21x29 senza testo 1-04-2004 18:58 Pagina 1 8-08-2007 10:40 Pagina 1 SOMMARIO 3 EDITORIALE Lazio Informazione, di nuovo con i lettori e Daniela Valentini 44 AMBIENTE Pescaturismo e ittiturismo: il Lazio ci crede e ci punta e Giuseppe Motisi 5 NEWS 46 CSTE CRONACA Le tante facce di Agricoltura in città 10 EVENTI 12 Agricoltura in città, un Raduno col botto! e Tiziano Marelli Un… poker d'Assi per il nuovo PSR e Daniele Camilli “Come natura comanda” e Beatrice Curci 30 SICCITÀ Lazio, emergenza acqua Italia, nel nord stato di emergenza A rischio il futuro della terra e Maria Teresa Cinanni / Alfonso Vannaroni 36 AGROENERGIA Biomasse, la risposta pulita, dell’energia La Valle dei Latini, primo distretto italiano per la produzione integrata di energia pulita e Beatrice Curci / Daniele Camilli 16 Sora, a braccetto con De Sica nelle viuzze del “Canceglie” e Annamaria Graziano 56 ITINERARI 16 BIOLOGICO 54 ITINERARI 14 PSR Partita la campagna di comunicazione delle Strade del Vino e dell’Olio laziali e Tiziano Marelli Sulla via Francigena verso il recupero, la tutela e la promozione del patrimonio culturale diffuso e Massimo Sbardella 61 INTERVISTA Massimo Pallottini: “Importante l'accordo con Unicoop” 63 LIBRI Un viaggio immaginifico alla scoperta di “Roma e la sua Campagna” e Tiziano Marelli 64 CALENDARIO 36 30 44 54 46 Lazio / informazione 01-03_07-07 1 01-03_07-07 8-08-2007 10:36 Pagina 3 EDITORIALE a questo mese Lazio Informazione torna definitivamente ad essere di nuovo uno strumento periodico a disposizione dei suoi (tantissimi) lettori. Il cammino per questo rilancio è stato lungo ma necessario per mettere a punto la formula editoriale - in tutte le sue sfaccettature - e presentarsi nel migliore dei modi, al passo con i tempi e i modi che la politica legata al nostro settore - da noi perseguita fin dall'insediamento della nuova giunta regionale - necessita. E sono particolarmente contenta che questo rilancio segua di poco lo svolgimento di “Agricoltura in Città”, evento che vuole connotarsi proprio come un'importantissima iniziativa per la promozione delle strategie programmatiche delle politiche agricole del Lazio. La kermesse - veri e propri “Stati Generali” del settore, mai così ampiamente pensati e realizzati nel nostro Paese - è stata in calendario da venerdì 14 giugno a martedì 31 luglio, nell'ambito della manifestazione “Roma Estate al Foro Italico”. Abbiamo preso la decisione di organizzare questa manifestazione nell'intenzione di rimettere la politica al centro della nostra iniziativa, sviluppando e discutendo quelle che sono state finora alcuni dei punti-cardine del nostro programma: il miglioramento della rete di commercializzazione dei prodotti del settore, l'attenzione al biologico inserita in una strategia complessiva che concorra alla sua diffusione, gli assi del Programma di Sviluppo Rurale per i cinque anni a venire, la promozione attenta dell'educazione alimentare. Abbiamo anche previsto momenti di approfondimento, individuando alcuni temi fondamentali come l'energia alternativa, la siccità, la sicurezza alimentare e la previdenza per gli agricoltori: tutti incontri di alto contenuto politico e sociale che hanno visto la presenza di personalità al più alto livello. L'allestimento di “Agricoltura in Città” è quello di un vero e proprio villaggio di circa 1500 metri quadri, con stand riservati all'esposizione e alla vendita di prodotti regionali; l'enoteca Palatium, per tutto il periodo dell'evento, ha servito piatti tipici, e non sono mancati ampi spazi di intrattenimento generale vario (anche dedicati ai bambini). All’interno del giornale troverete notizie più dettagliate sull’evento, convenendo con me sul suo successo. E troverete anche largo spazio dedicato agli argomenti del settore di maggiore attualità: dall'analisi del nuovo Programma di Sviluppo Rurale alla riconversione della Valle dei Latini, dalla nuova campagna di comunicazione dedicata alle Strade del Vino e dell'Olio fino alle iniziative di legge e all'attualità. Una finestra, quella sull'attualità, particolarmente incentrata sul biologico, oltre che sulla 'scoperta' di luoghi e itinerari della nostra regione. Come avremmo potuto (ri)partire meglio di così? D , e n o i z a m r o f n Lazio I tori t e l i n o c o v o u di n Lazio / informazione Daniela Valentini 3 26-07-2007 12:00 Pagina 1 Una Una imperdibile imperdibile iniziativa iniziativa editoriale editoriale 5 55 splendidi volumi per conoscere o approfondire caratteristiche e segreti del vino e per imparare la sofisticata arte del cocktail. Bianco Un mondo accattivante e ricco di fascino, i vini bianchi. Spesso in secondo piano, per motivi che niente hanno a che fare con la loro qualità. Rosso Un rosso per amico. Cercare di conoscere e capire il vino esige pazienza e passione, due qualità indispensabili sia in chi lo fa, sia in chi lo beve. Spumante La preziosa trasparenza dello spumante. Il profumo che inebria l’olfatto d’aromi, mentre l’occhio segue le perle che bisticciano nel bicchiere. 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CAP............................ CITTÀ........................................... FIRMA………………………....................................... DATA PROV.............. ......................... Ai sensi della legge 675/96, i dati saranno da noi utilizzati a soli fini promozionali. In qualsiasi momento si potrà richiedere aggiornamento o cancellazione. • Non si effettuano spedizioni all’estero ALEXIA MASI STUDIO GRAFICO • www.studiomasi.com AGRICOLO_viniBross_07_210x288 8-08-2007 10:31 Pagina 5 news NEWS Una guida per scoprire la regione a passo di Gambero… Rosso È nata la prima guida del Lazio del Gambero Rosso, un invito alla scoperta dei percorsi enogastronomici della Regione, delle eccellenze e delle prelibatezze tipiche di un territorio diverso da una provincia all’altra. Il volume, realizzato con la partecipazione della Regione Lazio, dell'Arsial e dell'Agenzia per la promozione Turistica del Lazio (Atl), si articola in quattro percorsi che seguono le principali strade consolari (AureliaCassia-Flaminia; Salaria-Nomentana; Tiburtina-Prenestina-Casilina; TuscolanaAppia-Pontina) e che coinvolgono ben 174 comuni di tutte le province. Oltre 450 attività segnalate tra cui ristoranti e trattorie, negozi, aziende e produttori, wine bar e agriturismo. Paesaggi e territori illustrati e descritti attraverso notizie storico geografiche legate agli itinerari laziali e soprattutto attraverso la produzione gastronomica locale. A Roma è dedicata l’appendice finale del volume, intitolata per l’appunto “Il cuore goloso della Capitale”, dove sono state inserite 50 voci, compresa quella relativa all’Enoteca Regionale Palatium. Per Daniela Valentini si tratta di “una guida capace di accompagnare letteralmente per mano il turista e il cittadino alla scoperta degli itinerari del Lazio, e che si aggiunge al progetto regionale per lo sviluppo del settore agricolo che punta a definire una strategia economica complessiva che favorisca la crescita dei territori”. e Pescia Romana, trasferiti i primi lotti della riforma C on l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini e del Commissario Straordinario di ARSIAL Fabio Massimo Pallottini si è svolta nelle scorse settimane la cerimonia per il definitivo trasferimento in proprietà dei primi sei lotti di riforma, dopo la decisione di dismissione da parte di ARSIAL. In accordo con l’amministrazione comunale, si è scelto di dare la precedenza alle persone più anziane e in precarie condizioni di salute. A seguire sono stati redatti gli atti notarili per il trasferimento dei circa cento lotti edificabili in concessione, rispondendo positivamente alle attese di una parte della cittadinanza di Pescia Romana. Si pone fine così, grazie ad una delibera della Giunta regionale e all’impegno di ARSIAL, ad una condizione di incertezza e di non chiara definizione, che perdurava dai tempi della riforma agraria degli anni 50. e AL PARCO CON FLORA Passeggiate tra i colori e i profumi delle aziende florovivaistiche del Lazio e tante idee per l’arredo di giardini, terrazzi e spazi all’aperto. Queste le maggiori attrazioni della mostra florovivaistica “Al parco con Flora” che si è svolta da venerdì 1 a domenica 3 giugno al Parco Maiorca di Santa Marinella. La manifestazione, alla sua prima edizione, è stata promossa dalla Cooperativa sociale Flormart in collaborazione con la Cooperativa sociale integrata Aura e il patrocinio delle istituzioni regionali, provinciali e del comune di Santa Marinella insieme alla Confederazione italiana agricoltori (Cia). Tanti gli appassionati e i profani del settore che hanno colto l’occasione di avvicinarsi al meraviglioso mondo dei fiori, di ammirarli da vicino e di subirne l’intramontabile fascino. La manifestazione è stata anche un’importante occasione per un confronto tra le tante aziende espositrici, produttori, esercenti commerciali, ditte e associazioni che operano nei settori che vanno dal florovivaismo all’arredo giardino, aziende di prodotti biologici e biodinamici, di piante comuni e rare. Durante la manifestazione si sono svolti incontri e dibattiti sulle condizioni attuali della produzione floricola e florovivaistica, sulle problematiche dei produttori, sui temi del lavoro e della sicurezza. e “Spesa facile”, premiate dodici scuole del Lazio Sono state dodici le scuole del Lazio vincitrici del concorso per la realizzazione di disegni sulla stagionalità dei prodotti agricoli regionali, Lazio / informazione 04-09_07-07 5 04-09_07-07 8-08-2007 10:31 Pagina 6 Lazio / informazione ne 6 bandito nell’ambito del progetto "Spesa facile". Agli istituti premiati è andato un assegno di 500 euro spendibile per una “visita” ad un agriturismo. L’iniziativa - voluta dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio e Arsial, in collaborazione con la Provincia di Roma e cofinanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito delle azioni d’informazione sulla Pac (Politica agricola comunitaria) - ha coinvolto 1.600 scuole della regione attraverso la distribuzione di opuscoli sulla stagionalità delle produzioni agricole del Lazio. L’obiettivo è stato quello di informare e sensibilizzare i giovani in età scolare sui temi della sicurezza alimentare, della qualità e della stagionalità delle produzioni e della loro provenienza territoriale. È stata prevista anche la pubblicazione di un calendario della stagionalità dei prodotti agroalimentari sulla base di un elaborato delle scuole, realizzato in materiale resistente e in formato maneggevole: fungerà da guida per una spesa più sana e rispettosa dei tempi naturali della produzione agricola. e CIA LAZIO TROVA UNA “VIA D'USCITA” PER I DEBITI AGRICOLI… La Cia – Confederazione Italiana Agricoltori – ha recentemente avviato una campagna di ristrutturazione dei debiti Inps che consente agli agricoltori del Lazio di regolarizzare la propria posizione contributiva e quella dei propri dipendenti. Nel particolare, è dall'11 giugno (fino all'8 ottobre) che le sedi provinciali della Cia del Lazio sono a disposizione degli agricoltori per fornire assistenza e raccogliere le adesioni. Come ha dichiarato Alessandro Salvadori, presidente della Cia Lazio, “il piano di rientro dei debiti Inps è una questione di vecchia data che finalmente ha trovato il modo di giungere a una soluzione in un'ottica che vede il settore rurale orientato a uno sviluppo democratico e trasparente. La regolarità contributiva rappresenta, inoltre, per le aziende agricole l’opportunità di guardare con maggiore serenità al proprio futuro, in vista soprattutto delle nuove norme che individuano nella correttezza dei versamenti contributivi il requisito indispensabile per accedere alle agevolazioni e ai finanziamenti regionali, nazionali e comunitari”. Possono essere ristrutturati tutti i crediti ceduti alla SCCI maturati fino al 31 dicembre 2004. I soggetti interessati sono i titolari di aziende agricole singole o associate che versano, per se stessi o per i propri dipendenti, contributi previdenziali e assicurativi alla gestione agricoltura. Due le modalità di pagamento previste: in un'unica soluzione con versamento del 30% del debito, oppure dilazionato in 40 rate trimestrali (10 anni). … COLDIRETTI AIUTA LA COMUNICAZIONE TRA IMPRESE E BANCHE… …. E CONFAGRICOLTURA DIFFONDE I "MANUALI DELLE BUONE PRATICHE AGRICOLE" Si chiama “Criteri generali di valutazione per le La Confagricoltura ha perfezionato i “Manuali imprese agricole” la nuova Guida nata dalla collaborazione tra il Consorzio PattiChiari e la Coldiretti per semplificare i rapporti tra banche e imprese agricole. La Guida fornisce gli strumenti utili alle imprese ad effettuare un’auto-diagnosi dell’azienda e a determinare tutti gli elementi significativi per le richieste di finanziamento. Nel sottolineare l’importanza della Guida per l’impresa agricola che sarà utilizzata a supporto all’attività di CreditAgri, il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ha affermato che “un credito accessibile che sostiene gli investimenti all’innovazione e favorisce il ricambio generazionale è una esigenza fondamentale per un’agricoltura moderna sempre più orientata alla diversificazione delle attività.” Secondo Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’Abi e presidente del Comitato Dierettivo del Consorzio PattiChiari “la Guida risponde esattamente alle esigenze determinate dalle nuove normative che impongono alle banche un’elevata qualità delle informazioni da acquisire attraverso un dialogo chiaro e una comunicazione trasparente con le imprese.” La Guida è strutturata in cinque aree tematiche che aiutano l’imprenditore agricolo nell’autovalutazione e nella conoscenza economica della sua impresa, dalla definizione del business, al mercato di riferimento nella quale opera l’azienda, passando attraverso la gestione operativa. delle Buone Pratiche Agricole” (BPA) per il rispetto dei requisiti del “Pacchetto Igiene”. In pratica, sono illustrati al meglio gli strumenti applicativi delle norme relative alla sicurezza alimentare ed alla rintracciabilità. La nuova normativa sulla sicurezza alimentare richiede al settore della produzione primaria nuovi adempimenti, ed i manuali della BPA, rappresentano uno strumento utile per agevolarne l’applicazione. Infatti l’operatore (impresa) è tenuto a dimostrare che opera in sicurezza e che i propri sistemi di controllo garantiscono la sicurezza degli alimenti (utilizzo di manuali di buona prassi igienica, metodi riconosciuti scientificamente, sperimentazioni, ecc.). Da ciò l’impegno di Confagricoltura a indicare le buone prassi da osservare. Insieme ai Manuali sono stati sviluppati i programmi informatici di gestione. Il kit è stato posto a disposizione di tutti i centri di consulenza aziendale provinciali e regionali della Confagricoltura. I primi manuali riguardano cinque filiere: cereali, olive, allevamenti suinicoli, ortaggi, foraggiere, ai quali si aggiungeranno a breve quelli relativi alle uova, alla viticoltura, alla frutta, agli allevamenti avicoli, bovini da carne e bovini da latte. I Manuali delle Buone pratiche Agricole della Confagricoltura sono i primi ad essere stati pubblicati in Italia per il comparto della produzione primaria; le aziende associate possono rivolgersi per ogni informazione alle Unioni Agricoltori della propria zona. Paginadavydef 1-08-2007 14:37 Pagina 1 O M A I G N O LE G * o m a i z z i l i t u e h ello c qu ORE (*LA MIGLI CLIENTI). I R T S O N I R UALITÀ PE Q I D A I Z N GARA Per l’esecuzione dei servizi affidati, il Con.Net - Consortium Net acquista automezzi e attrezzature delle migliori marche, adottando tutte le cautele e le attenzioni tipiche di un impresa privata, che ricerca efficienza ed economicità. 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I ristoratori accompagneranno un proprio piatto caratteristico al progetto, devolvendo a “Dream” un euro ogni volta e Vino e oro, beni preziosi in mostra a Castel Sant’Angelo Vino e oro, due arti Lazio / informazione antiche che trovano nella terra e nel lavoro di agricoltori e artigiani il loro denominatore comune. E’ nato da qui l’accostamento che la manifestazione “Oro di Roma” ha riproposto 8 quest’estate per il secondo anno consecutivo nella splendida cornice romana di Castel Sant’Angelo, che viene ordinato. Tra le prime adesioni quella dell'enoteca Palatium di via Frattina a Roma, dove – mercoledì 6 giugno - è stato illustrato il progetto dall’assessore all’agricoltura Daniela Valentini che lo ha presentato insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni, a Mario Marazziti, (portavoce della Comunità di Sant’Egidio) e a Massimo Pallottini, (commissario straordinario Arsial). dove le opere degli artisti orafi sono state esposte, accostate e accomunate al meglio della produzione vitivinicola laziale. Vini che, ormai da anni comunemente non a caso prendono in prestito dalla terminologia orafa gli aggettivi che li caratterizzano: rosso rubino, ambrato, rosso granato, riflessi d’oro… Come ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Valentini, “il mondo dei gioielli e quello del vino hanno in comune tradizioni millenarie che continuano a vivere nel loro continuo rinnovarsi. Due mondi che sono frutto di un lungo e meticoloso lavoro artigiano e che concorrono allo sviluppo economico del mercato capitolino e regionale”. e LA DIETA MEDITERRANEA? UN PATRIMONIO DELL'UMANITÀ Come la laguna di Venezia, i trulli di Alberobello, il Machu Picchu, Notre Dame, la Statua della Libertà o la grande barriera corallina: la dieta mediterranea sta per entrare nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, per il valore storico che ha assunto questo modello alimentare negli stili di vita e per i benefici per la salute dimostrati scientificamente. La proposta è incredibilmente! - non del Governo italiano, ma di quello spagnolo, ed è stata ufficializzata alla Commissione europea, che ha appoggiato pienamente la proposta. In una nota la Coldiretti ha sottolineato come “l'iniziativa del Governo Zapatero abbia un valore straordinario per l'Italia, Paese simbolo di questo tipo di cucina e dove più radicata è la cultura alimentare fondata sui principi della dieta mediterranea con primati raggiunti nelle principali produzioni base come la frutta, verdura e pasta e il posto d'onore nella UE per vino e olio di oliva, dietro rispettivamente alla Francia e alla Spagna. La dieta mediterranea è infatti basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d'oliva e di pesce ed è unanimemente riconosciuta come dieta sana e nutriente, utile per contrastare l'invecchiamento cellulare e le malattie cardiovascolari”. Fra l'altro è importante ricordare che pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari rappresentano l'elemento forse essenziale che ha consentito agli italiani di conquistare il record della longevità con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne: cifre nettamente superiori a quella della media europea. Fra l'altro mentre in Europa l'obesità rischia di diventare una malattia sociale, gli italiani si aggiudicano il primato di nazione con gli abitanti meno grassi e connotati dalla migliore forma fisica: indubbio merito, anche questo, della dieta mediterranea. A Agroenergia 21x30 27-07-2007 REGIONE LAZIO Assessorato all’Agricoltura 11:48 Pagina 1 Dalla Valle del Sacco alla Valle dei Latini. Nella Regione Lazio nasce il primo distretto agroenergetico d’Italia. Siamo pieni di energia. Dai girasoli, carburante per gli autobus. Dai pioppi, riscaldamento per gli edifici pubblici. Dall’agricoltura, energia alternativa e rinnovabile. Nasce nel Lazio la Valle dei Latini, il primo distretto agroenergetico d’Italia. Tra Roma e Frosinone, 50 mila ettari dedicati al futuro. 10-11_07-07 8-08-2007 10:30 Pagina 10 Cronaca• ttà Le tante facce di i c n i a r u t l o c i r Ag > 10 DISTRIBUTORI DI FRUTTA BIOLOGICA Del mangiar bene e sano l'assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio ha fatto la sua bandiera. Dopo la legge contro gli Ogm sono arrivati nelle scuole i distributori automatici di frutta biologica. Distributori che non sono mancati nello spazio di Agricoltura in città, capaci di incontrare il favore dei visitatori. E' importante ricordare che la sperimentazione, avviata solo qualche mese fa, si avvale di un finanziamento regionale di 84mila euro, e che parte del ricavato sarà inoltre devoluto all'azienda agricola che la Regione Lazio sta costruendo a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Bio ico log TANTA ATTENZIONE AI BAMBINI Per tutto il periodo della manifestazione sono stati diversi i servizi “pensati” per i bambini. Baby parking, baby dance, laboratori creativi, spettacoli musicali, teatrali e cinematografici, un servizio “ad hoc” di ristorazione: tutto questo in esclusiva per i piccoli visitatori in età compresa tra i 4 e 12 anni. Un intrattenimento “a più facce” centrato anche sulla possibilità di far conoscere ai bambini il mondo dell'agricoltura, permettendo di conseguenza ai genitori di poter visitare in piena tranquillità i vari spazi allestiti e in tal modo di partecipare anche alle diverse attività in programma. Obiettivo, anche in questo caso, centrato. AGRICOLTURA IN CITTÀ Lazio / informazione AGRICOLTURA IN CITTÀ UN GRANDE “RADUNO” ALLARGATO A TUTTO IL MONDO AGRICOLO, SETTE CONVEGNI/DIBATTITI (CAPACI DI TOCCARE TUTTI I TEMI PIÙ ATTUALI CHE RIGUARDANO IL SETTORE AGRICOLO), LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ROMA E LA SUA CAMPAGNA”: QUESTO IL PROGRAMMA PIÙ ISTITUZIONALE E UFFICIALE DI AGRICOLTURA IN CITTÀ. MA NEL MESE E MEZZO DI DURATA DELLA MANIFESTAZIONE SONO STATI TANTI ALTRI I MOTIVI E GLI SPAZI DI INTERESSE RISERVATI ALLE MIGLIAIA DI VISITATORI CHE HANNO VIA VIA POPOLATO L'AREA DEDICATA ALL'EVENTO, AL FORO ITALICO. VEDIAMOLI INSIEME. di Daniele Camilli SPAZIO LIBRI NELL'OCCASIONE, ERA SOPRATTUTTO DEDICATO AL MONDO DELLA RURALITÀ LAZIALE. AL SUO INTERNO È STATO POSSIBILE CONSULTARE MOLTE PUBBLICAZIONI TRA CUI LA GUIDA DEI VINI DEL LAZIO, LE CARTE D'IDENTITÀ DEI PRODOTTI AGRICOLI ECCELLENTI, LE RIVISTE DELL'ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA, OPUSCOLI E QUADERNI PER APPROFONDIRE E CONOSCERE PIÙ DA VICINO IL MONDO DELL'AGRICOLTURA LAZIALE. SPAZIO ISTITUZIONALE Qui è stato possibile informarsi sulle attività e sulla politica intraprese dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio. Uno spazio rivolto ai cittadini e agli operatori del settore agricolo, strumento di conoscenza per scoprire le tematiche più care all'agricoltura, dalla sicurezza ed educazione alimentare allo sviluppo delle agro-energie passando per i distretti rurali e agro-alimentari di qualità. a c i t Poli ricola ag 10-11_07-07 8-08-2007 10:30 Pagina 11 •Cronaca PALATIUM SPAZIO POLIFUNZIONALE Palatium, l'Enoteca Regionale di Via Frattina, in questa “trasferta” si è rivelata un luogo polifunzionale ideale per un aperitivo o un pranzo leggero, con uno spazio - il winebar - dedicato alla degustazione e all'acquisto dei prodotti, animato da un ricco calendario di incontri, seminari, degustazioni a tema ed altro ancora. Ricca ed assortita la carta degli oli extravergine di oliva e delle acque minerali, vasto l'assortimento dei prodotti tipici delle cinque province del Lazio, ampie le proposte dei menù regionali. Tra le tante particolarità che l'Enoteca proponeva, anche l'angolo dedicato ai prodotti kasher. DISTRIBUTORE DI LATTE Cibo CONCERTI Oltre a quello finale di Tosca, ne sono stati messi in calendario ogni giovedì all'interno dello spazio dell'Enoteca Palatium dell'Arsial. Si è trattato di “Vino, jazz & blues”, serata settimanale di musica dal vivo in cui si sono esibite alcune delle più interessanti band del panorama musicale romano. a c i s Mu CENTRO SERVIZI PER IL TURISMO ENOGASTRONOMICO MUSEO DEL CAVALLO E DELL'UOMO Pannelli esplicativi, attrezzi, oggettistica, immagini e una guida per spiegare il forte legame tra l'uomo e il cavallo maremmano, che nella nostra regione conta oltre mille esemplari iscritti al Libro Genealogico gestito dall'associazione Nazionale Allevatori di Cavallo Maremmano. Un museo questo, che gli amanti del cavallo hanno mostrato di apprezzare moltissimo. o e s Mu Uno spazio pensato per valorizzare la rete dei percorsi enogastronomici regionale costituita dalla Strada dei Vini dei Castelli Romani, la Strada del Vino Cesanese, la Strada del Vino della Teverina, la Strada dell'Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina, la Strada dell'Olio Dop del Canino e la Strada Terra del Cesanese di Olevano Romano. Una promozione del territorio che è compito del CSTE, il Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico, vetrina permanente dei prodotti tipici dei diversi territori regionali e dove è possibile, per gli utilizzatori professionali ed i Gruppi di acquisto (in quei giorni anche al Foro Italico, oltre che nella sede naturale, alla Borsa merci di Roma) conoscere - anche attraverso degustazioni guidate- e acquistare le prelibatezze di ciascuna Strada scegliendo tra le oltre cinquecento proposte delle aziende socie. Lazio / informazione Il chiosco del cibo da strada ha rappresentato una delle maggiori attrattive della manifestazione. Un angolo dedicato al cibo da asporto, per un consumo veloce ma di qualità: panini ripieni con verdure di stagione e frittata, porchetta, nocciole e tante altre prodotti sfiziosi al gusto. Grande il successo di critica e di pubblico. enotronomia gas AGRICOLTURA IN CITTÀ CIBO DA STRADA AGRICOLTURA IN CITTÀ e t t a L Nell’occasione, di latte crudo. Così si è potuto riscoprire il piacere di bere un bicchiere di latte appena munto, ricco di tutte le sue qualità organolettiche e nutritive, in tutta qualità. A disposizione dei visitatori sono state anche previste bottiglie di plastica: adulti e piccini hanno potuto portare a casa un litro di latte davvero diverso dal solito. 11 12-13_07-07 8-08-2007 10:25 Pagina 12 eventi EVENTI Agricoltura in città, un Raduno col botto! > di Tiziano Marelli NON SOLO QUELLO ASSICURATO DAI FUOCHI ARTIFICIALI, MA ANCHE MERITO DEGLI INTERVENTI DI DANIELA VALENTINI, PIERO MARRAZZO E DEL MINISTRO PAOLO DE CASTRO. LA SERATA CHIUSA DA UN BELLISSIMO CONCERTO DI TOSCA Lazio / informazione O 12 ltre cinquecento agricoltori, convenuti da tutte le province laziali, hanno partecipato al Raduno del mondo agricolo, appuntamento in calendario nell'ambito della manifestazione Agricoltura in città giovedì sera, 19 luglio, negli spazi di Romaestate, al Foro Italico. Un appuntamento contraddistinto da un autentico “botto”: non quello dei fuochi artificiali che hanno concluso la serata (in contemporanea con un bellissimo concerto di Tosca), piuttosto per quello assicurato da un autentico “parterre de roi” del settore agricolo, rappresentato al suo massimo livello. E se ad intervenire sono stati, nell'ordine, l'assessore regionale all'agricoltura Daniela Valentini, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il ministro alle politiche agricole Paolo De Castro, ad essere presenti erano pressoché tutte le massime cariche istituzionali regionali. Una partecipazione sottolineata all'inizio del suo intervento dall'assessore Valentini, “a testimonianza dell'attenzione e del momento 'magico' che sta vivendo il mondo agricolo laziale, impegnato in una dura battaglia di 'riconquista' di spazi e di credibilità, andati persi negli anni passati”. Una “riconquista” che l'assessore sta perseguendo con fermezza, se è vero che “in due anni di governo abbiamo ribaltato completamente la politica agricola della regione, puntando sulla partecipazione e mettendo a punto una serie di leggi (lotta agli Ogm, rilancio degli agriturismo, definizione dei distretti rurali) che nei prossimi mesi vedranno la loro piena applicazione”. Nel particolare, ha specificato la Valentini, “a settembre sarà operativa la legge sugli agriturismo, in autunno invece troverà applicazione il pre-bando sul Prs, dichiarato 'ricevibile' dalla Ue”: ciò significa che il Lazio non perderà i finanziamenti previsti per il 2007. Una rinascita possibile anche, sempre secondo la Valentini, “grazie all'impegno dei giovani agricoltori e delle donne imprenditrici: soggetti capaci di dimostrare che è stato possibile voltare pagina e guardare con fiducia al futuro, un futuro che è nelle nostre mani e che sapremo, se lo vorremo veramente, gestire al meglio”. Concetti e linee di intervento approvati anche dal presidente della Regione, Piero Marrazzo: “Vorrei sottolineare che la politica di Daniela Valentini è la 'nostra' politica, quella perseguita dalla nostra Giunta e che riscuote la massima approvazione. In questo ambito credo di poter affermare che stiamo compiendo una grande opera di rilancio, e i risultati già si intravedono chiaramente”. Opinione condivisa anche dal ministro De Castro, che vede “nel Lazio un modello di sviluppo esemplare, ben inserito in un piano di politica agricola perseguita a livello nazionale”. Un modello di sviluppo che, “con il nuovo PSR (il Programma di Sviluppo Rurale, ndr) troverà la sua piena applicazione e mostrerà la sua efficacia nel migliore dei modi”. Concetti colti e approvati in pieno anche dalla folta platea, come dimostrato dalla standing ovation finale riservata agli oratori. Questo tipo di raduno ha rappresentato una novità assoluta per il mondo agricolo, ma visto il successo di questa “prima”, è facile immaginare che l'iniziativa trovi spazio anche negli anni a venire. 14-15_07-07 8-08-2007 10:25 Pagina 14 PSR • PS > Un… poker d'Assi per il nuovo di Daniele Camilli PSR SONO QUATTRO GLI “ASSI” PORTANTI SU CUI SI FONDA IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 DEL LAZIO. FINE DEGLI INVESTIMENTI A PIOGGIA, INVECE GRANDE ATTENZIONE AI PROGETTI INTEGRATI DI VOCAZIONE TERRITORIALE. IL “RUOLO PROTAGONISTA” DI GIOVANI E DONNE Lazio / informazione U 14 n miliardo e mezzo di euro di investimenti in sette anni e oltre duecentomila aziende interessate su una superficie rurale che è pari all'80% dell'intero territorio laziale. Sono questi i numeri più significativi del nuovo Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013. Un PSR che per la prima volta scommette sui giovani, sulle donne, sulla qualità e sull'eccellenza dei prodotti. Non solo, nel nuovo programma è specificato che non verranno più concessi finanziamenti a pioggia, ma solo a progetti integrati che partono dai bisogni e dalle vocazioni del territorio; con la stessa logica nessun fondo verrà concesso in futuro alle aziende che non rispettano i contratti nazionali di lavoro. Politiche di filiera, sviluppo delle agroenergie, commercializzazione, multifunzionalità, no agli OGM, occupazione, certezza di reddito e valorizzazione dei territori per dare sviluppo economico: questi i principali punti strategici della nuova programmazione dove fa il suo ingresso “pesante” anche la città di Roma come risorsa per tutta l'agricoltura regionale. Il nuovo PSR si suddivide in quattro Assi di intervento ripartiti in circa 40 misure, ognuna delle quali affronta un aspetto particolare dello sviluppo del settore agricolo all'interno di un'unica programmazione che punta a mettere a sistema tutte le risorse intrecciandole con la storia, le vocazioni, la cultura e il patrimonio storico-artistico dei territori regionali. Vediamo insieme le caratteristiche dei diversi Assi nel dettaglio. Il primo Asse 50% È dedicato al miglioramento della competitività del settore agricolo forestale, e assorbirà il 50% delle risorse a disposizione. Il Lazio si conferma così tra le regioni che hanno deciso di investire più della metà delle risorse previste su settori strategici: infatti il primo Asse punta al sostegno della competitività delle imprese, al ricambio generazionale e ai nuovi insediamenti dei giovani agricoltori, all'imprenditoria femminile, all'ammodernamento delle imprese agricole e agroalimentari, alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti di eccellenza e alla qualificazione degli agricoltori. GLI ASSI DEL NUOVO PSR Asse I MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO FORESTALE (50% DELLE RISORSE). Asse II MIGLIORAMENTO DELL'AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALE (34% DELLE RISORSE). Asse III QUALITÀ DELLA VITA NELLE ZONE RURALI E DIVERSIFICAZIONE DELL'ECONOMIA RURALE (12% DELLE RISORSE). Asse IV PROGRAMMI LEADER (6% DELLE RISORSE). Il secondo Asse 3 4% È teso al miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale con un investimento del 34% delle risorse, e rispetto al primo punta invece al miglioramento dell'ambiente, concentrandosi sulla salvaguardia delle biodiversità, la riduzione dei gas serra, la tutela e il miglioramento 14-15_07-07 8-08-2007 10:25 Pagina 15 SR • PSR LE CIFRE DEL NUOVO PSR Nei prossimi 7 anni, il Nuovo Programma di Sviluppo Rurale metterà in moto in tutta la regione investimenti pari a 1 miliardo e mezzo di euro. Gli investimenti previsti sono così suddivisi: Spesa pubblica 655 MILIONI DI EURO (43% DELL'INTERO PSR) Spesa pubblica compresa la quota del privato 988 MILIONI DI EURO (66% DELL'INTERO PSR) delle risorse idriche e del suolo, la conservazione del paesaggio rurale il sostegno alla filiera agroenergetica. E' opportuno ricordare che nel Lazio è stato da poco approvato e avviato il Distretto agroenergetico della Valle dei Latini, il primo in Italia a produrre energie alternative, prima esperienza assoluta a livello nazionale di bonifica attraverso l'agricoltura in una zona, quella della ex Valle del Sacco, colpita in passato da un grave inquinamento. Il terzo Asse Indotto CIRCA 500 MILIONI DI EURO (34% DELL'INTERO PSR) 12% Il quarto Asse 6% E' quello che si riferisce ai “Programmi Leader”, con il 6% delle risorse. I “Programmi” in questione riguarderanno le strategie di sviluppo locale per la crescita dei territori rurali con interventi che vogliono valorizzare le risorse a livello locale, creando opportunità di reddito e occupazionali attraverso il miglioramento delle capacità progettuali e gestionali nelle aree rurali. In conclusione, è opportuno sottolineare che per la prima volta giovani e donne avranno un ruolo di primo piano nel PSR. Nel particolare, il 12% delle risorse di tutto il Programma saranno infatti destinate all'insediamento di giovani imprenditori agricoli con l'obiettivo di raddoppiare la loro presenza nella nostra regione. Sono infatti i giovani ad essere considerati il futuro della nostra agricoltura e il PSR intende incentivarli con interventi concreti e contribuire alla crescita dei territori in cui vivono. Sostenere l'imprenditoria giovanile significa inoltre evitare lo spopolamento dei comuni e dei piccoli centri che invece abbisognano di risorse, competenze e intelligenze per continuare a crescere. Invece il 40% di queste risorse sarà destinato alle donne, tendendo a valorizzare una componente fortemente innovativa che con passione e professionalità contribuisce quotidianamente allo sviluppo di tutto il settore agricolo. Lazio / informazione Si occuperà della qualità della vita nelle zone rurali e della diversificazione dell'economia rurale, in un'ottica multifunzionale, cioè puntando a “mettere a sistema” le risorse storiche, artistiche, ambientali e rurali dei territori. L'Asse dispone del 12% del totale delle risorse a disposizione. 15 16-29_07-07 8-08-2007 10:10 Pagina 16 biologico A R U T A N e m “Co > di Beatrice Curci NATO PER RESTITUIRE “PULIZIA E DIGNITÀ” AL CIBO, IL BIOLOGICO ARRIVA OGGI SOPRATTUTTO SULLE TAVOLE DI COLORO CHE PENSANO CHE “SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO” E CHE DESIDERA TORNARE AI SANI SAPORI DI UNA VOLTA. >> scopriamo insieme Cos'è il metodo di coltivazione biologica La coltivazione biologica è metodo nato parecchi anni fa su impulso di persone che hanno creduto che si potesse avere una produzione rispettosa della natura e dell'uomo e sostenibile da un punto di vista economico. Il metodo è stato nel tempo definito con maggiore precisione, fino ad essere regolamentato da una legge comunitaria (il Regolamento Cee n. 2092 del 24 giugno 1991). I principali parametri che la produzione biologica deve rispettare per definirsi tale sono: Lazio / informazione > i prodotti devono essere coltivati in terreni dove da almeno due anni è stato sospeso l'uso di prodotti chimici di sintesi; > il periodo di transizione dalla coltivazione convenzionale a quella biologica viene chiamato "periodo di conversione"; > i terreni devono essere nettamente separati dagli appezzamenti con produzione non biologica. E' proibito ogni concime chimico; 16 _ MA IL MONDO DELLE COLTIVAZIONI SENZA PESTICIDI, DELLA CARNE E DEI FORMAGGI PRIVI DI ADDITIVI CHIMICI È MOLTO PIÙ COMPLESSO DI QUELLO CHE SI IMMAGINA. PROVIAMO A SCOPRIRLO… > la fertilità del suolo si mantiene attraverso rotazioni agrarie e l'uso di concime animale e di altro materiale organico consentito. E' proibito ogni antiparassitario chimico; > le malattie delle piante e gli insetti dannosi si combattono con metodi naturali: la salute degli animali si tutela in un ambiente sano e con rimedi prevalentemente omeopatici; > devono essere adottate procedure particolari per _ impedire la contaminazione dei cibi durante il confezionamento, il trasporto e la vendita. Ogni fase della produzione (coltivazione, trasformazione, confezionamento ecc.) è sottoposta a controllo; > i produttori che credono in questo metodo sono sempre più attenti a migliorare il proprio lavoro, e ora sono in prima linea contro le modificazioni genetiche. 16-29_07-07 8-08-2007 10:10 Pagina 17 o bio bio l’agricoltura biologica << Come nasce il biologico e quanto si è diffuso Il movimento organico-biologico si è sviluppato dall'evoluzione di tendenze filosofiche favorevoli a un modo di vita naturale. Presente fin dalla seconda metà dell'800, soprattutto in Germania, in contrapposizione allo sviluppo delle produzioni agricole basate sull'impiego massiccio di sostanze di sintesi. Nella seconda metà del '900 la diffusione di mezzi tecnici molto aggressivi nei confronti dell'ambiente ha quindi stimolato l'inizio delle prime esperienze di agricoltura biologica. Questo mercato ha poi avuto una grande espansione. Basti pensare che la superficie delle aziende agricole biologiche in Italia è passata da 300.000 ettari nel 1997 a un milione di ettari (e più di 40mila aziende) attualmente coltivati . Tanto che l'Italia è il primo produttore europeo di alimenti biologici e il terzo nel mondo. La quota di biologico, sul totale dei consumi alimentari è però ancora bassa (circa il 2 per cento). Inoltre, la crescita del consumo in Italia non è omogenea: il Sud produce molto ma consuma poco, mentre nel Nord avviene il contrario. Di tutti gli alimenti prodotti, la metà viene esportata, così che la crescita della produzione nazionale supera largamente il pur rilevante incremento delle vendite al dettaglio sul territorio italiano. Nel Lazio le aziende che producono biologico sono 2.736 e si colloca al quinto posto tra le regioni italiane. La superficie coltivata è di 70 mila ettari, di cui l'80 per cento riguarda le province di Roma e Viterbo, ed è pari al 10 per cento della superficie agricola utilizzata. Mentre tale superficie a livello nazionale è solo del 5 per cento. ORTOFRUTTA > Per questi prodotti esiste un lungo elenco di divieti: niente concimi, additivi volumizzanti, antiparassitari, trattamenti post-raccolta per garantire frutta e verdura, un po' meno bella, ma con più vitamine, minerali e antiossidanti. LATTE > L'alimentazione degli animali, almeno il 60 per cento, deve provenire da bio-foraggio fresco che arricchisce le qualità nutrizionali e apporta un livello più alto di acidi grassi polinsaturi. Molte aziende hanno infatti allestito dei distributori di latte “crudo”, non pastorizzato. CARNE > Gli animali, possibilmente di razze autoctone, hanno a disposizione un'adeguata area di pascolo e vengono nutriti con alimenti biologici, ogm-free, senza ormoni e senza antibiotici. Le terapie per curarli infatti sono di tipo naturale, in prevalenza fitoterapia e omeopatia. UOVA > La galline ovaiole devono essere allevate secondo il cosiddetto metodo estensivo: all'aperto, con almeno 4 metri quadrati a testa e nutrite con mangimi biologici. Per riconoscere questo tipo di uova sul guscio è stampato il numero “0”. PANE > Per realizzarlo si usano farine biologiche: grano tenero, farro, avena, semola, kamut, che devono essere per lo più integrali, macinate a pietra e impastate con acqua leggera, lievito naturale e sale marino. La cottura per il pane biologico è quella nel forno a legna. OLIO > Gli olivi non devono subire trattamenti chimici, antiparassitari e devono essere utilizzati solo concimi di derivazione naturale. Tutta la filiera, dall'olivocoltori all'imbottigliamento, è a regime biologico. Oltre all'olio d'oliva esiste anche il bio-olio di semi. VINO > La definizione corretta è “vino da viticoltura biologica”. Contro i parassiti dei vigneti sono consentiti soltanto l'uso di silicato di sodio, solfato di rame e del microrganismo trichoderma harzanium. La biovinificazione non ha però ancora una specifica normativa. MIELE > Gli alveari sono posti in aree incontaminate e deve essere posta grande attenzione nel procedimento di smielatura e di invasettamento. E' proibito l'uso di antibiotici, aggiunta di zucchero e di sostanze chimiche di sintesi. Le api sono curate esclusivamente con essenze naturali. CONFETTURE > Sono realizzate esclusivamente con frutta biologica, lavorata in modo naturale. Gli unici conservanti consentiti sono lo zucchero di canna e il limone. Per renderle più dolci si può ricorrere solo al fruttosio (zucchero naturale della frutta) o al succo di acero o d'agave ma anch'essi biologici. Lazio / informazione : ” a d n a com I PRINCIPALI PRODOTTI BIO 17 16-29_07-07 8-08-2007 10:11 Pagina 18 biologico DOVE TROVARE I PRODOTTI BIOLOGICI NEGOZI DI ALIMENTAZIONE NATURALE > Sono oltre un Cosa si intende per alimenti biologici Sono cibi di origine vegetale o animale ottenuti nel rispetto delle regole e dei metodi previsti dalla Unione Europea e soggetti per questo a particolari misure di controllo (Regolamento CEE 2092/91 e successive modifiche). Tali metodi prevedono, nella coltivazione di prodotti vegetali o nell'allevamento di animali, l'utilizzo di tecniche più vicine a quelle tradizionali o comunque più rispettose dell'ambiente e del benessere animale, limitando a casi particolari o escludendo del tutto l'uso di sostanze chimiche di sintesi. In che cosa consiste la rotazione colturale La rotazione colturale programma la sequenza delle colture che si succedono nel tempo in uno stesso appezzamento. migliaio i negozi specializzati in prodotti biologici, dove è possibile trovare tutto quello che serve per una spesa completa. In moltissime città, soprattutto del nord Italia, c'è più di un negozio specializzato in alimentazione bio, i cui gestori sono persone esperte e disponibili a dare informazioni e consigli ai consumatori. SUPERMERCATI > Dal 2000 a oggi sono raddoppiati i supermercati con ortofrutta e prodotti confezionati biologici: ormai sono circa 1.500 per lo più concentrati nel centro-nord. La diffusione dei prodotti bio anche nella grande distribuzione è un ulteriore ed importante segnale della maturità del settore, per il quale ormai non si può più parlare di nicchia. MENSE SCOLASTICHE > Dal 2000 al 2006 c'è stato sul territorio nazionale il raddoppio delle mense scolastiche biologiche. In totale vengono serviti circa 300 mila bio pasti giornalieri. Nel Lazio, l'assessore all'Agricoltura della Regione, Daniela Valentini proprio nel bando per le mense scolastiche del Comune di Roma ha anche inserito “il criterio della freschezza”. La novità sta nel fatto che per garantire la freschezza dei prodotti questi devono essere esclusivamente regionali. Inoltre, in molte scuole della Capitale sono stati collocati dei distributori di frutta biologica, all'insegna di una merenda sana per un'alimentazione corretta ed equilibrata. Sono il miglior modo per entrare in contatto con chi produce utilizzando il metodo biologico. I mercatini del biologico si stanno diffondendo sempre più, MERCATINI > grazie alla sensibilità di molte amministrazioni locali e alle richieste dei consumatori: sono oltre trecento diffusi in tutta Italia. DIRETTAMENTE NELLE AZIENDE BIO > E' un ottimo modo per conoscere meglio il biologico, per procurarsi dei prodotti più che freschi e anche per risparmiare visto che i prezzi in azienda spesso sono addirittura inferiori a quelli dei prodotti convenzionali. GRUPPI D'ACQUISTO > Siete di buon carattere e volete fare la spesa assieme ad altre persone come voi interessate ad un consumo consapevole, etico, sano ed ecologico: potete aderire a un gruppo d'acquisto o formarne uno con amici o conoscenti. Lazio / informazione LA TECNICA COMPORTA I SEGUENTI VANTAGGI: 18 > un'associazione floristica ricca che contribuisce a rendere "complesso" l'agroecosistema anche dal punto di vista botanico e quindi a mantenere equilibrata la flora infestante. Lo scopo è quello di evitare l'aumento incontrollato di specie infestanti più competitive. Anche tra le infestanti, così come tra gli insetti, infatti, si stabilisce una competizione che, in un agro-ecosistema in equilibrio, porta a frenare lo sviluppo incontrollato e dannoso di una o poche specie. > Il contenimento della quantità di propaguli (semi ed altri organi riproduttivi quali bulbi, bulbetti, ecc.) presenti nel terreno. Con le rotazioni colturali, invece, è possibile inserire colture che hanno un ciclo vegetativo diverso tra loro e che quindi non esercitano nessuna azione di selezione. > la possibilità di inserire nella rotazione colture "rinettanti". Le colture rinettanti sono specie che, a fine ciclo colturale, lasciano il campo meno infestato. Tra le colture in grado di abbattere l'infestazione presente sul campo si segnalano soprattutto le foraggere: inserendo tali colture nella rotazione, infatti, è possibile avvantaggiarsi della tecnica dello sfalcio che, eliminando le infestanti prima che queste vadano a seme, permette di contenere in maniera determinante l'infestazione che si esprime nella coltura successiva. > l'ottenimento di una coltura più competitiva nei confronti delle infestanti. La rotazione, come è noto, limita la diffusione di alcune fitopatie (malattie delle piante) causate soprattutto da funghi e nematodi. Questo rende indirettamente le piante 16-29_07-07 8-08-2007 10:12 Pagina 19 co bio bio più sane e vigorose e quindi dotate di maggiore capacità competitiva. > la diminuzione dei microrganismi patogeni e degli insetti dannosi a quel tipo di coltura. Una buona rotazione prevede la successione tra piante depauperanti (quelle cioè che impoveriscono il suolo di elementi abbondante di ammendanti (peperone); > sfruttare l'effetto residuo per quelle che invece non sopportano la diretta somministrazione di fertilizzanti organici o non richiedono quantitativi eccessivi (cipolla); > alternare colture che richiedono lavorazioni profonde (melone), dannose a causa della veloce ossidazione della sostanza organica, con altre ad apparato radicale più superficiale e che quindi richiedono un minor approfondimento delle lavorazioni (ad esempio: lattuga, indivia, scarola, cicoria). IL TENORE DI AZOTO, INVECE, PUÒ ESSERE MANTENUTO SEMPRE A LIVELLI ADEGUATI: > inserendo nella rotazione le leguminose che, come è noto, sono in grado di fissare nel terreno l'azoto atmosferico (piante azotofissatrici). A queste, in genere, vengono fatte seguire piante forti consumatrici dell'elemento in grado di sfruttare i quantitativi precedentemente accumulati; > prevedendo, nella rotazione, l'inserimento di colture di copertura (cover crops) che, pur non avendo finalità economica, vengono impiantate per ricoprire il terreno nei periodi in cui non c'è la coltura ed evitare che le piogge dilavino l'azoto presente o erodano il suolo. DUNQUE UN'ADEGUATA PROGRAMMAZIONE DELLE ROTAZIONI PERMETTE DI: > seminare, nell'intervallo tra due colture, piante da sovescio che, una volta interrate, vanno ad aumentare il quantitativo di sostanza organica presente nel terreno; > effettuare delle fertilizzazioni organiche per le colture che si avvantaggiano della somministrazione diretta e L’ATTENTA PROGRAMMAZIONE E L’OBBLIGO DI ROTAZIONE COLTURALE GARANTISCONO LA BONTÀ DELLA LAVORAZIONE E DELLE TECNICHE BIO E LA QUALITA’ FINALE DEI PRODOTTI. Lazio / informazione nutritivi, come il frumento) e di colture miglioratrici che lasciano il terreno ricco di elementi, senza erbacce e con una buona struttura, come le leguminose. 19 16-29_07-07 8-08-2007 10:12 Pagina 20 biologico La consociazione tra piante compatibili, invece, comporta una serie di vantaggi, diretti e indiretti, che si evidenziano soprattutto nei confronti dell'agroecosistema. In particolare, vengono valutati gli effetti positivi sul terreno e sulla coltura. Con il termine consociazione si IL BIO AI BIMBI? CONSIGLIATI. PAROLA DI PEDIATRA Lazio / informazione “I prodotti biologici sono sicuramente più sani e quindi consigliati nell'alimentazione dei bambini che, per immaturità di alcuni enzimi, non hanno la stessa nostra capacità di eliminazione di pesticidi e residui chimici”: così Maria Paola Pascali, pediatra del Policlinico Umberto I, spiega i benefici del biologico nell'alimentazione infantile. “Purtroppo - aggiunge la pediatra - è stata finora scientificamente calcolata soltanto la tolleranza dei residui minimi in riferimento a un adulto di 60 chilogrammi di peso. Non abbiamo invece dei valori relativi ai bambini. Mancanza molto grave soprattutto considerando che i piccoli assorbono più facilmente i pesticidi. I cibi biologici inoltre hanno una maggiore percentuale di sali minerali e vitamine, sostanze fondamentali nella fase di crescita”. Salubrità di coltivazione e integrità delle proprietà nutritive che fanno del biologico un vero e proprio modello di alimentazione corretta, che potrebbe contribuire a risolvere il problema sempre più diffuso delle intolleranze. “Non esiste - ha aggiunto la Pascali - un nesso tra alimentazione tradizionale e intolleranze, però a volte l'intolleranza è collegata proprio alla presenza di pesticidi. In questi casi il biologico diventa una vera e propria soluzione”. 20 intende la coltivazione contemporanea di diversi vegetali sullo stesso appezzamento. Questa tecnica consente di valorizzare le complesse interazioni esistenti tra le piante. Grazie infatti alle particolari caratteristiche degli essudati radicali, delle resine e degli olii essenziali prodotti, alcune piante sono in grado di stimolare, o in qualche caso di reprimere, lo sviluppo delle specie vegetali che crescono nelle loro immediate vicinanze e di allontanare insetti dannosi o attrarre quelli utili. Il principio della coltivazione mista è stato introdotto in agricoltura sulla base di quello che avviene in natura. Non esistono infatti esempi di ambienti in cui sia presente una sola specie vegetale. Da ciò si è dedotto che l'osservazione di molte specie di piante, anche coltivate, traggono un vantaggio dal crescere in un agro-ecosistema più complesso nel quale cioè siano allevate contemporaneamente due o più specie. Non tutte le colture sono però consociabili tra loro. Tra molte infatti si instaura una competizione negativa, mentre altre non traggono alcun vantaggio dall'essere consociate. Si può parlare quindi di veri e propri modelli di consociazione, frutto di prove sperimentali e di alcune esperienze che hanno portato con la pratica a verificarne o meno la validità. I vantaggi che si possono ottenere sono così riassumibili: > seminare, nell'intervallo tra due colture, piante da sovescio che, una volta interrate, vanno ad aumentare il quantitativo di sostanza organica presente nel terreno; > effettuare delle fertilizzazioni organiche per le colture che si avvantaggiano della somministrazione diretta e abbondante di ammendanti 16-29_07-07 8-08-2007 10:13 Pagina 21 co bio I VANTAGGI CHE SI POSSONO OTTENERE SONO COSÌ RIASSUMIBILI: > migliore sfruttamento dei vari strati di terreno:si ottiene consociando piante con apparati radicali a diversa profondità; > ottimizzazione dello spazio: si ha consociando colture a ciclo breve con altre a ciclo lungo. il terreno utilizzato al meglio risulta perciò sfruttato in maniera più equilibrata perché maggiormente coperto di vegetazione e quindi meno soggetto ad un'infestazione massiccia di infestanti o a fenomeni erosivi; > protezione del terreno da fenomeni erosivi: in molti casi la consociazione permette di lasciare coperto il terreno per un periodo abbastanza lungo e pertanto la massa verde lo protegge da fenomeni erosivi ad opera soprattutto delle piogge invernali; > interazione positiva tra apparati radicali: molte piante hanno la capacità di secernere essudati radicali che possono interagire, direttamente o indirettamente, sulla crescita e lo sviluppo delle altre colture. Della presenza di tali sostanze se ne avvantaggia anche la fertilità del terreno; > protezione delle piante dai parassiti: alcune piante emettono sostanze che hanno un'azione repulsiva nei confronti di insetti dannosi per altre specie. Un esempio di questo fenomeno è dato dalla consociazione tra carota e cipolla. La mosca della carota, la cui larva divora le radici, viene respinta dall'odore delle cipolle e non depone più le sue uova sul colletto della carota. Allo stesso modo, la mosca della cipolla, le cui larve entrano nella polpa di questo ortaggio e la trasformano rapidamente in una massa marcia e maleodorante, evita le aiuole in cui crescono le carote; > protezione delle piante dai raggi solari diretti e dal calore: consociando colture a taglia bassa con altre a taglia alta, è possibile che le prime si avvantaggino dell'ombreggiamento provocato dalle seconde. Gli Organismi di controllo Per garantire il rispetto delle norme presenti nel Regolamento CE 2092/91 il legislatore ha previsto che ogni operatore a livello di produzione, trasformazione, preparazione, stoccaggio, condizionamento, etichettatura, importazione e commercializzazione debba essere sottoposto a un regime di controllo e certificazione da parte di un organismo tra quelli autorizzati allo scopo dal Ministero delle Politiche agricole e Forestali e conformi alla norma UNI CEI EN 45011. Gli organismi di controllo a loro volta sono soggetti a sorveglianza da parte del Ministero, delle Regioni e Province autonome per le strutture ricadenti nei territori di competenza. Lazio / informazione (peperone); > sfruttare l'effetto residuo per quelle che invece non sopportano la diretta somministrazione di fertilizzanti organici o non richiedono quantitativi eccessivi (cipolla); > alternare colture che richiedono lavorazioni profonde (melone), dannose a causa della veloce ossidazione della sostanza organica, con altre ad apparato radicale più superficiale e che quindi richiedono un minor approfondimento delle lavorazioni (ad esempio: lattuga, indivia, scarola, cicoria). 21 16-29_07-07 8-08-2007 10:13 Pagina 22 biologico IL BIOLOGICO IN ITALIA… Lo spazio occupato sul mercato Gli alimenti biologici, nonostante siano per la maggior parte in vendita a un prezzo superiore ai corrispondenti alimenti “non biologici”, negli ultimi anni hanno occupato spazi sempre più vasti del mercato. In primo luogo perché questi alimenti, vegetali o animali, prodotti con metodi simili a quelli dell'agricoltura tradizionale, appaiono nell'immaginario del consumatore migliori o meglio “più sani”. Oggi si presta maggiore attenzione GLI ALIMENTI per quello che si BIOLOGICI NEGLI consuma. È poi ULTIMI ANNI aumentata la HANNO OCCUPATO sensibilità alle SEMPRE PIU' tematiche SPAZIO: E' LA ambientaliste di DIMOSTRAZIONE fasce crescenti della DELL'AUMENTATA ATTENZIONE A popolazione ed è QUELLO CHE SI cresciuta la CONSUMA disponibilità e le reperibilità del prodotto biologico, non più soltanto in piccoli negozi specializzati ma anche nella grande distribuzione. Lazio / informazione Posso fidarmi dei prodotti denominati biologici? 22 L'agricoltura biologica è sottoposta a controlli che riguardano tutta la filiera produttiva. Nel biologico non ci si basa su dichiarazioni dell'azienda. Ma su un “Sistema di Controllo” uniforme in tutta l'Unione Europea e stabilito da appositi regolamenti dell'UE, sia per la coltivazione delle piante sia per l'allevamento degli Non arresta la sua corsa il biologico made in Italy ma anzi la rafforza, a riprova della bontà delle scelte operate dagli imprenditori agricoli nostrani. Sono passati ben sedici anni da quando l'Europa - con il regolamento n. 2092 del 1991 decise di dare l'opportunità agli imprenditori agricoli europei di utilizzare un metodo di produzione a basso impatto ambientale in grado di garantire l'arrivo sulle nostre tavole di prodotti più sani e qualitativamente certificati. Da allora il mercato si è mosso in crescendo, in particolare nw l nostro Paese, che è diventato, con il suo milione di ettari coltivati e con le sue 50mila aziende biologiche (tra produttrici e trasformatrici), il paese leader in Europa per questo particolare metodo di produzione. Nel mondo, siamo il terzo paese produttore, dietro all'Austria ed all'Argentina. Produrre “biologico” è diventato sinonimo di qualità ed il consumatore italiano sa bene, dopo anni di corretta informazione, che il prodotto “Bio” animali. L'azienda che vuole avviare la produzione biologica notifica la sua intenzione alla Regione e a uno degli organismi di controllo autorizzati. L'organismo procede a una prima ispezione con tecnici specializzati, che esaminano l'azienda e prendono visione dei diversi appezzamenti, controllandone la rispondenza con i diversi documenti catastali, dei magazzini, delle stalle e di ogni altra struttura aziendale. Se dall'ispezione emerge il rispetto della normativa, l'azienda viene ammessa nel sistema di controllo, e avvia la conversione che è un periodo di disintossicazione del terreno dove a secondo dell'uso precedente di prodotti chimici e delle coltivazioni, può durare due o più anni. Solo a conclusione di questo periodo di conversione il prodotto può essere commercializzato come di produzione biologica. L'organismo provvede poi alle ispezioni e ai controlli, anche a sorpresa, e preleva campioni da sottoporre ad analisi. Solo le aziende controllate assomma in sé caratteristiche ben precise: l'esclusione dal processo produttivo di sostanze chimiche di sintesi nocive, l'assenza di OGM (Organismi Geneticamente Modificati), un sistema di coltivazione che rispetta e preserva l'ambiente, la garanzia del sistema di controllo e di certificazione. Caratteristiche, quelle appena descritte, che si sono tradotte nella mente degli italiani in uno slogan vincente: “Compro Bio perché so cosa mangio”. da organismi autorizzati possono definire le loro produzioni come provenienti da agricoltura biologica. La legge prevede che l'organismo di controllo sia indipendente e non schierato "dalla parte dei produttori". Il biologico è compatibile con gli OGM? Assolutamente no. Anzì, il regolamento CEE 2091/92 che disciplina il settore biologico, vieta l'impiego di ingredienti o eccipienti geneticamente modificati. L'IFOAM, (International Federation Organic Agricoltural Movement) l'organismo internazionale in cui si riconoscono i produttori, gli enti di controllo ed altri operatori del settore, ha ufficialmente messo al bando gli OGM (organismi geneticamente modificati). In tutti i paesi gli Organismi di controllo si muovono su vari fronti per assicurare l'assenza di prodotti transgenici. Anche i produttori stessi hanno affrontato da tempo 16-29_07-07 8-08-2007 10:14 Pagina 23 co bio bio … E NEL LAZIO sumo di prodotti biologici a livello nazionale. Le aziende a marchio Bio sono ben 2.736, e la nostra regione si colloca al quinto posto a livello nazionale. La superficie regionale coltivata è di 70 mila ettari, pari al 10% della superficie agricola utilizzata (SAU), contro il 5% di quella nazionale. Da sole le province di Roma e Viterbo raccolgono oltre l'80% della SAU biologica regionale e quasi il 90% delle unità di bestiame adulto. Per sostenere l'agricoltura biologica l'assessore Daniela Valentini ha promosso una serie di iniziative che sono parte integrante del programma politico - economico per lo sviluppo agricolo del Lazio. Un impegno dell'Assessorato all'Agricoltura che ha già al suo attivo: > una legge approvata nel novembre 2006, la numero 15, che ha il problema, controllando le forniture di sementi e di materie prime. All'interno del movimento biologico e biodinamico è iniziata da anni la sperimentazione e la produzione di sementi ottenute con metodi che escludono il ricorso all'ingegneria genetica. Come si leggono le etichette dei prodotti biologici La normativa impone che nell' etichetta siano specificati il tipo di ingredienti provenienti da agricoltura biologica e presenti nel prodotto commercializzato. Esistono per i prodotti biologici tre tipi di etichette: > un primo tipo in cui si trova il logo comunitario e la dicitura “da > > > > decretato il Lazio regione “Ogm free”; la “Biofiera”, appuntamento annuale nella Capitale che vede produttori e consumatori protagonisti di solo Bio; l'accordo siglato tra Regione e Comune di Roma per le mense scolastiche della città nel quale è stato inserito anche “il criterio della freschezza” che, oltre a garantire la freschezza dei prodotti, prevede che questi siano provengano esclusivamente dal Lazio; i distributori di frutta biologica: già presenti in alcune scuole della Capitale vogliono favorire un'alimentazione corretta all'insegna di una merenda sana ed equilibrata; una riorganizzazione della rete del biologico con protocollo firmato tra Regione Lazio, CAR (il Centro Agroalimentare di Roma) e Con- Agricoltura Biologica”: questo prodotto presenta almeno il 95%di ingredienti biologici; il restante 5% degli ingredienti deve essere costituito da prodotti difficilmente disponibili o disponibili in quantità insufficienti in agricoltura biologica. > un secondo tipo in cui sono indicati con un asterisco i prodotti provenienti da agricoltura biologica e nella quale non è riportato il logo comunitario. In questo prodotto si ha un incidenza di ingredienti biologici pari almeno al 70%; su queste etichette quindi l'indicazione della provenienza da agricoltura biologica è riportata nell'elenco degli ingredienti e non deve comparire altrove. Inoltre, va specificata l'esatta percentuale di ingredienti biologici. sorzio BioRoma per l'apertura nei prossimi mesi del primo Centro di distribuzione del biologico in Europa, previsto negli spazi del CAR. Il centro, realizzato con il supporto dell'ARSIAL, un impegno di spesa di 500 mila euro per una superficie di 1500 metri quadri, garantirà per la prima volta una “filiera corta” di prodotti a marchio biologico. E' indubbio il vantaggio per consumatori e produttori: maggiore diffusione significa abbattimento dei costi e prezzi più convenienti. Il biologico laziale è avviato quindi a diventare sempre meno prodotto di nicchia, invece a disposizione di tutti i cittadini, soprattutto a Roma, un mercato dove la domanda molto forte. > a cura di Marco Bianchi > un terzo tipo in cui si trova la dicitura “prodotto in conversione da agricoltura biologica” e indica quei prodotti vegetali provenienti da aziende in fase di conversione per quello specifico prodotto, ovviamente in questo caso non c'é il logo comunitario. I prodotti biologici devono essere condizionati e trasportati fino al punto di vendita al minuto in imballi chiusi. Non è richiesta la loro chiusura quando il trasporto avvenga tra un produttore e un altro operatore che però sono entrambi assoggettati al regime di controllo sopra elencato e i prodotti sono accompagnati da un documento che contiene tali informazioni. Lazio / informazione Il Lazio non fa eccezione a questa tendenza, facendo registrare, secondo uno studio di Biobank del 2006, il sesto posto su scala nazionale per attività imprenditoriali legate al settore. Infatti, la diffusione del biologico, ha saputo creare canali commerciali completamente nuovi, con risvolti positivi nell'economia locale. Nella nostra regione, sempre secondi i dati di Biobank, gli amanti del cibo biologico possono rivolgersi a ben 17 ristoranti specializzati, 86 negozi di alimentari e 57 aziende agricole o agrituristiche con vendita diretta dei prodotti. Molto alta rispetto alla media nazionale è l'attenzione dedicata all'alimentazione per l'infanzia: nelle mense scolastiche del Laziio vengono confezionati oltre 153.000 pasti al giorno, pari al 17% di quelli serviti in tutta Italia. Ancora, la nostra e la regione con il maggior con- 23 16-29_07-07 8-08-2007 10:15 Pagina 24 biologico Glossario AGROECOSISTEMA Ecosistema di origine antropica, che si realizza in seguito all'introduzione delle pratiche agricole, caratterizzato dalla presenza di una o poche specie (bio-omogeneità). AVVICENDAMENTO COLTURALE È la successione di colture diverse sul suolo, si configura come una rotazione all'interno della programmazione aziendale. CATENA ALIMENTARE Una catena alimentare è il trasferimento di energia dalle piante attraverso una serie di animali con una successione di comportamenti da preda e da predatore. Per esempio, una pianta verde, un insetto che si nutre di foglie, e un uccello insettivoro potrebbero essere una semplice catena alimentare. Tutti gli organismi viventi costruiscono catene alimentari. CONCIME AZIENDA TRASFORMATRICE Un'azienda che compra la materia prima per lavorarla e immetterla sul mercato in una forma appetibile al consumatore finale. E' il caso di aziende che producono conserve, sottaceti, marmellate. Al fine di poter dichiarare un prodotto "biologico" la normativa CEE 2092/1991 regolamenta, oltre a quelli delle aziende produttrici, anche i processi delle aziende trasformatrici. BIODIVERSITA' Presenza di differenti organismi vegetali e/o animali associati e integrati nella costituzione di comunità ecologiche. BIOTECNOLOGIE Lazio / informazione Insieme di tecniche di ingegneria genetica, biochimica e microbiologia che utilizzano organismi viventi, o parti di essi, per alterare e mescolare il patrimonio genetico di piante, animali o microbi, allo scopo di produrre cibo, farmaci e prodotti chimici, come gli OGM. 24 Qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale o organica, idonea a fornire alle colture l'elemento o gli elementi chimici della fertilità, a queste necessarie per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e riproduttivo. CONVERSIONE BIOLOGICA Periodo di tempo applicato agli appezzamenti di almeno due anni prima della semina o, nel caso di pascoli, di almeno due anni prima della loro utilizzazione come alimenti per animali ottenuti dall'agricoltura biologica o ancora, di almeno tre anni, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, prima del primo raccolto dei prodotti biologici come sono definiti all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a, del Regolamento CEE 2092/91. Il periodo di conversione decorre non prima della data in cui il produttore ha notificato la propria attività, ai sensi dell'articolo 8 dello stesso regolamento, e sottoposto la propria azienda al regime di controllo di cui all'articolo 9. CULTIVAR Sistema di classificazione usato per designare le diverse varietà ottenute da una pianta coltivata. DISERBO Operazione con la quale vengono distrutte le infestanti presenti in un determinato terreno. Il controllo delle infestanti può avvenire mediante il ricorso alle lavorazioni meccaniche. Gli interventi meccanici possono essere preventivi (lavorazione al buio, interventi meccanici alla raccolta) oppure diretti (sarchiatura, spazzolatura, sfalcio, erpicatura). FERTILITA' Capacità propria del suolo, in relazione con gli altri fattori dell'ambiente (acqua, luce, aria), di sostenere condizioni ottimali di crescita per le piante; tale definizione riguarda singolarmente e contestualmente le componenti chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno. FITOPATIA Malattia di una pianta. GERMOPLASMA L'insieme dei materiali che permettono la riproduzione nel tempo di specie e varietà garantendo la salvaguardia della biodiversità. Il materiale è sia di origine vegetale che animale. La raccolta può essere ex-situ cioè fatta dalle banche del germoplasma o in situ cioé negli allevamenti veri e propri di animali e nella coltivazione delle piante. HABITAT Indica l'insieme delle condizioni ambientali naturali nella quale vive un organismo. HACCP L'HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) è un sistema di controllo della produzione degli alimenti che ha come scopo la garanzia della sicurezza igienica e quindi della commestibilità di un alimento. HUMUS Prodotto relativamente stabile derivante da tutti i residui organici che possono giungere nel terreno con predominanza della componente vegetale, che una volta arrivata nel terreno subisce una lenta trasformazione per azione meccanica , chimica e chimico-biologica operata dai numerosi microrganismi umificanti . L'humus è costituito da un complesso di sostanze ed è il risultato di un processo di parziale decomposizione ma soprattutto di sintesi , sfociante nella produzione di sostanze caratterizzate da una complessità notevolmente superiore a quella del materiale di partenza. Si compone di tre frazioni (acidi fulvici, acidi umici, umine) con differente grado di complessità molecolare e di insolubilità. INFESTANTE Pianta che nasce spontaneamente nelle colture, danneggiandole (assorbimento di elementi nutritivi e risorsa idrica, ombreggiamento, difficoltà nelle lavorazioni, etc.). 16-29_07-07 8-08-2007 10:15 Pagina 25 co bio bio LETAME Refluo di allevamento formato da una miscela di deiezioni, residui alimentari e materiali di lettiera, di consistenza palabile più o meno compostato. ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE Sono gli enti, riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, preposti alla verifica dell'applicazione del regolamento CEE 2092/1991. Hanno il compito di controllare che le aziende e i prodotti biologici corrispondano effettivamente agli standard stabiliti dalla legge, anche con ispezioni ed analisi su terreno e prodotti. LOTTA BIOLOGICA Consiste nella totale abolizione dell'impiego di prodotti chimici di sintesi nella difesa delle piante; vede l'utilizzo, al posto degli antiparassitari tradizionali, di alcuni nemici naturali dei fitoparassiti, quali insetti, acari o microrganismi (batteri, virus, funghi, ecc.) allevati in laboratorio od in vere e proprie fabbriche. MEZZI DI LOTTA NEMICI NATURALI Predatori, parassiti o patogeni presenti nell'ambiente che attaccano le specie fitoparassite RESIDUI COLTURALI Materiali lasciati dalla pianta durante le fasi di rinnovo degli apparati ipogei ed epigei,il rinnovo può essere naturale (caduta delle foglie) o meno (es. potatura). ROTAZIONE DELLE COLTURE OGM Un organismo geneticamente modificato (OGM) o transgenico è un organismo nel cui corredo cromosomico è stato introdotto un gene estraneo, prelevato da un organismo, donatore, appartenente a qualsiasi specie vivente. PACCIAMATURA Possono essere: agronomici (la scelta della natura del suolo, la scelta delle sementi, la lavorazione del terreno, la scelta delle specie e varietà da coltivare, le potature, la consociazione delle piante, ecc.), fisici(il fuoco, l'acqua, la luce, gli ultrasuoni, le alte o basse temperature, ecc), meccanici (pratiche quali ad esempio l'uccisione diretta dei fitoparassiti, la raccolta diretta o indiretta, con esche o trappole, la creazione di sbarramenti e isolamenti. terreno. Tale periodo dura in genere 2/3 anni, così come regolato dal regolamento CEE 2092/1991. Parziale o totale copertura del terreno con materiali di varia origine (paglia, residui di potatura, cortecce, ecc.) allo scopo di limitare la germinazione e lo sviluppo delle malerbe. PATOGENI Microrganismi parassitari (funghi, batteri, virus, ecc.) che inducono nei loro ospiti malattie infettive, capaci di penetrare, diffondersi e accrescersi a spese dei tessuti dell'ospite. PERIODO DI CONVERSIONE BIOLOGICA Periodo di transizione, necessario, per una azienda che intende certificarsi come biologica, a cambiare le procedure e le tecniche di coltivazione e a "disintossicare" il La rotazione colturale consiste nel programmare la sequenza delle colture che si succedono nel tempo in uno stesso appezzamento. Tale pratica rappresenta uno degli accorgimenti principali da mettere in atto al fine di evitare l'instaurarsi di una abbondante infestazione che, oltre ad essere dannosa nei confronti della coltura, sarebbe di difficile e costoso controllo con i mezzi ridotti di cui normalmente si dispone in agricoltura biologica. SOVESCIO Tecnica che consiste nella semina di una coltura erbacea di breve durata (erbaio di leguminose, crocifere o graminacee) e nel successivo interramento, mediante aratura, allo scopo non di raccoglierne il prodotto, ma di interrarne la massa verde migliorando la struttura e apportando azoto nel terreno, favorendo così la successiva coltivazione. STOPPIE Base dei culmi dei cereali, pedali del mais ancora radicati nel terreno, dopo la raccolta. STRUTTURA DEL TERRENO Tipologie dello stato di aggregazione delle particelle del terreno. SUOLO Strato superficiale del terreno (10-100 cm di profondità) in grado di ospitare la vita vegetativa. TESSITURA DEL TERRENO Proporzioni in peso delle frazioni granulometriche sulla quota di terreno che passa al di sotto di un setaccio di 2 mm di diametro (cosiddetta terra fine). TRACCIABILITA' E RINTRACCIABILITA' La tracciabilità è il processo che segue il prodotto da monte a valle della filiera in modo che, ad ogni stadio attraverso cui passa, vengano lasciate opportune tracce (informazioni). La rintracciabilità è il processo inverso, che deve essere in grado di raccogliere le informazioni precedentemente rilasciate. VARIETA' ANTICHE Germoplasma non più coltivato in modo intensivo. Utile per programmi di miglioramento genetico. VARIETA' AUTOCTONE Varietà originarie dell'ambiente in cui vivono. VARIETA' RESISTENTI Varietà il cui patrimonio genetico le rende immuni a determinate avversità biotiche. Lazio / informazione LETAMAZIONI Somministrazioni di letame al terreno. 25 16-29_07-07 8-08-2007 10:16 Pagina 26 Lazio / informazione bio bio 26 Perché il biologico costa (un po') di più Cos'è l'agricoltura Biodinamica? Una nota a sfavore del biologico e che frena ancora l'ulteriore crescita del settore, è il prezzo dei prodotti che sono più alti - in media dal 10 al 30 per cento nei supermercati, di più nei negozi specializzati rispetto all'equivalente prodotto convenzionale. Tuttavia, le differenze si stanno riducendo soprattutto per alcuni tipi di alimenti olio, vino, pasta. Il prezzo più elevato è dovuto ai costi superiori per il produttore che deve, per esempio, diserbare un campo di ortaggi a mano senza usare prodotti chimici, essiccare la pasta a velocità più lenta, sostenere i costi di riconversione dei campi da convenzionali a biologici. Solo un adeguato sovrapprezzo, che va a coprire i maggiori costi e rischi, può infatti rendere conveniente le colture biologiche. Purtroppo, anche in futuro, tutti questi fattori saranno difficilmente eliminabili del tutto. Ma un alleggerimento dei costi potrà avvenire con la crescente diffusione di questi prodotti negli ipermercati e il possibile coinvolgimento delle multinazionali dell'alimentazione. Le sue basi teoriche si fondano su l'Antroposofia di Rudolf Steiner, filosofo austriaco di fine ottocento noto per le sue applicazioni in campo medico, pedagogico, economico, agricolo e artistico. Fu lui a dare le indicazioni su un modo diverso di coltivare in un momento in cui l'agricoltura convenzionale, nata nel 1860, cominciava a produrre i primi disastri: l'apertura della prima fabbrica di concimi fosfo-potassici è del 1855 e la concimazione azotata viene introdotta subito dopo la prima guerra mondiale. Gli animali nutriti con i fieni concimati con prodotti chimici perdevano la fertilità, i terreni diventavano sempre più poveri e la qualità degli alimenti degenerava rapidamente. Era il 1924 e un gruppo di proprietari terrieri della Germania orientale, chiese a Steiner come intervenire sulla vitalità dei terreni. Il risultato fu una serie di conferenze, che oggi sono raccolte nel libro "Impulsi scientificospirituali per il progresso dell'agricoltura". Conferenze che non vennero divulgate fino a che ricerche e prove sperimentali sul campo non hanno dimostrato che il metodo funzionava. Vennero fatte ricerche, per esempio, su semi in germinazione che dimostravano un effetto preciso di dosi infinitesimali di sostanze medicinali sulle fasi di germinazione. In che cosa si differenzia l'agricoltura biodinamica da quella tradizionale e da quella biologica? Oltre a recuperare pratiche tradizionali, quali il sovescio e la rotazione delle colture, l'agricoltura biodinamica si basa su una serie di "preparati" utilizzati in dosi omeopatiche, che funzionano come vere medicine per il terreno e per le piante. Ne risulta un progressivo risanamento del terreno, con un aumento di humus stabile, e una qualità superiore dei prodotti. Ogm 21x30 27-07-2007 11:59 Pagina 1 REGIONE LAZIO Assessorato all’Agricoltura Nel Lazio l’agricoltura cresce in libertà. Libertà dagli OGM. Il nuovo Programma di Sviluppo Rurale. La legge sui distretti. Quella per gli agriturismo. Una forte politica di programmazione che interviene nei momenti fondamentali della produzione, della trasformazione, della distribuzione e del consumo. L’impegno per i giovani e le donne. Il territorio strumento di sviluppo, risorse e occupazione. Nel Lazio l’agricoltura cambia volto. Entrando nel futuro. Lazio. L’agricoltura sta dando i suoi frutti. 16-29_07-07 8-08-2007 10:09 Pagina 28 bio bio b > di Beatrice Curci a r u c i s a l o v a t e n o i z a r e p L’o Ogni anno - secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - almeno dieci milioni di europei si intossicano, essenzialmente per la cattiva conservazione dei cibi in frigorifero. Vediamo insieme come è possibile evitarlo S Lazio / informazione aper conservare bene ciò che portiamo in tavola è caratteristica fondamentale per la tutela della nostra salute. Ogni anno, secondo l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), circa dieci milioni di europei contraggono intossicazioni da cibo. La formazione delle tossine responsabili delle intossicazioni alimentari è dovuta soprattutto alla cattiva conservazione degli alimenti nelle nostre cucine. Ecco come evitare alcuni errori per essere al riparo da possibili contaminazioni batteriche: 28 > i cibi che richiedono maggior cura in quanto si alterano velocemente perché producono tossine dannose per il nostro organismo sono carne e pesce. A temperature fredde, quindi nel frigorifero, la carne si conserva al massimo per quattro giorni e il pesce per tre giorni. E, prima di conservarli, i prodotti vanno sempre avvolti in una pellicola per alimenti e nella parte del frigo dove la temperatura è più bassa: quella più in alto. Prima di consumarli è bene annusare: il loro odore deve essere delicato; > il latte rappresenta per i microrganismi dannosi un ottimo alimento, quindi non deve essere mai consumato oltre la data di scadenza e riposto nel frigorifero subito dopo l'uso. Se il contenitore è rigonfio oppure se sentiamo un piccolo scoppio dopo l'apertura deve essere immediatamente eliminato, perché significa che si sono sviluppati dei microbi dannosi. La parte giusta per conservarlo è lo scomparto laterale; > i formaggi devono invece rimanere avvolti nella carta oleata, quella di cui sono forniti al momento dell'acquisto, per evitare il riempirsi di muffa. Per i formaggi freschi - come mozzarella, ricotta, stracchino… - la conservazione deve essere fatta in vaschette di vetro a chiusura ermetica, e devono essere collocati nella parte alta del frigo, e comunque per non più di sei giorni. Invece, i formaggi stagionati riescono a mantenersi integri per circa tre settimane; > non molti sanno che, nonostante tutti i frigoriferi abbiano uno scomparto per le uova, questo non deve essere usato se non è coperto. È più sicuro lasciare le uova nella confezione originale, poiché in questo modo si riduce il rischio di contaminare gli altri cibi con le grandi quantità di batteri presenti sul guscio; > frutta e verdura devono sempre essere conservate nel frigo, e la zona più adatta e quella in basso, nel vano sottostante. La verdura deve essere pulita, lavata e asciugata appena acquistata per eliminare terra e insetti, quindi va riposta nei sacchetti per alimenti che - per evitare il formarsi di muffa - devono essere forati in più parti. Le verdura a foglia larga, così come la frutta più delicata (fragole, fichi, uva) deve essere mangiata entro tre giorni, gli altri tipi di verdura o frutta entro una settimana; > il pane, i biscotti, la farina e tutti i prodotti lievitati devono essere riposti in contenitori di vetro e consumati entro tre settimane. Il consiglio dei nutrizionisti è quello di verificare ogni cinque giorni che sulla loro superficie non si sia formato un sottile strato di lanugine, primo segnale di una presenza di larve. 16-29_07-07 8-08-2007 10:09 Pagina 29 bio bio b INSTALLATI A ROMA I PRIMI DISTRIBUTORI BIO > Del mangiar bene e sano l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio ha fatto la sua bandiera. Dopo la legge contro gli Ogm, sono arrivati nelle scuole i distributori automatici di frutta biologica. Basteranno cinquanta centesimi di euro per una merenda sana e senza alcuna controindicazione. L'istallazione dei primi distributori è iniziata in due scuole romane: il Liceo Classico 'Tasso' di via Sicilia e l'Istituto Tecnico 'Sandro Pertini' alla Borghesiana. "Con questa iniziativa - ha dichiarato l'assessore Valentini - abbiamo voluto coniugare sicurezza ed educazione alimentare, sostenendo l'economia laziale, visto che i prodotti arrivano dalle aziende della regione. La nostra, infatti, è la prima regione in Italia a sperimentare i distributori di frutta e verdura nelle scuole. Vogliamo anche organizzare delle lezioni di educazione alimentare. La sperimentazione, al momento, è partita con dieci distributori, ma vogliamo presto raddoppiare il numero distribuendo anche altri prodotti, come il formaggio con le pere e il pane con i pomodorini. Questi prodotti hanno un valore aggiunto: la freschezza. In 24 ore arrivano dalle campagne direttamente nelle scuole". Pere, mele, banane, ma anche ortaggi di stagione e cracker al formaggio laziale Dop (Denominazione di Origine Protetta), rigorosamente etichettati con data e luogo di produzione, faranno dunque concorrenza alle solite merendine consumate a metà mattinata, ricche di zuccheri e grassi. Inoltre - assicura BioSì, l'azienda agricola di Sora che fornisce i prodotti - presto compariranno nei distributori anche fragole, ciliegie, pesche e albicocche. L'iniziativa, che segue al recente protocollo d'intesa siglato con l'assessorato alla Scuola del Comune e che prevede l'inserimento di prodotti e piatti biologici laziali nelle mense scolastiche capitoline, rappresenta un'ulteriore canale da seguire per educare i giovani ad un'alimentazione equilibrata e completa. “È un modo per dare risposte concrete alla domanda di salute che arriva dai cittadini - ha spiegato ancora Daniela Valentini -, ma anche per parlare in modo diretto ai giovani agricoltori e contemporaneamente sensibilizzare i ragazzi al gusto del cibo sano e agli alimenti di produzione regionale che stiamo cercando di diffondere sempre più anche nelle scuole”. La sperimentazione si avvale di un finanziamento di 84mila euro e prevede l'istallazione di dieci distributori presso il liceo “Mariani Terenzio”, l'istituto agrario “Sereni”, gli ospedali Sant'Andrea, Gemelli e San Giovanni, le sedi di Acea, Poste Italiane e la Regione Lazio. Parte del ricavato sarà inoltre devoluto all'azienda agricola che la Regione Lazio sta costituendo a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Per qualsiasi operazione di conservazione del cibo in frigorifero, è assolutamente necessario ricordare che questo elettrodomestico richiede una particolare attenzione all'igiene: deve essere pulito ogni due settimane con una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio compresa la guarnizione dello sportello, per poi essere asciugato con cura. E non deve essere mai completamente pieno, altrimenti P di Erica Antonelli la temperatura si alza e gli alimenti si guastano facilmente. Per quanto riguarda la conservazione giusta dei prodotti in dispensa è importante ricordare che i cibi in scatola siano al riparo dalla luce e riposti in luogo fresco e asciutto. Prima di consumare lo scatolame è necessario fare attenzione che il contenitore non presenti rigonfiamenti dovuti alla presenza di gas, segnale-principe di deterioramento del prodotto. Le lattine, una volta aperte non vanno mai riposte così come sono: la conservazione deve essere fatta in recipienti di vetro e in frigo. Un altro accorgimento è quello di non mettere a contatto i cibi crudi con quelli cotti. Per quanto riguarda la corretta e igienica manutenzione degli spazi, non bisogna mai tralasciare che la dispensa deve essere invece svuotata periodicamente, almeno ogni sei mesi. Lazio / informazione > 29 30-35_07-07 8-08-2007 9:57 Pagina 30 siccità • acqua > Lazio emergenza risposte a tambur battente di MariaTeresa Cinanni DIVERSE LE INIZIATIVE PREVISTE DALL'ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA REGIONALE PER FRONTEGGIARE CAMBIAMENTI CLIMATICI ED ENERGENZA IDRICA: UN COMITATO PERMANENTE, UNA ATTENTA MAPPATURA DEL TERRITORIO, ANCHE UN OPUSCOLO CONTRO GLI SPRECHI Lazio / informazione U 30 n comitato permanente in grado di affrontare le emergenze derivate dall'anomalia climatica, una mappatura dettagliata del territorio, un vademecum informativo per gli agricoltori, i Comuni e le Province del Lazio. Queste le iniziative messe in campo dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura per far fronte ai cambiamenti climatici di questi ultimi anni e contribuire a risolvere il problema dell'emergenza idrica. “L'inverno anomalo e il cambiamento climatico ci hanno portato a programmare un piano per affrontare le eventuali emergenze dettate dalle gelate o dalla siccità estiva - ha affermato l'assessore Valentini -, un piano che coinvolge tutti gli organi di riferimento perché soltanto costruendo un rapporto di solidarietà tra i mondi della produzione, del consumo e degli addetti ai lavori, è possibile realizzare una migliore qualità della vita”. Oltre all'istituzione di un comitato permanente che sta lavorando alla mappatura dettagliata del territorio, con l'indicazione di pozzi e falde acquifere, è stata anche proposta la stipula di una convenzione tra gli agricoltori, la protezione civile e i vigili del fuoco. “Penso che gli agricoltori debbano essere realmente i protagonisti del territorio - ha spiegato ancora l'assessore - e mettere a disposizione conoscenze e mezzi, in modo da raggiungere in breve tempo anche luoghi impervi e spesso sconosciuti da vigili e operatori ambientali”. A ciò si aggiunge la realizzazione dell'opuscolo “Acqua”, (vedere box nelle pagine successive): un vademecum rivolto sia ai cittadini che agli agricoltori per dar loro dei suggerimenti su come mantenere al meglio il territorio, quali alberi coltivare, come irrigare senza sprechi, come utilizzare al meglio l'acqua di casa. A partire dai gesti quotidiani più elementari, come farsi la doccia o lavarsi i denti. 30-35_07-07 8-08-2007 9:57 Pagina 31 • siccità Italia, > di Alfonso Vannaroni nel centro-nord dichiarato lo stato di emergenza stato un inverno mite con precipitazioni inferiori alla media e con la neve che ha ricoperto soltanto un terzo del territorio nazionale invece imbiancato lo scorso anno. I dati diffusi dalla Protezione Civile - diffusi all'inizio di maggio - hanno indicato un deficit idrico primaverile che va dal 20 al 50% rispetto alla media del periodo. Nel particolare, fiumi e laghi soffrono: ad aprile il lago Maggiore ha registrato un livello di invaso inferiore di 60milioni di metri cubi di acqua rispetto al 2006. Il livello del lago di Garda è di 50 centimetri più basso rispetto alla media. La situazione lungo il corso del Po e dell'Adige non è certo migliore. Per fronteggiare il rischio siccità il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza siccità per il centro-nord. “E' stata una decisione frutto di una visione collegiale, basata su dati scientifici, ma che non deve creare allarmismi”, ha affermato il Ministro delle politiche agricole Paolo De Castro. Una misura precauzionale, tuttavia necessaria per predisporre piani di intervento in grado di affrontare il rischio siccità e ridurre il più possibile i disagi ai cittadini. Sono state così costituite cabine di regia regionali, coordinate da una regia nazionale istituita presso la Presidenza del Consiglio, che coordinerà anche le eventuali misure finanziarie; ai presidenti delle Regioni e ai Prefetti sono stati conferiti poteri speciali per gestire eventuali razionamenti di acqua. Priorità assoluta è stata data alla fornitura dell'acqua potabile per la popolazione. La Coldiretti ha fatto sapere che “la risorsa idrica è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli e ambientali senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività alimentare del made in Italy”. Sono previsti distacchi di energia: la direzione della Protezione Civile ha chiarito che “saranno programmati“e attuati sulla base del piano del Ministero dello sviluppo. Per rendere efficienti e razionali le risorse idriche in Italia sono necessari interventi per ammodernare gli acquedotti, consolidare i bacini e incrementare i controlli contro i prelievi abusivi. Come più volte sottolineato dal WWF, “Molte falde risultano inquinate. In più argini, dighe, prelievi abusivi, canalizzazioni completano il drammatico quadro delle aggressioni a fiumi e acque dolci”. Indubbiamente l'attuale deficit idrico è causato dalle scarse piogge e nevicate durante i mesi invernali, ma in Italia la gestione di un bene prezioso come l'acqua - evidentemente - fa… acqua da tutte le parti. INVERNO MITE CON PRECIPITAZIONI SOTTO LA MEDIA E NEVE CADUTA IN QUANTIA' RIDOTTA: UN DEFICIT IDRICO CHE, NEL 2007, IN ALCUNI CASI TOCCA IL 50% DEL TOTALE Lazio / informazione È 31 30-35_07-07 8-08-2007 9:58 Pagina 32 siccità • o t a l a m a t e Con il pian è a rischio il futuro della Terra a temperatura globale sulla Terra aumenterà. E ad aumentare saranno anche il livello dei mari e quello degli oceani. Uragani, piogge torrenziali e siccità prolungate diventeranno eventi sempre più comuni. Non solo. Con l'innalzamento del livello dei mari vaste zone costiere spariranno. E rischiano di sparire anche gli orsi polari e le barriere coralline. Gli spazi adatti alla vita umana si COSTE restringeranno. Questa A RISCHIO la dura e semplice SPARIZIONE, realtà. Ed è proprio ANIMALI l'uomo che la sta A RISCHIO ESTINZIONE sconvolgendo, che sta E "SPAZI UMANI alterando il clima CHE SI VANNO immettendo RESTRINGENDO: nell'atmosfera ingenti QUESTA LA DURA E SEMPLICE quantità di gas a REALTA' effetto serra (quelli che trattengono il calore all'interno dell'atmosfera), anidride carbonica su tutti. Siamo alle soglie di una vera catastrofe ambientale che potrebbe colpire la terra da qui alla fine del secolo. Ne sono certi gli scienziati dell'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), l'organismo istituito dalle Nazioni Unite per monitorare il clima. “Molti sistemi naturali nel pianeta sono già affetti da cambiamenti climatici fanno sapere gli oltre 2mila scienziati dell'Ipcc nel loro quarto rapporto sullo stato del clima -, in particolare da aumenti di temperature”. Le proiezioni scientifiche prevedono che con un aumento della temperatura media globale di 1,5-2,5 gradi rispetto a quella attuale potrebbero estinguersi il 20-30% delle specie vegetali e animali, Lazio / informazione L 32 siccità, mentre l'aumento delle concentrazioni di ozono farà aumentare le malattie cardio-respiratorie. Per contrastare il riscaldamento globale del pianeta occorrono misure urgenti, ed è per questo che le azioni dei prossimi 20-30 anni si riveleranno cruciali. Gli scienziati dell'Onu hanno indicato ai governi la strada da seguire: entro il 2015 le emissioni dei gas serra dovranno diminuire, e per mantenere il clima entro livelli di sicurezza oltre la metà delle emissioni di anidride carbonica dovranno essere abbattute entro il 2050. mentre un aumento di 2-2,5 gradi potrà causare spostamenti geografici di specie, perdite totali di biodiversità, riduzione della produttività agricola e delle risorse idriche in vaste aree del mondo. A rischiare di più saranno l'Africa, l'America Latina e l'Asia. Ma anche in Europa le conseguenze saranno evidenti, basti pensare alle stazioni sciistiche delle Alpi che potrebbero ridursi di un terzo. Milioni di persone nel mondo soffriranno per malnutrizione, malattie infettive e respiratorie. Si morirà di più a causa di ondate di calore, alluvioni, tempeste e Un vademecum sul risparmio idrico La Regione Lazio scende in campo per il risparmio dell'acqua e realizza una piccola guida per proporre strumenti e consigli utili ad affrontare una delle maggiori conseguenze dei mutamenti climatici: la carenza idrica. Si tratta di un vero e proprio vademecum - distribuito con il quotidiano “La Repubblica” rivolto sia ai cittadini che agli agricoltori per un uso consapevole delle risorse idriche evitando inutili sprechi e consumi eccessivi. Consigli che vanno dal risparmio di acqua in casa - preferendo ad esempio la doccia al bagno o controllando periodicamente lo stato dell'impianto idrico - a quello in agricoltura, attraverso la raccolta delle acque piovane o la programmazione dell'irrigazione. Il volume è una preziosa guida da consultare costantemente e rappresenta anche un utile strumento di conoscenza sullo stato attuale delle risorse idriche della nostra regione. Un modo per ribadire che acqua e agricoltura sono due importantissime chiavi di sviluppo che sostengono l'economia e caratterizzano la vita di tutti i giorni. La loro tutela deve andare di pari passo e il rapporto di solidarietà tra cittadini e agricoltori colstituisce il tassello fondamentale per raggiungere questo obiettivo. (A.D.) 30-35_07-07 8-08-2007 9:58 Pagina 33 • siccità WWF: “TAGLIARE SUBITO LE EMISSIONI” Agire urgentemente per ridurre le emissioni di anidride carbonica e altri gas a effetto serra: questo l'appello lanciato dal Wwf ai governi dopo la presentazione dell'ultimo rapporto dell'Ipcc sui cambiamenti climatici. Il Wwf ha chiesto all'Unione Europea di impegnarsi unilateralmente per raggiungere l'obiettivo di tagliare del 30% le emissioni entro il 2020, data entro la quale parallelamente - le energie rinnovabili dovranno raggiungere il 20% del totale. Anche gli Stati Uniti (che ancora non hanno aderito al Protocollo di Kyoto) sono energicamente esortati ad agire dal Wwf: “Il Congresso americano dovrebbe stabilire nell'immediato tagli incisivi alle emissioni nocive e impegnarsi in un dialogo costruttivo con la comunità internazionale”. ITALIA SPRECONA IN UN MONDO SEMPRE PIÙ ASSETTATO Per mancanza di acqua si muore, si fanno le guerre, si scatenano conflitti sociali. La siccità avanza e mette a rischio interi Paesi. Anche l'Italia è costretta a fare i conti con il fenomeno, fra l'altro previsto in seria crescita negativa nei prossimi anni. Secondo il Wwf circa il 40% della popolazione mondiale (1,4 miliardi di persone) di ottanta nazioni ha a disposizione meno di 2,7 litri di acqua al giorno. La Fao calcola che ogni giorno quasi 4 mila bambini nel mondo muoiono perché non possono accedere ad acqua potabile e non dispongono di impianti igienico-sanitari. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) l'acqua contaminata ogni anno nel mondo uccide oltre un milione e mezzo di persone, e di queste il 90% delle sono bambini di età inferiore ai 5 anni, la maggior parte dei quali nei Paesi in via di sviluppo. Mentre si muore, la parte “ricca” del pianeta spreca letteralmente questa preziosa risorsa, e l'Italia è in… pessima posizione, con il 40% di perdite dalla rete e ben tredici città capoluogo al top degli sprechi, con la metà di acqua semplicemente gettata via. Eccoli, i capoluoghi spreconi: Agrigento, Bari, Belluno, Cosenza, Campobasso, Latina, Pescara, Rieti, Sassari, Siracusa, Vibo Valentia e Nuoro. I dati in questione emergono da un rapporto di Legambiente. Che fornisce anche un esempio significativo: un rubinetto che perde una goccia ogni 5 secondi, a fine anno spreca duemila litri dell'ormai sempre più raro liquido. Ancora, ogni giorno nel nostro Paese si consumano circa 200 litri d'acqua potabile a testa, dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di Milano. A questo punto basta ritornare all'inizio di questo articolo per avere chiaro il paragone raccapricciante con la disponibilità dei Paesi tragicamente - definiti in via di sviluppo). E magari approfittare per rileggerlo attentamente… Lazio / informazione CRISI IDRICA 33 30-35_07-07 8-08-2007 9:58 Pagina 34 siccità • e d ie h c i c e U l’ a r r Gas se > di Alfonso Vannaroni di ridurre le emissioni. Lazio / informazione L 34 ’Italia dovrà necessariamente rivedere le quote di gas serra da immettere in atmosfera per il periodo che va dal 2008 al 2012. A stabilirlo è stata l'Unione Europea, che ha chiesto uno sforzo maggiore al nostro Governo, quantificato in un taglio del 6,3% annuo delle emissioni. Il piano nazionale presentato a Bruxelles - che fissa per gli stati membri i limiti di CO2 che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione - prevedeva 209 milioni di tonnellate da disperdere in atmosfera, limiti che adesso dovranno essere ridotti a 195,8 milioni di tonnellate. “L'Europa e' impegnata con convinzione a conseguire gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto - ha dichiarato il commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas -: su queste basi abbiamo valutato il piano dell'Italia e applicheremo i medesimi criteri alla valutazione degli altri piani". La Commissione ha chiesto di apportare anche altri cambiamenti al piano. Bruxelles vuole maggiori informazioni sul trattamento che verrà riservato alle nuove imprese 30-35_07-07 8-08-2007 9:58 Pagina 35 • siccità RISCALDAMENTO GLOBALE, LO STUDIO DI “HUMAN TIDE” Un miliardo di rifugiati entro il 2050, e centinaia di milioni di persone che dovranno lasciare le loro case, oltre a nuovi conflitti planetari per il controllo dell'acqua e delle altre risorse naturali: questo lo scenario del rapporto intitolato “Human Tide: The Real Migration Crisis” (la marea umana: la vera crisi della migrazione) commissionato dalla Christian Aid, un'importante organizzazione cristiana di beneficenza. Christian Aid avverte anche: “Un mondo con molti Darfur sta diventando un incubo sempre più reale”. Secondo l'organizzazione i Paesi più industrializzati sono i principali responsabili del cambiamento climatico: a loro spetta quindi pagare i costi necessari per aiutare le persone che saranno colpite dal riscaldamento globale. Per John Davison, uno dei principali autori dello studio, “La migrazione causata dal cambiamento climatico rappresenta la minaccia più urgente che dovranno affrontare i poveri della Terra nei prossimi anni”. IL PIANO DI ASSEGNAZIONE SULLE QUOTE DI EMISSIONE che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione. Non solo, nel piano nazionale vanno inseriti alcuni impianti di combustione, come del resto hanno correttamente fatto gli altri stati membri. Va tagliato, infine, dal 25 al 15% il limite di quantitativo massimo dei crediti di emissione concessi dal protocollo di Kyoto per progetti eseguiti in altri Paesi e che possono essere utilizzati per rispettare gli impegni in materia di Ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio -. E' ovvio che nel campo industriale e dell'energia sarà il settore del carbone che dovrà affrontare più sacrifici”. Ma le emissioni di CO2 possono essere tagliate anche utilizzando nuovi carburanti come l'idrogeno e con progetti che incentivino la mobilità sostenibile. “Bisogna inoltre intervenire - ha concluso Pecoraro - per rendere gli edifici ecologicamente sostenibili attraverso criteri di efficienza e di risparmio energetico da applicare sia alle nuove costruzioni sia a quelle esistenti”. INDONESIA DUEMILA ISOLE A RISCHIO SCOMPARSA Secondo il Ministro dell'ambiente indonesiano Rachmat Witoelar, sono oltre duemila le isole dell'arcipelago indonesiano che rischiano di essere ingoiate dalle acque entro il 2030, a causa dello scioglimento dei ghiacci provocato dal riscaldamento climatico. Ma c'è chi potrebbe star peggio: “Paesi come le Fiji e le Bahamas - ha detto Witoelar - potrebbero scomparire completamente”. L'Indonesia conta fra le 17.500 e le 18.100 isole, delle quali circa 6mila disabitate. Il ministro ha assicurato che il paese sta cercando di combattere il riscaldamento globale riducendo l'uso di carburanti fossili e passando a quelli biologici: per questo ha aggiunto di considerarsi moderatamente ottimista circa i risultati che si potranno ottenere. In tempo, si spera. Lazio / informazione Con la Direttiva Emission Trading (2003/87/CE), l'Unione europea ha istituito un sistema per lo scambio di quote tra le imprese, che ha preso avvio il primo gennaio 2005 e prevede due periodi: 2005-2007 e 2008-2012. L'Emission Trading è uno strumento economico di politica ambientale applicato alle emissioni di gas serra, che fissa un tetto alle emissioni per le imprese ed istituisce un sistema di commercio dei crediti di emissione, ovvero un mercato dei permessi di emissione. Tale sistema prevede dunque la creazione di un mercato di permessi (allowances-EUAs) che vengono allocati gratuitamente alle imprese attraverso i Piani nazionali di allocazione (Pna). I piani nazionali di assegnazione fissano per ciascuno Stato membro il limite dei quantitativi totali di CO2 che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema Ue di scambio delle quote di emissione (EU ETS) e specificano il numero di quote di emissione di CO2 spettanti a ciascun impianto. L'obbligo imposto alle imprese è quello di restituire annualmente un numero di permessi pari alle emissioni effettive: in caso di deficit devono ricorrere al mercato europeo per procurarsi le quote mancanti, in caso di surplus posso decidere di vendere le quote in eccesso. La Commissione è responsabile della valutazione dei piani nazionali proposti dagli Stati membri sulla base di dodici emissioni in Italia. criteri di assegnazione indicati nella direttiva sullo ''Occorre rispondere subito alle scambio di quote di emissione. La Commissione può richieste dell'Unione Europea sui accettare un piano parzialmente o integralmente. tagli delle emissioni - ha detto il 35 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 36 agroene > di Beatrice Curci e s s a m Bio la risposta pulita dell’energia Lazio / informazione R innovabili e pulite. Le energie del futuro hanno nome e cognome. Il timore che le risorse d'energia fossile - come petrolio, metano, carbone - saranno esaurite nel giro di pochi decenni è ormai di tutti. E i problemi legati all'insufficienza di fonti energetiche non possono più essere ignorati. Ma la risposta più semplice a questi problemi arriva dalla natura. I biocombustibili sono energia pulita a tutti gli effetti e tra le fonti rinnovabili per produrla particolare interesse rivestono le biomasse, che oltre ad offrire un ampio potenziale energetico, rappresentano una risorsa reperibile localmente. Inoltre l'utilizzo delle biomasse a fini energetici non contribuisce all'effetto serra poiché la quantità di anidride carbonica rilasciata durante la decomposizione è equivalente a quella assorbita durante la produzione della biomassa stessa. Biomassa è un termine che riunisce una notevole quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea con alcune eccezioni. Ma si può dire che è biomassa tutto ciò che ha matrice organica. La biomassa rappresenta la forma più sofisticata di accumulo dell'energia solare. Questa, infatti, consente alle piante, durante la loro crescita, di convertire l'anidride carbonica atmosferica in materia organica tramite il processo di fotosintesi. Le coltivazioni dedicate esclusivamente a produrre biomasse da destinare alla produzione elettrica non fanno eccezione a questa naturale caratteristica delle piante. Infatti, la biomassa utilizzabile ai fini energetici è formata da tutti quei materiali organici che possono essere impiegati direttamente come combustibili e trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi. Le biomasse possono, quindi, essere costituite da residui delle coltivazioni destinate all'alimentazione umana o animale o da piante espressamente coltivate per scopi energetici. Le altre importanti fonti di 36 LE MIGLIORI SOLUZIONI DERIVANTI DAI PROBLEMI CONNESSI ALL’ APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO AUSPICABILI PER IL FUTURO ARRIVANO DALLA NATURA. LE OPPORTUNITÀ, ANCHE ECONOMICHE, PER INVERTIRE UN TREND NEGATIVO CHE VEDE L'ITALIA IN FORTE RITARDO, SOPRATTUTTO RISPETTO AGLI ALTRI PAESI UE biomassa si ricavano invece dai residui del campo forestale e dagli scarti di attività industriali, come i trucioli di legno o gli scarti delle aziende zootecniche. La conversione energetica delle biomasse utilizza diverse tecnologie, alcune in grado di consentirne l'utilizzazione su scala industriale. Altre, invece, sono ancora in fase di sperimentazione al fine di migliorare il rapporto rendimenti-costi di conversione energetica. Il fatto che l'energia ricavata dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un'ulteriore vantaggio economico e sociale, in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico. Quello che un tempo era un costo da sostenere si è oggi trasformato in un'opportunità da non perdere e da sfruttare per produrre energia elettrica, anche per invertire il 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 37 ergia agr Botta e risposta Da questi materiali può essere prodotta energia. La diversità dei materiali impone, comunque, diverse tecniche per ricavare energia elettrica. COME VENGONO UTILIZZATE? Come materia prima per la produzione di combustibili. COME FUNZIONA? Questi tipo di rifiuti, attraverso vari tipi di processi di trasformazione (digestione anaerobica, fermentazione alcolica, digestione aerobica, pirolisi, ecc.) diventano combustibili (biodiesel, bioetanolo, metano, ecc.) che verranno successivamente utilizzati in impianti per la produzione di energia elettrica e/o energia termica. In altri casi i residui da lavorazione del legno o la paglia vengono bruciati direttamente per ricavarne calore. DALLE BIOMASSE SI RICAVA POCA ENERGIA? Non si direbbe. Oggi una centrale elettrica basata sulle biomasse ha una potenza fino a 80 MW. La fiducia sulle biomasse è talmente alta che gli analisti prevedono una copertura fino al 40% del fabbisogno energetico mondiale entro il 2050 (come evidenziato dalla conferenza mondiale sulle biomasse tenutasi nel 2004). COME SONO CONCEPITI GLI IMPIANTI PER LO SFRUTTAMENTO DELLE BIOMASSE? Dipende dalla tecnologia impiegata e dall'utilizzo finale (sfruttamento dei gas in motori a combustione interna o turbine a gas, ecc.). All'esterno, il cuore dell'impianto sembra simile ad una semplice caldaia, ma le reazioni e le configurazioni all'interno Lazio / informazione COSA SONO LE BIOMASSE? Tutti i materiali direttamente o indirettamente provenienti dalla fotosintesi delle piante sono definiti biomasse. Ad esempio: > LA LEGNA > I RESIDUI AGRICOLI E AGROINDUSTRIALI > I RESIDUI ANIMALI 37 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 38 agroene trend che vede l'Italia in pesante ritardo sulle politiche energetiche e ambientali rispetto ad altri paesi europei. Nel nostro Paese vengono prodotti annualmente quasi venti milioni di tonnellate di residui agro-forestali, che possono essere utilizzati come combustibile pulito ed economico. Sul fronte dell'energia l'Italia utilizza biomasse per quantitativi corrispondenti appena al 1,5% del fabbisogno nazionale. Si tratta soprattutto di frasche, paglie, ramaglie, potature di alberi da frutta, noccioli, gusci, vinacce. Ma anche scarti di lavorazione delle olive, di produzione del legno nelle segherie, di coltivazioni erbacee. Tutti questi prodotti organici, residui di attività agro-forestali, possiedono un potere calorifico, circa un terzo di quello dato dal petrolio. La disponibilità in natura di biomasse è molto più ampia di quella dei combustibili fossili e il loro sfruttamento permetterebbe di utilizzare materiali altrimenti destinati alla distruzione. In un paese ricco di foreste e terreni agricoli come l'Italia, la biomassa di origine vegetale può essere la vera grande risorsa energetica rinnovabile, ma con un ben preciso tasso di ricrescita che richiede un'accurata pianificazione, sia per la sostituzione delle piante (che hanno un ciclo di ricrescita adatto alla rotazione dei terreni) sia per la creazione e l'adattamento delle infrastrutture viarie, per il trasporto e lo stoccaggio. Bisogna però fare attenzione al concetto di biomassa, per non confonderlo con quello della termodistruzione dei rifiuti. Le biomasse rappresentano esclusivamente scarti di origine vegetale: non vanno confusi con i rifiuti delle attività umane. Per ridurre l'impatto ambientale è inoltre necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali. Ricavare energia dalle biomasse consente di produrre energia elettrica riducendo la dipendenza dalle fonti di natura fossile. Lazio / informazione Botta e risposta 38 sono svariate. Le tecnologie più usate sono: la gassificazione nei gasogeni (che si suddivide a sua volta in diverse tipologie), la pirolisi, digestioni aeorobica ed anaerobica, la carbonizzazione. Tecnologie più svariate, che prevedono però sempre un processo di fermentazione, permettono di ottenere i combustibili utilizzabili direttamente nei motori a combustione interna (nei normali motori diesel, con leggeri adattamenti). I VANTAGGI DELLE BIOMASSE > L'uso delle biomasse è “neutro” sulle emissioni di biossido di carbonio (CO2) in quanto sono facilmente riassorbite dalle stesse piante. > Il materiale organico spesso non utilizzato è rivalutato dalla filiera delle biomasse. Alcuni boschi possono trovare un motivo in più per essere tutelati e preservati rispetto agli altri utilizzi. > Le biomasse apportano occupazione nelle zone tipicamente a rischio di spopolamento come le comunità montane. > Qualsiasi materiale di natura organica può essere facilmente stoccato per essere utilizzato quando necessario. 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 39 ergia agr NON SOLO PETROLIO E BIOMASSE: uno sguardo alle altre energie alternative Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia. Da miliardi di anni il sole riscalda la terra e questa rilascia il calore nell'atmosfera. Un fenomeno che non avviene ovunque allo stesso modo. La superficie marina, ad esempio, impiega più tempo a riscaldarsi rispetto alla superficie terreste. Nelle zone dove viene Nell'immaginario collettivo è facile che venga in mente l'Olanda e i suoi storici mulini a vento, ma il paese a più largo consumo di energia eolica risulta invece essere la Danimarca, seguita da Germania, Olanda e Spagna. Nel caso degli impianti eolici è fondamentale che il vento oltre ad essere forte sia anche costante, una caratteristica tipica delle zone comprese nelle vicinanze del Mare del Nord. FOTOVOLTAICA Alcuni materiali - come il silicio - possono produrre energia elettrica se irraggiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni '50 la realizzazione della prima cella fotovoltaica della storia. Un termine che esprime in sé tutto il significato della scoperta: “foto” deriva da luce, “voltaico” da Alessandro Volta, l'inventore della batteria. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un rilasciato meno calore (ad esempio, le superfici marine) tende ad aumentare la pressione. Nelle zone più calde, viceversa, la pressione tende a ridursi. L'aria delle zone ad alta pressione tende a spostarsi verso le zone a bassa pressione, generando il "vento". L'aria più calda tende a muoversi verso l'alto lasciando dietro di sé una zona di bassa pressione. L'aria calda, una volta in alto, si raffredda per poi ricadere verso il basso nelle zone fredde marine. Questo movimento verso il basso genera una spinta dell'aria fredda marina verso le zone di bassa pressione in direzione della terraferma. Le caratteristiche morfologiche del territorio e dell'ambiente influiscono sulla direzione e sulla potenza del vento. Ad esempio, boschi e montagne riducono la potenza del vento, come anche gli edifici delle grandi città. Per questa ragione gli impianti eolici sono localizzati soltanto in alcune zone e non sono invece distribuiti sull'intero territorio. La potenza del vento è particolarmente forte dove non sussistono ostacoli: nelle superfici piane, lungo le coste e in mare aperto. Molti paesi del nord Europa sfruttano i forti venti per generare energia. “modulo”, e un insieme di moduli compone il pannello solare fotovoltaico da installare si tetti, terreni o terrazzi: ovunque sia possibile un irraggiamento diretto dei raggi solari. I pannelli fotovoltaici stanno ottenendo rapidamente il favore di consumatori e famiglie. Del resto, il vantaggio risulta evidente: investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte il costo dell'energia elettrica per almeno 25-30 anni. In Germania - e di recente anche in Italia con il “Conto Energia” - i proprietari dei pannelli solari fotovoltaici rivendono l'energia prodotta alle società elettriche ottenendo in cambio un reddito mensile aggiuntivo. Mentre le celle fotovoltaiche producono direttamente energia elettrica, le tecnologie termiche solari producono aria calda, acqua e vapore per l'industria. E sono anche in grado di fornire energia atta al trattamento fotolitico di combustibili e sostanze chimiche, oltre che per la distruzione di materiali pericolosi. GEOTERMICA Il calore della terra è una fonte di energia naturale che da sempre accompagna la storia dell'uomo fin dalle sue origini. Come funziona la geotermia? La temperatura del suolo superficiale e del sottosuolo non è uniforme: man mano che si scende in profondità - in media ogni 100 metri - la temperatura delle rocce aumenta di +3° C. In alcune zone particolari questa caratteristica tende ad accentuarsi e la temperatura del sottosuolo risulta leggermente più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone calde l'energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia, convogliando i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica o riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento, le coltivazioni in serra e il termalismo. Le principali applicazioni del vapore naturale proveniente dal sottosuolo sono due: la generazione di energia elettrica tramite il metodo delle turbine e il calore geotermico incanalato in un sistema di tubature utilizzato per attività locali di teleriscaldamento. Per fare un esempio pratico, basti sapere che la geotermia rappresenta la fortuna energetica dell'Islanda: la grande isola del nord Atlantico basa l'intera sua esistenza energetico-climatica sul naturale equilibrio che si è creato tra l'acqua calda della profondità marina con l'atmosfera glaciale Lazio / informazione EOLICA 39 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 40 agroene NON SOLO PETROLIO E BIOMASSE: uno sguardo alle altre energie alternative esterna. La geotermia resta comunque una fonte energetica alternativa e marginale, da utilizzare soltanto in alcuni limitati contesti territoriali. In Italia, la produzione di energia elettrica dalla geotermia è fortemente concentrata in Toscana. grado di andare sia a benzina sia a bioetanolo. Il ricorso aI carburante biologico apporta una nuova spinta produttiva e occupazionale al settore agricolo nazionale creando una domanda per fini “energetici” dei prodotti agricoli. Biodiesel ECOCARBURANTI Idrogeno Diciamo subito chiaramente che l'idrogeno non rappresenta una fonte d'energia bensì di un vettore energetico, già utilizzato come propellente per le navicelle spaziali. Nel nostro pianeta l'idrogeno non è presente allo stato puro, ma legato in composti come l'acqua e gli idrocarburi. Deve quindi essere prodotto tramite reforming o elettrolisi. Nel reforming l'idrogeno viene estratto dai combustibili fossili producendo però in forma concentrata le emissioni inquinanti evitate dallo scarico delle automobili. L'altra strada per produrre idrogeno è il processo di elettrolisi per scindere l'acqua in atomi di idrogeno e di ossigeno: si tratta di un processo produttivo non inquinante, ma che richiede una grande quantità di energia per funzionare. H Lazio / informazione Biocarburanti 40 Si tratta di prodotti agricoli assolutamente in grado di sostituire la benzina e il diesel. La loro origine naturale è più facilmente riassorbibile dalla natura e consente di ridurre del 70% le emissioni di gas-serra dal trasporto privato e diminuire l'importazione di petrolio dall'estero: due argomenti presi in serissima considerazione dall'Unione Europea che impone a tutti i paesi membri l'obiettivo di soddisfare almeno il 2% della domanda di energia nazionale tramite l'ausilio dei biocarburanti, obiettivo intermedio per giungere alla copertura finale del 5,75% della domanda entro il 2010. Esistono principalmente due biocarburanti: il biodisel e il bioetanolo. Quest'ultimo è il sostituto vegetale della benzina, ed è molto diffuso in Brasile dove sono attualmente vendute automobili Flex in E' un carburante ottenuto dagli oli vegetali di soia, di colza e di girasoli. Non parliamo di fantatecnologia futuristica o di utopie agroambientaliste: oggi la produzione di biodiesel risulta essere in costante aumento. Complessivamente, si tratta di circa un milione di tonnellate l'anno in Europa (di cui 300.000 in Italia, fonte Assobiodiesel). Il biodiesel è utilizzato nei trasporti pubblici in molte realtà italiane ed è la stessa Unione Europea a prevedere una sua copertura del 20% nelle vendite di carburante entro il 2020. I risultati ottenuti finora sono incoraggianti. Può essere utilizzato sia come sostituto del gasolio sia miscelato per ottenere un combustibile alternativo senza necessitare modifiche agli impianti di riscaldamento o ai motori. Il biodiesel è un olio vegetale privo di glicerina a cui viene aggiunto il metanolo ed ha il vantaggio di essere completamente biodegradabile nell'ambiente, rappresentando una concreta alternativa “pulita” ai carburanti tradizionali. Considerando la perenne situazione di sovrapproduzione alimentare in cui versa la Ue, l'utilizzo della produzione agroalimentare per fini energetici rappresenta un'opportunità interessante per tutti i paesi membri dell'Unione Europea. L'uso del biocarburante, oltre a garantire un miglioramento sull'impatto ambientale e quindi sulla salute dei cittadini, consente anche molti vantaggi economici e sociali non trascurabili: favorisce l'auto-approvvigionamento europeo sui carburanti riducendo la dipendenza dai paesi esportatori di petrolio. E stimola la redditività delle attività agricole dedicate alla produzione dei prodotti agricoli destinati alla produzione di biodiesel, con chiari effetti occupazionali e redistributivi della ricchezza. Bioetanolo E' un alcool ottenuto tramite processo fermentazione dei prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo), le colture zuccherine (canna da zucchero, bietola), frutta, vinacce e patate. Può essere utilizzato come biocarburante al posto della benzina. Una quantità pari al 30% di bioetanolo può essere miscelata alla benzina tradizionale senza dover ricorrere a particolari accorgimenti tecnici al motore. In Brasile il bioetanolo viene utilizzato come sostituto della benzina dal 30-40% del parco circolante. Può anche essere estratto dalle biomasse di tipo cellulosico e dai sottoprodotti delle coltivazioni, ma al prezzo di un costo di produzione maggiore. Le principali materie prime finora utilizzate per la sua produzione restano pertanto i cereali, la canna da zucchero e le barbabietole. Da cento chili di cereali fermentati si ottengono circa 30 chilogrammi di etanolo. Come tutti i biocarburanti, anche il bioetanolo consente la sostituzione dei carburanti tradizionali (benzina) e riduce la dipendenza dall'import di petrolio. Ma in questo non sono da segnalare soltanto aspetti positivi. Infatti, per prevedere uno sviluppo di massa dei biocarburanti sono necessarie agevolazioni fiscali che ne consentano il decollo sul mercato, oltre che una pari competitività iniziale rispetto alle benzine. Una diffusione su scala del bioetanolo comporterebbe dunque una riduzione delle entrate fiscali provenienti dalle accise sui carburanti tradizionali, introito su cui molti governi fanno affidamento per la copertura di diverse spese pubbliche. 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 41 ergia agr > di Daniele Camilli , i n i t a L i e d La Valle primo distretto italiano per la produzione integrata di energia pulita Quella che in precedenza era la Valle del Sacco - colpita negli anni scorsi da un pesantissimo inquinamento ambientale - ora fornirà biodiesel per le flotte dei mezzi pubblici di Roma e alimenterà gli impianti di riscaldamento della zona Lazio / informazione L 'agricoltura laziale protagonista dell'agroenergia. È nato, con la semina di girasoli e pioppi, il primo distretto italiano per la produzione integrata di energie pulite. Ad istituirlo è stata la Regione Lazio su iniziativa dell'Assessore all'Agricoltura, Daniela Valentini. La nascita porta con se anche un'altra novità: il cambio di nome per la zona della Valle del Sacco che, con il distretto, si chiama ora Valle dei Latini, il primo territorio in Italia ad avviare un percorso di bonifica attraverso l'agricoltura. La Valle dei Latini fornirà biodiesel per le flotte dei mezzi pubblici di Roma e alimenterà gli impianti di riscaldamento della zona. Dai campi del Lazio agli autobus romani per proseguire il rilancio dell'agricoltura in una zona che, colpita in passato da un grave inquinamento, comprende 20 comuni tra le province di Roma e Frosinone e dispone di circa 50 mila ettari di superficie agricola utilizzata. La nascita del Distretto rappresenta un vero e proprio riscatto per gli agricoltori del posto colpiti, com’è noto, da un pesantissimo inquinamento ambientale negli anni scorsi. e l'agricoltura laziale tutta. Inoltre il protocollo siglato con il Comune di Roma per la vendita del biodiesel permetterà di contribuire al miglioramento della qualità della vita della Capitale. 41 36-43_07-07 8-08-2007 9:50 Pagina 42 agroen Il territorio della valle dei Latini IL DISTRETTO “VALLE DEI LATINI”, 20 COMUNI > 6 della Provincia di Roma > 14 della Provincia di Frosinone COMUNI Saranno tre le filiere agroenergetiche del nuovo distretto: la filiera dei biocarburanti che, con 3000 ettari di superficie coltivabile a girasoli, un piccolo impianto di trasformazione compatibile con il territorio e 1.200 tonnellate di biodisel all'anno, alimenterà una flotta di 2000 bus romani per 309 chilometri al giorno; la filiera del biogas che sosterrà invece lo sviluppo della zootecnia locale, e la filiera dei biocombustibili per rifornire infine gli impianti di riscaldamento sul territorio. La Valle dei Latini potrà inoltre contare sui finanziamenti della legge per i distretti rurali, dell'ufficio commissariale per l'emergenza e sui quelli del Fondo Unico di sviluppo della ex Valle del Sacco. Oltre ad alcuni incentivi legati alla finanziaria regionale. Il nuovo distretto assume importanza anche a livello occupazionale. Nasceranno infatti nuovi posti di lavoro con un Anagni Arnara Artena Castro dei Volsci Ceccano Ceprano Colleferro Falvaterra Ferentino Frosinone Gavignano Genazzano Morolo Paliano Patrica Pofi Segni Sgurgola Supino Valmontone LE FILIERE DEL DISTRETTO 1) FILIERA BIOGAS: Produzione di biogas per cogenerazione (termico-elettrica) (a partire da deiezioni animali). 2) FILIERA BIODIESEL: Lazio / informazione Produzione di biodiesel a partire da 3.000 ha di terreno dedicati a tale coltura con 1.200 t/anno di biodiesel (obiettivo produttivo del Distretto per il 2008) > Con 1.200 tonnellate l'anno di biodiesel è possibile alimentare (con una miscela del biodisel all'1%, come da obiettivo 2007) una flotta di 2.000 bus per 309 chilometri al giorno l'uno per 350 giorni l'anno (consumo medio 2km/lt). 42 3) FILIERA DEI BIOCOMBUSTIBILI DA COLTURE DEDICATE per rifornire gli impianti di riscaldamento sul territorio. aumento del 50% dell'indennizzo riservato agli agricoltori ai quali andranno 15 milioni di euro, anziché i 10 previsti. Per la Valle dei Latini si apre dunque un'importante occasione di sviluppo con un progetto di riqualificazione all'avanguardia che sta facendo della zona un esempio unico a livello nazionale nell'utilizzo delle bioenergie. Una sfida che ha come protagonisti istituzioni, agricoltori, allevatori e tutti coloro che lavorano e vivono sul territorio; insieme per costruire un nuovo futuro agricolo ed economico nel rispetto della salute e dell'ambiente. SLA 23-07-2007 19:26 Pagina 1 Soluzioni Globali Servizi Logistici Avanzati srl Via Laurentina km. 27,00 - 00040 Pomezia (RM) Tel. +39 (0)6 9162981 (amm.ne) - +39 (0)6 91821048 (magazzino) - Fax +39 (0)6 91629841 44-45_07-07 8-08-2007 9:47 Pagina 44 Ambiente o m s i r u t Pesca : o m s i r ittitu > di Giuseppe Motisi e Il Lazio ci crede e ci punta C Lazio / informazione onoscere i segreti del mestiere della pesca professionale, scoprire le bellezze del mare laziale e gustare la bontà dei prodotti ittici della nostra regione trascorrendo una giornata bordo dei pescherecci o soggiornando presso le abitazioni dei pescatori. Sono queste le finalità del pescaturismo e dell'ittiturismo, due modi insoliti di vivere una vacanza al mare abbinando al relax 44 la conoscenza dell'universo della pesca e dell'ambiente. Pescaturismo e ittiturismo sono attività gestite in prima persona dai pescatori di mestiere e regolate da distinte normative nazionali: situazione che non impediscono talvolta che le due forme di turismo possano definirsi complementari. Scegliere il pescaturismo significa poter effettuare un'escursione giornaliera con i pescatori sulle loro imbarcazioni, e conoscere così le STANNO PRENDENDO SEMPRE PIÙ PIEDE NUOVE FORME DI TURISMO: È IL CASO DEGLI AGRITURISMO DEL MARE E DELLE ESCURSIONI SUI PESCHERECCI. attrezzature impiegate e le specie ittiche catturate. Con un'esperienza di ittiturismo è invece possibile essere ospitati nelle case dei pescatori stessi, spesso collocate in suggestivi borghi marinari, per trascorrere un piacevole soggiorno e conoscere da vicino il lavoro quotidiano degli operatori. Nel Lazio è attualmente possibile praticare solo il pescaturismo ed esclusivamente nel mare della provincia di Latina; per usufruire dei servizi dell'ittiturismo - istituito più recentemente - bisognerà invece ancora aspettare che i pescatori si organizzino con un sistema ricettivo adeguato. Tuttavia, grazie al recente progetto di legge regionale sulla pesca dell'Assessorato all'Agricoltura, che introdurrà i cosiddetti 'Distretti di pesca e ittiturismo per il rilancio del settore ittico del Lazio', il processo di realizzazione di un sistema di veri e propri 'agriturismo del mare' potrebbe rapidamente prendere corpo. In questa prospettiva, ve letta la dichiarazione dell'assessore all'agricoltura Daniela Valentini: “Con appositi fondi vogliamo sviluppare l'ittiturismo, ambito che creerà forme di ospitalità presso le case dei pescatori professionisti. Inoltre, le strutture abitative in disuso potranno essere ristrutturate con i contributi della legge e, al loro interno, i giovani potranno presto trovare nuovi sbocchi professionali offrendo, ad esempio, servizi di ristorazione e degustazione del pesce nostrano”. UNA SCOMMESSA ITALIANA L'ittiturismo - che per semplicità possiamo definire come un servizio di agriturismo del mare rappresenta una grande occasione una vera e propria scommessa per ampliare e diversificare l'attività lavorativa dei pescatori attraverso la ricezione e l'ospitalità dei turisti presso le proprie abitazioni. Una struttura di ittiturismo deve funzionare infatti come un vero e proprio agriturismo, e fornire oltre al soggiorno anche il servizio di ristorazione, che in questo caso prevede naturalmente una gastronomia legata alla valorizzazione dei prodotti ittici del luogo. Con la messa in opera dei servizi di ospitalità e ristorazione previsti dall'ittiturismo i pescatori 44-45_07-07 8-08-2007 9:47 Pagina 45 te • ambie o n g e v n o c a La Pesca “Storia, economia e problemi attuali” del settore nella nostra regione: cronaca breve dell'incontro nazionale organizzato dalle Università “La Sapienza” e Luiss “Guido Carli” di Roma. l mondo della pesca del Lazio e le mille sfaccettature del mestiere dei pescatori esaminati dal Medioevo ai giorni nostri, attraverso gli strumenti degli storici, dei biologi, dei giuristi e dei cooperatori: è stato questo l'argomento del terzo convegno nazionale sulla storia della pesca intitolato appunto “La pesca nel Lazio - Storia, economia, problemi attuali”, organizzato tempo addietro dalle Università “La Sapienza” e Luiss “Guido Carli” di Roma con la collaborazione della Federcoopesca - Confcooperative, del quale sono quasi in uscita (è prevista a settembre) gli atti, che saranno pubblicati dalla Casa editrice “Editoriale Scientifica” di Napoli. Il convegno, ha riunito docenti ed esperti di diverse materie che hanno sviluppato un'indagine sul mondo della pesca nel Lazio partendo dal periodo medievale fino ad arrivare all'età contemporanea. Tra gli interventi più qualificanti va segnalato quello del del professor Luciano Palermo dell'Università Luiss “Guido Carli” di Roma - che ha analizzato l'influenza del mercato ittico nel sistema economico regionale laziale e le conseguenze che esso portò nel tessuto urbano tra Cinquecento e Seicento. Tra gli altri meritano infine una menzione i contributi storici della professoressa Angela Lanconelli dell'Archivio di Stato di Roma, che si è occupata della pesca nel periodo medievale illustrando le modalità di commercializzazione dei prodotti ittici a Roma, del professor Manuel Vaquero dell'Università di Perugia, che ha analizzato i meccanismi della richiesta dei consumatori di pesce nel Cinquecento nel Lazio, e della professoressa Silvia Dionisi, che ha esaminato gli statuti dei pescatori romani, sempre nel Cinquecento, la cui corporazione risiedeva presso la Chiesa di S. Angelo in Pescheria. potrebbero quindi divenire anche operatori turistici nonché divulgatori della cultura marina. Ma il condizionale è d'obbligo vista la difficoltà di crescita di questa attività disciplinata a livello nazionale solo di recente in base alla legge 20 febbraio 2006 n. 96 e inquadrata, in precedenza, dal Decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 226. Ciononostante già esistono alcune realtà di pescatori che hanno tentato la via dell'ittiturismo per integrare le loro entrate, finora tutte imprese del meridione. Attualmente le uniche regioni dove poter soggiornare presso le abitazioni dei pescatori si trovano infatti in Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria (fonte: Legapesca e Agcipesca). La realizzazione dei servizi di ittiturismo è dunque ancora ai suoi esordi e, per diversi motivi, stenta a decollare nonostante le prospettive economiche siano incoraggianti per gli operatori. Nel Lazio non esiste alcuna realtà di questo genere, ma con l'ormai prossima istituzione dei distretti di pesca per il rilancio del settore ittico legata ad una specifica legge regionale varata dall'Assessorato all'Agricoltura - la situazione potrebbe presto evolversi. Il testo di legge prevede infatti incentivi in favore dei pescatori che vorranno avviare un'attività di ittiturismo, aiutandoli a recuperare le vecchie case dei borghi marinari che potranno così divenire moderne strutture ricettive per i turisti. Arrivederci a presto, dunque: si tratta senz'altro di un'occasione da prendere… all'amo. Lazio / informazione I 45 46-53_07-07 8-08-2007 9:42 Pagina 46 Le strad Partita la campagna di comunicazione > o n i V l e d e delle Strad di Tiziano Marelli UN OPUSCOLO GENERALE E SEI PIEGHEVOLI, OGNUNO DEI QUALI DEDICATI AD UNA “STRADA” REGIONALE, TUTTI STRUMENTI DI PROMOZIONE CARTACEA DECLINATI IN DOPPIA LINGUA (ANCHE INGLESE): QUESTA L’IMPORTANTE INIZIATIVA PRESENTATA AL VINITALY DI VERONA DAL CSTE, IL CENTRO SERVIZI PER IL TURISMO ENOGASTRONOMICO È stato il Vinitaly di Verona l'occasione giusta per presentare la prima campagna di comunicazione relativa alle Strade del Vino e dell'Olio del Lazio. Oltre ad un opuscolo generale, per la conoscenza di queste importanti parti del territorio regionale la campagna ha previsto sei pieghevoli disponibili in doppia lingua (anche inglese), ognuno dei quali dedicato ad una delle sei strade: la Strada dei Vini dei Castelli Romani, la Strada del Vino Cesanese, la Strada del Vino della Teverina, la Strada dell'Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina, la Strada dell'Olio DOP di Canino, la Strada Terra del Cesanese di Olevano Romano. Promotore della campagna è il CSTE, il Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico istituito recentemente a Roma per iniziativa dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio - e realizzata dall'Azienda Romana Mercati (Azenda speciale della Camera di Commercio di Roma). L'opuscolo e i pieghevoli, considerati un importantisssimo strumento comunicazionale, sono disponibili alla sede del CSTE, in via Cessati Spiriti 10/a, a Roma (presso la Borsa Merci), e verranno utilizzati in tutte le manifestazioni dedicate ai settori turistico e agroalimentare per favorire nel miglior modo possibile la promozione Lazio / informazione L'ENOTECA REGIONALE PALATIUM 46 Palatium è l'enoteca regionale del Lazio, luogo d'incontro primario dei sapori della nostra Regione. Gestita dall'ARSIAL, l'Enoteca Regionale Palatium è nata per valorizzare - attraverso i prodotti tipici locali enogastronomici ed agroalimentari - la cultura e le tradizioni del Lazio, ed è - oltre che ristorante tipico aperto al pubblico - palcoscenico privilegiato per tutte le attività volte alla promozione ed allo sviluppo dell'immagine della regione, sia in termini turistici che culturali. Enoteca Palatium Via Frattina 94 • Roma (tel. 06 69202132) 46-53_07-07 8-08-2007 9:42 Pagina 47 de del... dell’Olio laziali di queste importanti realtà del territorio laziale. Secondo Daniela Valentini, Assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, “queste pubblicazioni rappresentano il giusto percorso - una… strada, anche questa - per promuovere al meglio il territorio laziale. Un percorso da curare, accrescere e rafforzare: tutti intendimenti decisamente volti ad una attenzione 'politica' precisa verso il mondo agricolo e produttivo che consideriamo di primaria importanza per lo sviluppo della regione nel suo complesso”. E si tratta di percorsi indubbiamente di privilegio e d'eccellenza, che l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio intende valorizzare al massimo attraverso l'ARSIAL (l'Agenzia regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) e l'ARM (l'Azienda Romana Mercati) attraverso - rispettivamente l'Enoteca Regionale Palatium e il CSTE. PREMIATI IN CAMPIDOGLIO TRE VINI DI OLEVANO ROMANO Tre vini rossi, prodotti ad Olevano Romano - “Strada del Vino” riconosciuta nel Lazio e comune della Comunita' Montana dell'Aniene (in totale, trentuno) - sono stati premiati con la medaglia d'argento, lo scorso martedì 17 luglio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, nell'ambito della manifestazione Selezione del Sindaco 2007. Nel particolare, si tratta dei vini Terre Olibani Sigillum Cesanese Doc dell'azienda agricola Migrante, del Cesanese di Olevano Romano della Compagnia di Ermes, e del Morra Roscia della vitivinicola Flavio Buttarelli. Per Guglielmina Ranaldi, sindaco di Olevano Romano, “questo importante ed ulteriore riconoscimento per il nostro vino arricchisce ulteriormente il territorio dopo la nascita della Strada del vino Cesanese di Olevano Romano, costituendo anche una salvaguardia per la qualità del prodotto”. Oltre che al Vino Cesanese, il territorio di Olevano Romano si sta sempre più affermando all'attenzione dei consumatori anche per le particolari caratteristiche organolettiche date dall'olio extravergine di oliva, anch'esso prodotto nelle campagne della zona, e per il quale si immagina un impetuoso sviluppo commerciale nei prossimi anni. Il Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico Il CSTE, il Centro Servizi per il Turismo enogastronomico, è una “vetrina” nel cuore di Roma, un vero e proprio mercato dei prodotti tipici di qualità, indirizzato agli utilizzatori professionali di prodotto e ai consumatori, e svolge una funzione di catalizzazione delle opportunità di commercializzazione dei prodotti delle cinque Strade operative nel Lazio. Il CSTE - all'interno del quale è stata realizzata una esposizione permanente dei prodotti regionali - è utilizzato periodicamente come sede di workshop per le imprese partecipanti al sistema Strade, ed è operativo anche come “punto d'informazione” sulle aziende della regione in termini turistici. Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico: via Cessati Spiriti 10/a, c/o la Borsa Merci di Roma (tel. 06 784981) Lazio / informazione e 47 46-53_07-07 8-08-2007 9:42 Pagina 48 Le strad LA MAREMMA LAZIALE, TERRA CHE ERA ETRUSCA Al confine con la Toscana, in quella che viene chiamata Maremma Laziale, si trova Canino, dimora - all'inizio dell'800 - di Luciano Bonaparte, fratello del più celebre imperatore. Non fu un caso che il principe d'Oltralpe abbia scelto proprio questo paesino per stabilirsi con la sua famiglia: il paesaggio con le sue pianure coltivate a cereali e le alture coperte di oliveti incantano i passanti, ora come allora. È in questo scenario che nascono, crescono e si sviluppano gli olivi della zona, 'fornitori' di un prodotto d'eccellenza come l'olio extra vergine del Canino, oggi a Denominazione di Origine Protetta (DOP). Una visita in quella parte della regione, incastonata tra il lago di Bolsena e la Tuscia, rappresenta una delle scoperte turistiche più inaspettate. Fra resti di una civiltà scomparsa, le chiese e i palazzi di diverse epoche. E i gusti forti - di quella attuale, anche dal punto di vista gastronomico. Lazio / informazione OVICOLTORI DI IERI E DI OGGI 48 Grazie alla vocazione di mecenate di Luciano in corrispondenza del suo arrivo il territorio visse una vera e propria età dell'oro, e vi si costruirono chiese e palazzi di rara bellezza, visibili tuttora: Intorno a Canino furono condotte numerose campagne di scavo per riportare alla luce i tesori nascosti dell'antica civiltà etrusca, i cui abitanti -2- - si è scoperto da scritti, dipinti e affreschi - furono i primi produttori d'olio in zona, veri e propri antenati e precursori di quelli attuali. Durante l'egemonia etrusca, Canino faceva parte della città etrusca di Vulci, e solo più tardi divenne un territorio a sé stante per lungo tempo, porto sicuro per le popolazioni dei dintorni durante le scorribande dei saraceni. NON SOLO OLIO Oltre al preziosissimo olio, da secoli è molto apprezzato l'asparago verde che viene coltivato nella zona all'interno del comune di Canino ed in misura inferiore anche a Tessennano, Arlena di Castro e Tuscania. La caratteristica principale di questo prodotto è sicuramente data dal colore verde brillante su tutto il gambo: una particolarità che lo rende - a detta degli esperti di qualità eccelsa e a cui è dedicata una sagra che si svolge nel mese di maggio di ogni anno. Un appuntamento imperdibile. Così come imperdibile è la ricorrenza dedicata all'olio. Si tratta della manifestazione “Pane e Olio”, che cade in concomitanza della molitura del gustosissimo prodotto, nei primi giorni di dicembre. I comuni della Strada Oltre al Comune omonimo, fanno parte della strada dell'Olio DOP Canino anche i comuni di Cellere, Tessennano, Arlenia, Tuscania, Ischia, Farnese e Montalto di Castro. STRADA DELL'OLIO DELLA SABINA LA STRADA DELL'OLIO DOP DEL CANINO -1- . . . e d a r t s i e s ...le L'OLIVO PIÙ GRANDE D’EUROPA, CAPOSTIPITE DI UNA DISCENDENZA NOBILE Niente di meglio che l'imponente vista dell'olivo più grande d'Europa, e forse del mondo - si trova a Canneto, una frazione di Fara Sabina - per introdurre idealmente il visitatore in Sabina, una terra dove tutto il paesaggio agricolo è dominato dalle forme e dai toni degli alberi a olivo. E quello di Canneto è idealmente il capostipite, di una “famiglia” che in questa terra vanta un numero imprecisato di suoi discendenti altrettanto nobili e unici al mondo. La Strada dell'Olio della Sabina, partendo da questo suo assunto di assoluta genuinità, ha quindi anche la funzione di “prendere per mano” il turista e indurlo alla scoperta delle caratteristiche del suo prodotto principe, ma anche di accompagnarlo in luoghi di incomparabile fascino. Grandi opportunità turistiche enfatizzate anche dall'alto livello gastronomico proposto dai numerosi ristoratori del posto dove l'olio regna incondizionato. UNA LEGGENDA E TANTE REALTÀ STORICHE, ARTISTICHE, NATURALI Il territorio della Strada dell'Olio della Sabina comprende al suo interno parchi e riserve naturali (parco archeologico dell'Inviolata, dei Monti Lucretili, riserva della Marcigliana), oltre a castelli (stupendo quello medievale di Nerola), chiese, santuari e abbazie. Come quella superbamente conservata di Farfa, come il Palazzo papale di Rieti o il santuario di Santa Maria della Lode, a Torri 46-53_07-07 8-08-2007 9:43 Pagina 49 in Sabina. Un patrimonio frutto di una storia antica, ma anche di miti e leggende, come quella del famoso “ratto delle sabine”, il rapimento di giovani donne del posto perpetrato dai soldati romani. L'evento è datato addirittura agli albori della fondazione della città eterna, visto che ad “organizzarlo” pare sia stato Romolo. Verità o meno, è dunque possibile che gli olivi più antichi della Sabina, abbiano assistito, a quel “misfatto”, quasi tre millenni fa. I COMUNI E LE COMUNITÀ MONTANE NEL TERRITORIO DI DUE PROVINCE Sono sedici i comuni che hanno aderito alla Strada dell'Olio della Sabina, suddivisi tra la province di Roma e di Rieti. L'OLIO DELLA SABINA, UN PRODOTTO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA La coltura dell'olivo - quindi anche la cultura e la tradizione ad esso connesse - vanta qui radici millenarie; favorita dal clima temperato e dall'esposizione a sud del territorio, le coltivazioni sabine hanno mantenuto costante nel tempo il livello qualitativo del prodotto. Non a caso, l'olio extra vergine di oliva della Sabina è stato tra i primi ad ottenere la DOP, la Denominazione di Origine Protetta, che garantisce il consumatore sulla provenienza delle olive, sulla trasformazione e confezione in loco, con processi meccanici e fisici che non alterano le caratteristiche del prodotto. L'olio della Sabina inoltre segue un disciplinare di produzione che fissa rigidamente i requisiti necessari, a garanzia del rispetto della buona qualità, dell'origine e della genuinità e stabilisce i controlli che debbono essere effettuati periodicamente per impedire la distribuzione di prodotti LA STRADA DEI VINI DEI CASTELLI ROMANI de del... UN TERRITORIO DI RARA E VARIEGATA BELLEZZA I Castelli Romani sono collocati in una vasta zona a sud-est di Roma: qui archeologia, storia, tradizione e buona cucina si fondono in un unicum affascinante. Per andare alla scoperta delle vestigia dell’Impero Romano, si deve partire dalla via Appia che collega Roma con Albano: il viaggio nella storia che se ne ricava è straordinario. Oppure, se la mèta sono chiese e monumenti, il percorso ideale è quello che - sempre dalla capitale porta a Velletri e devia per Castel Gandolfo, anche oggi residenza papale. Se invece si vogliono scoprire alcuni dei gioielli dell’architettura laziale con la sorpresa di magnifici parchi e giardini il punto di partenza è Ariccia. In ogni caso, ospitalità e disponibilità turistiche e gastronomiche - sono lì, ad aspettarvi. E la Strada dei Vini è la... strada “maestra” per un percorso enogastronomico ideale. -3- amalgamare al meglio gli aromi delle altre varietà. Il Trebbiano giallo (anche denominato Greco o Grechetto) vanta una produzione molto limitata delicata e rilascia aromi importanti per la piacevolezza del bouquet. Diversi sono i vitigni rossi che risultano altamente apprezzabili. Anzitutto il Cesanese comune, che connota il suo vino con un inconfondibile carattere di amabilità. Non da meno il Merlot, dal sapore fruttato ed aromatico. Il Montepulciano è definibile “corposo”, mentre il Nero Buono (o Nero di Cori) si rivela prezioso per la intensa colorazione che apporta al vino, unitamente ad una gradevole delicatezza. Il Sangiovese è molto adatto per assicurare un’abbondante produzione e l’attitudine all’invecchiamento, capace di accentuare l’odore ed il sapore di fruttato nel vino che ne deriva. Complementare a tali vitigni è, tra gli altri, il Cerasuolo, con l’inconfondibile sapore di frutta simile a quello della ciliegia. I VITIGNI L’assortimento dei vitigni bianchi - i più diffusi e conosciuti - è scelto in modo che i vini che ne scaturiscono risultino armonici, freschi e delicati. Così la Malvasia di Candia fornisce un prodotto dal retrogusto mandorlato, mentre la Malvasia nostrale (o del Lazio o puntinata) si distingue per il finissimo carattere aromatico. Il Trebbiano toscano esprime una produzione delicata, e riesce ad I DOC Il vino Castelli Romani è stato l’ultimo, in ordine di tempo, a diventare DOC, nelle tre versioni rosso, bianco e rosato.Oltre ad esso, sono riconosciuti a denominazione di origine controllata anche altri vini dei Castelli Romani: fra i bianchi, il Frascati, il Zagarolo, il Colli Albani, il Marino, il Montecompatri Colonna, il Velletri; fra i rossi, ancora il Velletri. 49 46-53_07-07 8-08-2007 9:43 Pagina 50 Le strad A CAVALLO FRA DUE PROVINCE La Strada del Vino Cesanese è posta geograficamente a cavallo fra Roma e Frosinone. Infatti, i due comuni che la animano e che ne tracciano il territorio sono quelli di Affile, compresa nella provincia della capitale, e quello di Piglio, invece nel frusinate. L’itinerario che porta da un capo all’altro della strada si incrociano percorsi dove storia, cultura locale, archeologia, natura, ambiente e tradizione gastronomica vantano un’importanza notevole nel complesso della proposta turistica in offerta ai visitatori. Proposta che vede in primo piano l’eccellenza di due vini rossi DOC del Cesanese, che prendono proprio la loro denominazione da Affile e Piglio. Lazio / informazione COLTURA E CULTURA CHE PARTONO DA LONTANO 50 L’origine dei vini della zona risale all’epoca romana: è naturale quindi che il territorio conservi vestigia di quell’antico e nobile impero. Ad Affile, infatti, è possibile ammirare i resti di un arco trionfale, di una necropoli e di un teatro. In epoche successive trovarono spazio le chiese: sempre ad Affile la più antica è quella di San Pietro. Poi, in epoca medievale, non mancò la costruzione del castello con relativa torre. Carattere medievale che mostra anche Piglio, dove, il centro storico con l’imponente Castello ben lo testimonia. Qui è d’obbligo una visita al Santuario della Madonna delle Rose. Naturalmente sono anche consigliate le passeggiate nel verde, soprattutto quella che consente di abbracciare visivamente le due province dalla vetta del Monte Scalambra (1400 metri). -5- CESANESE DI AFFILE DOC L’origine della produzione di questo vino rosso risale addirittura all’epoca romana, quando gli abitanti del posto “rubarono” spazio ai boschi e alle colline circostanti per impiantare vigneti. Prodotto quasi completamente con l’uva omonima, l’Affile DOC divenne, per le condizioni ambientali e per le tecniche di coltura, uno dei più rinomati già nell’antichità. Per la sua produzione vengono utilizzati i i vitigni Cesanese di Affile e Cesanese comune, con l’aggiunta di Sangiovese, Montepulciano, Barbera, Trebbiano Toscano e Bombino bianco. Viene proposto nella versione secco, asciutto, dolce, amabile, ma anche nelle tipologie spumante e frizzante. Si presenta con un colore rosso rubino tendente - con l’invecchiamento al granato. CESANESE DEL PIGLIO DOC Anche in questo caso si tratta di un rosso dal colore rubino, anch’esso tendente al granato invecchiando. Può essere prodotto nella versione secco e asciutto, e nelle tipologie abboccato, dolce, frizzante naturale e spumante. I vitigni sono sempre il Cesanese di Affile e quello comune (per il 90% del totale), con l’aggiunta per la parte restante di Sangiovese, Montepulciano, Barbera, Trebbiano Toscano Toscano e Bombino bianco: tutti elementi che riescono a conferire a questo vino un profumo delicato, un sapore morbido e leggermente amarognolo. LA STRADA DEL VINO TERRA DEL CESANESE OLEVANO ROMANO LA STRADA DEL VINO CESANESE -4- TERRITORIO Il territorio di produzione del vino Cesanese di Olevano Romano è ubicato ai margini dell’anfiteatro montuoso Prenestino - Lepino - Ernico ad un’altitudine di m 570 s.l.m.. Le caratteristiche geologiche di quest’area sono rappresentate da un terreno di natura carsica, privo di fonti sorgive e ricco invece di inghiottitoi e doline nei quali confluiscono le acque piovane formanti corsi d’acqua sotterranea a circa 350-400 metri di profondità. I rigogliosi vigneti contornati da boschi di castagno querceti ed uliveti secolari contribuiscono a modellare un paesaggio che ha ispirato la raffigurazione romantica paesaggistica di Olevano Romano nel XVIII e XIX secolo. ARTE E CULTURA Il centro storico di Olevano, con le sue viuzze strette in forte salita, stupisce per il suo aspetto tipicamente medioevale. Sui resti delle mura poligonali fu costruito l’abitato e, nel punto più arroccato, il Castello con la piccola chiesa di Santa Maria della Corte. Pregevole esempio di fortificazione medioevale, il Castello conserva quasi per intero la sua struttura originaria. Nell’interno sono visitabili: un’ampia galleria, un tempo sede delle scuderie, e la splendida Sala degli Affreschi, con scene mitologiche attribuite a Perin del Vaga, allievo di Raffaello. Poco distante Genazzano, offre, cosi come Olevano, una gradevole passeggiata lungo le vie del centro storico che conducono al santuario della Madonna del Buon Consiglio, la cui storia è legata al miracolo dell’apparizione della Madonna nel 1467. 46-53_07-07 8-08-2007 9:43 Pagina 51 AREE VERDI l territorio di Olevano Romano conserva un vero e proprio quadro naturale di pittoresca bellezza panoramica che penetra sin dentro il centro abitato e costituisce il polmone verde di questo paese. Sulle pendici del Monte Sant’Arcangelo, immerso in un incantevole paesaggio naturalistico, è il Bosco della Serpentara. Da visitare, anche, il Parco dei Monti Simbruini che permette di entrare, in punta di piedi, nel cuore di un autentico paradiso naturale. GASTRONOMIA L’innegabile matrice contadina della zona dona ai piatti i sapori forti e genuini dei prodotti della terra, rendendo questo viaggio sorprendente oltre che per la vista, anche per il palato. Un punto di forza della gastronomia è rappresentato dalla varietà delle paste fresche all’uovo o con impasti di semplice acqua e farina: fettuccine con sugo di carne e frattaglie di pollo, polenta con spuntature di maiale o con sugo di lumache, lasagne dette localmente sagne, gnocchi e pasta e ceci. Uno dei segreti di queste ricette consiste nella qualità della carne e degli insaccati utilizzati per i sughi. E non mancano piatti tradizionali quali l’abbacchio, i fegatelli di maiale, la trippa in umido, salmì di lepri e di conigli conditi con olio extra vergine di oliva. Ad Olevano, in particolare, viene coltivata la varietà di oliva Rosciola, più apprezzata da Lucullo. Anche i dolci tipici, come il panpepato, dall’origine molto antica e il fallone, un vero e proprio mosaico di sapori e particolarità di primo ordine e dall’insospettabile varietà. LA STRADA DEL VINO DELLA TEVERINA de del... UNA TERRA DI FASCINO ALL’OMBRA DEL TEVERE Il groviglio dei segni che sulla carta geografica dell’Alto Lazio si annodano in strade e corsi d’acqua sembra ad un tratto semplificarsi lungo i confini dell’Umbria. Il fiume Tevere e la sua valle percorrono dei territori che per caratteristiche, storia e tradizioni sono raggruppati sotto la denominazione di Comprensorio della Teverina. In queste terre, vigneti ed uliveti costituiscono una ricchezza naturale inestimabile. Per valorizzare sempre più il territorio ed i suoi percorsi turistici e gastronomici, è stata istituita la Strada del Vino della Teverina, che nella sua dizione estesa ricorda anche “gli itinerari dell’olio e dei sapori tipici”. I “MAGNIFICI SETTE” COMUNI DELLA STRADA l territorio della zona di produzione della Strada del Vino della Teverina si snoda in un percorso che comprende sette comuni, unici nel loro genere. Si tratta di Bagnoregio, Bomarzo, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano. Per la visita ad ognuno di essi ed al loro circondario sono stati “disegnati” itinerari e percorsi enogastronomici di grande suggestione e interesse. LA “CITTÀ CHE MUORE”, VIVA PIÙ CHE MAI. Nel particolare sono da citare Bagnoregio, celeberrima per il suo borgo, Civita di Bagnoregio, mèta di turisti che giungono sul -6- posto ormai da ogni parte d’Italia. Quella che era definita “la città che muore” sta vivendo ora un periodo di intensa “resurrezione”, e strade e piazze del perfettamente conservato gioiello medievale sono state portate a nuova vita grazie ad una attenta politica turistica ed enogastronomica. Bomarzo, invece, è famosa per il suo Parco dei Mostri, anch’esso luogo di grande bellezza e suggestione. Alcuni cenni storici - fra mito e leggenda - vogliono la costruzione del complesso come frutto della mente di Vicino Orsini, nato in questa terra nel 1523. A “riportare alla luce” un luogo da molti considerato assolutamente artistico ci pensò (e non si tratta certo un caso) un grande talento Salvator Dalì, che praticamente lo riscoprì nel 1938. VINI IN PRODUZIONE NELLA STRADA DEL VINO DELLA TEVERINA I vitigni presenti sul territorio sono: UVE ROSSE: Cabernet Sauvignon, Merlot, Montepulciano, Sangiovese. UVE BIANCHE: Chardonnay, Drupeggio, Grechetto, Malvasia, Procanico, Verdello. I vitigni elencati producono vini con le seguenti tipologie: ROSSI: IGT Lazio rosso, DOC Colli Etruschi Viterbesi BIANCHI: Orvieto DOC, IGT Lazio Bianco, DOC Colli Etruschi Viterbesi. COMITATO PROMOTORE STRADA DEL VINO DELLA TEVERINA Itinerari del vino, dell’olio e dei sapori tipici Piazza S. Agostino, 21 01022 Bagnoregio (VT) Tel. 0761 780781 51 46-53_07-07 8-08-2007 9:43 Pagina 52 Le strad Le nostre eccellenze enogastronomiche L LAZIO È TERRA RICCA DI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI DI ALTISSIMO LIVELLO. MOLTI DI QUESTI SONO CARATTERIZZATI DA MARCHI RICONOSCIUTI A LIVELLO EUROPEO A TUTELA DELLA LORO ORIGINALITÀ. NEL PARTICOLARE, SI TRATTA DI OTTO PRODOTTI DOP (DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA), CINQUE PRODOTTI IGP (INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA), VENTISEI VINI DOC (DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA) E QUATTRO VINI IGT (INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA). VEDIAMOLI NEL DETTAGLIO. I I PRODOTTI DOP FORMAGGI • Mozzarella di Bufala Campana (DOP) • Pecorino Romano (DOP) • Pecorino Toscano (DOP) • Ricotta Romana (DOP) OLI DI OLIVA • Canino (DOP) • Sabina (DOP) • Tuscia (DOP) PREPARAZIONI DI CARNI • Salamini italiani alla cacciatora (DOP) Lazio / informazione I VINI DOP E IGP 52 DOC • Aleatico di Gradoli • Aprilia • Atina • Bianco Capena • Castelli Romani • Cerveteri • Cesanese del Piglio (o Piglio) • Cesanese di Affile (o Affile) • Cesanese di Olevano Romano (o Olevano Romano) • Circeo • Colli Albani • Colli della Sabina • Colli Etruschi Viterbesi I PRODOTTI IGP CARNI • Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale (IGP) ORTOFRUTTICOLI E CEREALI • Carciofo Romanesco (IGP) • Kiwi Latina (IGP) PREPARAZIONI DI CARNI • Mortadella di Bologna (IGP) PRODOTTI DI PANETTERIA • Pane Casareccio di Genzano (IGP) • Colli Lanuvini • Cori • Est! Est!! Est!!! di Montefiascone • Frascati • Genazzano • Marino • Montecompatri Colonna • Moscato di Terracina • Nettuno • Orvieto • Tarquinia • Velletri • Vignanello • Zagarolo IGT • Civitella d'Agliano • Colli Cimini • Frusinate (e del Frusinate Lazio) 46-53_07-07 8-08-2007 9:43 Pagina 53 de del... o g o l a t a c n u o t a z z i l a e r e t Cs sui prodotti regionali d'eccellenza n catalogo con oltre 400 referenze di prodotto: questo il nuovo strumento editoriale recentemente realizzato dal CSTE e dall'ARM-Azienda Romana Mercati, per favorire la conoscenza dei prodotti di eccellenza della regione. È importante sottolineare che i prodotti indicati nel catalogo sono tutti presenti nella sede del CSTE in esposizione permanente, e si tratta di prodotti che rappresentano il meglio della produzione delle aziende associate alle strade del vino e dell'olio del Lazio. Il catalogo è consultabile nella sede del CSTE, oppure collegandosi ai siti www.cstecentroservizi.com e www.romaincampagna.it. Nel presentare la pubblicazione, l'assessore Daniela Valentini ha fra l'altro dichiarato: “Sono certa che il catalogo possa senz'altro rappresentare una vera e propria enciclopedia dedicata ai nostri migliori 'frutti', un'opera che arricchisce ulteriormente il panorama delle nostre produzioni editoriali, e che potrà - nel tempo U Il CSTE a tutto… GAS! Giovedì 12 aprile, a Roma, nella sede del CSTE - il Centro Servizi per il Turismo Enogastronomico voluto dall'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini e realizzato da ARM - si è tenuto il primo incontro previsto riservato alle degustazioni ai consumatori organizzati in Gruppi di Acquisto. Sono stati più di cinquanta rappresentanti dei GAS, i Gruppi d'Acquisto (di Cral, dopolavoro aziendali, ecc…) quelli che hanno potuto sperimentare - guidati da degustatori professionali - i numerosi prodotti di eccellenza della regione presentati da numerose aziende costituitesi in gruppi di offerta e confluiti in un catalogo - realizzato dal CSTE - aggiornato al variare delle stagioni, concepito in maniera tale da poter offrire un paniere ampio ed articolato razionalizzando tempi e modalità di consegna del prodotto. Dopo questo primo contatto con i consumatori, verrà avviato un altro calendario di incontri. stavolta riservati a responsabili di ristoranti, enoteche e negozi specializzati in ricercatezze alimentari. L'obiettivo dell'iniziativa nel suo complesso è quello di strutturare una gamma ampia e diversificata di prodotti tipici dei territori del Lazio e garantire così ad acquirenti professionali e gruppi di acquisto una offerta qualificata e costante legata alla stagionalità dei prodotti ed alle caratteristiche vocazionali delle diverse zone della regione. Per i produttori erano presenti il Consorzio Il Pugnalone di Acquapendente (specializzato in produzioni biologiche), l'Associazione Produttori Formaggi Storici della Campagna Romana, la Cooperativa dei Parchi Valle Aniene: tutte strutture che, tra l'altro, hanno stabilito di aprire una propria sede operativa presso il CSTE. L'evento è stato salutato con grande soddisfazione dall'assessore Valentini, che ha auspicato il ripetersi dell'iniziativa, in maniera tale da coinvolgere il maggior numero possibile di esponenti dei gruppi d'acquisto: partendo da questa richiesta, il CSTE ha fissato per la fine del mese di giugno il prossimo appuntamento. - godere di aggiornamenti e 'new entry', di cambiamenti e ampliamenti. Elementi che serviranno ad enfatizzare ancor di più l'importanza di quello che la nostra terra può offrire, come del resto ha egregiamente fatto nel corso di secoli e secoli di amorevole 'cura' da parte dei suoi abitanti. E che sono certa continuerà a fare ancora, per moltissimo tempo a venire”. Lazio / informazione L'utilissimo strumento editoriale raccoglie oltre quattrocento referenze di prodotto delle aziende associate alle “Strade” laziali 53 54-55_07-07 8-08-2007 9:38 Pagina 54 itinerari Sora > di Annamaria Graziano ca i S e D n o c o t t a bracce E” I L G E C N A C “ l nelle viuzze de COSÌ SI CHIAMA IL CENTRO STORICO DELLA BELLISSIMA CITTADINA DEL FRUSINATE. UN PASSATO STORICO IMPORTANTE, UNA SOLIDA TRADIZIONE RELIGIOSA, ANCHE ATTUALE Lazio / informazione I 54 romani la chiamavano 'città sorella'. Oggi, Sora - in provincia di Frosinone - è una cittadina tranquilla che del passato ha conservato accoglienza e tradizioni. Abbracciata da montagne, sorge in una valle attraversata dal fiume Liri. Il paesaggio che la circonda, rigoglioso, a tratti imponente, con il cambiare delle stagioni le conferisce una luce diversa. Ma Sora, città natale dell’indimenticabile Vittorio De Sica, mostra anche tante anime e volti diversi. Vivace e sorridente, ricca di storia e usanze popolari, sa alternare con disinvoltura memoria e presente. Fondata dai Volsci, poi assoggettata a Roma, divenne nel medioevo parte del regno dei Normanni e in seguito di quello di Napoli. Carlo I Angiò, nel XV secolo, la dichiarò 'città regia'.Tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento fu teatro di feroci episodi di brigantaggio e occupazioni militari da parte di Borboni e francesi. Tra i reperti archeologici ancor oggi conservati spiccano il castello di San Casto e la cinta muraria sul monte 'Santi Casto e Cassio', oltre ai resti di un antico tempio pagano dedicato al Dio Sole rinvenuti sotto la cattedrale di Santa Maria, edificata nell'XI secolo. Meritano una visita l'abbazia romanica di San Domenico Abbate e ciò che rimane del Ponte Marmone del I secolo a.c., distrutto da Federico II nel 1229. La Sora di oggi è una cittadina dinamica e laboriosa: agricoltura, industria e commercio le attività principali e di recente anche turismo. 'Canceglie', il centro storico, resta uno dei fiori all'occhiello. Dopo un'importante opera di riqualificazione, è tornato a rappresentare il 'cuore' della città, con le sue viuzze ricche di saggezza popolare e storie da raccontare. Poco distante, c'è il frequentatissimo corso Volsci, dove ogni anno ha luogo l'Infiorata del Corpus Domini. Insieme alla toccante processione del Venerdì Santo e ai festeggiamenti di San Rocco il 16 di agosto è considerata una delle celebrazioni religiose più sentite dalla cittadinanza. ITINERARI CONSIGLIATI L'arte e il misticismo dell’Abbazia di Casamari Partendo da Sora è senz'altro consigliabile una visita dell'Abbazia di Casamari, che si trova lungo la via Mària nel comune di Veroli. L'abbazia rappresenta uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense; fu edificata nel 1203 e consacrata nel 1217. Il nome, di origine latina, vuol dire ' Casa di Mario': Casamari fu, infatti, patria di Caio Mario, console e condottiero romano, nemico di Silla. Luogo mistico e austero, l'abbazia ospita al suo interno anche numerose attività curate unicamente dai monaci. Una farmacia-erboristeria fondata intorno al 1760, una liquoreria, una biblioteca che conta più di 50.000 volumi e un museo archeologico. Da non perdere alcune specialità, come gli amari e il miele di Casamari, preparati dai monaci con la stessa sapienza e cura di duecento anni fa. 8-08-2007 9:38 Pagina 55 Tagliolini in bianco con fagioli La natura e la storia di Arpino Patria di Marco Tullio Cicerone, Arpino è un piccolo gioiello incastonato nella provincia di Frosinone, e dista da Sora solo una decina di chilometri lungo una strada panoramica che attraversa il sistema collinare che divide la Valle del Liri dalla Valle del Comino. Di origini antichissime, Arpino deve probabilmente il suo nome alla forma d'arpa in cui si presenta il centro storico. Le mura megalitiche - INGREDIENTI _500 gr di farina _acqua quanto basta _aglio, olio e peperoncino _150 gr di fagioli cannellini _sale Vino consigliato per l'abbinamento: Cesanese del Piglio Prodotto con il vitigno autoctono laziale più importante, è un vino dotato di grande struttura e morbidezza, particolarmente adatto ad accompagnare i primi piati della tradizione ciociara. La ricetta | PER 4 PERSONE Setacciate la farina e lavoratela unendo l'acqua necessaria ad otte1. nere un impasto sodo e omogeneo. Fate riposare l'impasto in un foglio di pellicola trasparente per circa mezz'ora. Stendete la pasta e tagliate secondo il formato dei tagliolini. L'abilità sta nel riuscire a farli più stretti possibile. Fateli riposare qualche minuto. 2. Mettete a soffriggere in una casseruola aglio, olio e peperoncino e aggiungete i fagioli già bolliti. Lessate i tagliolini in abbondante acqua salata per circa cinque minuti, scolateli al dente e trasferiteli nella casseruola. Mescolate lasciando il preparato leggermente brodoso. Trasferite in un piatto da portata e servite. con l'originale 'porta a sesto acuto', insieme alla splendida Acropoli di Civitavecchia dominano questo paesino, diventato col tempo un importante centro culturale. Ogni anno, in maggio, Arpino ospita il 'Certamen Ciceronianum Arpinas', una gara di traduzione e commento di un brano di Cicerone che attira studenti da tutta Europa. Numerose anche le mostre d'arte che si svolgono periodicamente e le manifestazioni popolari, come la festa di S.Antonio: in questa occasione è tradizione l'offerta di polenta ai convenuti. Lazio / informazione la ricetta 54-55_07-07 55 56-59_07-07 8-08-2007 9:33 Pagina 56 itinerari• a n e g i c n a r F a i Sulla v Verso il recupero, la tutela e la promozione di Massimo Sbardella del patrimonio culturale diffuso > a qualche decennio, ormai, si parla del valore storicoreligioso dei percorsi di pellegrinaggio, in particolare della Via Francigena, che il Giubileo del 2000 ha prepotentemente riportato alla ribalta. Sull'onda dell'entusiasmo per il successo del percorso di Santiago de Compostela, capace - dagli anni 90' in poi - di coinvolgere un numero crescente di turistipellegrini, la Via Francigena ha iniziato a raccogliere sempre maggiore interesse intorno a sé. Nel 1994 il Consiglio d'Europa ne ha riconosciuto l'importanza come “Itinerario Culturale Europeo”, ma solo negli ultimi anni è stata presa in considerazione l'ipotesi di ricomporre l'intero tracciato, in particolar modo quello intorno a Roma. La Regione Lazio ha individuato nel percorso dell'itinerario della Francigena uno degli obiettivi prioritari di valorizzazione e promozione integrata del territorio, mettendo in campo iniziative e risorse economiche sui settori cultura, turismo e ambiente. Lo storico tracciato si offre naturalmente come strumento di lettura del patrimonio e del paesaggio. Un lento viaggio di avvicinamento a Roma, attraverso il quale recuperare e conoscere aspetti e caratteri originali di un paesaggio del Lazio dotato di grande forza suggestiva ma ancora poco conosciuto. Lazio / informazione D 56 Le attività della Regione riprendono iniziative di studio e valorizzazione del tracciato già da tempo elaborate da studiosi, enti locali, associazioni di livello europeo e nazionale, mettendo a disposizione competenze di tipo normativo (L.R. n.19 del 2006) e di programmazione territoriale (Dgr n.717 del 2006). L'ipotesi di tracciato laziale dell'itinerario della Francigena Nord, da Proceno (in provincia di Viterbo) a Roma, è frutto del lavoro tecnico di un gruppo interdisciplinare presso l'assessorato alla cultura che ha effettuato una ricognizione delle diverse ipotesi e alternative esistenti sia a livello bibliografico che cartografico. In particolare prendendo in considerazione il tracciato individuato dall'Associazione Europea delle vie Francigena, con l'intenzione di fare un ulteriore passo nella direzione della sua effettiva percorribilità e fruibilità, sia a piedi che in bicicletta. Intanto, dall'iniziativa della Fondazione Percorsi Giubilari, nasce l'idea di recuperare uno dei tratti della Francigena nel Sud, che conduceva da Roma alla Terrasanta. Lo studio e la proposta per un progetto pilota nel tratto da Paliano (nei pressi di Frosinone) a Roma suscita immediato interesse, e viene approvato, a metà del 2005, dalla Arcus Spa, una società del Ministero dei Beni Culturali. Tra le finalità principali, anche in questo caso, c'è la promozione della cultura, del rispetto dei beni culturali e della valorizzazione locale del territorio, finalizzate al risveglio dei valori religiosi e del turismo naturista, rivalutandone la valenza esercitata a livello socioeconomico e culturale, per fare di tutto “sistema”. 56-59_07-07 8-08-2007 9:33 Pagina 57 •itinerari Nel Lazio La Via Francigena vista da…. DANIELA VALENTINI GIULIA RODANO ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA DELLA REGIONE LAZIO ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE LAZIO La via Francigena rappresenta una vera e propria risorsa per la nostra regione, non solo dal punto di vista turistico, culturale e religioso, ma anche agroalimentare. Questa via, rivalutata nel 1994 dal Consiglio d'Europa che l'ha nominata “Itinerario Culturale Europeo”, si mostra a noi come un percorso ancora da scoprire, un viaggio affascinante da riproporre non solo come via dei pellegrinaggi, ma anche come meta di un turismo che riesce a fondere bellezze paesaggistiche, archeologiche, tradizioni e coltivazioni locali. Basti pensare soprattutto ai tantissimi olivi e viti presenti sul territorio, la cui produzione di olio e vino è tra le più prestigiose della regione, ma anche agli alberi da frutto che offrono ai pellegrini il ristoro di un posto all'ombra e soprattutto di frutti succosi e di ottima qualità. L'intera via Francigena, inoltre, è costeggiata da ristoranti, agriturismo e trattorie che, con i menù proposti, contribuiscono al mantenimento e alla divulgazione di un patrimonio straordinario, quello delle tradizioni gastronomiche e delle ricette tipiche. Patrimonio da preservare e diffondere, così come le vicende storico - religiose che l'hanno caratterizzata nei secoli. La via Francigena è una vera e propria infrastruttura immateriale della nostra regione: non una semplice attrazione culturale e turistica, ma una vera e propria opportunità di sviluppo. La nostra proposta, a nord di Roma, è fondata sulla necessità di seguire il percorso indicato dal Consiglio d'Europa che, poiché nel Lazio tende a sovrapporsi con l'attuale tracciato della via Cassia, ci impone, per favorirne la percorribilità a piedi o in bicicletta, di trovare percorsi pedonali o ciclabili. Insomma, dobbiamo 'ritrovare' la realtà profonda della Francigena, come via dei pellegrinaggi, come strada per incontrare il paesaggio e i beni culturali di una tra le più belle zone della nostra regione. L'obiettivo del nostro progetto è dunque far sì che l'itinerario della Francigena rappresenti un'occasione reale di valorizzazione delle nostre risorse naturali, paesaggistiche e culturali. Per quanto riguarda il tratto a Sud c'è da considerare che, parlando di tracciati del medioevo, non siamo in presenza di un'unica via, come era in epoca romana, ma di un reticolo di possibili percorsi, più denso in prossimità di Roma per poi convergere in un'unica direttrice verso Sud. Lazio / informazione Era denominata Via Francigena quell'insieme di percorsi che servivano a mettere in comunicazione Roma, città santa, con i territori dell'Europa centro-occidentale. Il nome metteva in risalto la sua origine dai territori "francesi", ma localmente era anche detta "Romea" per sottolineare che portava a Roma, centro della cristianità. In realtà il termine "Francia" indicava sì l'attuale territorio francese, ma, più in generale, i territori dominati dai Franchi, e quindi anche parte dell'Europa centro/settentrionale. La via ebbe un'importanza straordinaria sul piano storico, economico, culturale. Nel Lazio, a Nord di Roma, la Via Francigena seguiva il tracciato dell'antica Cassia e, toccata Bolsena e Acquapendente, si inoltrava in Val d'Orcia sino a Siena per proseguire lungo la Val d'Elsa, sui colli della Toscana centrale sino a Lucca. Ancora in Versilia per raggiungere Luni/Sarzana. Da qui i pellegrini diretti a Santiago de Compostela potevano imbarcarsi e navigare fino al delta del Rodano ricongiungendosi, a Montpellier, alla Via Tolosana. Da Luni, con almeno tre varianti, si poteva andare poi verso la Francia. Da Roma, verso la Terrasanta, invece, non è semplice individuare una direttrice unitaria, perché è stata soggetta a diverse trasformazioni e per questo è più opportuno parlare di una treccia di vie, tra loro a volte collegate, con diverticoli che a raggiera partivano dalla città eterna alla volta di Benevento attraverso la Via Prenestina, Labicana, Latina e Appia Pedemontana. Chi percorreva la Via Francigena, iniziando dalla via Prenestina dopo essere uscito da Porta Maggiore, incontrava Gabi, Palestrina, Anagni, Ferentino, Frosinone, Aquino, Cassino, Venafro, Teano e Benevento. Analogamente chi andava sulla Labicana trovava Labico, Valmontone, e dopo Anagni, gli stessi siti della Prenestina; così come succedeva per la Via Latina che passava per Tuscolo, Artena, per raggiungere Anagni. Diverso era il percorso dell'Appia che costringeva ad allungare di un giorno il cammino, ma era più “comoda” soprattutto per i carri e le merci. Passava per Ariccia, Lanuvio, sino a Capua dove risaliva per Benevento. 57 56-59_07-07 8-08-2007 9:33 Pagina 58 via Fran Lazio / informazione La Via Francigena vista da…. 58 PATRIZIA NINCI ENRICO FONTANA GUIDO MILANA ASSESSORE AL TURISMO DELLA PROVINCIA DI ROMA CAPOGRUPPO VERDI DELLA REGIONE LAZIO VICE PRESIDENTE Il recupero della via Francigena, caduta per secoli nell'oblio, recupera nell'attualità di un'Europa unificata ed in cerca di identità, la sua origine simbolica: il Cammino dell'identità culturale europea. Si cerca di rilanciare l'importanza della Via Francigena come collegamento da Canterbury attraverso Roma, per Gerusalemme. Il progetto della Fondazione Percorsi Giubilari interviene con il recupero di antichi sentieri ed edifici e significativo è l'intervento che prevede la realizzazione di una pista ciclabile lunga quanto l'intero percorso PalianoRoma, la quale utilizzerà oltre il 70% della vecchia ferrovia RomaFiuggi, da anni dimessa. Un progetto, quindi, che individua le potenzialità del turismo religioso culturale a favore di un territorio che sa integrare alla sua proposta turistica in termini di luoghi della spiritualità e testimonianze storico religiose, la sua varietà di offerta culturale, paesaggistica ed enogastronomica". Il progetto di recupero e valorizzazione della via Francigena rappresenta un'occasione davvero storica per mantenere viva la memoria dei luoghi religiosi della nostra regione e creare, allo stesso tempo, occasioni di sviluppo sostenibile. Il “turismo a piedi” - come dimostra il successo ottenuto dal “Cammino” di Santiago de Compostela, ricco di richiami a valori spirituali e ambientali - può rappresentare una vera opportunità economica per tante aree della nostra regione. E' per queste ragioni che ho presentato una proposta di legge regionale per favorire la diffusione e lo sviluppo di questo particolare tipo di turismo Lazio. Grazie al lavoro svolto dall'assessore Giulia Rodano, sarà possibile inserire la nostra regione in una rete europea di valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali, capace di promuovere uno sviluppo davvero sostenibile del territorio. CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO Chissà se l'Arcivescovo di Canterbury, quando decise di andare a Roma a far visita al Papa Giovanni XV, era consapevole delle conseguenze che il suo viaggio avrebbe avuto nella geografia economica di mezza Europa. Chissà se i pellegrini che nei secoli hanno seguito gli stessi percorsi si rendevano conto di contaminare e condizionare la cultura e le diverse realtà produttive e urbanistiche dei territori che attraversavano alla ricerca della pace spirituale. Oggi sappiamo che lungo quel percorso si è attuata la diffusione di innumerevoli frammenti di cultura: parametri estetici, moduli costruttivi, movimenti religiosi, ideologie politiche, innovazioni tecniche. La storia della via Francigena può costituire la chiave interpretativa delle vicende del territorio. Recuperare questo importante percorso di pellegrinaggio non significa solo recuperare un pezzo di storia ma anche costruire un pezzo di futuro. Come per altre aree con analoghe caratteristiche, può trasformarsi in una ottima occasione di ricchezza. LUOGHI DI INTERESSE VIA FRANCIGENA NORD DA PROCENO VERSO ROMA PROCENO: è il comune più vicino al confine con la Toscana. Ha un castello medievale, un palazzo Rinascimentale degli Sforza e alcune Chiese tra S. Maria della Neve. ACQUAPENDENTE: da vedere la Basilica del Sepolcro. BOLSENA: da vedere la Basilica di S. Cristina. MONTEFIASCONE: da vedere la Chiesa di S. Flaviano XI sec. VITERBO: è la città dei papi, sede di vari conclavi; conserva numerose Chiese Romaniche e monumenti medievali. RONCIGLIONE: borgo medievale con chiesa Romanica l'imponente Duomo barocco progettato dal Rainaldi. SAN MARTINO AL CIMINO: da vedere la meravigliosa abbazzia Cistercense XII sec., VETRALLA: Chiesa di S. Francesco. CAPRANICA: Chiesa di S. Francesco. SUTRI: tra i luoghi più antichi e abitati ininterrottamente da sempre. Da vedere la Chiesa della Madonna del Parto (il Mitreo), antico tempio dedicato al Dio Mitra, il Duomo di epoca romanica. MONTEROSI, da qui sulla Cassia si arriva a Roma 56-59_07-07 8-08-2007 9:33 Pagina 59 ncigena I SITI INTERNET PER SAPERNE DI PIU' www.associazioneviafrancigena.it (TRATTO NORD) www.percorsigiubilari.it (TRATTO SUD) N ella storia dell'uomo si conoscono luoghi di pellegrinaggio verso cui diverse culture si incamminano ciclicamente come gesto di pratica religiosa. Ad esempio, tra le civiltà prima di Cristo, gli egiziani si recavano nei santuari di Osiride a Abido e a Busiride, gli hittiti frequentavano il santuario dedicato alla dea Sole ad Arinna, gli arabi, già nel periodo preislamico, la Ka'bah (Mecca). Al cammino verso Gerusalemme (da compiersi per tre volte ogni anno) a cui lo stesso Gesù Cristo partecipa, somigliano tutti i cammini, tutti i pellegrinaggi. Già nei primi secoli d.C. oltre ai famosi viaggi di Santa Elena, dall'Itinerario Burdigalense si conosce il tragitto di un pellegrino partito dalla Gallia - da Bordeaux - che si reca a Gerusalemme - anno 333. Nelle sue stazioni di viaggio tocca anche Roma. Perché alcuni si facevano pellegrini? Le principali motivazioni si possono così riassumere: 1) poteva essere una scelta per ricevere grazie particolari; 2) ALLA SCOPERTA DEL TRATTO SUD Lungo il percorso che da Roma volge verso le coste della Puglia, s'incontrano testimonianze straordinarie. Percorrendo la Via Prenestina, per esempio, dando per scontata la conoscenza delle importanti basiliche romane, uscendo da Porta Maggiore, si costeggiano le strutture romane dei grandi acquedotti come quelli dell'Acqua Marcia e Alessandrino, sino al Parco degli Acquedotti nel territorio di Gallicano nel Lazio, immediatamente preceduto dalle rovine dell'Antica Gabi. Si possono visitare centri storici ricchi di testimonianze religiose, sistemi catacombali come quelli di Via Rovino ancora nel territorio di Roma, di Sant'Ilario a Valmontone o di San Quirico a Paliano. Strutture architettoniche di importanza straordinaria come il castello di Passerano a Gallicano, il Ninfeo Bramantesco e il Palazzo Colonna di Genazzano, i Palazzi baronali come quello dei Rospigliosi a Zagarolo, dei Barberini a Palestrina, dei Capranica a Capranica Prenestina. Il grande santuario della Dea Fortuna Primigenia, il Museo Archeologico Nazionale e la Cattedrale dedicata a Sant'Agapito a Palestrina, il Santuario della Mentorella a Guadagnolo e quello della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, la casa di Santa Maria Goretti a Paliano. Per proseguire di Anagni, Alatri, Ferentino. Non meno significativo è l'aspetto naturalistico-ambientale, soggetto ad alcuni problemi creati dal fenomeno dell'abusivismo edilizio, ma ancora incontaminato dai grandi insediamenti industriali. Ricettività e ristoro nel Lazio La tradizione gastronomica e le ricette tipiche costituiscono un patrimonio altrettanto straordinario, tutto da scoprire. Tra le strutture ricettive, nel tratto a sud di Roma, si segnalano alcuni agriturismo come “Casa Molinara”, “Dea Fortuna” e “Casale Pepe” a Palestrina; “L'Oca Bianca” a Cave; “Aminta” a Genazzano; “Bertacco” a Paliano; gli alberghi “La Giara” a Gallicano nel Lazio, “Cremona” a Genazzano, “La Fonte” a Cave, “La Meridienne” a Palestrina. Numerosi i riferimenti per l'ospitalità, per lo più in strutture religiose, anche nel tratto Nord. A Viterbo Centro S. Maria della Quercia; S. Giovanni Maestre Pie Venerine; Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; a Sutri (Vt) Istituto Suore Francescane Del Signore; a Capranica (Vt) Villa Immacolata; a Montefiascone (Vt) Accoglienza Raggio di Sole e il Centro Spiritualita' S.Lucia Filippini per finire con la Casa del Pellegrino a Acquapendente (Vt). Sia a Nord che a Sud di Roma lungo il percorso non mancano ristoranti e trattorie dove gustare la cucina locale. Lazio / informazione Storia dei pellegrinaggi poteva costituire la pena per gravi colpe (come omicidio, sacrilegio, incesto) e durare anche tutta la vita; 3) sostituiva la pena di morte e andava compiuto con ceppi e catene, o avendo qualche segno distintivo permanente, come il marchio sulla pelle. Una caratteristica dei pellegrinaggi: in alcuni casi potevano essere percorsi da altre persone in luogo di chi era stato indicato a compierlo, facevandosi comunque carico di compiere il “sacrificio”. Prima della partenza il pellegrino era informato sui pericoli che si correvano nel lungo viaggio e si verificava la sua salute fisica. Si informava sul tragitto da compiere, sui tempi di percorrenza, sulla stagione migliore; dettava testamento (i beni restavano sotto la protezione della Chiesa) e chiedeva il permesso alla moglie e al padre spirituale, si confessava e si comunicava. La consegna della bisaccia e del bastone (indispensabili compagni di viaggio) spesso rappresentava un vero e proprio rito da svolgersi davanti all'altare. Mèta principe dei pellegrinaggi cristiani furono Gerusalemme e la terra Santa, percorsi avviati da Santa Elena, madre dell'imperatore Costantino. 59 trafap 23-07-2007 17:35 Pagina 1 Ci muoviamo insieme Consorzio Servizi Trafap - SOC. COOP. DI PRODUZIONE E LAVORO A.R.L. Via Vaccareccia, 57 - 00040 Pomezia (RM) Tel. +39 (0)6 91629836 - Fax +39 (0)6 91629841 60-61_07-07 8-08-2007 9:29 Pagina 61 intervista ( ) I N T E R V I S T A Massimo Pallottini COMMISSARIO STRAORDINARIO ARSIAL “IMPORTANTE L'ACCORDO CON UNICOOP” delegato del Car (Centro Agroalimentare di Roma), consigliere d'amministrazione di Buonitalia S.p.a. (la società per la promozione, la valorizzazione e l'internazionalizzazione dell'agroalimentare italiano). E lui che ha firmato, nel corso dell'ultimo Cibus (grande kermesse del settore alimentare, per la prima volta in scena a Roma, lo scorso aprile), l'accordo tra l'assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio, Arsial e Unicoop per una presenza costante dei prodotti laziali di qualità sugli scaffali della grande distribuzione. A Massimo Pallottini abbiamo rivolto alcune domande in merito a questa grande operazione commerciale. D. Anzitutto, perché si è arrivati a quest'accordo? R. L'accordo, presentato per la prima volta nella Capitale, è importante perchè assicurerà una presenza costante e duratura dei nostri prodotti sugli scaffali dei supermercati, nonché un'ottima visibilità. D. In che cosa consiste il progetto? R. I produttori del Lazio inoltre saranno assistiti, con attività di formazione anche di carattere logistico-organizzativo. È poi prevista una selezione d'aziende laziali in grado di garantire gli standard produttivi necessari per accedere alla grande ALCUNI NUMERI DELL'ACCORDO > La Unicoop Tirreno dispone di 170 punti vendita distribuiti nelle seguenti regioni: Lazio, Toscana, Umbria e Campania. Rispetto a queste ultime è previsto che, nel tempo, anch'esse potranno esporre e vendere prodotti laziali. > I punti vendita da cui partirà la commercializzazione prevista dall'accordo sono inizialmente, quindi, quelli del Lazio; nel particolare: 3 Ipermercati (Roma-Casilino, Viterbo, Aprilia) e 31 supermercati (in tutte e cinque le province). > I prodotti commercializzati rigorosamente regionali - saranno formaggi, carni, olio, vino, ortofrutta. > Nella commercializzazione sono state coinvolte inizialmente circa 200 aziende agricole laziali. distribuzione, attraverso incontri e seminari realizzati da Arsial insieme ai tecnici Unicoop. Nell'ambito di questa attività particolare attenzione sarà riservata alle aziende o ai gruppi di aziende (come consorzi e associazioni) che propongono produzioni d'eccellenza”. Altra priorità riguarderà la certificazione garantita. D. Nell'immediato, come si procederà? R. Come dicevo prima daremo la precedenza ad aziende o gruppi produttrici di prodotti doc, dop, igp e igt: un modo per essere aggressivi, fin dal primo colpo d'occhio sullo scaffale. Poi, procederemo per gradi, grazie ad una strategia sempre molto attenta in termini di commercializzazione e visibilità del prodotti laziali. Credo di poter affermare che ci siamo preparati bene a questo appuntamento, e azzardo una previsione: i risultati positivi si vedranno (di Ester Mieli) quasi subito. Lazio / informazione Nel corso dell'ultimo Cibus (grande kermesse del settore alimentare, per la prima volta andata “in scena” a Roma, lo scorso aprile), è stato siglato da Daniela Valentini un accordo tra l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio, Arsial e Unicoop per una presenza costante dei prodotti laziali di qualità sugli scaffali della grande distribuzione. A Massimo Pallottini, commissionario straordinario di Arsial (e anche amministratore delegato del Centro Agroalimentare di Roma e consigliere d'amministrazione di Buonitalia, la società che si occupa della promozione, la valorizzazione e l'internazionalizzazione dell'agroalimentare italiano) abbiamo rivolto alcune domande in merito a questa importante Massimo Pallottini, oltre che commissario operazione commerciale. straordinario dell'Arsial è anche amministratore 61 PRODUTTORI DAL 1909 Albano Laziale (Rm) - Via Villafranca, 14 Tel. 06.93.44.277-278 - Fax 06.93.40.369 E-mail: [email protected] Http://www.cantinavillafranca.com 62-63_07-07 8-08-2007 10:50 Pagina 63 libri( • libri ) R E C E N S I O N E Un viaggio immaginifico alla scoperta di “Roma e la sua Campagna” “ ROMA E LA SUA CAMPAGNA ITINERARI DEL XX SECOLO ” A CURA di Franco Salvatori ed Ernesto di Rienzo REALIZZATO CON LA COLLABORAZIONE DELLA Società Geografica Italiana e dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio EURO 60,00 E' di recentissima uscita nelle librerie “Roma e la sua Campagna”, più che un libro un autentico “bel tomo” (si può ben dire, anche perché è composto da 540 pagine, suddivisi in sette parti e 22 capitoli), un compendio di grande approfondimento - storico e sociale di una Roma vissuta e spiegata come città agricola, in un percorso che spazia in tutto l'ultimo secolo dello scorso millennio. Gli autori - Franco Salvatori ed Ernesto Di Rienzo - partono nel loro viaggio spiegando che il volume “mobilitando le competenze di geografi, storici, letterati, critici dell'arte, della fotografia e della cinematografia, sociologi dell'ambiente, antropologi ed esperti di economia rurale, intende mettere in atto una scomposizione e una ricomposizione analitica dei rapporti sussistenti tra Roma e la sua Campagna, al fine di ricavare una completezza di letture utili a definire la particolare fisionomia identitaria che la Capitale e il suo 'contado' hanno assunto nel corso degli ultimi cento anni di storia”. Del resto, come ben spiega Daniela Valentini nella prefazione, “Passeggiando per Roma non possiamo che ammirare le straordinarie bellezze - storiche, artistiche, archeologiche e ambientali - che la caratterizzano, disegnandola come una delle città più belle del mondo. Ma non dobbiamo dimenticare che la capitale vanta anche una storia rurale fatta di pastori, contadini e commercianti: una storia tutta agricola che con gli anni si è profondamente trasformata, ma che ancora oggi la caratterizza in maniera sorprendente, ai più sconosciuta. Infatti, la sua area rappresenta il più grande comune agricolo d'Europa, con un'estensione di 129mila ettari di superficie: spazi enormi, dove si alternano ambienti naturali e coltivabili”. Ancor più belle le immagini che l'assessore all'agricoltura della regione evoca a seguire: “La Roma dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento offriva spesso lo spettacolo di greggi che pascolavano liberamente fra le rovine imponenti dell'epoca imperiale, tra i percorsi urbani dell'Aniene, del Tevere, delle vie consolari, addirittura nella cornice incantevole di Piazza del Popolo. E offriva spaccati di vita agreste fin all'interno della sua cinta urbana dove, allora come oggi, non è raro scorgere campi coltivati a erbaggi e cereali. Una dimensione che si è mantenuta anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando tutti gli spazi liberi della città vennero convertiti in orti di guerra a disposizione di una della popolazione stremata. Qualcuno ancora ricorda che a Piazza di Siena e a Piazza del Popolo, in quegli anni bui, si seminò e raccolse il grano, così come c'è chi ricorda quando - nel corso degli anni 60 - le ultime greggi circolavano liberamente per le vie del quartiere Trieste e Nomentano, con i pastori sabini e abruzzesi che rifornivano di latte appena munto le famiglie romane”. In maniera evidente, “Roma e la sua Campagna” intende anche contribuire a rilanciare e riqualificare in termini culturali l'agricoltura laziale, contribuendo a ricostruire il giusto legame tra la regione nel suo complesso e Roma, non soltanto “capitale” ma anche “caput mundi”: aggettivi che ben evidenziano le immaginabili responsabilità storiche e sociali verso abitanti e avventori (non solo turisti, come si potrebbe superficialmente pensare). L'obiettivo è centrato, la lettura impegnativa ma scorrevole e affascinante, il livello intellettuale della ricerca altissimo. Per chi vuol conoscere la storia romana del secolo scorso per riuscire a capire meglio anche quella - molto più datata - delle sue origini, non può certo perdersi questa occasione. Lazio / informazione DI TIZIANO MARELLI 63 64_07-07 8-08-2007 8:09 Pagina 64 CALENDARIO Le eccellenze laziali in vetrina nel mondo Sono numerosi gli appuntamenti promossi e sostenuti dall'Assessorato all'Agricoltura della nostra Regione da segnare in agenda per le aziende agricole e vitivinicole intenzionate a far conoscere ed apprezzare i loro prodotti sul mercato estero. Vediamo insieme le manifestazioni più importanti previste entro la fine del 2007, occasioni nelle quali la partecipazione del Lazio - assicurata naturalmente dalla presenza di stand istituzionali - non passerà certo inosservata per qualità e tipicità della produzione. WORLD FOOD MOSCOW e dal 18 al 21 settembre Lazio / informazione È la seconda fiera più importante dei Paesi CSI dedicata ai prodotti alimentari ed alle bevande. L'evento si sviluppa su una superficie di circa 20mila metri quadri ed ospita almeno 1000 espositori provenienti da circa cinquanta paesi. L'esposizione è suddivisa in 12 sezioni, che toccano praticamente tutti i prodotti del settore. Inutile sottolineare come il mercato russo rappresenti (e rappresenterà, sempre più) uno dei potenziali poli di sviluppo più interessanti del pianeta per il mercato agroalimentare nel suo complesso. 64 ANUGA e dal 13 al 17 ottobre È consiedarata la fiera più importante a livello mondiale per il commercio, la ristorazione ed il consumo fuori casa. L'appuntamento per questo Salone Internazionale dedicato ai prodotti agroalimentari di eccellenza è in GERMANIA, a COLONIA, dal 13 al 17 ottobre prossimi. NATURAL & ORGANIC PRODUCTS EXPÒ, e dal 4 al 6 dicembre E non si poteva chiudere l'anno più in bellezza che parlando di Natural & Organic Products Expò: si terrà a DUBAI - negli EMIRATI ARABI - dal 4 al 6 dicembre. L'evento rappresenta una manifestazione considerata unica nel suo genere per quanto riguarda i paesi arabi de Medioriente. La gamma dei prodotti presentati alla fiera va dai più classici prodotti da agricoltura biologica a quelli studiati per consumatori di rigorosa fede islamica: dai medicinali naturali ai prodotti di bellezza. Lazio informazione Settembre / 2007 numero 2 DIRETTORE RESPONSABILE > Misuraca Michele CONDIRETTORE > Ardito Maria Grazia CAPOREDATTORE > Tiziano Marelli REDAZIONE > Enrico Barbieri, Luca Benigni, Andrea Camprincoli, Beatrice Curci Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi, Simone Fattori, Annamaria Graziano, Gianluca Mealli, Giuseppe Motisi, Antonello Salerno, Massimo Sbardella, Francesca Trincia, Francesco Unali, Alfonso Vannaroni, Maurizio Venafro, Nicola Zamperini. COLLABORATORI: > Erica Antonelli, Daniele Camilli Alessandra De Luca, Paola Ortensi Paola Rosatini. SEGRETERIA DI REDAZIONE > Erica Antonelli PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE > Le Tipo Snc di Illuzzi Claudia e Paloscia Francesca G. via Ostiense, 30 - 00143 Roma tel\fax 06.5755413 o www.letipo.com FOTOLITO E STAMPA > Fratelli Spada S.p.a. Via Lucrezia Romana 60 00043 Ciampino - Roma tel. 067911141 Stampato in Italia - Printed in Italy COORDINAMENTO TECNICO Roberto Proietti CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ > com.unica [email protected] TIRATURA E DIFFUSIONE > 100.000 copie REG. TRIBUNALE DI ROMA 106/99 IMMAGINI > COPERTINA: Riccardo Leonardi, I NTERNO: Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, fotolia/slideshop, Le Tipo, Consorzio Age, Alberto Guerrieri, Luis Ochoa, G. Serena. Si ringrazia per le immagini relative all’itinerario su Sora le seguenti fonti: tuttosora.com/; docenti.lett.unisi.it; aeria.phil.uni-erlangen.de; ciociariaturismo.it Agroenergia/2 21x30 8-08-2007 17:10 Pagina 1 REGIONE LAZIO Assessorato all’Agricoltura Per fare un giro ci vuole un pieno. Per fare un pieno ci vuole un albero. Per fare un albero ci vuole un fiore. Per fare un giro ci vuole un albero (o un fiore). E LAZIO REGION Assessorato ra all’Agricoltu del Sacco Dalla Valle Valle dei Latini. alla ne Lazio Nella Regio primo distretto nasce il tico agroenerge . lia d’Ita Siamo pieni di energia. La Valle dei Latini. Il nuovo distretto agroenergetico del Lazio 02-Gusto_210x300 25-07-2007 9:45 Pagina 1 Viaggia con gusto. I migliori percorsi enogastronomici d’Italia li scopri con Europcar. Visita il sito www.europcar.it e scopri di che vacanze sei, activity o slow? Perché c'è sempre più gusto a noleggiare Europcar. Per prenotazioni vai su www.europcar.it oppure chiama il n. 199 307030 www.europcar.it NOLEGGI MOLTO PIÙ DI UN’AUTO.