La Chiesa in Italia
MESSAGGIO DEI DIRIGENTI DI AREA
“Le Persone Difficilmente
Cambieranno Salvo che Siano
Invitate a Farlo”
Anziano Gérald Caussé
I
Presidenza dell’Area Europa
ncontrai Laura a Cadice, in
Spagna, a una conferenza di
palo. Ricordo il suo sorriso
radioso mentre si alzava durante
la riunione domenicale per
annunciare la sua imminente
partenza per la missione in Cile
e per rendere una vibrante testimonianza del Vangelo.
In realtà, la chiamata in missione di Laura probabilmente
non sarebbe avvenuta senza la
fede del suo insegnante di Istituto. Ben lungi dall’essere semplicemente contento di insegnare
la classe di Istituto di palo, quest’uomo decise di visitare coloro
che erano assenti per invitarli
personalmente a frequentare il
corso. Un giorno tornò a casa
completamente scoraggiato.
Aveva ricevuto diversi rifiuti da
dei giovani adulti che avevano
detto di non aver bisogno del
suo corso per essere felici nella
vita. Andò direttamente nella sua
stanza e si inginocchiò in preghiera per implorare il Salvatore
di confortarlo. Improvvisamente,
sentì pace e gli venne alla mente
un nome: Laura.
Laura era una giovane adulta
del palo che non andava in
Chiesa da circa un anno. Egli
percepì distintamente di doverla
andare a trovare e di doverla
invitare a tornare in Chiesa, e
soprattutto, di doverle far prendere l’impegno di svolgere una
missione! Molto sorpreso, decise
di seguire i suggerimenti dello
Spirito e andò a visitare Laura
presso la casa dei suoi genitori.
Lei accettò di riceverlo. Ascoltò
attentamente mentre lui rendeva
testimonianza del principio del
pentimento e dell’infinito amore
del Salvatore. Quando menzionò
la parabola del Figliuol Prodigo,
cominciarono entrambi a piangere. Lei si impegnò ad andare
alle riunioni in chiesa la domenica seguente. Poi, con grande
stupore da parte del suo insegnante, aggiunse tremando per
l’emozione: “Voglio servire una
missione!”
Il principio dell’invito è
il fulcro del vangelo di Gesù
Cristo. Quante volte Gesù Cristo
stesso ci ha invitati a venire a
Lui “come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le sue
ali”.1 Le sue mani sono tese e
la Sua voce compassionevole
ci invita così: “Il mio braccio di
misericordia è teso verso di voi,
e chiunque verrà, io lo riceverò;
e benedetti sono coloro che
vengono a me”.2
Egli fa di noi, i Suoi discepoli,
i rappresentanti che portano il
Anziano
Suo invito. “Avete dei malati fra
voi? Portateli qui. Avete degli
storpi, o dei ciechi, o degli zoppi,
o dei mutilati, o dei lebbrosi,
o degli sciancati, o dei sordi
o afflitti in qualche maniera?
Portateli qui e li guarirò, poiché ho compassione di voi;
le mie viscere sono piene di
misericordia”.3
Portare gli altri a Cristo va
oltre il semplice parlare o persino insegnare. Sapendo che “le
persone difficilmente cambieranno salvo che siano invitate
a farlo”,4 tutto il nostro insegnamento dovrebbe essere un concreto invito ad agire.
Ci accontentiamo semplicemente di parlare del Vangelo
con gli amici o li invitiamo a
leggere il Libro di Mormon, a
venire in Chiesa o a ricevere i
missionari? Ci manteniamo in
contatto con i fratelli e le sorelle
meno attivi, o facciamo di più
invitandoli a partecipare alle
Gérald Caussé
O t t o b r e 2 0 1 1 C1
riunioni in chiesa o ad andare
al tempio? Insegniamo l’importanza del servire una missione,
o invitiamo ogni giovane uomo
ad andare in missione? Concludiamo le nostre lezioni invitando
gli studenti a cambiare qualcosa
nella loro vita? Ogni membro
della Chiesa viene invitato personalmente dai suoi dirigenti a
ricevere le ordinanze essenziali
del Vangelo?
Talvolta possiamo temere un
rifiuto o una reazione da parte
delle persone. O forse le giudichiamo o non pensiamo che
siano pronte, che siano degne
o semplicemente in grado di
rispondere al nostro invito.
In realtà, sono poche le circostanze in cui è meglio evitare
di estendere un invito. Invitare
qualcuno è, soprattutto, un atto
di fede e di amore. Quando invitiamo alla maniera del Signore,
abbiamo la promessa che coloro
che Egli ha preparato riconosceranno la Sua voce nella nostra.
Il Buon Pastore dice: “Le mie
pecore ascoltano la mia voce,
e io le conosco, ed esse mi
seguono”.5 Quella voce dolce
e sommessa è sufficientemente
potente per motivare le persone
a cambiare.
La Presidenza di area ha
recentemente stabilito l’obiettivo
di raddoppiare nei prossimi dieci
anni il numero dei membri attivi
in Europa. Questa visione non
ha bisogno di programmi, né
di organizzazioni complesse o
strumenti speciali per realizzarsi;
dipende dalla fede di ognuno.
Se ogni membro della Chiesa
riporterà un’anima a Cristo, ciò
sarà sufficiente a raddoppiare la
frequenza in tutti i rioni e rami
dell’Europa.
So che possiamo farlo. Dobbiamo invitare le persone alla
maniera del Signore. ◼
NOTE:
1. 3 Nefi 10:4.
2. 3 Nefi 9:14.
3. 3 Nefi 17:7.
4. Predicare il mio Vangelo, 208.
5. Giovanni 10:27.
Esperienza Italia
Giuseppe Pasta
N
Direttore nazionale delle Relazioni Pubbliche
egli ampi spazi delle ex Officine Grandi
Riparazioni di Torino, dal 3 al 5 giugno
2011, si è tenuta una manifestazione intitolata “Esperienza Italia” che si è articolata su
tre temi specifici 1) Le montagne dello Utah che
ospitarono i giochi olimpici invernali del 2002;
2) la più ampia raccolta di archivi genealogici
del mondo custoditi in depositi scavati nelle
montagne di granito e oggi resi disponibili in
rete; 3) la tradizione musicale del country americano e la cultura dei nativi americani (tribù
navajo e ute).
Questo evento ha visto la partecipazione delle
autorità comunali di Salt Lake City e di Torino, per
sancire il loro gemellaggio. Nel 2006 c’è stato il
passaggio di testimone fra le due città per i giochi
olimpici invernali di Torino.
C2 L i a h o n a
Ampio spazio è stato riservato a FamilySearch,
la più grande fondazione genealogica del mondo.
Alcuni esperti nella ricerca dei dati familiari hanno
spiegato, anche a mezzo di filmati, alle persone
presenti che desideravano informazioni in merito
a questo argomento, come fare e a chi rivolgersi.
A tale scopo, in più postazioni con computer, dei
volontari competenti mostravano come estrarre
i nomi dei propri antenati e come produrre una
storia di famiglia. Per intrattenere piacevolmente
le persone presenti, il duo “Hired Guns” ha cantato e suonato classici country e ballate composte da loro stessi. Due ragazze native americane
hanno eseguito danze tradizionali su musiche tipiche delle culture navajo e ute, indossando costumi
coloratissimi e ricamati con disegni tipici.
Il senatore Lucio Malan, sempre attivamente
impegnato nel promuovere la ratifica delle intese
con lo Stato, ha cortesemente accettato l’invito a
presenziare alla manifestazione del pomeriggio
di domenica 5 giugno, insieme con alcuni suoi
B. QUARESIMA
NOTIZIARIO ITALIANO
I fratelli Quaresima e Prinzi, con fratello Pasta, illustrano la sua genealogia al senatore Malan ed a sua moglie.
familiari. Lo scopo di questo invito era quello
di consegnargli personalmente una copia del
suo albero genealogico, che per il momento
risale fino alla quindicesima generazione, quale
segno di gratitudine per il costante impegno
nel promuovere la libertà religiosa in Italia,
ma anche quale segno di riconoscenza per
tutta la sua famiglia che da tempo risiede nelle
valli e nelle montagne valdesi del Piemonte
Infatti, dalle ricerche genealogiche effettuate
presso gli archivi della Tavola Valdese, risulterebbe che un antenato del senatore Lucio Malan
mise a disposizione di Lorenzo Snow dei locali di
sua proprietà per le riunioni della Scuola Domenicale dei primi convertiti al mormonesimo. È
evidente che gli ideali di liberalità e di apertura
espressi dal senatore Malan nei confronti della
Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
O t t o b r e 2 0 1 1 C3
Mormoni: pregiudizi e realtà
Michele Invernizzi
I
ANZ. ROMEO
Rione di Trieste
n uno dei più noti Caffé storici
triestini, il Caffè San Marco
di via Battisti nel centro della
città, si è svolta la conferenza
dal titolo Mormoni: pregiudizi
e realtà. L’incontro è stato organizzato dall’associazione “Ali sul
mondo”, che si pone la finalità
di far conoscere al pubblico
Chiese, associazioni religiose,
esperienze e correnti spirituali.
Questa volta la serata ha avuto
come protagonista il fratello Sergio Zicari, il quale, oltre ad avere
l’incarico di visitare il Rione triestino come sommo consigliere
del Palo di Venezia, è membro
del Consiglio nazionale delle
Relazioni Pubbliche, all’interno
del quale si occupa dei rapporti
con la stampa. Zicari ha intrattenuto il pubblico sulla storia,
l’organizzazione e le principali
dottrine della Chiesa restaurata,
in modo chiaro e semplice.
All’incontro sono intervenuti
molti fedeli del Rione di Trieste
ed alcuni amici e curiosi. Sono
state offerte ai presenti copie
del Libro di Mormon, opuscoli
e vario materiale della Chiesa.
Questa iniziativa ci ha dato la
possibilità di parlare del Vangelo di Gesù Cristo in uno dei
luoghi più rappresentativi della
nostra citta. Il Caffè San Marco è
celebre a Trieste per l’abitudine
di ospitare conferenze, presentazioni di libri, letture di poesie e
momenti culturali. ◼
e non solo, sono proprio inseriti nel DNA di famiglia.
Il Senatore ha espresso la sua gratitudine per
il dono e ha affermato di aver provato una grandissima emozione nel leggere i nomi di persone
appartenenti alla sua famiglia, di cui i suoi genitori
gli avevano spesso parlato, e nell’avere scoperto
altri suoi antenati sconosciuti che erano emigrati
in America. ◼
Inaugurato a La Spezia il Giardino della Pace
Mauro Margheriti
A
Ramo di La Spezia
La Spezia il 4 Maggio
2011 si è inaugurato
il Giardino della Pace,
per iniziativa della Consulta
delle religioni, che è un’organo
che riunisce 12 religioni tra le
quali la Chiesa di Gesù Cristo
dei Santi degli ultimi giorni,
rappresentata dal Ramo di La
Spezia. All’inaugurazione sono
C4 L i a h o n a
intervenuti il sindaco della città
Massimo Federici ed il prefetto
Giuseppe Forlani oltre ad altre
autorità. Sono stati piantati
dodici alberi, uno per ogni
Chiesa presente nella Consulta,
affiancati ognuno da una targa
dove era inciso il nome della
Chiesa collegata all’albero ed
un versetto.
Per la nostra Chiesa il Ramo
ha scelto un melograno, albero
che ricorda il Tempio e che, per
il suo frutto così particolare,
può simboleggiare tante verità
racchiuse in una sola unità.
Il versetto scelto è stato
2 Nefi 2:25, “… e gli uomini
sono affinché possano provare
gioia”.
B. QUARESIMA
VOCI DEI SANTI
Il senatore Malan riceve il suo albero genealogico.
Il mio miglior nemico
Il nostro melograno.
È molto significativo che il
Giardino della Pace sia ubicato
in una località che, in passato, è
stata luogo di episodi di guerra
e di tortura.
Prima della cerimonia è stato
proiettato, in una scuola adiacente al Giardino della Pace, un
filmato dal titolo “I colori della
fede”, nel quale era illustrato
l’impegno di ogni confessione
per migliorare l’uomo e la città.
Alla cerimonia, ripresa da un’emittente locale, erano presenti
anche alcune scolaresche delle
medie e delle superiori. ◼
Daniele Salerno
C
Rione di Roma 2
“
osa mi manca ancora”? La
domanda che il giovane
ricco rivolse al Salvatore
durante il Suo ministero terreno
echeggiava continuamente nella
mia mente e nel mio cuore da
quando l’insegnante della Scuola
Domenicale dei giovani l’ aveva
scritta sulla lavagna durante la
lezione.
Avevo 16 anni e da poco
avevo ottenuto una testimonianza personale del Vangelo
restaurato. Il mio desiderio
di seguire il Signore era forte
allora come oggi.
In quell’occasione, tuttavia, lo
Spirito Santo mi suggerì quale
fosse la mia “mancanza” che,
come per il giovane ricco, mi
impediva di seguire il Signore
con pieno intento di cuore.
Il mio orgoglio non voleva
riconoscerlo ma in effetti c’era
una persona che, dopo un
brutto litigio, consideravo un
mio nemico e verso il quale
nutrivo ancora dei sentimenti
ostili.
Cercavo di convincermi che
in fondo avrei potuto servire
il Signore comunque, anche
O t t o b r e 2 0 1 1 C5
COME LO SO
DANIELE SALERNO
senza riappacificarmi con
questo “nemico” dato che i
miei sentimenti nei confronti
del Vangelo e dell’opera della
Chiesa erano sinceri, ma più il
tempo passava e più mi rendevo conto che non avrei mai
potuto servire il Signore in
maniera efficace se non fossi
stato disposto a riconciliarmi
con questa persona.
Riflettei, pregai e piansi. Non
riuscendo a trovare la forza in
me stesso iniziai a ricercarla
tramite le scritture. Aprì il libro
di Mormon in maniera del
tutto casuale e le parole che il
Salvatore disse ai nefiti furono
come una freccia affilatissima
Daniele Salerno
C6 L i a h o n a
che centrò in pieno un bersaglio: “Perciò, se tu verrai a me,
o desidererai venire a me, e ti
ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, vattene
da tuo fratello e riconciliati con
lui; e poi vieni a me con pieno
intento di cuore, ed io ti riceverò” (3 Nefi 12:23-24).
Sentii in maniera inequivocabile quali fossero le aspettative del Padre Celeste nei miei
riguardi e non osai più mettere
in discussione ciò che avrei
dovuto fare.
Decisi allora di vestirmi come
un missionario e di andare a
bussare alla porta di casa del
mio “nemico” accompagnato da
un missionario a tempo
pieno. Nonostante nessuno fosse in casa quel
giorno, avevo dimostrato
al Signore il mio sincero
desiderio di seguirLo con
pieno intento di cuore.
Iniziai a sentire di nuovo la
pace che non riuscivo più
a provare, ma sapevo che,
fino a quando non avessi
avuto modo di riappacificarmi con lui, non avrei
potuto ritenermi soddisfatto. Nonostante le lunghe distanze, feci diversi
tentativi per poter riuscire
nel mio intento ma non lo
trovai mai in casa. Cercai
di trovare il suo numero di
telefono ma non ci riuscii.
La sera prima della
mia partenza in missione,
quando ormai avevo perso
le speranze di riuscire a
parlare con lui, ricevetti una
telefonata alla quale rispose mia
madre: si trattava proprio di lui,
il mio “nemico”. Mi precipitai
al telefono e, con grande emozione e gioia, ebbi la possibilità
di dirgli quanto fossi dispiaciuto
per quello che era accaduto tra
noi e quanto desiderassi che
accettasse le mie scuse. Seguirono alcuno secondi di silenzio
e poi sentii la sua voce, piena
di un calore inaspettato, che mi
disse: “Grazie per la chiamata.
Non devi preoccuparti di nulla,
è tutto ok. Anzi quando tornerai
dalla tua missione, chiamami.”
Al termine della telefonata
tornai in camera mia. Con le
lacrime agli occhi ed il cuore
colmo di gratitudine mi inginocchiai tra le valigie pronte per la
mia partenza in missione dell’
indomani e quella sera ebbi la
certezza che il Padre Celeste
non aveva mai smesso di osservarmi dall’alto e che mi riceveva
affinché potessi seguirlo con
pieno intento di cuore. ◼
Accadde in un
giorno di pioggia
D
Corrado Maranci
opo alcuni anni di appartenenza alla
Chiesa, me ne ero allontanato ed ero
stato scomunicato. Da quel giorno triste
passarono dodici anni, in cui non ebbi più
alcun contatto con essa ma, dopo tutto quel
tempo, in un giorno di pioggia, mentre guidavo
assorto nei miei pensieri, vidi la sagoma una
volta così familiare di due missionari che arrancavano sotto l’ acqua che cadeva dal cielo. Mi
accostai a loro con la macchina ed abbassai
il vetro del finestrino, dicendo: “Anziani, salite
chè piove.”
Ricordo il loro sguardo perplesso e, quando mi
chiesero chi fossi, risposi che un tempo ero stato
un membro della Chiesa. Li accompagnai a destinazione ma nei giorni che seguirono non riuscii a
fare a meno di ripensare a quell’ incontro inatteso.
Avevo la sensazione che il Signore li avesse messi
sul mio cammino per farmi ricordare il tempo
passato, quando potevo avvertire la dolce influenza dello Spirito.
La domenica successiva mi recai in cappella
e mi avvicinai al Presidente del Ramo. Chiesi
se era possibile che io ritornassi a frequentare
la Chiesa. Per tutta risposta mi accompagnò dai
missionari e disse loro di non abbandonarmi
fino a che non mi fossi battezzato. Mi invitò ad
ascoltarli. Ricordando, con sciocco orgoglio, tutto
quello che credevo di avere imparato negli anni
in cui ero stato un membro fedele, tra me pensai:
“Cosa mi possono dire questi ragazzi che io non
sappia già?”
Quanto mi sbagliavo! Fin dal mio primo
incontro con loro, attraverso le loro parole sentii
nuovamente nel cuore la voce dello Spirito e la
riconobbi. Sono stati uno strumento nelle mani
di Dio perchè io potessi imparare nuovamente
ad osservare i comandamenti, ad avere fede, ad
essere onesto, a leggere le Scritture applicando
i loro insegnamenti alla mia vita personale. Mi
hanno esortato a leggere il Libro di Mormon.
Ho rafforzato la mia testimonianza.
Ho sentito come le mie trasgressioni potessero essere cancellate per l’espiazione del mio
Salvatore.
Il 19 Aprile del 2010 sono stato nuovamente
battezzato e la domenica successiva sono stato
confermato un membro della Chiesa di Gesù
Cristo dei Santi degli ultimi giorni. ◼
Se hai qualche storia o esperienza nelle quali i principi del Vangelo ti hanno aiutato, raccontacela con
200/400 parole e dalla all’archivista del tuo rione.
Testimonianza
Vittorio Salemi
I
Ramo di Sanremo
l 1985 fu l’anno del mio battesimo a Sanremo ma avevo
conosciuto i missionari alcuni
anni prima e mi ero impegnato a
risentirli dopo due anni, durante i
quali avrei meditato sulla Bibbia.
Comprai dunque una Bibbia, ma
in quei due anni il libro cambiò
solamente scaffale, dal negozio
a casa. Non la sfogliai neppure.
Io, invece, dopo quei due anni
cambiai Chiesa. Vennero, infatti,
altri missionari che acconsentii
ad ascoltare, vergognandomi per
non aver tenuto fede all’impegno
precedente.
Esponevano dottrine che valutavo meno celermente di quanto
desiderassero, apprezzando la
loro pazienza, così come l’atmosfera celestiale percepita, durante
e dopo i colloqui, tutti prolungati
per mio desiderio e che, normalmente previsti in sei o sette, mi
furono praticati forse sette volte
sette.
Nondimeno, malgrado tanto
sforzo, non accettavo dottrine
quali natura di Dio, preesistenza
degli spiriti, peccato originale
inesistente ed inutile battesimo
dei neonati.
Però il contesto era tale da
indurmi a riflettere che quei
giovani, che per la loro età certo
non avevano fatto approfonditi
studi teologici, erano comunque
messaggeri di un amore talmente
speciale da farmi sentire vicino il
cielo come mai mi era accaduto
prima. Fu questo amore che mi
spinse a battezzarmi. Confidavo,
come i missionari assicuravano,
che su quelle dottrine, accettate
con riserva per la fortissima spiritualità sperimentata, Dio stesso
avrebbe dato chiarimenti. La Bibbia essendo sicuramente divina,
auspicavo che giungessero tramite essa, ma le mie ricerche, per
la gran mole e complessità delle
scritture e relativi studi, invece di
rispondere alle mie domande, mi
portavano ad una sempre maggiore incertezza.
Sgomento, cominciai allora
a sperare che fosse Dio a premiare—con parole mirate, semplici ed inequivocabili—il mio
grandissimo desiderio di verità
ed i miei sforzi.
Così è stato. Le mie inadeguate,
ma travagliate ricerche, scioltesi
in preghiere anche soltanto
interiormente vissute, fruttarono
rivelazioni personali, pressoché
tutte ottenute aprendo la Bibbia
e, sorprendentemente e mirabilmente, posando gli occhi su
parole o passi che confermavano
chiaramente le nuove dottrine. Di
questo porto testimonianza, nel
nome di Gesù Cristo. ◼
Una matita
nelle Sue mani
Gianna Lafranceschina
E
Rione di Milano
ssere un’insegnante nella
Chiesa di Gesù Cristo dei
Santi degli ultimi giorni è
una grande responsabilità, che
si tratti di insegnare a bambini,
giovani o adulti.
O t t o b r e 2 0 1 1 C7
C8 L i a h o n a
Attualmente insegno nella
Scuola Domenicale e al Seminario e ogni volta che preparo
una lezione sento lo Spirito che
conferma la veridicità di ciò
che sto preparando. Nessuno
nasce insegnante, ma lo si può
diventare grazie ad una buona
dose di umiltà, testimonianza ed
amore per Dio e per il prossimo.
Molte volte sono stata io ad
apprendere lezioni importanti
dai miei studenti e li ringrazio
molto per questo.
So con tutto il mio cuore
che ogni chiamata di nostro
Padre nei nostri riguardi è un
occasione per crescere spiritualmente ed emotivamente e
ci aiuta a servire al meglio il
nostro prossimo.
Non lamentiamoci mai e non
dubitiamo del Suo sostegno, Lui
ci darà sicuramente l’occasione
di capire ciò che stiamo insegnando ed i suggerimenti giusti
per farlo al meglio.
Non pensiamo mai che non
saremo all’altezza ma rafforziamoci ricordando sempre che
siamo figli di Dio e che in noi
abbiamo un grande potenziale.
Seguiamo i consigli del
nostro profeta e dei dirigenti
su come e cosa insegnare e
vedremo davanti a noi compiersi dei veri e grandi miracoli
di conversione in coloro ai quali
insegniamo, se non addirittura
in noi stessi.
Abbiamo fiducia nell’unica
Persona che conosce il nostro
cuore nel profondo e ci prenderà per mano durante tutto lo
svolgersi del nostro incarico. ◼
Come hai ottenuto la tua testimonianza su principi del Vangelo? Qual
è stato il tuo percorso? Quanto è
importante per te? Raccontacelo in
meno di 400 parole e dalle all’archivista del tuo rione.
Sulle sue orme
S
e il tuo bambino ha storie od esperienze
da condividere sul programma Fede in Dio
aiutalo a raccontarcele in meno di 150 parole
e dalle all’archivista del tuo rione. ◼
IL MIO VERSETTO PREFERITO
Nulla mi può turbare
Laura Pozzato
Rione di Cuneo
“Impara da me, e ascolta le mie parole; cammina nella mitezza del mio Spirito ed avrai pace
in me.” (D&A 19:23)
i piace questo versetto perchè spiega le
semplici regole che dobbiamo seguire
per avere la pace interiore in questa vita
ed in quelle futura. Nella mia vita ho sperimentato che quando vivo in conformità con gli insegnamenti del Vangelo mi sento vicina al Signore
ed ogni problema ha una dimensione accettabile
e trovo la forza per affrontarlo. Sento anche un
maggiore amore per il mio prossimo e nulla mi
può turbare. Quando non faccio questo, la vita
è molto più difficile ed il mio peggior nemico
divento io stessa con atteggiamenti sbagliati e
paure. Porto testimonianza che vi è una sola via
per affrontare la vita con serenità ed è quella di
seguire il Signore ed i suoi insegnamenti. ◼
M
Condividi con noi le tue scritture preferite con un massimo di 150 parole e dalle all’archivista del tuo rione.
EUROPE AREA (ITALIAN)
Quando ci si ritrova davanti
al vescovo e si sente la fatidica
frase: “Sorella, avremmo pensato di chiamarla come insegnante di…” possiamo provare
gioia pura, perchè è stato un
nostro sogno nel cassetto per
tanto tempo oppure possiamo
provare terrore puro, perchè
non ci sentiamo all’altezza di
tale chiamata. Ma accettiamo,
comunque sia, e ci rimettiamo
nelle mani sante del Signore. Da
quel momento nella nostra testa
e soprattutto nel nostro cuore
mille e più pensieri, dubbi,
cose da fare e da scrivere incominciano a muoversi in modo
caotico e non sappiamo da dove
cominciare.
Per esperienza personale vi
posso dire che l’incarico d’insegnante mi ha sempre affascinato e incuriosito, ma questo
non mi è bastato per affrontare
tale incarico nella maniera del
Signore, perchè sapevo in cuor
mio che nel momento della mia
chiamata il Padre mi chiedeva
espressamente di diventare una
“matita” nelle sue mani e quindi,
uno strumento di diffusione
della Sua parola.
La prima cosa che ho sempre
fatto dopo essere stata chiamata
ad insegnare è stata inginocchiarmi e pregare per ringraziarLo della Sua fiducia e poi per
chiedere umilmente aiuto nello
svolgimento del mio incarico.
Quello che desideravo di più era
aiutare coloro a cui insegnavo a
comprendere di più e meglio le
Scritture, ad amare e a mettere in
pratica la parola del Signore.
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