Opuscolodiinformazioneacuradelgruppo Domenica 10 settembre 2006 - Numero 24 In questo numero: PENTANGOLO NOTIZIE BREVI DAL MONDO L’ANGOLO DELLA CARITAS Dopo un anno di silenzio, ben ritrovati Un po’ del nostro tempo a disposizione degli altri Il matrimonio del topo Un po’ per giustizia, un po’ per solidarietà FAVOLE DALL’AFRICA B COMMERCIO EQUO E SOLIDALE en ritrovati a tutti. con la maggiore obiettività e PENTANGOLO Dopo mesi di silenzio il trasparenza possibile, evitando gruppo “Un’alternativa commenti e giudizi personali. c’è” è tornato ad allietarvi con Le nostre fonti sono per il 98% informazioni “alternative”. provenienti da internet da La prima novità è che abbiamo siti di informazione quali ad Dopo un anno di silenzio, rieccoci, deciso di dare un volto a questo esempio: ansa.it e misna.org, gruppo poco conosciuto in con nuove forze e nuovo entusiasmo, oppure siti di ricerca dai quali parrocchia. estraiamo indicazioni per i decisi a fare sempre di meglio Non siamo molti a scrivere nostri approfondimenti. questo opuscolo: c’è Massimo per informarvi in modo alternativo Le rubriche presenti Mercantini, il nostro nell’opuscolo sono su tutto quanto avviene nel mondo impaginatore, correttore di generalmente: bozze, e fonte inesauribile di • PentAngolo, articolo di e su cui vale la pena riflettere idee; i ricercatori instancabili approfondimento; di informazioni sono: Laura • AngolAngolo, con notizie e Marzagalli, Francesca Quintè e Elisa Giommarelli (ora “inviate notiziari dall’Angola; dall’Angola”), Arianna Scullino. Spesso usufruiamo anche della • MafaldAngolo, fumetto meditato di Mafalda e Charlie Brown; collaborazione straordinaria di speciali inviati! Il silenzio di questi • BarattAngolo, inserzioni e appelli; mesi è stato causato dalla partenza di Francesca ed Elisa, e dalla • Le recensioni, le fiabe, il mercato equo e la Caritas nascita della piccola Elisa figlia di Arianna. Ci auguriamo che il nostro ritorno vi sia gradito e soprattutto utile La seconda novità è che questo opuscolo è diventato la finestra per avere un occhio diverso sulle informazioni che ci pervengono della Caritas, con il quale quest’ultima darà voce ai suoi progetti e da televisione e stampa. alle sue attività, grazie al prezioso aiuto di Ambra e Luigi Corti. Invitiamo quanti di voi sono interessati a collaborare con la stesura Negli anni che ci hanno accompagnato abbiamo cercato di del nostro opuscolo a contattarci tramite mail all’indirizzo fornirvi notizie spesso assenti nei notiziari nazionali, riportandoli [email protected] BEN RITROVATI FAVOLE DALL’AFRICA Il matrimonio del topo C’ era una volta un bellissimo topolino bianco. E diventava sempre più bello mentre cresceva e diventava adulto. I suoi genitori si chiedevano spesso: Dove troveremo una moglie degna per lui? Quando arrivò il momento di cercare una moglie decisero che solo nella famiglia del Sole poteva esserci una ragazza giusta per lui. Così, come era d’uso, tre vecchi componenti della famiglia andarono dal Sole a chiedergli una moglie per il bel topolino. Giunti alla casa del Sole, i tre entrarono e dissero: Veniamo per conto del bellissimo topolino bianco, a cercare una moglie degna di lui: solo tu puoi trovarcela! Il Sole allora disse: “Grazie di essere venuti, ma siete nel posto sbagliato; dovete andare a casa del Vento! Il Vento è più forte di me, perché mi soffia la polvere negli occhi!” A quel punto i tre messaggeri decisero di andare a casa del Vento. Ma giunti là, il Vento disse loro: ”Vi ringrazio, ma la Montagna è più forte di me: io non riesco a scalfirla, malgrado soffi con tutta la mia forza!” A quel punto i tre topi andarono dalla Montagna, che però disse loro: “Grazie di essere venuti, ma c’è una creatura più potente, che mi sbriciola dalle fondamenta: abita là, andate a trovarla!” I tre andarono nella casa che gli era stata indicata e videro che era la casa di un Topo. Il capofamiglia disse loro: “Avete trovato la moglie per il vostro bellissimo topolino bianco! Che gioia!” E così il bellissimo topolino bianco trovò una moglie degna di lui. NOTIZIE DAL MONDO Per un mondo di pace, religioni e culture in dialogo “Per un mondo di pace. Religioni e culture in dialogo”: è il tema dell’incontro interreligioso per la pace promosso dalla comunità Sant’Egidio e dalla Conferenza episcopale umbra che si è tenuto nella chiesa Santa Maria degli Angeli di Assisi, la cittadina ‘francescana’ dove 20 anni fa papa Giovanni Paolo II convocò la ‘Giornata mondiale di preghiera per la pace’. Un’occasione per gridare forte che “la guerra è una sconfitta delle religioni e dell’umanità” ha detto a ‘Radio Vaticana’ il fondatore della comunità Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ribadendo ai credenti di ogni religione l’impegno perenne di “interrogarsi su come possano far crescere un uomo pacifico e soprattutto come possano fare crescere una cultura di pace, di tolleranza, di incontro”. Hanno preso parte all’evento esponenti delle principali religioni del mondo. NIGER: FINE SETTIMANA DI GUERRA La poliomielite resta una minaccia per i bambini nigeriani nonostante i recenti sforzi delle autorità sanitarie per intensificare i programmi di vaccinazione. Secondo i dati diffusi dal Programma nazionale per l’immunizzazioni (Npi) nei primi sei mesi dell’anno sono stato registrati 501 nuovi casi in 15 Stati poi saliti a 784 in 17 Stati alla fine di luglio; una crescita preoccupante se paragonata ai 792 casi registrati in tutti i 12 mesi del 2005. La Npi in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della Sanità (Who/Oms) si prepara ora a lanciare una nuova campagna di immunizzazione. Le statistiche del Who/Oms segnalano che la Nigeria resta l’epicentro della malattia infettiva con l’80% di tutti i casi di poliomielite al mondo (seguita a grande distanza da India e Sudan con 136 e 127 casi nel 2005). L’organismo sanitario internazionale ipotizza che non si sia ancora riusciti a recuperare del tutto l’incidente del 2004 quando, a causa di sospetti e cattivi rapporti tra autorità islamiche locali e Who/Oms, furono interrotte le vaccinazioni per quasi un anno negli Stati del nord della Nigeria. Malgrado la poliomielite sia una malattia molto pericolosa perché estremamente facile da trasmettere, grandi progressi sono stati fatti nella sua sradicazione grazie a un intenso programma di vaccinazione mondiale in corso dal 1980, quando i bambini contagiati ogni anno nel mondo erano oltre 60.000 mentre oggi sono poco più di un migliaio. MALAWI: QUASI CANCELLATO IL DEBITO ESTERO “Prima che sia troppo tardi, prima che si riempia di cinesi, indiani, bangladesi e altri, emigrate in Africa e diventerete ricchi”: lo ha detto il colonnello Muhammar Gheddafi, ‘guida’ della ‘rivoluzione’ libica, in occasione del discorso pronunciato a el-Baida, a est di Tripoli, per celebrare il 37° anniversario (1 settembre 1969) della caduta della monarchia libica. Il testo del discorso è stato diffuso dall’agenzia di stato ‘Jana’, secondo cui Gheddafi avrebbe consigliato “ai funzionari in vista di andare in pensione e ai giovani di dirigersi verso l’Africa, dove potrete coltivare la terra, praticare l’allevamento, aprire una bottega o una farmacia, lavorare nel settore delle comunicazioni, convertire la gente all’Islam, proteggere l’ambiente, trovando tutti lavoro in Africa”. Nel suo discorso Gheddafi ha portato come esempio i cinesi che, “presenti in gran numero, lo fanno già. Perché non fate anche voi lo stesso?” ha detto rivolgendosi ai libici e invitandoli a scegliere l’Africa -“che storicamente è sempre stata chiamata Libia” - al posto di pericolose migrazioni in Europa, dove la strada verso la ‘ricchezza’ è lastricata di problemi ben più grandi. LA RECENSIONE DEL MESE La resistenza dei vinti Percorsi nell’Africa contadina di Giordano Sivini Collana: Campi del sapere Pagine: 276 Prezzo: Euro 18 Le classi dirigenti dell’Africa subsahariana postcoloniale hanno tenacemente perseguito la modernizzazione dell’agricoltura e dell’allevamento. Il programma comune, al di là delle differenze tra i regimi politici, è stato quello di spazzare via l’economia di sussistenza e di far passare rapidamente contadini e pastori all’economia di mercato o pianificata. La cooperazione internazionale allo sviluppo ha alimentato, finanziato e sostenuto questa visione con progetti costosi e a volte inutili, che hanno contribuito alla disgregazione degli equilibri delle società tradizionali e al mantenimento di una classe politica e burocratica parassitaria. Il mondo agricolo-pastorale è stato quindi oggetto di un nuovo sfruttamento, al quale ha cercato di resistere come ha potuto, per poi rassegnarsi all’emigrazione all’estero o nelle città africane. Giordano Sivini ricostruisce come tutto ciò sia avvenuto a partire da vicende osservate e studiate in prima persona, lavorando per la Cooperazione italiana. Sivini ripercorre i processi storici precedenti il colonialismo collegati al bisogno di modernizzazione implicito nel rapporto di sfruttamento instaurato dal colonialismo e diventato, dopo l’indipendenza, funzionale alla rendita dei ceti urbani. Affronta il problema del rapporto tra sviluppo e sottosviluppo e quello della cooperazione allo sviluppo, delle sue carenze e delle malefatte che ha prodotto. Il libro è costruito come un grande viaggio sulle CARITAS PARROCCHIALE UN PO’ DEL NOSTRO TEMPO A DISPOSIZIONE DEGLI ALTRI A nche noi del gruppo Caritas siamo entrati ufficialmente a far parte della redazione di questo foglio informativo parrocchiale! Onorati, ma un po’ intimoriti, muoviamo i primi passi cercando di raccontare qual è il senso del nostro gruppo, all’interno della comunità parrocchiale. È stato detto più volte, ma scuserete se mi ripeto, che non siamo gli “specialisti” della carità e tanto meno quelli a cui la comunità delega il compito delle opere buone a nome di tutti… ma allora, qual è il nostro specifico? Seguendo le indicazioni più volte ribadite nei Convegni della Caritas Diocesana, noi dovremmo attivare un “circuito della carità”: raccogliere cioè le occasioni di carità e farle conoscere, perchè più gente possibile si attivi in azioni di solidarietà, di sostegno e aiuto reciproco. Naturalmente è un compito gravoso e molto difficile da realizzare, tenuto conto delle nostre deboli forze e della poca esperienza; esiste però un coordinamento a livello cittadino, che fa capo al diacono Roberto Buzzi. Per far fronte ai bisogni occorre innanzittutto conoscerli, si è detto: un tempo ci si basava sulle segnalazioni che giungevano al parroco o alle suore; a queste ora si è aggiunto un importate strumento di monitoraggio del disagio: il centro d’ascolto cittadino “Il faro”, che è operante nei locali del nostro oratorio. Qui un gruppetto di volontari è disponibile ad accogliere le richieste di aiuto e si attiva per cercare di costruire una “rete” di assistenza attorno a quello che le statistiche definiscono “un caso”, ma che per l’operatore deve essere una persona. Con lei in primo luogo si cercherà di instaurare un rapporto di fiducia reciproca, che può valere più della risposta che rotte di Senegal, Mali, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania e Angola. Le descrizioni delle diverse realtà si alternano ad ampie finestre sul paesaggio e la natura, all’incontro con le genti, ai colloqui con le personalità e gli attivisti locali e alla ricostruzione del clima politico in cui si è operato. Autore: Giordano Sivini - (Trieste 1936) è professore di Sociologia politica presso la Facoltà di Economia dell’Università della Calabria. Si occupa di problemi dello sviluppo e delle migrazioni. Svolge attività nella cooperazione internazionale. Sull’Africa ha pubblicato: Politica agricola e prospettive di autosufficienza alimentare del Senegal (1984), Rapporti sociali e agricoltura in Mali (1987), Allevamento tradizionale e progetti di sviluppo in Africa. La riproduzione sociale dei Masai (1988), Migrazioni. Processi di resistenza e di innovazione sociale (2000). si potrà dare: l’indicazione dell’ufficio competente, l’invio alla Caritas Diocesana… senza contare i casi di pronto intervento, determinati da necessità urgenti! Le richieste più diffuse riguardano il lavoro e la casa, ma sono numerose anche quelle di malati con poca assistenza, anziani soli e scarsamente autonomi, stranieri, e più in generale persone che per qualche circostanza della vita non ce la fanno più ad andare avanti con le loro forze. Come ben capite, non solo per ragioni di privacy, ma piuttosto di carità e buon senso, non posso e non debbo entrare in maggiori particolari, neppure per rendervi partecipi delle situazioni estreme che gli operatori si trovano talvolta ad affrontare e del senso di impotenza che li coglie. Al gruppo Caritas fanno riferimento anche persone disponibili a donare un po’ del loro tempo per assistere malati, visitare anziani, accudire i più giovani, aiutare cioè anche i nostri “cuccioli” durante le attività dell’oratorio o del doposcuola. Scrivendo, mi rendo conto che le iniziative a sostegno del prossimo, nella parrocchia, sono in realtà molte di più e molte al di fuori del Gruppo Caritas, per fortuna! Questo perché la dimensione della solidarietà, del prendersi cura gli uni degli altri dovrebbe essere propria di tutti i cristiani, in quanto tali, ed è difficile perciò inquadrare tutto all’interno di un unico schema. Mi sto domandando: perché ho scritto queste righe? Non è facile rispondere. Certo per un dovere di informazione: far sapere che c’è una realtà operante, cui eventualmente rivolgersi o indirizzare qualcuno. Ma io spero anche per dare qualche idea sul possibile utilizzo di un pochino di tempo libero e di voglia di stare con gli altri. MERCATO EQUO E SOLIDALE Unpo’pergiustizia ...unpo’persolidarietà S ettembre, tempo di rientri, tempo di ripresa delle attività, magari col frigorifero vuoto che ti fa correre al supermercato… Eppure, tra un’offerta e l’altra, tra uno sconto e un richiamo pubblicitario, la mano resta sospesa sullo scaffale e ti viene in mente che quella marmellata, quei buoni biscotti li troverai altrettanto buoni ogni seconda domenica del mese, al banchetto parrocchiale del MERCATO EQUO E SOLIDALE. Ma facciamo un po’ di storia: sono circa 10 anni che i prodotti marchiati CTM compaiono in parrocchia, prima sotto l’ala del gruppo sangiulianese di MANITESE e poi gestito autonomamente da un gruppetto di giovani ed adolescenti che si riforniscono presso la BOTTEGA DEL MONDO – CHICO MENDES (via Lomellina, 35 – Milano), gestendo anche la confezione di pacchi regalo nel periodo di Natale. Ctm altromercato è nata come cooperativa, nel 1988 a Bolzano dal sogno comune di un gruppo di persone e associazioni impegnate nella riflessione sull’iniquità dei rapporti economici tra Nord-Sud del mondo. Nel 1998 l’originaria cooperativa Ctm (Cooperativa Terzo Mondo) si è trasformata in Consorzio di Botteghe (ormai 350 in Italia), dove ogni Bottega è un luogo di incontro planetario: troviamo oggetti e cibi ma anche idee, iniziative culturali e informazioni per conoscere l’altra faccia della Terra, con le sue tradizioni e problemi, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni con campagne volte al cambiamento delle regole e delle pratiche del commercio internazionale. Le Botteghe funzionano grazie al lavoro volontario e non di uomini e donne che ogni giorno investono il loro tempo libero in una comune utopia: sperimentare una via alternativa ai consumi, dove la logica principale non sia l’accaparramento e il puro profitto tipico delle grandi multinazionali, ma ci sia spazio per una maggiore equità e giustizia, che passa proprio attraverso la responsabilità e la libera scelta di ognuno, attraverso il gesto semplice e quotidiano di chi compra un pacco di caffè o una barretta di cioccolata. Così il consorzio Ctm altromercato è in contatto con gruppi di piccoli produttori organizzati democraticamente in Asia, Africa e America Latina. Non regala aiuto, ma costruisce una collaborazione paritaria, offrendo loro un’opportunità di lavoro e un accesso diretto al mercato, una trasparente gestione della relazione commerciale e di marketing, adeguati sistemi di partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali al fine di favorire il passaggio da una situazione di precarietà ad una situazione di autosufficienza economica e di rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Forse si tratterà sempre di una goccia nell’oceano dei consumi, ma i prodotti del mercato equo continueranno ad attendervi tutti i mesi, seguendo le orme rosse, presso il salone del bar dell’oratorio San Carlo, insieme ai ragazzi di UN’ALTERNATIVA C’E’… per assaggiare, gustare un mondo un po’ diverso, per collaborare come equoclienti, equo-sognatori o perché no, come equo-venditori! Ilmercatoequoesolidaleèpresente durantelafestadellaParrocchia conunsuospazio. Coglietel’occasionepersapernedipiù eperprovarequalcheprodotto