giunta regionale – 8^ legislatura
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Assessorato alle Politiche Sociali,
Volontariato e Non Profit
PIANO DI AZIONE LOCALE
DI INCLUSIONE SOCIALE
ANNO 2008
Comune capofila: Treviso
Direzione Regionale per i Servizi Sociali
Servizio Prevenzione delle Devianze
Ufficio Carcere e Marginalità Sociale
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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TITOLO DEL PIANO DI AZIONE DI
INCLUSIONE SOCIALE:
EMARGINAZIONE
ENTE CAPOFILA DEL PIANO DI AZIONE
LOCALE DI INCLUSIONE SOCIALE:
COMUNE DI TREVISO
CODICE FISCALE:
80007310263
PARTITA IVA:
00486490261
INDIRIZZO:
VIA MUNICIPIO, 16
COMUNE:
TREVISO
CAP:
31100
INDIRIZZO E MAIL:
[email protected]
TELEFONO:
0422/6581
TELEFAX
0422/658201
RESPONSABILE DEL PIANO DI AZIONE DI
INCLUSIONE SOCIALE:
DIRIGENTE DEL SETTORE WELFARE
DOTT. MAURIZIO VANIN
INDIRIZZO:
VIA MUNICIPIO, 16
TELEFONO:
0422/658370
TELEFAX:
0422/658580
INDIRIZZO E MAIL:
maurizio.vanin @comune.treviso.it
RUOLO E FUNZIONE:
DIRIGENTE SETTORE WELFARE
HA GIA’ SVOLTO COMPITI DI RESPONSABILE
DI PROGETTI
SE SI, IN QUALI PROGETTI (SPECIFICARE
AMBITO ED AREA DI INTERVENTO)
X
SI
NO
Politiche giovanili e area sociale
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
SI
Il piano di azione locale di inclusione sociale
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NO
prevede la costituzione di una cabina di regia
Se si indicarne la composizione e le modalità di
funzionamento:
La strategia elaborata prevede di procedere per “tavoli
di lavoro” che saranno sia tavoli locali sia tavoli
tematici. Ai tavoli siederanno i rappresentanti di tutte
le agenzie, sia pubbliche che private interessate alla
problematica in essere.
Per le strutture ubicate all’estero i contatti avverranno
per via telematica.
Come il presente
BISOGNO PRIORITARIO N. 2 del Piano di Zona ULSS 7:
Superare tutte le forme di emarginazione di soggetti a rischio;
nella
Diffondere in maniera capillare le informazioni rispetto ai servizi ed alle prestazioni
programmazione esistenti nel territorio e facilitarne l’accesso
piano si inserisce
territoriale del
piano di zona
Garantire pari opportunità e dignità ai cittadini, potenziando ed ampliando le risorse e gli
strumenti per assicurare la soddisfazione di bisogni essenziali (lavoro, alloggio).
OBIETTIVO 2/B) del Piano di Zona ULSS 7:
Garantire disponibilità di posti per pronta accoglienza e pronta emergenza abitativa di
singoli (estendendo a collaborazione con il privato sociale per l’utilizzo di risorse già
operanti sul territorio)
AREA RELATIVA ALLE PERSONE VITTIME DI ABUSO E SFRUTTAMENTO SESSUALE
RESPONSABILE AREA PROGETTUALE:
(APPARTENENTE AL COMUNE CAPOFILA)
INDIRIZZO:
DIRIGENTE SETTORE WELFARE – COMUNE DI
TREVISO
DOTT. MAURIZIO VANIN
VIA MUNICIPIO, 16
TELEFONO:
0422/658370
TELEFAX:
0422/658580
INDIRIZZO E MAIL:
[email protected]
RUOLO E FUNZIONE (INDICARE ANCHE
L’UFFICIO/SERVIZIO DI APPARTENENZA)
DIRIGENTE SETTORE WELFARE
HA GIA’ SVOLTO COMPITI DI RESPONSABILE
DI PROGETTI
SE SI, IN QUALI PROGETTI (SPECIFICARE
AMBITO ED AREA DI INTERVENTO)
X SI
NO
Politiche giovanili e area sociale
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
INDICARE LA
COPERTURA
TERRITORIALE
DELLA
SPECIFICA AREA
PROGETTUALE
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Questo progetto di intervento sociale a favore delle vittime del traffico di esseri umani, in
particolare a scopo di sfruttamento sessuale, finanziato ai sensi della L. R. 41/1997, si
colloca nel contesto della Provincia di Treviso, con centro nel comune di Conegliano, ed
estensione al comune di Treviso.
Va messo in evidenza che alcune zone dei territori in cui viene realizzato il progetto sono da
tempo stigmatizzate come “i luoghi” classici della prostituzione locale e che ormai
rappresentano veri e propri «zoning» non programmati di prostituzione, con particolari
situazioni di degrado e violenza: insicurezza territoriale, fenomeni di intolleranza e difficoltà
di convivenza pacifica perché sono in leggero aumento eventi di piccola criminalità.
Il progetto prevede una notevole attività di prevenzione e reinserimento nei paesi di
origine, in particolare nei paesi da cui provengono il maggior numero di donne
soggette a tratta.
Indicare i soggetti che formano la partnership
SOGGETTO
RUOLO NEL PROGETTO
REFERENTE
Comune di
Conegliano
Ente gestore
Comune di Codognè
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Godega
Sant’Urbano
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Mareno
di Piave
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Orsago
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Pieve di
Soligo
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di
Refrontolo
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di San Fior
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di San
Pietro di Feletto
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Santa
Lucia di Piave
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di San
Collaborazione nelle attività previste e nello
Delibera
Comune di Gaiarine
Dott. Maurizio
Tondato
TIPO
DI
RAPPORTO
(legenda)
Delibera
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
adesione
di
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Vendemiano
sviluppo del progetto
adesione
Comune di Susegana
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Collaborazione nelle attività previste e nello
sviluppo del progetto
Delibera
Comune di Vazzola
di
adesione
di
adesione
Ministry of Labour
and Social Affaire
Albania
Collaborazione per gli interventi di prevenzione
in loco e per rientri assistiti
Lazaren Arda
Natasha Hodaj
coinvolgimento
Caritas Europa
Collaborazione per l’attivazione delle Caritas
locali e per agevolare i rientri assistiti
Terry Dutto
coinvolgimento
Caritas Albania
Disponibilità strutture abitative di accoglienza ed
inserimento. Attivazione di tutte le strutture sul
territorio albanese, in particolare dei 42 centri di
ascolto per la diffusione di documentazione
relativa alla prevenzione alla tratta.
Supporto operativo per progetti di rientro
assistito
Eventuali borse lavoro
Dott. Tom PREKU Convenzione
Rruga Don
Bosko,4
Tirana;
Mons. Rrok Mir
MIRDITA
Responsabile del
Progetto
Caritas Albania;
Sr. Josefina Rojo
RABADAN
Caritas Ucraina -
Direttore
Implementazione delle modalità per una
collaborazione continuativa al fine di ottenere:
disponibilità strutture abitative di accoglienza ed
inserimento;
attivazione di tutte le strutture sul territorio per la
diffusione di documentazione relativa alla
prevenzione alla tratta;
supporto operativo per progetti di rientro
assistito; programmi radiofonici a scopo
preventivo utilizzando una emittente radio di
proprietà Caritas locale;
eventuali borse lavoro.
Convenzione
Caritas Romania
Consolidare le modalità per una collaborazione Egidiu Condac –
continuativa al fine di ottenere:
Direttore
disponibilità strutture abitative di accoglienza ed
inserimento;
attivazione di tutte le strutture sul territorio per la
diffusione di documentazione relativa alla
prevenzione alla tratta;
supporto operativo per progetti di rientro
assistito; eventuali borse lavoro
Convenzione
Caritas Moldava
Consolidare le modalità per una collaborazione
continuativa al fine di ottenere: disponibilità
strutture abitative di accoglienza ed inserimento;
Convenzione
non formalizzato
non formalizzato
Direttore
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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attivazione di tutte le strutture sul territorio per la
diffusione di documentazione relativa alla
prevenzione alla tratta; supporto operativo per
progetti di rientro assistito; eventuali borse lavoro
Direttore
Don Ferruccio
Sant
Convenzione
Referente ULSS 7
Protocollo intesa
Procedure per eventuale applicazione art. 18 e
sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti
Rappresentante
Questura
coinvolgimento
Forze dell’Ordine:
Commissariato P.S.
Comando
Compagnia CC
Comando Polizia
Locale
Collaborazione ed integrazione degli interventi
Facilitazione dei contatti motivazionali con le
donne fermate nel corso di controlli sul territorio
Sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti
Funzionario PS
responsabile
Commissariato
Comandante
Compagnia CC
Comandante
stazione CC
coinvolgimento
Onlus Servitium
Piazza San Francesco
6
31029 Vittorio
Veneto
Mette a disposizione operatori e formatori
Gian Franco
qualificati e con l’esperienza acquisita dai
precedenti progetti per il coordinamento e per
Araldi
l’operatività in genere.
Coordinamento - mezzo di trasporto Coordinamento per i rapporti con le caritas dei
paesi di origine e dei progetti di rientro assistito –
Coordinamento ed operatività degli interventi
nelle scuole.
Formazione degli operatori e volontari. Relazioni
periodiche –
Centro Servizi
Immigrazione
Procedure per eventuale applicazione art. 18 e
sviluppo sinergie per eventuali rientri assistiti.
Assistenza legale –
Fondazione Regina
Pacis -Chisinau
Azioni di cooperazione internazionale e sviluppo Mons. Cesare
nella Moldova;
Lodeserto
sostegno a soggetti immigrati coinvolti in
Caritas Diocesana
Vittoriese
Piazza San Francesco
6
31029 Vittorio
Veneto
Ulss 7 – Pieve di
Soligo
Questura di Treviso
Disponibilità strutture abitative di prima
accoglienza. Attivazione dei 15 centri di ascolto
in ambito Diocesano per la diffusione di
documentazione relativa alla prevenzione e per
creare ulteriori occasioni di contatto con persone
soggette alla tratta.
Supporti sanitari tramite gabinetto medico
autogestito. Coinvolgimento volontari
Supporto operativo con la rete Caritas italiana ed
internazionale.
Collaborazione nella formazione.
Attivazione rete Caritas Italiana ed Europea
Interventi sanitari con percorsi agevolati
Sostegno percorsi di prevenzione
Dott. Giovanni
Cecilian
non formalizzato
non formalizzato
Convenzione
Coinvolgimento
non formalizzato
Convenzione
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situazione di disagio sociale;
coinvolgimento di giovani della nostra provincia
in attività di volontariato nel territorio della
Moldova
Legenda: tipo di rapporto con l’Ente capofila :
- accordo di programma
- protocollo di intesa
- convenzione
- coinvolgimento non formalizzato
La collaborazione con le associazioni, gli enti, le fondazioni e gli organismi del privato
sociale, è da sempre al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale. Sono
modalità di
molteplici le attività e le modalità di collaborazione con gli interlocutori cittadini
costituzione della impegnati nella ricerca, nella formazione e nello sviluppo di nuova occupazione e
rispondono al modello di “welfare integrato” che l’amministrazione comunale ha da
partnership e di
tempo avviato nel dialogo con il territorio e le sue risorse. Si va dalla promozione e
funzionamento: avviamento di Fondazioni, alla partecipazione agli Organismi di indirizzo e di governo di
vari enti, al patrocinio e al finanziamento di alcune iniziative.
La Consulta dei comuni del Coneglianese opera da tempo nell’integrazione di progetti
sociali al fine di costruire una effettiva rete di collaborazione.
Si prevedono incontri frequenti per la taratura delle attività e l’integrazione di ogni
possibile sinergia. I contatti con le Caritas verranno effettuati, nella normalità, tramite
internet, telefono e webcam.
Descrivere le
Descrivere le Oltre alle già consolidate attività di cooperazione (supporto di operatori esperti per primo
contatto motivazionale con le donne fermate in operazioni di controllo del territorio) incontri
modalità di
periodici per scambio di informazioni al fine di procedere in sinergia nelle attività.
raccordo con Disponibilità di intervento immediato degli operatori per la presa in carico di soggetti su
segnalazione delle Forze dell’Ordine.
le
Forze
dell’Ordine:
Analisi
del BACINO LOCALE
Questo progetto di intervento sociale a favore delle vittime del traffico di esseri umani, in
particolare a scopo di sfruttamento sessuale, finanziato ai sensi della L. R. 41/1997, si colloca
nel proprio
nel contesto della Sinistra Piave, con centro nel comune di Conegliano, ed estensione dal
comune di Treviso al confine geografico con il Friuli.
territorio
Va messo in evidenza che alcune zone dei territori in cui viene realizzato il progetto sono da
attraverso
tempo stigmatizzate come “i luoghi” classici della prostituzione locale e che ormai
rappresentano veri e propri «zoning» non programmati di prostituzione, con particolari
dati
situazioni di degrado e violenza: insicurezza territoriale, fenomeni di intolleranza e difficoltà
qualitativi e
di convivenza pacifica perché sono in leggero aumento eventi di piccola criminalità.
quantitativi: Questo ampio territorio ha dunque visto svilupparsi il fenomeno prostituzione nella sua
configurazione recente di mercato in cui trovano spazio in maniera preoccupante nuove forme
di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale; ne è stato investito fin dal suo
nascere ed è stato specchio delle sue modificazioni.
Come è noto, il fenomeno riguarda soprattutto donne e minori di origine extracomunitaria. Le
fenomeno
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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donne nigeriane rappresentano una presenza forte e costante, peraltro ancora saldamente
ancorata al contesto della strada. Le donne provenienti dall’ex Unione Sovietica e da altri
Paesi dell’Est europeo rappresentano l’altra importante fascia coinvolta nel trafficking a
scopo di sfruttamento sessuale. Per citare le nazionalità prevalenti: le donne albanesi sono
meno presenti che in passato, anche se negli ultimi mesi si è rilevato un incremento della loro
presenza. E’ costante la presenza di donne Rumene, Ucraine e Moldave. Dai dati in possesso
possiamo rilevare che nel territorio si alternano nell’arco di un anno un numero variabile fra
le 220 – 350 prostitute in prevalenza di provenienza extracomunitaria.
Il progetto prevede una notevole attività di prevenzione e reinserimento nei paesi di
origine, in particolare nei paesi da cui provengono il maggior numero di donne soggette
a tratta.
BACINO
GEOGRAFICO DI INTERVENTO NELLE ATTIVITA’ DI
PREVENZIONE E RIENTRO ASSISTITO
Da dove arrivano:
Le città che hanno dato un significativo numero di vittime sono: Galati, Tirana, Elbasan,
Bucarest, Chisinau, Valona, Durazzo, Nicolaev, Korcia, Fier. Poi c’è un nugolo di altri centri
che ha dato un numero inferiore.
Le rotte di arrivo sono innumerevoli, le nazioni di partenza, le più significative, sono ben
precise: Albania, Romania, Moldavia, Ucraina. Il nostro progetto quindi cerca di colpire il
traffico proprio nei suoi centri operativi.
Destinatari
degli
interventi :
Obiettivo
generale
del
progetto:
La prostituzione nel territorio, come del resto evidenziato anche dalla stampa locale, è un
fenomeno sempre più diversificato e diffuso.
Le nazionalità delle ragazze di strada presenti sul nostro territorio continuano ad essere quella
nigeriana, albanese, rumena, seguita dalle ucraine, moldave e sudamericane. In crescita
costante non solo sulle strade sono le ragazze orientali, che recenti indagini hanno portato
alla ribalta della cronaca. In aumento anche la presenza dei viados. I parcheggi dei luoghi del
divertimento e dei centri commerciali si stanno affermando come luoghi di appuntamento tra
prostitute e clienti.
Continua a preoccupare il crescente numero dei giovani e giovanissimi attratti dalla continua
offerta di prestazioni sessuali. E’ costante il turnover delle ragazze sulla strada a causa
dell’evoluzione delle modalità di reclutamento e della spartizione delle zone da parte delle
organizzazioni criminali. Preoccupano le modalità e l’organizzazione delle ragazze orientali
(in prevalenza cinesi) che stanno da qualche tempo entrando nel mercato sessuale e con le
quali risulta difficilissimo instaurare un rapporto di conoscenza e fiducia.
Promuovere lo sviluppo sociale in tutte le sue articolazioni. Creare un sistema
integrato di interventi e servizi sociali. Attuare azioni di prevenzione del fenomeno,
fornire opportunità di uscita agevolata e protetta dalla prostituzione, inserimento
lavorativo e percorsi di rientro assistito.
Il progetto è anche finalizzato alla diffusione del concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa
come approccio qualificante per lo sviluppo delle risorse umane e della qualità del lavoro, e per
lo sviluppo quali-quantitativo del mercato del lavoro per i soggetti sotto protezione sociale, che,
nel caso di fuoriuscita dalla prostituzione non hanno diritto delle garanzie sociali riservate ad
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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altri soggetti deboli (tossicodipendenti, ecc.).
Il coinvolgimento deve interessare cooperative e aziende sia del nostro territorio sia dei paesi di
origine fornendo loro gli strumenti per adempiere alla responsabilità sociale di impresa. Il
progetto prevede la costruzione di un rapporto etico fra persone in stato di bisogno, le
cooperative e le PMI, pensato quale insieme di procedure gestionali ed operative che
definiscono e codificano l’adozione di atteggiamenti socialmente responsabili da parte di
singole imprese. Il disciplinare nasce per favorire la crescita di una cultura socialmente
responsabile, seguendo i dettami del libro verde sulla responsabilità sociale del 2001 della
Commissione Europea, ed ha come obiettivo quello di diffondere i concetti di responsabilità
sociale inquadrando l’argomento e facilitando le imprese nel processo di allineamento delle loro
politiche economiche ad una visione sostenibile della realtà. Grazie a questo sostegno si
avvicineranno le aziende ad un percorso europeo di responsabilizzazione, spingendo al
perseguimento di determinate attività di responsabilità sociale utilizzando se necessario i
finanziamenti previsti da Istituti di credito.
Implementare il progetto esistente sia nel nostro contesto che nei paesi di origine (è stata
firmata nel mese di giugno una nuova convenzione con la caritas moldava). Potenziare la
rete nei Paesi di origine e transito strutturando interventi integrati di assistenza lavorativa
e di sensibilizzazione e prevenzione nei paesi di origine.
AMBITI DI INTERVENTO
In quali dei seguenti ambiti di intervento rientrano le azioni progettuali (barrare solo un campo; qualora si
ritenga di barrare più campi, indicare un ordine di priorità).
aggancio con il target in diversi contesti (strada ed altri luoghi)
tutela della salute tramite l’informazione e l’accompagnamento alla rete dei
servizi sociali e socio-sanitari
percorsi individualizzati volti al reinserimento sociale, lavorativo e abitativo
OBIETTIVI SPECIFICI
Obiettivi specifici e sistema di valutazione del progetto
ATTIVITA'
ENTI
RISULTATI ATTESI
ATTUATORE
3
1
2
INDICATORI DI
VERIFICA
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
1
A – Contatto su strada Servitium
UNITÀ DI STRADA
onlus
Uscite notturne della
Analisi dinamica
unità di strada. Analisi
della distribuzione del di rilevazione sul
Caritas
fenomeno della
fenomeno deviante
prostituzione di strada presente sulla strada
e della sua
* Rilevarne i flussi, le
composizione sul
mobilità , le correlazioni
territorio
• Catalogare le
progettualità, le azioni. i
Sviluppare la
servizi, le procedure
collaborazione
agite verso il target.
interistituzionale tra
• Attivare l’unità di
strutture sanitarie,
strada (con presenza di
Enti Locali, Privato
educatori/educatrici,
Sociale,
mediatrici culturali,
Associazionismo e
educatrici pari).
Volontariato, Forze
• Avviare un lavoro di
dell'Ordine, nel
contatto e di relazione
contrasto allo
con il target mediante
sviluppo del
azioni diversificate
fenomeno
(implementazione dei
prostituzione
centri di ascolto, quale
spazio di incontro tra
Perfezionare e
operatori, operatrici di
incrementare gli
strada e target)
interventi
• Realizzazione e
finalizzati
aggiornamento di
all'applicazione dei
mappe territoriali
programmi di
protezione sociale e di * Attuazione di
prevenzione sanitaria interventi finalizzati al
trattamento, al recupero
delle prostitute
e reinserimento sociale,
lavorativo e abitativo
delle donne indotte alla
prostituzione.
Pagina 10 di 24
Uscite notturne con
automezzo del privato
sociale
Numero uscite
notturne della unità
di strada –
Distribuzione opuscoli in Numero opuscoli
varie lingue
distribuiti –
Contatto con le donne in
attività di prostituzione
Numero uscite di
accompagnamento
ai servizi
Entrare in contatto il
prima possibile con il
target
attraverso una ricerca
attiva, fornire
informazioni sulle norme
di prevenzione,
incentivare l’invio ai
servizi di cura e di
reinserimento.
Caritas
B- implementazione
dei Centri di ascolto
presso le strutture
Caritas sul territorio.
Servitium
Avvio delle donne ai
Numero Accessi al
centri di ascolto per
Centro Ascolto
avviare relazioni più
significative e durature e
fornire informazione
sulle possibilità di rientro
assistito
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
C-Disponibilità
accesso
all’ambulatorio
autogestito della
Caritas Diocesana
Caritas
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Avvio delle donne
soggette a tratta
all’ambulatorio
autogestito in grado di
operare in orari più
confacenti alle necessità
delle donne
* Incrementare la
D-Attività di raccordo Servitium
collaborazione con le
con le forze dell’ordine Comune
Forze dell’ordine
Conegliano
Commissaria
to
Comando
CC
Numero accessi
all’ambulatorio
autogestito
Numero e
caratteristiche delle
prestazioni
sanitarie fornite
Numero richieste
effettuate ai
diversi comandi:
Commissariato e
Comando
Compagnia CC
Incontri per
scambio
informazioni
Numero richieste di
intervento
provenienti dalle
Forze dell’ordine
OBIETTIVI
SPECIFICI
ATTIVITA'
ENTI
ATTUATORE
RISULTATI ATTESI
INDICATORI DI VERIFICA
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
2
PERCORSI DI
REINSERIMENTO
SOCIOLAVORATIVO
A
accompagnare e
assicurare
il
processo
di
inserimento
sociale
della
persona
sul
territorio in fase
precoce;
B – favorire le
varie
realtà
territoriali
nell’attuazione
del processo di
integrazione
nella comunità
locale.
Pagina 12 di 24
A-Pronta accoglienza Servitium
presso strutture
onlus
protette in
disponibilità
Caritas
Possibilità di
Numero pronte
accoglienza, anche in
accoglienze e percentuale
emergenza, di donne
d’esito positivo
intenzionate ad
intraprendere un
percorso di inserimento
sociale
B-Prima e seconda
accoglienza presso
strutture protette
Attivazione di
percorsi individuali e
personalizzati che
permettono di formare
per poi inserire in modo
mirato e con efficacia
nel nostro mondo
produttivo, donne
provenienti, oltre che,
dalla prostituzione,
anche da culture
diverse.
Sostegno legale e
burocratico
Sostegno psicologico
Numero percorsi di
reinserimento sociale e
percentuale d’esito positivo
Strutturare percorsi di
autonomia lavorativa
Numero percorsi di
autonomia lavorativa
realizzati
a- co-elaborazione di
progetti
individualizzati di
autonomia
b- assistenza
sanitaria e avvio
all’accesso ai servizi
c- sostegno
psicologico e
relazionale
d- consulenza e
assistenza legale e
regolarizzazione
e- socializzazione
f- attività educative e
formative
g- attività volte
all’apprendimento
della lingua italiana
h- orientamento
socio-culturale e
professionale
C-percorsi di
formazione per
l’inserimento
lavorativo agevolato
ed accompagnato
Servitium
onlus
Caritas
Servitium
onlus
Numero accompagnamenti
di sostegno inserimento
socio-lavorativo
Numero di pratiche svolte
Numero degli interventi
della psicologa della
associazione
Caritas
Implementazione della
D-lavoro di rete con le Servitium
rete già esistente e
realtà pubbliche e del onlus
creazione di Buone
privato sociale
Pratiche
presenti nel territorio Comune
Caritas
Centro
servizi
Volontariato
Numero delle associazioni
coinvolte nei percorsi di
reinserimento sociale
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
OBIETTIVI SPECIFICI
ATTIVITA'
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RISULTATI ATTESI
ENTI
ATTUATOR
E
3
INCONTRI DI
PREVENZIONE ED
EDUCAZIONE
NELLE SCUOLE
SUPERIORI
Servitium
Informare
per onlus
permettere di superare
gli stereotipi, cercando
di
stimolare
una Caritas
riflessione comune, è
tanto più importante
quando questa azione
viene effettuata nei
confronti dei cittadini
di domani.
Percorsi di
prevenzione nelle
classi delle scuole
fornire
informazioni superiori,
sulle
problematiche subordinatamente a
della tratta a scopo di loro adesione
sfruttamento sessuale e
della prostituzione di
strada per offrire spazi Percorsi formativi ed
di
riflessione
e Informativi a livello
confronto.
classe
intervenire sulle fasi di
strutturazione dei
pregiudizi e delle
eventuali resistenze a
modificare
comportamenti a
rischio;
promuovere una
riflessione sui temi
dell’integrazione sociale
delle persone
INDICATORI DI
VERIFICA
Numero incontri per
Informare e sensibilizzare i gruppo classe
giovani studenti
Questionario di
Realizzare presentazioni
con linguaggi accessibili e gradimento da parte
degli studenti e degli
graditi al mondo
insegnanti
adolescenziale
Realizzazione di supporti
multimediali da utilizzare
nei paesi di provenienza a
scopo preventivo
Informare sulle
prestazioni erogate dai
servizi socio-sanitari.
Supporti
multimediali
realizzati
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
OBIETTIVI SPECIFICI
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ATTIVITA'
RISULTATI ATTESI
ENTI
ATTUATOR
E
4
CENTRI DI
ASCOLTO
creare ulteriori
occasioni di contatto
con persone soggette
alla tratta presso i
centri di ascolto che
costituiscono punto di
accesso privilegiato ai
servizi sanitari, in
genere
consultorio/ambulator
i.
fruizione del
servizio: i servizi
devono orientarsi a un
criterio di flessibilità
tale da coniugare
l’adeguamento alle
esigenze del target
con
l’incoraggiamento di
modalità
comportamentali più
adeguate alla tutela
della loro salute e alle
regole della società in
cui vivono.
Il servizio presenta
un carattere
confidenziale e
friendly,
anche attraverso
l’impiego di
mediatrici linguisticoculturali e la presenza
di medici e
operatori sanitari
sensibilizzati alle
problematiche del
target.
Servitium
onlus
•
Disponibilità
all’accesso nei 15
centri di ascolto della
Caritas
Caritas Diocesana.
A – centro di
informazione,
orientamento
e
consulenza sul piano
sanitario,
sociale,
psicologico e legale
rivolto sia alle donne
e minori vittime di
tratta che ad altri
attori (i clienti, ma
anche le diverse
agenzie
del
territorio);
B – centro di
promozione
territoriale in grado
di
coinvolgere
attraverso
azioni
positive: il target; i
servizi
e
le
organizzazioni del
territorio
e
la
cittadinanza.
C – strutturazione di
attività
sinergiche
con i
mediatori
interculturali
a
disposizione
del
progetto.
•
•
•
svolgere
funzioni
di
informazione, consulenza,
orientamento
ed
accompagnamento alla rete
locale dei servizi sociosanitari ed assistenziali
(pubblici e privati), anche
al fine di facilitare, nel
rispetto della libertà di
scelta
dell’individuo,
l’avvio di programmi di
cura e riabilitazione
fornire prestazioni utili a
rispondere
a
bisogni
primari, fondamentali alla
tutela della salute delle
persone, in un ambiente
protetto
svolgere
interventi
informativi ed orientativi
circa i problemi legati alla
prevenzione dell'infezione
da HIV ed altre patologie
infettive ed ai problemi
connessi al consumo di
sostanze stupefacenti.
Informare sulle possibilità
di rientro assistito nei paesi
di provenienza e sulle
opportunità lavorative
INDICATORI DI
VERIFICA
Numero di
accessi
Richiese di
sostegno
Numero
documenti
distribuiti
Invio e/o
accompagname
nto a strutture
sanitarie
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
OBIETTIVI
SPECIFICI
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ATTIVITA'
RISULTATI ATTESI
ENTI
ATTUATORE
INDICATORI DI
VERIFICA
5
ATTIVITÀ DI RETE
E PREVENZIONE
NEI PAESI DI
ORIGINE
* sviluppo di una
rete transnazionale,
pianificazione di
interventi anti-tratta
e rafforzamento
delle capacità
istituzionali tra
interlocutori chiave
nei paesi di
destinazione,
transito e di origine,
comprese le ONG
locali e le
controparti
governative;
A-Contatti con le
strutture pubbliche e le
associazioni dei Paesi di
origine finalizzati alla
costruzione, nei paesi di
provenienza di un
progetto di informazione
e prevenzione.
Raccordo e operatività
sinergica con
l’osservatorio regionale
di Padova
Caritas
Servitium
Caritas Italia
Caritas
Internazionale
Caritas Albania
Caritas Ucraina
Caritas Rumena
Informazione
e
sensibilizzazione
Caritas Moldava
Produzione di materiale
informativo ed educativo
(un video e/o uno spot
inter alia) da disseminare
secondo i canali
* attività di
individuati come i più
informazione e
appropriati per il
ricerca nei paesi di
raggiungimento del
destinazione,
gruppo target, vale a dire Regina Pacis
transito ed origine; giovani, in particolare
donne, maggiormente
* ritorno assistito
vulnerabili rispetto al
dai paesi di
rischio della migrazione
destinazione/sfrutta irregolare e della tratta.
mento e/o transito ai Eventi pubblici specifici
paesi di origine;
(seminari, conferenze,
conferenze stampa, ecc.)
* assistenza alla
saranno organizzati per
reintegrazione nei
dare più ampia diffusione
paesi di origine,
al materiale informativo
assistenza medica,
prodotto.
orientamento,
interventi formativi
e di
accompagnamento
al lavoro.
Accompagnare e
assicurare il
processo di
inclusione sociolavorativo della
persona nei paesi
di origine
Scambio e confronto
con le realtà regionali,
nazionali ed europee
che lavorano nel
campo
(partecipazione a
seminari, incontri,
etc.)
Consolidamento
delle relazioni con il
Ministero degli
Affari Sociali
albanese e avvio
contatti con le
strutture sociali
ucraine, rumene e
moldave
Realizzazione di
percorsi di
prevenzione da
realizzarsi nei paesi di
provenienza delle
donne soggette a
tratta.
Azioni di
cooperazione
internazionale e
sviluppo nella
Moldova
Sostegno a soggetti
immigrati coinvolti in
situazione di disagio
sociale
Coinvolgimento di
giovani del nostro
territorio in attività di
volontariato nel
territorio della
Moldova
N. agenzie
contattate
N.
protocolli/accordi
stipulati
Rafforzamento
della rete operativa
dei progetti
prostituzione
gestiti dalle Caritas
in ambito
Triveneto e
nazionale
N. azioni
informative
realizzate nei Paesi
di origine
Almeno una per
Paese
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Caritas Vittoriese
Servitium
BAssociazioni di
categoria
Implementare le
relazioni e le sinergie
con le associazioni ed
i servizi sociali dei
Caritas Italia
Paesi di provenienza
Caritas
Attivazione delle case Internazionale
di reinserimento
gestite nei paesi di
Caritas Albania
provenienza dalle
Caritas locali, in
Caritas Ucraina
particolare albanese.
Caritas Rumena
Sviluppo delle
possibili sinergie con Caritas Moldava
i progetti di sviluppo
economico gestiti
Commercio equo e
dalle Caritas con
solidale
possibilità di
costruzione di canali
commerciali
agevolati attraverso
la rete del commercio
equo e solidale.
Regina Pacis
Approfondire
relazioni con le
associazioni e le
strutture sociali dei
Paesi di origine
N. contatti con le
varie agenzie
N. eventuali rientri
Presentazione del
assistiti
effettuati con la
progetto e dei suoi
risultati e creazione di collaborazione
canali comunicativi
delle associazioni
straniere
Collaborazione e
scambio con le altre
realtà operanti in
ambito provinciale
regionale e nazionale
Eventuale rientro
agevolato ed assistito
nel paese di origine
di prostitute con la
collaborazione del
Governo Albanese e
delle Caritas dei
Paesi di provenienza
Corsi di formazione al
lavoro per il
reinserimento
lavorativo nel paese di
origine con stipula di
un contratto etico fra
lavoratore e datore di
lavoro
Sviluppo delle
possibili sinergie con
i progetti di sviluppo
economico gestiti
dalle Caritas con
possibilità di
costruzione di canali
commerciali
agevolati attraverso
la rete del
commercio equo e
solidale.
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Il presente progetto si
propone
di
fornireCaritas
cooperazione tecnica e diVittoriese
sostenere
misure
diServitium
informazione
e
sensibilizzazione pubblica
allo scopo di rafforzare leCaritas Italia
capacità
locali
di
prevenzione e contrasto delCarita
fenomeno della tratta inInternazionale
Albania, Ucraina, Romania,
Moldavia.
Il progetto prevede laCaritas Italia
formazione di un Gruppo di
Lavoro
(GL)
inter-Caritas
istituzionale
nonché
laInternazionale
realizzazione di campagne
di
informazione
eCaritas Albania
sensibilizzazione elaborate
secondo i bisogni specificiCaritas Ucraina
dei differenti contesti geopolitici e veicolate attraversoCaritas Rumena
i canali più appropriati allo
scopo di raggiungere ilCaritas Moldava
gruppo bersaglio.
Informazione
e
sensibilizzazione
Produzione di materiale
informativo ed educativo
da disseminare secondo i
canali individuati come i
più appropriati per il
raggiungimento del gruppo
target, vale a dire giovani,
in
particolare
donne,
maggiormente vulnerabili
rispetto al rischio della
migrazione irregolare e
della tratta. Eventuali
eventi pubblici specifici Regina Pacis
(conferenze stampa, ecc.)
saranno organizzati per
dare una ampia diffusione
al materiale informativo
prodotto.
Creazione
o
rafforzamento di un
gruppo di lavoro
multidisciplinare che
riunisca
referenti
istituzionali
e non,
da
riunirsi
periodicamente
per
scambiare
informazioni
sul
fenomeno
e
condividere
esperienze di successo
e buone pratiche.
N. riunioni gruppi
di lavoro
N. materiale
audiovisivo
realizzato
Produzione
di
materiale
multimediale
audiovisivo (con la
collaborazione
dei
giovani
studenti
formati nel precedente
progetto) da utilizzare
nei
percorsi
di
prevenzione nei paesi
di origine.
Inserimenti lavorativi
sfruttando le sinergie
con i progetti di
sviluppo economico
realizzati in loco dalle
Caritas
Coinvolgimento di
giovani in attività di
volontariato nel
territorio della
Moldova
Assistenza al ritorno volontario ed alla reintegrazione nel paese di origine
In cooperazione con la Caritas Internazionale, le Caritas Nazionali, la fondazione Regina Pacis operante in
Moldova, le agenzie governative ed altre Organizzazioni Internazionali, potranno essere strutturati programmi
di assistenza al ritorno. I progetti di assistenza alla reintegrazione saranno organizzati tenendo conto dei
bisogni individuali delle vittime e della situazione esistente nei paesi d’origine. L’assistenza al ritorno
volontario comprende le seguenti attività che potranno essere di volta in volta erogate:
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Servizi ed assistenza forniti prima della partenza
• Screening ed inserimento nel programma delle vittime di tratta
• Coordinamento con la polizia od altre autorità, di eventuali misure di protezione per le vittime di tratta
• Inserimento in strutture d’accoglienza.
• Assistenza medica generale, psichiatrica, ginecologica e supporto psicologico, secondo le necessità
individuali
• Assistenza legale
• Analisi dei bisogni specifici delle vittime di tratta al fine di sviluppare programmi di assistenza individuali
• Continuo contatto con le vittime prima della partenza
• Pianificazione del viaggio di ritorno
• Inserimento nel programma di ritorno
Assistenza al ritorno
• In cooperazione con le Caritas e le autorità dei paesi d’origine e transito, assistenza all’ottenimento di
documenti necessari per il viaggio di ritorno (visti di transito, etc.) o controllo della loro validità, se già in
possesso delle vittime della tratta.
• Organizzazione del viaggio di ritorno
• Assistenza all’aeroporto di partenza
• Assistenza in transito, inclusa la possibilità di soggiorno in apposite strutture od alberghi
• Assistenza nell’aeroporto di transito e, se necessario, accompagnamento nelle strutture di soggiorno
• Assistenza medica durante il viaggio di ritorno, per le vittime con particolari problemi di salute
• Assistenza all’aeroporto di arrivo
• Assistenza nel paese d’origine fino alla destinazione finale
Servizi ed assistenza forniti nel paese di origine
• Riferimento a strutture di accoglienza gestite dalle Caritas, autorità governative o altre agenzie coinvolte
nel programma
• Assistenza medica e psicologica
• Offerta di corsi di formazione od opportunità di lavoro
• Offerta di assistenza finanziaria per l’avviamento di attività lavorative (acquisto di materiali, strumenti di
lavoro etc.)
• Offerta di incentivi ai datori di lavoro per l’impiego di ex vittime di tratta (contributi allo stipendio,
acquisto di materiali o strumenti di lavoro, ecc.)
• Attraverso le Caritas, le autorità locali, ONG o altre agenzie coinvolte nel programma, assistenza durante
tutto il piano individuale di reintegrazione sociale favorendo, quando possibile, il rientro nella famiglia di
origine
• Mantenendo il diritto alla riservatezza, monitoraggio del processo di reintegrazione attraverso il colloquio
con datori di lavoro, ONG, associazioni e famiglie d’origine, al fine di determinare il livello d’integrazione
sociale, familiare e lavorativo raggiunto dalle ex vittime di tratta
• Stipula di un contratto etico per garantire il rientrante nei rapporti lavorativo.
I progetti realizzati hanno dimostrato che non basta essere accanto alle vittime della tratta lungo le strade o nei
luoghi in cui è possibile incontrarle, come avviene sul territorio italiano, bisogna andare oltre i confini per
entrare nel mondo sconosciuto, sommerso e drammatico, da cui provengono le vittime, e scoprire che di fatto
sono già vittime di condizioni sociali che forse noi non riusciamo a comprendere ed immaginare.
La Fondazione Regina Pacis, che è stata individuata come soggetto affiancatore del progetto per la Moldavia,
vive l’esperienza di una presenza concreta nei paesi dell’est già da molti anni.
Il progetto prevede degli interventi mirati sul territorio moldavo sia a beneficio dei soggetti a rischio, sia per
un coinvolgimento informativo su tutto il territorio moldavo sia l’implementazione dell’agenzia «Drumul
Sperantei » – Agenzia di sviluppo locale in Moldavia che ha come missione esclusiva o prevalente lo
sviluppo socio-economico del territorio, tanto negli aspetti economico-imprenditoriali e occupazionali, quanto
in quelli sociali (la qualità della vita, il disagio sociale, e così via).
L’Agenzia si propone l’attivazione di interventi sociali a beneficio di soggetti deboli, trafficati e in situazione
di sfruttamento, sia sul territorio moldavo sia in altri Paesi; particolare attenzione viene rivolta ai minori, alle
donne coinvolte nel fenomeno della tratta.
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
OBIETTIVI
SPECIFICI
6
FORMAZIONE
ATTIVITA'
RISULTATI ATTESI
ENTI
ATTUATORI
APartecipazione degli
operatori ai corsi di
formazione realizzati
dalla Caritas
Nazionale ed
Internazionale e ad
eventuali altri corsi di
formazione
Caritas
Italia
B
Attivare un servizio
trasversale di
coordinamento e
raccordo tra i diversi
ambiti operativi
Servitium
onlus
riunione mensile di
equipe per verificare il
lavoro svolto e
riorientare la
programmazione
successiva;
7
COORDINAMENTO
Pagina 19 di 24
INDICATORI DI
VERIFICA
Incremento delle
Numero degli
conoscenze degli operatori operatori frequentanti
i corsi
ed incremento delle
conoscenze indispensabili
STRUTTURE per ben operare in una
PUBBLICHE effettiva rete sociale di
dimensione internazionale
Schede di valutazione
Ottimizzare
l’organizzazione interna degli operatori del
terzo settore
e, con ciò, potenziare
l’impatto degli interventi.
L’attività di
coordinamento è rivolta
agli operatori del progetto
e a tutti i volontari.
Schede di valutazione
degli operatori
istituzionali
Report Trimestrali
Riunioni bimensili di
valutazione
Almeno 6
riunioni di supervisione
dell'equipe/servizio;
organizzare report a
scadenza ravvicinata
riunioni di valutazione
sul coordinamento
allargate e a carattere
interistituzionale
Coordinamento delle
attività di rientro
agevolato e assistito nei
paesi di origine, in
collaborazione con la
Caritas Internazionale
Incontri di
programmazione e
valutazione in itinere con i N. incontri
partner stranieri, Ministero
e Caritas.
Incontri di
programmazione con i
rappresentanti delle Caritas
di Albania, Ucraina,
Romania, Moldavia la ong
Regina Pacis ed
eventualmente con
strutture pubbliche
N. incontri
Schede di valutazione
degli operatori
istituzionali
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Criteri e modalità del sistema di valutazione
Il progetto nel suo complesso, e le sue varie azioni, sono accompagnati da un costante e diversificato processo
di verifica e valutazione.
Esso risponde a due esigenze:
assicurare trasparenza e buona gestione degli investimenti
verificare nella pratica quotidiana obiettivi, attività, ostacoli, risultati allo scopo di ottimizzare
l’intervento.
Per quanto riguarda, ad es., l’attività di strada, gli elementi oggetto delle valutazione sono i seguenti:
il processo lavorativo
l’efficacia degli interventi, intesa come adeguatezza nei confronti dei bisogni a cui essi rispondono
l’efficienza degli interventi, intesa come rapporto tra risultati ottenuti e costi sostenuti.
Concretamente le verifiche previste in itinere riguardano:
riunioni mensili degli operatori in cui viene analizzato il rapporto creato con le ragazze, la qualità dei
contatti, la sintonia tra gli operatori che eseguono l’intervento.
Riunioni periodiche con l’équipe completa del progetto per verificare l’evoluzione globale del lavoro
in riferimento agli obiettivi previsti.
Incontri periodici di verifica del lavoro svolto ponendosi a confronto con gli altri soggetti coinvolti.
Gli indicatori adottati nella valutazione sono sia di ordine qualitativo (con i quali si realizza una analisi
retrospettiva del processo svolto, toccando tutte le fasi di lavoro, gli obiettivi posti e i metodi scelti) che di
ordine quantitativo (legati a un processo di valutazione che implica l’analisi delle varie dimensioni di efficacia,
efficienza etc.). Alcuni di questi indicatori sono:
N. di uscite realizzate dalle UMS
N. di persone contattate
Grado di soddisfazione degli operatori impegnati nel lavoro di UMS
N. di documenti distribuiti
Livello di educazione sanitaria delle prostitute e suo mutamento nel tempo
N. degli accompagnamenti ai servizi sanitari
N. richieste rientro assistito
Risultanze dei progetti di rientro assistito
N. di rientri realizzati
N. inserimenti lavorativi nei paesi di origine realizzati
Grado di partecipazione alle attività di supporto e loro gradimento
Al termine del periodo di attività si effettuerà una valutazione finale sulla validità dell’intervento
ricercando i cambiamenti e le modificazioni intervenuti in tutti i componenti del processo progettuale:
Sistema organizzazione
Sistema strada (prostitute)
Sistema territorio (cittadini)
Sistema gruppo di lavoro (operatori)
Sistema gruppo di rientro
Sistema rapporti di collaborazione con i paesi di origine
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
OBIETTIVI SPECIFICI
8 -VALUTAZIONE
A - EX ANTE
Rapporto:
• costo/efficacia atteso
• costo/benefici atteso
Fattibilità:
dell’intervento in
relazione a:
• raggiungibilità
degli obiettivi
• semplicità dei
metodi proposti
• durata adeguata
• corretta stima dei
costi
• risorse a
disposizione
• organizzazione
adeguata
• Trasferibilità del
modello
ATTIVITA'
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RISULTATI ATTESI
A- Riprogettazione
operativa e
attivazione
riunioni di valutazione
sul coordinamento
allargate e a carattere
interistituzionale
Rilevanza, adeguatezza,
congruenza, coerenza
sforzo delle dinamiche
progettuali
BRicerca
Monitoraggio
Unità di strada
Percorsi di
reinserimento sociolavorativo
Completezza
Adeguatezza metodologia
Rappresentatività dati
C_Percorsi di
prevenzione nelle
Scuole e nei paesi di
origine
Efficacia
Didattica/ formativa
Esiti e impatto
Organizzativo
Soddisfazione
Coerenza intra/inter fase
Impatto su rete locale
Strutturare una gestione
del progetto, soprattutto
per consentire di poter
valutare correttamente i
risultati raggiunti al
termine del progetto
stesso
C- VALUTAZIONE EXPOST
Grado di:
rilevanza, adeguatezza,
congruenza, coerenza
sforzo.
Percentuale soddisfazione
almeno al 60%
Questionario
autovalutazione
Organizzazione
contattate/n. Tot.
Qualità/completezza
rapporto ricerca
Questionario valutazione
Questionario di
valutazione di ciascun
modulo formativo
Griglia di
autovalutazione e
meeting di valutazione
intermedio con operatori

Attese di ruolo
Rilevanza del progetto
Rispetto diversi contesti
B - VALUTAZIONE IN
PROGRESS
INDICATORI DI VERIFICA
Sostenere scambi e
confronti con altre realtà
del settore, regionale,
nazionale e
transnazionali, su aspetti
metodologici e valutativi
Percentuale soddisfazione
almeno al 60%
Questionario di
autovalutazione a distanza
dei singoli moduli
Grado di apprendimento
Grado di soddisfazione
Grado di condivisione del
progetto e del ruolo atteso
Percentuale soddisfazione
almeno al 60%
% e frequenza
Metodologie di contatto
Percentuali di abbandoni
Tipo e frequenza scambi
interorganizzativi
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
Indicare la durata del progetto (max 12 mesi):
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dodici
Indicare durata e scansione delle attività progettuali
Ambito di
Attività
intervento
aggancio con il
Unità strada
target in diversi
contesti (strada ed Mappatura fenomeno
altri luoghi)
tutela della salute Distribuzione volantini informativi
tramite
l’informazione e
l’accompagnamento Accompagnamento ai servizi e
alla rete dei servizi all’ambulatorio autogestito
sociali e sociosanitari
percorsi
Avviamenti ed accompagnamenti
individualizzati
lavorativi
volti al
reinserimento
Integrazione socio abitativa
sociale, lavorativo e
abitativo
Collaborazione nel strutturare
Prevenzione paesi
programmi prevenzione
di provenienza
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
Eventuali rientri assistiti
Indicare
gli
innovazione
progetto
elementi
del
di Oltre il consolidamento della tradizionale attività di strada la Costruzione e
presente lo sviluppo di una rete transnazionale per una pianificazione di interventi
anti-tratta e il rafforzamento delle capacità istituzionali tra interlocutori
chiave nei paesi di destinazione, transito e di origine, comprese le ONG
locali e le controparti
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
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Indicare altri interventi a favore del gruppo target
(ad esempio interventi realizzati con i finanziamenti dell’art. 18 decreto legislativo 286/86)
Soggetto gestore
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Comune di
Conegliano
Attività /Servizi
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione –
Prevenzione paesi origine
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Prevenzione paesi origine
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Prevenzione paesi origine
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Prevenzione paesi origine
Unità strada – mappatura fenomeno
Accompagnamento e uscita prostituzione
Prevenzione paesi origine
–
Anno
1998
N.ro utenti coinvolti
187
–
1999
238
–
2000
293
–
2001
276
–
2002
249
–
2003
284
–
2004
265
–
2005
205
–
2006
237
–
2007
241
–
2008
163 – A GIUGNO
ALLEGATO A Dgr n. 869 del 08/04/2008
Pagina 24 di 24
Determinazione del costo complessivo
Voci di spesa
Personale dipendente dei
Comuni
Personale non dipendente
Rimborso spese per volontari
Materiale di consumo
Inserimento socio lavorativo
Accoglienza ed inserimento
abitativo
Altro (specificare): contributo
della Caritas Diocesana di
Vittorio Veneto per: rimborso
spese volontari Centri di
Ascolto; contributo assistenza e
accoglienza;
incontro in un paese dell’Europa
dell’Est e acquisto materiale per
centri Caritas Europa dell’Est
TOTALE
Quota di contributo
Quota di
Costo complessivo
richiesto (75% del autofinanziamento
costo complessivo)
(25% del costo
complessivo)
Nulla carico dei
€ 9.331,30
€ 9.331,30
fondi regionali
€ 14.000,00
€ 14.000,00
€ 0,00
€ 0,00
€ 4.500,00
€ 4.000,00
€ 0,00
€ 4.500,00
€ 4.000,00
€ 10.000,00
€ 15.493,90
€ 5.493,90
€ 27.993,90
€ 19.331,30
€ 47.325,20
Vincoli
N.B. Sono a carico del fondo regionale le spese correnti, con esclusione delle spese per le prestazioni e gli
interventi compresi nei compiti d’istituto dell’Ente richiedente (ad esempio oneri ordinari per le spese del
personale dipendente, gestione, attività d’istituto, ecc..).
Sono escluse dal fondo regionale le seguenti spese:
- spese in conto capitale
- spese per l’acquisto e la ristrutturazione di locali
- spese relative agli interventi di formazione per gli operatori
- spese relative alla costruzione di banche dati
- spese per l’acquisto di materiale medico sanitario.
- spese per l’acquisto di strumentazione informatica
Timbro e firma
del legale rappresentante del Comune Capoluogo
Data
Scarica

progetto 2008_solo abuso