A cura del GECAV Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 1 A cura del GECAV Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 2 A cura del GECAV PREFAZIONE Questo opuscolo nasce grazie a contributi INAIL, assegnati alla AUSL di Bologna area Sud per la realizzazione di tre progetti di Informazione/Formazione (D.Lgs.n.38/2000 art.23 lett. b riferimenti ISI 32000208 / ISI 32000209 / ISI 32000210). Il riconoscimento e il sostegno da parte dell’INAIL Nazionale e Regionale, ha dato un grosso stimolo alla formazione del GECAV (Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico) ed ha consentito una gestione capillare della formazione degli operatori interni ed esterni del servizio (supportata da 4 programmi in filemaker.pro in grado di gestire l’iter formativo di 120 operatori provenienti da diverse realtà operative collegate al GECAV: personale del CATIS, Gettonisti della AUSL di Bologna, personale convenzionato CRI Firenze e Casa di Cura Villa Nobili). L’integrazione con l’ufficio Formazione della AUSL di Bologna area Sud (la formazione interna del GECAV è prevista dal piano formativo dello STAFF ed è in via di accreditamento) e con il SPPA (con cui si sono misurati i bisogni formativi del GECAV) della AUSL di Bologna area Sud, hanno consentito la realizzazione di un progetto ambizioso: la creazione di un piano formativo specifico per le problematiche tipiche del GECAV in materia di sicurezza e prevenzione. Il supporto di consulenti esterni (Società Artemis del dott. Antonio Zanzi) è un evidente segno di fiducia della Direzione della AUSL di Bologna area Sud ed ha consentito il varo di nuovi progetti (formazione per la diffusione dei sistemi di sicurezza e corso Camera Fumi presso la Scuola Provinciale Antincendio di Trento) e lo sviluppo di gruppi di lavoro, che hanno portato alla creazione di prodotti innovativi, fra cui questo stesso opuscolo, composto da moduli, utilizzati per la formazione del personale del GECAV inerente ai temi del Soccorso nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche. Ogni modulo formativo è stato creato dagli operatori del GECAV secondo criteri precisi: •è orientato a personale sanitario (Medici, Infermieri, Autisti-Soccorritori), impegnato a vario titolo (Ruolo, Convenzione, Gettonisti) nell’Emergenza Territoriale della AUSL di Bologna area Sud Servizio GECAV, per cui alcune tematiche di Medicina del Lavoro dettate dal D.Lgs 626/94 e successive modifiche, sono volutamente trattate in maniera semplificata, allo scopo di prediligere un messaggio orientato a personale con ridotte conoscenze tecniche •ricercare la soluzione di un problema (cantieri per grandi opere pubbliche, normative, DPI, …) •mettere a punto il metodo di insegnamento per la trasmissione ai colleghi •creare Istruzioni Operative chiare, che scandiscono ogni passaggio necessario al compimento dell’atto formativo •creare schede di registrazioni e Test di verifica apprendimento •creare diapositive aggiornate e commentate Nascono così veri e propri LIBRETTI FORMATIVI basati sull’esperienza ormai settennale con cui ripetiamo questi corsi sia al nostro interno che all’esterno: •corsi 626 per “Sicuristi” CAVET (Cantieri Alta Velocità Emilia Toscana) •corsi Emergenza in Sicurezza per ditta Ferno Washington •corsi Emergenza in Sicurezza per Volontari del soccorso •simulazioni in Galleria per “Sicuristi” CAVET •simulazioni in Galleria per Volontari del soccorso •corsi Emergenza in Sicurezza per operatori professionali provenienti dalle realtà operative interessate dall’attraversamento dell’alta velocità nella tratta compresa fra Bologna e Milano. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 3 A cura del GECAV Questo opuscolo è stato creato da Riccardo Fabbri (Infermiere della AUSL di Bologna in organico presso il GECAV), con la collaborazione di: Roberto Iacenda; Paolo Onesti; Stefano Musolesi; Righi Danilo; Pirina Maurizio (Infermieri della AUSL di Bologna in organico presso il GECAV) Giuliano Pancaldi (Tecnico del SPSAL AUSL di Bologna) Ilenia Zambelli (Infermiera in organico presso CRI Bologna) Marco Allegri (Infermiere in organico presso Bologna Soccorso) Davide Barbieri; Mirco Malagola; Orlando Pantaleo; Paolo Doneddu (Infermieri in organico presso Modena Soccorso) Barbara Calatafimi; Claudio Robuschi; Francesco Piemontese; Marco Boselli; Riccardo Lanzi; Antonio Pastori (Infermieri in organico presso Parma Soccorso) Davide Toscani; Gisella Schiavi; Lucia Piga; Mario Bulla; (Infermieri in organico presso Piacenza Soccorso) Anna Conconi; Linda Malafronte; Massimo Fretta (Infermieri in organico presso Reggio Emilia Soccorso) La sua realizzazione è stata promossa e supervisionata da: Dott. Giuseppe Grana (Direttore Servizio di Pronto Soccorso ed Emergenza Territoriale AUSL di Bologna Area Sud) AFD Marco Vigna (Responsabile SATeR Dipartimento Emergenza Urgenza AUSL di Bologna) Si ringraziano inoltre per la collaborazione e la disponibilità dimostratata: Fausto Pasqui (Responsabile Infermieristico GECAV) Dott.ssa Marinella Natali (Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna) Dott. Davide Sgarzi (Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna) Ing. Colaiori Marco (Responsabile del monitoraggio gas delle gallerie CAVET) Ing. Francesco Versari (ex Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud) Ing. Elisabetta Toschi (ex Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud) Ing. Daniele Tovoli (Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud) Danilo Mistroni (Responsabile grafico ditta sago Medica s.r.l.) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 4 A cura del GECAV INDICE SOCCORSO IN GRANDI OPERE PUBBLICHE Emergenza Territoriale AUSL Bo area Sud (Pag 5-41) Sistema Integrato Soccorso (Pag 42-115) Normativa Anti Infortunistica (Pag 116-142) Analisi Critica Soccorso (Pag 143-172) Leader e Sicurezza (Pag 173-180) Dispositivi Protezione Individuale (Pag 181-199) INDICE Questo opuscolo, raccoglie i moduli formativi, creati per la diffusione delle problematiche inerenti il Soccorso Integrato nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche per il personale appartenente al GECAV e con il quale il GECAV collabora. Ogni modulo o capitolo, di cui è composto l’opuscolo, si riconosce perché caratterizzato da un colore proprio: •Emergenza Territoriale AUSL di Bologna Area Sud – GECAV di colore Rosso •Sistema Integrato di Soccorso in Grandi Opere Pubbliche di colore Blu •Normativa Antinfortunistica di colore Giallo •Analisi Critica fasi Soccorso TAV Tratta Bo – Mi di colore Azzurro •Leader e Sicurezza di colore Arancione •Dispositivi di Protezione Individuale - DPI di colore Verde L’unità funzionale di questo opuscolo è la diapositiva commentata in Power Point. Sistema alquanto duttile, che consente all’istruttore di studiare la lezione sfruttando i commenti dedicati ad ogni diapositiva e permette la stampa di Pagine Note, strumento cartaceo utile per facilitare l’apprendimento dell’allievo. Ovviamente, le diapositive sono proiettabili e la funzione dell’istruttore è indispensabile nel passaggio da una diapositiva all’altra, ma soprattutto da un modulo all’altro. L’istruttore deve creare infatti, il necessario collegamento fra un argomento e quello successivo e guidare l’allievo al raggiungimento dell’obiettivo finale: conoscere le problematiche e le soluzioni da adottare nel Soccorso nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 5 A cura del GECAV Emergenza Territoriale AUSL di Bologna area Sud Emergenza Territoriale AUSL Bologna area Sud Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Capiamo come è strutturato il sistema di Emergenza Territoriale della AUSL di Bologna area Sud (primo modulo o capitolo di questo opuscolo). Questo argomento, introduce i nuovi impegni della AUSL di Bologna area Sud (dettati dall’apertura nelle proprie zone di competenza di cantieri per la costruzione dell’Alta Velocità e della Variante di Valico) ed il GECAV, servizio appositamente costruito per fronteggiare l’emergenza nei cantieri sopracitati. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 6 A cura del GECAV Emergenza Territoriale Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Emergenza Sanitaria Impegni GECAV situazione imprevista ed imprevedibile relativa alla salute della persona l’emergenza può compromettere funzioni vitali, o semplicemente creare limitazioni funzionali Iniziamo definendo l’Emergenza Sanitaria: •è una situazione imprevista ed imprevedibile relativa alla salute della persona; •l’emergenza può compromettere funzioni vitali, o semplicemente creare limitazioni funzionali. Nel primo caso, la persona è in grave pericolo di vita, mentre nel secondo vi è un potenziale rischio di evoluzione negativa della patologia che induce l’emergenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 7 A cura del GECAV Emergenza Territoriale Emergenza Territoriale Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Sistema di persone ed organizzazioni in grado di: misurare e capire il bisogno di interventi per ogni zona organizzare e gestire un sistema di mezzi di soccorso distribuito su tutto il territorio interagire con le strutture ospedaliere rispondere adeguatamente ad ogni richiesta di soccorso. coordinare l’intera “macchina” del Soccorso L’Emergenza territoriale è un insieme di persone, strutture, organizzazioni che quotidianamente sono in grado di: 1) misurare e capire il bisogno di interventi per ogni zona del proprio territorio. Il numero di ambulanze e strutture presenti in ogni zona, non è casuale; nasce da stime statistiche e calcoli di rischi reali e potenziali presenti in ogni territorio; 2) organizzare e gestire i mezzi di soccorso. Predisporre ambulanze idonee al territorio ed agli eventi che in esso avvengono. Possedere le adeguate tecnologie. Gestire i mezzi ed i presidi in esse contenuti; 3) interagire con le strutture Ospedaliere. Definire procedure di collaborazione con le strutture adibite all’accoglimento del paziente; quali Pronto Soccorso o reparti specialistici; 4) rispondere adeguatamente ad ogni richiesta di soccorso, tarando la prestazione in base alle reali necessità del paziente (dall’ambulanza all’elicottero). Trasportare il paziente al reparto ospedaliero più idoneo per il suo trattamento. Avere personale adeguatamente formato ed addestrato (lavoro in sicurezza); 5) coordinare la macchina del soccorso; 6) costruire le procedure di intervento in tutte le realtà operative; 7) studiare piani di emergenza adatti ad ogni situazione di rischio; 8) avere un sistema di controllo e gestione della richiesta di intervento, in grado di monitorare ogni fase del soccorso (chiamata - allertamento - trattamento) e modulare la risposta a seconda delle necessità dell’utente. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 8 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Il territorio della AUSL di Bologna area Sud è composto da GECAV 8 comuni di pianura 22 comuni collinari o montani 230000 abitanti 1726 Kmq di superficie Zone fino a 1945 di altitudine (Corno alle Scale) Per parlare dell’organizzazione del sistema di Emergenza della AUSL di Bologna area Sud, bisogna prima analizzare il territorio in cui ci si trova ad operare. La particolare conformazione del territorio, composto da 8 comuni di pianura, 22 comuni collinari o montani, 230.000 abitanti e ben 1.726 kmq di superficie (equivalenti a 12 volte la superficie del comune di Bologna), fa sì che la rete di ambulanze operanti nella AUSL di Bologna area Sud è tra le più complesse ed articolate dell’Emilia Romagna. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 9 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV La rete di Ambulanze della AUSL Bologna area Sud è la più complessa ed articolata della Emilia Romagna AUSL di Bologna Area Sud AUSL di Bologna Area Città 370 aree di intervento corrispondenti a luoghi abitati 27 postazioni di Ambulanze 7 Auto Infermierizzate 4 aree di intervento 5 postazioni di Ambulanze Ai fini operativi, il territorio è stato suddiviso in 370 aree d’intervento, ciascuna delle quali corrisponde ai luoghi abitati del singolo comune: si passa da zone densamente popolate e limitrofe a Bologna (es. Casalecchio capoluogo) ad altre scarsamente popolate e poste a quote sempre più elevate, fino ad arrivare ai 1945 metri del Corno alle Scale. Non mancano aree di intervento con popolazione presente solo in determinati periodi dell’anno (es. Case Forlai nel Comune di Granaglione). Per rendere evidente la complessità dell’organizzazione delle emergenze sul nostro territorio, si pensi che Bologna è suddivisa in sole 4 zone operative a cui corrispondono 5 postazioni di ambulanze. La AUSL di Bologna area Sud, come gia detto, è suddivisa in 370 zone operative e le ambulanze – senza considerare quelle della AUSL di Bologna area Città che operano nel nostro territorio – sono organizzate in 27 diverse postazioni tutte collegate con la Centrale Operativa 118. Dal 2002, inoltre, si utilizza una nuova risorsa: Auto Infermieristica con sigla Stilo, creando effettivamente 7 nuove opportunità di intervento (dato aggiornato a settembre 2008), descritte nelle prossime pagine. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 10 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Dal 1997): Riammodernamento GECAV della AUSL di Bologna area Sud tramite coordinamento ed integrazione fra risorse Pubbliche (USL di Bologna), Private (es CAVET - Autostrada) e Volontarie (PA e CRI) convenzioni che fissano standard minimi del servizio (fasce orarie e presenza) che ha portato alla creazione di 27 Postazioni di Ambulanze 7 Auto Infermierizzate 15 Postazioni Fisse 2 Postazioni Temporanee Negli ultimi 12 anni la AUSL di Bologna area Sud ha profondamente ristrutturato la rete di emergenza territoriale riuscendo a coordinare e ad integrare tra loro tutte le risorse pubbliche, private e volontarie presenti sul territorio. La scelta strategica è stata quella di mettere in rete le diverse realtà stipulando specifiche convenzioni che fissano gli standard qualitativi minimi del servizio, le modalità di presenza esclusiva per il soccorso e le fasce orarie di presenza. Grazie alla grande disponibilità e collaborazione offerta dal volontariato e dai privati è stata così realizzata una rete di ambulanze che consente di garantire l’intervento entro 20 minuti dalla chiamata in oltre il 90% dei casi, grazie ad una rete di ben 27 ambulanze e 7 Auto Infermieristiche. A queste vanno aggiunte 15 postazioni fisse e 2 postazione temporanee attive nel periodo estivo (Loiano 35) e nel periodo invernale (Stazione Corno alle Scale). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 11 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Rappresentazio ne GRAFICA delle Postazioni di Soccorso della AUSL di Bologna area Sud Settembre 2008 Nello schema è rappresentato il territorio di competenza della AUSL di Bologna area Sud (aggiornato a settembre 2008), territorio molto vasto costituito da 30 comuni sparsi fra 4 vallate. Ogni zona ha una dotazione di automezzi e di personale dimensionata in funzione del rischio e della presenza di strutture di Pronto Soccorso o di Punti di Primo Intervento. Nelle prossime pagine ci addentreremo nella descrizione della distribuzione delle postazioni di soccorso (27 ambulanze – 7 Auto Infermierizzate e 15 postazioni fisse), esaminando, per ognuna di esse, i compiti e le caratteristiche del personale assegnato. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 12 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Ambulanze con Infermiere Mezzo ILS Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV ambulanza con autista ed Infermiere territorio di competenza medio intervengono su tutte le emergenze nei casi gravi, chiedono l’appoggio dell’Auto Medica o Elisoccorso Come da schema generale l’ambulanza con Infermiere o Infermierizzata è rappresenta da un mezzo di soccorso su sfondo giallo. L’ambulanza con Infermiere a bordo - Mezzo ILS, viene utilizzata su tutti gli scenari (verdi, gialli, rossi) ed ha un territorio di competenza abbastanza ampio. L’infermiere in caso di eventi drammatici o per aggravamenti di condizioni cliniche, chiama l’Auto Medica o l’elicottero in suo appoggio. Tutto questo è stabilito da procedure, che delimitano e guidano le scelte dell’Infermiere e da atti medici delegati, da applicare in occasione di identificazione di precisi segni e sintomi. Il medico può decidere di stabilizzare l’assistito e poi ritornare in sede o in casi più gravi seguire l’assistito con l’ambulanza Infermierizzata fino all’ospedale di destinazione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 13 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Distribuzione Postazioni Soccorso – Mezzi ILS Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV 10 Ambulanze Infermierizzate attive 24 ore su 24 Porretta – Porretta 49 (personale AUSL Bo) Vergato – Vergato 59 (ersonale AUSL Bo) Bazzano - Serravalle 04 (personale AUSL Bo + PA Serravalle) Castiglion Pepoli – Castiglione 22 (convenzione Villa Nobili) Loiano – Loiano 34 (GECAV + CATIS + CRI) Pianoro – GECAV 1 (GECAV + CATIS) Osteria – Loiano 40 (GECAV + CATIS) Barbarolo – Loiano 41 (GECAV + CATIS) Rioveggio - Setta 1 (GECAV + Gettonisti AUSL di Bologna area Nord + CATIS) Roncobilaccio – Ronco 22 (GECAV + Autisti CRI Firenze + Gettonisti AUSL di Bologna area Sud) 10 ambulanze attive 24 ore su 24, con personale infermieristico sempre presente in sede ed immediatamente attivabili. Le prime 3 a copertura prevalente della popolazione: •la postazione di Porretta, denominata Porretta 49, gestita esclusivamente con personale della AUSL di Bologna area Sud •la postazione di Vergato, denominata Vergato 59, gestita esclusivamente con personale della AUSL di Bologna area Sud •la postazione di Bazzano, denominata Serravalle 04, gestita da personale di AUSL di Bologna area Sud, integrato da personale della Pubblica Assistenza di Serravalle con funzione autista. Da novembre 2007, nella fascia oraria 20-8, tale postazione ha la possibilità di utilizzare il medico presente in PS e divenire ambulanza medicalizzata. Tale mezzo ovviamente attivato solo sui codici rossi o gialli filtrati dal medico, a differenze delle altre auto mediche, carica il paziente e lo porta all’ospedale di destinazione. Le successive 2 a copertura mista, cantieri TAV e VAV e popolazione: •la postazione di Castiglione dei Pepoli, denominata Castiglione 22, gestita in convenzione dalla locale Casa di Cura Villa Nobili •la postazione di Loiano, denominata Loiano 34, gestita da personale infermieristico GECAV AUSL di Bologna e CATIS con funzione autista, integrato nel fine settimana da volontari della CRI Le successive 3 a copertura prevalente per i cantieri TAV tramite utilizzo di Mezzo Bimodale nei tratti di Galleria con binari posati: •la postazione di Osteria, denominata Loiano 40, gestita da personale infermieristico GECAV ed autisti CATIS a Gettone •la postazione di Barbarolo, denominata Loiano 41, gestita da personale infermieristico GECAV con copertura notturna a gettone ed autisti CATIS a Gettone •la postazione di Pianoro, denominata GECAV 1, gestita da personale GECAV e CATIS a Gettone Le ultime 2 a copertura prevalente per i cantieri VAV •la postazione presso Campo Base di Rioveggio, denominata Setta 1, gestita da personale GECAV, da personale in libera professione funzione Infermiere proveniente dalla AUSL di Bologna area Nord e da personale gettonistia con funzione autista appartenente al CATIS (la copertura di questo mezzo limitata ai Cantieri VAV dei lotti 5a e 5b) •la postazione presso Roncobilaccio, gestita da personale GECAV, da autisti della CRI di Firenze e da personale in Libera Professione funzione Infermiere proveniente dalla AUSL di Bologna area Sud. Tale postazione denominata Ronco 22, è a servizio delle maestranze VAV operanti nei lotti 910-11 e nel tratto della A1: Roncobilaccio – Citerna; Citerna Roncobilaccio; Roncobilaccio – Pian del Voglio Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 14 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Ambulanze con Volontari Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV ambulanza con equipaggio composto da soccorritori volontari territorio di competenza limitato interviene su tutte le emergenze nei casi gravi, chiede l’appoggio dell’Auto Medica o Elisoccorso Come da schema generale l’ambulanza con volontario a bordo è rappresenta da un mezzo di soccorso su sfondo verde. Questa ambulanza è utilizzata e si comporta nella stessa maniera di quella con Infermiere a bordo. Ha un territorio di competenza solitamente limitato e circostante il luogo in cui ha sede l’associazione di Volontariato. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 15 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Distribuzione Postazioni Soccorso Impegni GECAV 12 Ambulanze attive in determinate fasce orarie 8 Postazioni con volontari a bordo (Pubbliche Assistenze) z z z z z z z z Sasso Marconi Castello di Serravalle San Benedetto Val di Sambro Pianoro Ozzano Emilia Monterenzio Vado* Valle Lavino 4 Postazioni con volontari a bordo (Croce Rossa Italiana) z z z z Camugnano Castel d’Aiano Castel di Casio Lizzano in Belvedere* Delle 27 postazioni di ambulanze citate in precedenza, 12 sono gestite da associazioni di volontariato e sono attive in particolari fasce orarie durante le quali il personale volontario è presente in sede o, più raramente, reperibile a domicilio: •le postazioni di Sasso Marconi, Castello di Serravalle, Monterenzio, Ozzano Emilia, San Benedetto Val di Sembro, Monterenzio, Vado * (dalle 6 alle 20 dal lunedì al Venerdì con Infermiere a gettone proveniente dalla AUSL di Bologna area Nord), Valle del Lavino e Pianoro sono gestite in convenzione dalle Pubbliche Assistenze; •le postazioni di Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di Casio e Lizzano in Belvedere* (dalle 8 alle 14 dal lunedì al venerdì con Infermiere a gettone proveniente dalla AUSL di Bologna area Sud) sono gestite in convenzione dalle locali delegazioni della Croce Rossa Italiana. * Le postazioni contraddistinte dall’asterisco hanno la presenza di personale AUSL di Bologna con funzione Infermiere a Gettone in determinate fasce orarie diurne. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 16 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Auto Medica Ambulanza Medicalizzata Mezzo ALS Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV ambulanza con Infermiereautista e Medico territorio di competenza ampio preallertata per casi presunti gravi opera in appoggio ad altre ambulanze Come da schema generale l’ambulanza con Medico a bordo o Auto Medica, è rappresenta da un mezzo di soccorso su sfondo rosso. Il medico si avvale della collaborazione di 1 Infermiere che spesso svolge anche la funzione di Autista. Questa ambulanza parte solo per presunti casi gravi (codici rossi) ed ha un territorio di competenza molto vasto, coperto da almeno 3-4 ambulanze con Infermiere o Volontario. In caso di chiamata, il Mezzo ALS si avvicina alla zona dell’intervento in attesa di una valutazione sanitaria da parte dell’ambulanza gialla o verde, a cui è stato assegnato il servizio. Se l’altro equipaggio ritiene opportuno l’intervento del medico, l’ambulanza arriva a destinazione, altrimenti ritorna indietro e rimane disponibile nel territorio per le altre ambulanze in servizio. Questa ambulanza non carica mai pazienti, solitamente è occupata solo per il tempo necessario a stabilizzare l’assistito. Raramente il medico accompagna l’assistito fino all’ospedale di destinazione; in questo caso sale sull’altra ambulanza. Tutto questo si traduce in una ottimizzazione della risorsa medico. Unica eccezione a questo sistema è l’Ambulanza Medicalizzata – ALS, operativa a Bazzano dalle ore 20 alle ore 8, il cui equipaggio è composto da Autista Volontario, Infermiere e Medico appartenete alla AUSL di Bologna ed in servizio presso il PS di Bazzano. Questo mezzo gestisce l’intero iter necessario al trattamento extraospedaliero del paziente. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 17 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Distribuzione Postazioni Soccorso – Mezzi ALS Impegni GECAV 4 Auto Mediche attive 24 ore su 24 Ospedale di Loiano GECAV (Echo 34) Pian del Voglio (Echo 22) Lama di Setta di Marzabotto GECAV (Echo 57) Marano (Echo 49) 1 Ambulanza Medicalizzata attiva dalle 20 alle 8 Ospedale di Bazzano (Serravalle 04) 4 delle 27 ambulanze sono Auto Medica e si trovano: •1 postazione medica, con sigla operativa Echo 22, attiva 24 ore su 24 presso Pian del Voglio, gestita da personale infermieristico GECAV e Medico appartenente alla CRI di Firenze 1 postazione medica, con sigla operativa Echo 57, attiva 24 ore su 24 presso “Lama di Setta” di Marzabotto, gestita da personale GECAV 1 postazione medica, con sigla operativa Echo 34, attiva 24 ore su 24 presso l’Ospedale di Loiano, gestita da personale del GECAV 1 postazione medica, con sigla operativa Echo 49, attiva 24 ore su 24 presso Marano (Gaggio Montano), gestita da personale del GECAV e del Pronto Soccorso di Porretta e Vergato La postazione di Marano nel comune di Gaggio Montano, è attiva da Dicembre 2003, a seguito di una sperimentazione dai riscontri positivi, effettuata nel periodo compreso dal 1/6/2003 al 30/8/2003. 1 delle 27 ambulanze è Medicalizzata e si trova: 1 postazione di ambulanza medicalizzata, con sigla Serravalle 04. Da novembre 2007, nella fascia oraria 20-8, tale postazione ha la possibilità di utilizzare il medico presente in PS e divenire ambulanza medicalizzata. Tale mezzo ovviamente attivato solo sui codici rossi o gialli filtrati dal medico, a differenze delle altre auto mediche, carica il paziente e lo porta all’ospedale di destinazione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 18 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Calder. Anzola GECAV Crespellano Bazzano Bologna Zola Casal. Monteveglio Castello di S. S.Laz zaro Oz za no Sasso Monte S.P. Pianoro Savigno Marza botto Vergato Castel D Griz zana Gaggio Mon zuno Loiano Monte renzio Lizzano Monghidoro Castel di C. S.Benedetto Castiglione Porretta Granaglione Camugnano Copertura per zona di competenza Echo Echo 22 Echo 49 Echo 34 Bazzano Echo 57 L’immagine ripropone il territorio della AUSL di Bologna area Sud, diviso per comuni. Ad ogni Echo (Auto Medica) è stato assegnato un codice colore, in grado di evidenziare immediatamente la propria zona di competenza. Risulta infatti che la zona della Echo 22, caratterizzata dal colore verde, comprende i comuni di San Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli, la zona della Echo 34, caratterizzata dal colore azzurro, comprende i comuni di Pianoro, Loiano, Monterenzio, Monghodoro e Loiano, la zona più vasta di colore arancione è quella gestita dalla Echo 49 e comprende i comuni di Grizzana Morandi, Castel D’Aiano, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Granaglione, Porretta, Camugnano, Vergato, mentre la zona della Echo 57, caratterizzata dal colore giallo, comprende i comuni di Monzuno, Marzabotto e Sasso Marconi. A queste zone, dal novembre 2007 nella sola fascia notturna (20-8) si aggiunge la zona coperta dalla Ambulanza Medicalizzata Serravalle 04 – Bazzano con rinforzo medico, caratterizzata dal colore viola, che copre i comuni di Anzola, Crespellano, Bazzano, Monteveglio, Castello di Serravalle, Monte San Pietro e Savigno. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 19 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Auto Infermieristica Stilo Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV auto con Infermiere / Coordinatore a bordo territorio di competenza ed orario LIMITATO interviene su tutte le emergenze può chiedere l’appoggio della Ambulanza ILS, ALS o Elisoccorso Progetto assolutamente innovativo, dove un auto, denominata Stilo ed equipaggiata con monitor defibrillatore, zaino infermieristico, aspiratore per secreti, autorespiratore è guidata e gestita da un Infermiere / Coordinatore (Infermiere con mansioni organizzative), che in casi particolari si auto attiva, seguendo una procedura precisa. Il territorio di competenza e l’orario di utilizzo di questo mezzo è quindi limitato all’attività dell’infermiere coordinatore, che la gestisce. Questo sistema a fronte di una “spesa” di personale limitata (il coordinatore sarebbe comunque in servizio), garantisce una risposta immediata nel territorio in cui è operativo. E’ uno strumento che si integra alle strutture presenti sulla zona, in grado di raggiungere velocemente il target e fornire indicazioni precise sull’evento in questione. Indicazioni, che dovranno orientare il proseguimento dell’intervento in sincronia con le risorse in zona: •trattamento autonomo dell’evento; •intervento del Mezzo ILS (con Infermiere a bordo); •intervento aggiuntivo del Mezzo ALS (con Medico a bordo); •intervento aggiuntivo dell’Elisoccorso. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 20 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Distribuzione Postazioni Soccorso GECAV 7 Auto Infermierizzate - Stilo Campo Base CBE 2 Barbarolo – GECAV (Stilo 2) Lama di Setta di Marzabotto – GECAV (Stilo 3) Pian del Voglio – CRI Firenze (Stilo 4) Marano – GECAV (Stilo 5) Campo Base Carracci – GECAV (Stilo 1) Ospedale di Loiano - CATIS (Stilo 6) Poggiolino – GECAV (Stilo 7) Delle 7 Auto Infermieristiche – Stilo, solo le prime 4 sono gestite dai Coordinatori operativi e sono dislocate: 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 2, presso il Campo Base CBE 2 di Barbarolo, gestita dal coordinatore del GECAV – Dell’arciprete Oscar o Pasqui Fausto 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 3, presso “Lama di Setta” di Marzabotto, gestita dal coordinatore GECAV – Franchini Francesco 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 4, presso Pian del Voglio, gestita dal coordinatore appartenente alla CRI di Firenze – Bellucci Paolo 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 5, presso Marano, gestita dal coordinatore del GECAV – Magelli Andrea Delle 7 Auto Infermieristiche – Stilo, solo le ultime 3 sono gestite da personale Infermieristico dedicato: 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 1, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, presso il Campo Base Carracci, gestita da personale Infermieristico del GECAV, a supporto della GECAV 1 nei cantieri del Nodo di Bologna dedicati alla costruzione della nuova stazione centrale di Bologna 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 6, presso Ospedale di Loiano, gestita dall’IP di Coordinamento GECAV AUSL di Bologna ed operativa dalle ore 8 alle 16 1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 7, presso Cantiere di Poggiolino (Lotto 11 VAV Sud), gestita da Infermieri a Gettone provenienti dall’area Città (Centrale Operativa e Mezzi) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 21 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Postazioni Fisse 5 Ospedali Strutture fisse fornite di : Reparti Pronto Soccorso o PPI Radiologia Laboratori Ambulatori Day Hospital ecc…. 7 Infermerie Postazione fissa presidiata da un Infermiere. E’ in grado di eseguire: medicazioni filtro per altre strutture atti medici delegati Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV 3 Punti di Primo Intervento Postazione fissa presidiata da Infermiere e Medico. In più rispetto alla Infermeria è in grado di: diagnosticare dare cure e terapie effettuare medicazioni complesse Per postazioni fisse si intendono strutture in grado di erogare servizi sanitari differenti a seconda della dotazione logistica, strumentale e professionale di cui ogni Ospedale, Punto di Primo Intervento o Infermeria è fornito. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 22 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Distribuzione Postazioni Soccorso Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV 15 Postazioni Fisse 5 Pronto Soccorso presso Ospedali di 3 Punti di Primo Intervento 7 Infermerie Bazzano; Castiglione dei Pepoli; Loiano; Porretta; Vergato Lama di Setta presso la postazione Echo 57 Pian del Voglio presso la postazione Echo 22 Marano presso la postazione Echo 49 Pianoro combinata alla GECAV 1 Barbarolo combinata alla Loiano 41 Osteria combinata alla Loiano 40 Bologna combinata alla Stilo 1 Roncobilaccio combinata alla Ronco 22 Rioveggio combinata alla Setta 1 Poggiolino combinata alla Stilo 7 Sparse per tutto il territorio della AUSL di Bologna area Sud, esistono ben 15 strutture fisse fra Pronto Soccorso, Punti di Primo Intervento ed Infermerie. I 5 Ospedali in cui si può usufruire di prestazioni di Primo Soccorso o Pronto Soccorso sono: Porretta, Vergato, Loiano, Bazzano, Castiglion dei Pepoli Le 3 postazioni fisse adibite a Punti di Primo Soccorso sono disposte: •presso la Postazione “Lama di Setta” nel comune di Marzabotto; presso la postazione di Pian del Voglio; presso la postazione di Marano nel comune di Gaggio Montano Le postazioni di Lama di Setta e di Pian del Voglio, rispondono a precise esigenze dell’utente VAV (operatori addetti alle lavorazioni per la costruzione della Variante di Valico). In assenza del medico (impegnato su un servizio), il personale specializzato presente nel PPI può comunque eseguire prestazioni di tipo infermieristico. Occasionalmente tali punti di primo intervento sono frequentati anche dalla popolazione a cui comunque viene garantito idoneo trattamento. Le 7 Infermerie sono dislocate a: •Pianoro presso il CBE 1 (Campo Base Emilia 1) a servizio maestranze TAV – Zona Nord •Barbarolo presso il CBE 2 (Campo Base Emilia 2) a servizio maestranze TAV – Zona Sud •Osteria presso E8 (Cantiere Industriale Osteria) a servizio maestranze TAV – Zona Sud •Bologna presso Campo Base Carracci a servizio maestranze TAV del Nodo di Bologna (stazione centrale) •Roncobilaccio presso Postazione Ronco 22 a servizio delle maestranze VAV – Lotti 9-1011 e del tratto autostradale compreso da Roncobilaccio a Citerna •Rioveggio presso Campo Base Rioveggio a servizio delle maestranze VAV – Lotto 5a e 5b •Poggiolino presso Cantiere Industriale a servizio delle maestranze VAV - Lotto 11 Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 23 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Distribuzione delle Postazioni di Soccorso Postazioni Temporanee Loiano 35 Corno alle Scale Inoltre, per particolari esigenze dettate dall’aumento della popolazione nel periodo estivo in alcune località di competenza della AUSL di Bologna Area Sud o per eventi particolari, nascono delle postazioni temporanee. Un esempio è la Loiano 35, Ambulanza con Infermiere a bordo, presente dalle 7 alle 19 a Loiano, come risorsa aggiuntiva nel periodo estivo. Medesima esigenza nel periodo invernale è la copertura della postazione di Cormo alle Scale che avviene grazie all’impiego di personale infermieristico e medico a gettone, proveniente dalla AUSL di Bologna area Sud. Infine nel Pronto Soccorso quali Porretta nel periodo estivo, viene aggiunto 1 Infermiere a gettone nella fascia oraria diurna. Tale operatore proviene dalla AUSL di Bologna (area Città e Nord). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 24 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Elisoccorso Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Elicottero con Pilota Infermiere CVS z infermiere addetto alla sicurezza Infermiere AVS Medico Anestesista Preallerato su casi presunti gravi, atterra se altre ambulanze ne confermano l’intervento Infine è previsto l’utilizzo dell’Elisoccorso che proviene dall’Ospedale Maggiore di Bologna, in grado di raggiungere in tempi brevi zone lontane, fornire una risposta altamente specializzata (Infermiere ed Anestesista), trasportare velocemente all’Ospedale idoneo (Cesena, Bellaria, Maggiore, ecc…) con traumatismi lievi per il paziente. Le modalità di attivazione sono simili a quelle dell’auto medica. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 25 A cura del GECAV Organizzazione Emergenza AUSL Bologna area Sud Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Comune ANZOLA DELL'EMILIA BAZZANO CALDERARA DI RENO CAMUGNANO CASALECCHIO DI REN CASTEL D'AIANO CASTEL DI CASIO CASTELLO DI SERRAVA CASTIGLIONE DEI PEP CRESPELLANO GAGGIO MONTANO GRANAGLIONE GRIZZANA MORANDI LIZZANO IN BELVEDER LOIANO 1999 Comune 494 316 593 162 1867 122 129 207 314 486 241 110 162 219 312 1999 MARZABOTTO MONGHIDORO MONTERENZIO MONTE SAN PIETRO MONTEVEGLIO MONZUNO OZZANO DELL'EMILIA PIANORO PORRETTA TERME SAN BENEDETTO VAL D SAN LAZZARO DI SAVE SASSO MARCONI SAVIGNO VERGATO ZOLA PREDOSA Totale 13849 282 326 247 430 251 361 430 1053 315 256 1732 1039 145 406 842 GECAV Invio dei Mezzi di Soccorso per comune nell’anno 1999 interventi Questi sono dati relativi al 1999, che definiscono l’entità del lavoro in emergenza svolto nella AUSL di Bologna area Sud. 13849 è un discreto numero di interventi. E’ un dato che dichiara un cospicuo aumento rispetto alle prestazione erogate negli anni precedenti (ad esempio nel 1995 sono stati effettuati 10657 interventi). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 26 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Il coordinamento operativo di tutte le operazioni di soccorso, è in carico alla Centrale Operativa 118 Bologna Soccorso. La struttura è localizzata nell’Ospedale Maggiore e l’organico fa parte della AUSL di Bologna area Città. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 27 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso 118 Bologna Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV convoglia le richieste di soccorso su una unica centrale operativa attivabile con il numero telefonico “118” da tutto il territorio provinciale In caso di emergenza sanitaria il cittadino può richiedere telefonicamente il soccorso componendo il numero 118. La chiamata è gratuita e può essere effettuata anche dai telefoni pubblici senza uso di monete o di gettoni. Tutte le chiamate che partono dal territorio della AUSL di Bologna area Sud, giungono alla Centrale Operativa 118 di Bologna dove sono sempre presenti operatori qualificati. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 28 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso 118 Bologna Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV effettua la valutazione delle richieste al fine di dare risposte differenziate in base alle caratteristiche delle chiamate. All’arrivo della chiamata, l’operatore di turno inserisce i dati nel sistema informatico di centrale che individua immediatamente l’ambulanza libera più vicina. Entro pochi secondi l’equipaggio dell’ambulanza riceve, via radio, i dati utili all’effettuazione dell’intervento (località, gravità presunta, ospedale di destinazione ecc.). In base al tipo di richiesta e alla zona d’intervento, l’operatore di centrale è in grado di inviare, oltre all’ambulanza più vicina, mezzi con capacità operativa “avanzata” (elicottero con equipe di rianimazione o, in alcune zone, ambulanza con medico a bordo). Nei casi più gravi, di solito in autostrada, vengono fatti confluire contemporaneamente sul posto più mezzi con diversa capacità operativa. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 29 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso 118 Bologna Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV gestisce tutti i mezzi di soccorso, dall'assegnazione del servizio fino alla ospedalizzazione, indipendentemente dall’ente di appartenenza (AUSL, CRI, Volontariato ecc.) La centrale Operativa 118 di Bologna è in grado di gestire e controllare tutti i mezzi che operano nel territorio in ogni fase del soccorso: allertamento (la centrale attiva l’ambulanza/e idonea) partenza (l’ambulanza/e invia via radio la comunicazione di “Partito”). arrivo dell’ambulanza nel punto di destinazione (l’ambulanza/e invia via radio la comunicazione di “Arrivo sul Posto”). richiesta di appoggio o trattamento avvenuto (via radio, si può richiedere in appoggio l’automedica-elisoccroso oppure si può trattare l’assistito) trasporto all’ospedale scelto (l’ambulanza carica l’assistito e provvede a trasportarlo all’ospedale più idoneo per la sua patologia) arrivo in Pronto Soccorso (l’ambulanza comunica via radio l’arrivo nel Pronto Soccorso designato) libera (solo dopo aver ripristinato l’ambulanza, dichiara via radio il “libero” per altri servizi alla Centrale Operativa) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 30 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso 118 Bologna Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV gestisce tutti i mezzi di soccorso, dall'assegnazione del servizio fino alla ospedalizzazione, indipendentemente dall’ente di appartenenza (AUSL, CRI, Volontariato ecc.). Il personale che agisce nel soccorso è addestrato ad effettuare Triage (definire priorità di trattamento) ed è quindi in grado di richiedere ulteriori aiuti (Auto medica, Elicottero, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, ecc,,,) o portare a termine autonomamente il servizio, seguendo precise procedure di intervento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 31 A cura del GECAV Coordinamento Soccorso Emergenza Territoriale Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni 118 Bologna Soccorso GECAV concorre all’identificazione della struttura ospedaliera più idonea al ricovero. Come vedremo nelle prossime lezioni, un punto importantissimo del soccorso è quello di portare l’assistito presso l’ospedale più idoneo a trattare la patologia che lo ha colpito. Idonee procedure stabiliscono i criteri di ospedalizzazione per ogni tipo di assistito e patologia. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 32 A cura del GECAV Emergenza Territoriale Impegni AUSL Bologna Area Sud Treno Alta Velocità (TAV) Tratta BO-FI Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV ha uno sviluppo Complessivo di 78, 275 Km di cui 73,110 in Galleria territorio scarsamente abitato oltre 1000 lavoratori impegnati Quello che si osserva in figura è il tracciato della linea ferroviaria Alta Velocità nella tratta compresa fra Bologna e Firenze costruita dal CAVET (Cantieri Alta Velocità Emilia Toscana). Il progetto “Alta Velocità” prevede la costruzione di una nuova linea ferroviaria veloce che collega Milano con Napoli. Uno dei compiti della AUSL di Bologna area Sud in questo settore è l’erogazione del servizio di emergenza sanitaria in tutti i cantieri che si dislocano nelle zone comprese fra Rastignano e Monghidoro. E’ senz’altro un notevole impegno, probabilmente il più grosso della AUSL di Bologna area Sud, ma a partire dalla sua attivazione nel 1996, ha portato ad azioni di miglioramento in tutto il settore dell’emergenza. Per la prima volta si affronta in maniera concreta il problema di gestire una emergenza sanitaria in galleria, visto che 73 km di gallerie verranno scavati nell’appennino Tosco-Emiliano. Dei 101,4 Km di scavo complessivi (gallerie comprese di varianti), oltre 40 sono realizzati nell’area Sud dell’AUSL di Bologna e interessano i Comuni di Monghidoro, Loiano, Monterenzio, Pianoro e S. Lazzaro con potenziali rischi anche per la salute dei cittadini, dovuti principalmente al rumore e all’aumento del traffico causato dai mezzi pesanti impegnati nel trasporto del materiale estratto dallo scavo delle gallerie. I lavoratori impegnati sono stati oltre 1000 con punte di 1500, in maggioranza provenienti da altre regioni e insediati in 5 campi appositamente costruiti. Da ciò deriva un notevole impatto sociale e sanitario: necessità di integrazione dei lavoratori e talvolta delle famiglie, con ricadute sul bisogno di servizi socio-sanitari. Il territorio, da un punto di vista idrogeologico, è caratterizzato da un terreno altamente instabile costituito prevalentemente da argille scagliose con notevole probabilità di crolli, talora con rilascio di metano che può formare con l’aria miscela esplosiva (grisou). Tutto ciò comporta rischi sia per i lavoratori addetti alla realizzazione dell’opera sia per gli operatori del soccorso sanitario. Gran parte del territorio interessato dai lavori per la realizzazione della linea ferroviaria AV è scarsamente abitato e non era adeguatamente attrezzato per gestire possibili emergenze sanitarie a complessità medio-alta: presenza di un solo piccolo ospedale, a Loiano, attrezzato per patologie di lieve entità e non in grado di svolgere funzioni di pronto soccorso per le patologie complesse; sistema viario tortuoso, stretto, poco ramificato, accidentato e, nella stagione invernale, spesso gelato o innevato. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 33 A cura del GECAV Emergenza Territoriale Impegni AUSL Bologna Area Sud Organizzazione Coordinamento Soccorso Treno Alta Velocità (TAV) - Impegni GECAV Nodo Bologna tratto Urbano di 17,9 Km 7 Km allo Scoperto 9,3 Km in Gallerie scavate tramite Frese Scudate EPB 1,6 Km Viadotto inoltre raddoppio ponte fiume Reno galleria e pozzo Zanardi Stazione galleria Stazione – parcheggio Salesiani Per “Nodo di Bologna”, si intende il tratto urbano della ferrovia e la stazione dei treni AV. Rappresenta la struttura di collegamento fra la tratta ferroviaria Bo-Mi e Bo-Fi. Nella figura è rappresentata dalla linea rossa. Risulterà alquanto complessa perché si scaverà sotto la città di Bologna, con tutte le problematiche e rischi che una tale opera può comportare. Si parla infatti di 9,3 km di galleria (naturale o artificiale) scavate tramite 2 Frese Scudate EPB, 1,6 di viadotto e 7 Km a cielo aperto. La lunghezza complessiva del nodo ferroviario AV di Bologna è di circa 17,9 km (da San Ruffillo ad Anzola Emilia). Partendo dal quartiere Savena-San Ruffillo, punto in cui ha inizio il Nodo di Bologna, il tracciato attraversa il ponte sul fiume Savena e, subito dopo, si immette in galleria fino a raggiungere, in prossimità della futura stazione sotterranea per le nuove linee veloci, 23 m di profondità rispetto al piano di campagna. Trattandosi di ambiente urbano, l’impatto con la popolazione è stato un elemento fortemente determinante per l’organizzazione e la gestione sia delle emergenze sanitarie che della sicurezza sul lavoro. La molteplicità delle opere necessarie per l’attraversamento del territorio cittadino ha comportato un frazionamento dei cantieri dislocati in tutta l’area urbana sino a suddividere l’appalto in 16 lotti; ognuno specializzato nella realizzazione di particolari opere. Si citano a titolo esemplificativo quelle fondamentali: •raddoppio del ponte sul fiume Reno; galleria e relativo pozzo di accesso che dal quartiere Zanardi arriva sino alla futura stazione AV; stazione AV; attraversamento in galleria per il tratto stazione AV – parcheggio area Salesiani; doppio tunnel di attraversamento della città dall’area Salesiani sino al quartiere San Ruffillo. Poiché il sottosuolo del tratto interessato dal doppio tunnel è formato da un terreno argilloso, seguito da un tratto sabbioso sotto falda e da un tratto formato da sabbia, ghiaia e limo in diverse percentuali, per lo scavo delle gallerie si utilizzano frese scudate tipo EPB (Earth Pressure Balance)[1]. Questo tipo di macchine ha comportato un particolare impegno da parte del servizio di vigilanza per quanta riguarda la tutela del lavoratore e del territorio. [1] Impianti meccanizzati di scavo a pressione bilanciata per materiali incoerenti. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 34 A cura del GECAV Emergenza Territoriale Impegni AUSL Bologna area Sud Variante di Valico (VAV) Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV raddoppio del tratto della A1 attraversamento appenninico tra Sasso Marconi e Barberino del Mugello sviluppo complessivo di circa 60 Km di cui 30 in galleria (50%) e 10 in viadotto (17%) Un altro grosso impegno per il servizio di Emergenza Territoriale della AUSL di Bologna area Sud è quello relativo all’adeguamento del tratto di attraversamento Autostradale fra Sasso Marconi e Barberino del Mugello, denominata anche Variante di Valico. Questo progetto, attuato dalla Società Autostrade, porterà infatti alla costruzione di 60 km di autostrada, di cui 30 in galleria. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 35 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV A fronte di questi nuovi impegni della AUSL di Bologna area Sud e di una nuova problematica: l’emergenza in galleria, nasce il GECAV Il GECAV (Gestione Emergenza Alta Velocità e Variante di Valico) è nato per gestire l’emergenza dei Cantieri dell’Alta Velocità, dislocati nell’appennino bolognese. L’esperienza maturata in questi 12 anni (dal 1996 ad oggi), ha consentito di conoscere e affrontare gran parte delle problematiche relative all’emergenza in galleria. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 36 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Organigramma Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV dipende dal Dipartimento di Emergenza- Urgenza della AUSL di Bologna sede operativa: c/o postazione “Lama di Setta” di Marzabotto (BO) Direttore: Dr. Giuseppe Grana referente infermieristico: AROA Fiorella Cordenons coordinatore postazioni TAV cantieri Nord: CPSE Fausto Pasqui coordinatore postazioni TAV cantieri SUD: CPSE Oscar Dell’arciprete coordinatore postazioni VAV: CPSE Francesco Franchini coordinatore postazioni di soccorso di Porretta e Vergato : CPSE Magelli Andrea Il GECAV è la struttura deputata a garantire il soccorso sanitario nei cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico dell’Appennino Bolognese. Dipende dal Dipartimento di Emergenza Urgenza della AUSL di Bologna ed ha la sua sede operativa presso la Postazione “Lama di Setta” di Marzabotto. Il Direttore del Servizio è il Dott. Giuseppe Grana, il responsabile del personale Infermieristico è l’AROA Fiorella Cordenons. Pasqui Fausto coordina le postazioni TAV Nord ed il personale GECAV. Dell’Arciprete Oscar e Franchini Francesco, sono rispettivamente i coordinatori delle Postazioni TAV Sud e delle Postazioni VAV. Magelli Andrea dal 2003 è il coordinatore del personale 118 che opera nella Valle del Reno: Auto Medica E49 di Marano, PPSS e Ambulanze di Porretta e Vergato. I referenti medici per le auto mediche sono: il Dr Roberto Gerardi (auto medica di Barbarolo E34), il Dr Agostino Vituliano (Auto Medica di Lama di Setta E57), il Dr Carlo Calabrò (auto medica di Pian del Voglio E22) e la Dr.ssa Lucia Verdecchia (auto medica di Marano E49). Un’articolazione così complessa è indispensabile, considerando le caratteristiche logistiche che andremo a descrivere nelle prossime pagine. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 37 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Organizzazione Coordinamento Soccorso Obiettivi Impegni GECAV Assicurare il soccorso alla popolazione (230.000 persone) zona montana della AUSL di Bologna area Sud autostrada A1 BO-FI (dal 2002) Assicurare il soccorso cantieri Alta Velocità (dal 1996) cantieri Variante di Valico (dal 2002) Oltre a garantire il soccorso per i 1500 lavoratori TAV distribuiti su 5 campi base e 10 cantieri con 16 fronti di scavo in Galleria, il GECAV dal 1996 ad oggi ha contribuito ad assicurare il soccorso alla popolazione che risiede nei comuni di Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, Pianoro: oltre 30000 persone. Dal 2002, garantisce il soccorso sanitario anche agli operatori dei cantieri della Variante di Valico e contribuisce al soccorso sanitario territoriale sia dei residenti nei comuni di Sasso Marconi, Monzuno, Castiglion dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Marzabotto sia agli utenti dell’autostrada A1 nel tratto compreso tra Sasso Marconi e Roncobilaccio. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 38 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni Servizio di Nuova Istituzione (TAV) GECAV 18 agosto 1996 prevista cessazione 31 dicembre 2008 Servizio di Nuova Istituzione (VAV) gennaio 2002 prevista cessazione dicembre 2011 Il GECAV, nato per garantire il soccorso sanitario alle maestranze impegnate nella realizzazione della tratta emiliana della linea ferroviaria ad Alta Velocità tra Bologna e Firenze, è una parte del Servizio di Emergenza Territoriale area Sud della AUSL di Bologna. E’ stato istituito il 18 agosto 1996, data in cui hanno avuto inizio le operazioni di cantierizzazioni per la costruzione dell’Alta Velocità. In questi anni il personale GECAV è passato dalle 6 unità iniziali alle attuali 125, man mano che aumentavano i cantieri TAV dapprima, TAV e VAV oggi. Il ridimensionamento del servizio dovrebbe avvenire alla conclusione dei lavori dell’Alta Velocità, previsto per il 31 dicembre 2008. La gestione dell’emergenza nei cantieri della Variante di Valico è iniziata nel 2002. Da quel momento si è avuto un progressivo spostamento del personale GECAV, dalle postazioni TAV a quelle VAV. Le esigenze TAV infatti diminuiscono grazie al completamento di alcune Gallerie, in coincidenza di un forte incremento delle esigenze VAV per l’apertura di nuovi cantieri che secondo le previsioni progettuali, dovrebbero essere attive almeno fino al 2011. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 39 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Organizzazione Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Dotazione di Personale Coordinamento Soccorso Impegni (a Settembre 08) 31 MEDICI GECAV 21 Dipendenti AUSL di Bologna 10 Convenzionati (CRI Firenze) 71 INFERMIERI 65 dipendenti AUSL di Bologna (di cui 2 AFD e 3 Coordinatori) 6 Convenzionati (CdC Prof Nobili) circa 138 Gettonisti dipendenti AUSL di Bologna con funzione Infermiere 23 AUTISTI 1 8 5 9 AUSL di Bologna area Sud in Convenzione Dipendenti Catis in Convenzione Dipendenti CdC Prof Nobili in Convenzione Dipendenti CRI Firenze (di cui 1 Coordinatore) circa 20 Gettonisti dipendenti AUSL di Bologna con funzione Autista La dotazione del personale presente al GECAV, è sempre stata attenta a quelle che sono le reali esigenze dei cantieri e della realtà territoriale della AUSL di Bologna area Sud. Ricordiamo che la scelta del GECAV è stata quella di utilizzare personale proveniente da più realtà operative (CATIS; CRI di Firenze; AUSL di Bologna area Sud, Nord e Città). Tale scelta è stata dettata dalla vastità delle lavorazioni in atto (l’Alta Velocità presenta cantieri dislocati da Bologna Centro fino al confine Toscano; i cantieri della Variante di Valico di nostra competenza iniziano nei pressi di Sasso Marconi e arrivano fino a Poggiolino in territorio Toscano), a garanzia di flessibilità ed eventuale riassorbimento di personale quando cesseranno tutte le attività. Medici: Assunzione di personale Medico da parte della AUSL di Bologna area Sud; ampliamento delle convenzioni in essere. Infermieri: Assunzione di nuovo personale Infermieristico da parte della AUSL di Bologna area Sud; Aumento del personale proveniente dalla USL di Bologna area Città; assunzione di nuovo personale da parte del CATIS; convenzioni in essere con CdC Prof Nobili, utilizzo di personale in Libera Professione proveniente dai servizi di Emergenza della AUSL di Bologna (personale di Bologna Soccorso, Rianimazione, AUSL di Bologna area Nord) Autisti: La situazione degli autisti è rimasta invariata, si è garantito la copertura di turni funzione autista, con l’utilizzo di personale in Libera Professione proveniente dalla AUSL di Bologna area Città (Bologna Soccorso) e Nord. La funzione di autista è assicurata in gran parte dagli Infermieri che guidano i mezzi di soccorso. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 40 A cura del GECAV Il GECAV Emergenza Territoriale Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico Organizzazione Coordinamento Soccorso Impegni GECAV Coordinatore Capo Turno Zone Echo Guardia Sistema Paracadute Gettonista Formazione L’organizzazione di un servizio così vasto per estensione territoriale e numero di operatori prevede figure professionali con compiti aggiuntivi rispetto alle classiche mansioni dell’Infermiere. In sintesi l’elenco delle nuove figure professionali, ruoli: •il Coordinatore: Infermiere in grado di gestire problematiche di carattere organizzativo specifiche della realtà territoriale affidatagli. •il Capo Turno: Infermiere in turno sulle Auto Mediche, che funge da tramite fra la Centrale Operativa del 118 di Bologna e la realtà operativa della propria zona di competenza. Questa figura ha una conoscenza approfondita dei mezzi e strutture disponibili sul proprio territorio di competenza ed è in grado di gestire ogni servizio sfruttando al meglio le risorse. Una particolare preparazione lo rende in grado di gestire la Sicurezza nelle operazioni di soccorso all’interno dei cantieri TAV e VAV. •la Guardia: Figura con funzione di controllo sull’efficacia dei meccanismi di risposta alla chiamata (figura indispensabile, considerando, che negli ultimi mesi, si è modificato il sistema di allertamento dei mezzi) •il Gettonista: E’ solitamente un dipendente AUSL di Bologna che effettua turni di lavoro aggiuntivo, rispetto al proprio orario e viene remunerato come se fosse in libera professione. Previa adeguata formazione è in grado di coprire turni in postazioni GECAV. Per questo tipo di operatore si scelgono postazioni, ormai “stabili”, in cui la sperimentazione passata, ha portato ad un modello operativo ormai consolidato, normato da procedure. Questo strumento fornisce forte flessibilità al servizio e garantisce personale altamente professionale. •la Formazione: La formazione è lo strumento utilizzato per conoscere a fondo le attività lavorative (peculiari e pericolose), i rischi e le misure cautelative adottate dal GECAV. La Creazione di “formatori” che diffondono a cascata la propria conoscenza, permette la preparazione di personale con competenze multiple (personale di servizio, neoassunti, personale in convenzione, libero professionisti). E’ il collante fra le varie professionalità presenti al GECAV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 41 A cura del GECAV Sistema Integrato di Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche Sistema Integrato di Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche Opere - Evoluzioni TAV Bo - Fi TAV Nodo Bo VAV Modello di Gestione Riorganizzazione 118 Postazioni Target Sicurezza Intervento Il Sistema Integrato di Soccorso nelle Grandi opere Pubbliche, può essere visto come un insieme di attività che portano al risultato atteso, solo se coordinate e ben saldate fra loro. Le attività in questione saranno presentate nelle prossime diapositive e si possono raggruppare in: •Modello di Gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro, che rappresenta la strategia messa in campo dalla AUSL di Bologna per creare i presupposti necessari alla gestione delle problematiche inerenti la cantierizzazione delle grandi opere pubbliche. Tale modello, ha ovviamente previsto il coinvolgimento delle ditte esecutrici i lavori e delle strutture della AUSL (Dipartimento di Prevenzione, Distretto, Servizio Sociale, Dipartimenti di Emergenza Urgenza) oltre che della Regione, Comuni interessati, Vigili del Fuoco, ecc. Modello che si concretizza in risposte operative dinamiche ed adeguate alle reali situazioni presenti all’interno dei cantieri. Diventa indispensabile una approfondita conoscenza delle lavorazioni in atto e a una continua riorganizzazione del sistema di emergenza sempre indirizzata a garantire: •idonea distribuzione territoriale delle postazioni di soccorso; •puntuale identificazione del luogo dell’evento; •determinare ed ottenere le condizioni operative di massima sicurezza; •eseguire un corretto intervento sanitario. Questi argomenti saranno introdotti da una breve spiegazione delle caratteristiche delle lavorazioni eseguite ed in atto (Opere – Evoluzioni) nelle grandi opere pubbliche: -linea ferroviaria ad alta velocità / alta capacità nel tratto Bologna Firenze; -nodo di Bologna; -adeguamento della A1 - Variante di Valico (Casalecchio – Barberino). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 42 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere Evoluzioni Modello Gestione Riorganizzazione Le Grandi Opere Pubbliche nella città di Bologna e nel territorio montano della provincia si stanno realizzando alcune tra le più grandi opere civili degli ultimi 60 anni l’AUSL di Bologna si occupa di prevenzione infortuni e soccorso sanitario Nella città di Bologna e nel territorio montano della provincia si stanno realizzando alcune tra le più grandi opere civili degli ultimi 60 anni: •la tratta Bologna - Firenze della linea ferroviaria Milano - Napoli ad Alta Velocità (AV) •il nodo ferroviario di Bologna con la stazione sotterranea per i treni AV •L’adeguamento della Autostrada A1, denominata Variante di Valico (VAV) L’Azienda AUSL di Bologna si occupa, da circa 12 anni, sia della prevenzione infortuni che del soccorso sanitario nei cantieri per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità (AV) tra Bologna e Firenze e della Variante di Valico. I problemi legati alla sicurezza e al soccorso sanitario, ingigantiti dalla dimensione dell’opera e dalle peculiarità del territorio, sono stati affrontati e risolti grazie al contributo di numerose professionalità. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 43 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere Evoluzioni Modello Gestione Grandi Opere Pubbliche Riorganizzazione che porteranno allo scavo di circa 180 Km nell’ appennino Tosco Emiliano, zona caratterizzata da presenza di metano e terreno “friabile”: 73 per Alta Velocità (101 con varianti) 9 per Nodo di Bologna 60 per Variante di Valico Evidente è l’orientamento alla sicurezza del GECAV ed allineamento alle norme vigenti in tema TESTO UNICO DELLA SICUREZZA - D. Lgs. 81/08 del 09/04/2008 Il GECAV è il servizio deputato alla gestione dell’emergenza nei cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico, 2 grandi opere pubbliche che porteranno allo scavo di circa 180 km di Galleria nell’appenino Tosco Emiliano. Più precisamente sono previsti: •73 Km di percorso in Galleria per Alta Velocità, che portano allo scavo di 101.393 Km, visto l’aggiunta di Varianti in corso d’opera a seguito di modifiche del progetto (le interconnessioni sono gallerie monobinario di collegamento della rete ferroviaria esistente con la nuova rete ad alta velocità, i by-pass sono gallerie di collegamento della galleria di Pianoro con punti di attacco intermedio per la realizzazione delle interconnessioni) e lo scavo delle Discenderie (gallerie di servizio, utilizzate per raggiungere la diretta e aumentare i fronti di scavo). •9 km di percorso in Galleria per il Nodo di Bologna nel tragitto compreso fra San Ruffillo e Bologna Centrale •30 km di percorso in Galleria per Variante di Valico, che diventano oltre 60 km di scavo, considerando che le Gallerie Autostradali saranno bi fornice (a doppio foro, uno dedicato alla corsia sud ed uno alla nord). Questa impresa è complicata ed aggravata dalle caratteristiche geologiche del territorio, in quanto l’appennino Tosco Emiliano è un terreno altamente instabile costituito prevalentemente da argille scagliose con notevole probabilità di crolli e cedimenti e di presenza di grisou, con Rischi per i lavoratori impegnati (l’edilizia, ed in particolare le opere di scavo in sotterraneo, comportano un elevato rischio di infortuni e malattie professionali) e del Servizio di Gestione dell’Emergenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 44 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Treno Alta Velocità (TAV) Tratta BO-FI Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione inizio lavori 1996 con apertura di 10 Campo Base (4 competenza GECAV) 21 Cantieri Industriali (10 competenza GECAV) aree intermodali cantieri di armamento Operazioni di scavo I lavori di realizzazione del Treno Alta Velocità Tratta Bologna – Milano, iniziarono nel giugno del 1996. Il consorzio CAVET, allo scopo di razionalizzare i lavori, suddivise il territorio su cui eseguire le opere ferroviarie in 9 zone tecnico-operative. Ognuna delle 9 zone presenta diverse tipologie di cantiere, in funzione delle esigenze tecnico-operative e di inserimento ambientale previste dal Piano di cantierizzazione: I Campi Base, che costituiscono l'indispensabile supporto logistico; sono articolati come veri e propri villaggi, provvisti di alloggi, uffici e mensa, e sono concepiti per essere autosufficienti rispetto alle strutture socio-economiche locali. Ogni campo base fa riferimento a più cantieri. Nel versante Bolognese contiamo 4 campi base, al GECAV competono 5 Campi Base. I Campi Base prendono i nomi dalla zona in cui sono insediati. I Cantieri Industriali, adiacenti agli imbocchi delle gallerie; sono costituiti da installazioni di servizio, come quadri elettrici, impianti di ventilazione, centrali di produzione dell'aria compressa, officine, magazzini, zone stoccaggio materiali, parcheggi macchinari, uffici e strutture per la prima assistenza sanitaria. Nel versante Bolognese contiamo 9 Cantieri, al GECAV competono 10 Cantieri. I Cantieri prendono i nomi dei corsi d’acqua che attraversano la zona su cui sorgerà il cantiere stesso. Le Aree Intermodali, destinate all'interscambio tra le modalità di trasporto su ferro e su gomma dei materiali utili alla costruzione della tratta, al fine di ridurre il transito dei mezzi pesanti sulla viabilità pubblica esistente. I Cantieri tecnologici di armamento ferroviario: sono due, adiacenti alle aree intermodali. Vengono riforniti dei materiali necessari alla realizzazione dell'armamento (ballast, traverse, binari, scambi, ecc.). L’immagine rappresenta una operazione di avanzamento del fronte di scavo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 45 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Treno Alta Velocità (TAV) Tratta BO-FI Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione competenza GECAV sulle gallerie: Pianoro (10841) Sadurano (3855) Monte Bibele (9243) Raticosa (10450) Ad oggi (settembre 2008) tutte le 9 gallerie della Tratta BO-FI sono scavate. Le Gallerie di competenza del GECAV sono 4: •Galleria Pianoro (10841) Il tracciato ha inizio alla periferia sud di Bologna, con un tratto allo scoperto che attraversa il torrente Savena. Dopo l'interconnessione di San Ruffillo, ha inizio la galleria di Pianoro lunga 10.841 metri. Al termine della galleria la linea scavalca, con un viadotto di 121 metri, la profonda incisione del Rio Laurinziano e, con uno scatolare, il Rio Crocione. •Galleria Sadurano (3855) Quindi, entra nella galleria Sadurano (lunga 3.855 metri) il cui sbocco è situato sull'incisione del Rio dei Cani, scavalcato anch'esso con uno scatolare •Galleria Monte Bibele (9243) Segue un breve tratto in trincea fino all'imbocco della galleria di Monte Bibele, lunga 9.243 metri. Superata la galleria, la linea corre allo scoperto attraversando in obliquo la valle del torrente Idice, che oltrepassa con un viadotto di 121 metri. •Galleria Raticosa (10450) Ha quindi inizio la galleria della Raticosa, della lunghezza di 10.450 metri, ove la linea raggiunge la massima quota di 413 metri sul livello del mare. All'uscita della galleria la linea attraversa in viadotto, per 88 metri, la profonda incisione del torrente Diaterna. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 46 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Treno Alta Velocità (TAV) Tratta BO-FI Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione situazione attuale (settembre 08) terminate le lavorazioni di prima fase z Armamento (ballast, binari e traverse) in atto attività di lavoro di seconda fase z z z Elettrificazione Sistemi di Comunicazione Antincendio precollaudo Ad oggi (settembre 2008) le lavorazioni in essere all’interno delle gallerie dell’alta velocità sono essenzialmente: •attività residue di armamento (livellazione del binario, posa scambi e risoluzioni non conformità); -attività di lavoro di seconda fase fra le più importanti di elettrificazione, allestimento dei sistemi di comunicazione e antincendio, ecc; -attività di precollaudo della tratta. La posa dei binari ha obbligato il nostro servizio a dotarsi di Mezzi Bimodali (vedi immagine), mezzi in grado di intervenire sia su strada sia su rotaia. La dotazione di questi mezzi, assieme ad una attenta formazione del personale, redazione di procedura di accesso in galleria con binari ed elettrificata, ha consentito al nostro personale di intervenire in sicurezza all’interno delle gallerie AV di nostra competenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 47 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Treno Alta Velocità (TAV) Nodo di Bologna Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione cantieri principali Stazione Centrale / Arcoveggio San Ruffillo deposito locomotive cantieri ausiliari Fascio Salesiani Ponte sul Reno Poste Lavino Intermodale di Anzola Innesto Bologna-Padova L'attuazione del nodo di Bologna Nel maggio '97 è stato approvato il progetto per l'interconnessione di San Ruffillo, situata nei comuni di Pianoro e San Lazzaro. Quindi, il 17 luglio 1997 si è positivamente conclusa la Conferenza dei Servizi, aperta il 6 maggio 1997. In questa sede sono stati sottoscritti specifici accordi che definiscono modi e tempi di realizzazione delle nuove opere di potenziamento del Nodo ferroviario di Bologna e per il passante ferroviario della linea veloce e sono state approvate importanti scelte progettuali. Le più significative per la città di Bologna prevedono che: il tratto urbano della nuova linea veloce si sviluppi in galleria per il 60% del suo tracciato, in modo da minimizzare l'impatto sulla città; la nuova linea sia collegata alla linea esistente attraverso le interconnessioni di Lavino e S. Ruffillo, e alle linee per Verona e Padova attraverso due ulteriori interconnessioni urbane; la nuova stazione sotterranea per i treni veloci sia accessibile da via Fioravanti, da via De' Carracci e da via Pietramellara; sul fiume Reno siano realizzati quattro nuovi binari in affiancamento alla attuale linea Bologna-Milano da dedicare due al servizio di media/lunga percorrenza e due al Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM); per il potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) siano realizzate 13 nuove fermate nel tratto metropolitano di tutte le attuali linee afferenti al Nodo di Bologna. Le linee di Vignola e Porretta saranno collegate fra loro nella stazione di Casalecchio di Reno e, passando per la Stazione centrale, si collegheranno rispettivamente con San Benedetto Val di Sambro (Bologna-Firenze) e Portomaggiore; siano eliminati i passaggi a livello all'interno del Nodo di Bologna; l'attrezzaggio tecnologico del Nodo ferroviario sia potenziato e modernizzato. I cantieri del nodo di Bologna L'apertura dei cantieri in un territorio fortemente urbanizzato come Bologna, ha determinato la necessità di risolvere, fin dalla fase di progettazione, numerosi problemi relativi, ad esempio, alla limitata disponibilità di aree, alla saturazione del traffico, alla fornitura del materiale da costruzione. Per rispondere a queste problematiche e limitare al massimo l'impatto ambientale causato dai cantieri, TAV si è impegnata con gli Enti locali a trasportare su ferrovia, ove possibile, i materiali in ingresso ed uscita dai cantieri, a servirsi il meno possibile della viabilità ordinaria e infine a riutilizzare il materiale di scavo, ove fattibile. In tutti i cantieri, inoltre, sono previsti impianti per il trattamento delle acque industriali e fangose e sistemi per l'abbattimento delle polveri. Per razionalizzare l'organizzazione dei lavori e permettere la massima integrazione con la città, sono stati predisposti tre cantieri principali (Stazione Centrale/Stazione Arcoveggio, San Ruffillo, Deposito locomotive) e sei cantieri ausiliari (Fascio Salesiani, Ponte sul Reno, Poste, Lavino, Intermodale di Anzola, Innesto Bologna-Padova). I cantieri principali comprendono, oltre all'area dove vengono effettuati i lavori, un campo base totalmente attrezzato ed autosufficiente destinato ad alloggiare il personale; a seconda delle dimensioni i cantieri ausiliari possono essere invece adibiti esclusivamente alla produzione. Alla fine dei lavori in tutte le zone interessate dai cantieri verrà effettuata una completa opera di ripristino ambientale per riportare il territorio alle condizioni iniziali. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 48 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Treno Alta Velocità (TAV) Nodo di Bologna Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione Stazione Centrale restauro strutturale della stazione storica realizzazione di una stazione sotterranea AV su 3 livelli con binari a - 23 m La stazione del nodo di Bologna (in fase di realizzazione – settembre 2008) Per potenziare il Nodo ferroviario, anche la Stazione Centrale di Bologna sarà oggetto di importanti trasformazioni sotto l'aspetto architettonico che tecnologico. La nuova struttura sarà in grado di sostenere un significativo incremento giornaliero di treni, con conseguente aumento del traffico passeggeri e merci. La stazione per le nuove linee veloci, posta a 23 m sotto la superficie, è la chiave di volta di tutto il progetto di potenziamento del Nodo di Bologna. Sarà riservata ai treni a media/ lunga percorrenza e sarà situata in corrispondenza dell'attuale piazzale della Stazione Centrale nell'area occupata dagli ultimi cinque binari, dal lato di via Carracci. Sarà costituita da un grande vano sotterraneo di circa 640 m di lunghezza, 40 m di larghezza e circa 20 m di profondità e articolata su tre livelli. Il più profondo ospita i binari, mentre quello intermedio, situato a -15 m, accoglie i servizi passeggeri. Infine, quello più prossimo alla superficie, situato a quota -7 m, denominato anche "kiss and ride", è il livello riservato al traffico veicolare, permette l'accesso ai parcheggi della stazione e della zona Salesiani ed è accessibile da viale Pietramellara e da via Fioravanti, con uscita su via Serlio. La stazione AV verrà quindi inserita nel complesso ristrutturato della Stazione Centrale attraverso una piastra ponte posta sopra i binari. L’intervento nella stazione di Bologna è suddiviso in tre fasi. La prima riguarda l'odierna Centrale: nel rispetto del valore monumentale e architettonico del complesso storico, il progetto di restauro strutturale, adeguamento funzionale e riqualificazione trasformerà l’attuale stazione in un grande polo urbano caratterizzato da funzioni destinate non solo ai viaggiatori ma anche a tutta la città. Apertura dei cantieri nel primo semestre del 2003; ultimazione dei lavori entro il 2005; investimento di 49 milioni di euro. La seconda riguarda la stazione dell’Alta Velocità/Alta Capacità di Bologna, che verrà costruita 24 metri al di sotto dell’attuale quota dei binari. Il “camerone” interrato, largo 42 metri e lungo 650, è articolato su tre livelli. Sarà collegato alla stazione storica e connesso alla viabilità urbana attraverso una nuova strada sotterranea dedicata. Il progetto definitivo del nuovo scalo è stato elaborato dall’architetto catalano Ricardo Bofill ed è stato sviluppato fino alla fase esecutiva da Italferr, la società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato. La terza fase riguarda il completamento della stazione AV per la parte fuori terra, il collegamento “a ponte” fra i due fronti della stazione e la demolizione del fabbricato lungo Ponte Matteotti. L’edificio che sorgerà al posto della parte rimossa includerà anche l’accesso alla nuova stazione della Metropolitana. La stazione per le nuove linee veloci, posta a 23 metri sotto il piano stradale, è la chiave di volta di tutto il progetto di potenziamento del Nodo di Bologna. Sarà riservata ai treni a media/lunga percorrenza e sarà situata in corrispondenza dell'attuale piazzale della Stazione Centrale nell'area occupata dagli ultimi cinque binari, dal lato di via Carracci. La nuova struttura sarà in grado di sostenere un significativo incremento giornaliero del traffico passeggeri e merci. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 49 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Treno Alta Velocità (TAV) Nodo di Bologna Riorganizzazione San Ruffillo camerone frese San Ruffillo camerone Salesiani Ad oggi (settembre 2008) il collegamento da San Ruffillo fino al Camerone Salesiani è terminato. A differenza di quelle appenniniche, qui le gallerie sono state realizzate mediante gigantesche frese dette TBM (Tunnelling Boring Machine del diametro di 9,4 metri), con problematiche del tutto differenti di gestione dell’emergenza da quelle abituali della AV. Una fra tutte l’iperbarismo, in quanto ogni TBM è dotata di 2 camere iperbariche per il passaggio dei tecnici (per eseguire manutenzioni) dalla testa fresante alla parte della fresa non in sovrapressione. La tratta compiuta dalle 2 frese (Binario pari TBM “Emilia”; Binario dispari TBM “Felsinea”) è stata di oltre 6 Km ad una profondità di circa 26 metri e le operazioni di scavo sono terminate il 31/5/2006. La prima immagine rappresenta l’ingresso della talpa nel Camerone di San Ruffillo, mentre la seconda è all’uscita della fresa nel Camerone Salesiani, situato nei pressi della stazione centrale di Bologna. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 50 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Treno Alta Velocità (TAV) Nodo di Bologna Riorganizzazione camerone Salesiani parcheggio transito treni AV Nella foto viene rappresentato il Camerone Salesiani (ancora in fase di realizzazione – settembre 2008). Struttura ipogea adibita a parcheggio auto nei piani più superficiali, mentre nel piano più profondo transiteranno i treni AV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 51 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione Variante di Valico (VAV) divisione lavori per Lotti assegnazione tratta ed opere competenza GECAV Lotto 1 ÷ 11 La divisione dei lavori necessari alla realizzazione della Variante di Valico è avvenuta per Lotti, ognuno dei quali, corrisponde ad una tratta, su cui sono state eseguite o sono in corso opere di costruzione della Variante stessa. Nello specifico, come descritto nell’immagine i Lotti sono 12 (dal lotto 1 al lotto 12), i primi 11 di competenza del GECAV. Di seguito elenco lavorazioni eseguite o in atto per VAV (ad eccezione adeguamento tratto A1): •Lotto 1:Viadotto Reno (m. 718) •Lotto 2: Galleria Monte Mario (m. 2300) •Lotto 3: Viadotto Lama di Setta (m. 530); Galleria Allocco (m. 1730); Viadotto Vado (m. 88); Galleria Vado (m. 1137) •Lotto 4: Viadotto Campolungo (m. 290); Galleria Campolungo (m. Galleria Gardelletta (m. 800); Viadotto Quercia (m. 352); Galleria Quercia (m. 330) 250); •Lotto 5A: Galleria Rioveggio 1 (m. 340); Galleria Rioveggio 2 (m. 80); Viadotto Casino (m. 117); Galleria Artificiale Casino (m. 340); Viadotto Rioveggio (m. 330); Viadotto Pian di Setta (m. 633); Galleria Grizzana (m. 1790) •Lotto 5b: Viadotto Lagaro (m. 1435); Galleria Val di Sambro (m. 3770); Viadotto Grizzana (m. 118) •Lotto 6: Viadotto Sparvo (m. 700) •Lotto 7: Galleria Sparvo (m. 1950); Viadotto Molino di Setta 1 (m. 550); Galleria Artificiale Molino di Setta (m. 360); Viadotto Molino di Setta 2 (m. 270) •Lotto 8: Lotto in fase di progettazione (interconnessione tra A1 e VAV) •Lotto 9: Viadotto Badia Nuova (m. 320); Civitella (m. 235); Viadotto Setta 2 (m. 62) Viadotto Setta 1 (m. 300); Galleria Poggio •Lotto 10: Discenderia Galleria di Base (m. 754) •Lotti 9 – 11: Galleria di Base (m. 8600) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 52 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Variante di Valico (VAV) Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Riorganizzazione progressione lavori al 31/12/2007 Come si osserva dalla tabella, che riassume la situazione dei Lotti della Variante di Valico, si nota che i lotti 1-2-3-4 sono terminati ed i tratti Autostradali e le opere di viabilità ordinaria correlate (es Ramo di adduzione) sono già in esercizio. Mentre il Lotto 8 è ancora in fase di assegnazione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 53 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Opere - Evoluzioni Opere TAV Nodo VAV Modello Gestione Variante di Valico (VAV) Riorganizzazione Lotti 5A-5B-67-9-10-11, hanno gallerie in fase di costruzione di Classe 2 (Grisouttose) Ad oggi il GECAV si trova impegnato nella gestione dell’emergenza nei cantieri del lotto 5A, 5B, 9,10,11 e da luglio 2008, dei lotti 6 e 7 (lotti in fase di cantierizzazione). Ognuno di questi Lotti presenta - presenterà gallerie in fase di costruzione, che a regime saranno Grisouttuose – classe 2 (alta probabilità di trovare gas metano durante le fasi di scavo) ed obbliga il nostro personale all’utilizzo di Mezzi Antideflagranti (vedi immagine) per intervenire in sicurezza all’interno delle stesse. Ulteriore difficoltà nella gestione dell’emergenza nei cantieri della Variante di Valico, sono l’estensione e varietà delle lavorazioni all’aperto, con conseguente difficoltà nella identificazione delle lavorazioni, sia dal punto di vista fisico (localizzazione), sia dal punto di vista della valutazione dei rischi (sicurezza nella gestione dello scenario). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 54 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Investire Risorse Riorganizzazione necessità di procedure a livello locale necessità di conoscenza Dinamica ed approfondita dei cantieri, per garantire risposta operativa adeguata Modello di Gestione Integrato all’interno della AUSL di Bologna Dall’analisi delle diapositive fino ad ora commentate, risulta evidente la necessità di Investire Risorse per la Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico. Questa necessità è condivisa dalla Regione, grazie alla quale sono nate le Indicazioni Operative per l’intervento nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche. Caratteristiche costruttive e scenari del tutto unici e ad alto rischio, devono indurre i 118 interessati, alla stesura di Procedure a livello locale in linea con le Indicazioni Operative Regionali ed in grado di Garantire: •corretto allertamento Emergenza/Sicurezza); del 118 (stretta integrazione con Piano di •invio dei mezzi idonei (in base a zona, gravità, complicanze -integrazione con VVF-); •sicurezza sul Posto (integrazione con Piano di Emergenza / Sicurezza e VVF); •intervento Sanitario idoneo (Attesa, Salvataggio, Soccorso); •recupero (integrazione con VVF); •afferenza ospedaliera idonea. Inoltre, la dinamicità dei Cantieri TAV e VAV, obbliga gli operatori 118 (Centrale ed Equipaggi) ad una conoscenza approfondita delle lavorazioni in atto, ma soprattutto ad un aggiornamento continuo, con conseguente adeguamento delle modalità operative. Nello specifico la AUSL di Bologna ha adottato un Modello di Gestione Integrato, dapprima sperimentato e consolidato sui cantieri dell’Alta Velocità e poi proposto ed utilizzato nei cantieri della Variante di Valico e III Corsia Dinamica. Modello indirizzato sia alla prevenzione infortuni che del soccorso sanitario e consolidato in 12 anni di esperienza, grazie al contributo di numerose professionalità. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 55 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Modello di Gestione emergenza sanitarie e sicurezza del lavoro Riorganizzazione accordo Quadro fra Regione Enti locali TAV CAVET Enti per potenziare servizi Pronto soccorso ospedaliero Medicina di base e specialistica Vigilanza e prevenzione per la sicurezza sul lavoro Socio sanitari Sistema 118 tramite convenzioni con le Imprese Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro Gli elementi precedentemente descritti (caratteristica ed evoluzione dell’opera), hanno portato ad un Accordo Quadro siglato nel ’94 tra Regione, Enti Locali, TAV ed altri Enti che ha reso possibile il potenziamento necessario per soddisfare l’accresciuta domanda di servizi, nei settori sanitario e sicurezza del lavoro, durante la fase di realizzazione delle opere. Tale accordo quadro è stato reso operativo nel 2001 da una Convenzione attuativa ed ha reso possibile il potenziamento nelle zone interessate dai lavori AV dei servizi di pronto soccorso ospedaliero, di medicina di base, di medicina specialistica presso i poliambulatori locali, di vigilanza e prevenzione per la sicurezza sul lavoro, di controllo e prevenzione dei rischi sanitari di origine ambientale, nonché il potenziamento dei servizi sociali e sanitari di tutela della famiglia, dell’età evolutiva e del disagio sociale. Inoltre per quanto riguarda gli interventi di emergenza nei lavori in galleria sono state firmate delle Convenzioni con le Imprese interessate : -per il tratto appenninico il CAVET -per il Nodo di Bologna il Consorzio S.Ruffillo e l’Astaldi -Autostrade per l’Italia S.p.a. per i cantieri della Variante di Valico che nel loro insieme consentono l’attuazione di un servizio integrato a garanzia della massima efficienza nell’operazione di pronto soccorso e di assistenza per eventuali infortuni. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 56 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Riorganizzazione Integrazioni e Sinergie collaborazione con Enti, Associazioni e strutture esterne per tutela della salute e sicurezza sinergie all’interno della AUSL di Bologna negli ambiti A) Piani di Prevenzione B) Assistenza Sanitaria e Integrazione Sociale C) Emergenza Sanitaria Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro, sintetizza integrazioni e sinergie. La stretta collaborazione sia all'interno dell'azienda (Dipartimento di Prevenzione, Distretto, Servizio Sociale, Servizio di Emergenza Territoriale Sud) sia con Enti, Associazioni e strutture esterne è stata fondamentale per garantire una gestione efficiente ed efficace dei vari aspetti esaminati: pronto soccorso ed emergenza, impatto socio-sanitario, piani di prevenzione. Il modello di gestione, elaborato quando era ancora operativa l’AUSL Bologna Sud è schematizzato nella Figura 1. In particolare, l’Azienda USL di Bologna ha dato un contributo diretto con i propri professionisti ma anche con la costruzione di sinergie attraverso politiche di alleanza con gli enti e le associazioni sopra richiamate, negli ambiti: A) Piani di Prevenzione; B) Assistenza Sanitaria ed Integrazione Sociale dei Lavoratori; C) Emergenza Sanitaria. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 57 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione A)Piani di Prevenzione Riorganizzazione supporti tecnico scientifici Università di Bologna, dipartimento di ingegneria chimica, mineraria ed ambientale (DICMA) INSAI Vigili del Fuoco Esperienze di altri paesi Europei Servizio sociale Epidemiologi ARPA gruppi tecnici interregionali Dipartimento di prevenzione Azienda USL Bologna Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro A) I piani di prevenzione Per tutelare la salute dei lavoratori TAV e della popolazione residente nei territori interessati dai lavori, il Dipartimento di Prevenzione (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro e il Servizio di Igiene Pubblica) ha predisposto ed attuato a partire dal 1995 un piano di prevenzione e vigilanza. Questo piano ha prefigurato un forte impegno dell'Azienda nell'acquisire nuove risorse e nella formazione del personale, nella costruzione di una rete di collegamenti e di supporti istituzionali, tecnici e scientifici per fare fronte alla complessità non solo dell’opera e dei compiti da affrontare, ma anche delle tecnologie e dei rischi connessi. Supporti Tecnico Scientifici: •Università di Bologna, dipartimento di ingegneria chimica, mineraria ed ambientale (DICMA) •INSAI •Vigili del Fuoco •Esperienze di altri paesi Europei •Epidemiologi •ARPA •Gruppi tecnici interregionali Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 58 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione A)Piani di prevenzione Opere Modello Gestione Riorganizzazione Coordinamento Istituzionale Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità, Servizio di Prevenzione Collettiva Regione Toscana Servizi dell’AUSL di Firenze Dipartimento Provincia di Bologna (tavolo congiunto) di Comuni coinvolti prevenzione Comune di Bologna (SUAP) [1] Azienda Servizio Distretto Magistratura, Prefettura USL sociale Bologna Imprese costruttrici Servizio OOSS e RLS di emergenza Direzione Provinciale del Lavoro preospedaliera Carabinieri Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro A) I piani di prevenzione Coordinamenti istituzionali: •Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità, Servizio di Prevenzione Collettiva •Regione Toscana •Azienda Sanitaria di Firenze •Provincia di Bologna (tavolo congiunto) •Comuni coinvolti dai cantieri AV (compreso il Nodo di Bologna) e VAV •Comune di Bologna (SUAP)[1] •Magistratura •Prefettura •Imprese costruttrici •Organizzazioni Sindacali e RLS •Direzione Provinciale del Lavoro (Osservatorio Provinciale di Vigilanza Grandi Opere Pubbliche) •Carabinieri [1] Sportello Unico Attività Produttive Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 59 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Riorganizzazione A)Piani di prevenzione “rapporti stretti” con ditte costruttrici Sportello Unico per Attività Produttive collaborazione e coordinamento con pubblica amministrazione elaborazione di Note Interregionali Servizio sociale attivazione dell’osservatorio monitoraggio TAV (Monitor) www.infomonitor.it Dipartimento di prevenzione Azienda USL Bologna Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro A) I Piani di Prevenzione I quattro elementi più significativi delle attività di prevenzione sono riassumibili in: 1) Nuove modalità di rapporto con le ditte costruttrici, in particolare con CAVET, tramite un confronto tecnico continuo sull’analisi dei problemi di rischio e di valutazione delle soluzioni da adottare. Soluzione tradotta nella creazione di uno Sportello Unico per le Attività produttive quale tavolo congiunto tra tutti gli Enti interessati per la gestione delle problematiche inerenti: • La tutela dell’ambiente; • La tutela della popolazione; • La gestione delle emergenze; • La sicurezza del lavoro. 2) Collaborazione e coordinamento tra strutture della Pubblica Amministrazione: in particolare confronto continuo tra i Dipartimenti di Sanità Pubblica di Bologna e Firenze con la consulenza tecnico-scientifica dell’Università e raccordo con ARPA, Vigili del fuoco, 118, Direzione Provinciale del Lavoro, Prefettura; 3) Elaborazione di 38 "documenti tecnici" recepiti e divulgati come Note Interregionali (Emilia Romagna-Toscana): si sono individuati standard di sicurezza riferiti a nuove tecnologie di lavoro e a normative/standard tecnici adottati in altri paesi o proposti da associazioni internazionali costruttrici di gallerie, che consentono il superamento degli aspetti ormai obsoleti della legislazione italiana sui lavori in sotterraneo. Le note interregionali sono consultabili sul sito http://www.infomonitor.it ; 4) Attivazione dell'Osservatorio di monitoraggio TAV (MONITOR), promosso dalle regioni Emilia Romagna e Toscana nell'ottica della creazione di una "rete per la sicurezza", consultabile sul sito http://www.infomonitor.it . Ad oggi tale osservatorio è disponibile anche per il Nodo di Bologna e la Variante di Valico. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 60 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione B)Assistenza Sanitaria dei lavoratori Riorganizzazione garanzia assistenza sanitaria di base accordo con Medici di Base provincia Bologna Punti di Primo Intervento (postazioni fisse GECAV) Dipartimento di prevenzione Azienda USL Bologna Servizio sociale Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro B) L'assistenza sanitaria e l’integrazione sociale dei lavoratori Assistenza sanitaria: Per garantire l’assistenza sanitaria di base per i lavoratori impegnati nella costruzione, nel corso del 1996-1997 l'AUSL conclude l'accordo con i medici di base (FIMMG della provincia di Bologna): i lavoratori mantengono la scelta del loro medico di fiducia nel comune di provenienza e possono rivolgersi ai medici di base locali, scegliendo di volta in volta liberamente un sanitario di fiducia in funzione delle proprie necessità assistenziali. Dal 1998 ad oggi, le prestazioni di medicina di base, vengono garantite dalle postazioni di Primo Intervento del GECAV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 61 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione B) Integrazione Sociale dei lavoratori Riorganizzazione valutazione impatto sociale per comprendere cambiamenti sociali, economici, commerciali Infrastrutture, servizi, trasporti tramite un sistema informativo dell'impatto sociale Dipartimento di prevenzione creazione del mediatore culturale progetti specifici controllo dell'aumento tensione sul mercato abitativo e locativo recupero dell’immagine territorio turistico prevenzione dell’emarginazione Azienda USL Bologna Servizio sociale Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro B) L'assistenza sanitaria e l’integrazione sociale dei lavoratori Integrazione sociale dei lavoratori: Il Progetto di “valutazione dell'impatto sociale della realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità nei Comuni del Distretto di San Lazzaro di Savena" rappresenta il primo esempio in Italia di valutazione dell'impatto sociale dei lavori e degli insediamenti necessari per la realizzazione di una grande opera, cui sono seguiti progetti specifici per attenuare l'impatto sociale: •Prima Fase: settembre 1997 - giugno 1998 L'indagine ha visto coinvolti: AUSL, Comuni interessati, Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, CAVET, lavoratori, popolazione. Obiettivo: comprendere i futuri cambiamenti sociali, economici, commerciali, nonché i cambiamenti nelle infrastrutture, nei servizi e nei trasporti della valle del Savena, con l’avvio di questa grande opera. •Seconda Fase: Settembre - Ottobre 2000 Obiettivi: strutturare un sistema informativo dell'impatto sociale dell'Alta Velocità per effettuare un monitoraggio nel tempo: verificare se ed in quale misura i fenomeni riscontrati nella prima fase con il monitoraggio sistematico dei cambiamenti che si stavano registrando (su: traffico; sicurezza; inquinamento ambientale e acustico; efficienza dei servizi pubblici) fossero ancora percepiti come problematici da parte dei cittadini residenti; di valutare inoltre se gli stessi residenti avvertissero, oltre che come problemi, anche come vantaggi e potenzialità (in termini di sviluppo non solo economico ma sociale complessivo) la presenza dei cantieri e degli addetti ai lavori TAV . Nell’ambito del progetto europeo "INTEGRA-LINK" (finalizzato all’ immigrazione) è stata anche prevista la creazione della figura del "mediatore culturale": operatore che lavora come interfaccia tra Lavoratori, impresa e Comuni. Inoltre progetti specifici per attenuare l'impatto sociale quali: •Controllo dell'aumento della tensione sul mercato abitativo e locativo; •Recupero dell’immagine di un territorio turistico; •Prevenzione dell’emarginazione, in particolare relativa all’infanzia ed all’adolescenza, con numerose iniziative sportive e ludiche o con centri di aggregazione per ragazzi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 62 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Riorganizzazione C) Pronto Soccorso e Emergenza Sanitaria sistema di soccorso integrato ai cittadini ed ai lavoratori AV (tratta Bo-Fi e Nodo di Bologna) e VAV riorganizzazione 118 nell’Appennino bolognese Dipartimento di prevenzione Servizio sociale Azienda USL Bologna Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria La necessità di garantire un soccorso efficiente sia nei cantieri all’aperto sia durante lo scavo delle galleria, ottimizzando la resa dei servizi già esistenti, ha reso necessario un accordo innovativo, unico in Italia, siglato il 12/06/1996 dalla Regione Emilia Romagna, dal Consorzio CAVET e dall’azienda AUSL di Bologna (all’epoca Bologna Sud), che ha affidato al sistema pubblico (118 GECAV) il soccorso sanitario nei cantieri TAV in un'ottica di “Sistema di Soccorso Integrato", reso cioè contemporaneamente ai cittadini residenti ed ai lavoratori addetti alla realizzazione della linea ferroviaria AV. Per far ciò è stato necessario elaborare un “Piano di riorganizzazione della rete di soccorso preospedaliera”, senza costi aggiuntivi per il Sistema Sanitario Regionale, grazie all’ accordo del 12 giugno. La stessa filosofia è stata utilizzata per Variante di Valico e per il nodo di Bologna, anche se il 118 GECAV e gli altri servizi coinvolti hanno dovuto adattare le caratteristiche di intervento rispettivamente alle: -problematiche dei cantieri per la costruzione della Variante di Valico, simili alla AV, ma complicate dall’estensione dell’opera, in particolar modo nei cantieri esterni (difficoltà nella individuazione target) e nella costruzione di Pozzi e Viadotti; -modalità di scavo (TBM[1]) delle due gallerie che da San Ruffillo portano alla Stazione Centrale, percorrendo il sottosuolo di Bologna. [1] TBM = Tunnel Boring Machine Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 63 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Riorganizzazione C) Pronto Soccorso e Emergenza Sanitaria collaborazione strutturata e continuativa con Referente Sicurezza TAV-VAV Referente 118 VVF SPPA SPSAL Centrale Operativa Dipartimento di prevenzione Servizio sociale Azienda USL Bologna Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria Nella Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico è indispensabile instaurare una collaborazione proficua fra 118, TAV, VVF, SPPA e SPSAL. L’estensione, la complessità e l’unicità di questa grande opera pubblica, richiede la collaborazione fra gli enti sopra descritti, nell’ottica del risparmio e del corretto utilizzo delle risorse in campo. Tale collaborazione è strutturata grazie alla Indicazione Operativa costruita in proposta dal 118 di Reggio Emilia, recepita da una direttiva dall’Assessorato Sanità della Regione Emilia Romagna, attuata dai soggetti coinvolti nelle lavorazioni per la costruzione dell’Alta Velocità nella tratta BO-PC (118, VVF, SPSAL, ditte Esecutrici) e deve obbligatoriamente essere di tipo continuativo, vista la dinamicità di tale opera. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 64 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione C) Pronto Soccorso e Emergenza Sanitaria Riorganizzazione a livello Regionale elenco dei requisiti di coordinamento fra 118 ed imprese per garantire il soccorso sanitario nelle Grandi Opere Pubbliche a livello Provinciale Dipartimento di prevenzione procedura operativa fra z ditte esecutrici z sistema emergenza 118/ VVF z prevenzione e controllo SPPA / SPSAL Servizio sociale Azienda USL Bologna Distretto Servizio di emergenza preospedaliera Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria L’Indicazione Operativa, è una direttiva della Regione Emilia Romagna, che stabilisce i requisiti sulla base dei quali il 118 e le imprese si coordinano per garantire il soccorso nei cantieri AV BO-MI. Le indicazioni operative, sono state presentate ai VVF ed alle imprese, che hanno mostrato di apprezzare i contenuti. A livello locale, trova esecuzione, tramite la costruzione di Procedura/e Operative che vedano attori: •ditte esecutrici i lavori •sistema Emergenza (118 e VVF); •sistema Prevenzione e Controllo (SPPA e SPSAL); nell’ottica della Gestione dell’Emergenza per i Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 65 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Modello di Gestione Opere Modello Gestione Conclusioni Riorganizzazione Creazione di un Modello di Gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza nelle grandi opere pubbliche oggi utilizzato per Variante di Valico Alta Velocità - Nodo di Bologna III corsia dinamica Bologna armamento binari ed elettrificazione Alta Velocità tratta Bologna - Firenze Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro L’esperienza maturata nell’area sud dell’AUSL di Bologna, durante la realizzazione della tratta Bologna – Firenze della linea ferroviaria AV, ha permesso la creazione di un vero e proprio Modello di Gestione della sicurezza e dell’emergenza sanitaria nelle grandi opere pubbliche. Questo modello viene oggi utilizzato anche nelle altre grandi opere pubbliche che interessano e interesseranno la realtà bolognese, nello specifico: •adeguamento del tratto di attraversamento appenninico dell’autostrada A1 tra Sasso Marconi e Barberino del Mugello (Variante di Valico); •realizzazione del Nodo di Bologna (tratto di attraversamento urbano della linea ferroviaria ad Alta Velocità e potenziamento della stazione centrale di Bologna); •realizzazione della Terza corsia dinamica di Bologna (autostrada A14); •armamento binari ed elettrificazione delle Gallerie Alta Velocità della tratta Bologna – Firenze. Realtà, in cui sono richieste agli operatori del soccorso competenze del tutto nuove come: •la capacità di operare in ambiente iperbarico (in alcuni punti delle due gallerie che da San Ruffillo raggiungeranno la stazione Centrale di Bologna potrebbe rendersi necessario lavorare in sovrapressione); •o la capacità di operare in “altezza” quando si presta soccorso sui viadotti in costruzione. Motivi in più perché il Dipartimento di Sanità Pubblica non abbassi la guardia e si coordini sempre più strettamente col 118 e con il Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 66 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Riorganizzazione 118 Riorganizzazione 118 nell’appennino bolognese GECAV Opere Modello Gestione Riorganizzazione 118 1. Idonea Distribuzione Postazioni di Soccorso 2. Identificazione del luogo dell’evento 3. Essere in grado di determinare ed ottenere le condizioni di massima sicurezza 4. Eseguire un adeguato intervento sanitario Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria Entrando nel vivo della riorganizzione 118, conseguente all’applicazione del modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro nelle grandi opere pubbliche, in poche righe si possono sintetizzare gli obiettivi principali che hanno governato le strategie operative del GECAV: 1. Idonea Distribuzione Postazioni di Soccorso, rispetto alle esigenze del territorio (ricordiamo che il territorio della AUSL di Bologna area Sud è il più complesso ed articolato di tutta la Regione Emilia Romagna) e delle grandi opere pubbliche presenti (TAV, Nodo di Bologna e VAV) 2. Identificare target nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche, è un problema alquanto complesso visto la continua modifica dei cantieri che caratterizzano le lavorazioni delle grandi opere pubbliche 3. Essere in grado di determinare ed ottenere le condizioni di massima sicurezza in luoghi di lavoro dinamici, complessi, unici, ad alta criticità (esposizione ai rischi tipici del Terreno in Pendenza e dell’ambiente Confinato) e ad alta specializzazione (misure di sicurezza e procedure di intervento specifiche a cui attenersi) 4. Eseguire un adeguato intervento sanitario in ambienti particolari che obbligano comportamenti differenti da quelli abituali e strategie operative adeguate al tipo di realtà operativa in cui si deve intervenire. Va ricordato che ognuno di questi punti periodicamente subisce modifiche, per adeguarsi alle evoluzioni e caratteristiche lavorative dei cantieri TAV e VAV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 67 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni Criteri di Posizionamento Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento postazioni dedicate vicine alle lavorazioni a garanzia di rispetto tempistica concordata contatti e collaborazione con ditte esecutrici conoscenza delle lavorazioni svolte dotazione di Punto di Primo Intervento o Infermeria per le maestranze garantisce servizio di Medicina di Base e gestione degli eventi medi - lievi I criteri di posizionamento delle postazioni della AUSL di Bologna area Sud a servizio dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche, derivano da una serie di considerazioni che nel corso degli ultimi 12 anni, hanno portato una vera e propria rivoluzione del sistema di emergenza territoriale. I principali criteri che hanno guidato la scelta dell’ubicazione dei mezzi operativi sono stati: •Creazione di postazioni dedicate alle grandi opere pubbliche nei pressi delle lavorazioni al fine di garantire •Rispetto della tempistica concordata; •Contatti e collaborazione con le ditte esecutrici, indispensabile per capire ed identificare i bisogni delle maestranze ed ottenere tutte le informazioni necessarie a governare il sistema di emergenza (lavorazioni in atto, caratteristiche costruttive, operatori coinvolti, misure di sicurezza, ecc…); •Conoscenza delle lavorazioni svolte, conoscenza diretta ottenuta tramite sopraluoghi continui nelle opere ci cantiere, caratterizzate da una costante evoluzione. •Dotazione di Punti di Primo Intervento o Infermerie al fine di garantire alle maestranze: •Prestazioni di medicina di base •Diagnosi •Cure e terapie •Medicazioni complesse •Filtro per altre strutture •Atti medici delegati, ecc Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 68 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni Opere Modello Gestione Riorganizzazione Criteri di Posizionamento Postazioni Target Sicurezza Intervento postazioni a servizio A. Alta Velocità nella Tratta Bologna – Firenze B. Alta Velocità - Nodo di Bologna C. Variante di Valico Essenzialmente il sistema di distribuzione delle postazioni necessarie alla gestione dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche è diviso in 3 aree: A. Postazioni a servizio dell’Alta Velocità nella Tratta Bologna – Firenze B. Postazioni a servizio dell’Alta Velocità - Nodo di Bologna C. Postazioni a servizio della Variante di Valico Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 69 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento A. Postazioni a servizio di Alta Velocità Tratta Bo - Fi 1 Automedica 4 Ambulanze Infermierizzate Nella diapositiva sono elencate le A. Postazioni GECAV a servizio dei lavori per l’Alta Velocità nella Tratta Bologna - Firenze Ogni postazione fa da riferimento ai cantieri insediati nelle zone limitrofe alla postazione stessa. I mezzi deputati esclusivamente a questa tratta sono: Ambulanza GECAV1; Ambulanza Loiano 40 e Ambulanza Loiano 41. A servizio anche della popolazione residente e dislocato presso l’Ospedale di Loiano abbiamo: Auto medica Echo 34; Ambulanza Loiano 34; Auto Infermieristica Stilo 6 – Echo 35 con rinforzo estivo Ambulanza Loiano 35. La zona esterna dei cantieri TAV della tratta Bologna Firenze è seguita anche dalle Ambulanze con volontario a bordo, quali Pianoro 47 e Monterenzio 41 ed eventualmente dal supporto medicalizzato della Echo 2, grazie al meccanismo del Rendez Vous. Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri VAV, Nodo di Bologna (es Echo 57, Setta 1 e Stilo 1), ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica della copertura a rete anche per i cantieri della tratta - Bologna Firenze. Ulteriore risorsa è l’Elisoccorso del Maggiore, considerando che ogni cantiere ha una piazzola di riferimento (obbligo dettato dalle note interregionali). Gli ospedale di afferenza sono Loiano , Maggiore e Sant’Orsola. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 70 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni A. Postazioni a servizio di Alta Velocità tratta Bo-Fi e popolazione Postazioni TAV Bo - Fi Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Dotazione •Automedica •A servizio Cantieri e Popolazione L34 •Punto di Primo Intervento •Ambulanza Infermiezzata •A servizio Cantieri e Popolazione Stilo E34 6 •Coordinamento (Echo 35) •Rinforzo Estivo (L35) •A servizio Cantieri e Popolazione •Ospedale Loiano Opere Questa tabella focalizza l’attenzione sulla dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse attiva presso l’ospedale di Loiano a servizio delle lavorazioni per A. l’Alta Velocità nella tratta Bologna - Firenze e la Popolazione residente nella zona di competenza dei Mezzi: Coordinamento PPI è attivo dalle 8 alle 16 di tutti i giorni feriali ed è situato nel locale al terzo piano dell’Ospedale di Loiano, coperto da personale Infermieristico della AUSL di Bologna. Stilo 6 è un’Auto Infermieristica guidata dal Coordinatore PPI, ovviamente presente nelle fasce orarie di copertura (dalle 8 alle 16 dei giorni feriali). Tale mezzo in caso di necessità può caricare il medico di guardia in PS e divenire Echo 35 (Auto Medica). Nel periodo estivo, il rinforzo di un autista aggiunto e l’ampliamento dell’orario dalle 7 alle 19 in tutti i giorni della settimana, consente invece a tale mezzo di divenire Loiano 35 (Ambulanza Infermeirizzata con possibilità di carico) Echo 34, denominazione assegnata all’auto medica, ambulanza studiata per le esigenze di cantiere con a bordo un equipaggio composto da 1 medico ed 1 Infermiere a copertura totale (24 h su 24). Rilevante è il ruolo dell’IP a bordo, CAPOTURNO, perché fa da tramite fra il Coordinamento Operativo di Bologna Soccorso e la realtà altamente particolare e complessa del proprio territorio di competenza. Tale mezzo è ubicato presso l’ospedale di Loiano ed oltre ai cantieri, copre anche l’esigenza della popolazione residente a Loiano, Monghidoro; Monterenzio e Monzuno. PPI è il punto di primo intervento situato al 3° piano dell’Ospedale di Loiano, attivo 24 ore su 24. L’infermiere che lo presidia è lo stesso che in caso di Emergenza esce sulla Loiano 34. In sua assenza il PPI è gestito dal Coordinatore del PPI (nei giorni feriali dalle 8 alle 16) o da 1 Infermiere di Reparto nelle restanti fasce orarie. Il Medico è dedicato al PPI nei soli giorni feriali dalle 9 alle 17, nelle restanti fasce orarie la sua presenza è garantita dal Medico di Guardia del reparto di Medicina dell’Ospedale di Loiano Loiano 34, denominazione assegnata all’ambulanza di territorio, composta da 1 autista a copertura mista (CATIS, CRI, GETTONE) e 1 Infermiere del GECAV che presidia il Punto di Primo Intervento di Loiano ed esce in ambulanza nel momento dell’emergenza. Questa ambulanza è attiva 24 ore su 24. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 71 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni A.Postazioni a servizio di Alta Velocità tratta Bo-Fi Dotazione •E8 Cantiere Osteria •Infermeria •Ambulanza Infermierizzata •A servizio dei Cantieri TAV Target Sicurezza Intervento L41 1 GECAV •Infermeria Ambulanza Infermierizzata A servizio dei Cantieri TAV Postazioni 2 •CBE 1 Pianoro •Infermeria •Ambulanza Infermierizzata •A servizio dei Cantieri TAV Riorganizzazione Stilo •CBE 2 Barbarolo •Coordinamento •A servizio dei Cantieri TAV Modello Gestione L40 Postazioni TAV Bo - Fi Opere Questa tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse ad esclusivo servizio (ad eccezione di casi di particolare rilevanza) delle lavorazioni per A. l’Alta Velocità nella tratta Bologna - Firenze: •Coordinamento, eseguito da Pasqui Fausto (referente personale GECAV) che nell’orario di servizio e per casi rilevanti è titolare della Stilo 2 (Auto Infermieristica) Loiano 40 è la denominazione dell’ambulanza studiata per le esigenze di cantiere e posizionata presso il Cantiere E8 di Osteria a copertura primaria dei Cantieri CAVET (oltre all’ambulanza 1 autista e 1 Infermiere presidiano una postazione di Infermeria per piccoli incidenti). La sua presenza è assicurata durante tutti i giorni di apertura dei Cantieri CAVET e secondo i loro orari di esercizio. L’autista appartiene al CATIS, mentre l’Infermiere è del GECAV. Loiano 41 è la denominazione dell’ambulanza studiata per le esigenze di cantiere e posizionata presso il Campo Base CBE 2 di Barabarolo a copertura primaria dei Cantieri CAVET (oltre all’ambulanza 1 autista e 1 Infermiere presidiano una postazione di Infermeria per piccoli incidenti). La sua presenza è assicurata durante tutti i giorni di apertura dei Cantieri CAVET e secondo i loro orari di esercizio. L’autista / diurnista (8-14 dal lunedì al venerdì) e l’IP sono appartenenti al GECAV, mentre e la funzione autista nelle fasce orarie non coperta dal diurnista, da ottobre 2003, utilizza personale a Gettone proveniente dalla AUSL di Bologna area Nord. Il turno notturno Infermiere è coperto da operatori GECAV. GECAV 1 è la denominazione dell’ambulanza a servizio dei Cantieri CAVET dal E0 al E4 e da maggio 2003 dei cantieri impegnati nella costruzione del Nodo di Bologna. La sede operativa di questa ambulanza è presso il Campo Base CBE 1 di Pianoro, in cui è disponibile anche una postazione di Infermeria presidiata da un autista del CATIS ed un Infermiere GECAV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 72 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni A.Postazioni a servizio di Alta Velocità tratta Bo-Fi Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Mezzi Bimodali Accessi a Raso E1 E5 E7 Infine per accedere all’interno delle gallerie A. Alta Velocità Tratta Bo-Fi con binari, il GECAV utilizza 3 mezzi bimodali (Ambulanze in grado di girare su strada e rotaia), dislocati nei 3 punti di accesso, indicati nella planimetria. Per entrare nelle gallerie vengono utilizzati 3 accessi a raso (abolizione del dislivello tra binari e massicciata ferroviaria, tale da permettere l’attraversamento agevole della ferrovia da parte di mezzi circolanti su strada, nel nostro caso è un passaggio che permette in modo agevole, il posizionamento del mezzo bimodale dalla strada alle rotaie), ubicati in prossimità dei cantieri E1 (pianoro Nord); E5(Monte Bibele Imbocco Sud) ; E7(Raticosa Imbocco Sud). I 3 Mezzi con sigla Bimodale Loiano 40; Bimodale Loiano 41 e Bimodale GECAV1, ovviamente sono gestiti dagli stessi equipaggi della Loiano 40; Loiano 41 e GECAV 1, che in caso di necessità utilizzano questa ulteriore risorsa per intervenire all’interno delle gallerie con binari posati. La competenza ordinaria delle tratte per ogni mezzo è infine schematizzata e riassunta in 3 colori: blu per il Bimodale GECAV1; Rossa per Bimodale Loiano 41 e Verde per Bimodale Loiano 40. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 73 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento B. Postazioni a servizio di Alta Velocità Nodo di Bologna 1 Auto Infermieristica 1 Ambulanza Infermierizzata Il soccorso per B. Nodo di Bologna sanitario è stato suddiviso in due fasi. Nella prima fase ha operato una postazione “infermierizzata” con sigla Stilo1, dedicata prevalentemente al cantiere San Ruffillo. L’attivazione della postazione è coincisa con l’avvio dell’attività delle frese (ottobre 2003). Questo presidio è stato operativo fino al 20/08/2007. A far tempo dal 03/09/2007 (seconda fase) la postazione infermierizzata Stilo 1 si è trasferita in Via Carracci dove sono iniziati i lavori per la costruzione della nuova Stazione AV. Ad oggi l’emergenza sanitaria per l nodo di Bologna, avviene grazie alla Stilo1, supportata dalla Gecav 1 ed Echo 34 per le operazioni in Ambiente Confinato (gallerie, cameroni, stazione centrale). Per le operazioni in esterno la Stilo 1 può avvalersi del supporto dei mezzi operativi presso il Maggiore (Mike 1; Echo 1; Charlie 1). Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri VAV come la Setta 1, ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica della copertura a rete anche per i cantieri del Nodo di Bologna. L‘ospedale di afferenza è essenzialmente il Maggiore. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 74 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni B.Postazioni a servizio di Alta Velocità Nodo di Bologna Carracci – Stilo 1 Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento La postazione 118 a servizio esclusivo del B. Nodo di Bologna è ubicata all’interno del Campo Base della ditta Astaldi che si trova in Via dè Carracci n°69/3. Nel campo base di via Carracci è stata allestita un’infermeria presidiata h 24 da un infermiere in grado di eseguire: terapia iniettiva im - ev; medicazioni e prestazioni di PS che non richiedono l’intervento medico; RCP con Defibrillazione; soccorso esterno all’infermeria mediante Auto Infermieristica (Stilo 1). L’infermiere, al bisogno, fornisce ai lavoratori TAV informazioni sulle strutture sanitarie bolognesi. In caso di necessità, l’Auto Infermieristica Stilo 1: interviene su tutte le emergenze sanitarie del cantiere; ha un solo Infermiere a bordo (lo stesso dell’infermeria) che inizia il trattamento e fornisce alla Centrale Operativa 118 indicazioni precise sull’evento; può chiedere l’appoggio di mezzi di soccorso BLS, ILS, ALS e di mezzi dedicati al soccorso in galleria; per operare in sicurezza in galleria, oltre alle attrezzature sanitarie, la Stilo 1 è dotata di autorespiratore a ciclo aperto Dräger PA 90 plus: un dispositivo di protezione individuale (DPI) in grado di fornire aria respirabile, isolando l’operatore dall’ambiente esterno. E’ un Modello innovativo, che grazie alla rete, permette una risposta immediata e qualificata con ottimizzazione dei costi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 75 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento C. Postazioni a servizio Variante di Valico (VAV) 2 Automedica 3 Ambulanze Infermierizzate 1 Auto Infermieristca Il progetto presentato dalla AUSL di Bologna area Sud per garantire il soccorso durante l’attuazione dei lavori per la costruzione della Variante di Valico è quello espresso in figura. E’ un progetto che si basa sull’esperienza maturata dal GECAV durante le lavorazioni per l’Alta Velocità e si propone di rispondere ad ogni esigenza espressa da questa colossale opera. Nella diapositiva sono elencate le C. Postazioni GECAV a servizio dei lavori per la Variante di Valico (VAV) Ogni postazione fa da riferimento ai cantieri insediati nelle zone limitrofe alla postazione stessa. I mezzi deputati a questa tratta sono: Auto medica Echo 57; Ambulanza Setta 1 per i lotti VAV Nord; Auto medica Echo 22; Ambulanza Ronco 22; Ambulanza C22 (convenzione con Casa di Cura Pro Nobili) e Stilo 7 per i Lotti VAV Sud. La zona esterna dei cantieri VAV è seguita anche dalle Ambulanze con volontario a bordo, quali Marconi 57, Vado 44 e Sambro 51. Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri TAV (es GECAV 1), ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica della copertura a rete anche per i cantieri della tratta - Bologna Firenze. Due sistemi, che ovviamente hanno parecchi punti in comune ed aree a scavalco, in particolare modo nei lotti in fase di cantierizzazione (lotti 6 e 7). Ulteriore risorsa è l’Elisoccorso del Maggiore, considerando che ogni cantiere ha una piazzola di riferimento (obbligo dettato dalle note interregionali). Gli ospedale di afferenza sono Casa di Cura Prof Nobili, Vergato e Maggiore. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 76 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni C.Postazioni a servizio di Variante di Valico Nord Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Postazioni Dotazione GECAV VAV Nord •Ambulanza Inferizzata •A servizio dei Cantieri VAV Setta 1 •Rioveggio •Punto di Primo Intervento •Automedica •A servizio dei Cantieri e Popolazione E57 •Lama di Setta Stilo 3 •Coordinamento •A servizio Cantieri e Popolazione Per praticità i lotti della Variante di Valico sono divisi in Nord e Sud. I Lotti Nord ad oggi (settembre 2008) ancora operativi sono il Lotto 5A, 5B, 6 e 7, mentre i Lotti Sud sono il 9,10 e 11. Questa tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse a servizio delle lavorazioni per la C. Variante di Valico Nord e la popolazione residente nella zona di competenza dei Mezzi: •Dal 2002, il Coordinatore della Postazione è Franchini Francesco. Ddurante il suo orario di servizio copre la funzione di Stilo 3, mezzo infermieristico in grado di gestire eventi critici. La postazione accoglie l’ufficio destinato alla gestione della Formazione del GECAV, seguita dall’IP Fabbri Riccardo; •L’auto medica Echo 57 (attiva dal 1 settembre 2002), dotata da Infermiere-Autista (Capo Turno) del GECAV e da Medico, è a servizio dei cantieri Nord della VAV, del territorio di Sasso Marconi, Monzuno (Vado), Rioveggio, Marzabotto, Pontecchio Marconi e del tratto Autostradale compreso da Rioveggio a Casalecchio (corsia Nord) e da Sasso Marconi a Rioveggio (corsia Sud). Le risorse a disposizione nella postazione di Lama di Setta, sono in grado di rendere operativo un Punto di Primo Intervento (se l’equipaggio della Auto Medica è a disposizione) o Infermeria (se è disponibile solo il coordinamento). Inoltre, la presenza di strutture formative, quali il castello di manovra, la camera fumi e sala riunioni, rendono la postazione il luogo idoneo per la formazione di base e continua del personale GECAV; •L’ambulanza Setta 1 (attiva dal 1 maggio 2002), da agosto 2008 è a Rioveggio all’interno dell’omonimo Campo Base. Composta da Autista CATIS ed Infermiere del GECAV, è essenzialmente dedicata alle esigenze delle postazioni nord della Variante di Valico (Lotti 5A, 5B, 6 e 7). Lo spostamento a Rioveggio, ha avuto luogo per avvicinarsi alle lavorazioni in atto ed in particolar modo a quelle dei Lotti 5A e 5B. I Lotti 6 e 7 (in fase di cantierizzazione) saranno gestiti grazie a strategie condivise con i mezzi di pertinenza ai Lotti Sud. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 77 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 1. Distribuzione Postazioni C.Postazioni a servizio di Variante di Valico Sud Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento •Rioveggio •Coordinamento •A servizio dei Cantieri VAV •Pian del Voglio •Punto di Primo Intervento •Automedica •A servizio dei Cantieri VAV e Popolazione •Casa di Cura Prof. Nobili •Punto di Primo Intervento •Ambulanza Infermierizzata •A servizio dei Cantieri VAV e Popolazione 22 •Roncobilaccio •Ambulanza Infermierizzata •A servizio dei Cantieri VAV ed Autostrada 22 •Poggiolino •Auto Infermieristica •A servizio dei Cantieri VAV – Lotto 11 7 4 Dotazione Stilo Postazioni VAV Sud E22 Cast. Ronco Stilo Per praticità i lotti della Variante di Valico sono divisi in Nord e Sud. I primi ad oggi (settembre 2008) ancora operativi sono il Lotto 5A, 5B, 6 e 7, mentre i Lotti Sud sono il 9,10 e 11. Questa tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse a servizio delle lavorazioni per la Variante di Valico Sud e la popolazione residente nella zona di competenza dei Mezzi. A giugno 2004, è avvenuto il trasferimento dell’ “auto medica” CRI presso la nuova sede di Pian del Voglio, in via Lagarete, 10, a servizio della popolazione residente, degli infortunati della tratta A1, della popolazione occasionalmente presente sul territorio e delle maestranze VAV operanti nei cantieri SUD. Attualmente, settembre 2008, la postazione di Piano del Voglio utilizza personale medico proveniente dalla Croce Rossa italiana di Firenze, in convenzione con la AUSL di Bologna. •L’automedica Echo 22, composta da Infermiere GECAV (Capoturno) e Medico della CRI di Firenze è operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lo stesso personale, gestisce un Punto di Primo Intervento a disposizione della popolazione e delle Maestranze VAV, operanti nei lotti Sud. •Il Coordinatore è Bellucci Paolo e durante il suo orario di servizio copre la funzione di Stilo 4, mezzo in grado di gestire eventi critici. •Presso la Casa di Cura Prof. Nobili, struttura privata convenzionata con AUSL di Bologna, risiede un Punto di Primo Intervento ed una Ambulanza Infermierizzata, denominata Castiglione 22. Queste risorse, operative 7 giorni su 7, 24 ore su 24, sono state adeguatamente modificate secondo le esigenze del GECAV ed attualmente offrono prestazioni sanitarie ai residenti, agli infortunati (non gravi) della tratta autostradale, alla popolazione non residente presente sul territorio ed alle maestranze che operano nei cantieri SUD della VAV. La Castiglione 22, utilizza personale proveniente dal PPI, che in caso di intervento si fa sostituire dal personale di Reparto. Il Coordinatore è l’IP Cassarini Annarita, operativa durante il proprio turno di lavoro sulla Castiglione 22. •Dal 14 marzo 2005, è attiva una nuova Postazione di Ambulanza Infermierizzata presso Roncobilaccio. Tale postazione denominata Ronco 22, è a servizio delle maestranze VAV operanti nei lotti 9-10-11 e nel tratto della A1 Roncobilaccio – Citerna, Citerna Roncobilaccio, Roncobilaccio – Pian del Voglio. Ovviamente questa postazione, attualmente operativa 7 giorni su 7, 24 ore su 24, garantisce anche una Infermeria a servizio delle maestranze VAV – Sud. •Dal Novembre 2006, è attiva una nuova Postazione di Auto Infermieristica presso Poggiolino. Tale postazione denominata Stilo 7, è a servizio delle maestranze VAV operanti nel lotto 11. Ovviamente questa postazione, attualmente operativa 7 giorni su 7, 24 ore su 24,, garantisce anche una Infermeria a servizio delle maestranze VAV – Sud ed è gestita da personale in libera professione (Gettone), proveniente dalla AUSL di Bologna area Città. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 78 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Strumenti Necessari A. B. C. D. E. F. Stradario - Guida Relazione Mensile Viabilità Programmata Codici Alfa GeCO Formazione Specifica Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento I. Conoscenza Cantieri per Personale GECAV II. Conoscenza Cantieri per Operatori CO III. Formazione Sicuristi Di seguito elenchiamo tutti gli strumenti necessari ad eseguire una corretta 2. identificazione del luogo dell’evento (target), strumenti appositamente creati per le particolari esigenze delle Grandi Opere Pubbliche: A) Stradario dedicato, necessario non solo agli operatori del soccorso per individuare correttamente l’ubicazione dei cantieri e dei campi base, ma anche per fornire una toponomastica condivisa a Ditte Esecutrici, Operatori 118 di Centrale Operativa, Operatori 118 sul Territorio; B) Relazioni periodiche sull’avanzamento lavori, inviate a tutto il personale GECAV tramite e-mail, con cadenza mensile o in coincidenza con modifiche significative della Viabilità C) Viabilità Programmata, in genere giornaliera, talora plurigiornaliera. Garantisce un reale monitoraggio della percorribilità delle strade (presenza di ostacoli, guadi interrotti, materiale abbandonato, fango, buche, neve, ghiaccio, nebbia) e in condizioni particolari, può portare anche alla sospensione delle lavorazioni. Codici Alfa. Si tratta di vere e proprie simulazioni di intervento delle ambulanze in cantiere. Durante le simulazioni si valuta l’effettiva abilità di allertamento della Centrale Operativa 118 da parte delle maestranze (segnalazione della presunta patologia, capacità di fornire dati corretti relativi all’ubicazione dell’evento), l’appropriata risposta da parte della Centrale Operativa (capacità ad individuare il luogo dell’evento e codice gravità), il corretto funzionamento e scelta della selettiva Echo, le modalità di invio del mezzo. Sul luogo dell’evento, inoltre, l’infermiere coordinatore rileva i tempi impiegati dal mezzo di soccorso e verifica il rispetto delle procedure. D) GeCO (Gestione Criticità Organizzative), è un sistema che rileva le criticità organizzative del soccorso sanitario, dall’allertamento, all’intervento vero e proprio, fino all’arrivo in ospedale. L’equipaggio del mezzo di soccorso dichiara la regolarità o irregolarità al termine del servizio effettuato tramite la compilazione della scheda GeCO. In caso di irregolarità, il coordinatore ricostruisce il caso segnalato ed elabora una risposta per gli operatori che hanno riscontrato l’irregolarità. Le criticità analizzate ed elaborate possono quindi determinare modifiche delle procedure o correzione dei comportamenti errati al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del soccorso. Casi particolari arrivano sul tavolo del direttore del Servizio. E) Formazione Specifica per operatori del soccorso e operai TAV come: I) Conoscenza Cantieri per Operatori GECAV, corso di 5 ore che illustra la tipologia delle lavorazioni con i relativi rischi e comprende una visita guidata che include la conoscenza della viabilità di cantiere. II) Conoscenza Cantieri per Operatori di Centrale Operativa, corso della durata di 8 ore che offre una panoramica complessiva delle lavorazioni in atto nelle Grandi Opere Pubblica. Si addentra nelle strategie identificate nella Istruzione_operativa_AV_VAV_e_118N@t, in cui vengono descritte le modalità operative d’accettazione/inserimento/ricerca delle chiamate provenienti dai Cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico III) Formazione dei Sicuristi, operai TAV che, in caso di infortunio o malore, prestano il primo soccorso, in attesa che arrivi l’ambulanza. Sono inseriti a tutti gli effetti nel delicato sistema del Soccorso. In un sistema di soccorso integrato, infatti spetta a loro l’identificazione del luogo, la prima valutazione della patologia presunta, l’effettuazione di un corretto allertamento e l’interazione con il personale di soccorso, motivo per cui abbiamo da sempre effettuato con loro, simulazione congiunte in grado di testare questi delicati passaggi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 79 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione A. Stradari Postazioni Target Sicurezza Intervento Guide su DB Gestione uniforma le informazioni riguardanti l’ubicazione dei cantieri e campi base ditte esecutrici operatore di CO operatore sul posto fornisce informazioni relative alla situazione degli scavi, dei cantieri e delle piste di cantiere A. Stradario. Ad oggi sono state costruiti 4 stradari riguardanti l’ubicazione dei cantieri e campi base TAV, VAV Nord (Lotti 1,2,3,4), VAV Nord (Lotti 5A, 5B, 6 e 7) VAV Sud (Lotti 9-10-11). Ognuno necessario non solo agli operatori del soccorso per individuare correttamente l’ubicazione dei cantieri e dei campi base, ma anche per fornire una toponomastica condivisa a: •Ditte Esecutrici (identificazioni delle lavorazioni in essere) •Operatore 118 di Centrale Operativa (gestione dei dati necessari all’identificazione del target su sistema informatico Net118) •Operatore 118 sul Territorio dal quale ottiene anche informazioni relative alla situazione degli scavi, dei cantieri e delle piste di cantiere In alto, vediamo un esempio di come è strutturata la guida, la cui unità funzionale è la scheda. Ogni scheda descrive come si raggiunge un cantiere o un campo base e vengono raggruppate in sezioni, che come capitoli per un libro, distinguono zone con caratteristiche simili. La giuda è divisa in 8 sezioni: •Sezione 1) introduzione alla guida; Sezione 2) contiene la descrizione sintetica in senso assoluto (senza punti di partenza) dell’ubicazione dei campi base e cantieri in ordine alfabetico, la radiale, la rilevazione gps, i numeri telefonici più significativi; Sezione 3) contiene le schede descrittive fra campi base e cantieri partendo da Bologna; Sezione 4)5)6)7) contengono le schede descrittive fra campi base e cantieri partendo dalle varie Postazioni GECAV; Sezione 8) contiene la descrizione delle piazzole destinate all’atterraggio dell’elisoccorso. Gli stradari operativi della Variante di Valico, sono reperibili nel Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio Autoprotezione); Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione Infermieristiche di Cantiere, Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione Elisoccorso, Schede Medici, Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a Formazione DEU e FAD); Cartelle ed utilità (presenta link ai turni on line e alle Procedure Operative); Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 80 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione A. Stradari Guide Postazioni Target Sicurezza Intervento dal 2008, sperimentazione Stradario On Line tramite Google Maps: piste di cantiere intersezione con viabilità ordinaria Elisuperfici lavorazioni in atto Campi Base A. Stradario. Dal 2008, al fine di rendere il più completa ed aggiornata possibile, la comprensione delle lavorazioni ed accessi nei lotti operativi, il GECAV sta sperimentando un nuovo sistema di identificazione del target. Tale sistema si basa su un software web gratuito “Google Maps”, aggiornabile dal referente di postazione e condivisibile on line da tutti gli operatori GECAV. Ogni pagina web, sintetizza le lavorazioni in atto in ogni Lotto e mostra i punti fondamentali, quali: •Piste di Cantiere •Intersezione con viabilità ordinaria •Elisuperfici -Lavorazioni in atto -Campi Base, ecc… I punti fondamentali sono cliccabili e dettagliano posizione satellitare, immagini ad indicazioni orientate a descrivere il tipo di lavorazione in atto e la sua localizzazione (sia satellitare, sia rispetto alla viabilità ordinaria). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 81 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione B. Relazione Mensile – News Postazioni Target Sicurezza Intervento aggiornamento mensile delle informazioni di base redatte dai referenti delle Postazioni inviate a tutti tramite e-mail e consultabili dal Menù GECAV B. Relazioni Mensile - News. A cadenza mensile o in coincidenza con modifiche significative della viabilità, vengono inviate tramite posta elettronica a tutto il personale GECAV relazioni dettagliate con immagini riguardo le modifiche effettuate nelle aree di cantiere di nostra competenza. Tali relazioni sono redatte dai vari referenti di postazione e possono essere visualizzate continuamente anche nel Menù GECAV, insieme dei programmi di gestione delle varie postazioni GECAV. Questo strumento garantisce l’integrazione necessaria fra le informazioni di base, contenute nello stradario e l’evoluzione dei cantieri, solitamente più rapida rispetto agli aggiornamenti eseguiti sugli stradari (cadenza trimestrale). In alto, un esempio di Relazione Mensile - News. Tale relazione è reperibile nel Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio Autoprotezione); Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione Infermieristiche di Cantiere, Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione Elisoccorso, Schede Medici, Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a Formazione DEU e FAD); Cartelle ed utilità (presenta link ai turni on line e alle Procedure Operative); Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 82 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione B. Relazioni Mensile – News Postazioni Target Sicurezza Intervento dal 2008, sperimentazione di pubblicazione delle Relazioni Mensili e New su corso FAD on Line B. Relazioni Mensile - News. E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche. Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle Grandi Opere Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e presenterà in maniera puntuale ed aggiornata l’attuale situazione operativa del GECAV. Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà come pagina iniziale una Bacheca, all’interno della quale saranno contenute Relazioni Mensili, News e comunicazione varie, raggiungibili da chiunque operi nei cantieri TAV – VAV. Tale prodotto, è inoltre creato con tecnologia, tale da consentire al Gestore: -Aggiornamenti continui delle pagine; -Monitoraggio delle visite; -Esiti dei test; -Abilitazioni a parte pratica; -Attestati di frequenza e superamento prova; -Accessi parziali per esterni; -Accessi totali per operatori GECAV o parziali per operatori a Gettone. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 83 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni C. Viabilità Programmata Target Sicurezza Intervento monitoraggio delle evoluzioni scheda da compilare in occasione della viabilità giornaliera segnala anomalie durante il percorso z da inviare alla Guardia C. Viabilità Programmata. Lo strumento più efficace per ottenere una perfetta conoscenza della reale situazione delle lavorazioni in atto e dello stato della viabilità di cantiere, è la esecuzione di visite programmate da parte dei mezzi dedicati al soccorso nelle varie realtà operative. Questo sistema garantisce un reale monitoraggio delle evoluzioni delle lavorazione e tramite la compilazione di apposite schede, segnale anomalie durante il percorso. Anomalie quali presenza di ostacoli (autoveicoli, guadi interrotti, materiale, lavorazioni), fondo stradale alterato (fango, buche, neve, ghiaccio), visibilità (nebbia), che in condizioni particolari, possono portare anche alla sospensione delle lavorazioni. Le Schede di Viabilità sono reperibili nel Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio Autoprotezione); Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione Infermieristiche di Cantiere, Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione Elisoccorso, Schede Medici, Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a Formazione DEU e FAD); Cartelle ed utilità (presenta link ai turni on line e alle Procedure Operative); Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 84 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target D. Codice Alfa Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target simulazione Sicurezza Intervento di chiamata intervento in cantiere verifica modalità di allertamento ditte capacità di individuazione target da parte CO ed operatore sull’ambulanza rispetto delle Procedure di Accesso alle lavorazioni e di intervento sanitario D. Codice Alfa rappresenta un sistema di verifica della effettiva conoscenza delle ubicazioni delle lavorazioni TAV – VAV. Consiste in una vera e propria simulazione di chiamata ed intervento dell’ambulanza in cantieri TAV o VAV. Nella fattispecie, il Coordinatore sceglie con il preposto TAV o VAV e la Guardia di Centrale Operativa il luogo in cui eseguire la prova. Un operaio, insieme al Coordinatore, simula una chiamata al 118, durante la quale si testa la gestione della stessa da parte della CO (capacità ad individuare il luogo dell’evento e codice gravità), l’effettiva abilità di allertamento da parte dell’operaio (identificazione patologia, capacità di trasmissione dei dati relativi all’ubicazione dell’evento), il corretto funzionamento e scelta della selettiva Echo e le modalità di invio del mezzo. Sul luogo dell’evento, il Coordinatore è in grado di rilevare i tempi impiegati dal mezzo e il rispetto della procedura di accesso alle lavorazione e di intervento sanitario. Il tutto viene monitorato e riassunto dalla scheda rilevazione Codice Alfa, compilata dal Coordinatore e presentata qui sopra. La gestione del Codice Alfa da parte del Coordinatore di riferimento, avviene tramite apposito Data Base, inserito all’interno del Menù GECAV, nell’Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU) e fa riferimento alla procedura Gestione codice Alfa. Di particolare utilità per la comprensione delle criticità presenti nelle Gallerie in Fase di Armamento, sono stati gli innumerevoli codici Alfa organizzati nel 2008 nelle gallerie TAV tratta Bo – Fi. Tali simulazioni, hanno consentito una analisi critica: •delle procedure di gestione dell’emergenza nelle gallerie in questione; •delle necessarie interazioni con sicuristi , ditte appaltatrici i lavori, DOTE, Agente Coordinatore; •dell’impianto formativo strutturato e delle necessarie implementazioni; •dell’utilizzo dei Mezzi Bimodali (tempistica e limiti); •delle misure di sicurezza presenti dentro e fuori la Galleria. Ed hanno portato a modifiche concrete, orientate al miglioramento delle prestazioni di emergenza, sia in termini di sicurezza sia di efficacia. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 85 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target E. GeCO (Gestione Criticità Organizzative) Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento sistema gestione criticità, rilevate durante il servizio verso: terze Persone sistema 118 mezzo raggiungimento target / ospedale in caso di irregolarità, produce ricadute organizzative grazie alla ricostruzione dell’evento E. Il progetto GeCO trae origine da una serie di sperimentazioni condotte dal 96 al 2000 dal GECAV. Il GeCO è un sistema che rileva le criticità organizzative del soccorso sanitario , dall’allertamento, al soccorso, all’arrivo in ospedale. L’equipaggio del mezzo di soccorso dichiara la regolarità o irregolarità al termine del servizio effettuato tramite la compilazione della scheda GeCO. Il percorso regolare termina dopo aver barrato la regolarità e firmato la scheda. Se la scheda è “Regolare” va lasciata nel blocco GeCO. A fine sperimentazione servirà per conteggiare il numero totale dei servizi effettuati. Il percorso “Non Regolare” ha delle codifiche di irregolarità da barrare. Se la scheda è “Non Regolare” va inviata assieme alla relazione dell’evento al numero di Fax GeCO. L’operatore GeCO “ricostruisce il caso” ed elabora una risposta per gli operatori che hanno riscontrato l’irregolarità. Le criticità analizzate ed elaborate possono quindi determinare modifiche delle procedure o correzione dei comportamenti errati al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del soccorso. La gestione del GeCO da parte del Coordinatore di riferimento, avviene tramite apposito Data Base, inserito all’interno del Menù GECAV, nell’Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU) e fa riferimento alla procedura Gestione GeCO. Nota: i problemi assistenziali relativi al paziente sono segnalati nella “Scheda Paziente”. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 86 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Conoscenza VAV Cenni Storici Progressione Lavori - Lotto 1 Progetto VAV Lavorazioni Le lavorazioni della Ditta Toto passeranno attraverso 3 fasi: LOTTO 1 Viabilità F. Formazione Specifica Costruzione della nuova Porrettana Lavorazioni in A1, occupando 1 corsia per volta ed utilizzando la Nuova Porrettana come corsia Autostradale provvisoria Deviazione del traffico effettuata ad Autostrada chiusa Conoscenza VAV Viabilità - Lotto 1 Cenni Storici Progetto VAV Lavorazioni Accesso Viabilità ordinaria : Via Pila Viabilità LOTTO 1 Prima Traversa a destra fra Km 81 ed 82 della Via Porrettana direzione BO Lavorazioni: Foto 1: Pista di Cantiere che si collega all’accesso Cartiera a Nord e Chiù a Sud (sarà la Porrettana Nuova) Foto 2: Svincolo Pontecchio Sud Km 201 A1 Foto 1: Pista di Cantiere che si collega all’accesso Pila (sarà la Porrettana Nuova) I. Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento modulo Conoscenza Cantieri per operatori GECAV contiene informazioni di base sulle caratteristiche delle lavorazioni e loro ubicazione utilizza terminologia e nomenclatura cantieri concordata con ditta esecutrice ogni operatore lo esegue almeno 1 volta all’anno z operatore sul posto F. I. Conoscenza Cantieri per operatori GECAV La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV è composta da una lezione teorica composta di 2 parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere nella stessa giornata dalle ore 14 alle 18. Questo corso è in grado di fare apprendere: •La dislocazione spaziale (come sono costruiti i cantieri) E’ importantissimo conoscere ogni parte costituente un cantiere, al fine di essere in grado di riconoscerli e sapere dove sono nel momento dell’Emergenza. Solitamente un cantiere si sviluppa su una pista di cantiere, su cui è impiantato un centro di Betonaggio, un Magazzino, un Autoparco, una Officina, alcuni Uffici e l’imbocco vero e proprio. Anche il Campo Base è costituito da Uffici, Club, Alloggi, MENSA, ecc…. Distinguere e conoscere ognuno di questi punti è indispensabile nel nostro lavoro; •I rischi nella galleria in fase di costruzione Le lavorazioni in galleria, presentano dei rischi, catalogati da un organismo previdenziale Svizzero (INSAI), rischi a cui sono esposti lavoratori e soccorritori. Questo argomento è ampliamente descritto, come anche i DPI utilizzati al GECAV; •Il Raggiungimento Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere (strada appositamente costruita dal CAVET). La visita è in grado di farci individuare tutte le piste di cantiere. Considerando che le Piste di Cantiere ed i Cantieri sono in continuo aggiornamento e che anche lo Stradario può subire modifiche è necessario ripetere tale corso ogni anno; •La Competenza Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione. E’ necessario sapere per ogni Postazione di Lavoro (L40; GECAV 1; L34, Setta 1, Ronco 22) quali cantieri sono di riferimento e come raggiungerli da ogni direzione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 87 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target F. Formazione Specifica Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento II. modulo Conoscenza Cantieri Operati CO contiene informazioni di base sulle caratteristiche delle lavorazioni e loro ubicazione utilizza terminologia e nomenclatura cantieri concordata con ditta esecutrice ogni operatore lo esegue almeno 1 volta all’anno z operatore CO F. II. Conoscenza Cantieri La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV, indirizzata agli operatori dei Centrale Operativa, è composta da una lezione teorica composta di 2 parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere nella stessa giornata dalle ore 14 alle 18, per una durata complessiva di 8 ore. Questo corso contiene: •informazioni di base sulle caratteristiche delle lavorazioni e loro ubicazione •utilizza terminologia e nomenclatura cantieri concordata con ditta esecutrice •si addentra nelle strategie identificate nella Istruzione_operativa_AV_VAV_e_118N@t, in cui vengono descritte le modalità operative d’accettazione/inserimento/ricerca delle chiamate provenienti dai Cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico E’ di particolare importanza in quanto rende partecipi ed edotti gli operatori di Centrale, sullo sviluppo dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche e riesce a fornire un quadro ben definito delle lavorazioni in atto. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 88 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento F. Formazione Specifica modulo Conoscenza Cantieri dal 2008, sperimentazio ne corso FAD on Line F. II. Conoscenza Cantieri. E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche. Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle Grandi Opere Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e presenterà in maniera puntuale ed aggiornata l’attuale situazione operativa del GECAV. Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà al proprio interno un vero e proprio modulo di conoscenza dei cantieri e delle lavorazioni in atto, prodotto aggiornabile dal referente di postazione e strutturato in modo che ogni pagina possa accogliere: •Testi con link •Immagini •Video •Documenti pdf Questa dotazione consentirà una ottima possibilità per presentare e mantenere aggiornata la conoscenza dei cantieri. Tale strumento è ovviamente di grande utilità in quanto raggiungibile on line da tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 89 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target F. Formazione Specifica III. Formazione Sicuristi Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento corso antincendio z 16 ore VVF z 16 ore 118 allertamento e simulazione di chiamata patologie traumatiche e non traumatiche BLS modulo di Conoscenza Procedure di Accesso in Galleria modulo di conoscenza del ruolo Ambulanze ed Infermerie GECAV Primo Soccorso uso autoprotettori esercitazioni congiunte z ditte - 118 F. III. Formazione Sicuristi. Il D.lgs 626/94 e successivamente il Testo Unico (DL 9/4/208 n. 81Salute e Sicurezza sul Lavoro), sul miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, affronta fra i suoi argomenti il tema dell’emergenza. In particolare nel titolo I capo 3° si formulano indicazioni a carico dei datori di lavoro relative alle misure da attuare in caso di prevenzione degli incendi, evacuazione dei lavoratori e pronto soccorso, che possono concretizzarsi in una vera e propria gestione dell’emergenza. La formazione di lavoratori addetti alla sicurezza (sicuristi) è il primo anello per la riuscita di un efficace intervento di emergenza sanitaria. Ogni Sicurista, deve effettuare 1 Corso Antincendio, 1 corso di Primo Soccorso. Il corso di Primo Soccorso, fino al gennaio 2005 era costituito da 12 ore per la formazione di ciascun sicurista con particolare rilievo per l’allertamento. Da Febbraio 2005 le ore sono passate da 12 a 16 ore per la formazione completa di ciascun sicurista in base al nuovo DPR/04. Le 16 ore sono organizzate nel seguente modo: -Modulo A (3h): l’allertamento del 118 e simulazione di chiamata effettuato da ciascun futuro sicurista; -Modulo B (3h): Procedure di Accesso in Galleria e sistemi di sicurezza da adottare all’interno di ambienti confinati; -Modulo C (3h): Patologie traumatiche e non traumatiche; -Modulo D (3h): BLS per laici; -Modulo E (4h):Conoscenza del ruolo delle ambulanze e delle Infermerie GECAV; modalità operative rispetto l’infortunio, il medico curante, il medico convenzionato,la guardia medica, CUP,ecc. Vengono effettuate, inoltre delle Esercitazioni Congiunte con personale del 118 e 115. In ogni turno di lavoro all’interno della galleria devono essere presenti almeno 3 sicuristi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 90 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 2. Identificazione Target Opere Modello Gestione Riorganizzazione F. Formazione Specifica Postazioni Target Sicurezza Intervento III. Corsi 626 per Sicuristi Moduli Completi Sicuristi Formati Retraining Sicuristi Aggiornati Simulazioni congiunte in galleria 1998 23 118 0 0 0 1999 12 47 0 0 0 2000 20 91 0 0 4 2001 12 61 0 0 5 2002 18 49 24 155 8 2003 11 45 7 55 8 2004 19 93 9 85 7 2005 * 18 120 10 60 8 2006 3 17 0 0 6 2007 13 126 11 105 0 * Applicazione Decreto 15 Luglio 2003, n. 388 F. III. Formazione Sicuristi. Nella tabella vengono riassunti i dati relativi ai corsi di Primo Soccorso e Simulazioni Congiunte, effettuati per i lavoratori TAV e VAV dal GECAV fin dalla sua nascita (1996) In risposta a quanto previsto dal Decreto 15 Luglio 2003, n. 388, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 27 del 3 febbraio 2004 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione del’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n 626, e successive modificazioni contenute anche nel Testo Unico - DL 9/4/208 n. 81 Salute e Sicurezza sul Lavoro-), il GECAV ha infatti, strutturato idonei corsi della durata di 16 ore, in grado di formare i sicuristi (operai addetti alla gestione dell’emergenza, appartenenti ad aziende di gruppo A) sulle tecniche del primo soccorso ed inserirli a tutti gli effetti nel delicato sistema del Soccorso. In un sistema di soccorso integrato, infatti spetta a loro l’identificazione del luogo, la comprensione della Patologia presunta, la effettuazione di un corretto allertamento ed interazione con il personale di soccorso, motivo per cui abbiamo da sempre effettuato con loro, simulazione congiunte in grado di testare questi delicati passaggi. La formazione del Sicurista è un aspetto di primaria importanza poiché è colui che per primo vede l’evento, è il primo riferimento a cui la Centrale Operativa di Bologna si riferisce e quindi è anche colui che da avvio alla catena del Soccorso Sanitario. Osservando i dati trascritti del 2005 si evince che l’attività di formazione del Sicurista è notevolmente aumentata anche in riferimento alle nuove disposizioni di Legge per cui si è, a partire dal febbraio 2005, passati da 12 a 16 ore per il completamento della formazione di ciascun Sicurista. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 91 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Strumenti Necessari A. Procedure di Accesso in Galleria Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento in fase di Costruzione (VAV) Iin fase di Armamento: binari + elettrificazione (TAV) B. Procedura di Intervento su Viadotti / Pozzi C. Dotazione specifica di mezzi e tecnologie Mezzi Eex (VAV) Mezzi Bimodali (TAV Tratta Bo – Fi) D. Dotazione DPI Specifici E. Formazione a Distanza F. Formazione Specifica I. II. III. IV. V. VI. VII. Autoprotezione e Salvataggio Addestramento DPI III Categoria Conoscenza Cantieri Accesso in Galleria / Mezzi Simulazione in Galleria Emergenza in Sicurezza Audit Professionale Organizzativo Per essere in grado di determinare ed ottenere le condizioni di massima sicurezza, bisogna necessariamente agire sulla formazione del personale, ma anche sulla condivisione di obiettivi comuni da parte di tutto il sistema della Emergenza. Problematiche così delicate, devono infatti essere gestite grazie alla collaborazione di tutti gli enti preposti alla prevenzione e protezione, quali SPPA, SPSAL, Regione, Provincia, Aziende al fine di creare un sistema in grado di governare eventi complessi, unici, ad alta specializzazione e criticità tipici delle Grandi opere Pubbliche. E’ indispensabile inoltre agire sulla mentalità degli operatori, che necessariamente devono adattare i propri atteggiamenti ed abitudini a parametri di sicurezza del tutto nuovi. Gli strumenti adottati dal GECAV per raggiungere questi obiettivi sono: A. Procedure di Accesso in Galleria. Definiscono le modalità di accesso e di intervento dei mezzi di soccorso nelle gallerie: •in fase di costruzione, realtà VAV, ponendo sostanziale attenzione alle problematiche legate al gas metano (grisou); •in fase di armamento (posa binari ed elettrificazione), realtà TAV Tratta Bo-FI, ponendo particolare attenzione alle norme di sicurezza per il transito su binari. B. Procedura di Intervento su Viadotti. Definisce i comportamenti di adottare in caso di intervento su Viadotto VAV in fase di costriuzione soprattutto gli ambiti di intervento del GECAV e di collaborazione con Ditta esecutrice i lavori e Vigili del Fuoco. C. Dotazione specifica di mezzi e tecnologie, per: •far fronte al rischio gas metano. A tal fine si utilizzano mezzi di soccorso in configurazione antideflagrante (Eex), posizionati all’imbocco delle gallerie grisoutose (gallerie di classe 2, ad oggi presenti solo nei cantieri VAV); •accedere nelle gallerie TAV Tratta Bo-Fi con presenza di binari, tramite utilizzo di Ambulanze Bimodali, in grado di girare su strada e rotaia. D. Dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI Specifici), al fine di adattare la capacità di risposta del 118GECAV a scenari ostili quali gli ambienti confinati e i terreni in pendenza propri dell’ambiente montano. E. Formazione a Distanza. CD-ROM composto da interfaccia grafica con funzioni di controllo e gestione multimediali, creato nel 2000 con la collaborazione della Nowhere, contenente il corso di base per conoscere le problematiche del soccorso in ambiente confinato. Nel 2008, tale prodotto, viene aggiornato, implementato con le nuove situazioni (Nodo di Bologna e Soccorso su binari) e trasportato su piattaforma multimediale. F. Formazione Specifica. E’ rivolta esclusivamente al personale 118 GECAV (medici, infermieri, autisti di ambulanza e personale a gettone). A tal fine sono stati messi a punto i seguenti corsi di formazione: I. Autoprotezione e Salvataggio, modulo formativo realizzato in collaborazione con l’SPPA che esamina le attività di emergenza, i rischi ad esse connessi e le misure cautelative (procedure, mezzi e DPI) adottate; II. Addestramento DPI III Categoria, il corso addestra all’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale di III Categoria in dotazione al GECAV (Autoprotettore PA 90 e Imbrago). Orienta sugli ambiti di intervento di tali DPI e termina con esercitazioni pratiche in condizioni estreme (Camera Fumi e Castello di Manovra); III. Conoscenza Cantieri modulo teorico – pratico di conoscenza delle attività lavorative e rischi presenti nei cantieri TAV – VAV; IV. Accesso in Galleria/Mezzi, corso finalizzato alla conoscenza delle gallerie in fase di costruzione (VAV) o in fase di armamento (TAV - posatura binari ed elettrificazione linea). Tali corsi si addentrano anche nella spiegazione dei mezzi speciali utilizzati nel contesto VAV (Mezzi EEX) o TAV (Mezzi Bimodali); V: Simulazioni in galleria (congiunte con ditte esecutrici). Ha lo scopo di sperimentare l’uso dei materiali in dotazione al 118 e alla ditta che gestisce i lavori di scavo, individuare le strategie operative e le tecnologiche in grado di garantire efficacia e sicurezza nelle operazioni di soccorso, accrescere il livello di collaborazione fra 118, sicuristi e personale impegnato nell’attuazione del Piano di Emergenza (addetto alla sicurezza, addetto al monitoraggio del gas ecc…); VI. Emergenza in Sicurezza, per sensibilizzare il personale al corretto approccio agli scenari complessi in ambienti ostili; VII. Riunioni a carattere organizzativo. Si tratta di momenti formativi in cui si discutono casi clinici allo scopo di condividere con i colleghi un proprio vissuto personale. La discussione dei casi clinici può portare alla modifica delle procedure e fornire chiarimenti organizzativi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 92 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione A. Procedure Accesso Galleria Postazioni Target Sicurezza Intervento Comportamenti da adottare per il Soccorso in Gallerie VAV in Fase di Costruzione: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) Raccolta Informazioni Scelta DPI Scelta Mezzo / Fase Transitoria Scelta Elettromedicali Comunicazione Gestione Mezzo Intervento Sanitario A. Procedura Accesso in Galleria in fase di Costruzione. La procedura ha lo scopo di definire le modalità di accesso dei mezzi di soccorso sanitario, degli operatori e dei presidi sanitari nelle gallerie in fase di costruzione, ponendo sostanziale attenzione alle problematiche legate al gas metano. Ad oggi (settembre 2008), tale procedura è applicabile nelle sole Gallerie della Variante di Valico, in quanto sono le uniche ancora in fase di costruzione (lo scavo delle gallerie TAV, infatti è già terminato). Consta di 7 passaggi che orientano l’operatore al giusto comportamento da adottare in tutte le situazioni che possono verificarsi durante un servizio all’interno delle Gallerie in Fase di Costruzione La procedura si attua nelle gallerie in costruzione per l’Alta Velocità e Variante di Valico nella tratta appenninica da Bologna a Firenze. L’attuazione è necessaria in tutti i casi in cui un mezzo di soccorso debba accedere in galleria, sia in emergenza che in esercitazione. La documentazione per la stesura è tratta dalla legislazione italiana, legislazione europea, note interregionali, norme CEI, CENELEC ed altre fonti, raccolte nel manuale intitolato “GRISOU” redatto dal GECAV. Questa procedura, insieme a tutte le informazioni necessarie alla contestualizzazione della stessa, attualmente sono inserite all’interno di un CD di Formazione a Distanza dal titolo “Soccorso in Ambienti Confinato”. La sezione in cui è contenuta questa procedura è “Emergenza TAV”, in cui si spiegano i criteri tramite i quali i vari piani di Emergenza per i cantieri TAV e VAV sono stati creati e si entra nel dettaglio della interazione verso personale Esterno (118 – 115). Propedeutico e indispensabile alla comprensione di quanto descritto in questa procedura sono le restanti sezioni contenute all’interno del CD di formazione a distanza: -Ambientazione; Catena di Sicurezza; Sicurezza TAV; Mezzo Eex Bremach; Mezzo Eex Iveco Ad oggi (Settembre 2008), questo prodotto è in fase di aggiornamento e trasposizione su una piattaforma on line del tutto multimediale. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 93 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena A. Procedure Accesso Galleria Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento comportamenti da adottare per il soccorso nelle gallerie TAV Bo – FI in fase di armamento (binari + elettrificazione): A. Procedura Accesso in Galleria in fase di Armamento. A seguito delle lavorazioni per il completamento delle infrastrutture, opere tecnologiche e fasi di collaudo ferroviario della tratta AV Bo-Fi, vista l’impossibilità di accedere sulle rotaie con ambulanze tradizionali, si è reso necessario produrre la presente Procedura che regola le modalità di accesso dei veicoli bimodali di soccorso sanitario, definite ambulanze bimodali. L’intervento del personale di soccorso con l’impiego di tali mezzi è complicato dall’elettrificazione lungo tutta la tratta. Questa procedura (http://www.118er.it/intranet/documenti/IO_9_2008_Mezzi_bimodali_elettrificazione.pdf) è rivolta al personale dipendente 118 GECAV, al personale convenzionato e ai gettonisti AUSL, che abbiano compiuto la formazione prevista per la gestione e accesso ambulanze bimodali e siano state istruite sul rischio elettrico. Quindi, il personale in turno sui mezzi E34, L40, GECAV1 e L 41, per poter effettuare il soccorso nei tratti in cui è presente la piattaforma ferroviaria, deve utilizzare le ambulanze bimodali secondo le modalità accuratamente descritte all’interno di questa procedura. Il campo di applicazione è la Ferrovia AV, versante emiliano della tratta Bologna-Firenze, limitatamente ai tratti in cui sono state posizionate le rotaie (piattaforma ferroviaria). Rimangono invariate le modalità di soccorso nei tratti in cui non è presente rotaia (per esempio finestre). Il tratto di competenza dell’ UOC 118 GECAV è quello compreso dalla progressiva 83+928 incluse le interconnessioni alla progressiva 53+488, corrispondente alla discenderia di Castelvecchio. Il diagramma di flusso schematizza le operazioni di allertamento a carico del mezzo ALS (E34) e le operazioni di attivazione, accesso nelle gallerie, valutazione sanitaria ed intervento a carico dell’equipaggio ILS (L40, GECAV1 e L41) e/o equipaggio ALS, in relazione al codice colore e patologia riscontrata. Propedeutico e indispensabile alla comprensione di quanto descritto in questa procedura sono 2 documenti: -Nozioni per l'accesso sulla piattaforma ferroviaria per i mezzi Bimodali di soccorso Sanitario (http://www.118er.it/intranet/documenti/All1_Nozioni_accessoridotto.pdf) -Nozioni per il soccorso sanitario su piattaforma ferroviaria (http://www.118er.it/intranet/documenti/Allegato_4_MezziBimodali.pdf) elettrificata Ad oggi (Settembre 2008), questo prodotto è in fase di aggiornamento e trasposizione su una piattaforma on line del tutto multimediale. La procedura sarà ovviamente preceduta da un attenta analisi delle attività lavorative (caratteristiche, rischi, applicazione delle misure cautelative) di armamento ed elettrificazione delle Gallerie TAV tratta Bologna – Firenze. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 94 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena B. Procedure Intervento Viadotti / Pozzi Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento comportamenti da adottare per il soccorso / integrazione ditta e Vigili del Fuoco su Viadotti / Pozzi in fase di costruzione B. Procedura di Intervento su Viadotti / Pozzi. Definisce i comportamenti di adottare in caso di intervento su Viadotto / Pozzi VAV in fase di costruzione. Soprattutto definisce gli ambiti di intervento del GECAV e di collaborazione con la Ditta Esecutrice i lavori ed i Vigili del Fuoco. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 95 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso C. Dotazione specifica di mezzi e tecnologie (Ambulanze Eex) Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento per far fronte al rischio gas metano (grisou), come mezzi di soccorso sanitario antideflagranti (EEX) ubicate all’imbocco Gallerie Grisouttose (classe 2) della VAV gestite con apposite Istruzione Operative monitoraggio dello stato attraverso consegna informatizzata C. Dotazione specifica di mezzi. Ambulanza in configurazione antideflagrante: sono mezzi speciali trasformati esclusivamente per interventi in gallerie grisoutose con possibile presenza di metano (gallerie di classe 2). Ad oggi (settemre 2008) le gallerie con tali caratteristiche sono le sole Gallerie della Variante di Valico. Fondamentalmente esistono 2 tipi di macchine trasformate in antideflagrante: •quelle che sono sempre e solo antideflagranti •quelle che sono equipaggiate con interruttore by-pass, che permette l’utilizzo di fanalerie stradali fuori dalla galleria. Le ambulanze antideflagranti impiegate dal GECAV sono del primo tipo allo scopo di evitare manovre non sicure. Il concetto di trasformazione dei mezzi in configurazione antideflagrante è quello di evitare il rischio di esplosione dovuto a scintille o ad alta temperatura che può verificarsi su qualsiasi superficie. La gestione di questi mezzi, avviene tramite apposite Istruzioni Operative e Check List. Infine all’interno del Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di Postazione, fra cui le Consegne Informatizzate, è contenuta una sezione dedicata allo Stato dei Mezzi Speciali, a cui gli Eex appartengono. Tale sezione, monitorizza la situazione del mezzo, che può essere Operativo, in Fase Transitoria o in Guasto Bloccante. Ovviamente queste situazioni, obbligano a strategie operative differenti, comunque definite all’interno della Istruzioni Operative di Gestione mezzi di soccorso sanitario in configurazione antideflagrante e Scheda di Segnalazione guasti e manutenzione mezzo EEX. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 96 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione C. Dotazione specifica di mezzi e Target Postazioni tecnologie (Ambulanze Bimodali)Sicurezza Intervento per accedere in gallerie con binari, come mezzi di soccorso sanitario Strada - Rotaia ubicate accesso a raso della TAV Bo - Fi z E1; E5; E7 gestite con apposite Istruzione Operative monitoraggio dello stato attraverso consegna informatizzata C. Dotazione specifica di mezzi. Ambulanza Bimodale strada – rotaia: Per poter garantire il soccorso sanitario in tutti i punti delle gallerie di competenza, il 118 GECAV si è dotata di 3 ambulanze strada-rotaia che consentono di effettuare il servizio di soccorso sia nelle gallerie ancora senza binari sia in quelle con binari. Tali ambulanze, 7 in tutto (3 per l’Emilia, 3 per la Toscana e 1 di scorta), sono state realizzate dalla Bremach di Brescia appositamente per questo servizio. Il veicolo, grazie alla sua ridotta carreggiata si presta ad una applicazione Strada – Rotaia adattandosi a qualsiasi tipo di binario, sia della rete ferrovia, sia della rete metropolitana. Su strada è richiesta la patente C e quindi all’uscita della galleria si effettuano rendez-vous con ambulanza classica. Per la circolazione su ferrovia, il veicolo è dotato di due assali ferroviari, posizionati in prossimità di quelli stradali. Ogni assale ferroviario è azionato da due pistoni idraulici, tramite apposito circuito. Il passaggio da strada a rotaia deve avvenire assolutamente su binario a raso, tipo passaggio a livello. Dopo aver caricato il paziente in una galleria ferroviaria, il veicolo può essere ruotato di 180° mediante una piattaforma girevole, montata sul fondo dell’ambulanza e azionata da quattro pistoni idraulici. La gestione di questi mezzi, avviene tramite apposite Istruzioni Operative e Check List. Infine all’interno del Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di Postazione, fra cui le Consegne Informatizzate, è contenuta una sezione dedicata allo Stato dei Mezzi Speciali, a cui i Bimodali appartengono. Tale sezione, monitorizza la situazione del mezzo, che può essere Operativo, in Fase Transitoria o in Guasto Bloccante. Ovviamente queste situazioni, obbligano a strategie operative differenti, comunque definite all’interno della Istruzioni Operative di Gestione mezzo bimodale e Scheda segnalazione guasto mezzo BIMODALE Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 97 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione D. Dotazione di DPI necessari per Intervento in Sicurezza su scenari ostili Postazioni Target Sicurezza Intervento Ambiente Confinato Terreno in Pendenza D. Dotazione specifica di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Al fine di adattare la capacità di risposta del GECAV a scenari ostili quali Ambiente Confinato e Terreni in Pendenza, il nostro servizio è stato dotato di Dispostivi di Protezione Individuale (DPI) necessari a gestire in sicurezza tali eventi. Nella prossima diapositiva andiamo ad elencarli uno per uno. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 98 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena D. Dotazione Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Standard z z z z z Elmetto Petzel Guanti da Lavoro Stivali e Scarpe Antinfortunistica Gilet Alta Visibilità Giacca Antipioggia Specifici z z z Elmetto Gallet F1 Imbrago + Accessori Autoprotettori PA 90 D. Dotazione specifica di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Nella figura sono rappresentati i DPI adottati al GECAV: •elmetto tipo Gallet F1, munito di Craniofono e Lampada Eex •elmetto Petzl ECRIN ST A02 •cuffia sottocasco 5330001 •stivale con puntale •gilet alta visibilità •impermeabile •calzerotti Termici Polar Wear 06-464 •guanti anti taglio •sistema Anticaduta composto da: 1 Imbraco Falcon C38, 1 Pettorale Voltige C60, 1 Bretella di sicura Secur C74, 1 Maglia rapida a triangolo, 1 Maglia rapida a delta, 1 Risalitore Croll B16, 1 Maniglia Ascension B17R, 1 Discensore I’D D20S, 1 Piastrina GiGi, 2 Moschettone ovale OKM70, 2 MoschettoneHMS M26, 1 Spelegyca C44, 2 Moschettone a Delta (Kong), 2 Moschettone HMS Twist Look, 1 Cordino Kevlar, 1 Cordino 7 mm, 1 Spezzone di corda 10,5 mm * 3.5 mt, 1 Moschettone AM’D, 1 Moschettone Attach, 1 Pedaliera. Ogni operatore del GECAV, a seguito della informazione e formazione necessaria al corretto utilizzo (Addestramento DPI III Categoria), viene dotato dei DPI in elenco. Ogni postazione che accoglie personale in libera professione (Gettonisti), ha un armadio vestiario, contenente la gamma delle misure dei vari DPI, in modo che all’inizio del turno il gettonista possa allestire il proprio Borsone DPI con le misure idonee. Ovviamente a fine turno, il Gettonista riordina il materiale all’interno dell’armadio. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 99 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione E. Forma zione a Distan za (FAD) A. CD B. piatto forma on line Postazioni Target Sicurezza Intervento A. CD FAD B. Piattaforma E. Formazione a Distanza (FAD). Dal 2004 il GECAV, ha trasportato tutta la formazione/informazioni di base inerente il Soccorso in Ambienti Confinati su prodotti di formazione a distanza. In collaborazione con la ditta Nowhere, si è creato un CD di Formazione a Distanza con aree multimediali dal titolo “Soccorso in Ambienti Confinato”. Questo prodotto coniuga la possibilità di interazione multimediale – on line (gli approfondimenti – parte variabile del prodotto - sono on line; il monitoraggio delle sezione visitate e gli esiti dei test con feedback avvengono tramite invio di messaggio di posta elettronica al discente ed al tutor del corso, continuamente interpellabile con la medesima modalità) alla consultazione del prodotto su CD, effettuabile anche in postazioni con banda media-bassa (realtà di alcune postazioni GECAV fino al 2007). Solo oggi, vista lo sviluppo delle reti (tutte le postazioni GECAV hanno almeno ADSL) e del portale 118, questo prodotto è in fase di aggiornamento – ampliamento con Nodo di Bologna e Variante di Valico e trasposizione su una piattaforma on line del tutto multimediale. Il corso è indirizzato al personale sanitario (Medici, Infermieri, AutistiSoccorritori) che operano nelle postazioni GECAV sia come ruolo, sia come libera professione (gettonisti). Questo tipo di formazione, offre la possibilità di: •personalizzare il corso (fruibile mediante l’utilizzo di qualsiasi PC con possibilità di collegamento in rete), prevedendo una distribuzione flessibile del percorso formativo; •uniformare i contenuti e le metodiche di insegnamento; •interagire con il tutor, in grado di monitorare a distanza il tempo di permanenza sulle diapositive, l’esito dei test e soprattutto di rispondere a quesiti o problemi riscontrati durante tutto il periodo formativo. Il corso si compone di 6 moduli didattici (Ambientazione, Catena della Sicurezza, Sicurezza TAV, Emergenza TAV, Mezzo Eex Bremach; Mezzo Eex Iveco) inerenti il soccorso in ambienti confinati. L’unità funzionale è la diapositiva commentata, sistema che consente al discente di apprendere gli argomenti trattati sfruttando i commenti dedicati ad ogni diapositiva. Inoltre alcune diapositive sono collegate ad approfondimenti on line, riportanti procedure, istruzioni operative, schede e note interregionali, strumenti in grado di dettagliare l’argomento che si sta affrontando. La verifica dell’apprendimento avviene tramite test a conclusione di ogni modulo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 100 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Informazione, Formazione, Addestramento necessari alla valutazione della scena e successivo intervento in sicurezza mantenimento delle abilità apprese F. La Formazione Specifica è l’elemento decisivo della catena della sicurezza. Il salvataggio di un infortunato non può essere disgiunto dall’autoprotezione dei soccorritori che devono, quindi, saper utilizzare in modo corretto l’esistente infrastruttura tecnica di sicurezza: a tal fine la formazione dei lavoratori, ivi inclusi quelli di ditte terze, sulle tematiche del soccorso e l’effettuazione di esercitazioni pratiche che coinvolgano tutti i potenziali soccorritori (sicuristi, pompieri, sanitari ecc.) è fondamentale. La formazione necessaria al personale del GECAV è completamente gestita dal GECAV stesso. Il personale ne è progettista, organizzatore, docente, tutor, allievo a seconda delle proprie attitudini e capacità. E’ comunque una Formazione che nasce dal bisogno di: • fornire una risposta operativa adeguata ad ogni attività • garantire Addestramento • tutelare l’utente • crescita professionale dell’operatore e del servizio • garantire SICUREZZA all’operatore Si basa su: • conoscenza approfondita delle Attività • confronto con figure professionali competenti Crea: • strumenti in grado di coinvolgere la sfera cognitiva, psicomotoria ed emozionale del discente •test e schede per monitorare la performance e seguire il discente in ogni passo formativo E’ In grado di: • aggiornarsi continuamente alle nuove problematiche (es fresa, variante di valico, Bimodali, ecc…) • addestrare il personale nelle attività ad alto rischio, ma con bassa incidenza • allinearsi alle esigenze legislative e non (626 ed Accreditamento) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 101 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica I. 626 Applicata all’Emergenza Sanitaria Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento fornisce informazioni sul documento di valutazione dei rischi del GECAV z criteri di scelta dei DPI di Classe III in dotazione Imbraco Autorespiratore PA 90 casi guidati e commentati visita guidata dei canteri per contestualizzare la teoria F. I. La Formazione Specifica: 626 Applicata all’Emergenza Sanitaria – Corso Propedeutico. Questo modulo formativo è introdotto da una parte teorica (circa 2 ore) tenuta da un tecnico del SPPA, in cui vengono analizzati i processi dettati dal Documento di valutazione dei rischi del GECAV. Si descrivono gli attori che interagiscono nella fase istruttoria ed attuativa di tale documento, entrando nello specifico dei loro compiti e responsabilità. Tramite processi logici (attività, rischi, misure cautelative, formazione) si ricostruisce la dinamica degli eventi che ha determinato la stesura del documento di valutazione dei rischi del GECAV. Processi che come risultato finale, hanno portato all’adozione di Procedure comportamentali e DPI, di cui si descrive l’ambito di intervento ed utilizzo. Vengono analizzati i comportamenti di successo e insuccesso di un soccorsopercezione dei fattori di rischio per al sicurezza degli operatori- definizione delle misure cautelative conseguenti. Nelle successive 2 ore, vengono somministrati casi guidati e commentati in plenaria, portando ad evidenziare i seguenti punti - obiettivi: - modalità e allertamento dei soccorsi da parte dell’impresa e ricezione da sala operativaindividuazione delle esigenze operative (eventuale allertamento altri Enti VVF) - raggiungimento del luogo dell’infortunio - coordinamento durante il soccorso con i preposti alla gestione delle emergenze in cantiere- piano di emergenza - valutazione dei rischi presenti nell’area di cantiere interessata dal soccorso - definizione dei limiti di intervento del personale 118 - individuazione delle misure cautelative dividendole in: esigenze di formazione del personale- definizione di eventuali protocolli sanitari aggiuntivi- definizione delle procedure di intervento (aspetti comportamentali e coordinamento con il personale delle imprese coinvolte)- definizione dei DPI integrativi da ottenere e delle attrezzatura aggiuntive da acquisire (dividendole in attrezzature da integrare nella cellula sanitaria e in attrezzature da avere a disposizione in cantiere) - presidio della formazione del personale di cantiere addetto alla gestione delle emergenze - presidio della gestione del Piano di Emergenza del cantiere Il corso termina con visita guidata della durata di circa 1 ora, presso i cantieri VAV di competenza al fine di contestualizzare i ragionamenti condivisi nella parte teorica del corso. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 102 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica II. Addestramento DPI III Camera Fumi: Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento fornisce informazioni corrette ed aggiornate su z z z autoprotettori PA 90 forma all’utilizzo dei DPI standard e specifici dell’Autoprotezione misura la propria risposta emotiva e fisica in condizioni estreme ambiente costrittivo ambiente saturo di fumo misura la propria autonomia d’aria con PA 90 misura la propria sinergia con il DPI in questione F. II. La Formazione Specifica: Addestramento DPI III Categoria. Questo corso è l’unione di 2 moduli, Camera Fumi e Soccorso in Ambiente Montano. L’obiettivo è la conoscenza dei DPI di III categoria in dotazione al GECAV (Autoprotettore PA 90 ed Imbrago), la descrizione degli ambiti di intervento – utilizzo degli stessi, l’addestramento pratico in scenari estremi (Camera Fumi e Castello di Manovra). La mattina è dedicata alla Camera Fumi: E’ un corso effettuato in una sede attrezzata presso la Postazione GECAV di Lama di Setta, in cui l’allievo prende familiarità con gli strumenti di Autoprotezione in dotazione, utilizzandoli in condizioni estreme. Consta di una parte teorica dedicata alla descrizione dell’autorespiratore e della Camera Fumi stessa e di una parte pratica in cui l’allievo deve uscire da un percorso costituito da gabbie e porte, indossando un autorespiratore. Il percorso pieno di ostacoli ed invaso da fumo, estremizza la prova in modo da formare l’operatore all’utilizzo degli strumenti di autoprotezione in condizioni particolari quali possono essere un ambiente saturo di fumo e/o costrittivo. Nella prova si misura il tempo impiegato ed il consumo di aria, in modo da rendere consapevole l’allievo dell’esigua riserva d’aria che un’autorespiratore garantisce e dell’alterato consumo in condizioni disagevoli. L’allievo nella rilevazione del proprio consumo d’aria per ogni minuto di utilizzo dello autorespiratore, ottiene una utilissima informazione: misura della propria autonomia di aria. Il corso prevede un tutoraggio, svolto da : responsabile di settore Infermiere Righi Danilo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 103 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica II. Addestramento DPI III Soccorso Ambiente Montano: Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento utilizzo dei DPI da impiegare nel soccorso in terreni in pendenza Sistema Integrato Soccorso gestione sosta raggiungimento infortunato scenari simulati: costruzione della sosta su 2 punti con fettuccia o corda calata del collega con mezzo barcaiolo calata con discensore ID F. II. La Formazione Specifica: Addestramento DPI III Categoria. Questo corso è l’unione di 2 moduli, Camera Fumi e Soccorso in Ambiente Montano. L’obiettivo è la conoscenza dei DPI di III categoria in dotazione al GECAV (Autoprotettore PA 90 ed Imbrago), la descrizione degli ambiti di intervento – utilizzo degli stessi, l’addestramento pratico in scenari estremi (Camera Fumi e Castello di Manovra). Il pomeriggio è dedicato al Soccorso In Ambiente Montano: Modulo studiato per condividere la conoscenza dei DPI di terza Categoria a disposizione quale Imbragatura Falcon ed accessori (Bretella Secur, Longe, Discensore Assicuratore Autofrenante, Bloccante Ventrale Croll, Maniglia Bloccante, Piastrina Gi-GI). Garantisce la conoscenza delle metodiche per costruire nodi quali otto, otto infilato, asola della guida con frizione, mezzo barcaiolo, barcaiolo, inglese, marchand, asola e contro asola. Tramite il Castello di Manovra, struttura alta 16 metri, costruita con tubi “innocenti” dalla ditta Europonteggi, ad utilizzo esclusivamente formativo si addestra il personale GECAV al corretto utilizzo dei DPI da impiegare per il soccorso in terreni in pendenza e nello specifico alla gestione della sosta per calata e risalita del soccorritore in corda doppia/singola, nella gestione della sosta per la calata materiale necessario alla esecuzione dell’emergenza. Nello specifico l’addestramento, prevede: •Costruzione della sosta su 2 punti con fettuccia o corda. •Calata del collega con mezzo barcaiolo •Calata del collega con Discensore Assicuratore Autofrenante Ogni scenario è stato studiato per ottenere gradualmente la prestazione formativa attesa, passando essenzialmente da: •un primo approccio per sensibilizzare l’operatore al problema da affrontare •un confronto diretto con le potenzialità offerte dall’attrezzatura •una gestione autonoma della attrezzatura in dotazione •un confronto diretto con le variabili che ogni scenario può offrire Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 104 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica III.Conoscenza Cantieri Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento familiarizzare con un ambiente nuovo: La Galleria in fase di costruzione z z caratteristiche costruttive, Cicli lavorativi, sistemi di comunicazione dislocazione spaziale di ogni pista di cantiere e galleria allo scopo di ridurre z z z gli errori e le disattenzioni, consentendo al soccorritore di concentrarsi esclusivamente sull'intervento sanitario e sulla sicurezza le possibilità di sbaglio del target i tempi di intervento F. III. La Formazione Specifica: Conoscenza Cantieri. La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV è composta da una lezione teorica composta di 2 parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere nella stessa giornata dalle ore 14 alle 18. Questo corso è in grado di fare apprendere: La dislocazione Spaziale (come sono costruiti i cantieri) E’ importantissimo conoscere ogni parte costituente un cantiere, al fine di essere in grado di riconoscerli e sapere dove sono nel momento dell’Emergenza. Solitamente un cantiere si sviluppa su una pista di cantiere, su cui è impiantato un centro di Betonaggio, un Magazzino, un Autoparco, una Officina, alcuni Uffici e l’imbocco vero e proprio. Anche il Campo Base è costituito da Uffici, Club, Alloggi, MENSA, ecc…. Distinguere e conoscere ognuno di questi punti è indispensabile nel nostro lavoro. I rischi nella galleria in fase di costruzione Le lavorazioni in galleria, presentano dei rischi, catalogati da un organismo previdenziale Svizzero (INSAI), rischi a cui sono esposti lavoratori e soccorritori. Questo argomento è ampliamente descritto, come anche i DPI utilizzati al GECAV. Il Raggiungimento Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere (strada appositamente costruita dal CAVET). La visita è in grado di farci individuare tutte le piste di cantiere. Considerando che le Piste di Cantiere ed i Cantieri sono in continuo aggiornamento e che anche lo Stradario può subire modifiche è necessario ripetere tale CORSO ogni anno. La Competenza Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione. E’ necessario sapere per ogni Postazione di Lavoro (L40; GECAV 1; L34, Setta 1, Ronco 22) quali cantieri sono di riferimento e come raggiungerli da ogni direzione. E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche. Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle Grandi Opere Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e presenterà in maniera puntuale ed aggiornata l’attuale situazione operativa del GECAV. Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà al proprio interno un vero e proprio modulo di conoscenza dei cantieri e delle lavorazioni in atto, prodotto aggiornabile dal referente di postazione e strutturato in modo che ogni pagina possa accogliere: •Testi con link •Immagini •Video •Documenti pdf Questa dotazione consentirà una ottima possibilità per presentare e mantenere aggiornata la conoscenza dei cantieri. Tale strumento è ovviamente di grande utilità in quanto raggiungibile on line da tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 105 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica IV. Accesso in Galleria / Mezzi Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento modalità di soccorso nelle gallerie in fase di costruzione VAV e Nodo di Bologna utilizzo Mezzi Eex modalità di soccorso nelle gallerie in fase di armamento TAV tratta Bo – Fi utilizzo Mezzi Bimodali F. IV. La Formazione Specifica: Accesso in Galleria / Mezzi. Obiettivo di questo modulo formativo è di spiegare i concetti base alla base del Piano di Sicurezza ed Emergenza adottati nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche. Oggi (settembre 2008), sono ben definite 2 realtà operative e quindi 2 modalità di Accesso in Galleria: •Una adottata nelle Gallerie in Fase di Costruzione (realtà tipica delle Gallerie della Variante di Valico e del Nodo di Bologna) •Una adottata nelle Gallerie in Fase di Armamento (posa binari) ed Elettrificazione (realtà tipica delle Gallerie TAV Tratta Bo-Fi) Di conseguenza nel modulo in questione: •nel primo caso vengono spiegate le misure di sicurezza adottate durante lo scavo delle Gallerie e di conseguenza le strategie da utilizzare per accedere ed intervenire in sicurezza in caso di emergenza all’interno delle stesse. Il corso prevede un vero e proprio accesso guidato con utilizzo e spiegazione dettagliata dei Mezzi Antideflagranti in dotazione (utilizzo, gestione, guida). Tale modulo è ad oggi inserito nel CD di Formazione a distanza “Soccorso in Ambienti Confinato” con ampia spiegazione nelle sezioni Sicurezza TAV – Emergenza TAV – Eex Bremach – Eex Iveco e sarà ovviamente presente ed aggiornato nella piattaforma on line “Sistema di Soccorso Integrato nelle Grandi Opere Pubbliche”. •nel secondo caso vengono spiegate le misure di sicurezza adottate durante le fasi di armamento ed elettrificazione e di conseguenza le strategie da utilizzare per accedere ed intervenire in sicurezza in caso di emergenza all’interno delle stesse. Il corso prevede un vero e proprio accesso guidato con utilizzo e spiegazione dettagliata dei Mezzi Bimodali in dotazione (utilizzo, gestione, guida). Tale modulo è ad oggi affrontato con la classica formazione frontale, ma la parte teorica, sarà ovviamente presente ed aggiornato nella piattaforma on line “Sistema di Soccorso Integrato nelle Grandi Opere Pubbliche”. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 106 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica V. Simulazione in Galleria Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento testare le procedure di accesso ed intervento in galleria chiarire concetti come il ruolo dell'addestramento, Sicurezza & Leader sperimentare l'uso di materiali in dotazione al GECAV e alla ditta che gestisce i lavori di scavo accrescere il livello di collaborazione fra il GECAV e personale impegnato nel piano di emergenza TAV - VAV F. V. La formazione specifica: Le Simulazioni in Galleria. Vengono riprodotte all’interno di Gallerie dell’Alta Velocità o Variante di Valico in modo da familiarizzare con l’ambiente Galleria ed i rischi intrinseci e più in particolare servono per: fornire informazioni sulle gallerie (differenziazione fra finestre, metodi di lavorazione, GRISOU, ecc….) sperimentare l’uso di materiali in dotazione al 118 e alla ditta che gestisce i lavori di scavo individuare le strategie operative e tecnologiche in grado di garantire efficacia, sicurezza nei servizi di soccorso e salvataggio in galleria (Sicurezza & Leader) divulgare le informazioni e l’esperienza acquisiti al termine della manovra agli operatori che a vario titolo possono essere coinvolti in un intervento reale accrescere il livello di collaborazione e coordinamento fra il 118, Sicuristi (addetti all’emergenza delle imprese costruttrici) e personale impegnato nell’attuazione del Piano di Emergenza TAV (Addetto Sicurezza, Addetto Monitoraggio Gas, ecc…) Sono però di difficile organizzazione e programmazione, perché necessitano di una stretta collaborazione con l’azienda esecutrice dei lavori di scavo. Durante le simulazioni, si utilizzano i mezzi in dotazione quali Mezzi Antideflagranti o Bimodali. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 107 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica VI.Emergenza in Sicurezza Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento sperimentare l'uso di materiali in dotazione accrescere il livello di collaborazione e coordinamento individuare strategie operative e tecnologiche per garantire efficacia, sicurezza nei servizi di soccorso e salvataggio nei territori di nostra competenza (Leader & Sicurezza) divulgare le informazioni e l'esperienza acquisiti al termine della manovra monitoraggio delle problematiche presenti nelle nostre realtà operative come spunto per impostare l'esercitazione stessa F. VI. La Formazione Specifica: Le Esercitazioni “Emergenza in Sicurezza”. Si svolgono nell’area di Addestramento a Cà di Moschino (area di bosco a 500 metri dall’ospedale di Loiano). Devono riprodurre interventi reali in modo da addestrare il personale GECAV ad affrontare tutti i possibili scenari che possono verificarsi nella nostra realtà operativa, con particolare attenzione alla rilevazione dei RISCHI e conseguenti opere di riduzione. Infatti, nel salvataggio estremo, caratterizzato dall’uso di grosse squadre d’intervento, la simulazione diventa elemento essenziale nella formazione operativa della squadra stessa. I punti importanti da sviluppare durante la prova sono : •la valutazione dello scenario e dei conseguenti rischi •la conoscenza dei materiali e delle tecniche da impiegare •il coordinamento della/e squadra/e e ruoli dei singoli componenti (Leader Sicurezza) •il trasporto del materiale sul luogo dell’evento (si intende dalle autoambulanze all’infortunato). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 108 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento VII. Audit Professionale Organizzativo discutere Casi Clinici complessi z z un forte momento di crescita del gruppo di lavoro verifica ed aggiornamento delle procedure in atto fornire chiarimenti organizzativi z indispensabile in una realtà complessa ed articolata come quella del GECAV proporre nuove iniziative organizzative come le schede GeCO z una raccolta dati, alla base di miglioramenti organizzativi a largo spettro F. VII. La formazione specifica: Riunioni Mensili a Carattere Organizzativo per. •Discutere Casi Clinici complessi: Un forte momento di crescita del gruppo di lavoro è la discussione dei casi, discutere un errore o un evento complesso ed articolato, ha lo scopo di condividere con i colleghi un proprio vissuto personale, carico di dettagli ed emozioni, in grado di rendere infrangibile l’esperienza formativa vissuta a tutti i partecipanti della riunione. La discussione di casi clinici può persino portare alla modifica delle procedure in atto, qualora comportino errori o rallentamenti della macchina del soccorso. •Fornire chiarimenti organizzativi: Fornire chiarimenti Organizzativi in una realtà complessa ed articolata come quella del GECAV in continua evoluzione e orientata a soddisfare le nuove esigenze dei cantieri Alta Velocità e a costruire l’emergenza territoriale nella Variante di Valico. •Proporre nuove iniziative Organizzative come le Schede GeCO: Strumento adottato dal GECAV per rilevare, identificare, catalogare eventuali IRREGOLARITA’ (criticità organizzative) riscontrate nell’effettuazione dell’intervento. E’ la base di miglioramenti organizzativi a largo spettro. •Uniformare un gruppo sempre più ampio e vario (personale CATIS, AUSL di Bologna, Gettonisti, Convenzionato CRI Firenze, Convenzionato Casa di Cura Prof Nobili). •Discutere del piano formativo in atto e programmare nuove attività formative. Ogni riunione è totalmente organizzata (ordine del giorno, reclutamento docenti, preparazione materiale didattico, ecc…), dai Coordinatori GECAV, che a rotazione assumono questo impegno a garanzia di coinvolgimento dei vari enti che partecipano a questo incontro (AUSL di Bologna area Sud e Città, CATIS; CdC Prof Nobili, CRI Firenze). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 109 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena F. Formazione Specifica Sperimentale I. Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento Soccorso Elitrasportato in collaborazione con SAER 16 ore Badolo z z z sosta, calata, frazionamento 16 ore Pavullo overing calata e recupero con verricello Retraing Trimestrali Ambito Intervento scenari tipici SAER maxi emergenza gallerie ferroviarie e stradali F. I. La Formazione Specifica Sperimentale: E’ in sperimentazione, un progetto indirizzato all’addestramento di Infermieri appartenenti al GECAV sulle tematiche tipiche del Soccorso Alpino (SAER Soccorso Alpino Emilia Romagna). La formazione consta di 2 giornate propedeutiche presso la parete attrezzata di Badolo, in cui si imparano le tecniche alpinistiche di gestione sosta, calata e frazionamento e 2 giornate presso la postazione di Pavullo in cui si imparano le tecniche aeronautiche di sbarco in Overing e calata e recupero con Verricello. Tale formazione deve essere conservata da retraining a scadenze non superiori ai 3 mesi, da effettuarsi presso la postazione di Pavullo. Attualmente tale progetto ha portato alla formazione di 14 Infermieri, che periodicamente ruotano con funzione operativa nella postazione di Pavullo. Tale personale, già in possesso di esperienza e formazione specifica per Soccorso in Ambienti Confinati e Grandi Opere Pubbliche, potrebbe agire nelle Maxi Emergenza in Gallerie Ferroviarie o Stradali. A termine del corso, l’operatore è infatti in grado di essere trasportato velocemente sul luogo dell’evento (viadotti o imbocchi di galleria in zone difficilmente raggiungibili) e sbarcato nelle immediate vicinanze in maniera convenzionale o tramite verricello. A questo punto potrebbe offrire la propria esperienza specifica per esigenze tipiche del soccorso in ambiente confinato e/o grandi opere pubbliche. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 110 A cura del GECAV 3. Sicurezza Scena Sistema Integrato Soccorso Opere Modello Gestione Riorganizzazione F. Formazione Specifica Sperimentale Postazioni Target Sicurezza Intervento II. corso per Capo Turno su lavoro in quota DL 253/03 Funi Scuole Alpine Cimone F. II. La Formazione Specifica Sperimentale: E’ in sperimentazione dal 2008, la formazione ed addestramento per gli Infermieri di Auto Medica (Capoturno), in merito al lavoro in quota, secondo quanto indicato dal Decreto Legislativo 235/03 Funi e dal successivo Testo Unico (DL 9/4/208 n. 81 Salute e Sicurezza sul Lavoro). Tale formazione della durata di 40 ore (organizzato con una parte teorica di 16 ore ed una parte pratica di 24 ore, oltre alle prove di verifica scritta e pratica, ed assolve agli obblighi del Decr. Lgs. 235/03 - durata minima dei corsi di abilitazione 32 ore -), è tenuto da docenti della Scuola Guide Alpine Cimone e fornisce la preparazione necessaria alla gestione di lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi Tale corso, insieme a quelli tradizionali precedentemente descritti, forniscono agli operatori GECAV, una panoramica completa della gestione del soccorso su terreni in pendenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 111 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso 4. Intervento Sanitario 12 profili formativi differenti in base alla funzione svolta Opere Modello Gestione Riorganizzazione Postazioni Target Sicurezza Intervento BLSD o Retraining PBLSD o Retraining PTC Base o Retraining EMING (Emergenza in Gravidanza) MANO / RCP Avanzata TES (Tecniche Salvavita in Emergenza) GEM (Gestione Extraospedaliera Maxieemrgenza) PTC Avanzato o Retraining * ALS Esecutore o retraining * MDM (Medical Disater Management) ** * corsi per Capo Turno / Medico ** corsi per Coordinatore 4. Idoneo Intervento Sanitario: La continua specializzazione del nostro servizio, ha portato alla creazione di 12 profili formativi differenti in base alla funzione ricoperta dall’operatore distinti in: •Capo Turno: Infermiere in turno sulle Auto Mediche, che fa da tramite fra la Centrale Operativa del 118 di Bologna e la realtà operativa della propria zona di competenza. Questa figura ha una conoscenza approfondita dei mezzi e strutture disponibili sul proprio territorio ed è in grado di gestire ogni servizio sfruttando al meglio le risorse. Una particolare preparazione lo rende in grado di gestire la Sicurezza nelle operazioni di soccorso all’interno dei cantieri TAV e VAV. •Coordinatore e Guardia: Infermiere in grado di gestire problematiche di carattere organizzativo specifiche della realtà territoriale affidatagli. Figura con funzione di controllo sull’efficacia dei meccanismi di risposta alla chiamata (indispensabile, considerando, che negli ultimi mesi, si è modificato il sistema di allertamento dei mezzi). Questo operatore svolge corsi aggiuntivi quali MDM (Medical Disater Management) •Gettonista: E’ solitamente un dipendente AUSL di Bologna che effettua turni di lavoro aggiuntivo, rispetto al proprio orario e viene remunerato come se fosse in libera professione. Previa adeguata formazione è in grado di coprire turni in postazioni GECAV. Per questo tipo di operatore si scelgono postazioni, ormai “stabili”, in cui la sperimentazione passata, ha portato ad un modello operativo ormai consolidato, normato da procedure. Questo strumento fornisce forte flessibilità al servizio e garantisce personale altamente professionale. A questi operatori viene garantita la sola formazione specifica inerente le attività lavorative GECAV (vedi diapositive precedenti) •Medico: oltre ai corsi elencati in precedenza svolge il PTC Avanzato, ALS Esecutore e/o corsi di particolare rilevanza quali ATLS, PALS, ecc… •Infermieri ed Autisti appartenenti al servizio di Emergenza Territoriale AUSL di Bologna area Sud ai quali vengono garantiti corsi quali BLSD (Basic Life Support Defibrillation), PBLSD (Pediatric Life Supporrt Early Defibrillation), PTC di Base (Prehospital trauma care) e successivi retraining •Infermieri ed Autisti convenzionati ai quali viene garantito un iter formativo del tutto analogo a quello del personale GECAV Tali profili, prevedono una formazione specifica, già dettagliata nelle precedenti diapositive ed una formazione di carattere sanitario schematizzata sopra. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 112 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Riorganizzazione 118 Formazione GECAV - 2005 Opere Modello Gestione Riorganizzazione 118 273 corsi di cui: 100 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 150 operatori GECAV 24 su problematiche NBCR, dedicati a 100 operatori 118 Emilia Romagna 12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 50 operatori GECAV 50 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale SET USL Bologna 30 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari convenzionati 10 sulla sicurezza ambienti di lavoro, dedicati a 40 operatori in libera professione (Gettonisti) 11 pubblicati sul Catalogo 2005 10 destinati a personale proveniente da altre USL 26 Moduli formativi sul Primo Soccorso dedicati a 160 Sicuristi Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al fine di garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel 2005 sono stati eseguiti 273 corsi di cui: •100 orientati alla formazione di circa 150 operatori su tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la Variante di Valico e i gettonisti); •24 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai vari sistemi 118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo dei respiratori per gli interventi in ambienti con carenza di area respirabile; •12 orientati alla formazione di circa 50 operatori su tematiche sanitarie avanzate, quali Gestione Vie Aeree,Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato, ICLS; •50 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) dedicati a tutto il personale SET (Servizio di Emergenza Territoriale) dell’area sud dell’Azienda USL; •30 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) e di gestione della sicurezza, dedicati ai volontari convenzionati per il soccorso; •10 orientati alla formazione di circa 40 operatori in libera professione (Gettonsti) su tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (Conoscenza delle postazioni e cantieri di riferimento, Addestramento all’utilizzo di DPI di Terza Categoria, Simulazioni in Galleria); •11 pubblicati sul Catalogo delle Offerte Formative USL di Bologna anno 2005 (BLSD, PBLS; Gestione Vie Aeree, ALS, Emergenza in Sicurezza); •10 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con la Ditta Ferno Italia. •26 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 106 Sicuristi (operai TAV e VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie) ed aggiornare 56 Sicuristi già formati Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 113 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Riorganizzazione 118 Formazione GECAV - 2006 Opere Modello Gestione Riorganizzazione 118 229 corsi di cui: 100 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 150 operatori GECAV 24 su problematiche NBCR, dedicati a 100 operatori 118 Emilia Romagna 12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 50 operatori GECAV 50 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale SET AUSL Bologna 30 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari convenzionati 10 in collaborazione con Ditta Ferno, utilizzo Presidi Immobilizzazione e Trasporto 3 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 17 Sicuristi Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al fine di garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel 2006 sono stati eseguiti 229 corsi di cui: •100 orientati alla formazione di circa 150 operatori su tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la Variante di Valico e i gettonisti); •24 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai vari sistemi 118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo dei respiratori per gli interventi in ambienti con carenza di area respirabile; •12 orientati alla formazione di circa 50 operatori su tematiche sanitarie avanzate, quali Gestione Vie Aeree,Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato, ICLS; •50 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) dedicati a tutto il personale SET (Servizio di Emergenza Territoriale) dell’area sud dell’Azienda USL; •30 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) e di gestione della sicurezza, dedicati ai volontari convenzionati per il soccorso; •10 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con la Ditta Ferno Italia. •3 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 17 Sicuristi (operai TAV e VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 114 A cura del GECAV Sistema Integrato Soccorso Riorganizzazione 118 Formazione GECAV - 2007 Opere Modello Gestione Riorganizzazione 118 230 corsi di cui: 45 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 80 operatori GECAV 12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 30 operatori GECAV 52 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale SET AUSL Bologna 13 sulla sicurezza ambienti di lavoro, dedicati a 40 operatori in libera professione (Gettonisti) 23 su manovre sanitarie di base, commissionati dal Dipartimento Medico area SATeR 8 pubblicati sul Catalogo 2007 3 destinati a personale proveniente da altre USL 9 su problematiche NBCR, dedicati a 36 operatori 118 Emilia Romagna 41 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari convenzionati 24 moduli formativi sul Primo Soccorso (16 ore), dedicati a 125 Sicuristi neo formati e 105 aggiornati Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al fine di garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel 2007 si sono eseguiti 230 corsi di cui: •45 orientati alla formazione di circa 80 operatori su tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la Variante di Valico e i gettonisti); •12 orientati alla formazione di circa 30 operatori su tematiche sanitarie avanzate, quali Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato, ILS; •52 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLSD, PTC base; Formazione sui protocolli assistenziali) dedicati a tutto il personale SET (Servizio di Emergenza Territoriale) dell’area sud dell’Azienda USL; •13 orientati alla formazione di circa 50 operatori in libera professione (Gettonisti) su tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (Conoscenza delle postazioni e cantieri di riferimento, Addestramento all’utilizzo di DPI di Terza Categoria, Simulazioni in Galleria); •23 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD e Retraining, PBLSD, Gestione vie Aeree), commissionato dal dipartimento medico ed indirizzato alla formazione di 20 operatori SATeR; •8 pubblicati sul Catalogo delle Offerte Formative USL di Bologna anno 2007 (BLSD, PBLSD; STR, ALS); •9 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai vari sistemi 118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo dei respiratori per gli interventi in ambienti con carenza di area respirabile; •3 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con la Ditta Ferno Italia; •41 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLSD, PTC base, EMING) e di gestione della sicurezza (Sicurezza in operazioni con Elisoccorso, LISA), dedicati ai volontari convenzionati per il soccorso; •24 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 125 Sicuristi (operai TAV e VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie) ed aggiornare 105 Sicuristi già formati. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 115 A cura del GECAV Normativa Antinfortunistica Normativa Antinfortunistica Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attività Rischi Misure Cautelative Formazione Attori Prevenzione In questo capitolo facciamo alcune considerazioni riguardo la necessaria prevenzione degli infortuni e malattie professionali negli ambienti lavorativi. Si introducono dati relativi agli infortuni del personale impegnato nel soccorso e si specificano le cause che hanno indotto il rinnovamento della legislazione in merito alla sicurezza e salute sull’ambiente di lavoro. Si parla della catena della sicurezza del soccorritore impegnato nei cantieri delle grandi opere pubbliche per poi indicare e specificare quali sono gli attori interessati nella prevenzione degli infortuni e malattie professionali. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 116 A cura del GECAV Normativa AI Infortuni Personale Soccorso Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attori Prevenzione Ad ogni Intervento, gli operatori dell’Emergenza Sanitaria sono esposti a dei RISCHI Il Soccorso Sanitario Extraospedaliero, comporta dei rischi per gli operatori. Qualsiasi manovra (anche la più banale), nasconde infatti un rischio intrinseco. E’ indispensabile essere consapevoli di questo fenomeno, per poter attuare tutte quelle misure in grado di ridurre il rischio lavorativo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 117 A cura del GECAV Normativa AI Infortuni Personale Soccorso Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attori Prevenzione I dati elaborati da INPS, MLLP, ISTAT, riguardanti gli infortuni in cui sono stati coinvolti a vario titolo dei soccorritori sono ALLARMANTI I dati elaborati da INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), MLLP ed ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), riguardanti gli infortuni in cui sono stati coinvolti a vario titolo dei soccorritori sono allarmanti. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 118 A cura del GECAV Normativa AI Infortuni Personale Soccorso Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Nel Periodo 1991-1995 Attori Prevenzione Sono stati coinvolti in incidenti stradali durante le fasi del Soccorso 8671 Mezzi 108 deceduti (vittime e soccorritori) 10772 feriti Nel periodo compreso fra il 1991 ed il 1995, sono stati coinvolti in incidenti stradali, avvenuti durante le fasi del soccorso, 8671 mezzi causando 10772 feriti e 108 deceduti. Questi dati riguardano diversi enti implicati nel soccorso (118, 115, 113, ecc…), ma indicano un evidente nesso di causa-effetto (attività del soccorsoinfortunio),che riguarda gli operatori impegnati nel soccorso stradale. Purtroppo, l’entità di questo rischio è confermato anche dai dati raccolti nel quinquennio 1996-2000. E’ evidente la necessità di intervenire preventivamente su questo tipo di infortunio. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 119 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Le principali normative sulla sicurezza ed igiene del lavoro prima del D.Lgs 626/94 Attori Prevenzione DPR 547/55 norme per la prevenzione degli infortuni DPR 303/56 norme generali per l’igiene del lavoro DPR 164/56 norme per la prevenzione degli infortuni in edilizia Già dalla carta costituzionale, fino ad arrivare alla legislazione degli anni 50, veniva imposto ai datori di lavoro, dirigenti e preposti il compito di: •attuare le misure previste nei decreti •rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici a cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali ed i modi di prevenire i danni derivanti dai rischi predetti •fornire ai lavoratori i necessari mezzi di protezione •disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le misure ed usino i mezzi di protezione Il lavoratore veniva quindi considerato un semplice recettore passivo di messaggi; questi ultimi, inoltre non calibrati rispetto alla specifiche situazioni di rischio. Inoltre, la legislazione degli anni 50, non considerava in l’organizzazione lavorativa come possibile causa di infortunio. modo sensibile La nuova normativa rappresenta una svolta importante sul piano culturale ed organizzativo, stabilendo che la salute sul lavoro non è garantita solamente dall’applicazione di un insieme di regole, ma deve far parte della pianificazione aziendale. Deve in altre parole, entrare a far parte del sistema di qualità attraverso una serie di azioni programmate. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 120 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Rinnovamento Legislativo: Perché Attori Prevenzione lo richiede il sistema economico europeo, imperniato su di una pari competitività delle aziende che non pregiudichi in alcun modo la salute e la sicurezza sul lavoro Per le aziende, l’adeguamento al D.Lgs. 626/94, comporta non solo l’adempimento di una serie di obblighi burocratici, ma costituisce un’opportunità di sviluppo e valorizzazione delle prestazione delle imprese. Infatti, la diminuzione degli infortuni e dei fattori di rischio nel luogo di lavoro, migliora il rendimento economico, la produttività del singolo operatore e più in generale permette l’ottimizzazione del processo produttivo. Il D.Lgs 626/94 è stato più volte aggiornato, le prime modifiche sono state introdotte dal D.Lgs 242/96 e dal D.Lgs 25/02. Di seguito, per brevità, si indicherà D.Lgs 626/94 anziché D.Lgs 626/94 e successive modifiche ed integrazioni. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 121 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Rinnovamento Legislativo: Perché Attori Prevenzione ogni anno in Italia si verificano ancora 1.200.000 infortuni e 50.000 nuove malattie professionali (costi aziendali/sociali: 27000 milioni di Euro) Il rinnovamento legislativo degli anni 90, è risultato indispensabile, perché le norme degli anni 50, da sole, non sono più in grado di incidere su infortuni e malattie professionali. Ogni anno in Italia si verificano ancora 1.200.000 infortuni e 50.000 nuove malattie professionali (costi aziendali/sociali: 53.000 miliardi di lire, pari a 27000 milioni di Euro). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 122 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Rinnovamento Legislativo: Perché Attori Prevenzione le cause di infortunio non si identificano solo in errori umani o in inconvenienti tecnici o in deficienze strutturali Il D.Lgs. 626/94, afferma il principio, secondo cui, deve essere perseguita la massima sicurezza possibile per i lavoratori, compatibilmente ai vincoli di natura tecnica, vigenti nel momento in cui viene effettuata la valutazione dei rischi. In altre parole, il D.Lgs. 626/94, demanda alle norme di natura tecnica, la scelta ed utilizzo di tecnologie e mezzi in grado di ridurre o eliminare i rischi residui nelle lavorazioni (es. decreto n 487 del 20/11/97, recante la normativa tecnica e amministrativa relativa alle autoambulanze di soccorso per emergenze speciali). Come punto cardine, considera la necessità di agire sulla formazione ed informazione al lavoratore, nonché sulla organizzazione del lavoro, come strumenti in grado di ridurre ulteriormente la possibilità del verificarsi di eventi pericolosi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 123 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attori Prevenzione Rinnovamento Legislativo: Perché molti gravi infortuni sono conseguenti a problematiche dell’organizzazione del lavoro La filosofia espressa dal D.Lgs. 626/94 prende in considerazione gli aspetti tecnici ed organizzativi, come metodo per governare i rischi residui a cui sono soggetti i lavoratori. La complessa articolazione che caratterizza il rapporto fra il lavoratore e l’organizzazione in cui è inserito, possono creare barriere psicologiche che compromettono la sicurezza sul lavoro. E’ quindi indispensabile, che l’organizzazione del lavoro, preveda autonomia dell’operatore e lo indirizzi allo svolgimento della propria mansione, secondo criteri chiari, efficaci e sicuri (vedi procedure operative). Infatti, se una persona svolge un lavoro che ha un senso, un inizio e una fine, può continuamente imparare da ciò che fa, accrescendo progressivamente le proprie esperienze e la propria professionalità; se invece il lavoro è composto solo da compiti, senza alcuna percezione del risultato finale, determina sicuramente comportamenti sbagliati. L’organizzazione del lavoro deve essere stabilita in armonia con RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), che in questo caso, rappresenta il tramite fra operatore e datore di lavoro. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 124 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Le principali normative introdotte con il recepimento delle Direttive CEE negli anni 90: Attori Prevenzione D.Lgs. 626/94 attuazione direttiva CEE su sicurezza e salute dei lavoratori D.Lgs. 494/96 attuazione direttiva CEE su sicurezza dei lavoratori nei cantieri Il decreto legislativo 626/94, assegna un ruolo di primo piano ai processi informativo e formativo, che assurgono da semplici sussidi dell’attività prevenzionale, come era in genere nella legislazione precedente, ad elementi essenziali e basilari dell’impegno contro gli infortuni e le malattie professionali, tanto è vero che vengono collocati tra le misure generali di tutela (art. 3, lett. S). Grandissima rilevanza, inoltre, ha nel D.Lgs. 626/94 la fitta rete di scambio di notizie, informazioni, contenuti concettuali fra i vari soggetti attori del processo di prevenzione (datore di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e singoli lavoratori, medico competente, addetti al servizio di emergenza, evacuazione e pronto soccorso, organi di vigilanza, organismi pubblici deputati all’informazione, assistenza, consulenza, ecc…). Solo un modo corretto, tempestivo ed esaudiente di trasmettere e ricevere informazioni, cioè di comunicare tra le parti, opportunamente formate, potrà dare piena applicazione a quanto la norma prescrive. Il decreto legislativo 494/96 prescrive misure di sicurezza per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili e cioè nei luoghi dove si svolgono lavori edili o di genio civile. Si ricorda che in questi luoghi di lavoro, oltre alle disposizioni specifiche contenute nel D.Lgs 494/96, si applicano anche le disposizioni legislative in materia di igiene e sicurezza del lavoro, fra cui il D.Lgs 626/94. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 125 A cura del GECAV Normativa AI Rinnovamento Legislativo Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza D.Lgs. 626/94 art. 3 Misure Generali di Tutela: Attori Prevenzione valutare i rischi eliminare o ridurre al minimo i rischi ridurre i rischi alla fonte sostituire ciò che è pericoloso con ciò che lo è meno privilegiare la protezione collettiva predisporre procedure di emergenza rispettare i requisiti ergonomici La valutazione del rischio, così come prevista del D. L.gs. 626/94, va intesa come l’insieme di tutte quelle azioni conoscitive e operative, che devono essere attuate per addivenire a una Stima del Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale, in relazione allo svolgimento delle lavorazioni. La valutazione del Rischio è pertanto una operazione complessa che richiede, necessariamente, per ogni ambiente o mansione di lavoro considerati, una serie di attività, successive e conseguenti tra loro, che dovranno prevedere: •l’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo. In tale fase è determinante la partecipazione dei lavoratori e il loro coinvolgimento nella ricerca di tutte le potenziali sorgenti di rischio eventualmente presenti nell’intero ciclo lavorativo e/o delle attività svolte. •l’individuazione dei conseguenti potenziali rischi di esposizione in relazione allo svolgimento delle lavorazioni. Si deve individuare e gestire ogni rischio ed ogni esposizione per la quale le misure tecniche,organizzative e le cautele operative non consentono di eliminare il rischio. Il rischio in essere dopo l’applicazione di tali misure e cautele prende il nome di “Rischio Residuo”. •la stima dell’entità dei rischi di esposizione connessi con le situazioni di interesse prevenzionistico individuate. Tale processo di valutazione deve portare, per ogni ambiente di lavoro o attività considerati, ai seguenti risultati: assenza di rischio di esposizione; presenza di esposizione controllata entro i limiti di accettabilità previsti dalla normativa, presenza di un rischio di esposizione. Nel primo caso non sussistono problemi connessi con lo svolgimento delle lavorazioni. Nel secondo caso la situazione deve essere mantenuta sotto controllo periodico. Nel terzo caso si dovranno attuare i necessari interventi di prevenzione e protezione secondo la scala di priorità prevista dal Decreto Legislativo n° 626/94. Per calcolare le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio, si devono determinare le conseguenze dell’esposizione ad ogni fattore di rischio, stimando nel contempo la probabilità di accadimento di danni (lesioni, disturbi, patologie). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 126 A cura del GECAV Normativa AI Infortuni Personale di Soccorso Catena della Sicurezza Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attività Rischi Misure Cautelative Formazione Attori Prevenzione del Soccorritore Le attività svolte dal servizio d’emergenza sono soggette a rischi che possono essere di natura diversa e richiedono l’adozione di misure preventive complesse e diversificate. Le tappe più significative per l’eliminazione / riduzione dei rischi sono: • identificazione delle attività • valutazione dei rischi • adozione di Misure Cautelative • formazione ed informazione Il sistema rappresentato in figura riassume i concetti essenziali espressi dal D.Lgs 626/94 in tema di prevenzione e protezione dai rischi ambientali, ossia dai rischi associati all’ambiente in cui il lavoro viene svolto, indipendentemente dal ruolo del lavoratore. Ogni componente della “catena” deve essere analizzato in modo approfondito per il raggiungimento degli obiettivi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 127 A cura del GECAV Normativa AI Attività Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Le attività svolte dal servizio d’emergenza sono suddivise in quattro grandi capitoli: 1. 2. 3. 4. Attività Attori Prevenzione Soccorso extraospedaliero Attività di primo intervento intraospedaliero Formazione ed informazione Altre attività L’individuazione delle attività è il primo passo per il riconoscimento dei Rischi Lavorativi Soccorso extraospedaliero Le attività del servizio extraospedaliero sono riconducibili essenzialmente a: •raggiungere il luogo in cui si trova l’infortunato •valutare l’evento •trattare dell’infortunato identifiacandone le necessità assistenziale •trasportare l’infortunato all’ospedale di afferenza/competenza Ad ogni attività sanitaria è connesso il rischio legato all’ambiente in cui si opera e alle manovre stesse sull’infortunato. Soccorso intraospedaliero: A questo paragrafo fanno capo tutte le attività che ciascun operatore deve svolgere all’interno dell’ospedale o della infermeria. Le attività e rischi correlati non saranno presi in considerazione in questo manuale in quanto non strettamente legati alla tipologia del servizio. Formazione ed informazione: L’attività di formazione ed informazione prevista dal D.Lgs 626/94, viene contemplata in questo manuale in quanto parte integrante del sistema di sicurezza. La formazione è rivolta agli operatori del sistema di soccorso (formazione interna) e agli enti che possono interagire con il sistema (formazione esterna) Altre attività: In un sistema di soccorso sanitario sono presenti altre attività non strettamente legate alla funzione del sistema stesso quali: Gestione mezzi sanitari e non sanitari. Realizzazione di stradari. Cambio bombole O2. Ricarica bombole aria. Gestione e manutenzione aria per autorespiratori a ciclo aperto e ciclo chiuso. Pulizia area addestramento. Organizzazione della formazione, ecc… Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 128 A cura del GECAV Normativa AI Attività Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attività Attori Prevenzione 1. Le attività del Soccorso Extraospedaliero : Guida del Mezzo Soccorso in Abitazioni Soccorso in Strada Soccorso in Cantieri Edili Soccorso in Aziende Agricole Soccorso in Terreni in Pendenza Soccorso in Ambienti Confinati Soccorso in Industrie Soccorso in Torrenti Attività tipiche del GECAV, in ordine di incidenza decrescente: •Guida del Mezzo •Soccorso in Abitazioni •Soccorso in Strada •Soccorso in Cantieri Edili •Soccorso in Aziende Agricole •Soccorso in Terreni in Pendenza •Soccorso in Ambienti Confinati •Soccorso in Industrie •Soccorso in Torrenti Questa sezione, esamina in dettaglio l’attività di Soccorso in Cantieri Edili (Grandi Opere Pubbliche). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 129 A cura del GECAV Normativa AI Attività Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Nel settore dell’edilizia, alla costruzione delle Grandi Opere Pubbliche sono associati Attività Attori Prevenzione Il 10% dei lavoratori impiegati 15% di infortuni 30% di infortuni mortali z Dati CEE 1992 Nelle grandi opere pubbliche, cantieri di grosse dimensioni, che portano alla costruzione di grandi opere, come: •ferrovia per il treno Alta Velocità (di seguito indicato per brevità AV) •potenziamento del tratto fra Bologna e Firenze dell’autostrada A1, di seguito chiamato VAV (Variante Autostradale di Valico) il fenomeno infortunistico, già di per se elevato, è complicato dalla molteplicità di imprese che vi operano contemporaneamente (appalti, affidi, subappalti, ecc…). Allo scopo di evidenziare l’entità di tale problema, si può considerare un dato molto interessante. Le grandi opere pubbliche occupano il 10% dei lavoratori complessivi, in esse si verificano il 15% degli infortuni e il 30% degli infortuni con esito mortale. Questo dato fa riflettere sulla criticità di questa attività lavorativa, che a fronte di un numero relativamente basso di operatori, manifesta una percentuale di infortuni, fra cui si evidenziano quelli mortali, molto alta. Per ridurre i rischi, è fondamentale lo scambio reciproco di informazioni fra responsabili della sicurezza, progettisti, costruttori, ecc…. delle varie imprese coinvolte nelle lavorazioni. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 130 A cura del GECAV Normativa AI Infortuni Personale di Soccorso Attività Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attività studiate e catalogate insieme al Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale della AUSL di Bologna area Sud Attività Attori Prevenzione Il GECAV ha dato maggior rilievo ad attività UNICHE e ad ALTO RISCHIO quali: Soccorso Pubbliche in Grandi Opere Le attività del GECAV sono state studiate e catalogate dagli operatori del soccorso insieme al Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale (SPPA) della AUSL di Bologna area Sud. Il GECAV ha indicato come priorità gli interventi nelle attività uniche e ad alto danno potenziale svolte nell’ambiente del : •Soccorso in Grandi Opere Pubbliche Questo tipo di attività, relativa al soccorso nei cantieri per la realizzazione della Linea Alta Velocità, è infatti caratterizzato da: •unicità (gli scenari possibili sono fortemente caratteristici) •bassa incidenza (numero basso di interventi di soccorso) •alta lesività (esposizione ai rischi tipici delle lavorazioni in grandi cantieri) •alta specializzazione (Misure di Sicurezza e Procedure di Accesso ed Intervento Specifiche a cui attenersi) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 131 A cura del GECAV Normativa AI Rischi Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo La Piramide degli Infortuni Catena Sicurezza Rischi Attori Prevenzione Infortunio Grave o Mortale Infortunio Lieve Infortunio Mancato Azioni Comportamenti Pericolosi Questa immagine rappresenta graficamente la gamma degli eventi dannosi o potenzialmente dannosi.. A fronte di una serie innumerevole di Azioni-comportamenti pericolosi, vi è un numero minore di Infortuni Mancati ed uno ancora minore di infortuni Lievi. Solo pochi comportamenti pericolosi, determinano infortuni gravi o mortali. Ne deriva, che per ridurre gli infortuni (lievi, gravi o mortali), è necessario lavorare sulla base della piramide e quindi ridurre il numero di comportamenti pericolosi. Riducendo, il numero di azioni pericolose, si ha una riduzione degli infortuni lavorativi di ogni entità (lieve, grave o mortale). Questo obiettivo, lo si persegue, tra l’altro, attuando le misure generali di tutela della salute, dettate dal D.Lgs. 626/94. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 132 A cura del GECAV Normativa AI Rischi Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Rischi La valutazione dei rischi è il passo preliminare per arrivare alla successiva fase di individuazione delle misure di protezione/prevenzione Attori Prevenzione Ogni attività svolta dal servizio di soccorso sanitario è soggetta ad un : Rischio legato a manovre sull’infortunato Rischio legato all’ambiente in cui si opera La valutazione dei rischi è il passo iniziale per arrivare a tutta la successiva fase di individuazione delle misure per ridurre i rischi stessi, che possono essere di prevenzione e protezione. Possiamo quindi affermare che la valutazione dei rischi rappresenta il punto critico di tutto il processo prevenzionale. Vista la molteplicità delle attività svolte dal servizio di soccorso sanitario si è dovuto procedere adottando metodi di valutazione dei rischi ad ampio spettro. Ogni attività svolta dal servizio di soccorso è soggetta ad un Rischio legato a manovre sull’infortunato Rischio legato all’ambiente in cui si opera In questo capitolo, ci interessiamo dei Rischi legati all’ambiente in cui si opera, prendendo in esame l’ambiente identificato come più critico e descritto in precedenza come cantiere per la costruzione della linea ferroviaria dell’Alta Velocità. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 133 A cura del GECAV Normativa AI Rischi Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Fattori che incidono sulla Sicurezza delle Persone: Rischi Attori Prevenzione modalità costruttive aspetti chimici-fisici dell’ambiente di lavoro organizzative delle macchine aspetti biologici dell’organizzazione del lavoro: turni di lavoro, cicli di lavoro aspetti fisiologici: età, salute, ecc. aspetti psicologici e ideologici: posizione nei confronti del lavoro, rapporto con i colleghi,ecc. I Rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie: 1. Rischi di natura Infortunistica. I Rischi per la Sicurezza, sono quelli responsabili del verificarsi di incidenti o infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno gravi) subite dalle persone addette alle varie attività lavorative in conseguenza di un impatto fisico-traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, etc.). Le cause di tali rischi sono da ricercare, almeno nella maggioranza dei casi, in un inidoneo assetto delle caratteristiche di sicurezza inerenti l’ambiente di lavoro, le macchine e/o le apparecchiature utilizzate, le modalità operative, l’organizzazione del lavoro, etc. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o protezione nei confronti di tali tipi di rischi deve mirare alla ricerca di un idoneo equilibrio bio-meccanico tra uomo e struttura, macchina, impianto sulla base dei più moderni concetti ergonomici. 2. Rischi di natura igienico-ambientale. I Rischi per la Salute, sono dovuti a fattori che compromettono l’equilibrio biologico del personale addetto a operazioni che comportano l’emissione nell’ambiente di lavoro di agenti di natura chimica, fisica o biologica, a cui è esposto il personale addetto. Le cause di tali rischi sono da imputare alla presenza di non idonee condizioni igienico-ambientali, dovute alla presenza di fattori di rischio generati dalle lavorazioni e da modalità operative non corrette. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio, deve mirare alla ricerca di un equilibrio bio-ambientale tra uomo e ambiente di lavoro. 3. Rischi Trasversali: dovuti a Organizzazione del lavoro, fattori psicologici, fattori ergonomici, condizioni lavorative difficili. Tali rischi sono individuabili all’interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra operatore e organizzazione del lavoro in cui è inserito. Il rapporto in parola è peraltro immerso in un quadro di compatibilità e interazioni che è, oltre che ergonomico, anche psicologico e organizzativo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 134 A cura del GECAV Normativa AI Misure Cautelative Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Le misure cautelative dal pericolo possono essere di Prevenzione Misure Cautelative Attori Prevenzione Eliminazione del rischio quando possibile e/o Protezione Riduzione / Eliminazione del Rischio Residuo tramite DPI e/o Procedure operative Le misure cautelative dal pericolo possono essere di Prevenzione e quindi portare alla Eliminazione del rischio (intervento sempre da perseguire) e/o di Protezione e quindi portare alla Riduzione del Rischio Residuo tramite utilizzo di DPI e/o adozione di Procedure operative. Da ricordare inoltre che, alla protezione individuale è sempre da preferire quella collettiva. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 135 A cura del GECAV Normativa AI Informazione Formazione Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Formazione E’ prevista dal D.L. 626/94 e successive modifiche, da direttive CEE Deve essere il COLLANTE fra gli anelli componenti la Catena della Sicurezza del Soccorritore Attori Prevenzione Ogni operatore deve conoscere le attività, i rischi e le misure cautelative adottate nel proprio servizio Ogni operatore deve essere adeguatamente formato riguardo i comportamenti, le procedure ed i DPI adottati Deve essere in grado di investire il campo cognitivo, psicomotorio ed emozionale dell’operatore. L’attività di soccorso sanitario deve prevedere un ampio campo di intervento: sono numerosi gli scenari in cui ciascun operatore dell’emergenza è tenuto ad intervenire. La preparazione sanitaria e assistenziale è fondamentale per garantire efficacia al servizio, ma da sola non basta; è infatti, importante la sicurezza degli operatori e dell’infortunato coinvolto. L’applicazione di procedure e l’impiego strumenti di sicurezza è divenuta una necessità a tutela degli operatori. Il Decreto Legislativo 626/94 e numerose direttive CEE forniscono le basi per un reale miglioramento della gestione dei rischi negli ambienti di lavoro. Il D.Lgs 626/94, rappresenta una svolta importante sul piano culturale ed organizzativo, dà valore all’aspetto della sicurezza e attribuendo ad essa notevole rilevanza nella pianificazione aziendale. L’applicazione della normativa rivolta al miglioramento della sicurezza permette la diminuzione degli infortuni e dei fattori di rischio aumentando di conseguenza l’ottimizzazione del soccorso sanitario. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 136 A cura del GECAV Normative AI Informazione Formazione Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Ogni Operatore deve conoscere Formazione Attori Prevenzione i rischi connessi all’attività misure di protezione e prevenzione i comportamenti, le procedure, i DPI I criteri per la valutazione della qualità della Formazione e per la prevenzione di incidenti sul lavoro, possono essere riassunti in 6 punti: Conformità: rispetto delle specifiche, dei vincoli e degli standard -professionali, organizzativi, metodologici, economici, ecc…- fissati dagli enti coordinatori dell’iniziativa formativa, ovvero contenuti in norme legislative e/o regolamentari nazionali e/o internazionali. Pertinenza: capacità dell’intervento formativo di agire in termini risolutivi nei confronti del problema professionale/prevenzionale di riferimento. Coerenza: adeguatezza metodologica, tecnica e logica della concatenazione delle scelte progettuali, organizzative ed operative poste in essere in rapporto agli obiettivi attesi. Opportunità: adeguatezza e tempestività delle decisioni prese rispetto alle esigenze di consolidamento e capitalizzazione delle competenze da parte dei destinatari della formazione e dello stesso sistema organizzativo-cliente in materia di sicurezza sul lavoro. Più precisamente, tale criterio indica se e in che misura le scelte progettuali risultano congruenti con l’esigenza che le previste competenze di ruolo siano non solo acquisite in maniera compiuta e tempestiva, rispetto alle urgenze del contesto lavorativo, ma anche appropriatamente mantenute, approfondite e aggiornate nel tempo. Efficacia: capacità dell’intervento di produrre i risultati didattici e prevenzionali prefissati - cambiamenti indotti nei formati dall’azione formativa sotto il profilo del comportamento per la prevenzione degli infortuni e sicurezza in situazione di lavoro. Efficienza: capacità di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili e di combattere i costi della “non qualità” interni al progetto. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 137 A cura del GECAV Normativa AI Informazione Formazione Infortuni Personale di Soccorso Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza lnformazione, formazione e addestramento mirano all’apprendimento e alla conservazione di abilità Formazione Attori Prevenzione Investire delle risorse nella formazione incide nella riduzione degli infortuni Per avere dai percorsi formativi una ricaduta reale nel miglioramento della sicurezza sul lavoro e, di riflesso, sulla diminuzione degli infortuni e delle tecnopatie nonché dei pesantissimi costi umani e sociali ad essi connessi, si dovrà rispettare già nella progettazione didattica, la successione delle fasi del corretto itinerario formativo. E’ indispensabile la valutazione dei risultati dell’intervento didattico, attraverso le differenti tipologie di verifica. Altrettanto proficuo è l’utilizzo di una metodologia didattica essenzialmente attiva, con l’impiego delle tecniche del lavoro di gruppo, simulazioni, role playing, creazione di casi, al fine di sviluppare al massimo la capacità di apprendimento degli utenti e i processi interattivi di analisi e sintesi. In conclusione l’intervento formativo, se ben progettato, riuscirà a far raggiungere quella che, secondo gli esperti, è la finalità precipua del processo didattico, cioè l’acquisizione di informazione, concetti, compiti, competenze e comportamenti, in maniera, come sottolineano gli addetti ai lavori, stabile, critica, operativa e verificata. La ricerca di strumenti, metodologie, tecniche che permettano il raggiungimento dell’obiettivo informativo-formativo prefissato richiede investimenti aziendali adeguati. In completa coerenza con ciò che è scritto sul D.Lgs 626/94, INAIL, tramite il D.Lgs 38/2000, vuole sostenere: •programmi di adeguamento delle strutture e dell’organizzazione alle normative di sicurezza ed igiene sul lavoro •progetti per favorire l’applicazione degli articoli 21 e 22 del D.Lgs 626/94, anche tramite la produzione di strumenti e prodotti informatici, multimediali,ecc… nell’ottica di investire delle risorse nella formazione, allo scopo di ridurre gli infortuni. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 138 A cura del GECAV Normativa AI Attori Prevenzione Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza I Principali attori della Prevenzione. D.Lgs 626/94 Attori Prevenzione datore di lavoro dirigenti e preposti servizio di prevenzione e protezione aziendale (SPPA) medico competente rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) lavoratori Datore di lavoro: qualsiasi persona fisica o giuridica o soggetto pubblico che sia titolare di un rapporto di lavoro con il lavoratore e abbia la responsabilità dell’impresa e/o dello stabilimento (art. 2) Servizio di prevenzione e protezione aziendale (SPPA): E' organizzato dal datore di lavoro, secondo tre modalità: Interno, con propri dipendenti: è obbligatorio per le aziende con più di 200 dipendenti, le industrie estrattive con più di 50 dipendenti e altre specificate; Esterno, attraverso convenzioni con persone o servizi esterni in possesso delle conoscenze professionali necessarie; In prima persona dal datore di lavoro, nelle aziende con meno di 30 dipendenti e altre specificate, ma non nelle industrie estrattive. I compiti del SPPA (art.9) sono di individuare i fattori di rischio e le misure per la sicurezza e la salubrità, elaborare le misure preventive e protettive e le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali, proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori, partecipare alle consultazioni, fornire ai lavoratori le informazioni (art.21/616). Medico competente: E' persona di fiducia del datore di lavoro, può essere dipendente del datore di lavoro; libero professionista a convenzione; dipendente da una struttura esterna pubblica (ma non operante nei Servizi PISLL della AUSL) o privata convenzionata con l'imprenditore. (art.2 lettera d/626). Il medico competente ha l'obbligo di effettuare un sopralluogo negli ambienti di lavoro almeno due volte l'anno insieme al Servizio Aziendale di Prevenzione e Protezione (SPPA), collabora con il datore di lavoro e il SPPA per lo studio e la definizione dei rischi, delle soluzioni e delle precauzioni da adottare, informa il singolo e la collettività dei lavoratori sui risultati della sorveglianza sanitaria, rilascia copia dei risultati degli accertamenti sanitari, tiene e aggiorna la cartella sanitaria e di rischio, informa i lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari, esprime un giudizio sulla inidoneità parziale o totale del lavoratore (Art.17/626). Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: Accede ai luoghi di lavoro; è consultato preventivamente e tempestivamente in merito alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'azienda; è consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori; è consultato in merito all'organizzazione della formazione di cui all'art.22, comma 5; riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali; riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; riceve una formazione adeguata, comunque non inferiore a quella prevista dall'art.22; promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori; formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti; partecipa alla riunione periodica di cui all'art.11; fa proposte in merito all'attività di prevenzione; avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. Il rappresentante per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi necessari per l'esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 139 A cura del GECAV Normativa AI Attori Prevenzione I Principali attori della Prevenzione D.Lgs 494/96 Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attori Prevenzione committente e/o responsabile dei lavori coordinatore in fase di progettazione coordinatore in fase di esecuzione Committente: il soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione; nel caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto. Responsabile dei lavori: soggetto incaricato dal committente che si assume gli obblighi in materia di igiene e sicurezza, altrimenti in carico al committente stesso. Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell'opera, di seguito denominato coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti previsti all'art. 4 del D.Lgs 494/96. Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera di seguito denominato coordinatore per l'esecuzione dei lavori:soggetto diverso dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice incaricato dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti previsti dall'art. 5. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 140 A cura del GECAV Normativa AI Attori Prevenzione Documento di Valutazione dei Rischi D.Lgs 626/94 Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Attori Prevenzione Piano di sicurezza e coordinamento (D.Lgs 494/96) Piano operativo di Sicurezza (D.Lgs 494/96) L’attività di informazione e formazione dei lavoratori contenuta nel Piano di Sicurezza e Coordinamento riguarda principalmente i rischi per la salute e la sicurezza relativi all’attività svolta nel cantiere. Informazione e formazione riguardo i servizi di pronto soccorso, evacuazione ed antincendio, la formazione in occasione dell’assunzione, del cambio mansione o dall’introduzione di una nuova tecnologia. Il PSC Contiene modalità da seguire per la recinzione del cantiere (degli accessi e le segnalazioni, protezioni o misure di sicurezza contro i possibili rischi provenienti dall’ambiente esterno), illustra la viabilità principale di cantiere, le misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento negli scavi, le misure generali di protezione contro il rischio di caduta dall’alto, le misure generali di sicurezza da adottare nel caso di estese demolizioni o manutenzioni. Il piano contiene l’individuazione, le analisi e la valutazione dei rischi, le conseguenti procedure esecutive, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o di lavoratori autonomi. Il piano è redatto al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario l’utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici, mezzi di protezione collettiva. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare, alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione. Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto. Prima dell’inizio dei lavori l’impresa aggiudicataria trasmette il piano di sicurezza e coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi. Prima dell’inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. I datori di lavoro delle imprese appaltatrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nei piani di sicurezza e coordinamento e nei piani generali di sicurezza. Copia del piano di sicurezza e di coordinamento, e del piano generale di sicurezza devono essere messe a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. L’impresa che si aggiudica i lavori può presentare proposta di integrazione al piano di sicurezza e al piano di coordinamento quando l’impresa ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 141 A cura del GECAV Normativa AI Attori Prevenzione Infortuni Rinnovamento Legislativo Catena Sicurezza Principali Organi di Controllo: Attori Prevenzione S.P.S.A.L. servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro VV.F. vigili del fuoco D.P.L. direzione provinciale del lavoro I.N.A.I.L. istituto nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro I.S.P.E.S.L. istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro SPSAL: il servizio ha competenza per quanto riguarda la Tutela della Salute (prevenzione delle malattie professionali o da lavoro) e della Sicurezza (prevenzione degli infortuni) negli ambienti di lavoro. L'attività viene svolta attraverso azioni di Vigilanza, Prevenzione e Assistenza. INAIL persegue i seguenti obiettivi: •ridurre il fenomeno infortunistico; •assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio; •garantire il reinserimento nella vita lavorativa e sociale degli infortunati sul lavoro. DPL sono articolazioni locali del Ministero del Lavoro, che controllano la regolarità del rapporto di lavoro nei termini contrattuali. ISPESL nasce con il DPR 619 del 30/7/80 come organo tecnico-scientifico del Ministero della Sanità all’interno del S.S.N. ed ha tra i propri compiti istituzionali, quello di “provvedere alla raccolta, classificazione, elaborazione e divulgazione delle informazioni e dei risultati acquisiti” (art. 3 comma 5). Tali funzioni istituzionali sono state potenziate dal D.Lgs. 268 del 30/6/93, relativo al riordinamento dell’ISPESL. L’articolo 2 del decreto assegna infatti all’istituto i compiti di “centro nazionale di informazione, documentazione, ricerca e sperimentazione per il Servizio Sanitario Nazionale e, su richiesta, per organismi pubblici e privati e per le imprese in materia di tutela della salute e della sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro”. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 142 A cura del GECAV Analisi Critica Soccorso TAV LAVORAZIONI Glossario Fasi Costruttive INDICAZIONI OPERATIVE Glossario Viabilità ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Questa lezione ha lo scopo di analizzare criticamente il soccorso nei cantieri TAV. La zona di nostro interesse è quella compresa fra Bologna e Piacenza. I servizi di Emergenza delle Province di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e Piacenza, hanno lavorato assieme per lo stesso obiettivo: Organizzare il Soccorso nei cantieri TAV L’analisi critica di ogni passaggio del soccorso è indispensabile, considerando l’unicità degli eventi e delle operazioni che possono verificarsi in questi scenari. Le indicazioni di intervento, sono contenute nelle Indicazioni Operative imposte dalla Regione Emilia Romagna, condivise da 118, Vigili del Fuoco, Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambiente di Lavoro e Ditte Esecutrici. Da questa lezione, potremo ottenere strumenti per rendere più sicuro il soccorso (da adattare a livello locale). Nel diagramma è rappresentato l’indice degli argomenti che compongono questa lezione. Si inizia con la descrizione sommaria delle Lavorazioni che si stanno effettuando nelle nostre zone di intervento. Si passa alla Indicazione Operativa costruita in proposta dal 118 di Reggio Emilia, recepita da una direttiva dall’Assessorato Sanità della Regione Emilia Romagna, attuata dai soggetti coinvolti nelle lavorazioni per la costruzione dell’Alta Velocità nella tratta BO-PC (118, VVF, SPSAL, ditte Esecutrici). Nelle pagine successive, tali indicazioni operative saranno chiamate per brevità “indicazioni 118”. Si continua con l’Analisi Critica di ogni passaggio necessario a garantire il Soccorso nei cantieri Alta Velocità. Si Conclude con una serie di suggerimenti da sviluppare a livello locale. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 143 A cura del GECAV Lavorazioni TAV Glossario Glossario (www.tav.it) LAVORAZIONI Glossario TAV CEPAV 1 Progetto Alta Velocità Fasi Costruttive INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI CONCLUSIONE Campi Base Cantiere TAV spa : Nata nel 1991 dall'esigenza di potenziare e rendere competitiva la rete ferroviaria italiana a livello nazionale ed europeo, TAV Spa è la project company cui il Gruppo FS ha commissionato la realizzazione delle linee veloci. I General Contractor sono i soggetti imprenditoriali a cui tra il 1991 e il 1992 è stata affidata a trattativa privata la piena responsabilità della progettazione esecutiva e della realizzazione delle linee veloci Roma-Napoli, Bologna-Firenze, Milano-Bologna, Torino-Milano, Milano-Verona, VeronaVenezia, Milano-Genova. Per la Tratta Milano-Bologna il General Contractor è CEPAV UNO. Imprese Consorziate: Aquater Spa 6,40%; Consorzio Cooperative Costruzioni 21,34%; Grandi Lavori Fincosit Spa 14,15%; Impresa Pizzarotti & C. Spa 14,15%; SnamProgetti Spa 43,70%; Saipem Spa 0,26%. Il progetto delle linee veloci italiane prevede il quadruplicamento di alcune tratte della rete ferroviaria esistente attraverso la costruzione di una nuova coppia di binari. Per prime saranno realizzate le linee Torino-Milano-Napoli e Padova-Mestre. La Direttissima Roma-Firenze, sarà adeguata agli standard tecnologici delle nuove linee veloci. La Milano-Verona, la Verona-Padova e il Terzo Valico di collegamento tra Genova e la rete ferroviaria padana sono ancora in corso di definizione progettuale. Tutte le nuove linee italiane sono incluse nei piani di sviluppo comunitari della rete europea ad Alta Velocità. In considerazione delle diverse esigenze di mobilità che caratterizzano i territori interessati dal progetto, il quadruplicamento lungo l'asse ferroviario verticale Milano-Napoli servirà prevalentemente al trasporto passeggeri e, attraverso i collegamenti ferroviari di valico attuali e futuri, garantirà l'efficiente connessione dell'Italia alla rete europea; il quadruplicamento lungo l'asse orizzontale Torino-Milano-Venezia implementerà, invece, soprattutto il trasporto merci. Per razionalizzare l'organizzazione del lavoro, il consorzio CEPAV UNO, ha previsto la realizzazione di 54 CANTIERI, divisi in diverse tipologie: Cantieri ausiliari 34; Cantieri base 8; Cantieri tecnologici 5; Cantieri armamento 7. IL CAMPO BASE: insediamento precostituito con presenza a scopo logistico-operativo di uomini, mezzi e materiali. Sono collocati in modo equidistante, per consentire la “copertura” dei vari cantieri di lavorazione. Possono essere presenti oltre agli uffici, punti di lavorazione come assemblaggio, stoccaggio e deposito di materiale che serviranno poi alle lavorazioni di linea. IL CANTIERE: veri e propri punti di lavorazione “In linea”. Ogni cantiere deve essere raggiungibile attraverso un ingresso, denominato accesso (vedi pagine successive). I Cantieri sono dinamici, soprattutto nella fase iniziale. Infatti, le lavorazioni nascono a spot indipendenti, per poi collegarsi fra loro nella fase a regime. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 144 A cura del GECAV Lavorazioni TAV Fasi Costruttive Caratteristiche Costruttive (www.tav.it) LAVORAZIONI Glossario Fasi Costruttive INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Tratta BO-MI attraversa : CONCLUSIONE Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna In provincia di Piacenza, la linea Alta Velocità della Tratta Bologna-Milano, si svilupperà per circa 27 km, dall’argine meridionale del Po fino al torrente Ongina, convergendo dalla sponda meridionale del Po verso l’autostrada A1, alla quale si affiancherà subito dopo l’incontro con l’interconnessione di Piacenza Est. L’affiancamento con l’A1 verrà mantenuto per circa 20 km allo scopo di ridurre l’estensione delle aree comprese tra le due infrastrutture (aree intercluse) e di mantenere invariati gli svincoli e le aree di servizio autostradali. Correrà per 7,5 km su viadotti di 10 metri di altezza media rispetto al terreno e per i restanti 20,5 km su rilevati (rialzi del terreno) di 2 metri di altezza media. La linea veloce sarà connessa con la linea storica per mezzo di interconnessioni. Provincia di Parma La linea veloce si svilupperà per circa 37,5 km, dal torrente Ongina al fiume Enza, mantenendosi in stretto affiancamento all’autostrada A1, con l’obiettivo di minimizzare l’estensione delle aree comprese tra le due infrastrutture. Il tracciato si distaccherà dall’A1 per non interferire, ove possibile, con gli svincoli e le aree di servizio autostradali preesistenti. La linea che attraversa la provincia di Parma è lunga circa 36 km. A parte la galleria artificiale da realizzare nel comune di Fontanellato (1,6 km), il tracciato si sviluppa su viadotti, previsti per lo scavalcamento dei fiumi e delle arterie stradali principali, per 5,5 km circa, mentre per i restanti 30,5 km circa su rilevati di altezza media pari a 2 m. La linea veloce sarà connessa con la linea storica per mezzo di interconnessioni. Provincia di Reggio Emilia La linea veloce si svilupperà per circa 33 km dal fiume Enza fino alle prossimità dell’argine occidentale del Secchia, mantenendosi in stretto affiancamento all’autostrada A1. Dall’A1 il tracciato si distaccherà per non interferire, ove possibile, con svincoli ed aree di servizio autostradali preesistenti nonché con le previsioni di ampliamento e potenziamento previste dalla Società Autostrade. La linea correrà prevalentemente su rilevati di altezza media pari a 2 m. In località Casaloffia per circa 3 km i rilevati raggiungeranno un’altezza compresa tra i 4 e 6 m. L’unico viadotto significativo è quello di Mancasale; Provincia di Modena La linea veloce corre nel territorio provinciale per 31 km circa, di cui 8,6 km in viadotto ed i restanti in rilevato, scavalcato dalla viabilità interferita con nuovi viadotti collegati alle strade esistenti. In prossimità dell’argine occidentale del fiume Secchia, la linea veloce lascerà l’affiancamento all’A1 e, dopo un’ampia curva, attraverserà in viadotto un territorio ad uso prevalentemente agricolo. Percorrendo un ampio arco, aggirerà le aree urbanizzate a nord di Modena, passando sopra alle principali strade e ferrovie esistenti e alla rete idrica di superficie. In questo tratto si inserisce l’interconnessione di Modena Ovest, che permette l’accesso alla città di Modena dei treni a lunga percorrenza e quindi il collegamento con le altre linee FS che interessano tale nodo, attraverso la linea Modena-Mantova. Il tracciato attraversa il fiume Panaro in viadotto ed in trincea la discarica di rifiuti urbani, per proseguire in rilevato di altezza media di 2 m circa. Quindi si affianca alla linea esistente, alla quale si collega in prossimità di Cavazzona tramite l’interconnessione di Modena Est. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 145 A cura del GECAV Lavorazioni TAV Fasi Costruttive Caratteristiche Costruttive (www.tav.it) Tratta BO-MI (180 Km) Parallela A1 o Linea Ferroviaria esistente Attraversamento Fiumi Gallerie Artificiali Viadotti Interconnessioni Cavalcavie Autostadali LAVORAZIONI Glossario Fasi Costruttive INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI CONCLUSIONE Situazione Attuale La linea Alta Velocità della TRATTA BOLOGNA - MILANO, si sviluppa per una lunghezza di 182 km, attraversando la Pianura Padana e le province di Milano, Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. La maggior parte delle lavorazioni si svolge nei giorni feriali, durante le ore diurne. Per evitare ulteriori tagli sul territorio agricolo e per minimizzare l’estensione delle nuove infrastrutture, il tracciato prescelto per il passaggio della linea veloce corre quanto più possibile in parallelo all’autostrada A1 – circa 130 km - o alla linea ferroviaria esistente – circa 10 km. L’87% della nuova linea si sviluppa in rilevato, l’11% su viadotti e il 2% attraverso gallerie artificiali. L’integrazione con la linea esistente sarà realizzata con otto interconnessioni ferroviarie che assicureranno l’interscambio funzionale fra le due tratte, garantiranno la fermata e l’instradamento dei treni veloci passeggeri sulla linea storica e svolgeranno un ruolo strategico nel potenziamento del trasporto merci. SITUAZIONE ATTUALE (Marzo 2002) Nel febbraio 2000 si è definitivamente concluso l'iter di approvazione del progetto e il 3 agosto dello stesso anno è stato firmato l'Atto integrativo con il General Contractor CEPAV UNO per la definizione di tutte le modalità di costruzione della nuova linea. Previsti 54 cantieri e oltre 4.500 occupati. Attualmente sono in corso le attività di monitoraggio ambientale, l'acquisizione delle aree, i lavori propedeutici (indagini archeologiche e bonifica ordigni bellici) e l'allestimento dei cantieri per le opere civili. L'avanzamento complessivo dei lavori è dell' 13%, pari a 632 milioni di euro e gli occupati sono circa 1100. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 146 A cura del GECAV Indicazioni Operative Glossario Glossario Soggetti Interessati LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE Glossario Referente TAV + SPPA Referente 118 Referente VVF SPSAL SPPA Addetto Emergenza Viabilità ANALISI CRITICA FASI CONCLUSIONE Fase Transitoria Fase a Regime Cantieri Extra Linea “Indicazioni Operative per garantire l’intervento dei mezzi di soccorso sanitario nei cantieri TAV”. Questo documento è stato proposto dal 118 di Reggio Emilia, la prima provincia interessata dai lavori per la costruzione della Tratta Alta Velocità BO-MI, per delineare una procedura in grado di unificare i comportamenti fra operatori del Soccorso e Addetti del Consorzio. Le principali difficoltà che si presentano ai soccorritori per raggiungere gli infortunati sono legati al fatto che le zone di cantiere non sono coperte da viabilità ordinaria e che la cantierizzazione avviene a macchia di leopardo. Questa procedura fa leva soprattutto sulla collaborazione fra: Referente TAV, Referente 118, Referente VVF, Tecnico SPSAL, Tecnico SPPA per concordare un metodo di individuazione dei luoghi di lavoro e di garanzia della percorribilità degli accessi a tali luoghi di lavoro. Il Referente TAV è il responsabile del flusso informativo incaricato dal 118 di riferimento e le sue mansioni sono chiaramente specificate nelle Indicazioni Operative (vedi allegato 2). Il Referente TAV deve essere coadiuvato nel suo intervento dal SPPA (Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale) della AUSL di competenza, al fine di garantire il necessario supporto alla Valutazione dei Rischi ed adozione di Misure Cautelative. Il Referente 118 è il responsabile del flusso informativo incaricato dalle Imprese affidatarie dei Lavori e le sue mansioni sono chiaramente specificate nelle Indicazioni Operative (vedi allegato 3). Esiste la necessità di interfacciarsi con i Vigili del Fuoco (VVF) ed è quindi indispensabile coinvolgere questi ultimi nelle visite programmate ai cantieri TAV (come da Indicazione Operativa). Un ruolo importante nella vigilanza dei cantieri e della percorribilità degli accessi è ricoperto dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL), di basilare supporto in caso di mancanza e\o alterazione dei requisiti richiesti alla ditta. L’addetto Emergenza è una figura indispensabile, descritto nell’art 4 del DLgs 626/94 e la sua presenza è garantita dalle ditte esecutrici i lavori. Fase a Regime (allegato 6 delle Indicazioni Operative). Le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera si impegnano a mantenere agibile ai mezzi di soccorso una pista che corre parallelamente al fronte di lavorazione. La pista intersecherà la viabilità ordinaria, usualmente senza interromperla. A regime, la pista correrà lungo l’intero sviluppo della tratta ferroviaria, ma il completamento della stessa non sarà preliminare all’inizio dei lavori (per problemi relativi ad espropri, presenza di canali, ecc….). Fase Transitoria (allegato 7 e 8 delle Indicazioni Operative). E’ la fase più delicata ed è compresa dall’inizio delle lavorazioni TAV e la Fase a Regime. Durante questo periodo, la pista sarà costruita a servizio dei singoli focolai di attività e l’accesso ai singoli segmenti di lavorazione sarà necessariamente unico. Le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera si impegnano ad individuare gli accessi ai singoli segmenti rispettando i criteri di percorribilità concordati. Cantieri Extra Linea: Cantieri per variazioni della viabilità Ordinaria connesse al piano TAV. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 147 A cura del GECAV Indicazioni Operative Viabilità Viabilità Tratta Accessi Primari e Secondari Pista di Cantiere Criteri Percorribilità Segnaletica Azione Formativa LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE Glossario Viabilità ANALISI CRITICA FASI CONCLUSIONE Allertamento Tratta: La tratta è la zona in cui si sviluppano le lavorazioni per la costruzione dell’alta velocità. Considerando che l’83% della tratta, corre parallela all’autostrada A1 (a NORD), si è scelto di mappare la tratta con indicazioni chilometriche, quando possibile speculari a quelle autostradali, allo scopo di facilitarne l’identificazione. Più precisamente fra Tratta Alta Velocità e Autostrada A1 esiste una discrepanza chilometrica, puntuale, di 10 Km (es. Km Tratta AV 120.9 = Km A1 130.9). Ogni cantiere è caratterizzato da un Accesso. L’accesso può essere PRIMARIO o SECONDARIO (caratteristica discriminate per l’operatività). Accesso Primario è un accesso raggiungibile da arterie stradali di grande traffico (per lo più SS o SP), adiacente a Cavalcavia o sottopassi già posti a verifica di percorribilità, senza evidenziarne problemi significativi. Accesso Secondario è un accesso alle lavorazioni su cui sono state riscontrate particolari difficoltà di reperimento e/o raggiungibilità. Tali accessi NON potranno essere operativi fino a quando non saranno raggiungibili tramite la Pista di Cantiere collegata all’accesso primario più vicino. Sia i Cantieri (accessi) che i Campi Base sono classificati con Sigle composte da: Tipologia dell’insediamento (es Accesso = Cantiere; CB = Campo Base); Provincia di appartenenza (es. RE, PR, PC, BO, MO); Numero progressivo da OVEST verso EST. Nella fattispecie il primo cantiere (partendo da OVEST) della provincia di Reggio Emilia è : ACCESSO RE 01, mentre il primo Campo Base è CB RE 13 (si trova fra gli accessi RE 12 ed RE 14). I criteri di percorribilità’ di tale accesso consistono nella possibilità di transito ai mezzi di soccorso “non 4x4” ad una velocità non inferiore ai 20 km/h e la possibilità di incrociare veicoli pesanti che procedono nel senso opposto senza dover arrestare la marcia (dimensioni della carreggiata di accesso, passing places, caratteristiche del fondo stradale). Pista di Cantiere: pista costruita ex novo asfaltata o in terra battuta che viene utilizzata per servizio, sia dai mezzi delle ditte, che dai mezzi di soccorso. Le caratteristiche di percorribilità di tale pista sono quelle già descritte sopra. La costruzione di tale pista può essere preventiva alle lavorazioni oppure ne può seguire in contemporanea l’avanzamento. Segnaletica: le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera dovranno provvedere su indicazione dei referenti 118 e VVF, all’allestimento della cartellonistica utile all’individuazione dei siti di intervento da parte dei mezzi di soccorso, che sarà posta: •sulla viabilità Ordinaria, tenendo in considerazione la provenienza dei Mezzi, sugli snodi principali con cartellonistica riportante Identificativo Accesso / CB; Provincia; Numero; Direzione •all’imbocco dell’accesso con Cartellonistica riportante Identificativo Accesso/CB; Provincia; Numero; Numero Kilometrica tratta; Direzioni con Kilometrica crescente o decrescente per individuare i segmenti di tratta localizzati a OVEST o EST (es: nel caso di intervento al Km 120,3 l’accesso Utile è RE 14 situato al Km 122. Ne deriva che il mezzo entrerà da tale accesso e percorrerà la pista di cantiere in direzione Ovest, fino a raggiungere il target) •su tutta la tratta con indicazione kilometrica ogni 500 mt. Azione Formativa La Centrale Operativa 118 dovrà diffondere alle sedi di stazionamento dei Mezzi i risultati dell’elaborazione topografica (fase transitoria / a Regime / Accessi Primari) e dell’eventuale variazione di competenze territoriali determinate dall’intervento sulla viabilità ordinaria. Dovranno essere condivisi percorsi e competenze. Le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera dovranno impegnarsi per assicurare informazione, formazione ed addestramento a tutti gli operatori, inerenti a Allertamento 118. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 148 A cura del GECAV ANALISI CRITICA FASI Ogni FASE del Soccorso nei Cantieri TAV è stata esaminata entrando nel merito dei 4 Punti sottoelencati: LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero 1 Istruttoria 2 Produzione 3 Verifica Afferenza CONCLUSIONE 4 Strumenti Le fasi del soccorso identificate ed analizzate sono : •allertamento •localizzazione evento •sul posto •intervento •recupero •afferenza Ospedaliera Ogni fase del soccorso è stata analizzata entrando nello specifico dei seguenti punti: 1 Istruttoria: lavoro da programmare ed effettuare prima dell’inizio delle Attività Lavorative della TAV. 2 Produzione: lavoro da eseguire durante l’attività del Soccorso in cantieri TAV 3 Verifica: lavoro necessario al monitoraggio e verifica della corretta effettuazione delle Fasi del Soccorso 4 Strumenti: strumenti cartacei e non da utilizzare per il raggiungimento e/o misurazione degli obiettivi sopraelencati. Questa analisi è necessaria per affrontare il soccorso nei cantieri TAV, realtà unica e altamente critica. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 149 A cura del GECAV ALLERTAMENTO Da Indicazione Operativa Cantiere TAV Km (numero …..) Provincia, N accesso (numero …..) Numero telefonico Conferma agibilità pista LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE L’allertamento è la prima fase del Soccorso. Inizia nel momento in cui un operaio subisce un evento traumatico o un malore. Lo scopo dell’Allertamento è quello di fornire alla Centrale Operativa 118 tutte quelle informazioni necessarie a modulare l’intervento di soccorso (personale e mezzi da coinvolgere). Finisce quando sono state fornite tutte le informazioni necessarie all’identificazione dell’evento (tipo e gravita) e del luogo. Considerando l’importanza assoluta di questa fase, l’Indicazione Operativa dedica un’intero allegato alle modalità di Allertamento (vedi allegato 1) L’analisi critica di ogni fase del soccorso, è data dal confronto tra le inidicazioni operative e ciò che si è verificato in una reale chiamata. In fase istruttoria (prima del verificarsi dell’evento), bisogna disporre del maggior numero di informazioni possibili, tali da poter risalire al Luogo dell’evento, con la minima informazione fornita dall’allertatore. Ciò significa, costruire informazioni a “verifica incrociata”. La casistica di Reggio Emilia, per esempio ha fatto emergere che l’unico dato sempre fornito dall’allertatore TAV è stato il numero del Km. La raccolta dati in fase istruttoria e la realizzazione dello strumento operativo deve permettere la possibilità di individuare il target ed erogare la risposta adeguata anche solo con questo dato. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 150 A cura del GECAV Allertamento 1 Istruttoria 118 IMPRESE Procedura di Allertamento condivisa dal 118, TAV e VVF Piano di Sicurezza Intesa fra Centrali per Zone di Confine Allertamento Ogni Operaio ha una Scheda “Procedura di Soccorso” La Fase Istruttoria dedicata all’”Allertamento” distingue compiti e responsabilità in carico a personale del 118 e della TAV, allo scopo di garantire i presupposti necessari ad un corretto allertamento. Il 118 deve infatti produrre una Procedura di Allertamento condivisa dalla stessa centrale, dalla TAV e dai VVF. Solo lo sforzo comune di questi 3 enti è in grado di garantire il risultato atteso. Come detto in precedenza, l’indicazione Operativa dedica un’intero allegato alle modalità di Allertamento (vedi allegato 1). Di conseguenza, a livello locale, ogni 118 dovrà creare una procedura che soddisfi i requisiti dell’allegato 1. E’ indispensabile pensare ad una intesa fra Centrali al fine di mappare i cantieri nelle zone di confine (fra aree di competenze di centrali differenti) a garanzia che la chiamata giunga alla centrale che effettivamente gestisce l’ambulanza più vicina alla zona di allertamento. Come previsto dal D.Lgs 626/94 , per ogni cantiere TAV, l’impresa che esegue i lavori deve avere redatto un Piano di Sicurezza, al cui interno sono previste la modalità di allertamento del 118. L’allertamento deve essere in linea con quanto indicato nell’allegato 1 della Indicazione Operativa. E’ compito degli SPSAL, con la collaborazione del 118, vigilare sulla corretta applicazione della procedura di allertamento. Ovviamente tutto questo lavoro Istruttorio, si è svolto prima della possibile chiamata da parte di personale TAV e quindi prima che abbiano avuto inizio le lavorazioni TAV nel nostro territorio di competenza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 151 A cura del GECAV Allertamento 2 Produzione 118 Ricerca facilitata sul programma di gestione della Chiamata dei Cantieri e Campi Base TAV IMPRESE Formazione Specifica dei lavoratori al corretto Allertamento La chiamata avverrà da Cellulari La produzione, cioè la fase esecutiva dell’allertamento, si realizza efficacemente con le seguenti condizioni operative: 118 E’ indispensabile che il programma di gestione della Chiamata, sia in grado di identificare velocemente e tramite una parola chiave tutti i Cantieri e Campi Base TAV della zona di competenza. Ogni cantiere e campo base deve avere Richiami Identificativi omogenei in modo da facilitare la ricerca da parte dell’operatore. Imprese Le imprese, dovranno provvedere ad una Formazione Specifica dei lavoratori al corretto allertamento del 118. E’ necessario sapere che la chiamata, molto probabilmente avverrà da Cellulari, in quanto non è prevista la posa di una linea telefonica lungo la tratta. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 152 A cura del GECAV Allertamento 3 Verifica 118 Confronto fra Piano di Sicurezza TAV e Procedura di Allertamento Integrazione con SPSAL Aggiornamento dati in Centrale Condivisione Procedura di Allertamento e successivi Aggiornamenti Il Monitoraggio e Verifica dell’Allertamento, si attua tramite: confronto fra il Piano di Sicurezza TAV e la Procedura di Allertamento: Il Referente TAV, deve accertarsi che i contenuti espressi dall’allegato 1 della Istruzione Operativa, coincidano con i contenuti inerenti l’allertamento 118 del Piano di Sicurezza •integrazione con SPSAL: E’ indispensabile (allo scopo di sfruttare al meglio le risorse utilizzate per la Vigilanza sui cantieri TAV), cercare la collaborazione con lo SPSAL, che ha il compito di analizzare il Piano di Sicurezza redatto dalle imprese che lavorano nella tratta AV. •aggiornamento dati in Centrale: Necessità di un’aggiornamento continuo dei dati contenuti in centrale, considerando la dinamicità dei lavori. La modifica o creazione di nuove piste di cantiere, l’avanzamento delle lavorazioni, le variazioni della viabilità, obbligano ogni centrale operativa ad un aggiornamento continuo dei dati inerenti la localizzazione di ogni Cantiere e Campo Base. Tale aggiornamento deve essere stimolato dal Referente TAV, che inoltre dovrà provvedere alla divulgazione capillare di tali informazioni. •condivisione Procedura di Allertamento e successivi Aggiornamenti: La procedura di allertamento e successivi aggiornamenti, deve essere divulgata fra tutti gli operatori di centrale in maniera strutturata. In questa fase, l’operatore di centrale deve essere persona informata (procedura di allertamento, lavorazioni in atto, dislocazione e struttura dei cantieri, viabilità, accessi), in grado di soddisfare le richieste degli equipaggi interessati al soccorso. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 153 A cura del GECAV Allertamento 4 Strumenti 118 Report Chiamate di Soccorso TAV Scheda Rilevazione Conoscenza Procedura Allertamento Da utilizzare ad ogni Sopralluogo Simulazione di Chiamata Per misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è indispensabile impostare come strumento di monitoraggio: •report delle chiamate TAV per evidenziarne criticità. E’ indispensabile un report delle chiamate effettuate dai cantieri TAV per evidenziare criticità da cui poter trarre indicazioni per azioni correttive. A questo scopo il Referente TAV deve ottenere un sistema di individuazione e raccolta delle chiamate TAV. Le chiamate devono essere analizzate, per individuare i punti critici dell’allertamento e studiare le soluzioni possibili. •scheda Rilevazione Conoscenza Allertamento da sottoporre ad uno o più operai scelti a campione durante il Sopralluogo del Referente TAV. Tale scheda ripropone i dati richiesti dalla Procedura di Allertamento (allegato 1 Indicazioni Operativa) ed indaga sulla loro conoscenza da parte degli operai presenti sulle lavorazioni. Ha un riscontro immediato ed evidenzia la necessità di migliorare le comunicazioni con gli operai e/o modificare l’intervento formativo in merito all’allertamento 118. La presenza del Referente 118 (che accompagna sempre il referente TAV nei sopralluoghi), garantisce una istantanea comunicazione con le Imprese, che hanno immediato riscontro della effettiva conoscenza da parte dei loro collaboratori delle tematiche riguardanti l’allertamento. Questa scheda è da inserire nella Scheda Sopralluoghi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 154 A cura del GECAV Localizzazione 1 Istruttoria 118 Conoscenza Accessi Primari / Secondari (Transitoria) Pista di Cantiere (Regime) Conoscenza Lavorazioni in Atto Procedura Invio Mezzi IMPRESE Piano di Sicurezza Segnaletica Cantieri Tratta Schede Avvio Lavori Date e Luoghi di inizio attività inviati ogni 15 gg a 118 e VVF LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Sovrastima dei VVF La localizzazione dell’evento o raggiungimento del TARGET è un punto critico nel soccorso nei cantieri TAV. Per questo motivo la Indicazione Operativa, vi dedica gli allegati 4, 5, 6, 7 e 8, prevedendo varie situazioni possibili: •ipotesi di Pista Percorribile con Ambulanza NON 4 x 4 (allegato 4) •ipotesi di Pista NON Percorribile con Ambulanza NON 4 x 4 (allegato 5) •intervento durante fase “A Regime” (allegato 6) •intervento durante la fase “Transitoria” con accessi percorribili (allegato 7) •intervento durante la fase “Transitoria” con interruzione degli accessi (allegato 8). Ogni allegato indica le soluzioni più opportune per ogni ipotesi di intervento. La Localizzazione inizia dopo la ricezione della chiamata, comprende l’assegnazione dei mezzi di competenza fino al raggiungimento del TARGET da parte dei mezzi deputati al servizio. La continua evoluzione delle lavorazioni, con ampliamento delle piste di cantiere, modifica della viabilità ed accessi, eterogeneità degli interventi, ecc, obbliga l’operatore del 118 a conoscere a priori: La dislocazione Spaziale delle installazioni presenti in cantiere (es. armature, centrale di betonaggio, magazzino, ec..) per essere in grado di intervenire nel luogo di lavoro indicato da chi ha allertato i soccorsi. Il Raggiungimento: Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere (strada appositamente costruita dalle imprese a regime) o da accessi Primari e Secondari (Fase Transitoria), che si collegano alla viabilità ordinaria. La visita degli accessi è in grado di farci individuare tutti gli accessi e le piste di cantiere. La Competenza: Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione. E’ necessario sapere per ogni Postazione di Ambulanza quali sono i cantieri di riferimento e come raggiungerli da ogni direzione. Viceversa ogni Centrale Operativa deve avere una precisa Procedura di Invio dei Mezzi in base alla ubicazione delle Postazioni di Ambulanza, con particolare rilievo alle zone di confine. Per le caratteristiche costruttive di queste grandi opere è indispensabile progettare anche una sovrastima programmata per i VVF: In caso di dubbio (possibile incarceramento, mancata sicurezza, possibile recupero su terreno impervio) è necessario allertare anche i VVF. La Conoscenza delle Lavorazioni in Atto: Indirizza l’operatore 118 al riconoscimento dei possibili accessi e dei rischi connessi a quel tipo di lavorazione. Contemporaneamente le Imprese, devono aver predisposto un Piano di Sicurezza chiaro, che preveda l’affissione di Segnaletica utile all’individuazione dei siti di intervento da parte dei mezzi di soccorso sulla viabilità ordinaria, all’imbocco di ogni accesso e lungo la tratta Ferroviaria. Questa segnaletica deve indirizzare gli equipaggi coinvolti al luogo dell’evento. L’invio delle Schede Avvio Lavori, contenente date, luoghi, tipo di attività, n° lavoratori coinvolti al 118, alla SPSAL ed ai VVF ogni 15-30 giorni o per eventi nuovi di particolare importanza, è indispensabile per conoscere le lavorazioni in atto e le problematiche ad esse associate. Tutte queste informazioni si ottengono dalla visione diretta dei Cantieri, dalla lettura dei sopraluoghi effettuati dal Referente TAV e dalla lettura del Calendario Attività inviato dalle imprese al 118. Queste informazioni devono essere di patrimonio comune degli equipaggi e degli operatori di centrale. Lo strumento in grado trasmettere queste informazioni è la Mappatura dei Cantieri e Campi Base, vedi diapositiva Localizzazione 2 Produzione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 155 A cura del GECAV Localizzazione 2 Produzione 118 Mappatura Piste di Cantiere e Tratta Su Carta (Ambulanze) Su PC (Centrale 118) Aggiornamento Programmato IMPRESE Disposizione Operatori Addetto Emergenza in prossimità Evento Operai nei bivi (punti critici) Codifica della Segnaletica La produzione in merito alla Localizzazione è l’insieme delle attività che durante questa fase permettono il Raggiungimento del Target: 118: Il 118 deve produrre una Mappatura delle Piste di Cantiere e degli accessi per ogni segmento di Tratta, Cantiere e Campo Base di competenza. Tale mappatura, deve rispettare i requisiti richiesti dall’Istruzione Operativa: Data Aggiornamento; Identificativo; Località; Descrizione Ingresso; Segnalazione Ingresso; Tipologia Cantiere; Potenzialità di Rischio; Competenze di Mezzo di Supporto Avanzato, VVF, Medicina del Lavoro, Ospedale di Riferimento. La mappatura deve essere prodotta su carta e distribuita alle Ambulanze di Servizio (Stradario) e sul programma di Gestione della Chiamata in Centrale Operativa, con le caratteristiche descritte al punto Allertamento 2 Produzione. E’ indispensabile, inoltre creare una Codifica della Segnaletica, da allegare allo Stradario in modo da rendere univoca l’interpretazione della segnaletica dedicata all’identificazione dei Cantieri e Campi Base. Ovviamente tutta questa produzione deve essere sottoposta ad aggiornamenti periodici. Imprese: come da Piano di Sicurezza e come ribadito dall’Indicazione Operativa è indispensabile che gli Operatori delle imprese, in caso di infortuni o malori sul lavoro si adoperino al fine di facilitare l’individuazione del luogo dell’evento. Nella fattispecie è necessario che l’addetto all’emergenza rimanga nei pressi dell’evento (in seguito sarà indispensabile per dare informazioni all’equipe sanitaria), mentre altri operatori, se presenti, si dirigano nei pressi dei bivi o punti di viabilità critici in modo da indirizzare l’ambulanza o altri mezzi verso la zona dell’evento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 156 A cura del GECAV Localizzazione 118 Sopralluoghi Programmati per Referente TAV (1 al mese) Aggiornamenti Mappature Condivisione Modifiche 3 Verifica Equipaggi Viabilità Programmata Collaborazione SPSAL Simulazioni Semestrali Il Monitoraggio e Verifica della Localizzazione, si attua tramite Sopralluoghi Programmati del Referente TAV nei Cantieri e Campi Base di riferimento allo scopo di controllare: Stato della viabilità ordinaria; Stato della segnalazione e identificativo accessi; Stato delle piste di cantiere; Stato dei cartelli chilometrici nella tratta; Lavorazioni in corso; Impiego uomini e mezzi; Note e criticità Questo tipo di sopralluogo deve essere lo stimolo per condividere le informazioni tra gli operatori di Centrale, gli equipaggi di ambulanza e lo SPSAL e l’aggiornamento della mappatura dei Cantieri e Campi Base a livello informatico e cartaceo. Un controllo periodico della viabilità deve essere programmato dagli Equipaggi che possono essere coinvolti nel soccorso. Tale Viabilità Programmata deve evidenziare: Stato della Viabilità; Stato delle Piste di Cantiere; Eventuali Ostacoli lungo il percorso; Tempi impiegati per la percorrenza I dati ottenuti da questi sopralluoghi sono utili anche allo SPSAL, che deve comunque vigilare sulla “conservazione dei Criteri di Percorribilità degli accessi” e viceversa la collaborazione con lo SPSAL, porta il nostro servizio a conoscere i risultati dei sopralluoghi da loro svolti ed i requisiti di percorribilità di cui si può pretendere il rispetto. La Simulazione è l’unico strumento in grado di verificare l’effettivo funzionamento di questa fase del Soccorso. La simulazione ripropone un intervento reale ed è in grado di indagare: •sul comportamento dell’addetto all’emergenza e degli operatori delle imprese •sulla interpretazione della segnaletica da parte degli operatori 118 •sulla conoscenza degli accessi da parte degli operatori 118 La simulazione deve essere impostata dal Referente TAV con periodicità semestrale. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 157 A cura del GECAV Localizzazione 4 Strumenti 118 Imprese Piano di Sicurezza Sopralluoghi Integrità e Scheda Avvio presenza Lavori Scheda : Cartelli (Cantieri e Tratta) Mappatura Accesso Area Interesse Accesso Equipaggi Scheda Viabilità (sopralluoghi programmati) Scheda di Servizio Evidenzia criticità Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è indispensabile impostare e costruire i seguenti strumenti: 118: Scheda di Sopralluogo per il Referente TAV con i requisiti indicati per la fase di Localizzazione 3 Verifica (ovviamente inserita nella Indicazione Operativa). Tale scheda deve essere compilata ogni volta che il Referente TAV esegue un sopralluogo. •Scheda di Mappatura Accesso con i requisiti indicati per la fase Localizzazione 2 Produzione ed ovviamente nella Indicazione Operativa. Tale scheda dedicata ad ogni accesso, cantiere e campo base, deve essere compilata e disponibile in forma cartacea e digitale prima dell’apertura dei cantieri Imprese: Piano di Sicurezza che preveda invio al 118, VVF, SPSAL di Schede di Avvio Lavori indicanti Area di Interesse della lavorazione e localizzazione dell’accesso. La scheda deve essere inviata al momento dell’apertura del cantiere e aggiornata almeno ogni 30 giorni. EQUIPAGGI: Scheda di Controllo Viabilità con compilazione a carico degli equipaggi coinvolti nel soccorso con i requisiti indicati in Localizzazione 3 Verifica ed ovviamente nella Istruzione Operativa. •Scheda di Servizio con compilazione a carico degli equipaggi coinvolti nel soccorso in grado di evidenziare: Difficoltà di Rapporto con Terze persone presenti sul Servizio (VVF; Forze dell’ordine, operai TAV, Addetto sicurezza, 118, Elisoccorso, ecc…); Mancanza di DPI, Presidi, materiali previsti nella procedura; Mancato raggiungimento del Target, causa inesatta localizzazione da parte della Centrale, mancanza di segnaletica, stradario, viabilità, meteo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 158 A cura del GECAV Sul Posto 118 Procedura 1 Istruttoria Imprese Piano di Sicurezza / Emergenza Operatore di Garanzia di Centrale Interruzione VVF Lavorazioni Addetto Emergenza Messa Sicurezza della Leader Sicurezza Zona Raggiungimento Preposti di cantiere Sicuro della Zona Segnaletica Avanzamento Km Sicurezza LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE La fase del soccorso intitolata “Sul Posto”, inizia non appena l’equipaggio raggiunge il luogo dell’evento (trauma o malore), passa attraverso la valutazione dello Scenario e conseguente Garanzia di Sicurezza e termina con il raggiungimento sicuro della zona. Queste tematiche, sono molto critiche considerando l’ambientazione unica dei cantieri TAV. Valutare la sicurezza di scenari così particolari e garantirne la sicurezza ci obbliga a collaborare con personale addetto ai lavori (addetto sicurezza, preposto di cantiere) ed altre figure che possono intervenire durante le fasi del soccorso (VVF, ecc…). 118: Il servizio 118, insieme alle parti interessate, deve scrivere una Procedura che veda come protagonisti l’operatore di centrale, i VVF, l’addetto all’emergenza, il Leader Sicurezza, il preposto di cantiere. Tale procedura ha lo scopo di adempiere agli obblighi del Piano di Sicurezza e garantire agli equipaggi che intervengono tutte le informazioni necessarie a:Identificare il tipo di lavorazione in atto; Identificare i rischi relativi alla lavorazione in atto; Delimitare la zona di Intervento; Identificarne i rischi; Garantire la sicurezza; Identificare la dinamica dell’evento; Identificare i comportamenti operativi idonei all’ambiente lavorativo. Deve inoltre garantire il raggiungimento sicuro della vittima e la conservazione della sicurezza dello scenario Imprese: le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza / Emergenza che a seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle Lavorazioni; Messa in Sicurezza della Zona; Possibilità di raggiungimento Sicuro della Zona; Presenza della Segnaletica di Sicurezza in grado di orientare l’operatore sui rischi e sull’utilizzo dei DPI idonei alla zona di intervento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 159 A cura del GECAV Sul Posto 2 Produzione 118 DPI a norma CEE Elmetto Guanti da Lavoro Scarpe o Stivali Alta Visibilità Imbraco Formazione Conoscenza della Segnaletica di Sicurezza Imprese Disposizioni del Preposto: Addetto Sicurezza in prossimità Evento Blocco Lavorazioni Sicurezza Zona Informazioni sul Luogo ed Evento La produzione in merito alla fase “Sul Posto”, è l’insieme degli strumenti e operazioni che durante questa fase garantiscono la TUTELA della SICUREZZA. 118 Il personale del 118, deve possedere tutti i DPI a norma CEE, previsti per poter accedere ai cantieri e campi base TAV. La dotazione di questi DPI è a carico del datore di lavoro, cioè la AUSL di Bologna o l’A.O. di appartenenza, che inoltre deve provvedere alla Formazione dei lavoratori in merito al corretto utilizzo degli stessi. Il personale del 118, deve conoscere ed interpretare la Segnaletica di Sicurezza presente nei cantieri TAV. Tale segnaletica aiuta l’operatore a prendere coscienza dei rischi connessi al cantiere ed al tipo di DPI da indossare quando si accede alle aree cui la segnaletica si riferice. Imprese Le imprese, come scritto sul Piano di Sicurezza, a seguito di un incidente, devono garantire: •la presenza dell’addetto alla sicurezza in prossimità dell’evento (indispensabile per ottenere informazioni sull’attività lavorativa in corso, sui rischi connessi, sul luogo e sulla dinamica evento). •il blocco delle lavorazioni in atto •sicurezza nella zona dell’evento Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 160 A cura del GECAV Sul Posto 118 4 Strumenti Imprese Check List Scheda Avvio Lavori: DPI Area Interesse Scheda Tipo di Sopralluoghi lavorazioni in Integrità e Presenza Cartelli Sicurezza atto Stima Presenza operatori Equipaggi Scheda Viabilità Scheda di Servizio Evidenzia criticità Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è indispensabile impostare e costruire: 118 •check list dei DPI, necessari all’accesso nei cantieri TAV (Elmetto, Giubotto Alta Visibilità, Scarpe Antinfortunistiche, Guanti, Imbraco) •scheda sopralluoghi del Referente TAV in grado di evidenziare la presenza ed integrità dei cartelli di Sicurezza. Imprese Invio di Schede di Avvio Lavori al 118, VVF, SPSAL in grado di identificare aree di Interesse, tipo di lavorazioni in atto, stima di presenza operatori, come descritto nella fase Localizzazione 1 Istruttoria Equipaggi •scheda di Viabilità come descritto in Localizzazione 4 Strumenti •scheda di Servizio come descritto in Localizzazione 4 Strumenti Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 161 A cura del GECAV Intervento 1 Istruttoria 118 Procedura Priorità Attesa Salvataggio Soccorso Imprese LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE Piano di Sicurezza / Emergenza Garanzia di Interruzione Lavorazioni Messa Sicurezza della Zona Segnaletica ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Sicurezza La fase di Soccorso intitolata “Intervento”, è relativa al classico intervento sanitario, complicato nei cantieri TAV dalla presenza di rischi ambientali peculiari . Infatti le grandi opere pubbliche, sono caratterizzate da lavorazioni e da scenari complessi, che possono rendere difficilmente gestibile un intervento di soccorso. La Fase Istruttoria dedicata all’Intervento, distingue compiti e responsabilità a carico del personale del 118 e delle Imprese, allo scopo di garantire i presupposti necessari per un corretto Intervento. 118: L’intervento inizia dopo il raggiungimento da parte dell’equipe sanitaria del paziente e termina con il trattamento sanitario dello stesso L’intervento dell’equipaggio, deve essere standardizzato da una procedura, in grado si scandire gli interventi dividendoli in: •attesa: se l’ambiente non è sicuro, si attende la bonifica da parte degli organi competenti (VVF, Addetto Sicurezza, ecc…) •salvataggio: Se l’ambiente presenta Rischi Evolutivi e quindi non offre garanzie di sicurezza, si deve allontanare velocemente il paziente •soccorso: Solo se l’ambiente è sicuro e c’è garanzia di conservazione di tale stato, ci si può concentrare sull’intervento sanitario classico (PTC, BLSD, ….) Imprese: le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza / Emergenza che a seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle Lavorazioni; Messa in Sicurezza della Zona; Presenza della Segnaletica di Sicurezza in grado di orientare l’operatore sui rischi e sull’utilizzo dei DPI idonei alla zona di intervento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 162 A cura del GECAV Intervento Attesa 2 Produzione Salvataggio Trasporto immediato in Zona Sicura Soccorso Luogo Sicuro Manovre Sanitarie PRESIDI a norma CEE • • • • KED Spinale Cucchiaio Toboga Formazione La produzione in merito “all’Intervento”, è il comportamento che deve assumere l’operatore del soccorso su Priorità scandite da eventuali rischi presenti o potenziali: •Attesa: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la necessità di attendere la bonifica dell’ambiente da parte di : •VVF (fumo, incendio, carichi pendenti) •addetto Sicurezza (blocco lavorazioni, traffico mezzi, rilevazioni) •Salvataggio: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la necessità di Trasporto Immediato del paziente in Zona Sicura, causa: •rischi Evolutivi di varia natura •zona Impervia su cui è impossibile effettuare soccorso Il salvataggio può essere effettuato insieme a personale dei VVF o anche solo dai VVF. •Soccorso: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la possibilità di effettuare Soccorso Sanitario. Il Soccorso sanitario pretende un Luogo Sicuro (ottenuto e conservato) su cui poter effettuare tutte le Manovre Sanitarie del caso (BLSD, PTC, ….) ed utilizzare i Presidi necessari. Ricordiamo che i presidi utilizzati nei cantieri TAV, devono essere in grado di adattarsi a scenari del tutto differenti dai consueti (impalcati, mezzi grandissimi, terreno sconnesso con possibilità di trasporto a piedi, forti pendenze, buche, ecc..) e di conseguenza gli operatori devono essere soggetti ad una Formazione specifica al loro utilizzo, contestualizzata a quei particolari tipi di scenario. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 163 A cura del GECAV Recupero 1 Istruttoria 118 Procedura Definizione dei RUOLI Leader Sanitario VVF IMPRESE LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE Piano di Sicurezza / Emergenza Garanzia di Interruzione Lavorazioni Messa Sicurezza della Zona ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Segnaletica Sicurezza La fase di Soccorso intitolata “Recupero”, è relativa al Recupero del Paziente, complicato nei cantieri TAV dall’ambientazione del tutto unica. Inizia dopo l’intervento sanitario e si conclude una volta trasportato il/i paziente sul mezzo. Le grandi Opere Pubbliche, sono uniche nella presentazione dei possibili scenari, ed il recupero del paziente può risultare una operazione complessa. La Fase Istruttoria dedicata al Recupero, distingue compiti e responsabilità in carico a personale del 118 e delle Imprese, allo scopo di garantire i presupposti necessari ad un corretto Recupero. 118 Il servizio 118, insieme alle parti interessate, deve scrivere una Procedura che veda come attori il Leader Sanitario ed i VVF. Risulta infatti indispensabile collaborare con i VVF nei recuperi complicati da terreni impervi, forti pendenze, impalcati, buche … dove è il leader sanitario a dover orientare i VVF sulla posizione da far assumere al Paziente (Trendellemburg, antiTrendellemburg) e sulla necessità o meno di seguirlo durante il recupero. Di conseguenza e solo dopo aver avvisato il paziente sulla successione degli eventi, i VVF provvedono al recupero in sicurezza della vittima. Imprese Le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza / Emergenza che a seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle Lavorazioni; Messa in Sicurezza della Zona; Presenza della Segnaletica di Sicurezza in grado di informare l’operatore sui rischi presenti e sui DPI da utilizzare nella zona di intervento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 164 A cura del GECAV Recupero 2 Produzione 118 Segnaletica Sicurezza IMPRESE Disposizione Operatori Addetto Sicurezza in prossimità Evento Mantenimento Blocco Lavorazioni Mantenimento Sicurezza Zona La produzione in merito al “Recupero”, è tutto ciò che può servire durante l’espletamento di questa fase. 118 Il personale del 118, deve conoscere ed interpretare la Segnaletica di Sicurezza presente nei cantieri TAV. Tale segnaletica consente all’operatore di identificare i rischi connessi all’attività lavorativa ed alla scelta dei DPI idonei all’ambiente lavorativo. Imprese Le imprese, come scritto sul Piano di Sicurezza, per tutto il tempo necessario all’intervento sanitario ed al recupero del paziente, devono garantire: •la presenza dell’addetto alla sicurezza in prossimità dell’evento (indispensabile per ottenere informazioni sulla zona operativa). •il mantenimento del blocco delle lavorazioni in atto •il mantenimento della Sicurezza nella zona dell’evento Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 165 A cura del GECAV Intervento \ Recupero 4 Strumenti 118 Check List PRESIDI Scheda Sopraluoghi Integrità e Presenza Cartelli Sicurezza Imprese Scheda Avvio Lavori: Tipo di Lavorazioni in atto Stima Presenza Operatori Equipaggi LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Scheda di Servizio Evidenzia criticità Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti per Intervento e Recupero è indispensabile impostare e costruire: 118 •check list dei Presidi, necessari per Interventi e recuperi nei cantieri TAV (Toboga, Spinale, Cucchiaio, KED) •scheda sopralluoghi del Referente TAV in grado di evidenziare la presenza ed integrità dei cartelli di Sicurezza Imprese Invio di Schede di Avvio Lavori al 118, VVF, SPSAL in grado di identificare il tipo di lavorazioni in atto. Equipaggi •scheda di Servizio come descritto in Localizzazione 4 Strumenti Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 166 A cura del GECAV Afferenza 1 Istruttoria 118 Procedura Centrale Operativa Equipaggio Ospedali Patologia Competenze Equipaggio Presente Disponibilità altri Mezzi Zona Geografica Morfologia Territorio LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE La fase del soccorso intitolata “Afferenza” inizia non appena l’equipaggio ha recuperato il paziente, passa attraverso il caricamento sull’ambulanza e termina con l’assegnazione del codice di gravità, individuazione dell’Ospedale di riferimento e conseguente raggiungimento della destinazione. 118 Il lavoro istruttorio, si traduce nella scrittura di una Procedura che veda come attori la Centrale Operativa, l’Equipaggio coinvolto, gli Ospedali di riferimento. Tale procedura, deve definire l’ospedale Idoneo in grado di trattare la patologia del paziente. Deve però anche considerare le competenze dell’equipaggio coinvolto e la possibilità di utilizzo di altri mezzi (Elisoccorso). I criteri di scelta, quindi cambiano in base alla: •zona geografica (vicinanza di ospedali attrezzati) in cui si è verificato l’evento •morfologia del territorio (può aumentare i tempi di raggiungimento dell’ospedale di riferimento) •patologia del paziente (potrebbe richiedere l’affluenza a Ospedali molto lontani: l’ospedale più vicino potrebbe non essere quello più idoneo) •competenze dell’equipaggio (potrebbe non essere in grado di gestire l’allungamento del tempo di trasporto necessario per raggiungere l’ospedale più idoneo, piuttosto che quello più vicino) •disponibilità di altri mezzi (possibilità di appoggio dell’auto medica con supporto di personale medico; possibilità di utilizzo per il trasporto di Elisoccorso) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 167 A cura del GECAV Afferenza 2 Produzione Equipaggio Codifica Afferenza 118 Mappe Cantiere La produzione in merito alla “Afferenza”, è tutto ciò che può servire durante l’espletamento di questa fase. Equipaggio E’ indispensabile che l’equipaggio coinvolto nel soccorso nei cantieri TAV, conosca ed esegua la Procedura di Afferenza descritta nella diapositiva Afferenza 1 Istruttoria. 118 L’operatore di centrale a sua volta, grazie alla mappatura dei Cantieri e Campi Base (incluso l’ospedale di riferimento), è in grado di Controllare che l’equipaggio effettui la scelta giusta. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 168 A cura del GECAV Sul Posto \ Intervento \ Recupero \ Afferenza 118 3 Verifica Equipaggi LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE Discussione Caso Ricerca del Referente TAV dei Cod 3 Tempi > 1 ora Simulazioni Organizzate dal Referente TAV Semestrali (sul posto – Caricato) Richiesta Equipaggio ANALISI CRITICA FASI Allertamento Localizzazione Sul Posto Intervento Recupero Afferenza CONCLUSIONE Il MONITORAGGIO e VERIFICA delle fasi del soccorso “Sul Posto”, Intervento, Recupero e Afferenza, si attua tramite: 118 Discussione del Caso: Un forte momento di crescita del gruppo di lavoro è la discussione dei casi, discutere un errore o un evento complesso ed articolato, ha lo scopo di condividere con i colleghi un proprio vissuto personale, carico di dettagli ed emozioni, in grado di trasmettere l’esperienza formativa vissuta a tutti i partecipanti della riunione. La discussione di casi clinici può portare alla modifica delle procedure in atto, qualora comportino errori o rallentamenti della macchina del soccorso. Il Referente TAV, dopo aver messo a punto un sistema di ricerca di casi complessi: •tutti i codici 3 di Ritorno (codice che indica una patologia grave del paziente) •tempi da “Sul Posto” al “Caricato” maggiori di 1 ora •a richiesta dall’equipaggio, per situazioni particolari, deve organizzare l’incontro dei partecipanti all’evento e guidare la discussione del caso in modo da ottenere gli obiettivi sopra citati. Equipaggi Un sistema di verifica della corretta attuazione di tutte le fasi del Soccorso è la Simulazione. Organizzata dal Referente TAV a cadenza semestrale, deve riprodurre interventi reali, in modo da addestrare il personale sanitario e gli addetti ai lavori ad affrontare tutti i possibili scenari che possono capitare nella realtà operativa TAV, ponendo particolare attenzione alla rilevazione dei Rischi e conseguenti opere di eliminazione / riduzione. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 169 A cura del GECAV CONCLUSIONE COLLABORAZIONE STRUTTURATA E CONTINUATIVA LAVORAZIONI INDICAZIONI OPERATIVE ANALISI CRITICA FASI CONCLUSIONE Referente TAV Referente 118 VVF SPPA SPSAL Operatore di Centrale Nella Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità è indispensabile instaurare una collaborazione proficua fra 118, TAV, VVF, SPPA e SPSAL. L’estensione, la complessità e l’unicità di questa grande opera pubblica, richiede la collaborazione fra gli enti sopra descritti, nell’ottica del risparmio e del corretto utilizzo delle risorse in campo. Tale collaborazione è strutturata grazie alla Indicazione Operativa e deve obbligatoriamente essere di tipo continuativo, vista la dinamicità di tale opera. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 170 A cura del GECAV CONCLUSIONE INDICAZIONE OPERATIVA E’ A livello Regionale Elenco dei requisiti di coordinamento fra 118 ed imprese per garantire il soccorso sanitario nei cantieri AV BO-MI A livello Provinciale Procedura Operativa fra z Ditte Esecutrici z Sistema Emergenza 118/ VVF z Prevenzione e Controllo SPPA / SPSAL L’Indicazione Operativa, è una direttiva che stabilisce i requisiti sulla base dei quali il 118 e le imprese si coordinano per garantire il soccorso nei cantieri AV BOMI. Le indicazioni operative, sono state presentate ai VVF ed alle imprese, che hanno mostrato di apprezzare i contenuti. A livello locale, trova esecuzione, tramite la costruzione di Procedura/e Operative che vedano attori: •sistema Emergenza (118 e VVF) •sistema Prevenzione e Controllo (SPPA e SPSAL) nell’ottica della Gestione dell’Emergenza per i Cantieri Alta Velocità. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 171 A cura del GECAV CONCLUSIONE Investire Risorse Necessità di Procedure a livello Locale Necessità di Conoscenza Dinamica ed approfondita dei Cantieri Dall’analisi delle diapositive fino ad ora commentate, risulta evidente la necessità di Investire Risorse per la Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità. Questa necessità è condivisa dalla Regione, grazie alla quale sono nate le Indicazioni Operative per l’intervento nei cantieri TAV. Caratteristiche costruttive e scenari del tutto unici e ad alto rischio, devono indurre i 118 interessati dalla TAV alla stesura di Procedure a livello locale in linea con le Indicazioni Operative Regionali ed in grado di Garantire: •corretto Allertamento del 118 (stretta integrazione con Piano di Emergenza / Sicurezza) •invio dei Mezzi idonei (in base a zona, gravità, complicanze -integrazione con VVF-) •sicurezza sul Posto (integrazione con Piano di Emergenza / Sicurezza e VVF) •intervento Sanitario idoneo (Attesa, Salvataggio, Soccorso) •recupero (integrazione con VVF) •afferenza ospedaliera idonea Inoltre, la dinamicità dei Cantieri TAV, obbliga gli operatori 118 (Centrale ed Equipaggi) ad una conoscenza approfondita delle lavorazioni in atto, ma soprattutto ad un aggiornamento continuo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 172 A cura del GECAV Leader e Sicurezza Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Ambiente di Lavoro Operatori Coinvolti Attività “Fotografa” Evento Crea Sicurezza Priorità Intervento Perchè Questa sezione descrive il ruolo che ricopre il Leader (figura in grado di prendere decisioni e gestire un gruppo in merito alla tematica Sicurezza) durante il soccorso. Nel diagramma è rappresentato il flusso delle pagine che compongono questa sezione. Si inizia introducendo la figura del Leader della Sicurezza, indicando chi è. Si passa poi alle conoscenze che necessariamente deve avere, in merito all’ambiente di lavoro ed agli operatori coinvolti nel soccorso. Si descrivono infine le attività che necessariamente deve svolgere ed il perché queste tematiche devono essere affrontate quando si parla di soccorso in sicurezza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 173 A cura del GECAV Leader della Sicurezza CHI E’ Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Attività Figura professionale, presente sul luogo dell’evento, che facilita la Sicurezza durante le fasi del Soccorso. Perchè Riconosciuto e Riconoscibile (autorevolezza) Figura indispensabile per orientare un gruppo (proprio equipaggio) o più gruppi (VVF, Operatori TAV, ecc…) al raggiungimento di un unico obiettivo Sviluppa reti di relazioni (comunicatore) Il Leader della Sicurezza è quella figura professionale (medico, autista, infermiere, volontario), presente sul luogo dell’evento, che facilita la sicurezza durante le fasi del Soccorso. E’ importante premettere alcune considerazioni in merito a questa figura. Il GECAV (Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico), essendo un servizio adibito al soccorso in gallerie in fase di costruzione, ha dovuto impostare il proprio operato, in funzione del tema sicurezza. Accedere alle gallerie, infatti, obbliga il personale del GECAV ad attenersi a specifiche procedure di sicurezza. Questi vincoli operativi, hanno fatto nascere all’interno del nostro servizio la necessità di adeguare i comportamenti ai rischi presenti nelle attività lavorative. Tale comportamento deve essere esteso non solo al soccorso in gallerie in fase di costruzione, ma anche a tutti i possibili scenari di intervento in cui un operatore GECAV può trovarsi ad operare (terreni in pendenza, autostrade, grandi opere pubbliche, ecc…). Questa modalità di intervento, in linea a quanto descritto dal D.Lgs 626/94, ha portato alla creazione del Leader della Sicurezza: Figura indispensabile per orientare un gruppo (proprio equipaggio) o più gruppi (VVF, Operatori TAV, ecc…) al raggiungimento di un unico obiettivo: organizzare e gestire l’intervento sanitario in modo da seguire precisi protocolli operativi (soccorso in sicurezza). Nasce così, all’interno del GECAV, la figura del Capo Turno, persona addestrata a gestire la propria equipe e ad interagire con altri operatori coinvolti nelle operazioni di soccorso. E’ indispensabile, che tale figura sia riconosciuta all’interno del gruppo di lavoro (istituzionalizzata) e che ogni componente riconosca il ruolo indispensabile del Leader della Sicurezza nella gestione delle fasi del soccorso. Fra le “doti”, che devono caratterizzare questa figura, è indiscussa l’autorevolezza (deve conquistare la stima degli operatori) e l’abilità di comunicatore (deve essere in grado di sviluppare reti di relazioni). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 174 A cura del GECAV Leader della Sicurezza CONOSCENZE Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Ambiente Attività Ambiente di Lavoro Perchè Scenari possibili Attività lavorative e rischi connessi z Fasi del Soccorso Misure Cautelative necessarie DPI Procedure Aggiornamento Cominciamo a descrivere quelle che sono le necessarie conoscenze del Leader della Sicurezza. Nell’ambito dell’ambiente di lavoro, è indispensabile che il Leader conosca ogni tipo di scenario possibile (evento traumatico o malore, da affrontare dal punto di vista del soccorso). A questo scopo, un gran numero di interventi formativi del GECAV, ha l’obiettivo di “familiarizzare” con i possibili scenari tipici della nostra zona di intervento. Per ogni possibile scenario, deve conoscere i rischi connessi alle fasi del soccorso, le misure cautelative (DPI e Procedure Comportamentali) da adottare per eliminare o ridurre i rischi residui. E’ indispensabile un continuo aggiornamento sulle tematiche della sicurezza sull’ambiente lavorativo. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 175 A cura del GECAV Leader della Sicurezza CONOSCENZE Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Operatori Attività Operatori Coinvolti Perchè Conoscere / Riconoscere ruoli e responsabilità di ogni Ente / Figura che concorre nel Soccorso TAV Attitudine di ogni componente del proprio equipaggio Dinamiche di gruppo e gestione conflitti Sugli operatori coinvolti, il Leader della Sicurezza, deve conoscere e riconoscere i ruoli e responsabilità di ogni figura che concorre nel soccorso, sia esso parte del proprio equipaggio, che di altri enti coinvolti nelle operazioni di soccorso. Nello specifico della propria equipe, il Leader della Sicurezza, deve conoscere le attitudini specifiche di ogni componente del proprio equipaggio, per utilizzarle al meglio durante la fase operativa del soccorso; quindi, sarà indispensabile una forte conoscenza delle dinamiche di gruppo per fronteggiare al meglio eventuali conflitti. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 176 A cura del GECAV Leader della Sicurezza ATTIVITA’ Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Attività “Fotografa” Evento “Fotografa” l’evento Perchè Prende contatti con Referente Emergenza TAV Ottiene informazioni sulla Sicurezza Monitorizza l’ambiente Ricostruisce la dinamica Valuta Sicurezza Scenario Aggiorna Centrale Operativa Le attività in carico al Leader della Sicurezza sono essenzialmente: •prendere contatti con il Referente dell’ Emergenza, qualora si intervenga in ambiti lavorativi in cui è previsto (Cantieri edili, fabbriche, gallerie, ecc…), al fine di ottener il maggior numero di informazioni inerenti la sicurezza dello scenario •monitorizzare l’ambiente su tutti gli aspetti che concorrono alla valutazione della sicurezza dello scenario (es. se si tratta di un incidente con mezzi coinvolti: il tipo di alimentazione del mezzo, presenza di combustibile al suolo, stabilità del mezzo, quadro elettrico, ecc…) •ricostruire la dinamica dell’evento, come elemento per intuire la sicurezza della zona in cui si opera •aggiornare la centrale operativa. In casi particolari, il leader della sicurezza, deve essere il “fotografo”, in grado di descrivere l’evento e le esigenze specifiche in termini di risorse da mettere in campo e priorità d’intervento. Tutte queste operazioni, preliminari all’intervento vero e proprio, devono essere effettuate esclusivamente dal Leader della Sicurezza nell’ottica di : •esporre il minor numero di persone ad un rischio ancora da valutare •raccogliere il maggior numero di informazioni •garantire che le tutte le informazioni necessarie siano convogliate alla persona che deve valutare, ottenere e garantire la Sicurezza dello scenario. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 177 A cura del GECAV Leader della Sicurezza ATTIVITA’ Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Attività Crea Sicurezza Crea Sicurezza Perchè Delimita la Zona Valuta la necessità di altre figure nella gestione del Soccorso e della Sicurezza VVF / Elisoccorso / SPSAL / Forze dell’Ordine In seguito alla valutazione dell’evento, è indispensabile che il Leader della Sicurezza (insieme al referente o preposto dell’emergenza, nel caso in cui si intervenga in ambiti lavorativi in cui è prevista tale figura), delimiti la zona di intervento, con l’obiettivo di ottenere un’area a rischio 0. Deve poi valutare la necessità di fare intervenire altre figure (nel caso in cui siano state preallertate, chiedere conferma), indispensabili nella gestione del Soccorso (es. altri mezzi sanitari, Medicalizzata, Elisoccorso), della Sicurezza (es. VVF, forze dell’ordine) e del Prosiguo delle attività lavorative (SPSAL, nel caso di infortuni sul lavoro, con morti o feriti gravi). Ovviamente, all’arrivo del suddetto personale, il Leader della Sicurezza deve interagire con essi. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 178 A cura del GECAV Leader della Sicurezza ATTIVITA’ Leader Sicurezza Priorità di Intervento Chi è Conoscenze Attività Priorità Intervento Perchè Attesa fino a scena sicura Salvataggio rischio evolutivo Soccorso integrazione con altre figure Conservazione della Sicurezza Verifica che permanga la Sicurezza della zona Anche le decisioni, relative alle priorità di intervento, sono in carico al Leader della Sicurezza, che in base alle valutazioni fino ad ora effettuate, deve essere in grado di scegliere fra: •attesa di ambiente lavorativo sicuro, dove la bonifica è in carico a personale dei VVF e/o addetto Emergenza (nel caso in cui si intervenga in ambiti lavorativi in cui è prevista tale figura) e/o forze dell’ordine. •salvataggio, quando l’ambiente lavorativo, presenta rischi evolutivi (la scena è sicura, ma non c’è garanzia di conservazione di tale stato per un periodo di tempo sufficiente alle normali azioni di soccorso) e l’obiettivo principale diventa quello di allontanare velocemente le vittime in ambiente idoneo al Soccorso. •soccorso, quando l’ambiente è sicuro c’è la garanzia di conservazione di tale stato per un periodo di tempo sufficiente all’esecuzione di tutte le manovre necessarie al trattamento sanitario del caso. Ovviamente, durante le manovre di soccorso, è compito del Leader, verificare che permanga lo stato di sicurezza della zona di intervento ed in caso di variazione di tale stato, optare per una delle soluzioni indicate sopra. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 179 A cura del GECAV Leader della Sicurezza PERCHE’ Leader Sicurezza Chi è Conoscenze Attività Perchè Nei CANTIERI TAV ogni aspetto fino ad ora considerato E’ assolutamente non trascurabile Deve essere programmato Può inficiare il Soccorso Soprattutto può produrre danni ai Soccorritori I concetti espressi fino ad ora, trovano particolare fondamento all’interno di ambienti lavorativi particolari come i cantieri TAV (cantieri per la costruzione della linea alta velocità). Nei Cantieri TAV, infatti, ogni aspetto fino ad ora considerato è assolutamente non trascurabile, deve essere programmato (scandito da procedure e condiviso in maniera capillare), perché può inficiare le operazioni di Soccorso, ma soprattutto può produrre danni ai Soccorritori. Queste considerazioni, inoltre, sono senza dubbio attuabili in tutti gli ambiti lavorativi. Infatti, un approccio all’emergenza caratterizzato da una accurata concezione e gestione della Sicurezza, è senz’altro auspicabile in ogni realtà operativa. Il ruolo del Leader della Sicurezza, deve trovare sempre più spazio all’interno delle equipe di soccorso, che ovviamente devono condividere la necessità di tale figura. Oggi, solo realtà operative particolari, come il GECAV o l’elisoccorso (con il CVS) hanno istituzionalizzato questa figura professionale. Solo considerazioni approfondite sulla sicurezza, renderanno necessario lo sviluppo di questa figura professionale. Ricordiamo che da sempre, i VVF operano secondo orientamenti dettati dal Capo Squadra e che il Soccorso Alpino, prevede figure con a capo responsabilità inerenti la sicurezza della propria equipe. Ambiti lavorativi particolari, quindi, hanno dettato la necessità di figure speciali a garanzia della sicurezza. Noi crediamo invece, che anche gli abituali, ma non certo meno pericolosi ambiti lavorativi del soccorso (es. interventi in autostrade, industrie, gallerie in fase di esercizio, metropolitane, ecc…), necessitano di figure professionali responsabili ed in grado di gestire un intervento di soccorso nel rispetto dei criteri dettati dalle norme di sicurezza. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 180 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale DPI Cosa Sono Obblighi Requisiti Datore di Lavoro Lavoratori Classificazione Prima Categoria Seconda Categoria Esempio Esempio Terza Categoria Esempio Parlando di Dispositivi di Protezione Individuale, si entra in un tema molto complesso : La sicurezza sul lavoro. Ricordiamo che i DPI, sono una parte dei Dispositivi di Sicurezza che il datore di Lavoro, fornisce al lavoratore per ridurre e evitare il rischio. Il ricorso ai DPI è ammesso (in accordo all’art 11, comma 1 D.Lgs 626/94) quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da interventi tecnologici, da mezzi di protezione collettiva e procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 181 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale DPI Se il rischio non può essere eliminato o ridotto da : Interventi tecnologici Mezzi di protezione collettiva Riorganizzazione del lavoro Obbligo uso di dispositivi di Protezione Individuale L'articolo 41 del D.Lgs. 626/94 stabilisce che "i DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro". L'impiego dei DPI è pertanto subordinato alla verifica del fatto che il rischio non può essere in alcun modo evitato o ridotto attraverso l'adozione di altri sistemi di protezione e di prevenzione come gli interventi tecnologici, i mezzi di protezione collettiva, i procedimenti di riorganizzazione del lavoro. In altre parole, l'impiego dei DPI è consentito quando la valutazione dei rischi e la conseguente individuazione delle misure preventive, effettuate ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. 626/94, ha escluso la fattibilità di altri interventi (es. misure tecniche di prevenzione, metodi o procedure di riorganizzazione del lavoro) per ridurre il rischio. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 182 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Cosa Sono DPI Attrezzature ed indumenti aventi lo scopo di Cosa Sono Obblighi Classificazione proteggere l’utente da rischi segnalare individualmente e visivamente la presenza dell’utilizzatore Ai sensi dell’articolo 40, comma 1 del D.Lgs 626/94 si definiscono Dispositivi di Protezione Individuale le attrezzature destinate ad essere indossate e tenute dal lavoratore allo scopo di proteggerlo da uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni completamento o accessorio destinato a tale scopo. Inoltre gli indumenti destinati ad essere utilizzati in condizioni in cui si prevede sia necessario segnalare individualmente e visivamente la presenza dell’utilizzatore devono essere dotati di uno o più dispositivi o mezzi di segnalazione opportunamente collocati , che emettano una radiazione visibile , diretta o riflessa, con intensita’ luminosa e opportune caratteristiche fotometriche e colorimetriche Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 183 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Requisiti Di Progettazione DPI Cosa Sono ergonomia Requisiti livelli di protezione quanto Classificazione possibile elevati classi di protezione adeguate a diversi livelli di un rischio Obblighi Di Confort e Efficacia adeguamento dei D.P.I. alla morfologia dell'utilizzatore leggerezza e solidità di costruzione compatibilità necessaria tra i vari tipi di D.P.I. destinati ad essere indossati simultaneamente I requisiti essenziali di salute e sicurezza applicabili a tutti i tipi di DPI sono specificati nell’allegato 2 del D.Lgs 475/92. I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale da essere indossati il più comodamente possibile, nella posizione appropriata e durante il periodo necessario e prevedibile dell’impiego tenendo conto dei fattori ambientali , dei gesti da compiere e delle posizioni da assumere. A tal fine i DPI devono rispondere il più possibile alla morfologia dell’utilizzatore mediante ogni mezzo opportuno: adeguati sistemi di regolazione e di fissazione o una gamma sufficiente di misure e numeri. I DPI devono essere il più possibile leggeri senza pregiudizio per la solidità di costruzione e la loro efficacia. Essi devono prevedere una resistenza sufficiente nei confronti dei fattori ambientali inerenti alle condizioni d’impiego prevedibili. Se l’efficacia di un DPI può essere verificata abbastanza facilmente, altrettanto non si può dire per il comfort, in quanto si tratta di un requisito la cui valutazione è soggettiva . Il DPI deve essere progettato tenendo conto degli scenari d’utilizzo, che sono innumerevoli, e in particolar modo, gli eventuali effetti negativi imputabili ai fattori ambientali (atmosfere inquinate , clima , ambienti confinati , ecc.). Il peso del DPI costituisce un elemento deterrente ai fini della sua portabilità e deve essere sempre contenuto al minimo possibile senza compromettere la prestazione del DPI stesso . Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 184 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Requisiti Di innocuità Assenza di rischi Materiali costitutivi appropriati Stato di superficie adeguato di ogni parte di un DPI a contatto con l’utilizzatore Ostacoli massimi ammissibili per l’utilizzatore I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo da non provocare rischi e altri fattori di disturbo nelle condizioni prevedibili di impiego. I materiali costitutivi dei DPI e i loro eventuali prodotti di decomposizione non devono avere effetti nocivi per l’igiene o la salute dell’utilizzatore. Ogni parte di un DPI a contatto, o suscettibile di entrare a contatto con l’utilizzatore, durante l’impiego non deve avere asperità, spigoli vivi, sporgenze, ecc., tali da provocare una irritazione eccessiva o delle ferite. I DPI devono ostacolare il meno possibile i gesti da compiere , le posizioni da assumere e la percezione sensoriale e non devono essere all’origine di gesti che possano mettere in pericolo l’utilizzatore o altre persone. L’innocuità del DPI è legata a innumerevoli fattori che, a partire dai materiali che lo costituiscono, possono determinare problemi di sicurezza e/o di salute per l’utilizzatore .Anche in questo caso non è sempre facile per il fabbricante garantire con certezza tutti i punti richiamati in questo capitolo. Nella scelta dei materiali costituenti il DPI devono comunque essere evitati tutti quelli che sono conosciuti per essere dannosi per l’igiene e la salute dell’utilizzatore. Qualora tali materiali risultassero insostituibili e assolutamente necessari, il produttore dovrà provvedere ad isolarli adeguatamente e ad indicarne l’eventuale pericolosità nella nota informativa. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 185 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Requisiti Di Informazioni (Nota Informativa) Nome fabbricante Istruzioni Classe di protezione Accessori utilizzabili Termine di scadenza dei DPI Significato della Marcature Per garantire corretto utilizzo e gestione La Nota Informativa deve riportare: Il nome e l'indirizzo del fabbricante; Le istruzioni di deposito, di impiego, di pulizia, di manutenzione, di revisione e di disinfezione. (I prodotti di pulizia, di manutenzione o di disinfezione consigliati dal produttore non devono avere nell'ambito delle loro modalità di uso alcun effetto nocivo per i DPI o per l'utilizzatore); Le prestazioni ottenute negli esami tecnici effettuati per verificare i livelli o classi di protezione dei D.P.I.; Gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati; Le classi di protezione adeguate a diversi livelli di rischio ed i corrispondenti limiti di utilizzazione; La data o il termine di scadenza dei DPI o di alcuni loro componenti; Il tipo di imballaggio appropriato per il trasporto dei DPI; Il significato della marcatura se esistente con una o più indicazioni di sicurezza (pittogrammi o ideogrammi) Il compito della nota informativa consiste nel veicolare all’utilizzatore del DPI tutte le informazioni necessarie per un corretto utilizzo ed una altrettanto corretta gestione del dispositivo stesso. La sua forma deve essere tale da risultare accessibile a tutte le tipologie di utilizzatori a cui è destinato e deve fornire tutti gli elementi che, dal punto di vista della tutela della salute e della sicurezza dell’utilizzatore, sono ritenuti utili ai fini della scelta del DPI adeguato. Considerando che la nota informativa costituisce un preciso elemento di riferimento per l’espletamento degli obblighi d’informazione, formazione e addestramento cui il datore di lavoro è soggetto. In particolare dovrebbero essere evidenziati i limiti di utilizzo del dispositivo evidenziando i campi in cui tale dispositivo non deve essere impiegato. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 186 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Requisiti Di Conformità CE da parte del fabbricante Atto con il quale un organismo di controllo autorizzato attesta che il modello di D.P.I. è stato realizzato in conformità alle disposizioni del D.Lgs. 475/92 e successive modifiche (art. 7, comma 1). Marchiatura CE Contrassegno numerico dell’organo di controllo La presenza dei suddetti tre elementi (Nota Informativa, Conformità CE, Marchio CE), garantisce il possesso da parte del DPI dei requisiti essenziali. Per i DPI di seconda e terza categoria la dichiarazione di conformità CE da parte del fabbricante, la marcatura CE e la nota informativa rilasciata dal fabbricante garantiscono che è stato rilasciato un attestato di certificazione da parte di un organismo di controllo autorizzato e notificato secondo quanto disposto dal D.Lgs. 475/92. In questi casi la marcatura CE è completata dal contrassegno numerico dell'organismo di controllo. Se le prestazioni del DPI possono diminuire a seguito di un fenomeno di invecchiamento, su ogni esemplare o componente intercambiabile di DPI immesso sul mercato e sull’imballaggio deve figurare la data di fabbricazione e/o se possibile di scadenza impressa in modo indelebile e senza possibilità di interpretazione erronea. Se il produttore non può impegnarsi per quanto riguarda la durata di un DPI, deve comunque indicare nella sua nota informativa ogni dato utile che permetta all’acquirente o all’utilizzatore di determinare un termine di scadenza ragionevolmente praticabile in relazione alla qualità del modello e alle condizioni effettive di deposito , impiego, revisione e di manutenzione. Qualora si constatasse che DPI subiscono un’alterazione rapida e sensibile delle prestazioni a causa dell’invecchiamento provocato dall’applicazione periodica di un processo di puliture raccomandato dal fabbricante, quest’ultimo deve apporre, se possibile, su ciascun dispositivo posto in commercio, l’indicazione del numero massimo di pulitura al di la del quale è opportuno revisionare o sostituire il DPI. In alternativa, deve fornire tale dato nella nota informativa. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 187 A cura del GECAV Obblighi Datore Lavoro Scelta dei DPI DPI Cosa Sono Obblighi Datore di Lavoro Classificazione Valuta il rischio RESIDUO non evitabile con altri mezzi di prevenzione Individua il tipo di D.P.I. adeguato contro i rischi valutati Analizza le caratteristiche dei D.P.I. presenti sul mercato tenendo conto delle necessità individuate Verificare la presenza dei Requisiti Essenziali I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale che , nelle condizioni di impiego prevedibili cui sono destinati, l’utilizzatore possa svolgere normalmente l’attività che lo espone a rischi, disponendo al tempo stesso di una protezione appropriata e del miglior livello possibile di confort. In questo punto viene ripreso il concetto espresso nella Direttiva Europea 89/391/CEE dove si dice che “ il DPI deve essere adeguato ai rischi per i quali è stato progettato ma non deve essere di per sé stesso fonte di rischi aggiuntivi”. Entrano in gioco fattori legati all’ergonomia che si devono conciliare con le esigenze di protezione, che non sempre, sono di facile identificazione in fase di progettazione . Anche a livello normativo si stanno incontrando grosse difficoltà nel definire i requisiti ergonomici dei DPI e le norme già disponibili sono abbastanza generiche. Per i DPI di prima categoria è responsabilita’ del produttore, verificare che non vi siano controindicazioni circa l’impiego dei DPI progettati. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 188 A cura del GECAV Obblighi Datore Lavoro Mette a disposizione DPI appropriati ai rischi inerenti alle lavorazione Ne esige l’utilizzo Garantisce la Formazione all’Utilizzo e Gestione Aggiorna la scelta dei D.P.I. ogniqualvolta si verifica una variazione significativa degli elementi precedentemente considerati L'obbligo da parte del datore di lavoro di mettere a disposizione dei lavoratori mezzi personali di protezione appropriati ai rischi inerenti alle lavorazioni ed alle operazioni effettuate, qualora manchino o siano insufficienti i mezzi tecnici di protezione, è già sancito dall'articolo 377 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, relativo a norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, relativo a norme generali per l'igiene del lavoro, ribadisce all'articolo 4 che tra gli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, vi è quello di fornire ai lavoratori i necessari mezzi di protezione, disponendo ed esigendo che i singoli lavoratori usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione. Inoltre il D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 stabilisce all'articolo 378 che "i lavoratori non devono usare sul luogo di lavoro indumenti personali o abbigliamenti che, in relazione alla natura delle operazioni o alle caratteristiche dell’impianto, costituiscano pericolo per la incolumità personale", mentre all'articolo 379 “obbliga il datore di lavoro, in presenza di lavorazioni o di operazioni o di condizioni ambientali che presentano pericoli particolari non previsti dalle disposizioni sui mezzi di protezione personale, a mettere a disposizione dei lavoratori idonei indumenti di protezione". Nei successivi articoli il D.P.R. 547/55 norma l'uso delle varie tipologie di mezzi di protezione personale: dei capelli (art. 380), del capo (art. 381), degli occhi (art. 382), delle mani (art. 383), dei piedi (art. 384), delle altre parti del corpo (art. 385), nonché delle cinture di sicurezza (art. 386) e delle maschere respiratorie (art. 387). Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 189 A cura del GECAV Obblighi dei Lavoratori Usare con Cura i DPI Segnalarne anomalie DPI Cosa Sono Obblighi Lavoratori Classificazione Non rimuovere o modificare, senza autorizzazione, i dispositivi di sicurezza, di segnalazione, di misurazione ed i mezzi individuali e collettivi di protezione Non compiere di loro iniziativa operazioni o manovre non di loro competenza che possono compromettere la protezione e la sicurezza I Lavoratori, devono usare con cura i dispositivi tecnico-sanitari e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro, segnalare al datore di lavoro, al dirigente, o ai preposti le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di protezione e non rimuovere o modificare i dispositivi e mezzi di protezione, senza averne ottenuta l’autorizzazione. I mezzi personali di protezione forniti ai lavoratori, quando possono diventare veicolo di contagio, devono essere individuali e contrassegnati con il nome dell’assegnatario o con un numero (D.P.R. n. 303/56, art. 5). Con l'entrata in vigore del D. Lgs. 15 agosto 1991, n. 277 tra gli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, oltre naturalmente a quello di fornire ai lavoratori i necessari ed idonei mezzi di protezione, viene per la prima volta sancito l'obbligo di provvedere ad un adeguato addestramento dei lavoratori all’uso dei mezzi individuali di protezione (art. 5, comma f), confermato e ribadito dal D.Lgs 626/94 e successive integrazioni distinguendo fra formazione ed addestramento (quest’ultimo obbligatorio per i DPI di classe II) Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 190 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale Classificazione Tre classificazioni di DPI, in base a: DPI Cosa Sono Obblighi Classificazione Tipo di Attività Rischi connessi Necessità di Formazione Il D. Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475 (modificato dal D. Lgs 2 gennaio 1997, n. 10) regola le modalità di progettazione e di costruzione dei DPI, attribuendo al solo costruttore la responsabilità di garantire che i DPI rispondano ai requisiti essenziali di salute e sicurezza stabiliti dalla legge stessa (certificazione e marcatura CE). Ai sensi dell'articolo 4 del sopra citato decreto i D.P.I. sono suddivisi in tre categorie. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 191 A cura del GECAV Classificazione Prima Categoria Salvaguardia da danni di lieve entità DPI Cosa Sono Obblighi Classificazione Prima Categoria Azioni lesive superficiali da strumenti meccanici Azioni lesive reversibili da prodotti per la pulizia Contatto con oggetti caldi di temperatura inferiore ai 50° C Ordinari fenomeni atmosferici Urti lievi e vibrazioni Azione lesiva dei raggi solari Appartengono alla prima categoria dei DPI, quelli di progettazione semplice, destinati a salvaguardare la persona da danni fisici di lieve entità. La persona che usa DPI deve avere la possibilità di valutarne l’efficacia e di percepire prima di avere un danno, il progressivo verificarsi degli aspetti lesivi. Rientrano nella prima categoria i DPI che hanno la funzione di salvaguardare da: •azioni Lesive con effetti superficiali da strumenti meccanici •azioni Lesive di lieve entità e facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia •rischi derivanti dal contatto o da urti con oggetti caldi che non espongono ad una temperatura superiore ai 50° C. •ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attività professionali. •urti lievi e vibrazioni non idonei a raggiungere organi vitali ed a provocare lesioni a carattere permanente •azione lesiva dei raggi solari Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 192 A cura del GECAV Prima Categoria Esempio Dispositivi di Protezione DPI Piedi e Gambe Classificazione Cosa Sono Scarpe, sovrascarpe, stivali, soprastivali, suole scelti in base alla attività lavorativa e a Necessità di: protezione protezione protezione protezione protezione protezione Obblighi Prima Categoria Esempio supplementare della punta del piede contro il calore contro il freddo contro le vibrazioni antielastici isolanti Anche le calzature (esempio di Dispositivo di Protezione Individuale di Prima Categoria) devono rispondere a requisiti impostati da Legge. La scelta del modello con particolari caratteristiche rispetto ad altre è determinata dalle necessità richieste dalla attività lavorativa: •scarpe con protezione supplementare della punta del piede •scarpe e soprascarpa con suola anticalore •scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il calore •scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il freddo •scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro le vibrazioni •scarpe, stivali e soprastivali di protezione antielastici •scarpe, stivali e soprastivali di protezione isolanti Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 193 A cura del GECAV Classificazione Terza Categoria DPI Apparecchi di protezione respiratoria filtranti Classificazione contro gli aerosol solidi, Terza Categoria liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi,tossici o radiotossici Cosa Sono Obblighi I DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto. . . Apparecchi il cui utilizzo e gestione necessita Formazione e Addestramento Appartengono alla terza categoria dei DPI quelli di progettazione complessa, destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente. Rientrano esclusivamente nella terza categoria: Gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici. I DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti I DPI per attività in ambienti in condizioni equivalenti ad una temperatura d’aria non inferiore ai 100° C, con o senza radiazioni infrarosse , fiamme o materiali in fusione. I DPI per attività in ambienti in condizioni equivalenti ad una temperatura d’aria non superiore ai – 50° C. I DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto. I DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongono a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 194 A cura del GECAV Classificazione Terza Categoria Apparecchi di protezione isolanti DPI Dispositivi di protezione limitata Cosa Sono Obblighi nel tempo contro aggressioni Classificazione chimiche, radiazioni ionizzanti Dispositivi per attività in ambienti Terza Categoria con temperatura d'aria non inferiore ai 100°C Dispositivi per attività in ambienti con temperatura d'aria non superiore a 50°C Dispositivi a salvaguarda dalle cadute dall'alto Dispositivi a salvaguarda dei rischi connessi ad esposizione di tensioni elettriche L'attestato di certificazione CE è l'atto con il quale un organismo di controllo autorizzato attesta che il modello di D.P.I. è stato realizzato in conformità alle disposizioni del D.Lgs. 475/92 e successive modifiche (art. 7, comma 1). Esempio: Apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli destinati all'immersione subacquea; DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti; DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non inferiore ai 100°C con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione; DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non superiore a 50°C; DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto; DPI. destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongano a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 195 A cura del GECAV Terza Categoria Esempio DPI Autorespiratore PA 90 Dispositivo di protezione personale a circuito aperto che permette indipendenza dalla atmosfera ambiente di soccorso Costituito da una bombola contenete aria,e da una maschera facciale dotata di erogatore e schermo di protezione per occhi Necessita di Formazione e Addestramento Un esempio di DPI di Terza l’AUTORESPIRATORE PA 90. Cosa Sono Obblighi Classificazione Terza Categoria Esempio Corpetto + Bombola Erogatore Proprio Maschera Propria Categoria in uso Erogatore di Soccorso Maschera di Soccorso al GECAV è Dispositivo di protezione personale a circuito aperto che permette indipendenza dalla atmosfera ambiente. Costituito da una bombola contenete aria e da una maschera facciale dotata di erogatore e schermo di protezione per occhi. Necessita di Formazione e Addestramento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 196 A cura del GECAV Terza Categoria Esempio Imbraco E’ un dispositivo che serve a collegare la corda oppure il cordino all’operatore che lo utilizza. Previene dal Rischio di CADUTA DALL’ALTO Deve garantire comodità e sicurezza L’imbracatura ha anche una funzione di tenuta, ma non è un assorbitore di energia. In ultima analisi, l’imbracatura deva adattarsi all’anatomia dell’utilizzatore DPI Cosa Sono Obblighi Classificazione Prima Categoria Esempio Necessita di Formazione e Addestramento Un esempio di DPI di Terza Categoria in uso al GECAV è l’IMBRACO E’ un dispositivo che serve a collegare la corda oppure il cordino all’operatore che lo utilizza. Previene dal Rischio di Caduta dall’alto. Deve garantire comodità e sicurezza. L’imbracatura ha anche una funzione di tenuta, ma non è un assorbitore di energia. In ultima analisi, l’imbracatura deve adattarsi all’anatomia dell’utilizzatore. Necessita di Formazione e Addestramento. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 197 A cura del GECAV Seconda Categoria Esempio Tutti i Dispositivi di Protezione non appartenenti alla prima e terza DPI categoria Classificazione Dispositivi di Protezione Seconda Categoria alla Testa Cosa Sono Scelti in base alla attività lavorativa, per NECESSITA’ DI Assorbimento degli urti Stabilità Resistenza del sistema di ritenuta Estensione della protezione Agiscono Aumentando la superficie di Impatto Aumentando il tempo di Impatto Obblighi Esempio Appartengono infine alla seconda categoria dei DPI quelli che non rientrano nelle altre due categorie I Dispositivi per la protezione del capo sono molti. La scelta del tipo di casco, viene effettuata in base alle attività lavorative. Non tutti i lavoratori che indossano un casco sono soggetti ai medesimi rischi, infatti le caratteristiche del Casco dei Vigili del Fuoco sono differenti da quelle del casco utilizzato da chi lavora in miniera, poiché deve rispondere ad esigenze diverse. Se prendiamo come esempio un motociclista che cade, i danni alla testa sono causati dall’improvviso arresto che consegue all’impatto della testa con una superficie rigida. Il modo per prevenire questo tipo di danno è cercare di produrre un arresto più graduale della testa (la forza, durante la decelerazione è inversamente proporzionale al tempo impiegato per questa decelerazione). Se potessimo aumentare il tempo della decelerazione di due volte, la forza in causa verrebbe dimezzata. Il cervello umano può sopportare accelerazioni di 400 G senza riportare danni. Da 400 a 700 G, si ha una commozione cerebrale con uno stato di Incoscienza più o meno lungo. Oltre i 700 G si hanno danni cerebrali permanenti. Per incrementare il tempo critico della decelerazione è necessario un materiale che collassando, permetta alla testa un arresto progressivo e che abbia un ritorno elastico molto contenuto se sottoposto a schiacciamento. Un casco è composto da: una struttura esterna rigida, una schiuma ammortizzante, un interno confortevole e una cinghia di ritenuta. Ci sono poi quattro punti critici che determinano la capacità protettiva di un casco: Assorbimento degli urti: quanto e come protegge da collisioni con grandi oggetti. Stabilità: come si posiziona sulla testa e se sta in posizione quando serve davvero. Resistenza del sistema di ritenuta: se le cinghie sono abbastanza solide da mantenere il casco in posizione per tutta la durata dell’impatto. Estensione della protezione: l’area della testa effettivamente protetta dal casco. Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 198 A cura del GECAV Dispositivi di Protezione Individuale GECAV Nella immagine, mostriamo i DPI in dotazione per il personale appartenente al GECAV: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • 1 occhiali 41168-41170 1 elmetto Petzl ECRIN ST A02 1 casco Gallet F1, munito di Craniofono e Lampada Eex 1 cuffia Sottocasco 5330001 1 gilet Alta Visibilità SLT3006HV 07B 1 guanti Antinfortunistici ANSELL 40-400 1 giacca ¾ Antipioggia 35076 1 calzerotti Termici Polar Wear 06-464 1 stivali Antinfortunistica Cofra 1 borsone porta DPI 1 imbraco Falcon C38 1 pettorale Voltige C60 1 bretella di sicura Secur C74 1 maglia rapida a triangolo 1 maglia rapida a delta 1 risalitore Croll B16 1 maniglia Ascension B17R 1 discensore I’D D20S 1 piastrina GiGi 2 moschettone ovale OKM70 2 moschettoneHMS M26 1 spelegyca C44 2 moschettone a Delta (Kong) 2 moschettone HMS Twist Look 1 cordino Kevlar 1 cordino 7 mm 1 spezzone di corda 10,5 mm * 3.5 mt 1 moschettone AM’D 1 moschettone Attach 1 pedaliera Soccorso in Grandi Opere Pubbliche 199