Mensile Indipendente d’Informazione del IV Municipio [ ] ANNO XXIII - N. 11 - NOVEMBRE 2008 - COPIA GRATUITA Via Val Maggia 32 - Tel. 06.88644518 - [email protected] - www.laquartaonline.it ECCO PORTA DI ROMA MILLE ATTESE E UN SOGNO INFRANTO Doveva diventare il paradiso residenziale, commerciale ed ambientale della periferia nord di Montesacro, migliaia di case immerse nel verde, servizi primari e secondari, strade, mega-shopping, uffici, alberghi, biblioteche, scuole, centri sportivi, e un polo sanitario, tutto condito da un parco pubblico. Insomma un quartiere modello autonomo ed efficiente. Porta di Roma oggi fatica a prendere forma e perfino i cantieri delle nuove case di Caltagirone si sono bloccati. Chi ha comprato casa ora fa i conti con mutui insostenibili e con l’ ennesimo quartiere dormitorio, strade impossibili, trasporto pubblico e raccolta AMA invisibili, ma anche negozi ed uffici invenduti e scuole chiuse, mentre l’unica vera casa del parco e’ quella che il costruttore Toti si è costruito per sé, lontano dagli occhi indiscreti della gente. La complicità e la responsabilità della staffetta Rutelli-Veltroni e un’opposizione distratta e silenziosa hanno consentito tutto questo, poichè i costruttori si sono attenuti semplicemente alla convenzione firmata con il Campidoglio. Q [Riccardo De Cataldo] uando cinque anni fa l’ architetto Capri della Lamaro Appalti ci presentò il progetto, firmato architetto Valle, di tutto il complesso residenziale, commerciale e direzionale denominato “Porta di Roma” eravamo quasi tentati ad apprezzarne il valore ed il significato di questa maestosa opera di neo-architettura urbana. In effetti i disegni facevano prefigurare un nuovo quartiere ai margini del GRA, ma ben strutturato e servito di tutti quegli elementi pubblici e privati in grado di garantirne un’ autonomia ed una vivibilità di nuovissima generazione. Poi man mano che il gigante cresceva, subito denotava i propri limiti, poiché accanto alla progettualità prevista non corrispondeva un’ adeguata gestione e realizzazione dei servizi pubblici da parte del Comune di Roma. Immediatamente partiva il grande centro commerciale con Ikea e Leroy-Marlin e miracolosamente veniva aperto il varco all’ uscita GRA Bufalotta-Vigne Nuove, apparso subito un regalo ad uso e consumo del polo commerciale. Man mano poi spuntavano le case, la cui originaria paternità edificatoria veniva condivisa da Toti con una partnership Lamaro – Parsitalia, che cedevano a Caltagirone buona parte dei nuovi cantieri, tenendo per loro quelle più esclusive vicino al futuro Parco delle Sabine nei pressi di Colle Salario. Facendo un salto indietro di una decina di anni ricordiamo la seduta turbolenta del 6 agosto 1997 del Consiglio della allora IV circoscrizione che doveva dare il parere per il progetto Porta di Roma richiesto dal Campidoglio. Votanti 8 mag- VUOI DIVENTARE GIORNALISTA? COMINCIA DA NOI A SEGUITO DELLA NOSTRA NUOVA CADENZA QUINDICINALE E PER AMPLIAMENTO DELLA NOSTRA PRESENZA NEL TERRITORIO CERCHIAMO ASPIRANTI REDATTORI gioranza richiesta 5, su 25 consiglieri. Dopo l’intervento pesante dei partiti capitolini della coalizione rutelliana e dell’opposizione di centro-destra, il sottoscritto, allora consigliere, votò contro e gli altri 7 a favore, fra cui, gli attuali consiglieri del PD, provinciale Marco Palumbo e regionale Antonio Zanon, mentre fra i 17 che non votarono o erano assenti, l’ ex deputato verde Paolo Cento, il consigliere provinciale del PDL. Bruno Putrella, l’ ex deputato dei cristiano-popolari Massimo Nardi e il consigliere comunale PD e allora verde, Fabrizio Panecaldo . Tutti personaggi che partiti dalla circoscrizione, negli anni avvenire avrebbero fatto la loro brava carriera politica, ma che in quell’occasione, anche se il parere non era vinco- lante ma solo importante, mancarono l’ appuntamento con la salvaguardia del nostro territorio. Dalla delibera sul progetto d’area Bufalotta, approvata successivamente dal Comune di Roma, si potè dare il via alla colata del cemento commerciale e, poi, residenziale . Lo shopping-center era cresciuto intanto senza che la proprietà, nonostante le richieste delle aziende del IV Municipio, concedesse loro spazi nella nuova struttura destinata soltanto a grandi firme o franchising d’autore. Il progetto del centro commerciale andava pian piano modificandosi: spariva il bowling, le palestre e nella terrazza, i campi di calcetto, il kinder-garten, le piscine e i ristoranti panoramici. Venivano poi dimenticate anche tutte le F.lli Marinaro iniziative di spettacolo e culturali previste nell’ ampio piazzale fronte ingresso. La gente comprava case (44 mq euro 250,00 ca) non prevedendo che di lì a poco tempo ci sarebbe stato il terremoto dei mutui. La situazione odierna è a dir poco paradossale: i costruttori in odor di crisi economica globale presentavano una richiesta di cambiamento di destinazione d’uso per centinaia di migliaia di metri cubi di cemento da commercialedirezionale a residenziale, prevedendo nuove case quindi, ma snaturando il progetto iniziale. Gli oneri accessori offerti non avrebbero però ottenuto il consenso del IV Municipio, cosicchè il mutamento del progetto all’ interno del nuovo piano regolatore giace ancora oggi nel casset- CONTATTACI [email protected] 06.88644518 to. D’altra parte lo stop immobiliare di questi ultimi tempi ha perfino bloccato le nuove case di Caltagirone di via Alberto Lionello che oggi appaiono inquietanti scheletri di cemento. Quest’ approssimazione nel procedere ha generato poi effetti collaterali quali scuole ancora chiuse, strade buie e mal servite dal trasporto pubblico e dall’ AMA, stagni acquitrinosi invece del parco previsto. Intanto nascono associazioni dei residenti e si moltiplicano le proteste dei neo acquirenti: tutti esigono chiarezza. www.marinaropasta.com DOMENICA APERTI L’ULTIMA SPIAGGIA DEI PRODOTTI FRESCHI Tortellini, Cannelloni, Ravioli di ricotta, di zucca, funghi porcini, radicchio e speck, limone e zafferano e tanti altri prodotti con ingredienti genuini e senza strane polverine Via Val Padana, 55 Tel. 06.812.02.09 - Via Val di Non, 50 Tel. 06.812.43.37 - Via I. Giorgi, 47 - Tel. 06.64810115 POLITICA Pagina 2 CONSIGLIO MUNICIPALE, UNA GAZZARRA! Le sedute consiliari del IV continuano a risolversi in un battibecco sterile fra le due parti politiche. E i problemi del territorio sono messi da parte L [Luca Coniglio] a Quarta continua la sua opera di informazione riguardo la scarsissima efficienza dei Consigli municipali del IV. Nello scorso numero avevamo documentato i continui litigi durante le sessioni consiliari che spesso finivano con un bel nulla di fatto. La situazione non è certo migliorata. In particolare tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre ci sono stati due episodi che sfiorano il ridicolo e che nando l’aula. E visto che un consigliere della maggioranza era fuori a fumare, il numero legale è caduto. Risultato: seduta interrotta. Non crediamo servano ulteriori commenti a questo episodio, a cui si aggiunge l’ormai mitico consiglio del 3 novembre, quello che ha sancito il passaggio ufficiale di Cardente dal Pd al Pdl. Due ore tra insulti, urla, schiamazzi, canzoni, lenticchie tirate, fino a quando si è arrivati all’ordine del giorno reale, cioè l’approvazione di misure Novembre 2008 CARDENTE, UNA SVOLTA CONTESTATA L’ex presidente del 4 municipio passato ai centristi alleati con il Pdl, scatena una bufera nel centrosinistra A [Luca Coniglio] desso è ufficiale, era nell’aria da parecchi giorni, ma ora tutto si è concretizzato, Alessandro Cardente, presidente del municipio 4 nel biennio 20062008 per il centro sinistra, sconfitto per 600 voti da Cristiano Bonelli alle ultime elezioni, passa dai Verdi e quindi dal centro sinistra ai Cristiano Popolari di Baccini, che a Roma e quindi anche nel quarto municipio sono alleati con il Centro destra. Codesto passaggio di coalizione, ufficializzato con un contestatissimo discorso dello stesso Cardente al consiglio di lunedi 3 novembre, “Una scelta maturata nel tempo, figlia di un forte malumore. Non rinnego nulla del mio passato,ma le cose cambiano” ha scatenato un putiferio politico e sociale come se ne vedono raramente anche a livello locale. Letteralmente imbufaliti gli ex com- pagni di coalizione che tuonano parole durissime sotto forma di un lungo comunicato, scritto dal consigliere pd Corbucci, di cui estrapoliamo una piccola parte “Quando lei è arrivato in questo municipio , con una candidatura calata dall’alto, senza conoscere la storia, la gente, le tradizioni del nostro territorio, noi l’abbiamo accolta a braccia aperte e lei è addirittura diventato presidente di questo municipio .Devo dire,vista la sua dubbia condotta durante la sua presidenza, che questo atto di estrema incoerenza ci addolora, ma non ci stupisce. Lei ha tradito tutta la sinistra, il mondo che l’ha lanciata, dalle cooperative, ai sindacati, ed ora va nel posto dove dovrebbe stare. Le elezioni che il centro sinistra ha perso dopo quindici anni di maggioranza sono anche e soprattutto colpa sua. Il nostro municipio merita meglio di lei.” Una contestazione pressoche unanime che arriva non solo dal suo ex schieramento e dal mondo politico, ma anche e soprattutto, da ex elettori, dalla gente, che è accorsa in massa in consiglio per fischiare e usare parole pesanti contro chi, a loro avviso , ha tradito tutto un mondo che aveva creduto in lui. Si sono sfiorati anche attimi di tensione quando alcune persone tra la folla hanno minacciato verbalmente il Cardente, che ha cercato di rispondere il meno possibile e che è stato costretto ad uscire dalla sede del municipio scortato dalle forze dell’ordine. Piuttosto silente per ora la maggioranza, che si è limitata a rivendicare una libertà di scelta per tutti i consiglieri, ma che ora si trova quantomeno in difficoltà davanti ad un signore che fino a pochi mesi fa era un avversario politico e che, soprattutto, ha sempre rivendicato idee politiche, sociali e culturali lontane anni luci da quelle dell’attuale maggioranza. Come al solito, ai posteri l’ardua sentenza. CRISTIANO BONELLI: FONDAMENTALE “ORGANIZZARE UNA STRUTTURA NUOVA” tolgono alla gente la voglia di entrare nella cabina elettorale e votare un proprio rappresentante. Lunedi 27 ottobre il Consiglio è stato speso interamente in un imbarazzante litigio tra i due gruppi riguardo l’approvazione del Comune di Roma riguardo alcune norme restrittive sull’ordine pubblico (tipo non accendere fuochi in strada, niente panni stesi dal balcone, o cose di questo tipo). Per un’ora di fila ogni consigliere faceva il suo intervento a riguardo, solo per mettere bocca sull’argomento. E come molte volte, ad un certo punto l’opposizione, per una protesta di cui il motivo è ancora misterioso, si è alzata abbando- urgenti per la sicurezza di una scuola del quartiere. La mozione è stata approvata solo dal Pdl, perché il Pd era di nuovo uscito, tutto in circa 30 secondi. 2 ore per discutere di Cardente che passa dall’altra parte, trenta secondi per una scuola. Il paradigma è sempre lo stesso: la ricerca del numero legale da parte della maggioranza e lo scopo di farlo cadere da parte dell’opposizione. Se i cittadini sapessero che sono loro a pagare il gettone di presenza per questo minuetto inutile di bassa politica locale, allora forse di fronte alle urne porrebbero maggiore attenzione. Il Presidente del IV Municipio ci spiega le ragioni dei suoi primi interventi a 6 mesi dalla sua elezione in un territorio vasto ed in piena espansione L [Giuseppe Valente] o scorso maggio, sull’onda lunga del successo del PDL, ha preso la guida del IV Municipio, per la prima volta sotto l’amministrazione del centrodestra. Consapevole di aver fatto promesse molto impegnative in campagna elettorale, dopo il suo primo semestre da “mini-sindaco”, Cristiano Bonelli ora fa il punto su i principali temi riguardanti il nostro territorio. Presidente, è possibile tracciare un bilancio dei primi mesi del suo mandato? È stato un inizio difficile perché in questa città la cultura di governo di centro-destra rappresentava una novità. Per me ciò ha significato instaurare un rapporto con tutte le realtà interne all’Amministrazione, dall’Ufficio Tecnico ai Vigili Urbani al Comparto Scuola e Servizi Sociali. Si tratta di centinaia di persone ed era mio dovere conoscere tutte le competenze, ma anche le varie richieste e situazioni di emergenza. Accanto a questo, abbiamo dovuto impostare il lavoro più prettamente amministrativo, dando risposte alle esigenze evidenziate durante la campagna elettorale. Devo dire che il forte radicamento che io ho in questo territorio per certi aspetti mi ha appesantito ulteriormente perché ho dovuto lavorare rapportandomi personalmente con centinaia di persone le quali, per altri versi, hanno costituito una risorsa per la conoscenza di tutti i quartieri del Municipio. In sintesi, in questi mesi abbiamo investito grande entusiasmo e grande energia per poter organizzare una struttura nuova sotto tutti i punti di vista. Quali sono gli interventi finora realizzati di cui siete maggiormente soddisfatti? Sulla sicurezza già ci siamo impegnati e abbiamo dato delle risposte visibili: su tutte, la campagna anti-prostituzione che è partita nel IV Municipio prima dell’ordinanza del Sindaco e grazie alla quale abbiamo potuto partecipare come primi attori alla stesura di quella stessa ordinanza. Inoltre abbiamo fatto bonificare e murare la cosiddetta “grotta degli orrori”, mentre le precedenti Amministrazioni si limitavano a cambiare ogni settimana il lucchetto. Abbiamo eliminato, con soluzioni mirate a lungo termine, il mercato delle merci rubate a Piazza Ennio Flaiano e abbiamo effettuato diversi interventi di sgombero e di lotta all’abusivismo commerciale. Sono risposte concrete anche se ancora parziali e intendiamo proseguire su questa linea. Rimangono però diversi insediamenti abusivi che generano preoccupazione tra una parte della popolazione. Non tutti sanno che l’ex Prefetto Mosca ha impedito di dare il via a qualsiasi sgombero per tutta la durata del censimento dei Rom da parte della Croce Rossa. Perciò abbiamo dovuto restare fermi e nel frattempo abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione con la Polizia di Stato a livello centrale, oltre che locale, per monitorare tutte le aree su cui a breve potremo intervenire. Recentemente sono stati sgomberati i locali dell’ex Horus Club: qual è la posizione della Giunta riguardo alla nuova destinazione d’uso della struttura? E ci saranno azioni di promozione degli spazi aggregativi? Ci sono due fronti dell’illegalità avallata per decenni dalle precedenti Amministrazioni in modo assolutamente superficiale. Uno, per quanto illegale, è legato a condizioni di disagio abitativo e socioeconomico: in questi casi l’Amministrazione e lo Stato hanno il dovere di dare delle risposte e non possono limitarsi a inviare le forze dell’ordine lasciando queste persone per strada. L’altro, invece, è caratterizzato politicamente e non può essere avallato da alcuno. Va detto anche che i ragazzi dell’Horus, dopo lo sgombero, stanno maturando: non sono più solo una spina nel fianco delle Amministrazioni di qualsiasi colore, ma stanno proponendo delle alternative per trovare spazi che a loro mancano. Ed è per questo che io ho avviato con loro delle trattative, il che non significa che l’Amministrazione chiede, ma che vuole capire e trovare delle soluzioni al problema reale degli spazi aggregativi. Non è possibile che un Municipio di 260.000 residenti non abbia neanche una stanza per aggregazione polivalente, culturale e artistica. Tra le prime cose che noi abbiamo fatto ci sono gli “angoli della musica”, che hanno riscosso successo e che non sono altro che dei palchi montati e completi di strumentazione per dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi in piazza Novembre 2008 POLITICA Pagina 3 ALESSANDRO CARDENTE “NON RINNEGO IL PASSATO. MA ORA È TEMPO DI PROGETTI, NON DI UTOPIE” L’ex Presidente del IV Municipio, all’indomani del suo passaggio tra le fila della formazione di Mario Baccini, ne motiva la scelta N [G.V.] elle ultime elezioni amministrative mancò di 500 voti la riconferma al primo turno, prima di essere inaspettatamente sconfitto al ballottaggio dal centro-destra di Cristiano Bonelli. In precedenza esponente dei Verdi, Cardente a maggio si era iscritto nel gruppo consiliare del PD. Ora, a sorpresa, abbandona il centro-sinistra e aderisce alla Federazione dei Cristiano Popolari. Quali ragioni ci sono alla base della sua scelta? Si è trattato di un’evoluzione della sua posizione politica o di un mutamento dell’azione del centro-sinistra? Entrambi gli elementi. Anzitutto, il PD, in quanto nuovo soggetto politico in grado di catalizzare l’attenzione, inizialmente sembrava aver avviato un processo di rinnovamento sia nella classe dirigente che nei contenuti, ma presto mi ha lasciato deluso. Indubbiamente, anche i rapporti con le forze politiche del centro-sinistra sul territorio non sono mai stati sereni nel corso di tutti i mesi della mia presidenza. A ciò si aggiunge la considerazione del cambiamento avvenuto nella società italiana e nel modo in cui questa si rapporta alla politica, come è emerso dalle ultime elezioni. Da qui è maturata la mia scelta, che - mi preme dirlo - è arrivata dopo aver ricevuto diverse offerte da partiti del centro-sinistra; inoltre, è corrisposta con l’assegnazione di un incarico di responsabilità a livello nazionale, essendo io stato nominato responsabile nazionale del dipartimento dell’ambiente nel nuovo partito. In che senso è cambiata la società italiana? Sono cambiati gli uomini, i valori e i rapporti con l’elettorato. Non metto in discussione certi valori di sinistra in cui mi sono riconosciuto e che continuo a considerare validi. Ma la società è cambiata nel senso che in questa fase non vuole più sentire discorsi utopici, vuole vedere progetti finalizzati e riscontrabili nel breve tempo: la gente pretende di essere partecipe e desidera che chi governa abbia uno stile decisionale. Nelle sue parole c’è una vena di autocritica? La mia autocritica consiste nell’essere stato troppo malleabile, per il bene dell’allora maggioranza: ho tenuto tutto dentro le mie stanze, mentre avrei dovuto avere più coraggio ed esternare la mia linea, come invece hanno fatto altri Consiglieri. Quando dico che sono cambiati gli uomini, dico che un tempo c’era una linea di partito che veniva seguita, c’era un Segretario che veniva ascoltato e che lavorava perché le proprie indicazioni avessero seguito. Le discussioni, magari molto accese, avvenivano nelle segreterie. Invece, io mi sono trovato con Consiglieri che rispondevano a esponenti vari del PD, che non riconoscevano i Segretari eletti e che si lasciavano andare a dichiarazioni sulla stampa anche offensive contro il Presidente, la Giunta e i Segretari. E poi c’è stata una sinistra critica che non è stata virtuosa nel dibattito di questi due anni. Mi riferisco al modo in cui è stata portata avanti la questione delle case occupate e a come ogni occasione veniva strumentalizzata, anche contro il Presidente, per ricavarne un pugno di voti in più, specialmente da parte di realtà poco rappresentate in Consiglio. A questo punto, che collocazione avrà nel quadro delle forze politiche del Municipio? E come pensa di portare avanti gli obiettivi del suo programma, sia pure dall’opposizione? Seguirò la stessa posizione che la Federazione dei Cristiano Popolari ha a livello cittadino, dove Baccini sostiene Alemanno pur non facendo parte del PDL. Io manterrò, almeno per i primi tempi, autonomia decisionale e voterò volta per volta secondo quanto ritengo opportuno, indipendentemente da chi presenta il provvedimento. Il mio programma di governo penso sia per molti aspetti condivisibile anche dall’attuale maggioranza ed era centrato attorno alla gestione del territorio e all’offerta di servizi, questioni su cui il colore politico finisce per avere un ruolo marginale. Quali saranno le priorità del suo lavoro in Municipio nei prossimi mesi? Darò un contributo a 360 gradi, trasversalmente alle varie deleghe e commissioni, sfruttando la mia esperienza di questi due anni. Le priorità in un Municipio così grande sono le solite: fogne, strade, marciapiedi, reperimento di fondi dal centro al Municipio. Per il bene del territorio sono pronto a dare qualsiasi forma di suggerimento, pur non chiedendo alcuna delega o carica. L’ambiente e i diritti civili sono da sempre due suoi cavalli di battaglia politica: cosa cambia ora nel perseguimento di questi impegni? Anzitutto, io non rinnego il mio passato e tutte le esperienze fondamentali per la mia formazione. Ora Il mio ruolo nel partito non è a livello municipale. In questo partito mi occuperò di ambiente, promuovendo un concetto più moderno e dinamico di ecologia. L’idea è che l’ambiente è fondamentale, ma al centro ci deve essere l’uomo. Quindi il disegno politico deve trovare un punto di incontro tra queste due entità fondamentali, attorno a progettua- lità riscontrabili. In questo senso, la sensibilità di Baccini è stata molto puntuale perchè ha capito che manca nel centro-destra una figura di riferimento su temi quali i rifiuti, l’energia rinnovabile o l’utilizzo dell’illuminazione. Qual è il suo giudizio sui primi mesi di operato della Giunta Bonelli? Mi sembra che questi primi tempi siano serviti per pianificare il lavoro e il giudizio potrà essere espresso solo tra qualche mese, anche perché gli appalti hanno una durata di 6-9 mesi. Mi auguro, per un buon svolgimento dei lavori, che si provveda al più presto al trasferimento della sede del Municipio, soprattutto per i dipendenti che si trovano in una situazione di lavoro un po’ precaria. La sua scelta susciterà perplessità tra gli elettori del centro-sinistra che la avevano indicata alla guida di quella coalizione politica: cosa si sente di dire loro per spiegare la validità del suo passaggio di schieramento? Sono convinto che gran parte dell’elettorato capirà, dal momento che in questi due anni ho impostato un dialogo corretto e lineare, lontano dal linguaggio politico: non a caso ho avuto molti voti da elettori del centro-destra e lo dimostrano i 5 punti in più che ho avuto se paragonato a Rutelli. Penso che la bontà del mio passaggio possa essere capita conoscendo le difficoltà che ho incontrato e quanto ho lavorato per rendere il meno visibile quello che è stato un vero e proprio abbandono da parte del centrosinistra nei miei confronti durante la campagna elettorale. E capiranno anche che vado a lavorare su un tema, quale quello dell’ambiente, che non ha un colore politico. ATTUALITA’ Pagina 4 LA MAGGIORANZA: “IL NOSTRO SARÀ UN GOVERNO DEI FATTI” Francesco Vaccaro, capogruppo PDL nel Consiglio di via Monte Rocchetta, sintetizza così la linea d’azione della Giunta guidata dal Presidente Bonelli U [Valeria Nevadini] n governo in grado di far seguire alle parole i fatti. È con questa definizione che Francesco Vaccaro, capogruppo PDL in IV Municipio, descrive gli obiettivi di prossima realizzazione da parte della Giunta Bonelli. Nella lista delle priorità da affrontare il primo posto è occupato dall’emergenza sicurezza. “Il bisogno di sicurezza è stato fin da subito percepito dai cittadini come una vera e propria emergenza – spiega – e ciò ha avuto un peso determinante nel nostro successo elettorale. Il lassismo e il buonismo con cui il centro – sinistra ha governato la città negli ultimi quindici anni – prosegue – sono alla base della crescita esponenziale dell’illegalità cui abbiamo assistito nel corso del tempo”. Diversi i provvedimenti messi in campo per arginare il problema, come il contrasto alla prostituzione in via Salaria e la bonifica di numerosi campi nomadi. “Abbiamo restituito le strade ai cittadini. Via Salaria, in particolare, era ormai preda del sesso a pagamento e i residenti non ne potevano più. I campi nomadi, poi, sono stati censiti e, quelli abusivi, rimossi. Il notevo- le calo di episodi criminosi ci conferma il successo di queste iniziative”. Secondo l’analisi compiuta dal consigliere Vaccaro, anche il recente sgombero dell’Horus si inserisce nel percorso di ripristino della legalità intrapreso dalla Giunta Bonelli. “Quella dell’Horus era un’occupazione illegale di un immobile privato su cui, prima o poi, si sarebbe dovuta porre la parola fine”. Per un obiettivo realizzato, altri attendono di passare dallo stadio progettuale a quello effettivo. Tra questi la lista d’attesa per gli asili nido “che provvederemo quanto prima a snellire”, la predisposizione di strutture ricreative, sportive e culturali per i giovani del quartiere e il sostegno alle piccole attività commerciali. Su quest’ultimo punto la riflessione è più ampia: “Nel nostro Municipio abbiamo assistito ad un’ imponente proliferazione di centri commerciali che hanno contribuito al declino del commercio locale – afferma – Quest’ultimo merita una salvaguardia particolare, perché è proprio la presenza dei piccoli negozi ad evitare che una zona si trasformi in un inquietante quartiere dormitorio”. Tra gli interventi in agenda anche un piano di restyling del territorio. “La pulizia dei parchi e il rifacimento del manto stradale sono la giusta premessa per migliorare l’immagine del nostro Municipio. Il decoro e l’ordine di un quartiere, infatti, costituiscono un biglietto da visita importante, sul quale investire. Chiederò quanto prima all’Ufficio Giardini di via Monte Rocchetta – conclude – la documentazione relativa agli interventi realizzati negli ultimi sei mesi. Sono molte, infatti, le problematiche che ancora persistono e quindi non si tratta più di un dato fisiologico, ma di una degenerazione patologica sulla quale intendo intervenire”. Novembre 2008 BEVILACQUA, “LA NUOVA SEDE DI VIA FRACCHIA PRONTA NEL 2009” L’Assessore ai Lavori Pubblici del IV Municipio, giudica imminente il trasferimento degli uffici anagrafici nella struttura di Talenti. L’ [Valeria Nevadini] annuncio trionfale era stato dato durante la passata consiliatura dall’ex presidente Cardente in persona: “Presto gli uffici anagrafici saranno trasferiti in via Fracchia, nel rione Rinascimento, in una sede di nuova costruzione e maggiormente idonea alle esigenze di cittadini e dipendenti”. A più di un anno di distanza (mese più, mese meno) da quella dichiarazione di intenti, la prevista struttura è sì passata dalla sfera progettuale alla realizzazione pratica rimanendo, però, ancora “disabitata”. Proprio così. Gli uffici anagrafici, infatti, continuano il loro lavoro nella sede attuale del IV Municipio, in via Monte Rocchetta. I disagi sono notevoli sia per i dipendenti (stanze senza aria condizionata, con finestre poco agevoli e impianti fatiscenti) che per i residenti (lunghissima la fila da fare prima di espletare una pratica). Lo stesso Bonelli, in passato avversario di Cardente e adesso suo successore alla guida della Giunta, aveva manifestato più volte la necessità di rendere operativo, quanto prima, il trasferimento degli uffici anagrafici nell’edificio in questione. La sua investitura, perciò, sembrava di buon auspicio per un’accelerazione della pratica, anche se si deve registrare un nulla di fatto. Almeno per il momento. A tranquillizzare gli animi, infatti, interviene Fabrizio Bevilacqua, assessore ai Lavori Pubblici del IV Municipio, che assicura la pronta risoluzione della vicenda, azzardando una data: “Posso affermare con ragionevole certezza che entro i primi mesi del 2009 riusciremo a completare il progetto di trasferimento degli uffici anagrafici in via Fracchia. Stiamo procedendo – conclude – in modo spedito e quindi daremo ai cittadini le risposte che si attendono”. Quanto al ritardo nel dare avvio al previsto trasloco, l’assessore Bevilacqua puntualizza: “Non è esatto parlare di ritardo, in quanto la tempistica dichiarata a suo tempo da Cardente era irrealizzabile. Basti pensare – prosegue – al numero di dipendenti da assegnare alla nuova sede, circa 300, e alla necessità di predisporre almeno un centinaio di parcheggi. Sono interventi che richiedono il loro tempo e di certo non si attuano in pochi mesi”. Quanto al “j’accuse” lanciato dal consigliere Corbucci (PD) in merito alla presunta, ed esosa, cifra chiesta dal Presidente Bonelli al comune di Roma per procedere al trasferimento effettivo nella nuova sede, l’assessore Bevilacqua sceglie di non raccogliere la provocazione, ritenendola una “polemica che lascia il tempo che trova e che si commenta da sola”. L’OPPOSIZIONE DEL IV MUNICIPIO: “MOBILITA’, FONDI PER IL SOCIALE ED EMERGENZA ABITATIVA” Queste le priorità da affrontare secondo Riccardo Corbucci, consigliere in quota PD e vicepresidente del Consiglio Municipale di via Monte Rocchetta M [V. Nevadini e L. Gentile] obilità, fondi per il sociale (nei quali includere la predisposizione di nuovi asili nido) e un piano di intervento per l’emergenza abitativa. Queste, secondo Riccardo Corbucci, consigliere in quota PD e vicepresidente del Consiglio Municipale di via Monte Rocchetta, le problematiche “scottanti” su cui la classe politica locale è chiamata a confrontarsi. “Con il termine mobilità – precisa – mi riferisco all’effettiva realizzazione delle stazioni della metropolitana a piazza Conca d’Oro e in via Scarpanto. In quest’ultima zona la viabilità è a dir poco critica e sarà necessario, quindi, agire di concerto con gli abitanti e i commercianti, evitando il ripetersi dei disagi che, a piazza Conca d’Oro, hanno compromesso la qualità di vita e la mobilità di cittadini e residenti”. Una situazione affrontata con più tempestività in ambito comunale. “La commissione comunale alla Mobilità, presieduta dal consigliere Antonello Aurigemma, ha dato avvio, fin da subito, a delle concertazioni con i cittadini – prosegue - Devo riconoscere che stanno agendo nel verso giusto, anche se la stessa celerità non può riscontrarsi in sede municipale”. Ma è in ambito sociale, secondo Corbucci, che si giocherà la partita più importante: mantenere alti gli standard di qualità e assicurare una costante disponibilità economica è ciò cui tende la linea d’azione espressa dal PD. “A questo proposito ho condotto una personale battaglia per far passare in ambito comunale – commenta - la variante al bilancio. Questo ci ha consentito di destinare parte dei fondi all’assistenza domiciliare ai disabili”. Un’attenzione, quella per il sociale, che si coniu- ga con la necessità di provvedere alla carenza di asili nido pubblici, in grado di soddisfare la domanda da parte di centinaia di famiglie. I numeri parlano da soli: “Sono oltre 700 i bambini in lista d’attesa per gli asili nido. La cifra è alta ma non deve stupire, visto che il nostro è un territorio tra i più popolosi di Roma”. E poi c’è l’emergenza abitativa, vera e propria piaga sociale di questi tempi. Il IV Municipio, tra l’altro, è risultato essere il territorio con il più alto numero di occupazioni, atti estremi e illegali certo, ma compiuti da persone senza casa, colpite dal rincaro di mutui e affitti o da interminabili anni in lista d’attesa. “Mi fa piacere che il sinda- co Alemanno abbia pensato ad un piano di edilizia popolare. Il problema è molto sentito e non si può rimandare. Ma occupare rimane un’azione illegale: io c’ero quando i comitati di lotta per la casa occuparono alcuni stabili, già venduti, in zona Casale Nei. I futuri proprietari avevano stipulato un mutuo con le banche, si erano indebitati, per poi trovarsi, d’improvviso, nell’impossibilità di entrare in possesso della propria abitazione, regolarmente acquistata. Anche questo è assurdo”. In tema di occupazioni, è d’obbligo una battuta sul recente intervento delle forze dell’ordine per porre fine all’occupazione dell’ex Horus Club, in piazza Sempione. “Il PD ha sposato da tempo la linea della legalità e io, in quanto esponente di questo partito, non posso che condividere pienamente questa impostazione. C’è bisogno – continua – di operare una distinzione tra occupazioni finalizzate alla creazione di centri culturali e occupazioni strumentalizzate da una parte politica, che spesso ricorrono ad azioni illegali come l’appropriazione di strutture private. L’ex Horus, a mio avviso, rientra in questa seconda categoria”. E proprio l’alto numero di occupazioni sarebbe stato all’origine della sconfitta elettorale di Alessandro Cardente, candidato alla carica di presidente del IV Municipio con la scomparsa Sinistra Arcobaleno: “È una mia personale convinzione – conclude Corbucci – ma credo che l’ex presidente Cardente abbia perso l’occasione di sedere nuovamente a capo della Giunta di via Monte Rocchetta a causa dell’enorme ondata di occupazioni che ha travolto il IV Municipio. I cittadini si sono sentiti meno sicuri e meno protetti, perché questa emergenza (che pure esiste) non è stata affrontata adeguatamente”. MOBILITA’ Novembre 2008 BATTERIA NOMENTANA/ STAZIONE TIBURTINA, SI ALLUNGANO I TEMPI DEI LAVORI Diventerà un importante snodo ferroviario per tutta Italia. Prevista una sola corsia per la Tangenziale Est C [Marco Giuliani] ome ha annunciato pochi giorni fa l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma Fabrizio Ghera, i lavori della tangen- Nomentana pertanto, sarà percorribile ancora per molte settimane ad una sola corsia, ovvero sino a quando verrà riaperta totalmente la circonvallazione interna. Continua un po’a rilento dunque, la Pagina 5 IL 60 EXPRESS CAMBIA PERCORSO Una delle linee principali che servono il nostro municipio, ora si fermerà alla stazione Termini invece che a Ostiense, è polemica S [Luca Coniglio] uccedono davvero strane cose in questa città, probabilmente incomprensibili per chi viene da un altro paese, oppure forse basta andare in qualche città del nord e chiedere se da loro è possibile che il comune da un giorno all’altro cambi, anzi “tagli” il percorso di una delle linee atac principali che passa nel nostro quartiere, e non solo. Si perché da praticamente una settimana, il 60 express, autobus che tutti conoscono, collegamento fondamentale da largo Pugliese fino p.le Partigiani, all’Ostiense, subisce un decurtamento di percorso, che lo farà arrivare solo fino alla stazione Termini. Una decisione quantomeno discutibile, spiegata dall’Atac, (come al solito molto poco comunicativa) “IN IV MUNICIPIO DANNEGGIATO IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE” E’ quanto afferma Marchionne (Pd) che segnala i disagi degli utenti sui nuovi tragitti dei bus I [Marco Giuliani] l consigliere del Partito Democratico di Roma IV Paolo Marchionne ha espresso, in una nota diffusa alle agenzie alcune ore fa, il suo disappunto rispetto alle variazioni subite da diverse linee di autobus direttamente collegate a Roma Montesacro. Nel comunicato si legge: “Da alcuni giorni è stata dimezzata la linea del “60 Express”che da Montesacro arrivava a Piazza Venezia ed ora viene invece bloccato a Piazza della Repubblica, e ciò costringe gli utenti a cambiare i mezzi. Questo unicamente per salvaguardare la nuova pavimentazione in sampietrini di Via Nazionale. Non è ziale est relativi al lato Batteria Nomentana verranno completati solo all’inizio del 2009. Il tratto compreso tra Ponte Lanciani e la stessa Via prosecuzione del nuovo collegamento tra Roma est e il Tiburtino, che è finanziato dal Comune di Roma per una cifra pari a 700 milioni di euro. con la scelta di non far passare i “jumbo bus”, cioè quelli doppi, lungo via Nazionale. Il percorso alternativo proposto, è ancora più discutibile, visto che i cartelli all’interno degli automezzi consigliano, per chi deve arrivare a p.le Partigiani di scendere a Termini e prendere la metro per arrivare alla stazione di piramide. Una bella differenza rispetto ad una linea che era diretta, una vera comodità, e che ora certo non incoraggerà i dubbiosi che non sanno se usare il mezzo privato o la mobilità pubblica (ma un ente come l’atac non dovrebbe cercare di fare esattamente l’opposto? Dulcis in fundo, siamo costretti, visti questi discutibili cambiamenti a mettere in discussione tutta la linea stessa, che arriverà alla stazione Termini, proprio come il 90 express, che fa un percorso sinistramente simile a quello del 60, anche quando passa dalle nostre parti. L’appalto, detenuto da Rete Ferroviaria Italiana, dovrebbe concludersi entro il 2010, anno in cui verrà inaugurata la nuova (e tecnologica) Stazione Tiburtina. La realizzazione, suddivisa in tranches temporali e logistiche, sarà ultimata con le “aperture” su Via Salaria, San Giovanni e la A24. A detta delle autorità delegate alla gestione del progetto, nel sottopasso ferroviario e nella galleria che collegheranno il Nomentano a Pietralata sorgeranno parcheggi, piazze, parchi e piste ciclabili. Il tutto corredato da negozi, servizi ai viaggiatori, tecnologie hi-tech e impianti bioclimatici. tutto, poiché l’Amministrazione del II Municipio ha permesso che riaprisse il traffico alle auto private su gran parte del quartiere africano, rallentando e modificando così i tragitti dei bus e provocando ripercussioni negative anche in IV Municipio, il quale è a ridosso del II. Stessa pratica si vorrebbe adottare anche in zona Conca d’Oro, dove il traffico in alcuni punti è permesso solo ai mezzi pubblici (per via dei cantieri della nuova Metro) e non è detto che non accada. Probabilmente si è di fronte ad un attacco al servizio pubblico locale.” Con questa polemica Marchionne ha chiuso il suo comunicato di dissenso riguardo alla gestione delle linee degli autobus collegate a Roma IV. FOTONOTIZIA LA STAZIONE NOMENTANA ALLAGATA E COPERTA DAL FANGO [Marco Giuliani] Dopo i fortissimi temporali che hanno colpito Roma nei giorni scorsi, diversi punti della città hanno subito allagamenti e sono state centinaia le chiamate ai Vigili del Fuoco. Tra i siti maggiormente interessati anche la Stazione Nomentana, ricoperta al suo interno da fango e acqua. MONTESACRO Novembre 2008 PIAZZA SEMPIONE RIMPIANGE IL SUO TEATRO STORICO La richiesta ufficiale della destinazione pubblica e culturale dell’Horus emerge a piena voce dopo gli ultimi accadimenti D Sert di via di Montesacro, IL TRASFERIMENTO NON RISOLVE IL PROBLEMA S [Vincenzo Amicucci] [Manuela Zazzara] opo lo sgombero dell’Horus attuato dalla polizia lo scorso 21 ottobre, in Piazza Sempione, per molti a causa della speculazione edilizia che attanaglia la capitale negli ultimi tempi, ecco che emerge l’esigenza di un dialogo, un tavolo di trattative tra l’amministrazione municipale e le esigenze dei cittadini rimasti senza un punto di riferimento, forti dei loro rappresentanti ma amareggiati dell’accaduto, della perdita di un luogo dove – a detta degli occupanti - si poteva dare spazio alla propria creatività; ma non solo, era ritenuto da molti anche come un centro propulsore, attraverso le Reti Horus, di assistenza verso le esigenze del proprio territorio, oltreché culturali, anche abitative. Schierati alla riappropriazione di quanto perduto sono il PRC - Circolo “Bruno Pagnozzi” e l’ Associazione Astra - Palestra Popolare Valerio Verbano; inoltre tutti coloro che nell’Horus ci contavano. Adesso, in prima linea, la vertenza per la destinazione pubblica e culturale dell’Horus e la richiesta ufficiale alla Regione Lazio di riconoscere e valorizzare le reti sociali e culturali che hanno promosso il progetto dell’Horus, attraverso la partecipazione al tavolo interistituzionale già avviato con Comune e Municipio IV, includendo tutte le parti interessate. Questa richiesta giunge supportata dal fatto che la Quarta, oltre a soffrire di una emergenza abitativa pesante, scarseggia di luoghi di ritrovo sociale e riproduzione culturale accessibili a quanti non si possono permettere gli strumenti onerosi che ci offre la società odierna; inoltre nella vertenza si evince a gran forza la richiesta alle Istituzioni di riconoscere e garantire l’operato delle reti sociali che hanno e vogliono ancora promuovere progetti pubblici e culturali di vitale importanza per i quartieri di una vasta metropoli come Roma. Intanto si raccolgono consensi per un movimento finalizzato alla riaffermazione della democrazia e del diritto, per la violazione – secondo il PCR – della libertà alla auto-organizzazione sociale. Staremo a vedere i risvolti di questo “scacco matto” dell’amministrazione di Alemanno, nella speranza di un sano dialogo e confronto. VIALE GOTTARDO E IL COMMERCIO INGABBIATO I Pagina 7 ul Sert di via di Monte Sacro grava da tempo l’ipotesi di spostarlo in altro luogo. Per gli operatori, dare sostegno a chi è tossicodipendente, non dipende dal luogo dove questo si effettua, se non per quanto attiene alla pulizia degli ambienti e la qualità delle dotazioni sanitarie. Questo però non vuole dire che si possa o si debba lavorare in questi ambiti come se si producesse una macchina fotocopiatrice o fare una suola nuova a delle scarpe vecchie. Per tutti, lavorare o frequentare un luogo cupo e malsano, è fonte di maggiore stress, e vediamo che, dove si svolgono attività pubbliche, ognuno cerca di portare un po’ di umanità con l’idea di migliorarne l’aspetto. Purtroppo, questo ha, spesso, un esito inutile e deprimente. Infatti, come nel caso delle campagne anti-fumo e anti-droga, non si sensibilizzano nel modo migliore i destinatari dei messaggi deterrenti. Si è verificato, in America, ma, anche in Europa, in Grecia, per esempio, che le campagne che enfatizzano gli effetti devastanti delle droghe o del fumo sul cervello, sono non solo inutili, ma, addirittura pericolose. Perchè si fanno? La domanda è questa: le famiglie, la scuola devono essere coinvolte, anche se non si è compreso ancora completamente in che modo. Anche il parroco può essere terminale di un progetto di lotta alle “sostanze”: ma dove è la differenza se lo incontriamo al Sert di via di Monte Sacro o in un altro luogo? LA CONSUMER ADVOCACY DALLA PARTE DEL CITTADINO, PER UN “UTENTE” PIÙ INFORMATO Una guida su tutti i fronti, nuova e sicura, per i consumatori del territorio Le proposte dei negozianti per conciliare aziende e viabilità [Giuseppe Valente] l piccolo commercio è in difficoltà, questo è risaputo, e il nostro Municipio non costituisce certo un’eccezione. La crisi economica e la concorrenza della grande distribuzione impongono agli esercenti uno sforzo straordinario per mantenere le proprie clientele legate da rapporti di fiducia: e così, quando vengono ad aggiungersi ulteriori problemi relativi all’organizzazione degli spazi e del lavoro, succede che siano anche i diretti interessati a proporre soluzioni in grado di conciliare le diverse esigenze in campo. La regolazione della viabilità di Viale Gottardo da circa dieci anni a questa parte ha provocato, a detta dei titolari dei negozi, una netta diminuzione della presenza di acquirenti, in un quartiere come il nostro con molti abitanti anziani per i quali spesso l’automobile è di fondamentale utilità. In particolare, due possibili varianti alla regolazione del traffico potrebbero produrre un miglioramento sotto questo punto di vista. Un primo problema è legato all’attuale necessità, per coloro che hanno bisogno di usare l’automobile per fare i propri acquisti, di dover provenire da Via Maiella prima di immettersi su Viale Gottardo: ciò significa che, una volta oltrepassata l’area del mercato, chiunque si trovi nella seconda metà di Viale Gottardo e più oltre nell’area dell’ansa dell’Aniene deve guidare lungo Via Cimone fino a Piazza Sempione per poter poi tornare indietro. «Può essere scoraggiante dover compiere un giro in macchina così lungo, specie in giornate piovose, quando si crea traffico in fondo a Via Cimone: quindi, si rinuncia spesso ad acquistare qualche prodotto “al volo” o a ritornare indietro per comprare gli articoli appena “dimenticati” della spesa», osserva Marcello Sellitto, che gestisce lo storico negozio di articoli per animali di Viale Gottardo. Sellitto, perciò, propone un intervento in grado di risolvere facilmente questo inconveniente: «Basterebbe ripristinare il doppio senso di marcia nel tratto di Via di Monte Sacro compreso tra Viale Gottardo e Via Monte Serrone e invertire, allo stesso tempo, gli attuali sensi di marcia di Via Cervino e di Via Monte Serrone stessa. Così facendo, si cree- rebbe un percorso alternativo e più rapido per raggiungere il tratto di Viale Gottardo interessato dal mercato e dalla maggior parte dei negozi». Altra questione di antica data inerente alla viabilità di Viale Gottardo è la chiusura al traffico delle autovetture nelle ore comprese tra le 6 e le 17 nei giorni di mercato, nel tratto compreso tra l’incrocio con Via Nomentana e quello con Via Monte Selva. Secondo i commercianti, tale regolazione allontana in quell’orario molti clienti che si muovono in automobile, specialmente quelli che non devono fare acquisti dai banchi del mercato. Alcuni aderenti all’Associazione Commercianti “Città Giardino” propongono, quindi, una serie di misure per alleviare questi disagi: si potrebbe ripristinare una corsia per il passaggio delle automobili, lasciando che gli autobus continuino a seguire il percorso esterno lungo Via di Monte Sacro. La superficie da destinare alla corsia è attualmente occupata dai banchi rotativi, i quali potrebbero beneficiare di una sistemazione più razionale all’inizio della strada oppure occupare gli spazi vuoti presenti ai bordi dell’area dei chioschi di Piazza Menenio Agrippa, e dunque in una posizione commercialmente vantaggiosa. Infine, occorrerebbe un maggior impegno per il rispetto della puntualità nella chiusura del mercato, prevista per le ore 14: i lavori di pulizia svolti dall’AMA potrebbero così terminare prima delle 17, permettendo in tal modo il passaggio delle macchine per un tempo maggiore. Queste misure potrebbero essere adottate, se non altro, in via sperimentale. Da questo punto di vista, i commercianti montesacrini sembrano piuttosto fiduciosi. Ci dice Gian Domenico Renzi, Presidente dell’Associazione Commercianti Città Giardino: «Dopo anni di sconfortante disinteresse istituzionale, siamo notando un vivo interesse per la tutela dei piccoli esercizi commerciali da parte della Giunta Bonelli. Ci è già capitato di sensibilizzare il Consigliere Stefano Ripanucci su alcune problematiche della zona e abbiamo constatato un suo tempestivo interessamento. Questo ci fa ben sperare per una presa d’atto del problema viario dell’area di Viale Gottardo». [Manuela Zazzara] Consumer Advocacy. E’ un’associazione senza fini di lucro, indipendente e autonoma, con sede in via Pelagosa n. 3 a Montesacro. E’ formata da un gruppo di cittadini e di esperti, che ha diversi scopi. Innanzi tutto quello di difendere i diritti dei consumatori e degli utenti, sia privati che associati, sul fronte del diritto alla salute, della sicurezza, guardando anche alla qualità dei prodotti e dei servizi, all’ informazione e alla corretta pubblicità, all’educazione al consumo. Ci si può rivolgere allo sportello anche per avere una guida sulle procedure conciliative (composizione extragiudiziale di piccole controversie detta anche ADR, ossia alternative dispute resolution), per chiedere consulenza sulla correttezza dei contratti e sull’ erogazione di servizi pubblici. Inoltre la consulenza riguarda anche le c.d. “cartelle pazze”, per contestare multe e bollette telefoniche, oltreché per pubblicità ingannevole e le difficoltà per eseguire esami diagnostici presso le Asl; ed ancora per i disservizi nel mondo dei viaggi. In aggiunta, Consumer Advocacy non solo mira alla tutela dei consumatori nei confronti di istituzioni pubbliche o private, ma ragguaglia pure gli utenti sui loro diritti e sugli strumenti a disposizione da usare a supporto, nell’ottica di una più ampia e sana informazione, che va ad indottrinare, sull’argomento “consumo”, dal singolo cittadino ai mass media. Ci si può rivolgere all’associazione su appuntamento, contattando gli operatori al numero 06.64.50.25.75 – attivo tutti i giorni - o, anche solo per informazioni, mandando una email all’indirizzo: [email protected]. Novembre 2008 ARTE LA GALLERIA NARDI INAUGURA LA PERSONALE DI LUCA BELLANDI L’artista livornese espone le sue opere nello spazio di via Arturo Graf, 74, da 40 anni all’avanguardia nell’arte contemporanea D al 29 Novembre al 5 Gennaio 2009 la Galleria Nardi di via Arturo Graf ospiterà le opere di Luca Bellandi, straordinario artista toscano, nato a Livorno nel 1962 e tra le voci più autentiche della pittura italiana di questo inizio millennio. I suoi poemi pittorici sulla bellezza sono un segreto da scoprire tra una sfumatura di colore, tra le pieghe di un vestito: un mondo seducente e misterioso dove protagonisti assoluti sono gli oggetti dispersi nella memoria del quotidiano, negli interstizi del non visibile. Nelle sue opere si nota un certo condizionamento della sua frequentazione dell’Istituto d’Arte di Firenze, dai classici fino all’underground americano. Lo stile di Bellandi è calligrafico e gocciolante, la sua è una gestualità fresca e veloce che traccia sulla tela frammenti irripetibili e poetici, suggerisce impressioni, evoca atmosfere, apre varchi verso mondi lontani per loro natura fuggevoli e fluttuanti. Dobbiamo ancora mettere in evidenza, inoltre, la grande sensibilità della Galleria d’Arte Nardi di via Arturo Graf, 74, sempre puntuale a mettere a disposizione i propri spazi a veri e propri eventi figurativi, come questo di Bellandi. Per visitare la mostra e informazioni sul pittore telefonare al numero 06.8271920. Seguirà cocktail Pagina 9 BUFALOTTA Pagina 10 Novembre 2008 CASAL BOCCONE: MUSICA E INCONTRI A PORTA DI ROMA DISCARICHE A CIELO APERTO... NO GRAZIE! Continua presso Fnac un ricco programma di eventi: dai Negrita a Pino Insegno, da Il Genio al Guitar Hero Tour. Forse a dicembre Marzocca e i Subsonica M U [Valentina Pietrini] aterassi, frigoriferi, buste di plastica piene di calcinacci, cartone, legna ma anche lampade, bottiglie e altri rifiuti domestici, questo è il panorama che si può ammirare attraversando via Casal Boccone in direzione Bufalotta. La zona, tra le più trafficate del quartiere Talenti, è ormai diventata una vera e propria mini discarica a cielo aperto, con materiale edile, suppellettili, elettrodomestici ed immondizia varia che giorno per giorno si va accumulando, a poche centinaia di metri dalle nuove abitazioni del Rione Rinascimento, lungo i margini della strada quasi ad invadere la corsia non senza un reale rischio per la sicurezza degli automobilisti che, quotidianamente, vi circolano. Il Comune di Roma, da metà giugno ha avviato la campagna di pulizia e recupero del territorio capitolino partendo proprio dal IV Municipio con la bonifica delle diverse discariche abusive sorte nella Riserva Naturale della Marcigliana eppure non sono solo le aree protette a soffrire di questo fenomeno ormai diffuso, basti pensare ai cumuli di rifiuti depositati accanto ai cassonetti dell’immondizia, speriamo, quindi, che l’iniziativa raggiunga presto anche le vie della nostra città. La responsabilità più grande rimane, comunque, a noi singoli cittadini che per primi abbiamo il dovere di mantenere pulite le strade in cui viviamo. [Massimiliano Cacciotti] Invece di utilizzare il metodo “fai da te”, abbandonando dove capita ogni genere di materiale, magari approfittando della scarsa visibilità o lavandoci la coscienza con la presenza di altri rifiuti, dovremmo innanzitutto, informarci sulle isole ecologiche e i centri di raccolta presenti nel nostro quartiere di residenza. Strutture completamente gratuite e attrezzate nella raccolta e l’avvio al recupero di tutti i rifiuti che non possono essere smaltiti nei cassonetti stradali (ad esempio mobili, elettrodomestici, computer, telefonini, calcinacci, ferro, potature e altro n.d.r.). I punti di raccolta del IV Municipio sono quelli dell’ “Ecostazione” di via Gino Cervi (zona Vigne Nuove) e l’Isola Ecologica di via dell’Ateneo Salesiano (Monte Cervialto). Per maggiori informazioni l’AMA ha istituito il numero verde: 800 867 035 e il sito www.amaroma.it. Ora non abbiamo scuse. n ricchissimo novembre ha caratterizzato il programma dello Spazio incontri della Fnac di Porta di Roma, la libreria-spazio multimediale che, come è ormai tradizione, sforna ogni mese i più interessanti eventi che abbiano luogo nel nostro quartiere. Dopo la presentazione, giovedì 6, del nuovo album dei Negrita “Helldorado”, si è proseguito con l’arrivo di Pino e Claudio Insegno, coadiuvati dalla bravissima cantante Rosanna Casale, che hanno presentato il loro spettacolo “Sessualmente scorretti” in scena in questi giorni a Roma al Nuovo Teatro Colosseo. Il 12 è stata la volta di un duo da me personalmente molto amato: Il Genio, alias Alessandra Contini e Gianluca De Robertis, gruppo elettro-pop che, con ironia, sta rinnovando la tradi- BUFALOTTA MULTIRELIGIOSA Il “Kaikan” Buddista, la “Betel” dei Testimoni di Geova e presto il primo “Tempio Mormone” d’Italia: nella zona della Bufalotta sono presenti le sedi nazionali di molte religioni non cattoliche. La nostra inchiesta su questa curiosa e sorprendente “concentrazione di spiritualità” F [Massimiliano Cacciotti] orse in pochi lo sanno, ma nell’area della Bufalotta vi è una fortissima concentrazione (la più alta a Roma) di luoghi sacri di religioni non cattoliche. Se si esclude la grande Moschea di Monte Antenne (posta in una zona comunque confinante col territorio del IV Municipio) e la Sinagoga di Lungotevere, tutte le maggiori religioni non cattoliche professate in Italia hanno scelto di situare il proprio tempio più importante o la propria sede nazionale nella zona della Bufalotta. In via della Bufalotta si trova infatti la “Betel”, sede italiana dei Testimoni di Geova. In via della Marcigliana il “Kaikan” buddista, tempio e centro culturale di quel buddismo “Soka Gakkai” che è il più professato nella penisola, mentre a due passi dall’Ikea e dal Centro Commerciale Porta di Roma sta per sorgere un “Tempio Mormone”, il primo non solo d’Italia, ma di tutta l’area del Mediterraneo. A chi si chiedesse il perché di una tale concentrazione di templi non cattolici, verrebbe superficialmente da rispondere che questo nasca dalla forte immigrazione straniera avvenuta negli ultimi anni, che ha portato in Italia nuove (almeno per noi) religioni prima sconosciute, le cui sedi si sono ovviamente concentrate in aree di più recente urbanizzazione (come appunto la Bufalotta). Ma se questo discorso può essere valido per la religione islamica, è invece assai distante dalla realtà per quanto riguarda proprio le religioni professate nella zona della Bufalotta. Partiamo ad esempio dal Buddismo. Si potrebbe pensare che l’arrivo di immigrati cinesi o tibetani abbia sviluppato questa religione e reso necessaria la nascita di un centro di raccolta e di preghiera per gli adepti. Ma se si prova a fare due passi al “Kaikan” di via della Marcigliana si capirà subito che la realtà è molto diversa. Il “Kaikan” ha sede in alcuni grandi casali, immersi nel verde, in un’atmosfera molto bucolica e già per sua natura molto “spirituale”. La sede, che come detto in precedenza è sia luogo di preghiera che centro culturale, presenta, oltre ad alcune sale in cui si svolgono i riti e gli incontri religiosi, anche una libreria tematica e un negozio che si potrebbe definire “ecosolidale”. Passeggiando in quei luoghi ed entrando nelle sale in cui vengono recitati i “mantra”, sfido chiunque a trovare anche una sola faccia non dico cinese, ma anche lontanamente “orientale”. Ecco perciò evidentemente l’immigrazione cinese o tibetana in Italia non ha nulla a che vedere con lo sviluppo e la diffusione del buddismo. Oltre tutto il buddismo “Soka Gakkai” che si professa al “Kaikan” è un tipo di buddismo che viene dal Giappone e non dalla Cina o dal Tibet. Il successo del buddismo “Soka Gakkai” è quindi dovuto all’adesione di numerosi italiani (il più famoso è Roberto Baggio) a questa religione, una religione che sottolinea principalmente i benefici che gli adepti possono ricevere dalla preghiera (detta nel lessico buddista “la pratica”), che sono diversi, spesso molto concreti e facilmente comprensibili dal pensiero occidentale: ad esempio possedere denaro, una macchina nuova, trovare casa, incontrare la donna giusta, superare gli esami, concludere un contratto, vincere alle lotterie, segnare il gol fata- zione anni sessanta/settanta della coppia Gainsbourg e Birkin di “Je t’aime moi non plus”, tra voci soffiate e atmosfere ammiccanti, come dimostra il loro singolo “Pop porno”. La seconda metà del mese di novembre sarà invece dedicata soprattutto a una serie di presentazioni di nuove produzioni editoriali. Il 29 e 30, si passerà ad un grande appuntamnto per i giovani appassionati di musica, con una sfida fra band per il torneo internazionale di Guitar Hero su PS3, che vedrà svolgersi la sua finale a Madrid. A dicembre tornerà infine la musica e lo spettacolo, con la presentazione del nuovo lavoro live dei Lost il 2 dicembre e (ma non è ancora confermato), sempre per i primi di dicembre, un doppio straordinario incontro con Marco Marzocca e con i Subsonica. Inoltre, come sempre, ogni sabato e domenica, eventi e spettacoli dedicati ai bambini. “GEOVIAGGIANDO”, UNA GUIDA NELLA NOSTRA STORIA L’associazione presenta a Fnac il suo programma I [Marco Giuliani] le alla partita decisiva dei Mondiali (a Baggio però non andò esattamente così). Anche i Testimoni di Geova (come sanno i tanti che si sono visti citofonare a casa da qualcuno degli adepti e recapitare giornali come “La Torre di Guardia”) sono, nella stragrande maggioranza dei casi, italianissimi. In via della Bufalotta si trova la “Betel”, sede italiana di questa religione. La “Betel”, per i Testimoni di Geova italiani, non è solo un grande centro spirituale e culturale, ma per certi versi è una sorta di “paradiso terreno in tempi moderni”, tanto che esiste anche un fenomeno (assai poco conosciuto da parte di chi non è un adepto) di immigrazione di Testimoni di Geova da altre zone, non solo di Roma, ma dell’intera penisola, proprio per poter diventare “Beteliti”, cioè per poter lavorare come volontari all’interno del centro, un luogo che viene vissuto da loro come una sorta di “terra promessa”. Ad un paio di chilometri di distanza dalla sede centrale, in cui si svolgono gli incontri religiosi, vi è anche una sorta di “Betel Due”: capannoni industriali, parzialmente riconvertiti in alloggi, in cui ha sede la tipografia in cui vengono stampati i famosi opuscoli che molti di noi trovano nelle cassette della posta, oltre ad officine di varia natura. Inoltre, lungo il percorso fra i due centri, la maggior parte dei villini che si possono vedere sono stati acquistati proprio dalla “Congregazione”, così come molti terreni e fattorie della zona. Insomma, tutta l’area è una sorta di microcosmo gestito quasi interamente dai Testimoni di Geova. Chissà se qualcosa di simile avverrà in futuro anche nell’area antistante l’Ikea e il nuovo centro commerciale Porta di Roma, visto che in quella zona dovrà sorgere il primo Tempio Mormone d’Italia. Il terreno in cui verrà costruito, acquistato dai mormoni nove anni fa, è in via di Settebagni, proprio accanto alla sede dell’Agenzia delle Entrate: un campo di 60 mila metri quadri, attualmente coltivato a ulivi. “Ci vorranno dai tre ai cinque anni per costruire il Tempio”, ha dichiarato Massimo De Feo, presidente della comunità mormona capitolina (che può vantare 2.500 membri). In realtà potrebbe occorrere molto meno tempo, salvo ostacoli burocratici o politici, ostacoli che comunque gli ottimi rapporti esistenti col Vaticano (quella mormona è l’unica, forse, fra le religioni cristiane non cattoliche ad avere rapporti tanto solidi e distesi con la Chiesa di Roma) potrebbero aiutare a risolvere rapidamente. Non sappiamo se la comunità dei Mormoni creerà un nuovo microcosmo come quello dei Testimoni di Geova (non pensate però a qualcosa di simile agli Amish: i Mormoni sono altamente tecnologici e non passeggiano sulle carrozze vestiti in abiti di altri tempi), ma quel che è certo è che la zona si arricchirà ben presto di una nuova e numerosa comunità religiosa. l megastore culturale Fnac ha ospitato il vernissage del programma 2009 dell’associazione naturalista “Geoviaggiando”, che tra le numerose iniziative intraprese da qui all’anno venturo, prevede anche un giro turistico del IV Municipio comprensivo della rivisitazione della sua storia secolare. E così saranno ammirati monumenti, luoghi e quartieri dei quali non tutti conoscono significati e caratteristiche, come allo stesso tempo saranno riscoperte le ampie aree verdi che fortunatamente ancora possiede il territorio di Roma IV. L’incontro di presentazione che illustra il percorso avviene alla Galleria Fnac di Porta di Roma, ed è una delle tappe che caratterizzeranno gli itinerari a sfondo culturale e naturalistico di Geoviaggiando. Ogni giro turistico sarà coadiuvato da una guida esperta in materia di scienze naturali e geologiche in grado di soddisfare le richieste di conoscenza e apprendimento dei partecipanti. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.geoviaggiando.it oppure chiamare il n u m e r o 06/98183087 . Pagina 12 SPECIALE PORTA DI ROMA Novembre 2008 PORTA DI ROMA: CEMENTO Un panorama sconcertante di una periferia nord Montesacro in stato di abbandono. tutto questo concedendo allegramente le licenze (Comune di Roma) e gli i Una visita guidata a Porta di Roma fra le case appena acquistate e i problem S di Riccardo De Cataldo e vogliamo conoscere a fondo questo nuovo quartiere-cantiere, allora dobbiamo iniziare la nostra visita dalle case popolari di via delle Vigne Nuove, che quasi senza accorgersene si sono viste proiettate all’ interno del nuovo mondo residenziale Porta di Roma. Una viabilità rivoluzionata, fatta di stradoni, rotatorie improvvise, marciapiedi inesistenti, circolazione improvvisata e verde pubblico in stato di putrefascenza. In direzione centro commerciale, sulla destra appare il quartiere Casale Nei ancora in fase di piena espansione edilizia e perennemente alle prese con opere urbanizzazione in linea con uno standard accettabile: ne sa qualcosa De Marco, presidente del comitato locale. Poi via Bragaglia, le prime case consegnate da Caltagirone con sotto solo un’attività commerciale presente. Incontriamo una signora degli ultimi palazzi della via mentre porta a spasso il suo cane “Vede questo e’ il nostro giardino promesso” ci mostra un terreno reso stagno dalle piogge degli ultimi giorni “E’ un ricettacolo di rifiuti e animali di ogni tipo, dalle nostre case si sente una puzza terrificante.” Non ci vuole molto per incontrare a destra il polo commerciale Porta di Roma, Ikea, Leroy Marlin, una mecca per consumatori accaniti, una sorta di luogo-culto per pischelli griffati e omologati, una terra di conquista per i passeggiatori sabato-domenicali. Con la sua torre in costruzione (nuovo albergo?), appare sempre più una cattedrale nel deserto. Deserto che non tarda ad apparire in tutta la sua desolazione. Nonostante il traffico intorno al centro commerciale, i semafori sono spenti e le auto devono zigzagare in un complesso viario incomprensibile, appena accennato, figuriamoci di notte. E’ in quel luogo che il 38 fa la sua fermata, che insieme all’ufficio postale all’interno del megashopping, scippato agli abitanti di Vigne Nuove sono i regali che il Comune di Roma ha voluto fare ai costruttori. Si svolta a sinistra e ben visibili appaiono i punti informativi ed d’accoglienza per i neo-compratori Porta di Roma (Lamaro-Parsitalia) e Intermedia (Caltagirone). Un venditore di Porta di Roma ci riceve consegnandoci sia la piantina del complesso residenziale sia tutta la documentazione della convenzione con il Comune di Roma. Una prova di trasparenza forse a significare che i costruttori vogliono prendere le distanze di chi non sta realizzando nei tempi previsti le opere di urbanizzazione primarie e secondarie, trasporto e servizi pubblici (scuole, uffici, impianti sportivi etc). Poi aggiunge “Noi vendiamo solo alcune case specificamente quelle immerse nel verde del futuro parco delle Sabine (euro 4.500,00 al mq), chiamate in termine invogliante “esclusive”. Ma di realmente verde ed esclusivo per ora c’è soltanto lo splendido casale, con tanto di maneggio che Toti si è ristrutturato lontano dalle prime case. Le case “esclusive” invece le troveremo percorrendo, verso Colle Salario, il mastodontico boulevard Carmelo Bene, che doveva essere intitolato all’architetto Valle. Ma subito a destra la sorpresa: alcune case di Caltagirone appaiono come scheletri di cemento. Iniziate e subito bloccate fin quando non si venderanno le altre. Siamo a Via Alberto Lionello che ricongiunge circolarmente a via Adolfo Celi, sfociando nuovamente in via Carmelo Bene. Novembre 2008 SPECIALE PORTA DI ROMA Pagina 13 O AMATO, CEMENTO AMARO Le due facce di una medaglia dal conio scaduto, la responsabilità di chi ha permesso interessi di chi le ha ottenute (costruttori) con le loro esigenze di bilancio. mi non risolti di un nuovo quartiere nato all’ombra del mega polo commerciale Circumnavigando il complesso residenziale ai limiti di un altro stradone, ecco l’asilo nido naturalmente non operativo. Incontriamo due residenti e non possiamo che registrarne il malumore per aver comprato casa ed essere costrette a centinaia di metri per prendere l’autobus o gettare i rifiuti. Verso Colle Salario, alcune case esclusive sono ancora non ultimate, altre invendute. Sicuramente terminata e desolatamente chiusa e’ la scuola elementare e materna in cima alla collinetta, il cui spazio sportivo esterno appare attrezzato ma lasciato alle intemperie. Di ritorno verso via delle Vigne Nuove dopo l’ennesima scuola media, naturalmente chiusa, vicino all’immobiliare Immobildream, non possiamo che fare alcune considerazioni: se la realizzazione del progetto Porta di Roma non è quella auspicata è esclusivamente responsabilità di chi ci amministra e non tutela la salvaguardia delle esigenze degli abitanti del nuovo quartiere. Immaginiamo il futuro delle nuovissime generazioni, che cresceranno e ricorderanno la loro infanzia senza una piazza, un campo sportivo, un oratorio, in un quartiere dormitorio in cui l’unico punto di aggregazione e’ il mostruoso tempio dell’acquisto. Sconcerta il fatto che si debba scegliere fra due futuri possibili per Porta di Roma: il primo un quartiere abbandonato e isolato, il secondo, nella migliore delle ipotesi, con la vendita di tutte le case, una comunità assalita dal traffico e inghiottita da un caos senza fine, i cui unici punti di collegamento con il resto della città saranno via delle Vigne Nuove e via della Bufalotta. TALENTI Novembre 2008 IL RIONE “DECADIMENTO” SHOP&SHOW: LA DUE GIORNI DI FESTA DI TALENTI Spettacoli, giochi per bambini e shopping hanno animato via Franco Sacchetti N [Massimiliano Cacciotti] egozi aperti fino a tarda sera, concerti, cabaret, artisti di strada, clown, giocolieri, mangiafuoco e un parco giochi gratuito e aperto fino a sera: è stata questa la due giorni di “Shop&Show”, un’originale iniziativa voluta dal Comune di Roma - Assessorato alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale – e dai diversi Municipi Romani. Nel IV Municipio la via prescelta per far svolgere la manifestazione è stata via Franco Sacchetti, a Talenti. Nel piazzale antistante il mercato è stato allestito un palco, un teatrino ambulante, ed un enorme scivolo gonfiabile, gioia di centinaia di bambini. I negozi della via sono intanto rimasti aperti tutto il giorno, anche la domenica, per invitare i passanti ad un tranquillo shopping. Promuovere lo sviluppo del commercio sul territorio e offrire ai cittadini una cornice suggestiva, un luogo di festa e d’aggregazione dove muoversi in sicurezza e fare acquisti: è stato questo il principale obiettivo della manifestazione, come dichiarato anche dall’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma, Davide Bordoni. La manifestazione si è conclusa domenica 26 con il divertentissimo spettacolo di cabaret del comico Dado, originariamente previsto per sabato 25, ma poi rimandato al giorno successivo a causa della pioggia. Parco non realizzato, viabilità nel caos, gente che appena acquistata casa già si pente, e una sola certezza: al Rione Rinascimento si continua a costruire… ma solo case M [Luca Coniglio] olti si ricorderanno, quando solo pochissimi anni fa, nascevano i primi cantieri del famigerato “Rione Rinascimento”, un piano edilizio che allora ispirava quasi simpatia, con i colori pastello, gli uffici vendita tutti decorati, le solite piantine da esposizione che mostravano come sarebbe dovuto venire il complesso, insomma proprio un idea di “Rinascimento Talentino”, che spinse moltissimi ad interessarsi e quindi ad acquistare una casa proprio li. Dopo pochissimi anni possiamo tirare le prime somme e, come dire, i risultati sono gli sotto gli occhi di tutti i cittadini della quarta, specialmente coloro che solo poco tempo prima compravano entusiasti il loro mattone fresco fresco e ora tappezzano i muri circostanti con cartelli che recano sempre la stessa, disperata scritta “Vendesi, Rione CEMENTIFICAZIONE IN IV, COSA POSSONO FARE E COSA STANNO FACENDO LE NOSTRE ISTITUZIONI LOCALI? L Pagina 15 Rinascimento”. Il rione rinascimento non é un rione, bensì un obbrobrio edilizio figlio della cementificazione selvaggia che sta uccidendo il nostro quartiere, malato sempre più terminale. In più le enormi costruzioni (però sempre color pastello, così fa più ecologico) che prima riguardavano solo l’area di via Musil e via Niccodemi, nella zona della nuova sede municipale per intenderci, sono ora in enorme espansione e stanno occupando l’intera area di Casal Boccone più tutta la zona del vecchio maneggio di Talenti. Le nuove costruzioni, sono enormi, attaccate al quartiere storico, ingestibili per una viabilità già da tempo collassata, un investimento a perdere come ce ne sono pochi, e dulcis in fundo, sprovviste dell’ormai leggendario Parco Talenti, che a tutt’oggi non è stato neanche iniziato, a fronte invece di una sospetta efficienza nella costruzione delle case che appunto procede velocissima. Una situazione, quella del parco mancato, che oltre a tutto il resto sta mandando su tutte le furie gli abitanti della zona, che si sono visti quadruplicare il cemento, dimezzare il valore della loro casa, non realizzare il parco e, per di più devastare quel poco di verde che c’ era prima che le scavatrici iniziassero a lavorare. Insomma un vero capolavoro di speculazione edilizia di cui non si può certo andare fieri e dal quale soprattutto, non vediamo una via d’uscita. FOTONOTIZIA LAVORI IN VIA ROMAGNOLI: SI RIACCENDE LA SPERANZA? Intervistiamo Stefano Ripanucci, presidente della commissione Ambiente e Urbanistica del IV municipio [Luca Coniglio] A QUARTA: Il quarto municipio di Roma, oggetto di una vastissima cementificazione in tutti i suoi quartieri, sta cambiando radicalmente ed i cittadini hanno la terribile sensazione che tutto passi sopra la loro testa con uno spiacevole senso di impotenza, cosa può fare e cosa sta facendo la nuova amministrazione municipale riguardo a questi enormi mutamenti? S.R.: “Premesso che purtroppo, finché non sarà realizzato un efficace decentramento amministrativo, le competenze sull’assetto urbanistico della città di Roma rimangono di competenza comunale, c’è da dire che il problema della cementificazione del municipio ha radici lontane e sfortunatamente su tutti quegli interventi urbanistici in esecuzione, o prossima esecuzione, che avranno ancora luogo sul nostro territorio, la nuova amministrazione municipale può fare poco, perché si tratta di interventi programmati e approvati già da diversi anni. Tuttavia si farà garante della corretta esecuzione delle opere e promotrice, presso la competente amministrazione comunale, delle varianti ancora possibili per scongiurare il rischio di uno sviluppo disarmonico e insostenibile per la collettività. Viceversa, per quanto riguarda le proposte che verranno avanzate nel prossimo futuro, sicuramente, per quanto di propria competenza e in sinergia con l’amministrazione comunale, impiegherà un occhio più critico e terrà conto, più che in passato, del rapporto costi-benefici per la società che questi interventi possono determinare”. LA QUARTA: Le istituzioni locali, in questo caso il municipio, conoscono meglio di tutti il proprio territorio, ma purtroppo moltissime decisioni vengono prese direttamente dal comune, scavalcando gli enti locali e i cittadini. Cosa pensa a riguardo e come vuole muoversi la nuova amministrazione municipale? S.R.: “Come già accennavo purtroppo la maggior parte delle decisioni che riguardano l’assetto urbanistico del nostro territorio vengono prese a livello centrale, ed a mio parere questo non può che essere un disvalore rispetto al risultato che si viene a determinare. La verità e che finché non verrà attuato il tanto agognato decentramento amministrativo il municipio non potrà che farsi portavoce delle istanze dei cittadini a livello comunale. E proprio per questo la nuova amministrazione municipale vuole operare in sinergia con l’apparato comunale al fine di scongiurare lo scollamento tra le istituzioni e i cittadini, che troppo spesso si sentono lesi dei lori diritti di facenti parte di una comunità.” LA QUARTA: Può spiegarci qualcosa in più riguardo agli “Articoli 11”, dato che interessano cosi da vicino il nostro territorio? S.R.: “Il Piano di Recupero Urbano art. 11 è strumento urbanistico mediante il quale il Comune di Roma di concerto con la Regione concede la costruzione in determinate aree originariamente non edificabili, richiedendo ai costruttori un importo maggiorato rispetto agli oneri concessori dovuti. Tali oneri possono essere corrisposti al Comune in denaro, o eseguendo per conto del Comune delle opere a scomputo pari al valore dovuto, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, come strade, scuole parchi, ecc. In particolare nel Nostro Municipio dovranno essere realizzati dieci art. 11 in diverse zone del territorio, alcuni dei quali già in fase di esecuzione. Queste opere furono progettate diversi anni fa, ma solo oggi trovano esecuzione determinando a volte un inadeguato dimensionamento delle opere di urbanizzazione a causa del fatto che mentre passavano gli anni il tessuto urbano cittadino si è espanso e modificato vanificando i criteri progettuali iniziali”. LA QUARTA: Proprio in questi giorni si parla della protesta dei residenti del Rione Rinascimento per la mancata realizzazione del Parco Talenti, che era già stato concordato molto tempo addietro. Non è la prima volta che i cittadini vengono messi spalle al muro da queste promesse mancate da parte di chi costruisce. Perché succedono queste cose e quali rassicurazioni può darci in tal senso? S.R.: “Per quanto concerne il caso specifico ritengo sia più corretto parlare di un ritardo nella realizzazione dell’opera, ma senza dubbio il Municipio opera e opererà un attento controllo affinché sia realizzato tutto ciò che viene previsto nelle convenzioni. Il problema rimane nel fatto che il controllo del rispetto del cronoprogramma dei lavori e della corretta esecuzione degli stessi, così come la loro determinazione in fase progettuale, rimane cura del dipartimento Comunale determinando uno spiacevole scollamento rispetto all’interfaccia municipale che potrebbe garantire una maggiore partecipazione della società civile.” LA QUARTA: Lei fa parte anche della commissione commercio, non crede che questa continua proliferazione di enormi poli commerciali nel nostro Municipio sia piuttosto pericolosa per il piccolo commercio un tempo cosi florido qui da noi ? S.R.: “Senza dubbio il rischio è fondato ed il Municipio è un fermo sostenitore del piccolo commercio, sia perché fonte di sostentamento per molte famiglie sia per l’importante prerogativa sociale che intrinsecamente possiede di dare vitalità alle nostre strade. Ma purtroppo, come nel caso dell’edificazione abitativa, ci troviamo di fronte a degli accordi edificatori pregressi che solo oggi vedono o vedranno la loro attuazione. Pertanto auspichiamo e promuoviamo un’inversione di tendenza rispetto a ciò che finora si è venuto a determinare. Analogamente il municipio si sta facendo promotore di iniziative locali tese ad incentivare il piccolo commercio, cercando di far tornare a vivere quelle vie commerciali con iniziative culturali e ludico-ricreative che possano essere un efficace risposta allo svuotamento dei nostri quartieri che rischiano di trasformarsi in enormi dormitori.” [Marco Giuliani] Dopo anni è in corso di rifacimento Via Romagnoli, uno dei punti di snodo più importanti di Talenti. I lavori procedono, lentamente, ma una parte di strada è stata comunque riasfaltata. Si attende che venga ultimata la corsia che immette in direzione Nomentana, nella speranza che non si debba intervenire di nuovo entro breve tempo. FOTONOTIZIA VIA SACCHETTI ORMAI È QUASI “STERRATA” [Marco Giuliani] Il tratto di Via Sacchetti che immette su Viale Jonio, ovvero gli ultimi duecento metri da Via Fucini, non ha più asfalto e accusa buche pro- fonde 30 cm. La strada è compresa in quel piano di riqualificazione urbana e logistica che il IV Municipio redasse oramai più di un anno fa, ma evidentemente l’intervento tarda ad arrivare. Novembre 2008 SANITA’ Pagina 17 SANITA’: VILLA VALERIA A RISCHIO La Regione “taglia” i posti letto nella struttura di piazzale Carnaro. La raccolta firme degli utenti. N [Laura Croce] on bastava la chiusura di strutture ospedaliere storiche come il S. Giacomo o il Forlanini, tra le più antiche, le più grandi e le più rinomate d’Europa. Dopo anni di sprechi e di convenzioni di comodo con le Lady e i Mr. Asl di turno, la Regione Lazio ha deciso di rientrare dal deficit nella sanità attraverso un taglio selvaggio delle risorse, destinato a colpire indistintamente tutto il territorio di sua competenza. Il IV Municipio (a cui da anni è stato promesso un ospedale ancora fantasma) non fa certo eccezione, a partire dalla clinica e casa di cura Villa Valeria, in piazza Carnaro, finita nel girone dei sacrificati in nome del risanamento di un bilancio disastrato da tempi immemorabili. Entro la fine del 2008, infatti, come conseguenza dei provvedimenti per la riorganizzazione della rete ospedaliera laziale - adottati dal Presidente e Commissario ad acta Piero Marrazzo - saranno tagliati ben 1.953 posti letto per acuti. In questo modo molte delle strutture colpite, comprese quelle storiche e fondamentali per il territorio cittadino, saranno trasformate in semplici presidi locali, su cui però continuerà a gravare la pressione della domanda sempre crescente di servizi ospedalieri che, come noto, nel Lazio è resa ancor più massiccia dall’alto numero di migranti e di persone che vengono a farsi curare da altre regioni del paese. Nel caso specifico di Villa Valeria, i tagli andranno a incidere su una zona già molto carente in fatto di sanità, dove i pochissimi centri pubblici (come il 118 della Marcigliana) si trovano in condizioni sempre più precarie e dove, per forza di cose, la maggior parte dei servizi finisce per essere dispensata dalle cliniche private. Il rientro dal deficit, assumendo la forma di un mero “ridimensionamento”, non farà che peggiorare questa situazione, eliminando a colpi di accetta anche quei pochi punti di riferimento rimasti agli abitanti di Montesacro e dei quartieri limitrofi. “L’obiettivo della manovra è un “risparmio” che nella realtà non ci sarà, in quanto le strutture per acuti non vengono retribuite a posto letto bensì sugli interventi effettuati, soggetti, peraltro, ad un tetto annuo imposto dalla Regione” - così rincarano la dose alcuni dipendenti di Villa Valeria, che a inizio ottobre hanno iniziato una raccolta firme contro il provvedimento che pesa sulla loro clinica e diffuso un volantino in cui spiegano le ragioni della loro protesta. In due settimane hanno ottenuto ben 7.500 firme, a dimostrazione di quanto questa struttura privata accreditata sia vissuta dal territorio come un servizio essenziale per supplire alla mancanza di ospedali pubblici. “Il numero dei pazienti non varierà e tutti coloro che avrebbero goduto delle prestazioni eseguite nelle Case di Cura dovranno, comunque, rivolgersi agli ospedali già saturi, aumentando la lista d’attesa e facendo lievitare ulteriormente la spesa sanitaria della Regione Lazio”, prosegue il volantino rilasciato dagli attivisti di Villa Valeria, che sottolineano altresì le dure conseguenze della “manovra” di Marrazzo sui dipendenti delle strutture colpite, stimando come 3000 il numero dei posti di lavoro a rischio in conseguenza dei tagli. La loro protesta, inoltre, centra un nodo fondamentale della questione sanità: nel provvedimento “non viene fatta menzione né del numero degli interventi eseguiti, né della qualità e neppure della presenza di Centri di Eccellenza che indicherebbero meglio la qualità di una struttura”. Tagliare le risorse a ospedali e cliniche a prescindere dalla domanda di cure proveniente dalla popolazione, infatti, significa amputare un arto fondamentale di quello Stato Sociale (oggi amano chiamarlo Welfare) che era uno dei pochi vanti del nostro paese. A parità del numero di malati, insomma, tagliare i posti letto e chiudere ospedali vuol dire solo una cosa: dirottare una parte di pazienti (quelli che se lo possono permettere) alle strutture private tout-court, lasciando chi non ha tali risorse economiche in una situazione estremamente precaria. In una città ormai ossessionata dalla sicurezza come Roma, è assurdo che la possibilità di avere cure appropriate e accessibili quando si è ammalati passi in secondo piano rispetto alla presenza o meno di qualche vagabondo accampato sotto i ponti. Certo, di solito chi è sano tende a percepire la malattia come una questione a lungo termine, di cui non preoccuparsi nell’immediato, ma una tale miopia non può essere accettata da parte delle istituzioni. Pagina 18 MONTESACRO COM’ERA Novembre 2008 70 anni fa / Viale Tirreno,un’unica alberata corsia 80 anni fa / Via Gargano, la raccolta del ferro COMMERCIO Pagina 20 COMMERCIANTI E ARTIGIANI: FINALMENTE C’È L’AIUTO, MA È QUELLO GIUSTO? Arrivano i contributi a favore degli esercizi danneggiati dai cantieri dei lavori pubblici L’ [Giuseppe Valente] attesa è stata lunga e le sofferenze patite mostrano già conseguenze concrete e per nulla confortanti. E tuttavia, la soluzione offerta sembra lasciare insoddisfatti molti dei diretti interessati. La Deliberazione della Giunta Comunale dello scorso 17 settembre ha infatti individuato, dietro proposta dei Municipi, le aree in prossimità delle quali gli esercizi commerciali e artigianali avranno diritto a richiedere contributi a risarcimento dei disagi economici arrecati dalla presenza di cantieri di lavori pubblici. Nel IV Municipio, tale intervento riguarderà gli esercenti di Piazza Conca d’Oro, da diversi mesi occupata dal cantiere della Metro B1, e di Piazza dell’Ateneo Salesiano, dove è stato realizzato un parcheggio interrato e si è proceduto alla riqualificazione delle aiuole. Veniamo ai dettagli dell’avviso pubblico. I contributi sono rivolti alle attività che si sono trovate entro un raggio di 45 metri dai confini perimetrali dei cantieri per un periodo superiore a 365 giorni alla data del 30 dicembre 2007. Il contributo massimo erogabile è di 10.000 euro e le richieste sono state presentate dietro dimostrazione del decremento del fatturato nel corso del periodo interessato dai lavori. Infine, la graduatoria delle assegnazioni stilata prenderà in considerazione parametri relativi alla durata e alla vicinanza dei cantieri, alla superficie e al numero di dipendenti di ciascun esercizio, oltre che all’entità del decremento stesso del fatturato. Il 12 novembre è scaduto il termine per la richiesta, ora si attende la graduatoria: l’assegnazione dei bonus è prevista entro i primi mesi del 2009 e dovrebbe essere seguita da un nuovo bando, in funzione di come sarà il piano cantieri nei mesi a seguire. Nella speranza che gli impegni presi dall’Amministrazione siano poi effettivamente portati a termine, il giudizio sul provvedimento da parte dei commercianti e degli artigiani della zona di Piazza Conca d’Oro e di Viale Tirreno è comunque piuttosto critico. «Si tratta di interventi inadeguati - spiega Giulio Credazzi, dell’”Associazione Kommercio Quarto Municipio” – perché i danni ricevuti sono in genere ben superiori alla cifra esigibile e si valutano attorno al 33% del fatturato annuo. Inoltre, è miope considerare colpiti solo gli esercizi posti nelle immediate vicinanze del cantiere, per- ché a risentirne negativamente è stata tutta l’area dove è stata modificata la viabilità». Nel corso di questi mesi, le richieste avanzate al Comune dai commercianti di zona andavano invece nella direzione di agevolazioni fiscali, in modo da controbilanciare la perdita di affari, in una certa misura inevitabile: sospensione delle tasse sull’insegna e per l’occupazione di suolo pubblico, revisione dei coefficienti di tassazione, attualmente troppo vicini a quelli di zone ben più centrali, e modifica della tariffa sui rifiuti. Su questo fronte, le amministrazioni succedutesi non hanno finora dato alcuna risposta. Altro motivo di scontento è stata la scarsa comunicazione sulla pubblicazione dell’avviso pubblico. Molti commercianti ne sono venuti a conoscenza con ritardo e i tempi per l’invio della documentazione sono stati piuttosto ristretti. «Dato che molti tra gli interessati sono venuti a conoscenza della Delibera in ritardo e hanno avuto quindi appena una ventina di giorni a disposizione per preparare la documentazione da allegare, la richiesta mia e anche di altri commercianti di Piazza Conca d’Oro era di procedere a una proroga dei termini di scadenza», ci dice Angelo Calò, titolare di un negozio di abbigliamento in Via Val di Cogne. E tuttavia, il nodo della questione rimane quello della viabilità, specialmente nelle strade adiacenti al cantiere. Il commercio ha sofferto molto per il mancato passaggio delle vetture private nel tratto finale di Via Val di Cogne, così come per l’impossibilità di fermare le automobili sulle due vie di scorrimento ai lati dell’area dei lavori. «A Viale Libia è stato ristabilito il passaggio lungo una via anche più stretta. – prosegue Calò - Qui basterebbe riservare il transito agli autobus solo nelle ore più trafficate del mattino. Dopo le 10, il passaggio delle automobili sarebbe tollerabile e permetterebbe quel minimo di visibilità fondamentale alla sopravvivenza di queste attività.» Nel frattempo, diversi negozi già hanno chiuso e si prevedono ulteriori chiusure da qui alla fine dell’anno. Il dato è più che preoccupante, se solo si pensa che si va a inserire in una fase storica di grande sofferenza da parte del piccolo commercio, particolarmente avvertita in un territorio come il nostro, sempre più puntellato dagli insediamenti della grande distribuzione. Novembre 2008 COMUNICATO!!! ILLUMINIAMO IL IV MUNICIPIO L’ Associazione Kommercio Quarto Municipio, ha coordinato per le prossime festività natalizie, un programma di spettacoli e l’allestimento delle luminarie stradali. Questa iniziativa vuole essere un segnale di collaborazione e di uniformità tra le attività commerciali, in un momento di difficoltà. Le Vie aderenti all’inziativa sono: P i a z z a Minucciano, Via Seggiano, ,Via Franco Sacchetti, Via Ugo Ojetti, Piazzale Jonio, Piazza Capri, Viale Tirreno,Via Val Padana, Via Val di Chienti, Via Conca d’Oro. Per l’occasione verrà distribuita nel IV Municipio una locandina formato A3 con le Vie aderenti. In questo spirito di collaborazione, Vi richiediamo un contributo economico che sarà evidenziato attraverso il vostro logo (da Voi fornito) o messaggio , nella locandina. Certi di un positivo riscontro, Vi preghiamo di confermare la vostra adesione entro e non oltre il 18/11/2008. Per ulteriori informazioni www.kommercio.com [email protected] Presidente Massimiliano De Toma 3397801061, Segreteria Claudia Pollara 393 9845221 Associazione Commercio Quarto Municipio sede Legale: V.le Tirreno 231 00141 Roma [email protected] - fax 0688329999 MULTINAZIONALI DEL LIBRO VS LIBRERIE DI QUARTIERE. LA VITTORIA VA ALLA CRISI O La lettura è un privilegio, è magia, vita vissuta mista a fantasia. Apre la mente e aiuta a ragionare [Valentina Tonini del Furia] gni anno centinaia di libri transitano negli scaffali delle librerie, per poi trovare il giusto posto tra le mensole di casa nostra. Scegliere un libro, che sia un romanzo, una raccolta di racconti o un saggio, non è quasi mai casuale. La copertina, l’autore, il titolo, qualcosa colpisce i nostri occhi, le mani affondano nella carta, l’accarezzano e avvolgono il manoscritto in questione. E’ spesso un’empatia istantanea con quel determinato titolo. La lettura è fondamentale nella vita di tutti i giorni. Le librerie sono in tutte le città, sparse per i quartieri, più o meno grandi, specializzate o generali. Ultimante però la grande crisi ha colpito anche l’industria del libro. La maggior parte dei proprietari delle librerie del nostro quartiere lamentano una diminuzione delle vendite, che però non legano necessariamente all’apertura della Feltrinelli in Viale Libia o della Fnac a Porte di Roma. Di seguito, le più importanti. La libreria Aniene lavora soprattutto su ordinazione, i libri più acquistati sono quelli per bambini e ragazzi, o anche le ultime uscire di narrativa sia straniera che italiana. Scuola e Cultura è molto importante in tutta la capitale perché è in assoluto la più fornita di libri per ragazzi. Da qualche anno non lavora più con i testi scolastici. La Pucciarelli lamenta invece un calo probabil- mente a causa del traffico deviato per i lavori della metropolitana. Uno degli autori più venduti è Camilleri. Il proprietario di Libreriadriatico mette a disposizione dei clienti una tessera fedeltà con la quale è possibile avere il 10% di sconto su determinati titoli. Crede che le grandi realtà non scalfiscano più di tanto le librerie di zona, proprio perché il giro d’affari è strettamente legato al quartiere. La più fornita nel genere bambini è la Di Girandola. Il genere più apprezzato è il fantasy e gli scrittori più richiesti sono Baccalario e Silvia Roncaglia. Essendo la libreria ad ambiente familiare, la proprietaria cerca di venire in contro ai clienti, soprattutto quelli fissi, con una tessera a punti che alla fine dell’anno fa ottenere uno sconto. Inoltre, accorda uno sconto particolare a chi compra in blocco molti libri, per esempio per le mini biblioteche di classe. Sembra che le “multinazionali” del libro non rubino particolarmente i cienti alle medio-piccole realtà di zona, piuttosto ciò spinge le per- sone a privarsi di un bene così primario come il libro, è questa generale crisi, segnale considerevole di un’Italia on caduta libera. Novembre 2008 CULINARIA Pagina 21 CALICE D’ORO, LA BUONA CUCINA A “EL DUENDE” E’ TEMPO ROMANA DEL 4 MUNICIPIO DI HORA FELIZ Da più di 50 anni piatti tipici e un ambiente accogliente nel cuore del tufello I [Luca Coniglio] n pieno… centro storico del Tufello, cioè tra i vicoli dietro la sede del Municipio di Via Monte Rocchetta troviamo il Calice d’oro. Una delle poche vere trattorie tipiche di zona, o perlomeno una di quelle che hanno degnamente resistito al tempo conservando tratti della cucina tipica romana. E’ infatti un luogo di ristorazione aperto dal 1949 e, soprattutto, mantiene alcune modalità e sapori dell’antica cucina. Al tempo stesso però questo ristorante, ed è secondo noi in questo difficile equilibrio il pregio del locale, riesce a includere quei canoni buoni della modernità e dell’innovazione. Quello che si intende dire è che pur con ricette gastronomiche tradizionali (a Roma sappiamo di cosa parliamo: matriciana, pagliata, trippa…) accoglie le prassi moderne: spazio ampio e pulito, l’igiene in sala e nei bagni, la prenotazione telefonica, la possibilità di servizio catering, il sito internet www.risorantecalicedoro.it. Soprattutto l’estate, allietati dall’ombra del pergolato, è facile gustare bei piatti di carne o pesce; ma anche nella stagione fredda la freschezza degli alimenti, almeno nelle occasioni nelle quali siamo andati a pranzare, non sembra messa in discussione. Una più che discreta carta dei vini arricchisce l’offerta culinaria. Ci sembra un ottimo indirizzo per un pasto, frugale o luculliano che sia, diametralmente lontano dai mille fast-food dichiarati, come i MacDonald’s ed i Pastarito, o camuffati da ristorante ma che in cucina sempre i soliti precotti lavorano. Se qualcuno non di Roma ci viene a trovare sappiamo dove rifugiarci per fargli “assaggiare” la cultura romana senza dover andare in centro, come troppo spesso e per tante cose sono costretti a fare i cittadini del IV Municipio. Abbiamo la sensazione che qui ancora i gestori se ne vanno la mattina a far spesa al mercato rionale – magari al nostro di Valmelaina che è oramai il primo in città per vendite di prodotti alimentari al dettaglio e, dunque, garanzia di genuinità – e questa impressione l’abbiamo ricevuta passeggiando prima dell’orario pasti per la quasi deserta viuzza di Via Monte Beni dove un gradevole profumino ci arriva nei pressi del civico 16. LA PIZZA, NON MI MUOVO, ME LA FACCIO PORTARE A CASA! Scopriamo la miriade di pizzerie a domicilio che danno colore al nostro quartiere, con il oro traffico notturno I [Luca Coniglio] nutile nascondere, soprattutto per i più giovani ma non solo, l’enorme fascino rappresentato dalle pizze fumanti che arrivano davanti la porta di casa e che coprono la testa del ragazzo che le sta portando. Un abitudine diffusissima, figlia dei nostri tempi frenetici, ma anche di impagabile senso di casa, quotidianità, comodità, che rende la pizza da asporto un arte unica e inimitabile. Basta prendere il tuttoquarta o aprire la cassetta delle lettere per rendersi conto della miriade di attività che svolgono questa mansione nel nostro municipio. Le pizzerie a domicilio sono non meno di una cinquantina e noi, incuriositi abbiamo deciso di passare una serata con chi anima le strade della quarta in serata, uno Spedy boys, o porta pizza, uno di quei ragazzi che per arrotondare le entrate sceglie di scorrazzare per il municipio il più velocemente possibile per portare alla gente le pizze il più tardi possibile. Speedy(cosi lo chiameremo da ora) ha deciso di rimanere anonimo e di non dirci la pizzeria cui lavora, ma ci ha portato ha fare un giro con lui, un sabato sera, un esperienza che non dimenticheremo. La serata lavorativa inizia più o meno alle 7, cioè quando l e prime pizze vanno consegnate e noi ci rechiamo con Speedy ed il suo fedele motorino in pizzeria, carichiamo le cibarie sul baule, prendiamo gli ordini e iniziamo il primo giro. Bene, come Speedy ci fa subito capire, questo è davvero un lavoraccio, nel senso bisogna essere il più veloce possibile (e quindi correre come pazzi, una cosa inquietante), pena le proteste dei clienti avvelenati per la mancata consegna, nonché le ire della pizzeria che aspetta il vostro ritorno per darvi altre pizze. Non c’è davvero un attimo di riposo, ogni 5 minuti andrebbe consegnato un ordine e si va da Talenti a Fidene, quindi capite la difficoltà. La manetta del gas è sempre al massimo, si sfiorano macchi- Nel ristorante spagnolo di Val Melaina si inaugura il momento dell’aperitivo. Un’occasione per incontrarsi e degustare le specialità tipiche della cucina iberica O [Raffaella Sirena] rmai da tempo la moda dell’aperitivo milanese ha contagiato la capitale. Ma sono ancora pochi, nel IV municipio, i luoghi dove ritrovarsi con gli amici prima di andare a cena. Consapevoli di questa esigenza, i gestori del ristorante El Duende hanno deciso di inaugurare il momento dell’hora feliz. A partire dal 17 novembre, nel locale di via di val Melaina, ci si può ritrovare per la versione iberica dell’happy hour. Un’occasione per gustare alcuni prodotti tipici dell’eno-gastronomia spagnola e vivere l’atmosfera dei tradizionali tablao iberici. El Duende è l’unico ristorante spagnolo della zona di Roma nord, un locale caratteristico sia per l’ambientazione che, ovviamente, per le specialità della cucina. Dai vini ai salumi, dai formaggi alle tapas: tutto proviene rigorosamente dalla Spagna ed è selezionato all’interno delle migliori produzioni. Un esempio dell’alta qualità offerta è rappresentato dal pata negra, uno dei prosciutti crudi più rinomati al mondo. SAPORI MESSICANI M A VIALE GOTTARDO 89: IL CÙCARA MÀCARA [Claudio Catalano] ne , persone, marciapiedi, tutto, anche perché come ci tiene a sottolineare Speedy, prima consegni e più mancia ricevi, constatando però come a fine serata , dopo più di trenta consegne, la mancia difficilmente supererà i 20 euro. Dopo una serata lavorativa, che generalmente si conslude intorno alle undici o giù di li, il contachilometri dice 167 km, parecchi considerando che siamo rimasti sempre nei confini del municipio 4, a parte una scampagnata a viale Kant. A fine serata Speedy, sfinito, ma non quanto noi che abbiamo visto la morte in faccia più volte, si è guadagnato 68 euro, cinquanta di paga, più 18 di mancia. Non è male, ma vi assicuriamo che sono soldi sudatissimi, guadagnati tra traffico, urla di gente infuriata, disperazioni perché non si trova questo o quell’indirizzo, insomma Marx diceva che il lavoro rende liberi, questo ha un certo fascino ma prima di tutto rende frenetici. “Il nostro pata negra – affermano i proprietari del Duende ? è in assoluto tra i migliori sul mercato, in quanto presenta un alto livello di stagionatura, oltre i quaranta mesi, e proviene da maiali allevati allo stato brado e alimentati esclusivamente con ghiande”. Durante l’hora feliz, oltre ai vari stuzzichini, c’è la possibilità di assaporare alcuni assaggi di piatti caldi e nel frattempo sorseggiare un’ottima sangria o alcuni dei tanti vini e spumanti presenti nella carta. Finito l’orario dell’aperitivo, il Duende si trasforma nuovamente in ristorante tradizionale e conquista i palati dei suoi avventori attraverso i tanti tipi di paella disponibili nel menù (tutte le varianti sono pensate per accontentare i gusti più disparati, perfino quelli dei vegetariani), ma anche con i secondi piatti e con la ricca offerta di dessert. Il locale è aperto tutti i giorni e nelle serate del giovedì e del venerdì offre alla propria clientela l’intrattenimento con la musica del vivo e con i balli di flamenco. Non resta che cedere al fascino dello spagnolo e...Vamos tos a tomar algo! andare qualcuno che conosce la cucina etnica, quella messicana in questo caso, a recensire la cucina di un locale tipico è assai giusto perché sa capire se quella proposta gastronomica rappresenta il paese ispiratore. Tuttavia, agevolati dal fatto che questo ristorante a Montesacro è piuttosto noto ed apprezzato da tanti intenditori, inviare per esplorare sapori stranieri chi è esperto soprattutto di… bucatini pizza e puntarelle ha un significato. A mangiare multietnico, infatti, dovrebbero essere, e sono, per la stragrande maggioranza persone di cultura italiana, consumatori non abituali di cibi preparati alla maniera estera, ma pronti a conoscere, o approfondire, mediante i sensi del palato un mondo differente dal proprio. La diffusione di queste ambasciate del piatto si spiegano con l’aumentata presenza di altre popolazioni e con la voglia d’incontrarle di noi “nativi”: è globalizzazione folklore internazionalismo contaminazione. Del resto fuori in attesa, non hanno consentito l’accesso anzitempo, tutto doveva esser pronto, una coppia che per affari conosce il Messico assicura circa la tipicità di questo ristorante. Un locale colorato e lieto, ben curato, non a caso la gestione è fatta da mani femminili, e decisamente piccolo tanto da giustificare la doverosa prenotazione. Anche la toilette è in tono: piccina. Curiosamente nell’unico posto libero, all’aperto ove resistono due tavoli approfittando del caldo ottobre, ci è chiesto di non fumare perché lì vicino all’ingresso l’odore di sigaretta può entrare ed infastidire i clienti che mangiano. Scrupolosi o esagerati, i messicani? Il cibo è gustoso, acceso come ci si attende da quella tradizione ma nell’assaggio fatto non sembra quel piccante estremo che copre tutto anzi, per usare aggettivi che osano descrivere le pietanze, diremmo fresco, croccante. Per le bevande non c’è partita: birra-cerveza, tequila e margarita sono prodotti del vivaio. Il prezzo non è proprio da rosticceria, ed infatti mangiare al Cùcara Màcara non affatto come addentare dei supplì mordi e fuggi. Uscendo, siamo su viale Gottardo e si procede verso via Cimone, i suoni ovattati e gli edifici ci ricordano che siamo nella zona nobile del Municipio IV; la tiepida sera di fine ottobre ci riporta a passeggio nella malinconia onirica della città-giardino. Novembre 2008 SOCIEATA’ Pagina 23 “LA CASA DEL QUARTIERE” IL LUOGO DELLA PARTECIPAZIONE Inaugurata in questi giorni la nuova associazione che risponde alle esigenze del territorio. Presenti politici di ambedue gli schieramenti per sottolineare la volontà di equidistanza dai partiti N [Giulia Galassi] asce la Casa del Quartiere, associazione di volontari ,che si propone come progetto innovativo sperimentale promosso da un gruppo di persone , tra cui molti giovani, , che credono che i partiti non rispondano più in modo adeguato ai bisogni della società. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 7 novembre, e si è aperta con l’intervento del Presidente Vincenzo Iavarone, ex consigliere del IV municipio eletto nelle file dell’Ulivo. <<Vogliamo sollecitare la partecipazione attiva dei cittadini>> chiarisce il Presidente <<e soprattutto il confronto fra posizioni diverse. >> Lo scopo è quello di promuovere una serie di attività legate al territorio ,sia per rispondere ai problemi che affliggono i cittadini quotidianamente , sia per promuovere iniziative culturali e di utilità sociale. Hanno partecipato alla manifestazione esponenti politici municipali, comunali e regionali. L’Assessore alle risorse umane, demanio e patrimonio della Regione, Marco Di Stefano, plaude all’iniziativa <<Un sincero augurio per la nascita di questo tipo di associazioni, che stanno sostituendo le aggregazioni nelle sezioni dei partiti>> La Casa del Quartiere si pone come ponte tra cittadini ed istituzioni, e come punto di riferimento per la diffusione di valori ispirati ai principi di giustizia , pari opportunità,rispetto reciproco e pluralismo culturale. <<E’ importante , in questo momento di carenza di punti di riferimento, che la voce dei cittadini giunga alle istituzioni>> afferma il consigliere comunale del Pdl Antonio Aurigemma. Hanno inoltre partecipato il consigliere comunale del Pdl Antonio Gazzellone ed i consiglieri municipali Riccardo Corbucci del Pd ed Emiliano Bono del Pdl, anch’essi fautori della necessità di ridimensionare la distanza fra cittadini ed istituzioni. Potranno aderire alla realizzazione delle iniziative anche studiosi, operatori, cittadini ed enti che non fanno parte dell’Associazione stessa. L’assistenza verso i soci e tutti i cittadini consiste in consulenze gratuite relative ad argomenti di interesse comune, suddivisi in Aree. L’Area Legale sara’ trattata da esperti in materie giuridiche, gli avvocati Maria Mansi e Luca Brienza, che forniranno consulenze su argomenti legati al Diritto, quali ad esempio contenzioso in materia di licenziamenti, tutela dei minori, interdizioni, locazioni e sfratti. L’Area Casa comprenderà tutte le problematiche inerenti alla casa , quali preliminare di vendita, acquisto, contratti di locazione e assistenza su controversie condominiali; i responsabili saranno il dr. Ercole Spadoni e la dott.ssa Stefania Spadoni. L’Area Edilizia chiarirà alcuni aspetti , di carattere tecnico e giuridico basandosi sulla normativa del Comune di Roma, da parte dell’architetto Simona Bouquillon su argomenti come manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici esistenti; sistemazione e decoro urbano di spazi privati, pubblici o aperti al pubblico. L’Area Sport offrirà consigli per l’attività sportiva sia ad adulti che a ragazzi, per la scelta della disciplina più adatta alle esigenze individuali. Tutte le informazioni saranno fornite dal Maestro dello sport Tonino Garotti . L’Area Cultura, gestita dal Dr. Diego Luttazi, promuoverà incontri volti alla diffusione della cultura tramite seminari, dibattiti e caffè letterari in base alla convinzione che essa sia anche, ma non solo, integrazione civile oltre che Interculturale. L’integrazione sarà favorita da attività specifiche, rivolte ai cittadini comunitari e non, aiutati inizialmente nel disbrigo delle pratiche burocratiche e poi anche con corsi gratuiti della lingua italiana. A tal proposito sono aperte già le preadesioni per i corsi che si terranno a Gennaio.. Gli orari per le consulenze sono: Area Legale: Martedì ore 18.00 – 20.00 - Area Sport: Mercoledì ore 18.00 – 20.00 Area Intercultura : Giovedì ore 18.30 – 20.30 - Area Edilizia: 1° e 3° Venerdì ore 17.30 – 19.30 Area Casa: Venerdì ore 18.00 – 20.00 - Area Informatica : Sabato 10.00 – 12.00 La sede dell’associazione e’ Ateneo Piazza Salesiano, 77 tel. 06.64490486 email [email protected] ANCHE “LE IENE” ARRESTATE SULLA SALARIA Una provocazione della nota trasmissione TV: la “Iena” Elena Di Cioccio fermata dalle Forze dell’Ordine sulla Salaria, mentre “passeggiava” indossando abiti di scena da “Velina” L’ [Massimiliano Cacciotti] ordinanza anti-prostituzione del Sindaco Alemanno, che ha “svuotato” la via Salaria dalle lucciole, ha finito per creare anche una vittima “illustre”: si tratta di Elena Di Cioccio, inviata de “Le Iene”, la nota trasmissione di Italia Uno, trascinata in commissariato mentre passeggiava in “abiti da soubrette” sulla ex strada a luci rosse del nostro Municipio. Quando parliamo di “abiti da soubrette” non stiamo facendo un gioco di parole o usando un eufemismo. Infatti la “Iena” ha indossato i veri costumi di scena usati dalle vallette di seguitissime trasmissioni Mediaset di prima serata come “Passaparola”, “Scherzi a parte”, “Drive in”, ecc. L’intento provocatorio era quello di dimostrare che gli abiti che vengono tranquillamente e quotidianamente mostrati in televisione nelle ore di maggiore ascolto e alla presenza di numerosi bambini, se indossati per passeggiare lungo la strada rischiano di apparire troppo succinti e far incorrere in una pesante multa per adescamento e in un fermo da parte della Polizia. Le forze dell’Ordine, infatti, non si sono fatte attendere troppo e, su una Salaria semideserta, Elena Di Cioccio è stata più volte controllata da diverse pattuglie e alla fine fermata dagli agenti e portata in commissariato. Tutto si è però risolto nel giro di poco tempo e, dopo le spiegazioni del caso, la Di Ciocco è stata rapi- damente rilasciata. Davide Parenti, capo autore de “Le Iene”, ha così riassunto i risultati della provocazione: “La nostra Iena è rimasta sulla Salaria per due giorni, praticamente da sola. Prostitute in quella zona, infatti, non ce ne sono più. Tutto è finito bene, con una pacca sulle spalle, la Polizia ha capito il senso della nostra provocazione e non ha nemmeno sequestrato il materiale filmato. L’idea era semplicemente quella di far riflettere su alcuni aspetti della nostra cultura televisiva”. Il tutto è poi andato in onda nel mese di ottobre su “Le Iene”. Il video completo del provocatorio servizio è ora visibile anche su YouTube. SOSTEGNO DELLA GENITORIALITÀ C Una traccia di welfare leggero [Manuela Zazzara] on delibera n. 662/08 della giunta regionale, concernente “ Misure di sostegno della genitorialità” e in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 54 della l. r. n. 26 del 2007 e successive modificazioni, vengono approvate le modalità di concessione ed erogazione, in favore delle donne residenti da almeno un anno nel territorio laziale, con figli naturali o adottati entro l’anno 2008, di un contributo pari a euro 500,00, da erogare una tantum, per ogni figlio. Finalmente una traccia di welfare leggero, a sostegno della genitorialità! Ma non tutti potranno beneficiarne. Infatti il limite che rileva, riguarda l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), che non deve essere superiore ad Euro 20.000,00! Per quanto riguarda le modalità di richiesta, per usufruire del contributo, come espressamente evidenziato anche negli allegati alla delibera, il richiedente deve porre estrema attenzione alle modalità di individuazione dei parametri indicanti la situazione economica. Inoltre bisogna allegare alla domanda – facsimile reperibile all’allegato n. 2 della delibera - una copia della certificazione ISEE rilasciata da soggetto abilitato (Inps, Caaf e alcuni comuni), una copia del certificato di nascita del figlio, mentre per i figli adottati è necessario allegare una copia della sentenza definitiva ovvero del provvedimento del Tribunale dei Minori competente. Il comune di residenza verificherà il possesso dei requisiti presentati dai richiedenti. Le istanze per il contributo (dalle donne aventi diritto) vanno presentate presso il comune di residenza secondo i seguenti termini: fino al 12 dicembre 2008 per i bambini nati o adottati tra il 1° gennaio ed il 30 settembre 2008; dal 15 dicembre 2008 al 30 gennaio 2009 per i bambini nati dal 1° ottobre al 31 dicembre. A sua volta il comune di residenza presenterà all’Assessorato alle politiche sociali la richiesta di finanziamento con l’indicazione del totale di donne beneficiarie entro il 28 febbraio 2009 per quelle presentate entro il 30 gennaio 2009. La regione erogherà le risorse - tenendo presente le “pretese” inoltrate dai comuni - in base alla disponibilità di bilancio. Speriamo che questa fetta di assistenzialismo non finisca qui e che continuino a maturare idee nuove - e qui l’Europa ci è consigliera! evolvendosi magari in concrete azioni “positive” che raggiungano anche una più vasta gamma di società, data la crisi in cui tutti – o quasi tutti – in qualche modo versiamo. Pagina 26 SOCIETA’ Novembre 2008 SCUOLA IN IV, QUALE FUTURO? Una chiacchierata con Emiliano Bono, neo consigliere nonchè presidente della commissione scuola e politiche educative del municipio. L [Luca Coniglio] e agitazioni di questi giorni che coinvolgono tutti ma proprio tutti gli organi educativi, sono sotto gli occhi dei cittadini. Il quarto municipio, il più grande di Roma, ha una grandissima comunità studentesca di tutte le età, abbiamo cosi pensato di chiedere importanti delucidazioni sul futuro dei nostri ragazzi e delle nostre scuole a chi da qualche mese se ne occupa assiduamente, come il neo consigliere del Pdl Emiliano Bono LA QUARTA: Qual’ è la situazione scolastica del nostro municipio, il più grande di Roma come popolazione e quindi anche come numero di studenti ? E.B. : “Sicuramente l’eredità che ci ha lasciato il centro sinistra non è delle più rosse. Il IV Municipio negli ultimi anni ha visto un notevole incremento edilizio non supportato da un adeguato investimento di servizi, tra cui le scuole. Quindi ad un aumento di popolazione oggi ci troviamo quasi con gli stessi edifici scolastici che già erano insufficienti prima dei vari insediamenti come Porte di Roma o Piano Bufalotta”. LA QUARTA: Come si sta muovendo la commissione da lei guidata riguardo i temi delle nostre scuole pubbliche, dalle elementari alle superiori ? E.B. L’obiettivo primario della commissione è quello di una vera programmazione scolastica dagli asili nido fino alle elementari, per quanto di competenza del municipio, e di un inserimento nelle medie e medie superiori. In questi anni abbiamo assistito ad interventi spot che gestivano la quotidianità, oggi vogliamo cercare di dare risposte concrete a tutte quelle famiglie che non sono riuscite ad iscrivere i propri figli all’asilo nido, e sono quasi il 50% di quelle che hanno fatto domanda. Abbiamo già preso in consegna alcune strutture come quella di Porta di Roma e stiamo già provvedendo per renderla idonea ad un’imminente apertura. Inoltre, stiamo cercando di recuperare molte strutture comunali esistenti sul territorio e completamente abbandonate, per dare risposte immediate ai nostri cittadini”. LA QUARTA: Nel quarto municipio i nidi aumentano, ma sembrano non bastare mai, lei cosa pensa a riguardo e cosa intende fare ? E.B. : “Sembrano non bastare mai perchè purtroppo aumentano in misura non proporzionale alle abitazioni. Basti pensare che il IV Municipio ha visto un incremento edilizio di quasi 7 milioni di metri cubi dove non sarebbero sufficienti neanche altri 30 asili nido, se si pensa poi che già negli anni precedenti, senza ulteriori cubature, le strutture erano già insufficienti ciò le da risposta su quello che abbiamo ereditato dalla precedente giunta municipale di centro sinistra.” LA QUARTA : Anche il nostro territorio è stato teatro di scontri a causa della discussa riforma della scuola, soprattutto il liceo Nomentano. Qual’è la vostra posizione a riguardo e in che modo un ente locale può intervenire ? E.B. : “Sulla Rifoma Gelmini c’è molta strumentalizzazione e poca informazione. Basti pensare a come sono stati utilizzati bambini della scuola elementare che sicuramente non sono scesi in piazza motivati da giusti motivi, ma portati da genitori più interessati a strumentalizzare politicamente una riforma necessaria e attesa da anni. Questa maggioranza è disponibile a confrontarsi sul merito ed è disponibile a dare tutti i chiarimenti che vengano richiesti, oltre che la copia del decreto visto che molti dei manifestanti neanche lo hanno letto. Solo con il dialogo ed il confronto democratico si può cercare di migliorare una scuola pubblica che necessitava di un cambiamento radicale. Anzi colgo l’occasione per ringraziare il Presidente della Commissione Scuola del Comune di Roma, On. Gazzellone, che ci ha consentito più volte, con la sua disponibilità, di avere un contatto diretto con il Dipartimento XI e di conseguenza con il Ministero della Pubblica Istruzione.” BONUS BEBÈ 2008: A VIA MONTE META LE DOMANDE I [Marco Giuliani] n merito al contributo “Una Tantum” deliberato dalla Regione Lazio con ordinanza n° 662/08, è operativo lo sportello del IV Municipio al quale presentare le domande per ottenere l’assegno. Il bonus di euro 500,00 è a favore delle famiglie che hanno avuto o hanno adottato un figlio nel 2008 e che risiedono nel Lazio da almeno un anno. Oltre a queste prerogative, debbono possedere la dichiarazione ISEE che attesti un reddito annuo non superiore ai 20 mila euro. Le famiglie che hanno effettuato un’adozione invece, oltre alle sopracitate dichiarazioni, hanno l’obbligo di presentare la documentazione inerente alla validità legale dell’ado- zione emessa dal Tribunale di competenza. Per i residenti del IV Municipio, le domande vanno consegnate presso il “Front Office” del servizio sociale sito in Via Monte Meta, 21. Riguardo alla tempistica e agli orari di presentazione delle relative domande, i cittadini possono visitare il sito internet del Comune di R o m a (www.comune.roma.it) oppure chiamare il numero 06.69604650. La scadenza è comunque fissata al 12 dicembre 2008 per i bambini nati o adottati entro il 30 settembre 2008, mentre per i nati o adottati dal 1 ottobre al 31 dicembre 2008 la domanda va presentata non oltre il 31 gennaio 2009. La protesta dell’Orazio “arriva” in Senato Lettera degli studenti alla Finocchiaro sui tagli alla scuola NON SI FERMA LA PROTESTA ANTI - GELMINI [Marco Giuliani] [Valeria Nevadini] A nna Finocchiaro, Pd, legge in Senato una lettera consegnatale dagli studenti del liceo Orazio di Talenti. E’ quanto avvenuto in aula durante l’approvazione e la conversione in legge del DL Gelmini, mentre a Piazza Navona partivano le prime cariche della polizia ai danni dei ragazzi che protestavano contro il provvedimento. E così la Senatrice, anziché redigere un proprio discorso, ha direttamente espresso i disagi e le rimostranze del liceo del IV Municipio, il cui manoscritto riportava testualmente: “…Onorevoli, nelle vostre mani non vi è un semplice decreto legge, ma il futuro della scuola che è poi il futuro del paese. A Voi è rivolto questo appello affinché qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il parere degli studenti”. Un appello che ha invocato il blocco della legge, ha espresso disapprovazione per i tagli finanziari ai danni dell’istruzione pubblica ed ha avanzato la richiesta di dialogare con il governo. Simultaneamente, sotto il Senato, botte tra studenti, cariche delle forze dell’ordine, arresti. Una brutta giornata. Cortei e manifestazioni di studenti e docenti contro il decreto Gelmini hanno attraversato le strade del IV Municipio U na cosa è certa: il decreto del ministro dell’Istruzione Gelmini proprio non piace. Le manifestazioni e i cortei di protesta, da parte di insegnanti e studenti di ogni ordine e grado, hanno reso il mese di ottobre appena passato particolarmente caldo sul fronte della contestazione. Anche il IV Municipio, dal canto suo, ha visto sfilare per le sue strade centinaia di studenti e docenti, uniti da slogan contro un provvedimento vissuto dai più come ingiusto e penalizzante per l’intero sistema scolastico. AMBIENTE Novembre 2008 Pagina 27 DOMENICA 26 OTTOBRE SI È SVOLTO “TUTTI INSIEME PER L’ANIENE” L [Claudio Catalano] a Valle dell’Aniene nel suo tratto interno al GRA, istituita Riserva Naturale dal 1997, è ampia oltre 600 ettari. L’Aniene, un fiume lungo 99 chilometri, che per alcuni documenti arriva a 120 forse contandone i rivoli, si chiamava nell’antichità Parenzio (anzi Parensius), in gergo, nella parte finale, era soprannominato Teverone e nasce a Filettino, il comune più alto del Lazio, 1.075 m., in provincia di Frosinone ma ai confini con l’Abruzzo. È chiamato. Nella sua… strada liquida ne fa di cose, alcune notevoli. Ad esempio è usato dai tempi di Quinto Marcio per contribuire al famoso omonimo acquedotto, inoltre sono sue le acque che giocano nella fantastica Villa d’Este. Soprattutto, per quanto ci riguarda, poco prima di superare Ponte Salario e sposarsi al Tevere passa sotto Ponte Nomentano ed il suo supplente Ponte Tazio: proprio nel cuore eponimo del nostro Municipio. Nei pressi di questi ultimi luoghi domenica 26 ottobre ci sono stati interessanti appuntamenti aperti alla cittadinanza. Una festa che ha avuto luogo principalmente intorno al Ponte Nomentano, al Circolo “il Ranch” e nel Mercatino Conca d’Oro. Giorno zeppo di iniziative sin dalla mattina. Giochi per bambini, ciclo tour, escursioni e visite guidate al ponte curate dal professor Sozi lo storico e letterato qui conosciuto per le monografie ed i volumi fotografici dedicati a Fidene e Monte Sacro. A seguire, la suggestiva rievocazione in costume d’epoca dell’incoronazione del Re franco Carlo Magno, com’è noto avvenuta a Roma nella notte di natale dell’anno 800, che sancisce l’inizio dell’impero. Sempre nella mattinata di domenica, graziata fortunatamente dalla pioggia che tutta la notte aveva imperversato, è avvenuta la cerimonia di intervento nel parco adiacente al ponte, con l’immissione di nuove piante di pino e la costruzione di panchine da vecchi tronchi d’albero. Non sono mancate dimostrazioni di Vigili del Fuoco, Protezione Civile ed Unità cinofile. Ma, se non c’è musica non c’è festa, ed infatti ha suonato la Banda. Presso “Il Ranch”, il circolo ippico di viale Tirreno 13, è stato organizzato il pranzo: che dire… pasta vino porchetta dolciumi per più di 400 persone. Alle 14 e 30 è partito un carosello ippico, si è organizzato un torneo di calcetto e ci sono state gare podistiche e campestri suddivise in gruppi per corridori amatori e bambini. Premiazioni e parte della fase organizzativa oltre che al circolo ippico si sono svolte al Pratone delle Valli e al Mercatino di Conca d’Oro, quello spazio a ridosso del Parco che oramai nel quarto Municipio ha conquistato fama di posto frequentato e vitale nei weekend. Bisogna ovviamente considerare che tanti avvenimenti in un solo giorno e prima del tramonto si sono potuti realizzare solo con l’auspicio, la volontà, di molte persone e strutture. Innanzitutto va ricordato, lo dicevamo sopra, che la sera precedente Roma è stata inzuppata da un lungo e violento temporale. Da questo possiamo partire per capire quanta insistenza ha motivato lo svolgimento della festa: si poteva rimandare tutto, visto che i luoghi deputati erano su campi e terreni ma si è invece lavorato tenacemente per mantenere gli impegni. Tanti i soggetti e gli organismi che hanno contribuito tra i quali gli Scout, Roma Natura, il Circolo Il Ranch, la Protezione Civile. Hanno fatto e dato pure la Parrocchia degli Angeli Custodi a Montesacro e quella di Gesù Bambino a Sacco Pastore, il Mio market di Piazza Sempione offrendo alimenti, i volenterosi della Protezione Civile Gruppi CAER e Roma 81. Parlando con l’indaffarato energico e soddisfatto signor Carmine, l’ “inventore” del Ranch, abbiamo sentito nominare più volte Gennaro Esposito uno degli infaticabili del CAER. Quest’uomo ha lavorato, con la pala meccanica e manualmente, contro fango e detriti portati dal nubifragio; lui ed il suo Gruppo, abituati ad assistere anche ‘barboni’ e famiglie bisognose. Tutto è andato come voluto e la risposta degli abitanti è stata ottima; sulla domenica festosa, infine, si è fatto buio, i cavalli trotterellano presagendo le stalle, bambini e genitori salutano e ringraziano ed ascoltiamo anche il presidente del Municipio, Roberto Borgheresi, che insieme ad alcuni suoi stretti collaboratori esprimono letizia ed intenti. Molto è stato già fatto agendo verso i ruderi di una scuola abbandonata e la improvvisata baraccopoli, ma intorno a Ponte Tazio proseguirà l’opera di bonifica, dicono gli amministratori, e c’è la volontà di unificare, o meglio coordinare, i tanti soggetti del volontariato presenti nel nostro quartiere. Per tornare al protagonista di questo articolo, la porzione di Valle dell’Aniene della Quarta, sotto l’egida del compe- tente ARDIS (Agenzia Regionale Difesa Suolo ) e di Roma Natura ( l’Ente gestore delle aree naturali protette a Roma ) necessita sicuramente di cure continue e lungimiranza di tutti. Ricordiamoci che l’acqua, slogan acquisito, è vita, vale più dell’oro e del petrolio, è e sarà sempre più motivo di contesa; l’Urbe dall’antichità è innanzitutto città d’acqua, abbiamo una fortuna da custodire attentamente. Carmine Verticchio dal canto suo si occupa per contratto di un chilometro e trecento metri di golena, lo spazio tra riva e corso d’acqua: abbiamo visto le foto, ha rimosso quintali di rifiuti e sterpaglie rendendo la riva nuovamente vivibile eppure non si ferma, parla dell’idea di chiedere concessioni e modalità per avviare un servizio di ippoterapia per bimbi disabili e di portare a termine una vera e proprio ippovia. Bene, è ora di cena, ci si dirige con le nostre ‘prodigiose’ auto di lamiera ai nostri appartamentini condominiali volgendo le spalle all’erba e al fiume. Questione delicata quella ambientale, deve essere affidata a mani e menti competenti oneste ed esperte; si tratta di tenere l’equilibrio tra la fruibilità della popolazione che di ossigeno e verde ha bisogno e la conservazione del prezioso patrimonio ecologico proprio dalla umana invadenza. Pagina 28 ANIENE Novembre 2008 L’ANIENE: IL SECONDO FIUME CHE SCORRE A ROMA INAUGURATA “CORRI PER IL VERDE 2008” Una festa con l’obiettivo di riqualificare il fiume che attraversa il territorio del nostro Municipio Tocca anche il Pratone delle Valli l’iniziativa di Romanatura che si protrarrà fino a dicembre V [Vincenzo Amicucci] igili del Fuoco di Roma, Italia Nostra, le scuole elementari del IV Municipio, la Banda Musicale “ Giuseppe Verdi “ di Settebagni, la Polizia Municipale del IV Gruppo, e la Croce Rossa Italiana, il Carro dei Comici, che ha rievocato l’incoronazione ad imperatore di Carlo Magno del Natale dell’800, tutti loro, ed altri ancora hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione “ Tutti insieme per l’Aniene” che si e’ svolta a Ponte Nomentano nella giornata di domenica 26 ottobre. Organizzata dalla Presidenza del Consiglio del IV Municipio, nelle quattro diverse sedi del Circolo Ippico “ Il Ranch “, del Mercatino di Conca D’Oro, dei giardini di Ponte Tazio e del Campetto del Pratone, ha dedicato degli spazi per far divertire i bimbi con l’animazione degli Scout, ha dato la possibilita’ di visitare gratuitamente le torri di Ponte Tazio, mentre partivano l’ escursione dei ciclisti verso Ponte Salario e una maratona.Si e’ provveduto alla piantumazione di nuovi pini e poi, ci si e’ poi messi al lavoro per liberare le sponde del fiume dall’incuria e il degrado che lo deturpavano. Al circolo ippico si e’ pranzato all’aperto, grazie alla bella giornata, con salsicce cotte alla brace, grazie alla cucina degli Scout dei gruppi 63, 64 e 66 dell’Agesci e i fantini e le amazzoni, con i destrieri in azione, hanno esibito le proprie capacita’ di cavalieri. Vecchie foto ritraenti il quartiere erano esposte nei pressi del Ponte e come capita a tutti si cerca di riconoscere un angolo, una piazza, una chiesa, che adesso non c’e’ piu’, e la malinconia se ne va solo quando si vede una ragazzina che si avvicina ai Carabinieri a cavallo, e posa per il fotografo mentre gli accarezza il muso. Tra i molti stands erano presenti innanzitutto quello dell’ U.R.P., che sottolineava le nuove iniziative, come quella per esempio mirata a raggiungere le zone piu’ distanti del IV Municipio, utilizzando un camper. Per sostenere le fasce piu’ deboli dei popoli africani, come i bimbi orfani a causa dell’Aids, la A.V.A.Z., ( Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli ), presente dal 1985 nel nostro territorio, utilizza il commercio equo e solidale e la formazione, per promuovere l’emancipazione sociale e il superamento degli squilibri economici del nostro pianeta. Un ritorno alla Natura, insomma, che la Valle dell’Aniene offre ed ha offerto a chi ha voluto partecipare alla manifestazione, dai volontari del C.A.E.R. alla Casa di Cura Villa Tiberia, dalla Schola Cantorum all’ U.P.T.E.R. Alla fine un ringraziamento a tutto il pubblico intervenuto, ma con il proposito di vederla ripetersi anche nei prossimi anni. U [Marco Giuliani] isp e RomaNatura hanno presentato la 37° edizione della corsa campestre capitolina “Corri per il verde 2008”, che è divenuta una classica del nostro territorio. L’avvenimento, promosso ad inizio degli anni ’70 per contrastare l’abusivismo edilizio che a causa della crescita demografica caratterizzò il comune di Roma, è uno dei più importanti e prestigiosi dell’intera regione. La corsa si svolge in quattro tappe distribuite in date e luoghi diversi, e si protrae da novembre a dicembre per concludersi poco prima di Natale. I siti che ospitano l’iniziativa sono, in ordine cronologico, Villa Pamphili, il Pratone delle Valli, la Riserva del Laurentino e la Valle dell’Aniene. Come ha ricordato orgogliosamente il Presidente del Comitato Uisp di Roma Andrea Novelli, “continua il rapporto stretto delle iniziative dedite allo sport che sono direttamente correlate alla tutela dell’ambiente e della natura”. Durante il comunicato stampa di presentazione dell’avvenimento, Uisp e RomaNatura hanno congiuntamente anticipato che saranno sempre più numerose le iniziative sportive che si terranno sui territori delle riserve naturali di Roma. Per avere maggiori informazioni è possibile consultare i siti www.romanatura.roma.it e www.uisproma.it, oppure chiamare i numeri 320-0584826 e 348-5154243. VERSI IN LIBERTÀ... LIRICA Mi sorprendo a sfogliare il tuo viso, per sapere l’incontro cruciale del nostro abbandono. Però le tue braccia si fanno giunchi di madreperla a scandire in ritmi precisi l’universo che viviamo. La canzone come una cascata. La canzone viene dai pendii color di lavanda. Il vento nel cuore scava per te. E’ il tuo mattino presente. Un sapore di fiori appassiti, in fondo al silenzio che mi lasci... voglio avvolgere in nebbia gli occhi della terra, per essere forte ancora. Tota Terranova RIC. DELLA TRAGEDIA DI SEVESO 26/07/76 Vivere dopo Seveso in compagnia della “Diossina”. Veleno dal nome soave, la morte in te cammina! Astirpati dalla casa natale, pieni di bolle e bubboni, di che natura sia il male, non lo sanno neanche i dottori. Niente vaccini, ne antidoti, ne sieri o medicine contro questo veleno non esiste difensiva. Ohh nube maledetta!!! dall’uomo provocata, per la tecnologia, per la progressività avanzata!!! Vive l’uomo il suo tempo nel mondo che ha sporcato. E l’innocente paga, e va a morì ammazzato! Possono consigliarmi soltanto di abortire bene inteso con il certificato di una presunta pazzia! E tutto finisce a tarallucci e vino e così sia... Helga PONTE VECCHIO Ponte Vecchio, simbolo di Monte Sacro dove una volta si vedevano i pittori con i loro cavalletti, appostati lungo gli argini del fiume Aniene, per immortalare il paesaggio circostanze. Oggi, purtroppo, non si riesce a capire il percome ed il perchè, il comune non sappia risolvere il problema della potatura della vegetazione poichè riesce a coprire totalmente il fiume stesso. Chi scrive, è un settantatreenne che moltissimi anni or sono da ragazzi ci si faceva il bagno. Sarebbe bello per noi anziani, poter rivedere dall’alto sia da ponte Vecchio che da ponte Tazio scorrere il fiume. Certo che questo mio dire venga preso seriamentein considerazione, anticipatamente ringrazio e saluto cordialmente. La direzione de La Quarta. Orlandi Angelo GRAZIE PER ESSERE STATI COSI’ NUMEROSI... Continuate a Mandate le vostre poesie e i vostri racconti a [email protected] I più interessanti verranno pubblicati sulle pagine de LaQuarta! Codice a Barre Rubrica letteraria a cura di Luisa Simone Dal libro “Nel mondo di Favolando” di Luisa Simone, pagina 22. LA FAVOLA NEL 2010 C’ERA UNA VOLTA... un bambino che, non voleva condividere con gli altri bambini i giochi, puntava i piedi ogni qual volta non esaudivano qualche suo desiderio, per questo gli misero il nomignolo di “PREPOTENTE”, capriccioso e disobbediente. Prepotente era un bimbo molto bello e intelligente di anni 4 aveva 2 genitori, e 4 nonni che lo viziavano a tal punto.... a PREPOTENTE, piaceva tanto andare a trovare NONNA ISA, perché la nonna abitava all’ultimo piano, e lui poteva spingere i tasti dell’ascensore che lo portavano sù. In braccio al nonno poi... che per farlo contento, gli faceva fare sù... e giù giù e sù.... Un giorno che saliti dalla nonna, per una distrazione era rimasto l’ascensore aperto. Prepotente si impossessò di un piccolo sgabello, e salitovi sopra, iniziò a pigiare i magici tasti! E sù e giù... e giù e sù, era proprio uno spasso! Poi... Vide un tasto ROSSO che non aveva mai pigiato, e con forza lo schiacciò... l’ascensore prese a salire e a sobbalzare velocemente, (gli sembrò di essere su la giostrina, quando la domenica pestava i piedi e urlava perché ce lo portassero,) ma qui, era ancora più divertente, perché si accendevano tantissime luci, e... dal soffitto dell’ascensore iniziarono a piovere caramelle, cioccolatini e palloncini - bello, bello.. ancora, ancora, gridava tutto felice Prepotente, contento di aver provocato tutto quel divertimento! Mentre nell’interno della casa i nonni lo cercavano disperati, sotto ogni poltrona o letto, dentro gli armadi dietro ogni tenda, pensando che PREPOTENTE stesse facendo uno dei suoi soliti capricci! Mentre lui invece sgranocchiava, caramelle e cioccolatini e se la godeva nell’interno dell’ascensore che... continuava a salire! Prepotente, oramai stanco di giocare, risalì su lo sgabello e pigiò il tasto per la discesa, ma... orrore i tasti incastrati come caramelle e duri come SASSI, lui pigiava, pigiava e non succedeva niente - l’ascensore continuò a salire! A questo punto preso dalla paura iniziò a piangere e strillare, VOGLIO scendere. Voglio la mia mamma ho freddo voglio tornare a casa! Si ricordò che il nonno più di una volta lo aveva fermato, quando in ascensore voleva premere anche il “TASTO ROSSO”, dicendo, “NO, quello NO, e solo in caso di pericolo” si rese conto che ancora una volta aveva disobbedito! l’ascensore, continuava a salire, toccò i tetti delle case, passò il campanile della chiesa, entro dentro le bianche nuvole, superò le luccicanti stelle ed arrivò... su la LUNA! La Luna quando lo vide arrivare strizzò l’occhio, chi era e cosa , venivano a DISTURBARE a quell’ora poi! si stava preparando per il “gran gala” notturno, dove appariva luminosa e bianca a rischiarare tutto quel buio, AH se non ci fosse stata lei, quanti gattini si sarebbero persi! E poi... tutti l’aspettavano, da sempre, lei era l’unica luce che non aveva smesso di funzionare! Prepotente aprì la porta dell’ascensore e la VIDE! Com’era GRANDE com’era bella - lei gli sorrise benevola - a Prepotente sembrò naturale offrirle le caramelle che aveva nelle tasche riempite per portarle a MIMMì E TATA le sue cuginette. Poi, stanco, si adagiò su di lei, così morbida e soffice e... si addormentò.... I nonni nel frattempo avevano chiamato i genitori, i pompieri e tutte le autorità, per cercare dove e come fosse scomparso il loro adorato nipotino. Forse un rapimento? Forse era nel giardino e si era perso? O forse una strega cattiva l’aveva rapito? Non si davano pace, e tutta la notte restarono svegli e preoccupati piangendo disperati, senza sapere dove cercarlo. Anche gli astrologi quella notte non dormirono molto, perché preoccupati del fatto che la LUNA quella notte non avesse fatto la sua, comparsa nel firmamento! Prepotente al suo risveglio, aveva una fame così grande... che si dimenticò persino dov’era! Cosa fare per procurarsi un biscotto, un po’ di latte, una qualsiasi merendina? Cercò di svegliare la luna, ma quella si sà di giorno dormiva... Si incamminò tra un cratere e l’altro, su la pancia della luna che era fatta così, e vide dentro ogni buca una stella. Ma non luccicavano come quelle che lui prima di dormire gli faceva vedere la sua mamma su nel cielo “APPICCICATE”.! No, queste erano Stelle di Biscotto! Si precipitò sopra la Grande Stella e ne mangiò una punta, poi un’altra punta, poi un’altra ancora tanto che la Stella senza le punte aveva preso l’aspetto di una grande focaccia e questa focaccia somigliava stranamente alla luna!... Prepotente, voleva tornare a casa, sì era bello di quassù poteva vedere la sua città e con un solo sguardo vedere la scuola la chiesa i giardini le case... ma cosa ci faceva li tutto solo, senza la sua mamma il papà e i nonni gli zii i cuginetti gli amici della scuola? Inizio a piangere sconsolato la luna lo vide lo abbraccio gli disse che anche lei era sempre sola, se lui fosse rimasto lassù per sempre, avrebbe esaudito ogni suo desiderio! Certo non si sarebbe dovuto alzare la mattina per andare a scuola, avrebbe avuto tutto ciò che desiderava, e solo la notte... avrebbe fatto una passeggiata con la luna e poi... Ma iniziò a piangere sconsolato! la luna lo vide così triste che decise di aiutarlo. Vedi, gli disse, se mi prometti che non farai più capricci, e diverrai obbediente e condividerai i tuoi giochi con gli altri, bè allora ti aiuterò a scendere. Prepotente giurò solennemente “Promesso”. PRENDI un angolo della mia faccia e inizia a scendere, io mi srotolerò e... piano piano, prima 3/4 poi 2/4 poi...1/4 e poi tu toccherai terra ed io sparirò ma poi tornerò... a riarrotolarmi prima 1/4 poi.... 2/4 poi.... 3/4 e poi tutta piena. Chissà quante volte mi hai visto fare così.... è stato sempre per aiutare qualcuno come te, che VOLEVA LA LUNA, adesso và... Dario scese sulla faccia della luna; riabbraccio tutti i suoi cari che credettero che Dario si fosse addormentato nell’ascensore! Ma ogni sera Dario prima di dormire, guarda sempre su nel firmamento per vedere sé e lì, bella, bianca, lucentissima che gli strizza l’occhio...e... Buonanotte Dario... Buonanotte LUNA. CULTURA Novembre 2008 Pagina 29 MONI OVADIA AL CENTRO DI CULTURA DADO: “VI RACCONTO IL MIO MESTIERE DEL C…ZO!” POPOLARE DEL TUFELLO Intervista al noto comico romano, che ha di recente portato il suo show a Talenti Un incontro d’autore all’interno di un vasto programma di musica, teatro e cultura S [Claudio Catalano] i è detto, si dice e chi vi scrive lo ha ripetuto in questo giornale, che nel Municipio IV non c’è attività culturale e non ci sono forme ricreative, di aggregazione sociale e di impegno. Non è vero, o perlomeno non lo è del tutto; certo, su un territorio di circa 100 km2 e 200.000 abitanti, ovvero in un posto più popoloso di comuni come Brescia, Reggio Calabria o Modena e più esteso di Cagliari o Padova, ci si aspetta molto, molto di più. Ma i luoghi dell’iniziativa esistono ed è giusto indicarli, anzi, va riconosciuto il coraggio e la volontà di chi opera in certe situazioni. E’ facile, spontaneo ed oltretutto redditizio avviare Associazioni, Circoli, Enti, Cooperative e Attività varie in quartieri quali Testaccio, S. Lorenzo, o ultimamente il Pigneto, è invece duro e lodevole farlo in zone “assopite” come la nostra. Il CCPT, Centro di Cultura Popolare del Tufello, è una di quelle realtà che hanno come ragion d’essere le finalità sociali, e lo fa da tempo, da ben 33 anni. La “scusa” per andare il 7 Novembre al CCPT era la presenza di Moni Ovadia, intellettuale che non ha, o non avrebbe, bisogno di presentazione. Personaggio straordinario della ribalta italiana; musicista, narratore, umorista, colto latore di diverse culture e soprattutto di quella yiddish, dotato di una magnifica ed ascetica voce baritonale alla maniera del canto a cappella della tradizione sefardita. In realtà Moni non era al Centro per una performance artistica (purtroppo ), ma qualche domanda siamo riusciti a sottoporgliela lo stesso. Ci si aspetterebbero risposte evanescenti da uomini di spettacolo, invece ha dato poche e chiare parole. La situazione delle periferie romane e della realtà di Roma non la conosce – eppure in città ha lavorato molte volte – ma fuggendo e senza poter giudicare a fondo. Il pubblico, il suo pubblico, in decenni di attività lo vede, sorprendentemente, sempre uguale: stesso entusiasmo, attenzione e sempre persone che lo tallonano a fine performance con domande, commenti, affetto. Il suo lavoro più noto, “Oylem Golem”, dopo quindici anni riscuote risposte, dunque sensazioni, simili e costanti. Il futuro? Anche qui nessuna esitazione, crede nei giovani Ovadia, nei nostri giovani di oggi, nient’affatto rimbambiti e privi di progetti, analisi e, tanto meno, di modi espressivi. Ha grande fiducia nella democrazia, anche se la ritiene minacciata, e nella sua possibilità di svi- lupparsi grazie alle tecnologie ed alle metodiche contemporanee, nutre ottimismo nella comunicazione delle reti, di internet, e nelle capacità che questi mezzi hanno di convogliare istanze positive della società. Ad un’ultima domanda, quasi personale, risponde che crede unicamente nel Dio che a sua volta è interessato all’uomo che ama il prossimo suo come se stesso. Ragazzi, che bella iniezione di vita: nell’ospedale della speranza, nel nosocomio della fiducia, Moni Ovadia è un primario e non è vero che un saggio debba essere necessariamente un po’ nichilista e un po’cassandra. Naturalmente una chiacchierata è stata fatta anche con qualcuno del CCPT. Davide Marzattinocci, un ragazzo, ma di quelli che se vogliamo leggere il suo curriculum studi e le sue esperienze professionali occorre qualche ora di permesso o un pomeriggio di calma. È un arteterapista e in questi locali, in accordo col Municipio e per la cooperativa Brutto Anatroccolo, cura un progetto di coinvolgimento per persone con disagio mentale, inoltre si occupa del Laboratorio Teatrale, spazio creativo per chiunque voglia trovarsi dentro l’allestimento di un dramma. Nel Circolo, poi, sono presenze vive il corso di organetto e quello di danze popolari. Caratteristica, infine, del Circolo di Cultura popolare del Tufello sono gli incontri, i dibattiti e gli appuntamenti; in questo residuo di Novembre, sabato 22 verrà rappresentata l’opera teatrale “il Cappello di Paglia”, il 29 i Pentamerone porteranno il loro folk dell’Italia centro sud. Riassumendo: CCPT Via Capraia 81, 06.87184111, www.ccptufello.splinder.com; [email protected] I [Massimiliano Cacciotti] ncontro Dado mentre sta passeggiando accanto al mercato di via Franco Sacchetti, a Talenti, dove è prevista una sua esibizione per la manifestazione “Shop & Show”. Nonostante la notorietà che gli ha arriso negli ultimi anni, Dado mi appare subito come una persona semplice, senza nessuno dei clichè classici del “Vip”, anzi quasi con un pizzico di malinconia negli occhi, come si dice sia per molti comici, apparentemente allegri e sbarazzini sulla scena, ma serissimi nella vita di tutti i giorni. Quello con Dado è quasi un incontro con un “vecchio amico”, visto che avevamo già avuto occasione di conoscerci e di parlare insieme, più di dieci anni fa, quando il comico romano, ancora poco noto, si esibiva nei locali della capitale insieme alla sua band “Le Pastine in Brothers” (da cui il suo nome d’arte “Dado”), gruppo che gli faceva da spalla durante i suoi show. Dado, che fine hanno fatto le “Pastine in Brothers”? Le “Pastine in Brothers” eccole qua, perché le “Pastine in Brothers”, in realtà, ero io. Nel senso che sono sempre stato io a scrivere i testi, a montare gli spettacoli, il gruppo era solo un accompagnamento musicale per i miei show. Poi, come spesso accade, nel corso del tempo sono sorti piccoli problemi con alcuni elementi, insomma alla fine ho scelto di proseguire da solo. Una scelta azzeccata, visto il successo ottenuto in questi ultimi anni. Sì, insomma, successo forse è una parola grossa. Certo, mi ritengo fortunato e non voglio lamentarmi, ma il mio in realtà non è un lavoro, è un precariato assoluto. …In linea col mondo del lavoro contemporaneo… Sì, in un certo senso. Bisogna sempre inseguire nuove scritture, nuove serate... Beh qualche cosa ti è andata per il verso giusto: il successo a Zelig, la tv, il teatro, con spettacoli in cui presenti anche testi di qualità… Sì, ma purtroppo non è che si faccia molta differenza fra chi porta avanti un discorso di qualità e chi meno. Forse il pubblico la differenza la nota… Forse. Di sicuro però non la nota chi decide le scritture per gli spettacoli, soprattutto in tv. Che si chiami a partecipare me o, che so io, i “Fichi d’India” pare sia uguale, da tutti i punti di vista. In tv forse, ma almeno chi ha scelto chi far esibire dal vivo in via Sacchetti, ha preferito te. Scritture a parte, qual è la differenza fra il lavoro in tv e quello dal vivo? La prima differenza è che in tv non piove – dice Dado, guardando i minacciosi nuvoloni che scuriscono il cielo – Vedi, prima parlavo di un precariato assoluto. Ecco oggi, per esempio, la pioggia rischia di far saltare lo spettacolo, quindi anche i relativi compensi. Il mio è un lavoro in cui se fai uno spettacolo all’aperto e piove, o se ti rompi una gamba, non puoi salire sul palco e quindi non guadagni… Non so se farò questo mestiere per tutta la vita. Dovrai rifarti con una serata a Zelig. A proposito come mai quest’anno non sei nel cast? Sto portando uno spettacolo in teatro e purtroppo le date che mi lascia libero il mio tour non coincidono con quelle delle registrazioni televisive. Può darsi che finito il tour qualche apparizione ci sarà, ma non dipende tanto da me. Sai, la gente pensa a noi attori come a persone che decidono del loro futuro, che scelgono cosa fare e cosa no, ma non è Q così. Il nostro è un mestiere del cazzo (testuale ndr) in cui non decidiamo quasi nulla. Io sono solo un libero professionista con la partita iva che si deve cercare lavoro giorno per giorno, con gli stessi problemi di tanti piccoli professionisti con la partita iva. Posso capirti benissimo… L’unica soluzione forse sarebbe quella di coltivare le amicizie, ma io non ho voglia di coltivare le amicizie. Che intendi per “coltivare le amicizie”? Sai, ci sono tanti che telefonano ogni giorno ai direttori di rete, o a Maria De Filippi o alla Ventura per chiedere “Allora come va? Che si fa?” ed è il motivo per cui dalla Ventura ci sono sempre le stesse persone. Se lo avessi fatto anche io forse adesso mi avrebbero invitato all’Isola dei Famosi. Non so se ci sarei andato all’Isola dei Famosi, forse no, ma mi avrebbero invitato. Senti, prima parlavi del tuo tour teatrale. Il tuo spettacolo si intitola “Onesto ma non troppo”. E’ forse a questo che alludevi col tuo titolo? E’ che l’uomo in questo periodo, nella maggioranza dei casi, cerca di essere sì onesto, però ha già inglobato in sé la disonestà e non se ne rende neanche conto. Parlo di piccole cose, tipo che quandi si va a comprare il giornale si parcheggia in doppia fila, tanto che male c’è? Oppure, beh, è normale fare un tratto di strada contromano, no? Piccolo piccolo, certo. O passare col rosso. Ecco, cose così. A cui nessuno fa più caso, ma che restano pur sempre piccoli reati. Onesto ma non troppo, appunto. Anche in questo caso noto una certa vena polemica in quello che dici… Ti faccio un altro esempio. Se uno perde i capelli e si mette il parrucchino non fa nulla di male. Però è una finzione, un segno evidente che non si accetta per come è. Ci sono tante persone che fingono di essere quello che non sono. Piccole finzioni, che oggi sembrano innocue. “E se mi viene bene, se la parte mi funziona allora mi sembra di essere una persona” diceva una vecchia canzone di Giorgio Gaber. A proposito so che tu ami molto Gaber. Io devo tutto a Gaber, al suo teatro canzone. I miei spettacoli nascono da lì. Certo chi mi conosce solo televisivamente adesso penserà “ma questo è matto, che c’entra Dado con Gaber?”, ma i miei testi teatrali devono tutto a quel tipo di insegnamento e di esempio che è stato unico in Italia. Prima di salutarti, visto che il nostro è un giornale di Roma nord, ti faccio una domanda molto “locale”: tu che sei nato ad Ostiense e vissuto a Garbatella, a Roma sud insomma, pensi che Roma nord sia l’inizio della Padania, un luogo i cui abitanti vengono da un ceppo etnico differente? Sei sicuro che qui sia Roma Nord? Io non ne sarei tanto sicuro. E’ una questione di meridiani e paralleli, perché l’Italia è inclinata, Roma è inclinata. Forse siamo a ovest. Chissà. Comunque no, non sento differenza fra il nord e il sud di Roma. Però una distinzione etnica a Roma c’è: è quella fra romanisti e laziali. Quella sì che è vera e profonda. E tu sei romanista o laziale? Romanista, per fortuna! KISS ME EMILY [Valentina Tonini del Furia] uando accade che un gruppo emergente, ascoltato distrattamente su myspace, riesce a depositare in modo permanente il ritornello del proprio singolo nella nostra mente? Ognuno ha una predisposizione per determinate melodie e il gusto personale è il principale fattore di attrazione, ma c’è di più: ci sono dei pezzi così ben studiati che difficilmente non trascinano, parole tatticamente insediate tra pieghe di note, ritornelli che non riesci a toglierti dalla testa. E’ così che nascono le hit delle più importanti pop star. Ed è così che nasce “All in one” dei Kiss Me Emily, uscito il 27 ottobre 2008 per la Forears di Daniele Landi. L’impatto iniziale con le dieci tracce (otto effettive, se non contiamo l’intro e l’outro) è immediato: indubbiamente catchy e fresche, sono le classiche canzoni “leggere” e senza pretese, qualità apprezzabile per un lavoro d’esordio. D’altra parte, però, sin dal primo ascolto, è evidente la debolezza dei pezzi, che pur se eterogenei tra loro, hanno una struttura canzone troppo schematica che si ripete inesorabilmente come un elemento costruito in serie. Ballabili e dinamiche, spiccano su tutte la quasi filastrocca “Be there” e “The biggest lie of my life” con un’attitudine alla Panic! At The Disco. Più introspettive “I ain’t looking” e “Dance” nelle quali strascichi di malinconia sottolineano le interessanti doti canore di Nicola Rosetti. “All in one” suona bene nello stereo e i musicisti sono senza dubbio validi anche se acerbi -, con tutte le carte in regola per costruire un solido seguito. Mi chiedo cosa riuscirebbero a fare questi quattro forlivesi con più impegno e una maturità musicale più profonda. Da tenerli d’occhio e spronarli per un prodotto che può migliorare un bel po’. Novembre 2008 LA POSTA DEI LETTORI Pagina 31 Anno XXIII - n°11 Novembre 2008 Direzione, Redazione Reg. Trib. di Roma n. 497/86 del 23/10/1986 Via Val Maggia, 32 00141 Roma Telefono/Fax 06.88644518 E-mail: [email protected] www.tuttoquartiere.it www.mensilequarta.it Direttore Editoriale Riccardo de Cataldo APPELLO: INACCETTABILE RIMANERE IN BALIA DELLA PIOGGIA! Non sono così anziano da ricordare i problemi causati dai violenti nubifragi che da sempre investono Valmelaina, fino quasi a rassegnare i suoi abitanti… Li capisco. E allora, in virtù di qualche briciolo di forza meno consumata, provo a cogliere un testimone difficile e a non cedere dinanzi ad una deriva che avanza. Tacere la vera e propria calamità che la notte del 28 e 29 ottobre scorsa si è abbattuta in Via di Valmelaina a causa del violento nubifragio non fa bene alla comunità, non fa bene alla città. E’ noto: la pioggia di dimensioni eccezionali ha messo in allarme tutta Roma. Sono note le forze di protezione civile spiegate ed il numero degli interventi compiuti dai Vigili del fuoco. A Valmelaina l’allarme è stato dato dai suoi abitanti che si sono precipitati in strada per liberare i tombini intasati dalle foglie che impedivano il regolare fluire dell’acqua. Ma poco si è potuto fare dinanzi all’impeto dell’acqua che aveva fatto della strada un fiume la cui potenza aveva iniziato a spostare auto in sosta e cassonetti l’uno contro l’altro, o a cercare vie di fuga nei seminterrati abitati, nelle cantine e nei laboratori delle varie attività commerciali. Questo è lo scenario che mi è comparso dinanzi mentre, lasciata la casa parrocchiale, giungevo in strada per rendermi conto della situazione. Non ho potuto fare altro che constatare i danni mentre ancora l’acqua scendeva ed inforcare anch’io qualche scopone per ricacciare quello che entrava negli anfratti dei cortili o dei negozi. Appena ho potuto sono andato a rendermi conto delle situazioni di quelle famiglie che occupavano i seminterrati di proprietà Ater, per vedere se sarebbero stati in grado di ripristinare una situazione decente per poter trascorrere la notte. In un alloggio l’acqua, che in genere filtrava dalle porte o dalle finestre, entrava dai muri e persino dal pavimento. In qualcun altro, addirittura, galleggiava quanto c’era dentro. Solo la sosta delle precipitazioni ha restituito un po’ di quella calma utile per rimboccarsi le maniche e darsi da fare per raccogliere acqua e riportare dentro chi era senza alloggio. O per scendere in strada e provare a recuperare il proprio mezzo. Era passata la mezzanotte. I soccorsi, giungendo, non hanno potuto fare altro che constatare anch’essi i danni ed iniziare a svuotare dall’allagamento un intero PUP con le idrovore che sono andate avanti tutta la notte fino a mezzogiorno del giorno successivo. Pericoloso, infine, il crollo di un muro in uno stabile. I danni alle cose non valgono certo una vita umana. Ma il danno esistenziale quello, a volte, non è nemmeno quantificabile. Vivere per scampare il pericolo è vivere sulla lama di un rasoio. In una situazione socio-economica del quartiere seriamente compromessa un nubifragio è servito per capire che anche le strutture minime di servizi civici hanno serie carenze (fogne, manutenzione caditoie) e queste non possono che aggravare una situazione di degrado, anche quando i cittadini fanno di tutto per far finta di niente, quasi per esorcizzare il male. Allo stesso modo una città non può fare a meno di prendersi carico di chi, pur stando male, o perché rassegnato o perché deluso… fa finta di niente. In qualche modo la rassegnazione, quei cittadini, rischiano di farla pagare a tutti con l’egoismo che aumenta e con il disinteresse verso tutto ciò che è comune. In questa situazione anche quando le calamità naturali non guardano in faccia nessuno, trovano sempre pronto qualcuno a dire: io l’ho scampata! Valmelaina ha bisogno di aiuto! Restituiamo alla città un quartiere coeso! SALVIAMO MONTESACRO DALL’ASSEDIO DEL CEMENTO Con i comitati di Talenti, l’associazione Italia Nostra/Roma e la rete “Nuovo Municipio IV”, stiamo cercando di difendere dal cemento la valle formata dal fosso della Cecchina (in parte intubato) che si trova alle spalle del liceo Nomentano, tra Vigne Nuove e la Bufalotta, dove sono previsti una nuova strada, due centri commerciali e 17 nuovi palazzi, per questi motivi: sul piano ambientale, la Valle alle spalle del Liceo Scientifico “Nomentano” è un’area di respiro assolutamente indispensabile per i quartieri circostanti, come giustamente evidenziato dal PTPR ancora vigente, che si interpone tra le impietose maglie di un abitato già troppo intensamente addensato sia a Talenti che a Vigne Nuove-Serpentara; nell’attuale situazione di emergenza abitativa l’edilizia residenziale prevista non corrisponde ad alcuna esigenza sociale, non trattandosi infatti di edilizia popolare; i centri commerciali previsti non solo sono troppi, ricordando che il vicino centro commerciale Flaiano in via Alberini è fallito, ma per di più rischiano di compromettere il tessuto dei negozi e dei mercati rionali, elemento di sicurezza e vivibilità per i cittadini; la stessa manodopera attualmente impiegata è composta quasi esclusivamente di lavoratori migranti: quindi anche sotto questo profilo non da sostegno al quartiere sul piano occupazionale. Questo PRU attua dunque uno sviluppo onnivoro e devastante del territorio del Municipio IV di Roma, senza in alcun modo perseguire quelle finalità di risanamento e riqualificazione urbana che erano l’obiettivo normativo della legge n. 493/1993 ai cui sensi è stato approvato, consumando il territorio senza valorizzarlo, e dunque violando aspetti formali e sostanziali della stessa legge. Per questi motivi, abbiamo inviato questo esposto al Presidente Bonelli e ad Alemanno, (che invio per conoscenza) per cercare di salvare una delle poche aree verdi rimaste a Montesacro, e chiediamo il tuo aiuto per diffonderlo e farlo conoscere tra la cittadinanza. Grazie dell’attenzione Luigi Cherubini Italia Nostra, Comitato Via Passo del Turchino VIA ENRICO VIARISIO AVVOLTA DALLE TENEBRE Buongiorno, intanto Vi faccio i miei migliori complimenti per il Vs. blog. Mi faccio portavoce di tutti gli abitanti di Via Enrico Viarisio, una via del IV Municipio di Roma. Da anni, a seguito di una diatriba fra il condominio di Via Tina Pica ed il nostro “proprietario degli appartamenti” (siamo in affitto) o meglio il Fondo di Previdenza per i Dipendenti della Banca di Roma ed il Comune di Roma, noi SIAMO SENZA LUCE. Già dallo scorso anno, la precedente Giunta Comunale dice (ma sarà vero?), che il 23 dicembre 2007 si era deliberato a favore dell’illuminazione di Via Enrico Viarisio che fino a quel momento non si sapeva neppure se era di competenza comunale. Pochi giorni fa abbiamo avuto un incontro con l’attuale Assessore ai Servizi Pubblici Dott. Fabrizio Bevilacqua, ancora tante belle parole, ma di fatto siamo ancora al buio! La strada è disconnessa per le radici degli alberi ed essendo una strada chiusa la sera e la notte diventa particolarmente pericolosa per la sicurezza e l’incolumità di chi si trova a percorrerla. potete darci una mano e farci arrivare ad una soluzione? Ve ne saremmo veramente riconoscenti. Non ho allegato foto o filmati perché è talmente buio che non si riuscirebbe a vedere niente! RingraziandoVi per la Vs. dispobilità Vi porgo i miei migliori saluti. Annarita Rinaldi Direttore Responsabile Daniele Goretti Capo Redattore Laura Croce Coordinamento editoriale Massimiliano Cacciotti Segreteria di Redazione M. Grazia Sperandio Progetto Grafico e Impaginazione Miriam Tafuri Marketing e Pubblicità Luisa Simone Tipografia Poligraf srl Via della Mola Saracena snc 00065 (Fiano Romano) Hanno collaborato: Vincenzo Amicucci Massimiliano Cacciotti Claudio Catalano Luca Coniglio Giulia Galassi Lorenzo Gentile Marco Giuliani Ada Guglielmucci Valeria Nevadini Valentina Pietrini Valentina Tonini Del Furia Manuela Zazzara Raffaella Sirena Danilo Federici La pubblicità sul mensile La Quarta costa meno di quanto credi contattaci al nostro numero verde: 800.199.008