giunta regionale – 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 pag. 1/24 Assessorato alle Politiche Sociali, Volontariato e Non Profit PIANO DI AZIONE LOCALE DI INCLUSIONE SOCIALE ANNO 2008 Comune capofila: Treviso Direzione Regionale per i Servizi Sociali Servizio Prevenzione delle Devianze Ufficio Carcere e Marginalità Sociale ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 2 di 24 TITOLO DEL PIANO DI AZIONE DI INCLUSIONE SOCIALE: EMARGINAZIONE ENTE CAPOFILA DEL PIANO DI AZIONE LOCALE DI INCLUSIONE SOCIALE: COMUNE DI TREVISO CODICE FISCALE: 80007310263 PARTITA IVA: 00486490261 INDIRIZZO: VIA MUNICIPIO, 16 COMUNE: TREVISO CAP: 31100 INDIRIZZO E MAIL: [email protected] TELEFONO: 0422/6581 TELEFAX 0422/658201 RESPONSABILE DEL PIANO DI AZIONE DI INCLUSIONE SOCIALE: DIRIGENTE DEL SETTORE WELFARE DOTT. MAURIZIO VANIN INDIRIZZO: VIA MUNICIPIO, 16 TELEFONO: 0422/658370 TELEFAX: 0422/658580 INDIRIZZO E MAIL: maurizio.vanin @comune.treviso.it RUOLO E FUNZIONE: DIRIGENTE SETTORE WELFARE HA GIA’ SVOLTO COMPITI DI RESPONSABILE DI PROGETTI SE SI, IN QUALI PROGETTI (SPECIFICARE AMBITO ED AREA DI INTERVENTO) X SI NO Politiche giovanili e area sociale ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 SI Il piano di azione locale di inclusione sociale Pagina 3 di 24 NO prevede la costituzione di una cabina di regia Se si indicarne la composizione e le modalità di funzionamento: La strategia elaborata prevede di procedere per “tavoli di lavoro” che saranno sia tavoli locali sia tavoli tematici. Ai tavoli siederanno i rappresentanti di tutte le agenzie, sia pubbliche che private interessate alla problematica in essere. Per le strutture ubicate all’estero i contatti avverranno per via telematica. Come il presente BISOGNO PRIORITARIO N. 2 del Piano di Zona ULSS 7: Superare tutte le forme di emarginazione di soggetti a rischio; nella Diffondere in maniera capillare le informazioni rispetto ai servizi ed alle prestazioni programmazione esistenti nel territorio e facilitarne l’accesso piano si inserisce territoriale del piano di zona Garantire pari opportunità e dignità ai cittadini, potenziando ed ampliando le risorse e gli strumenti per assicurare la soddisfazione di bisogni essenziali (lavoro, alloggio). OBIETTIVO 2/B) del Piano di Zona ULSS 7: Garantire disponibilità di posti per pronta accoglienza e pronta emergenza abitativa di singoli (estendendo a collaborazione con il privato sociale per l’utilizzo di risorse già operanti sul territorio) AREA RELATIVA ALLE PERSONE VITTIME DI ABUSO E SFRUTTAMENTO SESSUALE RESPONSABILE AREA PROGETTUALE: (APPARTENENTE AL COMUNE CAPOFILA) INDIRIZZO: DIRIGENTE SETTORE WELFARE – COMUNE DI TREVISO DOTT. MAURIZIO VANIN VIA MUNICIPIO, 16 TELEFONO: 0422/658370 TELEFAX: 0422/658580 INDIRIZZO E MAIL: [email protected] RUOLO E FUNZIONE (INDICARE ANCHE L’UFFICIO/SERVIZIO DI APPARTENENZA) DIRIGENTE SETTORE WELFARE HA GIA’ SVOLTO COMPITI DI RESPONSABILE DI PROGETTI SE SI, IN QUALI PROGETTI (SPECIFICARE AMBITO ED AREA DI INTERVENTO) X SI NO Politiche giovanili e area sociale ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 INDICARE LA COPERTURA TERRITORIALE DELLA SPECIFICA AREA PROGETTUALE Pagina 4 di 24 Questo progetto di intervento sociale a favore delle vittime del traffico di esseri umani, in particolare a scopo di sfruttamento sessuale, finanziato ai sensi della L. R. 41/1997, si colloca nel contesto della Provincia di Treviso, con centro nel comune di Conegliano, ed estensione al comune di Treviso. Va messo in evidenza che alcune zone dei territori in cui viene realizzato il progetto sono da tempo stigmatizzate come “i luoghi” classici della prostituzione locale e che ormai rappresentano veri e propri «zoning» non programmati di prostituzione, con particolari situazioni di degrado e violenza: insicurezza territoriale, fenomeni di intolleranza e difficoltà di convivenza pacifica perché sono in leggero aumento eventi di piccola criminalità. Il progetto prevede una notevole attività di prevenzione e reinserimento nei paesi di origine, in particolare nei paesi da cui provengono il maggior numero di donne soggette a tratta. Indicare i soggetti che formano la partnership SOGGETTO RUOLO NEL PROGETTO REFERENTE Comune di Conegliano Ente gestore Comune di Codognè Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Godega Sant’Urbano Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Mareno di Piave Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Orsago Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Pieve di Soligo Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Refrontolo Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di San Fior Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di San Pietro di Feletto Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Santa Lucia di Piave Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di San Collaborazione nelle attività previste e nello Delibera Comune di Gaiarine Dott. Maurizio Tondato TIPO DI RAPPORTO (legenda) Delibera di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di adesione di ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 5 di 24 Vendemiano sviluppo del progetto adesione Comune di Susegana Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Collaborazione nelle attività previste e nello sviluppo del progetto Delibera Comune di Vazzola di adesione di adesione Ministry of Labour and Social Affaire Albania Collaborazione per gli interventi di prevenzione in loco e per rientri assistiti Lazaren Arda Natasha Hodaj coinvolgimento Caritas Europa Collaborazione per l’attivazione delle Caritas locali e per agevolare i rientri assistiti Terry Dutto coinvolgimento Caritas Albania Disponibilità strutture abitative di accoglienza ed inserimento. Attivazione di tutte le strutture sul territorio albanese, in particolare dei 42 centri di ascolto per la diffusione di documentazione relativa alla prevenzione alla tratta. Supporto operativo per progetti di rientro assistito Eventuali borse lavoro Dott. Tom PREKU Convenzione Rruga Don Bosko,4 Tirana; Mons. Rrok Mir MIRDITA Responsabile del Progetto Caritas Albania; Sr. Josefina Rojo RABADAN Caritas Ucraina - Direttore Implementazione delle modalità per una collaborazione continuativa al fine di ottenere: disponibilità strutture abitative di accoglienza ed inserimento; attivazione di tutte le strutture sul territorio per la diffusione di documentazione relativa alla prevenzione alla tratta; supporto operativo per progetti di rientro assistito; programmi radiofonici a scopo preventivo utilizzando una emittente radio di proprietà Caritas locale; eventuali borse lavoro. Convenzione Caritas Romania Consolidare le modalità per una collaborazione Egidiu Condac – continuativa al fine di ottenere: Direttore disponibilità strutture abitative di accoglienza ed inserimento; attivazione di tutte le strutture sul territorio per la diffusione di documentazione relativa alla prevenzione alla tratta; supporto operativo per progetti di rientro assistito; eventuali borse lavoro Convenzione Caritas Moldava Consolidare le modalità per una collaborazione continuativa al fine di ottenere: disponibilità strutture abitative di accoglienza ed inserimento; Convenzione non formalizzato non formalizzato Direttore ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 6 di 24 attivazione di tutte le strutture sul territorio per la diffusione di documentazione relativa alla prevenzione alla tratta; supporto operativo per progetti di rientro assistito; eventuali borse lavoro Direttore Don Ferruccio Sant Convenzione Referente ULSS 7 Protocollo intesa Procedure per eventuale applicazione art. 18 e sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti Rappresentante Questura coinvolgimento Forze dell’Ordine: Commissariato P.S. Comando Compagnia CC Comando Polizia Locale Collaborazione ed integrazione degli interventi Facilitazione dei contatti motivazionali con le donne fermate nel corso di controlli sul territorio Sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti Funzionario PS responsabile Commissariato Comandante Compagnia CC Comandante stazione CC coinvolgimento Onlus Servitium Piazza San Francesco 6 31029 Vittorio Veneto Mette a disposizione operatori e formatori Gian Franco qualificati e con l’esperienza acquisita dai precedenti progetti per il coordinamento e per Araldi l’operatività in genere. Coordinamento - mezzo di trasporto Coordinamento per i rapporti con le caritas dei paesi di origine e dei progetti di rientro assistito – Coordinamento ed operatività degli interventi nelle scuole. Formazione degli operatori e volontari. Relazioni periodiche – Centro Servizi Immigrazione Procedure per eventuale applicazione art. 18 e sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti. Assistenza legale – Fondazione Regina Pacis -Chisinau Azioni di cooperazione internazionale e sviluppo Mons. Cesare nella Moldova; Lodeserto sostegno a soggetti immigrati coinvolti in Caritas Diocesana Vittoriese Piazza San Francesco 6 31029 Vittorio Veneto Ulss 7 – Pieve di Soligo Questura di Treviso Disponibilità strutture abitative di prima accoglienza. Attivazione dei 15 centri di ascolto in ambito Diocesano per la diffusione di documentazione relativa alla prevenzione e per creare ulteriori occasioni di contatto con persone soggette alla tratta. Supporti sanitari tramite gabinetto medico autogestito. Coinvolgimento volontari Supporto operativo con la rete Caritas italiana ed internazionale. Collaborazione nella formazione. Attivazione rete Caritas Italiana ed Europea Interventi sanitari con percorsi agevolati Sostegno percorsi di prevenzione Dott. Giovanni Cecilian non formalizzato non formalizzato Convenzione Coinvolgimento non formalizzato Convenzione ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 7 di 24 situazione di disagio sociale; coinvolgimento di giovani della nostra provincia in attività di volontariato nel territorio della Moldova Legenda: tipo di rapporto con l’Ente capofila : - accordo di programma - protocollo di intesa - convenzione - coinvolgimento non formalizzato La collaborazione con le associazioni, gli enti, le fondazioni e gli organismi del privato sociale, è da sempre al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale. Sono modalità di molteplici le attività e le modalità di collaborazione con gli interlocutori cittadini costituzione della impegnati nella ricerca, nella formazione e nello sviluppo di nuova occupazione e rispondono al modello di “welfare integrato” che l’amministrazione comunale ha da partnership e di tempo avviato nel dialogo con il territorio e le sue risorse. Si va dalla promozione e funzionamento: avviamento di Fondazioni, alla partecipazione agli Organismi di indirizzo e di governo di vari enti, al patrocinio e al finanziamento di alcune iniziative. La Consulta dei comuni del Coneglianese opera da tempo nell’integrazione di progetti sociali al fine di costruire una effettiva rete di collaborazione. Si prevedono incontri frequenti per la taratura delle attività e l’integrazione di ogni possibile sinergia. I contatti con le Caritas verranno effettuati, nella normalità, tramite internet, telefono e webcam. Descrivere le Descrivere le Oltre alle già consolidate attività di cooperazione (supporto di operatori esperti per primo contatto motivazionale con le donne fermate in operazioni di controllo del territorio) incontri modalità di periodici per scambio di informazioni al fine di procedere in sinergia nelle attività. raccordo con Disponibilità di intervento immediato degli operatori per la presa in carico di soggetti su segnalazione delle Forze dell’Ordine. le Forze dell’Ordine: Analisi del BACINO LOCALE Questo progetto di intervento sociale a favore delle vittime del traffico di esseri umani, in particolare a scopo di sfruttamento sessuale, finanziato ai sensi della L. R. 41/1997, si colloca nel proprio nel contesto della Sinistra Piave, con centro nel comune di Conegliano, ed estensione dal comune di Treviso al confine geografico con il Friuli. territorio Va messo in evidenza che alcune zone dei territori in cui viene realizzato il progetto sono da attraverso tempo stigmatizzate come “i luoghi” classici della prostituzione locale e che ormai rappresentano veri e propri «zoning» non programmati di prostituzione, con particolari dati situazioni di degrado e violenza: insicurezza territoriale, fenomeni di intolleranza e difficoltà qualitativi e di convivenza pacifica perché sono in leggero aumento eventi di piccola criminalità. quantitativi: Questo ampio territorio ha dunque visto svilupparsi il fenomeno prostituzione nella sua configurazione recente di mercato in cui trovano spazio in maniera preoccupante nuove forme di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale; ne è stato investito fin dal suo nascere ed è stato specchio delle sue modificazioni. Come è noto, il fenomeno riguarda soprattutto donne e minori di origine extracomunitaria. Le fenomeno ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 8 di 24 donne nigeriane rappresentano una presenza forte e costante, peraltro ancora saldamente ancorata al contesto della strada. Le donne provenienti dall’ex Unione Sovietica e da altri Paesi dell’Est europeo rappresentano l’altra importante fascia coinvolta nel trafficking a scopo di sfruttamento sessuale. Per citare le nazionalità prevalenti: le donne albanesi sono meno presenti che in passato, anche se negli ultimi mesi si è rilevato un incremento della loro presenza. E’ costante la presenza di donne Rumene, Ucraine e Moldave. Dai dati in possesso possiamo rilevare che nel territorio si alternano nell’arco di un anno un numero variabile fra le 220 – 350 prostitute in prevalenza di provenienza extracomunitaria. Il progetto prevede una notevole attività di prevenzione e reinserimento nei paesi di origine, in particolare nei paesi da cui provengono il maggior numero di donne soggette a tratta. BACINO GEOGRAFICO DI INTERVENTO NELLE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E RIENTRO ASSISTITO Da dove arrivano: Le città che hanno dato un significativo numero di vittime sono: Galati, Tirana, Elbasan, Bucarest, Chisinau, Valona, Durazzo, Nicolaev, Korcia, Fier. Poi c’è un nugolo di altri centri che ha dato un numero inferiore. Le rotte di arrivo sono innumerevoli, le nazioni di partenza, le più significative, sono ben precise: Albania, Romania, Moldavia, Ucraina. Il nostro progetto quindi cerca di colpire il traffico proprio nei suoi centri operativi. Destinatari degli interventi : Obiettivo generale del progetto: La prostituzione nel territorio, come del resto evidenziato anche dalla stampa locale, è un fenomeno sempre più diversificato e diffuso. Le nazionalità delle ragazze di strada presenti sul nostro territorio continuano ad essere quella nigeriana, albanese, rumena, seguita dalle ucraine, moldave e sudamericane. In crescita costante non solo sulle strade sono le ragazze orientali, che recenti indagini hanno portato alla ribalta della cronaca. In aumento anche la presenza dei viados. I parcheggi dei luoghi del divertimento e dei centri commerciali si stanno affermando come luoghi di appuntamento tra prostitute e clienti. Continua a preoccupare il crescente numero dei giovani e giovanissimi attratti dalla continua offerta di prestazioni sessuali. E’ costante il turnover delle ragazze sulla strada a causa dell’evoluzione delle modalità di reclutamento e della spartizione delle zone da parte delle organizzazioni criminali. Preoccupano le modalità e l’organizzazione delle ragazze orientali (in prevalenza cinesi) che stanno da qualche tempo entrando nel mercato sessuale e con le quali risulta difficilissimo instaurare un rapporto di conoscenza e fiducia. Promuovere lo sviluppo sociale in tutte le sue articolazioni. Creare un sistema integrato di interventi e servizi sociali. Attuare azioni di prevenzione del fenomeno, fornire opportunità di uscita agevolata e protetta dalla prostituzione, inserimento lavorativo e percorsi di rientro assistito. Il progetto è anche finalizzato alla diffusione del concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa come approccio qualificante per lo sviluppo delle risorse umane e della qualità del lavoro, e per lo sviluppo quali-quantitativo del mercato del lavoro per i soggetti sotto protezione sociale, che, nel caso di fuoriuscita dalla prostituzione non hanno diritto delle garanzie sociali riservate ad ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 9 di 24 altri soggetti deboli (tossicodipendenti, ecc.). Il coinvolgimento deve interessare cooperative e aziende sia del nostro territorio sia dei paesi di origine fornendo loro gli strumenti per adempiere alla responsabilità sociale di impresa. Il progetto prevede la costruzione di un rapporto etico fra persone in stato di bisogno, le cooperative e le PMI, pensato quale insieme di procedure gestionali ed operative che definiscono e codificano l’adozione di atteggiamenti socialmente responsabili da parte di singole imprese. Il disciplinare nasce per favorire la crescita di una cultura socialmente responsabile, seguendo i dettami del libro verde sulla responsabilità sociale del 2001 della Commissione Europea, ed ha come obiettivo quello di diffondere i concetti di responsabilità sociale inquadrando l’argomento e facilitando le imprese nel processo di allineamento delle loro politiche economiche ad una visione sostenibile della realtà. Grazie a questo sostegno si avvicineranno le aziende ad un percorso europeo di responsabilizzazione, spingendo al perseguimento di determinate attività di responsabilità sociale utilizzando se necessario i finanziamenti previsti da Istituti di credito. Implementare il progetto esistente sia nel nostro contesto che nei paesi di origine (è stata firmata nel mese di giugno una nuova convenzione con la caritas moldava). Potenziare la rete nei Paesi di origine e transito strutturando interventi integrati di assistenza lavorativa e di sensibilizzazione e prevenzione nei paesi di origine. AMBITI DI INTERVENTO In quali dei seguenti ambiti di intervento rientrano le azioni progettuali (barrare solo un campo; qualora si ritenga di barrare più campi, indicare un ordine di priorità). aggancio con il target in diversi contesti (strada ed altri luoghi) tutela della salute tramite l’informazione e l’accompagnamento alla rete dei servizi sociali e socio-sanitari percorsi individualizzati volti al reinserimento sociale, lavorativo e abitativo OBIETTIVI SPECIFICI Obiettivi specifici e sistema di valutazione del progetto ATTIVITA' ENTI RISULTATI ATTESI ATTUATORE 3 1 2 INDICATORI DI VERIFICA ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 1 A – Contatto su strada Servitium UNITÀ DI STRADA onlus Uscite notturne della Analisi dinamica unità di strada. Analisi della distribuzione del di rilevazione sul Caritas fenomeno della fenomeno deviante prostituzione di strada presente sulla strada e della sua * Rilevarne i flussi, le composizione sul mobilità , le correlazioni territorio • Catalogare le progettualità, le azioni. i Sviluppare la servizi, le procedure collaborazione agite verso il target. interistituzionale tra • Attivare l’unità di strutture sanitarie, strada (con presenza di Enti Locali, Privato educatori/educatrici, Sociale, mediatrici culturali, Associazionismo e educatrici pari). Volontariato, Forze • Avviare un lavoro di dell'Ordine, nel contatto e di relazione contrasto allo con il target mediante sviluppo del azioni diversificate fenomeno (implementazione dei prostituzione centri di ascolto, quale spazio di incontro tra Perfezionare e operatori, operatrici di incrementare gli strada e target) interventi • Realizzazione e finalizzati aggiornamento di all'applicazione dei mappe territoriali programmi di protezione sociale e di * Attuazione di prevenzione sanitaria interventi finalizzati al trattamento, al recupero delle prostitute e reinserimento sociale, lavorativo e abitativo delle donne indotte alla prostituzione. Pagina 10 di 24 Uscite notturne con automezzo del privato sociale Numero uscite notturne della unità di strada – Distribuzione opuscoli in Numero opuscoli varie lingue distribuiti – Contatto con le donne in attività di prostituzione Numero uscite di accompagnamento ai servizi Entrare in contatto il prima possibile con il target attraverso una ricerca attiva, fornire informazioni sulle norme di prevenzione, incentivare l’invio ai servizi di cura e di reinserimento. Caritas B- implementazione dei Centri di ascolto presso le strutture Caritas sul territorio. Servitium Avvio delle donne ai Numero Accessi al centri di ascolto per Centro Ascolto avviare relazioni più significative e durature e fornire informazione sulle possibilità di rientro assistito ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 C-Disponibilità accesso all’ambulatorio autogestito della Caritas Diocesana Caritas Pagina 11 di 24 Avvio delle donne soggette a tratta all’ambulatorio autogestito in grado di operare in orari più confacenti alle necessità delle donne * Incrementare la D-Attività di raccordo Servitium collaborazione con le con le forze dell’ordine Comune Forze dell’ordine Conegliano Commissaria to Comando CC Numero accessi all’ambulatorio autogestito Numero e caratteristiche delle prestazioni sanitarie fornite Numero richieste effettuate ai diversi comandi: Commissariato e Comando Compagnia CC Incontri per scambio informazioni Numero richieste di intervento provenienti dalle Forze dell’ordine OBIETTIVI SPECIFICI ATTIVITA' ENTI ATTUATORE RISULTATI ATTESI INDICATORI DI VERIFICA ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 2 PERCORSI DI REINSERIMENTO SOCIOLAVORATIVO A accompagnare e assicurare il processo di inserimento sociale della persona sul territorio in fase precoce; B – favorire le varie realtà territoriali nell’attuazione del processo di integrazione nella comunità locale. Pagina 12 di 24 A-Pronta accoglienza Servitium presso strutture onlus protette in disponibilità Caritas Possibilità di Numero pronte accoglienza, anche in accoglienze e percentuale emergenza, di donne d’esito positivo intenzionate ad intraprendere un percorso di inserimento sociale B-Prima e seconda accoglienza presso strutture protette Attivazione di percorsi individuali e personalizzati che permettono di formare per poi inserire in modo mirato e con efficacia nel nostro mondo produttivo, donne provenienti, oltre che, dalla prostituzione, anche da culture diverse. Sostegno legale e burocratico Sostegno psicologico Numero percorsi di reinserimento sociale e percentuale d’esito positivo Strutturare percorsi di autonomia lavorativa Numero percorsi di autonomia lavorativa realizzati a- co-elaborazione di progetti individualizzati di autonomia b- assistenza sanitaria e avvio all’accesso ai servizi c- sostegno psicologico e relazionale d- consulenza e assistenza legale e regolarizzazione e- socializzazione f- attività educative e formative g- attività volte all’apprendimento della lingua italiana h- orientamento socio-culturale e professionale C-percorsi di formazione per l’inserimento lavorativo agevolato ed accompagnato Servitium onlus Caritas Servitium onlus Numero accompagnamenti di sostegno inserimento socio-lavorativo Numero di pratiche svolte Numero degli interventi della psicologa della associazione Caritas Implementazione della D-lavoro di rete con le Servitium rete già esistente e realtà pubbliche e del onlus creazione di Buone privato sociale Pratiche presenti nel territorio Comune Caritas Centro servizi Volontariato Numero delle associazioni coinvolte nei percorsi di reinserimento sociale ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 OBIETTIVI SPECIFICI ATTIVITA' Pagina 13 di 24 RISULTATI ATTESI ENTI ATTUATOR E 3 INCONTRI DI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE NELLE SCUOLE SUPERIORI Servitium Informare per onlus permettere di superare gli stereotipi, cercando di stimolare una Caritas riflessione comune, è tanto più importante quando questa azione viene effettuata nei confronti dei cittadini di domani. Percorsi di prevenzione nelle classi delle scuole fornire informazioni superiori, sulle problematiche subordinatamente a della tratta a scopo di loro adesione sfruttamento sessuale e della prostituzione di strada per offrire spazi Percorsi formativi ed di riflessione e Informativi a livello confronto. classe intervenire sulle fasi di strutturazione dei pregiudizi e delle eventuali resistenze a modificare comportamenti a rischio; promuovere una riflessione sui temi dell’integrazione sociale delle persone INDICATORI DI VERIFICA Numero incontri per Informare e sensibilizzare i gruppo classe giovani studenti Questionario di Realizzare presentazioni con linguaggi accessibili e gradimento da parte degli studenti e degli graditi al mondo insegnanti adolescenziale Realizzazione di supporti multimediali da utilizzare nei paesi di provenienza a scopo preventivo Informare sulle prestazioni erogate dai servizi socio-sanitari. Supporti multimediali realizzati ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 OBIETTIVI SPECIFICI Pagina 14 di 24 ATTIVITA' RISULTATI ATTESI ENTI ATTUATOR E 4 CENTRI DI ASCOLTO creare ulteriori occasioni di contatto con persone soggette alla tratta presso i centri di ascolto che costituiscono punto di accesso privilegiato ai servizi sanitari, in genere consultorio/ambulator i. fruizione del servizio: i servizi devono orientarsi a un criterio di flessibilità tale da coniugare l’adeguamento alle esigenze del target con l’incoraggiamento di modalità comportamentali più adeguate alla tutela della loro salute e alle regole della società in cui vivono. Il servizio presenta un carattere confidenziale e friendly, anche attraverso l’impiego di mediatrici linguisticoculturali e la presenza di medici e operatori sanitari sensibilizzati alle problematiche del target. Servitium onlus • Disponibilità all’accesso nei 15 centri di ascolto della Caritas Caritas Diocesana. A – centro di informazione, orientamento e consulenza sul piano sanitario, sociale, psicologico e legale rivolto sia alle donne e minori vittime di tratta che ad altri attori (i clienti, ma anche le diverse agenzie del territorio); B – centro di promozione territoriale in grado di coinvolgere attraverso azioni positive: il target; i servizi e le organizzazioni del territorio e la cittadinanza. C – strutturazione di attività sinergiche con i mediatori interculturali a disposizione del progetto. • • • svolgere funzioni di informazione, consulenza, orientamento ed accompagnamento alla rete locale dei servizi sociosanitari ed assistenziali (pubblici e privati), anche al fine di facilitare, nel rispetto della libertà di scelta dell’individuo, l’avvio di programmi di cura e riabilitazione fornire prestazioni utili a rispondere a bisogni primari, fondamentali alla tutela della salute delle persone, in un ambiente protetto svolgere interventi informativi ed orientativi circa i problemi legati alla prevenzione dell'infezione da HIV ed altre patologie infettive ed ai problemi connessi al consumo di sostanze stupefacenti. Informare sulle possibilità di rientro assistito nei paesi di provenienza e sulle opportunità lavorative INDICATORI DI VERIFICA Numero di accessi Richiese di sostegno Numero documenti distribuiti Invio e/o accompagname nto a strutture sanitarie ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 OBIETTIVI SPECIFICI Pagina 15 di 24 ATTIVITA' RISULTATI ATTESI ENTI ATTUATORE INDICATORI DI VERIFICA 5 ATTIVITÀ DI RETE E PREVENZIONE NEI PAESI DI ORIGINE * sviluppo di una rete transnazionale, pianificazione di interventi anti-tratta e rafforzamento delle capacità istituzionali tra interlocutori chiave nei paesi di destinazione, transito e di origine, comprese le ONG locali e le controparti governative; A-Contatti con le strutture pubbliche e le associazioni dei Paesi di origine finalizzati alla costruzione, nei paesi di provenienza di un progetto di informazione e prevenzione. Raccordo e operatività sinergica con l’osservatorio regionale di Padova Caritas Servitium Caritas Italia Caritas Internazionale Caritas Albania Caritas Ucraina Caritas Rumena Informazione e sensibilizzazione Caritas Moldava Produzione di materiale informativo ed educativo (un video e/o uno spot inter alia) da disseminare secondo i canali * attività di individuati come i più informazione e appropriati per il ricerca nei paesi di raggiungimento del destinazione, gruppo target, vale a dire Regina Pacis transito ed origine; giovani, in particolare donne, maggiormente * ritorno assistito vulnerabili rispetto al dai paesi di rischio della migrazione destinazione/sfrutta irregolare e della tratta. mento e/o transito ai Eventi pubblici specifici paesi di origine; (seminari, conferenze, conferenze stampa, ecc.) * assistenza alla saranno organizzati per reintegrazione nei dare più ampia diffusione paesi di origine, al materiale informativo assistenza medica, prodotto. orientamento, interventi formativi e di accompagnamento al lavoro. Accompagnare e assicurare il processo di inclusione sociolavorativo della persona nei paesi di origine Scambio e confronto con le realtà regionali, nazionali ed europee che lavorano nel campo (partecipazione a seminari, incontri, etc.) Consolidamento delle relazioni con il Ministero degli Affari Sociali albanese e avvio contatti con le strutture sociali ucraine, rumene e moldave Realizzazione di percorsi di prevenzione da realizzarsi nei paesi di provenienza delle donne soggette a tratta. Azioni di cooperazione internazionale e sviluppo nella Moldova Sostegno a soggetti immigrati coinvolti in situazione di disagio sociale Coinvolgimento di giovani del nostro territorio in attività di volontariato nel territorio della Moldova N. agenzie contattate N. protocolli/accordi stipulati Rafforzamento della rete operativa dei progetti prostituzione gestiti dalle Caritas in ambito Triveneto e nazionale N. azioni informative realizzate nei Paesi di origine Almeno una per Paese ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 16 di 24 Caritas Vittoriese Servitium BAssociazioni di categoria Implementare le relazioni e le sinergie con le associazioni ed i servizi sociali dei Caritas Italia Paesi di provenienza Caritas Attivazione delle case Internazionale di reinserimento gestite nei paesi di Caritas Albania provenienza dalle Caritas locali, in Caritas Ucraina particolare albanese. Caritas Rumena Sviluppo delle possibili sinergie con Caritas Moldava i progetti di sviluppo economico gestiti Commercio equo e dalle Caritas con solidale possibilità di costruzione di canali commerciali agevolati attraverso la rete del commercio equo e solidale. Regina Pacis Approfondire relazioni con le associazioni e le strutture sociali dei Paesi di origine N. contatti con le varie agenzie N. eventuali rientri Presentazione del assistiti effettuati con la progetto e dei suoi risultati e creazione di collaborazione canali comunicativi delle associazioni straniere Collaborazione e scambio con le altre realtà operanti in ambito provinciale regionale e nazionale Eventuale rientro agevolato ed assistito nel paese di origine di prostitute con la collaborazione del Governo Albanese e delle Caritas dei Paesi di provenienza Corsi di formazione al lavoro per il reinserimento lavorativo nel paese di origine con stipula di un contratto etico fra lavoratore e datore di lavoro Sviluppo delle possibili sinergie con i progetti di sviluppo economico gestiti dalle Caritas con possibilità di costruzione di canali commerciali agevolati attraverso la rete del commercio equo e solidale. ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 17 di 24 Il presente progetto si propone di fornireCaritas cooperazione tecnica e diVittoriese sostenere misure diServitium informazione e sensibilizzazione pubblica allo scopo di rafforzare leCaritas Italia capacità locali di prevenzione e contrasto delCarita fenomeno della tratta inInternazionale Albania, Ucraina, Romania, Moldavia. Il progetto prevede laCaritas Italia formazione di un Gruppo di Lavoro (GL) inter-Caritas istituzionale nonché laInternazionale realizzazione di campagne di informazione eCaritas Albania sensibilizzazione elaborate secondo i bisogni specificiCaritas Ucraina dei differenti contesti geopolitici e veicolate attraversoCaritas Rumena i canali più appropriati allo scopo di raggiungere ilCaritas Moldava gruppo bersaglio. Informazione e sensibilizzazione Produzione di materiale informativo ed educativo da disseminare secondo i canali individuati come i più appropriati per il raggiungimento del gruppo target, vale a dire giovani, in particolare donne, maggiormente vulnerabili rispetto al rischio della migrazione irregolare e della tratta. Eventuali eventi pubblici specifici Regina Pacis (conferenze stampa, ecc.) saranno organizzati per dare una ampia diffusione al materiale informativo prodotto. Creazione o rafforzamento di un gruppo di lavoro multidisciplinare che riunisca referenti istituzionali e non, da riunirsi periodicamente per scambiare informazioni sul fenomeno e condividere esperienze di successo e buone pratiche. N. riunioni gruppi di lavoro N. materiale audiovisivo realizzato Produzione di materiale multimediale audiovisivo (con la collaborazione dei giovani studenti formati nel precedente progetto) da utilizzare nei percorsi di prevenzione nei paesi di origine. Inserimenti lavorativi sfruttando le sinergie con i progetti di sviluppo economico realizzati in loco dalle Caritas Coinvolgimento di giovani in attività di volontariato nel territorio della Moldova Assistenza al ritorno volontario ed alla reintegrazione nel paese di origine In cooperazione con la Caritas Internazionale, le Caritas Nazionali, la fondazione Regina Pacis operante in Moldova, le agenzie governative ed altre Organizzazioni Internazionali, potranno essere strutturati programmi di assistenza al ritorno. I progetti di assistenza alla reintegrazione saranno organizzati tenendo conto dei bisogni individuali delle vittime e della situazione esistente nei paesi d’origine. L’assistenza al ritorno volontario comprende le seguenti attività che potranno essere di volta in volta erogate: ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 18 di 24 Servizi ed assistenza forniti prima della partenza • Screening ed inserimento nel programma delle vittime di tratta • Coordinamento con la polizia od altre autorità, di eventuali misure di protezione per le vittime di tratta • Inserimento in strutture d’accoglienza. • Assistenza medica generale, psichiatrica, ginecologica e supporto psicologico, secondo le necessità individuali • Assistenza legale • Analisi dei bisogni specifici delle vittime di tratta al fine di sviluppare programmi di assistenza individuali • Continuo contatto con le vittime prima della partenza • Pianificazione del viaggio di ritorno • Inserimento nel programma di ritorno Assistenza al ritorno • In cooperazione con le Caritas e le autorità dei paesi d’origine e transito, assistenza all’ottenimento di documenti necessari per il viaggio di ritorno (visti di transito, etc.) o controllo della loro validità, se già in possesso delle vittime della tratta. • Organizzazione del viaggio di ritorno • Assistenza all’aeroporto di partenza • Assistenza in transito, inclusa la possibilità di soggiorno in apposite strutture od alberghi • Assistenza nell’aeroporto di transito e, se necessario, accompagnamento nelle strutture di soggiorno • Assistenza medica durante il viaggio di ritorno, per le vittime con particolari problemi di salute • Assistenza all’aeroporto di arrivo • Assistenza nel paese d’origine fino alla destinazione finale Servizi ed assistenza forniti nel paese di origine • Riferimento a strutture di accoglienza gestite dalle Caritas, autorità governative o altre agenzie coinvolte nel programma • Assistenza medica e psicologica • Offerta di corsi di formazione od opportunità di lavoro • Offerta di assistenza finanziaria per l’avviamento di attività lavorative (acquisto di materiali, strumenti di lavoro etc.) • Offerta di incentivi ai datori di lavoro per l’impiego di ex vittime di tratta (contributi allo stipendio, acquisto di materiali o strumenti di lavoro, ecc.) • Attraverso le Caritas, le autorità locali, ONG o altre agenzie coinvolte nel programma, assistenza durante tutto il piano individuale di reintegrazione sociale favorendo, quando possibile, il rientro nella famiglia di origine • Mantenendo il diritto alla riservatezza, monitoraggio del processo di reintegrazione attraverso il colloquio con datori di lavoro, ONG, associazioni e famiglie d’origine, al fine di determinare il livello d’integrazione sociale, familiare e lavorativo raggiunto dalle ex vittime di tratta • Stipula di un contratto etico per garantire il rientrante nei rapporti lavorativo. I progetti realizzati hanno dimostrato che non basta essere accanto alle vittime della tratta lungo le strade o nei luoghi in cui è possibile incontrarle, come avviene sul territorio italiano, bisogna andare oltre i confini per entrare nel mondo sconosciuto, sommerso e drammatico, da cui provengono le vittime, e scoprire che di fatto sono già vittime di condizioni sociali che forse noi non riusciamo a comprendere ed immaginare. La Fondazione Regina Pacis, che è stata individuata come soggetto affiancatore del progetto per la Moldavia, vive l’esperienza di una presenza concreta nei paesi dell’est già da molti anni. Il progetto prevede degli interventi mirati sul territorio moldavo sia a beneficio dei soggetti a rischio, sia per un coinvolgimento informativo su tutto il territorio moldavo sia l’implementazione dell’agenzia «Drumul Sperantei » – Agenzia di sviluppo locale in Moldavia che ha come missione esclusiva o prevalente lo sviluppo socio-economico del territorio, tanto negli aspetti economico-imprenditoriali e occupazionali, quanto in quelli sociali (la qualità della vita, il disagio sociale, e così via). L’Agenzia si propone l’attivazione di interventi sociali a beneficio di soggetti deboli, trafficati e in situazione di sfruttamento, sia sul territorio moldavo sia in altri Paesi; particolare attenzione viene rivolta ai minori, alle donne coinvolte nel fenomeno della tratta. ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 OBIETTIVI SPECIFICI 6 FORMAZIONE ATTIVITA' RISULTATI ATTESI ENTI ATTUATORI APartecipazione degli operatori ai corsi di formazione realizzati dalla Caritas Nazionale ed Internazionale e ad eventuali altri corsi di formazione Caritas Italia B Attivare un servizio trasversale di coordinamento e raccordo tra i diversi ambiti operativi Servitium onlus riunione mensile di equipe per verificare il lavoro svolto e riorientare la programmazione successiva; 7 COORDINAMENTO Pagina 19 di 24 INDICATORI DI VERIFICA Incremento delle Numero degli conoscenze degli operatori operatori frequentanti i corsi ed incremento delle conoscenze indispensabili STRUTTURE per ben operare in una PUBBLICHE effettiva rete sociale di dimensione internazionale Schede di valutazione Ottimizzare l’organizzazione interna degli operatori del terzo settore e, con ciò, potenziare l’impatto degli interventi. L’attività di coordinamento è rivolta agli operatori del progetto e a tutti i volontari. Schede di valutazione degli operatori istituzionali Report Trimestrali Riunioni bimensili di valutazione Almeno 6 riunioni di supervisione dell'equipe/servizio; organizzare report a scadenza ravvicinata riunioni di valutazione sul coordinamento allargate e a carattere interistituzionale Coordinamento delle attività di rientro agevolato e assistito nei paesi di origine, in collaborazione con la Caritas Internazionale Incontri di programmazione e valutazione in itinere con i N. incontri partner stranieri, Ministero e Caritas. Incontri di programmazione con i rappresentanti delle Caritas di Albania, Ucraina, Romania, Moldavia la ong Regina Pacis ed eventualmente con strutture pubbliche N. incontri Schede di valutazione degli operatori istituzionali ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 20 di 24 Criteri e modalità del sistema di valutazione Il progetto nel suo complesso, e le sue varie azioni, sono accompagnati da un costante e diversificato processo di verifica e valutazione. Esso risponde a due esigenze: assicurare trasparenza e buona gestione degli investimenti verificare nella pratica quotidiana obiettivi, attività, ostacoli, risultati allo scopo di ottimizzare l’intervento. Per quanto riguarda, ad es., l’attività di strada, gli elementi oggetto delle valutazione sono i seguenti: il processo lavorativo l’efficacia degli interventi, intesa come adeguatezza nei confronti dei bisogni a cui essi rispondono l’efficienza degli interventi, intesa come rapporto tra risultati ottenuti e costi sostenuti. Concretamente le verifiche previste in itinere riguardano: riunioni mensili degli operatori in cui viene analizzato il rapporto creato con le ragazze, la qualità dei contatti, la sintonia tra gli operatori che eseguono l’intervento. Riunioni periodiche con l’équipe completa del progetto per verificare l’evoluzione globale del lavoro in riferimento agli obiettivi previsti. Incontri periodici di verifica del lavoro svolto ponendosi a confronto con gli altri soggetti coinvolti. Gli indicatori adottati nella valutazione sono sia di ordine qualitativo (con i quali si realizza una analisi retrospettiva del processo svolto, toccando tutte le fasi di lavoro, gli obiettivi posti e i metodi scelti) che di ordine quantitativo (legati a un processo di valutazione che implica l’analisi delle varie dimensioni di efficacia, efficienza etc.). Alcuni di questi indicatori sono: N. di uscite realizzate dalle UMS N. di persone contattate Grado di soddisfazione degli operatori impegnati nel lavoro di UMS N. di documenti distribuiti Livello di educazione sanitaria delle prostitute e suo mutamento nel tempo N. degli accompagnamenti ai servizi sanitari N. richieste rientro assistito Risultanze dei progetti di rientro assistito N. di rientri realizzati N. inserimenti lavorativi nei paesi di origine realizzati Grado di partecipazione alle attività di supporto e loro gradimento Al termine del periodo di attività si effettuerà una valutazione finale sulla validità dell’intervento ricercando i cambiamenti e le modificazioni intervenuti in tutti i componenti del processo progettuale: Sistema organizzazione Sistema strada (prostitute) Sistema territorio (cittadini) Sistema gruppo di lavoro (operatori) Sistema gruppo di rientro Sistema rapporti di collaborazione con i paesi di origine ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 OBIETTIVI SPECIFICI 8 -VALUTAZIONE A - EX ANTE Rapporto: • costo/efficacia atteso • costo/benefici atteso Fattibilità: dell’intervento in relazione a: • raggiungibilità degli obiettivi • semplicità dei metodi proposti • durata adeguata • corretta stima dei costi • risorse a disposizione • organizzazione adeguata • Trasferibilità del modello ATTIVITA' Pagina 21 di 24 RISULTATI ATTESI A- Riprogettazione operativa e attivazione riunioni di valutazione sul coordinamento allargate e a carattere interistituzionale Rilevanza, adeguatezza, congruenza, coerenza sforzo delle dinamiche progettuali BRicerca Monitoraggio Unità di strada Percorsi di reinserimento sociolavorativo Completezza Adeguatezza metodologia Rappresentatività dati C_Percorsi di prevenzione nelle Scuole e nei paesi di origine Efficacia Didattica/ formativa Esiti e impatto Organizzativo Soddisfazione Coerenza intra/inter fase Impatto su rete locale Strutturare una gestione del progetto, soprattutto per consentire di poter valutare correttamente i risultati raggiunti al termine del progetto stesso C- VALUTAZIONE EXPOST Grado di: rilevanza, adeguatezza, congruenza, coerenza sforzo. Percentuale soddisfazione almeno al 60% Questionario autovalutazione Organizzazione contattate/n. Tot. Qualità/completezza rapporto ricerca Questionario valutazione Questionario di valutazione di ciascun modulo formativo Griglia di autovalutazione e meeting di valutazione intermedio con operatori Attese di ruolo Rilevanza del progetto Rispetto diversi contesti B - VALUTAZIONE IN PROGRESS INDICATORI DI VERIFICA Sostenere scambi e confronti con altre realtà del settore, regionale, nazionale e transnazionali, su aspetti metodologici e valutativi Percentuale soddisfazione almeno al 60% Questionario di autovalutazione a distanza dei singoli moduli Grado di apprendimento Grado di soddisfazione Grado di condivisione del progetto e del ruolo atteso Percentuale soddisfazione almeno al 60% % e frequenza Metodologie di contatto Percentuali di abbandoni Tipo e frequenza scambi interorganizzativi ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Indicare la durata del progetto (max 12 mesi): Pagina 22 di 24 dodici Indicare durata e scansione delle attività progettuali Ambito di Attività intervento aggancio con il Unità strada target in diversi contesti (strada ed Mappatura fenomeno altri luoghi) tutela della salute Distribuzione volantini informativi tramite l’informazione e l’accompagnamento Accompagnamento ai servizi e alla rete dei servizi all’ambulatorio autogestito sociali e sociosanitari percorsi Avviamenti ed accompagnamenti individualizzati lavorativi volti al reinserimento Integrazione socio abitativa sociale, lavorativo e abitativo Collaborazione nel strutturare Prevenzione paesi programmi prevenzione di provenienza gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Eventuali rientri assistiti Indicare gli innovazione progetto elementi del di Oltre il consolidamento della tradizionale attività di strada la Costruzione e presente lo sviluppo di una rete transnazionale per una pianificazione di interventi anti-tratta e il rafforzamento delle capacità istituzionali tra interlocutori chiave nei paesi di destinazione, transito e di origine, comprese le ONG locali e le controparti ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 23 di 24 Indicare altri interventi a favore del gruppo target (ad esempio interventi realizzati con i finanziamenti dell’art. 18 decreto legislativo 286/86) Soggetto gestore Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Comune di Conegliano Attività /Servizi Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione – Prevenzione paesi origine Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Prevenzione paesi origine Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Prevenzione paesi origine Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Prevenzione paesi origine Unità strada – mappatura fenomeno Accompagnamento e uscita prostituzione Prevenzione paesi origine – Anno 1998 N.ro utenti coinvolti 187 – 1999 238 – 2000 293 – 2001 276 – 2002 249 – 2003 284 – 2004 265 – 2005 205 – 2006 237 – 2007 241 – 2008 163 – A GIUGNO ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008 Pagina 24 di 24 Determinazione del costo complessivo Voci di spesa Personale dipendente dei Comuni Personale non dipendente Rimborso spese per volontari Materiale di consumo Inserimento socio lavorativo Accoglienza ed inserimento abitativo Altro (specificare): contributo della Caritas Diocesana di Vittorio Veneto per: rimborso spese volontari Centri di Ascolto; contributo assistenza e accoglienza; incontro in un paese dell’Europa dell’Est e acquisto materiale per centri Caritas Europa dell’Est TOTALE Quota di contributo Quota di Costo complessivo richiesto (75% del autofinanziamento costo complessivo) (25% del costo complessivo) Nulla carico dei € 9.331,30 € 9.331,30 fondi regionali € 14.000,00 € 14.000,00 € 0,00 € 0,00 € 4.500,00 € 4.000,00 € 0,00 € 4.500,00 € 4.000,00 € 10.000,00 € 15.493,90 € 5.493,90 € 27.993,90 € 19.331,30 € 47.325,20 Vincoli N.B. Sono a carico del fondo regionale le spese correnti, con esclusione delle spese per le prestazioni e gli interventi compresi nei compiti d’istituto dell’Ente richiedente (ad esempio oneri ordinari per le spese del personale dipendente, gestione, attività d’istituto, ecc..). Sono escluse dal fondo regionale le seguenti spese: - spese in conto capitale - spese per l’acquisto e la ristrutturazione di locali - spese relative agli interventi di formazione per gli operatori - spese relative alla costruzione di banche dati - spese per l’acquisto di materiale medico sanitario. - spese per l’acquisto di strumentazione informatica Timbro e firma del legale rappresentante del Comune Capoluogo Data