Dare voce a chi non ha voce
Commercio equo e solidale
ControInformaz. dal basso
Educazione
alla legalità, riutilizzo a fini
sociali dei beni confiscati
ai mafiosi.
Ref. [email protected]
Anno III– N. 6
Aderente a:
Mensile politico civile dei Comitati pisani nella “Città dei Diritti”
Libera – contro le mafie
Pacelink – telematica per la pace
Rete Lilliput – economia di giustizia
Associazione per la Salvaguardia e la Valorizzazione della città di Pisa
[email protected]
Giugno - Luglio 2007
Socia di:
BANCA POPOLARE ETICA
tiratura 4.000 copie
GIORNALE GRATUITO AUTOFINANZIATO DALLA LIBERA CITTADINANZA
Ringraziamo il Prefetto di Pisa, dott.ssa Maria Fiorella
Scandura, per averci voluto concedere questa intervista
ma anche per la collaborazione con cui ha sempre
risposto, in passato, alla richiesta di dare il proprio avallo
istituzionale ad iniziative che riguardavano ampi settori
della cittadinanza, come gli studenti delle scuole, ed alle
quali i redattori di “Luci” hanno sempre partecipato in
maniera sia diretta che indiretta.
D: Quando si parla di sicurezza in città o quando si affrontano
problemi come quello delle scritte sui muri, e del vandalismo in
generale, vengono riportate sulla stampa locale le conclusioni del
Comitato di Pubblica Sicurezza. Quali sono esattamente le
competenze di quest'organo e chi vi prende parte?
R: Nell'ordinamento amministrativo italiano il comitato provinciale per
l'ordine e la sicurezza pubblica è un organo collegiale con compiti
consultivi nei confronti del Prefetto che lo convoca e lo presiede.
E' composto dal Questore, dal Sindaco del comune capoluogo e dal
Presidente della provincia, dai Comandanti provinciali dei Carabinieri,
della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato, nonché dai
sindaci degli altri comuni interessati, quando devono trattarsi questioni
riferibili ai rispettivi ambiti territoriali. Sui problemi trattati non si
prendono decisioni per mezzo di votazioni, ma vengono verbalizzati i
pareri emersi.
D: Sul problema delle scritte vandaliche sui muri sono state
invitate a partecipare al Comitato anche le Associazioni cittadine
promotrici di una campagna per combattere il fenomeno?
R: Si, a questa campagna hanno aderito circa 17 associazioni tra cui
Amici di Pisa, Amici dei Musei, l'Associazione Dimore Storiche di Pisa,
Italia Nostra. Non ho visto invece voi di “Luci”. Le faccio una controintervista: come mai non avete aderito?
D: Siamo i principali promotori di ogni forma di protesta contro il
degrado cittadino. Il problema è che alcuni componenti delle
Associazioni sembra ci ritengano poco adatti a dialogare con le
istituzioni, dimenticando che da anni svolgiamo questo ruolo di
interlocutori con le autorità locali.
R: In queste iniziative, ad ogni modo, una certa compattezza di intenti e
di azione è sempre auspicabile.
D: Sottoscriviamo in pieno.
Tornando al problema del “graffitismo vandalico” qual è la logica
della riunione cui sono state invitate le Associazioni cittadine?
R: Vede, le scritte sui muri non hanno valenza criminosa e penale, il che
non esclude che possano averla. Anzi, fino ad ora è proprio sotto
questo profilo che sono state prese in considerazione. È avvenuto tutte
le volte in cui le scritte consistono in minacce, attacchi offensivi contro
rappresentanti istituzionali, magistrati, forze dell'ordine, e via dicendo.
Tuttavia, anche in questi casi penalmente rilevanti conoscere chi sono i
responsabili delle scritte risulta impossibile il 99% delle volte. Di
conseguenza l'unica forma di contrasto di queste manifestazioni
aggressive rimane la cancellazione immediata.
D: E nei casi non rilevanti penalmente ma che rientrano nel
vandalismo puro quali soluzioni sono a suo avviso praticabili?
R: Prendiamo il caso di graffiti sul patrimonio artistico. Una possibile
soluzione è l'utilizzo di telecamere per l'individuazione degli autori
dell'atto vandalico. Vi è tra l'altro un progetto in via di elaborazione tra il
Ministero dell'Interno e la Regione Toscana proprio per il finanziamento
di questa soluzione tecnica per tutelare il patrimonio artistico. Ma anche
ammesso che riuscissimo ad individuare tutti i responsabili dei
vandalismi, resta comunque il fatto che le pene previste non solo per il
semplice imbrattamento ma perfino per danni al patrimonio artistico
sono davvero risibili. Costoro si trovano di fatto in una situazione di
impunità.
D: Sarebbe utile un inasprimento delle pene?
R: La possibilità di applicare pene maggiori si limita naturalmente ai casi
di flagranza di reato o di individuazione dei colpevoli. Considerando
anche la personalità degli autori di simili atti e le motivazioni che spesso
li inducono a compierli, l'esistenza di pene alternative ed accessorie
avrebbe una ricaduta positiva.
D: Forme cioè di giustizia compensativa per cui chi imbratta e
vandalizza è costretto a rimediare personalmente al danno?
R: Certamente, interessando i giudici di pace anziché la magistratura
ordinaria. Ma per far questo occorre modificare la legislazione vigente.
A questo fine il ruolo delle Associazioni mi sembra fondamentale nel
creare un movimento di opinione pubblica che si prefigga come scopo di
fare approvare nuove norme legislative, oltre che di creare un clima
diffuso di disapprovazione sociale per comportamenti del genere.
D: La Prefettura può ingiungere all'amministrazione comunale di
ripristinare lo stato originario dei muri che sono stati imbrattati?
Continua a pagina
2
Tabella dalle guide: Regione Toscana e Provincia di Pisa
Organizzazioni di Volontariato – area pisana:
Ambiente 5 – Sanità 39 – Sociale 35 – Cultura 17 – Protez. Civile 5
Associazioni di Promozione Sociale – area pisana:
Cultura 93 – Sociale 24 – Sport 40 – Sanità 5 – Ambiente 5 – Tutela Diritti 5
Ci siamo anche noi, dell’ASVPisa, nell’Albo Provinciale delle Associazioni
di Promozione Sociale, tra le 5 definite nell’ambito della Tutela dei Diritti (in
ottima compagnia, accanto alla ben nota Amnesty International; ad Arifiss,
che si occupa di “formazione e informazione” nella scienza dello sport;
all’Associazione Interculturale Batik, che tratta di “integrazione lavorativa,
culturale e sociale dei cittadini extracomunitari”; alla Casa della Donna, impegnata in “servizi di ascolto e di accoglienza, di consulenza, di orientamento
per altre donne”)… conoscendo abbastanza noi stessi e queste altre realtà, e
sapendo che non rientra nel nostro e nel loro modo di agire la ricerca
affannosa di quattrini e tanto meno quella di manovre elettorali in appoggio di
questo o di quello, ovviamente non vogliamo generalizzare i dubbi e le critiche
qui espresse, sacrosantamente, dal nostro direttore, che però vengono a galla
ogni anno nelle riunioni circoscrizionali destinate a distribuire contributi a
destra e a manca, su progetti spesso cervellotici e accettati “per pura
amicizia”… del resto, che questo mondo del volontariato e delle associazioni
sia spesso diventato un vero e proprio “ufficio di collocamento e primo
stipendio”, una valvola di sfogo per un mondo giovanile che ha davanti un
futuro lavorativo sempre più misero e precario, è un fatto ben noto a chiunque
voglia vedere la realtà… e sarebbe un fatto positivo ( se non altro per questi
ragazzi che riescono a sopravvivere, bene o male…), se non diventasse a
volte una forma di lavoro sottopagato e superfaticato, (vedi le spesso finte
“cooperative sociali”, in cui il lavoro dipendente viene a volte mascherato da
lavoro “associato”, con vantaggi fiscali e contributivi che certo non vanno a
favore di migliori condizioni di lavoro e di vita…)…
E ALLORA RESTA LA DOMANDA DI QUESTO MESE:
L’ASSOCIAZIONISMO PISANO, COSI’ AMPIO E DIFFUSO, SERVE
DAVVERO A QUALCOSA???
Associarsi. Parola tanto in voga, alcuni anni fa. Forse anche di qualche
decennio fa.
Ora, oggi, non se ne parla più. Ce ne sono mai così tante di
associazioni che è diventata una vera e propria ‘bolgia associativa’.
Sembra una società composta solo di associazioni. Il cittadino sembra
sparito. E se non appartiene ad una di queste è spacciato. Da tutte le parti
ci sono associazioni: dall’associazione meritoria a quella del ‘corpo sciolto’
e…‘a delinquere’… una vera e propria giungla, dove l’animo italico
volontario e autonomista vuol dare battaglia al dispotismo della politica,
dell’economia, delle istituzioni in genere. C’è chi addirittura inventa
associazioni ad hoc per poter avere contributi pubblici, chi invece le crea
per dare pungolo e fastidio al proprio rivale, per vantarsene di presiederla
ed esserne il direttore. Perché molti vogliono essere unici e comandanti.
Insomma un piccolo o grande ‘spazio di potere’ fatto in casa, artigiano,
autoreferenziale, spesso, ma che caratterizza questo nostro mondo. Ora
sono arrivate anche le associazioni non profit, quelle on lus. E stanno
prendendo piede anche le fondazioni, altra forma associativa con precisi
obiettivi spesso culturali, economico-sociali di ottimi mecenati del nostro
tempo, sembra… Anni fa un sacerdote arrivando in un piccolo paese della
provincia, con meno di duemila abitanti, trovò ben 54 associazioni:
volevano tutti essere presidenti, diceva.
E a Pisa. Lo stesso. Tutto il mondo è paese, direbbe il vecchio adagio…
anche qui non mancano. E non si parli poi di quel mondo – che noi non
curiamo, ma altrettanto importante ed imponente – che è quello dello sport:
una vera giungla di tipologie. Di tutto di più…
Sarebbe però interessante fare
una verifica sul loro stato di vita, sulla
Hanno pulito gli argini loro attività, sul loro “servizio sociale”
svolto. Invece, spesso, sono solo
In Arno solo Lumi
numeri statistici! <<Ma non danno
(Non più vetri
noia a nessuno…!>> qualcuno
E varie schifezze
potrebbe dire: ma poi son tutti lì a
chiedere sovvenzioni al Comune, alla
Da “gioie” notturne…)
Provincia, alla Regione, allo Stato. E
E forse chissà che dura
qualcuno magari – con i soldi pubblici
Fino al Gioco del Ponte
– campa anche una parte del proprio
Ora almeno sappiamo
orticello elettorale… e questi
A che serve
sapendolo aumentano il prezzo… un
do ut des…
L’Associazione
Ma in realtà a che cosa servono se
Del Gioco e dei Lumi
poi non servono nessuno? Diceva il
Questo almeno
grande Totò <<A che serve la serva
Sappiamo
se la serva non serve?>>
E approviamo
P.C.
LUGLIO:
UN PO’ DI TREGUA
PER IL “PALAZZO”…
…”luci” VA IN VACANZA!!!
luci sulla città
Giugno - Luglio 2007
Pag. 2
da pagina 1:
Una vetrina per i parchi, le aree protette e le case editrici che si
occupano di ambiente e natura, un'occasione di incontro e
promozione per le istituzioni che hanno nel loro 'curriculum' anche
una produzione editoriale. Parco Libri vuole far incontrare due
mondi. Quello della teoria, dell'analisi, con quello operativo di enti e
istituzioni. "Ambiente, tutela, salute a parole e nei fatti" è lo slogan
del Festival.
All'inaugurazione, venerdì 8 giugno, parteciperanno il Ministro
all'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il Presidente di Federparchi
Matteo Fusilli, l'on. Ermete Realacci presidente della commissione
ambiente della Camera dei deputati, Fulco Pratesi presidente del
WWF.
N. d. R. Perché LUCI non partecipa al "Parco Libri"
Per "tutelare l'ambiente" sarebbe già qualcosa che:
1 - non si stampassero tanti opuscoli inutili (spreco di carta,
"riciclata" o meno);
2 - si "educassero" i bambini (e gli adulti) a fare a meno di tante cose
superflue (comprese quelle "ecologiche" e "sostenibili"), invece di
farli sentire, per un giorno all'anno, quelli che "puliscono il mondo"
con paletta e secchiello;
3 - questi "convegnisti" restassero un po' più a "lavorare" piuttosto
che girottolare per fare "promozione" (v. l'inutile "Meeting di San
Rossore", dove una turba di "brave persone" si precipita ai banchi
della gastronomia già prima che gli oratori abbiano terminato, con
buona pace della "fame nel mondo" che appena 5 minuti prima
hanno deprecato).
Piuttosto, che cosa dice S. Ermete Realacci sulla "raccolta
differenziata" a Pisa? Mi sembra che dopo gli "scandali" Fontanelli
affermò: "adesso tutto cambierà". A me risulta che c'è sempre di
mezzo la Geofor del Sig. Forti, il quale, probabilmente, ha in comune
col sindaco Fontanelli una profonda "visione del mondo" che
spiegherebbe l'indissolubile "sodalizio"... A buon intenditor poche
parole.
Ma chi guadagna con la "raccolta differenziata"? Non di certo i
comuni cittadini, quelli, per intendersi, che leggono LUCI. Come per
le polizze assicurative sulle auto, mai calate di prezzo dopo
l'imposizione delle cinture di sicurezza, dell'air bag, dei "dissuasori"
e degli autovelox che hanno ridotto il numero d'incidenti, non si è
mai vista una riduzione delle tasse sulla raccolta dei rifiuti urbani a
seguito della "raccolta differenziata". Ma se questa prosegue, è
segno che qualcuno ci guadagna, altrimenti l'avrebbero già fatta
finita.
Per non parlare dei favori fatti all'industria motoristica (a Pisa
sembra di vivere in mezzo ad una gara di scooter) o delle
"bandierine" assegnate al Litorale pisano evidentemente perché il
colore del mare è "verde" come quello della ben nota "goletta"...
Cari "ambientalisti", non ci siamo proprio. Se proprio volete dare
una bella "ripulita", cominciate da voi stessi, ma senza "raccolta
differenziata". Tante volte vi venisse voglia di "riciclarvi"...
Enrico Galoppini per La Redazione di LUCI
“luci sulla città”
sul sito internet
www.stilepisano.it
UN GRAZIE
all’Associazione
STILEPISANO
Buongiorno! Inoltro per CinemAltrove-Progetto Rebeldia.
Altrove Indipendent Short Festival
L'1, 2, 3 giugno al Rebeldia c'è l'AISF (Altrove Indipendent Short
Festival), Rassegna internazionale del cortometraggio, organizzato
dall'Associazione Volkano e CinemAltrove. Il presidente della giuria
sarà Paolo Benvenuti. Tutte le informazioni e i moduli necessari
alla partecipazione possono essere scaricati dal sito del Rebeldia
(www.rebeldia.net) al link di CinemAltrove. Arrivederci
Simona,per Il Chicco di Senape
SPERANDO CHE STAVOLTA NON PIOVA.
Facciamo PIAZZA PULITA!
E' da molte settimane che sui quotidiani cittadini si discute sul
degrado nel quartiere di S. Antonio. Un quartiere particolare, senza
zone pedonali, piazze o aree verdi che possano essere percorse dagli
abitanti e dai cittadini, lontani dallo smog delle auto in perenne
incolonnamento. Eppure una piccola zona di verde ci sarebbe: quella
lungo via Nino Bixio e in largo Marinai d'Italia, un fazzoletto di prato in
mezzo al cemento, ridotto purtroppo a una discarica di rifiuti.
E allora ci chiediamo, come mai l'unico angolo del quartiere con un
po' di verde è completamente abbandonato, senza neanche la
periodica pulitura che viene effettuata sulle strade? A chi spetta il
Se le macchine fossero di pane
CHE TI SIA DI LEZIONE!
Se le macchine fossero di pane
sarebbero più comode, per via
dei sedili fatti di morbida pasta.
Non inquinerebbero perché
dal loro tubo di scarico
uscirebbe solo farina.
I tergicristalli sarebbero
lunghe baguettes
e a ogni semaforo
le persone si fermerebbero a
rosicchiarne qualche pezzettino.
Se le macchine fossero di pane
saremmo tutti più contenti!
Sniff, sniff
Che buon odore,
dice il bambino goloso
che sta annusando i biscotti.
Argh!, Argh!
Scottano!
Dice il bambino goloso
che li voleva prendere
mentre cocevano.
Sigh, sigh
Mamma, mamma
Mi sono scottato!
CHE TI SIA DI LEZIONE!
Lorenzo Grifoni, Pisa, V elementare
Marco IV A Scuola Cambini”
I RAMI DELL’ALBERO
Un albero muove i suoi rami
Per afferrare il rumore del vento
Poi lo diffonde
In tutto il suo tronco
Fino alle piccole formiche
Intorno alle sue radici.
Silvia
III A Scuola Elem. Cambini”
R: Alla Prefettura spetta il coordinamento dell'azione degli uffici statali
e comunali quando si rilevino situazioni che determino disagio ai
cittadini, ma le ricordo che con la riforma del Titolo Quinto della
Costituzione il Prefetto non ha poteri coattivi verso l'amministrazione
comunale. Non esiste più quindi una subordinazione gerarchica delle
autorità locali al Prefetto e questo può esercitare solo una
“persuasione morale”.
D: Un grosso problema a procedere all'immediato ripristino dei
muri imbrattati immagino siano le ristrettezze dei bilanci
comunali. Tuttavia l'espressione “persuasione morale” sembra
far intendere che certi principi non siano condivisi da tutti, come
quello secondo cui i graffiti sui muri sono un atto vandalico. È
così?
R: No, non mi riferivo a questo, anche se è vero che in alcuni si
percepisce la tendenza a considerare i graffiti come un'espressione
artistica degna di tutela e ciò produce atteggiamenti di indulgenza e di
incertezza sull'opportunità di cancellarli, il che a sua volta ostacola la
creazione di una coscienza civica diffusa, capillare, di cui parlavo
prima. Meglio sarebbe organizzare dei festival del graffitismo, come è
stato fatto a Bologna o a Milano, con appositi spazi predisposti a
queste forme espressive.
D: Le è capitato di avvertire questo clima di indulgenza anche qui
a Pisa?
R: No. Solo credo susciti qualche perplessità quel graffito ben visibile
sugli arsenali medicei, un immobile demaniale la cui conservazione è
a cura della Sovrintendenza
D: ...che non interviene...
R: Che fino ad ora non è intervenuta.
D: Un forte senso di impunità ed un clima di indulgenza è dato
anche dal concentrarsi di imbrattamenti sui muri degli edifici
universitari. Non crede che i docenti vivano un po' troppo
passivamente questa situazione?
R: Non credo, a meno di non sostenere la stessa cosa per gli
insegnanti delle scuole...
D: Francamente trovo le due situazioni molto diverse: nelle
scuole, fin dalle elementari, di queste cose si parla e vengono
additate come esempi negativi. All'università non credo che
alcun docente ritenga suo compito elevare una protesta contro il
vandalismo perpetrato sui muri della propria facoltà. Lo abbiamo
già rilevato tempo fa su “Luci”: si direbbe che il mondo della
cultura a Pisa si considerasse avulso e distaccato dai problemi
pratici della città.
Sofia IIIA Scuola Elem. “Cambini”
E’ un associazione cicloambientalista nata a Pisa nel 2004. L’Associazione fa parte
della Federazione Italiana Amici della Bicicletta e si prefigge di promuovere l’utilizzo
della bici in ambito urbano e per turismo.
Le linee d’azione principali sono le seguenti:
1) promuovere la mobilità ciclistica mediante interventi che incentivino l’uso della bici
negli spostamenti quotidiani. Vogliamo creare le condizioni affinché tutti possano
circolare in bicicletta comodamente ed in totale sicurezza come avviene nel resto
d’Europa. Per far questo sono necessari interventi dal costo modesto ma, soprattutto, e
indispensabile uina impostazione coerente delle politiche trasportistiche.
2) Organizzare gite ed escursioni utilizzando la bici come strumento per riscoprire e
valorizzare il territorio di Pisa e dei comuni limitrofi.
Per perseguire questi obiettivi l’associazione dialoga e interagisce con altre
associazioni, enti ed amministrazioni. In particolare il rapporto con il Comune di Pisa
comincia, dopo tre anni e molta fatica, produrre qualche risultato concreto: citiamo la
ciclabile di via di Pratale, le rastrelliere bloccatelaio , l’entrata ciclabile di Porta a Lucca.
Anche i contatti con il Comune di San Giuliano, avviati di recente, hanno già prodotto
risultati promettenti.
Questi successi, (parziali) sono stati possibili grazie al lavoro dei soci.
L’Associazione non solo ha registrato una notevole crescita numerica (ad oggi conta
più di 200 membri) ma ha visto moltiplicarsi i “soci attivi” che, sempre più, si danno da
fare sia organizzando le iniziative sia partecipando alle riunioni delle commissioni
Circoscrizionali per promuovere politiche pro-bici.
compito della pulizia di quei giardini? Domande di questo tipo sono state poste più volte
alla pubblica amministrazione ma mai hanno avuto una risposta concreta. Allora cosa
possiamo fare per restituire almeno un po' di verde vivibile al quartiere? Scrivere
l'ennesima lettera ai giornali? Oppure organizzarci, muniti di guanti da lavoro, scope,
palette, rastrelli, falcetti e attrezzi vari, e ritrovarsi una domenica mattina, per ripulire e
progettare insieme l'utilizzo di quello spazio?
Il Progetto Rebeldía può essere una risorsa importante per questo quartiere e per chi
ci vive; per questo pensiamo che qualsiasi progetto di riorganizzazione urbanistica
dell'area debba contemplare al suo interno uno spazio sociale, culturale, aggregativo,
multietnico, fuori dalle logiche commerciali e del profitto come è Rebeldía.
Comitato Liberi Tutti - CanapisaCrew Pisa
COMUNICATO STAMPA
Con gentile preghiera di diffusione
CANAPISA 2007 Dedicata a tutte le vittime della psichiatria
Pisa il 26 maggio sarà attraversata dalla streetparade di CANAPISA, manifestazione
antiproibizionista giunta quest'anno alla 7° edizione. Per un giorno la città si trasforma in
un concerto itinerante che esprime lo spirito libero e ribelle dei giovani italiani. Migliaia di
persone parteciperanno alla street, trascinate da 11 sound system. Scopo della
manifestazione è mostrare il dissenso dei giovani verso la legge Fini-Giovanardi in
materia di stupefacenti. Tale dissenso sarà espresso CHIARAMENTE e ad ALTO
R: Io direi piuttosto che è necessario per arginare il fenomeno un
contributo coordinato delle varie parti chiamate in causa per realizzare
l'unica soluzione concreta: la cancellazione in tempi rapidi delle scritte.
Anche a causa dei costi elevati del ripristino questo non può essere
lasciato al solo Comune. Andrebbe esteso ad altri casi quello che è
accaduto in Piazza Santa Caterina: il Comune è intervenuto per
tutelare il monumento sulla piazza, ma il Sant'Anna ha porvveduto a
cancellare le imbrattature dal proprio muro di cinta. Allo stesso modo
andrebbero coinvolti in quest'opera di ripristino i proprietari delle
dimore storiche.
D: Lei giudica fattibile la proposta che “Luci” vorrebbe lanciare
alle Associazioni cittadine, ossia di non limitarsi alle parole ma di
procedere concretamente, pennello in mano, alla cancellazione
delle scritte, adottando ciascuna uno o più muri o luoghi della
città?
R: Non vedo ragioni per cui non dovrebbe essere fattibile, una volta
stabilite le modalità del recupero, ossia il colore e la qualità delle
vernici utilizzate. Sarebbe anzi una bellissima idea cui si potrebbe
dare risalto sulla stampa locale e grazie alla quale le Associazioni
acquisterebbero finalmente spazio e importanza.
Maria Giovanna Missaggia
Se non ci fossero i ciclisti la città sarebbe condannata
perennemente ad essere ingolfata dal traffico: da questo punto di
vista la differenza che corre tra una città progettata pensando solo
alle auto ed una città amica delle bici è la stessa che c’è tra un giorno
di sole ed uno di pioggia.
Info: www.pisaciclabile.it
VOLUME. Il proibizionismo criminalizza milioni di italiani ma permette affari
d'oro ai narcotrafficanti. CANAPISA invita tutti, consumatori e non, a
mostrarsi e partecipare con entusiasmo e spirito critico.
N. d. R. siccome c’era dentro anche Rebeldìa, in questo corteo
“libertario” che ha attraversato Pisa smadonnando e inneggiando alle
droghe che non fanno male se non sono proibite (come se bastasse
tagliare le zampe alla criminalità trafficante per eliminare i danni alla
salute e alla socialità di chi prende lo “sballo” a modello di vita…), ci
tocca aggiungere anche questa roba alle meritorie attività culturali,
ambientali, sociali, come la cinepulizia di cui sopra… se poi
aggiungiamo il “casino” dei loro spettacoli e delle loro feste, ogni sabato
sera, nonostante gli impegni e le promesse, ci nasce qualche dubbio
sull’appello perché il Progetto Rebeldìa non sia buttato fuori dalla
ristrutturazione urbanistica dell’area Stazione F.S. … eppure abbiamo
firmato, NONOSTANTE TUTTO, e ci siamo trovati in Circo 4 l’ineffabile
assessore Cerri che ci brontolava perché appoggiavamo dei “casinisti”
che fanno arrabbiare la gente (dimenticandosi che questo accade ogni
notte del giocoso weekend pisano, con perfetta complicità e
compiacenza comunale…), e siamo sempre d’accordo sul fatto che le
cose positive vadano sostenute e valorizzate, ma le caz.te, per favore,
no e poi no!!!
Giugno - Luglio 2007
luci sulla città
Pag. 3
IL TIRRENO - 13 giugno 07
Poco tempo fa avevamo chiesto a Geofor, insieme al circolo pisano di Legambiente, come mai i
sacchetti che sono stati distribuiti ai cittadini per la raccolta dell’organico fossero fatti di plastica e non di
materiale biodegradabile, sicuramente più adatto a un compost di qualità… La risposta di Geofor era
categorica: “i sacchini sono di polietilene HDPE e vengono sottratti al compostaggio da apposita vagliatura", e
si sosteneva l’impossibilità di usare materiale diverso perché soggetto a veloce decomposizione…Ci avevano
quasi convinti, quando è esplosa la grana del nuovo scandalo, che completa il quadro già esploso l’anno
scorso con la vicenda delle false fatture: ora sappiamo che da anni i cittadini si sono presi la responsabilità,
l’impegno, e la fatica, di separare i materiali di rifiuto e di consegnarli alla ditta pubblico-privata che si era
impegnata per il recupero dell’organico, per il riciclo di carta, vetro, plastica, per la riduzione netta del
materiale destinato a finire nelle discariche puzzolenti (anche se dorate…) e negli inceneritori inquinanti
(anche se ribattezzati termovalorizzatori, che “fa più fino”…), e invece tutto questo era finito nella prassi di
fatture truffaldine su finti viaggi e consegne di raccolta differenziata, e nella prassi, come sappiamo ora, di
usare l’organico raccolto come “copertina” per le discariche… Ma allora sarà davvero un problema di
“sassolini”, questo della cattiva qualità dell’organico che ne impedisce la trasformazione in compost? O sarà
invece il fatto di mescolare polietilene alle sostanze organiche che dovrebbero finire come concime nei campi
(dove in realtà i sassolini li abbiamo sempre visti…), perché la “apposita vagliatura” di cui sopra in realtà non
esiste?... E tutti quei “soloni” (compreso l’amico-compagno Danti…), che rimproveravano i Comitati di
boicottare la grande e giusta campagna comunale per la raccolta differenziata, contro i cassonetti, per la
raccolta a domicilio, solo perché ponevano dubbi, proponevano soluzioni equilibrate, e soprattutto chiedevano
CONTROLLI sul reale funzionamento del servizio, dove sono finiti? Altro che boicottare la raccolta
differenziata! Qui si tratta di rovesciare davanti al Palazzo comunale quintalate di rifiuti, come atto di
disobbedienza civile capace di far capire che i cittadini non accettano più di essere presi in giro su una
questione che riguarda la salute e la vita di tutti… Chi è d’accordo con questa azione di protesta non ha che
da farsi avanti, e troverà in Città dei Diritti ascolto e organizzazione, perché la rabbia diventi coscienza!!!
LISTA CITTA’ DEI DIRITTI
Questo era il nostro comunicato stampa, pubblicato su il Tirreno del 18 giugno, purtroppo “affogato” tra
la valanga di paginate sul Pisa in B… poco da aggiungere, se non le “solite” domande: chi è che controlla? Il
tecnico, il politico, l’amministratore, il giudice? E, soprattutto, chi controlla i controllori?…Raccolta e
smaltimento differenziati VERI E CONTROLLATI… riciclo di tutto il riciclabile (non abbiamo ancora capito
perché le lattine di plastica sì, le confezioni di plastica no! Sarà una questione tecnica, ma qualcuno ci sta
pensando, visto che le confezioni e gli imballi dilagano sempre più???)… il resto smaltito in piccole strutture di
termovalorizzazione (anche per avere energia rinnovabile a basso costo e non inquinante…), con questa
rigorosa regolamentazione: a temperature tali da non produrre diossina e altre schifezze; con misure di
sorveglianza che evitino episodi come l’ultima “fumata” all’inceneritore GEOFOR, prodotta da rifiuti
farmaceutici e speciali di cui nessuno sa come cavolo hanno fatto a finire lì!!!; senza trasporti a spasso per le
strade e per i campi di materiali pericolosi, ma rigorosa funzionalità di ogni impianto alle ESIGENZE LOCALI
(un NIMBY alla rovescia, insomma, così qualcuno la smette di fare il solone che pretende di avere la “verità
generale” e di insegnarla agli altri…); controllo sociale esercitato da istituzioni realmente indipendenti,
tecniche e politico-civili, mai legate, NEANCHE FINANZIARIAMENTE, ai valzer delle poltrone dei vari Consigli
di Amministrazione nominati o cooptati da Aziende “private” e Politici “pubblici”, tinti di rosso, di rosa, di verde,
di bianco, di grigio, di azzurro, di nero…E’ questa la nostra proposta CONTRO LE SCHIFEZZE, umane,
prodotte da interessi precisi, e invece contrabbandate come “naturalmente inevitabili”!!!
Il Paese reale non ci sta più. La cosiddetta gente alza la voce. Il singolo si presenta un po’ ovunque e protesta:
<<questa politica fatta dai partiti, così come oggi, dopo anni e anni di periodi neri e difficili, dalle stragi di stato, alla
P2, a tangentopoli, a tutti gli altri scandali come calciopoli, vallettopoli, non ne vogliamo più sapere! Questo è il vero
regime della nostra classe politica >>. Qui non toccheremo la pseudo-democrazia interna dei partiti né la questione
elettorale, nemmeno quella morale, ma solo quella della partecipazione e dello ‘stipendio’.
La stampa ha deciso di ribellarsi pure lei. E quando dico stampa dico giornali (finanziati quasi tutti con i soldi
pubblici!!), hanno iniziato a pubblicare commenti al vetriolo verso la classe politica. Mentre i telegiornali sono ancora
ingessati ed imbalsamati dalla politica di palazzo. Quella che briga, che si serve della Rai come del proprio orticello
di casa. Anche Mediaset non ce la racconta giusta, ma almeno sappiamo chi ne è il padrone e togliamo la tara.
Invece l’informazione quella targata ‘pubblica’ pretenderebbe di darsi quell’aureola di purezza che purtroppo non ha.
Solo qualche testata rai – grazie al suo direttore e a dei bravi redattori – esce dagli schemi imposti dai partiti perché
fanno resistenza ai ‘padrini partitici’. Il massimo della conferma l’abbiamo avuta da Mussi in un dibattito su la7 dove
ha detto che alla Rai non si accede se non c’è l’Ok dei boss del suo stesso partito, i Fassino, i D’Alema. Altrimenti
non si passa: l’ha detto Mussi un ex-comunista doc, non uno qualsiasi! Ecco cos’è la Rai!
Tornando però a questa disaffezione del paese reale verso quello istituzionale si può dire che siamo ad un bel
punto. Che speriamo di non ritorno… <<Italiani e politica, aumenta l’indifferenza>>. Titolava così il Sole24ore del 23
aprile scorso a pagina 9. E riportando i dati dell’indagine Istat sugli stili di vita degli italiani (su 50.000 connazionali)
nel 2005 si hanno solo delle conferme e non delle sorprese. Il 34,2% degli italiani sopra i 14 anni non parla mai e il
24,8% non si informa mai delle vicende politiche del nostro Paese. Si informa per il 93,7% con la tv, per il 52% dai
quotidiani, il 31 con la radio, il 24,8 dagli amici, il 16,9 dai parenti, il 13,3 dai settimanali e il 13,1 dai colleghi. Solo
1,7% partecipa alle attività dei partiti, il 2,7% dà anche i soldi, ai cortei ce ne va il 5,5, ai comizi il 6,9, il 22,3% ascolta
i dibattiti. L’informazione politica ricevuta dalla tv, che è la stragrande maggioranza, invece di creare cittadini che si
avvicinano ai partiti, in realtà li allontana. Perché? Perché quel che dicono e fanno i nostri politici non interessa
(68,1%), perché hanno sfiducia nella politica (20,6%), perché è un argomento complicato (15,3%), perché non hanno
tempo (6,1%), il 3,4 per altri motivi. Stefano Folli, commentando questi dati, afferma che in quest’era <<postideologica vige una politica autoreferenziale, che usa solo termini retorici. Le riforme, le innovazioni, la
modernizzazione del Paese…purtroppo sono i grandi assenti di un dibattito astratto e respingente>>. Non solo.
Basta confrontare gli stipendi dei politici nostrani con la media di questa Italia impoverita in tutti i sensi (si veda la
Repubblica del 24 maggio: sono 2,6 milioni le famiglie povere pari a circa 7,5 milioni di persone: il 14,7% arriva con
gravi difficoltà al fine mese; il 28,9% non riesce a far fronte ad una spesa di 600€; il 9,0% ha bollette arretrate da
pagare; il 10,9% non può riscaldare adeguatamente la casa; il 5,6% non ha soldi per le spese alimentari; il 12% per
le spese mediche e il 17,8% per comprarsi il vestiario: perfino mons.Bagnasco ha parlato dei ‘pacchi dono’ riapparsi
nella carità delle parrocchie verso le nostre famiglie italiane!.
Senza contare che gli ‘over65’ sono 141 ogni 100 giovani; tra i pensionati (16,5 milioni) c’è un esercito di poveri: 4
milioni percepiscono meno di 500€. Ogni 71 pensionati ci sono 100 occupati). Però chi arriva al ‘seggiolone’ dei vari
parlamenti politici allora è come se avesse vinto un sei al superenalotto! Quando un sindaco come Veltroni incassa
9.762,94 € al mese lordi con una popolazione di Roma di circa due milioni e mezzo, il sindaco di Livorno con meno di
un decimo di cittadini da governare (160.534) prende 7.018,67€ voi capite che l’insurrezione mediatica sta già
avvenendo ed è pienamente ‘giustificata’. Senza contare i nostri cari politici locali che dalle Regioni fino all’ultimo
consigliere circoscrizionale sono coinvolti in questa miliardaria busta paga che gli italiani – non politici – hanno sul
conto pubblico. E i nostri politici locali quanto prendono?
Che dire, mentre sta andando avanti un tipo di società del genere? Dove la spaccatura tra i privilegiati e gli
IL TIRRENO - 14 giugno 07
ordinari è un abisso che tende sempre più ad allargarsi nonostante diverse voci istituzionali ammoniscano i
distratti orecchi della casta politica: questo andazzo porterà presto anche ad un disagio sociale tale da vedere
conseguenze inaspettate, ma prevedibili. Non ci sono parole. C’è solo da aspettare perché nessuno porrà
rimedio a ciò se non dopo avvenimenti che potrebbero sconvolgere lo status quo. Se no che fare? Riformiamo
il vero ‘male’ di questa nostra Italia: i partiti. Nessuno li vuol cancellare. Sono previsti dalla Costituzione, ma
non è detto che debbano essere così come lo sono oggi da circa 30anni!. Debbono essere riformati e riformati
alla grande. Occorre ripartire grattando bene fino alla carne viva di una ferita infetta e purulenta, come lo sono
per lo più oggi i partiti italiani. Si <<deve necessariamente conoscere, legalizzare e rendere trasparente
soprattutto il sistema di relazioni fra partiti e istituzioni, fra partiti e affari, fra partiti e consenso>>. Chi parla così
è Ivan Cicconi direttore di “Nuova Quasco”, società consortile per il controllo degli appalti, uno che sa cosa vuol
dire legame tra politica, malavita e mafie. Però - dice in una intervista rilasciata a Manuela Maresco su
Narcomafie del febbraio scorso col titolo “La corruzione dopo Tangentopoli”, <<bisogna partire da una
condizione essenziale. Se, infatti, per le istituzioni, per gli affari e per la formazione del consenso esiste un
problema di rispetto e miglioramento delle regole, per la politica esiste il problema della definizione di quello
che la Costituzione indica come lo strumento di formazione del consenso e della presenza nelle istituzioni: il
partito, le sue regole e la sua definizione anche giuridica. Senza questa condizione essenziale qualsiasi riforma
elettorale(regola del consenso) e qualsiasi riforma della pubblica amministrazione (regola per i tecnici, i politici
e i rapporti con i privati) consegnerebbe comunque il governo dei processi a un soggetto indefinito (il partito, i
tanti partiti di oggi), privo di regole. Partiti oggi – conclude Cicconi – dato il contesto descritto, strutturalmente
orientati alla collusione con e nelle istituzioni, con e negli affari, con e nella formazione del consenso. Il che
offre alle mafie occasioni quasi ordinarie di penetrazione nelle istituzioni, negli affari e nella formazione del
consenso.>>.
Leggetevi O.Beha <<Italiopoli>> con l’introduzione di Beppe Grillo, come pure di Rizzo-Stella <<La casta>> e
di M.Fini, <<Il vizio oscuro dell’occidente>> e capirete ancor meglio dai fatti e non dalle opinioni, come dice
Marco Travaglio (vedi <<La scomparsa dei fatti>>), dove sta andando questo ‘sporco’ e povero Paese...che ha
i politici che si merita?! Certo, da noi, non si è mai visto né forse si vedrà mai e ce lo auguriamo che un ministro
di governo si suicidi - come quello giapponese di poche settimane fa si è impiccato - perché gravato dai vari
scandali di corruzione nei quali era coinvolto: qui, a Roma, non chiediamo un’espiazione così drammatica ma
almeno un severissimo esame di coscienza pubblico ed un impegno a riformare la politica e i partiti, questo sì.
Prodi&compagni ci avevano fatto intravedere che con il partito democratico si sarebbe aperto una nuova
stagione della politica dei partiti – cosa già annunciata nel programma dell’Unione -, ed invece abbiamo visto
che con la costituzione del neo gruppo dirigente i ‘vecchi piloti’ dei Ds e della Margherita con i fedelissimi del
professore sono ancora lì accompagnati da altri pochi invitati, tra cui l’ex dc destrorso marco Follini transfugo
dalla Cdl: è questo il nuovo partito democratico?! Il Partito democratico nasce già vecchio prima ancora di
esistere! E subisce la sconfitta alle elezioni amministrative nelle città del nord con percentuali da bancarotta ed
un tasso di partecipazione al voto ridotto…e vittorie al sud grazie al centro moderato. Il popolo votante del
centro-sinistra ha iniziato il suo reale scollamento dalla classe politica che lo rappresenta: <<o cambiate o
andrete presto a casa, grazie a voi stessi!
P.C.
luci sulla città
Giugno - Luglio 2007
GLI INDIRIZZI PER
I VOSTRI INTERVENTI, FOTO E…
Il problema che oggi si pone prioritariamente è rilanciare il valore
attuale della città come luogo del vivere collettivo. La città
sembra passata di moda: una parte consistente dei residenti
tradizionali se n’è andata alla ricerca di una condizione abitativa
tranquilla, nel verde, in quelle che erano le campagne circostanti.
Naturalmente questa nuova condizione abitativa non è urbana, ma
semi-urbana, per cui i servizi restano distanti e aumentano le
necessità di spostamento, con aggravamento del quadro
complessivo della mobilità. I fenomeni di sviluppo incontrollato di
insediamenti abitativi, commerciali e produttivi fuori della città hanno
finora drenato risorse umane ed economiche dalla città che si è
spopolata, specialmente nei quartieri storici centrali.
Nuovi gruppi sociali (gli studenti) e di recente anche etnici (cinesi,
indiani) hanno occupato gli spazi lasciati vuoti dai pisani (spazi
abitativi e spazi commerciali). Ma le nuove popolazioni non hanno un
legame di condivisione della storia e della cultura della città in cui
sono da così poco venuti ad abitare. Viene progressivamente meno
quel rapporto di appartenenza che costituiva la garanzia anche del
corretto uso della città. I giovani “scendono” in centro la sera per
frequentare pub e birrerie, cercando unicamente lo sballo. Il centro
storico è in mano, dalla mezzanotte in poi, a gruppi di ragazzi
ubriachi, che spesso determinano vandalismi. I pochi residenti
tradizionali superstiti si chiudono nelle loro case e cercano di
resistere con mezzi passivi, dalle doppie finestre ai tappi nelle
orecchie. Il degrado è dunque crescente. Non serve il restauro degli
edifici e delle piazze, pur così impegnativo ed importante, se poi non
c’è gestione corretta dello spazio urbano, nell’intero arco delle 24
ore.Da Pisa continuano ad andarsene circa 1000 residenti all’anno.
Un dato che non dovrebbe fare dormire i nostri amministratori e che
dovrebbe stimolarli ad una verifica attenta di tutte le scelte
urbanistiche ed amministrative, nella direzione dell’accentuazione del
rilancio della qualità della città. Assistiamo invece al continuo
annuncio di iniziative urbanistiche, non coerenti con la pianificazione
urbanistica in essere, che tendono a creare nuovi focolai di sviluppo.
Pensiamo alla scelta di concentrare 3000 residenti al Calambrone.
Se l’obiettivo enunciato può avere un senso (assicurare una
popolazione stabilmente residente in modo da garantire sia la
sussistenza di servizi, che il controllo sociale necessario a
contrastare il degrado) resta il fatto che il Calambrone può essere un
ulteriore elemento attrattore di coloro che meditano di lasciare la città
per garantirsi una condizione di vita sostenibile, nel verde e nella
tranquillità.
Altre iniziative che vengono presentate giornalisticamente non
possono che preoccupare: pensiamo all’annunciato nuovo centro di
servizi lungo l’Emilia, a Ospedaletto ( a due passi dall’inceneritore)
ove si parla di realizzare, oltre ad una grande piazza, addirittura una
nuova “torre pendente”. A parte l’insopportabile provincialismo di chi
se viene a Pisa propone di realizzare una torre pendente, e magari
se va a Roma un nuovo colosseo, in ambedue i casi, molto dotati di
metri cubi, c’è da chiedersi come si possa ritenere una simile
localizzazione compatibile con il progetto di una centralità di tipo
urbano. Le piazze sono sempre state all’interno delle città e non al
margine di zone produttive, altrimenti sono altra cosa ed hanno altri
nomi, tipo centro commerciale, outlet, etc. sono solo luoghi del
commercio e del controllo privato, e dunque non più spazi urbani.
Simili insediamenti sono tra i principali attrattori di mobilità e quindi la
loro localizzazione deve rispondere a verifiche specifiche di
sostenibilità. Dunque siamo di fronte ad una iniziativa incoerente
con il principio fondamentale della identità urbana.
A fronte di questa situazione, e della distanza che c’è fra le scelte
amministrative e la cittadinanza, che assiste perplessa in un
sostanziale silenzio, è venuta voglia a un gruppo di architetti pisani,
legati da un rapporto affettivo alla loro città, di fondare una nuova
associazione, il cui nome provvisorio è PER UNA CITTÀ DA
ABITARE. L’associazione si intende aperta all’adesione dei cittadini
tutti che condividano l'analisi qui formulata e le proposte conseguenti
(1), anche se sono considerate importanti le competenze urbanistiche
ed ambientali, in quanto forniscono all’associazione gli strumenti
adatti di analisi degli atti di governo… Chi è interessato a contribuire
alla nascita dell’associazione, anche con la formulazione di nuovi
specifici obiettivi, può rivolgersi all’indirizzo e-mail: [email protected] e
riceverà le opportune informazioni.
Lunghezza consigliata: 20 righe (max),
da inoltrare entro il 15 del mese
Nel prossimo numero
(Agosto-Settembre)
si parlerà di:
Pag. 4
14 Novembre 2007:
Marco Travaglio a Pisa
con LUCI, per LUCI
Alla Stazione Leopolda, dalle 17,30
fino a tarda notte si discute della
SCOMPARSA DEI FATTI,
a Pisa, in Italia, nel mondo.
Sono vivamente invitati
il sindaco Fontanelli e
il presidente Pieroni
PUOI TROVARE TUTTI I NUMERI DI
“luci sulla città”
SUL SITO INTERNET WWW.STILEPISANO.IT
CHI VUOLE SOSTENERE IL GIORNALE PUÒ VERSARE IL PROPRIO
CONTRIBUTO SUL C/C PT N. 62181920
(ABI 7601 – CAB 14000 – PER IL BONIFICO BANCARIO) INTESTATO A:
ASSOCIAZIONE PER LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE
DELLA CITTÀ DI PISA – VIA BOVIO, 32 – 56125 PISA.
INVIATE UNA MAIL O TELEFONATE A:
Associazione per la Salvaguardia e la
Valorizzazione della città di Pisa
A.S.V.PISA : [email protected]
c/o Arduini – via Bovio, 32 – 56125 Pisa tel 050 21208
COMITATI:
SAN FRANCESCO
SANT’ ANTONIO
SAN MARTINO
SANTA MARIA
ZONA STAZIONE
S. MARCO – S. GIUSTO
OSPEDALETTO
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
TEL. 347 6537571
TEL. 328 6950819
TEL.
050 21208
TEL. 349 2319285
TEL.
050 21208
TEL. 328 6950819
TEL. 339 8936393
Ciao Paolo,
l'esperienza "Muri puliti", ha aperto una nuova via con grosso potenziale
per aiutare la città a crescere e migliorare. Penso che il dossier proposto
dalle associazioni, sia un ottimo lavoro che il Comune e gli enti preposti
dovrebbero iniziare a prendere in considerazione con maggiore serietà.
Come dicevo la via è aperta, ma non consolidata.
C'è una chiara e sincera intenzione da parte di tutte le associazioni di
cambiare le cose che non vanno, dalle scritte sui muri al sudicio per le
strade ecc...elenco purtroppo infinito dato che questi sono i sintomi, le
pustole di una malattia che ha radici ben più profonde nella nostra città,
come del resto nella società italiana salvo poche eccezioni. In pratica sto
dicendo che le energie si stanno consumando combattendo i sintomi ma
lasciando inalterata la malattia che continua a produrre scontento popolare
su più fronti. Ed è proprio qui che considero sbagliato, forse immaturo, aver
dato tanta considerazione da parte delle associazioni riunite al dialogo con
le istituzioni e tenere ai margini il popolo che anche se tra parentesi, è
sovrano.
Questa è stata anche la causa delle mie dimissioni come
presidente dalla Compagnia dello Stilepisano, scelte di strategia politica
divergenti dalle mie, dopo diverse riunioni, accettate come incompatibili. Le
istituzioni stesse sono purtroppo alla radice della maggior parte dei
problemi, la loro cattiva gestione e sperpero del bene pubblico sono la
ragione per cui questa città va a rotoli, senza timone, lascia fare senza
provare alcun rimedio possibile. Un po’ il male dell'Italia da decenni a
questa parte, non trovi? Siamo allo sbando e non c'è più spot pubblicitario
che riesca a convincere gran parte degli italiani che non è così. La realtà è
che i politici non sanno che fare (o meglio lo sanno bene ma si guardano
dal dircelo) e anche se avessero (come per il dossier
muri puliti) la soluzione di un problema in mano, sarebbero troppo presi dai
1) In questo quadro ritengo positivo il progetto di nuova viabilità a nord di
Pisa, e semmai tardivo, rispetto alla natura degli sviluppi urbanistici che
hanno interessato sia Pisa che San Giuliano (tra cui l’area commerciale/artigianale della Fontina) e alle esigenze di mobilità da esse indotte.
La nuova strada consentirà di evitare l’attraversamento di Porta a Lucca
per spostamenti aventi origine o destinazione (o entrambi) nel comune di
San Giuliano o più all’esterno, e consentirà di selezionare la radiale di
ingresso più congrua con la propria destinazione urbana, ove “congrua”
significherà anche “dotata di parcheggio di scambio”. Si tratta di un
progetto coerente con il quadro generale della mobilità delineato in
questo intervento ed anche ufficialmente condiviso dal Comune di Pisa.
N.d.R.) Noi no, non lo riteniamo per nulla positivo, perché la descrizione
dell’ing. Ciuti, che corrisponde pienamente alle nostre idee, non
corrisponde tuttavia per niente a quanto scritto nel progetto e “spiegato”
dagli amministratori: un intervento massiccio di 20 Km di nuova
cementificazione stradale fino all’Ospedalone di Cisanello, invece
dell’uso della viabilità esistente con una bretella nuova di soli 3 Km di
raccordo per la circonvallazione, com’era nel PGTU!!!
Ma se il Ciuti “la fa così”, ben volentieri gli diamo una mano e anche
due!!! E tanto più sul suo progetto di associazione, che sembra “copiato”
pari pari (scherziamo, ovviamente…) dai programmi e dalle proposte dei
Comitati pisani per la Città dei Diritti!!!
loro affari e progetti, finanziati col denaro pubblico ma spesso alieni alla
realtà e agli interessi cittadina. E questo va detto chiaramente, come è
altrettanto improbabile poter avere un rapporto idillico con le istituzioni.
Porta a porta, Lam, parcheggi a pagamento, rotondine, e gio’o der Ponte
fasullo.
Queste le risposte al traffico, all'incuria cittadina e ai mille problemi della
città.
Ma ripeto ed è importante: finché si fanno battaglie ai sintomi (come
appunto muri puliti) pensando che così si possa arrivare ad una soluzione
del problema, siamo fuori rotta. Si vede nascere comitati per la
salvaguardia di questo e di quell'altro, spesso esempi di buoni cittadini che
cercano di recuperare un qualcosa di sano a Pisa, ma si continua a
tamponare i sintomi e trascurare la malattia, per curare la malattia bisogna
andare oltre e riconoscere la causa nella mediocre gestione del bene
pubblico delle nostre amministrazioni e non parlo solo di quella comunale e
non
parlo
solo
delle
attuali..Riformare
Ciao, Massimo Adami
N. d. R. Resta il fatto che decine di associazioni, molto impegnate nella
difesa del “decoro” cittadino (Amici di Pisa, Amici dei Musei, Amici di non
sappiamo che altro, ecc. ecc.), appena hanno saputo che il bravo Adami,
come presidente dell’associazione STILEPISANO, aveva coinvolto anche i
Comitati e Città dei Diritti nella discussione e presentazione del progetto
MURIPULITI, hanno alzato una vera e propria barricata di alti lamenti:“no,
quelli no, sono estremisti, sono cattivi, ci rovinano la piazza del dialogo
beneducato!!!” (ovviamente è una nostra maliziosa interpretazione di
quanto si saranno detti “nelle segrete stanze”)… provocando le ovvie
dimissioni da presidente del correttissimo Adami, e perfino lo stupore della
sig.ra Prefetto, come si vede nell’intervista a pag. 1 , che non si capacita
ancora della nostra assenza da un’iniziativa che riassume tutto quello che i
Comitati dicono e fanno qui a Pisa da dieci anni! Ma ringraziamo ancora
Adami e la sua battaglia, che ci lascia qualche speranza di poter trovare
qualcosa di buono in un associazionismo VERO, non salottiero né pronto a
“vendersi” al politico più furbo nell’ammiccare e nel battere ipocrite pacche
su schiene piegate…
direttore responsabile: Piero Cappelli - [email protected]
redazione e collaboratori:
P. Arduini, M. G. Missaggia, M. Nelli Baudino,
A. Bimbi, E. Galoppini, M. Venturini, M. Paoli
U. Interlandi, M. Caporale, R. Marrapese,
F. Motta, C. Cesaroni, G. Mannini, I. Dainelli,
redazione, amministrazione, sede legale: via Bovio 32 Pisa
registrazione presso Tribunale di Pisa
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