Istituto Comprensivo “Taccone-Gallucci” di Mileto
PON “RISCOPRIAMO
L’ITALIANO 2”
PARAVATI
ESPERTO
Maria Francesca
Durante
LA VOCE DI PARAVATI
V O L U M E
TUTOR
Caterina Leotta
1 ,
N U M E R O
1
2 7 / 3 / 2 0 1 4
“RISCOPRIAMO L’ITALIANO 2”
IL PROGETTO
ALUNNI
Fortunato Angillieri
Loubna Arif
Danilo Colloca
Mary Cullia
Nicolò Currà
DECISI
Un’immagine del
gruppo
di redazione del
periodico
“L’ora di
Paravati”
in
occasione
dell’uscita
della sua
prima
edizione.
Domenica Currà
Antonio Currà
Ilenia Dimasi
Martina Fogliaro
Rosario Galati
Fortunata Galati
Maria Pia Greco
Mariangela Greco
Fortunato Labate
Antonella Loiacono
Salvatore Lombardo
Stella Mazzeo
Cristina Nicolaci
Nicola Polito
“Riscopriamo l'Italiano 2”: è
Ilenia Solano
Ilenia Vardaro
IN EVIDENZA
Visita al Museo
diocesano
2
In ricordo di
Mamma Natuzza
3
L’orchestra d’Istitu- 4
to
Il Presepe vivente
Paravati
5
L’assurdo gioco
della Nek nomina-
12
questo il titolo del progetto
avviato dall'Istituto Comprensivo di Mileto, finanziato con i
Fondi strutturali Europei per il
potenziamento delle competenze di base.
Si è trattato di un progetto
molto utile, che ha aiutato gli
alunni della scuola media ad
approfondire la grammatica
con spiegazioni ed esercizi
attraverso l'uso della lavagna
interattiva multimediale e
delle postazioni internet in
dotazione alla scuola.
Divertente e stimolante, il
percorso è stato guidato dalla
professoressa Maria Francesca
Durante, che è stata validamente coadiuvata dalla professoressa Caterina Leotta, do-
cente tutor.
Il successo del progetto è
stato confermato dall'assidua
frequenza degli studenti: ben
ventuno alunni provenienti
dalle classi terze della scuola
secondaria di primo grado di
Paravati, i quali hanno partecipato attivamente alle lezioni,
prendendo parte a due incontri settimanali della durata di
due ore ciascuno.
Nel corso delle cinquanta ore
di lezione i ragazzi hanno approfondito la grammatica di
base, in particolare dei complementi. Inoltre, gli stessi
hanno svolto alcune prove
INVALSI online ed hanno
creato un divertente opuscolo
di analisi logica, corredato da
immagine esplicative riguardanti i Simpson.
Nella seconda fase del percorso gli studenti sono stati guidati nell’elaborazione di articoli riguardanti temi differenti
a loro vicini, come il Presepe
vivente di Paravati, “Mamma
Natuzza”, il Carnevale e i carri
allegorici. I prodotti realizzati
sono stati raccolti all'interno
di un giornalino, che è stato
utile agli alunni per elaborare
meglio il testo e far emergere
l'interesse per il giornalismo
da parte degli studenti.
Il titolo scelto è stato “La
voce di Paravati”, per indicare
che anche per la frazione di
Mileto è giunta l’ora di “farsi
sentire”.
Martina Fogliaro
PAGINA
2
Una giornata al Museo Diocesano
Leone Stiloforo
di anonimo
scultore meridionale
E' stata una giornata diversa dalle
e ha anche parlato della struttura del
altre quella di venerdì 21 feb-
museo, che si trova in un edificio otto-
braio, perché le classi 3D e
centesco di fianco alla Cattedrale.
3C della scuola secondaria
La
di primo grado di Paravati
sale: quelle del piano terra con-
hanno visitato il Museo Sta-
tengono manufatti litici e mar-
tale di Mileto.
morei di età romana provenienti
All'ingresso, gli alunni e i
dall'antica
docenti
sono stati
della storia
millenaria e
nobile della città
di Mileto”
dettina della Santissima Trinità
e dalla Vecchia Cattredale. Al
Dalle sue parole è emerso
una ricca sezione di argenti, ma
rendendo
primo piano del museo si trova
visita davvero speciale.
quanto
il
Museo
sia
sono anche presenti
uno
dipinti che raccontano la storia
lettura critica della storia
millenaria
e
nobile
della città.
della
«Pur se molti manufatti sono
città di Mileto. Una storia
andati perduti o dispersi — ha
Trifollaro coniato
visto la città essere prima nella zecca di Mileto continuato la guida—
l'esposizione museale conferisce a
sede episcopale del Meridiomolto
particolare
che
ha
da avere persino una propria zecca per il conio delle monete.
ll signor Giuseppe Currà,
tutte le opere la massima rico-
noscibilità storico-culturale in riferimento sia al contesto sia al significato
culturale ed artistico in senso stretto.»
Mary Cullia
infatti, ha parlato dell’istituzione
del
Martina Fogliaro
Museo
Statale, voluta nel 1997
Vergine della
pace
da monsignor Domenico
Tarcisio Cortese per la
G. naso
(sec. XIX)
necessità di sistemare e
valorizzare l’enorme patrimonio artistico cittadino, ha poi raccontato
la storia di Mileto, soffermandosi sul periodo Normanno,
VOCE
numerosi
parati sacri, oltre a sculture e
strumento prezioso per la
ne e divenire talmente importante
LA
centro
quella
percorso,
lettura critica
Hipponium,
provenienti dall'ex abbazia bene-
accompagnati per tutto il
prezioso per la
numerose
sono poi manufatti medioevali
la guida del Museo, che li ha
strumento
ospita
romano nei pressi di Mileto, vi
accolti
dal signor Giuseppe Currà,
“Il museo è uno
struttura
DI
PARAVATI
Un particolare
del sarcofago
Sanseverino
Maestro di
Mileto
(sec. XIV)
VOLUME
1,
NUMERO
1
PAGINA
3
Mamma Natuzza: una donna Mandata da Dio
seconda mamma.
Già fin da piccola lei aveva delle
manifestazioni divine: nel periodi
della quaresima comparivano sul
suo corpo le stimmate e inoltre C' era una donna mandata da Dio,
poteva vedere angeli e santi.
che aveva gli stessi segni di padre Pio.
La giovane Natuzza lavorava in Era Natuzza una donna amata e da tutti stimata.
casa di un avvocato quando un
pomeriggio giunsero degli ospiti a Da paesi lontani arrivavano le persone ,
fare visita al suo datore di lavoro. per avere solo un po' di consolazione .
Servendo il caffè la donna si ac- Vedeva gli Angeli, Dio e la Madonna
corse però che le tazzine preparate
non erano sufficienti per tutti, ma anche se era una povera donna .
queste altre persone non potevano Grande era il suo cuore
essere viste né dagli ospiti né dalla capace di sostenere ogni dolore .
padrona di casa. Per questo e per
altri motivi Natuzza venne ricove- Persone piangenti andavano
rata in un manicomio, e su di lei per sapere dei loro parenti,
furono effettuati numerosi esami lei li accoglieva con tanta saggezza
quando lei si assentava completamente con la mente come se fosse ed era capace di rassicurare
con grande dolcezza.
morta.
Quando è venuta a mancare è stato Voleva bene a tutta la gente,
come perdere qualcosa di molto
ai giovani specialmente.
importante per la comunità. Lei ha
battezzato molti bambini di Para- Stimmate e piaghe le davan dolore
vati e questo aiuta a capire ancor ma lei lo superava con amore.
più quanto fosse vicina alla gente.
E’ andata via significativamente Ora è in cielo con Gesù e la Madonna
nel giorno di Tutti i santi del 2011. e per noi il suo amore rimarrà eterno!
Al funerale c'erano moltissime
Mariangela Greco
persone, anche straniere, nonostante fosse una giornata piovosa. Ma
alla fine nel cielo è apparsa una croce, cielo di Natuzza.
forse il simbolo dell’accoglimento in
Mariangela Greco
Natuzza
Natuzza Evolo
Natuzza é una persona molto
importante per la comunità di
Paravati e tutti gli abitanti del
paese hanno avuto la fortuna di
conoscerla e di amarla.
E' sempre stata una donna semplice e c'è stata per tutti anche se
aveva una grande famiglia.
I suoi 5 figli hanno imparato a
accettare la situazione della madre e a non essere gelosi perché
oramai era per tutti come una
La richiesta della Vergine Maria: «Una chiesa per i fedeli»
Quando, nel corso di un’intervista, chiesero a Natuzza
come mai avesse voluto far
costruire una grande chiesa
a Paravati lei rispose: «Non
è stata una mia volontà, io
sono la messaggera di un
desiderio
manifestatomi
dalla Madonna nel 1944,
quando mi è apparsa nella
mia casa, dopo che ero andata sposa a Pasquale Nicolace. Quando l’ho vista le ho
detto “Vergine Santa, come
vi ricevo in questa casa brutta?” Lei mi ha risposto:
“Non ti preoccupare, ci sarà
una nuova grande chiesa che
si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle
anime e una casa per alleviare le necessità di giovani,
anziani e di quanti altri so
troveranno nel bisogno”.»
La chiesa chiesta dalla Vergine è attualmente in costruzione, ma è già stata realizzata una cappella per la Fon-
La chiesa di S. Maria Immacolata Rifugio delle anime
dazione, aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e
dalle 15.00 alle 19.00.
Lì è situata la tomba della mistica di Paravati.
Nicola Polito
Ilenia Vardaro
PAGINA
4
La passione per la musica e l’orchestra d’Istituto
Adesso la parola passa agli studenti
L’orchesta d’ell’Istituto Comprensivo di Mileto
«Una vita senza musica è
come un corpo senz'anima»,
questa citazione, attribuita
al più celebre oratore
dell'antica Roma, è condivisa pienamente dai ragazzi
che fanno parte dell'orchestra della Scuola Secondaria di Primo Grado di Mileto.
L'orchestra, composta da
all'incirca settanta elementi, è nata nel 2007 e si riunisce una volta alla settimana a Mileto per preparare
varie esibizioni.
Si tratta di occasioni importanti che consentono agli
alunni di «apprezzare il valore della musica, vivendola
pienamente in tutti i suoi
aspetti».
«Tutto questo - spiegano i
giovani musicisti – è reso
possibile dai nostri maestri,
Antonella Curcio, Giancarlo
Colloca, Elisa Laureana e
Sebastiano Giosuè Morabito, che ogni giorno riescono
a trasmetterci la loro passione e la loro voglia di fare.
Loro – aggiungono – ci invogliano a continuare lo studio della musica facendoci
partecipare a concorsi e a
gare ed invitandoci a non
preoccuparci del risultato,
perché in questo campo anche un'apparente sconfitta
può costituire una vittoria:
è sbagliando che si impara».
Molti sono gli strumenti
studiati: pianoforte, violino,
chitarra e flauto traverso.
Inizialmente le difficoltà ci
sono state, ma con il tempo
i piccoli aspiranti musicisti
hanno capito che senza costanza non si ottengono
buoni risultati e così hanno
cominciato ad impegnarsi
sempre di più e ad ottenere
L’angolo della poesia: MUSICA MIA
La musica è uno strumento che mi fa sognare.
Lo strumento che al futuro mi fa pensare.
Se il passato a volte è stato ostile,
la musica è una medicina in grado di guarire.
Se la musica non esistesse
non saprei comunicare le mie gioie e le mie tristezze.
Ogni nota che noi possiamo suonare,
proviene da una musica che il cuore vuol cantare
Salvatore Lombardo
le prime soddisfazioni.
«Io studio violino - spiega una delle piccole violiniste della scuola - ed è
uno strumento con il
suono molto dolce e delicato. Inizialmente lo
“detestavo”, ma grazie
alla mia professoressa
ho imparato ad amarlo.
Credo che la stessa cosa
sia accaduta anche a
molti altri miei compagni
e spero che continui ad
essere così per molto
molto tempo».
Cristina Nicolaci
VOLUME
1,
NUMERO
1
PAGINA
Un paese in piazza per ricordare
la nascita di Gesù
Anche quest'anno a Paravati è stato allestito il Presepe vivente
nell'ambito di una manifestazione
che da qualche anno è diventata un
appuntamento fisso. L’atteso evento è stato organizzato dal Gruppo
“Paravati insieme” ed ha visto
coinvolti numerosi cittadini, uniti
da un obiettivo comune: proseguire
nella realizzazione di quello che
era il sogno di Natuzza e completare la costruzione di Villa della
gioia e della chiesa del Cuore immacolato di Maria, Rifugio delle
anime. Così per alcuni giorni molti
paravatesi hanno vestito i panni di
artigiani, pastori e contadini e
hanno ricreato alcuni momenti legati alla Natività nell’antica Bet-
lemme.
Il Presepe è stato allestito il 6
gennaio, giorno del battesimo di
Gesù, con la partecipazione folkloristica e straordinaria della Befana, che ha distribuito dolci e caramelle ai più piccoli e carbone ai più
grandi.
La manifestazione si è svolta tra
le antiche viuzze tanto care a
Il Presepe vivente di Paravati: Natività
Sotto: antichi mestieri
Mamma Natuzza e per l’occasione
la gente del paese ha vestito
i panni dei propri nonni, facendo apprezzare il valore e
la ricchezza culturale di mestieri antichi ma sempre attuali.
no 1944.
La manifestazione ha richiamato
fedeli da ogni parte della provincia, comunicando loro un messaggio di pace, speranza e amore e
unendo ulteriormente nella spirito del Natale l’intera comunità di
Per la buona riuscita dell’eParavati.
vento un ruolo importante
Fortunata Galati
hanno avuto le donne di ParaStella Mazzeo
vati, che si sono impegnate
nella preparazione dei dolci tipici
del Natale, seguendo le ricette
delle loro nonne, per
poi vendere i loro genuini prodotti devolvendone il ricavato alla
fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime per la
costruzione della chiesa chiesta dalla Vergine a Natuzza nel lonta-
5
PAGINA
6
Alle origini del Carnevale
vuol dire “eliminare la carne”.
Infatti il giorno di Carnevale si
tiene un banchetto a base di
carne di maiale e dopo inizia il
periodo della Quaresima, un peMaschere veneziane
riodo di quaranta giorni in cui bisoCome è nato il Carnevale?
gna astenersi dalla carne.
Bella domanda!
Adesso andiamo un po' a vedere
Nelle festività antiche, come ad come viene svolto...
esempio nelle Dionisiache gre- Pubbliche parate e sfilate sono i
che o Saturnali romane, gli ob- modi più comuni per festeggiare
blighi sociali venivano meno e questa giornata. Si usa molto inanche le persone più umili orga- dossare maschere divertenti e
nizzavano scherzi nei confronti girare per le vie del paese seguendi quelle più in vista, sapendo do i carri allegorici, costruiti in
che in quel periodo nessuno cartapesta, che trattano temi reliavrebbe potuto vendicarsi nei giosi, storici, politici, ma anche
loro confronti.
attualità.
Attraverso l'uso delle maschere Per le strade, adulti e bambini si
anche i poveri si findivertono lanciando
gevano ricchi e si
stelle filanti e coscambiavano i ruoli.
riandoli, che sono al“A Carnevale ogni
cuni dei simboli che
scherzo vale”: questa
rappresentano il Carfrase anche oggi molnevale.
te volte nel periodo
Le stelle filanti sono
carnevalesco
viene
lunghe strisce di carutilizzata come una
ta colorata, i corianspecie di scusa per
doli invece sono picfare scherzi e per
coli pezzi di carta
trascorrere
delle
anch'essi di diversi
Giangurgolo
giornate in modo dicolori.
verso.
Proprio in questo peMa vi siete mai chiesti cosa si- riodo, anche nel mio paese, si fa
gnifica il termine “Carnevale”?
maggior consumo di dolci fritti,
Nessun problema! Abbiamo la perché vengono macellati i suini e
risposta.
si ricava molto strutto.
Il nome di questa festività deriMaria Pia Greco
va dal latino “carnem levare” e
Maschere di
oggi e di ieri
Il Carnevale è un giorno
che consente a grandi e
piccoli di dimenticare le
fatiche quotidiane, per
immergersi in un'atmosfera più divertente. E’ stato
così fin dai tempi antichi,
anche a Paravati.
In questo paese, infatti,
nei giorni di Carnevale si
potevano incontrare per le
strade personaggi travestiti da Capitano, Medico,
Pulcinella, Arlecchino, ma
anche da Giangurgolo, una
tipica maschera calabrese.
Queste maschere correvano per le vie del paese
e facevano divertire la
gente improvvisando una
parte e suscitando grasse
risate.
Il giorno di Carnevale era
un giorno di festa: nelle
settimane precedenti i
contadini macellavano i
suini che avevano allevato.
Nell'ultimo giorno di Carnevale si festeggiava mangiando polpette di suino e
si appendevano ai balconi
alcuni pupazzi che venivano messi da parte soltanto
quaranta giorni dopo: erano i quaranta giorni della
Quaresima.
MPG
LA
VOCE
DI
PARAVATI
VOLUME
1,
NUMERO
1
PAGINA
7
I carri allegorici: storia di una passione
I carri allegorici erano originariamente dei
carri, a volte anche a due piani, allestiti con
tendaggi su cui venivano dipinte scene che ritraevano racconti mitologici, personificazioni
di vizi e virtù umani e anche alcune divinità sedute in trono.
Questa usanza si è mantenuta fino ai giorni
nostri. Nel periodo di Carnevale, infatti, per le
vie dei vari paesi d'Italia vengono fatti sfilare
coloratissimi carri allegorici per intrattenere
le persone in una giornata diversa e fare un po'
di satira sulla realtà contemporanea. In molti
luoghi, inoltre, vengono organizzate vere e proprie sfide tra i vari rioni per stabilire a quale
di essi appartenga il carro più bello, che vinceràil premio messo in palio dalla comunità di appartenenza.
Oggi molto sentito è il Carnevale a Viareggio,
dove, nel 1873 venne costruito il primo carro
allegorico.
Un carro allegorico
L’usanza dei carri allegorici è però ancora viva
in molte altre città italiane e in numerosi paesi
si organizzano feste che vedono impegnati l'intera comunità, come nel caso di Mileto e Paravati.
Cristina Nicolaci
Domenica Currà
Le ricette delle feste: la pignolata
Ingredienti
-1 kg di farina
-7 uova
-poco zucchero (150-200)
-1 bicchiere d'olio
-1/2 bicchiere di latte
Se si vuole è possibile aggiungere anice
Procedimento
Impastare lo zucchero con le
uova, aggiungere un bicchiere
d'olio, mezzo bicchiere di latte e
la farina e lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido.
Filare la pasta, tagliarla a dadini
e friggerla in olio caldo per ottenere la “cicerata”.
Dopo, far sciogliere il miele a
bagnomaria e passarci dentro i
dadini di pasta fritta ottenuti.
Decorare con palline festone o
cioccolata sciolta e servire.
A piacere nell’impasto è possibile aggiungere anice o un qualunque liquore.
Cristina Nicolaci
VOLUME
1,
NUMERO
1
PAGINA
San Valentino
il patrono degli innamorati
San Valentino nacque nella città di
Terni nel 175. Dopo il suo martirio
venne fatto santo e divenne il protettore della città, ma anche di tutti gli innamorati, perché fu il primo
a unire in matrimonio un centurione
convertito al cristianesimo, Sabino,
e una cristiana di Terni, Serapia.
San Valentino per far avvicinare le
persone a sé decise di dar vita al
matrimonio per unire per tutta la
vita due persone che si amavano.
Molte persone vollero sposarsi, ma
non si avvicinarono a lui solo gli
adulti: anche i bambini, i quali amavano riunirsi nel suo giardino a giocare e lui li ospitava con grande
gioia.
Sono molte le leggende entrate a
far parte della cultura popolare su
episodi riguardanti la vita di san
Valentino.
Una di esse narra che Valentino,
graziato ed "affidato" ad una nobile
famiglia, abbia compiuto il miracolo
di ridare la vista alla figlia cieca del na mentre Serapia era di religione
suo "carceriere": Valentino, quando cristiana.
stava per essere decapitato, tene- Allora Serapia gli consigliò di andaramente legato alla giovane, la salu- re
dal vescovo Valentino per contò con un messagvertirsi al Cristianegio d'addio che si
simo ed essere batchiudeva con le
tezzato e così fece.
parole: «...dal tuo
Nel frattempo, peValentino...».
rò, Serapia era staUn'altra leggenda
ta colpita da una
narra come un
grave malattia, la
giorno il vescovo,
tisi, che a quel tempasseggiando, vide
po era quasi incuradue giovani che
bile; allora Sabino
stavano litigando
chiese al Vescovo di
ed andò loro incelebrare ugualmencontro, porgendo
te il matrimonio,
loro una rosa e
perché voleva rimainvitandoli a tenere con lei.
nerla unita nelle
Valentino li unì in
San Valentino
loro mani: i giovani
matrimonio e subito
si allontanarono riconciliati.
dopo entrambi i giovani caddero in
La leggenda di Serapia e Sabino un sonno eterno.
narra che un giorno il centurione Da quel momento tutti gli innamoraSabino, vedendo la bella Serapia, ne ti il 14 febbraio si incontrano per
rimase innamorato e così decise di passare una giornata insieme e si
andare dalla sua famiglia e chieder- scambiano dei doni tra cui il più
la in matrimonio, ma la risposta fu grande è l'amore che li unisce .
“no” perché lui era di religione paga-
L’amore nei tempi antichi
La società di Paravati antica non favoriva certo i rapporti d’amore, che si svolgeva spesso su percorsi abbastanza accidentali.
La fase più frastagliata e difficile da gestire era quella
dell'approccio. Non essendo consentito manifestare le
proprie intenzioni, l'innamorato doveva esternare i sentimenti attraverso i segni convenzionali che il codice
morale d'allora gli metteva a disposizione.
Un posto di rilievo era occupato dalla serenata che eraquasi un atto pubblico, cioè messaggio non compromettenteper per l'amata, da cui la fanciulla poteva trarre
motivo di vanto.
Il sentimento d'amore nell'antichità era manifestato in
maniera molto diversa rispetto ad oggi.
LA
VOCE
DI
PARAVATI
I genitori decidevano il marito o la sposa
per i propri
figli.
La sera prima
del matrimonio
i maschi organizzavano
la
serenata sotto
casa della futura sposa come festeggiamento, ballando
e cantando.
Ilenia Dimasi
8
VOLUME
1,
NUMERO
PAGINA
1
Otto marzo: una ricorrenza firmata col sangue
La mimosa
La mimosa è un albero festoso
dal colore giallo paglierino
che sembra il pelo di un pulcino.
Ha tante palline
che sembrano piccole caramelline.
Si regala in un giorno particolare
La mimosa in fiore. Foto: Mary Cullia
Ogni anno l’ otto marzo è il giorno
dedicato alla donna .
Si tratta di una ricorrenza particolare istituita da pochi decenni, con
la quale si intende ribadire l’importanza delle donne nella società e
riconoscere loro un ruolo
(fondamentale) che non ha nulla da
invidiare a quello degli uomini.
La mimosa che ogni uomo o ragazzo
dona all’amica del cuore rappresenta
la grande considerazione che lo
stesso nutre nei suoi confronti per
i tanti sacrifici sostenuti, mentre i
cioccolatini simboleggiano la dolcezza che il cuore femminile sa riversare su ogni persona che ama.
Oggi questo può sembrare scontato,
eppure basterebbe tornare indietro
nel tempo di pochi decenni per rendersi conto che l’attuale posizione
raggiunta dalle donne è il frutto di
anni e anni di durissime lotte contro
una società estremamente maschilista, che le voleva rinchiuse - proprio come Penelope — tra le pareti
domestiche ad attendere pazientemente il ritorno del marito, spesso
vittime silenziose, schiave legalizzate senza alcun diritto.
Ma da cosa deriva la
"festa" della donna?
Questa ricorrenza nasce
da un terribile avvenimento umano e sociale, del
quale le donne furono protagoniste nell'ambito lavorativo.
Secondo la tradizione l’istitutizione di questa celebrazione sarebbe infatti
legata ad un tragico evento verificatosi a New York
nel 1908.
Qui alcune lavoratrici
dell'indutria tessile Cotton diedero
inizio ad una serie di scioperi per
ottenere orari di lavoro inferiori e
tutele maggiori: in sotanza condizioni di vita più umane e dignitose, ma
questa protesta si trasformò presto
in una tragedia.
L'otto marzo del 1908, infatti,
all0’interno del malsicuro luogo di
lavoro, all’interno del quale le lavoratrici erano state rinchiuse per evitare che per protesta decidessero
di tornare a casa, divampò un terribile incendio e ben 129 operaie furono arse vive dalle fiamme.
per ricordare la strage
di molte donne lavoratrici,
forse non è un giorno
così felice da ricordare...!
Ma un giorno in cui bisogna solo
pregare...!
Fortunata Galati
Questo triste accadimento ha dato
il via negli anni successivi ad una
serie di celebrazioni che, i primi
tempi, erano circoscritte agli Stati
Uniti e avevano come unico scopo il
ricordo della terribile fine fatta
dalle operaie morte nella fabbrica.
In seguito, la data dell'otto marzo
ha assunto un'importanza mondiale,
diventando, grazie alle associazioni
femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna dovette subire nel
corso dei secoli.
Mary Cullia
Fortunato Angillieri
9
PAGINA
CURIOSITÀ
10
La strana storia dell’uomo con la coda
“Gli abitanti
del villaggio di
Jalpaiguiri
pensano che
Chandre sia il
Chandre Oraon è un giovane
tutti gli altri uomini ed è per
di trentacinque anni che vive
lui motivo di orgoglio.
in un piccolo paese dell'India.
La gente del paese si reca
La sua è una storia molto
spesso da lui per ricevere del-
particolare, infatti il suo po-
le benedizioni perché per l’In-
polo ritiene che sia la rein-
duismo onorare i rappresen-
carnazione del dio-scimmia
tanti delle divinità in terra è
dell'Induismo Ha-
un modo per avvici-
numan.
narsi a loro. Così
rende
Chandre è conside-
Chandre così im-
rato un uomo specia-
dell’Induismo
portante per il suo
le, anche se è solito
ripetere di essere
Hanuman”
popolo?
Semplice: la sua
come tutti gli abi-
coda.
tanti del villaggio di
Sì, perché Chan-
Jalpaiguri: è sposa-
Ma
dio
Sopra: Chandre Oreon che
fa vedera la particolarità che
lo rende unico.
Sotto: il dio scimmia
dell’Induismo Hanuman
cosa
dre ha alla base della schiena
to, ha un bambino e non è per
una peluria lunga 37 centime-
nulla preoccupato dalla sua
tri che non ha alcuna inten-
particolarità,
zione di far rimuovere, per-
per lui quella coda è un dono
ché questa particolare carat-
divino.
perché
anche
Salvatore Lombardo
teristica lo rende diverso da
Guidava ubriaco: incastrato dal...pappagallo
LA
VOCE
Anche questa è una storia
di routine. Vedendo l'uomo
nel sangue la presenza di un
molto
apparentemente
tasso alcolemico superiore alla
particolare,
perché
solo,
gli
riguarda un un uomo e il suo
agenti hanno chiesto di con-
norma.
migliore amico: un pappagal-
trollare patente e libretto e
L'uomo è stato così multato e
lo. Un pappagallo che, se da
lo avrebbero lasciato andar
gli sono stati tolti anche alcu-
un lato ha causato al suo
via se non avessero sentito
ni punti dalla patente.
padrone un danno, facendo
una
proveniente
Quanto al pappagallo...il suo
scattare per lui una salata
dall'interno del veicolo che
padrone non sarà certamente
multa, da un altro gli ha po-
ripeteva “è ubriaco, è ubria-
stato particolarmente com-
tenzialmente salvato la vita,
co”. Dopo una prima fase di
prensivo con lui, almeno in un
impedendogli di guidare in
ilarità seguita alla strana
primo momento, salvo poi ren-
stato di ebbrezza.
scoperta, gli agenti dell'Ar-
dersi conto del grande favore
I due amici si trovavano in
ma hanno deciso di dare
ricevuto dal proprio piccolo
macchina quando sono stati
ascolto al pappagallo, sotto-
amico, che potenzialmente gli
fermati da una pattuglia dei
ponendo il suo padrone all'e-
ha salvato la vita.
Carabinieri per un controllo
tilometro, da cui è risultato
DI
PARAVATI
voce
Fortunato Labate
VOLUME
1,
NUMERO
CURIOSITÀ
1
PAGINA
11
Alla ricerca delle nostre origini: il calendario
Chi sa da cosa deriva il calendario?
tilis divenne “iulius” perché venne
Beh, tutti ritengono di saperlo, pe- dedicato a Giulio Cesare, mentre
rò quasi nessuno è in grado di spie- sextilis divenne “augustus”, in rigare da cosa derivino i nomi dei cordo dell’imperatore Augusto.
mesi.
Il calendario romano durava dieci
Si tratta di una storia molto inte- mesi, questo venne creato da Romoressante, che rimanda all'antica lo, il fondatore di Roma. La durata
Roma, il cui protettore era Marte, dell’anno allora era di 304 giorni e
dio della guerra. Proprio a Marte, di inverno c'erano circa 61 giorni
infatti,
era dedicato il mese di che non rientravano in alcun mese,
LE CALENDE
Con il termine calenda-ae gli
antichi latini indicavano il primo
giorno del mese, che coincideva
anche con il sorgere della luna
nuova. Da qui deriva il nome di
“calendario”.
ANDARE ALLE
CALENDE GRECHE
Quella delle calende era un’indicazione unicamente latina,
per cui oggi l’espressione
“andare alle calende greche”
viene utilizzata per indicare
una cosa che non si avvererà
mai.
marzo (Martius), che per i Romani così i latini, prima di riprendere a
era il primo mese dell'anno, mentre contare i mesi, attendevano che
aprile era dedicato alla dea dell'a- giungesse nuovamente marzo.
more Afrodite, che faceva sboccia- Solo in un secondo momento vennere (“aperire”) i fiori.
rovennero aggiunti “ianuarius”, de-
Giugno deriva, poi, da Giunone, che dicato al dio Giano, e “februarius”,
era la dea della maternità e della il mese della “februa”, ossia delle
procreazione, mentre gli altri nomi febbre che purifica dalle malattie;
derivano dalla posizione che ogni vi era poi un ulteriore mese: il mermese assumeva nel calendario: quin- cedonio, che durava 27 giorni.
tilis deriva da quinque, sextilis da Il calendario giuliano (chiamato così
sex, september da septem, october perché riformato da Giulio Cesare)
da octo, november da novem e de- venne utilizzato fino al 1582, quancember da decem.
do poi venne sostituito da quello
Due di questi mesi col passare del gregoriano, tutt'oggi in vigore.
tempo cambiarono però nome: quin-
Maria Pia Greco
Loubna Arif
Topolino, storia di un mito sempre giovane
Topolino è un personaggio
topo parlante
un
immaginario dei fumetti e
giunse
personaggio,
con il nome Mickey Mouse.
dei cartoni animati che è
mente di Walt
che
inizial-
A Walt Disney nel 1932
stato creato nel 1928 da
Disney duran-
mente chia-
venne assegnato uno spe-
Walt Disney.
te un viaggio
mò Mortimer
ciale Oscar per la creazio-
Topolino è il cartone anima-
in
Mouse,
ma
ne del personaggio di To-
to più conosciuto al mondo
marzo 1928.
siccome
ed è un topo antropomorfo
Walt
nome
che indossa dei pantaloni
giovane
rossi, guanti bianchi e gran-
sta alle prime
di scarpe gialle.
armi,ebbe l'i-
L'idea di creare un piccolo
dea di creare
nella
treno
nel
Disney,
regi-
Topolino
nuovo
decise poi di ribattezzarlo
il
polino e così, nel Natale
sem-
1932 questo personaggio
brava maca-
fece il suo ingresso nelle
bro
edicole italiane.
e
non
adatto a dei
bambini
Antonio Currà
PAGINA
12
L’assurdo gioco della Nek nomination
“Essere
forti
significa
essere capaci
di uscire dalla
massa e dire
anche di no”
La nek nomination è l'ultima assurda fol- perché rischia di far aumentare la diflia che si sta diffondendo tra i giovani fusione di alcol tra gli adolescenti, ma la
sul web.
cosa più assurda è che molti giovani si
Si tratta di una sfida alcolica: “nek” in- sfidano non solo sulla quantità e sulla
dica il collo della bottiglia d'alcol mentre velocità con chi ingurgitano alcolici, ma
“nomination” è la designazione che fa il anche sul modo di bere. Così c'è chi beve
protagonista invitando i suoi amici ad la vodka con dentro dei pesciolini rossi e
imitare il suo gesto.
chi invece si prepara un drink con gin e
La regola è semplice: un ragazzo nomina- topi frullati o, ancora, si filma mentre
to deve filmare se stesso mentre beve mostra la sua “abilità” e la sua resistenqualcosa di alcolico, postare il video su za all’alcol bevendo persino dalla tazza
Facebook e rilanciare la sfida a un ami- del water.
co, che avrà 24 ore di tempo per fare lo Così, per salvare gli adolescenti in preda
stesso o, se rifiuterà, dovrà a questo “gioco”, il web si è ribellato e
pagare da bere a chi lo ha sono stati postati i primi video girati dai
nominato.
genitori di questi ragazzi, in cui si inci-
Questo gioco è quindi una tano i nominati a non rispondere alla prosorta di catena di sant'An- vocazione, spiegando che il più forte non
tonio, ma molto più pericolo- è colui che segue la massa, ma chi sa disa perché i ragazzi assumono re anche un “no”.
alcolici senza controllo, chiu- Un’altra iniziativa molto interessante è
si nella loro camera, davanti stata poi quella di alcuni studenti, che
a uno smartphone o un computer in atte- alla nek nomination hanno contrapposto
sa di ricevere un “mi piace”.
la book nomination, sfidando i loro com-
Questa moda è nata in Australia all'ini- pagni su un campo molto più sicuro e più
zio dall'anno e in poco tempo si è diffuso meritevole di interesse: la cultura.
in tutta Europa, provocando già la morte
di una decina di ragazzi.
La Nek nomination è molto pericolosa
LA
VOCE
DI
PARAVATI
Antonella Loiacono
Danilo Colloca
Nicolò Currà
VOLUME
1,
NUMERO
1
PAGINA
13
La legge fondamentale dello Stato italiano
La Costituzione
è la legge
fondamentale
dello Stato
La carta costituzionale italiana fu
promulgata dal
capo provvisorio
dello stato Enrico de Nicola il 27
dicembre 1947
ed entrò in vigore il primo gennaio 1948.
La
Costituzione
italiana
si
compone di 139 articoli più
18 disposizioni transitorie.
La sua struttura è tripartita:
dall'articolo 1 all'articolo 12
sono enunciati i principi fondamentali, gli articoli dal 13
al 54 riguardano i diritti e i
doveri dei cittadini, mentre
gli articola da 55 a 139 riguardano l'ordinamento della
«La costituzione italiana è loro diritti, e figlia di queste Repubblica.
come una macchina» diceva lotte è la Costituzione italiaGli uomini che vennero scelti
Piero Calamandrei, uno dei na, che è la legge fondamenper scrivere la Costituzione
padri costituenti, «il carbu- tale dello Stato.
misero da parte le loro rivarante è la nostra responsabi- Essa fu approvata dall'Aslità politiche per lavorare inlità con il nostro impegno nei semblea Costisieme per scrivesuoi confronti. La vera ma- tuente il 22
re un documento
lattia è un'indifferenza e la dicembre 1947
che
esprimesse
libertà è come l'aria: ci si ac- e
promulgata
in pieno i bisogni
corge di quanto vale quando dal capo prove i desideri del
comincia a mancare»
visorio
dello
popolo italiano.
E l'aria venne a mancare du- Stato Enrico De
rante
il
regime
Quindi conoscere
fascista, Nicola il 27 di-
quando gli Italiani vennero cembre
la Costituzione è
1947.
un dovere per-
privati di diritti fondamen- In quella stessa data la carta sonale e civile di ogni cittaditali: quella la libertà, quella costituzionale fu pubblicata no. Ciascuno di noi deve im-
giustizia e quella democrazia nella Gazzetta Ufficiale della pegnarsi
responsabilmente
a cui nessuno mai dovrebbe Repubblica Italiana n. 298, nella società in cui viviamo,
per solo così il sacrificio dei nostri
Tante persone iniziarono così entrare in vigore il primo padri per la libertà non sarà
rinunciare.
a lottare
edizione
straordinaria,
per riconquistare i gennaio del 1948.
vano.
Maria Pia Greco
Le nostre fotografie
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