Nessun albero è stato abbattuto per stampare questo opuscolo (print su carta ecologica) 2 CONTATTI Prenotazioni e informazioni spettacoli EMILIANA QUILICI Ufficio programmazione Tel. 050.744298 Fax 050.744233 [email protected] iscrizione e informazioni laboratori insegnanti ORNELLA PAMPANA Ufficio formazione Tel. 050.3142344 [email protected] LA CITTÀ DEL TEATRO Via Toscoromagnola 656 Cascina (PI) Tel. 050.744400 www.lacittadelteatro.it [email protected] TEATRO ROSSINI P.zza Togliatti 1 Pontasserchio (San Giuliano Terme - PI) Tel. 050.861499 (attivo solo nei matinée) La scuola va a teatro! Non ho mai visto le cose che faccio, nello stesso modo che le vede il pubblico. Non è possibile farlo. (Baz Luhrmann) Il teatro è un’esperienza di contaminazione culturale, che ha il potere magico di trasformare la realtà e di restituirla sotto molteplici punti di vista. Ogni spettatore reale dispone di un paio di occhiali con cui leggere, conoscere, incontrare un mondo fantastico. La scuola va a teatro nasce da una serie di convincimenti, primo fra tutti quello che l’educazione debba abitare un luogo in cui si intrecciano e si esaltano le differenze individuali e i loro linguaggi. Nell’attimo in cui si spengono le luci, il tempo vissuto si espande e l’attesa crea qualcosa di magico e di eterno. È questo il momento in cui prende avvio un’esperienza collettiva e personale al tempo stesso, che amplifica l’espressione delle emozioni e le rende trasparenti a se stessi e agli altri: gioia, commozione, sorpresa, ma anche distacco, rifiuto, critica, tratteggiano un affresco di sensazioni diverse, che presiedono alla formazione del gusto. La scuola va a teatro, allora, per permettere ai bambini di raggiungere una distanza critica con quello che vedono e per fare in modo che i loro diversi immaginari emotivi possano dialogare nel rispetto delle diversità. E infine, la scuola va a teatro perché una platea di bambini è un osservatorio privilegiato che offre al mondo adulto, in cui predomina la parola, la possibilità di sintonizzarsi con una musica diversa, in cui si ritrovano, con la stessa dignità, anche il gesto, i suoni, i colori, le azioni. Per imparare dai bambini a vedere il mondo con i loro occhiali. Donatella Diamanti Direzione artistica Fondazione Sipario Toscana Onlus La Città del Teatro Il teatro di Cascina conferma il dialogo con le scuole, con le ragazze e i ragazzi e con il mondo della formazione. Anche per questa stagione il nostro palcoscenico torna ad aprirsi per crescita, riflessione e confronto tra le generazioni. Lo spazio scenico de La Città del Teatro mantiene l’impegno per l’innovazione rivolto alle nuove generazioni, con un programma di spettacoli, prodotti a Cascina o scelti per il nostro teatro e il nostro giovane pubblico. Tra l’apertura e la chiusura del sipario l’opportunità di capire la realtà in una maniera diversa e, per molti bambini e ragazzi, inconsueta. Un modo per far crescere sia in termini di comunità che individualmente. In teatro l’esperienza artistica può divenire esperienza collettiva e il gesto teatrale, diretto, non ripetibile e non mediato, può essere gesto di valore formativo. Michelangelo Betti Presidente Fondazione Sipario Toscana Onlus La Città del Teatro 3 LA SCUOLA VA A TEATRO 2014-2015 4 Scuola dell’infanzia Scuola primaria e scuola secondaria di primo grado ■ 4-5-6 novembre 2014 ■ 31 marzo - 1 aprile 2015 ■ 23-24 ottobre 2014 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione Teatro Gioco Vita Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione NON LO SO DIRE La Città del Teatro - Cascina ■ 11-12 novembre 2014 La Baracca Testoni Ragazzi Teatro Stabile di Innovazione I GIOCHI DELL’INGEGNER CALDER La Città del Teatro - Cascina ■ 17 novembre 2014 Compagnia TPO in coproduzione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana BLEU! La Città del Teatro - Cascina ■ 16-17 FEBBRAIO 2015 Compagnia Burambò L’ELEFANTE SMEMORATO E LA PAPERA FICCANASO La Città del Teatro - Cascina IL CIELO DEGLI ORSI La Città del Teatro - Cascina NON SONO STATO IO ■ 8-9-10 aprile 2015 La Città del Teatro - Cascina 8-13 anni Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione ■ 17 novembre 2014 Teatro Rossini - Pontasserchio Compagnia TPO in coproduzione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana GIOCO! ■ 13-14-15 aprile 2015 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione BLEU! La Città del Teatro - Cascina 4-7 anni NON LO SO DIRE ■ 4-5 dicembre 2014 La Città del Teatro - Cascina Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione ■ 21-22 aprile 2015 ANITA E LA MOSCA Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione La Città del Teatro - Cascina 5-10 anni Teatro Rossini - Pontasserchio ■ 15 -16 dicembre 2014 NON LO SO DIRE Il Canguro Teatro per l’Infanzia e i Giovani LA BELLA E LA BESTIA La Città del Teatro - Cascina 6-10 anni inizio spettacoli ore 10.00 5 ■ 14 -15 gennaio 2015 ■ 5-6 febbraio 2015 ■ 17-18 marzo 2015 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione CREST Accademia Perduta Romagna Teatri e Teatropersona IO FEMMINA, E TU? La Città del Teatro - Cascina 7-13 anni ■ 20-21 gennaio 2015 Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani onlus Teatro Stabile d’Innovazione IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI La Città del Teatro - Cascina 6-10 anni ■ 26-27 gennaio 2015 Nonsoloteatro B COMEBABAU La Città del Teatro - Cascina 6-10 anni ■ 2-3-4 febbraio 2015 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione ANITA E LA MOSCA La Città del Teatro - Cascina 5-10 anni SPOSA SIRENA Teatro Rossini - Pontasserchio 8-13 anni ■ 26-27 febbraio 2015 IL GRANDE VIAGGIO La Città del Teatro - Cascina 8-13 anni Teatro Kismet Opera Teatro Stabile di Innovazione ■ 29-30 aprile 2015 Teatro Rossini - Pontasserchio 6-10 anni LA PEGGIORE BADÙ RE, ANZI LEONE ■ 3-4 marzo 2015 Fontemaggiore / Occhisulmondo QUANDO C’ERA PIPPO La Città del Teatro - Cascina Dagli 11 anni ■ 5-6 marzo 2015 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione IO FEMMINA, E TU? Teatro Rossini - Pontasserchio 7-13 anni Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione La Città del Teatro - Cascina Dai 12 anni ■ 6-7 maggio 2015 Fondazione Sipario Toscana onlus Teatro Stabile di Innovazione NON SONO STATO IO La Città del Teatro - Cascina 8-13 anni 6 Insegnanti in palcoscenico: un laboratorio per tutto l’anno Laboratorio rivolto a tutti gli insegnanti che partecipano alla rassegna La scuola va a teatro. D opo la grande partecipazione e lo straordinario esito finale dello scorso anno, prosegue l’esperienza di un laboratorio finalizzato a sperimentare in prima persona un processo di messa in scena di uno spettacolo attraversandone le fasi fondamentali che vanno dalla scelta del testo alla riscrittura creativa per la scena, passando dal lavoro d’attore, la progettazione dello spazio scenico, la regia per arrivare infine allo spettacolo. Un percorso utile a comprendere il valore dell’esperienza teatrale come momento di conoscenza e esercizio su se stessi e in grado anche di incidere nel personale itinerario educativo, sperimentando diverse tecniche e tipologie di approccio al teatro e riflettendo sulla possibile traduzione nel lavoro in classe di ciò che si è appreso. A cura di Fabrizio Cassanelli (attore e regista), Donatella Diamanti (scrittrice e drammaturga), Letizia Pardi (attrice e regista). Sono previsti circa 20 incontri e un esito finale aperto al pubblico. Il laboratorio sarà attivato con un numero minimo di 12 iscritti fino a un numero max di 20. Gli incontri e il laboratorio verranno realizzati presso La Città del Teatro tra gennaio e maggio 2015 secondo un calendario da concordare successivamente con i partecipanti. Le domande di partecipazione ai percorsi formativi e ai laboratori dovranno pervenire entro il 28 Novembre 2014. Per informazioni sulle modalità di partecipazione Ornella Pampana [email protected] tel. 050.3142344 LA SCUOLA VA A TEATRO Venerdì 12 Settembre 2014 La Città del Teatro ore 21.00 INCONTRO DI PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA DI TEATRO-SCUOLA 2014/2015 ore 22.00 dimostrazione conclusiva del laboratorio teatrale 2014 Insegnanti in palcoscenico Finché non torni di Donatella Diamanti a cura di Letizia Pardi con Rosangela Arpino, Roberta Banti, Carmine Borea, Beatrice Carli, Donatella Carnasciali, Silvana Chini, Marusca Domina, Monica Giuri, Cristina Paoli, Daniela Paolicchi, Lucia Pellicci, Serena Piccarducci, Cristina Salvi, Lucia Santoro, Luciana Vanni I n una notte che sembra non aver fine, padri e madri traducono una lunga attesa in un’insolita occasione per cercare risposte ai loro dubbi comportamentali di genitori e per fare il punto su un’intera generazione (la loro) che incapace di stabilire un contatto con i propri figli, cerca appigli e ancore di salvezza sognando fughe e praticando yoga da appartamento, immaginando deserti e vivendo in villette a schiera. Nel corso della serata sarà offerto un brindisi di benvenuto. Vi aspettiamo numeros* 7 ■ 23-24 ph Stefano Puzzuoli 8 ottobre 2014 · 6-7 maggio 2015 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione- Cascina (Pi) Non sono stato io di Tommaso Triolo e Matteo Visconti, supervisione drammaturgica Donatella Diamanti con Francesca Pompeo, regia Letizia Pardi, scene e costumi Antonio Panzuto, luci Maurizio Coroni collaborazione artistica Fabrizio Cassanelli, realizzazione scene Luigi Di Giorno, Alberto Giorgetti F rancesco è un bambino giudizioso, corretto, tranquillo. Luca invece è un bambino irrequieto e agitato. È un tipo tosto, uno di quei bambini terribili di cui perfino qualche adulto ha paura. Luca e Francesco sono molto amici ed è per questo che il giorno in cui a scuola accade il “fattaccio”, e Luca viene accusato di esserne il responsabile, Francesco è pronto a tutto per difenderlo. Ma la sua protesta resterà inascoltata e Luca verrà allontanato dalla scuola. Non sono stato io è il grido di Luca contro tutti quelli che lo accusano ed è anche il grido di tutti quei bambini che troppo spesso vengono etichettati come “bambini cattivi” e per questo ingiustamente discriminati. Ma che cosa significa essere un bambino cattivo? E soprattutto: esiste davvero la cattiveria dei bambini o esistono invece adulti distratti che non sanno ascoltare e guardare oltre rimproveri e punizioni? Attraverso la narrazione di un fatto che può accadere ogni giorno in qualunque scuola, lo spettacolo non pretende di dare risposte certe a un tema tanto complesso, ma con toni lievi e divertenti guarda le cose con gli occhi di un bambino che prova a far valere le sue ragioni su quelle dei grandi. “… Non sono stato io si interroga sul diritto alla scuola, su quando si possa definire borderline il comportamento di un bambino, sui sistemi educativi. Ma lo fa con arte. In tempi di continue riforme scolastiche, questo spettacolo punta sull’inclusione e sul rispetto delle differenze, con la convinzione che la scuola dovrebbe esaltare le capacità individuali e la collettivizzazione del sapere” PERSINSALA, Simona Frigerio e Luciano Uggè Tecnica Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata 8-13 anni La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) NON LO SO DIRE dal progetto Legàmi. Storie tra affettività, emozioni e conflitti a cura di Fabrizio Cassanelli, Donatella Diamanti, Letizia Pardi. Partecipanti: Samuele Boncompagni, Vania Cauzillo, Simone Faloppa, Annick Edmin, Simona Franco, Laura Grimaldi, Caterina Simonelli. Tutor Massimiliano Tofani L e emozioni ci cambiano la faccia, modificano la nostra voce, producono sensazioni diverse al nostro corpo… i denti battono per la paura… il cuore per un incontro inaspettato… e poi ci sono le lacrime: si piange perché si è tristi, ma anche perché si è molto allegri… Nell’infanzia, in mancanza di un “vocabolario” delle emozioni, l’attenzione è posta su queste sensazioni. Poiché non vengono riconosciute, le emozioni sono amplificate: non esistono grandi gioie o piccole gioie, né grandi o piccole paure, esistono la gioia, la paura, la rabbia… È necessario capire cos’è quella cosa che ci fa battere il cuore o sentire le formiche tra le dita… Non lo so dire prova a raccontare, con il teatro, le emozioni e il loro linguaggio fatto di parole, ma anche di immagini, gesti, azioni, rumori, musica... Un linguaggio che può essere scomposto e animato, che può diventare un gioco. Non lo so dire prova a giocare con il mondo colorato dei sentimenti, costruisce un itinerario nuovo, affascinante e pieno di sorprese. Mette in scena le emozioni muovendole (la parola emozione deriva dal latino “moveo” con il prefisso “e”, muovere da), incoraggia un percorso, un viaggio che dal mondo interno del bambino raggiunga il mondo dell’altro. Non lo so dire promuove questo percorso per far “giocare” le emozioni, nominarle, distinguerle l’una dall’altra, procurarle, “lanciarle fuori” in modo ironico, surreale e divertente. Lo spettacolo diventa emozionante se è capace di suscitare sensazioni autentiche, se è fisico e spiazzante, come il mondo del bambino. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia 9 ph Ben Heine ■ 4-5-6 novembre 2014 · 13-14-15 aprile 2015 ■ 21-22 aprile 2015 Teatro Rossini Pontasserchio ■ 11-12 10 novembre 2014 La Città del Teatro Cascina La Baracca – Testoni Ragazzi Teatro Stabile di Innovazione – Bologna I GIOCHI DELL’INGEGNER CALDER di Valeria Frabetti e Roberto Frabetti, regia Valeria Frabetti con Luciano Cendou, luci Andrea Buzzetti, scenografie Vanni Braga “Quando ero piccolo possedevo molti giocattoli, ma non ne ero mai soddisfatto. Ogni giorno vi aggiungevo fil di ferro, rame o altri materiali... Più tardi ne ho costruiti di più complicati, ricchi di meccanismi...” L e parole di Alexander Calder e le sue ingegnose sculture ci aiutano a capire le ragioni che portano un artista a creare. Immaginiamo l’officina di uno scultore un po’ strano, che sembra più un fabbro che un artista, perché usa il martello e non il pennello. Ascoltiamo le sue storie, divertiamoci con lui e con i suoi giochi fantastici e lasciamoci andare a quel mondo strano che costruirà attorno a noi. Uno spettacolo dedicato a Calder, cacciatore di uccelli di ferro, orologiaio accordato dal vento, scultore del tempo, equilibrista stabile e mobile, ingegnere giocoso che si è fermato a guardare il movimento. Il senso dello spettacolo non è quello di raccontare la vita di un personaggio, quanto quello di cogliere il suo spirito e la sua visione del mondo, per restituirla ai bambini attraverso il linguaggio teatrale. Alla base della creazione di questo spettacolo c’è anche la voglia, il desiderio di favorire l’incontro tra i piccoli e l’espressione visiva, e di coinvolgere gli adulti affinché possano muoversi con più disinvoltura sul terreno dei linguaggi non verbali e su quello specifico dell’immagine. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia ■ ■ 17 novembre 2014 La Città del Teatro Cascina Compagnia TPO (Prato) in coproduzione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana Théâtre Joliette Minoterie Marseille BLEU! coreografia Anna Balducci, danza per due interpreti visual design Elsa Mersi, sound design Spartaco Cortesi, computer engineering Rossano Monti, costumi Fiamma Ciotti Farulli, oggetti di scena Livia Cortesi B leu! è uno spettacolo dedicato al mare. In Bleu! gli elementi naturali dell’ambiente marino diventano lo scenario di un viaggio virtuale degli attori e del pubblico in una sequenza di immagini di straordinaria bellezza. Grazie a sofisticate tecnologie Bleu! crea un ambiente “sensibile” dove i bambini possono esplorare lo spazio e scoprire così che questo risponde in un “certo modo” alle loro azioni; si crea quindi una relazione attiva tra loro e la scena, una forma di dialogo con spazio, forme e suoni, che diventa esperienza artistica. La storia: Una misteriosa presenza femminile, forse una ninfa, lascia cadere nel mare una perla affinché un marinaio la ritrovi. Il marinaio dovrà percorrere un viaggio avventuroso, solcare le acque e immergersi in abissi profondi in un percorso di scoperte e conoscenza. Lo spazio scenico è a pianta centrale. A terra un grande tappeto su cui vengono proiettate immagini che ricordano una spiaggia o un’isola dove raccogliere piccoli tesori portati dal mare. In alto, una grande spirale di tulle sospesa, mobile, in lenta e costante trasformazione diventa la superficie di proiezione su cui far “galleggiare” le immagini e rendere lo spazio totalmente immersivo. In questo scenario piccoli gruppi di bambini potranno interagire con i due danzatori, con gli oggetti “trovati”, con le immagini e con i suoni e scoprire la vita segreta dell’ambiente marino Con Bleu! la compagnia approfondisce la sua ricerca sulle potenzialità delle dinamiche interattive all’interno di un contesto teatrale prevalentemente visivo concepito per abbattere le barriere linguistiche e rivolgersi ad un pubblico eterogeneo di bambini. spettacolo a capienza limitata max 100 bambini Tecnica: teatro d’immagine interattivo ■ ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia e 4-7 anni 11 ■ 4-5 12 dicembre 2014 · 2-3-4 febbraio 2015 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile d’Innovazione - Cascina (Pi) ANITA E LA MOSCA con Chiara Pistoia, drammaturgia Sandro Sandri, regia Ilaria Fontanelli e Francesco Serretti scene Daria Palotti, luci Maurizio Coroni, movimenti di scena Alberto Giorgetti un progetto affidato a Compagnia ADARTE\Chiara Pistoia, Teatro ARTIMBANCO Cecina “Chissà come è fatta una mosca… Come si muove? quante zampe ha? quanti occhi? Io pensavo avesse le antenne. Una mosca è nera, non è bella, è piccola, è sfuggente, ha più zampe che ali, ma non la puoi addomesticare, mica ci sta ferma. La senti che si posa, ti solletica, ti scuriosa, ti pernacchia, ti ronza negli orecchi, come i pensieri, come una musica, poi se ne va di nuovo. Perché una mosca è libera. Io invece sono Anita, una bambina: ho due zampe per correre, due per mangiare, gli occhi per capire, una valigia per scappare e una radio, con due antenne, da costruire, per comunicare, per gridare. Anch’io sono piccola, le ali non ce l’ho, solo quando ballo, ma faccio pernacchie, non ci sto ferma e vorrei volare, vorrei viaggiare, proprio come le mosche.” U na storia fuori dal tempo e una bambina fuori dal coro, una valigia e il desiderio di trovare una famiglia. Anita e Mosca aspettano; nell’attesa giocano, si annoiano, affrontano regole e punizioni; litigano, piangono e tentano abbracci. Tra sogno e realtà, Anita e Mosca, si incontrano e scontrano, poi si confrontano, e nelle loro differenze si riconoscono. L’inaspettata amicizia con Mosca, trasforma ogni ostacolo di Anita nella speranza per una straordinaria possibilità. La bellezza è in tutte le cose se la si sa guardare. Anita e la Mosca è uno spettacolo sulla sopravvivenza, sull’amicizia, sulla capacità di amare oltre le convenzioni sociali e culturali, oltre i condizionamenti educativi; è uno spettacolo sulla paura di essere rifiutati, sulla speranza di essere accolti e di realizzarsi anche oltre i confini geografici. Attorno allo spettacolo si realizzano percorsi laboratoriali di approfondimento tematico e preparazione alla visione da concordarsi direttamente con le classi interessate. Tecnica: teatro d’attore e danza ■ Età consigliata: 5-10 anni ■ 15-16 dicembre 2014 La Città del Teatro Cascina Il Canguro Teatro per l’Infanzia e i Giovani - Ancona LA BELLA E LA BESTIA con Vincenzo Di Maio, Agostino Gamba e Cecilia Raponi, regia Lino Terra U na carezza e un sorriso sono bastati per rompere l’incanto del maleficio che si chiama paura e pregiudizio. È bastato quel gesto perché la Bestia rivelasse d’un tratto tutta la sua umanità e la sua “bellezza”. Con quella carezza Bella ha dimostrato di essere capace di vedere oltre l’apparenza. Il racconto de “La Bella e la Bestia”, rivisto con uno sguardo più contemporaneo, mantiene questo semplice, ma importantissimo valore: accettare l’altro anche se ci appare diverso, estraneo, brutto o cattivo. Il Teatro del Canguro, utilizzando la straordinaria magia del teatro di figura e delle ombre, in questo spettacolo ha sviluppato al massimo l’aspetto immaginifico e magico della storia, dando risalto a quegli episodi nei quali, apparentemente, sono gli occhi ad essere maggiormente colpiti. “L’essenziale è invisibile agli occhi” diceva Antoine de Saint-Exupéry nel suo “Il piccolo Principe” e noi ci sentiamo di suggerire che in ogni incontro è sempre importante “addomesticare” e lasciarsi “addomesticare”, prassi che la Bella e la Bestia imparano a fare con i loro rituali appuntamenti “…tutto l’incanto della celebre fiaba viene perfettamente restituito attraverso una semplice tavola intorno alla quale si muovono uomini e pupazzi tra poche ed essenziali scenografie e alcuni oggetti altamente significativi a cui fanno da contraltare giochi e figure di ombre .” EOLO ragazzi Tecnica: teatro di figura - teatro d’ombre ■ Età consigliata: 6-10 anni 13 ■ 14-15 gennaio 2015 La Città del Teatro Cascina ■ 5-6 marzo 2015 Teatro Rossini Pontasserchio 14 Fondazione Sipario Toscana ONLUS Teatro Stabile di Innovazione – Cascina (PI) IO FEMMINA, E TU? Breviario comico poetico sugli stereotipi di genere di Fabrizio Cassanelli, con Federico Raffaelli, Laura Rossi, regia Letizia Pardi Francesca Pompeo, collaborazione drammaturgica Francesca Talozzi, scene Fabrizio Cassanelli, realizzazione scene Luigi Di Giorno, luci Maurizio Coroni ph Ivo Raffelli U n ring colorato, guantoni, sgabelli e asciugamani. Un maschio e una femmina. E una domanda: io femmina, e tu? Che sarebbe anche potuta essere: io maschio, e tu? Ma forse le femmine sono più curiose. O è uno stereotipo? Una coppia che si allena e, allenandosi, sperimenta energia, forza, sveltezza, furbizia, gioco e scherzo e con il mettersi alla prova cerca qualche risposta: uguali? Simili? Differenti? Ma che vuol dire? Che importanza ha? Nessuno vince, nessuno perde. Ma l’allenamento continua. Uno scambio continuo di ruoli e di corpi che scherzano, si travestono e condividono i ricordi dell’infanzia cercando di liberare i desideri di quando erano bambini. L’allenamento fisico diventa allenamento alla vita e soprattutto allenamento a capire quanto l’essere differenti sia ricchezza e fonte di relazioni rispettose e prive di sopruso. Scoprire il valore della differenza significa liberare le proprie personalità e rendersi consapevoli delle proprie specificità. Alla fine i protagonisti dello spettacolo capiranno di essere Laura e Federico in quanto tali e non perché appartenenti all’uno o all’altro sesso. Non è meglio essere maschi o femmine: l’importante è essere quello che si è. Ironia e poesia sono i mezzi con i quali Io femmina, e tu? si immerge, senza protezione, nel mondo degli stereotipi legati al genere e all’identità femminile e maschile lanciando una sfida ai grandi e ai piccoli. Quella di montare su un ring non per vincere ma per imparare ad affrontarsi e confrontarsi attraverso un gioco di continue scoperte e stupori. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 7-13 anni ■ 20-21 gennaio 2015 La Città del Teatro Cascina Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus Teatro Stabile d’Innovazione - Torino IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI regia e drammaturgia Luigina Dagostino, con Claudio Dughera, Daniel Lascar, Claudia Martore, scenografia Claudia Martore, costumi Georgia Dea Duranti, creazione luci Agostino Nardella tecnico audio e luci Mattia Monti / Agostino Nardella I l giro del mondo in 80 giorni è un romanzo avventuroso pubblicato per la prima volta nel 1873. Il londinese Phileas Fogg ed il suo cameriere francese Passepartout tentano di circumnavigare il globo terrestre in soli 80 giorni, utilizzando ogni mezzo di trasporto, antico e moderno, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta con i compagni del Reform Club. Uno spettacolo dinamico, ricco di suggestioni gestuali e musicali, provenienti da vari continenti. Gli spettatori verranno coinvolti in una grande favola moderna: Phileas Fogg e Passepartout accompagneranno grandi e piccini attraverso terre lontane e luoghi misteriosi. Ma non sarà un viaggio tranquillo... chissà quali trabocchetti studierà l’ispettore Fix per ostacolare l’incredibile impresa! Lo spettacolo è un percorso teatrale sul tema della conoscenza, il gusto per le avventure e il tema del viaggio. Il romanzo è considerato una favola della modernità attraverso il quale l’autore ha voluto trasmettere ai giovani del suo tempo la grandezza del mondo e il valore del viaggio come strumento attraverso il quale ampliare i propri orizzonti in modo da conoscere e familiarizzare con i differenti popoli verso un’educazione interculturale Le varie tappe del viaggio si snodano cronologicamente in un ritmo vorticoso e sorprendente evocato dalla trasformazione del trabattello, elemento scenico attraverso il quale si vivono i vari quadri dell’avventura a cui si aggiungono suggestivi giochi di luce che permettono di calarsi nelle atmosfere del viaggio. Tutto questo grazie ad un’inesauribile gioco del teatro d’attore. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 6-10 anni 15 ■ 16 26-27 GENNAIO 2015 La Città del Teatro Cascina Nonsoloteatro/Unoteatro - Torino B comeBabau Liberamente ispirato al racconto “Il Babau” di Dino Buzzati di e con Guido Castiglia, regia di Fabrizio Cassanelli, collaborazione all’allestimento Marina Giacometto, realizzazione elementi scenici Violetta Viassone, Franco da Tregnago, musiche Pascal Comelade e Sergio Taglioni, distribuzione Claudia Casella L o spettacolo racconta la storia di Ginetto e dei suoi strani sogni. Ginetto è un bambino di sei anni, piccolino, magrolino e un po’ birichino. Gli amici della sua età sono il doppio di lui! Per lui tutto è enorme: le stanze, il tavolo, il bicchiere, la forchetta, insomma per Ginetto il mondo è gigantesco e pieno di sfide. Come per tutti i bambini, anche per il nostro “Pollicino” a sei anni inizia l’avventura scolastica, dove nel primo periodo vocali e consonanti la fanno da padrone e dove mille sono i modi per imparare l’alfabeto… anche giocando alle parole “paurose”: O come ombra, L come lupo, S come strega ma soprattutto B come BABAU! Tra situazioni divertenti e fantastiche lo spettacolo racconta di piccole e grandi paure da guardare negli occhi per scoprire che in fondo, la paura, non è così paurosa. B comeBabau è il frutto teatrale di una lunga elaborazione dell’autore che, in diretta relazione con i bambini tra i 6 e i 10 anni, è giunto ad una sintesi narrativa divertente e poetica, dove i bambini potranno identificarsi nel personaggio e ridere (e riflettere) delle paure che li circonda. La figura del Babau, non più in uso nell’immaginario dei bambini di oggi, torna utile in questa narrazione come simbolo concreto di una buffa mostruosità che può essere anche amica e innocua. Menzione della giuria - Festival Giocateatro Torino 2013 Menzione speciale a B comeBabau della compagnia Nonsoloteatro per lo spettacolo frutto di un percorso di ricerca e attenzione costante e sensibile all’animo infantile. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: da 6-10 anni 5-6 FEBBRAIO 2015 Teatro Rossini Pontasserchio CREST - Taranto Sposa sirena con Valentina Franchino, Salvatore Marci, Lucia Zotti drammaturgia Katia Scarimbolo, scenografia, luci e regia Michelangelo Campanale costumi Maria Pascale, assistente alla regia Catia Caramia, consulente alla drammaturgia Giovanni Guarino, assistente di produzione Sandra Novellino tecnici di scena Walter Mirabile, Carlo Quartararo L a bella sposa di un marinaio spesso assente si lascia sedurre da un giovin signore che poi l’abbandona; il marito al ritorno pensa che la donna meriti la morte, così la getta in mare, dove le Sirene, affascinate dalla sua bellezza, la conducono nel loro palazzo, la chiamano Schiuma e le insegnano a cantare ed incantare i marinai di passaggio che si buttano in mare a capofitto. Però Schiuma non riesce a scordare il marito, il quale una notte, compiendo l’usuale gesto dei marinai, si lancia tra le onde; le Sirene lo vogliono trasformare in corallo, ma Schiuma, innamorata ancora, ottiene una dilazione della sorte crudele e con uno stratagemma lo salva facendolo tornare solo a terra. L’uomo, pentito, non potendo vivere senza di lei, affronta la classica prova magica di coraggio pur di riavere la sposa: ruba un fiore-talismano custodito dalle sirene. L’impresa riesce e la sirena torna donna e sposa che… aspetta il suo uomo forse perito o forse ancora marinaio giramondo. Perché le storie si ripetono e le fiabe ripetono le storie a beneficio di grandi e bambini affinché… gli errori non si continuino a ripetere. Una fiaba di incerta derivazione: popolare o letterario/mitologica, in cui il tema dell’amore si lascia contaminare dalla materia leggera delle sirene, materia dei sogni, acquistando quella leggerezza tipica che solo le fiabe sanno donare anche ai temi dolorosi. Spettacolo vincitore Premio “L’uccellino azzurro” (Molfetta, 2013) Tecnica: teatro d’attore, danza aerea ■ Età consigliata: 8-13 anni 17 ph Lorenzo Palazzo ■ ■ 16-17 18 FEBBRAIO 2015 La Città del Teatro Cascina Compagnia Burambò - Foggia L’elefante smemorato e la papera ficcanaso di e con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli U n vecchio elefante non riesce a dormire. I brutti ricordi lo attanagliano. Un giorno li soffia dentro alcuni palloncini rossi che volano via, lasciando l’elefante smemorato. Quand’ecco entrare, o meglio “ficcarsi”, nella sua vita una papera che lo tempesta di domande a cui non riesce a rispondere. Papera Teresina è determinata e gli suggerisce di fare una passeggiata per riprendere contatto con il mondo. Il grosso animale parte all’avventura. Attraversa campi e paesi, incontra animali e persone ma, incapace com’è di discernere il buono dal cattivo, andrà incontro a quanto già capitato e dimenticato. Sarà difficile per lui difendersi dai pericoli, tanto da finire in una gabbia allo zoo. Scoprirà così che i ricordi sono necessari, belli e brutti, e conservarli può tornare utile nel bisogno. Teresina, ormai amica inseparabile, quando ogni speranza sembra essere perduta, ha l’idea giusta al momento giusto e riuscirà a riportarlo a casa sano e salvo. Il lieto finale è assicurato da una buona dose di immaginazione in cui si combinano amore, fantasia e tanti intensi desideri. Tecnica: teatro d’attore, di marionette da tavolo e pupazzi in gommapiuma ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia ■ 26-27 Febbraio 2015 Teatro Rossini Pontasserchio Teatro Kismet OperA Teatro Stabile di Innovazione – Bari BADÙ RE, ANZI LEONE regia e drammaturgia Lucia Zotti, con Monica Contini, Elena Giove, Nico Masciullo, assistente alla regia Deianira Dragone, scene e costumi Lucia Zotti, Monica Contini, Nico Masciullo, maschere e oggetti di scena Lisa Serio, disegno luci Michelangelo Campanale, musiche originali Cesare Pastanella, Nico Masciullo I l paesaggio è quello dell’Africa con i suoi colori, misteri e con la sua musica. Il protagonista è Badù, un leoncino vispo e curioso, figlio di Babatunde, re della foresta, grande e fiero. Padre e figlio scorazzano felici per la foresta fino a quando Babatunde viene ferito. Badù e tutti gli animali pregano con riti e canti, sperando in una sua guarigione. Tutti tranne Mor, fratello di Babatunde, assetato di potere, convinto che dopo la morte di Babatunde, il trono sarà suo. Ma quando scopre che così non sarà perché l’erede al trono è Badù per decisione del padre, iniziano tutte le traversie per il povero leoncino. Rapimenti, solitudine, viaggi pericolosi, terre straniere, circhi e domatori... “Ma tutto ciò serve per crescere, Badù non aver paura! Eppoi c’è sempre Ziza, la tua amica leoncina che ti aiuterà!” Allora Badù non perderà la sua fierezza di sovrano e alla fine riuscirà a tornare nella sua Africa alla guida del suo popolo. Lo svolgimento dello spettacolo si avvarrà dell’abilità di tre attori che con l’uso di maschere ed altri suggestivi elementi, condurranno gli spettatori in un magico viaggio attraverso agguati, incontri sorprendenti, a volte divertenti, altre drammatici, sostenuti da percussioni e canti tribali a evocare un continente dove gioia e soprusi, bellezza e schiavitù, si contrappongono costantemente. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 6-10 anni 19 ■ 3-4 ph Marco Caselli Nimal 20 MARZO 2015 La Città del Teatro Cascina Fontemaggiore / Occhisulmondo - Perugia QUANDO C’ERA PIPPO Tratto dal diario di Giulia Re, partigiana e staffetta con Greta Oldoni, Samuel Salamone e con Daniele Aureli, drammaturgia Daniele Aureli, Massimiliano Burini, regia Daniele Aureli, Matteo Svolacchia scene, audio e luci Matteo Svolacchia, assistente alla regia Massimiliano Burini, foto Marco Caselli Nirmal Q uando c’era Pippo narra la vita di due giovani ragazzi nel periodo che va dal 1940 al 1945. La guerra c’è ma non si vede, incombe silenziosa nella vita quotidiana a interrompere la loro libertà. Il nostro progetto parte proprio dal senso di memoria che i nostri nonni ci hanno tramandato. Dentro questi ricordi abbiamo trovato i valori che due giovani ragazzi dell’epoca sentivano fortemente: libertà, valore della vita, ironia, rapporti umani, volontà di credere insieme in un futuro migliore, povertà e dignità. La funzione di questo spettacolo è mettere in parallelo la giovinezza rubata di allora con quella di oggi, le analogie e le differenze di due generazioni tanto lontane ma allo stesso tempo così vicine per bisogni e necessità. “Qualche anno fa ho chiesto a mia nonna di riscrivermi i suoi ricordi di guerra; ricordi che per anni mi sono stati raccontati anche in modo ironico. Ho voluto condividere queste memorie con la compagnia, con l’idea di dare vita a un periodo storico italiano, la Resistenza, vissuta in una città, Milano, da una famiglia semplice e popolana che non ha mai chinato la testa sotto le bombe lanciate dal Republic P47 Thunderbolt detto Pippo, un piccolo aereo che passava nei cieli del nord Italia nella fase finale della seconda guerra mondiale, sganciando bombe e volando a bassa quota. Mia nonna, Giulia Re, mi ha lasciato un diario, con le sue testimonianze di quel periodo, con le sue paure e la sua voglia di ribellione.” Greta Oldoni Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: dagli 11 anni ■ 17-18 marzo 2015 La Città del Teatro Cascina Accademia Perduta Teatro Stabile d’Arte Contemporanea - Ravenna Teatropersona - Arezzo IL GRANDE VIAGGIO testo, regia, scene, luci, suoni Alessandro Serra con Andrea Castellano, Simona Di Maio, Massimiliano Donato, Francesco Rizzo, realizzazione oggetti di scena Tiziano Fario con il sostegno di ARMUNIA - Regione Toscana - Teatro Comunale di Casalmaggiore - CA.RI.CIV I l Grande Viaggio è una storia universale e comune. La storia di uno straniero, un viaggiatore che, come spesso nelle fiabe, non ha nome. Potrebbe essere Nessuno o chiunque. E di chiunque potrebbero essere le avventure che vive, di chiunque si sia perso, almeno una volta, in una grande città, in un altro paese… o in se stesso. Il nostro piccolo eroe si muove alla ricerca di un luogo migliore, per lui e per la sua famiglia e, come nelle fiabe, il suo viaggio sarà anche un viaggio iniziatico: un percorso ricco di insidie ma indispensabile a crescere, divenire, rinascere. Un passaggio necessario, uno strappo che serve alla vita. Lo spettacolo, oltre ad avere un impianto magico e poetico, affida alla comicità il compito di aiutare il protagonista a sconfiggere l’Ombra che perseguita la Grande Città. Per compiere tale impresa sarà aiutato da un compagno segreto, uno strano animale talmente cieco da riuscire a vedere nel buio più profondo. Ma il vero tema dello spettacolo non è il viaggio quanto piuttosto l’accoglienza, non l’arrivo o l’invasione ma l’approdo. Oltre all’uso della prosa e della narrazione, lo spettacolo si avvale di quella che è ormai divenuta la caratteristica peculiare di Teatropersona: l’uso narrativo del teatro di immagine, con particolare riferimento all’utilizzo di oggetti. Questi ultimi, raccolti nel corso di anni di tournée, sono stati trasfigurati in scena divenendo veri e propri protagonisti poetici del racconto. Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: 8-13 anni 21 ■ 31 22 marzo - 1 aprile 2015 La Città del Teatro Cascina Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione - Piacenza IL CIELO DEGLI ORSI Dall’opera di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch con Deniz Azhar Azari, Andrea Coppone, regia e scene Fabrizio Montecchi, sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (tratte dai disegni di Wolf Erlbruch) coreografie Valerio Longo, musiche Alessandro Nidi, costumi Tania Fedeli, luci Anna Adorno, realizzazione scene Sergio Bernasani Spettacolo tratto da Hemel voor Beer (Un paradiso per piccolo Orso) di Dolf Verroen e Wolf Erlbruch I l cielo degli orsi si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che svegliatosi da un lungo letargo si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà e dopo un lungo cercare sembra capire che la soluzione stia in cielo. La seconda ci racconta invece di un orsetto che è molto triste per la morte del nonno e, quando la mamma gli spiega che il nonno era molto stanco ed ora è felice nel cielo degli orsi, parte per il mondo alla sua ricerca. Per entrambi i protagonisti l’infinità del cielo sembra essere l’unico luogo in cui le loro domande possono essere soddisfatte. Ma si accorgono, alla fine del loro cercare, che è sulla terra, vicino a loro, che si trova la risposta. Infatti l’orso della prima storia la trova in una bella orsa che gli compare al fianco e che indovina in un attimo i suoi pensieri: insieme si pensa sempre meglio che da soli e così, all’approssimarsi della primavera, una soluzione la troveranno. Piccolo Orso invece trova la risposta nelle rassicuranti certezze rappresentate dagli affetti familiari: nei genitori che si prendono cura di lui affinché superi il suo dolore e si convinca che la vita è, davvero, il suo più bel cielo. Il cielo degli orsi affronta temi delicati e profondi con leggerezza e tatto e una grande capacità di sintesi. La presenza di animali come protagonisti permette di dosare l’impatto emotivo, che rimane comunque forte perché ci restituisce, con semplice e disarmante chiarezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. Tecnica: teatro d’ombre, d’attore e danza ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia 2015 Teatro Rossini Pontasserchio Fondazione Sipario Toscana Onlus Teatro Stabile di Innovazione - Cascina (Pi) GIOCO! Liberamente ispirato al racconto La palla e la bambola che non è ancora stato scritto di Fabrizio Cassanelli e Guido Castiglia con Chiara Pistoia e Federico Raffaelli, regia Fabrizio Cassanelli, voce narrante Letizia Pardi, video Valentina Grigò, musiche originali Sergio Taglioni, luci Maurizio Coroni, realizzazione scene Luigi Di Giorno L a palla e la bambola sono il binomio fantastico di questa storia, un binomio comune conosciuto da ogni bambino Chiara gioca. Gioca da sola a “far finta di”. Gioca con il suo corpo, con le parole e con la fantasia a diventare un albero, una giostra, un treno, un cavallo, un coccodrillo, una pizza e tante altre cose ancora fino a scoprire che il gioco che più le piace fare è giocare ad essere una bambola. Ma anche per una bambola giocare da sola non è molto divertente, ecco allora che una timida palla rossa compare magicamente a farle compagnia. Chiara pensa che sarebbe bello giocare con la palla, ma ora che è diventata una bambola non è mica tanto facile. Ma il gioco trasforma, il gioco aiuta a superare gli ostacoli, anche quelli più difficili. Ecco che allora La Bambola e La Palla diventano a poco a poco amiche inseparabili e insieme scoprono che da gioco… nasce gioco. Un gioco rotondo, senza spigoli, un gioco che rotola… come una palla. Un’efficace manuale poetico visivo ed emozionale sul rapporto tra bimbo e gioco dove molti linguaggi (danza, parola, immagine, musica) si intersecano per stimolare la fantasia del piccolo spettatore, educandolo anche alla bellezza e alla molteplicità delle varie forme che accompagnano la vita. Eolo ragazzi Consulenza Pedagogica di Roberto Farnè Direttore dipartimento Scienze dell’educazione Università di Bologna. “Metodologie e tecniche del gioco e dell’animazione”. Tecnica: teatro d’attore, danza e immagine ■ Età consigliata: scuola dell’infanzia 23 ph Ivo Raffaelli ■ 8-9-10 aprile ■ 29-30 aprile ph Chiara Angiolini 24 2015 La Città del Teatro Cascina Fondazione Sipario Toscana Onlus – Teatro Stabile di Innovazione Cascina (Pi) LA PEGGIORE Storia semiseria sui bisogni dell’adolescenza, a tempo di pioggia e musica di Sofia Assirelli, Mirko Cetrangolo, Cristiano Testa, coordinamento drammaturgico Donatella Diamanti, con Valentina Grigò e Sena Lippi/Linda Caridi, regia Fabrizio Cassanelli, scene Fabrizio Cassanelli, realizzazione scene Luigi Di Giorno e Alberto Giorgetti, disegno luci Maurizio Coroni Premio Eolo Awards 2014 Per Il Miglior Progetto Drammaturgico Di Teatro Ragazzi E Giovani S ena ha 16 anni. Valentina uno in più. Sena vive in una bella casa con la sua famiglia. Valentina vive in una casa famiglia. Da Sena tutti si aspettano solo e sempre qualcosa di buono. Da Valentina nessuno si aspetta niente ed è meglio starne alla larga. è il direttore della casa famiglia che l’ha detto: di tutte quelle che sono passate da lì, lei è senza dubbio la peggiore. Un bel giorno, un giorno che piove come Dio la manda, Sena e Valentina prendono i loro zaini e se ne vanno; una non sa dove, l’altra lo sa fin troppo bene. E va a finire che si incontrano. La Peggiore è la storia di un incontro casuale eppure importantissimo fra due adolescenti: una etichettata come difficile, l’altra in difficoltà senza che nessuno se ne accorga. Unite dalle diverse fragilità che hanno nello stare al mondo, finiscono per scegliersi e insieme intraprendere un viaggio che le cambierà profondamente. I bisogni degli adolescenti sono i veri protagonisti di questa storia: esserci, fare, pensare, essere se stessi, farcela, riuscire. Sena e Valentina, nonostante condizioni di vita profondamente diverse, provano in fondo gli stessi desideri: essere ascoltati ed accettati per come si è, diventare adulti, trovare la propria strada. Collaterali allo spettacolo, si realizzano progetti educativi, eventi nazionali, incontri pubblici, laboratori con studenti, insegnanti, genitori e operatori del sociale, per approfondimenti riferiti a: Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza - Azioni per il benessere e la salute dei giovani in ambito scolastico. La Peggiore ha ottenuto il patrocinio di: UNICEF – Comitato Pisa / PROVINCIA DI PISA / CONFERENZA DEI SINDACI - ZONA EDUCATIVA Area Pisana / SOCIETÀ DELLA SALUTE Tecnica: teatro d’attore ■ Età consigliata: dai 12 anni Tra visione e formazione Progetto speciale per le scuole secondarie di 2° grado Entrambi i teatri sono portatori di una progettualità in costante relazione con il mutare dell’immaginario e degli stili di vita e luoghi fortemente partecipati da artisti, docenti, educatori, studiosi e cittadini di tutte le età. Questa frequentazione avvalora la necessità di potenziare in Toscana un’area artistica la cui ricerca produttiva e formativa si rivolga a pubblici variegati e a territori estesi. Il progetto si articolerà tra percorsi laboratoriali e incontri collaterali di approfondimento agli spettacoli nelle scuole di Cascina e di Firenze che aderiranno al progetto. 19-20 Febbraio - Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi Uno, nessuno e centomila… 25 Pirandello conferenza spettacolo su Luigi Pirandello 24-25 Marzo - Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi La Matematica in cucina Un cabaret matematico culinario dall’omonimo libro di Enrico Giusti (Spettacolo consigliato anche per le classi terze scuola secondaria di primo grado) Spettacoli in programma al Teatro di Rifredi - Firenze 24-25 Febbraio Fondazione Sipario Toscana Onlus Io femmina, e tu? Breviario comico-poetico sugli stereotipi di genere (Spettacolo consigliato anche per la scuola secondaria di primo grado) 31 Marzo - 1 Aprile Fondazione Sipario Toscana Onlus La Peggiore Storia semiseria sui bisogni dell’adolescenza, a tempo di pioggia e musica ph Paolo Tomassini T ra Il Teatro di Rifredi - Pupi e Fresedde e la Fondazione Sipario Toscana Onlus nasce, a partire da questa stagione, un rapporto di collaborazione progettuale che mette in relazione proposte di teatro contemporaneo e teatro didattico rivolte in particolare alle nuove generazioni. Spettacoli in programma a La Città del Teatro - Cascina COME SI PARTECIPA 26 Apertura prenotazioni 15 settembre 2014 Gli/le insegnanti sono invitati a partecipare all’incontro di presentazione del cartellone di teatro scuola e dell’offerta formativa che si terrà il 12/09/2014 alle ore 21.00 a la Città del Teatro di Cascina. Al termine della presentazione, alle ore 22.00, andrà in scena la dimostrazione finale del Laboratorio Insegnanti in palcoscenico 2014. Per prenotare gli spettacoli del cartellone è necessario compilare la scheda a fianco ed inviarla via fax o tramite email entro il 24 ottobre 2014 a La Città del Teatro. Tutte le scuole del territorio provinciale pisano possono partecipare liberamente alla visione degli spettacoli, previa la suddetta prenotazione, essendo abolita la quota associativa a carico dei Comuni. Le prenotazioni saranno accolte in ordine di arrivo fino ad esaurimento posti. Il costo del biglietto è 5,50 euro per ogni alunno. Ci rendiamo disponibili a consegnare un ingresso omaggio ai bambini che segnaleranno situazioni di difficoltà economica e, ovviamente, agli insegnanti prenotati. Gli insegnanti dovranno attendere la conferma di accettazione delle richieste di prenotazione inoltrate: sarà a cura dell’ufficio programmazione del teatro confermare le suddette richieste per mail, fax o tramite contatto telefonico. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio programmazione dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.30 Emiliana Quilici Ufficio programmazione Fondazione Sipario Toscana onlus La Città del Teatro Tel. 050.744298 – 744400 Fax 050.744233 [email protected] Inizio spettacoli ore 10.00 Il programma è disponibile anche sul sito www.lacittadelteatro.it DA FOTOCOPIARE DA FOTOCOPIARE SCHEDA DI PRENOTAZIONE INVIARE DAL 15 SETTEMBRE 2012 SCHEDA DI PRENOTAZIONE INVIARE DAL 15 settembre 2014 NOME E INDIRIZZO DELLA SCUOLA ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. SPETTACOLI SCELTI TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... ISTITUTO COMPRENSIVO ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... NOME INSEGNANTE DI RIFERIMENTO ...................................................................................................................... ...................................................................................................................... TEL..............................................FAX........................................................... email............................................................................................................. n.b. gli insegnanti dovranno attendere conferma che le prenotazioni effettuate siano state accolte in base alla disponibilità dei posti. Tale conferma sarà trasmessa dall’ufficio programmazione del teatro. Le scuole dovranno arrivare a teatro almeno un quarto d’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Al fine di consentire un regolare svolgimento del programma si raccomanda la puntualità. Non è garantito l’accesso in sala oltre i 15 minuti di ritardo. TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... TITOLO.......................................................................................................... DATA...........................................ALUNNI N°............................................... CLASSE/I.................................INSEGNANTI N°.......................................... 27 ArtEventBook Comunicazione ph Stefano Puzzuoli