Mensile Indipendente
d’Informazione del IV Municipio
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ANNO XXIII - N. 11 - NOVEMBRE 2008 - COPIA GRATUITA
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ECCO PORTA DI ROMA
MILLE ATTESE E UN SOGNO INFRANTO
Doveva diventare il paradiso residenziale, commerciale ed ambientale della
periferia nord di Montesacro, migliaia di
case immerse nel verde, servizi primari
e secondari, strade, mega-shopping,
uffici, alberghi, biblioteche, scuole, centri sportivi, e un polo sanitario, tutto
condito da un parco pubblico. Insomma
un quartiere modello autonomo ed efficiente. Porta di Roma oggi fatica a prendere forma e perfino i cantieri delle
nuove case di Caltagirone si sono bloccati. Chi ha comprato casa ora fa i conti
con mutui insostenibili e con l’ ennesimo quartiere dormitorio, strade impossibili, trasporto pubblico e raccolta AMA
invisibili, ma anche negozi ed uffici
invenduti e scuole chiuse, mentre l’unica vera casa del parco e’ quella che il
costruttore Toti si è costruito per sé, lontano dagli occhi indiscreti della gente.
La complicità e la responsabilità della
staffetta Rutelli-Veltroni e un’opposizione distratta e silenziosa hanno consentito tutto questo, poichè i costruttori si
sono attenuti semplicemente alla convenzione firmata con il Campidoglio.
Q
[Riccardo De Cataldo]
uando cinque anni fa l’ architetto
Capri della Lamaro Appalti ci presentò il progetto, firmato architetto
Valle, di tutto il complesso residenziale,
commerciale e direzionale denominato
“Porta di Roma” eravamo quasi tentati ad
apprezzarne il valore ed il significato di
questa maestosa opera di neo-architettura urbana. In effetti i disegni facevano
prefigurare un nuovo quartiere ai margini
del GRA, ma ben strutturato e servito di
tutti quegli elementi pubblici e privati in
grado di garantirne un’ autonomia ed una
vivibilità di nuovissima generazione. Poi
man mano che il gigante cresceva, subito denotava i propri limiti, poiché accanto
alla progettualità prevista non corrispondeva un’ adeguata gestione e realizzazione dei servizi pubblici da parte del
Comune di Roma. Immediatamente partiva il grande centro commerciale con
Ikea e Leroy-Marlin e miracolosamente
veniva aperto il varco all’ uscita GRA
Bufalotta-Vigne Nuove, apparso subito
un regalo ad uso e consumo del polo
commerciale. Man mano poi spuntavano
le case, la cui originaria paternità edificatoria veniva condivisa da Toti con una
partnership Lamaro – Parsitalia, che
cedevano a Caltagirone buona parte dei
nuovi cantieri, tenendo per loro quelle più
esclusive vicino al futuro Parco delle
Sabine nei pressi di Colle Salario.
Facendo un salto indietro di una decina
di anni ricordiamo la seduta turbolenta
del 6 agosto 1997 del Consiglio della
allora IV circoscrizione che doveva dare
il parere per il progetto Porta di Roma
richiesto dal Campidoglio. Votanti 8 mag-
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gioranza richiesta 5, su 25 consiglieri.
Dopo l’intervento pesante dei partiti capitolini della coalizione rutelliana e dell’opposizione di centro-destra, il sottoscritto,
allora consigliere, votò contro e gli altri 7
a favore, fra cui, gli attuali consiglieri del
PD, provinciale Marco Palumbo e regionale Antonio Zanon, mentre fra i 17 che
non votarono o erano assenti, l’ ex deputato verde Paolo Cento, il consigliere provinciale del PDL. Bruno Putrella, l’ ex
deputato dei cristiano-popolari Massimo
Nardi e il consigliere comunale PD e allora verde, Fabrizio Panecaldo . Tutti personaggi che partiti dalla circoscrizione,
negli anni avvenire avrebbero fatto la loro
brava carriera politica, ma che in quell’occasione, anche se il parere non era vinco-
lante ma solo importante, mancarono l’
appuntamento con la salvaguardia del
nostro territorio. Dalla delibera sul progetto d’area Bufalotta, approvata successivamente dal Comune di Roma, si potè
dare il via alla colata del cemento commerciale e, poi, residenziale . Lo shopping-center era cresciuto intanto senza
che la proprietà, nonostante le richieste
delle aziende del IV Municipio, concedesse loro spazi nella nuova struttura destinata soltanto a grandi firme o franchising
d’autore. Il progetto del centro commerciale andava pian piano modificandosi:
spariva il bowling, le palestre e nella terrazza, i campi di calcetto, il kinder-garten,
le piscine e i ristoranti panoramici.
Venivano poi dimenticate anche tutte le
F.lli Marinaro
iniziative di spettacolo e culturali previste
nell’ ampio piazzale fronte ingresso. La
gente comprava case (44 mq euro
250,00 ca) non prevedendo che di lì a
poco tempo ci sarebbe stato il terremoto
dei mutui. La situazione odierna è a dir
poco paradossale: i costruttori in odor di
crisi economica globale presentavano
una richiesta di cambiamento di destinazione d’uso per centinaia di migliaia di
metri cubi di cemento da commercialedirezionale a residenziale, prevedendo
nuove case quindi, ma snaturando il progetto iniziale. Gli oneri accessori offerti
non avrebbero però ottenuto il consenso
del IV Municipio, cosicchè il mutamento
del progetto all’ interno del nuovo piano
regolatore giace ancora oggi nel casset-
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to. D’altra parte lo stop immobiliare di
questi ultimi tempi ha perfino bloccato le
nuove case di Caltagirone di via Alberto
Lionello che oggi appaiono inquietanti
scheletri di cemento. Quest’ approssimazione nel procedere ha generato poi
effetti collaterali quali scuole ancora
chiuse, strade buie e mal servite dal
trasporto pubblico e dall’ AMA, stagni
acquitrinosi invece del parco previsto.
Intanto nascono associazioni dei residenti e si moltiplicano le proteste dei
neo acquirenti: tutti esigono chiarezza.
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POLITICA
Pagina 2
CONSIGLIO MUNICIPALE,
UNA GAZZARRA!
Le sedute consiliari del IV continuano
a risolversi in un battibecco sterile fra le due
parti politiche. E i problemi del territorio sono
messi da parte
L
[Luca Coniglio]
a Quarta continua la sua
opera di informazione riguardo la scarsissima efficienza
dei Consigli municipali del IV. Nello
scorso numero avevamo documentato i continui litigi durante le sessioni consiliari che spesso finivano
con un bel nulla di fatto. La situazione non è certo migliorata. In particolare tra la fine di ottobre e l’inizio
di novembre ci sono stati due episodi che sfiorano il ridicolo e che
nando l’aula. E visto che un consigliere della maggioranza era fuori a
fumare, il numero legale è caduto.
Risultato: seduta interrotta. Non
crediamo servano ulteriori commenti a questo episodio, a cui si
aggiunge l’ormai mitico consiglio
del 3 novembre, quello che ha sancito il passaggio ufficiale di
Cardente dal Pd al Pdl. Due ore tra
insulti, urla, schiamazzi, canzoni,
lenticchie tirate, fino a quando si è
arrivati all’ordine del giorno reale,
cioè l’approvazione di misure
Novembre 2008
CARDENTE, UNA SVOLTA CONTESTATA
L’ex presidente del 4 municipio passato ai centristi alleati con il Pdl,
scatena una bufera nel centrosinistra
A
[Luca Coniglio]
desso è ufficiale, era nell’aria
da parecchi giorni, ma ora
tutto si è concretizzato,
Alessandro Cardente, presidente
del municipio 4 nel biennio 20062008 per il centro sinistra, sconfitto
per 600 voti da Cristiano Bonelli alle
ultime elezioni, passa dai Verdi e
quindi dal centro sinistra ai Cristiano
Popolari di Baccini, che a Roma e
quindi anche nel quarto municipio
sono alleati con il Centro destra.
Codesto passaggio di coalizione,
ufficializzato con un contestatissimo
discorso dello stesso Cardente al
consiglio di lunedi 3 novembre, “Una
scelta maturata nel tempo, figlia di
un forte malumore. Non rinnego
nulla del mio passato,ma le cose
cambiano” ha scatenato un putiferio
politico e sociale come se ne vedono raramente anche a livello locale.
Letteralmente imbufaliti gli ex com-
pagni di coalizione che tuonano
parole durissime sotto forma di un
lungo comunicato, scritto dal consigliere pd Corbucci, di cui estrapoliamo una piccola parte “Quando lei è
arrivato in questo municipio , con
una candidatura calata dall’alto,
senza conoscere la storia, la gente,
le tradizioni del nostro territorio, noi
l’abbiamo accolta a braccia aperte e
lei è addirittura diventato presidente
di questo municipio .Devo dire,vista
la sua dubbia condotta durante la
sua presidenza, che questo atto di
estrema incoerenza ci addolora, ma
non ci stupisce. Lei ha tradito tutta la
sinistra, il mondo che l’ha lanciata,
dalle cooperative, ai sindacati, ed
ora va nel posto dove dovrebbe
stare. Le elezioni che il centro sinistra ha perso dopo quindici anni di
maggioranza sono anche e soprattutto colpa sua. Il nostro municipio
merita meglio di lei.” Una contestazione pressoche unanime che arriva
non solo dal suo ex schieramento e
dal mondo politico, ma anche e
soprattutto, da ex elettori, dalla
gente, che è accorsa in massa in
consiglio per fischiare e usare parole pesanti contro chi, a loro avviso ,
ha tradito tutto un mondo che aveva
creduto in lui. Si sono sfiorati anche
attimi di tensione quando alcune
persone tra la folla hanno minacciato verbalmente il Cardente, che ha
cercato di rispondere il meno possibile e che è stato costretto ad uscire
dalla sede del municipio scortato
dalle forze dell’ordine. Piuttosto
silente per ora la maggioranza, che
si è limitata a rivendicare una libertà
di scelta per tutti i consiglieri, ma
che ora si trova quantomeno in difficoltà davanti ad un signore che fino
a pochi mesi fa era un avversario
politico e che, soprattutto, ha sempre rivendicato idee politiche, sociali e culturali lontane anni luci da
quelle dell’attuale maggioranza.
Come al solito, ai posteri l’ardua
sentenza.
CRISTIANO BONELLI: FONDAMENTALE
“ORGANIZZARE UNA STRUTTURA NUOVA”
tolgono alla gente la voglia di entrare nella cabina elettorale e votare
un proprio rappresentante. Lunedi
27 ottobre il Consiglio è stato speso
interamente in un imbarazzante litigio tra i due gruppi riguardo l’approvazione del Comune di Roma
riguardo alcune norme restrittive
sull’ordine pubblico (tipo non
accendere fuochi in strada, niente
panni stesi dal balcone, o cose di
questo tipo). Per un’ora di fila ogni
consigliere faceva il suo intervento
a riguardo, solo per mettere bocca
sull’argomento. E come molte volte,
ad un certo punto l’opposizione, per
una protesta di cui il motivo è ancora misterioso, si è alzata abbando-
urgenti per la sicurezza di una
scuola del quartiere. La mozione è
stata approvata solo dal Pdl, perché il Pd era di nuovo uscito,
tutto in circa 30 secondi. 2 ore
per discutere di Cardente che
passa dall’altra parte, trenta
secondi per una scuola. Il paradigma è sempre lo stesso: la
ricerca del numero legale da
parte della maggioranza e lo
scopo di farlo cadere da parte
dell’opposizione. Se i cittadini
sapessero che sono loro a pagare il gettone di presenza per questo minuetto inutile di bassa politica
locale, allora forse di fronte alle
urne porrebbero maggiore attenzione.
Il Presidente del IV Municipio ci spiega le ragioni dei suoi primi interventi
a 6 mesi dalla sua elezione in un territorio vasto ed in piena espansione
L
[Giuseppe Valente]
o scorso maggio, sull’onda lunga del successo del
PDL, ha preso la guida del IV Municipio, per la prima
volta sotto l’amministrazione del centrodestra.
Consapevole di aver fatto promesse molto impegnative in
campagna elettorale, dopo il suo primo semestre da “mini-sindaco”, Cristiano Bonelli ora fa il punto su i principali temi
riguardanti il nostro territorio.
Presidente, è possibile tracciare un bilancio dei primi mesi del
suo mandato?
È stato un inizio difficile perché in questa città la cultura di governo di centro-destra rappresentava una novità. Per me ciò
ha significato instaurare un rapporto con tutte le realtà interne
all’Amministrazione, dall’Ufficio Tecnico ai Vigili Urbani al
Comparto Scuola e Servizi Sociali. Si tratta di centinaia di persone ed era mio dovere conoscere tutte le competenze, ma
anche le varie richieste e situazioni di emergenza. Accanto a
questo, abbiamo dovuto impostare il lavoro più prettamente
amministrativo, dando risposte alle esigenze evidenziate
durante la campagna elettorale. Devo dire che il forte radicamento che io ho in questo territorio per certi aspetti mi ha
appesantito ulteriormente perché ho dovuto lavorare rapportandomi personalmente con centinaia di persone le quali, per
altri versi, hanno costituito una risorsa per la conoscenza di
tutti i quartieri del Municipio. In sintesi, in questi mesi abbiamo
investito grande entusiasmo e grande energia per poter organizzare una struttura nuova sotto tutti i punti di vista.
Quali sono gli interventi finora realizzati di cui siete maggiormente soddisfatti?
Sulla sicurezza già ci siamo impegnati e abbiamo dato delle
risposte visibili: su tutte, la campagna anti-prostituzione che è
partita nel IV Municipio prima dell’ordinanza del Sindaco e
grazie alla quale abbiamo potuto partecipare come primi attori
alla stesura di quella stessa ordinanza. Inoltre abbiamo fatto
bonificare e murare la cosiddetta “grotta degli orrori”, mentre
le precedenti Amministrazioni si limitavano a cambiare ogni
settimana il lucchetto. Abbiamo eliminato, con soluzioni mirate
a lungo termine, il mercato delle merci rubate a Piazza Ennio
Flaiano e abbiamo effettuato diversi interventi di sgombero e di
lotta all’abusivismo commerciale. Sono risposte concrete anche
se ancora parziali e intendiamo proseguire su questa linea.
Rimangono però diversi insediamenti abusivi che generano
preoccupazione tra una parte della popolazione.
Non tutti sanno che l’ex Prefetto Mosca ha impedito di dare il via
a
qualsiasi
sgombero per tutta
la durata del censimento dei Rom da
parte della Croce
Rossa. Perciò abbiamo dovuto restare
fermi e nel frattempo
abbiamo instaurato
un rapporto di collaborazione con la
Polizia di Stato a livello centrale, oltre
che locale, per monitorare tutte le aree
su cui a breve
potremo intervenire.
Recentemente
sono
stati
sgomberati i locali
dell’ex Horus Club:
qual è la posizione
della Giunta riguardo alla nuova destinazione d’uso della
struttura? E ci saranno azioni di promozione degli spazi
aggregativi?
Ci sono due fronti dell’illegalità avallata per decenni dalle
precedenti Amministrazioni in modo assolutamente superficiale. Uno, per quanto illegale, è legato a condizioni di disagio
abitativo e socioeconomico: in questi casi l’Amministrazione e
lo Stato hanno il dovere di dare delle risposte e non possono
limitarsi a inviare le forze dell’ordine lasciando queste persone
per strada. L’altro, invece, è caratterizzato politicamente e non
può essere avallato da alcuno. Va detto anche che i ragazzi
dell’Horus, dopo lo sgombero, stanno maturando: non sono
più solo una spina nel fianco delle Amministrazioni di qualsiasi colore, ma stanno proponendo delle alternative per
trovare spazi che a loro mancano. Ed è per questo che io ho
avviato con loro delle trattative, il che non significa che
l’Amministrazione chiede, ma che vuole capire e trovare delle
soluzioni al problema reale degli spazi aggregativi. Non è possibile che un Municipio di 260.000 residenti non abbia
neanche una stanza per aggregazione polivalente, culturale e
artistica. Tra le prime cose che noi abbiamo fatto ci sono gli
“angoli della musica”, che hanno riscosso successo e che non
sono altro che dei palchi montati e completi di strumentazione
per dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi in piazza
Novembre 2008
POLITICA
Pagina 3
ALESSANDRO CARDENTE “NON RINNEGO IL PASSATO.
MA ORA È TEMPO DI PROGETTI, NON DI UTOPIE”
L’ex Presidente del IV Municipio, all’indomani del suo passaggio tra le fila della formazione di Mario Baccini, ne motiva la scelta
N
[G.V.]
elle ultime elezioni
amministrative
mancò di 500 voti la
riconferma al primo turno,
prima di essere inaspettatamente sconfitto al ballottaggio dal centro-destra di
Cristiano Bonelli. In precedenza esponente dei Verdi,
Cardente a maggio si era
iscritto nel gruppo consiliare
del PD. Ora, a sorpresa,
abbandona il centro-sinistra
e aderisce alla Federazione
dei Cristiano Popolari.
Quali ragioni ci sono alla
base della sua scelta? Si è
trattato di un’evoluzione
della sua posizione politica
o di un mutamento dell’azione del centro-sinistra?
Entrambi
gli
elementi.
Anzitutto, il PD, in quanto
nuovo soggetto politico in grado di catalizzare l’attenzione, inizialmente sembrava aver avviato un processo di rinnovamento
sia nella classe dirigente che nei contenuti, ma presto mi ha
lasciato deluso. Indubbiamente, anche i rapporti con le forze politiche del centro-sinistra sul territorio non sono mai stati sereni nel
corso di tutti i mesi della mia presidenza. A ciò si aggiunge la
considerazione del cambiamento avvenuto nella società italiana
e nel modo in cui questa si rapporta alla politica, come è emerso
dalle ultime elezioni. Da qui è maturata la mia scelta, che - mi
preme dirlo - è arrivata dopo aver ricevuto diverse offerte da partiti del centro-sinistra; inoltre, è corrisposta con l’assegnazione di
un incarico di responsabilità a livello nazionale, essendo io stato
nominato responsabile nazionale del dipartimento dell’ambiente
nel nuovo partito.
In che senso è cambiata la società italiana?
Sono cambiati gli uomini, i valori e i rapporti con l’elettorato. Non
metto in discussione certi valori di sinistra in cui mi sono riconosciuto e che continuo a considerare validi. Ma la società è cambiata nel senso che in questa fase non vuole più sentire discorsi
utopici, vuole vedere progetti finalizzati e riscontrabili nel breve
tempo: la gente pretende di essere partecipe e desidera che chi
governa abbia uno stile decisionale.
Nelle sue parole c’è una vena di autocritica?
La mia autocritica consiste nell’essere stato troppo malleabile,
per il bene dell’allora maggioranza: ho tenuto tutto dentro le mie
stanze, mentre avrei dovuto avere più coraggio ed esternare la
mia linea, come invece hanno fatto altri Consiglieri. Quando dico
che sono cambiati gli uomini, dico che un tempo c’era una linea
di partito che veniva seguita, c’era un Segretario che veniva
ascoltato e che lavorava perché le proprie indicazioni avessero
seguito. Le discussioni, magari molto accese, avvenivano nelle
segreterie. Invece, io mi sono trovato con Consiglieri che rispondevano a esponenti vari del PD, che non riconoscevano i
Segretari eletti e che si lasciavano andare a dichiarazioni sulla
stampa anche offensive contro il Presidente, la Giunta e i
Segretari. E poi c’è stata una sinistra critica che non è stata virtuosa nel dibattito di questi due anni. Mi riferisco al modo in cui
è stata portata avanti la questione delle case occupate e a come
ogni occasione veniva strumentalizzata, anche contro il
Presidente, per ricavarne un pugno di voti in più, specialmente
da parte di realtà poco rappresentate in Consiglio.
A questo punto, che collocazione avrà nel quadro delle forze politiche del Municipio? E come pensa di portare avanti gli obiettivi
del suo programma, sia pure dall’opposizione?
Seguirò la stessa posizione che la Federazione dei Cristiano
Popolari ha a livello cittadino, dove Baccini sostiene Alemanno
pur non facendo parte del PDL. Io manterrò, almeno per i primi
tempi, autonomia decisionale e voterò volta per volta secondo
quanto ritengo opportuno, indipendentemente da chi presenta il
provvedimento. Il mio programma di governo penso sia per molti
aspetti condivisibile anche dall’attuale maggioranza ed era centrato attorno alla gestione del territorio e all’offerta di servizi, questioni su cui il colore politico finisce per avere un ruolo marginale.
Quali saranno le priorità del suo lavoro in Municipio nei prossimi
mesi?
Darò un contributo a 360 gradi, trasversalmente alle varie deleghe e commissioni, sfruttando la mia esperienza di questi due
anni. Le priorità in un Municipio così grande sono le solite: fogne,
strade, marciapiedi, reperimento di fondi dal centro al Municipio.
Per il bene del territorio sono pronto a dare qualsiasi forma di
suggerimento, pur non chiedendo alcuna delega o carica.
L’ambiente e i diritti civili sono da sempre due suoi cavalli di battaglia politica: cosa cambia ora nel perseguimento di questi
impegni?
Anzitutto, io non rinnego il mio passato e tutte le esperienze fondamentali per la mia formazione. Ora Il mio ruolo nel partito non
è a livello municipale. In questo partito mi occuperò di ambiente,
promuovendo un concetto più moderno e dinamico di ecologia.
L’idea è che l’ambiente è fondamentale, ma al centro ci deve
essere l’uomo. Quindi il disegno politico deve trovare un punto di
incontro tra queste due entità fondamentali, attorno a progettua-
lità riscontrabili. In questo senso, la sensibilità di Baccini è stata
molto puntuale perchè ha capito che manca nel centro-destra
una figura di riferimento su temi quali i rifiuti, l’energia rinnovabile o l’utilizzo dell’illuminazione.
Qual è il suo giudizio sui primi mesi di operato della Giunta
Bonelli?
Mi sembra che questi primi tempi siano serviti per pianificare il
lavoro e il giudizio potrà essere espresso solo tra qualche mese,
anche perché gli appalti hanno una durata di 6-9 mesi. Mi auguro, per un buon svolgimento dei lavori, che si provveda al più presto al trasferimento della sede del Municipio, soprattutto per i
dipendenti che si trovano in una situazione di lavoro un po’ precaria.
La sua scelta susciterà perplessità tra gli elettori del centro-sinistra che la avevano indicata alla guida di quella coalizione politica: cosa si sente di dire loro per spiegare la validità del suo passaggio di schieramento?
Sono convinto che gran parte dell’elettorato capirà, dal momento che in questi due anni ho impostato un dialogo corretto e lineare, lontano dal linguaggio politico: non a caso ho avuto molti voti
da elettori del centro-destra e lo dimostrano i 5 punti in più che
ho avuto se paragonato a Rutelli. Penso che la bontà del mio
passaggio possa essere capita conoscendo le difficoltà che ho
incontrato e quanto ho lavorato per rendere il meno visibile quello che è stato un vero e proprio abbandono da parte del centrosinistra nei miei confronti durante la campagna elettorale. E capiranno anche che vado a lavorare su un tema, quale quello dell’ambiente, che non ha un colore politico.
ATTUALITA’
Pagina 4
LA MAGGIORANZA: “IL NOSTRO
SARÀ UN GOVERNO DEI FATTI”
Francesco Vaccaro, capogruppo PDL nel Consiglio di via Monte
Rocchetta, sintetizza così la linea d’azione della Giunta guidata dal
Presidente Bonelli
U
[Valeria Nevadini]
n governo in grado di far
seguire alle parole i fatti. È
con questa definizione che
Francesco Vaccaro, capogruppo
PDL in IV Municipio, descrive gli
obiettivi di prossima realizzazione
da parte della Giunta Bonelli. Nella
lista delle priorità da affrontare il
primo posto è occupato dall’emergenza sicurezza. “Il bisogno di sicurezza è stato fin da subito percepito
dai cittadini come una vera e propria emergenza – spiega – e ciò ha
avuto un peso determinante nel
nostro successo elettorale. Il lassismo e il buonismo con cui il centro
– sinistra ha governato la città negli
ultimi quindici anni – prosegue –
sono alla base della crescita esponenziale dell’illegalità cui abbiamo
assistito nel corso del tempo”.
Diversi i provvedimenti messi in
campo per arginare il problema,
come il contrasto alla prostituzione
in via Salaria e la bonifica di numerosi campi nomadi. “Abbiamo restituito le strade ai cittadini. Via
Salaria, in particolare, era ormai
preda del sesso a pagamento e i
residenti non ne potevano più. I
campi nomadi, poi, sono stati censiti e, quelli abusivi, rimossi. Il notevo-
le calo di episodi criminosi ci conferma il successo di queste iniziative”.
Secondo l’analisi compiuta dal consigliere Vaccaro, anche il recente
sgombero dell’Horus si inserisce nel
percorso di ripristino della legalità
intrapreso dalla Giunta Bonelli.
“Quella dell’Horus era un’occupazione illegale di un immobile privato
su cui, prima o poi, si sarebbe dovuta porre la parola fine”. Per un obiettivo realizzato, altri attendono di
passare dallo stadio progettuale a
quello effettivo. Tra questi la lista
d’attesa per gli asili nido “che provvederemo quanto prima a snellire”,
la predisposizione di strutture
ricreative, sportive e culturali per i
giovani del quartiere e il sostegno
alle piccole attività commerciali. Su
quest’ultimo punto la riflessione è
più ampia: “Nel nostro Municipio
abbiamo assistito ad un’ imponente
proliferazione di centri commerciali
che hanno contribuito al declino del
commercio locale – afferma –
Quest’ultimo merita una salvaguardia particolare, perché è proprio la
presenza dei piccoli negozi ad evitare che una zona si trasformi in un
inquietante quartiere dormitorio”.
Tra gli interventi in agenda anche
un piano di restyling del territorio.
“La pulizia dei parchi e il rifacimento
del manto stradale sono la giusta
premessa per migliorare l’immagine
del nostro Municipio. Il decoro e l’ordine di un quartiere, infatti, costituiscono un biglietto da visita importante, sul quale investire. Chiederò
quanto prima all’Ufficio Giardini di
via Monte Rocchetta – conclude –
la documentazione relativa agli
interventi realizzati negli ultimi sei
mesi. Sono molte, infatti, le problematiche che ancora persistono e
quindi non si tratta più di un dato
fisiologico, ma di una degenerazione patologica sulla quale intendo
intervenire”.
Novembre 2008
BEVILACQUA,
“LA NUOVA SEDE DI VIA FRACCHIA
PRONTA NEL 2009”
L’Assessore ai Lavori Pubblici del IV Municipio,
giudica imminente il trasferimento degli uffici
anagrafici nella struttura di Talenti.
L’
[Valeria Nevadini]
annuncio trionfale era stato
dato durante la passata consiliatura dall’ex presidente
Cardente in persona: “Presto gli uffici
anagrafici saranno trasferiti in via
Fracchia, nel rione Rinascimento, in
una sede di nuova costruzione e
maggiormente idonea alle esigenze
di cittadini e dipendenti”. A più di un
anno di distanza (mese più, mese
meno) da quella dichiarazione di
intenti, la prevista struttura è sì passata dalla sfera progettuale alla realizzazione pratica rimanendo, però,
ancora “disabitata”. Proprio così. Gli
uffici anagrafici, infatti, continuano il
loro lavoro nella sede attuale del IV
Municipio, in via Monte Rocchetta. I
disagi sono notevoli sia per i dipendenti (stanze senza aria condizionata, con finestre poco agevoli e
impianti fatiscenti) che per i residenti
(lunghissima la fila da fare prima di
espletare una pratica). Lo stesso
Bonelli, in passato avversario di
Cardente e adesso suo successore
alla guida della Giunta, aveva manifestato più volte la necessità di rendere operativo, quanto prima, il trasferimento degli uffici anagrafici nell’edificio in questione. La sua investitura, perciò, sembrava di buon auspicio per un’accelerazione della pratica, anche se si deve registrare un
nulla di fatto. Almeno per il momento.
A tranquillizzare gli animi, infatti,
interviene Fabrizio Bevilacqua,
assessore ai Lavori Pubblici del IV
Municipio, che assicura la pronta
risoluzione della vicenda, azzardando una data: “Posso affermare con
ragionevole certezza che entro i primi
mesi del 2009 riusciremo a completare il progetto di trasferimento degli
uffici anagrafici in via Fracchia.
Stiamo procedendo – conclude – in
modo spedito e quindi daremo ai cittadini le risposte che si attendono”.
Quanto al ritardo nel dare avvio al
previsto
trasloco,
l’assessore
Bevilacqua puntualizza: “Non è esatto parlare di ritardo, in quanto la tempistica dichiarata a suo tempo da
Cardente era irrealizzabile. Basti
pensare – prosegue – al numero di
dipendenti da assegnare alla nuova
sede, circa 300, e alla necessità di
predisporre almeno un centinaio di
parcheggi. Sono interventi che richiedono il loro tempo e di certo non si
attuano in pochi mesi”. Quanto al
“j’accuse” lanciato dal consigliere
Corbucci (PD) in merito alla presunta, ed esosa, cifra chiesta dal
Presidente Bonelli al comune di
Roma per procedere al trasferimento
effettivo nella nuova sede, l’assessore Bevilacqua sceglie di non raccogliere la provocazione, ritenendola
una “polemica che lascia il tempo che
trova e che si commenta da sola”.
L’OPPOSIZIONE DEL IV MUNICIPIO:
“MOBILITA’, FONDI PER IL SOCIALE ED EMERGENZA ABITATIVA”
Queste le priorità da affrontare secondo Riccardo Corbucci, consigliere in quota PD e vicepresidente del Consiglio Municipale
di via Monte Rocchetta
M
[V. Nevadini e L. Gentile]
obilità, fondi per il sociale (nei quali includere la predisposizione di nuovi asili nido) e un piano di intervento
per l’emergenza abitativa. Queste, secondo Riccardo
Corbucci, consigliere in quota PD e vicepresidente del
Consiglio Municipale di via Monte Rocchetta, le problematiche
“scottanti” su cui la classe politica locale è chiamata a confrontarsi. “Con il termine mobilità – precisa – mi riferisco all’effettiva realizzazione delle stazioni della metropolitana a piazza
Conca d’Oro e in via Scarpanto. In quest’ultima zona la viabilità è a dir poco critica e sarà necessario, quindi, agire di concerto con gli abitanti e i commercianti, evitando il ripetersi dei
disagi che, a piazza Conca d’Oro, hanno compromesso la
qualità di vita e la mobilità di cittadini e residenti”. Una situazione affrontata con più tempestività in ambito comunale. “La
commissione comunale alla Mobilità, presieduta dal consigliere Antonello Aurigemma, ha dato avvio, fin da subito, a
delle concertazioni con i cittadini – prosegue - Devo riconoscere che stanno agendo nel verso giusto, anche se la stessa celerità non può riscontrarsi in sede municipale”. Ma è in
ambito sociale, secondo Corbucci, che si giocherà la partita
più importante: mantenere alti gli standard di qualità e assicurare una costante disponibilità economica è ciò cui tende la
linea d’azione espressa dal PD. “A questo proposito ho condotto una personale battaglia per far passare in ambito comunale – commenta - la variante al bilancio. Questo ci ha consentito di destinare parte dei fondi all’assistenza domiciliare
ai disabili”. Un’attenzione, quella per il sociale, che si coniu-
ga con la necessità di provvedere alla carenza di asili nido
pubblici, in grado di soddisfare la domanda da parte di centinaia di famiglie. I numeri parlano da soli: “Sono oltre 700 i
bambini in lista d’attesa per gli asili nido. La cifra è alta ma
non deve stupire, visto che il nostro è un territorio tra i più
popolosi di Roma”. E poi c’è l’emergenza abitativa, vera e
propria piaga sociale di questi tempi. Il IV Municipio, tra l’altro, è risultato essere il territorio con il più alto numero di
occupazioni, atti estremi e illegali certo, ma compiuti da persone senza casa, colpite dal rincaro di mutui e affitti o da
interminabili anni in lista d’attesa. “Mi fa piacere che il sinda-
co Alemanno abbia pensato ad un piano di edilizia popolare.
Il problema è molto sentito e non si può rimandare. Ma occupare rimane un’azione illegale: io c’ero quando i comitati di
lotta per la casa occuparono alcuni stabili, già venduti, in
zona Casale Nei. I futuri proprietari avevano stipulato un
mutuo con le banche, si erano indebitati, per poi trovarsi,
d’improvviso, nell’impossibilità di entrare in possesso della
propria abitazione, regolarmente acquistata. Anche questo è
assurdo”. In tema di occupazioni, è d’obbligo una battuta sul
recente intervento delle forze dell’ordine per porre fine all’occupazione dell’ex Horus Club, in piazza Sempione. “Il PD ha
sposato da tempo la linea della legalità e io, in quanto esponente di questo partito, non posso che condividere pienamente questa impostazione. C’è bisogno – continua – di operare una distinzione tra occupazioni finalizzate alla creazione di
centri culturali e occupazioni strumentalizzate da una parte politica, che spesso ricorrono ad azioni illegali come l’appropriazione
di strutture private. L’ex Horus, a mio avviso, rientra in questa
seconda categoria”. E proprio l’alto numero di occupazioni sarebbe stato all’origine della sconfitta elettorale di Alessandro
Cardente, candidato alla carica di presidente del IV Municipio con
la scomparsa Sinistra Arcobaleno: “È una mia personale convinzione – conclude Corbucci – ma credo che l’ex presidente
Cardente abbia perso l’occasione di sedere nuovamente a capo
della Giunta di via Monte Rocchetta a causa dell’enorme ondata
di occupazioni che ha travolto il IV Municipio. I cittadini si sono
sentiti meno sicuri e meno protetti, perché questa emergenza
(che pure esiste) non è stata affrontata adeguatamente”.
MOBILITA’
Novembre 2008
BATTERIA NOMENTANA/
STAZIONE TIBURTINA,
SI ALLUNGANO I TEMPI
DEI LAVORI
Diventerà un importante snodo ferroviario per tutta
Italia. Prevista una sola corsia per la Tangenziale Est
C
[Marco Giuliani]
ome ha annunciato pochi
giorni fa l’assessore ai Lavori
Pubblici del Comune di Roma
Fabrizio Ghera, i lavori della tangen-
Nomentana pertanto, sarà percorribile ancora per molte settimane ad una
sola corsia, ovvero sino a quando
verrà riaperta totalmente la circonvallazione interna.
Continua un po’a rilento dunque, la
Pagina 5
IL 60 EXPRESS CAMBIA PERCORSO
Una delle linee principali che servono il nostro municipio,
ora si fermerà alla stazione Termini invece che a Ostiense, è polemica
S
[Luca Coniglio]
uccedono davvero strane cose in questa città,
probabilmente incomprensibili per chi viene da
un altro paese, oppure forse basta andare in
qualche città del nord e chiedere se da loro è possibile
che il comune da un giorno all’altro cambi, anzi “tagli” il
percorso di una delle linee atac principali che passa nel
nostro quartiere, e non solo. Si perché da praticamente
una settimana, il 60 express, autobus che tutti conoscono, collegamento fondamentale da largo Pugliese fino
p.le Partigiani, all’Ostiense, subisce un decurtamento di
percorso, che lo farà arrivare solo fino alla stazione
Termini. Una decisione quantomeno discutibile, spiegata dall’Atac, (come al solito molto poco comunicativa)
“IN IV MUNICIPIO DANNEGGIATO
IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE”
E’ quanto afferma Marchionne (Pd) che segnala i disagi degli utenti
sui nuovi tragitti dei bus
I
[Marco Giuliani]
l consigliere del Partito Democratico di Roma IV
Paolo Marchionne ha espresso, in una nota diffusa
alle agenzie alcune ore fa, il suo disappunto rispetto
alle variazioni subite da diverse linee di autobus direttamente collegate a Roma Montesacro. Nel comunicato
si legge: “Da alcuni giorni è stata dimezzata la linea del
“60 Express”che da Montesacro arrivava a Piazza
Venezia ed ora viene invece bloccato a Piazza della
Repubblica, e ciò costringe gli utenti a cambiare i
mezzi. Questo unicamente per salvaguardare la nuova
pavimentazione in sampietrini di Via Nazionale. Non è
ziale est relativi al lato Batteria
Nomentana verranno completati solo
all’inizio del 2009. Il tratto compreso
tra Ponte Lanciani e la stessa Via
prosecuzione del nuovo collegamento tra Roma est e il Tiburtino, che è
finanziato dal Comune di Roma per
una cifra pari a 700 milioni di euro.
con la scelta di non far passare i “jumbo bus”, cioè quelli doppi, lungo via Nazionale. Il percorso alternativo proposto, è ancora più discutibile, visto che i cartelli all’interno degli automezzi consigliano, per chi deve arrivare
a p.le Partigiani di scendere a Termini e prendere la
metro per arrivare alla stazione di piramide. Una bella
differenza rispetto ad una linea che era diretta, una vera
comodità, e che ora certo non incoraggerà i dubbiosi
che non sanno se usare il mezzo privato o la mobilità
pubblica (ma un ente come l’atac non dovrebbe cercare di fare esattamente l’opposto? Dulcis in fundo, siamo
costretti, visti questi discutibili cambiamenti a mettere in
discussione tutta la linea stessa, che arriverà alla stazione Termini, proprio come il 90 express, che fa un
percorso sinistramente simile a quello del 60, anche
quando passa dalle nostre parti.
L’appalto,
detenuto
da
Rete
Ferroviaria Italiana, dovrebbe concludersi entro il 2010, anno in cui verrà
inaugurata la nuova (e tecnologica)
Stazione Tiburtina. La realizzazione,
suddivisa in tranches temporali e logistiche, sarà ultimata con le “aperture” su
Via Salaria, San Giovanni e la A24.
A detta delle autorità delegate alla
gestione del progetto, nel sottopasso
ferroviario e nella galleria che collegheranno il Nomentano a Pietralata
sorgeranno parcheggi, piazze, parchi
e piste ciclabili. Il tutto corredato da
negozi, servizi ai viaggiatori, tecnologie hi-tech e impianti bioclimatici.
tutto, poiché l’Amministrazione del II Municipio ha permesso che riaprisse il traffico alle auto private su gran
parte del quartiere africano, rallentando e modificando
così i tragitti dei bus e provocando ripercussioni negative anche in IV Municipio, il quale è a ridosso del II.
Stessa pratica si vorrebbe adottare anche in zona
Conca d’Oro, dove il traffico in alcuni punti è permesso
solo ai mezzi pubblici (per via dei cantieri della nuova
Metro) e non è detto che non accada. Probabilmente si
è di fronte ad un attacco al servizio pubblico locale.”
Con questa polemica Marchionne ha chiuso il suo
comunicato di dissenso riguardo alla gestione delle
linee degli autobus collegate a Roma IV.
FOTONOTIZIA
LA STAZIONE NOMENTANA ALLAGATA
E COPERTA DAL FANGO
[Marco Giuliani]
Dopo i fortissimi temporali che
hanno colpito Roma nei giorni scorsi, diversi punti della città hanno
subito allagamenti e sono state
centinaia le chiamate ai Vigili del
Fuoco. Tra i siti maggiormente interessati
anche
la
Stazione
Nomentana, ricoperta al suo interno da fango e acqua.
MONTESACRO
Novembre 2008
PIAZZA SEMPIONE RIMPIANGE
IL SUO TEATRO STORICO
La richiesta ufficiale della destinazione pubblica e culturale dell’Horus
emerge a piena voce dopo gli ultimi accadimenti
D
Sert di via di Montesacro,
IL TRASFERIMENTO NON
RISOLVE IL PROBLEMA
S
[Vincenzo Amicucci]
[Manuela Zazzara]
opo lo sgombero dell’Horus attuato dalla polizia lo
scorso 21 ottobre, in Piazza Sempione, per molti a
causa della speculazione edilizia che attanaglia la
capitale negli ultimi tempi, ecco che emerge l’esigenza di
un dialogo, un tavolo di trattative tra l’amministrazione
municipale e le esigenze dei cittadini rimasti senza un
punto di riferimento, forti dei loro rappresentanti ma amareggiati dell’accaduto, della perdita di un luogo dove – a
detta degli occupanti - si poteva dare spazio alla propria
creatività; ma non solo, era ritenuto da molti anche come
un centro propulsore, attraverso le Reti Horus, di assistenza verso le esigenze del proprio territorio, oltreché
culturali, anche abitative. Schierati alla riappropriazione di
quanto perduto sono il PRC - Circolo “Bruno Pagnozzi” e l’ Associazione Astra - Palestra Popolare Valerio
Verbano; inoltre tutti coloro che nell’Horus ci contavano.
Adesso, in prima linea, la vertenza per la destinazione
pubblica e culturale dell’Horus e la richiesta ufficiale alla
Regione Lazio di riconoscere e valorizzare le reti sociali e
culturali che hanno promosso il progetto dell’Horus, attraverso la partecipazione al tavolo interistituzionale già
avviato con Comune e Municipio IV, includendo tutte le
parti interessate. Questa richiesta giunge supportata dal
fatto che la Quarta, oltre a soffrire di una emergenza abitativa pesante, scarseggia di luoghi di ritrovo sociale e
riproduzione culturale accessibili a quanti non si possono
permettere gli strumenti onerosi che ci offre la società
odierna; inoltre nella vertenza si evince a gran forza la
richiesta alle Istituzioni di riconoscere e garantire l’operato delle reti sociali che hanno e vogliono ancora promuovere progetti pubblici e culturali di vitale importanza per i
quartieri di una vasta metropoli come Roma. Intanto si
raccolgono consensi per un movimento finalizzato alla
riaffermazione della democrazia e del diritto, per la violazione – secondo il PCR – della libertà alla auto-organizzazione sociale. Staremo a vedere i risvolti di questo “scacco matto” dell’amministrazione di Alemanno, nella speranza di un sano dialogo e confronto.
VIALE GOTTARDO
E IL COMMERCIO INGABBIATO
I
Pagina 7
ul Sert di via di Monte
Sacro grava da tempo l’ipotesi di spostarlo in altro
luogo. Per gli operatori, dare
sostegno a chi è tossicodipendente, non dipende dal luogo dove
questo si effettua, se non per
quanto attiene alla pulizia degli
ambienti e la qualità delle dotazioni sanitarie. Questo però non
vuole dire che si possa o si debba
lavorare in questi ambiti come se
si producesse una macchina fotocopiatrice o fare una suola nuova
a delle scarpe vecchie. Per tutti,
lavorare o frequentare un luogo
cupo e malsano, è fonte di maggiore stress, e vediamo che, dove
si svolgono attività pubbliche,
ognuno cerca di portare un po’ di
umanità con l’idea di migliorarne
l’aspetto. Purtroppo, questo ha,
spesso, un esito inutile e deprimente. Infatti, come nel caso delle
campagne anti-fumo e anti-droga,
non si sensibilizzano nel modo
migliore i destinatari dei messaggi
deterrenti. Si è verificato, in
America, ma, anche in Europa, in
Grecia, per esempio, che le campagne che enfatizzano gli effetti
devastanti delle droghe o del fumo
sul cervello, sono non solo inutili,
ma, addirittura pericolose. Perchè
si fanno? La domanda è questa: le
famiglie, la scuola devono essere
coinvolte, anche se non si è compreso ancora completamente in
che modo. Anche il parroco può
essere terminale di un progetto di
lotta alle “sostanze”: ma dove è la
differenza se lo incontriamo al Sert
di via di Monte Sacro o in un altro
luogo?
LA CONSUMER ADVOCACY
DALLA PARTE DEL CITTADINO,
PER UN “UTENTE” PIÙ INFORMATO
Una guida su tutti i fronti, nuova e sicura,
per i consumatori del territorio
Le proposte dei negozianti per conciliare aziende e viabilità
[Giuseppe Valente]
l piccolo commercio è in difficoltà, questo è risaputo, e il nostro Municipio non costituisce certo un’eccezione. La crisi economica e la concorrenza della
grande distribuzione impongono agli esercenti uno
sforzo straordinario per mantenere le proprie clientele
legate da rapporti di fiducia: e così, quando vengono
ad aggiungersi ulteriori problemi relativi all’organizzazione degli spazi e del lavoro, succede che siano
anche i diretti interessati a proporre soluzioni in grado
di conciliare le diverse esigenze in campo.
La regolazione della viabilità di Viale Gottardo da circa
dieci anni a questa parte ha provocato, a detta dei titolari dei negozi, una netta diminuzione della presenza di
acquirenti, in un quartiere come il nostro con molti abitanti anziani per i quali spesso l’automobile è di fondamentale utilità. In particolare, due possibili varianti alla
regolazione del traffico potrebbero produrre un miglioramento sotto questo punto di vista.
Un primo problema è legato all’attuale necessità, per
coloro che hanno bisogno di usare l’automobile per
fare i propri acquisti, di dover provenire da Via Maiella
prima di immettersi su Viale Gottardo: ciò significa che,
una volta oltrepassata l’area del mercato, chiunque si
trovi nella seconda metà di Viale Gottardo e più oltre
nell’area dell’ansa dell’Aniene deve guidare lungo Via
Cimone fino a Piazza Sempione per poter poi tornare
indietro. «Può essere scoraggiante dover compiere un
giro in macchina così lungo, specie in giornate piovose, quando si crea traffico in fondo a Via Cimone: quindi, si rinuncia spesso ad acquistare qualche prodotto
“al volo” o a ritornare indietro per comprare gli articoli
appena “dimenticati” della spesa», osserva Marcello
Sellitto, che gestisce lo storico negozio di articoli per
animali di Viale Gottardo. Sellitto, perciò, propone un
intervento in grado di risolvere facilmente questo inconveniente: «Basterebbe ripristinare il doppio senso di
marcia nel tratto di Via di Monte Sacro compreso tra
Viale Gottardo e Via Monte Serrone e invertire, allo
stesso tempo, gli attuali sensi di marcia di Via Cervino
e di Via Monte Serrone stessa. Così facendo, si cree-
rebbe un percorso alternativo e più rapido per raggiungere il tratto di Viale Gottardo interessato dal mercato
e dalla maggior parte dei negozi».
Altra questione di antica data inerente alla viabilità di
Viale Gottardo è la chiusura al traffico delle autovetture nelle ore comprese tra le 6 e le 17 nei giorni di mercato, nel tratto compreso tra l’incrocio con Via
Nomentana e quello con Via Monte Selva. Secondo i
commercianti, tale regolazione allontana in quell’orario
molti clienti che si muovono in automobile, specialmente
quelli che non devono fare acquisti dai banchi del mercato. Alcuni aderenti all’Associazione Commercianti “Città
Giardino” propongono, quindi, una serie di misure per
alleviare questi disagi: si potrebbe ripristinare una corsia
per il passaggio delle automobili, lasciando che gli autobus continuino a seguire il percorso esterno lungo Via di
Monte Sacro. La superficie da destinare alla corsia è
attualmente occupata dai banchi rotativi, i quali potrebbero beneficiare di una sistemazione più razionale all’inizio
della strada oppure occupare gli spazi vuoti presenti ai
bordi dell’area dei chioschi di Piazza Menenio Agrippa, e
dunque in una posizione commercialmente vantaggiosa.
Infine, occorrerebbe un maggior impegno per il rispetto
della puntualità nella chiusura del mercato, prevista per le
ore 14: i lavori di pulizia svolti dall’AMA potrebbero così
terminare prima delle 17, permettendo in tal modo il passaggio delle macchine per un tempo maggiore.
Queste misure potrebbero essere adottate, se non
altro, in via sperimentale. Da questo punto di vista, i
commercianti montesacrini sembrano piuttosto fiduciosi. Ci dice Gian Domenico Renzi, Presidente
dell’Associazione Commercianti Città Giardino: «Dopo
anni di sconfortante disinteresse istituzionale, siamo
notando un vivo interesse per la tutela dei piccoli esercizi commerciali da parte della Giunta Bonelli. Ci è già
capitato di sensibilizzare il Consigliere Stefano
Ripanucci su alcune problematiche della zona e abbiamo constatato un suo tempestivo interessamento.
Questo ci fa ben sperare per una presa d’atto del problema viario dell’area di Viale Gottardo».
[Manuela Zazzara]
Consumer
Advocacy.
E’
un’associazione
senza fini di
lucro, indipendente e autonoma, con sede in
via Pelagosa n.
3 a Montesacro.
E’ formata da
un gruppo di cittadini
e
di
esperti, che ha
diversi scopi.
Innanzi
tutto
quello di difendere i diritti dei
consumatori e
degli utenti, sia
privati
che
associati, sul
fronte del diritto
alla salute, della sicurezza, guardando anche alla qualità dei prodotti e dei
servizi, all’ informazione e alla corretta pubblicità, all’educazione al consumo. Ci si può rivolgere allo sportello anche per avere una guida sulle
procedure conciliative (composizione extragiudiziale di piccole controversie detta anche ADR, ossia alternative dispute resolution), per chiedere
consulenza sulla correttezza dei contratti e sull’ erogazione di servizi pubblici. Inoltre la consulenza riguarda anche le c.d. “cartelle pazze”, per contestare multe e bollette telefoniche, oltreché per pubblicità ingannevole e
le difficoltà per eseguire esami diagnostici presso le Asl; ed ancora per i
disservizi nel mondo dei viaggi. In aggiunta, Consumer Advocacy non
solo mira alla tutela dei consumatori nei confronti di istituzioni pubbliche
o private, ma ragguaglia pure gli utenti sui loro diritti e sugli strumenti a
disposizione da usare a supporto, nell’ottica di una più ampia e sana
informazione, che va ad indottrinare, sull’argomento “consumo”, dal singolo cittadino ai mass media. Ci si può rivolgere all’associazione su
appuntamento, contattando gli operatori al numero 06.64.50.25.75 – attivo tutti i giorni - o, anche solo per informazioni, mandando una email
all’indirizzo: [email protected].
Novembre 2008
ARTE
LA GALLERIA NARDI INAUGURA
LA PERSONALE DI LUCA BELLANDI
L’artista livornese espone le sue opere nello spazio di via Arturo
Graf, 74, da 40 anni all’avanguardia nell’arte contemporanea
D
al 29 Novembre al 5 Gennaio 2009 la
Galleria Nardi di via Arturo Graf ospiterà le
opere di Luca Bellandi, straordinario artista
toscano, nato a Livorno nel 1962 e tra le voci più
autentiche della pittura italiana di questo inizio
millennio.
I suoi poemi pittorici sulla bellezza sono un segreto da scoprire tra una sfumatura di colore, tra le
pieghe di un vestito: un mondo seducente e misterioso dove protagonisti assoluti sono gli oggetti
dispersi nella memoria del quotidiano, negli interstizi del non visibile. Nelle sue opere si nota un
certo condizionamento della sua frequentazione
dell’Istituto d’Arte di Firenze, dai classici fino
all’underground americano.
Lo stile di Bellandi è calligrafico e gocciolante, la
sua è una gestualità fresca e veloce che traccia
sulla tela frammenti irripetibili e poetici, suggerisce
impressioni, evoca atmosfere, apre varchi verso
mondi lontani per loro natura fuggevoli e fluttuanti.
Dobbiamo ancora mettere in evidenza,
inoltre, la grande sensibilità della Galleria
d’Arte Nardi di via Arturo Graf, 74,
sempre puntuale a mettere a disposizione
i propri spazi a veri e propri eventi
figurativi, come questo di Bellandi.
Per visitare la mostra e informazioni
sul pittore telefonare al numero 06.8271920.
Seguirà cocktail
Pagina 9
BUFALOTTA
Pagina 10
Novembre 2008
CASAL BOCCONE:
MUSICA E INCONTRI A PORTA DI ROMA
DISCARICHE A CIELO APERTO... NO GRAZIE!
Continua presso Fnac un ricco programma di eventi:
dai Negrita a Pino Insegno, da Il Genio al Guitar Hero
Tour. Forse a dicembre Marzocca e i Subsonica
M
U
[Valentina Pietrini]
aterassi, frigoriferi, buste di plastica piene di calcinacci, cartone, legna ma anche lampade, bottiglie e altri rifiuti domestici, questo è il panorama
che si può ammirare attraversando via Casal Boccone in
direzione Bufalotta.
La zona, tra le più trafficate del quartiere Talenti, è ormai
diventata una vera e propria mini discarica a cielo aperto,
con materiale edile, suppellettili, elettrodomestici ed
immondizia varia che giorno per giorno si va accumulando,
a poche centinaia di metri dalle nuove abitazioni del Rione
Rinascimento, lungo i margini della strada quasi ad invadere la corsia non senza un reale rischio per la sicurezza
degli automobilisti che, quotidianamente, vi circolano.
Il Comune di Roma, da metà giugno ha avviato la campagna di pulizia e recupero del territorio capitolino partendo
proprio dal IV Municipio con la bonifica delle diverse
discariche abusive sorte nella Riserva Naturale della
Marcigliana eppure non sono solo le aree protette a soffrire di questo fenomeno ormai diffuso, basti pensare ai
cumuli di rifiuti depositati accanto ai cassonetti dell’immondizia, speriamo, quindi, che l’iniziativa raggiunga presto anche le vie della nostra città.
La responsabilità più grande rimane, comunque, a noi singoli cittadini che per primi abbiamo il dovere di mantenere pulite le strade in cui viviamo.
[Massimiliano Cacciotti]
Invece di utilizzare il metodo “fai da te”, abbandonando
dove capita ogni genere di materiale, magari approfittando della scarsa visibilità o lavandoci la coscienza con la
presenza di altri rifiuti, dovremmo innanzitutto, informarci
sulle isole ecologiche e i centri di raccolta presenti nel
nostro quartiere di residenza.
Strutture completamente gratuite e attrezzate nella raccolta e l’avvio al recupero di tutti i rifiuti che non possono
essere smaltiti nei cassonetti stradali (ad esempio mobili,
elettrodomestici, computer, telefonini, calcinacci, ferro,
potature e altro n.d.r.). I punti di raccolta del IV Municipio
sono quelli dell’ “Ecostazione” di via Gino Cervi (zona
Vigne Nuove) e l’Isola Ecologica di via dell’Ateneo
Salesiano (Monte Cervialto).
Per maggiori informazioni l’AMA ha istituito il numero
verde: 800 867 035 e il sito www.amaroma.it. Ora non
abbiamo scuse.
n ricchissimo novembre ha
caratterizzato il programma dello Spazio incontri
della Fnac di Porta di Roma, la
libreria-spazio multimediale che,
come è ormai tradizione, sforna
ogni mese i più interessanti eventi
che abbiano luogo nel nostro quartiere. Dopo la presentazione, giovedì 6, del nuovo album dei
Negrita “Helldorado”, si è proseguito con l’arrivo di Pino e Claudio
Insegno, coadiuvati dalla bravissima cantante Rosanna Casale, che
hanno presentato il loro spettacolo
“Sessualmente scorretti” in scena
in questi giorni a Roma al Nuovo
Teatro Colosseo. Il 12 è stata la
volta di un duo da me personalmente molto amato: Il Genio, alias
Alessandra Contini e Gianluca De
Robertis, gruppo elettro-pop che,
con ironia, sta rinnovando la tradi-
BUFALOTTA MULTIRELIGIOSA
Il “Kaikan” Buddista, la “Betel” dei Testimoni di Geova e presto il primo “Tempio
Mormone” d’Italia: nella zona della Bufalotta sono presenti le sedi nazionali di molte
religioni non cattoliche. La nostra inchiesta su questa curiosa e sorprendente “concentrazione di spiritualità”
F
[Massimiliano Cacciotti]
orse in pochi lo sanno, ma nell’area della Bufalotta vi è una fortissima concentrazione (la più alta a Roma) di luoghi sacri di
religioni non cattoliche. Se si esclude la grande Moschea di
Monte Antenne (posta in una zona comunque confinante col territorio
del IV Municipio) e la Sinagoga di Lungotevere, tutte le maggiori religioni non cattoliche professate in Italia hanno scelto di situare il proprio
tempio più importante o la propria sede nazionale nella zona della
Bufalotta. In via della Bufalotta si trova infatti la “Betel”, sede italiana
dei Testimoni di Geova. In via della Marcigliana il “Kaikan” buddista,
tempio e centro culturale di quel buddismo “Soka Gakkai” che è il più
professato nella penisola, mentre a due passi dall’Ikea e dal Centro
Commerciale Porta di Roma sta per sorgere un “Tempio Mormone”, il
primo non solo d’Italia, ma di tutta l’area del Mediterraneo. A chi si chiedesse il perché di una tale concentrazione di templi non cattolici, verrebbe superficialmente da rispondere che questo nasca dalla forte
immigrazione straniera avvenuta negli ultimi anni, che ha portato in
Italia nuove (almeno per noi) religioni prima sconosciute, le cui sedi si
sono ovviamente concentrate in aree di più recente urbanizzazione
(come appunto la Bufalotta). Ma se questo discorso può essere valido
per la religione islamica, è invece assai distante dalla realtà per quanto riguarda proprio le religioni professate nella zona della Bufalotta.
Partiamo ad esempio dal Buddismo. Si potrebbe pensare che l’arrivo
di immigrati cinesi o tibetani abbia sviluppato questa religione e reso
necessaria la nascita di un centro di raccolta e di preghiera per gli
adepti. Ma se si prova a fare due passi al “Kaikan” di via della
Marcigliana si capirà subito che la realtà è molto diversa. Il “Kaikan” ha
sede in alcuni grandi casali, immersi nel verde, in un’atmosfera molto
bucolica e già per sua natura molto “spirituale”. La sede, che come
detto in precedenza è sia luogo di preghiera che centro culturale, presenta, oltre ad alcune sale in cui si svolgono i riti e gli incontri religiosi,
anche una libreria tematica e un negozio che si potrebbe definire “ecosolidale”. Passeggiando in quei luoghi ed entrando nelle sale in cui
vengono recitati i “mantra”, sfido chiunque a trovare anche una sola
faccia non dico cinese, ma anche lontanamente “orientale”. Ecco perciò evidentemente l’immigrazione cinese o tibetana in Italia non ha
nulla a che vedere con lo sviluppo e la diffusione del buddismo. Oltre
tutto il buddismo “Soka Gakkai” che si professa al “Kaikan” è un tipo di
buddismo che viene dal Giappone e non dalla Cina o dal Tibet. Il successo del buddismo “Soka Gakkai” è quindi dovuto all’adesione di
numerosi italiani (il più famoso è Roberto Baggio) a questa religione,
una religione che sottolinea principalmente i benefici che gli adepti
possono ricevere dalla preghiera (detta nel lessico buddista “la pratica”), che sono diversi, spesso molto concreti e facilmente comprensibili dal pensiero occidentale: ad esempio possedere denaro, una macchina nuova, trovare casa, incontrare la donna giusta, superare gli
esami, concludere un contratto, vincere alle lotterie, segnare il gol fata-
zione anni sessanta/settanta della
coppia Gainsbourg e Birkin di “Je
t’aime moi non plus”, tra voci soffiate e atmosfere ammiccanti,
come dimostra il loro singolo “Pop
porno”. La seconda metà del mese
di novembre sarà invece dedicata
soprattutto a una serie di presentazioni di nuove produzioni editoriali. Il 29 e 30, si passerà ad un
grande appuntamnto per i giovani
appassionati di musica, con una
sfida fra band per il torneo internazionale di Guitar Hero su PS3, che
vedrà svolgersi la sua finale a
Madrid. A dicembre tornerà infine
la musica e lo spettacolo, con la
presentazione del nuovo lavoro
live dei Lost il 2 dicembre e (ma
non è ancora confermato), sempre
per i primi di dicembre, un doppio
straordinario incontro con Marco
Marzocca e con i Subsonica.
Inoltre, come sempre, ogni sabato
e domenica, eventi e spettacoli
dedicati ai bambini.
“GEOVIAGGIANDO”,
UNA GUIDA NELLA
NOSTRA STORIA
L’associazione presenta a Fnac il suo
programma
I
[Marco Giuliani]
le alla partita decisiva dei Mondiali (a Baggio però non andò esattamente così).
Anche i Testimoni di Geova (come sanno i tanti che si sono visti citofonare a casa da qualcuno degli adepti e recapitare giornali come “La
Torre di Guardia”) sono, nella stragrande maggioranza dei casi, italianissimi. In via della Bufalotta si trova la “Betel”, sede italiana di questa
religione. La “Betel”, per i Testimoni di Geova italiani, non è solo un
grande centro spirituale e culturale, ma per certi versi è una sorta di
“paradiso terreno in tempi moderni”, tanto che esiste anche un fenomeno (assai poco conosciuto da parte di chi non è un adepto) di immigrazione di Testimoni di Geova da altre zone, non solo di Roma, ma dell’intera penisola, proprio per poter diventare “Beteliti”, cioè per poter
lavorare come volontari all’interno del centro, un luogo che viene vissuto da loro come una sorta di “terra promessa”. Ad un paio di chilometri di distanza dalla sede centrale, in cui si svolgono gli incontri religiosi, vi è anche una sorta di “Betel Due”: capannoni industriali, parzialmente riconvertiti in alloggi, in cui ha sede la tipografia in cui vengono
stampati i famosi opuscoli che molti di noi trovano nelle cassette della
posta, oltre ad officine di varia natura. Inoltre, lungo il percorso fra i due
centri, la maggior parte dei villini che si possono vedere sono stati
acquistati proprio dalla “Congregazione”, così come molti terreni e fattorie della zona. Insomma, tutta l’area è una sorta di microcosmo gestito quasi interamente dai Testimoni di Geova.
Chissà se qualcosa di simile avverrà in futuro anche nell’area antistante l’Ikea e il nuovo centro commerciale Porta di Roma, visto che in
quella zona dovrà sorgere il primo Tempio Mormone d’Italia. Il terreno
in cui verrà costruito, acquistato dai mormoni nove anni fa, è in via di
Settebagni, proprio accanto alla sede dell’Agenzia delle Entrate: un
campo di 60 mila metri quadri, attualmente coltivato a ulivi. “Ci vorranno dai tre ai cinque anni per costruire il Tempio”, ha dichiarato Massimo
De Feo, presidente della comunità mormona capitolina (che può vantare 2.500 membri). In realtà potrebbe occorrere molto meno tempo,
salvo ostacoli burocratici o politici, ostacoli che comunque gli ottimi
rapporti esistenti col Vaticano (quella mormona è l’unica, forse, fra le
religioni cristiane non cattoliche ad avere rapporti tanto solidi e distesi
con la Chiesa di Roma) potrebbero aiutare a risolvere rapidamente.
Non sappiamo se la comunità dei Mormoni creerà un nuovo microcosmo come quello dei Testimoni di Geova (non pensate però a qualcosa di simile agli Amish: i Mormoni sono altamente tecnologici e non
passeggiano sulle carrozze vestiti in abiti di altri tempi), ma quel che è
certo è che la zona si arricchirà ben presto di una nuova e numerosa
comunità religiosa.
l megastore culturale Fnac ha ospitato il vernissage del programma 2009 dell’associazione naturalista “Geoviaggiando”, che tra le numerose iniziative intraprese da qui all’anno venturo, prevede
anche un giro turistico del IV Municipio comprensivo
della rivisitazione della sua storia secolare. E così
saranno ammirati monumenti, luoghi e quartieri dei
quali non tutti conoscono significati e caratteristiche,
come allo stesso tempo saranno riscoperte le ampie
aree verdi che fortunatamente ancora possiede il territorio di Roma IV. L’incontro di presentazione che
illustra il percorso avviene alla
Galleria Fnac di
Porta di Roma,
ed è una delle
tappe che caratterizzeranno gli
itinerari a sfondo
culturale e naturalistico
di
Geoviaggiando.
Ogni giro turistico sarà coadiuvato da una
guida esperta in
materia di scienze naturali e
geologiche
in
grado di soddisfare le richieste
di conoscenza e
apprendimento
dei partecipanti.
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informazioni è
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Pagina 12
SPECIALE PORTA DI ROMA
Novembre 2008
PORTA DI ROMA: CEMENTO
Un panorama sconcertante di una periferia nord Montesacro in stato di abbandono.
tutto questo concedendo allegramente le licenze (Comune di Roma) e gli i
Una visita guidata a Porta di Roma fra le case appena acquistate e i problem
S
di Riccardo De Cataldo
e vogliamo conoscere a fondo questo nuovo
quartiere-cantiere, allora dobbiamo iniziare la
nostra visita dalle case popolari di via delle
Vigne Nuove, che quasi senza accorgersene si sono
viste proiettate all’ interno del nuovo mondo residenziale Porta di Roma. Una viabilità rivoluzionata, fatta di
stradoni, rotatorie improvvise, marciapiedi inesistenti,
circolazione improvvisata e verde pubblico in stato di
putrefascenza. In direzione centro commerciale, sulla
destra appare il quartiere Casale Nei ancora in fase di
piena espansione edilizia e perennemente alle prese
con opere urbanizzazione in linea con uno standard
accettabile: ne sa qualcosa De Marco, presidente del
comitato locale. Poi via Bragaglia, le prime case consegnate da Caltagirone con sotto solo un’attività commerciale presente. Incontriamo una signora degli ultimi palazzi della via mentre porta a spasso il suo cane
“Vede questo e’ il nostro giardino promesso” ci mostra
un terreno reso stagno dalle piogge degli ultimi giorni
“E’ un ricettacolo di rifiuti e animali di ogni tipo, dalle
nostre case si sente una puzza terrificante.” Non ci
vuole molto per incontrare a destra il polo commerciale Porta di Roma, Ikea, Leroy Marlin, una mecca per
consumatori accaniti, una sorta di luogo-culto per
pischelli griffati e omologati, una terra di conquista per
i passeggiatori sabato-domenicali. Con la sua torre in
costruzione (nuovo albergo?), appare sempre più una
cattedrale nel deserto. Deserto che non tarda ad
apparire in tutta la sua desolazione. Nonostante il traffico intorno al centro commerciale, i semafori sono
spenti e le auto devono zigzagare in un complesso
viario incomprensibile, appena accennato, figuriamoci
di notte. E’ in quel luogo che il 38 fa la sua fermata,
che insieme all’ufficio postale all’interno del megashopping, scippato agli abitanti di Vigne Nuove sono i
regali che il Comune di Roma ha voluto fare ai costruttori. Si svolta a sinistra e ben visibili appaiono i punti
informativi ed d’accoglienza per i neo-compratori
Porta di Roma (Lamaro-Parsitalia) e Intermedia
(Caltagirone). Un venditore di Porta di Roma ci riceve
consegnandoci sia la piantina del complesso residenziale sia tutta la documentazione della convenzione
con il Comune di Roma. Una prova di trasparenza
forse a significare che i costruttori vogliono prendere le
distanze di chi non sta realizzando nei tempi previsti le
opere di urbanizzazione primarie e secondarie, trasporto e servizi pubblici (scuole, uffici, impianti sportivi etc). Poi aggiunge “Noi vendiamo solo alcune case
specificamente quelle immerse nel verde del futuro
parco delle Sabine (euro 4.500,00 al mq), chiamate in
termine invogliante “esclusive”. Ma di realmente verde
ed esclusivo per ora c’è soltanto lo splendido casale,
con tanto di maneggio che Toti si è ristrutturato lontano dalle prime case. Le case “esclusive” invece le troveremo percorrendo, verso Colle Salario, il mastodontico boulevard Carmelo Bene, che doveva essere intitolato all’architetto Valle. Ma subito a destra la sorpresa: alcune case di Caltagirone appaiono come scheletri di cemento. Iniziate e subito bloccate fin quando
non si venderanno le altre. Siamo a Via Alberto
Lionello che ricongiunge circolarmente a via Adolfo
Celi, sfociando nuovamente in via Carmelo Bene.
Novembre 2008
SPECIALE PORTA DI ROMA
Pagina 13
O AMATO, CEMENTO AMARO
Le due facce di una medaglia dal conio scaduto, la responsabilità di chi ha permesso
interessi di chi le ha ottenute (costruttori) con le loro esigenze di bilancio.
mi non risolti di un nuovo quartiere nato all’ombra del mega polo commerciale
Circumnavigando il complesso residenziale ai limiti di
un altro stradone, ecco l’asilo nido naturalmente non
operativo. Incontriamo due residenti e non possiamo
che registrarne il malumore per aver comprato casa
ed essere costrette a centinaia di metri per prendere
l’autobus o gettare i rifiuti. Verso Colle Salario, alcune
case esclusive sono ancora non ultimate, altre invendute. Sicuramente terminata e desolatamente chiusa
e’ la scuola elementare e materna in cima alla collinetta, il cui spazio sportivo esterno appare attrezzato ma
lasciato alle intemperie. Di ritorno verso via delle
Vigne Nuove dopo l’ennesima scuola media, naturalmente chiusa, vicino all’immobiliare Immobildream,
non possiamo che fare alcune considerazioni: se la
realizzazione del progetto Porta di Roma non è quella
auspicata è esclusivamente responsabilità di chi ci
amministra e non tutela la salvaguardia delle esigenze
degli abitanti del nuovo quartiere. Immaginiamo il futuro delle nuovissime generazioni, che cresceranno e
ricorderanno la loro infanzia senza una piazza, un
campo sportivo, un oratorio, in un quartiere dormitorio
in cui l’unico punto di aggregazione e’ il mostruoso
tempio dell’acquisto. Sconcerta il fatto che si debba
scegliere fra due futuri possibili per Porta di Roma: il
primo un quartiere abbandonato e isolato, il secondo,
nella migliore delle ipotesi, con la vendita di tutte le
case, una comunità assalita dal traffico e inghiottita da
un caos senza fine, i cui unici punti di collegamento
con il resto della città saranno via delle Vigne Nuove
e via della Bufalotta.
TALENTI
Novembre 2008
IL RIONE “DECADIMENTO”
SHOP&SHOW:
LA DUE GIORNI DI FESTA DI TALENTI
Spettacoli, giochi per bambini e shopping
hanno animato via Franco Sacchetti
N
[Massimiliano Cacciotti]
egozi aperti fino a tarda sera, concerti, cabaret, artisti di strada,
clown, giocolieri, mangiafuoco e un parco giochi gratuito e aperto
fino a sera: è stata questa la due giorni di “Shop&Show”, un’originale iniziativa voluta dal Comune di Roma - Assessorato alle Attività
Produttive, Lavoro e Litorale – e dai diversi Municipi Romani.
Nel IV Municipio la via prescelta per far svolgere la manifestazione è stata
via Franco Sacchetti, a Talenti. Nel piazzale antistante il mercato è stato
allestito un palco, un teatrino ambulante, ed un enorme scivolo gonfiabile, gioia di centinaia di bambini. I negozi della via sono intanto rimasti
aperti tutto il giorno, anche la domenica, per invitare i passanti ad un tranquillo shopping. Promuovere lo sviluppo del commercio sul territorio e
offrire ai cittadini una cornice suggestiva, un luogo di festa e d’aggregazione dove muoversi in sicurezza e fare acquisti: è stato questo il principale obiettivo della manifestazione, come dichiarato anche
dall’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma, Davide
Bordoni.
La manifestazione si è conclusa domenica 26 con il divertentissimo spettacolo di cabaret del comico Dado, originariamente previsto per sabato
25, ma poi rimandato al giorno successivo a causa della pioggia.
Parco non realizzato, viabilità nel caos, gente che appena acquistata casa
già si pente, e una sola certezza: al Rione Rinascimento si continua a
costruire… ma solo case
M
[Luca Coniglio]
olti si ricorderanno, quando solo pochissimi anni
fa, nascevano i primi cantieri del famigerato
“Rione Rinascimento”, un piano edilizio che allora ispirava quasi simpatia, con i colori pastello, gli uffici
vendita tutti decorati, le solite piantine da esposizione che
mostravano come sarebbe dovuto venire il complesso,
insomma proprio un idea di “Rinascimento Talentino”, che
spinse moltissimi ad interessarsi e quindi
ad acquistare
una casa proprio li. Dopo
pochissimi anni
possiamo tirare
le
prime
somme
e,
come dire, i
risultati sono gli sotto gli occhi di tutti i cittadini della quarta, specialmente coloro che solo poco tempo prima compravano entusiasti il loro mattone fresco fresco e ora tappezzano i muri circostanti con cartelli che recano sempre
la stessa, disperata scritta “Vendesi, Rione
CEMENTIFICAZIONE IN IV,
COSA POSSONO FARE E COSA STANNO
FACENDO LE NOSTRE ISTITUZIONI LOCALI?
L
Pagina 15
Rinascimento”. Il rione rinascimento non é un rione, bensì
un obbrobrio edilizio figlio della cementificazione selvaggia che sta uccidendo il nostro quartiere, malato sempre
più terminale. In più le enormi costruzioni (però sempre
color pastello, così fa più ecologico) che prima riguardavano solo l’area di via Musil e via Niccodemi, nella zona
della nuova sede municipale per intenderci, sono ora in
enorme espansione e stanno occupando l’intera area di
Casal Boccone più tutta la zona del vecchio maneggio di
Talenti. Le nuove costruzioni, sono enormi, attaccate al
quartiere storico, ingestibili per una viabilità già da tempo
collassata, un investimento a perdere come ce ne sono
pochi, e dulcis in fundo, sprovviste dell’ormai leggendario
Parco Talenti, che a tutt’oggi non è stato neanche iniziato,
a fronte invece di una sospetta efficienza nella costruzione delle case che appunto procede velocissima. Una
situazione, quella del parco mancato, che oltre a tutto il
resto sta mandando su tutte le furie gli abitanti della zona,
che si sono visti quadruplicare il cemento, dimezzare il
valore della loro casa, non realizzare il parco e, per di più
devastare quel poco di verde che c’ era prima che le scavatrici iniziassero a lavorare. Insomma un vero capolavoro di speculazione edilizia di cui non si può certo andare
fieri e dal quale soprattutto, non vediamo una via d’uscita.
FOTONOTIZIA
LAVORI IN VIA ROMAGNOLI:
SI RIACCENDE LA SPERANZA?
Intervistiamo Stefano Ripanucci, presidente della commissione
Ambiente e Urbanistica del IV municipio
[Luca Coniglio]
A QUARTA: Il quarto municipio di Roma, oggetto di una vastissima cementificazione in tutti i suoi quartieri, sta cambiando
radicalmente ed i cittadini hanno la terribile sensazione che tutto
passi sopra la loro testa con uno spiacevole senso di impotenza, cosa
può fare e cosa sta facendo la nuova amministrazione municipale
riguardo a questi enormi mutamenti?
S.R.: “Premesso che purtroppo, finché non sarà realizzato un efficace
decentramento amministrativo, le competenze sull’assetto urbanistico
della città di Roma rimangono di competenza comunale, c’è da dire
che il problema della cementificazione del municipio ha radici lontane
e sfortunatamente su tutti quegli interventi urbanistici in esecuzione, o
prossima esecuzione, che avranno ancora luogo sul nostro territorio,
la nuova amministrazione municipale può fare poco, perché si tratta di
interventi programmati e approvati già da diversi anni. Tuttavia si farà
garante della corretta esecuzione delle opere e promotrice, presso la
competente amministrazione comunale, delle varianti ancora possibili
per scongiurare il rischio di uno sviluppo disarmonico e insostenibile
per la collettività. Viceversa, per quanto riguarda le proposte che verranno avanzate nel prossimo futuro, sicuramente, per quanto di propria competenza e in sinergia con l’amministrazione comunale, impiegherà un occhio più critico e terrà conto, più che in passato, del rapporto costi-benefici per la società che questi interventi possono determinare”.
LA QUARTA: Le istituzioni locali, in questo caso il municipio, conoscono meglio di tutti il proprio territorio, ma purtroppo moltissime decisioni vengono prese direttamente dal comune, scavalcando gli enti locali e i cittadini. Cosa pensa a riguardo e come vuole muoversi la nuova
amministrazione municipale?
S.R.: “Come già accennavo purtroppo la maggior parte delle decisioni
che riguardano l’assetto urbanistico del nostro territorio vengono prese
a livello centrale, ed a mio parere questo non può che essere un disvalore rispetto al risultato che si viene a determinare. La verità e che finché non verrà attuato il tanto agognato decentramento amministrativo
il municipio non potrà che farsi portavoce delle istanze dei cittadini a
livello comunale. E proprio per questo la nuova amministrazione municipale vuole operare in sinergia con l’apparato comunale al fine di
scongiurare lo scollamento tra le istituzioni e i cittadini, che troppo spesso si sentono lesi dei lori diritti di facenti parte di una comunità.”
LA QUARTA: Può spiegarci qualcosa in più riguardo agli “Articoli 11”,
dato che interessano cosi da vicino il nostro territorio?
S.R.: “Il Piano di Recupero Urbano art. 11 è strumento urbanistico
mediante il quale il Comune di Roma di concerto con la Regione concede la costruzione in determinate aree originariamente non edificabili, richiedendo ai costruttori un importo maggiorato rispetto agli oneri
concessori dovuti. Tali oneri possono essere corrisposti al Comune in
denaro, o eseguendo per conto del Comune delle opere a scomputo
pari al valore dovuto, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, come strade, scuole parchi, ecc. In particolare nel Nostro
Municipio dovranno essere realizzati dieci art. 11 in diverse zone del territorio, alcuni dei quali già in fase di esecuzione. Queste opere furono
progettate diversi anni fa, ma solo oggi trovano esecuzione determinando a volte un inadeguato dimensionamento delle opere di urbanizzazione a causa del fatto che mentre passavano gli anni il tessuto urbano cittadino si è espanso e modificato vanificando i criteri progettuali iniziali”.
LA QUARTA: Proprio in questi giorni si parla della protesta dei residenti del Rione Rinascimento per la mancata realizzazione del Parco
Talenti, che era già stato concordato molto tempo addietro. Non è la
prima volta che i cittadini vengono messi spalle al muro da queste promesse mancate da parte di chi costruisce. Perché succedono queste
cose e quali rassicurazioni può darci in tal senso?
S.R.: “Per quanto concerne il caso specifico ritengo sia più corretto
parlare di un ritardo nella realizzazione dell’opera, ma senza dubbio il
Municipio opera e opererà un attento controllo affinché sia realizzato
tutto ciò che viene previsto nelle convenzioni. Il problema rimane nel
fatto che il controllo del rispetto del cronoprogramma dei lavori e della
corretta esecuzione degli stessi, così come la loro determinazione in
fase progettuale, rimane cura del dipartimento Comunale determinando uno spiacevole scollamento rispetto all’interfaccia municipale che
potrebbe garantire una maggiore partecipazione della società civile.”
LA QUARTA: Lei fa parte anche della commissione commercio, non
crede che questa continua proliferazione di enormi poli commerciali
nel nostro Municipio sia piuttosto pericolosa per il piccolo commercio
un tempo cosi florido qui da noi ?
S.R.: “Senza dubbio il rischio è fondato ed il Municipio è un fermo
sostenitore del piccolo commercio, sia perché fonte di sostentamento
per molte famiglie sia per l’importante prerogativa sociale che intrinsecamente possiede di dare vitalità alle nostre strade. Ma purtroppo,
come nel caso dell’edificazione abitativa, ci troviamo di fronte a degli
accordi edificatori pregressi che solo oggi vedono o vedranno la loro
attuazione. Pertanto auspichiamo e promuoviamo un’inversione di tendenza rispetto a ciò che finora si è venuto a determinare.
Analogamente il municipio si sta facendo promotore di iniziative locali
tese ad incentivare il piccolo commercio, cercando di far tornare a
vivere quelle vie commerciali con iniziative culturali e ludico-ricreative
che possano essere un efficace risposta allo svuotamento dei nostri
quartieri che rischiano di trasformarsi in enormi dormitori.”
[Marco Giuliani]
Dopo anni è in corso di
rifacimento
Via
Romagnoli, uno dei
punti di snodo più
importanti di Talenti. I
lavori procedono, lentamente, ma una parte di
strada è stata comunque riasfaltata. Si attende che venga ultimata la
corsia che immette in
direzione Nomentana,
nella speranza che non
si debba intervenire di
nuovo entro breve
tempo.
FOTONOTIZIA
VIA SACCHETTI ORMAI
È QUASI “STERRATA”
[Marco Giuliani]
Il tratto di Via Sacchetti
che immette su Viale
Jonio, ovvero gli ultimi
duecento metri da Via
Fucini, non ha più asfalto e accusa buche pro-
fonde 30 cm. La strada
è compresa in quel
piano di riqualificazione
urbana e logistica che il
IV Municipio redasse
oramai più di un anno fa,
ma evidentemente l’intervento tarda ad arrivare.
Novembre 2008
SANITA’
Pagina 17
SANITA’: VILLA VALERIA A RISCHIO
La Regione “taglia” i posti letto nella struttura di piazzale Carnaro. La raccolta firme degli utenti.
N
[Laura Croce]
on bastava la chiusura di strutture ospedaliere storiche come il S. Giacomo o il Forlanini, tra
le più antiche, le più grandi e le più rinomate d’Europa. Dopo anni di sprechi e di convenzioni di comodo con le Lady e i Mr. Asl di turno, la Regione Lazio ha deciso di rientrare dal
deficit nella sanità attraverso un taglio selvaggio delle risorse, destinato a colpire indistintamente
tutto il territorio di sua competenza. Il IV Municipio (a cui da anni è stato promesso un ospedale
ancora fantasma) non fa certo eccezione, a partire dalla clinica e casa di cura Villa Valeria, in piazza Carnaro, finita nel girone dei sacrificati in nome del risanamento di un bilancio disastrato da
tempi immemorabili. Entro la fine del 2008, infatti, come conseguenza dei provvedimenti per la riorganizzazione della rete ospedaliera laziale - adottati dal Presidente e Commissario ad acta Piero
Marrazzo - saranno tagliati ben 1.953 posti letto per acuti. In questo modo molte delle strutture colpite, comprese quelle storiche e fondamentali per il territorio cittadino, saranno trasformate in
semplici presidi locali, su cui però continuerà a gravare la pressione della domanda sempre crescente di servizi ospedalieri che, come noto, nel Lazio è resa ancor più massiccia dall’alto numero
di migranti e di persone che vengono a farsi curare da altre regioni del paese. Nel caso specifico
di Villa Valeria, i tagli andranno a incidere su una zona già molto carente in fatto di sanità, dove i
pochissimi centri pubblici (come il 118 della Marcigliana) si trovano in condizioni sempre più precarie e dove, per forza di cose, la maggior parte dei servizi finisce per essere dispensata dalle cliniche private. Il rientro dal deficit, assumendo la forma di un mero “ridimensionamento”, non farà che
peggiorare questa situazione, eliminando a colpi di accetta anche quei pochi punti di riferimento
rimasti agli abitanti di Montesacro e dei quartieri limitrofi.
“L’obiettivo della manovra è un “risparmio” che nella realtà non ci sarà, in quanto le strutture per
acuti non vengono retribuite a posto letto bensì sugli interventi effettuati, soggetti, peraltro, ad un
tetto annuo imposto dalla Regione” - così rincarano la dose alcuni dipendenti di Villa Valeria, che a
inizio ottobre hanno iniziato una raccolta firme contro il provvedimento che pesa sulla loro clinica e
diffuso un volantino in cui spiegano le ragioni della loro protesta. In due settimane hanno ottenuto
ben 7.500 firme, a dimostrazione di quanto questa struttura privata accreditata sia vissuta dal territorio come un servizio essenziale per supplire alla mancanza di ospedali pubblici. “Il numero dei
pazienti non varierà e tutti coloro che avrebbero goduto delle prestazioni eseguite nelle Case di
Cura dovranno, comunque, rivolgersi agli ospedali già saturi, aumentando la lista d’attesa e facendo lievitare ulteriormente la spesa sanitaria della Regione Lazio”, prosegue il volantino rilasciato
dagli attivisti di Villa Valeria, che sottolineano altresì le dure conseguenze della “manovra” di
Marrazzo sui dipendenti delle strutture colpite, stimando come 3000 il numero dei posti di lavoro a
rischio in conseguenza dei tagli. La loro protesta, inoltre, centra un nodo fondamentale della questione sanità: nel provvedimento “non viene fatta menzione né del numero degli interventi eseguiti, né della qualità e neppure della presenza di Centri di Eccellenza che indicherebbero meglio la
qualità di una struttura”.
Tagliare le risorse a
ospedali e cliniche a
prescindere
dalla
domanda di cure proveniente dalla popolazione, infatti, significa
amputare un arto fondamentale di quello Stato
Sociale (oggi amano
chiamarlo Welfare) che
era uno dei pochi vanti
del nostro paese. A parità del numero di malati,
insomma, tagliare i posti
letto e chiudere ospedali vuol dire solo una
cosa: dirottare una
parte di pazienti (quelli
che se lo possono permettere) alle strutture
private
tout-court,
lasciando chi non ha tali
risorse economiche in
una situazione estremamente precaria. In una
città ormai ossessionata
dalla sicurezza come
Roma, è assurdo che la
possibilità di avere cure
appropriate e accessibili quando si è ammalati
passi in secondo piano
rispetto alla presenza o
meno di qualche vagabondo accampato sotto i ponti. Certo, di solito chi è sano tende a percepire
la malattia come una questione a lungo termine, di cui non preoccuparsi nell’immediato, ma una
tale miopia non può essere accettata da parte delle istituzioni.
Pagina 18
MONTESACRO COM’ERA
Novembre 2008
70 anni fa / Viale Tirreno,un’unica alberata corsia
80 anni fa / Via Gargano, la raccolta del ferro
COMMERCIO
Pagina 20
COMMERCIANTI E ARTIGIANI:
FINALMENTE C’È L’AIUTO, MA È QUELLO GIUSTO?
Arrivano i contributi a favore degli esercizi danneggiati dai cantieri dei lavori pubblici
L’
[Giuseppe Valente]
attesa è stata lunga e le sofferenze patite mostrano
già conseguenze concrete e per nulla confortanti. E
tuttavia, la soluzione offerta sembra lasciare insoddisfatti molti dei diretti interessati. La Deliberazione della
Giunta Comunale dello scorso 17 settembre ha infatti individuato, dietro proposta dei Municipi, le aree in prossimità
delle quali gli esercizi commerciali e artigianali avranno diritto a richiedere contributi a risarcimento dei disagi economici arrecati dalla presenza di cantieri di lavori pubblici. Nel IV
Municipio, tale intervento riguarderà gli esercenti di Piazza
Conca d’Oro, da diversi mesi occupata dal cantiere della
Metro B1, e di Piazza dell’Ateneo Salesiano, dove è stato
realizzato un parcheggio interrato e si è proceduto alla
riqualificazione delle aiuole.
Veniamo ai dettagli dell’avviso pubblico. I contributi sono
rivolti alle attività che si sono trovate entro un raggio di 45
metri dai confini perimetrali dei cantieri per un periodo superiore a 365 giorni alla data del 30 dicembre 2007. Il contributo massimo erogabile è di 10.000 euro e le richieste sono
state presentate dietro dimostrazione del decremento del
fatturato nel corso del periodo interessato dai lavori. Infine,
la graduatoria delle assegnazioni stilata prenderà in considerazione parametri relativi alla durata e alla vicinanza dei
cantieri, alla superficie e al numero di dipendenti di ciascun
esercizio, oltre che all’entità del decremento stesso del fatturato. Il 12 novembre è scaduto il termine per la richiesta,
ora si attende la graduatoria: l’assegnazione dei bonus è
prevista entro i primi mesi del 2009 e dovrebbe essere
seguita da un nuovo bando, in funzione di come sarà il
piano cantieri nei mesi a seguire.
Nella speranza che gli impegni presi dall’Amministrazione
siano poi effettivamente portati a termine, il giudizio sul
provvedimento da parte dei commercianti e degli artigiani
della zona di Piazza Conca d’Oro e di Viale Tirreno è
comunque piuttosto critico. «Si tratta di interventi inadeguati - spiega Giulio Credazzi, dell’”Associazione Kommercio
Quarto Municipio” – perché i danni ricevuti sono in genere
ben superiori alla cifra esigibile e si valutano attorno al 33%
del fatturato annuo. Inoltre, è miope considerare colpiti solo
gli esercizi posti nelle immediate vicinanze del cantiere, per-
ché a risentirne negativamente è stata tutta l’area dove è
stata modificata la viabilità». Nel corso di questi mesi, le
richieste avanzate al Comune dai commercianti di zona
andavano invece nella direzione di agevolazioni fiscali, in
modo da controbilanciare la perdita di affari, in una certa
misura inevitabile: sospensione delle tasse sull’insegna e
per l’occupazione di suolo pubblico, revisione dei coefficienti di tassazione, attualmente troppo vicini a quelli di zone
ben più centrali, e modifica della tariffa sui rifiuti. Su questo
fronte, le amministrazioni succedutesi non hanno finora
dato alcuna risposta.
Altro motivo di scontento è stata la scarsa comunicazione
sulla pubblicazione dell’avviso pubblico. Molti commercianti
ne sono venuti a conoscenza con ritardo e i tempi per l’invio
della documentazione sono stati piuttosto ristretti. «Dato
che molti tra gli interessati sono venuti a conoscenza della
Delibera in ritardo e hanno avuto quindi appena una ventina di giorni a disposizione per preparare la documentazione
da allegare, la richiesta mia e anche di altri commercianti di
Piazza Conca d’Oro era di procedere a una proroga dei termini di scadenza», ci dice Angelo Calò, titolare di un negozio di abbigliamento in Via Val di Cogne.
E tuttavia, il nodo della questione rimane quello della viabilità, specialmente nelle strade adiacenti al cantiere. Il commercio ha sofferto molto per il mancato passaggio delle vetture private nel tratto finale di Via Val di Cogne, così come
per l’impossibilità di fermare le automobili sulle due vie di
scorrimento ai lati dell’area dei lavori. «A Viale Libia è stato
ristabilito il passaggio lungo una via anche più stretta. – prosegue Calò - Qui basterebbe riservare il transito agli autobus solo nelle ore più trafficate del mattino. Dopo le 10, il
passaggio delle automobili sarebbe tollerabile e permetterebbe quel minimo di visibilità fondamentale alla sopravvivenza di queste attività.»
Nel frattempo, diversi negozi già hanno chiuso e si prevedono ulteriori chiusure da qui alla fine dell’anno. Il dato è più
che preoccupante, se solo si pensa che si va a inserire in
una fase storica di grande sofferenza da parte del piccolo
commercio, particolarmente avvertita in un territorio come il
nostro, sempre più puntellato dagli insediamenti della grande distribuzione.
Novembre 2008
COMUNICATO!!!
ILLUMINIAMO
IL IV MUNICIPIO
L’ Associazione Kommercio Quarto Municipio, ha coordinato per le
prossime festività natalizie, un programma di spettacoli e l’allestimento delle luminarie stradali.
Questa iniziativa vuole
essere un segnale di
collaborazione e di
uniformità tra le
attività commerciali, in un
momento di
difficoltà.
Le Vie aderenti all’inziativa sono:
P i a z z a
Minucciano,
Via Seggiano,
,Via
Franco
Sacchetti, Via
Ugo
Ojetti,
Piazzale
Jonio,
Piazza Capri, Viale
Tirreno,Via Val Padana,
Via Val di Chienti, Via Conca
d’Oro.
Per l’occasione verrà distribuita nel IV Municipio una locandina formato A3 con le Vie aderenti. In questo spirito di collaborazione, Vi
richiediamo un contributo economico che sarà evidenziato attraverso
il vostro logo (da Voi fornito) o messaggio , nella locandina.
Certi di un positivo riscontro, Vi preghiamo di confermare la vostra
adesione entro e non oltre il 18/11/2008.
Per ulteriori informazioni
www.kommercio.com [email protected]
Presidente Massimiliano De Toma 3397801061,
Segreteria Claudia Pollara 393 9845221
Associazione Commercio Quarto Municipio
sede Legale: V.le Tirreno 231 00141 Roma
[email protected] - fax 0688329999
MULTINAZIONALI DEL LIBRO VS LIBRERIE
DI QUARTIERE. LA VITTORIA VA ALLA CRISI
O
La lettura è un privilegio, è magia, vita vissuta mista a fantasia. Apre la mente e aiuta a ragionare
[Valentina Tonini del Furia]
gni anno centinaia di libri transitano
negli scaffali delle librerie, per poi trovare il giusto posto tra le mensole di
casa nostra. Scegliere un libro, che sia un
romanzo, una raccolta di racconti o un saggio,
non è quasi mai casuale. La copertina, l’autore, il titolo, qualcosa colpisce i nostri occhi, le
mani affondano nella carta, l’accarezzano e
avvolgono il manoscritto in questione. E’ spesso un’empatia istantanea con quel determinato titolo.
La lettura è fondamentale nella vita di tutti i
giorni. Le librerie sono in tutte le città, sparse
per i quartieri, più o meno grandi, specializzate o generali. Ultimante però la grande crisi ha
colpito anche l’industria del libro. La maggior
parte dei proprietari delle librerie del nostro
quartiere lamentano una diminuzione delle
vendite, che però non legano necessariamente all’apertura della Feltrinelli in Viale Libia o
della Fnac a Porte di Roma.
Di seguito, le più importanti.
La libreria Aniene lavora soprattutto su ordinazione, i libri più acquistati sono quelli per bambini e ragazzi, o anche le ultime uscire di narrativa sia straniera che italiana.
Scuola e Cultura è molto importante in tutta la
capitale perché è in assoluto la più fornita di
libri per ragazzi. Da qualche anno non lavora
più con i testi scolastici.
La Pucciarelli lamenta invece un calo probabil-
mente a causa del traffico deviato per i lavori
della metropolitana. Uno degli autori più venduti è Camilleri.
Il proprietario di Libreriadriatico mette a disposizione dei clienti una tessera fedeltà con la
quale è possibile avere il 10% di sconto su
determinati titoli. Crede che le grandi realtà
non scalfiscano più di tanto le librerie di zona,
proprio perché il giro d’affari è strettamente
legato al quartiere.
La più fornita nel genere bambini è la Di
Girandola. Il genere più apprezzato è il fantasy
e gli scrittori più richiesti sono Baccalario e Silvia
Roncaglia. Essendo la libreria ad ambiente
familiare, la proprietaria cerca di venire in contro
ai clienti, soprattutto quelli fissi, con una tessera
a punti che alla fine dell’anno fa ottenere uno
sconto. Inoltre, accorda uno sconto particolare
a chi compra in blocco molti libri, per esempio
per le mini biblioteche di classe.
Sembra che le “multinazionali” del libro non
rubino particolarmente i cienti alle medio-piccole realtà di zona, piuttosto ciò spinge le per-
sone a privarsi di un bene così primario come
il libro, è questa generale crisi, segnale considerevole di un’Italia on caduta libera.
Novembre 2008
CULINARIA
Pagina 21
CALICE D’ORO, LA BUONA CUCINA A “EL DUENDE” E’ TEMPO
ROMANA DEL 4 MUNICIPIO
DI HORA FELIZ
Da più di 50 anni piatti tipici e un ambiente accogliente nel cuore del tufello
I
[Luca Coniglio]
n pieno… centro storico del Tufello, cioè
tra i vicoli dietro la sede del Municipio di
Via Monte Rocchetta troviamo il Calice
d’oro. Una delle poche vere trattorie tipiche di
zona, o perlomeno una di quelle che hanno
degnamente resistito al tempo conservando
tratti della cucina tipica romana. E’ infatti un
luogo di ristorazione aperto dal 1949 e,
soprattutto, mantiene alcune modalità e
sapori dell’antica cucina. Al tempo stesso
però questo ristorante, ed è secondo noi in
questo difficile equilibrio il pregio del locale,
riesce a includere quei canoni buoni della
modernità e dell’innovazione. Quello che si
intende dire è che pur con ricette gastronomiche tradizionali (a Roma sappiamo di cosa
parliamo: matriciana, pagliata, trippa…)
accoglie le prassi moderne: spazio ampio e
pulito, l’igiene in sala e nei bagni, la prenotazione telefonica, la possibilità di servizio catering, il sito internet www.risorantecalicedoro.it. Soprattutto l’estate,
allietati dall’ombra del pergolato, è facile gustare bei piatti di carne o pesce; ma anche nella stagione fredda la freschezza degli alimenti, almeno nelle occasioni nelle quali siamo andati a pranzare, non sembra messa in discussione. Una più che discreta carta dei vini arricchisce l’offerta culinaria. Ci sembra un ottimo indirizzo per un pasto,
frugale o luculliano che sia, diametralmente lontano dai mille fast-food dichiarati, come i MacDonald’s ed i
Pastarito, o camuffati da ristorante ma che in cucina sempre i soliti precotti lavorano. Se qualcuno non di Roma ci
viene a trovare sappiamo dove rifugiarci per fargli “assaggiare” la cultura romana senza dover andare in centro,
come troppo spesso e per tante cose sono costretti a fare i cittadini del IV Municipio. Abbiamo la sensazione che
qui ancora i gestori se ne vanno la mattina a far spesa al mercato rionale – magari al nostro di Valmelaina che è
oramai il primo in città per vendite di prodotti alimentari al dettaglio e, dunque, garanzia di genuinità – e questa
impressione l’abbiamo ricevuta passeggiando prima dell’orario pasti per la quasi deserta viuzza di Via Monte Beni
dove un gradevole profumino ci arriva nei pressi del civico 16.
LA PIZZA, NON MI MUOVO,
ME LA FACCIO PORTARE A CASA!
Scopriamo la miriade di pizzerie a domicilio che danno colore al
nostro quartiere, con il oro traffico notturno
I
[Luca Coniglio]
nutile nascondere, soprattutto per i più giovani ma
non solo, l’enorme fascino rappresentato dalle
pizze fumanti che arrivano davanti la porta di casa
e che coprono la testa del ragazzo che le sta portando. Un abitudine diffusissima, figlia dei nostri tempi
frenetici, ma anche di impagabile senso di casa, quotidianità, comodità, che rende la pizza da asporto un
arte unica e inimitabile. Basta prendere il tuttoquarta
o aprire la cassetta delle lettere per rendersi conto
della miriade di attività che svolgono questa mansione nel nostro municipio. Le pizzerie a domicilio sono
non meno di una cinquantina e noi, incuriositi abbiamo deciso di passare una serata con chi anima le
strade della quarta in serata, uno Spedy boys, o
porta pizza, uno di quei ragazzi che per arrotondare
le entrate sceglie di scorrazzare per il municipio il più
velocemente possibile per portare alla gente le pizze
il più tardi possibile. Speedy(cosi lo chiameremo da
ora) ha deciso di rimanere anonimo e di non dirci la
pizzeria cui lavora, ma ci ha portato ha fare un giro
con lui, un sabato sera, un esperienza che non
dimenticheremo. La serata lavorativa inizia più o
meno alle 7, cioè quando l e prime pizze vanno consegnate e noi ci rechiamo con Speedy ed il suo fedele motorino in pizzeria, carichiamo le cibarie sul
baule, prendiamo gli ordini e iniziamo il primo giro.
Bene, come Speedy ci fa subito capire, questo è davvero un lavoraccio, nel senso bisogna essere il più
veloce possibile (e quindi correre come pazzi, una
cosa inquietante), pena le proteste dei clienti avvelenati per la mancata consegna, nonché le ire della pizzeria che aspetta il vostro ritorno per darvi altre
pizze. Non c’è davvero un attimo di riposo, ogni 5
minuti andrebbe consegnato un ordine e si va da
Talenti a Fidene, quindi capite la difficoltà. La manetta del gas è sempre al massimo, si sfiorano macchi-
Nel ristorante spagnolo di Val Melaina si inaugura
il momento dell’aperitivo. Un’occasione per incontrarsi
e degustare le specialità tipiche della cucina iberica
O
[Raffaella Sirena]
rmai da tempo la moda dell’aperitivo milanese ha contagiato la capitale. Ma sono
ancora pochi, nel IV municipio, i luoghi
dove ritrovarsi con gli amici prima di
andare a cena.
Consapevoli di questa esigenza, i
gestori del ristorante El Duende
hanno deciso di inaugurare il momento dell’hora feliz.
A partire dal 17 novembre, nel locale
di via di val Melaina, ci si può ritrovare
per la versione iberica dell’happy
hour. Un’occasione per gustare alcuni
prodotti tipici dell’eno-gastronomia
spagnola e vivere l’atmosfera dei tradizionali tablao iberici.
El Duende è l’unico ristorante spagnolo della zona di Roma nord, un locale
caratteristico sia per l’ambientazione
che, ovviamente, per le specialità
della cucina.
Dai vini ai salumi, dai formaggi alle
tapas: tutto proviene rigorosamente
dalla Spagna ed è selezionato all’interno delle migliori produzioni. Un
esempio dell’alta qualità offerta è rappresentato dal pata negra, uno dei
prosciutti crudi più rinomati al mondo.
SAPORI MESSICANI
M
A VIALE GOTTARDO 89:
IL CÙCARA MÀCARA
[Claudio Catalano]
ne , persone, marciapiedi, tutto, anche perché come
ci tiene a sottolineare Speedy, prima consegni e più
mancia ricevi, constatando però come a fine serata ,
dopo più di trenta consegne, la mancia difficilmente
supererà i 20 euro. Dopo una serata lavorativa, che
generalmente si conslude intorno alle undici o giù di
li, il contachilometri dice 167 km, parecchi considerando che siamo rimasti sempre nei confini del municipio 4, a parte una scampagnata a viale Kant. A fine
serata Speedy, sfinito, ma non quanto noi che abbiamo visto la morte in faccia più volte, si è guadagnato 68
euro, cinquanta di paga, più 18 di mancia. Non è male,
ma vi assicuriamo che sono soldi sudatissimi, guadagnati tra traffico, urla di gente infuriata, disperazioni
perché non si trova questo o quell’indirizzo, insomma
Marx diceva che il lavoro rende liberi, questo ha un
certo fascino ma prima di tutto rende frenetici.
“Il nostro pata negra – affermano i proprietari del Duende ? è in assoluto tra
i migliori sul mercato, in quanto presenta un alto livello di stagionatura,
oltre i quaranta mesi, e proviene da
maiali allevati allo stato brado e alimentati esclusivamente con ghiande”.
Durante l’hora feliz, oltre ai vari stuzzichini, c’è la possibilità di assaporare
alcuni assaggi di piatti caldi e nel frattempo sorseggiare un’ottima sangria
o alcuni dei tanti vini e spumanti presenti nella carta.
Finito l’orario dell’aperitivo, il Duende
si trasforma nuovamente in ristorante
tradizionale e conquista i palati dei
suoi avventori attraverso i tanti tipi di
paella disponibili nel menù (tutte le
varianti sono pensate per accontentare i gusti più disparati, perfino quelli
dei vegetariani), ma anche con i
secondi piatti e con la ricca offerta di
dessert.
Il locale è aperto tutti i giorni e nelle
serate del giovedì e del venerdì offre
alla propria clientela l’intrattenimento
con la musica del vivo e con i balli di
flamenco.
Non resta che cedere al fascino dello
spagnolo e...Vamos tos a tomar algo!
andare qualcuno che conosce la cucina etnica, quella
messicana in questo caso, a
recensire la cucina di un locale tipico
è assai giusto perché sa capire se
quella proposta gastronomica rappresenta il paese ispiratore. Tuttavia,
agevolati dal fatto che questo ristorante a Montesacro è piuttosto noto ed
apprezzato da tanti intenditori, inviare
per esplorare sapori stranieri chi è
esperto soprattutto di… bucatini pizza
e puntarelle ha un significato. A mangiare multietnico, infatti, dovrebbero
essere, e sono, per la stragrande
maggioranza persone di cultura italiana, consumatori non abituali di cibi
preparati alla maniera estera, ma
pronti a conoscere, o approfondire,
mediante i sensi del palato un mondo
differente dal proprio. La diffusione di
queste ambasciate del piatto si spiegano con l’aumentata presenza di
altre popolazioni e con la voglia d’incontrarle di noi “nativi”: è globalizzazione folklore internazionalismo contaminazione. Del resto fuori in attesa,
non hanno consentito l’accesso anzitempo, tutto doveva esser pronto, una
coppia che per affari conosce il
Messico assicura circa la tipicità di
questo ristorante. Un locale colorato e
lieto, ben curato, non a caso la gestione è fatta da mani femminili, e decisamente piccolo tanto da giustificare la
doverosa prenotazione. Anche la toilette è in tono: piccina. Curiosamente
nell’unico posto libero, all’aperto ove
resistono due tavoli approfittando del
caldo ottobre, ci è chiesto di non
fumare perché lì vicino all’ingresso
l’odore di sigaretta può entrare ed
infastidire i clienti che mangiano.
Scrupolosi o esagerati, i messicani? Il
cibo è gustoso, acceso come ci si
attende da quella tradizione ma nell’assaggio fatto non sembra quel piccante estremo che copre tutto anzi,
per usare aggettivi che osano descrivere le pietanze, diremmo fresco,
croccante. Per le bevande non c’è
partita: birra-cerveza, tequila e margarita sono prodotti del vivaio. Il prezzo
non è proprio da rosticceria, ed infatti
mangiare al Cùcara Màcara non affatto come addentare dei supplì mordi e
fuggi. Uscendo, siamo su viale
Gottardo e si procede verso via
Cimone, i suoni ovattati e gli edifici ci
ricordano che siamo nella zona nobile
del Municipio IV; la tiepida sera di fine
ottobre ci riporta a passeggio nella
malinconia onirica della città-giardino.
Novembre 2008
SOCIEATA’
Pagina 23
“LA CASA DEL QUARTIERE” IL LUOGO DELLA PARTECIPAZIONE
Inaugurata in questi giorni la nuova associazione che risponde alle esigenze del territorio.
Presenti politici di ambedue gli schieramenti per sottolineare la volontà di equidistanza dai partiti
N
[Giulia Galassi]
asce la Casa del Quartiere, associazione di volontari ,che si propone come progetto innovativo sperimentale promosso da un gruppo di persone , tra cui molti giovani, , che credono che i partiti non rispondano più in modo adeguato ai bisogni della società.
L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 7 novembre, e si è aperta con l’intervento del Presidente
Vincenzo Iavarone, ex consigliere del IV municipio eletto nelle file dell’Ulivo. <<Vogliamo sollecitare la partecipazione attiva dei cittadini>> chiarisce il Presidente <<e soprattutto il confronto fra posizioni diverse. >> Lo scopo è quello di promuovere una serie di attività legate al territorio ,sia per
rispondere ai problemi che
affliggono i cittadini quotidianamente , sia per promuovere iniziative culturali e di utilità sociale. Hanno partecipato alla manifestazione esponenti politici
municipali, comunali e regionali.
L’Assessore alle risorse umane,
demanio e patrimonio della
Regione, Marco Di Stefano,
plaude all’iniziativa <<Un sincero augurio per la nascita di questo tipo di associazioni, che
stanno sostituendo le aggregazioni nelle sezioni dei partiti>>
La Casa del Quartiere si pone
come ponte tra cittadini ed istituzioni, e come punto di riferimento per la diffusione di valori
ispirati ai principi di giustizia ,
pari opportunità,rispetto reciproco e pluralismo culturale. <<E’
importante , in questo momento
di carenza di punti di riferimento, che la voce dei cittadini giunga alle istituzioni>> afferma il
consigliere comunale del Pdl
Antonio Aurigemma. Hanno inoltre partecipato il consigliere comunale del Pdl Antonio Gazzellone
ed i consiglieri municipali Riccardo Corbucci del Pd ed Emiliano Bono del Pdl, anch’essi fautori
della necessità di ridimensionare la distanza fra cittadini ed istituzioni. Potranno aderire alla realizzazione delle iniziative anche studiosi, operatori, cittadini ed enti che non fanno parte
dell’Associazione stessa. L’assistenza verso i soci e tutti i cittadini consiste in consulenze gratuite
relative ad argomenti di interesse comune, suddivisi in Aree. L’Area Legale sara’ trattata da esperti in materie giuridiche, gli avvocati Maria Mansi e Luca Brienza, che forniranno consulenze su
argomenti legati al Diritto, quali ad esempio contenzioso in materia di licenziamenti, tutela dei
minori, interdizioni, locazioni
e sfratti. L’Area Casa comprenderà tutte le problematiche inerenti alla casa , quali
preliminare di vendita,
acquisto, contratti di locazione e assistenza su controversie
condominiali;
i
responsabili saranno il dr.
Ercole Spadoni e la
dott.ssa Stefania Spadoni.
L’Area Edilizia chiarirà alcuni aspetti , di carattere tecnico e giuridico basandosi
sulla normativa del Comune
di Roma, da parte dell’architetto Simona Bouquillon su
argomenti come manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici esistenti;
sistemazione e decoro urbano di spazi privati, pubblici o
aperti al pubblico. L’Area
Sport offrirà consigli per l’attività sportiva sia ad adulti che a ragazzi, per la scelta della disciplina
più adatta alle esigenze individuali. Tutte le informazioni saranno fornite dal Maestro dello sport
Tonino Garotti . L’Area Cultura, gestita dal Dr. Diego Luttazi, promuoverà incontri volti alla diffusione della cultura tramite seminari, dibattiti e caffè letterari in base alla convinzione che essa sia
anche, ma non solo, integrazione civile oltre che Interculturale. L’integrazione sarà favorita da attività specifiche, rivolte ai cittadini comunitari e non, aiutati inizialmente nel disbrigo delle pratiche
burocratiche e poi anche con corsi gratuiti della lingua italiana. A tal proposito sono aperte già le
preadesioni per i corsi che si terranno a Gennaio..
Gli orari per le consulenze sono:
Area Legale: Martedì
ore 18.00 – 20.00 - Area Sport: Mercoledì ore 18.00 – 20.00
Area Intercultura : Giovedì ore 18.30 – 20.30 - Area Edilizia: 1° e 3° Venerdì ore 17.30 – 19.30
Area Casa: Venerdì ore 18.00 – 20.00 - Area Informatica : Sabato 10.00 – 12.00
La sede dell’associazione e’
Ateneo
Piazza
Salesiano, 77
tel. 06.64490486
email [email protected]
ANCHE “LE IENE”
ARRESTATE SULLA SALARIA
Una provocazione della nota trasmissione TV: la “Iena” Elena Di Cioccio
fermata dalle Forze dell’Ordine sulla Salaria, mentre “passeggiava”
indossando abiti di scena da “Velina”
L’
[Massimiliano Cacciotti]
ordinanza anti-prostituzione del Sindaco
Alemanno, che ha “svuotato” la via Salaria dalle
lucciole, ha finito per creare anche una vittima
“illustre”: si tratta di Elena Di Cioccio, inviata de “Le
Iene”, la nota trasmissione di Italia Uno, trascinata in
commissariato mentre passeggiava in “abiti da soubrette” sulla ex strada a luci rosse del nostro Municipio.
Quando parliamo di “abiti da soubrette” non stiamo
facendo un gioco di parole o usando un eufemismo.
Infatti la “Iena” ha indossato i veri costumi di scena usati
dalle vallette di seguitissime trasmissioni Mediaset di
prima serata come “Passaparola”, “Scherzi a parte”,
“Drive in”, ecc. L’intento provocatorio era quello di dimostrare che gli abiti che vengono tranquillamente e quotidianamente mostrati in televisione nelle ore di maggiore ascolto e alla presenza di numerosi bambini, se
indossati per passeggiare lungo la strada rischiano di
apparire troppo succinti e far incorrere in una pesante
multa per adescamento e in un fermo da parte della
Polizia. Le forze dell’Ordine, infatti, non si sono fatte
attendere troppo e, su una Salaria semideserta, Elena
Di Cioccio è stata più volte controllata da diverse pattuglie e alla fine fermata dagli agenti e portata in commissariato. Tutto si è però risolto nel giro di poco tempo e,
dopo le spiegazioni del caso, la Di Ciocco è stata rapi-
damente rilasciata. Davide Parenti, capo autore de “Le
Iene”, ha così riassunto i risultati della provocazione:
“La nostra Iena è rimasta sulla Salaria per due giorni,
praticamente da sola. Prostitute in quella zona, infatti,
non ce ne sono più. Tutto è finito bene, con una pacca
sulle spalle, la Polizia ha capito il senso della nostra
provocazione e non ha nemmeno sequestrato il materiale filmato. L’idea era semplicemente quella di far
riflettere su alcuni aspetti della nostra cultura televisiva”.
Il tutto è poi andato in onda nel mese di ottobre su “Le
Iene”. Il video completo del provocatorio servizio è ora
visibile anche su YouTube.
SOSTEGNO
DELLA GENITORIALITÀ
C
Una traccia di welfare leggero
[Manuela Zazzara]
on delibera n. 662/08 della
giunta regionale, concernente “ Misure di sostegno
della genitorialità” e in attuazione
delle disposizioni di cui all’art. 54
della l. r. n. 26 del 2007 e successive
modificazioni,
vengono
approvate le modalità di concessione ed erogazione, in favore
delle donne residenti da almeno
un anno nel territorio laziale, con
figli naturali o adottati entro l’anno
2008, di un contributo pari a euro
500,00, da erogare una tantum,
per ogni figlio.
Finalmente una traccia di welfare
leggero, a sostegno della genitorialità! Ma non tutti potranno beneficiarne. Infatti il limite che rileva,
riguarda l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE),
che non deve essere superiore ad
Euro 20.000,00! Per quanto
riguarda le modalità di richiesta,
per usufruire del contributo, come
espressamente evidenziato anche
negli allegati alla delibera, il richiedente deve porre estrema attenzione alle modalità di individuazione dei parametri indicanti la situazione economica. Inoltre bisogna
allegare alla domanda – facsimile
reperibile all’allegato n. 2 della
delibera - una copia della certificazione ISEE rilasciata da soggetto abilitato (Inps, Caaf e alcuni
comuni), una copia del certificato
di nascita del figlio, mentre per i
figli adottati è necessario allegare
una copia della sentenza definitiva
ovvero del provvedimento del
Tribunale dei Minori competente. Il
comune di residenza verificherà il
possesso dei requisiti presentati
dai richiedenti. Le istanze per il
contributo (dalle donne aventi diritto) vanno presentate presso il
comune di residenza secondo i
seguenti termini: fino al 12 dicembre 2008 per i bambini nati o
adottati tra il 1° gennaio ed il 30
settembre 2008; dal 15 dicembre
2008 al 30 gennaio 2009 per i
bambini nati dal 1° ottobre al 31
dicembre. A sua volta il comune di
residenza
presenterà
all’Assessorato alle politiche
sociali la richiesta di finanziamento con l’indicazione del totale di
donne beneficiarie entro il 28 febbraio 2009 per quelle presentate
entro il 30 gennaio 2009. La regione erogherà le risorse - tenendo
presente le “pretese” inoltrate dai
comuni - in base alla disponibilità
di bilancio.
Speriamo che questa fetta di assistenzialismo non finisca qui e che
continuino a maturare idee nuove
- e qui l’Europa ci è consigliera! evolvendosi magari in concrete
azioni “positive” che raggiungano
anche una più vasta gamma di
società, data la crisi in cui tutti – o
quasi tutti – in qualche modo versiamo.
Pagina 26
SOCIETA’
Novembre 2008
SCUOLA IN IV, QUALE FUTURO?
Una chiacchierata con Emiliano Bono, neo consigliere nonchè presidente
della commissione scuola e politiche educative del municipio.
L
[Luca Coniglio]
e agitazioni di questi giorni che coinvolgono tutti ma proprio
tutti gli organi educativi, sono sotto gli occhi dei cittadini. Il
quarto municipio, il più grande di Roma, ha una grandissima
comunità studentesca di tutte le età, abbiamo cosi pensato di chiedere importanti delucidazioni sul futuro dei nostri ragazzi e delle
nostre scuole a chi da qualche mese se ne occupa assiduamente,
come il neo consigliere del Pdl Emiliano Bono
LA QUARTA: Qual’ è la situazione scolastica del nostro municipio, il
più grande di Roma come popolazione e quindi anche come numero di studenti ?
E.B. : “Sicuramente l’eredità che ci ha lasciato il centro sinistra non
è delle più rosse. Il IV Municipio negli ultimi anni ha visto un notevole incremento edilizio non supportato da un adeguato investimento di servizi, tra cui le scuole. Quindi ad un aumento di popolazione oggi ci troviamo quasi con gli stessi edifici scolastici che già
erano insufficienti prima dei vari insediamenti come Porte di Roma
o Piano Bufalotta”.
LA QUARTA: Come si sta muovendo la commissione da lei guidata
riguardo i temi delle nostre scuole pubbliche, dalle elementari alle
superiori ?
E.B. L’obiettivo primario della commissione è quello di una vera programmazione scolastica dagli asili nido fino alle elementari, per
quanto di competenza del municipio, e di un inserimento nelle
medie e medie superiori. In questi anni abbiamo assistito ad interventi spot che gestivano la quotidianità, oggi vogliamo cercare di
dare risposte concrete a tutte quelle famiglie che non sono riuscite
ad iscrivere i propri figli all’asilo nido, e sono quasi il 50% di quelle
che hanno fatto domanda. Abbiamo già preso in consegna alcune
strutture come quella di Porta di Roma e stiamo già provvedendo per
renderla idonea ad un’imminente apertura. Inoltre, stiamo cercando di
recuperare molte strutture comunali esistenti sul territorio e completamente abbandonate, per dare risposte immediate ai nostri cittadini”.
LA QUARTA: Nel quarto municipio i nidi aumentano, ma sembrano
non bastare mai, lei cosa pensa a riguardo e cosa intende fare ?
E.B. : “Sembrano non bastare mai perchè purtroppo aumentano in
misura non proporzionale alle abitazioni. Basti pensare che il IV
Municipio ha visto un incremento edilizio di quasi 7 milioni di metri
cubi dove non sarebbero sufficienti neanche altri 30 asili nido, se si
pensa poi che già negli anni precedenti, senza ulteriori cubature, le
strutture erano già insufficienti ciò le da risposta su quello che abbiamo ereditato dalla precedente giunta municipale di centro sinistra.”
LA QUARTA : Anche il nostro territorio è stato teatro di scontri a
causa della discussa riforma della scuola, soprattutto il liceo
Nomentano. Qual’è
la vostra posizione
a riguardo e in che
modo un ente locale può intervenire ?
E.B. : “Sulla Rifoma
Gelmini c’è molta
strumentalizzazione e poca informazione. Basti pensare a come sono
stati utilizzati bambini della scuola
elementare
che
sicuramente non
sono scesi in piazza motivati da giusti
motivi, ma portati
da genitori
più
interessati a strumentalizzare politicamente una riforma necessaria e
attesa
da anni.
Questa maggioranza è disponibile a
confrontarsi
sul
merito ed è disponibile a dare tutti i
chiarimenti
che
vengano richiesti,
oltre che la copia
del decreto visto
che molti dei manifestanti neanche lo
hanno letto. Solo
con il dialogo ed il
confronto democratico si può cercare
di migliorare una
scuola pubblica che necessitava di un cambiamento radicale. Anzi
colgo l’occasione per ringraziare il Presidente della Commissione
Scuola del Comune di Roma, On. Gazzellone, che ci ha consentito
più volte, con la sua disponibilità, di avere un contatto diretto con il
Dipartimento XI e di conseguenza con il Ministero della Pubblica
Istruzione.”
BONUS BEBÈ 2008:
A VIA MONTE META
LE DOMANDE
I
[Marco Giuliani]
n merito al contributo
“Una Tantum” deliberato dalla Regione
Lazio con ordinanza n°
662/08, è operativo lo
sportello
del
IV
Municipio al quale presentare le domande per
ottenere l’assegno. Il
bonus di euro 500,00 è
a favore delle famiglie
che hanno avuto o
hanno adottato un figlio
nel 2008 e che risiedono
nel Lazio da almeno un
anno. Oltre a queste
prerogative, debbono
possedere la dichiarazione ISEE che attesti
un reddito annuo non
superiore ai 20 mila
euro. Le famiglie che
hanno effettuato un’adozione invece, oltre alle
sopracitate dichiarazioni, hanno l’obbligo di
presentare la documentazione inerente alla
validità legale dell’ado-
zione
emessa
dal
Tribunale di competenza. Per i residenti del IV
Municipio, le domande
vanno consegnate presso il “Front Office” del
servizio sociale sito in
Via Monte Meta, 21.
Riguardo alla tempistica
e agli orari di presentazione delle relative
domande, i cittadini possono visitare il sito internet del Comune di
R
o
m
a
(www.comune.roma.it)
oppure chiamare il
numero 06.69604650.
La scadenza è comunque fissata al 12 dicembre 2008 per i bambini
nati o adottati entro il 30
settembre 2008, mentre
per i nati o adottati dal 1
ottobre al 31 dicembre
2008 la domanda va
presentata non oltre il
31 gennaio 2009.
La protesta dell’Orazio “arriva”
in Senato Lettera degli studenti
alla Finocchiaro sui tagli alla scuola
NON SI FERMA LA PROTESTA
ANTI - GELMINI
[Marco Giuliani]
[Valeria Nevadini]
A
nna Finocchiaro, Pd, legge in
Senato una lettera consegnatale
dagli studenti del liceo Orazio di
Talenti. E’ quanto avvenuto in aula
durante l’approvazione e la conversione in legge del DL Gelmini, mentre a
Piazza Navona partivano le prime cariche della polizia ai danni dei ragazzi
che protestavano contro il provvedimento. E così la Senatrice, anziché
redigere un proprio discorso, ha direttamente espresso i disagi e le rimostranze del liceo del IV Municipio, il cui
manoscritto riportava testualmente:
“…Onorevoli, nelle vostre mani non vi è
un semplice decreto legge, ma il futuro
della scuola che è poi il futuro del
paese. A Voi è rivolto questo appello affinché qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il parere degli studenti”.
Un appello che ha invocato il blocco della legge, ha espresso disapprovazione per i tagli finanziari ai danni dell’istruzione pubblica ed ha avanzato la richiesta di dialogare con il governo. Simultaneamente, sotto il Senato, botte tra studenti, cariche delle forze dell’ordine, arresti. Una brutta giornata.
Cortei e manifestazioni di studenti e docenti
contro il decreto Gelmini hanno attraversato
le strade del IV Municipio
U
na cosa è certa: il decreto
del ministro dell’Istruzione
Gelmini proprio non piace.
Le manifestazioni e i cortei di protesta, da parte
di insegnanti e
studenti
di
ogni ordine e
grado, hanno
reso il mese di
ottobre appena
passato
particolarmente caldo sul
fronte
della
contestazione.
Anche il IV
Municipio, dal
canto suo, ha
visto sfilare per le sue strade centinaia di studenti e docenti, uniti
da slogan contro un provvedimento vissuto dai più come ingiusto e penalizzante per l’intero
sistema scolastico.
AMBIENTE
Novembre 2008
Pagina 27
DOMENICA 26 OTTOBRE SI È SVOLTO
“TUTTI INSIEME PER L’ANIENE”
L
[Claudio Catalano]
a Valle dell’Aniene nel suo tratto interno al GRA, istituita
Riserva Naturale dal 1997, è
ampia oltre 600 ettari. L’Aniene, un
fiume lungo 99 chilometri, che per
alcuni documenti arriva a 120 forse
contandone i rivoli, si chiamava nell’antichità Parenzio (anzi Parensius),
in gergo, nella parte finale, era
soprannominato Teverone e nasce a
Filettino, il comune più alto del Lazio,
1.075 m., in provincia di Frosinone
ma ai confini con l’Abruzzo. È chiamato. Nella sua… strada liquida ne fa
di cose, alcune notevoli. Ad esempio
è usato dai tempi di Quinto Marcio
per contribuire al famoso omonimo
acquedotto, inoltre sono sue le acque
che giocano nella fantastica Villa
d’Este. Soprattutto, per quanto ci
riguarda, poco prima di superare
Ponte Salario e sposarsi al Tevere
passa sotto Ponte Nomentano ed il
suo supplente Ponte Tazio: proprio
nel cuore eponimo del nostro
Municipio. Nei pressi di questi ultimi
luoghi domenica 26 ottobre ci sono
stati interessanti appuntamenti aperti
alla cittadinanza. Una festa che ha
avuto luogo principalmente intorno al
Ponte Nomentano, al Circolo “il
Ranch” e nel Mercatino Conca d’Oro.
Giorno zeppo di iniziative sin dalla
mattina. Giochi per bambini, ciclo
tour, escursioni e visite guidate al
ponte curate dal professor Sozi lo
storico e letterato qui conosciuto per
le monografie ed i volumi fotografici
dedicati a Fidene e Monte Sacro. A
seguire, la suggestiva rievocazione in
costume d’epoca dell’incoronazione
del Re franco Carlo Magno, com’è
noto avvenuta a Roma nella notte di
natale dell’anno 800, che sancisce
l’inizio dell’impero. Sempre nella mattinata di domenica, graziata fortunatamente dalla pioggia che tutta la
notte aveva imperversato, è avvenuta la cerimonia di intervento nel parco
adiacente al ponte, con l’immissione
di nuove piante di pino e la costruzione di panchine da vecchi tronchi d’albero. Non sono mancate dimostrazioni di Vigili del Fuoco, Protezione
Civile ed Unità cinofile. Ma, se non
c’è musica non c’è festa, ed infatti ha
suonato la Banda. Presso “Il Ranch”,
il circolo ippico di viale Tirreno 13, è
stato organizzato il pranzo: che
dire… pasta vino porchetta dolciumi
per più di 400 persone. Alle 14 e 30 è
partito un carosello ippico, si è organizzato un torneo di calcetto e ci sono
state gare podistiche e campestri
suddivise in gruppi per corridori amatori e bambini. Premiazioni e parte
della fase organizzativa oltre che al
circolo ippico si sono svolte al
Pratone delle Valli e al Mercatino di
Conca d’Oro, quello spazio a ridosso
del Parco che oramai nel quarto
Municipio ha conquistato fama di
posto frequentato e vitale nei weekend. Bisogna ovviamente considerare che tanti avvenimenti in un solo
giorno e prima del tramonto si sono
potuti realizzare solo con l’auspicio,
la volontà, di molte persone e strutture. Innanzitutto va ricordato, lo dicevamo sopra, che la sera precedente
Roma è stata inzuppata da un lungo
e violento temporale. Da questo possiamo partire per capire quanta insistenza ha motivato lo svolgimento
della festa: si poteva rimandare tutto,
visto che i luoghi deputati erano su
campi e terreni ma si è invece lavorato tenacemente per mantenere gli
impegni. Tanti i soggetti e gli organismi che hanno contribuito tra i quali
gli Scout, Roma Natura, il Circolo Il
Ranch, la Protezione Civile. Hanno
fatto e dato pure la Parrocchia degli
Angeli Custodi a Montesacro e quella
di Gesù Bambino a Sacco Pastore, il
Mio market di Piazza Sempione
offrendo alimenti, i volenterosi della
Protezione Civile Gruppi CAER e
Roma 81. Parlando con l’indaffarato
energico e soddisfatto signor
Carmine, l’ “inventore” del Ranch,
abbiamo sentito nominare più volte
Gennaro Esposito uno degli infaticabili del CAER. Quest’uomo ha lavorato, con la pala meccanica e manualmente, contro fango e detriti portati
dal nubifragio; lui ed il suo Gruppo,
abituati ad assistere anche ‘barboni’
e famiglie bisognose. Tutto è andato
come voluto e la risposta degli abitanti è stata ottima; sulla domenica
festosa, infine, si è fatto buio, i cavalli trotterellano presagendo le stalle,
bambini e genitori salutano e ringraziano ed ascoltiamo anche il presidente del Municipio, Roberto
Borgheresi, che insieme ad alcuni
suoi stretti collaboratori esprimono
letizia ed intenti. Molto è stato già
fatto agendo verso i ruderi di una
scuola abbandonata e la improvvisata baraccopoli, ma intorno a Ponte
Tazio proseguirà l’opera di bonifica,
dicono gli amministratori, e c’è la
volontà di unificare, o meglio coordinare, i tanti soggetti del volontariato
presenti nel nostro quartiere. Per tornare al protagonista di questo articolo, la porzione di Valle dell’Aniene
della Quarta, sotto l’egida del compe-
tente ARDIS (Agenzia Regionale
Difesa Suolo ) e di Roma Natura (
l’Ente gestore delle aree naturali protette a Roma ) necessita sicuramente
di cure continue e lungimiranza di
tutti. Ricordiamoci che l’acqua, slogan acquisito, è vita, vale più dell’oro
e del petrolio, è e sarà sempre più
motivo di contesa; l’Urbe dall’antichità è innanzitutto città d’acqua, abbiamo una fortuna da custodire attentamente. Carmine Verticchio dal canto
suo si occupa per contratto di un chilometro e trecento metri di golena, lo
spazio tra riva e corso d’acqua:
abbiamo visto le foto, ha rimosso
quintali di rifiuti e sterpaglie rendendo
la riva nuovamente vivibile eppure
non si ferma, parla dell’idea di chiedere concessioni e modalità per
avviare un servizio di ippoterapia per
bimbi disabili e di portare a termine
una vera e proprio ippovia. Bene, è
ora di cena, ci si dirige con le nostre
‘prodigiose’ auto di lamiera ai nostri
appartamentini condominiali volgendo le spalle all’erba e al fiume.
Questione delicata quella ambientale, deve essere affidata a mani e
menti competenti oneste ed esperte;
si tratta di tenere l’equilibrio tra la fruibilità della popolazione che di ossigeno e verde ha bisogno e la conservazione del prezioso patrimonio ecologico proprio dalla umana invadenza.
Pagina 28
ANIENE
Novembre 2008
L’ANIENE: IL SECONDO FIUME
CHE SCORRE A ROMA
INAUGURATA “CORRI
PER IL VERDE 2008”
Una festa con l’obiettivo di riqualificare il fiume che attraversa il territorio del nostro Municipio
Tocca anche il Pratone delle Valli l’iniziativa di
Romanatura che si protrarrà fino a dicembre
V
[Vincenzo Amicucci]
igili del Fuoco di Roma, Italia Nostra, le scuole elementari del
IV Municipio, la Banda Musicale “ Giuseppe Verdi “ di
Settebagni, la Polizia Municipale del IV Gruppo, e la Croce
Rossa Italiana, il Carro dei Comici, che ha rievocato l’incoronazione
ad imperatore di Carlo Magno del Natale dell’800, tutti loro, ed altri
ancora hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione “
Tutti insieme per l’Aniene” che si e’ svolta a Ponte Nomentano nella
giornata di domenica 26 ottobre. Organizzata dalla Presidenza del
Consiglio del IV Municipio, nelle quattro diverse sedi del Circolo
Ippico “ Il Ranch “, del Mercatino di Conca D’Oro, dei giardini di
Ponte Tazio e del Campetto del Pratone, ha dedicato degli spazi per
far divertire i bimbi con l’animazione degli Scout, ha dato la possibilita’ di visitare gratuitamente le torri di Ponte Tazio, mentre partivano l’ escursione dei ciclisti verso Ponte Salario e una
maratona.Si e’ provveduto alla piantumazione di nuovi pini e poi, ci si e’ poi messi al lavoro per liberare le sponde del
fiume dall’incuria e il degrado che lo deturpavano. Al circolo ippico si e’ pranzato all’aperto, grazie alla bella giornata,
con salsicce cotte alla brace, grazie alla cucina degli Scout dei gruppi 63, 64 e 66 dell’Agesci e i fantini e le amazzoni,
con i destrieri in azione, hanno esibito le proprie capacita’ di cavalieri. Vecchie foto ritraenti il quartiere erano esposte
nei pressi del Ponte e come capita a tutti si cerca di riconoscere un angolo, una piazza, una chiesa, che adesso non
c’e’ piu’, e la malinconia se ne va solo quando si vede una ragazzina che si avvicina ai Carabinieri a cavallo, e posa
per il fotografo mentre gli accarezza il muso. Tra i molti stands erano presenti innanzitutto quello dell’ U.R.P., che sottolineava le nuove iniziative, come quella per esempio mirata a raggiungere le zone piu’ distanti del IV Municipio, utilizzando un camper. Per sostenere le fasce piu’ deboli dei popoli africani, come i bimbi orfani a causa dell’Aids, la A.V.A.Z.,
( Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli ), presente dal 1985 nel nostro territorio, utilizza il commercio equo
e solidale e la formazione, per promuovere l’emancipazione sociale e il superamento degli squilibri economici del nostro
pianeta. Un ritorno alla Natura, insomma, che la Valle dell’Aniene offre ed ha offerto a chi ha voluto partecipare alla
manifestazione, dai volontari del C.A.E.R. alla Casa di Cura Villa Tiberia, dalla Schola Cantorum all’ U.P.T.E.R. Alla fine
un ringraziamento a tutto il pubblico intervenuto, ma con il proposito di vederla ripetersi anche nei prossimi anni.
U
[Marco Giuliani]
isp e RomaNatura hanno presentato la 37° edizione della corsa
campestre capitolina “Corri per il verde 2008”, che è divenuta una
classica del nostro territorio. L’avvenimento, promosso ad inizio
degli anni ’70 per contrastare l’abusivismo edilizio che a causa della crescita demografica caratterizzò il comune di Roma, è uno dei più importanti e prestigiosi dell’intera regione. La corsa si svolge in quattro tappe distribuite in date e luoghi diversi, e si protrae da novembre a dicembre per
concludersi poco prima di Natale. I siti che ospitano l’iniziativa sono, in
ordine cronologico, Villa Pamphili, il Pratone delle Valli, la Riserva del
Laurentino e la Valle dell’Aniene. Come ha ricordato orgogliosamente il
Presidente del Comitato Uisp di Roma Andrea Novelli, “continua il rapporto stretto delle iniziative dedite allo sport che sono direttamente correlate
alla tutela dell’ambiente e della natura”. Durante il comunicato stampa di
presentazione dell’avvenimento, Uisp e RomaNatura hanno congiuntamente anticipato che saranno sempre più numerose le iniziative sportive
che si terranno sui territori delle riserve naturali di Roma.
Per avere maggiori informazioni è possibile consultare i
siti www.romanatura.roma.it e www.uisproma.it, oppure
chiamare i numeri 320-0584826 e 348-5154243.
VERSI IN LIBERTÀ...
LIRICA
Mi sorprendo a sfogliare il tuo viso, per
sapere l’incontro cruciale del nostro
abbandono. Però le tue braccia si
fanno giunchi di madreperla a scandire
in ritmi precisi l’universo che viviamo.
La canzone come una cascata. La canzone viene dai pendii color di lavanda.
Il vento nel cuore scava per te. E’ il tuo
mattino presente. Un sapore di fiori
appassiti, in fondo al silenzio che mi
lasci... voglio avvolgere in nebbia gli occhi
della terra, per essere forte ancora.
Tota Terranova
RIC. DELLA TRAGEDIA
DI SEVESO 26/07/76
Vivere dopo Seveso in compagnia della
“Diossina”. Veleno dal nome soave, la
morte in te cammina! Astirpati dalla
casa natale, pieni di bolle e bubboni, di
che natura sia il male, non lo sanno
neanche i dottori. Niente vaccini, ne
antidoti, ne sieri o medicine contro questo veleno non esiste difensiva. Ohh
nube maledetta!!! dall’uomo provocata,
per la tecnologia, per la progressività
avanzata!!!
Vive l’uomo il suo tempo nel mondo
che ha sporcato. E l’innocente paga, e
va a morì ammazzato! Possono consigliarmi soltanto di abortire bene inteso
con il certificato di una presunta pazzia! E
tutto finisce a tarallucci e vino e così sia...
Helga
PONTE VECCHIO
Ponte Vecchio, simbolo di Monte Sacro
dove una volta si vedevano i pittori con
i loro cavalletti, appostati lungo gli argini del fiume Aniene, per immortalare il
paesaggio circostanze. Oggi, purtroppo, non si riesce a capire il percome ed
il perchè, il comune non sappia risolvere il problema della potatura della vegetazione poichè riesce a coprire totalmente il fiume stesso. Chi scrive, è un
settantatreenne che moltissimi anni or
sono da ragazzi ci si faceva il bagno.
Sarebbe bello per noi anziani, poter
rivedere dall’alto sia da ponte Vecchio
che da ponte Tazio scorrere il fiume.
Certo che questo mio dire venga preso
seriamentein considerazione, anticipatamente ringrazio e saluto cordialmente. La direzione de La Quarta.
Orlandi Angelo
GRAZIE PER ESSERE STATI COSI’ NUMEROSI...
Continuate a Mandate le vostre poesie e i vostri racconti a
[email protected]
I più interessanti verranno pubblicati sulle pagine de LaQuarta!
Codice a Barre
Rubrica letteraria a cura di Luisa Simone
Dal libro “Nel mondo di Favolando”
di Luisa Simone, pagina 22.
LA FAVOLA NEL 2010
C’ERA UNA VOLTA... un bambino che, non voleva condividere con
gli altri bambini i giochi, puntava i piedi ogni qual volta non esaudivano qualche suo desiderio, per questo gli misero il nomignolo di “PREPOTENTE”, capriccioso e disobbediente.
Prepotente era un bimbo molto bello e intelligente di anni 4 aveva
2 genitori, e 4 nonni che lo viziavano a tal punto.... a PREPOTENTE, piaceva tanto andare a trovare NONNA ISA, perché la nonna
abitava all’ultimo piano, e lui poteva spingere i tasti dell’ascensore
che lo portavano sù. In braccio al nonno poi... che per farlo contento, gli
faceva fare sù... e giù giù e sù....
Un giorno che saliti dalla nonna, per una distrazione era rimasto l’ascensore
aperto. Prepotente si impossessò di un piccolo sgabello, e salitovi sopra, iniziò
a pigiare i magici tasti! E sù e giù... e giù e sù, era proprio uno spasso! Poi... Vide
un tasto ROSSO che non aveva mai pigiato, e con forza lo schiacciò... l’ascensore
prese a salire e a sobbalzare velocemente, (gli sembrò di essere su la giostrina,
quando la domenica pestava i piedi e urlava perché ce lo portassero,) ma qui, era
ancora più divertente, perché si accendevano tantissime luci, e... dal soffitto dell’ascensore iniziarono a piovere caramelle, cioccolatini e palloncini - bello, bello..
ancora, ancora, gridava tutto felice Prepotente, contento di aver provocato tutto quel
divertimento! Mentre nell’interno della casa i nonni lo cercavano disperati, sotto
ogni poltrona o letto, dentro gli armadi dietro ogni tenda, pensando che PREPOTENTE stesse facendo uno dei suoi soliti capricci! Mentre lui invece sgranocchiava, caramelle e cioccolatini e se la godeva nell’interno dell’ascensore che...
continuava a salire! Prepotente, oramai stanco di giocare, risalì su lo sgabello e
pigiò il tasto per la discesa, ma... orrore i tasti incastrati come caramelle e duri
come SASSI, lui pigiava, pigiava e non succedeva niente - l’ascensore continuò
a salire! A questo punto preso dalla paura iniziò a piangere e strillare, VOGLIO
scendere. Voglio la mia mamma ho freddo voglio tornare a casa!
Si ricordò che il nonno più di una volta lo aveva fermato, quando in ascensore
voleva premere anche il “TASTO ROSSO”, dicendo, “NO, quello NO, e solo in
caso di pericolo” si rese conto che ancora una volta aveva disobbedito! l’ascensore, continuava a salire, toccò i tetti delle case, passò il campanile della chiesa,
entro dentro le bianche nuvole, superò le luccicanti stelle ed arrivò... su la LUNA!
La Luna quando lo vide arrivare strizzò l’occhio, chi era e cosa , venivano a
DISTURBARE a quell’ora poi! si stava preparando per il “gran gala” notturno,
dove appariva luminosa e bianca a rischiarare tutto quel buio, AH se non ci fosse
stata lei, quanti gattini si sarebbero persi! E poi... tutti l’aspettavano, da sempre, lei era l’unica luce che non aveva smesso di funzionare! Prepotente aprì la
porta dell’ascensore e la VIDE! Com’era GRANDE com’era bella - lei gli sorrise
benevola - a Prepotente sembrò naturale offrirle le caramelle che aveva nelle
tasche riempite per portarle a MIMMì E TATA le sue cuginette.
Poi, stanco, si adagiò su di lei, così morbida e soffice e... si addormentò.... I
nonni nel frattempo avevano chiamato i genitori, i pompieri e tutte le autorità, per
cercare dove e come fosse scomparso il loro adorato nipotino. Forse un rapimento? Forse era nel giardino e si era perso? O forse una strega cattiva l’aveva rapito? Non si davano pace, e tutta la notte restarono svegli e preoccupati
piangendo disperati, senza sapere dove cercarlo. Anche gli astrologi quella
notte non dormirono molto, perché preoccupati del fatto che la LUNA quella
notte non avesse fatto la sua, comparsa nel firmamento!
Prepotente al suo risveglio, aveva una fame così grande... che si dimenticò persino dov’era! Cosa fare per procurarsi un biscotto, un po’ di latte, una qualsiasi
merendina? Cercò di svegliare la luna, ma quella si sà di giorno dormiva... Si
incamminò tra un cratere e l’altro, su la pancia della luna che era fatta così, e
vide dentro ogni buca una stella. Ma non luccicavano come quelle che lui prima
di dormire gli faceva vedere la sua mamma su nel cielo “APPICCICATE”.! No,
queste erano Stelle di Biscotto! Si precipitò sopra la Grande Stella e ne mangiò
una punta, poi un’altra punta, poi un’altra ancora tanto che la Stella senza le
punte aveva preso l’aspetto di una grande focaccia e questa focaccia somigliava stranamente alla luna!... Prepotente, voleva tornare a casa, sì era bello di
quassù poteva vedere la sua città e con un solo sguardo vedere la scuola la
chiesa i giardini le case... ma cosa ci faceva li tutto solo, senza la sua mamma
il papà e i nonni gli zii i cuginetti gli amici della scuola? Inizio a piangere sconsolato la luna lo vide lo abbraccio gli disse che anche lei era sempre sola, se lui
fosse rimasto lassù per sempre, avrebbe esaudito ogni suo desiderio! Certo non
si sarebbe dovuto alzare la mattina per andare a scuola, avrebbe avuto tutto ciò
che desiderava, e solo la notte... avrebbe fatto una passeggiata con la luna e
poi... Ma iniziò a piangere sconsolato! la luna lo vide così triste che decise di aiutarlo. Vedi, gli disse, se mi prometti che non farai più capricci, e diverrai obbediente e condividerai i tuoi giochi con gli altri, bè allora ti aiuterò a scendere.
Prepotente giurò solennemente “Promesso”.
PRENDI un angolo della mia faccia e inizia a scendere, io mi srotolerò e... piano
piano, prima 3/4 poi 2/4 poi...1/4 e poi tu toccherai terra ed io sparirò ma poi tornerò... a riarrotolarmi prima 1/4 poi.... 2/4 poi.... 3/4 e poi tutta piena. Chissà
quante volte mi hai visto fare così.... è stato sempre per aiutare qualcuno come
te, che VOLEVA LA LUNA, adesso và... Dario scese sulla faccia della luna; riabbraccio tutti i suoi cari che credettero che Dario si fosse addormentato nell’ascensore! Ma ogni sera Dario prima di dormire, guarda sempre su nel firmamento per vedere sé e lì, bella, bianca, lucentissima che gli strizza l’occhio...e...
Buonanotte Dario... Buonanotte LUNA.
CULTURA
Novembre 2008
Pagina 29
MONI OVADIA AL
CENTRO DI CULTURA
DADO: “VI RACCONTO IL MIO
MESTIERE DEL C…ZO!”
POPOLARE DEL TUFELLO
Intervista al noto comico romano, che ha di recente portato il suo show a Talenti
Un incontro d’autore all’interno di un vasto
programma di musica, teatro e cultura
S
[Claudio Catalano]
i è detto, si dice e chi vi scrive lo ha ripetuto in questo
giornale, che nel Municipio
IV non c’è attività culturale e non ci
sono forme ricreative, di aggregazione sociale e di
impegno. Non è
vero, o perlomeno non lo è del
tutto; certo, su un
territorio di circa
100
km2
e
200.000 abitanti,
ovvero in un
posto più popoloso di comuni
come
Brescia,
Reggio Calabria
o Modena e più
esteso di Cagliari
o Padova, ci si
aspetta
molto,
molto di più. Ma i
luoghi dell’iniziativa esistono ed è
giusto indicarli,
anzi, va riconosciuto il coraggio e
la volontà di chi opera in certe
situazioni. E’ facile, spontaneo ed
oltretutto
redditizio
avviare
Associazioni,
Circoli,
Enti,
Cooperative e Attività varie in quartieri quali Testaccio, S. Lorenzo, o
ultimamente il Pigneto, è invece
duro e lodevole farlo in zone “assopite” come la nostra.
Il CCPT, Centro di Cultura
Popolare del Tufello, è una di quelle realtà che hanno come ragion
d’essere le finalità sociali, e lo fa
da tempo, da ben 33 anni. La
“scusa” per andare il 7 Novembre
al CCPT era la presenza di Moni
Ovadia, intellettuale che non ha, o
non avrebbe, bisogno di presentazione. Personaggio straordinario
della ribalta italiana; musicista,
narratore, umorista, colto latore di
diverse culture e soprattutto di
quella yiddish, dotato di una
magnifica ed ascetica voce baritonale alla maniera del canto a cappella della tradizione sefardita. In
realtà Moni non era al Centro per
una performance artistica (purtroppo ), ma qualche domanda siamo
riusciti a sottoporgliela lo stesso.
Ci si aspetterebbero risposte evanescenti da uomini di spettacolo,
invece ha dato poche e chiare
parole. La situazione delle periferie
romane e della realtà di Roma non
la conosce – eppure in città ha
lavorato molte volte – ma fuggendo e senza poter giudicare a
fondo. Il pubblico, il suo pubblico,
in decenni di attività lo vede, sorprendentemente, sempre uguale:
stesso entusiasmo, attenzione e
sempre persone che lo tallonano a
fine performance con domande,
commenti, affetto. Il suo lavoro più
noto, “Oylem Golem”, dopo quindici anni riscuote risposte, dunque
sensazioni, simili e costanti. Il futuro? Anche qui nessuna esitazione,
crede nei giovani Ovadia, nei
nostri giovani di oggi, nient’affatto
rimbambiti e privi di progetti, analisi e, tanto meno, di modi espressivi. Ha grande fiducia nella democrazia, anche se la ritiene minacciata, e nella sua possibilità di svi-
lupparsi grazie alle tecnologie ed
alle metodiche contemporanee,
nutre ottimismo nella comunicazione delle reti, di internet, e nelle
capacità che questi mezzi hanno di
convogliare istanze positive della
società. Ad un’ultima domanda,
quasi personale, risponde che
crede unicamente nel Dio che a
sua volta è interessato all’uomo
che ama il prossimo suo come se
stesso. Ragazzi, che bella iniezione di vita: nell’ospedale della speranza, nel nosocomio della fiducia,
Moni Ovadia è un primario e non è
vero che un saggio debba essere
necessariamente un po’ nichilista e
un po’cassandra.
Naturalmente una chiacchierata è
stata fatta anche con qualcuno del
CCPT. Davide Marzattinocci, un
ragazzo, ma di quelli che se vogliamo leggere il suo curriculum studi
e le sue esperienze professionali
occorre qualche ora di permesso o
un pomeriggio di calma. È un arteterapista e in questi locali, in accordo col Municipio e per la cooperativa Brutto Anatroccolo, cura un
progetto di coinvolgimento per persone con disagio mentale, inoltre
si occupa del Laboratorio Teatrale,
spazio creativo per chiunque
voglia trovarsi dentro l’allestimento
di un dramma. Nel Circolo, poi,
sono presenze vive il corso di
organetto e quello di danze popolari. Caratteristica, infine, del
Circolo di Cultura popolare del
Tufello sono gli incontri, i dibattiti e
gli appuntamenti; in questo residuo
di Novembre, sabato 22 verrà rappresentata l’opera teatrale “il
Cappello di Paglia”, il 29 i
Pentamerone porteranno il loro
folk
dell’Italia
centro
sud.
Riassumendo: CCPT
Via Capraia 81, 06.87184111,
www.ccptufello.splinder.com;
[email protected]
I
[Massimiliano Cacciotti]
ncontro Dado mentre sta passeggiando accanto al mercato di via Franco Sacchetti, a Talenti, dove è prevista una
sua esibizione per la manifestazione “Shop & Show”.
Nonostante la notorietà che gli ha arriso negli ultimi anni,
Dado mi appare subito come una persona semplice, senza
nessuno dei clichè classici del “Vip”, anzi quasi con un pizzico di malinconia negli occhi, come si dice sia per molti
comici, apparentemente allegri e sbarazzini sulla scena, ma
serissimi nella vita di tutti i giorni. Quello con Dado è quasi
un incontro con un “vecchio amico”, visto che avevamo già
avuto occasione di conoscerci e di parlare insieme, più di
dieci anni fa, quando il comico romano, ancora poco noto, si
esibiva nei locali della capitale insieme alla sua band “Le
Pastine in Brothers” (da cui il suo nome d’arte “Dado”), gruppo che gli faceva da spalla durante i suoi show.
Dado, che fine hanno fatto le “Pastine in Brothers”?
Le “Pastine in Brothers” eccole qua, perché le “Pastine in
Brothers”, in realtà, ero io. Nel senso che sono sempre stato
io a scrivere i testi, a montare gli spettacoli, il gruppo era solo
un accompagnamento musicale per i miei show. Poi, come
spesso accade, nel corso del tempo sono sorti piccoli problemi con alcuni elementi, insomma alla fine ho scelto di
proseguire da solo.
Una scelta azzeccata, visto il successo ottenuto in questi
ultimi anni.
Sì, insomma, successo forse è una parola grossa. Certo, mi
ritengo fortunato e non voglio lamentarmi, ma il mio in realtà non è un lavoro, è un precariato assoluto.
…In linea col mondo del lavoro contemporaneo…
Sì, in un certo senso. Bisogna sempre inseguire nuove scritture, nuove serate...
Beh qualche cosa ti è andata per il verso giusto: il successo
a Zelig, la tv, il teatro, con spettacoli in cui presenti anche
testi di qualità…
Sì, ma purtroppo non è che si faccia molta differenza fra chi
porta avanti un discorso di qualità e chi meno.
Forse il pubblico la differenza la nota…
Forse. Di sicuro però non la nota chi decide le scritture per
gli spettacoli, soprattutto in tv. Che si chiami a partecipare
me o, che so io, i “Fichi d’India” pare sia uguale, da tutti i
punti di vista.
In tv forse, ma almeno chi ha scelto chi far esibire dal vivo in
via Sacchetti, ha preferito te. Scritture a parte, qual è la differenza fra il lavoro in tv e quello dal vivo?
La prima differenza è che in tv non piove – dice Dado, guardando i minacciosi nuvoloni che scuriscono il cielo – Vedi,
prima parlavo di un precariato assoluto. Ecco oggi, per
esempio, la pioggia rischia di far saltare lo spettacolo, quindi anche i relativi compensi. Il mio è un lavoro in cui se fai
uno spettacolo all’aperto e piove, o se ti rompi una gamba,
non puoi salire sul palco e quindi non guadagni… Non so se
farò questo mestiere per tutta la vita.
Dovrai rifarti con una serata a Zelig. A proposito come mai
quest’anno non sei nel cast?
Sto portando uno spettacolo in teatro e purtroppo le date
che mi lascia libero il mio tour non coincidono con quelle
delle registrazioni televisive. Può darsi che finito il tour qualche apparizione ci sarà, ma non dipende tanto da me. Sai,
la gente pensa a noi attori come a persone che decidono del
loro futuro, che scelgono cosa fare e cosa no, ma non è
Q
così. Il nostro è un mestiere del cazzo (testuale ndr)
in cui non decidiamo
quasi nulla. Io sono solo
un libero professionista
con la partita iva che si
deve cercare lavoro giorno
per giorno, con gli stessi
problemi di tanti piccoli
professionisti con la partita
iva.
Posso capirti benissimo…
L’unica soluzione forse
sarebbe quella di coltivare le
amicizie, ma io non ho voglia di coltivare le amicizie.
Che intendi per “coltivare le amicizie”?
Sai, ci sono tanti che telefonano ogni giorno ai direttori di
rete, o a Maria De Filippi o alla Ventura per chiedere “Allora
come va? Che si fa?” ed è il motivo per cui dalla Ventura ci
sono sempre le stesse persone. Se lo avessi fatto anche io
forse adesso mi avrebbero invitato all’Isola dei Famosi. Non
so se ci sarei andato all’Isola dei Famosi, forse no, ma mi
avrebbero invitato.
Senti, prima parlavi del tuo tour teatrale. Il tuo spettacolo si
intitola “Onesto ma non troppo”. E’ forse a questo che alludevi col tuo titolo?
E’ che l’uomo in questo periodo, nella maggioranza dei casi,
cerca di essere sì onesto, però ha già inglobato in sé la disonestà e non se ne rende neanche conto. Parlo di piccole
cose, tipo che quandi si va a comprare il giornale si parcheggia in doppia fila, tanto che male c’è? Oppure, beh, è normale fare un tratto di strada contromano, no? Piccolo piccolo, certo. O passare col rosso. Ecco, cose così. A cui nessuno fa più caso, ma che restano pur sempre piccoli reati.
Onesto ma non troppo, appunto.
Anche in questo caso noto una certa vena polemica in quello che dici…
Ti faccio un altro esempio. Se uno perde i capelli e si mette
il parrucchino non fa nulla di male. Però è una finzione, un
segno evidente che non si accetta per come è. Ci sono tante
persone che fingono di essere quello che non sono. Piccole
finzioni, che oggi sembrano innocue.
“E se mi viene bene, se la parte mi funziona allora mi sembra di essere una persona” diceva una vecchia canzone di
Giorgio Gaber. A proposito so che tu ami molto Gaber.
Io devo tutto a Gaber, al suo teatro canzone. I miei spettacoli nascono da lì. Certo chi mi conosce solo televisivamente adesso penserà “ma questo è matto, che c’entra Dado
con Gaber?”, ma i miei testi teatrali devono tutto a quel tipo
di insegnamento e di esempio che è stato unico in Italia.
Prima di salutarti, visto che il nostro è un giornale di Roma
nord, ti faccio una domanda molto “locale”: tu che sei nato
ad Ostiense e vissuto a Garbatella, a Roma sud insomma,
pensi che Roma nord sia l’inizio della Padania, un luogo i cui
abitanti vengono da un ceppo etnico differente?
Sei sicuro che qui sia Roma Nord? Io non ne sarei tanto
sicuro. E’ una questione di meridiani e paralleli, perché
l’Italia è inclinata, Roma è inclinata. Forse siamo a ovest.
Chissà. Comunque no, non sento differenza fra il nord e il
sud di Roma. Però una distinzione etnica a Roma c’è: è quella fra romanisti e laziali. Quella sì che è vera e profonda.
E tu sei romanista o laziale?
Romanista, per fortuna!
KISS ME EMILY
[Valentina Tonini del Furia]
uando accade che un gruppo emergente, ascoltato distrattamente su myspace, riesce a depositare in modo permanente il ritornello del proprio
singolo nella nostra mente? Ognuno ha una predisposizione per determinate melodie e il gusto personale è il
principale fattore di attrazione, ma c’è di più: ci sono dei
pezzi così ben studiati che difficilmente non trascinano,
parole tatticamente insediate tra pieghe di note, ritornelli che non riesci a toglierti dalla testa. E’ così che nascono le hit delle più importanti pop star. Ed è così che
nasce “All in one” dei Kiss Me Emily, uscito il 27 ottobre
2008 per la Forears di Daniele Landi.
L’impatto iniziale con le dieci tracce (otto effettive, se
non contiamo l’intro e l’outro) è immediato: indubbiamente catchy e fresche, sono le classiche canzoni “leggere” e senza pretese, qualità apprezzabile per un lavoro d’esordio. D’altra parte, però, sin dal primo ascolto, è
evidente la debolezza dei pezzi, che pur se eterogenei
tra loro, hanno una struttura canzone troppo schematica che si ripete inesorabilmente come un elemento
costruito in serie.
Ballabili e dinamiche, spiccano su tutte la quasi filastrocca “Be there” e “The biggest lie of my life” con
un’attitudine alla Panic! At The Disco. Più introspettive “I
ain’t looking” e “Dance” nelle quali strascichi di malinconia sottolineano le interessanti doti canore di Nicola
Rosetti.
“All in one” suona bene
nello stereo e i musicisti
sono senza dubbio validi anche se acerbi -, con tutte
le carte in regola per
costruire un solido seguito.
Mi chiedo cosa riuscirebbero a fare questi quattro forlivesi con più impegno e
una maturità musicale più
profonda.
Da tenerli d’occhio e spronarli per un prodotto che
può migliorare un bel po’.
Novembre 2008
LA POSTA DEI LETTORI
Pagina 31
Anno XXIII - n°11
Novembre 2008
Direzione, Redazione
Reg. Trib. di Roma
n. 497/86 del 23/10/1986
Via Val Maggia, 32
00141 Roma
Telefono/Fax 06.88644518
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Direttore Editoriale
Riccardo de Cataldo
APPELLO:
INACCETTABILE RIMANERE
IN BALIA DELLA PIOGGIA!
Non sono così anziano da ricordare i problemi causati dai violenti
nubifragi che da sempre investono
Valmelaina, fino quasi a rassegnare i suoi abitanti…
Li capisco. E allora, in virtù di qualche briciolo di forza meno consumata, provo a cogliere un testimone difficile e a non cedere dinanzi
ad una deriva che avanza. Tacere
la vera e propria calamità che la
notte del 28 e 29 ottobre scorsa si
è abbattuta in Via di Valmelaina a
causa del violento nubifragio non
fa bene alla comunità, non fa bene
alla città. E’ noto: la pioggia di
dimensioni eccezionali ha messo
in allarme tutta Roma. Sono note
le forze di protezione civile spiegate ed il numero degli interventi
compiuti dai Vigili del fuoco. A
Valmelaina l’allarme è stato dato
dai suoi abitanti che si sono precipitati in strada per liberare i tombini intasati dalle foglie che impedivano il regolare fluire dell’acqua.
Ma poco si è potuto fare dinanzi
all’impeto dell’acqua che aveva
fatto della strada un fiume la cui
potenza aveva iniziato a spostare
auto in sosta e cassonetti l’uno
contro l’altro, o a cercare vie di
fuga nei seminterrati abitati, nelle
cantine e nei laboratori delle varie
attività commerciali.
Questo è lo scenario che mi è
comparso dinanzi mentre, lasciata
la casa parrocchiale, giungevo in
strada per rendermi conto della
situazione. Non ho potuto fare altro
che constatare i danni mentre
ancora l’acqua scendeva ed inforcare anch’io qualche scopone per
ricacciare quello che entrava negli
anfratti dei cortili o dei negozi.
Appena ho potuto sono andato a
rendermi conto delle situazioni di
quelle famiglie che occupavano i
seminterrati di proprietà Ater, per
vedere se sarebbero stati in grado
di ripristinare una situazione
decente per poter trascorrere la
notte. In un alloggio l’acqua, che in
genere filtrava dalle porte o dalle
finestre, entrava dai muri e persino
dal pavimento. In qualcun altro,
addirittura, galleggiava quanto
c’era dentro. Solo la sosta delle
precipitazioni ha restituito un po’ di
quella calma utile per rimboccarsi
le maniche e darsi da fare per raccogliere acqua e riportare dentro
chi era senza alloggio. O per scendere in strada e provare a recuperare il proprio mezzo. Era passata
la mezzanotte.
I soccorsi, giungendo, non hanno
potuto fare altro che constatare
anch’essi i danni ed iniziare a svuotare dall’allagamento un intero PUP
con le idrovore che sono andate
avanti tutta la notte fino a mezzogiorno del giorno successivo.
Pericoloso, infine, il crollo di un
muro in uno stabile.
I danni alle cose non valgono certo
una vita umana. Ma il danno esistenziale quello, a volte, non è
nemmeno quantificabile. Vivere
per scampare il pericolo è vivere
sulla lama di un rasoio. In una
situazione socio-economica del
quartiere seriamente compromessa un nubifragio è servito per capire che anche le strutture minime di
servizi civici hanno serie carenze
(fogne, manutenzione caditoie) e
queste non possono che aggravare una situazione di degrado,
anche quando i cittadini fanno di
tutto per far finta di niente, quasi
per esorcizzare il male. Allo stesso
modo una città non può fare a
meno di prendersi carico di chi, pur
stando male, o perché rassegnato
o perché deluso… fa finta di niente. In qualche modo la rassegnazione, quei cittadini, rischiano di
farla pagare a tutti con l’egoismo
che aumenta e con il disinteresse
verso tutto ciò che è comune. In
questa situazione anche quando le
calamità naturali non guardano in
faccia nessuno, trovano sempre
pronto qualcuno a dire: io l’ho
scampata! Valmelaina ha bisogno
di aiuto! Restituiamo alla città un
quartiere coeso!
SALVIAMO MONTESACRO
DALL’ASSEDIO DEL CEMENTO
Con i comitati di Talenti, l’associazione Italia Nostra/Roma e la rete
“Nuovo Municipio IV”, stiamo cercando di difendere dal cemento la valle
formata dal fosso della Cecchina (in
parte intubato) che si trova alle spalle del liceo Nomentano, tra Vigne
Nuove e la Bufalotta, dove sono previsti una nuova strada, due centri
commerciali e 17 nuovi palazzi, per
questi motivi: sul piano ambientale, la
Valle alle spalle del Liceo Scientifico
“Nomentano” è un’area di respiro
assolutamente indispensabile per i
quartieri circostanti, come giustamente evidenziato dal PTPR ancora
vigente, che si interpone tra le impietose maglie di un abitato già troppo
intensamente addensato sia a Talenti
che a Vigne Nuove-Serpentara;
nell’attuale situazione di emergenza
abitativa l’edilizia residenziale prevista non corrisponde ad alcuna esigenza sociale, non trattandosi infatti
di edilizia popolare;
i centri commerciali previsti non solo
sono troppi, ricordando che il vicino
centro commerciale Flaiano in via
Alberini è fallito, ma per di più rischiano di compromettere il tessuto dei
negozi e dei mercati rionali, elemento
di sicurezza e vivibilità per i cittadini;
la stessa manodopera attualmente
impiegata è composta quasi esclusivamente di lavoratori migranti: quindi
anche sotto questo profilo non da
sostegno al quartiere sul piano occupazionale.
Questo PRU attua dunque uno sviluppo onnivoro e devastante del territorio del Municipio IV di Roma, senza
in alcun modo perseguire quelle finalità
di
risanamento
e
riqualificazione urbana che erano
l’obiettivo normativo della legge n.
493/1993 ai cui sensi è stato approvato, consumando il territorio senza
valorizzarlo, e dunque violando
aspetti formali e sostanziali della
stessa legge. Per questi motivi,
abbiamo inviato questo esposto al
Presidente Bonelli e ad Alemanno,
(che invio per conoscenza) per cercare di salvare una delle poche aree
verdi rimaste a Montesacro, e chiediamo il tuo aiuto per diffonderlo e
farlo conoscere tra la cittadinanza.
Grazie dell’attenzione
Luigi Cherubini
Italia Nostra, Comitato
Via Passo del Turchino
VIA ENRICO VIARISIO
AVVOLTA DALLE TENEBRE
Buongiorno, intanto Vi faccio i miei
migliori complimenti per il Vs. blog.
Mi faccio portavoce di tutti gli abitanti
di Via Enrico Viarisio, una via del IV
Municipio di Roma. Da anni, a seguito di una diatriba fra il condominio di
Via Tina Pica ed il nostro “proprietario degli appartamenti” (siamo in affitto) o meglio il Fondo di Previdenza
per i Dipendenti della Banca di Roma
ed il Comune di Roma, noi SIAMO
SENZA LUCE. Già dallo scorso
anno,
la
precedente
Giunta
Comunale dice (ma sarà vero?), che
il 23 dicembre 2007 si era deliberato
a favore dell’illuminazione di Via
Enrico Viarisio che fino a quel
momento non si sapeva neppure se
era di competenza comunale. Pochi
giorni fa abbiamo avuto un incontro
con l’attuale Assessore ai Servizi
Pubblici Dott. Fabrizio Bevilacqua,
ancora tante belle parole, ma di fatto
siamo ancora al buio! La strada è
disconnessa per le radici degli alberi
ed essendo una strada chiusa la sera
e la notte diventa particolarmente
pericolosa per la sicurezza e l’incolumità di chi si trova a percorrerla.
potete darci una mano e farci arrivare ad una soluzione? Ve ne saremmo
veramente riconoscenti. Non ho allegato foto o filmati perché è talmente
buio che non si riuscirebbe a vedere
niente! RingraziandoVi per la Vs.
dispobilità Vi porgo i miei migliori
saluti.
Annarita Rinaldi
Direttore Responsabile
Daniele Goretti
Capo Redattore
Laura Croce
Coordinamento editoriale
Massimiliano Cacciotti
Segreteria di Redazione
M. Grazia Sperandio
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Hanno collaborato:
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