RASSEGNA STAMPA
del
07/07/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 06-07-2010 al 07-07-2010
Adnkronos: Straripa la roggia Fusia: il canale che parte dal lago d'Iseo allaga Rovato, nel bresciano ......................... 1
Adnkronos: Brescia: straripa la roggia Fusia, Rovato allagata........................................................................................ 2
Agi: TERREMOTO: SCOSSA AL LARGO DI MESSINA .................................................................................................... 3
AprileOnline.info: L'Aquila, a chi giova il silenzio............................................................................................................ 4
Asca: PERUGIA/PROVINCIA: BERTINI, PROTOCOLLO CON CRI PER RISOLVERE PROBLEMI............................. 6
Asca: CALABRIA: GIORDANO (IDV), SI IMPIEGHINO PRECARI A SUPPORTO ENTI LOCALI................................ 7
Asca: METEO: PROTEZIONE CIVILE, PIOVE SU CAMPANIA E SARDEGNA.............................................................. 8
Asca: TERREMOTO: TRE SCOSSE IN EMILIA-ROMAGNA NELLE ULTIME 24 ORE. ................................................. 9
Asca: CALDO: FAZIO CONVOCA RESPONSABILI REGIONI E COMUNI. ................................................................. 10
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, OPERAZIONE ''TRASPARENZA'' PER CASE. ........................... 11
Asca: MANOVRA: QUAGLIARIELLO (PDL), CENTRODESTRA VICINO ALL'ABRUZZO. ......................................... 12
Asca: MANOVRA: MASCITELLI (IDV), GOVERNO MORTIFICA DIGNITA' DELL'AQUILA...................................... 13
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: EMENDAMENTO A MANOVRA, TASSE SOSPESE FINO 20/12/10. ................ 14
Asca: CALDO: DOMANI ROMA DA BOLLINO ROSSO. PREVISTA DISTRIBUZIONE ACQUA. ................................ 15
Avvenire: Limone .............................................................................................................................................................. 16
L'Azione: DOPO IL TERREMOTO TORNA IL SORRISO ............................................................................................... 17
L'Azione: TANTI FILI DI SOLIDARIETA' DA VITTORIO ALL'ABRUZZO.................................................................... 19
L'Espresso (abbonati): Il G8 tra cognato e sciatore........................................................................................................ 20
Il Giornale della Protezione Civile.it: Elvezio Galanti: "La resilienza? E' mantenere Londra".................................... 23
Il Giornale della Protezione Civile.it: "Mereto 2010", esercitazione di protezione civile con emergenza vera ............ 26
Il Giornale della Protezione Civile.it: Veneto: protocollo firmato tra Prefetture e società autostradali....................... 27
Il Giornale della Protezione Civile.it: Protezione civile: comunicato stampa per ribadire alcune circostanze ............ 28
Il Giornale della Protezione Civile.it: Umbria, un elicottero del Corpo Forestale per combattere gli incendi............. 29
Il Giornale della Protezione Civile.it: Regione Toscana, presentata la campagna AIB 2010........................................ 30
Il Giornale della Protezione Civile.it: Frana di Montaguto: ormai quasi pronto il varco stradale fra Puglia e........... 31
Il Giornale della Protezione Civile.it: Nuovo Ufficio Antisismica a Sassuolo................................................................ 32
Il Giornale della Protezione Civile.it: Diverse scosse in Emilia-Romagna .................................................................... 33
Il Giornale della Protezione Civile.it: Ancona, al via la costituzione del gruppo di lavoro per il piano di emergenza. 34
Il Giornale della Protezione Civile.it: Antincendio, è cominciata la collaborazione tra Puglia e Piemonte ................. 35
Il Giornale.it: Caldo: cento interventi della Protezione civile ......................................................................................... 36
Il Giornale.it: Treni, mazzette per evitare i controlli di sicurezza.................................................................................... 37
Il Giornale.it: Un nuovo vulcano nel Tirreno ................................................................................................................... 38
HelpConsumatori: SALUTE. Ondate di calore, Ministro Fazio convoca Regioni e Comuni.......................................... 39
Il Manifesto: Vietato contestare........................................................................................................................................ 40
Il Manifesto: Onde sismiche in corsa verso Roma............................................................................................................ 41
Il Messaggero: Il grande caldo non lascerà la Capitale per tutta la settimana, spinge in alto la richi........................... 42
Il Messaggero: Sos inquinamento: si scontrano i comuni di Ladispoli e Santa Marinella. Sabato scorso una lunga..... 43
Il Messaggero: Una nuova ondata di calore è attesa per oggi nella Capitale: lo attestano le previsioni del Ser... ........ 44
Nuova Energia.com: IL GIORNALIERO - Il Giappone sogna un "monopolio nucleare" entro la fine del 2030 ........... 45
La Repubblica: la protezione civile: oggi l'"ondata di calore" gli anziani e i bambini fra i più esposti - cecilia........... 46
La Repubblica: caldo killer, anziano muore alla guida - romina marceca ..................................................................... 47
La Repubblica: - giuseppe caporale................................................................................................................................. 48
La Repubblica: task force anti-incendi 4.400 uomini e 700 mezzi - gaia rau.................................................................. 49
La Repubblica: figli di vip alla protezione civile raffica di assunzioni, è polemica - giuseppe caporale ....................... 50
La Repubblica: g8, trasloca il processo di firenze il pm: le indagini restano valide - franca selvatici .......................... 51
La Repubblica: il ministro convoca i comuni a rischio "così si vincono le ondate di calore" ........................................ 52
La Repubblica: brucia la riserva di monte bonifato famiglia intrappolata dalle fiamme ............................................... 53
Il Sole 24 Ore Online: Inchiesta sugli appalti di Trenitalia. Tangenti in cambio di contratti......................................... 54
Il Sole 24 Ore Online: A l'Aquila da luglio il fisco chiederà le tasse ai lavoratori dipendenti ....................................... 56
Il Sole 24 Ore: All'Aquila da fine luglio il fisco bussa ai dipendenti ................................................................................ 57
La Stampa: Da Isola 3.500 libri al paese terremotato ..................................................................................................... 58
La Stampa: Non si trovano finanziamenti per "arginare" il rio Loreto ........................................................................... 59
La Stampa: Valbormida tutta unita per i 253 milioni Acna ............................................................................................. 60
La Stampa: Anche per i terremotati d'Abruzzo dalla manovra arrivano delle novità positive. Che per&#2.......... 61
La Stampa: Opposizione lascia l'aula e "salta" il Consiglio............................................................................................ 62
La Stampa: "Il processo non andava neppure iniziato" ................................................................................................... 63
marketpress.info: PROTEZIONE CIVILE: CATANIA AREA TEST PROGETTO EUROPEO "SCHEMA" ................... 64
marketpress.info: PROTEZIONE CIVILE: VERIFICA IN ABRUZZO DEL CENTRO FUNZIONALE, ESITO ............. 65
marketpress.info: UMBRIA: CONTRO INCENDI BOSCHIVI A DISPOSIZIONE ELICOTTERO DEL CORPO ......... 66
marketpress.info: PRESENTATA IN TOSCANA LA CAMPAGNA ANTINCENDI BOSCHIVI 2010 SALVADORI: ...... 67
marketpress.info: TELEFONO VERDE ANTI SOLITUDINE, PIANO ANTICALDO E SERATE IN PISCINA: ............ 69
Data:
06-07-2010
Adnkronos
Straripa la roggia Fusia: il canale che parte dal lago d'Iseo allaga Rovato,
nel bresciano
ultimo aggiornamento: 06 luglio, ore 17:55
Milano - (Adnkronos) - Nei punti piu' alti l'acqua ha raggiunto i 50 centimetri di altezza, a piazza Cavour, la piazza
principale del paese, la pavimentazione ha ceduto in alcune zone e nel centro storico sono crollati un paio di muretti di
contenimento
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Milano, 6 lug. (Adnkronos) - Rovato e' allagata a causa dello straripamento della roggia Fusia, un canale che porta l'acqua
ai campi da coltivare dal Lago d'Iseo. L'esondazione, avvenuta stamattina intorno alle 6, e' da attribuirsi alle forti piogge
che si sono abbattute sulla zona durante la notte e la mattinata.
Nei punti piu' alti l'acqua ha raggiunto i 50 centimetri di altezza, a piazza Cavour, la piazza principale del paese, la
pavimentazione ha ceduto in alcune zone e nel centro storico sono crollati un paio di muretti di contenimento.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la protezione civile liberando dall'acqua le cantine piu' colpite
dall'allagamento.
Argomento:
NAZIONALE
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1
Data:
Adnkronos
06-07-2010
Brescia: straripa la roggia Fusia, Rovato allagata
ultimo aggiornamento: 06 luglio, ore 17:11
commenta 0 vota 1 invia stampa
Milano, 6 lug. (Adnkronos) - Rovato e' allagata a causa dello straripamento della roggia Fusia, un canale che porta l'acqua
ai campi da coltivare dal Lago d'Iseo. L'esondazione, avvenuta stamattina intorno alle 6, e' da attribuirsi alle forti piogge
che si sono abbattute sulla zona durante la notte e la mattinata.
Argomento:
NAZIONALE
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2
Data:
Agi
06-07-2010
TERREMOTO: SCOSSA AL LARGO DI MESSINA
07.07.2010 07:04 B U O N G I O R N O
06.07.2010 20:01 FIAT: IVECO STURA, ACCORDO PER CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA 20:00
CRISI: MICROIMPRESE, MENO DI 1 SU 4 PREVEDE INVESTIMENTI 19:59 ENERGIE RINNOVABILI: GNUDI,
IN ITALIA SI INVESTE MA MANCA FILIERA 19:58 AMBIENTE: OSSERVASALUTE, PALERMO BOCCIATA
SU ARIA E RIFIUTI 19:57 WALL STREET: APRE IN FORTE RIALZO
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Argomento:
NAZIONALE
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3
Data:
AprileOnline.info
06-07-2010
L'Aquila, a chi giova il silenzio
Raffaele Ferraro , 06 luglio 2010, 13:26
Politica Anche il comitato dei radicali dello scorso weekend, svoltosi nel capoluogo abruzzese, si è svolto nel silenzio
generale dei principali mezzi di informazione. Una latitanza di informazione che si aggiunge a quelle che si erano
registrate in occasione varie, dalla manifestazione di qualche settimana fa sino alle "proteste delle carriole". Lo scopo è
quello di silenziare i fallimenti della ricostruzione aquiliana e le opacità che, sotto il segno dell'emergenza, ha
caratterizzato sinora gli interventi post - sisma
Si è svolto dal 2 al 4 luglio il Comitato Nazionale di Radicali Italiani Tra l'Aquila e Ovindoli. Come previsto non c'è
traccia dell'evento sui media nonostante la presenza della vicepresidente del Senato Emma Bonino e di svariati altri
parlamentari -anche non radicali- quali l'onorevole Lolli e il senatore Franco Marini oltre ad altre personalità in
rappresentanza dell'associazionismo locale e delle istituzioni, a partire dal sindaco Cialente. E questo silenzio ci porta
dritti alle motivazioni che hanno spinto i dirigenti del partito di Pannella a scegliere questa location per riunire il loro
parlamentino di dirigenti.
Come partecipante a tale evento non ho potuto che ravvisare l'identificazione tra i terremotati e i Radicali da un lato nel
denunciare la censura mediatica a proprio danno, dall'altro nel rispondere a illegalità e derive prodotte dal sistema
partitocratrico in modo nonviolento. Basti pensare, a titolo esemplificativo, che nessuno dei tg con maggiore audience ha
dato nemmeno la notizia della più grande manifestazione svoltasi a seguito a del sisma in cui circa 15.000 persone e tutti i
sindaci dei comuni colpiti dal terremoto hanno marciato lungo un tratto autostradale per chiedere la sospensione delle
tasse e la certezza di stanziamenti e tempistiche per la ricostruzione. La stessa sorte è toccata, qualche settimana addietro,
anche all'iniziativa di tenere una seduta del consiglio comunale dell'Aquila in Piazza Navona a Roma a pochi passi dal
Senato.
La situazione è la seguente: c'è stata una grande operazione propaganda che ha visto ricostruire alcune case in tempo
record e poi una decisione scientifica di spegnere i riflettori sul luogo e quindi sul fatto che la ricostruzione è arenata e che
ora i terremotati dovranno ricominciare a pagare le tasse versando, tra l'altro, gli arretrati da aprile.
Secondo una stima credibile le persone rimaste senza abitazione ammonterebbero a quasi 60.000 unità delle quali solo
una quota di poco superiore ad un quarto avrebbe beneficiato di un alloggio derivante dal celebre progetto C.A.S.E. e di
Moduli abitativi provvisori. Ma non sembrava questa la situazione ai milioni di telespettatori che hanno assistito alla
diretta dai toni celebrativi della puntata di Porta a Porta in cui, di fronte ad un estasiato Bruno Vespa, il Presidente
Berlusconi consegnava chiavi di alloggi con spumante in frigo e si lanciava in promesse quale, ad esempio, una settimana
di ferie ad ogni persona colpita dal sisma. E gli altri? Meglio non parlare dei 10.000 rimasti senza casa e dimenticati dalla
Protezione civile in quanto fuori dal "cratere" del sisma o degli oltre 30.000 che ancora si trovano in uno stato di
incertezza assoluta alloggiati in alberghi, sistematisi in proprio con uno striminzito contributo statale di 200 Euro al mese,
in stato di affitto calmierato o alloggiati in caserme.
A ciò bisogna aggiungere che ad oggi (15 mesi dopo il sisma) in città c'è una zona rossa invalicabile e sorvegliata a vista
dai militari e che la parte di centro storico riaperta evoca scenari visti in film postapocalittici alla "The Road" o "Mad
Max" nel suo miscuglio di rovine, silenzio e assenza di abitanti ed esercizi commerciali. Non è stata effettuata inoltre la
ristrutturazione di strutture strategiche quali la Questura, il Municipio, le scuole.
Ma oltre a ciò che non è stato fatto, c'è un grosso problema anche riguardo a ciò che è stato fatto. La sciagura avrebbe
potuto costituire un'occasione di ammodernamento urbanistico e riconversione ecologica tutta incentrata su fonti
rinnovabili e risparmio energetico. Invece questo non è stato fatto e, per spiegarne le ragioni, veniamo ad un altro nodo
della vicenda che è l'operato della Protezione civile. Sarebbe bene fare chiarezza su questo: sono quasi 700 le ordinanze di
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
4
Data:
06-07-2010
AprileOnline.info
L'Aquila, a chi giova il silenzio
Protezione civile varate dal 2001 al 2009 da Guido Bertolaso (una ogni 5 giorni) per calamità o grandi eventi. A prima
vista può sembrare un ottimo lavoro svolto da un diligente servitore dello Stato. Ma a voler ben vedere si scopre in primo
luogo che dentro la tipologia "grandi eventi" rientra qualsiasi cosa a partire dalla costruzione di tratti autostradali,
parcheggi o visite papali fino ad arrivare alla costruzione di piscine (mai utilizzate) per i Mondiali di nuoto o di
inceneritori. In secondo luogo è bene sottolineare che queste ordinanza attribuiscono il potere ad un commissario
straordinario di agire in deroga alle norme vigenti. Quindi, in soldoni, di realizzare opere mascherate da grandi eventi
senza concorsi pubblici per gli appalti, senza necessità di rispetto del piano regolatore, senza limiti legati al rispetto
dell'ambiente. Oltre un miliardo di Euro di fondi pubblici sono stati spesi in questo modo e seguendo queste procedure.
Per le suddette ragioni il governo non può permettere che si sappia la verità e quindi è necessario silenziare
manifestazioni, consigli comunali a Roma, meeting di radicali, ma anche la disobbedienza civile delle carriole con i
cittadini che si fanno carico di rimuovere le macerie -violando la zona rossa- e di organizzare autonomamente il recupero
dei materiali riciclabili. Infine, si è ritenuto opportuno regalare qualcosa anche alla Curia, tanto per garantirsi da qualche
intervento mediatico di denuncia da parte della Chiesa su quanto descritto sopra. Al contrario della procedura standard
costituita dall'esproprio tramite occupazione d'urgenza, i terreni appartenenti alla Curia hanno una corsia preferenziale e lo
Stato finanzia la ricostruzione delle opere con soldi pubblici e cedendone la proprietà alla Curia.
C'è da auspicarsi che tutte le forze democratiche riflettano su queste dinamiche e sul fatto che, appena un paio di mesi
addietro, Freedom House (che non è esattamente un covo di bolscevichi) poneva l'Italia al 72esimo posto al Mondo per
libertà di stampa a pari merito con Hong Kong, Benin e India e fanalino di coda europeo. Troppo spesso e troppo
facilmente questi dati vengono presto archiviati come nota di colore o seppelliti da una battuta del Presidente del
Consiglio.
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5
Data:
06-07-2010
Asca
PERUGIA/PROVINCIA: BERTINI, PROTOCOLLO CON CRI PER RISOLVERE
PROBLEMI.
PERUGIA/PROVINCIA: BERTINI, PROTOCOLLO CON CRI PER RISOLVERE PROBLEMI
(ASCA) - Perugia, 6 lug - ''L'obiettivo di questo protocollo e' andarenella direzione della soluzione di problemi. La Croce
Rossa Italiana e' una realta' fondamentale che deve sedere al tavolo della protezione Civile regionale per aumentare la
qualita' dei servizi''. Lo ha detto l'assessore con delega alla Protezione Civile della provincia di Perugia, Roberto Bertini
all'atto della stipula di un protocollo d'intesa con la Croce Rossa Italiana in cui si stabilisce l'impegno dei due organismi di
cooperare al fine di gestire le emergenze e favorire la crescita e diffusione della cultura di protezione civile nel territorio.
''La Provincia - ha continuato Bertini - che si occupa di pianificazione, attraverso questa convenzione, intende collaborare
in maniera molto stretta per la redazione dei piani comunali''. Per il Commissario regionale Cri, Paolo Scura, ''il protocollo
e' importante anche per diffondere sempre di piu' la conoscenza dell'intera struttura''. Il documento prevede, tra l'altro, una
cooperazione diretta per dare completa attuazione a programmi finalizzati a coadiuvare i Comuni nella predisposizione di
piani di protezione civile; organizzare progetti formativi per le amministrazioni comunali finalizzati al miglioramento
delle competenze tecnico - organizzative in materia di protezione civile; organizzare percorsi formativi in ambito
scolastico, per la diffusione di una cultura della sicurezza e della protezione civile; promuovere progetti riguardanti
argomenti relativi alla comunicazione, all'informazione e alla conoscenza sociale del territorio, al fine di diffondere, anche
nella popolazione, una cultura di protezione civile necessaria al miglioramento della risposta locale agli eventi
emergenziali.
pg/cam/rob
(Asca)
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NAZIONALE
Pag.
6
Data:
06-07-2010
Asca
CALABRIA: GIORDANO (IDV), SI IMPIEGHINO PRECARI A SUPPORTO ENTI
LOCALI.
CALABRIA: GIORDANO (IDV), SI IMPIEGHINO PRECARI A SUPPORTO ENTI LOCALI
(ASCA) - Reggio Calabria, 6 lug - In una interrogazione urgente, a risposta scritta, il capogruppo di Italia dei valori alla
Regione Calabria, Giuseppe Giordano chiede al Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti e al
sottosegretario alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Francesco Torchia, di sollecitare ''il Dipartimento
regionale della protezione civile affinche' il personale ex lsu lpu, poi stabilizzato e attualmente destinato alle strutture
periferiche dell'ente regionale, venga impiegato a supporto degli enti locali, per le attivita' di rilievo e il monitoraggio del
territorio, per il censimento e verifica della vulnerabilita' sismica degli edifici pubblici, per l'aggiornamento dei piani di
protezione civile dei comuni facenti parte del COM''.
''Il tutto - dichiara Giordano- al fine di inserire i dati e aggiornare in modo stabile e continuativo il sistema informativo
territoriale per la gestione delle emergenze (SITgE) che, purtroppo, non risulta utilizzato appieno da parte degli enti
territoriali periferici, i quali, per carenze di personale e risorse finanziarie, non sono in grado di ottemperare a tale gravoso
compito''.
red/gc/ss
(Asca)
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NAZIONALE
Pag.
7
Data:
06-07-2010
Asca
METEO: PROTEZIONE CIVILE, PIOVE SU CAMPANIA E SARDEGNA.
METEO: PROTEZIONE CIVILE, PIOVE SU CAMPANIA E SARDEGNA
(ASCA) - Roma, 6 lug - Piogge sparse su tutte le zone appenniniche centro-settentrionali e sull'Appennino campano.
Il mattinale della Protezione Civile prevede per oggi temporali anche sulle restanti regioni centro-settentrionali, sui rilievi
della Sardegna e sulle zone appenniniche meridionali, con quantitativi cumulati deboli o puntualmente moderati. Venti
forti in Sicilia occidentale, Puglia e Sardegna dove il mare sara' mosso. Il maltempo persiste anche nella giornata di
domani sulle zone alpine ed appenniniche e sui rilievi della Sardegna. Molto mossi il mare e il Canale di Sardegna,
localmente molto mosso anche l'Adriatico settentrionale.
map/sam/bra
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
8
Data:
06-07-2010
Asca
TERREMOTO: TRE SCOSSE IN EMILIA-ROMAGNA NELLE ULTIME 24 ORE
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TERREMOTO: TRE SCOSSE IN EMILIA-ROMAGNA NELLE ULTIME 24 ORE
(ASCA) - Roma, 6 lug - Tre lievi eventi sismici hanno interessato l'Emilia-Romagna nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il
mattinale della Protezione Civile spiegando che due eventi - entrambi di magnitudo 2.6 - si sono verificati in Provincia di
Bologna, con epicentro tra Ozzano dell'Emilia, Monteterenzio e Pianoro alle 20.10 e alle 20.29 della giornata di ieri, 5
luglio.
Nella mattinata di oggi, invece, l'Ingv ha segnalato un evento sismico in Provincia di Reggio Emilia. I comuni prossimi
all'epicentro sono Bagnolo in Piano, Correggio e Campagnola Emilia. I tre eventi sismici non sono stati avvertiti dalla
popolazione.
map/sam/alf
Argomento:
NAZIONALE
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9
Data:
06-07-2010
Asca
CALDO: FAZIO CONVOCA RESPONSABILI REGIONI E COMUNI.
CALDO: FAZIO CONVOCA RESPONSABILI REGIONI E COMUNI
(ASCA) - Roma, 6 lug - Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha convocato per il prossimo 14 luglio i responsabili
delle Regioni e dei Comuni per verificare l'attuazione del Piano operativo 2010 per la prevenzione degli effetti sulla salute
delle ondate di calore. Lo scopo della riunione che verra' presieduta dal Ministro e' - riferisce una nota - quello di
sensibilizzare ulteriormente i servizi sociali dei Comuni e i servizi sanitari delle Asl sulla necessita' di un pronto
intervento a favore delle categorie maggiormente a rischio. Il Piano ha tre scopi fondamentali: informare la popolazione
su come comportarsi di fronte all'emergenza caldo, sostenere il sistema di allerta meteo gestito dalla Protezione Civile e
favorire a livello locale il supporto assistenziale da parte di Comuni e Asl.
Il Piano prevede l'attivazione in tutto il Paese nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 15 settembre del sistema
previsionale dell'arrivo delle ondate di calore (sistema di allarme citta' specifici Heat Health Watch Warning System), la
costruzione della rete locale di comunicazione dei livelli di rischio climatico e sanitario e la realizzazione della campagna
di informazione e comunicazione ''Estate sicura come vincere il caldo''.
In particolare il sistema HHWW prevede l'attivazione, in 27 citta' italiane (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia,
Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo,
Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo), di sistemi di monitoraggio
che consentono di individuare, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche che possono avere un
impatto significativo sulla salute delle categorie piu' esposte ai rischi legati alle ondate di calore. Sulla base di questi
modelli vengono poi elaborati dei bollettini giornalieri in cui e' indicata una scala di rischio che va dal livello ''zero'',
corrispondente all'assenza di rischio, al livello ''tre'', che prevede condizioni di rischio elevato e persistente per tre o piu'
giorni consecutivi.
Inoltre per informare la popolazione sui comportamenti corretti da adottare per ridurre i rischi derivanti dal caldo
eccessivo, il Ministero pubblica una serie di opuscoli informativi scaricabili da internet rivolti sia alla popolazione in
generale sia a medici, operatori socio-sanitari, badanti (in cinque lingue) e tutti coloro che si occupano delle persone
anziane, oltre a domande e risposte e aree tematiche dedicate nel portale ministeriale www.salute.gov.it e nel sito del
Centro prevenzione e controllo malattie (CCM).
Adottata, inoltre, l'ordinanza del 19 maggio 2010, relativa alla tutela delle persone maggiormente suscettibili agli effetti
delle ondate di calore, volta a facilitare la costruzione degli elenchi di suscettibilita'.
res-mpd/cam/rob
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10
Data:
06-07-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, OPERAZIONE ''TRASPARENZA''
PER CASE.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, OPERAZIONE ''TRASPARENZA'' PER CASE
(ASCA) - L'Aquila, 6 lug - L'assessore alle Politiche abitative del Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane, ha raccolto la
proposta avanzata dai Comunisti italiani di ''garantire trasparenza'' nelle assegnazioni di Map e alloggi del progetto Case.
''Andremo oltre - ha assicurato infatti l'assessore - la mera pubblicazione degli assegnatari''.
''Oggi stesso - ha annunciato la Pezzopane - riuniro' i responsabili del settore per organizzare tutti gli strumenti volti a
garantire la massima trasparenza nelle assegnazioni del progetto CASE e dei Map, unica modalita' per incentivare la
fiducia da parte dei cittadini tra loro e nei confronti dell'ente comunale e per conferire una rinnovata serenita' alla
popolazione''.
''Quella della trasparenza - ha poi aggiunto - costituisce indubbiamente una delle priorita' di cui l'amministrazione deve
farsi carico, per tutelare i diritti dei cittadini.
Peraltro, lo ricordo, la graduatoria fu elaborata a suo tempo dalla Protezione civile e non dal Comune, che sta
provvedendo semplicemente ad assegnare gli alloggi''.
''A questo proposito - ha sottolineato l'Assessore - abbiamo anche velocizzato le procedure di consegna delle abitazioni,
grazie all'impiego di un'ulteriore squadra di addetti''.
''A breve - ha comunicato ancora - verra' inoltre attuata una prassi innovativa: verra' infatti istituita una sorta di 'piazza
dello scambio' nell'ambito della quale verranno messi in rete e incorociati i dati dei cittadini che volessero permutare il
proprio appartamento o il proprio Map con uno, di analoga cubatura, situato in un diverso quartiere o frazione. Un nuovo
procedimento - ha concluso la Pezzopane - che andra, di fatto, a istituire una sorta di autonoma organizzazione da parte
della popolazione''.
iso/map/ss
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
11
Data:
06-07-2010
Asca
MANOVRA: QUAGLIARIELLO (PDL), CENTRODESTRA VICINO ALL'ABRUZZ
O.
MANOVRA: QUAGLIARIELLO (PDL), CENTRODESTRA VICINO ALL'ABRUZZO
(ASCA) - Roma, 6 lug - ''Rinvio dei termini per il rimborso delle tasse, ulteriore proroga per professionisti e piccole
imprese, conferma della zona franca e ulteriore finanziamento: anche in occasione della discussione della manovra
finanziaria il centrodestra conferma la sua concreta vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto''.
Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. ''Oggi - prosegue - la Commissione
Bilancio con l'approvazione degli emendamenti per l'Abruzzo ha scritto una bella pagina, che per quanto riguarda la zona
franca ha visto d'accordo maggioranza e opposizione. Ai colleghi che si sono impegnati affinche' pur in un momento di
sacrifici non venisse meno il sostegno ai terremotati dell'Aquila, al governo che ha dato prova di disponibilita' in tal senso,
e in particolare al senatore Tancredi che ha seguito direttamente la stesura dell'emendamento sulle tasse, interamente
recepito dal relatore, la nostra gratitudine''.
jan/cam/ss
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
12
Data:
06-07-2010
Asca
MANOVRA: MASCITELLI (IDV), GOVERNO MORTIFICA DIGNITA' DELL'AQ
UILA.
MANOVRA: MASCITELLI (IDV), GOVERNO MORTIFICA DIGNITA' DELL'AQUILA
(ASCA) - L'Aquila, 6 lug - ''Il Governo la deve smettere di prendere in giro gli abruzzesi affrontando il problema
drammatico della ricostruzione delle zone terremotate con misure tampone. Questa manovra finanziaria mortifica la
dignita' dell'Aquila''. Lo afferma Alfonso Mascitelli, capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Bilancio del
Senato, che, dopo la bocciatura dell'emendamento IdV che prevedeva la restituzione dei tributi e contributi a partire dal
mese di giugno dell'anno prossimo in centoventi rate mensili e di importo ridotto al 40%, ha espresso per protesta voto
contrario all'emendamento del relatore di maggioranza che limita la sospensione della proroga al solo anno in corso, ai
soli lavoratori autonomi e nell'interezza dell'importo.
''E' ora di finirla - insiste Mascitelli - con provvedimenti che devono ogni volta essere conquistati faticosamente dalle
nostre popolazioni, salvo poi essere rappresentati mediaticamente dal Governo come gentili concessioni. Se si continua ad
accettare questa logica, se vengono meno la riaffermazione dei diritti e la certezza delle risorse, la ricostruzione e la
rinascita vera tarderanno sempre piu' a partire''.
''La manovra - ammonisce in conclusione il senatore IdV - sta svelando giorno dopo giorno tutta la cruda realta': oltre ai
giovani, ai precari, ai dipendenti pubblici, pagheranno il conto gli invalidi e i terremotati dell'Aquila, mentre potranno
continuare a fare sonni tranquilli gli evasori, gli speculatori, i corrotti e i poteri forti''.
iso/map/ss
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NAZIONALE
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13
Data:
06-07-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: EMENDAMENTO A MANOVRA, TASSE SOSPESE F
INO 20/12/10.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: EMENDAMENTO A MANOVRA, TASSE SOSPESE FINO 20/12/10
(ASCA) - Roma, 6 lug - Pagamento di tasse e contributi sospeso fino al 20 dicembre 2010 per i cittadini dell'Abruzzo
colpiti dal terremoto e residenti nella zona 'del cratere'.
La sospensione si applica alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi con un giro d'affari fino a 200.000 euro.
Le disposizioni non riguardano banche e assicurazioni. Lo prevede un emendamento del relatore alla manovra che e' stato
approvato in Commissione bilancio al Senato.
La ripresa della riscossione dei tributi sospesi, prevede lo stesso emendamento, decorre da gennaio 2011 ed avverra' in 60
rate mensili di pari importo, senza applicazioni di interessi o sanzioni.
lsa/sam/bra
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NAZIONALE
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14
Data:
06-07-2010
Asca
CALDO: DOMANI ROMA DA BOLLINO ROSSO. PREVISTA DISTRIBUZIONE
ACQUA.
CALDO: DOMANI ROMA DA BOLLINO ROSSO. PREVISTA DISTRIBUZIONE ACQUA
(ASCA) - Roma, 6 lug - Una nuova ondata di calore e' attesa per domani sulla Capitale: lo attestano le previsioni del
Servizio della Protezione civile Nazionale che segnalano per domani la terza giornata consecutiva da bollino rosso.
''Per limitare i rischi legati al caldo, proseguiremo la campagna di distribuzione di acqua minerale in bottiglia nella fascia
oraria piu' critica - ha dichiarato Tommaso Profeta, direttore della Protezione civile del Campidoglio - i presidi del
volontariato saranno attivati dalle ore 11 alle ore 16 nelle stazioni metropolitane di Termini e Piramide come pure presso i
Musei Capitolini. Continuera' anche il supporto ai servizi sanitari dell'Ares 118 con tre ambulanze del volontariato''.
Oggi per l'intera giornata, un centinaio di volontari sono stati impegnati in tutta la Citta' per far fronte ai rischi legati al
caldo. Sono state distribuite oltre 70 mila bottigliette d'acqua mentre le ambulanze della Protezione civile hanno effettuato
un centinaio di soccorsi.
res-mpd/cam/rob
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NAZIONALE
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Data:
06-07-2010
Avvenire
Limone
CRONACA DI MILANO
06-07-2010
Violenti temporali nellarea del Garda Fango e ghiaia investono un residence
Tanta paura ma nessun ferito Gli ospiti accolti in altri alberghi
N otte di paura nella zona dellAlto Garda dove un violento temporale ha seminato danni. Attorno alle 2,30 di ieri, poco a
Nord di Limone sul Garda (Bs), oltre 300 metri cubici di fango e sabbia, trasportati dallacqua, sono scivolati fino a un
residence, investendo alcune camere occupate da turisti. Sono stati coperti di fango e di ghiaia anche i vicini parcheggi,
dove erano posteggiate le auto dei clienti. Nessun danno alle persone. Immediato lallarme alla Protezione civile locale,
intervenuta con il supporto di Polizia locale, carabinieri, uomini e mezzi dei vigili del Fuoco di Riva e Salò. Il sindaco,
Franceschino Risatti, ha emesso unordinanza di sgombero per una decina di camere; e gli ospiti sono stati accolti in altri
alberghi. I danni, però, non sono limitati al residence: il fiume di fango ha raggiunto e inondato anche la Gardesana. Per
tutta la notte tra domenica e ieri si è lavorato per pulire la carreggiata. I danni si aggirano tra i 200mila e i 300mila euro. A
questa somma si dovrà aggiungere la spesa per la messa in sicurezza della montagna.
Disagi anche in Val Camonica. A Pisogne la pioggia ha reso necessario lintervento dei vigili del fuoco di Boario Terme,
impegnandoli nella rimozione di grossi rami dalbero staccati dal vento e a svuotare i locali invasi dallacqua. Nel
pomeriggio di ieri lavori anche a Villa di Lozio, sulla strada provinciale che dalla frazione porta a Ossimo Superiore: in
seguito alle piogge intense, diversi metri cubi di fango e materiale hanno travolto un vecchio muro di contenimento
riversandosi sulla carreggiata.
(C. Guerr.)
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Data:
L'Azione
07-07-2010
DOPO IL TERREMOTO TORNA IL SORRISO
L'AZIONE - Articoli DOPO IL TERREMOTO TORNA IL SORRISO
Cinzia Agostini
Lo scorso settembre hanno cominciato le lezioni scolastiche nelle tende i ragazzi di Roio, alle porte de L'Aquila. Poco o
niente di avventuroso, a dire il vero, dopo cinque mesi di quella vita. Pur con tutto l'entusiasmo e la capacità di
adattamento dei bambini, la creatività e l'organizzazione degli insegnanti, la scuola, specie quella dei più piccoli, è da
sempre legata all'immagine dell'aula, della lavagna e delle carte geografiche appese alle pareti, della cattedra e dei banchi,
dei corridoi e dell'area della ricreazione.
Ma a L'Aquila post 6 aprile 2009 in ogni luogo si è fatta di necessità virtù e dunque anche qui, finché le condizioni
atmosferiche lo hanno permesso, le lezioni e le interrogazioni si sono svolte nella tenda-scuola. Poi, con la chiusura di
tutte le tendopoli a fine anno e in pieno inverno, gli alunni sono stati inseriti in un istituto di un'altra zona, considerato
sicuro, dove hanno concluso le attività didattiche. Fino alla svolta di sabato 19 giugno.
Con il ritardo legato alle lungaggini burocratiche che stanno paralizzando un po' tutte le iniziative di ricostruzione - l'ha
riconosciuto pubblicamente in quest'occasione l'assessore Pierluigi Pezzopane a nome del Comune -, sabato gli 80
bambini del territorio di Roio hanno tagliato il nastro rosso che cingeva la loro nuova scuola materna e primaria,
realizzata grazie ai contributi delle Caritas del Nord-Est e della Campania nella frazione di Poggio di Roio. E hanno fatto
festa con i genitori, i docenti, gli amici sostenitori giunti per l'evento dal Triveneto e dalla Campania, la comunità tutta.
Difficile resistere alla commozione per gli anziani e i nonni, sentendo i loro concittadini più inermi cantare a squarciagola,
ma rigorosamente a tempo, "L'Aquila bella mia". Un'evocativa invocazione che non sarà solo ricordo, è stata la promessa:
il futu ro comincia da qui.
Un anno di vicinanza
alla popolazione
«Siamo in questi territori dal 22 aprile 2009 - ha ricordato ai partecipanti don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas
diocesana di Vicenza e delegato delle Caritas del Nord-Est - con una presenza discreta, rifiutando le casacche per non
creare distacco, condividendo la vita nelle tendopoli delle aree di Bagno e Roio, in cui come Caritas del Nord-Est siamo
stati chiamati a operare gemellati alla Caritas campana. Continuiamo a stare con voi, a condividere i segni di speranza,
che oggi vediamo concretizzati anche nella realizzazione di strutture per la comunità. Il nostro grazie è rivolto alle tante
famiglie che nella sofferenza ci hanno aperto le porte, permettendoci di entrare da amici nella loro vita».
Da subito dopo la tragedia che ha colpito il capoluogo abruzzese, i volontari del Nord-Est hanno operato nelle comunità di
Bagno, Civita di Bagno, Colle Roio, Pianola, Poggio di Roio, Roio Piano, Santa Rufina: più di duecento in turni di una e
poi due settimane, qualcuno fermatosi anche per un mese, coordinati nei primi momenti da Anita Scotz della Caritas di
Trento, quindi da don Orazio Zecchin per la Caritas di Padova, dallo scorso giugno sino al termine del progetto (nel
prossimo ottobre) da don Francesco D'Alfonso, diacono della Caritas di Belluno.
Azioni improntate principalmente all'accompagnamento della popolazione con attività di ascolto, animazione delle
comunità nei luoghi di accoglienza, rilevazione dei bisogni; quindi alla riabilitazione socio-economica attraverso
iniziative di progettazione sociale, sostegno al reddito, supporto per l'accesso al credito, ripristino delle attività produttive;
non ultima alla ricostruzione, in particolar modo di centri di comunità, scuole, servizi sociali e caritativi, alloggi per
anziani e studenti. Sono pi&ugra ve; di tre milioni e mezzo gli euro raccolti e devoluti per l'emergenza dalle Caritas del
Nord-Est.
Centri comunitari
per combattere
la disgregazione sociale
«Non è cambiato nulla dall'anno scorso: spentisi i riflettori sull'accaduto, sono terminati anche gli aiuti. Con un problema
in più: le comunità sono ora molto più disgregate». Ivano, medico veronese già volontario per un mese la scorsa estate, è
tornato ora per prestare servizio per altrettanto tempo, ma non nasconde lo scoramento di fronte a un immobilismo dettato
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NAZIONALE
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17
Data:
L'Azione
07-07-2010
DOPO IL TERREMOTO TORNA IL SORRISO
da un'insormontabile burocrazia, che conduce i più alla rassegnazione. C'è da chiedersi, e lo ha espresso ad alta voce ai
delegati Caritas mons. Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare de L'Aquila, come si potrà fare quando sarà conclusa l'opera
dei volontari. Mancano le condizioni per continuare da soli.
«Buona parte della popolazione oggi ha una casa - prosegue don Dionisio Rodriguez, direttore della Caritas diocesana
locale -. Ma i nuovi centri abitativi sorgono distanti gli uni dagli altri. Si tratta di case staccate dal tessuto sociale, che anzi
in questi nuovi villaggi spesso nemmeno esiste».
Il panorama è quello di una ventina di quartieri "Case" (Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili), realizzati nei
dintorni del capoluogo, permanenti e isolati, privi di servizi sociali, commerciali, di luoghi di incontro. Ad aprile vi
abitavano circa 15 mila persone.
Chi invece è in attesa della ricostruzione o del permesso di risistemazione della propria abitazione ha trovato posto nei
"Map" (Moduli abitativi provvisori), alloggi provvisori in legno che si trovano in ogni quartiere (ad aprile erano circa 2
mila le persone così sistemate); altri ancora negli hotel. Entro l'estate saranno liberate le strutture ricettive della costa e la
gente verr&agrav e; spostata negli alberghi della città. Nei minuscoli paesi in cui invece gli abitanti sono rimasti in loco,
come Santa Rufina, comune di 450 anime prevalentemente anziane, la ricostruzione li ha portati a vivere disseminati,
privi dei precedenti riferimenti e relazioni di una vita.
Per questo la Caritas si sta operando per costruire nel territorio aquilano i centri di comunità, spazi in cui stare, ricrearsi,
conoscersi, frequentarsi. Caritas nord-est e Caritas campana ne hanno inaugurato sabato scorso uno a Bagno, grazie alla
generosità di tante parrocchie, gruppi, enti, singoli. «Ora non si può più dire che a Bagno non c'è nulla - è stato
sottolineato durante la cerimonia ufficiale, cui ha partecipato buona parte degli abitanti della zona -. Questa è la smentita,
questa è la risposta».
Anche simbolica, viene da aggiungere. Lì dove mancano del tutto prospettive per il futuro - si sente, si vede - il centro
sorge a fianco della parrocchia di Santa Maria, nell'area in cui, esattamente un anno fa, si estendeva una tendopoli.
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NAZIONALE
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Data:
07-07-2010
L'Azione
TANTI FILI DI SOLIDARIETA' DA VITTORIO ALL'ABRUZZO
L'AZIONE - Articoli - Tanti fili di solidarietà da vittorio all'abruzzo
Anche in diocesi di Vittorio la mobilitazione a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo fu immediata,
con tante persone disponibili, con offerte per le urgenze e poi per sostenere l'opera di ricostruzione.
La Caritas diocesana avviò subito la raccolta di offerte economiche, convogliate poi a coprire i costi per le realizzazioni
inaugurate nei giorni corsi a Poggio e Bagno. Le offerte raccolte fino ad oggi dalla Caritas vittoriese per l'Abruzzo
ammontano a 134.604,95 euro.
Sul fronte dei volontari, nel corso del 2009, dopo il terremoto del 6 aprile sono andati in Abruzzo 10 volontari della
Caritas diocesana, le permanenze sono state dalle 2 alle 3 settimane e un mese per Valeria Maso. Questi i nomi dei
volontari: Paolo Fornasier, Elsie Peruch, Paolo Romano, Vania Bottacin, Riccardo Antoniazzi, Silvestro Biasi, Federico
Foltran, Marco Sartorello, Giovanna Foltran, Valeria Maso, Augusto Trinca, Paola Dell'Armi.
Nel 2010 Valeria Maso è tornata in Abruzzo per un periodo di quattro mesi ed è rientrata a fine maggio. Augusto Trinca e
Paola Dell'Armi vi sono stati per circa due mesi a periodo alternati. Tutti si sono resi disponibili per quanto si rendeva
necessario, dalla distribuzione pasti all'animazione anziani, bambini... Ancora oggi il servizio dei volontari presso le
strutture Caritas a L'Aquila continua, con servizi più mirati perché si sta ricreando il tessuto sociale: viene chiesto il
sostegno per l'animazione dei bambini e delle persone anziane, quelli che soffrono di più a seguito della perdita delle
abitazioni e dei riferimenti territoriali.
Alla Caritas di Vittorio Veneto aggiungono: «Sono ben accette nuove disponibilità! Le richieste devono essere inoltrate a
Caritas diocesana di Vittorio Veneto che contatta il centro in Abruzzo per le disponibilità e l'attuazione del necessario per
recarsi a prestar servizio. Ognuno ha capacità e talenti da mettere in gioco per creare solidarietà e comunione!».
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
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Data:
06-07-2010
L'Espresso (abbonati)
Il G8 tra cognato e sciatore
Attualità
LO SCANDALO DELLA MADDALENA
di Fabrizio Gatti Tutte le opere affidate da Bertolaso al parente, a un maestro di sci e a un parrucchiere. E ora il
ministero dell'Ambiente pagherà la bonifica-farsa della cricca
I danni della cricca li dovremo pagare noi cittadini. Noi che, grazie agli appalti nelle mani di Guido Bertolaso e Angelo
Balducci, abbiamo già arricchito con centinaia di milioni le tasche di un po' di loro amici. È scritto nel comunicato della
Protezione civile diffuso dopo la pubblicazione su "L'espresso", la scorsa settimana, dell'inchiesta sulla bonifica-farsa nel
mare dell'Arsenale, all'arcipelago della Maddalena. L'ufficio di Bertolaso riporta una dichiarazione di Nicola Dell'Acqua,
dirigente generale della Protezione civile per la prevenzione dei rischi naturali e ambientali: "I fondi per completare il
risanamento", annuncia Dell'Acqua, "saranno messi a disposizione dal ministero dell'Ambiente, così come avviene
sempre per i parchi nazionali". Ovviamente, va ricordato, i soldi del ministero non sono del ministro Stefania
Prestigiacomo. E nemmeno del duo Bertolaso-Balducci.
Con i 72 milioni già spesi per la presunta decontaminazione e la ristrutturazione del porto, il pericolo dei fanghi tossici sul
fondale doveva essere risolto da almeno un anno. Peccato che il capo della Protezione civile, una volta dimostrata la
crescita senza controllo delle spese, non abbia mai proposto di raccogliere il denaro ancora necessario con misure
cautelari sulle imprese sotto accusa nello scandalo. Tra queste la Anemone Costruzioni di Diego Anemone, 39 anni, e la
Giafi Costruzioni legata a Valerio Carducci, 62 anni, ricco vincitore di decine di appalti di governo con varie residenze tra
la Toscana e Montecarlo. Nel comunicato dello staff di Bertolaso nessuna spiegazione nemmeno sulla competenza tecnica
dei consulenti arruolati senza concorso dalla presidenza del Consiglio per gestire il delicatissimo intervento alla
Maddalena: c'è perfino il presidente di una scuola di sci, oltre al gestore di saloni da barbiere e al famoso cognato del
capo, Francesco Piermarini, 52 anni: "Un grande esperto di bonifiche ambientali", come dichiara Bertolaso in tv a "Porta a
porta" il 22 marzo scorso.
L'uomo delle nevi Il 28 maggio 2008 la bonifica all'Arsenale non è ancora cominciata. Bertolaso ha già messo Balducci
come soggetto attuatore al vertice dei mega appalti alla Maddalena. Quella mattina il quotidiano "La Stampa", in un
articolo di Maria Corbi, pubblica la dichiarazione di un giovane ingegnere che dopo poche settimane entrerà nella
struttura di missione per il G8. Il nuovo ufficio alle dipendenze della presidenza del Consiglio è la "stazione appaltante" di
tutte le opere: deve formare i prezzi, gestire i contratti, l'esecuzione dei lavori. E soprattutto controllare i costi. Un ruolo
chiave. Luigi Valerio Sant'Andrea, il giovane ingegnere, con "La Stampa" però non parla di fanghi tossici, né di opere
pubbliche. Ecco la parte di articolo che lo riguarda: "Anche in Centro Italia e al Sud ormai gli sci club sono sempre di
più", spiega Luigi Valerio Sant'Andrea, presidente dello "Snowside kids Team", specializzato nei mini sciatori: "I nostri
ragazzi poi proseguono l'allenamento con noi l'estate e sono settimane in cui crescono e imparano a stare insieme".
È proprio Sant'Andrea a raccontarlo ai geometri in cantiere, una volta arrivato alla Maddalena: "Quello sono io. Prima di
venire qui, mi occupavo di sci". All'Arsenale è il responsabile della sicurezza sul lavoro nei lotti della scuola militare,
l'ospedale da campo, la Main conference, la sala stampa. Nelle tabelle ufficiali di incarico, distribuite a tutte le ditte, è
anche tra i referenti della struttura di missione: rappresenta la stazione appaltante, cioè il denaro pubblico, nei rapporti con
le imprese nei cantieri dei due alberghi, della sala stampa e della Main conference, l'edificio simbolo che si affaccia su
uno dei bacini tuttora inquinati da fanghi e macerie.
Gli infiltrati di Anemone Dopo gli arresti del 10 febbraio scorso, Sant'Andrea viene chiamato in causa per un giro di
fatture false che coinvolgono anche due suoi colleghi della struttura di missione. Uno è il capo, Mauro Della
Giovampaola, 44 anni, ingegnere già in società con la moglie di Diego Anemone. L'altra è Caterina Pofi, architetto che
prima di essere arruolata alla presidenza del Consiglio ha lavorato con Della Giovampaola nello studio Medea del gruppo
Anemone. Diego Anemone, amico di Balducci e Bertolaso, ha insomma infiltrato tre suoi professionisti nell'ufficio chiave
di Palazzo Chigi che avrebbe dovuto controllare le spese e la buona esecuzione dei lavori. Tra i quali la bonifica del mare.
Il parrucchiere in cantiere In mezzo ai tanti aneddoti della cricca, nei mesi scorsi fa sorridere il fatto che tra i tecnici della
struttura di missione inviati da Palazzo Chigi ci sia il proprietario del Modu's Atelier di Roma, via Isonzo 42: è una
Argomento:
NAZIONALE
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20
Data:
06-07-2010
L'Espresso (abbonati)
Il G8 tra cognato e sciatore
società in accomandita semplice specializzata in "servizi nei saloni di barbiere e parrucchiere". Il socio accomandante
dell'atelier, Riccardo Micciché, 36 anni, di Agrigento, è il direttore dei lavori di 6 degli 11 lotti in cui è suddiviso il
colossale intervento da 377 milioni di euro. Compresi i due lotti di bonifiche a terra. Dei cinque lotti rimanenti, Micciché
è il direttore lavori operativo, ovvero colui che in cantiere rappresenta la direzione lavori. Tra questi ultimi cinque lotti, c'è
la costruzione delle banchine di Porto Arsenale: contratto da 41 milioni 610 mila euro affidato all'Impresa Pietro Cidonio
spa di Roma in associazione con la Grandi lavori Fincosit spa e la Tepor spa. È l'appalto che prevede la bonifica dei
fondali dei due bacini di Porto Arsenale prelevando i soldi da un ulteriore finanziamento di 31 milioni. Per un totale
stratosferico di 72 milioni. Secondo un ricorso al Tar del Lazio presentato nel 2009 da due imprenditori sardi e respinto
mesi fa, il supporto dell'associazione tra imprese Cidonio, Fincosit e Tepor sarebbe determinante per l'assegnazione
dell'appalto di gestione del porto alla Mita Resort della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Sembra
evidente", è scritto nel ricorso degli imprenditori Marco Muntoni e Gianfranco Molinas, "che avrebbe potuto partecipare
alla gara solo chi avesse un qualche collegamento (anche il più innocente o comunque non malizioso) con le imprese che
da circa un anno lavorano nell'ambito dell'ex Arsenale e conoscono dunque i progetti, i vincoli di varia natura, le
prescrizioni delle conferenze di servizi. Tutti gli altri non hanno avuto il tempo e le informazioni sufficienti per poter
preparare una seria offerta". Tra i collaudatori del nuovo Porto Arsenale un grande amico di Balducci: il magistrato delle
acque di Venezia, Patrizio Cuccioletta, oltre a Valeria Olivieri, funzionaria del ministero delle Infrastrutture e Giuseppe
Ferro, professore del Politecnico di Torino.
L'esperto che non c'è Certo, con un grande esperto in bonifiche al loro fianco come Francesco Piermarini, perfino un
parrucchiere e un maestro di sci non sbaglierebbero intervento. Ma quale concorso ha certificato che il cognato più
famoso d'Italia sia un esperto del settore? Così sostiene Bertolaso, commissario delegato e controllore dei lavori da 377
milioni sull'isola della Maddalena. Quella sera a "Porta a porta" il capo della Protezione civile, però, è probabilmente
disinformato: dimostra di non conoscere il curriculum del fratello di sua moglie, diventato suo stretto collaboratore per i
progetti del G8 in Sardegna. Oppure Bertolaso mente di brutto davanti agli italiani. Perché, scopre ora "L'espresso", nelle
tabelle di incarico della struttura di missione alla Maddalena, accanto al nome Piermarini compare la sigla: "Supp. F.
Amm.". Cioè: supporto funzione amministrativa. Ruolo in linea con la laurea in economia e l'esperienza in attività
commerciali, immobiliari e finanziarie nel passato di Piermarini. Il cognato di Bertolaso insomma è alla Maddalena per
curare i rapporti amministrativi tra la struttura di Palazzo Chigi e le imprese. Ricopre l'incarico di "supporto
amministrativo" in 7 degli 11 lotti in cui sono suddivisi gli appalti. E di "referente della struttura di missione" in altri
quattro lotti: le due bonifiche a terra, la bonifica in mare con la costruzione del porto e la realizzazione della rete idrica e
fognaria. È soltanto il punto di riferimento di Palazzo Chigi per le imprese che hanno vinto quei lotti. Il cognato non ha
nessun incarico tecnico nelle bonifiche. Come ci si aspetterebbe da un grande esperto.
La situazione invece richiederebbe molta esperienza da parte dei funzionari inviati da Palazzo Chigi. Dai fondali salgono
fanghi nerissimi, impregnati di idrocarburi. Dopo un'estate di scavi e preoccupazioni, la struttura di missione chiede il
supporto del ministero dell'Ambiente. E domenica 21 settembre 2008 all'Arsenale arriva Luciano De Propris, inviato dal
direttore generale del ministero, Gianfranco Mascazzini. Di lui parla Bertolaso in tv: mio cognato "ha lavorato con il guru
delle bonifiche ambientali, che è Gianfranco Mascazzini. E per questa ragione è stato impiegato". In quei giorni è in corso
una campagna di prelievi sui fondali da parte dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. I
risultati vengono inviati due mesi dopo, il 28 novembre, alla presidenza del Consiglio e al direttore Qualità della vita del
ministero dell'Ambiente, sempre Mascazzini, dal commissario dell'Ispra. Vincenzo Grimaldi. A differenza delle
apparenze in acqua, sono dati che tranquillizzano. Il rischio di dover fermare i cantieri per l'alto inquinamento è
scongiurato. La slot-machine per imprese e professionisti può continuare a girare. Secondo fonti al ministero
dell'Ambiente, lo studio sui carotaggi dell'Ispra arriva ben due volte in bozza alla Maddalena prima della versione
ufficiale: "Alla fine", è scritto nel rapporto, "sono state campionate 19 carote di 2 metri e 18 campioni superficiali". Non è
molto per una bonifica. Nel bacino esterno davanti alla Main conference vengono fatti soltanto tre prelievi. I valori di
riferimento sono stabiliti a tavolino: per "l'assoluta assenza di effetti eco tossicologici acuti e cronici". Nel loro picco
massimo gli idrocarburi si fermano a 2.980 milligrammi per chilo di sedimento. Il giudizio è: "Non tossico". E così per gli
altri derivati cancerogeni del petrolio e gli inquinanti come cadmio, cromo, mercurio e piombo. Un anno dopo cambiano
le persone. Nel novembre 2009 viene fatta una campagna di controllo prima della consegna della struttura a Mita Resort.
Ma solo nel bacino interno. Perché i tre prelievi di un anno prima davanti alla Main conference sono bastati a promuovere
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
21
Data:
06-07-2010
L'Espresso (abbonati)
Il G8 tra cognato e sciatore
il bacino esterno. Nonostante i fanghi neri che ora inquinano l'acqua a ogni passaggio degli yacht. Questa volta però i
carotaggi sono 31. E il 23 aprile di quest'anno l'Ispra avverte che la bonifica è fallita. Gli idrocarburi salgono a 6.380
milligrammi/chilo. Viene impedita la navigazione. L'Arsenale diventa il primo porto al mondo vietato a barche e navi. E
Guido Bertolaso ottiene l'aiuto del ministero di Stefania Prestigiacomo: ancora una volta, saranno i cittadini italiani a
pagare per lui. n
E il Pd infine disse: Bertolaso vattene
È la prima volta che il Pd lo chiede: Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario del governo di Silvio
Berlusconi, si faccia subito da parte. "È tempo di liberarci della cricca", dice Stella Bianchi, responsabile Ambiente del
partito: "ed è necessario che da Bertolaso venga un segnale di responsabilità e un passo indietro. Altrimenti sarebbe
inevitabile chiedere le sue dimissioni".
Il commento sulla mancata bonifica dell'Arsenale sull'isola della Maddalena è severo: "Quei lavori su cui doveva vigilare
Bertolaso e che aveva affidato a suo cognato, definito "il più bravo d'Italia", sono costati alla comunità un mucchio di
soldi. E i pericoli per l'ambiente sono ancora tutti lì. Siamo davanti a un nuovo capitolo, forse il più disastroso, di una
vicenda che si sta rivelando una vera sconfitta per l'Italia".
Secondo Stella Bianchi, intervenuta dopo la pubblicazione dell'inchiesta de "L'espresso" la scorsa settimana, "il risultato è
drammatico: i fanghi, i detriti, l'amianto stanno lì, due metri sotto il livello del mare, proprio di fronte alla grande struttura
che avrebbe dovuto ospitare il G8 e che oggi dovrebbe diventare un centro ricreativo per vacanze e congressi. I fanghi
tossici sono al loro posto, le testimonianze raccolte dicono che i lavori di bonifica praticamente non sono stati fatti".
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
22
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Elvezio Galanti: "La resilienza? E' mantenere Londra"
Chiacchierata con il Dirigente Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento di Protezione Civile
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Venerdi 9 Aprile 2010
Galanti su L'Aquila: "Se si muove la faglia di Pettino son dolori"
tutti gli articoli » Martedi 6 Luglio 2010 - Attualità
Dott. Galanti quando lei parla del significato profondo del concetto di protezione civile insiste sempre e molto sul
concetto di resilienza e sulla necessità di investire nella formazione dei volontari per migliorare la "resilienza". Può
spiegarci cos'è?
Il problema è che questo concetto esiste nella pratica, ma nella realtà non è sviluppato da un punto di vista teorico. Finora
è stato sviluppato su altri ambiti, ad esempio i materiali e la psicologia. Ma se lo portiamo, diciamo, nel campo della
filiera della protezione civile, e per filiera intendo rischio accettabile e sussidiarietà, non c'è. Mi spiego: la sussidiarietà è
un principio che ormai impregna tutto il sistema di protezione civile, e la legge 225/92 coincide con la direttiva di
Maastricht del 1992 dove si introduce il principio di sussidiarietà tra Unione Europea e Stati membri. Quando nell'articolo
due della legge 225 si dice che gli interventi devono essere di tipo A, B, C (vedi BOX) di fatto non si fa altro che
riprendere, con parole più "grossolane" ma il senso è quello, il principio di sussidiarietà, ovvero a) il sindaco non ce la fa,
b) si chiede l'aiuto alla provincia o alla regione c) si chiede aiuto allo stato per la dichiarazione dello stato di emergenza.
Questa filiera che già si trova nella legge non è però sviluppata. Ma l'esigenza è quella. Ancora di più, nel 2001 cambia la
Costituzione Italiana relativamente alle autonomie locali, e si introduce per la prima volta il principio di sussidiarietà nella
nostra Costituzione e si stabilisce che la materia di protezione civile è concorrente, cioè non è più materia esclusiva dello
stato centrale.
Il trattato di Maastricht stabilisce che alcune competenze restano esclusive dell'Unione Europea ed altre invece diventano
"concorrenti" - politiche ed azioni comune, coesione e solidarietà - tra gli stati membri. Per queste ultime venne introdotto
il principio della sussidiarietà ovvero l'organismo comunitario può intervenire per supplire la debolezza di un organismo
di livello inferiore. Di volta in volta viene deciso se le varie iniziative dovranno essere assunte, ai fini della loro migliore
efficacia, a livello regionale, statale o comunitario
Questo cosa implica?
Essendo concorrente, implica che il concetto di sussidiarietà riferito all'attività di protezione civile si rafforza perché
equivale a dire che "i cittadini devono prepararsi sul serio" sul territorio.
In che modo?
La parola sussidiarietà deriva dal latino subsidium, ovvero designava l'ordine militare dei triari, cioè delle truppe di
rinforzo (le subsidiariae cohortes ndr.). Ma le truppe dell'esercito romano erano composte in prima fila dai cittadini
romani, con la lancia, a fare la testuggine. A difendere per primi la città erano quindi i romani e, solamente dietro vi erano
i subsidi, i liberti, le popolazioni conquistate che portavano aiuto. Trasportando questo antico concetto militare romano
nella direttiva di Maastricht del '92 e in quella che è l'attività della protezione civile, ciò vuol dire che i cittadini di un
comune, prendiamo ad esempio Bonporto (un comune vicino Modena, ndr) devono essere in prima fila a difendersi dagli
eventi o convivere con essi, sulla base del principio di sussidiarietà, con aiuti dalla provincia, dalla Regione e in casi più
gravi anche dallo Stato.
Quindi prepararsi sul serio a difendere come cittadini il proprio territorio ma sapendo di poter contare sull'aiuto di altri. E'
questa la resilienza?
La resilienza è il concetto immediatamente successivo alla sussidiarietà. Vi faccio due esempi storici di resilienza. Il
primo sono i bombardamenti dei nazisti su Londra, una delle cose più terribili della seconda guerra mondiale. Ci sono dei
filmati su Rai Storia che raccontano quello che hanno fatto i londinesi durante i bombardamenti: i cittadini sono andati
tutti nella metropolitana, non hanno abbandonato la città, hanno mandato i bimbi fuori, e hanno resistito nella città, il re e
la regina non si sono allontanati da Buckingham Palace, sono rimasti sul posto. E questo nessuno se lo aspettava. Allora,
una prima definizione potrebbe essere la popolazione che rimane. Ma la domande da farsi sono altre: perché si resiste?
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
23
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Elvezio Galanti: "La resilienza? E' mantenere Londra"
Perché non si va via? Perché non abbandoniamo? Qui c'è il primo problema per la resilienza che io lego alle radici e
all'identità.
Ci spieghi meglio.
A Londra i cittadini sono rimasti perché avevano un grande senso di appartenenza alla città, e il senso di appartenenza si
ha con la memoria, con le radici. Pasolini fa un bellissimo discorso d'appello, negli anni 60, sull'inquinamento della lingua
e lo abbina anche al depauperamento del territorio: nel sottolineare il parlare male, o il mettere lingue straniere nella
nostra lingua, riconosce la stessa disattenzione nella gestione della lingua e nella gestione del territorio. Nel filmato, dove
si vedono la cittadina di Orte negli anni 70 e un condominio sotto l'acquedotto romano, oltre che a immagini dello Yemen,
Pasolini conclude questo appello: "In nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato". La resilienza nasce con un
senso di appartenenza: il che vuol dire la conoscenza, l'attaccamento alla propria città. I figli di Roma difendevano la città
perché Roma era Roma, era loro identità. Una forte identità locale, quindi, che non vuol dire culture chiuse, che scivolano
nel campanilismo e nel localismo. Se uno recupera la propria identità migliore è l'espressione della solidarietà. Essere
patriottici vuol dire essere legati alla propria cultura: un conto è dire patriottici, un altro espansionisti, ovvero quelli che
vanno a imporre la propria cultura all'estero. Quindi, tornando al primissimo esempio, al comune di Bonporto, con una
forte identità dei cittadini legata al territorio puoi chiedere di loro di governare le emergenze e avere quella resistenza,
quella resilienza sul territorio per combattere i rischi che loro conoscono. Quindi la resilienza è un processo di reazione
dei cittadini legata all'identità culturale locale - che non è il localismo gretto, ma è il recupero dell'identità - senza di
questo la resilienza non esiste.
Potremmo definire l'identità in termini Baumiani: le identità sono vestiti che si indossano.
Esattamente. Poi c'è il secondo punto su cui bisogna battere fortemente la resilienza e la sussidiarietà vanno di pari passo.
Inoltre la sussidiarietà è un dettato costituzionale, non è un'invenzione di un governo di destra o di sinistra.
Ma in che modo si concretizza la resilienza meglio nel sistema, nei piani di protezione civile?
Ci deve essere una nuova concezione del piano di protezione civile: il piano non può essere più un esercizio dello Stato:
dev'essere invece un prodotto finale che lo Stato mette a disposizione dei cittadini, per poter inserire procedure condivise.
Cioè non può essere solo l'esercizio dello Stato, del Comune, del Sindaco che deve fare il piano: se i cittadini ne sono
ignari, non è il piano. Ribaltiamo il concetto partendo dalla resilienza: quanto lavoro faccio io nei comuni per dare identità
alle comunità sulla loro coesistenza con i rischi? C'è un margine per convivere con il rischio, c'è un rischio accettabile? Il
rischio accettabile non è un formula, è un patto tra i cittadini e la autorità - il sindaco in questo caso - che passa attraverso
le informazioni sul rischio. Se ad esempio a Bomporto c'è un rischio esondazione, e i cittadini sanno che c'è questo
rischio, posso fare degli interventi migliorativi e preventivi anche in singoli appartamenti senza aspettare che
l'esondazione avvenga: ad esempio sarà utile sapere che gli attacchi della corrente andrebbero fatti a 2 metri d'altezza, non
a terra. Questo è un principio importantissimo di rischio accettabile: ma questo vuol dire avere sul territorio una
conoscenza forte, quella conoscenza che porta ad una reazione sussidiaria, ma anche di resilienza. Resilienza è quindi
questo aspetto della consapevolezza di stare sul territorio, conviverci sapendo su che territorio sono. Prendiamo l'alluvione
del '94 del Tanaro: la gente scappava, ci fu il panico per la rottura di una diga, ma la diga non c'era! La piccola geografia
locale che porta ad essere consapevoli chi la fa? La resilienza è quell'atteggiamento di una società che resiste, consapevole
della propria radice culturale, di un senso di appartenenza attraverso cui c'è una percezione del rischio più alta, con cui di
conseguenza poter fare dopo il piano. Ora si fa prima il piano poi si formano i cittadini, adesso il piano va ribaltato.
Quindi possiamo dire che la resilienza, nella sua complessità, è lo strumento culturale operativo della sussidiarietà? Il
cambio di prospettiva che porta il piano di protezione civile ad essere il prodotto finale, e non quello iniziale?
Si, ci sta. Spesso cito questo pensatore, Friedrich von Hayek, economista liberale, che affermava il bisogno di superare la
concezione dello stato centrale, per affermare un concetto importantissimo: lo Stato non fa un piano, ma deve dare la
griglia, il metodo per lavorare - nel nostro caso l'Augustus - ma poi basta. I contenuti del piano sono talmente a geometria
variabile, popolo per popolo, che è impossibile identificarli tutti. Le istituzioni poi devono garantire di essere espressione
delle identità.
Se confrontiamo la ricostruzione del Belice con quella del Friuli notiamo che nel Belice, nel 1968, in quel caso è stato
fatto uno strappo, un errore gravissimo, ricostruendo un paese a 6-7 km di distanza da dove era situato in origine. In Friuli
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
24
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Elvezio Galanti: "La resilienza? E' mantenere Londra"
no, quell'errore non è stato commesso e quello strappo non c'è stato. E' stata fatta un'altra scelta politica. Ma in Friuli il
Sindaco è il "Signor Sindaco", in altre realtà invece è un'espressione che rappresenta ben poco della comunità, ma molto
di altri, ovvero della mafia.
In un paese delle dimensioni di Bomporto non mi è difficile immaginare la possibilità di attuare questa inversione di rotta,
ma nelle grandi metropoli ...?
E' più dura, ma qui arrivo al secondo esempio: l'alluvione di Firenze. Se guardiamo le cronache Firenze fu divisa,
spontaneamente, in quartieri. In ogni quartiere c'era la casa del popolo o la chiesa che erano i centri di aggregazione, di
identità....
Erano anche centri di ammassamento.
Esatto. I centri operativi, i centri di aggregazione, i centri di identità erano la stessa cosa, perché c'era l'identità di
quartiere. E' importante anche nell'emergenza. A L'Aquila, quando noi arrivammo, la città era stata compartimentata
senza tenere conto dei quartieri tradizionali. Questo è un errore: se devo dare indicazioni geografiche precise e utili per i
cittadini, dire Collemaggio invece che settore B cambia le cose. Come può sapere un cittadino, in quella situazione, qual è
il settore B?
Ultima domanda. Dalle città grandi ai territori montani che hanno piccoli comuni e tante frazioni, come si può creare un
sistema resiliente?
Già nel 2000, insieme alle Comunità montane abbiamo elaborato delle linee guida dove si diceva che i territori di
montagna sono caratterizzati sicuramente da piccoli comuni ma anche da tante frazioni e sostenevamo che questo non è
un limite, anzi è quasi meglio, perché se dai identità ad ogni frazione e fai un sistema, una maglia di collegamento
elementare, e per ogni frazione individui dei responsabili che hanno l'attaccamento al territorio - e ce l'hanno - e tu
garantisci sussidiariamente aiuto a quelle frazioni. Il mantenimento di queste postazioni è la resilienza. E' mantenere
Londra.
A cura di Luca Calzolari ed Enzo Voci
LA LEGGE 225/1992 E' LA LEGGE CHE ISTITUISCE IL SERVIZIO NAZIONALE DI PROTEZINE CIVILE
Art. 2 (Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze)
1. Ai fini dell'attività di protezione civile gli eventi si distinguono in:
a) eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai
singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria;
b) eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato
di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria;
c) calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e
poteri straordinari.
(torna all'articolo)
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NAZIONALE
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25
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
"Mereto 2010", esercitazione di protezione civile con emergenza vera
Durante la simulazione della ricerca di un dispero, un volontario si è perso davvero
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
Sabato 3 e domenica 4 luglio, a Mareto di Tomba, in provincia di Udine, e in sei comuni limitrofi - Bertiolo, Dignano,
Majano, San Daniele del Friuli, Sedegliano e Talmassons - si è svolto il 5° Meeting di Protezione Civile "Mereto 2010",
un'esercitazione interdistrettuale con l'obiettivo di verificare la preparazione dei volontari delle squadre; sono state inoltre
programmate azioni volte alla riduzione dei rischi di origine naturale ed antropica a salvaguardia di persone, beni e
ambiente.
Diverse le attività in programma per le due giornate di esercitazione, che hanno visto i volontari impegnati
nell'allestimento di un campo base, nella messa in sicurezza a seguito della caduta di un albero, nella ricerca di persone
scomparse e nello spegnimento di un incendio con esecuzione di bacino artificiale per approvvigionamento acqua e
conseguente bonifica del territorio interessato. Alle due giornate hanno preso parte più di 300 volontari, provenienti dai
Gruppi comunali dei Distretti "Medio Friuli" e "Collinare", oltre a personale della Protezione Civile della Regione Friuli
Venezia Giulia, del Corpo Forestale Regionale e di alcune associazioni, tra cui il Gruppo Cinofili Regionali, la Croce
Verde di Cervignano del Friuli, A.R.I e i Carabinieri del Nucleo Volontariato RFVG. Nella giornata di domenica sono
intervenute anche diverse autorità, tra cui l'Assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, l'Assessore
regionale alle Risorse Agricole, Naturali e Forestali Claudio Violino, il Direttore centrale della Protezione civile
Guglielmo Berlasso, il Vicedirettore Giovanni Petris, il sindaco di Mereto di Tomba Andrea Cecchini e alcuni sindaci ed
amministratori comunali degli altri comuni che hanno preso parte all'esercitazione.
Durante l'esercitazione, per la quale erano previste emergenze simulate, l'emergenza si è verificata davvero: nella
mattinata di domenica, un volontario del gruppo comunale di Flaibano, Alido Del Degan, si è distanziato dai suoi
compagni durante la simulazione della ricerca di una persona dispersa. Come ha spiegato il sindaco Stefano Fabbro, i
presenti si sono subito attivati: "un'ottantina di persone, mentre la centrale di Palmanova aveva già allertato l'elicottero".
Del Degan è stato ritrovato una ventina di minuti dopo.
(red - eb)
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NAZIONALE
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26
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Veneto: protocollo firmato tra Prefetture e società autostradali
Interventi coordinati, informazione capillare sulla rete autostradale e un utilizzo più funzionale della Protezione civile
Martedi 6 Luglio 2010 - Istituzioni
Ieri a Venezia è stato firmato un accordo tra le sette prefetture del Veneto e le società autostradali alla presenza di forze
dell''ordine, Regione e con la collaborazione delle Province. I punti cardine dei due protocolli saranno interventi
coordinati, informazione capillare sulla rete autostradale e un utilizzo più funzionale della Protezione civile.
Il primo protocollo servirà a disciplinare le modalità operative in diverse situazioni emergenziali che si potranno
verificare in occasione degli esodi estivi. Daniele Stival, assessore alla Protezione civile, ha presenziato alla firma e ha
commentato: "Grazie al protocollo gli interventi assieme alla Protezione civile saranno più funzionali e adeguati alle
diverse situazioni emergenziali". Il tema centrale, oltre ad un'informazione unificata tra i compartimenti autostradali con
cartellonistica collocata in punti anche non interessati dall''eventuale incidente o coda, sarà la formazione del personale di
Protezione civile. Il primo protocollo vede coinvolte tutte le prefetture venete, il compartimento di polizia stradale e
Autostrade per l'Italia per il tratto dell'A27 Venezia-Belluno e dell'A13 Bologna-Padova; Concessioni autostradali venete
Spa per il tratto dell'A4 Venezia-Padova; Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova Spa per il tratto dell'A4
Brescia-Padova e l'A31 Vicenza-Valdastico; Autovie Venete Spa per il tratto dell'A4 Venezia-Trieste e per il tratto
dell'A28 Portogruaro-Pordenone-Conegliano; Autostrade del Brennero Spa per il tratto dell'A22 Brennero-Modena. Il
secondo protocollo riguarda invece i tratti autostradali dell'A4 tra Padova e Portogruaro, quelli dell'A57 Dolo-Quarto
d'Altino, l'A27 Mestre-Treviso Sud e l'A28 Portogruaro Conegliano, per un totale di 178 km.
(red.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
27
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Protezione civile: comunicato stampa per ribadire alcune circostanze relative
all'appartamento di via Giulia
Bertolaso non ha mai conosciuto nè Zampolini nè Curi
Martedi 6 Luglio 2010 - Attualità
La Protezione Civile, tramite un comunicato stampa, ha voluto rettificare alcune dichiarazioni di Angelo Zampolini,
riportate dalla stampa, in merito all'appartamento di Via Giulia a Roma. Tali dichiarazione si inseriscono nell'inchiesta
della Procura di Perugia sui grandi eventi, all'interno della quale è emersa anche la vicenda dell'appartamento sito in via
Giulia a Roma, di cui Guido Bertolaso ha avuto la disponibilità nel 2003. Bertolaso era stato interrogato in merito già nel
Giugno scorso: aveva già dichiarato ai magistrati, Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, di aver pagato le bollette ma non
l'affitto dell'appartamento, nel quale ha abitato per un breve periodo nel 2003, svelando inoltre il nome dell'"amico
personale" che gli avrebbe offerto la "disponibilità dell'appartamento": il professore Francesco Silvano, collaboratore
della congregazione di Propaganda Fide, che offrì a Bertolaso la disponibilità dell'appartamento in via Giulia dal
momento che l'attività del Capo della Protezione Civile, a causa degli orari imposti dall'attività istituzionale, si dimostrò
incompatibile con il regime di vita degli studenti del Collegio Universitario di Propaganda Fide presso cui Bertolaso ha
soggiornato per un periodo. nel comunicato si sottolinea nuovamente che l'appartamento in questione è stato occupato da
Bertolaso nel corso del 2003, "e non nel 2005/2006 come risulterebbe affermato da Zampolini"; inoltre: "sia il Cardinale
Crescenzio Sepe, che il Prof. Francesco Silvano (stando a quanto riportato da notizie di stampa) hanno confermato ciò che
il Dott. Bertolaso ha sempre sostenuto, anche davanti ai magistrati, e cioè che l'appartamento di Via Giulia gli è stato reso
disponibile dallo stesso Prof. Silvano, dopo che erano emerse difficoltà nella permanenza del Dott. Bertolaso presso un
Collegio cattolico dove era temporaneamente alloggiato. Incompatibilità causate dagli orari imposti dall'impegno
istituzionale del Capo del Dipartimento della Protezione Civile con l'attività didattica religiosa dell'istituto".
Nel comunicato si legge ancora che Guido Bertolaso, come già ribadito, non ha mai conosciuto né il signor Zampolini, né
tantomeno il signor Curi., e si conclude così: "E' bene anche ricordare che per articoli diffamatori pubblicati su quotidiani
e settimanali, il Dott. Bertolaso ha già dato mandato ai suoi legali di fiducia di avviare decine di iniziative giudiziarie nei
confronti di altrettanti giornalisti, a tutela della propria reputazione. Nello stesso modo si procederà nei confronti di quanti
fanno affermazioni non corrispondenti alla verità dei fatti, nel momento in cui si potrà entrare in possesso ufficialmente di
documenti necessari".
(red.)
Argomento:
NAZIONALE
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28
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Umbria, un elicottero del Corpo Forestale per combattere gli incendi
Il servizio Protezione Civile della Regione Umbria è promotore della collaborazione con il Corpo Forestale da diversi
anni
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
La Regione Umbria e il Corpo Forestale dello Stato hanno firmato un Accordo, con il quale si stabilisce che l'Umbria
potrà disporre di un elicottero del Corpo Forestale dello Stato per combattere e prevenire gli incendi boschivi. Come
spiega una nota della Regione Umbria, il mezzo, che sarà a disposizione dal primo luglio al 30 settembre, è adeguato agli
interventi di prevenzione, spegnimento e bonifica degli incendi boschivi. Durante il periodo previsto, più lungo di quello
stabilito per la campagna antincendio boschivo che quest'anno va dal 15 luglio al 15 settembre, l'elicottero opererà per
tutte le esigenze sul territorio che saranno segnalate dalla SOUP - Sala Operativa Unica Permanente - e dal Centro
Regionale di Protezione Civile di Foligno, che seguirà tutte le operazioni dalla Sala Operativa Unica Regionale.
L'elicottero sarà utilizzato per le attività di spegnimento e bonifica degli incendi boschivi e per quelle relative agli
interventi di Protezione Civile e di monitoraggio territoriale. L'Accordo prevede inoltre l'impiego del mezzo anche per
attività di monitoraggio, sorveglianza delle zone del territorio tipicamente sedi di innesco degli incendi, avvistamento di
eventuali focolai di origine naturale e controllo delle superfici percorse del fuoco per le relative attività di soccorso in caso
di incendio.
Il Servizio Protezione Civile della Regione Umbria è promotore di questa collaborazione da diversi anni, sulla base di un
Accordo Quadro Nazionale che regola i rapporti tra il Corpo Forestale dello Stato e le Regioni: nel 2008, grazie ad una
convenzione, la Regione aveva già affidato al Corpo Forestale dello Stato diversi compiti, tra cui anche quello di integrare
il sistema di prevenzione e lotta agli incendi boschivi. La collaborazione tra la Regione e il Corpo Forestale dello Stato è
maggiormente rafforzata quest'anno grazie all'impiego del loro mezzo aereo.
(red)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
29
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Regione Toscana, presentata la campagna AIB 2010
Salvadori: "Il nostro scopo è difendere al meglio il territorio toscano e i nostri cittadini"
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
E' stata presentata la campagna antincendi boschivi 2010 della Regione Toscana, che, per fronteggiare l'emergenza
incendi nella stagione estiva, mobiliterà 4.400 uomini e circa 700 mezzi, tra cui 10 elicotteri della flotta regionale. Degli
oltre 4 mila uomini impiegati, 3.600 provengono dalle organizzazioni del volontariato e andranno a formare delle squadre
di volontari ampiamente diffuse sul territorio regionale, che e coordinate dal CVT - Coordinamento Volontarato Toscano.
A questi, si aggiungono 230 soci della Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale della Toscana - con la quale la Regione
ha una convenzione. Inoltre, 600 operai e tecnici forestali saranno impegnati nei 40 enti tra Province, Comunità montane,
Comuni ed enti parco regionali che organizzano e gestiscono le squadre operative.
Ad oggi sono già schierati 8 elicotteri regionali, ma entro la metà di luglio sarà completato il massimo schieramento
estivo con tutti e 10 i mezzi. La Regione Toscana potrà inoltre contare sul contributo del personale dei Vigili del Fuoco e
del Corpo Forestale dello Stato, oltre che sui mezzi della flotta area nazionale, attualmente di stanza in Lazio e Liguria,
che vengono messi a disposizione dal centro operativo della Protezione Civile in caso di eventi di particolare gravità. A
questo propostio, l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori ha dichiarato di trovare "inspiegabile che la
Protezione Civile nazionale non voglia dislocare in Toscana i due aerei Canadair promessi per rendere ancora più
efficiente il nostro apparato contro gli incendi boschivi". L'assessore ha rivolto un invito alla Protezione Civile e a Guido
Bertolaso affinché ripensino alla decisione di lasciare cinque Canadair nel Lazio e altri cinque in Liguria, "perchè il nostro
scopo è difendere al meglio il territorio toscano e i nostri cittadini. Avere a disposizione questi mezzi aerei è di vitale
importanza perchè in queste emergenze il fattore tempo è fondamentale".
Salvadori ha anche rivolto un appello ai cittadini, contando sul loro senso di responsabilità "per evitare comportamenti a
rischio e per invitarli a collaborare al meglio con l'organizzazione regionale antincendi boschivi, mentre agli uomini
impiegati chiedo il massimo sforzo per difendere il nostro patrimonio di boschi". L'assessore ha infine ringraziato "tutti i
corpi e i volontari impegnati in questo delicato servizio''.
Lo scorso anno, il bilancio degli incendi boschivi nella regione ha registrato 549 eventi che hanno interessato 1407 ettari
di verde. In Toscana i boschi coprono il 50% dell'intero territorio.
(red - eb)
Argomento:
NAZIONALE
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30
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Frana di Montaguto: ormai quasi pronto il varco stradale fra Puglia e
Campania
La bretella a doppio senso di marcia della statale 90 dovrebbe aprire il 10 Luglio
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
Se il programma della Protezione Civile verrà rispettato, il 10 Luglio prossimo il doppio senso di marcia sulla statale 90
delle Puglie dovrebbe aprire: dal comando del Genio guastatori confermano la data. Il colonnello Ezio Bottoni ha
spiegato: "Al momento sulla sede stradale sta lavorando una ditta su incarico della Protezione civile, è quello di far
rispettare i margini di sicurezza dal movimento franoso e fare in modo che i lavori venga eseguiti in tempi certi". Quindi
sembra ormai quasi tutto pronto anche per l'apertura del varco stradale fra la Puglia e la Campania, chiuso da quattro anni
a causa dei movimenti franosi e lasciato al suo destino se non fosse scoppiato il caso della ferrovia.
Frattanto continuano i lavori di manutenzione per la canalizzazione delle acque che consentono lo svuotamento dei laghi,
che sono la fonte di alimentazione delle falde sotto la frana. Il lago denominato "maggiore" è stato quasi completamente
svuotato e i lavori di convogliamento dell'acqua, che precedentemente drenava sotto il corpo di frana aumentandone la
velocità di avanzamento, stanno fornendo risultati importanti, facendo diminuire la velocità di avanzamentoin modo
significativo: si è passati da circa 1,8 metri in 24 ore a 0,3 metri.
(red.)
Argomento:
NAZIONALE
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31
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Nuovo Ufficio Antisismica a Sassuolo
Il territorio di Sassuolo è stato inserito nella fascia due, a media sismicità. Severi: "L'obiettivo è fornire al cittadino un
servizio completo contenendo i tempi tecnici"
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
E' sorto un nuovo Ufficio Antisismica, con sede presso il Comune di Sassuolo, facente riferimento al servizio Urbanistica
del Comune di Sassuolo. Come spiegato da Claudia Severi, assessore all'Urbanistica del Comune di Sassuolo, questo
territorio "è stato inerito nella fascia due, a media sismicità. Da adesso in poi, tutti gli interventi di nuova costruzione, di
recupero del patrimonio edilizio esistente e di sopraelevazione, relativi a edifici e opere pubbliche e private, dovranno
essere autorizzati anche dal punto di vista sismico con l'obiettivo di ridurre i rischi nell'interesse dell'incolumità pubblica".
Prima dell'istituzione di questo Ufficio, le pratiche necessarie dovevano infatti essere inviate all'STB - Servizio Tecnico di
Bacino - della Regione Emilia Romagna, alla sede distaccata di Modena che deteneva le deleghe dei comuni. Alcune
normative hanno consentito di trasferire le quote di competenza dalla Regione al Comune, mentre il Comune di Sassuolo
si occuperà ora di tutto quello che riguarda la riduzione del rischio sismico nel territorio di Sassuolo e nei Comuni del
Dolo Dragone.
"L' obiettivo è fornire al cittadino un servizio completo contenendo i tempi tecnici" ha affermato l'assessore Severi "tempi
che comunque andranno a sommarsi all'inevitabile aumento dei costi per i privati cittadini, nell'ottica di andare verso una
città che tenga conto dei rischi sismici. Per questo motivo, assieme ai comuni della Valle del Dolo Dragone, abbiamo
deciso di unirci in una convenzione con la Regione Emilia Romagna e creare una sinergia tra istituzioni per la gestione
del rischio sismico".
Claudia Severi ha anche sottolineato l'importanza della formazione: "A tal proposito è stato firmato un protocollo con la
regione Emilia Romagna, con il quale l'STB di Modena, nella fase di avvio del nuovo servizio, ci supporterà nella
formazione professionale degli ingegneri della struttura locale dandoci, attraverso l'affiancamento degli ingegneri
dell'STB, un supporto tecnico sulla funzione istituzionale di vigilanza a cui l'ufficio è chiamato".
(red)
Argomento:
NAZIONALE
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32
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Diverse scosse in Emilia-Romagna
L'INGV ha registrato una serie di scosse in provincia di Bologna, Forlì e Reggio Emilia
Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
Diversi eventi sismici hanno interessato l'Emilia Romagna nella giornata di ieri. L'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica
e Vulcanologia - ha registrato una serie di scosse in provincia di Bologna, di Reggio Emilia e di Forlì.
L'Appennino bolognese è stato oggetto di uno sciame sismico durante tutto l'arco della giornata, con scosse lievi che in
alcuni casi sono state avvertite dalla popolazione ma che non hanno causato danni. La prima, di magnitudo 2.6, è stata
registrata alle 20:10 ad una profondità di 32 chilometri, seguita poco dopo da un'altra di stessa intensità. La terza, di
magnitudo 2.3, si è verificata alle 22:50 ad una profondità di 13 chilometri. In tutti e tre i casi, l'epicentro era situato nei
pressi dei comuni di Monterenzio, Ozzano dell'Emilia e San Lazzaro di Savena.
Alle 22:18 di ieri, l'INGV ha registrato un evento sismico anche in provincia di Forlì-Cesena. La scossa, di magnitudo 2.1,
si è verificata ad una profondità di quasi 30 chilometri, nei pressi di Bertinoro, Forlì e Forlimpopoli. Infine, due scosse
hanno interessato anche la provincia di Reggio Emilia. La prima, di magnitudo 2.1, è stata registrata alle 11:01 di ieri ad
una profondità di quasi 10 chilometri, con epicentro situato vicino ai comuni di Baiso e Viano. Questa prima scossa è
stata seguita da un'altra, di magnitudo 2.5, che si è verificata alle 5:43 di questa mattina nel distretto sismico Pianura
padana emiliana, ad una profondità di 13 chilometri. L'evento è stato avvertito in questo caso nei comuni di Bagnolo in
Piano, Campagnola Emilia, Correggio, Novellara e San Martino in Rio.
Secondo quanto riportato dalla Protezione Civile, non sono stati rilevati danni a persone o cose.
(red - eb)
Argomento:
NAZIONALE
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33
Data:
06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Ancona, al via la costituzione del gruppo di lavoro per il piano di emergenza
sul rischio sismico
La giunta comunale nella riunione odierna ha approvato la decisione
Martedi 6 Luglio 2010 - Istituzioni
La giunta comunale di Ancona ha approvato quest'oggi la costituzione di un gruppo di lavoro per la creazione di un piano
di emergenza sul rischio sismico. Il gruppo, diretto dal dirigente dell'unità operativa di Protezione Civile, sarà composto
da tecnici dell'area lavori pubblici, informatica e urbanistica che lavoreranno di conserva reperendo e verificando i dati sul
territorio. Inoltre dovranno provvedere alla redazione di cartografia in formato GIS, gestire informaticamente i dati
territoriali e produrre la cartografia interattiva.
Il progetto sarà pronto probabilmente tra una decina di mesi e ad esso lavoreranno a tempo pieno anche gli operatori
comunali della Protezione Civile. Il piano di Emergenza per il rischio sismico sarà strutturato in tre parti fondamentali:
una parte generale comprendente tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio, alle reti di monitoraggio
presenti, alla elaborazione degli scenari di rischio; una parte sarà dedicata ai Lineamenti della pianificazione dove si
individuano gli obiettivi da conseguire per dare una risposta adeguata di protezione civile alla emergenza; infine il piano
prevederà un modello di intervento relativo alla assegnazione delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo
per la gestione delle emergenze di protezione civile per il costante scambio di informazioni tra i vari sistemi attivati e per
l'adeguato utilizzo delle risorse disponibili.
"Realizzare il piano - spiega l'assessore alla Protezione Civile, Fabio Borgognoni - è quanto mai necessario vista la
situazione di Ancona. L'Amministrazione inoltre si è già dotata di strumenti di pianificazione di emergenza relativi al
rischio idrogeologico e antincendio boschivo. Questo ulteriore passaggio risulta indispensabile per completare l'assetto e
l'operatività della Protezione civile comunale che potrà quindi lavorare in condizioni di efficienza insieme alla Protezione
Civile Regionale".
(red- ev)
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06-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Antincendio, è cominciata la collaborazione tra Puglia e Piemonte
Iniziate le attività congiunte dopo la firma dell'accordo il 24 giugno scorso
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Giovedi 24 Giugno 2010
Accordo tra Puglia e Piemonte contro gli incendi boschivi
tutti gli articoli » Martedi 6 Luglio 2010 - Dal territorio
Sono cominciate domenica 4 luglio le attività di previsione prevenzione e lotta attiva da parte della Protezione civile della
Regione Puglia agli incendi boschivi sull'area Garganica, in gemellaggio con la Regione Piemonte - Corpo A.I.B. Lo
comunica la Regione in un comunicato, sottolineando che tutti i giorni, fino alla data di chiusura del Campo, fissata per
l'11 settembre, saranno assicurate turnazioni di personale Volontario A.I.B. sia con mezzi operativi del Corpo A.I.B. della
Regione Piemonte che con mezzi operativi delle Associazioni di Volontariato della Regione Puglia.
Tali attività verranno espletate in stretto contatto con la S.O.U.P. di Bari, e saranno garantite giornalmente dalle ore 8,30
alle ore 20,00 con reperibilità sino alle ore 24,00. La S.O.U.P. di Bari che in questo periodo è attiva in maniera
continuativa con turnazioni in H24, rimane sempre il riferimento principale per qualsiasi necessità.
Link:
Comunicazione del DPCN relativa ai benefici del DPR 194/01 art. 9 e 10 per i volontari portecipanti all'attivita'
esercitativa programmata nel territorio della Regione Puglia dal 01 luglio al 12 settembre 2010
(red - ev)
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Il Giornale.it
07-07-2010
Caldo: cento interventi della Protezione civile
articolo di mercoledì 07 luglio 2010
di Tiziana Paolocci
I volontari hanno distribuito settantamila bottigliette mentre il IV municipio ospita gli anziani nelle sue sedi L'emergenza,
però, non finisce qui e il termometro continuerà a rimanere sulle stesse temperature anche oggi
Si è fatta desiderare a lungo. Ma alla fine l'estate tanto sospirata è arrivata e c'è già rimpiange le temperature più miti. La
protezione civile ha fatto sapere che per oggi è attesa una nuova ondata di calore. Terza giornata consecutiva da bollino
rosso, quindi.
Così c'è chi è riuscito a fuggire al mare, chi approfitta di ogni momento libero per schierarsi in piscina e chi invece,
rimasto in città, non perde occasione per bagnarsi i piedi e la testa nelle fontane. E per fortuna nella capitale ce ne sono
parecchie. Un gesto che fino a qualche tempo fa non era visto di buon occhi e apparteneva principalmente ai turisti.
Ma ad affiancare i romani ci pensano le istituzioni. «Per limitare i rischi legati al caldo, proseguiremo la campagna di
distribuzione di acqua minerale in bottiglia nella fascia oraria più critica - spiega Tommaso Profeta, direttore della
protezione civile del Campidoglio -. I presidi del volontariato saranno attivati dalle ore 11 alle ore 16 nelle stazioni
metropolitane di Termini e Piramide e anche presso i Musei Capitolini. Continuerà anche il supporto ai servizi sanitari
dell'Ares 118 con tre ambulanze del volontariato».
Ieri un centinaio di volontari sono stati impegnati in tutta la città per far fronte ai rischi legati al caldo. Sono state
distribuite oltre settantamila bottigliette d'acqua mentre le ambulanze della protezione civile hanno effettuato un centinaio
di soccorsi. Sempre ieri è stato raggiunto il picco di carico elettrico in città, pari a circa 2.205 MW alle 12.50, superando
anche il dato del giorno prima, di circa 2.192 MW. Appartiene pertanto al 6 luglio, per il momento, il primato della
potenza massima immessa nella rete di Roma e Fiumicino, mentre il 17 luglio del 2009 era stata di 2.257 MW. Per quanto
concerne i consumi idrici romani la punta massima è stata raggiunta, al momento, venerdì 25 giugno.
Non si notano, così, sia rispetto ai consumi idrici che di energia elettrica, considerevoli cambiamenti tra l'anno scorso e
quello in corso e permane la considerazione, come dato di tendenza, che i consumi di energia elettrica e di acqua nella
città di Roma nel week end continuano ad essere inferiori rispetto agli stessi dei giorni feriali.
Anche i municipi scendono in campo. Tra quelli impegnati in prima linea a combattere l'emergenza caldo c'è il IV, che ha
organizzato una distribuzione di acqua nelle sue sedi istituzionali di via Flavio Andò, via Monte Rocchetta e Piazza
Sempione.
«Grazie alla collaborazione con la protezione civile - spiegano il presidente Cristiano Bonelli e Roberto Borgheresi,
coordinatore della protezione civile del quartiere - anche quest'anno saremo attenti alle esigenze di chi ha bisogno,
specialmente delle persone anziane, che avranno la possibilità di trovare refrigerio nelle nostre sedi dotate di aria
condizionata e potranno contare sulla distribuzione di acqua». Niente più parchi, quindi, almeno nelle ore più calde in cui
è consigliato per i soggetti più deboli restare a casa.
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Il Giornale.it
07-07-2010
Treni, mazzette per evitare i controlli di sicurezza
articolo di mercoledì 07 luglio 2010
di Massimo Malpica
Arrestati a Napoli due ex dirigenti e tre imprenditori. Avrebbero cercato di ammorbidire le verifiche su un ponte
pericolante Secondo i Pm l'organizzazione ha pilotato commesse per 10 milioni. La Procura: «Trenitalia non c'entra, ha
collaborato»
RomaUn «sistema criminale» di binari e tangenti. Un'organizzazione che dal 2002 a oggi avrebbe pilotato «in modo
sistematico e seriale» appalti di Trenitalia per un controvalore di almeno 10 milioni di euro, affidandoli a società
«amiche», quando non gestite da parenti, in cambio di benefit e soldi. E sotto il peso delle mazzette sarebbero svaniti pure
gli scrupoli di fronte alla richiesta di accelerare le verifiche per un ponte ferroviario a rischio crollo.
Tanto emerge dall'ordinanza del gip napoletano Luigi Giordano che ieri mattina ha portato all'arresto da parte delle
Fiamme gialle di due ex dirigenti dell'azienda ferroviaria e di tre imprenditori, uno dei quali finito ai domiciliari. Pesanti
le accuse: associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, corruzione, riciclaggio e reimpiego di proventi
illeciti. I due manager in manette, che già prima dell'operazione di ieri erano stati licenziati dal gruppo Ferrovie dello
Stato, sono Raffaele Arena e Fiorenzo Carassai. Arena è stato prima responsabile dei servizi di manutenzione carri merci
e poi dei vagoni passeggeri, il secondo ha guidato la struttura manutentiva di Ancona. Gli imprenditori finiti in carcere
sono invece Giovanni e Antonio De Luca, titolari della società napoletana «Fd Costruzioni» (il cui motto è
«riorganizziamo il futuro»), al centro del sistema individuato dai pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock, mentre
il titolare di una società di manutenzione, Carmine D'Elia, cugino del manager Arena, è ai domiciliari. Proprio questa
parentela in «conflitto d'interesse» avrebbe portato al licenziamento di Arena da Trenitalia, a febbraio del 2007.
Ma anche se ormai fuori dall'azienda, secondo gli inquirenti i due dirigenti avrebbero continuato a esercitare
«costantemente» una «pervicace quanto insidiosa attività diretta a turbare e pilotare le commesse conferite da Trenitalia».
Quest'ultima, però, con l'indagine non c'entra. Anzi, la sua collaborazione, ha spiegato la procura di Napoli, è stata
«fondamentale», e la società ha già annunciato che si costituirà parte civile.
Molte le intercettazioni che sostengono le tesi dell'accusa. Da brividi quella del 27 maggio 2009 tra Giovanni De Luca
della «Fd» e l'ingegnere Salvatore De Lillo. Il primo chiede una verifica tecnica sull'imbullonatura di un ponte ferroviario
appena collaudato. E di fronte alla richiesta di tempo da parte dell'ingegnere, De Luca pressa: «Troviamo una soluzione, è
urgentissima, Salvatore (...) questa è una cosa che ti pago io a parte, ti pagò però risolvimi questo problema (...) a
settembre dobbiamo usare il ponte». Il tecnico non è convinto: «Il treno quando va a terra poi tiene la firma mia sotto».
Ma l'imprenditore non si allarma. Anzi, domanda se può firmare lui stesso la «relazione dei calcoli». Di Lillo risponde di
sì, e chiarisce: «Io non inguaio me». De Luca ribatte: «Peggio di come sta, quel ponte non può stare».
Tra i benefit che i due manager avrebbero ottenuto dalla Fd costruzioni e dalle altre imprese coinvolte, soldi ma non solo.
Arena, oltre alle presunte tangenti, infatti, avrebbe anche provveduto a dirottare commesse alla società intestata a D'Elia.
E Carassai avrebbe goduto di «contributi economici» per aprire un pastificio a Campofilone, nelle Marche, ora sotto
sequestro. In un'intercettazione tra Carassai e De Luca, relativa a una commessa, viene citato anche un ex parlamentare
dell'Udc, che per gli inquirenti è Clemente Carta, già nel cda delle Fs. Ma la società «Fd» per gli inquirenti avrebbe
puntato, invano, agli appalti post-sisma della Protezione civile. In questo contesto saltano fuori - non indagati - pure due
protagonisti dell'inchiesta perugina sugli appalti per i grandi eventi: il cardinale Crescenzio Sepe e il capo della protezione
civile Guido Bertolaso. La circostanza emerge da un'intercettazione del 29 aprile 2009 in cui Anna De Luca, sorella degli
imprenditori arrestati, racconta come intende arrivare a «Mr Emergenza». «Siccome il cardinale (Sepe, ndr) ha aiutato
moltissimo a Bertolaso, gli ho detto mettici in contatto (...) ». Il progetto porta all'incontro tra Bertolaso e la donna, a
ottobre 2009. Anna racconta che il capo della Protezione civile è stato «gentilissimo», ma aggiunge: «Saremo contattati
(...) però in pratica si fotte dalla paura di dare lavoro, questo ho capito».
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07-07-2010
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Un nuovo vulcano nel Tirreno
articolo di lunedì 21 giugno 2010
di Redazione
Scoperto dai ricercatori dell'Istituto di geofisica sotto il mare nel tratto davanti a Capo Vaticano, in Calabria. È spento da
670mila anni
L'Italia ha un nuovo vulcano: un nome non ce l'ha ancora, è spento da moltissimo tempo e si trova nel Tirreno
meridionale, al largo della Calabria, di fronte a Capo Vaticano. I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'università della Calabria, l'hanno scoperto grazie alla sua «firma magnetica»
contenuta nelle sue rocce.
Il nuovo vulcano, che i ricercatori descrivono in un articolo in via di pubblicazione sul Journal of Geophysical Research,
si aggiunge ai 28 già noti in Italia (fra attivi e non). Si trova sulla stessa faglia che ha dato origine al terremoto di
magnitudo 6,7 che nel 1905 aveva colpito la Calabria, provocando oltre 550 morti e migliaia di senzatetto. È un vulcano
spento da moltissimo tempo (fra 670.000 e un milione di anni fa) e per gli esperti è inoffensivo: «non desta più alcuna
preoccupazione», osserva Massimo Chiappini, che fa parte del gruppo di ricerca composto da Riccardo De Ritis, Guido
Ventura, Iacopo Nicolosi e Fabio Speranza.
Ad attirare la loro attenzione era stato un puntino rosso sulla Carta magnetica d'Italia messa a punto nel 2000, che
integrava tutti i dati magnetici acquisiti nel Paese. «Un altro campanello d'allarme erano state le pomici trovate a Capo
Vaticano», spiega Chiappini. Così i ricercatori hanno pensato di approfondire ricorrendo alla tecnica dell'aeromagnetismo,
più volte utilizzata dall'Ingv in Antartide e basata sull'uso di un sensore magnetico a bordo di un elicottero. I dati acquisiti
in questo modo sono stati combinati con quelli esistenti in letteratura e alla fine si è riusciti a identificare il nuovo
vulcano.
Il nuovo vulcano non è molto grande, la sua sommità si trova a 120 metri sotto il livello del mare e si estende per circa 15
chilometri. Per De Ritis «c'è una diretta sovrapposizione tra il corpo vulcanico individuato, la struttura sismogenetica e
quella magnetica misurata con la tecnica aeromagnetica; tuttavia non vi è relazione diretta tra l'attività vulcanica e la
sismicità dell'area di Capo Vaticano». Tuttavia, rileva Chiappini, la scoperta «mette in discussione gli attuali modelli
geodinamici del Tirreno e indica come i vulcani delle Eolie si estendessero verso Est ben oltre quanto fino ad oggi
ritenuto». I dati attuali posizionano il vulcanismo delle Eolie fino a poco oltre Panarea e Stromboli, mentre la presente
scoperta dimostra che si estende fino alla costa della Calabria.
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06-07-2010
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SALUTE. Ondate di calore, Ministro Fazio convoca Regioni e Comuni
News
06/07/2010 - 17:23
Ondate di calore, il Ministro della Salute convoca i responsabili delle Regioni e dei Comuni per attuare un'azione efficace
di intervento sulle categorie a rischio. Il Ministro Ferruccio Fazio ha infatti convocato per il prossimo 14 luglio i
responsabili delle Regioni e dei Comuni "per verificare - si legge in una nota stampa - l'attuazione del Piano operativo
2010 per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore. Lo scopo della riunione che verrà presieduta dal
Ministro è quello di sensibilizzare ulteriormente i servizi sociali dei Comuni e i servizi sanitari delle Asl sulla necessità di
un pronto intervento a favore delle categorie maggiormente a rischio. Il Piano ha tre scopi fondamentali: informare la
popolazione su come comportarsi di fronte all'emergenza caldo, sostenere il sistema di allerta meteo gestito dalla
Protezione Civile e favorire a livello locale il supporto assistenziale da parte di Comuni e Asl".
Fino al 15 settembre verrà attivato il sistema previsionale dell'arrivo delle ondate di calore (sistema di allarme città
specifici Heat Health Watch Warning System) e verrà realizzata la campagna di informazione e comunicazione "Estate
sicura come vincere il caldo". In particolare il sistema HHWW prevede l'attivazione, in 27 città italiane, di sistemi di
monitoraggio che consentono di individuare, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche che possono
avere un impatto significativo sulla salute delle categorie più esposte ai rischi legati alle ondate di calore. Sulla base di
questi modelli vengono poi elaborati dei bollettini giornalieri in cui è indicata una scala di rischio che va dal livello
"zero", corrispondente all'assenza di rischio, al livello "tre", che prevede condizioni di rischio elevato e persistente per tre
o più giorni consecutivi.
2010 - redattore: BS
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39
Data:
07-07-2010
Il Manifesto
Vietato contestare
PROTEZIONE CIVILE
La loro colpa è stata quella di contestare un disegno di legge sulla Protezione civile Spa che poi il governo è stato
costretto a ritirare dopo lo scandalo sollevato dalla pubblicazione delle intercettazioni relative all'inchiesta aperta dalla
procura di Perugia. Per questo sette attivisti dei movimenti napoletani contro le discariche sono stati denunciati per
manifestazione non autorizzata. A renderlo noto è stato lo stesso presidio permanente di Chiaiano e Marano e il
Laboratorio Insurgencia. L'episodio si riferisce a una protesta contro la riforma della Protezione Civile organizzata lo
scorso 18 febbraio dinanzi Palazzo Chigi. Diversi furono i momenti di tensione, tra i quali anche una contestazione nei
confronti del deputato del Pdl, e avvocato del premier, Niccolò Ghedini. Il presidio fu convocato da diversi comitati di
base come la «Rete 3e32» di L'Aquila, il presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, la Rdb nazionale
e i Vigili del Fuoco.
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Data:
07-07-2010
Il Manifesto
Onde sismiche in corsa verso Roma
L'AQUILA Sì alla zona franca con emendamento bipartisan
Eleonora Martini ROMA
ROMA
Da qualche parte, in Abruzzo, si dice: «Chi pècure se fa, lo lòpe se la màgne». Che l'aria sia cambiata e all'Aquila si siano
stufati un po' tutti di fare la parte della pecora, l'hanno capito perfino dalle parti della maggioranza (con tutto il rispetto per
il lupo, l'animale più bello dell'Appennino). Tanto che ieri i senatori riuniti in commissione Bilancio, a cui devono essere
arrivate le vibrazioni dei terremotati già in marcia verso Roma con il loro «Sos», hanno approvato con ispirazione
bipartisan l'emendamento presentato dai loro colleghi abruzzesi condotti da Franco Marini che ripristina la zona franca
urbana nel territorio del cratere aquilano.
«Uniti si vince», incassa il sindaco Massimo Cialente che, forte della massiccia adesione alla manifestazione di protesta
che invaderà oggi le strade della Capitale (anche se la Questura ha negato il permesso per il corteo da piazza Venezia a
Montecitorio) e della mobilitazione trasversale dei Comuni del cratere e dei consiglieri aquilani, dopo aver ancorato nei
giorni scorsi la sua giunta consegnando ben dodici deleghe nelle mani dell'ex presidente della Provincia Stefania
Pezzopane, ora gongola nel vedere che la sua terra può contare, in mancanza di un Remo Gaspari, almeno su una
manciata di senatori dalle comuni radici abruzzesi. Ma a incassare, si sa, sono più bravi quelli del centrodestra come ha
ben dimostrato ieri Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl a Palazzo Madama che è riuscito a dichiarare alle agenzie:
«Rinvio dei termini per il rimborso delle tasse, ulteriore proroga per piccole imprese, conferma della zona franca e
ulteriore finanziamento: anche in occasione della discussione della manovra finanziaria il centrodestra conferma la sua
concreta vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto». Facile come parlare di "miracolo aquilano" e
spacciare per ricostruita una città ormai fantasma, avrà pensato il berlusconiano doc Quagliariello. Che sponsorizza così,
senza pudore, un rinvio di sei soli mesi per il pagamento delle tasse arretrate che da gennaio 2011 dovranno essere
restituite al 100% e in 60 rate, e una proroga della sospensione del regime fiscale solo per le imprese con un volume
d'affari inferiore ai 200 mila euro (tutti gli altri, compresi i pensionati e i cassintegrati, hanno già ricominciato a pagare).
Ed è la prima volta che accade per una popolazione colpita da calamità naturale. Unica novità reale è il ripristino tramite
emendamento della "zona franca urbana" al posto dell'"area a burocrazia zero" prevista nell'articolo 39 della manovra, e il
raddoppio dei fondi per la defiscalizzazione di nuove e vecchie imprese (con meno di 50 dipendenti e sotto i 200 mila
euro di fatturato) che da 45 passano a 90 milioni di euro, spalmati in tre anni.
Ma gli aquilani che hanno già prenotato 38 pullman organizzati dai comitati civici (2 mila posti) o che con mezzi propri si
muoveranno dai 57 comuni del cratere (46 dei quali hanno aderito ufficialmente) e perfino dalle località dove sono ancora
deportati (3.305 persone vivono ancora in strutture ricettive lontane dalla città), non si sono dati appuntamento a piazza
Venezia (ore 10) per una gita di piacere. Non a caso alla manifestazione hanno già aderito decine di associazioni,
sindacati (compresi quelli di polizia), imprese e perfino ecclesiastici come il vescovo Molinari che ha formalmente
annunciato la partecipazione della Diocesi aquilana. Rivendicano il diritto di essere trattati come tutti gli italiani vittime di
calamità naturali, e chiedono una legge organica che permetta una pianificazione e un timing certo per la ricostruzione
della città distrutta. Dove ben 48.137 persone - dati diffusi ieri dal commissario delegato, il governatore abruzzese Pdl
Gianni Chiodi - sono ancora assistite.
Che la misura sia colma deve essere sfuggito invece alla Questura romana che ha autorizzato l'accesso a piazza
Montecitorio solo ad una delegazione. Ma i terremotati hanno già fatto sapere che non accettano più divieti e barriere, e
come esattamente un anno fa non si divideranno, e raggiungeranno uniti prima la Camera e poi il Senato.
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06-07-2010
Il Messaggero
Il grande caldo non lascerà la Capitale per tutta la settimana, spinge in alto
la richi...
Martedì 06 Luglio 2010
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di LUCA BRUGNARA
Il grande caldo non lascerà la Capitale per tutta la settimana, spinge in alto la richiesta di elettricità e i turisti cercano
refrigerio utilizzando le fontane come pediluvio in barba ai divieti. Dopo il picco annuale nel consumo di energia
raggiunto ieri, oggi la Protezione civile prevede ancora un livello di allerta 3, il più alto nella scala di riferimento. E ieri è
stato il giorno più caldo dell'anno, con una temperatura percepita di 35 gradi. «La minima, ieri, è stata di 22.6 gradi spiega la responsabile dell'Osservatorio meteorologico del Collegio Romano, Franca Mangianti - e la massima di 32.5
gradi, poco al di sopra dei valori registrati domenica. La media del periodo è pari, rispettivamente, a 19 e 30 gradi, quindi
siamo su valori superiori di 2 o 3 gradi: questi livelli sono stati superati tante volte in passato, ma a produrre disagio e a
far percepire una temperatura più alta di quella effettiva è il tasso di umidità, soprattutto notturno, che è arrivato al 72%».
Nell'immediato non ci sarà alcun cambiamento.«Oggi e domani, le temperature resteranno su questi livelli - aggiunge
Mangianti - mentre giovedì, la temperatura massima potrebbe salire e avvicinarsi a 34 gradi».
E intanto, un primo effetto, il caldo lo ha già provocato, con l'accensione diffusa di climatizzatori e condizionatori in
uffici e abitazioni: ieri alle 13, è stato raggiunto il picco nei consumi elettrici a Roma dall'inizio dell'anno: come comunica
Acea, sono stati immessi nella rete 2.192 MegaWatt, livello massimo del 2010. Lo scorso anno, il picco venne raggiunto
venerdì 17 luglio, con 2.257 MegaWatt. Dall'inizio di giugno e nel primo scorcio d'estate, l'andamento dei consumi
elettrici è stato in linea con quello del medesimo periodo del 2009. Acea rileva lo stesso trend per l'acqua, con il picco di
consumi idrici che, fino ad ora, nel 2010, è stato raggiunto venerdì 25 giugno, con 16.174 litri al secondo immessi nella
rete di Roma e Fiumicino.
E con questo caldo si è ripetuto come sempre l'assalto alle fontane della Capitale: c'è chi è rispettoso e prende solo un po'
d'acqua per rinfrescarsi, chi invece usa i tesori di Roma, come la Fontana del Bernini di piazza Barberini, come una vasca
per il pediluvio. Come è avvenuto ieri, la Protezione civile capitolina, con l'ausilio dei volontari, all'interno del piano
anti-caldo, ha disposto la distribuzione di 60.000 bottigliette di acqua nelle stazioni della metropolitana di Termini,
Anagnina, Tiburtina e nei pressi dei Musei Vaticani. Atac provvederà alla distribuzione dell'acqua alla stazione di
Piramide, tra le 11 e le 16: ieri ne ha distribuite in due ore ben 25mila. Nei prossimi giorni, sulla linea B entreranno in
servizio altri due treni climatizzati, che saliranno così da quattro a sei. Per gli anziani, è attivo il numero verde di Pronto
Nonno 800147741, che registra livelli massimi di 120 contatti al giorno: il servizio fornisce assistenza diretta e
suggerimenti su come affrontare il caldo estivo. Dallo stesso call-enter, poi, nelle giornate di afa, come quelle di ieri e
oggi, parte un messaggio pre-registrato verso gli anziani che lo hanno già contattato e che li informa sull'aumento delle
temperature e sui potenziali rischi.
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42
Data:
06-07-2010
Il Messaggero
Sos inquinamento: si scontrano i comuni di Ladispoli e Santa Marinella.
Sabato scorso una lunga scia...
Martedì 06 Luglio 2010
Chiudi
Sos inquinamento: si scontrano i comuni di Ladispoli e Santa Marinella. Sabato scorso una lunga scia di liquami e rifiuti è
stata avvistata e fotografata, a 400 metri dal castello di Santa Severa, dall'assessore all'Ambiente ladispolano, Emanuele
Cagiola, che ha dato l'allarme. Si è subito attivata la Capitaneria di Porto, con la Protezione Civile, poiché la chiazza di
sostanze putride si è diretta lungo la costa di Cerveteri e Ladispoli. All'indomani del “disastro” marino, il primo cittadino
ladispolano, Crescenzo Paliotta (Pd), oltre ad ipotizzare un possibile guasto all'impianto di sollevamento dei liquami di
Santa Severa, ha presentato un esposto contro ignoti alla Procura di Civitavecchia. «Vogliamo conoscere le cause del
gravissimo atto di inquinamento - ha detto Paliotta - che ha danneggiato ambiente e strutture turistiche. E' indispensabile
un monitoraggio quotidiano in mare per prevenire episodi come quello che ha visto riversarsi liquami provenienti da
Santa Severa. Chi inquina si deve assumere le proprie responsabilità e correre ai ripari».
Il sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca (Pdl), replica: «E' inaccettabile - afferma Bacheca - che si accusi qualcuno
in questo modo senza aver verificato di chi fosse la responsabilità, ma solo supponendo che giacché la chiazza viene da
nord, la “colpa” sia di Santa Marinella, che tra l'altro dispone di tre depuratori perfettamente funzionanti. Gli uffici
competenti non hanno riscontrato guasti alle pompe di sollevamento e al depuratore sud».
E.Ro.
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43
Data:
07-07-2010
Il Messaggero
Una nuova ondata di calore è attesa per oggi nella Capitale: lo attestano le
previsioni del Ser...
Mercoledì 07 Luglio 2010
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Una nuova ondata di calore è attesa per oggi nella Capitale: lo attestano le previsioni del Servizio della Protezione civile
Nazionale che segnalano per oggi la terza giornata consecutiva da bollino rosso. «Per limitare i rischi legati al caldo,
proseguiremo la campagna di distribuzione di acqua minerale in bottiglia nella fascia oraria più critica - ha dichiarato in
una nota Tommaso Profeta, direttore della Protezione civile del Campidoglio - I presìdi del volontariato saranno attivati
dalle ore 11 alle ore 16 nelle stazioni metropolitane di Termini e Piramide come pure presso i Musei Capitolini.
Continuerà anche il supporto ai servizi sanitari dell'Ares 118 con tre ambulanze del volontariato».
Intanto, il bilancio della afosa giornata di ieri ha visto impegnato un centinaio di volontari in tutta la Città per far fronte ai
rischi legati al caldo. Sono state distribuite oltre 70 mila bottigliette d'acqua mentre le ambulanze della Protezione civile
hanno effettuato un centinaio di soccorsi.
Sempre ieri è stato raggiunto il picco di carico elettrico a Roma, pari a circa 2.205 mw alle ore 12.50, superando anche il
dato di lunedì, di circa 2.192 mw. Appartiene pertanto al 6 luglio, per il momento, il primato della potenza massima
immessa nella rete di Roma e Fiumicino, mentre la potenza massima immessa nel 2009, registrata venerdì 17 luglio, era
stata di 2.257 mw. Lo rende noto l'Acea. Per quanto riguarda invece i consumi idrici «la Società ribadisce, con i dati
disponibili fino alla fine del mese di giugno 2010, che la punta massima è stata raggiunta, al momento, con circa 16.174
l/s venerdì 25 giugno 2010 contro un consumo di 15.666 l/s registrati lo stesso giorno dell'anno precedente che era un
giovedì». Acea rileva quindi che «non si notano, sia rispetto ai consumi idrici che di energia elettrica, considerevoli
cambiamenti tra l'anno scorso e quello in corso e permane la considerazione, come dato di tendenza, che i consumi di
energia elettrica e di acqua nella città di Roma nel week end continuano ad essere inferiori rispetto agli stessi dei giorni
feriali. Questo fenomeno si verifica poiché i romani tendono ad abbandonare la città nel week end».
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44
Data:
07-07-2010
Nuova Energia.com
IL GIORNALIERO - Il Giappone sogna un "monopolio nucleare" entro la fi
ne del 2030
IL GIORNALIERO - Il Giappone sogna un “monopolio nucleare” entro la fine del 2030
7 luglio 2010 - Less carbon? More nuclear! Il Giappone sembra aver definitivamente deciso: nella lotta alle emissioni di
anidride carbonica imputabili al settore energia, la tecnologia nucleare dovrà avere un ruolo prioritario. Anzi, pressoché
esclusivo.
Mentre le rinnovabili, proprio nel Paese del Sol Levante, sembrano destinate a rimanere nell'ombra almeno per i prossimi
20 anni. L'ultima revisione del Basic Energy Plan giapponese - pubblicata lo scorso aprile - raccomanda la costruzione di
9 reattori entro la fine del 2020, per complessivi 12,9 GW. Nel decennio successivo, poi, altri 5 impianti nucleari
dovrebbero aggiungere al parco centrali nipponico altri 6,4 GW di potenza. Se questo piano di sviluppo dovesse essere
rispettato appieno, nel 2030 la generazione nucleare potrebbe addirittura coprire il 90 per cento della produzione interna
di kWh, grazie anche ad un ampliamento della durata dei cicli operativi. Un quasi monopolio che farebbe del Giappone la
nazione in assoluto più nucleare del Pianeta, ampiamente davanti alla Francia.
Lo scorso anno, in piena crisi economica e dunque in un contesto di riduzione diffusa dei consumi, e anche a causa dello s
hutdown dell'impianto Kashiwazaki-Kariwa a seguito del pesante terremoto che aveva colpito l'area nel 2007, l'incidenza
delle centrali nucleari era scesa fino al minimo del 61,5 per cento.
Un dato che stride chiaramente con l'ambizioso target del 90 per cento, anche se il 2030 sembra così lontano.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
45
Data:
06-07-2010
La Repubblica
la protezione civile: oggi l'"ondata di calore" gli anziani e i bambini fra i più
esposti - cecilia gentile
Pagina XXII - Roma
La Protezione civile: oggi l´"ondata di calore" gli anziani e i bambini fra i più esposti
CECILIA GENTILE
(segue dalla prima di cronaca)
La Protezione civile ha previsto il livello tre, quello di massima allerta, individuando per oggi e domani la cosiddetta
"ondata di calore". Si tratta di condizioni meteorologiche a rischio, che persistono per tre o più giorni consecutivi, e
costituiscono un oggettivo pericolo per alcune categorie della popolazione come anziani, asmatici, cardiopatici e bambini.
Prosegue dunque la distribuzione gratuita di acqua minerale in bottiglia, avviata ieri nelle stazioni della metropolitana, ai
Musei Capitolini e Vaticani. «Andremo avanti fino a quando il caldo da bollino rosso concederà una tregua», fa sapere
Tommaso Profeta, direttore della Protezione civile del Campidoglio. Ieri sono state distribuite 60 mila bottigliette nella
fascia oraria più critica, dalle 11 alle 16, ai passeggeri della metro B, i cui treni sono quasi tutti non climatizzati.
Altrettante saranno offerte oggi alle stazioni Termini e Piramide e ai visitatori dei Musei Vaticani e dei Musei Capitolini,
dove in questo periodo si formano lunghe file di visitatori agli ingressi.
La Protezione civile ha inoltre disposto la proroga dei servizi di supporto alle attività dell´Ares 118 con tre ambulanze,
che già ieri hanno lavorato ininterrottamente per far fronte alle richieste di soccorso, in netto aumento a causa del caldo.
«Anche oggi e domani - conclude Profeta - un centinaio di volontari della Protezione civile saranno impegnati per venire
incontro alle esigenze dei cittadini, ma non è superfluo ricordare ai soggetti più fragili che è meglio evitare l´esposizione
al sole nelle ore centrali della giornata e che è buona norma bere molta acqua».
Per i senza tetto la Caritas diocesana, in collaborazione con l´assessorato ai Servizi sociali del Comune, ha attivato da ieri
un nuovo servizio docce alla Cittadella della solidarietà "Santa Giacinta", a Ponte Casilino. Il servizio è rivolto a persone
adulte in condizioni di fragilità sociale, italiane e straniere, uomini e donne, e prevede la possibilità di usufruire
gratuitamente di 35 docce ogni giorno dal lunedì al sabato, esclusi giorni festivi, dalle 10.30 alle 14.30.
L´assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso ricorda che è attivo 24 ore su 24 il centralino di Pronto Nonno, con il
numero verde 800.147.741 e anche lei raccomanda agli anziani di rimanere a casa dalle 11 alle 18.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
46
Data:
La Repubblica
06-07-2010
caldo killer, anziano muore alla guida - romina marceca
Pagina VIII - Palermo
Caldo killer, anziano muore alla guida
L´uomo, cardiopatico, si è schiantato su un´auto in sosta a Falsomiele
Le temperature sono in calo secondo i bollettini della Protezione civile
ROMINA MARCECA
Una settimana fa aveva già avuto un lieve malore per via delle sue sofferenze cardiache. Ieri è stato stroncato da un
infarto mentre si trovava alla guida della sua auto in via Albiri, a Falsomiele. Un malore fatale, secondo i medici del 118,
certamente aggravato dal caldo afoso di ieri. A perdere la vita al volante della sua auto è stato Domenico Pisciotta, 78
anni. Potrebbe essere lui la prima vittima del caldo killer, stroncata dalle alte temperature di questi ultimi giorni. La
protezione civile, ieri, aveva assegnato a Palermo e a Messina un livello uno. È il codice giallo che viene utilizzato per
segnalare un aumento delle temperature, ma non tale da adottare interventi di prevenzione per la popolazione a rischio.
Quindi, ieri, non c´era nessuna allerta per chi, come Pisciotta, soffre di cuore. Eppure Domenico Pisciotta, che i medici
hanno descritto come un anziano obeso, in questa giornata nella quale la colonnina di mercurio è arrivata a 33 gradi, è
morto a pochi passi da casa.
L´uomo, un pensionato, era uscito dalla sua abitazione di via Papa Giovanni XXIII per sbrigare alcune commissioni. Era
solo in auto. Ha percorso un centinaio di metri e si è accasciato sul volante. La sua auto, in corsa, ha invaso il senso di
marcia opposto ed è finita su una macchina parcheggiata. I residenti del quartiere sono scesi in strada attirati dall´impatto.
Nonostante il tempestivo intervento dei medici del 118, per l´anziano non c´è stato nulla da fare. Il magistrato di turno,
dopo l´ispezione cadaverica eseguita dal medico legale, non ha ritenuto di dovere disporre l´autopsia. La salma è stata
riconsegnata alla famiglia.
Sul tratto di strada, intorno a mezzogiorno, sono arrivate le volanti della polizia e della polizia municipale. Il tratto di
strada per quasi mezz´ora è stato chiuso alla circolazione. In un primo momento, gli investigatori avevano ipotizzato che
si trattasse di un incidente stradale. Ma sull´asfalto non c´era alcun segnale di frenata.
Per oggi le previsioni su Palermo sono di livello zero. La giornata dovrebbe essere meno calda di quella di ieri. Ma
intanto, gli esperti della protezione civile hanno diffuso alcuni consigli utili per combattere il caldo. In casa, per
proteggersi dal calore del sole, bisogna utilizzare tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se si usa un
ventilatore, è bene non indirizzarlo direttamente sul proprio corpo. È importante, inoltre, bere e mangiare molta frutta,
evitare bevande alcoliche e caffeina, e consumare pasti leggeri.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
47
Data:
06-07-2010
La Repubblica
Estratto da pagina:
13
- giuseppe caporale
- Cronaca
GIUSEPPE CAPORALE
ROMA - C´è fermento ed imbarazzo, in questi giorni, negli uffici della Corte dei Conti. Fermento ed imbarazzo per
un´inchiesta della Procura regionale del Lazio sulle ordinanze dei «Grandi eventi» della Protezione Civile, firmate dal
premier Silvio Berlusconi. Un´indagine molto delicata, che oltre all´imputazione di danno erariale, ha - sullo sfondo un´accusa ancora più pesante: «Usurpazione di funzioni pubbliche».
Il fascicolo ogni giorno aumenta di volume (arricchendosi di nuove ordinanze sospette), con un serrato passaggio di
documenti tra la «sezione di controllo di legittimità su atti del governo» e la procura regionale del Lazio. Ma proprio in
questo passaggio di informazioni da un piano all´altro, l´imbarazzo è palpabile. Già, perché cinque figli di altrettanti
giudici e funzionari della Corte sono stati assunti dalla Protezione Civile. Non solo, proprio nell´ufficio di «sezione di
controllo di legittimità su atti del governo» lavorano un magistrato e due funzionari che hanno figli recentemente presi
alle dipendenze dal dipartimento. Si tratta del giudice Rocco Colicchio, di Carmen Iannacone, funzionaria (addetta nello
specifico al controllo degli atti della presidenza del Consiglio) e della segretaria generale Gabriella Palmieri. E poi c´è
anche il figlio di un altro giudice contabile, Marco Conti. Ma non è tutto, i figli in questione, a giorni, prenderanno parte
alla selezione riservata al personale interno. Otterranno, di fatto, entro i primi del mese di agosto, il passaggio in pianta
organica. «Una selezione truffa» accusa la Cgil-Funzione Pubblica, in quanto, «possono partecipare solo coloro che hanno
in essere un contratto con il dipartimento». Una «infornata di 144 dipendenti pubblici che hanno l´unico merito di essere
figli di potenti» accusa ancora il sindacato. Per la copertura economica verranno utilizzati i fondi (4 milioni di euro) del
terremoto dell´Aquila. E così, nell´elenco degli stabilizzandi «fortunati» - secondo quanto rendicontato dalla
Cgil-Funzione Pubblica - spuntano mogli, figli e parenti di sottosegretari, generali, dirigenti e funzionari dello Stato.
Come la moglie del sottosegretario Francesco Giro, Barbara Altomonte, docente di scuola superiore ed ora nuova
dirigente dell´ente. Come il figlio del giudice Ugo De Siervo, vice presidente della Corte Costituzionale. O la figlia
dell´ex vicesegretario generale di palazzo Chigi Carlo Sica; come la nipote del cardinale Achille Silvestrini; e la figlia del
colonnello Roberto Babusci, che era il capo del centro operativo aereo della Protezione civile.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
48
Data:
La Repubblica
06-07-2010
task force anti-incendi 4.400 uomini e 700 mezzi - gaia rau
Pagina VI - Firenze
La Toscana si mobilita. Canadair mai arrivati: si litiga
Task force anti-incendi 4.400 uomini e 700 mezzi
GAIA RAU
La Toscana si mobilita contro gli incendi boschivi. Orfana dei due canadair che la Protezione civile nazionale aveva
promesso, ma mai inviato. «Dal punto di vista tecnico ci avevano rassicurato che non c´erano problemi - ha denunciato
l´assessore regionale all´agricoltura Gianni Salvadori ieri durante la presentazione della campagna antincendi 2010 invece l´unica cosa certa è l´arrivo di un piccolo elicottero dislocato a Cecina che non potrà nemmeno raggiungere l´isola
d´Elba, mentre cinque canadair saranno nel Lazio e altri cinque in Liguria. Avere a disposizione questi mezzi aerei è di
vitale importanza perché in queste emergenze il fattore tempo è fondamentale».
Massiccia l´organizzazione messa in campo dalla Regione: 4.400 gli uomini impiegati con circa 700 mezzi e 10 elicotteri
della flotta regionale (di cui 8 già schierati, mentre due saranno pronti a metà luglio). Ben 3.600 fanno parte delle
organizzazioni del volontariato, ai quali si aggiungono 230 soci della Croce Rossa e 600 tecnici forestali. Anche i cittadini
sono invitati a dare il loro contributo, evitando comportamenti a rischio e collaborando con l´organizzazione. E´ attivo 24
ore su 24 il numero verde della Sala operativa unificata permanente della Regione, 800 425 425, integrato col 1515 del
Corpo forestale e col 115 dei vigili del fuoco. In servizio poi 10 centri operativi provinciali. Dal 1 luglio al 31 agosto è in
vigore il divieto di accendere fuochi, bruciare residui vegetali e compiere altre operazioni a rischio incendio nei boschi e
in una fascia contigua di 200 metri: per i trasgressori multe da 240 a 2.066 euro. Nel 2009 gli incendi in Toscana sono
stati 549 e hanno colpito 1.407 ettari di verde, in forte aumento rispetto ai precedenti cinque anni. I primi sei mesi del
2010, invece, sono stati caratterizzati da uno scarsissimo numero di eventi.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
49
Data:
07-07-2010
La Repubblica
Estratto da pagina:
18
figli di vip alla protezione civile raffica di assunzioni, è polemica - giuseppe
caporale
- Cronaca
Coinvolti anche giudici e funzionari della Corte dei conti del Lazio
Figli di vip alla Protezione civile raffica di assunzioni, è polemica
Cento contratti a termine presto trasformati in definitivi. La Cgil: selezione truffa
GIUSEPPE CAPORALE
ROMA - C´è fermento ed imbarazzo, in questi giorni, negli uffici della Corte dei conti del Lazio. La procura regionale
della magistratura contabile sta indagando sulle ordinanze dei Grandi eventi della Protezione civile, firmate dal premier
Berlusconi. Un´indagine molto delicata, che oltre all´imputazione di danno erariale, ha - sullo sfondo - un´accusa ancora
più pesante: «usurpazione di funzioni pubbliche».
Il fascicolo ogni giorno aumenta di volume con un serrato passaggio di documenti - all´interno dello stesso ente - tra la
"sezione di controllo di legittimità su atti del governo" e la procura regionale del Lazio. Ma proprio in questo passaggio di
informazioni da un piano all´altro, l´imbarazzo è palpabile. Già, perché cinque figli di altrettanti giudici e funzionari della
Corte sono stati assunti con contratti a termine dalla Protezione civile. Non solo, proprio nell´ufficio di "sezione di
controllo" lavorano un magistrato e due funzionari che hanno figli recentemente presi alle dipendenze dal dipartimento. Si
tratta del giudice Rocco Colicchio, di Carmen Iannacone, funzionaria addetta al controllo degli atti della Presidenza del
Consiglio, e della segretaria generale Gabriella Palmieri. E c´è anche il figlio di un altro giudice contabile, Marco Conti.
I figli in questione, il 21 luglio, prenderanno parte alla selezione riservata al personale interno. Otterranno, di fatto, entro i
primi di agosto, il passaggio in pianta organica. «Una selezione truffa...» accusa la Cgil-Funzione Pubblica, in quanto,
«possono partecipare solo coloro che hanno in essere un contratto con il dipartimento». Per la copertura economica
verranno utilizzati i fondi (4 milioni di euro) del terremoto dell´Aquila. Il tutto, sfruttando gli effetti di un singolo articolo
di legge (il numero 14) del decreto sulla "Protezione civile spa".
E così, nell´elenco dei fortunati che verranno stabilizzati - secondo quanto riferisce la Cgil-Funzione pubblica - spuntano
mogli, figli e parenti di sottosegretari, generali, dirigenti e funzionari dello Stato. Come la moglie del sottosegretario
Francesco Giro, Barbara Altomonte, docente di scuola superiore ed ora nuova dirigente dell´ente; il figlio del giudice Ugo
De Siervo, vice presidente della Corte Costituzionale; la figlia dell´ex vicesegretario generale di palazzo Chigi Carlo Sica;
la nipote del cardinale Achille Silvestrini; la figlia del colonnello Roberto Babusci, che era il capo del centro operativo
aereo della Protezione civile.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
50
Data:
07-07-2010
La Repubblica
Estratto da pagina:
18
g8, trasloca il processo di firenze il pm: le indagini restano valide - franca
selvatici
- Cronaca
G8, trasloca il processo di Firenze il pm: le indagini restano valide
Gli atti per l´appalto della Scuola marescialli passano a Roma Morto l´avvocato Cerruti: era uno dei quattro imputati
FRANCA SELVATICI
FIRENZE - Passa per competenza a Roma il processo per corruzione sull´appalto della Scuola marescialli di Firenze. Lo
ha deciso ieri il tribunale del capoluogo toscano, in linea con la Cassazione, mentre in aula giungeva da Roma la notizia
della morte di uno degli imputati, l´avvocato Guido Cerruti, da tempo gravemente malato.
La Scuola marescialli è al centro di uno dei filoni dell´inchiesta sulla Protezione civile, sul G8 e sul «sistema gelatinoso»
scoperto dalla procura di Firenze e dai carabinieri del Ros: una vastissima rete di corruzione che lambisce i vertici delle
istituzioni ma non ha più al suo centro i partiti. Nella vicenda della Scuola gli alti funzionari ministeriali Angelo Balducci
e Fabio De Santis sono accusati di aver posto le proprie funzioni, tramite Francesco De Vito Piscicelli, al servizio del
costruttore fiorentino Riccardo Fusi, che l´inchiesta descrive disposto a battere qualunque strada, lecita o illecita, pur di
riconquistare l´appalto perduto della Scuola, con il sostegno dell´onorevole forzista Denis Verdini, ritenuto suo socio
occulto.
Mentre il troncone G8 è stato subito trasferito a Perugia, la Scuola era rimasta a Firenze, perché qui, secondo le accuse, il
18 febbraio 2008 era stato stipulato il patto illecito. Dando vita però - secondo Cassazione e tribunale - a un unico
rapporto corruttivo nel quale i contestati compensi (regali, nomine, tangenti sotto forma di notule) sono stati tutti versati
nella capitale. L´intero fascicolo sarà dunque trasmesso alla procura di Roma. «Una decisione ineccepibile», per i
difensori. «Questa sentenza - ha dichiarato il pm Luca Turco, titolare dell´inchiesta con i colleghi Giuseppina Mione e
Giulio Monferini - non tocca la validità dei risultati conseguiti. L´indagine fiorentina ha portato alla luce un sistema di
corruttela esteso a diversi imprenditori, non solo Anemone e Fusi, a un segmento di burocrazia statale vicina al governo
del Paese, e ad alcuni politici. Diversamente da Tangentopoli, non ci sono i partiti ma singoli esponenti politici. I fatti
scoperti sono gravi sul piano economico e su quello delle relazioni istituzionali e sociali». Nell´esprimere rispetto verso il
tribunale e verso i colleghi che erediteranno il processo, il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha voluto
sottolineare il suo apprezzamento per i carabinieri del Ros e per i suoi sostituti, «magistrati che indossano una toga priva
di qualunque pigmentazione e operano ad esclusivo servizio della comunità» e che «hanno scoperto un fenomeno di
assoluta e primaria rilevanza».
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
51
Data:
07-07-2010
La Repubblica
il ministro convoca i comuni a rischio "così si vincono le ondate di calore"
Pagina V - Bologna
Emergenza afa
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha convocato per il prossimo 14 luglio i responsabili di Regioni e Comuni per
verificare l´attuazione del Piano operativo 2010 per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore. Tra le
città al centro degli obiettivi del piano anche Bologna. Il sistema Hhww prevede di attivare in 27 città (Ancona, Bari,
Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina,
Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo)
sistemi di monitoraggio per individuare, per ognuna di esse, le condizioni meteo-climatiche che possono avere un impatto
significativo sulla salute delle categorie più esposte ai rischi legati alle ondate di calore. Tre i principali obiettivi del
piano: informare la popolazione su come comportarsi di fronte all´emergenza caldo, sostenere il sistema di allerta meteo
gestito dalla Protezione Civile e favorire a livello locale il supporto assistenziale da parte di Comuni e Asl. Il piano
prevede inoltre l´attivazione in tutta Italia, fino al 15 settembre, del sistema di previsione dell´arrivo delle ondate di calore
(il cosiddetto Heat Health Watch Warning System, Hhww, appunto), la costruzione della rete locale di comunicazione dei
livelli di rischio climatico e sanitario e la realizzazione della campagna di informazione e comunicazione «Estate sicura
come vincere il caldo». Per informare la popolazione sui comportamenti corretti per ridurre i rischi del caldo eccessivo, il
ministero pubblica inoltre opuscoli informativi scaricabili da internet (all´indirizzo www. salute. gov. it).
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
52
Data:
07-07-2010
La Repubblica
brucia la riserva di monte bonifato famiglia intrappolata dalle fiamme
Pagina VI - Palermo
Torna l´incubo incendi. Distrutti ettari di bosco: roghi anche a Valguarnera e nel Messinese
Con il grande caldo esplode l´emergenza incendi. Tre i roghi che hanno richiesto l´intervento dei mezzi aerei. All´alba è
stato necessario far intervenire un elicottero S64, un canadair e due Fire Boss nella riserva naturale orientata "Monte
Bonifato" del comune di Alcamo. L´incendio era divampato nel pomeriggio di lunedì e ha impegnato per 18 ore forestale,
vigili e protezione civile.
Una famiglia nel tentativo di salvare dalla fiamme la propria abitazione era rimasta intrappolata. Papà mamma ed un
ragazzino sono stati salvati dagli uomini della Forestale che li hanno contattati con il cellulare spiegando come
comportarsi in attesa dell´arrivo dei soccorsi. Sono stati momenti drammatici che hanno impegnato i soccorritori in una
corsa contro il tempo. Mentre un agente rimaneva in contatto telefonico spiegando come evitare di inalare fumo ed
impedire alle fiamme di avvicinarsi troppo, la pattuglia ha raggiunto contrada Mazzone in prossimità del bosco, dove si
trovava la famiglia che è poi stata portata in salvo. Solo nella tarda mattinata il vasto rogo che da una prima stima ha
distrutto decine di ettari di conifere è stato domato.
Altro allarme a Valguarnera (Enna) dove a rischio erano oltre 1.500 ettari di zona boschiva. Un elicottero ha effettuato
lanci per tutta la mattinata, poi quando le fiamme sembravano domate è stata segnalata una ripresa del fuoco. Il lavoro
congiunto di uomini a terra e mezzi aerei ha evitato che il fronte entrasse nel bosco. Il terzo intervento sulle alture del
Messinese a Mongiuffi Melia, dove è divampato un focolaio su monte Guarararo.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
53
Data:
06-07-2010
Il Sole 24 Ore Online
Inchiesta sugli appalti di Trenitalia. Tangenti in cambio di contratti
6 luglio 2010
Tangenti e favori in cambio di appalti per Trenitalia. Il sistema delle tangenti in cambio di affidamento di appalti di
Trenitalia per la manutenzione di carri ferroviari, oggetto dell'inchiesta della magistratura di Napoli che coinvolge, in
particolare, due ex dirigenti della società del gruppo Fs - Raffaele Arena e Fiorenzo Carassai - e gli imprenditori
napoletani Giovanni e Antonio De Luca, si sarebbe sviluppato a partire dal 2002 e - secondo l'accusa - non avrebbe avuto
interruzioni.
Nel corso dell'indagini, gli inquirenti avrebbero raccolto elementi che proverebbero il versamento di denaro da parte di
De Luca a Carassai per la costruzione di un pastificio nelle Marche (formalmente riconducile a Leonardo Carassai, ma di
fatto gestito anche dal padre Fiorenzo); il versamento di somme di denaro ad Arena su un conto cointestato a quest'ultimo
e alla moglie; ed il versamento ad Arena - secondo gli inquirenti - di somme provenienti dagli utili di società alle quali lo
stesso Arena aveva affidato commesse di Trenitalia. Inoltre - sempre secondo gli inquirenti - i De Luca avrebbero messo a
disposizione di Carassai materiali, attrezzature e maestranze per la costruzione del pastificio e avrebbero offerto alcuni
viaggi allo stesso Carassai.
Un «impiccione politico Udc». Spuntano anche figure di politici dalle intercettazioni allegate all'ordinanza del Gip in
relazione all'inchiesta sulle tangenti per appalti Trenitalia. Il 12 febbraio 2010 Fiorenzo Carassai e Giovanni De Luca,
entrambi arrestati, parlano al telefono. De Luca preme su Carassai perchè si chiuda una grossa commessa con Bombardier
Transportation Italy. De Luca racconta, in proposito, di aver avuto un incontro con tale «Clemente» e chiede a Carassai
notizie sul suo conto. «..è un impiccione politico... Udc hai capito .. che tira una volta a destra, una volta a sinistra... però è
un intrallazzatore, è uno che...», risponde Carassai.
Nella nota dell'ordinanza il gip spiega che si tratta di Clemente Carta, rappresentante legale del Fer Credit Servizi
Finanziari spa appartenente al gruppo Fs. Originario di Latina, Carta è stato consigliere d'amministrazione di Ferrovie
dello Stato, parlamentare presidente della commissione Finanze della Camera nella XI legislatura, e inoltre consigliere
d'amministrazione dell'Anas.
La 'Fd Costruzioni srl', l'impresa operante nel settore dei lavori ferroviari coinvolta nell'inchiesta sulle tangenti per gli
appalti di Trenitalia, ha tentato, senza riuscirci, di inserirsi negli appalti conferiti dalla Protezione Civile, in particolare per
quanto riguarda il terremoto dell'Aquila. Lo scrive il gip di Napoli Luigi Giordano nell'ordinanza di custodia cautelare con
cui sono finiti in carcere, tra gli altri, i due fratelli titolari dell'impresa, Giovanni e Antonio Di Luca, sottolineando che
«nonostante la buona accoglienza riservata alla De Luca» (Anna, sorella dei due, con una partecipazione del 30% delle
quote del capitale sociale), «l'impresa dei De Luca non ha conseguito appalti».
A muoversi è proprio Anna De Luca: in una telefonata del 29 aprile 2009 - è scritto nell'ordinanza - la donna riferisce ai
suoi familiari di «aver avuto contatti ed incontri diretti con il capo del Dipartimento della Protezione Civile al quale
avrebbe parlato della possibilità, per l'azienda di famiglia, di partecipare ad alcune gare indette per la fornitura di
prefabbricati nella città dell'Aquila».
«Siccome il Cardinale (Sepe, ndr) ha aiutato moltissimo a Bertolaso - dice la donna nella telefonata - gli ho detto...mettici
in contatto con Bertolaso ma non per avere una raccomandazione questo o quell'altro, noi diciamo che sappiamo fare
questo, ti serve o non ti serve?».
L'incontro con Bertolaso, secondo quanto riportato nell'ordinanza, è testimoniato da una telefonata di Anna De Luca del
28 ottobre 2009. La donna «afferma di essere stata ricevuta personalmente da Bertolaso» che l'avrebbe messa in contatto
con il «capo ufficio tecnico della Protezione Civile» anche se il capo del Dipartimento «avrebbe timore di conferire
appalti». «Segnati 'sto nome - afferma Anna De Luca - saremo contattati da questo qua, però in pratica si fotte dalla paura
di dare lavoro, questo ho capito». La donna dice che Bertolaso l'ha accolta «benissimo...gentilissimo, mi è venuto a
prendere giù, mi ha portato sopra...avrebbe fatto contattare l'impresa...per gare all'ultimo secondo, per gare speciali ste
cose qua...poi gli ho lasciato tutto...il coso della società (Fd Costruzioni, ndr) e lui mi ha dato il nome di questo qua che ci
deve contattare...però ho capito una cosa si mettono paura...tutti...di fare cose che non possono fare, giustamente».
Il 10 novembre la De Luca dice ai familiari di esser stata contattata da Angelo Borrelli della Protezione Civile e dice al
fratello Giovanni di richiamare il funzionario. L'epilogo della vicenda, scrive il gip, è in una telefonata successiva tra lo
stesso Giovanni De Luca e Borrelli in cui quest'ultimo dice di aver ricevuto il curriculum della società ma che «a L'Aquila
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
54
Data:
06-07-2010
Il Sole 24 Ore Online
Inchiesta sugli appalti di Trenitalia. Tangenti in cambio di contratti
i lavori sono in via di esaurimento, non hanno altre attività da fare nè possono fare affidamenti diretti». «De Luca conclude il Gip - comunque cerca di promuovere la sua impresa ma, sembra, senza risultati concreti».
6 luglio 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
55
Data:
06-07-2010
Il Sole 24 Ore Online
A l'Aquila da luglio il fisco chiederà le tasse ai lavoratori dipendenti
6 luglio 2010
Terremoto in Abruzzo, da fine luglio il fisco chiederà le tasse ai lavoratori dipendenti
di Alessandro Galimberti
Proroga dimezzata e sincopata. La sospensione dei pagamenti delle imposte per il sisma dell'Aquila (6 aprile 2009), così
come prevista dall'articolo 39 del Dl 78/2010, scava un vallo tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, ma soprattutto crea
un disallineamento dei termini fiscali che potrebbe fare spazio a problemi di contabilità per aziende e professionisti.
I Radicali chiedono una proroga di sei mesi per tutti i cittadini.
La nuova moratoria fiscale - la terza dopo il disastroso terremoto - ha separato i destini tra lavoratori dipendenti e non,
prevedendo un'ulteriore sospensione di 5 mesi e mezzo solo per «persone fisiche esercenti impresa, arte o professione», e
anche per società di persone o di capitali, ma in questo caso con volume d'affari non superiore a 200 mila euro. Il
beneficio copre anche il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e malattie professionali. Restano ai margini della proroga, quindi, i lavoratori dipendenti pubblici e
privati, che dalla fine di luglio torneranno a onorare le nuove scadenze: quelle sospese negli ultimi 18 mesi, invece,
andranno in pagamento dal 1°gennaio 2011 senza sanzioni e interessi, e con la possibilità di dividerle in 60 rate mensili.
Quanto alla proroga per professionisti e imprese, il testo attuale dell'articolo 39 fissa al 20 dicembre 2010 il nuovo
termine della moratoria; se non venisse armonizzato al normale calendario fiscale - cioè al 31 dicembre - si aprirebbe il
problema di "che fare" per gli 11 giorni nella "terra di nessuno". Per questo è dato per molto probabile che la svista sarà
corretta in sede di conversione del decreto.
La storia recente dei provvedimenti fiscali - purtroppo abbastanza frequenti - collegati ai terremoti, racconta che l'erario
ha sempre rinunciato a parte delle sue pretese. Era successo nel terremoto che colpì la Sicilia orientale nel '90 - per il
quale 13 anni dopo arrivò addirittura una decurtazione del 90% di quanto era stato sospeso nel triennio fino al '92 - ma
anche nel sisma di Marche e Umbria ('97) lo sconto fiscale per le vittime fu dei 3/5 del dovuto, agevolazione che - pur con
una mobilitazione in extremis - era poi stata concessa anche alle popolazioni del Molise e del foggiano colpite dal
terremoto del 2002. Precedenti che aprono speranze anche per i residenti nel cratere sismico dell'Aquila.
I PRECEDENTI
Sicilia '90
Per il terremoto del 13 dicembre 1990 la sospensione dei tributi durò 3 anni. Nel 2003 il governo ridusse del 90% i
versamenti per le imprese che ancora non avevano pagato. Chi aveva già iniziato a pagare dovette chiedere il rimborso
Umbria e Marche '97
I tributi e i contributi vennero sospesi dopo il terremoto. Il recupero fiscale iniziò nel gennaio 2009, previo l'abbattimento
dei 3/5 del dovuto da parte dei contribuenti
Molise 2002
La sospensione, per le zone più colpite, durò fino al 31 dicembre 2008. Un mese dopo un emendamento promosso dai
deputati locali equiparò la decurtazione a quella di Umbria e Marche
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6 luglio 2010
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NAZIONALE
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56
Data:
Il Sole 24 Ore
06-07-2010
All'Aquila da fine luglio il fisco bussa ai dipendenti
Terremoto e tasse. Moratoria prorogata solo per gli autonomi
Alessandro Galimberti
MILANO
Proroga dimezzata e sincopata. La sospensione dei pagamenti delle imposte per il sisma dell'Aquila (6 aprile 2009), così
come prevista dall'articolo 39 del Dl 78/2010, scava un vallo tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, ma soprattutto crea
un disallineamento dei termini fiscali che potrebbe fare spazio a problemi di contabilità per aziende e professionisti.
La nuova moratoria fiscale - la terza dopo il disastroso terremoto - ha separato i destini tra lavoratori dipendenti e non,
prevedendo un'ulteriore sospensione di 5 mesi e mezzo solo per «persone fisiche esercenti impresa, arte o professione», e
anche per società di persone o di capitali, ma in questo caso con volume d'affari non superiore a 200 mila euro. Il
beneficio copre anche il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e malattie professionali. Restano ai margini della proroga, quindi, i lavoratori dipendenti pubblici e
privati, che dalla fine di luglio torneranno a onorare le nuove scadenze: quelle sospese negli ultimi 18 mesi, invece,
andranno in pagamento dal 1?gennaio 2011 senza sanzioni e interessi, e con la possibilità di dividerle in 60 rate mensili.
Quanto alla proroga per professionisti e imprese, il testo attuale dell'articolo 39 fissa al 20 dicembre 2010 il nuovo termine
della moratoria; se non venisse armonizzato al normale calendario fiscale - cioè al 31 dicembre - si aprirebbe il problema
di "che fare" per gli 11 giorni nella "terra di nessuno". Per questo è dato per molto probabile che la svista sarà corretta in
sede di conversione del decreto.
La storia recente dei provvedimenti fiscali - purtroppo abbastanza frequenti - collegati ai terremoti, racconta che l'erario
ha sempre rinunciato a parte delle sue pretese. Era successo nel terremoto che colpì la Sicilia orientale nel '90 - per il
quale 13 anni dopo arrivò addirittura una decurtazione del 90% di quanto era stato sospeso nel triennio fino al '92 - ma
anche nel sisma di Marche e Umbria ('97) lo sconto fiscale per le vittime fu dei 3/5 del dovuto, agevolazione che - pur con
una mobilitazione in extremis - era poi stata concessa anche alle popolazioni del Molise e del foggiano colpite dal
terremoto del 2002. Precedenti che aprono speranze anche per i residenti nel cratere sismico dell'Aquila.
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LO SFASAMENTO
La sospensione rivolta a professionisti e imprese scade il 20 dicembre e non è allineata al calendario tributario
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NAZIONALE
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57
Data:
06-07-2010
La Stampa
Da Isola 3.500 libri al paese terremotato
SOLIDARIETA'.INIZIATIVA DI PROTEZIONE CIVILE E «I BRICCHI»
Da Isola 3.500 libri
al paese terremotato
La cultura rappresenta un punto di partenza per qualsiasi rinascita. Anche dopo il terribile terremoto d'Abruzzo. E' il
messaggio che protezione civile di Isola e centro commerciale I Bricchi hanno voluto trasmettere con la consegna al
sindaco di Barisciano, a pochi chilometri dall'Aquila (1840 abitanti, 720 famiglie rimaste senza una casa) di 3.500 volumi
per la nuova biblioteca.
«Il nostro lavoro continua anche dopo che si sono smontate le tendopoli perché c'è ancora molto da fare – spiegano il
presidente Giovanni Signorello e il responsabile Rino Simoncello, di ritorno dall'ultima trasferta con la delegazione
isolana, presente anche il capo della protezione civile Guido Bertolaso - Lo sanno i volontari astigiani, un'ottantina, che
non hanno lesinato in impegno vivendo nelle stesse condizioni delle persone che aiutavano. Un tour de force ininterrotto,
dal 6 aprile al 2 novembre, che però ci ha riempito i cuori». I volontari astigiani avevano contribuito alla costruzione di un
nuovo centro polifunzionale con chiesa, campetto da calcio, palestra e biblioteca, con il frutto del ricavato dell'asta dei
quadri dei pittori locali. E ora l'iniziativa «Costruiamo nuove pagine»: «Per una settimana nel corridoio del centro
commerciale I Bricchi abbiamo posteggiato una grossa barca, di quelle che si usavano per pescare lungo Tanaro, che via
via si è riempita di libri nuovi e usati grazie al buon cuore di tanti clienti.
Ringraziamo anche il centro «I Bricchi» per la sensibilità dimostrata (ha anche donato un buono acquisto di 300 euro) e il
Comune torinese di La Loggia, che ha collaborato all'iniziativa». E ora si pensa già al prossimo progetto di solidarietà. \
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NAZIONALE
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58
Data:
La Stampa
06-07-2010
Non si trovano finanziamenti per "arginare" il rio Loreto
OSTERIETTA. SOLDI PUBBLICI NEGATI PER INTERVENTI IN PROPRIETA' PRIVATE
Non si trovano finanziamenti
per “arginare” il rio Loreto
Con forti piogge l'acqua
si riversa dai fossi
nel vecchio letto e
tracima allagando tutto
[FIRMA]FRANCO MARCHIARO
ALESSANDRIA
In caso di forte piogge, anche in giugno, nella zona da San Michele all'Osterietta, molte acque di scolo di strade e fossati
si riversano in quello che era il vecchio corso del rio Loreto, causando l'allagamento di terreni e in alcune occasioni di
abitazioni. Una situazione che ha provocato proteste da parte degli abitanti ma che non sarà facile risolvere. Bisogna
intervenire in proprietà private, quindi non sembra possibile utilizzare finanziamenti pubblici. L'assessore Franco Trussi,
che ha le deleghe ai Lavori pubblici ed all'Agricoltura, incontrerà il responsabile del settore Opere pubbliche e assetto
idrogeologico della Regione e la Src Piemonte, società regionale che ha seguito progettazione e appalto dell'ultimo tratto
della tangenziale, dall'Osterietta al casello autostrade A21, a San Michele.
Attualmente il rio Loreto parte dalla chiesa di San Michele dove arrivano due rii da Castelletto e Quargnento e prosegue
sino al Tanaro con tutta una serie di problemi di sicurezza rimasti irrisolti: manca anche una chiavica che dovrà regolarne
il deflusso nel fiume durante le piene. Il dirigente della Src ha detto di non avere disponibililità finanziarie collegate ai
lavori della tangenziale e non è tra i compiti della società regionale un intervento in proprietà private. Da parte sua l'Amag
ha già deciso adeguamenti alla rete fognaria. «Appare difficile - riconosce l' assessore Franco Trussi - un intervento a
favore di privati, anche se il risultato potrebbe essere l'eliminazione di un problema».
Tenendo conto che l'acqua si riversa nel vecchio tracciato del rio Loreto provocando allagamenti, potrebbe venir chiamata
in causa la Protezione civile, ma non sembra facile trovare una soluzione. Poichè i proprietari dei fossi del vecchio
tracciato del rio sono agricoltori, potrebbero essere le organizzazioni agricole a chiedere un finanziamento regionale per
coprire almeno una parte del costo dell'intervento.
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NAZIONALE
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59
Data:
La Stampa
06-07-2010
Valbormida tutta unita per i 253 milioni Acna
Valbormida tutta unita
per i 253 milioni Acna
[FIRMA]MANUELA ARAMI
BOSSOLASCO
«L'unione fa la forza». Parola di sedici sindaci della Valbormida cuneese che si sono coalizzati per ottenere il risarcimento
economico legato al danno ambientale causato dall'inquinamento dell'Acna di Cengio. Per far sentire a gran voce i loro
diritti, hanno sottoscritto un documento redatto dall'esecutivo della Comunità montana “Alta Langa” e dall'assessore
provinciale alla Montagna, Luigi Costa (“memoria storica” delle fasi di lotta per la chiusura dello stabilimento chimico
ligure), indirizzato al ministero dell'Ambiente, al commissario alla bonifica, Giuseppe Romano, al dipartimento della
Protezione civile, alle Regioni Piemonte e Liguria e alle Province di Cuneo e Savona.
In sostanza i primi cittadini di Cortemilia, Bergolo, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Gorzegno, Gottasecca,
Levice, Mombarcaro, Monesiglio, Niella Belbo, Perletto, Pezzolo, Prunetto, Saliceto e Torre Bormida chiedono che
vengano avviate al più presto le pratiche perché venga assegnato il “giusto indennizzo” al versante piemontese della
Valbormida, l'area maggiormente colpita dall'inquinamento Acna. La cifra era stata quantificata l'anno scorso dal
ministero dell'Ambiente e comunicata in conferenza dei servizi a Cengio dal commissario Romano: l'Eni (la società
proprietaria del sito industriale, ora Sindyal) avrebbe dovuto versare circa 253 milioni di euro come risarcimento per
“danno ambientale”, ma tutt'ora sono in corso le trattative tra la società, le Province e le Regioni coinvolte.
«I sindaci e gli amministratori - spiega l'assessore al Bilancio della Comunità montana, Roberto Bodrito - si
impegneranno fin d'ora ad avviare un progetto condiviso per la riqualificazione del territorio danneggiato pesantemente
dall'Acna dal punto di vista ambientale ed economico. In collaborazione con le università di Torino e Genova, si
realizzeranno iniziative per valorizzare la zona affinché possa diventare un polo di eccellenza e volano per l'economia di
Piemonte e Liguria». «Il documento è stato redatto in occasione della fine del mandato del commissario delegato,
Giuseppe Romano, avvenuta il 30 giugno - ha aggiunto l'assessore provinciale Costa -. Lui stesso aveva riconosciuto che
è “pieno diritto del territorio poter predisporre dell'indennizzo a fronte del danno ambientale subito”».
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NAZIONALE
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Data:
07-07-2010
La Stampa
Anche per i terremotati d'Abruzzo dalla manovra arrivano delle novità
positive. Che per&#2...
Anche per i terremotati d'Abruzzo dalla manovra arrivano delle novità positive. Che però non bastano a placare la protesta
che oggi dovrebbe portare a Roma diverse centinaia di persone. Due le novità arrivate ieri dal Senato: grazie ad una intesa
bipartisan è stata ripristinata la zona franca urbana de L'Aquila e sono stati raddoppiati i fondi portandoli da 45 a 90
milioni di euro. Quindi è arrivato l'ok al tanto sospirato rinvio del pagamento delle tasse: la nuova norma, «pagata» con un
aumento delle accise sulle sigarette low cost, prevede che il versamento di tasse e contributi resti sospeso fino al 20
dicembre 2010. La sospensione si applica alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi residenti nella zona del cratere con
un giro d'affari fino a 200 mila euro. Banche e assicurazioni invece sono escluse dal provvedimento. Lo stesso
emendamento prevede che la ripresa della riscossione dei tributi sospesi decorra da gennaio 2011 ed avvenga in 60 rate
mensili di pari importo, senza applicazioni di interessi o sanzioni. Il Pd, invece, proponeva una rateizzazione spalmata su
10 anni (120 rate) con la riduzione del 40% degli importi ma governo e maggioranza non l'hanno accolta. Secondo gli
organizzatori la manifestazione di oggi si annuncia massiccia. Alla manifestazione promossa dall'assemblea del presidio
permanente di piazza Duomo per chiedere la sospensione delle tasse, occupazione per i terremotati e sostegno
all'economia, hanno aderito 46 dei 57 comuni del cratere, mentre i pullman di aquilani che approderanno nella Capitale
saranno più di 30. La partenza degli autobus dall'Aquila è prevista in mattinata: il programma prevede un presidio davanti
alla Camera dei Deputati. Nel pomeriggio il presidio si sposterà davanti al Senato.
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NAZIONALE
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61
Data:
La Stampa
07-07-2010
Opposizione lascia l'aula e "salta" il Consiglio
COMUNITÀ MONTANA.
Opposizione
lascia l'aula
e “salta”
il Consiglio
Il Consiglio della Comunità Montana valle Stura non si è svolto, l'altra sera, per una clamorosa protesta del gruppo
d'opposizione guidato da Paolo Bottero. La seduta era prevista alle 18,30, ma, al momento dell'appello, i 5 consiglieri di
minoranza hanno abbandonato l'aula. I 12 rappresentanti di maggioranza (3 gli assenti giustificati) non hanno potuto
garantire il numero legale (13).
«Se ne sono andati - dice il capogruppo di maggioranza, Armando Franco - senza una motivazione, nonostante il nostro
invito a votare almeno le convenzioni». All'ordine del giorno c'erano alcuni punti tecnici come il rinnovo, con i Comuni
della valle, del servizio tecnico, di contabilità e protezione civile, che scadevano il 30 giugno. «Tutti i sindaci - dice
Franco - avevano dato parere favorevole. È stato un gesto grave. Bottero deve spiegare ai cittadini perché ha impedito che
si approvassero atti fondamentali per i nostri Comuni».
«Abbiamo deciso di abbandonare l'aula - dice Bottero - perché il presidente Varrone non ha rispettato gli accordi presi
nelle sedute precendenti. Nell'ultimo Consiglio era stato approvato lo Statuto, con l'impegno di approfondire le eventuali
incompatibilità tra i dipendenti della Comunità e alcune nomine in enti della Comunità stessa. Poi abbiamo scoperto che
l'Ipla ha chiesto alla Comunità montana di indicare un sito dove possa essere attivata una centrale a biomasse. Il
presidente ha nominato responsabile dello studio di fattibilità il sindaco di Demonte, Mario Bertoldi, dipendente della
Comunità montana, e come sito è stata scelta l'area artigianale di Demonte. Il tutto è stato fatto senza coinvolgerci».
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NAZIONALE
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62
Data:
La Stampa
07-07-2010
"Il processo non andava neppure iniziato"
PONTE CITTADELLA
“Il processo
non andava
neppure
iniziato”
«Le indagini erano già
state archiviate»
Non doversi procedere
per l'Autorità di bacino
Non si saprà mai se Michele Presbitero di Milano e Roberto Passino di Roma, segretari generali dell'Autorità del Bacino
del Po in epoche diverse comprese fra il'95 e il 2007, non si attivarono celermente per far abbattere il ponte Cittadella
«che genera pericolo di esondazione». Per Passino è scattata la prescrizione, il giudice unico Milena Catalano ha
sentenziato non doversi procedere a loro carico in quanto l'azione penale non doveva essere iniziata essendo state
archiviate le indagini, di cui mai si è chiesta la riapertura. Accusati di pericolo colposo di inondazioni in relazione
all'omissione d'atti d'ufficio, i funzionari tramite i difensori (Fabrizio Gobbi, Giancarlo Triggiani, Riccardo Villata) hanno
comunque sempre sostenuto che non a loro spettava l'abbattimento del ponte. Chiusa la vertenza, non si esclude che
abitanti della zona Osterietta inoltrino un esposto alla Procura sostenendo che la mancata messa in sicurezza della città
non deve essere imputata solo al ponte, ma ad un pilastro della tangenziale costruito alla foce del rio Loreto, alla mancata
realizzazione delle casse di espansione e all'assenza di 800 metri di argine in sponda sinistra.
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63
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06-07-2010
marketpress.info
PROTEZIONE CIVILE: CATANIA AREA TEST PROGETTO EUROPEO "SCHE
MA"
Martedì 06 Luglio 2010
Catania, 6 luglio 2010 - E´ stato presentato a Sant´agata li Battiati (Ct), nella sede del dipartimento regionale di protezione
civile, "l´Atlante delle zone a rischio maremoto nell´area di Catania". Il documento e´ il risultato degli studi relativi al
progetto europeo denominato Schema (Scenarios for Hazard induced Emergencies Management) finanziato dall´Ue e che
riguarda ben 11 organizzazioni, europee e nordafricane. Catania, unica in Italia, e´ una delle cinque citte´ test scelte
nell´area euro mediterranea. Stefano Tinti, capo del Gruppo Maremoti dell´Universita´ di Bologna, partner italiano del
progetto, ha illustrato cinque scenari possibili di maremoto ritenuti significativi, frutto di moderne elaborazioni e
simulazioni. Gli elaborati tengono conto degli eventi sismici storici verificatisi in Grecia nel 365 d.C. Ad Augusta nel
1693 e nello stretto di Messina nel 1908. Per Giovanni Spampinato, responsabile della protezione civile regionale per la
provincia di Catania "Queste mappe possono costituire uno scenario per la pianificazione d´emergenza e per la
realizzazione di un efficiente sistema d´allarme. Inoltre i comuni interessati potranno aggiornare i piani comunali di
protezione civile alla luce delle nuove conoscenze".
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NAZIONALE
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64
Data:
06-07-2010
marketpress.info
PROTEZIONE CIVILE: VERIFICA IN ABRUZZO DEL CENTRO FUNZIONALE
, ESITO POSITIVO LA CERTIFICAZIONE CONFERMA GRANDE IMPEGN
O
Martedì 06 Luglio 2010
L´aquila, 6 luglio 2010 - Ha dato esito positivo la verifica di sorveglianza del Sistema Qualità del Centro Funzionale
d´Abruzzo, istituito in base all´art. 22 dalla L.r. 1/10/2007 n. 34. Il Centro Funzionale d´Abruzzo fa parte del "Sistema di
allertamento nazionale" che, nell´ambito della Rete dei Centri Funzionali, svolge le funzioni di accentramento di tutti i
dati strumentali e di monitoraggio su scala regionale, di previsione di scenari di rischio meteo-idrogeologico, di rischio
incendi, di rischio ambientale, di allertamento e di supporto decisionale al Sistema Regionale di Protezione Civile, nelle
diverse fasi di gestione dell´emergenza. "La verifica effettuata da tecnici specializzati ha dato esito positivo - commenta
l´assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati. Il nostro Centro Funzionale ha confermato la certificazione di
qualità ottenuta nello scorso anno dall´ente Csq, quando fummo la prima regione italiana a sottoporre a certificazione le
attività del proprio Centro Funzionale". Infatti gli ispettori dopo aver verificato le attività svolte dal Centro Funzionale nel
primo anno successivo all´ottenimento della Certificazione e aver controllato il rispetto della Norma Iso 9001:2008,
hanno confermato la certificazione di qualità ottenuta il 27 febbraio 2009. "Tutto questo - continua Stati - conferma le
qualità operative della nostra struttura. Infatti l´impegno per mantenere lo straordinario successo raggiunto l´anno passato
è stato enorme dal momento che il personale del Centro Funzionale è stato coinvolto anche nelle attività inerenti la
gestione dell´emergenza sisma presso la Direzione Comando e Controllo (Di.coma.c), il Coi di Giulianova, i Com, i
campi di accoglienza, la Sala Operativa Regionale e la Struttura di Gestione dell´Emergenza (Sge). Rivolgo quindi un
plauso alla dedizione e l´impegno del personale".
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65
Data:
06-07-2010
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UMBRIA: CONTRO INCENDI BOSCHIVI A DISPOSIZIONE ELICOTTERO DE
L CORPO FORESTALE DELLO STATO
Martedì 06 Luglio 2010
Perugia, 6 luglio 2010 – E' stato messo a disposizione anche un elicottero del Corpo Forestale dello Stato nell'attività di
lotta e prevenzione agli incendi boschivi. Il mezzo è adeguato all'intervento di prevenzione, spegnimento e bonifica degli
incendi boschivi e potrà essere impiegato dal primo luglio, fino al 30 settembre - quindi per un periodo più lungo di quello
previsto per la campagna antincendio boschivo che quest'anno va dal 15 luglio al 15 settembre - grazie ad un Accordo,
siglato tra la Direzione regionale Ambiente Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria e il Comando Regionale del
Corpo Forestale dello Stato. Durante questo periodo l'elicottero potrà disporre dell'aeroporto di Foligno e opererà per le
esigenze sul territorio segnalate dalla Sala Operativa Unica Permanente (S.o.u.p.) e dal Centro Regionale di Protezione
Civile (C.r.p.c.) di Foligno che seguirà tutte le operazioni dalla Sala Operativa Unica Regionale (S.o.u.r.). L'elicottero
verrà impiegato per le attività di spegnimento e bonifica degli incendi boschivi, se autorizzato dal Responsabile della
“S.o.u.p.”, e per le attività relative agli interventi di Protezione Civile e di monitoraggio territoriale autorizzato dal
Responsabile della “S.o.u.r.”. L'accordo infatti, prevede l'impiego del mezzo anche per attività di monitoraggio, come la
sorveglianza delle zone del territorio storicamente sedi di innesco degli incendi, l'avvistamento di eventuali focolai di
origine naturale, nonché, in caso di incendio, per il controllo delle superfici percorse dal fuoco e per le relative attività di
soccorso. Il Servizio Protezione Civile della Regione Umbria, promotore di questa collaborazione avviata già da diversi
anni sulla base di un Accordo Quadro Nazionale regolante i rapporti tra il Corpo Forestale dello Stato e le Regioni, con
apposita convenzione stipulata nel 2008, aveva affidato al “C.f.s.”, tra gli altri compiti, anche quelli per integrare il
sistema di prevenzione e lotta agli incendi boschivi, collaborazione ora rafforzata dall'impiego del loro mezzo aereo a
partire da quest'anno.
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NAZIONALE
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66
Data:
06-07-2010
marketpress.info
PRESENTATA IN TOSCANA LA CAMPAGNA ANTINCENDI BOSCHIVI 2010 SALV
ADORI: «INSPIEGABILE NON AVERE I DUE CANADAIR PROMESSI» MOBILITA
TI 4400
Martedì 06 Luglio
2010 UOMINI, 700 MEZZI, 10 ELICOTTERI. DIVI ETI IN
VIGORE DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO
Firenze, 6 luglio 2010 - «Trovo inspiegabile che la Protezione Civile Nazionale non voglia dislocare in Toscana i due
aerei Canadair promessi per rendere ancora più efficiente il nostro apparato contro gli incendi boschivi». Lo ha detto
stamani l´assessore regionale all´agricoltura Gianni Salvadori durante la presentazione della campagna antincendi
boschivi 2010 che si è svolta presso la sala operativa regionale a Firenze insieme ai rappresentanti dei Vigili del Fuoco,
del Corpo Forestale dello Stato e dei volontari. «Dal punto di vista tecnico ci avevano rassicurato che non c´erano
problemi per avere i due aerei, invece – accusa l´assessore - l´unica cosa certa è l´arrivo di un piccolo elicottero dislocato
a Cecina e che non potrà nemmeno raggiungere l´Isola d´Elba, mentre cinque Canadair saranno nel Lazio e altri cinque in
Liguria. Il mio è un invito responsabile alla Protezione Civile e al capo dipartimento Guido Bertolaso di ripensare a questa
decisione – aggiunge – perché il nostro scopo è difendere al meglio il territorio toscano e i nostri cittadini. Avere a
disposizione questi mezzi aerei è di vitale importanza perché in queste emergenze il fattore tempo è fondamentale».
Massiccia anche quest´anno l´organizzazione Antincendi Boschivi (Aib) messa in campo dalla Regione per fronteggiare
questa vera e propria piaga che si ripropone ogni estate con cause, spesso, di origine dolosa. Mobilitati complessivamente
4400 uomini con circa 700 mezzi e i 10 elicotteri della flotta regionale. In particolare 3600 fanno parte delle
organizzazioni del volontariato che, attraverso il Coordinamento Volontariato Toscano (Cvt), formano squadre di
volontari, ampiamente diffuse sul territorio regionale, alle quali si aggiungono i 230 soc i della Croce Rossa Italiana –
Comitato Regionale della Toscana - con la quale la Regione ha una convenzione. Ci sono poi i circa 600 operai e tecnici
forestali impegnati nei 40 enti tra Province, Comunità montane, Comuni ed enti parco regionali che organizzano e
gestiscono le squadre operative. Il contingente è completato da un consistente numero di tecnici con il compito di gestire
le sale operative provinciali e locali, di programmare e attuare l'attività annuale e di dirigere le operazioni di spegnimento.
Gli elicotteri regionali già schierati sono, ad oggi, 8, ma entro la metà di luglio verrà completerà il massimo schieramento
estivo con tutti e 10 i mezzi dislocati operativamente nelle basi di Mondeggi (Fi), Villa Cognola (Ar), La Pineta (Si),
Alberese (Gr), il Giardino (Li), Monte Serra (Pi), Tassignano (Lu), Cinquale (Ms), Macchia Antonini (Pt), La Pila (Elba).
Tutto il personale dotato di idonei dispositivi d i protezione, individuale e collettiva, è addestrato, attraverso una specifica
attività, nel centro regionale Aib “La Pineta di Tocchi", nel Comune di Monticiano (Si). A questa organizzazione si
aggiungono il personale dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, poi i mezzi della flotta area nazionale,
attualmente di stanza in Lazio e Liguria, e messi a disposizione dal centro operativo della Protezione Civile per gli eventi
di particolare gravità. «Il nostro punto di forza – sottolinea il dirigente del servizio regionale antincendi boschivi,
Giovanni Vignozzi – è l´integrazione delle forze e di tutte queste strutture che ci permette di essere presenti sul territorio
in modo capillare». Per garantire un continuo contatto con i cittadini e organizzare più efficacemente il contrasto a questo
fenomeno, è sempre in funzione tutto l´anno la Sala Operativa Unificata Permanente (S Oup) della Regione Toscana, che
risponde al numero verde 800 425 425 ed è attiva 24 ore su 24. Il numero è integrato con il 1515 del Corpo forestale dello
Stato e il 115 dei Vigili del fuoco. Da metà giugno a metà settembre, per migliorare l'efficacia degli interventi, sono attivi
anche dieci centri operativi provinciali con orario 8-20. «Mi rivolgo al senso di responsabilità dei nostri cittadini – lancia
l´appello Salvadori - per evitare comportamenti a rischio e per invitarli a collaborare al meglio con l´organizzazione
regionale antincendi boschivi, mentre agli uomini impiegati chiedo il massimo sforzo per difendere il nostro patrimonio di
boschi. Fin da ora – conclude - rinnovo il mio ringraziamento personale e di tutta la Regione a tutti i corpi e volontari
impegnati in questo delicato servizio». I dati del 2009 e dei primi sei mesi del 2010 - Nel 2009 il bilanci o degli incendi
boschivi nella nostra regione ha registrato 549 eventi che hanno interessato 1407 ettari di verde. Si ricorda che la Toscana,
su una superficie totale di 2.299.018 ettari, ha boschi per circa 1.151.539 ettari, il 50% dell´intero territorio. Il dato 2009 è
in forte controtendenza rispetto ai precedenti cinque anni, in cui la superficie boscata interessata non era mai stata
superiore ai mille ettari e addirittura inferiore ai cinquecento nel 2006. I primi sei mesi del 2010, invece, sono stati
caratterizzati da uno scarsissimo numero di eventi, in tutto 48 incendi per 22 ettari di superficie interessata dal fuoco, e
questo grazie soprattutto alle favorevoli condizioni climatiche. Dal 1 luglio al 31 agosto scattati i divieti - Dal 1° luglio al
31 agosto resta in vigore il divieto di accendere fuochi, bruciare residui vegetali e compiere altre operazioni che possono
creare pericoli d´incendio nei boschi e in una fascia contigua di 200 metri. Chi non rispetta il divieto rischia una multa che
va da un minimo di 240 euro a un massimo di 2.066, nel caso in cui il fuoco venga acceso in un bosco che rientra nel
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
67
Data:
06-07-2010
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PRESENTATA IN TOSCANA LA CAMPAGNA ANTINCENDI BOSCHIVI 2010 SALV
ADORI: «INSPIEGABILE NON AVERE I DUE CANADAIR PROMESSI» MOBILITA
TI dei
4400
UOMINI,
MEZZI,elevato.
10 ELICOTTERI.
IN una brochure
territorio di uno
97 comuni
a rischio 700
particolarmente
La Regione Toscana DIVI
ha ancheETI
predisposto
che aiuta a districarsi tra le norme per bruciare i residui vegetali nei diversi periodi dell'anno e che sarà distribuita in modo
capillare sul territorio.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
68
Data:
07-07-2010
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TELEFONO VERDE ANTI SOLITUDINE, PIANO ANTICALDO E SERATE IN P
ISCINA: TORNA ANCHE QUEST'ANNO “ANZIANI MAI PIÙ SOLI”
Mercoledì 07 Luglio 2010
Palazzo di Città, 7 luglio 2010 - Torna “Anziani mai più Soli”, il programma d'interventi messo a punto dal Comune di
Molfetta a favore degli anziani. Anche quest'anno, a partire dallo scorso 1° luglio, gli anziani molfettesi possono contare
su un numero verde amico (800.63.78.11) che li accompagnerà durante tutta l'estate, tutti i giorni (festivi compresi), con
una serie di servizi utili per fronteggiare emergenze e combattere la solitudine. «L'obiettivo del piano è prevenire quei
fattori di rischio – come il grande caldo, la solitudine, i malori fisici – che soprattutto d'estate colpiscono gli anziani.
Abbiamo formato una rete di protezione pronta a intervenire in qualunque momento e per qualsiasi emergenza», spiega
l'assessore ai Servizi Socio Educativi, Luigi Roselli. Pronto anche un piano di emergenza straordinario da attivare in caso
di rischi legati al grande caldo con temperature oltre la media stagionale. Il programma “Anziani mai più Soli” è
realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale G.e.a., l'Asl Bari, l'azienda Mobilità Trasporti Molfetta (Mtm Spa),
Rotary International, Protezione Civile, l'associazione Molfetta Nuoto e Croce Rossa Italiana. In programma anche serate
d'intrattenimento in piscina. Si comincia questa sera con una serata danzante (organizzata dal Centro Anziani) e musica
dal vivo con la band “The Wonderful Swing”. La serata – aperta gratuitamente a tutti gli anziani – inizierà alle 19,30
presso la piscina comunale in via Longone della Spina. Il “telefono amico” risponde al numero verde 800.63.78.11, attivo
tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle ore 19,00. Chiamando questi numeri, gli anziani che si sentono soli
possono ricevere compagnia e supporto psico-sociale: dall'altra parte del telefono sarà sempre disponibile un'assistente
sociale per interventi di ascolto e di sostegno sociale. Grazie al telefono amico è possibile anche attivare il servizio di
“pronto intervento” in casi di emergenza e la “tele assistenza” con gli operatori del Centro Sociale Polivalente comunale
che monitoreranno periodicamente le condizioni di salute degli anziani. Gli anziani in condizioni di non autosufficienza
possono invece affidarsi al servizio “Pony della solidarietà” per la consegna gratuita a domicilio della spesa, dei
medicinali e di ausili sanitari. A suonare al campanello di casa ci saranno i volontari della Croce Rossa Italiana in divisa e
muniti di tesserino di riconoscimento. «Inoltre, dopo il grande successo dell'anno scorso, tornano anche quest'anno gli
incontri settimanali tra gli anziani e i medici specialisti del Rotary International che risponderanno a dubbi, domande e
curiosità di carattere sanitario sulle patologie e disturbi più frequentemente riscontrati nel periodo estivo. Non
mancheranno gli appuntamenti con il divertimento in piscina: in programma ci sono tornei di bingo, serate danzanti e
spettacoli teatrali», dichiara il dirigente del settore Socio Educativo, Giuseppe de Bari. «Il telefono amico si basa su una
piattaforma di servizi assistenziali di livello avanzatissimo che testimonia la grande considerazione che questa
amministrazione rivolge alle fasce più deboli della popolazione» conclude l'assessore Roselli. «Ma, mi piace sottolineare
come tutto questo sia possibile grazia a solidarietà, impegno e professionalità e agli sforzi profusi da volontari e dagli enti
istituzionali, veri e propri angeli custodi degli anziani. »
Argomento:
NAZIONALE
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