FRANCESCO MAIDA Lo stemma comunale di Torre Boldone Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone dopo l’Unità d’Italia (1861-1869). FRANCESCO MAIDA Lo stemma comunale di Torre Boldone STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI CON IL PATROCINIO Comune di Torre Boldone Francesco Maida, Lo stemma comunale di Torre Boldone Francesco Maida 2011 IKONOS srl © © È vietata la riproduzione di testi e foto senza il consenso scritto dell’autore. Un ringraziamento particolare a mio figlio Lorenzo, co-autore dei testi. L’autore ringrazia quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro con utili suggerimenti e gentile disponibilità; un ringraziamento particolare all’Amministrazione comunale, agli sponsor, a Renza Pulcini, Massimo Ghirardi, Renzo Testa, Arnaldo De Monti, Ivan Santinelli - direttore dell’agenzia di Torre Boldone della Banca Intesa San Paolo, e Mauro Bertolini, fotografo. Una realizzazione editoriale di IKONOS srl Via C. A. Dalla Chiesa, 10 - 24048 Treviolo www.ikonos.tv - www.notiziedalcomune.com [email protected] Finito di stampare nel dicembre 2011 A mio padre Lo stemma Comunale Blasonatura: troncato, nel primo trinciato: a) d’azzurro al colombo d’argento, imbeccato e membrato di rosso, coronato d’oro alla base del collo; b) d’argento pieno; nel secondo di rosso alla torre murata al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata, accostata ai lati dalle lettere SM. Ornamenti esteriori da Comune. Comune di Torre Boldone Carissimi cittadini, con gioia ed una punta di orgoglio Vi presentiamo il nostro Stemma Comunale! La piacevole pubblicazione che vi accingente a sfogliare ne racconta la storia, ripercorrendo le vicende della nostra comunità. Qualcuno di Voi potrebbe stupirsi per l’enfasi che intendiamo attribuire a questa iniziativa, riguardante un argomento che parrebbe anacronistico, ma la spiegazione di tale rilevanza è insita nel significato stesso dello Stemma: attraverso dei simboli esso è rappresentativo della Storia, delle Tradizioni e della Cultura del nostro Paese. Lo Stemma identifica, descrive, coinvolge e racconta poiché gli elementi che compongono uno stemma sintetizzano sempre la storia di una comunità e rappresentano un fattore identificante e rafforzativo del senso di appartenenza ad essa. La realizzazione della pubblicazione è opera di Francesco Maida, esperto di Araldica, un appassionato che da anni si sta interessando, nel suo tempo libero, al tema ed all’acquisizione di elementi, di storie, di curiosità, di tutto quanto insomma sta dietro uno stemma. Egli mi ha proposto ed ha accuratamente condotto la ricerca, traducendola poi magistralmente in questo gradevole opuscolo, ricco di immagini e documenti che sono parte del nostro patrimonio documentale. Lo ringrazio per questo e per avermi fatto conoscere, nelle diverse occasioni di incontri, la sua passione verso l’araldica e verso i preziosi documenti intrisi di storia, difficili da leggere e da comprendere, “nascosti” negli archivi che li conservano e che non molti hanno la fortuna di frequentare. L’Amministrazione, certa di fare cosa gradita, fa omaggio di questa pubblicazione a tutte le famiglie affinché attraverso la conoscenza dello Stemma, simbolo dell’identità del nostro Comune, possiate sentirVi ancora più orgogliosi di essere cittadini di Torre Boldone. Il Sindaco Questa pubblicazione è stata realizzata grazie alla generosità della N. D. Caterina Capelli, nipote di Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone dopo l’Unità d’Italia (1861 - 1869) e successivamente primo cittadino dal 1872 al 1880. Anche suo padre Pietro Capelli, fu sindaco di Torre Boldone per 21 anni dal 1899 al 1920, periodo durante il quale venne realizzata la sede municipale in cui erano unite le scuole elementari dalla prima alla quarta. A Caterina e alla sua famiglia, che tanto ha contribuito alle fortune di Torre Boldone, va il nostro più sentito ringraziamento. Indice Origine e araldica pag. 8 Storia ed evoluzione dello stemma di Torre Boldone pag. 12 L’emblema durante il periodo fascista pag. 19 Dal dopoguerra ad oggi pag. 27 Lo stemma: Istruttoria, verbale di deliberazione, decreto di concessione pag. 31 La lettura dello stemma pag. 36 Il gonfalone pag. 41 I sigilli pag. 43 I capi del “Governo” di Torre Boldone pag. 45 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Origine e araldica iamo nel Buio Evo della fredda Europa, fuori dal controllo del preciso Impero Romano, nel bel mezzo di una battaglia che infuria tra due popolazioni nemiche di barbari. Barbari contro Barbari, non Romani contro Barbari, e proprio questo è il punto. Ben sappiamo che l’Impero Romano tendeva ad organizzare ed uniformare e che infatti gli dobbiamo l’uniforme (il cui significato etimologico diventa dunque chiaramente intuibile) ed è ben noto come, per gli stessi Romani, tutto ciò che era al di fuori dell’Impero era, semplicemente, barbaro. Ben possiamo visualizzare (complice il grande cinema che ha contribuito a creare il nostro immaginario collettivo) una battaglia tra questi Romani e questi Barbari: da una parte quelli con l’uniforme, vestiti tutti uguali, tutti riconoscibili tra loro, ciascuno specchio di quella chiara organizzazione militare di cui è parte, e dall’altro lato, semplicemente, gli “altri”. Tutti diversi, senza segni di riconoscimento che li rendano uguali, senza nessun tipo di uniforme, né in senso stretto né in senso lato, che li renda riconoscibili tra di loro, trovano la loro identità nella diversità dal nemico. In altri termini: se non hai l’uniforme sei un barbaro e uccidi quelli con l’uniforme, se ce l’hai sei un Romano e uccidi gli altri. Limpido e cristallino nella sua spietata semplicità. S Ma torniamo all’immagine iniziale e proviamo ora a visualizzare una battaglia tra barbari e barbari, gli altri contro gli altri, e mettiamoci nei panni di un uomo, di un solo uomo, che certo non conosce personalmente ciascuno dei suoi compagni, certo non può riconoscere dalla faccia ogni suo singolo alleato e, nella confusione che sconvolge la pianura, deve uccidere gli altri.… e non sa chi sono! Non riconosce gli amici dai nemici! E come potrebbe? Senza un simbolo, senza uno stemma? Chi vincerà in mezzo a questa crudele insensatezza? Clovis1 vuole riunire i suoi uomini per organizzarli, uniformarli, tenerli uniti e vincere la battaglia! Averli tutti sotto un simbolo, un vessillo, è la soluzione. Ed ecco l’ORIFLAMME2, il primo simbolo (fuori dall’Impero Romano) capace di tenere uniti e far riconoscere tra loro un insieme di uomini non altrimenti identificabili. Lungo questa strada ci si rende conto che la distinzione dell’amico dal nemico si effettua attraverso un emblema, una figura, e ben presto si arriva a identificare lo scudo non più solo come un mero mezzo di protezione ma anche come il posto ideale per far campeggiare questo simbolo di riconoscimento, simbolo che poi, spesso, viene raffigurato anche sul vestito. 1 2 8 Clodoveo I (Clovis), re dei Franchi (466-511) Era originariamente la bandiera dell’abbazia di Saint-Denis in Francia. Dal 12° al 15° secolo le armate francesi portavano regolarmente questo vessillo durante le battaglie. L’Oriflamme fu usato in battaglia da Luigi VI nel 1124 e per l’ultima volta nel 1415 nella battaglia combattuta tra i francesi e gli inglesi ad Azincourt. Portatore dell’Oriflamme era Guillaume de Martel, signore di Bacqueveille, a fianco raffigurato in un soldatino in piombo della collezione di Francesco Maida. STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI È nato lo stemma. E, con lo stemma, l’araldica. Pur avendo voluto offrire questo piccolo spunto di riflessione, è evidente come non sia possibile trattare in poche pagine un argomento così complesso com’è l’araldica; ci soffermeremo dunque soltanto sugli argomenti che sono legati allo stemma di Torre Boldone. Nella simbologia araldica si utilizzano 5 colori: azzurro, rosso, nero, verde e porpora. e due “metalli”: oro e argento; raffigurati dal giallo e dal bianco. La raffigurazione in bianco e nero dei colori, viene riprodotta con delle rappresentazioni grafiche che sono riportate negli stemmi sopra riprodotti nella parte sinistra degli stemmi (in araldica la parte sinistra è la destra di chi osserva, il contrario per la destra). Il fondo dello scudo dove è raffigurato l’emblema si chiama campo. Lo stemma ha quattro partizioni (divisioni) principali. Le prime due (troncato e trinciato) interessano lo stemma di Torre Boldone, la terza (partito) il gonfalone. Uno stemma può avere le regioni, le principali sono cinque. Per lo studio dello stemma di Torre Boldone ci interessa il “CAPO” utilizzato nel periodo fascista: Capo del Littorio e qui raffigurato in nero. 9 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Se le porte e le finestre di un castello o di una torre, fanno intravedere il colore del campo, il monumento si definisce “aperto” e “finestrato del campo”, altrimenti viene considerato “chiuso”. Gli elementi di uno stemma sono lo scudo, la corona e gli elementi decorativi. Corona e elementi sono detti ornamenti esteriori. Lo scudo deve misurare 7 moduli di larghezza e 9 moduli di altezza. Quello generalmente adottato è lo scudo sannitico moderno. Anche Torre Boldone utilizza lo scudo sannitico. I tipi di corona si differenziano se si tratta di provincia, città o comune. Provincia Città Comune Le Province hanno un cerchio d’oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro e uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati e ricadenti all’infuori. (art. 95, R. D. 7 giugno 1943, n. 652, aggiornato e attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. a del D.P.C.M del 28 gennaio 2011). Le città utilizzano una corona turrita, formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero. (art. 96, R. D. 7 giugno 1943, n. 652 aggiornato e attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. b del D.P.C.M del 28 gennaio 2011). Mentre per i Comuni è prevista una corona formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d’argento e murato di nero. (art. 97, R. D. 7 giugno 1943, n. 652 aggiornato e attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. c del D.P.C.M del 28 gennaio 2011). Essendo Torre Boldone un comune, lo stemma è armato da una corona argentata con le caratteristiche sopra descritte. 10 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI L’ultimo componente che ci interessa per lo stemma di Torre Boldone è il cosi detto “elemento decorativo”, che consiste in due rami che circondano lo scudo: uno di quercia al naturale, con ghiande d’oro, a destra e uno di alloro al naturale, con bacche d’oro, a sinistra, fra loro decussati (ossia incrociati) sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro dai colori nazionali verde bianco e rosso. L’elemento decorativo di Torre Boldone si differenzia dalla normativa in quanto il nastro che annoda i due rami è solo rosso. Tra la fine degli anni 40 e gli inizi degli anni 50 troviamo molti comuni con lo stesso serto, ovvero questo nastro, di Torre Boldone. Uno stemma si dice “Parlante” quando la figura rappresentata nello scudo ricorda direttamente il nome del comune. Torre Boldone ha la peculiarità che entrambi i nomi del comune sono rappresentati nello stemma (Torre e famiglia Boldù). Generalmente la figura presente nello stemma è la rappresentazione grafica di una caratteristica ambientale, sociale, economica o storica del territorio comunale. Il castello o la torre sono figure caratteristiche degli stemmi comunali della provincia di Bergamo. Nel 36% degli stemmi bergamaschi viene raffigurata una torre, un castello o parte di esso. E’ l’emblema più rappresentato nell’araldica bergamasca. Altre figure tipiche sono gli alberi che sono presenti nel 16% degli stemmi. Troviamo spesso leoni, aquile e animali vari (mitologici e no), presenti nel 33% degli stemmi. Le stelle appaiono nel 14% dei casi. La dominazione veneziana viene rappresenta nel 1,6% degli stemmi bergamaschi attraverso il Leone San Marco o leone marciano o alato, mentre quella milanese presente nel 1,2% degli stemmi viene raffigurata con il biscione, classico emblema dei Visconti. Infine nel 4,5% degli stemmi bergamaschi, Torre Boldone compreso, vengono riprodotte alcune lettere dell’alfabeto. Queste lettere sono, normalmente, le iniziali del comune stesso ma, nel caso della nostra Torre Boldone, ci troviamo di fronte a un’eccezione: le lettere S ed M che si trovano sullo stemma infatti non sono, ovviamente le iniziali del paese ma del patrono del comune: San Martino. Le percentuali sono riferite alla provincia di Bergamo che con i suoi 244 comuni è la terza provincia in Italia per numero di comuni, essendo Torino con 315 la prima e Cuneo con 250 la seconda. 11 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Storia ed evoluzione dello stemma di Torre Boldone il 1947: in occasione della domanda per l’ottenimento della concessione dello stemma comunale il sindaco Moretti Attilio, nella presentazione del comune di Torre Boldone, lo descrive come una “borgata vecchissima, ma priva di qualche importante evento storico”. Il Cortesi nel libro TOR BOLDONE nell’aprile del 1985 dice: “Torre Boldone – in riferimento al passato – più che emarginato, potrebbe considerarsi inesistente nella cultura storica, sociale e artistica bergamasca” e ancora “Il mio si può definire un tentativo di proporre ………… una storia di Bergamo vista da una contrada”. Nell’Atlante Storico del Territorio Bergamasco, di Paolo Oscar e Oreste Belotti edito dalla provincia di Bergamo nel 2000 troviamo: “L’appartenenza alla città (Bergamo), come contrada dei Corpi Santi della vicinia di S. Lorenzo, è documentata in tutte le fonti ufficiali fino alla fine del dominio veneto”. È I documenti insomma, ci presentano Torre Boldone come quasi priva di una propria identità culturale. Non dobbiamo dunque stupirci se solo nel 1947 si è pensato ad uno stemma comunale per Torre Boldone visto che, prima di questa data, addirittura si fatica anche solo a riconoscerlo come comune e si tende piuttosto a identificarlo come “una parte” di Bergamo, e visto che, una sua propria storia, almeno sulla carta, Torre Boldone sembra non averla proprio. Eppure la richiesta stessa dello stemma comunale sembra denotare un desiderio di identità che dunque, in fondo, i cittadini di Torre Boldone e, su tutti, il Primo Cittadino, dimostrano di rivalere. Ma dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza ed arrivare al 1950 quando, finalmente, Torre Boldone può fregiarsi di un proprio stemma. Finalmente perché, al contrario già nel Medio Evo molti comuni bergamaschi avevano un emblema che identificava la comunità. Fra questi ricordiamo: Averara, Bergamo, Covo, Casnigo, Filago, Grumello, Martinengo, Ranica, Rota Imagna, Scanzo(rosciate), Mozzanica, Mapello, Calcinate, Palazzago, Vertova, Treviglio, Clusone, Caravaggio. In molti casi si fa riferimento allo stemma del signore del paese (Ranica). Alcuni comuni hanno mantenuto l’antico emblema (Covo), altri, lo hanno cambiato (Treviglio). Vecchi stemmi di Comuni bergamaschi, ripresi dallo “Stemmario Trivulziano” Edito da Niccolò Orsini de Marzio e curato da Carlo Maspoli che riproduce un vecchio stemmario del XV secolo. Tuttavia il primo riconoscimento ufficiale di uno stemma in provincia di Bergamo risale al 26 maggio 1923 e viene attribuito con dichiarazione del Capo del Governo “Mussolini” al comune di Ardesio. 12 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Tornando allo stemma comunale di Torre Boldone è forse un peccato notare come non si è neanche pensato a riportare il disegno di una “vanga”, andando a ripescare una di quelle poche tradizioni legate al paese, e cioè quella che vede i suoi abitanti identificati col soprannome di angadùr de tor (i vangatori di torre). Sarebbe stato invece interessante, o quantomeno curioso. Le scelte sono invece ricadute su altri emblemi che analizzeremo nel corso della trattazione. Ma prima dello stemma, allora? Facciamo un passo indietro e vediamo che sui documenti di fine 800 e inizi 900 non troviamo alcun simbolo. 13 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Particolare del documento del 1918 sopra raffigurato Non c’è lo stemma ma il sigillo con l’emblema dei Savoia viene già utilizzato. In effetti il 27 novembre 1890 il presidente del consiglio Francesco Crispi, col fine di definire la questione del simbolo nazionale, faceva emanare il decreto reale nº 7282, che regolava i particolari dell’aspetto e dell’uso dello stemma di stato. Stemma che rimarrà in uso fino al 1946 e che verrà utilizzato da molti comuni sprovvisti di stemma. Torre Boldone, che è tra questi, utilizza infatti lo stemma di Casa Savoia. L’uso dello stemma reale non viene subito predisposto, si aspetta di terminare tutti i documenti in magazzino, prima di ristampare la nuova carta con il nuovo emblema di stato o che venga consegnato da parte degli organi competenti un nuovo stock di carta. Nel 1921 (nella pagina a fianco) troviamo traccia dello stemma di Casa Savoia su alcuni documenti comunali. 14 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Dettaglio del documento del 1921 sopra raffigurato 15 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE L’ascesa al potere nel 1922 di Mussolini porta all’emissione di differenti decreti concernenti gli stemmi comunali, con conseguente messa in circolazione di differenti stemmi. Anche Torre Boldone segue l’andamento generale come andremo ad analizzare più nel dettaglio nel prossimo capitolo. Ed eccoci nuovamente all’anno 1950, anno dell’emissione del decreto con la concessione dello stemma e del gonfalone a Torre Boldone. La Comunità può finalmente fregiarsi di un proprio stemma! Eccolo: Stemma attualmente in uso nel sito comunale A questo punto si può stampare la carta comunale con il nuovo stemma, come possiamo notare da questo documento conservato da 60 anni negli archivi del comune e che riporto a titolo di esempio. 16 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Particolare del documento con il nuovo stemma 17 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Una lettera del 1995 con il nuovo stemma come previsto dal decreto di concessione. E finalmente arriviamo ai nostri giorni. Ormai c’è anche un sito e un indirizzo e-mail. 18 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI L’emblema durante il periodo fascista l 12 dicembre 1926 con il Regio decreto n° 2061 il fascio littorio viene proclamato l’emblema dello Stato, quindi deve essere raffigurato con lo stemma italiano. Tale decreto diventa legge il 9 giugno 1927. Nel frattempo, il 27 marzo 1927, viene emanato il Regio decreto n° 1048: esso stabilisce che le amministrazioni che usano lo stemma di stato, che era legato allo stemma della famiglia reale Savoia e che era “di rosso alla croce d’argento, coronata di corona reale”, debbono aggiungere il fascio littorio accollato a sinistra (a destra per chi guarda). I Il 4 giugno 1928 viene emanato un altro Regio decreto, il n° 1430, che autorizza (impone) i comuni a far uso del fascio littorio. Lo stemma comunale deve essere posto a sinistra (a destra per chi guarda) del fascio. Il secondo decreto non ha alcuna influenza nell’araldica di Torre Boldone, non avendo il comune uno stemma proprio. In effetti l’amministrazione continua ad utilizzare lo stemma di stato con il fascio littorio. 19 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Il 13 maggio 1929 viene emanato un altro decreto legge che vieta ai comuni di raffigurare l’emblema di loro antiche famiglie come stemma comunale. Torre Boldone continua ad utilizzare lo stemma sabaudo insieme al fascio littorio. Tra regolamenti e decreti, che offrono chiare guide su che simboli usare e come posizionarli, è interessante notare come poi, nella vita quotidiana, le eccezioni siano quasi all’ordine del giorno. A dimostrazione di questo riportiamo alcuni esempi. Nel primo sono raffigurati lo stemma sabaudo ed un particolare fascio littorio accompagnati da una stella. Nel secondo esempio vediamo due documenti dove compare solo l’emblema sabaudo senza il fascio littorio. 20 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI 21 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Nel terzo abbiamo una “LICENZA PER ESERCITARE IL MESTIERE DI NORCINO” (macellatore e preparatore di carni suine nell’interesse dei privati) del 12 gennaio 1930 anno VIII dell’era fascista, dove addirittura non appare nessun simbolo del periodo. Negli anni ’30, intanto, l’amministrazione adotta come simbolo del comune anche solo il fascio senza lo stemma di stato (lo stemma sabaudo). 22 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Si arriva al 12 ottobre 1933 quando viene data vita al “Capo del Littorio”. Il Regio decreto n ° 1440 istituisce il cosiddetto “Capo del Littorio” che viene aggiunto in capo a tutti gli stemmi provinciali o comunali, che è di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. Articolo 1 È istituito il capo del littorio determinato nella sua figurazione araldica dalla illustrazione unita al presente decreto. Esso è di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. Articolo 2 L’emblema del fascio littorio usato, a norma delle disposizioni vigenti, dalle province, dai comuni, dalle congregazioni di carità e dagli enti parastatali autorizzati a fregiarsene, dovrà essere disposto negli stemmi di legittimo possesso iscritti nei libri araldici del regno, nella forma della figura araldica del capo. 23 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Anche in questo caso l’amministrazione di Torre Boldone non è interessata, in quanto non ha uno stemma proprio, lo utilizzerà solo negli anni ‘40 come stemma comunale. Il 13 giugno 1938, la copia della deliberazione con oggetto “Il Nuovo Regolamento della polizia rurale”, riporta come simbolo comunale solo il fascio littorio senza scudo. Finalmente però negli anni ’40 anche Torre Boldone utilizza il Capo del Littorio, senza ovviamente stemma comunale, essendo ancora sprovvista di stemma. 24 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Ma si arriva a fare di più, si trasforma il “Capo” in “Partito”, difatti troviamo documenti con il sigillo dove si può notare il littorio nel campo superiore dello stemma. 25 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE In sintesi abbiamo notato come il comune di Torre Boldone non avendo un proprio stemma, pur mantenendo sempre gli emblemi del periodo (stemma di stato, fascio littorio o solo fascio) abbia operato in maniera abbastanza libera (diciamo a seconda della scorte di cancelleria). 26 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Dal dopoguerra ad oggi ussolini e il fascismo cadono il 25 luglio 1943. M Il Capo del Littorio è abolito con Decreto Legislativo Luogotenenziale del 10 dicembre 1944 n° 394 che ne prevede la completa eliminazione. Decreto Luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394 - Abrogazione del R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo del littorio” UMBERTO DI SAVOIA Principe di Piemonte Luogotenente Generale del Regno In virtù dell’autorità a Noi delegata; Visto il decreto legislativo, Luogotenenziale 26 ottobre 1944, n. 313, con il quale tra l’altro, sono stati abrogati il R. decreto-legge 12 dicembre 1926, n. 2061, convertito nella legge 9 giugno 1927, n. 928, che dichiarava il fascio littorio emblema dello Stato, ed il R. decreto 14 giugno 1928, n. 1430, concernente l’uso del fascio littorio da parte dei comuni, delle provincie, delle congregazioni di carità e degli enti parastatali; Visto il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, che ha istituito il “capo littorio”; Udito il Commissario del Regno presso la Consulta Araldica; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato: Abbiamo decretato: Articolo unico. È abrogato il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo littorio” ed è conseguentemente revocata ogni relativa concessione. L’anzidetta figura araldica è tolta dagli stemmi che la contengono, ed in essi il campo dello scudo è ricoperto interamente dalle insegne del titolare dello stemma. Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 10 dicembre 1944 UMBERTO DI SAVOIA BONOMI Visto, il Guardasigilli: TUPINI Registrato alla Corte dei Conti, addì 28 dicembre 1944 Atti del Governo, registro n. 1, foglio n. 90. – PETIA Tutti gli elementi che ricordano il fascismo vengono ovviamente rimossi con la definitiva caduta del potere. Alcuni comuni cancellano il solo fascio, altri il fascio e i due rami lasciando il capo di rosso porpora. Nella provincia di Bergamo i comuni di Alzano Lombardo, Carona, Isso e Torre Pallavicina mantengono il capo di porpora con i due rami; in seguito gli ultimi tre, in occasione della concessione del nuovo stemma, mantengono ancora il capo ma sostituiscono i rami con altri simboli. Torre Boldone ripristina lo stemma dei Savoia senza fascio littorio o utilizza carta senza alcun emblema con sigilli completamente vuoti con la sola iscrizione “Comune di Torre Boldone” o “Torre Boldone – Provincia di Bergamo”. 27 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Nel 1952 non si usa ancora in maniera regolare il nuovo stemma, mentre i nuovi sigilli non sono stati ancora predisposti. 28 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Solo a partire dal 1953 (finita la scorta?) comincia a trovare in modo sistematico il suo posto nella carta intestata del comune il nuovo stemma, dapprima in forma semplificata. e poi come da decreto 29 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Per finire presentiamo la lettera con la quale viene data all’autore l’autorizzazione alla consultazione dell’archivio comunale per la stesura di questa pubblicazione. Ai nostri giorni il comune utilizza lo stemma come da decreto di concessione 30 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Lo stemma: Istruttoria, deliberazione, concessione l 5 luglio 1948 il comune, non possedendo ancora un proprio stemma civico, presenta istanza presso la Consulta Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’ottenimento della concessione di uno stemma e del relativo gonfalone. A corredo della domanda viene chiesta una presentazione del comune da inoltrare alla Consulta. Il Sindaco Attilio Moretti si assume l’incarico di preparare tale documento: “TORRE BOLDONE, Comune della Lombardia, in Provincia di Bergamo, contava al censimento del 21 aprile 1926, abitanti nr. 2224. I È situato presso la riva destra del Fiume Serio, a 2 Km. da Bergamo. Il terreno si estende parte sulla falda orientale del Monte Maresana e parte in pianura. È di natura fertile e bene irrigato. Vi ha uno stabilimento per la filatura del cotone. (NDA: Filatura Zuppinger, poi Filatura e Tessitura G. Reich Bergamo e Torre Boldone, poi Cotonificio Manifatture Giovanni Reich Spa - Il cotonificio non esiste più.) La popolazione vive di agricoltura molto progredita ed assai redditizia e dell’industria locale. Il Comune conta scuole elementari femminili e maschili. La Chiesa Prepositurale apparteneva alla Pieve di Seriate. TORRE BOLDONE aveva le contrade staccate dal suo corpo maggiore, dette di “Bugattone”, di Nimo-Torre e del Borghetto. Nella Contrada maggiore esisteva un’oratorio in onore di Maria Vergine di Loreto, appartenente alla Famiglia Antoine, e nel palazzo della nobile famiglia dei Conti di Regazzone, una chiesa in onore della SS. Trinità, in quello dei nobili Signori Conti Maffeis un piccolo oratorio in onore di S. Antonio e sulla ascesa del Monte vi era un altro oratorio così detto dei Morti, sotto l’invocazione di Maria Vergine Annunciata: Chiese tutte suffragenee della Parrocchia. È da notarsi ancora che nel grande sedume Masseri, zio di Nimo-torre, vi era un antico Monastero di Domenicane Claustrali, traslocate da San Carlo Borromeo nel convento Patris Domini di Bergamo. La Chiesa di questo Monastero, era sotto l’invocazione di Maria Assunta e aveva antiche, non spregevoli pitture. In Torre Boldone a soccorso dei suoi poverelli vi era il pio luogo, così detto della Misericordia. 31 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Esiste in paese un palazzo antico, che apparteneva ai Conti Caccia e che ora appartiene all’Istituto dell’Incoronata. Da quanto risulta Torre Boldone, è una borgata vecchissima, ma priva di qualche importante evento storico. Antiche sono le origini storiche di Torre Boldone l’onomastica del quale pare tragga origine da una vetusta famiglia Veneta, chiamata Buldone, che si trapiantò su quella Tera dall’impulso alle prime costruzioni che costituiscono il nucleo principale del villaggio. Documenti di accertata esistenza storica risalgono al poco più del 1000, esistenti nell’Archivio Vescovile di Bergamo. Come altre Terre del Bergamasco, nel Basso Medio-Evo la Terra di Torre Boldone faceva parte del feudo Vescovile della Curia e la tenne in soggezione per vari secoli. Fu durante le guerre faziose dei Guelfi-Ghibellini che il Comune riacquistò la propria indipendenza. Si presume che il paese, allora divenuto di una certa importanza storico demografica, fosse Guelfo e i Ghibellini lo saccheggiarono incendiandolo. Queste guerre civili che straziarono il Bergamasco per lungo tempo devastarono varie volte, dopo l’armata irruzione della fazione avversaria la Terra e il paese di Buldone particolarmente coll’ultimo saccheggio del 4 luglio 1419. Dopo pochi anni (1429), quando i Bergamaschi si posero sotto la protezione del leone di San Marco, conservando Leggi, privilegi e immunità, anche Torre Boldone, seguendo le sorti di Bergamo fece parte della Marca della Serenissima. Nei susseguenti secoli ebbe storia bergamasca. “LO” Stemma araldico di questo vetusto Comune ha la seguente blasonatura: troncato: nel I°, del troncato, trinciato: a) di argento, b) di azzurro, al colombo di argento, imbeccato e membrato di rosso, coronato d’oro alla base del collo, fermo sulla trinciatura; nel II) del troncato, di rosso alla torre murata, al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata, accostata ai lati dalla lettere “S” e “M”. Segni distintivi del Comune. GONFALONE: partito di rosso e di azzurro caricato dell’arma sopra descritta. Torre Boldone, 29 luglio 1948 32 IL SINDACO STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI L’incarico per l’espletamento della procedura viene dato allo Studio Araldico di Genova che: 1) esaminati gli atti forniti dalla Biblioteca Civica di Bergamo dai quali risultava che Torre Boldone anticamente era distinta da altri paesi con la stessa denominazione, mediante l’aggiunta della dizione “BULDONE”, nome di una vetusta famiglia veneta qui emigrata, il cui stemma rappresentante una colomba d’argento in campo azzurro, membrata di rosso e coronata d’oro, fu depositato e trovasi tuttora inserito nei registri della menzionata Biblioteca. 2) ritenuto che la denominazione “TORRE” trae le sue origini dall’etimologia del nome per cui può essere raffigurata da una torre. Propone come stemma una figura geometrica rappresentante un quadrilatero diviso trasversalmente da due sezioni, così ripartite: a) una (quella inferiore), in campo rosso, contenente una torre merlata, aperta e finestrata, accostata ai lati dalle lettere “S” “M”, iniziali della dizione “San Martino”, protettore della Parrocchia; b) la seconda (quella superiore), divisa in due trinciati, dei quali uno d’argento, l’altro azzurro, sul quale posa un colombo d’argento, imbeccato e membrato di rosso, coronato d’oro alla base del collo e fermo sulla trinciatura medesima. La stessa blasonatura servirà per il riconoscimento del Gonfalone e per l’uso del sigillo comunale. Nei primi giorni del mese di settembre 1948 perviene in comune la nota prefettizia n° 2884 datata 2 settembre 1948 con la quale si chiede al comune un verbale di deliberazione del Consiglio Comunale che adotti lo stemma come descritto ed elaborato dallo Studio Araldico di Genova. Domenica 19 settembre 1948, alle ore 9, viene convocato in seduta straordinaria il Consiglio Comunale che delibera all’unanimità (presenti 8 su 11) l’adozione dello stemma sopra descritto. (Vedi sotto, prima pagina del verbale di deliberazione n° 36 del 19 settembre 1948 – con copia del registro manuale della stessa delibera- e ultima pagina dello stesso verbale) 33 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE È interessante notare come il comune non faccia più uso di sigilli con l’emblema della famiglia sabauda: sono spariti tutti i riferimenti ad antichi regimi. 34 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Finalmente, il 25 ottobre 1950, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, decreta la concessione dello stemma e del gonfalone al comune di Torre Boldone. Prima di essere registrato alla Corte dei Conti il 6 gennaio 1951 Reg. n° 45 Fog. N° 74 e trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio di Stato il 7 aprile 1951, però, viene chiesto al comune di versare la tassa di concessione governativa. In data 9 dicembre 1950 viene versata la somma di Lire 611 registrata al n° ordine 241 come “Rimborso tassa concessione governativa per stemma” Titolo 1, Capo 1, Categoria 2, Art. 25, ed un anno dopo, il 6 dicembre 1951, viene inviata al comune copia conforme all’originale del decreto con i disegni dello stemma e del gonfalone. 35 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE La lettura dello stemma Stemma ridisegnato da Francesco Maida per “Gli stemmi dei Comuni della Provincia di Bergamo”, pubblicazione che è all’origine delle maioliche che si trovano sulle quattro porte nell’atrio d’ingresso del palazzo provinciale di via Tasso in Bergamo. o stemma è troncato, cioè diviso in due orizzontalmente. La parte superiore dello stemma riporta l’emblema dei Boldù, mentre nella parte inferiore viene raffigurata una torre merlata alla ghibellina con ai lati due lettere S ed M, iniziali di San Martino, patrono di Torre Boldone. L Prima di esaminare lo stemma bisogna considerare gli anni in cui lo stemma è stato pensato. Il quando è il dopoguerra e il chi è lo Studio Araldico di Genova. Durante questi anni lo Studio Araldico di Genova non studia (come invece il suo stesso nome suggerirebbe) e non analizza le origini, la storia o il background (diremmo oggi) di ogni singolo comune, non si interessa alle eventuali curiosità di quel dato paese, non investe il tempo che un tale lavoro meriterebbe e non dedica infine le attenzioni necessarie affinché da tutto questo possa prendere vita uno Stemma veramente rappresentativo del comune e dei suoi abitanti, uno Stemma nel quale gli abitanti del paese si possano riconoscere magari con un certo orgoglio. No. Lo Studio Araldico di Genova, subissato in questi anni di richieste e di lavoro, sembra che il tempo necessario per fare bene il suo lavoro, in effetti, non c’è l’abbia; sembra che gli stemmi, come su una catena di montaggio, li produca assemblando i vari particolari già preparati - questa è l’impressione che si ricava analizzando a fondo lo stemma di Torre Boldone per esempio – commettendo nel complesso più di un errore ma riuscendo infine ad accontentare più o meno tutti. Il giudizio apparentemente troppo critico dell’autore, viene comunque addolcito dal riconoscere allo Studio Araldico di Genova il merito di far porre molte domande e molti dubbi a chi ha questa passione, spingendolo ad arrischiare ragionamenti e soddisfare curiosità! 36 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Analizziamo dunque i simboli: 1) LO STEMMA DEI NOBILI VENEZIANI BOLDÙ Nobile famiglia veneta arrivata a Venezia da Conegliano nell’800 e di cui abbiamo molte testimonianze. - Archivi di Stato di Padova: [I/76A] Dolfin e Boldù, bb., regg. e fascc. 340 ca. (secc. XVI-XX ). Anche la famiglia Boldù, come la precedente, faceva parte dell’antica aristocrazia veneziana e ricoprì cariche e dignità fra le più ragguardevoli. Ebbe riconferma della sua nobiltà con sovrana risoluzione 11 nov. 1817. - B. Malfatti: «uomini discreti, sapienti e molto cattolici». Un Leonardo Boldù fu nel 1473 valoroso capitano contro i Turchi. Un Antonio, cavaliere e senatore illustre, venne spedito nel 1490 ambasciatore all’imperatore Federico cui pacificò con Mattia re d’Ungheria. Il medesimo, nel 1493, essendo «Avogador di Comun», accusò in Senato Domenico Bollani, suo collega, perché aveva ricevuto danari da alcuni rei, e nel 1496 andò ambasciatore al re di Spagna, ma, colto da malattia, dovette soggiacere, viaggio facendo, al comune destino. Un Giacomo Boldù, dotato di grande eloquenza, recitò nel 1504 un’orazione funebre in morte del patriarca Tommaso Donato, e scrisse epistole, ed altre orazioni. Un Marcantonio, religioso Crocifero, compilò nel secolo medesimo la storia del proprio Ordine. Un Filippo, per ultimo, difese nel 1646 con mirabil valore il posto delle Cisterne in Candia, ripulsandone i Turchi, finché, per ordine del generale, dovette abbandonarlo. La linea dei Boldù da S. Felice si estinse in un Giuseppe, figlio di Francesco e d’Anna Giovanelli, nato nel 1793, e morto nel 1837, il quale con molto encomio sostenne per vari anni la carica di podestà di Venezia. - Giuseppe Bettinelli: Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, 1780, p. 35. 37 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE - John Temple-Leader: Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 21. - Francesco Schröeder: Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, pp. 130-131. 38 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Troviamo anche molte testimonianze dello stemma dei Boldù. Il Camozzi ne “Gli Stemmi delle Famiglie Berrgamasche” riporta tale famiglia al n°327 come antica famiglia bergamasca, sicuramente divenuta tale provenendo da Venezia. Stemma della famiglia Boldù, antica nobile famiglia veneta, riprodotto ne “Stemmi delle famiglie patrizie di Venezia”. Invece del libro il leone regge in un ovale lo stemma dei Boldù. Lo stemma dei Boldù lo ritroviamo raffigurato anche su un palazzo a Venezia a S. Felice, appartenente alla famiglia Ghisi, ma passato per via di matrimonio ai Boldù. Nelle ricerche effettuate e nella documentazione esaminata, non abbiamo mai trovato tracce di questa famiglia a Torre Boldone. Come si spiega allora tale scelta ? Nella relazione per l’ottenimento della concessione parrebbe che una discendenza della famiglia Boldù sia vissuta a Torre Boldone. Il dubbio che invece sorge legittimamente – e che sorgerebbe a qualunque bergamasco che sa che “Boldone” in dialetto si pronuncia “Boldù” – è: non foss’altro che per assonanza, che lo Studio Araldico di Genova ha deciso di far vivere un ramo inconsapevole della famiglia Boldù a Tor Boldù? 2) LA TORRE Uno scudo si dice “parlante” se l’emblema ricorda o raffigura il nome del nobile o nel nostro caso del comune. Più rappresentativo di una torre per Torre Boldone non ci può essere. Niente da dire al riguardo. Il nostro appunto è piuttosto sui merli della torre. Ghibellini. Guelfi e ghibellini erano le due fazioni opposte nella politica italiana dal XII secolo fino alla nascita delle signorie dal XIV secolo in poi. Nella lotta per le investiture, i guelfi sostenevano il papato e i ghibellini l’imperatore. Torre Boldone, pur nella neutralità di fondo che poi dimostrava all’atto pratico, si è sempre schierata dalla parte dei guelfi. Il 10 ottobre 1405 durante una delle tante scorrerie dei ghibellini contro i guelfi, le milizie del Piccinini devastarono Torre Boldone, uccidendo e dando alle fiamme il borgo. 39 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Qual è allora il senso di tale scelta? Forse chi ha disegnato lo stemma si è ispirato ai merli imperiali del palazzo ancora oggi esistente in via Mirabella (palazzo che, peraltro, sembra essere successivo all’epoca di guelfi e ghibellini e quindi, verosimilmente, non rappresenta in alcun modo una presa di posizione in quella lotta ma deve molto più probabilmente i suoi merli a una pura scelta estetica).Forse invece, chi ha disegnato lo stemma, non si è preso nemmeno la briga di verificare se Torre Boldone fosse stata guelfa o ghibellina e ha disegnato una torre più o meno a caso. Noi preferiamo concedere il ragionevole beneficio del dubbio e propendere per la prima ipotesi. 3) LE LETTERE S. M. Poco da dire sulla S e la M. Iniziali di San Martino, patrono di Torre Boldone, celebrato l’11 di novembre di ogni anno. 4) GLI ORNAMENTI ESTERIORI a) la corona da comune come previsto dall’ordinamento. b) gli elementi decorativi: Sembrerebbe che la regolamentazione vigente, per questo particolare dello stemma, sia quella contenuta nel R.D. n. 1048 dell’11 aprile 1929: Allo stemma degli enti territoriali deve essere inoltre aggiunto il cosiddetto “elemento decorativo” un’ornamentazione esterna dello scudo e consiste in due rami uno di quercia e uno di alloro con bacche, fra loro incrociati sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro di colori nazionali. Torre Boldone presenta il nastro rosso. Perché? Giudichiamo a malincuore indifendibile la scelta dello Studio Araldico di Genova. Per chiudere possiamo dire che lo stemma di Torre Boldone, anche se arrivato in ritardo, non può passare inosservato o incommentato, non foss’altro che per le sue caratteristiche fuori dalle regole o se preferite (e se avrete la bontà di voler passare all’autore quest’arguto gioco di parole) fuori dal comune. 40 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Il gonfalone a normativa prevede che il gonfalone sia rettangolare. Il drappo deve misurare cm. 90 per cm. 180, ed è fissato ad un asta ricoperta di velluto dello stesso colore del gonfalone, con bullette poste a spirale, e terminante in punta con una freccia. Lo stemma viene riprodotto sul drappo, sulla freccia mentre sul gambo viene riprodotto il nome. Il drappo, riccamente ornato e frangiato, è caricato, nel centro, dallo stemma che è sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) con il nome del comune. La cravatta frangiata è composta di nastri tricolorati dai colori nazionali. (art. 5, R. D. 7 giugno 1943, n. 652 aggiornato e attualizzato dall’art. 5 comma 4 del D.P.C.M del 28 gennaio 2011). Le parti metalliche del gonfalone sono generalmente: argentate per i comuni, d’oro per le province e le città. Analogamente i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le bullette a spirale sono d’argento per i comuni, d’oro per le province e le città. L Disegno del gonfalone presente nell’Ufficio del Sindaco di Torre Boldone Descrizione araldica: drappo partito di rosso e d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopradescritto, con l’iscrizione centrata in argento: Comune di “Torre Boldone”. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori rosso e azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati di argento. 41 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Il primo gonfalone di Torre Boldone Gonfalone attualmente in uso Il primo gonfalone di Torre Boldone è stato realizzato dalle suore di clausura nel 1956. La cerimonia di benedizione è stata celebrata dall’allora parroco Don Attilio Urbani. Il gonfalone attualmente in uso non è conforme al decreto presidenziale, in effetti non è troncato di rosso e d’azzurro, ma lo è di rosso e d’argento. Anche lo stemma presenta un’anomalia concernente la parte superiore della troncatura: il colombo non è d’argento ma al naturale e il campo non è azzurro. 42 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI I sigilli l sigillo comunale è l’impronta che apposta su un documento identifica il comune e garantisce e attesta l’autenticità dell’atto. I Di seguito una raccolta di sigilli autentici (reperiti e fotografati nell’archivio municipale di Torre Boldone) usati dall’amministrazione dal 1890 al 2011. Interessante fare alcune considerazioni: fino al 1939 Torre Boldone utilizza lo stemma dei Savoia non avendone uno proprio (come abbiamo già visto che facevano quasi tutti i comuni italiani sprovvisti di stemma). Dal 1941 lo stemma Savoia viene sostituito dal “fascio littorio” che viene abbandonato col finire del periodo fascista, lasciando il centro del sigillo addirittura vuoto (vedi anno 1945). Nel 1947 gli impiegati in carica ci offrono questa involontaria curiosità: il littorio rispunta al centro del sigillo, per via di un innocuo errore o per mano di un impiegato “nostalgico” non ci è dato saperlo. Certo è che qualcuno ha cercato di rimediare all’errore e infatti possiamo trovare nello stesso anno, documenti che riportano quello stesso stemma ma con il capo superiore cancellato! Altro aneddoto curioso sta nel fatto che quando finalmente nasce lo stemma comunale di Torre Boldone (1950) non prende inspiegabilmente il suo posto al centro del sigillo, ma deve purtroppo aspettare ben 14 anni prima di occupare il suo legittimo spazio. Troviamo infatti solo sigilli con la scritta “Bergamo” nel centro prima che questa venga infine sostituita dallo stemma comunale solo nel 1964. E poi finalmente, anche se negli anni a venire cambia leggermente di faccia, lo stemma di Torre Boldone rimane al suo posto senza altre sorprese. 1890 1894 1907 1918 1921 1923 1925 1926 43 LO 44 STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE 1930 1930 1937 1939 1941 1945 1947 1947 1948 1953 1964 1964 1977 1982 1990 1995 2001 2005 2011 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI I Capi del “GOVERNO” di Torre Boldone A partire dal 1861 data di realizzazione dell’Unità d’Italia. 1861-1869 Capelli Giacomo Primo Sindaco 1869-1871 Terzi Bortolo Sindaco 1872-1880 Capelli Giacomo Sindaco 1883-1886 Caccia Giovanni Sindaco 1886-1890 Locatelli Battista Sindaco 1890-1899 Pesenti Bono Sindaco 1899-1920 Capelli Pietro Sindaco 1920-1921 Moretti Pietro Sindaco 1881-1883 1921-1923 Venanzi Giovanni Sindaco 1923-1924 Beratto Giuseppe Commissario Prefettizio 1924-1925 Gualteroni Giovanni Commissario Prefettizio 1925-1926 Bini Galileo Commissario Prefettizio 1926 (5 giorni) Lussana Giuseppe Commissario Prefettizio 1926-1931 Lussana Giuseppe Podestà 1931-1934 Reich Maurizio Podestà 1934-1935 Reich Giovanni Commissario Prefettizio 1935-1938 Reich Giovanni Podestà 1938-1943 Terzi Giuseppe Podestà 1943 Ruggieri Francesco Commissario Prefettizio 1943-1944 Fierro Nicola Commissario Prefettizio 1944-1945 Riccoboni Giuseppe Commissario Prefettizio 1945-1946 Baldis Giuseppe Sindaco 1946 Roncalli Pio Sindaco 1946-1956 Moretti Attilio Sindaco 1956-1960 Ruggieri Francesco Sindaco 1960-1970 Berlanda Enrico Sindaco 1970-1990 Ezio Farnedi Sindaco 1990-1995 Carrara Alberto Sindaco 1995-2004 Colleoni Anna Elisa Sindaco 2004-2009 Piazzzalunga Claudio Sindaco 2009- Sessa Claudio Sindaco 45 LO STEMMA COMUNALE DI TORRE BOLDONE Di seguito vengono presentati due decreti: il primo di Vittorio Emanuele II del 30 dicembre 1868 che nomina sindaco di Torre Boldone Terzi Avvocato Bortolo, ed il secondo di Umberto I del 28 settembre 1892 che nomina sindaco Pesenti Dr. Bono. Decreto Nomina a Sindaco Terzi Avv. Bortolo per il triennio 1869-1871 Decreto Nomina a Sindaco Pesenti Dr. Bono per il triennio 1892-1894 Proponiamo anche due foto: a sinistra il sindaco di Torre Boldone Capelli Giacomo, a destra l’attuale sindaco Sessa Claudio. 46 STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI “Il Ministro per gli affari esteri prega le Autorità civili e militari di S.M. e delle potenze amiche ed alleate di lasciare liberamente passare il sig. Capelli Giacomo del fu Giovanni che va in Austria Francia, Svizzera, Baviera, Spagna e Stati Pontifici con la moglie Maria Riccardi di anni 36 e figli Giovanni di 8 e Pietro di 7 anni e di portare loro assistenza in caso di bisogno”. 47 SPONSOR Un ringraziamento particolare alla signora Caterina Capelli, nipote del primo sindaco di Torre Boldone, che grazie al suo generoso contributo ha permesso la realizzazione di questa pubblicazione. 24020 RANICA (Bergamo) - Via Leopardi, 24 Tel. 035 341490 - Fax 035 345585 P.I. 01331840163 - e-mail: [email protected] 24020 TORRE BOLDONE (Bergamo) - Via Tasso, 12 e-mail: [email protected] FRANCESCO MAIDA Lo stemma comunale di Torre Boldone Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone dopo l’Unità d’Italia (1861-1869).