FSE fasc. 2/18/2007 Associazioni e responsabilità sociale: il bilancio di missione Linee guida: ausili e raccomandazioni per costruire e diffondere il bilancio di missione FSE fasc. 2/18/2007 Associazioni e responsabilità sociale: il bilancio di missione Linee guida: ausili e raccomandazioni per costruire e diffondere il bilancio di missione Hanno collaborato: progettazione e coordinamento editoriale Marilena Minarelli – Consulente Nicoletta Rizzoli – Vice Coordinatrice Generale UPAD produzione testi e contributi Marilena Minarelli – Consulente Nicoletta Rizzoli – Vice Coordinatrice Generale UPAD Maurizio Catalano – Consulente Le reti di Kilim partecipanti al percorso Sergio Bonagura – Francesca Codato – Dolores Corradini – Elena D’Addio – Marco Merzi – Giuseppe Mora – Licia Nicoli – Alessandro Pedrotti – Massimo Piacenza – Anna Sini – Stefano Zuliani contributo immagini Ivo Corrà – Fotografo supporto organizzativo Silvia Maurelli – tutor del progetto stampa e contributi grafici GRILLO graphic&service - BZ Un ringraziamento particolare agli stakeholder che hanno partecipato ai laboratori Helmut Bachmayer – Cassa Rurale Bolzano Ethical Banking Sonia Santi – Ufficio Famiglia Donna e Gioventù Provincia Autonoma di Bolzano Antonio Lampis – Ripartizione Cultura Italiana Provincia Autonoma di Bolzano Matteo Faifer – Ripartizione Servizi alla Comunità Locale Comune di Bolzano Grazia Dal Piai – Socia AIAS Silvia Pastorino – Volontaria Cooperativa Le Formiche Irene Nicolussi - Distretto Centro - Piani - Rencio Viviana Francescatti - Distretto Centro - Piani - Rencio Christian Meyer – Tribunale di Sorveglianza Mauro Randi – Caritas Fondazione Odar Luigi Zenari – Caritas Martha Schraffl – Cliente Cooperativa Le Formiche Erwin Prossliner – Servizio Orientamento Professionale Provincia Autonoma di Bolzano Manfred Brandstätter – Servizio 118 Azienda Sanitaria dell’Alto Adige Stefania Saba – Dipendente Cooperativa Le Formiche Claudia Weger - Ufficio per il diritto allo studio universitario, l’università e la ricerca scientifica iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea tramite il Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Provincia Autonoma di Bolzano. a cura di Marilena Minarelli e Nicoletta Rizzoli Via Firenze, 51 - 39100 Bolzano Tel. 0471 921023 - Fax 0471 921380 www.upad.it - [email protected] Linee guida: ausili e raccomandazioni per costruire e diffondere il bilancio di missione Saluto del Presidente della Provincia Accolgo con molto piacere l’invito ad introdurre questo nuovo contributo che UPAD dedica alla formazione manageriale e alla crescita del sistema dell’associazionismo. Credere nella formazione e sapere coinvolgere persone impegnate nella gestione delle loro imprese in percorsi che portano alla crescita delle competenze lavorative è di grande importanza per garantire alla nostra provincia di eccellere nella qualificazione professionale. E’ importante sostenere percorsi a supporto della managerialità e questa pubblicazione sulle linee guida per il bilancio di missione è un segnale positivo dell’impegno in termini di trasparenza nella comunicazione e nella rappresentazione delle attività attraverso l’impostazione di un processo di rendicontazione sociale. Auguro a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo contributo che i risultati raggiunti siano uno stimolo continuo al miglioramento della cultura imprenditoriale e manageriale orientata ai principi della sostenibilità e mi congratulo con l’UPAD per l’entusiasmo che profonde nella formazione e nello sviluppo di sinergie con gli altri enti del territorio. Il Presidente della Provincia dr. Luis Durnwalder 7 | Introduzione Presentazione Assessore all’ innovazione, informatica, lavoro, formazione professionale italiana, finanze e bilancio dr. Barbara Repetto In un contesto in cui i temi della responsabilità sociale di impresa e della valorizzazione delle competenze che aiutino al suo sviluppo, ritengo di particolare valore il contributo dato da UPAD e dal gruppo di associazioni che hanno aderito al percorso di formazione per sviluppare un processo e una buona prassi di bilancio di missione. Ho seguito nel corso di questi anni l’impegno che il terzo settore, con il supporto organizzativo e formativo di UPAD e grazie al sostegno del Fondo Sociale Europeo, ha profuso per coniugare in modo virtuoso approcci di tipo più prettamente imprenditoriale con la vocazione etico-sociale che lo contraddistingue. Infatti, questo approccio costituisce uno strumento di misurazione del “merito sociale”, attraverso il quale il terzo settore e il mondo associativisitico in particolare comunicano l’immagine di interlocutore affidabile, serio e leale, che investe e crea lavoro e benessere e dimostra attenzione al contesto socio-economico culturale e ambientale nel quale opera. Di particolare valore risulta anche il coinvolgimento attivo degli stakeholder perché un sistema cresce e matura nel momento del confronto e del dialogo con tutti gli attori e i portatori di interesse. E’ un segnale di impegno e di reale motivazione che dimostra come la buona prassi della responsabilità sociale sia un modo per dare risposte concrete ai bisogni del territorio e a generare consenso, legittimazione e fiducia, attivando uno scambio proficuo, aggiungendo trasparenza alla rendicontazione sociale e mettendo in evidenza le complessità di un orientamento “multistakeholder”. Il tema della responsabilità sociale rappresenta una delle principali sfide del fare impresa in un contesto di mercato e sociale sempre più complesso, in cui vi è una molteplicità di interessi di cui tenere conto. Ciò vale sia per le imprese con finalità di profitto che per le realtà non profit. Il bilancio di missione costituisce uno strumento molto interessante che consente, in un processo comunicativo con l’interno e con l’esterno, di mettere a fuoco gli interessi prevalenti di un’organizzazione e i soggetti che se ne fanno portatori, nonché di definire il modello di relazioni con l’ambiente sociale di riferimento. Il percorso dell’UPAD riveste una particolare importanza poiché ha consentito di estendere l’utilizzo di questa strumentazione in importanti realtà associative locali, che hanno raggiunto la consapevolezza di doversi dotare di metodologie e punti di riferimento chiari per impostare e monitorare la propria linea di azione. Attraverso la costruzione del bilancio di missione sarà possibile sfuggire dal rischio dell’autoreferenzialità, esplicitando le proprie finalità, le strategie ed il rapporto tra queste e le aspettative del contesto circostante. Attraverso la scelta degli indicatori essenziali si raggiunge l’obiettivo di fare emergere e comunicare i risultati sociali raggiunti, il grado di integrazione con il territorio e la sostenibilità del percorso di sviluppo intrapreso. Si crea così la consapevolezza del vero valore di un’organizzazione, che va ben al di là dei suoi risultati economici. Per questi motivi ritengo che questo percorso sia meritevole di particolare apprezzamento e desidero esprimere riconoscimento per l’iniziativa, auspicando che possa proseguire anche con il sostegno della politica che deve elaborare criteri per valorizzare le competenze e sostenere la buona prassi e l’innovazione apportata dai processi di rendicontazione sociale. Mi congratulo infine con i partecipanti e le partecipanti, i quali, grazie al loro assiduo impegno e alle loro competenze, operando quotidianamente all’interno delle proprie organizzazioni, saranno coloro che tradurranno in termini operativi le conoscenze acquisite. 9 | Introduzione IL GRUPPO DI LAVORO: partecipanti, docenti, responsabile di progetto e tutor 10 | Introduzione INDICE: Premessa 3 Parte prima - Il progetto La genesi 5 Condividere ed impostare la filosofia del Bilancio di Missione 6 I partecipanti 7 Parte seconda - Le linee guida Il contesto della rendicontazione social 10 Cos’è un bilancio di missione 11 Sette raccomandazioni prima di partire 12 Le fasi e gli ausili 13 L’importanza della formazione per la sostenibilità del processo e l’affidabilità dei risultati 24 Appendice Schede associazioni 28 Premessa avv. Gaetano Gambara - dr. Nicoletta Rizzoli Il progetto, di cui questa pubblicazione è uno dei risultati, si inserisce nella cornice di esperienze maturate da UPAD nel corso degli anni sulla managerialità sociale e si è rivolto ad un gruppo di associazioni con l’obiettivo di arrivare a condividere un linguaggio comune sulle tematiche della responsabilità sociale. L’elaborazione delle linee guida per un modello di bilancio di missione è il prodotto di un percorso di formazione che ha sviluppato un processo di rendicontazione rispetto a valori dichiarati ed impegni assunti. Finora l’attività di formazione era stata destinata in primo luogo alla cooperazione, ma, vista l’importanza del ruolo che le associazioni svolgono sul territorio soprattutto sulle principali tematiche sociali come invecchiamento attivo, lotta all’emarginazione, educazione permanente, formazione continua, riduzione del disagio sociale, aiuto alla persona, rispetto delle pari opportunità, si è ritenuto fondamentale dare un supporto a quelle organizzazioni che più di altre hanno la necessità di conoscere e di comunicare i risultati della propria azione a vantaggio e beneficio della comunità. Il percorso ha visto il coinvolgimento di associazioni con profili e specificità differenti che si sono impegnate per potenziare le proprie competenze e per condividere metodologie comuni al fine di pubblicare i risultati di un percorso complesso e di grande respiro strategico. Ringraziamo quindi la Provincia Autonoma di Bolzano Fondo Sociale Europeo che ci ha sostenuto anche in questo percorso, l’assessore Barbara Repetto, sempre pronta a supportare la formazione e lo sviluppo del Terzo settore, per il prezioso contributo, la docente Marilena Minarelli che ha guidato il gruppo con professionalità e competenza insieme a Luca Pandini, i partecipanti per l’impegno e l’assiduità e tutti coloro che hanno consentito la realizzazione di questa pubblicazione. 3 | Introduzione Parte prima Il progetto Comunicare la mission, rendicontare azioni e risultati, attivare processi per migliorare le strategie organizzative e creare le competenze gestionali 1.1 La genesi Il progetto è nato dall’interesse mostrato da varie associazioni a sviluppare strumenti per valu- --la realizzazione di un sistema di controllo di gestione qualitativo dell’Associazione1) tare l’impatto del proprio operato e comunicare Alcune associazioni, attive nel circuito dell’edu adeguatamente i risultati delle proprie attività cazione permanente e della formazione, hanno agli interlocutori istituzionali ed anche ai propri evidenziato particolare interesse a potenziare la utenti. UPAD, mettendo a frutto un know how acquisto nel corso di anni di esperienza nella gestione di tematiche legate alla responsabilità sociale e alla rendicontazione, ha attivato già in fase di progettazione la rete di contatti per valutare l’interesse di altre associazioni a questo tipo di contenuti. E’ emerso un forte interesse per la responsabilità sociale ed anche è risultato particolarmente attuale il bisogno di sviluppare, comunicazione e la valorizzazione del proprio operato, individuando strumenti specifici per dialogare con il proprio pubblico e per intercettare bisogni palesi o latenti dei propri utenti di riferimento, particolarmente per quelle categorie che hanno più difficoltà ad accedere ai canali tradizionali di informazione. Attraverso l’attivazione di un processo per arri- attraverso la creazione di strumenti condivisi, la vare alla impostazione o alla stesura del bilancio consapevolezza di appartenenza al sistema e di missione, inteso come strumento che evi- la creazione della rete, che esiste in nuce, ma denzia l’impatto che un’organizzazione produ- necessita di potenziamento e reale scambio a ce sulla collettività di riferimento, dando conto vantaggio del territorio e dei servizi offerti. In del perseguimento degli obiettivi e delle azioni particolare la nuova progettualità si è sviluppata compiute in coerenza con la missione, il pro- attorno a due precisi obiettivi: getto ha voluto attivare buone prassi per una --una trasparente e chiara comunicazione ver- rendicontazione chiara, trasparente, misurabile so l’interno dell’Associazione (soci, responsabili, volontari, collaboratori) e verso il suo e quindi comparabile. esterno (decisori politici, cittadinanza attiva, ecc.) dei risultati raggiunti e degli impegni futuri; 1) cfr. AAVV, Il miglioramento della qualità nelle Associazioni di Volontariato, Franco Angeli, Milano 2006 5 | Il progetto 1.2 Condividere ed impostare la filosofia del Bilancio di Missione Il progetto si è basato sul concetto di ac- da, alla costruzione di un documento “verso countability, intesa come elemento chiave il bilancio di missione” fino alla produzione per l’organizzazione nella sua relazione con vera e propria di un bilancio di missione. Si gli stakeholder, secondo un concetto di tra- è puntato alla massima efficacia per ciascun sparenza, dialogo ed apertura ad una logica partecipante impostando una metodolo- multistakeholder. Ha preso in esame in par- gia caratterizzata da alta duttilità e percor- ticolar modo le seguenti tematiche: si fortemente personalizzati. L’analisi critica - definizione e condivisione dei valori e dei dell’esperienza, compiuta con il contributo principi nella politica di responsabilità so- essenziale dei partecipanti, è esposta nella ciale dell’organizzazione, seconda parte della pubblicazione. - descrizione dei processi in atto e delle Dal punto di vista metodologico il percorso formativo ha previsto una parte comune di pratiche realizzate, - valutazione delle performance consegui- impostazione dei concetti, di condivisione di te, prendendo a base i valori ed i principi vocabolario e di acquisizione di strumenti ed dichiarati nella missione, mediante indivi- una parte in sottogruppi per sviluppare aree duazione di indicatori specifici di impatto tematiche e di rendicontazione specifiche in relazione alle diverse aree tematiche e secondo la metodologia del project work. Si di rendicontazione al fine di arrivare, come è scelta questa metodologia con la consape- output, alla realizzazione di linee guida ed volezza che immettere informazioni non ha elaborazione di un modello di bilancio di la stessa valenza e la stessa capacità di svi- missione. luppare competenze di management, rispet- Si è scelto di sviluppare il bilancio di mis- to al fare in modo autonomo e responsabile sione rispetto al bilancio sociale, in quanto, e al trasformare il proprio approccio all’orga- per le associazioni, gli elementi di efficienza nizzazione anche nella sua quotidianità. economico-finanziaria e patrimoniale - e in Inoltre, proprio perché progetto di forma- generale quelli monetari - risultano secon- zione, una finalità è stata anche il proces- dari o segnatamente strumentali rispetto alla so di apprendimento. L’apprendimento è definizione delle politiche e delle strategie il metaobiettivo del percorso, al di là delle operative. Si è pensato che in questo modo conoscenze si è voluta sviluppare consape- il metodo di lavoro possa essere esteso an- volezza del metodo, acquisizione osmotica che ad organizzazioni piccole che non hanno dei processi in modo che ciascuno possa sistemi informativi particolarmente svilup- assorbire, trasformare, fare proprie le logiche pati. Il percorso di costruzione del BdM ha e le scelte che stanno alla base dell’analisi previsto “tappe di avvicinamento” che han- dei dati. no consentito ai diversi partecipanti di adot- Redigere, diffondere, leggere il bilancio di tare per le proprie realtà gli strumenti più missione nel territorio è quindi contempo- appropriati: dall’elaborazione delle linee gui- raneamente incremento della capacità di go- 6 | Il progetto verno aziendale in termini di scelte, efficien- municazione al dialogo attivo con gli stake- za sociale interna ed efficacia sociale esterna holder, con l’intento di attivare un sistema di e crescita della consapevolezza delle potenzialità e dei limiti di ogni organizzazione, nonché della capacità di impattare sul tessuto connettivo del mercato del lavoro. luppare il principio della sussidiarietà. Merita ancora di essere fatta una conside- Il progetto, proprio per la sua specificità di razione: il percorso ha previsto anche una essere uno strumento a disposizione del sessione di lavoro sull’impostazione del pia- territorio, ha previsto il coinvolgimento at- no di comunicazione, nella convinzione che tivo della rete degli stakeholder attraverso la partecipazione a laboratori dedicati alla condivisione degli obiettivi e del metodo. La modalità del laboratorio è stata determinata 1.3 I partecipanti scambio paritetico di informazioni e di svi- l’organizzazione riuscirà a valorizzare al massimo il bilancio di missione nel momento in cui lo “farà fruttare”, proponendolo in modo dalla scelta della “strategia di ascolto”, cioè strategico e strutturato ai propri stakeholder dalla volontà di voler passare dalla mera co- interni ed esterni e al mercato di riferimento. Il focus sul bilancio di missione come proces- da parte di questa pubblicazione. so, la volontà di portare a riflettere sull’iden- I partecipanti al progetto infatti provengono tità intesa come insieme armonico di storia, da organizzazioni molto diverse tra loro, con missione, valori, assetto organizzativo e si- ambiti di attività che spaziano dalla forma- stema di relazioni, il concetto di trasparenza zione, alle attività giovanili, al sociale con nel “rendere conto” ai propri stakeholder, competenze nel settore del disagio, degli sono stati i temi portanti del percorso allo anziani, dell’handicap, del soccorso e del sviluppo del quale molto ha contribuito il commercio equo e solidale. Il gruppo quindi gruppo dei partecipanti. ha subito presentato caratteristiche e real- La grande ricchezza dialettica, data dalla di- tà molto differenti non solo per la diversità versità del gruppo, ha da un lato reso com- delle organizzazioni, ma anche per la loro an- plessa la gestione dell’aula e la condivisione zianità sul territorio e per i ruoli ricoperti dai delle milestone, dall’altro garantito il conti- singoli partecipanti. Questa disomogeneità nuo confronto e quindi l’analisi approfondita ha determinato una forte interazione tra le di più punti di vista che hanno consentito la dinamiche di formazione e le modalità di ap- “distillazione” degli ausili e delle raccoman- prendimento e applicazione della teoria alla dazioni che vengono presentati nella secon- quotidianità lavorativa. 7 | Il progetto La diversità ha reso necessario rendere fles- continua evoluzione può offrire: sibile l’impianto formativo per arrivare, nel- - produzione del Bilancio di Missione in le sezioni di plenaria, ad un denominatore edizione 0 condiviso e nel lavoro in sottogruppo, ad un - elaborazione delle linee guida specifiche approfondimento e ad una diversificazione nel settore della formazione per mettere degli strumenti e dei processi, in modo da a disposizione di tutte le altre associazioni garantire la massima ricaduta in termini di ef- del territorio un utile strumento verso la ficienza ed efficacia del percorso per ciascun rendicontazione consapevole partecipante. Il ruolo svolto dai partecipanti all’interno del progetto è stato molto importante proprio perché parte integrante nell’elaborazione del processo: non si è infatti trattato di ascoltare e acquisire passivamente informazioni e dati, ma si è lavorato insieme condividendo e costruendo il sistema di rendicontazione nella convinzione che la metodologia del learning by doing consenta il raggiungimento di standard competenziali adeguati a figure di - produzione di un documento “Verso il bilancio di missione” per impostare la metodologia di elaborazione del bilancio di missione e il sistema informativo per la raccolta dei dati e la conseguente valorizzazione degli indicatori - creazione di un Bilancio di missione preventivo per impostare strategicamente la nascita di una nuova attività. Questo contributo rappresenta quindi il middle e high management. lavoro svolto da un gruppo che ha trasfor- La crescita delle competenze e la continua mato la diversità di provenienza lavorativa interazione hanno permesso ai partecipanti in un’esperienza empirica il più possibile di “confezionare” un prodotto finale ade- strutturata e trasparente, per tramandare al guato e funzionale agli obiettivi della propria sistema associazionistico un insieme ragio- realtà associativa. Infatti gli output sono stati nato di ausili, raccomandazioni ed esempi molto diversi ed hanno consentito di appli- per diffondere la buona prassi del bilancio di care tutte le possibilità che una materia in missione e della responsabilità sociale. 8 | Il progetto Parte seconda Le linee guida Un approccio “minimalista” per permettere ad ogni associazione di adattare il bilancio di missione alle finalità conoscitive ed agli interessi degli stakeholder 9 | Le linee guida 2.1 Il contesto della rendicontazione sociale Nell’ultimo decennio in tutta Europa si sono di mandato, il bilancio di missione, ecc. moltiplicati gli attori pubblici e privati che si Questo protagonismo del mondo produttivo cimentano con i temi della responsabilità e sociale è quanto mai opportuno: mentre sociale: le Università, gli studiosi, le stesse gli studiosi procedono con la loro opera di istituzioni comunitarie e quelle di numerosi ricerca, di approfondimento e di sistematiz- Paesi, ma anche le associazioni di categoria e zazione, spetta alle organizzazioni sociali for- le società di consulenza stanno sviluppando nire esempi e creare cultura con esperienze un’importantissima base teorica necessaria concrete anche per scongiurare il rischio, af- a dare ordine a una materia assai vasta che fatto remoto, che la rendicontazione sociale coinvolge attivamente l’ambito sociale, eco- diventi l’ennesimo adempimento burocrati- nomico e politico. co di natura prescrittiva. I molti modelli, prassi, norme e sistemi di Realizzare una guida per la redazione del bi- certificazione esistenti hanno impostazioni lancio di missione può allora sembrare un e obiettivi spesso assai differenti tra loro, a controsenso. conferma che la responsabilità (e la rendi- La rendicontazione sociale, in quanto stru- contazione) sociale sta diventando un oriz- mento a disposizione di un’organizzazione zonte di confronto imprescindibile per quanti per raccontare la propria performance com- intendono raccogliere la sfida dello sviluppo plessiva, male si presta ad una generalizza- sostenibile. zione e quindi ad una standardizzazione di Infatti non sono più solo le imprese di me- forma e sostanza. dio-grandi dimensioni a sentirsi chiamate in Al contrario, abbiamo ritenuto che la pre- causa dalla Responsabilità sociale di impresa disposizione di un percorso guidato nella (CSR, con l’acronimo inglese di Corporate realizzazione dei passaggi fondamentali per Social Responsibility); anche le imprese più la definizione di un bilancio di missione “li- piccole, le imprese pubbliche e gli enti, le bero”, cioè tagliato sulle specifiche esigen- cooperative e le tante realtà del non profit si ze rendicontative delle singole realtà, possa stanno aprendo alla prospettiva multistake- aiutare tutte quelle associazioni che, seppur holder, avvicinandosi a strumenti e percorsi interessate, non hanno finora proceduto in di comunicazione della responsabilità socia- via autonoma lungo questa strada per man- le come il bilancio sociale, la carta dei valori, canza di risorse finanziarie, umane, temporali il codice etico, la carta dei servizi, il bilancio e di competenze. 10 | Le linee guida 2.2 Cos’è La crescente attenzione a forme di rendicon- tali che lo compongono e che lo connotano un bilancio tazione sociale e, conseguentemente, la loro in maniera inconfondibile rispetto alle comuni sempre maggiore diffusione, ha comportato forme di rendicontazione sociale: il processo un ampliamento dei termini utilizzati. Si parla di ed il prodotto. rapporti o bilanci sociali, socio-ambientali o di Il processo corrisponde all’insieme di azioni sostenibilità, spesso considerandoli sinonimi. poste in essere per realizzare i presupposti in- Ai nostri fini, abbiamo deciso di fare una scel- dispensabili per la redazione di un documento ta che coniuga le produzioni delle più autore- finale che possa essere chiamato bilancio di voli fonti scientifiche ed istituzionali in materia missione. Definire l’identità di una organizza- di responsabilità e rendicontazione sociale1)2) zione – la mission, gli stakeholder, i valori di con criteri di semplicità, utilizzando “bilancio riferimento, ecc. – ed individuare l’insieme di di missione” con significato omnicomprensivo parametri (indicatori) particolarmente adatti alla ed includendovi la rendicontazione di tutte le misurazione delle attività svolte in relazione a aree significative nella gestione responsabile di quanto dichiarato nella missione (e non solo una associazione, ricavabili dalla lettura della sua ad una generica “attività sociale“ prodotta), co- missione, nel rispetto di precisi principi e criteri stituiscono gli elementi di un processo com- di costruzione. plesso, da portare avanti attraverso un percor- di missione Per parlare concretamente di bilancio di missione è utile distinguere i due momenti fondamen2) a) “Libro verde – Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese”, Commissione Europea, Bruxelles, 18 luglio 2001. b) “Comunicazione della Commissione relativa alla responsabilità sociale delle imprese: un contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile”, Commissione Europea, Bruxelles, 2 luglio 2002; c) “Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio e al Comitato Economico e Sociale Europeo – Il parternariato per la crescita e l’occupazione: fare dell’Europa un polo di eccellenza in materia di responsabilità sociale delle imprese” e “Allegato – L’Alleanza Europea per la RSI”, Commissione Europea, Bruxelles, 22 marzo 2006 d) Global Reporting Initiative (GRI), e) GBS, Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale, Associazione Nazionale per la ricerca scientifica sul bilancio sociale f) ISEA (Institute for Social and Ethical Accountability) g) Con l’emanazione dei decreti ministeriali di attuazione è stato completato il quadro giuridico che rende possibile costituire un’impresa sociale (IS). In particolare, dopo la Legge delega 118/05 ed il decreto legislativo 155/06, il 24 gennaio 2008 sono stati firmati dai Ministri competenti i provvedimenti recanti, tra l’altro le “linee guida per la redazione del bilancio sociale”. 11 | Le linee guida so articolato e incrementale di coinvolgimento (engagement) dei pubblici interni ed esterni all’associazione (stakeholder). Questo processo deve naturalmente anche trovare un’adeguata rappresentazione, analisi e sintesi in un prodotto costituito da un documento – il bilancio di missione – destinato a raggiungere l’interno e l’esterno dell’associazione, eventualmente accompagnando ed integrando, ove possibile e significativo, la rendicontazione economico-finanziaria. Dunque, nella nostra accezione, il bilancio di missione diventa il mezzo per permettere la valutazione della performance sociale rispetto alla/e comunità di riferimento, poiché, se il compito di una associazione è quello di produrre miglioramenti nella condizione sociale dei suoi destinatari e nel benessere della società, allora occorre dedicare le migliori energie per identificare e misurare questo genere di miglioramenti. Ma al contempo le associazioni sanno che il dell’organizzazione. Questa opzione è coerente Bilancio di Missione è il modo per rafforzare con il concetto di volontarietà (responsabilità un’attesa verso di loro di produzione sociale e sociale = scelta versus obbligo): non linee gui- non solamente di prestazioni. Per questo motivo le linee guida che abbiamo predisposto si basano su un approccio “minimalista”: lasciare ampia libertà ad ogni associazione di adattare il Bilancio di Missione alle fina- 2.3 Sette raccomandazioni prima di partire da meramente prescrittive, ma anzi che stimolino il miglioramento continuo. Ma si è pensato a linee guida che possano anche soddisfare gli adempimenti informativi deri- lità conoscitive dei propri stakeholder e degli vanti da obblighi legislativi e che suppliscano al organi sociali, ma anche ai bisogni di comunica- rischio di autoreferenzialità (ovviabile altrimenti zione ed a quelli di gestione e amministrazione solo con un audit indipendente esterno). 1) Cercare in tutti i modi di costituire un che potrebbero accrescere la loro moti- gruppo di lavoro per il Bilancio di Mis- vazione in relazione alla messa in chiaro sione, anche piccolo, che abbia al suo in- della natura degli scambi che l’associazio- terno figure con potere decisionale (o in ne intrattiene con ciascuno di essi. caso contrario che abbia accesso diretto 4)Riservare tempo e risorse da dedicare alla a figure con potere decisionale), figure ge- costruzione di indicatori avendo cura di stionali e figure operative. verificare che siano corrispondenti anche 2)Pianificare e stimare l’impegno necessario agli interessi informativi ed alle domande a realizzare il Bilancio di Missione, sia in- degli stakeholder, oltre che esplicativi del- terno che di supporto esterno, per dosare la missione. bene costi/benefici, puntando al suo inse- 5)Verificare se esiste e qual è lo stato del si- rimento in una “gestione ordinaria” (ec- stema informativo, se può essere in grado cetto naturalmente l’investimento iniziale di alimentare gli indicatori, in quale misura in termini di competenze da acquisire e e con quale affidabilità. sistemi da attivare). In assenza di parame- 6)Individuare fin da subito le modalità di tri è utile contattare altre organizzazioni pubblicazione, pubblicizzazione e diffusio- che si sono già cimentate con il Bilancio ne del BdM per poterne poi effettivamen- di Missione per ottenere informazioni fun- te valutare l’impatto, anche con gradualità zionali a rendere verosimile la program- e per evitare che poi il lavoro svolto ri- mazione ed il piano di lavoro. manga chiuso in un cassetto. 3)Identificare gli stakeholder e approfondire 7)Ricercare supporti formativi e consulen- preventivamente le modalità più efficaci ziali al fine di garantire obiettività e ogget- per il loro coinvolgimento e le condizioni tività al processo. 12 | Le linee guida 2.4 Le fasi e gli ausili FASE 1 Costruzione della missione La missione è la ragione d’essere di una tutti i principali caratteri dell’organizzazione: qualsiasi organizzazione; è ciò che essa sce- da quelli che si riferiscono agli interessi co- glie di fare per essere visibile all’esterno e stitutivi a quelli che manifestano maggior- per soddisfare i bisogni dei suoi utenti/clien- mente l’intenzione dell’organizzazione, infine ti. La missione esprime il senso della propria esistenza e in quanto tale la rende unica. Fa capire, in modo sintetico, le ragioni essenziali per cui l’organizzazione esiste e quali obiettivi generali vuole raggiungere. Normalmente essa viene espressa con una a quelli che determinano il “quid” irripetibile, quello che nessuna altra organizzazione possiede. Per ogni aspetto vanno riportate le varie formulazioni degli articoli prodotte dalla di- serie di articoli non gerarchizzati, utilizzando scussione: in questo modo sarà possibile il verbo coniugato all’infinito (essere, pro- rendersi conto dello sviluppo logico e dei ra- porre, avviare, servire, gestire, …). gionamenti che hanno portato alla versione Gli articoli devono presentare con equilibrio finale. AUSILIO 1 FORMULARE LA MISSIONE: UN MODELLO PER ORGANIZZARE LA DISCUSSIONE Questo modello serve a facilitare la formulazione della missione. Interesse prevalente o costitutivo Definisce la ragione essenziale e inevitabile per cui l’organizzazione esiste: se non ci fossero questi interessi nemmeno l’organizzazione esisterebbe. Bisogna prestare attenzione a definire esattamente la natura degli interessi in gioco: essi non possono essere formulati né in modo troppo ristretto, né il modo troppo lato. Cogliere il giusto livello determina la massima chiarezza nella formulazione della missione. Stile (o modalità) Nel perseguimento degli interessi fondativi ogni organizzazione si esprime con una modalità tipica, attraverso la quale si comprende la sua natura. Equivale a dire che “nei mezzi è contenuto il fine”. Può essere anche un arricchimento o una specificazione del primo punto. Territorio e “impresa” E’ fondamentale che oltre alle finalità di tipo generale (o politico-sociale) sia ben chiaro come l’organizzazione si definisce nel territorio, quali sono le sue eccellenze, quale è l’impegno che essa si prende verso i propri interlocutori e verso il mercato di riferimento nella sua accezione più generale. Ambiente In questo punto si specificano gli impegni che l’organizzazione intende assumersi verso gli altri pubblici con cui opera degli scambi, verso l’ambiente che - per fasce successive - contorna la sua azione. Si può intendere l’ambiente fisico e l’ambiente sociale. L’opzione L’irripetibile: quello che vogliamo manifestare per distinguerci il più possibile. 13 | Le linee guida FASE 2 Individuazione e segmentazione degli stakeholder Gli stakeholder sono individui, gruppi o orga- - decidere come rappresentare le informa- nizzazioni che possono influenzare o essere zioni da inserire nel documento di bilancio influenzati dal perseguimento o dal raggiun- - decidere in che modo comunicare e ren- gimento degli obiettivi di un’organizzazione. L’autentico fine dell’organizzazione è quello di operare per coordinare gli interessi dei diversi gruppi di stakeholder (visione multistakeholder). dere noti i risultati e gli obiettivi conseguiti - coinvolgerli nello stesso processo di rendicontazione sociale La mappa degli stakeholder rappresenta in Gli stakeholder guidano nella redazione forma sintetica il quadro degli interlocutori di stessa del bilancio. Scegliere e segmentare riferimento; è uno strumento dinamico sog- gli stakeholder, permette di: getto a verifiche e cambiamenti nel tempo. AUSILIO 2 LA MAPPA DEGLI STAKEHOLDER SECONDO LA MATRICE INFLUENZA/INTERESSE INFLUENZA Basso Bassa Alta Stakeholder Stakeholder “trascurabili” “appetibili” Stakeholder Stakeholder “deboli” “essenziali” INTERESSE Alto FASE 3 Aree di rendicontazione e identificazione degli indicatori Questa fase è finalizzata alla costruzione Normalmente del piano dei conti sociali (indicatori) come la individuazione delle cosiddette “aree di articolazione dei valori e costruzione dei rendicontazione”. parametri di misurazione della missione. Le aree di rendicontazione esprimono i 14 | Le linee guida viene espressa attraverso temi che l’associazione ritiene meritevoli di 1. Risultati sociali una chiara ed evidente rappresentazione e 2. Gestione imprenditoriale di particolare approfondimento in quanto 3. Integrazione col territorio e lavoro di rete attraverso di esse è possibile rappresentare i principali processi generatori di valore, e che distinguono le associazioni da altri tipi di imprese od organizzazioni. 4. Governance 5. Contributo allo sviluppo sostenibile 6. Dimensione economica Le aree di rendicontazione identificate come Per ciascuna area di rendicontazione vanno particolarmente significative dalla associazioni definiti i relativi indicatori precisando per partecipanti al percorso sono: ciascuno di essi la relativa significatività. AUSILIO 3 DEFINIRE UN INDICATORE Ogni indicatore va così trattato: 1) nome: va creata una anagrafica 2) descrizione: va spiegato cosa misura 3) formula: va illustrato esattamente come viene calcolato, cioè come si misura (anche per permettere continuità e omogeneità di rilevazione nel tempo) 4) risultato: va spiegato come si legge, cioè cosa significa. Eventualmente va creata una scala di lettura/gradienti 5) fonte: va indicato qual è l’origine dei dati che alimentano l’indicatore (es. bilancio, libro paga, foglio presenze, … oppure rilevazioni ad hoc, nome della scheda o del foglio di lavoro) 6) responsabile: va specificata la figura responsabile della raccolta e/o gestione delle informazioni che alimentano l’indicatore (es. capo squadra, direttore, resp. amministrativo, amministrazione,…) Ad esempio: 1) nome: numero dei soci 2) descrizione: rilevazione del numero dei soci al 31/12 di ogni anno, distinti tra persone fisiche e persone giuridiche, genere, per classi di età 0-6, 7-12, 13-19, 20-30, per decenni … fino a 91 e oltre 3) formula: somma 4) risultato: indicatore interessante per analizzare il profilo del socio “tipico”, ma soprattutto con dati su base storica per vedere l’evoluzione degli associamenti nel tempo (incrementi/ decrementi) 5) fonte: libro dei soci 6) responsabile: responsabile amministrativo 15 | Le linee guida FASE 4 Albero delle attività e raccolta delle informazioni Questa fase è importante per ordinare anche bilità allo scopo di generare dati attendibili, in forma gerarchica le attività dell’associazio- misurabili e verificabili. ne direttamente discendenti dall’attuazione Una rappresentazione utile, immediatamen- della missione sia in forma diretta (destinate te leggibile e sintetica è costituita dall’albero ai clienti/utenti), sia in forma indiretta (desti- delle attività che è un supporto fondamen- nata al personale, agli stakeholder e al terri- tale per la costruzione del “quadro logico” torio). Contempla inoltre la ricostruzione e che ha la funzione di misurare l’intensità di l’eventuale sviluppo dei percorsi informativi, coerenza tra punti della missione e le attività dei sistemi di rilevazione e delle responsa- collegate alle aree di rendicontazione. AUSILIO 4 QUADRO LOGICO DI COERENZA MISSIONE/ATTIVITÀ interessi prevalenti relazioni interne (stile) territorio e impresa rapporti con l’ambiente sociale e naturale creatività e personalità (opzione irripetibile) Risultati sociali X X X X X Gestione imprenditoriale X X X X X Integrazione col territorio e lavoro di rete X X X X X Governance X X X X X Contributo allo sviluppo sostenibile X X X X X Dimensione economica X X X X X PUNTI DELLA MISSIONE AREE DI RENDICONTAZIONE 16 | Le linee guida FASE 5 Redazione del documento La fase di redazione è certamente una delle locutori ad interessarsi e a partecipare. fasi più importanti nella realizzazione di un In termini ancora più generali il Bilancio di Bilancio di Missione. Il processo di rendicon- Missione non è solo un documento di ren- tazione sociale deve avere un momento di dicontazione delle performance sociali, ma “materialità” per essere utile fino in fondo. anche di comunicazione, un prodotto a metà Utilizzando una metafora, la produzione del strada tra i documenti ufficiali (statuto, bilan- documento può essere paragonata alla posa cio economico ecc.) e quelli più strettamen- di una “pietra miliare”. Quella piccola colon- te pubblicitari (brochure, opuscoli illustrativi, na lapidea, posta sul ciglio stradale, indicava ecc.). il numero del miglio sulle vie consolari e la Per essere un efficace strumento di comuni- distanza da un punto convenzionale. Allo cazione deve tendere alla massima coerenza stesso modo il documento segna la conclu- tra il linguaggio dei riceventi e quello dell’or- sione di un cammino e rappresenta l’inizio ganizzazione (emittente). L’organizzazione del “miglio” successivo necessario per fare deve scegliere il registro linguistico, la forma del bilancio di missione una scelta coerente e lo stile che più si adattano ai suoi destina- e non di semplice propaganda. tari, formulando così un contratto comunica- Spesso si parla del bilancio di missione tivo ad hoc con i propri stakeholder. semplicemente come di uno strumento di In termini ancora più precisi, coloro che si marketing, avvicinandosi alla realizzazione occupano di scrivere il documento devono di questo documento con aspettative pre- prestare attenzione ad alcuni principi di reda- valentemente promozionali. In realtà una zione introdotti dai principali standard di un organizzazione no profit dovrebbe usare Bilancio di Missione utilizzati oggi: il marketing non solo per vendere un pro- - Comprensibilità e chiarezza. dotto o un servizio, ma anche e soprattutto I contenuti devono essere presentati per avvicinare i suoi numerosi interlocutori con coerenza tra il linguaggio del testo ai suoi scopi e ai suoi valori: in altre parole, e quello dei destinatari attraverso utiliz- vende se stessa. zo di termini e concetti non criptici, ma In questo senso il bilancio di missione è un conosciuti o altrimenti spiegati come ad potente strumento di marketing strategico esempio con un glossario; articolazione perché permette ad una organizzazione di dei linguaggi, alternando parti descrittive farsi conoscere in modo chiaro e sostanzia- (linguaggio verbale) con schemi e grafici le, evidenziando da un lato la sua mission e (linguaggio visivo) o con tabelle numeri- dall’altro le attività poste in essere e i risultati che (linguaggio matematico); equilibrio tra raggiunti per realizzarla, invitando i suoi inter- i vari linguaggi utilizzati. 17 | Le linee guida - Completezza. Il Bilancio di Missione riscono. Eventuali stime o valutazioni sog- dovrà rendere un quadro fedele di tutta gettive devono essere fondate su ipotesi l’organizzazione, senza trascurare o “dimenticare” alcuna attività o aspetto caratterizzante. Ove succedesse, deve esserne data spiegazione nella nota metodologica. esplicite e congruenti delle quali va data idonea informazione. - Comparabilità. Il BdM deve contenere risultati sull’organizzazione che siano - Significatività e rilevanza. Il complesso di notizie che compongono il Bilancio di Missione deve contenere dati e informazioni utili a soddisfare le aspetta- comparabili all’interno con dati di periodi precedenti ed all’esterno con dati di altre organizzazioni. tive degli stakeholder riferendosi a fatti e Pertanto, prima di procedere alla validazione attività di interesse sostanziale. finale del documento, occorre verificare se - Attendibilità e fedele rappresentazione. Le informazioni devono essere scevre da errori e pregiudizi, in modo da tali principi siano stati effettivamente rispettati e in che misura. L’entità della conformità poter essere considerate come fedele al rispetto di tali principi va inserita nella nota rappresentazione dell’oggetto a cui si rife- metodologica. AUSILIO 5 CHECK SUL RISPETTO DEI PRINCIPI DI REDAZIONE Gli stakeholder sono in grado di trovare le informazioni specifiche ricercate senza difficoltà eccessive? Comprensibilità e chiarezza Il report contiene termini tecnici, acronimi o altri contenuti che potrebbero non essere noti agli stakeholder e, ove necessario, fornisce spiegazioni all’interno del documento o in un glossario? La dimensione del report si dilunga in dettagli eccessivi o inutili trascurando livelli di informazione presumibilmente interessanti per gli stakeholder? Il bilancio descrive sia risultati positivi che negativi? Completezza L’accento posto sui vari argomenti è proporzionale alla loro rilevanza? Le informazioni contenute sono presentate in modo tale da consentire al lettore di costruirsi un’opinione realistica su tutti gli aspetti? 18 | Le linee guida Le informazioni contenute nel report si riferiscono ad argomenti che possono o potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder? Significatività e rilevanza Nel report gli argomenti significativi e i relativi indicatori sono presentati in ordine di priorità? Dalla lettura del report si comprende in che modo l’organizzazione può o potrebbe contribuire allo sviluppo sostenibile? Attendibilità e fedele rappresentazione L’organizzazione è in grado di risalire alla fonte delle informazioni? L’organizzazione è in grado di dare dimostrazione della affidabilità dei dati dichiarati? E’ possibile identificare variazioni significative rispetto agli anni precedenti? Comparabilità E’ possibile misurare la performance utilizzando adeguati benchmark come punti di riferimento? Come per il processo di redazione, anche la luogo ideale per condividere gli aspetti so- scrittura del documento dovrebbe coinvolge- stanziali del documento. re più persone all’interno dell’organizzazione. Questa attività di redazione a più mani deve essere poi coordinata e verificata nel suo complesso per mettere in risalto gli aspetti La forma più utilizzata è il documento in formato cartaceo, ma una organizzazione può scegliere di elaborare i contenuti in modi più rilevanti, per selezionare le informazioni diversi: e i commenti che meglio spiegano i risultati - una breve sintesi (brochure o pieghevole) delle azioni svolte e per dare omogeneità al - formato elettronico da mettere sul sito o documento. Completata la redazione della prima bozza di Bilancio di Missione, quindi, è necessaria la verifica dei contenuti da parte dei dirigenti dell’organizzazione: una seduta in allegato - altre forme innovative di comunicazione. Questa scelta viene fatta in base a quanto del consiglio direttivo o di amministrazione, definito nella fase successiva “Diffusione e dopo una preventiva lettura, può essere il pubblicizzazione”. 19 | Le linee guida FASE 6 Diffusione e pubblicizzazione La comunicazione organizzativa può essere un suo efficace strumento, occorre quindi definita come “l’insieme dei processi strate- formulare un preciso piano di comunicazio- gici e operativi, di creazione, di scambio e di ne che si articolerà nelle seguenti fasi: condivisione di messaggi informativi e valo- - individuazione del pubblico di riferimento riali all’interno delle diverse reti di relazione - definizione degli obiettivi che costituiscono l’essenza dell’organizza- - definizione dei mezzi di comunicazione da utilizzare zione.” 3) 1) A partire da questa definizione, è evidente che non è sufficiente realizzare il Bilancio di - pianificazione della distribuzione e delle tempistiche di riferimento. Missione per comunicare con efficacia anche L’individuazione del pubblico di riferimen- se è un documento ben costruito. Occorre to non ha importanza solo in termini di un infatti sviluppare adeguati processi di comu- efficace piano di comunicazione, ma è un nicazione, utilizzando canali e luoghi oppor- passaggio necessario per il coinvolgimento tuni. degli stakeholder. La valenza comunicativa Un’adeguata comunicazione organizzativa non si riduce solo alla pubblicazione e dif- può permettere di: fusione del documento, ma riguarda l’intero - favorire l’acquisizione di valori e atteggia- processo di redazione e di coinvolgimento menti nuovi e più appropriati all’evoluzio- dei portatori di interesse; i gruppi di lavoro, ne dell’ambiente socio-economico in cui i laboratori di approfondimento, gli incontri si muove l’associazione; formativi sono quindi tutte occasioni impor- - rafforzare l’adozione di comportamenti tanti per trasmettere non solo contenuti ma conformi alle regole e agli scopi dell’orga- anche per riflettere i valori e i principi che nizzazione; ispirano il Bilancio di Missione stesso. - veicolare una determinata immagine L’organizzazione, al momento di decidere le modalità di comunicazione, deve valutare tra dell’organizzazione - migliorare la conoscenza dell’identità tre principali finalità dell’azione divulgativa: - Informazione - è l’approccio comunicati- dell’organizzazione; - consolidare le relazioni dell’organizzazione con i suoi interlocutori principali. vo “a una via”, attraverso cui l’organizzazione informa, comunica, rende consapevoli i Per gestire al meglio la comunicazione, e in portatori di interesse individuati circa di- particolare per fare del Bilancio di Missione sposizioni, scelte, soluzioni decise unilateralmente. 3) Definizione di Emanuele Invernizzi professore di Economia e tecnica della comunicazione aziendale presso l’Università IULM di Milano. 20 | Le linee guida - Consultazione - è il primo livello di partecipazione diretta dei portatori di interes- se. In questo caso l’organizzazione, prima La scelta delle finalità, e quindi delle moda- informa circa le azioni intraprese, poi attua lità, dipende dalle caratteristiche di ciascuna una fase di ascolto degli stakeholder individuati per valutare la qualità delle azioni categoria di stakeholder. Le categorie posso- intraprese e compiere una eventuale rimo- no essere suddivise in ragione dell’interesse dulazione delle stesse. che hanno verso l’organizzazione e del po- - Partecipazione - prevede il coinvolgimento attivo e dinamico dei portatori di interesse. Vengono attivati processi negoziali tere di influenzarla. Una matrice sintetica riesce a collegare in finalizzati a prendere decisioni condivise modo chiaro le finalità della comunicazione tra l’associazione e i portatori di interesse. alle diverse categorie. AUSILIO 6 MAPPA DEGLI OBIETTIVI DI COMUNICAZIONE CON GLI STAKEHOLDER GESTIRE DA VICINO (Consultazione) (Partecipazione) MINIMO SFORZO MANTENERE INFORMATI (Monitoraggio) (Informazione) Potere MANTENERE SODDISFATTI Interesse 21 | Le linee guida AUSILIO 7 SCHEMA DI SINTESI DEL PIANO DI COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER A cosa serve Informazione Come si attua -- Diffondere il bilancio di -- Pubblicazione cartacea e su -- Informare gli stakeholder -- Estratti sintetici (pieghevoli, missione -- Far conoscere all’esterno i risultati conseguiti mediante la rendicontazione sociale sito / cd rom brochure…) -- Conferenza stampa -- Newsletter -- Convegni, seminari Consultazione -- Ascoltare gli stakeholder, i loro bisogni, le loro aspettative -- Rispondere alle domande e -- Questionari -- Interviste a campione -- Forum on line alle richieste degli stakeholder -- Sondaggi di opinione Partecipazione -- Coinvolgere gli stakeholder -- Focus group -- Definire insieme orientamenti -- Tavoli di lavoro su e linee guida della gestione 22 | Le linee guida problematiche specifiche con gli stakeholder interessati (Workshop) Il sottogruppo formazione Elena D’Addio, Marco Merzi, Stefano Zuliani, Giuseppe Mora e la responsabile del progetto Nicoletta Rizzoli 23 | Le linee guida 2.5 L’importanza della formazione per la sostenibilità del processo e l’affidabilità dei risultati Nel corso del progetto si è tenuto presente so- sfrutta questa occasione come momento per prattutto l’obiettivo del processo di formazione ripensare a se stessa e per far sì che il bilan- nell’intento di: cio di missione non sia solo l’output finale di - creare competenze puntuali e spendibili una comunicazione istituzionale e di marketing, - costruire buone prassi come base per la diffusione del modello formativo anche ad altre organizzazioni. Proprio perché il processo sia trasferibile e riproducibile è molto importante fare teso- ma sia veramente un processo strategico di assorbimento di metodo e modus operandi che migliora l’operatività e l’organizzazione. Certo è che proprio per rendere sostenibile il percorso ro dell’esperienza affinché costituisca il punto per un’organizzazione, è importante economiz- di partenza per altre organizzazioni, anche di zare il tempo e le risorse. piccole dimensioni, che vogliano cimentarsi Si ritiene dunque utile riportare qui il feedback con il bilancio di missione. Per questo motivo elaborato con i partecipanti che hanno valutato nell’economia del corso si è dedicata una ses- l’efficacia della formazione secondo tre ambiti sione alla riflessione e al feedback sull’impianto fondamentali: formativo seguito al fine di rilevarne punti di - competenze relative allo sviluppo dei conte- forza e suggerimenti per il miglioramento utili come ausili e raccomandazioni per tramandare la buona prassi del bilancio di missione. L’intento non è infatti di consegnare al sistema un prodotto standardizzato con mappe nuti - processo relativo alla gestione delle fasi di progettazione, realizzazione e diffusione del BdM - strumenti relativi al reperimento, elaborazione da riempire per confezionare un buon bilan- e commento dei dati riferiti agli indicatori con- cio di missione; nella ricetta non deve man- divisi. care quell’ingrediente fondamentale che è la Vediamo attraverso alcuni schemi i principali partecipazione attiva dell’organizzazione che ausili e le più importanti riflessioni sull’efficacia. Competenze relative Suggerimenti per il miglioramento allo sviluppo dei - supporto allo sviluppo di capacità per de- - supporto nell’individuazione degli indica- finire l’importanza dei dati/informazioni da tori, delle fonti spesso non omogenee e contenuti mettere nel BdM e per la scelta degli argomenti - sviluppo di un quadro di riferimento più ampio sugli scenari politici - supporto nella pianificazione delle attività, sulla “emergenza” di difficile interpretazione, del reperimento dei dati (problema di sistema). Proprio per supportare i partecipanti e le organizzazioni nelle fasi di elaborazione e ana- soprattutto per le organizzazioni di piccole lisi è emerso come suggerimento che sareb- dimensioni che rischiano di essere assor- be importante prevedere un monte ore più bite dagli eventi imprevisti e di lavorare ampio per la formazione personalizzata. 24 | Le linee guida Processo relativo Suggerimenti per il miglioramento alla gestione delle - promuovere la condivisione e il confronto fasi di progettazione, con altri livelli all’interno dell’organizzazione realizzazione e ed anche il confronto con attori esterni diffusione del BdM - prevedere una strategia condivisa di diffusione all’interno e all’esterno del BdM - prevedere un percorso di formazione per gli - prevedere la formazione per evitare il rischio di autoreferenzialità e per garantire obiettività nel processo e nel metodo. Emerge dai diversi contributi come sia importante insistere sul processo, sulla condivisione e sul coinvolgimento strategico delle persone stakeholder al fine di potenziare l’interesse dell’organizzazione (direzione e collaboratori) per il BdM e condividerne maggiormente gli nell’elaborazione delle varie fasi; è assunto con- obiettivi diviso che la formazione non solo sia utile nella - fare in modo che il BdM sia una effettiva rispo- creazione di strumenti, ma anche sia veramente sta ai cambiamenti di realtà spesso in veloce un elemento strategico che innesca processi di evoluzione - stimolare la motivazione della direzione al fine di condividere e rendere comune l’importanza del processo change management e ne supporta lo sviluppo. Un suggerimento importante è anche quello di coinvolgere maggiormente e formare gli stake- - monitorare il livello di ricaduta del processo di holder sul processo non solo in un momento rendicontazione sociale a tutti i livelli dell’or- in cui il percorso è già avanzato, ma anche in ganizzazione fase di condivisione di obiettivi. Strumenti relativi Suggerimenti per il miglioramento elaborato suggerimenti strategici che insistono al reperimento, - sviluppare indicatori e sistemi di valutazione su trend futuri, con grande interesse a inserire elaborazione e commento dei dati per misurare la ricaduta sul territorio - costruire strumenti informatici per la raccolta riferiti agli indicatori dei dati in modo da garantire la misurabilità e condivisi la confrontabilità dei dati non solo all’interno delle singole organizzazioni, ma anche nel il Bilancio di Missione in un quadro più ampio di ricaduta territoriale. Questo è significativo e molto importante perché incarna ed interpreta correttamente il senso profondo della respon- sistema attraverso un set di indicatori con- sabilità sociale che non è solo legata alle sin- divisi. gole organizzazioni, ma è un fatto più ampio di E’ utile osservare come il gruppo di lavoro abbia 25 | Le linee guida territorio e di politiche. La docente Marilena Minarelli, la tutor Silvia Maurelli, la responsabile del progetto Nicoletta Rizzoli 26 | Le linee guida Appendice Le schede delle associazioni partecipanti 27 | Appendice ASCOLTO GIOVANI natura giuridica Associazione non riconosciuta iscrizione Albi anno di costituzione 2001 Via Firenze, 51 tel. 0471/505326 fax 0471/9210203 ubicazione e recapiti e-mail [email protected] sito: www.upad.it numero di sedi 2 principali caratteristiche mission linee di attività o servizi offerti Attivita’ rivolte ai giovani per stimolare la loro creativita’ e voglia di partecipazione. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Laboratorio per dj Laboratorio informatico - creare un sito internet Laboratorio di videomontaggio e ripresa video e tv Webz tv la prima tv via internet in alto adige Professione reporter – “laboratorio del giornalista” Laboratorio teatrale “eccomi mi racconto” Sportello informativo per giovani Laboratorio di cinema per giovani Consulenze di esperti all’interno del progetto di “primo ascolto” giovedì e venerdì ore 15.30-18.30 categorie di clienti COMUNE, PROVINCIA totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 2 n. Uomini: 10 n. Persone Giuridiche: 0 totale occupati (al 31/12/2008) Donne: 0 Uomini: 2 Totale volontari n. Donne: 3 n. Uomini: 1 Utenti/beneficiari dei servizi n. 300 28 | Appendice ANTEAS-AGAS natura giuridica Associazione riconosciuta iscrizione Albi Albo associazioni di volontariato anno di costituzione 1997 Via S. Quirino 34/a BOLZANO ubicazione e recapiti tel.0471/283161 fax 0471/407392 [email protected] numero di sedi 1 principali caratteristiche mission Associazione di volontariato laico, ispirata dai valori di solidarietà, di socializzazione e di disponibilità responsabile, impegnata ad indirizzare il tempo libero dell’associato verso attività sociali, assistenziali, ricreative e culturali per una vita più serena consapevole e ancora ricca di opportunità e soddisfazioni linee di attività o servizi offerti Attività assistenziale, socio/sanitaria, culturale, motoria, ricreativa, manuale, di turismo sociale e di tempo libero. categorie di clienti Provincia, Comune, Fondazione Cassa di Risparmio, Azienda Servizi Sociali altre Associazioni e privati. totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 568 n. Uomini: 234 TOTALE: 802 n. (Direttivo) Persone Giuridiche: 9 totale occupati (al 31/12/2008) Donne: Uomini: Totale volontari n. Donne: 41 n. Uomini: 26 Totale: 67 Utenti/beneficiari dei servizi n. Attività Sanitarie Motorie: 400 n. Attività Culturali e Tempo Libero: 1800 n. Attività di accompagnamento con mezzi Associazione: 3533 0 0 29 | Appendice ARCIRAGAZZI BOLZANO natura giuridica Associazione non riconosciuta iscrizione Albi Iscritta all’albo delle associazioni comunali e a livello nazionale all’albo delle APS anno di costituzione 15 settembre 1983 Indirizzi via Dolomiti 14 (sede e centro giovani Premstaller) Via Cadorna (Pippo.fcs) tel. 0471 323655 - fax 0471 325268 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.arci-uisp.it/arciragazzi numero di sedi: 2 principali caratteristiche mission Arciragazzi è un’associazione educativa laica e senza fini di lucro, che si ispira al principio del rispetto delle differenze e della democrazia partecipativa. La sua azione ha obiettivi prevalentemente educativi, formativi, culturali e di prevenzione delle diverse forme del disagio: sono direttamente o indirettamente volte al miglioramento delle condizioni di vita ambientale, sociale e culturale dei bambini/ bambine, ragazzi/ragazze, come riconosciuto dalla Convenzione dei diritti del ragazzo e del fanciullo (CRC). Arciragazzi nei progetti e nelle attività che promuove favorisce la partecipazione e la codecisione dei beneficiari e l’educazione fra pari, valorizza i talenti dei giovani e le competenze degli operatori, sviluppa il lavoro in rete e l’integrazione del sistema delle politiche giovanili. Arciragazzi promuove la cultura della sostenibilità socio – ambientale e mira allo sviluppo di buone pratiche a livello, educativo formativo, ricreativo e culturale. linee di attività o servizi offerti - - - - categorie di clienti Bambini, ragazzi, famiglie e pubbliche amministrazioni totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 187 n. Uomini: 203 n. Persone Giuridiche: 0 Totale: 390 totale occupati (al 31/12/2008) Donne: Uomini: Totale: Totale volontari n. Donne: n. Uomini: Totale: Utenti/beneficiari dei servizi Settimane al lido n.: Progetto Syn n.: Centro Giovani Arciragazzi Premstaller n.: Assessmentcenter del potenziale n.: Attività psicomotoria n.: Altre attività n.: Totale: Attività socio educative (centro giovani premstaller, Pippo.fcs, psicomotricità, interscuola) attività ludico ricreative (settimane al lido, progetto Syn, Natura ed avventura, Estate ragazzi) attività culturali e formative (Cantiere delle parole, Upload) Progetti di orientamento e di formazione (Going, assessmentcenter del potenziale) 2 4 6 29 20 49 30 | Appendice 125 111 96 74 41 64 511 CROCE ROSSA ITALIANA natura giuridica Comitato Prov. Aut. Bolzano-Alto Adige Ente Pubblico non economico iscrizione Albi anno di costituzione L’Associazione italiana della Croce rossa, fondata il 15 giugno 1864 ed eretta in corpo morale con regio decreto 7 febbraio 1884 39100 BOLZANO Viale Trieste, 62 tel. 0471 917213 - fax 0471 201666 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.cri-bz.it - www.crialtoadige.it numero di sedi: 07 principali caratteristiche mission - partecipare in tempo di guerra alla cura dei feriti, nonché delle vittime dei conflitti armati; disimpegnare il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri di guerra, dei dispersi, dei profughi, e rifugiati. - promuovere e diffondere l’educazione sanitaria, la cultura di protezione civile e dell’assistenza alla persona, e svolgere i compiti di struttura operativa nazionale del servizio nazionale di protezione civile; - concorrere ad organizzare ed effettuare il servizio di pronto soccorso e trasporto infermi nonché svolgere, i servizi sociali ed assistenziali in ambito internazionale, nazionale, regionale e locale; - promuovere la diffusione della coscienza trasfusionale tra la popolazione - collaborare con le Forze armate per il servizio di assistenza sanitaria; - promuovere la partecipazione dei giovani alle attività di Croce rossa e diffondere fra i giovanissimi, anche in ambiente scolastico i principi, le finalità e gli ideali della Croce rossa - promuovere e diffondere i principi umanitari che caratterizzano l’istituzione della Croce rossa internazionale e il diritto internazionale umanitario; linee di attività o servizi offerti 1. Servizio Pronto Soccorso e Trasporto Infermi 2.Assistenza a persone vulnerabili 3. Attività didattica 4.Servizi di Protezione Civile categorie di clienti - - - - totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 475 n. Uomini: 750 n. Persone Giuridiche: totale occupati (al 31/12/2008) Donne: Uomini: Totale volontari n. Donne: n. Uomini: Utenti/beneficiari dei servizi 2. n.: 3. n.: 4. n.: Privati e Aziende commerciali Aziende e Comprensori Sanitari Assicurazioni Enti Pubblici 4 40 450 700 2100 850 1.800 31 | Appendice CENTRO DIURNO “P.F.MARKUS” E SERVIZIO DI CONSULENZA “LA SOSTA DER HALT” - FONDAZIONE ODAR natura giuridica Servizio dell’ Odar Fondazione Religiosa riconosciuta con decreto Presidente repubblica del 18.11.1959 n.1160 G.U del 13.01.1960 n.9 iscrizione Albi Nessuno anno di costituzione 2005 centro diurno “P.F.Markus” e servizio di consulenza “La sosta der Halt” 2007 ATI Fondazione Odar, Fondazione Caritas e Coop Sociale Farsi prossimo di Milano Indirizzi VIA RENON 31 – 39100 BOLZANO tel. 0471 051021 - fax 0471 051022 ubicazione e recapiti e-mail: lasosta@caritasodar - sito: www.caritas.bz.it numero di sedi: 1 principali caratteristiche mission linee di attività o servizi offerti categorie di clienti Promuovere e favorire il reinserimento sociale attraverso percorsi di miglioramento e cambiamento della condizione di vita di persone in situazione di senza dimora e d’emarginazione grave. Accogliere persone maggiorenni, uomini e donne, comunitari o extra comunitari in diritto di reddito minimo d’inserimento Focalizzarsi sui bisogni dei cittadini offrendo loro ascolto, informazioni ed accoglienza da parte di educatori ed operatori sociali formati, attenti alle differenti esigenze ed ai cambiamenti sociali in atto, sia a livello provinciale, nazionale che europeo. Valorizzare l’uomo in quanto persona, combattendo preconcetti e pregiudizi, riconoscendola come tale anche nel momento di massima espressione del proprio disagio sia psichiatrico, psicologico o legato a problematiche di dipendenza, leggendo nell’uso o abuso di sostanze una manifestazione del proprio dolore e non una fuga dalle responsabilità personali. Centro diurno: - accoglienza incondizionata della persona - mensa - docce - deposito bagaglio - servizio di lavanderia - attività ricreative, manuali, culturali Servizio di consulenza: - accoglienza ed ascolto attraverso colloqui individuali con l’educatore di riferimento; - stesura di progetti educativi individuali; - informazioni sulla rete dei servizi e sulle modalità di accesso agli stessi; - accompagnamento nello svolgimento di pratiche o nel contatto con i servizi; - aiuto nella ricerca di lavoro, di deposito dei propri documenti; - aiuto nella gestione finanziaria e di ricerca di una modalità abitativa. Enti pubblici. Privati totale soci (al 31/12/08) n. 1 Persona giuridica (la Fondazione Odar) Uomini: - 2 educatori - 1 operatore sociale totale occupati (al 31/12/2008) Donne: - 2 educatrici - 1 educatrice con funzione di responsabile - 2 operat. pulizie Totale volontari n. donne: 5 n. uomo: 1 Utenti/beneficiari dei servizi Persone in situazione di senza dimora ed emarginazione grave, uomini e donne maggiorenni, italiani e cittadini dei Paesi Europei. La struttura non ha un limita di n° di accoglienza. Nel corso del 2008 sono state accolte al servizio 562 persone 32 | Appendice LE FORMICHE/DIE AMEISEN natura giuridica cooperativa sociale ONLUS iscrizione Albi albo delle cooperative anno di costituzione 1995 indirizzo: via Roma 61 - BOLZANO tel.: 0471 502821 fax: 0471 518959 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.formibz.it numero di sedi: 1 principali caratteristiche mission incentivare lo spirito di solidarietà e la cooperazione internazionale per il libero e pacifico sviluppo e l’autodeterminazione dei popoli ed in generale il “commercio equo e solidale” che distribuisce beni acquisiti direttamente dai produttori a prezzi equi ed, infine, di difendere la salute dell’uomo e dell’ambiente linee di attività o servizi offerti vendita prodotti del commercio equo e solidale e delle cooperative sociali sia alimentari che di artigianato attività di ristorazione/catering e bar attività infoeducativa nelle scuole elementari e medie inferiori con progetti specifici categorie di clienti privati, associazioni, amministrazione pubblica totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 312 n. Uomini: 123 n. Persone Giuridiche: 7 totale occupati ( al 31/12/2008) Donne: Uomini: Totale volontari n. Donne: n. Uomini: Utenti/beneficiari dei servizi Linee di attività e servizi offerti: 1) vendita dei prodotti del commercio equo e solidale e delle cooperative sociali sia alimentari che di artigianato – utenti 50.000 2) attività di ristorazione catering e bar – utenti 20.000 3) attività infoeducativa utenti 500 5 0 57 15 33 | Appendice PROGETTO ODÒS - FONDAZIONE ODAR natura giuridica Servizio di Odar Fondazione Religiosa riconosciuta con decreto Presidente repubblica del 18.11.1959 n.1160 G.U del 13.01.1960 n.9 iscrizione Albi Nessuno anno di costituzione 1999 Progetto Odòs - 1959 Fondazione ODAR Viale Venezia 61 a tel.: 0471 054080 - fax: 0471 054081 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] - sito: www.caritas.bz.it numero di sedi 1 principali caratteristiche mission Rappresentare un ponte tra il carcere e la società, quindi essere una sorta di trampolino di lancio per restituire la persona - sia essa detenuta o ex detenuta - alla società, come cittadino dotato delle risorse necessarie al normale reinserimento lavorativo e sociale nella propria comunità. La persona e non il “detenuto” è il nostro centro d’interesse. Agire aiutando la persona ad affrontare le situazioni critiche che hanno prodotto il suo stato detentivo, attraverso una casa capace di accogliere fino a quindici utenti e un punto di consulenza che vuole promuovere l’attivazione della persona secondo il principio della sussidiarietà. Concorrere alla costruzione di una rete territoriale, sviluppando funzionali rapporti di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, profit e non profit, con l’intento di migliorare l’efficacia degli strumenti di intervento presenti e futuri di reinserimento socio – lavorativo dei detenuti ed ex detenuti. Valorizzare, motivare e qualificare il personale e i volontari promuovendo la crescita individuale attraverso la formazione e la riqualificazione continua. linee di attività o servizi offerti - Accoglienza detenuti - ex detenuti – internati – persone in attesa di giudizio. Possibilità di svolgere anche pene in misura alternativa - Consulenza a detenuti – ex detenuti – famigliari di detenuti – persone in attesa di giudizio - Sensibilizzazione del territorio sui temi del reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in particolare lavorando con: - Scuole - Università - Parrocchie e realtà ecclesiali - Sostegno e consulenza nello svolgimento del lavoro di pubblica utilità - volontariato sociale - attività risarcitoria nei confronti della società per gli affidati in prova al servizio sociale (D.L.vo 28/08/2000 n. 274 e del D.M. 26/03/2001), per gli affidati che svolgono questo servizio c/o la Mensa della Comunità Caritas categorie di clienti Enti pubblici. Privati totale soci (al 31/12/’08) n. 1 Persona giuridica (la Fondazione) totale occupati (al 31/12/2008) Donne: - 3 educatrici - 1 operatrice diurna Uomini: - 1 responsabile - 2 educatori - 2 operatori notturni Totale volontari n. 1 donna n. 1 uomo Utenti/beneficiari dei servizi La Casa di accoglienza può ospitare al massimo 15 utenti residenziali. Nel 2008 sono stati accolti 23 utenti residenziali, abbiamo seguito 62 utenti (contatti). Sono inoltre stati seguiti 3 affidati in prova al servizio sociale che hanno svolto attività di volontariato sociale – attività socialmente utile - presso la Mensa della Comunità Caritas. 34 | Appendice Centro Studi e Ricerche Andrea Palladio natura giuridica Associazione e Agenzia di educazione permanente iscrizione Albi Albo associazioni culturali Comune di Bolzano anno di costituzione 1988 Indirizzi Via Firenze, 51 – Bolzano tel.: 0471/933108 fax: 0471/921380 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.upad.it/palladio numero di sedi: 7 principali caratteristiche mission Promuovere e realizzare attività culturali, educative e del tempo libero sul territorio provinciale con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita. Agire capillarmente sul territorio nella erogazione dei servizi. Rispondere, in sinergia con le altre associazioni partner, a tutte le istanze socio-culturali provenienti dal territorio. Realizzare percorsi strutturati di formazione per il potenziamento delle competenze linguistiche e per lo sviluppo delle abilità artistiche al fine di un miglioramento professionale e personale. Personalizzare l’intervento formativo sulla base delle esigenze soggettive dei partecipanti garantendo la qualità e l’eccellenza dei servizi forniti. linee di attività o servizi offerti - educazione permanente (laboratori artistici e letterario musicali) - laboratorio linguistico (tedesco e lingue straniere) - educazione alla corporeità (ballo) - educazione ambientale categorie di clienti Privati, enti pubblici (Provincia, Comuni, ecc.) ed enti strumentali, aziende. totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: n. Uomini: totale occupati (al 31/12/2008) Dipendenti: 10 5 2 Donne 2 Uomini Collaboratori/docenti: certificati: 34 n.c., ma comunque qualificati: 46 docenti ADEP: 4 Totale volontari n. Donne: n. Uomini: Utenti/beneficiari dei servizi Utenti: 22 13 2.145 35 | Appendice UPAD natura giuridica Associazione riconosciuta e Agenzia di educazione permanente ai sensi della L.P. 41/83 iscrizione Albi Albo delle associazioni del Comune di Bolzano anno di costituzione 1966 Via Firenze, 51 Bolzano tel.: 0471 921023 fax: 0471 921380 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.upad.it numero di sedi: 22 principali caratteristiche mission Essere il polo di eccellenza per la promozione dell’educazione permanente, della formazione professionale e per la diffusione della cultura nelle sue diverse manifestazioni. Personalizzare i percorsi formativi alle esigenze soggettive dei partecipanti curando la qualità di tutti i processi e valorizzando gli aspetti di customer satisfaction. Costruire risposte adeguate ai differenti bisogni espressi dal territorio valorizzandone le specificità. Promuovere il superamento delle barriere linguistiche favorendo la convivenza, la coesione sociale e le pari opportunità. Essere capace, grazie alla presenza sul territorio da oltre 40 anni e alla efficace organizzazione, di anticipare i cambiamenti e offrire risposte e servizi innovativi, proponendosi come interlocutore affidabile ed efficiente degli enti pubblici e privati. linee di attività o servizi offerti - - - - categorie di clienti cittadini, imprese, pubblica amministrazione, scuole, enti privati totale soci (al 31/12/2008) n. Donne: 4 n. Uomini: 18 n. Persone Giuridiche: 0 totale occupati (al 31/12/2008) Donne: Uomini: Totale volontari n. Donne: n. Uomini: (solo sede Bolzano) Utenti/beneficiari dei servizi n.: educazione permanente formazione professionale diffusione della cultura altri servizi 5 3 9 10 51865 36 | Appendice MUA – Movimento Universitario Altoatesino natura giuridica Associazione riconosciuta iscrizione Albi Associazioni culturali del Comune di Bolzano anno di costituzione 1993 Indirizzi via Firenze 51 – 39100 Bolzano tel.: 0471 933197 fax: 0471 921380 ubicazione e recapiti e-mail: [email protected] sito: www.upad.it/mua numero di sedi: 1 principali caratteristiche mission Promuovere e rendere esigibile il diritto allo studio degli studenti altoatesini facendosi interprete dei loro interessi verso le istituzioni e agevolando l’inserimento e la permanenza nel mondo universitario attraverso consulenza informativa, supporto amministrativo e attività formative mirate. Favorire l’aggregazione di studenti universitari attraverso l’organizzazione di attività culturali e del tempo libero, eventi formativi e percorsi professionalizzanti. Offrire servizi di informazione puntuale e consulenza qualificata sulla offerta formativa dell’Università italiane, organizzare corsi di formazione, master e corsi professionalizzanti anche in collaborazione con le Università. linee di attività o servizi offerti - servizi per università italiane ed austriache - informazioni e consulenze universitarie - sportello di segreteria universitaria - info sull’offerta formativa degli atenei - info sul diritto allo studio - corsi di formazione per studenti - attività culturali e per il tempo libero per studenti categorie di clienti Comuni, Provincia, studenti universitari, scuole superiori, università, enti di formazione, associazioni culturali totale soci (al 31/12/2008) donne n.: uomini n.: 2 11 totale occupati (al 31/12/2008) donne: uomini: 4 2 Totale volontari donne n.: uomini n.: 4 3 Utenti/beneficiari dei servizi n.: 65.441 (comprese consulenze telefoniche e contatti siti internet) 37 | Appendice SITOLOGIA ESSENZIALE EconomEtica Centro interuniversitario per l’etica economica e la responsabilità sociale d’impresa http://www.econometica.it Global Reporting Initiative Iniziativa per la rendicontazione di sostenibilità http://www.globalreporting.org/Home ISVI-ALTIS Osservatorio sul bilancio sociale http://www.isvi.org/ Accountability Organizzazione internazionale per la rendicontazione e per lo sviluppo sostenibile http://www.accountability21.net/ Bilancio Sociale Portale sulla rendicontazione sociale http://www.bilanciosociale.it/ Fondazione per la Diffusione della Responsabilità Sociale delle Imprese http://www.i-csr.org/ CSR Europe Organizzazione non-profit per la promozione della Responsabilità Sociale d’Impresa a livello europeo http://www.csreurope.org/ Impronta Etica Associazione per la diffusione della Responsabilità Sociale e per lo scambio di buone prassi http://www.improntaetica.org ISO 26000, Linee guida sulla CSR http://isotc.iso.org/livelink/livelink/fetch/2000/2122/830949/3934883/3935096/home. html?nodeid=4451259&vernum=0 38 La partecipante Anna Sini La docente Marilena Minarelli con i partecipanti Sergio Bonagura e Licia Nicoli I partecipanti Francesca Codato e Alessandro Pedrotti 39 NOTE 40 Via Firenze/Florenzstrasse 51 39100 Bolzano/Bozen Tel. 0471 505 320 - Fax 0471 921 380 e.mail: [email protected]