Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d’informazione Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi ANNO LV- N. 27 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Editoriale Giovani solidarietà lavoro Con generosità vicini ai bambini della Bielorussia E ’ in pieno svolgimento la Giornata Mondiale della Gioventù in Australia e anche il nostro settimanale vuole essere là con i giovani della nostra diocesi, “giovani che non vanno a titolo personale – ha detto il Vescovo Gerardo – ma che sono inviati dalla chiesa diocesana”. Il nostro corrispondente Giuseppe Papadia che, esperto di Gmg per aver già seguito Montreal, Roma, Colonia, ora è a Sydney, per telefono, ci ha inviato il suo contributo. Mentre abbiamo preparato e spedito il giornale, abbiamo ascoltato la diretta online realizzata da Sat 2000 (www.sat2000. it), qualche sguardo veloce alle immagini, alle scenografie, ai tanti volti di giovani che hanno deciso di partecipare alla Gmg e di rispondere all’invito del Santo Padre. “Colore e calore per riconsegnare ai giovani il Vangelo” hanno detto i vescovi ma anche il rischio di ritrovare piatta la vita al rientro a casa e di vivere la nostalgia del ritorno. Tanti cronisti e fotografi accreditati da 200 nazioni del mondo, diversi anche dalle Marche, per seguire e raccontare l’evento, unico per l’Australia e preparato da tempo per accogliere con efficienza e con affetto i giovani. Tante parole, speranze, preoccupazioni dei giovani e degli operatori della pastorale giovanile. Tanta ricchezza ruota intorno a queste giornate: su internet si sta sviluppando una Gmg parallela in cui la distanza non esiste, che si cala nel vissuto dei giovani, diventa normale parlarne e in questo modo la rete diventa uno strumento per vivere e ridire la fede. E così proprio grazie alla televisione e a internet ci sentiamo vicini ai giovani riuniti a Sydney, ai diecimila italiani tra cui i trenta jesini che domenica scorsa, alle 6 del mattino si sono incontrati nella chiesa di San Marco per la partecipazione alla Santa Messa, la benedizione del Vescovo e la partenza per l’Australia dove, fino al prossimo 28 luglio, vivranno la loro Gmg con altri 140mila giovani. Le difficoltà di un lungo viaggio, le temperature invernali, la precarietà della sistemazione non tolgono niente al fascino di quest’esperienza. Continueremo a seguire i nostri giovani grazie ai mezzi di comunicazione: il cardinale Bertone ha definito Sydney 2008 una “Giornata globalmente virtuale” perché in Italia e in molte parti del mondo chi è rimasto a casa potrà seguire sul proprio computer o grazie alle tv satellitari i maggiori eventi. Anche da Jesi, in piazza della Repubblica, sabato 19 notte sarà possibile seguire in diretta la messa del Santo Padre grazie all’organizzazione preparata dalla commissione diocesana di pastorale giovanile. E allora, buona Gmg a tutti: ai giovani partecipanti in diretta, a quanti sono collegati grazie ai mezzi di comunicazione, a tutti coloro che desiderano dare nuovo slancio alla loro esperienza di fede. b.t. domenica 20 luglio 2008 arte Museo archeologico: centenario o necrologio? Impresa: che reputazione hai? 9 e 11 di Gabriele Gabrielli 4 di Giuseppe Luconi 2 In diretta da Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù 2008 Parole che danno pienezza alla vita P rimi giorni australiani per i trenta giovani jesini volati a Sydney per partecipare alla 23° Gmg. L’avventura era iniziata domenica mattina con la santa messa celebrata da mons. Vescovo a San Marco; don Gerardo aveva sottolineato proprio la bellezza di questa esperienza e la vicinanza di tutta la diocesi. Prima tappa del lungo viaggio verso Sydney era stata la parrocchia della Sacra Famiglia a St. Louis, isola di Mauritius (a 10 ore di volo dall’Italia e 14 da Sydney); il gruppo delle Marche (circa 150 persone) assieme a quello della diocesi di Milano aveva partecipato alla Santa Messa presieduta da mons. Angelo Bagnasco presidente della Cei e dal vescovo di ancona Edoardo Menichelli. “Cominciamo da qui la Gmg - aveva detto Bagnasco durante la sua omelia – il culmine sarà l’incontro ma di cuore, vogliamo sempre parole alte che danno pienezza alla vita”. Nella matti-na di martedì 15 finalmente dopo 23 ore di viaggio, l’arrivo a Sydney. Ad ospitare i giovani jesini sono le strutture della parrocchia di St Mary Concord. “Ho scelto di venire a Sydney perché sono stata a Loreto e mi è piaciuto – racconta Sara, 17 anni di Santa Maria Nuova alla sua prima Gmg – così ho deciso di provare quest’esperienza più grande”. con Benedetto XVI. Vivremo giorni di grazia e incontri con giovani di tutto il mondo, giorni di riflessione ma belli. L’incontro con il Papa e la sua parola sempre chiara, dolce mite ma anche forte. Non è questione di età Giuseppe Papadia da Sydney, martedì 15 luglio ore 11 ora italiana, ore 19 ora australiana Nella foto il gruppo degli jesini con il Vescovo poco prima della partenza, davanti la chiesa di San Marco. (foto www.agorajesi.it) speciale gmg pagine 10 e 16 LA MENTE E L’ANIMA Colloqui con lo psicologo Dal prossimo numero il nostro giornale si arricchisce con una nuova rubrica: A colloquio con lo psicologo. Di fronte al disagio del vivere quotidiano, al silenzio che tanto spesso segna la vita nelle nostre famiglie, al senso di solitudine che a volte ci invade, avvertiamo sempre più la necessità di sentire che qualcuno possa accoglierci nelle nostre difficoltà e ascoltarci. Ci piacerebbe che questa rubrica possa diventare un dialogo con i lettori. Chi vorrà potrà scriverci per porre domande e ricevere qualche pensiero che possa diventare utile per affrontare quei momenti che diventano troppo difficili per farcela da soli. Problemi personali e familiari, crisi nelle relazioni di coppia, difficoltà dei genitori con i figli o dei figli con i genitori… Cura questa rubrica il dr. Federico Cardinali, psicologo psicoterapeuta e sacerdote, direttore dell’Istituto di Terapia Familiare di Ancona (www.itfa.it). A tutti noi un buon lavoro… Le lettere possono essere inviate a [email protected] o direttamente a [email protected] Piazza Navona con i suoi contorcimenti deve insegnare molte cose al cittadino Lavorare alla Di Pietro per affondare la nave non conviene a nessuno I n questi giorni tanto concitati dire, perché i fatti ora gli danno sul piano politico nazionale, è contro ora gli danno ragione, ma è stato giustamente ricordato che certo che episodi persecutori verin uno Stato, chi comanda lo fa o so i politici si sono effettivamenperchè si impone con la violenza te verificati. Le accuse infondate (rivoluzione - guerra civile) o per- a Mastella e a sua moglie alcuni ché, come avviene in una nazio- mesi or sono, tali da determinare ne democratica, vince le elezioni. uno sconquasso politico, lo dimoPer cui oggi Berlusconi governa strano. A questo punto conviene con ampia maggioranza proprio approfondire il problema con una in conseguenza di un atto demo- domanda tutt’altro che peregrina: cratico previsto dalla costituzione. l’iniziativa a volte tendenzialmenChe poi il Cavaliere non riesca te politica della magistratura, da oggi, come non è riuscito ieri, ad “Mani pulite” ad oggi, ha dato riacquisire la statura dello statista sultati positivi o negativi? Senz’alal di sopra di clamorosi interessi tro negativi. E’ vero che i partiti e personali (decreti a suo favore per la casta si sono comportati male e schivare le accuse del potere giu- continuano a comportarsi male se diziario) è una realtà negativa che ci riferiamo ai loro super-privilegi tuttavia va confrontata con altra scandalosi in confronto alla loro realtà, uguale e contraria. Che egli modesta capacità di risolvere i nosia effettivamente un perseguitato stri gravi problemi, ma il metodo da alcune Procure d’Italia non so perseguito dalla magistratura per ripulire il campo, dopo un’esperienza ormai quindicennale, ha seminato conseguenze molto spesso negative. Cioè la magistratura – ammessa anche la buona volontà e la buona fede – non ha migliorato in niente la nostra situazione etico-politica. Anzi essa si è ulteriormente deteriorata per le tensioni e le rotture createsi tra i massimi poteri istituzionali dello Stato. *** A questo punto è interesse di tutti che l’Italia (terz’ultima tra i 27 dell’Unione europea; altro che grande potenza!) esca dalla sua profonda crisi. Una crisi che non si risolve con il populismo e le contraddizioni di piazza Navona. D’altra parte chiediamoci: c’è forse un elettore del centrosinistra o della sinistra che oggi sia convinto che le sue forze po- dimostrano che lo spazio per il litiche siano capaci di governare? dialogo e per le eventuali riforme Non alludo tanto alla mancanza istituzionali c’è. La dura battaglia di voti – del tutto scontata – ma, contro il blocco dei 100.000 procome dimostrano i fatti di tut- cessi solo per salvare Berlusconi ti i giorni, alla incapacità di un è stata vinta. Anche se è costato comune modesto orientamento –e non è poco– il compromesso sui vari problemi dei partiti che dell’immunità alle quattro più hanno governato con Prodi. E alte cariche dello Stato. allora? Buttiamo tutto per aria? Ma non c’è da strapparsi i capelli E’ la via scelta da Di Pietro che, perché un tempo l’immunità era, data la nuova situazione politi- di fatto, estesa a tutti i parlamenco-parlamentare creatasi con le tari. E, purtroppo, c’è già chi torultime elezioni, fa solo un’oppo- na a chiederla. sizione – con argomenti validi Berlusconi non è uno stinco di quanto volete – esclusivamen- statista, ma questo non vuol dire te strumentale per conquistare che dobbiamo lavorare alla Di i voti della sinistra defenestrata Pietro per lo sfascio totale, per dal parlamento. E quindi una mandare a fondo la nave. Crediaopposizione preconcetta, rigida, mo sul serio che il metodo Grillo assoluta che non lascia spazio al possa salvare l’Italia? dialogo, ma solo all’interesse di Vittorio Massaccesi partito. Perché i fatti recentissimi [email protected] 2 Cultura e società 20 luglio 2008 Del più e del meno Breve storia di un centenario mancato di Giuseppe Luconi I n altri tempi e in altre condizioni, forse in questi giorni ci troveremmo a celebrare una data “storica”. Ed invece siamo qui, in tutt’altre faccende affaccendati. Però non posso non raccontare la breve storia di un centenario mancato: quello del museo comunale. E’ un racconto affidato ad alcune cronache, vecchie e nuove, poche ma sufficienti, credo.. 1908 - Un’importante iniziativa ha testè promosso il prof. (don Cesare) Annibaldi; si tratta della costituzione di una Società jesina per la tutela del patrimonio artistico ed archeologico. Deve esplicare la sua attività in questo modo: a) impedire la dispersione ed il deperimento degli oggetti artistici della città e territorio; b) raccogliere ed ordinare la maggior parte possibile di questi oggetti in apposito locale, pinacoteca e museo. (da “L ‘Ora Presente “ del 25 settembre 1908) 1957 - Parte delle sculture si trovano ancora nell’ex convento S. Floriano. Si tratta di un numero considerevole di cimeli preziosi, di notevole valore storico e artistico, che troveranno più ordinata e dignitosa sistemazione nel Palazzo della Signoria, già pronto per accogliere il nuovo Museo, che occuperà la stanza denominata «Salara», al pianterreno, e due piccole stanze adiacenti. (da “Voce Adriatica” del 24 gennaio 1957) na” del 9 giugno 2002) 2008 - Il museo che c’era e ora non c’è più. Sloggiato prima dalla Salara di Palazzo della Signoria, poi dal complesso Mestica dopo solo due o tre anni e che forse risorgerà al piano terra della Pinacoteca di Palazzo Pianetti. Le contraddizioni jesine: un Archeoclub che può vantare una grande attività culturale e operativa, e, viceversa, un disinteresse del governo cittadino per munirsi di un vero museo archeologico La Soprintendenza di Ancona (l’ha confermato ieri il dottor Landolfi) è sempre disponibile a fornire materiali e consulenze. Un museo dinamico, telematizzato, interattivo, in grado di organizzare corsi di restauro, disegno, guide. Ce ne sono in tutta Europa, a Jesi no. Al massimo si aspira a un sottoscala. Peccato. (dal “Corriere Adriatico” del 28 giugno 2008) L’articolo del “Corriere” ha tutta l’aria di essere un necrologio. Il museo è morto o sta morendo per mancanza di quattrini. L’archivio storico della Pretura jesina, per mancanza di quattrini lo “si salvò” dirottandolo su Ancona: speriamo che al nostro museo, per essere “salvato”, non tocchi la stessa sorte. Nel chiudere questa breve triste storia mi chiedo cosa avrebbe detto don Cesare Annibaldi, che fondò il museo e ne fu per anni direttore, se avesse potuto conoscere il futuro della sua iniziativa, alla quale si era dedicato con impegno, generosità, coraggio, facendone una ragione di vita. E non solo di vita, come ci ricorda quest’ultima notizia: 1960 - In quattro anni, sotto la direzione del prof. Pierpaoli, il museo di Jesi è stato ricostruito ed ha oggi una sede più degna. Si è colta l’occasione della IV Settimana dei Musei per aprire al pubblico, per la prima volta, il museo jesino. Un registro, a fianco dell’ingresso, è a disposizione dei visitatori per le firme, che già nei primi giorni avevano 1929 - Fulminea, inaspettata giunse la nosuperato il migliaio. Una affluenza davvero tizia della morte del nostro illustre concitinaspettata. (da tadino D. Cesare “Il Resto del Carlino” Annibaldi. Venerdì Il museo chiuso del 19 novembre a sera 25 gennaio e i giovani archeologi 1960) accompagnava il nostro vescovo Mons. 2002 - Il museo Goffredo Zaccherini civico archeoloed altri due sacergico di Jesi, con la doti alla visita della nuova sistemazioPinacoteca e Biblione – voluta dalteca Comunale in l’amministrazione S.Floriano. Sentencomunale e realizdosi male, senza nulzata dall’architetto la far comprendere, Italo Rota su propregò Monsignore di getto scientifico venire continuando della Soprintenla visita, che subito denza per i Beni 1’avrebbe raggiunArcheologici per to. Monsignore, non le Marche – divedendolo venire, venta il Museo tornò indietro e vide archeologico della il povero D. Cesare città e del territo- Su iniziativa di Marco Cercaci, presidente seduto sopra una rio. La sede pre- dell’Archeoclub di Jesi, e sotto la guida del- poltrona, ansante, scelta (il complesso l’archeologo Maurizio Landolfi della Sovrin- cadaverico. Alla viMestica) si rivela tendenza di Ancona, quattordici studenti de- sta del Vescovo con alquanto felice e gli istituti superiori della nostra città si sono uno sforzo supremo acquista un alto trasformati per due settimane in archeologi. disse: “Monsignore, valore simbolico mi benedica, perché in quanto riporta Nella zona dell’antica abbazia di San Savino i miei momenti sono il Museo Archeo- hanno imparato la tecnica dello scavo, evi- contati”. “Che cosa vi logico nella sua denziando strutture di età romana sulle qua- sentite?”. Ma già le sede originaria, li venne costruito il complesso monastico labbra si erano chiudove si formò e del Medioevo. L’iniziativa è pienamente riu- se, e con una mano venne inaugurato scita e – giustamente - verrà ripetuta, ma si tentò accennare il nel 1912, prima cuore, ed anch’essa dei successivi tra- propone anche come momento di riflessione cadde abbandonata, sferimenti (Mau- sulla attuale precaria condizione del nostro irrigidita. (da “Fede rizio Landolfi su museo archeologico. e Vita”, gennaio-feb(foto Paola Cocola) braio 1929) “Voce della Vallesi- A colloquio con Giovanna Mazzoli, promettente artista di Montecarotto L La pittura come ricerca a ventunesima edizione del “Verdicchio in festa” tenutasi a Montecarotto dal 2 al 6 luglio appena trascorsi ha ospitato tra le altre una personale di pittura molto interessante. Organizzatrice e curatrice della mostra, la stessa artista, artista con la A maiuscola, Giovanna Mazzoli, giovanissima professionista di Montecarotto. Giovanna ha alle spalle un diploma dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata preso nel 2002 dopo aver frequentato il corso sperimentale di teoria e tecnica della Conservazione dei Beni Culturali. L’anno successivo, dopo aver ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, partecipa ad un progetto all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Tutoring applicativo all’insegnamento del restauro nell’apposito laboratorio presso la cattedra coordinata dalla prof. F. Pappagallo nel corso di teoria e tecnica della Cons er v a z ione dei Beni Culturali. Dopo aver ammirato i suoi quadri, ne approfittiamo per conoscerla meglio. “Ho avuto modo di esporre i miei lavori a Montecarotto per tre anni, nel 2005, nel 2007 ed ora, nel 2008, in occasione della festa del verdicchio - racconta Giovanna - l’anno scorso ho partecipato al ‘Premio Artemisia’ di Ancona - rassegna nazionale di pittura figurativa contemporanea - e sono sulla pubblicazione come artista ‘segnalato’. Sempre nel 2007 ho avuto modo di fare una personale a Serra de’ Conti, nel bellissimo chiostro di S. Francesco, intitolata “ silenziosi luoghi”. “Il mio lavoro è principalmente il restauro e la decorazione - continua la giovane – in particolare dipinti a trompe l’oeil svolti su commissione presso strutture pubbliche e private. La pittura mi accompagna sempre come ricerca ed approfondimento personale. Disegnare mi è piaciuto sin da piccola”. Da dove prendi l’ispirazione? – chiediamo “All’inizio dipingevo più nature morte con toni realistici e colori più accesi. Ora la mia ricerca si concentra sui paesaggi. Ultimamente, per questi, oltre all’olio su tela con tinte tenui mi aiuto con la sabbia, per raggiungere un effetto più materico, più suggestivo, ove la forma si perde ma è l’atmosfera quella che cerco di comunicare, come a voler dare un senso ad una pausa”. I suoi paesaggi, infatti, nati da suggestioni visive, rimandano allo spessore del tempo. “Il mio non è uno stile figurato vero e proprio afferma dunque Giovanna - i miei paesaggi, sempre distanti, suggeriscono una riflessione come a ricercare una verità con la quale leggere il presente non per fuggirne, anzi, prendendo questa pausa per sentirsene pienamente assorbiti”. Senti di aver raggiunto il massimo delle tue aspirazioni? “Del mio lavoro, restauro e decorazione, non mi posso lamentare. A questo, abbino una ricerca personale costante per approfondire la mia poetica artistica che và sicuramente avanti. Nelle piccole realtà - conclude Giovanna – manca il confronto, non a caso le correnti artistiche nascevano tra più personaggi che avevano in comune tante cose. Rimanere da soli alla fine porta ad un impoverimento, la pittura rimane un diletto a livello decorativo e basta. Per fare qualcosa di importante ci vuole anche il tempo e quello non mi manca. Sono ancora giovane”. Allora tanti in bocca al lupo, promettente artista di Montecarotto. M. Cristina Coloso Nelle immagini un trompe l’oeil e un olio su foglio telato di Giovanna Mazzoli La Réclame che seduzione! La città di Castelplanio propone “La Rèclame che seduzione!”, una mostra di antiche locandine pubblicitarie cartoncini, calendari, scatole e contenitori dalla fine del 1800 alla metà del 1900 collezionati in casa Zucchi a Castelplanio. Dal 19 luglio al 28 settembre prossimi si svolgerà a Castelplanio presso il Museo civico nel Palazzo Fossa Mancini e gli orari della mostra saranno per luglio e agosto: venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 20, per settembre: domenica dalle 10.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30. Tutti sono invitati all’inaugurazione della mostra che si terrà presso il Museo Civico Palazzo Fossa Mancini di Castelplanio sabato 19 luglio alle ore 19. 3 Cultura 20 luglio 2008 Rassegna “Macrocosmi Musica”: compositori europei del ‘900 SCUSATE IL BISTICCIO (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) www.peterpun.it FANTA-MOVENTE Cambio di desinenza Gabicce Mare, Baia Imperiale (6 luglio 2008) - Un compaesano di Valentino [Rossi] accoltella un concittadino di Valentina [Vezzali]. Motivo del contendere? Cerchiamo di indovinarlo: il primo affermava che il centauro di Tavullia è senza paragone il meglio di tutti. Il secondo - un oriundo peruviano, pare - ribatteva vivacemente che è la fiorettista di Jesi la più migliore... e vale un Perù. NOTTI BRAVE IN COSTA BRAVA Cambio di finale e di vocale ultra-trasgressivi Dai giornali - Lo slogan dei giovani scatenati nella movida notturna: vivere come fosse l’ultimo giorno della vita. Riecheggiando (consapevolmente?) il buon Orazio: omnem crede diem tibi diluxisse supremum. Insomma: MEMENTO MORI (come ricordavano i quaresimalisti tardomedievali). Vita breve, notti brave. Allegria ! DENTIFRICIO E SPAZZOLINO Cambio di iniziale o di vocale… anti-carie Oggi parliamo di DENTI: chi rifiuta di xxxxxxxxx prima o poi dovrà yxxxxxxxx xzxxxxxxx *** Soluzione del gioco precedente: impigliato, impagliato LaCitazione a cura di Riccardo Ceccarelli La resa del Novecento Se nel Novecento abbiamo ceduto il biglietto del potere a teorie che hanno significato poi stermini e stragi, la causa delle cause è stata la nostra resa all’assassinio di Dio e di tutte le culture umaniste: il liberalismo, il cristianesimo e l’ebraismo. Ferdinando Adornato in “Fede e libertà”, di Ferdinando Adornato e Rino Fisichella, Ed. Liberal, Roma 2007, p. 115 Disagi e presagi nella musica contemporanea A l Teatro Studio stanno per concludersi i concerti cameristici della rassegna “Macrocosmi Musica”. Sette, complessivamente, sono stati gli appuntamenti. Avrebbero meritato maggiore attenzione se, quanto alle date di programmazione, non fossero sopravvenuti equivoci che hanno disorientato volonterosi spettatori. Le manifestazioni sono così passate effettivamente ‘in sordina’ ed è opportuno segnalarlo perché in futuro fatti simili non si ripetano. Non è musica di facile fruizione, se mai da scoprire, quella di cui la sera dell’8 luglio si è interessato un Trio composto da Mihaela Costea, violinista rumena, allieva di Salvatore Accardo, collaboratrice di orchestre internazionali; da Daniele Titti, clarinettista, diplomato al Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro e ugualmente impegnato con diverse importanti orchestre e da Matteo Angeloni, pianista, ma anche collaboratore per il Festival Pergolesi Spontini e per la Stagione Lirica del Pergolesi. E’ docente della Scuola Musicale ‘G.B. Pergolesi’ di Jesi e inoltre – dite se è poco – è laureato in Lettere Moderne e sta perfezionando gli studi di Composizione presso il Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro. Quattro erano gli autori in programma, tutti contemporanei, orientati verso nuove ricerche e interpreti di quei di- sagi, fermenti, presentimenti artistici e culturali che si manifestarono in Europa già al tramonto del 19° secolo. Il più giovane è A. Khachaturian, armeno, autore di opere di vario genere, compresi alcuni balletti. Fra questi il più noto è ‘Gajaneh’ in cui è inserita la famosa ‘Danza delle spade’. Il ‘Trio’ eseguito per questo concerto presenta una scrittura spigolosa, astratta. Gli strumenti seguono itinerari indipendenti, senza dialogo, che si intrecciano, si intersecano si perdono alla fine in lontananza in spazi aperti. Compendiata per tre strumenti invece dei sette previsti è la Suite da “L’histoire du Soldat” di I. Stravinskij. La comprensione di questa piccola ‘opera da camera’ può risultare compromessa dalla sottrazione, come è stato in questo caso, delle parole e della mimica. Tuttavia il suo fascino di fiaba stregata è percepibile nello stile bizzarro, ironico e giocoso, grottesco e insistentemente accentato che rimanda non vagamente a colonne sonore composte da Nino Rota per indimenticabili film di Fellini. Di D. Milhaud è una “Suite” in cui l’autore mette da parte gli arditi ritmi del folklore americano e brasiliano e la sintassi musicale delle nuova avanguardie a favore di una scrittura serenamente addolcita e giocosa. Echi del folklore ungherese sono invece percepibili in una breve composizione di B. Bartok, “Contrasts”. Il titolo spiega un ritmo oscillante che si tramuta in un concitato tramestìo e alla fine si acquieta. Mihaela Costea ha trattato con decisione e incisività le partiture, alleggerendo opportunamente l’archetto in quelle di Milhaud. Daniele Titti ha prestato particolare attenzione ad una precisa scansione ritmica, mentre Matteo Angeloni ha rapportato con discrezione ed eleganza la voce del pianoforte a quella degli altri strumenti. Molti applausi da parte di un pubblico in cui non passava inosservata la presenza di numerosi giovani. Augusta Franco Cardinali Nella foto la pianista Mariangela Vacatello che si è esibita il 12 luglio Una nuova guida turistica, edita dalla GEI, distribuita in cinquemila copie Alla scoperta delle mille ricchezze del nostro territorio “L e Marche sono l’unica regione d’Italia dove la campagna è curata come un giardino”. Non si tratta di uno slogan pubblicitario. Sono le parole, colte casualmente qualche tempo fa, di un turista che si era fermato a contemplare dall’alto, non lontano da Jesi, le colline ben disegnate, i vigneti regolarmente allineati, i campi rivestiti di tappeti verdi o fiorite come grandi aiole di smaglianti girasoli. Non era un turista qualunque. Veniva dalla Toscana, da una terra cioè che possiede bellezze naturali straordinarie, cantate da grandi poeti e immortalate da grandi pittori. Un elogio specialissimo, dunque. Prende atto delle ‘mille ricchezze’ del nostro territorio una nuova guida, “Vallesina da scoprire”. E’ stata di recente pubblicata, con il sostegno delle istituzioni e di sponsor privati, dalla GEI che è da anni variamente impegnata nell’editoria e in altre iniziative ad essa collegate. Sarà distribuita in oltre cinquemila copie lungo la costa, in alberghi e pensioni. Si offre come un invito ad addentrarsi nella regione percorrendo brevi itinerari della nostra ‘terra di mezzo’ disseminata di città, castelli, paesi e luoghi d’interesse storico, artistico, naturalistico. Quanto è possibile scoprire è chiaramente segnalato, descritto, spiegato con note di efficace sinteticità, specifici approfondimenti e numerose immagini. Non manca il calendario che riporta, da giugno a dicembre, alcune importanti manifestazioni Cinque sono gli itinerari consigliati ai quali si aggiungono due schede che illustrano l’Oasi di Ripabianca e le Grotte di Frasassi, più due altre dedicate ai nostri migliori vini e al caratteristico dolce paesaggio del nostro territorio. Un riassunto dei contenuti in inglese, lingua veicolare per eccellenza, è opportunamente aggiunto alla fine. La veste tipografica è nitida, accurata ed elegante: le artistiche fotografie di Augusto Giglietti invitano a sfogliare e a leggere. Non è la prima volta che la GEI si interessa di una pubblicazione di questo genere. Già dal 1985 aveva preso a stampare inserti e guide del nostre territorio perfezionando sempre di più il formato, la grafica, i contenuti. L’esperienza appare ora evidente in questa brochure. “Vallesina da scoprire” non è una semplice guida, ma un piccolo manuale turistico destinato non solo a visitatori occasionali della regione, ma anche a quei marchigiani – e certo ve ne sono – che ancora conoscono poco o superficialmente i tesori nascosti e le bellezze segrete della loro regione. Ha richiesto un attento e paziente lavoro a tutta la redazione di ‘Jesi e la sua Valle’ che pure, ha annunciato, inaugurerà il 1° settembre un sito con un portale sulla Vallesina della quale offrirà così visibilità a tutto il mondo. Dalle Marche, con amore, grazie. Augusta F. Cardinali Nella foto Vincenzoni, da sinistra Dino Mogianesi, Marcello Focante, Daniele Olivi, Rolando Romagnoli. L’EDIZIONE STRAORDINARIA DEL 23° MONSANO FOLK FESTIVAL Rassegna internazionale ed itinerante G rande attesa per la ventitreesima edizione del Monsano Folk Festival (Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival), allargata quest’anno a ben diciotto Comuni dell’anconetano. Il Festival, voluto dal Comune di Monsano, con il contributo e il patrocinio della Provincia di Ancona e della Regione Marche, della Fondazione Pergolesi-Spontini, curato da La Macina e dal Centro Tradizioni Popolari, per la direzione artistica di Gastone Pietrucci, si svolgerà dal 2 al 30 agosto, in forma itinerante, tra i Comuni di Monsano e Jesi (entrambi con quattro giornate), Ancona, Camerano, Camerata Picena, Corinaldo, Mergo, Numana, Montecarotto, Montemarciano, Monte Roberto, Monte San Vito, Morro D’Alba, Polverigi e Santa Maria Nuova, Sassoferrato e Serra de’ Conti (tutti con una giornata). Il Monsano Folk Festival, si caratterizza, nel vasto panorama italiano, per la sua particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti del folk-revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico. Un Festival singolare, che per la “libertà” e la spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale, sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare. Questa edizione del Monsano Folk Festival, tra l’altro riveste particolare importanza, perché sarà un’edizione straordinaria e monotematica per i quaranta anni di attività de La Macina, ed avrà come tema portante: “I luoghi della memoria” e vedrà questo storico gruppo marchigiano impegnato a presentare, sera dopo sera, il suo vasto e variegato repertorio di proposte, di progetti e soprattutto di collaborazioni con grandi artisti, gruppi musicali, attori, scrittori, poeti, registi, che hanno operato e soprattutto “amato” La Macina. Il Festival quest’anno avrà la giornata inau- Piazza delle Monnighette, ore 22, Gastone gurale a Jesi, sabato 2 agosto, dove al Tea- Pietrucci-La Macina con Marino Severini: tro-Studio “Valeria Moriconi”, alle ore 22, “Concerto per Franco Scataglini”, il grande Giorgio Cellinese con La Macina e i Gang, poeta anconetano musicato e cantato da La presenterà il libro con Cd allegato: “Jemece Macina. affà un sonnellino in fondo allo stagno”. Regia Infine ancora a Jesi (ultima delle quattro di Allì Caracciolo. giornate jesine del Festival), un altro imporIl Folk Festival poi continua con un ricco tante appuntamento, martedì 12, alle ore 22, ed interessante cartellone di proposte: dal al Teatro-Studio “V. Moriconi”, La Macina, Concerto per voce e pianoforte: “Dicono di ricorderà con il Concerto virtuale e commeme” di Gastone Pietrucci & Fabio Verdini, morativo “Bella sei nada femmina”, l’indidomenica 3 agosto, ore 22, a Camerano, a menticabile Valeria Moriconi, grande amica Villa Mancinforte. A Jesi, sabato 9, nella di questo storico gruppo marchigiano. 4 Attualità 20 luglio 2008 nel mondo del lavoro: appunti di viaggio di Gabriele Gabrielli* Impresa, che reputazione hai? Spazzatura e “civiltà” C di Riccardo Ceccarelli i dimentichiamo in fretta, ma è stato “il giorno della vergogna”, come è stato definita la manifestazione tenutasi l’8 luglio a Roma in piazza Navona, per altri invece è stata un “segno di civiltà democratica”. Doveva essere contro Berlusconi (il No Cav. Day) e contro i provvedimenti legislativi in merito alla giustizia, si è trasformata invece in una serie di insulti contro il presidente Giorgio Napolitano, Benedetto XVI, alcuni ministri e contro quella parte di opposizione che non aveva partecipato. Il “trebbiatore di Montenero della Bisaccia”, l’on. Antonio di Pietro, non ha fatto marcia indietro, ha condiviso la piazza, si è solo dissociato da alcuni estremismi verbali. Il presidente del Senato, Schifani, ha espresso solidarietà a Napoletano e a Benedetto XVI. “La volgarità si qualifica di per sé. Non si commenta”, ha detto il direttore della sala stampa vaticana. Da sola infatti esprime il grado di intelligenza e di civiltà cui sono giunti comici e politici ed alcuni dei cosiddetti esponenti della cultura italiana. A rimetterci in questi casi è la politica non solo ma soprattutto la credibilità dei politici e di quei sedicenti intellettuali dei quali, ascoltandoli o leggendoli, arrivi a mettere in dubbio l’illuminata intelligenza. Hanno il pulpito della TV di stato e di una certa stampa – al pari di loro “illuminata” – che tiene loro bordone, sempre prodiga di conniventi applausi. Di “squallida spazzatura” comunque si è trattato. Rigurgiti di spazzatura maleodorante, come quella di Napoli, ricomparsa in piazza Navona la sera dell’8 luglio nelle parole di Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Beppe Grillo, del coro che fa capo a “Micromega” di Paolo Flores d’Arcais con le bandiere al vento di “Italia dei valori”: più coerenti se ci avessero scritto per l’occasione “Italia della spazzatura”. *** Cosa gli avrà fatto il Crocifisso? Cosa gli avranno fatto tutti crocifissi al Partito Socialista Spagnolo e a Zapatero da farne decidere l’espulsione da tutti gli edifici pubblici della Spagna? Cosa appunto gli avranno fatto? E’ una domanda che sorge spontanea ogniqualvolta nei confronti del Crocifisso si ipotizza la sua espulsione dai tribunali, dalle scuole, dagli ospedali, anche in Italia. In Spagna il suggerimento a Zapatero è molto forte anche se non vincolante. Non ci vuole molto ad immaginare però che, lui socialista, lo trasformi in decreto. A pensarci bene, hanno ragione i socialisti spagnoli. Il Crocifisso è veramente ingombrante e dà fastidio. Deve essere espulso dagli edifici pubblici. Egli ci richiama ai valori della vita e al significato della morte, ci indica quelli dell’amore e della salvezza. Ci dice della gratuità del dono, del perdono e della sconfitta dell’odio, ci testimonia il valore della libertà ed il senso del dolore. Ci ricorda la nostra identità millenaria e con essa la nostra cultura. In una “modernità” in cui vita e morte non hanno più senso e valore, men meno il dolore e la sofferenza vi trovano spazio, dove ci si vergogna della nostra civiltà a favore di un millantato rispetto per altre culture e religioni, è chiaro che il Crocifisso sia ingombrante e dia fastidio e ne venga decretata la pubblica espulsione, come già molti lo hanno espulso dalla propria vita. Via il Crocifisso, via Dio. Ingombranti e superati. Riferisce Antonio Socci: “Qualcuno ha osservato «Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all’inferno». Ingombranti e superati. Segno di “civiltà”. Ma poi da chi andremo? Il mercato del lavoro, con le sue complesse e non sempre esplicite dinamiche della domanda e della offerta, è assai variegato come sappiamo. In verità non c’è un solo mercato del lavoro, se non nel senso generale di un luogo in cui si incontra chi ha necessità di approvigionarsi di competenze e chi è disposto a fornirle secondo uno schema contrattuale che può, anch’esso, variare e di molto tra una situazione e un’altra. In questo grande, variegato e composito contenitore trovano spazio dunque “più” mercati ed altrettante relazioni complesse. C’è il mercato dei neo-laureati, per esempio; c’è quello dei manager; c’è quello dei capi-azienda; c’è quello, come si fa a non citarlo, dei talenti. In ciascun mercato ci sono regole, prassi e tendenze proprie che possono talvolta anche essere molto differenti tra loro. Sono diverse, per esempio, le modalità attraverso cui le imprese mettono in atto le loro strategie di reclutamento e ricerca; generalmente, mano a mano che ci si sposta da mercati professionali meno sofisticati a mercati ove la posta in gioco sono competenze del tutto particolari come quelle dei top manager, le aziende ricorrono all’aiuto di società e professionisti specializzati di ricerca del personale e del management. Il “fai da te” e “il passa parola”, insomma, lasciano progressivamente il campo a pro- getti strutturati di search delle competenze e dei profili di cui si ha bisogno. E’ anche evidente, poi, mano a mano che ci si sposti da un mercato più ricco di competenze a mercati dove c’è maggiore tensione in quanto più poveri di offerta, come possano cambiare anche i rapporti di forza tra i protagonisti del mercato stesso. Nel cosiddetto mercato dei talenti, per esempio, sono proprio questi ultimi ad assumere un ruolo di “selezionatori” delle opportunità; la loro competenza e il loro talento (fatto di capacità e conoscenze, ma anche di attitudini e titoli di studio, specializzazioni ed esperienza), infatti, consente loro di poter scegliere tra diverse possibilità. Strano, no? Eppure nel grande mercato del lavoro, ci sono anche ampi spazi dove ciò accade; dove cioè –anche in un contesto economico che sembrerebbe negare tale possibilità, come quello attuale- ci sono persone che possono concedersi il lusso di scegliere. E’ necessario allora per le imprese indagare questo fenomeno ed essere sempre aggiornate su quali siano i fattori prioritari che guidano la scelta delle persone. Si direbbe, con il linguaggio del marketing, che diventa centrale per le strategie di acquisizione delle risorse umane necessarie a sviluppare le imprese che queste ultime comprendano bene le “preferenze di acquisto” dei talenti per poter costruire così strategie e politiche adeguate e capaci di “attrarre” i migliori. Come tutte le “preferenze di ac- quisto”, però, anche queste mutano con il tempo, con il modificarsi della cultura e della società; cambiano anche con i “passaggi generazionali” e per il mutare del contesto economico e produttivo. Insomma, come tutte le preferenze di acquisto, anche quella “del lavoro” dipende dall’interagire di una numerosa e complessa lista di variabili. Sul punto è interessante segnalare come si registri da qualche tempo (e anche questo potrà sembrare strano) che i livelli di retribuzione e il trattamento economico in generale non stanno al primo posto tra i fattori che guidano tale scelta. Almeno i talenti (lo testimoniano i risultati di una recente ricerca Hill & Knowlton –“Corporate Reputation Watch”commentata da Andrea Carli su Il Sole 24 Ore del 6 febbraio scorso] sono maggiormente attratti dalla qualità del management e dalla “reputazione” dell’azienda. Un fattore quest’ultimo assai complesso che ha a che fare normalmente anche con l’immagine di “buon imprenditore” che l’azienda si costruisce sul mercato con riguardo alle implicazioni sociali del suo business e della sua gestione. Le politiche di employer branding delle imprese, allora, che costituiscono oggi una tra le maggiori preoccupazioni delle aziende, non possono non fare i conti con questi interessi e orientamenti. *Docente Università LUISS Guido Carli [email protected] Sicurezza dei contenuti e della gestione delle minacce informatiche Le tendenze del Cybercrimine R ivela dati preoccupanti l’analisi fatta dalla Trend Micro Incorporated, una azienda fondata nel 1988 e divenuta pioniere della sicurezza dei contenuti e della gestione delle minacce informatiche, riguardo le minacce informatiche che toccano i primi mesi del 2008. Nei primi sei mesi del 2008 infatti, le minacce alla sicurezza del Web sono cresciute sensibilmente, con i cybercriminali impegnati non solo a fare leva su nuove tecnologie per diffondere ancora di più il crimine informatico, ma anche a creare nuove forme di “social engineering” Notizie in grado di intrappolare in maniera intelligente consumatori e aziende. Nella prima metà dell’anno, stando a quanto riportato dal sito Key4biz di questa analisi, si è registrato un incremento delle minacce Web, a fronte di una costante diminuzione di adware e spyware, scoraggiati dai livelli di sicurezza ormai raggiunti. Questo tipo di programmi sottraggono informazioni che riguardano il PC e il navigatore, inseriscono i file nelle parti vitali del vostro PC e da lì monitorano costantemente il tutto inviando poi via Internet que- in Breve Lavoro Si svolgerà a Senigallia dal 12 al 14 settembre il seminario nazionale proposto dal movimento cristiano lavoratori. Parteciperanno il vescovo di Senigallia che anche componente della commissione Cee per i problemi sociali del lavoro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi. Cellulari La compagnia 3 Italia offrirà in esclusiva il primo servizio mobile in Italia con download illimitato di musica: consentirà di accedere ad una vasta libreria musicale e scaricare i brani direttamente sui videofonini di 3 Italia. Televisione Lunedì scorso ha preso il via RAI 4, la nuova rete lanciata in chiaro dalla Rai sul digitale terrestre. L’obiettivo sarà trasformare gli spettatori in autori. Nella fase di partenza, Rai 4 si alimenterà soprattutto di serie americane, programmi musicali, cartoni, film e telefilm. sti dati. Prende piede invece, la tendenza ad attaccare siti Web di aziende di alto livello, enti pubblici e istituzioni, e prosegue la minaccia dello spam e del phishing che aumenteranno soprattutto in corrispondenza del rientro a scuola e delle Olimpiadi, con picchi nel periodo natalizio. Stando alle analisi e alle osservazioni relative agli attacchi verificatisi dall’inizio del 2008, i ricercatori Trend Micro prevedono che in futuro il social engineering resti uno dei principali metodi di attacco, arricchito da nuove e ancora più sofisticate trappole. Inoltre, i cybercrimi- nali continueranno a colpire applicazioni software come QuickTime, RealPlayer, Adobe Flash, ecc. Continuerà ad aumentare il numero di spam soprattutto in agosto in corrispondenza del rientro a scuola e delle Olimpiadi. Un picco stagionale è atteso anche per novembre in vista del periodo di vacanza tradizionale negli Stati Uniti, durante il quale lo spam toccherà i 170-180 miliardi di messaggi al giorno. La regola insomma è sempre quella: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Eleonora Dottori dall’italia e dal mondo dal tribunale di Parma, la Guardia di Finanza di Bologna ha arrestato il giovane Cambi, la madre, Simone Vecchi, e il suo compagno Gianluca Maluccio De Marco. I reati vanno dalla bancarotta all’illecita ripartizione di utili, dalle false comunicazioni sociali all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Gianfranco Funari Il 12 luglio è morto a Milano Gianfranco Funari, autore e conduttore di programmi innovativi e provocatori. Una carriera tra luci e ombre, con successi, flop e polemiche; portò per primo la gente comune in video. Calcio Dopo la fine della sua carriera come calciatore, Alessandro Costacurta, in arte”Billy”, ha conseguito il titolo di allenatore a Coverciano con il massimo dei voti 110 e lode. Era arrivata la prima chiamata di una squadra, il Pisa, ma “Billy” ha rinunciato per motivi personali legati alla famiglia. Ha ribadito dicendo: “ho una famiglia che conta più di tutto”. Commercio Atletica Parma. Finisce in carcere l’inventore del marchio “Guru”, Matteo Cambi. Dopo il fallimento della società, dichiarato Al Golden Gala di Roma la russa Yelena Isinbayeva batte il suo record ottenuto nel 2005 ad Helsinky, e con i 5.03 stabilisce il nuovo record del mondo di salto con l’asta. La russa commenta così: “Sono contentissima, ora mi sento più forte”. Immigrazione Aumentano le vittime dell’immigrazione nel primo semestre del 2008. Gli immigrati morti sulle rotte per Lampedusa e la Sicilia dall’inizio dell’anno sono già almeno 347, tra i quali, si contano 251 dispersi in mare. Ad aumentare sono anche gli arrivi: secondo dati ufficiali nei primi cinque mesi del 2008 se ne contano 7.077. Lunedì scorso a largo di Lampedusa si è verificato un nuovo naufragio che ha coinvolto 43 persone; 3 delle quali sono morte e il resto sono tutt’ora dispersi. Economia Dopo il matrimonio fra Heineken e Carlsberg, ora nasce una nuova società: Anheuser-Busch Inbev. Il valore complessivo dell’operazione ammonta a 49,91 miliardi di dollari e sarà la numero uno al mondo nel settore della birra. Le due compagnie controlleranno circa 300 marchi di birra, fra i quali Budweiser, Bud Light, Stella Artois e Beck’s. I due gruppi guadagneranno annualmente circa 36 miliardi di dollari l’anno. a cura di Edoardo Rossini 5 Cultura 20 luglio 2008 Jesi - Ricordo della professoressa Maria Luisa Anconetani Flori D Storia della famiglia Flori e di Costa Mezzalancia a quando ho compiuto (tre che riporto qui appresso. anni fa) 85 anni, nella passeg- Maria Luisa Anconetani, nata a Jesi giata che faccio ogni mattina in- il 18 marzo 1914 da famiglia borserisco quasi sempre una piccola ghese dotata di sicuro benessere, sosta per leggere gli avvisi degli dimostrò presto vivo interesse per ultimi lutti e degli anniversari di lo studio, seguendo l’inclinazioscomparsa di persone care, avvisi ne di suo zio Natale Anconetani, che sono testimonianze affettuose scrittore autodidatta (1897-1989), di fiduciosa assoluta certezza nella narratore forte e originale, autore Vita Ultraterrena. di prose, di testi poetici e teatrali Esattamente un mese fa, un mani- (2). Conseguito il diploma in Pedafesto ha annunciato la celebrazione gogia, integrò la sua preparazione - alle ore 19 del 20 giugno scorso con esami universitari di Storia – di una “Messa in suffragio della e Filosofia che le fecero acquisire professoressa Maria Luisa FLORI il diritto ad insegnare tali mate- nata ANCONETANI, nel primo rie nelle Scuole Medie e Superioanniversario della sua morte avve- ri. Dopo un tirocinio di due anni nuta il 20 giugno 2007 ”. Giorno a Recanati e in Ancona, divenne e orario del sacro rito coincidevano Insegnante di Storia e Filosofia nel con quelli di una conferenza indet- Liceo Ginnasio “Vittorio Emanueta dalla “Fondazione Federico II” le II” di Jesi, dove concluse la sua sul poema di Giovanni Pascoli “Le lunga carriera. Insegnò anche nelcanzoni di Re Enzo”, relatore il prof. la Sezione italiana dell’Istituto “auf Massimo Castaldi, ricercatore uni- den Rosenberg” di San Gallo, nel versitario incaricato di coordinare Cantone Elvetico confinante con il le celebrazioni per il Bicentenario Lago di Costanza. Pascoliano. Dovendo seguire que- Seguì con attenzione il pensiero sto evento culturale (1), non ho di Ugo Spirito, professore di “Filopotuto partecipare alla suddetta sofia teoretica” nelle Università di Messa di suffragio. Genova e di Roma, meditando sulAvevo conosciuto la prof. Ancone- le sue opere: La Vita come Ricerca, tani Flori circa vent’anni fa, mentre 1937 - La Vita come Arte, 1941 - La si trovava impegnata in una mostra Vita come Amore, 1953 - Cristianedi sue foto riprodotte in grande simo e Comunismo, 1958 - Nuovo formato, immagini che essa sot- Umanesimo, 1964 - Dal Mito alla toponeva al giudizio del pubblico Scienza, 1966 - Giovanni Gentinella grande sala del Palazzo dei le, 1969. Al filosofo aretino, con il Convegni di Jesi, le vecchie Poste al quale tenne corrispondenza, la Ann. 19 di corso Matteotti. Avviando- conetani dedicò due scritti (specifimi a firmare il registro dei visitatori, cati più avanti) nel 1966 e nel 1978, ebbi con lei una breve conversazio- scritti che da allora sono entrati ne, pochi minuti in tutto, sufficien- a far parte della Biblioteca della ti comunque per ricevere la sua “Fondazione Ugo Spirito” in Roma, gentile offerta di un libro, di cui - via Genova, 22 (tel. 06 - 47.43.779). diceva - avrei sicuramente apprez- Fu scrittrice di vari racconti e di zato il contenuto, formato da “sue brevi composizioni in versi, prose memorie di vita locale”, bozzetti e poesie che pubblicò in cinque vosulla Jesi della sua gioventù, notizie lumi e due opuscoli per i tipi delle singolari e aspetti significativi della Arti Grafiche Jesine. Uno dei suoi nostra città meriti è quello di essersi impegnata La signora Anconetani aveva letto nella ricerca e nella traduzione di qualche mio articolo sul Palazzo numerose iscrizioni in latino, affisdella Signoria, sulla cinta muraria, se sui muri oppure incise su alcuni ecc., ed era ben lieta di mettere portali e architravi di finestre della a mia disposizione una copia del nostra città. Nell’àmbito della stovolume che aveva intitolato “La- ria locale, questo suo interesse per mento della Pace” rubando (senza vecchie lapidi e iscrizioni costituifarsi alcuno scrupolo, diceva) questo sce - a mio avviso - il suo apporto titolo, che era stato coniato dal suo culturale più duraturo, che farà beneamato Erasmo da Rotterdam ricordare più a lungo il nome di per un opuscolo da lui scritto nel questa insegnante (non per caso di 1517. Storia) nella città di cui ha tracciaDopo quel nostro scambio di idee to vivaci descrizioni (di persone e ampiamente condivise, non ho di cose) nel su citato volume “LAavuto occasione di altri colloqui MENTO DELLA PACE”.( 3 ). con la professoressa Anconetani. Fotografa dilettante, era affascinaLa incontravo dal giornalaio, giusto ta dalla visione del cielo, ripreso il tempo per scambiare un saluto, nei suoi mutevoli aspetti che sapequalche parola in più quando mi va cogliere durante ripetute atteninformava di essere in partenza per tissime passeggiate (in auto) nei la Svizzera, dove amava trattenersi dintorni di Jesi: gioiosi cirri primaper lunghi periodi. Con l’inizio de- verili, scintillanti tappeti di grangli anni 2000 l’avevo persa di vista dine, coltri di nebbia viste dall’alto, e solo dall’annuncio della Messa di opprimenti nuvoloni estivi, rovesci suffragio sono venuto a sapere del- sferzanti di pioggia, squarci di cielo la sua scomparsa. Conoscendo ben riflessi in pozzanghere lucenti, iridi poco della sua vita, mi sono rivol- di arcobaleno su grovigli di monti, to ad un suo nipote, il dr. Rodolfo tramonti mozzafiato, albe livide e Fiecconi, che, ringraziandomi per radiose aurore, ecc. ecc. Scenari l’interessamento, ha messo a mia tutti meravigliosi, che coglieva lì disposizione una foto della sua cara per lì senza alcuno studio, con foto Zia, insieme ai dati ed alle notizie istantanee scattate “in automatico” L’ 1992 - Je suis / comme je suis… (titolo da Prèvert) f.to 18. pagg. 60 di versi e 30 di foto a colori; 1994 – Il giornale è la preghiera del mattino (titolo da Hegel) – f.to 24, pagg. 79 – 11 lettere della Anconetani pubblicate da “Il Resto del Carlino” e 53 pubblicate da “Il Giornale”, più 9 scritte ma non pubblicate (tra queste, notevoli quelle alle pagg. 70 e 71); 1995 – Cahiers de doléances – f.to 24, pagg. 133 – raccolta di 118 “Lamentele” scritte dalla Anconetani dal 25.01.1994 al 13.02.1995, pubblicate da “L’Informazione”, quotidiano indipendente. Il nipote dr. Fiecconi possiede un esemplare di ciascuno dei titoli su elencati, ad eccezione di “Trasparenza di Cieli”, titolo segnalato nel risvolto di copertina dell’ultimo titolo del 1995; tale risvolto cita anche il “Corso di Giornalismo e Tecniche audiovisive” da lei frequentato a Camerino. Il medesimo dr. Fiecconi fa sapere inoltre di conservare molte altre carte (appunti, minute, trame), nonché lettere autografe del filosofo Ugo Spirito, e di tenere la ben fornita biblioteca della zia a disposizione dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Comunale “Planettiana”. Sandro Alessandroni (dichiarava), delle quali tenne due mostre a Jesi ripetute con successo in Svizzera, paese che le era tanto congeniale. Si unì in matrimonio con Manfredi Flori, uno dei sei figli (tutti maschi) di Filiberto Flori, vivace suocero da lei bonariamente descritto, tipografo-libraio, con tipografia in Costa Mezzalancia, a metà delle cosiddette “Scalette della Morte”, e cartoleria-profumeria in corso Matteotti di fronte all’Ufficio Postale, oggi Palazzo dei Convegni. Durante i cinque anni dell’occupazione italiana dell’Etiopia (1936-41) l’avventuroso marito si trasferì nella capitale di quella nostra colonia, ( 1 ) – La conferenza tenuta a PaAddis Abeba. Dopo la perdita, nel lazzo Balleani il 20.06.2008 dal maggio 1941, di quella nostra effi- prof. Massimo Castaldi sul poema mera conquista, Mandfredi Flori di Giovanni Pascoli “Le canzoni di subì per 13 anni l’internamento in Re Enzio” e stata ampiamente reun Campo britannico di prigionia censita dalla prof. Augusta Franco in Kenia, cosicché solo nel 1954 Cardinali nell’articolo pubblicato a rientrò a Jesi, dove riprese il suo pag. 3 del numero di “Voce” del 6 posto nell’azienda paterna, fino alla luglio 2008. chiusura dei suoi giorni, nel 1972. Rimasta vedova e raggiunta l’età (2) – Per notizie su natale Ancodella pensione, Maria Luisa Anco- netani ed i suoi scritti, si fa rinvio netani Flori usciva ogni giorno a alla pag. 17 del volume “Conoscere passeggio dalla sua bella abitazione Jesi” di G. Luconi e P. Cocola, pubin Piazza delle Monichette, tenen- blicato nel 2007 da “Voce” con il do al guinzaglio un grazioso bar- contributo della Cassa di Risparboncino, che portava sempre con mio di Jesi. sé nei suoi frequenti viaggi. Ecco l’elenco delle sue pubblicazio- (3) – Nel volume “Lamento della ni, tutte stampate dalle Arti Grafi- Pace”, degni di attenzione particoche Jesine. lare sono due capitoli collegati tra 1966 – Dalla “Vita come Ricerca” loro per connessione di carattere al “Nuovo Umanesimo” di Ugo topografico. Il primo, intitolato Spirito – f..to 25, pagg. 23 “Storia di una famiglia”, descrive consultabile presso la Biblioteca del- con ammirazione la straordinaria la Fondazione Ugo Spirito, Roma, via famiglia dell’orfano Filiberto FloGenova n. 24; ri. Nel secondo, intitolato “Costa 1978 – La storia dall’Antico al Nuo- Mezzalancia”, la Anconetani rinvo Umanesimo ed al Crollo di tutti grazia il prof. Ugo Bordoni per i Miti - come sopra averle segnalato una lapide im1984 – Lamento della Pace (titolo portante, molto corrosa dai secoli, da Erasmo da Rotterdam) – f.to 22, lapide che uno dei nobili Fratelli pagg. 180, volume formato Mezzalancia fece murare, nel 1695, da 65 capitoli suddivisi in 4 nuclei: sopra l’edificio posto in cima ad Ricordi – Riflessioni – Personaggi una grossa scalinata in legno codella mia città - La storia delle la- struita - per iniziativa ed a spese dei pidi – Immagini (quest’ultimo nu- medesimi Mezzalancia – a ridosso cleo presenta solo 26 foto, tra cui di quel tratto molto scosceso delquella di le mura. La scalinata dei Fratelli Manfredi Flori, marito dell’autrice); Mezzalancia rendeva finalmente 1997 – La 25^ Ora (titolo da Geor- agevole la discesa verso la cosidghiu) opuscolo f.to 24, pagg. 48; detta “strada di valle marina”. Con 1985 – Trasparenza di Cieli tre frasi molto concise la Anco1988 – Ciarpame di Ricordi – f.to netani ha scritto: “Non conoscevo 18, pagg. 94 di versi, più 20 di foto questa lapide antica; il prof. Ugo a colori; Bordoni me l’ha indicata : insie- me l’ abbiamo interpretata”. Quest’antica lapide quadrata, tutta annerita dal tempo, è ancor oggi ben visibile, ma assolutamente NON leggibile, sulla parete orientale del palazzo Ricci che sovrasta l’Arco del Soccorso (Trattoria della Fortuna) in cima alle cosiddette scalette della morte costruite e a gradini “rovesci” in pietra e mattoni nel 1954 (data indicata nel volume citato alla Nota precedente). La storia di questa zona dirupata era incisa sulla lapide molto consunta, che bisognava anzitutto decifrare, e la Anconetani, racconta: “Una persona gentile, da me pregata, è salita su un’alta scala ed ha ricopiato la dicitura “ (è probabile che ne abbia rilevato l’impronta premendo con forza un foglio di carta (o un cartoncino) sulla superficie della lapide) Per tradurre il testo latino della lunga scritta, la signora Anconetani, non essendosi laureata in Lettere, facoltà in cui si studia Epigrafia, dovette avvalersi della consulenza del prof. Bordoni che era docente di latino nella Scuola Media di Jesi. Il testo della lapide è interamente riportato, sia nella stesura originale, cioè nel latino del ‘600, sia nella impeccabile traduzione fatta dal Ugo Bordoni: “A GLORIA DI DIO OTTIMO MASSIMO – FATTO RIEMPIRE L’ALTO MURO TORTUOSO E SCOSCESO E RINFORZARE CON TRAVI SULLA PARTE TERMINALE I FRATELLI MEZZALANCIA NOBILI JESINI COSTRUIRONO PER LA PUBBLICA UTILITA’ QUESTA NUOVA VIA VERSO LA VALLE DEL MARE – ANNO 1695 DELL’ERA CRISTIANA”. Con il capitolo dedicato a “Costa Mezzalancia”, Maria Luisa Anconetani ha scritto due pagine utilissime, per conoscere la storia urbanistica di questo tratto impervio della città a ridosso delle mura medievali, tratto occidentale pressoché impraticabile fino al 1695 e di conseguenza rimasto fino ad allora disabitato, al disotto della Chiesa dell’Adorazione (già Chiesa della Confraternita della Morte al tempo delle esecuzioni capitali). Altrettanto utile è la precisazione che a colmare il dirupo là esistente, i fratelli Mezzalancia avevano contribuito nel 1527 impiegando il materiale ricavato dalla demolizione della Rocca; segnalazione questa che è stata fatta nel dicembre 2005 dall’avv. Paolo Marcozzi nel corso della sua bella rubrica “Jesi per via” pubblicata da “Voce” a partire dal 16 gennaio 2005. Ringraziando vivamente sia Marcozzi sia “Voce” per questo loro impegno culturale egregiamente svolto, auspico una prossima raccolta delle 106 puntate in un volumetto da offrire (a pagamento) ad abbonati e ad interessati, seguendo lo stesso criterio editoriale sperimentato con il volume “Conoscere Jesi” di G. Luconi e P. Cocola. Sandro Alessandroni Al critico d’arte Ginesi il “Premio delle Arti e Premio della Cultura” edizione 2008 del “Premio delle Arti e Premio della Cultura” (XX edizione) del Circolo della Stampa di Milano - che lo scorso anno venne assegnato a Papa Ratzinger per il libro “Gesù di Nazareth”- è stato quest’anno concesso al critico d’arte Armando Ginesi per le opere “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti” (edito da Motta di Milano su commissione di Banca Marche) e “Cinquant’anni attorno all’Arte dalla A alla Z” dell’editrice “affinità elettive” di Ancona. Con i due volumi in questione, la Commissione del Circolo della Stampa ha voluto premiare la cinquantennale attività di ricerca che il critico d’arte marchigiano ha svolto sia in Italia che all’estero. La penna di Ginesi – giornalista, critico, già editore e docente, organizzatore culturale, diplomatico (come scrive Gasparri egli rappresenta una vita che “per la densità si presta ad essere raccontata e narrata più di altre”) – scorre via lieve, veloce e chiara, anche quando affronta temi di particolare intensità o quando graffia (lo fa spesso) con giudizi duri e, a volte, impietosi, in nome di un radicalismo etico che non consente troppe vie d’uscita. La cerimonia della consegna del Premio si svolgerà il 18 settembre prossimo, presso la Sala degli Arazzi del Circolo della Stampa di Milano in Corso Venezia 16. Nella circostanza saranno consegnati anche premi a due altri marchigiani, il pittore Bruno Mangiaterra di Loreto, a cui è stato attribuito il Premio dei Musei, e a Giorgio Cutini, al quale ultimo è stato assegnato il Premio di Fotografia. Il dott. Cutini, apprezzato chirurgo laparoscopico di fama europea, ricopre l’incarico di Primario di Chirurgia Generale presso l’Ospedale Generale di Jesi ed è un noto fotografo creativo. 6 Jesi 20 luglio 2008 Castelbellino Arte: dal 19 luglio la diciottesima edizione L’avvocato risponde IL CONIUGE CHE TRADISCE PUO’ VEDERSI REVOCATE LE DONAZIONI Nel lontano anno 1975, un marito evocava in giudizio la moglie, chiedendo che fosse disposta la revocazione delle donazioni indirette eseguite in suo favore, avendo intestato a nome di lei la comproprietà di beni immobili acquistati con il proprio danaro. La moglie resisteva e, in via riconvenzionale (cioè, di rimando) chiedeva la divisione del patrimonio comune. Nel 1990, con la solita celerità della giustizia italiana, il Tribunale di Messina, respingeva la domanda ma, nel 2005 (sempre più veloce), la Corte d’Appello riformava la prima sentenza e dichiarava la revocazione per ingratitudine delle donazioni indirette. Non paga, la moglie proponeva ricorso per Cassazione. Con sentenza del 14 febbraio 2008 (l’ironia della sorte ha scelto il giorno di San Valentino) la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte D’Appello: l’ingiuria grave, richiesta dall’art. 801 del codice civile quale presupposto della revocazione, consiste in un comportamento con il quale si rechi all’onore ed al decoro del donante un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona, sì da rilevare un sentimento di avversione che manifesti un’ingratitudine verso colui che ha beneficato l’agente, tale da ripugnare alla coscienza comune. Pertanto, costituisce ingiuria grave non tanto il fatto che la ricorrente, all’età di trentasei anni, già madre di tre figli, avesse intessuto, con un ventitreenne, una relazione, protrattasi clandestinamente per vari anni e sfociata nell’abbandono della famiglia per convivere con il nuovo compagno, quanto l’atteggiamento complessivamente adottato, menzognero e irriguardoso verso il marito, all’insaputa del quale la ricorrente si univa con l’amante nell’abitazione coniugale. Paolo Marcozzi, avvocato CARPFISHING Sabato 19 e domenica 20 luglio presso il lago grande della “Barchetta” ad Ostra Vetere si terrà la seconda prova del campionato provinciale di Carpfishing 2008, valevole per le qualificazioni al Campionato Italiano di Specialità 2009. Il programma prevede il ritrovo presso il lago alle ore 5,30 del sabato, inizio gare alle ore 7; la gara avrà termine alle ore 15 della domenica. Al termine della gara verrà stilata la classifica finale e seguirà la premiazione da parte del Presidente del settore delle Acque interne della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee. Per tutti i partecipanti e amici verrà offerta dalla società organizzatrice “GSPM ” Gruppo Sportivo Pescatori Montenovo di Ostra Vetere, una merenda a conclusione dell’ evento e per delineare lo spirito di comunità dei partecipanti. IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 Musica, arte e cinema I l 19 luglio prenderà il via la XVIII bellino a luglio, non edizione di Castelbellino Arte, l’or- da meno i cultori delmai classico contenitore di appunta- la musica raffinata: menti che per due settimane metterà l’apertura di Castelil paese al centro dell’attenzione di ap- bellino Arte è infatti passionati di musica d’autore, cinema e affidata alla chitarra arte. Un’edizione, la prossima, che vuo- di Marco Poeta. Il suo le caratterizzarsi per l’apertura a nuovi concerto (sabato 19 orizzonti e per il respiro sempre più in- luglio alle 21,15) sarà ternazionale. preceduto da una Come di consueto, il programma ruota conferenza dal titolo attorno alla rassegna cinematografica, “Il Fado, un canto tra dedicata quest’anno alla figura di Ma- fatalismo e saudade”. rio Monicelli, e al premio per la mi- Alla musica sarà afgliore canzone da film, che si aggiudica fidata anche la chiuIvano Fossati per la canzone “L’amore sura di Castelbellino trasparente” contenuta nel film Caos Arte, domenica 3 calmo. Durante le giornate di Castel- agosto, con la voce e bellino Arte saranno proiettate cinque le percussioni di Peppe Consolmagno pellicole dirette da Mario Monicelli e in “Timbri dal mondo”. si terranno due convegni per appro- Per la giornata conclusiva è in profondire il ruolo del regista toscano nel gramma anche la presentazione del cinema e nel costume del nostro Paese. libro di Amoreno Martellini “Fiori nei Domenica 27 luglio Piazza San Marco cannoni”, edito da Donzelli. L’autore ospiterà il tradizionale gala per il con- sarà intervistato da Lorenzo Verdolini. ferimento dell’Ercole di Castelbellino a Non manca la mostra d’arte, come Ivano Fossati. Purtroppo il musicista li- sempre ospitata a Villa Coppetti: progure non potrà essere presente a causa tagonista di questa edizione sarà la pitdi un impegno concomitante. E’ invece trice Francisca Blazquez. L’inauguraancora in forse la presenza a Castelbel- zione della personale è in programma lino di Mario Monicelli. La serata, pre- per domenica 20 luglio alle 17,30. Per sentata come al solito dalla giornalista l’occasione, il parco di Villa Coppetti Marina Marozzi, vedrà la partecipazio- vedrà anche l’esibizione del duo formane di numerosi ospiti. to da Massimo Agostinelli (chitarra) e Se gli appassionati di cinema italiano Beatriz Lozano (soprano). hanno buoni motivi per salire a Castel- L’ultimo ramo di Castelbellino Arte è Pergolesi Spontini: prevendita on line I biglietti del VIII Festival Pergolesi Spontini - che si terrà dal 5 al 14 settembre - potranno essere acquistati dal 14 luglio con sconti sensibili (fino al 20% in meno) grazie alla speciale promozione “early booking”: acquistare prima ... conviene! La prevendita per le opere e i concerti del Festival potrà essere fatta ancor prima dell’apertura della Biglietteria del Teatro Pergolesi di Jesi, prevista da sabato 23 agosto. Dal 14 luglio al 22 agosto, infatti, i biglietti del Festival potranno essere acquistati in prevendita tramite internet con Amit-online sul sito www.fondazionepergolesispontini.com, oppure con Hellò Ticket chiamando il Numero Verde 800.90.70.80 (da cellulare e dall’estero +39 06.48.07.84.00) e ancora presso tutte le filiali di Banca Marche, fino all’esaurimento della disponibilità. Gli acquisti con Amit-online e con Hellò Ticket prevedono il pagamento con carta di credito. Con la formula dell’“early booking” i biglietti ai singoli appuntamenti del Festival costano da 13 a 28 euro. L’ottava edizione del Festival è dedicata al fiorire del genio, ai primi passi della fantasia creatrice: “Opera prima” è il tema e il titolo. Aprirà Salustia, la prima opera seria di Pergolesi, sul palcoscenico del settecentesco Teatro Pergolesi di Jesi, e chiuderà sotto una bianca tenda da circo, nel nuovo parco di Moie di Maiolati, Li puntigli delle donne, la prima opera buffa di Spontini. Le partiture sono affidati a due straordinari complessi di strumenti originali: “La Cappella della Pietà dei Turchini”, che Antonio Florio ha reso famosa nel mondo e l’Accademia Barocca I Filarmonici, col raffinato magistero di Corrado Rovaris. quello legato alla filosofia, una sorta di ponte con l’altra grande rassegna che è appunto “Castelbellino Filosofia” e che si svolgerà in autunno. Sabato 2 agosto alla Loggia Rinascimentale si parlerà di “Cartesio e l’elogio del dubbio” con la professoressa Laura Cavasassi. A seguire sarà proiettato il film Cartesius di Roberto Rossellini. Tutte le informazioni sono sul sito internet www.comune.castelbellino. an.it o al numero 0731-701606. Nella foto di Giulia Mazzarini, da sinistra l’assessore alla cultura Massimo Costarelli e Sandro Paradisi, titolare dell’azienda Paradisi di Jesi sostenitrice di Castelbellino Arte San Paolo di Jesi: concorso nazionale di poesia “Verdicchio in versi” Per risvegliare la passione per la poesia agreste, il Comune di San Paolo di Jesi aderente all’Asso ciaz ione Nazionale Città del Vino, con il Patrocinio della Provincia di Ancona e della Soc. Colli Esini San Vicino, indice la X° edizione nazionale del premio di poesia “Verdicchio in versi”. I partecipanti possono concorrere con una o più poesie, che non superi 40 versi, in lingua italiana o in vernacolo che abbia come argomento il vino tipico della propria zona. Gli autori invieranno i loro testi in otto copie, di cui solamente una firmata, in busta chiusa, recante dati anagrafici, indirizzo, numero telefonico ed eventuale e-mail. Una copia è gradita su supporto informatico. Il materiale deve pervenire con raccomandata, entro le ore 12 del 21 luglio prossimo al Comune di San Paolo di Jesi - P. zza Domenico Ricci - 60038 San Paolo di Jesi (An) - [email protected] La giuria del Premio sarà resa nota durante la cerimonia di premiazione, prevista per il 7 settembre prossimo alle ore 16.30 presso Palazzo Bassi. I premi, per le poesie vincitrici, consistono in: 500.00€ per il primo classificato, 300.00€ per il secondo e 150.00€ per il terzo; sono previsti premi speciali alla poesia sul “Verdicchio” proveniente dalla zona D.O.C. e dalle altre Regioni d’Italia. Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com Vita ecclesiale Parola di Dio 20 luglio 2008 20 luglio 2008 - 16^ domenica del tempo ordinario - a Paziente e misericordioso oggi) chi di fronte al male che cresce nel seno della comuniIn quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il tà, propone il giuregno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel dizio di espulsione suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, semiimmediato e definò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo nitivo. Sono i nuovi crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono farisei, rappresentati dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon anche dalla politica, seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: che si sentono puri “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo e un popolo “a para raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo te”. Cèra e c’è oggi la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e un novello Battista l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietiche annuncia la setura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci parazione netta del per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”». grano dalla zizzania. Lode a te o Cristo Il bello è proprio che questi sono anche a Messa questa domeCommento nica! La parabola non è una favola morale ma I nomi di Dio… eccoli ! Questa volta: Paziente una rivelazione del volto di Dio e della politica e Misericordioso. Se Dio è amore, l’amore “pa- del Suo Regno. Non è che nasca oggi la riflessione che fa la parazienta” ( 1 Cor 13,4) . Per farcelo arrivare, quest’oggi ci racconta la pa- bola; era l’antica domanda sul silenzio e l’attesa rabola della zizzania e del buon grano. Era una di Dio di fronte al male. Oggi, come ieri c’è semspecie di gramigna che fa grani neri e che cresce pre qualche mietitore zelante, che non ha temaccanto al grano. Non si può di fatto strappare po di ascoltare (chi ha orecchi ascolta!) e quindi prima perché le sue radici sono intrecciate con fa di testa propria. Stiamo parlando del volto e quelle del grano e si rischia proprio di strap- dell’opera di Dio e, in subordine, della Chiesa di parlo via. C’era al tempo di Gesù (ma c’è anche Cristo, e in subordine, di chi ci tiene alle radici 7 di don Mariano Piccotti [email protected] Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43) Agenda Pastorale del Vescovo Sabato 19-domenica 20 Notte Bianca in collegamento con Sydney ore 2: Santa Messa in Piazza della Repubblica Domenica 20 - Giovedì 24 Pellegrinaggio a Lourdes con UNITALSI Venerdì 25 luglio Giornata di spiritualità con i Diaconi di Jesi e Senigallia al Beato Sante-Mombaroccio Sabato 26 luglio ore 10: S. Messa alla di riposo di via Gramsci in occasione della festa di Sant’Anna ore 15: Colle Ameno: incontro con i giovani di Castelbellino e Pantiere ore19,15: Sant’Apollinare, S. Messa nella festa patronale Domenica 27 luglio ore 10: Bellisio Solfare, incontro con Coccinelle FSE e genitori: parr. Divino Amore e Moie ore 15: Beato Angelo, incontro con Coccinelle FSE e genitori: parr. Regina della Pace ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un gruppo di ragazze OGGI SPOSI 19 luglio: Sauro Brugnoni e Claudia Pelagagge a Tabano – Alessandro Tullio e Valentina Pierangeli a Cupramontana/S. Lorenzo 20 luglio: Matteo Garbini e Moira Fazi a Campocavallo – Marco Messina e Romina Rinaldi a Vasto/Cattedrale – Riccardo Martini e Gloria Gagliardini a Cupramontana/B. Angelo L’amore copre una moltitudine di peccati cristiane. Cristo non ha voluto strappare i peccatori dalla comunità, ma è andato a cercarli. E’ misericordia. Anche con noi è paziente, aspetta tutta la vita per riportarci nella sua famiglia. Ora il suo Regno è iniziato. Il male è vinto. La gramigna che cresce sarà alla fine bruciata. Ma questo non ammette certamente la negligenza degli uomini. Non vigilanza, trascuratezza, pigrizia, presunzione sono virus coltivati proprio da chi non sa che oggi (oggi e qui) il Regno è in azione. E chiede, per esempio, che ai bambini rom sia data una carezza in più! (Soren Kierkegaard) Conosciamo i santi: Santa Veronica Giuliani Una lode perenne a Dio I santi sono i perseguitati a causa dell’amore di Dio e del prossimo: non esiste infatti amore più grande di quello di chi dà qualcosa di sé o addirittura se stesso per il bene. I perseguitati per il bene vivono il calvario di Cristo, anzi è Cristo che continua a vivere in loro la sua passione fino alla fine dei secoli. La santità ha tanti volti, ma ha un unico cuore: il cuore liberato dall’egoismo e palpitante di amore per Dio e il prossimo. Il cuore di Santa Veronica Giuliani è stato così pieno d’amore per Dio da renderla una delle più grandi mistiche della storia: ebbe numerose rivelazioni e ricevette le stimmate. “‘Questa è la stanza, dove si imparano gli ammaestramenti divini, per potere le anime dilette perfezionarsi, e per imparare le vere e più perfette virtù...’. (Gesù a s. Veronica) …detta scuola era la sua SS. Passione”. La Santa ci rivela con tali parole la sua spiritualità, incentrata sulla Redenzione: le sof- ferenze fisiche e interiori di Cristo esprimono la sovrabbondanza del Suo amore per noi. Veronica, al secolo Orsola, nasce nel 1660 a Mercatello, presso Urbino, da famiglia nobile; a quattro anni resta orfana di madre, la quale morendo aveva affidato i figli alle Sacre Piaghe di Gesù. Sin dall’infanzia si distingue per la carità verso i poveri e una grande devozione per la Passione di Cristo. Nel 1677, all’età di diciassette anni, superata l’opposizione paterna entra nel monastero delle Clarisse di Città di Castello per trascorrervi i restanti cinquant’anni della sua vita. Le pagine di diario, che le fu imposto di scrivere dal suo direttore spirituale, ci testimoniano la ricchezza della sua vita mistica. A 37 anni riceve le stimmate e diviene vittima immolata per la salvezza delle anime: “Io vidi uscire dalle sue SS. Piaghe cinque raggi risplendenti e tutti vennero alla volta mia... In quattro vi erano i chiodi, e in una vi era la lancia, come d’oro, tutta infuocata, e mi passò il cuore da banda a banda”. All’autopsia risultò che il cuore era trafitto da parte a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della Passione di Cristo, infatti - rivela nel diario spirituale – “piansi molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti”. I doni mistici si trasformarono nella Santa in perenne lode a Dio, fautore di ogni bene. Il vescovo si convinse quindi della loro genuinità e veridicità grazie alla profonda umiltà di Veronica: ella si sentiva indegna di ciò che le stava accadendo e sopportava ogni sofferenza senza che trasparisse dal suo volto, bruciante d’amore per Dio. Fu maestra delle novizie per trentatrè anni e badessa dal 1716 al 1727. Austera con se stessa, era invece amorevole e tenera verso le consorelle, che curava nel corpo e nello spirito. Suor Veronica era anche equilibrata e concreta: governò benissimo il monastero, ampliando il dormitorio ed erigendo una cappella per la Madonna del Rosario. Maria la custodì e sostenne la sua fede nei frequenti attacchi demoniaci. La Santa si spense nel Venerdì Santo del 1727, dopo trentatrè giorni di malattia e dopo aver chiesto il consenso di morire al confessore: ultimo gesto di obbedienza e segno di un Dio che abita solo cuori umili, come quello di Maria, l’“umile sua serva”! Giordano Maria Mascioni Parrocchia Santa Maria del Piano Da domenica 1° giugno e fino al 31 agosto a Santa Maria del Piano viene celebrata l’Eucarestia festiva alle ore 21,30. Partecipazione Dal 12 luglio vive nella pace del Signore Adele Roscini in Massaccio di anni 66. La comunità cristiana di S. Massimiliano Kolbe si unisce al dolore e alle preghiere del marito Aurelio, delle figlie Cecilia e Gemma, dei generi Gianluca e Alberto, dei nipoti Samuel e Daniel, della sorella Aurelia e dei familiari e parenti tutti. Per le opere di bene in luogo dei fiori si può aderire al desiderio dei familiari della defunta, contribuendo alla raccolta di offerte destinate alle opere missionarie della Diocesi di Jesi nel sud America. Signore Gesù Cristo, gli uccelli hanno i loro nidi e le volpi le loro tane, ma tu non avesti dove posare il capo, non hai avuto un letto su questa terra. Tuttavia eri quel luogo segreto, l’unico, in cui il peccatore potesse trovar rifugio. E anche oggi tu sei il nascondiglio: quando il peccatore torna a te, si nasconde in te, è nascosto in te. Allora egli è eternamente difeso, perché il tuo Amore nasconde una moltitudine di peccati. Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. 8 Vita Ecclesiale 20 luglio 2008 Canti per la Liturgia: MISTERO DELLA CENA F Gesù sarà sempre con noi ra i ”Canti per la Liturgia” no di crescente consapevolezza della Diocesi di Jesi, al n.75, dell’evento solenne. c’é un testo breve, che, in forma Il parallelismo morfologico-sinpoetica. due strofe di otto versi tattico e fonico dei versi e le ciascuna (settenari e senari alter- iterazioni forti e incisive del sonati), vela e rivela verità essenzia- stantivo “mistero” e della copula li…, le voci del “mistero” di Dio “è” fanno capire che l’autore trae dell’uomo in musica: parole e smette un messaggio chiaro. note preziose che non brillano Abbiamo di fronte un testo di di luce propria ma riflettono la cristologia, lineare nella struttubellezza e la ricchezza dei “segni” ra, ma non facile per la valenza della Liturgia eucaristica. semantica di certi termini della Ecco il testo, vi invito alla lettura lingua comune (mistero, core al canto. po, sangue, pane, croce…) che, avendo assunto, lungo i millenni, Mistero della Cena/ é il Corpo di nella vita delle comunità cristiaGesù ne, connotazioni proprie del linMistero della Croce/ è il Sangue guaggio teologico-biblico-liturdi Gesù. gico, hanno ormai un significato E questo pane e vino/ è Cristo in non comune, specifico, unico. mezzo ai suoi. Cammin facendo scopriremo Gesù risorto e vivo/ sarà sempre questo significato che dà consacon noi. pevolezza al nostro cantare. Il testo, rivelando le certezze e le Mistero della Chiesa/ è il Corpo emozioni profonde del cristiano, di Gesù. provoca in chi legge o canta il Mistero della pace/ è il Sangue coinvolgimento personale, una di Gesù. rinnovata esperienza di fede e di Il pane che mangiamo/ fratelli ci amore. farà. Per l’intima sintonia fra paroIntorno a questo altare/ l’amore la-verità-fede-vita, che emerge crescerà. dal canto ed entra nei cuori, ho voluto presentare questo testo Il ritmo andante-mosso e mode- “eucaristico” che merita di esseratamente maestoso della frase re meditato e più spesso cantato musicale é metafora del cammi- durante la Comunione. In ricordo di nonno Otello Nonnino mio adorato, adesso vorrei solo chiederti perché? Perché mi hai lasciato? Sai si pensa sempre di non aver mai fatto abbastanza, di non aver voluto troppo bene, invece, caro angelo mio, ho sempre cercato di esserci, nel bene e nel male come ho potuto. Ho fatto il possibile per non perdermi un istante, per non perdermi un tuo sorriso e, credimi, ce l’ho stampato nel cuore e negli occhi. Voglio ricordati sorridente, il nonnino dagli occhi azzurri e belli, voglio ricordarti un buon maestro di vita. Vasco Rossi in una sua canzone cantava: “Qui non arrivano gli angeli…” bè nonnino mio, io che ti ho conosciuto, agli angeli ci credo e ringrazio Dio di aver avuto la fortuna di incontrarti. Caro nonno mi avresti detto “…è così che va la vita, è una ruota…”, in questo momento odio queste belle parole, vorrei che tu fossi qui, devo convincermi che è impossibile. Ti cerco nelle foto, nelle canzoni, nei ricordi, ma niente può colmare quel vuoto che lasci. So che da lassù mi guardi, come nonna fino ad ora, mi proteggi. Gianna Nannini canta “… sei nell’anima, e lì ti lascio per sempre…” è lì nonnino che ho il posto per te. Purtroppo gli ultimi ricordi che ho di te sono in quel letto d’ospedale, l’ultimo posto dove avrei voluto vederti. Hai cercato di lottare fino alla fine, senza lamentarti e accettando quello che ti stava succedendo, solo i tuoi occhi azzurri spiccavano. Le ultime parole che mi hai detto “…sto male, Ilaria…”, è vero, nonnino mio, stavi male, ma c’eri. Le persone mi dicono “…93 anni ha fatto la sua vita…”. A queste persone voglio dire che anche se malato c’era, comunque potevo dire “…vo giù da nonno…”, adesso non l’ho dirò mai più, non credo ci sia un’età per morire. Voglio dirti che con te sono stata bene e adesso ho perso un’altra delle persone più importanti della mia vita. Hai sempre mantenuto le tue promesse, solo l’ultima quando ti ho detto “…ci vediamo domani”, mi hai detto di si, ma non ci sei riuscito. Potrei riempire pagine intere, ma i ricordi non si scrivono, si vivono e con te nonnino mio li ho vissuti e adesso posso solo ringraziarti. Angelo mio ti penserò sempre, adesso sei in cielo, fra gli angeli, vicino a nonna e forse aspettavi questo momento, eravate l’uno per l’altra, una cosa solo e per questo unici. Le persone speciali Dio le vuole accanto a se, e tu eri una di quelle. Caro angelo mio, ti dico grazie di essere esistito, fai buon viaggio se vuoi e riposa se puoi. “...voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi...”. Mi dispiace che queste parole non puoi sentirle. Ciao nonnino mio adorato Ilaria M Parola-chiave, su cui incalzante si fa la voce, é “mistero”, che si ripete quattro volte con diverse specificazioni: della Cena, della Croce, della Chiesa, della pace. Annunciamo la sapienza di Dio L’apostolo Paolo, speciale “conoscitore” e testimone del mistero di Cristo, scrive: “Annunciamo la sapienza di Dio avvolta nel mistero, nascosta in Dio (=facente parte della sua intima vita), che Dio predestinò prima dei secoli… e che nessuno dei prìncipi di questo mondo ha conosciuto: se infatti l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma come è stato scritto, “quelle cose che occhio non vide e orecchio non udì e in cuore d’uomo non salirono giammai, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (Is. 64,3: 65,13). A noi però le ha rivelate Dio per mezzo dello Spirito, giacché lo Spirito scruta tutto, anche le profondità di Dio” (1Cor 2,7-10). Ho scelto questo brano della Lettera ai Corinti, perché è una sintesi teologico-mistica delle opere meravigliose di Dio e del progetto di salvezza universale che raggiunge il suo apice in Cristo morto e risorto. La Parola di Dio e l’esperienza di fede illuminano la realtà del “mistero pasquale” che è insieme mistero della Cena, della Croce, della Gloria. “Gesù risorto e vivo/ sarà sempre con noi”: versi stupendi che dichiarano la presenza reale del Risorto e invitano al “sì” della fede. Ma è possibile l’esperienza di fede? E’ possibile se l’uomo, libero da pregiudizi e da false sicurezze, apre la mente e il cuore alla luce della Verità che viene dallo Spirito, e se l’ascolto della Parola di Dio si traduce nell’agire quotidiano. Ma la vera esperienza di fede é personale/relazionale: nasce, cresce e vive nella Chiesa, nella vita della famiglia e della società, e trova il suo centro vitale nella Eucaristia. Il Canto si conclude con le note melodiose e suggestive della Cena, la Pasqua della vita: comunione con Cristo, a gloria del Padre, nello Spirito d’amore che genera amore, perdono, pace e fraterna condivisione: “Il pane che mangiamo/ fratelli ci farà. Intorno a questo altare / l’amore crescerà”. L’Eucaristia fa la Chiesa; la Chiesa fa l’Eucaristia, “fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione”. Maria Crisafulli Concerti d’organo usiche di Luchesi, Morandi, Ve- Fondazione del territorio, che opera lerj e Moretti, eseguite all’organo nel sociale. dal maestro Renzo Bortolot. Sarà lui, “Mantenendo la peculiarità di abbiad inaugurare la XIV edizione della nare all’organo anche altre sonorità Rassegna organistica “Suoni dal passa- – spiega Fabiola Frontalini, organista to”, promossa dall’Associazione orga- e direttore artistico della rassegna nistica Vallesina di Staffolo, nel primo – quest’anno avremo l’originale accodei concerti in programma martedì stamento di organo e corno naturale 15 a Serra San Quirico, nell’omonima il 24 luglio, quello di organo e perchiesa. L’iniziativa, realizzata con il cussioni moderne come vibrafono patrocinio del Conservatorio Rossini e marimbe il 21 settembre, e quello di Pesaro, Regione Marche, Provin- di organo e ‘sopranista’ il 19 ottobre”. cia di Ancona, Cm Esino-Frasassi e la Per info: www.associazioneorganisticollaborazione del Csv, prevede ben 11 cavallesina.it date fino a novembre con concerti di organi solisti e non solo, nelle chiese Programma di Serra San Quirico, Apiro, Staffolo, I concerti iniziano alle ore 21,15 Cingoli, Jesi, San Paolo di Jesi e Ca- 15 luglio Serra San Quirico – Chiesa merata Picena, dove sono conservati San Quirico; 24 luglio Apiro – Colorgani storici e di particolare prestigio legiata Sant’Urbano; 21 agosto Serra (ingresso libero). S. Quirico Stazione – Chiesa parrocAnche quest’anno la Rassegna sposa il chiale; 31 agosto Staffolo – Collegiata connubio musica-solidarietà, dedican- San Francesco (organo); 5 settembre do ogni concerto a una diversa asso- Cingoli – Santuario Santa Sperandia ciazione di volontariato, cooperativa o (organo); 7 settembre Cingoli. In ricordo Francesco Mingo Tre mesi fa Francesco ci ha lasciato improvvisamente. La mamma Luisa Guerrini Mingo desidera ricordarlo agli amici, a tutti coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, con l’amore struggente di una “mamma” immersa in un dolore immenso e dilaniante. L’ultima carezza Mi hai chiamato, non succedeva più. Nonna ci aveva lasciato, ero con il suo vuoto, ma serena: avevo fatto per lei l’impossibile. Penso ad una camomilla, ero lontana dalla tua sofferenza. Suono il campanello, salgo. La porta è aperta: mi aspetti! Mi accogli col sorriso! Ho un attimo di felicità: nell’aria aleggia qualcosa. Ti stai lavando i denti, attorno splendide luci, anche qui sommerso dai libri, tutti aperti a metà; la lettura spazia variegata: arte, sì, psicologia dell’arte, scienza, Totò: il luogo giusto per ridere anche. Mi confidi la tua insolita stanchezza. Poi vai lontano, ai ricordi del liceo: il mio libro di latino, più prezioso della tua intelligenza, l’inglese al liceo di Macerata. Quante cose per me – dici -! Ti sfioro la guancia con una timida carezza. Tu scherzi: - Mamma, come quando ero piccolo!?! Ti prendo la mano, la stringo. Non ho capito. Ho cercato io aiuto: sola! È stata l’ultima carezza. Luisa Guerrini Mingo IL REFRATTARIO IL CREDO DI PAOLO VI Q uarant’ anni fa, il 30 giugno 1968, Papa Paolo VI, custode sommo del “deposito della fede”, con autorità di Vicario di Cristo, espresse una densa sintesi del Cattolicesimo nella “Professione di Fede” conosciuta come “Credo del Popolo di Dio”. Davanti agli errori di ogni tipo dilaganti in quegli anni e presenti ancora oggi dentro e fuori la Chiesa, errori risalenti al protestantesimo e ripresi dal modernismo, Papa Montini reagì difendendo la verità integrale della fede cattolica con tale atto di magistero, di cui noi dobbiamo continuare a tenere conto. Nel Credo di Paolo VI si parla di angeli e di anima spirituale e immortale dell’uomo. Quanto spazio si dà oggi alle “cose invisibili” nella teologia e nella predicazione? Attualmente preti e fedeli non sembrano invece piuttosto appiattiti sull’attivismo e sull’ambito materiale, quasi ignorando e disinteressandosi di ciò che più conta, cioè dell’anima? Paolo VI parlò in termini inequivoca- bili della Santa Messa, che è “il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari”. Quanto oggi le messe celebrate rispecchiano questa realtà? Non c’è per caso una crisi della liturgia che pare aver dimenticato Dio, appiattita com’è sulla mera dimensione umana? E’ dato abbastanza rilievo alla dimensione sacrificale della messa? Quanti sacerdoti, nella loro predicazione mettono in risalto che Gesù è morto per espiare i nostri peccati e dunque per riparare le nostre colpe con il Padre? Quanti pongono l’accento sul ruolo dell’espiazione nella vita spirituale, sulla mortificazione e sul peccato originale, da cui tutto ha avuto origine? Non c’è piuttosto il tentativo di ridurre il cristianesimo ad una melassa buonista, in cui tutto è ammesso perché tanto Dio è amore? Non c’è la tentazione di negare le responsabilità dell’uomo ed il peccato? Ancora, Papa Montini ricordò chiaramente l’esistenza dell’inferno, del diavolo e del giudizio di Dio. In quante omelie oggi si accenna a questo? Non si cerca spesso di evitare il discor- so sulla giustizia divina, affermando che Dio non è un giustiziere? Molti addirittura non credono alle realtà della dannazione eterna e del demonio, ponendosi in tal modo fuori della Chiesa. Anche Papa Benedetto XVI, nella sua ultima enciclica Spe salvi, è tornato sui cosiddetti Novissimi, cioè sulle realtà ultime, oggi tanto dimenticati. Infine, ma si potrebbe continuare ancora a lungo, Paolo VI affermò con forza la fede nell’Eucaristia. Solo nell’Eucaristia c’è la presenza sostanziale di Cristo, che pure è presente in tanti modi nella Chiesa e nelle anime. Ma solo l’Eucaristia è il centro, la fonte ed il culmine della vita della Chiesa. Questo ci distingue dai protestanti, per i quali il centro è la Parola, la Scrittura. A quarant’anni di distanza, il “Credo del Popolo di Dio” ci ricorda che senza il momento dottrinale, tutto l’edificio della fede rischia di essere costruito su basi assai fragili, incapace quindi di fronteggiare le sfide della contemporaneità. Federico Catani In diocesi 20 luglio 2008 9 Ottavo centenario della cattedrale ( XII) I La “Santa Casa” con camino e campanile l centro dell’abside del Duomo è dominato da un grande bassorilievo in marmo che rappresenta un soggetto caro alla nostra regione: la “Madonna di Loreto” seduta sul tetto della “Santa Casa”. Di qui la denominazione popolare di “Madonna del Tettarello” festeggiata il 10 dicembre. Questa data è divenuta, da un paio d’anni, con una accettabile prospettiva “laica”, anche la “Festa delle Marche”. Riassumo le note e curiose vicende di questa scultura. Il Consiglio di Credenza nel 1655 aveva deliberato di porre sulla facciata del Palazzo Priorale (sopra l’attuale “arco del magistrato”) una statua della Madonna di Loreto. Che però aveva il difetto di guardare e quindi proteggere solo i cittadini fuori le mura! Di qui la protesta degli abitanti dentro l’antica cinta muraria. Che furono salomonicamente soddisfatti dal cardinal Cybo con l’apposizione in cattedrale di quest’altra immagine della Vergine di Loreto. E visto che ci siamo, ricordiamo che tali vicende ebbero uno strascico – ma di segno opposto – due secoli e mezzo dopo. Quando nel 1901 il Consiglio comunale decise la rimozione dal “pubblico edificio” della statua seicentesca. Che ora se ne sta silenziosa e appartata nella penombra della na- vata destra di S. Marco. Jesini, brava gente, ma con qualche venatura anticlericale di troppo. Solo per fare un confronto che mi è capitato di notare recentemente: nella facciata del Comune della romagnola (e presumibilmente non troppo filovaticana) Cesena c’è una statua della Madonna. E così in numerose altre città (vedi Macerata) e in molti paesi. Pazienza: ci consoliamo col fatto che se è vero che talora esiste il fondamentalismo religioso, non è da meno quello laicista! E così torniamo al nostro bassorilievo in cattedrale, che raffigura la traslazione “aviatoria” della S. Casa, secondo la tradizione popolare. L’Europa è piena di reliquie (più o meno autentiche, ovviamente) reperite in duemila anni di pellegrinaggi in Terrasanta. E non ci sarebbe niente di gratuitamente miracoloso nel pensare (come sembrano propendere i Cappuccini custodi del santuario lauretano) che la parte anteriore della modesta casa-grotta di Nazaret potesse essere stata smontata e caricata su delle navi. A noi però interessa il significato profondo di questa “icona”. Che vogliamo ricavare da quelle “casette” (una decina nella nostra diocesi, diverse decine nella Marche), che riproducono la Santa Casa di Loreto e che venivano portate in processione. Molte di loro hanno sul tetto sia il camino che un pic- colo campanile. Il primo è un dolce richiamo all’intimità della vita domestica, che trova (trovava! oggi c’è al suo posto la TV) nel focolare il suo simbolo più eloquente. Ebbene nella preghiera dell’Angelus, che ripetiamo a mattino, mezzogiorno e sera, si fa memoria del “Verbo/ Figlio di Dio che si è fatto carne / ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” (cfr Gv 1,14). E’ quello che ripetiamo nel Credo: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo / e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo”. Il Dio inaccessibile, senza perdere la propria divinità, si è fatto “vicino/ prossimo”, “uno di noi/ come noi”. Ma le “casette” hanno spesso (compresa la nostra scultura) anche un campanile, che le configura come una “piccola chiesa”, intensa proprio in senso “edilizio”. La “vera chiesa”, si sa, è l’assemblea dei credenti: ma tale nome è passato ad indicare anche il luogo del loro radunarsi. E forti della promessa di Gesù: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20), si può dire che la chiesa è la “casa di Dio in terra”. Soprattutto durante l’eucaristia, massima espressione della sua “presenza misteriosa e reale”. Anticipo di quella presenza definitiva, allorché “Dio sarà tutto in tutti” (1Cor 15,28). Né si deve dimenticare che il concilio ha chiamato “piccola chiesa” anche la famiglia cristiana, unita nella fede e nell’amore: perché – come cantiamo nelle nostre celebrazioni – “Dov’è carità e amore, qui c’è Dio”. Questi due simboli – camino e campanile – si intrecciano mirabilmente anche nell’altra parola con cui indichiamo la cattedrale: e cioè “duomo”. Che vuol dire “casa per eccellenza”, casa di tutta la “famiglia diocesana” (che è la “chiesa” nella sua pienezza!) guidata dal vescovo. E allora, dite la verità: ve lo immaginavate che l’umile, popolare e magari folcloristica “Madonna del Tettarello” (con relativi “fogarò” nella notte della “venuta”) poteva costituire davanti agli occhi dei fedeli in duomo un costante richiamo all’incarnazione? Cioè a questo fondamentale “mistero della fede” che realizza la profezia dell’Emmanuele, il Dio-con-noi (Is 7,14)? Don Vittorio Magnanelli “Sguardi sulla Cattedrale”. Collettiva fotografica I n attesa di entrare nel vivo delle celebrazioni per l’VIII Centenario della Fondazione della Cattedrale medievale di San Settimio – in programma dal prossimo settembre al mese di dicembre - la Diocesi di Jesi propone la collettiva fotografica “Sguardi sulla Cattedrale”, con l’intento di sollecitare la realizzazione di immagini inedite, di muovere alla scoperta di spazi insoliti, normalmente inaccessibili, alla ricerca di momenti e suggestioni che la visita interna, o particolari prospettive esterne del Duomo, possono offrire. L’edificio, che da secoli fa da fondale alla piazza Federico II, non è certo la cattedrale di Rouen, che Claude Monet dipinse nel 1894 nell’Effetto di luce mattutina; Primo sole; In pieno sole; Tempo grigio, ma si vuole offrire anch’esso come soggetto immobile alla più li- bera e mutevole osservazione artistica. A pochi decenni dall’invenzione della fotografia, il grande impressionista francese volle dimostrare che l’arte della pittura era tutt’altro che morta e sotterrata. Pur dipingendo sempre lo stesso oggetto secondo condizioni atmosferiche - ed emotive - diverse, tradusse in straordinari quadri le sue “impressioni”. La macchina fotografica tuttavia non tardò nel dimostrare una sua dignità artistica, al di là della fredda riproduzione della realtà. Sono così sorti autentici poeti della pellicola - oggi anche del digitale - che, invece di usare pennello o scalpello, adoperano con straordinaria abilità e sensibilità le tecniche fotografiche, ponendosi come veri manipolatori di luce. Quest’ampia premessa vuole rendere ragione del senso della proposta che la Diocesi rivolge Parrocchia di San Pietro Martire: grazie ai volontari e al Comune Solidarietà con i bambini bielorussi La comunità parrocchiale di San Pietro Martire di Jesi anche quest’anno, dal 28 giugno al 29 luglio, ha fatto proprio il progetto, patrocinato dall’Associazione “L’ARCA” : accogliere dieci bambini bielorussi, vittime delle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl. L’iniziativa, giunta ormai al sesto anno, sostenuta dal parroco padre Ilarino Carosi, ha dato vivacità e calore alla comunità. I dieci piccoli ospiti, cinque bambini e cinque bambine, più due accompagnatrici ed interpreti, vengono nella nostra zona per respirare aria piena di jodio partecipando alla colonia marina organizzata dal Comune di Jesi che da queste colonne ringraziamo sentitamente. Nell’arco della giornata i bambini prendono parte con entusiasmo alle molte iniziative organizzate per loro da un folto numero di giovani animatori e animatrici che li seguono con tanto affetto e che viene generosamente ricambiato….con abbracci e baci. Già diverse volte nel fine settimana i bambini, felici come non mai, hanno preso parte a gite ed escursioni, accompagnati da tanta gente della parrocchia e non. Davvero molte sono le adesioni di volontari che assicurano la propria presenza anche durante la giornata con entusiasmo ed encomiabile altruismo, sperimentando la gioia del dare e ricevere benessere e felicità. Approfittiamo di questa occasione per ringraziare tutti i volontari che nei diversi ruoli: cucina, guardaroba, dispensa, trasporti ecc.. collaborano fattivamente alla riuscita di questo progetto. Infine un grazie particolare alle brave signore che ogni mattina “rifanno” i lettini dei bambini magari pensando ai propri nipoti. Stiamo constatando quanto sia vero quello che ha detto il Signore: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” anche se stiamo ricevendo tantissimo. Nella foto i bambini con il Parroco nel Convento del noviziato dei Cappuccini di Camerino a professionisti e appassionati della fotografia: quella di fotografare il nostro Duomo al di là della fredda immagine documentaristica. Chiediamo loro di regalarci degli autentici “sguardi”, inediti e suggestivi, tali da suscitare emozioni che l’abitudine e la familiarità di un’occhiata fugace non è in grado di suscitare. Le immagini dovranno, dunque, avere per soggetto lo spazio esterno e interno della Cattedrale, colta dal punto di vista artistico, architettonico, paesaggistico, nonché durante momenti liturgici o devozionali. Le immagini verranno esposte nella mostra che si terrà dall’8 al 16 novembre nei locali del palazzo dei Convegni in corso Matteotti, inserita all’interno degli eventi previsti per l’VIII centenario della Cattedrale. Tutti coloro che sono interessati possono pren- dere visione delle norme di partecipazione e scaricare il materiale dal sito internet dell’Informagiovani di Jesi – www.comune.jesi.an.it/ informagiovani/ – oppure dal sito di Voce della Vallesina – www.vocedellavallesina.it; in alternativa si potrà ritirare il Bando presso il Museo Diocesano di Jesi in piazza Federico II,7 dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 (tel.0731.226749). Le domande dovranno pervenire via mail, posta, fax o essere consegnate a mano entro il 31 agosto 2008. Il materiale fotografico dovrà giungere al Museo entro e non oltre il 10 ottobre 2008. Per ulteriori informazioni si prega di contattare la Segreteria organizzativa presso il Museo Diocesano, piazza Federico II, tel. 0731.206749/fax 0731.206750, e-mail museo.diocesano@ alice.it. I campi estivi dell’Azione Cattolica L’estate è da sempre la stagione del relax. Per i vari gruppi parrocchiali dell’Azione Cattolica jesina, l’estate è soprattutto la stagione dei campi estivi. Ecco una breve panoramica: Acr (6-14 anni) Domenica 27 luglio, Moie partirà per Scavolino, sotto Pennabilli (PU). Fino a mercoledì 6 agosto i trentacinque ragazzi iscritti, utilizzeranno il cartone animato “Ortone ed il mondo di Chi” per affrontare tematiche forti, come il valore delle regole nella comunità, la semplicità, il proprio progetto di vita, la testimonianza (che è anche il tema annuale) e l’importanza della famiglia. A guidarli ci saranno tredici animatori. San Francesco di Paola andrà a San Cassiano di Fabriano, dal 18 al 23 agosto. Il tema che appassionerà i circa quaranta partecipanti, sarà il film “La Maledizione della Prima Luna”. Durante il campo, i ragazzi – seguiti da sette animatori e due tutor – faranno un percorso di scoperta della propria identità per passare dall’io alla comunità. In ricordo dell’esperienza, sarà consegnato ai giovani una moneta bucata da mettere al collo. San Giuseppe e San Pietro Martire hanno scelto come meta del loro campo, Marina di Montemarciano. Dal 24 al 31 agosto i trentotto ragazzi, seguiti da 14 educatori leggeranno il libro “Il Piccolo Principe”. Giovanissimi (15-18 anni) San Sebastiano, San Marcello e Monsano dal 3 al 10 agosto si recheranno a Foce Cerqueto, vicino Genga, per parlare della “Bellezza”. Previsti una ventina di ragazzi. Chiuso il campo Acr, dal 6 al 10 agosto Moie proseguirà il campo a Pennabilli, con i Giovanissimi di primo e secondo superiore, più i ragazzi di terza media. Tutti insieme rifletteranno sulla “Cristifidelis Laici”. San Giovanni Battista invece, propone ai suoi Giovanissimi un’esperienza di convivenza. Dal 7 al 10 agosto, i membri del gruppo Acg vivranno insieme a Santa Maria del Colle. Santa Maria del Piano e Kolbe dal 27 al 31 agosto affronteranno il tema della “Speranza”, visto da varie angolature (il futuro, la morte, la solitudine, il confronto con gli altri) a Sant’Elia di Fabriano. Quindici i ragazzi previsti. San Francesco d’Assisi invece, in una sola settimana, quella dal 3 al 10 agosto, radunerà a Braccano di Matelica tutti i settori, dai ragazzi dell’Acr fino agli Adulti, passando per Giovani e Giovanissimi. In tutto, una cinquantina i partecipanti, seguiti da quindici educatori. I tre settori si ispireranno al cartone “L’Era Glaciale”. A cura di Giuseppe Papadia 10 Speciale GMG 20 luglio 2008 Il vescovo Gerardo invita a partecipare alla Notte Bianca della Gmg Giovani protagonisti nella Chiesa Si parte, per ritornare! S i parte per Sidney. Anche la diocesi di Jesi è rappresentata dai nostri giovani. Un occasione che molti aspettavano per coniugare una esperienza spirituale con un viaggio per scoprire una parte del mondo lontana. Jesi starà vicino a questo evento con un collegamento in piazza della Repubblica quando con il satellite si collegherà per la celebrazione eucaristica celebrata dal Papa con tutta la comunità ecclesiale dell’Australia e con i giovani venuti da ogni parte del mondo. I giovani cattolici protagonisti in diverse parti del mondo insieme al Pontefice per portare una testimonianza di fede, per rinsaldare l’universalità, per far incontrare generazioni di giovani di diversi paesi. L’iniziativa ha un suo valore di testimonianza e di comunione, in un mondo sempre più globalizzato, sempre più vicino nelle distanze che rivuole testimoniare la parola di Dio come evento di comunione e di pace. Ormai da adulto guardandoli così organizzati, con quell’entusiasmo che caratterizza l’età, viene da domandarsi se dietro a tutta questa preparazione organizzativa non vi sia il pericolo di perdere lo scopo, le finalità. Indubbia- “Grazie al Signore che ci ha concesso di vivere in questo tempo di grandi sfide, cariche di speranza e di fiducia”: così il Vescovo Gerardo ha detto ai giornalisti per presentare la Giornata Mondiale della Gioventù e la Notte Bianca. Proprio così infatti si presentano gli eventi di Sidney, in Australia dove 120mila giovani stanno vivendo una grande esperienza di condivisione e di fede e ne danno testimonianza al mondo: eventi di speranza. “Questi trenta giovani non vanno a titolo personale ma sono mandati dalla Chiesa diocesana che li aspetta per restituire qualcosa agli altri giovani – ha continuato il Vescovo – stiamo vivendo i tre anni del progetto Agorà come attenzione ai giovani, non solo destinatari ma protagonisti nella Chiesa. Ecco perché l’evento della Gmg non basta, perché inevitabilmente non riesce a coinvolgere direttamente tutti: la Notte Bianca che vivremo a Jesi il 19 e il 20 luglio ci farà sentire uniti ai giovani di Sydney.” L’organizzazione della Notte Bianca, la lettera pastorale del Vescovo sono segni di questo rinnovato desiderio della chiesa locale di mettersi in cammino con i giovani. “Siamo chiamati a non lasciarci sfuggire questo tempo di grazia in mezzo a tanta sfiducia: abbiamo tanti motivi di speranza guardando i nostri giovani – ha concluso il vescovo Gerardo – che ha rivolto un ringraziamento ai giovani, alle loro famiglie, alla segreteria della pastorale giovanile e ai monasteri che accompagnano con la preghiera queste iniziative. La Messa in diretta con il Santo Padre mente l’impatto mediatico è rilevante. Tutto il mondo in questi giorni sta guardando questo evento, gli annunci che esso porterà, l’impegno che potrà sorgere, e anche lo spirito che vuole trasmettere. Abbiamo bisogno di testimoni! Questa necessità nelle nostre società sempre più secolari diventa impellente. Il rischio è che come un fuoco che brucia arriva al massimo fulgore e splendore per poi nel tempo spegnersi. Quando questo avviene e può avvenire bisogna domandarsi che cosa ha significato e significa una esperienza di cosi forte impatto mediatico? Cosa rimane? Oggi nelle nuove generazioni gli eventi hanno una velocità nel consumarsi diversa da ieri. Le nuove tecniche di comunicazione velocizzano i rapporti e alle volte li banalizzano. Cioè non ci si ferma per riflettere per stare. Questa è una caratteristica del mondo moderno che nel momento in cui la tecnica ha preso il posto dei rapporti umani, dell’attenzione all’altro, ai suoi momenti, il tutto viene vissuto in fretta, come una evasione da consumare subito, quando quei momenti hanno un valore che trascende l’impatto mediatico, la manifestazione, l’organizzazione, l’evento! Ogni incontro è una occasione di amicizia! Essa si costruisce dal posto in cui si parte, fino all’arrivo, per poi ritornare. L’importante è che nasca tale sentimento, che si riproduca! Occasioni di incontri come questi possano generare nel ritorno quello spirito della porta aperta, dell’accoglienza al diverso. Non possiamo vivere arroccati nelle mura delle nostre idealità, quando un popolo in esodo bussa alle nostre porte. La nostra fede vuole l’incontro con l’altro. Andando a Sydney, si manifesta questa esigenza che il nostro essere testimoni del Cristo risorto non ha confini, ma è vero che nella porta accanto delle nostre realtà l’altro alle volte bussa e trova la porta dei nostri cuori chiusa. Io credo che quando Gesù dice vi lascio il mio Spirito, sarò con voi fino alla fine del mondo allude sicuramente a questo soffio di amicizia; quando dice non vi chiamo più servi, ma amici parla di una relazione che stabilisce con ciascuno di noi. E’ il soffio dell’amicizia che non ha età che i greci chiamano filia alludendo a quella qualità dell’amore non contaminato dalle forze istintive della materia. Ma esso può essere reso triste e addirittura spento quando facciamo scelte contrarie alla sua essenza d’amore. L’anima non si cura con le cose, ma necessità dell’incontro, nello stare vicino. Ecco, il mondo che si avvicina, l’incontro che riscalda i sentimenti, la passione, l’idealità, tutto questo non sia un fuoco di paglia, ma sia un piccolo germoglio che appunto Sidney vuole far nascere nel cuore dei giovani sparsi per il mondo per contaminare sempre di più tutti noi. Remo Uncini “La notte è, anche per noi sacerdoti, un’esperienza emozionante: ho avuto tante occasioni di sperimentare la notte come momento di grazia. Invito quindi a partecipare, nei limiti del possibile, alla celebrazione che vivremo a Jesi in diretta da Sydney e alle Fontane di Luce che si accenderanno dalle ore 20,30 nel centro storico di Jesi”: l’invito del Vescovo Gerardo è per tutti e in particolare per i giovani e gli educatori dei giovani affinché vivano la ricchezza di questi momenti. La Messa delle 2 della mattina del 20 luglio, dalla piazza della Repubblica, andrà di pari passo con quella che il Papa celebrerà alle ore 10 all’Ippodromo di Randwick. Il sito jesino dell’Agorà (agorajesi. it) proporrà ogni giorno notizie e filmati sui nostri giovani in Australia; l’agenzia giornalistica www. chiesamarche. org darà tutti gli aggiornamenti la Santa Comunione e piamente preghino secondo le intenzioni di Sua Santità. Si concede l’Indulgenza parziale ai fedeli, ovunque si trovino durante il predetto incontro, se, almeno con animo contrito, eleveranno le loro preghiere a Dio Spirito Santo, affinché spinga i giovani alla carità e dia loro la forza di annunziare con la propria vita il Vangelo. Affinché poi i fedeli possano più facilmente farsi partecipi di questi celesti doni, i sacerdoti, legittimamente approvati per l’ascolto delle confessioni sacramentali, con animo pronto e generoso si prestino a ricevere e propongano ai fedeli pubbliche preghiere, per il buon esito della stessa “Giornata Mondiale della Gioventù”. La Giornata delle Marche sugli arrivi e sui primi momenti della GMG, dalla logistica alla preghiera, con immagini, racconti, riflessioni. L’indulgenza Benedetto XVI ha confermato la possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria per quanti parteciperanno alla GMG. La Penitenzieria Apostolica nel suo apposito documento ha scritto: “Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli che devotamente parteciperanno a qualche sacra funzione o pio esercizio da svolgersi durante la “XXIII Giornata Mondiale della Gioventù”, nonché alla sua solenne conclusione, purché, confessati e veramente pentiti, ricevano L’invito radiofonico La segreteria organizzativa della pastorale giovanile della Diocesi di Jesi ha predisposto manifesti e volantini per invitare i giovani a partecipare alla Notte Bianca della Gmg a Jesi; è stato realizzato anche uno spot radiofonico con l’inno della Gmg, grazie alla collaborazione di Andrea Antolini, registrato da Leonardo Fiorenza e Roberta Gagliardini e trasmesso da RVE – Radio Vallesina, Radio Velluto e Radio Duomo Senigallia. Ciao sono Roberta - ciao sono Leonardo. Ti facciamo un invito: vieni per la Notte Bianca della GMG. A Jesi! La notte del 19 luglio sarà una Notte Bianca! Vivremo in diretta da Sydney la Giornata Mondiale della Gioventù alle 21 poi le fontane di luce. A mezzanotte spaghettata e caffè per tutti, e poi, a notte fonda, ancora in diretta la Messa del Papa dall’ippodromo di Randwick in Australia. Il 19 luglio il mare di Sydney bagnerà Jesi Vieni con noi - Receive the power! Nell’ambito della Celebrazione della “Giornata delle Marche”, giunta alla quarta edizione, dedicata agli anziani, è previsto un gemellaggio ideale tra la città di Fermo e quella di Sidney (Australia). “Le celebrazioni per la Giornata delle Marche 2008 avranno inizio il 25 luglio a Sidney, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Gioventù a “. E’ possibile seguire l’evento sul sito www. giornatadellemarche.it. Nella prima foto, da sinistra Francesco Collamati e Manuela Bocchini in partenza per Sydney, il Vescovo e don Cristiano Marasca responsabile della Pastorale Giovanile Diocesana; nella seconda i due giovani con la maglietta e la felpa della Gmg I nostri giovani inviati Sono trenta i ragazzi della nostra diocesi in Australia, accompagnati da don Cristiano Marasca, responsabile diocesano della Pastorale Giovanile e don Giovanni Rossi: Sara Agostinelli, Detjon Begaj, Manuela Bocchini, Alberto Bugari, Cristina Cardinali, Michele Cerasa, Matteo Cingolani, Francesco Collamati, Emanuele Contadini, Cecilia Cuic- chi, Leonardo Fiorenza, Lucia Fiorenza, Valentina Fossi, Roberta Gagliardini, Laura Ginesi, Luca Gramaccioni, Michele Maceratesi, Erica Marchegiani, Natalia Palanca, Giuseppe Papadia, Sara Petrocelli, Elisabetta Pizzicotti, Federica Ristè, Giulia Romagnoli, Anna Maria Rossetti, Devis Spaccia, Chiara Taccaliti, Roberta Ulissi. MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ Avrete forza dallo Spirito Santo C ari giovani! Ricordo sempre con grande gioia i vari momenti trascorsi insieme a Colonia, nell’agosto 2005. Alla fine di quell’indimenticabile manifestazione di fede e di entusiasmo, che resta impressa nel mio spirito e nel mio cuore, vi ho dato appuntamento per il prossimo incontro a Sydney. Sarà la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù ed avrà come tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8). Il filo conduttore della preparazione spirituale all’appuntamento di Sydney è lo Spirito Santo e la missione. Se nel 2006 ci siamo soffermati a meditare sullo Spirito Santo come Spirito di verità, nel 2007 cerchiamo di scoprirlo più profondamente quale Spirito d’amore, per incamminarci poi verso la Giornata Mondiale della Gioventù 2008, riflettendo sullo Spirito di fortezza e testimonianza, che ci dona il coraggio di vivere il Vangelo e l’audacia di proclamarlo. Diventa fondamentale che ciascuno di voi giovani possa riflettere su questo Protagonista della storia della salvezza che è lo Spirito Santo o Spirito di Gesù, per raggiungere questi alti scopi: riconoscere la vera identità dello Spirito anzitutto ascoltando la Parola di Dio; prendere una lucida coscienza della sua continua, attiva presenza nella vita della Chiesa, in particolare riscoprendo che lo Spirito Santo si pone come “anima”, respiro vitale della propria vita cristiana, grazie ai sacramenti dell’iniziazione cristiana; diventare così capace di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un’efficace attuazione del Vangelo all’alba del terzo millennio. Non dimenticate mai che la Chiesa, anzi l’umanità stessa, quella che vi sta attorno e che vi aspetta nel vostro futuro, attende molto da voi giovani perché avete in voi il dono supremo del Padre, lo Spirito di Gesù. Vallesina 20 luglio 2008 11 Castelplanio: la gratitudine dell’associazione Diletta onlus per la generosa collaborazione D Vicini ai bambini della Bielorussia iletta Onlus desidera ringraziare tutti coloro che, anche quest’anno, stanno contribuendo alla realizzazione dell’ospitalità dei ragazzini bielorussi. In particolare il grazie va ai volontari che aiutano nelle attività della Badia dè Frondigliosi (dalle cuoche alle addette alla pulizia), alle famiglie che ospitano i ragazzini nel mese di luglio, alle amministrazioni comunali che hanno ospitato e partecipato agli eventi tra cui la gara di pittura e di fotografia. Grazie alle maestre dell’Istituto Comprensivo Carlo Urbani di Maiolati, Castelplanio e Poggio San Marcello che hanno tenuto i corsi formativi linguistici e di formazione di base, all’Associazione Informatici senza frontiere, al Vescovo Gerar- Moie per le missioni Continuano gli appuntamenti proposti a Moie per contribuire alla costruzione della scuola elementare nella missione carmelitana di Chang’ombe in Tanzania. Sabato 19 luglio alle ore 20 cena in piazza e alle ore 21,30 concerto dal vivo con le canzoni degli anni ’30, 40 e 50 proposte da coristi in abiti d’epoca. La serata, organizzata dal gruppo di volontariato Carmelo nel mondo rientra nel progetto “Il battito che unisce: Moie – Chang’ombe” che ha il patrocinio del comune di Maiolati Spontini, della parrocchia Santa Maria di Moie e delle Suore carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù. Un altro appuntamento di solidarietà a Moie in favore delle opere missionarie di suor Katarina (conosciuta come suor Caterina) Noeli Hilonga di nazionalità tanzaniana e che ha svolto la sua opera per tre anni a Moie nella comunità delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù. Suor Caterina si è impegnata nella scuola materna “Domenico Pallavicino”, ha guidato gli incontri di catechesi in Parrocchia, ha visitato i malati nelle loro case, ha incontrato i fratelli. Così ricorda il periodo trascorso a Moie: “E’ stata un’esperienza molto positiva che mi ha fatto crescere, ho sperimentato l’amore di Dio in contatto con diversi persone”. Ora sr Caterina è rientrata nella sua terra natia come responsabile della missione carmelitana con il ruolo di “Delegata della Superiora Generale”. Nella Missione della Tanzania le suore seguono diverse opere a sostegno dei bambini bisognosi, dei malati, insegnano religione nelle scuole materne, elementari, secondarie e quelle superiori. “La situazione più urgente oggi nella missione di Tanzania – scrive Sr Caterina - è lo sviluppo culturale dei bambini e giovani. Tanti bambini non vanno scuola per la povertà delle famiglie; grazie al lavoro dei missionari e alla generosità di tanti benefattori i bambini e i giovani della Tanzania cominciano ad avere la possibilità di studiare”. Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi ai numeri 0731 701820; 0731703232; 0731702013. do Rocconi che unitamente alle parrocchie di Castelplanio e Poggio non hanno fatto mai mancare il loro sostegno. L’amministrazione comunale di Castelplanio ha consentito, curando la logistica, il soggiorno marino nelle tre settimane di permanenza in Badia; la Fondazione Cassa di Risparmio e la Sogenus hanno sostenuto economicamente il progetto. Diletta Onlus è così giunta con il Progetto Estivo 2008 alla sesta ospitalità dedicata a questo tipo di disagio (ci stiamo ora indirizzando verso altre aree di disagio minorile lasciando tuttavia stabile l’impegno su questi progetti). I bambini sono arrivati il 7 giugno e ripartiranno il 30 luglio prossimo. Il progetto riguarda 35 ragazzini, per la maggior parte orfani, che a dicembre intendiamo ospitare per un altro mese e di anno in anno - per un periodo complessivo di tre mesi ogni anno- lungo tutto il percorso della loro crescita. Con questa ospitalità Diletta Onlus da continuità ad un’opera di sostegno e cura iniziata nel 2005 grazie alla collaborazione di tanti amici senza i quali tutto ciò sarebbe impossibile. Il grazie si rivolge anche al significato che l’aiuto rappresenta per noi organizzatori: questo ca- lore e la vostra sensibilità ci stimolano e ci incoraggiano a proseguire verso la direzione che abbiamo intrapreso e verso la realizzazione dei nostri obiettivi. L’assistenza sanitaria dei bambini attraverso il soggiorno collinare e marino che viene svolto grazie all’aiuto del Comune di Castelplanio che mette a disposizione il pullman per i viaggi verso il mare; la cura e il risanamento dei bambini attraverso una equilibrata e idonea alimentazione capace di conferire nel periodo di ospitalità una solida base dietetica e energetica; l’integrazione culturale con i bambini e le famiglie del nostro territorio per costituire le basi per uno sviluppo solido di rapporti internazionali sulla scorta di un intervento umanitario che svolga anche il compito di rafforzare l’amicizia tra i nostri popoli; interventi formativi di base che hanno sullo sfondo il più impegnativo intento di dare ai ragazzini, nel corso delle prossime ospitalità, una dotazione conoscitiva di alcuni mestieri che possa aiutarli successivamente al superamento di altre difficoltà. Quest’anno stiamo dedicando crescente attenzione ai temi formativi (informatica, lingua italiana, percorsi professionali) convinti come siamo dell’importanza dell’orien- Etty Hillesum (Olanda 1914 – Auschwitz1943) Un cuore pensante Q uella cartolina la raccolsero dei contadini, che poi la spedirono, dalla linea ferroviaria. Etty ebbe il suo transito nella quiete eterna, il 30 novembre del ’43. Soddisfatta, come sempre, nel suo modo di prepararsi agli eventi e di prenderne parte. Appieno aveva vissuto tutto, tanto da sentirsi “vecchia” come lei si definiva; aveva bruciato abbondantemente le tappe, sia nel sapere che nella vita sentimentale, giostratasi in lei così arditamente con personaggi molto più grandi e diventati personaggi di calibro, sia del mondo finanziario, che del sapere psicologico universitario. Agli studi Etty crebbe velocemente, visti i pregi acquisiti dalla famiglia di origine dove tutti furono di spicco, dalla musica, alla scienza e letteratura; i suoi contatti più importanti li ebbe all’università dove laureatasi in giurisprudenza, si iscrisse a lingue slave. Cominciarono i suoi primi incarichi lavorativi insegnando il russo, poi parallelamente lo studio della psicologia che l’avvicinarono a Spier, studioso di Jung, con il quale tesse una lunga convivenza fino alla vigilia della deportazione al campo, quando lui si rese introvabile alla Gestapo. La sua vita è tessuta tutta da una scalata costante nell’animo umano, scusando e perdonando proprio tutti. La consapevolezza di essere una donna diversa, forse inadatta alle cose ordinarie, ma forti e fedeli si, era tale in lei per la molteplicità degli aspetti che varcavano il suo animo: si affollavano spinte indomite, a cui si imponeva un rigoroso richiamo ad un equilibrio spirituale, che faceva breccia con entusiasmo varcando il confine sensuale. Confondeva, diceva severamente, e non era questa l’immagine che frettolosamente si impossessava di lei; qualcosa si affrettava chiamandola all’indispensabile provvisorio. La sua Via Crucis letteraria, prende proprio tutti, non tralascia nessuno degli atteggiamenti, da quelli del consiglio ebraico che i tedeschi lasciavano illusoriamente fare, ai singoli disperati, che a volte si salvavano dai rastrellamenti, altre li vedeva partire sui convogli. La loro forza rimaneva racchiusa nei pacchi cibo che potevano ancora circolare, e nell’atteggiamento da tenere nei confronti della fine. Doveva arrendersi di accettare questo momento finale così macabro ed espiatorio, anche nella visione sempre più nefasta data dalle assurde “condanne” date ai bambini; ma il gioco creatore dentro lei di scrivere più lettere possibili per salvare l’impossibile, non si fermava. Il suo appello a tutti era di rimanere ognuno al proprio posto di guardia, se se ne possiede già uno ben definito dentro di noi senza scomporsi e disperazioni. Con quella intima irriducibile e solida, forza ebraica. (fine) Elisabetta Rocchetti tamento professionale e della preparazione scolastica di base. Tale iniziativa è oggi più incisiva grazie anche alle esperienze maturate negli anni scorsi. Ci stiamo anche avvalendo di insegnanti dell’Istituto comprensivo Carlo Urbani e di insegnanti volontari di informatica che fanno riferimento all’Associazione Informatici senza Frontiere. I 35 ragazzini sono ospitati in formula mista: presso l’Abbazia dé Frondigliosi di Castelplanio e presso le famiglie dei vari paesi del nostro comprensorio (tra gli altri Fabriano, Jesi, Monsano, Castelplanio, Rosora, Maiolati, Poggio San Marcello, Serra San Quirico, Castelbellino, Pianello Vallesina, Monte Roberto). Fernando Borgani CINESTATE A Jesi fino al 10 agosto Presso i giardini della scuola “Duca Amedeo di Savoia” in Corso Matteotti (Arco Clementino) si svolgerà Cinestate dal 28 giugno al 10 agosto alle ore 21.15. Venerdì 18 luglio “Il cacciatore di Aquiloni”: Marc Forster, Khalid Abdalla, film drammatico svolto negli USA nel 2007. Sabato 19 luglio “Next”: Lee Tamahori, Nicolas Cage, Julienne Moore, film d’azione svolto negli USA nel 2007. Domenica 20 luglio “Lo scafandro e la farfalla”: Julian Schnabel, Mathiu Amalric, film drammatico svolto in Francia nel 2007. Martedì 22 luglio “Elizabeth the Golden Age”: Shekar Kapur, Cate Blanchett, Clive Owen, film storico svolto in Gran Bretagna nel 2007. Lettori segnalano Aforismi di Etty Hillesum «Io credo che per ogni evento l’uomo possieda un organo che gli consente di superarlo.» «Se noi salveremo solo i nostri corpi dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva.» «Ogni situazione, buona o cattiva, può arricchire l’uomo di nuove prospettive. Se abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, allora non siamo una generazione vitale.» Ecco due fotografie dei “buzzi” che, da qualche giorno, fanno bella mostra di sé vicino all’Arco Clementino. Inizialmente erano posizionati, come si vede dalle fotografie, addirittura sopra il faretto di illuminazione dell’arco; poi, il buzzo sopra il faretto è stato spostato, in maniera da illuminare, oltre all’arco, anche il buzzo medesimo.Capisco che, artisticamente parlando, l’Arco Clementino “ne vale poche”, ma, stando così le cose, non sarebbe meglio buttarlo giù, come era stato proposto un secolo fa? Così, di buzzi, se ne potrebbero collocare tanti! Paolo Marcozzi. Ad maiora. 12 INTERVISTA alla ECLETTICA ELENA SOFIA RICCI L’emozione del teatro C Regione 20 luglio 2008 he Elena Sofia Ricci nematografico o televisivo, fosse una bellissima che sono molto simili. Con donna è noto al grande il teatro il rapporto con lo pubblico, che fosse simpa- spettatore è immediato e tica, lo potevamo imma- più forte; il pubblico è lì, ginare, ma che si rivelasse che quasi lo puoi toccare anche una persona molto e vedere. Il teatro, da quedisponibile, umile nel con- sto punto di vista, è molto frontarsi con il pubblico e emozionante. Il cinema gentile, è una dote che non o la televisione sono una caratterizza forse tanta sfida avvincente, perché gente dello spettacolo. Ab- quello che fai adesso, non biamo incontrato questo lo puoi più fare. Una scena personaggio poliedrico sa- che giri in dieci minuti ribato 5 luglio al Castello di mane lì per sempre e non Precicchie. Uno dei castelli, sai come risulterà, lo vedrai ancora intatto e ben con- mesi dopo. Col cinema e la servato, dei potenti conti televisione la reazione del Rovelloni, che nel Medioe- pubblico la sai solo dopo vo e fino al ‘500, hanno do- che hai terminato il film ed minato le nostre zone col- hai finito di girare la pellilinari. In questo piccolo e cola. Inoltre il mezzo cinesuggestivo castello, sperso matografico e la tua resa di tra i monti del fabrianese, fronte la macchina da presi svolge, da dodici anni un sa si imparano a conoscere premio dedicato alla critica con il tempo, con un procinematografica e televisi- cesso che dura anni. va, che vede ogni volta omaggiare un grande attore o attrice. Dopo Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Leo Gullotta, Giuliana De Sio, Stefania Rocca, tanto per citarne alcuni, quest’anno l’omaggio è andato ad Elena Sofia Ricci, che con la fiction “I Cesaroni”, in cui è protagonista con Claudio Amendola, ha fatto il pieno di successi e consensi. Abbiamo avuto il privilegio, grazie al contributo dei due Quest’anno il grande sucdirettori artistici del pre- cesso con la fiction “I Cesamio: Piero Spila e Franco roni”. Progetti per il futuro? Montini, di sottop orle alcune domande, prima di incontrare il folto pubblico di appassionati intervenuti nella piazzetta del Castello. Ricordiamo che Elena Sofia Ricci, toscana Tanti: per cominciare ho di nascita, ma romana di girato una serie, sempre adozione, è un’attrice ver- per Canale 5, intitolata satile, che ha esordito gio- “Amiche mie”, con Marvanissima nel cinema, ma gherita Buy, Luisa Ranieri si è anche occupata di tea- e Cecila Dazzi. Poi stiamo tro e televisione. rifacendo i “Cesaroni 3”. Lei inizia la sua carrie- Ora vado a fare un piccolo ra cinematografica a soli cammeo nel film di Brizzi, 22 anni con un film del dal titolo “Ex”, con un cast grande regista Pupi Avati: eccezionale, non volevo come si vive, da giovane, mancare! un’esperienza così impor- Siamo nelle Marche, lei in tante? questa occasione è ospite Ho iniziato a 18 ani la mia nella rinnovata Abbazia carriera, ancora prima, di Val di Castro, era già con esperienze teatrali, stata in queste zone? che sono anche quelle di Certamente, in tanti anni formazione. Quindi quan- di tournee teatrali, ho vido sono arrivata a 22 anni sitato diversi luoghi delle a girare “Impiegati”, con Marche. Una delle espePupi Avati, era la mia pri- rienze più forti è stato ma esperienza cinemato- quando ho recitato a Sirolo grafica, ma non ero una il “Macbeth” alla presenza neofita, lo ero solo per il della grandissima Valeria cinema. Con Pupi è stato Moriconi, che ci ha lasciabellissimo, non è solamen- to ed è stata una delle attrite un grande regista, ma è ci, per me, di riferimento. un direttore di attori. Mi L’intera intervista è visibile ha insegnato tantissimo e on-line al sito: www.vallegliene sono molto grata. sina.tv. Lei ha fatto cinema, teatro Cristiana Simoncini e tv. Quale di questi tre Nella seconda foto, Elena mezzi comunicativi prediSofia Ricci con il marito, il lige e che diversità c’è? musicista Stefano Mainetti, La differenza più grande è tra il pubblico della tra il teatro ed il mezzo cimanifestazione a Precicchie. Marcello Bedoni, a San Giuseppe il 20 luglio ore 21 Un concerto religioso operistico I n aggiunta al preannuncio fatto la scorsa settimana sul ritorno del tenore Marcello Bedoni, che vive a Francoforte, ritengo utile sintetizzare il suo curriculum vitae e ricordare la sua iniziazione canora nel gruppo di canto parrocchiale di S. Giuseppe negli anni ’70. I suoi genitori, Vittorio e Giuseppa Scannella, risiedono tuttora a Jesi, dove Marcello è nato, in via dei Mugnai. La sua fama di cantante internazionale inizia all’età di 21 anni. Si perfeziona da subito con grandi nomi del panorama lirico tra cui il tenore Veriano Luchetti, il soprano Mietta Sighele, Luciano Pavarotti e il tenore Franco Corelli. E’ vincitore di dodici concorsi di canto di cui due nazionale e dieci internazionali dei più prestigiosi tra i quali il “Mario Del Monaco”, il “Katia Ricciarelli”, l’Enrico Caruso. Nel 1999 riceve il premio internazionale “Tiberini d’argento” quale giovane cantante in carriera. Già dal suo primo debutto si esibisce non solo nei principali teatri d’Italia ma viene riconosciuto in tutto il mondo con produzioni in Europa, America del nord e Asia accanto ad artisti di grande fama come Mirella Freni, Peter Dvorsky, Paolo Coni, Cecilia Gasdia ecc. e direttori d’orchestra come Richard Bonynge, Bruno Bartoletti, Bruno Aprea, Gustav Kuhn, Carlo Maria Cillario, Maurizio Arena, Kristian Badea, Jacek Kaspszyk, Martin Elmquist ecc. . Diverse sono le incisione discografiche tra le quali “Le Maschere” di Mascagni ed. Kicco Classic, “Operas Arias” ed. OperaElite, “Messa di Gloria” di Puccini ed. Luxembourg Philharmonia e “I Promessi Sposi” di Ponchielli ed. Bongiovanni. Flaviano Celli Jesi Estate 2008, mostra collettiva “Per la fotografia…” È stata inaugurata sabato scorso e terminerà domenica 27 luglio la mostra collettiva “Per la fotografia… Settimane della fotografia”, uno degli appuntamenti più importanti della rassegna Jesi Estate 2008. Vari gli artisti che esporranno le loro opere: il fotoreporter genovese Mario Dondero (chiesa di San Nicolò); il gruppo della Scuola Senigalliese di fotografia, circolo fotografico affiliato alla FIAF, Federazione italiana associazione fotografiche (palazzo dei Convegni); lo jesino Giampiero Barchiesi (galleria del negozio “Contemporaneo”); l’un- gherese Vancsò Zoltàn (chiesa di San Bernardo). La mostra è curata da Simona Cardinali, dei Musei civici, con la supervisione di Loretta Mozzoni. Nelle sedi espositive si terranno anche incontri con gli artisti protagonisti. Il 20 luglio toccherà a Mario Dondero; il 15 al gruppo della Scuola Senigalliese; il 18 a Giampiero Barchiesi e il 13 luglio al fotografo ungherese Zoltàn. Tutti gli ap- puntamenti sono previsti per le 21.30. Lucia Romiti Nella foto Vincenzoni il fotografo Pondero con l’assessore Conti La Consulta per la Pace al Campo Boario Il mercatino dei bambini A nche in questo anno nei giovedì di luglio la Consulta per la Pace ripropone l’iniziativa “Mercatino dei bambini”, un appuntamento ormai tradizionale e graditissimo da adulti e bambini. Novità assoluta la scelta del luogo: la struttura permanente e rinnovata al Campo Boario. Molteplici i vantaggi e le opportunità, ampio spazio espositivo, circondato da alberi secolari, ulteriori spazi gioco per bambini, opportunità di ampio parcheggio. E’ l’occasione ideale per una passeggiata a piedi o in bicicletta che dal centro cittadino si sviluppa verso il piano. Occasione speciale è data dall’entusiastica esposizione di oggetti, giocattoli, peluche che i bambini con cura offriranno ai visitatori. Non mancheranno momenti di spettacolo e di animazione. Anche la solidarietà farà la sua parte: le quote di iscrizione raccolte faranno sorgere una biblioteca per l’infanzia nelle zone rurali di Matagalpa in Nicaragua. Provare per credere. Ambra Ricciarelli del Telefono Azzurro per la Consulta per la Pace del Comune di Jesi Nelle foto di Lucia Anderlucci: il bimbo che dorme: “meritato riposo dopo un pomeriggio di lavoro...” e una bancarella esposta sabato scorso al Campo Boario Jesi Era la Classe II Elementare della Scuola San Martino 13 20 luglio 2008 Era la Classe IV Elementare della Scuola San Martino Era l’anno 1956 Era il 10 giugno 1958 La maestra era Gemma Taffetani, donna severa, che usava bacchettate sulle mani, boccetti all’occorrenza e faceva stare tutti seduti composti e con le mani dietro la schiena. Si notano, da sinistra a destra: Prima fila in alto: Carlo Alberto Mari (fratello dell’avvocato Luigino Mari) – Gilberto Cocciarini (figlio del titolare dell’esercizio di alimentari, allora ubicato in Corso Matteotti) – Ganzetti – Marco Antonelli (ora titolare di agenzia immobiliare) – Paolo Gialletti – Crociani – Paolo Marcozzi (quello con lo sguardo basso, non per modestia, ma a causa del sole, ora noto giornalista di Voce della Vallesina, avvocato a tempo perso) – Schiavoni – Proietti – Piero Procicchiani (operaio, già imprenditore) Seconda fila, al centro: Sandro Benedetti – Francesco Pellegrini (laureato in medicina, specialista residente in Osimo, figlio del Dott. Pellegrini di Jesi) – Bucci – Ildo Mattei (insegnante, figlio del direttore del cinema Politeama) – Stefano Balducci – Carotti – Walter Marcozzi (non parente del primo, già titolare di agenzia immobiliare) – Bartolini – Androvandi – Sbarbati Terza fila, in basso: Emilio Campodonico (Parroco di Pantiere) – Saveri – Taccaliti – Cardinali – Battistelli – Tili – Nicoletti – Marasca – Claudio Barigelli (insegnante) La classe contava 30 elementi: il giorno della fotografia era assente Pentericci Il maestro era Goliardo (che bel nome) Radi, veramente uomo di fede profonda e che, ogni giorno, iniziava con una preghiera (il Pater Noster) le lezioni. Si notano, da sinistra a destra: Prima fila in alto: Gasparri – Alfonso Balducci – Battistelli – Paolo Marcozzi (quello che fa l’occhietto a causa del sole, ora noto giornalista di Voce della Vallesina, avvocato a tempo perso) – Negromanti – Paolo Baroni (figlio del direttore della Banca D’Italia, allora ubicata in Corso Matteotti) – Sandro Benedetti – Giuliani – Bianchi – Bucci – Famiglini dott. Pellegrini di Jesi) – Moretti – Ragni Terza fila, in basso: Marasca – Sbarbati – Montelli – CasaSeconda fila, al centro: grande – Claudio Barigelli (insegnante) Marco Antonelli (ora titolare di agenzia im- – Ildo Mattei (insegnante, figlio del dimobiliare) – Tombolesi – Walter Marcozzi rettore del cinema Politeama) – Saveri (non parente del primo, già titolare di agen- – Cardinali – Tili – Emilio Campodonico zia immobiliare) – Piero Procicchiani (ope- (Parroco di Pantiere) rario, già imprenditore) – Carletti – Carlo Alberto Mari (fratello dell’avvocato Luigino La classe contava 35 elementi (e poi, oggi, Mari) – Gilberto Cocciarini (figlio del tito- si lamentano delle classi numerose!): il lare dell’esercizio di alimentari, allora ubi- giorno della fotografia erano assenti: cato in Corso Matteotti) – Paolo Gialletti Carosi – Carotti – Mancinelli – Francesco Pellegrini (laureato in mediciA cura di Paolo Marcozzi na, specialista residente in Osimo, figlio del e don Emilio Campodonico Jesi: passeggiando per i vicoli del centro storico Noli Aliena Judicare, civico II, Via del Sanmarino I l Cinquecento jesino pone in competizione, dialetticamente intenti, i potenti signori della nobiltà cittadina: questa rifà portali e palazzi su nella città alta, mentre gli attivi esponenti della nuova borghesia commerciale e delle libere professioni, iniziano a recuperare la città a valle (policentrismo urbanistico). Via Valle, facciata di palazzetto Franciolini, portale scolpito a celebrare il nome del casato, i suoi più insigni personaggi d’arme e di lettere. Si prosegue a sinistra, appare il palazzetto del porcaio, gran venditore di maiali, allevatore mercante (Lorenzo Lotto trova venditori di nostri saporiti prosciutti nostrani persino in Veneto). Portale e finestre in pietra lavorata ed epigrafata: la data, 1508; e la proclamazione della sua capacità imprenditoriale: “questa è la casa costruita a mie spese, con guadagno e proventi della vendita dei maiali (“suum lucro condita”). Dove sorgeva il convento delle Clarisse alla valle, trasferite loro al Corso, l’edificio passa in mano prima di due fratelli Bernardi, poi dei Pianetti in grande ascesa sociale (“…e in perpetuo farete celebrare messe per la nostra anima di Berardi fratelli venditori”: allora sorse l’oratorio-chiesa di San Bernardo, in memoria dei Berardi, non per altra motivazione o devozione). Sull’angolo di Costa-Lombarda – dove convenivano acque alla gran cloaca – là qualcuno volle erigere il proprio palazzo di famiglia; spese una barca di soldi tirandosi dietro ironici commenti degli amici, sicché si persuase a scrivere chiaro, su pietra delle finestre, una sentenza, per spiegare la sua filosofia di vita e rintuzzare, con tornite frasi lati- ne: “questa è casa mia, ma attenzione non vergava motti in latino; qui, dietro la scelta è tanto la casa (bella nobile maestosa) che un po’ risentita un po’ minchionata pare fa nobile chi l’abita; è il padrone di casa, col voglia alludere anche lui ha una casa tutta suo contegno onorato e signorile che fa no- sua (“parva sed apta mihi”). “Noli Judicabile la casa”! Tié! re”: non giudicare il prossimo. Chi sei tu? Ma nella strada parallela a Via Valle, su- Conosci tu come stanno le cose che andrebito dentro Porta Valle girando a sinistra sti a giudicare? Le persone, le conosci neluna volta si sotto passava un arco e si saliva l’intimo dei loro pensieri e sentimenti? Sai verso il Torrione delle conce. Lungo la Via tu come sono andati i fatti, o ti pervengono al civico 11, modesta e dignitosa la facciata per sentito dire? Sussurrones… presenta una finestra con cornice di pie- Giudicare, formulare giudizi. Giustificare. tra lavorata ed epigrafata: chi sa, con chi Giustizia. Le sacre scritture andavano per ce l’aveva quell’antico proprietario quando le mani dei colti, fedeli e non dice la Bibfaceva incidere “Noli Aliena Judicare”. Non bia: è inutile la giustificazione dell’uomo. ti permettere di trinciar giudizi sugli altri “Volete forse in difesa di Dio pronunciare (come a dire: pensa per te, fatti i fatti tuoi). il falso? E vorreste in suo favore, parlare Certo, respirava anche lui il clima e la cul- con inganno? Sarebbe bene per voi se egli tura umanistica del tempo, così, se dove- vi scrutasse nell’intimo? È Giobbe: come va scrivere due parole, la sua penna d’oca segue a pag. 14 14 Pagina Aperta 20 luglio 2008 Jesi – Il Palazzo e dintorni AGENDA Il santo del giorno Giovedì 17 luglio S. Alessio Conf., venerdì 18 S. Calogero, sabato 19 S. Simmaco, domenica 20 S. Elia Prof., lunedì 21 S. Lorenzo da B., martedì 22 S. Maria Maddalena, mercoledì 23 S. Brigida, giovedì 24 S. Cristina, venerdì 25 S. Giacomo Ap., sabato 26 SS. Anna e Gioacchino, domenica 27 S. Liliana. Farmacie Farmacia di turno, la notte, a Jesi Giovedì 17 Moretti, venerdì 18 Fausto Coppi, sabato 19 Fausto Coppi, domenica 20 Comunale 1, lunedì 21 Castellani Dr. Cerni, martedì 22 Moretti, mercoledì 23 Fausto Coppi, giovedì 24 Fausto Coppi, venerdì 25 Comunale 1, sabato 26 Castellani Dr. Cerni, domenica 27 Moretti. Farmacia di turno in Vallesina Giovedì 17 Angeli, venerdì 18 S. S. Quirico – Poggio San Marcello, sabato 19 Castelbellino, domenica 20 Macine Castelplanio, lunedì 21 Mergo - Montecarotto, martedì 22 Angelico Moie, mercoledì 23 Pianello Vallesina, giovedì 24 Lucarelli Moie, venerdì 25 Angeli, sabato 26 Serra San Quirico – Poggio San Marcello, domenica 27 Castelbellino. Montecarotto: ventunesima edizione Verdicchio in festa I l prestigioso verdicchio che da anni ormai rende onore ai castelli di Jesi, dalle cantine scende in piazza per mettersi in bella mostra. A Montecarotto da mercoledì 2 luglio fino a domenica 6 luglio il verdicchio prodotto dalle aziende vinicole della Vallesina e non solo, è sceso dunque in piazza per farsi conoscere e per soddisfare i palati più raffinati. Si è conclusa così a Montecarotto anche la ventunesima mostra mercato dei vini marchigiani “Verdicchio in festa”, organizzata dal comune con la collaborazione dell’assessorato all’agricoltura della regione Marche e della Provincia di Ancona. Una manifestazione che da anni fa parte delle tradizioni e della cultura di Montecarotto, paese noto da sempre per la sua vocazione vinicola sulle cui colline si estendono centinaia di ettari di vigneti Doc che producono in buona parte verdicchio. L’iniziativa è stata quindi finalizzata alla promozione dei vini marchigiani, visto che ormai la viticoltura rappresenta parte integrante del circuito economico locale oltre ovviamente all’industria. “Le Marche regione di tanti campanili ma unite dal verdicchio”: con questa frase il sindaco di Montecarotto Mirella Mazzarini ha dato inizio alla manifestazione durante la cerimonia di inaugurazione, che si è svolta alla presenza del presidente del consiglio regionale Raffaele Bucciarelli, del consigliere Fabio Badiali e dei sindaci di alcuni comuni della Vallesina. Considerato dagli esperti uno dei vini più buoni del mondo, il verdicchio nell’ultimo decennio ha oltrepassato i confini nazionali per arrivare sulle tavole di tutto il mondo, e proprio grazie alla commercializzazione a livello internazionale che questo prodotto ha acquistato fama e notorietà permettendo nel frattempo la nascita di tante aziende vinicole nella nostra regione, che hanno fatto di questo prodotto il loro cavallo di battaglie per affermarsi sui mercati di tutto il mondo. Nei cinque giorni di festa il centro storico di Montecarotto ha ospitato gruppi musicali rock, jazz e blues. Ma anche gruppi folcloristici, una compagnia teatrale e animazioni per bambini. In piazza del Teatro tutte le cinque serate sono state allietate da piano bar e lungo le vie del centro sono state allestite mostre di pittura e una mostra di foto di tutto il mondo a cura di Giorgio Pegoli. I partecipanti hanno poi avuto modo di degustare le varie tipologie di vini marchigiani, abbinati alle tipicità locali e alle specialità culinarie dei ristoranti presenti nel centro storico. Fabrizio Filippetti No città dormitorio, solo poter dormire Non nascondo una certa meraviglia nell’aver dovuto registrare che il sindaco Belcecchi, di fronte alle istanze di alcuni consiglieri comunali che reclamano la messa in pratica di una certa delibera, ha espresso la preoccupazione che, in forza proprio di quella delibera, Jesi possa diventare una città dormitorio. Ma di che si tratta? Ecco. Qualche settimana fa, a seguito di rimostranze e firme di cittadini che si sentono disturbati da iniziative sonore notturne e simili, il consiglio comunale ha deliberato che intorno alla mezzanotte circa cessino le iniziative, interne o esterne che siano, tali da disturbare chi abita in zona e che ha il diritto di riposare in vista degli impegni del giorno successivo. Le rimostranze si sono appuntate particolarmente sui trattenimenti di Tnt e dell’Officina Rebelde. Ora avviene, stando alle cronache di questi giorni, che mentre alcuni consiglieri – anche della maggioranza – sollecitano l’attuazione della delibera (sembra che il suo iter interno cammini con il passo della tartaruga), il sindaco si preoccupa di non trasformare la città in dormitorio. Come a dire che un po’ di musica anche nelle ore più piccole non fa male a nessuno ma…tiene allegra la città. Esprimo il mio modesto ma totale dissenso verso la posizione del sindaco. E condivido pienamente le preoccupazioni di quei consiglieri che – sia in nome del diritto (c’è una delibera consiliare da rispettare), sia in nome della educazione dei cittadini, sia in nome del rispetto dei diritti di tutti (in primis di chi è chiamato a lavorare e non a divertirsi fino alle ore piccole) chiedono il rispetto della volontà consiliare e di tanti cittadini che non finiscono mai di protestare a vuoto per gli altissimi decibel di note notturne che dilaniano il silenzio in ore del tutto inaccettabili. E, a ben ascoltare con le orecchie buone, il problema non coinvolge soltanto il comportamento di Tnt e dell’Officina Rebelde, come si limitano a denunciare il consigliere Matteo Marasca e lo stesso capogruppo segretario del Pd Vannoni. Chi governa deve saper prendere anche iniziative impopolari. Che poi impopolari non sono, anzi….sono attesissime da molti. Non confondiamo la prepotenza di pochi con il diritto di molti. v.m. jesi Passeggiando per i vicoli del centro storico segue da pag. 13 può giustificarsi un uomo davanti a Dio? Il giudizio è di ordine interiore, non intellettuale. Gesù domanda ai discepoli di andare oltre la giustizia legale dei Farisei: la giustizia di Dio è misericordia e salvezza (RM 10,3). “Noli Aliena Judicare”, “nosce te ipsum”, “in dubiis abstine”. Ecco una sentenza buona per il giudice: Iudicium ne fer, si non sunt ambo locuti, non emettere un giudizio se non hanno parlato entrambe le parti in causa. Giunti in capo nella Via del Sanmarino ecco la casa comunale del giudice, sala caminata, niente scanNotizie brevi tinati apparati, al piano terRaduno auto d’epoca ra e in quota due passaggi Il CJMAE come avviene da alcune estati effettua un ra- di ronda sulle mura castelduno di auto e moto d’epoca per i propri soci in conco- lane, tre merli alla ghibellimitanza di JESI ESTATE. Quest’anno la festa estiva, che è na (in piazza delle erbe, tre l’occasione per incontrarsi e passare una serata in allegria merli alla guelfa). Questo tra i mezzi storici, brindisi, musica e balli, si terrà nel po- stesso edificio visto da Via meriggio di sabato 17 luglio. del Sanmarino (che, poi, Il ritrovo è previsto alle ore 17 a Porta Valle, da lì si partirà non è un santo, è un ingealle ore 18, preceduti da una scorta, per Castelplanio e alle gnere militare di 500 anni 20 a Ponte Magno per la conviviale. fa: Giovan Battista Bellucci, centinaia di suoi interventi Liberazione sulle fortificazioni in ItaPer commemorare il 64° anniversario della Liberazione di lia centro-settentrionale). Jesi dall’occupazione nazifascista, domenica 20 luglio alle Gran parte delle finestre, ore 19 è previsto il saluto del sindaco al Cippo Orti Pace e cornici in pietra epigrafata la testimonianza, a cura di Lorenzo Verdolini, di Luciano in latino, proclamano la deRini che partecipò alla Liberazione di Jesi come militare. stinazione d’uso nel ‘600 di questo palazzetto pubblico: vi si dice che Astrea è pronta a lasciare la sua corte celeste, tra le stelle per ritornare sulla terra, qui dove amministriamo la giustizia secondo norma codici e statuti – mentre la mitologia fece fuggire dalla terra la diva Astrea perché ormai gli uomini ne facevano di tutti i colori e la giustizia non poteva più abitare tra loro, nell’età del l’oro. Nel proemio dei nostri statuti comunali 1516, è l’invito: plaudite nobili e popolo e maggiorenti, plaudite. Qui tra queste pagine, per queste rubriche ora abita Astrea, spietata con i scellerati, amica dea per gli innocenti. Ora cittadini potete dormire sogni tranquilli. Conclusione: “Noli Aliena Judicare”, non fidarti del tuo giudizio estemporaneo; più oltre è la casa comunale del diritto dove si dibattono piccole cause quotidiane, là abita Astrea; per me nel mio piccolo focolare sto bene così non mi piace Aliena Judicare. Come dire non giudicare e non sarete giudicati. Mario Livieri Latte Fresco Alta Qualità 15 Non solo sport 20 luglio 2008 CSI SENIGALLIA gruppo sportivo dell’oratorio Borgo Molino VOLLEY Coppa Italia al via il 23 ottobre nche Senigallia ha i suoi campioni tricolore, si tratta della squadra di calcio a 5 G. S. Don Bosco Cristo Redentore dell’oratorio di Borgo Molino di Senigallia. La squadra durante l’inverno ha disputato il campionato provinciale e interregionale accedendo alle fasi finali nazionali di calcio a 5 del C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) svoltesi a Lignano Sabbiadoro (UD) dal 25 al 29 giugno scorso. Dopo aver affrontato Sicilia, Puglia e Lazio, domenica 29 giugno si sono laureati campioni nazionali vincendo contro la favorita Umbria per 4 a 1. I Campioni tricolore A Nella foto che ritrae la squadra in alto da sinistra: l’accompagnatore Paolo Giulietti, Edoardo Frati, Andrea Barca, Giovanni Patonico, Piergiorgio Giulietti, Simone Patonico, l’allenatore Adriano Marinelli, il dirigente Patrizio Brunetti. In basso da sinistra: Sponsor Loris Rotatori, Alessandro Rotatori, Riccardo Brunetti, Matteo Rotatori, Alessandro Seta. Don Mario Camborata, parroco della parrocchia del Borgo Molino e presidente della squadra, da 5 anni ha creduto in questo progetto del C.S.I., e negli stessi ragazzi cercando di coinvolgere anche le loro famiglie, ed è stato premiato con il massimo del risultato. Un ringraziamento particolare anche all’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore allo sport Gennaro Campanile e del signor Roberto Garbin per la collaborazione data. A Villa Borgognoni: EQUA LA FESTA! Giochi, musica, incontri D al 18 al 20 luglio l’Ostello Villa Borgognoni di Jesi ospiterà la prima edizione di Equa La Festa! Tra il parco e la villa ottocentesca si potranno trascorrere tre giorni caratterizzati da percorsi equosolidali associ-attivi, volti a trasmettere positività ed allegria attraverso le attività ludiche, culinarie, musicali e informative realizzate dalle associazioni coinvolte. “Fa più rumore un albero che cade, ma noi abbiamo scelto di raccontarvi la foresta che cresce”. Sull’ispirazione di questa frase che dà speranza ed entusiasmo alle azioni equo e solidali, abbiamo sposato il motto “non è vero che tutto va peggio”, tratto dal nuovo libro di Jacopo Fo e Michele Dotti che verrà presentato durante l’evento. Tutte le mattine, dalle 9.30, sono previste visite ad aziende agricole della Vallesina, una per giorno, per poter assaggiare il biologico “in campo”, con specialità culinarie del nostro territorio. Il pomeriggio dalle 17 alle 20 sarà dedicato all’aria aperta con giochi per adulti e bambini, mostre fotografiche, attività artistiche, ascolto della nuova Radio Africa che trasmetterà in diretta, incontri con i progetti delle associazioni e con gli autori di libri che approfondiranno temi di attualità ambientale e sociale. Nel tardo pomeriggio non mancherà il cibo con piatti etnici, biologici e vegetariani. La sera la festa esploderà con balli e musica dal vivo, accompagnati da bevande equosolidali. Il venerdì sera sarà caratterizzato dalla presentazione del Taiji Quan con a seguire la musica da tutto il mondo con il Dj Mahatma, mentre il sabato e la domenica saranno presenti rispettivamente i gruppi Anima Equal di Cingoli con musica etnico/blues ed i Gimdai di Urbino con balli e musica popolare europea. Durante i tre giorni saranno presenti banchetti di associazioni, cooperative sociali e piccoli produttori biologici e locali per far conoscere e promuovere il nostro territorio e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. La festa vuole anche essere un occasione per far conoscere alla cittadinanza jesina, e non solo, l’Ostello Villa Borgognoni, questo unico ed affascinante polo socio-culturale di Jesi che ospita turisti da tutto il mondo, ma che desidera diventare anche un punto d’incontro tra cittadinanza e culture diverse. Oltre al contesto multiculturale, l’attività ricettiva dell’ostello è anche un’opportunità di lavoro per le persone svantaggiate grazie alla gestione della Cooperativa Sociale Zanzibar. Rinieri: “E’ una Monte Schiavo ringiovanita” tifosi della Monte Schiavo zionale. La schiacciatrice Banca Marche da oramai di Ravenna ha voluto dire un mese, aspettano la terza la sua sul mercato rossoblu. schiacciatrice, che chiu“Hanno fatto grossi acquiderà la campagna acquisti. sti. Il cambio dell’opposta La società jesina attendeva è stato un po’ inaspettal’esito dell’ultimo consiglio to, perché la Togut aveva federale, che ha vietato ai un altro anno di contratto. club il tesseramento di atleBuono anche il cambio di te straniere under 22. palleggiatore. La squadra La Fipav ha anche deciso si è ringiovanita. Sono feil calendario della prossilice anche per il ritorno di ma Coppa Italia di A1. Le Zilio”. Sulle avversarie, la “prilline” affronteranno nel Rinieri vede poca concorprimo turno, la vincitrice renza. “Si profila un camdell’ultimo campionato di pionato con due-tre squaA2, il Conegliano. Andata al PalaTriccoli dre forti e le altre dietro – ha affermato il 23 ottobre, ritorno in Veneto il 29. – Ci saranno poche sorprese. Pesaro ha Con la partenza di Elisa Togut, i gradi di cambiato meno, ha mantenuto lo stesso capitano, nella prossima stagione dovreb- palleggiatore quindi è in una situazione di bero toccare a Simona Rinieri (nella foto), vantaggio. Noi siamo una squadra forte”. che ha già ricoperto questo ruolo in naGip BASKET Il 12 e 13 settembre c’è il memorial “Appolloni” Ciaboco e Cantarello ancora con la Fileni I n attesa di conoscere le facce nuove, l’Aurora ha rinnovato i contratti di Davide Cantarello e del vice allenatore Luca Ciaboco. Classe ’68, alto 214 cm, Cantarello era arrivato a Jesi nel gennaio 2007 ed ha firmato per un’altra stagione. “Jesi era la mia priorità – ha questo ruolo con Bandichiarato il centro triesti- chi, Subotic, Capobianco. no –Nonostante avessi al- “Inizio il mio quarto anno tre offerte, ho voluto forte- con ancor maggiore entumente trovare un accordo siasmo – ha affermato il qui, anche per una questio- coach fabrianese – perché ne di riconoscenza verso ritrovo Zanchi, che per l’Aurora, che è stata l’unica primo mi aveva voluto a a credere in me dopo un Jesi come suo assistengrave infortunio”. te. Con lui c’è una sincera Ciaboco sarà il vice di Zan- amicizia”. Ciaboco inoltre, chi, dopo aver ricoperto sarà ancora responsabile tecnico del settore giovanile aurorino. Lo scorso 9 luglio è stata presentata la divisa ufficiale della Fileni Bpa per la prossima stagione (nella foto, da sinistra Rossini, Roberta Fileni e Maggioli). Uno degli appuntamenti sarà il tradizionale memorial “Ottorino Appolloni”, giunto alla settima edizione. Venerdì 12 settembre al PalaTriccoli si giocheranno le semifinali, che metteranno di fronte alle ore 19 Montegranaro e Roseto, mentre alle 21 sarà la volta della Fileni e del Napoli. Sabato13 si disputeranno le finali con gli stessi orari. Giuseppe Papadia S.S.D. Jesina Calcio: l’attaccante Saverio Mastrojanni “Jesi è una piazza prestigiosa” Nato a Nola, in provincia di Napoli, il 6 agosto 1984, Saverio è un centravanti prestante (è alto 184 centimetri) e dinamico. Nella stagione da poco conclusa, ha militato nel Porfido Albiano, eccellenza trentina, mettendo a segno 18 gol. Nel suo curriculum anche alcune stagioni in Serie D con le maglie di Nola, Isernia, Riccione e Ferentino. Conosce già il campionato di Eccellenza marchigiano, per avervi giocato alcuni mesi nel 2007, con la maglia della Cingolana. «Sono stimolato al massimo –ha detto al suo arrivo- Jesi è una piazza prestigiosa, che meriterebbe ben altre categorie. Il mio obiettivo è quello di segnare più gol possibile per aiutare la squadra a giocare un campionato di vertice». Nello scacchiere di Mister Trillini, Mastrojanni (nella foto) avrà il duro compito di sostituire Crispino, autore di ben 23 gol nell’ultimo campionato: «So che il mio predecessore ha fatto tanti gol e questo mi carica di responsabilità, ma io sono abituato a giocare sotto pressione e mi fa bene». Mastrojanni ha già giocato nel nostro campionato di Eccellenza: che ne pensa? «E’ un torneo molto completo perché unisce durezza e fisicità ad un elevato tasso tecnico. Insomma, è quasi una Serie D e questo è molto stimolante». 16 Esperienze 20 luglio 2008 la notte bianca della gmg sarà illuminata dalLe fontane di luce Jesi, sabato 19 luglio dalle 21 alle 24 “Per dire sì a Dio” Tu cerchi un senso alla vita, dove? Come? Perché? Chiostro del Convento dei Carmelitani della Chiesa delle Grazie (Corso Matteotti) “Costruire con le proprie mani” Giovani che sanno sostenere i propri progetti Chiostro dell’Ex Monastero di S. Agostino “Tutto il mondo intorno a te” Esperienze di mondialità Cortile di Palazzo della Signoria “Attraverso le Scritture” Giocare e divertirsi con un “Trivial pursuit” biblico, giocato a squadre con utile premio ai vincitori Sotterranei della Chiesa di San Giovanni Battista “Libera?mente” Giovani in lotta contro le mafie Piazza Indipendenza “Giornalista per una Notte” Costruisci in redazione una pagina speciale per la “Notte Bianca” Piazza Federico II, 8 Redazione di Voce della Vallesina “La Generazione Rubata” Scopri un altro volto dell’Australia e l’affascinante mondo degli aborigeni attraverso una storia vera raccontata in un film Piazza Federico II, 7 Cortile del Museo Diocesano “Youth’s Songs” I COLORI DELLA GMG I Provetta, gruppo musicale Rock Punk di Moie in concerto Esterno San Nicolò Il logo rappresenta e contiene l’essenza del tema della XXIII GMG: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. Centrale è la Croce, innalzata in segno di vittoria, che rappresenta Gesù e la vita di testimonianza che lo Spirito Santo ci aiuta a vivere. Altra immagine rilevante è la fiamma dello Spirito Santo che evoca la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste in lingue di fuoco e rappresenta il fuoco nel cuore di Dio. Tradizionalmente per i cattolici la fiamma rappresenta i doni di Dio, il sacramento della Santa Cresima e i doni dello Spirito Santo. I colori rosso, giallo ed arancio richiamano la Trinità e l’Unità di Dio, ma ricordano anche i colori dell’entroterra australiano. Il colore blu scelto per la riga di testo per la Giornata Mondiale della Gioventù nel logo (WYD SYD 08 - World Youth Day Sydney 2008) rispecchia gli oceani che circondano l’Australia, ma anche le acque del Battesimo, il mare dell’umanità e Maria Santissima, piena di grazia. Completa il logo l’ombra dell’Opera House, il simbolo di Sydney, la Città che ospita la GMG.