A cura del GECAV
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
PREFAZIONE
Questo opuscolo nasce grazie a contributi INAIL, assegnati alla AUSL di Bologna area
Sud per la realizzazione di tre progetti di Informazione/Formazione (D.Lgs.n.38/2000
art.23 lett. b riferimenti ISI 32000208 / ISI 32000209 / ISI 32000210).
Il riconoscimento e il sostegno da parte dell’INAIL Nazionale e Regionale, ha dato un
grosso stimolo alla formazione del GECAV (Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità
e Variante di Valico) ed ha consentito una gestione capillare della formazione degli
operatori interni ed esterni del servizio (supportata da 4 programmi in filemaker.pro in
grado di gestire l’iter formativo di 120 operatori provenienti da diverse realtà operative
collegate al GECAV: personale del CATIS, Gettonisti della AUSL di Bologna,
personale convenzionato CRI Firenze e Casa di Cura Villa Nobili).
L’integrazione con l’ufficio Formazione della AUSL di Bologna area Sud (la
formazione interna del GECAV è prevista dal piano formativo dello STAFF ed è in via
di accreditamento) e con il SPPA (con cui si sono misurati i bisogni formativi del
GECAV) della AUSL di Bologna area Sud, hanno consentito la realizzazione di un
progetto ambizioso: la creazione di un piano formativo specifico per le problematiche
tipiche del GECAV in materia di sicurezza e prevenzione.
Il supporto di consulenti esterni (Società Artemis del dott. Antonio Zanzi) è un evidente
segno di fiducia della Direzione della AUSL di Bologna area Sud ed ha consentito il
varo di nuovi progetti (formazione per la diffusione dei sistemi di sicurezza e corso
Camera Fumi presso la Scuola Provinciale Antincendio di Trento) e lo sviluppo di
gruppi di lavoro, che hanno portato alla creazione di prodotti innovativi, fra cui questo
stesso opuscolo, composto da moduli, utilizzati per la formazione del personale del
GECAV inerente ai temi del Soccorso nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche.
Ogni modulo formativo è stato creato dagli operatori del GECAV secondo criteri
precisi:
•è orientato a personale sanitario (Medici, Infermieri, Autisti-Soccorritori), impegnato a
vario titolo (Ruolo, Convenzione, Gettonisti) nell’Emergenza Territoriale della AUSL
di Bologna area Sud Servizio GECAV, per cui alcune tematiche di Medicina del Lavoro
dettate dal D.Lgs 626/94 e successive modifiche, sono volutamente trattate in maniera
semplificata, allo scopo di prediligere un messaggio orientato a personale con ridotte
conoscenze tecniche
•ricercare la soluzione di un problema (cantieri per grandi opere pubbliche, normative,
DPI, …)
•mettere a punto il metodo di insegnamento per la trasmissione ai colleghi
•creare Istruzioni Operative chiare, che scandiscono ogni passaggio necessario al
compimento dell’atto formativo
•creare schede di registrazioni e Test di verifica apprendimento
•creare diapositive aggiornate e commentate
Nascono così veri e propri LIBRETTI FORMATIVI basati sull’esperienza ormai
settennale con cui ripetiamo questi corsi sia al nostro interno che all’esterno:
•corsi 626 per “Sicuristi” CAVET (Cantieri Alta Velocità Emilia Toscana)
•corsi Emergenza in Sicurezza per ditta Ferno Washington
•corsi Emergenza in Sicurezza per Volontari del soccorso
•simulazioni in Galleria per “Sicuristi” CAVET
•simulazioni in Galleria per Volontari del soccorso
•corsi Emergenza in Sicurezza per operatori professionali provenienti dalle realtà
operative interessate dall’attraversamento dell’alta velocità nella tratta compresa fra
Bologna e Milano.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Questo opuscolo è stato creato da Riccardo Fabbri (Infermiere della AUSL di
Bologna in organico presso il GECAV), con la collaborazione di:
ƒRoberto Iacenda; Paolo Onesti; Stefano Musolesi; Righi Danilo; Pirina Maurizio
(Infermieri della AUSL di Bologna in organico presso il GECAV)
ƒGiuliano Pancaldi (Tecnico del SPSAL AUSL di Bologna)
ƒIlenia Zambelli (Infermiera in organico presso CRI Bologna)
ƒMarco Allegri (Infermiere in organico presso Bologna Soccorso)
ƒDavide Barbieri; Mirco Malagola; Orlando Pantaleo; Paolo Doneddu (Infermieri in
organico presso Modena Soccorso)
ƒBarbara Calatafimi; Claudio Robuschi; Francesco Piemontese; Marco Boselli; Riccardo
Lanzi; Antonio Pastori (Infermieri in organico presso Parma Soccorso)
ƒDavide Toscani; Gisella Schiavi; Lucia Piga; Mario Bulla; (Infermieri in organico presso
Piacenza Soccorso)
ƒAnna Conconi; Linda Malafronte; Massimo Fretta (Infermieri in organico presso Reggio
Emilia Soccorso)
La sua realizzazione è stata promossa e supervisionata da:
ƒDott. Giuseppe Grana (Direttore Servizio di Pronto Soccorso ed Emergenza Territoriale
AUSL di Bologna Area Sud)
ƒAFD Marco Vigna (Responsabile SATeR Dipartimento Emergenza Urgenza AUSL di
Bologna)
Si ringraziano inoltre per la collaborazione e la disponibilità dimostratata:
ƒFausto Pasqui (Responsabile Infermieristico GECAV)
ƒDott.ssa Marinella Natali (Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna)
ƒDott. Davide Sgarzi (Assessorato Sanità Regione Emilia Romagna)
ƒIng. Colaiori Marco (Responsabile del monitoraggio gas delle gallerie CAVET)
ƒIng. Francesco Versari (ex Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud)
ƒIng. Elisabetta Toschi (ex Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud)
ƒIng. Daniele Tovoli (Responsabile SPPA AUSL di Bologna area Sud)
ƒDanilo Mistroni (Responsabile grafico ditta sago Medica s.r.l.)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
INDICE
SOCCORSO IN GRANDI OPERE PUBBLICHE
Emergenza Territoriale AUSL Bo area Sud (Pag 5-41)
Sistema Integrato Soccorso (Pag 42-115)
Normativa Anti Infortunistica (Pag 116-142)
Analisi Critica Soccorso (Pag 143-172)
Leader e Sicurezza (Pag 173-180)
Dispositivi Protezione Individuale (Pag 181-199)
INDICE
Questo opuscolo, raccoglie i moduli formativi, creati per la diffusione delle
problematiche inerenti il Soccorso Integrato nei cantieri delle Grandi Opere
Pubbliche per il personale appartenente al GECAV e con il quale il GECAV
collabora. Ogni modulo o capitolo, di cui è composto l’opuscolo, si riconosce
perché caratterizzato da un colore proprio:
•Emergenza Territoriale AUSL di Bologna Area Sud – GECAV di colore
Rosso
•Sistema Integrato di Soccorso in Grandi Opere Pubbliche di colore Blu
•Normativa Antinfortunistica di colore Giallo
•Analisi Critica fasi Soccorso TAV Tratta Bo – Mi di colore Azzurro
•Leader e Sicurezza di colore Arancione
•Dispositivi di Protezione Individuale - DPI di colore Verde
L’unità funzionale di questo opuscolo è la diapositiva commentata in Power Point.
Sistema alquanto duttile, che consente all’istruttore di studiare la lezione
sfruttando i commenti dedicati ad ogni diapositiva e permette la stampa di Pagine
Note, strumento cartaceo utile per facilitare l’apprendimento dell’allievo.
Ovviamente, le diapositive sono proiettabili e la funzione dell’istruttore è
indispensabile nel passaggio da una diapositiva all’altra, ma soprattutto da un
modulo all’altro. L’istruttore deve creare infatti, il necessario collegamento fra un
argomento e quello successivo e guidare l’allievo al raggiungimento dell’obiettivo
finale: conoscere le problematiche e le soluzioni da adottare nel Soccorso nei
cantieri delle Grandi Opere Pubbliche.
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A cura del GECAV
Emergenza Territoriale AUSL di
Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
AUSL Bologna area Sud
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
Capiamo come è strutturato il sistema di Emergenza Territoriale della AUSL di
Bologna area Sud (primo modulo o capitolo di questo opuscolo).
Questo argomento, introduce i nuovi impegni della AUSL di Bologna area Sud
(dettati dall’apertura nelle proprie zone di competenza di cantieri per la costruzione
dell’Alta Velocità e della Variante di Valico) ed il GECAV, servizio
appositamente costruito per fronteggiare l’emergenza nei cantieri sopracitati.
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A cura del GECAV
Emergenza Territoriale
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Emergenza Sanitaria
Impegni
GECAV
„ situazione imprevista
ed imprevedibile
relativa alla salute della
persona
„ l’emergenza può
compromettere funzioni
vitali, o semplicemente
creare limitazioni
funzionali
Iniziamo definendo l’Emergenza Sanitaria:
•è una situazione imprevista ed imprevedibile relativa alla salute della persona;
•l’emergenza può compromettere funzioni vitali, o semplicemente creare
limitazioni funzionali.
Nel primo caso, la persona è in grave pericolo di vita, mentre nel secondo vi è un
potenziale rischio di evoluzione negativa della patologia che induce l’emergenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Emergenza Territoriale
Emergenza Territoriale
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ Sistema di persone ed organizzazioni in
grado di:
misurare e capire il bisogno di interventi per
ogni zona
organizzare e gestire un sistema di mezzi di
soccorso distribuito su tutto il territorio
interagire con le strutture ospedaliere
rispondere adeguatamente ad ogni richiesta
di soccorso.
coordinare l’intera “macchina” del Soccorso
L’Emergenza territoriale è un insieme di persone, strutture, organizzazioni che
quotidianamente sono in grado di:
1) misurare e capire il bisogno di interventi per ogni zona del proprio territorio. Il
numero di ambulanze e strutture presenti in ogni zona, non è casuale; nasce da
stime statistiche e calcoli di rischi reali e potenziali presenti in ogni territorio;
2) organizzare e gestire i mezzi di soccorso. Predisporre ambulanze idonee al
territorio ed agli eventi che in esso avvengono. Possedere le adeguate tecnologie.
Gestire i mezzi ed i presidi in esse contenuti;
3) interagire con le strutture Ospedaliere. Definire procedure di collaborazione con
le strutture adibite all’accoglimento del paziente; quali Pronto Soccorso o reparti
specialistici;
4) rispondere adeguatamente ad ogni richiesta di soccorso, tarando la prestazione
in base alle reali necessità del paziente (dall’ambulanza all’elicottero). Trasportare
il paziente al reparto ospedaliero più idoneo per il suo trattamento. Avere
personale adeguatamente formato ed addestrato (lavoro in sicurezza);
5) coordinare la macchina del soccorso;
6) costruire le procedure di intervento in tutte le realtà operative;
7) studiare piani di emergenza adatti ad ogni situazione di rischio;
8) avere un sistema di controllo e gestione della richiesta di intervento, in grado di
monitorare ogni fase del soccorso (chiamata - allertamento - trattamento) e
modulare la risposta a seconda delle necessità dell’utente.
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Il territorio della AUSL di
Bologna area Sud è composto da
GECAV
„
„
„
„
„
8 comuni di pianura
22 comuni collinari o montani
230000 abitanti
1726 Kmq di superficie
Zone fino a 1945 di altitudine
(Corno alle Scale)
Per parlare dell’organizzazione del sistema di Emergenza della AUSL di Bologna
area Sud, bisogna prima analizzare il territorio in cui ci si trova ad operare.
La particolare conformazione del territorio, composto da 8 comuni di pianura, 22
comuni collinari o montani, 230.000 abitanti e ben 1.726 kmq di superficie
(equivalenti a 12 volte la superficie del comune di Bologna), fa sì che la rete di
ambulanze operanti nella AUSL di Bologna area Sud è tra le più complesse ed
articolate dell’Emilia Romagna.
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
La rete di Ambulanze della AUSL
Bologna area Sud è la più complessa ed
articolata della Emilia Romagna
AUSL di Bologna
Area Sud
AUSL di Bologna
Area Città
„ 370 aree di
intervento
corrispondenti a
luoghi abitati
„ 27 postazioni di
Ambulanze
„ 7 Auto
Infermierizzate
„ 4 aree di intervento
„ 5 postazioni di
Ambulanze
Ai fini operativi, il territorio è stato suddiviso in 370 aree d’intervento, ciascuna
delle quali corrisponde ai luoghi abitati del singolo comune: si passa da zone
densamente popolate e limitrofe a Bologna (es. Casalecchio capoluogo) ad altre
scarsamente popolate e poste a quote sempre più elevate, fino ad arrivare ai 1945
metri del Corno alle Scale.
Non mancano aree di intervento con popolazione presente solo in determinati
periodi dell’anno (es. Case Forlai nel Comune di Granaglione).
Per rendere evidente la complessità dell’organizzazione delle emergenze sul nostro
territorio, si pensi che Bologna è suddivisa in sole 4 zone operative a cui
corrispondono 5 postazioni di ambulanze.
La AUSL di Bologna area Sud, come gia detto, è suddivisa in 370 zone operative
e le ambulanze – senza considerare quelle della AUSL di Bologna area Città che
operano nel nostro territorio – sono organizzate in 27 diverse postazioni tutte
collegate con la Centrale Operativa 118.
Dal 2002, inoltre, si utilizza una nuova risorsa: Auto Infermieristica con sigla
Stilo, creando effettivamente 7 nuove opportunità di intervento (dato aggiornato a
settembre 2008), descritte nelle prossime pagine.
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Dal 1997): Riammodernamento
GECAV
della AUSL di Bologna area Sud tramite
„ coordinamento ed integrazione fra risorse
Pubbliche (USL di Bologna), Private (es
CAVET - Autostrada) e Volontarie (PA e
CRI)
„ convenzioni che fissano standard minimi
del servizio (fasce orarie e presenza)
„ che ha portato alla creazione di
27 Postazioni di Ambulanze
7 Auto Infermierizzate
15 Postazioni Fisse
2 Postazioni Temporanee
Negli ultimi 12 anni la AUSL di Bologna area Sud ha profondamente ristrutturato la
rete di emergenza territoriale riuscendo a coordinare e ad integrare tra loro tutte le
risorse pubbliche, private e volontarie presenti sul territorio. La scelta strategica è
stata quella di mettere in rete le diverse realtà stipulando specifiche convenzioni che
fissano gli standard qualitativi minimi del servizio, le modalità di presenza esclusiva
per il soccorso e le fasce orarie di presenza.
Grazie alla grande disponibilità e collaborazione offerta dal volontariato e dai privati
è stata così realizzata una rete di ambulanze che consente di garantire l’intervento
entro 20 minuti dalla chiamata in oltre il 90% dei casi, grazie ad una rete di ben 27
ambulanze e 7 Auto Infermieristiche.
A queste vanno aggiunte 15 postazioni fisse e 2 postazione temporanee attive nel
periodo estivo (Loiano 35) e nel periodo invernale (Stazione Corno alle Scale).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
Rappresentazio
ne GRAFICA delle
Postazioni di
Soccorso della
AUSL di Bologna
area Sud
„Settembre 2008
Nello schema è rappresentato il territorio di competenza della AUSL di Bologna
area Sud (aggiornato a settembre 2008), territorio molto vasto costituito da 30
comuni sparsi fra 4 vallate.
Ogni zona ha una dotazione di automezzi e di personale dimensionata in funzione
del rischio e della presenza di strutture di Pronto Soccorso o di Punti di Primo
Intervento.
Nelle prossime pagine ci addentreremo nella descrizione della distribuzione delle
postazioni di soccorso (27 ambulanze – 7 Auto Infermierizzate e 15 postazioni
fisse), esaminando, per ognuna di esse, i compiti e le caratteristiche del personale
assegnato.
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Ambulanze con Infermiere
Mezzo ILS
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ ambulanza con autista ed
Infermiere
„ territorio di competenza
medio
„ intervengono su tutte le
emergenze
„ nei casi gravi, chiedono
l’appoggio dell’Auto Medica o
Elisoccorso
Come da schema generale l’ambulanza con Infermiere o Infermierizzata è
rappresenta da un mezzo di soccorso su sfondo giallo.
L’ambulanza con Infermiere a bordo - Mezzo ILS, viene utilizzata su tutti gli
scenari (verdi, gialli, rossi) ed ha un territorio di competenza abbastanza ampio.
L’infermiere in caso di eventi drammatici o per aggravamenti di condizioni
cliniche, chiama l’Auto Medica o l’elicottero in suo appoggio.
Tutto questo è stabilito da procedure, che delimitano e guidano le scelte
dell’Infermiere e da atti medici delegati, da applicare in occasione di
identificazione di precisi segni e sintomi.
Il medico può decidere di stabilizzare l’assistito e poi ritornare in sede o in casi più
gravi seguire l’assistito con l’ambulanza Infermierizzata fino all’ospedale di
destinazione.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Distribuzione Postazioni
Soccorso – Mezzi ILS
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ 10 Ambulanze Infermierizzate attive 24
ore su 24
Porretta – Porretta 49 (personale AUSL Bo)
Vergato – Vergato 59 (ersonale AUSL Bo)
Bazzano - Serravalle 04 (personale AUSL Bo + PA
Serravalle)
Castiglion Pepoli – Castiglione 22 (convenzione Villa Nobili)
Loiano – Loiano 34 (GECAV + CATIS + CRI)
Pianoro – GECAV 1 (GECAV + CATIS)
Osteria – Loiano 40 (GECAV + CATIS)
Barbarolo – Loiano 41 (GECAV + CATIS)
Rioveggio - Setta 1 (GECAV + Gettonisti AUSL di Bologna
area Nord + CATIS)
Roncobilaccio – Ronco 22 (GECAV + Autisti CRI Firenze +
Gettonisti AUSL di Bologna area Sud)
10 ambulanze attive 24 ore su 24, con personale infermieristico sempre presente in sede ed
immediatamente attivabili.
Le prime 3 a copertura prevalente della popolazione:
•la postazione di Porretta, denominata Porretta 49, gestita esclusivamente con personale della
AUSL di Bologna area Sud
•la postazione di Vergato, denominata Vergato 59, gestita esclusivamente con personale della
AUSL di Bologna area Sud
•la postazione di Bazzano, denominata Serravalle 04, gestita da personale di AUSL di Bologna area
Sud, integrato da personale della Pubblica Assistenza di Serravalle con funzione autista. Da
novembre 2007, nella fascia oraria 20-8, tale postazione ha la possibilità di utilizzare il medico
presente in PS e divenire ambulanza medicalizzata. Tale mezzo ovviamente attivato solo sui codici
rossi o gialli filtrati dal medico, a differenze delle altre auto mediche, carica il paziente e lo porta
all’ospedale di destinazione.
Le successive 2 a copertura mista, cantieri TAV e VAV e popolazione:
•la postazione di Castiglione dei Pepoli, denominata Castiglione 22, gestita in convenzione dalla
locale Casa di Cura Villa Nobili
•la postazione di Loiano, denominata Loiano 34, gestita da personale infermieristico GECAV AUSL
di Bologna e CATIS con funzione autista, integrato nel fine settimana da volontari della CRI
Le successive 3 a copertura prevalente per i cantieri TAV tramite utilizzo di Mezzo Bimodale
nei tratti di Galleria con binari posati:
•la postazione di Osteria, denominata Loiano 40, gestita da personale infermieristico GECAV ed
autisti CATIS a Gettone
•la postazione di Barbarolo, denominata Loiano 41, gestita da personale infermieristico GECAV con
copertura notturna a gettone ed autisti CATIS a Gettone
•la postazione di Pianoro, denominata GECAV 1, gestita da personale GECAV e CATIS a Gettone
Le ultime 2 a copertura prevalente per i cantieri VAV
•la postazione presso Campo Base di Rioveggio, denominata Setta 1, gestita da personale GECAV,
da personale in libera professione funzione Infermiere proveniente dalla AUSL di Bologna area
Nord e da personale gettonistia con funzione autista appartenente al CATIS (la copertura di questo
mezzo limitata ai Cantieri VAV dei lotti 5a e 5b)
•la postazione presso Roncobilaccio, gestita da personale GECAV, da autisti della CRI di Firenze e
da personale in Libera Professione funzione Infermiere proveniente dalla AUSL di Bologna area
Sud. Tale postazione denominata Ronco 22, è a servizio delle maestranze VAV operanti nei lotti 910-11 e nel tratto della A1: Roncobilaccio – Citerna; Citerna Roncobilaccio; Roncobilaccio –
Pian del Voglio
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Ambulanze con Volontari
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ ambulanza con equipaggio
composto da soccorritori
volontari
„ territorio di competenza
limitato
„ interviene su tutte le
emergenze
„ nei casi gravi, chiede
l’appoggio dell’Auto Medica o
Elisoccorso
Come da schema generale l’ambulanza con volontario a bordo è rappresenta da
un mezzo di soccorso su sfondo verde.
Questa ambulanza è utilizzata e si comporta nella stessa maniera di quella con
Infermiere a bordo.
Ha un territorio di competenza solitamente limitato e circostante il luogo in cui
ha sede l’associazione di Volontariato.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Distribuzione Postazioni
Soccorso
Impegni
GECAV
„ 12 Ambulanze attive in determinate
fasce orarie
8 Postazioni con volontari a bordo (Pubbliche Assistenze)
z
z
z
z
z
z
z
z
Sasso Marconi
Castello di Serravalle
San Benedetto Val di Sambro
Pianoro
Ozzano Emilia
Monterenzio
Vado*
Valle Lavino
4 Postazioni con volontari a bordo (Croce Rossa Italiana)
z
z
z
z
Camugnano
Castel d’Aiano
Castel di Casio
Lizzano in Belvedere*
Delle 27 postazioni di ambulanze citate in precedenza, 12 sono gestite da
associazioni di volontariato e sono attive in particolari fasce orarie durante le quali
il personale volontario è presente in sede o, più raramente, reperibile a domicilio:
•le postazioni di Sasso Marconi, Castello di Serravalle, Monterenzio, Ozzano
Emilia, San Benedetto Val di Sembro, Monterenzio, Vado * (dalle 6 alle 20 dal
lunedì al Venerdì con Infermiere a gettone proveniente dalla AUSL di Bologna area
Nord), Valle del Lavino e Pianoro sono gestite in convenzione dalle Pubbliche
Assistenze;
•le postazioni di Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di Casio e Lizzano in
Belvedere* (dalle 8 alle 14 dal lunedì al venerdì con Infermiere a gettone
proveniente dalla AUSL di Bologna area Sud) sono gestite in convenzione dalle
locali delegazioni della Croce Rossa Italiana.
* Le postazioni contraddistinte dall’asterisco hanno la presenza di personale
AUSL di Bologna con funzione Infermiere a Gettone in determinate fasce
orarie diurne.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Auto Medica
Ambulanza Medicalizzata
Mezzo ALS
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ ambulanza con Infermiereautista e Medico
„ territorio di competenza
ampio
„ preallertata per casi presunti
gravi
„ opera in appoggio ad altre
ambulanze
Come da schema generale l’ambulanza con Medico a bordo o Auto Medica, è
rappresenta da un mezzo di soccorso su sfondo rosso.
Il medico si avvale della collaborazione di 1 Infermiere che spesso svolge anche la
funzione di Autista.
Questa ambulanza parte solo per presunti casi gravi (codici rossi) ed ha un territorio
di competenza molto vasto, coperto da almeno 3-4 ambulanze con Infermiere o
Volontario.
In caso di chiamata, il Mezzo ALS si avvicina alla zona dell’intervento in attesa di
una valutazione sanitaria da parte dell’ambulanza gialla o verde, a cui è stato
assegnato il servizio.
Se l’altro equipaggio ritiene opportuno l’intervento del medico, l’ambulanza arriva
a destinazione, altrimenti ritorna indietro e rimane disponibile nel territorio per le
altre ambulanze in servizio.
Questa ambulanza non carica mai pazienti, solitamente è occupata solo per il tempo
necessario a stabilizzare l’assistito.
Raramente il medico accompagna l’assistito fino all’ospedale di destinazione; in
questo caso sale sull’altra ambulanza.
Tutto questo si traduce in una ottimizzazione della risorsa medico.
Unica eccezione a questo sistema è l’Ambulanza Medicalizzata – ALS, operativa
a Bazzano dalle ore 20 alle ore 8, il cui equipaggio è composto da Autista
Volontario, Infermiere e Medico appartenete alla AUSL di Bologna ed in servizio
presso il PS di Bazzano. Questo mezzo gestisce l’intero iter necessario al
trattamento extraospedaliero del paziente.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Distribuzione Postazioni
Soccorso – Mezzi ALS
Impegni
GECAV
„ 4 Auto Mediche attive 24 ore su 24
Ospedale di Loiano GECAV (Echo 34)
Pian del Voglio (Echo 22)
Lama di Setta di Marzabotto GECAV (Echo 57)
Marano (Echo 49)
„ 1 Ambulanza Medicalizzata attiva
dalle 20 alle 8
Ospedale di Bazzano (Serravalle 04)
4 delle 27 ambulanze sono Auto Medica e si trovano:
•1 postazione medica, con sigla operativa Echo 22, attiva 24 ore su 24 presso Pian
del Voglio, gestita da personale infermieristico GECAV e Medico appartenente
alla CRI di Firenze
ƒ1 postazione medica, con sigla operativa Echo 57, attiva 24 ore su 24 presso
“Lama di Setta” di Marzabotto, gestita da personale GECAV
ƒ1 postazione medica, con sigla operativa Echo 34, attiva 24 ore su 24 presso
l’Ospedale di Loiano, gestita da personale del GECAV
ƒ1 postazione medica, con sigla operativa Echo 49, attiva 24 ore su 24 presso
Marano (Gaggio Montano), gestita da personale del GECAV e del Pronto
Soccorso di Porretta e Vergato
La postazione di Marano nel comune di Gaggio Montano, è attiva da Dicembre
2003, a seguito di una sperimentazione dai riscontri positivi, effettuata nel periodo
compreso dal 1/6/2003 al 30/8/2003.
1 delle 27 ambulanze è Medicalizzata e si trova:
ƒ1 postazione di ambulanza medicalizzata, con sigla Serravalle 04. Da novembre
2007, nella fascia oraria 20-8, tale postazione ha la possibilità di utilizzare il
medico presente in PS e divenire ambulanza medicalizzata. Tale mezzo
ovviamente attivato solo sui codici rossi o gialli filtrati dal medico, a differenze
delle altre auto mediche, carica il paziente e lo porta all’ospedale di destinazione.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Calder.
Anzola
GECAV
Crespellano
Bazzano
Bologna
Zola
Casal.
Monteveglio
Castello di S.
S.Laz
zaro Oz
za
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Sasso
Monte S.P.
Pianoro
Savigno
Marza
botto
Vergato
Castel D
Griz
zana
Gaggio
Mon
zuno
Loiano Monte
renzio
Lizzano
Monghidoro
Castel
di C.
S.Benedetto
Castiglione
Porretta
Granaglione
Camugnano
Copertura per
zona di
competenza
Echo
Echo 22
Echo 49
Echo 34
Bazzano
Echo 57
L’immagine ripropone il territorio della AUSL di Bologna area Sud, diviso per
comuni.
Ad ogni Echo (Auto Medica) è stato assegnato un codice colore, in grado di
evidenziare immediatamente la propria zona di competenza.
Risulta infatti che la zona della Echo 22, caratterizzata dal colore verde,
comprende i comuni di San Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli, la
zona della Echo 34, caratterizzata dal colore azzurro, comprende i comuni di
Pianoro, Loiano, Monterenzio, Monghodoro e Loiano, la zona più vasta di colore
arancione è quella gestita dalla Echo 49 e comprende i comuni di Grizzana
Morandi, Castel D’Aiano, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Granaglione,
Porretta, Camugnano, Vergato, mentre la zona della Echo 57, caratterizzata dal
colore giallo, comprende i comuni di Monzuno, Marzabotto e Sasso Marconi.
A queste zone, dal novembre 2007 nella sola fascia notturna (20-8) si aggiunge la
zona coperta dalla Ambulanza Medicalizzata Serravalle 04 – Bazzano con
rinforzo medico, caratterizzata dal colore viola, che copre i comuni di Anzola,
Crespellano, Bazzano, Monteveglio, Castello di Serravalle, Monte San Pietro e
Savigno.
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19
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Auto Infermieristica Stilo
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ auto con Infermiere /
Coordinatore a bordo
„ territorio di competenza ed
orario LIMITATO
„ interviene su tutte le
emergenze
„ può chiedere l’appoggio della
Ambulanza ILS, ALS o
Elisoccorso
Progetto assolutamente innovativo, dove un auto, denominata Stilo ed
equipaggiata con monitor defibrillatore, zaino infermieristico, aspiratore per
secreti, autorespiratore è guidata e gestita da un Infermiere / Coordinatore
(Infermiere con mansioni organizzative), che in casi particolari si auto attiva,
seguendo una procedura precisa.
Il territorio di competenza e l’orario di utilizzo di questo mezzo è quindi limitato
all’attività dell’infermiere coordinatore, che la gestisce.
Questo sistema a fronte di una “spesa” di personale limitata (il coordinatore
sarebbe comunque in servizio), garantisce una risposta immediata nel territorio in
cui è operativo.
E’ uno strumento che si integra alle strutture presenti sulla zona, in grado di
raggiungere velocemente il target e fornire indicazioni precise sull’evento in
questione.
Indicazioni, che dovranno orientare il proseguimento dell’intervento in sincronia
con le risorse in zona:
•trattamento autonomo dell’evento;
•intervento del Mezzo ILS (con Infermiere a bordo);
•intervento aggiuntivo del Mezzo ALS (con Medico a bordo);
•intervento aggiuntivo dell’Elisoccorso.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
20
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Distribuzione Postazioni
Soccorso
GECAV
„ 7 Auto Infermierizzate - Stilo
Campo Base CBE 2 Barbarolo – GECAV (Stilo 2)
Lama di Setta di Marzabotto – GECAV (Stilo 3)
Pian del Voglio – CRI Firenze (Stilo 4)
Marano – GECAV (Stilo 5)
Campo Base Carracci – GECAV (Stilo 1)
Ospedale di Loiano - CATIS (Stilo 6)
Poggiolino – GECAV (Stilo 7)
Delle 7 Auto Infermieristiche – Stilo, solo le prime 4 sono gestite dai
Coordinatori operativi e sono dislocate:
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 2, presso il Campo Base CBE 2
di Barbarolo, gestita dal coordinatore del GECAV – Dell’arciprete Oscar o Pasqui
Fausto
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 3, presso “Lama di Setta” di
Marzabotto, gestita dal coordinatore GECAV – Franchini Francesco
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 4, presso Pian del Voglio, gestita
dal coordinatore appartenente alla CRI di Firenze – Bellucci Paolo
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 5, presso Marano, gestita dal
coordinatore del GECAV – Magelli Andrea
Delle 7 Auto Infermieristiche – Stilo, solo le ultime 3 sono gestite da personale
Infermieristico dedicato:
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 1, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su
7, presso il Campo Base Carracci, gestita da personale Infermieristico del
GECAV, a supporto della GECAV 1 nei cantieri del Nodo di Bologna dedicati alla
costruzione della nuova stazione centrale di Bologna
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 6, presso Ospedale di Loiano,
gestita dall’IP di Coordinamento GECAV AUSL di Bologna ed operativa dalle ore
8 alle 16
ƒ1 Auto Infermieristica, con sigla operativa Stilo 7, presso Cantiere di Poggiolino
(Lotto 11 VAV Sud), gestita da Infermieri a Gettone provenienti dall’area Città
(Centrale Operativa e Mezzi)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
21
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
„ Postazioni Fisse
5 Ospedali
Strutture fisse fornite
di :
„
Reparti
„
Pronto Soccorso
o PPI
„
Radiologia
„
Laboratori
„
Ambulatori
„
Day Hospital
„
ecc….
7 Infermerie
Postazione fissa
presidiata da un
Infermiere. E’ in
grado di eseguire:
„
medicazioni
„
filtro per altre
strutture
„
atti medici
delegati
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
3 Punti di Primo
Intervento
Postazione fissa presidiata
da Infermiere e Medico. In
più rispetto alla Infermeria
è in grado di:
„
diagnosticare
„
dare cure e terapie
„
effettuare medicazioni
complesse
Per postazioni fisse si intendono strutture in grado di erogare servizi sanitari
differenti a seconda della dotazione logistica, strumentale e professionale di cui
ogni Ospedale, Punto di Primo Intervento o Infermeria è fornito.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
22
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Distribuzione Postazioni
Soccorso
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
15 Postazioni Fisse
„
5 Pronto Soccorso presso Ospedali di
„
3 Punti di Primo Intervento
„
7 Infermerie
Bazzano; Castiglione dei Pepoli; Loiano; Porretta; Vergato
Lama di Setta presso la postazione Echo 57
Pian del Voglio presso la postazione Echo 22
Marano presso la postazione Echo 49
Pianoro combinata alla GECAV 1
Barbarolo combinata alla Loiano 41
Osteria combinata alla Loiano 40
Bologna combinata alla Stilo 1
Roncobilaccio combinata alla Ronco 22
Rioveggio combinata alla Setta 1
Poggiolino combinata alla Stilo 7
Sparse per tutto il territorio della AUSL di Bologna area Sud, esistono ben 15 strutture
fisse fra Pronto Soccorso, Punti di Primo Intervento ed Infermerie. I 5 Ospedali in cui
si può usufruire di prestazioni di Primo Soccorso o Pronto Soccorso sono: Porretta, Vergato,
Loiano, Bazzano, Castiglion dei Pepoli
Le 3 postazioni fisse adibite a Punti di Primo Soccorso sono disposte:
•presso la Postazione “Lama di Setta” nel comune di Marzabotto; presso la postazione di
Pian del Voglio; presso la postazione di Marano nel comune di Gaggio Montano Le
postazioni di Lama di Setta e di Pian del Voglio, rispondono a precise esigenze dell’utente
VAV (operatori addetti alle lavorazioni per la costruzione della Variante di Valico). In
assenza del medico (impegnato su un servizio), il personale specializzato presente nel PPI
può comunque eseguire prestazioni di tipo infermieristico. Occasionalmente tali punti di
primo intervento sono frequentati anche dalla popolazione a cui comunque viene garantito
idoneo trattamento.
Le 7 Infermerie sono dislocate a:
•Pianoro presso il CBE 1 (Campo Base Emilia 1) a servizio maestranze TAV – Zona Nord
•Barbarolo presso il CBE 2 (Campo Base Emilia 2) a servizio maestranze TAV – Zona Sud
•Osteria presso E8 (Cantiere Industriale Osteria) a servizio maestranze TAV – Zona Sud
•Bologna presso Campo Base Carracci a servizio maestranze TAV del Nodo di Bologna
(stazione centrale)
•Roncobilaccio presso Postazione Ronco 22 a servizio delle maestranze VAV – Lotti 9-1011 e del tratto autostradale compreso da Roncobilaccio a Citerna
•Rioveggio presso Campo Base Rioveggio a servizio delle maestranze VAV – Lotto 5a e 5b
•Poggiolino presso Cantiere Industriale a servizio delle maestranze VAV - Lotto 11
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
23
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
Distribuzione delle Postazioni
di Soccorso
„ Postazioni Temporanee
Loiano 35
Corno alle Scale
Inoltre, per particolari esigenze dettate dall’aumento della popolazione nel periodo
estivo in alcune località di competenza della AUSL di Bologna Area Sud o per
eventi particolari, nascono delle postazioni temporanee.
Un esempio è la Loiano 35, Ambulanza con Infermiere a bordo, presente dalle 7
alle 19 a Loiano, come risorsa aggiuntiva nel periodo estivo.
Medesima esigenza nel periodo invernale è la copertura della postazione di Cormo
alle Scale che avviene grazie all’impiego di personale infermieristico e medico a
gettone, proveniente dalla AUSL di Bologna area Sud.
Infine nel Pronto Soccorso quali Porretta nel periodo estivo, viene aggiunto 1
Infermiere a gettone nella fascia oraria diurna. Tale operatore proviene dalla AUSL
di Bologna (area Città e Nord).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
24
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Elisoccorso
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ Elicottero con
Pilota
Infermiere CVS
z infermiere addetto alla
sicurezza
Infermiere AVS
Medico Anestesista
„ Preallerato su casi presunti
gravi, atterra se altre ambulanze
ne confermano l’intervento
Infine è previsto l’utilizzo dell’Elisoccorso che proviene dall’Ospedale Maggiore di
Bologna, in grado di raggiungere in tempi brevi zone lontane, fornire una risposta
altamente specializzata (Infermiere ed Anestesista), trasportare velocemente
all’Ospedale idoneo (Cesena, Bellaria, Maggiore, ecc…) con traumatismi lievi per il
paziente.
Le modalità di attivazione sono simili a quelle dell’auto medica.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
25
A cura del GECAV
Organizzazione Emergenza
AUSL Bologna area Sud
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Comune
ANZOLA DELL'EMILIA
BAZZANO
CALDERARA DI RENO
CAMUGNANO
CASALECCHIO DI REN
CASTEL D'AIANO
CASTEL DI CASIO
CASTELLO DI SERRAVA
CASTIGLIONE DEI PEP
CRESPELLANO
GAGGIO MONTANO
GRANAGLIONE
GRIZZANA MORANDI
LIZZANO IN BELVEDER
LOIANO
1999 Comune
494
316
593
162
1867
122
129
207
314
486
241
110
162
219
312
1999
MARZABOTTO
MONGHIDORO
MONTERENZIO
MONTE SAN PIETRO
MONTEVEGLIO
MONZUNO
OZZANO DELL'EMILIA
PIANORO
PORRETTA TERME
SAN BENEDETTO VAL D
SAN LAZZARO DI SAVE
SASSO MARCONI
SAVIGNO
VERGATO
ZOLA PREDOSA
Totale
13849
282
326
247
430
251
361
430
1053
315
256
1732
1039
145
406
842
GECAV
Invio dei
Mezzi di
Soccorso
per
comune
nell’anno
1999
interventi
Questi sono dati relativi al 1999, che definiscono l’entità del lavoro in emergenza
svolto nella AUSL di Bologna area Sud.
13849 è un discreto numero di interventi.
E’ un dato che dichiara un cospicuo aumento rispetto alle prestazione erogate negli
anni precedenti (ad esempio nel 1995 sono stati effettuati 10657 interventi).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
26
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
Il coordinamento operativo di tutte le operazioni di soccorso, è in carico alla
Centrale Operativa 118 Bologna Soccorso.
La struttura è localizzata nell’Ospedale Maggiore e l’organico fa parte della AUSL
di Bologna area Città.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
27
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
118 Bologna
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ convoglia le richieste
di soccorso su una
unica centrale
operativa attivabile
con il numero
telefonico “118” da
tutto il territorio
provinciale
In caso di emergenza sanitaria il cittadino può richiedere telefonicamente il
soccorso componendo il numero 118.
La chiamata è gratuita e può essere effettuata anche dai telefoni pubblici senza uso
di monete o di gettoni.
Tutte le chiamate che partono dal territorio della AUSL di Bologna area Sud,
giungono alla Centrale Operativa 118 di Bologna dove sono sempre presenti
operatori qualificati.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
28
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
118 Bologna
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ effettua la
valutazione delle
richieste al fine di
dare risposte
differenziate in
base alle
caratteristiche delle
chiamate.
All’arrivo della chiamata, l’operatore di turno inserisce i dati nel sistema
informatico di centrale che individua immediatamente l’ambulanza libera più
vicina.
Entro pochi secondi l’equipaggio dell’ambulanza riceve, via radio, i dati utili
all’effettuazione dell’intervento (località, gravità presunta, ospedale di
destinazione ecc.).
In base al tipo di richiesta e alla zona d’intervento, l’operatore di centrale è in
grado di inviare, oltre all’ambulanza più vicina, mezzi con capacità operativa
“avanzata” (elicottero con equipe di rianimazione o, in alcune zone, ambulanza
con medico a bordo).
Nei casi più gravi, di solito in autostrada, vengono fatti confluire
contemporaneamente sul posto più mezzi con diversa capacità operativa.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
29
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
118 Bologna
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ gestisce tutti i
mezzi di soccorso,
dall'assegnazione del
servizio fino alla
ospedalizzazione,
indipendentemente
dall’ente di
appartenenza (AUSL,
CRI, Volontariato ecc.)
La centrale Operativa 118 di Bologna è in grado di gestire e controllare tutti i
mezzi che operano nel territorio in ogni fase del soccorso:
ƒallertamento (la centrale attiva l’ambulanza/e idonea)
ƒpartenza (l’ambulanza/e invia via radio la comunicazione di “Partito”).
ƒarrivo dell’ambulanza nel punto di destinazione (l’ambulanza/e invia via radio
la comunicazione di “Arrivo sul Posto”).
ƒrichiesta di appoggio o trattamento avvenuto (via radio, si può richiedere in
appoggio l’automedica-elisoccroso oppure si può trattare l’assistito)
ƒtrasporto all’ospedale scelto (l’ambulanza carica l’assistito e provvede a
trasportarlo all’ospedale più idoneo per la sua patologia)
ƒarrivo in Pronto Soccorso (l’ambulanza comunica via radio l’arrivo nel Pronto
Soccorso designato)
ƒlibera (solo dopo aver ripristinato l’ambulanza, dichiara via radio il “libero” per
altri servizi alla Centrale Operativa)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
30
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
118 Bologna
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ gestisce tutti i
mezzi di soccorso,
dall'assegnazione
del servizio fino alla
ospedalizzazione,
indipendentemente
dall’ente di
appartenenza
(AUSL, CRI,
Volontariato ecc.).
Il personale che agisce nel soccorso è addestrato ad effettuare Triage (definire
priorità di trattamento) ed è quindi in grado di richiedere ulteriori aiuti (Auto
medica, Elicottero, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, ecc,,,) o portare a termine
autonomamente il servizio, seguendo precise procedure di intervento.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
31
A cura del GECAV
Coordinamento
Soccorso
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
118 Bologna
Soccorso
GECAV
„ concorre
all’identificazione
della struttura
ospedaliera più
idonea al ricovero.
Come vedremo nelle prossime lezioni, un punto importantissimo del soccorso è
quello di portare l’assistito presso l’ospedale più idoneo a trattare la patologia che
lo ha colpito.
Idonee procedure stabiliscono i criteri di ospedalizzazione per ogni tipo di assistito
e patologia.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
32
A cura del GECAV
Emergenza Territoriale
Impegni AUSL Bologna Area Sud
Treno Alta
Velocità
(TAV)
Tratta BO-FI
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
„ ha uno sviluppo
Complessivo di
78, 275 Km di cui
73,110 in Galleria
„ territorio
scarsamente
abitato
„ oltre 1000
lavoratori
impegnati
Quello che si osserva in figura è il tracciato della linea ferroviaria Alta Velocità nella
tratta compresa fra Bologna e Firenze costruita dal CAVET (Cantieri Alta Velocità
Emilia Toscana). Il progetto “Alta Velocità” prevede la costruzione di una nuova linea
ferroviaria veloce che collega Milano con Napoli. Uno dei compiti della AUSL di Bologna
area Sud in questo settore è l’erogazione del servizio di emergenza sanitaria in tutti i cantieri
che si dislocano nelle zone comprese fra Rastignano e Monghidoro. E’ senz’altro un
notevole impegno, probabilmente il più grosso della AUSL di Bologna area Sud, ma a
partire dalla sua attivazione nel 1996, ha portato ad azioni di miglioramento in tutto il
settore dell’emergenza. Per la prima volta si affronta in maniera concreta il problema di
gestire una emergenza sanitaria in galleria, visto che 73 km di gallerie verranno scavati
nell’appennino Tosco-Emiliano. Dei 101,4 Km di scavo complessivi (gallerie comprese di
varianti), oltre 40 sono realizzati nell’area Sud dell’AUSL di Bologna e interessano i
Comuni di Monghidoro, Loiano, Monterenzio, Pianoro e S. Lazzaro con potenziali rischi
anche per la salute dei cittadini, dovuti principalmente al rumore e all’aumento del traffico
causato dai mezzi pesanti impegnati nel trasporto del materiale estratto dallo scavo delle
gallerie. I lavoratori impegnati sono stati oltre 1000 con punte di 1500, in maggioranza
provenienti da altre regioni e insediati in 5 campi appositamente costruiti. Da ciò deriva un
notevole impatto sociale e sanitario: necessità di integrazione dei lavoratori e talvolta delle
famiglie, con ricadute sul bisogno di servizi socio-sanitari. Il territorio, da un punto di vista
idrogeologico, è caratterizzato da un terreno altamente instabile costituito
prevalentemente da argille scagliose con notevole probabilità di crolli, talora con
rilascio di metano che può formare con l’aria miscela esplosiva (grisou). Tutto ciò
comporta rischi sia per i lavoratori addetti alla realizzazione dell’opera sia per gli operatori
del soccorso sanitario. Gran parte del territorio interessato dai lavori per la realizzazione
della linea ferroviaria AV è scarsamente abitato e non era adeguatamente attrezzato per
gestire possibili emergenze sanitarie a complessità medio-alta: presenza di un solo piccolo
ospedale, a Loiano, attrezzato per patologie di lieve entità e non in grado di svolgere
funzioni di pronto soccorso per le patologie complesse; sistema viario tortuoso, stretto, poco
ramificato, accidentato e, nella stagione invernale, spesso gelato o innevato.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
33
A cura del GECAV
Emergenza Territoriale
Impegni AUSL Bologna Area Sud
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Treno Alta Velocità (TAV) -
Impegni
GECAV
Nodo Bologna
„ tratto Urbano di 17,9 Km
7 Km allo Scoperto
9,3 Km in Gallerie scavate
tramite Frese Scudate EPB
1,6 Km Viadotto
„ inoltre
raddoppio ponte fiume Reno
galleria e pozzo Zanardi
Stazione
galleria Stazione – parcheggio Salesiani
Per “Nodo di Bologna”, si intende il tratto urbano della ferrovia e la stazione dei treni
AV. Rappresenta la struttura di collegamento fra la tratta ferroviaria Bo-Mi e Bo-Fi. Nella
figura è rappresentata dalla linea rossa. Risulterà alquanto complessa perché si scaverà sotto
la città di Bologna, con tutte le problematiche e rischi che una tale opera può comportare. Si
parla infatti di 9,3 km di galleria (naturale o artificiale) scavate tramite 2 Frese Scudate
EPB, 1,6 di viadotto e 7 Km a cielo aperto. La lunghezza complessiva del nodo ferroviario
AV di Bologna è di circa 17,9 km (da San Ruffillo ad Anzola Emilia). Partendo dal
quartiere Savena-San Ruffillo, punto in cui ha inizio il Nodo di Bologna, il tracciato
attraversa il ponte sul fiume Savena e, subito dopo, si immette in galleria fino a raggiungere,
in prossimità della futura stazione sotterranea per le nuove linee veloci, 23 m di profondità
rispetto al piano di campagna. Trattandosi di ambiente urbano, l’impatto con la popolazione
è stato un elemento fortemente determinante per l’organizzazione e la gestione sia delle
emergenze sanitarie che della sicurezza sul lavoro. La molteplicità delle opere necessarie per
l’attraversamento del territorio cittadino ha comportato un frazionamento dei cantieri
dislocati in tutta l’area urbana sino a suddividere l’appalto in 16 lotti; ognuno specializzato
nella realizzazione di particolari opere. Si citano a titolo esemplificativo quelle fondamentali:
•raddoppio del ponte sul fiume Reno; galleria e relativo pozzo di accesso che dal quartiere
Zanardi arriva sino alla futura stazione AV; stazione AV; attraversamento in galleria per il
tratto stazione AV – parcheggio area Salesiani; doppio tunnel di attraversamento della città
dall’area Salesiani sino al quartiere San Ruffillo.
Poiché il sottosuolo del tratto interessato dal doppio tunnel è formato da un terreno argilloso,
seguito da un tratto sabbioso sotto falda e da un tratto formato da sabbia, ghiaia e limo in
diverse percentuali, per lo scavo delle gallerie si utilizzano frese scudate tipo EPB (Earth
Pressure Balance)[1]. Questo tipo di macchine ha comportato un particolare impegno da
parte del servizio di vigilanza per quanta riguarda la tutela del lavoratore e del territorio.
[1] Impianti meccanizzati di scavo a pressione bilanciata per materiali incoerenti.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
34
A cura del GECAV
Emergenza Territoriale
Impegni AUSL Bologna area Sud
Variante di Valico (VAV)
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
raddoppio del tratto della A1 attraversamento
appenninico tra Sasso Marconi e Barberino del
Mugello
sviluppo complessivo di circa 60 Km di cui 30 in
galleria (50%) e 10 in viadotto (17%)
Un altro grosso impegno per il servizio di Emergenza Territoriale della AUSL di
Bologna area Sud è quello relativo all’adeguamento del tratto di attraversamento
Autostradale fra Sasso Marconi e Barberino del Mugello, denominata anche
Variante di Valico.
Questo progetto, attuato dalla Società Autostrade, porterà infatti alla costruzione di
60 km di autostrada, di cui 30 in galleria.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
35
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
A fronte di questi nuovi
impegni della AUSL di
Bologna area Sud e di una
nuova problematica:
„ l’emergenza in galleria,
nasce il GECAV
Il GECAV (Gestione Emergenza Alta Velocità e Variante di Valico) è nato per
gestire l’emergenza dei Cantieri dell’Alta Velocità, dislocati nell’appennino
bolognese.
L’esperienza maturata in questi 12 anni (dal 1996 ad oggi), ha consentito di
conoscere e affrontare gran parte delle problematiche relative all’emergenza in
galleria.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
36
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Organigramma
„
„
„
„
„
„
„
„
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
dipende dal Dipartimento di Emergenza- Urgenza della
AUSL di Bologna
sede operativa: c/o postazione “Lama di Setta” di
Marzabotto (BO)
Direttore: Dr. Giuseppe Grana
referente infermieristico: AROA Fiorella Cordenons
coordinatore postazioni TAV cantieri Nord: CPSE Fausto
Pasqui
coordinatore postazioni TAV cantieri SUD: CPSE Oscar
Dell’arciprete
coordinatore postazioni VAV: CPSE Francesco Franchini
coordinatore postazioni di soccorso di Porretta e
Vergato : CPSE Magelli Andrea
Il GECAV è la struttura deputata a garantire il soccorso sanitario nei cantieri
dell’Alta Velocità e Variante di Valico dell’Appennino Bolognese.
Dipende dal Dipartimento di Emergenza Urgenza della AUSL di Bologna ed ha la
sua sede operativa presso la Postazione “Lama di Setta” di Marzabotto.
Il Direttore del Servizio è il Dott. Giuseppe Grana, il responsabile del personale
Infermieristico è l’AROA Fiorella Cordenons.
Pasqui Fausto coordina le postazioni TAV Nord ed il personale GECAV.
Dell’Arciprete Oscar e Franchini Francesco, sono rispettivamente i coordinatori
delle Postazioni TAV Sud e delle Postazioni VAV.
Magelli Andrea dal 2003 è il coordinatore del personale 118 che opera nella Valle
del Reno: Auto Medica E49 di Marano, PPSS e Ambulanze di Porretta e Vergato.
I referenti medici per le auto mediche sono: il Dr Roberto Gerardi (auto medica di
Barbarolo E34), il Dr Agostino Vituliano (Auto Medica di Lama di Setta E57), il
Dr Carlo Calabrò (auto medica di Pian del Voglio E22) e la Dr.ssa Lucia
Verdecchia (auto medica di Marano E49).
Un’articolazione così complessa è indispensabile, considerando le caratteristiche
logistiche che andremo a descrivere nelle prossime pagine.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
37
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Obiettivi
Impegni
GECAV
„ Assicurare il soccorso alla
popolazione (230.000 persone)
zona montana della AUSL di Bologna area
Sud
autostrada A1 BO-FI (dal 2002)
„ Assicurare il soccorso
cantieri Alta Velocità (dal 1996)
cantieri Variante di Valico (dal 2002)
Oltre a garantire il soccorso per i 1500 lavoratori TAV distribuiti su 5 campi base
e 10 cantieri con 16 fronti di scavo in Galleria, il GECAV dal 1996 ad oggi ha
contribuito ad assicurare il soccorso alla popolazione che risiede nei comuni di
Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno, Pianoro: oltre 30000 persone.
Dal 2002, garantisce il soccorso sanitario anche agli operatori dei cantieri della
Variante di Valico e contribuisce al soccorso sanitario territoriale sia dei residenti
nei comuni di Sasso Marconi, Monzuno, Castiglion dei Pepoli, San Benedetto Val
di Sambro e Marzabotto sia agli utenti dell’autostrada A1 nel tratto compreso tra
Sasso Marconi e Roncobilaccio.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
38
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
Servizio di Nuova Istituzione
(TAV)
GECAV
„ 18 agosto 1996
„ prevista cessazione 31 dicembre 2008
Servizio di Nuova Istituzione
(VAV)
„ gennaio 2002
„ prevista cessazione dicembre 2011
Il GECAV, nato per garantire il soccorso sanitario alle maestranze impegnate nella
realizzazione della tratta emiliana della linea ferroviaria ad Alta Velocità tra
Bologna e Firenze, è una parte del Servizio di Emergenza Territoriale area Sud
della AUSL di Bologna.
E’ stato istituito il 18 agosto 1996, data in cui hanno avuto inizio le operazioni di
cantierizzazioni per la costruzione dell’Alta Velocità.
In questi anni il personale GECAV è passato dalle 6 unità iniziali alle attuali 125,
man mano che aumentavano i cantieri TAV dapprima, TAV e VAV oggi.
Il ridimensionamento del servizio dovrebbe avvenire alla conclusione dei lavori
dell’Alta Velocità, previsto per il 31 dicembre 2008.
La gestione dell’emergenza nei cantieri della Variante di Valico è iniziata nel
2002.
Da quel momento si è avuto un progressivo spostamento del personale GECAV,
dalle postazioni TAV a quelle VAV.
Le esigenze TAV infatti diminuiscono grazie al completamento di alcune Gallerie,
in coincidenza di un forte incremento delle esigenze VAV per l’apertura di nuovi
cantieri che secondo le previsioni progettuali, dovrebbero essere attive almeno fino
al 2011.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
39
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Organizzazione
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Dotazione di Personale
Coordinamento
Soccorso
Impegni
(a Settembre 08)
„ 31 MEDICI
GECAV
21 Dipendenti AUSL di Bologna
10 Convenzionati (CRI Firenze)
„ 71 INFERMIERI
65 dipendenti AUSL di Bologna (di cui 2 AFD e 3 Coordinatori)
6 Convenzionati (CdC Prof Nobili)
circa 138 Gettonisti dipendenti AUSL di Bologna con
funzione Infermiere
„ 23 AUTISTI
1
8
5
9
AUSL di Bologna area Sud
in Convenzione Dipendenti Catis
in Convenzione Dipendenti CdC Prof Nobili
in Convenzione Dipendenti CRI Firenze (di cui 1 Coordinatore)
circa 20 Gettonisti dipendenti AUSL di Bologna con funzione
Autista
La dotazione del personale presente al GECAV, è sempre stata attenta a quelle
che sono le reali esigenze dei cantieri e della realtà territoriale della AUSL di
Bologna area Sud.
Ricordiamo che la scelta del GECAV è stata quella di utilizzare personale
proveniente da più realtà operative (CATIS; CRI di Firenze; AUSL di Bologna
area Sud, Nord e Città). Tale scelta è stata dettata dalla vastità delle lavorazioni in
atto (l’Alta Velocità presenta cantieri dislocati da Bologna Centro fino al confine
Toscano; i cantieri della Variante di Valico di nostra competenza iniziano nei
pressi di Sasso Marconi e arrivano fino a Poggiolino in territorio Toscano), a
garanzia di flessibilità ed eventuale riassorbimento di personale quando cesseranno
tutte le attività.
Medici: Assunzione di personale Medico da parte della AUSL di Bologna area
Sud; ampliamento delle convenzioni in essere.
Infermieri: Assunzione di nuovo personale Infermieristico da parte della AUSL di
Bologna area Sud; Aumento del personale proveniente dalla USL di Bologna area
Città; assunzione di nuovo personale da parte del CATIS; convenzioni in essere
con CdC Prof Nobili, utilizzo di personale in Libera Professione proveniente dai
servizi di Emergenza della AUSL di Bologna (personale di Bologna Soccorso,
Rianimazione, AUSL di Bologna area Nord)
Autisti: La situazione degli autisti è rimasta invariata, si è garantito la copertura di
turni funzione autista, con l’utilizzo di personale in Libera Professione proveniente
dalla AUSL di Bologna area Città (Bologna Soccorso) e Nord.
La funzione di autista è assicurata in gran parte dagli Infermieri che guidano i
mezzi di soccorso.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
40
A cura del GECAV
Il GECAV
Emergenza Territoriale
Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico
Organizzazione
Coordinamento
Soccorso
Impegni
GECAV
Coordinatore
Capo Turno
„ Zone Echo
Guardia
„ Sistema Paracadute
Gettonista
Formazione
L’organizzazione di un servizio così vasto per estensione territoriale e numero di
operatori prevede figure professionali con compiti aggiuntivi rispetto alle
classiche mansioni dell’Infermiere. In sintesi l’elenco delle nuove figure
professionali, ruoli:
•il Coordinatore: Infermiere in grado di gestire problematiche di carattere
organizzativo specifiche della realtà territoriale affidatagli.
•il Capo Turno: Infermiere in turno sulle Auto Mediche, che funge da tramite fra
la Centrale Operativa del 118 di Bologna e la realtà operativa della propria zona di
competenza. Questa figura ha una conoscenza approfondita dei mezzi e strutture
disponibili sul proprio territorio di competenza ed è in grado di gestire ogni
servizio sfruttando al meglio le risorse. Una particolare preparazione lo rende in
grado di gestire la Sicurezza nelle operazioni di soccorso all’interno dei cantieri
TAV e VAV.
•la Guardia: Figura con funzione di controllo sull’efficacia dei meccanismi di
risposta alla chiamata (figura indispensabile, considerando, che negli ultimi mesi,
si è modificato il sistema di allertamento dei mezzi)
•il Gettonista: E’ solitamente un dipendente AUSL di Bologna che effettua turni
di lavoro aggiuntivo, rispetto al proprio orario e viene remunerato come se fosse in
libera professione. Previa adeguata formazione è in grado di coprire turni in
postazioni GECAV. Per questo tipo di operatore si scelgono postazioni, ormai
“stabili”, in cui la sperimentazione passata, ha portato ad un modello operativo
ormai consolidato, normato da procedure. Questo strumento fornisce forte
flessibilità al servizio e garantisce personale altamente professionale.
•la Formazione: La formazione è lo strumento utilizzato per conoscere a fondo le
attività lavorative (peculiari e pericolose), i rischi e le misure cautelative adottate
dal GECAV. La Creazione di “formatori” che diffondono a cascata la propria
conoscenza, permette la preparazione di personale con competenze multiple
(personale di servizio, neoassunti, personale in convenzione, libero professionisti).
E’ il collante fra le varie professionalità presenti al GECAV.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
41
A cura del GECAV
Sistema Integrato di Soccorso
nelle Grandi Opere Pubbliche
Sistema Integrato di Soccorso
nelle Grandi Opere Pubbliche
Opere - Evoluzioni
TAV Bo - Fi
TAV Nodo Bo
VAV
Modello di Gestione
Riorganizzazione 118
Postazioni
Target
Sicurezza
Intervento
Il Sistema Integrato di Soccorso nelle Grandi opere Pubbliche, può essere visto
come un insieme di attività che portano al risultato atteso, solo se coordinate e ben
saldate fra loro. Le attività in questione saranno presentate nelle prossime
diapositive e si possono raggruppare in:
•Modello di Gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro, che
rappresenta la strategia messa in campo dalla AUSL di Bologna per creare i
presupposti necessari alla gestione delle problematiche inerenti la cantierizzazione
delle grandi opere pubbliche. Tale modello, ha ovviamente previsto il
coinvolgimento delle ditte esecutrici i lavori e delle strutture della AUSL
(Dipartimento di Prevenzione, Distretto, Servizio Sociale, Dipartimenti di
Emergenza Urgenza) oltre che della Regione, Comuni interessati, Vigili del
Fuoco, ecc. Modello che si concretizza in risposte operative dinamiche ed
adeguate alle reali situazioni presenti all’interno dei cantieri. Diventa
indispensabile una approfondita conoscenza delle lavorazioni in atto e a una
continua riorganizzazione del sistema di emergenza sempre indirizzata a
garantire:
•idonea distribuzione territoriale delle postazioni di soccorso;
•puntuale identificazione del luogo dell’evento;
•determinare ed ottenere le condizioni operative di massima sicurezza;
•eseguire un corretto intervento sanitario.
Questi argomenti saranno introdotti da una breve spiegazione delle caratteristiche
delle lavorazioni eseguite ed in atto (Opere – Evoluzioni) nelle grandi opere
pubbliche:
-linea ferroviaria ad alta velocità / alta capacità nel tratto Bologna Firenze;
-nodo di Bologna;
-adeguamento della A1 - Variante di Valico (Casalecchio – Barberino).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
42
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
Evoluzioni
Modello Gestione
Riorganizzazione
Le Grandi Opere Pubbliche
„ nella città di Bologna e nel territorio
montano della provincia si stanno
realizzando alcune tra le più grandi
opere civili degli ultimi 60 anni
„ l’AUSL di Bologna si occupa di
prevenzione infortuni e soccorso
sanitario
Nella città di Bologna e nel territorio montano della provincia si stanno
realizzando alcune tra le più grandi opere civili degli ultimi 60 anni:
•la tratta Bologna - Firenze della linea ferroviaria Milano - Napoli ad Alta
Velocità (AV)
•il nodo ferroviario di Bologna con la stazione sotterranea per i treni AV
•L’adeguamento della Autostrada A1, denominata Variante di Valico (VAV)
L’Azienda AUSL di Bologna si occupa, da circa 12 anni, sia della prevenzione
infortuni che del soccorso sanitario nei cantieri per la realizzazione della linea
ferroviaria ad alta velocità (AV) tra Bologna e Firenze e della Variante di Valico.
I problemi legati alla sicurezza e al soccorso sanitario, ingigantiti dalla dimensione
dell’opera e dalle peculiarità del territorio, sono stati affrontati e risolti grazie al
contributo di numerose professionalità.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
43
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
Evoluzioni
Modello Gestione
Grandi Opere Pubbliche
Riorganizzazione
che porteranno allo scavo di circa 180 Km nell’
appennino Tosco Emiliano, zona caratterizzata da
presenza di metano e terreno “friabile”:
„73 per Alta Velocità (101 con varianti)
„9 per Nodo di Bologna
„60 per Variante di Valico
Evidente è l’orientamento alla sicurezza del GECAV
ed allineamento alle norme vigenti in tema
TESTO UNICO DELLA SICUREZZA - D. Lgs. 81/08 del
09/04/2008
Il GECAV è il servizio deputato alla gestione dell’emergenza nei cantieri dell’Alta
Velocità e Variante di Valico, 2 grandi opere pubbliche che porteranno allo scavo di
circa 180 km di Galleria nell’appenino Tosco Emiliano.
Più precisamente sono previsti:
•73 Km di percorso in Galleria per Alta Velocità, che portano allo scavo di
101.393 Km, visto l’aggiunta di Varianti in corso d’opera a seguito di modifiche del
progetto (le interconnessioni sono gallerie monobinario di collegamento della rete
ferroviaria esistente con la nuova rete ad alta velocità, i by-pass sono gallerie di
collegamento della galleria di Pianoro con punti di attacco intermedio per la
realizzazione delle interconnessioni) e lo scavo delle Discenderie (gallerie di
servizio, utilizzate per raggiungere la diretta e aumentare i fronti di scavo).
•9 km di percorso in Galleria per il Nodo di Bologna nel tragitto compreso fra
San Ruffillo e Bologna Centrale
•30 km di percorso in Galleria per Variante di Valico, che diventano oltre 60 km
di scavo, considerando che le Gallerie Autostradali saranno bi fornice (a doppio
foro, uno dedicato alla corsia sud ed uno alla nord).
Questa impresa è complicata ed aggravata dalle caratteristiche geologiche del
territorio, in quanto l’appennino Tosco Emiliano è un terreno altamente instabile
costituito prevalentemente da argille scagliose con notevole probabilità di crolli e
cedimenti e di presenza di grisou, con Rischi per i lavoratori impegnati (l’edilizia,
ed in particolare le opere di scavo in sotterraneo, comportano un elevato rischio di
infortuni e malattie professionali) e del Servizio di Gestione dell’Emergenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
44
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Treno Alta
Velocità (TAV)
Tratta BO-FI
Opere
TAV
Nodo VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ inizio lavori 1996
con apertura di
10 Campo Base (4
competenza
GECAV)
21 Cantieri
Industriali (10
competenza
GECAV)
aree intermodali
cantieri di
armamento
Operazioni di scavo
I lavori di realizzazione del Treno Alta Velocità Tratta Bologna – Milano,
iniziarono nel giugno del 1996.
Il consorzio CAVET, allo scopo di razionalizzare i lavori, suddivise il territorio su
cui eseguire le opere ferroviarie in 9 zone tecnico-operative.
Ognuna delle 9 zone presenta diverse tipologie di cantiere, in funzione delle
esigenze tecnico-operative e di inserimento ambientale previste dal Piano di
cantierizzazione:
I Campi Base, che costituiscono l'indispensabile supporto logistico; sono articolati
come veri e propri villaggi, provvisti di alloggi, uffici e mensa, e sono concepiti per
essere autosufficienti rispetto alle strutture socio-economiche locali. Ogni campo
base fa riferimento a più cantieri. Nel versante Bolognese contiamo 4 campi base, al
GECAV competono 5 Campi Base. I Campi Base prendono i nomi dalla zona in cui
sono insediati.
I Cantieri Industriali, adiacenti agli imbocchi delle gallerie; sono costituiti da
installazioni di servizio, come quadri elettrici, impianti di ventilazione, centrali di
produzione dell'aria compressa, officine, magazzini, zone stoccaggio materiali,
parcheggi macchinari, uffici e strutture per la prima assistenza sanitaria. Nel
versante Bolognese contiamo 9 Cantieri, al GECAV competono 10 Cantieri. I
Cantieri prendono i nomi dei corsi d’acqua che attraversano la zona su cui sorgerà il
cantiere stesso.
Le Aree Intermodali, destinate all'interscambio tra le modalità di trasporto su ferro
e su gomma dei materiali utili alla costruzione della tratta, al fine di ridurre il
transito
dei
mezzi
pesanti
sulla
viabilità
pubblica
esistente.
I Cantieri tecnologici di armamento ferroviario: sono due, adiacenti alle aree
intermodali. Vengono riforniti dei materiali necessari alla realizzazione
dell'armamento (ballast, traverse, binari, scambi, ecc.).
L’immagine rappresenta una operazione di avanzamento del fronte di scavo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
45
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Treno Alta Velocità (TAV)
Tratta BO-FI
Opere
TAV
Nodo VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ competenza GECAV sulle gallerie:
Pianoro (10841)
Sadurano (3855)
Monte Bibele (9243)
Raticosa (10450)
Ad oggi (settembre 2008) tutte le 9 gallerie della Tratta BO-FI sono scavate.
Le Gallerie di competenza del GECAV sono 4:
•Galleria Pianoro (10841) Il tracciato ha inizio alla periferia sud di Bologna, con un tratto
allo
scoperto
che
attraversa
il
torrente
Savena.
Dopo l'interconnessione di San Ruffillo, ha inizio la galleria di Pianoro lunga 10.841 metri.
Al termine della galleria la linea scavalca, con un viadotto di 121 metri, la profonda incisione
del Rio Laurinziano e, con uno scatolare, il Rio Crocione.
•Galleria Sadurano (3855) Quindi, entra nella galleria Sadurano (lunga 3.855 metri) il cui
sbocco è situato sull'incisione del Rio dei Cani, scavalcato anch'esso con uno scatolare
•Galleria Monte Bibele (9243) Segue un breve tratto in trincea fino all'imbocco della
galleria di Monte Bibele, lunga 9.243 metri. Superata la galleria, la linea corre allo scoperto
attraversando in obliquo la valle del torrente Idice, che oltrepassa con un viadotto di 121
metri.
•Galleria Raticosa (10450) Ha quindi inizio la galleria della Raticosa, della lunghezza di
10.450 metri, ove la linea raggiunge la massima quota di 413 metri sul livello del mare.
All'uscita della galleria la linea attraversa in viadotto, per 88 metri, la profonda incisione del
torrente Diaterna.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
46
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Treno Alta
Velocità (TAV)
Tratta BO-FI
Opere
TAV
Nodo VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ situazione attuale
(settembre 08)
terminate le lavorazioni
di prima fase
z
Armamento (ballast, binari e
traverse)
in atto attività di lavoro
di seconda fase
z
z
z
Elettrificazione
Sistemi di Comunicazione
Antincendio
precollaudo
Ad oggi (settembre 2008) le lavorazioni in essere all’interno delle gallerie dell’alta
velocità sono essenzialmente:
•attività residue di armamento (livellazione del binario, posa scambi e risoluzioni
non conformità);
-attività di lavoro di seconda fase fra le più importanti di elettrificazione,
allestimento dei sistemi di comunicazione e antincendio, ecc;
-attività di precollaudo della tratta.
La posa dei binari ha obbligato il nostro servizio a dotarsi di Mezzi Bimodali (vedi
immagine), mezzi in grado di intervenire sia su strada sia su rotaia.
La dotazione di questi mezzi, assieme ad una attenta formazione del personale,
redazione di procedura di accesso in galleria con binari ed elettrificata, ha consentito
al nostro personale di intervenire in sicurezza all’interno delle gallerie AV di nostra
competenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
47
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Treno Alta Velocità (TAV)
Nodo di Bologna
Opere
TAV
Nodo
VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ cantieri principali
Stazione Centrale / Arcoveggio
San Ruffillo
deposito locomotive
„ cantieri ausiliari
Fascio Salesiani
Ponte sul Reno
Poste
Lavino
Intermodale di Anzola
Innesto Bologna-Padova
L'attuazione del nodo di Bologna
Nel maggio '97 è stato approvato il progetto per l'interconnessione di San Ruffillo, situata nei comuni di Pianoro
e San Lazzaro. Quindi, il 17 luglio 1997 si è positivamente conclusa la Conferenza dei Servizi, aperta il 6
maggio 1997. In questa sede sono stati sottoscritti specifici accordi che definiscono modi e tempi di
realizzazione delle nuove opere di potenziamento del Nodo ferroviario di Bologna e per il passante ferroviario
della linea veloce e sono state approvate importanti scelte progettuali. Le più significative per la città di
Bologna prevedono che: il tratto urbano della nuova linea veloce si sviluppi in galleria per il 60% del suo
tracciato, in modo da minimizzare l'impatto sulla città; la nuova linea sia collegata alla linea esistente attraverso
le interconnessioni di Lavino e S. Ruffillo, e alle linee per Verona e Padova attraverso due ulteriori
interconnessioni urbane; la nuova stazione sotterranea per i treni veloci sia accessibile da via Fioravanti, da via
De' Carracci e da via Pietramellara; sul fiume Reno siano realizzati quattro nuovi binari in affiancamento alla
attuale linea Bologna-Milano da dedicare due al servizio di media/lunga percorrenza e due al Servizio
Ferroviario Metropolitano (SFM); per il potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) siano
realizzate 13 nuove fermate nel tratto metropolitano di tutte le attuali linee afferenti al Nodo di Bologna. Le
linee di Vignola e Porretta saranno collegate fra loro nella stazione di Casalecchio di Reno e, passando per la
Stazione centrale, si collegheranno rispettivamente con San Benedetto Val di Sambro (Bologna-Firenze) e
Portomaggiore; siano eliminati i passaggi a livello all'interno del Nodo di Bologna; l'attrezzaggio tecnologico
del Nodo ferroviario sia potenziato e modernizzato.
I cantieri del nodo di Bologna L'apertura dei cantieri in un territorio fortemente urbanizzato come Bologna, ha
determinato la necessità di risolvere, fin dalla fase di progettazione, numerosi problemi relativi, ad esempio, alla
limitata disponibilità di aree, alla saturazione del traffico, alla fornitura del materiale da costruzione. Per
rispondere a queste problematiche e limitare al massimo l'impatto ambientale causato dai cantieri, TAV si è
impegnata con gli Enti locali a trasportare su ferrovia, ove possibile, i materiali in ingresso ed uscita dai
cantieri, a servirsi il meno possibile della viabilità ordinaria e infine a riutilizzare il materiale di scavo, ove
fattibile. In tutti i cantieri, inoltre, sono previsti impianti per il trattamento delle acque industriali e fangose e
sistemi per l'abbattimento delle polveri. Per razionalizzare l'organizzazione dei lavori e permettere la massima
integrazione con la città, sono stati predisposti tre cantieri principali (Stazione Centrale/Stazione Arcoveggio,
San Ruffillo, Deposito locomotive) e sei cantieri ausiliari (Fascio Salesiani, Ponte sul Reno, Poste, Lavino,
Intermodale di Anzola, Innesto Bologna-Padova). I cantieri principali comprendono, oltre all'area dove vengono
effettuati i lavori, un campo base totalmente attrezzato ed autosufficiente destinato ad alloggiare il personale; a
seconda delle dimensioni i cantieri ausiliari possono essere invece adibiti esclusivamente alla produzione. Alla
fine dei lavori in tutte le zone interessate dai cantieri verrà effettuata una completa opera di ripristino ambientale
per riportare il territorio alle condizioni iniziali.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
48
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Treno Alta
Velocità (TAV)
Nodo di Bologna
Opere
TAV
Nodo
VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„Stazione Centrale
restauro
strutturale della
stazione storica
realizzazione di
una stazione
sotterranea AV su
3 livelli con binari
a - 23 m
La stazione del nodo di Bologna (in fase di realizzazione – settembre 2008)
Per potenziare il Nodo ferroviario, anche la Stazione Centrale di Bologna sarà oggetto di importanti
trasformazioni sotto l'aspetto architettonico che tecnologico. La nuova struttura sarà in grado di
sostenere un significativo incremento giornaliero di treni, con conseguente aumento del traffico
passeggeri e merci. La stazione per le nuove linee veloci, posta a 23 m sotto la superficie, è la chiave
di volta di tutto il progetto di potenziamento del Nodo di Bologna. Sarà riservata ai treni a media/
lunga percorrenza e sarà situata in corrispondenza dell'attuale piazzale della Stazione Centrale
nell'area occupata dagli ultimi cinque binari, dal lato di via Carracci. Sarà costituita da un grande vano
sotterraneo di circa 640 m di lunghezza, 40 m di larghezza e circa 20 m di profondità e articolata su
tre livelli. Il più profondo ospita i binari, mentre quello intermedio, situato a -15 m, accoglie i servizi
passeggeri. Infine, quello più prossimo alla superficie, situato a quota -7 m, denominato anche "kiss
and ride", è il livello riservato al traffico veicolare, permette l'accesso ai parcheggi della stazione e
della zona Salesiani ed è accessibile da viale Pietramellara e da via Fioravanti, con uscita su via
Serlio. La stazione AV verrà quindi inserita nel complesso ristrutturato della Stazione Centrale
attraverso una piastra ponte posta sopra i binari.
L’intervento nella stazione di Bologna è suddiviso in tre fasi. La prima riguarda l'odierna Centrale: nel
rispetto del valore monumentale e architettonico del complesso storico, il progetto di restauro
strutturale, adeguamento funzionale e riqualificazione trasformerà l’attuale stazione in un grande polo
urbano caratterizzato da funzioni destinate non solo ai viaggiatori ma anche a tutta la città. Apertura
dei cantieri nel primo semestre del 2003; ultimazione dei lavori entro il 2005; investimento di 49
milioni di euro. La seconda riguarda la stazione dell’Alta Velocità/Alta Capacità di Bologna, che
verrà costruita 24 metri al di sotto dell’attuale quota dei binari. Il “camerone” interrato, largo 42 metri
e lungo 650, è articolato su tre livelli. Sarà collegato alla stazione storica e connesso alla viabilità
urbana attraverso una nuova strada sotterranea dedicata. Il progetto definitivo del nuovo scalo è stato
elaborato dall’architetto catalano Ricardo Bofill ed è stato sviluppato fino alla fase esecutiva da
Italferr, la società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato. La terza fase riguarda il
completamento della stazione AV per la parte fuori terra, il collegamento “a ponte” fra i due fronti
della stazione e la demolizione del fabbricato lungo Ponte Matteotti. L’edificio che sorgerà al posto
della parte rimossa includerà anche l’accesso alla nuova stazione della Metropolitana. La stazione per
le nuove linee veloci, posta a 23 metri sotto il piano stradale, è la chiave di volta di tutto il progetto
di potenziamento del Nodo di Bologna. Sarà riservata ai treni a media/lunga percorrenza e sarà situata
in corrispondenza dell'attuale piazzale della Stazione Centrale nell'area occupata dagli ultimi cinque
binari, dal lato di via Carracci. La nuova struttura sarà in grado di sostenere un significativo
incremento giornaliero del traffico passeggeri e merci.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
49
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
TAV
Nodo
VAV
Modello Gestione
Treno Alta
Velocità
(TAV)
Nodo di
Bologna
Riorganizzazione
„San Ruffillo
camerone frese
San Ruffillo
camerone
Salesiani
Ad oggi (settembre 2008) il collegamento da San Ruffillo fino al Camerone Salesiani
è terminato.
A differenza di quelle appenniniche, qui le gallerie sono state realizzate mediante
gigantesche frese dette TBM (Tunnelling Boring Machine del diametro di 9,4
metri), con problematiche del tutto differenti di gestione dell’emergenza da
quelle abituali della AV.
Una fra tutte l’iperbarismo, in quanto ogni TBM è dotata di 2 camere iperbariche
per il passaggio dei tecnici (per eseguire manutenzioni) dalla testa fresante alla parte
della fresa non in sovrapressione.
La tratta compiuta dalle 2 frese (Binario pari TBM “Emilia”; Binario dispari
TBM “Felsinea”) è stata di oltre 6 Km ad una profondità di circa 26 metri e le
operazioni di scavo sono terminate il 31/5/2006.
La prima immagine rappresenta l’ingresso della talpa nel Camerone di San Ruffillo,
mentre la seconda è all’uscita della fresa nel Camerone Salesiani, situato nei pressi
della stazione centrale di Bologna.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
50
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
TAV Nodo
VAV
Modello Gestione
Treno Alta
Velocità (TAV)
Nodo di
Bologna
Riorganizzazione
„camerone
Salesiani
parcheggio
transito treni
AV
Nella foto viene rappresentato il Camerone Salesiani (ancora in fase di
realizzazione – settembre 2008).
Struttura ipogea adibita a parcheggio auto nei piani più superficiali, mentre nel
piano più profondo transiteranno i treni AV.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
51
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
TAV
Nodo VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
Variante di
Valico (VAV)
„ divisione lavori
per Lotti
assegnazione
tratta ed opere
„ competenza
GECAV
Lotto 1 ÷ 11
La divisione dei lavori necessari alla realizzazione della Variante di Valico è avvenuta
per Lotti, ognuno dei quali, corrisponde ad una tratta, su cui sono state eseguite o
sono in corso opere di costruzione della Variante stessa.
Nello specifico, come descritto nell’immagine i Lotti sono 12 (dal lotto 1 al lotto 12),
i primi 11 di competenza del GECAV. Di seguito elenco lavorazioni eseguite o in atto
per VAV (ad eccezione adeguamento tratto A1):
•Lotto 1:Viadotto Reno (m. 718)
•Lotto 2: Galleria Monte Mario (m. 2300)
•Lotto 3: Viadotto Lama di Setta (m. 530); Galleria Allocco (m. 1730); Viadotto Vado (m.
88); Galleria Vado (m. 1137)
•Lotto 4: Viadotto Campolungo (m. 290); Galleria Campolungo (m.
Galleria Gardelletta (m. 800); Viadotto Quercia (m. 352); Galleria Quercia (m. 330)
250);
•Lotto 5A: Galleria Rioveggio 1 (m. 340); Galleria Rioveggio 2 (m. 80); Viadotto Casino (m.
117); Galleria Artificiale Casino (m. 340); Viadotto Rioveggio (m. 330); Viadotto Pian di
Setta (m. 633); Galleria Grizzana (m. 1790)
•Lotto 5b: Viadotto Lagaro (m. 1435); Galleria Val di Sambro (m. 3770); Viadotto
Grizzana (m. 118)
•Lotto 6: Viadotto Sparvo (m. 700)
•Lotto 7: Galleria Sparvo (m. 1950); Viadotto Molino di Setta 1 (m. 550); Galleria
Artificiale Molino di Setta (m. 360); Viadotto Molino di Setta 2 (m. 270)
•Lotto 8: Lotto in fase di progettazione (interconnessione tra A1 e VAV)
•Lotto 9: Viadotto Badia Nuova (m. 320);
Civitella (m. 235); Viadotto Setta 2 (m. 62)
Viadotto Setta 1 (m. 300); Galleria Poggio
•Lotto 10: Discenderia Galleria di Base (m. 754)
•Lotti 9 – 11: Galleria di Base (m. 8600)
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A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Variante di Valico (VAV)
Opere
TAV
Nodo
VAV
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ progressione lavori al
31/12/2007
Come si osserva dalla tabella, che riassume la situazione dei Lotti della Variante di
Valico, si nota che i lotti 1-2-3-4 sono terminati ed i tratti Autostradali e le opere di
viabilità ordinaria correlate (es Ramo di adduzione) sono già in esercizio.
Mentre il Lotto 8 è ancora in fase di assegnazione.
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A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Opere - Evoluzioni
Opere
TAV
Nodo
VAV
Modello Gestione
Variante di
Valico (VAV)
Riorganizzazione
„ Lotti 5A-5B-67-9-10-11,
hanno gallerie
in fase di
costruzione di
Classe 2
(Grisouttose)
Ad oggi il GECAV si trova impegnato nella gestione dell’emergenza nei cantieri
del lotto 5A, 5B, 9,10,11 e da luglio 2008, dei lotti 6 e 7 (lotti in fase di
cantierizzazione).
Ognuno di questi Lotti presenta - presenterà gallerie in fase di costruzione, che a
regime saranno Grisouttuose – classe 2 (alta probabilità di trovare gas metano
durante le fasi di scavo) ed obbliga il nostro personale all’utilizzo di Mezzi
Antideflagranti (vedi immagine) per intervenire in sicurezza all’interno delle stesse.
Ulteriore difficoltà nella gestione dell’emergenza nei cantieri della Variante di
Valico, sono l’estensione e varietà delle lavorazioni all’aperto, con conseguente
difficoltà nella identificazione delle lavorazioni, sia dal punto di vista fisico
(localizzazione), sia dal punto di vista della valutazione dei rischi (sicurezza nella
gestione dello scenario).
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A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Investire Risorse
Riorganizzazione
„necessità di procedure a livello
locale
„necessità di conoscenza
Dinamica ed approfondita dei
cantieri, per garantire risposta
operativa adeguata
„Modello di Gestione Integrato
all’interno della AUSL di Bologna
Dall’analisi delle diapositive fino ad ora commentate, risulta evidente la necessità
di Investire Risorse per la Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità e
Variante di Valico.
Questa necessità è condivisa dalla Regione, grazie alla quale sono nate le
Indicazioni Operative per l’intervento nei cantieri delle Grandi Opere
Pubbliche.
Caratteristiche costruttive e scenari del tutto unici e ad alto rischio, devono indurre
i 118 interessati, alla stesura di Procedure a livello locale in linea con le
Indicazioni Operative Regionali ed in grado di Garantire:
•corretto allertamento
Emergenza/Sicurezza);
del
118
(stretta
integrazione
con
Piano
di
•invio dei mezzi idonei (in base a zona, gravità, complicanze -integrazione con
VVF-);
•sicurezza sul Posto (integrazione con Piano di Emergenza / Sicurezza e VVF);
•intervento Sanitario idoneo (Attesa, Salvataggio, Soccorso);
•recupero (integrazione con VVF);
•afferenza ospedaliera idonea.
Inoltre, la dinamicità dei Cantieri TAV e VAV, obbliga gli operatori 118 (Centrale
ed Equipaggi) ad una conoscenza approfondita delle lavorazioni in atto, ma
soprattutto ad un aggiornamento continuo, con conseguente adeguamento delle
modalità operative.
Nello specifico la AUSL di Bologna ha adottato un Modello di Gestione
Integrato, dapprima sperimentato e consolidato sui cantieri dell’Alta Velocità e
poi proposto ed utilizzato nei cantieri della Variante di Valico e III Corsia
Dinamica. Modello indirizzato sia alla prevenzione infortuni che del soccorso
sanitario e consolidato in 12 anni di esperienza, grazie al contributo di numerose
professionalità.
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Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Modello di Gestione emergenza
sanitarie e sicurezza del lavoro
Riorganizzazione
„accordo Quadro fra
Regione
Enti locali
TAV
CAVET
Enti
„per potenziare servizi
Pronto soccorso ospedaliero
Medicina di base e specialistica
Vigilanza e prevenzione per la sicurezza sul lavoro
Socio sanitari
Sistema 118 tramite convenzioni con le Imprese
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
Gli elementi precedentemente descritti (caratteristica ed evoluzione dell’opera),
hanno portato ad un Accordo Quadro siglato nel ’94 tra Regione, Enti Locali, TAV
ed altri Enti che ha reso possibile il potenziamento necessario per soddisfare
l’accresciuta domanda di servizi, nei settori sanitario e sicurezza del lavoro, durante
la fase di realizzazione delle opere.
Tale accordo quadro è stato reso operativo nel 2001 da una Convenzione attuativa ed
ha reso possibile il potenziamento nelle zone interessate dai lavori AV dei servizi di
pronto soccorso ospedaliero, di medicina di base, di medicina specialistica presso i
poliambulatori locali, di vigilanza e prevenzione per la sicurezza sul lavoro, di
controllo e prevenzione dei rischi sanitari di origine ambientale, nonché il
potenziamento dei servizi sociali e sanitari di tutela della famiglia, dell’età evolutiva
e del disagio sociale.
Inoltre per quanto riguarda gli interventi di emergenza nei lavori in galleria sono
state firmate delle Convenzioni con le Imprese interessate :
-per il tratto appenninico il CAVET
-per il Nodo di Bologna il Consorzio S.Ruffillo e l’Astaldi
-Autostrade per l’Italia S.p.a. per i cantieri della Variante di Valico
che nel loro insieme consentono l’attuazione di un servizio integrato a garanzia
della massima efficienza nell’operazione di pronto soccorso e di assistenza per
eventuali infortuni.
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Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Integrazioni e
Sinergie
„ collaborazione con
Enti, Associazioni e
strutture esterne per
tutela della salute e
sicurezza
„ sinergie all’interno
della AUSL di Bologna
negli ambiti
A) Piani di
Prevenzione
B) Assistenza
Sanitaria e
Integrazione Sociale
C) Emergenza
Sanitaria
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro,
sintetizza integrazioni e sinergie.
La stretta collaborazione sia all'interno dell'azienda (Dipartimento di Prevenzione,
Distretto, Servizio Sociale, Servizio di Emergenza Territoriale Sud) sia con Enti,
Associazioni e strutture esterne è stata fondamentale per garantire una gestione
efficiente ed efficace dei vari aspetti esaminati: pronto soccorso ed emergenza,
impatto socio-sanitario, piani di prevenzione.
Il modello di gestione, elaborato quando era ancora operativa l’AUSL Bologna Sud è
schematizzato nella Figura 1.
In particolare, l’Azienda USL di Bologna ha dato un contributo diretto con i propri
professionisti ma anche con la costruzione di sinergie attraverso politiche di alleanza
con gli enti e le associazioni sopra richiamate, negli ambiti:
A) Piani di Prevenzione;
B) Assistenza Sanitaria ed Integrazione Sociale dei Lavoratori;
C) Emergenza Sanitaria.
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Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
A)Piani di Prevenzione
Riorganizzazione
„ supporti tecnico scientifici
Università di Bologna, dipartimento
di ingegneria chimica, mineraria
ed ambientale (DICMA)
INSAI
Vigili del Fuoco
Esperienze di altri paesi Europei Servizio
sociale
Epidemiologi
ARPA
gruppi tecnici interregionali
Dipartimento
di
prevenzione
Azienda
USL
Bologna
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
A) I piani di prevenzione
Per tutelare la salute dei lavoratori TAV e della popolazione residente nei territori
interessati dai lavori, il Dipartimento di Prevenzione (Servizio di Prevenzione e
Sicurezza degli Ambienti di Lavoro e il Servizio di Igiene Pubblica) ha predisposto
ed attuato a partire dal 1995 un piano di prevenzione e vigilanza.
Questo piano ha prefigurato un forte impegno dell'Azienda nell'acquisire nuove
risorse e nella formazione del personale, nella costruzione di una rete di
collegamenti e di supporti istituzionali, tecnici e scientifici per fare fronte alla
complessità non solo dell’opera e dei compiti da affrontare, ma anche delle
tecnologie e dei rischi connessi.
Supporti Tecnico Scientifici:
•Università di Bologna, dipartimento di ingegneria chimica, mineraria ed ambientale
(DICMA)
•INSAI
•Vigili del Fuoco
•Esperienze di altri paesi Europei
•Epidemiologi
•ARPA
•Gruppi tecnici interregionali
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Soccorso
Modello di Gestione
A)Piani di prevenzione
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
„ Coordinamento Istituzionale
Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità, Servizio
di Prevenzione Collettiva
Regione Toscana
Servizi dell’AUSL di Firenze
Dipartimento
Provincia di Bologna (tavolo congiunto)
di
Comuni coinvolti
prevenzione
Comune di Bologna (SUAP) [1]
Azienda
Servizio
Distretto
Magistratura, Prefettura
USL
sociale
Bologna
Imprese costruttrici
Servizio
OOSS e RLS
di emergenza
Direzione Provinciale del Lavoro
preospedaliera
Carabinieri
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
A) I piani di prevenzione
Coordinamenti istituzionali:
•Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Sanità, Servizio di Prevenzione
Collettiva
•Regione Toscana
•Azienda Sanitaria di Firenze
•Provincia di Bologna (tavolo congiunto)
•Comuni coinvolti dai cantieri AV (compreso il Nodo di Bologna) e VAV
•Comune di Bologna (SUAP)[1]
•Magistratura
•Prefettura
•Imprese costruttrici
•Organizzazioni Sindacali e RLS
•Direzione Provinciale del Lavoro (Osservatorio Provinciale di Vigilanza Grandi
Opere Pubbliche)
•Carabinieri
[1] Sportello Unico Attività Produttive
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Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
A)Piani di prevenzione
„ “rapporti stretti” con ditte costruttrici
Sportello Unico per Attività Produttive
„ collaborazione e coordinamento con
pubblica amministrazione
„ elaborazione di Note
Interregionali
Servizio
sociale
„ attivazione dell’osservatorio
monitoraggio TAV (Monitor)
www.infomonitor.it
Dipartimento
di
prevenzione
Azienda
USL
Bologna
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
A) I Piani di Prevenzione
I quattro elementi più significativi delle attività di prevenzione sono riassumibili in:
1) Nuove modalità di rapporto con le ditte costruttrici, in particolare con CAVET, tramite un
confronto tecnico continuo sull’analisi dei problemi di rischio e di valutazione delle soluzioni
da adottare. Soluzione tradotta nella creazione di uno Sportello Unico per le Attività
produttive quale tavolo congiunto tra tutti gli Enti interessati per la gestione delle
problematiche inerenti:
•
La tutela dell’ambiente;
•
La tutela della popolazione;
•
La gestione delle emergenze;
•
La sicurezza del lavoro.
2) Collaborazione e coordinamento tra strutture della Pubblica Amministrazione: in
particolare confronto continuo tra i Dipartimenti di Sanità Pubblica di Bologna e Firenze con
la consulenza tecnico-scientifica dell’Università e raccordo con ARPA, Vigili del fuoco, 118,
Direzione Provinciale del Lavoro, Prefettura;
3) Elaborazione di 38 "documenti tecnici" recepiti e divulgati come Note Interregionali
(Emilia Romagna-Toscana): si sono individuati standard di sicurezza riferiti a nuove
tecnologie di lavoro e a normative/standard tecnici adottati in altri paesi o proposti da
associazioni internazionali costruttrici di gallerie, che consentono il superamento degli aspetti
ormai obsoleti della legislazione italiana sui lavori in sotterraneo. Le note interregionali sono
consultabili sul sito http://www.infomonitor.it ;
4) Attivazione dell'Osservatorio di monitoraggio TAV (MONITOR), promosso dalle regioni
Emilia Romagna e Toscana nell'ottica della creazione di una "rete per la sicurezza",
consultabile sul sito http://www.infomonitor.it .
Ad oggi tale osservatorio è disponibile anche per il Nodo di Bologna e la Variante di
Valico.
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Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
B)Assistenza Sanitaria
dei lavoratori
Riorganizzazione
„ garanzia assistenza
sanitaria di base
accordo con Medici di
Base provincia Bologna
Punti di Primo
Intervento (postazioni
fisse GECAV)
Dipartimento di
prevenzione
Azienda
USL
Bologna
Servizio
sociale
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
B) L'assistenza sanitaria e l’integrazione sociale dei lavoratori
Assistenza sanitaria:
Per garantire l’assistenza sanitaria di base per i lavoratori impegnati nella
costruzione, nel corso del 1996-1997 l'AUSL conclude l'accordo con i medici di
base (FIMMG della provincia di Bologna): i lavoratori mantengono la scelta del
loro medico di fiducia nel comune di provenienza e possono rivolgersi ai medici di
base locali, scegliendo di volta in volta liberamente un sanitario di fiducia in
funzione delle proprie necessità assistenziali.
Dal 1998 ad oggi, le prestazioni di medicina di base, vengono garantite dalle
postazioni di Primo Intervento del GECAV.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
61
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Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
B) Integrazione Sociale
dei lavoratori
Riorganizzazione
„ valutazione impatto sociale per comprendere cambiamenti
sociali, economici, commerciali
Infrastrutture, servizi, trasporti
„ tramite un sistema informativo
dell'impatto sociale
Dipartimento di
prevenzione
creazione del mediatore culturale
„ progetti specifici
controllo dell'aumento tensione
sul mercato abitativo e locativo
recupero dell’immagine territorio
turistico
prevenzione dell’emarginazione
Azienda
USL
Bologna
Servizio
sociale
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
B) L'assistenza sanitaria e l’integrazione sociale dei lavoratori
Integrazione sociale dei lavoratori:
Il Progetto di “valutazione dell'impatto sociale della realizzazione della linea ferroviaria Alta
Velocità nei Comuni del Distretto di San Lazzaro di Savena" rappresenta il primo esempio in Italia di
valutazione dell'impatto sociale dei lavori e degli insediamenti necessari per la realizzazione di una
grande opera, cui sono seguiti progetti specifici per attenuare l'impatto sociale:
•Prima Fase: settembre 1997 - giugno 1998 L'indagine ha visto coinvolti: AUSL, Comuni interessati,
Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, CAVET, lavoratori, popolazione. Obiettivo:
comprendere i futuri cambiamenti sociali, economici, commerciali, nonché i cambiamenti nelle
infrastrutture, nei servizi e nei trasporti della valle del Savena, con l’avvio di questa grande opera.
•Seconda Fase: Settembre - Ottobre 2000 Obiettivi: strutturare un sistema informativo dell'impatto
sociale dell'Alta Velocità per effettuare un monitoraggio nel tempo: verificare se ed in quale misura i
fenomeni riscontrati nella prima fase con il monitoraggio sistematico dei cambiamenti che si stavano
registrando (su: traffico; sicurezza; inquinamento ambientale e acustico; efficienza dei servizi
pubblici) fossero ancora percepiti come problematici da parte dei cittadini residenti; di valutare inoltre
se gli stessi residenti avvertissero, oltre che come problemi, anche come vantaggi e potenzialità (in
termini di sviluppo non solo economico ma sociale complessivo) la presenza dei cantieri e degli
addetti ai lavori TAV . Nell’ambito del progetto europeo "INTEGRA-LINK" (finalizzato all’
immigrazione) è stata anche prevista la creazione della figura del "mediatore culturale": operatore
che lavora come interfaccia tra Lavoratori, impresa e Comuni.
Inoltre progetti specifici per attenuare l'impatto sociale quali:
•Controllo dell'aumento della tensione sul mercato abitativo e locativo;
•Recupero dell’immagine di un territorio turistico;
•Prevenzione dell’emarginazione, in particolare relativa all’infanzia ed all’adolescenza, con numerose
iniziative sportive e ludiche o con centri di aggregazione per ragazzi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
C) Pronto Soccorso e
Emergenza Sanitaria
„sistema di soccorso
integrato ai cittadini ed ai
lavoratori AV (tratta Bo-Fi e
Nodo di Bologna) e VAV
„riorganizzazione 118
nell’Appennino bolognese
Dipartimento
di
prevenzione
Servizio
sociale
Azienda
USL
Bologna
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria
La necessità di garantire un soccorso efficiente sia nei cantieri all’aperto sia durante
lo scavo delle galleria, ottimizzando la resa dei servizi già esistenti, ha reso
necessario un accordo innovativo, unico in Italia, siglato il 12/06/1996 dalla Regione
Emilia Romagna, dal Consorzio CAVET e dall’azienda AUSL di Bologna (all’epoca
Bologna Sud), che ha affidato al sistema pubblico (118 GECAV) il soccorso
sanitario nei cantieri TAV in un'ottica di “Sistema di Soccorso Integrato", reso
cioè contemporaneamente ai cittadini residenti ed ai lavoratori addetti alla
realizzazione della linea ferroviaria AV. Per far ciò è stato necessario elaborare un
“Piano di riorganizzazione della rete di soccorso preospedaliera”, senza costi
aggiuntivi per il Sistema Sanitario Regionale, grazie all’ accordo del 12 giugno.
La stessa filosofia è stata utilizzata per Variante di Valico e per il nodo di Bologna,
anche se il 118 GECAV e gli altri servizi coinvolti hanno dovuto adattare le
caratteristiche di intervento rispettivamente alle:
-problematiche dei cantieri per la costruzione della Variante di Valico, simili alla
AV, ma complicate dall’estensione dell’opera, in particolar modo nei cantieri esterni
(difficoltà nella individuazione target) e nella costruzione di Pozzi e Viadotti;
-modalità di scavo (TBM[1]) delle due gallerie che da San Ruffillo portano alla
Stazione Centrale, percorrendo il sottosuolo di Bologna.
[1] TBM = Tunnel Boring Machine
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
C) Pronto Soccorso e Emergenza
Sanitaria
„collaborazione strutturata e
continuativa con
Referente Sicurezza TAV-VAV
Referente 118
VVF
SPPA
SPSAL
Centrale Operativa
Dipartimento
di
prevenzione
Servizio
sociale
Azienda
USL
Bologna
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria
Nella Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico è
indispensabile instaurare una collaborazione proficua fra 118, TAV, VVF, SPPA e
SPSAL.
L’estensione, la complessità e l’unicità di questa grande opera pubblica, richiede la
collaborazione fra gli enti sopra descritti, nell’ottica del risparmio e del corretto
utilizzo delle risorse in campo.
Tale collaborazione è strutturata grazie alla Indicazione Operativa costruita in
proposta dal 118 di Reggio Emilia, recepita da una direttiva dall’Assessorato Sanità
della Regione Emilia Romagna, attuata dai soggetti coinvolti nelle lavorazioni per la
costruzione dell’Alta Velocità nella tratta BO-PC (118, VVF, SPSAL, ditte
Esecutrici) e deve obbligatoriamente essere di tipo continuativo, vista la dinamicità
di tale opera.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
64
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
C) Pronto Soccorso e
Emergenza Sanitaria
Riorganizzazione
„ a livello Regionale
elenco dei requisiti di coordinamento fra
118 ed imprese per garantire il soccorso
sanitario nelle Grandi Opere Pubbliche
„ a livello Provinciale
Dipartimento
di
prevenzione
procedura operativa fra
z ditte esecutrici
z sistema emergenza
118/ VVF
z prevenzione e controllo
SPPA / SPSAL
Servizio
sociale
Azienda
USL
Bologna
Distretto
Servizio
di emergenza
preospedaliera
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria
L’Indicazione Operativa, è una direttiva della Regione Emilia Romagna, che
stabilisce i requisiti sulla base dei quali il 118 e le imprese si coordinano per
garantire il soccorso nei cantieri AV BO-MI. Le indicazioni operative, sono state
presentate ai VVF ed alle imprese, che hanno mostrato di apprezzare i contenuti.
A livello locale, trova esecuzione, tramite la costruzione di Procedura/e Operative
che vedano attori:
•ditte esecutrici i lavori
•sistema Emergenza (118 e VVF);
•sistema Prevenzione e Controllo (SPPA e SPSAL);
nell’ottica della Gestione dell’Emergenza per i Cantieri Alta Velocità e Variante
di Valico.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
65
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Modello di Gestione
Opere
Modello Gestione
Conclusioni
Riorganizzazione
„ Creazione di un Modello di Gestione
delle emergenze sanitarie e della
sicurezza nelle grandi opere pubbliche
oggi utilizzato per
Variante di Valico
Alta Velocità - Nodo di Bologna
III corsia dinamica Bologna
armamento binari ed elettrificazione Alta
Velocità tratta Bologna - Firenze
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
L’esperienza maturata nell’area sud dell’AUSL di Bologna, durante la
realizzazione della tratta Bologna – Firenze della linea ferroviaria AV, ha
permesso la creazione di un vero e proprio Modello di Gestione della sicurezza e
dell’emergenza sanitaria nelle grandi opere pubbliche. Questo modello viene
oggi utilizzato anche nelle altre grandi opere pubbliche che interessano e
interesseranno la realtà bolognese, nello specifico:
•adeguamento del tratto di attraversamento appenninico dell’autostrada A1 tra
Sasso Marconi e Barberino del Mugello (Variante di Valico);
•realizzazione del Nodo di Bologna (tratto di attraversamento urbano della linea
ferroviaria ad Alta Velocità e potenziamento della stazione centrale di Bologna);
•realizzazione della Terza corsia dinamica di Bologna (autostrada A14);
•armamento binari ed elettrificazione delle Gallerie Alta Velocità della tratta
Bologna – Firenze.
Realtà, in cui sono richieste agli operatori del soccorso competenze del tutto
nuove come:
•la capacità di operare in ambiente iperbarico (in alcuni punti delle due gallerie
che da San Ruffillo raggiungeranno la stazione Centrale di Bologna potrebbe
rendersi necessario lavorare in sovrapressione);
•o la capacità di operare in “altezza” quando si presta soccorso sui viadotti in
costruzione.
Motivi in più perché il Dipartimento di Sanità Pubblica non abbassi la guardia e si
coordini sempre più strettamente col 118 e con il Servizio di Prevenzione e
Protezione Aziendale.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
66
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Riorganizzazione 118
Riorganizzazione 118
nell’appennino bolognese GECAV
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
118
1. Idonea Distribuzione Postazioni di
Soccorso
2. Identificazione del luogo dell’evento
3. Essere in grado di determinare ed
ottenere le condizioni di massima
sicurezza
4. Eseguire un adeguato intervento
sanitario
Il modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro
C) Pronto soccorso e gestione dell’emergenza sanitaria
Entrando nel vivo della riorganizzione 118, conseguente all’applicazione del
modello di gestione delle emergenze sanitarie e della sicurezza del lavoro nelle
grandi opere pubbliche, in poche righe si possono sintetizzare gli obiettivi
principali che hanno governato le strategie operative del GECAV:
1. Idonea Distribuzione Postazioni di Soccorso, rispetto alle esigenze del
territorio (ricordiamo che il territorio della AUSL di Bologna area Sud è il più
complesso ed articolato di tutta la Regione Emilia Romagna) e delle grandi
opere pubbliche presenti (TAV, Nodo di Bologna e VAV)
2. Identificare target nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche, è un problema
alquanto complesso visto la continua modifica dei cantieri che caratterizzano le
lavorazioni delle grandi opere pubbliche
3. Essere in grado di determinare ed ottenere le condizioni di massima
sicurezza in luoghi di lavoro dinamici, complessi, unici, ad alta criticità
(esposizione ai rischi tipici del Terreno in Pendenza e dell’ambiente Confinato)
e ad alta specializzazione (misure di sicurezza e procedure di intervento
specifiche a cui attenersi)
4. Eseguire un adeguato intervento sanitario in ambienti particolari che
obbligano comportamenti differenti da quelli abituali e strategie operative
adeguate al tipo di realtà operativa in cui si deve intervenire.
Va ricordato che ognuno di questi punti periodicamente subisce modifiche, per
adeguarsi alle evoluzioni e caratteristiche lavorative dei cantieri TAV e
VAV.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
67
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
Criteri di Posizionamento
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ postazioni dedicate vicine alle
lavorazioni a garanzia di
rispetto tempistica concordata
contatti e collaborazione con ditte esecutrici
conoscenza delle lavorazioni svolte
„ dotazione di Punto di Primo Intervento o
Infermeria per le maestranze
garantisce servizio di Medicina di Base e
gestione degli eventi medi - lievi
I criteri di posizionamento delle postazioni della AUSL di Bologna area Sud a
servizio dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche, derivano da una serie di
considerazioni che nel corso degli ultimi 12 anni, hanno portato una vera e propria
rivoluzione del sistema di emergenza territoriale.
I principali criteri che hanno guidato la scelta dell’ubicazione dei mezzi operativi
sono stati:
•Creazione di postazioni dedicate alle grandi opere pubbliche nei pressi delle
lavorazioni al fine di garantire
•Rispetto della tempistica concordata;
•Contatti e collaborazione con le ditte esecutrici, indispensabile per capire
ed identificare i bisogni delle maestranze ed ottenere tutte le informazioni
necessarie a governare il sistema di emergenza (lavorazioni in atto,
caratteristiche costruttive, operatori coinvolti, misure di sicurezza, ecc…);
•Conoscenza delle lavorazioni svolte, conoscenza diretta ottenuta tramite
sopraluoghi continui nelle opere ci cantiere, caratterizzate da una costante
evoluzione.
•Dotazione di Punti di Primo Intervento o Infermerie al fine di garantire alle
maestranze:
•Prestazioni di medicina di base
•Diagnosi
•Cure e terapie
•Medicazioni complesse
•Filtro per altre strutture
•Atti medici delegati, ecc
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
68
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Criteri di Posizionamento
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ postazioni a servizio
A. Alta Velocità nella Tratta
Bologna – Firenze
B. Alta Velocità - Nodo di
Bologna
C. Variante di Valico
Essenzialmente il sistema di distribuzione delle postazioni necessarie alla gestione
dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche è diviso in 3 aree:
A. Postazioni a servizio dell’Alta Velocità nella Tratta Bologna – Firenze
B. Postazioni a servizio dell’Alta Velocità - Nodo di Bologna
C. Postazioni a servizio della Variante di Valico
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
69
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
A. Postazioni a
servizio di Alta
Velocità Tratta
Bo - Fi
1 Automedica
4 Ambulanze
Infermierizzate
Nella diapositiva sono elencate le A. Postazioni GECAV a servizio dei lavori per
l’Alta Velocità nella Tratta Bologna - Firenze
Ogni postazione fa da riferimento ai cantieri insediati nelle zone limitrofe alla
postazione stessa.
I mezzi deputati esclusivamente a questa tratta sono:
Ambulanza GECAV1; Ambulanza Loiano 40 e Ambulanza Loiano 41.
A servizio anche della popolazione residente e dislocato presso l’Ospedale di
Loiano abbiamo:
Auto medica Echo 34; Ambulanza Loiano 34; Auto Infermieristica Stilo 6 – Echo
35 con rinforzo estivo Ambulanza Loiano 35.
La zona esterna dei cantieri TAV della tratta Bologna Firenze è seguita anche dalle
Ambulanze con volontario a bordo, quali Pianoro 47 e Monterenzio 41 ed
eventualmente dal supporto medicalizzato della Echo 2, grazie al meccanismo del
Rendez Vous.
Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri VAV, Nodo di
Bologna (es Echo 57, Setta 1 e Stilo 1), ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica
della copertura a rete anche per i cantieri della tratta - Bologna Firenze.
Ulteriore risorsa è l’Elisoccorso del Maggiore, considerando che ogni cantiere ha
una piazzola di riferimento (obbligo dettato dalle note interregionali).
Gli ospedale di afferenza sono Loiano , Maggiore e Sant’Orsola.
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70
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
A. Postazioni a servizio di Alta
Velocità tratta Bo-Fi e
popolazione
Postazioni TAV
Bo - Fi
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Dotazione
•Automedica
•A servizio Cantieri e Popolazione
L34
•Punto di Primo Intervento
•Ambulanza Infermiezzata
•A servizio Cantieri e Popolazione
Stilo
E34
6
•Coordinamento (Echo 35)
•Rinforzo Estivo (L35)
•A servizio Cantieri e Popolazione
•Ospedale Loiano
Opere
Questa tabella focalizza l’attenzione sulla dotazione in termini di ambulanze e
postazioni fisse attiva presso l’ospedale di Loiano a servizio delle lavorazioni per
A. l’Alta Velocità nella tratta Bologna - Firenze e la Popolazione residente nella
zona di competenza dei Mezzi:
ƒCoordinamento PPI è attivo dalle 8 alle 16 di tutti i giorni feriali ed è situato nel
locale al terzo piano dell’Ospedale di Loiano, coperto da personale Infermieristico
della AUSL di Bologna.
ƒStilo 6 è un’Auto Infermieristica guidata dal Coordinatore PPI, ovviamente presente
nelle fasce orarie di copertura (dalle 8 alle 16 dei giorni feriali). Tale mezzo in caso
di necessità può caricare il medico di guardia in PS e divenire Echo 35 (Auto
Medica). Nel periodo estivo, il rinforzo di un autista aggiunto e l’ampliamento
dell’orario dalle 7 alle 19 in tutti i giorni della settimana, consente invece a tale
mezzo di divenire Loiano 35 (Ambulanza Infermeirizzata con possibilità di carico)
ƒEcho 34, denominazione assegnata all’auto medica, ambulanza studiata per le
esigenze di cantiere con a bordo un equipaggio composto da 1 medico ed 1
Infermiere a copertura totale (24 h su 24). Rilevante è il ruolo dell’IP a bordo,
CAPOTURNO, perché fa da tramite fra il Coordinamento Operativo di Bologna
Soccorso e la realtà altamente particolare e complessa del proprio territorio di
competenza. Tale mezzo è ubicato presso l’ospedale di Loiano ed oltre ai cantieri,
copre anche l’esigenza della popolazione residente a Loiano, Monghidoro;
Monterenzio e Monzuno.
ƒPPI è il punto di primo intervento situato al 3° piano dell’Ospedale di Loiano,
attivo 24 ore su 24. L’infermiere che lo presidia è lo stesso che in caso di Emergenza
esce sulla Loiano 34. In sua assenza il PPI è gestito dal Coordinatore del PPI (nei
giorni feriali dalle 8 alle 16) o da 1 Infermiere di Reparto nelle restanti fasce orarie.
Il Medico è dedicato al PPI nei soli giorni feriali dalle 9 alle 17, nelle restanti fasce
orarie la sua presenza è garantita dal Medico di Guardia del reparto di Medicina
dell’Ospedale di Loiano
ƒLoiano 34, denominazione assegnata all’ambulanza di territorio, composta da 1
autista a copertura mista (CATIS, CRI, GETTONE) e 1 Infermiere del GECAV che
presidia il Punto di Primo Intervento di Loiano ed esce in ambulanza nel momento
dell’emergenza. Questa ambulanza è attiva 24 ore su 24.
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71
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
A.Postazioni a servizio di
Alta Velocità tratta Bo-Fi
Dotazione
•E8 Cantiere
Osteria
•Infermeria
•Ambulanza Infermierizzata
•A servizio dei Cantieri TAV
Target
Sicurezza Intervento
L41
1
GECAV
•Infermeria
Ambulanza Infermierizzata
A servizio dei Cantieri TAV
Postazioni
2
•CBE 1 Pianoro
•Infermeria
•Ambulanza Infermierizzata
•A servizio dei Cantieri TAV
Riorganizzazione
Stilo
•CBE 2 Barbarolo
•Coordinamento
•A servizio dei Cantieri TAV
Modello Gestione
L40
Postazioni TAV Bo - Fi
Opere
Questa tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse ad
esclusivo servizio (ad eccezione di casi di particolare rilevanza) delle lavorazioni
per A. l’Alta Velocità nella tratta Bologna - Firenze:
•Coordinamento, eseguito da Pasqui Fausto (referente personale GECAV) che
nell’orario di servizio e per casi rilevanti è titolare della Stilo 2 (Auto
Infermieristica)
ƒLoiano 40 è la denominazione dell’ambulanza studiata per le esigenze di cantiere
e posizionata presso il Cantiere E8 di Osteria a copertura primaria dei Cantieri
CAVET (oltre all’ambulanza 1 autista e 1 Infermiere presidiano una postazione di
Infermeria per piccoli incidenti). La sua presenza è assicurata durante tutti i giorni
di apertura dei Cantieri CAVET e secondo i loro orari di esercizio. L’autista
appartiene al CATIS, mentre l’Infermiere è del GECAV.
ƒLoiano 41 è la denominazione dell’ambulanza studiata per le esigenze di cantiere
e posizionata presso il Campo Base CBE 2 di Barabarolo a copertura primaria dei
Cantieri CAVET (oltre all’ambulanza 1 autista e 1 Infermiere presidiano una
postazione di Infermeria per piccoli incidenti). La sua presenza è assicurata
durante tutti i giorni di apertura dei Cantieri CAVET e secondo i loro orari di
esercizio. L’autista / diurnista (8-14 dal lunedì al venerdì) e l’IP sono appartenenti
al GECAV, mentre e la funzione autista nelle fasce orarie non coperta dal diurnista,
da ottobre 2003, utilizza personale a Gettone proveniente dalla AUSL di Bologna
area Nord. Il turno notturno Infermiere è coperto da operatori GECAV.
ƒGECAV 1 è la denominazione dell’ambulanza a servizio dei Cantieri CAVET dal
E0 al E4 e da maggio 2003 dei cantieri impegnati nella costruzione del Nodo di
Bologna. La sede operativa di questa ambulanza è presso il Campo Base CBE 1 di
Pianoro, in cui è disponibile anche una postazione di Infermeria presidiata da un
autista del CATIS ed un Infermiere GECAV.
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72
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
A.Postazioni a servizio di Alta
Velocità tratta Bo-Fi
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Mezzi Bimodali
Accessi
a Raso
„ E1
„ E5
„ E7
Infine per accedere all’interno delle gallerie A. Alta Velocità Tratta Bo-Fi con
binari, il GECAV utilizza 3 mezzi bimodali (Ambulanze in grado di girare su
strada e rotaia), dislocati nei 3 punti di accesso, indicati nella planimetria.
Per entrare nelle gallerie vengono utilizzati 3 accessi a raso (abolizione del
dislivello tra binari e massicciata ferroviaria, tale da permettere
l’attraversamento agevole della ferrovia da parte di mezzi circolanti su strada,
nel nostro caso è un passaggio che permette in modo agevole, il posizionamento
del mezzo bimodale dalla strada alle rotaie), ubicati in prossimità dei cantieri E1
(pianoro Nord); E5(Monte Bibele Imbocco Sud) ; E7(Raticosa Imbocco Sud).
I 3 Mezzi con sigla Bimodale Loiano 40; Bimodale Loiano 41 e Bimodale
GECAV1, ovviamente sono gestiti dagli stessi equipaggi della Loiano 40;
Loiano 41 e GECAV 1, che in caso di necessità utilizzano questa ulteriore
risorsa per intervenire all’interno delle gallerie con binari posati.
La competenza ordinaria delle tratte per ogni mezzo è infine schematizzata e
riassunta in 3 colori: blu per il Bimodale GECAV1; Rossa per Bimodale
Loiano 41 e Verde per Bimodale Loiano 40.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
73
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
B. Postazioni a
servizio di Alta
Velocità Nodo
di Bologna
1 Auto
Infermieristica
1 Ambulanza
Infermierizzata
Il soccorso per B. Nodo di Bologna sanitario è stato suddiviso in due fasi.
Nella prima fase ha operato una postazione “infermierizzata” con sigla Stilo1,
dedicata prevalentemente al cantiere San Ruffillo.
L’attivazione della postazione è coincisa con l’avvio dell’attività delle frese
(ottobre 2003).
Questo presidio è stato operativo fino al 20/08/2007.
A far tempo dal 03/09/2007 (seconda fase) la postazione infermierizzata Stilo 1 si
è trasferita in Via Carracci dove sono iniziati i lavori per la costruzione della
nuova Stazione AV.
Ad oggi l’emergenza sanitaria per l nodo di Bologna, avviene grazie alla Stilo1,
supportata dalla Gecav 1 ed Echo 34 per le operazioni in Ambiente Confinato
(gallerie, cameroni, stazione centrale).
Per le operazioni in esterno la Stilo 1 può avvalersi del supporto dei mezzi
operativi presso il Maggiore (Mike 1; Echo 1; Charlie 1).
Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri VAV come la
Setta 1, ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica della copertura a rete anche
per i cantieri del Nodo di Bologna.
L‘ospedale di afferenza è essenzialmente il Maggiore.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
74
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
B.Postazioni a servizio di Alta
Velocità Nodo di Bologna
Carracci – Stilo 1
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
La postazione 118 a servizio esclusivo del B. Nodo di Bologna è ubicata
all’interno del Campo Base della ditta Astaldi che si trova in Via dè Carracci
n°69/3.
Nel campo base di via Carracci è stata allestita un’infermeria presidiata h 24 da
un infermiere in grado di eseguire:
ƒterapia iniettiva im - ev;
ƒmedicazioni e prestazioni di PS che non richiedono l’intervento medico;
ƒRCP con Defibrillazione;
ƒsoccorso esterno all’infermeria mediante Auto Infermieristica (Stilo 1).
L’infermiere, al bisogno, fornisce ai lavoratori TAV informazioni sulle strutture
sanitarie bolognesi.
In caso di necessità, l’Auto Infermieristica Stilo 1:
ƒinterviene su tutte le emergenze sanitarie del cantiere;
ƒha un solo Infermiere a bordo (lo stesso dell’infermeria) che inizia il trattamento
e fornisce alla Centrale Operativa 118 indicazioni precise sull’evento;
ƒpuò chiedere l’appoggio di mezzi di soccorso BLS, ILS, ALS e di mezzi dedicati
al soccorso in galleria;
ƒper operare in sicurezza in galleria, oltre alle attrezzature sanitarie, la Stilo 1 è
dotata di autorespiratore a ciclo aperto Dräger PA 90 plus: un dispositivo di
protezione individuale (DPI) in grado di fornire aria respirabile, isolando
l’operatore dall’ambiente esterno.
E’ un Modello innovativo, che grazie alla rete, permette una risposta immediata e
qualificata con ottimizzazione dei costi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
75
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
C. Postazioni a
servizio Variante
di Valico (VAV)
2 Automedica
3 Ambulanze
Infermierizzate
1 Auto
Infermieristca
Il progetto presentato dalla AUSL di Bologna area Sud per garantire il soccorso
durante l’attuazione dei lavori per la costruzione della Variante di Valico è quello
espresso in figura.
E’ un progetto che si basa sull’esperienza maturata dal GECAV durante le
lavorazioni per l’Alta Velocità e si propone di rispondere ad ogni esigenza
espressa da questa colossale opera.
Nella diapositiva sono elencate le C. Postazioni GECAV a servizio dei lavori
per la Variante di Valico (VAV)
Ogni postazione fa da riferimento ai cantieri insediati nelle zone limitrofe alla
postazione stessa.
I mezzi deputati a questa tratta sono:
Auto medica Echo 57; Ambulanza Setta 1 per i lotti VAV Nord; Auto medica
Echo 22; Ambulanza Ronco 22; Ambulanza C22 (convenzione con Casa di Cura
Pro Nobili) e Stilo 7 per i Lotti VAV Sud.
La zona esterna dei cantieri VAV è seguita anche dalle Ambulanze con volontario
a bordo, quali Marconi 57, Vado 44 e Sambro 51.
Inoltre alcuni mezzi sono a scavalco, mezzi deputati ai cantieri TAV (es GECAV
1), ma eventualmente utilizzabili, nell’ottica della copertura a rete anche per i
cantieri della tratta - Bologna Firenze.
Due sistemi, che ovviamente hanno parecchi punti in comune ed aree a scavalco,
in particolare modo nei lotti in fase di cantierizzazione (lotti 6 e 7).
Ulteriore risorsa è l’Elisoccorso del Maggiore, considerando che ogni cantiere ha
una piazzola di riferimento (obbligo dettato dalle note interregionali).
Gli ospedale di afferenza sono Casa di Cura Prof Nobili, Vergato e Maggiore.
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76
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
C.Postazioni a servizio di
Variante di Valico Nord
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Postazioni
Dotazione
GECAV VAV Nord
•Ambulanza Inferizzata
•A servizio dei Cantieri VAV
Setta
1
•Rioveggio
•Punto di Primo Intervento
•Automedica
•A servizio dei Cantieri e Popolazione
E57
•Lama di Setta
Stilo
3
•Coordinamento
•A servizio Cantieri e Popolazione
Per praticità i lotti della Variante di Valico sono divisi in Nord e Sud. I Lotti Nord
ad oggi (settembre 2008) ancora operativi sono il Lotto 5A, 5B, 6 e 7, mentre i Lotti
Sud sono il 9,10 e 11. Questa tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze
e postazioni fisse a servizio delle lavorazioni per la C. Variante di Valico Nord e la
popolazione residente nella zona di competenza dei Mezzi:
•Dal 2002, il Coordinatore della Postazione è Franchini Francesco. Ddurante il suo
orario di servizio copre la funzione di Stilo 3, mezzo infermieristico in grado di
gestire eventi critici. La postazione accoglie l’ufficio destinato alla gestione della
Formazione del GECAV, seguita dall’IP Fabbri Riccardo;
•L’auto medica Echo 57 (attiva dal 1 settembre 2002), dotata da Infermiere-Autista
(Capo Turno) del GECAV e da Medico, è a servizio dei cantieri Nord della VAV,
del territorio di Sasso Marconi, Monzuno (Vado), Rioveggio, Marzabotto,
Pontecchio Marconi e del tratto Autostradale compreso da Rioveggio a Casalecchio
(corsia Nord) e da Sasso Marconi a Rioveggio (corsia Sud). Le risorse a disposizione
nella postazione di Lama di Setta, sono in grado di rendere operativo un Punto di
Primo Intervento (se l’equipaggio della Auto Medica è a disposizione) o
Infermeria (se è disponibile solo il coordinamento). Inoltre, la presenza di strutture
formative, quali il castello di manovra, la camera fumi e sala riunioni, rendono la
postazione il luogo idoneo per la formazione di base e continua del personale
GECAV;
•L’ambulanza Setta 1 (attiva dal 1 maggio 2002), da agosto 2008 è a Rioveggio
all’interno dell’omonimo Campo Base. Composta da Autista CATIS ed Infermiere
del GECAV, è essenzialmente dedicata alle esigenze delle postazioni nord della
Variante di Valico (Lotti 5A, 5B, 6 e 7). Lo spostamento a Rioveggio, ha avuto
luogo per avvicinarsi alle lavorazioni in atto ed in particolar modo a quelle dei Lotti
5A e 5B. I Lotti 6 e 7 (in fase di cantierizzazione) saranno gestiti grazie a strategie
condivise con i mezzi di pertinenza ai Lotti Sud.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
77
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
1. Distribuzione Postazioni
C.Postazioni a servizio di
Variante di Valico Sud
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
•Rioveggio
•Coordinamento
•A servizio dei Cantieri VAV
•Pian del Voglio
•Punto di Primo Intervento
•Automedica
•A servizio dei Cantieri VAV e Popolazione
•Casa di Cura Prof.
Nobili
•Punto di Primo Intervento
•Ambulanza Infermierizzata
•A servizio dei Cantieri VAV e Popolazione
22
•Roncobilaccio
•Ambulanza Infermierizzata
•A servizio dei Cantieri VAV ed
Autostrada
22
•Poggiolino
•Auto Infermieristica
•A servizio dei Cantieri VAV – Lotto 11
7
4
Dotazione
Stilo
Postazioni VAV Sud
E22
Cast. Ronco Stilo
Per praticità i lotti della Variante di Valico sono divisi in Nord e Sud. I primi ad oggi (settembre
2008) ancora operativi sono il Lotto 5A, 5B, 6 e 7, mentre i Lotti Sud sono il 9,10 e 11. Questa
tabella descrive la dotazione in termini di ambulanze e postazioni fisse a servizio delle lavorazioni
per la Variante di Valico Sud e la popolazione residente nella zona di competenza dei Mezzi. A
giugno 2004, è avvenuto il trasferimento dell’ “auto medica” CRI presso la nuova sede di Pian del
Voglio, in via Lagarete, 10, a servizio della popolazione residente, degli infortunati della tratta A1,
della popolazione occasionalmente presente sul territorio e delle maestranze VAV operanti nei
cantieri SUD. Attualmente, settembre 2008, la postazione di Piano del Voglio utilizza personale
medico proveniente dalla Croce Rossa italiana di Firenze, in convenzione con la AUSL di Bologna.
•L’automedica Echo 22, composta da Infermiere GECAV (Capoturno) e Medico della CRI di Firenze
è operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lo stesso personale, gestisce un Punto di Primo Intervento a
disposizione della popolazione e delle Maestranze VAV, operanti nei lotti Sud.
•Il Coordinatore è Bellucci Paolo e durante il suo orario di servizio copre la funzione di Stilo 4,
mezzo in grado di gestire eventi critici.
•Presso la Casa di Cura Prof. Nobili, struttura privata convenzionata con AUSL di Bologna, risiede
un Punto di Primo Intervento ed una Ambulanza Infermierizzata, denominata Castiglione 22.
Queste risorse, operative 7 giorni su 7, 24 ore su 24, sono state adeguatamente modificate secondo le
esigenze del GECAV ed attualmente offrono prestazioni sanitarie ai residenti, agli infortunati (non
gravi) della tratta autostradale, alla popolazione non residente presente sul territorio ed alle
maestranze che operano nei cantieri SUD della VAV. La Castiglione 22, utilizza personale
proveniente dal PPI, che in caso di intervento si fa sostituire dal personale di Reparto. Il
Coordinatore è l’IP Cassarini Annarita, operativa durante il proprio turno di lavoro sulla Castiglione
22.
•Dal 14 marzo 2005, è attiva una nuova Postazione di Ambulanza Infermierizzata presso
Roncobilaccio. Tale postazione denominata Ronco 22, è a servizio delle maestranze VAV operanti
nei lotti 9-10-11 e nel tratto della A1 Roncobilaccio – Citerna, Citerna Roncobilaccio,
Roncobilaccio – Pian del Voglio. Ovviamente questa postazione, attualmente operativa 7 giorni su 7,
24 ore su 24, garantisce anche una Infermeria a servizio delle maestranze VAV – Sud.
•Dal Novembre 2006, è attiva una nuova Postazione di Auto Infermieristica presso Poggiolino.
Tale postazione denominata Stilo 7, è a servizio delle maestranze VAV operanti nel lotto 11.
Ovviamente questa postazione, attualmente operativa 7 giorni su 7, 24 ore su 24,, garantisce anche
una Infermeria a servizio delle maestranze VAV – Sud ed è gestita da personale in libera professione
(Gettone), proveniente dalla AUSL di Bologna area Città.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
78
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
2. Identificazione Target
Strumenti Necessari
A.
B.
C.
D.
E.
F.
Stradario - Guida
Relazione Mensile
Viabilità Programmata
Codici Alfa
GeCO
Formazione Specifica
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
I. Conoscenza Cantieri per Personale GECAV
II. Conoscenza Cantieri per Operatori CO
III. Formazione Sicuristi
Di seguito elenchiamo tutti gli strumenti necessari ad eseguire una corretta 2. identificazione del luogo
dell’evento (target), strumenti appositamente creati per le particolari esigenze delle Grandi Opere Pubbliche:
A) Stradario dedicato, necessario non solo agli operatori del soccorso per individuare correttamente l’ubicazione
dei cantieri e dei campi base, ma anche per fornire una toponomastica condivisa a Ditte Esecutrici, Operatori 118
di Centrale Operativa, Operatori 118 sul Territorio;
B) Relazioni periodiche sull’avanzamento lavori, inviate a tutto il personale GECAV tramite e-mail, con
cadenza mensile o in coincidenza con modifiche significative della Viabilità
C) Viabilità Programmata, in genere giornaliera, talora plurigiornaliera. Garantisce un reale monitoraggio della
percorribilità delle strade (presenza di ostacoli, guadi interrotti, materiale abbandonato, fango, buche, neve,
ghiaccio, nebbia) e in condizioni particolari, può portare anche alla sospensione delle lavorazioni.
Codici Alfa. Si tratta di vere e proprie simulazioni di intervento delle ambulanze in cantiere. Durante le
simulazioni si valuta l’effettiva abilità di allertamento della Centrale Operativa 118 da parte delle maestranze
(segnalazione della presunta patologia, capacità di fornire dati corretti relativi all’ubicazione dell’evento),
l’appropriata risposta da parte della Centrale Operativa (capacità ad individuare il luogo dell’evento e codice
gravità), il corretto funzionamento e scelta della selettiva Echo, le modalità di invio del mezzo. Sul luogo
dell’evento, inoltre, l’infermiere coordinatore rileva i tempi impiegati dal mezzo di soccorso e verifica il rispetto
delle procedure.
D) GeCO (Gestione Criticità Organizzative), è un sistema che rileva le criticità organizzative del soccorso
sanitario, dall’allertamento, all’intervento vero e proprio, fino all’arrivo in ospedale. L’equipaggio del mezzo di
soccorso dichiara la regolarità o irregolarità al termine del servizio effettuato tramite la compilazione della scheda
GeCO. In caso di irregolarità, il coordinatore ricostruisce il caso segnalato ed elabora una risposta per gli
operatori che hanno riscontrato l’irregolarità. Le criticità analizzate ed elaborate possono quindi determinare
modifiche delle procedure o correzione dei comportamenti errati al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del
soccorso. Casi particolari arrivano sul tavolo del direttore del Servizio.
E) Formazione Specifica per operatori del soccorso e operai TAV come:
I) Conoscenza Cantieri per Operatori GECAV, corso di 5 ore che illustra la tipologia delle lavorazioni con i
relativi rischi e comprende una visita guidata che include la conoscenza della viabilità di cantiere.
II) Conoscenza Cantieri per Operatori di Centrale Operativa, corso della durata di 8 ore che offre una
panoramica complessiva delle lavorazioni in atto nelle Grandi Opere Pubblica. Si addentra nelle strategie
identificate nella Istruzione_operativa_AV_VAV_e_118N@t, in cui vengono descritte le modalità operative
d’accettazione/inserimento/ricerca delle chiamate provenienti dai Cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico
III) Formazione dei Sicuristi, operai TAV che, in caso di infortunio o malore, prestano il primo soccorso, in
attesa che arrivi l’ambulanza. Sono inseriti a tutti gli effetti nel delicato sistema del Soccorso. In un sistema di
soccorso integrato, infatti spetta a loro l’identificazione del luogo, la prima valutazione della patologia presunta,
l’effettuazione di un corretto allertamento e l’interazione con il personale di soccorso, motivo per cui abbiamo da
sempre effettuato con loro, simulazione congiunte in grado di testare questi delicati passaggi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
79
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
A. Stradari
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Guide su
DB Gestione
„ uniforma le informazioni
riguardanti l’ubicazione dei
cantieri e campi base
ditte esecutrici
operatore di CO
operatore sul posto
„
fornisce informazioni relative
alla situazione degli scavi, dei
cantieri e delle piste di
cantiere
A. Stradario. Ad oggi sono state costruiti 4 stradari riguardanti l’ubicazione dei cantieri e
campi base TAV, VAV Nord (Lotti 1,2,3,4), VAV Nord (Lotti 5A, 5B, 6 e 7) VAV Sud
(Lotti 9-10-11). Ognuno necessario non solo agli operatori del soccorso per individuare
correttamente l’ubicazione dei cantieri e dei campi base, ma anche per fornire una
toponomastica condivisa a:
•Ditte Esecutrici (identificazioni delle lavorazioni in essere)
•Operatore 118 di Centrale Operativa (gestione dei dati necessari all’identificazione del
target su sistema informatico Net118)
•Operatore 118 sul Territorio dal quale ottiene anche informazioni relative alla
situazione degli scavi, dei cantieri e delle piste di cantiere
In alto, vediamo un esempio di come è strutturata la guida, la cui unità funzionale è la
scheda. Ogni scheda descrive come si raggiunge un cantiere o un campo base e vengono
raggruppate in sezioni, che come capitoli per un libro, distinguono zone con caratteristiche
simili. La giuda è divisa in 8 sezioni:
•Sezione 1) introduzione alla guida; Sezione 2) contiene la descrizione sintetica in senso
assoluto (senza punti di partenza) dell’ubicazione dei campi base e cantieri in ordine
alfabetico, la radiale, la rilevazione gps, i numeri telefonici più significativi; Sezione 3)
contiene le schede descrittive fra campi base e cantieri partendo da Bologna; Sezione
4)5)6)7) contengono le schede descrittive fra campi base e cantieri partendo dalle varie
Postazioni GECAV; Sezione 8) contiene la descrizione delle piazzole destinate
all’atterraggio dell’elisoccorso.
Gli stradari operativi della Variante di Valico, sono reperibili nel Menù – GECAV, Data
Base che gestisce Attività di Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio
Autoprotezione); Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione Infermieristiche di
Cantiere, Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione Elisoccorso, Schede Medici,
Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a Formazione DEU e FAD); Cartelle
ed utilità (presenta link ai turni on line e alle Procedure Operative); Area Coordinatori
(strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica,
Assenze DEU).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
80
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
A. Stradari
Guide
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ dal 2008, sperimentazione
Stradario On Line tramite
Google Maps:
piste di cantiere
intersezione con viabilità
ordinaria
Elisuperfici
lavorazioni in atto
Campi Base
A. Stradario. Dal 2008, al fine di rendere il più completa ed aggiornata possibile,
la comprensione delle lavorazioni ed accessi nei lotti operativi, il GECAV sta
sperimentando un nuovo sistema di identificazione del target.
Tale sistema si basa su un software web gratuito “Google Maps”, aggiornabile dal
referente di postazione e condivisibile on line da tutti gli operatori GECAV.
Ogni pagina web, sintetizza le lavorazioni in atto in ogni Lotto e mostra i punti
fondamentali, quali:
•Piste di Cantiere
•Intersezione con viabilità ordinaria
•Elisuperfici
-Lavorazioni in atto
-Campi Base, ecc…
I punti fondamentali sono cliccabili e dettagliano posizione satellitare, immagini ad
indicazioni orientate a descrivere il tipo di lavorazione in atto e la sua
localizzazione (sia satellitare, sia rispetto alla viabilità ordinaria).
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Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
B. Relazione
Mensile – News
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ aggiornamento
mensile delle
informazioni di base
redatte dai referenti
delle Postazioni
inviate a tutti tramite
e-mail e consultabili
dal Menù GECAV
B. Relazioni Mensile - News. A cadenza mensile o in coincidenza con modifiche
significative della viabilità, vengono inviate tramite posta elettronica a tutto il
personale GECAV relazioni dettagliate con immagini riguardo le modifiche
effettuate nelle aree di cantiere di nostra competenza.
Tali relazioni sono redatte dai vari referenti di postazione e possono essere
visualizzate continuamente anche nel Menù GECAV, insieme dei programmi di
gestione delle varie postazioni GECAV.
Questo strumento garantisce l’integrazione necessaria fra le informazioni di base,
contenute nello stradario e l’evoluzione dei cantieri, solitamente più rapida rispetto
agli aggiornamenti eseguiti sugli stradari (cadenza trimestrale).
In alto, un esempio di Relazione Mensile - News.
Tale relazione è reperibile nel Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di
Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio Autoprotezione);
Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione Infermieristiche di Cantiere,
Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione Elisoccorso, Schede Medici,
Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a Formazione DEU e FAD);
Cartelle ed utilità (presenta link ai turni on line e alle Procedure Operative); Area
Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri;
GeCO, Rubrica, Assenze DEU).
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Sistema Integrato
Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
B. Relazioni
Mensile – News
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ dal 2008,
sperimentazione di
pubblicazione delle
Relazioni Mensili e
New su corso FAD
on Line
B. Relazioni Mensile - News. E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di
Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche.
Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle
Grandi Opere Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e
presenterà in maniera puntuale ed aggiornata l’attuale situazione operativa del
GECAV.
Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà come pagina iniziale una
Bacheca, all’interno della quale saranno contenute Relazioni Mensili, News e
comunicazione varie, raggiungibili da chiunque operi nei cantieri TAV – VAV.
Tale prodotto, è inoltre creato con tecnologia, tale da consentire al Gestore:
-Aggiornamenti continui delle pagine;
-Monitoraggio delle visite;
-Esiti dei test;
-Abilitazioni a parte pratica;
-Attestati di frequenza e superamento prova;
-Accessi parziali per esterni;
-Accessi totali per operatori GECAV o parziali per operatori a Gettone.
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Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
C. Viabilità
Programmata
Target
Sicurezza Intervento
„ monitoraggio delle
evoluzioni
„ scheda da compilare in
occasione della viabilità
giornaliera
segnala anomalie
durante il percorso
z da inviare alla Guardia
C. Viabilità Programmata. Lo strumento più efficace per ottenere una perfetta
conoscenza della reale situazione delle lavorazioni in atto e dello stato della
viabilità di cantiere, è la esecuzione di visite programmate da parte dei mezzi
dedicati al soccorso nelle varie realtà operative.
Questo sistema garantisce un reale monitoraggio delle evoluzioni delle
lavorazione e tramite la compilazione di apposite schede, segnale anomalie
durante il percorso.
Anomalie quali presenza di ostacoli (autoveicoli, guadi interrotti, materiale,
lavorazioni), fondo stradale alterato (fango, buche, neve, ghiaccio), visibilità
(nebbia), che in condizioni particolari, possono portare anche alla sospensione
delle lavorazioni.
Le Schede di Viabilità sono reperibili nel Menù – GECAV, Data Base che
gestisce Attività di Postazione (Consegne, Stupefacenti, GeCO, Laboratorio
Autoprotezione); Inserimento Dati (Servizi Automediche, Prestazione
Infermieristiche di Cantiere, Schede Pazienti Infermieristica, Schede Missione
Elisoccorso, Schede Medici, Interospedalieri); Area Formazione (presenta link a
Formazione DEU e FAD); Cartelle ed utilità (presenta link ai turni on line e alle
Procedure Operative); Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR,
Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU).
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2. Identificazione Target
D. Codice Alfa
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
„ simulazione Sicurezza Intervento
di chiamata intervento in cantiere
„ verifica
modalità di allertamento
ditte
capacità di
individuazione target da
parte CO ed operatore
sull’ambulanza
rispetto delle Procedure
di Accesso alle
lavorazioni e di
intervento sanitario
D. Codice Alfa rappresenta un sistema di verifica della effettiva conoscenza delle
ubicazioni delle lavorazioni TAV – VAV. Consiste in una vera e propria simulazione di
chiamata ed intervento dell’ambulanza in cantieri TAV o VAV. Nella fattispecie, il
Coordinatore sceglie con il preposto TAV o VAV e la Guardia di Centrale Operativa il
luogo in cui eseguire la prova. Un operaio, insieme al Coordinatore, simula una chiamata al
118, durante la quale si testa la gestione della stessa da parte della CO (capacità ad
individuare il luogo dell’evento e codice gravità), l’effettiva abilità di allertamento da
parte dell’operaio (identificazione patologia, capacità di trasmissione dei dati relativi
all’ubicazione dell’evento), il corretto funzionamento e scelta della selettiva Echo e le
modalità di invio del mezzo. Sul luogo dell’evento, il Coordinatore è in grado di rilevare i
tempi impiegati dal mezzo e il rispetto della procedura di accesso alle lavorazione e di
intervento sanitario. Il tutto viene monitorato e riassunto dalla scheda rilevazione Codice
Alfa, compilata dal Coordinatore e presentata qui sopra. La gestione del Codice Alfa da
parte del Coordinatore di riferimento, avviene tramite apposito Data Base, inserito
all’interno del Menù GECAV, nell’Area Coordinatori (strumenti di gestione degli EPR,
Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica, Assenze DEU) e fa riferimento alla
procedura Gestione codice Alfa.
Di particolare utilità per la comprensione delle criticità presenti nelle Gallerie in Fase di
Armamento, sono stati gli innumerevoli codici Alfa organizzati nel 2008 nelle gallerie
TAV tratta Bo – Fi.
Tali simulazioni, hanno consentito una analisi critica:
•delle procedure di gestione dell’emergenza nelle gallerie in questione;
•delle necessarie interazioni con sicuristi , ditte appaltatrici i lavori, DOTE, Agente
Coordinatore;
•dell’impianto formativo strutturato e delle necessarie implementazioni;
•dell’utilizzo dei Mezzi Bimodali (tempistica e limiti);
•delle misure di sicurezza presenti dentro e fuori la Galleria.
Ed hanno portato a modifiche concrete, orientate al miglioramento delle prestazioni di
emergenza, sia in termini di sicurezza sia di efficacia.
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Soccorso
2. Identificazione Target
E. GeCO (Gestione Criticità
Organizzative)
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ sistema gestione criticità,
rilevate durante il servizio
verso:
terze Persone
sistema 118
mezzo
raggiungimento target / ospedale
„ in caso di irregolarità,
produce ricadute
organizzative grazie alla
ricostruzione dell’evento
E. Il progetto GeCO trae origine da una serie di sperimentazioni condotte dal 96 al
2000 dal GECAV.
Il GeCO è un sistema che rileva le criticità organizzative del soccorso sanitario ,
dall’allertamento, al soccorso, all’arrivo in ospedale.
L’equipaggio del mezzo di soccorso dichiara la regolarità o irregolarità al termine
del servizio effettuato tramite la compilazione della scheda GeCO.
Il percorso regolare termina dopo aver barrato la regolarità e firmato la scheda.
Se la scheda è “Regolare” va lasciata nel blocco GeCO. A fine sperimentazione
servirà per conteggiare il numero totale dei servizi effettuati.
Il percorso “Non Regolare” ha delle codifiche di irregolarità da barrare.
Se la scheda è “Non Regolare” va inviata assieme alla relazione dell’evento al
numero di Fax GeCO.
L’operatore GeCO “ricostruisce il caso” ed elabora una risposta per gli operatori
che hanno riscontrato l’irregolarità.
Le criticità analizzate ed elaborate possono quindi determinare modifiche delle
procedure o correzione dei comportamenti errati al fine di migliorare la qualità e la
sicurezza del soccorso.
La gestione del GeCO da parte del Coordinatore di riferimento, avviene tramite
apposito Data Base, inserito all’interno del Menù GECAV, nell’Area Coordinatori
(strumenti di gestione degli EPR, Codici Alfa, Relazioni Cantieri; GeCO, Rubrica,
Assenze DEU) e fa riferimento alla procedura Gestione GeCO.
Nota: i problemi assistenziali relativi al paziente sono segnalati nella “Scheda
Paziente”.
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Soccorso
2. Identificazione Target
Conoscenza VAV
Cenni Storici
Progressione Lavori - Lotto 1
Progetto VAV
Lavorazioni
Le lavorazioni della Ditta Toto
passeranno attraverso 3 fasi:
„
„
LOTTO 1
Viabilità
F. Formazione
Specifica
Costruzione della nuova Porrettana
Lavorazioni in A1, occupando 1
corsia per volta ed utilizzando la Nuova
Porrettana come corsia Autostradale
provvisoria
Deviazione del traffico effettuata ad
Autostrada chiusa
Conoscenza VAV
Viabilità - Lotto 1
Cenni Storici
Progetto VAV
Lavorazioni
Accesso Viabilità
ordinaria : Via Pila
Viabilità
LOTTO 1
„ Prima Traversa a destra fra Km 81
ed 82 della Via Porrettana
direzione BO
Lavorazioni:
„ Foto 1: Pista di Cantiere che si
collega all’accesso Cartiera a Nord
e Chiù a Sud (sarà la Porrettana
Nuova)
„ Foto 2: Svincolo Pontecchio Sud
Km 201 A1
„ Foto 1: Pista di Cantiere che si
collega all’accesso Pila (sarà la
Porrettana Nuova)
I.
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
modulo Conoscenza Cantieri
per operatori GECAV
contiene informazioni di base
sulle caratteristiche delle
lavorazioni e loro ubicazione
utilizza terminologia e
nomenclatura cantieri
concordata con ditta
esecutrice
ogni operatore lo esegue
almeno 1 volta all’anno
z
operatore sul posto
F. I. Conoscenza Cantieri per operatori GECAV
La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV è composta da una
lezione teorica composta di 2 parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere
nella stessa giornata dalle ore 14 alle 18. Questo corso è in grado di fare
apprendere:
•La dislocazione spaziale (come sono costruiti i cantieri) E’ importantissimo
conoscere ogni parte costituente un cantiere, al fine di essere in grado di
riconoscerli e sapere dove sono nel momento dell’Emergenza. Solitamente un
cantiere si sviluppa su una pista di cantiere, su cui è impiantato un centro di
Betonaggio, un Magazzino, un Autoparco, una Officina, alcuni Uffici e l’imbocco
vero e proprio. Anche il Campo Base è costituito da Uffici, Club, Alloggi, MENSA,
ecc…. Distinguere e conoscere ognuno di questi punti è indispensabile nel nostro
lavoro;
•I rischi nella galleria in fase di costruzione Le lavorazioni in galleria, presentano
dei rischi, catalogati da un organismo previdenziale Svizzero (INSAI), rischi a cui
sono esposti lavoratori e soccorritori. Questo argomento è ampliamente descritto,
come anche i DPI utilizzati al GECAV;
•Il Raggiungimento Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere
(strada appositamente costruita dal CAVET). La visita è in grado di farci
individuare tutte le piste di cantiere. Considerando che le Piste di Cantiere ed i
Cantieri sono in continuo aggiornamento e che anche lo Stradario può subire
modifiche è necessario ripetere tale corso ogni anno;
•La Competenza Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione.
E’ necessario sapere per ogni Postazione di Lavoro (L40; GECAV 1; L34, Setta 1,
Ronco 22) quali cantieri sono di riferimento e come raggiungerli da ogni direzione.
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Soccorso
2. Identificazione Target
F. Formazione Specifica
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
II. modulo Conoscenza
Cantieri Operati CO
contiene informazioni di base
sulle caratteristiche delle
lavorazioni e loro ubicazione
utilizza terminologia e
nomenclatura cantieri
concordata con ditta
esecutrice
ogni operatore lo esegue
almeno 1 volta all’anno
z
operatore CO
F. II. Conoscenza Cantieri
La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV, indirizzata agli
operatori dei Centrale Operativa, è composta da una lezione teorica composta di 2
parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere nella stessa giornata dalle
ore 14 alle 18, per una durata complessiva di 8 ore. Questo corso contiene:
•informazioni di base sulle caratteristiche delle lavorazioni e loro ubicazione
•utilizza terminologia e nomenclatura cantieri concordata con ditta esecutrice
•si
addentra
nelle
strategie
identificate
nella
Istruzione_operativa_AV_VAV_e_118N@t, in cui vengono descritte le modalità
operative d’accettazione/inserimento/ricerca delle chiamate provenienti dai
Cantieri dell’Alta Velocità e Variante di Valico
E’ di particolare importanza in quanto rende partecipi ed edotti gli operatori di
Centrale, sullo sviluppo dei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche e riesce a
fornire un quadro ben definito delle lavorazioni in atto.
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Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
F. Formazione
Specifica
„
modulo
Conoscenza
Cantieri
dal 2008,
sperimentazio
ne corso FAD
on Line
F. II. Conoscenza Cantieri. E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di
Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi Opere Pubbliche.
Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle
Grandi Opere Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e
presenterà in maniera puntuale ed aggiornata l’attuale situazione operativa del
GECAV.
Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà al proprio interno un vero e
proprio modulo di conoscenza dei cantieri e delle lavorazioni in atto, prodotto
aggiornabile dal referente di postazione e strutturato in modo che ogni pagina
possa accogliere:
•Testi con link
•Immagini
•Video
•Documenti pdf
Questa dotazione consentirà una ottima possibilità per presentare e mantenere
aggiornata la conoscenza dei cantieri.
Tale strumento è ovviamente di grande utilità in quanto raggiungibile on line da
tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza.
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Soccorso
2. Identificazione Target
F.
Formazione Specifica
III. Formazione Sicuristi
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
corso antincendio
z
16 ore VVF
z
16 ore 118
allertamento e simulazione di chiamata
patologie traumatiche e non traumatiche
BLS
modulo di Conoscenza Procedure di Accesso
in Galleria
modulo di conoscenza del ruolo Ambulanze
ed Infermerie GECAV
Primo Soccorso
uso autoprotettori
esercitazioni congiunte
z
ditte - 118
F. III. Formazione Sicuristi. Il D.lgs 626/94 e successivamente il Testo Unico (DL
9/4/208 n. 81Salute e Sicurezza sul Lavoro), sul miglioramento della sicurezza e della
salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, affronta fra i suoi argomenti il tema
dell’emergenza. In particolare nel titolo I capo 3° si formulano indicazioni a carico dei
datori di lavoro relative alle misure da attuare in caso di prevenzione degli incendi,
evacuazione dei lavoratori e pronto soccorso, che possono concretizzarsi in una vera e
propria gestione dell’emergenza. La formazione di lavoratori addetti alla sicurezza
(sicuristi) è il primo anello per la riuscita di un efficace intervento di emergenza sanitaria.
Ogni Sicurista, deve effettuare 1 Corso Antincendio, 1 corso di Primo Soccorso. Il corso
di Primo Soccorso, fino al gennaio 2005 era costituito da 12 ore per la formazione di
ciascun sicurista con particolare rilievo per l’allertamento. Da Febbraio 2005 le ore sono
passate da 12 a 16 ore per la formazione completa di ciascun sicurista in base al nuovo
DPR/04. Le 16 ore sono organizzate nel seguente modo:
-Modulo A (3h): l’allertamento del 118 e simulazione di chiamata effettuato da ciascun
futuro sicurista;
-Modulo B (3h): Procedure di Accesso in Galleria e sistemi di sicurezza da adottare
all’interno di ambienti confinati;
-Modulo C (3h): Patologie traumatiche e non traumatiche;
-Modulo D (3h): BLS per laici;
-Modulo E (4h):Conoscenza del ruolo delle ambulanze e delle Infermerie GECAV;
modalità operative rispetto l’infortunio, il medico curante, il medico convenzionato,la
guardia medica, CUP,ecc.
Vengono effettuate, inoltre delle Esercitazioni Congiunte con personale del 118 e 115. In
ogni turno di lavoro all’interno della galleria devono essere presenti almeno 3 sicuristi.
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90
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Soccorso
2. Identificazione Target
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
F. Formazione Specifica
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
III. Corsi 626 per Sicuristi
Moduli
Completi
Sicuristi
Formati
Retraining
Sicuristi
Aggiornati
Simulazioni
congiunte
in galleria
1998
23
118
0
0
0
1999
12
47
0
0
0
2000
20
91
0
0
4
2001
12
61
0
0
5
2002
18
49
24
155
8
2003
11
45
7
55
8
2004
19
93
9
85
7
2005 *
18
120
10
60
8
2006
3
17
0
0
6
2007
13
126
11
105
0
* Applicazione Decreto 15 Luglio 2003, n. 388
F. III. Formazione Sicuristi. Nella tabella vengono riassunti i dati relativi ai corsi
di Primo Soccorso e Simulazioni Congiunte, effettuati per i lavoratori TAV e
VAV dal GECAV fin dalla sua nascita (1996)
In risposta a quanto previsto dal Decreto 15 Luglio 2003, n. 388, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale N. 27 del 3 febbraio 2004 (Regolamento recante disposizioni sul
pronto soccorso aziendale, in attuazione del’articolo 15, comma 3, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n 626, e successive modificazioni contenute anche
nel Testo Unico - DL 9/4/208 n. 81 Salute e Sicurezza sul Lavoro-), il GECAV ha
infatti, strutturato idonei corsi della durata di 16 ore, in grado di formare i sicuristi
(operai addetti alla gestione dell’emergenza, appartenenti ad aziende di gruppo A)
sulle tecniche del primo soccorso ed inserirli a tutti gli effetti nel delicato sistema
del Soccorso.
In un sistema di soccorso integrato, infatti spetta a loro l’identificazione del luogo,
la comprensione della Patologia presunta, la effettuazione di un corretto
allertamento ed interazione con il personale di soccorso, motivo per cui abbiamo da
sempre effettuato con loro, simulazione congiunte in grado di testare questi delicati
passaggi.
La formazione del Sicurista è un aspetto di primaria importanza poiché è colui che
per primo vede l’evento, è il primo riferimento a cui la Centrale Operativa di
Bologna si riferisce e quindi è anche colui che da avvio alla catena del Soccorso
Sanitario.
Osservando i dati trascritti del 2005 si evince che l’attività di formazione del
Sicurista è notevolmente aumentata anche in riferimento alle nuove disposizioni di
Legge per cui si è, a partire dal febbraio 2005, passati da 12 a 16 ore per il
completamento della formazione di ciascun Sicurista.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
91
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3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Strumenti Necessari
A. Procedure di Accesso in Galleria
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
in fase di Costruzione (VAV)
Iin fase di Armamento: binari + elettrificazione (TAV)
B. Procedura di Intervento su Viadotti / Pozzi
C. Dotazione specifica di mezzi e tecnologie
„
„
Mezzi Eex (VAV)
Mezzi Bimodali (TAV Tratta Bo – Fi)
D. Dotazione DPI Specifici
E. Formazione a Distanza
F. Formazione Specifica
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
VII.
Autoprotezione e Salvataggio
Addestramento DPI III Categoria
Conoscenza Cantieri
Accesso in Galleria / Mezzi
Simulazione in Galleria
Emergenza in Sicurezza
Audit Professionale Organizzativo
Per essere in grado di determinare ed ottenere le condizioni di massima sicurezza, bisogna necessariamente agire sulla
formazione del personale, ma anche sulla condivisione di obiettivi comuni da parte di tutto il sistema della Emergenza.
Problematiche così delicate, devono infatti essere gestite grazie alla collaborazione di tutti gli enti preposti alla prevenzione e
protezione, quali SPPA, SPSAL, Regione, Provincia, Aziende al fine di creare un sistema in grado di governare eventi
complessi, unici, ad alta specializzazione e criticità tipici delle Grandi opere Pubbliche. E’ indispensabile inoltre agire sulla
mentalità degli operatori, che necessariamente devono adattare i propri atteggiamenti ed abitudini a parametri di sicurezza del
tutto nuovi. Gli strumenti adottati dal GECAV per raggiungere questi obiettivi sono:
A. Procedure di Accesso in Galleria. Definiscono le modalità di accesso e di intervento dei mezzi di soccorso nelle gallerie:
•in fase di costruzione, realtà VAV, ponendo sostanziale attenzione alle problematiche legate al gas metano (grisou);
•in fase di armamento (posa binari ed elettrificazione), realtà TAV Tratta Bo-FI, ponendo particolare attenzione alle
norme di sicurezza per il transito su binari.
B. Procedura di Intervento su Viadotti. Definisce i comportamenti di adottare in caso di intervento su Viadotto VAV in fase
di costriuzione soprattutto gli ambiti di intervento del GECAV e di collaborazione con Ditta esecutrice i lavori e Vigili del
Fuoco.
C. Dotazione specifica di mezzi e tecnologie, per:
•far fronte al rischio gas metano. A tal fine si utilizzano mezzi di soccorso in configurazione antideflagrante (Eex),
posizionati all’imbocco delle gallerie grisoutose (gallerie di classe 2, ad oggi presenti solo nei cantieri VAV);
•accedere nelle gallerie TAV Tratta Bo-Fi con presenza di binari, tramite utilizzo di Ambulanze Bimodali, in grado di
girare su strada e rotaia.
D. Dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI Specifici), al fine di adattare la capacità di risposta del 118GECAV a scenari ostili quali gli ambienti confinati e i terreni in pendenza propri dell’ambiente montano.
E. Formazione a Distanza. CD-ROM composto da interfaccia grafica con funzioni di controllo e gestione multimediali, creato
nel 2000 con la collaborazione della Nowhere, contenente il corso di base per conoscere le problematiche del soccorso in
ambiente confinato. Nel 2008, tale prodotto, viene aggiornato, implementato con le nuove situazioni (Nodo di Bologna e
Soccorso su binari) e trasportato su piattaforma multimediale.
F. Formazione Specifica. E’ rivolta esclusivamente al personale 118 GECAV (medici, infermieri, autisti di ambulanza e
personale a gettone). A tal fine sono stati messi a punto i seguenti corsi di formazione:
I. Autoprotezione e Salvataggio, modulo formativo realizzato in collaborazione con l’SPPA che esamina le attività di
emergenza, i rischi ad esse connessi e le misure cautelative (procedure, mezzi e DPI) adottate;
II. Addestramento DPI III Categoria, il corso addestra all’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale di III Categoria in
dotazione al GECAV (Autoprotettore PA 90 e Imbrago). Orienta sugli ambiti di intervento di tali DPI e termina con
esercitazioni pratiche in condizioni estreme (Camera Fumi e Castello di Manovra);
III. Conoscenza Cantieri modulo teorico – pratico di conoscenza delle attività lavorative e rischi presenti nei cantieri TAV –
VAV;
IV. Accesso in Galleria/Mezzi, corso finalizzato alla conoscenza delle gallerie in fase di costruzione (VAV) o in fase di
armamento (TAV - posatura binari ed elettrificazione linea). Tali corsi si addentrano anche nella spiegazione dei mezzi speciali
utilizzati nel contesto VAV (Mezzi EEX) o TAV (Mezzi Bimodali);
V: Simulazioni in galleria (congiunte con ditte esecutrici). Ha lo scopo di sperimentare l’uso dei materiali in dotazione al 118 e
alla ditta che gestisce i lavori di scavo, individuare le strategie operative e le tecnologiche in grado di garantire efficacia e
sicurezza nelle operazioni di soccorso, accrescere il livello di collaborazione fra 118, sicuristi e personale impegnato
nell’attuazione del Piano di Emergenza (addetto alla sicurezza, addetto al monitoraggio del gas ecc…);
VI. Emergenza in Sicurezza, per sensibilizzare il personale al corretto approccio agli scenari complessi in ambienti ostili;
VII. Riunioni a carattere organizzativo. Si tratta di momenti formativi in cui si discutono casi clinici allo scopo di condividere
con i colleghi un proprio vissuto personale. La discussione dei casi clinici può portare alla modifica delle procedure e fornire
chiarimenti organizzativi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
92
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
A. Procedure Accesso Galleria
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
„ Comportamenti da adottare per il
Soccorso in Gallerie VAV in Fase
di Costruzione:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
Raccolta Informazioni
Scelta DPI
Scelta Mezzo / Fase Transitoria
Scelta Elettromedicali
Comunicazione
Gestione Mezzo
Intervento Sanitario
A. Procedura Accesso in Galleria in fase di Costruzione. La procedura ha lo
scopo di definire le modalità di accesso dei mezzi di soccorso sanitario, degli
operatori e dei presidi sanitari nelle gallerie in fase di costruzione, ponendo
sostanziale attenzione alle problematiche legate al gas metano. Ad oggi (settembre
2008), tale procedura è applicabile nelle sole Gallerie della Variante di Valico, in
quanto sono le uniche ancora in fase di costruzione (lo scavo delle gallerie TAV,
infatti è già terminato). Consta di 7 passaggi che orientano l’operatore al giusto
comportamento da adottare in tutte le situazioni che possono verificarsi durante un
servizio all’interno delle Gallerie in Fase di Costruzione La procedura si attua nelle
gallerie in costruzione per l’Alta Velocità e Variante di Valico nella tratta
appenninica da Bologna a Firenze. L’attuazione è necessaria in tutti i casi in cui un
mezzo di soccorso debba accedere in galleria, sia in emergenza che in esercitazione.
La documentazione per la stesura è tratta dalla legislazione italiana, legislazione
europea, note interregionali, norme CEI, CENELEC ed altre fonti, raccolte nel
manuale intitolato “GRISOU” redatto dal GECAV. Questa procedura, insieme a
tutte le informazioni necessarie alla contestualizzazione della stessa, attualmente
sono inserite all’interno di un CD di Formazione a Distanza dal titolo “Soccorso
in Ambienti Confinato”. La sezione in cui è contenuta questa procedura è
“Emergenza TAV”, in cui si spiegano i criteri tramite i quali i vari piani di
Emergenza per i cantieri TAV e VAV sono stati creati e si entra nel dettaglio della
interazione verso personale Esterno (118 – 115). Propedeutico e indispensabile alla
comprensione di quanto descritto in questa procedura sono le restanti sezioni
contenute all’interno del CD di formazione a distanza:
-Ambientazione; Catena di Sicurezza; Sicurezza TAV; Mezzo Eex Bremach;
Mezzo Eex Iveco
Ad oggi (Settembre 2008), questo prodotto è in fase di aggiornamento e
trasposizione su una piattaforma on line del tutto multimediale.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
93
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
A. Procedure Accesso
Galleria
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
comportamenti
da adottare per il
soccorso nelle
gallerie TAV
Bo – FI in fase
di armamento
(binari + elettrificazione):
A. Procedura Accesso in Galleria in fase di Armamento. A seguito delle lavorazioni per il
completamento delle infrastrutture, opere tecnologiche e fasi di collaudo ferroviario della tratta
AV Bo-Fi, vista l’impossibilità di accedere sulle rotaie con ambulanze tradizionali, si è reso
necessario produrre la presente Procedura che regola le modalità di accesso dei veicoli bimodali di
soccorso sanitario, definite ambulanze bimodali. L’intervento del personale di soccorso con
l’impiego di tali mezzi è complicato dall’elettrificazione lungo tutta la tratta. Questa procedura
(http://www.118er.it/intranet/documenti/IO_9_2008_Mezzi_bimodali_elettrificazione.pdf) è rivolta al
personale dipendente 118 GECAV, al personale convenzionato e ai gettonisti AUSL, che abbiano
compiuto la formazione prevista per la gestione e accesso ambulanze bimodali e siano state istruite sul
rischio elettrico. Quindi, il personale in turno sui mezzi E34, L40, GECAV1 e L 41, per poter
effettuare il soccorso nei tratti in cui è presente la piattaforma ferroviaria, deve utilizzare le ambulanze
bimodali secondo le modalità accuratamente descritte all’interno di questa procedura. Il campo di
applicazione è la Ferrovia AV, versante emiliano della tratta Bologna-Firenze, limitatamente ai
tratti in cui sono state posizionate le rotaie (piattaforma ferroviaria). Rimangono invariate le modalità
di soccorso nei tratti in cui non è presente rotaia (per esempio finestre). Il tratto di competenza dell’
UOC 118 GECAV è quello compreso dalla progressiva 83+928 incluse le interconnessioni alla
progressiva 53+488, corrispondente alla discenderia di Castelvecchio. Il diagramma di flusso
schematizza le operazioni di allertamento a carico del mezzo ALS (E34) e le operazioni di
attivazione, accesso nelle gallerie, valutazione sanitaria ed intervento a carico dell’equipaggio
ILS (L40, GECAV1 e L41) e/o equipaggio ALS, in relazione al codice colore e patologia
riscontrata.
Propedeutico e indispensabile alla comprensione di quanto descritto in questa procedura sono 2
documenti:
-Nozioni per l'accesso sulla piattaforma ferroviaria per i mezzi Bimodali di soccorso Sanitario
(http://www.118er.it/intranet/documenti/All1_Nozioni_accessoridotto.pdf)
-Nozioni
per
il
soccorso
sanitario
su
piattaforma
ferroviaria
(http://www.118er.it/intranet/documenti/Allegato_4_MezziBimodali.pdf)
elettrificata
Ad oggi (Settembre 2008), questo prodotto è in fase di aggiornamento e trasposizione su una
piattaforma on line del tutto multimediale. La procedura sarà ovviamente preceduta da un attenta
analisi delle attività lavorative (caratteristiche, rischi, applicazione delle misure cautelative) di
armamento ed elettrificazione delle Gallerie TAV tratta Bologna – Firenze.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
94
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
B. Procedure
Intervento
Viadotti / Pozzi
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
comportamenti da
adottare per il
soccorso /
integrazione ditta
e Vigili del Fuoco
su Viadotti /
Pozzi in fase di
costruzione
B. Procedura di Intervento su Viadotti / Pozzi. Definisce i comportamenti di
adottare in caso di intervento su Viadotto / Pozzi VAV in fase di costruzione.
Soprattutto definisce gli ambiti di intervento del GECAV e di collaborazione
con la Ditta Esecutrice i lavori ed i Vigili del Fuoco.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
95
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
C. Dotazione specifica di mezzi e
tecnologie (Ambulanze Eex)
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
per far fronte al rischio gas metano
(grisou), come mezzi di soccorso
sanitario antideflagranti (EEX)
ubicate all’imbocco
Gallerie Grisouttose
(classe 2) della VAV
gestite con apposite
Istruzione Operative
monitoraggio dello stato
attraverso consegna
informatizzata
C. Dotazione specifica di mezzi. Ambulanza in configurazione
antideflagrante: sono mezzi speciali trasformati esclusivamente per interventi in
gallerie grisoutose con possibile presenza di metano (gallerie di classe 2).
Ad oggi (settemre 2008) le gallerie con tali caratteristiche sono le sole Gallerie
della Variante di Valico.
Fondamentalmente esistono 2 tipi di macchine trasformate in antideflagrante:
•quelle che sono sempre e solo antideflagranti
•quelle che sono equipaggiate con interruttore by-pass, che permette l’utilizzo di
fanalerie stradali fuori dalla galleria.
Le ambulanze antideflagranti impiegate dal GECAV sono del primo tipo allo
scopo di evitare manovre non sicure. Il concetto di trasformazione dei mezzi in
configurazione antideflagrante è quello di evitare il rischio di esplosione dovuto a
scintille o ad alta temperatura che può verificarsi su qualsiasi superficie.
La gestione di questi mezzi, avviene tramite apposite Istruzioni Operative e
Check List.
Infine all’interno del Menù – GECAV, Data Base che gestisce Attività di
Postazione, fra cui le Consegne Informatizzate, è contenuta una sezione dedicata
allo Stato dei Mezzi Speciali, a cui gli Eex appartengono.
Tale sezione, monitorizza la situazione del mezzo, che può essere Operativo, in
Fase Transitoria o in Guasto Bloccante.
Ovviamente queste situazioni, obbligano a strategie operative differenti,
comunque definite all’interno della Istruzioni Operative di Gestione mezzi di
soccorso sanitario in configurazione antideflagrante e Scheda di Segnalazione
guasti e manutenzione mezzo EEX.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
96
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
C. Dotazione specifica di mezzi e
Target
Postazioni
tecnologie (Ambulanze Bimodali)Sicurezza Intervento
„ per accedere in gallerie con binari,
come mezzi di soccorso sanitario
Strada - Rotaia
ubicate accesso a
raso della TAV Bo - Fi
z E1; E5; E7
gestite con apposite
Istruzione Operative
monitoraggio dello stato
attraverso consegna
informatizzata
C. Dotazione specifica di mezzi. Ambulanza Bimodale strada – rotaia:
Per poter garantire il soccorso sanitario in tutti i punti delle gallerie di competenza,
il 118 GECAV si è dotata di 3 ambulanze strada-rotaia che consentono di effettuare
il servizio di soccorso sia nelle gallerie ancora senza binari sia in quelle con binari.
Tali ambulanze, 7 in tutto (3 per l’Emilia, 3 per la Toscana e 1 di scorta), sono state
realizzate dalla Bremach di Brescia appositamente per questo servizio. Il veicolo,
grazie alla sua ridotta carreggiata si presta ad una applicazione Strada – Rotaia
adattandosi a qualsiasi tipo di binario, sia della rete ferrovia, sia della rete
metropolitana. Su strada è richiesta la patente C e quindi all’uscita della galleria
si effettuano rendez-vous con ambulanza classica. Per la circolazione su ferrovia, il
veicolo è dotato di due assali ferroviari, posizionati in prossimità di quelli stradali.
Ogni assale ferroviario è azionato da due pistoni idraulici, tramite apposito circuito.
Il passaggio da strada a rotaia deve avvenire assolutamente su binario a raso,
tipo passaggio a livello. Dopo aver caricato il paziente in una galleria ferroviaria, il
veicolo può essere ruotato di 180° mediante una piattaforma girevole, montata
sul fondo dell’ambulanza e azionata da quattro pistoni idraulici.
La gestione di questi mezzi, avviene tramite apposite Istruzioni Operative e
Check List. Infine all’interno del Menù – GECAV, Data Base che gestisce
Attività di Postazione, fra cui le Consegne Informatizzate, è contenuta una sezione
dedicata allo Stato dei Mezzi Speciali, a cui i Bimodali appartengono. Tale sezione,
monitorizza la situazione del mezzo, che può essere Operativo, in Fase
Transitoria o in Guasto Bloccante. Ovviamente queste situazioni, obbligano a
strategie operative differenti, comunque definite all’interno della Istruzioni
Operative di Gestione mezzo bimodale e Scheda segnalazione guasto mezzo
BIMODALE
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
97
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
D. Dotazione di
DPI necessari
per Intervento
in Sicurezza su
scenari ostili
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Ambiente
Confinato
Terreno in
Pendenza
D. Dotazione specifica di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
Al fine di adattare la capacità di risposta del GECAV a scenari ostili quali
Ambiente Confinato e Terreni in Pendenza, il nostro servizio è stato dotato di
Dispostivi di Protezione Individuale (DPI) necessari a gestire in sicurezza tali
eventi. Nella prossima diapositiva andiamo ad elencarli uno per uno.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
98
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
D. Dotazione Dispositivi di
Protezione Individuale
(DPI)
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Standard
z
z
z
z
z
Elmetto Petzel
Guanti da Lavoro
Stivali e Scarpe
Antinfortunistica
Gilet Alta Visibilità
Giacca Antipioggia
Specifici
z
z
z
Elmetto Gallet F1
Imbrago + Accessori
Autoprotettori PA 90
D. Dotazione specifica di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
Nella figura sono rappresentati i DPI adottati al GECAV:
•elmetto tipo Gallet F1, munito di Craniofono e Lampada Eex
•elmetto Petzl ECRIN ST A02
•cuffia sottocasco 5330001
•stivale con puntale
•gilet alta visibilità
•impermeabile
•calzerotti Termici Polar Wear 06-464
•guanti anti taglio
•sistema Anticaduta composto da: 1 Imbraco Falcon C38, 1 Pettorale Voltige
C60, 1 Bretella di sicura Secur C74, 1 Maglia rapida a triangolo, 1 Maglia rapida a
delta, 1 Risalitore Croll B16, 1 Maniglia Ascension B17R, 1 Discensore I’D D20S,
1 Piastrina GiGi, 2 Moschettone ovale OKM70, 2 MoschettoneHMS M26, 1
Spelegyca C44, 2 Moschettone a Delta (Kong), 2 Moschettone HMS Twist Look,
1 Cordino Kevlar, 1 Cordino 7 mm, 1 Spezzone di corda 10,5 mm * 3.5 mt, 1
Moschettone AM’D, 1 Moschettone Attach, 1 Pedaliera.
Ogni operatore del GECAV, a seguito della informazione e formazione necessaria
al corretto utilizzo (Addestramento DPI III Categoria), viene dotato dei DPI in
elenco.
Ogni postazione che accoglie personale in libera professione (Gettonisti), ha un
armadio vestiario, contenente la gamma delle misure dei vari DPI, in modo che
all’inizio del turno il gettonista possa allestire il proprio Borsone DPI con le
misure idonee. Ovviamente a fine turno, il Gettonista riordina il materiale
all’interno dell’armadio.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
99
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
E. Forma
zione
a
Distan
za
(FAD)
A. CD
B. piatto
forma
on
line
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
A. CD FAD
B. Piattaforma
E. Formazione a Distanza (FAD). Dal 2004 il GECAV, ha trasportato tutta la
formazione/informazioni di base inerente il Soccorso in Ambienti Confinati su prodotti di
formazione a distanza. In collaborazione con la ditta Nowhere, si è creato un CD di
Formazione a Distanza con aree multimediali dal titolo “Soccorso in Ambienti
Confinato”. Questo prodotto coniuga la possibilità di interazione multimediale – on line
(gli approfondimenti – parte variabile del prodotto - sono on line; il monitoraggio delle
sezione visitate e gli esiti dei test con feedback avvengono tramite invio di messaggio di
posta elettronica al discente ed al tutor del corso, continuamente interpellabile con la
medesima modalità) alla consultazione del prodotto su CD, effettuabile anche in
postazioni con banda media-bassa (realtà di alcune postazioni GECAV fino al 2007). Solo
oggi, vista lo sviluppo delle reti (tutte le postazioni GECAV hanno almeno ADSL) e del
portale 118, questo prodotto è in fase di aggiornamento – ampliamento con Nodo di
Bologna e Variante di Valico e trasposizione su una piattaforma on line del tutto
multimediale. Il corso è indirizzato al personale sanitario (Medici, Infermieri, AutistiSoccorritori) che operano nelle postazioni GECAV sia come ruolo, sia come libera
professione (gettonisti). Questo tipo di formazione, offre la possibilità di:
•personalizzare il corso (fruibile mediante l’utilizzo di qualsiasi PC con possibilità di
collegamento in rete), prevedendo una distribuzione flessibile del percorso formativo;
•uniformare i contenuti e le metodiche di insegnamento;
•interagire con il tutor, in grado di monitorare a distanza il tempo di permanenza sulle
diapositive, l’esito dei test e soprattutto di rispondere a quesiti o problemi riscontrati durante
tutto il periodo formativo.
Il corso si compone di 6 moduli didattici (Ambientazione, Catena della Sicurezza,
Sicurezza TAV, Emergenza TAV, Mezzo Eex Bremach; Mezzo Eex Iveco) inerenti il
soccorso in ambienti confinati. L’unità funzionale è la diapositiva commentata, sistema
che consente al discente di apprendere gli argomenti trattati sfruttando i commenti dedicati
ad ogni diapositiva. Inoltre alcune diapositive sono collegate ad approfondimenti on line,
riportanti procedure, istruzioni operative, schede e note interregionali, strumenti in grado di
dettagliare l’argomento che si sta affrontando. La verifica dell’apprendimento avviene
tramite test a conclusione di ogni modulo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
100
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione
Specifica
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Informazione,
Formazione,
Addestramento
necessari alla
valutazione della
scena e successivo
intervento in
sicurezza
mantenimento delle
abilità apprese
F. La Formazione Specifica è l’elemento decisivo della catena della sicurezza. Il salvataggio di un
infortunato non può essere disgiunto dall’autoprotezione dei soccorritori che devono, quindi, saper
utilizzare in modo corretto l’esistente infrastruttura tecnica di sicurezza: a tal fine la formazione dei
lavoratori, ivi inclusi quelli di ditte terze, sulle tematiche del soccorso e l’effettuazione di
esercitazioni pratiche che coinvolgano tutti i potenziali soccorritori (sicuristi, pompieri, sanitari ecc.)
è fondamentale.
La formazione necessaria al personale del GECAV è completamente gestita dal GECAV stesso. Il
personale ne è progettista, organizzatore, docente, tutor, allievo a seconda delle proprie attitudini e
capacità.
E’ comunque una Formazione che nasce dal bisogno di:
• fornire una risposta operativa adeguata ad ogni attività
• garantire Addestramento
• tutelare l’utente
• crescita professionale dell’operatore e del servizio
• garantire SICUREZZA all’operatore
Si basa su:
• conoscenza approfondita delle Attività
• confronto con figure professionali competenti
Crea:
• strumenti in grado di coinvolgere la sfera cognitiva, psicomotoria ed emozionale del discente
•test e schede per monitorare la performance e seguire il discente in ogni passo formativo
E’ In grado di:
• aggiornarsi continuamente alle nuove problematiche (es fresa, variante di valico, Bimodali, ecc…)
• addestrare il personale nelle attività ad alto rischio, ma con bassa incidenza
• allinearsi alle esigenze legislative e non (626 ed Accreditamento)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
101
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
I.
626 Applicata
all’Emergenza Sanitaria
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
fornisce informazioni sul
documento di valutazione
dei rischi del GECAV
z
criteri di scelta dei DPI di Classe
III in dotazione
Imbraco
Autorespiratore PA 90
casi guidati e commentati
visita guidata dei canteri per
contestualizzare la teoria
F. I. La Formazione Specifica: 626 Applicata all’Emergenza Sanitaria – Corso
Propedeutico.
Questo modulo formativo è introdotto da una parte teorica (circa 2 ore) tenuta da un
tecnico del SPPA, in cui vengono analizzati i processi dettati dal Documento di
valutazione dei rischi del GECAV. Si descrivono gli attori che interagiscono nella fase
istruttoria ed attuativa di tale documento, entrando nello specifico dei loro compiti e
responsabilità. Tramite processi logici (attività, rischi, misure cautelative, formazione) si
ricostruisce la dinamica degli eventi che ha determinato la stesura del documento di
valutazione dei rischi del GECAV. Processi che come risultato finale, hanno portato
all’adozione di Procedure comportamentali e DPI, di cui si descrive l’ambito di intervento
ed utilizzo. Vengono analizzati i comportamenti di successo e insuccesso di un soccorsopercezione dei fattori di rischio per al sicurezza degli operatori- definizione delle misure
cautelative conseguenti.
Nelle successive 2 ore, vengono somministrati casi guidati e commentati in plenaria,
portando ad evidenziare i seguenti punti - obiettivi:
- modalità e allertamento dei soccorsi da parte dell’impresa e ricezione da sala operativaindividuazione delle esigenze operative (eventuale allertamento altri Enti VVF)
- raggiungimento del luogo dell’infortunio
- coordinamento durante il soccorso con i preposti alla gestione delle emergenze in
cantiere- piano di emergenza
- valutazione dei rischi presenti nell’area di cantiere interessata dal soccorso
- definizione dei limiti di intervento del personale 118
- individuazione delle misure cautelative dividendole in: esigenze di formazione del
personale- definizione di eventuali protocolli sanitari aggiuntivi- definizione delle
procedure di intervento (aspetti comportamentali e coordinamento con il personale delle
imprese coinvolte)- definizione dei DPI integrativi da ottenere e delle attrezzatura
aggiuntive da acquisire (dividendole in attrezzature da integrare nella cellula sanitaria e in
attrezzature da avere a disposizione in cantiere)
- presidio della formazione del personale di cantiere addetto alla gestione delle emergenze
- presidio della gestione del Piano di Emergenza del cantiere
Il corso termina con visita guidata della durata di circa 1 ora, presso i cantieri VAV di
competenza al fine di contestualizzare i ragionamenti condivisi nella parte teorica del
corso.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
102
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
II. Addestramento DPI III
Camera Fumi:
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
fornisce informazioni corrette
ed aggiornate su
z
z
z
autoprotettori PA 90
forma all’utilizzo dei DPI
standard e specifici
dell’Autoprotezione
misura la propria risposta
emotiva e fisica in
condizioni estreme
ambiente costrittivo
ambiente saturo di fumo
misura la propria
autonomia d’aria con PA 90
misura la propria sinergia
con il DPI in questione
F. II. La Formazione Specifica: Addestramento DPI III Categoria.
Questo corso è l’unione di 2 moduli, Camera Fumi e Soccorso in Ambiente
Montano.
L’obiettivo è la conoscenza dei DPI di III categoria in dotazione al GECAV
(Autoprotettore PA 90 ed Imbrago), la descrizione degli ambiti di intervento –
utilizzo degli stessi, l’addestramento pratico in scenari estremi (Camera Fumi e
Castello di Manovra).
La mattina è dedicata alla Camera Fumi:
E’ un corso effettuato in una sede attrezzata presso la Postazione GECAV di Lama
di Setta, in cui l’allievo prende familiarità con gli strumenti di Autoprotezione in
dotazione, utilizzandoli in condizioni estreme.
Consta di una parte teorica dedicata alla descrizione dell’autorespiratore e della
Camera Fumi stessa e di una parte pratica in cui l’allievo deve uscire da un percorso
costituito da gabbie e porte, indossando un autorespiratore.
Il percorso pieno di ostacoli ed invaso da fumo, estremizza la prova in modo da
formare l’operatore all’utilizzo degli strumenti di autoprotezione in condizioni
particolari quali possono essere un ambiente saturo di fumo e/o costrittivo.
Nella prova si misura il tempo impiegato ed il consumo di aria, in modo da
rendere consapevole l’allievo dell’esigua riserva d’aria che un’autorespiratore
garantisce e dell’alterato consumo in condizioni disagevoli.
L’allievo nella rilevazione del proprio consumo d’aria per ogni minuto di utilizzo
dello autorespiratore, ottiene una utilissima informazione: misura della propria
autonomia di aria.
Il corso prevede un tutoraggio, svolto da : responsabile di settore Infermiere Righi
Danilo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
103
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
II. Addestramento DPI III
Soccorso Ambiente
Montano:
„
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
utilizzo dei DPI da
impiegare nel soccorso in
terreni in pendenza
„
„
„
Sistema Integrato
Soccorso
gestione sosta
raggiungimento infortunato
scenari simulati:
„
„
„
costruzione della sosta su 2
punti con fettuccia o corda
calata del collega con mezzo
barcaiolo
calata con discensore ID
F. II. La Formazione Specifica: Addestramento DPI III Categoria.
Questo corso è l’unione di 2 moduli, Camera Fumi e Soccorso in Ambiente Montano.
L’obiettivo è la conoscenza dei DPI di III categoria in dotazione al GECAV
(Autoprotettore PA 90 ed Imbrago), la descrizione degli ambiti di intervento – utilizzo
degli stessi, l’addestramento pratico in scenari estremi (Camera Fumi e Castello di
Manovra). Il pomeriggio è dedicato al Soccorso In Ambiente Montano:
Modulo studiato per condividere la conoscenza dei DPI di terza Categoria a disposizione
quale Imbragatura Falcon ed accessori (Bretella Secur, Longe, Discensore Assicuratore
Autofrenante, Bloccante Ventrale Croll, Maniglia Bloccante, Piastrina Gi-GI). Garantisce la
conoscenza delle metodiche per costruire nodi quali otto, otto infilato, asola della guida con
frizione, mezzo barcaiolo, barcaiolo, inglese, marchand, asola e contro asola. Tramite il
Castello di Manovra, struttura alta 16 metri, costruita con tubi “innocenti” dalla ditta
Europonteggi, ad utilizzo esclusivamente formativo si addestra il personale GECAV al
corretto utilizzo dei DPI da impiegare per il soccorso in terreni in pendenza e nello
specifico alla gestione della sosta per calata e risalita del soccorritore in corda
doppia/singola, nella gestione della sosta per la calata materiale necessario alla esecuzione
dell’emergenza.
Nello specifico l’addestramento, prevede:
•Costruzione della sosta su 2 punti con fettuccia o corda.
•Calata del collega con mezzo barcaiolo
•Calata del collega con Discensore Assicuratore Autofrenante
Ogni scenario è stato studiato per ottenere gradualmente la prestazione formativa attesa,
passando essenzialmente da:
•un primo approccio per sensibilizzare l’operatore al problema da affrontare
•un confronto diretto con le potenzialità offerte dall’attrezzatura
•una gestione autonoma della attrezzatura in dotazione
•un confronto diretto con le variabili che ogni scenario può offrire
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
104
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
III.Conoscenza Cantieri
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
familiarizzare con un
ambiente nuovo: La Galleria
in fase di costruzione
z
z
caratteristiche costruttive, Cicli
lavorativi, sistemi di
comunicazione
dislocazione spaziale di ogni pista
di cantiere e galleria
allo scopo di ridurre
z
z
z
gli errori e le disattenzioni,
consentendo al soccorritore di
concentrarsi esclusivamente
sull'intervento sanitario e sulla
sicurezza
le possibilità di sbaglio del
target
i tempi di intervento
F. III. La Formazione Specifica: Conoscenza Cantieri.
La conoscenza dei Cantieri e Campi Base CAVET e VAV è composta da una lezione teorica
composta di 2 parti e da una visita guidata vera e propria da svolgere nella stessa giornata dalle ore
14 alle 18. Questo corso è in grado di fare apprendere:
La dislocazione Spaziale (come sono costruiti i cantieri) E’ importantissimo conoscere ogni parte
costituente un cantiere, al fine di essere in grado di riconoscerli e sapere dove sono nel momento
dell’Emergenza. Solitamente un cantiere si sviluppa su una pista di cantiere, su cui è impiantato un
centro di Betonaggio, un Magazzino, un Autoparco, una Officina, alcuni Uffici e l’imbocco vero e
proprio. Anche il Campo Base è costituito da Uffici, Club, Alloggi, MENSA, ecc…. Distinguere e
conoscere ognuno di questi punti è indispensabile nel nostro lavoro.
I rischi nella galleria in fase di costruzione Le lavorazioni in galleria, presentano dei rischi,
catalogati da un organismo previdenziale Svizzero (INSAI), rischi a cui sono esposti lavoratori e
soccorritori. Questo argomento è ampliamente descritto, come anche i DPI utilizzati al GECAV.
Il Raggiungimento Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere (strada appositamente
costruita dal CAVET). La visita è in grado di farci individuare tutte le piste di cantiere. Considerando
che le Piste di Cantiere ed i Cantieri sono in continuo aggiornamento e che anche lo Stradario può
subire modifiche è necessario ripetere tale CORSO ogni anno.
La Competenza Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione. E’ necessario
sapere per ogni Postazione di Lavoro (L40; GECAV 1; L34, Setta 1, Ronco 22) quali cantieri sono di
riferimento e come raggiungerli da ogni direzione.
E’ in fase di realizzazione, un nuovo corso di Formazione a Distanza sul Soccorso nelle Grandi
Opere Pubbliche.
Tale prodotto, raccoglierà gli sforzi fatti fino ad oggi per gestire l’emergenza nelle Grandi Opere
Pubbliche (TAV Tratta Bo-Fi; TAV Nodo di Bologna e VAV) e presenterà in maniera puntuale ed
aggiornata l’attuale situazione operativa del GECAV.
Sarà linkabile dal portale 118 di Bologna e presenterà al proprio interno un vero e proprio modulo di
conoscenza dei cantieri e delle lavorazioni in atto, prodotto aggiornabile dal referente di postazione
e strutturato in modo che ogni pagina possa accogliere:
•Testi con link
•Immagini
•Video
•Documenti pdf
Questa dotazione consentirà una ottima possibilità per presentare e mantenere aggiornata la
conoscenza dei cantieri.
Tale strumento è ovviamente di grande utilità in quanto raggiungibile on line da tutti gli operatori
coinvolti nella gestione dell’emergenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
105
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
IV. Accesso in Galleria /
Mezzi
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
modalità di soccorso nelle
gallerie in fase di
costruzione
VAV e Nodo di Bologna
utilizzo Mezzi Eex
modalità di soccorso nelle
gallerie in fase di
armamento
TAV tratta Bo – Fi
utilizzo Mezzi Bimodali
F. IV. La Formazione Specifica: Accesso in Galleria / Mezzi. Obiettivo di
questo modulo formativo è di spiegare i concetti base alla base del Piano di
Sicurezza ed Emergenza adottati nei cantieri delle Grandi Opere Pubbliche. Oggi
(settembre 2008), sono ben definite 2 realtà operative e quindi 2 modalità di
Accesso in Galleria:
•Una adottata nelle Gallerie in Fase di Costruzione (realtà tipica delle Gallerie
della Variante di Valico e del Nodo di Bologna)
•Una adottata nelle Gallerie in Fase di Armamento (posa binari) ed
Elettrificazione (realtà tipica delle Gallerie TAV Tratta Bo-Fi)
Di conseguenza nel modulo in questione:
•nel primo caso vengono spiegate le misure di sicurezza adottate durante lo
scavo delle Gallerie e di conseguenza le strategie da utilizzare per accedere ed
intervenire in sicurezza in caso di emergenza all’interno delle stesse. Il corso
prevede un vero e proprio accesso guidato con utilizzo e spiegazione dettagliata
dei Mezzi Antideflagranti in dotazione (utilizzo, gestione, guida). Tale modulo è
ad oggi inserito nel CD di Formazione a distanza “Soccorso in Ambienti
Confinato” con ampia spiegazione nelle sezioni Sicurezza TAV – Emergenza
TAV – Eex Bremach – Eex Iveco e sarà ovviamente presente ed aggiornato nella
piattaforma on line “Sistema di Soccorso Integrato nelle Grandi Opere
Pubbliche”.
•nel secondo caso vengono spiegate le misure di sicurezza adottate durante le
fasi di armamento ed elettrificazione e di conseguenza le strategie da utilizzare
per accedere ed intervenire in sicurezza in caso di emergenza all’interno delle
stesse. Il corso prevede un vero e proprio accesso guidato con utilizzo e
spiegazione dettagliata dei Mezzi Bimodali in dotazione (utilizzo, gestione,
guida). Tale modulo è ad oggi affrontato con la classica formazione frontale, ma la
parte teorica, sarà ovviamente presente ed aggiornato nella piattaforma on line
“Sistema di Soccorso Integrato nelle Grandi Opere Pubbliche”.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
106
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
V. Simulazione in
Galleria
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
testare le procedure di
accesso ed intervento in
galleria
chiarire concetti come il
ruolo dell'addestramento,
Sicurezza & Leader
sperimentare l'uso di
materiali in dotazione al GECAV e
alla ditta che gestisce i lavori di
scavo
accrescere il livello di collaborazione
fra il GECAV e personale impegnato
nel piano di emergenza TAV - VAV
F. V. La formazione specifica: Le Simulazioni in Galleria. Vengono riprodotte
all’interno di Gallerie dell’Alta Velocità o Variante di Valico in modo da
familiarizzare con l’ambiente Galleria ed i rischi intrinseci e più in particolare
servono per:
ƒfornire informazioni sulle gallerie (differenziazione fra finestre, metodi di
lavorazione, GRISOU, ecc….)
ƒsperimentare l’uso di materiali in dotazione al 118 e alla ditta che gestisce i lavori
di scavo
ƒindividuare le strategie operative e tecnologiche in grado di garantire efficacia,
sicurezza nei servizi di soccorso e salvataggio in galleria (Sicurezza & Leader)
ƒdivulgare le informazioni e l’esperienza acquisiti al termine della manovra agli
operatori che a vario titolo possono essere coinvolti in un intervento reale
ƒaccrescere il livello di collaborazione e coordinamento fra il 118, Sicuristi (addetti
all’emergenza delle imprese costruttrici) e personale impegnato nell’attuazione del
Piano di Emergenza TAV (Addetto Sicurezza, Addetto Monitoraggio Gas, ecc…)
Sono però di difficile organizzazione e programmazione, perché necessitano di una
stretta collaborazione con l’azienda esecutrice dei lavori di scavo.
Durante le simulazioni, si utilizzano i mezzi in dotazione quali Mezzi
Antideflagranti o Bimodali.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
107
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
VI.Emergenza in Sicurezza
„
„
„
„
„
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
sperimentare l'uso di materiali in dotazione
accrescere il livello di
collaborazione e coordinamento
individuare strategie operative e
tecnologiche per garantire efficacia,
sicurezza nei servizi di soccorso e
salvataggio nei territori di nostra
competenza (Leader & Sicurezza)
divulgare le informazioni e
l'esperienza acquisiti al termine della
manovra
monitoraggio delle problematiche
presenti nelle nostre realtà operative
come spunto per impostare
l'esercitazione stessa
F. VI. La Formazione Specifica: Le Esercitazioni “Emergenza in Sicurezza”.
Si svolgono nell’area di Addestramento a Cà di Moschino (area di bosco a 500 metri
dall’ospedale di Loiano).
Devono riprodurre interventi reali in modo da addestrare il personale GECAV ad
affrontare tutti i possibili scenari che possono verificarsi nella nostra realtà
operativa, con particolare attenzione alla rilevazione dei RISCHI e conseguenti
opere di riduzione.
Infatti, nel salvataggio estremo, caratterizzato dall’uso di grosse squadre
d’intervento, la simulazione diventa elemento essenziale nella formazione operativa
della squadra stessa.
I punti importanti da sviluppare durante la prova sono :
•la valutazione dello scenario e dei conseguenti rischi
•la conoscenza dei materiali e delle tecniche da impiegare
•il coordinamento della/e squadra/e e ruoli dei singoli componenti (Leader
Sicurezza)
•il trasporto del materiale sul luogo dell’evento (si intende dalle autoambulanze
all’infortunato).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
108
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione Specifica
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
VII. Audit Professionale Organizzativo
discutere Casi Clinici complessi
z
z
un forte momento di crescita del gruppo di
lavoro
verifica ed aggiornamento delle procedure in
atto
fornire chiarimenti organizzativi
z
indispensabile in una realtà complessa ed
articolata come quella del GECAV
proporre nuove iniziative organizzative
come le schede GeCO
z
una raccolta dati, alla base di miglioramenti
organizzativi a largo spettro
F. VII. La formazione specifica: Riunioni Mensili a Carattere Organizzativo
per.
•Discutere Casi Clinici complessi: Un forte momento di crescita del gruppo di
lavoro è la discussione dei casi, discutere un errore o un evento complesso ed
articolato, ha lo scopo di condividere con i colleghi un proprio vissuto personale,
carico di dettagli ed emozioni, in grado di rendere infrangibile l’esperienza
formativa vissuta a tutti i partecipanti della riunione. La discussione di casi clinici
può persino portare alla modifica delle procedure in atto, qualora comportino errori
o rallentamenti della macchina del soccorso.
•Fornire chiarimenti organizzativi: Fornire chiarimenti Organizzativi in una realtà
complessa ed articolata come quella del GECAV in continua evoluzione e orientata
a soddisfare le nuove esigenze dei cantieri Alta Velocità e a costruire l’emergenza
territoriale nella Variante di Valico.
•Proporre nuove iniziative Organizzative come le Schede GeCO: Strumento
adottato dal GECAV per rilevare, identificare, catalogare eventuali
IRREGOLARITA’ (criticità organizzative) riscontrate nell’effettuazione
dell’intervento. E’ la base di miglioramenti organizzativi a largo spettro.
•Uniformare un gruppo sempre più ampio e vario (personale CATIS, AUSL di
Bologna, Gettonisti, Convenzionato CRI Firenze, Convenzionato Casa di Cura Prof
Nobili).
•Discutere del piano formativo in atto e programmare nuove attività formative.
Ogni riunione è totalmente organizzata (ordine del giorno, reclutamento docenti,
preparazione materiale didattico, ecc…), dai Coordinatori GECAV, che a rotazione
assumono questo impegno a garanzia di coinvolgimento dei vari enti che
partecipano a questo incontro (AUSL di Bologna area Sud e Città, CATIS; CdC
Prof Nobili, CRI Firenze).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
109
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
F. Formazione
Specifica
Sperimentale
I.
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
Soccorso Elitrasportato
in collaborazione con
SAER
16 ore Badolo
z
z
z
„
sosta, calata, frazionamento
16 ore Pavullo
overing
calata e recupero con verricello
Retraing Trimestrali
Ambito Intervento
scenari tipici SAER
maxi emergenza gallerie
ferroviarie e stradali
F. I. La Formazione Specifica Sperimentale: E’ in sperimentazione, un
progetto indirizzato all’addestramento di Infermieri appartenenti al GECAV sulle
tematiche tipiche del Soccorso Alpino (SAER Soccorso Alpino Emilia Romagna).
La formazione consta di 2 giornate propedeutiche presso la parete attrezzata di
Badolo, in cui si imparano le tecniche alpinistiche di gestione sosta, calata e
frazionamento e 2 giornate presso la postazione di Pavullo in cui si imparano le
tecniche aeronautiche di sbarco in Overing e calata e recupero con Verricello.
Tale formazione deve essere conservata da retraining a scadenze non superiori ai
3 mesi, da effettuarsi presso la postazione di Pavullo.
Attualmente tale progetto ha portato alla formazione di 14 Infermieri, che
periodicamente ruotano con funzione operativa nella postazione di Pavullo.
Tale personale, già in possesso di esperienza e formazione specifica per Soccorso
in Ambienti Confinati e Grandi Opere Pubbliche, potrebbe agire nelle Maxi
Emergenza in Gallerie Ferroviarie o Stradali.
A termine del corso, l’operatore è infatti in grado di essere trasportato
velocemente sul luogo dell’evento (viadotti o imbocchi di galleria in zone
difficilmente raggiungibili) e sbarcato nelle immediate vicinanze in maniera
convenzionale o tramite verricello.
A questo punto potrebbe offrire la propria esperienza specifica per esigenze tipiche
del soccorso in ambiente confinato e/o grandi opere pubbliche.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
110
A cura del GECAV
3. Sicurezza Scena
Sistema Integrato
Soccorso
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
F. Formazione
Specifica
Sperimentale
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
II. corso per Capo
Turno su lavoro
in quota
„
„
DL 253/03 Funi
Scuole Alpine
Cimone
F. II. La Formazione Specifica Sperimentale: E’ in sperimentazione dal 2008,
la formazione ed addestramento per gli Infermieri di Auto Medica (Capoturno),
in merito al lavoro in quota, secondo quanto indicato dal Decreto Legislativo
235/03 Funi e dal successivo Testo Unico (DL 9/4/208 n. 81 Salute e Sicurezza
sul Lavoro).
Tale formazione della durata di 40 ore (organizzato con una parte teorica di 16 ore
ed una parte pratica di 24 ore, oltre alle prove di verifica scritta e pratica, ed
assolve agli obblighi del Decr. Lgs. 235/03 - durata minima dei corsi di
abilitazione 32 ore -), è tenuto da docenti della Scuola Guide Alpine Cimone e
fornisce la preparazione necessaria alla gestione di lavori temporanei in quota con
l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
Tale corso, insieme a quelli tradizionali precedentemente descritti, forniscono agli
operatori GECAV, una panoramica completa della gestione del soccorso su terreni
in pendenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
111
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
4. Intervento Sanitario
12 profili formativi differenti in base
alla funzione svolta
„
„
„
„
„
„
„
„
„
„
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
Postazioni
Target
Sicurezza Intervento
BLSD o Retraining
PBLSD o Retraining
PTC Base o Retraining
EMING (Emergenza in Gravidanza)
MANO / RCP Avanzata
TES (Tecniche Salvavita in Emergenza)
GEM (Gestione Extraospedaliera Maxieemrgenza)
PTC Avanzato o Retraining *
ALS Esecutore o retraining *
MDM (Medical Disater Management) **
* corsi per Capo Turno / Medico
** corsi per Coordinatore
4. Idoneo Intervento Sanitario:
La continua specializzazione del nostro servizio, ha portato alla creazione di 12 profili
formativi differenti in base alla funzione ricoperta dall’operatore distinti in:
•Capo Turno: Infermiere in turno sulle Auto Mediche, che fa da tramite fra la Centrale
Operativa del 118 di Bologna e la realtà operativa della propria zona di competenza. Questa
figura ha una conoscenza approfondita dei mezzi e strutture disponibili sul proprio territorio
ed è in grado di gestire ogni servizio sfruttando al meglio le risorse. Una particolare
preparazione lo rende in grado di gestire la Sicurezza nelle operazioni di soccorso all’interno
dei cantieri TAV e VAV.
•Coordinatore e Guardia: Infermiere in grado di gestire problematiche di carattere
organizzativo specifiche della realtà territoriale affidatagli. Figura con funzione di controllo
sull’efficacia dei meccanismi di risposta alla chiamata (indispensabile, considerando, che
negli ultimi mesi, si è modificato il sistema di allertamento dei mezzi). Questo operatore
svolge corsi aggiuntivi quali MDM (Medical Disater Management)
•Gettonista: E’ solitamente un dipendente AUSL di Bologna che effettua turni di lavoro
aggiuntivo, rispetto al proprio orario e viene remunerato come se fosse in libera professione.
Previa adeguata formazione è in grado di coprire turni in postazioni GECAV. Per questo tipo
di operatore si scelgono postazioni, ormai “stabili”, in cui la sperimentazione passata, ha
portato ad un modello operativo ormai consolidato, normato da procedure. Questo strumento
fornisce forte flessibilità al servizio e garantisce personale altamente professionale. A questi
operatori viene garantita la sola formazione specifica inerente le attività lavorative GECAV
(vedi diapositive precedenti)
•Medico: oltre ai corsi elencati in precedenza svolge il PTC Avanzato, ALS Esecutore e/o
corsi di particolare rilevanza quali ATLS, PALS, ecc…
•Infermieri ed Autisti appartenenti al servizio di Emergenza Territoriale AUSL di
Bologna area Sud ai quali vengono garantiti corsi quali BLSD (Basic Life Support
Defibrillation), PBLSD (Pediatric Life Supporrt Early Defibrillation), PTC di Base
(Prehospital trauma care) e successivi retraining
•Infermieri ed Autisti convenzionati ai quali viene garantito un iter formativo del tutto
analogo a quello del personale GECAV
Tali profili, prevedono una formazione specifica, già dettagliata nelle precedenti diapositive
ed una formazione di carattere sanitario schematizzata sopra.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
112
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Riorganizzazione 118
Formazione GECAV - 2005
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
118
„ 273 corsi di cui:
100 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 150 operatori
GECAV
24 su problematiche NBCR, dedicati a 100 operatori 118 Emilia
Romagna
12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 50 operatori
GECAV
50 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale SET USL
Bologna
30 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari
convenzionati
10 sulla sicurezza ambienti di lavoro, dedicati a 40 operatori in
libera professione (Gettonisti)
11 pubblicati sul Catalogo 2005
10 destinati a personale proveniente da altre USL
26 Moduli formativi sul Primo Soccorso dedicati a 160 Sicuristi
Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al fine di
garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel 2005 sono stati
eseguiti 273 corsi di cui:
•100 orientati alla formazione di circa 150 operatori su tematiche relative alla sicurezza
sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la Variante di Valico e
i gettonisti);
•24 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai vari
sistemi 118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio Nucleare, Biologico,
Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo dei respiratori per gli
interventi in ambienti con carenza di area respirabile;
•12 orientati alla formazione di circa 50 operatori su tematiche sanitarie avanzate, quali
Gestione Vie Aeree,Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato, ICLS;
•50 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) dedicati a
tutto il personale SET (Servizio di Emergenza Territoriale) dell’area sud dell’Azienda USL;
•30 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) e di
gestione della sicurezza, dedicati ai volontari convenzionati per il soccorso;
•10 orientati alla formazione di circa 40 operatori in libera professione (Gettonsti) su
tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (Conoscenza delle postazioni e
cantieri di riferimento, Addestramento all’utilizzo di DPI di Terza Categoria, Simulazioni in
Galleria);
•11 pubblicati sul Catalogo delle Offerte Formative USL di Bologna anno 2005 (BLSD,
PBLS; Gestione Vie Aeree, ALS, Emergenza in Sicurezza);
•10 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con la Ditta
Ferno Italia.
•26 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 106 Sicuristi (operai TAV e
VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie) ed aggiornare 56 Sicuristi già formati
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
113
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Riorganizzazione 118
Formazione GECAV - 2006
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
118
„ 229 corsi di cui:
100 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 150
operatori GECAV
24 su problematiche NBCR, dedicati a 100 operatori 118
Emilia Romagna
12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 50
operatori GECAV
50 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale
SET AUSL Bologna
30 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari
convenzionati
10 in collaborazione con Ditta Ferno, utilizzo Presidi
Immobilizzazione e Trasporto
3 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 17
Sicuristi
Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al
fine di garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel
2006 sono stati eseguiti 229 corsi di cui:
•100 orientati alla formazione di circa 150 operatori su tematiche relative alla
sicurezza sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la
Variante di Valico e i gettonisti);
•24 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai
vari sistemi 118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio
Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo
dei respiratori per gli interventi in ambienti con carenza di area respirabile;
•12 orientati alla formazione di circa 50 operatori su tematiche sanitarie avanzate,
quali Gestione Vie Aeree,Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato,
ICLS;
•50 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base)
dedicati a tutto il personale SET (Servizio di Emergenza Territoriale) dell’area sud
dell’Azienda USL;
•30 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLS, PTC base) e
di gestione della sicurezza, dedicati ai volontari convenzionati per il soccorso;
•10 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con
la Ditta Ferno Italia.
•3 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 17 Sicuristi (operai
TAV e VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
114
A cura del GECAV
Sistema Integrato
Soccorso
Riorganizzazione 118
Formazione GECAV - 2007
Opere
Modello Gestione
Riorganizzazione
118
„ 230 corsi di cui:
45 sulla sicurezza ambiente di lavoro, dedicati a 80 operatori GECAV
12 su tecniche sanitarie avanzate, dedicati a 30 operatori GECAV
52 su manovre sanitarie di base, dedicati al personale SET AUSL
Bologna
13 sulla sicurezza ambienti di lavoro, dedicati a 40 operatori in libera
professione (Gettonisti)
23 su manovre sanitarie di base, commissionati dal Dipartimento
Medico area SATeR
8 pubblicati sul Catalogo 2007
3 destinati a personale proveniente da altre USL
9 su problematiche NBCR, dedicati a 36 operatori 118 Emilia Romagna
41 su manovre sanitarie di base, dedicati ai volontari convenzionati
24 moduli formativi sul Primo Soccorso (16 ore), dedicati a 125
Sicuristi neo formati e 105 aggiornati
Si deduce che la formazione ha avuto ed ha un ruolo cardine nel 118-GECAV al fine di
garantire una idonea Riorganizzazione del Servizio, considerando che nel 2007 si sono
eseguiti 230 corsi di cui:
•45 orientati alla formazione di circa 80 operatori su tematiche relative alla sicurezza
sull’ambiente di lavoro (la formazione riguarda anche gli operatori per la Variante di Valico e
i gettonisti);
•12 orientati alla formazione di circa 30 operatori su tematiche sanitarie avanzate, quali
Tecniche Salvavita in Emergenza, ALS, PTC Avanzato, ILS;
•52 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLSD, PTC base;
Formazione sui protocolli assistenziali) dedicati a tutto il personale SET (Servizio di
Emergenza Territoriale) dell’area sud dell’Azienda USL;
•13 orientati alla formazione di circa 50 operatori in libera professione (Gettonisti) su
tematiche relative alla sicurezza sull’ambiente di lavoro (Conoscenza delle postazioni e
cantieri di riferimento, Addestramento all’utilizzo di DPI di Terza Categoria, Simulazioni in
Galleria);
•23 in termini di manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD e Retraining, PBLSD,
Gestione vie Aeree), commissionato dal dipartimento medico ed indirizzato alla formazione
di 20 operatori SATeR;
•8 pubblicati sul Catalogo delle Offerte Formative USL di Bologna anno 2007 (BLSD,
PBLSD; STR, ALS);
•9 voluti dalla regione Emilia Romagna per formare 100 operatori provenienti dai vari sistemi
118 della regione per affrontare le problematiche NBCR (rischio Nucleare, Biologico,
Chimico, Radiologico), con particolare riferimento all’utilizzo dei respiratori per gli
interventi in ambienti con carenza di area respirabile;
•3 destinati a personale proveniente da altre USL, effettuati in collaborazione con la Ditta
Ferno Italia;
•41 orientati a manovre sanitarie di emergenza di base (BLSD, PBLSD, PTC base, EMING)
e di gestione della sicurezza (Sicurezza in operazioni con Elisoccorso, LISA), dedicati ai
volontari convenzionati per il soccorso;
•24 moduli formativi sul Primo Soccorso destinati a formare 125 Sicuristi (operai TAV e
VAV dedicati alle gestione delle Emergenze Sanitarie) ed aggiornare 105 Sicuristi già
formati.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
115
A cura del GECAV
Normativa Antinfortunistica
Normativa Antinfortunistica
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attività
Rischi
Misure Cautelative
Formazione
Attori Prevenzione
In questo capitolo facciamo alcune considerazioni riguardo la necessaria prevenzione
degli infortuni e malattie professionali negli ambienti lavorativi.
Si introducono dati relativi agli infortuni del personale impegnato nel soccorso e si
specificano le cause che hanno indotto il rinnovamento della legislazione in merito
alla sicurezza e salute sull’ambiente di lavoro.
Si parla della catena della sicurezza del soccorritore impegnato nei cantieri delle
grandi opere pubbliche per poi indicare e specificare quali sono gli attori interessati
nella prevenzione degli infortuni e malattie professionali.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
116
A cura del GECAV
Normativa AI
Infortuni Personale Soccorso
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attori
Prevenzione
Ad ogni
Intervento, gli
operatori
dell’Emergenza
Sanitaria sono
esposti a dei
RISCHI
Il Soccorso Sanitario Extraospedaliero, comporta dei rischi per gli operatori.
Qualsiasi manovra (anche la più banale), nasconde infatti un rischio intrinseco.
E’ indispensabile essere consapevoli di questo fenomeno, per poter attuare tutte
quelle misure in grado di ridurre il rischio lavorativo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
117
A cura del GECAV
Normativa AI
Infortuni Personale Soccorso
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attori
Prevenzione
I dati elaborati da
INPS, MLLP, ISTAT,
riguardanti gli infortuni in
cui sono stati coinvolti a
vario titolo dei
soccorritori sono
ALLARMANTI
I dati elaborati da INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), MLLP ed
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), riguardanti gli infortuni in cui sono stati
coinvolti a vario titolo dei soccorritori sono allarmanti.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
118
A cura del GECAV
Normativa AI
Infortuni Personale Soccorso
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Nel Periodo 1991-1995
Attori
Prevenzione
„Sono stati coinvolti in incidenti
stradali durante le fasi del
Soccorso 8671 Mezzi
108 deceduti (vittime e
soccorritori)
10772 feriti
Nel periodo compreso fra il 1991 ed il 1995, sono stati coinvolti in incidenti
stradali, avvenuti durante le fasi del soccorso, 8671 mezzi causando 10772 feriti e
108 deceduti.
Questi dati riguardano diversi enti implicati nel soccorso (118, 115, 113, ecc…),
ma indicano un evidente nesso di causa-effetto (attività del soccorsoinfortunio),che riguarda gli operatori impegnati nel soccorso stradale.
Purtroppo, l’entità di questo rischio è confermato anche dai dati raccolti nel
quinquennio 1996-2000.
E’ evidente la necessità di intervenire preventivamente su questo tipo di
infortunio.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
119
A cura del GECAV
Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Le principali normative sulla
sicurezza ed igiene del lavoro
prima del D.Lgs 626/94
Attori
Prevenzione
„DPR 547/55 norme per la prevenzione
degli infortuni
„DPR 303/56 norme generali per
l’igiene del lavoro
„DPR 164/56 norme per la prevenzione
degli infortuni in edilizia
Già dalla carta costituzionale, fino ad arrivare alla legislazione degli anni 50,
veniva imposto ai datori di lavoro, dirigenti e preposti il compito di:
•attuare le misure previste nei decreti
•rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici a cui sono esposti e portare a loro
conoscenza le norme essenziali ed i modi di prevenire i danni derivanti dai rischi
predetti
•fornire ai lavoratori i necessari mezzi di protezione
•disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le misure ed usino i mezzi di
protezione
Il lavoratore veniva quindi considerato un semplice recettore passivo di messaggi;
questi ultimi, inoltre non calibrati rispetto alla specifiche situazioni di rischio.
Inoltre, la legislazione degli anni 50, non considerava in
l’organizzazione lavorativa come possibile causa di infortunio.
modo sensibile
La nuova normativa rappresenta una svolta importante sul piano culturale ed
organizzativo, stabilendo che la salute sul lavoro non è garantita solamente
dall’applicazione di un insieme di regole, ma deve far parte della pianificazione
aziendale.
Deve in altre parole, entrare a far parte del sistema di qualità attraverso una serie
di azioni programmate.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
120
A cura del GECAV
Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Rinnovamento Legislativo:
Perché
Attori
Prevenzione
„lo richiede il sistema economico
europeo, imperniato su di una
pari competitività delle aziende
che non pregiudichi in alcun
modo la salute e la sicurezza sul
lavoro
Per le aziende, l’adeguamento al D.Lgs. 626/94, comporta non solo
l’adempimento di una serie di obblighi burocratici, ma costituisce un’opportunità
di sviluppo e valorizzazione delle prestazione delle imprese. Infatti, la
diminuzione degli infortuni e dei fattori di rischio nel luogo di lavoro, migliora il
rendimento economico, la produttività del singolo operatore e più in generale
permette l’ottimizzazione del processo produttivo.
Il D.Lgs 626/94 è stato più volte aggiornato, le prime modifiche sono state
introdotte dal D.Lgs 242/96 e dal D.Lgs 25/02.
Di seguito, per brevità, si indicherà D.Lgs 626/94 anziché D.Lgs 626/94 e
successive modifiche ed integrazioni.
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Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Rinnovamento Legislativo:
Perché
Attori
Prevenzione
„ogni anno in Italia si
verificano ancora 1.200.000
infortuni e 50.000 nuove
malattie professionali (costi
aziendali/sociali: 27000
milioni di Euro)
Il rinnovamento legislativo degli anni 90, è risultato indispensabile, perché le
norme degli anni 50, da sole, non sono più in grado di incidere su infortuni e
malattie professionali.
Ogni anno in Italia si verificano ancora 1.200.000 infortuni e 50.000 nuove
malattie professionali (costi aziendali/sociali: 53.000 miliardi di lire, pari a
27000 milioni di Euro).
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A cura del GECAV
Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Rinnovamento Legislativo:
Perché
Attori
Prevenzione
„le cause di infortunio non si
identificano solo in errori
umani o in inconvenienti
tecnici o in deficienze
strutturali
Il D.Lgs. 626/94, afferma il principio, secondo cui, deve essere perseguita la
massima sicurezza possibile per i lavoratori, compatibilmente ai vincoli di natura
tecnica, vigenti nel momento in cui viene effettuata la valutazione dei rischi.
In altre parole, il D.Lgs. 626/94, demanda alle norme di natura tecnica, la scelta ed
utilizzo di tecnologie e mezzi in grado di ridurre o eliminare i rischi residui nelle
lavorazioni (es. decreto n 487 del 20/11/97, recante la normativa tecnica e
amministrativa relativa alle autoambulanze di soccorso per emergenze speciali).
Come punto cardine, considera la necessità di agire sulla formazione ed
informazione al lavoratore, nonché sulla organizzazione del lavoro, come
strumenti in grado di ridurre ulteriormente la possibilità del verificarsi di eventi
pericolosi.
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Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attori
Prevenzione
Rinnovamento Legislativo:
Perché
„molti gravi infortuni sono conseguenti
a problematiche dell’organizzazione del
lavoro
La filosofia espressa dal D.Lgs. 626/94 prende in considerazione gli aspetti tecnici
ed organizzativi, come metodo per governare i rischi residui a cui sono soggetti i
lavoratori.
La complessa articolazione che caratterizza il rapporto fra il lavoratore e
l’organizzazione in cui è inserito, possono creare barriere psicologiche che
compromettono la sicurezza sul lavoro.
E’ quindi indispensabile, che l’organizzazione del lavoro, preveda autonomia
dell’operatore e lo indirizzi allo svolgimento della propria mansione, secondo
criteri chiari, efficaci e sicuri (vedi procedure operative).
Infatti, se una persona svolge un lavoro che ha un senso, un inizio e una fine, può
continuamente imparare da ciò che fa, accrescendo progressivamente le proprie
esperienze e la propria professionalità; se invece il lavoro è composto solo da
compiti, senza alcuna percezione del risultato finale, determina sicuramente
comportamenti sbagliati.
L’organizzazione del lavoro deve essere stabilita in armonia con RLS
(Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), che in questo caso, rappresenta il
tramite fra operatore e datore di lavoro.
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Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Le principali normative
introdotte con il recepimento
delle Direttive CEE negli anni 90:
Attori
Prevenzione
„D.Lgs. 626/94 attuazione direttiva
CEE su sicurezza e salute dei
lavoratori
„D.Lgs. 494/96 attuazione direttiva
CEE su sicurezza dei lavoratori nei
cantieri
Il decreto legislativo 626/94, assegna un ruolo di primo piano ai processi
informativo e formativo, che assurgono da semplici sussidi dell’attività
prevenzionale, come era in genere nella legislazione precedente, ad elementi
essenziali e basilari dell’impegno contro gli infortuni e le malattie professionali,
tanto è vero che vengono collocati tra le misure generali di tutela (art. 3, lett. S).
Grandissima rilevanza, inoltre, ha nel D.Lgs. 626/94 la fitta rete di scambio di
notizie, informazioni, contenuti concettuali fra i vari soggetti attori del processo di
prevenzione (datore di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili e addetti al servizio
di prevenzione e protezione, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e singoli
lavoratori, medico competente, addetti al servizio di emergenza, evacuazione e
pronto soccorso, organi di vigilanza, organismi pubblici deputati all’informazione,
assistenza, consulenza, ecc…).
Solo un modo corretto, tempestivo ed esaudiente di trasmettere e ricevere
informazioni, cioè di comunicare tra le parti, opportunamente formate, potrà dare
piena applicazione a quanto la norma prescrive.
Il decreto legislativo 494/96 prescrive misure di sicurezza per la tutela della salute
e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili e cioè nei luoghi
dove si svolgono lavori edili o di genio civile.
Si ricorda che in questi luoghi di lavoro, oltre alle disposizioni specifiche contenute
nel D.Lgs 494/96, si applicano anche le disposizioni legislative in materia di igiene
e sicurezza del lavoro, fra cui il D.Lgs 626/94.
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Normativa AI
Rinnovamento Legislativo
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
D.Lgs. 626/94 art. 3 Misure
Generali di Tutela:
Attori
Prevenzione
„ valutare i rischi
„ eliminare o ridurre al minimo i rischi
„ ridurre i rischi alla fonte
„ sostituire ciò che è pericoloso con ciò che
lo è meno
„ privilegiare la protezione collettiva
„ predisporre procedure di emergenza
„ rispettare i requisiti ergonomici
La valutazione del rischio, così come prevista del D. L.gs. 626/94, va intesa come l’insieme di tutte
quelle azioni conoscitive e operative, che devono essere attuate per addivenire a una Stima del
Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale, in relazione allo
svolgimento delle lavorazioni. La valutazione del Rischio è pertanto una operazione complessa che
richiede, necessariamente, per ogni ambiente o mansione di lavoro considerati, una serie di attività,
successive e conseguenti tra loro, che dovranno prevedere:
•l’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo. In tale fase è determinante
la partecipazione dei lavoratori e il loro coinvolgimento nella ricerca di tutte le potenziali sorgenti di
rischio eventualmente presenti nell’intero ciclo lavorativo e/o delle attività svolte.
•l’individuazione dei conseguenti potenziali rischi di esposizione in relazione allo svolgimento
delle lavorazioni. Si deve individuare e gestire ogni rischio ed ogni esposizione per la quale le
misure tecniche,organizzative e le cautele operative non consentono di eliminare il rischio.
Il rischio in essere dopo l’applicazione di tali misure e cautele prende il nome di “Rischio Residuo”.
•la stima dell’entità dei rischi di esposizione connessi con le situazioni di interesse
prevenzionistico individuate. Tale processo di valutazione deve portare, per ogni ambiente di
lavoro o attività considerati, ai seguenti risultati: assenza di rischio di esposizione; presenza di
esposizione controllata entro i limiti di accettabilità previsti dalla normativa, presenza di un rischio
di esposizione.
Nel primo caso non sussistono problemi connessi con lo svolgimento delle lavorazioni.
Nel secondo caso la situazione deve essere mantenuta sotto controllo periodico.
Nel terzo caso si dovranno attuare i necessari interventi di prevenzione e protezione secondo la scala
di priorità prevista dal Decreto Legislativo n° 626/94.
Per calcolare le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio, si devono
determinare le conseguenze dell’esposizione ad ogni fattore di rischio, stimando nel contempo la
probabilità di accadimento di danni (lesioni, disturbi, patologie).
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Normativa AI
Infortuni Personale
di Soccorso
Catena della Sicurezza
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attività
Rischi
Misure Cautelative Formazione
Attori Prevenzione
del Soccorritore
Le attività svolte dal servizio d’emergenza sono soggette a rischi che possono
essere di natura diversa e richiedono l’adozione di misure preventive complesse e
diversificate.
Le tappe più significative per l’eliminazione / riduzione dei rischi sono:
• identificazione delle attività
• valutazione dei rischi
• adozione di Misure Cautelative
• formazione ed informazione
Il sistema rappresentato in figura riassume i concetti essenziali espressi dal D.Lgs
626/94 in tema di prevenzione e protezione dai rischi ambientali, ossia dai rischi
associati all’ambiente in cui il lavoro viene svolto, indipendentemente dal ruolo
del lavoratore.
Ogni componente della “catena” deve essere analizzato in modo approfondito per
il raggiungimento degli obiettivi.
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A cura del GECAV
Normativa AI
Attività
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Le attività svolte dal servizio
d’emergenza sono suddivise
in quattro grandi capitoli:
1.
2.
3.
4.
Attività
Attori Prevenzione
Soccorso extraospedaliero
Attività
di
primo
intervento
intraospedaliero
Formazione ed informazione
Altre attività
L’individuazione delle attività è il primo passo
per il riconoscimento dei Rischi Lavorativi
Soccorso extraospedaliero Le attività del servizio extraospedaliero sono
riconducibili essenzialmente a:
•raggiungere il luogo in cui si trova l’infortunato
•valutare l’evento
•trattare dell’infortunato identifiacandone le necessità assistenziale
•trasportare l’infortunato all’ospedale di afferenza/competenza
Ad ogni attività sanitaria è connesso il rischio legato all’ambiente in cui si opera e
alle manovre stesse sull’infortunato.
Soccorso intraospedaliero: A questo paragrafo fanno capo tutte le attività che
ciascun operatore deve svolgere all’interno dell’ospedale o della infermeria. Le
attività e rischi correlati non saranno presi in considerazione in questo manuale in
quanto non strettamente legati alla tipologia del servizio.
Formazione ed informazione: L’attività di formazione ed informazione prevista
dal D.Lgs 626/94, viene contemplata in questo manuale in quanto parte integrante
del sistema di sicurezza. La formazione è rivolta agli operatori del sistema di
soccorso (formazione interna) e agli enti che possono interagire con il sistema
(formazione esterna)
Altre attività: In un sistema di soccorso sanitario sono presenti altre attività non
strettamente legate alla funzione del sistema stesso quali:
Gestione mezzi sanitari e non sanitari. Realizzazione di stradari. Cambio bombole
O2. Ricarica bombole aria. Gestione e manutenzione aria per autorespiratori a
ciclo aperto e ciclo chiuso. Pulizia area addestramento. Organizzazione della
formazione, ecc…
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128
A cura del GECAV
Normativa AI
Attività
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attività
Attori Prevenzione
1. Le attività del Soccorso
Extraospedaliero :
„
„
„
„
„
„
„
„
„
Guida del Mezzo
Soccorso in Abitazioni
Soccorso in Strada
Soccorso in Cantieri Edili
Soccorso in Aziende Agricole
Soccorso in Terreni in Pendenza
Soccorso in Ambienti Confinati
Soccorso in Industrie
Soccorso in Torrenti
Attività tipiche del GECAV, in ordine di incidenza decrescente:
•Guida del Mezzo
•Soccorso in Abitazioni
•Soccorso in Strada
•Soccorso in Cantieri Edili
•Soccorso in Aziende Agricole
•Soccorso in Terreni in Pendenza
•Soccorso in Ambienti Confinati
•Soccorso in Industrie
•Soccorso in Torrenti
Questa sezione, esamina in dettaglio l’attività di Soccorso in Cantieri Edili
(Grandi Opere Pubbliche).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
129
A cura del GECAV
Normativa AI
Attività
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Nel settore dell’edilizia,
alla costruzione delle Grandi
Opere Pubbliche sono associati
Attività
Attori Prevenzione
„Il 10% dei lavoratori
impiegati
„15% di infortuni
„30% di infortuni
mortali
z Dati CEE 1992
Nelle grandi opere pubbliche, cantieri di grosse dimensioni, che portano alla
costruzione di grandi opere, come:
•ferrovia per il treno Alta Velocità (di seguito indicato per brevità AV)
•potenziamento del tratto fra Bologna e Firenze dell’autostrada A1, di seguito
chiamato VAV (Variante Autostradale di Valico)
il fenomeno infortunistico, già di per se elevato, è complicato dalla molteplicità di
imprese che vi operano contemporaneamente (appalti, affidi, subappalti, ecc…).
Allo scopo di evidenziare l’entità di tale problema, si può considerare un dato
molto interessante.
Le grandi opere pubbliche occupano il 10% dei lavoratori complessivi, in esse si
verificano il 15% degli infortuni e il 30% degli infortuni con esito mortale.
Questo dato fa riflettere sulla criticità di questa attività lavorativa, che a fronte di
un numero relativamente basso di operatori, manifesta una percentuale di
infortuni, fra cui si evidenziano quelli mortali, molto alta.
Per ridurre i rischi, è fondamentale lo scambio reciproco di informazioni fra
responsabili della sicurezza, progettisti, costruttori, ecc…. delle varie imprese
coinvolte nelle lavorazioni.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
130
A cura del GECAV
Normativa AI
Infortuni Personale
di Soccorso
Attività
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attività studiate e catalogate
insieme al Servizio di Prevenzione e
Protezione Aziendale della AUSL di
Bologna area Sud
Attività
Attori Prevenzione
Il GECAV ha dato maggior rilievo ad
attività UNICHE e ad ALTO RISCHIO
quali:
Soccorso
Pubbliche
in
Grandi
Opere
Le attività del GECAV sono state studiate e catalogate dagli operatori del soccorso
insieme al Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale (SPPA) della AUSL di
Bologna area Sud.
Il GECAV ha indicato come priorità gli interventi nelle attività uniche e ad alto
danno potenziale svolte nell’ambiente del :
•Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
Questo tipo di attività, relativa al soccorso nei cantieri per la realizzazione della
Linea Alta Velocità, è infatti caratterizzato da:
•unicità (gli scenari possibili sono fortemente caratteristici)
•bassa incidenza (numero basso di interventi di soccorso)
•alta lesività (esposizione ai rischi tipici delle lavorazioni in grandi cantieri)
•alta specializzazione (Misure di Sicurezza e Procedure di Accesso ed Intervento
Specifiche a cui attenersi)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
131
A cura del GECAV
Normativa AI
Rischi
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
La Piramide degli Infortuni
Catena Sicurezza
Rischi
Attori Prevenzione
Infortunio
Grave o Mortale
Infortunio
Lieve
Infortunio Mancato
Azioni
Comportamenti Pericolosi
Questa immagine rappresenta graficamente la gamma degli eventi dannosi o
potenzialmente dannosi..
A fronte di una serie innumerevole di Azioni-comportamenti pericolosi, vi è un
numero minore di Infortuni Mancati ed uno ancora minore di infortuni Lievi.
Solo pochi comportamenti pericolosi, determinano infortuni gravi o mortali.
Ne deriva, che per ridurre gli infortuni (lievi, gravi o mortali), è necessario
lavorare sulla base della piramide e quindi ridurre il numero di comportamenti
pericolosi.
Riducendo, il numero di azioni pericolose, si ha una riduzione degli infortuni
lavorativi di ogni entità (lieve, grave o mortale).
Questo obiettivo, lo si persegue, tra l’altro, attuando le misure generali di tutela
della salute, dettate dal D.Lgs. 626/94.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
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Normativa AI
Rischi
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Rischi
La valutazione dei rischi è il
passo preliminare per arrivare alla
successiva fase di individuazione delle
misure di protezione/prevenzione
Attori Prevenzione
Ogni attività svolta dal servizio di
soccorso sanitario è soggetta ad un :
„ Rischio legato a manovre sull’infortunato
„ Rischio legato all’ambiente in cui si
opera
La valutazione dei rischi è il passo iniziale per arrivare a tutta la successiva fase
di individuazione delle misure per ridurre i rischi stessi, che possono essere di
prevenzione e protezione.
Possiamo quindi affermare che la valutazione dei rischi rappresenta il punto critico
di tutto il processo prevenzionale.
Vista la molteplicità delle attività svolte dal servizio di soccorso sanitario si è
dovuto procedere adottando metodi di valutazione dei rischi ad ampio spettro.
Ogni attività svolta dal servizio di soccorso è soggetta ad un
Rischio legato a manovre sull’infortunato
Rischio legato all’ambiente in cui si opera
In questo capitolo, ci interessiamo dei Rischi legati all’ambiente in cui si opera,
prendendo in esame l’ambiente identificato come più critico e descritto in
precedenza come cantiere per la costruzione della linea ferroviaria dell’Alta
Velocità.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
133
A cura del GECAV
Normativa AI
Rischi
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Fattori che incidono sulla
Sicurezza delle Persone:
Rischi
Attori Prevenzione
„ modalità costruttive
„ aspetti chimici-fisici dell’ambiente di lavoro
„ organizzative delle macchine
„ aspetti biologici dell’organizzazione del lavoro:
turni di lavoro, cicli di lavoro
„ aspetti fisiologici: età, salute, ecc.
„ aspetti psicologici e ideologici: posizione nei
confronti del lavoro, rapporto con i colleghi,ecc.
I Rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle
attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie:
1. Rischi di natura Infortunistica. I Rischi per la Sicurezza, sono quelli responsabili del
verificarsi di incidenti o infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno
gravi) subite dalle persone addette alle varie attività lavorative in conseguenza di un impatto
fisico-traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, etc.). Le cause di
tali rischi sono da ricercare, almeno nella maggioranza dei casi, in un inidoneo assetto delle
caratteristiche di sicurezza inerenti l’ambiente di lavoro, le macchine e/o le apparecchiature
utilizzate, le modalità operative, l’organizzazione del lavoro, etc. Lo studio delle cause e dei
relativi interventi di prevenzione e/o protezione nei confronti di tali tipi di rischi deve mirare
alla ricerca di un idoneo equilibrio bio-meccanico tra uomo e struttura, macchina, impianto
sulla base dei più moderni concetti ergonomici.
2. Rischi di natura igienico-ambientale. I Rischi per la Salute, sono dovuti a fattori che
compromettono l’equilibrio biologico del personale addetto a operazioni che comportano
l’emissione nell’ambiente di lavoro di agenti di natura chimica, fisica o biologica, a cui è
esposto il personale addetto. Le cause di tali rischi sono da imputare alla presenza di non
idonee condizioni igienico-ambientali, dovute alla presenza di fattori di rischio generati
dalle lavorazioni e da modalità operative non corrette. Lo studio delle cause e dei relativi
interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio, deve mirare
alla ricerca di un equilibrio bio-ambientale tra uomo e ambiente di lavoro.
3. Rischi Trasversali: dovuti a Organizzazione del lavoro, fattori psicologici, fattori
ergonomici, condizioni lavorative difficili. Tali rischi sono individuabili all’interno della
complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra operatore e organizzazione del
lavoro in cui è inserito. Il rapporto in parola è peraltro immerso in un quadro di
compatibilità e interazioni che è, oltre che ergonomico, anche psicologico e organizzativo.
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134
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Normativa AI
Misure Cautelative
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Le misure cautelative dal
pericolo possono essere di
Prevenzione
Misure Cautelative
Attori Prevenzione
Eliminazione del rischio quando possibile
e/o Protezione
Riduzione / Eliminazione del Rischio Residuo
tramite DPI e/o Procedure operative
Le misure cautelative dal pericolo possono essere di Prevenzione e quindi portare
alla Eliminazione del rischio (intervento sempre da perseguire) e/o di Protezione
e quindi portare alla Riduzione del Rischio Residuo tramite utilizzo di DPI e/o
adozione di Procedure operative.
Da ricordare inoltre che, alla protezione individuale è sempre da preferire quella
collettiva.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
135
A cura del GECAV
Normativa AI
Informazione Formazione
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Formazione
E’ prevista dal D.L. 626/94 e
successive modifiche, da direttive CEE
Deve essere il COLLANTE fra gli anelli
componenti la Catena della Sicurezza del
Soccorritore
Attori Prevenzione
Ogni operatore deve conoscere le attività, i rischi e le
misure cautelative adottate nel proprio servizio
Ogni operatore deve essere adeguatamente formato
riguardo i comportamenti, le procedure ed i DPI
adottati
Deve essere in grado di investire il campo
cognitivo,
psicomotorio
ed
emozionale
dell’operatore.
L’attività di soccorso sanitario deve prevedere un ampio campo di intervento: sono
numerosi gli scenari in cui ciascun operatore dell’emergenza è tenuto ad
intervenire.
La preparazione sanitaria e assistenziale è fondamentale per garantire efficacia al
servizio, ma da sola non basta; è infatti, importante la sicurezza degli operatori e
dell’infortunato coinvolto.
L’applicazione di procedure e l’impiego strumenti di sicurezza è divenuta una
necessità a tutela degli operatori.
Il Decreto Legislativo 626/94 e numerose direttive CEE forniscono le basi per un
reale miglioramento della gestione dei rischi negli ambienti di lavoro.
Il D.Lgs 626/94, rappresenta una svolta importante sul piano culturale ed
organizzativo, dà valore all’aspetto della sicurezza e attribuendo ad essa notevole
rilevanza nella pianificazione aziendale.
L’applicazione della normativa rivolta al miglioramento della sicurezza
permette la diminuzione degli infortuni e dei fattori di rischio aumentando di
conseguenza l’ottimizzazione del soccorso sanitario.
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136
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Normative AI
Informazione Formazione
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Ogni Operatore deve
conoscere
Formazione
Attori Prevenzione
„i rischi connessi all’attività
„misure di protezione e
prevenzione
„i comportamenti, le procedure, i
DPI
I criteri per la valutazione della qualità della Formazione e per la prevenzione di
incidenti sul lavoro, possono essere riassunti in 6 punti:
Conformità: rispetto delle specifiche, dei vincoli e degli standard -professionali,
organizzativi, metodologici, economici, ecc…- fissati dagli enti coordinatori
dell’iniziativa formativa, ovvero contenuti in norme legislative e/o regolamentari
nazionali e/o internazionali.
Pertinenza: capacità dell’intervento formativo di agire in termini risolutivi nei
confronti del problema professionale/prevenzionale di riferimento.
Coerenza: adeguatezza metodologica, tecnica e logica della concatenazione delle
scelte progettuali, organizzative ed operative poste in essere in rapporto agli
obiettivi attesi.
Opportunità: adeguatezza e tempestività delle decisioni prese rispetto alle esigenze
di consolidamento e capitalizzazione delle competenze da parte dei destinatari della
formazione e dello stesso sistema organizzativo-cliente in materia di sicurezza sul
lavoro.
Più precisamente, tale criterio indica se e in che misura le scelte progettuali
risultano congruenti con l’esigenza che le previste competenze di ruolo siano non
solo acquisite in maniera compiuta e tempestiva, rispetto alle urgenze del contesto
lavorativo, ma anche appropriatamente mantenute, approfondite e aggiornate nel
tempo.
Efficacia: capacità dell’intervento di produrre i risultati didattici e prevenzionali
prefissati - cambiamenti indotti nei formati dall’azione formativa sotto il profilo del
comportamento per la prevenzione degli infortuni e sicurezza in situazione di
lavoro.
Efficienza: capacità di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili e di
combattere i costi della “non qualità” interni al progetto.
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A cura del GECAV
Normativa AI
Informazione Formazione
Infortuni Personale
di Soccorso
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
lnformazione, formazione
e addestramento mirano
all’apprendimento e alla
conservazione di abilità
Formazione
Attori Prevenzione
Investire delle risorse nella
formazione incide nella riduzione
degli infortuni
Per avere dai percorsi formativi una ricaduta reale nel miglioramento della
sicurezza sul lavoro e, di riflesso, sulla diminuzione degli infortuni e delle
tecnopatie nonché dei pesantissimi costi umani e sociali ad essi connessi, si dovrà
rispettare già nella progettazione didattica, la successione delle fasi del corretto
itinerario formativo.
E’ indispensabile la valutazione dei risultati dell’intervento didattico, attraverso le
differenti tipologie di verifica.
Altrettanto proficuo è l’utilizzo di una metodologia didattica essenzialmente
attiva, con l’impiego delle tecniche del lavoro di gruppo, simulazioni, role playing,
creazione di casi, al fine di sviluppare al massimo la capacità di apprendimento
degli utenti e i processi interattivi di analisi e sintesi. In conclusione l’intervento
formativo, se ben progettato, riuscirà a far raggiungere quella che, secondo gli
esperti, è la finalità precipua del processo didattico, cioè l’acquisizione di
informazione, concetti, compiti, competenze e comportamenti, in maniera, come
sottolineano gli addetti ai lavori, stabile, critica, operativa e verificata.
La ricerca di strumenti, metodologie, tecniche che permettano il raggiungimento
dell’obiettivo informativo-formativo prefissato richiede investimenti aziendali
adeguati.
In completa coerenza con ciò che è scritto sul D.Lgs 626/94, INAIL, tramite il
D.Lgs 38/2000, vuole sostenere:
•programmi di adeguamento delle strutture e dell’organizzazione alle normative
di sicurezza ed igiene sul lavoro
•progetti per favorire l’applicazione degli articoli 21 e 22 del D.Lgs 626/94, anche
tramite la produzione di strumenti e prodotti informatici, multimediali,ecc…
nell’ottica di investire delle risorse nella formazione, allo scopo di ridurre gli
infortuni.
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138
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Normativa AI
Attori Prevenzione
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
I Principali attori della
Prevenzione. D.Lgs 626/94
Attori
Prevenzione
„datore di lavoro dirigenti e preposti
„servizio di prevenzione e
protezione aziendale (SPPA)
„medico competente
„rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza (RLS)
„lavoratori
Datore di lavoro: qualsiasi persona fisica o giuridica o soggetto pubblico che sia titolare di un
rapporto di lavoro con il lavoratore e abbia la responsabilità dell’impresa e/o dello stabilimento (art.
2)
Servizio di prevenzione e protezione aziendale (SPPA): E' organizzato dal datore di lavoro,
secondo tre modalità: Interno, con propri dipendenti: è obbligatorio per le aziende con più di 200
dipendenti, le industrie estrattive con più di 50 dipendenti e altre specificate; Esterno, attraverso
convenzioni con persone o servizi esterni in possesso delle conoscenze professionali necessarie; In
prima persona dal datore di lavoro, nelle aziende con meno di 30 dipendenti e altre specificate, ma
non nelle industrie estrattive. I compiti del SPPA (art.9) sono di individuare i fattori di rischio e le
misure per la sicurezza e la salubrità, elaborare le misure preventive e protettive e le procedure di
sicurezza per le varie attività aziendali, proporre i programmi di informazione e formazione dei
lavoratori, partecipare alle consultazioni, fornire ai lavoratori le informazioni (art.21/616).
Medico competente: E' persona di fiducia del datore di lavoro, può essere dipendente del datore di
lavoro; libero professionista a convenzione; dipendente da una struttura esterna pubblica (ma non
operante nei Servizi PISLL della AUSL) o privata convenzionata con l'imprenditore. (art.2 lettera
d/626). Il medico competente ha l'obbligo di effettuare un sopralluogo negli ambienti di lavoro
almeno due volte l'anno insieme al Servizio Aziendale di Prevenzione e Protezione (SPPA),
collabora con il datore di lavoro e il SPPA per lo studio e la definizione dei rischi, delle soluzioni e
delle precauzioni da adottare, informa il singolo e la collettività dei lavoratori sui risultati della
sorveglianza sanitaria, rilascia copia dei risultati degli accertamenti sanitari, tiene e aggiorna la
cartella sanitaria e di rischio, informa i lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari, esprime
un
giudizio
sulla
inidoneità
parziale
o
totale
del
lavoratore
(Art.17/626).
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: Accede ai luoghi di lavoro; è consultato
preventivamente e tempestivamente in merito alla valutazione dei rischi, alla individuazione,
programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'azienda; è consultato sulla
designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto
soccorso, alla evacuazione dei lavoratori; è consultato in merito all'organizzazione della formazione
di cui all'art.22, comma 5; riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la
valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i
preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni
e le malattie professionali; riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; riceve una
formazione adeguata, comunque non inferiore a quella prevista dall'art.22; promuove l'elaborazione,
l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità
fisica dei lavoratori; formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità
competenti; partecipa alla riunione periodica di cui all'art.11; fa proposte in merito all'attività di
prevenzione; avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; può
fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai
rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la
sicurezza e la salute durante il lavoro. Il rappresentante per la sicurezza deve disporre del tempo
necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi necessari
per l'esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
139
A cura del GECAV
Normativa AI
Attori Prevenzione
I Principali attori
della Prevenzione D.Lgs
494/96
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attori
Prevenzione
„committente e/o responsabile dei
lavori
„coordinatore in fase di progettazione
„coordinatore in fase di esecuzione
Committente: il soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata,
indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione; nel caso di
appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere
decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto.
Responsabile dei lavori: soggetto incaricato dal committente che si assume gli
obblighi in materia di igiene e sicurezza, altrimenti in carico al committente stesso.
Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione
dell'opera, di seguito denominato coordinatore per la progettazione: soggetto
incaricato dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti
previsti all'art. 4 del D.Lgs 494/96.
Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione
dell'opera di seguito denominato coordinatore per l'esecuzione dei
lavori:soggetto diverso dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice incaricato
dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti previsti
dall'art. 5.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
140
A cura del GECAV
Normativa AI
Attori Prevenzione
Documento di
Valutazione dei Rischi
D.Lgs 626/94
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Attori
Prevenzione
„Piano di sicurezza e
coordinamento (D.Lgs
494/96)
„Piano operativo di Sicurezza
(D.Lgs 494/96)
L’attività di informazione e formazione dei lavoratori contenuta nel Piano di Sicurezza e
Coordinamento riguarda principalmente i rischi per la salute e la sicurezza relativi
all’attività svolta nel cantiere. Informazione e formazione riguardo i servizi di pronto
soccorso, evacuazione ed antincendio, la formazione in occasione dell’assunzione, del
cambio mansione o dall’introduzione di una nuova tecnologia. Il PSC Contiene modalità da
seguire per la recinzione del cantiere (degli accessi e le segnalazioni, protezioni o misure di
sicurezza contro i possibili rischi provenienti dall’ambiente esterno), illustra la viabilità
principale di cantiere, le misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento
negli scavi, le misure generali di protezione contro il rischio di caduta dall’alto, le misure
generali di sicurezza da adottare nel caso di estese demolizioni o manutenzioni. Il piano
contiene l’individuazione, le analisi e la valutazione dei rischi, le conseguenti procedure
esecutive, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il
rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori.
Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale
presenza simultanea o successiva di più imprese o di lavoratori autonomi. Il piano è
redatto al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario l’utilizzazione di impianti comuni
quali infrastrutture, mezzi logistici, mezzi di protezione collettiva. Il piano è costituito da
una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare, alle
eventuali fasi critiche del processo di costruzione. Il committente o il responsabile dei lavori
trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare
offerte per l’esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera
trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto.
Prima dell’inizio dei lavori l’impresa aggiudicataria trasmette il piano di sicurezza e
coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi. Prima dell’inizio dei
rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza
al coordinatore per l’esecuzione. I datori di lavoro delle imprese appaltatrici e i lavoratori
autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nei piani di sicurezza e coordinamento e nei
piani generali di sicurezza. Copia del piano di sicurezza e di coordinamento, e del piano
generale di sicurezza devono essere messe a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza
almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. L’impresa che si aggiudica i lavori può
presentare proposta di integrazione al piano di sicurezza e al piano di coordinamento
quando l’impresa ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della
propria esperienza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
141
A cura del GECAV
Normativa AI
Attori Prevenzione
Infortuni
Rinnovamento
Legislativo
Catena Sicurezza
Principali Organi di
Controllo:
Attori
Prevenzione
„ S.P.S.A.L. servizio di prevenzione e
sicurezza negli ambienti di lavoro
„ VV.F. vigili del fuoco
„ D.P.L. direzione provinciale del lavoro
„ I.N.A.I.L. istituto nazionale assicurazioni
infortuni sul lavoro
„ I.S.P.E.S.L. istituto superiore per la
prevenzione e sicurezza sul lavoro
SPSAL: il servizio ha competenza per quanto riguarda la Tutela della Salute
(prevenzione delle malattie professionali o da lavoro) e della Sicurezza
(prevenzione degli infortuni) negli ambienti di lavoro.
L'attività viene svolta attraverso azioni di Vigilanza, Prevenzione e Assistenza.
INAIL persegue i seguenti obiettivi:
•ridurre il fenomeno infortunistico;
•assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio;
•garantire il reinserimento nella vita lavorativa e sociale degli infortunati sul lavoro.
DPL sono articolazioni locali del Ministero del Lavoro, che controllano la
regolarità del rapporto di lavoro nei termini contrattuali.
ISPESL nasce con il DPR 619 del 30/7/80 come organo tecnico-scientifico del
Ministero della Sanità all’interno del S.S.N. ed ha tra i propri compiti istituzionali,
quello di “provvedere alla raccolta, classificazione, elaborazione e divulgazione
delle informazioni e dei risultati acquisiti” (art. 3 comma 5).
Tali funzioni istituzionali sono state potenziate dal D.Lgs. 268 del 30/6/93, relativo
al riordinamento dell’ISPESL.
L’articolo 2 del decreto assegna infatti all’istituto i compiti di “centro nazionale di
informazione, documentazione, ricerca e sperimentazione per il Servizio Sanitario
Nazionale e, su richiesta, per organismi pubblici e privati e per le imprese in
materia di tutela della salute e della sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro”.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
142
A cura del GECAV
Analisi Critica Soccorso TAV
LAVORAZIONI
Glossario
Fasi Costruttive
INDICAZIONI OPERATIVE
Glossario
Viabilità
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
Questa lezione ha lo scopo di analizzare criticamente il soccorso nei cantieri TAV.
La zona di nostro interesse è quella compresa fra Bologna e Piacenza. I servizi di
Emergenza delle Province di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e Piacenza,
hanno lavorato assieme per lo stesso obiettivo:
Organizzare il Soccorso nei cantieri TAV
L’analisi critica di ogni passaggio del soccorso è indispensabile, considerando
l’unicità degli eventi e delle operazioni che possono verificarsi in questi scenari. Le
indicazioni di intervento, sono contenute nelle Indicazioni Operative imposte dalla
Regione Emilia Romagna, condivise da 118, Vigili del Fuoco, Servizi di
Prevenzione e Sicurezza Ambiente di Lavoro e Ditte Esecutrici. Da questa lezione,
potremo ottenere strumenti per rendere più sicuro il soccorso (da adattare a livello
locale). Nel diagramma è rappresentato l’indice degli argomenti che compongono
questa lezione. Si inizia con la descrizione sommaria delle Lavorazioni che si stanno
effettuando nelle nostre zone di intervento.
Si passa alla Indicazione Operativa costruita in proposta dal 118 di Reggio Emilia,
recepita da una direttiva dall’Assessorato Sanità della Regione Emilia Romagna,
attuata dai soggetti coinvolti nelle lavorazioni per la costruzione dell’Alta Velocità
nella tratta BO-PC (118, VVF, SPSAL, ditte Esecutrici). Nelle pagine successive, tali
indicazioni operative saranno chiamate per brevità “indicazioni 118”.
Si continua con l’Analisi Critica di ogni passaggio necessario a garantire il Soccorso
nei cantieri Alta Velocità.
Si Conclude con una serie di suggerimenti da sviluppare a livello locale.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
143
A cura del GECAV
Lavorazioni TAV
Glossario
Glossario (www.tav.it)
LAVORAZIONI
Glossario
„TAV
„CEPAV 1
„Progetto
Alta Velocità
Fasi Costruttive
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
CONCLUSIONE
Campi Base
Cantiere
TAV spa : Nata nel 1991 dall'esigenza di potenziare e rendere competitiva la rete ferroviaria italiana a
livello nazionale ed europeo, TAV Spa è la project company cui il Gruppo FS ha commissionato la
realizzazione delle linee veloci.
I General Contractor sono i soggetti imprenditoriali a cui tra il 1991 e il 1992 è stata affidata a
trattativa privata la piena responsabilità della progettazione esecutiva e della realizzazione delle linee
veloci Roma-Napoli, Bologna-Firenze, Milano-Bologna, Torino-Milano, Milano-Verona, VeronaVenezia, Milano-Genova. Per la Tratta Milano-Bologna il General Contractor è CEPAV UNO.
Imprese Consorziate: Aquater Spa 6,40%; Consorzio Cooperative Costruzioni 21,34%; Grandi Lavori
Fincosit Spa 14,15%; Impresa Pizzarotti & C. Spa 14,15%; SnamProgetti Spa 43,70%; Saipem Spa
0,26%.
Il progetto delle linee veloci italiane prevede il quadruplicamento di alcune tratte della rete
ferroviaria esistente attraverso la costruzione di una nuova coppia di binari. Per prime saranno
realizzate le linee Torino-Milano-Napoli e Padova-Mestre. La Direttissima Roma-Firenze, sarà
adeguata agli standard tecnologici delle nuove linee veloci. La Milano-Verona, la Verona-Padova e il
Terzo Valico di collegamento tra Genova e la rete ferroviaria padana sono ancora in corso di
definizione progettuale. Tutte le nuove linee italiane sono incluse nei piani di sviluppo comunitari
della rete europea ad Alta Velocità. In considerazione delle diverse esigenze di mobilità che
caratterizzano i territori interessati dal progetto, il quadruplicamento lungo l'asse ferroviario verticale
Milano-Napoli servirà prevalentemente al trasporto passeggeri e, attraverso i collegamenti ferroviari
di valico attuali e futuri, garantirà l'efficiente connessione dell'Italia alla rete europea; il
quadruplicamento lungo l'asse orizzontale Torino-Milano-Venezia implementerà, invece, soprattutto il
trasporto merci. Per razionalizzare l'organizzazione del lavoro, il consorzio CEPAV UNO, ha previsto
la realizzazione di 54 CANTIERI, divisi in diverse tipologie: Cantieri ausiliari 34; Cantieri base 8;
Cantieri tecnologici 5; Cantieri armamento 7.
IL CAMPO BASE: insediamento precostituito con presenza a scopo logistico-operativo di uomini,
mezzi e materiali. Sono collocati in modo equidistante, per consentire la “copertura” dei vari cantieri
di lavorazione. Possono essere presenti oltre agli uffici, punti di lavorazione come assemblaggio,
stoccaggio e deposito di materiale che serviranno poi alle lavorazioni di linea.
IL CANTIERE: veri e propri punti di lavorazione “In linea”. Ogni cantiere deve essere raggiungibile
attraverso un ingresso, denominato accesso (vedi pagine successive). I Cantieri sono dinamici,
soprattutto nella fase iniziale. Infatti, le lavorazioni nascono a spot indipendenti, per poi collegarsi fra
loro nella fase a regime.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
144
A cura del GECAV
Lavorazioni TAV
Fasi Costruttive
Caratteristiche
Costruttive
(www.tav.it)
LAVORAZIONI
Glossario
Fasi Costruttive
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
„ Tratta BO-MI attraversa :
CONCLUSIONE
Piacenza
Parma
Reggio
Emilia
Modena
Bologna
In provincia di Piacenza, la linea Alta Velocità della Tratta Bologna-Milano, si svilupperà per
circa 27 km, dall’argine meridionale del Po fino al torrente Ongina, convergendo dalla sponda
meridionale del Po verso l’autostrada A1, alla quale si affiancherà subito dopo l’incontro con
l’interconnessione di Piacenza Est. L’affiancamento con l’A1 verrà mantenuto per circa 20 km allo
scopo di ridurre l’estensione delle aree comprese tra le due infrastrutture (aree intercluse) e di
mantenere invariati gli svincoli e le aree di servizio autostradali. Correrà per 7,5 km su viadotti di 10
metri di altezza media rispetto al terreno e per i restanti 20,5 km su rilevati (rialzi del terreno) di 2
metri di altezza media. La linea veloce sarà connessa con la linea storica per mezzo di
interconnessioni.
Provincia di Parma La linea veloce si svilupperà per circa 37,5 km, dal torrente Ongina al fiume
Enza, mantenendosi in stretto affiancamento all’autostrada A1, con l’obiettivo di minimizzare
l’estensione delle aree comprese tra le due infrastrutture. Il tracciato si distaccherà dall’A1 per non
interferire, ove possibile, con gli svincoli e le aree di servizio autostradali preesistenti. La linea che
attraversa la provincia di Parma è lunga circa 36 km. A parte la galleria artificiale da realizzare nel
comune di Fontanellato (1,6 km), il tracciato si sviluppa su viadotti, previsti per lo scavalcamento dei
fiumi e delle arterie stradali principali, per 5,5 km circa, mentre per i restanti 30,5 km circa su
rilevati di altezza media pari a 2 m. La linea veloce sarà connessa con la linea storica per mezzo di
interconnessioni.
Provincia di Reggio Emilia La linea veloce si svilupperà per circa 33 km dal fiume Enza fino alle
prossimità dell’argine occidentale del Secchia, mantenendosi in stretto affiancamento all’autostrada
A1. Dall’A1 il tracciato si distaccherà per non interferire, ove possibile, con svincoli ed aree di
servizio autostradali preesistenti nonché con le previsioni di ampliamento e potenziamento previste
dalla Società Autostrade. La linea correrà prevalentemente su rilevati di altezza media pari a 2 m. In
località Casaloffia per circa 3 km i rilevati raggiungeranno un’altezza compresa tra i 4 e 6 m.
L’unico viadotto significativo è quello di Mancasale;
Provincia di Modena La linea veloce corre nel territorio provinciale per 31 km circa, di cui 8,6 km
in viadotto ed i restanti in rilevato, scavalcato dalla viabilità interferita con nuovi viadotti collegati
alle strade esistenti. In prossimità dell’argine occidentale del fiume Secchia, la linea veloce lascerà
l’affiancamento all’A1 e, dopo un’ampia curva, attraverserà in viadotto un territorio ad uso
prevalentemente agricolo. Percorrendo un ampio arco, aggirerà le aree urbanizzate a nord di
Modena, passando sopra alle principali strade e ferrovie esistenti e alla rete idrica di superficie. In
questo tratto si inserisce l’interconnessione di Modena Ovest, che permette l’accesso alla città di
Modena dei treni a lunga percorrenza e quindi il collegamento con le altre linee FS che interessano
tale nodo, attraverso la linea Modena-Mantova. Il tracciato attraversa il fiume Panaro in viadotto ed
in trincea la discarica di rifiuti urbani, per proseguire in rilevato di altezza media di 2 m circa. Quindi
si affianca alla linea esistente, alla quale si collega in prossimità di Cavazzona tramite
l’interconnessione di Modena Est.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
145
A cura del GECAV
Lavorazioni TAV
Fasi Costruttive
Caratteristiche Costruttive
(www.tav.it)
„ Tratta BO-MI (180 Km)
Parallela A1 o Linea Ferroviaria
esistente
Attraversamento Fiumi
Gallerie Artificiali
Viadotti
Interconnessioni
Cavalcavie Autostadali
LAVORAZIONI
Glossario
Fasi Costruttive
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
CONCLUSIONE
„ Situazione Attuale
La linea Alta Velocità della TRATTA BOLOGNA - MILANO, si sviluppa per
una lunghezza di 182 km, attraversando la Pianura Padana e le province di Milano,
Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. La maggior parte
delle lavorazioni si svolge nei giorni feriali, durante le ore diurne. Per evitare
ulteriori tagli sul territorio agricolo e per minimizzare l’estensione delle nuove
infrastrutture, il tracciato prescelto per il passaggio della linea veloce corre quanto
più possibile in parallelo all’autostrada A1 – circa 130 km - o alla linea ferroviaria
esistente – circa 10 km. L’87% della nuova linea si sviluppa in rilevato, l’11% su
viadotti e il 2% attraverso gallerie artificiali. L’integrazione con la linea esistente
sarà realizzata con otto interconnessioni ferroviarie che assicureranno
l’interscambio funzionale fra le due tratte, garantiranno la fermata e l’instradamento
dei treni veloci passeggeri sulla linea storica e svolgeranno un ruolo strategico nel
potenziamento del trasporto merci.
SITUAZIONE ATTUALE (Marzo 2002) Nel febbraio 2000 si è definitivamente
concluso l'iter di approvazione del progetto e il 3 agosto dello stesso anno è stato
firmato l'Atto integrativo con il General Contractor CEPAV UNO per la definizione
di tutte le modalità di costruzione della nuova linea. Previsti 54 cantieri e oltre
4.500 occupati. Attualmente sono in corso le attività di monitoraggio ambientale,
l'acquisizione delle aree, i lavori propedeutici (indagini archeologiche e bonifica
ordigni bellici) e l'allestimento dei cantieri per le opere civili. L'avanzamento
complessivo dei lavori è dell' 13%, pari a 632 milioni di euro e gli occupati sono
circa 1100.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
146
A cura del GECAV
Indicazioni Operative
Glossario
Glossario
„Soggetti Interessati
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
Glossario
Referente TAV + SPPA
Referente 118
Referente VVF
SPSAL
SPPA
Addetto Emergenza
Viabilità
ANALISI CRITICA FASI
CONCLUSIONE
„ Fase Transitoria
„ Fase a Regime
„ Cantieri Extra Linea
“Indicazioni Operative per garantire l’intervento dei mezzi di soccorso sanitario nei cantieri
TAV”. Questo documento è stato proposto dal 118 di Reggio Emilia, la prima provincia interessata
dai lavori per la costruzione della Tratta Alta Velocità BO-MI, per delineare una procedura in grado
di unificare i comportamenti fra operatori del Soccorso e Addetti del Consorzio. Le principali
difficoltà che si presentano ai soccorritori per raggiungere gli infortunati sono legati al fatto che le
zone di cantiere non sono coperte da viabilità ordinaria e che la cantierizzazione avviene a macchia
di leopardo. Questa procedura fa leva soprattutto sulla collaborazione fra: Referente TAV, Referente
118, Referente VVF, Tecnico SPSAL, Tecnico SPPA per concordare un metodo di individuazione
dei luoghi di lavoro e di garanzia della percorribilità degli accessi a tali luoghi di lavoro.
Il Referente TAV è il responsabile del flusso informativo incaricato dal 118 di riferimento e le sue
mansioni sono chiaramente specificate nelle Indicazioni Operative (vedi allegato 2). Il Referente
TAV deve essere coadiuvato nel suo intervento dal SPPA (Servizio di Prevenzione e Protezione
Aziendale) della AUSL di competenza, al fine di garantire il necessario supporto alla Valutazione
dei Rischi ed adozione di Misure Cautelative.
Il Referente 118 è il responsabile del flusso informativo incaricato dalle Imprese affidatarie dei
Lavori e le sue mansioni sono chiaramente specificate nelle Indicazioni Operative (vedi allegato 3).
Esiste la necessità di interfacciarsi con i Vigili del Fuoco (VVF) ed è quindi indispensabile
coinvolgere questi ultimi nelle visite programmate ai cantieri TAV (come da Indicazione Operativa).
Un ruolo importante nella vigilanza dei cantieri e della percorribilità degli accessi è ricoperto dal
Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL), di basilare supporto in caso di
mancanza e\o alterazione dei requisiti richiesti alla ditta.
L’addetto Emergenza è una figura indispensabile, descritto nell’art 4 del DLgs 626/94 e la sua
presenza è garantita dalle ditte esecutrici i lavori.
Fase a Regime (allegato 6 delle Indicazioni Operative). Le imprese coinvolte nella realizzazione
dell’opera si impegnano a mantenere agibile ai mezzi di soccorso una pista che corre parallelamente
al fronte di lavorazione. La pista intersecherà la viabilità ordinaria, usualmente senza interromperla.
A regime, la pista correrà lungo l’intero sviluppo della tratta ferroviaria, ma il completamento della
stessa non sarà preliminare all’inizio dei lavori (per problemi relativi ad espropri, presenza di canali,
ecc….).
Fase Transitoria (allegato 7 e 8 delle Indicazioni Operative). E’ la fase più delicata ed è compresa
dall’inizio delle lavorazioni TAV e la Fase a Regime. Durante questo periodo, la pista sarà costruita
a servizio dei singoli focolai di attività e l’accesso ai singoli segmenti di lavorazione sarà
necessariamente unico. Le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera si impegnano ad
individuare gli accessi ai singoli segmenti rispettando i criteri di percorribilità concordati.
Cantieri Extra Linea: Cantieri per variazioni della viabilità Ordinaria connesse al piano TAV.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
147
A cura del GECAV
Indicazioni Operative
Viabilità
Viabilità
„Tratta
„Accessi Primari e
Secondari
„Pista di Cantiere
„Criteri Percorribilità
„Segnaletica
„Azione Formativa
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
Glossario
Viabilità
ANALISI CRITICA FASI
CONCLUSIONE
Allertamento
Tratta: La tratta è la zona in cui si sviluppano le lavorazioni per la costruzione dell’alta velocità.
Considerando che l’83% della tratta, corre parallela all’autostrada A1 (a NORD), si è scelto di
mappare la tratta con indicazioni chilometriche, quando possibile speculari a quelle autostradali, allo
scopo di facilitarne l’identificazione. Più precisamente fra Tratta Alta Velocità e Autostrada A1
esiste una discrepanza chilometrica, puntuale, di 10 Km (es. Km Tratta AV 120.9 = Km A1 130.9).
Ogni cantiere è caratterizzato da un Accesso. L’accesso può essere PRIMARIO o SECONDARIO
(caratteristica discriminate per l’operatività). Accesso Primario è un accesso raggiungibile da arterie
stradali di grande traffico (per lo più SS o SP), adiacente a Cavalcavia o sottopassi già posti a
verifica di percorribilità, senza evidenziarne problemi significativi. Accesso Secondario è un
accesso alle lavorazioni su cui sono state riscontrate particolari difficoltà di reperimento e/o
raggiungibilità. Tali accessi NON potranno essere operativi fino a quando non saranno raggiungibili
tramite la Pista di Cantiere collegata all’accesso primario più vicino. Sia i Cantieri (accessi) che i
Campi Base sono classificati con Sigle composte da: Tipologia dell’insediamento (es Accesso =
Cantiere; CB = Campo Base); Provincia di appartenenza (es. RE, PR, PC, BO, MO); Numero
progressivo da OVEST verso EST. Nella fattispecie il primo cantiere (partendo da OVEST) della
provincia di Reggio Emilia è : ACCESSO RE 01, mentre il primo Campo Base è CB RE 13 (si trova
fra gli accessi RE 12 ed RE 14). I criteri di percorribilità’ di tale accesso consistono nella
possibilità di transito ai mezzi di soccorso “non 4x4” ad una velocità non inferiore ai 20 km/h e la
possibilità di incrociare veicoli pesanti che procedono nel senso opposto senza dover arrestare la
marcia (dimensioni della carreggiata di accesso, passing places, caratteristiche del fondo stradale).
Pista di Cantiere: pista costruita ex novo asfaltata o in terra battuta che viene utilizzata per servizio,
sia dai mezzi delle ditte, che dai mezzi di soccorso. Le caratteristiche di percorribilità di tale pista
sono quelle già descritte sopra. La costruzione di tale pista può essere preventiva alle lavorazioni
oppure ne può seguire in contemporanea l’avanzamento. Segnaletica: le imprese coinvolte nella
realizzazione dell’opera dovranno provvedere su indicazione dei referenti 118 e VVF,
all’allestimento della cartellonistica utile all’individuazione dei siti di intervento da parte dei mezzi
di soccorso, che sarà posta:
•sulla viabilità Ordinaria, tenendo in considerazione la provenienza dei Mezzi, sugli snodi principali
con cartellonistica riportante Identificativo Accesso / CB; Provincia; Numero; Direzione
•all’imbocco dell’accesso con Cartellonistica riportante Identificativo Accesso/CB; Provincia;
Numero; Numero Kilometrica tratta; Direzioni con Kilometrica crescente o decrescente per
individuare i segmenti di tratta localizzati a OVEST o EST (es: nel caso di intervento al Km 120,3
l’accesso Utile è RE 14 situato al Km 122. Ne deriva che il mezzo entrerà da tale accesso e
percorrerà la pista di cantiere in direzione Ovest, fino a raggiungere il target)
•su tutta la tratta con indicazione kilometrica ogni 500 mt. Azione Formativa La Centrale Operativa
118 dovrà diffondere alle sedi di stazionamento dei Mezzi i risultati dell’elaborazione topografica
(fase transitoria / a Regime / Accessi Primari) e dell’eventuale variazione di competenze territoriali
determinate dall’intervento sulla viabilità ordinaria. Dovranno essere condivisi percorsi e
competenze. Le imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera dovranno impegnarsi per assicurare
informazione, formazione ed addestramento a tutti gli operatori, inerenti a Allertamento 118.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
148
A cura del GECAV
ANALISI CRITICA FASI
Ogni FASE del Soccorso
nei Cantieri TAV è stata
esaminata entrando nel
merito dei 4 Punti
sottoelencati:
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
1
Istruttoria
2
Produzione
3
Verifica
Afferenza
CONCLUSIONE
4 Strumenti
Le fasi del soccorso identificate ed analizzate sono :
•allertamento
•localizzazione evento
•sul posto
•intervento
•recupero
•afferenza Ospedaliera
Ogni fase del soccorso è stata analizzata entrando nello specifico dei seguenti punti:
1 Istruttoria: lavoro da programmare ed effettuare prima dell’inizio delle Attività
Lavorative della TAV.
2 Produzione: lavoro da eseguire durante l’attività del Soccorso in cantieri TAV
3 Verifica: lavoro necessario al monitoraggio e verifica della corretta
effettuazione delle Fasi del Soccorso
4 Strumenti: strumenti cartacei e non da utilizzare per il raggiungimento e/o
misurazione degli obiettivi sopraelencati.
Questa analisi è necessaria per affrontare il soccorso nei cantieri TAV, realtà unica
e altamente critica.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
149
A cura del GECAV
ALLERTAMENTO
Da Indicazione
Operativa
„ Cantiere TAV
„ Km (numero …..)
„ Provincia, N accesso (numero …..)
„ Numero telefonico
„ Conferma agibilità pista
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
L’allertamento è la prima fase del Soccorso.
Inizia nel momento in cui un operaio subisce un evento traumatico o un malore.
Lo scopo dell’Allertamento è quello di fornire alla Centrale Operativa 118 tutte
quelle informazioni necessarie a modulare l’intervento di soccorso (personale e
mezzi da coinvolgere).
Finisce quando sono state fornite tutte le informazioni necessarie all’identificazione
dell’evento (tipo e gravita) e del luogo.
Considerando l’importanza assoluta di questa fase, l’Indicazione Operativa dedica
un’intero allegato alle modalità di Allertamento (vedi allegato 1)
L’analisi critica di ogni fase del soccorso, è data dal confronto tra le inidicazioni
operative e ciò che si è verificato in una reale chiamata.
In fase istruttoria (prima del verificarsi dell’evento), bisogna disporre del maggior
numero di informazioni possibili, tali da poter risalire al Luogo dell’evento, con la
minima informazione fornita dall’allertatore.
Ciò significa, costruire informazioni a “verifica incrociata”.
La casistica di Reggio Emilia, per esempio ha fatto emergere che l’unico dato
sempre fornito dall’allertatore TAV è stato il numero del Km.
La raccolta dati in fase istruttoria e la realizzazione dello strumento operativo deve
permettere la possibilità di individuare il target ed erogare la risposta adeguata
anche solo con questo dato.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
150
A cura del GECAV
Allertamento
1 Istruttoria
118
IMPRESE
Procedura di
Allertamento
condivisa dal 118,
TAV e VVF
Piano di Sicurezza
Intesa fra Centrali
per Zone di Confine
Allertamento
Ogni Operaio ha
una Scheda
“Procedura di
Soccorso”
La Fase Istruttoria dedicata all’”Allertamento” distingue compiti e responsabilità
in carico a personale del 118 e della TAV, allo scopo di garantire i presupposti
necessari ad un corretto allertamento.
Il 118 deve infatti produrre una Procedura di Allertamento condivisa dalla stessa
centrale, dalla TAV e dai VVF.
Solo lo sforzo comune di questi 3 enti è in grado di garantire il risultato atteso.
Come detto in precedenza, l’indicazione Operativa dedica un’intero allegato alle
modalità di Allertamento (vedi allegato 1).
Di conseguenza, a livello locale, ogni 118 dovrà creare una procedura che soddisfi i
requisiti dell’allegato 1.
E’ indispensabile pensare ad una intesa fra Centrali al fine di mappare i cantieri
nelle zone di confine (fra aree di competenze di centrali differenti) a garanzia che la
chiamata giunga alla centrale che effettivamente gestisce l’ambulanza più vicina
alla zona di allertamento.
Come previsto dal D.Lgs 626/94 , per ogni cantiere TAV, l’impresa che esegue i
lavori deve avere redatto un Piano di Sicurezza, al cui interno sono previste la
modalità di allertamento del 118. L’allertamento deve essere in linea con quanto
indicato nell’allegato 1 della Indicazione Operativa. E’ compito degli SPSAL, con
la collaborazione del 118, vigilare sulla corretta applicazione della procedura di
allertamento. Ovviamente tutto questo lavoro Istruttorio, si è svolto prima della
possibile chiamata da parte di personale TAV e quindi prima che abbiano avuto
inizio le lavorazioni TAV nel nostro territorio di competenza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
151
A cura del GECAV
Allertamento
2 Produzione
118
Ricerca facilitata
sul programma di
gestione della
Chiamata dei
Cantieri e Campi
Base TAV
IMPRESE
Formazione
Specifica dei
lavoratori al
corretto
Allertamento
La chiamata
avverrà da
Cellulari
La produzione, cioè la fase esecutiva dell’allertamento, si realizza efficacemente
con le seguenti condizioni operative:
118
E’ indispensabile che il programma di gestione della Chiamata, sia in grado di
identificare velocemente e tramite una parola chiave tutti i Cantieri e Campi Base
TAV della zona di competenza.
Ogni cantiere e campo base deve avere Richiami Identificativi omogenei in modo
da facilitare la ricerca da parte dell’operatore.
Imprese
Le imprese, dovranno provvedere ad una Formazione Specifica dei lavoratori al
corretto allertamento del 118.
E’ necessario sapere che la chiamata, molto probabilmente avverrà da Cellulari, in
quanto non è prevista la posa di una linea telefonica lungo la tratta.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
152
A cura del GECAV
Allertamento
3 Verifica
118
Confronto fra Piano di Sicurezza TAV e
Procedura di Allertamento
Integrazione con SPSAL
Aggiornamento dati in Centrale
Condivisione Procedura di Allertamento
e successivi Aggiornamenti
Il Monitoraggio e Verifica dell’Allertamento, si attua tramite:
ƒconfronto fra il Piano di Sicurezza TAV e la Procedura di Allertamento: Il
Referente TAV, deve accertarsi che i contenuti espressi dall’allegato 1 della
Istruzione Operativa, coincidano con i contenuti inerenti l’allertamento 118 del
Piano di Sicurezza
•integrazione con SPSAL: E’ indispensabile (allo scopo di sfruttare al meglio le
risorse utilizzate per la Vigilanza sui cantieri TAV), cercare la collaborazione con
lo SPSAL, che ha il compito di analizzare il Piano di Sicurezza redatto dalle
imprese che lavorano nella tratta AV.
•aggiornamento dati in Centrale: Necessità di un’aggiornamento continuo dei dati
contenuti in centrale, considerando la dinamicità dei lavori. La modifica o creazione
di nuove piste di cantiere, l’avanzamento delle lavorazioni, le variazioni della
viabilità, obbligano ogni centrale operativa ad un aggiornamento continuo dei dati
inerenti la localizzazione di ogni Cantiere e Campo Base.
Tale aggiornamento deve essere stimolato dal Referente TAV, che inoltre dovrà
provvedere alla divulgazione capillare di tali informazioni.
•condivisione Procedura di Allertamento e successivi Aggiornamenti: La
procedura di allertamento e successivi aggiornamenti, deve essere divulgata fra tutti
gli operatori di centrale in maniera strutturata. In questa fase, l’operatore di centrale
deve essere persona informata (procedura di allertamento, lavorazioni in atto,
dislocazione e struttura dei cantieri, viabilità, accessi), in grado di soddisfare le
richieste degli equipaggi interessati al soccorso.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
153
A cura del GECAV
Allertamento
4 Strumenti
118
Report Chiamate di Soccorso TAV
Scheda Rilevazione Conoscenza
Procedura Allertamento
Da utilizzare ad ogni Sopralluogo
Simulazione di Chiamata
Per misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è
indispensabile impostare come strumento di monitoraggio:
•report delle chiamate TAV per evidenziarne criticità. E’ indispensabile un report
delle chiamate effettuate dai cantieri TAV per evidenziare criticità da cui poter
trarre indicazioni per azioni correttive.
A questo scopo il Referente TAV deve ottenere un sistema di individuazione e
raccolta delle chiamate TAV.
Le chiamate devono essere analizzate, per individuare i punti critici
dell’allertamento e studiare le soluzioni possibili.
•scheda Rilevazione Conoscenza Allertamento da sottoporre ad uno o più operai
scelti a campione durante il Sopralluogo del Referente TAV. Tale scheda ripropone
i dati richiesti dalla Procedura di Allertamento (allegato 1 Indicazioni Operativa) ed
indaga sulla loro conoscenza da parte degli operai presenti sulle lavorazioni.
Ha un riscontro immediato ed evidenzia la necessità di migliorare le comunicazioni
con gli operai e/o modificare l’intervento formativo in merito all’allertamento 118.
La presenza del Referente 118 (che accompagna sempre il referente TAV nei
sopralluoghi), garantisce una istantanea comunicazione con le Imprese, che hanno
immediato riscontro della effettiva conoscenza da parte dei loro collaboratori delle
tematiche riguardanti l’allertamento.
Questa scheda è da inserire nella Scheda Sopralluoghi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
154
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Localizzazione
1 Istruttoria
118
Conoscenza Accessi
Primari /
Secondari
(Transitoria)
Pista di Cantiere
(Regime)
Conoscenza
Lavorazioni in Atto
Procedura Invio
Mezzi
IMPRESE
Piano di Sicurezza
„ Segnaletica
Cantieri
Tratta
„ Schede Avvio Lavori
Date e Luoghi di
inizio attività inviati
ogni 15 gg a 118 e
VVF
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
Sovrastima dei
VVF
La localizzazione dell’evento o raggiungimento del TARGET è un punto critico nel soccorso nei cantieri TAV.
Per questo motivo la Indicazione Operativa, vi dedica gli allegati 4, 5, 6, 7 e 8, prevedendo varie situazioni
possibili:
•ipotesi di Pista Percorribile con Ambulanza NON 4 x 4 (allegato 4)
•ipotesi di Pista NON Percorribile con Ambulanza NON 4 x 4 (allegato 5)
•intervento durante fase “A Regime” (allegato 6)
•intervento durante la fase “Transitoria” con accessi percorribili (allegato 7)
•intervento durante la fase “Transitoria” con interruzione degli accessi (allegato 8).
Ogni allegato indica le soluzioni più opportune per ogni ipotesi di intervento. La Localizzazione inizia dopo la
ricezione della chiamata, comprende l’assegnazione dei mezzi di competenza fino al raggiungimento del
TARGET da parte dei mezzi deputati al servizio. La continua evoluzione delle lavorazioni, con ampliamento
delle piste di cantiere, modifica della viabilità ed accessi, eterogeneità degli interventi, ecc, obbliga l’operatore
del 118 a conoscere a priori: La dislocazione Spaziale delle installazioni presenti in cantiere (es. armature,
centrale di betonaggio, magazzino, ec..) per essere in grado di intervenire nel luogo di lavoro indicato da chi ha
allertato i soccorsi. Il Raggiungimento: Ogni cantiere è raggiungibile tramite una Pista di cantiere (strada
appositamente costruita dalle imprese a regime) o da accessi Primari e Secondari (Fase Transitoria), che si
collegano alla viabilità ordinaria. La visita degli accessi è in grado di farci individuare tutti gli accessi e le piste
di cantiere. La Competenza: Ogni cantiere e campo base è dislocato in una precisa Frazione. E’ necessario
sapere per ogni Postazione di Ambulanza quali sono i cantieri di riferimento e come raggiungerli da ogni
direzione. Viceversa ogni Centrale Operativa deve avere una precisa Procedura di Invio dei Mezzi in base alla
ubicazione delle Postazioni di Ambulanza, con particolare rilievo alle zone di confine. Per le caratteristiche
costruttive di queste grandi opere è indispensabile progettare anche una sovrastima programmata per i VVF:
In caso di dubbio (possibile incarceramento, mancata sicurezza, possibile recupero su terreno impervio) è
necessario allertare anche i VVF. La Conoscenza delle Lavorazioni in Atto: Indirizza l’operatore 118 al
riconoscimento dei possibili accessi e dei rischi connessi a quel tipo di lavorazione. Contemporaneamente le
Imprese, devono aver predisposto un Piano di Sicurezza chiaro, che preveda l’affissione di Segnaletica utile
all’individuazione dei siti di intervento da parte dei mezzi di soccorso sulla viabilità ordinaria, all’imbocco di
ogni accesso e lungo la tratta Ferroviaria. Questa segnaletica deve indirizzare gli equipaggi coinvolti al luogo
dell’evento. L’invio delle Schede Avvio Lavori, contenente date, luoghi, tipo di attività, n° lavoratori coinvolti
al 118, alla SPSAL ed ai VVF ogni 15-30 giorni o per eventi nuovi di particolare importanza, è indispensabile
per conoscere le lavorazioni in atto e le problematiche ad esse associate. Tutte queste informazioni si ottengono
dalla visione diretta dei Cantieri, dalla lettura dei sopraluoghi effettuati dal Referente TAV e dalla lettura del
Calendario Attività inviato dalle imprese al 118. Queste informazioni devono essere di patrimonio comune degli
equipaggi e degli operatori di centrale. Lo strumento in grado trasmettere queste informazioni è la Mappatura
dei Cantieri e Campi Base, vedi diapositiva Localizzazione 2 Produzione.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
155
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Localizzazione
2 Produzione
118
Mappatura Piste di
Cantiere e Tratta
Su Carta
(Ambulanze)
Su PC
(Centrale 118)
Aggiornamento
Programmato
IMPRESE
Disposizione
Operatori
Addetto
Emergenza in
prossimità Evento
Operai nei bivi
(punti critici)
Codifica della
Segnaletica
La produzione in merito alla Localizzazione è l’insieme delle attività che durante
questa fase permettono il Raggiungimento del Target:
118: Il 118 deve produrre una Mappatura delle Piste di Cantiere e degli accessi
per ogni segmento di Tratta, Cantiere e Campo Base di competenza. Tale
mappatura, deve rispettare i requisiti richiesti dall’Istruzione Operativa: Data
Aggiornamento; Identificativo; Località; Descrizione Ingresso; Segnalazione
Ingresso; Tipologia Cantiere; Potenzialità di Rischio; Competenze di Mezzo di
Supporto Avanzato, VVF, Medicina del Lavoro, Ospedale di Riferimento.
La mappatura deve essere prodotta su carta e distribuita alle Ambulanze di Servizio
(Stradario) e sul programma di Gestione della Chiamata in Centrale Operativa, con
le caratteristiche descritte al punto Allertamento 2 Produzione.
E’ indispensabile, inoltre creare una Codifica della Segnaletica, da allegare allo
Stradario in modo da rendere univoca l’interpretazione della segnaletica dedicata
all’identificazione dei Cantieri e Campi Base. Ovviamente tutta questa produzione
deve essere sottoposta ad aggiornamenti periodici.
Imprese: come da Piano di Sicurezza e come ribadito dall’Indicazione Operativa è
indispensabile che gli Operatori delle imprese, in caso di infortuni o malori sul
lavoro si adoperino al fine di facilitare l’individuazione del luogo dell’evento.
Nella fattispecie è necessario che l’addetto all’emergenza rimanga nei pressi
dell’evento (in seguito sarà indispensabile per dare informazioni all’equipe
sanitaria), mentre altri operatori, se presenti, si dirigano nei pressi dei bivi o punti di
viabilità critici in modo da indirizzare l’ambulanza o altri mezzi verso la zona
dell’evento.
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156
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Localizzazione
118
Sopralluoghi
Programmati per
Referente TAV
(1 al mese)
Aggiornamenti
Mappature
Condivisione
Modifiche
3 Verifica
Equipaggi
Viabilità
Programmata
Collaborazione
SPSAL
Simulazioni
Semestrali
Il Monitoraggio e Verifica della Localizzazione, si attua tramite Sopralluoghi
Programmati del Referente TAV nei Cantieri e Campi Base di riferimento allo
scopo di controllare: Stato della viabilità ordinaria; Stato della segnalazione e
identificativo accessi; Stato delle piste di cantiere; Stato dei cartelli chilometrici
nella tratta; Lavorazioni in corso; Impiego uomini e mezzi; Note e criticità
Questo tipo di sopralluogo deve essere lo stimolo per condividere le informazioni
tra gli operatori di Centrale, gli equipaggi di ambulanza e lo SPSAL e
l’aggiornamento della mappatura dei Cantieri e Campi Base a livello informatico e
cartaceo. Un controllo periodico della viabilità deve essere programmato dagli
Equipaggi che possono essere coinvolti nel soccorso. Tale Viabilità Programmata
deve evidenziare: Stato della Viabilità; Stato delle Piste di Cantiere; Eventuali
Ostacoli lungo il percorso; Tempi impiegati per la percorrenza
I dati ottenuti da questi sopralluoghi sono utili anche allo SPSAL, che deve
comunque vigilare sulla “conservazione dei Criteri di Percorribilità degli accessi” e
viceversa la collaborazione con lo SPSAL, porta il nostro servizio a conoscere i
risultati dei sopralluoghi da loro svolti ed i requisiti di percorribilità di cui si può
pretendere il rispetto.
La Simulazione è l’unico strumento in grado di verificare l’effettivo funzionamento
di questa fase del Soccorso.
La simulazione ripropone un intervento reale ed è in grado di indagare:
•sul comportamento dell’addetto all’emergenza e degli operatori delle
imprese
•sulla interpretazione della segnaletica da parte degli operatori 118
•sulla conoscenza degli accessi da parte degli operatori 118
La simulazione deve essere impostata dal Referente TAV con periodicità
semestrale.
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157
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Localizzazione
4 Strumenti
118
ƒ Imprese
ƒ Piano di
Sicurezza
„ Sopralluoghi
Integrità e ƒ Scheda Avvio
presenza
Lavori
Scheda :
Cartelli
(Cantieri e
Tratta)
„ Mappatura
Accesso
ƒ Area
Interesse
ƒ Accesso
Equipaggi
Scheda
Viabilità
(sopralluoghi
programmati)
Scheda di
Servizio
Evidenzia
criticità
Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è
indispensabile impostare e costruire i seguenti strumenti:
118: Scheda di Sopralluogo per il Referente TAV con i requisiti indicati per la fase
di Localizzazione 3 Verifica (ovviamente inserita nella Indicazione Operativa).
Tale scheda deve essere compilata ogni volta che il Referente TAV esegue un
sopralluogo.
•Scheda di Mappatura Accesso con i requisiti indicati per la fase Localizzazione
2 Produzione ed ovviamente nella Indicazione Operativa.
Tale scheda dedicata ad ogni accesso, cantiere e campo base, deve essere compilata
e disponibile in forma cartacea e digitale prima dell’apertura dei cantieri
Imprese: Piano di Sicurezza che preveda invio al 118, VVF, SPSAL di Schede di
Avvio Lavori indicanti Area di Interesse della lavorazione e localizzazione
dell’accesso. La scheda deve essere inviata al momento dell’apertura del cantiere e
aggiornata almeno ogni 30 giorni.
EQUIPAGGI: Scheda di Controllo Viabilità con compilazione a carico degli
equipaggi coinvolti nel soccorso con i requisiti indicati in Localizzazione 3 Verifica
ed ovviamente nella Istruzione Operativa.
•Scheda di Servizio con compilazione a carico degli equipaggi coinvolti nel
soccorso in grado di evidenziare: Difficoltà di Rapporto con Terze persone presenti
sul Servizio (VVF; Forze dell’ordine, operai TAV, Addetto sicurezza, 118,
Elisoccorso, ecc…); Mancanza di DPI, Presidi, materiali previsti nella procedura;
Mancato raggiungimento del Target, causa inesatta localizzazione da parte della
Centrale, mancanza di segnaletica, stradario, viabilità, meteo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
158
A cura del GECAV
Sul Posto
118
Procedura
1 Istruttoria
Imprese
Piano di Sicurezza /
Emergenza
Operatore di
„ Garanzia di
Centrale
Interruzione
VVF
Lavorazioni
Addetto Emergenza
Messa Sicurezza della
Leader Sicurezza
Zona
Raggiungimento
Preposti di cantiere
Sicuro della Zona
„ Segnaletica
Avanzamento Km
Sicurezza
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
La fase del soccorso intitolata “Sul Posto”, inizia non appena l’equipaggio
raggiunge il luogo dell’evento (trauma o malore), passa attraverso la valutazione
dello Scenario e conseguente Garanzia di Sicurezza e termina con il
raggiungimento sicuro della zona.
Queste tematiche, sono molto critiche considerando l’ambientazione unica dei
cantieri TAV.
Valutare la sicurezza di scenari così particolari e garantirne la sicurezza ci obbliga a
collaborare con personale addetto ai lavori (addetto sicurezza, preposto di cantiere)
ed altre figure che possono intervenire durante le fasi del soccorso (VVF, ecc…).
118: Il servizio 118, insieme alle parti interessate, deve scrivere una Procedura che
veda come protagonisti l’operatore di centrale, i VVF, l’addetto all’emergenza,
il Leader Sicurezza, il preposto di cantiere.
Tale procedura ha lo scopo di adempiere agli obblighi del Piano di Sicurezza e
garantire agli equipaggi che intervengono tutte le informazioni necessarie
a:Identificare il tipo di lavorazione in atto; Identificare i rischi relativi alla
lavorazione in atto; Delimitare la zona di Intervento; Identificarne i rischi; Garantire
la sicurezza; Identificare la dinamica dell’evento; Identificare i comportamenti
operativi idonei all’ambiente lavorativo.
Deve inoltre garantire il raggiungimento sicuro della vittima e la conservazione
della sicurezza dello scenario
Imprese: le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza /
Emergenza che a seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle
Lavorazioni; Messa in Sicurezza della Zona; Possibilità di raggiungimento Sicuro
della Zona; Presenza della Segnaletica di Sicurezza in grado di orientare l’operatore
sui rischi e sull’utilizzo dei DPI idonei alla zona di intervento.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
159
A cura del GECAV
Sul Posto
2 Produzione
118
DPI a norma CEE
Elmetto
Guanti da Lavoro
Scarpe o Stivali
Alta Visibilità
Imbraco
„ Formazione
Conoscenza della
Segnaletica di
Sicurezza
Imprese
Disposizioni del
Preposto:
Addetto Sicurezza
in prossimità
Evento
Blocco Lavorazioni
Sicurezza Zona
Informazioni sul
Luogo ed Evento
La produzione in merito alla fase “Sul Posto”, è l’insieme degli strumenti e
operazioni che durante questa fase garantiscono la TUTELA della SICUREZZA.
118
Il personale del 118, deve possedere tutti i DPI a norma CEE, previsti per poter
accedere ai cantieri e campi base TAV.
La dotazione di questi DPI è a carico del datore di lavoro, cioè la AUSL di Bologna
o l’A.O. di appartenenza, che inoltre deve provvedere alla Formazione dei
lavoratori in merito al corretto utilizzo degli stessi.
Il personale del 118, deve conoscere ed interpretare la Segnaletica di Sicurezza
presente nei cantieri TAV.
Tale segnaletica aiuta l’operatore a prendere coscienza dei rischi connessi al
cantiere ed al tipo di DPI da indossare quando si accede alle aree cui la segnaletica
si riferice.
Imprese
Le imprese, come scritto sul Piano di Sicurezza, a seguito di un incidente, devono
garantire:
•la presenza dell’addetto alla sicurezza in prossimità dell’evento
(indispensabile per ottenere informazioni sull’attività lavorativa in corso, sui
rischi connessi, sul luogo e sulla dinamica evento).
•il blocco delle lavorazioni in atto
•sicurezza nella zona dell’evento
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
160
A cura del GECAV
Sul Posto
118
4 Strumenti
Imprese
ƒ
Check List ƒ Scheda Avvio
Lavori:
DPI
ƒ Area Interesse
Scheda
ƒ Tipo di
Sopralluoghi
lavorazioni in
Integrità
e
Presenza
Cartelli
Sicurezza
ƒ
atto
Stima
Presenza
operatori
Equipaggi
Scheda
Viabilità
Scheda di
Servizio
Evidenzia
criticità
Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti nelle pagine precedenti è
indispensabile impostare e costruire:
118
•check list dei DPI, necessari all’accesso nei cantieri TAV (Elmetto,
Giubotto Alta Visibilità, Scarpe Antinfortunistiche, Guanti, Imbraco)
•scheda sopralluoghi del Referente TAV in grado di evidenziare la
presenza ed integrità dei cartelli di Sicurezza.
Imprese
Invio di Schede di Avvio Lavori al 118, VVF, SPSAL in grado di identificare aree
di Interesse, tipo di lavorazioni in atto, stima di presenza operatori, come descritto
nella fase Localizzazione 1 Istruttoria
Equipaggi
•scheda di Viabilità come descritto in Localizzazione 4 Strumenti
•scheda di Servizio come descritto in Localizzazione 4 Strumenti
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
161
A cura del GECAV
Intervento
1 Istruttoria
118
Procedura
„Priorità
Attesa
Salvataggio
Soccorso
Imprese
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
Piano di Sicurezza
/ Emergenza
„ Garanzia di
Interruzione
Lavorazioni
Messa Sicurezza
della Zona
„ Segnaletica
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
Sicurezza
La fase di Soccorso intitolata “Intervento”, è relativa al classico intervento
sanitario, complicato nei cantieri TAV dalla presenza di rischi ambientali peculiari .
Infatti le grandi opere pubbliche, sono caratterizzate da lavorazioni e da scenari
complessi, che possono rendere difficilmente gestibile un intervento di soccorso.
La Fase Istruttoria dedicata all’Intervento, distingue compiti e responsabilità a
carico del personale del 118 e delle Imprese, allo scopo di garantire i presupposti
necessari per un corretto Intervento.
118: L’intervento inizia dopo il raggiungimento da parte dell’equipe sanitaria del
paziente e termina con il trattamento sanitario dello stesso
L’intervento dell’equipaggio, deve essere standardizzato da una procedura, in grado
si scandire gli interventi dividendoli in:
•attesa: se l’ambiente non è sicuro, si attende la bonifica da parte degli
organi competenti (VVF, Addetto Sicurezza, ecc…)
•salvataggio: Se l’ambiente presenta Rischi Evolutivi e quindi non offre
garanzie di sicurezza, si deve allontanare velocemente il paziente
•soccorso: Solo se l’ambiente è sicuro e c’è garanzia di conservazione di
tale stato, ci si può concentrare sull’intervento sanitario classico (PTC,
BLSD, ….)
Imprese: le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza /
Emergenza che a seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle
Lavorazioni; Messa in Sicurezza della Zona; Presenza della Segnaletica di
Sicurezza in grado di orientare l’operatore sui rischi e sull’utilizzo dei DPI idonei
alla zona di intervento.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
162
A cura del GECAV
Intervento
Attesa
2 Produzione
Salvataggio
Trasporto
immediato in
Zona Sicura
Soccorso
„ Luogo Sicuro
„ Manovre
Sanitarie
„ PRESIDI a
norma CEE
•
•
•
•
KED
Spinale
Cucchiaio
Toboga
„ Formazione
La produzione in merito “all’Intervento”, è il comportamento che deve assumere
l’operatore del soccorso su Priorità scandite da eventuali rischi presenti o
potenziali:
•Attesa: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di
informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la
necessità di attendere la bonifica dell’ambiente da parte di :
•VVF (fumo, incendio, carichi pendenti)
•addetto Sicurezza (blocco lavorazioni, traffico mezzi, rilevazioni)
•Salvataggio: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di
informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la
necessità di Trasporto Immediato del paziente in Zona Sicura, causa:
•rischi Evolutivi di varia natura
•zona Impervia su cui è impossibile effettuare soccorso
Il salvataggio può essere effettuato insieme a personale dei VVF o anche solo dai
VVF.
•Soccorso: a seguito della valutazione della Scena / Evento o della raccolta di
informazioni dell’addetto sicurezza / testimoni, il Leader Sicurezza, valuta la
possibilità di effettuare Soccorso Sanitario.
Il Soccorso sanitario pretende un Luogo Sicuro (ottenuto e conservato) su cui poter
effettuare tutte le Manovre Sanitarie del caso (BLSD, PTC, ….) ed utilizzare i
Presidi necessari.
Ricordiamo che i presidi utilizzati nei cantieri TAV, devono essere in grado di
adattarsi a scenari del tutto differenti dai consueti (impalcati, mezzi grandissimi,
terreno sconnesso con possibilità di trasporto a piedi, forti pendenze, buche, ecc..) e
di conseguenza gli operatori devono essere soggetti ad una Formazione specifica al
loro utilizzo, contestualizzata a quei particolari tipi di scenario.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
163
A cura del GECAV
Recupero
1 Istruttoria
118
Procedura
„ Definizione dei
RUOLI
Leader
Sanitario
VVF
IMPRESE
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
Piano di Sicurezza
/ Emergenza
„ Garanzia di
Interruzione
Lavorazioni
Messa Sicurezza
della Zona
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
„ Segnaletica
Sicurezza
La fase di Soccorso intitolata “Recupero”, è relativa al Recupero del Paziente,
complicato nei cantieri TAV dall’ambientazione del tutto unica. Inizia dopo
l’intervento sanitario e si conclude una volta trasportato il/i paziente sul mezzo. Le
grandi Opere Pubbliche, sono uniche nella presentazione dei possibili scenari, ed il
recupero del paziente può risultare una operazione complessa. La Fase Istruttoria
dedicata al Recupero, distingue compiti e responsabilità in carico a personale del
118 e delle Imprese, allo scopo di garantire i presupposti necessari ad un corretto
Recupero.
118
Il servizio 118, insieme alle parti interessate, deve scrivere una Procedura che veda
come attori il Leader Sanitario ed i VVF.
Risulta infatti indispensabile collaborare con i VVF nei recuperi complicati da
terreni impervi, forti pendenze, impalcati, buche … dove è il leader sanitario a
dover orientare i VVF sulla posizione da far assumere al Paziente (Trendellemburg,
antiTrendellemburg) e sulla necessità o meno di seguirlo durante il recupero.
Di conseguenza e solo dopo aver avvisato il paziente sulla successione degli eventi,
i VVF provvedono al recupero in sicurezza della vittima.
Imprese
Le imprese devono comunque rispettare il Piano di Sicurezza / Emergenza che a
seguito di un incidente deve garantire: Interruzione delle Lavorazioni; Messa in
Sicurezza della Zona; Presenza della Segnaletica di Sicurezza in grado di informare
l’operatore sui rischi presenti e sui DPI da utilizzare nella zona di intervento.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
164
A cura del GECAV
Recupero
2 Produzione
118
Segnaletica
Sicurezza
IMPRESE
Disposizione
Operatori
Addetto Sicurezza
in prossimità
Evento
Mantenimento
Blocco Lavorazioni
Mantenimento
Sicurezza Zona
La produzione in merito al “Recupero”, è tutto ciò che può servire durante
l’espletamento di questa fase.
118
Il personale del 118, deve conoscere ed interpretare la Segnaletica di Sicurezza
presente nei cantieri TAV.
Tale segnaletica consente all’operatore di identificare i rischi connessi all’attività
lavorativa ed alla scelta dei DPI idonei all’ambiente lavorativo.
Imprese
Le imprese, come scritto sul Piano di Sicurezza, per tutto il tempo necessario
all’intervento sanitario ed al recupero del paziente, devono garantire:
•la presenza dell’addetto alla sicurezza in prossimità dell’evento
(indispensabile per ottenere informazioni sulla zona operativa).
•il mantenimento del blocco delle lavorazioni in atto
•il mantenimento della Sicurezza nella zona dell’evento
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
165
A cura del GECAV
Intervento \ Recupero
4 Strumenti
118
„ Check List PRESIDI
„ Scheda Sopraluoghi
Integrità e Presenza Cartelli Sicurezza
Imprese
„ Scheda Avvio Lavori:
Tipo di Lavorazioni in atto
Stima Presenza Operatori
Equipaggi
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
„ Scheda di Servizio
Evidenzia criticità
Per Misurare il raggiungimento degli obiettivi descritti per Intervento e Recupero
è indispensabile impostare e costruire:
118
•check list dei Presidi, necessari per Interventi e recuperi nei cantieri TAV
(Toboga, Spinale, Cucchiaio, KED)
•scheda sopralluoghi del Referente TAV in grado di evidenziare la
presenza ed integrità dei cartelli di Sicurezza
Imprese
Invio di Schede di Avvio Lavori al 118, VVF, SPSAL in grado di identificare il
tipo di lavorazioni in atto.
Equipaggi
•scheda di Servizio come descritto in Localizzazione 4 Strumenti
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
166
A cura del GECAV
Afferenza
1 Istruttoria
118
Procedura
„ Centrale Operativa
„ Equipaggio
„ Ospedali
Patologia
Competenze Equipaggio Presente
Disponibilità altri Mezzi
Zona Geografica
Morfologia Territorio
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
La fase del soccorso intitolata “Afferenza” inizia non appena l’equipaggio ha
recuperato il paziente, passa attraverso il caricamento sull’ambulanza e termina con
l’assegnazione del codice di gravità, individuazione dell’Ospedale di riferimento e
conseguente raggiungimento della destinazione.
118
Il lavoro istruttorio, si traduce nella scrittura di una Procedura che veda come attori
la Centrale Operativa, l’Equipaggio coinvolto, gli Ospedali di riferimento. Tale
procedura, deve definire l’ospedale Idoneo in grado di trattare la patologia del
paziente. Deve però anche considerare le competenze dell’equipaggio coinvolto e la
possibilità di utilizzo di altri mezzi (Elisoccorso). I criteri di scelta, quindi
cambiano in base alla:
•zona geografica (vicinanza di ospedali attrezzati) in cui si è verificato l’evento
•morfologia del territorio (può aumentare i tempi di raggiungimento dell’ospedale
di riferimento)
•patologia del paziente (potrebbe richiedere l’affluenza a Ospedali molto lontani:
l’ospedale più vicino potrebbe non essere quello più idoneo)
•competenze dell’equipaggio (potrebbe non essere in grado di gestire
l’allungamento del tempo di trasporto necessario per raggiungere l’ospedale più
idoneo, piuttosto che quello più vicino)
•disponibilità di altri mezzi (possibilità di appoggio dell’auto medica con supporto
di personale medico; possibilità di utilizzo per il trasporto di Elisoccorso)
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
167
A cura del GECAV
Afferenza
2 Produzione
Equipaggio
Codifica Afferenza
118
Mappe Cantiere
La produzione in merito alla “Afferenza”, è tutto ciò che può servire durante
l’espletamento di questa fase.
Equipaggio
E’ indispensabile che l’equipaggio coinvolto nel soccorso nei cantieri TAV,
conosca ed esegua la Procedura di Afferenza descritta nella diapositiva Afferenza
1 Istruttoria.
118
L’operatore di centrale a sua volta, grazie alla mappatura dei Cantieri e Campi
Base (incluso l’ospedale di riferimento), è in grado di Controllare che l’equipaggio
effettui la scelta giusta.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
168
A cura del GECAV
Sul Posto \ Intervento \ Recupero \
Afferenza
118
3
Verifica
Equipaggi
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
Discussione Caso
„ Ricerca del
Referente TAV dei
Cod 3
Tempi > 1 ora
Simulazioni
„ Organizzate dal
Referente TAV
Semestrali
(sul posto –
Caricato)
Richiesta
Equipaggio
ANALISI CRITICA FASI
Allertamento
Localizzazione
Sul Posto
Intervento
Recupero
Afferenza
CONCLUSIONE
Il MONITORAGGIO e VERIFICA delle fasi del soccorso “Sul Posto”,
Intervento, Recupero e Afferenza, si attua tramite:
118
Discussione del Caso: Un forte momento di crescita del gruppo di lavoro è la
discussione dei casi, discutere un errore o un evento complesso ed articolato, ha lo
scopo di condividere con i colleghi un proprio vissuto personale, carico di dettagli
ed emozioni, in grado di trasmettere l’esperienza formativa vissuta a tutti i
partecipanti della riunione. La discussione di casi clinici può portare alla modifica
delle procedure in atto, qualora comportino errori o rallentamenti della macchina
del soccorso. Il Referente TAV, dopo aver messo a punto un sistema di ricerca di
casi complessi:
•tutti i codici 3 di Ritorno (codice che indica una patologia grave del
paziente)
•tempi da “Sul Posto” al “Caricato” maggiori di 1 ora
•a richiesta dall’equipaggio, per situazioni particolari, deve organizzare
l’incontro dei partecipanti all’evento e guidare la discussione del caso in
modo da ottenere gli obiettivi sopra citati.
Equipaggi
Un sistema di verifica della corretta attuazione di tutte le fasi del Soccorso è la
Simulazione.
Organizzata dal Referente TAV a cadenza semestrale, deve riprodurre interventi
reali, in modo da addestrare il personale sanitario e gli addetti ai lavori ad affrontare
tutti i possibili scenari che possono capitare nella realtà operativa TAV, ponendo
particolare attenzione alla rilevazione dei Rischi e conseguenti opere di
eliminazione / riduzione.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
169
A cura del GECAV
CONCLUSIONE
COLLABORAZIONE
STRUTTURATA E
CONTINUATIVA
LAVORAZIONI
INDICAZIONI OPERATIVE
ANALISI CRITICA FASI
CONCLUSIONE
„ Referente TAV
„ Referente 118
„ VVF
„ SPPA
„ SPSAL
„ Operatore di Centrale
Nella Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità è indispensabile
instaurare una collaborazione proficua fra 118, TAV, VVF, SPPA e SPSAL.
L’estensione, la complessità e l’unicità di questa grande opera pubblica, richiede la
collaborazione fra gli enti sopra descritti, nell’ottica del risparmio e del corretto
utilizzo delle risorse in campo.
Tale collaborazione è strutturata grazie alla Indicazione Operativa e deve
obbligatoriamente essere di tipo continuativo, vista la dinamicità di tale opera.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
170
A cura del GECAV
CONCLUSIONE
INDICAZIONE OPERATIVA E’
„ A livello Regionale
Elenco dei requisiti di coordinamento fra 118
ed imprese per garantire il soccorso sanitario
nei cantieri AV BO-MI
„ A livello Provinciale
Procedura Operativa fra
z Ditte Esecutrici
z Sistema Emergenza
118/ VVF
z Prevenzione e Controllo
SPPA / SPSAL
L’Indicazione Operativa, è una direttiva che stabilisce i requisiti sulla base dei
quali il 118 e le imprese si coordinano per garantire il soccorso nei cantieri AV BOMI. Le indicazioni operative, sono state presentate ai VVF ed alle imprese, che
hanno mostrato di apprezzare i contenuti.
A livello locale, trova esecuzione, tramite la costruzione di Procedura/e Operative
che vedano attori:
•sistema Emergenza (118 e VVF)
•sistema Prevenzione e Controllo (SPPA e SPSAL)
nell’ottica della Gestione dell’Emergenza per i Cantieri Alta Velocità.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
171
A cura del GECAV
CONCLUSIONE
„Investire Risorse
Necessità di Procedure a
livello Locale
Necessità di Conoscenza
Dinamica ed approfondita
dei Cantieri
Dall’analisi delle diapositive fino ad ora commentate, risulta evidente la necessità
di Investire Risorse per la Gestione dell’Emergenza dei Cantieri Alta Velocità.
Questa necessità è condivisa dalla Regione, grazie alla quale sono nate le
Indicazioni Operative per l’intervento nei cantieri TAV.
Caratteristiche costruttive e scenari del tutto unici e ad alto rischio, devono indurre i
118 interessati dalla TAV alla stesura di Procedure a livello locale in linea con le
Indicazioni Operative Regionali ed in grado di Garantire:
•corretto Allertamento del 118 (stretta integrazione con Piano di Emergenza /
Sicurezza)
•invio dei Mezzi idonei (in base a zona, gravità, complicanze -integrazione con
VVF-)
•sicurezza sul Posto (integrazione con Piano di Emergenza / Sicurezza e VVF)
•intervento Sanitario idoneo (Attesa, Salvataggio, Soccorso)
•recupero (integrazione con VVF)
•afferenza ospedaliera idonea
Inoltre, la dinamicità dei Cantieri TAV, obbliga gli operatori 118 (Centrale ed
Equipaggi) ad una conoscenza approfondita delle lavorazioni in atto, ma
soprattutto ad un aggiornamento continuo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
172
A cura del GECAV
Leader e Sicurezza
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Ambiente di Lavoro
Operatori Coinvolti
Attività
“Fotografa” Evento
Crea Sicurezza
Priorità Intervento
Perchè
Questa sezione descrive il ruolo che ricopre il Leader (figura in grado di prendere
decisioni e gestire un gruppo in merito alla tematica Sicurezza) durante il
soccorso.
Nel diagramma è rappresentato il flusso delle pagine che compongono questa
sezione.
Si inizia introducendo la figura del Leader della Sicurezza, indicando chi è.
Si passa poi alle conoscenze che necessariamente deve avere, in merito
all’ambiente di lavoro ed agli operatori coinvolti nel soccorso.
Si descrivono infine le attività che necessariamente deve svolgere ed il perché
queste tematiche devono essere affrontate quando si parla di soccorso in sicurezza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
173
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
CHI E’
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Attività
Figura professionale, presente sul
luogo dell’evento, che facilita la
Sicurezza durante le fasi del
Soccorso.
Perchè
Riconosciuto e Riconoscibile
(autorevolezza)
Figura indispensabile per orientare un
gruppo (proprio equipaggio) o più
gruppi (VVF, Operatori TAV, ecc…) al
raggiungimento di un unico obiettivo
Sviluppa reti di relazioni (comunicatore)
Il Leader della Sicurezza è quella figura professionale (medico, autista, infermiere,
volontario), presente sul luogo dell’evento, che facilita la sicurezza durante le fasi
del Soccorso. E’ importante premettere alcune considerazioni in merito a questa
figura. Il GECAV (Gestione Emergenza Cantieri Alta Velocità e Variante di Valico),
essendo un servizio adibito al soccorso in gallerie in fase di costruzione, ha dovuto
impostare il proprio operato, in funzione del tema sicurezza. Accedere alle gallerie,
infatti, obbliga il personale del GECAV ad attenersi a specifiche procedure di
sicurezza. Questi vincoli operativi, hanno fatto nascere all’interno del nostro servizio
la necessità di adeguare i comportamenti ai rischi presenti nelle attività lavorative.
Tale comportamento deve essere esteso non solo al soccorso in gallerie in fase di
costruzione, ma anche a tutti i possibili scenari di intervento in cui un operatore
GECAV può trovarsi ad operare (terreni in pendenza, autostrade, grandi opere
pubbliche, ecc…). Questa modalità di intervento, in linea a quanto descritto dal
D.Lgs 626/94, ha portato alla creazione del Leader della Sicurezza: Figura
indispensabile per orientare un gruppo (proprio equipaggio) o più gruppi (VVF,
Operatori TAV, ecc…) al raggiungimento di un unico obiettivo: organizzare e
gestire l’intervento sanitario in modo da seguire precisi protocolli operativi (soccorso
in sicurezza). Nasce così, all’interno del GECAV, la figura del Capo Turno, persona
addestrata a gestire la propria equipe e ad interagire con altri operatori coinvolti nelle
operazioni di soccorso. E’ indispensabile, che tale figura sia riconosciuta all’interno
del gruppo di lavoro (istituzionalizzata) e che ogni componente riconosca il ruolo
indispensabile del Leader della Sicurezza nella gestione delle fasi del soccorso. Fra
le “doti”, che devono caratterizzare questa figura, è indiscussa l’autorevolezza (deve
conquistare la stima degli operatori) e l’abilità di comunicatore (deve essere in
grado di sviluppare reti di relazioni).
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
174
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
CONOSCENZE
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Ambiente
Attività
Ambiente di Lavoro
Perchè
„Scenari possibili
Attività lavorative e rischi connessi
z Fasi del Soccorso
„Misure Cautelative necessarie
DPI
Procedure
„Aggiornamento
Cominciamo a descrivere quelle che sono le necessarie conoscenze del Leader
della Sicurezza.
Nell’ambito dell’ambiente di lavoro, è indispensabile che il Leader conosca ogni
tipo di scenario possibile (evento traumatico o malore, da affrontare dal punto di
vista del soccorso).
A questo scopo, un gran numero di interventi formativi del GECAV, ha l’obiettivo
di “familiarizzare” con i possibili scenari tipici della nostra zona di intervento.
Per ogni possibile scenario, deve conoscere i rischi connessi alle fasi del soccorso,
le misure cautelative (DPI e Procedure Comportamentali) da adottare per
eliminare o ridurre i rischi residui.
E’ indispensabile un continuo aggiornamento sulle tematiche della sicurezza
sull’ambiente lavorativo.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
175
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
CONOSCENZE
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Operatori
Attività
Operatori Coinvolti
Perchè
„Conoscere / Riconoscere ruoli e
responsabilità di ogni Ente / Figura
che concorre nel Soccorso TAV
„Attitudine di ogni componente del
proprio equipaggio
„Dinamiche di gruppo e gestione
conflitti
Sugli operatori coinvolti, il Leader della Sicurezza, deve conoscere e riconoscere i
ruoli e responsabilità di ogni figura che concorre nel soccorso, sia esso parte del
proprio equipaggio, che di altri enti coinvolti nelle operazioni di soccorso.
Nello specifico della propria equipe, il Leader della Sicurezza, deve conoscere le
attitudini specifiche di ogni componente del proprio equipaggio, per utilizzarle al
meglio durante la fase operativa del soccorso; quindi, sarà indispensabile una forte
conoscenza delle dinamiche di gruppo per fronteggiare al meglio eventuali
conflitti.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
176
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
ATTIVITA’
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Attività
“Fotografa” Evento
“Fotografa” l’evento
Perchè
„Prende contatti con Referente
Emergenza TAV
Ottiene informazioni sulla Sicurezza
„Monitorizza l’ambiente
Ricostruisce la dinamica
Valuta Sicurezza Scenario
„Aggiorna Centrale Operativa
Le attività in carico al Leader della Sicurezza sono essenzialmente:
•prendere contatti con il Referente dell’ Emergenza, qualora si intervenga in
ambiti lavorativi in cui è previsto (Cantieri edili, fabbriche, gallerie, ecc…), al fine
di ottener il maggior numero di informazioni inerenti la sicurezza dello scenario
•monitorizzare l’ambiente su tutti gli aspetti che concorrono alla valutazione della
sicurezza dello scenario (es. se si tratta di un incidente con mezzi coinvolti: il tipo
di alimentazione del mezzo, presenza di combustibile al suolo, stabilità del mezzo,
quadro elettrico, ecc…)
•ricostruire la dinamica dell’evento, come elemento per intuire la sicurezza della
zona in cui si opera
•aggiornare la centrale operativa. In casi particolari, il leader della sicurezza, deve
essere il “fotografo”, in grado di descrivere l’evento e le esigenze specifiche in
termini di risorse da mettere in campo e priorità d’intervento.
Tutte queste operazioni, preliminari all’intervento vero e proprio, devono essere
effettuate esclusivamente dal Leader della Sicurezza nell’ottica di :
•esporre il minor numero di persone ad un rischio ancora da valutare
•raccogliere il maggior numero di informazioni
•garantire che le tutte le informazioni necessarie siano convogliate alla persona che
deve valutare, ottenere e garantire la Sicurezza dello scenario.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
177
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
ATTIVITA’
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Attività
Crea Sicurezza
Crea Sicurezza
Perchè
„Delimita la Zona
„Valuta la necessità di altre figure
nella gestione del Soccorso e della
Sicurezza
VVF / Elisoccorso / SPSAL / Forze
dell’Ordine
In seguito alla valutazione dell’evento, è indispensabile che il Leader della
Sicurezza (insieme al referente o preposto dell’emergenza, nel caso in cui si
intervenga in ambiti lavorativi in cui è prevista tale figura), delimiti la zona di
intervento, con l’obiettivo di ottenere un’area a rischio 0.
Deve poi valutare la necessità di fare intervenire altre figure (nel caso in cui siano
state preallertate, chiedere conferma), indispensabili nella gestione del Soccorso
(es. altri mezzi sanitari, Medicalizzata, Elisoccorso), della Sicurezza (es. VVF,
forze dell’ordine) e del Prosiguo delle attività lavorative (SPSAL, nel caso di
infortuni sul lavoro, con morti o feriti gravi).
Ovviamente, all’arrivo del suddetto personale, il Leader della Sicurezza deve
interagire con essi.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
178
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
ATTIVITA’
Leader Sicurezza
Priorità di Intervento
Chi è
Conoscenze
Attività
Priorità
Intervento
Perchè
„ Attesa
fino a scena sicura
„ Salvataggio
rischio evolutivo
„ Soccorso
integrazione con altre figure
Conservazione della Sicurezza
„ Verifica che permanga la Sicurezza della zona
Anche le decisioni, relative alle priorità di intervento, sono in carico al Leader
della Sicurezza, che in base alle valutazioni fino ad ora effettuate, deve essere in
grado di scegliere fra:
•attesa di ambiente lavorativo sicuro, dove la bonifica è in carico a
personale dei VVF e/o addetto Emergenza (nel caso in cui si intervenga in
ambiti lavorativi in cui è prevista tale figura) e/o forze dell’ordine.
•salvataggio, quando l’ambiente lavorativo, presenta rischi evolutivi (la
scena è sicura, ma non c’è garanzia di conservazione di tale stato per un
periodo di tempo sufficiente alle normali azioni di soccorso) e l’obiettivo
principale diventa quello di allontanare velocemente le vittime in ambiente
idoneo al Soccorso.
•soccorso, quando l’ambiente è sicuro c’è la garanzia di conservazione di
tale stato per un periodo di tempo sufficiente all’esecuzione di tutte le
manovre necessarie al trattamento sanitario del caso.
Ovviamente, durante le manovre di soccorso, è compito del Leader, verificare che
permanga lo stato di sicurezza della zona di intervento ed in caso di variazione di
tale stato, optare per una delle soluzioni indicate sopra.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
179
A cura del GECAV
Leader della Sicurezza
PERCHE’
Leader Sicurezza
Chi è
Conoscenze
Attività
Perchè
Nei CANTIERI TAV ogni
aspetto fino ad ora considerato
„E’ assolutamente non trascurabile
„Deve essere programmato
„Può inficiare il Soccorso
„Soprattutto può produrre
danni ai Soccorritori
I concetti espressi fino ad ora, trovano particolare fondamento all’interno di
ambienti lavorativi particolari come i cantieri TAV (cantieri per la costruzione
della linea alta velocità). Nei Cantieri TAV, infatti, ogni aspetto fino ad ora
considerato è assolutamente non trascurabile, deve essere programmato (scandito
da procedure e condiviso in maniera capillare), perché può inficiare le operazioni di
Soccorso, ma soprattutto può produrre danni ai Soccorritori.
Queste considerazioni, inoltre, sono senza dubbio attuabili in tutti gli ambiti
lavorativi. Infatti, un approccio all’emergenza caratterizzato da una accurata
concezione e gestione della Sicurezza, è senz’altro auspicabile in ogni realtà
operativa.
Il ruolo del Leader della Sicurezza, deve trovare sempre più spazio all’interno
delle equipe di soccorso, che ovviamente devono condividere la necessità di tale
figura. Oggi, solo realtà operative particolari, come il GECAV o l’elisoccorso (con
il CVS) hanno istituzionalizzato questa figura professionale. Solo considerazioni
approfondite sulla sicurezza, renderanno necessario lo sviluppo di questa figura
professionale.
Ricordiamo che da sempre, i VVF operano secondo orientamenti dettati dal Capo
Squadra e che il Soccorso Alpino, prevede figure con a capo responsabilità inerenti
la sicurezza della propria equipe.
Ambiti lavorativi particolari, quindi, hanno dettato la necessità di figure speciali a
garanzia della sicurezza.
Noi crediamo invece, che anche gli abituali, ma non certo meno pericolosi ambiti
lavorativi del soccorso (es. interventi in autostrade, industrie, gallerie in fase di
esercizio, metropolitane, ecc…), necessitano di figure professionali responsabili ed
in grado di gestire un intervento di soccorso nel rispetto dei criteri dettati dalle
norme di sicurezza.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
180
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Requisiti
Datore di Lavoro
Lavoratori
Classificazione
Prima Categoria
Seconda Categoria
Esempio
Esempio
Terza Categoria
Esempio
Parlando di Dispositivi di Protezione Individuale, si entra in un tema molto
complesso : La sicurezza sul lavoro.
Ricordiamo che i DPI, sono una parte dei Dispositivi di Sicurezza che il datore di
Lavoro, fornisce al lavoratore per ridurre e evitare il rischio.
Il ricorso ai DPI è ammesso (in accordo all’art 11, comma 1 D.Lgs 626/94) quando
i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di
prevenzione, da interventi tecnologici, da mezzi di protezione collettiva e
procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
181
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
DPI
Se il rischio non può essere
eliminato o ridotto da :
Interventi tecnologici
Mezzi di protezione collettiva
Riorganizzazione del lavoro
Obbligo uso di dispositivi di Protezione
Individuale
L'articolo 41 del D.Lgs. 626/94 stabilisce che "i DPI devono essere impiegati
quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure
tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o
procedimenti di riorganizzazione del lavoro".
L'impiego dei DPI è pertanto subordinato alla verifica del fatto che il rischio non
può essere in alcun modo evitato o ridotto attraverso l'adozione di altri sistemi di
protezione e di prevenzione come gli interventi tecnologici, i mezzi di protezione
collettiva, i procedimenti di riorganizzazione del lavoro. In altre parole, l'impiego
dei DPI è consentito quando la valutazione dei rischi e la conseguente
individuazione delle misure preventive, effettuate ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs.
626/94, ha escluso la fattibilità di altri interventi (es. misure tecniche di
prevenzione, metodi o procedure di riorganizzazione del lavoro) per ridurre il
rischio.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
182
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Cosa Sono
DPI
„Attrezzature ed
indumenti aventi lo
scopo di
Cosa Sono
Obblighi
Classificazione
proteggere l’utente da rischi
segnalare individualmente e
visivamente la presenza
dell’utilizzatore
Ai sensi dell’articolo 40, comma 1 del D.Lgs 626/94 si definiscono Dispositivi di
Protezione Individuale le attrezzature destinate ad essere indossate e tenute dal
lavoratore allo scopo di proteggerlo da uno o più rischi suscettibili di
minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni
completamento o accessorio destinato a tale scopo.
Inoltre gli indumenti destinati ad essere utilizzati in condizioni in cui si prevede sia
necessario segnalare individualmente e visivamente la presenza dell’utilizzatore
devono essere dotati di uno o più dispositivi o mezzi di segnalazione
opportunamente collocati , che emettano una radiazione visibile , diretta o riflessa,
con intensita’ luminosa e opportune caratteristiche fotometriche e colorimetriche
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
183
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Requisiti
„ Di Progettazione
DPI
Cosa Sono
ergonomia
Requisiti
livelli di protezione quanto
Classificazione
possibile elevati
classi di protezione adeguate a diversi livelli di un
rischio
Obblighi
„ Di Confort e Efficacia
adeguamento dei D.P.I. alla morfologia
dell'utilizzatore
leggerezza e solidità di costruzione
compatibilità necessaria tra i vari tipi di D.P.I.
destinati ad essere indossati simultaneamente
I requisiti essenziali di salute e sicurezza applicabili a tutti i tipi di DPI sono
specificati nell’allegato 2 del D.Lgs 475/92.
I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale da essere indossati il
più comodamente possibile, nella posizione appropriata e durante il periodo
necessario e prevedibile dell’impiego tenendo conto dei fattori ambientali , dei gesti
da compiere e delle posizioni da assumere. A tal fine i DPI devono rispondere il più
possibile alla morfologia dell’utilizzatore mediante ogni mezzo opportuno: adeguati
sistemi di regolazione e di fissazione o una gamma sufficiente di misure e numeri.
I DPI devono essere il più possibile leggeri senza pregiudizio per la solidità di
costruzione e la loro efficacia. Essi devono prevedere una resistenza sufficiente nei
confronti dei fattori ambientali inerenti alle condizioni d’impiego prevedibili.
Se l’efficacia di un DPI può essere verificata abbastanza facilmente, altrettanto non
si può dire per il comfort, in quanto si tratta di un requisito la cui valutazione è
soggettiva .
Il DPI deve essere progettato tenendo conto degli scenari d’utilizzo, che sono
innumerevoli, e in particolar modo, gli eventuali effetti negativi imputabili ai
fattori ambientali (atmosfere inquinate , clima , ambienti confinati , ecc.). Il peso
del DPI costituisce un elemento deterrente ai fini della sua portabilità e deve essere
sempre contenuto al minimo possibile senza compromettere la prestazione del DPI
stesso .
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
184
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Requisiti
„ Di innocuità
Assenza di rischi
Materiali costitutivi appropriati
Stato di superficie adeguato di ogni
parte di un DPI a contatto con
l’utilizzatore
Ostacoli massimi ammissibili per
l’utilizzatore
I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo da non provocare rischi e
altri fattori di disturbo nelle condizioni prevedibili di impiego. I materiali
costitutivi dei DPI e i loro eventuali prodotti di decomposizione non devono avere
effetti nocivi per l’igiene o la salute dell’utilizzatore. Ogni parte di un DPI a
contatto, o suscettibile di entrare a contatto con l’utilizzatore, durante l’impiego
non deve avere asperità, spigoli vivi, sporgenze, ecc., tali da provocare una
irritazione eccessiva o delle ferite. I DPI devono ostacolare il meno possibile i
gesti da compiere , le posizioni da assumere e la percezione sensoriale e non
devono essere all’origine di gesti che possano mettere in pericolo l’utilizzatore o
altre persone. L’innocuità del DPI è legata a innumerevoli fattori che, a partire dai
materiali che lo costituiscono, possono determinare problemi di sicurezza e/o di
salute per l’utilizzatore .Anche in questo caso non è sempre facile per il
fabbricante garantire con certezza tutti i punti richiamati in questo capitolo. Nella
scelta dei materiali costituenti il DPI devono comunque essere evitati tutti quelli
che sono conosciuti per essere dannosi per l’igiene e la salute dell’utilizzatore.
Qualora tali materiali risultassero insostituibili e assolutamente necessari, il
produttore dovrà provvedere ad isolarli adeguatamente e ad indicarne l’eventuale
pericolosità nella nota informativa.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
185
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Requisiti
Di Informazioni
(Nota Informativa)
Nome fabbricante
Istruzioni
Classe di protezione
Accessori utilizzabili
Termine di scadenza dei DPI
Significato della Marcature
Per garantire corretto utilizzo e gestione
La Nota Informativa deve riportare: Il nome e l'indirizzo del fabbricante; Le
istruzioni di deposito, di impiego, di pulizia, di manutenzione, di revisione e di
disinfezione. (I prodotti di pulizia, di manutenzione o di disinfezione consigliati
dal produttore non devono avere nell'ambito delle loro modalità di uso alcun
effetto nocivo per i DPI o per l'utilizzatore); Le prestazioni ottenute negli esami
tecnici effettuati per verificare i livelli o classi di protezione dei D.P.I.; Gli
accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio
appropriati; Le classi di protezione adeguate a diversi livelli di rischio ed i
corrispondenti limiti di utilizzazione; La data o il termine di scadenza dei DPI o
di alcuni loro componenti; Il tipo di imballaggio appropriato per il trasporto dei
DPI; Il significato della marcatura se esistente con una o più indicazioni di
sicurezza (pittogrammi o ideogrammi)
Il compito della nota informativa consiste nel veicolare all’utilizzatore del DPI
tutte le informazioni necessarie per un corretto utilizzo ed una altrettanto corretta
gestione del dispositivo stesso. La sua forma deve essere tale da risultare
accessibile a tutte le tipologie di utilizzatori a cui è destinato e deve fornire tutti gli
elementi che, dal punto di vista della tutela della salute e della sicurezza
dell’utilizzatore, sono ritenuti utili ai fini della scelta del DPI adeguato.
Considerando che la nota informativa costituisce un preciso elemento di
riferimento per l’espletamento degli obblighi d’informazione, formazione e
addestramento cui il datore di lavoro è soggetto. In particolare dovrebbero essere
evidenziati i limiti di utilizzo del dispositivo evidenziando i campi in cui tale
dispositivo non deve essere impiegato.
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186
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Requisiti
Di Conformità CE da parte del
fabbricante
Atto con il quale un organismo di controllo
autorizzato attesta che il modello di D.P.I. è
stato realizzato in conformità alle
disposizioni del D.Lgs. 475/92 e successive
modifiche (art. 7, comma 1).
Marchiatura CE
Contrassegno numerico dell’organo di
controllo
La presenza dei suddetti tre elementi (Nota Informativa, Conformità CE,
Marchio CE), garantisce il possesso da parte del DPI dei requisiti essenziali. Per
i DPI di seconda e terza categoria la dichiarazione di conformità CE da parte del
fabbricante, la marcatura CE e la nota informativa rilasciata dal fabbricante
garantiscono che è stato rilasciato un attestato di certificazione da parte di un
organismo di controllo autorizzato e notificato secondo quanto disposto dal D.Lgs.
475/92. In questi casi la marcatura CE è completata dal contrassegno numerico
dell'organismo di controllo.
Se le prestazioni del DPI possono diminuire a seguito di un fenomeno di
invecchiamento, su ogni esemplare o componente intercambiabile di DPI immesso
sul mercato e sull’imballaggio deve figurare la data di fabbricazione e/o se
possibile di scadenza impressa in modo indelebile e senza possibilità di
interpretazione erronea. Se il produttore non può impegnarsi per quanto riguarda la
durata di un DPI, deve comunque indicare nella sua nota informativa ogni dato
utile che permetta all’acquirente o all’utilizzatore di determinare un termine di
scadenza ragionevolmente praticabile in relazione alla qualità del modello e alle
condizioni effettive di deposito , impiego, revisione e di manutenzione. Qualora
si constatasse che DPI subiscono un’alterazione rapida e sensibile delle prestazioni
a causa dell’invecchiamento provocato dall’applicazione periodica di un processo
di puliture raccomandato dal fabbricante, quest’ultimo deve apporre, se possibile,
su ciascun dispositivo posto in commercio, l’indicazione del numero massimo di
pulitura al di la del quale è opportuno revisionare o sostituire il DPI. In alternativa,
deve fornire tale dato nella nota informativa.
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187
A cura del GECAV
Obblighi
Datore Lavoro
Scelta dei DPI
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Datore di Lavoro
Classificazione
„ Valuta il rischio RESIDUO
non evitabile con altri mezzi
di prevenzione
„ Individua il tipo di D.P.I. adeguato contro i
rischi valutati
„ Analizza le caratteristiche dei D.P.I. presenti
sul mercato tenendo conto delle necessità
individuate
„ Verificare la presenza dei Requisiti Essenziali
I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale che , nelle condizioni di
impiego prevedibili cui sono destinati, l’utilizzatore possa svolgere normalmente
l’attività che lo espone a rischi, disponendo al tempo stesso di una protezione
appropriata e del miglior livello possibile di confort.
In questo punto viene ripreso il concetto espresso nella Direttiva Europea
89/391/CEE dove si dice che “ il DPI deve essere adeguato ai rischi per i quali
è stato progettato ma non deve essere di per sé stesso fonte di rischi
aggiuntivi”.
Entrano in gioco fattori legati all’ergonomia che si devono conciliare con le
esigenze di protezione, che non sempre, sono di facile identificazione in fase di
progettazione .
Anche a livello normativo si stanno incontrando grosse difficoltà nel definire i
requisiti ergonomici dei DPI e le norme già disponibili sono abbastanza generiche.
Per i DPI di prima categoria è responsabilita’ del produttore, verificare che non vi
siano controindicazioni circa l’impiego dei DPI progettati.
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188
A cura del GECAV
Obblighi
Datore Lavoro
Mette a disposizione DPI appropriati ai
rischi inerenti alle lavorazione
Ne esige l’utilizzo
Garantisce la Formazione all’Utilizzo e
Gestione
Aggiorna la scelta dei D.P.I.
ogniqualvolta si verifica una variazione
significativa degli elementi
precedentemente considerati
L'obbligo da parte del datore di lavoro di mettere a disposizione dei lavoratori
mezzi personali di protezione appropriati ai rischi inerenti alle lavorazioni ed alle
operazioni effettuate, qualora manchino o siano insufficienti i mezzi tecnici di
protezione, è già sancito dall'articolo 377 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, relativo a
norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303,
relativo a norme generali per l'igiene del lavoro, ribadisce all'articolo 4 che tra gli
obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, nell’ambito delle rispettive
attribuzioni e competenze, vi è quello di fornire ai lavoratori i necessari mezzi di
protezione, disponendo ed esigendo che i singoli lavoratori usino i mezzi di
protezione messi a loro disposizione.
Inoltre il D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 stabilisce all'articolo 378 che "i lavoratori non
devono usare sul luogo di lavoro indumenti personali o abbigliamenti che, in
relazione alla natura delle operazioni o alle caratteristiche dell’impianto,
costituiscano pericolo per la incolumità personale", mentre all'articolo 379 “obbliga
il datore di lavoro, in presenza di lavorazioni o di operazioni o di condizioni
ambientali che presentano pericoli particolari non previsti dalle disposizioni sui
mezzi di protezione personale, a mettere a disposizione dei lavoratori idonei
indumenti di protezione".
Nei successivi articoli il D.P.R. 547/55 norma l'uso delle varie tipologie di mezzi di
protezione personale: dei capelli (art. 380), del capo (art. 381), degli occhi (art. 382),
delle mani (art. 383), dei piedi (art. 384), delle altre parti del corpo (art. 385), nonché
delle cinture di sicurezza (art. 386) e delle maschere respiratorie (art. 387).
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A cura del GECAV
Obblighi
dei Lavoratori
Usare con Cura i DPI
Segnalarne anomalie
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Lavoratori
Classificazione
Non rimuovere o modificare, senza
autorizzazione, i dispositivi di sicurezza, di
segnalazione, di misurazione ed i mezzi
individuali e collettivi di protezione
Non compiere di loro iniziativa operazioni o
manovre non di loro competenza che
possono compromettere la protezione e la
sicurezza
I Lavoratori, devono usare con cura i dispositivi tecnico-sanitari e gli altri mezzi di
protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro, segnalare al datore di lavoro, al
dirigente, o ai preposti le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di protezione e non
rimuovere o modificare i dispositivi e mezzi di protezione, senza averne ottenuta
l’autorizzazione.
I mezzi personali di protezione forniti ai lavoratori, quando possono diventare
veicolo di contagio, devono essere individuali e contrassegnati con il nome
dell’assegnatario o con un numero (D.P.R. n. 303/56, art. 5).
Con l'entrata in vigore del D. Lgs. 15 agosto 1991, n. 277 tra gli obblighi dei datori
di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e
competenze, oltre naturalmente a quello di fornire ai lavoratori i necessari ed idonei
mezzi di protezione, viene per la prima volta sancito l'obbligo di provvedere ad
un adeguato addestramento dei lavoratori all’uso dei mezzi individuali di
protezione (art. 5, comma f), confermato e ribadito dal D.Lgs 626/94 e successive
integrazioni distinguendo fra formazione ed addestramento (quest’ultimo
obbligatorio per i DPI di classe II)
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190
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
Classificazione
Tre classificazioni
di DPI, in base a:
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Classificazione
„Tipo di Attività
„Rischi connessi
„Necessità di Formazione
Il D. Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475 (modificato dal D. Lgs 2 gennaio 1997, n. 10)
regola le modalità di progettazione e di costruzione dei DPI, attribuendo al solo
costruttore la responsabilità di garantire che i DPI rispondano ai requisiti
essenziali di salute e sicurezza stabiliti dalla legge stessa (certificazione e
marcatura CE).
Ai sensi dell'articolo 4 del sopra citato decreto i D.P.I. sono suddivisi in tre
categorie.
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191
A cura del GECAV
Classificazione
Prima Categoria
Salvaguardia da danni
di lieve entità
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Classificazione
Prima Categoria
Azioni lesive superficiali da
strumenti meccanici
Azioni lesive reversibili da prodotti per la
pulizia
Contatto con oggetti caldi di temperatura
inferiore ai 50° C
Ordinari fenomeni atmosferici
Urti lievi e vibrazioni
Azione lesiva dei raggi solari
Appartengono alla prima categoria dei DPI, quelli di progettazione semplice,
destinati a salvaguardare la persona da danni fisici di lieve entità.
La persona che usa DPI deve avere la possibilità di valutarne l’efficacia e di
percepire prima di avere un danno, il progressivo verificarsi degli aspetti lesivi.
Rientrano nella prima categoria i DPI che hanno la funzione di salvaguardare da:
•azioni Lesive con effetti superficiali da strumenti meccanici
•azioni Lesive di lieve entità e facilmente reversibili causate da prodotti per la
pulizia
•rischi derivanti dal contatto o da urti con oggetti caldi che non espongono ad una
temperatura superiore ai 50° C.
•ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attività professionali.
•urti lievi e vibrazioni non idonei a raggiungere organi vitali ed a provocare
lesioni a carattere permanente
•azione lesiva dei raggi solari
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192
A cura del GECAV
Prima Categoria
Esempio
Dispositivi di Protezione DPI
Piedi e Gambe
Classificazione
Cosa Sono
„ Scarpe, sovrascarpe, stivali,
soprastivali, suole scelti in
base alla attività lavorativa
e a Necessità di:
protezione
protezione
protezione
protezione
protezione
protezione
Obblighi
Prima Categoria
Esempio
supplementare della punta del piede
contro il calore
contro il freddo
contro le vibrazioni
antielastici
isolanti
Anche le calzature (esempio di Dispositivo di Protezione Individuale di Prima
Categoria) devono rispondere a requisiti impostati da Legge.
La scelta del modello con particolari caratteristiche rispetto ad altre è determinata
dalle necessità richieste dalla attività lavorativa:
•scarpe con protezione supplementare della punta del piede
•scarpe e soprascarpa con suola anticalore
•scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il calore
•scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il freddo
•scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro le vibrazioni
•scarpe, stivali e soprastivali di protezione antielastici
•scarpe, stivali e soprastivali di protezione isolanti
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193
A cura del GECAV
Classificazione
Terza Categoria
DPI
Apparecchi di protezione
respiratoria filtranti
Classificazione
contro gli aerosol solidi,
Terza Categoria
liquidi o contro i gas irritanti,
pericolosi,tossici o radiotossici
Cosa Sono
Obblighi
I DPI destinati a salvaguardare dalle
cadute dall’alto.
.
.
Apparecchi il cui utilizzo e gestione
necessita Formazione e Addestramento
Appartengono alla terza categoria dei DPI quelli di progettazione complessa,
destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere
permanente. Rientrano esclusivamente nella terza categoria:
Gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi,
liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici.
I DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni
chimiche e contro le radiazioni ionizzanti
I DPI per attività in ambienti in condizioni equivalenti ad una temperatura
d’aria non inferiore ai 100° C, con o senza radiazioni infrarosse , fiamme o
materiali in fusione.
I DPI per attività in ambienti in condizioni equivalenti ad una temperatura
d’aria non superiore ai – 50° C.
I DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto.
I DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongono a
tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni
elettriche.
Soccorso in Grandi Opere Pubbliche
194
A cura del GECAV
Classificazione
Terza Categoria
Apparecchi di protezione isolanti
DPI
Dispositivi di protezione limitata
Cosa Sono
Obblighi
nel tempo contro aggressioni
Classificazione
chimiche, radiazioni ionizzanti
Dispositivi per attività in ambienti Terza Categoria
con temperatura d'aria non inferiore ai
100°C
Dispositivi per attività in ambienti con
temperatura d'aria non superiore a 50°C
Dispositivi a salvaguarda dalle cadute
dall'alto
Dispositivi a salvaguarda dei rischi
connessi ad esposizione di tensioni
elettriche
L'attestato di certificazione CE è l'atto con il quale un organismo di controllo
autorizzato attesta che il modello di D.P.I. è stato realizzato in conformità alle
disposizioni del D.Lgs. 475/92 e successive modifiche (art. 7, comma 1). Esempio:
Apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli destinati all'immersione
subacquea; DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le
aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti; DPI per attività in ambienti
con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non inferiore ai 100°C con o
senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione; DPI per attività in
ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non superiore a 50°C; DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto; DPI. destinati a
salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongano a tensioni elettriche
pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche.
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195
A cura del GECAV
Terza Categoria
Esempio
DPI
Autorespiratore
PA 90
„ Dispositivo di protezione
personale a circuito aperto
che permette indipendenza
dalla atmosfera ambiente di
soccorso
„ Costituito da una bombola
contenete aria,e da una
maschera facciale dotata di
erogatore e schermo di
protezione per occhi
Necessita di Formazione
e Addestramento
Un esempio di DPI di Terza
l’AUTORESPIRATORE PA 90.
Cosa Sono
Obblighi
Classificazione
Terza Categoria
Esempio
Corpetto +
Bombola
Erogatore
Proprio
Maschera Propria
Categoria
in
uso
Erogatore di
Soccorso
Maschera di Soccorso
al
GECAV
è
Dispositivo di protezione personale a circuito aperto che permette indipendenza
dalla atmosfera ambiente.
Costituito da una bombola contenete aria e da una maschera facciale dotata di
erogatore e schermo di protezione per occhi.
Necessita di Formazione e Addestramento.
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196
A cura del GECAV
Terza Categoria
Esempio
Imbraco
„ E’ un dispositivo che serve a
collegare la corda oppure il
cordino all’operatore che lo
utilizza.
„ Previene dal Rischio di CADUTA
DALL’ALTO
„ Deve garantire comodità e
sicurezza
„ L’imbracatura ha anche una
funzione di tenuta, ma non è un
assorbitore di energia.
„ In ultima analisi, l’imbracatura
deva adattarsi all’anatomia
dell’utilizzatore
DPI
Cosa Sono
Obblighi
Classificazione
Prima Categoria
Esempio
Necessita di Formazione
e Addestramento
Un esempio di DPI di Terza Categoria in uso al GECAV è l’IMBRACO
E’ un dispositivo che serve a collegare la corda oppure il cordino all’operatore che
lo utilizza.
Previene dal Rischio di Caduta dall’alto.
Deve garantire comodità e sicurezza.
L’imbracatura ha anche una funzione di tenuta, ma non è un assorbitore di energia.
In ultima analisi, l’imbracatura deve adattarsi all’anatomia dell’utilizzatore.
Necessita di Formazione e Addestramento.
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197
A cura del GECAV
Seconda Categoria
Esempio
Tutti i Dispositivi di Protezione non
appartenenti alla prima e terza DPI
categoria
Classificazione
Dispositivi di Protezione
Seconda Categoria
alla Testa
Cosa Sono
„ Scelti in base alla attività
lavorativa, per NECESSITA’ DI
Assorbimento degli urti
Stabilità
Resistenza del sistema di ritenuta
Estensione della protezione
„ Agiscono
Aumentando la superficie di Impatto
Aumentando il tempo di Impatto
Obblighi
Esempio
Appartengono infine alla seconda categoria dei DPI quelli che non rientrano
nelle altre due categorie I Dispositivi per la protezione del capo sono molti. La
scelta del tipo di casco, viene effettuata in base alle attività lavorative. Non tutti i
lavoratori che indossano un casco sono soggetti ai medesimi rischi, infatti le
caratteristiche del Casco dei Vigili del Fuoco sono differenti da quelle del casco
utilizzato da chi lavora in miniera, poiché deve rispondere ad esigenze diverse. Se
prendiamo come esempio un motociclista che cade, i danni alla testa sono causati
dall’improvviso arresto che consegue all’impatto della testa con una superficie
rigida. Il modo per prevenire questo tipo di danno è cercare di produrre un arresto
più graduale della testa (la forza, durante la decelerazione è inversamente
proporzionale al tempo impiegato per questa decelerazione). Se potessimo aumentare
il tempo della decelerazione di due volte, la forza in causa verrebbe dimezzata. Il
cervello umano può sopportare accelerazioni di 400 G senza riportare danni. Da 400
a 700 G, si ha una commozione cerebrale con uno stato di Incoscienza più o meno
lungo. Oltre i 700 G si hanno danni cerebrali permanenti. Per incrementare il
tempo critico della decelerazione è necessario un materiale che collassando,
permetta alla testa un arresto progressivo e che abbia un ritorno elastico molto
contenuto se sottoposto a schiacciamento. Un casco è composto da: una struttura
esterna rigida, una schiuma ammortizzante, un interno confortevole e una cinghia di
ritenuta. Ci sono poi quattro punti critici che determinano la capacità protettiva di un
casco: Assorbimento degli urti: quanto e come protegge da collisioni con grandi
oggetti. Stabilità: come si posiziona sulla testa e se sta in posizione quando serve
davvero. Resistenza del sistema di ritenuta: se le cinghie sono abbastanza solide
da mantenere il casco in posizione per tutta la durata dell’impatto. Estensione della
protezione: l’area della testa effettivamente protetta dal casco.
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198
A cura del GECAV
Dispositivi di Protezione Individuale
GECAV
Nella immagine, mostriamo i DPI in dotazione per il personale appartenente
al GECAV:
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1 occhiali 41168-41170
1 elmetto Petzl ECRIN ST A02
1 casco Gallet F1, munito di Craniofono e Lampada Eex
1 cuffia Sottocasco 5330001
1 gilet Alta Visibilità SLT3006HV 07B
1 guanti Antinfortunistici ANSELL 40-400
1 giacca ¾ Antipioggia 35076
1 calzerotti Termici Polar Wear 06-464
1 stivali Antinfortunistica Cofra
1 borsone porta DPI
1 imbraco Falcon C38
1 pettorale Voltige C60
1 bretella di sicura Secur C74
1 maglia rapida a triangolo
1 maglia rapida a delta
1 risalitore Croll B16
1 maniglia Ascension B17R
1 discensore I’D D20S
1 piastrina GiGi
2 moschettone ovale OKM70
2 moschettoneHMS M26
1 spelegyca C44
2 moschettone a Delta (Kong)
2 moschettone HMS Twist Look
1 cordino Kevlar
1 cordino 7 mm
1 spezzone di corda 10,5 mm * 3.5 mt
1 moschettone AM’D
1 moschettone Attach
1 pedaliera
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199
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