Gruppo Aziendale UILCOM-UIL
Rai – Rai Way Milano
http://www.gauraimilano.it/
Info Rai – TV n°. 136 del 19 Febbraio 2012
Sommario:
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Rai: Monti vuole Caio come d.g. (MF)
Switch Off in Abruzzo e Molise: le date dei primi passaggi al digitale del 2012
Finisce era Mazzi, Rai si riprende festival
Analisi Auditel – La finale del Festival di Sanremo 2012
Canone RAI, interrogazione sui PC
Rai: Bersani al governo, nuova governance o non ci stiamo
Sanremo: Rai, "gli artisti stranieri sono costati solo 98mila euro"
Quell'interruzione del segnale Rai: "Ecco come abbiamo riparato l'avaria"
DGTVi: “riprendere il confronto con gli operatori su temi caldi del digitale
terrestre”
10.Reti 4G LTE in Italia: iniziano i test pubblici dell’Internet super veloce
11.Satellite svizzero contro la spazzatura spaziale
12.Energia elettrica: oggi “M’illumino di meno” spegne le luci
13.Tecnocasa, Tempi di vendita degli immobili
14.Salute: commissione Ue, 20 milioni di italiani obesi nel 2025
15.Cara, carissima spesa
16.Lavoro: Italia Repubblica fondata sul precariato
17.Il gennaio della Tv digitale
18.Radio. Radiouno: tre ore all news per cominciare la giornata
19.SINTESI DEL 37° RAPPORTO UIL SULLA CASSA INTEGRAZIONE
20.Ticket sanitario, novità manovra 2012
21.Crisi economica: risparmiare è più difficile per 5 persone su 10
Rai: Monti vuole Caio come d.g. (MF)
Fonte: Primaonline http://www.primaonline.it/2012/02/16/101920/rai-monti-vuole-caio-come-dg-mf/
MILANO (MF-DJ)–Mario Monti, premier ma anche ministro dell’Economia e quindi azionista
della televisione di Stato, vuole affidare la direzione generale della Rai a Francesco Caio.
Il premier, spiega MF, ha in serbo una grossa sorpresa per la Rai. Si tratta di un progetto di
riforma che poggia sulla revisione del sistema di governance aziendale e una riduzione, se i
partiti glielo consentiranno, del numero di consiglieri da nove a cinque. Francesco Caio, attuale
a.d. di Avio, e’, secondo quanto risulta a MF, balzato prepotentemente in testa nel toto-nomine
Rai. Il nome Caio, una lunga esperienza nel settore delle telecomunicazioni, avrebbe superato
quelli degli altri due manager papabili per la poltrona dell’attuale direttore generale Lorenza
Lei, e cioe’ Claudio Cappon e Antonello Perricone. Della possibilita’ di scegliere il capo azienda
cinquantreenne con un passato in Merloni, Olivetti e Omnitel (ora Vodafone) avrebbero parlato
in una recente riunione a Palazzo Chigi, lo stesso Monti con Vittorio Grilli, viceministro
dell’Economia, e Corrado Passera, titolare dello Sviluppo.
Switch Off in Abruzzo e Molise: le date dei primi passaggi al digitale del 2012
Fonte: Digital-Sat (com.stampa) http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=28891
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Inserito da:
Simone Rossi (Satred)
Con la riunione delle Task Force del 31 gennaio scorso sono state avviate da parte del
Ministero dello Sviluppo Economico le attività operative per il passaggio alla televisione digitale
delle regioni 2012. Il 7 maggio prenderà il via il passaggio nell’area tecnica Abruzzo e Molise.
Definito il calendario del passaggio:
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7 e 8 maggio Conca di Sulmona, Chieti e Pescara con relative province;
10 maggio Teramo e parte della provincia;
11 maggio L’Aquila e parte della provincia;
14 e 15 maggio Marsica e Alta Val di Sangro;
16 maggio Isernia e provincia;
17 maggio Campobasso e provincia.
A seguire la provincia di Foggia con la regione Puglia.
Il Ministero, con l’ausilio della Fondazione Ugo Bordoni, ha avviato le operazioni per tutte le
attività di sostegno ai cittadini, campagna di comunicazione, tour nelle città, contributo
all’acquisto dei decoder e assistenza tramite numero verde gratuito (800.022.000).
Dall’inizio di aprile verranno attivati i contributi di 50 euro per l’acquisto dei decoder interattivi
per i cittadini con più di 65 anni, un reddito pari o inferiore ai 10.000 euro annui ed in regola
con l’abbonamento Rai.
In contemporanea partirà la campagna di comunicazione con spot TV e radio, affissioni nelle
principali città, pagine sui quotidiani locali, SMS ai cittadini e opuscoli informativi distribuiti nei
centri commerciali e nelle piazze con il tour di “Nando il telecomando”. Infatti, anche per il
2012, la campagna di comunicazione del Ministero sarà caratterizzata dalla mascotte “Nando il
telecomando” che ha già accompagnato gli switch-off del 2010 e 2011.
Finisce era Mazzi, Rai si riprende festival
Fonte: Ansa
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/02/18/visualizza_new.html_100653551.html
dell'inviata Angela Majoli
SANREMO - Si chiude l'era Mazzi a Sanremo. L'addio, amaro, del direttore artistico, si consuma
a poche ore dalla finale del festival 2012. "Nessuno mi ha chiesto le dimissioni, ma considero
questo percorso concluso", annuncia in sala stampa all'Ariston Gianmarco Mazzi, che aveva il
contratto in scadenza. Ora si volta pagina e la Rai riprende in mano l'organizzazione del
festival: il prossimo, ricorda il vicedirettore generale Antonio Marano, "sarà gestito dalla
Direzione Intrattenimento, che dovrà ricostruire insieme a Rai1 una nuova squadra vincente".
"Devo fermarmi perché ritengo di aver esaurito tutte le idee su questa manifestazione", spiega
Mazzi, parlando di una scelta che "non si basa sulla spinta emotiva", ma che certo arriva dopo
l'edizione più controversa, segnata dalle polemiche sull'intervento di Adriano Celentano e
culminata nel primo 'commissariamento' nella storia del festival. "Avevo già preso questa
decisione un mese fa", assicura lui, sottolineando di sentirsi "a posto con la coscienza",
convinto di aver "fatto un buon lavoro" e di aver "portato sempre a casa i risultati, compreso
quest'anno".
Ringrazia la Rai, ma non nasconde la stizza nei confronti della nota del dg Lorenza Lei sul caso
Celentano: "Mi ha dato molto dispiacere. Sembra che io abbia portato, anziché un grande
artista, un delinquente senza qualità". E polemizza con il direttore di Rai1 Mauro Mazza:
"Dovete dirci: siete stati bravi. E' quattro anni che non sbaglio un colpo. Se continuate a
mandare messaggi privati senza fare complimenti pubblici, c'é qualcosa di poco sano". Frizioni
emerse già nelle fasi finali della trattativa con Celentano Del resto il ruolo di Mazzi è finito da
tempo nel mirino del consigliere Antonio Verro, che a più riprese ha criticato l'assenza della Rai
nella gestione del festival, delegata all'esterno. Ma oggi Verro si limita a commentare:
"Godiamoci il festival". A Sanremo Mazzi, veronese, classe 1960, alle spalle una lunga
collaborazione con Celentano, arriva nel 2004 come consulente dell'allora dg Flavio Cattaneo: è
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l'edizione forse più difficile, quella gestita da Tony Renis, boicottata dalle major e 'salvata'
proprio dall'ex Molleggiato. Nel 2005 è direttore artistico musicale per il primo festival di Paolo
Bonolis, ruolo che manterrà anche l'anno dopo con Giorgio Panariello. Al festival tornerà poi dal
2009, restando in carica fino ad oggi con Bonolis, Antonella Clerici e poi con la doppia edizione
Morandi. Anni in cui Mazzi ha reintrodotto l'eliminazione per i big, organizzato il cast a inviti,
eliminato il dopofestival, recuperato la formula dei duetti con le star internazionali, inventato
serate-evento sulla musica italiana nel mondo.
"Da domani - dice - sarò anche un po' disoccupato". In realtà sta preparando un evento
dedicato alla lirica, all'Arena di Verona il 2 giugno per Rai1. E si parla già di una sua
collaborazione con Amici di Maria De Filippi: dovrebbe curare, durante la fase finale del
programma, alcune serate sempre dall'Arena. Il futuro del festival torna nelle mani della Rai.
Dal primo marzo, come previsto, tutto l'intrattenimento passa sotto la responsabilità della
Direzione del vicedg Leone. L'idea è innanzi tutto mettere a punto il prossimo Sanremo, in
collaborazione con Rai1, in tempo per la presentazione dei palinsesti autunnali alla Sipra a
giugno. Nelle prossime settimane sarà messa a punto la formula - ma si parla già di un festival
senza supercompensi né superospiti - e si deciderà se scindere o meno la figura del conduttore
da quella del direttore artistico o eventualmente del direttore musicale. E' presto per parlare
del prossimo conduttore. Ma il totonomine è già partito: si va da Fabio Fazio alla De Filippi.
Analisi Auditel – La finale del Festival di Sanremo 2012
Fonte: TVblog http://www.tvblog.it/post/33063/finale-auditel-festival-sanremo-2012-ascolti
Pubblicato: 19 feb 2012 da Hit
Anche l’edizione 2012 del Festival di Sanremo va in soffitta. Ieri sera con la serata finale e con
la vittoria di Emma Marrone si è conclusa questa edizione numero 62 del Festival della canzone
italiana, che volenti o nolenti è rimasto l’unico appuntamento che unisce oltre 17 milioni di
italiani davanti al televisore, per applaudire, per criticare o anche solamente per dargli un
occhiata, o per vedere cosa avrebbe detto Adriano Celentano. Un’ evento questo che, come un
panda, nella televisione di oggi, frammentata in mille canali e mille offerte, resiste e si
dimostra vivo e vegeto, nonostante tutto e nonostante tutti, anche se, colpevolmente, le altre
reti in questa settimana hanno fatto zero controprogrammazione. Ma vediamo dunque con la
nostra analisi della finale di ieri sera, il riscontro degli ascolti, con le nostre curve dei valori
assoluti e dello share minuto per minuto.
Il picco in valori assoluti: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=1kjkMDcd6sM
Partiamo con il picco in valori assoluti della serata che si registra alle ore 22:59 con
17.505.000 telespettatori ed il 66,73% di share, mentre sono in scena Adriano Celentano e
Gianni Morandi che stanno per cantare assieme il pezzo “Ti penso e cambia il mondo”.
L’esibizione più vista dei concorrenti in gara è stata quella della terza classificata Noemi
Scopelliti alle ore 22:01 mentre canta “Sono solo parole” con 15.792.000 telespettatori pari al
53,53% di share. Veniamo ora alle nostre curve minuto per minuto che fotografano in maniera
eloquente, più di mille parole, l’andamento degli ascolti della serata di ieri, con la curva blu del
Festival che parte dai consueti 8 milioni ricevuti in eredità dal Tg1 per decollare da subito fino
ai 12 milioni del termine del primo blocco.
In seguito la curva blu del Festival vola fin verso i 16 milioni, fino ad arrivare all’intervento di
Adriano Celentano, che equivale al momento più visto della serata, con la curva di Rai1 che
scorre nella corsia fra i 16 ed i 18 milioni di telespettatori, con relativo picco in valori assoluti di
cui abbiamo parlato sopra. In seguito la curva di Sanremo rimane attorno ai 12 milioni fino a
mezzanotte e mezza e chiude all’una e venticinque a 10 milioni di telespettatori. In termini di
share abbiamo la curva di Sanremo che parte da oltre il 50% in prime time, fino a toccare a
fine trasmissione il picco in share dell’81%.
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Canone RAI, interrogazione sui PC
Fonte: Punto Informatico http://punto-informatico.it/3445915/PI/News/canone-rai-interrogazione-suipc.aspx
Presentata un'interrogazione parlamentare. Quali dispositivi sono effettivamente obbligati al
pagamento? Alle aziende è stato chiesto di pagare per i computer degli uffici
Roma - La bufera sul cosiddetto canone speciale della RAI è tornata ad imperversare tra le più
svariate categorie professionali. I senatori Donatella Poretti e Marco Perduca hanno
recentemente presentato il testo di un'interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e
dell'Economia e finanze.
Bisogna davvero pagare il canone anche per i personal computer? Stando al testo
dell'interrogazione, "a partire dal febbraio 2012, numerose aziende e uffici hanno ricevuto una
missiva da parte della RAI in cui si richiede il pagamento del canone TV per la detenzione di
uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori
dell'ambito familiare, compresi computer collegati in rete (digital signage e similari),
indipendentemente dall'uso al quale gli stessi vengono adibiti".
A partire dal marzo 2007, l'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ha più
volte interpellato gli organi competenti per sapere nello specifico quali apparecchi siano
effettivamente soggetti al canone/tassa oltre il televisore. Le risposte ricevute nel corso degli
anni sono state spesso "varie e contraddittorie".
"A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o
professionisti, verrà chiesto di pagare il canone - aveva sottolineato alla fine del 2010 l'exministro Paolo Romani - perchè, ragionevolmente, se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio
TV". In sostanza, il canone RAI sarebbe stato imposto al di là del possesso di un apparecchio
radiotelevisivo.
Vibranti le proteste di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio,
Confesercenti) contro "l'imposizione del tributo sul possesso non solo di televisori ma anche di
qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale TV, inclusi monitor per il PC,
videofonini, videoregistratori, iPad, addirittura sistemi di videosorveglianza. Come dire che
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basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della
tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6mila euro l'anno".
L'interrogazione presentata dai senatori Poretti e Perduca vorrebbe ora sapere "se il ministero
dello Sviluppo Economico ha concluso il proprio approfondimento tecnico giuridico in merito a
quali apparecchi, oltre al televisore tradizionale, siano soggetti al pagamento del canone TV".
"Ove tale approfondimento sia giunto a termine - si legge nel testo - quali apparecchi
sottoelencati presuppongono il pagamento del canone di abbonamento: videoregistratore,
registratore dvd, computer senza scheda tv con connessione ad Internet, computer senza
scheda tv e senza connessione Internet, videofonino, tvfonino, iPod e apparecchi mp3-mp4
provvisti di schermo, monitor a se stante (senza computer annesso), monitor del citofono,
modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale".
E ancora, in conclusione: "ove invece tale approfondimento non sia ancora giunto a termine,
cosa intenda fare il Governo per rimediare al comportamento illegittimo della concessionaria
del servizio pubblico, la quale chiede il pagamento del canone speciale anche per personal
computer collegati in rete".
Mauro Vecchio
Rai: Bersani al governo, nuova governance o non ci stiamo
Fonte: Asca http://www.asca.it/news-Rai__Bersani_al_governo__nuova_governance_o_non_ci_stiamo-1125438POL.html
(ASCA) Roma, 16 feb - ''Se la riforma della Rai si concretizzasse in iniziative di abbellimento,
limitandosi solo a nuove nomine, ci fosse anche Einstein, noi non ci stiamo e stiamo fuori.
Se invece ci viene la proposta di una nuova governance, con un capo azienda che puo'
decidere e affronta il tema del piano industriale per un'azienda che e' stracolma di risorse
allora si puo' discutere''.
Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani durante una conferenza stampa per la
presentazione di una proposta di legge di riforma dei partiti.
Per Bersani un intervento del governo, attraverso il Tesoro (''che e' il padrone dell'azienda
pubblica'') e' ''urgente'' per ''affrontare lo stato di decadenza industriale, tecnologica e
culturale''.
Sanremo: Rai, "gli artisti stranieri sono costati solo 98mila euro"
Fonte: Agi http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201202171531-ipp-rt10146sanremo_artisti_stranieri_costati_alla_rai_solo_98mila_euro
(AGI) - Sanremo, 17 feb. - Settemila euro per Brian May, altrettanti per Patti Smith, come
pure per Al Jarreau, Noa, Feliciano, Sarah J. Morris, Kerry Ellis, Sky Morcheeba, Bregovich, e
tutti gli altri. Per un totale di 98mila euro.
Tanto sono costati alla Rai gli ospiti stranieri che ieri al Festival di Sanremo hanno emozionato
l'Ariston e la platea dei telespettatori di Rai1 nella serata-evento dedicata alla musica italiana
nel mondo. Una cifra che definire irrisoria - nel mondo dello spettacolo - non renderebbe
ancora quanto davvero poco o niente sia costato al servizio pubblico questa performance.
E' evidente, naturalmente, che questa straordinaria trasferta e' costata di piu', intorno al
milione di euro, ed e' altrettanto evidente quindi che qualcuno abbia sostenuto il peso di
questa prova maiuscola di spettacolo: sono stati i discografici. E oggi e' stato ampiamente
riconosciuto dal direttore di Rai1 Mauro Mazza, dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e da
Gianni Morandi, i quali hanno sottolineato a piu' riprese il merito di chi si e' fatto carico di
coprire le spese, per l'appunto l'industria della musica. Lo spettacolo notevole, "restera' negli
annali del Festival", hanno detto Mazza, Morandi e Mazzi. E' stato chiesto se ci sara' una
compilation dell'esibizione di ieri sera all'Ariston, e qui purtroppo la notizia e' negativa. Mazzi
ha spiegato che ciascuno di questi artisti ha proprie regole contrattuali e di esclusiva, e diventa
difficile se non impossibile metterli insieme su quest'altro fronte. Rimarranno pero' le immagini
nelle teche Rai.
Quell'interruzione del segnale Rai: "Ecco come abbiamo riparato l'avaria"
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Fonte: Il Resto del Carlino
http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/provincia/2012/02/17/669384-segnale-rai-
monte-nerone.shtml
di Mario Carnali
Cagli (Pesaro Urbino), 17 febbraio 2012 - Mentre il Festival di Sanremo è ormai alle ultime
battute, non tutti sanno perché il giorno iniziale, martedi 14 febbraio alle 22,50, poco prima
dell’entrata in scena del contestato monologo di Adriano Celentano, c'è stata un'interruzione
del segnale. In molti hanno pensato che fosse da attribuire al maltempo o al segnale digitale.
Chi aveva il satellite ha potuto vedere senza problemi la trasmissione, ma per una gran parte
del Centro Italia fino al confine austriaco, il segnale RAI era scomparso.
A spiegare quanto è accaduto è il cagliese Mirko Palmieri, responsabile regionale di RAI WAY,
ovvero manutenzione degli impianti e ripetitori, quel settore della RAI meno conosciuto ma
ugualmente importante.
"Approfitto per chiarire cosa è successo – afferma Palmieri – c’é stata un'avaria nella sala
Gruppi Elettrogeni di Monte Nerone. L'avaria ha riguardato il circuito di alimentazione dei
motori avevamo carburante a sufficienza grazie all'operazione di giovedì 9 febbraio, di cui vi
dirò in seguito. I Generatori di Monte Nerone erano in funzione ininterrotta da martedi 7
febbraio per la mancata fornitura di energia elettrica da parte ENEL. Alle 24 circa di martedi 14
febbraio i tecnici del Nucleo di Cagli - provenienti ognuno dalle loro abitazioni : Fabriano,
Gualdo Tadino, Acqualagna e, io, da Cagli - dopo aver verificato che ogni tipo di intervento
poteva essere rimandato solo nella tarda mattinata del giorno successivo, hanno deciso di
tentare ugualmente un intervento notturno nonostante le pessime condizioni ambientali dovute
alle abbondanti nevicate dei giorni precedenti. Nel rispetto della sicurezza, siamo riusciti a
raggiungere il Centro di Monte Nerone con una turbina attorno alle 2 di notte. Alle 2,50
abbiamo ripristinato la funzionalità del Centro Trasmittente. Il giorno successivo le condizioni
atmosferiche non avrebbero consentito l'accesso al sito in tempi brevi: la strada è stata infatti
aperta alle 14.30 dopo un lungo lavoro dei mezzi della Provincia. Enel ci ha finalmente ridato
energia mercoledi 15 febbraio alle 20 circa. E ormai mi auguro che per il centro di Monte
Nerone i problemi dovrebbero essere terminati".
Mario Carnali
DGTVi: “riprendere il confronto con gli operatori su temi caldi del digitale terrestre”
Fonte: TV digital divide http://www.tvdigitaldivide.it/2012/02/18/dgtvi-riprendere-il-confronto-con-glioperatori-su-temi-caldi-del-digitale-terrestre/
Dalla sua consueta Newsletter DIGITA, l’associazione delle tv nazionali e private DGTVi,
costituita da Rai, Mediaset, TI Media, DFree e FRT, ricorda al governo Monti e all’Agcom che, in
vista degli ultimi Switch-off del sud Italia, è necessario riaprire il confronto sulla ormai certa
revisione del Beauty Contest, che assegnerà forse 6 mux alle stesse emittenti nazionali, sulla
delicata questione della numerazione automatica LCN dibattuta nei tribunali, e sulle
disposizioni per l’assegnazione delle frequenze e dei rimborsi per le tv locali.
DGTVi spinge l’esecutivo Monti a ripristinare «un metodo virtuoso che ha portato ai risultati
positivi che tutti conosciamo per raggiungere gli obiettivi impegnativi dei prossimi mesi». Ma i
“virtuosismi” dell’avvento della tv digitale, generati dal lento, disorganizzato e farraginoso
sistema che invece esalta l’associazione delle tv nazionali, hanno causato solamente enormi
disagi alla popolazione, con i noti oscuramenti televisivi prima, durante e dopo i vari step del
passaggio al digitale terrestre. Un metodo di “alta eccellenza” che è riuscito ad intasare con
svariati ricorsi i tribunali amministrativi sulle stesse problematiche delle assegnazioni delle
frequenze e dei numeri del telecomando, o sul contestatissimo concorso di bellezza proMediaset delle frequenze tv. Un carrozzone digitale guidato dagli operatori dominanti del
mercato televisivo e dal precedente governo che, attraverso ritardi abissali nella burocrazia e i
tagli ai finanziamenti pubblici, è riuscito “virtuosamente” a mettere in ginocchio l’intero
comparto dell’emittenza locale, forse l’unica finestra che da adito all’informazione plurista nella
tv italiana.
DGTVi fornisce poi i consueti i dati, raccolti dallo Studio Frasi, sullo sviluppo della tv digitale
secondo i quali nel 2011 il digitale terrestre è cresciuto di 11 punti. L’Osservatorio dello Studio
Frasi rileva come la trasformazione da analogico a digitale sia avvenuta sostanzialmente in soli
due anni. A fine 2008 la televisione era seguita in modalità digitale terrestre per appena il
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4,9% del tempo complessivo, a fine 2011 siamo al 70%. Il 2009 è stato l’anno del
convincimento che la vecchia tv sarebbe davvero diventata digitale, il 2010 quello del sorpasso
sull’analogico, il 2011 quello del consolidamento, l’anno in cui tutte le regioni, anche quelle non
ancora passate attraverso lo switch-off, hanno notevolmente incrementato l’utilizzo della tv
digitale terrestre.
La Basilicata, ad esempio, ha visto salire in un anno di ben 10 punti l’utilizzo della piattaforma
DTT. La regione leader è il Veneto con l’88,8%, seguita dal Friuli con l’87,5% e dall’Umbria con
un utilizzo all’86,4%, ma tutto il Paese ha preso atto della trasformazione e delle nuove
opportunità offerte dai nuovi canali decretando, proprio attraverso il consumo, il passaggio
definitivo al digitale.
Reti 4G LTE in Italia: iniziano i test pubblici dell’Internet super veloce
Fonte: Tecnozoom http://news.tecnozoom.it/telecom-italia/reti-4g-lte-in-italia-iniziano-i-test-pubblici-dellinternet-super-veloce-post-30625.html
Potete chiamarle reti 4G o reti LTE. Il concetto è lo stesso: Internet super veloce per
smartphone, tablet e chiavette USB. Anche in Italia stanno partendo i primi esperimenti
pubblici di questa nuova tecnologia, inizialmente condotti dai due provider Vodafone e
Telecom.
Vodafone ha voluto puntare forte sulla passione sportiva degli italiani. A partire da marzo,
infatti, lo Juventus Stadium di Torino, seguito poi in futuro da altri impianti, sarà abilitato alla
connessione super veloce delle reti LTE. Ciò significherebbe un potenziale di 100 Mbps in
download e 50 Mbps in upload. Ovviamente in questa fase iniziale della sperimentazione
saranno in pochi a poter provare la novità. Inizialmente solo una cerchia ristretta di clienti sarà
contattata per poter avere l’hardware necessario per il test. Infatti gli smartphone attualmente
in nostro possesso non sono in grado di allacciarsi alla rete LTE. Questo, comunque, sarà un
primo passo per verificare la bontà della tecnologia in possesso delle società italiane, alla luce
di una rapida diffusione nel corso dell’anno.
Anche Telecom farà partire la sua sperimentazione. A partire da oggi e fino al 22 febbraio,
sempre a Torino, presso il punto vendita TIM di via Lagrange 20 saranno disponibili una serie
di postazioni attrezzate con la tecnologia necessaria per provare la velocità di questa nuova
connessione. Queste postazioni saranno disponibili a chiunque si recherà presso il negozio, così
da poter tastare con mano la qualità della tecnologia, che sulla carta dovrebbe avere le stesse
capacità di quella proposta da Vodafone, quindi 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload.
Si tratta di un primo passo. Al Mobile World Congress di Barcellona saranno lanciati diversi
smartphone dotati di supporto alla tecnologia LTE. È giunto il momento anche per l’Italia di
aggiornarsi. Presto anche altri provider nostrano dovrebbero muoversi nello stesso senso di
Vodafone e Telecom.
Satellite svizzero contro la spazzatura spaziale
Fonte: Jacktech http://www.jacktech.it/news/hi-tech/techno-frontiere/satellite-svizzero-cleanspace-one-controla-spazzatura-spaziale
L’orbita terrestre, dopo quasi sessant’anni di corsa allo spazio, è piena di spazzatura . La Nasa
stima che, intorno alla Terra, ruotino almeno 16 mila oggetti, grandi all’incirca 10 centimetri,
mettendo a rischio missioni e satelliti. Ma ora c’è uno spazzino che farà pulizia.
“Il satellite pulirà lo spazio. Ma il razzo che lo lancerà farà altri rifiuti!”
Discariche a spazio aperto - Non tutti lo sanno, ma sopra le nostre teste, a qualche centinaio di
chilometri di altezza, c’è una vera e propria discarica di rifiuti spaziali. Da quando è iniziata la
conquista dello spazio, negli anni cinquanta, sono stati lanciati in orbita migliaia di oggetti. Dai
primi satelliti militari top secret all’attuale rete di satelliti commerciali per le telecomunicazioni.
Per non parlare delle stazioni orbitanti e dei satelliti GPS , che ci permettono di usare i
navigatori satellitari. Tutti questi oggetti sono stati lanciati con dei razzi che, man mano che
salgono verso lo spazio, lasciano cadere i serbatoi vuoti e altre parti non più utili. La NASA ha
calcolato che nello spazio, intorno al pianeta Terra, vaghino almeno 16.000 gli oggetti grossi
all’incirca 10 centimetri.
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Rifiuti pericolosi - Tutti questi oggetti sono pericolosissimi perché viaggiano a migliaia di
chilometri orari di velocità e, se incrociano un satellite o una navicella spaziale, si trasformano
in veri e propri proiettili. E a volte fanno danni serissimi, distruggendo ciò che colpiscono e
riducendolo in tanti altri frammenti che diventano a loro volta spazzatura spaziale. Non si
tratta, purtroppo, di una ipotesi remota perché è già successo. Il 10 febbraio del 2009 il
satellite americano Iridium-33 è andato a sbattere contro il satellite russo Cosmos-2251, ormai
fuori servizio e abbandonato nello spazio, esplodendo.
Ecco la soluzione - Dalla Svizzera, però, sta per arrivare una prima soluzione a questo
problema. Nei laboratori dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL) è stato messo a
punto un satellite spazzino, chiamato CleanSpace One, incaricato di intercettare i rifiuti in
orbita, agganciarli e dirottarli verso la Terra. Questi rifiuti, entrando in contatto con
l’atmosfera, prendono fuoco e si distruggono in migliaia di minuscole particelle, non più
pericolose. Il satellite spazzino sarà sperimentale e, per dare il buon esempio, andrà a
rimuovere rifiuti spaziali svizzeri.
Contraddizioni spaziali - L’operazione, secondo gli scienziati dell’EPFL, costerà 10 milioni di
franchi svizzeri, circa 8 milioni di euro. Quello che gli svizzeri non dicono, però, è che questo
satellite spazzino produrrà molti più rifiuti di quanti ne toglierà di mezzo. Per mandarlo in
orbita a caccia di monnezza spaziale, infatti, si dovrà utilizzare un piccolo razzo . Che quando
avrà finito il suo compito resterà a galleggiare nello spazio, ingrossando la discarica orbitante
sulla Terra. (sp)
Peppe Croce
Energia elettrica: oggi “M’illumino di meno” spegne le luci
Fonte: Supermoney http://energia.supermoney.eu/news/2012/02/energia-elettrica-oggi-m-illumino-di-menospegne-le-luci-003085.html
17-02-2012 • Clelia Giulia Pellegrino
Per festeggiare l’anniversario del protocollo di Kyoto, oggi l’iniziativa “M’illumino di meno”
promuove varie iniziative per risparmiare energia.
Energia elettrica. Foto: morguefile.com
In occasione del “compleanno” del protocollo di Kyoto, anche quest’anno si spegneranno le luci
per accendere una festa all’insegna del risparmio energetico. Oggi torna l’ottava edizione di
“M’illumino di meno”, la campagna di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi
energetici promossa dalla trasmissione Caterpillar di Radio2. Iniziata il 16 febbraio del 2005 in
modo giocoso per parlare delle “cattive” abitudini che portano allo spreco inutile di energia,
l’iniziativa è diventata con gli anni un grande evento per festeggiare l’anniversario del
protocollo di Kyoto.
Anche quest’anno “M’illumino di meno” ha registrato un grande successo: migliaia sono le
adesioni, anche “illustri”, che porteranno a spegnere simbolicamente le luci delle nostre città
per qualche ora. Per sensibilizzare i cittadini a un consumo più consapevole dell’energia, tra le
18 e le 19.30 di stasera città come Milano, Pisa, Firenze, Torino, Venezia, Roma, Napoli,
Palermo, Cagliari, Catania, abbasseranno le luci dei loro monumenti e dei loro uffici
amministrativi, invitando anche i cittadini a disattivare tutti i dispositivi elettronici non
indispensabili. Sono previste anche feste in piazza in “stile rinnovabile” nei comuni più piccoli e
in quelli più grandi, fiaccolate, cene a lume di candela e molte altre iniziative grazie a cui i
cittadini potranno scoprire come stare insieme all’insegna dell’economia sostenibile.
Lo spirito di “M’illumino di meno” non finisce qui. L’invito rivolto a tutti i cittadini oggi non è
solo di spegnere i dispositivi elettronici nella fascia oraria prevista, ma anche di cercare di
ridurre tutti gli sprechi, cercando di fare scelte il più possibile “ecosostenibili”, per avere una
giornata dedicata al ”risparmio energetico dalla mattina alla sera” come voluto dagli
organizzatori.
L’iniziativa vedrà impegnati in prima linea i sindaci di tutta Italia, che dovranno avere davanti
ai propri cittadini degli atteggiamenti virtuosi. Tra le numerose adesioni, è presente anche
Legambiente, tradizionalmente impegnata a diffondere una politica volta a uno stile di vita
sostenibile, a partire dalle azioni quotidiane. Come ha sottolineato Rossella Muroni, direttore
generale di Legambiente: “Lo spirito di M’illumino di meno dovrebbe accompagnarci ogni
giorno nella vita quotidiana. Adottare uno stile di vita-ecosostenibile significa rispettare se
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stessi e l’ambiente contribuendo ad un futuro migliore.[…]Energie rinnovabili, risparmio,
efficienza energetica, responsabilità sociale delle amministrazioni e dei cittadini sono gli
strumenti necessari per ridurre le emissioni “climalteranti” e curare la febbre del Pianeta”.
Per quanto riguarda le abitudini quotidiane, per risparmiare non solo sull’energia elettrica, ma
anche sui costi della bolletta luce, il consiglio è di stare attenti a come si utilizzano gli
elettrodomestici. È bene, infatti, metterli in accensione a pieno carico in particolar modo nelle
ore notturne, anche per sfruttare la tariffa bioraria. Altra buona abitudine sarebbe quella di
spegnere la luce dello stand-by degli apparecchi elettronici. Una recente indagine di
Legambiente, che ha preso in considerazione le abitazioni di 1300 europei, ha messo in
evidenza come le apparecchiature collegate alla rete elettrica arrivino a consumare l’11% di
tutta l’elettricità di una casa, per una spesa media di almeno 70 euro l’anno. Soldi che
potrebbero essere risparmiati semplicemente sconfiggendo la pigrizia che troppo spesso ci
porta a essere poco attenti agli sprechi energetici.
Tecnocasa, Tempi di vendita degli immobili
Fonte: Italia chiama Italia
http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/4519/Tecnocasa%20OTempiOdiOvenditaOdegliOimmobili.html
Un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa ha confrontato i tempi medi di vendita degli
immobili registrati a Gennaio 2011 e a Gennaio 2012. Si sono considerate le grandi città, i
rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia.
Gli ultimi dati ci dicono che nelle grandi città le tempistiche di vendita si attestano intorno a
184 giorni contro i 168 giorni registrati a Gennaio 2011.
I tempi di vendita nei capoluoghi di provincia hanno una media di 210 gg contro i 201 gg di
Gennaio 2011 ed infine i comuni dell’hinterland delle grandi città che hanno fatto registrare
205 gg come un anno fa.
Tempi di vendita ancora in aumento dunque nelle grandi metropoli e nei capoluoghi di
provincia. Sono stabili nell’hinterland delle grandi città.
Ancora una volta nelle realtà metropolitane i tempi di vendita, anche se in aumento, sono più
brevi rispetto alle altre, grazie ad un maggior dinamismo del mercato. A contribuire
all’aumento delle tempistiche di vendita, in particolare nella seconda parte del 2011, c’è stata
una maggiore incertezza che ha interessato i potenziali acquirenti, soprattutto quelli che
necessitano di un mutuo. A questo si deve aggiungere che l’instabilità economica che ha
interessato il nostro Paese, ha suscitato in generale una maggiore prudenza nei potenziali
acquirenti, allungandone i tempi di decisione dell’acquisto.
I tempi di vendita maggiori si registrano a Verona (217 gg), Firenze (216 gg) e Bologna (201
gg).
Salute: commissione Ue, 20 milioni di italiani obesi nel 2025
Fonte: Agi http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201202151506-eco-rt10206salute_commissione_ue_20_milioni_di_italiani_obesi_nel_2025
(AGI) - Roma, 15 feb. - Una "manovra dietetica" per risanare i conti pubblici. L'obesita' pesa
molto sul bilancio dell'Italia: 8,3 miliardi di euro (circa il 6,7 per cento della spesa pubblica) e'
il costo sociale annuo relativo a quel circa 10 per cento della popolazione costituita da quasi 5
milioni di obesi adulti. Un prezzo questo, che senza intervento governativo non potra' che
peggiorare, con una previsione di raggiungere un tasso di obesita' al 43 per cento nel 2025,
ovvero quasi venti milioni di persone. Non solo: secondo lo studio della commissione europea
Idefics (identificazione e prevenzione di effetti dietetici e stile di vita indotti in giovani e
bambini), il nostro paese registra il primato per sovrappeso e obesita' nella fascia d'eta'
compresa tra i 6 e i 9 anni. Ultimo dato sconfortante: in Italia l'aumento dell'obesita' infantile
segna un 2,5 per cento ogni 5 anni. I dati sono stati diffusi in occasione della presentazione
dell'iniziativa "Lotta al sovrappeso e all'obesita'. Anno III" promossa da Gianluca Mech e dal
Centro Studi Tisanoreica,con il coinvolgimento di Fimmg, Fimp, Federsanita'-Anci e Assofarm.
"La ventilata istituzione di una tassa sul cibo spazzatura da parte del ministro Balduzzi non
sarebbe una cattiva idea - provoca Mech, impegnato in una campagna anti-obesita' ispirata da
Michelle Obama - ma ritengo piu'' importante sensibilizzare i medici generici ed i pediatri
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affinche' prescrivano ai pazienti in sovrappeso, diete a basso indice glicemico". Se la meta'
degli italiani infatti adottasse questo regime,il tasso di obesita' in eta' adulta "diminuirebbe dal
10 al 5 per cento", afferma Mech, sottolineando che "un milione e cinquecentomila obesi in
meno, comporterebbero una riduzione di quasi 2,5 miliardi di euro del costo sanitario annuo
sostenuto per curarli".
Cara, carissima spesa
Fonte: La Stampa http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/finanza-personale/articolo/lstp/442656/
Il prezzo degli alimentari cresce piu' dell'inflazione
M. CAMPODONICO
La corsa verso l'alto dell'inflazione rallenta, ma per fare la spesa gli italiani spendono sempre di
più. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma non lo è: i prezzi dei prodotti contenuti nel
carrello della spesa (cioè quelli che vengono acquistati con maggior frequenza) sono cresciuti
più di quanto abbia fatto l'inflazione. Dal cibo ai carburanti, da gennaio 2011 a gennaio 2012,
secondo l'Istat, il portafoglio degli italiani ha dovuto fare fronte a esborsi straordinari.
L'inflazione rallenta, ma la spesa è sempre più cara
Rispetto allo scorso dicembre, quando aveva toccato il tasso del 3,3%, a gennaio 2012
l'inflazione ha fatto un piccolo passo indietro, attestandosi al 3,2%. Secondo le analisi svolte
dall'Istat, il rallentamento dell'inflazione trova ragione nel calo del tasso di crescita tendenziale
del prezzo dei servizi (+2,3% rispetto al +2,5% di dicembre), che si è rivelato maggiore
rispetto l'aumento del tasso di crescita tendenziale del prezzo dei beni (+3,9%, dal +3,8% di
dicembre 2011)
La stangata agli italiani arriva dalla spesa alimentare. In questo comparto, infatti, da gennaio
2011 i prezzi hanno effettuato un vero e proprio balzo in avanti, facendo segnare una crescita
pari al +4,2%. Per quel che riguarda la cucina, i rincari maggiori sono quelli evidenziati dal
caffè (+16,5% da gennaio 2011) e dallo zucchero (+15,9% su base annua). Deciso, e pesante
per il portafoglio, anche il rialzo del prezzo dei carburanti: secondo i dati Istat, il prezzo della
benzina sarebbe cresciuto del 17,4% su basse annua; il prezzo del gasolio per i mezzi di
trasporto, invece, da gennaio 2011 sarebbe aumentato addirittura del 25,2%.
Aggiornamenti del paniere
Mentre i consumatori fanno i conti con il continuo rincaro del costo della vita, l'Istat
ammoderna i suoi parametri di calcolo e ridefinisce i confini del paniere utilizzato per la
rilevazione del tasso d'inflazione. Nel 2012, tra i prodotti monitorati entrano l'E-book, l'E-book
reader, la mediazione civile e le lotterie istantanee.
Complessivamente, per l'anno in corso il paniere sarà composto da 1.398 prodotti, aggregati in
597 posizioni rappresentative (591 nel 2011). Rispetto all'anno scorso, una delle modifiche più
rilevanti è quella che riguarda la posizione dell'energia elettrica: terminata l'introduzione
progressiva dei prezzi biorari, viene disaggregata nelle tre posizioni Tariffa bioraria fascia
diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa.
Lavoro: Italia Repubblica fondata sul precariato
Fonte: PMI http://www.pmi.it/economia/lavoro/articolo/52508/lavoro-italia-repubblica-fondata-sulprecariato.html
Rapporto sulla Coesione Sociale e mercato del lavoro in Italia in attesa della riforma:
precariato dilagante nei contratti, disuguaglianze di genere nelle retribuzioni, formazione
insufficiente, conciliazione tra lavoro e famiglia ancora lontana.
Francesca Vinciarelli - 14 febbraio 2012
Il rapporto sulla coesione sociale di Ministero del Lavoro, ISTAT e INPS fotografa il mercato del
lavoro in Italia, in un momento storico di particolare complessità, tra crisi economica che
attanaglia le imprese, disoccupazione dilagante e riforma del lavoro ormai alle porte.
L’Italia del precariato
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I dati ISTAT sull’occupazione non sono affatto confortanti: l’Italia appare una Repubblica
fondata sul precariato: il 77,3% dei nuovi contratti sono atipici, ovvero contratti a tempo
determinato (67,7%) o collaborazioni (8,6%).
In totale, nei primi sei mesi del 2011 sono stati firmati oltre 5,325 milioni di nuovi contratti di
lavoro e di questi solo il 19% sono stati a tempo indeterminato ed il 3% contratti di
apprendistato. Poi ci sono circa 687mila rapporti di lavoro talmente precari da essere durati
solo un giorno.
In media ciascun lavoratore in Italia ha stipulato 1,46 contratti di lavoro precari.
I parasubordinati in Italia (1,7 milioni di unità) sono in prevalenza uomini (58,7%, 995mila
unità) con età media di 42 anni, residenti al Nord (55,4%) e con un contratto di collaborazione
(85% pari a 1,4 milioni di unità, in calo del -1,7%). Solo il 15% è rappresentato da
professionisti (250mila unità in crescita del +3,2%); il 25,9% lavora al Centro, il 12,5% al Sud
e il 6,2% nelle isole. L’età media di 42,2 anni deriva da quella maschile di 45 anni e di quella
femminile di 38,3 anni.
Retribuzioni inferiori per le donne
La retribuzione media in Italia è ferma a 1.286 euro netti, derivante sia dalla componente
femminile che maschile, che presenta una media di salario più alta: 1.407 euro per gli uomini,
1.131 euro per le donne. Gli stranieri guadagnano meno: 973 euro netti al mese: 1.118 euro
per gli uomini, e 788 euro per le donne.
La disuguaglianza sociale dal punto di vista delle retribuzioni in Italia non ha eguali in Europa.
Spagna, Portogallo, Grecia, Italia e Regno Unito presentano il maggior grado di disuguaglianza
nella distribuzione dei redditi nell’Europa a 15. Dalla parte opposta della classifica si trovano i
Paesi Bassi, l’Austria, la Finlandia e la Svezia.
Formazione
Dal rapporto emerge un gran bisogno di formazione in Italia per i giovani, che sempre più sono
portati ad abbandonare gli studi, con una frequenza (16,4%) tra le più alte in Europa. Nella
formazione personale i più diligenti si dimostrano gli uomini, mentre stranieri (43,8%) e donne
(12,7%, 42,1% tra le straniere) lasciano prematuramente gli studi più spesso.
E le aziende, sempre più alla ricerca di competenze specifiche, non premiano questa scelta:
solo il 43,8% di chi lascia gli studi trova occupazione. Al Sud la percentuale scende al 31,9%,
al Nord-est sale al 57,9%.
Conciliazione lavoro famiglia
La conciliazione lavoro famiglia sembra ancora lontana in Italia, a testimoniarlo c’è un dato: il
91% delle donne che scelgono di avere un figlio (pari a 380mila le lavoratrici) hanno dalla loro
parte la garanzia di un contratto a tempo indeterminato, ossia un contratto di lavoro che
prevede l’astensione obbligatoria per maternità. Solo il 9% ha un contratto a tempo
determinato e se nel caso delle dipendenti la maggioranza (58%) vive al Nord, tra le neomamme a tempo determinato il 52% vive al Sud o nelle isole.
La possibilità di usufruire di congedi parentali è stata sfruttata da 286mila lavoratori dipendenti
e ancora una volta si tratta quasi nella totalità (93,5%) di lavoratori a tempo indeterminato,
con una prevalenza di residenti al Nord (67%). Come prima la tendenza si inverte per quel
6,5% di lavoratori atipici che hanno goduto dei congedi parentali pur non avendo il posto fisso:
il 74% vive al Sud e nelle isole.
Da sottolineare che solo 10% dei dipendenti che hanno usufruito dei congedi parentali è di
sesso maschile, mentre tra le lavoratrici autonome l’adesione è pari al 100%.
Fonte: ISTAT – Rapporto Sulla Coesione Sociale
Il gennaio della Tv digitale
Fonte: Millecanali http://www.millecanali.it/il-gennaio-della-tv-digitale/0,1254,57_ART_9476,00.html
Ecco la consueta analisi del centro media Starcom sulla Tv digitale nel mese di gennaio.
Crescono molto gli ascolti rispetto al 2011: ormai per la Tv digitale siamo al 29% di share.
17 Febbraio 2012
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«Nel primo mese dell'anno la Tv digitale non generalista raggiunge ben il 29% di share nel
totale giorno, + 15% di ascolti rispetto al 2011. Mattina e pomeriggio mostrano le migliori
performance, superando il 30% di share. Nel dettaglio, il gruppo Altre Tv digitali (terrestri +
satellitari) supera il 23% di share, + 15% di ascolti nel totale giorno vs gennaio 2011. Il
pubblico delle Altre Tv Digitali si concentra soprattutto sulla mattina con il 30% di share. Il
restante 5.8% di share appartiene al gruppo Sky + Fox (solo Tv satellitare) che rispetto a un
anno fa conquista il + 14% di ascolti toccando il picco di share (quasi 8%) in seconda serata.
Bene anche Cielo, il canale di Sky gratuito su DTT, che vale lo 0.5% di share.
Focalizzando l'attenzione sui singoli canali del gruppo Altre Tv digitali, Rai 4 si conferma il più
visto con 138 mila spettatori nel minuto medio e una programmazione fatta di serie Tv e film
d'azione rivolti soprattutto a un pubblico giovane e maschile. In particolare segnaliamo il film
d'azione girato tra la Cina e l'Ucraina 'La foresta dei pugnali', visto martedì 3 gennaio da ben
677 mila telespettatori tra le 22 e le 23.
Anche Real Time mantiene la seconda posizione nella top ten dei canali più visti (120 mila
spettatori nel minuto medio) grazie a un palinsesto fatto di reality dedicati a temi
particolarmente appetibili per il pubblico femminile, come cucina, moda, dieta, abbigliamento.
A dicembre il programma più visto sull'emittente del gruppo Discovery è il reality 'Extreme
Makeover: Diet Edition' (382 mila spettatori giovedì 12 gennaio), dedicato alle storie di
persone obese che in un anno cercano di perdere la metà del proprio peso corporeo, guidate
dall'esperto personal trainer Chris Powell.
Conferme anche per Iris con 114 mila spettatori nel minuto medio: il film più visto del mese è
il drammatico 'Brubaker', interpretato da Robert Redford e visto domenica 29 gennaio da 633
mila spettatori in fascia 22-23.
Passando al gruppo Sky+Fox, Sport 1 inaugura il 2012 sul gradino più alto del podio con oltre
52 mila spettatori nel minuto medio. Sul primo canale del pacchetto 'Sport' di Sky la partita più
vista è il derby di serie A Milan-Inter (1,7 milioni di audience domenica 15 gennaio in fascia
21-22); lo stesso incontro è stato trasmesso anche su Sky Calcio 1, dove nella stessa fascia
oraria ha coinvolto altri 948 mila spettatori. Sempre ottimi ascolti per il cinema di Sky Cinema
1, dove sono soprattutto le prime visioni del lunedì sera ad attrarre un numero significativo di
telespettatori, come la commedia 'Qualunquemente' (864 mila spettatori in fascia 21-22), con
Antonio Albanese. Il canale all news Sky Tg 24 si piazza subito dietro Sky Sport 1 e Sky
Cinema 1 e ottiene il miglior risultato di ascolti sabato 14 gennaio, il giorno dopo il tragico
naufragio della Costa Concordia, con il Tg delle 13 visto da ben 222 mila spettatori».
Radio. Radiouno: tre ore all news per cominciare la giornata
Fonte: Newslinet http://www.newslinet.it/notizie/radio-radiouno-tre-ore-all-news-per-cominciare-la-giornata
Il punto di riferimento è il famoso “Tre Ore” di Sergio Zavoli, solo che questa volta la
trasmissione si chiama “Prima di tutto” ed è stata ideata da Antonio Preziosi, direttore di
Radiouno per completare il servizio all news dell’ammiraglia delle reti Radiorai.
“Prima di tutto”, dice Preziosi, serve per collegarsi “con quelle parti del mondo dove si sta per
andare a dormire e quelle dove ci si è appena svegliati”. Serve, inoltre, per ascoltare “le
previsioni meteo per la giornata. Poi la cronaca, con le notizie che vengono dalla provincia
italiana, il collegamento – tutti i giorni .- con uno dei tantissimi comuni italiani piccoli di
superficie, grandi di storia e di segreti da scoprire. Quindi le notizie, le prime pagine (e non
solo) dei quotidiani, italiani e stranieri, sportivi compresi. Il tutto coordinato con i giornalisti del
Gr che preparano le edizioni del mattino”. Una particolarità, “Prima di tutto”, inizia alle 5 del
mattino, ma ha già scalato la classifica dei podcast di Radiouno. Alla conduzione ci saranno
sette giornalisti, che si alterneranno ai microfoni: Pietro Plastina, Francesco Malaguti, Paolo
Salerno, Francesca Romana Elisei, Susanna Lemma, Anna Milan e Elena Paba. (G.M. per NL)
SINTESI DEL 37° RAPPORTO UIL SULLA CASSA INTEGRAZIONE
Fonte: UIL
http://www.uil.it/sintesi-37-Rapp-UIL-cig.pdf
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Ticket sanitario, novità manovra 2012
Fonte: Tutta salute http://www.tuttasalute.net/13551/ticket-sanitario-novita-manovra-2012.html
Il Ticket sanitario, con la nuova manovra 2012, ha raggiunto ormai livelli tali da preoccupare
una buona parte di italiani. Italiani che già non riescono ad arrivare a fine mese, secondo le
ultime stime almeno un 25-30%, e devono quindi fare i conti al centesimo per cercare di
mettere il piatto in tavola, ma che adesso saranno costretti, cosa gravissima, a fare delle
scelte anche drastiche per cercare di andare avanti. Se si considera che oggi, nella maggior
parte delle regioni, e lo vedremo in dettaglio più avanti, per una visita specialistica presso una
struttura pubblica si deve pagare un ticket complessivo di circa 46€, 90mila delle vecchie lire
per i nostalgici, e in Campania è possibile arrivare anche a 70€ per alcune prestazioni
specialistiche, ci si rende conto che si tratta, in effetti, di più di quanto guadagna ogni giorno la
maggior parte delle persone. Se poi in un mese è necessario fare più di una visita, cosa più
frequente di quanto si possa pensare, ecco che si arriva a cifre che costringono a fare quelle
scelte di cui dicevamo in precedenza . In definitiva è necessario scegliere tra salute,
pagamento bollette, pagamento fitto, pagamento IMU (il nuovo balzello sugli immobili), spesa
quotidiana e chi più ne ha più ne metta.
Uno stato che costringe il cittadino a fare delle scelte del genere, è uno stato che non si prende
cura delle necessità dei suoi componenti, perché lo stato non è solo il carrozzone o la struttura
amministrativa della nazione, lo stato sono in primo luogo tutti i cittadini, e poi il resto.
La nuova manovra 2012 almeno non ha aumentato il ticket sui medicinali e sulle prescrizioni,
mentre in effetti ha aumentato tutto il resto. A partire dal ticket per le prestazioni di pronto
soccorso, relativamente ai soli codici bianchi, quelli considerati non di urgenza, nella misura
di 25€, ma vi sono regioni che applicano ticket ben più salati come la Campania 50€, Trento
fino ad un massimo di 75€ e Bolzano fino ad un massimo di 100€. Che ci fosse una sorta di
abuso del ricorso al pronto soccorso anche per delle banalità è un fatto certo, tuttavia il
soggetto che vi ricorre non è certo in grado di poter distinguere tra una cosa seria ed una
sciocchezza. Prendiamo ad esempio un sintomo banale, un fastidioso mal di stomaco, che nella
maggior parte dei casi è da attribuirsi ad un malessere passeggero, per lo più legato
all’alimentazione, ma può essere anche il sintomo di una ischemia o, peggio, di un infarto in
atto e allora, il paziente che non si reca in ospedale per non pagare i 25€, cifra per lui troppo
impegnativa, rischia la vita.
In alcune regioni e precisamente in Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Veneto il
ticket sulle visite specialistiche è stato ricalcolato in base al reddito, per cui si può arrivare
anche a 51€, con punte di 70€ per TAC e Emn. Altre ancora come la Lombardia, Piemonte e
Basilicata lo hanno ricalcolato in base alle prestazioni, per cui si arriva a cifre oscillanti tra
36.15€ e 66.15€.
In somma, alla fine dei conti, un vero e proprio salasso per tutti, chi più chi meno, in base al
reddito, e su questo si potrebbe anche essere d’accordo, ma che vi siano delle differenze di
ticket tra regione e regione è assolutamente fuori luogo. Il Paese è uno, unico e indivisibile, e
non è giusto che vi siano cittadini penalizzati e altri meno. Si tratta in effetti di una
discriminazione che gli italiani incolpevoli di questa situazione economica devono subire.
Ma, si potrebbe obiettare, c’è chi ha abusato del sistema e quindi bisogna adeguare i costi alle
maggior spese che l’amministrazione ha dovuto sostenete per colpa dfi qualcuno. Si, ma la
strada non è certo quella di far pagare gli onesti, piuttosto colpire i disonesti e, in particolare,
chi non ha vigilato adeguatamente.
Crisi economica: risparmiare è più difficile per 5 persone su 10
Fonte: Blogosfere (Blog) http://economiaefinanza.blogosfere.it/2012/02/crisi-economica-risparmiare-e-piudifficile-per-5-persone-su-10.html
di Anita Richeldi
Con la crisi economica globale in atto risparmiare è diventata un'impresa difficile un po' per
tutti.
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E' quanto emerge dalla prima Ricerca Internazionale del Gruppo ING, commissionata all'istituto
di ricerca TNS in 19 Paesi su 18 mila risparmiatori, interrogati sul livello dei risparmi
accumulati e sulla loro capacità di accantonare liquidità.
A livello globale il 51% del campione dichiara di risparmiare meno rispetto al passato, ma,
mentre questa tendenza è confermata in tutti i Paesi occidentali, nelle potenze emergenti
dell'Asia, ovvero Cina, India e Tailandia, la situazione finanziaria personale risulta in molti casi
migliore rispetto al passato, sebbene questo non coincida con una grande disponibilità di
denaro.
In Cina circa il 50% degli intervistati è contento del livello dei propri risparmi e la percentuale
dei soddisfatti si avvicina addirittura all'80% in India e Tailandia. Stesso discorso vale per la
capacità di spesa: mediamente in questi tre Paesi il 61% dei risparmiatori rientra con facilità o
senza troppa fatica nelle spese, contro il 47% rilevato come media mondiale.
I dati sono quindi diversi da quelli dell'Europa, dove il 58% dei risparmatori percepisce come
peggiorata la propria situazione economica (contro il 29% in media nei Paesi asiatici
considerati), principalmente a causa dell'inflazione e della disoccupazione. Nel Vecchio
Continente un terzo del campione (35%) dichiara una capacità di risparmio soddisfacente,
mentre il 25% - una persona su quattro - si trova fuori dalla zona di comfort. Ampia anche la
percentuale di chi, pur non riconoscendosi in una situazione di disagio, non si colloca neanche
tra i soddisfatti (40%).
All'interno della stessa Europa, comunque, esistono differenze sostanziali. I Paesi dell'Est
mostrano in assoluto minore disponibilità immediata di denaro, ma sono Italia e Spagna a
subire maggiormente l'impatto della crisi sulle condizioni finanziarie dei risparmiatori.
Lussemburgo, Olanda e Germania, al contrario, mostrano ancora livelli di soddisfazione attorno
al 50%, come la Cina.
Usa, Canada e Australia, infine, hanno valori intermedi di soddisfazione sui risparmi
accumulati, tra il 39% e il 37%, in linea con i dati medi europei, ma mostrano una quota di
risparmiatori molto insoddisfatti più elevata rispetto alla media del Vecchio Continente (che è
attorno al 9,5%): in Australia, infatti, la quota di chi dichiara disagio è pari al 12%, in Canada
è 15% e negli Usa tocca il picco del 18%. L'unico Paese che batte questo dato è la Spagna,
dove i fortemente insoddisfatti sono il 26%. Vedi Tabella 1 nella fotogallery.
Interrogati sul livello di comfort relativo ai consumi, il 31% dei risparmiatori nel mondo ha
dichiarato di disporre di entrate sufficienti per pagare le bollette e mettere da parte qualche
risparmio per le spese speciali, mentre il 29%, pagate le spese, non dispone di altro denaro
per divertimenti ed extra. Il 18%, invece, deve stare attento per non sforare il budget e
accumulare debiti. L'8%, addirittura, non arriva a fine mese.
I livelli più bassi nella capacità di spesa sono rilevati in Italia, nell'Est Europa, in Spagna e in
Turchia. Più tranquilli nell'affrontare le spese quotidiane sono i cittadini lussemburghesi, gli
olandesi, i tedeschi e gli austriaci, così come i cinesi, gli indiani e tailandesi. Vedi Tabella 2
nella fotogallery.
Guardando alla situazione italiana, notiamo che il nostro Paese ha la percentuale più bassa di
persone soddisfatte della propria capacità di accantonamento (12%) ma, fortunatamente,
resta relativamente limitata anche la percezione di reale disagio (19% del campione e solo il
6% parla di molto disagio).
Elevata, invece, è la percentuale dei risparmiatori italiani intervistati che vivono in una sorta di
limbo: il 63% del campione si dichiara, infatti, né a proprio agio né a disagio, con il livello
intermedio più elevato in Europa (segue la Francia con il 52%).
In linea con i motivi rilevati a livello europeo, anche il campione italiano (circa 1000
intervistati) percepisce la propria posizione finanziaria indebolita a causa dei prezzi che
crescono molto più in fretta del proprio stipendio (55%), mentre il 16% ha perso la propria
occupazione o ha subito una riduzione della retribuzione.
Non stupisce, perciò, che il 64% degli italiani, dato sopra la media europea e mondiale (51%),
dichiarino di riuscire a risparmiare meno rispetto al passato né, tantomeno, che il nostro Paese
mostri la percentuale più bassa di persone che non si sentono toccate dalla crisi (21%, il 71%
dichiara al contrario una situazione finanziaria peggiorata).
Questi dati confermano quanto già rilevato dall'edizione invernale dell'Osservatorio su
Risparmio e Famiglie di ING DIRECT Italia con Gfk Eurisko, che mostrava un Indice di
benessere finanziario (IBF) - l'indicatore sintetico del livello di comfort in relazione a sei
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dimensioni della finanza personale - in calo, da un valore di 49 della scorsa estate a 47,5
dell'autunno/inverno.
Il risparmio, tuttavia, rimane un obiettivo importante per gli italiani. Interrogati infatti sui
buoni propositi finanziari per il 2012, infatti, il 34% risponde proprio "risparmiare di più":
l'opzione è la più popolare in ben 7 paesi europei sui 13 interpellati, in particolare in Spagna
(36%), Turchia (42%) e Romania (44%), su una media del 30%.
E nel caso di spese extra o improvvise, come una riparazione dell'automobile o un guasto
all'impianto di riscaldamento domestico? Il quadro internazionale appare sostanzialmente
invariato, con in testa il Lussemburgo (dove il 59% del campione dichiara di avere disponibili
cifre superiori a 1.500 euro), Olanda (55%) e Austria (43%) fra i Paesi dove è più facile
reperire liquidità immediata. Seguono Germania (40%), Stati Uniti (38%) e, a sorpresa,
Spagna (36%).
L'Italia è all'undicesimo posto di questa classifica con un 29% degli intervistati che ha accesso
facilmente a somme superiori a 1.500 euro. La percentuale più bassa si rileva, invece, in India,
in Tailandia e nei Paesi dell'Est Europa, in contrasto con l'alto livello di comfort sulla capacità di
risparmio dichiarato in Polonia (50%) e Romania (43%). Vedi Tabella 3 nella fotogallery.
Dalla ricerca emerge infine un ruolo predominante della famiglia nelle decisioni finanziarie. In
Europa, America, Asia e Australia il 59% degli intervistati si affida, infatti, al parere e ai
consigli del nucleo famigliare per le scelte finanziarie; seguono le banche (26%) e i consulenti
finanziari. Solo una piccola parte del campione sceglie i media o le informazioni fornite dagli
organismi di informazione pubblica.
A proposito delle banche, interessanti sono i dati italiani che mostrano un aumento della
fiducia e della propensione verso le banche dirette e il canale web. Il 42% degli intervistati è
già cliente di una banca diretta. Tra questi, il 79% dichiara di preferire il contatto via internet,
mentre tra i non clienti (58%) il 35% prenderebbe in considerazione la possibilità di diventare
cliente di una banca diretta nei prossimi sei mesi.
Anche in questo caso, il canale preferito per il contatto sarebbe internet (83%), seguito dalla
filiale (26%). In calo, invece, coloro che dichiarano che non diventerebbero clienti motivando la
propria scelta con la mancanza di fiducia (28%), la paura di frodi online (23%) e l'idea che le
banche online offrano meno garanzie (15%).
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