FRANCESCO MAIDA
Lo stemma comunale di
Torre Boldone
Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone
dopo l’Unità d’Italia (1861-1869).
FRANCESCO MAIDA
Lo stemma comunale di
Torre Boldone
STORIA ARALDICA DELLO STEMMA DEL COMUNE DI
TORRE BOLDONE DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
CON IL PATROCINIO
Comune di Torre Boldone
Francesco Maida, Lo stemma comunale di Torre Boldone
Francesco Maida 2011
IKONOS srl
©
©
È vietata la riproduzione di testi e foto senza il consenso scritto dell’autore.
Un ringraziamento particolare a mio figlio Lorenzo, co-autore dei testi.
L’autore ringrazia quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro
con utili suggerimenti e gentile disponibilità; un ringraziamento particolare
all’Amministrazione comunale, agli sponsor, a Renza Pulcini, Massimo Ghirardi,
Renzo Testa, Arnaldo De Monti, Ivan Santinelli - direttore dell’agenzia di Torre
Boldone della Banca Intesa San Paolo, e Mauro Bertolini, fotografo.
Una realizzazione editoriale di
IKONOS srl
Via C. A. Dalla Chiesa, 10 - 24048 Treviolo
www.ikonos.tv - www.notiziedalcomune.com
[email protected]
Finito di stampare nel dicembre 2011
A mio padre
Lo stemma Comunale
Blasonatura: troncato, nel primo trinciato: a) d’azzurro al colombo d’argento, imbeccato e membrato di rosso,
coronato d’oro alla base del collo; b) d’argento pieno; nel secondo di rosso alla torre murata al naturale, merlata
alla ghibellina, aperta e finestrata, accostata ai lati dalle lettere SM. Ornamenti esteriori da Comune.
Comune di Torre Boldone
Carissimi cittadini,
con gioia ed una punta di orgoglio Vi presentiamo il nostro Stemma Comunale! La piacevole pubblicazione che vi accingente a sfogliare ne racconta la
storia, ripercorrendo le vicende della nostra comunità.
Qualcuno di Voi potrebbe stupirsi per l’enfasi che intendiamo attribuire a
questa iniziativa, riguardante un argomento che parrebbe anacronistico, ma
la spiegazione di tale rilevanza è insita nel significato stesso dello Stemma:
attraverso dei simboli esso è rappresentativo della Storia, delle Tradizioni
e della Cultura del nostro Paese. Lo Stemma identifica, descrive, coinvolge
e racconta poiché gli elementi che compongono uno stemma sintetizzano
sempre la storia di una comunità e rappresentano un fattore identificante e
rafforzativo del senso di appartenenza ad essa.
La realizzazione della pubblicazione è opera di Francesco Maida, esperto di
Araldica, un appassionato che da anni si sta interessando, nel suo tempo
libero, al tema ed all’acquisizione di elementi, di storie, di curiosità, di tutto
quanto insomma sta dietro uno stemma. Egli mi ha proposto ed ha accuratamente condotto la ricerca, traducendola poi magistralmente in questo
gradevole opuscolo, ricco di immagini e documenti che sono parte del nostro
patrimonio documentale. Lo ringrazio per questo e per avermi fatto conoscere, nelle diverse occasioni di incontri, la sua passione verso l’araldica e verso
i preziosi documenti intrisi di storia, difficili da leggere e da comprendere,
“nascosti” negli archivi che li conservano e che non molti hanno la fortuna
di frequentare.
L’Amministrazione, certa di fare cosa gradita, fa omaggio di questa pubblicazione a tutte le famiglie affinché attraverso la conoscenza dello Stemma,
simbolo dell’identità del nostro Comune, possiate sentirVi ancora più orgogliosi di essere cittadini di Torre Boldone.
Il Sindaco
Questa pubblicazione è stata realizzata grazie alla generosità della N. D.
Caterina Capelli, nipote di Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone
dopo l’Unità d’Italia (1861 - 1869) e successivamente primo cittadino dal
1872 al 1880.
Anche suo padre Pietro Capelli, fu sindaco di Torre Boldone per 21 anni dal
1899 al 1920, periodo durante il quale venne realizzata la sede municipale in
cui erano unite le scuole elementari dalla prima alla quarta.
A Caterina e alla sua famiglia, che tanto ha contribuito alle fortune di Torre
Boldone, va il nostro più sentito ringraziamento.
Indice
Origine e araldica
pag.
8
Storia ed evoluzione dello stemma di Torre Boldone
pag. 12
L’emblema durante il periodo fascista
pag. 19
Dal dopoguerra ad oggi
pag. 27
Lo stemma: Istruttoria, verbale di deliberazione, decreto di concessione
pag. 31
La lettura dello stemma
pag. 36
Il gonfalone
pag. 41
I sigilli
pag. 43
I capi del “Governo” di Torre Boldone
pag. 45
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Origine e araldica
iamo nel Buio Evo della fredda Europa, fuori dal controllo del preciso Impero Romano, nel bel mezzo di una battaglia che infuria tra due popolazioni nemiche di barbari.
Barbari contro Barbari, non Romani contro Barbari, e proprio questo è il punto. Ben
sappiamo che l’Impero Romano tendeva ad organizzare ed uniformare e che infatti gli
dobbiamo l’uniforme (il cui significato etimologico diventa dunque chiaramente intuibile)
ed è ben noto come, per gli stessi Romani, tutto ciò che era al di fuori dell’Impero era,
semplicemente, barbaro. Ben possiamo visualizzare (complice il grande cinema che ha
contribuito a creare il nostro immaginario collettivo) una battaglia tra questi Romani e
questi Barbari: da una parte quelli con l’uniforme, vestiti tutti uguali, tutti riconoscibili tra
loro, ciascuno specchio di quella chiara organizzazione militare di cui è parte, e dall’altro
lato, semplicemente, gli “altri”. Tutti diversi, senza segni di riconoscimento che li rendano
uguali, senza nessun tipo di uniforme, né in senso stretto né in senso lato, che li renda
riconoscibili tra di loro, trovano la loro identità nella diversità dal nemico. In altri termini: se non hai l’uniforme sei un barbaro e uccidi quelli con l’uniforme, se ce l’hai sei un
Romano e uccidi gli altri. Limpido e cristallino nella sua spietata semplicità.
S
Ma torniamo all’immagine iniziale e proviamo ora a visualizzare una battaglia tra barbari e barbari, gli altri contro gli altri, e mettiamoci nei panni di un uomo, di un solo
uomo, che certo non conosce personalmente ciascuno dei suoi compagni, certo non può
riconoscere dalla faccia ogni suo singolo alleato e, nella confusione che sconvolge la
pianura, deve uccidere gli altri.… e non sa chi sono! Non riconosce gli amici dai nemici!
E come potrebbe? Senza un simbolo, senza uno stemma? Chi vincerà in mezzo a questa
crudele insensatezza?
Clovis1 vuole riunire i suoi uomini per organizzarli, uniformarli, tenerli uniti e vincere la
battaglia! Averli tutti sotto un simbolo, un vessillo, è la soluzione. Ed ecco l’ORIFLAMME2, il primo simbolo (fuori dall’Impero Romano) capace di tenere uniti e far riconoscere
tra loro un insieme di uomini non altrimenti identificabili. Lungo questa strada ci si rende conto che la distinzione dell’amico dal nemico si effettua attraverso un emblema, una
figura, e ben presto si arriva a identificare lo scudo non più solo come un mero mezzo di
protezione ma anche come il posto ideale per far campeggiare questo simbolo di riconoscimento, simbolo che poi, spesso, viene raffigurato anche sul vestito.
1
2
8
Clodoveo I (Clovis), re dei Franchi (466-511)
Era originariamente la bandiera dell’abbazia di Saint-Denis in Francia.
Dal 12° al 15° secolo le armate francesi portavano regolarmente questo
vessillo durante le battaglie. L’Oriflamme fu usato in battaglia da Luigi
VI nel 1124 e per l’ultima volta nel 1415 nella battaglia combattuta
tra i francesi e gli inglesi ad Azincourt. Portatore dell’Oriflamme era
Guillaume de Martel, signore di Bacqueveille, a fianco raffigurato in un
soldatino in piombo della collezione di Francesco Maida.
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
È nato lo stemma. E, con lo stemma, l’araldica.
Pur avendo voluto offrire questo piccolo spunto di riflessione, è evidente come non
sia possibile trattare in poche pagine un argomento così complesso com’è l’araldica;
ci soffermeremo dunque soltanto sugli argomenti che sono legati allo stemma di Torre
Boldone.
Nella simbologia araldica si utilizzano 5 colori: azzurro, rosso, nero, verde e porpora.
e due “metalli”: oro e argento; raffigurati dal giallo e dal bianco.
La raffigurazione in bianco e nero dei colori, viene riprodotta con delle rappresentazioni
grafiche che sono riportate negli stemmi sopra riprodotti nella parte sinistra degli stemmi
(in araldica la parte sinistra è la destra di chi osserva, il contrario per la destra).
Il fondo dello scudo dove è raffigurato l’emblema si chiama campo.
Lo stemma ha quattro partizioni (divisioni) principali. Le prime due (troncato e trinciato)
interessano lo stemma di Torre Boldone, la terza (partito) il gonfalone.
Uno stemma può avere le regioni, le principali sono cinque. Per lo studio dello stemma
di Torre Boldone ci interessa il “CAPO” utilizzato nel periodo fascista: Capo del Littorio
e qui raffigurato in nero.
9
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Se le porte e le finestre di un castello o di una torre, fanno intravedere il colore del
campo, il monumento si definisce “aperto” e “finestrato del campo”, altrimenti viene
considerato “chiuso”.
Gli elementi di uno stemma sono lo scudo, la corona e gli elementi decorativi. Corona e
elementi sono detti ornamenti esteriori.
Lo scudo deve misurare 7 moduli di larghezza e 9 moduli di altezza. Quello generalmente
adottato è lo scudo sannitico moderno. Anche Torre Boldone utilizza lo scudo sannitico.
I tipi di corona si differenziano se si tratta di provincia, città o comune.
Provincia
Città
Comune
Le Province hanno un cerchio d’oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro e uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona,
decussati e ricadenti all’infuori. (art. 95, R. D. 7 giugno 1943, n. 652, aggiornato e attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. a del D.P.C.M del 28 gennaio 2011).
Le città utilizzano una corona turrita, formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle
(cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero. (art. 96, R. D. 7 giugno
1943, n. 652 aggiornato e attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. b del D.P.C.M del 28 gennaio
2011).
Mentre per i Comuni è prevista una corona formata da un cerchio aperto da quattro
pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta
da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine,
il tutto d’argento e murato di nero. (art. 97, R. D. 7 giugno 1943, n. 652 aggiornato e
attualizzato dall’art. 5 c. 2 let. c del D.P.C.M del 28 gennaio 2011).
Essendo Torre Boldone un comune, lo stemma è armato da una corona argentata con le
caratteristiche sopra descritte.
10
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
L’ultimo componente che ci interessa per lo stemma di Torre Boldone è il cosi detto
“elemento decorativo”, che consiste in due rami che circondano lo scudo: uno di quercia
al naturale, con ghiande d’oro, a destra e uno di alloro al naturale, con bacche d’oro, a
sinistra, fra loro decussati (ossia incrociati) sotto la punta dello scudo e annodati da un
nastro dai colori nazionali verde bianco e rosso.
L’elemento decorativo di Torre Boldone si differenzia dalla normativa in quanto il nastro
che annoda i due rami è solo rosso. Tra la fine degli anni 40 e gli inizi degli anni 50
troviamo molti comuni con lo stesso serto, ovvero questo nastro, di Torre Boldone.
Uno stemma si dice “Parlante” quando la figura rappresentata nello scudo ricorda direttamente il nome del comune. Torre Boldone ha la peculiarità che entrambi i nomi del
comune sono rappresentati nello stemma (Torre e famiglia Boldù).
Generalmente la figura presente nello stemma è la rappresentazione grafica di una caratteristica ambientale, sociale, economica o storica del territorio comunale.
Il castello o la torre sono figure caratteristiche degli stemmi comunali della provincia di
Bergamo. Nel 36% degli stemmi bergamaschi viene raffigurata una torre, un castello o
parte di esso. E’ l’emblema più rappresentato nell’araldica bergamasca.
Altre figure tipiche sono gli alberi che sono presenti nel 16% degli stemmi. Troviamo
spesso leoni, aquile e animali vari (mitologici e no), presenti nel 33% degli stemmi. Le
stelle appaiono nel 14% dei casi.
La dominazione veneziana viene rappresenta nel 1,6% degli stemmi bergamaschi attraverso il Leone San Marco o leone marciano o alato, mentre quella milanese presente nel
1,2% degli stemmi viene raffigurata con il biscione, classico emblema dei Visconti.
Infine nel 4,5% degli stemmi bergamaschi, Torre Boldone compreso, vengono riprodotte alcune lettere dell’alfabeto. Queste lettere sono, normalmente, le iniziali del comune
stesso ma, nel caso della nostra Torre Boldone, ci troviamo di fronte a un’eccezione: le
lettere S ed M che si trovano sullo stemma infatti non sono, ovviamente le iniziali del
paese ma del patrono del comune: San Martino.
Le percentuali sono riferite alla provincia di Bergamo che con i suoi 244 comuni è la
terza provincia in Italia per numero di comuni, essendo Torino con 315 la prima e Cuneo
con 250 la seconda.
11
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Storia ed evoluzione dello stemma di Torre Boldone
il 1947: in occasione della domanda per l’ottenimento della concessione dello stemma comunale il sindaco Moretti Attilio, nella presentazione del comune di Torre
Boldone, lo descrive come una “borgata vecchissima, ma priva di qualche importante
evento storico”.
Il Cortesi nel libro TOR BOLDONE nell’aprile del 1985 dice: “Torre Boldone – in riferimento al passato – più che emarginato, potrebbe considerarsi inesistente nella cultura
storica, sociale e artistica bergamasca” e ancora “Il mio si può definire un tentativo di
proporre ………… una storia di Bergamo vista da una contrada”.
Nell’Atlante Storico del Territorio Bergamasco, di Paolo Oscar e Oreste Belotti edito dalla
provincia di Bergamo nel 2000 troviamo: “L’appartenenza alla città (Bergamo), come
contrada dei Corpi Santi della vicinia di S. Lorenzo, è documentata in tutte le fonti ufficiali fino alla fine del dominio veneto”.
È
I documenti insomma, ci presentano Torre Boldone come quasi priva di una propria
identità culturale. Non dobbiamo dunque stupirci se solo nel 1947 si è pensato ad uno
stemma comunale per Torre Boldone visto che, prima di questa data, addirittura si fatica
anche solo a riconoscerlo come comune e si tende piuttosto a identificarlo come “una
parte” di Bergamo, e visto che, una sua propria storia, almeno sulla carta, Torre Boldone
sembra non averla proprio. Eppure la richiesta stessa dello stemma comunale sembra
denotare un desiderio di identità che dunque, in fondo, i cittadini di Torre Boldone e,
su tutti, il Primo Cittadino, dimostrano di rivalere. Ma dobbiamo avere ancora un po’
di pazienza ed arrivare al 1950 quando, finalmente, Torre Boldone può fregiarsi di un
proprio stemma.
Finalmente perché, al contrario già nel Medio Evo molti comuni bergamaschi avevano
un emblema che identificava la comunità. Fra questi ricordiamo: Averara, Bergamo,
Covo, Casnigo, Filago, Grumello, Martinengo, Ranica, Rota Imagna, Scanzo(rosciate),
Mozzanica, Mapello, Calcinate, Palazzago, Vertova, Treviglio, Clusone, Caravaggio.
In molti casi si fa riferimento allo stemma del signore del paese (Ranica). Alcuni comuni
hanno mantenuto l’antico emblema (Covo), altri, lo hanno cambiato (Treviglio).
Vecchi stemmi di Comuni bergamaschi, ripresi dallo “Stemmario Trivulziano” Edito da Niccolò Orsini de
Marzio e curato da Carlo Maspoli che riproduce un vecchio stemmario del XV secolo.
Tuttavia il primo riconoscimento ufficiale di uno stemma in provincia di Bergamo risale
al 26 maggio 1923 e viene attribuito con dichiarazione del Capo del Governo “Mussolini”
al comune di Ardesio.
12
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Tornando allo stemma comunale di Torre Boldone è forse un peccato notare come non
si è neanche pensato a riportare il disegno di una “vanga”, andando a ripescare una di
quelle poche tradizioni legate al paese, e cioè quella che vede i suoi abitanti identificati
col soprannome di angadùr de tor (i vangatori di torre). Sarebbe stato invece interessante, o quantomeno curioso. Le scelte sono invece ricadute su altri emblemi che analizzeremo nel corso della trattazione.
Ma prima dello stemma, allora? Facciamo un passo indietro e vediamo che sui documenti di fine 800 e inizi 900 non troviamo alcun simbolo.
13
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Particolare del documento del 1918 sopra raffigurato
Non c’è lo stemma ma il sigillo con l’emblema dei Savoia viene già utilizzato.
In effetti il 27 novembre 1890 il presidente del consiglio Francesco Crispi, col fine di
definire la questione del simbolo nazionale, faceva emanare il decreto reale nº 7282, che
regolava i particolari dell’aspetto e dell’uso dello stemma di stato. Stemma che rimarrà in
uso fino al 1946 e che verrà utilizzato da molti comuni sprovvisti di stemma.
Torre Boldone, che è tra questi, utilizza infatti lo stemma di Casa Savoia.
L’uso dello stemma reale non viene subito predisposto, si aspetta di terminare tutti i
documenti in magazzino, prima di ristampare la nuova carta con il nuovo emblema di
stato o che venga consegnato da parte degli organi competenti un nuovo stock di carta.
Nel 1921 (nella pagina a fianco) troviamo traccia dello stemma di Casa Savoia su alcuni
documenti comunali.
14
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Dettaglio del documento del 1921 sopra raffigurato
15
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
L’ascesa al potere nel 1922 di Mussolini porta all’emissione di differenti decreti concernenti gli stemmi comunali, con conseguente messa in circolazione di differenti stemmi.
Anche Torre Boldone segue l’andamento generale come andremo ad analizzare più nel
dettaglio nel prossimo capitolo.
Ed eccoci nuovamente all’anno 1950, anno dell’emissione del decreto con la concessione
dello stemma e del gonfalone a Torre Boldone. La Comunità può finalmente fregiarsi di
un proprio stemma! Eccolo:
Stemma attualmente in uso nel sito comunale
A questo punto si può stampare la carta comunale con il nuovo stemma, come possiamo notare da questo documento conservato da 60 anni negli archivi del comune e che
riporto a titolo di esempio.
16
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Particolare del documento con il nuovo stemma
17
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Una lettera del 1995 con il nuovo stemma come previsto dal decreto di concessione.
E finalmente arriviamo ai nostri giorni.
Ormai c’è anche un sito e un indirizzo e-mail.
18
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
L’emblema durante il periodo fascista
l 12 dicembre 1926 con il Regio decreto n° 2061 il fascio littorio viene proclamato
l’emblema dello Stato, quindi deve essere raffigurato con lo stemma italiano. Tale decreto diventa legge il 9 giugno 1927.
Nel frattempo, il 27 marzo 1927, viene emanato il Regio decreto n° 1048: esso stabilisce
che le amministrazioni che usano lo stemma di stato, che era legato allo stemma della
famiglia reale Savoia e che era “di rosso alla croce d’argento, coronata di corona reale”,
debbono aggiungere il fascio littorio accollato a sinistra (a destra per chi guarda).
I
Il 4 giugno 1928 viene emanato un altro Regio decreto,
il n° 1430, che autorizza (impone) i comuni a far uso del
fascio littorio. Lo stemma comunale deve essere posto a
sinistra (a destra per chi guarda) del fascio.
Il secondo decreto non ha alcuna influenza nell’araldica
di Torre Boldone, non avendo il comune uno stemma proprio. In effetti l’amministrazione continua ad utilizzare lo
stemma di stato con il fascio littorio.
19
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Il 13 maggio 1929 viene emanato un altro decreto legge che vieta ai comuni di raffigurare l’emblema di loro antiche famiglie come stemma comunale.
Torre Boldone continua ad utilizzare lo stemma sabaudo insieme al fascio littorio.
Tra regolamenti e decreti, che offrono chiare guide su che simboli usare e come posizionarli, è interessante notare come poi, nella vita quotidiana, le eccezioni siano quasi
all’ordine del giorno. A dimostrazione di questo riportiamo alcuni esempi.
Nel primo sono raffigurati lo stemma sabaudo ed un particolare fascio littorio accompagnati da una stella.
Nel secondo esempio vediamo due documenti dove compare solo l’emblema sabaudo
senza il fascio littorio.
20
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
21
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Nel terzo abbiamo una “LICENZA PER ESERCITARE IL MESTIERE DI NORCINO” (macellatore e preparatore di carni suine nell’interesse dei privati) del 12 gennaio 1930 anno
VIII dell’era fascista, dove addirittura non appare nessun simbolo del periodo.
Negli anni ’30, intanto, l’amministrazione adotta come simbolo del comune anche solo
il fascio senza lo stemma di stato (lo stemma sabaudo).
22
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Si arriva al 12 ottobre 1933 quando viene data vita al “Capo del Littorio”.
Il Regio decreto n ° 1440 istituisce il cosiddetto “Capo del Littorio” che viene aggiunto
in capo a tutti gli stemmi provinciali o comunali, che è di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro, annodati da un nastro dai colori
nazionali.
Articolo 1
È istituito il capo del littorio determinato nella sua
figurazione araldica dalla
illustrazione unita al presente decreto. Esso è di
rosso (porpora) al fascio
littorio d’oro circondato da
due rami di quercia e d’alloro, annodati da un nastro
dai colori nazionali.
Articolo 2
L’emblema del fascio littorio usato, a norma delle
disposizioni vigenti, dalle
province, dai comuni, dalle congregazioni di carità e
dagli enti parastatali autorizzati a fregiarsene, dovrà
essere disposto negli stemmi di legittimo possesso
iscritti nei libri araldici del
regno, nella forma della figura araldica del capo.
23
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Anche in questo caso l’amministrazione di Torre Boldone non è interessata, in quanto
non ha uno stemma proprio, lo utilizzerà solo negli anni ‘40 come stemma comunale.
Il 13 giugno 1938, la copia della deliberazione con oggetto “Il Nuovo Regolamento della
polizia rurale”, riporta come simbolo comunale solo il fascio littorio senza scudo.
Finalmente però negli anni ’40 anche Torre Boldone utilizza il Capo del Littorio, senza
ovviamente stemma comunale, essendo ancora sprovvista di stemma.
24
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Ma si arriva a fare di più, si trasforma il “Capo” in “Partito”, difatti troviamo documenti
con il sigillo dove si può notare il littorio nel campo superiore dello stemma.
25
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
In sintesi abbiamo notato come il comune di Torre Boldone non avendo un proprio stemma, pur mantenendo sempre gli emblemi del periodo (stemma di stato, fascio littorio o
solo fascio) abbia operato in maniera abbastanza libera (diciamo a seconda della scorte
di cancelleria).
26
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Dal dopoguerra ad oggi
ussolini e il fascismo cadono il 25 luglio 1943.
M
Il Capo del Littorio è abolito con Decreto Legislativo Luogotenenziale del 10 dicembre
1944 n° 394 che ne prevede la completa eliminazione.
Decreto Luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394 - Abrogazione del R. decreto 12
ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo del littorio”
UMBERTO DI SAVOIA
Principe di Piemonte
Luogotenente Generale del Regno
In virtù dell’autorità a Noi delegata;
Visto il decreto legislativo, Luogotenenziale 26 ottobre 1944, n. 313, con il quale tra
l’altro, sono stati abrogati il R. decreto-legge 12 dicembre 1926, n. 2061, convertito nella
legge 9 giugno 1927, n. 928, che dichiarava il fascio littorio emblema dello Stato, ed il R.
decreto 14 giugno 1928, n. 1430, concernente l’uso del fascio littorio da parte dei comuni,
delle provincie, delle congregazioni di carità e degli enti parastatali;
Visto il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, che ha istituito il “capo littorio”;
Udito il Commissario del Regno presso la Consulta Araldica;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato:
Abbiamo decretato:
Articolo unico.
È abrogato il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo
littorio” ed è conseguentemente revocata ogni relativa concessione.
L’anzidetta figura araldica è tolta dagli stemmi che la contengono, ed in essi il campo
dello scudo è ricoperto interamente dalle insegne del titolare dello stemma.
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 10 dicembre 1944 UMBERTO DI SAVOIA
BONOMI
Visto, il Guardasigilli: TUPINI
Registrato alla Corte dei Conti, addì 28 dicembre 1944
Atti del Governo, registro n. 1, foglio n. 90. – PETIA
Tutti gli elementi che ricordano il fascismo vengono ovviamente rimossi con la definitiva caduta del potere. Alcuni comuni cancellano il solo fascio, altri il fascio e i due rami
lasciando il capo di rosso porpora.
Nella provincia di Bergamo i comuni di Alzano Lombardo, Carona, Isso e Torre Pallavicina mantengono il capo di porpora con i due rami; in seguito gli ultimi tre, in occasione
della concessione del nuovo stemma, mantengono ancora il capo ma sostituiscono i rami
con altri simboli.
Torre Boldone ripristina lo stemma dei Savoia senza fascio littorio o utilizza carta senza
alcun emblema con sigilli completamente vuoti con la sola iscrizione “Comune di Torre
Boldone” o “Torre Boldone – Provincia di Bergamo”.
27
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Nel 1952 non si usa ancora in maniera regolare il nuovo stemma, mentre i nuovi sigilli
non sono stati ancora predisposti.
28
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Solo a partire dal 1953 (finita la scorta?) comincia a trovare in modo sistematico il suo
posto nella carta intestata del comune il nuovo stemma, dapprima in forma semplificata.
e poi come da decreto
29
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Per finire presentiamo la lettera con la quale viene data all’autore l’autorizzazione alla
consultazione dell’archivio comunale per la stesura di questa pubblicazione.
Ai nostri giorni il comune utilizza lo stemma come da decreto di concessione
30
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Lo stemma: Istruttoria, deliberazione, concessione
l 5 luglio 1948 il comune, non possedendo ancora un proprio stemma civico, presenta
istanza presso la Consulta Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’ottenimento della concessione di uno stemma e del relativo gonfalone.
A corredo della domanda viene chiesta una presentazione del comune da inoltrare alla
Consulta.
Il Sindaco Attilio Moretti si assume l’incarico di preparare tale documento:
“TORRE BOLDONE, Comune della Lombardia, in Provincia di Bergamo, contava al censimento del 21 aprile 1926, abitanti nr. 2224.
I
È situato presso la riva destra del Fiume Serio, a 2 Km. da Bergamo.
Il terreno si estende parte sulla falda orientale del Monte Maresana e parte in pianura.
È di natura fertile e bene irrigato. Vi ha uno stabilimento per la filatura del cotone.
(NDA: Filatura Zuppinger, poi Filatura e Tessitura G. Reich Bergamo e Torre Boldone,
poi Cotonificio Manifatture Giovanni Reich Spa - Il cotonificio non esiste più.)
La popolazione vive di agricoltura molto progredita ed assai redditizia e dell’industria
locale.
Il Comune conta scuole elementari femminili e maschili.
La Chiesa Prepositurale apparteneva alla Pieve di Seriate.
TORRE BOLDONE aveva le contrade staccate dal suo corpo maggiore, dette di “Bugattone”, di Nimo-Torre e del Borghetto.
Nella Contrada maggiore esisteva un’oratorio in onore di Maria Vergine di Loreto,
appartenente alla Famiglia Antoine, e nel palazzo della nobile famiglia dei Conti di
Regazzone, una chiesa in onore della SS. Trinità, in quello dei nobili Signori Conti
Maffeis un piccolo oratorio in onore di S. Antonio e sulla ascesa del Monte vi era un
altro oratorio così detto dei Morti, sotto l’invocazione di Maria Vergine Annunciata:
Chiese tutte suffragenee della Parrocchia.
È da notarsi ancora che nel grande sedume Masseri, zio di Nimo-torre, vi era un antico
Monastero di Domenicane Claustrali, traslocate da San Carlo Borromeo nel convento
Patris Domini di Bergamo.
La Chiesa di questo Monastero, era sotto l’invocazione di Maria Assunta e aveva antiche, non spregevoli pitture.
In Torre Boldone a soccorso dei suoi poverelli vi era il pio luogo, così detto della Misericordia.
31
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Esiste in paese un palazzo antico, che apparteneva ai Conti Caccia e che ora appartiene
all’Istituto dell’Incoronata.
Da quanto risulta Torre Boldone, è una borgata vecchissima, ma priva di qualche importante evento storico.
Antiche sono le origini storiche di Torre Boldone l’onomastica del quale pare tragga origine da una vetusta famiglia Veneta, chiamata Buldone, che si trapiantò su quella Tera
dall’impulso alle prime costruzioni che costituiscono il nucleo principale del villaggio.
Documenti di accertata esistenza storica risalgono al poco più del 1000, esistenti
nell’Archivio Vescovile di Bergamo.
Come altre Terre del Bergamasco, nel Basso Medio-Evo la Terra di Torre Boldone faceva
parte del feudo Vescovile della Curia e la tenne in soggezione per vari secoli.
Fu durante le guerre faziose dei Guelfi-Ghibellini che il Comune riacquistò la propria
indipendenza.
Si presume che il paese, allora divenuto di una certa importanza storico demografica,
fosse Guelfo e i Ghibellini lo saccheggiarono incendiandolo.
Queste guerre civili che straziarono il Bergamasco per lungo tempo devastarono varie
volte, dopo l’armata irruzione della fazione avversaria la Terra e il paese di Buldone
particolarmente coll’ultimo saccheggio del 4 luglio 1419.
Dopo pochi anni (1429), quando i Bergamaschi si posero sotto la protezione del
leone di San Marco, conservando Leggi, privilegi e immunità, anche Torre Boldone,
seguendo le sorti di Bergamo fece parte della Marca della Serenissima.
Nei susseguenti secoli ebbe storia bergamasca.
“LO” Stemma araldico di questo vetusto Comune ha la seguente blasonatura:
troncato: nel I°, del troncato, trinciato: a) di argento, b) di azzurro, al colombo di argento, imbeccato e membrato di rosso, coronato d’oro alla base del collo, fermo sulla
trinciatura; nel II) del troncato, di rosso alla torre murata, al naturale, merlata alla
ghibellina, aperta e finestrata, accostata ai lati dalla lettere “S” e “M”. Segni distintivi
del Comune.
GONFALONE: partito di rosso e di azzurro caricato dell’arma sopra descritta.
Torre Boldone, 29 luglio 1948
32
IL SINDACO
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
L’incarico per l’espletamento della procedura viene dato allo Studio Araldico di Genova
che:
1) esaminati gli atti forniti dalla Biblioteca Civica di Bergamo dai quali risultava che
Torre Boldone anticamente era distinta da altri paesi con la stessa denominazione,
mediante l’aggiunta della dizione “BULDONE”, nome di una vetusta famiglia veneta
qui emigrata, il cui stemma rappresentante una colomba d’argento in campo azzurro,
membrata di rosso e coronata d’oro, fu depositato e trovasi tuttora inserito nei registri
della menzionata Biblioteca.
2) ritenuto che la denominazione “TORRE” trae le sue origini dall’etimologia del nome per
cui può essere raffigurata da una torre.
Propone come stemma una figura geometrica rappresentante un quadrilatero diviso trasversalmente da due sezioni, così ripartite:
a) una (quella inferiore), in campo rosso, contenente una torre merlata, aperta e finestrata, accostata ai lati dalle lettere “S” “M”, iniziali della dizione “San Martino”,
protettore della Parrocchia;
b) la seconda (quella superiore), divisa in due trinciati, dei quali uno d’argento, l’altro azzurro, sul quale posa un colombo d’argento, imbeccato e membrato di rosso, coronato
d’oro alla base del collo e fermo sulla trinciatura medesima.
La stessa blasonatura servirà per il riconoscimento del Gonfalone e per l’uso del sigillo
comunale.
Nei primi giorni del mese di settembre 1948 perviene in comune la nota prefettizia n°
2884 datata 2 settembre 1948 con la quale si chiede al comune un verbale di deliberazione del Consiglio Comunale che adotti lo stemma come descritto ed elaborato dallo Studio
Araldico di Genova.
Domenica 19 settembre 1948, alle ore 9, viene convocato in seduta straordinaria il Consiglio Comunale che delibera all’unanimità (presenti 8 su 11) l’adozione dello stemma sopra
descritto. (Vedi sotto, prima pagina del verbale di deliberazione n° 36 del 19 settembre
1948 – con copia del registro manuale della stessa delibera- e ultima pagina dello stesso
verbale)
33
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
È interessante notare come il comune non faccia più uso di sigilli con l’emblema della
famiglia sabauda: sono spariti tutti i riferimenti ad antichi regimi.
34
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Finalmente, il 25 ottobre 1950, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, su proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, decreta la concessione dello
stemma e del gonfalone al comune di Torre Boldone.
Prima di essere registrato alla Corte dei Conti il 6 gennaio 1951 Reg. n° 45 Fog. N° 74 e
trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio di Stato il 7 aprile 1951, però, viene chiesto
al comune di versare la tassa di concessione governativa.
In data 9 dicembre 1950 viene versata la somma di Lire 611 registrata al n° ordine 241
come “Rimborso tassa concessione governativa per stemma” Titolo 1, Capo 1, Categoria
2, Art. 25, ed un anno dopo, il 6 dicembre 1951, viene inviata al comune copia conforme
all’originale del decreto con i disegni dello stemma e del gonfalone.
35
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
La lettura dello stemma
Stemma ridisegnato da Francesco Maida per “Gli stemmi dei Comuni della Provincia di Bergamo”, pubblicazione
che è all’origine delle maioliche che si trovano sulle quattro porte nell’atrio d’ingresso del palazzo provinciale
di via Tasso in Bergamo.
o stemma è troncato, cioè diviso in due orizzontalmente.
La parte superiore dello stemma riporta l’emblema dei Boldù, mentre nella parte inferiore viene raffigurata una torre merlata alla ghibellina con ai lati due lettere S ed M,
iniziali di San Martino, patrono di Torre Boldone.
L
Prima di esaminare lo stemma bisogna considerare gli anni in cui lo stemma è stato
pensato. Il quando è il dopoguerra e il chi è lo Studio Araldico di Genova.
Durante questi anni lo Studio Araldico di Genova non studia (come invece il suo stesso
nome suggerirebbe) e non analizza le origini, la storia o il background (diremmo oggi)
di ogni singolo comune, non si interessa alle eventuali curiosità di quel dato paese, non
investe il tempo che un tale lavoro meriterebbe e non dedica infine le attenzioni necessarie affinché da tutto questo possa prendere vita uno Stemma veramente rappresentativo
del comune e dei suoi abitanti, uno Stemma nel quale gli abitanti del paese si possano
riconoscere magari con un certo orgoglio. No. Lo Studio Araldico di Genova, subissato
in questi anni di richieste e di lavoro, sembra che il tempo necessario per fare bene il suo
lavoro, in effetti, non c’è l’abbia; sembra che gli stemmi, come su una catena di montaggio, li produca assemblando i vari particolari già preparati - questa è l’impressione che
si ricava analizzando a fondo lo stemma di Torre Boldone per esempio – commettendo
nel complesso più di un errore ma riuscendo infine ad accontentare più o meno tutti.
Il giudizio apparentemente troppo critico dell’autore, viene comunque addolcito dal riconoscere allo Studio Araldico di Genova il merito di far porre molte domande e molti
dubbi a chi ha questa passione, spingendolo ad arrischiare ragionamenti e soddisfare
curiosità!
36
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Analizziamo dunque i simboli:
1) LO STEMMA DEI NOBILI VENEZIANI BOLDÙ
Nobile famiglia veneta arrivata a Venezia da Conegliano nell’800 e di cui abbiamo molte
testimonianze.
- Archivi di Stato di Padova: [I/76A] Dolfin e Boldù, bb., regg. e fascc. 340 ca.
(secc. XVI-XX ).
Anche la famiglia Boldù, come la precedente, faceva parte dell’antica aristocrazia veneziana e ricoprì cariche e dignità fra le più ragguardevoli. Ebbe riconferma della sua
nobiltà con sovrana risoluzione 11 nov. 1817.
- B. Malfatti:
«uomini discreti, sapienti e molto cattolici». Un Leonardo Boldù fu nel 1473 valoroso
capitano contro i Turchi.
Un Antonio, cavaliere e senatore illustre, venne spedito nel 1490 ambasciatore all’imperatore Federico cui pacificò con Mattia re d’Ungheria.
Il medesimo, nel 1493, essendo «Avogador di Comun», accusò in Senato Domenico
Bollani, suo collega, perché aveva ricevuto danari da alcuni rei, e nel 1496 andò ambasciatore al re di Spagna, ma, colto da malattia, dovette soggiacere, viaggio facendo,
al comune destino.
Un Giacomo Boldù, dotato di grande eloquenza, recitò nel 1504 un’orazione funebre
in morte del patriarca Tommaso Donato, e scrisse epistole, ed altre orazioni.
Un Marcantonio, religioso Crocifero, compilò nel secolo medesimo la storia del proprio
Ordine.
Un Filippo, per ultimo, difese nel 1646 con mirabil valore il posto delle Cisterne in
Candia, ripulsandone i Turchi, finché, per ordine del generale, dovette abbandonarlo.
La linea dei Boldù da S. Felice si estinse in un Giuseppe, figlio di Francesco e d’Anna
Giovanelli, nato nel 1793, e morto nel 1837, il quale con molto encomio sostenne per
vari anni la carica di podestà di Venezia.
- Giuseppe Bettinelli: Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie,
1780, p. 35.
37
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
- John Temple-Leader: Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 21.
- Francesco Schröeder: Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei
titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830,
pp. 130-131.
38
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Troviamo anche molte testimonianze dello stemma dei Boldù.
Il Camozzi ne “Gli Stemmi
delle Famiglie Berrgamasche” riporta tale famiglia
al n°327 come antica famiglia bergamasca, sicuramente divenuta tale provenendo
da Venezia.
Stemma della famiglia Boldù,
antica nobile famiglia veneta, riprodotto ne “Stemmi
delle famiglie patrizie di
Venezia”.
Invece del libro il leone regge in un
ovale lo stemma dei Boldù.
Lo stemma dei Boldù lo ritroviamo raffigurato
anche su un palazzo a Venezia a S. Felice,
appartenente alla famiglia Ghisi, ma passato
per via di matrimonio ai Boldù.
Nelle ricerche effettuate e nella documentazione esaminata, non abbiamo mai trovato
tracce di questa famiglia a Torre Boldone. Come si spiega allora tale scelta ? Nella relazione per l’ottenimento della concessione parrebbe che una discendenza della famiglia
Boldù sia vissuta a Torre Boldone.
Il dubbio che invece sorge legittimamente – e che sorgerebbe a qualunque bergamasco
che sa che “Boldone” in dialetto si pronuncia “Boldù” – è: non foss’altro che per assonanza, che lo Studio Araldico di Genova ha deciso di far vivere un ramo inconsapevole
della famiglia Boldù a Tor Boldù?
2) LA TORRE
Uno scudo si dice “parlante” se l’emblema ricorda o raffigura il nome del nobile o nel
nostro caso del comune. Più rappresentativo di una torre per Torre Boldone non ci può
essere. Niente da dire al riguardo. Il nostro appunto è piuttosto sui merli della torre.
Ghibellini.
Guelfi e ghibellini erano le due fazioni opposte nella politica italiana dal XII secolo fino
alla nascita delle signorie dal XIV secolo in poi.
Nella lotta per le investiture, i guelfi sostenevano il papato e i ghibellini l’imperatore.
Torre Boldone, pur nella neutralità di fondo che poi dimostrava all’atto pratico, si è sempre schierata dalla parte dei guelfi. Il 10 ottobre 1405 durante una delle tante scorrerie
dei ghibellini contro i guelfi, le milizie del Piccinini devastarono Torre Boldone, uccidendo e dando alle fiamme il borgo.
39
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Qual è allora il senso di tale scelta?
Forse chi ha disegnato lo stemma si è ispirato ai merli imperiali del palazzo ancora oggi
esistente in via Mirabella (palazzo che, peraltro, sembra essere successivo all’epoca di
guelfi e ghibellini e quindi, verosimilmente,
non rappresenta in alcun modo una presa di
posizione in quella lotta ma deve molto più
probabilmente i suoi merli a una pura scelta estetica).Forse invece, chi ha disegnato lo
stemma, non si è preso nemmeno la briga di
verificare se Torre Boldone fosse stata guelfa
o ghibellina e ha disegnato una torre più o
meno a caso. Noi preferiamo concedere il ragionevole beneficio del dubbio e propendere
per la prima ipotesi.
3) LE LETTERE S. M.
Poco da dire sulla S e la M. Iniziali di San Martino, patrono di Torre Boldone, celebrato
l’11 di novembre di ogni anno.
4) GLI ORNAMENTI ESTERIORI
a) la corona
da comune come previsto dall’ordinamento.
b) gli elementi decorativi:
Sembrerebbe che la regolamentazione vigente, per questo particolare dello stemma,
sia quella contenuta nel R.D. n. 1048 dell’11 aprile 1929: Allo stemma degli enti territoriali deve essere inoltre aggiunto il cosiddetto “elemento decorativo” un’ornamentazione esterna dello scudo e consiste in due rami uno di quercia e uno di alloro con
bacche, fra loro incrociati sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro di colori
nazionali. Torre Boldone presenta il nastro rosso.
Perché? Giudichiamo a malincuore indifendibile la scelta dello Studio Araldico di Genova.
Per chiudere possiamo dire che lo stemma di Torre Boldone, anche se arrivato in ritardo,
non può passare inosservato o incommentato, non foss’altro che per le sue caratteristiche fuori dalle regole o se preferite (e se avrete la bontà di voler passare all’autore
quest’arguto gioco di parole) fuori dal comune.
40
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Il gonfalone
a normativa prevede che il gonfalone sia rettangolare. Il drappo deve misurare cm.
90 per cm. 180, ed è fissato ad un asta ricoperta di velluto dello stesso colore del
gonfalone, con bullette poste a spirale, e terminante in punta con una freccia.
Lo stemma viene riprodotto sul drappo, sulla freccia mentre sul gambo viene riprodotto
il nome.
Il drappo, riccamente ornato e frangiato, è caricato, nel centro, dallo stemma che è sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) con il nome del comune.
La cravatta frangiata è composta di nastri tricolorati dai colori nazionali. (art. 5, R. D.
7 giugno 1943, n. 652 aggiornato e attualizzato dall’art. 5 comma 4 del D.P.C.M del 28
gennaio 2011).
Le parti metalliche del gonfalone sono generalmente: argentate per i comuni, d’oro per
le province e le città. Analogamente i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le bullette a spirale
sono d’argento per i comuni, d’oro per le province e le città.
L
Disegno del gonfalone presente
nell’Ufficio del Sindaco di Torre Boldone
Descrizione araldica: drappo partito di rosso e d’azzurro, riccamente
ornato di ricami d’argento e caricato
dello stemma sopradescritto, con l’iscrizione centrata in argento: Comune
di “Torre Boldone”. Le parti di metallo
ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto
dai colori rosso e azzurro con bullette
argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del
comune e sul gambo inciso il nome.
Cravatta e nastri tricolorati dai colori
nazionali frangiati di argento.
41
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Il primo gonfalone di Torre Boldone
Gonfalone attualmente in uso
Il primo gonfalone di Torre Boldone è stato realizzato dalle suore di clausura nel 1956.
La cerimonia di benedizione è stata celebrata dall’allora parroco Don Attilio Urbani.
Il gonfalone attualmente in uso non è conforme al decreto presidenziale, in effetti non
è troncato di rosso e d’azzurro, ma lo è di rosso e d’argento. Anche lo stemma presenta
un’anomalia concernente la parte superiore della troncatura: il colombo non è d’argento
ma al naturale e il campo non è azzurro.
42
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
I sigilli
l sigillo comunale è l’impronta che apposta su un documento identifica il comune e
garantisce e attesta l’autenticità dell’atto.
I
Di seguito una raccolta di sigilli autentici (reperiti e fotografati nell’archivio municipale
di Torre Boldone) usati dall’amministrazione dal 1890 al 2011.
Interessante fare alcune considerazioni: fino al 1939 Torre Boldone utilizza lo stemma
dei Savoia non avendone uno proprio (come abbiamo già visto che facevano quasi tutti
i comuni italiani sprovvisti di stemma). Dal 1941 lo stemma Savoia viene sostituito dal
“fascio littorio” che viene abbandonato col finire del periodo fascista, lasciando il centro
del sigillo addirittura vuoto (vedi anno 1945).
Nel 1947 gli impiegati in carica ci offrono questa involontaria curiosità: il littorio rispunta al centro del sigillo, per via di un innocuo errore o per mano di un impiegato
“nostalgico” non ci è dato saperlo. Certo è che qualcuno ha cercato di rimediare all’errore e infatti possiamo trovare nello stesso anno, documenti che riportano quello stesso
stemma ma con il capo superiore cancellato!
Altro aneddoto curioso sta nel fatto che quando finalmente nasce lo stemma comunale
di Torre Boldone (1950) non prende inspiegabilmente il suo posto al centro del sigillo,
ma deve purtroppo aspettare ben 14 anni prima di occupare il suo legittimo spazio.
Troviamo infatti solo sigilli con la scritta “Bergamo” nel centro prima che questa venga
infine sostituita dallo stemma comunale solo nel 1964. E poi finalmente, anche se negli
anni a venire cambia leggermente di faccia, lo stemma di Torre Boldone rimane al suo
posto senza altre sorprese.
1890
1894
1907
1918
1921
1923
1925
1926
43
LO
44
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
1930
1930
1937
1939
1941
1945
1947
1947
1948
1953
1964
1964
1977
1982
1990
1995
2001
2005
2011
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
I Capi del “GOVERNO” di Torre Boldone
A partire dal 1861 data di realizzazione dell’Unità d’Italia.
1861-1869
Capelli Giacomo
Primo Sindaco
1869-1871
Terzi Bortolo
Sindaco
1872-1880
Capelli Giacomo
Sindaco
1883-1886
Caccia Giovanni
Sindaco
1886-1890
Locatelli Battista
Sindaco
1890-1899
Pesenti Bono
Sindaco
1899-1920
Capelli Pietro
Sindaco
1920-1921
Moretti Pietro
Sindaco
1881-1883
1921-1923
Venanzi Giovanni
Sindaco
1923-1924
Beratto Giuseppe
Commissario Prefettizio
1924-1925
Gualteroni Giovanni
Commissario Prefettizio
1925-1926
Bini Galileo
Commissario Prefettizio
1926 (5 giorni)
Lussana Giuseppe
Commissario Prefettizio
1926-1931
Lussana Giuseppe
Podestà
1931-1934
Reich Maurizio
Podestà
1934-1935
Reich Giovanni
Commissario Prefettizio
1935-1938
Reich Giovanni
Podestà
1938-1943
Terzi Giuseppe
Podestà
1943
Ruggieri Francesco
Commissario Prefettizio
1943-1944
Fierro Nicola
Commissario Prefettizio
1944-1945
Riccoboni Giuseppe
Commissario Prefettizio
1945-1946
Baldis Giuseppe
Sindaco
1946
Roncalli Pio
Sindaco
1946-1956
Moretti Attilio
Sindaco
1956-1960
Ruggieri Francesco
Sindaco
1960-1970
Berlanda Enrico
Sindaco
1970-1990
Ezio Farnedi
Sindaco
1990-1995
Carrara Alberto
Sindaco
1995-2004
Colleoni Anna Elisa
Sindaco
2004-2009
Piazzzalunga Claudio
Sindaco
2009-
Sessa Claudio
Sindaco
45
LO
STEMMA
COMUNALE
DI
TORRE BOLDONE
Di seguito vengono presentati due decreti: il primo di Vittorio Emanuele II del 30 dicembre 1868 che nomina sindaco di Torre Boldone Terzi Avvocato Bortolo, ed il secondo di
Umberto I del 28 settembre 1892 che nomina sindaco Pesenti Dr. Bono.
Decreto Nomina a Sindaco Terzi Avv. Bortolo
per il triennio 1869-1871
Decreto Nomina a Sindaco Pesenti Dr. Bono
per il triennio 1892-1894
Proponiamo anche due foto: a sinistra il sindaco di Torre Boldone Capelli Giacomo, a
destra l’attuale sindaco Sessa Claudio.
46
STORIA
ARALDICA DELLO STEMMA DEL
COMUNE
DI
TORRE BOLDONE
DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
“Il Ministro per gli affari esteri prega le Autorità civili e militari di S.M. e delle potenze
amiche ed alleate di lasciare liberamente passare il sig. Capelli Giacomo del fu Giovanni
che va in Austria Francia, Svizzera, Baviera, Spagna e Stati Pontifici con la moglie
Maria Riccardi di anni 36 e figli Giovanni di 8 e Pietro di 7 anni e di portare loro assistenza in caso di bisogno”.
47
SPONSOR
Un ringraziamento particolare alla signora Caterina Capelli, nipote del primo sindaco
di Torre Boldone, che grazie al suo generoso contributo ha permesso la realizzazione di
questa pubblicazione.
24020 RANICA (Bergamo) - Via Leopardi, 24
Tel. 035 341490 - Fax 035 345585
P.I. 01331840163 - e-mail: [email protected]
24020 TORRE BOLDONE (Bergamo) - Via Tasso, 12
e-mail: [email protected]
FRANCESCO MAIDA
Lo stemma comunale di
Torre Boldone
Giacomo Capelli, primo sindaco di Torre Boldone
dopo l’Unità d’Italia (1861-1869).
Scarica

Lo stemma - Comune di Torre Boldone