Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
Settimanale d’informazione
Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi
ANNO LV- N. 27
Euro 1
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
Editoriale
Giovani
solidarietà
lavoro
Con generosità
vicini ai bambini
della Bielorussia
E
’ in pieno svolgimento la Giornata Mondiale della Gioventù in Australia e anche
il nostro settimanale vuole essere là con i
giovani della nostra diocesi, “giovani che
non vanno a titolo personale – ha detto il
Vescovo Gerardo – ma che sono inviati dalla
chiesa diocesana”. Il nostro corrispondente
Giuseppe Papadia che, esperto di Gmg per
aver già seguito Montreal, Roma, Colonia, ora
è a Sydney, per telefono, ci ha inviato il suo
contributo. Mentre abbiamo preparato e spedito il giornale, abbiamo ascoltato la diretta
online realizzata da Sat 2000 (www.sat2000.
it), qualche sguardo veloce alle immagini, alle
scenografie, ai tanti volti di giovani che hanno
deciso di partecipare alla Gmg e di rispondere
all’invito del Santo Padre. “Colore e calore
per riconsegnare ai giovani il Vangelo” hanno
detto i vescovi ma anche il rischio di ritrovare
piatta la vita al rientro a casa e di vivere la
nostalgia del ritorno. Tanti cronisti e fotografi
accreditati da 200 nazioni del mondo, diversi
anche dalle Marche, per seguire e raccontare
l’evento, unico per l’Australia e preparato da
tempo per accogliere con efficienza e con affetto i giovani. Tante parole, speranze, preoccupazioni dei giovani e degli operatori della
pastorale giovanile. Tanta ricchezza ruota intorno a queste giornate: su internet si sta sviluppando una Gmg parallela in cui la distanza
non esiste, che si cala nel vissuto dei giovani,
diventa normale parlarne e in questo modo la
rete diventa uno strumento per vivere e ridire
la fede. E così proprio grazie alla televisione e
a internet ci sentiamo vicini ai giovani riuniti
a Sydney, ai diecimila italiani tra cui i trenta
jesini che domenica scorsa, alle 6 del mattino
si sono incontrati nella chiesa di San Marco
per la partecipazione alla Santa Messa, la benedizione del Vescovo e la partenza per l’Australia dove, fino al prossimo 28 luglio, vivranno la loro Gmg con altri 140mila giovani. Le
difficoltà di un lungo viaggio, le temperature
invernali, la precarietà della sistemazione non
tolgono niente al fascino di quest’esperienza. Continueremo a seguire i nostri giovani
grazie ai mezzi di comunicazione: il cardinale
Bertone ha definito Sydney 2008 una “Giornata globalmente virtuale” perché in Italia e
in molte parti del mondo chi è rimasto a casa
potrà seguire sul proprio computer o grazie
alle tv satellitari i maggiori eventi. Anche da
Jesi, in piazza della Repubblica, sabato 19 notte sarà possibile seguire in diretta la messa del
Santo Padre grazie all’organizzazione preparata dalla commissione diocesana di pastorale
giovanile.
E allora, buona Gmg a tutti: ai giovani partecipanti in diretta, a quanti sono collegati grazie
ai mezzi di comunicazione, a tutti coloro che
desiderano dare nuovo slancio alla loro esperienza di fede.
b.t.
domenica 20 luglio 2008
arte
Museo
archeologico:
centenario o
necrologio?
Impresa: che
reputazione hai?
9 e 11
di Gabriele Gabrielli
4
di Giuseppe Luconi
2
In diretta da Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù 2008
Parole che danno pienezza alla vita
P
rimi giorni australiani
per i trenta giovani jesini
volati a Sydney per partecipare alla 23° Gmg.
L’avventura era iniziata domenica mattina con la santa messa celebrata da mons.
Vescovo a San Marco; don
Gerardo aveva sottolineato
proprio la bellezza di questa
esperienza e la vicinanza di
tutta la diocesi.
Prima tappa del lungo viaggio
verso Sydney era stata la parrocchia della Sacra Famiglia a
St. Louis, isola di Mauritius
(a 10 ore di volo dall’Italia e
14 da Sydney); il gruppo delle
Marche (circa 150 persone)
assieme a quello della diocesi
di Milano aveva partecipato
alla Santa Messa presieduta da mons.
Angelo Bagnasco presidente della Cei
e dal vescovo di ancona Edoardo Menichelli. “Cominciamo da qui la Gmg
- aveva detto Bagnasco durante la sua
omelia – il culmine sarà l’incontro
ma di cuore, vogliamo
sempre parole alte che
danno pienezza alla vita”.
Nella matti-na di martedì 15 finalmente dopo
23 ore di viaggio, l’arrivo a Sydney. Ad ospitare
i giovani jesini sono le
strutture della parrocchia di St Mary Concord.
“Ho scelto di venire a
Sydney perché sono stata
a Loreto e mi è piaciuto –
racconta Sara, 17 anni di
Santa Maria Nuova alla
sua prima Gmg – così ho
deciso di provare quest’esperienza più grande”.
con Benedetto XVI. Vivremo giorni
di grazia e incontri con giovani di tutto il mondo, giorni di riflessione ma
belli. L’incontro con il Papa e la sua
parola sempre chiara, dolce mite ma
anche forte. Non è questione di età
Giuseppe Papadia
da Sydney, martedì 15 luglio ore 11 ora italiana, ore 19 ora australiana
Nella foto il gruppo degli jesini con
il Vescovo poco prima della partenza,
davanti la chiesa di San Marco. (foto
www.agorajesi.it)
speciale gmg pagine 10 e 16
LA MENTE E L’ANIMA
Colloqui con lo psicologo
Dal prossimo numero il nostro giornale si arricchisce con
una nuova rubrica: A colloquio con lo psicologo.
Di fronte al disagio del vivere quotidiano, al silenzio che
tanto spesso segna la vita nelle nostre famiglie, al senso di
solitudine che a volte ci invade, avvertiamo sempre più la
necessità di sentire che qualcuno possa accoglierci nelle
nostre difficoltà e ascoltarci. Ci piacerebbe che questa rubrica possa diventare un dialogo con i lettori.
Chi vorrà potrà scriverci per porre domande e ricevere
qualche pensiero che possa diventare utile per affrontare
quei momenti che diventano troppo difficili per farcela da
soli. Problemi personali e familiari, crisi nelle relazioni di
coppia, difficoltà dei genitori con i figli o dei figli con i genitori…
Cura questa rubrica il dr. Federico Cardinali, psicologo
psicoterapeuta e sacerdote, direttore dell’Istituto di Terapia Familiare di Ancona (www.itfa.it).
A tutti noi un buon lavoro…
Le lettere possono essere inviate a [email protected] o direttamente a [email protected]
Piazza Navona con i suoi contorcimenti deve insegnare molte cose al cittadino
Lavorare alla Di Pietro per affondare la nave non conviene a nessuno
I
n questi giorni tanto concitati dire, perché i fatti ora gli danno
sul piano politico nazionale, è contro ora gli danno ragione, ma è
stato giustamente ricordato che certo che episodi persecutori verin uno Stato, chi comanda lo fa o so i politici si sono effettivamenperchè si impone con la violenza te verificati. Le accuse infondate
(rivoluzione - guerra civile) o per- a Mastella e a sua moglie alcuni
ché, come avviene in una nazio- mesi or sono, tali da determinare
ne democratica, vince le elezioni. uno sconquasso politico, lo dimoPer cui oggi Berlusconi governa strano. A questo punto conviene
con ampia maggioranza proprio approfondire il problema con una
in conseguenza di un atto demo- domanda tutt’altro che peregrina:
cratico previsto dalla costituzione. l’iniziativa a volte tendenzialmenChe poi il Cavaliere non riesca te politica della magistratura, da
oggi, come non è riuscito ieri, ad “Mani pulite” ad oggi, ha dato riacquisire la statura dello statista sultati positivi o negativi? Senz’alal di sopra di clamorosi interessi tro negativi. E’ vero che i partiti e
personali (decreti a suo favore per la casta si sono comportati male e
schivare le accuse del potere giu- continuano a comportarsi male se
diziario) è una realtà negativa che ci riferiamo ai loro super-privilegi
tuttavia va confrontata con altra scandalosi in confronto alla loro
realtà, uguale e contraria. Che egli modesta capacità di risolvere i nosia effettivamente un perseguitato stri gravi problemi, ma il metodo
da alcune Procure d’Italia non so perseguito dalla magistratura per
ripulire il campo, dopo un’esperienza ormai quindicennale, ha
seminato conseguenze molto
spesso negative. Cioè la magistratura – ammessa anche la buona
volontà e la buona fede – non ha
migliorato in niente la nostra situazione etico-politica. Anzi essa
si è ulteriormente deteriorata per
le tensioni e le rotture createsi tra
i massimi poteri istituzionali dello
Stato.
***
A questo punto è interesse di
tutti che l’Italia (terz’ultima tra
i 27 dell’Unione europea; altro
che grande potenza!) esca dalla
sua profonda crisi. Una crisi che
non si risolve con il populismo e
le contraddizioni di piazza Navona. D’altra parte chiediamoci:
c’è forse un elettore del centrosinistra o della sinistra che oggi
sia convinto che le sue forze po- dimostrano che lo spazio per il
litiche siano capaci di governare? dialogo e per le eventuali riforme
Non alludo tanto alla mancanza istituzionali c’è. La dura battaglia
di voti – del tutto scontata – ma, contro il blocco dei 100.000 procome dimostrano i fatti di tut- cessi solo per salvare Berlusconi
ti i giorni, alla incapacità di un è stata vinta. Anche se è costato
comune modesto orientamento –e non è poco– il compromesso
sui vari problemi dei partiti che dell’immunità alle quattro più
hanno governato con Prodi. E alte cariche dello Stato.
allora? Buttiamo tutto per aria? Ma non c’è da strapparsi i capelli
E’ la via scelta da Di Pietro che, perché un tempo l’immunità era,
data la nuova situazione politi- di fatto, estesa a tutti i parlamenco-parlamentare creatasi con le tari. E, purtroppo, c’è già chi torultime elezioni, fa solo un’oppo- na a chiederla.
sizione – con argomenti validi Berlusconi non è uno stinco di
quanto volete – esclusivamen- statista, ma questo non vuol dire
te strumentale per conquistare che dobbiamo lavorare alla Di
i voti della sinistra defenestrata Pietro per lo sfascio totale, per
dal parlamento. E quindi una mandare a fondo la nave. Crediaopposizione preconcetta, rigida, mo sul serio che il metodo Grillo
assoluta che non lascia spazio al possa salvare l’Italia?
dialogo, ma solo all’interesse di
Vittorio Massaccesi
partito. Perché i fatti recentissimi
[email protected]
2
Cultura e società
20 luglio 2008
Del più e del meno
Breve storia di un centenario mancato
di Giuseppe Luconi
I
n altri tempi e in altre condizioni, forse in
questi giorni ci troveremmo a celebrare una
data “storica”. Ed invece siamo qui, in tutt’altre
faccende affaccendati. Però non posso non raccontare la breve storia di un centenario mancato: quello del museo comunale. E’ un racconto affidato ad alcune cronache, vecchie e nuove,
poche ma sufficienti, credo..
1908 - Un’importante iniziativa ha testè promosso il prof. (don Cesare) Annibaldi; si tratta
della costituzione di una Società jesina per la
tutela del patrimonio artistico ed archeologico.
Deve esplicare la sua attività in questo modo:
a) impedire la dispersione ed il deperimento
degli oggetti artistici della città e territorio; b)
raccogliere ed ordinare la maggior parte possibile di questi oggetti in
apposito locale, pinacoteca e museo. (da “L ‘Ora
Presente “ del 25 settembre
1908)
1957 - Parte delle sculture
si trovano ancora nell’ex
convento S. Floriano. Si
tratta di un numero considerevole di cimeli preziosi, di notevole valore
storico e artistico, che
troveranno più ordinata
e dignitosa sistemazione
nel Palazzo della Signoria, già pronto per accogliere il nuovo Museo,
che occuperà la stanza denominata «Salara»,
al pianterreno, e due piccole stanze adiacenti.
(da “Voce Adriatica” del 24 gennaio 1957)
na” del 9 giugno 2002)
2008 - Il museo che c’era e ora
non c’è più. Sloggiato prima
dalla Salara di Palazzo della
Signoria, poi dal complesso
Mestica dopo solo due o tre
anni e che forse risorgerà al
piano terra della Pinacoteca
di Palazzo Pianetti. Le contraddizioni jesine:
un Archeoclub che può vantare una grande
attività culturale e operativa, e, viceversa, un
disinteresse del governo cittadino per munirsi di un vero museo archeologico La Soprintendenza di Ancona (l’ha confermato
ieri il dottor Landolfi) è sempre disponibile
a fornire materiali e consulenze. Un museo
dinamico, telematizzato,
interattivo, in grado di organizzare corsi di restauro,
disegno, guide. Ce ne sono
in tutta Europa, a Jesi no.
Al massimo si aspira a un
sottoscala. Peccato. (dal
“Corriere Adriatico” del 28
giugno 2008)
L’articolo del “Corriere”
ha tutta l’aria di essere un
necrologio. Il museo è morto o sta morendo per mancanza di quattrini. L’archivio storico della Pretura
jesina, per mancanza di quattrini lo “si salvò”
dirottandolo su Ancona: speriamo che al nostro
museo, per essere “salvato”, non tocchi la stessa
sorte. Nel chiudere questa breve triste storia mi
chiedo cosa avrebbe detto don Cesare Annibaldi,
che fondò il museo e ne fu per anni direttore, se
avesse potuto conoscere il futuro della sua iniziativa, alla quale si era dedicato con impegno,
generosità, coraggio, facendone una ragione di
vita. E non solo di vita, come ci ricorda quest’ultima notizia:
1960 - In quattro anni, sotto la direzione
del prof. Pierpaoli, il museo di Jesi è stato
ricostruito ed ha oggi una sede più degna.
Si è colta l’occasione della IV Settimana dei
Musei per aprire al pubblico, per la prima
volta, il museo jesino. Un registro, a fianco
dell’ingresso, è a disposizione dei visitatori
per le firme, che già nei primi giorni avevano 1929 - Fulminea, inaspettata giunse la nosuperato il migliaio. Una affluenza davvero tizia della morte del nostro illustre concitinaspettata.
(da
tadino D. Cesare
“Il Resto del Carlino”
Annibaldi. Venerdì
Il museo chiuso
del 19 novembre
a sera 25 gennaio
e i giovani archeologi
1960)
accompagnava il nostro vescovo Mons.
2002 - Il museo
Goffredo Zaccherini
civico archeoloed altri due sacergico di Jesi, con la
doti alla visita della
nuova sistemazioPinacoteca e Biblione – voluta dalteca Comunale in
l’amministrazione
S.Floriano. Sentencomunale e realizdosi male, senza nulzata dall’architetto
la far comprendere,
Italo Rota su propregò Monsignore di
getto scientifico
venire continuando
della Soprintenla visita, che subito
denza per i Beni
1’avrebbe
raggiunArcheologici per
to. Monsignore, non
le Marche – divedendolo
venire,
venta il Museo
tornò indietro e vide
archeologico della
il povero D. Cesare
città e del territo- Su iniziativa di Marco Cercaci, presidente seduto sopra una
rio. La sede pre- dell’Archeoclub di Jesi, e sotto la guida del- poltrona, ansante,
scelta (il complesso l’archeologo Maurizio Landolfi della Sovrin- cadaverico. Alla viMestica) si rivela tendenza di Ancona, quattordici studenti de- sta del Vescovo con
alquanto felice e gli istituti superiori della nostra città si sono uno sforzo supremo
acquista un alto
trasformati per due settimane in archeologi. disse: “Monsignore,
valore simbolico
mi benedica, perché
in quanto riporta Nella zona dell’antica abbazia di San Savino i miei momenti sono
il Museo Archeo- hanno imparato la tecnica dello scavo, evi- contati”. “Che cosa vi
logico nella sua denziando strutture di età romana sulle qua- sentite?”. Ma già le
sede
originaria, li venne costruito il complesso monastico labbra si erano chiudove si formò e del Medioevo. L’iniziativa è pienamente riu- se, e con una mano
venne inaugurato scita e – giustamente - verrà ripetuta, ma si tentò accennare il
nel 1912, prima
cuore, ed anch’essa
dei successivi tra- propone anche come momento di riflessione cadde abbandonata,
sferimenti (Mau- sulla attuale precaria condizione del nostro irrigidita. (da “Fede
rizio Landolfi su museo archeologico.
e Vita”, gennaio-feb(foto Paola Cocola) braio 1929)
“Voce della Vallesi-
A colloquio con Giovanna Mazzoli, promettente artista
di Montecarotto
L
La pittura come ricerca
a ventunesima edizione del “Verdicchio
in festa” tenutasi a Montecarotto dal 2 al 6 luglio appena trascorsi ha
ospitato tra le altre una
personale di pittura molto interessante. Organizzatrice e curatrice della
mostra, la stessa artista,
artista con la A maiuscola, Giovanna Mazzoli,
giovanissima professionista di Montecarotto.
Giovanna ha alle spalle
un diploma dell’Accademia delle Belle Arti di
Macerata preso nel 2002
dopo aver frequentato il corso sperimentale
di teoria e tecnica della
Conservazione dei Beni
Culturali. L’anno successivo, dopo aver ricevuto
una borsa di studio dalla
Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia
di Macerata, partecipa
ad un progetto all’interno
dell’Accademia di Belle
Arti di Tutoring applicativo all’insegnamento del
restauro nell’apposito laboratorio presso
la cattedra coordinata dalla prof.
F. Pappagallo nel
corso di teoria
e tecnica della
Cons er v a z ione
dei Beni Culturali.
Dopo aver ammirato i suoi quadri,
ne approfittiamo
per
conoscerla
meglio.
“Ho avuto modo
di esporre i miei
lavori a Montecarotto per tre anni,
nel 2005, nel 2007
ed ora, nel 2008,
in occasione della
festa del verdicchio - racconta
Giovanna - l’anno
scorso ho partecipato al ‘Premio Artemisia’ di Ancona - rassegna nazionale di pittura figurativa contemporanea - e sono sulla pubblicazione come
artista ‘segnalato’. Sempre nel 2007 ho
avuto modo di fare una personale a
Serra de’ Conti, nel bellissimo chiostro di S. Francesco, intitolata “ silenziosi luoghi”.
“Il mio lavoro è principalmente il restauro e la decorazione - continua
la giovane – in particolare dipinti a
trompe l’oeil svolti su commissione
presso strutture pubbliche e private.
La pittura mi accompagna sempre
come ricerca ed approfondimento
personale. Disegnare mi
è piaciuto sin da piccola”.
Da dove prendi l’ispirazione? – chiediamo
“All’inizio dipingevo più
nature morte con toni
realistici e colori più accesi. Ora la mia ricerca
si concentra sui paesaggi.
Ultimamente, per questi,
oltre all’olio su tela con
tinte tenui mi aiuto con
la sabbia, per raggiungere un effetto più materico, più suggestivo, ove la
forma si perde ma è l’atmosfera quella che cerco di comunicare, come
a voler dare un senso ad
una pausa”.
I suoi paesaggi, infatti,
nati da suggestioni visive,
rimandano allo spessore
del tempo.
“Il mio non è uno stile
figurato vero e proprio afferma dunque Giovanna - i miei paesaggi, sempre distanti, suggeriscono una riflessione come
a ricercare una verità con
la quale leggere il presente non per fuggirne,
anzi, prendendo questa pausa
per sentirsene
pienamente assorbiti”.
Senti di aver
raggiunto
il
massimo delle
tue aspirazioni?
“Del mio lavoro,
restauro e decorazione, non mi
posso lamentare.
A questo, abbino
una ricerca personale costante
per approfondire la mia poetica artistica che
và sicuramente
avanti.
Nelle
piccole
realtà - conclude
Giovanna – manca il confronto, non
a caso le correnti artistiche nascevano tra più personaggi che avevano in
comune tante cose. Rimanere da soli
alla fine porta ad un impoverimento,
la pittura rimane un diletto a livello
decorativo e basta. Per fare qualcosa
di importante ci vuole anche il tempo
e quello non mi manca. Sono ancora
giovane”.
Allora tanti in bocca al lupo, promettente artista di Montecarotto.
M. Cristina Coloso
Nelle immagini un trompe l’oeil
e un olio su foglio telato
di Giovanna Mazzoli
La Réclame che seduzione!
La città di Castelplanio propone “La Rèclame che seduzione!”, una
mostra di antiche locandine pubblicitarie cartoncini, calendari,
scatole e contenitori dalla fine del 1800 alla metà del 1900 collezionati in casa Zucchi a Castelplanio.
Dal 19 luglio al 28 settembre prossimi si svolgerà a Castelplanio
presso il Museo civico nel Palazzo Fossa Mancini e gli orari della
mostra saranno per luglio e agosto: venerdì, sabato e domenica
dalle 17 alle 20, per settembre: domenica dalle 10.30 alle 12.30 e
nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30.
Tutti sono invitati all’inaugurazione della mostra che si terrà presso il Museo Civico Palazzo Fossa Mancini
di Castelplanio sabato 19 luglio alle ore 19.
3
Cultura
20 luglio 2008
Rassegna “Macrocosmi Musica”: compositori europei del ‘900
SCUSATE IL BISTICCIO
(ghiribizzi lessicali)
Peter Pun (con la u)
www.peterpun.it
FANTA-MOVENTE
Cambio di desinenza
Gabicce Mare, Baia Imperiale (6 luglio
2008) - Un compaesano di Valentino
[Rossi] accoltella un concittadino di
Valentina [Vezzali]. Motivo del contendere?
Cerchiamo di indovinarlo: il primo
affermava che il centauro di Tavullia è
senza paragone il meglio di tutti. Il secondo
- un oriundo peruviano, pare - ribatteva
vivacemente che è la fiorettista di Jesi la più
migliore... e vale un Perù.
NOTTI BRAVE IN COSTA BRAVA
Cambio di finale e di vocale
ultra-trasgressivi
Dai giornali - Lo slogan dei giovani
scatenati nella movida notturna: vivere
come fosse l’ultimo giorno della vita.
Riecheggiando (consapevolmente?) il buon
Orazio: omnem crede diem tibi diluxisse
supremum. Insomma: MEMENTO MORI
(come ricordavano i quaresimalisti tardomedievali). Vita breve, notti brave. Allegria !
DENTIFRICIO E SPAZZOLINO
Cambio di iniziale o di vocale…
anti-carie
Oggi parliamo di DENTI:
chi rifiuta di xxxxxxxxx
prima o poi dovrà yxxxxxxxx
xzxxxxxxx
***
Soluzione del gioco precedente:
impigliato, impagliato
LaCitazione
a cura di Riccardo Ceccarelli
La resa del Novecento
Se nel Novecento abbiamo ceduto il biglietto del
potere a teorie che hanno significato poi stermini
e stragi, la causa delle cause è stata la nostra resa
all’assassinio di Dio e di tutte le culture umaniste:
il liberalismo, il cristianesimo e l’ebraismo.
Ferdinando Adornato in “Fede e libertà”, di Ferdinando Adornato e Rino Fisichella, Ed. Liberal,
Roma 2007, p. 115
Disagi e presagi nella musica contemporanea
A
l Teatro Studio stanno per concludersi i concerti cameristici della
rassegna “Macrocosmi Musica”. Sette,
complessivamente, sono stati gli appuntamenti. Avrebbero meritato maggiore
attenzione se, quanto alle date di programmazione, non fossero sopravvenuti equivoci che hanno disorientato volonterosi spettatori. Le manifestazioni
sono così passate effettivamente ‘in sordina’ ed è opportuno segnalarlo perché
in futuro fatti simili non si ripetano.
Non è musica di facile fruizione, se mai
da scoprire, quella di cui la sera dell’8
luglio si è interessato un Trio composto
da Mihaela Costea, violinista rumena,
allieva di Salvatore Accardo, collaboratrice di orchestre internazionali; da
Daniele Titti, clarinettista, diplomato
al Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro
e ugualmente impegnato con diverse
importanti orchestre e da Matteo Angeloni, pianista, ma anche collaboratore per il Festival Pergolesi Spontini
e per la Stagione Lirica del Pergolesi.
E’ docente della Scuola Musicale ‘G.B.
Pergolesi’ di Jesi e inoltre – dite se è
poco – è laureato in Lettere Moderne
e sta perfezionando gli studi di Composizione presso il Conservatorio ‘G.
Rossini’ di Pesaro.
Quattro erano gli autori in programma,
tutti contemporanei, orientati verso
nuove ricerche e interpreti di quei di-
sagi, fermenti, presentimenti artistici e
culturali che si manifestarono in Europa già al tramonto del 19° secolo.
Il più giovane è A. Khachaturian, armeno, autore di opere di vario genere,
compresi alcuni balletti. Fra questi il
più noto è ‘Gajaneh’ in cui è inserita la
famosa ‘Danza delle spade’. Il ‘Trio’ eseguito per questo concerto presenta una
scrittura spigolosa, astratta. Gli strumenti seguono itinerari indipendenti,
senza dialogo, che si intrecciano, si intersecano si perdono alla fine in lontananza in spazi aperti.
Compendiata per tre strumenti invece
dei sette previsti è la Suite da “L’histoire du Soldat” di I. Stravinskij. La comprensione di questa piccola ‘opera da
camera’ può risultare compromessa
dalla sottrazione, come è stato in questo caso, delle parole e della mimica.
Tuttavia il suo fascino di fiaba stregata è
percepibile nello stile bizzarro, ironico
e giocoso, grottesco e insistentemente
accentato che rimanda non vagamente
a colonne sonore composte da Nino
Rota per indimenticabili film di Fellini.
Di D. Milhaud è una “Suite” in cui l’autore mette da parte gli arditi ritmi del
folklore americano e brasiliano e la sintassi musicale delle nuova avanguardie
a favore di una scrittura serenamente
addolcita e giocosa. Echi del folklore ungherese sono invece percepibili
in una breve composizione di B. Bartok, “Contrasts”. Il titolo spiega un ritmo
oscillante che si tramuta in un concitato tramestìo e alla fine si acquieta.
Mihaela Costea ha trattato con decisione e incisività le partiture, alleggerendo
opportunamente l’archetto in quelle
di Milhaud. Daniele Titti ha prestato
particolare attenzione ad una precisa
scansione ritmica, mentre Matteo Angeloni ha rapportato con discrezione
ed eleganza la voce del pianoforte a
quella degli altri strumenti. Molti applausi da parte di un pubblico in cui
non passava inosservata la presenza di
numerosi giovani.
Augusta Franco Cardinali
Nella foto la pianista Mariangela
Vacatello che si è esibita il 12 luglio
Una nuova guida turistica, edita dalla GEI, distribuita in cinquemila copie
Alla scoperta delle mille ricchezze del nostro territorio
“L
e Marche sono l’unica
regione d’Italia dove la
campagna è curata come un
giardino”. Non si tratta di
uno slogan pubblicitario.
Sono le parole, colte casualmente qualche tempo fa, di
un turista che si era fermato
a contemplare dall’alto, non
lontano da Jesi, le colline
ben disegnate, i vigneti regolarmente allineati, i campi
rivestiti di tappeti verdi o
fiorite come grandi aiole di
smaglianti girasoli. Non era
un turista qualunque. Veniva dalla Toscana, da una
terra cioè che possiede bellezze naturali straordinarie,
cantate da grandi poeti e
immortalate da grandi pittori. Un elogio specialissimo,
dunque.
Prende atto delle ‘mille ricchezze’ del nostro territorio
una nuova guida, “Vallesina da scoprire”. E’ stata di
recente pubblicata, con il
sostegno delle istituzioni e
di sponsor privati, dalla GEI
che è da anni variamente
impegnata nell’editoria e in
altre iniziative ad essa collegate. Sarà distribuita in oltre cinquemila copie lungo
la costa, in alberghi e pensioni. Si offre come un invito
ad addentrarsi nella regione
percorrendo brevi itinerari
della nostra ‘terra di mezzo’
disseminata di città, castelli, paesi e luoghi d’interesse
storico, artistico, naturalistico. Quanto è possibile scoprire è chiaramente segnalato, descritto, spiegato con
note di efficace sinteticità,
specifici approfondimenti e
numerose immagini. Non
manca il calendario che riporta, da giugno a dicembre,
alcune importanti manifestazioni
Cinque sono gli itinerari
consigliati ai quali si aggiungono due schede che illustrano l’Oasi di Ripabianca e
le Grotte di Frasassi, più due
altre dedicate ai nostri migliori vini e al caratteristico
dolce paesaggio del nostro
territorio. Un riassunto dei
contenuti in inglese, lingua
veicolare per eccellenza, è
opportunamente aggiunto
alla fine. La veste tipografica
è nitida, accurata ed elegante: le artistiche fotografie di
Augusto Giglietti invitano a
sfogliare e a leggere.
Non è la prima volta che la
GEI si interessa di una pubblicazione di questo genere.
Già dal 1985 aveva preso
a stampare inserti e guide
del nostre territorio perfezionando sempre di più il
formato, la grafica, i contenuti. L’esperienza appare
ora evidente in questa brochure. “Vallesina da scoprire”
non è una semplice guida,
ma un piccolo manuale turistico destinato non solo a
visitatori occasionali della
regione, ma anche a quei
marchigiani – e certo ve ne
sono – che ancora conoscono poco o superficialmente
i tesori nascosti e le bellezze
segrete della loro regione.
Ha richiesto un attento e
paziente lavoro a tutta la redazione di ‘Jesi e la sua Valle’ che pure, ha annunciato,
inaugurerà il 1° settembre
un sito con un portale sulla
Vallesina della quale offrirà
così visibilità a tutto il mondo. Dalle Marche, con amore, grazie.
Augusta F. Cardinali
Nella foto Vincenzoni, da
sinistra Dino Mogianesi,
Marcello Focante, Daniele
Olivi, Rolando Romagnoli.
L’EDIZIONE STRAORDINARIA DEL 23° MONSANO FOLK FESTIVAL
Rassegna internazionale ed itinerante
G
rande attesa per la ventitreesima edizione del Monsano Folk Festival (Rassegna internazionale ed itinerante di Musica
Popolare originale e di revival), allargata quest’anno a ben diciotto Comuni dell’anconetano. Il Festival, voluto dal Comune di
Monsano, con il contributo e il patrocinio
della Provincia di Ancona e della Regione
Marche, della Fondazione Pergolesi-Spontini, curato da La Macina e dal Centro Tradizioni Popolari, per la direzione artistica
di Gastone Pietrucci, si svolgerà dal 2 al 30
agosto, in forma itinerante, tra i Comuni
di Monsano e Jesi (entrambi con quattro
giornate), Ancona, Camerano, Camerata
Picena, Corinaldo, Mergo, Numana, Montecarotto, Montemarciano, Monte Roberto,
Monte San Vito, Morro D’Alba, Polverigi e
Santa Maria Nuova, Sassoferrato e Serra de’
Conti (tutti con una giornata). Il Monsano
Folk Festival, si caratterizza, nel vasto panorama italiano, per la sua particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica originale degli
autentici portatori della tradizione e quella
dei vari gruppi ed interpreti del folk-revival,
in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.
Un Festival singolare, che per la “libertà” e
la spontaneità con cui viene organizzato e
vissuto, si distingue nettamente dall’attuale,
sconfortante panorama di falsificazione e di
massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare.
Questa edizione del Monsano Folk Festival,
tra l’altro riveste particolare importanza,
perché sarà un’edizione straordinaria e monotematica per i quaranta anni di attività de
La Macina, ed avrà come tema portante: “I
luoghi della memoria” e vedrà questo storico
gruppo marchigiano impegnato a presentare, sera dopo sera, il suo vasto e variegato
repertorio di proposte, di progetti e soprattutto di collaborazioni con grandi artisti,
gruppi musicali, attori, scrittori, poeti, registi, che hanno operato e soprattutto “amato”
La Macina.
Il Festival quest’anno avrà la giornata inau- Piazza delle Monnighette, ore 22, Gastone
gurale a Jesi, sabato 2 agosto, dove al Tea- Pietrucci-La Macina con Marino Severini:
tro-Studio “Valeria Moriconi”, alle ore 22, “Concerto per Franco Scataglini”, il grande
Giorgio Cellinese con La Macina e i Gang, poeta anconetano musicato e cantato da La
presenterà il libro con Cd allegato: “Jemece Macina.
affà un sonnellino in fondo allo stagno”. Regia Infine ancora a Jesi (ultima delle quattro
di Allì Caracciolo.
giornate jesine del Festival), un altro imporIl Folk Festival poi continua con un ricco tante appuntamento, martedì 12, alle ore 22,
ed interessante cartellone di proposte: dal al Teatro-Studio “V. Moriconi”, La Macina,
Concerto per voce e pianoforte: “Dicono di ricorderà con il Concerto virtuale e commeme” di Gastone Pietrucci & Fabio Verdini, morativo “Bella sei nada femmina”, l’indidomenica 3 agosto, ore 22, a Camerano, a menticabile Valeria Moriconi, grande amica
Villa Mancinforte. A Jesi, sabato 9, nella di questo storico gruppo marchigiano.
4
Attualità
20 luglio 2008
nel mondo del lavoro: appunti di viaggio
di Gabriele Gabrielli*
Impresa, che reputazione hai?
Spazzatura e “civiltà”
C
di Riccardo Ceccarelli
i dimentichiamo in fretta, ma è
stato “il giorno della vergogna”,
come è stato definita la manifestazione
tenutasi l’8 luglio a Roma in piazza
Navona, per altri invece è stata un
“segno di civiltà democratica”. Doveva
essere contro Berlusconi (il No Cav.
Day) e contro i provvedimenti legislativi
in merito alla giustizia, si è trasformata
invece in una serie di insulti contro
il presidente Giorgio Napolitano,
Benedetto XVI, alcuni ministri e
contro quella parte di opposizione che
non aveva partecipato. Il “trebbiatore
di Montenero della Bisaccia”, l’on.
Antonio di Pietro, non ha fatto marcia
indietro, ha condiviso la piazza, si è solo
dissociato da alcuni estremismi verbali.
Il presidente del Senato, Schifani, ha
espresso solidarietà a Napoletano
e a Benedetto XVI. “La volgarità si
qualifica di per sé. Non si commenta”,
ha detto il direttore della sala stampa
vaticana. Da sola infatti esprime il
grado di intelligenza e di civiltà cui
sono giunti comici e politici ed alcuni
dei cosiddetti esponenti della cultura
italiana. A rimetterci in questi casi è
la politica non solo ma soprattutto la
credibilità dei politici e di quei sedicenti
intellettuali dei quali, ascoltandoli o
leggendoli, arrivi a mettere in dubbio
l’illuminata intelligenza. Hanno il
pulpito della TV di stato e di una certa
stampa – al pari di loro “illuminata” –
che tiene loro bordone, sempre prodiga
di conniventi applausi. Di “squallida
spazzatura” comunque si è trattato.
Rigurgiti di spazzatura maleodorante,
come quella di Napoli, ricomparsa
in piazza Navona la sera dell’8 luglio
nelle parole di Sabina Guzzanti, Marco
Travaglio, Beppe Grillo, del coro che
fa capo a “Micromega” di Paolo Flores
d’Arcais con le bandiere al vento di
“Italia dei valori”: più coerenti se ci
avessero scritto per l’occasione “Italia
della spazzatura”.
***
Cosa gli avrà fatto il Crocifisso? Cosa
gli avranno fatto tutti crocifissi al
Partito Socialista Spagnolo e a Zapatero
da farne decidere l’espulsione da
tutti gli edifici pubblici della Spagna?
Cosa appunto gli avranno fatto? E’
una domanda che sorge spontanea
ogniqualvolta nei confronti del
Crocifisso si ipotizza la sua espulsione
dai tribunali, dalle scuole, dagli
ospedali, anche in Italia. In Spagna il
suggerimento a Zapatero è molto forte
anche se non vincolante. Non ci vuole
molto ad immaginare però che, lui
socialista, lo trasformi in decreto. A
pensarci bene, hanno ragione i socialisti
spagnoli. Il Crocifisso è veramente
ingombrante e dà fastidio. Deve essere
espulso dagli edifici pubblici. Egli
ci richiama ai valori della vita e al
significato della morte, ci indica quelli
dell’amore e della salvezza. Ci dice
della gratuità del dono, del perdono e
della sconfitta dell’odio, ci testimonia
il valore della libertà ed il senso del
dolore. Ci ricorda la nostra identità
millenaria e con essa la nostra cultura.
In una “modernità” in cui vita e morte
non hanno più senso e valore, men
meno il dolore e la sofferenza vi trovano
spazio, dove ci si vergogna della nostra
civiltà a favore di un millantato rispetto
per altre culture e religioni, è chiaro
che il Crocifisso sia ingombrante e
dia fastidio e ne venga decretata la
pubblica espulsione, come già molti
lo hanno espulso dalla propria vita.
Via il Crocifisso, via Dio. Ingombranti
e superati. Riferisce Antonio Socci:
“Qualcuno ha osservato «Strano come
sia semplice per le persone cacciare Dio
per poi meravigliarsi perché il mondo
sta andando all’inferno». Ingombranti
e superati. Segno di “civiltà”. Ma poi da
chi andremo?
Il mercato del lavoro, con le sue complesse e non sempre esplicite dinamiche
della domanda e della offerta, è assai variegato come sappiamo. In verità non c’è
un solo mercato del lavoro, se non nel
senso generale di un luogo in cui si incontra chi ha necessità di approvigionarsi
di competenze e chi è disposto a fornirle
secondo uno schema contrattuale che
può, anch’esso, variare e di molto tra una
situazione e un’altra. In questo grande, variegato e composito contenitore trovano
spazio dunque “più” mercati ed altrettante relazioni complesse. C’è il mercato dei
neo-laureati, per esempio; c’è quello dei
manager; c’è quello dei capi-azienda; c’è
quello, come si fa a non citarlo, dei talenti.
In ciascun mercato ci sono regole, prassi e
tendenze proprie che possono talvolta anche essere molto differenti tra loro. Sono
diverse, per esempio, le modalità attraverso cui le imprese mettono in atto le loro
strategie di reclutamento e ricerca; generalmente, mano a mano che ci si sposta
da mercati professionali meno sofisticati a
mercati ove la posta in gioco sono competenze del tutto particolari come quelle dei
top manager, le aziende ricorrono all’aiuto
di società e professionisti specializzati di
ricerca del personale e del management.
Il “fai da te” e “il passa parola”, insomma,
lasciano progressivamente il campo a pro-
getti strutturati di search delle competenze e dei profili di cui si ha bisogno. E’ anche evidente, poi, mano a mano che ci si
sposti da un mercato più ricco di competenze a mercati dove c’è maggiore tensione
in quanto più poveri di offerta, come possano cambiare anche i rapporti di forza tra
i protagonisti del mercato stesso. Nel cosiddetto mercato dei talenti, per esempio,
sono proprio questi ultimi ad assumere un
ruolo di “selezionatori” delle opportunità;
la loro competenza e il loro talento (fatto
di capacità e conoscenze, ma anche di attitudini e titoli di studio, specializzazioni ed
esperienza), infatti, consente loro di poter
scegliere tra diverse possibilità. Strano,
no? Eppure nel grande mercato del lavoro,
ci sono anche ampi spazi dove ciò accade;
dove cioè –anche in un contesto economico che sembrerebbe negare tale possibilità,
come quello attuale- ci sono persone che
possono concedersi il lusso di scegliere. E’
necessario allora per le imprese indagare
questo fenomeno ed essere sempre aggiornate su quali siano i fattori prioritari che
guidano la scelta delle persone. Si direbbe,
con il linguaggio del marketing, che diventa centrale per le strategie di acquisizione
delle risorse umane necessarie a sviluppare le imprese che queste ultime comprendano bene le “preferenze di acquisto” dei
talenti per poter costruire così strategie e
politiche adeguate e capaci di “attrarre” i
migliori. Come tutte le “preferenze di ac-
quisto”, però, anche queste mutano con il
tempo, con il modificarsi della cultura e
della società; cambiano anche con i “passaggi generazionali” e per il mutare del
contesto economico e produttivo. Insomma, come tutte le preferenze di acquisto,
anche quella “del lavoro” dipende dall’interagire di una numerosa e complessa
lista di variabili. Sul punto è interessante
segnalare come si registri da qualche tempo (e anche questo potrà sembrare strano)
che i livelli di retribuzione e il trattamento economico in generale non stanno al
primo posto tra i fattori che guidano tale
scelta. Almeno i talenti (lo testimoniano i risultati di una recente ricerca Hill &
Knowlton –“Corporate Reputation Watch”commentata da Andrea Carli su Il Sole
24 Ore del 6 febbraio scorso] sono maggiormente attratti dalla qualità del management e dalla “reputazione” dell’azienda.
Un fattore quest’ultimo assai complesso
che ha a che fare normalmente anche con
l’immagine di “buon imprenditore” che
l’azienda si costruisce sul mercato con riguardo alle implicazioni sociali del suo
business e della sua gestione. Le politiche
di employer branding delle imprese, allora,
che costituiscono oggi una tra le maggiori
preoccupazioni delle aziende, non possono non fare i conti con questi interessi e
orientamenti.
*Docente Università LUISS Guido Carli
[email protected]
Sicurezza dei contenuti e della gestione delle minacce informatiche
Le tendenze del Cybercrimine
R
ivela dati preoccupanti
l’analisi fatta dalla Trend
Micro Incorporated, una
azienda fondata nel 1988 e
divenuta pioniere della sicurezza dei contenuti e della
gestione delle minacce informatiche, riguardo le minacce informatiche che toccano
i primi mesi del 2008.
Nei primi sei mesi del 2008
infatti, le minacce alla sicurezza del Web sono cresciute
sensibilmente, con i cybercriminali impegnati non solo
a fare leva su nuove tecnologie per diffondere ancora di
più il crimine informatico,
ma anche a creare nuove
forme di “social engineering”
Notizie
in grado di intrappolare in
maniera intelligente consumatori e aziende. Nella prima metà dell’anno,
stando a quanto riportato
dal sito Key4biz di questa
analisi, si è registrato un
incremento delle minacce
Web, a fronte di una costante diminuzione di adware
e spyware, scoraggiati dai
livelli di sicurezza ormai
raggiunti. Questo tipo di
programmi sottraggono informazioni che riguardano il
PC e il navigatore, inseriscono i file nelle parti vitali del
vostro PC e da lì monitorano
costantemente il tutto inviando poi via Internet que-
in
Breve
Lavoro
Si svolgerà a Senigallia dal 12 al 14
settembre il seminario nazionale
proposto dal movimento cristiano
lavoratori. Parteciperanno il vescovo
di Senigallia che anche componente
della commissione Cee per i problemi
sociali del lavoro e il sottosegretario alla
presidenza del consiglio Carlo Giovanardi.
Cellulari
La compagnia 3 Italia offrirà in esclusiva
il primo servizio mobile in Italia con
download illimitato di musica: consentirà
di accedere ad una vasta libreria musicale
e scaricare i brani direttamente sui
videofonini di 3 Italia.
Televisione
Lunedì scorso ha preso il via RAI 4,
la nuova rete lanciata in chiaro dalla
Rai sul digitale terrestre. L’obiettivo
sarà trasformare gli spettatori in
autori. Nella fase di partenza, Rai 4 si
alimenterà soprattutto di serie americane,
programmi musicali, cartoni, film e
telefilm.
sti dati. Prende piede invece,
la tendenza ad attaccare siti
Web di aziende di alto livello, enti pubblici e istituzioni,
e prosegue la minaccia dello
spam e del phishing che aumenteranno soprattutto in
corrispondenza del rientro a
scuola e delle Olimpiadi, con
picchi nel periodo natalizio.
Stando alle analisi e alle osservazioni relative agli attacchi verificatisi dall’inizio del
2008, i ricercatori Trend Micro prevedono che in futuro
il social engineering resti
uno dei principali metodi di
attacco, arricchito da nuove
e ancora più sofisticate trappole. Inoltre, i cybercrimi-
nali continueranno a colpire
applicazioni software come
QuickTime, RealPlayer, Adobe Flash, ecc.
Continuerà ad aumentare il
numero di spam soprattutto
in agosto in corrispondenza
del rientro a scuola e delle
Olimpiadi. Un picco stagionale è atteso anche per novembre in vista del periodo
di vacanza tradizionale negli
Stati Uniti, durante il quale
lo spam toccherà i 170-180
miliardi di messaggi al giorno.
La regola insomma è sempre
quella: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Eleonora Dottori
dall’italia e dal mondo
dal tribunale di Parma, la Guardia di
Finanza di Bologna ha arrestato il giovane
Cambi, la madre, Simone Vecchi, e il
suo compagno Gianluca Maluccio De
Marco. I reati vanno dalla bancarotta
all’illecita ripartizione di utili, dalle false
comunicazioni sociali all’emissione di
fatture per operazioni inesistenti.
Gianfranco Funari
Il 12 luglio è morto a Milano Gianfranco
Funari, autore e conduttore di programmi
innovativi e provocatori. Una carriera
tra luci e ombre, con successi, flop e
polemiche; portò per primo la gente
comune in video.
Calcio
Dopo la fine della sua carriera come
calciatore, Alessandro Costacurta, in
arte”Billy”, ha conseguito il titolo di
allenatore a Coverciano con il massimo
dei voti 110 e lode. Era arrivata la prima
chiamata di una squadra, il Pisa, ma “Billy”
ha rinunciato per motivi personali legati
alla famiglia. Ha ribadito dicendo: “ho
una famiglia che conta più di tutto”.
Commercio
Atletica
Parma. Finisce in carcere l’inventore del
marchio “Guru”, Matteo Cambi. Dopo
il fallimento della società, dichiarato
Al Golden Gala di Roma la russa Yelena
Isinbayeva batte il suo record ottenuto nel
2005 ad Helsinky, e con i 5.03 stabilisce
il nuovo record del mondo di salto con
l’asta. La russa commenta così: “Sono
contentissima, ora mi sento più forte”.
Immigrazione
Aumentano le vittime dell’immigrazione
nel primo semestre del 2008. Gli
immigrati morti sulle rotte per
Lampedusa e la Sicilia dall’inizio
dell’anno sono già almeno 347, tra i
quali, si contano 251 dispersi in mare. Ad
aumentare sono anche gli arrivi: secondo
dati ufficiali nei primi cinque mesi del
2008 se ne contano 7.077. Lunedì scorso
a largo di Lampedusa si è verificato un
nuovo naufragio che ha coinvolto 43
persone; 3 delle quali sono morte e il
resto sono tutt’ora dispersi.
Economia
Dopo il matrimonio fra Heineken e
Carlsberg, ora nasce una nuova società:
Anheuser-Busch Inbev. Il valore
complessivo dell’operazione ammonta a
49,91 miliardi di dollari e sarà la numero
uno al mondo nel settore della birra. Le
due compagnie controlleranno circa 300
marchi di birra, fra i quali Budweiser, Bud
Light, Stella Artois e Beck’s. I due gruppi
guadagneranno annualmente circa 36
miliardi di dollari l’anno.
a cura di Edoardo Rossini
5
Cultura
20 luglio 2008
Jesi - Ricordo della professoressa Maria Luisa Anconetani Flori
D
Storia della famiglia Flori e di Costa Mezzalancia
a quando ho compiuto (tre che riporto qui appresso.
anni fa) 85 anni, nella passeg- Maria Luisa Anconetani, nata a Jesi
giata che faccio ogni mattina in- il 18 marzo 1914 da famiglia borserisco quasi sempre una piccola ghese dotata di sicuro benessere,
sosta per leggere gli avvisi degli dimostrò presto vivo interesse per
ultimi lutti e degli anniversari di lo studio, seguendo l’inclinazioscomparsa di persone care, avvisi ne di suo zio Natale Anconetani,
che sono testimonianze affettuose scrittore autodidatta (1897-1989),
di fiduciosa assoluta certezza nella narratore forte e originale, autore
Vita Ultraterrena.
di prose, di testi poetici e teatrali
Esattamente un mese fa, un mani- (2). Conseguito il diploma in Pedafesto ha annunciato la celebrazione gogia, integrò la sua preparazione
- alle ore 19 del 20 giugno scorso con esami universitari di Storia
– di una “Messa in suffragio della e Filosofia che le fecero acquisire
professoressa Maria Luisa FLORI il diritto ad insegnare tali mate- nata ANCONETANI, nel primo rie nelle Scuole Medie e Superioanniversario della sua morte avve- ri. Dopo un tirocinio di due anni
nuta il 20 giugno 2007 ”. Giorno a Recanati e in Ancona, divenne
e orario del sacro rito coincidevano Insegnante di Storia e Filosofia nel
con quelli di una conferenza indet- Liceo Ginnasio “Vittorio Emanueta dalla “Fondazione Federico II” le II” di Jesi, dove concluse la sua
sul poema di Giovanni Pascoli “Le lunga carriera. Insegnò anche nelcanzoni di Re Enzo”, relatore il prof. la Sezione italiana dell’Istituto “auf
Massimo Castaldi, ricercatore uni- den Rosenberg” di San Gallo, nel
versitario incaricato di coordinare Cantone Elvetico confinante con il
le celebrazioni per il Bicentenario Lago di Costanza.
Pascoliano. Dovendo seguire que- Seguì con attenzione il pensiero
sto evento culturale (1), non ho di Ugo Spirito, professore di “Filopotuto partecipare alla suddetta sofia teoretica” nelle Università di
Messa di suffragio.
Genova e di Roma, meditando sulAvevo conosciuto la prof. Ancone- le sue opere: La Vita come Ricerca,
tani Flori circa vent’anni fa, mentre 1937 - La Vita come Arte, 1941 - La
si trovava impegnata in una mostra Vita come Amore, 1953 - Cristianedi sue foto riprodotte in grande simo e Comunismo, 1958 - Nuovo
formato, immagini che essa sot- Umanesimo, 1964 - Dal Mito alla
toponeva al giudizio del pubblico Scienza, 1966 - Giovanni Gentinella grande sala del Palazzo dei le, 1969. Al filosofo aretino, con il
Convegni di Jesi, le vecchie Poste al quale tenne corrispondenza, la Ann. 19 di corso Matteotti. Avviando- conetani dedicò due scritti (specifimi a firmare il registro dei visitatori, cati più avanti) nel 1966 e nel 1978,
ebbi con lei una breve conversazio- scritti che da allora sono entrati
ne, pochi minuti in tutto, sufficien- a far parte della Biblioteca della
ti comunque per ricevere la sua “Fondazione Ugo Spirito” in Roma,
gentile offerta di un libro, di cui - via Genova, 22 (tel. 06 - 47.43.779).
diceva - avrei sicuramente apprez- Fu scrittrice di vari racconti e di
zato il contenuto, formato da “sue brevi composizioni in versi, prose
memorie di vita locale”, bozzetti e poesie che pubblicò in cinque vosulla Jesi della sua gioventù, notizie lumi e due opuscoli per i tipi delle
singolari e aspetti significativi della Arti Grafiche Jesine. Uno dei suoi
nostra città
meriti è quello di essersi impegnata
La signora Anconetani aveva letto nella ricerca e nella traduzione di
qualche mio articolo sul Palazzo numerose iscrizioni in latino, affisdella Signoria, sulla cinta muraria, se sui muri oppure incise su alcuni
ecc., ed era ben lieta di mettere portali e architravi di finestre della
a mia disposizione una copia del nostra città. Nell’àmbito della stovolume che aveva intitolato “La- ria locale, questo suo interesse per
mento della Pace” rubando (senza vecchie lapidi e iscrizioni costituifarsi alcuno scrupolo, diceva) questo sce - a mio avviso - il suo apporto
titolo, che era stato coniato dal suo culturale più duraturo, che farà
beneamato Erasmo da Rotterdam ricordare più a lungo il nome di
per un opuscolo da lui scritto nel questa insegnante (non per caso di
1517.
Storia) nella città di cui ha tracciaDopo quel nostro scambio di idee to vivaci descrizioni (di persone e
ampiamente condivise, non ho di cose) nel su citato volume “LAavuto occasione di altri colloqui MENTO DELLA PACE”.( 3 ).
con la professoressa Anconetani. Fotografa dilettante, era affascinaLa incontravo dal giornalaio, giusto ta dalla visione del cielo, ripreso
il tempo per scambiare un saluto, nei suoi mutevoli aspetti che sapequalche parola in più quando mi va cogliere durante ripetute atteninformava di essere in partenza per tissime passeggiate (in auto) nei
la Svizzera, dove amava trattenersi dintorni di Jesi: gioiosi cirri primaper lunghi periodi. Con l’inizio de- verili, scintillanti tappeti di grangli anni 2000 l’avevo persa di vista dine, coltri di nebbia viste dall’alto,
e solo dall’annuncio della Messa di opprimenti nuvoloni estivi, rovesci
suffragio sono venuto a sapere del- sferzanti di pioggia, squarci di cielo
la sua scomparsa. Conoscendo ben riflessi in pozzanghere lucenti, iridi
poco della sua vita, mi sono rivol- di arcobaleno su grovigli di monti,
to ad un suo nipote, il dr. Rodolfo tramonti mozzafiato, albe livide e
Fiecconi, che, ringraziandomi per radiose aurore, ecc. ecc. Scenari
l’interessamento, ha messo a mia tutti meravigliosi, che coglieva lì
disposizione una foto della sua cara per lì senza alcuno studio, con foto
Zia, insieme ai dati ed alle notizie istantanee scattate “in automatico”
L’
1992 - Je suis / comme je suis…
(titolo da Prèvert) f.to 18. pagg. 60
di versi e 30 di foto a colori;
1994 – Il giornale è la preghiera
del mattino (titolo da Hegel) – f.to
24, pagg. 79 – 11 lettere della Anconetani pubblicate da “Il Resto
del Carlino” e 53 pubblicate da “Il
Giornale”, più 9 scritte ma non
pubblicate (tra queste, notevoli
quelle alle pagg. 70 e 71);
1995 – Cahiers de doléances – f.to
24, pagg. 133 – raccolta di 118 “Lamentele” scritte dalla Anconetani
dal 25.01.1994 al 13.02.1995, pubblicate da “L’Informazione”, quotidiano indipendente.
Il nipote dr. Fiecconi possiede un
esemplare di ciascuno dei titoli su
elencati, ad eccezione di “Trasparenza di Cieli”, titolo segnalato nel
risvolto di copertina dell’ultimo
titolo del 1995; tale risvolto cita
anche il “Corso di Giornalismo e
Tecniche audiovisive” da lei frequentato a Camerino. Il medesimo dr. Fiecconi fa sapere inoltre
di conservare molte altre carte
(appunti, minute, trame), nonché
lettere autografe del filosofo Ugo
Spirito, e di tenere la ben fornita
biblioteca della zia a disposizione
dell’Assessorato alla Cultura e della
Biblioteca Comunale “Planettiana”.
Sandro Alessandroni
(dichiarava), delle quali tenne due
mostre a Jesi ripetute con successo
in Svizzera, paese che le era tanto
congeniale.
Si unì in matrimonio con Manfredi
Flori, uno dei sei figli (tutti maschi)
di Filiberto Flori, vivace suocero
da lei bonariamente descritto, tipografo-libraio, con tipografia in
Costa Mezzalancia, a metà delle
cosiddette “Scalette della Morte”,
e cartoleria-profumeria in corso
Matteotti di fronte all’Ufficio Postale, oggi Palazzo dei Convegni.
Durante i cinque anni dell’occupazione italiana dell’Etiopia (1936-41)
l’avventuroso marito si trasferì nella capitale di quella nostra colonia, ( 1 ) – La conferenza tenuta a PaAddis Abeba. Dopo la perdita, nel lazzo Balleani il 20.06.2008 dal
maggio 1941, di quella nostra effi- prof. Massimo Castaldi sul poema
mera conquista, Mandfredi Flori di Giovanni Pascoli “Le canzoni di
subì per 13 anni l’internamento in Re Enzio” e stata ampiamente reun Campo britannico di prigionia censita dalla prof. Augusta Franco
in Kenia, cosicché solo nel 1954 Cardinali nell’articolo pubblicato a
rientrò a Jesi, dove riprese il suo pag. 3 del numero di “Voce” del 6
posto nell’azienda paterna, fino alla luglio 2008.
chiusura dei suoi giorni, nel 1972.
Rimasta vedova e raggiunta l’età (2) – Per notizie su natale Ancodella pensione, Maria Luisa Anco- netani ed i suoi scritti, si fa rinvio
netani Flori usciva ogni giorno a alla pag. 17 del volume “Conoscere
passeggio dalla sua bella abitazione Jesi” di G. Luconi e P. Cocola, pubin Piazza delle Monichette, tenen- blicato nel 2007 da “Voce” con il
do al guinzaglio un grazioso bar- contributo della Cassa di Risparboncino, che portava sempre con mio di Jesi.
sé nei suoi frequenti viaggi.
Ecco l’elenco delle sue pubblicazio- (3) – Nel volume “Lamento della
ni, tutte stampate dalle Arti Grafi- Pace”, degni di attenzione particoche Jesine.
lare sono due capitoli collegati tra
1966 – Dalla “Vita come Ricerca” loro per connessione di carattere
al “Nuovo Umanesimo” di Ugo topografico. Il primo, intitolato
Spirito – f..to 25, pagg. 23 “Storia di una famiglia”, descrive
consultabile presso la Biblioteca del- con ammirazione la straordinaria
la Fondazione Ugo Spirito, Roma, via famiglia dell’orfano Filiberto FloGenova n. 24;
ri. Nel secondo, intitolato “Costa
1978 – La storia dall’Antico al Nuo- Mezzalancia”, la Anconetani rinvo Umanesimo ed al Crollo di tutti grazia il prof. Ugo Bordoni per
i Miti - come sopra
averle segnalato una lapide im1984 – Lamento della Pace (titolo portante, molto corrosa dai secoli,
da Erasmo da Rotterdam) – f.to 22, lapide che uno dei nobili Fratelli
pagg. 180, volume formato
Mezzalancia fece murare, nel 1695,
da 65 capitoli suddivisi in 4 nuclei: sopra l’edificio posto in cima ad
Ricordi – Riflessioni – Personaggi una grossa scalinata in legno codella mia città - La storia delle la- struita - per iniziativa ed a spese dei
pidi – Immagini (quest’ultimo nu- medesimi Mezzalancia – a ridosso
cleo presenta solo 26 foto, tra cui di quel tratto molto scosceso delquella di
le mura. La scalinata dei Fratelli
Manfredi Flori, marito dell’autrice); Mezzalancia rendeva finalmente
1997 – La 25^ Ora (titolo da Geor- agevole la discesa verso la cosidghiu) opuscolo f.to 24, pagg. 48;
detta “strada di valle marina”. Con
1985 – Trasparenza di Cieli
tre frasi molto concise la Anco1988 – Ciarpame di Ricordi – f.to netani ha scritto: “Non conoscevo
18, pagg. 94 di versi, più 20 di foto questa lapide antica; il prof. Ugo
a colori;
Bordoni me l’ha indicata : insie-
me l’ abbiamo interpretata”.
Quest’antica lapide quadrata, tutta
annerita dal tempo, è ancor oggi
ben visibile, ma assolutamente
NON leggibile, sulla parete orientale del palazzo Ricci che sovrasta
l’Arco del Soccorso (Trattoria della Fortuna) in cima alle cosiddette
scalette della morte costruite e a
gradini “rovesci” in pietra e mattoni nel 1954 (data indicata nel volume citato alla Nota precedente). La
storia di questa zona dirupata era
incisa sulla lapide molto consunta,
che bisognava anzitutto decifrare,
e la Anconetani, racconta: “Una
persona gentile, da me pregata, è
salita su un’alta scala ed ha ricopiato la dicitura “ (è probabile che
ne abbia rilevato l’impronta premendo con forza un foglio di carta
(o un cartoncino) sulla superficie
della lapide) Per tradurre il testo
latino della lunga scritta, la signora
Anconetani, non essendosi laureata in Lettere, facoltà in cui si studia
Epigrafia, dovette avvalersi della
consulenza del prof. Bordoni che
era docente di latino nella Scuola
Media di Jesi.
Il testo della lapide è interamente
riportato, sia nella stesura originale, cioè nel latino del ‘600, sia nella
impeccabile traduzione fatta dal
Ugo Bordoni: “A GLORIA DI DIO
OTTIMO MASSIMO – FATTO
RIEMPIRE L’ALTO MURO TORTUOSO E SCOSCESO E RINFORZARE CON TRAVI SULLA
PARTE TERMINALE I FRATELLI
MEZZALANCIA NOBILI JESINI
COSTRUIRONO PER LA PUBBLICA UTILITA’ QUESTA NUOVA VIA VERSO LA VALLE DEL
MARE – ANNO 1695 DELL’ERA
CRISTIANA”.
Con il capitolo dedicato a “Costa
Mezzalancia”, Maria Luisa Anconetani ha scritto due pagine utilissime, per conoscere la storia
urbanistica di questo tratto impervio della città a ridosso delle
mura medievali, tratto occidentale pressoché impraticabile fino
al 1695 e di conseguenza rimasto
fino ad allora disabitato, al disotto
della Chiesa dell’Adorazione (già
Chiesa della Confraternita della
Morte al tempo delle esecuzioni
capitali).
Altrettanto utile è la precisazione
che a colmare il dirupo là esistente, i fratelli Mezzalancia avevano
contribuito nel 1527 impiegando
il materiale ricavato dalla demolizione della Rocca; segnalazione
questa che è stata fatta nel dicembre 2005 dall’avv. Paolo Marcozzi
nel corso della sua bella rubrica
“Jesi per via” pubblicata da “Voce”
a partire dal 16 gennaio 2005. Ringraziando vivamente sia Marcozzi
sia “Voce” per questo loro impegno culturale egregiamente svolto, auspico una prossima raccolta
delle 106 puntate in un volumetto
da offrire (a pagamento) ad abbonati e ad interessati, seguendo
lo stesso criterio editoriale sperimentato con il volume “Conoscere Jesi” di G. Luconi e P. Cocola.
Sandro Alessandroni
Al critico d’arte Ginesi il “Premio delle Arti e Premio della Cultura”
edizione 2008 del “Premio delle Arti e Premio della Cultura” (XX edizione) del Circolo della Stampa di Milano - che lo
scorso anno venne assegnato a Papa Ratzinger per il libro “Gesù di
Nazareth”- è stato quest’anno concesso al critico d’arte Armando
Ginesi per le opere “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti” (edito da Motta di Milano su commissione di Banca Marche) e
“Cinquant’anni attorno all’Arte dalla A alla Z” dell’editrice “affinità
elettive” di Ancona. Con i due volumi in questione, la Commissione del Circolo della Stampa ha voluto premiare la cinquantennale
attività di ricerca che il critico d’arte marchigiano ha svolto sia in
Italia che all’estero.
La penna di Ginesi – giornalista, critico, già editore e docente,
organizzatore culturale, diplomatico (come scrive Gasparri
egli rappresenta una vita che “per la densità si presta ad essere
raccontata e narrata più di altre”) – scorre via lieve, veloce e chiara,
anche quando affronta temi di particolare intensità o quando graffia
(lo fa spesso) con giudizi duri e, a volte, impietosi, in nome di un
radicalismo etico che non consente troppe vie d’uscita.
La cerimonia della consegna del Premio si svolgerà il 18 settembre
prossimo, presso la Sala degli Arazzi del Circolo della Stampa di Milano in Corso Venezia 16.
Nella circostanza saranno consegnati anche premi a due altri marchigiani, il pittore Bruno Mangiaterra di Loreto, a cui è stato attribuito il
Premio dei Musei, e a Giorgio Cutini, al quale ultimo è stato assegnato il Premio di Fotografia. Il dott. Cutini, apprezzato chirurgo laparoscopico di fama europea, ricopre l’incarico di Primario di Chirurgia
Generale presso l’Ospedale Generale di Jesi ed è un noto fotografo
creativo.
6
Jesi
20 luglio 2008
Castelbellino Arte: dal 19 luglio la diciottesima edizione
L’avvocato
risponde
IL CONIUGE CHE TRADISCE
PUO’ VEDERSI REVOCATE LE DONAZIONI
Nel lontano anno 1975, un marito evocava in giudizio
la moglie, chiedendo che fosse disposta la revocazione
delle donazioni indirette eseguite in suo favore, avendo
intestato a nome di lei la comproprietà di beni immobili acquistati con il proprio danaro. La moglie resisteva e,
in via riconvenzionale (cioè, di rimando) chiedeva la divisione del patrimonio comune. Nel 1990, con la solita
celerità della giustizia italiana, il Tribunale di Messina,
respingeva la domanda ma, nel 2005 (sempre più veloce), la Corte d’Appello riformava la prima sentenza e dichiarava la revocazione per ingratitudine delle donazioni indirette. Non paga, la moglie proponeva ricorso per
Cassazione.
Con sentenza del 14 febbraio 2008 (l’ironia della sorte ha
scelto il giorno di San Valentino) la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte D’Appello: l’ingiuria grave, richiesta dall’art. 801 del codice civile quale presupposto della revocazione, consiste in un comportamento
con il quale si rechi all’onore ed al decoro del donante
un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio
morale della persona, sì da rilevare un sentimento di avversione che manifesti un’ingratitudine verso colui che
ha beneficato l’agente, tale da ripugnare alla coscienza
comune.
Pertanto, costituisce ingiuria grave non tanto il fatto che
la ricorrente, all’età di trentasei anni, già madre di tre
figli, avesse intessuto, con un ventitreenne, una relazione, protrattasi clandestinamente per vari anni e sfociata
nell’abbandono della famiglia per convivere con il nuovo compagno, quanto l’atteggiamento complessivamente adottato, menzognero e irriguardoso verso il marito,
all’insaputa del quale la ricorrente si univa con l’amante
nell’abitazione coniugale.
Paolo Marcozzi, avvocato
CARPFISHING
Sabato 19 e domenica 20 luglio presso il lago grande della “Barchetta” ad Ostra Vetere si terrà la seconda prova del
campionato provinciale di Carpfishing 2008, valevole per
le qualificazioni al Campionato Italiano di Specialità 2009.
Il programma prevede il ritrovo presso il lago alle ore 5,30
del sabato, inizio gare alle ore 7; la gara avrà termine alle
ore 15 della domenica. Al termine della gara verrà stilata la
classifica finale e seguirà la premiazione da parte del Presidente del settore delle Acque interne della Federazione
Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee. Per tutti i partecipanti e amici verrà offerta dalla società organizzatrice
“GSPM ” Gruppo Sportivo Pescatori Montenovo di Ostra Vetere, una merenda a conclusione dell’ evento e per delineare lo spirito di comunità dei partecipanti.
IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA
MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI
TERMOIDRO
di GIANFRANCO MUZI
Via Giuseppe Guerri, 17 JESI
Tel. 0731 200337 - 335.247108
Musica, arte e cinema
I
l 19 luglio prenderà il via la XVIII bellino a luglio, non
edizione di Castelbellino Arte, l’or- da meno i cultori delmai classico contenitore di appunta- la musica raffinata:
menti che per due settimane metterà l’apertura di Castelil paese al centro dell’attenzione di ap- bellino Arte è infatti
passionati di musica d’autore, cinema e affidata alla chitarra
arte. Un’edizione, la prossima, che vuo- di Marco Poeta. Il suo
le caratterizzarsi per l’apertura a nuovi concerto (sabato 19
orizzonti e per il respiro sempre più in- luglio alle 21,15) sarà
ternazionale.
preceduto da una
Come di consueto, il programma ruota conferenza dal titolo
attorno alla rassegna cinematografica, “Il Fado, un canto tra
dedicata quest’anno alla figura di Ma- fatalismo e saudade”.
rio Monicelli, e al premio per la mi- Alla musica sarà afgliore canzone da film, che si aggiudica fidata anche la chiuIvano Fossati per la canzone “L’amore sura di Castelbellino
trasparente” contenuta nel film Caos Arte, domenica 3
calmo. Durante le giornate di Castel- agosto, con la voce e
bellino Arte saranno proiettate cinque le percussioni di Peppe Consolmagno
pellicole dirette da Mario Monicelli e in “Timbri dal mondo”.
si terranno due convegni per appro- Per la giornata conclusiva è in profondire il ruolo del regista toscano nel gramma anche la presentazione del
cinema e nel costume del nostro Paese. libro di Amoreno Martellini “Fiori nei
Domenica 27 luglio Piazza San Marco cannoni”, edito da Donzelli. L’autore
ospiterà il tradizionale gala per il con- sarà intervistato da Lorenzo Verdolini.
ferimento dell’Ercole di Castelbellino a Non manca la mostra d’arte, come
Ivano Fossati. Purtroppo il musicista li- sempre ospitata a Villa Coppetti: progure non potrà essere presente a causa tagonista di questa edizione sarà la pitdi un impegno concomitante. E’ invece trice Francisca Blazquez. L’inauguraancora in forse la presenza a Castelbel- zione della personale è in programma
lino di Mario Monicelli. La serata, pre- per domenica 20 luglio alle 17,30. Per
sentata come al solito dalla giornalista l’occasione, il parco di Villa Coppetti
Marina Marozzi, vedrà la partecipazio- vedrà anche l’esibizione del duo formane di numerosi ospiti.
to da Massimo Agostinelli (chitarra) e
Se gli appassionati di cinema italiano Beatriz Lozano (soprano).
hanno buoni motivi per salire a Castel- L’ultimo ramo di Castelbellino Arte è
Pergolesi Spontini:
prevendita on line
I biglietti del VIII Festival
Pergolesi Spontini - che si
terrà dal 5 al 14 settembre
- potranno essere acquistati
dal 14 luglio con sconti sensibili (fino al 20% in meno)
grazie alla speciale promozione “early booking”: acquistare prima ... conviene!
La prevendita per le opere e
i concerti del Festival potrà
essere fatta ancor prima dell’apertura della Biglietteria
del Teatro Pergolesi di Jesi,
prevista da sabato 23 agosto.
Dal 14 luglio al 22 agosto,
infatti, i biglietti del Festival
potranno essere acquistati
in prevendita tramite internet con Amit-online sul sito
www.fondazionepergolesispontini.com, oppure con
Hellò Ticket chiamando il
Numero Verde 800.90.70.80
(da cellulare e dall’estero
+39 06.48.07.84.00) e ancora
presso tutte le filiali di Banca Marche, fino all’esaurimento della disponibilità.
Gli acquisti con Amit-online
e con Hellò Ticket prevedono il pagamento con carta
di credito. Con la formula
dell’“early booking” i biglietti ai singoli appuntamenti del Festival costano
da 13 a 28 euro.
L’ottava edizione del Festival è dedicata al fiorire del
genio, ai primi passi della
fantasia creatrice: “Opera
prima” è il tema e il titolo.
Aprirà Salustia, la prima
opera seria di Pergolesi, sul
palcoscenico del settecentesco Teatro Pergolesi di
Jesi, e chiuderà sotto una
bianca tenda da circo, nel
nuovo parco di Moie di
Maiolati, Li puntigli delle
donne, la prima opera buffa di Spontini. Le partiture
sono affidati a due straordinari complessi di strumenti originali: “La Cappella
della Pietà dei Turchini”,
che Antonio Florio ha reso
famosa nel mondo e l’Accademia Barocca I Filarmonici, col raffinato magistero
di Corrado Rovaris.
quello legato alla filosofia, una sorta di
ponte con l’altra grande rassegna che è
appunto “Castelbellino Filosofia” e che
si svolgerà in autunno. Sabato 2 agosto
alla Loggia Rinascimentale si parlerà
di “Cartesio e l’elogio del dubbio” con
la professoressa Laura Cavasassi. A seguire sarà proiettato il film Cartesius di
Roberto Rossellini.
Tutte le informazioni sono sul sito internet
www.comune.castelbellino.
an.it o al numero 0731-701606.
Nella foto di Giulia Mazzarini, da
sinistra l’assessore alla cultura
Massimo Costarelli e Sandro Paradisi,
titolare dell’azienda Paradisi di Jesi
sostenitrice di Castelbellino Arte
San Paolo di Jesi: concorso nazionale di poesia
“Verdicchio in versi”
Per risvegliare la
passione per la poesia agreste, il Comune di San Paolo
di Jesi aderente
all’Asso ciaz ione
Nazionale Città del
Vino, con il Patrocinio della Provincia
di Ancona e della
Soc. Colli Esini San
Vicino, indice la X°
edizione nazionale
del premio di poesia “Verdicchio in versi”.
I partecipanti possono
concorrere con una o più
poesie, che non superi 40
versi, in lingua italiana o in
vernacolo che abbia come
argomento il vino tipico
della propria zona.
Gli autori invieranno i loro
testi in otto copie, di cui
solamente una firmata, in
busta chiusa, recante dati
anagrafici, indirizzo, numero telefonico ed eventuale e-mail.
Una copia è gradita su supporto informatico.
Il materiale deve pervenire con raccomandata, entro le ore 12 del 21 luglio
prossimo al Comune di San Paolo di
Jesi - P. zza Domenico Ricci - 60038
San Paolo di Jesi
(An) - [email protected]
La giuria del Premio
sarà resa nota durante la cerimonia
di premiazione, prevista per il 7 settembre prossimo alle
ore 16.30 presso Palazzo
Bassi. I premi, per le poesie vincitrici, consistono in:
500.00€ per il primo classificato, 300.00€ per il secondo
e 150.00€ per il terzo; sono
previsti premi speciali alla
poesia sul “Verdicchio” proveniente dalla zona D.O.C.
e dalle altre Regioni d’Italia.
Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149
www.fazibattaglia.com
Vita ecclesiale
Parola di Dio
20 luglio 2008
20 luglio 2008 - 16^ domenica del tempo ordinario - a
Paziente e misericordioso
oggi) chi di fronte al
male che cresce nel
seno della comuniIn quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il
tà, propone il giuregno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel
dizio di espulsione
suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, semiimmediato e definò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo
nitivo. Sono i nuovi
crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono
farisei, rappresentati
dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon
anche dalla politica,
seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro:
che si sentono puri
“Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo
e un popolo “a para raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo
te”. Cèra e c’è oggi
la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e
un novello Battista
l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietiche annuncia la setura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci
parazione netta del
per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
grano dalla zizzania.
Lode a te o Cristo
Il bello è proprio che
questi sono anche a
Messa questa domeCommento
nica! La parabola non è una favola morale ma
I nomi di Dio… eccoli ! Questa volta: Paziente una rivelazione del volto di Dio e della politica
e Misericordioso. Se Dio è amore, l’amore “pa- del Suo Regno.
Non è che nasca oggi la riflessione che fa la parazienta” ( 1 Cor 13,4) .
Per farcelo arrivare, quest’oggi ci racconta la pa- bola; era l’antica domanda sul silenzio e l’attesa
rabola della zizzania e del buon grano. Era una di Dio di fronte al male. Oggi, come ieri c’è semspecie di gramigna che fa grani neri e che cresce pre qualche mietitore zelante, che non ha temaccanto al grano. Non si può di fatto strappare po di ascoltare (chi ha orecchi ascolta!) e quindi
prima perché le sue radici sono intrecciate con fa di testa propria. Stiamo parlando del volto e
quelle del grano e si rischia proprio di strap- dell’opera di Dio e, in subordine, della Chiesa di
parlo via. C’era al tempo di Gesù (ma c’è anche Cristo, e in subordine, di chi ci tiene alle radici
7
di don Mariano Piccotti
[email protected]
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43)
Agenda
Pastorale
del Vescovo
Sabato 19-domenica 20
Notte Bianca in collegamento con Sydney
ore 2: Santa Messa in Piazza della Repubblica
Domenica 20 - Giovedì 24
Pellegrinaggio a Lourdes con UNITALSI
Venerdì 25 luglio
Giornata di spiritualità con i Diaconi di Jesi e
Senigallia al Beato Sante-Mombaroccio
Sabato 26 luglio
ore 10: S. Messa alla di riposo di via Gramsci in
occasione della festa di Sant’Anna
ore 15: Colle Ameno: incontro con i giovani di
Castelbellino e Pantiere
ore19,15: Sant’Apollinare, S. Messa nella festa
patronale
Domenica 27 luglio
ore 10: Bellisio Solfare, incontro con Coccinelle
FSE e genitori: parr. Divino Amore e Moie
ore 15: Beato Angelo, incontro con Coccinelle FSE
e genitori: parr. Regina della Pace
ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un
gruppo di ragazze
OGGI SPOSI
19 luglio: Sauro Brugnoni e Claudia Pelagagge a
Tabano – Alessandro Tullio e Valentina Pierangeli a
Cupramontana/S. Lorenzo
20 luglio: Matteo Garbini e Moira Fazi a
Campocavallo – Marco Messina e Romina Rinaldi
a Vasto/Cattedrale – Riccardo Martini e Gloria
Gagliardini a Cupramontana/B. Angelo
L’amore copre una
moltitudine di peccati
cristiane. Cristo non ha voluto strappare i peccatori dalla comunità, ma è andato a cercarli. E’
misericordia. Anche con noi è paziente, aspetta tutta la vita per riportarci nella sua famiglia.
Ora il suo Regno è iniziato. Il male è vinto. La
gramigna che cresce sarà alla fine bruciata. Ma
questo non ammette certamente la negligenza
degli uomini. Non vigilanza, trascuratezza, pigrizia, presunzione sono virus coltivati proprio
da chi non sa che oggi (oggi e qui) il Regno è
in azione. E chiede, per esempio, che ai bambini
rom sia data una carezza in più!
(Soren Kierkegaard)
Conosciamo i santi: Santa Veronica Giuliani
Una lode perenne a Dio
I
santi sono i perseguitati
a causa dell’amore di Dio
e del prossimo: non esiste
infatti amore più grande
di quello di chi dà qualcosa di sé o addirittura se
stesso per il bene. I perseguitati per il bene vivono
il calvario di Cristo, anzi è
Cristo che continua a vivere in loro la sua passione
fino alla fine dei secoli. La
santità ha tanti volti, ma
ha un unico cuore: il cuore
liberato dall’egoismo e palpitante di amore per Dio e
il prossimo.
Il cuore di Santa Veronica
Giuliani è stato così pieno
d’amore per Dio da renderla una delle più grandi mistiche della storia:
ebbe numerose rivelazioni e ricevette le stimmate.
“‘Questa è la stanza, dove si
imparano gli ammaestramenti divini, per potere le
anime dilette perfezionarsi,
e per imparare le vere e più
perfette virtù...’. (Gesù a s. Veronica) …detta scuola era la
sua SS. Passione”. La Santa
ci rivela con tali parole la
sua spiritualità, incentrata
sulla Redenzione: le sof-
ferenze fisiche e interiori di Cristo esprimono la
sovrabbondanza del Suo
amore per noi.
Veronica, al secolo Orsola,
nasce nel 1660 a Mercatello, presso Urbino, da famiglia nobile; a quattro anni
resta orfana di madre, la
quale morendo aveva affidato i figli alle Sacre Piaghe
di Gesù. Sin dall’infanzia si
distingue per la carità verso i poveri e una grande
devozione per la Passione
di Cristo. Nel 1677, all’età
di diciassette anni, superata l’opposizione paterna
entra nel monastero delle
Clarisse di Città di Castello per trascorrervi i restanti cinquant’anni della sua
vita.
Le pagine di diario, che le
fu imposto di scrivere dal
suo direttore spirituale, ci
testimoniano la ricchezza della sua vita mistica. A
37 anni riceve le stimmate
e diviene vittima immolata per la salvezza delle
anime: “Io vidi uscire dalle
sue SS. Piaghe cinque raggi
risplendenti e tutti vennero
alla volta mia... In quattro
vi erano i chiodi, e in una
vi era la lancia, come d’oro,
tutta infuocata, e mi passò
il cuore da banda a banda”.
All’autopsia risultò che il
cuore era trafitto da parte
a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della Passione
di Cristo, infatti - rivela nel
diario spirituale – “piansi
molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle
nascondere agli occhi di tutti”.
I doni mistici si trasformarono nella Santa in perenne lode a Dio, fautore
di ogni bene. Il vescovo si
convinse quindi della loro
genuinità e veridicità grazie alla profonda umiltà
di Veronica: ella si sentiva
indegna di ciò che le stava
accadendo e sopportava
ogni sofferenza senza che
trasparisse dal suo volto,
bruciante d’amore per Dio.
Fu maestra delle novizie
per trentatrè anni e badessa dal 1716 al 1727. Austera con se stessa, era invece
amorevole e tenera verso le
consorelle, che curava nel
corpo e nello spirito. Suor
Veronica era anche equilibrata e concreta: governò
benissimo il monastero,
ampliando il dormitorio ed
erigendo una cappella per
la Madonna del Rosario.
Maria la custodì e sostenne
la sua fede nei frequenti attacchi demoniaci. La Santa
si spense nel Venerdì Santo del 1727, dopo trentatrè
giorni di malattia e dopo
aver chiesto il consenso di
morire al confessore: ultimo gesto di obbedienza e
segno di un Dio che abita solo cuori umili, come
quello di Maria, l’“umile
sua serva”!
Giordano Maria Mascioni
Parrocchia Santa Maria del Piano
Da domenica 1° giugno e fino al 31 agosto a Santa Maria
del Piano viene celebrata l’Eucarestia festiva alle ore 21,30.
Partecipazione
Dal 12 luglio vive nella pace del Signore Adele Roscini in
Massaccio di anni 66.
La comunità cristiana di S. Massimiliano Kolbe si unisce
al dolore e alle preghiere del marito Aurelio, delle figlie
Cecilia e Gemma, dei generi Gianluca e Alberto, dei nipoti Samuel e Daniel, della sorella Aurelia e dei familiari
e parenti tutti.
Per le opere di bene in luogo dei fiori si può aderire al
desiderio dei familiari della defunta, contribuendo alla
raccolta di offerte destinate alle opere missionarie della
Diocesi di Jesi nel sud America.
Signore Gesù Cristo,
gli uccelli hanno i loro nidi
e le volpi le loro tane,
ma tu non avesti dove
posare il capo,
non hai avuto un letto su
questa terra.
Tuttavia eri quel luogo
segreto, l’unico,
in cui il peccatore potesse
trovar rifugio.
E anche oggi tu sei il
nascondiglio:
quando il peccatore torna
a te,
si nasconde in te, è
nascosto in te.
Allora egli è eternamente
difeso,
perché il tuo Amore
nasconde una moltitudine
di peccati.
Settimanale di ispirazione cattolica
fondato nel 1953
Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An
Telefono 0731.208145
Fax 0731.208145
[email protected]
www.vocedellavallesina.it
c/c postale 13334602
Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143
del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì •
Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici)
Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza.
Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per
proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge.
8
Vita Ecclesiale
20 luglio 2008
Canti per la Liturgia: MISTERO DELLA CENA
F
Gesù sarà sempre con noi
ra i ”Canti per la Liturgia” no di crescente consapevolezza
della Diocesi di Jesi, al n.75, dell’evento solenne.
c’é un testo breve, che, in forma Il parallelismo morfologico-sinpoetica. due strofe di otto versi tattico e fonico dei versi e le
ciascuna (settenari e senari alter- iterazioni forti e incisive del sonati), vela e rivela verità essenzia- stantivo “mistero” e della copula
li…, le voci del “mistero” di Dio “è” fanno capire che l’autore trae dell’uomo in musica: parole e smette un messaggio chiaro.
note preziose che non brillano Abbiamo di fronte un testo di
di luce propria ma riflettono la cristologia, lineare nella struttubellezza e la ricchezza dei “segni” ra, ma non facile per la valenza
della Liturgia eucaristica.
semantica di certi termini della
Ecco il testo, vi invito alla lettura lingua comune (mistero, core al canto.
po, sangue, pane, croce…) che,
avendo assunto, lungo i millenni,
Mistero della Cena/ é il Corpo di nella vita delle comunità cristiaGesù
ne, connotazioni proprie del linMistero della Croce/ è il Sangue guaggio teologico-biblico-liturdi Gesù.
gico, hanno ormai un significato
E questo pane e vino/ è Cristo in non comune, specifico, unico.
mezzo ai suoi.
Cammin facendo scopriremo
Gesù risorto e vivo/ sarà sempre questo significato che dà consacon noi.
pevolezza al nostro cantare.
Il testo, rivelando le certezze e le
Mistero della Chiesa/ è il Corpo emozioni profonde del cristiano,
di Gesù.
provoca in chi legge o canta il
Mistero della pace/ è il Sangue coinvolgimento personale, una
di Gesù.
rinnovata esperienza di fede e di
Il pane che mangiamo/ fratelli ci amore.
farà.
Per l’intima sintonia fra paroIntorno a questo altare/ l’amore la-verità-fede-vita, che emerge
crescerà.
dal canto ed entra nei cuori, ho
voluto presentare questo testo
Il ritmo andante-mosso e mode- “eucaristico” che merita di esseratamente maestoso della frase re meditato e più spesso cantato
musicale é metafora del cammi- durante la Comunione.
In ricordo di nonno Otello
Nonnino mio adorato,
adesso vorrei solo chiederti perché? Perché mi
hai lasciato?
Sai si pensa sempre di non
aver mai fatto abbastanza,
di non aver voluto troppo
bene, invece, caro angelo
mio, ho sempre cercato
di esserci, nel bene e nel
male come ho potuto.
Ho fatto il possibile per
non perdermi un istante, per non perdermi un
tuo sorriso e, credimi, ce
l’ho stampato nel cuore e
negli occhi. Voglio ricordati sorridente, il nonnino dagli occhi azzurri e
belli, voglio ricordarti un
buon maestro di vita. Vasco Rossi in una sua canzone cantava: “Qui non
arrivano gli angeli…” bè
nonnino mio, io che ti ho
conosciuto, agli angeli ci
credo e ringrazio Dio di
aver avuto la fortuna di
incontrarti.
Caro nonno mi avresti
detto “…è così che va la
vita, è una ruota…”, in questo momento odio queste
belle parole, vorrei che tu
fossi qui, devo convincermi che è impossibile.
Ti cerco nelle foto, nelle
canzoni, nei ricordi, ma
niente può colmare quel
vuoto che lasci.
So che da lassù mi guardi,
come nonna fino ad ora,
mi proteggi.
Gianna Nannini canta “…
sei nell’anima, e lì ti lascio
per sempre…” è lì nonnino che ho il posto per
te. Purtroppo gli ultimi
ricordi che ho di te sono
in quel letto d’ospedale,
l’ultimo posto dove avrei
voluto vederti. Hai cercato di lottare fino alla fine,
senza lamentarti e accettando quello che ti stava
succedendo, solo i tuoi
occhi azzurri spiccavano.
Le ultime parole che mi
hai detto “…sto male, Ilaria…”, è vero, nonnino mio,
stavi male, ma c’eri.
Le persone mi dicono
“…93 anni ha fatto la sua
vita…”.
A queste persone voglio
dire che anche se malato
c’era, comunque potevo
dire “…vo giù da nonno…”, adesso non l’ho dirò
mai più, non credo ci sia
un’età per morire. Voglio
dirti che con te sono stata bene e adesso ho perso
un’altra delle persone più
importanti della mia vita.
Hai sempre mantenuto
le tue promesse, solo l’ultima quando ti ho detto
“…ci vediamo domani”, mi
hai detto di si, ma non ci
sei riuscito.
Potrei riempire pagine
intere, ma i ricordi non si
scrivono, si vivono e con
te nonnino mio li ho vissuti e adesso posso solo
ringraziarti.
Angelo mio ti penserò
sempre, adesso sei in cielo, fra gli angeli, vicino a
nonna e forse aspettavi
questo momento, eravate
l’uno per l’altra, una cosa
solo e per questo unici.
Le persone speciali Dio le
vuole accanto a se, e tu eri
una di quelle.
Caro angelo mio, ti dico
grazie di essere esistito,
fai buon viaggio se vuoi e
riposa se puoi.
“...voglio però ricordarti
com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che
ancora mi ascolti e che
come allora sorridi...”.
Mi dispiace che queste parole non puoi sentirle.
Ciao nonnino mio adorato
Ilaria
M
Parola-chiave, su cui incalzante
si fa la voce, é “mistero”, che si
ripete quattro volte con diverse
specificazioni: della Cena, della
Croce, della Chiesa, della pace.
Annunciamo la sapienza di Dio
L’apostolo Paolo, speciale “conoscitore” e testimone del mistero
di Cristo, scrive: “Annunciamo
la sapienza di Dio avvolta nel mistero, nascosta in Dio (=facente
parte della sua intima vita), che
Dio predestinò prima dei secoli… e che nessuno dei prìncipi di
questo mondo ha conosciuto: se
infatti l’avessero conosciuta, non
avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma come è stato
scritto, “quelle cose che occhio
non vide e orecchio non udì e
in cuore d’uomo non salirono
giammai, queste ha preparato
Dio per coloro che lo amano” (Is.
64,3: 65,13). A noi però le ha rivelate Dio per mezzo dello Spirito, giacché lo Spirito scruta tutto,
anche le profondità di Dio” (1Cor
2,7-10).
Ho scelto questo brano della Lettera ai Corinti, perché è una sintesi teologico-mistica delle opere
meravigliose di Dio e del progetto di salvezza universale che
raggiunge il suo apice in Cristo
morto e risorto. La Parola di Dio
e l’esperienza di fede illuminano
la realtà del “mistero pasquale”
che è insieme mistero della Cena,
della Croce, della Gloria.
“Gesù risorto e vivo/ sarà sempre
con noi”: versi stupendi che dichiarano la presenza reale del Risorto e invitano al “sì” della fede.
Ma è possibile l’esperienza di
fede? E’ possibile se l’uomo, libero da pregiudizi e da false sicurezze, apre la mente e il cuore
alla luce della Verità che viene
dallo Spirito, e se l’ascolto della
Parola di Dio si traduce nell’agire
quotidiano.
Ma la vera esperienza di fede
é personale/relazionale: nasce,
cresce e vive nella Chiesa, nella
vita della famiglia e della società,
e trova il suo centro vitale nella
Eucaristia.
Il Canto si conclude con le note
melodiose e suggestive della
Cena, la Pasqua della vita: comunione con Cristo, a gloria del
Padre, nello Spirito d’amore che
genera amore, perdono, pace e
fraterna condivisione: “Il pane
che mangiamo/ fratelli ci farà.
Intorno a questo altare / l’amore
crescerà”. L’Eucaristia fa la Chiesa; la Chiesa fa l’Eucaristia, “fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione”.
Maria Crisafulli
Concerti d’organo
usiche di Luchesi, Morandi, Ve- Fondazione del territorio, che opera
lerj e Moretti, eseguite all’organo nel sociale.
dal maestro Renzo Bortolot. Sarà lui,
“Mantenendo la peculiarità di abbiad inaugurare la XIV edizione della nare all’organo anche altre sonorità
Rassegna organistica “Suoni dal passa- – spiega Fabiola Frontalini, organista
to”, promossa dall’Associazione orga- e direttore artistico della rassegna
nistica Vallesina di Staffolo, nel primo – quest’anno avremo l’originale accodei concerti in programma martedì stamento di organo e corno naturale
15 a Serra San Quirico, nell’omonima il 24 luglio, quello di organo e perchiesa. L’iniziativa, realizzata con il cussioni moderne come vibrafono
patrocinio del Conservatorio Rossini e marimbe il 21 settembre, e quello
di Pesaro, Regione Marche, Provin- di organo e ‘sopranista’ il 19 ottobre”.
cia di Ancona, Cm Esino-Frasassi e la Per info: www.associazioneorganisticollaborazione del Csv, prevede ben 11 cavallesina.it
date fino a novembre con concerti di
organi solisti e non solo, nelle chiese Programma
di Serra San Quirico, Apiro, Staffolo, I concerti iniziano alle ore 21,15
Cingoli, Jesi, San Paolo di Jesi e Ca- 15 luglio Serra San Quirico – Chiesa
merata Picena, dove sono conservati San Quirico; 24 luglio Apiro – Colorgani storici e di particolare prestigio legiata Sant’Urbano; 21 agosto Serra
(ingresso libero).
S. Quirico Stazione – Chiesa parrocAnche quest’anno la Rassegna sposa il chiale; 31 agosto Staffolo – Collegiata
connubio musica-solidarietà, dedican- San Francesco (organo); 5 settembre
do ogni concerto a una diversa asso- Cingoli – Santuario Santa Sperandia
ciazione di volontariato, cooperativa o (organo); 7 settembre Cingoli.
In ricordo
Francesco Mingo
Tre mesi fa Francesco ci ha
lasciato improvvisamente. La
mamma Luisa Guerrini Mingo desidera ricordarlo agli
amici, a tutti coloro che lo
hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, con l’amore
struggente di una “mamma”
immersa in un dolore immenso e dilaniante.
L’ultima carezza
Mi hai chiamato, non
succedeva più.
Nonna ci aveva lasciato,
ero con il suo vuoto, ma
serena:
avevo fatto per lei
l’impossibile.
Penso ad una camomilla,
ero lontana dalla tua
sofferenza.
Suono il campanello, salgo.
La porta è aperta: mi aspetti!
Mi accogli col sorriso!
Ho un attimo di felicità:
nell’aria aleggia qualcosa.
Ti stai lavando i denti,
attorno splendide luci,
anche qui sommerso dai
libri,
tutti aperti a metà;
la lettura spazia variegata:
arte, sì, psicologia dell’arte,
scienza, Totò:
il luogo giusto per ridere
anche.
Mi confidi la tua insolita
stanchezza.
Poi vai lontano,
ai ricordi del liceo:
il mio libro di latino,
più prezioso della tua
intelligenza,
l’inglese al liceo di Macerata.
Quante cose per me – dici -!
Ti sfioro la guancia con una
timida carezza.
Tu scherzi: - Mamma, come
quando ero piccolo!?!
Ti prendo la mano, la stringo.
Non ho capito. Ho cercato io
aiuto: sola!
È stata l’ultima carezza.
Luisa Guerrini Mingo
IL REFRATTARIO
IL CREDO DI PAOLO VI
Q
uarant’ anni fa, il 30 giugno 1968,
Papa Paolo VI, custode sommo
del “deposito della fede”, con autorità di Vicario di Cristo, espresse una
densa sintesi del Cattolicesimo nella “Professione di Fede” conosciuta
come “Credo del Popolo di Dio”. Davanti agli errori di ogni tipo dilaganti
in quegli anni e presenti ancora oggi
dentro e fuori la Chiesa, errori risalenti al protestantesimo e ripresi dal
modernismo, Papa Montini reagì difendendo la verità integrale della fede
cattolica con tale atto di magistero, di
cui noi dobbiamo continuare a tenere
conto.
Nel Credo di Paolo VI si parla di angeli e di anima spirituale e immortale
dell’uomo. Quanto spazio si dà oggi
alle “cose invisibili” nella teologia e
nella predicazione? Attualmente preti
e fedeli non sembrano invece piuttosto appiattiti sull’attivismo e sull’ambito materiale, quasi ignorando e disinteressandosi di ciò che più conta,
cioè dell’anima?
Paolo VI parlò in termini inequivoca-
bili della Santa Messa, che è “il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente
presente sui nostri altari”. Quanto oggi
le messe celebrate rispecchiano questa realtà? Non c’è per caso una crisi
della liturgia che pare aver dimenticato Dio, appiattita com’è sulla mera
dimensione umana? E’ dato abbastanza rilievo alla dimensione sacrificale della messa? Quanti sacerdoti,
nella loro predicazione mettono in
risalto che Gesù è morto per espiare
i nostri peccati e dunque per riparare
le nostre colpe con il Padre? Quanti pongono l’accento sul ruolo dell’espiazione nella vita spirituale, sulla
mortificazione e sul peccato originale,
da cui tutto ha avuto origine? Non c’è
piuttosto il tentativo di ridurre il cristianesimo ad una melassa buonista,
in cui tutto è ammesso perché tanto
Dio è amore? Non c’è la tentazione di
negare le responsabilità dell’uomo ed
il peccato?
Ancora, Papa Montini ricordò chiaramente l’esistenza dell’inferno, del diavolo e del giudizio di Dio. In quante
omelie oggi si accenna a questo? Non
si cerca spesso di evitare il discor-
so sulla giustizia divina, affermando
che Dio non è un giustiziere? Molti
addirittura non credono alle realtà
della dannazione eterna e del demonio, ponendosi in tal modo fuori della
Chiesa. Anche Papa Benedetto XVI,
nella sua ultima enciclica Spe salvi, è
tornato sui cosiddetti Novissimi, cioè
sulle realtà ultime, oggi tanto dimenticati.
Infine, ma si potrebbe continuare ancora a lungo, Paolo VI affermò con
forza la fede nell’Eucaristia. Solo nell’Eucaristia c’è la presenza sostanziale
di Cristo, che pure è presente in tanti
modi nella Chiesa e nelle anime. Ma
solo l’Eucaristia è il centro, la fonte
ed il culmine della vita della Chiesa.
Questo ci distingue dai protestanti, per i quali il centro è la Parola, la
Scrittura.
A quarant’anni di distanza, il “Credo del Popolo di Dio” ci ricorda che
senza il momento dottrinale, tutto
l’edificio della fede rischia di essere
costruito su basi assai fragili, incapace quindi di fronteggiare le sfide della
contemporaneità.
Federico Catani
In diocesi
20 luglio 2008
9
Ottavo centenario della cattedrale ( XII)
I
La “Santa Casa” con camino e campanile
l centro dell’abside del Duomo è
dominato da un grande bassorilievo in marmo che rappresenta un
soggetto caro alla nostra regione:
la “Madonna di Loreto” seduta sul
tetto della “Santa Casa”. Di qui la
denominazione popolare di “Madonna del Tettarello” festeggiata
il 10 dicembre. Questa data è divenuta, da un paio d’anni, con una
accettabile prospettiva “laica”, anche la “Festa delle Marche”.
Riassumo le note e curiose vicende
di questa scultura. Il Consiglio di
Credenza nel 1655 aveva deliberato di porre sulla facciata del Palazzo Priorale (sopra l’attuale “arco
del magistrato”) una statua della
Madonna di Loreto. Che però aveva il difetto di guardare e quindi
proteggere solo i cittadini fuori le
mura! Di qui la protesta degli abitanti dentro l’antica cinta muraria. Che furono salomonicamente
soddisfatti dal cardinal Cybo con
l’apposizione in cattedrale di quest’altra immagine della Vergine di
Loreto. E visto che ci siamo, ricordiamo che tali vicende ebbero uno
strascico – ma di segno opposto
– due secoli e mezzo dopo. Quando nel 1901 il Consiglio comunale
decise la rimozione dal “pubblico
edificio” della statua seicentesca.
Che ora se ne sta silenziosa e appartata nella penombra della na-
vata destra di S. Marco. Jesini,
brava gente, ma con qualche
venatura anticlericale di troppo. Solo per fare un confronto che mi è capitato di notare
recentemente: nella facciata
del Comune della romagnola
(e presumibilmente non troppo filovaticana) Cesena c’è
una statua della Madonna. E
così in numerose altre città
(vedi Macerata) e in molti
paesi. Pazienza: ci consoliamo col fatto che se è vero che
talora esiste il fondamentalismo religioso, non è da meno
quello laicista!
E così torniamo al nostro
bassorilievo in cattedrale, che
raffigura la traslazione “aviatoria” della S. Casa, secondo
la tradizione popolare. L’Europa è piena di reliquie (più o
meno autentiche, ovviamente) reperite in duemila anni
di pellegrinaggi in Terrasanta. E non ci sarebbe niente di
gratuitamente miracoloso nel
pensare (come sembrano propendere i Cappuccini custodi del
santuario lauretano) che la parte
anteriore della modesta casa-grotta di Nazaret potesse essere stata
smontata e caricata su delle navi.
A noi però interessa il significato
profondo di questa “icona”. Che
vogliamo ricavare da quelle “casette” (una decina nella nostra diocesi, diverse decine nella Marche),
che riproducono la Santa Casa di
Loreto e che venivano portate in
processione. Molte di loro hanno
sul tetto sia il camino che un pic-
colo campanile.
Il primo è un dolce richiamo
all’intimità della vita domestica, che trova (trovava! oggi
c’è al suo posto la TV) nel focolare il suo simbolo più eloquente. Ebbene nella preghiera dell’Angelus, che ripetiamo
a mattino, mezzogiorno e
sera, si fa memoria del “Verbo/ Figlio di Dio che si è fatto
carne / ed è venuto ad abitare
in mezzo a noi” (cfr Gv 1,14).
E’ quello che ripetiamo nel
Credo: “Per noi uomini e per
la nostra salvezza discese dal
cielo / e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel
seno della vergine Maria e si
è fatto uomo”. Il Dio inaccessibile, senza perdere la propria
divinità, si è fatto “vicino/
prossimo”, “uno di noi/ come
noi”.
Ma le “casette” hanno spesso
(compresa la nostra scultura)
anche un campanile, che le
configura come una “piccola chiesa”, intensa proprio in
senso “edilizio”. La “vera chiesa”,
si sa, è l’assemblea dei credenti:
ma tale nome è passato ad indicare anche il luogo del loro radunarsi. E forti della promessa di
Gesù: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo
a loro” (Mt 18,20), si può dire che
la chiesa è la “casa di Dio in terra”.
Soprattutto durante l’eucaristia,
massima espressione della sua
“presenza misteriosa e reale”. Anticipo di quella presenza definitiva,
allorché “Dio sarà tutto in tutti”
(1Cor 15,28). Né si deve dimenticare che il concilio ha chiamato
“piccola chiesa” anche la famiglia
cristiana, unita nella fede e nell’amore: perché – come cantiamo
nelle nostre celebrazioni – “Dov’è
carità e amore, qui c’è Dio”.
Questi due simboli – camino e
campanile – si intrecciano mirabilmente anche nell’altra parola
con cui indichiamo la cattedrale: e cioè “duomo”. Che vuol dire
“casa per eccellenza”, casa di tutta
la “famiglia diocesana” (che è la
“chiesa” nella sua pienezza!) guidata dal vescovo.
E allora, dite la verità: ve lo immaginavate che l’umile, popolare
e magari folcloristica “Madonna
del Tettarello” (con relativi “fogarò” nella notte della “venuta”) poteva costituire davanti agli occhi
dei fedeli in duomo un costante
richiamo all’incarnazione? Cioè
a questo fondamentale “mistero
della fede” che realizza la profezia
dell’Emmanuele, il Dio-con-noi
(Is 7,14)?
Don Vittorio Magnanelli
“Sguardi sulla Cattedrale”. Collettiva fotografica
I
n attesa di entrare nel vivo delle celebrazioni
per l’VIII Centenario della Fondazione della Cattedrale medievale di San Settimio – in
programma dal prossimo settembre al mese
di dicembre - la Diocesi di Jesi propone la collettiva fotografica “Sguardi sulla Cattedrale”,
con l’intento di sollecitare la realizzazione di
immagini inedite, di muovere alla scoperta di
spazi insoliti, normalmente inaccessibili, alla
ricerca di momenti e suggestioni che la visita
interna, o particolari prospettive esterne del
Duomo, possono offrire.
L’edificio, che da secoli fa da fondale alla
piazza Federico II, non è certo la cattedrale
di Rouen, che Claude Monet dipinse nel 1894
nell’Effetto di luce mattutina; Primo sole; In
pieno sole; Tempo grigio, ma si vuole offrire
anch’esso come soggetto immobile alla più li-
bera e mutevole osservazione artistica. A pochi decenni dall’invenzione della fotografia, il
grande impressionista francese volle dimostrare che l’arte della pittura era tutt’altro che
morta e sotterrata. Pur dipingendo sempre lo
stesso oggetto secondo condizioni atmosferiche
- ed emotive - diverse, tradusse in straordinari
quadri le sue “impressioni”. La macchina fotografica tuttavia non tardò nel dimostrare una
sua dignità artistica, al di là della fredda riproduzione della realtà. Sono così sorti autentici
poeti della pellicola - oggi anche del digitale
- che, invece di usare pennello o scalpello, adoperano con straordinaria abilità e sensibilità
le tecniche fotografiche, ponendosi come veri
manipolatori di luce.
Quest’ampia premessa vuole rendere ragione
del senso della proposta che la Diocesi rivolge
Parrocchia di San Pietro Martire: grazie ai volontari e al Comune
Solidarietà con i bambini bielorussi
La comunità parrocchiale di San Pietro Martire di Jesi anche quest’anno, dal 28 giugno al
29 luglio, ha fatto proprio il progetto, patrocinato dall’Associazione “L’ARCA” : accogliere
dieci bambini bielorussi, vittime delle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl.
L’iniziativa, giunta ormai al sesto anno, sostenuta dal parroco padre Ilarino Carosi, ha dato
vivacità e calore alla comunità.
I dieci piccoli ospiti, cinque bambini e cinque
bambine, più due accompagnatrici ed interpreti, vengono nella nostra zona per respirare
aria piena di jodio partecipando alla colonia
marina organizzata dal Comune di Jesi che da
queste colonne ringraziamo sentitamente.
Nell’arco della giornata i bambini prendono
parte con entusiasmo alle molte
iniziative organizzate per loro da
un folto numero di giovani animatori e animatrici che li seguono con
tanto affetto e che viene generosamente ricambiato….con abbracci e
baci.
Già diverse volte nel fine settimana i bambini, felici come non mai,
hanno preso parte a gite ed escursioni, accompagnati da tanta gente
della parrocchia e non.
Davvero molte sono le adesioni di
volontari che assicurano la propria
presenza anche durante la giornata con entusiasmo ed encomiabile
altruismo, sperimentando la gioia
del dare e ricevere benessere e felicità.
Approfittiamo di questa occasione per ringraziare tutti i volontari che nei diversi ruoli:
cucina, guardaroba, dispensa, trasporti ecc..
collaborano fattivamente alla riuscita di questo progetto.
Infine un grazie particolare alle brave signore
che ogni mattina “rifanno” i lettini dei bambini magari pensando ai propri nipoti. Stiamo
constatando quanto sia vero quello che ha
detto il Signore: “C’è più gioia nel dare che
nel ricevere” anche se stiamo ricevendo tantissimo.
Nella foto i bambini con il Parroco
nel Convento del noviziato
dei Cappuccini di Camerino
a professionisti e appassionati della fotografia:
quella di fotografare il nostro Duomo al di là
della fredda immagine documentaristica. Chiediamo loro di regalarci degli autentici “sguardi”,
inediti e suggestivi, tali da suscitare emozioni
che l’abitudine e la familiarità di un’occhiata
fugace non è in grado di suscitare. Le immagini dovranno, dunque, avere per soggetto lo
spazio esterno e interno della Cattedrale, colta
dal punto di vista artistico, architettonico, paesaggistico, nonché durante momenti liturgici o
devozionali.
Le immagini verranno esposte nella mostra che
si terrà dall’8 al 16 novembre nei locali del palazzo dei Convegni in corso Matteotti, inserita
all’interno degli eventi previsti per l’VIII centenario della Cattedrale.
Tutti coloro che sono interessati possono pren-
dere visione delle norme di partecipazione e
scaricare il materiale dal sito internet dell’Informagiovani di Jesi – www.comune.jesi.an.it/
informagiovani/ – oppure dal sito di Voce della Vallesina – www.vocedellavallesina.it;
in alternativa si potrà ritirare il Bando presso
il Museo Diocesano di Jesi in piazza Federico
II,7 dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00
(tel.0731.226749). Le domande dovranno pervenire via mail, posta, fax o essere consegnate
a mano entro il 31 agosto 2008. Il materiale fotografico dovrà giungere al Museo entro e non
oltre il 10 ottobre 2008.
Per ulteriori informazioni si prega di contattare
la Segreteria organizzativa presso il Museo Diocesano, piazza Federico II, tel. 0731.206749/fax
0731.206750, e-mail museo.diocesano@
alice.it.
I campi estivi dell’Azione Cattolica
L’estate è da sempre la stagione del relax. Per i vari gruppi
parrocchiali dell’Azione Cattolica jesina, l’estate è soprattutto la stagione dei campi
estivi. Ecco una breve panoramica:
Acr (6-14 anni)
Domenica 27 luglio, Moie
partirà per Scavolino, sotto Pennabilli (PU). Fino a
mercoledì 6 agosto i trentacinque ragazzi iscritti, utilizzeranno il cartone animato
“Ortone ed il mondo di Chi”
per affrontare tematiche forti, come il valore delle regole
nella comunità, la semplicità,
il proprio progetto di vita, la
testimonianza (che è anche il
tema annuale) e l’importanza
della famiglia. A guidarli ci
saranno tredici animatori.
San Francesco di Paola andrà a San Cassiano di Fabriano, dal 18 al 23 agosto.
Il tema che appassionerà i
circa quaranta partecipanti,
sarà il film “La Maledizione
della Prima Luna”. Durante
il campo, i ragazzi – seguiti
da sette animatori e due tutor – faranno un percorso di
scoperta della propria identità per passare dall’io alla comunità. In ricordo dell’esperienza, sarà consegnato ai
giovani una moneta bucata
da mettere al collo.
San Giuseppe e San Pietro
Martire hanno scelto come
meta del loro campo, Marina
di Montemarciano. Dal 24 al
31 agosto i trentotto ragazzi,
seguiti da 14 educatori leggeranno il libro “Il Piccolo
Principe”.
Giovanissimi (15-18 anni)
San Sebastiano, San Marcello e Monsano dal 3 al 10
agosto si recheranno a Foce
Cerqueto, vicino Genga, per
parlare della “Bellezza”. Previsti una ventina di ragazzi.
Chiuso il campo Acr, dal 6
al 10 agosto Moie proseguirà il campo a Pennabilli, con
i Giovanissimi di primo e
secondo superiore, più i ragazzi di terza media. Tutti
insieme rifletteranno sulla
“Cristifidelis Laici”.
San Giovanni Battista invece,
propone ai suoi Giovanissimi
un’esperienza di convivenza.
Dal 7 al 10 agosto, i membri
del gruppo Acg vivranno
insieme a Santa Maria del
Colle.
Santa Maria del Piano e
Kolbe dal 27 al 31 agosto
affronteranno il tema della
“Speranza”, visto da varie angolature (il futuro, la morte,
la solitudine, il confronto
con gli altri) a Sant’Elia di
Fabriano. Quindici i ragazzi
previsti.
San Francesco d’Assisi invece,
in una sola settimana, quella
dal 3 al 10 agosto, radunerà
a Braccano di Matelica tutti
i settori, dai ragazzi dell’Acr
fino agli Adulti, passando
per Giovani e Giovanissimi.
In tutto, una cinquantina i
partecipanti, seguiti da quindici educatori. I tre settori si
ispireranno al cartone “L’Era
Glaciale”.
A cura di Giuseppe Papadia
10
Speciale GMG
20 luglio 2008
Il vescovo Gerardo invita a partecipare alla Notte Bianca della Gmg
Giovani protagonisti nella Chiesa
Si parte, per ritornare!
S
i parte per Sidney. Anche la diocesi di Jesi è rappresentata dai nostri giovani.
Un occasione che molti aspettavano per coniugare
una esperienza spirituale con un viaggio per scoprire
una parte del mondo lontana. Jesi starà vicino a questo evento con un collegamento in piazza della Repubblica quando con il satellite si collegherà per la
celebrazione eucaristica celebrata dal Papa con tutta
la comunità ecclesiale dell’Australia e con i giovani
venuti da ogni parte del mondo. I giovani cattolici
protagonisti in diverse parti del mondo insieme al
Pontefice per portare una testimonianza di fede, per
rinsaldare l’universalità, per far incontrare generazioni di giovani di diversi paesi. L’iniziativa ha un suo
valore di testimonianza e di comunione, in un mondo sempre più globalizzato, sempre più vicino nelle
distanze che rivuole testimoniare la parola di Dio
come evento di comunione e di pace. Ormai da adulto guardandoli così organizzati, con quell’entusiasmo
che caratterizza l’età, viene da domandarsi se dietro
a tutta questa preparazione organizzativa non vi sia
il pericolo di perdere lo scopo, le finalità. Indubbia-
“Grazie al Signore che ci ha concesso di
vivere in questo tempo di grandi sfide,
cariche di speranza e di fiducia”: così il
Vescovo Gerardo ha detto ai giornalisti
per presentare la Giornata Mondiale
della Gioventù e la Notte Bianca. Proprio
così infatti si presentano gli eventi
di Sidney, in Australia dove 120mila
giovani stanno vivendo una grande
esperienza di condivisione e di fede e ne
danno testimonianza al mondo: eventi
di speranza. “Questi trenta giovani
non vanno a titolo personale ma sono
mandati dalla Chiesa diocesana che
li aspetta per restituire qualcosa agli
altri giovani – ha continuato il Vescovo
– stiamo vivendo i tre anni del progetto
Agorà come attenzione ai giovani, non
solo destinatari ma protagonisti nella
Chiesa. Ecco perché l’evento della Gmg
non basta, perché inevitabilmente non
riesce a coinvolgere direttamente tutti:
la Notte Bianca che vivremo a Jesi il
19 e il 20 luglio ci farà sentire uniti ai
giovani di Sydney.” L’organizzazione
della Notte Bianca, la lettera pastorale
del Vescovo sono segni di questo
rinnovato desiderio della chiesa locale
di mettersi in cammino con i giovani.
“Siamo chiamati a non lasciarci sfuggire
questo tempo di grazia in mezzo a
tanta sfiducia: abbiamo tanti motivi di
speranza guardando i nostri giovani
– ha concluso il vescovo Gerardo – che
ha rivolto un ringraziamento ai giovani,
alle loro famiglie, alla segreteria della
pastorale giovanile e ai monasteri che
accompagnano con la preghiera queste
iniziative.
La Messa in diretta con
il Santo Padre
mente l’impatto mediatico è rilevante. Tutto il mondo in questi giorni sta guardando questo evento, gli
annunci che esso porterà, l’impegno che potrà sorgere, e anche lo spirito che vuole trasmettere. Abbiamo
bisogno di testimoni! Questa necessità nelle nostre
società sempre più secolari diventa impellente. Il rischio è che come un fuoco che brucia arriva al massimo fulgore e splendore per poi nel tempo spegnersi.
Quando questo avviene e può avvenire bisogna domandarsi che cosa ha significato e significa una esperienza di cosi forte impatto mediatico? Cosa rimane?
Oggi nelle nuove generazioni gli eventi hanno una
velocità nel consumarsi diversa da ieri. Le nuove tecniche di comunicazione velocizzano i rapporti e alle
volte li banalizzano. Cioè non ci si ferma per riflettere
per stare. Questa è una caratteristica del mondo moderno che nel momento in cui la tecnica ha preso il
posto dei rapporti umani, dell’attenzione all’altro, ai
suoi momenti, il tutto viene vissuto in fretta, come
una evasione da consumare subito, quando quei momenti hanno un valore che trascende l’impatto mediatico, la manifestazione, l’organizzazione, l’evento!
Ogni incontro è una occasione di amicizia! Essa si
costruisce dal posto in cui si parte, fino all’arrivo, per
poi ritornare. L’importante è che nasca tale sentimento, che si riproduca! Occasioni di incontri come questi possano generare nel ritorno quello spirito della
porta aperta, dell’accoglienza al diverso. Non possiamo vivere arroccati nelle mura delle nostre idealità,
quando un popolo in esodo bussa alle nostre porte.
La nostra fede vuole l’incontro con l’altro. Andando
a Sydney, si manifesta questa esigenza che il nostro
essere testimoni del Cristo risorto non ha confini, ma
è vero che nella porta accanto delle nostre realtà l’altro alle volte bussa e trova la porta dei nostri cuori
chiusa.
Io credo che quando Gesù dice vi lascio il mio Spirito,
sarò con voi fino alla fine del mondo allude sicuramente a questo soffio di amicizia; quando dice non vi
chiamo più servi, ma amici parla di una relazione che
stabilisce con ciascuno di noi. E’ il soffio dell’amicizia
che non ha età che i greci chiamano filia alludendo a
quella qualità dell’amore non contaminato dalle forze
istintive della materia. Ma esso può essere reso triste
e addirittura spento quando facciamo scelte contrarie
alla sua essenza d’amore. L’anima non si cura con le
cose, ma necessità dell’incontro, nello stare vicino.
Ecco, il mondo che si avvicina, l’incontro che riscalda
i sentimenti, la passione, l’idealità, tutto questo non
sia un fuoco di paglia, ma sia un piccolo germoglio
che appunto Sidney vuole far nascere nel cuore dei
giovani sparsi per il mondo per contaminare sempre
di più tutti noi.
Remo Uncini
“La notte è, anche per noi sacerdoti,
un’esperienza emozionante: ho avuto
tante occasioni di sperimentare la notte
come momento di grazia. Invito quindi
a partecipare, nei limiti del possibile,
alla celebrazione che vivremo a Jesi
in diretta da Sydney e alle Fontane di
Luce che si accenderanno dalle ore
20,30 nel centro storico di Jesi”: l’invito
del Vescovo Gerardo è per tutti e in
particolare per i giovani e gli educatori
dei giovani affinché vivano la ricchezza
di questi momenti. La Messa delle 2 della
mattina del 20 luglio, dalla piazza della
Repubblica, andrà
di pari passo con
quella che il Papa
celebrerà alle ore
10 all’Ippodromo di
Randwick.
Il
sito
jesino
dell’Agorà (agorajesi.
it) proporrà ogni
giorno
notizie
e
filmati
sui
nostri giovani in
Australia; l’agenzia
giornalistica www.
chiesamarche.
org darà tutti gli
aggiornamenti
la Santa Comunione e piamente
preghino secondo le intenzioni di
Sua Santità. Si concede l’Indulgenza
parziale ai fedeli, ovunque si trovino
durante il predetto incontro, se, almeno
con animo contrito, eleveranno le loro
preghiere a Dio Spirito Santo, affinché
spinga i giovani alla carità e dia loro la
forza di annunziare con la propria vita
il Vangelo. Affinché poi i fedeli possano
più facilmente farsi partecipi di questi
celesti doni, i sacerdoti, legittimamente
approvati per l’ascolto delle confessioni
sacramentali, con animo pronto e
generoso si prestino a ricevere e
propongano ai fedeli pubbliche preghiere,
per il buon esito della stessa “Giornata
Mondiale della Gioventù”.
La Giornata delle Marche
sugli arrivi e sui primi momenti della
GMG, dalla logistica alla preghiera, con
immagini, racconti, riflessioni.
L’indulgenza
Benedetto XVI ha confermato la
possibilità di lucrare l’indulgenza
plenaria per quanti parteciperanno alla
GMG. La Penitenzieria Apostolica nel
suo apposito documento ha scritto: “Si
concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli
che devotamente parteciperanno a
qualche sacra funzione o pio esercizio
da svolgersi durante la “XXIII Giornata
Mondiale della Gioventù”, nonché
alla sua solenne conclusione, purché,
confessati e veramente pentiti, ricevano
L’invito radiofonico
La segreteria organizzativa della pastorale giovanile della
Diocesi di Jesi ha predisposto manifesti e volantini per invitare i giovani a partecipare alla Notte Bianca della Gmg a
Jesi; è stato realizzato anche uno spot radiofonico con l’inno
della Gmg, grazie alla collaborazione di Andrea Antolini,
registrato da Leonardo Fiorenza e Roberta Gagliardini e
trasmesso da RVE – Radio Vallesina, Radio Velluto e Radio
Duomo Senigallia.
Ciao sono Roberta - ciao sono Leonardo. Ti facciamo
un invito: vieni per la Notte Bianca della GMG. A Jesi!
La notte del 19 luglio sarà una Notte Bianca! Vivremo in
diretta da Sydney la Giornata Mondiale della Gioventù
alle 21 poi le fontane di luce. A mezzanotte spaghettata
e caffè per tutti, e poi, a notte fonda, ancora in diretta la
Messa del Papa dall’ippodromo di Randwick in Australia.
Il 19 luglio il mare di Sydney bagnerà Jesi
Vieni con noi - Receive the power!
Nell’ambito della Celebrazione della
“Giornata delle Marche”, giunta alla
quarta edizione, dedicata agli anziani, è
previsto un gemellaggio ideale tra la città
di Fermo e quella di Sidney (Australia).
“Le celebrazioni per la Giornata delle
Marche 2008 avranno inizio il 25
luglio a Sidney, in concomitanza con la
Giornata Mondiale della Gioventù a “. E’
possibile seguire l’evento sul sito www.
giornatadellemarche.it.
Nella prima foto, da sinistra Francesco
Collamati e Manuela Bocchini in
partenza per Sydney, il Vescovo e don
Cristiano Marasca responsabile della
Pastorale Giovanile Diocesana; nella
seconda i due giovani con la maglietta e
la felpa della Gmg
I nostri giovani inviati
Sono trenta i ragazzi
della nostra diocesi in
Australia, accompagnati
da don Cristiano Marasca, responsabile diocesano della Pastorale
Giovanile e don Giovanni Rossi: Sara Agostinelli, Detjon Begaj, Manuela Bocchini, Alberto Bugari, Cristina Cardinali,
Michele Cerasa, Matteo
Cingolani,
Francesco
Collamati,
Emanuele
Contadini, Cecilia Cuic-
chi, Leonardo Fiorenza,
Lucia Fiorenza, Valentina Fossi, Roberta Gagliardini, Laura Ginesi,
Luca Gramaccioni, Michele Maceratesi, Erica
Marchegiani,
Natalia
Palanca, Giuseppe Papadia, Sara Petrocelli, Elisabetta Pizzicotti,
Federica Ristè, Giulia
Romagnoli, Anna Maria
Rossetti, Devis Spaccia,
Chiara Taccaliti, Roberta Ulissi.
MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
Avrete forza dallo Spirito Santo
C
ari giovani!
Ricordo sempre con grande
gioia i vari momenti trascorsi
insieme a Colonia, nell’agosto 2005.
Alla fine di quell’indimenticabile
manifestazione di fede e di
entusiasmo, che resta impressa nel
mio spirito e nel mio cuore, vi ho
dato appuntamento per il prossimo
incontro a Sydney.
Sarà la XXIII Giornata Mondiale
della Gioventù ed avrà come tema:
«Avrete forza dallo Spirito Santo
che scenderà su di voi e mi sarete
testimoni» (At 1,8).
Il filo conduttore della preparazione
spirituale all’appuntamento di
Sydney è lo Spirito Santo e la
missione. Se nel 2006 ci siamo
soffermati a meditare sullo Spirito
Santo come Spirito di verità, nel
2007 cerchiamo di scoprirlo più
profondamente quale Spirito
d’amore, per incamminarci poi
verso la Giornata Mondiale della
Gioventù 2008, riflettendo sullo
Spirito di fortezza e testimonianza,
che ci dona il coraggio di vivere il
Vangelo e l’audacia di proclamarlo.
Diventa fondamentale che ciascuno
di voi giovani possa riflettere su
questo Protagonista della storia
della salvezza che è lo Spirito Santo
o Spirito di Gesù, per raggiungere
questi alti scopi: riconoscere la
vera identità dello Spirito anzitutto
ascoltando la Parola di Dio;
prendere una lucida coscienza della
sua continua, attiva presenza nella
vita della Chiesa, in particolare
riscoprendo che lo Spirito Santo si
pone come “anima”, respiro vitale
della propria vita cristiana, grazie
ai sacramenti dell’iniziazione
cristiana; diventare così capace
di maturare una comprensione di
Gesù sempre più approfondita e
gioiosa e, contemporaneamente, di
realizzare un’efficace attuazione del
Vangelo all’alba del terzo millennio.
Non dimenticate mai che la Chiesa,
anzi l’umanità stessa, quella che
vi sta attorno e che vi aspetta nel
vostro futuro, attende molto da voi
giovani perché avete in voi il dono
supremo del Padre, lo Spirito di
Gesù.
Vallesina
20 luglio 2008
11
Castelplanio: la gratitudine dell’associazione Diletta onlus per la generosa collaborazione
D
Vicini ai bambini della Bielorussia
iletta Onlus desidera ringraziare tutti
coloro che, anche quest’anno, stanno
contribuendo alla realizzazione dell’ospitalità dei ragazzini bielorussi. In particolare il
grazie va ai volontari che aiutano nelle attività della Badia dè Frondigliosi (dalle cuoche
alle addette alla pulizia), alle famiglie che
ospitano i ragazzini nel mese di luglio, alle
amministrazioni comunali che hanno ospitato e partecipato agli eventi tra cui la gara
di pittura e di fotografia. Grazie alle maestre
dell’Istituto Comprensivo Carlo Urbani di
Maiolati, Castelplanio e Poggio San Marcello
che hanno tenuto i corsi formativi linguistici
e di formazione di base, all’Associazione Informatici senza frontiere, al Vescovo Gerar-
Moie per le missioni
Continuano gli appuntamenti
proposti a Moie per contribuire
alla costruzione della scuola elementare nella missione carmelitana di Chang’ombe in Tanzania.
Sabato 19 luglio alle ore 20 cena
in piazza e alle ore 21,30 concerto
dal vivo con le canzoni degli anni
’30, 40 e 50 proposte da coristi in
abiti d’epoca. La serata, organizzata dal gruppo di volontariato
Carmelo nel mondo rientra nel
progetto “Il battito che unisce:
Moie – Chang’ombe” che ha il
patrocinio del comune di Maiolati
Spontini, della parrocchia Santa Maria di Moie e delle Suore
carmelitane Missionarie di Santa
Teresa del Bambin Gesù. Un altro
appuntamento di solidarietà a
Moie in favore delle opere missionarie di suor Katarina (conosciuta
come suor Caterina) Noeli Hilonga di nazionalità tanzaniana e che
ha svolto la sua opera per tre anni
a Moie nella comunità delle Suore
Carmelitane Missionarie di Santa
Teresa del Bambin Gesù.
Suor Caterina si è impegnata
nella scuola materna “Domenico
Pallavicino”, ha guidato gli incontri di catechesi in Parrocchia, ha
visitato i malati nelle loro case, ha
incontrato i fratelli. Così ricorda il
periodo trascorso a Moie: “E’ stata
un’esperienza molto positiva che
mi ha fatto crescere, ho sperimentato l’amore di Dio in contatto con
diversi persone”. Ora sr Caterina
è rientrata nella sua terra natia
come responsabile della missione
carmelitana con il ruolo di “Delegata della Superiora Generale”.
Nella Missione della Tanzania le
suore seguono diverse opere a
sostegno dei bambini bisognosi,
dei malati, insegnano religione
nelle scuole materne, elementari,
secondarie e quelle superiori.
“La situazione più urgente oggi
nella missione di Tanzania – scrive Sr Caterina - è lo sviluppo
culturale dei bambini e giovani.
Tanti bambini non vanno scuola
per la povertà delle famiglie; grazie al lavoro dei missionari e alla
generosità di tanti benefattori i
bambini e i giovani della Tanzania
cominciano ad avere la possibilità
di studiare”.
Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi ai numeri 0731
701820; 0731703232; 0731702013.
do Rocconi che unitamente alle parrocchie
di Castelplanio e Poggio non hanno fatto
mai mancare il loro sostegno. L’amministrazione comunale di Castelplanio ha consentito, curando la logistica, il soggiorno marino
nelle tre settimane di permanenza in Badia;
la Fondazione Cassa di Risparmio e la Sogenus hanno sostenuto economicamente il
progetto. Diletta Onlus è così giunta con il
Progetto Estivo 2008 alla sesta ospitalità dedicata a questo tipo di disagio (ci stiamo ora
indirizzando verso altre aree di disagio minorile lasciando tuttavia stabile l’impegno su
questi progetti).
I bambini sono arrivati il 7 giugno e ripartiranno il 30 luglio prossimo. Il progetto riguarda 35 ragazzini, per la maggior parte orfani, che a
dicembre intendiamo ospitare per un altro mese e di
anno in anno - per un periodo complessivo di tre mesi
ogni anno- lungo tutto il percorso della loro crescita.
Con questa ospitalità Diletta Onlus da continuità ad
un’opera di sostegno e cura
iniziata nel 2005 grazie alla
collaborazione di tanti amici
senza i quali tutto ciò sarebbe impossibile. Il grazie si
rivolge anche al significato
che l’aiuto rappresenta per
noi organizzatori: questo ca-
lore e la vostra sensibilità ci
stimolano e ci incoraggiano
a proseguire verso la direzione che abbiamo intrapreso
e verso la realizzazione dei
nostri obiettivi. L’assistenza
sanitaria dei bambini attraverso il soggiorno collinare
e marino che viene svolto
grazie all’aiuto del Comune
di Castelplanio che mette a
disposizione il pullman per i
viaggi verso il mare; la cura
e il risanamento dei bambini
attraverso una equilibrata e
idonea alimentazione capace
di conferire nel periodo di
ospitalità una solida base dietetica e energetica; l’integrazione culturale con i bambini e
le famiglie del nostro territorio per costituire le basi per uno sviluppo solido di rapporti
internazionali sulla scorta di un intervento
umanitario che svolga anche il compito di
rafforzare l’amicizia tra i nostri popoli; interventi formativi di base che hanno sullo
sfondo il più impegnativo intento di dare ai
ragazzini, nel corso delle prossime ospitalità,
una dotazione conoscitiva di alcuni mestieri
che possa aiutarli successivamente al superamento di altre difficoltà.
Quest’anno stiamo dedicando crescente
attenzione ai temi formativi (informatica,
lingua italiana, percorsi professionali) convinti come siamo dell’importanza dell’orien-
Etty Hillesum (Olanda 1914 – Auschwitz1943)
Un cuore pensante
Q
uella cartolina
la
raccolsero
dei contadini, che
poi la spedirono,
dalla linea ferroviaria. Etty ebbe il suo
transito nella quiete
eterna, il 30 novembre del ’43.
Soddisfatta, come
sempre, nel suo
modo di prepararsi
agli eventi e di prenderne parte.
Appieno aveva vissuto tutto, tanto da
sentirsi “vecchia” come lei si definiva; aveva bruciato abbondantemente le tappe, sia nel sapere che nella
vita sentimentale, giostratasi in lei
così arditamente con personaggi
molto più grandi e diventati personaggi di calibro, sia del mondo finanziario, che del sapere psicologico
universitario. Agli studi Etty crebbe
velocemente, visti i pregi acquisiti
dalla famiglia di origine dove tutti
furono di spicco, dalla musica, alla
scienza e letteratura; i suoi contatti
più importanti li ebbe all’università
dove laureatasi in giurisprudenza, si
iscrisse a lingue slave. Cominciarono i suoi primi incarichi lavorativi
insegnando il russo, poi parallelamente lo studio della psicologia che
l’avvicinarono a Spier, studioso di
Jung, con il quale tesse una lunga
convivenza fino alla vigilia della deportazione al campo, quando lui si
rese introvabile alla Gestapo. La sua
vita è tessuta tutta da una scalata costante nell’animo umano, scusando
e perdonando proprio tutti.
La consapevolezza di essere una
donna diversa, forse inadatta alle
cose ordinarie, ma forti e fedeli
si, era tale in lei per la molteplicità
degli aspetti che varcavano il suo
animo: si affollavano spinte indomite, a cui si imponeva un rigoroso
richiamo ad un equilibrio spirituale,
che faceva breccia con entusiasmo
varcando il confine sensuale. Confondeva, diceva severamente, e non
era questa l’immagine che frettolosamente si impossessava di lei; qualcosa si affrettava chiamandola all’indispensabile provvisorio.
La sua Via Crucis letteraria, prende
proprio tutti, non
tralascia
nessuno
degli atteggiamenti,
da quelli del consiglio ebraico che i tedeschi lasciavano illusoriamente fare, ai
singoli disperati, che
a volte si salvavano
dai rastrellamenti,
altre li vedeva partire sui convogli. La
loro forza rimaneva racchiusa nei
pacchi cibo che
potevano
ancora circolare, e nell’atteggiamento
da tenere nei confronti della fine.
Doveva arrendersi di accettare
questo momento finale così macabro ed espiatorio, anche nella
visione sempre più nefasta data
dalle assurde “condanne” date
ai bambini; ma il gioco creatore
dentro lei di scrivere più lettere
possibili per salvare l’impossibile, non si fermava. Il suo appello
a tutti era di rimanere ognuno al
proprio posto di guardia, se se
ne possiede già uno ben definito
dentro di noi senza scomporsi e
disperazioni. Con quella intima
irriducibile e solida, forza ebraica. (fine)
Elisabetta Rocchetti
tamento professionale e della preparazione
scolastica di base. Tale iniziativa è oggi più
incisiva grazie anche alle esperienze maturate negli anni scorsi. Ci stiamo anche avvalendo di insegnanti dell’Istituto comprensivo
Carlo Urbani e di insegnanti volontari di informatica che fanno riferimento all’Associazione Informatici senza Frontiere.
I 35 ragazzini sono ospitati in formula mista:
presso l’Abbazia dé Frondigliosi di Castelplanio e presso le famiglie dei vari paesi del
nostro comprensorio (tra gli altri Fabriano,
Jesi, Monsano, Castelplanio, Rosora, Maiolati, Poggio San Marcello, Serra San Quirico,
Castelbellino, Pianello Vallesina, Monte Roberto).
Fernando Borgani
CINESTATE
A Jesi fino al 10 agosto
Presso i giardini della scuola “Duca Amedeo di
Savoia” in Corso Matteotti (Arco Clementino) si
svolgerà Cinestate dal 28 giugno al 10 agosto alle
ore 21.15.
Venerdì 18 luglio “Il cacciatore di Aquiloni”: Marc
Forster, Khalid Abdalla, film drammatico svolto
negli USA nel 2007. Sabato 19 luglio “Next”: Lee
Tamahori, Nicolas Cage, Julienne Moore, film
d’azione svolto negli USA nel 2007. Domenica 20
luglio “Lo scafandro e la farfalla”: Julian Schnabel,
Mathiu Amalric, film drammatico svolto in Francia
nel 2007. Martedì 22 luglio “Elizabeth the Golden
Age”: Shekar Kapur, Cate Blanchett, Clive Owen,
film storico svolto in Gran Bretagna nel 2007.
Lettori segnalano
Aforismi di Etty Hillesum
«Io credo che per ogni evento
l’uomo possieda un organo che
gli consente di superarlo.»
«Se noi salveremo solo i nostri corpi dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà
troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita
a ogni costo, ma di come la si
conserva.»
«Ogni situazione, buona o cattiva, può arricchire l’uomo di
nuove prospettive. Se abbandoniamo al loro destino i duri
fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, allora non
siamo una generazione vitale.»
Ecco due fotografie dei “buzzi” che, da qualche giorno, fanno
bella mostra di sé vicino all’Arco Clementino. Inizialmente
erano posizionati, come si vede dalle fotografie, addirittura
sopra il faretto di illuminazione dell’arco; poi, il buzzo sopra
il faretto è stato spostato, in maniera da illuminare, oltre all’arco, anche il buzzo medesimo.Capisco che, artisticamente
parlando, l’Arco Clementino “ne vale poche”, ma, stando così
le cose, non sarebbe meglio buttarlo giù, come era stato proposto un secolo fa?
Così, di buzzi, se ne potrebbero collocare tanti!
Paolo Marcozzi.
Ad maiora.
12
INTERVISTA alla ECLETTICA ELENA SOFIA RICCI
L’emozione del teatro
C
Regione
20 luglio 2008
he Elena Sofia Ricci nematografico o televisivo,
fosse una bellissima che sono molto simili. Con
donna è noto al grande il teatro il rapporto con lo
pubblico, che fosse simpa- spettatore è immediato e
tica, lo potevamo imma- più forte; il pubblico è lì,
ginare, ma che si rivelasse che quasi lo puoi toccare
anche una persona molto e vedere. Il teatro, da quedisponibile, umile nel con- sto punto di vista, è molto
frontarsi con il pubblico e emozionante. Il cinema
gentile, è una dote che non o la televisione sono una
caratterizza forse tanta sfida avvincente, perché
gente dello spettacolo. Ab- quello che fai adesso, non
biamo incontrato questo lo puoi più fare. Una scena
personaggio poliedrico sa- che giri in dieci minuti ribato 5 luglio al Castello di mane lì per sempre e non
Precicchie. Uno dei castelli, sai come risulterà, lo vedrai
ancora intatto e ben con- mesi dopo. Col cinema e la
servato, dei potenti conti televisione la reazione del
Rovelloni, che nel Medioe- pubblico la sai solo dopo
vo e fino al ‘500, hanno do- che hai terminato il film ed
minato le nostre zone col- hai finito di girare la pellilinari. In questo piccolo e cola. Inoltre il mezzo cinesuggestivo castello, sperso matografico e la tua resa di
tra i monti del fabrianese, fronte la macchina da presi svolge, da dodici anni un sa si imparano a conoscere
premio dedicato alla critica con il tempo, con un procinematografica e televisi- cesso che dura anni.
va, che vede ogni
volta omaggiare
un grande attore
o attrice. Dopo
Carlo
Verdone,
Sergio Castellitto,
Leo Gullotta, Giuliana De Sio, Stefania Rocca, tanto
per citarne alcuni,
quest’anno l’omaggio è andato ad
Elena Sofia Ricci,
che con la fiction
“I Cesaroni”, in cui
è protagonista con
Claudio Amendola, ha fatto il pieno
di successi e consensi.
Abbiamo
avuto il privilegio,
grazie al contributo dei due Quest’anno il grande sucdirettori artistici del pre- cesso con la fiction “I Cesamio: Piero Spila e Franco roni”. Progetti per il futuro?
Montini, di
sottop orle alcune
domande,
prima di
incontrare il folto
pubblico di
appassionati intervenuti nella
piazzetta
del Castello. Ricordiamo che
Elena Sofia Ricci, toscana Tanti: per cominciare ho
di nascita, ma romana di girato una serie, sempre
adozione, è un’attrice ver- per Canale 5, intitolata
satile, che ha esordito gio- “Amiche mie”, con Marvanissima nel cinema, ma gherita Buy, Luisa Ranieri
si è anche occupata di tea- e Cecila Dazzi. Poi stiamo
tro e televisione.
rifacendo i “Cesaroni 3”.
Lei inizia la sua carrie- Ora vado a fare un piccolo
ra cinematografica a soli cammeo nel film di Brizzi,
22 anni con un film del dal titolo “Ex”, con un cast
grande regista Pupi Avati: eccezionale, non volevo
come si vive, da giovane, mancare!
un’esperienza così impor- Siamo nelle Marche, lei in
tante?
questa occasione è ospite
Ho iniziato a 18 ani la mia nella rinnovata Abbazia
carriera, ancora prima, di Val di Castro, era già
con esperienze teatrali, stata in queste zone?
che sono anche quelle di Certamente, in tanti anni
formazione. Quindi quan- di tournee teatrali, ho vido sono arrivata a 22 anni sitato diversi luoghi delle
a girare “Impiegati”, con Marche. Una delle espePupi Avati, era la mia pri- rienze più forti è stato
ma esperienza cinemato- quando ho recitato a Sirolo
grafica, ma non ero una il “Macbeth” alla presenza
neofita, lo ero solo per il della grandissima Valeria
cinema. Con Pupi è stato Moriconi, che ci ha lasciabellissimo, non è solamen- to ed è stata una delle attrite un grande regista, ma è ci, per me, di riferimento.
un direttore di attori. Mi L’intera intervista è visibile
ha insegnato tantissimo e on-line al sito: www.vallegliene sono molto grata.
sina.tv.
Lei ha fatto cinema, teatro
Cristiana Simoncini
e tv. Quale di questi tre
Nella seconda foto, Elena
mezzi comunicativi prediSofia Ricci con il marito, il
lige e che diversità c’è?
musicista Stefano Mainetti,
La differenza più grande è
tra il pubblico della
tra il teatro ed il mezzo cimanifestazione a Precicchie.
Marcello Bedoni, a San Giuseppe il 20 luglio ore 21
Un concerto religioso operistico
I
n aggiunta al preannuncio
fatto la scorsa settimana sul
ritorno del tenore Marcello
Bedoni, che vive a Francoforte, ritengo utile sintetizzare il suo curriculum vitae
e ricordare la sua iniziazione
canora nel gruppo di canto
parrocchiale di S. Giuseppe
negli anni ’70. I suoi genitori,
Vittorio e Giuseppa Scannella,
risiedono tuttora a Jesi, dove
Marcello è nato, in via dei
Mugnai.
La sua fama di cantante internazionale inizia all’età di 21
anni. Si perfeziona da subito
con grandi nomi del panorama lirico tra cui il tenore
Veriano Luchetti, il soprano
Mietta Sighele, Luciano Pavarotti e il tenore Franco Corelli.
E’ vincitore di dodici concorsi
di canto di cui due nazionale
e dieci internazionali dei più
prestigiosi tra i quali il “Mario
Del Monaco”, il “Katia Ricciarelli”, l’Enrico Caruso. Nel
1999 riceve il premio internazionale “Tiberini d’argento”
quale giovane cantante in
carriera.
Già dal suo primo debutto si esibisce non solo nei
principali teatri d’Italia ma
viene riconosciuto in tutto
il mondo con produzioni in
Europa, America del nord
e Asia accanto ad artisti di
grande fama come Mirella
Freni, Peter Dvorsky, Paolo
Coni, Cecilia Gasdia ecc. e
direttori d’orchestra come
Richard Bonynge, Bruno Bartoletti, Bruno Aprea, Gustav
Kuhn, Carlo Maria Cillario,
Maurizio Arena, Kristian Badea, Jacek Kaspszyk, Martin
Elmquist ecc. .
Diverse sono le incisione
discografiche tra le quali “Le
Maschere” di Mascagni ed.
Kicco Classic, “Operas Arias”
ed. OperaElite, “Messa di
Gloria” di Puccini ed. Luxembourg Philharmonia e “I Promessi Sposi” di Ponchielli ed.
Bongiovanni.
Flaviano Celli
Jesi Estate 2008, mostra collettiva
“Per la fotografia…”
È
stata inaugurata sabato scorso e
terminerà domenica 27 luglio la
mostra collettiva “Per la fotografia…
Settimane della fotografia”, uno degli
appuntamenti più importanti della rassegna Jesi Estate 2008. Vari gli
artisti che esporranno le loro opere:
il fotoreporter genovese Mario Dondero (chiesa di San Nicolò); il gruppo
della Scuola Senigalliese di fotografia,
circolo fotografico affiliato alla FIAF,
Federazione italiana associazione fotografiche (palazzo dei Convegni); lo
jesino Giampiero Barchiesi (galleria
del negozio “Contemporaneo”); l’un-
gherese Vancsò Zoltàn
(chiesa di San Bernardo). La mostra è curata
da Simona Cardinali,
dei Musei civici, con la
supervisione di Loretta Mozzoni. Nelle sedi
espositive si terranno
anche incontri con gli
artisti protagonisti. Il
20 luglio toccherà a
Mario Dondero; il 15 al gruppo della Scuola Senigalliese; il 18 a Giampiero Barchiesi e il 13 luglio al fotografo ungherese Zoltàn. Tutti gli ap-
puntamenti sono previsti per le 21.30.
Lucia Romiti
Nella foto Vincenzoni il fotografo
Pondero con l’assessore Conti
La Consulta per la Pace al Campo Boario
Il mercatino dei bambini
A
nche in questo anno nei giovedì
di luglio la Consulta per la Pace
ripropone l’iniziativa “Mercatino dei
bambini”, un appuntamento ormai
tradizionale e graditissimo da adulti
e bambini. Novità assoluta la scelta
del luogo: la struttura permanente e
rinnovata al Campo Boario.
Molteplici i vantaggi e le opportunità, ampio spazio espositivo, circondato da alberi secolari, ulteriori spazi gioco per bambini, opportunità
di ampio parcheggio.
E’ l’occasione ideale
per una passeggiata
a piedi o in bicicletta
che dal centro cittadino si sviluppa verso
il piano. Occasione
speciale è data dall’entusiastica esposizione di oggetti, giocattoli, peluche che
i bambini con cura
offriranno ai visitatori. Non mancheranno
momenti di spettacolo e di animazione.
Anche la solidarietà
farà la sua parte: le
quote di iscrizione
raccolte faranno sorgere una biblioteca per l’infanzia nelle zone rurali
di Matagalpa in Nicaragua. Provare
per credere.
Ambra Ricciarelli del Telefono
Azzurro per la Consulta per
la Pace del Comune di Jesi
Nelle foto di Lucia Anderlucci: il bimbo
che dorme: “meritato riposo dopo
un pomeriggio di lavoro...” e una
bancarella esposta sabato scorso
al Campo Boario
Jesi
Era la Classe II Elementare della Scuola San Martino
13
20 luglio 2008
Era la Classe IV Elementare della Scuola San Martino
Era l’anno 1956 Era il 10 giugno 1958
La maestra era Gemma Taffetani, donna
severa, che usava bacchettate sulle mani,
boccetti all’occorrenza e faceva stare tutti seduti composti e con le mani dietro la
schiena.
Si notano, da sinistra a destra:
Prima fila in alto:
Carlo Alberto Mari (fratello dell’avvocato Luigino Mari) – Gilberto Cocciarini
(figlio del titolare dell’esercizio di alimentari, allora ubicato in Corso Matteotti)
– Ganzetti – Marco Antonelli (ora titolare di agenzia immobiliare) – Paolo Gialletti – Crociani – Paolo Marcozzi (quello
con lo sguardo basso, non per modestia,
ma a causa del sole, ora noto giornalista
di Voce della Vallesina, avvocato a tempo perso) – Schiavoni – Proietti – Piero
Procicchiani (operaio, già imprenditore)
Seconda fila, al centro:
Sandro Benedetti – Francesco Pellegrini
(laureato in medicina, specialista residente in Osimo, figlio del Dott. Pellegrini
di Jesi) – Bucci – Ildo Mattei (insegnante, figlio del direttore del cinema Politeama) – Stefano Balducci – Carotti – Walter Marcozzi (non parente del primo, già
titolare di agenzia
immobiliare) – Bartolini – Androvandi
– Sbarbati
Terza fila, in basso:
Emilio Campodonico (Parroco di
Pantiere) – Saveri –
Taccaliti – Cardinali – Battistelli – Tili
– Nicoletti – Marasca – Claudio Barigelli (insegnante)
La classe contava 30
elementi: il giorno
della fotografia era
assente Pentericci
Il maestro era Goliardo (che
bel nome) Radi, veramente
uomo di fede profonda e che,
ogni giorno, iniziava con una
preghiera (il Pater Noster) le
lezioni.
Si notano, da sinistra a destra:
Prima fila in alto:
Gasparri – Alfonso Balducci
– Battistelli – Paolo Marcozzi (quello che fa l’occhietto a
causa del sole, ora noto giornalista di Voce della Vallesina, avvocato a tempo perso)
– Negromanti – Paolo Baroni (figlio del direttore della
Banca D’Italia, allora ubicata in Corso Matteotti) – Sandro Benedetti
– Giuliani – Bianchi – Bucci – Famiglini
dott. Pellegrini di Jesi) – Moretti – Ragni
Terza fila, in basso:
Marasca – Sbarbati – Montelli – CasaSeconda fila, al centro:
grande – Claudio Barigelli (insegnante)
Marco Antonelli (ora titolare di agenzia im- – Ildo Mattei (insegnante, figlio del dimobiliare) – Tombolesi – Walter Marcozzi rettore del cinema Politeama) – Saveri
(non parente del primo, già titolare di agen- – Cardinali – Tili – Emilio Campodonico
zia immobiliare) – Piero Procicchiani (ope- (Parroco di Pantiere)
rario, già imprenditore) – Carletti – Carlo
Alberto Mari (fratello dell’avvocato Luigino La classe contava 35 elementi (e poi, oggi,
Mari) – Gilberto Cocciarini (figlio del tito- si lamentano delle classi numerose!): il
lare dell’esercizio di alimentari, allora ubi- giorno della fotografia erano assenti:
cato in Corso Matteotti) – Paolo Gialletti Carosi – Carotti – Mancinelli
– Francesco Pellegrini (laureato in mediciA cura di Paolo Marcozzi
na, specialista residente in Osimo, figlio del
e don Emilio Campodonico
Jesi: passeggiando per i vicoli del centro storico
Noli Aliena Judicare, civico II, Via del Sanmarino
I
l Cinquecento jesino pone in competizione, dialetticamente intenti, i potenti
signori della nobiltà cittadina: questa rifà
portali e palazzi su nella città alta, mentre
gli attivi esponenti della nuova borghesia commerciale e delle libere professioni,
iniziano a recuperare la città a valle (policentrismo urbanistico). Via Valle, facciata
di palazzetto Franciolini, portale scolpito
a celebrare il nome del casato, i suoi più
insigni personaggi d’arme e di lettere. Si
prosegue a sinistra, appare il palazzetto
del porcaio, gran venditore di maiali, allevatore mercante (Lorenzo Lotto trova venditori di nostri saporiti prosciutti nostrani
persino in Veneto). Portale e finestre in
pietra lavorata ed epigrafata: la data, 1508;
e la proclamazione della sua capacità imprenditoriale: “questa è la casa costruita a
mie spese, con guadagno e proventi della
vendita dei maiali (“suum lucro condita”).
Dove sorgeva il convento delle Clarisse alla
valle, trasferite loro al Corso, l’edificio passa in mano prima di due fratelli Bernardi,
poi dei Pianetti in grande ascesa sociale
(“…e in perpetuo farete celebrare messe
per la nostra anima di Berardi fratelli venditori”: allora sorse l’oratorio-chiesa di San
Bernardo, in memoria dei Berardi, non per
altra motivazione o devozione). Sull’angolo di Costa-Lombarda – dove convenivano
acque alla gran cloaca – là qualcuno volle
erigere il proprio palazzo di famiglia; spese
una barca di soldi tirandosi dietro ironici
commenti degli amici, sicché si persuase
a scrivere chiaro, su pietra delle finestre,
una sentenza, per spiegare la sua filosofia
di vita e rintuzzare, con tornite frasi lati-
ne: “questa è casa mia, ma attenzione non vergava motti in latino; qui, dietro la scelta
è tanto la casa (bella nobile maestosa) che un po’ risentita un po’ minchionata pare
fa nobile chi l’abita; è il padrone di casa, col voglia alludere anche lui ha una casa tutta
suo contegno onorato e signorile che fa no- sua (“parva sed apta mihi”). “Noli Judicabile la casa”! Tié!
re”: non giudicare il prossimo. Chi sei tu?
Ma nella strada parallela a Via Valle, su- Conosci tu come stanno le cose che andrebito dentro Porta Valle girando a sinistra sti a giudicare? Le persone, le conosci neluna volta si sotto passava un arco e si saliva l’intimo dei loro pensieri e sentimenti? Sai
verso il Torrione delle conce. Lungo la Via tu come sono andati i fatti, o ti pervengono
al civico 11, modesta e dignitosa la facciata per sentito dire? Sussurrones…
presenta una finestra con cornice di pie- Giudicare, formulare giudizi. Giustificare.
tra lavorata ed epigrafata: chi sa, con chi Giustizia. Le sacre scritture andavano per
ce l’aveva quell’antico proprietario quando le mani dei colti, fedeli e non dice la Bibfaceva incidere “Noli Aliena Judicare”. Non bia: è inutile la giustificazione dell’uomo.
ti permettere di trinciar giudizi sugli altri “Volete forse in difesa di Dio pronunciare
(come a dire: pensa per te, fatti i fatti tuoi). il falso? E vorreste in suo favore, parlare
Certo, respirava anche lui il clima e la cul- con inganno? Sarebbe bene per voi se egli
tura umanistica del tempo, così, se dove- vi scrutasse nell’intimo? È Giobbe: come
va scrivere due parole, la sua penna d’oca
segue a pag. 14
14
Pagina Aperta
20 luglio 2008
Jesi – Il Palazzo e dintorni
AGENDA
Il santo del giorno
Giovedì 17 luglio S. Alessio Conf., venerdì 18 S. Calogero, sabato 19 S. Simmaco, domenica 20 S. Elia
Prof., lunedì 21 S. Lorenzo da B., martedì 22 S. Maria Maddalena, mercoledì 23 S. Brigida, giovedì 24
S. Cristina, venerdì 25 S. Giacomo Ap., sabato 26 SS.
Anna e Gioacchino, domenica 27 S. Liliana.
Farmacie
Farmacia di turno, la notte, a Jesi
Giovedì 17 Moretti, venerdì 18 Fausto Coppi, sabato
19 Fausto Coppi, domenica 20 Comunale 1, lunedì
21 Castellani Dr. Cerni, martedì 22 Moretti, mercoledì 23 Fausto Coppi, giovedì 24 Fausto Coppi, venerdì 25 Comunale 1, sabato 26 Castellani Dr. Cerni,
domenica 27 Moretti.
Farmacia di turno in Vallesina
Giovedì 17 Angeli, venerdì 18 S. S. Quirico – Poggio
San Marcello, sabato 19 Castelbellino, domenica 20
Macine Castelplanio, lunedì 21 Mergo - Montecarotto, martedì 22 Angelico Moie, mercoledì 23 Pianello
Vallesina, giovedì 24 Lucarelli Moie, venerdì 25 Angeli, sabato 26 Serra San Quirico – Poggio San Marcello, domenica 27 Castelbellino.
Montecarotto: ventunesima edizione
Verdicchio in festa
I
l prestigioso verdicchio
che da anni ormai rende
onore ai castelli di Jesi, dalle cantine scende in piazza
per mettersi in bella mostra.
A Montecarotto da mercoledì 2 luglio fino a domenica 6 luglio il verdicchio prodotto dalle aziende vinicole
della Vallesina e non solo, è
sceso dunque in piazza per
farsi conoscere e per soddisfare i palati più raffinati. Si
è conclusa così a Montecarotto anche la ventunesima
mostra mercato dei vini
marchigiani “Verdicchio in
festa”, organizzata dal comune con la collaborazione
dell’assessorato all’agricoltura della regione Marche
e della Provincia di Ancona.
Una manifestazione che da
anni fa parte delle tradizioni
e della cultura di Montecarotto, paese noto da sempre
per la sua vocazione vinicola sulle cui colline si estendono centinaia di ettari di
vigneti Doc che producono
in buona parte verdicchio.
L’iniziativa è stata quindi
finalizzata alla promozione
dei vini marchigiani, visto
che ormai la viticoltura rappresenta parte integrante
del circuito economico locale oltre ovviamente all’industria. “Le Marche regione
di tanti campanili ma unite
dal verdicchio”: con questa
frase il sindaco di Montecarotto Mirella Mazzarini
ha dato inizio alla manifestazione durante la cerimonia di inaugurazione, che
si è svolta alla presenza del
presidente del consiglio regionale Raffaele Bucciarelli,
del consigliere Fabio Badiali
e dei sindaci di alcuni comuni della Vallesina. Considerato dagli esperti uno
dei vini più buoni del mondo, il verdicchio nell’ultimo
decennio ha oltrepassato
i confini nazionali per arrivare sulle tavole di tutto
il mondo, e proprio grazie
alla commercializzazione
a livello internazionale che
questo prodotto ha acquistato fama e notorietà permettendo nel frattempo la
nascita di tante aziende vinicole nella nostra regione,
che hanno fatto di questo
prodotto il loro cavallo di
battaglie per affermarsi sui
mercati di tutto il mondo.
Nei cinque giorni di festa
il centro storico di Montecarotto ha ospitato gruppi
musicali rock, jazz e blues.
Ma anche gruppi folcloristici, una compagnia teatrale
e animazioni per bambini.
In piazza del Teatro tutte le
cinque serate sono state allietate da piano bar e lungo
le vie del centro sono state
allestite mostre di pittura e
una mostra di foto di tutto
il mondo a cura di Giorgio
Pegoli. I partecipanti hanno
poi avuto modo di degustare le varie tipologie di vini
marchigiani, abbinati alle
tipicità locali e alle specialità culinarie dei ristoranti
presenti nel centro storico.
Fabrizio Filippetti
No città dormitorio,
solo poter dormire
Non nascondo una certa meraviglia nell’aver
dovuto registrare che
il sindaco Belcecchi, di
fronte alle istanze di
alcuni consiglieri comunali che reclamano
la messa in pratica di
una certa delibera, ha
espresso la preoccupazione che, in forza proprio di quella delibera,
Jesi possa diventare una
città dormitorio.
Ma di che si tratta?
Ecco. Qualche settimana fa, a seguito di
rimostranze e firme di
cittadini che si sentono
disturbati da iniziative
sonore notturne e simili, il consiglio comunale
ha deliberato che intorno alla mezzanotte circa cessino le iniziative,
interne o esterne che
siano, tali da disturbare
chi abita in zona e che
ha il diritto di riposare
in vista degli impegni
del giorno successivo.
Le rimostranze si sono
appuntate
particolarmente sui trattenimenti
di Tnt e dell’Officina
Rebelde.
Ora avviene, stando alle
cronache di questi giorni, che mentre alcuni
consiglieri – anche della maggioranza – sollecitano l’attuazione della
delibera (sembra che il
suo iter interno cammini con il passo della
tartaruga), il sindaco si
preoccupa di non trasformare la città in dormitorio. Come a dire
che un po’ di musica
anche nelle ore più piccole non fa male a nessuno ma…tiene allegra
la città.
Esprimo il mio modesto
ma totale dissenso verso la posizione del sindaco. E condivido pienamente le preoccupazioni di quei consiglieri
che – sia in nome del
diritto (c’è una delibera
consiliare da rispettare),
sia in nome della educazione dei cittadini, sia
in nome del rispetto dei
diritti di tutti (in primis
di chi è chiamato a lavorare e non a divertirsi fino alle ore piccole)
chiedono il rispetto
della volontà consiliare
e di tanti cittadini che
non finiscono mai di
protestare a vuoto per
gli altissimi decibel di
note notturne che dilaniano il silenzio in ore
del tutto inaccettabili.
E, a ben ascoltare con le
orecchie buone, il problema non coinvolge
soltanto il comportamento di Tnt e dell’Officina Rebelde, come si
limitano a denunciare il
consigliere Matteo Marasca e lo stesso capogruppo segretario del
Pd Vannoni.
Chi governa deve saper
prendere anche iniziative impopolari. Che poi
impopolari non sono,
anzi….sono attesissime
da molti. Non confondiamo la prepotenza di
pochi con il diritto di
molti.
v.m.
jesi
Passeggiando per i vicoli
del centro storico
segue da pag. 13
può giustificarsi un uomo
davanti a Dio? Il giudizio è
di ordine interiore, non intellettuale. Gesù domanda
ai discepoli di andare oltre
la giustizia legale dei Farisei: la giustizia di Dio è misericordia e salvezza (RM
10,3). “Noli Aliena Judicare”,
“nosce te ipsum”, “in dubiis
abstine”. Ecco una sentenza
buona per il giudice: Iudicium ne fer, si non sunt
ambo locuti, non emettere
un giudizio se non hanno
parlato entrambe le parti in
causa. Giunti in capo nella
Via del Sanmarino ecco la
casa comunale del giudice,
sala caminata, niente scanNotizie brevi
tinati apparati, al piano terRaduno auto d’epoca
ra e in quota due passaggi
Il CJMAE come avviene da alcune estati effettua un ra- di ronda sulle mura castelduno di auto e moto d’epoca per i propri soci in conco- lane, tre merli alla ghibellimitanza di JESI ESTATE. Quest’anno la festa estiva, che è na (in piazza delle erbe, tre
l’occasione per incontrarsi e passare una serata in allegria merli alla guelfa). Questo
tra i mezzi storici, brindisi, musica e balli, si terrà nel po- stesso edificio visto da Via
meriggio di sabato 17 luglio.
del Sanmarino (che, poi,
Il ritrovo è previsto alle ore 17 a Porta Valle, da lì si partirà non è un santo, è un ingealle ore 18, preceduti da una scorta, per Castelplanio e alle gnere militare di 500 anni
20 a Ponte Magno per la conviviale.
fa: Giovan Battista Bellucci,
centinaia di suoi interventi
Liberazione
sulle fortificazioni in ItaPer commemorare il 64° anniversario della Liberazione di lia centro-settentrionale).
Jesi dall’occupazione nazifascista, domenica 20 luglio alle Gran parte delle finestre,
ore 19 è previsto il saluto del sindaco al Cippo Orti Pace e cornici in pietra epigrafata
la testimonianza, a cura di Lorenzo Verdolini, di Luciano in latino, proclamano la deRini che partecipò alla Liberazione di Jesi come militare.
stinazione d’uso nel ‘600 di
questo palazzetto pubblico:
vi si dice che Astrea è pronta a lasciare la sua corte celeste, tra le stelle per ritornare sulla terra, qui dove
amministriamo la giustizia
secondo norma codici e
statuti – mentre la mitologia fece fuggire dalla terra
la diva Astrea perché ormai
gli uomini ne facevano di
tutti i colori e la giustizia
non poteva più abitare tra
loro, nell’età del l’oro. Nel
proemio dei nostri statuti
comunali 1516, è l’invito:
plaudite nobili e popolo
e maggiorenti, plaudite.
Qui tra queste pagine, per
queste rubriche ora abita
Astrea, spietata con i scellerati, amica dea per gli innocenti. Ora cittadini potete dormire sogni tranquilli.
Conclusione: “Noli Aliena
Judicare”, non fidarti del
tuo giudizio estemporaneo;
più oltre è la casa comunale
del diritto dove si dibattono piccole cause quotidiane, là abita Astrea; per me
nel mio piccolo focolare
sto bene così non mi piace
Aliena Judicare. Come dire
non giudicare e non sarete
giudicati.
Mario Livieri
Latte Fresco
Alta Qualità
15
Non solo sport
20 luglio 2008
CSI SENIGALLIA gruppo sportivo dell’oratorio Borgo Molino
VOLLEY Coppa Italia al via il 23 ottobre
nche Senigallia ha i
suoi campioni tricolore, si tratta della squadra
di calcio a 5 G. S. Don Bosco Cristo Redentore dell’oratorio di Borgo Molino
di Senigallia.
La squadra durante l’inverno ha disputato il
campionato provinciale e
interregionale accedendo
alle fasi finali nazionali di
calcio a 5 del C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) svoltesi a Lignano Sabbiadoro
(UD) dal 25 al 29 giugno
scorso.
Dopo aver affrontato Sicilia, Puglia e Lazio, domenica 29 giugno si sono laureati
campioni nazionali vincendo contro la favorita Umbria per 4 a 1.
I
Campioni tricolore
A
Nella foto che ritrae la squadra in alto da
sinistra:
l’accompagnatore Paolo Giulietti, Edoardo
Frati, Andrea Barca, Giovanni Patonico,
Piergiorgio Giulietti, Simone Patonico,
l’allenatore Adriano Marinelli, il dirigente
Patrizio Brunetti.
In basso da sinistra:
Sponsor Loris Rotatori, Alessandro Rotatori,
Riccardo Brunetti, Matteo Rotatori,
Alessandro Seta. Don Mario Camborata,
parroco della parrocchia del Borgo Molino
e presidente della squadra, da 5 anni ha
creduto in questo progetto del C.S.I., e negli
stessi ragazzi cercando di coinvolgere anche
le loro famiglie, ed è stato premiato con il
massimo del risultato.
Un ringraziamento particolare anche all’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore allo sport Gennaro Campanile e del signor Roberto Garbin per la
collaborazione data.
A Villa Borgognoni: EQUA LA FESTA!
Giochi, musica, incontri
D
al 18 al 20 luglio
l’Ostello Villa Borgognoni di Jesi ospiterà la
prima edizione di Equa La
Festa! Tra il parco e la villa ottocentesca si potranno trascorrere tre giorni
caratterizzati da percorsi
equosolidali associ-attivi,
volti a trasmettere positività ed allegria attraverso
le attività ludiche, culinarie, musicali e informative realizzate dalle associazioni coinvolte.
“Fa più rumore un albero
che cade, ma noi abbiamo
scelto di raccontarvi la foresta che cresce”. Sull’ispirazione di questa frase
che dà speranza ed entusiasmo alle azioni equo e
solidali, abbiamo sposato
il motto “non è vero che
tutto va peggio”, tratto dal
nuovo libro di Jacopo Fo
e Michele Dotti che verrà
presentato durante l’evento.
Tutte le mattine, dalle
9.30, sono previste visite
ad aziende agricole della
Vallesina, una per giorno, per poter assaggiare il
biologico “in campo”, con
specialità culinarie del
nostro territorio.
Il pomeriggio dalle 17 alle
20 sarà dedicato all’aria
aperta con giochi per
adulti e bambini, mostre
fotografiche, attività artistiche, ascolto della nuova
Radio Africa che trasmetterà in diretta, incontri
con i progetti delle associazioni e con gli autori di
libri che approfondiranno
temi di attualità ambientale e sociale. Nel tardo
pomeriggio non mancherà il cibo con piatti etnici,
biologici e vegetariani.
La sera la festa esploderà con balli e musica dal
vivo, accompagnati da
bevande equosolidali. Il
venerdì sera sarà caratterizzato dalla presentazione del Taiji Quan con
a seguire la musica da
tutto il mondo con il Dj
Mahatma, mentre il sabato e la domenica saranno
presenti rispettivamente
i gruppi Anima Equal di
Cingoli con musica etnico/blues ed i Gimdai di
Urbino con balli e musica
popolare europea.
Durante i tre giorni saranno presenti banchetti di
associazioni, cooperative
sociali e piccoli produttori biologici e locali per
far conoscere e promuovere il nostro territorio e
le popolazioni dei paesi in
via di sviluppo.
La festa vuole anche essere un occasione per far
conoscere alla cittadinanza jesina, e non solo,
l’Ostello Villa Borgognoni,
questo unico ed affascinante polo socio-culturale di Jesi che ospita turisti
da tutto il mondo, ma che
desidera diventare anche un punto d’incontro
tra cittadinanza e culture
diverse. Oltre al contesto multiculturale, l’attività ricettiva dell’ostello
è anche un’opportunità
di lavoro per le persone
svantaggiate grazie alla
gestione della Cooperativa Sociale Zanzibar.
Rinieri: “E’ una Monte Schiavo ringiovanita”
tifosi della Monte Schiavo
zionale. La schiacciatrice
Banca Marche da oramai
di Ravenna ha voluto dire
un mese, aspettano la terza
la sua sul mercato rossoblu.
schiacciatrice, che chiu“Hanno fatto grossi acquiderà la campagna acquisti.
sti. Il cambio dell’opposta
La società jesina attendeva
è stato un po’ inaspettal’esito dell’ultimo consiglio
to, perché la Togut aveva
federale, che ha vietato ai
un altro anno di contratto.
club il tesseramento di atleBuono anche il cambio di
te straniere under 22.
palleggiatore. La squadra
La Fipav ha anche deciso
si è ringiovanita. Sono feil calendario della prossilice anche per il ritorno di
ma Coppa Italia di A1. Le
Zilio”. Sulle avversarie, la
“prilline” affronteranno nel
Rinieri vede poca concorprimo turno, la vincitrice
renza. “Si profila un camdell’ultimo campionato di
pionato con due-tre squaA2, il Conegliano. Andata al PalaTriccoli dre forti e le altre dietro – ha affermato
il 23 ottobre, ritorno in Veneto il 29.
– Ci saranno poche sorprese. Pesaro ha
Con la partenza di Elisa Togut, i gradi di cambiato meno, ha mantenuto lo stesso
capitano, nella prossima stagione dovreb- palleggiatore quindi è in una situazione di
bero toccare a Simona Rinieri (nella foto), vantaggio. Noi siamo una squadra forte”.
che ha già ricoperto questo ruolo in naGip
BASKET Il 12 e 13 settembre c’è il memorial “Appolloni”
Ciaboco e Cantarello ancora con la Fileni
I
n attesa di conoscere le facce nuove, l’Aurora ha rinnovato i contratti
di Davide Cantarello e del vice
allenatore Luca
Ciaboco. Classe
’68, alto 214 cm,
Cantarello era
arrivato a Jesi nel
gennaio 2007 ed
ha firmato per
un’altra stagione.
“Jesi era la mia priorità – ha questo ruolo con Bandichiarato il centro triesti- chi, Subotic, Capobianco.
no –Nonostante avessi al- “Inizio il mio quarto anno
tre offerte, ho voluto forte- con ancor maggiore entumente trovare un accordo siasmo – ha affermato il
qui, anche per una questio- coach fabrianese – perché
ne di riconoscenza verso ritrovo Zanchi, che per
l’Aurora, che è stata l’unica primo mi aveva voluto a
a credere in me dopo un Jesi come suo assistengrave infortunio”.
te. Con lui c’è una sincera
Ciaboco sarà il vice di Zan- amicizia”. Ciaboco inoltre,
chi, dopo aver ricoperto sarà ancora responsabile
tecnico del settore
giovanile aurorino.
Lo scorso 9 luglio è
stata presentata la
divisa ufficiale della Fileni Bpa per la
prossima stagione
(nella foto, da sinistra Rossini, Roberta Fileni e Maggioli).
Uno degli appuntamenti sarà il tradizionale memorial
“Ottorino
Appolloni”, giunto alla settima
edizione. Venerdì 12 settembre al PalaTriccoli si
giocheranno le semifinali,
che metteranno di fronte
alle ore 19 Montegranaro
e Roseto, mentre alle 21
sarà la volta della Fileni e
del Napoli. Sabato13 si disputeranno le finali con gli
stessi orari.
Giuseppe Papadia
S.S.D. Jesina Calcio: l’attaccante Saverio Mastrojanni
“Jesi è una piazza prestigiosa”
Nato a Nola, in provincia di
Napoli, il 6 agosto 1984, Saverio è un centravanti prestante (è alto 184 centimetri)
e dinamico. Nella stagione
da poco conclusa, ha militato nel Porfido Albiano, eccellenza trentina, mettendo a
segno 18 gol. Nel suo curriculum anche alcune stagioni
in Serie D con le maglie di
Nola, Isernia, Riccione e Ferentino. Conosce già il campionato di Eccellenza marchigiano, per avervi giocato
alcuni mesi nel 2007, con la
maglia della Cingolana.
«Sono stimolato al massimo –ha detto al
suo arrivo- Jesi è una piazza prestigiosa,
che meriterebbe ben altre categorie. Il mio
obiettivo è quello di segnare
più gol possibile per aiutare
la squadra a giocare un campionato di vertice». Nello
scacchiere di Mister Trillini,
Mastrojanni (nella foto) avrà
il duro compito di sostituire
Crispino, autore di ben 23
gol nell’ultimo campionato:
«So che il mio predecessore
ha fatto tanti gol e questo mi
carica di responsabilità, ma
io sono abituato a giocare
sotto pressione e mi fa bene».
Mastrojanni ha già giocato
nel nostro campionato di Eccellenza: che ne pensa? «E’ un torneo molto
completo perché unisce durezza e fisicità ad
un elevato tasso tecnico. Insomma, è quasi
una Serie D e questo è molto stimolante».
16
Esperienze
20 luglio 2008
la notte bianca della gmg sarà illuminata dalLe fontane di luce
Jesi, sabato 19 luglio dalle 21 alle 24
“Per dire sì a Dio”
Tu cerchi un senso alla vita, dove?
Come? Perché?
Chiostro del Convento dei
Carmelitani della Chiesa delle
Grazie (Corso Matteotti)
“Costruire
con le proprie mani”
Giovani che sanno sostenere i
propri progetti
Chiostro dell’Ex Monastero
di S. Agostino
“Tutto il mondo
intorno a te”
Esperienze di mondialità
Cortile di Palazzo della Signoria
“Attraverso le Scritture”
Giocare e divertirsi con un
“Trivial pursuit” biblico, giocato
a squadre con utile premio ai
vincitori
Sotterranei della Chiesa di San
Giovanni Battista
“Libera?mente”
Giovani in lotta contro le mafie
Piazza Indipendenza
“Giornalista
per una Notte”
Costruisci in redazione una
pagina speciale per la “Notte
Bianca”
Piazza Federico II, 8 Redazione di
Voce della Vallesina
“La Generazione Rubata”
Scopri un altro volto dell’Australia
e l’affascinante mondo degli
aborigeni attraverso una storia
vera raccontata in un film
Piazza Federico II, 7 Cortile del
Museo Diocesano
“Youth’s Songs”
I COLORI
DELLA
GMG
I Provetta, gruppo musicale Rock
Punk di Moie in concerto
Esterno San Nicolò
Il logo rappresenta e contiene l’essenza del tema della
XXIII GMG: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. Centrale è la Croce,
innalzata in segno di vittoria, che rappresenta Gesù e la
vita di testimonianza che lo Spirito Santo ci aiuta a vivere.
Altra immagine rilevante è la fiamma dello Spirito Santo
che evoca la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste in
lingue di fuoco e rappresenta il fuoco nel cuore di Dio.
Tradizionalmente per i cattolici la fiamma rappresenta i
doni di Dio, il sacramento della Santa Cresima e i doni
dello Spirito Santo. I colori rosso, giallo ed arancio richiamano la Trinità e l’Unità di Dio, ma ricordano anche
i colori dell’entroterra australiano. Il colore blu scelto per
la riga di testo per la Giornata Mondiale della Gioventù
nel logo (WYD SYD 08 - World Youth Day Sydney 2008)
rispecchia gli oceani che circondano l’Australia, ma anche le acque del Battesimo, il mare dell’umanità e Maria
Santissima, piena di grazia. Completa il logo l’ombra dell’Opera House, il simbolo di Sydney, la Città che ospita
la GMG.
Scarica

Scarica l`intero giornale in formato