Volume 11, numero 02
Sommario
17.01.2016
Economia
Con il #microcredito il M5S fa tornare
Editoriale
Da mio padre, di Marco
Aurelio
le banche al servizio dei cittadini
Informazione
Olio extravergine italiano: la qualità ha
il suo prezzo
Il Pd ha il monopolio immorale
#PiddiniCostituitevi
Arrestato il sindaco PD di Brenta
#BallardinDimettiti
Eurodeputato Pd indagato per voto di
scambio mafioso #CaputoDimettiti
La geopolitca del terrore
#InfoTerrorismo
Il sindaco Pd di Catania nulla vede e
nulla sa #BiancoDimettiti
Il sindaco Pd di Siena indagato per
truffa #ValentiniDimettiti
Minipost
Pd al Marsala
Brescello: 'ndrangheta e Pd
#CoffriniDimettiti
Di Battista, Di Maio e Fico sul caso
Quarto
Sermenghi dimettiti o
#TiMandiamoLaPicierno
Il #Taharrush di Capodanno
Berlusconi farnetica sul
#RedditoDiCittadinanza
Il M5S a Brenta per le dimissioni del
sindaco Pd arrestato Ballardin
#TiMandiamoLaPicierno
Il M5S protegge chi denuncia
#Whistleblowing
MoVimento
Dimissioni, perchè sì #NoCamorra
Passaparola
Passaparola: Bail in un belìn, di
Marcello Foa #bailin
"L'indole mite e la fedeltà incrollabile
alle decisioni attentamente meditate; il
rifiuto di ogni vanagloria per i cosiddetti
onori; l'amore per il lavoro e la tenacia; la
disponibilità ad ascoltare chi ha da
proporre qualcosa di utile alla collettività;
l'atteggiamento inflessibile nell'attribuire
a
ciascuno
secondo
il
merito;
l'esperienza nel vedere dove occorra
tirare, dove invece allentare; il rispetto
per gli altri e l'aver consentito agli amici
di non banchettare sempre con lui e di
non doverlo per forza seguire nei suoi
viaggi: anzi, il farsi sempre ritrovare
amico come prima da chi per qualche
necessità era rimasto a casa; lo scrupolo
e l'insistenza, durante le riunioni di
consiglio, nel cercare soluzioni, e non,
come si dice, «non ha concluso il suo
esame, accontentandosi delle prime
impressioni»; il modo di conservare gli
amici, senza mai provare fastidio per
loro, e neppure un folle attaccamento;
l'autosufficienza in tutto e la serenità; la
lungimirante
preveggenza
e
il
provvedere a ogni minima cosa senza
atteggiamenti teatrali; il fatto che, sotto di
lui, furono ridotte le acclamazioni e ogni
forma di adulazione verso il potere;
l'attenzione continua alle necessità
dell'impero, la gestione oculata della
spesa pubblica e la tolleranza verso le
critiche abituali in simili casi; non esser
superstizioso per quel che riguarda gli
dèi, né demagogo per quel che riguarda
gli uomini, in cerca di consenso o di
favore tra la massa, ma sobrio in ogni
circostanza e saldo, mai volgare o
smanioso di novità; saper far uso di ciò
che serve a confortare la vita, e che la
sorte fornisce in abbondanza, senza
boria, e, insieme, senza accampare
pretesti, in modo, se c'è, da goderne
senza artifici, e da non sentirne il
bisogno se manca; il fatto che nessuno
lo avrebbe potuto definire un sofista o un
buffone o un pedante, ma un uomo
maturo,
completo,
immune
alle
adulazioni, capace di provvedere agli
interessi suoi e altrui; inoltre, l'onore
riservato ai cultori autentici della filosofia,
1
senza tuttavia offendere gli altri, e senza
neppure, però, farsi fuorviare da loro;
ancora:l'affabilità e la gentilezza, ma
senza esagerazione; la cura che aveva
della sua persona: nei giusti limiti, e non
come chi è troppo attaccato al proprio
corpo, senza indulgere al lezioso e
neppure cadere nella sciatteria, cosicché
grazie alla propria personale attenzione
riduceva al minimo la necessità di
ricorrere all'arte medica o ai farmaci, e
con l'esclusione di ogni impiastro;
soprattutto il suo saper cedere il passo,
senza invidia, a chi possedeva una certa
abilità, per esempio nell'eloquenza o
nello studio delle leggi o dei costumi o di
altre materie, e l'impegno con il quale
aiutava ciascuno a divenire famoso nel
settore in cui aveva particolare talento e seguendo sempre nella sua azione le
tradizioni avite, non cercava di mettere in
luce neppure questa linea di condotta;
ancora: la tendenza non a trasferirsi e
spostarsi avanti e indietro, ma a restare
a lungo negli stessi luoghi e nelle stesse
attività; la capacità, dopo i suoi violenti
attacchi di cefalea, di tornare subito
fresco e pieno di energie al lavoro
consueto; il suo non avere molti segreti,
ma pochissimi, rarissimi e solo su
questioni di Stato; il buon senso e la
misura nell'allestimento di spettacoli,
nell'edificazione di opere pubbliche, nelle
elargizioni al popolo e simili: da uomo
che tiene d'occhio quello che si deve
fare, non la gloria che può seguire alle
sue azioni." Marco Aurelio, Pensieri
Pd al Marsala
Minipost
10.01.2016
"Davanti al giudice monocratico, dovrà
difendersi dall’accusa di voto di scambio
il consigliere comunale del Pd Vito
Daniele Cimiotta. Per il giovane
esponente politico marsalese la Procura
ha, infatti, disposto la citazione diretta a
giudizio. Dalle indagini, svolte dalla
sezione di pg della Guardia di Finanza
della Procura, è venuto fuori che
Cimiotta ( in foto), alla vigilia delle ultime
elezioni
amministrative,
avrebbe
promesso un posto di lavoro nel bar
dell’ospedale di Marsala a due
disoccupati in cambio di voti per se e
anche per il candidato sindaco Alberto Di
Girolamo. Quest’ultimo, comunque, è
risultato
all’oscuro
del
contestato
accordo e per questo non è stato
indagato.
Inoltre,
nell’ambito
dell’indagine su Cimiotta (presidente
della Commissione consiliare “Bilancio e
Finanze – Patrimonio e Contenzioso”)
sarebbe anche emerso un singolare
legame con la società “Vivenda spa” di
Roma, che ha vinto l’appalto indetto
dall’Asp per la gestione del bar/punto
ristoro dell’ospedale di Marsala (per
altro, per un certo periodo chiuso per
“certificazione inizio attività incompleta”).
La “Vivenda”, infatti, fa parte del Gruppo
“La Cascina” di Roma, venuto alla ribalta
in quanto oggetto di un’interdittiva
antimafia da parte del Prefetto di Roma,
Gabrielli,
che
ha
deciso
il
commissariamento della rete di tali
società cooperative in quanto quattro
manager del Gruppo sono stati coinvolti
nel secondo capitolo dell’indagine “Mafia
Capitale”.
Ma
di
tutto
questo,
probabilmente, Vito Cimiotta non sapeva
nulla". Fonte VIDEO Rosa Capuozzo:
“Lottate con noi contro la camorra!”
Dimissioni, perchè sì
#NoCamorra
Brescello: 'ndrangheta e Pd
#CoffriniDimettiti
MoVimento
10.01.2016
Minipost
11.01.2016
"La strada dell'onestà ha un prezzo. Il
prezzo è dover essere, sempre, senza
eccezione alcuna, al di sopra di ogni
sospetto. Per farlo occorre marcare le
differenze tra noi e chi ci ha governato
finora in modo netto. A Quarto, un
Comune già sciolto due volte per mafia,
dove il MoVimento 5 Stelle la scorsa
estate è stata l'unica lista politica
nazionale autorizzata a correre per le
elezioni, lo abbiamo fatto espellendo un
consigliere (poi indagato) perché fece
pressioni politiche che contraddicevano il
nostro programma. Alla prima avvisaglia
abbiamo messo alla porta De Robbio e
oggi abbiamo preso consapevolezza di
aver inflitto un grande colpo al malaffare.
Non ci siamo piegati, non si è piegata
Rosa Capuozzo e lo dimostrano gli atti
della Procura, che nella vicenda la
considerano parte lesa. Questo per noi è
un vanto, la testimonianza diretta che
un'altra politica, ma soprattutto un altro
Paese è possibile. Ciononostante, è
altrettanto naturale che quando una
forza come il M5S cresce con tale
rapidità questa possa divenire appetibile,
anche per chi, come la mafia, negli ultimi
30 anni è stata abituata a stringere
accordi e legami con il sistema partitico
di centrodestra e centrosinistra. Viviamo
nel Paese delle 5 organizzazioni
criminali: Cosa nostra, 'Ndrangheta,
Sacra corona unita, Camorra e oggi,
anche grazie al PD, Mafia capitale. Per
questo occorre essere ancor più
esemplari, soprattutto a Quarto dove c'è
il sospetto che alcuni voti fossero stati
inquinati. Dobbiamo dare segnali forti,
coraggiosi, in totale discontinuità rispetto
a quelli dati dai partiti. Occorrono
decisioni ferme per dimostrare che
nessun infiltrato controllerà mai il M5S. E
siamo pronti a tornare alle urne quando
vi è il sospetto che qualcuno ci abbia
provato. Noi siamo il M5S e l'esempio
vale più di qualsiasi poltrona. Noi
dobbiamo garantire il M5S tutto e per
questa ragione chiediamo con fermezza
a Rosa Capuozzo di dimettersi e far
tornare ad elezioni Quarto." MoVimento
5 Stelle
A Brescello, il paesino di Don Camillo e
Peppone, il sindaco Pd Marcello Coffrini
ha una profonda stima del boss della
'ndrangheta Francesco Grande Aracri,
fratello
di
Nicolino:
"Un
uomo
gentilissimo,
tranquillo,
composto,
educato e che ha sempre vissuto a
basso livello". Per la Dda di Bologna
invece è "un elemento di spicco della
omonima cosca della 'ndrangheta di
Cutro capeggiata dal fratello Nicolino" e
già condannato con sentenza definitiva
passata in giudicato per associazione di
stampo mafioso. Il mese scorso nei
confronti del compagno Grande Aracri è
scattato un sequestro di due milioni di
euro dopo quello del 2013 di tre milioni di
euro, segno di uno "che ha sempre
vissuto a basso livello" come affermato
dal sindaco Pd. La 'ndrina Grande Aracri
è originaria di Cutro, ma molto attiva al
Nord in particolare a Reggio Emilia dove
fu sindaco l'attuale sottosegretario
Delrio, che si recò proprio a Cutro nel
2009 poco prima delle elezioni comunali.
Quando i pm gli fecero notare che Cutro
è la città di Nicolino Grande Aracri
rispose balbettando "So che esiste
Grande Aracri. Nicola non... non lo
avevo realizzato... Non sapevo che era
originario di Cutro. Sapevo che era
calabrese, ma non sapevo che fosse
originario di Cutro. Perché abita lì nel
centro di Cutro? No, io non lo sapevo.".
Beata ignoranza. Poteva chiedere al
sindaco Coffrini che conosce benissimo
il fratello.
VIDEO La 'ndrangheta a
Brescello
Il mese scorso la
commissione di accesso al Comune di
Brescello ha concluso il proprio lavoro e
ha consegnato la relazione ispettiva al
prefetto di Reggio Emilia, che a breve
inoltrerà la sua proposta al Ministero
dell'Interno in merito allo scioglimento
per mafia del comune a guida Pd. Il M5S
ha chiesto che sia consegnata in
antimafia la relazione della Commissione
prefettizia su questo paese e su Finale
Emilia (Mo), altro comune a guida Pd a
rischio scioglimento. Le dimissioni del
sindaco non sono mai state prese in
considerazione dal Pd. Chiediamogliele
tutti insieme: #CoffriniDimettiti.
2
Passaparola: Bail in un
belìn, di Marcello Foa #bailin
Di Battista, Di Maio e Fico
sul caso Quarto
Passaparola
11.01.2016
Minipost
12.01.2016
https://youtu.be/OCzlBd288a4 Dal 1
gennaio 2016 è entrato in vigore il
meccanismo del bail-in, in base al quale
saranno i correntisti a pagare in caso di
fallimento di una banca e non lo Stato.
Oggi Marcello Foa, AD del gruppo
editoriale
svizzero
Corriere
del
Ticino-Media
Ti
e
docente
di
Comunicazione e Giornalismo, evidenzia
i rischi della sua introduzione. Leggete
con attenzione: di mezzo potrebbero
andarci i vostri soldi. "Immaginiamo uno
scenario da incubo, immaginiamo che la
banca in cui avete i vostri conti vada in
difficoltà, ecco voi in quel momento
rischiate, senza saperlo ed esserne
consapevoli, di perdere una parte anche
importante dei vostri conti. La situazione
è semplice, e non molto positiva per i
correntisti: fino ad oggi se una banca
falliva, logica voleva che, intendo se
aveva grosse difficoltà di bilancio, che a
subirne
le
conseguenze
fossero
soprattutto,
innanzitutto,
o
esclusivamente
gli azionisti e gli
obbligazionisti perché gli azionisti sono i
proprietari
della
banca
e
gli
obbligazionisti son delle persone che
hanno preso dei bond, delle obbligazioni
della
banca
stessa
e
sono,
paradossalmente,
parte
in
causa
prendendone un rischio in ogni caso.
Purtroppo il risparmiatore pensa, quando
compra delle obbligazioni, di prendere
un prodotto sicuro ed invece non è
sempre così. Lo abbiamo visto nel caso
dell’Argentina e tante altre volte, quando
importanti realtà finanziarie sono fallite,
gli obbligazionisti hanno perso soldi
come gli azionisti. Con il bail-in però si
introduce un concetto nuovo e molto
pericoloso. Se l’azienda sbaglia, in
questo caso una banca, e fallisce per via
di operazioni molto pericolose come
quelle che ad esempio ci sono state
nelle banche statunitensi nel 2007-2008,
che molti ricorderanno perché hanno
causato un vero e proprio Tsunami
sull’economia mondiale, ecco in questi
casi, dal 1 gennaio a pagare saranno
non più solo gli azionisti
e gli
obbligazionisti ma anche i correntisti con
più di 100mila euro sul conto. Ci sono
sicuramente alcune norme per cui non
porteranno via tutta la disponibilità del
correntista ma pur sempre si scaricano
su persone che sono semplicemente dei
clienti le colpe del management. Ossia
quando il Management sbaglia a
rimediare viene chiamato anche il
correntista, e questo è un principio molto
pericoloso e poco democratico perché il
correntista è un semplice cliente e
dovrebbe essere semmai tutelato fino in
fondo. Questa tutela da ora in avanti non
ci sarà! Il problema è che la maggior
parte dei cittadini non è consapevole di
questo rischio implicito. Se molti casi,
come Monte Paschi di Siena, piuttosto
che Banca Etruria, fossero esplosi dopo
il 1 gennaio probabilmente i danni che
già oggi molti risparmiatori lamentano
sarebbero di gran lunga superiori.
Passate parola." Marcello Foa
Estratto dal video trasmesso in diretta
sulla pagina Facebook di Alessandro Di
Battista "Ciao a tutti. Siamo in diretta
dalla Camera con Roberto e Luigi, e per
prima cosa vi chiedo di condividere il più
possibile: è il nostro modo, come
MoVimento 5 Stelle, di rompere con gli
intermediari e utilizzare la Rete, solo così
possiamo arrivare a migliaia di persone.
Oggi il Vicepresidente della Camera
Luigi di Maio e il Presidente della
Vigilanza RAI Roberto Fico, con estrema
chiarezza e trasparenza, racconteranno
in diretta alcune cose. Ma io ci tengo a
dire che, come è evidente, siamo da
settimane sotto attacco mediatico.
D’altronde siamo una forza che ha alle
spalle milioni di cittadini, che rappresenta
quasi il 30% degli italiani, che si propone
con forza al governo di questo Paese per
distruggere i privilegi indecenti che i
partiti tendono a difendere in ogni modo:
è normale allora che veniamo fatti
oggetto di attacchi del genere. Ma noi
andiamo avanti, rispondiamo colpo su
colpo, e ci teniamo a spiegare le cose.
Oggi abbiamo deciso di espellere Rosa
Capuozzo, il sindaco di Quarto, perché
secondo noi un sindaco del M5S deve
essere al di sopra di ogni sospetto. Lei si
è comportata bene perché non ha mai
ceduto alle pressioni che sono state
fatte, però è innegabile che alcuni voti
inquinati siano arrivati al M5S e questo
noi non possiamo accettarlo. Anche se i
voti fossero appena tre, non si può
accettare: il M5S deve essere al di sopra
di ogni sospetto perché questa è la
strada dell’onestà. Il sindaco si sarebbe
dovuto dimettere. Non si è dimessa, e
inoltre ci ha sempre detto che non aveva
mai subito ricatti, pressioni o minacce,
ma solo normali richieste politiche dal
consigliere De Robbio che è stato infatti
espulso. Noi abbiamo creduto alle
affermazioni del sindaco. Poi scopriamo
dalle intercettazioni pubblicate dai
giornali che non era così. Approfitto per
lanciare un altro messaggio: per favore,
pubblicate tutto. Il PD e Forza Italia -che
sono la stessa cosa- da decenni tentano
di ostacolare la magistratura e le
inchieste
colpendo
l’istituto
delle
intercettazioni. Il M5S è diverso, e lancia
allora questo messaggio: pubblicate
tutto! Le intercettazioni di Quarto ci
hanno aiutato a capire che c’è una parte
di voto inquinato, abbiamo capito che il
sindaco non ha denunciato qualcosa che
avrebbe dovuto denunciare, il tentativo di
un ricatto al quale lei ha resistito ma
senza denunciare, e per quello abbiamo
deciso di espellerla. Crediamo che
questo sia un comportamento molto
lineare, noi siamo il M5S e non il PD che
da mesi giustifica Mafia Capitale
cercando di passare per “puliti” quando
invece sono sporchi. Il M5S però partirà
con una controffensiva: noi abbiamo
dato un bell’esempio a Quarto, e ora
chiediamo al PD di fare lo stesso.
Iniziate a far dimettere i sindaci coinvolti,
inquisiti, indagati, sono decine i Comuni
dove il PD si comporta in maniera
omertosa. Ecco, e lo diciamo anche agli
attivisti, lanceremo una bella iniziativa in
tutti questi Comuni, e tutti gli esponenti
del PD coinvolti in qualche inchiesta si
dovranno dimettere.
Inoltre, c’è da
3
considerare che l’attacco verso di noi
serve a nascondere le loro schifezze: in
queste ore si sta approvando un decreto
salvaILVA che ancora una volta non
salva i cittadini di Taranto; in queste
ultime settimane crescono gli scandali
bancari, di queste banche che hanno in
mano la politica, e il PD immischiato,
coinvolto sta perdendo consensi. E poi
noi vediamo ogni giorno in strada come il
M5S cresca di credibilità, e lo
confermano anche i loro sondaggi che si
ritrovano a dover a coprire. Prendono
allora questo caso e lo ingigantiscono,
tutti i giornali a parlarne. Quindi tranquilli:
è normale che alzino il tiro, e lo faranno
ancora di più, perché noi siamo forti,
credibili, perché vogliamo intervenire per
dare giustizia sociale, perché vogliamo
approvare leggi come il reddito di
cittadinanza, leggi anticorruzione e di
controllo del sistema bancario, per far
tornare questo Paese un Paese normale.
Proveranno ad infangarci ancora di più
perché sono abituati a vivere nel fango.
Sono terribilmente spaventati. Noi
continueremo a spiegarci in Rete, e
andremo anche in TV, se necessario.
Qualcuno dice “senza contraddittorio”…
quelli del PD, abituati con Renzi al quale
i giornalisti danno il microfono e se ne
vanno! I giornalisti che stasera ci
intervisteranno,
vedrete,
faranno
contraddittorio. Noi continueremo a
parlare di temi, i nostri temi, le nostre
leggi che salveranno questo Paese, il
Paese dalle 5 organizzazioni criminali.
Grazie al PD è nata anche Mafia
Capitale, non ce lo dimentichiamo mai.
Grazie a tutti!" Alessandro Di Battista,
Luigi Di Maio, Roberto Fico
Il Pd ha il monopolio
immorale
#PiddiniCostituitevi
Informazione
12.01.2016
Il Pd negli ultimi anni conta indagati,
rinviati a giudizio e spesso condannati a
centinaia e senza contare gli uomini
piazzati nelle partecipate e nelle aziende
parastatali:
numeri
degni
di
un'organizzazione criminale. Un primato
nazionale. Come il Pd nessuno mai. Solo
gli indagati nell'anno appena trascorso
sono 83 e nonostante il 2016 sia iniziato
da pochi giorni il numero è aumentato:
l'ultimo datato ieri è il sindaco piddino di
Como. Domani chi lo sa! Il capo della
combriccola, finchè regge, è il Bomba
fiorentino, mai eletto, in crollo verticale
nei sondaggi, che teme le comunali di
questa primavera più della Guardia di
Finanza in Banca Etruria e ha da poco
regalato 120 milioni agli editori per
continuare a garantirsi la solita
propaganda di regime diffamatoria nei
confronti del M5S. Il Pd ha il monopolio
immorale, il record degli indagati, ma i
giornali ben ricompensati preferiscono
ometterlo. Quando indagano un sindaco
non specificano mai di che partito è,
perchè nove volte su dieci è del Pd. Di
seguito una prima lunga lista degli
indagati del Pd nei comuni. Armatevi di
pazienza e leggetela fino in fondo o
guardate questo video: L'elenco sarà in
continuo aggiornamento. Per facilitare la
composizione della lista chiediamo tutti
insieme un favore agli eletti del Pd con le
mani in pasta e la coscienza sporca:
#PiddiniCostituitevi! Per voi sarà una
liberazione e l'onestà tornerà di moda!
ELENCO PIDDINI INDAGATI:
San
Giorgio a Cremano (Napoli): indagati
l’attuale sindaco Giorgio Zinno e il suo
predecessore Mimmo Giorgiano (sempre
del PD) per associazione per delinquere
finalizzata alla concussione e alla
turbativa d’asta.
Predappio (Forlì): il
sindaco Giorgio Frassineti indagato per
peculato
Vado Ligure (Savona):
indagato per abuso d'ufficio l'attuale
sindaco Monica Giuliano e l'ex sindaco
Attilio Caviglia per disastro colposo
aggravato,
entrambi
nell'ambito
dell'inchiesta sulla centrale a carbone
della Tirreno Power. Quiliano (Savona):
indagato il sindaco Alberto Ferrando
sempre nell'ambito dell'inchiesta Tirreno
Power. Vercelli: a novembre il sindaco
Maura Forte viene rinviata a giudizio
nell'ambito dell'inchiesta sulle firme false
per le elezioni provinciali del 2011 con
l'accusa di falso ideologico in atto
pubblico
Rimini: il sindaco Andrea
Gnassi è indagato per il fallimento della
società dell’aeroporto Fellini Castenaso
(Bologna) indagato il sindaco Stefano
Sermenghi, accusato di minacce contro il
sindaco Pd anti-cemento di San Lazzaro
di Savena. Nella giunta di Castenaso c’è
la sorella del presidente del Consiglio,
Benedetta Renzi. E' tuttora in carica.
Tutto è scaturito da un esposto del
sindaco Conti di San Lazzaro.
Crevalcore (Bologna): il sindaco e
senatore Pd
Claudio Broglia e il
vicesindaco, Maria Pia Roveri, sono
indagati dalla Procura di Bologna
nell’ambito di un’inchiesta (si ipotizza la
truffa) sui contributi di autonoma
sistemazione concessi dopo il terremoto
del 2012. Ercolano (Napoli): Vincenzo
Strazzullo indagato nell'aprile 2015 nelle
indagini per gli appalti per le opere
pubbliche. Indagati anche il vicesindaco
Antonello
Cozzolino,
l'assessore
all'Urbanistica, Salvatore Solaro e il
consigliere comunale Pasquale Romano.
San Felice Sul Panaro (Modena): il
sindaco Alberto Silvestri indagato perchè
firmò per l'agibilità di un'azienda poi
crollata
Pescara: Marco Alessandrini,
indagato dalla Procura nell'ambito
dell'inchiesta riguardante i divieti di
balneazione a fine luglio a seguito dello
sversamento di liquami in mare Como:
11 gennaio 2015 - Indagato il sindaco
Mario Lucini per gli appalti delle paratie
del Lago Siena: indagato il sindaco Pd
Valentini per falso in atto pubblico, abuso
d'ufficio e truffa aggravata. Il Pd non
chiede le sue dimissioni.
Marsala:
Rinviato a giudizio per voto di scambio
Vito Cimiotta, consigliere comunale Pd.
Difeso dal suo partito
Caltanissetta:
rinviato a giudizio per truffa e violazione
di domicilio il consigliere comunale
Angelo Scalia p.s.: la posizione del
consigliere Pd di Barletta Pasquale
Ventura, inizialmente riportata, è stata
archiviata a fine dicembre.
4
Sermenghi dimettiti o
#TiMandiamoLaPicierno
Minipost
13.01.2016
C'è un caso spinoso in casa Pd che
riguarda anche la sorella del Bomba,
Benedetta Renzi, che è assessore a
Castenaso dove il sindaco Pd Stefano
Sermenghi, renziano di ferro, è sotto
indagine da settembre per minacce nei
confronti del sindaco anti-cemento di
San Lazzaro di Savena (Bologna)
Isabella Conti, anche lei Pd. La Conti ha
bloccato con il voto favorevole dei
consiglieri comunali MoVimento 5 Stelle
una cementificazione da 300 milioni di
euro e denunciato in Procura le pressioni
contro di lei di coop rosse e politici per la
sua decisione. L'assessore Benedetta
Renzi difende a spada tratta il sindaco
indagato di minacce. Il Pd nazionale non
chiede le dimissioni all'ennesimo sindaco
indagato (per di più per minacce) solo
perchè uno degli assessori è la sorella
del premier? Su queste vicenda pesano
come macigni le parole di don Luigi
Ciotti, presidente di Libera che dichiarò
"Anche a Bologna un sistema come
quello mafioso". Chiediamo un atto di
coerenza per il sindaco di Castenaso!
Sermenghi dimettiti e si vada al voto il
prima
possibile.
Altrimenti
#TiMandiamoLaPicierno.
VIDEO La
spesa della Picierno
Olio extravergine italiano: la
qualità ha il suo prezzo
Informazione
13.01.2016
La qualità ha il suo prezzo, è
impossibile ottenere un olio extravergine
di oliva, buono che faccia bene a dei
prezzi come spesso si trovano negli
scaffali della grande distribuzione a 3/4/5
Euro, sicuramente non è un prodotto
italiano, ma poi anche se fosse un
prodotto mediterraneo comunque non è
al 100% naturale o comunque olio
extravergine di oliva. Oggi intervistiamo
Andrea Gradassi, produttore di olio ed
esperto di olivicoltura. Un saluto a tutti
gli amici del Blog di Beppe Grillo, siamo
qui in Umbria per farvi vedere da dove
parte l’olio extravergine di oliva, i costi e
la fatica c’è dietro alla produzione di un
buon prodotto sano e che faccia bene.
L’olio extravergine di oliva è un prodotto
naturale ottenuto dalle olive raccolte
durante il periodo di maturazione e
lavorate
esclusivamente
con
procedimenti
meccanici,
non
c’è
l’utilizzo, né l’aggiunta di nessun altro
ingrediente, è un prodotto naturale
altamente salutare per il nostro corpo.
Come si produce l'olio extravergine Si
parte dalla raccolta delle olive che per
gran parte avviene manualmente o con
l'aiuto di agevolatori meccanici, perché il
90% dell’agricoltura italiana, è ancora
tradizionale, non intensiva e né super
intensiva, quindi la meccanizzazione di
questo processo produttivo è ancora agli
inizi, ci sono molti costi di manodopera e
di produzione, di raccolta. E' importante
dire che per la produzione di olio
extravergine di oliva di alta qualità
bisogna raccogliere le olive nel momento
di maturazione, quando l’oliva non è
completamente
matura
questo
sicuramente dà molta qualità e sapore
sia dal punto di vista di gusto, ma anche
chimico all’olio extravergine di oliva, però
allo stesso tempo comporta delle rese in
olio extravergine di oliva più basse
rispetto a una raccolta tardiva. Questo
cosa vuole dire? Il costo reale dell'olio
extravergine Vuol dire più qualità, ma
meno quantità e quindi un costo
maggiore. - In un giorno manualmente o
con l'aiuto di mezzi meccanici se ne
raccolgono di più, però al massimo un
quintale, un quintale e mezzo d’oliva,
che può fruttare dieci litri d’olio. Dieci litri
d’olio sono 100 Euro, 80 Euro li prende
chi li raccoglie, le spese per la potatura,
per la pulizia del terreno, quindi non è
possibile vendere l’olio a bassi prezzi. Adesso ritiriamo tutto e andiamo al
mulino. - L’oliva deve essere lavorata
fresca, al massimo entro 12 ore dalla
raccolta, così si interrompono tutti gli
eventuali processi fermentativi dell’oliva
che possono nascere in attesa al
frantoio. Il 90% dei frantoi presenti in
Italia sono a ciclo continuo, quindi usano
le
più
moderne
tecnologie
che
permettono di ottimizzare tutte le fasi
dell’estrazione, sempre con un occhio
rivolto alla qualità, la temperatura di
estrazione inferiore ai 27°, una
granulazione se è possibile in assenza di
ossigeno e tante altre cose tecniche che
portano ad ottenere un olio di alta qualità
ma anche con un suo prezzo.
Extravergine al 100% italiano Quando
andiamo a comprare un olio extravergine
di oliva, visto che siamo italiani e ci piace
mangiare italiano, bisogna affidarsi a un
olio extravergine di oliva 100% italiano
da olive coltivate in Italia, leggete bene le
etichette anche perché comprando un
olio italiano si difende anche l’agricoltura
italiana e gli agricoltori italiani e quindi
proteggono
anche
il
territorio,
sicuramente gli oli che costano troppo
poco, quindi dai tre Euro anche ai cinque
Euro, al di là che sia buono o meno ma
non c’è neanche olio extravergine di
oliva, se invece si vuole comprare un olio
extra vergine di oliva, sicuramente
affidiamoci a un prodotto 100% italiano o
anche Dop o di agricoltura biologica,
quindi di denominazione di origine
protetta o di agricoltura biologica, un olio
extravergine di oliva italiano buono, deve
costare almeno sugli otto Euro, cifra
ovviamente che consente agli agricoltori
e anche a tutta la filiera poi produttiva e
distributiva e di affrontare tutti i costi.
Qualità e diversità Poi da qui si può
salire e ci si può sbizzarrire anche da un
punto di vista della qualità e della
diversità che il mercato e che la nostra
agricoltura ci mette a disposizione,
quindi possiamo scegliere per esempio
degli oli monovarietali denominazione di
origine protetta, dalle varie zone d’Italia,
quindi possiamo scegliere un olio 100%
siciliano, umbro, 100% toscano del
Garda etc., pensate solamente che in
Italia esistono più di 400 tipi di olive
diverse e ogni pianta di oliva dà un olio
con dei sentori differenti, questa è anche
un’altra ricchezza dell’Italia che è unica
in tutto il mondo. Gusto e profumo
dell'olio extravergine Un olio extravergine
di oliva non deve avere difetti
all’assaggio, quindi senza arrivare alla
parte chimica, senza arrivare alle analisi,
comunque anche per un non cultore di
questo prodotto è possibile capire se è
un olio extra vergine di oliva buono
oppure no, innanzitutto quindi non deve
avere difetti, quindi non deve avere
sensazioni di rancido, di muffa, terra e
altri difetti che magari sono solo più
tecnici ma lasciano al palato una
sensazione non piacevole, anche il
colore che deve andare dal giallo, al
verde, il colore dipende dalle zone di
produzione perché si può avere un olio
più paglierino al nord o un olio molto
verde smeraldo per esempio del centro
Italia come in Umbria e Toscana, il
profumo è fondamentale, un olio deve
essere floreale, erbaceo, fruttato, sapere
di oliva verde e dare la sanzione di
qualcosa di vivo al gusto, deve
presentarsi altrettanto fresco, erbaceo
con dei sentori che poi i sentori vanno da
posto a posto, da zona geografica a
zona geografica e da oliva a oliva,
pensate solamente che in Italia esistono
più di 400 tipi di olive diverse e ogni
pianta di oliva dà un olio con dei sentori
differenti, al gusto deve presentarsi
fresco,
erbaceo,
profumato
con
retrogusto di piccante e a volte anche
amaro. Gli oli con un’alta presenza di
polifenoli e di antiossidanti hanno proprio
questa nota caratteristica di amaro e
piccante nel finale dell’assaggio.passate
parola!
5
Arrestato il sindaco PD di
Brenta #BallardinDimettiti
Informazione
13.01.2016
Gli amministratori locali del Pd sono
una sciagura per i comuni italiani. Ieri la
notizia dell'iscrizione al registro degli
indagati del sindaco di Como, oggi
arrestano il sindaco Pd di Brenta
Gianpietro Ballardin. Si dimetterà o
amministrerà la città dai domiciliari? Il
garantismo deve essere nei confronti dei
cittadini: devono avere la garanzia
assoluta che chi li governa non è un
corrotto e non li deruba. Con il Pd questa
garanzia non c'è, è al contrario: hai la
certezza
che
non
sarà
così.
#BallardinDimettiti e poi elezioni subito!
Un arrestato al giorno toglie il Pd di
torno. Domani a chi tocca? Sono aperte
le scommesse. "Arrestato il sindaco di
Brenta, Gianpietro Ballardin. Il primo
cittadino, iscritto al Pd ed eletto con una
lista civica vicina al centrosinistra, si
trova ai domiciliari. L'accusa sarebbe
falso commesso da pubblico ufficiale,
reato che avrebbe commesso nelle vesti
di presidente del Consorzio del Medio
Verbano. VIDEO Le bugie della piddina
Rotta in TV
Raggiunto da ordinanza
anche l’ex comandante della Polizia
locale del Medio Verbano, Ettore
Bezzolato, già fermato l'agosto scorso
con l'accusa di peculato. E proprio a
questa vicenda dell'estate scorsa
sembrerebbe essere collegata l'inchiesta
che ha fatto scattare il nuovo
provvedimento nei confronti di Bezzolato
e l'arresto di Ballardin, eseguito dalla
Guardia di finanza di Luino." Fonte
Leggi e diffondi l'ELENCO PIDDINI
INDAGATI Ps: questa notizia non sarà
ripresa da nessun media asservito alla
propaganda. Per favore diffondila in
Rete.
Eurodeputato Pd indagato
per voto di scambio mafioso
#CaputoDimettiti
Informazione
14.01.2016
votare per lui alle regionali? Quanti voti
del Pd alle europee sono stati portati
dalla camorra per arrivare al 41%? I voti
della camorra sono serviti anche
all'elezione di altri europarlamentari nella
stessa circoscrizione? Nessuno nel Pd
sa nulla o stanno coprendo Caputo
perchè i suoi voti fanno comodo? Perchè
Caputo
non
si
è
dimesso
immediatamente? Domande che forse
resteranno
senza
risposta.
#CaputoDimettiti! Ps: qualcuno avvisi
Saviano. VIDEO Ciarambino e il M5S
contro la camorra!
Il #Taharrush di Capodanno
Minipost
14.01.2016
di Marcello Foa "Provate a immaginare
una donna che cammina per strada e
che ha solo una colpa: veste
all’occidentale e non è accompagnata da
un uomo appartenente alla sua famiglia.
Improvvisamente viene circondata da un
gruppo di uomini, dieci, venti talvolta di
più. Alcuni la circondano, altri fanno da
palo e sviano i curiosi. Dal gruppo si
staccano tre o quattro che iniziano a
toccare i seni della poveretta, le toccano
il sedere, se ha la sventura di portare la
gonna, gliela alzano, le strappano le
mutande e le infilano le mani nelle parti
intime tra risa e scherni. In internet gira il
video di una donna filmata durante
questa pratica: se ve la sentite ascoltate
il suo urlo. E’ agghiacciante. Le più
fortunate vengono lasciate andare, le
altre vengono violentate dal branco.
Attenzione, questo video mette a prova
la vostra sensibilità:
La pratica si
chiama Taharrush ed è segnalata nei
Paesi del Golfo, a cominciare dall’Arabia
Saudita, ma anche in Tunisia, in Egitto,
in Marocco, soprattutto al termine del
Ramadan ma in genere in occasione di
grandi assembramenti. Perché la folla è
ricercata dagli uomini che praticano le
molestie
di gruppo, la folla aiuta,
nasconde, relativizza, la folla aiuta a
punire le donne non velate. Come quelle
che festeggiavano l’avvento del nuovo
anno a Colonia e nelle altre città
tedesche la notte di Capodanno. La Bild
l’altro giorno ha pubblicato i verbali delle
donne che sono state aggredite. E’ un
resoconto dell’orrore. A tutte hanno
cercato di infilare dita nelle parti più
intime. A tutte sono stati palpati seni e
sedere. Tutte sono state circondate,
umiliate, derubate. Alcune sono state
violentate. Ricorda qualcosa? Sì lo avete
capito. Nelle piazze tedesche è stato
praticato il Taharrush, il “gioco” dello
stupro e non è una supposizione
giornalistica ma la conclusione a cui è
giunta la Polizia federale tedesca, che
ora è molto preoccupata perché teme il
ripetersi di questi episodi. Dovremmo
esserlo anche noi, ma scommetto che
pochi di voi, cari lettori, avrete letto
grandi titoli al riguardo. Come è avvenuto
sin dall’inizio di questa drammatica
vicenda, nei grandi media prevalgono
l’imbarazzo, il silenzio, la compiacenza
del politicamente corretto, dunque il
desiderio ricorrente di non offendere il
“diverso”. Nemmeno se è un criminale. E
qui occorre puntualizzare. Nessuno
pensa che tutti gli islamici pratichino il
Taharrush. Al contrario: nel Maghreb le
autorità arabe e la maggior parte degli
Imam condannano e perseguono il
comportamento disumano compiuto da
piccole minoranze. Dunque non si tratta
di criminalizzare l’Islam, né tutti gli
immigrati, bensì di capire, segnando il
confine tra l’accoglienza e l’abuso, tra
Il Pd è il partito preferito dalla camorra.
L'attuale europarlamentare Pd Nicola
Caputo, secondo i PM è stato "il
referente dei Casalesi in Regione"
Campania a partire dal 2010 quando fu
eletto consigliere grazie all'intervento
della camorra secondo la DDA. E'
indagato per voto di scambio politico
mafioso: "E' il marzo del 2010 e in una
Peugeot 307 chiacchierano Benito Lanza
e Antonio Cerullo, entrambi accusati di
far parte del clan dei casalesi, il primo
delegato dal boss Antonio Iovine a
tenere i rapporti con la politica. Lanza
racconta a Cerullo quello che gli ha
riferito Dionigi Magliulo: "Io sto lavorando
da quattro anni, ora per la campagna
elettorale per la Regione, ci ho rimesso
altri 100.000 euro". Lanza cita la
promessa di Caputo a Magliulo: «Prima
delle elezioni ti faccio il finanziamento»."
Secondo l'accusa l'allora consigliere Pd
avrebbe smosso mari e monti per far
ottenere ad un gruppo di imprenditori
molto vicini a lui (che come risulta dalle
intercettazioni citate sopra lo avrebbe
finanziato per almeno 100 mila euro) la
concessione per realizzare uno svincolo
autostradale
sulla
strada
statale
Nola-Villa Literno. Il Pd è una garanzia.
Caputo era stato indagato già nel 2013
nello scandalo rimborsi scoppiato in
Regione Campania per truffa e peculato
(quest'ultima accusa poi caduta). Essere
indagato per truffa e peculato nel Pd fa
curriculum e così, dopo averlo definito
incandidabile nel 2013 per calmare un
po' le acque, nel 2014 viene candidato
dal Pd al Parlamento Europeo perchè è
in grado di accapparrare un sacco di
voti. Oltretutto i suoi voti, secondo fonti
stampa, servivano a Pina Picierno per
garantirle una poltrona a Bruxelles:
"Partito democratico: giacobino o
garantista? Secondo la convenienza del
momento, che, in questo caso, potrebbe
coincidere con la necessità di assicurare
un'ancora territoriale alla capolista per le
Europee della circoscrizione meridionale
Pina Picierno, bravissima nelle relazioni
romane, non si sa ancora quanto nella
raccolta delle preferenze [...] Il tandem
Caputo-Picierno potrebbe assicurare,
insomma, alla capolista una buona dote
di voti nella «sua» Terra di Lavoro".
Caputo sarà sentito in procura entro fine
mese. Nel frattempo deve dimettersi
immediatamente, le accuse a suo carico
sono pesantissime. Il suo principale
serbatoio elettorale è Villa di Briano,
comune campano a guida Pd sciolto per
mafia quest'estate nel silenzio generale.
Perchè i dirigenti Pd non chiedono al loro
eurodeputato re delle preferenze perchè
due camorristi in macchina dicevano di
6
l’integrazione e l’arroganza." Marcello
Foa, continua a leggere sul blog
Con il #microcredito il M5S
fa tornare le banche al
servizio dei cittadini
Economia
15.01.2016
"Da decenni i partiti usano le banche
come appendici clientelari, per sostenere
gli amici degli amici, gli imprenditori
collusi con il sistema politico o addirittura
con la criminalità organizzata. Il governo
schiaccia i risparmiatori e li lascia per
strada, mentre si gode i suoi Rolex e
protegge le caste dei banchieri,
soprattutto quando questi ultimi sono
parenti stretti dei ministri in carica, vedi il
caso Boschi-Etruria. Il MoVimento 5
Stelle invece discute, tratta e sigla intese
con gli istituti per sostenere, attraverso il
Microcredito, le piccole imprese e per
aiutare i cittadini. E’ un altro modo,
radicalmente diverso, di concepire il
rapporto tra il credito e la collettività.
Grazie a noi il credito funziona sul serio.
Meno soldi ai furbi, ai faccendieri e più
risorse alle idee, ai coraggiosi, a chi
crede nel futuro del Paese. I beneficiari
del Microcredito sono ormai vicini a
quota mille, ma il progetto sta per
conoscere un altro momento di forte
espansione. Il M5S, infatti, fa fruttare
davvero la restituzione delle eccedenze
degli stipendi degli eletti e ha lavorato
duro per sottoscrivere con Intesa
Sanpaolo un accordo snello e chiaro sul
Microcredito. Ne è scaturito un
documento semplice e trasparente. Un
opuscolo che chiunque può scaricare,
leggere e capire e che impegna le oltre
4mila filiali di Intesa in un rapporto senza
margini di equivoco con i richiedenti.
Una differenza enorme rispetto alle
paginate, fitte fitte di clausole capziose e
di trappole, dei contratti-truffa che le
banche (con la complice assenza della
vigilanza) hanno usato per turlupinare i
risparmiatori e convincerli a comprare
prodotti di risparmio che si sono poi
rivelati bombe a orologeria.
VIDEO
#MicrocreditoInAzione:
La
raccolta
differenziata di GreenEvo Il M5S non ci
ha messo solo i soldi degli stipendi degli
eletti. Ma con il Microcredito ha messo in
campo una vera e propria manovra
economica, un modello di sviluppo
alternativo. Abbiamo intessuto accordi
con i consulenti del lavoro, con gli istituti
di credito, siamo in fase di dialogo
avanzato con l’Ordine dei commercialisti.
E teniamo il fiato sul collo delle banche
affinché
applichino
condizioni
effettivamente vantaggiose a chi richiede
il finanziamento. Il M5S ha curato ogni
aspetto del meccanismo, ha battuto
palmo palmo il Paese e le categorie
professionali coinvolte per spuntare le
migliori condizioni possibili in favore dei
piccoli imprenditori, dei professionisti, dei
giovani senza Rolex che vogliono
provarci. Intesa Sanpaolo, a partire dal
18 gennaio, offrirà dunque un tasso fisso
7
davvero vantaggioso: al 5,50% (Taeg
5,894%) indipendente dalla valutazione
del merito di credito. Non ci sono spese
di istruttoria e non è richiesta alcuna
garanzia reale. In più, l’istituto aiuterà
gratuitamente il beneficiario nella
valutazione della fattibilità dell’idea, nella
redazione del business plan e, via via,
nella fase di avanzamento dell’attività.
Dal 25 gennaio, poi, saranno disponibili
anche un call center (800.303306) e un
canale web dedicati al Microcredito, per
ogni richiesta di informazione. Governo
e partiti hanno messo il Paese al servizio
delle banche. Con il M5S le banche
tornano al servizio dell’economia reale."
Luigi Di Maio, Mattia Fantinati e Carla
Ruocco - portavoce M5S Camera
P.S. Le liste presentate per i comuni che
vanno a elezioni devono essere
certificate prima di potersi accreditare
come lista del MoVimento 5 Stelle. Si
invitano le liste a non accreditarsi o
comunicare in nome del MoVimento 5
Stelle prima di aver ricevuto la
certificazione. Non ci sono liste
certificate al momento per la città di
Vittoria.
Berlusconi farnetica sul
#RedditoDiCittadinanza
Minipost
15.01.2016
"Per Berlusconi il M5S è diventato
ufficialmente un incubo e per batterlo e
far sì che siano lui e Salvini al
ballottaggio con i loro amici del Pd, è
persino disposto a dichiarare il falso. L'ex
Presidente del Consiglio, infatti, sostiene
che il Reddito di cittadinanza del M5S
verrebbe finanziato con la tassa di
successione e che quindi il 50% dei beni
ereditati andrebbe in favore dello Stato.
Si tratta di affermazioni del tutto false e
prive
di
qualsiasi
fondamento.
Evidentemente Berlusconi non ha avuto
ancora tempo e modo di leggere con
attenzione il disegno di legge n. 1148 del
M5S depositato al Senato ed ora in
discussione
nella
apposita
Commissione, relativo al Reddito di
cittadinanza, ed in particolare l'art. 20 del
medesimo dove sono specificate tutte le
coperture e tra le quali non c'è la tassa di
successione asserita dal'ex Presidente
del Consiglio. Premesso che oggi in
Italia ci sono circa 9 milioni di cittadini
che vivono sotto la soglia di povertà, di
cui circa 400 mila pensionati, e tenuto
conto che Berlusconi ha più volte
dichiarato che sarebbe sua volontà
aumentare la pensione minima, cogliamo
l'occasione per informare l'ex premier
che con l'introduzione della nostra
misura aumenterebbero anche le
pensioni minime così come da lui
promesso e mai attuato. Ne consegue,
dunque, che per un fatto di coerenza
persino l'ex Presidente del Consiglio
dovrebbe
iniziare
ad
appoggiare
l'introduzione in Italia di questa misura
già esistente in quasi tutta Europa"
Nunzia Catalfo, M5S Senato VIDEO
Silvio Berlusconi: tutto quello che non sai
su di lui
Il sindaco Pd di Catania
nulla vede e nulla sa
#BiancoDimettiti
Informazione
15.01.2016
Oggi, per ora, non hanno ancora
indagato o arrestato nessun esponente
del Pd. Ma a Catania è scoppiato il caso
dei due consiglieri comunali della
maggioranza
legati
con
persone
riconducibili ad ambienti mafiosi. Il
sindaco piddino di Catania Enzo Bianco
è stato convocato ieri pomeriggio davanti
alla commissione nazionale antimafia,
ma lui dice di non saperne nulla. Lui è
ignaro. Bianco non è certo un novellino,
è in politica da decadi. E' stato alla
Camera, è stato in Senato, è stato
ministro, è stato più volte sindaco di
Catania. E' stato anche coinvolto nello
scandalo dei finanziamenti pubblici
dell'ex partito la Margherita da Luigi Lusi,
tesoriere della Margherita. Do you
remember Lusi? Da Wikipedia: "Lusi
sostenne di aver versato a Enzo Bianco
una somma mensile di 3.000 euro, poi
passata a 5.500 euro, in qualità di
presidente della defunta assemblea della
Margherita. Sebbene l'operazione fosse
formalmente legale, Bianco inizialmente
negò tutto tentando di non essere
coinvolto
nello
scandalo.
Successivamente ammise di aver
ricevuto quel denaro giustificandosi
dicendo che lo aveva usato per fare
politica." E per cosa sennò? Con questo
popo di curriculum non è stato in grado
di accorgersi dei suoi consiglieri che
hanno legami con persone legate alla
mafia. Capita. Bianco ha fatto il suo
tempo: è bollito, il consiglio comunale è a
serio rischio di infiltrazioni mafiose e i
catanesi
hanno
bisogno
di
un'amministrazione attenta, reattiva e
senza macchie. #BiancoDimettiti e
nuove elezioni per Catania! di seguito il
comunicato dei parlamentari del M5S in
Commissione Antimafia e dei consiglieri
regionali M5S Sicilia "Il sindaco Pd di
Catania Bianco si dimetta. E’ emerso
che 3 consiglieri, di cui 2 di
maggioranza, la consigliera comunale
Erika
Marco
(della
lista
"Il
Megafono-Crocetta") ed il Presidente di
Circoscrizione Lorenzo Leone (della
"Coalizione centrosinistra - Lista articolo
4") hanno legami con persone legate alla
mafia. La richiesta è stata avanzata nella
stessa commissione antimafia. Ecco i
fatti. Per Erika Marco, facendo
riferimento
alla
relazione
della
Commissione regionale antimafia "vi
sono legami tra la stessa consigliera e
Rosario Pantellario, fratello di Giovanni,
condannato per il 416-bis e oggi
collaboratore di giustizia. Inoltre il padre,
che è condannato per gravi reati ,
avrebbe vinto un appalto al Comune ma
la prefettura ha annullato il nulla-osta
antimafia (dopo richiesta di chiarimento
8
della Commissione)". Lorenzo Leone,
presidente della VI Circoscrizione di
Catania è invece fratello di Gaetano, che
ha a suo carico numerosissimi
precedenti penali, tra cui anche
estorsione, 416bis per associazione
mafiosa con il Clan Santapaola. Il clan
Santapaola tra l’altro opera in zone
rientranti nella VI Circoscrizione, quella
di Lorenzo Leone.
VIDEO Come
combattiamo la mafia a #Bagheria5Stelle
All’opposizione troviamo invece
Riccardo Pellegrino, consigliere di Forza
Italia fratello di Gaetano Pellegrino,
indagato per 416 bis-associazione
mafiosa. La Commissione paventava il
rischio di scambio elettorale politico
mafioso (boss Mazzei Santo). Visto il
gran numero di voti ottenuti da Pellegrino
in un quartiere di San Cristoforo, noto
per altissima densità criminale. Alle
nostre richieste di dimissioni il sindaco di
Catania del Pd ha preferito non
rispondere in quanto si è dichiarato
ignaro, nonostante le vicende siano note
da un anno. Chicca finale del sindaco
Bianco, la sua negazione della
conoscenza dell’indagine per concorso
esterno in associazione mafiosa a carico
dell’editore Ciancio, nonostante questa
sia di pubblico dominio da anni." I
parlamentari del M5S in Commissione
Antimafia e i consiglieri regionali M5S
Sicilia
Il M5S a Brenta per le
dimissioni del sindaco Pd
arrestato Ballardin
#TiMandiamoLaPicierno
La geopolitca del terrore
#InfoTerrorismo
Minipost
15.01.2016
"Dopo l’approfondimento sull’ISIS della
prima puntata, continua il nostro
percorso informativo dedicato al tema
“Terrorismo”. Nella prima puntata
abbiamo spiegato cos'è e come nasce
l'ISIS. Ma quali sono gli interessi che lo
alimentano? Perché l'ISIS esiste ancora
nonostante tutte le potenze mondiali gli
abbiano, di fatto, dichiarato guerra?
Interessi militari, infrastrutture e petrolio
muovono i fili di questo grande mostro.
In questa puntata approfondiremo i reali
pericoli, le alleanze e le falle del sistema
occidentale in questa "GEOPOLITICA
DEL TERRORE"
La Siria La Siria
rappresenta, oggi, il Paese più
importante per il futuro assetto degli
equilibri globali. Quali sono le forze in
campo anti-Isis? Da una parte l’alleanza
tra il Governo siriano di Bashar al-Assad,
la Russia, l’Iran e ed Hezbollah.
Dall’altra, la cosiddetta “coalizione
internazionale” formata da 67 Paesi a
guida Stati Uniti con l’apporto degli
alleati regionali dell’Arabia Saudita e
Qatar, Paesi che da sempre hanno
cercato la destituzione del presidente
siriano Assad, e a cui si aggiunge anche
la Turchia, Paese NATO dal ruolo
ambiguo coinvolta nel traffico illecito di
petrolio con l’Isis. In questo contesto,
l’Isis, che controlla oggi ampi strati di
territorio
della
Siria
e
dell’Iraq,
rappresenta un vero e proprio strumento
geopolitico per le due coalizioni:
statunitensi e russi lo utilizzano per
combattere una guerra fredda 2.0; - i
turchi per la loro “profondità strategica”
contro i nemici storici dei curdi; - gli
iraniani per giustificare la loro presenza
militare in Siria e in Iraq; - infine le
monarchie sunnite, nella storica lotta per
il controllo regionale, utilizzano l’Isis per
portare avanti una guerra per procura
contro Teheran (cuore della religione
sciita) e destituire Assad. Poi ci sono i
cosiddetti “ribelli moderarti”, che in realtà
oggi sono composti in grande parte da
mercenari pronti a cambiare casacca in
favore dei soldi. Questi rappresentano il
punto di riferimento della “coalizione
internazionale” per il futuro della Siria.
Supportati, finanziati e armati dagli Stati
Uniti e dai suoi alleati regionali, sono
perlopiù confluiti nei gruppi terroristici di
Al-Nusra. Secondo il Centre on Religion
and Geopolitics “oltre il 60% dei
cosiddetti ribelli moderati in Siria,
condividono visioni e ideologie dell’Isis”.
Nella guerra per procura in Siria i “ribelli
moderati”
sono
semplicemente
l'avamposto delle potenze regionali che
mirano alla destituzione di Assad. Per
scelta del Governo Monti, del suo
Ministro degli Esteri Giulio Terzi e dopo
la nota conferenza con gli “Amici della
Siria” del 28 febbraio 2013 tenuta a
Roma, i “ribelli moderati” sono divenuti
anche gli interlocutori dell'Italia. Questo è
il quadro delle forze in campo, ma per
capire la distruzione della Siria come
stato sovrano dobbiamo fare un passo
indietro e avere in mente qualche data.
2009-2010:
Damasco
respinge
il
progetto turco-qatariota di un gasdotto
per
approvvigionare
l’Europa,
in
concorrenza alla russa Gazprom. 2011:
Damasco privilegia l’accordo per il
progetto “Islamic Pipeline” che coinvolge
Nonostante le richieste immediate del
MoVimento 5 Stelle, il sindaco Pd di
Brenta Ballardin arrestato qualche giorno
fa non ha ancora rassegnato le sue
dimissioni. Per il Pd non c'è problema: la
città può essere amministrata da un
sindaco ai domiciliari. Il M5S l'aveva
avvisato e oggi gli ha mandato la
Picierno. Parte da Brenta il giro d'Italia
degli amministratori Pd indagati e
arrestati. Sarà un lungo viaggio.
"I
portavoce del MoVimento 5 Stelle in
Regione Lombardia Silvana Carcano,
Paola Macchi e Dario Violi, insieme ai
parlamentari Giorgio Sorial, Danilo
Toninelli, Cosimo Petraroli, Manlio Di
Stefano e i candidati sindaco del M5S di
Milano Patrizia Bedori e di Varese
Alberto Staidl hanno manifestato questa
mattina davanti al municipio di Brenta
per chiedere le dimissioni del sindaco
Gianpietro Ballardin, iscritto al Pd ed
eletto con una lista civica vicina al
centrosinistra e attualmente agli arresti
domiciliari con l'accusa di falso
commesso da pubblico ufficiale. Per il
MoVimento 5 Stelle chiunque ricopra
una carica istituzionale, se si ritrova
indagato o condannato, non può
continuare ad assolvere la funzione
pubblica. Con noi c'era simbolicamente
anche Pina Picierno che non ha mai
mosso un dito per nessuno degli 83
indagati Pd che ancora siedono sulle
loro comode poltrone. VIDEO Il M5S
manifesta a Brenta con la Picierno
Questo è solo il primo comune in cui
andremo a chiedere le dimissioni delle
cariche
istituzionali
indagate
e
condannate. Andremo a stanarli e a
metterli davanti alle loro responsabilità,
anche se, visto la diffusione del
fenomeno, questo dovesse significare
fare un vero e proprio giro d'Italia." I
portavoce del M5S Lombardia
Informazione
16.01.2016
9
Siria, Iraq e Iran. Prima di allora la Siria
era stata ignorata in quanto ritenuta
meno ricca di petrolio e gas rispetto al
club dei petrodollari del Golfo (Arabia
Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti in
particolare). In seguito a questo accordo,
sostenuto da Assad, la Siria aumenta
notevolmente la sua importanza come
corridoio energetico regionale grazie
anche alla scoperta di potenziali
giacimenti di petrolio e gas in mare
aperto. 2011-2013: L’accordo è
formalmente annunciato mentre la
tragedia siriana è già in atto. La guerra
civile, nata da manifestazioni sull’onda
della cosiddetta “primavera araba”, si
prolunga. Assad non cade e gli Stati
Uniti, a causa del veto da parte della
Cina e della Russia nel Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite, devono
rinunciare alla decisione già presa di
invasione della Siria, limitandosi soltanto
a dare supporto ai “ribelli moderati”.
2014: i miliziani dell’Isis, ben armati e
finanziati, puntano l’Iraq filoamericano,
spingendosi fino alle porte di Baghdad e
di Mosul. Parte un’escalation mediatica
dalle gigantesche proporzioni: l’Isis
diventa il pericolo n.1 per l’Occidente e
un problema per Obama il quale
annuncia la nascita, appunto, della
Coalizione internazionale anti-Isis di cui
vi abbiamo detto, insieme all’Arabia
Saudita e il Qatar, oggi ritenuti
finanziatori del terrorismo. E non è un
caso che in oltre un anno di operazioni
aeree, i risultati non si siano visti. Circa il
60-70% dei raid si conclude con un nulla
di fatto. 2015: dopo gli attentati di Parigi
del 13 novembre, la Coalizione
internazionale anti-Isis prende nuova
linfa grazie ai bombardamenti di Francia,
Germania e Regno Unito. I risultati
continuano, però, a scarseggiare.
Esemplare diventa un dato relativo alla
Francia: nella guerra all’ex-Jugoslavia
della Nato nel 1999, l’aviazione francese
portava a termine 52 missioni al giorno,
oggi contro l’Isis ne porta a termine sei al
giorno. I referenti sul campo restano la
principale
debolezza
di
questa
operazione: i “ribelli moderati”, infatti,
sono
maggiormente
impegnati
a
combattere il Governo di Damasco
piuttosto che l’Isis. La Siria oggi è a un
bivio che presenta due scenari. Il primo:
sconfitta
dell’Isis
grazie
a
un
coordinamento delle due coalizioni in
campo e un futuro politico deciso
esclusivamente dal popolo siriano;
Secondo: la destituzione di Assad, con
l’Occidente in grado di influenzare la
“transizione politica” del Paese, come
avvenuto in passato in Libia e in Iraq. In
quest’ultimo caso, la Russia perderebbe
la sua base navale a Tartus, l’Iran il suo
corridoio con gli Hezbollah e la sua
influenza regionale. Mosca e Teheran
hanno dimostrato di essere disposti a
tutto per evitare questa ipotesi che
potrebbe sfociare nella terza guerra
mondiale. A complicare le cose, le
recenti decisioni della Turchia
di
invadere l’Iraq del Nord e di abbattere,
nel novembre 2015, il jet russo che
transitava sui cieli siriani. Non è
sbagliato affermare che il futuro del
mondo è appeso a un filo chiamato Siria.
Se a prevalere sarà ancora una volta
un'imposizione dell'Occidente e non una
libera scelta del popolo siriano, saremmo
di fronte ad una guerra dalle
conseguenze non prevedibili. L'Isis è, a
parole, il nemico di tutti, ma anche lo
strumento per raggiungere i propri
obiettivi geopolitici. Con gli attentati di
Parigi, l'Isis ha colpito l'Europa. Può farlo
ancora? Chi sono e come comunicano i
terroristi nel nostro continente? A queste
domande proveremo a rispondere col
prossimo video." Commissione Esteri
M5S
Il M5S protegge chi
denuncia #Whistleblowing
Minipost
16.01.2016
"Negli scorsi mesi vi abbiamo
raccontato di una società partecipata da
Regione Lombardia, Fnm (Ferrovie Nord
Milano), che si era trasformata in una
scandalosa parentopoli, nel bancomat
personale di manager indegni e ufficio di
collocamento per la politica. Una vicenda
che vide il M5S schierato in prima in
linea per denunciare lo scandalo prima,
e per esortare una doverosa inversione
di tendenza poi, con la partecipazione
all’assemblea dei soci di fine maggio
scorso insieme a Beppe Grillo. Il caso
era scoppiato grazie al coraggio di un
dipendente, Andrea Franzoso, che
aveva svelato le spese folli del
presidente Achille. Un coraggio pagato a
caro prezzo. Perché a riflettori spenti il
ragazzo ha denunciato di essere stato
rimosso dal suo incarico e, come si
legge nel ricorso presentato in tribunale,
“costretto a trascorrere la giornata
lavorativa nella più completa inattività e
con progressivo isolamento”, con i
colleghi restii ad avvicinarsi per timore di
ritorsioni della società anche nei loro
confronti. Oggi abbiamo chiesto alla
giunta Maroni spiegazioni su questa
avvilente vicenda che fa perdere ancor di
più la fiducia nelle istituzioni e nei suoi
enti, ma abbiamo sbattuto su un muro di
gomma. Abbiamo chiesto cosa intende
fare Regione Lombardia in concreto per
tutelare quei dipendenti che hanno
assunto la posizione di whistleblower,
esattamente come ha fatto Andrea,
denunciando le irregolarità dall’interno e
collaborando nella prevenzione dei
fenomeni di corruzione e illegalità, ma
Maroni ha preferito voltare lo sguardo
dall’altra parte, e in un certo modo
giustificare con la sua inerzia l’operato
della sua partecipata. Ma noi non
molliamo. Chiediamo a tutti i dipendenti
delle partecipate, di fronte alle stesse
situazioni, di prendere esempio da
Andrea! Il MoVimento 5 Stelle sarà
sempre al vostro fianco. La protezione e
la valorizzazione di chi denuncia è uno
dei nostri obiettivi più importanti. Per
questo motivo continuiamo a sostenere
la necessità di approvare in parlamento
la proposta di legge del M5S a tutela del
whistleblowing a prima firma Francesca
Businarolo."
Stefano
Buffagni
–
Capogruppo del M5S Lombardia
10
Il sindaco Pd di Siena
indagato per truffa
#ValentiniDimettiti
Informazione
16.01.2016
Il 16 dicembre 2015, esattamente un
mese fa, l'ennesimo sindaco piddino
veniva raggiunto da un avviso di
garanzia. Nessun telegiornale di regime
riportò la notizia. Si trattava di Bruno
Valentini, sindaco Pd di Siena e,
ovviamente, indagato. Le ipotesi di reato
sono: falso in atto pubblico, abuso
d'ufficio e truffa aggravata per il
conseguimento di erogazioni pubbliche.
Gli accertamenti della procura avrebbero
evidenziato le condotte illecite del
sindaco piddino e dell'ex presidente e
fondatore dell'associazione dilettantistica
sportiva Siena Baseball Monteriggioni,
che "secondo quanto si apprende da
fonti vicine all'inchiesta i due sarebbero
stati legati da vincoli di amicizia e di
comune militanza politica". Il Pd è il
miglior partito per organizzare una truffa
ai danni della collettività: nessuno ti
caccia dalla poltrona, i media vengono
silenziati e si fa carriera. L'elenco in
continuo aggiornamento degli indagati
del Pd lo dimostra. I senesi devono
convivere con l'angoscia del fallimento di
MPS (un'azione oggi vale meno di un
caffè) che devasterebbe l'economia della
città, non possono pure essere
amministrati da un sindaco su cui pesa
un'accusa così grave. Valentini deve
dimettersi immediatamente e lasciare
che Siena torni al voto già in primavera.
Se non lo farà entro i prossimi giorni
andremo a trovarlo molto presto con un
ospite d'eccezione, come successo ieri
al sindaco Pd arrestato a Brenta, da cui
è
iniziato
il
giro
d'Italia
degli
amministratori Pd indagati e arrestati.
#ValentiniDimettiti, il conto alla rovescia
è iniziato. Stiamo arrivando. VIDEO Il
M5S manifesta a Brenta con la Picierno
#timandiamolaPicierno
Scarica

Fonte - Blog di Beppe Grillo