Giornale
degli impiegati del commercio
Anno 71 - numero 5 - maggio 2013
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MENSILE DELLA SOCIETA’ DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
SOCIETA’ DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
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EDITORIALE
In Ticino da 130 anni!
Ad appena quattro anni dalla commemorazione dei 100 anni di SIC
Ticino, ci accorgiamo che il tempo associativo è trascorso alla velocità
della luce. Infatti, dopo il processo di fusione che ha condotto alla sezione unica cantonale, ci siamo accorti che la SIC è presente in Ticino da ben
130 anni. Improvvisamente un balzo in avanti di oltre venti anni.
Com’è potuto avvenire? Il centenario era riferito alla vecchia Federazione costituitasi nel 1909, sciolta con le quattro sezioni per confluire
nella sezione unica. Una presenza della SIC in Ticino era tuttavia antecedente alla data di fondazione della Federazione cantonale. Infatti, il 20
ottobre 1883 si costituì la sezione di Lugano, la prima in Ticino.
In copertina
Il Museo della musica (Musikmuseum) del
Museo storico di Basilea, nell’ex prigione
del Lohnhof, ospita la più grande collezione di strumenti musicali della Svizzera.
Il museo è stato inaugurato nel 2000 e
illustra cinque secoli di storia della musica
europea.
Grazie a un sistema informativo multimediale è inoltre possibile vivere gli strumenti anche dal punto di vista acustico.
Sarà questa la data da adottare e ricordare per la fondazione dell’associazione in Ticino, esattamente dieci anni dopo la prima sezione svizzera costituitasi a Zurigo nel 1873.
Il comitato ha deciso di non dimenticare quest’avvenimento ma di ricordarlo contemporaneamente ai dieci anni dall’inaugurazione della nostra sede e centro di formazione di Bellinzona.
Valerio Agustoni
sommario
3
4
5
6
8
10
Il giurista
Il telefonino ha quarant’anni
Tiratura 1370 copie
Editore
Federazione Ticinese della Società
degli impiegati del commercio
Redazione SIC Ticino
Via Vallone 27, CH-6500 Bellinzona
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Acquistare all’estero
Il progetto europeo ConVET
Quando sbagliando si impara
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ANNO 71 - NR. 5 - MAGGIO 2013
I L G I U R I S TA
Domande e risposte dal servizio giuridico
Il datore di lavoro può rifiutare il pagamento
dello stipendio?
(Context 2013) A seguito di una situazione di mobbing, Andrea subisce un burnout con la conseguente inabilità al lavoro. Il medico curante gli comunica che il burnout non è considerato come malattia.
Andrea si preoccupa e teme che il datore di lavoro
gli possa rifiutare il pagamento dello stipendio.
Egli si chiede inoltre se questa situazione possa
avere influsso anche sulla protezione dalla disdetta.
L’obbligo di pagamento dello stipendio per un
periodo di tempo limitato è stabilito dall’art 324 a)
CO. Nella legge, l’elencazione delle cause non è
esaustiva. I disturbi che generano un’inabilità lavorativa, anche se non classificati come malattia, giustificano l’obbligo di pagamento dello stipendio da
parte del datore di lavoro. Il medico dovrà valutare
se il lavoratore si trova nelle condizioni di poter
compiere il lavoro che gli è assegnato o meno.
Normalmente in caso di burnout una persona non
è in condizione di poter lavorare. Il medico dovrà
così certificare il grado di abilità rispettivamente
d’inabilità al lavoro.
Riguardo alla protezione dalla disdetta, l’incapacità lavorativa è considerata dovuta a malattia quando non è ammissibile che, per motivi legati allo
stato di salute, il dipendente possa compiere il proprio lavoro.
La protezione dalla disdetta ha per scopo di proteggere il lavoratore dalla perdita del posto di
lavoro in un momento in cui la ricerca di un posto
di lavoro sarebbe reso difficile o impossibile dall’incapacità lavorativa. È il caso quando il lavoratore
soffre di un burnout. Per questo motivo il principio
della protezione dalla disdetta trova applicazione.
ARTICOLI DETERMINANTI
CO - Art. 324 a): Impedimento del lavoratore
1 Se il lavoratore è impedito senza sua colpa di
lavorare, per motivi inerenti alla sua persona,
come malattia, infortunio, adempimento d’un
obbligo legale o d’una funzione pubblica, il datore di lavoro deve pagargli per un tempo limitato
il salario, compresa una adeguata indennità per
perdita del salario in natura, in quanto il rapporto di lavoro sia durato o sia stato stipulato per più
di tre mesi.
CO - Art. 336 c): Disdetta in tempo inopportuno
da parte del datore di lavoro
1 Dopo il tempo di prova, il datore di lavoro non
può disdire il rapporto di lavoro:
b) allorquando il lavoratore è impedito di lavorare, in tutto o in parte, a causa di malattia o infortunio non imputabili a sua colpa, per 30 giorni nel
primo anno di servizio, per 90 giorni dal secondo
anno di servizio sino al quinto compreso e per 180
giorni dal sesto anno di servizio.
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GIORNALE DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
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CURIOSITÀ
Il telefonino ha quarant’anni
Il mattino del 3
aprile 1973 Martin
Cooper, capo della
squadra della
Motorola incaricata
di sviluppare la telefonia mobile, telefonò a Joel Engel, capo
dei laboratori Bell il
suo principale competitore. Era in assoluto la prima chiamata effettuata con un
cellulare
«Joel, sono Marty, ti sto chiamando da un telefono
cellulare». L’apparecchio usato pesava quasi un
chilo, era lungo circa venticinque centimetri, e i
tecnici lo avevano soprannominato con due nomignoli affettuosi: «il mattone», o «la scarpa». La
batteria aveva una durata di 30 minuti. Dopo quella chiamata il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Questa semplice telefonata, fatta davanti
all’Hilton Hotel di Manhattan avrebbe rivoluzionato il mondo. Si dovette comunque attendere 10
anni prima che questo apparecchio assumesse una
forma tascabile. Infatti, all’inizio, si pensò di utilizzarlo esclusivamente sui veicoli. In seguito, la diffusione fu rapidissima.
Il telefono cellulare è un apparecchio radio mobile
per la comunicazione mediante radiotelefonia.
Quando si effettua una chiamata, il cellulare emette radioonde che sono ricevute dall’antenna della
più vicina stazione di base.
4
La stazione di base è dotata di celle radio capaci di
diverse connessioni con apparecchi mobili nella
propria area di copertura oppure di ridirigere la
chiamata a un’altra stazione di base oppure alla
normale rete fissa.
Il telefono cellulare consente dunque di avere
disponibile un collegamento telefonico quando ci
si trova nel raggio di copertura di una “cella
radio” di una stazione radio base cui agganciarsi.
Il limite di distanza di copertura dipende dalle specifiche tecniche, ed è variabile da poche centinaia
di metri fino a 35 km, e dalla tipologia del terreno
su cui si svolge la comunicazione.
In Svizzera, il telefono mobile fu introdotto nel
1975 dalle PTT, l’attuale Swisscom, con la denominazione Natel. Il termine Natel è usato esclusivamente in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. All’inzio anche la Svizzera pensò di limitarne
l’uso ai soli autoveicoli.
Nel 1978 entrò in funzione la prima rete mobile.
Gli apparecchi denominati Natel A funzionavano
solo sugli autoveicoli.
Nel 1983, la tecnologia era già avanzata. Fu messo
in esercizio la rete Natel B; gli apparecchi, pur se
portatili, pesavano 12 chilogrammi ed erano montati in una valigetta. Solo nel 1987 ci si poté sbarazzare della valigetta. Con la messa in funzione
della rete Natel C, gli apparecchi divennero veramente portatitli, malgrado pesassero ancora 1,5
chilogrammi. Poi lo sviluppo compì passi da gigante. Gli apparecchi divennero sempre più piccoli e
leggeri; le reti più performanti così come le prestazioni. La telefonia mobile di per sé, è ormai quasi
sussidiaria a tutte le applicazioni possibili e immaginabili che conosciamo.
ANNO 71 - NR. 5 - MAGGIO 2013
L AVORO
Acquistare all’estero
Secondo un recente studio dell’istituto di ricerca di
mercato GfK, nel 2012 gli Svizzeri hanno fatto
acquisti all’estero per un volume complessivo di
ben 8,9 miliardi di franchi. I Ticinesi oltrefrontiera
hanno lasciato 430 milioni. Lo studio è stato commissionato dalla Comunità d'interessi commercio al
dettaglio Svizzera.
Negli ultimi due anni, i media hanno documentato
diffusamente il fenomeno della spesa oltrefrontiera. L’evoluzione del corso dell’euro ha avuto conseguenze sui comportamenti d’acquisto degli
Svizzeri? In merito non esistevano dati.
La Comunità d’interessi commercio al dettaglio
svizzera ha perciò dato mandato all’Istituto di
ricerca GfK di analizzare il fenomeno.
Dal settembre al dicembre 2012 sono state intervistate online 4480 persone delle tre regioni linguistiche, così ripartite: 72 percento dalla Svizzera
tedesca, 23 percento dalla Romandia e il 5 percento dal Ticino.
Sono stati presi in considerazione merci di diverso
tipo: generi alimentari, abbigliamento, calzature,
articoli sportivi, prodotti per la cura del corpo, per
l’igiene personale, libri, medicamenti, casalinghi,
prodotti per casa e giardino, arredamenti ecc.
4.6 miliardi sono spesi in Germania, 1.4 in Francia,
0.4 in Austria, 0.8 in Italia e 1.1 miliardi in altri
Paesi. Il Ticinese spende 365 milioni in Italia, 35
milioni in Germania, 12 milioni in Austria, 3 milioni in Francia e 15 milioni in altri Paesi.
Il prezzo più favorevole sembra essere l’argomento principale. Per il 24 percento degli intervistati
sono gli orari d’apertura più favorevoli ad attirare
il consumatore. Quest’ultimo argomento è molto
importante per i Ticinesi: in tal senso si è espresso
il 55 percento degli intervistati contro il 24 percento della media svizzera.
Risulta che il 58 percento dei Ticinesi si
reca almeno una
volta al mese
all’estero per fare
acquisti contro il 44
percento degli
Svizzero tedeschi e il
51 percento dei
Romandi.
Lo studio evidenzia che la maggior parte della
spesa all’estero concerne i prodotti di prima necessità e la motivazione di recarsi all’estero risiede nel
prezzo più favorevole. È interessante costatare l’incoerenza dell’atteggiamento del consumatore con
la realtà che emerge dal confronto dei prezzi.
Secondo la rivista dei consumatori “La borsa della
spesa” del mese di marzo, per il medesimo paniere
di merci risulta che la spesa in Ticino è meno cara.
Di questa realtà se ne sono accorti anche i nostri
vicini che hanno iniziato a frequentare nuovamente i negozi della nostra grande distribuzione della
zona di confine.
Le tipologie d’acquisto sono state classificate come
segue:
- turismo degli acquisti, per chi si reca almeno una
volta al mese all’estero per fare la spesa;
- acquisti in occasioni di vacanze o visite;
- acquisti online, quando la mere è spedita dall’estero.
Risulta che il 58 percento dei Ticinesi si reca almeno una volta al mese all’estero per fare acquisti
contro il 44 percento degli Svizzero tedeschi e il 51
percento dei Romandi. Il volume del fatturato complessivo è di 8,9 miliardi di cui 4.5 miliardi per
acquisti mirati (turismo degli acquisti), 3.8 miliardi
in occasione di vacanze e solo 0.6 miliardi per
acquisti online.
Il gruppo di merci più rilevante, con 3.0 miliardi, è
la categoria comprendente gli alimentari, le bevande, i prodotti per l’igiene e la cura del corpo e i
casalinghi. Seguono con 2.6 miliardi il gruppo dell’abbigliamento e delle calzature.
GIORNALE DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
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FORMAZIONE
Coerenza fra i luoghi di apprendimento:
il progetto europeo ConVET
Le sfide poste dalla società della conoscenza e dalla globalizzazione rendono più complesso il trasferimento di competenze dai sistemi formativi al
mondo del lavoro che richiede sempre più lavoratori flessibili, orientati ad
una formazione continua e capaci di gestire le innovazioni. Ciò mette in
continua discussione l’efficacia dei sistemi di formazione professionale
ponendo un accento sui legami tra quanto studiato a scuola e quanto
applicato nel mondo del lavoro.
Il tema è importante per SIC Ticino: da una parte
se ne parla nelle Commissioni di vigilanza dei
Centri Professionali Commerciali, d’altra parte
alcuni nostri collaboratori attivi nella formazione
di base stanno vivendo uno stimolante confronto
europeo proprio su questi temi.
Non diciamo nulla di nuovo: la coerenza tra i
diversi luoghi di apprendimento nella formazione
professionale è una delle chiavi di successo del
sistema della formazione professionale. Se in
azienda si vive l’aspetto pratico, a scuola predomina l’approccio teorico: riuscire a portare quanto
appreso a scuola sul posto di lavoro (e viceversa)
permette di rafforzare il sistema non solo educativo ma anche quello economico. Se questo non
funziona a farne le spese sono i profili professionali che ne rimangono indeboliti.
Il tema è molto dibattuto in Svizzera e in Europa:
ne parla la letteratura specifica, nuove metodologie a sostegno delle persone in formazione nei
processi di apprendimento sono introdotte, non
da ultimo il corso interaziendale si propone nel
ruolo di ponte tra i due mondi, quello della scuola
e quello dell’azienda. Come viene regolata per
diverse professioni e in diversi paesi Europei questa ormai da tutti riconosciuta come sfida?
Il progetto ConVET (Connectivity in Vocational
Education and Training) finanziato con il supporto
della Commissione europea nell’ambito del programma Leonardo da Vinci si propone di progredire nella comprensione della connessione tra luoghi di apprendimento scuola e lavoro.
Gli intenti del progetto sono i seguenti:
• Mappare e comprendere i differenti modi di
regolare e realizzare la connessione tra scuola e
luoghi di lavoro nella formazione professionale;
• promuovere il dialogo tra gli attori chiave del
sistema di formazione professionale su quelli che
6
sono i significati, le sfide e le possibili strategie per
promuovere la connessione tra scuola e luoghi di
lavoro;
• individuare linee di intervento per promuovere
la connessione scuola-luogo di lavoro;
• gettare le basi per lo sviluppo di approcci pedagogici innovativi per promuovere la connessione
tra scuola e luoghi di lavoro.
Su questo progetto lavora una partnership di cui
fa parte anche SIC Ticino. La rete di collaborazione
include diverse organizzazioni europee (Svizzera,
Germania, Austria, Italia e Finlandia ) coinvolte a
vario titolo nella formazione professionale. Ogni
organizzazione porta alla rete e al progetto le
proprie competenze: SIC Ticino porta la sua esperienza di terreno nella formazione pratica degli
impiegati di commercio.
Dopo tappe in Finlandia, Germania, Austria e
Italia, il progetto si concluderà nell’estate 2014 con
un convegno internazionale organizzato dai partner svizzeri e che si terrà a Lugano.
ANNO 71 - NR. 5 - MAGGIO 2013
Connectivity in Vocational Education and Training
FORMAZIONE
dizione di sistema duale: il numero delle aziende
che accetta apprendisti sembra diminuire e le
aziende sembrano progressivamente meno capaci
di offrire formazione ed esperienza adeguate per
affrontare le conoscenze e i compiti di più ampio
respiro, che appare oggi richiesto dai nuovi profili
professionali. Questa sfida dovrebbe far riflettere
gli attori della formazione professionale in
Svizzera.
• La globalizzazione richiede di incrementare la
mobilità internazionale di persone in formazione
e datori di lavoro in Europa. Il transfer, le procedure di accumulo e riconoscimento delle competenze e delle esperienze di apprendimento tra differenti sistemi di formazione professionale costituisce oggi una priorità (ECVET), il sistema europeo di
crediti per la formazione professionale.
Queste sfide richiedono una stretta collaborazione tra gli attori del sistema di formazione professionale in Europa. Il progetto ConVET si propone
di gettare le basi per sviluppare approcci innovativi sul piano pedagogico per rafforzare la connessione tra ambienti di apprendimento.
Le sfide della formazione professionale
Diverse sfide possono essere distinti nel sistema di
formazione professionale. Eccone alcune (tratte
dai documenti del progetto ConVET):
• E’ necessaria una più stretta interconnessione tra
chi eroga la formazione ed i contesti di lavoro al
fine di poter sviluppare programmi di formazione
professionale i cui contenuti trovino corrispondenza con le richieste attuali del mondo del lavoro in
termini di conoscenze, competenze chiave e professionali, e di attitudini (livello del contenuto).
• Una maggiore sinergia tra scuola e contesti di
lavoro deve essere promossa anche a livello dei
processi pedagogici, valorizzando l’arricchimento
reciproco di un apprendimento scolastico e sul
lavoro ed integrando entrambe gli apprendimenti
in un processo di sviluppo professionale più
ampio.
• Difficoltà nell’ottimizzare l’integrazione tra
apprendimento a scuola e nel posto di lavoro sembrano emergere anche dalle nazioni con forte tra-
GIORNALE DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
IL PARTNENARIATO DI CONVET
(PROGRAMMA LEONARDO)
Promotore del progetto: IUFFP, Istituto Universitario
Federale per la Formazione Professionale, LuganoMassagno (CH).
Partner di progetto:
- SIC Ticino, Bellinzona (CH)
- Technische Universität Darmstadt. Arbeitsbereich
Technikdidaktik Institut für Pädagogik. Darmstadt
(D).
- Technische Universität Chemnitz. Chemnitz (D)
- LFUI Leopold-Franzens Universität Innsbruck.
Department of organization and learning (Business
and Vocational Education). Innsbruck (A)
- Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri. Torino
- Cooperativa ORSO. Torino (IT).
- The Finnish Institute for Educational Research
(FIER) (FI).
7
FORMAZIONE
Quando sbagliando si impara:
premiato il miglior colloquio di consulenza
Nella prima settimana di aprile sono stati premiati gli apprendisti di commercio che durante il corso interaziendale dedicato al colloquio con il
cliente hanno fornito le migliori prestazioni. Un grande complimento ai
primi 3 classificati Fabio Cattani, Julie Ann Giovanola e a Ivana Brezonjic;
un grazie va espresso a tutti i partecipanti al corso per l’impegno e la
serietà dimostrata nelle attività proposte!
8
formazione professionale, a partire dalle esperienze personali degli apprendisti».
Le tecnologie diventano allora in Dual-T strumento per supportare le attività di apprendimento.
«Nel lavoro con gli apprendisti di commercio aggiunge Elena Boldrini - abbiamo voluto rendere
operativo questo approccio utilizzando le tecnologie per “catturare” (tramite video-registrazioni) le
esperienze professionali dei partecipanti, per poi
analizzarle partendo dall’ipotesi che l’errore possa
essere motore per una riflessione e un apprendimento efficaci».
Nell’obiettivo di essere innovativi e all’avanguardia nei propri corsi interaziendali, SIC Ticino sta
lavorando da alcuni anni a stretto contatto con lo
IUFFP (Istituto Universitario Federale per la formazione professionale). Così è stato anche per il
corso proposto agli apprendisti di commercio al
secondo anno di formazione su un importante
tema: il colloquio con il cliente. Oltre alle classiche
teorie, i partecipanti al corso hanno avuto la possibilità di sperimentare e filmare simulazioni di
situazioni professionali e di analizzarle con il supporto del video interattivo messo a disposizione
dallo IUFFP. L’attività della giornata di corso è
stata progettata, seguita e monitorata con il supporto di Alberto Cattaneo ed Elena Boldrini,
docenti e ricercatori presso lo IUFFP, che hanno
potuto trarre dal lavoro svolto importanti dati per
il loro lavoro di ricerca nell’ambito di Dual-T, il
progetto della leading house nazionale sul ruolo
delle tecnologie nella formazione professionale.
I risultati della ricerca serviranno a SIC Ticino in
un’ottica di miglioramento continuo della formazione pratica per impiegati di commercio. Gli strumenti sperimentati con la ricerca Dual-T entreranno a far parte dello strumentario di formazione:
sia per apprendisti, sia per studenti delle scuole
medie di commercio. A tutto beneficio - speriamo! – delle persone in formazione nel settore.
«Il principale obiettivo di Dual-T - ci spiega
Alberto Cattaneo - è quello di progettare e valutare attività di insegnamento-apprendimento che
possano aiutare a rendere più funzionali le differenze tra scuola e posto di lavoro, e dunque a
meglio articolare la relazione tra i tre luoghi della
Sulla base dei lavori svolti durante la giornata di
corso con circa 160 persone in formazione è stata
allestita una classifica che tenesse conto di diversi
criteri. Nella pagina accanto pubblichiamo i primi
10 classificati a cui vanno i complimenti di SIC
Ticino.
Quali i risultati ottenuti? «Sarà banale - prosegue
Cattaneo - ma uno dei risultati che abbiamo potuto misurare scientificamente è che “sbagliando si
impara”».
Detto in altre parole: partendo da una propria
esperienza personale realmente vissuta e ragionando in modo strutturato sugli errori fatti si
impara in maniera più efficace rispetto a modalità
di insegnamento più teoriche e anche focalizzate
su esempi di procedure corrette.
ANNO 71 - NR. 5 - MAGGIO 2013
FORMAZIONE
Rango
1
2
3
4
5
6
7
8 *)
8 *)
8 *)
Nome
Cattani Fabio
Giovanola Julie Ann
Brezonjic Ivana
Arnaboldi Sayuri
Arnold Ramona Zeza
Falconi Jessica
Gajic Alexandra
Iglesias Tavarez Maribi
Dzinaku Gabriel
Lombardini Luana
Scuola
CPC Locarno
CPC Locarno
CPC Locarno
CPC Lugano
CPC Lugano
CPC Chiasso
CPC Bellinzona
CPC Bellinzona
CPC Chiasso
CPC Bellinzona
Datore di lavoro
Società Elettrica Sopracenerina, Locarno
Geobrugg AG, Riazzino
Diamond SA, Losone
IUFFP, Lugano
BWA Yachting SA, Lugano
Elettricità Falconi SA, Morbio Inferiore
ARAF Ticino
Carpoint SA, Giubiasco
Centonze Emanuele SA, Balerna
Instalux SA, Bellinzona
Nella foto: i premiati con i
formatori del corso. Dietro
da sinistra: Ivana Brezonjic,
Julie Ann Giovanola, Fabio
Cattani, Elena Boldrini.
Davanti da sinistra: Alberto
Cattaneo, Marco Ricci.
*) parimerito
GIORNALE DEGLI IMPIEGATI DEL COMMERCIO
9
infoSIC
Centro di competenze HR
SIC Ticino e HR Ticino si uniscono per promuovere un
centro di competenze ticinese nelle risorse umane, allo
scopo di operare a favore della crescita professionale e
dell’economia ticinese e di attivare una rete d’interesse
per i propri associati. Le aree di intervento comuni
saranno la formazione, il perfezionamento, l’innovazione e lo sviluppo.
Manifestazione SIC: l’ergonomia in ufficio
Giovedì 13 giugno SIC Ticino in collaborazione con la
SUVA organizza un seminario sul tema dell’ergonomia.
È compito comune di datori di lavoro e impiegati vegliare affinché i posti di lavoro, gli apparecchi e i mezzi
ausiliari siano concepiti e istallati secondo principi
ergonomici: così ha previsto il legislatore.
La serata sarà animata da Fabia dell’Era, licenziata in
scienze naturali ETH e comprende una parte teorica e
l’applicazione pratica.
Assemblea ordinaria
I soci di SIC Ticino, sono convocati martedì 4 giugno
2013 alle ore 18.15 per deliberare sul seguente ordine
del giorno:
01. Nomina del presidente del giorno e degli scrutatori
02. Approvazione del verbale dell’assemblea del 9 ottobre 2012
03. Approvazione del rapporto sull’attività 2012
04. Presentazione del rapporto finanziario e del rapporto
dei revisori per la gestione 2012
05. Approvazione dei conti 2012
06. Approvazione delle indennità del Presidente e dei
Membri del Comitato direttivo
07. Fissazione delle tasse sociali 2013
08. Approvazione del preventivo 2013
09. Nomina dell’ufficio di revisione
10. Nomina dei membri onorari
11. Approvazione delle linee guida di SIC Ticino
12. Approvazione di risoluzioni
13. Eventuali
La riunione avrà luogo presso l’aula magna della Scuola
cantonale di commercio di Bellinzona. Interverrà il
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele
Bertoli. Al termine dell’assemblea sarà servito un ricco
spuntino.
I soci interessati sono invitati a iscriversi presso il
nostro segretariato oppure compilando il modulo di
iscrizione elettronica su www.sicticino.ch entro il 29
maggio 2013.
10
Iscrizioni tramite il segretariato SIC Ticino o elettronicamente sul sito www.sictcino.ch/manifestazioni.
Benessere per gli occhi
Il 18 aprile si è tenuta la serata informativa dal titolo
“Benessere per gli occhi”. Grazie alla collaborazione di
Mister Optic e dell’Istituto scientifico Intervision di
Milano, si è potuto organizzare un incontro di notevole
interesse. Lo schermo del computer fa ormai parte
della nostra quotidianità e l’affaticamento visivo una
marcata conseguenza.
Riconoscimento per la ricerca
Il Best Paper Award, riconoscimento attribuito da una
giuria di esperti in occasione del Congresso internazionale sulla formazione professionale 2013 organizzato a
Zollikofen nel mese di marzo, è stato conferito a pari
merito a due gruppi di ricerca dello IUFFP di Lugano:
• Elena Boldrini e Alberto Cattaneo per il lavoro presentato nell’ambito del progetto Dual-T «Procedural
learning in VET through written identification of errors»;
• Viviana Sappa e Carmela Aprea per il document di
ricerca relative al progetto ConVet «Individual conceptions of connectivity: How Swiss teachers, trainers and
apprentices perceive vocational learning across learning sites».
In entrambi progetti SIC Ticino è parte attiva: nell’uno
quale partner di sperimentazione per le attività relative
all’apprendimento e alle nuove tecnologie nei diversi
luoghi di apprendimento (vedi articolo “Quando sbagliando si impara”), nell’altro quale partner del progetto
ConVet, attività finanziata con il sostegno della
Commissione Europea nell’ambito dei progetti
Leonardo.
Fatti e cifre sulla formazione professionale:
edizione 2013
È stata pubblicata la nuova edizione dell’opuscolo "La
formazione professionale in Svizzera – Fatti e cifre
2013" della Segreteria di Stato per la formazione, la
ricerca e l’innovazione (SEFRI). Oltre a rappresentazioni
di carattere generale sul sistema svizzero della formazione professionale, l’opera propone anche grafici su
temi quali l’"Ingresso nel mondo del lavoro", la
"Formazione professionale superiore" e il
"Finanziamento della formazione professionale".
L’opuscolo è disponibile anche in italiano e può essere
scaricato dal sito www.sicticino.ch/formazione.
Misure di risparmio: le scuole professionali san
gallesi chiudono per una settimana
Nel pacchetto di risparmio dovuto alla stabilizzazione
del bilancio pubblico del Canton San Gallo è compresa
anche una misura straordinaria che prevede una settimana di vacanza supplementare nelle scuole professionali. Questa misura, applicata a inizio febbraio, non è
stata motivata con argomenti pedagogici, bensì finanziari.
Più posti di formazione nell'amministrazione
Cogliendo la segnalazione della Divisione della formazione professionale, il Consiglio di Stato ticinese ha
chiesto a tutti i servizi dell'amministrazione di valutare
se non fosse possibile creare un nuovo posto di formazione nel proprio settore d’attività. In questo modo i
singoli servizi potrebbero dare il buon esempio come
azienda anche nel campo della formazione professionale di base.
Le aziende svizzere cercano personale
Nel corso dell’anno, quattro di cinque aziende, pari
all’82 percento, intendono assumere nuovo personale.
Con questa previsione, la Svizzera si situa sopra la
media europea del 76 percento ma al di sotto di quella
dell’America, dell’Asia e dell’Oceania che registrano il
90 percento.
Risulta da un’indagine online condotta dall’azienda di
consulenza Michael Page intervistando 4000 responsabili HR di aziende di tutto il mondo. Di questi, 174 concernevano la Svizzera. Dalle interviste risulta che molti
datori di lavoro considerano il proprio personale il capitale più importante per garantire la concorrenzialità
aziendale.
In Svizzera, il reclutamento del personale avviene attraverso diversi canali: i più gettonati sono i portali online,
seguiti dai portali internet delle aziende e dalle agenzie
di collocamento.
ANNO 71 - NR. 5 - MAGGIO 2013
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La politica europea del risparmio manca i propri
obiettivi
Secondo l’Organizzazione mondiale del lavoro, dal 2008
i disoccupati dell’UE sono aumentati di 10 milioni;
attualmente 26 milioni di persone attive sono senza
lavoro. Per questo motivo l’Organizzazione internazionale ha dichiarato in un comunicato stampa che le misure
di austerità adottate in Europa sono fallite aggiungendo
che, per risollevare le sorti del mercato del lavoro bisogna , in primo luogo affrontare i problemi strutturali del
settore finanziario che stanno all’origine della crisi. In
secondo luogo bisogna combattere le pressioni al ribasso sui salari, adottare misure di emergenza come i
sistemi di garanzia per l’occupazione dei giovani e praticare il dialogo sociale tra Stato e partner sociali.
I vantaggi del telelavoro
I ricercatori dell’Organizzazione Internazionale del
Lavoro sono giunti alla conclusione che il telelavoro
migliora il livello di soddisfazione e riduce sostanzialmente l’assenteismo. Il lavoro a domicilio gioverebbe
all’integrazione delle donne poiché permetterebbe loro
di conciliare l’attività professionale con gli impegni
familiari. Anche alle persone disabili si presenterebbero nuove prospettive professionali grazie al fatto di non
doversi recare fisicamente sul posto di lavoro.
L’amministrazione cantonale è competitiva
Da diversi anni le Camere di commercio della Svizzera
romanda e Ticino conducono una ricerca sulla competitività delle amministrazioni cantonali. Quest’anno, oggetto dell’inchiesta condotta fra gli associati delle Camere
in oggetto sono stati i seguenti temi: il fisco, la formazione professionale, la protezione dell’ambiente e la
gestione del territorio (questi tre temi vengono riproposti per la seconda volta) e la sicurezza (tema nuovo).
Nel 2011, in occasione della prima partecipazione, il
Ticino aveva ottenuto il secondo posto per quanto
riguarda le valutazioni globali, nel 2013 risulta essere al
primo posto, di poco davanti a Friborgo.
Eccedenza nei conti dell’assicurazione disoccupazione
L’assicurazione contro la disoccupazione chiude il conto
annuale 2012 con un’eccedenza di 1,16 miliardi di franchi e con debiti accumulati di 5 miliardi di franchi. Sono
risultati che risultano prima della revisione del Controllo
federale delle finanze.
Riconoscimento dei diplomi esteriSul mercato del
lavoro la mobilità dei professionisti e delle imprese
riveste grande importanza. Di conseguenza, anche il
riconoscimento dei diplomi svolge un ruolo determinante in quanto, per molte professioni è necessario ottenere un riconoscimento ufficiale del diploma conseguito
all’estero.
Nel quadro dell’Accordo sulla libera circolazione delle
persone, la Svizzera collabora strettamente con l’UE e
partecipa al sistema europeo di riconoscimento dei
diplomi. Anche le persone di Stati non appartenenti
all’UE/AELS possono far riconoscere il proprio diploma
in Svizzera.
La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e
l'innovazione (SEFRI) è il centro di coordinamento al
quale rivolgersi per domande di ordine generale in
merito al riconoscimento dei diplomi in Svizzera ed è la
Segreteria competente per il riconoscimento nel campo
della formazione professionale e delle scuole universitarie professionali.
Grazie all’eccedenza, nel 2012 è stato possibile rimborsare alla Tesoreria federale mutui per 1 miliardo di franchi. Alla fine del 2012 i debiti accumulati si sono quindi
ridotti a 5 miliardi di franchi. Il limite massimo dell’indebitamento previsto dalla legge è stato di 6,7 miliardi.
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SIC Ticino rappresenta gli interessi degli impiegati nella politica e nell’economia. Si batte
a favore dei propri associati per promuovere la sicurezza al posto di lavoro.
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Via Vallone 27, CH-6500 Bellinzona
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