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SOMMARIO
3
EDITORIALE
Lazio Informazione, di nuovo con i lettori
e Daniela Valentini
44
AMBIENTE
Pescaturismo e ittiturismo:
il Lazio ci crede e ci punta
e Giuseppe Motisi
5
NEWS
46
CSTE
CRONACA
Le tante facce di Agricoltura in città
10
EVENTI
12
Agricoltura in città, un Raduno col botto!
e Tiziano Marelli
Un… poker d'Assi per il nuovo PSR
e Daniele Camilli
“Come natura comanda”
e Beatrice Curci
30
SICCITÀ
Lazio, emergenza acqua
Italia, nel nord stato di emergenza
A rischio il futuro della terra
e Maria Teresa Cinanni / Alfonso Vannaroni
36
AGROENERGIA
Biomasse, la risposta pulita, dell’energia
La Valle dei Latini, primo distretto italiano
per la produzione integrata di energia pulita
e Beatrice Curci / Daniele Camilli
16
Sora, a braccetto con De Sica
nelle viuzze del “Canceglie”
e Annamaria Graziano
56
ITINERARI
16
BIOLOGICO
54
ITINERARI
14
PSR
Partita la campagna di comunicazione
delle Strade del Vino e dell’Olio laziali
e Tiziano Marelli
Sulla via Francigena verso il recupero,
la tutela e la promozione
del patrimonio culturale diffuso
e Massimo Sbardella
61
INTERVISTA
Massimo Pallottini:
“Importante l'accordo con Unicoop”
63
LIBRI
Un viaggio immaginifico alla scoperta
di “Roma e la sua Campagna”
e Tiziano Marelli
64
CALENDARIO
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30
44
54
46
Lazio / informazione
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EDITORIALE
a questo mese Lazio Informazione torna definitivamente ad essere di nuovo
uno strumento periodico a disposizione dei suoi (tantissimi) lettori. Il cammino
per questo rilancio è stato lungo ma necessario per mettere a punto la formula editoriale - in tutte le sue sfaccettature - e presentarsi nel migliore dei modi, al passo con i tempi e i modi che la politica legata al nostro settore - da noi perseguita fin
dall'insediamento della nuova giunta regionale - necessita. E sono particolarmente contenta che questo rilancio segua di poco lo svolgimento di “Agricoltura in Città”, evento che vuole connotarsi proprio come un'importantissima iniziativa per la promozione
delle strategie programmatiche delle politiche agricole del Lazio. La kermesse - veri e
propri “Stati Generali” del settore, mai così ampiamente pensati e realizzati nel nostro Paese - è stata in calendario da venerdì 14 giugno a martedì 31
luglio, nell'ambito della manifestazione “Roma Estate al Foro Italico”. Abbiamo preso la decisione
di organizzare questa manifestazione nell'intenzione di rimettere la politica al centro della nostra iniziativa, sviluppando e
discutendo quelle che sono state finora alcuni dei punti-cardine del nostro programma: il miglioramento della rete di commercializzazione dei prodotti del settore, l'attenzione al biologico inserita in una strategia complessiva che concorra alla sua diffusione,
gli assi del Programma di Sviluppo Rurale per i cinque anni a venire, la promozione attenta dell'educazione alimentare. Abbiamo anche previsto momenti di approfondimento, individuando alcuni temi fondamentali come l'energia alternativa, la siccità, la sicurezza alimentare e la previdenza per gli agricoltori: tutti incontri di alto contenuto
politico e sociale che hanno visto la presenza di personalità al più alto livello. L'allestimento di “Agricoltura in Città” è quello di un vero e proprio villaggio di circa 1500
metri quadri, con stand riservati all'esposizione e alla vendita di prodotti regionali;
l'enoteca Palatium, per tutto il periodo dell'evento, ha servito piatti tipici, e non sono
mancati ampi spazi di intrattenimento generale vario (anche dedicati ai bambini). All’interno del giornale troverete notizie più dettagliate sull’evento, convenendo con me
sul suo successo. E troverete anche largo spazio dedicato agli argomenti del settore
di maggiore attualità: dall'analisi del nuovo Programma di Sviluppo Rurale alla riconversione della Valle dei Latini, dalla nuova campagna di comunicazione dedicata alle
Strade del Vino e dell'Olio fino alle iniziative di legge e all'attualità. Una finestra, quella sull'attualità, particolarmente incentrata sul biologico, oltre che sulla 'scoperta' di luoghi e itinerari della nostra regione. Come avremmo potuto (ri)partire meglio di così?
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Lazio / informazione
Daniela Valentini
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26-07-2007
12:00
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Una
Una imperdibile
imperdibile
iniziativa
iniziativa editoriale
editoriale
5
55
splendidi volumi
per conoscere o approfondire
caratteristiche e segreti
del vino e per imparare
la sofisticata arte del cocktail.
Bianco
Un mondo
accattivante e ricco
di fascino, i vini
bianchi. Spesso in
secondo piano, per
motivi che niente
hanno a che fare
con la loro qualità.
Rosso
Un rosso per amico.
Cercare di conoscere
e capire il vino esige
pazienza e passione,
due qualità
indispensabili
sia in chi lo fa,
sia in chi lo beve.
Spumante
La preziosa
trasparenza dello
spumante. Il profumo
che inebria l’olfatto
d’aromi, mentre
l’occhio segue le
perle che bisticciano
nel bicchiere.
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news
NEWS
Una guida per scoprire la regione
a passo di Gambero… Rosso
È
nata la prima guida del Lazio del Gambero Rosso, un
invito alla scoperta dei percorsi enogastronomici della
Regione, delle eccellenze e delle prelibatezze tipiche di un
territorio diverso da una provincia all’altra. Il volume, realizzato
con la partecipazione della Regione Lazio, dell'Arsial e
dell'Agenzia per la promozione Turistica del Lazio (Atl), si
articola in quattro percorsi che seguono le principali strade consolari (AureliaCassia-Flaminia; Salaria-Nomentana; Tiburtina-Prenestina-Casilina; TuscolanaAppia-Pontina) e che coinvolgono ben 174 comuni di tutte le province. Oltre 450
attività segnalate tra cui ristoranti e trattorie, negozi, aziende e produttori, wine
bar e agriturismo. Paesaggi e territori illustrati e descritti attraverso notizie storico
geografiche legate agli itinerari laziali e soprattutto attraverso la produzione
gastronomica locale. A Roma è dedicata l’appendice finale del volume, intitolata
per l’appunto “Il cuore goloso della Capitale”, dove sono state inserite 50 voci,
compresa quella relativa all’Enoteca Regionale Palatium. Per Daniela Valentini si
tratta di “una guida capace di accompagnare letteralmente per mano il turista e il
cittadino alla scoperta degli itinerari del Lazio, e che si aggiunge al progetto
regionale per lo sviluppo del settore agricolo che punta a definire una strategia
economica complessiva che favorisca la crescita dei territori”.
e
Pescia Romana,
trasferiti i primi lotti
della riforma
C on l’intervento
dell’Assessore
all’Agricoltura della
Regione Lazio Daniela
Valentini e del
Commissario
Straordinario di ARSIAL
Fabio Massimo Pallottini
si è svolta nelle scorse
settimane la cerimonia per
il definitivo trasferimento
in proprietà dei primi
sei lotti di riforma, dopo
la decisione di
dismissione da parte
di ARSIAL. In accordo
con l’amministrazione
comunale, si è scelto
di dare la precedenza
alle persone più anziane
e in precarie condizioni
di salute. A seguire sono
stati redatti gli atti notarili
per il trasferimento
dei circa cento lotti
edificabili in concessione,
rispondendo
positivamente alle attese
di una parte della
cittadinanza di Pescia
Romana. Si pone fine
così, grazie ad una
delibera della Giunta
regionale e all’impegno
di ARSIAL, ad una
condizione di incertezza e
di non chiara definizione,
che perdurava dai tempi
della riforma agraria degli
anni 50.
e
AL PARCO
CON FLORA
Passeggiate tra i colori e i
profumi delle aziende
florovivaistiche del Lazio e
tante idee per l’arredo di
giardini, terrazzi e spazi
all’aperto. Queste le maggiori
attrazioni della mostra
florovivaistica “Al parco con
Flora” che si è svolta da
venerdì 1 a domenica 3
giugno al Parco Maiorca di
Santa Marinella. La
manifestazione, alla sua prima
edizione, è stata promossa
dalla Cooperativa sociale
Flormart in collaborazione
con la Cooperativa sociale
integrata Aura e il patrocinio
delle istituzioni regionali,
provinciali e del comune di
Santa Marinella insieme alla
Confederazione italiana
agricoltori (Cia). Tanti gli
appassionati e i profani del
settore che hanno colto
l’occasione di avvicinarsi al
meraviglioso mondo dei fiori,
di ammirarli da vicino e di
subirne l’intramontabile
fascino. La manifestazione è
stata anche un’importante
occasione per un confronto
tra le tante aziende
espositrici, produttori,
esercenti commerciali, ditte e
associazioni che operano nei
settori che vanno dal
florovivaismo all’arredo
giardino, aziende di prodotti
biologici e biodinamici, di
piante comuni e rare.
Durante la manifestazione si
sono svolti incontri e dibattiti
sulle condizioni attuali della
produzione floricola e
florovivaistica, sulle
problematiche dei produttori,
sui temi del lavoro e della
sicurezza.
e
“Spesa facile”,
premiate dodici
scuole del Lazio
Sono state dodici le
scuole del Lazio vincitrici
del concorso per la
realizzazione di disegni
sulla stagionalità dei
prodotti agricoli regionali,
Lazio / informazione
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Lazio / informazione
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bandito nell’ambito del
progetto "Spesa facile".
Agli istituti premiati è
andato un assegno di 500
euro spendibile per una
“visita” ad un agriturismo.
L’iniziativa - voluta
dall'assessorato
all'Agricoltura della
Regione Lazio e Arsial, in
collaborazione con la
Provincia di Roma e cofinanziato dalla
Commissione Europea,
nell'ambito delle azioni
d’informazione sulla Pac
(Politica agricola
comunitaria) - ha
coinvolto 1.600
scuole della
regione
attraverso la
distribuzione di
opuscoli sulla
stagionalità
delle produzioni agricole
del Lazio. L’obiettivo è
stato quello di informare e
sensibilizzare i giovani in
età scolare sui temi della
sicurezza alimentare, della
qualità e della stagionalità
delle produzioni e della
loro provenienza
territoriale. È stata prevista
anche la pubblicazione di
un calendario della
stagionalità dei prodotti
agroalimentari sulla base
di un elaborato delle
scuole, realizzato in
materiale resistente e in
formato maneggevole:
fungerà da guida per una
spesa più sana e
rispettosa dei tempi
naturali della produzione
agricola.
e
CIA LAZIO TROVA UNA “VIA D'USCITA” PER I DEBITI AGRICOLI…
La Cia – Confederazione Italiana Agricoltori – ha recentemente avviato una
campagna di ristrutturazione dei debiti Inps che consente agli agricoltori del
Lazio di regolarizzare la propria posizione contributiva e quella dei propri
dipendenti. Nel particolare, è dall'11 giugno (fino all'8 ottobre) che le sedi
provinciali della Cia del Lazio sono a disposizione degli agricoltori per fornire assistenza e raccogliere
le adesioni. Come ha dichiarato Alessandro Salvadori, presidente della Cia Lazio, “il piano di rientro
dei debiti Inps è una questione di vecchia data che finalmente ha trovato il modo di giungere a una
soluzione in un'ottica che vede il settore rurale orientato a uno sviluppo democratico e trasparente.
La regolarità contributiva rappresenta, inoltre, per le aziende agricole l’opportunità di guardare con
maggiore serenità al proprio futuro, in vista soprattutto delle nuove norme che individuano nella
correttezza dei versamenti contributivi il requisito indispensabile per accedere alle agevolazioni e ai
finanziamenti regionali, nazionali e comunitari”. Possono essere ristrutturati tutti i crediti ceduti alla
SCCI maturati fino al 31 dicembre 2004. I soggetti interessati sono i titolari di aziende agricole
singole o associate che versano, per se stessi o per i propri dipendenti, contributi previdenziali e
assicurativi alla gestione agricoltura. Due le modalità di pagamento previste: in un'unica soluzione con
versamento del 30% del debito, oppure dilazionato in 40 rate trimestrali (10 anni).
… COLDIRETTI AIUTA LA
COMUNICAZIONE TRA
IMPRESE E BANCHE…
…. E CONFAGRICOLTURA
DIFFONDE I "MANUALI DELLE
BUONE PRATICHE AGRICOLE"
Si chiama “Criteri generali di valutazione per le
La Confagricoltura ha perfezionato i “Manuali
imprese agricole” la nuova Guida nata dalla
collaborazione tra il Consorzio PattiChiari e la
Coldiretti per semplificare i rapporti tra banche
e imprese agricole. La Guida fornisce gli
strumenti utili alle imprese ad effettuare
un’auto-diagnosi dell’azienda e a determinare
tutti gli elementi significativi per le richieste di
finanziamento. Nel sottolineare l’importanza
della Guida per l’impresa agricola che sarà
utilizzata a supporto all’attività di CreditAgri, il
Presidente della Coldiretti Sergio Marini ha
affermato che “un credito accessibile che
sostiene gli investimenti all’innovazione e
favorisce il ricambio generazionale è una
esigenza fondamentale per un’agricoltura
moderna sempre più orientata alla
diversificazione delle attività.” Secondo
Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’Abi e
presidente del Comitato Dierettivo del
Consorzio PattiChiari “la Guida risponde
esattamente alle esigenze determinate dalle
nuove normative che impongono alle banche
un’elevata qualità delle informazioni da acquisire
attraverso un dialogo chiaro e una
comunicazione trasparente con le imprese.”
La Guida è strutturata in cinque aree tematiche
che aiutano l’imprenditore agricolo
nell’autovalutazione e nella conoscenza
economica della sua impresa, dalla definizione
del business, al mercato di riferimento nella
quale opera l’azienda, passando attraverso la
gestione operativa.
delle Buone Pratiche Agricole” (BPA) per il
rispetto dei requisiti del “Pacchetto Igiene”. In
pratica, sono illustrati al meglio gli strumenti
applicativi delle norme relative alla sicurezza
alimentare ed alla rintracciabilità. La nuova
normativa sulla sicurezza alimentare richiede al
settore della produzione primaria nuovi
adempimenti, ed i manuali della BPA,
rappresentano uno strumento utile per
agevolarne l’applicazione. Infatti l’operatore
(impresa) è tenuto a dimostrare che opera in
sicurezza e che i propri sistemi di controllo
garantiscono la sicurezza degli alimenti (utilizzo
di manuali di buona prassi igienica, metodi
riconosciuti scientificamente, sperimentazioni,
ecc.). Da ciò l’impegno di Confagricoltura a
indicare le buone prassi da osservare. Insieme
ai Manuali sono stati sviluppati i programmi
informatici di gestione. Il kit è stato posto a
disposizione di tutti i centri di consulenza
aziendale provinciali e regionali della
Confagricoltura. I primi manuali riguardano
cinque filiere: cereali, olive, allevamenti suinicoli,
ortaggi, foraggiere, ai quali si aggiungeranno a
breve quelli relativi alle uova, alla viticoltura, alla
frutta, agli allevamenti avicoli, bovini da carne e
bovini da latte. I Manuali delle Buone pratiche
Agricole della Confagricoltura sono i primi ad
essere stati pubblicati in Italia per il comparto
della produzione primaria; le aziende associate
possono rivolgersi per ogni informazione alle
Unioni Agricoltori della propria zona.
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news
NEWS
Un “Sogno per la vita”
per l’Africa e contro l’Aids
L
’agroalimentare partecipe nella lotta
all’Aids in Africa con il progetto
“Wine and food for life”, ideato in
collaborazione tra l’assessorato
all'Agricoltura della Regione Lazio, l’Arsial
e la Comunità di Sant’Egidio, tutti uniti a
sostegno dell'iniziativa “Dream”, “sogno”.
In pratica, “Food for Life” si aggiunge a
“Wine for life”, manifestazione che già dal
2003 lega oltre cento produttori vinicoli. I
ristoratori accompagneranno un proprio
piatto caratteristico al progetto,
devolvendo a “Dream” un euro ogni volta
e
Vino e oro, beni
preziosi in mostra
a Castel Sant’Angelo
Vino e oro, due arti
Lazio / informazione
antiche che trovano nella
terra e nel lavoro di
agricoltori e artigiani il loro
denominatore comune. E’
nato da qui
l’accostamento che la
manifestazione “Oro di
Roma” ha riproposto
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quest’estate per il
secondo anno
consecutivo nella
splendida cornice romana
di Castel Sant’Angelo,
che viene ordinato. Tra le prime adesioni
quella dell'enoteca Palatium di via Frattina
a Roma, dove – mercoledì 6 giugno - è
stato illustrato il progetto dall’assessore
all’agricoltura Daniela Valentini che lo ha
presentato insieme al sindaco di Roma
Walter Veltroni, a Mario Marazziti,
(portavoce della Comunità di Sant’Egidio)
e a Massimo Pallottini, (commissario
straordinario Arsial).
dove le opere degli artisti
orafi sono state esposte,
accostate e accomunate
al meglio della produzione
vitivinicola laziale. Vini che,
ormai da anni
comunemente non a caso
prendono in prestito dalla
terminologia orafa gli
aggettivi che li
caratterizzano: rosso
rubino, ambrato, rosso
granato, riflessi d’oro…
Come ha spiegato
l’assessore regionale
all’Agricoltura, Daniela
Valentini, “il mondo dei
gioielli e quello del vino
hanno in comune
tradizioni millenarie che
continuano a vivere nel
loro continuo rinnovarsi.
Due mondi che sono
frutto di un lungo e
meticoloso lavoro
artigiano e che
concorrono allo sviluppo
economico del mercato
capitolino e regionale”.
e
LA DIETA
MEDITERRANEA?
UN PATRIMONIO
DELL'UMANITÀ
Come la laguna di Venezia, i
trulli di Alberobello, il Machu
Picchu, Notre Dame, la
Statua della Libertà o la
grande barriera corallina: la
dieta mediterranea sta per
entrare nella lista del
Patrimonio dell'Umanità
dell'Unesco, per il valore
storico che ha assunto
questo modello alimentare
negli stili di vita e per i
benefici per la salute
dimostrati scientificamente.
La proposta è incredibilmente! - non del
Governo italiano, ma di quello
spagnolo, ed è stata
ufficializzata alla
Commissione europea, che
ha appoggiato pienamente la
proposta. In una nota la
Coldiretti ha sottolineato
come “l'iniziativa del Governo
Zapatero abbia un valore
straordinario per l'Italia,
Paese simbolo di questo tipo
di cucina e dove più radicata
è la cultura alimentare
fondata sui principi della
dieta mediterranea con
primati raggiunti nelle
principali produzioni base
come la frutta, verdura e
pasta e il posto d'onore nella
UE per vino e olio di oliva,
dietro rispettivamente alla
Francia e alla Spagna. La
dieta mediterranea è infatti
basata sul consumo di
alimenti ricchi di fibre (cereali,
legumi, frutta e verdura), di
olio d'oliva e di pesce ed è
unanimemente riconosciuta
come dieta sana e nutriente,
utile per contrastare
l'invecchiamento cellulare e le
malattie cardiovascolari”. Fra
l'altro è importante ricordare
che pane, pasta, frutta,
verdura, extravergine e il
tradizionale bicchiere di vino
consumati a tavola in pasti
regolari rappresentano
l'elemento forse essenziale
che ha consentito agli italiani
di conquistare il record della
longevità con una vita media
di 77,2 anni per gli uomini e di
82,8 anni per le donne: cifre
nettamente superiori a quella
della media europea. Fra
l'altro mentre in Europa
l'obesità rischia di diventare
una malattia sociale, gli
italiani si aggiudicano il
primato di nazione con gli
abitanti meno grassi e
connotati dalla migliore forma
fisica: indubbio merito, anche
questo, della dieta
mediterranea.
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Agroenergia 21x30
27-07-2007
REGIONE LAZIO
Assessorato
all’Agricoltura
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Dalla Valle del Sacco
alla Valle dei Latini.
Nella Regione Lazio
nasce il primo distretto
agroenergetico
d’Italia.
Siamo
pieni
di energia.
Dai girasoli,
carburante per gli autobus.
Dai pioppi,
riscaldamento per gli edifici pubblici.
Dall’agricoltura,
energia alternativa e rinnovabile.
Nasce nel Lazio la Valle dei Latini,
il primo distretto agroenergetico d’Italia.
Tra Roma e Frosinone,
50 mila ettari dedicati al futuro.
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Cronaca•
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DISTRIBUTORI
DI FRUTTA BIOLOGICA
Del mangiar bene e sano
l'assessorato all'Agricoltura della
Regione Lazio ha fatto la sua
bandiera. Dopo la legge contro gli
Ogm sono arrivati nelle scuole i
distributori automatici di frutta
biologica. Distributori che non
sono mancati nello spazio di
Agricoltura in città, capaci di
incontrare il favore dei visitatori.
E' importante ricordare che la
sperimentazione, avviata solo
qualche mese fa, si avvale di un
finanziamento regionale di 84mila
euro, e che parte del ricavato sarà
inoltre devoluto all'azienda
agricola che la Regione Lazio sta
costruendo a Kinshasa, nella
Repubblica Democratica del
Congo.
Bio ico
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TANTA
ATTENZIONE
AI BAMBINI
Per tutto il periodo della manifestazione sono stati diversi i
servizi “pensati” per i bambini. Baby parking, baby dance,
laboratori creativi, spettacoli musicali, teatrali e
cinematografici, un servizio “ad hoc” di ristorazione: tutto
questo in esclusiva per i piccoli visitatori in età compresa
tra i 4 e 12 anni.
Un intrattenimento “a più facce” centrato anche sulla
possibilità di far conoscere ai bambini il mondo
dell'agricoltura, permettendo di conseguenza ai genitori di
poter visitare in piena tranquillità i vari spazi allestiti e in tal
modo di partecipare anche alle diverse attività in
programma. Obiettivo, anche in questo caso, centrato.
AGRICOLTURA
IN CITTÀ
Lazio / informazione
AGRICOLTURA
IN CITTÀ
UN GRANDE “RADUNO” ALLARGATO
A TUTTO IL MONDO AGRICOLO,
SETTE CONVEGNI/DIBATTITI
(CAPACI DI TOCCARE TUTTI I TEMI
PIÙ ATTUALI CHE RIGUARDANO IL
SETTORE AGRICOLO), LA
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ROMA
E LA SUA CAMPAGNA”: QUESTO IL
PROGRAMMA PIÙ ISTITUZIONALE E
UFFICIALE DI AGRICOLTURA IN
CITTÀ. MA NEL MESE E MEZZO DI
DURATA DELLA MANIFESTAZIONE
SONO STATI TANTI ALTRI I MOTIVI E
GLI SPAZI DI INTERESSE RISERVATI
ALLE MIGLIAIA DI VISITATORI CHE
HANNO VIA VIA POPOLATO L'AREA
DEDICATA ALL'EVENTO, AL FORO
ITALICO. VEDIAMOLI INSIEME.
di Daniele Camilli
SPAZIO
LIBRI
NELL'OCCASIONE, ERA
SOPRATTUTTO DEDICATO AL
MONDO DELLA RURALITÀ
LAZIALE. AL SUO INTERNO È
STATO POSSIBILE
CONSULTARE MOLTE
PUBBLICAZIONI TRA CUI LA
GUIDA DEI VINI DEL LAZIO, LE
CARTE D'IDENTITÀ DEI
PRODOTTI AGRICOLI
ECCELLENTI, LE RIVISTE
DELL'ASSESSORATO
ALL'AGRICOLTURA, OPUSCOLI
E QUADERNI PER
APPROFONDIRE E
CONOSCERE PIÙ DA VICINO IL
MONDO DELL'AGRICOLTURA
LAZIALE.
SPAZIO ISTITUZIONALE
Qui è stato possibile informarsi
sulle attività e sulla politica
intraprese dall'assessorato
all'Agricoltura della Regione
Lazio. Uno spazio rivolto ai
cittadini e agli operatori del
settore agricolo, strumento di
conoscenza per scoprire le
tematiche più care all'agricoltura,
dalla sicurezza ed educazione
alimentare allo sviluppo delle
agro-energie passando per i
distretti rurali e agro-alimentari
di qualità.
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Poli ricola
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8-08-2007
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•Cronaca
PALATIUM
SPAZIO
POLIFUNZIONALE
Palatium, l'Enoteca Regionale di Via Frattina, in questa “trasferta”
si è rivelata un luogo polifunzionale ideale per un aperitivo o un
pranzo leggero, con uno spazio - il winebar - dedicato alla
degustazione e all'acquisto dei prodotti, animato da un ricco
calendario di incontri, seminari, degustazioni a tema ed altro
ancora. Ricca ed assortita la carta degli oli extravergine di
oliva e delle acque minerali, vasto l'assortimento dei prodotti tipici
delle cinque province del Lazio, ampie le proposte dei menù
regionali. Tra le tante particolarità che l'Enoteca proponeva, anche
l'angolo dedicato ai prodotti kasher.
DISTRIBUTORE DI LATTE
Cibo
CONCERTI
Oltre a quello finale di Tosca, ne
sono stati messi in calendario ogni
giovedì all'interno dello spazio
dell'Enoteca Palatium dell'Arsial.
Si è trattato di “Vino, jazz &
blues”, serata settimanale di
musica dal vivo in cui si sono
esibite alcune delle più interessanti
band del panorama musicale
romano.
a
c
i
s
Mu
CENTRO SERVIZI
PER IL TURISMO
ENOGASTRONOMICO
MUSEO DEL CAVALLO
E DELL'UOMO
Pannelli esplicativi, attrezzi,
oggettistica, immagini e una guida
per spiegare il forte legame tra
l'uomo e il cavallo maremmano,
che nella nostra regione conta
oltre mille esemplari iscritti al
Libro Genealogico gestito
dall'associazione Nazionale
Allevatori di Cavallo
Maremmano.
Un museo questo, che gli amanti
del cavallo hanno mostrato di
apprezzare moltissimo.
o
e
s
Mu
Uno spazio pensato per
valorizzare la rete dei percorsi
enogastronomici regionale
costituita dalla Strada dei Vini dei
Castelli Romani, la Strada del
Vino Cesanese, la Strada del Vino
della Teverina, la Strada dell'Olio
e dei Prodotti Tipici della Sabina,
la Strada dell'Olio
Dop del Canino e la Strada Terra
del Cesanese di Olevano Romano.
Una promozione del territorio che
è compito del CSTE, il Centro
Servizi per il Turismo
Enogastronomico, vetrina
permanente dei prodotti tipici dei
diversi territori regionali e dove è
possibile, per gli utilizzatori
professionali ed i Gruppi di
acquisto (in quei giorni anche al
Foro Italico, oltre che nella sede
naturale, alla Borsa merci di
Roma) conoscere - anche
attraverso degustazioni guidate- e
acquistare le prelibatezze di
ciascuna Strada scegliendo tra le
oltre cinquecento proposte delle
aziende socie.
Lazio / informazione
Il chiosco del cibo da strada ha
rappresentato una delle maggiori
attrattive della manifestazione. Un
angolo dedicato al cibo da
asporto, per un consumo veloce
ma di qualità: panini ripieni con
verdure di stagione e frittata,
porchetta, nocciole e tante altre
prodotti sfiziosi al gusto. Grande
il successo di critica e di pubblico.
enotronomia
gas
AGRICOLTURA
IN CITTÀ
CIBO DA STRADA
AGRICOLTURA
IN CITTÀ
e
t
t
a
L
Nell’occasione, di latte crudo.
Così si è potuto riscoprire il
piacere di bere un bicchiere di
latte appena munto, ricco di tutte
le sue qualità organolettiche e
nutritive, in tutta qualità. A
disposizione dei visitatori sono
state anche previste bottiglie di
plastica: adulti e piccini hanno
potuto portare a casa un litro di
latte davvero diverso dal solito.
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eventi
EVENTI
Agricoltura in città, un Raduno col botto!
>
di Tiziano Marelli
NON SOLO QUELLO ASSICURATO DAI FUOCHI ARTIFICIALI, MA ANCHE MERITO DEGLI
INTERVENTI DI DANIELA VALENTINI, PIERO MARRAZZO E DEL MINISTRO PAOLO DE
CASTRO. LA SERATA CHIUSA DA UN BELLISSIMO CONCERTO DI TOSCA
Lazio / informazione
O
12
ltre cinquecento agricoltori, convenuti da
tutte le province laziali, hanno partecipato al
Raduno del mondo agricolo, appuntamento
in calendario nell'ambito della manifestazione
Agricoltura in città giovedì sera, 19 luglio, negli spazi
di Romaestate, al Foro Italico. Un appuntamento
contraddistinto da un autentico “botto”: non quello
dei fuochi artificiali che hanno concluso la serata (in
contemporanea con un bellissimo
concerto di Tosca), piuttosto per
quello assicurato da un autentico
“parterre de roi” del settore
agricolo, rappresentato al suo
massimo livello. E se ad intervenire
sono stati, nell'ordine, l'assessore
regionale all'agricoltura Daniela
Valentini, il presidente della Regione
Lazio Piero Marrazzo e il ministro
alle politiche agricole Paolo De
Castro, ad essere presenti erano
pressoché tutte le massime cariche
istituzionali regionali. Una partecipazione
sottolineata all'inizio del suo intervento dall'assessore
Valentini, “a testimonianza dell'attenzione e del
momento 'magico' che sta vivendo il mondo agricolo
laziale, impegnato in una dura battaglia di
'riconquista' di spazi e di credibilità, andati persi
negli anni passati”. Una “riconquista” che l'assessore
sta perseguendo con fermezza, se è vero che “in due
anni di governo abbiamo ribaltato completamente la
politica agricola della regione, puntando sulla
partecipazione e mettendo a punto una serie di leggi
(lotta agli Ogm, rilancio degli agriturismo,
definizione dei distretti rurali) che nei prossimi mesi
vedranno la loro piena applicazione”. Nel
particolare, ha specificato la Valentini, “a settembre
sarà operativa la legge sugli agriturismo, in autunno
invece troverà applicazione il pre-bando sul Prs,
dichiarato 'ricevibile' dalla Ue”: ciò significa che il
Lazio non perderà i finanziamenti previsti per il
2007. Una rinascita possibile anche, sempre secondo
la Valentini, “grazie all'impegno dei
giovani agricoltori e delle donne
imprenditrici: soggetti capaci di
dimostrare che è stato possibile
voltare pagina e guardare con
fiducia al futuro, un futuro che è
nelle nostre mani e che sapremo, se
lo vorremo veramente, gestire al
meglio”. Concetti e linee di
intervento approvati anche dal
presidente della Regione, Piero
Marrazzo: “Vorrei sottolineare che la politica di
Daniela Valentini è la 'nostra' politica, quella
perseguita dalla nostra Giunta e che riscuote la
massima approvazione. In questo ambito credo di
poter affermare che stiamo compiendo una grande
opera di rilancio, e i risultati già si intravedono
chiaramente”. Opinione condivisa anche dal ministro
De Castro, che vede “nel Lazio un modello di
sviluppo esemplare, ben inserito in un piano di
politica agricola perseguita a livello nazionale”. Un
modello di sviluppo che, “con il nuovo PSR (il
Programma di Sviluppo Rurale, ndr) troverà la sua
piena applicazione e mostrerà la sua efficacia nel
migliore dei modi”. Concetti colti e approvati in
pieno anche dalla folta platea, come dimostrato dalla
standing ovation finale riservata agli oratori. Questo
tipo di raduno ha rappresentato una novità assoluta
per il mondo agricolo, ma visto il successo di questa
“prima”, è facile immaginare che l'iniziativa trovi
spazio anche negli anni a venire.
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PSR • PS
>
Un… poker d'Assi
per il nuovo
di Daniele Camilli
PSR
SONO QUATTRO GLI “ASSI” PORTANTI SU CUI SI FONDA IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 DEL LAZIO. FINE DEGLI INVESTIMENTI A PIOGGIA, INVECE GRANDE ATTENZIONE AI PROGETTI INTEGRATI DI VOCAZIONE TERRITORIALE. IL “RUOLO PROTAGONISTA” DI GIOVANI E DONNE
Lazio / informazione
U
14
n miliardo e mezzo
di euro di investimenti
in sette anni e oltre
duecentomila aziende interessate
su una superficie rurale che è pari
all'80% dell'intero territorio
laziale. Sono questi i numeri
più significativi del nuovo
Programma di Sviluppo Rurale
(PSR) 2007-2013.
Un PSR che per la prima volta
scommette sui giovani, sulle
donne, sulla qualità e
sull'eccellenza dei prodotti.
Non solo, nel nuovo programma
è specificato che non verranno più
concessi finanziamenti a pioggia,
ma solo a progetti integrati che
partono dai bisogni e dalle
vocazioni del territorio; con la
stessa logica nessun fondo verrà
concesso in futuro alle aziende che
non rispettano i contratti
nazionali di lavoro.
Politiche di filiera, sviluppo
delle agroenergie,
commercializzazione,
multifunzionalità, no agli OGM,
occupazione, certezza di reddito
e valorizzazione dei territori
per dare sviluppo economico:
questi i principali punti strategici
della nuova programmazione
dove fa il suo ingresso “pesante”
anche la città di Roma come
risorsa per tutta l'agricoltura
regionale.
Il nuovo PSR si suddivide in
quattro Assi di intervento ripartiti
in circa 40 misure, ognuna delle
quali affronta un aspetto
particolare dello sviluppo del
settore agricolo all'interno di
un'unica programmazione che
punta a mettere a sistema tutte le
risorse intrecciandole con la
storia, le vocazioni, la cultura e il
patrimonio storico-artistico dei
territori regionali.
Vediamo insieme le caratteristiche
dei diversi Assi nel dettaglio.
Il primo Asse
50%
È dedicato al miglioramento
della competitività del settore
agricolo forestale, e assorbirà il
50% delle risorse a disposizione.
Il Lazio si conferma così tra le
regioni che hanno deciso di
investire più della metà delle
risorse previste su settori
strategici: infatti il primo Asse
punta al sostegno della
competitività delle imprese, al
ricambio generazionale e ai nuovi
insediamenti dei giovani
agricoltori, all'imprenditoria
femminile, all'ammodernamento
delle imprese agricole e
agroalimentari, alla promozione e
alla commercializzazione dei
prodotti di eccellenza e alla
qualificazione degli agricoltori.
GLI ASSI
DEL NUOVO
PSR
Asse I
MIGLIORAMENTO DELLA
COMPETITIVITÀ DEL SETTORE
AGRICOLO FORESTALE
(50% DELLE RISORSE).
Asse II
MIGLIORAMENTO
DELL'AMBIENTE E DELLO
SPAZIO RURALE
(34% DELLE RISORSE).
Asse III
QUALITÀ DELLA VITA NELLE
ZONE RURALI E
DIVERSIFICAZIONE
DELL'ECONOMIA RURALE
(12% DELLE RISORSE).
Asse IV
PROGRAMMI LEADER
(6% DELLE RISORSE).
Il secondo Asse
3 4%
È teso al miglioramento
dell'ambiente e dello spazio rurale
con un investimento del 34%
delle risorse, e rispetto al primo
punta invece al miglioramento
dell'ambiente, concentrandosi
sulla salvaguardia delle
biodiversità, la riduzione dei gas
serra, la tutela e il miglioramento
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SR • PSR
LE CIFRE
DEL NUOVO
PSR
Nei prossimi 7 anni, il Nuovo Programma di Sviluppo Rurale
metterà in moto in tutta la regione investimenti pari a 1 miliardo e
mezzo di euro. Gli investimenti previsti sono così suddivisi:
Spesa pubblica
655 MILIONI DI EURO (43% DELL'INTERO PSR)
Spesa pubblica compresa la quota del privato
988 MILIONI DI EURO (66% DELL'INTERO PSR)
delle risorse idriche e del suolo, la
conservazione del paesaggio
rurale il sostegno alla filiera
agroenergetica.
E' opportuno ricordare che nel
Lazio è stato da poco approvato e
avviato il Distretto agroenergetico
della Valle dei Latini, il primo in
Italia a produrre energie
alternative, prima esperienza
assoluta a livello nazionale di
bonifica attraverso l'agricoltura in
una zona, quella della ex Valle del
Sacco, colpita in passato da un
grave inquinamento.
Il terzo Asse
Indotto
CIRCA 500 MILIONI DI EURO (34% DELL'INTERO PSR)
12%
Il quarto Asse
6%
E' quello che si riferisce ai
“Programmi Leader”, con il 6%
delle risorse. I “Programmi”
in questione riguarderanno
le strategie di sviluppo locale per
la crescita dei territori rurali con
interventi che vogliono valorizzare
le risorse a livello locale, creando
opportunità di reddito
e occupazionali attraverso
il miglioramento delle capacità
progettuali e gestionali nelle
aree rurali.
In conclusione, è opportuno
sottolineare che per la prima volta
giovani e donne avranno un ruolo
di primo piano nel PSR. Nel
particolare, il 12% delle risorse di
tutto il Programma saranno infatti
destinate all'insediamento di
giovani imprenditori agricoli con
l'obiettivo di raddoppiare la loro
presenza nella nostra regione. Sono
infatti i giovani ad essere
considerati il futuro della nostra
agricoltura e il PSR intende
incentivarli con interventi concreti
e contribuire alla crescita dei
territori in cui vivono. Sostenere
l'imprenditoria giovanile
significa inoltre evitare lo
spopolamento dei comuni e dei
piccoli centri che invece
abbisognano di risorse,
competenze e intelligenze per
continuare a crescere. Invece il
40% di queste risorse sarà
destinato alle donne, tendendo a
valorizzare una componente
fortemente innovativa che con
passione e professionalità
contribuisce quotidianamente allo
sviluppo di tutto il settore agricolo.
Lazio / informazione
Si occuperà della qualità della vita
nelle zone rurali e della
diversificazione dell'economia
rurale, in un'ottica
multifunzionale, cioè puntando a
“mettere a sistema” le risorse
storiche, artistiche, ambientali e
rurali dei territori. L'Asse dispone
del 12% del totale delle risorse a
disposizione.
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biologico
A
R
U
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e
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“Co
>
di Beatrice Curci
NATO PER
RESTITUIRE
“PULIZIA E
DIGNITÀ” AL CIBO,
IL BIOLOGICO
ARRIVA OGGI
SOPRATTUTTO
SULLE TAVOLE DI
COLORO CHE
PENSANO CHE
“SIAMO CIÒ CHE
MANGIAMO”
E CHE DESIDERA
TORNARE AI
SANI SAPORI
DI UNA VOLTA.
>> scopriamo insieme
Cos'è il metodo
di coltivazione biologica
La coltivazione biologica è metodo
nato parecchi anni fa su impulso di
persone che hanno creduto che si
potesse avere una produzione
rispettosa della natura e dell'uomo
e sostenibile da un punto di vista
economico. Il metodo è stato nel
tempo definito con maggiore
precisione, fino ad essere
regolamentato da una legge
comunitaria (il Regolamento Cee n.
2092 del 24 giugno 1991). I
principali parametri che la
produzione biologica deve
rispettare per definirsi tale sono:
Lazio / informazione
> i prodotti devono essere
coltivati in terreni dove da
almeno due anni è stato
sospeso l'uso di prodotti
chimici di sintesi;
> il periodo di transizione dalla
coltivazione convenzionale a
quella biologica viene chiamato
"periodo di conversione";
> i terreni devono essere
nettamente separati dagli
appezzamenti con produzione
non biologica. E' proibito ogni
concime chimico;
16
_ MA IL MONDO DELLE COLTIVAZIONI SENZA PESTICIDI,
DELLA CARNE E DEI FORMAGGI PRIVI DI ADDITIVI
CHIMICI È MOLTO PIÙ COMPLESSO DI QUELLO
CHE SI IMMAGINA. PROVIAMO A SCOPRIRLO…
> la fertilità del suolo
si mantiene attraverso rotazioni
agrarie e l'uso di concime
animale e di altro materiale
organico consentito. E' proibito
ogni antiparassitario chimico;
> le malattie delle piante e gli
insetti dannosi si combattono
con metodi naturali: la salute
degli animali si tutela in un
ambiente sano e con rimedi
prevalentemente omeopatici;
> devono essere adottate
procedure particolari per
_
impedire la contaminazione dei
cibi durante il
confezionamento, il trasporto e
la vendita. Ogni fase della
produzione (coltivazione,
trasformazione,
confezionamento ecc.) è
sottoposta a controllo;
> i produttori che credono in
questo metodo sono sempre
più attenti a migliorare il
proprio lavoro, e ora sono in
prima linea contro le
modificazioni genetiche.
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o bio bio
l’agricoltura biologica <<
Come nasce il biologico
e quanto si è diffuso
Il movimento organico-biologico si
è sviluppato dall'evoluzione di
tendenze filosofiche favorevoli a un
modo di vita naturale. Presente fin
dalla seconda metà dell'800,
soprattutto in Germania, in
contrapposizione allo sviluppo delle
produzioni agricole basate
sull'impiego massiccio di sostanze
di sintesi. Nella seconda metà del
'900 la diffusione di mezzi tecnici
molto aggressivi nei confronti
dell'ambiente ha quindi stimolato
l'inizio delle prime esperienze di
agricoltura biologica.
Questo mercato ha poi avuto una
grande espansione. Basti pensare
che la superficie delle aziende
agricole biologiche in Italia è
passata da 300.000 ettari nel 1997
a un milione di ettari (e più di
40mila aziende) attualmente
coltivati . Tanto che l'Italia è il
primo produttore europeo di
alimenti biologici e il terzo nel
mondo. La quota di biologico, sul
totale dei consumi alimentari è però
ancora bassa (circa il 2 per cento).
Inoltre, la crescita del consumo in
Italia non è omogenea: il Sud
produce molto ma consuma poco,
mentre nel Nord avviene il
contrario. Di tutti gli alimenti
prodotti, la metà viene esportata,
così che la
crescita della produzione nazionale
supera largamente il pur rilevante
incremento delle vendite al
dettaglio sul territorio italiano. Nel
Lazio le aziende che producono
biologico sono 2.736 e si colloca al
quinto posto tra le regioni italiane.
La superficie coltivata è di 70 mila
ettari, di cui l'80 per cento riguarda
le province di Roma e Viterbo, ed è
pari al 10 per cento della superficie
agricola utilizzata. Mentre tale
superficie a livello nazionale è solo
del 5 per cento.
ORTOFRUTTA > Per questi prodotti esiste un lungo
elenco di divieti: niente concimi, additivi volumizzanti,
antiparassitari, trattamenti post-raccolta per garantire
frutta e verdura, un po' meno bella, ma con più vitamine,
minerali e antiossidanti.
LATTE > L'alimentazione degli animali, almeno il 60 per
cento, deve provenire da bio-foraggio fresco che
arricchisce le qualità nutrizionali e apporta un livello più
alto di acidi grassi polinsaturi. Molte aziende hanno
infatti allestito dei distributori di latte “crudo”, non
pastorizzato.
CARNE > Gli animali, possibilmente di razze autoctone,
hanno a disposizione un'adeguata area di pascolo e
vengono nutriti con alimenti biologici, ogm-free, senza
ormoni e senza antibiotici. Le terapie per curarli infatti
sono di tipo naturale, in prevalenza fitoterapia e
omeopatia.
UOVA > La galline ovaiole devono essere allevate
secondo il cosiddetto metodo estensivo: all'aperto, con
almeno 4 metri quadrati a testa e nutrite con mangimi
biologici. Per riconoscere questo tipo di uova sul guscio è
stampato il numero “0”.
PANE > Per realizzarlo si usano farine biologiche: grano
tenero, farro, avena, semola, kamut, che devono essere
per lo più integrali, macinate a pietra e impastate con
acqua leggera, lievito naturale e sale marino. La cottura
per il pane biologico è quella nel forno a legna.
OLIO > Gli olivi non devono subire trattamenti chimici,
antiparassitari e devono essere utilizzati solo concimi di
derivazione naturale. Tutta la filiera, dall'olivocoltori
all'imbottigliamento, è a regime biologico. Oltre all'olio
d'oliva esiste anche il bio-olio di semi.
VINO > La definizione corretta è “vino da viticoltura
biologica”. Contro i parassiti dei vigneti sono consentiti
soltanto l'uso di silicato di sodio, solfato di rame e del
microrganismo trichoderma harzanium. La biovinificazione non ha però ancora una specifica normativa.
MIELE > Gli alveari sono posti in aree incontaminate e
deve essere posta grande attenzione nel procedimento di
smielatura e di invasettamento. E' proibito l'uso di
antibiotici, aggiunta di zucchero e di sostanze chimiche
di sintesi. Le api sono curate esclusivamente con essenze
naturali.
CONFETTURE > Sono realizzate esclusivamente con
frutta biologica, lavorata in modo naturale. Gli unici
conservanti consentiti sono lo zucchero di canna e il
limone. Per renderle più dolci si può ricorrere solo al
fruttosio (zucchero naturale della frutta) o al succo di
acero o d'agave ma anch'essi biologici.
Lazio / informazione
:
”
a
d
n
a
com
I PRINCIPALI
PRODOTTI
BIO
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biologico
DOVE TROVARE I PRODOTTI BIOLOGICI
NEGOZI DI ALIMENTAZIONE
NATURALE > Sono oltre un
Cosa si intende
per alimenti biologici
Sono cibi di origine vegetale o
animale ottenuti nel rispetto delle
regole e dei metodi previsti dalla
Unione Europea e soggetti per
questo a particolari misure di
controllo (Regolamento CEE
2092/91 e successive modifiche).
Tali metodi prevedono, nella
coltivazione di prodotti vegetali o
nell'allevamento di animali,
l'utilizzo di tecniche più vicine a
quelle tradizionali o comunque
più rispettose dell'ambiente e del
benessere animale, limitando a
casi particolari o escludendo del
tutto l'uso di sostanze chimiche di
sintesi.
In che cosa consiste
la rotazione colturale
La rotazione colturale programma
la sequenza delle colture che si
succedono nel tempo in uno stesso
appezzamento.
migliaio i negozi specializzati
in prodotti biologici, dove è
possibile trovare tutto quello
che serve per una spesa
completa. In moltissime
città, soprattutto del nord
Italia, c'è più di un negozio
specializzato in
alimentazione bio, i cui
gestori sono persone esperte
e disponibili a dare
informazioni e consigli ai
consumatori.
SUPERMERCATI > Dal 2000
a oggi sono raddoppiati i
supermercati con ortofrutta
e prodotti confezionati
biologici: ormai sono circa
1.500 per lo più concentrati
nel centro-nord. La
diffusione dei prodotti bio
anche nella grande
distribuzione è un ulteriore
ed importante segnale della
maturità del settore, per il
quale ormai non si può più
parlare di nicchia.
MENSE SCOLASTICHE >
Dal 2000 al 2006 c'è stato
sul territorio nazionale il
raddoppio delle mense
scolastiche biologiche. In
totale vengono serviti circa
300 mila bio pasti giornalieri.
Nel Lazio, l'assessore
all'Agricoltura della Regione,
Daniela Valentini proprio nel
bando per le mense
scolastiche del Comune di
Roma ha anche inserito “il
criterio della freschezza”. La
novità sta nel fatto che per
garantire la freschezza dei
prodotti questi devono
essere esclusivamente
regionali. Inoltre, in molte
scuole della Capitale sono
stati collocati dei distributori
di frutta biologica,
all'insegna di una merenda
sana per un'alimentazione
corretta ed equilibrata.
Sono il miglior
modo per entrare in contatto
con chi produce utilizzando il
metodo biologico. I mercatini
del biologico si stanno
diffondendo sempre più,
MERCATINI >
grazie alla sensibilità di
molte amministrazioni locali
e alle richieste dei
consumatori: sono oltre
trecento diffusi in tutta
Italia.
DIRETTAMENTE NELLE
AZIENDE BIO > E' un ottimo
modo per conoscere meglio
il biologico, per procurarsi
dei prodotti più che freschi e
anche per risparmiare visto
che i prezzi in azienda
spesso sono addirittura
inferiori a quelli dei prodotti
convenzionali.
GRUPPI D'ACQUISTO >
Siete di buon carattere e
volete fare la spesa assieme
ad altre persone come voi
interessate ad un consumo
consapevole, etico, sano ed
ecologico: potete aderire a
un gruppo d'acquisto o
formarne uno con amici o
conoscenti.
Lazio / informazione
LA TECNICA COMPORTA
I SEGUENTI VANTAGGI:
18
> un'associazione floristica ricca che
contribuisce a rendere "complesso"
l'agroecosistema anche dal punto di
vista botanico e quindi a mantenere
equilibrata la flora infestante. Lo
scopo è quello di evitare l'aumento
incontrollato di specie infestanti più
competitive. Anche tra le infestanti,
così come tra gli insetti, infatti, si
stabilisce una competizione che, in un
agro-ecosistema in equilibrio, porta a
frenare lo sviluppo incontrollato e
dannoso di una o poche specie.
> Il contenimento della quantità di
propaguli (semi ed altri organi
riproduttivi quali bulbi, bulbetti, ecc.)
presenti nel terreno. Con le rotazioni
colturali, invece, è possibile inserire
colture che hanno un ciclo vegetativo
diverso tra loro e che quindi non
esercitano nessuna azione di
selezione.
> la possibilità di inserire nella
rotazione colture "rinettanti". Le
colture rinettanti sono specie che, a
fine ciclo colturale, lasciano il campo
meno infestato. Tra le colture in
grado di abbattere l'infestazione
presente sul campo si segnalano
soprattutto le foraggere: inserendo
tali colture nella rotazione, infatti, è
possibile avvantaggiarsi della
tecnica dello sfalcio che, eliminando
le infestanti prima che queste
vadano a seme, permette di
contenere in maniera determinante
l'infestazione che si esprime nella
coltura successiva.
> l'ottenimento di una coltura più
competitiva nei confronti delle
infestanti. La rotazione, come è noto,
limita la diffusione di alcune fitopatie
(malattie delle piante) causate
soprattutto da funghi e nematodi.
Questo rende indirettamente le piante
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co bio bio
più sane e vigorose e quindi dotate di
maggiore capacità competitiva.
> la diminuzione dei microrganismi
patogeni e degli insetti dannosi a
quel tipo di coltura.
Una buona rotazione prevede la
successione tra piante
depauperanti (quelle cioè che
impoveriscono il suolo di elementi
abbondante di ammendanti
(peperone);
> sfruttare l'effetto residuo per quelle
che invece non sopportano la diretta
somministrazione di fertilizzanti
organici o non richiedono quantitativi
eccessivi (cipolla);
> alternare colture che richiedono
lavorazioni profonde (melone),
dannose a causa della veloce
ossidazione della sostanza organica,
con altre ad apparato radicale più
superficiale e che quindi richiedono
un minor approfondimento delle
lavorazioni (ad esempio: lattuga,
indivia, scarola, cicoria).
IL TENORE DI AZOTO, INVECE,
PUÒ ESSERE MANTENUTO
SEMPRE A LIVELLI ADEGUATI:
> inserendo nella rotazione le
leguminose che, come è noto, sono
in grado di fissare nel terreno l'azoto
atmosferico (piante azotofissatrici).
A queste, in genere, vengono fatte
seguire piante forti consumatrici
dell'elemento in grado di sfruttare i
quantitativi precedentemente
accumulati;
> prevedendo, nella rotazione,
l'inserimento di colture di copertura
(cover crops) che, pur non avendo
finalità economica, vengono
impiantate per ricoprire il terreno nei
periodi in cui non c'è la coltura ed
evitare che le piogge dilavino l'azoto
presente o erodano il suolo.
DUNQUE UN'ADEGUATA
PROGRAMMAZIONE
DELLE ROTAZIONI PERMETTE DI:
> seminare, nell'intervallo tra due
colture, piante da sovescio che, una
volta interrate, vanno ad aumentare il
quantitativo di sostanza organica
presente nel terreno;
> effettuare delle fertilizzazioni
organiche per le colture che si
avvantaggiano della
somministrazione diretta e
L’ATTENTA
PROGRAMMAZIONE
E L’OBBLIGO
DI ROTAZIONE
COLTURALE
GARANTISCONO
LA BONTÀ DELLA
LAVORAZIONE
E DELLE TECNICHE
BIO E LA QUALITA’
FINALE
DEI PRODOTTI.
Lazio / informazione
nutritivi, come il frumento) e di
colture miglioratrici che lasciano
il terreno ricco di elementi, senza
erbacce e con una buona
struttura, come le leguminose.
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biologico
La consociazione tra piante
compatibili, invece, comporta una
serie di vantaggi, diretti e indiretti,
che si evidenziano soprattutto nei
confronti dell'agroecosistema. In
particolare, vengono valutati gli
effetti positivi sul terreno e sulla
coltura.
Con il termine consociazione si
IL BIO AI BIMBI? CONSIGLIATI. PAROLA DI PEDIATRA
Lazio / informazione
“I prodotti biologici sono sicuramente più sani e quindi consigliati nell'alimentazione dei bambini che,
per immaturità di alcuni enzimi, non hanno la stessa nostra capacità di eliminazione di pesticidi e residui chimici”: così Maria Paola Pascali, pediatra del Policlinico Umberto I, spiega i benefici del biologico nell'alimentazione infantile. “Purtroppo - aggiunge la pediatra - è stata finora scientificamente
calcolata soltanto la tolleranza dei residui minimi in riferimento a un adulto di 60 chilogrammi di peso. Non abbiamo invece dei valori relativi ai bambini. Mancanza molto grave soprattutto considerando
che i piccoli assorbono più facilmente i pesticidi. I
cibi biologici inoltre hanno una maggiore percentuale di sali minerali e vitamine, sostanze fondamentali nella fase di crescita”.
Salubrità di coltivazione e integrità delle proprietà
nutritive che fanno del biologico un vero e proprio
modello di alimentazione corretta, che potrebbe contribuire a risolvere il problema sempre più diffuso
delle intolleranze. “Non esiste - ha aggiunto la Pascali - un nesso tra alimentazione tradizionale e intolleranze, però a volte l'intolleranza è collegata proprio alla presenza di pesticidi. In questi casi il biologico diventa una vera e propria soluzione”.
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intende la coltivazione
contemporanea di diversi vegetali
sullo stesso appezzamento.
Questa tecnica consente di
valorizzare le complesse
interazioni esistenti tra le piante.
Grazie infatti alle particolari
caratteristiche degli essudati
radicali, delle resine e degli olii
essenziali prodotti, alcune piante
sono in grado di stimolare, o in
qualche caso di reprimere, lo
sviluppo delle specie vegetali che
crescono nelle loro immediate
vicinanze e di allontanare insetti
dannosi o attrarre quelli utili.
Il principio della coltivazione
mista è stato introdotto in
agricoltura sulla base di quello
che avviene in natura. Non
esistono infatti esempi di ambienti
in cui sia presente una sola specie
vegetale. Da ciò si è dedotto che
l'osservazione di molte specie di
piante, anche coltivate, traggono
un vantaggio dal crescere in un
agro-ecosistema più complesso nel
quale cioè siano allevate
contemporaneamente due o più
specie.
Non tutte le colture sono però
consociabili tra loro. Tra molte
infatti si instaura una
competizione negativa, mentre
altre non traggono alcun
vantaggio dall'essere consociate.
Si può parlare quindi di veri e
propri modelli di consociazione,
frutto di prove sperimentali e di
alcune esperienze che hanno
portato con la pratica a
verificarne o meno la validità.
I vantaggi che si possono ottenere
sono così riassumibili:
> seminare, nell'intervallo tra due
colture, piante da sovescio che, una
volta interrate, vanno ad aumentare il
quantitativo di sostanza organica
presente nel terreno;
> effettuare delle fertilizzazioni organiche
per le colture che si avvantaggiano
della somministrazione diretta e
abbondante di ammendanti
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co bio
I VANTAGGI CHE SI POSSONO OTTENERE
SONO COSÌ RIASSUMIBILI:
> migliore sfruttamento dei vari strati di
terreno:si ottiene consociando piante
con apparati radicali a diversa
profondità;
> ottimizzazione dello spazio: si ha
consociando colture a ciclo breve con
altre a ciclo lungo. il terreno utilizzato
al meglio risulta perciò sfruttato in
maniera più equilibrata perché
maggiormente coperto di vegetazione
e quindi meno soggetto ad
un'infestazione massiccia di infestanti
o a fenomeni erosivi;
> protezione del terreno da fenomeni
erosivi: in molti casi la consociazione
permette di lasciare coperto il terreno
per un periodo abbastanza lungo e
pertanto la massa verde lo protegge
da fenomeni erosivi ad opera
soprattutto delle piogge invernali;
> interazione positiva tra apparati
radicali: molte piante hanno la
capacità di secernere essudati radicali
che possono interagire, direttamente
o indirettamente, sulla crescita e lo
sviluppo delle altre colture. Della
presenza di tali sostanze se ne
avvantaggia anche la fertilità del
terreno;
> protezione delle piante dai parassiti:
alcune piante emettono sostanze che
hanno un'azione repulsiva nei
confronti di insetti dannosi per
altre specie. Un esempio di
questo fenomeno è dato
dalla consociazione tra
carota e cipolla. La
mosca della carota, la
cui larva divora le
radici, viene respinta
dall'odore delle cipolle e
non depone più le sue uova
sul colletto della carota. Allo stesso
modo, la mosca della cipolla, le cui
larve entrano nella polpa di questo
ortaggio e la trasformano rapidamente
in una massa marcia e maleodorante,
evita le aiuole in cui crescono le
carote;
> protezione delle piante dai raggi solari
diretti e dal calore: consociando
colture a taglia bassa con altre a
taglia alta, è possibile che le prime si
avvantaggino dell'ombreggiamento
provocato dalle seconde.
Gli Organismi
di controllo
Per garantire il rispetto delle
norme presenti nel Regolamento
CE 2092/91 il legislatore ha
previsto che ogni operatore a
livello di produzione,
trasformazione, preparazione,
stoccaggio, condizionamento,
etichettatura, importazione e
commercializzazione debba
essere sottoposto a un
regime di controllo e
certificazione da parte di
un organismo tra quelli
autorizzati allo scopo
dal Ministero delle
Politiche agricole e
Forestali e conformi alla
norma UNI CEI EN 45011.
Gli organismi di controllo a loro
volta sono soggetti a sorveglianza
da parte del Ministero,
delle Regioni e Province
autonome per le strutture
ricadenti nei territori di
competenza.
Lazio / informazione
(peperone);
> sfruttare l'effetto residuo per quelle
che invece non sopportano la diretta
somministrazione di fertilizzanti
organici o non richiedono quantitativi
eccessivi (cipolla);
> alternare colture che richiedono
lavorazioni profonde (melone),
dannose a causa della veloce
ossidazione della sostanza organica,
con altre ad apparato radicale più
superficiale e che quindi richiedono
un minor approfondimento delle
lavorazioni (ad esempio: lattuga,
indivia, scarola, cicoria).
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biologico
IL BIOLOGICO IN ITALIA…
Lo spazio occupato
sul mercato
Gli alimenti biologici, nonostante
siano per la maggior parte in
vendita a un prezzo superiore ai
corrispondenti alimenti “non
biologici”, negli ultimi anni hanno
occupato spazi sempre più vasti del
mercato. In primo luogo perché
questi alimenti, vegetali o animali,
prodotti con metodi simili a quelli
dell'agricoltura tradizionale,
appaiono nell'immaginario del
consumatore migliori o meglio “più
sani”. Oggi si presta
maggiore attenzione
GLI ALIMENTI
per quello che si
BIOLOGICI NEGLI
consuma. È poi
ULTIMI ANNI
aumentata la
HANNO
OCCUPATO
sensibilità alle
SEMPRE PIU'
tematiche
SPAZIO: E' LA
ambientaliste di
DIMOSTRAZIONE
fasce crescenti della
DELL'AUMENTATA
ATTENZIONE A
popolazione ed è
QUELLO CHE SI
cresciuta la
CONSUMA
disponibilità e le
reperibilità del
prodotto biologico, non più
soltanto in piccoli negozi
specializzati ma anche nella grande
distribuzione.
Lazio / informazione
Posso fidarmi dei prodotti
denominati biologici?
22
L'agricoltura biologica è
sottoposta a controlli che
riguardano tutta la filiera
produttiva. Nel biologico non ci si
basa su dichiarazioni dell'azienda.
Ma su un “Sistema di Controllo”
uniforme in tutta l'Unione Europea
e stabilito da appositi regolamenti
dell'UE, sia per la coltivazione delle
piante sia per l'allevamento degli
Non arresta la sua corsa il biologico made in Italy ma anzi
la rafforza, a riprova della bontà delle scelte operate dagli
imprenditori agricoli nostrani.
Sono passati ben sedici anni
da quando l'Europa - con il regolamento n. 2092 del 1991 decise di dare l'opportunità
agli imprenditori agricoli europei di utilizzare un metodo
di produzione a basso impatto ambientale in grado di
garantire l'arrivo sulle nostre
tavole di prodotti più sani e
qualitativamente certificati.
Da allora il mercato si è mosso
in crescendo, in particolare nw
l nostro Paese, che è diventato, con il suo milione di ettari
coltivati e con le sue 50mila
aziende biologiche (tra produttrici e trasformatrici), il paese
leader in Europa per questo
particolare metodo di produzione.
Nel mondo, siamo il terzo
paese produttore, dietro all'Austria ed all'Argentina.
Produrre “biologico” è diventato sinonimo di qualità ed il
consumatore italiano sa bene,
dopo anni di corretta informazione, che il prodotto “Bio”
animali. L'azienda che vuole
avviare la produzione biologica
notifica la sua intenzione alla
Regione e a uno degli organismi di
controllo autorizzati. L'organismo
procede a una prima ispezione con
tecnici specializzati, che esaminano
l'azienda e prendono visione dei
diversi appezzamenti,
controllandone la rispondenza con
i diversi documenti catastali, dei
magazzini, delle stalle e di ogni
altra struttura aziendale. Se
dall'ispezione emerge il rispetto
della normativa, l'azienda viene
ammessa nel sistema di controllo, e
avvia la conversione che è un
periodo di disintossicazione del
terreno dove a secondo dell'uso
precedente di prodotti chimici e
delle coltivazioni, può durare due o
più anni. Solo a conclusione di
questo periodo di conversione il
prodotto può essere
commercializzato come di
produzione biologica. L'organismo
provvede poi alle ispezioni e ai
controlli, anche a sorpresa, e
preleva campioni da sottoporre ad
analisi. Solo le aziende controllate
assomma in sé caratteristiche
ben precise: l'esclusione dal
processo produttivo di
sostanze chimiche di sintesi
nocive, l'assenza di OGM (Organismi Geneticamente Modificati), un sistema di coltivazione che rispetta e preserva l'ambiente, la garanzia del
sistema di controllo e di certificazione.
Caratteristiche, quelle appena descritte, che si sono
tradotte nella mente degli
italiani in uno slogan vincente:
“Compro Bio perché so cosa
mangio”.
da organismi autorizzati possono
definire le loro produzioni come
provenienti da agricoltura
biologica. La legge prevede che
l'organismo di controllo sia
indipendente e non schierato
"dalla parte dei produttori".
Il biologico è compatibile
con gli OGM?
Assolutamente no. Anzì, il
regolamento CEE 2091/92 che
disciplina il settore biologico,
vieta l'impiego di ingredienti o
eccipienti geneticamente
modificati. L'IFOAM,
(International Federation Organic
Agricoltural Movement)
l'organismo internazionale in cui
si riconoscono i produttori, gli
enti di controllo ed altri operatori
del settore, ha ufficialmente messo
al bando gli OGM (organismi
geneticamente modificati). In tutti
i paesi gli Organismi di controllo
si muovono su vari fronti per
assicurare l'assenza di prodotti
transgenici. Anche i produttori
stessi hanno affrontato da tempo
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co bio bio
… E NEL LAZIO
sumo di prodotti biologici a livello
nazionale. Le aziende a marchio
Bio sono ben 2.736, e la nostra regione si colloca al quinto posto a
livello nazionale. La superficie regionale coltivata è di 70 mila ettari, pari al 10% della superficie
agricola utilizzata (SAU), contro il
5% di quella nazionale. Da sole le
province di Roma e Viterbo raccolgono oltre l'80% della SAU biologica regionale e quasi il 90% delle unità di bestiame adulto. Per sostenere l'agricoltura biologica l'assessore Daniela Valentini ha promosso una serie di iniziative che
sono parte integrante del programma politico - economico per lo sviluppo agricolo del Lazio.
Un impegno dell'Assessorato all'Agricoltura che ha già al suo
attivo:
> una legge approvata nel novembre 2006, la numero 15, che ha
il problema, controllando le
forniture di sementi e di materie
prime. All'interno del movimento
biologico e biodinamico è iniziata
da anni la sperimentazione e la
produzione di sementi ottenute
con metodi che escludono il
ricorso all'ingegneria genetica.
Come si leggono le etichette
dei prodotti biologici
La normativa impone che nell'
etichetta siano specificati il tipo di
ingredienti provenienti da
agricoltura biologica e presenti nel
prodotto commercializzato.
Esistono per i prodotti biologici
tre tipi di etichette:
> un primo tipo in cui si trova il logo
comunitario e la dicitura “da
>
>
>
>
decretato il Lazio regione “Ogm
free”;
la “Biofiera”, appuntamento annuale nella Capitale che vede
produttori e consumatori protagonisti di solo Bio;
l'accordo siglato tra Regione e Comune di Roma per le mense scolastiche della città nel quale è stato inserito anche “il criterio della
freschezza” che, oltre a garantire
la freschezza dei prodotti, prevede
che questi siano provengano esclusivamente dal Lazio;
i distributori di frutta biologica:
già presenti in alcune scuole della Capitale vogliono favorire un'alimentazione corretta all'insegna
di una merenda sana ed equilibrata;
una riorganizzazione della rete del
biologico con protocollo firmato
tra Regione Lazio, CAR (il Centro
Agroalimentare di Roma) e Con-
Agricoltura Biologica”: questo
prodotto presenta almeno il 95%di
ingredienti biologici; il restante 5%
degli ingredienti deve essere
costituito da prodotti difficilmente
disponibili o disponibili in quantità
insufficienti in agricoltura biologica.
> un secondo tipo in cui sono indicati
con un asterisco i prodotti
provenienti da agricoltura biologica e
nella quale non è riportato il logo
comunitario. In questo prodotto si ha
un incidenza di ingredienti biologici
pari almeno al 70%; su queste
etichette quindi l'indicazione della
provenienza da agricoltura biologica
è riportata nell'elenco degli
ingredienti e non deve comparire
altrove. Inoltre, va specificata
l'esatta percentuale di ingredienti
biologici.
sorzio BioRoma per l'apertura nei
prossimi mesi del primo Centro
di distribuzione del biologico in
Europa, previsto negli spazi del
CAR.
Il centro, realizzato con il supporto dell'ARSIAL, un impegno di spesa di 500 mila euro per una superficie di 1500 metri quadri, garantirà per la prima volta una “filiera
corta” di prodotti a marchio biologico. E' indubbio il vantaggio per
consumatori e produttori: maggiore diffusione significa abbattimento dei costi e prezzi più convenienti. Il biologico laziale è avviato quindi a diventare sempre meno prodotto di nicchia, invece a disposizione di tutti i cittadini, soprattutto a Roma, un mercato dove la domanda molto forte.
>
a cura di Marco Bianchi
> un terzo tipo in cui si trova la dicitura
“prodotto in conversione da
agricoltura biologica” e indica quei
prodotti vegetali provenienti da
aziende in fase di conversione per
quello specifico prodotto,
ovviamente in questo caso non c'é il
logo comunitario.
I prodotti biologici devono essere
condizionati e trasportati fino al
punto di vendita al minuto in
imballi chiusi. Non è richiesta la
loro chiusura quando il trasporto
avvenga tra un produttore e un
altro operatore che però sono
entrambi assoggettati al regime di
controllo sopra elencato e i
prodotti sono accompagnati da un
documento che contiene tali
informazioni.
Lazio / informazione
Il Lazio non fa eccezione a questa
tendenza, facendo registrare, secondo uno studio di Biobank del
2006, il sesto posto su scala nazionale per attività imprenditoriali
legate al settore.
Infatti, la diffusione del biologico, ha
saputo creare canali commerciali
completamente nuovi, con risvolti
positivi nell'economia locale. Nella
nostra regione, sempre secondi i dati di Biobank, gli amanti del cibo biologico possono rivolgersi a ben 17
ristoranti specializzati, 86 negozi di
alimentari e 57 aziende agricole o
agrituristiche con vendita diretta dei
prodotti. Molto alta rispetto alla media nazionale è l'attenzione dedicata all'alimentazione per l'infanzia:
nelle mense scolastiche del Laziio
vengono confezionati oltre 153.000
pasti al giorno, pari al 17% di quelli serviti in tutta Italia. Ancora, la nostra e la regione con il maggior con-
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biologico
Glossario
AGROECOSISTEMA
Ecosistema di origine antropica,
che si realizza in seguito
all'introduzione delle pratiche
agricole, caratterizzato dalla presenza
di una o poche specie
(bio-omogeneità).
AVVICENDAMENTO COLTURALE
È la successione di colture diverse
sul suolo, si configura come una
rotazione all'interno della
programmazione aziendale.
CATENA ALIMENTARE
Una catena alimentare è il
trasferimento di energia dalle piante
attraverso una serie di animali con
una successione di comportamenti da
preda e da predatore. Per esempio,
una pianta verde, un insetto che si
nutre di foglie, e un uccello
insettivoro potrebbero essere una
semplice catena alimentare. Tutti gli
organismi viventi costruiscono catene
alimentari.
CONCIME
AZIENDA TRASFORMATRICE
Un'azienda che compra la materia
prima per lavorarla e immetterla sul
mercato in una forma appetibile al
consumatore finale. E' il caso di
aziende che producono conserve,
sottaceti, marmellate. Al fine di poter
dichiarare un prodotto "biologico" la
normativa CEE 2092/1991
regolamenta, oltre a quelli delle
aziende produttrici, anche i processi
delle aziende trasformatrici.
BIODIVERSITA'
Presenza di differenti organismi
vegetali e/o animali associati
e integrati nella costituzione
di comunità ecologiche.
BIOTECNOLOGIE
Lazio / informazione
Insieme di tecniche di ingegneria
genetica, biochimica e microbiologia
che utilizzano organismi viventi, o
parti di essi, per alterare e mescolare
il patrimonio genetico di piante,
animali o microbi, allo scopo di
produrre cibo, farmaci e prodotti
chimici, come gli OGM.
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Qualsiasi sostanza, naturale o
sintetica, minerale o organica, idonea
a fornire alle colture l'elemento o gli
elementi chimici della fertilità, a
queste necessarie per lo svolgimento
del loro ciclo vegetativo e
riproduttivo.
CONVERSIONE BIOLOGICA
Periodo di tempo applicato agli
appezzamenti di almeno due anni
prima della semina o, nel caso di
pascoli, di almeno due anni prima
della loro utilizzazione come alimenti
per animali ottenuti dall'agricoltura
biologica o ancora, di almeno tre
anni, nel caso delle colture perenni
diverse dai prati, prima del primo
raccolto dei prodotti biologici come
sono definiti all'articolo 1, paragrafo
1, lettera a, del Regolamento CEE
2092/91. Il periodo di conversione
decorre non prima della data in cui il
produttore ha notificato la propria
attività, ai sensi dell'articolo 8 dello
stesso regolamento, e sottoposto la
propria azienda al regime di controllo
di cui all'articolo 9.
CULTIVAR
Sistema di classificazione usato per
designare le diverse varietà ottenute
da una pianta coltivata.
DISERBO
Operazione con la quale vengono
distrutte le infestanti presenti in un
determinato terreno. Il controllo delle
infestanti può avvenire mediante il
ricorso alle lavorazioni meccaniche.
Gli interventi meccanici possono
essere preventivi (lavorazione al buio,
interventi meccanici alla raccolta)
oppure diretti (sarchiatura,
spazzolatura, sfalcio, erpicatura).
FERTILITA'
Capacità propria del suolo, in
relazione con gli altri fattori
dell'ambiente (acqua, luce, aria), di
sostenere condizioni ottimali di
crescita per le piante; tale definizione
riguarda singolarmente e
contestualmente le componenti
chimiche, fisiche, biologiche e
meccaniche di un terreno.
FITOPATIA
Malattia di una pianta.
GERMOPLASMA
L'insieme dei materiali che
permettono la riproduzione nel tempo
di specie e varietà garantendo la
salvaguardia della biodiversità. Il
materiale è sia di origine vegetale
che animale. La raccolta può essere
ex-situ cioè fatta dalle banche del
germoplasma o in situ cioé negli
allevamenti veri e propri di animali e
nella coltivazione delle piante.
HABITAT
Indica l'insieme delle condizioni
ambientali naturali nella quale vive un
organismo.
HACCP
L'HACCP (Hazard Analysis Critical
Control Point) è un sistema di controllo
della produzione degli alimenti che ha
come scopo la garanzia della sicurezza
igienica e quindi della commestibilità
di un alimento.
HUMUS
Prodotto relativamente stabile
derivante da tutti i residui organici
che possono giungere nel terreno con
predominanza della componente
vegetale, che una volta arrivata nel
terreno subisce una lenta
trasformazione per azione meccanica
, chimica e chimico-biologica operata
dai numerosi microrganismi
umificanti . L'humus è costituito da
un complesso di sostanze ed è il
risultato di un processo di parziale
decomposizione ma soprattutto di
sintesi , sfociante nella produzione di
sostanze caratterizzate da una
complessità notevolmente superiore a
quella del materiale di partenza. Si
compone di tre frazioni (acidi fulvici,
acidi umici, umine) con differente
grado di complessità molecolare e di
insolubilità.
INFESTANTE
Pianta che nasce spontaneamente
nelle colture, danneggiandole
(assorbimento di elementi nutritivi e
risorsa idrica, ombreggiamento,
difficoltà nelle lavorazioni, etc.).
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co bio bio
LETAME
Refluo di allevamento formato da
una miscela di deiezioni, residui
alimentari e materiali di lettiera, di
consistenza palabile più o meno
compostato.
ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE
Sono gli enti, riconosciuti dal
Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali, preposti alla verifica
dell'applicazione del regolamento CEE
2092/1991. Hanno il compito
di controllare che le aziende e i
prodotti biologici corrispondano
effettivamente agli standard stabiliti
dalla legge, anche con ispezioni ed
analisi su terreno e prodotti.
LOTTA BIOLOGICA
Consiste nella totale abolizione
dell'impiego di prodotti chimici di
sintesi nella difesa delle piante; vede
l'utilizzo, al posto degli antiparassitari
tradizionali, di alcuni nemici naturali
dei fitoparassiti, quali insetti, acari o
microrganismi (batteri, virus, funghi,
ecc.) allevati in laboratorio od in vere
e proprie fabbriche.
MEZZI DI LOTTA
NEMICI NATURALI
Predatori, parassiti o patogeni
presenti nell'ambiente che
attaccano le specie fitoparassite
RESIDUI COLTURALI
Materiali lasciati dalla pianta durante
le fasi di rinnovo degli apparati ipogei
ed epigei,il rinnovo può essere
naturale (caduta delle foglie) o meno
(es. potatura).
ROTAZIONE DELLE COLTURE
OGM
Un organismo geneticamente
modificato (OGM) o transgenico è un
organismo nel cui corredo
cromosomico è stato introdotto un
gene estraneo, prelevato da un
organismo, donatore, appartenente a
qualsiasi specie vivente.
PACCIAMATURA
Possono essere: agronomici (la
scelta della natura del suolo, la
scelta delle sementi, la lavorazione
del terreno, la scelta delle specie e
varietà da coltivare, le potature, la
consociazione delle piante, ecc.),
fisici(il fuoco, l'acqua, la luce, gli
ultrasuoni, le alte o basse
temperature, ecc), meccanici
(pratiche quali ad esempio
l'uccisione diretta dei fitoparassiti, la
raccolta diretta o indiretta, con
esche o trappole, la creazione di
sbarramenti e isolamenti.
terreno. Tale periodo dura in genere
2/3 anni, così come regolato dal
regolamento CEE 2092/1991.
Parziale o totale copertura del terreno
con materiali di varia origine (paglia,
residui di potatura, cortecce, ecc.)
allo scopo di limitare la germinazione
e lo sviluppo delle malerbe.
PATOGENI
Microrganismi parassitari (funghi,
batteri, virus, ecc.) che inducono nei
loro ospiti malattie infettive, capaci di
penetrare, diffondersi e accrescersi a
spese dei tessuti dell'ospite.
PERIODO
DI CONVERSIONE BIOLOGICA
Periodo di transizione, necessario, per
una azienda che intende certificarsi
come biologica, a cambiare le
procedure e le tecniche di
coltivazione e a "disintossicare" il
La rotazione colturale consiste nel
programmare la sequenza delle
colture che si succedono nel tempo in
uno stesso appezzamento. Tale
pratica rappresenta uno degli
accorgimenti principali da mettere in
atto al fine di evitare l'instaurarsi di
una abbondante infestazione che,
oltre ad essere dannosa nei confronti
della coltura, sarebbe di difficile e
costoso controllo con i mezzi ridotti di
cui normalmente si dispone in
agricoltura biologica.
SOVESCIO
Tecnica che consiste nella semina di
una coltura erbacea di breve durata
(erbaio di leguminose, crocifere o
graminacee) e nel successivo
interramento, mediante aratura, allo
scopo non di raccoglierne il prodotto,
ma di interrarne la massa verde
migliorando la struttura e apportando
azoto nel terreno, favorendo così la
successiva coltivazione.
STOPPIE
Base dei culmi dei cereali, pedali del
mais ancora radicati nel terreno, dopo
la raccolta.
STRUTTURA DEL TERRENO
Tipologie dello stato di aggregazione
delle particelle del terreno.
SUOLO
Strato superficiale del terreno
(10-100 cm di profondità) in grado
di ospitare la vita vegetativa.
TESSITURA DEL TERRENO
Proporzioni in peso delle frazioni
granulometriche sulla quota
di terreno che passa al di sotto
di un setaccio di 2 mm di diametro
(cosiddetta terra fine).
TRACCIABILITA'
E RINTRACCIABILITA'
La tracciabilità è il processo che
segue il prodotto da monte a valle
della filiera in modo che, ad ogni
stadio attraverso cui passa, vengano
lasciate opportune tracce
(informazioni). La rintracciabilità
è il processo inverso, che deve
essere in grado di raccogliere
le informazioni precedentemente
rilasciate.
VARIETA' ANTICHE
Germoplasma non più coltivato in
modo intensivo. Utile per programmi
di miglioramento genetico.
VARIETA' AUTOCTONE
Varietà originarie dell'ambiente in cui
vivono.
VARIETA' RESISTENTI
Varietà il cui patrimonio genetico le
rende immuni a determinate avversità
biotiche.
Lazio / informazione
LETAMAZIONI
Somministrazioni di letame al
terreno.
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Lazio / informazione
bio bio
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Perché il biologico
costa (un po') di più
Cos'è l'agricoltura
Biodinamica?
Una nota a sfavore del biologico e
che frena ancora l'ulteriore crescita
del settore, è il prezzo dei prodotti
che sono più alti - in media dal 10
al 30 per cento nei supermercati, di
più nei negozi specializzati rispetto all'equivalente prodotto
convenzionale.
Tuttavia, le differenze si stanno
riducendo soprattutto per alcuni
tipi di alimenti olio, vino, pasta. Il
prezzo più elevato è dovuto ai costi
superiori per il produttore che
deve, per esempio, diserbare un
campo di ortaggi a mano senza
usare prodotti chimici, essiccare la
pasta a velocità più lenta, sostenere
i costi di riconversione dei campi
da convenzionali a biologici. Solo
un adeguato sovrapprezzo, che va
a coprire i maggiori costi e rischi,
può infatti rendere conveniente le
colture biologiche.
Purtroppo, anche in futuro, tutti
questi fattori saranno difficilmente
eliminabili del tutto. Ma un
alleggerimento dei costi potrà
avvenire con la crescente diffusione
di questi prodotti negli ipermercati
e il possibile coinvolgimento delle
multinazionali dell'alimentazione.
Le sue basi teoriche si fondano su
l'Antroposofia di Rudolf Steiner,
filosofo austriaco di fine ottocento
noto per le sue applicazioni in
campo medico, pedagogico,
economico, agricolo e artistico. Fu
lui a dare le indicazioni su un modo
diverso di coltivare in un momento
in cui l'agricoltura convenzionale,
nata nel 1860, cominciava a
produrre i primi disastri: l'apertura
della prima fabbrica di concimi
fosfo-potassici è del 1855 e la
concimazione azotata viene
introdotta subito dopo la prima
guerra mondiale.
Gli animali nutriti con i fieni
concimati con prodotti chimici
perdevano la fertilità, i terreni
diventavano sempre più poveri e la
qualità degli alimenti degenerava
rapidamente. Era il 1924 e un
gruppo di proprietari terrieri della
Germania orientale, chiese a Steiner
come intervenire sulla vitalità dei
terreni. Il risultato fu una serie di
conferenze, che oggi sono raccolte
nel libro "Impulsi scientificospirituali per il progresso
dell'agricoltura". Conferenze che
non vennero divulgate fino a che
ricerche e prove sperimentali sul
campo non hanno dimostrato che il
metodo funzionava. Vennero fatte
ricerche, per esempio, su semi in
germinazione che dimostravano un
effetto preciso di dosi infinitesimali
di sostanze medicinali sulle fasi di
germinazione.
In che cosa si differenzia
l'agricoltura biodinamica da
quella tradizionale e da
quella biologica?
Oltre a recuperare pratiche
tradizionali, quali il sovescio e la
rotazione delle colture, l'agricoltura
biodinamica si basa su una serie di
"preparati" utilizzati in dosi
omeopatiche, che funzionano come
vere medicine per il terreno e per le
piante. Ne risulta un progressivo
risanamento del terreno, con un
aumento di humus stabile, e una
qualità superiore dei prodotti.
Ogm 21x30
27-07-2007
11:59
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REGIONE LAZIO
Assessorato
all’Agricoltura
Nel Lazio
l’agricoltura
cresce in libertà.
Libertà dagli OGM.
Il nuovo Programma di Sviluppo Rurale. La legge sui distretti.
Quella per gli agriturismo. Una forte politica di programmazione
che interviene nei momenti fondamentali della produzione,
della trasformazione, della distribuzione e del consumo.
L’impegno per i giovani e le donne.
Il territorio strumento di sviluppo, risorse e occupazione.
Nel Lazio l’agricoltura cambia volto. Entrando nel futuro.
Lazio. L’agricoltura sta dando i suoi frutti.
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di Beatrice Curci
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L’o
Ogni anno - secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - almeno dieci milioni
di europei si intossicano, essenzialmente per la cattiva conservazione dei cibi in frigorifero.
Vediamo insieme come è possibile evitarlo
S
Lazio / informazione
aper conservare bene ciò
che portiamo in tavola è
caratteristica
fondamentale per la tutela della
nostra salute. Ogni anno, secondo
l'Organizzazione Mondiale per la
Sanità (OMS), circa dieci milioni
di europei contraggono
intossicazioni da cibo. La
formazione delle tossine
responsabili delle intossicazioni
alimentari è dovuta soprattutto
alla cattiva conservazione degli
alimenti nelle nostre cucine.
Ecco come evitare alcuni errori
per essere al riparo da possibili
contaminazioni batteriche:
28
> i cibi che richiedono maggior cura in
quanto si alterano velocemente
perché producono tossine dannose
per il nostro organismo sono carne e
pesce. A temperature fredde, quindi
nel frigorifero, la carne si conserva al
massimo per quattro giorni e il pesce
per tre giorni. E, prima di conservarli, i
prodotti vanno sempre avvolti in una
pellicola per alimenti e nella parte del
frigo dove la temperatura è più bassa:
quella più in alto. Prima di consumarli
è bene annusare: il loro odore deve
essere delicato;
> il latte rappresenta per i
microrganismi dannosi un ottimo
alimento, quindi non deve essere mai
consumato oltre la data di scadenza
e riposto nel frigorifero subito dopo
l'uso. Se il contenitore è rigonfio
oppure se sentiamo un piccolo
scoppio dopo l'apertura deve essere
immediatamente eliminato, perché
significa che si sono sviluppati dei
microbi dannosi. La parte giusta per
conservarlo è lo scomparto laterale;
> i formaggi devono invece rimanere
avvolti nella carta oleata, quella di cui
sono forniti al momento dell'acquisto,
per evitare il riempirsi di muffa. Per i
formaggi freschi - come mozzarella,
ricotta, stracchino… - la
conservazione deve essere fatta in
vaschette di vetro a chiusura
ermetica, e devono essere collocati
nella parte alta del frigo, e comunque
per non più di sei giorni. Invece, i
formaggi stagionati riescono a
mantenersi integri per circa tre
settimane;
> non molti sanno che, nonostante tutti
i frigoriferi abbiano uno scomparto
per le uova, questo non deve essere
usato se non è coperto. È più sicuro
lasciare le uova nella confezione
originale, poiché in questo modo si
riduce il rischio di contaminare gli
altri cibi con le grandi quantità di
batteri presenti sul guscio;
> frutta e verdura devono sempre
essere conservate nel frigo, e la zona
più adatta e quella in basso, nel vano
sottostante. La verdura deve essere
pulita, lavata e asciugata appena
acquistata per eliminare terra e
insetti, quindi va riposta nei sacchetti
per alimenti che - per evitare il
formarsi di muffa - devono essere
forati in più parti. Le verdura a foglia
larga, così come la frutta più delicata
(fragole, fichi, uva) deve essere
mangiata entro tre giorni, gli altri tipi
di verdura o frutta entro una
settimana;
> il pane, i biscotti, la farina e tutti i
prodotti lievitati devono essere riposti
in contenitori di vetro e consumati
entro tre settimane. Il consiglio dei
nutrizionisti è quello di verificare ogni
cinque giorni che sulla loro superficie
non si sia formato un sottile strato di
lanugine, primo segnale di una
presenza di larve.
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INSTALLATI A ROMA I PRIMI DISTRIBUTORI BIO
> Del mangiar bene e sano l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio ha fatto la sua bandiera. Dopo la legge
contro gli Ogm, sono arrivati nelle scuole i distributori automatici di frutta biologica. Basteranno cinquanta centesimi
di euro per una merenda sana e senza alcuna controindicazione. L'istallazione dei primi distributori è iniziata in due
scuole romane: il Liceo Classico 'Tasso' di via Sicilia e l'Istituto Tecnico 'Sandro Pertini' alla Borghesiana. "Con
questa iniziativa - ha dichiarato l'assessore Valentini - abbiamo voluto coniugare sicurezza ed educazione alimentare,
sostenendo l'economia laziale, visto che i prodotti arrivano dalle aziende della regione. La nostra, infatti, è la prima
regione in Italia a sperimentare i distributori di frutta e verdura nelle scuole. Vogliamo anche organizzare delle lezioni
di educazione alimentare. La sperimentazione, al momento, è partita con dieci distributori, ma vogliamo presto
raddoppiare il numero distribuendo anche altri prodotti, come il formaggio con le pere e il pane con i pomodorini.
Questi prodotti hanno un valore aggiunto: la freschezza. In 24 ore arrivano dalle campagne direttamente nelle
scuole". Pere, mele, banane, ma anche ortaggi di stagione e cracker al formaggio laziale Dop (Denominazione di
Origine Protetta), rigorosamente etichettati con data e luogo di produzione, faranno dunque concorrenza alle solite
merendine consumate a metà mattinata, ricche di zuccheri e grassi. Inoltre - assicura BioSì, l'azienda agricola di
Sora che fornisce i prodotti - presto compariranno nei distributori anche fragole, ciliegie, pesche e albicocche.
L'iniziativa, che segue al recente protocollo d'intesa siglato con l'assessorato alla Scuola del Comune e che prevede
l'inserimento di prodotti e piatti biologici laziali nelle mense scolastiche capitoline, rappresenta un'ulteriore canale da
seguire per educare i giovani ad un'alimentazione equilibrata e completa. “È un modo per dare risposte concrete
alla domanda di salute che arriva dai cittadini - ha spiegato ancora Daniela Valentini -, ma anche per parlare in
modo diretto ai giovani agricoltori e contemporaneamente sensibilizzare i
ragazzi al gusto del cibo sano e agli alimenti di produzione regionale che
stiamo cercando di diffondere sempre più anche nelle scuole”. La
sperimentazione si avvale di un finanziamento di
84mila euro e prevede l'istallazione di dieci
distributori presso il liceo “Mariani Terenzio”,
l'istituto agrario “Sereni”, gli ospedali
Sant'Andrea, Gemelli e San Giovanni, le sedi di
Acea, Poste Italiane e la Regione Lazio. Parte del
ricavato sarà inoltre devoluto all'azienda agricola
che la Regione Lazio sta costituendo a Kinshasa,
nella Repubblica Democratica del Congo.
Per qualsiasi operazione di
conservazione del cibo in
frigorifero, è assolutamente
necessario ricordare che questo
elettrodomestico richiede una
particolare attenzione all'igiene:
deve essere pulito ogni due
settimane con una soluzione di
acqua e bicarbonato di sodio
compresa la guarnizione dello
sportello, per poi essere asciugato
con cura. E non deve essere mai
completamente pieno, altrimenti
P
di Erica Antonelli
la temperatura si alza e gli
alimenti si guastano facilmente.
Per quanto riguarda la
conservazione giusta dei prodotti
in dispensa è importante ricordare
che i cibi in scatola siano al riparo
dalla luce e riposti in luogo fresco
e asciutto. Prima di consumare lo
scatolame è necessario fare
attenzione che il contenitore non
presenti rigonfiamenti dovuti alla
presenza di gas, segnale-principe
di deterioramento del prodotto.
Le lattine, una volta aperte non
vanno mai riposte così come sono:
la conservazione deve essere fatta
in recipienti di vetro e in frigo. Un
altro accorgimento è quello di non
mettere a contatto i cibi crudi con
quelli cotti.
Per quanto riguarda la corretta e
igienica manutenzione degli spazi,
non bisogna mai tralasciare che la
dispensa deve essere invece
svuotata periodicamente, almeno
ogni sei mesi.
Lazio / informazione
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siccità •
acqua
>
Lazio emergenza
risposte a tambur battente
di MariaTeresa Cinanni
DIVERSE LE INIZIATIVE PREVISTE DALL'ASSESSORATO
ALL'AGRICOLTURA REGIONALE PER FRONTEGGIARE
CAMBIAMENTI CLIMATICI ED ENERGENZA IDRICA: UN
COMITATO PERMANENTE, UNA ATTENTA MAPPATURA DEL
TERRITORIO, ANCHE UN OPUSCOLO CONTRO GLI SPRECHI
Lazio / informazione
U
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n comitato permanente in grado di
affrontare le emergenze derivate
dall'anomalia climatica, una
mappatura dettagliata del territorio, un
vademecum informativo per gli agricoltori,
i Comuni e le Province del Lazio. Queste le
iniziative messe in campo dall'Assessorato
Regionale all'Agricoltura per far fronte ai
cambiamenti climatici di questi ultimi anni
e contribuire a risolvere il problema
dell'emergenza idrica.
“L'inverno anomalo e il cambiamento
climatico ci hanno portato a
programmare un piano per
affrontare le eventuali
emergenze dettate dalle gelate o
dalla siccità estiva - ha
affermato l'assessore Valentini
-, un piano che coinvolge tutti
gli organi di riferimento
perché soltanto costruendo un
rapporto di solidarietà tra i
mondi della produzione, del
consumo e degli addetti ai
lavori, è possibile realizzare
una migliore qualità della
vita”. Oltre all'istituzione di un comitato
permanente che sta lavorando alla
mappatura dettagliata del territorio, con
l'indicazione di pozzi e falde acquifere, è
stata anche proposta la stipula di una
convenzione tra gli agricoltori, la
protezione civile e i vigili del fuoco.
“Penso che gli agricoltori debbano essere
realmente i protagonisti del territorio - ha
spiegato ancora l'assessore - e mettere a
disposizione conoscenze e mezzi, in modo
da raggiungere in breve tempo anche luoghi
impervi e spesso sconosciuti da vigili e
operatori ambientali”.
A ciò si aggiunge la realizzazione
dell'opuscolo “Acqua”, (vedere box nelle
pagine successive): un vademecum rivolto
sia ai cittadini che agli agricoltori per dar
loro dei suggerimenti su come mantenere al
meglio il territorio, quali alberi coltivare,
come irrigare senza sprechi, come utilizzare
al meglio l'acqua di casa. A partire dai gesti
quotidiani più elementari, come farsi la
doccia o lavarsi i denti.
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• siccità
Italia,
>
di Alfonso Vannaroni
nel centro-nord dichiarato
lo stato di emergenza
stato un inverno mite con precipitazioni inferiori alla media e con la neve
che ha ricoperto soltanto un terzo del territorio nazionale invece
imbiancato lo scorso anno. I dati diffusi dalla Protezione Civile - diffusi
all'inizio di maggio - hanno indicato un deficit idrico primaverile che va dal 20 al
50% rispetto alla media del periodo. Nel particolare, fiumi e laghi soffrono: ad
aprile il lago Maggiore ha registrato un livello di invaso inferiore di 60milioni di
metri cubi di acqua rispetto al 2006. Il livello del lago di Garda è di 50 centimetri
più basso rispetto alla media. La situazione lungo il corso del Po e dell'Adige non
è certo migliore. Per fronteggiare il rischio siccità il Consiglio dei Ministri ha
dichiarato lo stato di emergenza siccità per il centro-nord. “E' stata una decisione
frutto di una visione collegiale, basata su dati scientifici, ma che non deve creare
allarmismi”, ha affermato il Ministro delle politiche agricole Paolo De Castro. Una
misura precauzionale, tuttavia necessaria per predisporre piani di intervento in
grado di affrontare il rischio siccità e ridurre il più possibile i disagi ai cittadini.
Sono state così costituite cabine di regia regionali, coordinate da una regia
nazionale istituita presso la Presidenza del Consiglio, che coordinerà anche le
eventuali misure finanziarie; ai presidenti delle Regioni e ai Prefetti sono stati
conferiti poteri speciali per gestire eventuali razionamenti di acqua.
Priorità assoluta è stata data alla fornitura dell'acqua potabile per la popolazione.
La Coldiretti ha fatto sapere che “la risorsa idrica è essenziale per mantenere in
vita sistemi agricoli e ambientali senza i quali è a rischio la sopravvivenza del
territorio e la competitività alimentare del made in Italy”. Sono previsti distacchi di
energia: la direzione della Protezione Civile ha chiarito che “saranno
programmati“e attuati sulla base del piano del Ministero dello sviluppo.
Per rendere efficienti e razionali le risorse idriche in Italia sono necessari interventi
per ammodernare gli acquedotti, consolidare i bacini e incrementare i controlli
contro i prelievi abusivi. Come più volte sottolineato dal WWF,
“Molte falde risultano inquinate. In più argini, dighe, prelievi
abusivi, canalizzazioni completano il drammatico quadro delle
aggressioni a fiumi e acque dolci”. Indubbiamente l'attuale
deficit idrico è causato dalle scarse piogge e nevicate durante i
mesi invernali, ma in Italia la gestione di un bene prezioso come
l'acqua - evidentemente - fa… acqua da tutte le parti.
INVERNO
MITE CON
PRECIPITAZIONI
SOTTO LA MEDIA
E NEVE CADUTA
IN QUANTIA'
RIDOTTA: UN
DEFICIT IDRICO
CHE, NEL 2007, IN
ALCUNI CASI
TOCCA IL 50%
DEL TOTALE
Lazio / informazione
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siccità •
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Con il pian
è a rischio il futuro della Terra
a temperatura globale sulla Terra
aumenterà. E ad aumentare
saranno anche il livello dei mari e
quello degli oceani. Uragani, piogge
torrenziali e siccità prolungate
diventeranno eventi sempre più comuni.
Non solo. Con l'innalzamento del livello
dei mari vaste zone costiere spariranno.
E rischiano di sparire anche gli orsi
polari e le barriere coralline. Gli spazi
adatti alla vita umana si
COSTE
restringeranno. Questa
A RISCHIO
la dura e semplice
SPARIZIONE,
realtà. Ed è proprio
ANIMALI
l'uomo che la sta
A RISCHIO
ESTINZIONE
sconvolgendo, che sta
E "SPAZI UMANI
alterando il clima
CHE SI VANNO
immettendo
RESTRINGENDO:
nell'atmosfera ingenti
QUESTA LA DURA
E SEMPLICE
quantità di gas a
REALTA'
effetto serra (quelli che
trattengono il calore
all'interno dell'atmosfera), anidride
carbonica su tutti. Siamo alle soglie di
una vera catastrofe ambientale che
potrebbe colpire la terra da qui alla fine
del secolo. Ne sono certi gli scienziati
dell'Intergovernmental panel on climate
change (Ipcc), l'organismo istituito dalle
Nazioni Unite per monitorare il clima.
“Molti sistemi naturali nel pianeta sono
già affetti da cambiamenti climatici fanno sapere gli oltre 2mila scienziati
dell'Ipcc nel loro quarto rapporto sullo
stato del clima -, in particolare da
aumenti di temperature”.
Le proiezioni scientifiche prevedono che
con un aumento della temperatura
media globale di 1,5-2,5 gradi rispetto a
quella attuale potrebbero estinguersi il
20-30% delle specie vegetali e animali,
Lazio / informazione
L
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siccità, mentre l'aumento delle
concentrazioni di ozono farà aumentare
le malattie cardio-respiratorie.
Per contrastare il riscaldamento globale
del pianeta occorrono misure urgenti, ed
è per questo che le azioni dei prossimi
20-30 anni si riveleranno cruciali. Gli
scienziati dell'Onu hanno indicato ai
governi la strada da seguire: entro il
2015 le emissioni dei gas serra
dovranno diminuire, e per mantenere il
clima entro livelli di sicurezza oltre la
metà delle emissioni di anidride
carbonica dovranno essere abbattute
entro il 2050.
mentre un aumento di 2-2,5 gradi potrà
causare spostamenti geografici di
specie, perdite totali di biodiversità,
riduzione della produttività agricola e
delle risorse idriche in vaste aree del
mondo. A rischiare di più saranno
l'Africa, l'America Latina e l'Asia. Ma
anche in Europa le conseguenze
saranno evidenti, basti pensare alle
stazioni sciistiche delle Alpi che
potrebbero ridursi di un terzo. Milioni di
persone nel mondo soffriranno per
malnutrizione, malattie infettive e
respiratorie. Si morirà di più a causa di
ondate di calore, alluvioni, tempeste e
Un vademecum
sul risparmio idrico
La Regione Lazio scende in
campo per il risparmio dell'acqua
e realizza una piccola guida per
proporre strumenti e consigli utili
ad affrontare una delle maggiori
conseguenze dei mutamenti
climatici: la carenza idrica.
Si tratta di un vero e proprio
vademecum - distribuito con il
quotidiano “La Repubblica”
rivolto sia ai cittadini che agli
agricoltori per un uso
consapevole delle risorse idriche
evitando inutili sprechi e
consumi eccessivi. Consigli che
vanno dal risparmio di acqua in
casa - preferendo ad esempio la
doccia al bagno o controllando
periodicamente lo stato
dell'impianto idrico - a quello in
agricoltura, attraverso la raccolta
delle acque piovane o la
programmazione dell'irrigazione.
Il volume è una
preziosa guida
da consultare
costantemente
e rappresenta
anche un utile
strumento
di conoscenza
sullo stato attuale
delle risorse idriche della nostra
regione. Un modo per ribadire
che acqua e agricoltura sono
due importantissime chiavi
di sviluppo che sostengono
l'economia e caratterizzano
la vita di tutti i giorni.
La loro tutela deve andare
di pari passo e il rapporto
di solidarietà tra cittadini
e agricoltori colstituisce
il tassello fondamentale
per raggiungere
questo obiettivo.
(A.D.)
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• siccità
WWF: “TAGLIARE SUBITO LE EMISSIONI”
Agire urgentemente per ridurre le emissioni di anidride carbonica e altri gas a effetto serra: questo l'appello lanciato dal Wwf
ai governi dopo la presentazione dell'ultimo rapporto dell'Ipcc
sui cambiamenti climatici. Il Wwf ha chiesto all'Unione Europea
di impegnarsi unilateralmente per raggiungere l'obiettivo di tagliare del 30% le emissioni entro il 2020, data entro la quale parallelamente - le energie rinnovabili dovranno raggiungere il
20% del totale. Anche gli Stati Uniti (che ancora non hanno aderito al Protocollo di Kyoto) sono energicamente esortati ad agire dal Wwf: “Il Congresso americano dovrebbe stabilire nell'immediato tagli incisivi alle emissioni nocive e impegnarsi in un
dialogo costruttivo con la comunità internazionale”.
ITALIA SPRECONA
IN UN MONDO SEMPRE PIÙ ASSETTATO
Per mancanza di acqua si muore, si fanno le guerre, si scatenano
conflitti sociali. La siccità avanza e mette a rischio interi Paesi. Anche
l'Italia è costretta a fare i conti con il fenomeno, fra l'altro previsto in
seria crescita negativa nei prossimi anni.
Secondo il Wwf circa il 40% della popolazione mondiale (1,4 miliardi
di persone) di ottanta nazioni ha a disposizione meno di 2,7 litri di
acqua al giorno. La Fao calcola che ogni giorno quasi 4 mila bambini
nel mondo muoiono perché non possono accedere ad acqua potabile e
non dispongono di impianti igienico-sanitari. Per l'Organizzazione
Mondiale della Sanità (Oms) l'acqua contaminata ogni anno nel mondo
uccide oltre un milione e mezzo di persone, e di queste il 90% delle
sono bambini di età inferiore ai 5 anni, la maggior parte dei quali nei
Paesi in via di sviluppo.
Mentre si muore, la parte “ricca” del pianeta spreca letteralmente
questa preziosa risorsa, e l'Italia è in… pessima posizione, con il 40%
di perdite dalla rete e ben tredici città capoluogo al top degli sprechi,
con la metà di acqua semplicemente gettata via. Eccoli, i capoluoghi
spreconi: Agrigento, Bari, Belluno, Cosenza, Campobasso, Latina,
Pescara, Rieti, Sassari, Siracusa, Vibo Valentia e Nuoro. I dati in
questione emergono da un rapporto di Legambiente. Che fornisce
anche un esempio significativo: un rubinetto che perde una goccia
ogni 5 secondi, a fine anno spreca duemila litri dell'ormai sempre più
raro liquido. Ancora, ogni giorno nel nostro Paese si consumano circa
200 litri d'acqua potabile a testa, dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di
Milano. A questo punto basta ritornare all'inizio di questo articolo per
avere chiaro il paragone raccapricciante con la disponibilità dei Paesi tragicamente - definiti in via di sviluppo). E magari approfittare per
rileggerlo attentamente…
Lazio / informazione
CRISI
IDRICA
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Gas se
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di Alfonso Vannaroni
di ridurre le emissioni.
Lazio / informazione
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’Italia dovrà
necessariamente rivedere le
quote di gas serra da
immettere in atmosfera per il
periodo che va dal 2008 al 2012.
A stabilirlo è stata l'Unione
Europea, che ha chiesto uno
sforzo maggiore al nostro
Governo, quantificato in un taglio
del 6,3% annuo delle emissioni. Il
piano nazionale presentato a
Bruxelles - che fissa per gli stati
membri i limiti di CO2 che
possono essere emessi dagli
impianti che rientrano nel sistema
Ue di scambio delle quote di
emissione - prevedeva 209 milioni
di tonnellate da disperdere in
atmosfera, limiti che adesso
dovranno essere ridotti a 195,8
milioni di tonnellate.
“L'Europa e' impegnata con
convinzione a conseguire gli
obiettivi previsti dal Protocollo di
Kyoto - ha dichiarato il
commissario Ue all'ambiente
Stavros Dimas -: su queste basi
abbiamo valutato il piano
dell'Italia e applicheremo i
medesimi criteri alla valutazione
degli altri piani".
La Commissione ha chiesto di
apportare anche altri cambiamenti
al piano. Bruxelles vuole maggiori
informazioni sul trattamento che
verrà riservato alle nuove imprese
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• siccità
RISCALDAMENTO GLOBALE,
LO STUDIO DI “HUMAN TIDE”
Un miliardo di rifugiati entro il 2050, e centinaia di milioni di persone
che dovranno lasciare le loro case, oltre a nuovi conflitti planetari per il
controllo dell'acqua e delle altre risorse naturali: questo lo scenario del
rapporto intitolato “Human Tide: The Real Migration Crisis” (la marea
umana: la vera crisi della migrazione) commissionato dalla Christian
Aid, un'importante organizzazione cristiana di beneficenza. Christian
Aid avverte anche: “Un mondo con molti Darfur sta diventando un
incubo sempre più reale”. Secondo l'organizzazione i Paesi più
industrializzati sono i principali responsabili del cambiamento
climatico: a loro spetta quindi pagare i costi necessari per aiutare le
persone che saranno colpite dal riscaldamento globale. Per John
Davison, uno dei principali autori dello studio, “La migrazione causata
dal cambiamento climatico rappresenta la minaccia più urgente che
dovranno affrontare i poveri della Terra nei prossimi anni”.
IL PIANO DI ASSEGNAZIONE
SULLE QUOTE DI EMISSIONE
che entreranno nel sistema di
scambio delle quote di emissione.
Non solo, nel piano nazionale
vanno inseriti alcuni impianti di
combustione, come del resto
hanno correttamente fatto gli altri
stati membri. Va tagliato, infine,
dal 25 al 15% il limite di
quantitativo massimo dei crediti
di emissione concessi dal
protocollo di Kyoto per progetti
eseguiti in altri Paesi e che
possono essere utilizzati per
rispettare gli impegni in materia di
Ministro dell'ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio -. E' ovvio che
nel campo industriale e
dell'energia sarà il settore del
carbone che dovrà affrontare più
sacrifici”.
Ma le emissioni di CO2 possono
essere tagliate anche utilizzando
nuovi carburanti come l'idrogeno
e con progetti che incentivino la
mobilità sostenibile. “Bisogna
inoltre intervenire - ha concluso
Pecoraro - per rendere gli edifici
ecologicamente sostenibili
attraverso criteri di efficienza e di
risparmio energetico da applicare
sia alle nuove costruzioni sia a
quelle esistenti”.
INDONESIA
DUEMILA ISOLE
A RISCHIO SCOMPARSA
Secondo il Ministro dell'ambiente
indonesiano Rachmat Witoelar,
sono oltre duemila le isole
dell'arcipelago indonesiano che
rischiano di essere ingoiate dalle
acque entro il 2030, a causa dello
scioglimento dei ghiacci provocato
dal riscaldamento climatico. Ma c'è
chi potrebbe star peggio: “Paesi
come le Fiji e le Bahamas - ha detto
Witoelar - potrebbero scomparire
completamente”. L'Indonesia conta
fra le 17.500 e le 18.100 isole, delle
quali circa 6mila disabitate. Il
ministro ha assicurato che il paese
sta cercando di combattere il
riscaldamento globale riducendo
l'uso di carburanti fossili e passando
a quelli biologici: per questo ha
aggiunto di considerarsi
moderatamente ottimista circa i
risultati che si potranno ottenere.
In tempo, si spera.
Lazio / informazione
Con la Direttiva Emission Trading (2003/87/CE), l'Unione europea ha istituito un sistema per
lo scambio di quote tra le imprese, che ha preso avvio il primo gennaio 2005 e prevede due
periodi: 2005-2007 e 2008-2012. L'Emission Trading è uno strumento economico di politica
ambientale applicato alle emissioni di gas serra, che fissa un tetto alle emissioni per le
imprese ed istituisce un sistema di commercio dei crediti di emissione, ovvero un mercato
dei permessi di emissione. Tale sistema prevede dunque la creazione di un mercato di
permessi (allowances-EUAs) che vengono allocati gratuitamente alle imprese attraverso i
Piani nazionali di allocazione (Pna). I piani nazionali di assegnazione fissano per ciascuno
Stato membro il limite dei quantitativi totali di CO2 che possono essere emessi dagli impianti
che rientrano nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e specificano il
numero di quote di emissione di CO2 spettanti a ciascun impianto. L'obbligo imposto alle
imprese è quello di restituire annualmente un numero di permessi pari alle emissioni
effettive: in caso di deficit devono ricorrere al mercato europeo per procurarsi le quote
mancanti, in caso di surplus posso decidere di vendere le quote in eccesso. La Commissione
è responsabile della valutazione dei piani nazionali
proposti dagli Stati membri sulla base di dodici
emissioni in Italia.
criteri di assegnazione indicati nella direttiva sullo
''Occorre rispondere subito alle
scambio di quote di emissione. La Commissione può richieste dell'Unione Europea sui
accettare un piano parzialmente o integralmente.
tagli delle emissioni - ha detto il
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agroene
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di Beatrice Curci
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Bio
la risposta pulita dell’energia
Lazio / informazione
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innovabili e pulite. Le energie del futuro
hanno nome e cognome. Il timore che le
risorse d'energia fossile - come petrolio,
metano, carbone - saranno esaurite nel giro di
pochi decenni è ormai di tutti. E i problemi legati
all'insufficienza di fonti energetiche non possono
più essere ignorati. Ma la risposta più semplice a
questi problemi arriva dalla natura. I
biocombustibili sono energia pulita a tutti gli
effetti e tra le fonti rinnovabili per produrla
particolare interesse rivestono le biomasse, che
oltre ad offrire un ampio potenziale energetico,
rappresentano una risorsa reperibile localmente.
Inoltre l'utilizzo delle biomasse a fini energetici
non contribuisce all'effetto serra poiché la
quantità di anidride carbonica rilasciata durante
la decomposizione è equivalente a quella
assorbita durante la produzione della biomassa
stessa. Biomassa è un termine che riunisce una
notevole quantità di materiali, di natura
estremamente eterogenea con alcune eccezioni.
Ma si può dire che è biomassa tutto ciò che ha
matrice organica. La biomassa rappresenta la
forma più sofisticata di accumulo dell'energia
solare. Questa, infatti, consente alle piante,
durante la loro crescita, di convertire l'anidride
carbonica atmosferica in materia organica
tramite il processo di fotosintesi. Le coltivazioni
dedicate esclusivamente a produrre biomasse da
destinare alla produzione elettrica non fanno
eccezione a questa naturale caratteristica delle
piante. Infatti, la biomassa utilizzabile ai fini
energetici è formata da tutti quei materiali
organici che possono essere impiegati
direttamente come combustibili e trasformati in
combustibili solidi, liquidi o gassosi. Le biomasse
possono, quindi, essere costituite da residui delle
coltivazioni destinate all'alimentazione umana o
animale o da piante espressamente coltivate per
scopi energetici. Le altre importanti fonti di
36
LE MIGLIORI SOLUZIONI
DERIVANTI DAI PROBLEMI
CONNESSI ALL’
APPROVVIGIONAMENTO
ENERGETICO
AUSPICABILI
PER IL FUTURO ARRIVANO
DALLA NATURA. LE
OPPORTUNITÀ, ANCHE
ECONOMICHE,
PER INVERTIRE
UN TREND NEGATIVO CHE
VEDE L'ITALIA
IN FORTE RITARDO,
SOPRATTUTTO RISPETTO
AGLI ALTRI PAESI UE
biomassa si ricavano invece dai residui del
campo forestale e dagli scarti di attività
industriali, come i trucioli di legno o gli scarti
delle aziende zootecniche. La conversione
energetica delle biomasse utilizza diverse
tecnologie, alcune in grado di consentirne
l'utilizzazione su scala industriale. Altre, invece,
sono ancora in fase di sperimentazione al fine di
migliorare il rapporto rendimenti-costi di
conversione energetica. Il fatto che l'energia
ricavata dalle biomasse si basi soprattutto sugli
scarti di produzione delle attività produttive è
un'ulteriore vantaggio economico e sociale, in
quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in
modo ecologico. Quello che un tempo era un
costo da sostenere si è oggi trasformato in
un'opportunità da non perdere e da sfruttare per
produrre energia elettrica, anche per invertire il
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ergia agr
Botta e risposta
Da questi materiali può
essere prodotta energia.
La diversità dei materiali
impone, comunque, diverse
tecniche per ricavare energia
elettrica.
COME VENGONO
UTILIZZATE?
Come materia prima per la
produzione di combustibili.
COME FUNZIONA?
Questi tipo di rifiuti,
attraverso vari tipi di processi
di trasformazione
(digestione anaerobica,
fermentazione alcolica,
digestione aerobica, pirolisi,
ecc.) diventano combustibili
(biodiesel, bioetanolo,
metano, ecc.) che verranno
successivamente utilizzati in
impianti per la produzione di
energia elettrica e/o energia
termica. In altri casi i residui
da lavorazione del legno o la
paglia vengono bruciati
direttamente per ricavarne
calore.
DALLE BIOMASSE SI
RICAVA POCA
ENERGIA?
Non si direbbe. Oggi una
centrale elettrica basata sulle
biomasse ha una potenza
fino a 80 MW. La fiducia sulle
biomasse è talmente alta
che gli analisti prevedono
una copertura fino al 40% del
fabbisogno energetico
mondiale entro il 2050 (come
evidenziato dalla conferenza
mondiale sulle biomasse
tenutasi nel 2004).
COME SONO CONCEPITI
GLI IMPIANTI PER LO
SFRUTTAMENTO DELLE
BIOMASSE?
Dipende dalla tecnologia
impiegata e dall'utilizzo
finale (sfruttamento dei gas
in motori a combustione
interna o turbine a gas, ecc.).
All'esterno, il cuore
dell'impianto sembra simile
ad una semplice caldaia, ma
le reazioni e le
configurazioni all'interno
Lazio / informazione
COSA SONO LE
BIOMASSE?
Tutti i materiali direttamente
o indirettamente provenienti
dalla fotosintesi delle piante
sono definiti biomasse. Ad
esempio:
> LA LEGNA
> I RESIDUI AGRICOLI
E AGROINDUSTRIALI
> I RESIDUI ANIMALI
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agroene
trend che vede l'Italia in pesante ritardo sulle
politiche energetiche e ambientali rispetto ad altri
paesi europei. Nel nostro Paese vengono prodotti
annualmente quasi venti milioni di tonnellate di
residui agro-forestali, che possono essere
utilizzati come combustibile pulito ed
economico. Sul fronte dell'energia l'Italia utilizza
biomasse per quantitativi corrispondenti appena
al 1,5% del fabbisogno nazionale. Si tratta
soprattutto di frasche, paglie, ramaglie, potature
di alberi da frutta, noccioli, gusci, vinacce. Ma
anche scarti di lavorazione delle olive, di
produzione del legno nelle segherie, di
coltivazioni erbacee. Tutti questi prodotti
organici, residui di attività agro-forestali,
possiedono un potere calorifico, circa un terzo
di quello dato dal petrolio. La disponibilità in
natura di biomasse è molto più ampia di quella
dei combustibili fossili e il loro sfruttamento
permetterebbe di utilizzare materiali altrimenti
destinati alla distruzione. In un paese ricco di
foreste e terreni agricoli come l'Italia, la
biomassa di origine vegetale può essere la vera
grande risorsa energetica rinnovabile, ma con un
ben preciso tasso di ricrescita che richiede
un'accurata pianificazione, sia per la sostituzione
delle piante (che hanno un ciclo di ricrescita
adatto alla rotazione dei terreni) sia per la
creazione e l'adattamento delle infrastrutture
viarie, per il trasporto e lo stoccaggio. Bisogna
però fare attenzione al concetto di biomassa, per
non confonderlo con quello della
termodistruzione dei rifiuti. Le biomasse
rappresentano esclusivamente scarti di origine
vegetale: non vanno confusi con i rifiuti delle
attività umane. Per ridurre l'impatto ambientale
è inoltre necessario che le centrali siano di
piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali.
Ricavare energia dalle biomasse consente di
produrre energia elettrica riducendo la
dipendenza dalle fonti di natura fossile.
Lazio / informazione
Botta e risposta
38
sono svariate. Le tecnologie
più usate sono: la gassificazione
nei gasogeni (che si suddivide
a sua volta in diverse tipologie),
la pirolisi, digestioni aeorobica
ed anaerobica, la carbonizzazione.
Tecnologie più svariate,
che prevedono però sempre
un processo di fermentazione,
permettono di ottenere
i combustibili utilizzabili
direttamente nei motori
a combustione interna
(nei normali motori diesel,
con leggeri adattamenti).
I VANTAGGI
DELLE BIOMASSE
> L'uso delle
biomasse è
“neutro” sulle
emissioni di
biossido di carbonio (CO2) in
quanto sono facilmente
riassorbite dalle stesse piante.
> Il materiale organico spesso non
utilizzato è rivalutato dalla filiera
delle biomasse. Alcuni boschi
possono trovare un motivo in più
per essere tutelati e preservati
rispetto agli altri utilizzi.
> Le biomasse apportano
occupazione nelle zone
tipicamente a rischio di
spopolamento come le comunità
montane.
> Qualsiasi materiale di natura
organica può essere facilmente
stoccato per essere utilizzato
quando necessario.
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ergia agr
NON SOLO PETROLIO E BIOMASSE:
uno sguardo alle altre energie alternative
Il vento è una delle principali fonti
rinnovabili di energia. Da miliardi di anni il
sole riscalda la terra e questa rilascia il
calore nell'atmosfera. Un fenomeno che
non avviene ovunque allo stesso modo. La
superficie marina, ad esempio, impiega
più tempo a riscaldarsi rispetto alla
superficie terreste. Nelle zone dove viene
Nell'immaginario collettivo è facile che
venga in mente l'Olanda e i suoi storici
mulini a vento, ma il paese a più largo
consumo di energia eolica risulta invece
essere la Danimarca, seguita da Germania,
Olanda e Spagna. Nel caso degli impianti
eolici è fondamentale che il vento oltre ad
essere forte sia anche costante, una
caratteristica tipica delle zone comprese
nelle vicinanze del Mare del Nord.
FOTOVOLTAICA
Alcuni materiali - come il silicio - possono
produrre energia elettrica se irraggiati
dalla luce solare. Una caratteristica fisica
che ha consentito negli anni '50 la
realizzazione della prima cella fotovoltaica
della storia. Un termine che esprime in sé
tutto il significato della scoperta: “foto”
deriva da luce, “voltaico” da Alessandro
Volta, l'inventore della batteria. Le celle
fotovoltaiche collegate tra loro formano un
rilasciato meno calore (ad esempio, le
superfici marine) tende ad aumentare la
pressione. Nelle zone più calde, viceversa,
la pressione tende a ridursi. L'aria delle
zone ad alta pressione tende a spostarsi
verso le zone a bassa pressione,
generando il "vento". L'aria più calda
tende a muoversi verso l'alto lasciando
dietro di sé una zona di bassa pressione.
L'aria calda, una volta in alto, si raffredda
per poi ricadere verso il basso nelle zone
fredde marine. Questo movimento verso il
basso genera una spinta dell'aria fredda
marina verso le zone di bassa pressione in
direzione della terraferma. Le
caratteristiche morfologiche del territorio
e dell'ambiente influiscono sulla direzione
e sulla potenza del vento. Ad esempio,
boschi e montagne riducono la potenza
del vento, come anche gli edifici delle
grandi città. Per questa ragione gli
impianti eolici sono localizzati soltanto in
alcune zone e non sono invece distribuiti
sull'intero territorio. La potenza del vento
è particolarmente forte dove non
sussistono ostacoli: nelle superfici piane,
lungo le coste e in mare aperto.
Molti paesi del nord Europa sfruttano i
forti venti per generare energia.
“modulo”, e un insieme di moduli
compone il pannello solare fotovoltaico da
installare si tetti, terreni o terrazzi:
ovunque sia possibile un irraggiamento
diretto dei raggi solari. I pannelli
fotovoltaici stanno ottenendo rapidamente
il favore di consumatori e famiglie. Del
resto, il vantaggio risulta evidente:
investendo in un impianto fotovoltaico
casalingo si abbatte il costo dell'energia
elettrica per almeno 25-30 anni. In
Germania - e di recente anche in Italia
con il “Conto Energia” - i proprietari dei
pannelli solari fotovoltaici rivendono
l'energia prodotta alle società elettriche
ottenendo in cambio un reddito mensile
aggiuntivo. Mentre le celle fotovoltaiche
producono direttamente energia elettrica,
le tecnologie termiche solari producono
aria calda, acqua e vapore per l'industria.
E sono anche in grado di fornire energia
atta al trattamento fotolitico di
combustibili e sostanze chimiche, oltre
che per la distruzione di materiali
pericolosi.
GEOTERMICA
Il calore della terra è una fonte di energia
naturale che da sempre accompagna la
storia dell'uomo fin dalle sue origini.
Come funziona la geotermia? La
temperatura del suolo superficiale e del
sottosuolo non è uniforme: man mano che
si scende in profondità - in media ogni
100 metri - la temperatura delle rocce
aumenta di +3° C. In alcune zone
particolari questa caratteristica tende ad
accentuarsi e la temperatura del
sottosuolo risulta leggermente più alta
della media, un fenomeno causato dai
fenomeni vulcanici o tettonici. In queste
zone calde l'energia può essere facilmente
recuperata mediante la geotermia,
convogliando i vapori provenienti dalle
sorgenti d'acqua del sottosuolo verso
apposite turbine adibite alla produzione di
energia elettrica o riutilizzando il vapore
acqueo per il riscaldamento, le coltivazioni
in serra e il termalismo. Le principali
applicazioni del vapore naturale
proveniente dal sottosuolo sono due: la
generazione di energia elettrica tramite il
metodo delle turbine e il calore
geotermico incanalato in un sistema di
tubature utilizzato per attività locali di
teleriscaldamento. Per fare un esempio
pratico, basti sapere che la geotermia
rappresenta la fortuna energetica
dell'Islanda: la grande isola del nord
Atlantico basa l'intera sua esistenza
energetico-climatica sul naturale equilibrio
che si è creato tra l'acqua calda della
profondità marina con l'atmosfera glaciale
Lazio / informazione
EOLICA
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agroene
NON SOLO PETROLIO E BIOMASSE:
uno sguardo alle altre energie alternative
esterna. La geotermia resta comunque
una fonte energetica alternativa e
marginale, da utilizzare soltanto in alcuni
limitati contesti territoriali. In Italia, la
produzione di energia elettrica dalla
geotermia è fortemente concentrata in
Toscana.
grado di andare sia a benzina sia a
bioetanolo. Il ricorso aI carburante
biologico apporta una nuova spinta
produttiva e occupazionale al settore
agricolo nazionale creando una domanda
per fini “energetici” dei prodotti agricoli.
Biodiesel
ECOCARBURANTI
Idrogeno
Diciamo subito chiaramente che l'idrogeno
non rappresenta una fonte d'energia bensì
di un vettore energetico, già utilizzato
come propellente per le navicelle spaziali.
Nel nostro pianeta l'idrogeno non è
presente allo stato puro, ma legato in
composti come l'acqua e gli idrocarburi.
Deve quindi essere prodotto tramite
reforming o elettrolisi. Nel reforming
l'idrogeno viene estratto dai combustibili
fossili producendo però in forma
concentrata le emissioni inquinanti evitate
dallo scarico delle automobili. L'altra
strada per produrre idrogeno è il
processo di elettrolisi per
scindere l'acqua in atomi di
idrogeno e di ossigeno: si tratta
di un processo produttivo non
inquinante, ma che richiede una grande
quantità di energia per funzionare.
H
Lazio / informazione
Biocarburanti
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Si tratta di prodotti agricoli assolutamente
in grado di sostituire la benzina e il diesel.
La loro origine naturale è più facilmente
riassorbibile dalla natura e consente di
ridurre del 70% le emissioni di gas-serra
dal trasporto privato e diminuire
l'importazione di petrolio dall'estero: due
argomenti presi in serissima
considerazione dall'Unione Europea che
impone a tutti i paesi membri l'obiettivo di
soddisfare almeno il 2% della domanda di
energia nazionale tramite l'ausilio dei
biocarburanti, obiettivo intermedio per
giungere alla copertura finale del 5,75%
della domanda entro il 2010. Esistono
principalmente due biocarburanti: il
biodisel e il bioetanolo. Quest'ultimo è il
sostituto vegetale della benzina, ed è
molto diffuso in Brasile dove sono
attualmente vendute automobili Flex in
E' un carburante ottenuto dagli oli vegetali
di soia, di colza e di girasoli. Non parliamo
di fantatecnologia futuristica o di utopie
agroambientaliste: oggi la produzione di
biodiesel risulta
essere in costante
aumento.
Complessivamente,
si tratta di circa un
milione di tonnellate
l'anno in Europa (di
cui 300.000 in Italia, fonte Assobiodiesel). Il
biodiesel è utilizzato nei trasporti pubblici in
molte realtà italiane ed è la stessa Unione
Europea a prevedere una sua copertura del
20% nelle vendite di carburante entro il
2020. I risultati ottenuti finora sono
incoraggianti. Può essere utilizzato sia
come sostituto del gasolio sia miscelato
per ottenere un combustibile alternativo
senza necessitare modifiche agli impianti di
riscaldamento o ai motori. Il biodiesel
è un olio vegetale privo di glicerina
a cui viene aggiunto il metanolo ed ha il
vantaggio di essere completamente
biodegradabile nell'ambiente,
rappresentando una concreta alternativa
“pulita” ai carburanti tradizionali.
Considerando la perenne situazione di
sovrapproduzione alimentare in cui versa la
Ue, l'utilizzo della produzione
agroalimentare per fini energetici
rappresenta un'opportunità interessante
per tutti i paesi membri dell'Unione
Europea. L'uso del biocarburante, oltre a
garantire un miglioramento sull'impatto
ambientale e quindi sulla salute dei
cittadini, consente anche molti vantaggi
economici e sociali non trascurabili:
favorisce l'auto-approvvigionamento
europeo sui carburanti riducendo la
dipendenza dai paesi esportatori di petrolio.
E stimola la redditività delle attività agricole
dedicate alla produzione dei prodotti
agricoli destinati alla produzione di
biodiesel, con chiari effetti occupazionali e
redistributivi della ricchezza.
Bioetanolo
E' un alcool ottenuto tramite processo
fermentazione dei prodotti agricoli ricchi di
carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais,
sorgo, frumento, orzo), le colture
zuccherine (canna da zucchero, bietola),
frutta, vinacce e patate. Può essere
utilizzato come biocarburante al posto della
benzina. Una quantità pari al 30% di
bioetanolo può essere miscelata alla
benzina tradizionale senza dover ricorrere a
particolari accorgimenti tecnici al motore.
In Brasile il bioetanolo viene utilizzato come
sostituto della benzina dal 30-40% del
parco circolante. Può anche essere estratto
dalle biomasse di tipo cellulosico e dai
sottoprodotti delle
coltivazioni, ma al
prezzo di un costo di
produzione
maggiore. Le
principali materie
prime finora
utilizzate per la
sua produzione
restano pertanto i
cereali, la canna da zucchero e le
barbabietole. Da cento chili di cereali
fermentati si ottengono circa 30
chilogrammi di etanolo. Come tutti i
biocarburanti, anche il bioetanolo consente
la sostituzione dei carburanti tradizionali
(benzina) e riduce la dipendenza
dall'import di petrolio. Ma in questo non
sono da segnalare soltanto aspetti positivi.
Infatti, per prevedere uno sviluppo di massa
dei biocarburanti sono necessarie
agevolazioni fiscali che ne consentano il
decollo sul mercato, oltre che una pari
competitività iniziale rispetto alle benzine.
Una diffusione su scala del bioetanolo
comporterebbe dunque una riduzione delle
entrate fiscali provenienti dalle accise sui
carburanti tradizionali, introito su cui molti
governi fanno affidamento per la copertura
di diverse spese pubbliche.
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ergia agr
>
di Daniele Camilli
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n
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L
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d
La Valle
primo distretto
italiano per la produzione integrata di energia pulita
Quella che in precedenza era la Valle del Sacco - colpita negli anni scorsi da un pesantissimo
inquinamento ambientale - ora fornirà biodiesel per le flotte dei mezzi pubblici di Roma
e alimenterà gli impianti di riscaldamento della zona
Lazio / informazione
L
'agricoltura laziale
protagonista
dell'agroenergia. È nato, con
la semina di girasoli e pioppi, il
primo distretto italiano per la
produzione integrata di energie
pulite. Ad istituirlo è stata la
Regione Lazio su iniziativa
dell'Assessore all'Agricoltura,
Daniela Valentini. La nascita porta
con se anche un'altra novità: il
cambio di nome per la zona della
Valle del Sacco che, con il distretto,
si chiama ora Valle dei Latini, il
primo territorio in Italia ad avviare
un percorso di bonifica attraverso
l'agricoltura. La Valle dei Latini
fornirà biodiesel per le flotte dei
mezzi pubblici di Roma e
alimenterà gli impianti di
riscaldamento della zona. Dai
campi del Lazio agli autobus
romani per proseguire il rilancio
dell'agricoltura in una zona che,
colpita in passato da un grave
inquinamento, comprende 20
comuni tra le province di Roma e
Frosinone e dispone di circa 50
mila ettari di superficie agricola
utilizzata.
La nascita del Distretto
rappresenta un vero e proprio
riscatto per gli agricoltori del posto
colpiti, com’è noto, da un
pesantissimo inquinamento
ambientale negli anni scorsi. e
l'agricoltura laziale tutta. Inoltre il
protocollo siglato con il Comune
di Roma per la vendita del
biodiesel permetterà di contribuire
al miglioramento della qualità
della vita della Capitale.
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agroen
Il territorio della valle dei Latini
IL DISTRETTO “VALLE DEI LATINI”, 20 COMUNI
> 6 della Provincia di Roma
> 14 della Provincia di Frosinone
COMUNI
Saranno tre le filiere
agroenergetiche del nuovo distretto:
la filiera dei biocarburanti che, con
3000 ettari di superficie coltivabile
a girasoli, un piccolo impianto di
trasformazione compatibile con il
territorio e 1.200 tonnellate di
biodisel all'anno, alimenterà una
flotta di 2000 bus romani per 309
chilometri al giorno; la filiera del
biogas che sosterrà invece lo
sviluppo della zootecnia locale, e la
filiera dei biocombustibili per
rifornire infine gli impianti di
riscaldamento sul territorio.
La Valle dei Latini potrà inoltre
contare sui finanziamenti della
legge per i distretti rurali,
dell'ufficio commissariale per
l'emergenza e sui quelli del Fondo
Unico di sviluppo della ex Valle del
Sacco. Oltre ad alcuni incentivi
legati alla finanziaria regionale.
Il nuovo distretto assume
importanza anche a livello
occupazionale. Nasceranno infatti
nuovi posti di lavoro con un
Anagni
Arnara
Artena
Castro dei Volsci
Ceccano
Ceprano
Colleferro
Falvaterra
Ferentino
Frosinone
Gavignano
Genazzano
Morolo
Paliano
Patrica
Pofi
Segni
Sgurgola
Supino
Valmontone
LE FILIERE DEL DISTRETTO
1) FILIERA BIOGAS:
Produzione di biogas per cogenerazione (termico-elettrica)
(a partire da deiezioni animali).
2) FILIERA BIODIESEL:
Lazio / informazione
Produzione di biodiesel a partire da 3.000 ha di terreno dedicati a
tale coltura con 1.200 t/anno di biodiesel (obiettivo produttivo del
Distretto per il 2008)
> Con 1.200 tonnellate l'anno di biodiesel è possibile alimentare
(con una miscela del biodisel all'1%, come da obiettivo 2007) una
flotta di 2.000 bus per 309 chilometri al giorno l'uno per 350
giorni l'anno (consumo medio 2km/lt).
42
3) FILIERA DEI BIOCOMBUSTIBILI DA COLTURE DEDICATE
per rifornire gli impianti di riscaldamento sul territorio.
aumento del 50% dell'indennizzo
riservato agli agricoltori ai quali
andranno 15 milioni di euro,
anziché i 10 previsti.
Per la Valle dei Latini si apre
dunque un'importante occasione
di sviluppo con un progetto di
riqualificazione all'avanguardia che
sta facendo della zona un esempio
unico a livello nazionale
nell'utilizzo delle bioenergie.
Una sfida che ha come protagonisti
istituzioni, agricoltori, allevatori
e tutti coloro che lavorano e vivono
sul territorio; insieme per costruire
un nuovo futuro agricolo
ed economico nel rispetto
della salute e dell'ambiente.
SLA
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Soluzioni
Globali
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Ambiente
o
m
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Pesca
:
o
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ittitu
>
di Giuseppe Motisi
e
Il Lazio ci crede e ci punta
C
Lazio / informazione
onoscere i segreti del
mestiere della pesca
professionale, scoprire le
bellezze del mare laziale e gustare la
bontà dei prodotti ittici della nostra
regione trascorrendo una giornata
bordo dei pescherecci o
soggiornando presso le abitazioni
dei pescatori. Sono queste le finalità
del pescaturismo e dell'ittiturismo,
due modi insoliti di vivere una
vacanza al mare abbinando al relax
44
la conoscenza dell'universo della
pesca e dell'ambiente. Pescaturismo
e ittiturismo sono attività gestite in
prima persona dai pescatori di
mestiere e regolate da distinte
normative nazionali: situazione che
non impediscono talvolta che le
due forme di turismo possano
definirsi complementari. Scegliere il
pescaturismo significa poter
effettuare un'escursione
giornaliera con i
pescatori sulle loro
imbarcazioni, e
conoscere così le
STANNO PRENDENDO SEMPRE PIÙ PIEDE NUOVE FORME
DI TURISMO: È IL CASO DEGLI AGRITURISMO DEL MARE
E DELLE ESCURSIONI SUI PESCHERECCI.
attrezzature impiegate e le specie
ittiche catturate. Con un'esperienza
di ittiturismo è invece possibile
essere ospitati nelle case dei
pescatori stessi, spesso collocate in
suggestivi borghi marinari, per
trascorrere un piacevole soggiorno
e conoscere da vicino il lavoro
quotidiano degli operatori. Nel
Lazio è attualmente possibile
praticare solo il pescaturismo ed
esclusivamente nel mare della
provincia di Latina; per usufruire
dei servizi dell'ittiturismo - istituito
più recentemente - bisognerà invece
ancora aspettare che i pescatori si
organizzino con un sistema
ricettivo adeguato. Tuttavia, grazie
al recente progetto di legge
regionale sulla pesca
dell'Assessorato all'Agricoltura, che
introdurrà i cosiddetti 'Distretti di
pesca e ittiturismo per il rilancio del
settore ittico del Lazio', il processo
di realizzazione di un sistema di
veri e propri 'agriturismo del mare'
potrebbe rapidamente prendere
corpo. In questa prospettiva, ve
letta la dichiarazione dell'assessore
all'agricoltura Daniela Valentini:
“Con appositi fondi vogliamo
sviluppare l'ittiturismo, ambito che
creerà forme di ospitalità presso le
case dei pescatori professionisti.
Inoltre, le strutture abitative in
disuso potranno essere ristrutturate
con i contributi della legge e, al loro
interno, i giovani potranno presto
trovare nuovi sbocchi professionali
offrendo, ad esempio, servizi di
ristorazione e degustazione del
pesce nostrano”.
UNA SCOMMESSA ITALIANA
L'ittiturismo - che per
semplicità possiamo
definire come un servizio
di agriturismo del mare rappresenta una grande
occasione una vera e
propria scommessa per
ampliare e diversificare
l'attività lavorativa dei
pescatori attraverso
la ricezione e
l'ospitalità dei
turisti presso
le proprie
abitazioni. Una
struttura di ittiturismo
deve funzionare infatti
come un vero e proprio
agriturismo, e fornire oltre
al soggiorno anche il
servizio di ristorazione,
che in questo caso
prevede naturalmente una
gastronomia legata alla
valorizzazione dei prodotti
ittici del luogo.
Con la messa in opera dei
servizi di ospitalità e
ristorazione previsti
dall'ittiturismo i pescatori
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La Pesca
“Storia, economia e problemi attuali” del settore nella
nostra regione: cronaca breve dell'incontro nazionale organizzato
dalle Università “La Sapienza” e Luiss “Guido Carli” di Roma.
l mondo della pesca del Lazio e le mille
sfaccettature del mestiere dei pescatori esaminati
dal Medioevo ai giorni nostri, attraverso gli
strumenti degli storici, dei biologi, dei giuristi e dei
cooperatori: è stato questo l'argomento del terzo
convegno nazionale sulla storia della pesca intitolato
appunto “La pesca nel Lazio - Storia, economia,
problemi attuali”, organizzato tempo addietro dalle
Università “La Sapienza” e Luiss “Guido Carli” di
Roma con la collaborazione della Federcoopesca - Confcooperative, del quale sono
quasi in uscita (è prevista a settembre) gli atti, che saranno pubblicati dalla Casa editrice
“Editoriale Scientifica” di Napoli.
Il convegno, ha riunito docenti ed esperti di diverse materie che hanno sviluppato
un'indagine sul mondo della pesca nel Lazio partendo dal periodo medievale fino ad
arrivare all'età contemporanea. Tra gli interventi più qualificanti va segnalato quello del
del professor Luciano Palermo dell'Università Luiss “Guido Carli” di Roma - che ha
analizzato l'influenza del mercato ittico nel sistema economico regionale laziale e le
conseguenze che esso portò nel tessuto urbano tra Cinquecento e Seicento. Tra gli altri
meritano infine una menzione i contributi storici della professoressa Angela Lanconelli
dell'Archivio di Stato di Roma, che si è occupata della pesca nel periodo medievale
illustrando le modalità di commercializzazione dei prodotti ittici a Roma, del professor
Manuel Vaquero dell'Università di Perugia, che ha analizzato i meccanismi della richiesta
dei consumatori di pesce nel Cinquecento nel Lazio, e della professoressa Silvia Dionisi,
che ha esaminato gli statuti dei pescatori romani, sempre nel Cinquecento, la cui
corporazione risiedeva presso la Chiesa di S. Angelo in Pescheria.
potrebbero quindi divenire
anche operatori turistici
nonché divulgatori della
cultura marina. Ma il
condizionale è d'obbligo
vista la difficoltà di crescita
di questa attività
disciplinata a livello
nazionale solo di recente in
base alla legge 20 febbraio
2006 n. 96 e inquadrata, in
precedenza, dal Decreto
legislativo 18 maggio 2001
n. 226. Ciononostante già
esistono alcune realtà di
pescatori che hanno
tentato la via
dell'ittiturismo per
integrare le loro entrate,
finora tutte imprese del
meridione. Attualmente le
uniche regioni dove poter
soggiornare presso le
abitazioni dei pescatori si
trovano infatti in Sicilia,
Puglia, Sardegna e Calabria
(fonte: Legapesca e
Agcipesca). La realizzazione
dei servizi di ittiturismo è
dunque ancora ai suoi
esordi e, per diversi motivi,
stenta a decollare
nonostante le prospettive
economiche siano
incoraggianti per gli
operatori. Nel Lazio non
esiste alcuna realtà di
questo genere, ma con
l'ormai prossima istituzione
dei distretti di pesca per il
rilancio del settore ittico legata ad una specifica
legge regionale varata
dall'Assessorato
all'Agricoltura - la
situazione potrebbe presto
evolversi. Il testo di legge
prevede infatti incentivi in
favore dei pescatori che
vorranno avviare un'attività
di ittiturismo, aiutandoli a
recuperare le vecchie case
dei borghi marinari che
potranno così divenire
moderne strutture ricettive
per i turisti.
Arrivederci a presto,
dunque: si tratta senz'altro
di un'occasione da
prendere… all'amo.
Lazio / informazione
I
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Le strad
Partita la campagna di comunicazione
>
o
n
i
V
l
e
d
e
delle Strad
di Tiziano Marelli
UN OPUSCOLO
GENERALE E SEI
PIEGHEVOLI, OGNUNO
DEI QUALI DEDICATI AD
UNA “STRADA”
REGIONALE, TUTTI
STRUMENTI DI
PROMOZIONE
CARTACEA DECLINATI IN
DOPPIA LINGUA
(ANCHE INGLESE):
QUESTA L’IMPORTANTE
INIZIATIVA PRESENTATA
AL VINITALY DI VERONA
DAL CSTE, IL CENTRO
SERVIZI PER IL
TURISMO
ENOGASTRONOMICO
È
stato il Vinitaly di Verona
l'occasione giusta per
presentare la prima campagna
di comunicazione relativa alle Strade
del Vino e dell'Olio del Lazio. Oltre
ad un opuscolo generale, per la
conoscenza di
queste importanti
parti del territorio
regionale la
campagna ha
previsto sei
pieghevoli disponibili
in doppia lingua
(anche inglese),
ognuno dei quali
dedicato ad una delle
sei strade: la Strada dei
Vini dei Castelli
Romani, la Strada del
Vino Cesanese, la
Strada del Vino della
Teverina, la Strada
dell'Olio e dei Prodotti Tipici della
Sabina, la Strada dell'Olio DOP di
Canino, la Strada Terra del Cesanese
di Olevano Romano. Promotore della
campagna è il CSTE, il Centro Servizi
per il Turismo Enogastronomico istituito recentemente a Roma per
iniziativa dell'Assessorato
all'Agricoltura della
Regione Lazio - e
realizzata dall'Azienda
Romana Mercati (Azenda
speciale della Camera di
Commercio di Roma).
L'opuscolo e i
pieghevoli, considerati
un importantisssimo
strumento
comunicazionale, sono
disponibili alla sede del
CSTE, in via Cessati
Spiriti 10/a, a Roma
(presso la Borsa
Merci), e verranno
utilizzati in tutte le
manifestazioni
dedicate ai settori turistico e
agroalimentare per favorire nel
miglior modo possibile la promozione
Lazio / informazione
L'ENOTECA REGIONALE PALATIUM
46
Palatium è l'enoteca regionale del Lazio, luogo d'incontro primario dei sapori della nostra Regione. Gestita dall'ARSIAL, l'Enoteca Regionale Palatium è nata per valorizzare - attraverso i prodotti tipici locali enogastronomici ed agroalimentari - la cultura e le tradizioni del Lazio, ed è - oltre che ristorante tipico aperto al pubblico
- palcoscenico privilegiato per tutte le attività volte alla
promozione ed allo sviluppo dell'immagine della regione, sia in termini turistici che culturali.
Enoteca Palatium
Via Frattina 94 • Roma (tel. 06 69202132)
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de del...
dell’Olio
laziali
di queste importanti realtà del
territorio laziale. Secondo Daniela
Valentini, Assessore all'Agricoltura
della Regione Lazio, “queste
pubblicazioni rappresentano il giusto
percorso - una… strada, anche questa
- per promuovere al meglio il
territorio laziale. Un percorso da
curare, accrescere e rafforzare: tutti
intendimenti decisamente volti
ad una attenzione 'politica' precisa
verso il mondo agricolo e produttivo
che consideriamo di primaria
importanza per lo sviluppo
della regione nel suo complesso”.
E si tratta di percorsi indubbiamente
di privilegio e d'eccellenza, che
l'Assessorato all'Agricoltura della
Regione Lazio intende valorizzare
al massimo attraverso l'ARSIAL
(l'Agenzia regionale per lo Sviluppo
e l'Innovazione dell'Agricoltura del
Lazio) e l'ARM (l'Azienda Romana
Mercati) attraverso - rispettivamente l'Enoteca Regionale Palatium
e il CSTE.
PREMIATI
IN
CAMPIDOGLIO
TRE VINI DI OLEVANO ROMANO
Tre vini rossi, prodotti ad Olevano Romano - “Strada del Vino”
riconosciuta nel Lazio e comune della Comunita' Montana dell'Aniene
(in totale, trentuno) - sono stati premiati con la medaglia d'argento, lo
scorso martedì 17 luglio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio
a Roma, nell'ambito della manifestazione Selezione del Sindaco
2007. Nel particolare, si tratta dei vini Terre Olibani Sigillum
Cesanese Doc dell'azienda agricola Migrante, del Cesanese di
Olevano Romano della Compagnia di Ermes, e del Morra Roscia
della vitivinicola Flavio Buttarelli. Per Guglielmina Ranaldi, sindaco
di Olevano Romano, “questo importante ed ulteriore riconoscimento
per il nostro vino arricchisce ulteriormente il territorio dopo la nascita
della Strada del vino Cesanese di Olevano Romano, costituendo
anche una salvaguardia per la qualità del prodotto”. Oltre che al Vino
Cesanese, il territorio di Olevano Romano si sta sempre più
affermando all'attenzione dei consumatori anche per le particolari
caratteristiche organolettiche date dall'olio extravergine di oliva,
anch'esso prodotto nelle campagne della zona, e per il quale si
immagina un impetuoso sviluppo commerciale nei prossimi anni.
Il Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico
Il CSTE, il Centro Servizi per il
Turismo enogastronomico, è una
“vetrina” nel cuore di Roma, un
vero e proprio mercato dei
prodotti tipici di qualità,
indirizzato agli utilizzatori
professionali di prodotto e ai
consumatori, e svolge una
funzione di catalizzazione delle
opportunità di
commercializzazione dei prodotti
delle cinque Strade operative nel
Lazio. Il CSTE - all'interno del
quale è stata realizzata una
esposizione permanente dei
prodotti regionali - è utilizzato
periodicamente
come sede di
workshop per le
imprese partecipanti al sistema
Strade, ed è operativo anche
come “punto d'informazione”
sulle aziende della regione in
termini turistici.
Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico: via Cessati Spiriti 10/a, c/o la Borsa Merci di Roma (tel. 06 784981)
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Le strad
LA MAREMMA LAZIALE,
TERRA CHE ERA ETRUSCA
Al confine con la Toscana, in quella
che viene chiamata Maremma Laziale,
si trova Canino, dimora - all'inizio
dell'800 - di Luciano Bonaparte,
fratello del più celebre imperatore. Non
fu un caso che il principe d'Oltralpe
abbia scelto proprio questo paesino
per stabilirsi con la sua famiglia: il
paesaggio con le sue pianure coltivate
a cereali e le alture coperte di oliveti
incantano i passanti, ora come allora.
È in questo scenario che nascono,
crescono e si sviluppano gli olivi della
zona, 'fornitori' di un
prodotto
d'eccellenza come
l'olio extra vergine
del Canino, oggi a
Denominazione di
Origine Protetta
(DOP). Una visita in
quella parte della
regione, incastonata tra
il lago di Bolsena e la
Tuscia, rappresenta una delle scoperte
turistiche più inaspettate. Fra resti di
una civiltà scomparsa, le chiese e i
palazzi di diverse epoche. E i gusti forti - di quella attuale, anche dal
punto di vista gastronomico.
Lazio / informazione
OVICOLTORI DI IERI E DI OGGI
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Grazie alla vocazione di mecenate di
Luciano in corrispondenza del suo
arrivo il territorio visse una vera e
propria età dell'oro, e vi si costruirono
chiese e palazzi di rara bellezza, visibili
tuttora: Intorno a Canino furono
condotte numerose campagne di scavo
per riportare alla luce i tesori nascosti
dell'antica civiltà etrusca, i cui abitanti
-2-
- si è scoperto da scritti, dipinti e
affreschi - furono i primi produttori
d'olio in zona, veri e propri antenati e
precursori di quelli attuali. Durante
l'egemonia etrusca, Canino faceva
parte della città etrusca di Vulci, e solo
più tardi divenne un territorio a sé
stante per lungo tempo, porto sicuro
per le popolazioni dei dintorni durante
le scorribande dei saraceni.
NON SOLO OLIO
Oltre al preziosissimo olio, da secoli è
molto apprezzato l'asparago verde che
viene coltivato nella zona
all'interno del comune di
Canino ed in misura
inferiore anche a
Tessennano, Arlena di
Castro e Tuscania.
La caratteristica
principale di questo
prodotto è sicuramente
data dal colore verde
brillante su tutto il
gambo: una particolarità
che lo rende - a detta degli esperti di qualità eccelsa e a cui è dedicata
una sagra che si svolge nel mese di
maggio di ogni anno. Un
appuntamento imperdibile.
Così come imperdibile è la ricorrenza
dedicata all'olio.
Si tratta della manifestazione “Pane e
Olio”, che cade in concomitanza della
molitura del gustosissimo prodotto, nei
primi giorni di dicembre.
I comuni della Strada
Oltre al Comune omonimo, fanno parte
della strada dell'Olio DOP Canino
anche i comuni di Cellere, Tessennano,
Arlenia, Tuscania, Ischia, Farnese e
Montalto di Castro.
STRADA DELL'OLIO DELLA SABINA
LA STRADA DELL'OLIO DOP DEL CANINO
-1-
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a
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L'OLIVO PIÙ GRANDE D’EUROPA,
CAPOSTIPITE DI UNA
DISCENDENZA NOBILE
Niente di meglio che l'imponente vista
dell'olivo più grande d'Europa, e forse del
mondo - si trova a Canneto, una frazione di
Fara Sabina - per introdurre idealmente il
visitatore in Sabina, una terra dove tutto il
paesaggio agricolo è dominato dalle forme e
dai toni degli alberi a olivo.
E quello di Canneto è idealmente il
capostipite, di una “famiglia” che in questa
terra vanta un numero imprecisato di suoi
discendenti altrettanto nobili e unici al mondo.
La Strada dell'Olio della Sabina, partendo da
questo suo assunto di assoluta genuinità, ha
quindi anche la funzione di “prendere per
mano” il turista e indurlo alla scoperta delle
caratteristiche del suo prodotto principe, ma
anche di accompagnarlo in luoghi di
incomparabile fascino. Grandi opportunità
turistiche enfatizzate anche dall'alto livello
gastronomico proposto dai numerosi
ristoratori del posto dove l'olio regna
incondizionato.
UNA LEGGENDA E TANTE
REALTÀ STORICHE, ARTISTICHE,
NATURALI
Il territorio della Strada dell'Olio della Sabina
comprende al suo interno parchi e riserve
naturali (parco archeologico dell'Inviolata, dei
Monti Lucretili, riserva della Marcigliana),
oltre a castelli (stupendo quello medievale di
Nerola), chiese, santuari e abbazie. Come
quella
superbamente
conservata di
Farfa, come il
Palazzo papale di
Rieti o il santuario
di Santa Maria
della Lode, a Torri
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in Sabina. Un patrimonio frutto di una storia
antica, ma anche di miti e leggende, come
quella del famoso “ratto delle sabine”, il
rapimento di giovani donne del posto
perpetrato dai soldati romani. L'evento è
datato addirittura agli albori della fondazione
della città eterna, visto che ad “organizzarlo”
pare sia stato Romolo. Verità o meno, è
dunque possibile che gli olivi più antichi della
Sabina, abbiano assistito, a quel “misfatto”,
quasi tre millenni fa.
I COMUNI E LE COMUNITÀ
MONTANE NEL TERRITORIO
DI DUE PROVINCE
Sono sedici i comuni che hanno aderito alla
Strada dell'Olio della Sabina, suddivisi
tra la province di Roma e di Rieti.
L'OLIO DELLA SABINA,
UN PRODOTTO A
DENOMINAZIONE
DI ORIGINE PROTETTA
La coltura dell'olivo - quindi anche la cultura
e la tradizione ad esso connesse - vanta qui
radici millenarie; favorita dal clima temperato
e dall'esposizione a sud del territorio, le
coltivazioni sabine hanno mantenuto costante
nel tempo il livello qualitativo del prodotto.
Non a caso, l'olio extra vergine di oliva della
Sabina è stato tra i primi ad ottenere la DOP,
la Denominazione di Origine Protetta, che
garantisce il consumatore sulla provenienza
delle olive, sulla trasformazione e confezione
in loco, con processi meccanici e fisici che
non alterano le caratteristiche del prodotto.
L'olio della Sabina inoltre segue un
disciplinare di produzione che fissa
rigidamente i requisiti necessari, a garanzia
del rispetto della buona qualità, dell'origine e
della genuinità e stabilisce i controlli che
debbono essere effettuati periodicamente per
impedire la distribuzione di prodotti
LA STRADA DEI VINI DEI CASTELLI ROMANI
de del...
UN TERRITORIO DI RARA
E VARIEGATA BELLEZZA
I Castelli Romani sono collocati in una
vasta zona a sud-est di Roma: qui
archeologia, storia, tradizione e buona
cucina si fondono in un unicum
affascinante. Per andare alla scoperta
delle vestigia dell’Impero Romano, si
deve partire dalla via Appia che collega
Roma con Albano: il viaggio nella
storia che se ne ricava è straordinario.
Oppure, se la mèta sono chiese e
monumenti, il percorso ideale è
quello che - sempre dalla capitale porta a Velletri e
devia per Castel
Gandolfo, anche oggi
residenza papale. Se
invece si vogliono
scoprire alcuni dei
gioielli dell’architettura
laziale con la sorpresa
di magnifici parchi e
giardini il punto di
partenza è Ariccia.
In ogni caso, ospitalità e disponibilità turistiche e gastronomiche - sono lì, ad
aspettarvi. E la Strada dei Vini è la...
strada “maestra” per un percorso
enogastronomico ideale.
-3-
amalgamare al meglio gli aromi delle
altre varietà. Il Trebbiano giallo (anche
denominato Greco o Grechetto) vanta
una produzione molto limitata delicata
e rilascia aromi importanti per la
piacevolezza del bouquet.
Diversi sono i vitigni rossi che risultano
altamente apprezzabili. Anzitutto il
Cesanese comune, che connota il suo
vino con un inconfondibile carattere di
amabilità. Non da meno il Merlot,
dal sapore fruttato ed aromatico.
Il Montepulciano è definibile
“corposo”, mentre il Nero
Buono (o Nero di Cori) si
rivela prezioso per la
intensa colorazione che
apporta al vino,
unitamente ad una
gradevole delicatezza. Il
Sangiovese è molto
adatto per assicurare
un’abbondante
produzione e l’attitudine
all’invecchiamento,
capace di accentuare l’odore ed il
sapore di fruttato nel vino che ne
deriva. Complementare a tali vitigni è,
tra gli altri, il Cerasuolo, con
l’inconfondibile sapore di frutta simile
a quello della ciliegia.
I VITIGNI
L’assortimento dei vitigni bianchi - i più
diffusi e conosciuti - è scelto in modo
che i vini che ne scaturiscono risultino
armonici, freschi e delicati. Così la
Malvasia di Candia fornisce un
prodotto dal retrogusto mandorlato,
mentre la Malvasia nostrale (o del
Lazio o puntinata) si distingue per il
finissimo carattere aromatico. Il
Trebbiano toscano esprime una
produzione delicata, e riesce ad
I DOC
Il vino Castelli Romani è stato l’ultimo,
in ordine di tempo, a diventare DOC,
nelle tre versioni rosso, bianco e
rosato.Oltre ad esso, sono riconosciuti
a denominazione di origine controllata
anche altri vini dei Castelli Romani: fra
i bianchi, il Frascati, il Zagarolo, il Colli
Albani, il Marino, il Montecompatri
Colonna, il Velletri; fra i rossi, ancora il
Velletri.
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Le strad
A CAVALLO
FRA DUE PROVINCE
La Strada del Vino Cesanese è
posta geograficamente a cavallo
fra Roma e Frosinone. Infatti, i
due comuni che la animano e
che ne tracciano il territorio sono
quelli di Affile, compresa nella
provincia della capitale, e quello di Piglio,
invece nel frusinate.
L’itinerario che porta da un capo all’altro
della strada si incrociano percorsi dove
storia, cultura locale, archeologia, natura,
ambiente e tradizione gastronomica
vantano un’importanza notevole nel
complesso della proposta turistica in
offerta ai visitatori. Proposta che vede in
primo piano l’eccellenza di due vini rossi
DOC del Cesanese, che prendono proprio
la loro denominazione da Affile e Piglio.
Lazio / informazione
COLTURA E CULTURA
CHE PARTONO DA LONTANO
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L’origine dei vini della zona risale all’epoca
romana: è naturale quindi che il territorio
conservi vestigia di quell’antico e nobile
impero. Ad Affile, infatti, è possibile
ammirare i resti di un arco trionfale, di
una necropoli e di un teatro. In epoche
successive trovarono spazio le chiese:
sempre ad Affile la più antica è quella di
San Pietro. Poi, in epoca medievale, non
mancò la costruzione del castello con
relativa torre. Carattere medievale che
mostra anche Piglio, dove, il centro
storico con l’imponente Castello ben lo
testimonia. Qui è d’obbligo una visita al
Santuario della Madonna delle Rose.
Naturalmente sono anche consigliate le
passeggiate nel verde, soprattutto quella
che consente di abbracciare visivamente
le due province dalla vetta del Monte
Scalambra (1400 metri).
-5-
CESANESE
DI AFFILE DOC
L’origine della
produzione di questo
vino rosso risale
addirittura all’epoca
romana, quando gli
abitanti del posto
“rubarono” spazio ai boschi e alle colline
circostanti per impiantare vigneti.
Prodotto quasi completamente con l’uva
omonima, l’Affile DOC divenne, per le
condizioni ambientali e per le tecniche di
coltura, uno dei più rinomati già
nell’antichità.
Per la sua produzione vengono utilizzati i
i vitigni Cesanese di Affile e Cesanese
comune, con l’aggiunta di Sangiovese,
Montepulciano, Barbera, Trebbiano
Toscano e Bombino bianco. Viene
proposto nella versione secco, asciutto,
dolce, amabile, ma anche nelle tipologie
spumante e frizzante.
Si presenta con un colore rosso rubino
tendente - con l’invecchiamento al granato.
CESANESE DEL PIGLIO DOC
Anche in questo caso si tratta di
un rosso dal colore rubino, anch’esso
tendente al granato invecchiando.
Può essere prodotto nella versione secco
e asciutto, e nelle tipologie abboccato,
dolce, frizzante naturale e spumante.
I vitigni sono sempre il Cesanese di Affile
e quello comune (per il 90% del totale),
con l’aggiunta per la parte restante
di Sangiovese, Montepulciano, Barbera,
Trebbiano Toscano Toscano
e Bombino bianco: tutti elementi
che riescono a conferire a questo vino
un profumo delicato, un sapore morbido e
leggermente amarognolo.
LA STRADA DEL VINO TERRA DEL CESANESE OLEVANO ROMANO
LA STRADA DEL VINO CESANESE
-4-
TERRITORIO
Il territorio di produzione del vino
Cesanese di Olevano Romano è ubicato ai
margini dell’anfiteatro montuoso
Prenestino - Lepino - Ernico ad
un’altitudine di m 570 s.l.m.. Le
caratteristiche geologiche di quest’area
sono rappresentate da un terreno di
natura carsica, privo di fonti sorgive e
ricco invece di inghiottitoi e doline nei
quali confluiscono le acque piovane
formanti corsi d’acqua sotterranea a circa
350-400 metri di profondità. I rigogliosi
vigneti contornati da boschi di castagno
querceti ed uliveti secolari contribuiscono
a modellare un paesaggio che ha ispirato
la raffigurazione romantica paesaggistica
di Olevano Romano nel XVIII e XIX secolo.
ARTE E CULTURA
Il centro storico di Olevano, con le sue
viuzze strette in forte salita, stupisce per il
suo aspetto tipicamente medioevale. Sui
resti delle mura poligonali fu costruito
l’abitato e, nel punto più arroccato, il
Castello con la piccola chiesa di Santa
Maria della Corte. Pregevole esempio di
fortificazione medioevale, il Castello
conserva quasi per intero la sua struttura
originaria. Nell’interno sono visitabili:
un’ampia galleria, un tempo sede delle
scuderie, e la splendida Sala degli
Affreschi, con scene mitologiche attribuite
a Perin del Vaga, allievo di Raffaello. Poco
distante Genazzano, offre, cosi come
Olevano, una gradevole passeggiata lungo
le vie del centro storico che conducono al
santuario della
Madonna del Buon
Consiglio, la cui storia
è legata al miracolo
dell’apparizione della
Madonna nel 1467.
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AREE VERDI
l territorio di Olevano Romano conserva
un vero e proprio quadro naturale di
pittoresca bellezza panoramica che
penetra sin dentro il centro abitato e
costituisce il polmone verde di questo
paese. Sulle pendici del Monte
Sant’Arcangelo, immerso in un
incantevole paesaggio naturalistico, è il
Bosco della Serpentara.
Da visitare, anche, il Parco dei Monti
Simbruini che permette di entrare, in
punta di piedi, nel cuore di un autentico
paradiso naturale.
GASTRONOMIA
L’innegabile matrice contadina della zona
dona ai piatti i sapori forti e genuini dei
prodotti della terra, rendendo questo
viaggio sorprendente oltre che per la
vista, anche per il palato.
Un punto di forza della gastronomia è
rappresentato dalla varietà delle paste
fresche all’uovo o con impasti di semplice
acqua e farina: fettuccine con sugo di
carne e frattaglie di pollo, polenta con
spuntature di maiale o con sugo di
lumache, lasagne dette localmente sagne,
gnocchi e pasta e ceci. Uno dei segreti di
queste ricette consiste nella qualità della
carne e degli insaccati utilizzati per i
sughi. E non mancano piatti tradizionali
quali l’abbacchio, i fegatelli di maiale, la
trippa in umido, salmì di lepri e di conigli
conditi con olio extra vergine di oliva. Ad
Olevano, in particolare, viene coltivata la
varietà di oliva Rosciola, più apprezzata da
Lucullo.
Anche i dolci tipici, come il panpepato,
dall’origine molto antica e il fallone, un
vero e proprio mosaico di sapori e
particolarità di primo ordine e
dall’insospettabile varietà.
LA STRADA DEL VINO DELLA TEVERINA
de del...
UNA TERRA DI FASCINO
ALL’OMBRA DEL TEVERE
Il groviglio dei segni che sulla carta
geografica dell’Alto Lazio si annodano
in strade e corsi d’acqua sembra
ad un tratto semplificarsi lungo i confini
dell’Umbria. Il fiume Tevere e la sua valle
percorrono dei territori che per
caratteristiche, storia e tradizioni sono
raggruppati sotto la denominazione di
Comprensorio della Teverina.
In queste terre, vigneti ed uliveti
costituiscono una ricchezza naturale
inestimabile. Per valorizzare sempre più il
territorio ed i suoi percorsi turistici e
gastronomici, è stata istituita la Strada del
Vino della Teverina, che nella sua dizione
estesa ricorda anche “gli itinerari dell’olio
e dei sapori tipici”.
I “MAGNIFICI SETTE” COMUNI
DELLA STRADA
l territorio della zona di produzione della
Strada del Vino della Teverina si snoda in
un percorso che comprende sette
comuni, unici nel loro genere. Si tratta di
Bagnoregio, Bomarzo, Castiglione in
Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano,
Graffignano e Lubriano. Per la visita ad
ognuno di essi ed al loro circondario sono
stati “disegnati” itinerari e percorsi
enogastronomici di grande suggestione e
interesse.
LA “CITTÀ CHE
MUORE”, VIVA
PIÙ CHE MAI.
Nel particolare sono da
citare Bagnoregio,
celeberrima per il suo
borgo, Civita di
Bagnoregio, mèta di
turisti che giungono sul
-6-
posto ormai da ogni parte d’Italia. Quella
che era definita “la città che muore” sta
vivendo ora un periodo di intensa
“resurrezione”, e strade e piazze del
perfettamente conservato gioiello
medievale sono state portate a nuova vita
grazie ad una attenta politica turistica ed
enogastronomica. Bomarzo, invece, è
famosa per il suo Parco dei Mostri,
anch’esso luogo di grande bellezza e
suggestione. Alcuni cenni storici - fra mito
e leggenda - vogliono la costruzione del
complesso come frutto della mente di
Vicino Orsini, nato in questa terra nel
1523. A “riportare alla luce” un luogo da
molti considerato assolutamente artistico
ci pensò (e non si tratta certo un caso)
un grande talento Salvator Dalì, che
praticamente lo riscoprì nel 1938.
VINI IN PRODUZIONE NELLA
STRADA DEL VINO DELLA
TEVERINA
I vitigni presenti sul territorio sono:
UVE ROSSE: Cabernet Sauvignon, Merlot,
Montepulciano, Sangiovese. UVE BIANCHE:
Chardonnay, Drupeggio, Grechetto,
Malvasia, Procanico, Verdello.
I vitigni elencati producono vini con le
seguenti tipologie:
ROSSI: IGT Lazio rosso, DOC Colli Etruschi
Viterbesi BIANCHI: Orvieto DOC, IGT Lazio
Bianco, DOC Colli Etruschi Viterbesi.
COMITATO
PROMOTORE STRADA
DEL VINO DELLA
TEVERINA
Itinerari del vino, dell’olio
e dei sapori tipici
Piazza S. Agostino, 21 01022 Bagnoregio (VT)
Tel. 0761 780781
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Le strad
Le nostre eccellenze enogastronomiche
L LAZIO È TERRA RICCA DI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI DI ALTISSIMO LIVELLO. MOLTI DI QUESTI SONO
CARATTERIZZATI DA MARCHI RICONOSCIUTI A LIVELLO EUROPEO A TUTELA DELLA LORO ORIGINALITÀ. NEL
PARTICOLARE, SI TRATTA DI OTTO PRODOTTI DOP (DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA), CINQUE
PRODOTTI IGP (INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA), VENTISEI VINI DOC (DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA) E QUATTRO VINI IGT (INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA). VEDIAMOLI NEL DETTAGLIO.
I
I
PRODOTTI
DOP
FORMAGGI
• Mozzarella di Bufala Campana (DOP)
• Pecorino Romano (DOP)
• Pecorino Toscano (DOP)
• Ricotta Romana (DOP)
OLI DI OLIVA
• Canino (DOP)
• Sabina (DOP)
• Tuscia (DOP)
PREPARAZIONI DI CARNI
• Salamini italiani alla cacciatora (DOP)
Lazio / informazione
I VINI
DOP
E IGP
52
DOC
• Aleatico di Gradoli
• Aprilia
• Atina
• Bianco Capena
• Castelli Romani
• Cerveteri
• Cesanese del Piglio (o Piglio)
• Cesanese di Affile (o Affile)
• Cesanese di Olevano Romano
(o Olevano Romano)
• Circeo
• Colli Albani
• Colli della Sabina
• Colli Etruschi Viterbesi
I
PRODOTTI
IGP
CARNI
• Vitellone Bianco
dell'Appennino Centrale (IGP)
ORTOFRUTTICOLI E CEREALI
• Carciofo Romanesco (IGP)
• Kiwi Latina (IGP)
PREPARAZIONI DI CARNI
• Mortadella di Bologna (IGP)
PRODOTTI DI PANETTERIA
• Pane Casareccio di Genzano (IGP)
• Colli Lanuvini
• Cori
• Est! Est!! Est!!! di Montefiascone
• Frascati
• Genazzano
• Marino
• Montecompatri Colonna
• Moscato di Terracina
• Nettuno
• Orvieto
• Tarquinia
• Velletri
• Vignanello
• Zagarolo
IGT
• Civitella d'Agliano
• Colli Cimini
• Frusinate
(e del Frusinate Lazio)
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de del...
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Cs
sui prodotti regionali d'eccellenza
n catalogo con oltre 400
referenze di prodotto:
questo il nuovo strumento
editoriale recentemente realizzato
dal CSTE e dall'ARM-Azienda
Romana Mercati, per favorire la
conoscenza dei prodotti di
eccellenza della regione.
È importante sottolineare che i
prodotti indicati nel catalogo sono
tutti presenti nella sede
del CSTE in
esposizione
permanente, e si tratta
di prodotti che
rappresentano
il meglio della
produzione delle
aziende associate alle
strade del vino e
dell'olio del Lazio.
Il catalogo è consultabile
nella sede del CSTE,
oppure collegandosi
ai siti www.cstecentroservizi.com e
www.romaincampagna.it.
Nel presentare la
pubblicazione, l'assessore
Daniela Valentini ha fra
l'altro dichiarato: “Sono
certa che il catalogo possa
senz'altro rappresentare una vera
e propria enciclopedia dedicata ai
nostri migliori 'frutti', un'opera
che arricchisce ulteriormente il
panorama delle nostre produzioni
editoriali, e che potrà - nel tempo
U
Il CSTE a tutto… GAS!
Giovedì 12 aprile, a Roma, nella sede del CSTE - il Centro Servizi per il Turismo
Enogastronomico voluto dall'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini
e realizzato da ARM - si è tenuto il primo incontro previsto riservato alle degustazioni ai
consumatori organizzati in Gruppi di Acquisto. Sono stati più di cinquanta rappresentanti
dei GAS, i Gruppi d'Acquisto (di Cral, dopolavoro aziendali, ecc…) quelli che hanno potuto
sperimentare - guidati da degustatori professionali - i numerosi prodotti di eccellenza della
regione presentati da numerose aziende costituitesi in gruppi di offerta e confluiti in
un catalogo - realizzato dal CSTE - aggiornato al variare delle stagioni, concepito in maniera
tale da poter offrire un paniere ampio ed articolato razionalizzando tempi e modalità
di consegna del prodotto. Dopo questo primo contatto con i consumatori, verrà avviato
un altro calendario di incontri. stavolta riservati a responsabili di ristoranti, enoteche
e negozi specializzati in ricercatezze alimentari.
L'obiettivo dell'iniziativa nel suo complesso è quello di strutturare una gamma ampia
e diversificata di prodotti tipici dei territori del Lazio
e garantire così ad acquirenti professionali e gruppi
di acquisto una offerta qualificata e costante legata alla
stagionalità dei prodotti ed alle caratteristiche
vocazionali delle diverse zone della regione.
Per i produttori erano presenti il Consorzio Il Pugnalone
di Acquapendente (specializzato in produzioni
biologiche), l'Associazione Produttori Formaggi Storici
della Campagna Romana, la Cooperativa dei Parchi
Valle Aniene: tutte strutture che, tra l'altro, hanno
stabilito di aprire una propria sede operativa presso
il CSTE. L'evento è stato salutato con grande
soddisfazione dall'assessore Valentini, che
ha auspicato il ripetersi dell'iniziativa, in maniera tale
da coinvolgere il maggior numero possibile
di esponenti dei gruppi d'acquisto: partendo
da questa richiesta, il CSTE ha fissato per la fine
del mese di giugno il prossimo appuntamento.
- godere di aggiornamenti e 'new
entry', di cambiamenti e
ampliamenti. Elementi che
serviranno ad enfatizzare ancor di
più l'importanza di quello che la
nostra terra può offrire, come del
resto ha egregiamente fatto nel
corso di secoli e secoli di
amorevole 'cura' da parte dei suoi
abitanti. E che sono certa
continuerà a fare ancora, per
moltissimo tempo a venire”.
Lazio / informazione
L'utilissimo strumento
editoriale raccoglie oltre
quattrocento referenze
di prodotto delle aziende
associate alle “Strade” laziali
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itinerari
Sora
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di Annamaria Graziano
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COSÌ SI CHIAMA IL CENTRO STORICO DELLA BELLISSIMA CITTADINA DEL FRUSINATE.
UN PASSATO STORICO IMPORTANTE, UNA SOLIDA TRADIZIONE RELIGIOSA, ANCHE ATTUALE
Lazio / informazione
I
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romani la chiamavano 'città
sorella'. Oggi, Sora - in provincia
di Frosinone - è una cittadina
tranquilla che del passato ha
conservato accoglienza e tradizioni.
Abbracciata da montagne, sorge in
una valle attraversata dal fiume Liri.
Il paesaggio che la circonda,
rigoglioso, a tratti imponente, con il
cambiare delle stagioni le conferisce
una luce diversa. Ma Sora, città
natale dell’indimenticabile Vittorio
De Sica, mostra anche tante anime e
volti diversi. Vivace e sorridente,
ricca di storia e usanze popolari, sa
alternare con disinvoltura memoria
e presente. Fondata dai Volsci, poi assoggettata a Roma,
divenne nel medioevo parte del regno dei Normanni e in
seguito di quello di Napoli. Carlo I Angiò, nel XV secolo, la
dichiarò 'città regia'.Tra la fine del Settecento e gli inizi
dell'Ottocento fu teatro di feroci episodi di brigantaggio e
occupazioni militari da parte di Borboni e francesi. Tra i
reperti archeologici ancor oggi conservati spiccano il castello
di San Casto e la cinta muraria sul monte 'Santi Casto e
Cassio', oltre ai resti di un antico tempio pagano dedicato al
Dio Sole rinvenuti sotto la cattedrale di Santa Maria,
edificata nell'XI secolo. Meritano una visita l'abbazia
romanica di San Domenico Abbate e ciò che rimane del
Ponte Marmone del I secolo a.c., distrutto da Federico II nel
1229. La Sora di oggi è una cittadina dinamica e laboriosa:
agricoltura, industria e commercio le attività principali e di
recente anche turismo. 'Canceglie', il centro storico, resta uno
dei fiori all'occhiello. Dopo un'importante opera di
riqualificazione, è tornato a rappresentare il 'cuore' della
città, con le sue viuzze ricche di saggezza popolare e storie da
raccontare. Poco distante, c'è il frequentatissimo corso Volsci,
dove ogni anno ha luogo l'Infiorata del Corpus Domini.
Insieme alla toccante processione del Venerdì Santo e ai
festeggiamenti di San Rocco il 16 di agosto è considerata una
delle celebrazioni religiose più sentite dalla cittadinanza.
ITINERARI CONSIGLIATI
L'arte e il misticismo
dell’Abbazia di Casamari
Partendo da Sora è senz'altro consigliabile
una visita dell'Abbazia di Casamari, che
si trova lungo la via Mària nel comune
di Veroli. L'abbazia rappresenta uno dei più
importanti monasteri italiani di architettura
gotica cistercense; fu edificata nel 1203
e consacrata nel 1217. Il nome, di origine
latina, vuol dire ' Casa di Mario': Casamari
fu, infatti, patria di Caio Mario, console
e condottiero romano, nemico di Silla.
Luogo mistico e austero, l'abbazia
ospita al suo interno anche numerose
attività curate unicamente dai monaci.
Una farmacia-erboristeria fondata
intorno al 1760, una liquoreria, una
biblioteca che conta più di 50.000
volumi e un museo archeologico.
Da non perdere alcune specialità,
come gli amari e il miele di Casamari,
preparati dai monaci con la stessa
sapienza e cura di duecento anni fa.
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Tagliolini in bianco con fagioli
La natura
e la storia di Arpino
Patria di Marco Tullio Cicerone, Arpino è
un piccolo gioiello incastonato nella
provincia di Frosinone, e dista da Sora
solo una decina di chilometri lungo una
strada panoramica che attraversa il
sistema collinare che divide la Valle del
Liri dalla Valle del Comino. Di origini
antichissime, Arpino deve probabilmente il suo nome alla forma
d'arpa in cui si presenta il centro storico. Le mura megalitiche -
INGREDIENTI _500 gr di farina _acqua quanto basta
_aglio, olio e peperoncino _150 gr di fagioli cannellini _sale
Vino consigliato per l'abbinamento: Cesanese del Piglio
Prodotto con il vitigno autoctono laziale più importante, è un vino
dotato di grande struttura e morbidezza, particolarmente adatto ad
accompagnare i primi piati della tradizione ciociara.
La ricetta | PER 4 PERSONE
Setacciate la farina e lavoratela unendo l'acqua necessaria ad otte1.
nere un impasto sodo e omogeneo. Fate riposare l'impasto in un foglio di
pellicola trasparente per circa mezz'ora. Stendete la pasta e tagliate secondo il formato dei tagliolini. L'abilità sta nel riuscire a farli più stretti possibile. Fateli riposare qualche minuto.
2.
Mettete a soffriggere in una casseruola aglio, olio e peperoncino e
aggiungete i fagioli già bolliti. Lessate i tagliolini in abbondante acqua salata per circa cinque minuti, scolateli al dente e trasferiteli nella casseruola. Mescolate lasciando il preparato leggermente brodoso. Trasferite in un
piatto da portata e servite.
con l'originale 'porta a sesto acuto', insieme
alla splendida Acropoli di Civitavecchia dominano questo paesino, diventato col tempo
un importante centro culturale. Ogni anno, in
maggio, Arpino ospita il 'Certamen
Ciceronianum Arpinas', una gara di traduzione
e commento di un brano di Cicerone che attira
studenti da tutta Europa. Numerose anche le
mostre d'arte che si svolgono periodicamente
e le manifestazioni popolari, come la festa di S.Antonio: in
questa occasione è tradizione l'offerta di polenta ai convenuti.
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la ricetta
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Sulla v
Verso il recupero, la tutela e la promozione
di Massimo Sbardella
del patrimonio culturale diffuso
>
a qualche decennio, ormai,
si parla del valore storicoreligioso dei percorsi di
pellegrinaggio, in particolare della
Via Francigena, che il Giubileo del
2000 ha prepotentemente riportato
alla ribalta. Sull'onda
dell'entusiasmo per il successo del
percorso di Santiago de
Compostela, capace - dagli anni
90' in poi - di coinvolgere un
numero crescente di turistipellegrini, la Via Francigena ha
iniziato a raccogliere sempre
maggiore interesse intorno a sé.
Nel 1994 il Consiglio d'Europa ne
ha riconosciuto l'importanza come
“Itinerario Culturale Europeo”,
ma solo negli ultimi anni è stata
presa in considerazione l'ipotesi di
ricomporre l'intero tracciato, in
particolar modo quello intorno a
Roma. La Regione Lazio ha
individuato nel percorso
dell'itinerario della Francigena uno
degli obiettivi prioritari di
valorizzazione e promozione
integrata del territorio, mettendo in
campo iniziative e risorse
economiche sui settori cultura,
turismo e ambiente. Lo storico
tracciato si offre naturalmente
come strumento di lettura del
patrimonio e del paesaggio. Un
lento viaggio di avvicinamento a
Roma, attraverso il quale
recuperare e conoscere aspetti e
caratteri originali di un paesaggio
del Lazio dotato di grande forza
suggestiva ma ancora poco
conosciuto.
Lazio / informazione
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Le attività della Regione
riprendono iniziative di studio e
valorizzazione del tracciato già da
tempo elaborate da studiosi, enti
locali, associazioni di livello
europeo e nazionale, mettendo a
disposizione competenze di tipo
normativo (L.R. n.19 del 2006) e
di programmazione territoriale
(Dgr n.717 del 2006). L'ipotesi di
tracciato laziale dell'itinerario della
Francigena Nord, da Proceno (in
provincia di Viterbo) a Roma, è
frutto del lavoro tecnico di un
gruppo interdisciplinare presso
l'assessorato alla cultura che ha
effettuato una ricognizione delle
diverse ipotesi e alternative
esistenti sia a livello bibliografico
che cartografico. In particolare
prendendo in considerazione il
tracciato individuato
dall'Associazione Europea delle vie
Francigena, con l'intenzione di fare
un ulteriore passo nella direzione
della sua effettiva percorribilità e
fruibilità, sia a piedi che in
bicicletta. Intanto, dall'iniziativa
della Fondazione Percorsi
Giubilari, nasce l'idea di
recuperare uno dei tratti della
Francigena nel Sud, che conduceva
da Roma alla Terrasanta. Lo
studio e la proposta per un
progetto pilota nel tratto da
Paliano (nei pressi di Frosinone) a
Roma suscita immediato interesse,
e viene approvato, a metà del
2005, dalla Arcus Spa, una società
del Ministero dei Beni Culturali.
Tra le finalità principali, anche in
questo caso, c'è la promozione
della cultura, del rispetto dei beni
culturali e della valorizzazione
locale del territorio, finalizzate al
risveglio dei valori religiosi e del
turismo naturista, rivalutandone la
valenza esercitata a livello socioeconomico e culturale, per fare di
tutto “sistema”.
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•itinerari
Nel Lazio
La Via Francigena vista da….
DANIELA VALENTINI
GIULIA RODANO
ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
DELLA REGIONE LAZIO
ASSESSORE ALLA CULTURA
DELLA REGIONE LAZIO
La via Francigena rappresenta una
vera e propria risorsa per la nostra
regione, non solo dal punto di vista
turistico, culturale e religioso, ma
anche agroalimentare. Questa via,
rivalutata nel 1994 dal Consiglio
d'Europa che l'ha nominata
“Itinerario Culturale Europeo”, si
mostra a noi come un percorso
ancora da scoprire, un viaggio
affascinante da riproporre non solo
come via dei pellegrinaggi, ma
anche come meta di un turismo che
riesce a fondere bellezze
paesaggistiche, archeologiche,
tradizioni e coltivazioni locali. Basti
pensare
soprattutto ai
tantissimi olivi e
viti presenti sul
territorio, la cui
produzione di
olio e vino è tra
le più
prestigiose della regione, ma anche
agli alberi da frutto che offrono ai
pellegrini il ristoro di un posto
all'ombra e soprattutto di frutti
succosi e di ottima qualità. L'intera
via Francigena, inoltre, è costeggiata
da ristoranti, agriturismo e trattorie
che, con i menù proposti,
contribuiscono al mantenimento e
alla divulgazione di un patrimonio
straordinario, quello delle tradizioni
gastronomiche e delle ricette
tipiche. Patrimonio da preservare e
diffondere, così come le vicende
storico - religiose che l'hanno
caratterizzata nei secoli.
La via Francigena è una vera e
propria infrastruttura immateriale
della nostra regione: non una
semplice attrazione culturale e
turistica, ma una vera e propria
opportunità di
sviluppo. La
nostra proposta,
a nord di Roma, è
fondata sulla
necessità di
seguire il
percorso indicato
dal Consiglio d'Europa che, poiché
nel Lazio tende a sovrapporsi con
l'attuale tracciato della via Cassia, ci
impone, per favorirne la
percorribilità a piedi o in bicicletta,
di trovare percorsi pedonali o
ciclabili. Insomma, dobbiamo
'ritrovare' la realtà profonda della
Francigena, come via dei
pellegrinaggi, come strada per
incontrare il paesaggio e i beni
culturali di una tra le più belle zone
della nostra regione. L'obiettivo del
nostro progetto è dunque far sì che
l'itinerario della Francigena
rappresenti un'occasione reale di
valorizzazione delle nostre risorse
naturali, paesaggistiche e culturali.
Per quanto riguarda il tratto a Sud
c'è da considerare che, parlando di
tracciati del medioevo, non siamo in
presenza di un'unica via, come era
in epoca romana, ma di un reticolo
di possibili percorsi, più denso in
prossimità di Roma per poi
convergere in un'unica direttrice
verso Sud.
Lazio / informazione
Era denominata Via Francigena quell'insieme
di percorsi che servivano a mettere in
comunicazione Roma, città santa, con i
territori dell'Europa centro-occidentale. Il
nome metteva in risalto la sua origine dai
territori "francesi", ma localmente era anche
detta "Romea" per sottolineare che portava a
Roma, centro della cristianità. In realtà il
termine "Francia" indicava sì l'attuale territorio
francese, ma, più in generale, i territori
dominati dai Franchi, e quindi anche parte
dell'Europa centro/settentrionale. La via ebbe
un'importanza straordinaria sul piano storico,
economico, culturale.
Nel Lazio, a Nord di Roma, la Via Francigena
seguiva il tracciato dell'antica Cassia e,
toccata Bolsena e Acquapendente, si
inoltrava in Val d'Orcia sino a Siena per
proseguire lungo la Val d'Elsa, sui colli della
Toscana centrale sino a Lucca. Ancora in
Versilia per raggiungere Luni/Sarzana. Da qui
i pellegrini diretti a Santiago de Compostela
potevano imbarcarsi e navigare fino al delta
del Rodano ricongiungendosi, a Montpellier,
alla Via Tolosana. Da Luni, con almeno tre
varianti, si poteva andare poi verso la Francia.
Da Roma, verso la Terrasanta, invece, non è
semplice individuare una direttrice unitaria,
perché è stata soggetta a diverse
trasformazioni e per questo è più opportuno
parlare di una treccia di vie, tra loro a volte
collegate, con diverticoli che a raggiera
partivano dalla città eterna alla volta di
Benevento attraverso la Via Prenestina,
Labicana, Latina e Appia Pedemontana. Chi
percorreva la Via Francigena, iniziando dalla
via Prenestina dopo essere uscito da Porta
Maggiore, incontrava Gabi, Palestrina,
Anagni, Ferentino, Frosinone, Aquino,
Cassino, Venafro, Teano e Benevento.
Analogamente chi andava sulla Labicana
trovava Labico, Valmontone, e dopo Anagni,
gli stessi siti della Prenestina; così come
succedeva per la Via Latina che passava per
Tuscolo, Artena, per raggiungere Anagni.
Diverso era il percorso dell'Appia che
costringeva ad allungare di un giorno il
cammino, ma era più “comoda” soprattutto
per i carri e le merci. Passava per Ariccia,
Lanuvio, sino a Capua dove risaliva per
Benevento.
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via Fran
Lazio / informazione
La Via Francigena
vista da….
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PATRIZIA NINCI
ENRICO FONTANA
GUIDO MILANA
ASSESSORE AL TURISMO
DELLA PROVINCIA DI ROMA
CAPOGRUPPO VERDI
DELLA REGIONE LAZIO
VICE PRESIDENTE
Il recupero della via
Francigena, caduta per secoli
nell'oblio, recupera
nell'attualità di un'Europa
unificata ed in cerca di
identità, la sua origine
simbolica: il Cammino
dell'identità culturale europea.
Si cerca di rilanciare
l'importanza della Via
Francigena come
collegamento da Canterbury
attraverso Roma, per
Gerusalemme. Il progetto della
Fondazione Percorsi Giubilari
interviene con il recupero di
antichi sentieri ed edifici e
significativo è l'intervento che
prevede la realizzazione di una
pista
ciclabile
lunga
quanto
l'intero
percorso
PalianoRoma, la
quale utilizzerà oltre il 70%
della vecchia ferrovia RomaFiuggi, da anni dimessa. Un
progetto, quindi, che individua
le potenzialità del turismo
religioso culturale a favore di
un territorio che sa integrare
alla sua proposta turistica in
termini di luoghi della
spiritualità e testimonianze
storico religiose, la sua varietà
di offerta culturale,
paesaggistica ed
enogastronomica".
Il progetto di recupero e
valorizzazione della via
Francigena rappresenta
un'occasione davvero storica
per mantenere viva la
memoria dei luoghi religiosi
della nostra regione e creare,
allo stesso tempo, occasioni di
sviluppo sostenibile. Il
“turismo a piedi” - come
dimostra il successo ottenuto
dal “Cammino” di Santiago de
Compostela, ricco di richiami
a valori spirituali e ambientali
- può rappresentare una vera
opportunità economica per
tante aree della nostra
regione.
E' per queste ragioni che ho
presentato una proposta di
legge regionale per favorire la
diffusione e lo sviluppo di
questo particolare tipo di
turismo Lazio.
Grazie al lavoro svolto
dall'assessore Giulia Rodano,
sarà possibile inserire la
nostra regione in una rete
europea di valorizzazione del
paesaggio e dei beni culturali,
capace di promuovere uno
sviluppo davvero sostenibile
del territorio.
CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO
Chissà se l'Arcivescovo di
Canterbury, quando decise di
andare a Roma a far visita al
Papa Giovanni XV, era
consapevole delle conseguenze
che il suo viaggio avrebbe avuto
nella geografia economica di
mezza Europa. Chissà se i
pellegrini che nei secoli hanno
seguito gli stessi percorsi si
rendevano conto di
contaminare e condizionare la
cultura e le diverse realtà
produttive e urbanistiche dei
territori che attraversavano alla
ricerca
della pace
spirituale.
Oggi
sappiamo
che lungo
quel
percorso si
è attuata la diffusione di
innumerevoli frammenti di
cultura: parametri estetici,
moduli costruttivi, movimenti
religiosi, ideologie politiche,
innovazioni tecniche. La storia
della via Francigena può
costituire la chiave
interpretativa delle vicende del
territorio. Recuperare questo
importante percorso di
pellegrinaggio non significa solo
recuperare un pezzo di storia
ma anche costruire un pezzo di
futuro. Come per altre aree con
analoghe caratteristiche, può
trasformarsi in una ottima
occasione di ricchezza.
LUOGHI
DI INTERESSE
VIA FRANCIGENA
NORD DA PROCENO
VERSO ROMA
PROCENO: è il comune più
vicino al confine con la Toscana.
Ha un castello medievale,
un palazzo Rinascimentale
degli Sforza e alcune Chiese
tra S. Maria della Neve.
ACQUAPENDENTE: da
vedere la Basilica del Sepolcro.
BOLSENA: da vedere la
Basilica di S. Cristina.
MONTEFIASCONE: da vedere
la Chiesa di S. Flaviano XI sec.
VITERBO: è la città dei papi,
sede di vari conclavi; conserva
numerose Chiese Romaniche
e monumenti medievali.
RONCIGLIONE: borgo
medievale con chiesa
Romanica l'imponente Duomo
barocco progettato dal Rainaldi.
SAN MARTINO AL CIMINO:
da vedere la meravigliosa
abbazzia Cistercense XII sec.,
VETRALLA: Chiesa
di S. Francesco.
CAPRANICA: Chiesa
di S. Francesco.
SUTRI: tra i luoghi più antichi
e abitati ininterrottamente da
sempre. Da vedere la Chiesa
della Madonna del Parto (il
Mitreo), antico tempio dedicato
al Dio Mitra, il Duomo di epoca
romanica. MONTEROSI, da qui
sulla Cassia si arriva a Roma
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ncigena
I SITI INTERNET PER SAPERNE DI PIU'
www.associazioneviafrancigena.it (TRATTO NORD)
www.percorsigiubilari.it (TRATTO SUD)
N
ella storia dell'uomo si conoscono luoghi
di pellegrinaggio verso cui diverse culture
si incamminano ciclicamente come gesto
di pratica religiosa. Ad esempio, tra le civiltà
prima di Cristo, gli egiziani si recavano nei
santuari di Osiride a Abido e a Busiride, gli hittiti
frequentavano il santuario dedicato alla dea Sole
ad Arinna, gli arabi, già nel periodo preislamico,
la Ka'bah (Mecca). Al cammino verso
Gerusalemme (da compiersi per tre volte ogni
anno) a cui lo stesso Gesù Cristo partecipa,
somigliano tutti i cammini, tutti i pellegrinaggi.
Già nei primi secoli d.C. oltre ai famosi viaggi di
Santa Elena, dall'Itinerario Burdigalense si
conosce il tragitto di un pellegrino partito dalla
Gallia - da Bordeaux - che si reca a
Gerusalemme - anno 333. Nelle sue
stazioni di viaggio tocca anche Roma.
Perché alcuni si facevano pellegrini? Le
principali motivazioni si possono così
riassumere: 1) poteva essere una scelta
per ricevere grazie particolari; 2)
ALLA SCOPERTA DEL TRATTO SUD
Lungo il percorso che da Roma volge verso le coste della Puglia, s'incontrano testimonianze straordinarie. Percorrendo la Via Prenestina, per esempio, dando per scontata la
conoscenza delle importanti basiliche romane, uscendo da Porta Maggiore, si costeggiano le strutture romane dei grandi acquedotti come quelli dell'Acqua Marcia e Alessandrino, sino al Parco degli Acquedotti nel territorio di Gallicano nel Lazio, immediatamente preceduto dalle rovine dell'Antica Gabi. Si possono visitare centri storici ricchi di
testimonianze religiose, sistemi catacombali come quelli di Via Rovino ancora nel territorio di Roma, di Sant'Ilario a Valmontone o di San Quirico a Paliano. Strutture architettoniche di importanza straordinaria come il castello di Passerano a Gallicano, il Ninfeo
Bramantesco e il Palazzo Colonna di Genazzano, i Palazzi baronali come quello dei Rospigliosi a Zagarolo, dei Barberini a Palestrina, dei Capranica a Capranica Prenestina. Il
grande santuario della Dea Fortuna Primigenia, il Museo Archeologico Nazionale e la Cattedrale dedicata a Sant'Agapito a Palestrina, il Santuario della Mentorella a Guadagnolo e quello della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, la casa di Santa Maria Goretti a Paliano. Per proseguire di Anagni, Alatri, Ferentino. Non meno significativo è l'aspetto naturalistico-ambientale, soggetto ad alcuni problemi creati dal fenomeno dell'abusivismo edilizio, ma ancora incontaminato dai grandi insediamenti industriali.
Ricettività
e ristoro nel Lazio
La tradizione gastronomica
e le ricette tipiche
costituiscono un patrimonio
altrettanto straordinario,
tutto da scoprire. Tra le
strutture ricettive, nel tratto
a sud di Roma, si segnalano
alcuni agriturismo come
“Casa Molinara”, “Dea
Fortuna” e “Casale Pepe”
a Palestrina; “L'Oca Bianca”
a Cave; “Aminta” a
Genazzano; “Bertacco”
a Paliano; gli alberghi
“La Giara” a Gallicano nel
Lazio, “Cremona” a
Genazzano, “La Fonte”
a Cave, “La Meridienne”
a Palestrina. Numerosi
i riferimenti per l'ospitalità,
per lo più in strutture
religiose, anche nel tratto
Nord. A Viterbo Centro S.
Maria della Quercia;
S. Giovanni Maestre
Pie Venerine; Suore
Adoratrici del Sangue
di Cristo; a Sutri (Vt) Istituto
Suore Francescane
Del Signore;
a Capranica (Vt) Villa
Immacolata; a
Montefiascone (Vt)
Accoglienza Raggio
di Sole e il Centro
Spiritualita' S.Lucia
Filippini per finire con
la Casa del Pellegrino
a Acquapendente (Vt).
Sia a Nord che a Sud
di Roma lungo il percorso
non mancano ristoranti
e trattorie dove gustare
la cucina locale.
Lazio / informazione
Storia dei pellegrinaggi
poteva costituire la pena per gravi colpe (come
omicidio, sacrilegio, incesto) e durare anche tutta
la vita; 3) sostituiva la pena di morte e andava
compiuto con ceppi e catene, o avendo qualche
segno distintivo permanente, come il marchio
sulla pelle. Una caratteristica dei pellegrinaggi: in
alcuni casi potevano essere percorsi da altre
persone in luogo di chi era stato indicato a
compierlo, facevandosi comunque carico di
compiere il “sacrificio”.
Prima della partenza il pellegrino era informato
sui pericoli che si correvano nel lungo viaggio e
si verificava la sua salute fisica. Si informava sul
tragitto da compiere, sui tempi di percorrenza,
sulla stagione migliore; dettava testamento (i
beni restavano sotto la protezione della Chiesa) e
chiedeva il permesso alla moglie e al padre
spirituale, si confessava e si comunicava. La
consegna della bisaccia e del bastone
(indispensabili compagni di viaggio) spesso
rappresentava un vero e proprio rito da svolgersi
davanti all'altare. Mèta principe dei pellegrinaggi
cristiani furono Gerusalemme e la terra Santa,
percorsi avviati da Santa Elena, madre
dell'imperatore Costantino.
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trafap
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Ci muoviamo
insieme
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Via Vaccareccia, 57 - 00040 Pomezia (RM)
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intervista
(
)
I N T E R V I S T A
Massimo Pallottini
COMMISSARIO STRAORDINARIO ARSIAL
“IMPORTANTE L'ACCORDO CON UNICOOP”
delegato del Car (Centro Agroalimentare di Roma),
consigliere d'amministrazione di Buonitalia S.p.a.
(la società per la promozione, la valorizzazione e
l'internazionalizzazione dell'agroalimentare italiano).
E lui che ha firmato, nel corso dell'ultimo Cibus
(grande kermesse del settore alimentare, per la
prima volta in scena a Roma, lo scorso aprile),
l'accordo tra l'assessorato all'Agricoltura della
Regione Lazio, Arsial e Unicoop per una presenza
costante dei prodotti laziali di qualità sugli scaffali
della grande distribuzione. A Massimo Pallottini
abbiamo rivolto alcune domande in merito a questa
grande operazione commerciale.
D. Anzitutto, perché si è arrivati
a quest'accordo?
R. L'accordo, presentato per la
prima volta nella Capitale, è
importante perchè assicurerà una
presenza costante e duratura dei
nostri prodotti sugli scaffali dei
supermercati, nonché un'ottima
visibilità.
D. In che cosa consiste il progetto?
R. I produttori del Lazio inoltre saranno
assistiti, con attività di formazione anche di
carattere logistico-organizzativo. È poi
prevista una selezione d'aziende laziali in
grado di garantire gli standard produttivi
necessari per accedere alla grande
ALCUNI NUMERI DELL'ACCORDO
> La Unicoop
Tirreno dispone
di 170 punti
vendita distribuiti
nelle seguenti
regioni: Lazio,
Toscana, Umbria e
Campania. Rispetto
a queste ultime è
previsto che, nel
tempo, anch'esse
potranno esporre e
vendere prodotti
laziali.
> I punti vendita
da cui partirà la
commercializzazione
prevista dall'accordo
sono inizialmente,
quindi, quelli
del Lazio;
nel particolare:
3 Ipermercati
(Roma-Casilino,
Viterbo, Aprilia)
e 31 supermercati
(in tutte e cinque
le province).
> I prodotti
commercializzati rigorosamente
regionali - saranno
formaggi, carni,
olio, vino,
ortofrutta.
> Nella
commercializzazione
sono state coinvolte
inizialmente circa
200 aziende
agricole laziali.
distribuzione, attraverso incontri e seminari
realizzati da Arsial insieme ai tecnici
Unicoop. Nell'ambito di questa attività
particolare attenzione sarà riservata alle
aziende o ai gruppi di aziende (come consorzi
e associazioni) che propongono produzioni
d'eccellenza”. Altra priorità riguarderà la
certificazione garantita.
D. Nell'immediato, come si procederà?
R. Come dicevo prima daremo la
precedenza ad aziende o gruppi produttrici di
prodotti doc, dop, igp e igt: un modo per
essere aggressivi, fin dal primo colpo
d'occhio sullo scaffale. Poi, procederemo per
gradi, grazie ad una strategia sempre molto
attenta in termini di commercializzazione e
visibilità del prodotti laziali. Credo di poter
affermare che ci siamo preparati bene a
questo appuntamento, e azzardo una
previsione: i risultati positivi si vedranno
(di Ester Mieli)
quasi subito.
Lazio / informazione
Nel corso dell'ultimo Cibus (grande
kermesse del settore alimentare, per la
prima volta andata “in scena” a Roma, lo
scorso aprile), è stato siglato da Daniela
Valentini un accordo tra l'Assessorato
all'Agricoltura della Regione Lazio, Arsial
e Unicoop per una presenza costante dei
prodotti laziali di qualità sugli scaffali
della grande distribuzione. A
Massimo Pallottini,
commissionario straordinario di
Arsial (e anche amministratore
delegato del Centro
Agroalimentare di Roma e
consigliere d'amministrazione di
Buonitalia, la società che si
occupa della promozione, la
valorizzazione e
l'internazionalizzazione
dell'agroalimentare italiano)
abbiamo rivolto alcune domande
in merito a questa importante
Massimo Pallottini, oltre che commissario
operazione commerciale.
straordinario dell'Arsial è anche amministratore
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PRODUTTORI DAL 1909
Albano Laziale (Rm) - Via Villafranca, 14 Tel. 06.93.44.277-278 - Fax 06.93.40.369
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libri( • libri
)
R E C E N S I O N E
Un viaggio immaginifico alla scoperta
di “Roma e la sua Campagna”
“
ROMA E LA
SUA CAMPAGNA ITINERARI
DEL XX SECOLO
”
A CURA
di Franco Salvatori
ed Ernesto di Rienzo
REALIZZATO CON LA
COLLABORAZIONE
DELLA Società
Geografica Italiana
e dell'Assessorato
all'Agricoltura della
Regione Lazio
EURO 60,00
E' di recentissima uscita nelle librerie “Roma
e la sua Campagna”, più che un libro un
autentico “bel tomo” (si può ben dire, anche
perché è composto da 540 pagine, suddivisi
in sette parti e 22 capitoli), un compendio di
grande approfondimento - storico e sociale di una Roma vissuta e spiegata come città
agricola, in un percorso che spazia in tutto
l'ultimo secolo dello scorso millennio. Gli
autori - Franco Salvatori ed Ernesto
Di Rienzo - partono nel loro viaggio
spiegando che il volume
“mobilitando le competenze di
geografi, storici, letterati, critici
dell'arte, della fotografia e della
cinematografia, sociologi
dell'ambiente, antropologi ed
esperti di economia rurale, intende
mettere in atto una scomposizione e
una ricomposizione analitica dei
rapporti sussistenti tra Roma e la sua
Campagna, al fine di ricavare una
completezza di letture utili a definire la
particolare fisionomia identitaria che la
Capitale e il suo 'contado' hanno assunto nel
corso degli ultimi cento anni di storia”. Del
resto, come ben spiega Daniela Valentini
nella prefazione, “Passeggiando per Roma
non possiamo che ammirare le straordinarie
bellezze - storiche, artistiche, archeologiche e
ambientali - che la caratterizzano,
disegnandola come una delle città più belle
del mondo. Ma non dobbiamo dimenticare
che la capitale vanta anche una storia rurale
fatta di pastori, contadini e commercianti:
una storia tutta agricola che con gli anni si è
profondamente trasformata, ma che ancora
oggi la caratterizza in maniera sorprendente,
ai più sconosciuta. Infatti, la sua area
rappresenta il più grande comune agricolo
d'Europa, con un'estensione di 129mila
ettari di superficie: spazi enormi, dove si
alternano ambienti naturali e coltivabili”.
Ancor più belle le immagini che l'assessore
all'agricoltura della regione evoca a seguire:
“La Roma dell'Ottocento e dei primi decenni
del Novecento offriva spesso lo spettacolo di
greggi che pascolavano liberamente fra le
rovine imponenti dell'epoca imperiale, tra i
percorsi urbani dell'Aniene, del Tevere, delle
vie consolari, addirittura nella cornice
incantevole di Piazza del Popolo. E offriva
spaccati di vita agreste fin all'interno della
sua cinta urbana dove, allora come oggi, non
è raro scorgere campi coltivati a erbaggi e
cereali. Una dimensione che si è mantenuta
anche durante la Seconda Guerra Mondiale,
quando tutti gli spazi liberi della città
vennero convertiti in orti di guerra a
disposizione di una della popolazione
stremata. Qualcuno ancora ricorda che a
Piazza di Siena e a Piazza del Popolo, in
quegli anni bui, si seminò e raccolse il grano,
così come c'è chi ricorda quando - nel corso
degli anni 60 - le ultime greggi circolavano
liberamente per le vie del quartiere Trieste e
Nomentano, con i pastori sabini e abruzzesi
che rifornivano di latte appena munto le
famiglie romane”. In maniera evidente,
“Roma e la sua Campagna” intende anche
contribuire a rilanciare e riqualificare in
termini culturali l'agricoltura laziale,
contribuendo a ricostruire il giusto legame
tra la regione nel suo complesso e Roma,
non soltanto “capitale” ma anche “caput
mundi”: aggettivi che ben evidenziano le
immaginabili responsabilità storiche e sociali
verso abitanti e avventori (non solo turisti,
come si potrebbe superficialmente pensare).
L'obiettivo è centrato, la lettura impegnativa
ma scorrevole e affascinante, il livello
intellettuale della ricerca altissimo. Per chi
vuol conoscere la storia romana del secolo
scorso per riuscire a capire meglio anche
quella - molto più datata - delle sue origini,
non può certo perdersi questa occasione.
Lazio / informazione
DI TIZIANO MARELLI
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CALENDARIO
Le eccellenze laziali in vetrina nel mondo
Sono numerosi gli appuntamenti promossi e sostenuti dall'Assessorato all'Agricoltura della nostra Regione da segnare in agenda per le aziende agricole e vitivinicole intenzionate a far conoscere ed apprezzare i loro prodotti sul mercato estero. Vediamo insieme le manifestazioni più importanti previste entro la fine del
2007, occasioni nelle quali la partecipazione del Lazio - assicurata naturalmente
dalla presenza di stand istituzionali - non passerà certo inosservata per qualità e
tipicità della produzione.
WORLD FOOD MOSCOW
e dal 18 al 21 settembre
Lazio / informazione
È la seconda fiera più
importante dei Paesi CSI
dedicata ai prodotti
alimentari ed alle
bevande. L'evento si
sviluppa su una
superficie di circa 20mila
metri quadri ed ospita
almeno 1000 espositori
provenienti da circa
cinquanta paesi.
L'esposizione è suddivisa
in 12 sezioni, che toccano
praticamente tutti i
prodotti del settore.
Inutile sottolineare come
il mercato russo
rappresenti (e
rappresenterà, sempre
più) uno dei potenziali
poli di sviluppo più
interessanti del pianeta
per il mercato
agroalimentare nel suo
complesso.
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ANUGA
e dal 13 al 17 ottobre
È consiedarata la fiera
più importante a livello
mondiale per il
commercio, la
ristorazione ed il
consumo fuori casa.
L'appuntamento per
questo Salone
Internazionale dedicato ai
prodotti agroalimentari di
eccellenza è in
GERMANIA, a COLONIA,
dal 13 al 17 ottobre
prossimi.
NATURAL & ORGANIC
PRODUCTS EXPÒ,
e dal 4 al 6 dicembre
E non si poteva chiudere
l'anno più in bellezza che
parlando di Natural &
Organic Products Expò: si
terrà a DUBAI - negli
EMIRATI ARABI - dal 4 al
6 dicembre. L'evento
rappresenta una
manifestazione
considerata unica nel suo
genere per quanto
riguarda i paesi arabi de
Medioriente. La gamma
dei prodotti presentati
alla fiera va dai più
classici prodotti da
agricoltura biologica a
quelli studiati per
consumatori di rigorosa
fede islamica: dai
medicinali naturali ai
prodotti di bellezza.
Lazio
informazione
Settembre / 2007 numero 2
DIRETTORE RESPONSABILE
> Misuraca Michele
CONDIRETTORE
> Ardito Maria Grazia
CAPOREDATTORE
> Tiziano Marelli
REDAZIONE
> Enrico Barbieri, Luca Benigni,
Andrea Camprincoli, Beatrice Curci
Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi,
Simone Fattori, Annamaria Graziano,
Gianluca Mealli, Giuseppe Motisi,
Antonello Salerno, Massimo Sbardella,
Francesca Trincia, Francesco Unali,
Alfonso Vannaroni, Maurizio Venafro,
Nicola Zamperini.
COLLABORATORI:
> Erica Antonelli, Daniele Camilli
Alessandra De Luca, Paola Ortensi
Paola Rosatini.
SEGRETERIA DI REDAZIONE
> Erica Antonelli
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE
> Le Tipo Snc
di Illuzzi Claudia e Paloscia Francesca G.
via Ostiense, 30 - 00143 Roma
tel\fax 06.5755413 o www.letipo.com
FOTOLITO E STAMPA
> Fratelli Spada S.p.a.
Via Lucrezia Romana 60
00043 Ciampino - Roma
tel. 067911141
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COORDINAMENTO TECNICO
Roberto Proietti
CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ
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TIRATURA E DIFFUSIONE
> 100.000 copie
REG. TRIBUNALE DI ROMA
106/99
IMMAGINI
> COPERTINA: Riccardo Leonardi,
I NTERNO: Assessorato all’Agricoltura
della Regione Lazio, fotolia/slideshop,
Le Tipo, Consorzio Age, Alberto Guerrieri,
Luis Ochoa, G. Serena.
Si ringrazia per le immagini relative
all’itinerario su Sora le seguenti fonti:
tuttosora.com/; docenti.lett.unisi.it;
aeria.phil.uni-erlangen.de; ciociariaturismo.it
Agroenergia/2 21x30
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17:10
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REGIONE LAZIO
Assessorato
all’Agricoltura
Per fare un giro ci vuole un pieno.
Per fare un pieno ci vuole un albero.
Per fare un albero ci vuole un fiore.
Per fare un giro ci vuole un albero (o un fiore).
E LAZIO
REGION
Assessorato
ra
all’Agricoltu
del Sacco
Dalla Valle Valle dei Latini.
alla
ne Lazio
Nella Regio primo distretto
nasce il
tico
agroenerge
.
lia
d’Ita
Siamo
pieni
di energia.
La Valle dei Latini.
Il nuovo distretto
agroenergetico del Lazio
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Lazio Informazione n°2 settembre 2007 - Agricoltura