ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE "Tricase Via Apulia" Scuola secondaria 1° Grado Classe I B Anno scolastico 2013/2014 PRESENTAZIONE Noi alunni e alunne della classe I B, scuola secondaria di I grado, in base al Progetto d'Istituto " Alla riscoperta delle nostre radici", abbiamo svolto, con il prof. Coluccia nelle ore di Italiano e con la prof.ssa Paiano nelle ore di approfondimento, un lavoro di ricerca sulla struttura architettonica del Castello di Caprarica del Capo, sulle successioni feudali, sull'acquisto e restauro e sul significato del toponimo "Caprarica". Abbiamo cercato documenti, testi specifici, dépliants, navigato su Internet; ci siamo muniti di macchina fotografica digitale e abbiamo fotografato ogni momento significativo del nostro percorso. Dal materiale raccolto abbiamo estrapolato le informazioni principali; successivamente abbiamo proceduto alla stesura del lavoro, alla produzione di un opuscolo con relative immagini e foto, alla socializzazione sul Giornale d'Istituto " Il Chiacchierone" e alla pubblicazione sul sito della scuola. Il nostro "viaggio" è stato finalizzato alla conoscenza della realtà e della storia locale del nostro territorio. Gli alunni/e della classe I B - Scuola secondaria IL CASTELLO DI CAPRARICA DEL CAPO Origini del nome e significato del toponimo "Caprarica" Secondo una tradizione locale, riportata anche dallo storico Giacomo Arditi da Presicce, il nome del Casale deriverebbe da capra-ricca, in riferimento all'esistenza in origine di un ovile di capre, le quali davano un'abbondante produzione di latte. Ne derivò una certa agiatezza e benessere tanto che aumentò il numero dei Caprari fino a formare un paesello e lo chiamarono Caprarica. Successivamente venne aggiunta la specifica " del Capo " per distinguerlo da Caprarica di Lecce, un altro villaggio di simil nome. Anche il Vescovo, Mons. Giuseppe Ruotolo fa derivare il nome dalla parola latina " caprae " e dal suffisso " rica " che significa abbondanza. Giuseppe Pisanelli spiega l'origine del toponimo come " striscia (rica) di terra destinata alle capre ". A pochi passi da Tricase, a 105 metri sul livello del mare sorge, quindi, Caprarica del Capo, che dovette avere nel Medioevo notevole importanza. Successioni feudali Il primo nucleo abitativo di Caprarica sorse probabilmente intorno al XII secolo, seguendo per un determinato periodo le sorti della Contea di Alessano, comune al quale era legato, dove erano feudatari i Della Ratta. Secondo lo storico Luigi Antonio Montefusco, Caprarica del Capo ebbe le seguenti successioni feudali, prima di essere acquistato da Stefano II Gallone. La prima intestataria di questo feudo fu Clemenza D'Angiò, che lo portò in dote a Giovanni Dell'Amendolea. A Clemenza succedette la figlia Margherita Dell'Amendolea che sposò Raimondo Del Balzo, il quale nel 1463 acquistò la contea di Alessano. Successivamente Alessano e la sua Contea passò sotto il controllo dei De Capua, dei Gonzaga, dei Mellacqua, dei Ventura, dei Raho di Lecce, dei Vernaleone. Il 7 gennaio 1644 il feudo di Caprarica fu venduto da Giuseppe, figlio di Altobello Vernaleone a Stefano Gallone, Principe di Tricase, per 11650 ducati. A partire da quella data le vicende civili di Caprarica si fondono definitivamente con quelle di Tricase, di cui diventa frazione. Negli ultimi anni con la crescita urbanistica di Tricase, la località è stata quasi completamente inglobata dal centro principale; dal 1992 non gode più dello Status di frazione e viene considerata un rione del comune di Tricase. Famiglia Del Balzo Storica famiglia di antichissima origine, proveniente dalla Provenza, ove era già illustre e potente e poi passò in Italia alla venuta di Carlo I d'Angiò (1263) con un Barral, già signore dello Stato di Balzo. Figli di Barral furono Cecilia, detta per la sua bellezza "Passerose", sposa di Amedeo IV conte di Savoia, e Bertrando che, distintosi nella battaglia di Benevento, venne, in seguito, da re Carlo d'Angiò creato conte di Avellino. (Dopo la morte di Federico II di Svevia, avvenuta nel 1250, il papa Clemente IV aveva chiamato a governare Napoli e la Sicilia Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia). Stemma degli Orsini, imparentati con i Del Balzo Arma (Inquartato: nel I° e nel IV° di rosso, alla stella crinita di 16 raggi d'argento; nel II° e III° d'oro, alla cornetta d'azzurro legato e guarnito di rosso). Invasioni da parte dei Turchi nell'Italia meridionale Nel 400 e 500, l'Italia meridionale era oggetto di continue invasioni da parte dei Turchi. Carlo V d' Asburgo (1500-1558), il cui impero si estendeva su un territorio immenso che comprendeva la Spagna, possedimenti in Austria, territori italiani e le colonie americane, combattè a lungo contro i Turchi in Europa e nel Mediterraneo. In riferimento alla nostra storia locale, Carlo V, per difendere la città di Lecce, provvide alla realizzazione di una nuova cinta muraria e di un poderoso Castello, che da lui prese il nome. Inoltre, ordinò che tutte le coste salentine venissero munite di un sistema difensivo basato sulla costruzione di Torri costiere erette per segnalare alle popolazioni dell'interno i pericoli rappresentati dalle continue scorrerie ottomane, una delle quali aveva nel 1537 attaccato Castro e minacciato Tricase. Intorno agli anni 1401-1406 Raimondello Orsini Del Balzo, principe di Taranto e signore di Tricase, fortificò la Terra, facendovi costruire l'imponente mole della Torre Grande (uno degli elementi del Castello Gallone) o "Turris Magna", rivolta verso il mare e quindi verso il pericolo costituito dai Turchi. La Torre Grande e il Torrione (o Torre piccola) del XIV-XV secolo, unite al nucleo centrale, il corpo vero e proprio dell'edificio, costruito nel 1661 da Stefano II Gallone 1° Principe di Tricase, costituiscono i tre elementi principali del Castello o Palazzo dei Principi Gallone, uno dei monumenti più significativi di Tricase). Costruzione e fisionomia del Castello di Caprarica Del Capo Un documento del 1512 conferma la paternità del Castello di Caprarica Del Capo appartenuto ai Del Balzo, conti di Alessano, una storica famiglia di antichissima origine, proveniente dalla Provenza, ove era già illustre e potente e poi passò in Italia alla venuta di Carlo I d'Angiò. La costruzione del castello fu probabilmente una conseguenza del clima di pericolo instauratosi in seguito al sacco di Otranto da parte dei Turchi nel 1480 e delle scorrerie che ne seguirono. Lo studioso salentino Cosimo De Giorgi, vissuto tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento riporta in uno dei suoi scritti un'iscrizione oggi non più esistente, da lui letta sulla torretta dell'angolo destro del prospetto: CASTELLO FACTO PER MASTRO ANTONIO RENNA DE TRICASE: A. 1524. Il castello, quindi, sarebbe stato costruito nel 1524 dall'architetto tricasino Antonio Renna. De Giorgi aggiungeva, inoltre, che il castello era edificato con il carparo giallastro ed era di forma quadrata, dotato di quattro torri cilindriche agli angoli e di una tripla caditoia, un piombatoio a tre bocche, per difesa, sulla porta d'ingresso, nell'interno della quale si vedevano i resti di antichi affreschi in gran parte distrutti. Le mura, alte dai 6 ai 7 metri e spesse 1,40, sono realizzate in pietra (conci irregolari di carparo) impastata con terra rossa locale (bolio) e sono sormontate da piccoli beccatelli che sostengono la cornice superiore (cornice marcapiano). Le torri cilindriche, site ai quattro angoli, presentano delle pietre informi di dimensione più grandi. I fratelli Mario e Vincenzo Peluso nel 1982 hanno rilevato come la pianta del castello sia rettangolare e non quadrata, come diceva il De Giorgi, e, inoltre, non sono riusciti a trovare tracce dell'iscrizione. Anticamente intorno si estendeva un fossato, sormontato da un ponte levatoio. Nel castello c'erano molte stanze (quattro camere al pian terreno, sei al piano superiore), alcuni pozzi, dei granai e delle botole dove mettevano i prigionieri e li lasciavano morire; c'era anche la prigione. Dentro le mura trovavavano posto anche un giardino e cisterne per l'approvigionamento idrico. Nel corpo della cortina muraria rivolta a sud sono inglobati consistenti resti di una Cappella intitolata a San Giovanni Battista e, per caratteri stilistici e costruttivi, databile intorno alla metà del Trecento. La Chiesetta, a volte indicata come Cappella di S. Cristoforo, oggi è completamente distrutta. Restano, infatti, le finestre ad arco acuto, come fossero delle feritoie. A pochi metri di distanza dal Castello, nei giardini all'interno della cortina muraria, sorge una torre colombaia feudale, costruita nel 1555 dal feudatario Vincenzo Mellacqua, come risulta scritto sull'architrave della finestra murata. Un'altra analoga torre, risalente alla metà del XVII secolo sorgeva nell'immediata periferia sud-est dell'abitato; purtroppo è stata abbattuta abusivamente il 21 novembre del 1992. Acquisto e restauro del Castello L' Amministrazione Comunale di Tricase, nel 1982, affidò all'Arch. Francesco Chiuri l'incarico per la redazione del progetto tecnico-economico per l'acquisto e il restauro del Castello di Caprarica del Capo di proprietà del Sign. Annibale De Francesco. Dalla relazione del tecnico si evince che il Castello possiede quattro torri cilindriche agli angoli di poco emergenti rispetto alle cortine murarie alte circa sei metri. Esternamente il complesso architettonico si presenta in generale ben conservato a differenza dell'interno dove è quasi tutto distrutto. Planimetricamente presenta ben poco della struttura originaria. Infatti, i locali esistenti, ubicati sul lato sinistro dell'ingresso, sono presumibilmente di epoca posteriore rispetto alla data di costruzione. Dell'antica struttura originaria rimane una parte della Cappella ubicata sul lato sinistro rispetto alla facciata e precisamente un vano di m. 3,75 x 3,75. Nel 1994 L' Amministrazione Comunale di Tricase decideva di procedere all'acquisizione del Castello e relativa area di pertinenza per assicurare la conservazione del patrimonio artistico e storico del Comune e per evitare uno stato di abbandono e degrado. Nonostante la volontà unanime del Consiglio comunale, il Castello è stato venduto, successivamente, dalla proprietaria Maria Serafini Sauli, come erede di Annibale De Francesco, al dott. Andrea Bentivoglio di Tricase. Bentivoglio, attuale proprietario del Castello, ha provveduto con un primo intervento al restauro conservativo, sottraendolo alle condizioni di degrado e di abbandono. Questo intervento è stato ultimato nel 2001 con progetto approvato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggio della Puglia. Successivamente, il dott. Bentivoglio ha presentato un secondo progetto, completato nel dicembre 2003, provvedendo al restauro delle strutture dei paramenti murari delle cortine e ad un miglioramento delle caratteristiche di fruibilità all'interno del nucleo abitativo. Il Castello di Caprarica del Capo, attualmente abitato dal dott. Andrea Bentivoglio e dalla sua famiglia, conserva tuttora la sua importanza e la sua monumentalità, nonostante siano trascorsi tantissimi anni. Classe I B- Scuola secondaria di I° grado