ESPOSIZIONE FILATELICO-NUMISMATICA CONVEGNO COMMERCIALE CONFERENZA FILATELICA INTERNAZIONALE PALAZZO DUCALE PALAZZO TURSI TERRAZZA MARTINI 23 - 25 Novembre 1974 GENOVA 2014 32ª MANIFESTAZIONE FIERISTICA FILATELIA - NUMISMATICA - CARTOFILIA BIBLIOFILIA - COLLEZIONISMO CARTACEO Col patrocinio della Federazione fra le Società Filateliche Italiane 25-26 Ottobre 2014 FIERA DI GENOVA PAD. “D” sabato ore 9-18 <> domenica ore 9-12 numero unico - 2014 pag. 1 Iscritta all’Albo d’Oro della Filatelia Italiana nel 2003 Dritto e rovescio della medaglia dell 1a Mostra Sociale del 1974 SOMMARIO Programma ................................................................................................................................pag. 4 L’Esposizione Int. di Igiene, Marina e Colonie - Genova 1914 - E. Bertazzoli ............................ pag. 7 L’Esposizione di Genova del 1914 - P. Lantieri - M. Perrone ..................................................... pag. 11 Concerto inaugurale dell’Expo - M. Ghiglione .......................................................................... pag. 18 Cavalleria Genovese - M. Ghiglione ......................................................................................... pag. 22 Spigolature - G. Rocchi ............................................................................................................ pag. 30 Prego..... Un Autografo - S. Segré ............................................................................................ pag. 31 Prima Guerra Mondiale - Storie di Aviazione - G. Rocchi ......................................................... pag. 36 Van Dyck a Genova (2a PARTE) - L. Fante .............................................................................. pag. 39 Il Denaro di Genova - C. Pedrazzi ............................................................................................ pag. 43 Germania 1948 “La Riforma Monetaria” - G. Rocchi ............................................................... pag. 45 I Ducati del doge Prospero Adorno - M. Cammarano ............................................................... pag. 48 Progetto grafico e impaginazione: Gianluigi Roncetti Stampa: Tipolitografia “LA FOCE” Genova numero unico - 2014 pag. 2 EDITORIALE Quest’anno l’Associazione Filatelica Numismatica “La Lanterna” festeggia i quarant’anni di attività, e non potevamo lasciar trascorrere l’anniversario, senza ricordarlo con una pubblicazione un poco più impegnativa del tradizionale opuscolo edito in occasione della manifestazione annuale di filatelia, numismatica e collezionismo vario, che si tiene con notevole successo da 32 anni. Inoltre, ricorrendo quest’anno il centenario della grande Esposizione di Genova del 1914 di Igiene, Marina e Colonie, ci è sembrato opportuno rievocare quell’evento di risonanza internazionale, che ha cambiato volto per alcuni mesi a una parte importante della città coi suoi edifici imponenti e sorprendenti, quanto effimeri, e ha mostrato realizzazioni d’avanguardia, come la prima ferrovia aerea che fosse mai costruita. Il centenario è ricordato da una cartolina a tiratura limitata edita a cura della “Lanterna”, e da un annullo speciale celebrativo dell’evento. Dobbiamo precisare che questa “GENOVA 2014” ha avuto un iter travagliato poiché, a ridosso della metà di aprile, quando si sarebbe dovuto tenere il convegno, si è saputo a sorpresa che il padiglione C della Fiera di Genova, sede della manifestazione da molti anni, non era più disponibile, e non c’era alcuna valida alternativa. Pertanto, si decise di rinviare il convegno ad ottobre, dopo il Salone Nautico, per utilizzare il padiglione D appena reso libero al termine del suddetto evento fieristico, fissando la data al 18 e 19 ottobre. Ma un ulteriore imprevisto ha costretto gli organizzatori a far slittare la data di una settimana, in modo che la manifestazione non si sovrapponesse a quella analoga di Bologna, fissata per gli stessi giorni della nostra già calendarizzata da circa un mese. Quindi, “GENOVA 2014” si tiene il 25 e 26 ottobre, in concomitanza della data a suo tempo prevista per Romafil, e ci dispiace per tale sovrapposizione che avremmo voluto evitare, ma che è stata nostro malgrado una scelta obbligata. Tuttavia, va ricordato che allora pareva evidente che le Poste avessero intenzione di cancellare Romafil, e soltanto il 15 settembre, ad appena 40 giorni dalla data dell’evento, c’è stato il via libera. Ritornando al nostro convegno, la nuova sede del padiglione D non è così vasta come quella alla quale tutti eravamo abituati, ma nemmeno angusta, come accade per varie manifestazioni consimili. Anche in questo padiglione è assicurato l’accesso fino alla postazione assegnata, ai veicoli che trasportano materiali pesanti o ingombranti per gli allestimenti del caso, e per i visitatori ci pare che non ci sia alcun disagio rispetto agli anni scorsi. Ci auguriamo, quindi, che anche questa edizione che passa da primaverile ad autunnale sia gradita e fruttuosa per tutti, e che questo numero unico contenente parecchi articoli riguardanti argomenti d’interesse locale, sia accolto benevolmente dai lettori. A tutti un Benvenuto a “GENOVA 2014”! Il Consiglio Direttivo Il primo consiglio direttivo della Lanterna del 1974 numero unico - 2014 pag. 3 SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE FRA LE SOCIETÀ FILATELICHE ITALIANE Genova col suo centro storico tra i più grandi ed affascinanti d’Europa, le sue chiese e i monumentali palazzi ricchi di sfarzose decorazioni e opere d’arte, il Porto Antico col celebre acquario, e le sue splendide Riviere, meriterebbe di essere conosciuta ben più di quanto non lo sia da parte di molti italiani, e “GENOVA 2014” potrebbe essere l’occasione per una fruttuosa visita al Convegno e alla città. L’importante manifestazione annuale organizzata dal CFN “La Lanterna”, è giunta alla 32° edizione e quest’anno il sodalizio (che aderisce alla Federazione dal 1981), celebra i quarant’anni d’intensa attività, volta a costituire un solido supporto per i suoi aderenti, e fare opera di diffusione della filatelia e del collezionismo in ambito regionale. Basta visitare il sito www.lanternafil.it per rendersi conto dell’enorme lavoro sviluppato dalla “Lanterna” nel corso degli anni. Consiglio anche di procurarsi questo numero unico, edito in occasione del quarantesimo anniversario di fondazione, nel quale viene dato particolare rilievo alla celebrazione del centenario della grande Esposizione di Genova del 1914, che ha prodotto un gran numero di cartoline e di annulli speciali, assai ricercati dai collezionisti dei due settori. Quindi, il mio invito è di visitare “GENOVA 2014”, e con grande piacere porgo il saluto della Federazione e mio personale ai partecipanti alla manifestazione, e l’augurio alla “Lanterna” di continuare con rinnovato impegno nell’encomiabile opera fin qui svolta. Piero Macrelli PROGRAMMA “GENOVA 2014” 32a Manifestazione fieristica del francobollo, della numismatica, della cartolina, della bibliofilia e del collezionismo cartaceo • Sabato 25 ore 9.00 Partecipazione Poste Italiane SpA con annulli speciali • Emissione di due cartoline commemorative dei quarant’anni della Lanterna e del centenario dell’Esposizione di Genova del 1914 • Assistenza e informazioni per i visitatori presso lo stand dell’Associazione Filatelica Numismatica “La Lanterna” che dispone di materiale ricordo • 1a Mostra documentaria di Posta Militare a cura della “Associazione Orfani di Guerra e Missioni Militari e Civili” - annullo speciale • sabato 25 ottobre ore 11.30 presso lo stand della Lanterna, consegna diplomi di benemerenza ai soci che hanno contribuito a finanziare le spese della celebrazione del quarantennale del sodalizio • Ingresso alla manifestazione gratuito numero unico - 2014 pag. 4 O RI O EX “GENOVA 2014” PO M A RI N A I G LO NIE 2014 PT CO 25.10.2014 CENTENA 1914 E A FILATE LIC NOV GE IEN Bozzetto annullo M. Perrone 4 PT 1974 2014 SI MO NA TE ”G QUARAN “GENOVA 2014” E N O VA VA FILATE NO 10.201 LICO GE 25. AFN “LA LAN TE R Bozzetto annullo G.Roncetti ASSOCIAZIONE FILATELICA NUMISMATICA LA LANTERNA 1974 2014 CARTOLINE EXPO GENOVA 1914 CARTOLINE edite dalla LANTERNA VAN DYCK NELLA FILATELIA Nel CD 200 cartoline dell’Expo 1914 collezioni B. Lantieri e M. Perrone Annulli e cartoline di 40 anni della Lanterna Collezione Van Dyck nella filatelia di Luciano Fante numero unico - 2014 pag. 5 Se sei un collezionista appassionato di FILATELIA - STORIA POSTALE - NUMISMATICA - CARTOLINE CURIOSITA‛ CARTACEE se vuoi scambiare informazioni, conoscenze, materiale del tuo campo d‛interesse VIENI A TROVARCI!! ASSOCIAZIONE FILATELICO NUMISMATICA “LA LANTERNA” i soci si riuniscono ogni domenica mattina e festivi presso: CIRCOLO BOCCIOFILA LIDO a.s.d. Via Gobetti 8A - Genova Per informazioni visita il nostro sito web www.lanternafil.it “La Lanterna” Via XX Settembre 21/7 16121 Genova tel/fax 010 5701567 Segreteria 010/217604 numero unico - 2014 pag. 6 L’Esposizione Internazionale di Igiene Marina e Colonie - Genova 1914 Pasquale Bruno Lantieri - Michele Perrone S ull’area delle attuali Piazza G. Verdi e Piazza della Vittoria, la stessa che ospitò nel 1892 l’Esposizione Italo-Americana dedicata al IV Centenario della Scoperta dell’America, si svolse nel 1914 una nuova grande esposizione, per certi aspetti moderna per alcune sue installazioni tecnologiche: l’Esposizione Internazionale di Igiene Marina e Colonie. Purtroppo, un mese dopo l’inaugurazione del 23 maggio alla presenza dei reali, l’assassinio a Serajevo dell’Arciduca Francesco Ferdinando e della moglie il 28 giugno, darà il via allo scatenarsi della Prima Guerra Mondiale che sconvolgerà tutta l’Europa, limitando ovviamente anche l’afflusso di visitatori stranieri, e l’anno seguente trascinerà nel conflitto anche l’Italia. Si disse all’epoca che la “belle époque” venne mortalmente ferita e pure a Genova si trascorsero gli ultimi spumeggianti mesi di vita di quel periodo spensierato. La progettazione dei padiglioni espositivi fu affidata all’architetto Gino Coppedé il quale, da par suo, adottò uno stile eclettico ispirato alle costruzioni della Mesopotamia. Possiamo citare il salone delle feste a forma di galea con il teatro (in cui ha fatto praticamente il suo esordio la Compagnia Teatrale di Gilberto Govi), la fontana delle rane, il padiglione della Marina (una costruzione in cemento a forma di nave moderna), le due sculture all’ingresso simboleggianti le Repubbliche Marinare di Genova e Venezia, nonché numerosi edifici repliche di quelli esistenti nelle colonie e nell’antico impero economico coloniale genovese del Levante. La sezione dedicata all’Industria Navale e alla Marina, incentrata soprattutto sull’attività militare, oltre a modelli di navi, pezzi di artiglieria veri ed in scala ridotta, esponeva manichini con divise militari (fig.3). La Lega Navale ed il Consorzio del Porto di Genova disponevano di propri spazi presso un padiglione in testa al molo Giano, raggiungibile, come vedremo, in modo avveniristico. La mostra coloniale rappresentava la parte più importante dell’intera esposizione: dai territori coloniali tra cui Tripolitania, Cirenaica, Eritrea e Somalia arrivarono prodotti artigianali ed industriali. Furono anche mostrati aspetti inerenti la conquista di tali territori: cannoni turchi presi in Libia durante la campagna iniziata nel 1911, soldati zaptié provenienti dall’Eritrea e numero unico - 2014 pag. 7 Benadir, materiale archeologico, oltre quanto esposto nel settore dedicato alle colonie genovesi. Una vasta sezione statistica ricordava le cifre della conquista coloniale e delle opere realizzate, come la ferrovia Massaua – Asmara, la quale sale fino a quota 2400 metri con pendenze che raggiungono valori del 3,5%. All’epoca l’Italia era da poco reduce dall’ultima spedizione coloniale in Libia, dove continuava la guerriglia con le tribù ribelli indigene, e la mostra era una vera e propria esposizione “imperialista”, come scrisse la rivista “L’Illustrazione Italiana”. Non poteva mancare lo spazio per una piccola mostra filatelica sulle colonie, a cura del Ministero omonimo e ordinata dal perito romano Cav. Mezzadri. Tra le manifestazioni collaterali sono da ricordare un Congresso Navale, e le Gare Postali e Telegrafiche. Il programma di Igiene prevedeva nel Padiglione dell’Uomo una mostra dedicata alla Propaganda Igienica Popolare con esposizione di materiale patogeno, attrezzature mediche e materiale radiografico, statistiche su natalità e mortalità nelle varie nazioni. Venne sviluppata in modo speciale la parte riguardante l’Educazione fisica, intesa come una delle forme più adatte al miglioramento dello stato di salute della popolazione. Nella zona antistante la Stazione Brignole fu costruito lo “Stadium”, capace di 20000 spettatori, in grado di ospitare diverse gare sportive, tra cui il 17 maggio il Concorso Ginnastico Federale Internazionale. Anche il Genoa Cricket and Football Club usufruì di tale impianto, versando il 20% dell’incasso lordo. Vi furono disputate due partite (Genoa-Alessandria numero unico - 2014 pag. 8 2-1 e Genoa-Liguria 3-0) del campionato italiano 1914-15, che lo vedrà vincitore per la settima volta. Dagli organizzatori venne aggiunto anche un quarto tema: la mostra italo-americana, con ampi spazi per stand espositivi, quasi obbligata per i legami commerciali e culturali di Genova con le Americhe, ormai collegate con servizi navali regolari. Questa sezione della mostra fu anche occasione di riscatto, per mostrare le capacità dei milioni di italiani emigrati in America dalla seconda metà dell’Ottocento. Per collegare la zona espositiva col Molo Giano venne costruita una ferrovia monorotaia sopraelevata chiamata “Telfer”, la prima realizzata in Italia e considerata una assoluta novità. Inoltre dal piazzale centrale dell’esposizione partiva una funivia per le Mura del Prato, da cui si poteva ammirare l’intera area espositiva. Questa grande manifestazione rimase aperta al pubblico per oltre sei mesi, fino al 6 dicembre, ma l’affluenza dei visitatori fu inferiore alle aspettative a causa del brutto tempo, forse ad una insufficiente pubblicizzazione e soprattutto per la situazione internazionale venutasi a creare per l’inizio della guerra in Europa e la conseguente possibilità di entrata nel conflitto della stessa Italia. Ampia è stata la produzione cartofila, marcofila, erinnofila, e di medaglie per la propaganda e per ricordo della manifestazione. Per quanto riguarda il servizio postale, sono numerosi gli annulli posti in uso per l’occasione, siano essi meccanici di propaganda, sia manuali tondi, negli uffici di Genova-Ferrovia e GenovaCentro, e probabilmente venne anche attivato per breve tempo un ufficio distaccato presso l’area espositiva. numero unico - 2014 pag. 9 Bibliografia - Massimo Minella, “1914 L’esposizione Internazionale di Genova”, De Ferrari, Genova, 2014. - AA.VV.,”L’Esposizione di Genova 1914”, Rassegna Ufficiale Illustrata dell’Esposizione Internazionale di Marina Igiene Marinara, Mostra Coloniale Italiana e Mostra Italo-Americana, Officine Grafiche della S.T.E.N. Società Tipografica-Editrice Nazionale, Torino, 1915. - Michelangelo Dolcino, “Genova anni ruggenti 1900-1920”, Realizzazioni Grafiche Artigiana, Genova. - Maurizio Lamponi, “La Meravigliosa Storia di Genova dal 1797 ai giorni nostri”, volume 4, “Il nuovo volto di Genova”, Guido Mondani Editore & Associati, Genova, 1986. FILATELIA CARLO DI MAURO Via Davide Chiossone 44/r 16121 Genova tel/fax 0102518856 - cell. 348 5146425 e-mail: [email protected] - www.filateliadimauro.com ANTICHI STATI - ITALIA REGNO REPUBBLICA - STORIA POSTALE COLONIE - OCCUPAZIONI SAN MARINO - VATICANO CARTOLINE MONETE - CARTA MONETA numero unico - 2014 pag. 10 L’ESPOSIZIONE DI GENOVA DEL 1914 Cenni Storici e Aspetti filatelici Enrico Bertazzoli A distanza di 33 anni riproponiamo rivisto e aggiornato l’articolo pubblicato sul numero unico edito per “Genova 81” ritornato d’attualità in questo anno 2014, nel quale si celebra il centenario della grande esposizione genovese del 1914. Bisogna riconoscere che, quanto alla scoperta di nuovi annulli, si sono fatti pochi passi avanti. Quindi, rimangono ancora molte cose da scoprire a da far conoscere agli interessati, perciò auspichiamo che, leggendo l’articolo, qualche nuova leva di collezionisti marcofili, sia invogliata a continuare le ricerche. Cartolina fotografica del 19.5.14 con scorcio dell’ingresso dell’Esposizione. Sulla destra si scorge Via XX Settembre con il ponte Monumentale. La cartolina reca dal lato veduta il raro annullo per le raccomandate, riprodotto meglio alla fig. 22. D opo l’esposizione Colombiana di Genova del 1892 che ebbe risonanza mondiale assieme alle analoghe esposizioni di Chicago e Madrid organizzate in occasione del 4° centenario della scoperta dell’America, Genova conservò sempre viva l’aspirazione a realizzare una grande mostra del Mare. Nel 1911 il progetto già in fase di avanzata attuazione, come è testimoniato dalla cartolina allora predisposta (fig. 1), venne accantonato all’ultimo momento dietro invito del Capo del Governo, per non interferire con le esposizioni di Roma, Torino e Firenze tenute nel cinquantenario dell’Unità d’Italia. II progetto venne ripreso nel 1913 e, in quello stesso anno, si cominciò a costruire quel complesso di edifici progettati dall’architetto Gino Coppedè che col loro stile eclettico di vaga ispirazione assiro-babilonese, avrebbero dato una particolare impronta all’Esposizione (fig. 2). I lavori furono di tale impegno che nell’aprile del 1914, quando si sarebbe dovuta inaugurare la manifestazione, non erano ancora terminati, per cui si rimandò di un mese l’apertura, che avvenne il 23 maggio 1914 alla presenza dei sovrani (fig. 3). I padiglioni dell’Esposizione occupavano la vasta zona oggi corrispondente a Piazza della Vittoria e adiacenze (fig. 4) mentre, nella zona antistante la Stazione Brignole, trovò posto lo “Stadium” capace di 20.000 spettatori per accogliere le gare sportive (fig.5). Fu anche costruita una ferrovia aerea monorotaia chiamata “Telfer” tra l’Esposizione e il Molo Giano alla testa del quale si trovava il padiglione del Consorzio del Porto (fig. 6). Fu infine impiantata una funivia che portava dal piazzale centrale dell’Esposizione alla “birraria” sulle Mura del Prato, da dove si godeva la vista su tutto il quartiere fieristico (fig.7). Tra le tante cose esposte nei padiglioni figurava anche una collezione storico-filatelica delle Colonie Italiane a cura del Ministero delle Colonie, ordinata dal perito romano Cav. Mezzadri. numero unico - 2014 pag. 11 Fig. 1 - Cartolina preparata per l’esposizione che si sarebbe dovuta tenere da aprile a settembre del 1911 al Lido d’Albaro. La manifestazione fu annullata per non interferire con le analoghe esposizioni di Torino, Firenze e Roma, per il cinquantenario dell’unità d’Italia. Bozzetto di V. Faini. L’esposizione rimase aperta oltre sei mesi ma, a giudicare dai commenti dei giornali dell’epoca, non dovrebbe avere avuto un grande successo. II tempo non fu molto clemente ma più di ogni altra considerazione, fu probabilmente l’atmosfera che precedette l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale che non riuscì favorevole a determinare un’affluenza di massa. Così il 6 dicembre 1914 l’Esposizione chiuse i battenti senza clamore. In Europa era ormai divampata la guerra che avrebbe coinvolto di lì a pochi mesi anche l’Italia. In occasione dell’Esposizione di Genova vennero edite cartoline commemorative, erinnofili e medaglie che riproduciamo (fig.8/14). Per quanto riguarda la posta, a scopo propagandistico gli uffici principali della città (Genova Ferrovia e Genova Centro) utilizzarono a lungo degli annulli speciali con dicitura: “Esposizione Marina - Igiene - Colonie”. L’ufficio postale di Genova Ferrovia cominciò ad usare già dai primi giorni di febbraio 1914 l’impronta senza fine che si vede nella fig. 15, utilizzando una bollatrice Krag munita di due datari e di due targhette. Le date estreme d’uso finora conosciute sono comprese tra il 6.II. 14 e il 15.XII. 14. Nel lungo periodo di utilizzo della bollatrice, si sono verificati errori nel fissare la data. Talvolta si riscontrano nella stessa impronta date differenti di un datario rispetto all’altro, come quello mostrato nella fig. 16, dove uno indica il 16.XII.14 e l’altro il 6.XII. 14, essendo il 6 dicembre il giorno corretto, come è confermato dalla data scritta dal mittente. Invece, nell’annullo di fig. 17, la data giusta è il 2.3.14 mentre nell’altra del 2.4.15 è sbagliato sia il mese che l’anno. Del suddetto annullo senza fine esistono due tipi leggermente differenti: il primo ha i caratteri delle scritte più sottili, datario più piccolo e targhetta di 47 mm; il secondo appare con scritte più marcate, datario più grande di 1 mm e targhetta di 49 mm, come si nota dal confronto delle due impronte appena viste. Fig. 2 - Cartolina fotografica dell’ingresso dell’Esposizione verso II cambiamento tra il primo e il levante, con i tram e la folla in arrivo e in partenza. secondo tipo avvenne nel mese di settembre. Lo stesso ufficio di Genova Ferrovia ha usato anche l’annullo tondo con lunette rigate, riprodotto nella fig. 18, che si trova quasi sempre male impresso sulla corrispondenza in partenza. Esistono versioni leggermente differenti (fig. 18A). II periodo d’impiego finora noto è compreso tra il 4.3.14 e il 12.12.14. L’ufficio ha usato raramente anche l’annullo di fig. 19 senza barre nelle lunette, tra il 14.5.14 e il 3.10.14, come fino ad oggi è stato rilevato. numero unico - 2014 pag. 12 Pure presso l’ufficio di Genova Centro sono stati usati annulli analoghi ai precedenti. Di quello con lunette rigate piuttosto raro (fig. 20) se ne conosce l’uso dal 14.8.14 al 9.10.14, mentre dell’altro senza barre nelle lunette, che è assai comune (fig. 21), ne è stato rilevato l’utilizzo tra il 25.4.14 e il 19.12.14. Gli annulli di Genova Centro si trovano apposti sulla corrispondenza diretta in città e più frequentemente su quella in arrivo. Per le raccomandate era in uso l’annullo di fig. 22, del quale se ne conoscono pochi esemplari del periodo 24.3.14 - 8.6.14 (vedi cartolina sotto il titolo). Fig. 3 - Cartolina fotografica con l’arrivo all’Esposizione il 24 maggio 1914 dei reali scortati dai Corazzieri a cavallo. Esattamente un anno dopo l’Italia entrò in guerra contro gli Imperi centrali con le tragiche note conseguenze. Fig. 4 - Veduta dall’alto dei padiglioni fieristici. Sul fondo è riconoscibile la stazione Brignole. Vorrei citare infine, il raro annullo tondo “Genova Esposizione” (fig. 23) finora conosciuto soltanto con data 29.7.14. Si tratta del solo annullo che dovrebbe essere stato usato all’interno del complesso fieristico in qualche particolare circostanza, assieme all’annullo del 19.7.14, simile ma senza lunette (fig. 24), già ritenuto per errore un esemplare del precedente con cattiva inchiostrazione. Quest’ultimo, conosciuto al momento soltanto su cartolina non viaggiata, è abbinato al lineare a lato. lineare abbinato all’annullo di fig. 24 Fig. 5 - Una veduta presa dalla stazione Brignole verso la Foce. In primo piano lo “Stadium” nel quale si svolsero molte gare sportive nel periodo dell’Esposizione. numero unico - 2014 pag. 13 Fig. 6 - La ferrovia aerea monorotaia “Telfer”, che portava dall’Esposizione al Molo Giano, alla cui estremità era collocato il padiglione del Consorzio del Porto. Stando a uno studio del cav. F. Ruggiero, in occasione dell’esposizione sarebbero stati usati complessivamente 25 annulli, inclusi due per i vaglia, dei quali finora non si è trovata traccia. Pertanto, mancherebbero all’appello ancora tanti annulli, e le eventuali segnalazioni documentate di annulli o date inedite alla nostra Associazione sarebbero assai gradite. Fig. 7 - La funivia denominata all’epoca “Funicolare”, che saliva dall’Esposizione alle Mura del Prato da dove si godeva una vista su tutto il quartiere fieristico. Fig. 8 - Cartolina commemorativa monocroma con uno scorcio dell’ingresso dell’Esposizione, e una donna discinta che simboleggia la vittoria con in mano una corono d’alloro. numero unico - 2014 pag. 14 Fig. 9 - Cartolina commemorativa ufficiale edita in varie lingue (questa è la versione in esperanto), con una allegoria dell’illustratore V. Faini della navigazione sicura in mare. Fig. 10 - Etichetta chiudilettera con allegoria delle operazioni portuali di carico e scarico delle merci e scritta: “Arma la prora e salpa verso il mondo”. Fig. 11 - Etichetta chiudilettera con la testa di Giano bifronte, quale simbolo della città. Infatti, Genova (in latino Ianua) deriverebbe il nome dal dio romano Giano (Janus) perché, come Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, e l’altra oltre i monti che la circondano. Bozzetto di A. Craffonara. Testo in varie lingue. Fig. 12 - E t i c h e t t a chiudilettera con lo stesso bozzetto miniaturizzato della cartolina di fig. 9. Testo in varie lingue. Biglietto d’ingresso all’Esposizione del costo di lire 0,50 con ancora unito uno dei due talloncini numerati che davano diritto ad accedere alle due aree fieristiche divise dalla strada, percorsa anche dai tram, che da Via XX Settembre attraverso Ponte Pila raggiungeva Tommaseo. numero unico - 2014 pag. 15 Fig. 13 - Cartolina monocroma edita per le Gare postali e telegrafiche che, in occasione dell’Esposizione, si sono svolte a Genova. Al verso il timbro del Comitato Esecutivo e un’etichetta chiudilettera col Giano bifronte con scritte in italiano. Fig. 14 - Medaglia d’argento dell’illustre incisore Stefano Johnson, che al dritto riproduce il bozzetto di V. Faini presente nella cartolina e nelle etichette, mentre al rovescio si vede in alto l’entrata allo Stadium, e in esergo la dicitura “Divisione educazione fisica” (Ø mm. 28). Fig. 15 - Annullo senza fine in uso fin dai primi giorni di febbraio 1914 all’Ufficio postale principale di Genova Ferrovia. Era impresso da una bollatrice Krag munita di due gruppi datari e di due targhette. Fig. 16 - Errore di data nel datario di sinistra. Il giorno giusto era il 6.XII.14 (come scritto dal mittente sulla cartolina dalla quale l’annullo è stato tratto. numero unico - 2014 pag. 16 Fig. 17 - Errore di data del datario di destra. La data giusta è il 2.III.14, mentre al 2.IV.15 l’Esposizione era terminata da 5 mesi. Fig. 18 e 18/A - Annulli manuali di Genova Ferrovia con medesime diciture ma piccole differenze tra loro, che denotano l’uso di annullatori diversi. Il Ruggiero indica che l’Ufficio aveva in dotazione 8 annullatori di questa tipologia. Fig. 20 - Annullo manuale dell’ Ufficio postale principale di Genova Centro, con la stessa dicitura degli annulli precedenti e con lunette rigate. Il Ruggiero segnala una dotazione all’Ufficio di 4 annullatori. Fig. 19 - Annullo manuale di Genova Ferrovia con le stesse diciture del tipo precedente, ma senza barre nelle lunette. Il Ruggiero segnala la dotazione di 4 annullatori di questo tipo all’Ufficio. Fig. 21 - Annullo manuale di Genova Centro, con la solita dicitura ma senza barre nelle lunette. Il Ruggiero segnala la dotazione all’Ufficio di 2 annullatori. Fig. 23 - Annullo manuale conosciuto soltanto con questa data probabilmente usato in qualche particolare occasione all’interno del quartiere fieristico. Il Ruggiero afferma che furono usati due annullatori di questa tipologia. Fig. 22 - Annullo manuale in dotazione per le raccomandate a Genova Centro usato raramente. Il Ruggiero segnala una dotazione all’Ufficio di 3 annullatori. Fig. 24 - Annullo manuale con le stesse diciture del precedente ma non posizionate in modo identico. Le lunette mancano. Si conosce un solo esemplare su cartolina non viaggiata. Potrebbe trattarsi di un’impronta effettuata col secondo esemplare di annullatore indicato al punto precedente. Un sentito ringraziamento a Pasquale Bruno Lantieri e Michele Perrone, dalle collezioni dei quali proviene la maggior parte dei documenti riprodotti. Per un approfondimento relativo agli annulli si veda il catalogo di Guglielminetti e Tecardi “Annulli speciali italiani 1871 - 1946” edito nel 2009 da Poste Italiane col patrocinio A.N.C.A.I. numero unico - 2014 pag. 17 Genova: il concerto inaugurale dell’Esposizione del 1914 L Marco Ghiglione a mattina del 23 maggio 1914, per l’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale di Marina e Igiene Marinara - Mostra Coloniale Italiana, nel “Gran Salone” costruito per l’occasione veniva eseguita una cantata appositamente composta dal M° Polleri, direttore del cittadino Liceo Musicale Niccolò Paganini. fig. 1, 2 – Il teatro: vista esterna e cerimonia inaugurale alla presenza dei Sovrani Giovanni Battista Polleri1 era figlio di un violinista, ed iniziò gli studi musicali con il padre, per passare poi sotto Felice Mantelli per il pianoforte. Dopo alcuni anni di permanenza negli Stati Uniti, dove fu insegnante ed orchestrale, tornò a Genova dove nel 1889 ebbe l’incarico di organista e Maestro di Cappella presso la nuova chiesa dell’Immacolata2. Fu proprio Polleri, assieme ad Alexandre Guilmant3 e Filippo Capocci4, ad inaugurare il nuovo grande organo nel mese di aprile del 1890. Dal 1898 al 1920 fu direttore dell’Istituto Civico di Musica5, con lui divenuto Liceo Musicale, oggi Conservatorio Niccolò Paganini. Fecondo compositore e direttore d’orchestra, oltre che valido direttore dell’Istituto e docente di Canto e di Canto Corale, nel 1914 scrisse il brano citato, dal titolo Anima Italica su testo di Edoardo Canevello.6 fig. 3, 4 – copertina e frontespizio della cantata “Anima Italica” di G. B. Polleri numero unico - 2014 pag. 18 Nel frontespizio della partitura originale si legge “per l’inaugurazione dell’Esposizione Marinara e Coloniale in Genova – maggio 1914 – Anima Italica – cantata per coro di soprani, contralti, tenori e bassi con accompagnamento d’arpa e di strumenti d’ottone – Parole del Prof. Avv. Edoardo Canevello – musica di G.B. Polleri – eseguita la mattina del 23 maggio 1914 dagli alunni e dalle alunne del Civico Istituto di Musica “N. Paganini” (90 voci e 7 istrumentisti – arpista la Maestra Signorina Emilda Peloro) sotto la direzione dell’autore nel gran salone dell’Esposizione alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena venuti per inaugurare l’Esposizione”. fig. 5, 6 – testo e prima pagina della partitura della cantata “Anima Italica” di G. B. Polleri Qui sopra è riportato il testo della cantata, la cui tonalità d’impianto è mi bemolle maggiore. La partitura contiene anche la riduzione per pianoforte, ad uso didattico. Infatti, è esplicitamente scritto: “N.B. – Questa cantata non va accompagnata col pianoforte. La parte di pianoforte è qui scritta per servire unicamente per fare studiare e provare la parte corale”. fig. 7, 8 – nota spese di Giacomo Puccini per la partecipazione alla commissione che indicò i candidati alla direzione del Liceo Musicale di Genova ed encomio al direttore dello stesso, M° Polleri numero unico - 2014 pag. 19 La gestione Polleri veniva considerata positivamente dalle Istituzioni, tanto che, ad esempio, solamente due anni prima, nel 1912, abbiamo la documentazione di un encomio, che fa anche preciso riferimento alle “scuole corali” dell’Istituto. fig. 9, 10 – trattative per l’acquisizione della partitura dell’opera Cristoforo Colombo di Francesco Morlacchi da parte della biblioteca del Liceo Musicale Paganini, con firma del direttore M° Polleri Particolare attenzione il Polleri ebbe nell’acquisire materiali musicali di argomento genovese per la biblioteca: ne è prova la trattativa per l’acquisto della partitura del Cristoforo Colombo di Francesco Morlacchi7 dagli eredi. L’opera era stata eseguita al Teatro Carlo Felice molto tempo prima, nel 1828, durante la stagione inaugurale del teatro stesso, e ripresa nel 1839. fig. 11, 12 – richiesta di approvazione del nuovo regolamento del Liceo Musicale Paganini datata 1914 e cartellina del Comune di Genova riguardante Polleri, con dicitura “morto” numero unico - 2014 pag. 20 Nello stesso anno 1914, su iniziativa del Polleri, fu proposto al Consiglio Comunale il nuovo regolamento dell’istituto, modellandolo su quelli più avanzati già in uso nei Conservatori statali. Detto regolamento fu approvato solo nove anni più tardi, nel 1923, pochi mesi prima della morte del Polleri. fig. 13, 14 – busta e lettera di G.B. Polleri alla cantante Emilia Corradino del 21 marzo 1914. Si noti l’annullo dell’Esposizione genovese. fig. 1 – per gentile concessione del sig. Michele Perrone (raccolta privata) fig. 2 - per gentile concessione del prof. Pasquale Bruno Lantieri (raccolta privata) fig. 3, 4, 5, 6, 7 - per gentile concessione del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova fig. 8, 9, 10, 11, 12 - per gentile concessione dell’Archivio Storico Comunale di Genova - (V. sotto) fig. 13, 14 - per gentile concessione del sig. Enrico Bertazzoli (raccolta privata) Distinta del materiale di proprietà dell’Archivio Storico del Comune di Genova riprodotto nell’articolo: Fig. Data Oggetto Collocazione 8 20/03/1912 encomio Fondo 1910/1940 – sc. 669 – fasc. 4 9 27/05/1916 Copia dell’opera Colombo del M° Morlacchi Fondo 1910/1940 – sc. 669 – fasc. 2 10 27/05/1916 Copia dell’opera Colombo del M° Morlacchi Fondo 1910/1940 – sc. 669 – fasc. 2 11 14/11/1914 Istituto di Musica “Niccolò Paganini” Fondo 1910/1940 – sc. 669 – fasc. 1 12 ===== Cartellina del Comune di Genova riguardante Polleri Fondo 1910/1940 – sc. 669 – fasc. 4 (Footnotes) 1 Giovanni Battista Polleri (Genova, 28 giugno 1855 – ivi, 11 ottobre 1923) 2 Grande chiesa che si trova nella centrale via Assarotti, inaugurata nel 1873 e promossa a basilica nel 1905. 3 Alexandre Guilmant (Boulogne-sur-Mer, 12 marzo 1837 – Meudon, 29 marzo 1911), compositore, organista della chiesa della Sainte-Trinité a Parigi, docente di organo al Conservatorio di Parigi 4 Filippo Capocci (Roma, 11 maggio 1840 – Roma, 25 luglio 1911), organista e Maestro di Cappella nella chiesa di S. Giovanni in Laterano a Roma, e compositore. Fu anche insegnante d’organo della Regina Margherita. 5 A causa della prematura morte del direttore M° Carlo Del Signore, nominato appena un anno prima, nel 1897 si rese necessario eleggere un nuovo capo d’Istituto. Visto il numero di candidati, il sindaco di allora decise di far indicare una ristretta rosa di idonei al ruolo da parte della Commissione Permanente per l’Arte Musicale del Ministero della Pubblica Istruzione, formata dai maggiori musicisti dell’epoca, i Maestri Filippo Marchetti, Marco Enrico Bossi, Giuseppe Gallignani e Giacomo Puccini, dal conte Giuseppe Franchi Verney della Valletta e dal segretario prof. Alberto Salvagnini. Ne risultò una lista di quattro papabili, fra i quali il Polleri, che fu il prescelto da parte del Consiglio Comunale con 33 voti su 43 6 Avv. Prof. Edoardo Canevello, Direttore generale delle Scuole Civiche di Genova, Cav. Uff. della Corona d’Italia, Palma d’oro dell’Accademia di Francia, Ufficiale della Corona di Romania, Medaglia d’ oro dei Benemeriti della P. I.. Il Canevello, molto sensibile ai problemi didattico/sociali, scrisse un appassionato intervento dal titolo I Fanciulli poveri e le Casse scolastiche (Studi e proposte), riportato integralmente dalla Rivista della Beneficenza Pubblica (Roma, anno XXIII (1895) n. 7-8). Inoltre, cfr: Attoma Pepe Fernando, Edoardo Canevello (1854 – 1944) un genovese da non dimenticare, in “A Compagna”, XXV (1993) n. 4-5, pp. 8-10. 6 Francesco Morlacchi (Perugia, 14 giugno 1784 – Innsbruck, 28 ottobre 1841), compositore e operista italiano. numero unico - 2014 pag. 21 Verga, Mascagni e i due Monleone Cavalleria Genovese Marco Ghiglione I l 16 febbraio 1942, in occasione del trigesimo della morte del compositore genovese Domenico Monleone, Mario Pedemonte, docente di Storia della Musica all’allora Liceo Musicale “Niccolò Paganini” di Genova, compilò un interessante saggio a ricordo del Maestro, includendo “alcuni articoli di vari autori apparsi nei giornali genovesi”1. Il Pedemonte opera una esauriente cronistoria delle tristi vicissitudini dell’opera Cavalleria Rusticana del Monleone. A proposito: Monleone, chi era costui? fig. 1, 2 – composizione di Leonardo Monleone, pubblicazione di Giovanni Monleone fig. 3, 4 – Domenico Monleone giovane ed anziano numero unico - 2014 pag. 22 Era figlio di Leonardo, anch’egli compositore2, e fratello di Giovanni, scrittore e librettista3. Domenico nacque a Genova nel 1875, studiò violino al “Paganini” con Bacigalupo e privatamente con Moresco, poi composizione a Milano, con l’insigne Luigi Mapelli. Nella città lombarda, le sue doti vennero riconosciute e gli fecero ottenere le prime scritture come direttore d’orchestra in Italia e all’estero4. Fu prezioso collaboratore della Sovrintendenza del Teatro Carlo Felice. fig. 5, 6 – corrispondenza dell’editore Max Beck e del Radiocorriere EIAR con Domenico Monleone fig. 7, 8 – corrispondenza della redazione de Il Popolo d’Italia e della SIAE con Domenico Monleone La sua ambizione di comporre opere5 si scontrava con la difficoltà di metterle in scena. fig. 9, 10 – Messaggio dell’editore Sonzogno a Domenico Monleone riguardante l’esecuzione dell’opera L’Arabesca a Gand numero unico - 2014 pag. 23 Per quanto riguarda Cavalleria Rusticana, Domenico ed il fratello Giovanni “si convinsero presto, per indiscrezioni trapelate e divulgate, che l’infelice riuscita dei successivi (ai primi, quando vinse “Cavalleria Rusticana” di Mascagni – ndr) concorsi Sonzogno, derivasse dalla poca teatralità delle trame prescelte, e credettero di interpretare il desiderio del Sonzogno scegliendo addirittura lo stesso soggetto… Nulla di strano e di eccezionale. Senza ricordare le decine di “Didone abbandonata”,… la Manon del Massenet.… e quella del Puccini… E’ quindi assurdo supporre nel Monleone di far opera poco rispettosa verso un maestro che si era così strepitosamente affermato… ma si deve riconoscere nel Monleone soltanto una giovanile baldanza… che lo portava a gareggiare con un trionfatore…”6. Ho voluto riportare le parole del Pedemonte, e lo farò ancora più avanti, perché, come si vedrà, l’argomento è delicato. Dunque, i Monleone presentarono la loro personale Cavalleria Rusticana al concorso Sonzogno facendola precedere da una nota nella quale rendevano omaggio al Mascagni e citavano le numerose opere sullo stesso argomento verghiano7. fig. 11, 12 – copertina e frontespizio di uno dei rari spartiti della Cavalleria Rusticana di D. Monleone “Il lavoro piacque ai giurati, ma irritò il Sonzogno e non fu classificato”8. Il Monleone riuscì allora a far rappresentare l’opera “ad Amsterdam9 il 5 febbraio 1907, facendola precedere, nella stessa rappresentazione, dalla Cavalleria di Mascagni10, e ottenuto il permesso entusiastico e generoso del Verga, l’opera del Monleone ebbe… uno strepitoso successo…”11. fig. 13, 14 – Messaggio dell’editore Treves a Domenico Monleone riguardante i diritti d’autore di Giovanni Verga numero unico - 2014 pag. 24 Il nuovo editore milanese Puccio acquistò l’opera di Monleone ed iniziò a farla rappresentare anche in Italia12, sotto la direzione di Antonio Guarnieri. Sonzogno, “incoraggiato da Marco Praga (allora direttore della Società degli Autori e non favorevole al Verga, nella questione) volle e promosse la famosa causa contro Giovanni Verga, l’editore Puccio e i fratelli Monleone, causa durata diversi anni…”13 fig. 15, 16 – La sentenza che diede ragione all’editore Sonzogno Per farla breve, Sonzogno vinse la causa, e il fratello Giovanni preparò un nuovo libretto, La giostra dei falchi, che fu rivestito dalle musiche di Cavalleria, che ebbe un caloroso successo. La prima dell’opera così riveduta ebbe luogo a Firenze il 18 febbraio 1914. fig. 17, 18, 19 - Libretto de La giostra dei falchi, libretto e frontespizio dello Schêuggio Campann-a14 numero unico - 2014 pag. 25 Riguardo alla Cavalleria di Monleone, Aroldo Stani così sentenzia: “…egli s’era deciso a rimusicare il soggetto del Verga… per dimostrare… di essere in possesso di quelle qualità intrinseche che si richiedono agli operisti. E la dimostrazione gli riuscì. L’opera girò (all’estero – ndr)… sempre appaiata alla Cavalleria del Mascagni, non dico sostenendone il confronto, ma senza esserne schiacciata, sino al giorno in cui una vertenza giudiziaria l’ebbe a seppellire viva… La sua prima opera… fu uccisa non da una sentenza di pubblici ma da una sentenza di legulei”15. Non fu Mascagni il nemico di Monleone. Emanuele Canesi, su Il Secolo XIX del 18 gennaio 1942, riporta un piccolo fatto di cronaca accaduto nel 1940 durante un brindisi al “Gambrinus” di Genova alla presenza di Mascagni e Monleone. Il giornalista Carbone, brindando a Mascagni, disse: “Dunque, Maestro, la vostra Cavalleria per cinquant’anni ha galoppato baldanzosamente a spron battuto! A differenza di quell’altra, del maestro Monleone, che è rimasta appiedata!” E Mascagni, subito intervenne così rivolgendosi al compositore genovese: “Ma, caro Monleone, voi lo sapete benissimo che io non ho mai avuto niente contro di voi! E’ stato Sonzogno! E per conto mio non desidero di meglio che l’editore tolga il veto”.16 fig. 20, 21 22, 23, 24 – chiudilettera edito in occasione di una rappresentazione di Cavalleria Rusticana di Mascagni, tre etichette per “Iris” e francobollo di beneficenza a favore di un Istituto di Roma Fig. 25, 26 – lettera indirizzata a Pietro Mascagni numero unico - 2014 pag. 26 Ironia della sorte, i successi di altre sue opere (Il Mistero, Suona la ritirata, L’Arabesca…) portarono il Monleone nelle braccia proprio di Sonzogno, che divenne suo editore. fig. 27, 28 – Messaggio dell’editore Sonzogno a Domenico Monleone riguardante l’esecuzione dell’opera Il Mistero Domenico Monleone morì a Genova il 15 gennaio 1942. Mi sembra doveroso riportare ancora le parole del Pedemonte: “Ma soprattutto fu un operista, e operista nato, Scriveva musica non per progetto, ma per una naturale inclinazione, e sempre con una spontaneità aristocratica e una facilità espressiva sorprendenti. Sapeva costruire a iosa linee melodiche di ampio respiro, sapeva creare atmosfere armoniose e di immediata comprensione; cosicché ebbe sempre amiche le folle, che accorrevano ad ascoltare i suoi lavori e che non erano mai un pubblico di invitati, ma solo quel pubblico a cui teneva Giuseppe Verdi: il pubblico della “cassetta”… La sua vena non languì mai e la sua giornata di lavoro non vide i colori scialbi del tramonto”.17 Da anni vado ripetendo a tutti che la Cavalleria di Monleone andrebbe riportata sulle scene genovesi, per questioni di giustizia, ma soprattutto perché è bellissima. Ormai è stato prodotto un CD audio, ed inoltre è stata eseguita ed incisa dal vivo a Montpellier nel 2001 e, come si è visto18, è andata in scena a Budapest: quando i genovesi vedranno finalmente riconosciuto, dopo più di cento anni, il diritto di riascoltare la bella opera del loro ottimo musicista al Teatro Carlo Felice? Le immagini di cui alle figure 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 27, 28 vengono riprodotte su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’espresso divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo. specifiche delle immagini: fig. tipo materiale mittente destinatario data note 5 cartolina postale Editore Max Beck – Lipsia Domenico Monleone – Genova 6.9.1933 fronte 6 cartolina postale Radiocorriere Eiar - Torino Domenico Monleone – Genova 3.7.1934 fronte 7 busta Il Popolo d’Italia – Milano Domenico Monleone – Genova 2.5.1937 fronte 8 cartolina postale S.I.A.E. – Roma Domenico Monleone – Genova 26.10.1937 fronte 9 cartolina postale Casa Mus. Sonzogno - Milano Domenico Monleone – Genova 11.10.1923 fronte 10 cartolina postale Casa Mus. Sonzogno - Milano Domenico Monleone – Genova 11.10.1923 retro 13 cartolina postale Fratelli Treves Ed. – Milano Domenico Monleone – Genova 3.2.1936 fronte 14 cartolina postale Fratelli Treves Ed. – Milano Domenico Monleone – Genova 3.2.1936 retro 27 cartolina postale Casa Mus. Sonzogno - Milano Domenico Monleone – Genova 15.4.1929 fronte 28 cartolina postale Casa Mus. Sonzogno - Milano Domenico Monleone – Genova 15.4.1929 retro numero unico - 2014 pag. 27 (Footnotes) 1 Mario Pedemonte – Domenico Monleone – Il musicista e l’uomo – ed. Bozzo & Coccarello – Genova, 1942. Nella premessa si legge: La presente commemorazione fu tenuta in Genova, nel Liceo Musicale “Niccolò Paganini”, il giorno 16 febbraio 1942 – XX, per il trigesimo della morte del Maestro… 2 Leonardo Monleone (Genova, ? – ivi, 1906) era insegnante al Civico Istituto di Musica “Paganini” e direttore d’orchestra apprezzato da Verdi. Compose musica sacra per soli, coro e orchestra, inni risorgimentali e brani da camera e da salotto. Con Antonio Verdura era proprietario del Teatro Doria di Genova. 3 Giovanni Monleone (Genova, 1879 – ivi, 1947) era anche direttore della Gazzetta di Genova. 4 Debuttò nel 1895 al Politeama Genovese e, fino al 1901, diresse in Germania, Olanda, Costantinopoli, Atene e Vienna. 5 Oltre a Cavalleria Rusticana (ed il suo rifacimento La giostra dei falchi), della quale si parlerà, compose le opere Alba eroica (commissionatagli dal Municipio di Genova per il 50° anniversario della Spedizione dei Mille), L’Arabesca (andata in scena a Roma e poi anche a Genova, Venezia, in Belgio ed in Francia), Suona la ritirata, Il Mistero, Fauvette, La ronda di notte e Notte di nozze, le incompiute Il monaco bianco e Sotto il Knut, l’operetta Una novella del Boccaccio e l’opera comica in genovese Schêuggio Campann-a (cfr. nota 14). Scrisse inoltre diverse musiche per canto e pianoforte. Una esauriente biografia del Monleone si trova nel seguente volume: Andrea Sessa – Il melodramma italiano 1901-1925 – Dizionario bio-bibliografico dei compositori – vol. II – ed. Leo S. Olschki – Firenze, 2014. 6 v. nota 1 7 In effetti, e meramente ad esempio, Stanislao Gastaldon (Torino, 1866 – Firenze, 1939), indimenticato autore di Musica proibita, scrisse una bella Mala Pasqua sulla novella del Verga e partecipò al medesimo concorso, ritirando anticipatamente l’opera e vendendola a Ricordi, che voleva battere sul tempo il rivale Sonzogno. Infatti, Malapasqua andò in scena un mese prima di Cavalleria Rusticana. Inoltre, esistono varie opere, operette e parodie, oltre che brani strumentali, dedicati al capolavoro verghiano. 8 v. nota 1 9 Esattamente, la “prima” avvenne con successo al Paleis voor Volksvlyt di Amsterdam il 5 febbraio 1907 grazie all’impresario olandese Michel De Hondt. Seguirono, nel giro di poco tempo, repliche in diversi teatri olandesi, in Francia, Ungheria, Austria, ad Atene, Costantinopoli e Londra, per un totale di 25 recite, sempre abbinata alla Cavalleria di Mascagni. 10 Il 30 marzo 2006 alle ore 19.30 questo coraggioso quanto riuscito accostamento fu ripresentato al Conservatorio di Budapest in forma di concerto sotto la direzione di un’ottima bacchetta ungherese, il M° Tamas Pal. Ecco i protagonisti: Mária Farkasréti (Santuzza), Attila Wendler (Turiddu), András Káldi Kiss (Alfio), Viktória Mester (Mamma Nunzia / Mamma Lucia), Orsolya Sáfár (Lola) - Orchestra e Coro del Conservatorio di Musica Ferenc Liszt di Budapest – M° del Coro: István Párkai. L’organizzazione era a cura del Festival di Primavera di Budapest in collaborazione con il Conservatorio Ferenc Liszt. 11 v. nota 1 12 L’ultima rappresentazione italiana si ebbe a Genova il 29 dicembre 1907 al Politeama Genovese, abbinata al Ballo Excelsior di Romualdo Marenco. Gli interpreti furono Italia Appendini, Lucia Doria, Antonio Balestro ed Aurelio Mazza. Sul podio il M° Antonio Biondi. 13 v. nota 1 14 Nel libretto, si legge: “Al primo podestà della Grande Genova - On. Ing. Eugenio Broccardi – la prima opera lirica in dialetto genovese - gli autori dedicano” e “A Genova, nei pressi di S. Maria del Castello, verso l’anno 1900”. In realtà, dal 22 ottobre 1874 era stata messa in scena al Teatro Nazionale di Genova l’opera comica O mego pe forza di Niccolò Bacigalupo (da Molière) con musica di Michele Novaro, il compositore de Il Canto degli Italiani. 15 cfr Giornale di Genova - 18 gennaio 1942 16 cfr Il Secolo XIX – 18 gennaio 1942 17 v. nota 1 18 cfr. nota 7 La mia proposta filatelica numero unico - 2014 pag. 28 ���������������� ������������������������ ��������������������� ������������� ������������������� ����������� ������������������ �������������� �������������� �������������������� ������������ ����������������������������������������������������� ������������������������������������������������������� �������� ���� � � � ����� ���������������������� � � � � ����� � �� ������������������������������������������������������������������������������������������������������ ������������������������������������������������������������������������������������������������������ ������������������������������������������������������������������������������������������������ ����������������������������������������������������������������������������������������� numero unico - 2014 pag. 29 ������������������������������������������������������������������������������������������������������� ��������������������������������������������������������������������������������������� SPIGOLATURE Giorgio Rocchi “ ........... un pò di tempo fa, una canzone, un annullo Postale ed .... una splendida Signora Eritrea ........ ” 1935/36 - Guerra Italo-Etiopica: una canzone “Io ti saluto e vado in Abissinia Cara Virginia ma tornerò ! Appena giunto nell’accampamento dal Reggimento ti scriverò” 1936: 5 maggio; le Truppe Italiane entrano in Addis Abeba (che significa “nuovo fiore” in aramaico). Questa quartina ci mostra appunto la data d’ingresso delle Truppe Italiane nella Capitale Abissina, ma “questa è una chiara forzatura filatelica”! Infatti l’Ufficio “DIREZIONE POSTE E TELEGRAFI ADDIS ABEBA” sarà aperto soltanto (e quindi comincerà a funzionare ....) dieci giorni dopo, il 15 maggio. Qualcuno ha fatto retrocedere il datario, per portarlo a questa data storica del 5 maggio. Resta tuttavia il sorriso pacato di questa splendida Signora Eritrea .... che ci riconcilia con i peccatucci della nostra Filatelia! numero unico - 2014 pag. 30 P R E G O ……… U N La AUTOGRAFO? Salvatore Cesare Segré ricerca e la collezione degli autografi si può articolare nella maniera più svariata: dai personaggi storici di un epoca ben precisa (MARIA JOSE’ e UMBERTO II DI SAVOIA), su fotografia ... numero unico - 2014 pag. 31 ai personaggi dello spettacolo, cantanti di musica leggera, cantanti lirici e attori ... Sergio Endrigo Jhonny Dorelli Luciano Taioli Giorgio Gaber Franco Corelli Gino Cervi Gilberto Govi numero unico - 2014 pag. 32 ai gestori di esercizi commerciali e locali storici ( CAFFE’ MANGINI di Genova, attualmente proprietà ROSSIGNOTTI ) su lettera e cartolina pubblicitaria ... Busta e lettera intestata con firma autografa. Fronte e retro della cartolina pubblicitaria con firma autografa. Cartolina del 1961 con veduta di Piazza Corvetto verso Via Roma. Angolo del palazzo con lo storico Caffé Mangini. numero unico - 2014 pag. 33 o su lettera ( expertise del 1890 di LUIGI CODEVILLA gioielliere in Genova ) numero unico - 2014 pag. 34 e di personaggi sportivi, nello specifico ciclisti, su cartolina fotografica ... Fiorenzo Magni Guido De Santi Giancarlo Astrua Fausto Coppi e allora ……………… PREGO ……….. UN AUTOGRAFO ? numero unico - 2014 pag. 35 1a GUERRA MONDIALE: Storie d’Aviazione Giorgio Rocchi Prima storia ..... e sì, perché dopo i rari casi di utilizzo dell’aereo nella Guerra di Libia, l’Aviazione Militare diventa la “grande novità” della 1a Guerra Mondiale: e nascono così gli Episodi. Fatti storici, battaglie aeree, i primi bombardamenti sui campi di battaglia, tanti morti, tante medaglie al valore ( e “alla memoria”....). Il nuovo mezzo aereo - specie verso la �ne della guerra - ha alleggerito le disumane conseguenze della guerra di trincea. Cominciano però ad essere coinvolti direttamente anche i civili, con tante vittime e città distrutte. Ricordo i Dirigibili Tedeschi che colpivano anche “lontano”, avendo sufficiente autonomia di volo: vedi bombardamenti su Gran Bretagna, Parigi e giù �no a Napoli. In tutto questo contesto esistono anche paci�che imprese aeree compiute dall’aeronautica militare; ne cito una “Il Volo su Vienna”, 9 agosto 1918. Ideatore ed organizzatore del Volo fu il maggiore di cavalleria Gabriele D’Annunzio, coadiuvato da otto piloti che formarono la squadriglia della “Serenissima”: Natale Palli, Piero Massoni, Gino Allegri, Ludovico Censi, Antonio Locatelli, Aldo Finzi, Giorgio Granzarolo, Giuseppe Santi. Fu scelto l’aereo “SVA” (Savoia - Verduzzo - Ansaldo) il “genovesissimo” aereo costruito presso lo stabilimento “Ansaldo” di Genova-Borzoli. Il desiderio del “poeta” di partecipare personalmente all’Impresa era talmente forte al punto di ottenere uno “SVA” biposto quando la versione normale era monoposto, infatcartolina umoristica ti, D’Annunzio non era pilota! Su Vienna, non bombe ma furono lanciati messaggi fra i quali spiccano quello �rmato da D’Annunzio e quello con la riproduzione del Vessillo Italiano. Presso il “Museo dell’Aria” nel Castello di S. Pelagio (Padova), D’Annunzio soggiornò con i piloti della cartolina con vessillo italiano riproduzione del volantino lanciato su Vienna “Serenissima” : sono stati creati dei manichini, perfetti nelle sembianze e nelle divise, che seduti ad un tavolo rotondo decidono l’impresa. Una stanza del “Museo” è appunto dedicata a queste numero unico - 2014 pag. 36 riunioni (per chiarire ecco la fotogra�a che, meglio delle parole, illustra la scena). Gli “SVA” partirono in otto e tornarono in sette, l’aereo di Sarti cadde durante il ritorno nei dintorni di Vienna. Seconda storia fotogra�a della stanza con i piloti della “serenissima” vista del Castello dal Parco Siamo nel 1917, si pure in piena guerra (sarà l’anno di Caporetto ...) in Italia si studia di migliorare sempre più il servizio postale; e ci si prova con l’aereo. Difatti il 20 Maggio ha luogo un Esperimento di trasporto di Posta, con un volo speciale fra Torino e Roma (e viceversa). Questa volta tutto è organizzato da privati, (naturalmente sotto l’egida delle Poste che, tra l’altro, danno tutti i ragguagli per far viaggiare la posta ...) l’aereo scelto è messo a disposizione dalla Società costruttrice, la “Pomilio” di Torino. Il pilota è Mario De Bernardi (diventerà famoso...). Per l’occasione ci sarà anche l’emissione di un valore postale che darà all’Italia il primato del “1° francobollo ufficiale di Posta Aerea nel Mondo”. Ogni catalogo specializzato ci può indicare tutto quello che si desidera conoscere, compresa l’indicazione di 200 Kg di posta trasportata; forse qualcuno dirà “...... non è una novità”. Però, se pur conosciutissimo, in quanti hanno pensato di collocare l’episodio nel contesto della Storia della 1a Guerra Mondiale ??. cartolina edita dalla Società “Pomilio” cartolina edita dal Circolo Filatelico Italiano Torino numero unico - 2014 pag. 37 Terza storia Questa volta arriva dall’Austria, nel 1918. Le sorti della Guerra volgono ormai a favore dell’Intesa, dopo il fallimento completo delle grandi offensive condotte dagli eserciti degli Imperi Centrali, per l’Austria il terribile attacco sul fronte Italiano (24 settembre 1917), è bloccato sul Piave e tutto è fermo ... Tuttavia c’è chi pensa al domani: le Poste Austriache emettono una serie di 3 valori di Posta Aerea (30 marzo 1918 carta grigia, 24 giugno carta bianca - Sanabria’s Air Post Catalogue) che servivano ad affrancare le corrispondenze trasportate sulla “Prima Linea Postale Aerea Internazionale nel Mondo” (o come dice il Dr. Ferchenbaurer - cataloghista e noto esperto austriaco) “DIE ERSTE INTERNATIONALE FLUGPOST LINIE DER WELT”! La Linea, da Vienna toccava Cracovia, Lemberg, Budapest �no a Kiev. Il servizio durerà �no al 15 Ottobre 1918. Era gestito da aerei militari. Si può affermare che questi tre episodi d’aviazione, sono saldamente inseriti nella storia della 1a Guerra Mondiale. Episodi che concedono qualche attimo di respiro fra un succedersi di odio e di morte, Si può anche dire che - come si è dimostrato - l’uomo cerca sempre di migliorare la vita e i servizi che la rendono più comoda e programmare cose che daranno i loro frutti in un futuro di pace. Ma allora perché si fanno le guerre? “La Moneta” Via S. Lorenzo 109 r 16123 Genova Tel. 010 2468314 FRISIONE PERITO numismatico del Tribunale e C.C. www.frisione.it - e-mail: [email protected] Monete Medaglie Cataloghi Aste di numismatica Siamo interessati a collezioni, monete ben conservate, medaglie storiche, cartamoneta italiana e libri di numismatica numero unico - 2014 pag. 38 L VAN DYCK A GENOVA (2a PARTE) Luciano Fante o scorso anno, in occasione di Genova 2013, abbiamo ricordato il soggiorno nella nostra città del grande maestro fiammingo, e mostrato attraverso i francobolli alcuni capolavori eseguiti da Van Dyck per la famiglia Bignole-Sale, tutt’ora conservati nella loro sede originaria di Palazzo Rosso, che fa parte con altri storici palazzi dei Musei Civici di Strada Nuova, dove i meravigliosi dipinti si possono ammirare. Ma la produzione pittorica genovese del Maestro di Anversa è stata assai più vasta di quanto è stato possibile mostrare nell’opuscolo edito, come di consueto, per la manifestazione annuale di filatelia, numismatica e collezionismo di vario genere, promossa dalla nostra Associazione “La Lanterna”. Questo numero unico di più ampio respiro, ci dà la possibilità di mostrare, sempre attraverso i francobolli emessi nel 1999 per celebrare i 400 anni Affrancatura meccanica del 1999 di Anversa, celebrativa del 4° centenario della nascita di Van della nascita del suo illustre figlio Anton Van Dyck. Dyck, diversi altri importanti dipinti eseguiti a Genova tra il 1621 e il 1627, su commissione di illustri personaggi cittadini, che si contendevano il pittore a caro prezzo. 1) Elena Grimaldi Cattaneo 2) Agostino Pallavicini 3) Battina Balbi Durazzo 4) Nobildonna genovese 5) Paola Adorno ? 6) Giovanni Battista Cattaneo 7) Luigia Cattaneo Gentile 8) Geronima Spinola numero unico - 2014 pag. 39 Nel periodo appena citato, il pittore gira l’Italia, fermandosi più a lungo a Roma, Palermo e Venezia, ottenendo numerose commissioni, specialmente di ritrattistica, e studia i grandi modelli del Cinquecento, in particolare Tiziano, del quale mette in pratica l’alta lezione nei propri dipinti. A Genova torna spesso, ospite dei pittori connazionali Cornelius e Lucas de Wael e, come già visto, le famiglie appartenenti all’alta borghesia cittadina fanno a gara per farsi ritrarre dal giovane brillante pittore, o per commissionargli qualche dipinto di carattere religioso. Una prima rassegna di ritratti l’abbiamo appena vista, e ora ne osserviamo altri, sempre attraverso valori postali editi in occasione del quarto centenario della nascita di Van Dyck. 9) Porzia Imperiale 10) Gentiluomo di casa Spinola (in alto) 11) Marcello Durazzo (in basso)12) Famiglia Lomellini 13) I bambini della famiglia Balbi (cartolina postale) numero unico - 2014 pag. 40 Nel limitato spazio a disposizione per questo articolo, non c’è la possibilità di mostrare tutta la produzione ritrattistica genovese del Maestro di Anversa, o almeno di quella riprodotta sui francobolli, ma non possiamo ignorare alcune significative opere di carattere religioso, nelle quali Van Dyck ha dato il meglio di sé, come l’Ecce Homo di Birmingham proveniente dalla collezione genovese di Francesco Maria Balbi, o il Crocifisso di San Michele di Pagana. Un altro capolavoro che merita di essere mostrato, è la grande pala della Madonna del Rosario, che gli fu commissionata a Palermo durante il suo soggiorno in quella città nel 1624. Il pittore iniziò l’opera in loco, ma sopraggiunse un’epidemia di peste che indusse l’artista a ritornare a Genova, dove completò il dipinto considerato come il maggior capolavoro religioso del fiammingo. Più tardi, circa tre anni dopo, la tela fu inviata a Palermo, presumibilmente via mare, ed ancora oggi fa bella mostra di sé nell’Oratorio del Rosario accanto alla chiesa di San Domenico. 14) Ecce Homo 15) Crocifisso Orero 16) Pala della Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena e i Santi Vincenzo Ferreri, Oliva, Ninfa, Agata, Cristina e Rosalia. Da notare che il bimbo in primo piano scappa turandosi il naso per la puzza che sale da un teschio simbolo della peste, che è posto in basso in posizione invisibile nel foglietto. numero unico - 2014 pag. 41 1) Marchesa Elena Grimaldi Cattaneo, 1623 Olio su tela, 242.9 x 138.5 - National Gallery of Art, Washington, DC - Widener Collection 9) 2) Agostino Pallavicini. 1621-23 - Olio su tela, 216,2 x 141 - J. Paul Getty Museum, Los Angeles 10) Gentiluomo di casa Spinola, 1621 Olio su tela, 241x168 Galleria di Palazzo Rosso, Genova 3) Battina Balbi Durazzo, 1627 - Olio su tela, 218 x 145 - Palazzo Durazzo Pallavicini, Genova 11) Marcello Durazzo, 1624 - Olio su tela, 205 x 125 - Galleria Franchetti, Ca’ d’Oro, Venezia 4) Nobildonna genovese con la figlia, 1623-25 Olio su tela, 218 x 146 Cleveland Museum of Art, Cleveland 5) Nobildonna genovese col figlio, forse Paola Adorno marchesa Brignole-Sale, 1625 - Olio su tela, 189 x 139 - National Gallery of Art, Washington, DC 6) Giovanni Battista Cattaneo, 1625-27 Olio su tela - National Gallery of Art, Washington, DC Widener Collection 7) Luigia Cattaneo Gentile, 1622-23 Olio su tela, 147x112 Musée des beaux-arts, Strasbourg 8) Marchesa Geronima Spinola, 1624 - Olio su tela, 226 x 152 - Gemäldegalerie, Berlin Porzia Imperiale con la figlia, 1625-27 - Olio su tela, 184,5 x134 - Musées Royaux des Beaux-Arts, Bruxelles 12) Famiglia Lomellini, 1623 - Olio su tela, 265x248 - National Gallery of Scotland, Edinbourg 13) I bambini della famiglia Balbi, 1625-27 Olio su tela, 219 x 151 - National Gallery, London 14) Ecce Homo, - Olio su tela, 101,5x78,5 The Trustees of the Barber Institute of Fine Arts, Birmigham 15) Francesco Orero in adorazione del Crocifisso coi santi Francesco e Bernardo, 1626-27 Olio su tela, 325x210 - Chiesa di San Michele di Pagana, Rapallo (Genova) 16) Pala della Madonna del Rosario, 1624-27 Olio su tela - Oratorio del Rosario di San Domenico, Palermo SUL MIO SITO PERSONALE www.marcoghiglione.eu nella pagina articoli / il mio hobby: filatelia e musica troverete il seguente materiale scaricabile gratuitamente in formato PDF: - Da Haiti a Venezia: la filatelia “ traviata” (Bicentenario verdiano 1813 – 2013) - C.E.P.T. 1985 - L’analisi (a puntate) L’organo nei francobolli - parte prima - Omaggio ad Albert Schweitzer L’organo nei francobolli (a puntate) Micologia filatelico/musicale (a puntate) Guida alle mostre filatelico-musicali al Conservatorio “N. Paganini” di Genova I medesimi articoli si trovano in formato HTML sul sito www.lanternafil.it nel sommario ai links Rubrica culturale – Musica in mostra numero unico - 2014 pag. 42 Il denaro di GENOVA e i suoi problemi di datazione Carlo Pedrazzi T ra il X e il XII secolo, la società genovese, sotto lo stimolo di avvenimenti come: crociate orientali e occidentali, politiche di espansione, passaggio da un’economia agricola a mercantile, sente il bisogno di una moneta che sia ben accettata nel mondo commerciale del tempo. Circolava in quel tempo a Genova il denaro pavese, non più erede del buon denaro carolingio ma svilito e dal bassissimo contenuto d’argento. Carlo Magno sul finire del settecento operò una grande modifica; stabilì che da una libbra di metallo ad altissimo titolo di argento si ricavassero 240 monete dette denari, dodici dei quali formassero un soldo. Per più di 300 anni il denaro fu l’unica moneta circolante nel mondo conosciuto, soldo e lira erano solo monete di conto. L’affermazione di potenza marittima, i traffici con il meridione, con la Linguadoca, il litorale provenzale e catalano, faceva sentire l’impellente necessità di una moneta propria e di prestigio. Sul finire dell’anno 1138, Corrado II re dei Romani concedeva a Genova il privilegio di zecca. Nasce la moneta genovese e, come dice il De Negri.1 “s’innesta su quella pavese e della pavese ripete anche lo schema aniconico, con la croce, il nome dell’Imperatore….…e quello della città.” Quale fu il modello cui s’ispirò la zecca per battere il suo primo denaro? Il Casaretto, nel suo interessante saggio2 sulla prima moneta genovese, formula l’ipotesi che non furono presi a modello i denari di Asti, Piacenza o dell’area milanese, ma, un denaro che favorisse la penetrazione commerciale in Provenza, nella Linguadoca e nell’occidente mediterraneo. Secondo l’autore, la scelta fu per i denari melgoriensi cioè il numerario di Melgueil e di Montpellier. Questa moneta aveva gran reputazione anche fuori del meridione francese ma, come tutti i denari dell’alto medioevo, si svilì nel tempo. Da buon argento, si ridusse nel 1130 a un contenuto di un terzo d’argento come stranamente il nostro denaro genovese dieci anni dopo. In un documento del 1141 si ha che il peso del denaro di Genova deve essere 1,099 gr. e il titolo 333/1000. Di diversa opinione è M. Chiaudano3 il quale concorda con il Casaretto nel sostenere che il modello per il denaro genovese non fu il denaro pavese ma dubita che possa riprodurre la moneta melgoriense. Egli elabora l’ipotesi, con una serie di ragionamenti sui cambi correnti e sui contatti commerciali, che forse il modello per il denaro di Genova fu quello astigiano, in quel tempo dello stesso intrinseco. Il denaro genovese, continuò a essere emesso dalla zecca di Genova per oltre due secoli fino al 1339, avvento del primo Doge perpetuo. Il peso, che doveva essere in origine attorno ai gr. 1,09, raramente nei pesi da me controllati supera gli 0,9/0,95 gr., per scendere nelle emissioni con segni di zecca, nei secoli XIII e XIV a 0,45/0,65 gr. Rarissimi o pezzi unici sono quelli di poco superiori il grammo. Infatti, Ruggero, come riportò il Casaretto, lasciò scritto che i più antichi denari di Genova che si conoscano non arrivarono al peso del documento del 1141. primitivo punto al rovescio due punti al rovescio Nel diritto si ha un “castello” o “porta” in un cerchio di perline e la scritta preceduta da una crocetta + .IA.NU.A., al rovescio, in cerchio di perline una croce, e in omaggio a chi concesse numero unico - 2014 pag. 43 il permesso di zecca CUNRADI . REX. Distinguiamo tre tipi di denari: quelli senza punti al rovescio, quelli con un punto ed infine quelli che supponiamo più tardi con due punti. Molte furono le emissioni, nei duecento anni e, vuoi per le inflessibili leggi economiche che regolano il corso della moneta, vuoi per varie cause, come appaltatori della zecca che volevano lucrare oltre il ragionevole dovuto, si ha notizia che nel 1236 l’annalista Bartolomeo Scriba affermava che “la moneta di Genova è talmente falsata da essere rifiutata”. Pene severe furono inflitte e la moneta ritornò alla bontà iniziale. Ogni coniazione di denari fu contraddistinta da segni di zecca come cunei nel campo, stelline, unghioni, trifogli, rotella di sperone n gotica o crescente lunare nei quarti della croce e altro. Anche la forma delle lettere subì nel tempo una trasformazione, specie nelle lettere R, C, X ed E, oltre a variazioni nella forma del Castello o Porta. Corrado Astengo, che fu cultore di questa monetazione, parlò di circa 400 varianti nei segni di zecca oltre nelle varie forme epigrafiche, varianti che purtroppo non ci danno una sequenza cronologica per una datazione delle varie coniazioni. Sotto sono visibili alcuni esemplari con varianti di zecca, come appunto scriveva nel 1961 l’Astengo, segni rappresentativi di appaltatori o di sovraintendenti ovvero di un determinato periodo. Crescente nel primo quarto croce, crocetta nel terzo quarto, interpunzione a trifogli, spina in inizio di leggenda, spina con globetto nel secondo quarto, rotella di sperone a fine leggenda, cuneo nel terzo quarto, anellino sotto castello, stella a inizio leggenda, n gotica nel secondo quarto. Un aiuto per dare in futuro una datazione delle varie emissioni ci può venire dal calo di peso avvenuto nell’arco dei duecento anni e dalle varie analisi del metallo, perché come ebbe a osservare il Desimoni in una sua scheda, pubblicata da Giovanni Pesce4 viene dimostrato l’impoverimento delle paste monetali. E’ da tenere anche in considerazione l’aiuto che potrebbe venire da ritrovamenti di tesoretti portati alla luce da scavi stratigrafici in siti archeologici (come è stato fatto e si sta ancora facendo) Scheda n° 196 Peso in fino di argento per i denari da 1/12° di soldo di buona moneta 1139 Peso in argento fino » 1172 1288 » 1309 » 1327 » 1335 » gr. 0,366 gr. 0,348 gr. 0,198 gr. 0,198 gr. 0,189 gr. 0,176 ( Dati rilevati dal Desimoni sui ragguagli dei registri di zecca ) (Footnotes) 1 T.O.De Negri – Storia di Genova, Aldo Martello ed Milano 1974 2 Pier Francesco Casaretto – La moneta genovese in confronto con le altre valute mediterranee nei secoli XII e XIII 3 Mario Chiaudano – La moneta di Genova nel secolo XII, estratto da “ IL RISPARMIO” Anno V, fasc. 8 (agosto 1957) 4 Schede numismatiche di C. Desimoni numero unico - 2014 pag. 44 GERMANIA 1948: LA “RIFORMA MONETARIA”VISTA ATTRAVERSO DOCUMENTI POSTALI Giorgio Rocchi S catta alle ore zero del 21 Giugno 1948 (a Berlino il 25 giugno) la Riforma monetaria attuata dagli “Alleati” nelle zone di occupazione (U.S.A. - G.B. - Fr). Il 31 Luglio i francobolli “Cifra e Lavoratori” non soprastampati “Corni di Posta” (a tappeto e/o lineari) perdono il loro valore facciale; fino a tale data il loro valore è ridotto al 10% . Il 21 Giugno era appunto stata emessa la serie “soprastampata corni di posta”: andrà fuori corso il 19 Settembre 1948, quindi con una validità limitata a soli 3 mesi. La lettera che segue ci mostra il 1° giorno d’uso dei “corni di posta” (21 giugno). In questa raccomandata il mittente anticipa di un giorno anche la regola imposta dalla Riforma Monetaria: i valori da 80 pf + 2 pf “Corni di posta” valgono 82 pf, il valore da 24 pf non soprastampato vale il 10% (ossia 2 pf). In totale, quindi, il mittente ha affrancato con 84 pf, importo necessario per una lettera raccomandata: lettera 24 pf + 60 raccomandazione. Segue una lettera raccomandata dalla Zona di occupazione Britannica (Neustadt) diretta in Cecoslovacchia. NON E’ IN TARIFFA (.. il che mi lascia completamente indifferente...) ma ci mostra la serie completa “mista” (soprastampa Lineare e/o a tappeto dei “Corni di Posta). La lettera potrà tranquillamente essere esposta nel contesto di una collezione di “Filatelia Tradizionale !” numero unico - 2014 pag. 45 Altre due lettere raccomandate ci mostrano il “modus” della Riforma Monetaria. 22 Giugno 1948: 1° giorno della Riforma: affrancatura per RM 8,40 pari a 84 pf necessari per una raccomandata. numero unico - 2014 pag. 46 6 Luglio 1948: da Berlino altro caso di applicazione della Riforma; RM 8,40 pari a 84 pf come da regola. Entrambe le lettere, consegnate regolarmente il giorno dopo. Queste affrancature, chiamate “DECUPLE”, considerato il loro limitatissimo uso (22 giugno - 31 luglio = 40 giorni), sono molto ricercate dai collezionisti tedeschi che - ovviamente - conoscono molto bene la loro Storia Postale. A GENOVA, il negozio di FILATELIA ! SavaPhil FRANCOBOLLI DA COLLEZIONE MATERIALE FILATELICO DELLE MIGLIORI MARCHE SERVIZIO NOVITA’ SavaPhil sas Via alla Porta degli Archi , 11r 16121 Genova Telefono 010 543002 [email protected] numero unico - 2014 pag. 47 Sui rarissimi ducati del doge Prospero Adorno, su una sua lettera inviata al rivale Battista di Campofregoso e le curiose vicissitudini di questo prezioso documento MEMORIA XXII di MAURICE CAMMARANO L e monete del doge genovese Prospero Adorno si collocano nell’arco di tempo tra il 1339 e il 1528, durante il quale Genova volle darsi un governo popolare con a capo un doge che rimanesse in carica per tutta la vita. Questo periodo storico viene identificato come Periodo dei dogi perpetui o a vita, distinguendolo da quello successivo detto dei dogi biennali. Scopo dei dogi popolari e perpetui era quello di risolvere l’endemica conflittualità intestina della città, mantenere quindi nel tempo una politica interna libera da congiure e da qualsiasi ingerenza da parte di potenze straniere. Questo obiettivo puntualmente fallì e soltanto con la riforma di Andrea Doria (1528) Genova trovò una parvenza di equilibrio politico. Equilibrio prontamente disatteso dalle lotte intestine della nobiltà genovese divisa in due partiti, uno in favore del Papa (i guelfi) e l’altro dell’Imperatore (i ghibellini). Non appena prevaleva una di queste fazioni sull’altra, i dogi che avrebbero dovuto guidare la Repubblica per tutta la loro vita, venivano deposti o costretti alla fuga, oppure fisicamente eliminati. Di conseguenza il dogato venne mantenuto molte volte per periodi brevissimi, tipico esempio è quello di Antoniotto Adorno doge VII che, eletto il 17 Giugno 1378, venne deposto lo stesso giorno. Prospero Adorno, che appartiene a questa folta schiera di dogi, governò Genova per due volte da Marzo 1461 per 4 mesi come doge XXVII e da Agosto 1478 per 3 mesi come Governatore con i 12 capitani. Un vero primato di “lunga” permanenza dogale tra i “dogi perpetui“ ! 1° DOGATO 1461. Il dominio del re di Francia Carlo VII su Genova finì nel 1461 con la cacciata dalla città del presidio francese. Questa volta gli Adorno, secondo il consueto e arrogante rituale, vincenti sui Campofregoso non più spalleggiati dai francesi, elessero nel Marzo dello stesso anno Prospero Adorno doge XXVII. Dopo solo quattro mesi, il suo dogato si concluse con la sua fuga da Genova. Nonostante ciò ebbe il tempo di battere ducati e minuti. Il suo ducato è estremamente raro, se ne conoscono solo due esemplari. Ducato D= : P: A: DVX: IANVENS: XXVII: R = : CONRADVX : REX : ROMANOR : C numero unico - 2014 pag. 48 2° DOGATO 1478. A Genova, dopo quasi 14 anni sotto la signoria degli Sforza, riprende la lotta per il potere tra gli Adorno e i Campofregoso. Nel 1478 Prospero Adorno, forte della protezione degli Spagnoli, si proclama Governatore di Genova con 12 capitani, ma alla fine di Novembre dello stesso anno viene cacciato da Battista Campofregoso. Nei quattro mesi del suo dogato l’Adorno riesce a battere il ducato e il grosso; anche queste monete sono piuttosto rare. Ducato R= CONRADVX : REX : ROMANORVM D= P: A : G : Z: XII: CAPI : POPVLI: IAN Al suo dogato, si associa un singolare episodio documentato da una lettera datata 9 Luglio 1478 inviata a Battista Campofregoso suo acerrimo rivale, nella quale in modo molto sbrigativo lo avvertiva di tenersi lontano dalla città di Genova se non voleva subire le sanzioni previste per i ribelli. Ecco il testo: “ Magni�co Messer Batista, noi havemo intexo quello che ne ha referto li nostri trei compagni quali ne manda con requesta de voi perché in soma ve digheno che noi non volemo lo vostro venire in zenoa a lo presente ne etiam in la valle e cossì ve confortemo a non fare. Imo voi arete a non venire a caxa vostra �nché altramente parrà alla cità. Advisandove che se farete altrementi noi ve Haveremo per Inimigo e rebelle della patria e verso de voi procederemo per ogni via la quale a noi sarà possibile. Essendo voi bon zenoexi como voi dicte, dovete seguire il consiglio nostro e non entrare in altro pensimento. Data Janue die VIIII Julii 1478 Duodecim Capitanei Populi Januensis ” Altrettanto singolare è la vicenda di questa lettera che, come una meteora, compare all’improvviso ed altrettanto rapidamente scompare nell’arco di pochissimi giorni. Si tratta di una pergamena con sigillo dogale pressoché integro, che si affaccia sul mercato antiquario intorno al 1970 ed apparentemente nessuno prima di allora ne conosceva l’esistenza. Il documento oltre ad avere una grande importanza storica, fornisce un raro e particolarissimo spaccato di vita politica genovese di allora, prezioso per tutti gli appassionati di storia locale ma anche per i collezionisti di numismatica genovese. Si dice che un antiquario locale, proprietario del prezioso oggetto, lo propose ad un notissimo ed eminente collezionista d’arte genovese, da poco anche numismatico. Costui lo acquistò immediatamente ed entusiasta dell’eccezionalità del documento lo mostrò, pieno d’orgoglio, ad un suo amico valente numismatico e collezionista. Ovviamente oltre a chiedergli il parere sulla sua autenticità chiese anche se il prezzo richiesto, tutt’altro che trascurabile, fosse adeguato. Sembra che l’esperto numismatico, noto per la sua oculatezza nello spendere, diede il suo parere positivo sull’autenticità della pergamena ma, nonostante l’importanza dell’oggetto, lo riteneva “esageratamente” caro, suggerendo soltanto di farne una fotocopia. Così condizionato, il collezionista restituì la preziosa pergamena all’antiquario. Due giorni dopo, convintosi di aver fatto un gravissimo errore, tornò dall’antiquario per ricomprarla ma, come prevedibile, era già stata rivenduta. Da quel momento, di quel rilevante pezzo di storia genovese non se ne seppe più nulla. numero unico - 2014 pag. 49 DA OLTRE VENT’ANNI NELL’ORGANIZZAZIONE DI MOSTRE E CONVEGNI 34° MARC Genova - 13-14 dicembre 2014 22° MARC Primavera Genova - (aprile 2015) mostramercato attrezzature radioamatoriali & componentistica studio fulcro s.a.s. 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