didattica PER IMPARARE VADO A PO. LE NUOVE ATTIVITA’ DIDATTICHE ED EDUCATIVE NEL PARCO FLUVIALE DEL PO TORINESE. ·Educare all’ambiente ·La rete regionale dei servizi di educazione ambientale ·Il progetto INFEA ATTIVITA’ DIDATTICHE ED EDUCATIVE ·Le visite guidate ·Le schede degli itinerari ·Progettare con le scuole ATTIVITA IN CORSO ·Sangone vivo ·Centro per esperienze di educazione ambientale di Orbassano ·Istituto comprensivo di Verolengo ·Scuola elementare di Rondissone ·Liceo Gioberti di Torino info Opuscolo informativo del Parco Fluviale del Po Torinese. Presidente dell’Ente: Nemesio Ala, Direttore responsabile: Ippolito Ostellino, Redazione: Emilio Soave, Piergirgio Bevione, Fabrizio Nobili, Elena Rozzo. Ente di gestione del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po - tratto torinese. Cascina Le Vallere, corso Trieste 98, 10024 Moncalieri (To), Tel. 011.642.831, Fax 011.643.218 E-mail: [email protected], Sito internet: www.parks.it/parco.po.to Info didattica Numero 0 Assessorato ai parchi - Settore Pianificazione e Gestione Aree Protette Via Nizza 18, 10125 Torino Italia Sito internet: www.regione.piemonte.it/parchi/index.htm. Parco del Po Torinese Info info info PER IMPARARE VADO A PO Educare all’ambiente Dopo le prime esperienze avviate alla fine degli anni 90, con la collaborazione del CEMEA del Piemonte, e dopo l'interruzione di molte attività di promozione, legata agli eventi alluvionali dell'ottobre 2000, con il giugno di quest'anno il Parco del Po torinese propone alle scuole un nuovo programma di proposte rivolte al mondo dell'educazione, attuate tramite il supporto delle società Arnica di Torino. E' indubbio che per un territorio protetto come il nostro, a ridosso di un bacino di utenza quale quello metropolitano e di una estesa realtà scolastica che interessa ben 35 comuni da Faule a Crescentino, le potenzialità offerte per le scuole sono notevoli. In tal senso saranno avviati in particolare contatti con le sedi scolastiche dei comuni del Parco per cercare di avviare una progettualità comune. Ma il tema dell'educazione è di tale estensione da rendere necessaria anche la partecipazione dell'Ente ad attività di carattere più generale, collegandosi alla Rete regionale dei servizi per l'educazione ambientale e partecipando ad eventi nazionali come la Borsa del Turismo scolastico che si tiene a Genova . L'intenzione quindi è quella di fornire nuovi servizi e portare anche il contributo del Po torinese alle opportunità educative che il parco offre, tentando di progettare dall'interno della scuola per raccordare di più parco e territorio in un legame di reciproco interesse. L' ENTE DI GESTIONE DEL SISTEMA DELLE AREE PROTETTE DELL FASCIA FLUVIALE DEL PO TRATTO TORINESE inaugura una nuova stagione di proposte didattiche per le scuole in particolare indirizzate ai comuni del parco ma non solo. Lo spirito con il quale l'Ente ha inteso individuare una specifica attività nel campo dell'educazione, avvalendosi di una società di servizi specializzata rappresentata dall'Arnica e di un nutrito gruppo di Accompagnatori naturalistici riconosciuti dall'Ente, è quello di fornire agli insegnanti ed agli allievi occasioni di costruzione comune di progetti didattici, partendo innanzi tutto dalle necessità locali e non proponendo pacchetti preconfezionati di attività. Pertanto il referente incaricato dall'Ente è a disposizione per le sedi delle scuole dei comuni del parco a sviluppare programmi comuni di attività, progettandone e seguendone lo sviluppo insieme e fornendo il supporto delle strutture dell'Ente di gestione. Ovviamente l'offerta didattica riguarda anche le visite guidate e le diverse opportunità di conoscenza e visione sul campo delle particolarità ambientali, paesaggistiche, storiche e naturalistiche del Parco fluviale del Po torinese. Parco del Po Torinese LE NUOVE ATTIVITÀ DIDATTICHE ED EDUCATIVE NEL PARCO FLUVIALE DEL PO TORINESE 1 info Il sistema regionale piemontese per l'educazione ambientale nasce dall'esigenza della Regione di sviluppare un'azione coordinata con altre amministrazioni sulle problematiche connesse all'informazione ed educazione ambientale. E' a partire da questa esigenza che si sviluppa il progetto Rete regionale di servizi per l'educazione ambientale, approvato dalla Giunta Regionale con DGR n. 47-7406 del 1° luglio 1991, e consistente nell'attivazione di una serie di centri di servizio, detti Laboratori Territoriali. Tale progetto è stato approvato e sostenuto finanziariamente dal Ministero dell'Ambiente in occasione del 1° Piano triennale per la tutela ambientale 1989-91 (PTTA) e, in seguito, dal PTTA 1994-96. Gli obiettivi della Rete per l'educazione ambientale: Creare un canale privilegiato di confronto e contatto tra le amministrazioni pubbliche. Favorire l'uscita dall'isolamento delle numerose esperienze in educazione ambientale esistenti sul territorio piemontese. Costruire condizioni per favorire sempre maggiori occasioni di interazione tra la scuola e la comunità locale. Offrire una serie di servizi, strutture, personale, competenze e opportunità per favorire lo sviluppo dell'educazione ambientale. Facilitare l'avvio di percorsi di partecipazione della comunità e di qualificazione del territorio Il Laboratorio Didattico sull'Ambiente Pracatinat riveste il ruolo di capofila della rete, svolgendo delle funzioni proprie sia dei Centri d'esperienza che dei Laboratori didattici. La Regione Piemonte ha infatti riconosciuto, con Legge regionale n. 39/87, al Centro di Pracatinat una funzione prioritaria e di riferimento come laboratorio didattico sull'ambiente. Il progetto, che prevede il diretto coinvolgimento degli enti locali (province e comuni), è stato finora realizzato con l'attivazione dei laboratori territoriali dei quali quello di Torino è collocato presso il CESEDI della Provincia di Torino. Il progetto INFEA La sigla INFEA (INFormazione Educazione Ambientale) deriva da un programma del Ministero dell'Ambiente finalizzato a diffondere sul territorio strutture di informazione, formazione ed educazione ambientale. Dall'attuazione di quel programma sono scaturiti interventi diversi, sia in sede locale che in sede nazionale le cui finalità sono riconducibili ad una comune strategia di interventi centrati su: " " " " il rafforzamento delle conoscenze specifiche su temi ambientali la crescita complessiva delle sensibilità e consapevolezze individuali e collettive verso l'ambiente l'esplicitazione di bisogni e di proposte orientate al miglioramento della qualità ambientale anche attraverso il cambiamento dei comportamenti la promozione della partecipazione delle diverse istanze sociali per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile dell'ambiente naturale e sociale L'impegno del Ministero è andato soprattutto verso la costruzione di un quadro di riferimento comune e di strutture per l'interazione fra i diversi soggetti a vario titolo coinvolti nei processi di conoscenza, valorizzazione, conservazione, difesa dell'ambiente. In modo sempre più determinato a partire dagli interventi normativi degli ultimi anni, si è promosso lo sviluppo di un Sistema Nazionale per l'Informazione e l'Educazione Ambientale, un coordinamento ampio e flessibile che garantisca le necessarie osmosi e integrazioni fra interventi locali e azioni globali, fra politiche locali e scelte Parco del Po Torinese La rete Regionale dei servizi di educazione ambientale 2 DOCUMENTI CHE ACCOMPAGNANO LA CRESCITA DEL SISTEMA NAZIONALE PER L’INFORMAZIONE E L’EDUCAZIONE AMBIENTALE " " " " Il ruolo del Ministero dell'Ambiente, le sue competenze e gli ambiti di collaborazione con gli altri Ministeri, sono definiti all'atto della sua istituzione, L. 349/86. L'anno successivo il D.P.R. 306/87 ne regola l'organizzazione attribuendo al servizio VIA (Valutazione dell'Impatto Ambientale) le competenze in campo di informazione ai cittadini. Con la legge 305/89 vengono stanziati i fondi per il Programma Triennale per la Tutela Ambientale (PTTA) 89/91: il primo dei Piani triennali del Ministero dell'Ambiente a intervenire in modo coerente e finalizzato per la realizzazione di un sistema nazionale per l'educazione e l'informazione ambientale. I fondi del PTTA 89/91 promuovono, fra l'altro, le collaborazioni con gli istituti CNR: l'Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) di Genova e l'Istituto di Psicologia di Roma, nonché quella con il CEDE. Sempre nell'ambito del PTTA 89/91e vengono identificati alcuni laboratori territoriali che formeranno il primo nucleo del Sistema. Nel febbraio del '91 viene firmato da Ministero della Pubblica Istruzione e Ministero dell'Ambiente un Accordo Quadro per l'attuazione del Programma triennale 89/91 per la tutela ambientale. Nella Gazzetta Ufficiale N 83 del 8/04/95, serie generale, viene pubblicato il Programma di intervento per l'informazione e l'educazione ambientale, relativo al triennio 1994-96. Il programma di intervento definisce fra le linee di attività: - la promozione di centri di educazione ambientali regionali - la promozione di campagne di informazione regionali sul tema dei rifiuti Grazie a questo programma inoltre si potrà far crescere i progetti Labnet e ANDREA, verrà adottato dal Ministero dell'Ambiente il progetto dedicato alla scuola dell'obbligo "Noi e il nostro mondo" dell'Istituto di Psicologia del CNR di Roma, inizierà la collaborazione con il CNUCE-CNR di Pisa e verrà avviata la banca dati ANFORA, gestita dall'ISFOL, sulla formazione in campo ambientale. Questo programma ha consentito la disseminazione dei Laboratori Territoriali in tutte le Regioni che avevano avanzato progetti e richieste di finanziamenti. Nel 96 viene inoltre rinnovato l'Accordo di Programma fra Ministero Dell'Ambiente Parco del Po Torinese Governative, fra l'impegno dei cittadini e quello delle amministrazioni. Snodi strategici di tale Sistema sono i Laboratori territoriali per l'informazione e l'educazione ambientale, i Centri esperienza e i Centri di coordinamento regionale che operano sul proprio territorio e al tempo stesso scambiano esperienze, organizzano attività comuni, collaborano fra loro con il mondo della ricerca, dell'amministrazione, della politica e dell'impegno per l'ambiente. Fra i documenti di lavoro di questa sezione è presentata una storia del Sistema Nazionale INFEA dal PTTA 89/91 ad oggi attraverso una guida ai documenti più significativi che ne hanno accompagnato l'evoluzione. Da gennaio 2000, grazie a una collaborazione fra Ministero dell'Ambiente e il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell'Università La Sapienza di Roma, è in corso una ricerca sulle metodologie, i contenuti, gli obiettivi, l'utenza delle attività educative dei Centri del Sistema Nazionale INFEA nonchè sulla professionalità dei loro operatori. I primi report prodotti da questa ricerca verranno pubblicati all'interno di un forum sul Sito del Servizio per lo Sviluppo Sostenibile per perchè contribuiscano a promuovere una riflessione sullo stato dell'arte e sullo sviluppo del Sistema. info 3 " " " " " " e Ministero della Pubblica Istruzione e nell'ottobre 97 durante il Convegno A scuola d'Ambiente indetto dai due Ministeri viene presentata la Carta dei Principi per l'educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole. La legge 344 del 97 conferma l'azione di sostegno da parte del Ministero rispetto ai progetti che costituivano il programma INFEA e nella 426 del 98, articolo 3 comma 5, il legislatore fa esplicito riferimento al Sistema Nazionale per l'informazione e l'educazione ambientale e alle strutture che ne fanno parte. Per riequilibrare la ripartizione sul territorio nazionale dei Centri di Educazione Ambientale il Ministero dell'Ambiente propone l'impiego del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e nel giugno 98 viene emanato con la circolare 335/98 il Programma Operativo Multiregionale Ambiente (POMA) con le modalità da seguire per la richiesta di finanziamento. Moltissimi sono i progetti presentati e la qualità delle proposte consente di motivare l'ampliamento dei fondi della misura e ad arrivare a 21 progetti ammessi al finanziamento Nel marzo 2000 il mensile del Ministero dell'Ambiente l'ambiente informa ha pubblicato un supplemento interamente dedicato al Sistema Nazionale INFEA. Il supplemento, è scaricabile dal sito del Ministero. Da 5 all/8 aprile del 2000 a Genova si è svolta la prima Conferenza Nazionale dell'educazione ambientale promossa dal Comitato Tecnico Interministeriale per l'attuazione dell'Accordo di Programma fra Ministero dell'Ambiente e Ministero della Pubblica Istruzione. La Conferenza, consentendo ampi spazi di incontro e confronto, ha presentato un articolato quadro della complessità e ricchezza del mondo dell'educazione ambientale. Ha inoltre esplicitato alcuni nodi di problematicità per lo sviluppo del Sistema nazionale INFEA. Nelle more della pubblicazione degli atti i documenti distribuiti a Genova sono consultabili nella sezione Banche dati e documenti di lavoro. In attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 03/12/99 la competenza per formazione ed educazione ambientale è stata attribuita a un nuovo settore del Ministero dell'Ambiente, il Servizio per lo Sviluppo Sostenibile. Il trasferimento di ruoli e funzioni esprime il progetto di intrecciare in modo diffuso e coerente formazione ed educazione con tutte le politiche per la sostenibilità ambientale. Il nuovo Servizio è attivo dal settembre 2000. Il 23 novembre 2000 è stato ratificato in sede di Conferenza Stato Regioni, a Palazzo Chigi, il documento Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra lo stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in materia IN.F.E.A. (Informazione - Formazione - Educazione Ambientale) : verso un sistema nazionale INFEA come integrazione dei sistemi a scala regionale. A questo accordo dovrebbe seguire l'istituzione del relativo tavolo tecnico permanente presso la Conferenza. Parco del Po Torinese " info 4 info L'ENTE DI GESTIONE DEL SISTEMA DELLE AREE PROTETTE DELL FASCIA FLUVIALE DEL PO TRATTO TORINESE INAUGURA UNA NUOVA STAGIONE DI PROPOSTE DIDATTICHE PER LE SCUOLE IN PARTICOLARE INDIRIZZATE AI COMUNI DEL PARCO MA NON SOLO. Il tratto torinese del Po si estende, comprendendo porzioni di Sangone, Stura di Lanzo e Dora Baltea, per più di 14.000 ettari, attraverso 3 Province, Cuneo, Torino e Vercelli, e 35 Comuni: Beinasco, Brandizzo, Bruino, Brusasco, Carignano, Carmagnola, Casalgrasso, Castagneto Po, Castiglione T.se, Cavagnolo, Chivasso, Cigliano, Crescentino, Gassino T.se, La Loggia, Lauriano, Lombriasco, Mazzé, Moncalieri, Monteu da Po, Nichelino, Orbassano, Rivalta di Torino, Rondissone, Saluggia, San Mauro T.se, San Raffaele Cimena, San Sebastiano Po, Settimo T.se, Torino, Torrazza Piemonte, Verolengo, Verrua Savoia, Villareggia, Villastellone. Lo spirito con il quale l'Ente ha inteso promuovere la propria attività nel campo dell'educazione, è quello di fornire agli insegnanti ed agli allievi occasioni di costruzione comune di progetti didattici, partendo innanzi tutto dalle necessità locali e non limitandosi semplicemente a proporre pacchetti preconfezionati di attività. Ovviamente l'offerta didattica riguarda anche le visite guidate e le diverse opportunità di conoscenza e visione sul campo delle particolarità ambientali, paesaggistiche, storiche e naturalistiche del Parco fluviale del Po torinese. La gestione di tali servizi è stata affidata alla società Arnica, attraverso l'individuazione di un coordinatore referente, la Dr.ssa Nicoletta Fedrighini, che svolgerà attività di raccolta delle prenotazioni e di gestione dei contatti con le sedi scolastiche interessate ad attivare progetti specifici. Le guide del Parco sono state individuate in una rosa di 60 soggetti, anche in seguito a corsi specifici, e sono incaricati di accompagnare le visite guidate e di assistere le scuole nel corso delle attività di progetto coordinate da Arnica assieme a esperti educatori ambientali. Inoltre occorre ricordare che l'Ente svolge, oltre a tali attività, anche altre iniziative di promozione nel campo dell'Educazione, aderendo a progetti attuati da vari soggetti ed associazioni sul territorio. Parco del Po Torinese A T T I V I T A’ D I D A T T I C H E E D EDUCATIVE 5 Le visite guidate info Gli itinerari possono essere concordati con Arnica. Tuttavia qui sono elencate alcuni percorsi della durata indicativa di mezza giornata. Lo svolgimento delle attività di visita guidata sarà calibrato a seconda dell’età scolare e delle specifiche esigenze della classe ;per le scuole materne in particolare, sarà utilizzato un approccio di tipo ludico-narrativo, con la possibilità di realizzare coinvolgenti giochi di percezione sensoriale. Per tutte le altre classi sarà altresì possibile arricchire le visite guidate con attività specifiche di orientamento sul territorio (orienteering) Le modalità di prenotazione e i costi sono indicati di seguito: Dove prenotare: la prenotazione della visita guidata si può effettuare contattando Nicoletta Fedrighini presso la sede del Parco del Po Torinese, il martedì e giovedì con orario: 9.00-13.00 / 14.00 -16,30. Tel. 011.642831 Fax: 011.643218, E-mail: [email protected] I costi: Le tariffe delle guide del Parco sono così individuate: Escursioni di durata pari ad una giornata intera (fino a 8 ore) 124 Euro Orario di servizio: ore 9.00-17.30 Escursioni di durata pari a mezza giornata (fino a 4 ore) 83 Euro Orario di servizio: ore: 9.00-13.00 ore: 13.30-17.30 Escursioni brevi (max 2 ore) 60 Euro Proiezione 103 Euro Il versamento della quota deve essere effettuato direttamente alle guide del Parco, nelle modalità che verranno specificate sulla scheda di prenotazione I trasporti sono a carico delle scuole. Parco del Po Torinese Le scuole interessate a svolgere attività di visita guidata possono scegliere fra una differenziata gamma di ambienti naturali fluviali a due passi dalla città e di ambienti a maggiore complessità, per la presenza di attività umane, che possono dare spunto per comprendere i complessi rapporti fra uomo e natura. 6 info Le schede degli itinerari: ITINERARIO 1: LA RISERVA NATURALE SPECIALE DELLA LANCA DI SAN MICHELE Destinatari: mezza giornata dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: da Carignano, seguire le indicazioni per le Cave Germaire e Monviso. Giunti al bivio delle cave, seguire per Cave Germaire per circa 800 m, fino allo spiazzo presso l'ingresso alle cave. Parcheggio pullman: nello spiazzo presso l'ingresso della Cava Germaire; conviene dire all'autista di farsi venire a riprendere davanti alle Cave Monviso (per evitare di allungare troppo il percorso a piedi. Scheda informativa: L'itinerario conduce ad una zona di alto valore naturalistico, la Riserva Naturale Speciale della Lanca di San Michele, un ecosistema in via di estinzione a causa del continuo intervento dell'uomo nella regimazione delle acque. Oltre all'interessante osservazione della flora e dell'avifauna tipici di questo ambiente, si percepisce l'impronta di un paesaggio in continua evoluzione, operata dall'incessante attività modellatrice del fiume. La zona si configura come un vero e proprio laboratorio all'aperto, dove si ha la possibilità di “fotografare” un particolare momento dell'evoluzione del Po in pianura. Durante la passeggiata l'osservazione della vegetazione, e soprattutto dell'avifauna, fornisce lo spunto per trattare gli adattamenti delle varie forme di vita alle particolari condizioni di questa zona umida (il radicamento di alcune piante acquatiche, la forma delle zampe dei rallidi ecc.); una passeggiata lungo il fiume fino al greto, permette di spiegare l'evoluzione del fiume e la formazione dei meandri (e quindi della lanca). Ci si addentra poi nel Bosco del Gerbasso, interessante esempio di rimboschimento iniziato nel 1987 ad opera del Comune di Carmagnola per ricreare l'antica vegetazione ripariale. A completamento della passeggiata, una visita al Centro Visitatori del Parco, situato a Carmagnola e dedicato alla geomorfologia del territorio, consente di apprezzare su grande scala la formazione e l'evoluzione di una lanca, inquadrandola in un contesto più generale. Parco del Po Torinese Durata percorso: 7 ITNERARIO 2: info LA RISERVA NATURALE SPECIALE DEL BARACCONE Durata percorso: mezza giornata / una giornata dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: da Cavagnolo prendere la strada sulla sinistra per BrusascoCrescentino, all'altezza del mercato coperto (c'è un Consultorio sulla sinistra). Allo stop all'altezza di una bacheca del parco, girare a sinistra (si costeggia la chiesa di San Pietro) e proseguire fino a un altro bivio all'altezza di un pilone votivo, dove si diparte una strada sterrata: qui ha inizio il percorso a piedi. Parcheggio pullman: conviene far lasciare i ragazzi all'inizio della strada sterrata e far tornare indietro il pullman, fino ad uno spiazzo di Brusasco, dove possa parchegiare. Parco del Po Torinese Destinatari: 8 ITINERARIO 3: LA RISERVA DEL MEISINO E L'ISOLONE BERTOLLA Durata percorso: mezza giornata Destinatari: dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: a) Per il Meisino: da Corso Casale andando verso San Mauro (a valle di Piazza Modena) si prende via Cafasso, una traversa sulla sinistra, dove è presente la Scuola Elementare Villata. b) Per l'Isolone Bertolla: si prende Lungo Stura Lazio e poco prima di imboccare la curva “delle cento lire” , si gira sulla destra all'altezza della bacheca del Parco e di qui parte l'itinerario a piedi. Nota: visto il collegamento “complicato” tra i due percorsi (impossibile a piedi), si consiglia di portare i ragazzi all'imbocco dei due percorsi con il pullman. Parcheggio pullman: a) E' possibile parcheggiare il pullman nello spiazzo davanti alla Scuola Elementare Villata (Via Cafasso) b) Conviene far lasciare i ragazzi all'altezza del ponticello sul canale (poco dopo il bivio a destra della curva delle cento lire) e poi farli venire a prendere nello stesso punto (non c'è spazio per parcheggiare un pullman). Parco del Po Torinese Scheda informativa: La Riserva Naturale Speciale del Baraccone, sorta per tutelare la zona della confluenza del Po con la Dora Baltea, occupa 1568 ettari ed è una delle riserve più ricche del Po, sia per gli aspetti vegetazionali sia per quelli faunistici infatti, la presenza di numerose specie vegetali legate all'acqua, favorisce l'avifauna nidificante di passo.Gran parte del territorio interessato dal vincolo a riserva è di proprietà privata ed era adibito, prima dell'entrata in vigore della legge, a riserva di caccia. Oggi non è più possibile cacciare, quindi gli animali possono trovarvi alimentazione e rifugio. L'itinerario di visita offre la possibilità di osservare diversi ambienti caratteristici della pianura. Il percorso risulta facilmente accessibile da tutti e si snoda lungo stradine sterrate o ampi sentieri. La presenza di estesi pioppeti e zone coltivate consente di affrontare alcuni aspetti legati allo sfruttamento agricolo nella pianura torinese (colture intensive e piccoli appezzamenti di basso impatto ecologico, biodiversità ecc.).. Il percorso attraversa anche una zona di bosco naturale o seminaturale, con residui di querco-carpineto e salici bianchi, che offrono lo spunto per trattare il tema dei boschi planiziali e della loro progressiva scomparsa nella pianura padana. Una deviazione conduce al Lago Rana Bue (Lago Buschin), un ex lago di cava ora naturalizzato dove sono possibili interessanti osservazioni dell'avifauna (svassi, nitticore, garzette e diversi anatidi) e avvistamenti di nutrie. Il percorso conduce in prossimità del fiume, dove è possibile verificare l'erosione delle sponde e il cambiamento di percorso del fiume nel tempo (soprattutto in seguito alle alluvioni recenti). Lungo il fiume la vegetazione ripariale, costituita da salici e ontani fa da cornice al panorama del fiume e del ghiareto, dove non di rado si osservano i cinghiali. Lungo il tragitto di ritorno, si incontrano facilmente pozze d'acqua con girini e rane, per non dimenticare l'importante presenza di anfibi in queste zone. info 9 Scheda informativa: La riserva, estesa su una superficie di 245 ettari, è situata alla confluenza della Stura di Lanzo con il Po, tra i comuni di Torino e San Mauro Torinese, e comprende anche l'Isolone Bertolla. a) L'itinerario si snoda attraverso agevoli sentieri che conducono lungo le sponde del Po in prossimità della confluenza con la Stura. La riserva è interamente inserita nel tessuto urbano e ciò consente di trattare temi legati all'integrazione dei fiumi nelle città, alla qualità delle acque e allo sfruttamento energetico del fiume. La presenza di un invaso semiartificiale, determinato da uno sbarramento trasversale (diga del Pascolo), rappresenta un interessante esempio di colonizzazione di un ambiente antropizzato da parte dell'avifauna. In effetti le condizioni che si sono venute a creare risultano favorevoli per l'alimentazione e lo svernamento di varie specie di uccelli, sia stanziali che migratori, come ad esempio tuffetti, lo svassi maggiori, gallinelle d'acqua, alzavole, mestoloni, morette, moriglioni e tra i rapaci il falco pescatore, il .nibbio bruno e la poiana. In alcuni periodi dell'anno sostano anche centinaia di cormorani. Lungo il tragitto di ritorno, il percorso costeggia l'area del Galoppatoio militare, dove è possibile scorgere un bel bosco planiziale. B) ll breve percorso conduce sull'Isolone Bertolla, racchiuso tra il Canale dell'Azienda Elettrica Municipale (depuratore SMAT) e il Po. L'itinerario consente di affrontare il tema del ciclo di depurazione dell'acqua: qui il depuratore preleva acqua dai pozzi (che si possono osservare nella zona) e la pompa nella Centrale, dove viene “ripulita” e inviata nella rete cittadina. Si giunge poi in prossimità di un'importante garzaia formata da pioppi, dove nidificano centinaia di aironi cenerini, che hanno trovato qui le condizioni favorevoli per la riproduzione. Parco del Po Torinese info 10 ITINERARIO 4: info AREA ATTREZZATA LE VALLERE Durata attività: mezza giornata dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: Da Torino prendere Corso Unità d'Italia e girare a sinistra (sotto il cavalcavia per prendere l'autostrada) e poi 200 metri a destra per l'Area Attrezzata Le Vallere e Centro di Documentazione delle Aree Protette della Regione Piemonte. Parcheggio pullman: nel parcheggio dell'area attrezzata; è possibile arrivarci con i mezzi pubblici utilizzando l'autobus n. 45 e 45 sbarrato. Scheda informativa: Istituita nel 1982, dal 1990 è inserita tra le aree protette della fascia fluviale del Po. Occupa una superficie di 130 ettari, compresa nella confluenza fra il torrente Sangone e il fiume Po. La sua caratteristica è quella di conservare, a differenza di altri parchi urbani, alcuni tratti del paesaggio agricolo preesistente. Il percorso si snoda tra aree boscate con alberi quasi tutti nostrani, come carpini, aceri, tigli, pioppi cipressini fino alle zone più ripariali, dove prevalgono pioppi bianchi e salici. E' possibile fare osservazioni dell'avifauna presente sul fiume (aironi, anatidi ecc.), nel bosco e magari scorgere rospi smeraldini, beccacce, volpi, minilepri e ricci. E' presente un'area attrezzata per bambini e un punto di sosta nel verde: condizioni ideali per far svolgere attività con i ragazzi più piccoli. Nella cascina settecentesca, ammodernata nel rispetto della tradizione rurale, ha sede l'Ente Parco Fluviale del Po Torinese. Parco del Po Torinese Destinatari: 11 ITINERARIO 5: info LA RISERVA DELLA LANCA DI SANTA MARTA Durata percorso: mezza giornata una giornata dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: da La Loggia sulla statale SS20, si gira a destra verso La Loggia fraz. Belvedere, da qui parte l'itinerario a piedi. Parcheggio pullman: sulla statale SS20 all'altezza del bivio per la fraz. Belvedere c'è uno slargo dove i pullman possono parcheggiare. Scheda informativa: L'itinerario si snoda nella Riserva Naturale Speciale della Lanca di Santa Marta, nelle vicinanze della località La Loggia, attraversando dapprima una zona di coltivi e di pioppeti, lungo stradine sterrate di facile accesso. La presenza di tali zone coltivate consente di affrontare alcuni aspetti legati allo sfruttamento agricolo nella pianura torinese (colture intensive e piccoli appezzamenti di basso impatto ecologico, biodiversità ecc.) Una piccola deviazione permette di raggiungere un tratto di sponda del fiume, dove si possono osservare tra gli altri tarabusi, nitticore, nibbi bruni, cormorani. In questo specchio d'acqua in primavera si assiste ad un interessante fenomeno: a causa dello scioglimento delle nevi, il fiume si colora di verde smeraldo. Si può osservare inoltre la forte azione erosiva del fiume, che offre lo spunto per trattare il tema dell'evoluzione dei corsi d'acqua, in seguito ai progressivi eventi alluvionali. L'itinerario prosegue fino all'altezza della diga dell'Azienda Elettrica Municipale che, attraverso il canale apposito, convoglia acqua che serve a raffreddare la Centrale Termoelettrica di Moncalieri. Proseguendo si giunge al Lago Rana Toro (così chiamato per la presenza dell'anfibio) e infine in prossimità delle sponde del fiume, all'altezza della confluenza con il Banna e il piccolo Rio Tepice, dove è possibile fare osservazioni sull'interessante vegetazione ripariale e sui suoi adattamenti (sono presenti delle dune di sabbia). Parco del Po Torinese Destinatari: 12 ITINERARIO 6: info LE RISERVE DELLA DORA BALTEA - RITANO Durata percorso: mezza giornata dalle scuole materne alle superiori Come arrivare: da Saluggia verso Torrazza Piemonte, si gira a sinistra sotto il sottopasso della ferrovia da qui parte l'itinerario a piedi. Parcheggio pullman: i pullman possono essere parcheggiati nello spiazzo presso il sottopasso della ferrovia (oppure prima se non passano sotto il sottopasso). Scheda informativa: La Riserva Naturale Speciale del Ritano, situata nei pressi dell'abitato di Saluggia, occupa una superficie di 237 ettari ed è inserita in una zona prevalentemente agricola, comprende una parte di territorio a coltivi e a pioppeti. Il paesaggio è stato profondamente modificato dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e ottobre 2000. Il fiume ha infatti modificato il suo corso, creando nuovi bracci ed erodendo una vasta fascia di coltivi. Particolarmente interessante sul piano naturalistico, è la presenza di un isolotto boscato (Isolotto del Ritano), sul quale è presente un ceduo con specie ripariali ed invasive come la robinia, il pioppo, il salice e l'ontano. Il percorso si snoda lungo un sentiero che costeggia una zona paludosa ricca di canneti, dove è possibile scorgere migliarini di palude, morette ecc. Proseguendo si giunge sulle sponde della Dora, da dove è possibile ammirare la presa del Derivatore del Canale Farini, bell'esempio di architettura industriale dell'epoca, che offre spunti per trattare il tema dell'utilizzo dell'acqua nell'agricoltura attraverso le opere di canalizzazione. Lungo il percorso è possibile soffermarsi in prossimità di un piezometro, strumento utilizzato per misurare il livello della falda, e per fare interessanti approfondimenti legati alle variazioni del livello della falda acquifera dovuti alla scarsità di piogge e ai prelievi idrici per uso irriguo. Fenomeno risultante dall'abbassamento temporaneo della falda è l'essiccamento delle querce della zona. Dopo aver attraversato un bosco di querce con esemplari di cerro, si giunge presso la risorgiva in prossimità delle sponde del fiume: da qui è possibile osservare l'isolotto del Ritano, attualmente non percorribile. Durante il tragitto di ritorno è possibile scorgere le impronte di capriolo sul terreno fangoso. Parco del Po Torinese Destinatari: 13 info L'attività dell'Ente nel campo dell'educazione intende fornire alle sedi scolastiche dei comuni del Parco l'assistenza alla costruzione di Progetti specifici, evitando di sviluppare attività preconfezionante al fine di avvicinarsi il più possibile alle necessità locali ed alle esigenze presenti nelle diverse realtà scolastiche. Proponiamo comunque degli esempi di progetti specifici, da utilizzarsi anche come spunti per costruire insieme attività didattiche e di educazione ambientale, calibrate a seconda delle specifiche esigenze della classe e delle diverse età scolari. Progetto 1: I SEGNI DI PRESENZA DEGLI ANIMALI Obiettivi: Far scoprire la ricchezza faunistica di un'area, imparando a riconoscere i segni di presenza degli animali; favorire lo sviluppo delle capacità di osservazione e descrizione; stimolare il rapporto diretto con l'ambiente naturale. Destinatari: scuole elementari, medie e superiori Contenuti: Attraverso l'utilizzo di semplici chiave di riconoscimento create ad hoc (dispense didattiche fornite ai ragazzi), durante un'escursione sul territorio del parco i ragazzi possono imparare a osservare, riconoscere e rilevare le tracce degli animali (possibilità di realizzare calchi delle impronte, raccolta di reperti ecc.). Un successivo incontro nel laboratorio didattico del Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, con visita alla mostra permanente del centro visite del parco, consentirà di confrontare il materiale raccolto con le collezioni didattiche presenti nel museo. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di mezza giornata sul territorio (in località da definirsi a seconda delle esigenze della scuola); ! 1 attività di laboratorio da svolgersi presso il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola Progetto 2: ACQUA E MESTIERI PER LAVORARE Obiettivi: Per comprendere l'importanza che aveva nel passato l'acqua come forza motrice per svolgere numerose attività lavorative e quindi per lo sviluppo socio-economico di un paese; offrire strumenti di interpretazione del paesaggio quale archivio della memoria. Destinatari: Scuole elementari, medie Contenuti: L'utilizzo dell'acqua per le attività lavorative del passato (mulini, canali, maceratoi, lavanderie ecc.), fra storia, tecnologia e tradizione. L'attività prevede anche la realizzazione di una ruota di un mulino, in collaborazione con l'insegnante di Applicazioni Tecniche (per le scuole medie). Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! visita al Museo Etnografico del Mulino Nuovo di Settimo Torinese (Ecomuseo del Freidano), con possibilità di svolgere attività pratiche; ! visita al Mulino di Borgonuovo (presso Osasio) e all'Ecomuseo della canapa di Carmagnola ! 1 incontro conclusivo in classe di due ore Parco del Po Torinese Progettare con le scuole 14 Progetto 3: DAI SAVOIA A SALGARI: PERCORSO STORICO-FLUVIALE info Obiettivi: Riappropriarsi del fiume percorrendo in bicicletta, a piedi e in traghetto la fascia del Po torinese, apprezzandone le connotazioni storiche, culturali e architettoniche (edifici, ponti, luoghi di vita di Salgari, ricordi dei bagni nel fiume di Pavese ecc.); sviluppare il senso di appartenenza al proprio ambiente culturale e sociale, utilizzando un approccio più sostenibile che valorizzi il rapporto natura-cultura. Destinatari: Scuole elementari, medie e superiori; l'uso delle biciclette è consigliabile per le scuole medie e superiori; Contenuti: Excursus storicoculturale dei luoghi da visitare e dei personaggi della memoria ad essi legati. Itinerario da svolgersi lungo la fascia fluviale del Po torinese utilizzando diversi mezzi di trasporto:: noleggio biciclette al Valentino, percorso lungo il fiume con soste presso i ponti, il Castello del Valentino, lo storico Orto Botanico, il luogo ove sorgeva l'idroscalo ecc.; poi battello e passeggiate a piedi ai Cappuccini e a Madonna del Pilone per ricordare la vita di Salgari. Produzione finale di un “manifesto letterario”, con foto, poesie e disegni. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di una giornata ! 1 incontro conclusivo in classe di due ore Progetto 4: PARTECIPIAMO A UNA RICERCA SCIENTIFICA Obiettivi: Coinvolgere i ragazzi in un progetto di ricerca scientifica. Attraverso l'apprendimento e l'applicazione di una metodologia scientifica rigorosa si vuole trasmettere ai ragazzi non solo la capacità di osservare e studiare l'ambiente e la biodiversità in esso presente, ma anche di analizzare, sintetizzare, collegare e rielaborare ciò che viene osservato. Destinatari: Dalla terza elementare alle scuole superiori Contenuti: Partecipazione a ricerche sullo studio degli uccelli stanziali e migratori tramite la tecnica dell'inanellamento, che il Museo di Carmagnola svolge ormai da molti anni. L'attività si articola in tre fasi: Prima fase: vengono illustrati e spiegati, con l'ausilio di reperti e diapositive, i diversi aspetti di quello che si andrà a studiare. Questa prima parte si svolge in classe, ed ha una durata prevista di mezza giornata. In particolare vengono affrontati: - generalità sugli uccelli; importanza di alcuni caratteri morfologici per comprendere gli adattamenti delle diverse specie (es.: lunghezza zampe e becco dei limicoli) e distinguere popolazioni diverse di una stessa specie (es.: lunghezza ala delle popolazioni nordiche rispetto alle popolazioni meridionali); - cenni sulle tecniche di studio degli uccelli: censimenti, radiotelemetria ecc. - la tecnica della marcatura individuale (inanellamento); - metodologia di una ricerca scientifica (individuazione degli obiettivi, conoscenza approfondita dell'oggetto della ricerca, scelta della tecnica più adatta per ottenere i risultati richiesti, predisposizione dei materiali e delle schede per il rilevamento dei parametri - chiave, importanza della standardizzazione dei metodi di raccolta dati, attività sul campo, elaborazione e discussione dei dati raccolti, risultati della ricerca). Durante il periodo di tempo che intercorre tra la prima e la seconda fase del lavoro Parco del Po Torinese INTORNO A TORINO 15 Seconda fase: In questa fase, che consiste in due mezze giornate sul campo, i ragazzi si affiancano ai ricercatori per l'attività di cattura degli uccelli e di raccolta dei dati. Il momento di attività sul campo è una verifica del lavoro svolto dai ragazzi in seguito al primo incontro, dopo il quale devono aver prodotto la scheda per la raccolta dei dati che ritengono più opportuni e nella forma che ritengono migliore. Tramite l'osservazione diretta del lavoro dei ricercatori possono rendersi conto di come devono essere applicati i criteri di quella ricerca scientifica affinché sia realmente efficace, ed eventualmente correggere la loro impostazione. Terza fase: elaborazione e discussione dei dati raccolti Due sole uscite non sono sufficienti a raccogliere una quantità di dati scientificamente e statisticamente rilevanti, per questo motivo ai ragazzi vengono forniti i dati raccolti in anni di ricerca dal personale del museo. Durante la terza fase, che si svolge in classe, vengono utilizzati semplici parametri statistici per l'analisi dei dati. Dalla elaborazione dei risultati si cerca di trarre diverse informazioni (preferenze ambientali ed uso dell'habitat; stime di sopravvivenza; passaggio di migratori) ed applicazioni pratiche (importanza dei dati raccolti per monitorare le popolazioni di uccelli europei; interesse legato alla conservazione; la gestione faunistico venatoria; stato dell'avifauna locale e italiana). Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 2 uscite sul campo di mezza giornata ! 1 incontro conclusivo in classe di due ore Progetto 5: LA QUALITÀ DELLE ACQUE E LE RISORSE IDRICHE Obiettivi: Stimolare l'attenzione sui problemi gestionali legati all'uso e alla qualità dell'acqua, attraverso esperienze dirette realizzate a casa e sul campo. Destinatari: Secondo ciclo delle elementari, scuole Medie e superiori. Contenuti: Metodi di rilevamento della qualità delle acque attraverso gli indicatori biologici e problemi di gestione delle acque interne; consegna di un questionario sull'uso domestico dell'acqua - con esperimenti da fare a casa - da compilare e consegnare all'incontro successivo (uscita sul campo). Campionamento dei macroinvertebrati acquatici e il loro riconoscimento attraverso semplici chiavi di riconoscimento; individuazione dei rispettivi indici biotici (I.B.A.) per la qualità delle acque. Il campionamento viene praticato in punti diversi del fiume. Visita all'acquedotto di Torino (Azienda Acque Metropolitane Torina S.p.A.) e alla “mostra laboratorio H2O conoscere e giocare con l'acqua”, o, in alternativa, l'impianto di depurazione dell'Azienda Po-Sangone, per approfondire i temi legati alla gestione dell'uso dell'acqua (approvvigionamento e distribuzione nei 35 comuni dell'area torinese). Parco del Po Torinese gli alunni, sulla base delle nozioni apprese e con l'ausilio dell'insegnante, rielaborano i dati forniti durante il primo incontro e preparano una scheda per la raccolta dei dati sul campo, contenente quelli che secondo loro sono gli aspetti ed i dati più significativi da raccogliere in base all'oggetto dello studio, all'ambiente, alle finalità della ricerca. E' questo un momento rielaborativo importante che consente ai ragazzi di verificare quanto hanno appreso sul come e perché si svolge una ricerca scientifica di un certo tipo. info 16 Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 2 uscite di mezza giornata ! 1 incontro conclusivo in classe di due ore info Obiettivi: Favorire la presa di coscienza delle problematiche legate al degrado del paesaggio fluviale; coinvolgere i ragazzi nella riqualificazione del proprio fiume, consentendo loro di immaginare come vorrebbero valorizzare le fasce fluviali. Destinatari: Scuole medie e superiori. Contenuti: Caratteristiche naturali, storiche e culturali del territorio oggetto della riqualificazione; esempi di progetti di riqualificazione esistenti (Torino città d'acque, Anello verde ecc.). Rilevamento sul territorio degli aspetti emergenti dell'area presa in esame; lavoro in classe per far realizzare ai ragazzi alcuni progetti di riqualificazione del loro fiume (es.: opuscolo con la descrizione di un percorso autogestito), e incontro finale di verifica e confronto dei progetti ideati. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 2 uscite di mezza giornata ! 2 incontri in classe di 2 ore Progetto 7: I CANALI E L'IRRIGAZIONE TRA PASSATO E PRESENTE Obiettivi: Far conoscere l'uso dell'acqua nell'agricoltura, attraverso la scoperta delle opere di canalizzazione e dei mestieri del passato ad esso legati. Promuovere la consapevolezza dello stretto rapporto tra patrimonio idrico e sviluppo socioeconomico; far riconoscere ed interpretare l'evoluzione storica dell'attività umana. Destinatari: Scuole medie e superiori Contenuti: Le opere di canalizzazione e l'evoluzione dell'agricoltura nella pianura padana; la civiltà del riso; visita alla presa del Canale Cavour, al Canale Farini e all'Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese (museo etnografico), con possibilità di far realizzare ai ragazzi un documentario nel laboratorio didattico attrezzato a studio televisivo. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di una giornata + eventuali altre giornate nel laboratorio didattico/studio televisivo per realizzare il documentario ! 1 incontro conclusivo in classe di 2 ore Progetto 8: DALL'AMBIENTE NATURALE AL LABORATORIO Obiettivi: Fornire gli strumenti per una migliore comprensione degli ecosistemi che ci circondano e della biodiversità, tramite l'esperienza diretta sul campo che stimoli le capacità di osservazione e di descrizione; favorire l'utilizzo consapevole del metodo di ricerca. Parco del Po Torinese Progetto 6: SCEGLI COME RIQUALIFICARE IL TUO FIUME 17 Contenuti: L'attività prevede la possibilità di scelta tra due ecosistemi: a) le zone umide, con percorso che passa dal greto del fiume Po alla lanca abbandonata del fiume di San Michele. b) il bosco planiziale, con percorso che attraversa il bosco del Gerbasso a) le zone umide greto del fiume: - origine e geomorfologia del fiume Po; - pianura alluvionale, area esondabile; - stagionalità dei fiumi (fase di magra e di piena); - vegetazione ripariale: importante difesa delle sponde dall'erosione e dalle piene del fiume; - sedimentazione dei fiumi (granulometria dei detriti differenziata); - rinvenimento di impronte animali e loro riconoscimento tramite chiavi dicotomiche; rilevamento delle orme tramite il calco in gesso; - campionamento macroinvertebrati acquatici: - fauna (pesci delle acque correnti, uccelli limicoli, anatidi…); - velocità della corrente e impatto dell'acqua sulle sponde (erosione, deposito); - cenni sull'attività estrattiva. Lanca di San Michele: - evoluzione del fiume: salto di meandro, formazione ed evoluzione della lanca; - vegetazione sommersa e galleggiante; - campionamento macroinvertebrati: confronto con la raccolta presso il fiume; - fauna (pesci di acque ferme, uccelli anatidi, rallidi…); un endemismo della pianura piemontese: la rana di Lataste. b) il bosco planiziale - - origine del bosco planiziale e sua evoluzione; il querco-carpineto; situazione attuale dei boschi planiziali piemontesi; storia del recupero ambientale del Gerbasso; stratificazione verticale della vegetazione; importanza della lettiera e del legname marcescente per la presenza di microrganismi fondamentali nelle catene ecologiche del bosco; riconoscimento specie arboree e arbustive tramite uso di chiavi dicotomiche Semplificate; vegetazione ripariale: importante difesa delle sponde dall'erosione e dalle piene del fiume; rinvenimento tracce animali (escrementi, impronte, ciuffi di peli, tana di tasso…); rilevamento delle orme tramite il calco in gesso; le radure e loro importanza per la fauna; L'attività in laboratorio prevede: lo studio dei macroinvertebrati acquatici raccolti attraverso l'osservazione con microscopio binoculare (possibilità di visione collettiva su monitor) e il riconoscimento tramite chiavi dicotomiche semplificate; - l'osservazione della raccolta di penne di uccelli per comprendere le peculiarità e gli adattamenti morfologici di questi animali; - l'osservazione dei reperti raccolti durante l'uscita sul campo e il riconoscimento tramite l'uso di chiavi dicotomiche e il confronto con le collezioni presenti in Parco del Po Torinese Destinatari: Scuole medie e superiori info 18 museo (calchi di impronte, penne di uccelli, foglie, ciottoli); le collezioni di studio del museo: importanza per la ricerca; osservazione e riconoscimento dei macroinvertebrati del suolo. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di mezza giornata + mezza giornata in laboratorio Progetto 9: IL GIARDINO FENOLOGICO “C. ALLIONI”: UN LABORATORIO VIVENTE Obiettivi: far comprendere la molteplicità dei fattori ambientali che possono influire sul ciclo vitale delle piante e individuare i risvolti applicativi che tale analisi puo' fornire; favorire l'utilizzo consapevole del metodo di ricerca e di analisi. Destinatari: Scuole medie e superiori Contenuti: Il progetto prevede l'articolazioni in più fasi: - prima fase: presentazione del progetto, cenni di botanica generale (fisiologia, cicli vitali…), la rete fenologica italiana, predisposizione di una scheda per il rilevamento dei dati; - seconda fase: visita al Giardino Fenologico e rilevamento di alcune specie guida; consultazione dell'erbario didattico; - terza fase: a distanza di mesi i ragazzi tornano al Giardino Fenologico e rilevano i cambiamenti osservati sulle specie guida analizzate nel precedente incontro; eventuale visita alla Stazione Meteorologica presso il Real Collegio Carlo Alberto a Moncalieri. - quarta fase: elaborazione dei dati raccolti e stesura relazione che individua alcuni parametri applicativi utili a evidenziare quali tra le specie analizzate risultano più adatte al bioclima locale. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 2 uscite di mezza giornata ! 1 incontro in classe di 2 ore Progetto 10: L'ECOSISTEMA DELLE CAVE: QUANDO LA NATURA CONVIVE CON LE ATTIVITÀ UMANE Obiettivi: Promuovere la conoscenza di un ecosistema modificato dall'uomo, per scoprire come dalla realtà di un ambiente alterato la natura può trovare un insolito rifugio; favorire la consapevolezza dello stretto rapporto tra patrimonio idrico e suo sfruttamento e sviluppo socio-economico. Destinatari: Scuole medie e superiori Contenuti: Le cave e l'estrazione dei materiali inerti; loro utilizzo; le modificazioni del paesaggio create dalla presenza di cave e l'ecosistema da esse creato; la fauna che ha colonizzato questo ambiente e il ripristino di cave abbandonate; visita all'Oasi Botanico Ricreativa del Ceretto inserita in un ambiente di cava attiva, ambiente che consente di descrivere le problematiche relative all'estrazione di sabbie e ghiaie dal fiume. Parco del Po Torinese - info 19 Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di una giornata info Obiettivi: Stimolare i ragazzi a esplorare il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola con uno spirito di partecipazione attivo, attraverso un grande gioco di simulazione in cui emergono le aspettative sulle relazioni che legano gli animali al loro ambiente di vita. Destinatari: Scuole elementari e medie Contenuti: attività articolata in 4 fasi: - prima fase: “Il Museo che vorrei…”: graduale approccio all'esperienza proposta, attraverso l'espressione delle aspettative, motivazioni e preconoscenze dei partecipanti. - seconda fase: “Esploriamo il Museo”: i partecipanti in prima persona esplorano il museo per mezzo di lavori di gruppo, assunzione di ruoli, impiego di apposite schede, riflessioni e condivisione delle esperienze. - terza fase: “Il Biomorfo”: partendo dalle riflessioni sull'esperienza della fase 2, i partecipanti sperimentano la complessità di un organismo e le relazioni che lo legano al suo ambiente di vita. - quarta fase: “Un'occhiata…normale”: visita al museo guidata dall'operatore e incentrata su quanto emerso nelle fasi precedenti, rispondendo così alle esigenze, stimoli e nodi critici riscontrati dai partecipanti. Parte integrante dell'attività sarà la partecipazione degli insegnanti nel ruolo di osservatori di particolari aspetti dell'attività stessa, tramite l'utilizzo di apposite schede utili sia per la verifica immediata dell'esperienza sia per la raccolta di spunti e stimoli da sviluppare durante l'anno scolastico. Su richiesta degli insegnanti, gli operatori sono a disposizione per elaborare insieme un percorso educativo “su misura”per la classe. Modalità: ! 1 giornata intera in museo; volendo è possibile effettuare un incontro preliminare in classe Progetto 12: COME SI MUOVE UN FIUME: LE FORME GEOLOGICHE DELL'ACQUA Obiettivi: Un corso d'acqua è un potente strumento di trasformazione delle forme del territorio. Il progetto intende far conoscere i processi di creazione delle lanche, dei meandri, dei terrazzi e delle rocce, proponendo un piccolo viaggio al centro del “Fiume”. Destinatari: Scuole elementari, medie e superiori Contenuti: Evoluzione del fiume: meandri fluviali, salto di meandro e formazione della lanca; evoluzione della lanca e progressivo interramento; forma del letto del fiume in relazione con la dinamica fluviale. Processi e forme dell'erosione e del deposito fluviale; conoidi e pianure alluvionali. Valli fluviali: genesi, evoluzione e forme. Terrazzi fluviali. Modalità: ! 1 incontro in classe di 2 ore ! 1 uscita di mezza giornata ! 1 incontro conclusivo in classe di 2 ore Parco del Po Torinese PROGETTO 11: ALLA SCOPERTA DEL MUSEO…GIOCANDO! 20 ESEMPIO DI PROGETTO DA SVILUPPARE NELL'ARCO DI UN ANNO SCOLASTICO info Obiettivi: Il progetto propone alle scuole dei comuni interessati dall'area protetta (o comunque immediatamente circostanti ad essa) di esplorare e conoscere il territorio e la realtà locale tra passato e presente, per scoprirne le peculiarità nascoste, dall'albero secolare alla vigna "del nonno", dal ponte ottocentesco agli imponenti canali per l'irrigazione, dai sapori locali agli antichi mestieri: piccoli e grandi tesori, che sono parte del quotidiano o della memoria del luogo, da valorizzare, proteggere o recuperare. Destinatari: Scuole elementari e medie inferiori Contenuti e modalità: Il progetto si articola in un incontro di presentazione del progetto, 4 incontri in classe e 1 uscita sul territorio. Ciascun incontro in classe con l'operatore servirà ad avviare le singole fasi di svolgimento del progetto, attuate poi autonomamente dalle classi stesse. Le fasi del progetto sono: Fase di "lancio" - in classe - (tramite giochi e varie attività di gruppo): primo approccio con un modo diverso di "fare scuola"; costruzione delle motivazioni; "imparare ad imparare" (preconoscenze, immagini mentali, etc.); Uscita di una giornata nel Parco Fluviale del Po, utile per far conoscere nel suo complesso il territorio e la sua salvaguardia; Fase di esplorazione in parte svolta sul territorio: primo contatto emozionale e sensoriale con l'ambiente; sperimentazione sul territorio delle relazioni “uomocomunità-ambiente”; elaborazione di "mappe" attraverso le quali scoprire e conoscere il territorio, individuandone le "bellezze" da mettere in luce e salvaguardare; Fase di scelta in classe: scelta del "tesoro" e dell'intervento più adatto da realizzare sulla base di quanto emerso in precedenza e attraverso attività mirate all'analisi di vari fattori: risorse/rischi, costi/benefici, fattibilità, etc.); Fase di intervento in classe: ideazione, progettazione e realizzazione dell'intervento scelto (recupero e riqualificazione, salvaguardia, valorizzazione, divulgazione); verrà assicurato dagli operatori tutoraggio metodologico; COSTI DEI PROGETTI SPECIFICI I costi verranno definiti di volta in volta a seconda della tipologia del progetto avviato, per il cui finanziamento potrà essere prevista la compartecipazione del Parco stesso. Parco del Po Torinese Un Po da scoprire progetti assistiti di educazione allo sviluppo sostenibile nel Parco fluviale del Po 21 info Come già comunicato nel numero di agosto di infoH2PO, da quest'anno l'Ente Parco inaugura una nuova stagione di proposte didattiche per le scuole dei comuni del parco e non solo. Lo spirito con il quale l'Ente vuole promuovere attività di educazione ambientale è quello di partire dalle necessità locali per fornire a insegnanti e allievi occasioni di costruzione comune di progetti didattici, non tralasciando comunque le proposte più “classiche” di escursioni guidate e progetti “pronti all'uso” . In particolare, già dai primi mesi dell'anno scolastico, sono stati avviati alcuni progetti con scuole e istituti dei comuni del parco: Sangone Vivo Sulle sponde del fiume l'uomo va a riposarsi, va a pensare, va a ridere, va a morire, va ad urlare, a lanciare le pietre, va ad amare, va a combattere. In continua mutazione, il fiume, oggi in piena, ieri secco... sembra ragazzo certe volte. Se lo ascolti racconta storie. E tace quando sei tu a raccontarle Oggi il fiume è dimenticato, è discarica il suo letto è sventrato, è intriso di sostanze tossiche: è ammoniaca, zinco, piombo, cromo. . Il progetto SV nasce nel '96 dalla volontà di sensibilizzare le nuove generazioni e l'opinione pubblica sul tema del risanamento del torrente Sangone e della sua restituzione ai cittadini. Un protocollo d'intesa tra la Provincia di Torino, l'Azienda Metropolitana Acque, il Parco fluviale del Po torinese, il Parco dell'Orsiera-Rocciavrè, la Coldiretti, i Comuni di Coazze, Trana, Bruino, Rivalta, Orbassano, Beinasco, Nichelino, Moncalieri e la X Circoscrizione del Comune di Torino ha reso possibile un intervento diffuso su tutte le scuole della valle del torrente che ha coinvolto, nelle diverse edizioni che si sono succedute, migliaia di studenti, insegnanti, amministratori e funzionari pubblici, animatori teatrali e accompagnatori naturalistici per un'azione di conoscenza e riavvicinamento all'ecosistema fluviale. Il progetto prevede, in un biennio scolastico, 6 uscite presso il torrente in diversi posti e 15 incontri in classe ed in laboratorio. Le uscite costituiscono l'occasione per scoprire, conoscere, raccogliere oggetti e informazioni, osservare il paesaggio e muoversi nello spazio naturale, con le attività proposte dagli accompagnatori naturalistici e dagli animatori teatrali. Durante gli incontri a scuola si rielabora l'esperienza dell'uscita, si organizzano ed integrano le informazioni, ci si confronta con le immagini, i ricordi e le emozioni. Si utilizzano metodi d'indagine ecologica ( indagini EBI e IFF d'ecologia applicata) semplificati secondo le fasce d'età dei partecipanti, s'insegna ad usare strumenti e attrezzature da laboratorio, si raccolgono e classificano campioni, si documenta con video e foto, si fanno giochi e animazione sulle sponde, si fanno esercizi e si apprendono tecniche di scrittura creativa e d'espressione corporea e si realizza un'importante azione divulgativa sulle risorse dell'ambiente fluviale per raccontare all'esterno l'esperienza vissuta nel biennio. L'obiettivo finale è quello di dare un significato alle informazioni d'ecologia fluviale nella forma di valutazione della qualità complessiva dell'acqua e dell'ambiente e, parallelamente, …raccogliere e ideare storie per costruire la drammaturgia di uno Parco del Po Torinese ATTIVITA’ IN CORSO 22 La IV edizione del progetto Sangone Vivo si concluderà fra maggio e giugno 2003 con la pubblicazione di un Libro Bianco sullo stato attuale del torrente e con sei diversi spettacoli teatrali, messi in scena, in orario serale, sulle sponde del Torrente dai ragazze/i delle scuole dei comuni rivieraschi. Il progetto “Sangone Vivo” è realizzato dalla Cooperativa Sociale Atypica Via Torino 9/E 10093 Collegno Tel.: 011.411.0053 Fax: 011.411.2421 e-mail: [email protected] Centro per esperienze di educazione ambientale di Orbassano E' inserito nella rete regionale dei Servizi di Educazione Ambientale e garantisce un servizio aggiornato e occasioni di ricerca e approfondimento per gli insegnanti. E' a disposizione delle scuole per progettare insieme attività e laboratori originali di educazione ambientale nelle classi e presso il torrente Sangone. E' il punto di riferimento del progetto di educazione ambientale Sangone Vivo avviato da soggetti pubblici e privati tra i quali il Parco Fluviale del Po torinese. Istituto comprensivo di Verolengo Progetto: “Le acque tra due fiumi: Multifunzionalità della rete idrica minore. Aspetti scientifici, storici e antropologici”. Il progetto è finanziato in parte dalla Regione Piemonte Settore Politiche di prevenzione tutela e risanamento ambientale e intende promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale, nonché la salvaguardia della biodiversità, in un ottica di sviluppo sostenibile e compatibile con l'ambiente. Tale progetto prevede il coinvolgimento attivo dei ragazzi dei vari ordini di scuola nella progettazione, nelle scelte metodologiche, nelle varie fasi del lavoro e nelle regole da stabilire. Il progetto, da svolgersi nell'arco di un'anno, nel suo complesso prevede diverse fasi: - fase progettuale (individuazione di beni ambientali, dei percorsi didattici, realizzazione di mappe e rilievi, organizzazione dell'attività didattica per livelli di età ecc.); - fase operativa/didattica (attività scientifico-naturalistiche, ludico sportive e ricerche storiche) ! Fase divulgativa (creazione di percorsi autoguidati, allestimento di un vivaio, realizzazione di pubblicazioni multimediali e promozione del turismo scolastico, monitoraggio ambientale, azioni propositive verso gli Enti locali) Parco del Po Torinese spettacolo da realizzare sulle sponde e nell'alveo, che esprima le conoscenze acquisite ma anche le emozioni, la memoria restituita, le suggestioni e il desiderio di usare le spiagge e le sponde. La IV edizione del Progetto è iniziata nel passato anno scolastico 2001/2002 e coinvolge 29 classi e circa 40 insegnanti di sei comuni della valle Sangone. In particolare partecipano a quest'edizione del progetto le seguenti scuole: Pavese, Frank, Gramsci, Leonardo da Vinci e Rodari di Orbassano, Garelli, Pasta e Duchessa di Rivalta, Mei e De Amicis di Beinasco, Walt Disney e Manzoni di Nichelino, Castello di Mirafiori di Torino e Maina di Moncalieri. info 23 Scuola elementare di Rondissone Progetto: “Vicino e lontano… incontriamoci per apprendere” Attività rivolta alle classi elementari è inserita in un progetto di scambi scolastici nazionali e internazionali coordinata dall'Istituto Comprensivo di Verolengo. La collaborazione dell'Ente Parco rientra nell'ambito della firma del Protocollo d'intesa relativo al precedente progetto. Il programma dell'attività prevede lo svolgimento di una sessione di inanellamento dell'avifauna, una passeggiata alla scoperta delle tracce di presenza degli animali, osservazioni botaniche e attività di animazione naturalistica, da svolgersi a ottobre sul territorio compreso tra Rondissone e Verolengo. L'Ente Parco fornisce i guardaparco per l'allestimento di una stazione di inanellamento e 4 guide naturalistiche per lo svolgimento delle attività previste. Liceo “Gioberti” di Torino Progetto: “ambiente fiume Po” L'attività è inserita in un progetto promosso dall'A.N.I.S.N. e da Federparchi con l'obiettivo di far conoscere la realtà territoriale della scuola in un contesto fortemente antropizzato, come quello del Po a Torino, stimolando i ragazzi a prendere coscienza delle variazioni ambientali in relazione allo sviluppo delle attività umane in città. La collaborazione del parco prevede un'uscita sul campo (al Parco del Valentino) a ottobre per lo svolgimento di attività di rilevamento botanico, pedologico, campionamento macroinvertebrati acquatici e osservazione dei parametri chimico-fisici dell'acqua; il Parco mette a disposizione 3 operatori per le attività in programma. Parco del Po Torinese ! la collaborazione del parco rientra in un protocollo d'intesa tra l'Istituto Comprensivo di Verolengo, i Comuni di Verolengo, Torrazza Piemonte e Rondissone, per il progetto “Il Corno Chiaro Ipotesi per un progetto di recupero ambientale”: progetto di educazione ambientale esteso anche ad interventi di promozione e riqualificazione dell'area compresa nei comuni di Verolengo, Torrazza Piemonte e Rondissone. In tale ambito la collaborazione prevede: !la partecipazione alla progettazione, al tutoraggio e alla preparazione di schede didattiche per lo svolgimento delle attività durante le uscite sul territorio; !interventi in classe propedeutici alle uscite e necessari per l'elaborazione del materiale raccolto; !uscite sul territorio nelle varie stagioni per la conoscenza dell'ambiente (rilevamento della flora e della fauna esistente, analisi della qualità delle acque e rilievi idrogeologici, osservazioni naturalistiche e giochi di percezione) e per l'individuazione dei percorsi e dei materiali da sviluppare. Per tale progetto il Parco mette a disposizione il suo referente per le attività didattiche e alcuni educatori ambientali specializzati. info 24