Walter Ferreri
Il legame tra l’umanità e la Luna ha radici antiche: la Luna ha accompagnato
l’umanità attraverso tutta la sua storia e l’ha sempre affascinata, ispirando grandi miti e leggende, molte delle quali sono riportate in questo libro, come anche
parecchie credenze e influssi. Ma, di questi ultimi, quali sono reali e quali sono
solo frutto di fantasie?
Oltre a rispondere a queste domande, la trattazione - affiancata da una ricca
documentazione illustrativa - passa in rassegna le formazioni lunari più interessanti e curiose, in modo da costituire un vademecum per tutti coloro che
desiderano seguirla nelle sue fasi, oltre a presentare le missioni spaziali lunari
aggiornate fino al 2009.
Completano il volume un elenco di eclissi totali di Luna visibili dall’Italia fino
al 2020, un calendario perpetuo, per conoscere le fasi lunari per qualsiasi data, e
una dettagliata mappa lunare, la più completa realizzata da un autore italiano.
LA LUNA
origine culto miti
credenze influssi
Walter Ferreri
Svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino, dove si occupa di ricerca scientifica, di telescopi e di astrofotografia. Ha
scritto numerosi libri di divulgazione e centinaia di articoli e ha collaborato a
opere enciclopediche, oltre a tenere corsi di astronomia e conferenze. Nel 1977
ha fondato la rivista Orione, della cui versione attuale Nuovo Orione è il direttore scientifico.
GRUPPO
EDITORE
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In ricordo di mia Madre,
senza la quale né questo, né qualsiasi altro mio lavoro sarebbe mai esistito.
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La Luna
In copertina: la luce cinerea lunare ripresa da Juri Cenciarelli
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SOMMARIO
Prefazione........................................................................................................... 3
Introduzione ..................................................................................................... 5
Dalla preistoria a Galileo ................................................................................... 9
Raffigurazione fantasiosa sulle macchie lunari ................................................. 13
Mappe lunari ...................................................................................................... 15
Notizie generali sulla Luna ................................................................................ 17
Origine della Luna ............................................................................................. 20
I viaggi lunari immaginari ................................................................................ 28
Le missioni spaziali lunari ................................................................................ 30
Le fasi della Luna - La settimana ..................................................................... 36
La Luna è al primo o all’ultimo quarto?............................................................ 42
Strumenti per l’osservazione.............................................................................. 43
Consigli per l’osservazione................................................................................ 45
Due-tre giorni dopo la Luna nuova.................................................................... 48
Dopo quattro-cinque giorni................................................................................ 51
Il primo quarto .................................................................................................. 56
Due-tre giorni dopo il primo quarto................................................................... 62
Luna quasi piena e piena.................................................................................... 70
Eclissi di Luna ................................................................................................... 76
Dopo il plenilunio .............................................................................................. 79
Come fotografare la Luna .................................................................................. 80
Influssi della Luna.............................................................................................. 82
Le maree............................................................................................................. 84
Influssi meteorologici......................................................................................... 88
Motti e credenze popolari dell’influenza della Luna sul tempo ........................ 90
Influssi sismici ................................................................................................... 94
Influssi nel regno vegetale ................................................................................. 97
La Luna rossa ..................................................................................................... 99
Influssi nel regno animale.................................................................................. 101
Influssi negli esseri umani ................................................................................. 104
La licantropia ..................................................................................................... 111
Miti, tradizione e culto....................................................................................... 113
Blue Moon.......................................................................................................... 120
La Terra vista dalla Luna ................................................................................... 121
Motti, massime e proverbi sulla Luna ............................................................... 123
Alcuni dati interessanti....................................................................................... 124
Calendario perpetuo ........................................................................................... 125
Mappa lunare...................................................................................................... 126
Carta della Luna ................................................................................................. 128
Bibliografia essenziale ...................................................................................... 134
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Prefazione
Messaggera di pallida luce nelle notti, la Luna, piccola compagna della Terra, è stata per l’umanità motivo di venerazione, incanto, curiosità e studio. Gli antichi elevarono al suo culto templi famosi, i moderni hanno eretto monumenti di sapere
astronomico al suo moto “tra le ninfe eterne”.
Ormai sono trascorsi parecchi anni da quando l’uomo vi mise piede per la prima
volta (21 luglio 1969) e non è lontano il tempo in cui sulla Luna sorgerà una base
permanente, luogo ideale per lo studio dell’astronomia. Ma, nonostante il progresso, la Luna continua ad emanare un fascino indescrivibile, che può essere apprezzato da chiunque nelle notti in cui la sua falce argentata illumina il cielo.
Questo volume vuole essere un’agile guida alla conoscenza del nostro grande e
unico satellite naturale, evitando le pedanterie dei testi accademici e soffermandosi su informazioni e curiosità ritenute tra le più interessanti. La Luna è sicuramente l’astro che dà più soddisfazione per chi esplora il cielo con piccoli telescopi, perché non approfittarne? Del resto, è sperabile che il lettore non si accontenti di “conoscere la Luna” solo attraverso la lettura e l’esame delle illustrazioni accluse, ma
che senta il desiderio di vedere queste cose di persona. Il vedere con i propri occhi
le montagne, i crateri e le pianure della Luna procura una soddisfazione che l’astronomo in poltrona non conosce, né merita di conoscere. Molti degli astronomi
più celebri hanno cominciato i loro studi sulla Luna con un telescopio tascabile. Il
loro interesse era stato suscitato dalle letture, ma il fascino che esercitò su di loro la
visione diretta del mondo a noi più vicino, tra quanti ce ne sono nel cielo, riuscì a
trasformare questo primo interesse in uno studio serio.
La Luna, con le
sue macchie e
l’aspetto mutevole
ha da sempre
colpito
l’immaginazione
degli uomini.
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LUNA FEDELE COMPAGNA
Luna fedele compagna
Perdo l’immagine
profumi
della tua lucente voce.
d’armonico cosmo.
Flavio Vacchetta
Introduzione
La Luna è probabilmente il primo astro preso di mira da chi inizia a osservare il
cielo con uno strumento. Del resto, come sottrarsi all’invito della sua grande falce
argentata?
La prima cosa che s’impara sull’osservazione lunare è che il periodo di Luna piena è il meno adatto allo studio della conformazione della superficie, perché l’illuminazione frontale cancella letteralmente anche formazioni altrimenti rimarchevoli, come i crateri Ptolemaeus o Theophilus. Ma la prima volta che osserverete la
Luna nella fase intorno ai quarti, anche se solo con un piccolo telescopio, rimarrete incantati; una quantità enorme di crateri, formazioni montuose, picchi e valli
appaiono attraverso l’oculare. Chi ha la fortuna di vedere questo spettacolo con telescopi rifrattori da almeno 10 cm o telescopi riflettori da almeno 15 cm in una sera adatta, non lo dimenticherà facilmente e lo ricorderà come uno degli spettacoli
più belli.
Molti osservatori del passato hanno avuto il coraggio di eseguire una mappa della
Luna.
Dopo le prime semplici cartografie, come quelle di Riccioli, Hevelius e Mayer, si
arrivò, nel secolo XIX, a quelle più impegnative di Lohrmann, Beer e Madler, J.
Schmidt, per culminare, nel XX secolo, con quella di H.P. Wilkins. La mappa di
Wilkins da 300 pollici di diametro (762 cm) riporta la posizione di circa 100mila
crateri (!) e venne rifinita principalmente con l’ausilio del più grande telescopio rifrattore d’Europa: quello da 83 cm di Meudon (Parigi).
La maggiore mappa lunare eseguita da un italiano è quella di Guido Ruggieri, un
astrofilo dalle capacità non comuni, scomparso nel 1976. Questa mappa, molto utile per chi inizia, era stata stampata in un numero limitato di copie, ma fortunatamente è stata più volte ristampata ed ora è reperibile con facilità.
Metà della Luna viene costantemente illuminata dal Sole (tranne che durante le
eclissi), ma noi vediamo per intero questa metà solo quando la Terra si trova tra il
Sole e la Luna, cioè quando si ha la fase di Luna piena. Quando la Luna non si trova in opposizione, cioè a 180° dal Sole, ne vediamo illuminata solo una parte.
In media la Luna sorge ogni notte 50 minuti più tardi, ma in realtà l’ora in cui sorge varia considerevolmente secondo i mesi. In alcune sere, nel periodo di Luna piena dell’equinozio di autunno (intorno al 23 settembre), la Luna sorge ogni notte con
circa 20 minuti di ritardo, perché in quel periodo l’angolo tra eclittica e orizzonte è
minimo. Così abbiamo il chiaro di Luna nelle prime ore della sera per un periodo
più lungo del solito. Il percorso lunare è prossimo all’eclittica (o percorso del Sole);
però, mentre il Sole è alto in estate e basso in inverno, la Luna intorno alla fase di
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piena è bassa in estate e alta in inverno. Sorgendo o tramontando, la Luna piena
può assumere forme strane, specialmente quando la si vede attraverso un’atmosfera densa e nebbiosa. Qualche volta sembra ovale per un effetto di rifrazione.
Sulla Luna un piccolo strumento è sufficiente a rilevare una grande quantità
di particolari. Tutti quelli visibili in questa foto sono accessibili a un potente
binocolo!
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Una piccola mappa della Luna che riporta le formazioni principali
e, in alto, come la si può vedere con un piccolo binocolo.
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DALLA PREISTORIA A GALILEO
Quando la crosta della Terra si raffreddò abbastanza da permettere al vapore dell’atmosfera di condensarsi dapprima in goccioline, poi in ruscelli e stagni e infine
in mari e oceani, uno squarcio nelle nuvole avrebbe permesso alle creature viventi
di gettare un’occhiata al Sole dardeggiante di giorno o alla Luna argentata di notte.
Allora sulla Terra non c’era la vita, ma le grandi maree di quegli oceani, ancora in
gran parte fatti di vapore, lasciarono una prova del fatto che la Luna non soltanto
esisteva già, ma era più vicina alla Terra di quanto non lo sia ora.
Oggi la Luna impiega un mese a girare intorno alla Terra, ma in quei giorni del nostro mondo una Luna nuova succedeva all’altra in un tempo che era la metà dell’attuale; la sua grande faccia, riflettendo la luce del Sole, doveva illuminare le nottate con un’intensità per noi sconosciuta.
Col passare del tempo apparvero le prime creature viventi; dapprima i trilobili, nel
Paleozoico inferiore, e in seguito i pesci nel Devonico. Nel Mesozoico, che ebbe
termine circa 80 milioni di anni fa, apparvero rettili, dinosauri giganteschi e i primi
uccelli-rettili, gli pterodattili. In questa era apparvero anche gli animali acquatici
come gli ittiosauri con i loro enormi occhi e i plesiosauri con il lungo collo. L’era
successiva, il Cenozoico, fu caratterizzata da un’intensa attività vulcanica, da epoche glaciali e dalla comparsa di mammiferi, compresi gli uomini. Durante tutto
questo tempo la Luna andava lentamente allontanandosi dalla Terra. Allora, come
ora, essa le volgeva già costantemente la stessa faccia, perché il nostro pianeta l’aveva “bloccata” nella posizione tale da rivolgerci l’emisfero più denso. Essa aveva
assunto l’aspetto che noi vediamo oggi quando i primi uomini volsero lo sguardo
alla sua faccia splendente e la venerarono come divinità.
All’alba della storia, prima ancora che fossero costruite le piramidi, uomini intelligenti e acuti osservatori compresero che la Luna era un corpo che girava intorno
alla Terra, compresero anche che era un corpo opaco, come la Terra, e che quindi
non risplendeva di luce propria, ma rifletteva quella del Sole. Quando la si vedeva poco discosta dal Sole, soltanto una piccola porzione del lato più prossimo ad
esso era luminosa, mentre via via che essa si allontanava la porzione luminosa cresceva, diveniva esattamente la metà quando le posizioni del Sole, della Terra e
della Luna formavano un angolo retto e, infine, la faccia era tutta luminosa quando si trovava proprio in opposizione al Sole, cioè quando sorgeva al tramonto e
scompariva all’alba. Esattamente questi sono i fenomeni che dovrebbero verificarsi se la Luna fosse una sfera opaca illuminata dal Sole, che compie in un mese
un giro completo intorno alla Terra.
La Luna appariva talmente più grande di qualsiasi altro corpo celeste luminoso, eccetto il Sole, che ovviamente essa doveva essere o più grande o più vicina di tutti
gli altri. Poiché qualche volta, passando davanti al Sole, essa lo nascondeva, ovvero ne provocava un’eclisse, era chiaro che doveva essere più vicina a noi del Sole
e poiché nascondeva anche tutte quelle stelle che venivano per caso a trovarsi sul
suo percorso, non ci poteva essere dubbio che la Luna si trovasse più vicina a noi di
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La Luna era oggetto di venerazione e osservazione di molti popoli antichi, come
i Babilonesi, che ne determinarono il moto dalle loro ziggurat.
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tutti gli altri corpi celesti. Inoltre, il suo disco era cosparso di macchie e queste rimanevano sempre nella stessa posizione; ciò poteva significare una sola cosa e cioè
che la Luna ci rivolgeva sempre la stessa parte. Le macchie potevano ricordare una
faccia umana appena abbozzata: due occhi, un naso, una bocca, cose che anche oggi ognuno di noi può vedere purché dia un’occhiata alla Luna quando la sua fase è
intorno a quella di piena. E poiché questa faccia sembrava fissare gli uomini, essi
incominciarono a parlare dell’uomo della Luna. Che cosa potevano mai essere queste macchie? Erano foreste, mari, era la Luna un mondo come il nostro e, in tal caso, era abitata? Queste sono le domande che si posero i popoli antichi, ma dovettero passare secoli prima che si potesse trovare una risposta.
La Luna aveva inoltre qualche influenza sulla Terra. Gli antichi cinesi avevano notato che le maree delle loro coste erano in qualche modo connesse con la Luna. Più
tardi, Giulio Cesare, preparandosi ad andare in Britannia, scelse il periodo di massima alta marea, la marea di primavera, e scrisse che le maree erano alte perché la
Luna era piena, mettendo così chiaramente in relazione il livello dell’acqua con la
posizione della Luna.
E se il mare era influenzato dalla Luna, perché non lo dovevano essere le piante, gli
animali o anche gli uomini? I primi astronomi furono anche sempre astrologi e costruirono un sistema completo delle supposte influenze dei corpi celesti sui destini
degli uomini. Ma per costruire degli oroscopi era necessaria un’osservazione attenta della Luna. Così, confrontando le osservazioni che via via venivano fatte, si
scoprì che la Luna ritornava in una posizione quasi identica rispetto al Sole in un
tempo pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore. A un’eclisse, quindi, doveva seguirne un’altra dopo circa 18 anni. Questo periodo di tempo fu chiamato Saros e fu effettivamente usato per predire le eclissi prima della nascita di Cristo. Un rinomato astronomo, Talete di Mileto, predisse un’eclisse nell’Asia Minore per il 28 maggio del
585 a.C., proprio nella regione da lui indicata. Quel giorno due popoli antichi, i Lidi e i Medi, si stavano affrontando in battaglia quando il Sole scomparve. Il terrore
si impadronì degli eserciti, che si diedero dapprima a una fuga precipitosa e che poco dopo conclusero la pace.
Circa un secolo prima dell’era di Cristo la distanza della Luna era stata determinata con una precisione discreta, si conosceva il suo diametro ed erano state notate
anche alcune irregolarità del suo moto. Questi furono successi veramente notevoli
per un’epoca in cui gli strumenti erano primitivi e nella quale, per la prima volta, si
cominciava lentamente a raccogliere le prime conoscenze scientifiche.
Se gli antichi avessero posseduto telescopi, avrebbero probabilmente trovato che
l’aspetto della Luna era molto simile o quasi identico a quello di oggi, ma, mancando questi, furono riservate ai posteri le sorprese dei suoi altissimi monti e dei
suoi fantastici crateri. Solo all’inizio del XVII secolo entrarono in uso i telescopi e
fu come se la Luna ci fosse stata portata più vicino. In realtà, i primi telescopi erano molto imperfetti e ingrandivano molto poco, ma tuttavia scoprirono un nuovo
mondo. I cieli apparvero trasformati: si vide la Via Lattea composta di molte stelle
e sulla superficie del Sole comparvero molte macchie. I pianeti svelarono le loro
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superfici, ma fu soprattutto la Luna il banco di prova della grande utilità di questi
strumenti. A quei tempi l’umanità era ancora eccitata per la scoperta dell’America,
il nuovo mondo, e tuttavia ciò non offuscò la meraviglia destata dai paesaggi lunari. Di tutti i mondi esistenti nel cielo, la Luna fu il primo a rivelare i suoi segreti e via
via che i telescopi migliorarono, essa fu vista sempre più chiaramente, finché, oggi,
il meraviglioso panorama che essa ci offre quando il Sole illumina la sua faccia, è
noto con una precisione quasi paragonabile a quella con cui si conosce la Terra
stessa. Nessun altro oggetto celeste mostra una varietà così grande di interessanti
dettagli e scene di tale magnificenza quali la Luna attraverso un potente telescopio.
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Raffigurazione fantasiosa sulle macchie lunari
Guardando la Luna a occhio nudo durante la fase di plenilunio si nota facilmente
come la disposizione delle sue macchie (i cosiddetti “mari”) ricordi un volto bonario e sorridente.
Questa raffigurazione aveva già attirato l’attenzione dei nostri antenati, come riferisce Plutarco nel suo opuscolo De facie in orbe Lunae apparente.
Oggigiorno, che la gente dedica molto poco tempo alla contemplazione degli astri
e che quando lo fa ricorre spesso a strumenti ottici, il problema di ciò che si vede a
occhio sulla faccia della Luna è stato quasi del tutto dimenticato. Al contrario, prima dell’invenzione del cannocchiale (ma anche in seguito), l’umanità ha fantasticato parecchio su ciò che potevano essere “quei segni bui” – come li chiamava
Dante – e su che cosa rappresentavano. È, comunque, curioso e interessante ricordare con che cosa erano state identificate le macchie lunari, oltre all’immediata percezione di un viso appena abbozzato con due occhi, un naso e una bocca.
Secondo Aquilino, le macchie ricordano il volto di una matrona che guarda in alto.
Ma, senza dubbio, un’intuizione più felice fu quella di un poeta triestino, Filippo
Zamboni, che vi intravide due teste all’atto di baciarsi. In realtà, mentre è abbastanza facile ravvisare il volto dell’uomo sulla destra, risulta piuttosto difficile
Raffigurazioni fantasiose delle macchie lunari. In alto a sinistra: il volto di
una matrona; in alto a destra: due teste all’atto di baciarsi; in basso a sinistra:
uno scoiattolo con la nocciola; in basso a destra: un coniglio o una lepre.
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identificare il viso femminile sulle macchie poste a sinistra del disco. O, ancora, visibili con un po’ di attenzione, sono stati proposti i contorni di animali; ora uno
scoiattolo con la nocciola, ora un coniglio o una lepre. Oltre ai disegni qui riportati,
sono state ideate altre versioni su ciò che potevano richiamare alla mente le macchie
lunari, tra le quali Adamo ed Eva, Caino con un fardello di spine, Giuda, un uomo
decapitato ecc. Ma queste ultime interpretazioni richiedono un maggiore sforzo
d’immaginazione per venire identificate con la disposizione dei “mari” lunari.
Una Luna un po’
“vivificata”, con
la visione del
“bacio”, dovuta
all’immaginazione
del poeta triestino
Filippo Zamboni.
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