Dare voce a chi non ha voce Commercio equo e solidale ControInformaz. dal basso Educazione alla legalità, riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi. Ref. [email protected] Anno III– N. 6 Aderente a: Mensile politico civile dei Comitati pisani nella “Città dei Diritti” Libera – contro le mafie Pacelink – telematica per la pace Rete Lilliput – economia di giustizia Associazione per la Salvaguardia e la Valorizzazione della città di Pisa [email protected] Giugno - Luglio 2007 Socia di: BANCA POPOLARE ETICA tiratura 4.000 copie GIORNALE GRATUITO AUTOFINANZIATO DALLA LIBERA CITTADINANZA Ringraziamo il Prefetto di Pisa, dott.ssa Maria Fiorella Scandura, per averci voluto concedere questa intervista ma anche per la collaborazione con cui ha sempre risposto, in passato, alla richiesta di dare il proprio avallo istituzionale ad iniziative che riguardavano ampi settori della cittadinanza, come gli studenti delle scuole, ed alle quali i redattori di “Luci” hanno sempre partecipato in maniera sia diretta che indiretta. D: Quando si parla di sicurezza in città o quando si affrontano problemi come quello delle scritte sui muri, e del vandalismo in generale, vengono riportate sulla stampa locale le conclusioni del Comitato di Pubblica Sicurezza. Quali sono esattamente le competenze di quest'organo e chi vi prende parte? R: Nell'ordinamento amministrativo italiano il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica è un organo collegiale con compiti consultivi nei confronti del Prefetto che lo convoca e lo presiede. E' composto dal Questore, dal Sindaco del comune capoluogo e dal Presidente della provincia, dai Comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato, nonché dai sindaci degli altri comuni interessati, quando devono trattarsi questioni riferibili ai rispettivi ambiti territoriali. Sui problemi trattati non si prendono decisioni per mezzo di votazioni, ma vengono verbalizzati i pareri emersi. D: Sul problema delle scritte vandaliche sui muri sono state invitate a partecipare al Comitato anche le Associazioni cittadine promotrici di una campagna per combattere il fenomeno? R: Si, a questa campagna hanno aderito circa 17 associazioni tra cui Amici di Pisa, Amici dei Musei, l'Associazione Dimore Storiche di Pisa, Italia Nostra. Non ho visto invece voi di “Luci”. Le faccio una controintervista: come mai non avete aderito? D: Siamo i principali promotori di ogni forma di protesta contro il degrado cittadino. Il problema è che alcuni componenti delle Associazioni sembra ci ritengano poco adatti a dialogare con le istituzioni, dimenticando che da anni svolgiamo questo ruolo di interlocutori con le autorità locali. R: In queste iniziative, ad ogni modo, una certa compattezza di intenti e di azione è sempre auspicabile. D: Sottoscriviamo in pieno. Tornando al problema del “graffitismo vandalico” qual è la logica della riunione cui sono state invitate le Associazioni cittadine? R: Vede, le scritte sui muri non hanno valenza criminosa e penale, il che non esclude che possano averla. Anzi, fino ad ora è proprio sotto questo profilo che sono state prese in considerazione. È avvenuto tutte le volte in cui le scritte consistono in minacce, attacchi offensivi contro rappresentanti istituzionali, magistrati, forze dell'ordine, e via dicendo. Tuttavia, anche in questi casi penalmente rilevanti conoscere chi sono i responsabili delle scritte risulta impossibile il 99% delle volte. Di conseguenza l'unica forma di contrasto di queste manifestazioni aggressive rimane la cancellazione immediata. D: E nei casi non rilevanti penalmente ma che rientrano nel vandalismo puro quali soluzioni sono a suo avviso praticabili? R: Prendiamo il caso di graffiti sul patrimonio artistico. Una possibile soluzione è l'utilizzo di telecamere per l'individuazione degli autori dell'atto vandalico. Vi è tra l'altro un progetto in via di elaborazione tra il Ministero dell'Interno e la Regione Toscana proprio per il finanziamento di questa soluzione tecnica per tutelare il patrimonio artistico. Ma anche ammesso che riuscissimo ad individuare tutti i responsabili dei vandalismi, resta comunque il fatto che le pene previste non solo per il semplice imbrattamento ma perfino per danni al patrimonio artistico sono davvero risibili. Costoro si trovano di fatto in una situazione di impunità. D: Sarebbe utile un inasprimento delle pene? R: La possibilità di applicare pene maggiori si limita naturalmente ai casi di flagranza di reato o di individuazione dei colpevoli. Considerando anche la personalità degli autori di simili atti e le motivazioni che spesso li inducono a compierli, l'esistenza di pene alternative ed accessorie avrebbe una ricaduta positiva. D: Forme cioè di giustizia compensativa per cui chi imbratta e vandalizza è costretto a rimediare personalmente al danno? R: Certamente, interessando i giudici di pace anziché la magistratura ordinaria. Ma per far questo occorre modificare la legislazione vigente. A questo fine il ruolo delle Associazioni mi sembra fondamentale nel creare un movimento di opinione pubblica che si prefigga come scopo di fare approvare nuove norme legislative, oltre che di creare un clima diffuso di disapprovazione sociale per comportamenti del genere. D: La Prefettura può ingiungere all'amministrazione comunale di ripristinare lo stato originario dei muri che sono stati imbrattati? Continua a pagina 2 Tabella dalle guide: Regione Toscana e Provincia di Pisa Organizzazioni di Volontariato – area pisana: Ambiente 5 – Sanità 39 – Sociale 35 – Cultura 17 – Protez. Civile 5 Associazioni di Promozione Sociale – area pisana: Cultura 93 – Sociale 24 – Sport 40 – Sanità 5 – Ambiente 5 – Tutela Diritti 5 Ci siamo anche noi, dell’ASVPisa, nell’Albo Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale, tra le 5 definite nell’ambito della Tutela dei Diritti (in ottima compagnia, accanto alla ben nota Amnesty International; ad Arifiss, che si occupa di “formazione e informazione” nella scienza dello sport; all’Associazione Interculturale Batik, che tratta di “integrazione lavorativa, culturale e sociale dei cittadini extracomunitari”; alla Casa della Donna, impegnata in “servizi di ascolto e di accoglienza, di consulenza, di orientamento per altre donne”)… conoscendo abbastanza noi stessi e queste altre realtà, e sapendo che non rientra nel nostro e nel loro modo di agire la ricerca affannosa di quattrini e tanto meno quella di manovre elettorali in appoggio di questo o di quello, ovviamente non vogliamo generalizzare i dubbi e le critiche qui espresse, sacrosantamente, dal nostro direttore, che però vengono a galla ogni anno nelle riunioni circoscrizionali destinate a distribuire contributi a destra e a manca, su progetti spesso cervellotici e accettati “per pura amicizia”… del resto, che questo mondo del volontariato e delle associazioni sia spesso diventato un vero e proprio “ufficio di collocamento e primo stipendio”, una valvola di sfogo per un mondo giovanile che ha davanti un futuro lavorativo sempre più misero e precario, è un fatto ben noto a chiunque voglia vedere la realtà… e sarebbe un fatto positivo ( se non altro per questi ragazzi che riescono a sopravvivere, bene o male…), se non diventasse a volte una forma di lavoro sottopagato e superfaticato, (vedi le spesso finte “cooperative sociali”, in cui il lavoro dipendente viene a volte mascherato da lavoro “associato”, con vantaggi fiscali e contributivi che certo non vanno a favore di migliori condizioni di lavoro e di vita…)… E ALLORA RESTA LA DOMANDA DI QUESTO MESE: L’ASSOCIAZIONISMO PISANO, COSI’ AMPIO E DIFFUSO, SERVE DAVVERO A QUALCOSA??? Associarsi. Parola tanto in voga, alcuni anni fa. Forse anche di qualche decennio fa. Ora, oggi, non se ne parla più. Ce ne sono mai così tante di associazioni che è diventata una vera e propria ‘bolgia associativa’. Sembra una società composta solo di associazioni. Il cittadino sembra sparito. E se non appartiene ad una di queste è spacciato. Da tutte le parti ci sono associazioni: dall’associazione meritoria a quella del ‘corpo sciolto’ e…‘a delinquere’… una vera e propria giungla, dove l’animo italico volontario e autonomista vuol dare battaglia al dispotismo della politica, dell’economia, delle istituzioni in genere. C’è chi addirittura inventa associazioni ad hoc per poter avere contributi pubblici, chi invece le crea per dare pungolo e fastidio al proprio rivale, per vantarsene di presiederla ed esserne il direttore. Perché molti vogliono essere unici e comandanti. Insomma un piccolo o grande ‘spazio di potere’ fatto in casa, artigiano, autoreferenziale, spesso, ma che caratterizza questo nostro mondo. Ora sono arrivate anche le associazioni non profit, quelle on lus. E stanno prendendo piede anche le fondazioni, altra forma associativa con precisi obiettivi spesso culturali, economico-sociali di ottimi mecenati del nostro tempo, sembra… Anni fa un sacerdote arrivando in un piccolo paese della provincia, con meno di duemila abitanti, trovò ben 54 associazioni: volevano tutti essere presidenti, diceva. E a Pisa. Lo stesso. Tutto il mondo è paese, direbbe il vecchio adagio… anche qui non mancano. E non si parli poi di quel mondo – che noi non curiamo, ma altrettanto importante ed imponente – che è quello dello sport: una vera giungla di tipologie. Di tutto di più… Sarebbe però interessante fare una verifica sul loro stato di vita, sulla Hanno pulito gli argini loro attività, sul loro “servizio sociale” svolto. Invece, spesso, sono solo In Arno solo Lumi numeri statistici! <<Ma non danno (Non più vetri noia a nessuno…!>> qualcuno E varie schifezze potrebbe dire: ma poi son tutti lì a chiedere sovvenzioni al Comune, alla Da “gioie” notturne…) Provincia, alla Regione, allo Stato. E E forse chissà che dura qualcuno magari – con i soldi pubblici Fino al Gioco del Ponte – campa anche una parte del proprio Ora almeno sappiamo orticello elettorale… e questi A che serve sapendolo aumentano il prezzo… un do ut des… L’Associazione Ma in realtà a che cosa servono se Del Gioco e dei Lumi poi non servono nessuno? Diceva il Questo almeno grande Totò <<A che serve la serva Sappiamo se la serva non serve?>> E approviamo P.C. LUGLIO: UN PO’ DI TREGUA PER IL “PALAZZO”… …”luci” VA IN VACANZA!!! luci sulla città Giugno - Luglio 2007 Pag. 2 da pagina 1: Una vetrina per i parchi, le aree protette e le case editrici che si occupano di ambiente e natura, un'occasione di incontro e promozione per le istituzioni che hanno nel loro 'curriculum' anche una produzione editoriale. Parco Libri vuole far incontrare due mondi. Quello della teoria, dell'analisi, con quello operativo di enti e istituzioni. "Ambiente, tutela, salute a parole e nei fatti" è lo slogan del Festival. All'inaugurazione, venerdì 8 giugno, parteciperanno il Ministro all'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il Presidente di Federparchi Matteo Fusilli, l'on. Ermete Realacci presidente della commissione ambiente della Camera dei deputati, Fulco Pratesi presidente del WWF. N. d. R. Perché LUCI non partecipa al "Parco Libri" Per "tutelare l'ambiente" sarebbe già qualcosa che: 1 - non si stampassero tanti opuscoli inutili (spreco di carta, "riciclata" o meno); 2 - si "educassero" i bambini (e gli adulti) a fare a meno di tante cose superflue (comprese quelle "ecologiche" e "sostenibili"), invece di farli sentire, per un giorno all'anno, quelli che "puliscono il mondo" con paletta e secchiello; 3 - questi "convegnisti" restassero un po' più a "lavorare" piuttosto che girottolare per fare "promozione" (v. l'inutile "Meeting di San Rossore", dove una turba di "brave persone" si precipita ai banchi della gastronomia già prima che gli oratori abbiano terminato, con buona pace della "fame nel mondo" che appena 5 minuti prima hanno deprecato). Piuttosto, che cosa dice S. Ermete Realacci sulla "raccolta differenziata" a Pisa? Mi sembra che dopo gli "scandali" Fontanelli affermò: "adesso tutto cambierà". A me risulta che c'è sempre di mezzo la Geofor del Sig. Forti, il quale, probabilmente, ha in comune col sindaco Fontanelli una profonda "visione del mondo" che spiegherebbe l'indissolubile "sodalizio"... A buon intenditor poche parole. Ma chi guadagna con la "raccolta differenziata"? Non di certo i comuni cittadini, quelli, per intendersi, che leggono LUCI. Come per le polizze assicurative sulle auto, mai calate di prezzo dopo l'imposizione delle cinture di sicurezza, dell'air bag, dei "dissuasori" e degli autovelox che hanno ridotto il numero d'incidenti, non si è mai vista una riduzione delle tasse sulla raccolta dei rifiuti urbani a seguito della "raccolta differenziata". Ma se questa prosegue, è segno che qualcuno ci guadagna, altrimenti l'avrebbero già fatta finita. Per non parlare dei favori fatti all'industria motoristica (a Pisa sembra di vivere in mezzo ad una gara di scooter) o delle "bandierine" assegnate al Litorale pisano evidentemente perché il colore del mare è "verde" come quello della ben nota "goletta"... Cari "ambientalisti", non ci siamo proprio. Se proprio volete dare una bella "ripulita", cominciate da voi stessi, ma senza "raccolta differenziata". Tante volte vi venisse voglia di "riciclarvi"... Enrico Galoppini per La Redazione di LUCI “luci sulla città” sul sito internet www.stilepisano.it UN GRAZIE all’Associazione STILEPISANO Buongiorno! Inoltro per CinemAltrove-Progetto Rebeldia. Altrove Indipendent Short Festival L'1, 2, 3 giugno al Rebeldia c'è l'AISF (Altrove Indipendent Short Festival), Rassegna internazionale del cortometraggio, organizzato dall'Associazione Volkano e CinemAltrove. Il presidente della giuria sarà Paolo Benvenuti. Tutte le informazioni e i moduli necessari alla partecipazione possono essere scaricati dal sito del Rebeldia (www.rebeldia.net) al link di CinemAltrove. Arrivederci Simona,per Il Chicco di Senape SPERANDO CHE STAVOLTA NON PIOVA. Facciamo PIAZZA PULITA! E' da molte settimane che sui quotidiani cittadini si discute sul degrado nel quartiere di S. Antonio. Un quartiere particolare, senza zone pedonali, piazze o aree verdi che possano essere percorse dagli abitanti e dai cittadini, lontani dallo smog delle auto in perenne incolonnamento. Eppure una piccola zona di verde ci sarebbe: quella lungo via Nino Bixio e in largo Marinai d'Italia, un fazzoletto di prato in mezzo al cemento, ridotto purtroppo a una discarica di rifiuti. E allora ci chiediamo, come mai l'unico angolo del quartiere con un po' di verde è completamente abbandonato, senza neanche la periodica pulitura che viene effettuata sulle strade? A chi spetta il Se le macchine fossero di pane CHE TI SIA DI LEZIONE! Se le macchine fossero di pane sarebbero più comode, per via dei sedili fatti di morbida pasta. Non inquinerebbero perché dal loro tubo di scarico uscirebbe solo farina. I tergicristalli sarebbero lunghe baguettes e a ogni semaforo le persone si fermerebbero a rosicchiarne qualche pezzettino. Se le macchine fossero di pane saremmo tutti più contenti! Sniff, sniff Che buon odore, dice il bambino goloso che sta annusando i biscotti. Argh!, Argh! Scottano! Dice il bambino goloso che li voleva prendere mentre cocevano. Sigh, sigh Mamma, mamma Mi sono scottato! CHE TI SIA DI LEZIONE! Lorenzo Grifoni, Pisa, V elementare Marco IV A Scuola Cambini” I RAMI DELL’ALBERO Un albero muove i suoi rami Per afferrare il rumore del vento Poi lo diffonde In tutto il suo tronco Fino alle piccole formiche Intorno alle sue radici. Silvia III A Scuola Elem. Cambini” R: Alla Prefettura spetta il coordinamento dell'azione degli uffici statali e comunali quando si rilevino situazioni che determino disagio ai cittadini, ma le ricordo che con la riforma del Titolo Quinto della Costituzione il Prefetto non ha poteri coattivi verso l'amministrazione comunale. Non esiste più quindi una subordinazione gerarchica delle autorità locali al Prefetto e questo può esercitare solo una “persuasione morale”. D: Un grosso problema a procedere all'immediato ripristino dei muri imbrattati immagino siano le ristrettezze dei bilanci comunali. Tuttavia l'espressione “persuasione morale” sembra far intendere che certi principi non siano condivisi da tutti, come quello secondo cui i graffiti sui muri sono un atto vandalico. È così? R: No, non mi riferivo a questo, anche se è vero che in alcuni si percepisce la tendenza a considerare i graffiti come un'espressione artistica degna di tutela e ciò produce atteggiamenti di indulgenza e di incertezza sull'opportunità di cancellarli, il che a sua volta ostacola la creazione di una coscienza civica diffusa, capillare, di cui parlavo prima. Meglio sarebbe organizzare dei festival del graffitismo, come è stato fatto a Bologna o a Milano, con appositi spazi predisposti a queste forme espressive. D: Le è capitato di avvertire questo clima di indulgenza anche qui a Pisa? R: No. Solo credo susciti qualche perplessità quel graffito ben visibile sugli arsenali medicei, un immobile demaniale la cui conservazione è a cura della Sovrintendenza D: ...che non interviene... R: Che fino ad ora non è intervenuta. D: Un forte senso di impunità ed un clima di indulgenza è dato anche dal concentrarsi di imbrattamenti sui muri degli edifici universitari. Non crede che i docenti vivano un po' troppo passivamente questa situazione? R: Non credo, a meno di non sostenere la stessa cosa per gli insegnanti delle scuole... D: Francamente trovo le due situazioni molto diverse: nelle scuole, fin dalle elementari, di queste cose si parla e vengono additate come esempi negativi. All'università non credo che alcun docente ritenga suo compito elevare una protesta contro il vandalismo perpetrato sui muri della propria facoltà. Lo abbiamo già rilevato tempo fa su “Luci”: si direbbe che il mondo della cultura a Pisa si considerasse avulso e distaccato dai problemi pratici della città. Sofia IIIA Scuola Elem. “Cambini” E’ un associazione cicloambientalista nata a Pisa nel 2004. L’Associazione fa parte della Federazione Italiana Amici della Bicicletta e si prefigge di promuovere l’utilizzo della bici in ambito urbano e per turismo. Le linee d’azione principali sono le seguenti: 1) promuovere la mobilità ciclistica mediante interventi che incentivino l’uso della bici negli spostamenti quotidiani. Vogliamo creare le condizioni affinché tutti possano circolare in bicicletta comodamente ed in totale sicurezza come avviene nel resto d’Europa. Per far questo sono necessari interventi dal costo modesto ma, soprattutto, e indispensabile uina impostazione coerente delle politiche trasportistiche. 2) Organizzare gite ed escursioni utilizzando la bici come strumento per riscoprire e valorizzare il territorio di Pisa e dei comuni limitrofi. Per perseguire questi obiettivi l’associazione dialoga e interagisce con altre associazioni, enti ed amministrazioni. In particolare il rapporto con il Comune di Pisa comincia, dopo tre anni e molta fatica, produrre qualche risultato concreto: citiamo la ciclabile di via di Pratale, le rastrelliere bloccatelaio , l’entrata ciclabile di Porta a Lucca. Anche i contatti con il Comune di San Giuliano, avviati di recente, hanno già prodotto risultati promettenti. Questi successi, (parziali) sono stati possibili grazie al lavoro dei soci. L’Associazione non solo ha registrato una notevole crescita numerica (ad oggi conta più di 200 membri) ma ha visto moltiplicarsi i “soci attivi” che, sempre più, si danno da fare sia organizzando le iniziative sia partecipando alle riunioni delle commissioni Circoscrizionali per promuovere politiche pro-bici. compito della pulizia di quei giardini? Domande di questo tipo sono state poste più volte alla pubblica amministrazione ma mai hanno avuto una risposta concreta. Allora cosa possiamo fare per restituire almeno un po' di verde vivibile al quartiere? Scrivere l'ennesima lettera ai giornali? Oppure organizzarci, muniti di guanti da lavoro, scope, palette, rastrelli, falcetti e attrezzi vari, e ritrovarsi una domenica mattina, per ripulire e progettare insieme l'utilizzo di quello spazio? Il Progetto Rebeldía può essere una risorsa importante per questo quartiere e per chi ci vive; per questo pensiamo che qualsiasi progetto di riorganizzazione urbanistica dell'area debba contemplare al suo interno uno spazio sociale, culturale, aggregativo, multietnico, fuori dalle logiche commerciali e del profitto come è Rebeldía. Comitato Liberi Tutti - CanapisaCrew Pisa COMUNICATO STAMPA Con gentile preghiera di diffusione CANAPISA 2007 Dedicata a tutte le vittime della psichiatria Pisa il 26 maggio sarà attraversata dalla streetparade di CANAPISA, manifestazione antiproibizionista giunta quest'anno alla 7° edizione. Per un giorno la città si trasforma in un concerto itinerante che esprime lo spirito libero e ribelle dei giovani italiani. Migliaia di persone parteciperanno alla street, trascinate da 11 sound system. Scopo della manifestazione è mostrare il dissenso dei giovani verso la legge Fini-Giovanardi in materia di stupefacenti. Tale dissenso sarà espresso CHIARAMENTE e ad ALTO R: Io direi piuttosto che è necessario per arginare il fenomeno un contributo coordinato delle varie parti chiamate in causa per realizzare l'unica soluzione concreta: la cancellazione in tempi rapidi delle scritte. Anche a causa dei costi elevati del ripristino questo non può essere lasciato al solo Comune. Andrebbe esteso ad altri casi quello che è accaduto in Piazza Santa Caterina: il Comune è intervenuto per tutelare il monumento sulla piazza, ma il Sant'Anna ha porvveduto a cancellare le imbrattature dal proprio muro di cinta. Allo stesso modo andrebbero coinvolti in quest'opera di ripristino i proprietari delle dimore storiche. D: Lei giudica fattibile la proposta che “Luci” vorrebbe lanciare alle Associazioni cittadine, ossia di non limitarsi alle parole ma di procedere concretamente, pennello in mano, alla cancellazione delle scritte, adottando ciascuna uno o più muri o luoghi della città? R: Non vedo ragioni per cui non dovrebbe essere fattibile, una volta stabilite le modalità del recupero, ossia il colore e la qualità delle vernici utilizzate. Sarebbe anzi una bellissima idea cui si potrebbe dare risalto sulla stampa locale e grazie alla quale le Associazioni acquisterebbero finalmente spazio e importanza. Maria Giovanna Missaggia Se non ci fossero i ciclisti la città sarebbe condannata perennemente ad essere ingolfata dal traffico: da questo punto di vista la differenza che corre tra una città progettata pensando solo alle auto ed una città amica delle bici è la stessa che c’è tra un giorno di sole ed uno di pioggia. Info: www.pisaciclabile.it VOLUME. Il proibizionismo criminalizza milioni di italiani ma permette affari d'oro ai narcotrafficanti. CANAPISA invita tutti, consumatori e non, a mostrarsi e partecipare con entusiasmo e spirito critico. N. d. R. siccome c’era dentro anche Rebeldìa, in questo corteo “libertario” che ha attraversato Pisa smadonnando e inneggiando alle droghe che non fanno male se non sono proibite (come se bastasse tagliare le zampe alla criminalità trafficante per eliminare i danni alla salute e alla socialità di chi prende lo “sballo” a modello di vita…), ci tocca aggiungere anche questa roba alle meritorie attività culturali, ambientali, sociali, come la cinepulizia di cui sopra… se poi aggiungiamo il “casino” dei loro spettacoli e delle loro feste, ogni sabato sera, nonostante gli impegni e le promesse, ci nasce qualche dubbio sull’appello perché il Progetto Rebeldìa non sia buttato fuori dalla ristrutturazione urbanistica dell’area Stazione F.S. … eppure abbiamo firmato, NONOSTANTE TUTTO, e ci siamo trovati in Circo 4 l’ineffabile assessore Cerri che ci brontolava perché appoggiavamo dei “casinisti” che fanno arrabbiare la gente (dimenticandosi che questo accade ogni notte del giocoso weekend pisano, con perfetta complicità e compiacenza comunale…), e siamo sempre d’accordo sul fatto che le cose positive vadano sostenute e valorizzate, ma le caz.te, per favore, no e poi no!!! Giugno - Luglio 2007 luci sulla città Pag. 3 IL TIRRENO - 13 giugno 07 Poco tempo fa avevamo chiesto a Geofor, insieme al circolo pisano di Legambiente, come mai i sacchetti che sono stati distribuiti ai cittadini per la raccolta dell’organico fossero fatti di plastica e non di materiale biodegradabile, sicuramente più adatto a un compost di qualità… La risposta di Geofor era categorica: “i sacchini sono di polietilene HDPE e vengono sottratti al compostaggio da apposita vagliatura", e si sosteneva l’impossibilità di usare materiale diverso perché soggetto a veloce decomposizione…Ci avevano quasi convinti, quando è esplosa la grana del nuovo scandalo, che completa il quadro già esploso l’anno scorso con la vicenda delle false fatture: ora sappiamo che da anni i cittadini si sono presi la responsabilità, l’impegno, e la fatica, di separare i materiali di rifiuto e di consegnarli alla ditta pubblico-privata che si era impegnata per il recupero dell’organico, per il riciclo di carta, vetro, plastica, per la riduzione netta del materiale destinato a finire nelle discariche puzzolenti (anche se dorate…) e negli inceneritori inquinanti (anche se ribattezzati termovalorizzatori, che “fa più fino”…), e invece tutto questo era finito nella prassi di fatture truffaldine su finti viaggi e consegne di raccolta differenziata, e nella prassi, come sappiamo ora, di usare l’organico raccolto come “copertina” per le discariche… Ma allora sarà davvero un problema di “sassolini”, questo della cattiva qualità dell’organico che ne impedisce la trasformazione in compost? O sarà invece il fatto di mescolare polietilene alle sostanze organiche che dovrebbero finire come concime nei campi (dove in realtà i sassolini li abbiamo sempre visti…), perché la “apposita vagliatura” di cui sopra in realtà non esiste?... E tutti quei “soloni” (compreso l’amico-compagno Danti…), che rimproveravano i Comitati di boicottare la grande e giusta campagna comunale per la raccolta differenziata, contro i cassonetti, per la raccolta a domicilio, solo perché ponevano dubbi, proponevano soluzioni equilibrate, e soprattutto chiedevano CONTROLLI sul reale funzionamento del servizio, dove sono finiti? Altro che boicottare la raccolta differenziata! Qui si tratta di rovesciare davanti al Palazzo comunale quintalate di rifiuti, come atto di disobbedienza civile capace di far capire che i cittadini non accettano più di essere presi in giro su una questione che riguarda la salute e la vita di tutti… Chi è d’accordo con questa azione di protesta non ha che da farsi avanti, e troverà in Città dei Diritti ascolto e organizzazione, perché la rabbia diventi coscienza!!! LISTA CITTA’ DEI DIRITTI Questo era il nostro comunicato stampa, pubblicato su il Tirreno del 18 giugno, purtroppo “affogato” tra la valanga di paginate sul Pisa in B… poco da aggiungere, se non le “solite” domande: chi è che controlla? Il tecnico, il politico, l’amministratore, il giudice? E, soprattutto, chi controlla i controllori?…Raccolta e smaltimento differenziati VERI E CONTROLLATI… riciclo di tutto il riciclabile (non abbiamo ancora capito perché le lattine di plastica sì, le confezioni di plastica no! Sarà una questione tecnica, ma qualcuno ci sta pensando, visto che le confezioni e gli imballi dilagano sempre più???)… il resto smaltito in piccole strutture di termovalorizzazione (anche per avere energia rinnovabile a basso costo e non inquinante…), con questa rigorosa regolamentazione: a temperature tali da non produrre diossina e altre schifezze; con misure di sorveglianza che evitino episodi come l’ultima “fumata” all’inceneritore GEOFOR, prodotta da rifiuti farmaceutici e speciali di cui nessuno sa come cavolo hanno fatto a finire lì!!!; senza trasporti a spasso per le strade e per i campi di materiali pericolosi, ma rigorosa funzionalità di ogni impianto alle ESIGENZE LOCALI (un NIMBY alla rovescia, insomma, così qualcuno la smette di fare il solone che pretende di avere la “verità generale” e di insegnarla agli altri…); controllo sociale esercitato da istituzioni realmente indipendenti, tecniche e politico-civili, mai legate, NEANCHE FINANZIARIAMENTE, ai valzer delle poltrone dei vari Consigli di Amministrazione nominati o cooptati da Aziende “private” e Politici “pubblici”, tinti di rosso, di rosa, di verde, di bianco, di grigio, di azzurro, di nero…E’ questa la nostra proposta CONTRO LE SCHIFEZZE, umane, prodotte da interessi precisi, e invece contrabbandate come “naturalmente inevitabili”!!! Il Paese reale non ci sta più. La cosiddetta gente alza la voce. Il singolo si presenta un po’ ovunque e protesta: <<questa politica fatta dai partiti, così come oggi, dopo anni e anni di periodi neri e difficili, dalle stragi di stato, alla P2, a tangentopoli, a tutti gli altri scandali come calciopoli, vallettopoli, non ne vogliamo più sapere! Questo è il vero regime della nostra classe politica >>. Qui non toccheremo la pseudo-democrazia interna dei partiti né la questione elettorale, nemmeno quella morale, ma solo quella della partecipazione e dello ‘stipendio’. La stampa ha deciso di ribellarsi pure lei. E quando dico stampa dico giornali (finanziati quasi tutti con i soldi pubblici!!), hanno iniziato a pubblicare commenti al vetriolo verso la classe politica. Mentre i telegiornali sono ancora ingessati ed imbalsamati dalla politica di palazzo. Quella che briga, che si serve della Rai come del proprio orticello di casa. Anche Mediaset non ce la racconta giusta, ma almeno sappiamo chi ne è il padrone e togliamo la tara. Invece l’informazione quella targata ‘pubblica’ pretenderebbe di darsi quell’aureola di purezza che purtroppo non ha. Solo qualche testata rai – grazie al suo direttore e a dei bravi redattori – esce dagli schemi imposti dai partiti perché fanno resistenza ai ‘padrini partitici’. Il massimo della conferma l’abbiamo avuta da Mussi in un dibattito su la7 dove ha detto che alla Rai non si accede se non c’è l’Ok dei boss del suo stesso partito, i Fassino, i D’Alema. Altrimenti non si passa: l’ha detto Mussi un ex-comunista doc, non uno qualsiasi! Ecco cos’è la Rai! Tornando però a questa disaffezione del paese reale verso quello istituzionale si può dire che siamo ad un bel punto. Che speriamo di non ritorno… <<Italiani e politica, aumenta l’indifferenza>>. Titolava così il Sole24ore del 23 aprile scorso a pagina 9. E riportando i dati dell’indagine Istat sugli stili di vita degli italiani (su 50.000 connazionali) nel 2005 si hanno solo delle conferme e non delle sorprese. Il 34,2% degli italiani sopra i 14 anni non parla mai e il 24,8% non si informa mai delle vicende politiche del nostro Paese. Si informa per il 93,7% con la tv, per il 52% dai quotidiani, il 31 con la radio, il 24,8 dagli amici, il 16,9 dai parenti, il 13,3 dai settimanali e il 13,1 dai colleghi. Solo 1,7% partecipa alle attività dei partiti, il 2,7% dà anche i soldi, ai cortei ce ne va il 5,5, ai comizi il 6,9, il 22,3% ascolta i dibattiti. L’informazione politica ricevuta dalla tv, che è la stragrande maggioranza, invece di creare cittadini che si avvicinano ai partiti, in realtà li allontana. Perché? Perché quel che dicono e fanno i nostri politici non interessa (68,1%), perché hanno sfiducia nella politica (20,6%), perché è un argomento complicato (15,3%), perché non hanno tempo (6,1%), il 3,4 per altri motivi. Stefano Folli, commentando questi dati, afferma che in quest’era <<postideologica vige una politica autoreferenziale, che usa solo termini retorici. Le riforme, le innovazioni, la modernizzazione del Paese…purtroppo sono i grandi assenti di un dibattito astratto e respingente>>. Non solo. Basta confrontare gli stipendi dei politici nostrani con la media di questa Italia impoverita in tutti i sensi (si veda la Repubblica del 24 maggio: sono 2,6 milioni le famiglie povere pari a circa 7,5 milioni di persone: il 14,7% arriva con gravi difficoltà al fine mese; il 28,9% non riesce a far fronte ad una spesa di 600€; il 9,0% ha bollette arretrate da pagare; il 10,9% non può riscaldare adeguatamente la casa; il 5,6% non ha soldi per le spese alimentari; il 12% per le spese mediche e il 17,8% per comprarsi il vestiario: perfino mons.Bagnasco ha parlato dei ‘pacchi dono’ riapparsi nella carità delle parrocchie verso le nostre famiglie italiane!. Senza contare che gli ‘over65’ sono 141 ogni 100 giovani; tra i pensionati (16,5 milioni) c’è un esercito di poveri: 4 milioni percepiscono meno di 500€. Ogni 71 pensionati ci sono 100 occupati). Però chi arriva al ‘seggiolone’ dei vari parlamenti politici allora è come se avesse vinto un sei al superenalotto! Quando un sindaco come Veltroni incassa 9.762,94 € al mese lordi con una popolazione di Roma di circa due milioni e mezzo, il sindaco di Livorno con meno di un decimo di cittadini da governare (160.534) prende 7.018,67€ voi capite che l’insurrezione mediatica sta già avvenendo ed è pienamente ‘giustificata’. Senza contare i nostri cari politici locali che dalle Regioni fino all’ultimo consigliere circoscrizionale sono coinvolti in questa miliardaria busta paga che gli italiani – non politici – hanno sul conto pubblico. E i nostri politici locali quanto prendono? Che dire, mentre sta andando avanti un tipo di società del genere? Dove la spaccatura tra i privilegiati e gli IL TIRRENO - 14 giugno 07 ordinari è un abisso che tende sempre più ad allargarsi nonostante diverse voci istituzionali ammoniscano i distratti orecchi della casta politica: questo andazzo porterà presto anche ad un disagio sociale tale da vedere conseguenze inaspettate, ma prevedibili. Non ci sono parole. C’è solo da aspettare perché nessuno porrà rimedio a ciò se non dopo avvenimenti che potrebbero sconvolgere lo status quo. Se no che fare? Riformiamo il vero ‘male’ di questa nostra Italia: i partiti. Nessuno li vuol cancellare. Sono previsti dalla Costituzione, ma non è detto che debbano essere così come lo sono oggi da circa 30anni!. Debbono essere riformati e riformati alla grande. Occorre ripartire grattando bene fino alla carne viva di una ferita infetta e purulenta, come lo sono per lo più oggi i partiti italiani. Si <<deve necessariamente conoscere, legalizzare e rendere trasparente soprattutto il sistema di relazioni fra partiti e istituzioni, fra partiti e affari, fra partiti e consenso>>. Chi parla così è Ivan Cicconi direttore di “Nuova Quasco”, società consortile per il controllo degli appalti, uno che sa cosa vuol dire legame tra politica, malavita e mafie. Però - dice in una intervista rilasciata a Manuela Maresco su Narcomafie del febbraio scorso col titolo “La corruzione dopo Tangentopoli”, <<bisogna partire da una condizione essenziale. Se, infatti, per le istituzioni, per gli affari e per la formazione del consenso esiste un problema di rispetto e miglioramento delle regole, per la politica esiste il problema della definizione di quello che la Costituzione indica come lo strumento di formazione del consenso e della presenza nelle istituzioni: il partito, le sue regole e la sua definizione anche giuridica. Senza questa condizione essenziale qualsiasi riforma elettorale(regola del consenso) e qualsiasi riforma della pubblica amministrazione (regola per i tecnici, i politici e i rapporti con i privati) consegnerebbe comunque il governo dei processi a un soggetto indefinito (il partito, i tanti partiti di oggi), privo di regole. Partiti oggi – conclude Cicconi – dato il contesto descritto, strutturalmente orientati alla collusione con e nelle istituzioni, con e negli affari, con e nella formazione del consenso. Il che offre alle mafie occasioni quasi ordinarie di penetrazione nelle istituzioni, negli affari e nella formazione del consenso.>>. Leggetevi O.Beha <<Italiopoli>> con l’introduzione di Beppe Grillo, come pure di Rizzo-Stella <<La casta>> e di M.Fini, <<Il vizio oscuro dell’occidente>> e capirete ancor meglio dai fatti e non dalle opinioni, come dice Marco Travaglio (vedi <<La scomparsa dei fatti>>), dove sta andando questo ‘sporco’ e povero Paese...che ha i politici che si merita?! Certo, da noi, non si è mai visto né forse si vedrà mai e ce lo auguriamo che un ministro di governo si suicidi - come quello giapponese di poche settimane fa si è impiccato - perché gravato dai vari scandali di corruzione nei quali era coinvolto: qui, a Roma, non chiediamo un’espiazione così drammatica ma almeno un severissimo esame di coscienza pubblico ed un impegno a riformare la politica e i partiti, questo sì. Prodi&compagni ci avevano fatto intravedere che con il partito democratico si sarebbe aperto una nuova stagione della politica dei partiti – cosa già annunciata nel programma dell’Unione -, ed invece abbiamo visto che con la costituzione del neo gruppo dirigente i ‘vecchi piloti’ dei Ds e della Margherita con i fedelissimi del professore sono ancora lì accompagnati da altri pochi invitati, tra cui l’ex dc destrorso marco Follini transfugo dalla Cdl: è questo il nuovo partito democratico?! Il Partito democratico nasce già vecchio prima ancora di esistere! E subisce la sconfitta alle elezioni amministrative nelle città del nord con percentuali da bancarotta ed un tasso di partecipazione al voto ridotto…e vittorie al sud grazie al centro moderato. Il popolo votante del centro-sinistra ha iniziato il suo reale scollamento dalla classe politica che lo rappresenta: <<o cambiate o andrete presto a casa, grazie a voi stessi! P.C. luci sulla città Giugno - Luglio 2007 GLI INDIRIZZI PER I VOSTRI INTERVENTI, FOTO E… Il problema che oggi si pone prioritariamente è rilanciare il valore attuale della città come luogo del vivere collettivo. La città sembra passata di moda: una parte consistente dei residenti tradizionali se n’è andata alla ricerca di una condizione abitativa tranquilla, nel verde, in quelle che erano le campagne circostanti. Naturalmente questa nuova condizione abitativa non è urbana, ma semi-urbana, per cui i servizi restano distanti e aumentano le necessità di spostamento, con aggravamento del quadro complessivo della mobilità. I fenomeni di sviluppo incontrollato di insediamenti abitativi, commerciali e produttivi fuori della città hanno finora drenato risorse umane ed economiche dalla città che si è spopolata, specialmente nei quartieri storici centrali. Nuovi gruppi sociali (gli studenti) e di recente anche etnici (cinesi, indiani) hanno occupato gli spazi lasciati vuoti dai pisani (spazi abitativi e spazi commerciali). Ma le nuove popolazioni non hanno un legame di condivisione della storia e della cultura della città in cui sono da così poco venuti ad abitare. Viene progressivamente meno quel rapporto di appartenenza che costituiva la garanzia anche del corretto uso della città. I giovani “scendono” in centro la sera per frequentare pub e birrerie, cercando unicamente lo sballo. Il centro storico è in mano, dalla mezzanotte in poi, a gruppi di ragazzi ubriachi, che spesso determinano vandalismi. I pochi residenti tradizionali superstiti si chiudono nelle loro case e cercano di resistere con mezzi passivi, dalle doppie finestre ai tappi nelle orecchie. Il degrado è dunque crescente. Non serve il restauro degli edifici e delle piazze, pur così impegnativo ed importante, se poi non c’è gestione corretta dello spazio urbano, nell’intero arco delle 24 ore.Da Pisa continuano ad andarsene circa 1000 residenti all’anno. Un dato che non dovrebbe fare dormire i nostri amministratori e che dovrebbe stimolarli ad una verifica attenta di tutte le scelte urbanistiche ed amministrative, nella direzione dell’accentuazione del rilancio della qualità della città. Assistiamo invece al continuo annuncio di iniziative urbanistiche, non coerenti con la pianificazione urbanistica in essere, che tendono a creare nuovi focolai di sviluppo. Pensiamo alla scelta di concentrare 3000 residenti al Calambrone. Se l’obiettivo enunciato può avere un senso (assicurare una popolazione stabilmente residente in modo da garantire sia la sussistenza di servizi, che il controllo sociale necessario a contrastare il degrado) resta il fatto che il Calambrone può essere un ulteriore elemento attrattore di coloro che meditano di lasciare la città per garantirsi una condizione di vita sostenibile, nel verde e nella tranquillità. Altre iniziative che vengono presentate giornalisticamente non possono che preoccupare: pensiamo all’annunciato nuovo centro di servizi lungo l’Emilia, a Ospedaletto ( a due passi dall’inceneritore) ove si parla di realizzare, oltre ad una grande piazza, addirittura una nuova “torre pendente”. A parte l’insopportabile provincialismo di chi se viene a Pisa propone di realizzare una torre pendente, e magari se va a Roma un nuovo colosseo, in ambedue i casi, molto dotati di metri cubi, c’è da chiedersi come si possa ritenere una simile localizzazione compatibile con il progetto di una centralità di tipo urbano. Le piazze sono sempre state all’interno delle città e non al margine di zone produttive, altrimenti sono altra cosa ed hanno altri nomi, tipo centro commerciale, outlet, etc. sono solo luoghi del commercio e del controllo privato, e dunque non più spazi urbani. Simili insediamenti sono tra i principali attrattori di mobilità e quindi la loro localizzazione deve rispondere a verifiche specifiche di sostenibilità. Dunque siamo di fronte ad una iniziativa incoerente con il principio fondamentale della identità urbana. A fronte di questa situazione, e della distanza che c’è fra le scelte amministrative e la cittadinanza, che assiste perplessa in un sostanziale silenzio, è venuta voglia a un gruppo di architetti pisani, legati da un rapporto affettivo alla loro città, di fondare una nuova associazione, il cui nome provvisorio è PER UNA CITTÀ DA ABITARE. L’associazione si intende aperta all’adesione dei cittadini tutti che condividano l'analisi qui formulata e le proposte conseguenti (1), anche se sono considerate importanti le competenze urbanistiche ed ambientali, in quanto forniscono all’associazione gli strumenti adatti di analisi degli atti di governo… Chi è interessato a contribuire alla nascita dell’associazione, anche con la formulazione di nuovi specifici obiettivi, può rivolgersi all’indirizzo e-mail: [email protected] e riceverà le opportune informazioni. Lunghezza consigliata: 20 righe (max), da inoltrare entro il 15 del mese Nel prossimo numero (Agosto-Settembre) si parlerà di: Pag. 4 14 Novembre 2007: Marco Travaglio a Pisa con LUCI, per LUCI Alla Stazione Leopolda, dalle 17,30 fino a tarda notte si discute della SCOMPARSA DEI FATTI, a Pisa, in Italia, nel mondo. Sono vivamente invitati il sindaco Fontanelli e il presidente Pieroni PUOI TROVARE TUTTI I NUMERI DI “luci sulla città” SUL SITO INTERNET WWW.STILEPISANO.IT CHI VUOLE SOSTENERE IL GIORNALE PUÒ VERSARE IL PROPRIO CONTRIBUTO SUL C/C PT N. 62181920 (ABI 7601 – CAB 14000 – PER IL BONIFICO BANCARIO) INTESTATO A: ASSOCIAZIONE PER LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTÀ DI PISA – VIA BOVIO, 32 – 56125 PISA. INVIATE UNA MAIL O TELEFONATE A: Associazione per la Salvaguardia e la Valorizzazione della città di Pisa A.S.V.PISA : [email protected] c/o Arduini – via Bovio, 32 – 56125 Pisa tel 050 21208 COMITATI: SAN FRANCESCO SANT’ ANTONIO SAN MARTINO SANTA MARIA ZONA STAZIONE S. MARCO – S. GIUSTO OSPEDALETTO [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] TEL. 347 6537571 TEL. 328 6950819 TEL. 050 21208 TEL. 349 2319285 TEL. 050 21208 TEL. 328 6950819 TEL. 339 8936393 Ciao Paolo, l'esperienza "Muri puliti", ha aperto una nuova via con grosso potenziale per aiutare la città a crescere e migliorare. Penso che il dossier proposto dalle associazioni, sia un ottimo lavoro che il Comune e gli enti preposti dovrebbero iniziare a prendere in considerazione con maggiore serietà. Come dicevo la via è aperta, ma non consolidata. C'è una chiara e sincera intenzione da parte di tutte le associazioni di cambiare le cose che non vanno, dalle scritte sui muri al sudicio per le strade ecc...elenco purtroppo infinito dato che questi sono i sintomi, le pustole di una malattia che ha radici ben più profonde nella nostra città, come del resto nella società italiana salvo poche eccezioni. In pratica sto dicendo che le energie si stanno consumando combattendo i sintomi ma lasciando inalterata la malattia che continua a produrre scontento popolare su più fronti. Ed è proprio qui che considero sbagliato, forse immaturo, aver dato tanta considerazione da parte delle associazioni riunite al dialogo con le istituzioni e tenere ai margini il popolo che anche se tra parentesi, è sovrano. Questa è stata anche la causa delle mie dimissioni come presidente dalla Compagnia dello Stilepisano, scelte di strategia politica divergenti dalle mie, dopo diverse riunioni, accettate come incompatibili. Le istituzioni stesse sono purtroppo alla radice della maggior parte dei problemi, la loro cattiva gestione e sperpero del bene pubblico sono la ragione per cui questa città va a rotoli, senza timone, lascia fare senza provare alcun rimedio possibile. Un po’ il male dell'Italia da decenni a questa parte, non trovi? Siamo allo sbando e non c'è più spot pubblicitario che riesca a convincere gran parte degli italiani che non è così. La realtà è che i politici non sanno che fare (o meglio lo sanno bene ma si guardano dal dircelo) e anche se avessero (come per il dossier muri puliti) la soluzione di un problema in mano, sarebbero troppo presi dai 1) In questo quadro ritengo positivo il progetto di nuova viabilità a nord di Pisa, e semmai tardivo, rispetto alla natura degli sviluppi urbanistici che hanno interessato sia Pisa che San Giuliano (tra cui l’area commerciale/artigianale della Fontina) e alle esigenze di mobilità da esse indotte. La nuova strada consentirà di evitare l’attraversamento di Porta a Lucca per spostamenti aventi origine o destinazione (o entrambi) nel comune di San Giuliano o più all’esterno, e consentirà di selezionare la radiale di ingresso più congrua con la propria destinazione urbana, ove “congrua” significherà anche “dotata di parcheggio di scambio”. Si tratta di un progetto coerente con il quadro generale della mobilità delineato in questo intervento ed anche ufficialmente condiviso dal Comune di Pisa. N.d.R.) Noi no, non lo riteniamo per nulla positivo, perché la descrizione dell’ing. Ciuti, che corrisponde pienamente alle nostre idee, non corrisponde tuttavia per niente a quanto scritto nel progetto e “spiegato” dagli amministratori: un intervento massiccio di 20 Km di nuova cementificazione stradale fino all’Ospedalone di Cisanello, invece dell’uso della viabilità esistente con una bretella nuova di soli 3 Km di raccordo per la circonvallazione, com’era nel PGTU!!! Ma se il Ciuti “la fa così”, ben volentieri gli diamo una mano e anche due!!! E tanto più sul suo progetto di associazione, che sembra “copiato” pari pari (scherziamo, ovviamente…) dai programmi e dalle proposte dei Comitati pisani per la Città dei Diritti!!! loro affari e progetti, finanziati col denaro pubblico ma spesso alieni alla realtà e agli interessi cittadina. E questo va detto chiaramente, come è altrettanto improbabile poter avere un rapporto idillico con le istituzioni. Porta a porta, Lam, parcheggi a pagamento, rotondine, e gio’o der Ponte fasullo. Queste le risposte al traffico, all'incuria cittadina e ai mille problemi della città. Ma ripeto ed è importante: finché si fanno battaglie ai sintomi (come appunto muri puliti) pensando che così si possa arrivare ad una soluzione del problema, siamo fuori rotta. Si vede nascere comitati per la salvaguardia di questo e di quell'altro, spesso esempi di buoni cittadini che cercano di recuperare un qualcosa di sano a Pisa, ma si continua a tamponare i sintomi e trascurare la malattia, per curare la malattia bisogna andare oltre e riconoscere la causa nella mediocre gestione del bene pubblico delle nostre amministrazioni e non parlo solo di quella comunale e non parlo solo delle attuali..Riformare Ciao, Massimo Adami N. d. R. Resta il fatto che decine di associazioni, molto impegnate nella difesa del “decoro” cittadino (Amici di Pisa, Amici dei Musei, Amici di non sappiamo che altro, ecc. ecc.), appena hanno saputo che il bravo Adami, come presidente dell’associazione STILEPISANO, aveva coinvolto anche i Comitati e Città dei Diritti nella discussione e presentazione del progetto MURIPULITI, hanno alzato una vera e propria barricata di alti lamenti:“no, quelli no, sono estremisti, sono cattivi, ci rovinano la piazza del dialogo beneducato!!!” (ovviamente è una nostra maliziosa interpretazione di quanto si saranno detti “nelle segrete stanze”)… provocando le ovvie dimissioni da presidente del correttissimo Adami, e perfino lo stupore della sig.ra Prefetto, come si vede nell’intervista a pag. 1 , che non si capacita ancora della nostra assenza da un’iniziativa che riassume tutto quello che i Comitati dicono e fanno qui a Pisa da dieci anni! Ma ringraziamo ancora Adami e la sua battaglia, che ci lascia qualche speranza di poter trovare qualcosa di buono in un associazionismo VERO, non salottiero né pronto a “vendersi” al politico più furbo nell’ammiccare e nel battere ipocrite pacche su schiene piegate… direttore responsabile: Piero Cappelli - [email protected] redazione e collaboratori: P. Arduini, M. G. Missaggia, M. Nelli Baudino, A. Bimbi, E. Galoppini, M. Venturini, M. Paoli U. Interlandi, M. Caporale, R. Marrapese, F. Motta, C. Cesaroni, G. Mannini, I. Dainelli, redazione, amministrazione, sede legale: via Bovio 32 Pisa registrazione presso Tribunale di Pisa n. 11/04 del Registro della Stampa stampato presso LITOGRAFIA VARO via Lenin 155/C S. Martino Ulmiano 56010 San Giuliano Terme (Pisa) Foto e grafica: MARTA NELLI ROSSANA MARRAPESE gli articoli non firmati sono di esclusiva responsabilità redazionale