88° anno
LXXXVIII
N. 12
Dicembre
2009
in cruce gloriantes
MENSILE DELL’AZIONE CATTOLICA TICINESE
In questo
numero:
3
Dal passato
luce per il presente
4-5
Gli auguri
dei responsabili
7
Appello per la scuola
8-11
Giovani speciali
14
Di sessualità
e omosessualità
15
Il teologo risponde
Facciamo posto
a Gesù che nasce
dall’associazione
Il numero sull’Avvento ha raggiunto le 2.800 copie di tiratura!!!
Spighe piace: aiutiamolo a crescere
Carissime amiche, cari amici, entriamo nelle vostre case con questo
numero di Natale col quale i responsabili dell’Azione Cattolica ticinese
rivolgono a tutti voi i loro auguri.
Aggiungiamo anche quelli della
redazione di Spighe, condividendo
con voi la gioia di aver potuto realizzare, nel mese di novembre, un numero speciale a colori tutto dedicato
ai bambini.
Le copie prenotate da parte di parrocchie o catechiste, sono state infatti circa 1.400. Ciò ha permesso di
raddoppiare ampiamente la normale
tiratura di Spighe! Il numero di novembre dedicato all’Avvento è stato
stampato in ben 2.800 copie!
Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno permesso questa
straordinaria impresa. Coloro che
hanno realizzato le pagine per i ragazzi; il segretario dell’AC per il pa-
ziente lavoro svolto nell’acquisire le
copie; la Tipografia Bassi per la cura
e il rispetto dei tempi; don Rolando
per averci fornito gli indirizzi delle
catechiste.
La realizzazione a colori (8 pagine
su 16) è stata poi possibile grazie ad
una generosa e spontanea offerta
che ci ha così permesso di rivolgerci
ai bambini con un giornale simpatico e accattivante. Anche a chi ha
voluto in questo modo sostenere Spighe va tutta la nostra gratitudine.
Da questo numero dobbiamo ripartire per rilanciare la nostra rivista. Lo splendido risultato dimostra
che se ci impegniamo riusciamo a
promuovere Spighe e farla conoscere
anche a chi non la conosce. Chi l’ha
ricevuta – e non è abbonato – ha apprezzato molto questo numero. Non
facciamo cadere questa opportunità
e invitiamo noi stessi più gente pos-
sibile ad abbonarsi a Spighe. Il costo
è talmente basso (solo 25 franchi
all’anno!) che in pochi potrebbero
dire di no.
Naturalmente, dedicare un numero all’Avvento e ai bambini per Spighe non è stata una operazione commerciale o promozionale, ma aveva
soprattutto lo scopo di ricordare che
il Natale richiede un tempo di preparazione del cuore, rispondendo
così all’impegno educativo ed ecclesiale dell’Azione Cattolica. In una
società che passa da una festa all’altra, trasformandole in vuote occasioni di consumo eliminando l’attesa, la preparazione, la riflessione, lo
stupore, parlare di Avvento è controcorrente. E ricordare che a Natale
Gesù è nato è una notizia sconvolgente.
Auguri a tutti di
un Natale cristiano!
Bellissimo questo numero di Spighe!!!
Voglio proprio regalare un abbonamento… 
Nome di chi lo riceverà
Indirizzo
Lo regalo io:
Nome
Indirizzo
E-mail / Telefono
Allora farò subito così: ritaglio o fotocopio questa scheda compilata, e la spedisco a: Spighe, corso Elvezia 35,
6900 LUGANO dicendo che sarò io a pagarlo;
oppure (senza rovinare questo bellissimo numero del giornale…) scriverò immediatamente una mail a:
2 Spighe Dicembre 2009
[email protected]
L’abbonamento-regalo per un anno costa 25 franchi (…così poco?!)
dal presidente
100° della Gioventù Cattolica e 20° del congresso di rilancio dell’AC
Dal passato arriva luce per il presente
Quest’anno ricordiamo due importanti anniversari. Il primo è il centenario della fondazione dell’AC giovanile ticinese: nell’ottobre del 1909
nacque l’azione cattolica giovanile,
poi diventata Gioventù Cattolica Ticinese (GCT), uno dei quattro ami
dell’AC diocesana – lanciata con
grande vigore in particolare dal venerabile Vescovo Aurelio Bacciarini
– che raccolse migliaia di giovani ticinesi attorno all’ideale di vita cristiana, formando intere generazioni e
contribuendo in modo decisivo
all’apostolato e alla pastorale della
Chiesa. Con le difficoltà dell’AC alla
fine degli anni Sessanta, si spensero i
gruppi maschili e la GCT si dissolse
nel 1968. Per celebrare questo importante centenario e tracciare un riassunto storico dei Giovani di AC dal
1909 al 1968, Luigi Maffezzoli ha curato un libretto commemorativo che
si può richiedere in Segretariato.
La seconda data da ricordare è
quella del 1989, quindi 20 anni fa.
Era l’8 ottobre 1989 quando si svolse
a Lugano un Congresso voluto dal
Vescovo Eugenio Corecco per rilanciare l’AC in Diocesi. Affluirono al
Palazzo dei Congressi oltre 2000 persone: aderenti dell’AC del passato e
giovani e famiglie pronte a seguire
l’invito del Vescovo; da lì iniziò una
nuova stagione dell’AC in Ticino.
Noi per primi non possiamo non ricordare questo 20° anniversario
dell’AC “moderna”: l’attuale ACT è il
risultato di questi due decenni di
cammino e il tema su come rilanciare
l’AC è ancora di stretta attualità. Ne
parla lo stesso Vescovo Pier Giacomo
nella sua lettera pastorale …e pose la
sua tenda in mezzo a noi. Auspichiamo che l’invito posto dal Vescovo sia
accolto da tutta la Diocesi e l’AC si
impegna a onorare questa fiducia in
comunione con tutte le altre aggregazioni ecclesiali.
Gli atti di questo congresso del
1989 sono dei testi stupendi, non solo
perché l’associazione fu effettivamente rilanciata, ma perché sono di strettissima attualità anche 20 anni dopo:
sembra che la sfida sia rimasta la stessa. La lettura che il Vescovo Eugenio
fece di questa ripartenza fu davvero
profetica, perché non solo seppe tracciare il percorso della “nuova” associazione”, ma poi ne guidò i primi
passi, chiamando in particolare i giovani, diventando per loro un padre
nella fede e realizzando così in modo
singolarmente profondo il particolare
carisma dell’AC che “collabora” con
la gerarchia. Qui la cosa era quasi ribaltata: la “gerarchia” andava ad incontrare le persone per cercare non
collaboratori ma gente con cui fare
un cammino grande, persone con cui
“infiammare la diocesi”. Poi quel triste 1995 arrivò troppo in fretta: tra
pochi mesi ricorderemo già il 15° anniversario della nascita al cielo del
nostro indimenticabile Eugenio.
Concludo con un breve estratto del
discorso del Vescovo Eugenio di 20
anni fa che ci aiuta a capire il nostro
impegno: “La pastorale deve essere
una pastorale delle persone e non una
pastorale delle cose da fare. La nostra
preoccupazione principale non deve essere quella di mettere in atto una nuova
organizzazione diocesana, vicariale e
parrocchiale di uomini e di donne, adulti e giovani, ma di individuare il modo
di raggiungere queste persone al cuore
della loro stessa esperienza di fede. L’organizzazione è uno strumento necessario, ma non servirebbe a nulla, se l’AC
non riuscisse a rendere consapevoli i fedeli laici della loro vocazione alla fede,
alla missione e alla comunione ecclesiale, a mettere la persona del fedele laico
in movimento verso questo ideale.” A
nome mio e di tutta l’ACT vi auguro
un Santo Natale in cui realmente incontrare Gesù “nel cuore della nostra
esperienza di fede”.
Buon Natale a tutti!
Davide De Lorenzi
La meglio Gioventù
Il libretto di Davide De Lorenzi – Luigi Maffezzoli, Giovani di AC (1909-1968) nel centenario della
Gioventù Cattolica Ticinese, Quaderni di Azione Cattolica, ottobre 2009, pagg. 42, è in vendita presso il
Segretariato dell’Azione Cattolica Ticinese al prezzo simbolico di 2 franchi (più spese postali se richiesta la
spedizione). Per quantitativi superiori alle 20 copie la spedizione è gratuita.
Dicembre 2009 Spighe 3
dai responsabili
dai responsabili
Lo slancio rinnovato a cui siamo chiamati
Carissimi amici,
quest’anno i miei auguri di Natale
vi raggiungono tramite “Spighe”,
questo nostro bel giornale mensile
che ci permette di rimanere legati
all’Azione Cattolica anche quando
non abbiamo le possibilità di partecipare agli incontri proposti nel calendario. Mi colpisce particolarmente la cifra, segnalata nell’
augurio del Presidente, di duemila
persone presenti all’incontro proposto dal vescovo Eugenio Corecco
avvenuto 20 anni fa... quanti eravate e chissà se ci siete ancora tutti.
A voi, giovani, famiglie e adulti, che
ora leggete queste poche righe,
mando il mio migliore augurio di un
Santo Natale.
Come spesso accade, le persone piccole di statura devono “salire sulle
spalle di un gigante” per vedere più
lontano e abbracciare tutti con lo
sguardo, e per me, il gigante
quest’anno, è mons. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.
“Non c’è futuro senza solidarietà” è
il suo ultimo libro e inizia proprio
con le forti sollecitazioni che l’avvicinarsi del Natale suscita riguardo al
tema della solidarietà. Con nel cuore domande “impegnative e ineludibili”, come lui stesso le definisce, ha
aperto l’omelia:
“Questa notte che stiamo vivendo è
segnata da una notizia di estrema
semplicità e insieme di significato straordinario e unico. Che cosa c’è di più
semplice di un bambino che nasce? E
cosa c’è di più straordinario di sapere
che questo bambino è Dio, Dio che si
fa uomo?
Certo, noi la conosciamo questa notizia; ma forse corriamo il rischio
dell’abitudine, della superficialità,
dell’incapacità a coglierla nel suo con4 Spighe Dicembre 2009
tenuto davvero paradossale, a un tempo sconcertante e meraviglioso: Dio si
fa uomo come noi e per noi... Questo
significa vivere il Natale cristiano: credere all’amore di Dio per noi, testimoniato nel dono del suo Figlio prediletto.
E credere comporta in noi – nel nostro
cuore e nella nostra vita – l’amore di
Dio e, di conseguenza, assumere negli
atteggiamenti e nei comportamenti
concreti della nostra esistenza quotidiana la logica propria dell’amore di
Dio, quella appunto che brilla
nell’evento del Natale. È la logica di
un amore che si dona e che crea incontro, dialogo, comunione, condivisione,
solidarietà, amicizia, fraternità.
Così il Natale cristiano ci mostra
tutta la sua bellezza e serietà. Infatti,
la festa che celebriamo esalta e insieme vincola come non mai la nostra li-
bertà, chiedendoci di passare dalla liturgia alla vita, dalla fede alle opere,
dalla grazia alle responsabilità. La logica di Dio, rivelatasi nel bambino di
Betlemme, fonda la nostra prima e suprema legge: è la logica dell’amore che
si dona la legge di vita per l’uomo.
Nessun’altra legge, come questa, può
allargare la libertà umana e insieme è
in grado di qualificarla nella sua verità
e dignità: essere, cioè, servizio d’amore agli altri nello spirito della fraternità evangelica e della solidarietà umana... Il Natale ci chiama a uno slancio
rinnovato, a un supplemento speciale
di fraternità e solidarietà”.
Buon Natale e arrivederci nel 2010
Gabriella Tomamichel
coordinatrice settore
Adulti e famiglie
Più che un augurio un sogno: il Ticino intero almeno
per Natale come un grande presepe...
Così ognuno potrà accorgersi che non siamo più soli, che il Cielo non era mai
stato così vicino a ciò che siamo o vogliamo essere.
E i pastori e i re magi di oggi, di questa notte di Natale, siamo noi, con in
dono il nostro desiderio
di vedere il Signore e giorni e attimi lunghi o corti da offrire.
Buon Natale a tutti e grazie per il vostro cammino di fedeltà.
Davide De Lorenzi, presidente ACT
Natale.
Regali, cena, pranzo, una Messa di sfuggita, tanta gioia e allegria.
Ma è solo questo?
Spesso diciamo che a Natale sono tutti più buoni.
Forse non sono regali, cena, pranzo, decorazioni, babbi natali, strani nomi che si vogliono attribuire a questa festa, o altro... a
renderci più buoni, ma il bell’annuncio dell'A ngelo a Maria, il canto di gloria ai pastori, la semplicità di una nuova famiglia, e quel
pianto dalla greppia piena di fieno!
Un augurio di un anno pieno di vita, con gioie e dolori, e per un Santo Natale nell’inginocchiarsi davanti al Re... dei poveri, degli
umili, dei peccatori... di tutti noi!
Carlo Vassalli, vice-presidente ACT
Vagando per librerie ci è cascato in mano un libro. Parlava di una
bambina che aveva “rapito” Gesù Bambino dal presepe posto in chiesa,
perché non ce l’aveva fatta a lasciarlo lì al freddo. Aveva sentito il bisogno
di scaldarlo, di occuparsi di Lui.
Questo Gesù Bambino lo dobbiamo riconoscere in ogni nostro fratello,
nelle sue povertà.
L ’augurio per questo Santo Natale è quello di riuscire ad accogliere gli
altri, i nostri fratelli, con le loro diversità e povertà e farci noi stessi piccoli
come quel bimbo che è stato accudito. Affidiamo le nostre famiglie nelle
mani di Gesù, di sua mamma Maria e di papà Giuseppe.
Sapendo che il calore della Sacra Famiglia non ci lascerà mai soli.
Buon Santo Natale di vero cuore!
Lara e Daniele Allegri, per le Famiglie di AC
Alla fine del campeggio 2009 ci siamo lasciati con un “sii cristiano a testa
alta e non avere paura di vivere l’amicizia vera! ”.
Ora, con il Natale alle porte, abbiamo dunque un’occasione d’oro per
mettere in pratica una simile esortazione… ci state? Allora, pensando ai
doni per i nostri amici, non limitiamoci all’aspetto materiale. Prendiamoci
invece un momento per scrivere loro un bel biglietto, un biglietto vero,
colmo dei nostri sentimenti di amicizia per loro!
Un Natale dono di amore e di ascolto, dunque… ecco il mio augurio
per tutti voi… per tutti noi!
Davide Ricciardi, responsabile settore Giovani ACT
Carissimi amici,
vorrei condividere con voi un piccolo gioiello,
ricevuto per un mio lontano compleanno da un
grande amico e che conservo da anni nel mio
diario: una poesia, la cui saggezza ci ricollega
felicemente al tema della fiducia e della speranza,
che siamo invitati a nutrire giorno per giorno.
Dissi all’angelo
che univa l’anno vecchio
a quello nuovo:
“Dammi una lucerna
affinchè io possa andare incontro
all’incertezza
a passo sicuro.”
Ma l’angelo rispose:
“Avanza nell’incertezza
e riponi la tua mano
nella mano di Dio;
ciò vale più della lucerna
ed è più sicuro
che conoscere la via.”
Buon Santo Natale e
Buon Anno Nuovo a tutti voi!
Rina Ceppi-Bettosini, segretaria generale
Carissimi tutti,
troviamo lo spunto per porgervi i nostri più sentiti auguri di buon Avvento e buon Natale dalle parole del Papa, richiamate pure in
parte nella penultima enciclica, Spe salvi, ossia che questo periodo liturgico ci ricorda una grande mutazione, un salto decisivo, una
dimensione totalmente nuova, che nella lunga storia della vita e dei suoi sviluppi mai si sia avuta. Si è avuto un salto in un ordine
completamente nuovo, che riguarda noi e concerne tutta la storia.
Il mistero dell’Incarnazione, dono del Padre al mondo, riguarda tutti; gioiamo per questo e preghiamo maggiormente in questo
periodo, in quanto la preghiera è uscire un attimo dalla storia quotidiana per essere più nella storia della Salvezza!
don Rolando Leo con i responsabili di settore
Dicembre 2009 Spighe 5
colletta natalizia
La colletta di Natale in favore dei progetti missionari diocesani
La speranza per la missione di Espino
Nel progetto diocesano in Venezuela, dove sono presenti don Angelo Treccani e Marzio Fattorini, il 25
ottobre sono ufficialmente giunte tre
suore venezuelane della “Congregazione delle suore missionarie”. Esse
rappresentano la speranza e il futuro
per il progetto diocesano, ribattezzato da mons. vescovo in occasione
della visita pastorale alla missione
nel 2006, “Progetto Orinoco”.
L’impegno di don Angelo anche
nella casa di accoglienza per
bambini/e a El Socorro, il vasto territorio della missione, e le piste
esclusivamente in terra battuta della savana venezuelana che richiedono lunghi tempi di percorrenza, non
permettono ai nostri due missionari
di raggiungere tutti i villaggi.
Con l’arrivo delle tre suore, si
concretizza il desiderio dei missio-
nari di non far sentire abbandonate
tante famiglie e portare con più regolarità il messaggio cristiano anche
in quei “caserios” distanti dalla parrocchia. Il vescovo della loro diocesi
(grande quasi quanto tutta la Svizzera e con soli 28 sacerdoti per
600.000 abitanti), in occasione di
una breve visita nella nostra diocesi,
nel mese di maggio scorso, ci confermò la possibilità dell’invio delle
suore nella missione ma ci chiese
che da parte della nostra diocesi vi
fosse il sostegno economico delle
stesse.
Quindi tramite la Commissione
Progetti
Diocesani
Missionari
(CPMD) la nostra diocesi - unica in
Svizzera ad essere impegnata in progetti missionari - si fa carico del
completo sostegno quotidiano delle
tre suore, corrispondente a circa
Le tre suore e la postulante del Progetto Orinoco, in Venezuela
6 Spighe Dicembre 2009
500 franchi al mese.
In settembre, in occasione del
breve rientro di don Angelo, il nostro vescovo e la CPMD hanno finanziato l’acquisto di una jeep d’occasione per le suore e anticipato il
sostegno quotidiano per un anno.
L’appello ai nostri lettori è di rispondere generosamente al sostegno delle suore cui si è aggiunta una postulante: in fondo è come se le
avessimo adottate. Grazie per esserne padrini e madrine.
Ringraziandovi per la vostra generosità nel sostenere questo progetto invitiamo chi di voi possiede un conto corrente postale o bancario ad effettuare
il versamento direttamente tramite il
proprio conto. Questo permetterà di
ridurre le spese postali e non disperdere una parte della vostra offerta.
educazione e scuola
Appello della Lega Maestre e Maestri cattolici ticinesi
Perché il Natale torni a scuola
L’Avvento ci prepara gioiosamente al Natale 2009.
Attesa che potrebbe essere disturbata da problemi, discussioni e divieti relativamente al rapporto fra le
festività natalizie e le nostre scuole
che, fino a pochi anni fa, vivevano
questo significativo evento della civiltà cristiana con gioia, partecipazione e creatività.
I divieti che calano dall’alto o le
proposte che arrivano dal basso,
perché questa festa passi il più possibile inosservata per rispetto a famiglie ed allievi provenienti da altre
culture e visioni religiose, sono una
palese mortificazione della nostra
tradizione, mentre il presunto rispetto non è altro che un falso alibi
sfruttato abilmente da chi pretende
una scuola asettica, neutra e il più
possibile indifferente sui grandi temi religiosi, se non addirittura impregnata di laicismo.
Ci troviamo quindi in perfetta
sintonia con quanto scriveva il nostro Vescovo in occasione del Natale dello scorso anno:
“Oggi sono superati gli scontri frontali tra la Chiesa e le ideologie radicalmente atee e antireligiose, difese ormai
da pochi incalliti nostalgici. Ma crescono le mentalità agnostiche, razionaliste e relativiste, soprattutto in tanti ambiti della cultura e della scienza,
che cercano di svuotare con operazioni
apparentemente indolori i contenuti
essenziali dei valori cristiani.
Non ci si affida più alla violenza
frontale e brutale, ma ad una incolore
indifferenza che, per rispettare tutte le
fedi, proibisce ad esempio che nelle
scuole dell’infanzia si parli del Natale.
Con Biancaneve e i sette nani, con
Cappuccetto rosso, come con la Principessa del pisello e con tutte le altre
favole e finzioni, come con gli ignari
Eschimesi che sono cristiani, si può distrarre ed illudere la fantasia dei piccoli, ma non si parli del Natale. La
giustificazione risiederebbe nel fatto
che la scuola deve essere “neutrale”,
che è una bugia, prima ancora che
una sciocchezza.
Una bugia perché intanto ogni
scuola, se vuole educare, deve trasmettere un bagaglio preciso non solo
di nozioni, ma pure di valori, ai quali
ispirare le scelte di comportamento.
Una sciocchezza perché pretende di
cancellare in nome del “politicamente
corretto” la nostra identità culturale.
È una forma di ipocrisia istituzionale,
che in nome del multiculturalismo si
propone di non discriminare nessuno,
finendo col discriminare molti. Si tratta di una tolleranza negativa che apparentemente rispetta tutte le fedi, ma
solo se annacquate e sbiadite. Si tratta
di una superficialità che rischia di trasformarsi per l’Occidente in un suici-
dio, come ha più volte ammonito Papa
Benedetto XVI”.
Ritorniamo a vivere il Natale con
serenità e creatività: quanti bei presepi adornavano e adornano le nostre aule, quante decorazioni ben
studiate e ricche di simboli e messaggi nelle nostre scuole, dove canti
e musiche natalizie erano espressioni di festa e di gioia, convinti che
non facciamo affatto un affronto a
quanti provengono da altre culture,
ma diamo loro un’ulteriore occasione per conoscere la nostra a tutto
vantaggio della tanto auspicata integrazione, che deve iniziare dalla
coscienza e dal rispetto delle rispettive identità.
Facciamo nostro il sofferto ammonimento dello scrittore anglo americano Thomas Stearn Elliot:
“Se lasciamo cadere le nostre caratteristiche cristiane, alla fine, noi
non perdiamo soltanto noi stessi,
perdiamo il nostro volto”.
Maestre e Maestri Cattolici
Dicembre 2009 Spighe 7




















8 Spighe Dicembre 2009


    
     
   
       
     

      
     


       
     
       
      

      




      


     
     
       
       

 






























        
      
     
      

  
        




      
     

      

      





Dicembre 2009 Spighe 9




























 






  







































































































 























 Dicembre 2009
Spighe
10








 





 



 

















 























 

 

 

  



  


 

 

 
 




 






 
 









 





 









 





































































 

























































































































































































































 



























































































 
























































 








 

 















 






































 










 
 
  
   
  
       































   






































 



































 

























Dicembre 2009 Spighe 11
Serie 1
Sosteniamo con l’acquisto
di queste cartoline di
Natale i cristiani perseguitati, discriminati o che
vivono nell’indigenza.
Serie 3
© Bradi Barth
Serie 2
Il ricavato della vendita delle cartoline di Natale di
Bradi Barth servirà a finanziare i diversi progetti della nostra organizzazione.
Serie 4
Aiuto alla Chiesa Che Soffre
Da più di 60 anni al servizio della Chiesa perseguitata
Spedire in una busta a: Kirche in Not, Cysatstrasse 6, 6004 Lucerna / fax: 041 410 31 70
Talloncino da ritagliare
Nome
Ciascuna serie è composta da 5 cartoline con
5 differenti riproduzioni dell’artista Bradi Barth
e da un versetto della Bibbia :
Cognome
CHF 15.–
Via
CAP / Luogo
Vorrei comandare la serie / le serie:
Tel.
esemplari della serie 1
esemplari della serie 2
esemplari della serie 3
esemplari della serie 4
E-mail
Riceverete con le cartoline il bollettino di versamento.
12 Spighe Dicembre 2009
Totale in CHF
l’altro mondo
Veglia e fiaccolata a Massagno per i martiri cristiani del 2009
L’AC prega per p. Samuel Francis
Solidale, raccolta, orante. Così era
la folla di fedeli che il 23 ottobre si
erano radunati insieme con il loro
Vescovo nella chiesa di S. Lucia a
Massagno, su invito di Aiuto alla
Chiesa che soffre (ACCS) e di don
Paolo Solari. Una toccante veglia di
preghiera, una silenziosa fiaccolata
che si snodava lungo un percorso di
periferia, discreto, nascosto, quasi a
voler riprodurre il silenzio mediatico
nel quale soffrono e muoiono oggi
200 milioni di cristiani perseguitati
nel mondo. Sì, avete letto giusto: 200
milioni! Una fiaccolata passata inosservata dalla popolazione, ma indimenticabile per chi vi ha partecipato.
Due soste, in cui letture tratte dagli
Atti degli apostoli, testimonianze di
martiri dei giorni nostri e preghiere si
intrecciavano, imprimendo nelle nostre coscienze l’immagine del martire
cristiano, che soffre e muore perdonando i suoi persecutori.
La forte ma serena testimonianza
dell’ospite d’onore, mons. Ghaleb
Bader, arcivescovo metropolita di
Algeri, ci presentava la difficile realtà
di una Chiesa immersa in un contesto islamico; una presenza discreta
fatta di servizio alla popolazione, di
scuole e assistenza.
Al rientro in chiesa una ventina di
candele accese ai piedi dell’altare, in
ricordo di altrettanti martiri cristiani
uccisi quest’anno, attendevano di essere consegnate “in adozione” a chi si
era offerto di pregare per un martire e
i suoi persecutori. Con riconoscenza
frammista a un profondo senso di
inadeguatezza, ho preso in mano per
l’Azione Cattolica Ticinese la candela accesa cosparsa di tanti nomi di
altrettanti testimoni della fede. Inadeguatezza, perchè mentre osservavo
la fiamma e tutti quei nomi mi chiedevo se io sarei disposta a mettere a
repentaglio la mia vita per Cristo.
La busta ricevuta insieme con la
candela portava a caratteri rossi il nome di padre Samuel Francis, ucciso
in India con la sua collaboratrice (per
la quale un altro gruppo si è impegnato a pregare). Come l’AC anche
altre associazioni, movimenti, parrocchie e famiglie si sono impegnati a
pregare per un martire, per i suoi familiari e per la conversione dei suoi
persecutori.
Con la benedizione del Vescovo e la
sua esortazione a vivere in una dimensione di dialogo la nostra realtà locale
di cristiani, la veglia si concludeva silenziosamente come era iniziata.
Con la candela di ACCS mi sono
portata a casa anche un interrogativo: come traduco in pratica il messaggio vissuto durante la veglia? Per
la sottoscritta attiva in politica, cosa
significa impegnarsi per la verità, per
l’affermarsi di valori democratici improntati a Cristo, al Bene comune, al
dialogo senza tradire la Verità? Cosa
vuol dire per un genitore, per un docente cattolico di fronte agli allievi
sempre meno cristiani?
Martirio vuol dire testimonianza...
Una cartolina di ACCS riporta
una frase di Chiara Lubich: “Fintanto che ci saranno dei cristiani, ci saranno dei perseguitati, dei poveri... È
per questo che opere come “Aiuto alla Chiesa che soffre” saranno sempre
necessarie.” Allora sarà sempre necessario sostenere queste opere.
Un invito a sostenere ACCS, anche questo è “azione cattolica.”
Un grazie di cuore agli organizzatori della fiaccolata per la profonda
esperienza che ci avete offerto. Il mio
auspicio è che si possa ripetere e che
sempre più cristiani accolgano l’invito a unirsi solidali nella preghiera per
la Chiesa che soffre su tutta la Terra.
Rina Ceppi-Bettosini
Chi sono p. Samuel e Mercy
I corpi senza vita di un sacerdote cattolico di 60 anni, padre Samuel Francis, e di una volontaria laica, Mercy
Bahadur, sono stati trovati il 22 settembre nel villaggio di Chota Rampur, nei pressi di Dehradun, nella
diocesi di Meerut, nello stato di Uttarakhand (India settentrionale). Secondo gli inquirenti il duplice
omicidio risalirebbe a circa due giorni prima. P. Samuel Francis era chiamato anche “Swami Astheya”, dato
che aveva scelto una vita eremitica in un “ashram”, tipico monastero indù, adattato alla tradizione cristiana.
La volontaria laica da oltre un anno collaborava con il sacerdote per accogliere quanti si recavano
all’ashram. Secondo un comunicato della Conferenza Episcopale dell’India, l’omicidio non sembra far
parte della campagna di odio anticristiano lanciata da gruppi radicali indù, ma piuttosto conseguenza di
un tentativo di rapina nel luogo dove il sacerdote viveva, che è stato infatti saccheggiato.
Settembre-Ottobre 2009 Spighe 13
educazione e famiglia
Un libretto diffuso nelle scuole; una trasmissione tv di grande ascolto
Di sessualità, omosessualità e dintorni…
Ho seguito il dibattito che la pubblicazione sull’omosessualità destinato ai ragazzi delle scuole superiori, ha
suscitato. E devo dire che molte sono
le perplessità che mi sono sorte. Non
parlerò dei contenuti dell’opuscolo.
L’intento è certamente lodevole: ossia
quello di aiutare i ragazzi che si trovano confusi, isolati, soli, privi di altri
aiuti, ad affrontare il proprio percorso
di crescita affettivo e sessuale. Mi
sembra però troppo frettoloso dar loro (anche se su richiesta e in forma
anonima) un librettino con le istruzioni per l’uso che già contiene la diagnosi. Io penso che una questione
così delicata vada affrontata in altro
modo. Innanzitutto perché abbiamo
a che fare con dei ragazzi in crescita.
Ragazzi ancora volubili, in piena evoluzione e soprattutto con un futuro
ampio davanti a loro. Mi sembra che
vi sia una grande superficialità nel
rassicurarli che tutto vada sempre e
comunque bene e che non vi è alcun
problema ad essere o meno omosessuale. Semplicemente perché non
corrisponde al vero.
Non tutti i destini sono ugualmente facili. Non tutte le scelte si equivalgono. Oggi la vita di un omosessuale (soprattutto maschio) è difficile.
Dura. La scena omosessuale qui come
altrove, non ha nulla di idilliaco.
Pensare di indirizzarvi un ragazzino
di 16-17anni, fa semplicemente accapponare la pelle. Bisogna anche
rendersi conto delle conseguenza
concrete che determinati atti hanno.
Non basta dire “Ok sei omosessuale,
non c’è alcun problema”. Di problemi
ce ne sono e infiniti. A partire dalla
discriminazione di cui l’omosessuale
14 Spighe Dicembre 2009
(maschio e femmina) viene fatto oggetto. Parliamone con i ragazzi. Per
uno che è omosessuale (in una classe) ve ne sono venti che lo prendono
in giro (nella migliore delle ipotesi).
Perché parlare solo con quell’unico
ragazzo? Coinvolgiamo gli altri venti.
Facciamoli ragionare su cosa significa
essere e sentirsi diverso. E poi mi
sembra così poco accogliente nei
confronti del ragazzo, pensare di liquidare i suoi dubbi adolescenziali, le
sue difficoltà, la difficile scoperta di se
stesso e del mondo, incanalandolo in
una definizione, buttandogli addosso
una soluzione così a buon mercato.
Assumiamocelo davvero questo ragazzo. Vediamo insieme l’origine del
problema, cerchiamo di mostrargli
una vita d’uscita. Non limitiamoci a
consegnarlo al suo “problema”.
Certo il libretto è la soluzione più
semplice, più a portata di mano. Ma
siamo davvero certi che la strada del
“tutto normale” sia quella giusta da
percorrere? Non avrebbero gli adulti
il dovere di indicare anche qualche
volta la via giusta prima che quella
normale. Sembra che abbiamo sempre più paura ad assumerci il nostro
compito di educatori, di persone che
hanno un’esperienza di vita. Cosa
che i giovani non hanno e non possono avere. Rappresenterà pure un
valore il bagaglio di esperienza che ci
si è fatti nel corso di una vita! Ci sarà
pure una differenza tra l’avere 60 o
averne 15!
Un’analoga difficoltà a fare gli adulti l’ho vista emergere durante la trasmissione “Falò” in cui, questa volta,
si parlava di sesso tra i tredicenni.
Praticamente tutti gli adulti intervi-
stati (genitori e insegnanti) erano
concordi nell’affermare che non vi c’è
una età minima per avere un rapporto sessuale e che a contare sia unicamente la maturità del singolo e il suo
sentirsi pronto. Ma stiamo scherzando? Innanzitutto la legge stabilisce
senza alcuna ambiguità l’età minima
per avere rapporti sessuali senza incorrere in reati, ma prima ancora della legge, i genitori non hanno alcuna
voce in capitolo, mi chiedo? Basta
che un ragazzino di tredici anni si dichiari pronto ad essere padre perché
possa diventarlo? Pensiamo davvero
che un ragazzo sappia che cosa sia la
paternità? Non può saperlo. Sarebbe
un ragazzo già vecchio se lo sapesse.
Sarebbe l’antitesi di se stesso se fosse
in grado di saperlo. Un genitore deve
fare da guida, da sostegno, ai propri
figli, non mandargli allo sbaraglio,
gettandoli nel mondo senza gli strumenti per uscirne. Il “sentirsi pronto”
non può essere l’unico criterio del
proprio agire. Anche se mi rendo
conto che il “sentire” è la molla che
muove anche le scelte degli adulti.
“Ci si sente” o “non ci si sente più”. La
volontà, la scelta, la motivazione profonda, per non parlare della fede, non
entrano in alcun conto. E se vi si fa
riferimento, il più delle volte vengono
recepite come gabbie, prigioni o steccati che impediscono il libero agire.
Stasera mi sento pessimista. Il futuro
verso cui andiamo, non mi appare roseo. E davvero mi fanno pena, pena e
tenerezza, questi ragazzini di cui preferiamo fingerci coetanei che assumercene la responsabilità.
Corinne Zaugg
il teologo risponde
Un segnale di disagio, paura, ostilità
Quello che nessuno si aspettava si è avverato. La Svizzera ha proibito
l’edificazione dei minareti. I cristiani devono essere contenti di questa
scelta oppure – come indicano i vescovi – è un attentato alla libertà religiosa?
Il primo agosto, sul Passo del San
Gottardo, il nostro Vescovo ha nitidamente spiegato la posizione della
Chiesa di fronte all’Islam e alle religioni, nella linea del Vaticano II.
Pochi giorni dopo ho commentato
questo discorso sul Giornale del Popolo, invitando i musulmani che
abitano in Svizzera a presentarsi.
Questa per loro era una occasione
unica per illustrare la loro posizione
una volta per sempre. Bastava un
comunicato nel quale questi fratelli
e sorelle di religione islamica presenti nella nostra Patria avessero
dichiarato la loro indiscussa volontà di accettare in pieno la Costituzione svizzera. Avrebbero così avuto
l’occasione di condannare ogni forma di terrorismo, da qualsiasi parte
venga, e ogni forma di discriminazione della donna, evidenziando il
totale rispetto per la sua integrità
fisica e psichica.
Mi si obietterà che l’Islam non
conosce un’autorità che possa esprimersi a nome di tutti. Ribatto dicendo come l’Islam anche in Svizzera, ha saputo esprimere con forza
e chiarezza le sue esigenze. Si sono
chiesti e ottenuti dei cimiteri separati, si sono poste particolari esigenze per il vitto scolastico, per le
ore di ginnastica e di nuoto e anche
per l’abbigliamento. I mezzi per
esprimersi davanti a tutta l’opinione pubblica c’erano. Ma non sono
stati utilizzati.
Così il popolo svizzero, a maggioranza, ha optato per una legge che
forse non è nemmeno applicabile.
Dal punto di vista giuridico ci saranno ancora delle procedure e dei
ricorsi complicati contro una decisione che si basa su di un’iniziativa
che non è certo felice. Introdurre
dei divieti religiosi nella Costituzione (dopo che si erano espunti quelli
contro la Chiesa cattolica) è cosa
che lascia più che perplessi. Ma
questa presa di posizione da parte di
una larga maggioranza del popolo
svizzero dice disagio, paura, ostilità.
Si è detto che analoga votazione
negli altri Paesi europei porterebbe
ad analoghi risultati. Questo impressionante fenomeno deve scuotere noi cristiani e i fedeli islamici.
Come cristiani dobbiamo approfondire (e non sotterrare) il Vaticano
II e metterlo in pratica. Ma ci aspettiamo che i fedeli islamici si rivelino nella purezza della loro fede nel
Dicembre 2009 Spighe 15
G.A.B. 6600 LOCARNO 4
Ritorni a
Amministrazione «Spighe»
Corso Elvezia 35
6900 Lugano
Dio unico e misericordioso, distanziandosi nettamente da ogni forma
di violenza, terrorismo, oppressione. I nostri fratelli cristiani in terra
islamica subiscono ancora troppe
persecuzioni per aiutarci a credere
in un Islam rispettoso universalmente delle diverse religioni.
Ma soprattutto i fedeli islamici in
Svizzera hanno il sacrosanto dovere
di presentarsi con chiarezza come
cittadini che hanno recepito a tutti
i livelli i nostri principi democratici. Come noi rispettiamo la decisione del cristiano che si converte
all’Islam, così loro devono dirci nelle parole e nei fatti che rispettano
16 Spighe Dicembre 2009
in tutto il fedele islamico che si
converte al cristianesimo.
Pertanto una loro affermazione di
libertà e di rispetto (che bollasse a
fuoco le sciagurate mutilazioni genitali femminili o l’obbligo per una
giovane di sposare una persona impostale da altri) ci aiuterebbe molto
a crescere nella conoscenza reciproca e a demolire quei dolorosi preconcetti che hanno determinato
oggi una situazione umiliante per
tutti.
Siamo ancora in tempo a riparare.
don Sandro Vitalini
Responsabile: Luigi Maffezzoli
Redazione
Davide De Lorenzi
Chiara Ferriroli
Chantal Montandon
Carmen Pronini
Redazione-Amministrazione
Corso Elvezia 35
6900 Lugano
Telefono 091 950 84 64
Fax 091 968 28 32
[email protected]
CCP 69-1067-2
Abbonamento annuo fr. 25.–
Sostenitori fr. 35.–
TBL Tipografia Bassi Locarno
Scarica

12_spighe_2009_dicembre - Azione Cattolica Ticinese