’opportunità dell’ integrazione delle politiche culturali all’interno del QSN
risiede prioritariamente nell’azione ampia e contestuale che si dispiega sulle
regioni Convergenza e Competitività, e che, per il tramite delle risorse nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, si indirizzano con particolare intensità sul più generale aggregato del Mezzogiorno. In particolare, il valore
aggiunto che ne potrà derivare dipenderà direttamente dagli effetti della complementarietà e delle sinergie dell’azione istituzionale sviluppata ai diversi
livelli di governo – centrale, regionale e locale – ognuno distintamente coinvolto secondo le proprie specificità. Il carattere sovraregionale, non solo come
coordinamento ma anche come identificazione e intervento su “polarità” di
rango superiore, rappresenta un elemento distintivo dell’azione del MiBAC nell’ambito della politica regionale. L’innovazione, infine, risiede nel carattere di
sistema che le politiche multilivello sapranno imprimere all’intervento sui beni
e sulle attività culturali.
Relativamente alle linee di intervento previste dal QSN, il contributo del
MiBAC, così come esplicitato nel DSPN, si indirizzerà verso:
• i Poli culturali di eccellenza che possono coincidere con i grandi attrattori
(musei, aree archeologiche, parchi e giardini storici, ecc) o anche con il
patrimonio diffuso, se parte di sistemi territoriali e reti tematiche (ad esempio
itinerari tematici, ville, castelli, città fortificate, archeologia industriale).
• i Centri di studio, documentazione e restauro, che dovranno rappresentare i
luoghi privilegiati di elaborazione metodologica e scientifica in merito alle
forme e alle modalità di intervento sul patrimonio culturale, promuovendo in
particolare l’uso di tecnologie avanzate.
• l’Innovazione tecnologica, l’impegno programmatico del MiBAC è mirato a
sostenere azioni finalizzate a rafforzare i network culturali, a partire dall’ambito vastissimo della digitalizzazione delle risorse culturali (patrimonio, risorse librarie e archivistiche, paesaggio culturale, ambiente, letteratura, musica
etc.); a coordinare e promuovere interventi e iniziative multiregionali per
potenziare le reti esistenti (le reti di biblioteche, archivi, università ecc ) al
servizio dei cittadini, della ricerca e della scuola; a migliorare i servizi, produrre nuovi risorse digitali; a realizzare un unico sistema informativo territoriale che crei una integrazione tra i singoli sistemi informativi geografici a
copertura nazionale oggi esistenti.
• la diffusione e la promozione di una cultura del paesaggio in quanto espressione delle identità locali cui si affianca il sostegno all’adeguamento della
pianificazione paesaggistica secondo le disposizioni del Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio all’interno di processi di cooperazione interistituzionale.
• la promozione di attività ed eventi culturali nella finalità dell’incremento dell’attrattività territoriale. In questo ambito si prevede la realizzazione di iniziative di livello regionale, nazionale ed internazionale da programmare in relazione alla domanda turistica e all’obiettivo di incrementare i flussi turistici.
Rappresentano principi guida dell’azione promossa dal MiBAC:
• l’attenzione alla sostenibilità degli interventi, con particolare riguardo agli
aspetti gestionali al consolidamento delle esperienze in corso, alla sperimentazione e avvio di modelli innovativi di gestione, comunicazione e promozione del patrimonio culturale;
• la continuità con le esperienze avviate, assegnando priorità ai beni già recuperati nel periodo di programmazione 2000-2006, per massimizzare i risultati e le ricadute economiche;
Va detto, infine, che molte delle priorità per il settore sopra evidenziate esprimono nessi specifici con altre Priorità del QSN e che, pertanto, a livello regionale esse potranno essere implementate attraverso linee di intervento che coinvolgono l’ambito dei beni e delle attività culturali. In questa prospettiva, risulteranno importanti le azioni di sistema che il MiBAC metterà in atto sia per il
carattere di unitarietà che potrà essere impresso alle politiche regionali sia per
l’apporto in termini metodologici, scientifici e tecnici.
Le risorse che complessivamente il QSN destina alla priorità 5 sono consistenti ed articolate su tre diversi livelli: nazionale, interregionale, regionale. A livello regionale i Programmi Operativi Regionali FESR e FSE ed i programmi attuativi FAS; a livello interregionale i programmi FESR (per le quattro regioni dell’obiettivo Convergenza) e FAS (per le otto regioni del Mezzogiorno); a livello
nazionale i programmi attuativi FAS per il Centro – Nord e per il Mezzogiorno.
I programmi interregionali costituiscono una innovazione della programmazione 2007 – 2013, ritenuta necessaria per superare i limiti di una dimensione
asfittica, incapace di sviluppare le potenzialità del sistema Mezzogiorno sia
nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico, sia nell’offerta turistica. Una ulteriore innovazione è rappresentata dal programma attuativo
nazionale per il Mezzogiorno, al quale sono destinate risorse per 884 milioni. Quest’ultimo programma, in corso di definizione, sarà attuato, di concerto
con le Regioni, dalle tre Amministrazioni centrali coinvolte (MiBAC, Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo) coordinate dal MiBAC. Il programma sarà
realizzato prevalentemente attraverso progetti – cardine, cioè grandi azioni di
sistema in grado di interagire positivamente con gli altri livelli di programmazione per massimizzare l’efficacia complessiva delle politiche di settore.
31
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
La nuova struttura del bilancio e la programmazione
dei lavori pubblici - anno 2007
Stefano Maurizi, Federico Milocco, Maria Anna Borsa, Anna Rita Ricci
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
Servizio II – Programmazione
Dirigente: Paolo D’Angeli
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232919
32
In un contesto di consolidamento delle finanze pubbliche occorre innanzitutto
evidenziare il processo di riforma del bilancio dello Stato. Il bilancio per il
2008 e per il triennio 2008-2010 è stato impostato utilizzando una nuova
classificazione, che innova profondamente la precedente struttura: l’attenzione
si sposta dal centro di responsabilità amministrativa ai programmi con conseguente distribuzione delle risorse ai singoli Ministeri in base alle missioni e ai
programmi.
Più precisamente la riorganizzazione proposta si fonda sulla classificazione
delle risorse pubbliche secondo due livelli di aggregazione, le “missioni”, che
rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la
spesa pubblica e i “programmi”, che si compongono di macroaggregati di
spesa individuati dal legislatore (nella generalità dei casi, funzionamento,
interventi, investimenti), al di sotto dei quali si ripartiscono i centri di responsabilità che gestiscono il programma e le specifiche risorse.
Le missioni, che si realizzano concretamente attraverso più programmi, possono essere attribuite ad un singolo Ministero o a più Ministeri in base agli obiettivi che si intende perseguire attraverso la spesa pubblica, prescindendo dalla
struttura organizzativa del Governo.
Il raggiungimento degli obiettivi si realizza anche attraverso la programmazione, che è uno strumento di razionalizzazione dell’attività amministrativa che si
ricollega all’esigenza, propria di ogni attività che si proietti nel futuro, di elaborare un progetto, verificare la sua realizzabilità, determinare le risorse
necessarie al suo perseguimento, fissandone tempi, modi e luoghi di utilizzazione.
Il Ministero per i beni e le attività culturali, esercita le funzioni di tutela, gestione, e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, privilegiando il metodo
della programmazione (art. 1, comma 1, D. Lgs. 20 ottobre 1998, n. 368) e
della “conservazione programmata” (art. 29, D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42
e s.m.i. del Codice dei beni culturali e del paesaggio), considerando l’attività
di programmazione annuale e pluriennale come uno strumento capace di conferire organicità ed unitarietà di indirizzi, sotto il profilo metodologico, agli
interventi sull’intero territorio nazionale.
I programmi principali in cui è coinvolta l’attività di programmazione del
Ministero per i beni e le attività culturali ammontano per l’anno 2007 ad
€ 324.035.731,56, così suddivisi:
programma triennale dei lavori pubblici 2007-2009, elenco annuale 2007,
approvato con D.M. 19/06/2007, per un importo, relativamente all’anno
2007, di € 133.226.111,50;
programma dei lavori pubblici 2007-2009 finanziato con i fondi lotto ai sensi
dell’art. 3, comma 83, della Legge 662/1996, approvato con D.M.
19/06/2007, per un importo di € 118.183.107,00 relativo all’annualità
2007;
programmazione degli interventi finanziari del Ministero a favore del proprietario, possessore o detentore del bene culturale, ai sensi degli artt. 31, 35 e
36 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, per l’anno 2007, approvata con D.M. 19/06/2007 per un importo di € 26.200.000,00;
programmazione, relativamente all’anno 2007, degli interventi ai sensi dell’art. 1, comma 1138, della legge 296/2007 (legge finanziaria 2007),
approvata con D.M. 05/09/2007 per un importo di € 31.500.000,00;
programmazione integrativa dell’elenco annuale dei lavori per l’anno 2007 in
seguito ai disaccantonamenti disposti dall’art. 7, comma 2, del D.L. 2 luglio
2007, n. 81, approvata con D.M. 17/07/2007 per un importo di
€ 14.926.513,06.
ANNO 2007
PROGRAMMAZIONE INTERVENTI
ART. 1, COMMA 1138 L. 296/2007
€ 31.500.000,00
10%
PROGRAMMAZIONE INTEGRATIVA
€ 14.926.513,06
4,61%
PROGRAMMAZIONE ORDINARIA
LAVORI PUBBLICI
€ 133.226.111,50
41%
PROGRAMMAZIONE CONTRIBUTI
€ 26.200.000,00
8%
PROGRAMMA FONDI LOTTO
€ 118.183.107,00
36%
Totale complessivo € 324.035.731,56
L’attività di programmazione del Ministero per i beni e le attività culturali coinvolge sostanzialmente tre macroaree: l’area delle arti (comprendente il settore
dei beni architettonici e paesaggistici, dei beni archeologici, del patrimonio
storico artistico ed etnoantropologico, dell’arte contemporanea), alla quale nell’anno 2007 è afferito circa il 72% delle risorse programmate; l’area degli
archivi e dei beni librari, alla quale sono state destinate circa il 13% delle risorse ed infine l’area del cinema e dello spettacolo con un’attribuzione dell’8%,
come si evince dal grafico sottostante:
ANNO 2007
D.G. CINEMA
€ 8.880.000,00
3%
D.G. SPETTACOLO
€ 17.406.000,00
5%
SEGR. GEN. D.G. AA.GG. D.G. INN.
TEC. PROM.
€ 21.281.937,00
7%
D.G. DARC
€ 1.518.345,98
0%
D.G. BENI LIBRARI E ISTITUTI
CULTURALI
€ 21.614.560,67
7%
D.G. PER GLI ARCHIVI
€ 20.372.328,83
6%
D.G. PATRIMONIO STORICO
ARTISTICO ED
ETNOANTROPOLOGICO
€ 39.673.712,89
12%
D.G. BENI ARCHEOLOGICI
€ 57.138.885,51
18%
D.G. BENI ARCHITETTONICI E
PAESAGGISTICI
€ 136.149.960,68
42%
Totale complessivo € 324.035.731,56
Per il settore dello spettacolo e del cinema vanno menzionati inoltre i contributi a valere sul Fondo unico dello spettacolo (FUS), che per il 2007 ammontano
ad € 441.301.000,00.
33
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Il progetto mosaico
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Tra i progetti nazionali per l’Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008
dell’Unione Europea si distingue il progetto Mosaico: insieme per i colori
d’Europa promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e rivolto in
primo luogo all’organizzazione di otto significativi eventi sul tema dell’intercultura ed al coordinamento di una Agenda di eventi interculturali durante tutto il
2008 sotto il Logo della Commissione Europea. Le attività di “Mosaico”, gestite direttamente dal Mibac, avranno luogo in varie città italiane e saranno indirizzate ad un pubblico vasto ed eterogeneo.
Il progetto si propone di coinvolgere intellettuali ed operatori culturali, provenienti da tutta Europa, in uno scambio reciproco di conoscenze ed esperienze.
Organizzazioni ed istituzioni europee saranno invitate a partecipare ad un
dibattito interculturale che metterà a confronto il progetto “Mosaico” con gli
altri progetti europei selezionati per l’Anno Europeo. Il progetto aspira inoltre
ad oltrepassare i confini geografici europei, cercando di valorizzare alcune
aree del Mediterraneo e dei Balcani che rappresentano delle zone di grande
importanza.
“Mosaico” è inoltre caratterizzato da un approccio multietnico e multidisciplinare, costituito da diversi tipi di attività artistiche e culturali; tutte le tipologie di
arte, infatti, vengono prese in considerazione: dai beni artistici alla letteratura,
dalle performances teatrali al cinema e via dicendo. Tra le diverse azioni previste saranno organizzate una serie di conferenze e seminari che cercheranno
di stimolare ed accrescere il dibattito culturale internazionale. Inoltre, inaugurazioni, mostre, ed altri eventi artistici incoraggeranno la mobilità degli artisti
e delle opere d’arte.
Tra gli otto eventi principali annoveriamo premiazioni letterarie ed interculturali, come ad esempio il Premio Nazionale delle Città Interculturali; una serie di
conferenze internazionali su diverse tematiche, quali il ruolo dell’Europa nella
diffusione dei valori di tolleranza e rispetto reciproco, conferenze relative alla
situazione dei Balcani, visti come un ponte tra l’Europa e l’Oriente, una conferenza sul valore del patrimonio culturale come strumento di dialogo interculturale. E poi ancora il cinema, il patrimonio storico artistico, gli interventi di
restauro in Italia e nel resto del mondo, che verranno letti sotto una chiave interculturale per approfondire il tema e vedere come la cultura abbia un ruolo
importante nell’integrazione e nell’interconnessione sociale, tutto questo attraverso workshop e seminari indirizzati soprattutto ad un pubblico giovane ed ai
rappresentanti delle diverse comunità degli immigrati.
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
Progetto Mosaico
Responsabile: Alberto D’Alessandro
Tel. 06 67232608
Alberto D’Alessandro
Attività in programma finanziate dal progetto
12 febbraio 2008
Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Largo Luciano Berio, 3
Lancio dell’Anno Europeo del Dialogo Interculturale
Letteratura e multilinguismo come principali soggetti del dialogo interculturale.
Durante l’Evento Lancio si svolgerà a Roma una serie di conferenze tenute da
importanti scrittori ed intellettuali, che si occupano di multiculturalismo e di dialogo interculturale, con un occhio di riguardo per le aree del mediterraneo e
dei Balcani. Evento organizzato dal MiBAC in collaborazione con la
Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Associazione Premio
Grinzane Cavour.
34
marzo – aprile 2008
Roma, Museo Nazionale Etnografico ‘L. Pigorini’ Piazza Marconi, 14
Didattica interculturale nelle collezioni dei musei
Verranno organizzati una serie di workshop, seminari ed una mostra con l’aiuto di studenti, di operatori culturali e dei rappresentanti delle comunità di immigrati. Le tematiche saranno principalmente incentrate sull’Africa.
2 – 5 aprile 2008
Ferrara, Fiera Internazionale del Restauro Quartiere fieristico, Via della Fiera, 11
Mostra: Patrimonio Culturale e Dialogo Interculturale
Dietro ai conflitti ed ai confronti politici, il patrimonio culturale come “patrimonio dell’umanità” ha giocato un ruolo rilevante nella reciproca comprensione
tra i diversi paesi. Un’esposizione riguardante tale argomento sarà inaugurata nella Fiera Internazionale del Restauro.
ottobre 2008
Ravello
Conferenza Internazionale: Cultura e sviluppo
La conferenza internazionale affronterà importanti questioni politiche come
l’Economia della Cultura, le relazioni tra la cultura e lo sviluppo sociale ed economico, e la Politica di cooperazione Euro- Mediterranea, ovvero le potenzialità culturali della struttura di una nuova società multietnica e i rapporti tra cittadinanza ed immigrazione. Evento organizzato dal MiBAC in collaborazione
con Federculture – Ravello Lab.
ottobre 2008
Messina
Conferenza: donne e mediterraneo
Conferenza incentrata sul ruolo donne nelle società mediterranee è focalizzata sull’approfondimento, in merito al dialogo delle culture, del ruolo delle
donne nelle società del mediterraneo. Evento organizzato dal MiBAC in cooperazione con l’AIWA (Associazione delle donne Italo-arabe)
ottobre 2008
Siena
La Convenzionale UNESCO per la Diversità Culturale
Un congresso per la promozione della Convenzione della Diversità Culturale
ratificata nel corso del 2006. Evento organizzato dal MiBAC in collaborazione con l’UNESCO
settembre 2008
Venezia, Mostra Internazionale di Arte Cinematografica
Cinema tra le culture
Conferenza che si propone l’obiettivo di mettere in evidenza il ruolo del cinema nell’intercultura e dare spazio a giovani registi e produttori che operano su
questo tema.
Viareggio
Premiazione finale del Premio Città Interculturali
Le selezioni del premio nazionale “Premio città interculturali”, che si svolgeranno durante l’Anno, hanno come obiettivo di promuovere il dialogo interculturale tra le varie componenti urbane come elemento essenziale per migliorare la
qualità della vita dei cittadini europei e per ottenere uno sviluppo sostenibile
della cittadinanza europea. La cerimonia di premiazione, unita ad un festival
musicale, si terrà a Viareggio a settembre 2008. Azione organizzata del
MiBAC in collaborazione con il Consiglio D’Europa e l’ANCI (Associazione
Nazionale Comuni Italiani)
35
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Antenna Culturale Europea. Il Programma Cultura
dell’unione Europea (2007 – 2013)
Marco Biscione
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
Segretariato Generale
Segretario Generale: Giuseppe Proietti
Osservatorio Internazionale
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Presidente: Giuliano Soria
Coordinatori Nazionali:
Marco Biscione, Marcella Mondini
Il Programma Quadro Cultura è lo strumento di sostegno alle attività di cooperazione culturale varato dalla Commissione Europea che prevede - per il periodo 2007-2013 - uno stanziamento complessivo di circa 400 milioni di Euro.
Il Programma viene gestito dalla Agenzia Esecutiva per l’Istruzione e la Cultura
e l’Audiovisivo (EACEA) sotto la supervisione della Direzione Generale
Istruzione e Cultura (DG EAC) della Commissione Europea.
Al Programma possono partecipare associazioni, organizzazioni, istituzioni
pubbliche e private, società attive nel settore della cultura. Non possono partecipare le persone fisiche.
Obiettivi
L’obiettivo generale del programma è quello di contribuire alla valorizzazione
di uno spazio culturale condiviso dagli europei e basato su un comune patrimonio culturale, sviluppando la cooperazione tra i creatori, gli operatori e le
istituzioni culturali dei paesi partecipanti al programma, al fine di favorire
l’emergere di una cittadinanza europea.
Gli obiettivi specifici sono:
a) promuovere la mobilità transnazionale degli operatori culturali;
b) incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali;
c) favorire il dialogo interculturale.
Azioni
1 - Sostegno ad azioni culturali
1.1. I progetti di cooperazione pluriennali
Il programma sostiene progetti di cooperazione culturale di lunga durata che
hanno lo scopo di mettere in comune e valorizzare le competenze e le conoscenze degli operatori culturali in tutta Europa. Il contributo dell’Unione
Europea vuole favorire la costituzione di poli permanenti di cooperazione culturale, sostenendo i progetti nella fase iniziale e di consolidamento e in quella
di espansione anche geografica.
A ciascun progetto di cooperazione devono partecipare almeno sei operatori di
sei paesi diversi partecipanti al programma. Il sostegno comunitario non può
superare il 50 % del bilancio del progetto con un contributo massimo di 500 000
EUR l’anno. Il progetto deve avere una durata compresa tra 3 e 5 anni.
Antenna Culturale Europea – Roma
Responsabile: Marco Biscione
Alberto D’Alessandro
Benedetta Caporioni
Livia De Andreis
Marta Di Dedda
Valentina Parise
Tel. 06 67232694 - 2608
1.2. Le azioni di cooperazione
Il programma sostiene azioni di cooperazione culturale che coprono un arco
temporale di massimo 24 mesi. A ciascun progetto devono partecipare almeno tre operatori di tre paesi diversi partecipanti al programma. Il sostegno
comunitario non può superare il 50 % del bilancio del progetto con un contributo massimo di 200 000 EUR.
Il programma sostiene anche progetti di traduzione di opere letterarie da una
lingua europea a un’altra (comprese latino e greco antico). La partecipazione
è riservata alle case editrici e il contributo copre i costi di traduzione.
Antenna Culturale Europea – Torino
Responsabile: Alberto D’Alessandro
Piazza Castello, 9
10123 Torino
Tel. 011 547208 – Fax 011 548252
www.antennaculturale.it
[email protected]
[email protected]
36
1.3. Le azioni speciali
Il programma sostiene anche azioni speciali che presentino una dimensione e
una portata rilevanti per i cittadini europei e contribuiscano a migliorare il
senso di appartenenza e identità europea, al dialogo interculturale e internazionale.
I finanziamenti per queste azioni verranno accordati sulla base di specifici
bandi o gare d’appalto.
2. Sostegno a organismi attivi a livello europeo nel settore culturale
Il programma sovvenziona le spese di funzionamento di un organismo che persegua obiettivi d’interesse generale europeo nel settore della cultura.
Questi organismi devono avere una reale dimensione europea, esercitando le
loro attività a livello europeo, autonomamente o in coordinamento con altre
associazioni. La loro struttura e le loro attività devono coinvolgere almeno sette
paesi europei.
Il sostegno viene erogato sulla base di specifici bandi annuali.
3. Sostegno a lavori d’analisi, alla raccolta e alla diffusione dell’informazione
e ad attività che ottimizzino l’impatto dei progetti nel settore della cooperazione culturale
Il programma sostiene la realizzazione di studi e di lavori d’analisi nel settore
della cooperazione culturale e dello sviluppo della politica culturale europea.
Il programma sostiene inoltre la raccolta e la diffusione di informazioni sulle
attività per ottimizzare l’impatto dei progetti attraverso la realizzazione di uno
strumento Internet adeguato alle necessità dei professionisti nel settore della
cooperazione culturale europea.
Il contributo viene erogato sulla base di specifici bandi annuali.
Chi può partecipare
Al programma possono partecipare associazioni, organizzazioni, istituzioni
pubbliche e private, società attive nel settore della cultura. Non possono partecipare le persone fisiche.
I paesi ammessi a partecipare al Programma Cultura sono:
i paesi membri dell’Unione Europea;
i paesi membri dell’EFTA (European Free Trade Area) : Islanda, Liechtenstein,
Norvegia;
i paesi candidati dell’Unione Europea (Croazia, l’ex Repubblica Yugoslava di
Macedonia, Turchia) e i paesi dei Balcani occidentali (Albania, BosniaHerzegovina, Montenegro, Serbia incluso il Kosovo (UN Security Council
Resolution 1244)), sulla base della sottoscrizione di specifici accordi tra i
rispettivi governi e l’Unione Europea.
Il bilancio del programma
La dotazione finanziaria per l’esecuzione del programma è pari a 400 milioni
di euro per il periodo 2007/2013, così ripartiti:
sostegno ad azioni culturali - 77% del bilancio
- progetti di cooperazione pluriennale: 32% del bilancio
- azioni di cooperazione: 29% del bilancio
- azioni speciali: 16% del bilancio
sostegno agli organismi attivi a livello europeo nel settore della cultura circa il
10% del bilancio
sostegno a lavori di analisi, raccolta e diffusione dell’informazione circa il 5%
del bilancio
Il totale delle spese operative ricopre circa il 92% del bilancio, mentre la
gestione del programma ‘8% del bilancio
L’Antenna Culturale Europea è il Punto di Contatto Cultura italiano (Cultural
Contact Point - CCP) per il Programma Cultura dell’Unione Europea.
La Commissione Europea sostiene in tutti i Paesi partecipanti al Programma
una rete di CCP, con l’obiettivo principale di fornire informazioni sul
Programma Cultura.
Il principale obiettivo dell’Antenna Culturale Europea è quindi di fornire infor-
37
mazioni agli operatori culturali - pubblici e privati – e incoraggiarli a partecipare ai bandi europei in campo culturale.
L’Antenna Culturale Europea ha una sede a Roma, presso il Ministero per i
Beni e le Attività Culturali, e una a Torino.
Eventi
L’ Antenna Culturale Europea ha in programma la realizzazione di una serie
di giornate informative che hanno lo scopo di fornire informazioni utili sul
bando relativo al programma Cultura 2007-2013.
Gli Info-Days inoltre hanno la funzione di informare tutti gli operatori culturali
sui nuovi finanziamenti attivabili a livello nazionale per sostenere progetti in
materia di attività culturali, alla luce dei nuovi fondi che saranno disponibili dal
2007 per il cofinanziamento di progetti tra Stato, Regioni ed Enti Locali.
38
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Una griglia di autovalutazione per l’operare del MiBAC
Anna Maria Stramondo
Con la Direttiva 2006 Per una pubblica amministrazione di qualità il Ministro per
le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione ha richiamato tutte le
Amministrazioni all’importanza di avviare percorsi di autovalutazione e miglioramento continuo basati su modelli e strumenti di gestione della qualità.
Nell’ambito delle iniziative decise dal “Piano Nazionale triennale per la
Qualità” del Dipartimento della Funzione Pubblica, il MiBAC ha aderito al progetto organizzato dal FORMEZ e dalla Presidenza del Consiglio partecipando
alla seconda edizione del Premio qualità delle amministrazioni pubbliche, sia
attraverso le proposte di candidature della ex Direzione generale per
l’Innovazione tecnologica e la promozione, della Biblioteca nazionale centrale di Roma e della Direzione regionale della Sardegna che attraverso l’attività
di valutazione di altre realtà culturali.
Il processo di miglioramento continuo adottato si rifà al metodo Common
Assessment Framework (CAF – griglia comune di autovalutazione) che definisce ed illustra una metodologia di miglioramento delle organizzazioni attraverso l’autovalutazione, seguendo 5 criteri: leadership, politiche e strategie, personale, partnerships e risorse, processi.
L’adesione al metodo CAF ha comportato una crescita della cultura organizzativa e il perseguimento di risultati basati su concetti fondamentali del total qualità management quali la condivisione di valori di innovazione e il coinvolgimento del personale.
Nell’autovalutazione prima e, successivamente, nella valutazione degli esperti
(e nell’attività svolta dai valutatori del MiBAC all’esterno dell’Amministrazione)
i diversi criteri (leadership, politiche e strategie, personale, partnerships e risorse, processi) sono valutati attraverso matrici “RADAR” acronimo di: Results
(Risultati), Approach (Approccio), Deployment (Diffusione), Assessment (Valutazione), Review (Riesame), mentre i risultati raggiunti devono essere dimostrati attraverso la descrizione dei trend, degli obiettivi perseguiti, dei confronti
operati, dei nessi causa-effetto. Sia dei criteri che dei risultati deve essere valutato il grado di copertura, ovvero se si sia trattato di iniziative sporadiche o di
interventi strutturati e riguardanti tutte le sfere di attività.
Uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza di applicazione del CAF è
legato all’attenzione ai processi. Spesso si tende a porre attenzione alle competenze connesse ai settori in cui è divisa l’amministrazione mentre l’efficacia
dell’azione amministrativa è indipendente dalla specifica collocazione dei servizi e ciò è tanto più importante quanto è fluida l’organizzazione nei momenti di cambiamento e di riforma. Un processo è dato da un’insieme di attività
che, pur di natura diversa, astratte come ad esempio il supporto allo sviluppo
delle politiche o concrete come nel caso di fornitura di servizi, raggiungono un
risultato di trasformazione dell’input in output. Dei processi principali, fondamentali per l’erogazione di prodotti e servizi, dei processi di supporto per fornire le risorse necessarie, dei processi di gestione e dei processi chiave di rilevante importanza per l’organizzazione è utile saper dare rappresentazione
grafica della serie di azioni che si svolgono al suo interno, attraverso diagrammi, saper rappresentare le serie di azioni che si svolgono tra un processo e l’altro, attraverso mappe, rendere individuabile il responsabile, ovvero chi progetta ed esegue un determinato processo. Il responsabile del processo può migliorare in modo continuo comprendendo tutte le modalità operative necessarie, il
rapporto con la visione e la missione istituzionale, individuando i portatori di
interesse interni, esterni e le loro aspettative, comunicando con loro in modo
adeguato, monitorando e misurando efficacia e efficienza.
Il lavoro che il metodo CAF impone ha il suo fulcro nell’attività di autovalutazione ma le amministrazioni che si candidano al Premio, bandito ogni due
anni, si sottopongono anche alla valutazione di esperti che attraverso la stesura di un registro di valutazione esaminano l’application della candidatura e
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
Servizio III - Qualità e
standardizzazione delle procedure
Dirigente: Maria Antonietta Leone
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232575
[email protected]
39
visitano l’organizzazione individuando aree di forza e aree di miglioramento.
Entrambe le valutazioni, sia l’autovalutazione che la valutazione degli esperti,
quindi tanto la stesura del documento di partecipazione quanto il registro di valutazione, tengono conto dei seguenti già elencati cinque criteri (con relativi sottocriteri) e risultati.
Il primo criterio, leadership, esamina come le figure di leader orientano l’organizzazione, sviluppano la missione (quali sono gli obiettivi), la visione (dove si
intende andare), traducono la missione e la visione in obiettivi e azioni strategici (nel lungo e medio periodo) ed operativi (nel breve periodo), motivano e
supportano il personale, adottano comportamenti in linea con i valori espliciti
ed impliciti, sviluppano, implementano e controllano il sistema di gestione dell’organizzazione, valutando le performance e i risultati.
Sottocriteri della leadership sono:
– l’orientamento dell’organizzazione, attraverso lo sviluppo di una missione,
di una visione e dei valori condivisi
– lo sviluppo e l’implementazione di un sistema di gestione dell’organizzazione, delle sue performance e del cambiamento
– il saper motivare e supportare il personale anche agendo come modello di
ruolo
– la gestione dei rapporti con i politici e con gli altri portatori d’interesse al
fine di assicurare e condividere le responsabilità
Il secondo criterio esamina la performance complessiva dell’organizzazione,
politiche e strategie,determinata dal modo in cui questa riesce ad integrare efficacemente le proprie attività. L’organizzazione deve agire guardando all’interesse dei propri portatori di interesse con strategie predefinite, capaci di far
coincidere le politiche pubbliche agli obiettivi operativi e gestendo le risorse in
modo tale da garantire il miglioramento continuo dei servizi resi.
Piani, obiettivi e risultati del piano strategico dichiarato devono poi essere
misurabili.
Sottocriteri di politiche e strategie sono:
– la raccolta di informazioni relative ai bisogni presenti e futuri dei portatori
d’interesse
– lo sviluppo, la revisione e l’aggiornamento di politiche e strategie, tenendo
in considerazione i bisogni dei portatori d’interesse e le risorse disponibili
– l’implementazione di strategie e politiche nell’intera organizzazione
– la pianificazione, l’attuazione e la revisione delle attività per la modernizzazione e l’innovazione
Il terzo criterio esamina la gestione del personale che rappresenta il fattore più
importante dell’organizzazione poiché le modalità di interazione di chi fa parte
dell’amministrazione e ne cura le risorse determina i risultati che l’amministrazione otterrà e la capacità della stessa di essere fedele al proprio mandato istituzionale. Rispetto, dialogo, responsabilizzazione sono le parole chiave del criterio,
insieme alla capacità di sviluppare e valorizzare le competenze.
Sottocriteri della gestione del personale sono:
– la pianificazione, la gestione ed il potenziamento delle risorse umane
attuata in maniera trasparente, in linea con politiche e strategie
– l’identificazione, lo sviluppo e l’utilizzazione di competenze del personale
con l’allineamento degli obiettivi individuali a quelli dell’organizzazione
– il coinvolgimento del personale attraverso il dialogo e il conferimento di
incarichi calibrati alle potenzialità di ciascuno
Il quarto criterio riguarda l’attività di pianificazione e gestione delle partnership chiave e delle risorse per assicurare l’efficacia delle azioni decise, le partnership risultano sempre più risorse fondamentali per il buon funzionamento
dell’amministrazione, tanto quanto le risorse finanziarie, tecnologiche,
infrastrutturaliIn tale criterio è determinante la trasparenza dell’operato.
Sottocriteri della gestione di partnership e risorse sono:
– lo sviluppo e l’implementazione delle relazioni con i partner chiave
– lo sviluppo e l’implementazione delle relazioni con l’utenza
40
– la gestione delle risorse finanziarie
– la gestione delle informazioni e della conoscenza
– la gestione della tecnologia
– la gestione delle infrastrutture (intese come luoghi e come strumenti di lavoro)
Il quinto criterio valuta le modalità attraverso le quali l’organizzazione identificati i propri processi chiave li gestisce, tendendo al miglioramento delle politiche perseguite e delle strategie prescelte. Sull’importanza dei processi si è già
detto, si sottolinea, in tale criterio, l’aspetto connesso alle innovazioni che si
devono introdurre in relazione all’attenzione verso gli utenti in genere e gli altri
portatori di interesse.
Sottocriteri della gestione per processi sono:
– l’identificazione, la progettazione, la gestione ed il miglioramento dei processi su base sistematica
– lo sviluppo e l’erogazione di servizi e prodotti orientati al cittadino/utente
– l’innovazione dei processi con il coinvolgimento dell’utenza
Se l’adozione dei cinque criteri del CAF impone una scrupolosa rivisitazione
del modo di operare delle Amministrazione che scelgono tale percorso di qualità, un cambiamento radicale imposto dalla cultura del risultato, da contrapporre alla cultura dell’adempimento è proprio quello sotteso a tale metodo di
analisi ed di resoconto dei risultati raggiunti.
È in questa fase che si incontrano maggiori difficoltà perché è qui che si gioca
il passaggio dall’autoreferenzialità e dall’abitudine a controlli esterni alla considerazione della risposta data alla comunità nel suo insieme ed ai singoli cittadini in particolare.
I risultati che devono essere dimostrati in modo misurabile e confrontabile con
realtà analoghe sono quelli raggiunti non solo in relazione al grado di soddisfazione degli utenti ma anche del personale, della società,delle performance
chiave.
Sottocriteri dei risultati ottenuti rispetto ai cittadini sono:
– i risultati della misurazione della soddisfazione dell’utenza
– i risultati delle azioni orientate all’utenza
Sottocriteri dei risultati ottenuti rispetto al personale sono:
– i risultati della misurazione della soddisfazione e della motivazione del personale
– gli indicatori di risultato del personale (la prima ottenibile con indagini di
clima la seconda valutabile con calcoli su presenza, disponibilità, obiettivi
raggiunti)
Sottocriteri dei risultati ottenuti rispetto al bilancio sociale sono:
– i risultati percepiti dai portatori d’interesse
– gli indicatori delle azioni sociali dell’organizzazione (attenzione a categorie
svantaggiate, attenzione alle risorse culturali ed ambientali)
I risultati devono essere valutati nel loro impatto interno ed esterno, nella loro
efficacia correlata al costo, nelle evidenze di successo, nel raggiungimento
degli obiettivi, nell’incremento economico e nel risparmio della spesa. Spesa
pubblica e Patrimonio culturale possono trovare nell’applicazione del metodo
di valutazione esposto un utile strumento di gestione, sperimentato e prescelto
in sede europea dai Ministri della Funzione Pubblica dei Paesi aderenti alla
Comunità.
Inoltre, per il Mibac, i risultati legati alla qualità della vita perché connessi alla
qualità ed alla tutela dell’ambiente inteso come complesso di beni dal paesaggio al patrimonio storico artistico sono di tutta evidenza e sarebbe quindi di estrema validità imparare ed adottare misurazioni di impatto sociale dell’agire dell’organizzazione sia nei processi interni che nelle risposte verso l’esterno.
41
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Spesa pubblica e rapporto con il privato
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Il rapporto pubblico privato è uno dei temi su cui il Parlamento italiano si è a
lungo e a fondo interrogato all’interno del dibattito sulla riforma della Costituzione, prima in sede di Commissione bicamerale e poi in sede di discussione
per la revisione del titolo V della Costituzione e delle disposizioni previste dalla
legge finanziaria.
In particolare, durante i lavori parlamentari, è stato ribadito che Stato, Regioni,
Città metropolitane, province e Comuni, devono favorire l’autonoma iniziativa
dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà.
In un quadro di maggiore autonomia, quindi, è stato affermato anche il principio che la Pubblica Amministrazione deve essere sempre più disponibile ad
adottare strategie e strumenti in grado di attrarre investimenti per rispondere in
maniera sempre più adeguata ed efficiente, ai bisogni dei cittadini, determinando, in questo modo, anche un risparmio della spesa pubblica, con fondi a
disposizione sempre più esigui.
Sulla scia di queste premesse, anche il Dipartimento della Funzione Pubblica
ha suggerito alle Amministrazioni percorsi di cambiamento, indirizzandole a
migliorare la propria capacità di attivare e gestire risorse umane e finanziarie.
In quest’ottica, le Amministrazioni hanno maturato un forte interesse verso pratiche che garantiscano una maggiore flessibilità nella gestione di risorse finanziarie, anche attraverso il confronto con il settore privato.
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232841
Servizio IV – Promozione
e Comunicazione
Responsabile: Antonella Mosca
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 67232851
[email protected]
Antonella Mosca
L’obiettivo è stato quello di raggiungere risultati duraturi e visibili in grado di
invertire la tendenza diffusa di considerare la Pubblica Amministrazione come
un peso per la collettività, attraverso la migliore comprensione dei fenomeni di
cambiamento, la sperimentazione di nuovi strumenti per l’ottimizzazione dei
progetti e della qualità dei servizi.
A livello legislativo, il provvedimento più significativo in materia di interazione
tra pubblico e privato, è stata la legge n. 4 del 14 gennaio 1993, nota come
legge Ronchey, a cui hanno fatto seguito numerosi interventi legislativi, con i
quali si è concretamente affermata la volontà di favorire il coinvolgimento di
privati nell’assolvimento di compiti che la parte pubblica da sola molto probabilmente non sarebbe stata in grado di sostenere.
Di fatto, però, soltanto la legge Ronchey è stata effettivamente applicata, mentre gli altri provvedimenti sono rimasti soltanto delle enunciazioni, non essendo stati attivati a livello normativo, condizione necessaria per consentirne l’attuazione.
Va, inoltre, segnalato l’art. 10 del Decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368
in cui è previsto che, “ai fini del più efficace esercizio delle sue funzioni e, in
particolare per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, il Ministero
potesse stipulare accordi con Amministrazioni pubbliche e con soggetti privati
e costituire o partecipare ad associazioni, fondazioni o società secondo modalità e criteri definiti con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988 n. 400.
Mentre l’Amministrazione centrale, in questo ambito, ha incontrato numerose
difficoltà sia legislative che amministrative che hanno rallentato il processo
innovativo, gli Enti locali con la legge 142 del 1990, hanno affrontato ed in
parte risolto il nodo fondamentale relativo alla questione legata all’apertura e
alle procedure, per mettere in atto le collaborazioni con il mondo del privato.
In particolare le Regioni si sono dotate di strumenti ad hoc per l’esercizio della
propria autonomia organizzativa e funzionale.
In generale, per cogliere a pieno le potenzialità dell’interazione tra il settore
pubblico e privato e in particolare gli impatti che il settore culturale può crea-
42
re sull’economia è necessario avere una visione complessiva del territorio, comprendere i legami tra i diversi ambiti, valorizzare l’insieme delle risorse e, dunque, operare in modo organico e integrato.
L’intervento del privato nell’ambito della gestione del patrimonio pubblico è
oggi fonte di ottimi risultati, apprezzato in particolare dai soggetti a cui è
demandata la valorizzazione culturale, grazie anche ad una precisa divisione
dei ruoli sancita dalle più recenti normative che, appunto, danno vita ad un
rapporto virtuoso e proficuo: al settore pubblico spettano tutte le competenze
scientifiche e la valorizzazione culturale, mentre al privato può essere demandata la valorizzazione economica di tutte le attività di supporto alla visita e,
più in generale, alla gestione dei musei, mostre e parchi archeologici.
Un vero e proprio esempio di collaborazione attiva tra pubblico e privato che,
grazie all’apporto di aziende come Fiat, Pirelli, Lavazza, Ferrero, Telecom e
Intesa San Paolo, è riuscita ad ottenere ottimi risultati, è quello della “Consulta
per la valorizzazione dei Beni Culturali torinesi” che nell’ottobre scorso ha
celebrato il ventennale. Basti pensare alla magnifica Reggia di Venaria, riportata al suo originario splendore con l’apporto dei fondi della Consulta, la
quale ha dimostrato di non limitarsi soltanto al finanziamento dei restauri, ma
di avere a cuore oltre al recupero, anche la valorizzazione delle opere. Tutte
le attività, inoltre, sono state realizzate d’intesa con gli Enti Locali e con le
Soprintendenze territoriali del nostro Ministero.
La strada tracciata dalla Consulta conferma l’importanza della promozione del
territorio con tutte le sue ricchezze intrinseche, che determinano nello specifico
un valore aggiunto per le grandi e piccole imprese locali e per l’artigianato,
che a fronte di un significativo ritorno a livello di immagine sono incentivate
ad investire.
Si può quindi affermare che è importante dare un forte impulso alla presenza
del soggetto privato nel mondo della cultura, sostenendo una progressiva trasformazione del loro rapporto: da sponsor o mecenate ad investitore ed
imprenditore di cultura. È inoltre fondamentale capire che sapere e produzione sono intrinsecamente legati fra loro ed anzi rappresentano il frutto di quella che oggi viene chiamata economia della conoscenza.
Bisogna, dunque, sviluppare un nuovo modo di intendere il rapporto tra impresa e cultura che crei un legame tra il fare, il produrre e il sapere.
Nello specifico, negli ultimi anni, il Ministero, per sviluppare efficacemente la
ricerca di risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie previste dal bilancio e
a quelle straordinarie previste per legge, ha studiato e messo a punto diverse
soluzioni che, oltre a permettere la valorizzazione dei beni, potessero anche
offrire un ritorno sia economico che di immagine agli investitori privati.
Una delle vie intraprese è quella delle sponsorizzazioni, che si caratterizza
proprio per la possibilità offerta alla Pubblica Amministrazione di migliorare,
attraverso il contributo delle aziende, la qualità dei servizi e l’immagine, senza
gravare sul bilancio.
La strategia è quella di attivare risorse disponibili in un determinato contesto
territoriale, coinvolgere soggetti privati (aziende, fondazioni, ecc.), sviluppare
azioni di comunicazione e di marketing.
Lo strumento delle sponsorizzazioni, momento d’incontro e fattiva collaborazione tra pubblico e privato, si configura, quindi, come una delle soluzioni più
adeguate a risolvere i problemi di carenza di risorse economiche.
Finora però, come già sopra accennato, molte sono state le difficoltà incontrate soprattutto per la carenza del quadro legislativo e del profilo giuridico contrattuale del rapporto tra le parti, che ha reso complessa la sua applicazione.
In particolare esistono alcune difficoltà nel definire con precisione le
procedure di selezione del contraente, la trasposizione dei proventi della sponsorizzazione e la fatturazione.
A queste si aggiungono le problematiche relative alla valorizzazione dell’og-
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getto (prezzo di scambio) e alla opportunità di legare la propria immagine ad
un marchio aziendale.
Un’altra forma di sostegno alla cultura è quella del mecenatismo che prevede
la totale deducibilità dal reddito di impresa delle erogazioni liberali effettuate
dalle aziende a favore dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali territoriali,
di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, senza scopo di lucro per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali e
per la realizzazione di programmi nei settori dei beni culturali e dello spettacolo.
I risvolti positivi di queste operazioni, sono, per l’Amministrazione legati alla
possibilità di introitare contributi dall’esterno, consentendo dei risparmi di
spesa per la realizzazione dei servizi; per il privato, la possibilità di associare la propria immagine o quella dei propri prodotti a temi e valori legati al
sociale e alla cultura, che genera sicuramente un ritorno economico, in quanto i cittadini premiano sempre le iniziative rivolte alla collettività.
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DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE, LA FORMAZIONE,
LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
CulturaItalia, un patrimonio da esplorare
Karim Ben Hamida, Sara Di Giorgio
CulturaItalia è il portale della cultura italiana voluto dal Ministero per i beni e
le attività culturali per consentire la fruizione in rete del patrimonio culturale italiano, attraverso un unico punto di accesso da cui partire per l’esplorazione
delle risorse digitali dei vari settori della cultura nazionale. Le regioni, le università e altri importanti istituti culturali italiani sono partner strategici per lo sviluppo del Portale. Con CulturaItalia si mette in rete un servizio innovativo di
consultazione multimediale del patrimonio, un portale a 360 gradi che tratta
di archeologia, architettura, arti visive, ambiente e paesaggio, cinema e
media, letteratura, musica, spettacolo, tradizioni popolari, scienze umane.
Il portale è un aggregatore di contenuti che consente di scoprire risorse culturali di ogni genere. Con questo progetto il Ministero realizza per la prima volta
su larga scala un accesso integrato a basi di dati diverse appartenenti a diversi settori, rendendo interoperabili le numerose banche dati sviluppate dagli istituti del Ministero nei diversi settori. La grande ambizione consiste nel realizzare l’accesso integrato non solo alle banche dati di proprietà del Ministero e dei
suoi istituti, ma anche a quelle di quanti, enti pubblici o privati, vogliono aderire a CulturaItalia. Questa operazione è resa possibile grazie all’applicazione di standard internazionali condivisi e ai risultati dei progetti europei MINERVA e MICHAEL, coordinati dal Ministero.
CulturaItalia è quindi una rete collaborativa di istituzioni pubbliche e private in
continua crescita, che recepisce il dibattito europeo e internazionale sull’accesso in linea del patrimonio culturale per tutti i cittadini. Le risorse contenute all’interno del portale sono consultabili in diverse modalità: con interrogazioni al
sistema per parole chiave; attraverso una ricerca per temi; per accesso geografico tramite mappe; consultando liste di risorse distribuite nelle categorie
del ‘Chi’, ‘Cosa’, ‘Dove’ e ‘Quando’ del patrimonio culturale italiano. Offrendo le informazioni su più livelli di approfondimento, il portale si rivolge a
un’utenza diversificata per formazione, interessi, nazionalità, età, mirando a
un target trasversale e ampio: dagli amministratori del patrimonio, agli operatori dell’istruzione, a quelli turistici, ma anche ai liberi professionisti, agli studiosi o ai viaggiatori che vogliono conoscere il nostro paese. A illustrare quotidianamente al visitatore i contenuti del portale ci sono i contributi della redazione, che pubblica articoli relativi al patrimonio archiviato in rete, legandoli
all’attualità del panorama culturale italiano. Il modello di sviluppo di
CulturaItalia si basa sul costante e progressivo arricchimento di nuovi contenuti. Per questo motivo il Ministero promuove la campagna “Aderisci a
CulturaItalia”, rivolta a tutti i nuovi fornitori sia pubblici che privati, con lo
scopo di alimentare il portale di contenuti inerenti tutte le aree tematiche dai
beni culturali, alla letteratura, dalla cultura scientifica alla formazione.
Direzione Generale per il bilancio
e la programmazione economica,
la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
Direttore Generale: Maddalena Ragni
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Direzione Generale
per l’organizzazione,
l’innovazione, la formazione,
la qualificazione professionale
e le relazioni Sindacali
Direttore Generale: Bruno De Santis
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel. 06 672321
CulturaItalia
Responsabile del progetto: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio 105
00185 Roma
Tel. 06 49210402 Fax 06 4959302
www.culturaitalia.it
[email protected]
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DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
E LE RELAZIONI SINDACALI
Direzione Generale
per l’organizzazione,
l’innovazione, la formazione,
la qualificazione professionale
e le relazioni sindacali
Direttore Generale: Bruno De Santis
Via del Collegio Romano, 27
00187 Roma
Responsabile del progetto:
Il Programma Operativo Nazionale
per la “Sicurezza e lo Sviluppo
del Mezzogiorno d’Italia” – Misura 1.3 –
Programma Comunitario 2000-2006:
Maria Concetta Cassata
Programma Operativo Nazionale per la “Sicurezza
e lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”. Misura 1.3.
Programma Comunitario 2000-2006
Maria Concetta Cassata
Obiettivi
Il Programma Operativo Nazionale per la “Sicurezza e lo Sviluppo del
Mezzogiorno d’Italia”, avviato nel 1997 ed attualmente in corso, ha come
scopo primario quello di realizzare nel Mezzogiorno d’Italia sistemi di controllo tecnologico per la sicurezza del territorio, in grado di tutelare un’area geografica ricca di inesauribili potenzialità socio-economiche e di incalcolabili
risorse ambientali e culturali, contribuendo in tal modo a compensare, almeno
sotto il profilo della sicurezza, la grave dicotomia tra Nord e Sud, i cui problemi legati al mancato sviluppo economico e industriale e, soprattutto, alla capillare presenza della criminalità organizzata, restano inevasi.
L’impegno, che il PON Sicurezza si è posto, nasce proprio dalla considerazione
che il legame negativo tra criminalità e mancata crescita economica delle
Regioni del Sud, dove, s’è detto, più marcati sono i modelli di “impresa criminale”, potesse essere spezzato attraverso un cospicuo investimento in termini di sicurezza, intesa quale stabile componente di un equilibrato sviluppo economico.
La realizzazione del Programma poggia da un lato sulla opportunità per le
Forze dell’Ordine di avvalersi di nuove e più sofisticate tecnologie nell’ attività di prevenzione e di contrasto della criminalità e, dall’altro, sulla collaborazione sinergica e, quindi, su un rapporto innovativo tra lo Stato e le Istituzioni
locali, il mondo imprenditoriale e tutte quelle realtà socio culturali operanti sul
territorio.
Il Programma si avvale, inoltre, di un cospicuo cofinanziamento dell’Unione
Europea, attraverso i fondi strutturali, che assieme al Fondo di coesione, costituisce lo strumento finanziario della politica regionale della U.E., particolarmente sensibile ai principi di solidarietà comunitaria ed il cui scopo primario
è quello di garantire appunto la coesione economica, sociale e territoriale
europea e l’ equiparazione dei diversi livelli di sviluppo tra le Regioni e tra gli
Stati membri
Strategia globale
Il Programma ha seguito tre fondamentali assi di intervento:
1. Lo sviluppo e l’adeguamento delle tecnologie dei sistemi informativi e di
comunicazione per la sicurezza.
2. La promozione ed il sostegno della legalità.
3. L’assistenza tecnica (comprendente le attività di supporto, consulenza ed
assistenza per l’attuazione del programma).
Monitoraggio, controllo e comunicazione
La realizzazione del Programma si è attuata, inoltre, attraverso una capillare
attività di monitoraggio (finanziario e fisico), di controllo, di comunicazione e
diffusione
A) Il monitoraggio finanziario
I dati finanziari sono stati aggregati a livello di progetto e successivamente
aggregati a livello di misura. I dati si riferiscono alla spesa effettivamente sostenuta dai beneficiari finali nel rispetto delle definizioni di cui all’art. 30 del
Regolamento (CE) n. 1260/1999.
B) Il monitoraggio fisico
I dati fisici sono stati rilevati a livello di progetto e, ove possibile, aggregati
sulla base della griglia di indicatori comuni così come definiti dall’Autorità di
Gestione . Il monitoraggio è stato effettuato sugli indicatori di realizzazione e,
quando possibile, di risultato e di impatto, indicati nei complementi di pro-
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grammazione. In linea generale gli indicatori di risultato e di impatto sono stati
stimati in sede di valutazione sulla base dei dati di monitoraggio resi disponibili a livello di progetto e misura.
C) Il Controllo
Le norme regolamentari hanno individuato tre principali funzioni:
– l’attività di gestione;
– l’attività di controllo contabile-finanziario sulla gestione;
– la verifica dell’efficacia del sistema di gestione e controllo.
D) Il Piano di Comunicazione
Il Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha inteso dare,
di concerto con gli altri Ministeri ed Enti territoriali coinvolti, tra cui il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, la massima diffusione dell’informazione concernente la struttura del Programma Operativo.
L’esecuzione di questi interventi si è accompagnata a specifiche misure di sensibilizzazione e comunicazione indirizzate al raggiungimento dei seguenti
obiettivi:
– richiamare l’attenzione degli operatori delle Forze dell’Ordine sugli impegni
assunti;
– coinvolgere l’opinione pubblica delle Regioni meridionali, nella dimensione
associata ed individuale, nel processo di sviluppo in atto;
– evidenziare il ruolo dell’Unione Europea nell’esercizio delle politiche di coesione, comunicando efficacemente all’opinione pubblica le finalità politiche e
strategiche che l’Unione Europea si è prefissa di conseguire, in partenariato
con gli Stati membri, attraverso gli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali;
– far conoscere a tutti i potenziali beneficiari le finalità e le opportunità offerte dai Fondi strutturali e le modalità per accedervi, al fine di ottenere la maggiore partecipazione possibile in termini di numero di progetti presentati;
– garantire la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche attraverso la diffusione chiara delle informazioni e l’utilizzo di procedure e strumenti di partecipazione semplici ed efficaci;
– migliorare l’efficacia e l’efficienza delle attività di comunicazione, attraverso
un processo continuo di monitoraggio e valutazione dei risultati.
In particolare sono state realizzate pubblicazioni, prodotti multimediali, campagne pubblicitarie, convegni , conferenze , seminari e tavole rotonde, nella
consapevolezza che “comunicare sicurezza significa attuare lo sviluppo” attraverso attività di sensibilizzazione.
Mis.1.3 Tutela del patrimonio culturale
La tutela del patrimonio culturale, sancita dalla Costituzione, e tutte le attività
ad essa collegate sono da tempo considerate come fattori imprescindibili della
crescita civile, sociale e dello sviluppo economico di una nazione.
Il bene culturale si configura, pertanto, come bene pubblico ed il principio
della sicurezza e della tutela del bene culturale è stato da tempo associato a
quello più generale della sicurezza, costituendo rispetto al passato una importante svolta innovativa.
Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale per la “Sicurezza del
Mezzogiorno d’Italia”, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, con il concerto del Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza-, del
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Ministero dell’Economia e
Finanze, ha presentato il progetto “Tecnologie per tutela delle risorse culturali
e ambientali”, che è stato inserito nel programma comunitario 2000-2006
Mis.1.3.
La prima fase realizzativa del progetto ha fatto registrare, purtroppo, una serie
di criticità gestionali, connesse, soprattutto, ad una dispersiva attribuzione di
competenze.
Dal 18 gennaio 2006 l’attuazione del progetto è stata affidata al Serv.III
47
dell’Ufficio del Segretario Generale del M.I.B.A.C., già Dipartimento per i beni
culturali e paesaggistici, e la sottoscritta, in qualità di Dirigente del predetto
Serv.III è stata nominata “Responsabile del Progetto”, ed ha curato, in sinergia
con le altre Istituzioni pubbliche interessate, nonché con quelle locali e, soprattutto, con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Responsabile di
Misura, Generale di Brigata Dott. Pasquale Lavacca, come pure con il Nucleo
Tutela Patrimonio Culturale e con il Ministero dell’Interno, gli adempimenti formali, propedeutici alla realizzazione di tutti i 21 interventi previsti dal progetto, tale attività è tutt’ora in corso.
I risultati ad oggi conseguiti, grazie all’impegno profuso da parte di tutti gli
Uffici coinvolti, hanno visto il raggiungimento degli obiettivi programmati, con
un impegno globale al 24 GENNAIO 2008 del 96,77 % delle somme finanziate (€ 21.189.733,70) ed un livello di spesa pari all’94,54%.
Tali dati sono, peraltro, stati confermati dagli ultimi rilevamenti dal Responsabile di
Misura del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, e suscettibili, ad oggi,
di ulteriori implementazioni.
Il progetto ha avuto la finalità di potenziare il sistema di controllo tecnologico del
territorio attraverso l’adozione di tecnologie per il miglioramento della protezione e vigilanza nelle grandi aree archeologiche e nei complessi monumentali, adibiti a musei ed archivi del Mezzogiorno, il cui mancato sviluppo va ricollegato,
come si è detto, anche alle varie forme di “imprese criminali”, operanti più che
altrove in tale contesto, corrispondendo in tal modo alle esigenze di sicurezza
stabilite dall’Unione Europea, oltre che alle raccomandazioni di Organismi
sopranazionali, quale l’UNESCO.
Tali progetti, incentrati su interventi di mappatura e monitoraggio del territorio,
protezione passiva e televigilanza dei siti, sono stati selezionati in base ad un criterio di urgenza nell’individuazione di circoscritte realtà territoriali particolarmente a “rischio”, scelte quali “aree campione” nell’ambito delle Regioni dell’Obiettivo 1 (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna) e si sono perfettamente integrati con gli eventuali sistemi/organismi di vigilanza esistenti interagendo con le centrali operative delle Forze dell’Ordine, realizzando un valore
aggiunto in termini di sicurezza.
Nello specifico, le Azioni di intervento sono state principalmente:
Potenziamento del sistema per il controllo tecnologico del territorio, attraverso
l’adozione di sistemi informativi geografici in cui si sono localizzati, con
opportune basi di dati a carattere settoriale, gli ambiti del patrimonio diffuso,
suscettibili di rischio (trafugamento in aree di scavo, manomissione del contrasto ambientale, furto di oggetti d’arte, etc.).
Protezione da azioni criminose di siti di particolare rilevanza, con elevata esposizione al rischio, tramite il miglioramento della protezione e vigilanza nelle
grandi aree archeologiche e museali, nonché dei complessi monumentali adibiti a diverse destinazioni d’uso nel Mezzogiorno, per corrispondere alle esigenze di conservazione, valorizzazione e fruizione.
Recupero di beni confiscati alle organizzazioni criminali e destinati alla fruizione e conservazione dei beni archeologici. Utilizzando, peraltro, le economie di
spesa derivanti dai ribassi d’asta ha provveduto, altresì, ad avviare altri 6
interventi, a completamento di alcuni di quelli previsti dal progetto, che verranno di seguito più analiticamente descritti.
Analisi e descrizione del progetto
Il Progetto “Tecnologie per tutela delle risorse culturali e ambientali” ha previsto una copertura globale di spesa pari ad Euro 21.174.733,70, a cui si sono
aggiunti Euro 15.000,00 per un totale di Euro 21.189.733,70,
Il Progetto si articola, come di seguito indicato, in 21 interventi, ripartiti per
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Regioni:
Basilicata: Val d’Agri, Valle del Sinni, Bernalda Metapontino, Policoro
Calabria: Vibo Valentia, Sibari, Crotone, Locri
Campania: Ercolano, Sistema Informativo Geografico Territoriale, Reggia di Caserta
Puglia: Arpi, Copertino, Otranto, Bari
Sardegna: Sentieri della memoria, Caprera, Nora, Tharros, Nuraxi di Barumini
Sicilia: Archivio di Stato di Palermo
Al riguardo, si ritiene opportuno fornire una breve descrizione di alcuni tra i
più significativi progetti, recentemente conclusi, individuando le realtà più rilevanti nell’ambito delle Regioni interessate.
Basilicata: Progetto Museo Archeologico Nazionale di Metaponto
€ 1.056.306,71
I lavori effettuati nel Museo di Metaponto (Comune di Bernalda MT) e nell’area
antistante sono stati tutti finalizzati al potenziamento delle misure di sicurezza
passiva ed elettronica, alla riqualificazione degli accessi e della zona verde,
al miglioramento delle condizioni di visita, ed alla costituzione di un autonomo impianto di produzione di energia.
Il Museo è stato potenziato nel sistema di sicurezza fisso, implementata l’illuminazione esterna, creato un sistema di rilevamento con telecamere posizionate all’esterno del museo, che consentono il monitoraggio continuo dell’intera
area di pertinenza del museo stesso e dei relativi accessi.
Inoltre, sul versante sud del complesso è stato predisposto un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, destinata in parte per uso interno
in parte (le eccedenze) da cedere al gestore.
Tale impianto ha consentito di fornire una illuminazione più estesa, più intensa
e continua, specie durante il periodo invernale, quando la popolazione di
Metaponto si riduce in maniera considerevole ed aumentano i rischi di intrusione e furto.
Inoltre Metaponto usufruisce ancor oggi di una rete elettrica rurale,spesso soggetta ad interruzione dell’erogazione e la produzione autonoma di energia ha
sensibilmente ridotto questa evenienza, consentendo il mantenimento di un
costante livello di sicurezza all’interno e all’esterno della struttura museale,
senza dover dipendere dall’erogazione pubblica, ma anzi, come detto, contribuendo al potenziamento della stessa.
Campania: Progetto GIS “Sistema Informativo Geografico territoriale”
€ 3.053.405,00
Il Progetto ha previsto, come obiettivo comune primario, l’identificazione e il
posizionamento georeferenziato su carta tecnica regionale vettoriale in scala
1:5.000 e su carte topografiche in formato digitale in scale 1:25.000,
1:50.000 e 1:100.000 di aree, siti e monumenti di interesse archeologico,
architettonico e paesaggistico vincolati, noti ed emergenti, o anche solo individuati mediante ricognizioni e considerati di interesse culturale, sottoposti a
rischio.
Il progetto consta di 4 sottoprogetti, interessanti altrettante aree campane
(Conca di Avellino e media valle del Calore, Massiccio del Matese e dorsale
dei monti Pietravairano, Costiera Amalfitana e Versante occidentale vesuviano), selezionate quale modelli del territorio regionale in base ai tipi di rischio
presenti e a precise caratteristiche geo-morfologiche, ambientali e paesaggistiche, realizzando in particolare i seguenti studi:
- studio del rischio ambientale ed antropico
- studio del fenomeno delle persistenze/interferenze insediative
- studio del paesaggio storico
- studio di sistemi di salvaguardia e sviluppo turistico culturale.
Tali modelli interpretativi sono stati applicati a specifiche aree campione del
territorio campano, in modo da costituire altrettanti modelli applicativi, replica-
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bili in contesti simili ed integrabili tra loro. Attraverso tali modelli si è intrapresa, altresì, una analisi sistematica del territorio campano, da analizzare nelle
varie manifestazione singole e macroscopiche ad un livello di maggiore approfondimento, sintetizzabili in carte tematiche e “storicizzate” a scala di dettaglio, insieme alle basi di dati documentarie e catalografiche che le sottendono
e ne costituiscono il presupposto scientifico e conoscitivo. Tali strumenti appaiono dunque indispensabili, nelle attività di tutela, controllo, valorizzazione e
progettazione ordinarie e straordinarie, in collaborazione con le Forze
dell’Ordine, gli Enti Pubblici e i soggetti cointeressati in ambito regionale e
nazionale.
Puglia: Arpi € 1.628.599,14
Il progetto prevede l’adozione delle misure di sicurezza più idonee e tecnologicamente più avanzate, atte a garantire e preservare il monumentale ipogeo
ellenistico della Medusa, allocato nel Comune di Arpi (Foggia), motivo di orgoglio della locale Amministrazione civica, oltre che nazionale.
Il progetto per la messa in sicurezza di tale importante parco archeologico
interviene sulle strutture già realizzate a copertura dell’ipogeo, onde evitarne
il degrado e preservarlo da atti criminosi a danno del suo stesso patrimonio.
Sardegna: Il Progetto “I Sentieri della Memoria” € 1.015.834,87
Curato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della
Sardegna in collaborazione con tutte e 4 le Soprintendenze di Settore e del
Nucleo di Tutela dei beni culturali del il Comando dell’Arma dei Carabinieri
l’intervento si è avvalso anche della grande collaborazione degli Enti locali e
Territoriali, con il coinvolgimento di circa 150 Comuni. L’intervento ha avuto
come scopo la realizzazione di un modello di conoscenza del territorio, attuato principalmente mediante la rilevazione e la schedatura dei beni artistici e
naturalistici, per un ammontare complessivo di circa 3.000 beni censiti e attraverso la creazione di un sistema informativo geografico.
Ciò ha consentito la pubblicazione di carte e guide dettagliate i 4 lingue, realizzate da un consorzio di imprese con a capo l’Istituto Geografico De Agostini
di Novara.
Il lavoro ha inteso, pertanto, coniugare sicurezza, accessibilità e fruizione, presentando e valorizzando la Sardegna e il suo patrimonio archeologico, monumentale e paesaggistico.
Il progetto, inoltre, sulla base della somma finanziata, ha individuato dieci
ambiti territoriali campione tra quelli più distanti dalle solite rotte turistiche,
accessibili con difficoltà e sottratti al controllo degli Enti, preposti a vario titolo
alla tutela,e delle popolazioni locali e, pertanto, esposti maggiormente al
rischio ambientale e antropico.
Sono stati realizzati convegni, giornate di studio ed apposite Conferenze di
presentazione del Progetto:
Il progetto è stato presentato altresì:
– il 30.11.2006 a Mantova nell’ambito del VI Convegno Nazionale ARCo
(Associazione per il recupero del costruito),
– il 3 dicembre 2006 a Venezia in occasione del X° Salone Beni e Attività
Culturali
– il 4 maggio 2007, a Roma, al MiBAC nella Sala dello Stenditoio,
– il 12 maggio 2007 a Macomer (NU)
– il 22 maggio 2007 a Roma al Forum PA 2007 “Sistemi informativi per la
tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale”
– il 14 e 15 luglio 2007 a Romana (SS) nell’ambito delle manifestazioni indette per celebrare Brancaleone da Romana.
– il 29 e 30 settembre 2007 a Cagliari, durante le Giornate Europee del
Patrimonio presso la Biblioteca Universitaria, con escursione presso alcuni siti.
Il progetto è stato,infine, espressamente citato quale “realizzazione particolar-
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mente significativa nell’ambito del rapporto annuale di esecuzione del programma PON Sicurezza”.
Sicilia: Archivio di Stato di Palermo € 1.549.370,66
Questo progetto s’inserisce in uno specifico intervento di riqualificazione funzionale e adeguamento archivistico del complesso di S.Maria della Catena di
Palermo, dal 1843 sede storica dell’Archivio di Stato, attraverso una ridefinizione degli spazi interni ed una diversificazione delle aree, destinate, rispettivamente, al pubblico (accoglienza, sala inventari, sala di studio, di letture e biblioteca)
ed all’attività interna (scientifica, tecnica, amministrativa e, soprattutto, didattica,
atteso che l’Archivio è anche sede di una delle 17 Scuole di Archivistica Paleografica e Diplomatica, disseminate su tutto il territorio nazionale).
Oltre all’aspetto funzionale, l’intervento riveste un significato più propriamente
architettonico, che è quello di “liberare” le linee originarie del Complesso dalle
sopravvenute superfetazioni, modifiche e integrazioni che si sono succedute
negli anni.
Per quanto riguarda la sicurezza, sia quella interna che quella esterna, è previsto il ricorso alle tecnologie più idonee per la compartimentazione degli
spazi destinati, rispettivamente, al pubblico e al personale interno, che garantiscano, attraverso un sistema ( esterno ed interno) di telecamere di registrazione, il monitoraggio costante della sede e dei suoi accessi esterni, nonché dei
depositi e degli spazi interni, prevedendo, altresì, mediante l’istallazione di
porte ignifughe provviste di badge per la registrazione autorizzativi, l’individuazione di percorsi interni costantemente monitorati.
Interventi integrativi al progetto
Come già ricordato, utilizzando le economie derivanti dai ribassi d’asta delle
gare effettuate, è stato possibile, altresì, attuare i seguenti 6 progetti, a completamento di quelli previsti dal Progetto stesso:
1. Progetto Cirò
Prevede l’adeguamento di un immobile confiscato alla criminalità organizzata
da destinare alla fruizione e alla conservazione di beni archeologici. L’idea
progettuale è stata dettata dalla volontà di porre in sicurezza e garantire una
corretta fruibilità del patrimonio archeologico mobile reperito nel territorio di
Cirò (KR) e confiscato alle organizzazioni criminali.
Il materiale è di provenienza protostorica e greco arcaica, oltre che inerente a
sporadici elementi di materiale italico di IV - III secolo a.C., connessi agli insediamenti brettii lungo la costa.
Il progetto è stato finalizzato alla musealizzazione di tale patrimonio archeologico, attraverso interventi conservativi, di protezione di e di valorizzazione,
anche attraverso la realizzazione di attività culturali complementari mirate alla
rivalutazione delle risorse locali e alla interazione tra le stesse.
L’immobile sarà destinato a “Museo Civico Archeologico e Polo Culturale”.
2. Progetto Reggia di Caserta
Il progetto prevede lavori di impianti antieffrazione, anti-intrusione e antivandalismo, mediante un impianto televisivo a circuito chiuso ed un sistema di supervisione.
3. Progetto Parco Vanvitelliano della Reggia di Caserta
Il progetto consiste nella estensione e implementazione dei lavori di protezione antiintrusione, antivandalismo e video controllo dei varchi di accesso al
Complesso Vanvitelliano, provvisto sino ad oggi, come il parco, solo di parziali ed obsoleti impianti di sicurezza, rivelatisi inidonei ad una efficace protezione del suddetto Patrimonio, peraltro annoverato tra i Siti UNESCO.
51
4. Progetto I Sentieri della Memoria
Il progetto concerne la realizzazione di una agile pubblicazione, concepita al
fine di favorire la conoscenza e la diffusione della rilevanza del progetto, inteso come possibile “realtà pilota”, costituente linee guida oltre che in ambito
locale, anche a livello nazionale.
5. Progetto Castello Svevo di Bari
Il progetto è volto alla realizzazione di interventi per migliorare il livello di protezione di vigilanza dell’area del Castello Svevo, sede del Museo ove sono esposti rilevanti reperti archeologici, punto di riferimento per le iniziative culturali della
città nonchè sede della Soprintendenza per i beni artistici e storici della Puglia,
e del locale Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico.
Il sito per la rilevanza storico artistica e per le iniziative che ospita, è sottoposto
ad un elevato rischio di azioni criminose che vanno fronteggiate attraverso il
potenziamento delle misure di protezione e vigilanza.
6. Progetto SIA “Sistema Informativo Archeologico”
Proposto nel 2007 dalla Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e
la Promozione. Tale progetto è nato dalla constatazione che la peculiare diffusione territoriale del patrimonio archeologico ne comporta una particolare vulnerabilità rispetto alle trasformazioni che investono il territorio, specie in relazione alla realizzazione delle grandi infrastrutture (lineari, areali, puntuali, terrestri e marittime) e delle microtrasformazioni su scala urbana e/o periurbana.
L’obiettivo del progetto è quindi quello di contribuire alla realizzazione di un
grande sistema integrato per la conoscenza del patrimonio culturale ai fini
della prevenzione e della tutela, ma anche come strumento basilare per la
conoscenza e la valorizzazione delle risorse culturali sul territorio. In particolare il progetto, che è stato avviato operativamente nel dicembre 2007, si propone come obiettivo specifico quello di creare due sottosistemi dipartimentali,
uno presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari (Sardegna),
l’altro presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Potenza (Basilicata),
alimentati con fonti documentarie riguardanti il patrimonio sedente nelle
Regioni Obiettivo 1 (ad esclusione della Sicilia). Tali obiettivi verranno conseguiti attraverso:
– nuove forme documentarie riguardanti le medesime regioni,
– il controllo dei dati sulla piattaforma tecnologica
– l’approvvigionamento di hardware e software per la correlazione delle basi
di dati
– l’interpolarità con il Sistema Informativo per la Tutela del Patrimonio Culturale
del Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Sassari,
– l’interrelazione con gli altri sistemi informativi del Ministero, al fine di restituire una conoscenza integrata del territorio, da condividere con le Forze
dell’Ordine per la vigilanza e la tutela del patrimonio archeologico
– la realizzazione di un modello di distribuzione dei servizi informativi, attraverso un nuovo modello di integrazione dei dati e della loro consultazione.
Il progetto si concluderà nel mese di maggio 2008.
Conclusioni e prospettive
Alla luce dei risultati ottenuti, si ritiene che la progettualità realizzata con i
fondi del Pon Sicurezza 2000-2006 Misura 1.3 abbia consentito il recupero,
la tutela e la valorizzazione dei siti coinvolti, aumentando la fruibilità nonché
l’attrattività in termini di impatto turistico e contribuendo ad un rilancio economico delle Regioni del Mezzogiorno.
L’Amministrazione, tenuto conto dei risultati conseguiti, valuterà l’opportunità
di poter estendere alle “Regioni dell’Obiettivo 1” analoghi progetti al fine di
poter promuovere il recupero e la valorizzazione del Patrimonio Culturale presente nel Mezzogiorno d’Italia.
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DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE,
LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
E LE RELAZIONI SINDACALI
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico: ”Continuità
ed innovazione”
Gaspare Carlini
Sono trascorsi sei anni dalla istituzione dell’Ufficio per le Relazioni con il
Pubblico presso il Segretariato Generale del Ministero e nonostante vicissitudini non sempre positive per la ottimale gestione della struttura, possiamo dire
che l’entusiasmo non è mai venuto meno nelle persone che sono chiamate a
condurlo. Ne sono una prova:
– il numero dei contatti intervenuti con i cittadini e le risposte fornite
– la collaborazione con il CNR
– gli incontri promossi su materie riguardanti la comunicazione e la cultura
– la consulenza fornita a studenti laureandi in Scienza delle Comunicazioni
– la promozione tendente ad avviare la creazione di URP in altre dipendenze
MIBAC
– la cortesia, la professionalità e la disponibilità del personale (in gran parte,
purtroppo, ancora precario).
Direzione Generale
per l’organizzazione,
l’innovazione, la formazione,
la qualificazione professionale
e le relazioni sindacali
Direttore Generale: Bruno De Santis
Via del Collegio Romano, 27
00187 Roma
URP – Ufficio Relazioni con il pubblico
Servizio I – Affari generali,
sistemi informativi,
tecnologie innovative
Responsabile: Gaspare Carlini
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Tel 06 67232980 - 2990 Fax 06 6798441
[email protected]
orario di apertura: lunedì-venerdì
9.00-14.00/14.30-17.30
Nei giorni che vedono l’insediamento del nuovo Governo della Repubblica ci
auguriamo che la valorizzazione della Comunicazione Istituzionale e di settore trovi la giusta rispondenza nei nuovi responsabili.
Riportiamo, a titolo indicativo, alcuni dati sulla entità del lavoro svolto:
43.088 sono i contatti intervenuti dalla istituzione dell’URP al 31 marzo 2008;
i contatti telefonici gestiti dal personale adibito al servizio del numero verde
(800991199) sono stati 998.277.
L’Ufficio Relazioni con il Pubblico, attraverso il suo responsabile e su incarico
del Capo dell’Area Ricerca, Innovazione e Organizzazione, partecipa al progetto del CNR denominato “URPINSIEME”, collaborazione tra Amministrazioni
Pubbliche nel campo della comunicazione e dei servizi resi al cittadino.
Nell’edizione del COM.P.A. di Bologna 2005, nel corso di un affollato convegno, è stato presentato il portale www.urpinsieme.it che riporta, in maniera
agile ed accattivante, quanto di meglio ed aggiornato figura nelle seguenti
aree:
Programmazione e finanziamenti
Formazione
Lavoro
Internazionale
Documentazione
Servizi e appalti
Manifestazioni ed eventi
Partecipano al portale:
Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR
Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente - ENEA
Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori - ISFOL
Ministero dell’università e della ricerca
Ministero dell’economia e delle finanze
Ministero della pubblica istruzione
Ministero delle infrastrutture
Ministero per i beni e le attività culturali
Università La Sapienza di Roma
Università degli Studi di Tor Vergata
Università di ROMA TRE.
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DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI
Direzione Generale
per i beni architettonici,
storico artistici ed etnoantropologici
Un modello di spesa pubblica per la valorizzazione
e la fruizione
Direttore Generale: Roberto Cecchi
Isabella Cianfarani
Coordinatore per la Comunicazione:
Isabella Cianfarani
Via di S. Michele, 22
00153 Roma
Tel. 06 58434401
Fax 06 5843 4404
[email protected]
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La Direzione Generale per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici partendo dal presupposto che la comunicazione ampliata di ciò che
avviene a livello di tutela è essenziale per una crescita civile e culturale della
collettività ha ideato e progettato una serata speciale dedicata al restauro
dell’Ultima Cena Di Leonardo (Cenacolo Vinciano - S. Maria delle Grazie),
alla presentazione della pubblicazione del volume sui rilievi tecnico scientifici
che hanno permesso il corretto svolgersi dei lavori e ad una lezione di Storia
dell’Arte su Leonardo tenuta dal premio Nobel Dario Fo.
Si e’pensato di dar vita ad un percorso culturale a tutto tondo, in grado di coinvolgere un pubblico indifferenziato alla fruizione di questo evento che racchiude in sé tre momenti essenziali per la nostra Amministrazione: la tutela, la valorizzazione e la comunicazione.
Il Restauro Vinciano, che rappresenta un momento scientifico e culturale di
eccellenza per il nostro Ministero si è potuto attuare anche coinvolgendo economicamente il mondo imprenditoriale Italiano dando luogo ad un percorso
virtuoso in grado di poter far convergere tutte le energie pubbliche e private
indispensabili per il corretto svolgimento di un progetto ambizioso ed estremamente prezioso.
La pubblicazione, presentata nella serata del 24 febbraio 2008 dai partecipanti al progetto di restauro (Roberto Cecchi, Pippo Basile, Antonio
Sgamellotti) dà conto di tutte le indagini sofisticatissime che hanno permesso
di raggiungere in maniera esemplare l’obiettivo restaurando un’opera estremamente compromessa ma magnifica.
Il momento dell’approfondimento scientifico che ha informato la cittadinanza
di ciò che è un restauro è stato seguito dall’ Evento, che si è potuto organizzare anche grazie al coinvolgimento economico del Comune Di Roma,
dell’Auditorium e della società Civita, ha permesso al pubblico di approcciare
in maniera dinamica le connessioni fra le varie discipline e le suggestioni che
comunque l’opera d’arte innesca anche nei contemporanei.
Poiché l’argomento del volume incentrato sulle indagini, le ricerche ed il restauro, risultava piuttosto complesso e tecnico si è deciso di far seguire alla presentazione della pubblicazione, l’intervento del premio Nobel Dario Fo che ha
attratto e coinvolto emotivamente con la sua performance un gran numero di
persone che lui ha introdotto nella complessa vicenda artistica, storica e
umana che ha dato origine all’opera d’arte, attraverso scenari nuovi e del tutto
inaspettati.
Il progetto incentrato sulla presentazione del volume Leonardo, L’Ultima Cena.
Indagini, ricerche, restauro e sulla lezione di Dario Fo che ha interpretato
l’Ultima Cena di Leonardo, ha avuto come obiettivo prioritario quello di consentire ad un pubblico sempre più vasto di approcciare in maniera ludica una
materia complessa e specialistica quale la storia dell’arte.
Non tutti sanno che Fo, oltre ad essere un geniale attore e commediografo, è
anche un ottimo disegnatore e illustratore, a suo tempo allievo dell’Accademia
di Brera a Milano.
Abbiamo perciò progettato di presentare il volume sul restauro Vinciano che
ha finalmente visto la luce nei primi mesi del 2008 affiancandolo con la riproposizione della lezione vinciana di Dario Fo, proprio al fine di allargare la fruizione.
Attraverso la parola e il gesto di questo nostro maestro del Novecento,
Leonardo ci è apparso in una luce nuova. Perché Fo ce lo racconta come una
persona viva e umana, alle prese con le difficoltà ad emergere in un mondo
che emargina i figli illegittimi come lui, anche quando sono geniali; alle prese
con una società che cambia violentemente tra guerre e colpi di stato, nel segno
di grandi personalità come Savonarola, Machiavelli, Ludovico il Moro,
Lorenzo il Magnifico; alle prese con la volubilità delle corti italiane, i Medici a
Firenze, gli Sforza a Milano, il Papa a Roma che a volte lo osannano a volte
lo trascurano, costringendolo ad un faticoso peregrinare in cerca di protezione e commissioni.
In questa grande e avvincente storia, sapientemente raccontata attraverso la
parola e l’immagine (le tavole di Fo sono di una comunicativa e una vivacità
assolutamente uniche), emerge l’esperienza del Cenacolo, che è una drammatica “storia nella storia”.
L’Evento, offerto dalla Direzione Generale gratuitamente alla cittadinanza si è
tenuto presso la sala S. Cecilia dell’Auditorium di Roma, (2800 posti) ed ha
avuto un successo esemplare, tanto da suggerire di tessere le trame necessarie, di ordine soprattutto economico, affinché si possano tenere delle lezioni su
temi complessi come quelli di restauri architettonici o artistici – storici, affiancate da performance di grandi artisti in grado di attrarre l’interesse e la partecipazione di un pubblico multiforme ed eterogeneo.
L’Evento è stato filmato, per cui oggi il Ministero detiene il dvd e i diritti ad esso
correlati di un momento artistico, scientifico, ma anche altamente spettacolare
e assolutamente unico.
Tale Dvd è stato trasmesso da Rai International, per informare gli Italiani
all’Estero di quanto il Ministero attraverso la nostra Direzione Generale
(BASAE) sia attento e coinvolto nel ritenere essenziale per le sue funzioni istituzionali il momento informativo e comunicativo.
55
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI
Direzione Generale
per i Beni Architettonici,
Storico Artistici ed Etnoantropologici
Botteghe, Artigiani, Arti. Concorso fotografico
III edizione – a.s. 2006-07
Direttore Generale: Roberto Cecchi
Isabella Cianfarani
Coordinatore per la Comunicazione:
Isabella Cianfarani
Via di S. Michele, 22
00153 Roma
Tel. 06 58434401
Fax 06 5843 4404
[email protected]
IRRE del Lazio - MPI
Istituto Regionale di Ricerca Educativa
56
Il Concorso fotografico sul tema Botteghe, Artigiani Arti rivolto agli alunni delle
scuole primarie, secondarie di I e II grado, è stato bandito dalla Direzione
Generale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e dall’IRRE
del Lazio, nell’ambito delle iniziative di promozione dell’educazione al patrimonio culturale. In particolare, si sono invitate le scuole a tracciare degli itinerari sulle botteghe e sui mestieri degli artigiani, in relazione al sapere antropologico e alla storia dell’arte, ad evidenziare i legami fra le opere degli artisti e la produzione artigianale, mettendo in luce le attività produttive e artigiane che nel passato e nella contemporaneità hanno realizzato e continuano a
realizzare significative testimonianze in Italia e nel mondo.
Il concorso ha avuto le seguenti modalità:
Ogni scuola partecipante al progetto ha presentato 4 contributi fotografici realizzati dai propri alunni, individualmente o in gruppo. Ciascun contributo è
stato costituito da:
una singola foto;
un insieme di più foto (non più di 3) sullo stesso soggetto con diversi punti di
vista, eseguite da un solo autore o da più autori della stessa classe oppure di
classi diverse.
– Le foto, realizzate anche con macchina digitale, stampate su carta fotografica in formato 18x24 (a colori o in bianco e nero) sono state corredate dai
seguenti elementi:
a) scuola di provenienza (denominazione, sede, ordine e grado, tel., fax,
e-mail)
b) nome e cognome dell’autore o degli autori, classe e sezione
c) luogo e data di nascita dell’autore o degli autori
d) denominazione del soggetto fotografato
e) località nella quale si trova il soggetto fotografato
f) nome e cognome del/dei docente/i curatori dell’iniziativa e del dirigente
scolastico
il concorso divenuto ormai una consuetudine per questa amministrazione ,
rappresenta una effettiva opportunità formativa e culturale infatti le scuole lo
hanno contestualizzato in un percorso di educazione al patrimonio culturale e
lo hanno inserito nel Piano dell’Offerta Formativa.
Ogni contributo fotografico è stato accompagnato dalla relativa documentazione - con la motivazione della scelta del soggetto e una breve relazione - realizzata anche in gruppo, con una o più modalità linguistiche ed espressive, sul
soggetto fotografato. Le fotografie sono state realizzate solo ed esclusivamente dagli alunni delle scuole partecipanti.
Una Giuria appositamente costituita presso il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali - Direzione Generale PSAE ha esaminato le foto .
I criteri di selezione hanno tenuto conto sia della qualità di fondo dell’immagine, sia del rapporto che, attraverso l’esperienza fotografica, gli alunni sono
stati in grado di stabilire con il patrimonio bene culturale con il quale sono
entrati in relazione.
Al termine del Concorso, è stata curata una pubblicazione (il cd rom che ha
dato conto dei migliori lavori pervenuti).
I contributi fotografici selezionati sono stati esposti in una mostra che ha avuto
luogo a Roma, presso la Sala dello Stenditoio del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali (Complesso Monumentale S. Michele a Ripa).
In occasione della giornata della premiazione si è anche lanciato il tema per la
prossima edizione (anno scolastico 2008-2009): Strade, Monumenti, Piazze.
57
PARC - DIREZIONE GENERALE PER LA QUALITÀ E LA TUTELA
DEL PAESAGGIO, L’ARCHITETTURA E L’ARTE CONTEMPORANEE
PARC - Direzione generale
per la qualità
e la tutela del paesaggio,
l’architettura e l’arte contemporanee
QUALITÀ ITALIA – Progetti per la qualità dell’architettura
Direttore Generale: Carla Di Francesco
E’ un programma di cooperazione istituzionale che ha l’obiettivo di diffondere lo strumento del concorso di progettazione come occasione di confronto e
garanzia per realizzare opere pubbliche di qualità. Nasce dalla convinzione
che i concorsi di progettazione, per la loro caratteristica di mettere a confronto idee e proposte diverse, possano garantire una maggiore qualità architettonica, urbana, territoriale e paesaggistica. Si rivolge alle Amministrazioni pubbliche che abbiano programmato e finanziato un’opera pubblica di rilievo e
che intendano selezionare il progetto mediante una procedura concorsuale,
offrendo loro un sostegno economico e tecnico per l’organizzazione e la
gestione del concorso di progettazione. Attraverso una procedura di selezione
pubblica vengono individuate le otto proposte di intervento più meritevoli tra
quelle presentate dalle Amministrazioni pubbliche delle regioni interessate, alle
quali assicurare un finanziamento di 100.000 euro e il supporto tecnico-scientifico. La prima edizione è stata avviata nell’aprile 2007 ed è tuttora in corso
di svolgimento. L’edizione 2008/2009 è partita nel febbraio 2008, con la
pubblicazione del bando per la selezione di otto Amministrazioni in Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Entro il 4 giugno le
Amministrazioni pubbliche interessate potranno presentare le proposte di intervento e partecipare alla selezione. Nella prima edizione sono state selezionate sei Amministrazioni: il Comune di Rionero in Vulture (PZ), il Comune di
Olivadi (CZ), la Provincia di Campobasso, il Comune di Mola di Bari (BA), la
Provincia di Cagliari e il Comune di Siracusa sono stati ammessi ad usufruire
del supporto finanziario e tecnico-scientifico e hanno bandito nel dicembre
2007 i sei concorsi di architettura, che si concluderanno entro luglio 2008.
Questi gli interventi: Rionero in Vulture: Riqualificazione di due piazze storiche; Olivadi: Centro culturale; Campobasso: Ampliamento della Biblioteca
provinciale; Mola di Bari: Centro di produzione per il cinema digitale; Quartu
Sant’Elena: Campus Istituti superiori; Siracusa: Nuovo Waterfront del Porto
Piccolo - Lotto Sud. Una particolare opportunità è stata riservata a tutti i giovani professionisti che hanno partecipato: a conclusione dei concorsi tutti i progetti elaborati da progettisti di età inferiore ai 40 anni - o da gruppi di progettazione con capogruppo di età inferiore ai 40 anni – concorreranno all’assegnazione del Premio Qualità Italia Giovani.
Via di San Michele, 22
00153 Roma
Tel. 06 58434853 – 55
Fax 06 58434856
[email protected]
Coordinamento per la Comunicazione Forum:
Luisa de Marinis
Qualità Italia
Responsabili del progetto
Alessandra Vittorini, Carlo Birrozzi
Segreteria tecnica - Qualità Italia
Tel. 06 58434820 Fax 06 58434818
[email protected]
Nel sito www.sensicontemporanei.it/qi
sono disponibili il bando e
tutte le informazioni sul programma
Alessandra Vittorini, Carlo Birrozzi
Promosso dalla Direzione Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio,
l’Architettura e l’Arte Contemporanee (PARC) e dal Dipartimento per le Politiche
di Sviluppo e Coesione (DPS) del Ministero dello Sviluppo Economico e attuato
d’intesa con le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia,
Sardegna e Sicilia, firmatarie dell’Accordo di Programma Quadro multiregionale del 2006, nell’ambito di Sensi Contemporanei – Promozione e diffusione dell’arte contemporanea e valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici
nelle Regioni del Sud d’Italia. Unità tecnico-scientifica Qualità Italia –
Margherita Guccione (PARC, coordinamento), Lorenzo Canova (DPS),
Alessandra Vittorini (PARC), Carlo Birrozzi (PARC), Carla Malavasi (esperto),
Gabriele Mastrigli (esperto), Paola Rossi (esperto).
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PARC - DIREZIONE GENERALE PER LA QUALITÀ E LA TUTELA
DEL PAESAGGIO, L’ARCHITETTURA E L’ARTE CONTEMPORANEE
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Margherita Guccione, Direttore Servizio Architettura
Il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è l’istituzione museale
del Ministero per i beni e le attività culturali dedicata al contemporaneo, curata dalla PARC – Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio,
l’architettura e l’arte contemporanee. La nuova e definitiva sede del museo,
progettata dall’architetto Zaha Hadid, sarà inaugurata nel 2009 a Roma, in
via Guido Reni, al quartiere Flaminio. Le attività del museo sono state ospitate
infatti per alcuni anni nella sede restaurata della ex Caserma Montello, situata nella stessa area in cui sorgerà il museo. Il complesso ospita due istituzioni,
il MAXXI Architettura e il MAXXI Arte, volte a promuovere l’arte e l’architettura attraverso la raccolta, la conservazione, lo studio e la diffusione della creatività attuale nelle sue molteplici declinazioni. Il radicamento del museo nel contesto culturale italiano ne definisce l’identità. Il MAXXI si propone infatti come
punto di riferimento sostanziale per le istituzioni pubbliche e private in Italia e
all’estero, così come per gli artisti, gli architetti e il pubblico più vasto. Il MAXXI
architettura è il primo museo nazionale di architettura in Italia e presenta due
anime in continuo dialogo: una rivolta all’architettura del secolo scorso, l’altra
alle tendenze e alle ricerche del presente. Il MAXXI arte, primo museo nazionale di arte contemporanea, sostiene le esperienze artistiche più attuali: si propone di dar vita a una rete dell’arte contemporanea in cui le diverse realtà,
dalle più consolidate a quelle emergenti, da quelle nazionali a quelle internazionali, possano essere messe a confronto. Il MAXXI è un grande centro dedicato alla cultura, un laboratorio di sperimentazione, studio e ricerca il cui vasto
programma culturale, accanto alla costituzione delle collezioni di arte e architettura contemporanee e alle attività espositive, prevede altre molteplici attività
correlate, prodotti editoriali, servizi culturali, iniziative ed eventi.
Il progetto architettonico della nuova sede del MAXXI è stato ideato da Zaha
Hadid, una delle autrici più innovative della ricerca architettonica attuale. Il
progetto è stato selezionato attraverso un concorso internazionale di idee bandito nel 1998 dal Ministero per i Beni culturali con l’intento di dare vita al
primo centro nazionale dedicato all’arte e all’architettura contemporanee.
La proposta della Hadid convince per la capacità di integrarsi nel tessuto della
città con una soluzione architettonica articolata intorno all’idea di campus
urbano. Nel MAXXI, infatti, la tradizionale nozione di edificio lascia il posto a
una dimensione più ampia, che investe tanto gli spazi interni quanto quelli
metropolitani. Le forme fluide e sinuose, il variare e l’intrecciarsi delle quote
determinano - anche grazie all’uso modulato della luce naturale - una trama
spaziale e funzionale di grande complessità, offrendo itinerari di visita sempre
differenti e inaspettati, dall’interno dell’edificio agli spazi aperti.
I due musei - MAXXI arte e MAXXI architettura - ruotano intorno alla grande
hall a tutta altezza dalla quale si accede alle gallerie dedicate alle collezioni
e alle esposizioni temporanee, all’auditorium, ai servizi di accoglienza, alla
caffetteria e al bookshop.
PARC – Direzione Generale
per la qualità
e la tutela del paesaggio,
l’architettura e l’arte contemporanee
Direttore Generale:
Carla Di Francesco
Via di San Michele, 22
00153 Roma
Tel. 06 58434853 – 55
Fax 06 58434856
[email protected]
www.parc.beniculturali.it
Coordinamento per la Comunicazione Forum:
Luisa de Marinis
MAXXI – Museo Nazionale
delle Arti del XXI secolo
Direttore MAXXI architettura:
Margherita Guccione
Direttore MAXXI arte:
Anna Mattirolo
Via Guido Reni, 2F
00196 Roma
www.maxxi.parc.beniculturali.it
59
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA BASILICATA
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Basilicata
Processi innovativi per il miglioramento dei servizi
e per la razionalizzazione della spesa pubblica
Direttore Regionale: Alfredo Giacomazzi
Alfredo Giacomazzi
Coordinatore per la Comunicazione:
Elvira Pica, Massimo Carriero
Corso XVIII Agosto 1860, 84
85100 Potenza
Tel. 0971 328111 Fax 0971 328220
www.basilicata.beniculturali.it
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L’attività della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della
Basilicata è da sempre rivolta a migliorare la qualità e l’efficienza delle procedure amministrative, in particolar modo avvalendosi dei nuovi strumenti informatici, la cui adozione consente peraltro di rafforzare il dialogo tra
l’Amministrazione dei Beni Culturali, i cittadini e tutte le Istituzioni presenti sul
territorio. Il processo di rinnovamento infatti, oltre a garantire una maggiore
rapidità e concretezza ai procedimenti, si attua con l’obiettivo di assicurare
una maggiore trasparenza della spesa pubblica e una più ampia conoscenza
dell’impiego delle risorse dello Stato.
In questa ottica, sono in corso numerosi progetti volti a razionalizzare le procedure e a migliorarne la funzionalità, nella consapevolezza che lo snellimento dei procedimenti attraverso l’adozione di modalità innovative può portare
ad una riduzione dei costi e favorire nel contempo il miglioramento dei risultati e il pieno raggiungimento degli obiettivi.
Nell’ambito delle competenze attribuite alle Direzioni Regionali per i Beni
Culturali e Paesaggistici si è dato avvio in primo luogo alla costituzione di
gruppi di lavoro integrati tra funzionari della stessa Direzione e degli istituti
afferenti, con l’espressa finalità di assicurare coerenza, efficacia e tempestività all’azione amministrativa sulle diverse materie di competenza. Il processo ha
comportato, di conseguenza, la creazione di banche dati che consentono il
monitoraggio costante dei singoli procedimenti.
Nel settore della tutela sono state attivate azioni connesse ai procedimenti di
dichiarazione dell’interesse culturale, mirate alla valorizzazione, fruizione e
conservazione dei beni più significativi della regione, individuati dalle competenti Soprintendenze. È stato realizzato un database relativo alle persone giuridiche e agli enti morali senza fini di lucro presenti sul territorio, allo scopo di
delineare una mappatura dei beni di loro proprietà e stabilirne l’eventuale interesse storico - artistico. In relazione al sistema informatico per la verifica dell’interesse culturale sul patrimonio immobiliare pubblico, sono state attivate nuove
funzionalità, con l’immissione dei dati relativi agli accordi sottoscritti con gli Enti
pubblici. Inoltre, a seguito di accordo tra il MiBAC e l’Agenzia del Territorio,
sono stati attivati servizi quali la verifica catastale (planimetrica e di proprietà)
dei terreni e degli immobili da sottoporre a tutela, mentre un accordo a livello
locale con l’Agenzia di Pubblicità Immobiliare (già Conservatoria dei Registri
Immobiliari) consente di trasmettere per via informatica i decreti relativi ai beni
sottoposti a tutela e gli atti di convenzione tra MiBAC e privati a seguito di contributi erogati per interventi conservativi di beni soggetti a tutela.
Nello stesso settore va segnalata l’attuazione anche in Basilicata del progetto
in corso tra MiBAC e Cofathec con utilizzo del software SecurArt, che consente anche una particolare analisi dei fattori di rischio delle strutture periferiche
(uffici e luoghi della cultura), fornendo uno strumento finalizzato alla sicurezza
e alla gestione del patrimonio culturale, utile alla pianificazione sia tecnica che
economica negli specifici settori.
La programmazione degli interventi sui beni culturali ha risentito dell’esigenza
di seguire ogni singola fase dei lavori, intesi come progetti di investimento nell’ambito dell’attività istituzionale e concretamente finalizzati alla tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. È stato attivato uno specifico programma informatico, quale concreto strumento di supporto ad una più efficace programmazione e, di conseguenza, ad una ottimizzazione delle risorse
finanziarie assegnate. Il monitoraggio consente una verifica in tempo reale
degli interventi, sia dal punto di vista realizzativo che da quello finanziario.
consentendo il rispetto dei tempi e una corretta programmazione degli interventi successivi, da calibrare sulla base delle esigenze prioritarie e alla luce
dei risultati ottenuti.
L’aggiornamento costante dei dati, infatti. consente di razionalizzare i programmi futuri e di stabilire proprio quelle priorità che garantiscono un corretto
investimento pubblico mirante al pieno godimento dei beni culturali da parte
di ogni cittadino, oltre che, ovviamente, alla più efficace tutela del patrimonio.
Al fine di assicurare una ricognizione completa di quanto avviene sul territorio
in relazione agli investimenti sui beni culturali, analoga attività di monitoraggio viene svolta sugli interventi finanziati dalla Regione Basilicata con risorse
derivanti da finanziamenti non compresi nei programmi ordinari, quali quelle
assegnate con fondi P.O.R., C.I.P.E., U. E. Il monitoraggio degli interventi
richiede un processo di analisi e consolidamento dei dati, che attualmente si
realizza grazie all’apporto di professionalità impegnate nella raccolta e immissione dei dati, attivate sulla base di specifici progetti MiBAC per l’assistenza
tecnica alle nostre strutture. Per snellire la procedura, la Direzione Regionale
sta realizzando un progetto di messa in rete degli istituti, tramite l’attivazione
di una rete intranet che a breve termine consentirà la visualizzazione e l’aggiornamento in tempo reale della banca dati da parte dei soggetti attuatori
presso i singoli istituti.
Va sottolineato a questo proposito che nel corso dell’ultimo anno, grazie alla
considerevole attività messa in atto in tal senso dal MiBAC, è stato dato un
forte impulso alla formazione e all’uso degli strumenti informatici da parte di
tutto il personale. Il pieno e consapevole utilizzo della tecnologia digitale permette un’ampia partecipazione del personale al processo di svecchiamento
dell’Amministrazione, allo snellimento delle procedure e alla conseguente riduzione dei tempi. Ne sono un esempio l’attivazione del protocollo informatico
e della posta elettronica certificata e l’utilizzo della firma digitale. Gli acquisti
vengono ormai effettuati al 90% tramite mercato elettronico, fatto che garantisce una evidente semplificazione delle procedure e una contrazione dei tempi
e dei costi.
Appena un cenno va fatto sul miglioramento del dialogo tra la Direzione
Regionale i cittadini e il mondo del lavoro, che si attua attraverso il sito web
della Direzione Regionale. Si realizza in questo modo l’obiettivo di presentare
in un unico punto le informazioni riguardanti le strutture periferiche del MiBAC
in Basilicata, i riferimenti normativi sui beni culturali, le attività e gli eventi, la
pubblicizzazione degli avvisi relativi a specifici progetti, nonché i bandi di
gara. Si tratta di un’azione importante, e ormai consolidata, ma suscettibile di
progressivi miglioramenti, che del resto si stanno attuando attraverso un nuovo
progetto che darà la possibilità di accesso a singoli utenti (cittadini, imprese,
enti) che saranno accreditati solo per la visione di documentazione che li
riguarda.
Il processo complessivo di rinnovamento nelle strutture del MiBAC in Basilicata
è quindi in costante evoluzione; i risultati conseguiti finora incoraggiano a proseguire con energia e dinamismo nella strada intrapresa, affinché le nuove tecnologie concorrano in maniera sempre più determinante e trasparente a
migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’Amministrazione.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CALABRIA
Direzione Regionale
per i beni culturali
e paesaggistici della Calabria
Sistema dei Musei Diocesani della Calabria – Mu.Di.C.
Maria Teresa Sorrenti, Sabina Rizzi
Direttore Regionale: Paolo Scarpellini
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Teresa Sorrenti
Via Scylletion, 1
88021 Roccelletta di Borgia (CZ)
Tel. 0961 391087- 48 - 89
Fax 0961 391033
[email protected]
Il patrimonio ecclesiastico della Chiesa calabrese, a dispetto di tante perdite
legate alle vicende storiche della regione, costituisce ancora oggi una parte
consistente dei Beni Culturali conservati nel territorio, spesso custodito negli
armadi di sacrestia e spesso noto solo agli specialisti.
Il progetto “Musei diocesani” di cui si è fatta promotrice la Direzione Regionale
per i Beni e le Attività Culturali della Calabria ha inteso conseguire quelle finalità di tutela, promozione e valorizzazione che sono precipue dell’azione del
MiBAC.
Da un’attenta ricognizione territoriale, attuata in sintonia con gli ordinari diocesani, si è proceduto ad una progettazione di nuove entità museali, laddove
esse non erano ancora state istituite – spesso per mancanza di adeguate risorse finanziarie -, e all’ampliamento di quelle esistenti in vista di una valorizzazione di manufatti pregevoli, ancora non esposti e bisognevoli di restauro.
La natura, le finalità e la tipologia del Museo Ecclesiastico sono efficacemente sintetizzati nella Lettera circolare sulla funzione pastorale dei musei ecclesiastici (15 agosto 2001) ove si afferma “essi non sono depositi di reperti inanimati, ma perenni vivai, nei quali si tramandano nel tempo il genio e la spiritualità della comunità dei credenti”. Da tali premesse nasce la consapevolezza che il valore dei beni culturali ecclesiastici è nella memoria storica che permette di riscoprire il cammino di fede e di evangelizzazione della comunità cristiana; è nel pregio artistico di manufatti realizzati “ad maiorem Dei gloriam”,
ma principalmente con finalità pastorali e liturgiche da artisti, artigiani e maestranze spesso di indubbio valore; è nel contenuto culturale di cui sono portatori; ed infine nella loro destinazione universale onde appartengono alla intera umanità.
Museo diocesano di Cosenza
L’antica arcidiocesi di Cosenza – Bisignano conserva un patrimonio di grande
valenza artistica che testimonia l’illuminata attività pastorale dei suoi vescovi e
la costante attenzione rivolta al decoro e alla magnificenza delle suppellettili
da utilizzarsi nella celebrazione dei sacri riti.
Tale patrimonio viene oggi esposto secondo un percorso museografico che
muove da due capolavori cardine dell’arte e della devozione cittadina, rispettivamente l’antica icona della Madonna del Pilerio (seconda metà XIII sec.) e
la preziosa Stauroteca donata da Federico II nel 1222 al Capitolo cosentino
in occasione della consacrazione del suo Duomo.
Il percorso espositivo, supportato da apparati didascalici utili alla comprensione liturgica dei manufatti esposti, si sviluppa in maniera tipologica e cronologica onde documentare l’evolversi del gusto della committenza e il suo orientamento verso botteghe artistiche di consolidata fama ed i più rinomati maestri
della cultura figurativa meridionale.
I locali adibiti a museo fanno parte del complesso arcivescovile situato nel centro storico della città vecchia e affacciano su piazza Parrasio, ove insiste la
zona absidale del duomo, e su piazza Toscano dove recenti scavi archeologici hanno messo in luce tratti dell’abitato tardo-romano e bizantino.
Il progetto di ristrutturazione prevede un articolato programma di interventi
mirati a ottimizzare l’organizzazione planimetrica interna, al fine di ridefinire
gli spazi secondo un percorso distributivo consono alle esigenze museografiche attraverso, anche, la predisposizione di quinte divisorie, e la realizzazione di nuove opere di finitura ed impiantistiche.
Museo diocesano di Reggio Calabria
La struttura edilizia coincide con un’ala dell’antico Arcivescovado, costruita sul
finire del Settecento sulle rovine di un preesistente edificio, sorto accanto alla
Cattedrale. Un primo lotto di lavori aveva interessato negli anni scorsi la parte
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accessibile dal cortile dell’Arcivescovado, ne è seguito più recentemente il
restauro della volta e del porticato; l’attuale intervento prevede l’ampliamento
della zona museale grazie all’utilizzazione di alcuni locali adiacenti al nucleo
storico originario.
È previsto un piano complessivo di lavori ritenuti necessari al fine di rendere
l’immobile consono alla funzione museale.
Il percorso espositivo mostra l’intrecciarsi di distinti e diversificati criteri guida:
identità storica e religiosa delle antiche sedi episcopali di Reggio Calabria e
di Bova, fuse con decreto della Congregazione per i vescovi Istantibus votis del
30 settembre 1986, e delle comunità ecclesiali ad esse legate; centralità della
figura vescovile quale Sponsus Ecclesiae, con le insegne che ne contraddistinguono la dignità ed il ruolo quale committente di opere d’arte; l’arte per la liturgia con il suo fulcro nell’altare sede della celebrazione eucaristica.
L’allestimento terrà conto oltre che di esigenze di ordine tematico, anche di
carattere cronologico onde restituire la trama storica della più antica diocesi
della Calabria. A tal proposito saranno approntati pannelli didattici di ausilio
alla contestualizzazione e alla comprensione dei manufatti espost, nonchè
moderne apparecchiature informatiche.
Museo diocesano di Lametia Terme
Il Museo Diocesano di Lametia, ubicato all’interno dell’antico Palazzo Vescovile, costituisce già da alcuni anni una realtà di notevole valenza per la storia
religiosa ed artistica della Diocesi.
Il patrimonio esposto proviene da donazioni di enti parrocchiali, confraternite
e privati ed interessa il territorio dei vescovati di Nicastro e Martirano, confluiti nell’ attuale cattedra episcopale di Lametia Terme.
Il progetto di ampliamento della struttura in ambienti adiacenti, e recuperati
allo scopo, ha comportato la revisione dell’ attuale percorso museale, ed ha
consentito il recupero di importanti brani del patrimonio diocesano costituito
da sculture legate ad antiche e radicate devozioni, argenti, parati realizzati
nell’ ambito dell’ antica tradizione della lavorazione della seta, e dipinti.
Il progetto d’ intervento sulla struttura riguarda il riassetto della zona di accesso al museo ed la rifunzionalizzazione della sala conferenze.
Museo diocesano di Santa Severina
Il Museo Diocesano ospitato nel palazzo arcivescovile venne aperto al pubblico nel 1998 con opere provenienti dall’ antica cattedrale. Tale patrimonio fu
arricchito negli anni successivi grazie a donazioni e depositi da chiese del territorio.
Il nuovo percorso museografico intende esplicitare le tappe fondamentali della
storia della Metropolia di Santa Severina e delle sue tradizioni religiose profondamente radicate nel mondo bizantino: dalle prime testimonianze riferite al
primo periodo bizantino (V-VIII sec.) al breve periodo arabo (840-886) per arrivare fino all’ introduzione del rito latino in epoca normanna, nonché enfatizzare
la presenza di alcuni manufatti di particolare pregio. Nel nuovo progetto di allestimento troveranno collocazione la recente acquisizione della Collezione De
Luca, una donazione costituita da reperti che vanno dal neolitico all’età moderna e da una preziosa raccolta di numismatica, nonché manufatti litici provenienti da attività di recupero e dalla campagna di restauro in corso.
Il progetto di completamento riguarda essenzialmente la realizzazione della
zona espositiva al piano terra e la realizzazione di tutti gli impianti tecnologici nonché il superamento delle barriere architettoniche.
Museo diocesano di Gerace
Il Museo Diocesano di Gerace trovasi attualmente allestito nella Cappella di
San Giuseppe nel soccorpo della Cattedrale ed espone una significativa raccolta di sacre suppellettili in argento databili tra il XIII ed il XX secolo.
Tali arredi appartengono, oltre che al Tesoro della Cattedrale, anche a chiese
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e confraternite della cittadina e ne documentano la vita religiosa e l’ attenzione al decoro nella celebrazione dei riti.
I locali appena descritti risultano insufficienti e sono di fatto in corso i lavori di
restauro della cosiddetta Cittadella Arcivescovile, comprendenti l’ episcopio ed
il seminario, oltre all’ antica Cattedrale normanna. La Cittadella ha subito nel
corso dei secoli stratificati interventi che hanno comportato importanti modifiche all’ intero complesso architettonico, simbolo del centro storico di Gerace,
il cui recupero strutturale e funzionale, curato dalla Soprintendenza BAP della
Calabria, attualmente in corso e in fase di completamento, rappresenterà un
forte contributo al rilancio dell’intero comprensorio locrese.
Nei recuperati locali del complesso architettonico descritto, verrà allocato il
costituendo Museo destinato ad accogliere, oltre all’attuale esposizione inaugurata nel 1996 nella cappella di S. Giuseppe in Cattedrale, anche la nuova
esposizione museale.
In tale prospettiva è stata avviata una campagna di studio sui manufatti da
musealizzare, utile a fornire una più esaustiva esemplificazione del patrimonio
di opere d’ arte e di devozione della collettività religiosa della diocesi geracese ove il rito greco resistette fino ad età moderna.
Museo diocesano di Lungro
L’eparchia di Lungro venne istituita il 13 febbraio 1919 dal pontefice
Benedetto XV con la Bolla Catholicis Fidelis , a seguito delle sempre più pressanti richieste della collettività italo – albanese desiderosa di dare forma stabile e visibile alla propria Chiesa.
Con la stessa Bolla Lungro veniva eletta sede di diocesi di rito greco.
Le vicende della presenza albanese nella Calabria Settentrionale risalgono al
XV secolo, allorché l’ avanzata musulmana nella penisola Balcanica spinse
molte popolazioni ad attraversare l’ Adriatico e trovare rifugio nella nostra
regione.
Il costituendo museo diocesano, che verrà allestito nelle sale del Palazzo vescovile, vuole raccogliere le testimonianze di una fede e di una cultura da lungo
tempo presente in Calabria e destinata a porsi come un unicum nella realtà culturale e religiosa del nostro territorio.
Ancorché di recente istituzione, l’ eparchia vanta una tradizione che la vede
partecipe del rito della chiesa latina ed alcuni interessanti manufatti in argento ne documentano la sontuosità dei riti. Altro valore testimoniale è dato da
parati ascrivibili ad un arco temporale che va dal XVIII sec al XX, realizzati con
tessuti, passamanerie e galloni di una certa rilevanza.
Il percorso museale prevede di integrare le testimonianze appena descritte con
video e pannelli didattici intesi a fornire un’adeguata contestualizzazione dei
materiali esposti e della peculiarità etnico e religiosa della diocesi.
Il progetto prevede una serie di interventi di ristrutturazione delle sale esistenti
e nuovi sistemi impiantistici.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Salerno e Avellino
I Circoli dell’Ascolto Organizzativo: per favorire
la partecipazione, per recuperare efficienza,
per governare la complessità, per accrescere
la qualità della vita
Stefania Ugatti con la collaborazione di Dario Galasso
Le Amministrazioni Pubbliche stanno affrontando profonde innovazioni per cercare di superare i problemi esistenti e migliorare i propri servizi. Per questo
sono state introdotte norme che modificano gli assetti istituzionali, sviluppano
nuove politiche di gestione, semplificano i procedimenti. Per coadiuvare, dare
corpo e concreta attuazione a queste norme sono sorti I Circoli di Ascolto
Organizzativo.
I Circoli di ascolto organizzativo - progetto ideato dal Programma Cantieri
della Funzione Pubblica - hanno come scopo quello di individuare all’interno
delle Amministrazioni persone motivate a utilizzare le proprie risorse relazionali, ad acquisire un metodo di facilitazione dei rapporti interpersonali e a trasferire quindi all’interno del contesto operativo un modello di lavoro incentrato
sulla valorizzazione delle risorse interne delle persone.
A partire da questo, sulla scorta dell’esperienza maturata nell’ambito delle iniziative del Circolo d’ascolto consolidatosi in forma stabile e continuativa nella
Sede centrale di Salerno - via Botteghelle -, estendere il progetto I Circoli di
Ascolto Organizzativo a tutte le sedi periferiche della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino è stato l’obiettivo del Piano di Comunicazione.
Partecipare ad un Circolo di ascolto organizzativo è di per sé un’occasione di
crescita personale e allo stesso tempo un momento di acquisizione di strumenti concreti per generare azioni di cambiamento positivo all’interno del proprio
posto di lavoro.
L’elemento fondamentale del modello è certamente la capacità di ascolto ed è
da questo presupposto che nasce questo progetto: l’ascolto di se stessi e degli
altri come punto di partenza fondamentale per il miglioramento della persona,
del gruppo, dell’organizzazione. Ogni vera innovazione nasce, ed è possibile oggi, secondo l’orientamento di questo progetto, a partire dalla qualità dell’ascolto.
Su questa base la Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, nella persona del suo dirigente, ha dimostrato di avere la capacità di ascoltare i bisogni
vecchi e nuovi dei dipendenti e a dare risposte a tali bisogni. E questo procedere va nella direzione del superamento della rigidità delle linee gerarchie e
dei conflitti organizzativi, favorendo in tal modo la partecipazione alle scelte
strategiche della Soprintendenza.
Incrementare il benessere del dipendente e quindi accrescere la qualità della
sua vita, investire sul capitale umano ai fini di una migliore produttività, è la
sfida della nuova organizzazione del lavoro. Solo valorizzando gli impiegati
è possibile recuperare efficienza e raggiungere più alti livelli di soddisfazione
sia per l’impiegato stesso che per il cittadino utente, il quale ultimo si ritrova a
contatto con un ambiente stimolante e reattivo alle proprie esigenze.
Occorre che le persone che operano nei servizi pubblici abbiano la consapevolezza della centralità del loro ruolo e che ricostruiscano il senso profondo
del proprio lavoro. Occorre per questo che l’impiegato sia investito in prima
persona di un ruolo al quale si richiedono attitudini relazionali come la cortesia e l’ascolto attivo, qualità che vengono interpretate come fattori non solo di
autorealizzazione, ma anche di efficienza e competitività.
E’ proprio l’attenzione per la qualità delle relazioni - che riguarda sia il benessere della persona nell’ambiente di lavoro che il livello di efficacia dell’organizzazione nel suo insieme - che permette di governare la complessità, in progressivo aumento per effetto dell’informatizzazione della società e la conseguente moltiplicazione di opportunità e anche problemi.
I nuovi processi tecnologici, organizzativi ed economici portano, infatti, a moltiplicare in modo esponenziale il numero delle relazioni tra persone, ruoli e
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici
della Campania
Direttore Regionale:
Luciano Scala
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Rosaria Nappi
Via Eldorado, 1 – Castel dell’Ovo
Napoli
Tel. 081 2464209 Fax 081 7645305
Soprintendenza per i Beni
Architettonici e per il Paesaggio,
per il Patrimonio Storico,
Artistico ed Etnoantropologico
per le Province di Salerno e Avellino
Soprintendente:
Giuseppe Zampino
Via Botteghelle, 11
84100 Salerno
Tel. 089 2573245
Fax 089 251727
[email protected]
www.ambientesa.beniculturali.it
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conoscenze e per questo occorrono nuove competenze e progetti sistemici per
fare della complessità una risorsa e non un problema.
Il nostro progetto, iniziato nel 2007 e concluso nel gennaio 2008 con la presentazione di un piano di miglioramento, ha posto al Soprintendente ed al
Direttore amministrativo la concreta possibilità di affiancare l’Amministrazione
nella risoluzione di piccole ( o meno piccole) criticità che potrebbero emergere nel corso della vita lavorativa.
Il Circolo di ascolto - Salerno sede centrale -, formato da persone appartenenti a settori diversi, ha preso in esame il disservizio che negli ultimi tempi ha
accompagnato il funzionamento del centralino, grazie anche alla partecipazione al circolo dell’operatore telefonico. La mancanza di uno strumento tecnologico e la poca gratificazione legata ad un lavoro a volte noioso e ripetitivo hanno demotivato lentamente il collega che negli anni precedenti si era attivato per un miglior servizio utilizzando il suo computer personale. Con la collaborazione di tutti si è analizzato il problema e si è deciso di far dotare il centralino di un computer con cui informatizzare la rubrica telefonica che, tramite
il collegamento internet, consente di trovare velocemente i numeri telefonici
necessari al buon svolgimento dell’attività lavorativa dell’Amministrazione. Si
è ipotizzato, inoltre, di far assegnare al centralinista anche il compito di dare
una prima informazione all’utenza telefonica in modo tale da rendere la sua
giornata lavorativa più gratificante e meno noiosa.
Il progetto, vagliato dall’Amministrazione, è stato accolto di buon grado tant’è
che il Soprintendente si è dimostrato soddisfatto del lavoro svolto dal Circolo, che
a sua volta si è impegnato a garantirne continuità e il buon funzionamento.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA-ROMAGNA
La X Settimana della Cultura in Emilia-Romagna
Paola Monari
Direzione Generale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale: Luciano Marchetti
Il consueto appuntamento con la “Settimana della Cultura”, pur arrivato con un
anticipo di circa due mesi rispetto alle date tradizionali, era atteso in EmiliaRomagna e ha dato esiti insperati.
Il coordinamento attuato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici, insieme a Soprintendenze, Archivi e Biblioteche statali e in collaborazione con le associazioni e gli enti territoriali, in particolare con
Province e Comuni, ha prodotto un risultato sorprendente, molto soddisfacente
dal punto di vista dell’interesse e della partecipazione locale.
Le iniziative di piccola o grande portata, realizzate sull’intero territorio regionale e promosse attraverso un ricco calendario cartaceo, il sito web del
Ministero (190 eventi) e la stampa nazionale e locale, hanno attirato l’attenzione di un pubblico numeroso e sicuramente interessato ai beni culturali.
Per sette giorni, il Patrimonio culturale, dall’archeologia al contemporaneo, è
stato alla portata di tutti in ogni angolo della regione. Da Piacenza a Rimini, i
Musei hanno offerto l’ingresso gratuito; gli Archivi e le Biblioteche hanno presentato progetti di valorizzazione di documenti e libri o mostre a tema; le
Soprintendenze hanno illustrato restauri appena ultimati; edifici, gallerie e siti
archeologici normalmente chiusi al pubblico hanno aperto le porte. Mostre, conferenze, visite guidate, proiezioni, convegni e concerti hanno dato a tutti la possibilità di scoprire aspetti anche poco noti della cultura emiliano-romagnola.
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via Sant’Isaia 20
40123 - Bologna
Tel. 051 3397011 Fax 051 3397077
[email protected]
È interessante ora sottolineare come, in tempi molto ristretti, la “Settimana della
Cultura” 2008 si sia sviluppata in Emilia-Romagna quasi esclusivamente sulla
base di un rapporto di fiducia costruito nel corso di anni fra gli Istituti del
Ministero e gli enti del territorio.
Superati i tradizionali antagonismi e raggiunta una comune volontà di soddisfare le attese culturali che i cittadini ormai si aspettano dall’evento nazionale,
l’impegno collettivo, oltre all’ottimo risultato, ha messo in luce anche un emergente bisogno di turismo culturale, sostenibile e capace di valorizzare la molteplice e unica identità culturale del territorio. La grande affluenza registrata
fra il 25 e il 31 marzo per le diverse manifestazioni sembra infatti confermare
che il visitatore/viaggiatore/turista, tende ormai ad evitare il caotico turismo
di massa. Più consapevole, curioso e paziente, è sempre più incline ad immergersi in un’atmosfera culturale, fatta di arte e tradizioni, di cultura materiale e
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di modi di vivere, di stili e di piaceri, che può crearsi soltanto in un sistema territoriale governato dalla cooperazione.
Nell’impossibilità di ricordare qui il contributo di tutti coloro che hanno aderito, si vuole comunque indicare qualche esempio di come la collaborazione fra
Enti e Istituzioni possa creare tale clima e favorire, nello spirito della
“Settimana della Cultura”, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio,
nonché la sua miglior fruizione da parte dei cittadini.
Musei Civici e Museo della Cattedrale di Ferrara. Ingresso gratuito dal 25 al 30
marzo in occasione della “X Settimana della Cultura” (Comune di Ferrara,
musei civici)
Il Comune di Ferrara ha messo gratuitamente a disposizione dei visitatori il suo
intero sistema museale. Ricco e articolato, esso è composto di Musei d’Arte
Antica, d’Arte Moderna e Contemporanea, Scientifici, Storico - artistici, Storici
ed Etnografici che soddisfano gli interessi di diversi pubblici e curano lo svolgimento di molteplici attività conservative, didattiche e culturali: Museo
Giovanni Boldini e Museo dell’Ottocento, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”, Palazzo Schifanoia e Civico Lapidario, Casa di
Ludovico Ariosto, Palazzina Marfisa d’Este, Museo di Storia Naturale, Museo
del Risorgimento e della Resistenza, Museo della Cattedrale, Centro di
Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, Palazzo Bonacossi, Tempio di
San Cristoforo alla Certosa.
La cura del bello. Musei, storie, paesaggi. Per Corrado Ricci (Comune di Ravenna,
Mar Museo d’Arte della città di Ravenna – Istituzione Biblioteca Classense –
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di
Ravenna, Ferrara, Forlì/Cesena e Rimini, Museo Nazionale di Ravenna).
A Ravenna, il Museo d’Arte della città, il Museo Nazionale e la Biblioteca
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Classense hanno coordinato visite guidate alla mostra La cura del bello. Musei,
storie, paesaggi. Per Corrado Ricci, nata dalla loro stessa collaborazione.
Aperta dal 9 marzo al 22 giugno 2008, la mostra rende omaggio, nel 150°
anniversario dalla nascita, a Corrado Ricci (Ravenna, 1858 – Roma, 1934),
una delle personalità più complesse della cultura italiana tra Otto e Novecento:
museologo, storico dell’arte, scrittore e funzionario. Il progetto espositivo, dislocato su tre sedi, si propone di documentare l’intensa attività dello studioso
ravennate rivolta alla tutela del patrimonio sia artistico che naturalistico del
nostro Paese. La mostra allestita al Mar intende ripercorrere la vicenda intellettuale di Ricci attraverso capolavori provenienti dai maggiori musei italiani
dove svolse la sua attività: opere che riflettono il suo pensiero, i suoi studi, il
lavoro svolto su tutti i versanti dei beni culturali, la sua innovativa concezione
museografica, ponendo in primo piano la questione della tutela e della salvaguardia del patrimonio storico-artistico. A completare il percorso espositivo,
una mostra nella mostra dedicata al paesaggio italiano, avvertito da Ricci
come bellezza naturale e memoria culturale, con dipinti di artisti coevi come
Avondo, Caffi, De Nittis, Fontanesi, Lojacono, Palizzi, Signorini.
Presso la Biblioteca Classense è ricostruita una biografia culturale dello studioso attraverso materiali del ‘Fondo Ricci’, nonché preziose fotografie autografate di monumenti storici.
Al Museo Nazionale di Ravenna viene dato risalto al contributo di Corrado
Ricci per la conoscenza e la conservazione delle decorazioni musive ravennati attraverso le Tavole Storiche dei Mosaici di Ravenna, edite tra il 1930 il
1937, come supporto grafico documentario finalizzato alla tutela. E’ inoltre
esposta la Fanciulla di Anzio, capolavoro della statuaria greca, a testimoniare
l’attenzione che lo studioso riservò all’archeologia e il suo ruolo di Direttore
Generale per le Antichità e Belle Arti a Roma.
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Icarus Game: dal viaggio virtuale di una video artista all’interno dell’Ex
Collegio Aeronautico, al progetto dell’edificio e sulla sua realizzazione
(Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna
– Comune di Forlì, Assessorato alla Cultura e Università, Servizio Pinacoteca
e Musei – Scuola secondaria di I° grado “Marco Palmezzano” di Forlì)
L’opera della video artista Paola di Bello é un’esplorazione virtuale dell’Ex
Collegio Aeronautico della Gioventù Italiana del Littorio di Forlì, progettato nel
1934 da Cesare Valle. L’edificio fu dotato di un complesso apparato decorativo sul “mito del volo”, che comprendeva mosaici, dipinti murali e una monumentale statua di Icaro.
Il video, finanziato dal Comune di Forlì e realizzato nell’ambito del progetto
“Strada europea della pace da Lubecca a Roma” promosso dal Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, è un perfetto esempio della collaborazione fra la
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna e
il Comune di Forlì. Dall’evento costruito intorno alla sua proiezione e dalla visita guidata all’Ex Collegio Aeronautico è nato un comune impegno per il completamento del censimento degli edifici pubblici con decorazioni costruiti in
Emilia-Romagna durante il ventennio.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DELL’EMILIA-ROMAGNA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici
per le province di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini
Le giornate del FAI di Primavera (5-6 aprile 2008)
a Palazzo Milzetti di Faenza, Museo dell’Età Neoclassica
in Romagna
Elisabetta Bellini
Palazzo Milzetti, Museo Nazionale dell’Età Neoclassica in Romagna, ha
aderito alla XVI edizione delle “Giornate del FAI di Primavera”, svoltesi sabato 5 e domenica 6 Aprile 2008, con aperture prolungate ed entrata gratuita
in entrambe le giornate.
È stata massiccia la partecipazione alle visite guidate al Palazzo, costruito a
partire dal 1792 e decorato all’inizio dell’Ottocento da un gruppo di artisti
guidati da Felice Giani, e alla “capanna rustica” del giardino all’inglese,
manufatto esternamente umile, ma sfarzosamente decorato all’interno con
affreschi che si possono considerare un manuale dell’arte dei giardini inglesi.
Ad accompagnare i visitatori sono stati gli studenti - gli apprendisti Ciceroni del liceo classico “E.Torricelli”, del liceo scientifico “F.Severi”, dei licei
“S.Umiltà”, dell’Istituto tecnico “A.Oriani” e dell’Istituto d’arte per la ceramica
“G.Ballardini”, opportunamente preparati dagli operatori del Servizio educativo del Museo.
Con la loro disponibilità e il loro impegno i ragazzi hanno scelto il modo più
avvincente per sentirsi coinvolti in prima persona nell’opera di valorizzazione
e difesa delle nostre bellezze che da sempre caratterizza la missione del FAI.
Una grande mobilitazione che, per il secondo anno, ha visto anche la partecipazione e l’assistenza della Protezione Civile, testimonianza di come nel corso
del tempo le “Giornate del FAI” siano diventate una manifestazione di servizio
civile per la comunità: ben cinque unità hanno supportato il personale di
Palazzo Milzetti, rendendo possibile visite continue.
Il risultato di questa sinergia di forze non si è fatto attendere: 216 visitatori nella
giornata di sabato, divisi in 5 gruppi, e ben 678 domenica, divisi in 14 gruppi.
Un esito davvero straordinario per Palazzo Milzetti, luogo di indicibile bellezza e potenzialità ancora inespresse, raramente segnalato sui percorsi artistici
più scontati che, grazie alla collaborazione col FAI, il 5 e il 6 aprile, ha potuto mostrare gli affascinanti apparati che rivestono i suoi interni.
All’allestimento delle Giornate FAI di Primavera a Palazzo Milzetti hanno contribuito la locale Delegazione FAI di Ravenna e il Delegato per Faenza. La speranza è che il lavoro svolto in collaborazione per queste “Giornate” possa contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di questo edificio neoclassico e richiamare un pubblico sempre più numeroso, anche in momenti meno ufficiali.
Direzione Generale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale:
Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via Sant’Isaia 20
40123 - Bologna
Tel. 051 3397011 Fax 051 3397077
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Storici,
Artistici ed Etnoantropologici per le
province di Bologna, Ferrara,
Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini
Soprintendente:
Lorenza Mochi Onori
Via delle Belle Arti, 56
40126 Bologna
Tel. 051 4209411 Fax 051 251368
[email protected]
Palazzo Milzetti, Museo Nazionale
dell’Eta’ Neoclassica in Romagna
Direttore: Anna Colombi Ferretti
Via Tonducci, 15
48018 – Faenza
Tel. 0546 26493 Fax 0546 21015
Delegazione FAI di Ravenna
Capo Delegazione:
Claudia Bassi Angelini
Via Antica Zecca, 23
48100 Ravenna
Tel. 0544 32087 Fax 0544 242287
[email protected]
Delegato per Faenza:
Fabio Guerrini
Tel. 0546 681852 - 604205
[email protected]
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DELL’EMILIA-ROMAGNA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici
per le Province di Modena e Reggio Emilia
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale:
Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via Sant’Isaia, 20
40123 - Bologna
Tel. 051 3397011
Fax 051 3397077
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Storici,
Artistici ed Etnoantropologici
per le Province di Modena
e Reggio Emilia
Soprintendente:
Serenita Papaldo
Piazzale Sant’Agostino, 337
41100 - Modena
Tel. 059 4395711 Fax 059 230196
[email protected]
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Attività didattica della Galleria Estense di Modena
Nunzia Lanzetta
La Galleria Estense ha offerto alle scuole della città, fin dagli anni Settanta, visite guidate prevalentemente rivolte ad illustrare il percorso espositivo.
L’esigenza di adottare nuove forme d’incontro con i fruitori, primi fra tutti i
ragazzi della scuola dell’obbligo, ha portato negli anni Ottanta ad elaborare
e sperimentare nuovi percorsi a superamento della semplice visita guidata.
Le varie proposte per il pubblico adulto - cicli di conferenze, mostre didattiche,
eventi a tema, per citare qualche esempio - hanno consentito di proporre
un’ampia gamma di incontri tra la Galleria e il suo pubblico.
Per la scuola, che considera il museo uno dei luoghi privilegiati dell’educazione extrascolastica, bisognava invece adeguare l’offerta alla domanda, superando la fruizione del museo come appuntamento consolidato del calendario
scolastico, troppo spesso semplice passeggiata annuale degli alunni, che poco
lascia. L’incontro doveva stimolare l’interesse per “le cose artistiche” che si
andavano ad osservare, ed essenzialmente doveva piacere e non annoiare,
riportando i giovani visitatori nel museo come scelta e interesse nel tempo libero. Ci si è posti quindi il problema di diversificare l’offerta in più itinerari finalizzati ad educare all’immagine attraverso una lettura ampia e mediata delle
opere, con il concorso di supporti ludici e di quelle tecniche di apprendimento legate al rinforzo dei contenuti e delle esperienze vissute.
Da questi presupposti si è sviluppata l’attività della Sezione didattica che ha
cercato di attuare “un nuovo sistema” d’interazione con gli altri sistemi della
vita pubblica, ove il museo si pone come luogo d’incontro, di confronto e di
crescita. Il riconoscimento del bene artistico come memoria storica dell’individuo da tutelare, salvaguardare e conservare, rientra nella metodica costantemente messa sul campo negli itinerari proposti.
Partendo da procedimenti molto semplici, che apparentemente possono sembrare scontati, si è tentato di determinare gli obbiettivi didattici da perseguire,
primi fra tutti l’informazione e la divulgazione.
Nei percorsi predisposti per la scuola dell’obbligo, includendo anche la scuola materna, si sono diversificati gli itinerari per fasce d’età, in considerazione
della diversità dei curricola scolastici, del grado d’attenzione, motivazione,
conoscenza dei ragazzi dai quattro ai quattordici anni.
L’attenzione per la scuola materna era prioritaria per colmare quel vuoto di
interesse verso i più piccoli, ma nello stesso tempo i più ricettivi e aperti alle
conoscenze.
Proprio nella scuola materna è infatti possibile stimolare e arricchire le prime
forme di espressione creativa e di alfabetizzazione all’immagine; i bambini di
tre, quattro anni (e l’esperienza lo ha confermato) riescono a comprendere
aspetti non superficiali dell’arte e sono in grado di interpretare e distinguere
tecniche, materiali e fasi.
L’incontro con l’arte avviene ovviamente in modo semplice e chiaro, la lettura
dell’opera è mediata dal racconto atto a stimolare l’immaginario infantile e dal
gioco che compone, precede o termina l’itinerario.
I risultati raggiunti e l’ esperienza condotta in questi anni, ricchi di nuovi
approcci didattici, hanno creato le basi, per una didattica qualitativa alla
Galleria Estense.
Le nuove proposte
Le nuove proposte per l’anno 2008 sono possibili grazie al contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
In linea con le esigenze di una snella e piena fruizione dei percorsi è attivata
una revisione degli apparati di supporto, che saranno arricchiti di nuovi sussidi didattici: DVD, CD, apparati ludici e retroproiezioni. Questi materiali, supporto per docenti e alunni, vogliono garantire un contributo oltre il percorso
museale, con una modalità chiara di utilizzo dei materiali.
ANCHE I QUADRI SI AMMALANO.
UN NUOVO PERCORSO, UNA PROPOSTA, UN LIBRO DEDICATO AI RAGAZZI
Destinatari:
Scuola Elementare 3°4°5°; Secondaria di I grado; Secondaria II grado biennio; Secondaria II grado triennio.
I dipinti conservati in un museo d’arte antica hanno una storia, risentono dei
danni causati dall’ uomo e dal tempo. Attraverso un paragone, facilmente comprensibile, il dipinto, come il corpo umano, si ammala ed ha bisogno di cure,
di specialisti e di strutture per guarire. Il percorso attraverso l’osservazione di
un piccolo nucleo di dipinti della Galleria Estense permette di cogliere i danni,
le lacune, le piccole fratture e perdite di colore che in particolare il tempo ha
prodotto sulle opere.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA-ROMAGNA
Archivio di Stato di Modena
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale:
Antonia Pasqua Recchia
Via Gaeta, 8a
00185 Roma
Tel. 06 4469928
Fax 06 4882358
[email protected]
Direzione Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale:
Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via Sant’Isaia, 20
40123 - Bologna
Tel. 051 3397011 Fax 051 3397077
[email protected]
Archivio di Stato di Modena
Direttore: Euride Fregni
Corso Cavour, 21
41100 Modena
Tel. 059230549 Fax 059 244240
[email protected]
www.archivi.beniculturali.it/ASMO/index.html
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Iniziative volte al perseguimento degli obiettivi
di efficienza, sviluppo, qualità
Anna Rosa Venturi
Per l’Archivio di Stato di Modena, l’anno 2008 è decollato all’insegna di una
precisa volontà di accrescere, migliorare e sviluppare le proprie potenzialità
soprattutto rispetto alla propria utenza e in rapporto con gli altri enti. Con questo stesso spirito si vuole portare avanti anche per il 2009 tale politica, in vista
di una ulteriore e progressiva modernizzazione dell’istituto e alla sua apertura
alla città, agli utenti e alle istituzioni.
Al fine di partecipare al progetto del SIAS (Sistema Informativo degli Archivi
di Stato) si è iniziata la mappatura informatica dell’intero patrimonio archivistico. Finora è stato censito circa un terzo della sterminata documentazione in
dotazione dell’istituto. E’ stato riformulato il sito web dell’Archivio, corredandolo di immagini dell’istituto stesso e aprendo nuove pagine ad uso e per comodità degli utenti. In particolare, in tempo reale, viene aggiornata la pagina
degli eventi e delle iniziative in corso.
Si è dedicata particolare cura alla biblioteca, ricca di oltre 20.000 volumi,
senza contare i periodici, di peculiare e specifico interesse. E’ stata di conseguenza curata la formazione di alcune unità di personale onde poter catalogare in SBN. Presi gli opportuni accordi e dopo la firma della convenzione,
l’Archivio è così entrato nel locale Polo SBN in cui via via vanno confluendo le
schede dei libri, visibili in OPAC Sebina e in OPAC SBN.
Si è aderito al progetto “Portale degli italiani”, cioè al trasferimento su supporto informatico dei registri dei nati nei vari comuni della provincia: il lavoro svolto ha condotto all’inserimento di dati anagrafici secondo lo schema predisposto in sede ministeriale. Sono stati già inseriti i comuni di Bomporto e di
Bastiglia in modo completo ed è stato iniziato Campogalliano. Il totale dei
record immessi ammonta a 10.500 nomi.
Sono stati sviluppati i contatti e le collaborazioni con altri istituti e con Enti sul
territorio, approdando ai primi risultati concreti. L’accordo con il Centro Studi
Muratoriani permetterà di integrare le attuali lezioni curricolari della locale
Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica con alcune altre sull’edizione
delle fonti e sulle norme di trascrizione di documenti moderni. La collaborazione con la Provincia di Modena, oltre alla stipula della citata convenzione con
Sebina, ha reso possibili diverse iniziative di lezioni e di incontri soprattutto
sulla didattica in archivio. Con il Comune di Modena, si sta cooperando per
le cosiddette “Settimane estensi” previste il prossimo mese di giugno, attraverso il prestito di alcuni pezzi per la grande mostra da farsi nella Pinacoteca
Estense e con una piccola esposizione–corollario in sede, sul tema “Tesori alla
tavola degli Este”. La Fondazione di Vignola, che ha finanziato la stampa dell’importante glossario dell’antico modenese di Giuseppe Trenti Voci di terre
estensi. Glossario del volgare d’uso comune (Ferrara Modena) da documenti
e da cronache del tempo. Secoli XIV-XVI, ha cooperato alla presentazione
dello stesso che si è tenuta in Archivio di Stato durante la settimana della cultura 2008. La collaborazione infine con l’Università ha reso possibili lezioni di
contenuto chimico e tecnico sulla carta, sui pigmenti e sugli inchiostri, utilissime per la realtà archivistica, per il restauro e per la scuola.
L’Archivio ha partecipato e parteciperà ai saloni del Restauro di Ferrara e di
Venezia, presentando progetti e capi d’opera studiati, progettati ed eseguiti
nel proprio laboratorio interno di restauro.
Allo stesso modo è stato e sarà coinvolto nelle iniziative programmate dal
Ministero con incontri di specifico interesse: Giornate europee del Patrimonio,
Settimana della cultura, Festa europea della Musica, Giornate della cultura
ebraica, settimana della didattica in Archivio.
In particolare, per il prossimo 21 giugno (Festa della musica 2008) l’Archivio ha
promosso nella propria sede un convegno che vedrà alternarsi nelle due sedute
(antimeridiana e pomeridiana) esperti della materia, professori e musicologi.
Il 5 settembre 2008 le giornate della cultura ebraica verranno celebrate, in collaborazione con la locale Comunità israelitica, attraverso una mattina di studi
dedicata a tale argomento, analizzato attraverso le documentazioni archivistiche. Anche in tale occasione si alterneranno relazioni di esperti della materia
e di professori la giornata si concluderà con la visita alla locale sinagoga dove
sarà visibile il plastico dell’antico ghetto modenese.
L’adesione al progetto nazionale “Comunicazione istituzionale” ha portato a
notevoli risultati, in parte sopra descritti, e alla collaborazione con un liceo
locale per sperimentazioni su documenti.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA-ROMAGNA
Biblioteca Palatina
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore
La Biblioteca Palatina di Parma tra tradizione
e innovazione
Direttore Generale:
Maurizio Fallace
Lauretta Campanini
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300
Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
La Biblioteca Palatina, la maggiore e la più antica biblioteca pubblica di
Parma, deve la sua origine alla politica illuminata del duca Filippo di Borbone,
che la fondò nel 1761. Dotata di una consistenza iniziale di circa 40.000
volumi, venne costantemente ampliata attraverso donazioni e acquisti; tra i più
significativi si ricordano: il Fondo orientale De Rossi, la Biblioteca privata dei
Duchi di Borbone - Parma, la Raccolta di stampe Ortalli, il Fondo spagnolo, la
Collezione delle edizioni bodoniane e l’Archivio politico dei Parlamentari
dall’Unità ad oggi.
Attualmente conserva un patrimonio di circa 800.000 volumi, di cui 6.600
manoscritti, molti dei quali riccamente miniati, 3.000 incunaboli, 15.000 cinquecentine, 75.000 lettere, 50.000 stampe che documentano l’arte incisoria
dal XV al XIX secolo.
Inserita in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza di un’antica
sede universitaria, svolge, non solo un’importante funzione nella vita culturale
locale e nazionale, ma proprio per l’unicità di alcuni suoi fondi, è frequentata
da studiosi di tutto il mondo.
La Biblioteca consta di tre sale con oltre 100 posti di lettura e 10 postazioni
internet per la ricerca bibliografica. Oltre al catalogo informatizzato, realizzato nell’ambito del Sistema Bibliotecario Parmense con l’adozione di una soluzione software aperta (SEBINA) che garantisce la catalogazione cooperata in
Indice SBN e consente l’accrescimento dei servizi offerti – tra cui l’avvenuta
adesione al servizio di prestito interbibliotecario ILL - offre l’accesso a diversi
cataloghi storici a schede e a volumi realizzati in epoche differenti, molti dei
quali ora disponibili in formato digitale.
Dal settembre 2006, quale titolare del deposito legale per Parma e provincia,
acquisisce la produzione libraria edita sul territorio, incrementando in tal modo
la già ricca sezione di storia locale, curata negli anni precedenti tramite il diritto di stampa, esercitato fin dalle sue origini per il Ducato.
Quale Istituto di conservazione, si propone di salvaguardare e accrescere le
proprie collezioni storiche e, al tempo stesso, di allargare la propria dotazione libraria con l’acquisizione di opere correnti, anche su supporto non cartaceo, di acquisire la produzione editoriale italiana e straniera indispensabile
per l’aggiornamento dei repertori e di aprirsi alle nuove tecnologie impiegate
per la valorizzazione e la fruizione dell’ingente patrimonio antico e moderno.
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Direttore Regionale:
Luciano Marchetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Paola Monari
Via Sant’Isaia, 20
40123 - Bologna
Tel. 051 3397011
Fax 051 3397077
[email protected]
Biblioteca Palatina
Direttore: Andrea De Pasquale
Strada alla Pilotta, 3
43100 Parma
Tel. 0521 220411
Fax 0521 235662
[email protected]
www.bibpal.unipr.it/
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In questa prospettiva si pone la progressiva digitalizzazione dei suoi fondi, in
particolare della raccolta di stampe Ortalli, dei documenti dell’Archivio
Micheli-Mariotti e dei manoscritti musicali.
La Biblioteca ha un sito internet completamente rinnovato nell’ambito di un progetto di restyling realizzato nel 2004 e ulteriormente potenziato nella parte
destinata agli eventi culturali. Di conseguenza, gli utenti hanno accesso alle
informazioni riguardanti l’Istituto, i servizi offerti, il patrimonio conservato, le
attività in corso e le manifestazioni in programma, sia per iniziativa dell’Istituto, sia in collaborazione con altre Istituzioni.
Nell’ambito del Polo bibliotecario parmense, per la parte di competenza, la
Biblioteca partecipa al servizio di reference cooperativo on-line “Chiedi al
bibliotecario”, che consente un miglior orientamento ai servizi e alle opportunità fornite dai vari Istituti.
In coerenza con l’obiettivo di offrire servizi a tutti i tipi di utenza e in particolare ai cittadini diversamente abili (non vedenti, ipovedenti, dislessici) la Biblioteca partecipa al progetto “Il libro parlato”. Iniziativa che, in base alla convenzione tra la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali e l’Associazione Libro Parlato dei Lions, prevede l’utilizzo di postazioni informatiche
per l’accesso ai servizi di ascolto, download e prestito di oltre 7000 audio-libri
attraverso il sito www.libroparlatolions.it
La Biblioteca si pone infine l’obiettivo di migliorare, in misura proporzionale
alle risorse disponibili, la propria comunicazione con l’utenza, la valorizzazione e la promozione del proprio patrimonio e dei servizi offerti, tramite l’utilizzo di strumenti innovativi e tecnologiamente avanzati.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
Biblioteca Statale Isontina
Direzione Generale per i Beni Librari,
gli Istituti Culturali ed il Diritto
d’Autore
Brevi considerazioni sulle attività culturali delle
biblioteche statali del Friuli Venezia Giulia
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Marco Menato
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300 Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Direzione Regionale
del Friuli Venezia Giulia
Direttore Regionale: Roberto di Paola
Coordinatore per la Comunicazione:
Claudio Barberi
Piazza della Libertà, 7
34132 Trieste
Tel. 040 4194814 Fax 040 43634
[email protected]
Biblioteca Statale Isontina
Direttore: Marco Menato
Via G. Mameli, 12
34170 Gorizia
Tel. 0481 580211 – 210 – 230
Fax 0481 580260
[email protected]
78
Le biblioteche in un’epoca in cui l’informazione, a tutti i livelli, è facilmente
accessibile, diventeranno (o torneranno ad essere?) sempre di più luoghi privilegiati di incontri, di scambi di idee, di silenzi intelligenti, di piaceri segreti, le
biblioteche saranno frequentate da una élite discreta, affabile, divorata – nonostante internet et similia – da passioni cartacee e almeno a Gorizia e a Trieste,
da un’altra passione, per la pittura. E perciò le mostre d’arte nelle Biblioteche
Statali del Friuli Venezia Giulia vogliono fondare un tipo di biblioteca che sia
vetrina dei cambiamenti, stazione per altre partenze, luogo conosciuto ed
amato, dove si può leggere, osservare, guardare e parlare, ma anche rimanere assorti, oziosi, in attesa di una passione, di un moto vitale, di un volo dell’anima. Le biblioteche, quindi, in questi anni hanno rincorso un pubblico diverso, non abituato forse alle letture silenziose o alla ricerca, anche se questo pubblico non ha cessato di frequentare le nostre biblioteche e in qualche momento si è pure confuso con il personale, condividendo difficoltà economiche e
gestionali, ma anche le straordinarie opportunità della informatica applicata
alla mediazione catalografica.
Non è facile dire oggi se la scelta (per molti versi “appagante” per il bibliotecario) gioverà alle biblioteche, tradizionalmente “macchine librarie” e non palcoscenico di oralità. Tuttavia la scommessa valeva la pena di percorrerla fino
in fondo, anche per comprendere meglio il passato e cercare di costruire il futuro delle biblioteche nel quale siamo già immersi.
Le due biblioteche statali del Friuli Venezia Giulia hanno perciò praticato nelle
Settimane della Cultura, ma in genere lungo tutto l’anno “bibliotecario”, una
politica culturale attenta a coniugare la loro naturale missione con l’attualità,
la ricerca, la formazione permanente e il diletto.
Conferenze, seminari, proiezioni, concerti e mostre d’arte hanno occupato
queste biblioteche quasi senza lasciare momenti di silenzio (o di vuoto) e
soprattutto creando un pubblico affezionato e amico. Fra le attività, l’esperienza delle mostre d’arte è senz’altro la più riuscita e quella che – se programmata criticamente – riserva alla biblioteca un compito importante, riguardo sia
alla conoscenza dell’arte militante (che è forse altra cosa delle roboanti mostre
d’arte che si aprono o nei musei o nei grandi spazi per eventi) sia alla valutazione della componente estetica come una parte importante e indispensabile
della storia culturale, valutazione che avviene non librescamente ma attivamente sull’opera d’arte presente nelle vesti dell’opera, dell’artista e della letteratura corrispondente. Da questo punto di vista esperienziale, le letture di poesia,
fatte da attori, dagli autori stessi o dai critici, sono senza dubbio le pratiche
che raggiungono da subito un livello di soddisfazione molto alto. Sentire dire
la poesia deve essere considerato alla stessa stregua del sentire la musica, cioè
un concerto, eppure ancora non è sempre così e ci si meraviglia che alle semplici “letture” il pubblico sia sempre più attento e numeroso. Per questo dal
prossimo autunno la Biblioteca Statale Isontina, che ha sperimentato alcuni
cicli di lettura, varerà la “Cattedra di poesia”, sulla quale i critici leggeranno
liberamente poesie antiche e moderne, italiane e straniere, senza alcun commento, consentendo solo una nota biografica.
Tutto ciò che tocca l’anima del frequentatore di biblioteche, che gli consente
quasi di “toccare” l’esperienza estetica, e cioè il contatto con l’opera d’arte,
che sia appesa al muro o sentita dalla voce di un dicitore (la poesia), sembra
che rientri nella missione della biblioteca e che quindi le biblioteche possano
(e debbano) offrire fra i loro servizi, anche il “contatto” diretto, non mediato,
con l’Arte. E l’offerta deve essere rivolta a un pubblico indifferenziato, ma
appassionato di ogni forma della cultura, e qui risulta chiaro quale sia lo “specifico” della biblioteca, che è più l’educare che il conservare ossia il conservare per educare.
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Archivio di Stato di Roma
“L’acqua e la città. Il ritorno dell’acqua a Roma tra il ‘500
e il ‘600”
Marina Morena
Questo lavoro ha lo scopo di offrire alcune riflessioni sul significato della mancanza dell’acqua sullo sviluppo di una grande città e per la sua popolazione.
In Italia il problema dell’acqua è salito alla ribalta negli ultimi mesi. Non è più
una novità infatti che l’acqua assumerà un valore politico ben superiore a quello del petrolio. Su questa traccia si è cercato di dare un piccolo contributo ricostruendo sinteticamente il lungo periodo in cui i romani per sopperire alla mancanza d’acqua facevano ricorso ai pozzi e soprattutto all’acqua del Tevere,
che acquaioli vendevano andando in giro per la città . La presenza dell’acqua, oggi come nel passato, è un elemento fondamentale per consentire l’insediamento della popolazione e lo sviluppo delle civiltà. Grande è stata fin dall’antichità l’importanza data allo sfruttamento delle risorse idriche del territorio
di Roma, così come tecnologicamente avanzate sono state le maggiori realizzazioni fatte dagli ingegneri idraulici romani, di cui gli acquedotti costituiscono un esempio straordinario.
Nessuna città fu ricca d’acque come Roma antica. Partendo da questa constatazione la pubblicazione e il video allegato ripercorrono dopo il momento buio
costituito dalle invasioni barbariche, il progressivo ripristino degli antichi
acquedotti romani, la costruzione delle monumentali fontane che anche oggi è
possibile ammirare, la politica pontificia tesa ad abbellire la città e a migliorare le condizioni di vita dei romani.
Sullo sfondo la documentazione archivistica conservata nell’Archivio di Stato
di Roma, in particolare nell’interessante archivio della “Presidenza degli
acquedotti urbani”.
Si è cercato di dare così un piccolo contributo alla campagna di sensibilizzazione in atto sul corretto uso delle risorse idriche , grazie anche al contributo
di che ha sponsorizzato questa iniziativa.
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Ignazia Tocco
Via Gaeta, 8a
00185 Roma
Tel. 06 4969928 Fax 06 4882358
[email protected]
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Francesco Prosperetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese,1
00153 Roma
Tel. 06 5810565 Fax 06 5810700
Archivio di Stato di Roma
Direttore: Luigi Londei
Palazzo della Sapienza
Corso del Rinascimento, 40
00186 Roma
Tel. 06 6819081 Fax 06 68190871
[email protected]
www.archivi.beniculturali.it/asrm/index.html
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Archivio di Stato di Roma
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Ignazia Tocco
Via Gaeta, 8a
00185 Roma
Tel. 06 4969928 Fax 06 4882358
[email protected]
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Francesco Prosperetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Archivio di Stato di Roma
Direttore: Luigi Londei
Palazzo della Sapienza
Corso del Rinascimento, 40
00186 Roma
Tel. 06 6819081
Fax 06 6864123
[email protected]
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Con magnificenza e con decoro. I Comuni e la devozione
civica nel territorio romano tra ‘700 e ‘800: luoghi, riti,
feste, protagonisti
Daniela Sinisi e Maria Grazia Branchetti
La mostra, realizzata dall’Archivio di Stato di Roma, è dedicata ad un tema
che negli ultimi anni ha attratto l’attenzione di studiosi di diverse discipline, in
particolare, degli antropologi e l’interesse, in Italia, di numerosi enti territoriali: la devozione popolare, o civica, com’ è stata spesso definita, cioè quel particolare tipo di religiosità collettiva, che da secoli si è manifestata e si manifesta ancora oggi nella venerazione verso il santo patrono, protettore della città
o del luogo. In tale culto erano coinvolte le diverse componenti di ogni comunità: le istituzioni di governo, centrale e locale, le istituzioni ecclesiastiche, con
il clero regolare e secolare impegnato, insieme alle locali confraternite, a rendere onore al santo nelle maniere previste dalla tradizione, e la popolazione
intera, la cittadinanza, che desiderava onorare con la giusta “pompa e magnificenza” patroni e compatroni. Il legame che unisce tutti, al di là della diversità stessa di idee e sentimenti, è il senso di una comune identità che trova il suo
simbolo e la sua incarnazione proprio nel culto patronale.
Occasione e impulso per l’organizzazione di una mostra storico-documentaria
dedicata a tale argomento è stato un recente lavoro d’inventariazione della
serie “ Titolo VII-Culto” dell’archivio della Presidenza di Roma e Comarca (anni
1830-1870). In tale serie documentaria, accanto a carteggio relativo ad affari generali, per i vari comuni (sacre missioni, predicatori della Quaresima, visite pastorali dei vescovi diocesani, visite dei pontefici etc.) sono presenti, anche
per comunità piccole e povere, fascicoli relativi proprio alla devozione “civica”, intesa nel senso sopra esposto, e, soprattutto, ai festeggiamenti tributati ai
santi patroni e ai restauri e alla manutenzione delle chiese di pertinenza comunale, eventi per i quali si chiedeva autorizzazione alla Presidenza di Comarca,
in caso di spese eccedenti quanto previsto nei bilanci comunali.
Partendo da tale interessante spunto, non solo si è indagato in altri fondi
dell’Archivio di Stato (Sacra Congregazione del Buon Governo, soprattutto,
ma anche Camerale III- Comuni, Collezioni dei disegni e mappe, Legazione di
Velletri etc.), ma si è pensato di dedicare particolare attenzione agli archivi di
quelli che sono i protagonisti principali della devozione civica: i Comuni, e in
particolare i Comuni dell’area romana, la Comarca, appunto, in epoca pontificia. Principalmente all’epoca pontificia, e in particolare ai secoli XVIII e XIX,
è infatti dedicato il percorso espositivo, perché, come è noto, a tale periodo si
riferisce la stragrande maggioranza della documentazione dell’Archivio di
Stato di Roma. Anche i Comuni, che hanno partecipato all’iniziativa (Albano,
Anzio con Nettuno, allora unite, Bracciano, Genzano, Grottaferrata, S.Oreste,
Tivoli e Velletri) hanno effettuato ricerche per lo stesso periodo nelle loro carte,
per aggiungere informazioni sempre assai interessanti ed “attuali”, a quelle
pur abbondanti reperite presso l’Archivio di Stato.
Accanto alle fonti documentarie, come da tradizione per le iniziative di divulgazione di questo tipo, si sono utilizzate varie fonti iconografiche, conservate
in musei e istituti locali o statali ed anche, con la preziosa collaborazione
dell’Istituto del catalogo e della documentazione, fotografie che permettono di
dare al visitatore un’occhiata d’insieme ai luoghi della mostra, oggi.
La mostra, realizzata su pannelli è corredata da un catalogo edito da
Gangemi.
Nel corso del 2008 la mostra seguirà un percorso itinerante attraverso i
Comuni del Lazio, che hanno aderito all’iniziativa.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL LAZIO
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Lazio
Direttore Regionale: Francesco Prosperetti
Sistemi per il Governo del territorio - Gis nel Lazio
meridionale. Il Progetto “L’ager di Aquinum. –
Conoscere per tutelare“
Coordinatore per la Comunicazione:
Anna Maria Romano
Giovanna Rita Bellini
Piazza di Porta Portese, 1
00153 Roma
Tel. 06 5810565
Fax 06 5810700
Il Lazio meridionale, ed in particolare il territorio afferente all’antico ager della
colonia romana di Aquinum (Comuni di Castrocielo, Aquino, Roccasecca,
Piedimonte San Germano, Pontecorvo, in provincia di Frosinone), è un’area di
estremo interesse archeologico, ma fortemente impattata da dinamiche evolutive ineluttabili.
La via Casilina, la ferrovia Roma-Napoli via Cassino, l’Autostrada RomaNapoli (che taglia la parte meridionale della città antica oltre ad una fascia
consistente del territorio) con il casello di Pontecorvo e le Aree di servizio
Casilina est ed ovest (impostate sull’area immediatamente periurbana), la
nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Roma-Napoli, l’espansione urbanistica
incontrollata (sottoservizi di tutti i tipi hanno distrutto gli strati post classici e
medievali e parzialmente la via Latina), le trasformazioni del territorio da agricolo a industriale (lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano è stato
costruito sulla via Latina; le opere di presa dell’Acquedotto degli Aurunci e le
relative canalizzazioni hanno attraversato il territorio in un contesto di assi centuriali, insediamenti rustici, piccole aree funerarie) hanno fortemente segnatosoprattutto nel XX secolo appena trascorso- un territorio ove si erano mantenuti i caratteri storici e ambientali antichi. Con il progetto per la realizzazione
della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli è stata quindi codificata nel 1994, sulla base di precedenti esperienze, una metodologia di
approccio all’epoca innovativa, articolata in varie fasi successive, tra loro correlate e tutte imprescindibili: il monitoraggio archeologico (basato sulla interazione di più flussi informativi derivanti dalle fonti storiche, dallo spoglio bibliografico, dalle ricerche di archivio, dalla fotointerpretazione aerea, dall’esame
della cartografia storica), l’analisi dei dati (cioè la valutazione critica delle
informazioni raccolte), l’individuazione mirata delle verifiche da effettuarsi, le
verifiche stesse, articolate in indagini conoscitive o in veri e propri scavi
archeologici, l’acquisizione finale dei dati di scavo e la realizzazione della
carta archeologica, intesa come la carta delle effettive certezze, su cui basare
le ricostruzioni diacroniche del paesaggio antropizzato.
Negli stessi anni, in occasione di altri interventi, come la redazione del piano
regolatore di Castrocielo e un progetto di valorizzazione dell’antica colonia,
Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Lazio
Soprintendente: Marina Sapelli Ragni
Via Pompeo Magno, 2
00182 Roma
Tel. 06 3265961
[email protected]
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sono state perimetrate le aree dei casali e delle masserie con testimonianze
antiche; sono stati riportati su base cartografica adeguata i limites nord-sud
della strigatio precoloniale e gli assi ortogonali della centuriazione coloniale;
sono state evidenziate le sopravvivenze degli antichi percorsi in corrispondenza di tracciati stradali rurali caratterizzati da un sistema di alberature secolari, con la redazione di una carta d’insieme da cui risulta evidente (ovviamente in via preventiva, non verificata) la correlazione dei casali con i limites delle
suddivisioni agrarie. Grazie alla nuova normativa relativa all’archeologia preventiva il metodo è diventato strumento di lavoro quotidiano, strutturato nel progetto “L’ager di Aquinum- Conoscere per tutelare” che prosegue, con soggetti
quali “Autostrade per l’Italia s.p.a.”, “Edison s.p.a.”, “Consorzio di Bonifica
n.9 Valle del Liri”, l’esperienza avviata con “TAV- Treno Alta Velocità”, ed è
portato avanti da un gruppo di ricerca da me coordinato, costituito da geologi, archeologi topografi e documentalisti. Obiettivo del progetto è “governare“
in maniera coordinata le trasformazioni dell’età contemporanea, così che non sia
cancellata la leggibilità dell’antico. Il progetto si articola, secondo la normativa
dell’archeologia preventiva, nelle fasi di monitoraggio, analisi dei dati, verifiche
dirette e scavi archeologici, inserimento dei dati nel sistema informativo territoriale, prima comunicazione periodica, pubblicazioni scientifiche. nell’esercizio di
una tutela intesa non solo e non necessariamente in senso fisico, ma anche come
conservazione e tradizione dell’identità storica del territorio, giungendo alla ricostruzione della geomorfologia antica che ha determinato le scelte insediamentali,
alla ricostruzione diacronica del paesaggio antropizzato e delle attività umane
(agricole, artigianali, produttive), alla conoscenza degli antichi abitanti e della
loro cultura. Riportati nell’ambito di una azione programmata e sistematizzata
tutti gli interventi che continuano a susseguirsi nell’ager di Aquinum sono non
più antitetici alla tutela, ma strumenti essi stessi per la salvaguardia della conoscenza, soprattutto di quegli elementi labili come gli assi centuriali, gli strati di
frequentazione post classica o le testimonianze delle epoche più antiche, le
piccole aree funerarie, le fondazioni in ciottoli, o quelli generalmente trascurati come la conoscenza diretta del substrato geologico fondamentale invece per
capire l’uso antropico del territorio.
La sistematizzazione dei dati, sia di monitoraggio sia di verifica diretta, e la
necessità di una loro gestione, sia per il controllo del territorio sia per fini scientifici, ha portato alla impostazione di un sistema informativo territoriale.
L’impostazione del G.I.S. è avvenuta secondo due linee di sviluppo: rendere
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tutti i dati forniti dai vari flussi informativi completamente digitali e georeferenziati, e generare un prodotto finale agevolmente gestibile anche da utenti non
esperti, creando un sistema friendly di visualizzazione che mantiene quasi tutte
le caratteristiche del GIS possedendo però in più la facilità di interrogazione
di un sito web.Lo sviluppo e l’ottimizzazione di metodologie per il trattamento
e la gestione dei dati archeologici, l’elaborazione di una cartografia territoriale, storico-archeologica, basata sulla ricognizione diretta e sulla puntualizzazione dei siti, mediante sistemi georeferenziati fornisce ai dati un’accuratezza
che non appartiene al consueto metodo di produzione della documentazione
di ricognizione. Dalla mappatura dei siti è scaturito un database semplice e
facilmente gestibile, che può essere visualizzato tramite degli hyperlinks associati ai siti attraverso i quali è consultabile tutta la documentazione del monitoraggio.Si è scelto un tipo di rappresentazione univoca per ogni elaborazione,
al fine di definire in maniera omogenea i dati e predisporre quindi uno strumento uniforme per la gestione e governo del territorio.
Il GIS è stato elaborato da Gloria Sgrigna – LAND Srl. indagini territoriali e archeologiche.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA LIGURIA
Palazzo della Rovere di Savona. Il restauro
della facciata di Giuliano da San Gallo
Maria Di Dio
Il Palazzo della Rovere di Savona, commissionato nel 1493 a Giuliano da San
Gallo dal Cardinale Giuliano della Rovere e che, secondo quanto riporta il
Vasari nelle sue “Vite”, dovrebbe essere stato completato nel 1500, è oggetto
di un restauro generale iniziato nel 1994 su impulso del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, in base al quale sono stati già realizzati molti interventi
significativi.
Oltre alle consuete indagini (studi, ricerche presso archivi parigini, avignonesi, romani, fiorentini e savonesi, rilievi architettonici e di dettaglio, termografie,
analisi archeometriche, ecc) e agli interventi di restauro più strettamente “artistici” come quelli della volta sangallesca dell’atrio principale, degli affreschi di
Andrea Semino e Giovanni Baglione, nonché della decorazione dei fratelli
Brusco della Grande Sala di Rappresentanza voluta dal Prefetto Chabrol, sono
stati demoliti parecchi volumi superfetativi costruiti negli anni ’70 sui terrazzi,
di cui quindi sono stati ripristinati i nuovi lastrici solari. Sono state altresì progettate, ed in parte realizzate secondo le attuali normative, tutte le installazioni impiantistiche generali, in modo da poter suddividere il Palazzo in compartimenti separabili e autosufficienti ma omogenei tra loro e serviti da centrali di
alimentazione unificate per ottimizzarne i consumi.
Purtroppo il restauro generale è ancor oggi ben lungi da essere completato,
tuttavia è stato recentemente concluso quello della facciata principale prospiciente via Pia che, insieme all’atrio impreziosito dalla splendida volta a getto
di malta e alle due sale monumentali ad esso adiacenti, fino al 1871 aveva
conservato le maggiori tracce dell’aspetto originario del Palazzo, quello sicuramente attribuibile a Giuliano da San Gallo.
In quell’anno le due sale, che fiancheggiano l’ingresso principale e più antico,
furono trasformate in locali commerciali con tramezze e soppalchi e quindi
rese accessibili mediante l’apertura di ampi ingressi-vetrine che comportarono
la sostanziale modifica della parte bassa della facciata. L’istanza utilitaristica
dovette suscitare polemiche anche all’epoca, infatti presso l’Archivio di Stato
di Savona si conserva il disegno di progetto dell’ing. Tissoni piuttosto dettagliato e chiaramente inteso a dimostrare come le nuove aperture fossero interventi minimi, di semplice adattamento.
In realtà l’intervento, una volta eseguito, fu devastante:
le quattro grandi aperture ebbero l’effetto di banalizzare l’elegante definizione decorativa del rivestimento lapideo originale, che era giocata sul raffinatis-
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Liguria
Direttore Regionale:
Pasquale Bruno Malara
Coordinatore per la Comunicazione:
Laura Giorgi
Via Balbi, 10
16126 Genova
Tel. 010 248801 Fax 010 2465532
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simo contrasto cromatico tra il tipico bigio dei masselli d’ardesia degli sfondati e il bianco marmoreo delle cornici delle finestre, dei riquadri incastonati
sopra e sotto le finestre e di quello delle paraste e del fregio che intelaiano il
primo ordine architettonico. Ma soprattutto stravolsero completamente la connotazione architettonica originale in quanto resero impercettibile la traccia del
basamento della facciata stessa, che certamente era continuo, e relegarono a
semplici sopraluci i resti delle alte finestre che invece, nelle intenzioni del San
Gallo, dovevano denunciare una tipologia tipicamente toscana, tutta organizzata intorno ad una monumentale corte interna.
Di primo acchito, nonostante che l’esistenza di una buona documentazione
dello stato precedente (come il rilievo firmato Auzillon, del 1808 e rintracciato negli Archives Nationales di Parigi, quello pubblicato dal Gauthier nel 1818
e il citato disegno di rilievo e progetto redatto dal Tissoni e conservato
nell’Archivio Storico di Savona) potesse garantire una soluzione certamente
non “fantasiosa”, sembrava scientificamente imbarazzante, nell’ambito di un
restauro moderno, rimuovere elementi ormai storicizzati.
È parso quindi corretto promuovere un confronto con gli esperti che avessero
voluto partecipare alla definizione di una così difficile scelta di restauro. A tal
fine la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria, con
la fattiva collaborazione dell’Ordine degli Architetti di Savona, del Comune e
dell’Amministrazione Finanziaria che detiene il Palazzo, nel 1997 promosse
un Concorso Nazionale di Idee per Architetti, con il dichiarato obiettivo di individuare la soluzione specifica più soddisfacente sia sotto il profilo scientifico
sia sotto quello progettuale.
L’esito di tale Concorso, reso pubblico in occasione della XIII Settimana per i
Beni Culturali svoltasi nel 1998, è stato incoraggiante perché ha consentito di
verificare come la maggioranza dei progetti, insieme a quello dichiarato vincitore, prevedessero la ricomposizione dell’assetto originario. In realtà l’esito
del Concorso ha finito per ribadire che un restauro attento deve saper discernere l’architettura originaria e le sue stratificazioni secolari, comunque significative, dalle superfetazioni e dagli interventi stravolgenti, cercando di evitare
sia modifiche arbitrarie, sia mummificazioni indiscriminate.
Secondo tali principi recentemente è stata ricomposta la parte inferiore della
facciata: sono state finalmente eliminate tutte le superfetazioni esistenti all’interno delle due sale sangallesche e le loro aperture sulla via Pia.
Lo zoccolo basamentale è stato riproposto in lastre e masselli di ardesia secondo un disegno molto semplificato, facilmente riferibile all’epoca attuale, in
quanto non esiste ad oggi alcun elemento su cui basarsi per riproporre le fat-
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tezze dell’originale (che potrebbe essere stato addirittura un sedile, secondo
l’uso rinascimentale tosco-romano).
Tutte le parti proposte come “ricomposizione” invece sono state realizzate in
intonaco colorato in pasta e trattato in modo da simulare il materiale originale (con polvere di ardesia in luogo dei conci e di marmo per le parti basse
delle cornici verticali delle finestre e dei riquadri decorativi sottostanti le finestre). Si sarebbe voluto lasciare più evidente la traccia dei varchi aperti nel
1871 ma, considerati i margini irregolari del paramento lapideo originale in
corrispondenza degli scassi, si è preferito non creare una falsa regolarità e
solo il colore dalla malta è stato volutamente tenuto di tono leggermente diverso da quello delle ardesie antiche.
Le finestrelle che fungevano da sopraluce dei negozi, che in effetti erano la
parte superiore delle finestre originali, sono state ripristinate in altezza mediante la traslazione in basso del massello orizzontale che fungeva da “davanzale”, mentre l’altezza della finestra è stata stabilita in base alla verifica degli
orizzontamenti dei ricorsi dei conci di ardesia della parte di facciata originale, alle misure dei riquadri marmorei soprastanti le finestre che sono stati riproposti tra queste e la nuova zoccolatura continua, nonché mediante una verifica del rapporto aureo tra l’altezza ricercata e la media delle misure della larghezza delle finestre (in realtà tutte diverse a causa delle diverse ampiezze
delle luci delle cinque “campate” in cui è articolata la facciata).
Quanto è stato fatto sino ad oggi ha consentito di sensibilizzare l’opinione
pubblica circa l’estrema importanza culturale dell’insigne monumento e costituisce certamente un esempio di adozione, da parte della Pubblica
Amministrazione, di procedure innovative e coraggiose. Tuttavia è ancora lontana la conclusione del restauro e ciò non tanto per la mancanza di fondi ma
piuttosto per la difficoltà di concordare, tra i vari Uffici preposti, dell’uso futuro dell’intero complesso.
Ed è proprio questo il problema più grave del Palazzo: nonostante che le preoccupazioni relative al suo utilizzo hanno accompagnato, sin dall’inizio, la
realizzazione dei vari lotti di restauro, ad oggi il Palazzo sembra essere destinato all’abbandono!
Il progetto generale di restauro, che ormai risale al 2000, è stato elaborato in
previsione dell’utilizzo del Palazzo, di proprietà demaniale, come sede di uffici dell’amministrazione statale. Cessato l’interesse del Demanio ad utilizzare in
proprio tali spazi, sembrava imminente la concessione del Palazzo all’Autorità
Portuale e alla Fondazione CARISA, che oltretutto avevano provveduto a stanziare fondi propri per completare i restauri progettati; purtroppo però tale prospettiva è sfumata e adesso, dopo che il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali ha speso complessivamente più di tre milioni e centomila euro, si profila l’abbandono più deleterio per quello che in pratica è uno dei Palazzi più
importanti della Liguria.
L’abbandono di tale monumento è tanto più grave in questo momento in cui in
Italia sembra diffondersi l’opinione che il patrimonio pubblico possa essere
“valorizzato” non tanto esaltandone le valenze culturali o sociali quanto
“monetizzandolo” mediante contratti meramente commerciali, se non addirittura alienando a privati.
In un Paese che vanta tanto retaggio di vera cultura insieme ad un invidiabile
posto tra quelli più industrializzati del mondo non dovrebbe neppure sorgere
tale idea per Palazzo della Rovere; è quindi auspicabile che, al fine di restituire questo insigne monumento alla fruizione della più ampia fascia di pubblico,
le Pubbliche Amministrazioni avvertano l’urgenza di risolvere al meglio una
questione delicata come questa, ricorrendo, in questo particolare caso, anche
a procedure o ad accordi eccezionali, come del resto si tentò negli anni dal
1999 al 2001 dal Prefetto e dal Sindaco di allora, secondo uno spirito di trasparenza amministrativa e di collaborazione istituzionale che oggi dovrebbe
trovare nuovo vigore e che la Direzione Regionale per i Beni Culturali della
Liguria intende promuovere.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA LIGURIA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria
Direzione Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
della Liguria
Un progetto di valorizzazione delle collezioni
del Museo di Palazzo Reale
Direttore Regionale: Pasquale Bruno Malara
Luca Leoncinì
Coordinatore per la Comunicazione:
Laura Giorgi
Via Balbi, 10
16126 Genova
Tel. 010 248801 Fax 010 2465532
[email protected]
Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
della Liguria
Soprintendente: Giorgio Rossini
Via Balbi, 10
16126 Genova
Tel. 010 27101 Fax 010 2461937
www.sbapge.liguria.beniculturali.it
88
La mostra “Valerio Castello 1624-1659. Genio Moderno”, organizzata dalla
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione delle collezioni del Museo di
Palazzo Reale. Dedicare infatti una grande esposizione a uno dei più importanti e innovativi pittori del Seicento genovese ha dunque significato, non solo
colmare una lacuna scientifica nell’ambito degli studi specifici, ma anche offrire un approfondimento in chiave monografica di un autore che ha lasciato nel
Palazzo Reale di Genova due dei suoi maggiori capolavori: il dipinto raffigurante il Ratto di Proserpina e l’Allegoria della Fama, affresco celebrativo della
committenza Balbi. Un museo-dimora come quello del Palazzo Reale di
Genova, nella residenza patrizia edificata dalla famiglia Balbi alla metà del
Seicento, poi divenuta proprietà Durazzo e, dal 1824, Savoia, offre, per la
stratificata eterogeneità delle opere - dipinti, sculture, mobili, arti decorative e
affreschi -, infinite possibilità di temi che potranno confluire, nell’immediato
futuro, in una programmazione serrata di mostre piccole, medie e grandi, di
cui quella dedicata a Valerio Castello nel 2008 e quella celebrativa della committenza artistica Durazzo (Da Tintoretto a Rubens. Capolavori della collezione Durazzo), svolta nel 2004, hanno rappresentato in qualche modo le prove
generali. Il progetto dedicato a Valerio Castello, in cantiere da alcuni anni, ha
trovato forma compiuta grazie ai notevoli sforzi finanziari utilizzati soprattutto
per adeguare gli spazi espositivi annessi al Museo di Palazzo Reale, ovvero
gli spazi dell’ex Teatro del Falcone, e per innescare il complesso meccanismo
di restauro, protezione e movimentazione di oltre 130 opere provenienti da
tutto il mondo. La volontà di restituire alla sede espositiva la sua piena spazialità - riducendo al minimo le superfici di divisione, puntando sulle prospettive
aperte, sul rapporto dei diversi ambienti del piano terra e della galleria -, ha
richiesto l’utilizzo di buona parte dei fondi dell’anno finanziario 2007 destinati dal Ministero, come di consueto, per le spese di gestione delle attività del
Museo. L’ingente sforzo è stato tuttavia finalizzato alla creazione di un contenitore dalla spazialità neutra, di impronta contemporanea, utilizzabile e declinabile per le future esposizioni.
La mostra è stata un ottimo esempio di sinergia organizzativa e di rapporto privilegiato con gli sponsor, anche grazie alla normativa (D. Lgsl 42/2004, art.
48, comma 6) che consente di ottenere il riconoscimento di rilevante interesse
culturale dell’evento ai fini dell’applicazione delle agevolazioni previste dalla
normativa fiscale. Innanzitutto il Comune di Genova ha partecipato all’organizzazione mettendo a disposizione il prezioso operato dell’Ufficio Mostre e
dell’Ufficio Promozione della Palazzo Ducale s.p.a, ente a partecipazione
comunale che sovrintende i grandi eventi culturali presentati negli spazi del
Palazzo Ducale di Genova. Un sostegno fondamentale è arrivato da due
importanti fondazioni bancarie: l’una, la Compagnia di San Paolo di Torino,
più impegnata su interventi di scala nazionale, l’altra, la Fondazione Carige
di Genova, con un raggio d’azione più regionale. Con le due fondazioni si è
avviato un felice rapporto di collaborazione tale da poter garantire quella programmazione futura a cui si è già fatto cenno.
È stato inoltre messo insieme un nutrito gruppo di piccoli e medi sponsor locali, di natura eterogenea, che ha sostenuto economicamente l’evento, spesso
assicurando un ausilio tecnico, rendendo possibile o agevolando settori quali
i premi assicurativi per le opere, l’arredo di un laboratorio didattico, la creazione di un sito web, la realizzazione di un video trasmesso in un’apposita
sezione della mostra, la stampa del catalogo.
Per il Museo di Palazzo Reale gli sforzi sono stati tali da orientare tutte le energie professionali disponibili soprattutto sulla mostra “Valerio Castello 16241659. Genio Moderno” già molti mesi prima del suo inizio. Infatti, pur potendo contare sul supporto operativo degli uffici della Palazzo Ducale s.p.a. specializzati nell’organizzazione di grandi eventi culturali, è maturata la consapevolezza, anche in ottemperanza ai dettami prescritti dagli Standard Museali,
di creare, o consolidare, specifici gruppi di lavoro interni al Museo, in funzione sia dell’organizzazione, della gestione e della promozione di grandi esposizioni, che della fruizione del Museo stesso. L’Ufficio Stampa e Relazioni
Esterne del Museo di Palazzo Reale, come anche il suo Ufficio Gruppi e
Prenotazioni e il suo Ufficio Didattica, sono già diventati di importanza strategica per una realtà museale ed espositiva che richiede una continua azione di
relazione con gli organi di stampa, con le associazioni culturali e ricreative
della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e più in generale del Centro-Nord
d’Italia, nell’ambito di un’offerta culturale di ampio spettro finalizzata al grande pubblico e al mondo della Scuola.
La sfida di offrire un valore aggiunto al Museo di Palazzo Reale, quale sede
di grandi mostre d’arte antica, è ormai aperta: a quasi due mesi di distanza
dall’inaugurazione della mostra dedicata a Valerio Castello si può sostenere,
grazie agli entusiastici riscontri alle visite, all’ottima ricezione da parte del pubblico, alle richieste di ulteriori approfondimenti soprattutto da parte del mondo
della Scuola e a quelle di consolidare e rendere continuo il rapporto con le attività del Museo, che il messaggio di rinnovamento è stato accolto e compreso
da un pubblico in continua evoluzione che esige dalle istituzioni culturali servizi sempre più efficienti e in sintonia con le sue nuove sensibilità.
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL MOLISE
Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici del Molise
Prove per una pinacoteca
Brunella Pia Pavone
Direttore Regionale: Ruggero Pentrella
Coordinatore per la Comunicazione:
Brunella Pia Pavone
Piazza Vittorio Emanuele, 9
86100 Campobasso
Tel. 0874 43131 Fax 0874 91054
[email protected]
Nel 2007 – 2008 la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
del Molise, in linea con le numerose attività promosse dal Ministero a livello
nazionale e internazionale, ha efficacemente portato avanti le linee di azione
già avviate negli anni precedenti, finalizzando l’attività di comunicazione proprio al miglioramento dei servizi nei confronti dei cittadini.
Informare la collettività sulle attività, sulla gestione del patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico è un obiettivo irrinunciabile per operare in questo
settore.
Uno degli elementi portanti della nostra Direzione è, oltre la salvaguardia e la
tutela del nostro patrimonio, anche l’ideazione, l’organizzazione e la realizzazione di eventi finalizzati alla comunicazione con mostre, convegni, conferenze scientifiche, realizzazione di CD–ROM e DVD.
La Direzione Regionale e la Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggio,
Patrimonio Storico e Artistico ed Etnoantropologico del Molise, hanno messo
in cantiere un appuntamento di tutto rispetto. Nella suggestiva cornice dell’imponente complesso monumentale del castello Pandone di Venafro è stata presentata un’esposizione di opere di Beni non demaniali, appartenenti ad alcune chiese di Venafro dal titolo ”Prove per una pinacoteca”.
Da oltre venti anni, le 22 tele di grandi dimensioni e le 15 formelle su tavola,
risultavano chiuse nei magazzini della soprintendenza dalla metà degli anni
ottanta e dopo un restauro per tappe progressive a partire dagli anni novanta
giacevano senza una collocazione precisa nei depositi.
Nell’impossibilità di ricollocare il materiale nelle chiese di appartenenza, almeno fino alla loro messa in sicurezza, nonostante tante riunioni, incontri di varia
natura e l’interessamento di più soggetti, mai si era riusciti a restituire all’opinione pubblica questi beni di notevole importanza storica artistica.
Oltre alla revisione delle schede è stato proiettato anche un dvd dal titolo
”Viaggio iconografico tra i santi di Venafro e un commento su un filmato di
Donato D’Alessandro sulle chiese di Venafro”.
Tale progetto ha consolidato l’immagine dell’istituzione presso il pubblico più
ampio, giovanile, scolastico, anziano e disabile, favorendo così la conoscenza del “Patrimonio Culturale” della nostra piccola regione.
La partecipazione alle visite guidate al castello è stata massiccia: un risultato
davvero straordinario. Senza dubbio questa mostra contribuirà alla conoscenza e alla valorizzazione del castello Pandone e richiamerà un pubblico sem-
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pre più numeroso.
La mostra realizzata su strutture in legno che richiamano antichi cavalletti di
pittori sarà corredata in seguito da un ricco catalogo.
Il lavoro ha richiesto l’utilizzo di una minima parte dei fondi dell’anno finanziario 2007 destinati dal Ministero, come di consueto per le spese di gestione
delle attività del castello. Tutto l’allestimento compreso il trasporto, l’assemblaggio e il montaggio è stato realizzato dal personale della sezione per le attività culturali e didattiche coordinate dal responsabile Emilio Izzo. Per il supporto scientifico ci si è avvalsi della collaborazione dello studioso molisano arch.
Francesco Valente e della dott.ssa Dora Catalano, coordinati dal direttore
regionale Ruggero Pentrella.
Si sono attivate tutte le collaborazioni necessarie per offrire al pubblico una
offerta culturale coordinata che vede il Molise assolutamente all’avanguardia:
aperture gratuite, notti bianche, ecc. La pubblicità su quotidiani, inserzioni
pubblicitarie, spot sui media locali hanno contribuito a pubblicizzare l’evento.
La finalità del progetto è stata quella di ampliare le possibilità di fruizione turistico-culturale del patrimonio molisano.
91
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Puglia
Michael, accesso on line per la ricerca di collezioni
culturali digitali
Direttore Regionale: Ruggero Martines
Emilia Simone, Lucia Ceci, Paola Spagnoletta
Coordinatore per la Comunicazione:
Emilia Simone
Via Dottula, Isolato, 49
70100 Bari
Tel. 080 5285111 Fax 080 5281114
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MICHAEL è un progetto innovativo che ha l’obiettivo di rendere accessibile il
patrimonio culturale europeo e intende fornire accesso alle collezioni digitali
di musei, biblioteche ed archivi dei diversi Paesi.
Il progetto ha implementato un servizio on line internazionale per ricercare e
analizzare numerosi portali di cultura nazionali partendo da un unico punto
d’accesso che consentirà ad un utenza diversificata di accedere ad informazioni su collezioni culturali in precedenza difficili da reperire.
Le attività del progetto MICHAEL, coordinate in Puglia dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, sono state finalizzate a censire e a
catalogare le collezioni digitali relative a beni culturali prodotte da varie istituzioni pugliesi, oggi accessibili on line sul portale nazionale Michael.
Rispetto alla prima fase del progetto è stata individuata una maggiore presenza di collezioni digitali disponibili on line, che risultano essere in continua
espansione.
Sono stati riscontrati infatti, numerosi siti ufficiali di Enti ed istituzioni pubbliche
e siti istituzionali di associazioni e fondazioni private, a testimoniare la vitalità di tali strutture e il rinnovato interesse per le tematiche culturali.
Tra i siti censiti e catalogati quelli della Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Puglia e delle Soprintendenze di settore, realizzati secondo gli standard Minerva, con la pubblicazione on line di informazioni riguardanti i servizi forniti all’utenza e ai luoghi della cultura di titolarità statale.
Anche la Regione Puglia ha creato un portale destinato ad incrementare il turismo culturale locale, con la presentazione dei principali luoghi d’interesse
all’interno di un sistema georeferenziato. Altri portali turistici offrono la possibilità di consultare sezioni dedicate alle risorse culturali del territorio all’interno di un più generico sistema di informazione che non trascura gli aspetti pratici e logistici per raggiungere agevolmente i luoghi della cultura descritti.
Ancora limitata è la presenza di siti e prodotti multimediali relativi alle realtà
museali pugliesi, con qualche eccezione (sito web del Museo Nazionale
Archeologico di Taranto, della Pinacoteca De Nittis di Barletta, del Sistema
museale di Ostuni-Fasano, del museo di Polignano a Mare dedicato all’artista
contemporaneo Pino Pascali).
In crescente aumento risulta l’attività sul web di enti privati, fondazioni e associazioni culturali, con la pubblicazione dei propri siti istituzionali, alcuni di particolare interesse per il settore degli studi sociali, come il sito della Fondazione
Giuseppe Di Vittorio. Degno di attenzione anche il sito della Fondazione Paolo
Grassi, la cui attività si collega a quella di uno dei più importanti eventi culturali
della regione dedicati alla musica classica ed operistica, il Festival della Valle
d’Itria.
Particolarmente attivi nella divulgazione sul web delle proprie risorse storicoculturali risultano gli Enti locali, Province e Comuni, i cui portali spesso sono i
linea con gli standard di accessibilità in favore degli utenti disabili.
Le biblioteche provinciali, civiche e di enti religiosi, dispongono di cataloghi on
line, a volte collegati all’OPAC-SBN, a volte disponibili sui loro siti; rappresentano in ogni modo il settore culturale più avanzato nella digitalizzazione del patrimonio, insieme al settore degli archivi, che si dimostra particolarmente attivo.
Alcune diocesi importanti come quella di Bari-Bitonto e quella di Otranto
hanno messo on line i loro archivi storici, grazie a progetti finanziati dagli
accordi di programma tra Stato e Regione.
La Soprintendenza Archivistica della Puglia sta coordinando numerosi progetti di implementazione delle banche dati relative ai fondi archivistici di proprietà di enti locali ed enti religiosi e privati.
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA
Soprintendenza archivistica per la Puglia
Interventi di tutela e valorizzazione sugli archivi
di imprese in Puglia
Antonella De Lucia
La filosofia che è alla base della APQ stipulato tra lo Stato e la Regione Puglia,
grazie al quale nello scorcio di questi ultimi anni, sono stati avviati – per il solo
settore archivi - ben 26 progetti relativi all’ordinamento e all’inventariazione di
numerosi archivi di natura giuridica pubblica o privata, insistenti sul territorio
della nostra regione, è l’individuazione del binomio bene culturale / turismo
quale volano per l’economia.
Molte amministrazioni comunali si sono consorziate avendo come obiettivo
quello della salvaguardia della memoria storica della propria comunità; alcune tra queste hanno ampliato il proprio campo d’intervento proponendosi
accanto ai privati come soggetti propulsori per la tutela, la salvaguardia e la
valorizzazione di più tipologie d’archivi.
E’ questo il caso dei comuni di Putignano e Noci che hanno avviato un progetto di valorizzazione non solo degli archivi dei propri comuni ma anche di censimento e di inventariazione della documentazione delle imprese più significative del territorio.
Nell’ambito di questo progetto si è proceduto tra l’altro anche all’ordinamento
ed all’inventariazione dell’intero complesso archivistico dell’impresa Cesare
Contegiacomo, leader proprio nel settore della moda.
Il progetto elaborato dal comune di Putignano- denominato comune capofilacon il concorso della limitrofa amministrazione comunale di Noci e con il sostegno e l’apporto dell’attuale erede dell’impresa Contegiacomo è stato anche
reso possibile da un patrimonio di conoscenze già acquisite nel settore dalla
Soprintendenza archivistica per la Puglia.
Nel novembre 2006 era stata emessa la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante nei confronti della parte dell’archivio dell’impresa
rimasta in disponibilità dei proprietari dopo la dichiarazione di fallimento
avvenuta nel 1985. La stessa documentazione è stata inventariata dalla
Soprintendenza archivistica per la Puglia con l’ausilio di giovani stagisti provenienti dalle fila della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica
dell’Archivio di Stato di Bari.
L’impresa Contegiacomo da impresa leader nel settore dell’abbigliamento di
qualità, dopo ottanta anni di attività, nel 1985, dichiarava fallimento e da quel
momento l’archivio dell’azienda subiva il destino assegnato a tutti gli archivi
delle imprese fallite: lo smembramento.
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Puglia
Direttore Regionale: Ruggero Martines
Coordinatore per la Comunicazione:
Emilia Simone
Via Dottula, Isolato 49
70100 Bari
Tel. 080 5285111 Fax 080 5281114
Soprintendenza Archivistica
per la Puglia
Soprintendente: Maria Carolina Nardella
Strada Sagges, 3
70122 Bari
93
In questi anni la Soprintendenza archivistica per la Puglia, supportata dal proprietario dell’archivio ha assicurato alla ricerca storica anche la parte della
documentazione sottoposta a sequestro giudiziario emettendo la dichiarazione di importante interesse culturale il 16 luglio 2007.
La stessa documentazione è stata inventariata dai vecchi stagisti, ora operatori libero professionisti, a seguito del progetto presentato dal comune di
Putignano nell’ambito dell’Accordo di programma quadro stipulato tra la
Regione Puglia e lo Stato.
Una condivisione quindi di conoscenze e di competenze tra Stato, Regione,
Comuni ed imprese private, non facile da attuare, ma che è sicuramente alla
base della filosofia degli accordi di programma e condizione necessaria per
la loro riuscita.
La Soprintendenza archivistica per la Puglia ha in questi ultimi anni, facendo
leva sull’estrema disponibilità dell’ultimo rappresentante dell’impresa ed utilizzando la forza motrice esercitata sul territorio in ambito culturale dallo stesso
Cesare Contegiacomo, ha censito con fondi ministeriali alcune imprese del circondario tra le quali si segnalano il Berrettificio Dalena in Putignano (dichiarato di interesse storico particolarmente importante in data 24.11.2006), il saponificio Ditta G.S. L’Abbate nel territorio di Fasano (dichiarato di interesse storico particolarmente importante in data 10.10.2005) e Faniuolo illuminazioni in
Putignano (dichiarato di interesse storico particolarmente importante in data
24.11.2006).
Il censimento ha costituito ancora una volta la base dei lavori di inventariazione,
intrapresi nell’ambito del progetto predisposto dal Comune di Putignano inserito
nel più complessivo Accordo di programma già citato, sia del Berrettificio
Dalena, specializzato nel settore della moda, nato nel 1933 potremmo dire da
una costola dell’impresa Contegiacomo e sia del saponificio Ditta G. S.
L’Abbate, sorto nel 1880, entrambi ancora oggi presenti sul territorio.
94
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA
Soprintendenza archivistica per la Puglia
Spesa pubblica e amministrazione culturale: incremento
della banca dati ‘Pergamo’ dei fondi pergamenacei
pugliesi a cura della Soprintendenza Archivistica
per la Puglia
Carla Palma
La mediazione organizzativa dell’amministrazione archivistica periferica, che
ha una peculiare conoscenza del patrimonio sul quale esercita la vigilanza e
dei finanziamenti che lo coinvolgono, ha consentito il recupero, economicamente vantaggioso, di opportunità di fruizione e di valorizzazione dei documenti pergamenacei che, riprodotti digitalmente con i finanziamenti
dell’Accordo di Programma Quadro- Sistema degli Archivi 2006, sono stati
inseriti nella banca dati ‘Pergamo’ realizzata dalla Soprintendenza
Archivistica per la Puglia per assicurarne la più ampia diffusione.
Ciò è stato possibile nel caso di soggetti attuatori che avevano puntato sull’azione di sistema prevista nel bando, esplicitamente richiamando nei progetti presentati il collegamento ad analoghi progetti di digitalizzazione
dell’Amministrazione archivistica.
Il progetto Pergamo per la riproduzione digitale di fondi pergamenacei pugliesi, finalizzato alla fruizione on line dei documenti su pergamena di archivi
ecclesiastici, privati, pubblici, avviato nel 1998 con fondi straodinari della
L.145/ 1994, dispone oggi di ordinari, esigui, finanziamenti annuali che
coprono i costi per l’abbonamento del sito web, per la conservazione a lungo
termine della memoria digitale e per limitate campagne di acquisizione di
nuovi fondi.
Con l’ordinaria attività finanziata dall’esercizio finanziario 2007 si sono
acquisiti documenti pergamenacei di straordinario interesse storico e documentario, poco conosciuti al di là di una ristretta cerchia di cultori; si tratta di 8
documenti facenti parte di una Collezione archivistica, per la quale è stato
emesso il vincolo dichiarativo di interesse storico particolarmente importante,
di proprietà della Fondazione Scuola Pugliese di Notariato ‘Vincenzo
Stifano’di Bari e di 144 documenti dell’archivio privato Tanzi di proprietà del
Museo Civico della città di Bari.
Per quanto riguarda i documenti della collezione, si vuole richiamare l’attenzione sulla loro rilevanza culturale: nonostante la natura casuale e raccogliticcia tipica delle raccolte e di questa in particolare, ben quattro di essi, uno del
secolo XI, due del XII e uno del XVI secolo, si riferiscono alla chiesa di
Giovinazzo e la loro fruizione integra le possibilità di conoscenza offerte dal
fondo pergamenaceo dello stesso Archivio diocesano già presente nella banca
dati Pergamo. Relativamente all’archivio privato Tanzi si sono resi disponibili
documenti che spaziano cronologicamente dal XVI al XIX secolo, relativi all’origine milanese della famiglia e alle vicende del suo insediamento in terra
pugliese documentate dalla costituzione di un cospicuo patrimonio fondiario,
da trasferimenti ereditari, da strategie matrimoniali. La riproduzione digitale
dei fondi pergamenacei finanziata dall’Azione di Programma Quadro- Sistema
degli Archivi ha consentito a questa Soprintendenza Archivistica una significativa opportunità di integrazione di risorse al fine di implementare la visibilità e
la diffusione del patrimonio pergamenaceo pugliese. Sono stati inseriti nella
banca dati Pergamo documenti del fondo pergamenaceo dell’Archivio diocesano di Bitonto, in numero di 80, dei circa 500 esistenti, completi di schede
archivistiche e di immagini, con estremi cronologici dal 1372 al 1539; con le
stesse modalità sarà prossimamente immesso l’intero fondo pergamenaceo
dell’Archivio diocesano di Bisceglie, costituito di 218 documenti, compresi tra
il XII e il XX secolo, suddivisi nei rispettivi subfondi di provenienza: Capitolo
cattedrale, Curia vescovile, San Matteo, Sant’Adoeno, Seminario. Lo schema
riassuntivo che segue indica la tipologia di archivi di conservazione i cui fondi
pergamenacei sono presenti nella banca dati ‘Pergamo’, precisando per ogni
fondo il numero dei documenti ed i loro estremi cronologici.
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Puglia
Direttore Regionale: Ruggero Martines
Coordinatore per la comunicazione:
Emilia Simone
Via Dottula, Isolato 49
70100 Bari
Tel. 080 5285111 Fax 080 5281114
Soprintendenza Archivistica
per la Puglia
Soprintendente: Maria Carolina Nardella
Strada Sagges, 3
70122 Bari
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Archivi ecclesiastici
Bari Basilica pontificia di S.Nicola ABSN - pergg. N.1693, secc. X - XX
Bari Capitolo Metropolitano di Bari ACMB - pergg. N.1091, secc. XI -XX
Barletta A. Diocesano ADB - pergg. N.800 di 1976, anni 897-1365
Bisceglie A. Diocesano ADBis – pergg. N.218, secc. XII-XX
Bitonto A. Diocesano ADBi - pergg. N.80 di 500 ca., anni 1372-1539
Casamassima A. Parr. Cap.APC - pergg. N.80, anni 1308-1803
Conversano A. Diocesano ADC - pergg. N.534 di 758, anni 901-1755
Giovinazzo A. Diocesano ADGi - pergg. N.1000 di 1437, anni 1127-1556
Gravina A. Diocesano ADG_ IPW- IPK- OPSMMP - pergg. N.325, anni 1091-1981
Lucera A. Diocesano ADL - pergg. N.178, anni 1066-1941
Modugno A. Parr. Cap. ACPM - pergg. N. 47 di totale imprecisato, anni 1411-1847
Monopoli A. Diocesano AUDM - pergg. N.833, anni 1138-1927
Nardò A. Diocesano ADN - pergg. N.78, anni 1099-1948
Terlizzi A. Diocesano ADT - pergg. N.596, anni 971-1776
Ugento A. Diocesano ADN - pergg. N.52, anni 1551-1807
Valenzano A. Parr. Cap. APV - pergg. N.12, anni 1594-1628
Archivi di enti pubblici
Bari A. Museo Civico Fondo Tanzi ATB – pergg. n.144, secc. XVI-XIX
Bisceglie A. Comunale ACB - pergg. n.40, anni 1424-1641
Monopoli A. Comunale ASCM - pergg. n. 46, anni 1366-1513
Archivi privati
Caracciolo De Sangro di Martina Franca (TA) ACDM - pergg. n. 60, anni 1359-1810
Dentice Di Frasso Di S.Vito Dei Normanni (BR) APDF - pergg. n. 84, anni 1180-1777
Fondazione Scuola Pugliese di Notariato “V.Stifano” BARI FSPN – pergg. n.8, secc. XI-XIX
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA
Soprintendenza archivistica per la Puglia
Costituzione di un archivio digitale della documentazione
più antica delle confraternite pugliesi
Maria Pia Pontrelli
Nell’anno 2004 la Soprintendenza archivistica per la Puglia, destinataria di
quattordicimila euro rivenienti dalla quota dell’otto per mille dell’anno 2002,
ha avviato il progetto relativo alla “Costituzione di un archivio digitale della
documentazione delle confraternite pugliesi”, intervenendo su novanta archivi
confraternali di diciotto centri cittadini compresi in alcune tra le circoscrizioni
diocesane pugliesi.
Il lavoro è stato svolto nell’arco di sei mesi da cinque operatori libero-professionisti, coordinati da un funzionario della Soprintendenza archivistica.
Gli obiettivi principali realizzati con il progetto - in aggiunta a quello della più
generale tutela - sono stati: la predisposizione di strumenti di ricerca redatti in
applicazione alle norme internazionali ISAAR (CPF) e ISAD (G), le prime utili
per la descrizione dei soggetti produttori degli archivi, le seconde per la descrizione dei complessi archivistici; la schedatura dei documenti costituenti la più
antica attestazione delle confraternite interessate dal progetto; l’analisi linguistico-contenutistica di alcune tipologie documentarie, in particolare gli atti di
fondazione e quelli di aggregazione alle confraternite madri, con sede a Roma
o a Napoli.
In generale il progetto ha consentito, con la predisposizione di strumenti di
ricerca conoscitivi, di implementare la banca dati sugli archivi confraternali,
destinata a confluire, poi, nel Sistema Informativo Unificato per le
Soprintendenze Archivistiche (SIUSA), predisposto dalla Direzione generale
per gli archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il partenariato
del Centro di ricerche informatiche sui beni culturali della Scuola normale superiore dell’Università di Pisa. Ha consentito, inoltre, in linea con i principi informatori del sistema SIUSA, di predisporre – in relazione agli archivi confraternali presi in considerazione - una carta conoscitiva aggiornata della situazione di rischio del patrimonio culturale pugliese.
Quanto alla schedatura dei documenti più antichi delle confraternite pugliesi,
essi sono risultati essere prevalentemente gli statuti settecenteschi muniti di
regio assenso, sui quali il Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia, associazione che da anni porta avanti gli studi sull’istituto confraternale, ha predisposto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, un progetto che,
finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato sottoposto al
controllo tecnico della Soprintendenza archivistica.
L’aspetto originale del lavoro effettuato con i fondi dell’otto per mille è consistito, poi, nell’analisi di alcuni atti di fondazione e/o di aggregazione alle confraternite madri.
Già oggetto di un precedente censimento e conseguente schedatura per la
mostra su “Confraternite. Arte e devozione in Puglia. Dal Quattrocento al settecento”, allestita nel 1994, tali atti sono stati, in questa circostanza, analizzati in modo comparato dal punto di vista linguistico e contenutistico.
La peculiarità di questi documenti risiede nelle loro caratteristiche intrinseche e
estrinseche, tra cui in particolare le miniature che ne incorniciano lo specchio
grafico.
Sono stati analizzati, in particolare, sei documenti contenenti gli atti di fondazione di alcune confraternite locali intitolate al Santo Rosario (o Salterio) e gli
atti di aggregazione alla omonima confraternita madre di altre confraternite
intitolate al Santissimo Sacramento (o Corpus Domini).
Tra i caratteri intrinseci dei documenti sono stati evidenziati, in una tavola sinottica, quelli comuni, quali: autore dell’atto, destinatario, data e luogo di emanazione, sede della confraternita richiedente, intermediario dell’istanza, istituzione della festività, nomina del cappellano, eventuale inserzione di bolla pontificia.
L’analisi comparata dei documenti ha consentito di risalire all’epoca e alle cir-
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Puglia
Direttore Regionale: Ruggero Martines
Coordinatore per la Comunicazione:
Emilia Simone
Via Dottula, Isolato 49
70100 Bari
Tel. 080 5285111 Fax 080 5281114
Soprintendenza Archivistica
per la Puglia
Soprintendente: Maria Carolina Nardella
Strada Sagges, 3
70122 Bari
Il testo è stato pubblicato in: Presidenza
del Consiglio dei Ministri. Dipartimento per il
Coordinamento Amministrativo, Otto per mille a
diretta gestione statale. Catalogo delle opere
culturali recuperate, vol. II,
Dipartimento per l’informazione e l’editoria,
Roma 2007, pp. 177-180.
97
costanze precise della diffusione dei due culti in Puglia, fornendo così, per questo verso, un contributo allo studio del fenomeno confraternale nel
Mezzogiorno.
La costituzione di un archivio digitale delle confraternite pugliesi prosegue nell’ambito dell’attività ordinaria della Soprintendenza archivistica facendo leva
sui fondi ordinari erogati dal Ministero.
98
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA TOSCANA
Biblioteca Medicea Laurenziana
Il Catalogo ‘aperto’ della Biblioteca Medicea Laurenziana
di Firenze
Sabina Magrini
Sono ben lontani i tempi in cui Antonio Cocchi nel 1727 definiva la Biblioteca
Laurenziana «soling[a] benché celebr[e]». Di utenti, infatti, la Laurenziana ne
ha molti e non necessariamente locali o italiani. Anzi, in virtù del carattere
eccezionale dei fondi manoscritti che conserva, il suo pubblico è assolutamente internazionale e comprende studiosi provenienti da tutti i continenti. Grazie
al lavoro di qualche generazione di bibliotecari la biblioteca si è dotata negli
anni di una serie di strumenti spesso solo manoscritti o dattiloscritti o destinati
a una circolazione più limitata che indubbiamente hanno grandemente agevolato le ricerche di chi, a vario titolo, ne studia in loco le raccolte. Mettere a
disposizione quest’insieme di risorse liberamente in rete e organizzarle in un
reticolo di collegamenti e di relazioni ha costituito un impegno che la biblioteca ha assunto da qualche anno nella piena convinzione che, nella temperie
attuale, non potrebbe offrire nulla di meno al suo pubblico.
Così, allo scopo di ‘accorciare’ le distanze tra i suoi tesori e i suoi utenti, la
digitalizzazione parziale o integrale delle collezioni manoscritte, l’indicizzazione dei rispettivi cataloghi, inventari, bibliografia, schedoni (ossia i registri
dei lettori e della movimentazione dei pezzi), la predisposizione di percorsi virtuali sono attività in cui la biblioteca si cimenta pressoché quotidianamente e
da tempo.
Prima quindi di procedere alla illustrazione di quanto si sta facendo per creare la infrastruttura del reticolo informativo laurenziano, vorrei soffermarmi brevemente ad illustrare le caratteristiche di alcune delle principali risorse che lo
compongono.
Direzione Generale per i
Beni Librari, gli Istituti Culturali
ed il Diritto d’Autore
Direttore Generale: Maurizio Fallace
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Antonietta Baffi
Via Michele Mercati, 4
00197 Roma
Tel. 06 36216300 Fax 06 3216437
[email protected]
www.librari.beniculturali.it
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
della Toscana
Direttore Regionale: Mario Lolli Ghetti
Coordinatore per la Comunicazione:
Rosalba Tucci
Lungarno A.M. Luisa dè Medici, 4
50122 Firenze
Tel. 055 27189766 Fax 055 27189700
[email protected]
www.toscana.beniculturali.it
Biblioteca Medicea Laurenziana
Direttore: Franca Arduini
Piazza San Lorenzo, 9
50123 Firenze
Tel. 055 210760 Fax 055 2302992
[email protected]
www.bml.firenze.sbn.it
Digitalizzazione del catalogo Del Furia
Dal giugno 2005, è consultabile dal sito web della biblioteca (www.bml.firenze.sbn.it/delfuria/code/index.asp) nonché dal portale della Biblioteca
Digitale Italiana la versione digitalizzata, in bianco e nero, del catalogo di uno
dei fondi laurenziani più cospicui, il catalogo manoscritto curato da Francesco
e Pietro Del Furia che descrive analiticamente tutti i manoscritti entrati nel fondo
Conventi Soppressi (608 pezzi) a seguito delle soppressioni napoleoniche
avvenute in due fasi tra il 1808 e il 1810 ed alcuni appartenenti ad altri fondi
(Acquisti e Doni [23 pezzi], S. Marco [55 pezzi], Redi [72 pezzi]) pervenuti
in biblioteca entro il 1858 per un totale di 758 codici. Si tratta di un’opera
che, per quanto superata per alcuni aspetti e di difficile consultazione poiché
non ordinata per autore né per collocazione, resta comunque preziosissima: il
fatto quindi di averla digitalizzata, corredata di indici e pubblicata ha costituito indubbiamente un bel passo avanti per la comunità degli studiosi, costretti
sino al giugno 2005 a consultarla esclusivamente in sede. Alla descrizione
catalografica è stata associata, inoltre, la riproduzione a colori della prima
carta recto di ciascun manoscritto creando così un collegamento tra notizia e
risorsa che costituisce una forma ‘embrionale’ di catalogo ipertestuale.
Descrizioni di manoscritti
Grazie a diversi progetti di catalogazione condotti in collaborazione con
l’I.C.C.U. tra 2001 e 2005 la biblioteca dispone dell’archivio delle descrizioni dei manoscritti latini del fondo San Marco, di parte di quelli del fondo Redi
(per un totale di circa 500 pezzi) nonché dell’intero Carteggio Redi (3.000 lettere che illustrano la vita culturale in Italia ed Europa tra gli anni 60 e 90 del
secolo XVII). È consultabile in Internet già dall’ottobre 2004 (all’URL:
www.palin.iccu.sbn.it/) una versione interrogabile per sola segnatura della
banca dati implementata dalla Biblioteca, sempre in collaborazione con
l’I.C.C.U., nell’ambito del progetto europeo “Rinascimento Virtuale. - Digitale
Palimpsestforschung. Rediscovering written records of a hidden European cul-
99
tural heritage” (2001-2004). La sezione dell’archivio relativo alla Biblioteca
Medicea Laurenziana contiene la descrizione dettagliata dei 29 manoscritti
greci contenenti palinsesti (per un totale di 81 unità palinseste) conservati in
Laurenziana ed individuati dallo spoglio fatto per l’occasione. Le descrizioni –
realizzate con una particolare release di Manus, (la vers. 4.0) adattata alle esigenze descrittive dei manoscritti palinsesti - sono corredate di immagini multispettrali, elaborate e non.
Bibliografia dei manoscritti
Dall’aprile 2007, a conclusione di un decennio circa di lavoro, è consultabile
dal sito della Biblioteca la base dati della Bibliografia dei manoscritti laurenziani (all’URL: www.bml.firenze.sbn.it/Bibliografia_dei_manoscritti).
Attualmente la base comprende ca. 55.761 citazioni (ma è in crescita costante) e costituisce il risultato dello spoglio sistematico di documenti (monografie
e spogli da periodico o ‘poligrafie’) compiuto in Biblioteca a partire dal 1970
(autonomamente e in formato cartaceo) e dal 1990 (in collaborazione con il
progetto BibMan promosso dall’I.C.C.U. e in formato elettronico). La base dati
raccoglie citazioni concernenti tutti i manoscritti della Biblioteca, a prescindere dal supporto o dall’alfabeto usato e permette ricerche di vario livello per
campi predeterminati, ricerche full text o con impiego di operatori booleani.
Sono forniti anche gli indici degli autori e degli editori citati.
Digitalizzazione degli schedoni
Dal settembre 2007 è consultabile dal sito della Biblioteca la banca dati
Dedalus comprendente sia le 22.000 immagini corrispondenti agli ‘schedoni’
dei ca. 13.000 manoscritti della Biblioteca Medicea Laurenziana (11.000
codici + 2.000 papiri) compilati sino a tutto il 1999 sia i dati ricavati dal sistema di gestione informatizzata della movimentazione adottato dal 2000 ad
oggi (www.bml.firenze.sbn.it/Dedalus). Questa base dati permette di conoscere la storia della movimentazione (consultazione, riproduzione, prestito, restauro) di ciascun manoscritto laurenziano a prescindere dal supporto o dall’alfabeto usato, dai giorni odierni a ritroso nel tempo, sino alla fine del secolo XIX
(ossia da quando, a seguito della pubblicazione del Regolamento delle biblioteche del 1885, venne introdotto l’uso dello schedone ideato da Desiderio
Chilovi).
Percorsi virtuali
A partire dal 2003, tutte le mostre che con cadenza annuale la Laurenziana
ha allestito sono state corredate di un percorso virtuale, ossia di una versione
digitale dell’itinerario espositivo, corredato di schede e di altri supporti illustrativi liberamente consultabile dal sito della Biblioteca stessa.
Risorse e servizi di prossima realizzazione
Quanto al futuro assai prossimo, la biblioteca è in procinto di avviare la digitalizzazione integrale ed indicizzazione del proprio fondo storico, ossia dei
più di 3.000 manoscritti che erano collocati sui plutei della biblioteca di
Michelangelo alla sua apertura al pubblico nel 1571. La collezione digitale
comprenderà oltre 1.350.000 immagini corredate da dati (segnatura, datazione, autore e titolo o solo titolo di opera anonima) estrapolati dai tre principali
cataloghi settecenteschi – curati rispettivamente da Stefano Evodio Assemani,
Anton Maria Biscioni, Angelo Maria Bandini - che descrivono i codici appartenenti al fondo. Come per la digitalizzazione del catalogo dei Del Furia,
anche in questo caso la banca dati ottenuta gestita da server in Laurenziana è
destinata alla pubblicazione in Internet nell’ambito della Biblioteca Digitale
Italiana. Parallelamente, sulla scorta di esperienze già maturate in questa direzione dai cataloghi aperti della Biblioteca Malatestiana a Cesena (all’URL:
www.malatestiana.it/manoscritti/forum.htm) o della Biblioteca Lancisiana a
Roma (www.lancisiana.it/ita/ms_caperto.asp) si sta predisponendo una sezio-
100
ne molto simile ad un forum, interrogabile almeno per segnatura, in cui le persone interessate allo studio dei fondi manoscritti della Biblioteca, previa registrazione, possono pubblicare i loro contributi – comunicazioni su lavori in
corso, lavori originali, testi già pubblicati, notizie, recensioni, segnalazioni di
errori, altra bibliografia non posseduta dalla Biblioteca commenti informali concernenti i documenti laurenziani.
Il complesso delle risorse da comprendere nel reticolo informativo della
Bblioteca è – come si è potuto constatare dalla breve rassegna fatta - assai
vario e comprende archivi dalla natura diversissima e dal carattere ora più ora
meno esaustivo: si va da basi dati come quelle della bibliografia dei manoscritti e della digitalizzazione degli schedoni (Dedalus) che interessano in pratica
tutto il novero dei codici laurenziani senza esclusioni di lingua o di supporto a
basi dati super specializzate come quella contenente la descrizione e le riproduzioni parziali dei palinsesti greci; si va dall’archivio delle schede redatte ex
novo per i cataloghi di mostra a quello dei dati ricavati dal recupero da un
catalogo storico.
Il tessuto connettivo del reticolo è fornito da un software specifico, un programma di catalogazione che più che realizzare la versione on-line di un catalogo,
fornendo strumenti di catalogazione tradizionale, crea una sorta di portale, di
Metaopac, grazie alla sua capacità di collegare materiale eterogeneo catalogandolo in sé o puntando a risorse altrui; inoltre, nonostante sia un software
proprietario, i suoi script sono per un buon 70% aperti a eventuali integrazioni o modiche da parte del cliente. La scelta quindi è ricaduta su questo software in virtù della versatilità della sua struttura modulare, della estrema navigabilità, delle ampie possibilità di ricerca offerte nonché della sua interoperabilità
con sistemi diversi tramite i protocolli ormai ‘classici’ quali lo Z39.50 e i più
recenti SRU/SRW (Search Retrieval via URL), ossia la migrazione di Z39.50
nel mondo dei webservices e di XML.
L’attenzione della Biblioteca per le esigenze dell’utente hanno determinato da
ultimo anche la necessità di aggiornare l’output delle basi dati gestite da
Alexandrie ai requisiti di livello AAA previsti dal Web Accessibility Initiative del
World Wide Web Consortium nonché di predisporre un Help on-line, strumenti per il feedback e per la misurazione dell’uso effettivo delle risorse.
101
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’UMBRIA
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Umbria
Accordi per l’utilizzazione della Rocca di Spoleto
Francesco Scoppola
Direttore Regionale: Francesco Scoppola
Coordinatore per la Comunicazione:
Silvana Tommasoni
Piazza IV Novembre, 36
006123 Perugia
Tel. 075 5750631 Fax 075 5720966
[email protected]
Per la Rocca di Spoleto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione
Umbria e il Comune di Spoleto partecipano attraverso tre rappresentanti (uno
per ciascun ente: Presidente della Regione, Direttore Regionale e Sindaco) sia
al comitato paritetico (organo pubblico nel quale, solo per il centro di diagnostica, coinvolgono anche un rappresentante dell’Università di Perugia) sia
all’assemblea dei soci dell’associazione per la gestione della rocca Albornoz
e del colle S. Elia di Spoleto. Tramite questi due strumenti vengono definite le
direttive. Quanto al centro di diagnostica (o laboratorio di diagnostica) esso è
articolato in un direttivo e in un comitato tecnico scientifico.
Il primo direttivo provvisorio, era composto da Giuseppe Fiengo (Avvocatura Generale dello Stato) e da Vittoria Garibaldi (Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Demoetnoantropologico). Tale direttivo è recentemente decaduto a seguito di riforma statutaria.
Il comitato tecnico, è presieduto da Caterina Bon Valsassina (Direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro).
Per il nuovo direttivo l’Assemblea dei soci ha nominato Pio Baldi, Pierre Grué,
e Vittoria Garibaldi.
Il nuovo direttivo si troverà a dover varare, di fatto, l’attività del nuovo centro di
diagnostica che sinora esiste essenzialmente in diritto e a dover amministrare
oltre 5 milioni di euro già assegnati. Dovrà inoltre dare attuazione all’archivio
generale del restauro (come da apposita direttiva per il centro Italia, la cosiddetta direttiva “Serio-Cecchi”).
Giuseppe Fiengo (in attesa che, ove occorra, si ottemperi alla ulteriore modifica statutaria richiesta all’Associazione della rocca) potrà affiancare il Presidente
dell’assemblea dell’Associazione stessa, Prof. Bruno Toscano, in qualità di
amministratore delegato e o vice presidente vicario (con rappresentanza legale), rimanendo, con il Presidente, componente del consiglio di amministrazione
di tale associazione insieme con la Dottoressa Paola Gonnellini della Regione,
con Bernardino Sperandio e con Enrico Morbidone, orafo spoletino – Presidente del Consorzio orafi dell’Umbria.
In attuazione poi del nuovo regolamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali entrato in vigore il 30 dicembre 2007 si dovrà procedere ad attribuire il
coordinamento del museo del ducato di Spoleto alla direzione regionale e si potrà
procedere al suo conferimento, per la sola valorizzazione e gestione, all’associazione rocca, mantenendo i poteri scientifici e autoritativi di tutela allo Stato.
Con ulteriore modifica statutaria si potrà valutare se procedere a revocare il
principio di incompatibilità tra le cariche recentemente introdotto e, soprattutto,
102
ad una rettifica all’ultima modifica statutaria che ripristini per il laboratorio di
diagnostica la possibilità di lavorare anche per la committenza privata: ciò è
possibile attraverso l’approvazione di un tariffario pubblico di diagnostica.
Restano da risolvere l’attuale situazione di criticità della Scuola del libro istituita da tempo alla Rocca (tramite una convenzione con l’Università di Perugia e
con l’Istituto di patologia del libro) e da rinnovare le intese con il centro studi
dell’Istituto per l’Alto Medioevo.
Con sede al palazzo Collicola prima e alla rocca poi (dopo il completamento
dei lavori per la risalita meccanizzata) è stata recentemente concordata l’apertura di una sede periferica dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia
dell’Arte per l’Umbria.
Le intese con il Festival internazionale dei 2 mondi di Spoleto e con la acquisizione ed esposizione della collezione Sinopoli completano il quadro delle
azioni da condurre.
103
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL VENETO
Archivio di Stato di Padova
Direzione Generale per gli Archivi
Direttore Generale: Antonia Pasqua Recchia
Coordinatore per la Comunicazione:
Maria Ignazia Tocco
Via Gaeta, 8a
00185 Roma
Tel. 06 4969928 Fax 06 4882358
[email protected]
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
del Veneto
Direttore Regionale: Ugo Soragni
Coordinatori per la Comunicazione:
Valter Esposito e Luigi Marangon
Palazzo ex Reale
Piazza San Marco, 63
301224 Venezia
Tel. 041 3420101 Fax 041 3420122
[email protected]
Archivio di Stato
Direttore: Francesca Fantini D’Onofrio
Via dei Colli, 24
35143 Padova
Tel. 049 624146-466 Fax 049 8685494
[email protected]
104
Acque, Ambiente e Territorio nella terra del delta
del Po e della Bonifica. Valorizzazione Ambientale
e Sistema Informativo Territoriale
Francesca Fantini D’Onofrio
Il progetto Acque, Ambiente e territorio nelle terre del Delta Po e della Bonifica:
valorizzazione ambientale e sistema informativo territoriale è nato nell’ambito
dell’accordo di Programma Quadro Beni Culturali intesa Governo/Regione
Veneto. Finanziato con parte dei fondi stanziati con delibera CIPE n.20/2004
si sta attuando per merito dell’azione congiunta degli Archivi di Stato di
Padova e di Rovigo, della Soprintendenza Archivistica per il Veneto, dei
Consorzi di Bonifica Polesine Adige Canal Bianco, Padana Polesana e Delta
Po Adige.
L’iniziativa si propone:
la costituzione di una banca dati in cui confluiranno immagini e relativi metadati degli archivi storici originatisi, direttamente o indirettamente, per la gestione delle terre del Delta Po e della Bonifica;
la pubblicazione su web;
la pubblicazione cartacea dei Catasti e degli inventari.
Per raggiungere tali obiettivi si sta procedendo con:
la digitalizzazione dei Catasti storici di Padova e Rovigo (città e provincia) per
un complessivo di circa 13.000 mappe e 35.000 pagine dei registri collegati;
l’inventariazione su base informatica degli archivi storici.
L’idea progettuale è stata quella di fornire strumenti utili all’attuazione di una
politica territoriale ed ambientale volta al recupero, al potenziamento ed alla
valorizzazione del territorio delle terre del Delta Po e della Bonifica. Ci si è
prefisso l’obiettivo di offrire, nella loro integrità originale, le fonti storiche documentarie, attraverso l’applicazione delle nuove metodologie informatiche.
Il progetto si pone l’ambizioso obiettivo di mettere in rete e correlare virtualmente, con l’utilizzo degli strumenti telematici, la documentazione storica prodotta dagli Uffici Tecnici Territoriali per la gestione delle aree del Delta Po e
della Bonifica. In questo modo tale patrimonio sarà fruibile sul web con riproduzioni digitali assolutamente fedeli agli originali. Le diverse informazioni
desunte dal materiale cartografico e documentario dei singoli archivi saranno
messe in relazione con uno specifico software di ricerca full text.
La storia della bonifica delle terre del Delta Po è antica e complessa, legata
alle vicende dei due fiumi Adige e Po. Coinvolse la politica idraulica di tre
Stati: l’Estense, il Veneziano e lo Stato Pontificio. Nel 1484 la Serenissima
Repubblica di Venezia acquistò il Polesine e parte del Ferrarese posto alla
destra del Canalbianco e, nel 1509, anche Adria. Nel 1501, per la gestione
di tali terre e di tutti i canali della terraferma, la Senerissima istituì il Magistrato
alle Acque e, successivamente, il Magistrato dei Beni Inculti. Sin dai primi anni
del Quattrocento, però, i proprietari terrieri si erano consorziati per eseguire
opere idrauliche di interesse comune: ebbero così origine i Consorzi di
Bonifica
L’ufficio periferico incaricato del coordinamento delle istituzioni pubbliche e
private fu quello dei Provveditori dell’Adige con sede a Padova. Con l’occupazione francese fu istituito il Governo Centrale del Padovano, Polesine di Rovigo
e d’Adria (1797-98). Il 2° Dipartimento fu delegato ad occuparsi delle Acque
e dei Fiumi. I Consorzi scomparvero, sostituiti dalle Società per gli scoli e le
migliorie dei terreni. Durante il Regno Lombardo Veneto (1805-1866) alle
Società tornarono a sostituirsi i Consorzi.Dopo l’Unità d’Italia (1866), in conseguenza degli ingenti danni recati al Veneto dalle inondazioni del 1905, con
la legge n. 400/1905 venne stabilito che fosse istituita una Direzione per le
opere idrauliche della regione veneta. La legge n. 257/1907 rese operativo
il Magistrato alle Acque per le provincie Venete e di Mantova Le vicende istituzionali sopra descritte sono ampiamente documentate negli archivi degli
Uffici periferici delegati conservati presso l’Archivio di Stato di Padova e negli
archivi storici dei Consorzi conservati presso l’Archivio di Stato di Rovigo e
nelle sedi dei Consorzi. Il progetto, quindi, realizzerà l’inventariazione di questi archivi insieme a quella dell’archivio delle Industrie Saccarifere Venete, ex
Montesi, complesso industriale che, nel secolo scorso, ha avuto un ruolo significativo per lo sviluppo economico del Polesine. Il progetto, quindi, s’inserirà
autorevolmente nell’archeologia industriale ed urbana del Veneto, rendendo
disponibili, sul web e in cartaceo, informazioni inedite sui meccanismi economici che hanno contraddistinto la storia italiana fino alla fine della Prima
Repubblica.
105
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL VENETO
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici
di Venezia e Laguna
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
del Veneto
Spesa pubblica e patrimonio culturale. Le opportunità
del Software Libero e WEB: dai cittadini ai Monumenti
Direttore Regionale: Ugo Soragni
Ferdinando Rizzardo
Coordinatori per la Comunicazione:
Valter Esposito e Luigi Marangon
Palazzo ex Reale
Piazza San Marco, 63
301224 Venezia
Tel. 041 3420101 Fax 041 3420122
[email protected]
Soprintendenza per i
Beni Architettonici e Paesaggistici
di Venezia e Laguna
Soprintendente: Renata Codello
Palazzo Ducale San Marco, 1
30124 Venezia
106
Perché utilizzare software libero:
Per capire la necessità di standard aperti e liberi bisogna affrontare con consapevolezza e decisione il problema della libera circolazione della cultura e
dei saperi
– “Il concetto di software libero discende naturalmente da quello di libertà di
scambio di idee e di informazioni. Tutti noi sappiamo quanto “negli ambienti
scientifici, quest’ultimo principio è tenuto in alta considerazione per la fecondità che ha dimostrato; ad esso infatti è generalmente attribuita molta parte dell’eccezionale ed imprevedibile crescita del sapere negli ultimi tre secoli.”
– Condivisione del sapere:
La libera circolazione della cultura e del sapere si costituisce in una rete dove
il libero scambio di idee e informazioni segue un processo di casualità circolare: un “anello di retroazione”
Uno degli esempi più semplici di un anello di retroazione è quello del timoniere.
Quando la barca devia dalla rotta prestabilita, per esempio verso destra, il
timoniere valuta la deviazione e quindi corregge la direzione muovendo il
timone verso sinistra. La manovra riduce la deviazione fino a farle oltrepassare la posizione corretta e quindi farla deviare a sinistra. Durante la manovra il timoniere compie un’altra valutazione e corregge la rotta.
(La stessa struttura la ritroviamo quando impariamo ad andare in bicicletta e
in molte altre attività della vita quotidiana). Questa struttura formale del processo di casualità la possiamo ritrovare nello sviluppo del software libero in cui
partecipano molti soggetti e c’è un costante rapporto con gli utenti finale e le
community che porta ad un progressivo miglioramento anche se con ritmi non
costanti e modifiche che a volte sembrano prendere strade impreviste.
– Cultura
Principio fondamentale della Cultura è la trasmissione del sapere che, come
evidenziato con chiarezza da Umberto Galimberti, deve essere veritiera. La
verità va intensa secondo l’etimologia greca di Aletheia cioè nel senso di
non nascondimento, “a-lethe”, dis-velamento, levare il velo, che richiama
anche il termine “leghein” cioè il “dire” che significa “stendere” e insieme
“raccogliere” indica propriamente l’atto del raccogliere che lascia le cose
stese davanti insieme, o meglio è “l’aver cura” di lasciare le cose così come
l’essere le ha poste”.
È in questa cura fondamentale che si deve inquadrare il problema di ogni linguaggio e del software in particolare perché è fondamentale che il mezzo
della trasmissione del pensiero umano non debba limitarne la libertà.
lo stesso Codice dell’Amministrazione Digitale richiama la necessità di adottare “soluzioni informatiche che assicurino l’interoperabilità...” e “la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto”.
La comunità Europea ha deciso di adottare standard aperti per l’interscambio
delle informazioni e per i servizi di e-government.
Utilizzare per i nostri software standard liberi e aperti significa molto di più che
rendere i documenti pubblici liberi e accessibili oggi e nel futuro. Significa la
conservazione della nostra eredità culturale nel momento in cui sempre più
documenti di importanza storica potenzialmente significativa saranno creati e
conservati in forma digitale”.
La Soprintendenza BAP di Venezia e Laguna utilizza standard liberi e aperti,
sia nelle comunicazioni interne che nei rapporti con il cittadino. A questo proposito si specifica che la Soprintendenza utilizza:
– come standard documentale Opendocument (“ODF” OpenDocument Format)
e PDF;
– tutti i data base utilizzati sono stati migrati su piattaforme libere e aperte che
utilizzano un linguaggio SQL standard (MySQL, Postgresql),
– per il trattamento delle immagini è stato installato su tutti i computer GIMP
software libero e gratuito, in sostituzione di Photoshop che pure rimane utilizzato nel Laboratorio fotografico e nel Laboratorio dell’Immagine;
– Aristos, programma libero e aperto, che si basa su piattaforma PHP e MySQL
per l’Archivio Storico
– è in via di sviluppo un software per la generazione in automatico dei documenti di uso corrente i cui dati vengono estratti dal protocollo informatico
(XML) e dall’archivio vincoli ed inseriti nei modelli (ODF) già predisposti producendo un documento “Opendocument” ODF finale o, a scelta in PDF.
– il sito WEB è costruito su piattaforma Libera e aperta GNU/Linux Debian e
su applicativo ZOPE/Plone collegato a data base MySQL
È stato creato uno sportello “self service” recuperando vecchi computer ormai
dismessi perché obsoleti grazie all’utilizzo di sistema operativo GNU/Linux
(Xubuntu).
Un discorso a parte merita l’utilizzo di Opendocument come standard documentale in quanto almeno 80% del lavoro delle Soprintendenze (e delle P.A.
in generale) utilizza programmi di Office automation
– OpenDocument
Opendocument è standard documentale voluto dalla Comunità Europea, e dal
25 gennaio 2007 è uno standard italiano (rilasciato da uni/uninfo con la sigla
uni cei iso/iec 26300) ed è lo standard documentale scelto dalle nostre
Soprintendenze.
L’utilizzo di Opendocument come standard documentale promuove l’interoperabilità tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione, evita
che i sistemi informatici siano dipendenti da un’unica tecnologia proprietaria
e consente anche di ottenere un risparmio non banale sull’acquisto di prodotti
software non essendo più vincolati ad un unico produttore.
– Osservatorio Open Source del CNIPA
L’Osservatorio Open Source del Cnipa (Centro Nazionale per l’Informatica
nella Pubblica Amministrazione) è un portale dove si trovano informazioni sugli
sviluppi del connubio tra Software libero e PA.
La sezione dedicata alla rilevazione continua sull’uso di software Open Source
presso le Pubbliche Amministrazioni, ad esempio, raccoglie dati relativi alle
esigenze risolte grazie a soluzioni basate (in tutto o in parte) su software Open
Source e sulla loro implementazione.
Al momento sono state pubblicate 124 schede che testimoniano l’utilizzo di
software OS da parte di Ministeri, Comuni, Regioni, Aziende sanitarie e altre
piccole o grandi realtà locali o nazionali.
– Guardiamo alcune schede
il Ministero della Giustizia dichiara di utilizzare software Open Source per la
gestione informatizzata dei giustificativi (ferie, malattie, permessi, ecc.) del personale della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati (ufficio pilota).
L’ARPA Veneto invece ha deciso di utilizzare OpenOffice al posto di MSOffice
per la creazione di testi, fogli di calcolo e presentazioni.
Anche il Comune di Rubiera (RE) nel momento di sostituire il vecchio Microsoft
Office 97 ha optato non per Office 2000, ma per la suite OpenOffice...
107
– I.. conti della spesa
validità dal 01/02/2007
(*) Il Prezzo Stimato Cliente è puramente indicativo. Microsoft non impone
alcuna condizione ai rivenditori che decidono liberamente.
Prezzo Stimato Cliente (*)
VolumeLevel
ItemName
PartNumber
ProductType
UnitCount
No Level
Office 2007 OLP NL GOVT
021-07960
Standard Non-specific
309,6
Dipendenti MiBAC da allegato 2 circ.202 /2006
20.943
Percentuale a stima di licenze Office
30%
Totale n° licenze stimato
6.283
6.283
Totale costi a stima (che possono costituire un puro RISPARMIO per il MiBAC)
6.283 x 309,60 = € 1.945.185,84 calcolando solo il 30 % delle postazioni
€ 1.945.185,84
A questi costi vanno aggiunti su ogni postazione circa €140,00 ogni 2/3 anni
per aggiornamenti alle nuove versioni pari a circa (6283 x 140 = )
€ 879.620.
Questi dati, come indicato, si riferiscono alla migrazione di solo una parte,
circa 1/3 delle postazioni del MiBAC.
Parte di questo risparmio potrebbe essere destinato alla ricerca coinvolgendo
l’Università per corsi di formazione o modifiche al codice sorgente ottenendo
un doppio risultato investendo in maniera virtuosa sulla formazione del personale e sull’Università/ricerca.
– Riassumendo i vantaggi dell’utilizzo del “Software Libero”
Formati dei dati ed interfacce aperti e standard necessari per interoperabilità tra sistemi
Indipendenza da un unico fornitore/tecnologia
Disponibilità di codice sorgente con notevole vantaggio sulla sicurezza
Esportazione dati e documenti in più formati di cui almeno uno aperto
Pieno rispetto della Direttiva 19 dicembre 2003 - MIT
e ...
Risparmio sui costi di licenza
– Solo l’utilizzo di un formato documentale standard e aperto può garantire
una corretta conservazione dei documenti elettronici e la loro trasmissione e
leggibilità nel corso del tempo.
– È fondamentale che il software usato sia completamente libero ed accessibile solo così si può evitare di percorrere il sentiero della notte e possiamo
incamminarci sul sentiero del giorno.
Vediamo un esempio di utilizzo di software libero nella Soprintendenza
B.A.P. di Venezia e Laguna
Il sito web e lo “sportello self-service”
– Obbiettivo principale del sito è la valorizzazione e diffusione attraverso
canali non tradizionali (internet, e “Sportello self-service” ) dell’attività svolta
dal Ministero nel rispetto della strategia generale di “una cultura alla portata
di tutti e dovunque” in particolare l’attenzione è stata rivolta alle seguenti tipologie di utenza:
• cittadini, che possono accedere:
– a tutte le informazioni sui cantieri di restauro realizzati con i finanziamenti
Ministeriali, nell’ottica della massima trasparenza e valorizzazione dell’azione di tutela perseguita dal Ministero,
– alle varie iniziative culturali, manifestazioni a carattere nazionale, diffuse sull’intero territorio (Settimana della Cultura, Festa della donna, Festa della
musica, Giornate Europee del Patrimonio, Giornata del disabile, ecc. ecc.)
– alle manifestazioni fieristiche promosse dal MiBAC (Salone dell’Arte del
Restauro e della Conservazione dei beni culturali e Ambientali, Forum PA,
108
COMPA, BBCC Expo Venezia-Restaura) che affrontano tematiche tipologiche relative ad attività fondamentali del MiBAC, finalizzate al contatto con le realtà locali e di settore, all’approfondimento ed alla divulgazione in ambito territoriale
• turisti: principale risorsa di Venezia (e dell’Italia), i cittadini stranieri possono conoscere, anche grazie alle numerose traduzioni presenti nel sito, percorsi culturali alternativi costituiti dai beni artistici e architettonici talvolta poco
conosciuti, ed essere informati delle varie iniziative culturali promosse dal
MiBAC in ambito territoriale e nazionale;
• studenti: possono accedere alle informazioni
– sui cantieri di restauro e conoscere le tecniche e le tecnologie impiegate;
– avere accesso on-line agli archivi fotografici della Soprintendenza;
– avere riferimenti per conoscere e contattare Organizzazioni nazionali e internazionali riguardanti i Beni Culturali
– accedere alle Risorse per la formazione suddivise in: “Facoltà e corsi universitari riguardanti i beni culturali”, “Altri corsi di formazione riguardanti i beni
culturali”, “Stage e Tirocini” e poter accedere a varia e specilistica documentazione sui Beni Culturali.
• professionisti possono accedere:
– alle informazioni sugli appalti in corso, sui contratti conclusi e sui bandi delle
gare d’appalto pubblicate,
– alle informazioni che permettono di verificare se un immobile è dichiarato di
interesse culturale (d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42)
– alle informazioni su come ottenere i diversi servizi offerti dalla
Soprintendenza e su come comportarsi in situazioni ricorrenti riguardanti i
beni di competenza del Ministero
– alle informazioni riguardanti il percorso di un procedimento amministrativo.
Risorse impiegate:
– Sito web della Soprintendenza: www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it
interamente realizzato a cura del personale interno della Soprintendenza.
– Computer obsoleti, ormai dismessi, recuperati ed utilizzati come “Sportello
self-service” a disposizione del cittadino, mediante impiego di risorse informatiche esclusivamente libere ed aperte.
Modalità di realizzazione
– La prima scelta per diffondere in maniere più capillare ed efficace l’attività
svolta dal Ministero è stata quella di orientarsi verso tecnologie WEB e posta
elettronica in quanto rappresentano i canali più efficaci, immediati, “democratici” ed ecologici (risparmio di carta ed inchiostri) per la comunicazione
con i cittadini.
– Particolare attenzione è stata posta nel risolvere i problemi legati all’accessibilità nel rispetto dell’Art. 3 della Costituzione e della legge 4/2004 (Legge
Stanca) per rendere realmente disponibili a tutti le informazioni del
Ministero.
– Sono stati seguiti i criteri del Progetto MINERVA per la qualità dei siti web
pubblici culturali
– Si è deciso di utilizzare solamente standard liberi e aperti, sia nelle comunicazioni interne che nei rapporti con il cittadino. (government to citizen)
– Il Sito Web è stato aggiornato ed incrementato inserendo nuove sezioni al
fine di stimolare una maggiore sensibilità di cittadini e turisti verso i problemi di conservazione del patrimonio culturale diffuso sul territorio.
In particolare sono state progettate e realizzate le seguenti sezioni:
• Percorsi tra i cantieri di restauro
Nel sito WEB della Soprintendenza BAP di Venezia e Laguna sono stati inseriti alcuni percorsi tra i cantieri di restauro finanziati dal MiBac e realizzati dalla
Soprintendenza;
I percorsi sono rivolti principalmente ai cittadini di Venezia, ma anche ai turisti che vogliano conoscere la qualità degli interventi su beni mobili ed immobili e la complessità dei lavori che la Soprintendenza realizza nei cantieri di
restauro. Questo permetterà di comprendere il significato dei tanti cantieri
Si ringrazia in particolare:
la comunità del “Software Libero”,
in particolare gli sviluppatori di GNU/Linux,
la “Free Software Fundation”, “Ubuntu”,
la “Plone Foundation”,
“Mozilla Firefox”, “OpenOffice.org”,
che hanno reso possibile la realizzazione
dei progetti sopra esposti.
Si ringrazia inoltre The World Wide Web
Consortium (W3C), I traduttori del sito WEB
che hanno prestato la loro opera gratuitamente,
Daniele Giacomini che ha reso disponibile a tutti
la sua monumentale opera “Appunti di
informatica Libera” Marta Severo per la
collaborazione e i suggerimenti nella
realizzazione del sito Maurizio Vittoria,
Web Master della “Biblioteca Nazionale
Marciana”, per i suoi utili consigli
sull’accessibilità del codice.
Il CNIPA per l’utile lavoro che sta facendo per la
diffusione del Software Libero
Il progetto MINERVA, per gli utili manuali
109
dislocati per la città che spesso rischiano di venir percepiti come un disagio
piuttosto che l’esito di un costante impegno per la tutela della città.
Questi percorsi vogliono anche contribuire a far crescere tra cittadini e turisti
una maggiore sensibilità per i problemi di conservazione del patrimonio diffuso sul territorio.
I cantieri di restauro sono stati quindi georeferenziati e pubblicati su Googlemaps (tecnologia molto utilizzata per la ricerca sul web)
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/percorsi-tra-i-cantieri/
• Customer satisfation questionnaire
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia ha messo a disposizione da alcuni mesi un breve questionario per valutare la soddisfazione degli utenti della
Soprintendenza rispetto al sito web e ai servizi offerti dall’Ente. L’utente ha a
disposizione un campo di testo libero e deve rispondere ad alcune domande
a scelta multipla.
Il questionario è compilabile sia dal sito web sia da una postazione disponibile all’ingresso degli uffici della Soprintendenza.
La compilazione del questionario è veramente semplice perché non richiede né
registrazione, né dati personali.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/breve-questionario
– Parla con la Soprintendenza
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia ha messo a disposizione una pagina aperta ai commenti di chiunque sui servizi offerti dall’Ente. Non serve registrazione, né dati personali, ma solo oggetto e commento.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/servizi/parla-con-lasoprintendenza/
– Come fare per? (FAQ)
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia offre un servizio di FAQ (domande
frequenti) per aiutare gli utenti sia ad accedere ai servizi, sia a compiere alcune attività legate all’Ente, come lavori di restauro su beni di proprità privata
sottoposti a tutela. Sul modello di alcuni importanti siti internazionali come il
National Park Service, si intende ampliare questa sezione inserendo anche
linee guida per il restauro.
La lista dei “come fare per” viene anche costantemente ampliata in base a suggerimenti e ulteriori richieste che arrivano alla Soprintendenza attraverso il
questionario online.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/accessibilita/faq-2013come-fare-per/
– Area Riservata – Pratiche
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia mette a disposizione un’area riservata da cui è possibile seguire il percorso di un procedimento amministrativo.
L’accesso all’area richiede autenticazione. Il servizio è pensato innanzitutto per
coordinare e facilitare lo scambio delle informazioni tra le diverse sedi della
soprintendenza, ma può essere reso accessibile anche a privati che abbiano
attivato un procedimento con la Soprintendenza.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/servizi/areariservata/
– Archivio Fotografico on-line
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia mette a disposizione una sezione
che permettere l’accesso e la consultazione on-line dell’Archivio Fotografico.
L’accesso alla sezione non richiede autenticazione. Il servizio è pensato innanzitutto per permettere l’accesso e la consultazione a un pubblico il più ampio
possibile.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/servizi/archivio-fotografico-1
– Modulistica
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia mette a disposizione un area dove
il cittadino può trovare la Documentazione e i fac-simili liberamente scaricabili in formato testo, PDF o standard OpenDocument Format
La “Denuncia di locazione di immobile storico” come prevista dall’art.59 D.
Lgs.vo 22/01/2004 n.42 – può essere completata direttamente on.line inse-
110
rendo i dati richiesti ed infine stampando il documento così completato dal file
PDF prodotto dal sito web.
Il servizio è pensato innanzitutto per permettere all’utente di accedere ai servizi e alla modulistica offerta dalla Soprintendenza in modo più semplice e rapido possibile.
www.soprintendenza.venezia.beniculturali.it/soprive/servizi/moduli
– Mostre ed Eventi
Descrizione: La Soprintendenza di Venezia mette a disposizione un area dove
il cittadino può trovare informazioni sulle mostre e sugli eventi organizzati dal
Ministero a livello territoriale.
Questa sezione è collegata ad un calendario, visibile da ogni pagina del sito,
che permette all’utente di visualizzare in maniera semplice ed immediata
manifestazioni o eventi in un giorno prestabilito.
I contenuti sono resi disponibili anche con il sistema “Feed Rss” (Really Simple
Syndication), un modo semplice e comodo per essere informati in tempo reale.
Grazie ai feed Rss, è possibile ricevere sul proprio computer aggiornamenti sulle
ultime notizie pubblicate dal sito. Grazie ad un abbonamento completamente
gratuito ognuno può essere informato sulle novità (Mostre ed Eventi) o Ultime
Notizie, come, ad esempio, la recente modifica del Codice dei Beni Culturali.
– Traduzioni
Le principali pagine del sito sono state tradotte in varie lingue, tra cui sette lingue europee, l’esperanto, e due lingue extra europee, allo scopo di ampliare
il più possibile la fruizione del portale da parte dell’utenza straniera.
Sportello self-service
– Sono stati recuperati vecchi computer ormai dismessi perché obsoleti grazie
all’utilizzo di sistema operativo GNU/Linux (Xubuntu) – sistema Libero e
aperto e completamente gratuito per l’amministrazione - ed è stato creato ed
implementato (un primo esperimento era già in fase beta) uno sportello selfservice ubicato nella portineria, in modo da offrire al cittadino quelle informazioni di base riguardanti la Soprintendenza e il Ministero (organigramma, modulistica, archivio fotografico, vincoli ecc.) e far acquisire all’utente
una sufficiente conoscenza dell’amministrazione con la quale instaurare un
più proficuo dialogo. L’utente così non si trova disorientato ed ha in mano
quegli strumenti che gli permettono di risparmiare tempo ed essere più efficace nelle proprie richieste. L’amministrazione, che ha carenza di risorse
sotto il profilo della dotazione organica, può guadagnare il tempo che
impiegherebbe per rispondere all’utenza esterna.
•In sintesi i vantaggi del progetto per l’amministrazione sono:
– risparmio di tempo per il personale che evita di fornire informazioni ripetitive siano esse verbali o telefoniche.
– reimpiego di macchine altrimenti inutilizzate che invece accrescono la qualità del servizio reso nei confronti dei cittadini.
– Gli utenti si avvantaggiano avendo accesso ad informazioni sulle corrette
procedure da seguire per ottenere i diversi servizi offerti dalla
Soprintendenza e dal Ministero e su come comportarsi in situazioni ricorrenti riguardanti i beni di competenza della Soprintendenza.
Si ringrazia in particolare:
la comunità del “Software Libero”, in particolare gli sviluppatori di GNU/Linux, la “Free
Software Fundation”, “Ubuntu”, la “Plone Foundation”, “Mozilla Firefox”,
“OpenOffice.org”, che hanno reso possibile la realizzazione dei progetti sopra esposti
Si ringrazia in oltre The World Wide Web Consortium (W3C)
I traduttori del sito WEB che hanno prestato la loro opera gratuitamente,
Daniele Giacomini che ha reso disponibile a tutti la sua monumentale opera “Appunti di
informatica Libera”
Marta Severo per la collaborazione e i suggerimenti nella realizzazione del sito
Maurizio Vittoria, Web Master della “Biblioteca Nazionale Marciana”, per i suoi utili
consigli sull’accessibilità del codice.
Il CNIPA per l’utile lavoro che sta facendo per la diffusione del Software Libero
Il progetto MINERVA, per le necessarie linee guida ed i pratici manuali.
111
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL VENETO
Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio
per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso
Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici
del Veneto
Necessità e opportunità di utilizzo di standard aperti nella
P.A.
Direttore Regionale: Ugo Soragni
Adriano Meneguzzi
Coordinatori per la Comunicazione:
Valter Esposito e Luigi Marangon
Palazzo ex Reale
Piazza San Marco, 63
301224 Venezia
Tel. 041 3420101 Fax 041 3420122
[email protected]
Soprintendenza per i Beni
Architettonici
e per il Paesaggio per le province
di Venezia, Belluno, Padova e Treviso
Soprintendente: Guglielmo Monti
Sestiere di Santa Croce, 770
(palazzo Soranzo Cappello)
30125 Venezia
Riferimento normativo
la pubblica amministrazione deve seguire i principi costituzionali definiti dal
primo comma dell’art 97 della Costituzione:
– principio del buon andamento
– efficacia
– efficienza
– principio di legalità
– principio dell’imparzialità
Riferimento normativo
La legge n. 241 del 1990 ha definito il principio della trasparenza e il principio del diritto all’accesso del procedimento amministrativo. Questi, che potrebbero definirsi come corollari del principio dell’imparzialità dell’attività amministrativa, stabiliscono che il procedimento e le relative informazioni devono
essere facilmente accessibili da parte di chi ve ne abbia legittimo interesse.
Legge 340/2000 “Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1999”,
promulgata durante il Governo Amato.
Art. 25: “Le pubbliche amministrazioni […] che siano titolari di programmi
applicativi realizzati su specifiche indicazioni del committente pubblico, hanno
facoltà di darli in uso gratuito ad altre amministrazioni pubbliche, che li adattano alle proprie esigenze”
“Linee guida del governo per lo sviluppo della società dell’informazione nella
legislatura” (2002), predisposto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie
(Stanca)
Va fatta un’approfondita valutazione […] sulla strategia open source per la
Pubblica Amministrazione. I prodotti open source (per caratteristiche intrinseche derivanti dalle stesse modalità di sviluppo e di evoluzione) determinano
vantaggi in termini di: - contenimento dei prezzi - trasparenza (e quindi sicurezza) - non dipendenza da un singolo fornitore - elevata riusabilità - accessibilità per le piccole realtà di sviluppo (economie locali)
Decreto Legislativo del 7 marzo 2005, n.82: “Codice dell’Amministrazione
digitale”
art. 68, primo comma: le pubbliche amministrazioni […] acquisiscono,
secondo le procedure previste dall’ordinamento, programmi informatici a
seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le
seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) sviluppo di programmi informatici per conto e a spese dell’amministrazione sulla scorta dei requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente;
b) riuso di programmi informatici sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni;
c) acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso
a licenza d’uso;
d) acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto;
e) acquisizione mediante combinazione delle modalità di cui alle lettere da
a) a d).
art. 69 primo comma: le pubbliche amministrazioni che siano titolari di programmi applicativi realizzati su specifiche indicazioni del committente pubblico, hanno obbligo di darli in formato sorgente, completi della documentazione disponibile, in uso gratuito ad altre pubbliche amministrazioni che li richiedono e che intendano adattarli alle proprie esigenze, salvo motivate ragioni.
Legge Finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006 n.296)
l’art.491 destina un finanziamento di 30 milioni di euro su tre anni a progetti
112
finalizzati allo sviluppo della società dell’informazione, e prevede che: “nella
valutazione dei progetti [per la società dell’informazione] da finanziare […] è
data priorità a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto. I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software
sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un
web individuato dal Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili”
Definizione di “standard aperto”
È adottato e mantenuto da un’organizzazione non-profit ed il cui sviluppo
avviene sulle basi di un processo decisionale aperto e a disposizione di tutti
gli interlocutori interessati e le cui decisioni vengono prese per consenso o a
maggioranza;
il documento di specifiche è disponibile liberamente oppure ad un costo nominale. Deve essere possibile farne copie, riusarle e distribuirle liberamente
senza alcun costo aggiuntivo;
eventuali diritti di copyright, brevetti o marchi registrati sono irrevocabilmente
concessi sotto forma di royalty-free;
non è presente alcun vincolo al riuso, alla modifica e all’estensione dello standard.
Che cosa è ODF, OpenDocument Format?
OpenDocument format (ODF, ISO/IEC 26300, nome completo: OASIS Open
Document Format for Office Applications) è un formato di file per i documenti
di office automation (documenti di testo, fogli elettronici, presentazioni, ecc.)
E’ una specifica basata su XML che descrive il contenuto e la formattazione dei
documenti
E’ uno standard aperto sviluppato da un Comitato di OASIS, certificato come
standard internazionale (ISO/IEC 26300:2006) e nazionale (UNI CEI
ISO/IEC 26300)
E’ uno standard aperto indipendente da qualsiasi produttore
E’ il formato adottato da molti prodotti/produttori tra cui OpenOffice.org
E’ uno strumento che garantisce sia l’interoperabilità sia la capacita’ di conservare nel tempo le informazioni
Cosa non è ODF, OpenDocument Format?
Non è imposto da un singolo produttore
Non impone l’obbligo di usare né software proprietario né software open
source.
Non è un limite per l’Utente che può scegliere le applicazioni per creare le sue
informazioni sapendo che queste saranno accessibili, ora e in futuro, da chiunque ne avrà la necessità.
ODF
Indipendenza da uno specifico prodotto e fornitore, chiunque può sviluppare
un’applicazione che gestisca un formato aperto
Interoperabilità, permettendo la condivisione di dati tra sistemi eterogenei
Neutralità, non costringendo l’utente a uno specifico prodotto ma una scelta
basata su un rapporto qualità/prezzo
Persistenza, tutelando il patrimonio informativo nel tempo a fronte del mutamento tecnologico
Il linguaggio SQL
Il linguaggio SQL è un linguaggio standard per la definizione, manipolazione e inter-rogazione delle basi di dati relazionali.
L’ANSI lo adottò come standard fin dal 1986, nel 1987 la ISO fece lo stesso
La prima versione standard è denominata SQL/86. Negli anni successivi si
realizzarono altre versioni, che furono chiamate SQL/89, SQL/92 e SQL/2003
113
Obbiettivo a lungo termine
L’adozione di “standard aperti” nella Pubblica Amministrazione e in particolare nella creazione degli archivi per la conservazione del patrimonio culturale,
consentirebbe:
– la persistenza degli archivi stessi
– l’accessibilità ora e in futuro dei suoi contenuti
– un reale risparmio nella gestione degli stessi, perché la non dipendenza da un
singolo produttore/fornitore permetterebbe un reale regime di concorrenza
In particolare il formato OpenDocument, date le sue caratteristiche, conferirà
maggiore efficienza e flessibilità alla comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini.
Situazione Attuale
Oggi, purtroppo, si fanno delle scelte basate più sullo strumento che si vuole
utilizzare piuttos to che sul formato dei dati che si dovrebbe adottare.
Spostando l’attenzione da ciò che si deve conservare (i dati) allo strumento
che permette la loro conservazione, con il rischio che in futuro qualora
venga a mancare lo strumento i primi risultino di fatto inutilizzabili.
Note Positive
Nel mondo e in particolare in europa lo standard ODF si sta progressivamente diffondendo, esempi (fonte UNI):
– in Belgio il Consiglio dei Ministri ha stabilito che dal mese di settembre 2008
ODF sarà l’unico standard da utilizzare all’interno della Pubblica
Amministrazione
– in Francia il formato ODF viene utilizzato dalla Gendarmerie; inoltre la RGI
(Référentiel Général Interopérabilité), che sovrintende alle regole della interoperabilità dei sistemi informativi, raccomanda l’utilizzo di ODF come formato standard dei documenti
– in Danimarca,dal 1° settembre 2006 e dopo un periodo di sperimentazione
di sei mesi tutti i documenti online del Ministero delle Scienze della
Tecnologia e dell’Innovazione sono in ODF; a partire da gennaio 2008 tutte
le informazioni scambiate in maniera digitale tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini dovranno essere disponibili in formati basati su Open
Standard
Strategie facilmente attuabili
– Assicurarsi che qualsiasi prodotto che si sta utilizzando, o si ha intenzione
di utilizzare, permetta l’esportazione dei dati elaborati in almeno un formato a standard aperto
– Valutare periodicamente la convenienza della migrazione dei dati da un formato a standard aperto vecchio a uno più recente
Conclusioni
Gli strumenti che utilizziamo cambiano in continuazione, mentre i dati che
vogliamo conservare devono essere sempre accessibili ed utilizzabili.
Solo l’adozione di standard aperti per la conservazione dei dati permette la
costante accessibilità degli stessi, e contemporaneamente la possibilità di utilizzare strumenti diversi per la loro gestione/elaborazione
114
PROGETTI EUROPEI
La rete MINERVA
Marzia Piccininno
Il progetto MINERVA (Ministerial Network for Valorising Activities in digitisation) è stato finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma
IST (Tecnologie per la società dell’informazione), Quinto Programma Quadro
di ricerca e sviluppo tecnologico, e riunisce i ministeri dei paesi europei preposti alla cultura, coordinati da quello italiano; la sua nascita è il risultato di
una stretta collaborazione tra la Commissione europea e gli Stati Membri, con
l’obiettivo di facilitare la creazione di una visione comune nella definizione
delle azioni e dei programmi nel campo dell’accessibilità e fruibilità in rete dei
beni culturali.
Il progetto ha avuto inizio nel marzo 2002; la sua prima fase è terminata con
successo nel luglio 2005, ottenendo risultati ben oltre le aspettative.
MINERVAplus, l’estensione di MINERVA ai paesi di nuova accessione (per un
totale di ben 29 Stati, i 27 aderenti all’Unione, più Israele e Russia), si è concluso nel gennaio 2006. Dal 1° ottobre 2006 è in corso MINERVA eC, terzo
atto del progetto MINERVA, che riunisce i ministeri di oltre 20 paesi europei e
oltre 150 istituzioni culturali. MINERVA eC ha come obiettivo principale quello di sviluppare azioni di supporto per la costruzione di Europeana (Biblioteca
digitale europea) in aderenza agli indirizzi della Commissione europea e sulla
base dei risultati ottenuti dai precedenti progetti MINERVA e MINERVAplus.
Le attività di MINERVAeC continuano e rinforzano le seguenti linee di azione:
• l’integrazione dei vari settori del patrimonio;
• le tematiche dei diritti di proprietà intellettuale, dell’interoperabilità e del multilinguismo;
• la condivisione di buone pratiche di digitalizzazione;
• il coordinamento negli e tra gli Stati membri;
• il monitoraggio dei progressi.
MINERVA opera su due livelli, politico e tecnico. Il livello politico consiste nel
garantire una stretta collaborazione tra gli Stati membri attraverso i Ministeri
preposti alla tutela del patrimonio culturale, e tra questi e la Commissione europea. In tale prospettiva MINERVA si propone di dare visibilità alle iniziative
nazionali, di promuovere lo scambio di buone pratiche e di assicurare la diffusione e la conoscenza delle politiche e dei programmi comunitari a livello
nazionale e locale.
Il livello tecnico riguarda invece la creazione di una piattaforma condivisa
dagli Stati membri, costituita da raccomandazioni e linee guida per la digitalizzazione e la fruizione del patrimonio culturale attraverso la rete.
Il progetto MINERVA ha avuto nel corso degli anni un notevole impatto sulle
istituzioni che tutelano e gestiscono il patrimonio culturale. In alcuni paesi europei sono stati avviati programmi nazionali riguardanti la digitalizzazione del
patrimonio culturale ispirati ai principi e alle linee guida di MINERVA.
Il progetto MINERVA ha prodotto importanti e tangibili risultati:
• ha costituito una rete di centinaia di referenti europei per la digitalizzazione;
• ha avviato la pubblicazione del volume Coordinating digitisation in Europe,
la relazione annuale sullo stato della digitalizzazione del patrimonio culturale nell’Unione Europea;
• ha prodotto strumenti concreti per una comunicazione web culturale di qualità e per una corretta digitalizzazione: il Manuale per la qualità dei siti
Web pubblici culturali (novembre 2003; aggiornamento in corso); i 10 principi per la qualità di un sito web culturale e il manuale di applicazione;
Museo & Web, il kit di progettazione di un sito web culturale di qualità, dotato anche di Content Management System e distribuito gratuitamente a tutti
gli istituti culturali pubblici e privati; il Manuale di buone pratiche per la digitalizzazione del patrimonio culturale; le Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali;
• sta elaborando strumenti concreti per guidare le istituzioni culturali nell’am-
Minerva
Coordinamento: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426
Fax 06 4959302
www.minervaeurope.org
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115
bito delle problematiche connesse al diritto di proprietà intellettuale;
• ha dato attuazione concreta ai propri risultati elaborando nuove iniziative
progettuali quali MICHAEL, MICHAEL Plus e MEDCULT (quest’ultimo con il
sostegno dell’UNESCO).
I risultati di MINERVA sono stati notevoli anche in ambito nazionale poiché il
Ministero ha coinvolto nella loro diffusione esperti di tutte le proprie amministrazioni centrali e periferiche, del Coordinamento delle regioni, del CNIPA e
del mondo accademico.
In merito al tema della qualità dei siti web culturali è inoltre da segnalare la
Direttiva recante le linee guida per il piano di comunicazione coordinata dei siti
web afferenti agli uffici del Ministero per i beni e le attività culturali per la loro
accessibilità e qualità. Questo atto contiene sei linee di indirizzo che, oltre a
ribadire l’importanza per la divulgazione di elaborare applicazioni web riconoscibili, accessibili e usabili, conferma l’adozione degli standard e degli strumenti messi a punto dai progetti MINERVA e MICHAEL, con particolare riferimento alla qualità dei siti web culturali e alla descrizione delle risorse digitali.
A sostegno di tutte le istituzioni culturali che devono aggiornare o realizzare i
loro siti web o svolgere attività di digitalizzazione, il Ministero ha istituito
l’OTEBAC, l’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali, un servizio che nasce dall’esigenza interna dell’amministrazione di utilizzare strumenti innovativi, con particolare riferimento alla digitalizzazione dei contenuti, alla
comunicazione e promozione via Internet dei progetti e dei siti web sviluppati
dai propri istituti, alla creazione di contenuti digitali e dei censimenti delle
risorse digitali.
Tramite l’OTEBAC il Ministero fornisce anche un supporto a tutte le istituzioni
culturali per rendere accessibili i propri siti web sulla base della legge n.
4/2004, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (c.d. Legge Stanca), e a quelli che intendono catalogare le proprie risorse digitali nell’ambito del progetto MICHAEL,
L’Osservatorio promuove l’adozione di standard condivisi, per l’allineamento
e l’interoperabilità dei portali e dei siti web culturali nazionali anche al fine di
rendere possibile la fruizione del patrimonio culturale digitale italiano nelle reti
globali.
116
PROGETTI EUROPEI
MICHAEL: una rete di portali per l’accesso online
alla cultura europea
Giuliana De Francesco
Il servizio internazionale MICHAEL Culture è stato lanciato, alla presenza del
ministro Rutelli, in occasione della conferenza “Museums, libraries and archives
online: MICHAEL service and other international initiatives” (Roma, Complesso
del San Michele, 5-6 dicembre 2006).
Il servizio vuole promuovere presso un pubblico mondiale il patrimonio culturale europeo, offrendo un canale di accesso semplice e veloce, che metta in
contatto gli utenti potenziali con le collezioni digitali sviluppate negli anni dalle
istituzioni culturali europee.
MICHAEL è l’acronimo del progetto Multilingual Inventory of Cultural Heritage
in Europe, sviluppato congiuntamente da Italia, Francia e Regno Unito, finanziato dal programma eTen della Commissione europea e avviato nel giugno
del 2004 con il coordinamento dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Fin dalle sue prime fasi operative il progetto ha attratto l’interesse di vari altri
partner nazionali in tutta l’Unione Europea; con l’avvio del progetto
MICHAELplus (1° giugno 2006) si è sancita l’estensione delle attività ad altri
11 paesi dell’Unione (Finlandia, Germania, Grecia, Malta, Paesi Bassi,
Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Ungheria); più recentemente hanno aderito al progetto Bulgaria, Estonia, Comunità fiamminga del
Belgio e Slovacchia, per un totale di 18 nazioni coinvolte.
Ogni aspetto della realizzazione del progetto è stato orientato dalle raccomandazioni di MINERVA in tema di standard e linee guida tecniche e di inventari
di contenuti digitali; in particolare, si è fatto riferimento alle Technical
Guidelines for Digital Cultural Content Creation Programmes e alle
Specifications for Inventories of Digital Cultural Content.
Il portale europeo MICHAEL Culture, in linea dal mese di dicembre 2006, offre
un catalogo tendenzialmente esaustivo delle collezioni culturali digitali create
o gestite da istituzioni culturali pubbliche o private, nazionali, regionali o locali e appartenenti a ogni settore o dominio, aventi sede in ciascuno dei paesi
partner.
Gli utenti possono reperire agevolmente in modalità multilingue informazioni sulle
risorse digitali europee di interesse culturale, sulle istituzioni che le producono o
gestiscono, sui progetti nel contesto dei quali risorse e servizi sono realizzati e
sulle collezioni fisiche eventualmente digitalizzate nell’ambito di tali progetti; una
volta identificate le collezioni digitali di proprio interesse, si viene indirizzati
verso i servizi on-line e off-line che mettono a disposizione le risorse.
Attualmente il portale europeo rende disponibili solo contenuti relativi ai tre
paesi che hanno avviato il progetto, ovvero Francia, Italia e Regno Unito. Il
sistema può essere interrogato in ciascuna delle tre lingue nazionali supportate; per agevolare la comprensione dei contenuti, parte della descrizione delle
risorse è offerta nella lingua selezionata per la navigazione; per i contenuti a
testo libero, è offerto uno strumento per la traduzione automatica. Entro il termine del progetto (maggio 2008) si prevede una estensione sostanziale del
multilinguismo, con l’acquisizione dei dati raccolti dai nuovi partner di
MICHAELplus e quindi il supporto di ulteriori 15 lingue nazionali.
Il consorzio MICHAEL attualmente abbraccia 37 fra ministeri e agenzie nazionali responsabili per le politiche culturali, altre istituzioni culturali di rilievo
nazionale, università e società di servizi e ha recentemente dato vita all’associazione internazionale senza fini di lucro (AISBL, Association internationale
sans but lucratif) “MICHAEL Culture”, di diritto belga, allo scopo di garantire
la sostenibilità del progetto una volta esaurito il finanziamento europeo.
L’Associazione, fondata nel luglio 2007, vede già rappresentati fra i suoi membri Italia, Francia e Regno Unito; oggetto sociale è offrire servizi per agevolare l’accesso alle risorse culturali digitali e garantire la manutenzione e lo sviluppo del servizio europeo MICHAEL. L’AISBL MICHAEL Culture è titolare della
Michael
Coordinamento: Rossella Caffo
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Fax 06 4959302
www.michael-culture.org (portale europeo)
www.michael-culture.eu (sito web del progetto)
www.michael-culture.it (portale italiano)
117
piattaforma software di MICHAEL, di cui ha avviato le procedure di pubblicazione open source.
Il 30 settembre 2005, oltre un anno dopo l’avvio del progetto MICHAEL, la
Commissione europea pubblica la comunicazione “i2010: Digital Libraries”,
con la quale lancia il progetto di un unico punto di accesso multilingue al patrimonio culturale e scientifico europeo distribuito che coprisse ogni tipo di materiale culturale a prescindere dal luogo e dall’istituzione incaricata della conservazione e manutenzione.
Un progetto assolutamente in linea con obiettivi e metodi perseguiti da MICHAEL,
tanto che il Consiglio dei ministri delle Comunità europee riconosce MICHAEL
come uno dei due pilastri su cui dovrà fondarsi la costituenda Biblioteca digitale europea (Conclusioni del Consiglio del 13 novembre 2006). Dal 2006
MICHAEL è parte attiva nel processo di costruzione di Europeana, la Biblioteca
digitale europea: prende parte al progetto EDLNet, che ha l’obiettivo di definirne raccomandazioni e soluzioni tecniche; i partner di MICHAEL partecipano all’attività del gruppo di esperti sull’interoperabilità istituito dalla
Commissione europea; l’AISBL MICHAEL Culture è membro della Fondazione
EDL (European Digital Library), recentemente costituita (14 settembre 2007).
A disposizione di Europeana MICHAEL pone un catalogo tendenzialmente
esaustivo delle collezioni digitali europee di interesse culturale, prezioso per
identificare e localizzare le risorse cui darà accesso la BDE; oltre alle informazioni sulle istituzioni responsabili, il catalogo di MICHAEL include informazioni importanti ai fini dell’interoperabilità tecnica e semantica, quali le terminologie adottate dalle banche dati, i formati digitali, i protocolli per la trasmissione dei dati ecc.
La rete di migliaia di istituzioni mobilitate da MICHAEL in tutta Europa è un’altra risorsa fondamentale per il successo della Biblioteca digitale europea.
La piattaforma software si compone di un modulo di produzione e di un modulo di pubblicazione, entrambi sviluppati a partire dalla piattaforma software
open source adottata dal francese Ministère de la culture et de la communication per il Catalogue des fonds culturels numérisés e basati su moduli software
open source ampiamente conosciuti e diffusi, quali Apache Cocoon, Apache
Lucene, SDX, eXist, XDepo. Il modulo di produzione consente la creazione,
modifica, importazione e gestione dei record descrittivi e dei legami che li
interconnettono attraverso un browser web; questo rende possibile l’attivazione di una rete di catalogatori che descrivono le risorse digitali gestite dalle istituzioni locali. I record prodotti sono in formato XML e possono essere scaricati e reimpiegati in altre applicazioni.
Il modulo di pubblicazione permette la creazione di un portale nazionale, conforme ai criteri di qualità di MINERVA, che offre una interfaccia intuitiva per la
ricerca e la navigazione via web nella base dati XML, e può essere adattato
alle diverse esigenze grafiche e funzionali espresse da ciascun paese partner
del progetto.
Alla base della piattaforma software è il modello dei dati MICHAEL, sviluppato dal gruppo tecnico del progetto a partire dalle specifiche MINERVA per gli
inventari di contenuti culturali digitali; il MICHAEL Data Model è correlato strettamente allo standard RSLP per la descrizione delle collezioni e al Dublin Core
Collection Application Profile.
Ogni installazione nazionale della piattaforma software produce, a partire dal
database XML, un repository OAI-PMH che rende disponibile l’insieme dei dati
tanto nel formato MICHAEL che nello standard Dublin Core semplice. Questo
significa che i dati possono essere inviati automaticamente tramite il protocollo OAI-PMH al servizio europeo MICHAEL Culture e al tempo stesso messi a
disposizione di altri servizi culturali nazionali e internazionali.
Il portale europeo raccoglie dunque tramite cattura automatica (harvesting) i
dati messi a disposizione dai database nazionali, i quali sono a propria volta
interrogabili autonomamente tramite interfacce nelle lingue nazionali.
Attualmente sono online i portali di Francia (www.michael-culture.fr) Regno
118
Unito (www.michael-culture.org.uk), Italia (www.michael-culture.it).
In Italia, MICHAEL procede in stretto coordinamento con il progetto
CulturaItalia, il portale della cultura italiana. Le banche dati MICHAEL e
CulturaItalia vengono rese interoperabili attraverso la mappatura del modello
dei dati di MICHAEL nel profilo di applicazione di CulturaItalia e la conseguente attivazione di un modulo software per la cattura automatica dei metadati.
Attraverso i dati di MICHAEL, CulturaItalia offrirà dunque ai propri utenti un
catalogo esauriente delle collezioni digitali di interesse culturale create o gestite da istituzioni italiane. Gli utenti interessati alla descrizione dettagliata di tali
risorse verranno invitati ad approfondire la ricerca sul portale MICHAEL.
Il censimento sistematico che MICHAEL va svolgendo consente inoltre a
CulturaItalia di identificare potenziali fornitori di contenuti appartenenti ai più
diversi domini o settori: pubblici e privati, di rilievo nazionale, regionale o
locale, responsabili di attività culturali quali la lettura, il cinema o lo spettacolo dal vivo o della tutela e valorizzazione di beni archivistici, librari, archeologici, architettonici, storico-artistici, etnologici, multimediali, istituti per la formazione o di ricerca.
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha infatti coinvolto nelle attività di
censimento delle collezioni digitali tutte le articolazioni del Ministero stesso, le
Regioni e, attraverso una partnership con la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), i 77 atenei italiani.
Il CASPUR (Consorzio inter-universitario per le applicazioni di supercalcolo per
università e ricerca della Sapienza di Roma) garantisce la gestione e la manutenzione del server, del software e della banca dati.
Attualmente (aprile 2008) la banca dati MICHAEL italiana descrive quasi
5000 collezioni digitali, censite coinvolgendo 1500 organizzazioni culturali.
119
OSSERVATORIO TECNOLOGICO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
Museo & Web: l’esperienza del Progetto MINERVA
per i musei e le altre istituzioni culturali
Maria Teresa Natale
Osservatorio Tecnologico per i Beni
e le Attività Culturali
Coordinamento: Rossella Caffo
Viale Castro Pretorio 105
00185 Roma
Tel. 06 49210426
Fax 06 4959302
www.otebac.it
[email protected]
www.otebac.it/prototipo.html
Informazioni e richiesta codici CMS:
www.minervaeurope.org/structure/workinggro
ups/userneeds/prototipo/cms.html
La progettazione di “Museo & Web: kit di progettazione di un sito di qualità
per un museo medio-piccolo” ha costituito l’occasione per trasporre molte delle
esperienze maturate nell’ambito del Progetto MINERVA: in particolare, si sono
seguite le linee guida contenute nel Manuale per la qualità dei siti web culturali pubblici e sono stati applicati i dieci Principi europei per la qualità di un
sito web culturale. Circa l’accessibilità, si è tenuto conto, a seguito di quanto
prescritto dalla legge n. 4 del 9 gennaio 2004 Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (c.d. Legge Stanca), dei
ventidue requisiti per l’accessibilità, così come definiti nel Decreto Ministeriale
che stabilisce le linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità dei siti
Internet, nonché i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine, firmato dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie l’11 luglio 2005, dopo che
il 6 luglio la Commissione europea, ai sensi della direttiva 98/34/CE, aveva
dato il via libera all’adozione del provvedimento. In una prima fase, il progetto era destinato ai musei medio-piccoli, basandosi sulla constatazione che in
Italia, e in genere in Europa, i musei locali e territoriali sono molto diffusi, ma
spesso sono privi di siti web propri. Infatti, trattandosi di piccole istituzioni,
sono molte volte carenti di risorse economiche e umane. Si è voluto perciò offrire uno strumento che potesse essere utilizzato dai musei sia come guida nella
progettazione dell’architettura del sito web, sia nella realizzazione pratica.
In una seconda fase, il kit di progettazione è stato adattato ad altre categorie
di soggetti culturali pubblici, come archivi, biblioteche, direzioni regionali,
soprintendenze, scuole.
Il kit si articola in diverse parti:
1) “struttura e contenuti del prototipo”: contiene modelli di riferimento per l’organizzazione dei contenuti e dei servizi, corredati da numerosi esempi relativi a siti italiani e stranieri:
Archivi
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/archivio.html
Biblioteche
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/biblioteca.html
Musei
www.otebac.it/prototipo.html
Direzioni Regionali
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/direzioneregionali.html
Soprintendenze
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/soprintendenze.html
Scuole
www.otebac.it/siti/realizzare/direttive/modelli/soprintendenze.html
2) “tutorial”: si offrono suggerimenti per la costruzione delle pagine web sulla
base delle regole dell’accessibilità e dell’usabilità e si forniscono informazioni pratiche relative all’architettura, alla gestione, all’interoperabilità, ai
problemi legati al copyright, al multilinguismo ecc.;
3) “verifica della qualità”: si forniscono degli strumenti pratici per la valutazione dell’applicazione al proprio sito web;
4) strumenti pratici: modelli di pagine XHTML e il Content Management System
messo a disposizione in open source dal Ministero per i beni e le attività
culturali.
Museo&Web CMS Open Source
Il modello Museo & Web è stato adattato a un sistema integrato di Content
Management (CMS) per la gestione e il controllo di documentazione informa-
120
tiva multi-formato ed eterogenea, da pubblicare in rete.
Con questo CMS , che consente anche di gestire il multilinguismo, è possibile
creare, modificare, controllare tanto le singole pagine che intere sezioni logiche della propria documentazione web, stabilendo regole, ruoli e livelli di
accesso secondo le proprie specifiche esigenze.
Il sistema consente, anche a personale non esperto, di partecipare attivamente al processo di creazione e pubblicazione dei contenuti, apportando in
tempo reale il proprio contributo, secondo la propria qualifica e competenza.
Il CMS può essere utilizzato GRATUITAMENTE dai musei ma anche dalle altre
istituzioni culturali, pubbliche e private, adattandolo alle proprie esigenze.
Con questo CMS si ampliano le classiche funzionalità di editing di testi e immagini web: vengono, infatti, resi disponibili strumenti che consentono il mantenimento di strutture gerarchiche fra le pagine, link incrociati, menu, formattazione di testi, gestione di news, eventi, rassegna stampa, normativa, bandi e concorsi, pubblicazioni e molte altre funzionalità aggiuntive (come il catalogo
degli oggetti del museo e la possibilità di pubblicare percorsi tematici), perfettamente integrabili con il sistema di base e realizzate secondo le esigenze specifiche.
Il CMS sviluppato si compone di tutte le funzionalità, di base e accessorie, atte
a garantire rigore architetturale e semplicità d’uso nelle fasi d’implementazione e aggiornamento dei contenuti.
Il sistema è fornito con licenza Open Source. Per ogni versione pubblicata sono
disponibili il codice sorgente, il manuale di utilizzo, la licenza d’uso, una
demo online.
È inoltre attiva una lista di discussione per condividere dubbi, suggerimenti e
informazioni sul CMS e sulle attività correlate.
L’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali organizza periodici
corsi di formazione e aggiornamento su Museo & Web, anche in collaborazione con altre istituzioni culturali.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Osservatorio tecnologico per
i beni e le attività culturali.
121
CALL CENTER
Il Call Center del MiBAC
Referente:
Stefania Subinaghi
Via Cristoforo Colombo, 6
20094 Corsico (MI)
Tel. 06 784417243
Fax 06 784417333
Nell’ambito delle competenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si colloca il servizio di call center atto a migliorare l’accesso alla fruizione del patrimonio culturale nazionale da parte dei cittadini italiani e stranieri nonché dei turisti in visita nel nostro Paese, per fornire informazioni (in lingua italiana, inglese
e spagnola) inerenti le attività di pertinenza del Ministero, su musei, mostre temporanee, archivi, biblioteche attraverso il numero verde 800 99 11 99.
Il Servizio è interamente affidato alla Società Omnia Network*, che gestisce
le chiamate tramite il numero verde attivo tutti i giorni, compreso i festivi, dalle
9 alle 19. L’operatore di front office, mediante la consultazione di Banche Dati
ed un costante collegamento al sito Internet del Ministero, è in grado di fornire tutte le informazioni richieste, ivi comprese quelle relative alla struttura organizzativa del Ministero ed alle competenze istituzionali dello stesso.
L’operatore ha a disposizione anche un banca dati integrata curata dal personale di back office di Omnia Network contenente le informazioni relative a
manifestazioni, beni, musei, eventi di pertinenza non statale (comunali, privati, etc.).
Nello specifico, il front office svolge:
un servizio di ricezione reclami da parte del Cittadino e di segnalazione
all’Amministrazione;
un servizio di supporto all’Ufficio Relazione con il Pubblico (URP);
un servizio di supporto al Servizio II Comunicazione, promozione e Marketing
della direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la promozione.
un servizio di segnalazioni al Comando dei Carabinieri per la Tutela del
Patrimonio Culturale;
L’attività di back office consiste in:
attività di verifica e segnalazioni delle necessità di aggiornamento dei dati presenti sul sito del Ministero dei Beni culturali;
acquisizione di informazioni sulle iniziative culturali in essere su tutto il territorio nazionale con partecipazione diretta o indiretta del Ministero;
acquisizione di informazioni al servizio del cittadino sui principali siti non statali mediante la creazione di un Data Base interno a favore del Front office;
diffusione di informazioni mirate nei confronti di soggetti terzi quali scuole, università, organismi culturali secondo valutazioni di opportunità da parte del
Ministero. Tali informazioni sono fornite sul numero complessivo di 10.000
contatti annui.
A fronte delle suddette attività, vengono prodotti periodicamente report statistici quantitativi e qualitativi, che consentono una continua analisi e monitoraggio dei servizi resi.
*Omnia Network s.p.a., gestore del servizio, è uno dei principali operatori italiani nel settore della progettazione, realizzazione e gestione dei servizi di outsourcing alle imprese.
122
PROMO P.A. FONDAZIONE
Valorizzazione dei beni culturali tra pubblica
amministrazione, impresa e tecnologia: il caso Lu.Be.C.
(Lucca Beni Culturali)
Gaetano Scognamiglio e Francesca Velani
Approfondire le potenzialità del territorio (turistico - culturali, ambientali, enogastronomiche, ecc…) promuovendo un coordinamento progettuale per una
valorizzazione “forte” dei beni culturali e anche per una migliore distribuzione dei flussi che dai centri di alta frequentazione possano spostarsi verso luoghi meno conosciuti. Questo il contesto in cui il Paese si deve muovere per promuovere uno sviluppo economico della filiera beni culturali – turismo – tecnologia.
In questo contesto il ruolo di tutte le istituzioni che “sovrintendono” al patrimonio culturale, artistico, architettonico, archeologico e paesaggistico (sia a livello regionale e locale, sia, soprattutto, a livello di indirizzo strategico nazionale) deve essere di partenariato progettuale, per il pieno e ottimale impiego
degli strumenti e delle risorse in campo.
Gli strumenti verso cui dovrebbero essere orientate le scelte di investimento
sono quelli della ricerca avanzata, della successiva applicazione delle tecnologie informatiche e della società dell’informazione, dell’alta formazione, della
promozione di reti e filiere che creino sinergie territoriali e funzionali tra territori e soggetti e si pongano come reali strutture portanti del sistema di offerta
e di domanda di cultura che produce ricchezza, competitività, globalizzazione legate allo sviluppo dei saperi e del patrimonio culturale e, di valori umanistici e paesistici, su cui poggia ogni civiltà nella sua evoluzione storica.
Promo P.A. Fondazione
Francesca Velani
Consigliere Delegato Beni Culturali, Turismo e
Marketing Territoriale Promo P.A. Fondazione:
Viale Luporini, 57
55100 Lucca
Tel. 0583 582783
Fax 0583 317352
www.lubec.it
La valorizzazione dei beni culturali passa, dunque, per l’innovazione di processo e deve esse sostenuta dall’innovazione tecnologica, ed è l’innovazione tecnologica il terreno d’incontro tra PA centrale, enti locali, musei, istituzioni, università e aziende per promuovere la filiera attraverso progetti da realizzare in
partenariato creando un’accumulazione culturale che sul medio e lungo periodo porti ad una reale promozione del territorio.
In questo quadro si è sviluppato Lu.Be.C, Lucca Beni Culturali, evento multidisciplinare in linea con i principi guida di Promo P.A., la Fondazione che lo
organizza.
Un evento dove si possono vedere realizzati progetti di partenariato pubblico
privato creati da gruppi polifunzionali dove gli operatori dei beni culturali si
sono creati sul campo le competenze necessarie per dialogare con gli informatici; dove potenziali committenti, in quanto gestori dei beni, hanno potuto constatare che cosa si può fare e in quanto tempo; dove gli informatici hanno
imparato a capire le esigenze, aiutare a formularle con chiarezza, impegnarsi per trovare le soluzioni più aderenti alle esigenze espresse che la manifestazione è riuscita a stimolare.
Lu.Be.C. è dunque un convegno, ma anche una rassegna espositiva, LuBeC
Digital Technology, che ha dimostrato cosa possa fare la tecnologia attraverso i
grandi progetti di digitalizzazione della Rai, di Microsoft e del MiBAC.
Quest’ultimo, promotore di tante iniziative all’avanguardia fra cui il progetto
Puccini Online, che consente una stimolante navigazione attraverso materiali
pucciniani digitalizzati e permette da oggi di navigare alla scoperta dell’uomo
e dell’artista; e ancora il progetto Michael – di respiro europeo – che ha l’obiettivo di veicolare il nostro immenso patrimonio nell’epoca della globalizzazione.
L’interesse del mondo universitario è testimoniato dagli interventi su Pompei
della Scuola Normale Superiore e da grandi progetti europei come SKILLS –
del Laboratorio PERCRO (Perceptual Robotics) della Scuola Superiore
Sant’Anna -, in cui vengono studiate le tecnologie per l’acquisizione e trasferimento delle abilità manuali coinvolte nel processo creativo di un’artista/artigiano, per preservare un tipo di patrimonio culturale tramandato solo per via
orale, per sua natura intangibile e destinato altrimenti a scomparire.
123
E ancora la tecnologia è uno strumento per la razionalizzazione e redistribuzione dei flussi turistici, obiettivo questo che rientra nel progetto M-Tour un esempio
di collaborazione pubblico privato sostenuta da Arcus e realizzato da Promo
PA Fondazione con enti locali, soprintendenze, università e imprese private.
Tutto questo e molto altro ancora sarà di nuovo a Lucca il 23 e 24 ottobre del
2008, nella quarta edizione di Lu.Be.C. (www.lubec.it), dove attraverso meeting, presentazioni, convegni tematici e incontri saranno affrontate attraverso
un dibattito nazionale le tematiche di maggior attualità.
124
AICA
Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico
Open Source e ECDL. Una connessione virtuosa
Daniela Rovina
Il significato dei termini che compaiono nel titolo e nel seguito dell’articolo è
brevemente richiamato nel glossario. Il nesso tra ECDL (European Computer
Driving Licence), nota anche come “Patente Europea del Computer” e Open
Source è costituito dal fatto che la certificazione ECDL può essere conseguita
indifferentemente su qualsiasi piattaforma software, sia essa di tipo “proprietario” oppure “aperto”.
Non è qui il caso di fare la storia dell’Open Source (nel seguito O.S.) su cui
esiste un’ampia letteratura, ma piuttosto vedere, in generale, come questo sviluppo si configuri oggi e, in particolare, quale ruolo possa avere in rapporto
alla scuola.
Per molti anni il software O.S. ha avuto una diffusione limitata a determinati
contesti, in particolare università ed enti di ricerca, ovvero dove esistevano
competenze informatiche più valide. In seguito ha interessato anche ambiti
diversi, dando luogo ad una progressiva nascita di aziende produttrici e distributrici di software aperto.
L’uso di software O.S. può infatti determinare una serie di vantaggi in termini
di contenimento dei prezzi, trasparenza e sicurezza, non dipendenza da un
unico fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le diverse realtà di sviluppo, piccole e non solo.
Questi vantaggi hanno indotto un numero crescente di utilizzatori ad adottare
soluzioni O.S.. Ciò è avvenuto soprattutto a livello di server dove, in virtù dei
sostanziali risparmi economici realizzabili, i sistemi O.S. hanno ormai sopravanzato, in termini di diffusione, quelli proprietari.
L’interesse del fenomeno ha richiamato l’attenzione dei governi di molti paesi.
In Europa esistono oggi direttive governative che invitano gli enti pubblici a
considerare le soluzioni O.S. nei progetti di acquisizione e realizzazione delle
infrastrutture informatiche.
Anche in Italia ci sono da tempo chiare indicazioni in questo senso. In particolare, in attuazione della direttiva del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie
del 19 dicembre 2003, il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella
Pubblica Amministrazione) ha costituito l’Osservatorio Open Source col compito di monitorare la materia e consentire una corretta valutazione delle possibilità d’utilizzo di questo approccio nella Pubblica Amministrazione. A seguito
di questa direttiva, in Italia molte Pubbliche Amministrazioni, sia centrali che
locali, hanno manifestato espliciti orientamenti verso l’O.S. nelle loro iniziative
di sviluppo e formazione.
Anche AICA, in accordo con la sua missione culturale nel settore informatico,
dedica da tempo attenzione e risorse al tema O.S. con studi, convegni, pubblicazioni e iniziative specifiche. Di particolare rilievo è l’inclusione dell’O.S.
nella certificazione delle competenze informatiche. Infatti, una caratteristica
che contraddistingue le certificazioni europee promosse dal CEPIS e gestite in
Italia da AICA - come, in particolare, l’ECDL – è l’indipendenza da specifiche
piattaforme, e quindi la possibilità di utilizzare, negli esami per la certificazione, software sia proprietario che open.
Aica – Associazione italiana
per l’informatica
e il calcolo automatico
Piazzale Rodolfo Morandi, 2
20121 Milano
Tel. 02 76455026
Glossario
O.S. SOFTWARE
Un programma O.S. è un insieme di moduli software disponibili in “codice sorgente”. Ciò comporta la possibilità di interventi da parte della comunità degli
operatori informatici, per estendere e migliorare le prestazioni del prodotto. Il
modello O.S. si contrappone al modello del software proprietario (closed source), in cui non viene consentito l’accesso al codice sorgente; in questo caso,
cioè, il fornitore del software offre all’utente una licenza d’uso, rimanendo il
prodotto di sua totale proprietà.
125
ECDL
Acronimo di European Computer Driving Licence, nota anche come “Patente
Europea del Computer”. È una certificazione che attesta, per chi ne è in possesso, la capacità di usare adeguatamente un personal computer. Sono previsti diversi livelli e sezioni di certificazione delle competenze - di base, avanzate, specialistiche (v. fig. 1) - corrispondenti a distinte categorie di destinatari..
Una caratteristica peculiare della ECDL è la indipendenza dalla piattaforma
software, in quanto gli esami da superare per ottenere la certificazione possono essere effettuati con software sia proprietario che O.S.
Gli esami ECDL sono definiti centralmente, a livello internazionale, dal CEPIS,
mentre la gestione delle certificazioni nei vari paesi è delegata alle
Associazioni Nazionali di Informatica, federate al CEPIS.
CEPIS
Il CEPIS - Council of European Professional Informatics Societies - è la federazione costituita dalle Associazioni Nazionali di Informatica di tutti i paesi europei.
Un ruolo fondamentale del CEPIS è la definizione di standard internazionali di
competenza nel settore informatico. Si distinguono due diverse tipologie di certificazione: una per i professionisti informatici (EUCIP, European Certification
of Informatics Professionals), l’altra per gli utenti di computer (ECDL, European
Computer Driving Licence).
Ciascuna certificazione ha un proprio Syllabus di riferimento che, per seguire
gli sviluppi delle tecnologie, deve essere costantemente aggiornato. Le attività
di monitoraggio e aggiornamento sono effettuate centralmente da team internazionali, con la partecipazione, persone e contributi finanziari, delle varie
Associazioni Nazionali di Informatica. A queste è poi demandata la gestione
delle certificazioni nei rispettivi paesi.
AICA
AICA è l’Associazione Italiana per l’Informatica, il cui obiettivo statutario è la
diffusione nel nostro Paese della cultura informatica nei suoi vari aspetti: scientifici, tecnici, economici e sociali. Fondata nel 1961, è federata con le principali organizzazioni culturali del settore informatico a livello mondiale, tra cui
il CEPIS.
AICA è un ente senza fini di lucro, che non deve distribuire dividendi ad azionisti. I proventi delle attività svolte da AICA sono infatti interamente investiti in
attività culturali: ricerche, convegni, pubblicazioni, borse di studio ecc. Si citano, ad esempio, le Olimpiadi Internazionali di Informatica, svolte in collaborazione col Ministero della Pubblica Istruzione, la rassegna annuale del software didattico (Didamatica), la rivista “Mondo Digitale”, unica nel panorama editoriale specifico in Italia, gli investimenti relativi alla storia dell’informatica, con
la realizzazione di mostre e l’istituzione di corsi universitari, ecc.
Per quanto riguarda la certificazione delle competenze, AICA ha la responsabilità per l’Italia di tutti i programmi che fanno capo al CEPIS. Come per gli
altri paesi europei, AICA contribuisce alle attività di aggiornamento e sviluppo
con propri esperti inseriti nei vari team di lavoro, nonché versando le royalties
dovute per ogni iscritto agli esami di certificazione in Italia.
126
CCTPC - COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è stato istituito nel 1969,
precedendo in tal modo di un anno la Convenzione UNESCO di Parigi del
1970, con la quale si invitavano tra l’altro gli Stati Membri ad adottare le
opportune misure per impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e
favorire il recupero di quelli trafugati, nonché a istituire uno specifico servizio
a ciò finalizzato.
Il Comando, inserito funzionalmente nell’ambito del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, svolge compiti concernenti la sicurezza e la salvaguardia del
patrimonio culturale nazionale, attraverso la prevenzione e la repressione delle
connesse, molteplici attività delittuose.
Il particolare settore di tutela è un comparto di specialità che è stato affidato
all’Arma con Decreto del Ministero dell’Interno del 12 febbraio 1992; con successivo decreto del 28 aprile 2006, il medesimo Dicastero ha confermato il
ruolo di preminenza attribuito all’Arma, con ciò individuando il Comando CC
T.P.C. quale polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le
Forze di Polizia.
Il Comando è composto da circa 300 militari che hanno una preparazione
specializzata acquisita attraverso la frequenza di appositi corsi in “Tutela del
Patrimonio Culturale”, organizzati periodicamente dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali.
L’attuale articolazione prevede a livello centrale un Ufficio Comando, organo
di staff, un Reparto Operativo per le indagini di polizia giudiziaria (a sua volta
suddiviso nelle sezioni Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte
Contemporanea) e a livello territoriale in 12 nuclei con competenza regionale
o interregionale, ubicati a Bari, Bologna, Cosenza, Firenze, Genova, Monza,
Napoli, Palermo, Sassari, Torino, Venezia ed Ancona.
Telefono/Fax
e-mail
Reparto
Indirizzo
Comando CC
TPC Roma
Tel.06.6920301 [email protected]
Roma
Piazza di Sant’Ignazio, Fax 06.69203069
152
Reparto CC TPC Roma,
Via Anicia, 24
Roma
Piazza Sant’Ignazio, 152
00186 Roma
Tel. 06 6920301
Fax 06 69203069
www.carabinieri.it
[email protected]
Competenze
territoriali
[email protected]
Tel.06.585631
Fax 06.58563200
Lazio
Abruzzo
Nucleo CC TPC
Torino
Torino,
Via XX Settembre, 88
Tel.011.5215636 [email protected]
Fax 011.5170000
Piemonte
Valle D’Aosta
Nucleo CC TPC
Monza
Monza,
Via Brianza, 2
Tel.039.2303997 [email protected]
Fax 039.2304606
Lombardia
Nucleo CC TPC
Venezia
Venezia
P.zza S. Marco, 63
Tel.041.5222054
[email protected]
Fax 041.5222475
Veneto
Trentino A.A.
F.V.Giulia
Nucleo CC TPC
Genova
Genova,
Via S. Chiara, 8
Tel.010.5955488
Fax 010.5954841 [email protected]
Liguria
Nucleo CC TPC
Bologna
Bologna,
Via Castiglione, 7
Tel.051.261385
Fax 051.230961
Emilia
Romagna
Nucleo CC TPC
Ancon
Ancona,
Via Pio II
Pal. Bonarelli
Tel.071/201322
Fax 071/2076959 [email protected]
[email protected]
Comandante Gen. Giovanni Nistri
Marche
127
[email protected]
Toscana
Umbria
Nucleo CC TPC
Firenze
Firenze,
Via Romana, 37/a
Tel.055.295330
Fax.055.295359
Nucleo CC TPC
Napoli
Napoli,
Via Tito Angelici, 20
Tel.081.5568291 [email protected]
Fax.081.5784274
Campania
Nucleo CC TPC
Bari
Bari,
P.zza Federico II, 2
Tel.080.5213038
Fax.080.5218244 [email protected]
Puglia
Molise
Basilicata
Nucleo CC TPC
Cosenza
Cosenza,
Via Colletriglio, 4
Tel.0984.795548 [email protected]
Fax.0984.784161
Calabria
Palermo,
C.so Calatafimi, 213
Tel.091.422825
Fax.091.422452
Sicilia
Sassari,
Strada Prov.le
La Crucca, 3
Tel.079.3961005
[email protected]
Fax.079.395654
Nucleo CC TPC
Palermo
Nucleo CC TPC
Sassari
[email protected]
Sardegna
Il Comando CC TPC espleta i suoi compiti per la protezione e la salvaguardia
del patrimonio culturale attraverso la predisposizione di peculiari attività preventive e repressive. Le stesse possono riassumersi in:
prevenzione dei reati contro il patrimonio culturale;
attività investigativa specialistica;
– recupero di beni culturali e oggetti d’arte;
– gestione della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti (art.85
D.Lgs. 42/2004);
– consulenza specialistica a favore del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e dei suoi organi territoriali.
L’attività operativa consiste principalmente nel:
– individuare i responsabili dei reati concernenti beni culturali (principalmente
furti, ricettazioni, scavi archeologici illegali, falsificazioni) e deferirli
all’Autorità Giudiziaria;
– recuperare i beni culturali sottratti o esportati illecitamente dal territorio
nazionale, estendendone le ricerche anche all’estero, nei limiti stabiliti dalle
differenti convenzioni e nell’ambito della cooperazione giudiziaria tra gli
Stati, attraverso i Ministeri degli Affari Esteri e della Giustizia, nonché attraverso l’INTERPOL, con le Forze di Polizia delle altre Nazioni;
– collaborare nella repressione di violazioni alle norme di tutela paesaggistica;
– effettuare controlli in occasione di mostre, mercati d’antiquariato, sui cataloghi delle più importanti case d’asta, anche on-line, nonché presso antiquari,
nei laboratori dei restauratori e degli altri operatori del settore;
– svolgere servizi finalizzati alla prevenzione dei reati in aree archeologiche
particolarmente sensibili, anche in cooperazione con il Raggruppamento
Elicotteri, le pattuglie a cavallo ed altri mezzi dell’Arma dei Carabinieri.
Il Comando CC TPC conduce attività all’estero, non solo nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, ma anche per:
– supporto specialistico a operazioni di Peace-Keeping, come in Iraq dal
2003 al 2006;
– attività di formazione di operatori di polizia e delle dogane di Stati che lo
richiedano;
– consulenza al Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le attività volte
alla restituzione di reperti archeologici appartenenti al patrimonio nazionale ed esposti in Musei e collezioni private stranieri.
Sin dagli anni ’80, il Comando si avvale di un potente strumento di ausilio alle
indagini di polizia giudiziaria: la “Banca Dati dei beni culturali illecitamente
128
sottratti”, prevista da ultimo dall’art. 85 del Decreto Legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, che contiene informazioni sui beni da ricercare di provenienza
sia italiana sia estera ed informazioni circa gli eventi delittuosi collegati: in
essa sono informatizzati oltre 118.000 eventi, oltre 2.870.000 oggetti, con
oltre 318.000 immagini.
Essa costituisce, grazie anche all’utilizzo di sofisticata tecnologia informatica,
punto di riferimento per tutta l’Arma e per le altre Forze di Polizia italiane ed
estere e consente, tra l’altro, di compiere una attenta analisi del fenomeno
“furti delle opere d’arte”, così come di altre tipologie delittuose, fornendo indicazioni specifiche idonee ad indirizzare con maggiore precisione l’attività preventiva e investigativa dei vari reparti.
La stessa, alimentata giornalmente:
– è strutturata in moduli che consentono da un lato, l’inserimento e la ricerca
di eventi, persone, oggetti e le loro relazioni, dall’altro l’elaborazione di statistiche;
– impostata su interfaccia WEB e supporto multilingua, consente modalità di
ricerca visuale e capacità di georeferenziazione degli eventi;
– interagisce in tempo reale con palmari e personal computer portatili, agevolando la redazione di rapporti/schede sul luogo dell’intervento e la consultazione e l’alimentazione diretta.
Per quanto attiene specificatamente alla funzione di comparazione delle immagini, un software di indicizzazione le analizza assegnando loro un’“impronta” sulla base di definite informazioni, quali il colore, il contrasto, la forma e
la trama.
Relativamente alla georeferenziazione degli eventi, un apposito programma
consente:
– il posizionamento delle entità sul territorio in base al collegamento tra dati
alfanumerici e geografici, nonché l’ individuazione di zone a rischio e dei
percorsi legati alla criminalità;
– la rappresentazione grafica di tutte le connessioni logiche tra le informazioni censite, integrandole con dati locali e remoti attinti per fini investigativi e
tabulati telefonici (società italiane).
Tale efficace strumento consente altresì una concreta interoperabilità con le
altre Forze di Polizia e altri Istituti, quali le Soprintendenze e gli Uffici
Esportazione, che potranno a breve consultare alcuni campi del database e
pertanto usufruire di un più ampio e specifico servizio, e la Conferenza
Episcopale Italiana (CEI), che ha concesso un utilissimo accesso privilegiato al
suo database informatizzato, a integrazione degli items inseriti nella Banca
Dati del Comando.
Lo sviluppo dell’attività investigativa, l’abbattimento delle barriere doganali
nell’ambito dell’Unione Europea, nonché una sempre maggiore facilità di
movimento di persone e merci a livello transnazionale, ha suggerito al
Comando di utilizzare le eccezionali potenzialità offerte dalla rete Internet per
diffondere in qualsiasi parte del mondo le informazioni relative ai beni culturali sottratti, così che da tempo vengono monitorati i principali siti di “e-commerce” dedicati ai beni culturali. La stessa rete è infine utilizzata per la diffusione
di informazioni utili alla cittadinanza.
Il Comando cura la pubblicazione del bollettino “Arte in Ostaggio” contenente le riproduzioni fotografiche dei più importanti beni da ricercare, corredate
dei dati necessari per l’individuazione. Distribuito gratuitamente in Italia ed
all’estero, con la venticinquesima edizione ne è terminata la stampa, poiché,
a vantaggio di un più rapido e tempestivo aggiornamento, le medesime informazioni sono ora facilmente consultabili on-line sul sito istituzionale
(www.carabinieri.it), raggiungibile anche attraverso il sito del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali. Sul sito infatti è presente un ben strutturato motore
di ricerca attraverso il quale possono essere consultati circa 14.000 beni culturali di valenza artistica tra beni archeologici, dipinti, sculture, oggetti chiesastici, beni librari, estratti dalla Banca Dati del Comando.
129
Peraltro nello stesso database i cittadini possono accedere ad un cospicuo
elenco di immagini e di descrizioni di beni archeologici saccheggiati durante
i due conflitti bellici avvenuti negli ultimi anni in IRAQ, oltre che avvalersi di
“link” diretti sul sito UNESCO dedicato alle “Red list” di Paesi a rischio.
Per facilitare la consultazione di tali informazioni e favorire il recupero dei beni
culturali da ricercare, il data-base e le pagine web del Comando sono in corso
di duplicazione in lingua inglese, nonché è in atto una loro ulteriore implementazione per offrire al cittadino e alle associazioni di categoria la possibilità di
consultare un sempre maggior numero di beni culturali.
Nell’apposita sezione tematica del sito www.carabinieri.it (Beni d’interesse culturale) sono disponibili “consigli” per orientare gli utenti che intendano avvicinarsi al mercato dell’arte (tra cui un “decalogo” contro gli incauti acquisti di
opere d’arte contemporanea, redatto con la collaborazione della Galleria
Nazionale d’Arte Moderna) o che subiscano furti di beni culturali.
Dal sito è inoltre possibile scaricare un modulo “Documento dell’opera d’arte Object ID” (vedasi foto) che peraltro può essere richiesto presso qualsiasi
comando dell’Arma. Compilando questa “scheda preventiva”, ciascuno può
costituirsi un archivio fotografico e descrittivo dei propri beni culturali, determinante in caso di furto, poiché ne consente l’agevole informatizzazione nella
Banca Dati, in modo da favorire la costante comparazione con quanto giornalmente sia oggetto di controllo. Un’opera rubata, infatti, se fotografata ed
adeguatamente descritta, può essere recuperata più facilmente.
Inoltre, per evitare di acquistare un bene culturale trafugato, ovvero per conoscere l’eventuale illecita provenienza di uno posseduto, il cittadino può richiedere al Comando o ai Nuclei dislocati sul territorio un controllo presso la
Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti. In caso di riscontro negativo il Comando rilascerà un’attestazione in cui è indicato che in quel momento
il bene controllato non risulta segnalato tra le opere da ricercare presenti in
Banca Dati. Un eventuale esito positivo dell’accertamento darà luogo ai dovuti riscontri di polizia giudiziaria.
Esempio di modello - “Documento dell’opera d’arte” - Object iD
130
ALES - ARTE LAVORO E SERVIZI S.P.A
ALES Arte Lavoro e Servizi S.p.A è una società a capitale pubblico partecipata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Svolge servizi finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei
beni culturali per strutture centrali e periferiche del MiBAC.
Attiva dal 1999 ALES fornisce numerosi servizi all’interno di parchi, aree
archeologiche, musei, aree espositive, edifici e giardini storici, biblioteche,
archivi e uffici nel Lazio e nella Campania.
Il costante intervento sul territorio da parte di personale qualificato e la particolare attenzione alla formazione continua dei lavoratori, ha permesso ad
ALES di imporsi come importante realtà nella progettazione e realizzazione di
attività relative alla tutela e alla promozione dei beni culturali.
ALES ha ottenuto la Certificazione di Qualità ISO 9001:2000 e l’attestazione
SOA per le categorie OG1, OG2, OS24.
Ales Arte Lavoro e Servizi, S.p.A. attualmente cura, per conto del Mibac, ventidue progetti localizzati sul territorio del Lazio e della Campania, garantendo
la conservazione e incrementando la fruibilità dei beni appartenenti al patrimonio culturale del nostro Paese, nonché migliorando la qualità dei servizi
offerti.
Via Cristoforo Colombo, 98
00147 Roma
Tel. 06 70450922
Fax 06 77591514
Via S. Brigida, 51
80133 Napoli
Tel. 081 7810701
Fax 081 5511518
Via Toledo, 153
80132 Napoli
Tel. 081 19562115
Fax 081 4206001
www.ales-spa.it
I progetti attuati da ALES riguardano:
La gestione di musei ed aree archeologiche
I servizi di sorveglianza, accoglienza, informazione e biglietteria, hanno consentito, in alcuni casi, l’apertura al pubblico di spazi espositivi altrimenti non
visitabili ed in altri casi un miglioramento della fruizione di musei, parchi pubblici ed aree archeologiche quali il Museo Archeologico Nazionale a Napoli,
il Museo Narrante di Hera Argiva alla foce del Sele, il Museo H.C. Andersen
a Roma, l’Antiquarium di Avella, il Parco di Capodimonte, l’area archeologica di Cuma, Avella, Atripalda di Villa dei Quintili e di Villa Capo di Bove a
Roma, del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, e della Villa di Orazio a
Licenza.
La manutenzione del verde presso aree archeologiche e presso aree a verde di
pertinenza di edifici storici
Questi servizi, oltre ad assicurare una costante cura e manutenzione di aree
archeologiche e di spazi verdi in edifici storici, hanno permesso anche l’ampliamento di superfici visitabili garantendo una migliore funzionalità ed accessibilità al pubblico dei percorsi di visita dei siti archeologici.
Le attività sono garantite presso il Santuario di Ercole Vincitore e il Tempio della
Tosse a Tivoli, la Villa di Orazio a Licenza, la Villa di Nerone a Subiaco, le
aree archeologiche di Ostia Antica, Veio, Atripalda, Avella, Cuma, Paestum e
Mirabella Eclano, il Santuario di Hera Argiva alla foce del Sele, le Terme di
via Terracina, il Teatro di Teano, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e presso i cortili ed i giardini dell’Archivio di Stato di Napoli e del Museo Archeologico
Nazionale di Napoli.
La manutenzione architettonica di edifici vincolati e di edifici civili
I servizi di manutenzione ordinaria si basano sul principio cardine della conservazione e tutela del bene preservando l’organismo architettonico in tutte le
sue componenti.
Per l’organizzazione del servizio di manutenzione sono state individuate due
strategie manutentive:
Strategia predittiva o secondo condizione
Tale strategia consiste nell’ attuazione di ispezioni, svolte con tempistica periodicamente prestabilita, allo scopo di conservare le caratteristiche operative e
funzionali dell’organismo architettonico, individuando in occasione di tali controlli programmati il guasto o la sua imminenza;
131
Strategia a rottura o a guasto avvenuto
In tale tipologia rientrano gli elementi per i quali non è possibile prevedere né
periodicità di guasto né periodicità d’ispezione.
In tale ottica la manutenzione è quindi supportata da un’attività di verifica e
controllo ciclica finalizzata alla verifica periodica dello stato di conservazione
dei beni, all’identificazione di eventuali anomalie o guasti e alla definizione di
piani di ripristino e di mantenimento delle strutture architettoniche.
Il servizio di manutenzione è garantito a Napoli presso Palazzo Reale, Castel
Sant’Elmo, Villa Floridiana, Villa Pignatelli, Certosa di S. Martino, Museo di
Capodimonte, Palazzotto Borbonico a Capodimonte e Biblioteca Nazionale di
Napoli “Vittorio Emanuele III” ed a Paestum presso il Museo Archeologico
Nazionale.
La manutenzione ordinaria di strutture archeologiche
I Servizi riguardano la manutenzione ordinaria di murature, pavimentazioni ed
intonaci di strutture archeologiche localizzate all’interno di parchi archeologici ed ha l’obiettivo di preservare i monumenti in maniera continuativa al fine
di evitare interventi più invasivi e più costosi sul bene.
Il servizio è garantito presso le aree archeologiche di Avella, Atripalda e presso il Parco archeologico di Mirabella Eclano.
Il supporto al funzionamento di Archivi e Biblioteche
I servizi di supporto agli archivi e biblioteche perseguono sia l’obiettivo di sia
di collaborare con l’Amministrazione per fornire una migliore qualità di servizi al pubblico e conservare e tutelare il patrimonio archivistico e librario. Le
attività primarie consistono nella movimentazione dei volumi per gli utenti,
nella gestione degli spazi, nell’ordinamento e condizionatura dei documenti di
archivio, nella spolveratura e nell’accoglienza e vigilanza in sala.
Il servizio viene garantito a Roma presso la Biblioteca di Palazzo Venezia e
quella della GNAM; a Napoli presso l’Archivio di Stato, la Biblioteca
Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”, la Biblioteca specialistica di storia dell’arte “Bruno Molajoli”; a Caserta presso l’Archivio di Stato.
Il supporto tecnico-amministrativo agli uffici del MiBAC
Il servizio di supporto agli uffici del MiBAC, erogato presso gli uffici delle
Direzioni generali e presso alcune strutture periferiche del MiBAC, è volto al
miglioramento della qualità dei servizi istituzionali offerti al pubblico ed ha
l’obiettivo di agevolare e snellire le procedure amministrative, tecniche e logistiche degli uffici e nel caso del supporto agli uffici presso il Palazzo Reale di
Napoli è mirato al potenziamento dell’attività vincolistica dei beni culturali e
alla promozione turistica dei beni e delle attività culturali sul territorio.
Il servizio viene garantito presso lo Sportello Informa e gli uffici della
Soprintendenza BAPPSAE di Napoli e provincia, a Palazzo Reale di Napoli,
presso gli uffici della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale
Napoletano, gli uffici dei Dipartimenti e le Direzioni Generali del MiBAC e
presso gli uffici della Soprintendenza BAPPSAE di Caserta e Benevento all’interno della Reggia di Caserta.
132
BBS SOFTWARE SRL
BBS Software ha realizzato il progetto Company TV, una innovativa televisione d’attesa in grado di fornire informazioni TV on demand grazie all’utilizzo
di codici a barre.
Questa tecnologia, realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato
dalla Regione Lombardia, permette ad Enti ed Aziende di fornire informazioni
aggiuntive on demand a visitatori e clienti, in modo semplice, interattivo, immediato e multilingua.
Infatti grazie al codice a barre posizionato sulla documentazione cartacea a
corredo di un servizio o un prodotto, il sistema e’ in grado di fornire tutte le
informazioni necessarie per approfondire i singoli argomenti. Grazie ad un lettore ottico e ad una pulsantiera per la selezione della lingua, con un semplice
e facile testo, l’utente puo’ facilmente interrogare il palinsesto TV per approfondire gli argomenti di suo interesse con filmati, video, immagini e testi animando la documentazione cartacea esposta. Turismo, prodotti tipici e servizi sono
i primi settori nei quali la tecnologia Company TV e’ gia’ stata applicata con
successo in oltre 190 installazioni in Italia e all’estero.
Nell’ambito dei beni culturali la tecnologia permette di costruire e divulgare
palinsesti TV sui siti archeologici, musei, monumenti e rendere fruibili in modo
semplificato all’utente visitatore nella propria lingua di consultazione tutte le
informazioni disponibili sul luogo che si sta visitando e su quelle ad esso collegate.
La forza della soluzione Company TV si manifesta nella realizzazione di circuiti culturali nei quali più Company TV vengono posizionate all’ingresso di siti
archeologici, musei e monumenti non solo per fornire informazioni sul luogo
che si sta vistando ma su tutta l’offerta museale dell’intero circuito, accattivando il visitatore con immagini e filmati forniti dalla Company TV.
La realizzazione di circuiti museali Company TV permette inoltre all’Ente di
recuperare risorse finanziarie da sponsor fortemente interessati a divulgare la
propria immagine attraverso questo nuovo e originale media, facilmente personalizzabile in occasione di manifestazioni ed eventi.
L’utilizzo della tecnologia Company TV permette di ridurre la quantità di carta
stampata, riducendo il numero di pagine di guide e opuscoli, favorendo la fruizione dell’informazione via Company TV.
Il contenuto delle Company TV viene preconfezionato fornendo all’Ente cliente
una Company TV già riempita di contenuti nel palinsesto principale; in automatico e in totale autonomia, l’utente può aggiornare semplicemente i singoli
contenuti decidendo di inviare i dati alla Company TV desiderata attraverso
una connessione internet ad un sistema di gestione dei contenuti fornito col
sistema.
Orari, servizi aggiuntivi, informazioni sempre aggiornate: tutto questo facilmente e in modo diretto può essere immesso dal gestore del museo. In automatico i dati inseriti si distribuiscono sulle Company Tv del circuito fornendo le
informazioni aggiornate agli utenti.
Infine per rendere il palinsesto più accattivante ed interessante, la tecnologia
Company TV viene fornita con Notizie Ansa aggiornate ogni ora e Previsioni
meteo aggiornate quotidianamente.
BBS software s.r.l.
Via del Bettolino, 3
25050 Paderno Franciacorta (BR)
www.bbsitalia.com
www.companytv.it
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COFATHEC SERVIZI SPA
La partnership pubblico – privato per la realizzazione del
progetto per la Tutela e Sicurezza del Patrimonio Culturale
di Sergio Tomasino – Direttore Generale Aggiunto – Cofathec Servizi SpA
Cofathec Servizi SpA
Via Ostiense, 333
00146 Roma
Tel. 06 549231
[email protected]
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Il Gruppo Cofathec è la principale filiale dei servizi energetici e multitecnologici del Gruppo Gaz de France ed è presente in gran parte d’Europa: Italia,
Francia, Gran Bretagna, Belgio, Svizzera, Spagna.
In Italia Cofathec, con i suoi 2.200 collaboratori, le sue filiali presenti ovunque
sul territorio nazionale e i suoi 480 Milioni di € di fatturato annuo, è oggi uno
degli operatori leader nel settore dei servizi energetici, nella realizzazione di
progetti complessi ad alto contenuto tecnologico e nell’erogazione di servizi di
Facility Management e rappresenta pertanto il partner più qualificato nella strategia di sviluppo intrapresa dal MiBAC
L’ingresso di Cofathec nel settore dei Beni Culturali avviene nel 1990, con la
convenzione con il Comune di Roma per il recupero funzionale, l’adeguamento tecnologico e la gestione integrata del Palazzo delle Esposizioni, proseguendo sino alla sua temporanea chiusura nel 2002.
A questa prima, significativa esperienza fanno immediatamente seguito altre,
analoghe ed importanti, a Genova per il Palazzo Ducale, a Venezia per il complesso de Le Zitelle, ad Orvieto per il Pozzo di S. Patrizio ed il Museo Emilio
Greco.
Questi interventi anticiperanno nelle modalità e negli obbiettivi alcuni contenuti della legge Ronchey e, per un più spinto orientamento verso il pubblico, l’attenzione per i concetti di fruizione, valorizzazione e promozione dei beni culturali, poi compiutamente e sistematicamente espressi nel Nuovo Codice dei
B.B. C.C. del 2004.
Il know how e la sensibilità acquisite nel corso dell’esecuzione di tali contratti
costituiscono il presupposto naturale e necessario per la realizzazione del
“Progetto per la sicurezza e la tutela del patrimonio culturale”, iniziato nel
2000 con la sottoscrizione di una convenzione quinquennale tra Cofathec ed
il MiBAC e proseguito, a seguito di aggiudicazione di gara d’appalto, nel
triennio 2006 - 2008.
Il progetto, come è noto, nel primo quinquennio ha previsto sia la progettazione ed esecuzione di 200 interventi di adeguamento impiantistico e messa a
norma di altrettanti siti di pertinenza del MiBAC, sia la realizzazione di una
Banca Dati dedicata alla sicurezza dei 1.021 siti costituenti il patrimonio
immobiliare culturale direttamente gestito dal MiBAC, con oltre un milione di
dati informatizzati previa rilevazione ed analisi dei sistemi di protezione attiva
e degli impianti tecnologici di servizio. Ciò ha portato alla creazione del
Sistema Informativo della sicurezza denominato SecurArt, un sofisticato software espressamente creato per questa funzione.
Nel corso dell’ultimo triennio la banca dati è stata arricchita con l’inserimento
delle planimetrie digitali dei siti; entro il 2008 si raggiungeranno i 1.350.000
mq di immobili digitalizzati. Nel frattempo il Sistema informativo ha assunto
nuove funzionalità tecniche, rappresentate da strumenti di analisi dei rischi, da
report di sintesi e statistici, da moduli di supporto alla gestione della sicurezza
degli impianti. Il sistema, sviluppato in modalità web-oriented, è oggi accessibile tramite rete Intranet del ministero; attualmente sono già stati rilasciati circa
300 account per altrettanti utenti MiBAC.
Lasciando intatta la specifica vocazione tecnica del sistema Securart, sono stati
inoltre sviluppati nuovi strumenti per la valutazione tecnica e l’archiviazione
dei costi di gestione degli insediamenti, ad uso delle strutture MiBAC che sono
state direttamente coinvolte nell’attività, tuttora in corso, di inserimento dei dati
economici. È inoltre stato avviato lo sviluppo in versione web di tutti gli strumenti specialistici e l’implementazione di nuovi strumenti tecnici, quali un
potente motore di ricerca per dati, capace di utilizzare fino a 500 chiavi differenti e un modulo per la gestione dei cantieri.
L’attenzione e la sensibilità innovativa della Direzione per il bilancio, la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione
delle procedure, unitamente alla competenza professionale dei tecnici dell’Ufficio per la Sicurezza del Patrimonio Culturale ed Emergenze, vanno a comporre, con l’esperienza ed il know how tecnico maturato da Cofathec in anni
di fattiva collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni, un articolato mosaico di competenze integrate, in grado di assecondare e garantire un forte e
qualificato sviluppo nell’ambito della sicurezza dei Beni Culturali e nella gestione del relativo patrimonio, rafforzando gli strumenti finalizzati alla qualità e
all’efficienza della pianificazione tecnica ed economica.
135
P R O G R A M M A Z I O N E
2 0 0 8
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
2-5 aprile
FERRARA
Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali
12-15 maggio
ROMA
Forum P.A. Il Forum della Pubblica Amministrazione
4-7 giugno
RIMINI
Euro P.A. Salone delle Autonomie Locali
21-23 ottobre
MILANO
Com-pa Salone Europeo della Comunicazione Pubblica
dei Servizi al Cittadino e alle Imprese
23-24 ottobre
LUCCA
Lu.Be.C. Digital Technology
13-16 novembre PAESTUM
XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
La Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la
standardizzazione delle procedure svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione delle risorse
finanziarie, di qualità e standardizzazione delle procedure; cura, previa istruttoria degli istituti culturali interessati,
la promozione della conoscenza e dell’immagine dei beni e delle attività culturali in ambito nazionale ed
internazionale. Uno dei compiti istituzionali della Direzione è il coordinamento delle politiche comunicative che
costituisce l’elemento centrale del programma di Comunicazione, ed è svolto nell’ambito di un sistema integrato,
fondato sull’uniformità delle basi informative e dei linguaggi e su strategie di comunicazione e marketing. Questo
sistema di comunicazione opera come momento di coesione e sviluppo per dar vita ad una strategia unitaria che
punti all’efficienza, ai risultati e ad offrire un servizio di sempre maggiore qualità, utilizzando un progetto organico
di iniziative visibile, trasparente, coordinato ed efficace, rivolto ad un’utenza più ampia.
Nello specifico:
- offre un servizio di informazione e comunicazione immediatamente fruibile per il grande pubblico, per le altre
Amministrazioni, per le Autonomie regionali e locali, per le scuole, le università, le associazioni di categoria, i
soggetti attuatori e gestori di finanziamenti, ecc.;
- assicura il coordinamento ed orientamento delle fonti di informazione esistenti a livello nazionale, locale e
comunitario;
- favorisce, oltre alle attività tradizionali (ricerche, pubblicazioni, conferenze), un uso strategico delle più moderne
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare promuove gli strumenti telematici quali fonti
di accesso e d’interazione tra l’utente ed i servizi informativi collegati;
- migliora la comunicazione (URP) attraverso un sistema di collegamento di reti e di sportelli (fisici o virtuali)
destinati al pubblico.
Spesa pubblica
e patrimonio
culturale
FORUM P.A.
19^ MOSTRA CONVEGNO
DELL’INNOVAZIONE NELLA P.A.
E NEI SISTEMI TERRITORIALI
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica,
la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Comunicazione, Grandi Eventi e Manifestazioni Fieristiche
Tel. 06.6723.2851-2927 - Fax 06.6723.2538 - [email protected]
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06.6723.2980-2990 - Fax 06.6798.441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
ROMA
12-15 maggio 2008
Nuova Fiera di Roma
Via Portuense, 1455 - Ingresso Porta Nord
Edizioni MP MIRABILIA srl
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Pubblicazione Opuscolo - Ministero dei Beni e le Attività Culturali