Diagnosi: esercitazioni Obiettivo e risultati di apprendimento: Procedura raccomandata: Questa sezione affronta alcuni problemi da considerare nel momento in cui riceviamo la diagnosi di infezione da virus HIV. Parla di come accettarla e come rivelarla agli altri, di autostima e riservatezza, di come le aspettative e la qualità di vita siano migliorate grazie ai sostanziali miglioramenti nel trattamento dell’HIV. La Sezione Rossa – Le donne e i trattamenti per l’HIV – tratta di come iniziare la terapia. 1. Distribuisci le domande che costituiranno oggetto di discussione. 2. Dividi il gruppo in coppie. 3. Chiedi a ogni coppia di discutere delle domande. 4. Dopo 15 minuti, riunisci il gruppo. 5. In base al numero delle partecipanti, chiedi a ciascuna coppia di riassumere cosa è stato discusso relativamente una particolare domanda. Guida per la facilitazione: Utilizza il template/schema fornito per tutte le sessioni. Le esercitazioni relative alle sessioni dedicate alla diagnosi sono riportate qui di seguito. Si ritiene più opportuno illustrare le informazioni derivanti da ciascuna sezione di briefing prima di offrire alle partecipanti l’opportunità di svolgere un’esercitazione. Esercitazione 1: Accettare una diagnosi di HIV Illustra le informazioni contenute nelle sezioni “Diagnosi” e “Accettare la nostra diagnosi di HIV”. Obiettivi: consentire alle donne, in coppia o da sole con una facilitatrice, di parlare dell’impatto che l’HIV, di come ci percepiamo e gestiamo la nostra vita quotidiana e delle strategie che possiamo adottare per affrontare più positivamente la nostra diagnosi. Durata: 20-30 minuti. D • Come troviamo e ci concediamo il tempo necessario a noi stesse per metabolizzare la diagnosi? • A chi possiamo comunicare la notizia e di chi possiamo fidarci? • Ci sentiamo a nostro agio a parlare di HIV con i nostri partner? Quali sono i problemi? • Dove possiamo reperire informazioni corrette, aggiornate e affidabili sull’HIV? • Come abbiamo fatto a costruirci una nuova routine quotidiana che tenga conto dell’HIV? Materiale necessario: fotocopia dei fogli contenenti le domande (una copia per ogni partecipante), fogli bianchi, post-it e penne. Diagnosi - 1 IL PROGRAMMA È SVILUPPATO A DISCREZIONE DELLA FACULTY. SUPPORTATO DA BRISTOL-MYERS SQUIBB Diagnosi: esercitazioni Esercitazione 2: Confrontare le sensazioni scaturite dalla diagnosi di HIV Esercitazione 3, prima parte: Autostima Obiettivi: aiutare un gruppo di donne a condividere i loro sentimenti sulla diagnosi. È importante darsi tempo, metabolizzare la diagnosi e concedersi di sperimentare l’intera gamma di emozioni “normali” che tutte le donne provano. Molte emozioni non si manifestano in forma lineare, e possono alternarsi per alcuni anni. Obiettivi: Come donne che vivono nella società contemporanea, siamo sottoposte a costanti pressioni per sembrare sempre perfette e per destreggiarci tra molti ruoli diversi. L’HIV può essere un colpo molto duro per la nostra autostima. L’obiettivo di questa esercitazione è di fare in modo che possiamo discutere insieme alle altre donne del nostro attuale stato emotivo e condividere suggerimenti ed esperienze utili per migliorare la nostra condizione. Durata: 15-20 minuti. Materiale necessario: lavagna a fogli mobili, carta e penna. Procedura raccomandata: chiedi al gruppo/alle partecipanti di descrivere, utilizzando il maggior numero di aggettivi possibili, cosa hanno provato quando hanno ricevuto la diagnosi di HIV. Chiedi alle partecipanti di esprimere “sentimenti” veri (ad es. paura, shock, disgusto, vergogna, bassa autostima, isolamento, rifiuto, rabbia, confusione, determinazione e accettazione). La facilitatrice dovrà quindi trascrivere le parole sulla lavagna a fogli mobili. Chiedi alle partecipanti di visualizzare i loro sentimenti sotto forma di colori, spiegando loro che questo processo le aiuterà a far emergere i sentimenti che provano. Chiedi alle partecipanti quali sono i colori con i quali hanno visualizzato i loro sentimenti. Condividi idee su come pianificare le giornate dedicando a se stesse un po’ di tempo, un momento di intimità da dedicare alle nostre emozioni e a come organizzare la nostra vita futura. Diagnosi - 2 Illustra le informazioni contenute nella sezione “Autostima” Durata: 20 minuti. Materiale necessario: fogli di carta e penne per le partecipanti (per prendere appunti). Procedura raccomandata: 1. Mantieni il gruppo unito per questa esercitazione. 2. Concedi al gruppo cinque minuti per riflettere e prendere appunti sulle domande di seguito riportate. 3. Distribuisci la fotocopia delle domande a ciascuna partecipante. 4. Dopo 5 minuti, leggi ciascuna domanda e chiedi a una delle partecipanti di condividere la sua esperienza. 5. Chiedi a un’altra partecipante se ha una soluzione per il problema sollevato. Diagnosi: esercitazioni D Domande • Come vi vedete oggi in rapporto al vostro partner, ai vostri amici e alla vostra famiglia? • Cosa pensate del vostro attuale rapporto con la vostra famiglia? • Siete più preoccupate del solito per il vostro aspetto? • Pensate che ci siano segnali che rivelano il vostro stato di persona sieropositiva per l’HIV? • Come reagireste ad un rifiuto? • Pensate di aver perso un po’ di fiducia in voi stesse? • Come vi sentite da quando avete ricevuto la diagnosi? • State evitando persone, luoghi o situazioni a causa della vostra diagnosi? Quali sono le vostre paure? Esercitazione 3, seconda parte: Cosa significa per voi autostima? Quali sono i fattori che diminuiscono la vostra autostima? Obiettivi: aiutare un gruppo di donne a discutere del significato che la parola autostima assume per loro e condividere suggerimenti e strategie per aumentare la propria autostima. Durata: 15-20 minuti. Materiale necessario: lavagna a fogli mobili, carta e penna. Procedura raccomandata: Puoi svolgere l’esercitazione in un unico gruppo o dividerlo in due; facilita una discussione che chieda alle partecipanti di descrivere che cosa può far aumentare la loro autostima. La facilitatrice può trascrivere le idee alla lavagna a fogli mobili, oppure chiedere a ciascun gruppo di compiere questa operazione nel caso in cui l’esercitazione sia stata svolto in due gruppi. Scrivi la seguente frase alla lavagna: La mia autostima è alta quando… Esempi di come le partecipanti possono terminare la frase: • Sono con la mia famiglia. • Sento di aver portato a termine qualcosa con successo. • Sono con i miei amici. • Ho fatto attività fisica. • La mia stanza è pulita. Diagnosi - 3 Diagnosi: esercitazioni Esercitazione 4: Dire o non dire? Obiettivi: • Esplorare i problemi inerenti alla rivelazione del proprio stato di persona con HIV/AIDS. • Offrire alle donne un’opportunità per condividere le proprie esperienze ed essere ascoltate. di trasmettere l’HIV attraverso i rapporti sessuali, dell’impatto prodotto sull’intimità e sul piacere dalla necessità di praticare un sesso più sicuro, e della paura di essere giudicate. Ricorda che per alcune di noi, rivelare la propria condizione può provocare un rifiuto o addirittura violenza e quindi è necessario che ciò avvenga quando la persona è pronta e si sente sicura. Durata: Questa è una sessione di un’ora, inclusi 10 minuti per illustrare le regole di base e per aprire il giro e 10 minuti per chiudere il giro d’interventi e le valutazioni. Tuttavia, la sessione potrebbe prolungarsi nel caso in cui le partecipanti abbiano molte cose da condividere; in questo caso, se possibile, concedi più tempo. Sarebbe inoltre utile ripetere questa sessione periodicamente, per offrire alle partecipanti l’opportunità di elaborare e lavorare sul processo di rivelazione. Materiale necessario: Lavagna a fogli mobili, carta e penne. Procedura raccomandata: 1. Introduci il tema della rivelazione del propria positività al test dell’HIV, sottolineandone il carattere estremamente personale. Dipende infatti dalle nostre situazioni individuali, dall’accettazione della diagnosi, ecc. Non esiste un “momento giusto” o un “modo giusto” per comunicare la notizia, ma è necessario essere sicure di sé nel momento in cui si decide di farlo, dato che poi non è possibile tornare indietro. Invita le partecipanti a condividere alcune esperienze ed emozioni personali sulla rivelazione (positivi, negativi o neutri). Tieni d’occhio il tempo e accertati che tutte • Aumentare la fiducia in sé e la capacità di rivelare la propria condizione di persona con HIV. Note per la facilitatrice La rivelazione del proprio stato sierologico rappresenta un argomento di fondamentale importanza per le donne positive all’HIV e deve essere affrontato con molta sensibilità. Rivelarlo a un partner (attuale, potenziale o ex) è particolarmente delicato e può provocare una forte ansia, a causa della paura Diagnosi - 4 Diagnosi: esercitazioni abbiano la possibilità di parlare (circa 20 minuti, ma anche di più, se possibile). È importante che le donne si sentano ascoltate e, per questo motivo, è necessario che le facilitatrici ascoltino attivamente. Il gruppo di sostegno potrebbe essere l’unico luogo sicuro in cui molte di noi possono parlare apertamente di questo argomento. D Per iniziare la discussione, puoi chiedere alle partecipanti: • Hai mai rivelato a qualcuno il tuo stato di persona sieropositiva per HIV? • Come siete arrivate a questa decisione? • Cosa vi ha aiutato? • Come ci siete arrivate? • Com’è andata? • Pensate di averlo fatto bene? • Se doveste rifarlo, cosa fareste in modo diverso? • Se avete avuto esperienze negative, come sono andate? Cosa è successo? • Come siete riuscite a farcela? C’è qualcosa che vi è stata di aiuto? E come? Questa sessione può essere emotivamente toccante quindi è bene essere pronte a sostenere partecipanti che potrebbero piangere: tieni a disposizione fazzoletti e acqua. Se possibile, Diagnosi - 5 fatti dare una mano da una co-facilitatrice che possa fornire un sostegno extra nel caso in cui qualche partecipante sia veramente turbata e abbia bisogno di lasciare la stanza per qualche momento. 2. Utilizza una lavagna a fogli mobili e dividi il foglio in due parti intitolandole Rivelazione: Sfide e Vantaggi. Chiedi alle partecipanti di suggerire le eventuali sfide e vantaggi della comunicazione del proprio stato sierologico, iniziando dalle sfide, che tu o una volontaria scriverà alla lavagna. Possibili risposte: Sfide Stigma Rifiuto Pettegolezzo Maltrattamenti Paura di essere giudicate Violenza Paura di perdere amici/ fidanzati/status nella comunità/sul lavoro Isolamento Vessazione/esclusione dei figli da scuola Vantaggi Togliersi un peso Non vivere più con un segreto Ricevere maggiore sostegno Educare gli altri Maggiore facilità di curarsi (nessun bisogno di nascondersi) Maggiore facilità di imporre rapporti sessuali più sicuri Questi elenchi possono variare in base alle esperienze delle partecipanti e all’argomento centrale della discussione (figli, partner, lavoro). Diagnosi: esercitazioni 3. Brainstorming con le partecipanti: Qual è il momento migliore per rivelare il proprio stato? Qual è un luogo adeguato? Cosa può risultare utile? A cos’altro bisogna pensare? Possibili reazioni/tematiche • Informati sul livello di conoscenza dell’infezione da HIV del/la proprio/a partner. • Valuta come gestire una possibile reazione negativa. • Ci sono possibilità che il/la vostro/a partner reagisca in maniera aggressiva od offensiva? • È possibile che il/la vostro/a partner ne parli con qualcun altro? • Pianificate il vostro discorso, provate prima con un amico. • Portate con voi informazioni, opuscoli, riviste e indicazioni su siti Internet da mostrare o far leggere al/alla partner. • Accertatevi di essere in un luogo sicuro. Se temete una reazione violenta, non parlate al/alla vostro/a partner a casa, ma in un luogo pubblico o in un parco. • Informate un amico, possibilmente un’amica sieropositiva del gruppo, in modo che possa accertarsi che tutto proceda bene e darvi una mano in caso di bisogno. • Contattate una persona presso il centro HIV (un infermiere o un consulente sanitario) che possa incontrare il/la vostro/a partner dopo che gli/le avete parlato per fornire informazioni e sostegno. Diagnosi - 6 • Informatevi sulle questioni legali, come la valutazione legale relativa alla trasmissione del virus HIV nel vostro paese. Come concludere la sessione: Questa sessione può essere forte dal punto di vista emotivo ed è importante che le partecipanti abbiano la possibilità di liberarsi delle emozioni negative e di condividere i risultati positivi. La sessione potrebbe concludersi in uno dei due modi di seguito indicati: 1. Cerchio di chiusura: tutte le partecipanti prendono atto di qualcosa che hanno imparato od ottenuto, o di qualsiasi altra cosa relativa alla sessione. 2. Tutte le partecipanti si tengono per mano e chiudono gli occhi, concentrandosi su una respirazione lenta e regolare e immaginando che una luce intensa entri nel loro corpo durante la fase di inspirazione, e che tutti i pensieri e i sentimenti negativi escano dal loro corpo durante la fase di espirazione. Al termine, apri lentamente gli occhi.... muovi le mani/dita e i piedi e sorridi alle altre partecipanti! Sintesi: Al termine della sessione, sottolinea ancora una volta che rivelare la propria condizione di donne che convivono con l’HIV è un fatto del tutto personale, che deve essere affrontato secondo i propri tempi e quando ci si sente pronte. Rivelarsi è un processo che richiede tempo e può essere più facile se ci si sentiamo sostenute. Diagnosi Briefing: Diagnosi Nel ricevere per la prima volta una diagnosi di infezione da HIV, molte di noi sono assalite da un’ampia gamma di emozioni diverse, come shock, rifiuto, rabbia, incredulità e depressione. D Molte domande cominceranno a ronzarci in testa: Come? Dove? Quando? Perché? Chi? È normale provare tante emozioni diverse e molte di noi possono rendersi conto che c’è bisogno di tempo per accettare la nostra nuova situazione. Ogni persona ha una reazione diversa e affronta questa novità con i propri tempi. È estremamente importante prendersi il tempo necessario per assorbire il colpo. Con un adeguato sostegno, è possibile assumere il controllo della nostra vita e rimettersi in carreggiata. Il primo passo fondamentale è accettare la diagnosi Innanzitutto, per superare le prime settimane dopo la diagnosi di infezione da HIV, è fondamentale renderci conto che i diversi sentimenti e le emozioni che stiamo vivendo sono assolutamente normali. Sigillare i propri sentimenti e ignorarli non ci aiuta ad andare avanti. Ricorda, è bene piangere se ne sentite il bisogno. In questa fase molte di noi vogliono saperne di più, altre no. Non esiste una sola strada giusta da seguire. Diagnosi - 7 Non è raro per le persone che convivono con malattie croniche provare rabbia, paura e tristezza. Una diagnosi pesante, come quella di HIV, può farci chiedere se vedremo crescere i nostri figli, può farci pensare alle nostre aspettative di vita e farci domandare cosa stiamo facendo della nostra vita. L’infezione da HIV non è più una malattia inevitabilmente mortale Prima dell’avvento di trattamenti efficaci per l’infezione da HIV (noti come ART o terapia antiretrovirale), spesso le persone con HIV consideravano la loro diagnosi come una sentenza di morte. In paesi dove l’ART è disponibile, oggi non è più così. La vita delle persone sieropositive può migliorare attraverso l’incontro con altre persone e creando nuove amicizie con chi è positivo al virus e conduce una vita del tutto soddisfacente e in buona salute. “È stato scioccante, terribile, il mio mondo è stato completamente stravolto, ma io mi sentivo estraniata, come se stessi vivendo un’esperienza extracorporea.” Adrienne, ha ricevuto la diagnosi nel 2002. È meglio sapere tutto sulla nostra sieropositività al virus dell’HIV Scoprire di avere l’HIV può essere un’esperienza che cambia la vita, e spesso lo è. Tuttavia, una volta che sappiamo che stiamo convivendo con il virus, è possibile adoperarci per gestire al meglio il nostro stato di salute e darci tutte le opportunità più valide per bloccare la progressione dell’infezione. Raccogliere Diagnosi informazioni sull’HIV e sui trattamenti medici ci aiuterà a tirare fuori il meglio dalla nostra nuova situazione. Spesso, la diagnosi di sieropositività all’HIV non arriva da sola: nel frattempo potremmo vivere molte altre situazioni problematiche, come immigrazione, povertà, dipendenza dalla droga o dall’alcol, figli che convivono con l’infezione, rottura di un rapporto ecc. Impara a farti aiutare e sostenere: non essere solo chi si prende cura degli altri Come donne, molte di noi sono abituate ad occuparsi degli altri. Ma dopo aver ricevuto una diagnosi di questo tipo, anche noi possiamo aver bisogno, a volte, di qualche aiuto. Questo può essere un aspetto difficile da gestire. Il passaggio di responsabilità all’interno della famiglia può creare delle difficoltà all’inizio, soprattutto quando ci sentiamo meno bene. Tutte noi abbiamo delle responsabilità, nei confronti dei propri familiari e/o sul lavoro. È davvero importante prenderci il tempo necessario da dedicare a noi stesse, in modo che ci possiamo adattare, metabolizzando al meglio questa situazione e riprogrammando la nostra vita per poter continuare a prenderci cura di noi stesse e degli altri, lavorare e offrire un contributo alle nostre comunità. La diagnosi può aver stravolto il nostro mondo, almeno momentaneamente, ma abbiamo il potere e le risorse per riprenderci. Lo dobbiamo a noi stesse: è fondamentale prenderci questo tempo. Diagnosi - 8 Cercare il sostegno di altre persone positive al virus dell’HIV È importante cercare sostegno e ci sono molte forme di supporto intorno a noi. Ad esempio, in Italia si stima che le persone che hanno ricevuto una diagnosi di HIV ad oggi siano 157.000 e che nell’ultimo decennio la proporzione di pazienti donne è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 23-25% con un’età media salita sui 40 anni nell’anno 2009 (COA Centro Operativo Aids, dati aggiornati al biennio 2008-2009). Non siamo sole per niente. Offrendo e ricevendo sostegno, ci possiamo dare una mano l’una all’altra durante questo capitolo complicato della nostra vita. “Leggi il più possibile su altre donne sieropositive, troverai molte fonti di ispirazione tra le varie straordinarie donne che fuori di qui hanno affrontato quello che stai passando tu ora. Non sei sola” Adrienne, diagnosticata nel 2002. Diagnosi D Dopo aver ricevuto una diagnosi di sieropositività al virus dell’HIV, la nostra mente è attraversata da molte domande fondamentali. Ecco alcuni esempi di domande tipiche: • Quanto mi resta da vivere? • Potrò avere figli? • Chi si occuperà dei miei figli? • Potrò ancora avere un rapporto sentimentale? • Esistono delle terapie per l’HIV? • Come posso gestire l’assunzione delle terapie se queste producono effetti collaterali? • Come posso conciliare così tante visite mediche con il lavoro e la famiglia? • A chi dovrei dirlo e a chi ho bisogno di dirlo? All’inizio, recarsi in ospedale per le visite mediche può essere sconvolgente. Con il tempo, riusciremo a costruire un buon rapporto con la nostra équipe medica, che è lì per aiutarci ad imparare a gestire al meglio la patologia dell’HIV. Diagnosi - 9 Alcune persone trovano utile stilare un elenco di domande e/o tenere un diario. Questo ci aiuta a ricordare tutti i nostri quesiti quando ci troviamo nel contesto di un ambulatorio medico, in una situazione che a volte può esercitare una significativa pressione sulle persone. Ci sono moltissime domande che abbiamo bisogno di fare e non dobbiamo avere paura di chiedere informazioni su un problema che ci colpisce. Di solito è meglio sapere ed essere rassicurate che doversi preoccupare di qualcosa che rimane poco conosciuto. Diagnosi quello che siamo solo per il fatto di essere positive all’HIV. Nota informativa: • Il primo passo è accettare la nostra diagnosi. • L’HIV non è più una condanna a morte. • È meglio sapere tutto sulla nostra condizione. • Impariamo a farci aiutare e sostenere, e non soltanto a prenderci cura degli altri. • Cerchiamo il sostegno di altre persone che vivono con l’HIV. • Otteniamo risposte ad alcune domande fondamentali. • Parliamo con chi ci fornisce assistenza medica. Autostima: Una diagnosi di sieropositività al test dell’HIV può rappresentare un colpo per l’autostima Nel momento in cui una persona riceve una diagnosi di sieropositività, la stima verso se stessa può verosimilmente subire un duro colpo. In molti casi, la trasmissione dell’HIV avviene per via sessuale. È facile non sentirsi a proprio agio nel dover condividere o discutere con altre persone dettagli privati quali la vita sessuale o i rischi a cui ci siamo esposti. Alcune di noi pensano che nessuno le amerà più a causa della diagnosi. Cerchiamo di non essere troppo dure con noi stesse: non siamo certo diverse da Diagnosi - 10 Non siamo da sole, ci sono molte donne positive con le quali possiamo creare una rete e che ci possono essere d’ispirazione. La cosa importante in questo momento è prendere il controllo e affrontare la vita che continua. Costruire la nostra autostima è un processo da portare avanti giorno per giorno La nostra autostima è spesso basata su come ci sentiamo, sul nostro aspetto fisico, sulle relazioni intime e sulla nostra vita sociale. È inoltre influenzata da fattori politici ed economici. Ecco alcuni semplici suggerimenti per alimentare la nostra autostima che potremmo trovare utili. L’autostima viene definita come “rispetto per se stessi od opinione positiva su se stessi”. Autostima: seguire le cose dall’inizio alla fine Iniziate con una cosa piccola. Scegliete qualcosa che abbia scarsa importanza, come riordinare la scrivania o pulire la casa. È importante non essere interrotte durante il lavoro. Quando portiamo a termine un progetto, dovremmo ricordarci cosa ci fa provare averlo realizzato e trarre beneficio da quell’emozione. Ci servirà a non dimenticare che siamo donne in grado di influire sull’ambiente che ci circonda. Autostima: usa frasi affermative Non utilizziamo frasi negative riferendoci a noi stesse! Forse non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma una voce interiore Diagnosi potrebbe riempirci la testa con pensieri negativi. “Non riesco a farlo”, “Non sono interessante”, “Qual è il punto?”. Cerchiamo di essere consapevoli di questo flusso negativo di parole e di compiere uno sforzo reale per sostituire questi pensieri con altri più positivi. Dovremmo ripeterci continuamente tre cose che amiamo del nostro aspetto e dirci “ho il controllo della mia vita”. Questo processo può risultare utile per riprogrammare il nostro cervello a eliminare i messaggi negativi e ripetere quelli positivi. Autostima: prenditi cura di te in maniera superspeciale Dormite a sufficienza. Datevi come priorità l’idratazione del vostro corpo, bevendo molta acqua, e un’alimentazione sana. Chi fra di noi vive con un budget non elevato, dovrebbe cercare di comprare nei mercati locali prodotti freschi ed economici. Cercate di mangiare cibi assolutamente sani e di divertirvi a cucinare. Potremmo trovare un programma di ginnastica divertente che riusciamo a rispettare. Questo non significa dover necessariamente andare in palestra; possiamo anche fare lunghe passeggiate, nuotare o danzare. Magari indossando vestiti comodi ma che ci fanno sentire attraenti. Soltanto quando avremo veramente stima in noi stesse, crederemo di essere in grado di meritare la stima degli altri. Bisogna anche divertirsi Cos’è che amate fare veramente? Pensateci su e riservate un po’ di tempo ogni giorno a queste attività. Potrebbe essere leggere un libro, ascoltare la radio, fare giardinaggio, Diagnosi - 11 schiacciare un pisolino. Dovremmo fare una lista di cose che ci piace fare e rileggerlo ogni tanto, aggiungendo eventualmente nuove attività. Prendiamo l’abitudine di premiarci regolarmente con qualche coccola. Partecipare, fare volontariato, aderire a un gruppo, magari il proprio gruppo di autoaiuto o altre attività collettive Molte donne trovano utile e gratificante impiegare la diagnosi di sieropositività come spinta per dedicare tempo ed energie ad altre donne positive all’HIV. Questo offre non soltanto la possibilità di condividere le proprie esperienze e capacità, ma anche di imparare da altre donne. L’adesione a un gruppo può contribuire a contrastare l’isolamento che ogni donna a volte può avvertire. “Ci sono giorni in cui hai la forza necessaria per risollevare dal pavimento la tua autostima. Ci vuole tempo, accettazione e molto amore per se stesse. All’inizio, sembra un bagaglio pesante da trasportare, ma un giorno ti rendi conto che entra tutto in una piccola borsa.” Julie, diagnosticata nel 2005 Diagnosi Nota informativa: • Una diagnosi di sieropositività al virus dell’HIV può rappresentare un colpo per la nostra autostima. • Costruire la nostra autostima è un processo da portare avanti giorno per giorno. • Autostima: seguire le cose dall’inizio alla fine. • Autostima: prenderci cura di noi in maniera superspeciale. • Bisogna anche divertirsi. • Partecipare, fare volontariato, aderire a un gruppo, magari il proprio gruppo di autoaiuto o altre attività collettive. Accettare la diagnosi di HIV Le altre donne che vivono con l’HIV possono rappresentare una valida fonte di sostegno Parlate con il maggior numero possibile di donne HIV positive. Ascoltate le loro storie e le loro soluzioni. Verificate se potete identificarvi con loro. Non cercate colpe e non emettete giudizi; stiamo tutte convivendo con l’HIV, indipendentemente dalle specifiche circostanze che hanno prodotto la nostra diagnosi. Per arrivare ad accettare la nostra diagnosi dobbiamo accettare la nostra sieropositività al virus dell’HIV, e questo potrebbe richiedere molto tempo. Diagnosi - 12 La chiave è crearsi una rete di sostegno forte Una solida rete di sostegno composta da amici, familiari e altre persone affette da HIV può aiutarci a fronteggiare la nuova situazione. Ma non sentirti costretta a dirlo subito a tutti. È fondamentale non lasciare che la paura di essere giudicate ci induca all’isolamento e a non parlare con nessuno. Se crediamo che sia impossibile per noi parlare a familiari e amici dopo le prime settimane dalla diagnosi, le organizzazioni che si occupano di HIV sono in grado di fornirci aiuto e consulenza. Con buona probabilità dispongono di un’équipe di persone esperte, che non esprimono giudizi, che saranno in grado di aiutarci a trovare il modo per cominciare a parlare della nostra diagnosi. Entrare a far parte di un gruppo di sostegno e parlare con altre donne positive all’HIV dei propri sentimenti in un ambiente sicuro può aiutare a ridimensionare paure e preoccupazioni. Puoi trovare maggiori dettagli sui gruppi di sostegno per l’HIV locali sui siti Internet: http://nicckbloghiv-sieropositivasplinder. blogspot.com/ oppure su siti più generali come www.npsitalia. net oppure www.poloinformativohiv.it oppure www.lila.it oppure www.sieropositivo.it. Le reti di donne affette da HIV possono essere una fonte importante d’informazione e sostegno Anche trovare siti internet che riportino esperienze femminili o direttamente altre donne che hanno vissuto situazioni identiche Diagnosi alle nostre può aiutarci a sentirci meno sole. Ci sono anche reti globali di donne positive all’HIV, alle quali si può aderire. Queste reti includono l’International Community of Women living with HIV/AIDS e reti regionali come WECARe+ (Donne in Europa e Asia Centrale, www.wecareplus.net). Esistono inoltre siti Web e video a cui si può accedere per leggere e vedere i racconti di altre donne a cui è stato diagnosticato l’HIV. Questo materiale può aiutarci a capire meglio ciò che si sta vivendo. Per chi di noi vive in aree geograficamente isolate, si tratta di strumenti davvero utili per conoscere le esperienze di altre donne fino a quando non troviamo il modo di cercare altre donne sieropositive e stringere amicizia con loro. Guarda i blog italiani Donne sieropositive e non solo oppure Nicck blog. Nelle sezioni Progetti e Risorse del sito Web The Salamander Trust, così come sui siti italiani segnalati poco sopra, sono reperibili alcuni video davvero belli di donne affette da HIV (www.salamandertrust.net). È importante per noi avere l’équipe medica giusta per sostenere il nostro trattamento medico È davvero molto importante essere seguite da un’ ottima équipe medica. È preferibile un team di fiducia composta da persone che ci sappiano ascoltare e offrirci assistenza nelle scelte sul trattamento che dovremo compiere nel corso della nostra vita. Diagnosi - 13 La ricerca ha dimostrato che le persone sieropositive in cura presso strutture che trattano molte altre persone nella stessa condizione vivono più a lungo rispetto ai pazienti curati da operatori medici che seguono solo pochi casi; di conseguenza, si raccomanda di trovare un medico che abbia esperienza.ii Per maggiori informazioni, vai alla Sezione Gialla, che si occupa della salute, con particolare riferimento alla salute riproduttiva. Nota introduttiva: • Le altre donne positive all’HIV possono rappresentare un validissimo sostegno. • La chiave è crearsi una rete di sostegno forte. • Le reti di donne affette da HIV possono essere una fonte importante d’informazione e sostegno. • È importante avere un buon rapporto con la nostra équipe medica, per sostenere al meglio il nostro trattamento medico. Rivelazione e riservatezza Il tema della rivelazione ai partner e ai figli viene affrontato nella Sezione Verde dedicata al sesso e alle relazioni. In questa sezione, la rivelazione viene esaminata come parte del processo di accettazione della diagnosi, di condivisione delle informazioni sul proprio stato di salute e d’incremento della nostra autostima. Diagnosi Avviare il processo di rivelazione ci fa diventare più forti e determinate Ricorda che la rivelazione produrrà effetti sulle altre persone come li ha prodotti su di noi ! Per rivelazione si intende mettere a conoscenza qualcuno della nostra sieropositività al virus dell’HIV. Decidere a chi dirlo, quando e in che modo può essere un processo molto complesso e difficile. L’atto di rivelare di essere positive al virus dell’HIV è certamente stressante. Dobbiamo essere preparate all’eventualità che non tutti saranno solidali come ci aspettiamo. Altre donne positive all’HIV che hanno già rivelato il loro stato, possono rivelarsi un ottima fonte di consigli e conforto. È praticamente impossibile prevedere come una persona può reagire alla notizia che siamo positive al virus dell’HIV. E non esiste un modo “perfetto” per farlo. Una volta che abbiamo rivelato l’informazione, non la potremo più nascondere. D Inoltre, è utile pensare a come influirà su di noi rivelare la nostra condizione: ridurrà il nostro senso d’isolamento? • Desideriamo o abbiamo bisogno di un sostegno particolare dalla persona a cui abbiamo deciso di rivelarlo? • Quali accordi dovremmo prendere con i nostri interlocutori sul fatto che potrebbero comunicarlo ad altri? • Come reagiremmo in caso ne parlassero ad altri? • Sarebbe bene riflettere sulla scelta del luogo dove fare questa comunicazione speciale. • Bisognerebbe anche riflettere su quali saranno gli effetti della nostra rivelazione su chi ci ascolta. • È opportuno mettere in contatto la persona a cui parliamo con un’organizzazione di sostegno o con la propria équipe medica? Diagnosi - 14 Bisogna pensare che il fatto di rivelare di convivere con l’HIV avrà degli effetti sulle persone a cui parliamo. Quando si tratta di notizie di una certa importanza, alcune persone hanno bisogno di più tempo rispetto ad altre per metabolizzare ciò che viene detto loro. Potrebbe essere una buona idea fornire al destinatario della notizia alcune informazioni scritte, sotto forma di opuscoli, o indicargli siti Internet dove ottenere le informazioni principali sull’HIV. È utile avere anche alcune conoscenze di base sull’HIV per poter rispondere a domande semplici e fornire informazioni elementari sull’HIV. Non è necessario dire a tutti di essere sieropositive Detto in parole semplici, non è necessario dire a tutti di essere affette da HIV. Il tipo di rapporto che abbiamo con una persona influirà sulla necessità di comunicarle la notizia. Ad esempio, il medico di medicina generale e il dentista sono tenuti al segreto professionale. Diagnosi Aprirci sulla nostro essere positive al virus dell’HIV facilita il trattamento medico Accettare la nostra diagnosi, prendere confidenza con la propria condizione e rivelarla nel momento che si ritiene più opportuno può aiutarci a sentirci maggiormente in grado di affrontare la nostra nuova vita. La terapia è una realtà per molte di noi e chi riesce a parlare apertamente del proprio stato dichiara di riuscire più facilmente ad assumere i farmaci secondo le modalità prescritte.iii Il tema della terapia per l’HIV viene discussa in dettaglio nella Sezione Rossa dedicata alle donne e terapia antiretrovirale (ART). Rivelare il nostro stato di HIV al datore di lavoro è una scelta personale Si può decidere di non informare il datore di lavoro della nostra sieropositività e del fatto che l’infezione non influirà in alcun modo sulla nostra attività lavorativa. Si tratta, in base alla professione esercitata, di una scelta personale. Alcune persone preferiscono dirlo apertamente per rendere le cose più semplici per via della frequenza delle visite mediche, degli eventuali periodi di malattia e per le questioni legate al rendimento. In Italia le persone con HIV sono tutelate dalla Legge 5 giugno 1990, n.135 che disciplina il fenomeno HIV/AIDS fin dal momento della diagnosi. In particolare assumono rilievo gli artt.5 e 6: il primo attiene all’accertamento dell’infezione, Diagnosi - 15 fissando i principi della assoluta volontarietà del test e della tutela della riservatezza della persona interessata sia nella fase del rilevamento dell’infezione attraverso il test che nella successiva gestione dei dati sanitari, stabilendo altresì un principio di non discriminazione in caso di esito positivo dell’accertamento; il secondo articolo fissa il principio generale secondo cui è fatto divieto ai datori di lavoro, pubblici e privati, di svolgere indagini volte alla rilevazione dell’infezione per l’instaurazione o il mantenimento del posto di lavoro. Queste norme di tutela hanno subito un parziale ridimensionamento da parte di una sentenza della Corte Costituzionale (218/94) con cui si è dichiarata l’incostituzionalità di tale legge nella parte in cui non prevede la possibilità di procedere all’accertamento per le attività che comportano rischi per i terzi (professioni del settore sanitario e di pubblica sicurezza). Diagnosi Note informative: Adesso, prendersi cura di sé è più importante che mai In this section we have discussed how telling someone that we are living with HIV can often have positive effects: In questa sezione si è parlato delle conseguenze positive del comunicare la nostra sieropositività a qualcuno: • Avviare il processo che ci porterà a rivelare la nostra condizione ci farà diventare più forti e determinate. • Ricevere sostegno positivo nel momento della diagnosi e anche successivamente. • Dovremmo pensare e chiederci perché vogliamo informare gli altri. • Alimentare un senso di vicinanza in coloro che possono offrirci sostegno. • Ricordiamo che la rivelazione produrrà degli effetti sulle altre persone come li ha prodotti su di noi. • Ridurre il rischio di trasmissione dell’HIV ad altri. • Non è necessario dire a tutti di avere l’HIV. • Ridurre il tempo passato con lo stress di dover tenere segreta la propria condizione. • Aprirci sulla nostra sieropositività al virus dell’HIV facilita il trattamento medico. • Assicurarci di ottenere l’assistenza più adeguata e il trattamento da chi ci fornisce cure mediche. • Rivelare la nostra sieropositività al virus dell’HIV al datore di lavoro è una scelta personale. • Rivelare la nostra condizione può farci sentire più forti e determinate. • Adesso, prenderci cura di noi è più importante che mai. Gli studi dimostrano che, nei rapporti stretti, vivere con un segreto, come quello di avere l’HIV, può essere emotivamente più dannoso del rifiuto che potremmo dover affrontare rilevando il nostro stato sierologico. Molte di noi che hanno mantenuto il segreto per molto tempo, avvertono un senso di liberazione dopo averlo rivelato ad amici, partner o familiari.v Diagnosi - 16 Diagnosi Lo stato di HIV e i bambini Quando ci prepariamo a rivelare ai nostri figli la nostra o la loro sieropositività al virus dell’HIV, è normale provare paura, sentirsi ansiose e agitate. Un modo per allentare la tensione può essere parlare con persone fidate e con le quali ci si sente a proprio agio, come il gruppo di sostegno o gli amici, delle proprie emozioni, del modo in cui intendiamo comunicare la notizia e cosa abbiamo intenzione di dire. Si può anche avere il desiderio di condividere la nostra intenzione con altri familiari che conoscono la nostra situazione, così che siano preparati a reagire in maniera adeguata se i bambini dovessero rivolgersi a loro. Prepariamoci a sostenere i nostri figli fornendo loro informazioni positive dopo avergli parlato della loro sieropositività Nel rivelare ai propri figli il loro stato di sieropositività al virus dell’HIV, è molto importante essere preparate a dare informazioni relative al virus (reperite materiale che tratta dell’argomento in modo ottimista e che utilizza un linguaggio semplice: qualcuno nella vostra struttura sanitaria di riferimento potrebbe fornirvi indicazioni utili in questo senso). È naturale che vostro figlio voglia risposte immediate ai suoi principali timori: se morirà, come ha contratto il virus o se si ammalerà. Prima di parlare a vostro figlio, accertatevi di essere pronte a rispondere a queste domande. Potrebbe essere utile tenere conto anche delle vostre emozioni rispetto a questi argomenti prima di discuterne con vostro figlio. Potete decidere di rimandare la Diagnosi - 17 conversazione fino a quando non vi sentite a vostro agio nel fornire le risposte o dopo aver richiesto un sostegno emotivo. A seconda dell’età e del grado di maturità, vostro figlio può aver bisogno di un tipo e di una quantità diversa d’informazioni. È consigliabile iniziare con alcune idee semplici che pensate siano quelle più importanti: ricordate che potete rivelare la notizia gradualmente, nel tempo, con modalità di volta in volta adeguate all’età del bambino. Indipendentemente dalle poche o tante informazioni che condividiamo, è estremamente importante cercare di essere il più oneste possibile. I bambini possono aver bisogno di molto tempo per assimilare le informazioni. Fate in modo che i vostri figli sappiano che possono sempre parlare liberamente con voi. Desideriamo che nostro figlio ci consideri un’adulta affidabile, così che possa sentirsi libero di rivolgerci ulteriori domande in futuro. Rivelare di essere positive al virus dell’HIV ai figli può essere una sfida molto difficile, per cui prepariamoci bene Dire ai nostri figli che siamo sieropositive può essere estremamente difficile. Un modo per prepararsi, ad esempio, può essere pensare al modo in cui nostro figlio potrebbe reagire e al tipo di domande che potrebbe farci in base alla sua età e alla sua personalità (ad es. è molto curioso o si spaventa facilmente?). Nella maggior parte dei casi, i bambini avranno due preoccupazioni principali: la salute della loro mamma e come Diagnosi il suo stato influirà sulla loro vita. È normale che i bambini vogliano sapere subito cosa accadrebbe loro se voi vi ammalaste. Per tranquillizzarli, sarebbe opportuno preparare una sorta di piano da poter discutere, illustrando cosa accadrebbe se dovesse succedere qualcosa. Vostro figlio potrebbe inoltre temere che, poiché avete l’infezione da HIV, anche lui l’ha o l’avrà. Tenendo conto di questo, è importante essere pronte a rispondere a qualunque tipo di domanda su come avete contratto l’infezione e su come la vostra sieropositività potrebbe influenzare la sua vita di tutti i giorni. Alcuni bambini potrebbero rimanere sconvolti dalla notizia e non fare alcuna domanda. È importante far capire ai bambini che vi possono chiedere tutto quello che vogliono sapere. Potrebbe essere utile anche indicare loro qualcuno con cui poter parlare della situazione. Se avete già comunicato la notizia a familiari o a membri del vostro gruppo di sostegno, avere qualcun altro con cui parlare delle loro preoccupazioni per alcuni bambini potrebbe essere d’aiuto a elaborare meglio l’informazione. Se avete figli, è inevitabile cominciare a pensare di rivelare loro la notizia. È davvero molto importante riflettere sul perché volete che lo sappiano. Pensate che sospettino che ci sia qualcosa che non va in voi? Si arrabbieranno per il fatto di essere stati tenuti all’oscuro? La vostra équipe medica può essere in grado di darvi una mano a decidere esattamente cosa è opportuno dire a un bambino rispetto alla sua specifica età, e Diagnosi - 18 consigliarvi la lettura di materiale che possa aiutare i vostri figli a conoscere meglio l’HIV. Generalmente, quando c’è qualcosa che non va, i bambini spesso capiscono molto più di quanto immaginiamo. Si raccomanda di aspettare l’adolescenza per rivelare la notizia.vi Nota informativa: • Fate in modo di essere ben preparate a sostenere vostro figlio con informazioni corrette dopo avergli rivelato la sua sieropositività. • Rivelare la vostra sieropositività ai figli può essere una sfida molto difficile, quindi preparatevi bene. Aspettativa di vita I dati sull’aspettativa di vita attualmente disponibili sono estremamente positivi. Secondo alcune ricerche, le donne sieropositive all’HIV possono avere un’aspettativa di vita più lunga rispetto agli uomini con HIV.vii Le previsioni sull’aspettativa di vita spesso possono essere molto difficili da capire. Ciò che è chiaro è che l’accesso ai farmaci e una buona aderenza al trattamento consentono a tutte le donne sieropositive di avere un’aspettativa di vita “quasi normale”. È importante per tutte noi comprendere e fare nostro questo messaggio forte e positivo subito dopo aver ricevuto la diagnosi. Diagnosi L’aspettativa di vita per noi positive all’HIV è aumentata enormemente da quando sono stati introdotti i farmaci per l’HIV. La prima terapia per l’HIV ha mostrato la sua capacità di ridurre le complicazioni legate all’HIV e i decessi a metà degli anni Novanta.viii Da allora, le aspettative di vita delle persone con HIV che seguono la terapia sono migliorate, in quanto i trattamenti sono diventati sempre più efficaci, meglio tollerati e più semplici da assumere. Tra la popolazione complessiva del Regno Unito, le donne hanno un’aspettativa di vita più lunga rispetto agli uomini. Una donna di 20 anni può pensare di vivere fino a 82 anni, mentre un uomo fino a 80 anni.ix Durante il primo periodo di applicazione dell’ART (1996-99), l’aspettativa di vita era di 30 anni. A quel tempo, una persona che riceveva una diagnosi di HIV all’età di 20 anni poteva pensare di raggiungere i 50 anni di età.x Nel 2006-08, l’aspettativa di vita è migliorata di un terzo (46 anni) e una persona che riceveva una diagnosi di HIV a 20 anni poteva pensare di vivere fino a 66 anni.xi In Italia LE SPERANZE DI VITA DEI TRENTENNI. “Un trentenne che dovesse infettarsi oggi con l’Hiv può contare sulla stessa aspettativa di vita di una persona sana. La chiave è una terapia ottimale, iniziata precocemente e seguita sempre”. Diagnosi - 19 È quanto dal canto suo ha evidenziato Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di malattie infettive dell’università di Torino, nel corso della conferenza Internazionale sull’Aids, IaS 2011 a Roma. (non ci sono studi italiani come in Inghilterra!) Secondo alcune ricerche, le donne positive all’HIV che si sottopongono a una terapia farmacologica possono avere un’aspettativa di vita più lunga rispetto agli uomini HIV positivi.xii Un gruppo di ricercatori ha previsto un’aspettativa di vita diversa per gli uomini e le donne che ricevono una diagnosi di sieropositività all’età di 20 anni. Secondo le loro ricerche, gli uomini diagnosticati sieropositivi a 20 anni hanno un’aspettativa di vita di 40 anni (potrebbero cioè raggiungere i 60 anni), mentre le donne hanno un’aspettativa di vita di 50 anni (potrebbero cioè raggiungere i 70 anni). Per comprendere il perché di questa differenza sono necessarie ulteriori ricerche.xiii Mantenere la conta delle cellule CD4 superiore a 500 durante il trattamento, protegge dai decessi dovuti alle complicazioni derivanti dall’HIV Le ricerche condotte su ampi gruppi di persone sieropositive hanno dimostrato che, seguendo il trattamento per l’HIV e mantenendo la conta delle cellule CD4 superiore a 500, la possibilità di un decesso è identica a quella delle persone della stessa età non sieropositive per HIV.xiv Diagnosi Le donne fumatrici, che assumono droghe o hanno, insieme all’HIV, anche l’infezione da Epatite B o C, avranno con tutta probabilità una vita più breve rispetto alle donne che sono solo positive all’HIV e che non fumano né assumono droghe. xv,xvi Nutrirsi correttamente, ridurre il consumo di alcol e delle varie droghe, oltre che fare una regolare attività fisica incide positivamente sul nostro benessere. Questa parte sarà ulteriormente esaminata nella sezione dedicata alla co-infezione (Arancione). Dovremmo attenderci una normale aspettativa di vita Grazie ai farmaci per l’HIV, abbiamo l’opportunità di un’aspettativa di vita quasi normale. L’ulteriore progresso dei trattamenti si accompagnerà a un miglioramento della qualità e a un allungamento della nostra esistenza. “Non devi lasciarti andare su una sedia a rotelle, con l’incontinenza, la barba lunga, o giocando a bingo in una sala giochi. Le tue aspettative di vita dipendono dalla fortuna e dalla genetica, non dall’HIV.” Julie, diagnosticata nel 2005. Diagnosi - 20 Nota informativa: • L’aspettativa di vita per le donne positive all’HIV è migliorata enormemente da quando sono state introdotte le terapie farmacologiche. • Alcune ricerche dimostrano che, grazie alle terapie antiretrovirali, le donne sieropositive possono avere un’aspettativa di vita più lunga rispetto agli uomini. • Assumendo regolarmente i trattamenti e mantenendo la conta delle cellule CD4 superiore a 500, possiamo evitare i decessi da complicazioni derivanti dall’HIV. • Dovremmo attenderci una normale aspettativa di vita. Diagnosi i The Free Dictionary. Self-Esteem. Disponibile all’indirizzo: http://www. thefreedictionary.com/self-esteem. Data ultimo accesso: dicembre 2011. ii The Well Project. Did You Just Test HIV+? Disponibile all’indirizzo: http:// www.thewellproject.org/en_US/HIV_The_Basics/Newly_Diagnosed.jsp;jse ssionid=NdcQp1Yn3Yk6yvyLTGVcv4TyLG3XPRqShcp1nMGMyn6jjp4jn8 Yw!554205354. Data ultimo accesso: dicembre 2011. iii Bikaako-Kajura et al. Disclosure of HIV status and adherence to daily drug regimens among HIV-infected children in Uganda. AIDS and Behavior 2006, July, 10(4):S85-93. iv NAM. Disclosing HIV status at work 2010. Disponibile all’indirizzo: http:// www.aidsmap.com/Disclosing-HIV-status-at-work/page/1497956/. Data ultimo accesso: dicembre 2011. v The Well Project. HIV and Diclosure. Disponibile all’indirizzo: http://www. thewellproject.org/en_US/Womens_Center/HIV_and_Disclosure.jsp. Data ultimo accesso: dicembre 2011. vi CHIVA. CHIVA Standards of Care for Infants, Children and Young People with HIV (including infants born to mothers with HIV). 2009. Disponibile all’indirizzo: http://www.chiva.org.uk/guidelines/2009/pdf/chivastandards2009.pdf. Data ultimo accesso: dicembre 2011. vii Aidsmap. People with HIV have 21-year reduction in life expectancy in US. Disponibile all’indirizzo: http://www.aidsmap.com/People-with-HIV-have21-year-reduction-in-life-expectancy-in-US/page/1435924/. Data ultimo accesso: dicembre 2011. viii Palella et al. Declining Morbidity and Mortality Among Patients with Advanced Human Immunodeficiency Virus Infection. The New England Journal of Medicine 1998, 338(13):853-860. ix Aidsmap. HIV in the UK still cuts 13 years off life expectancy: late testing is the main reason. 2010. Disponibile all’indirizzo: http://www.aidsmap.com/ HIV-in-the-UK-still-cuts-13-years-off-life-expectancy-late-testing-is-the-mainreason/page/1558930/. Data ultimo accesso: dicembre 2011. x Aidsmap. HIV in the UK still cuts 13 years off life expectancy: late testing is the main reason. 2010. Disponibile all’indirizzo: http://www.aidsmap.com/ HIV-in-the-UK-still-cuts-13-years-off-life-expectancy-late-testing-is-the-mainreason/page/1558930/. Data ultimo accesso: dicembre 2011. Diagnosi - 21 xi Aidsmap. HIV in the UK still cuts 13 years off life expectancy: late testing is the main reason. 2010. 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