Politica Sabato 23 novembre 2013 Sanità, nuova verifica il 14 dicembre Intanto Ruta chiede reintegro e stipendi Da lunedì l’esame delle domande per il dg dell’Asrem: ecco chi sono i ‘valutatori’ CAMPOBASSO. Il prossimo incontro al Tavolo Massicci sul piano di rientro della sanità molisana è fissato al 14 dicembre. Entro il 10 la struttura commissariale coordinata dal presidente della Regione Frattura dovrà inviare a Roma le integrazioni ai programmi operativi e la risposta ad altre contestazioni. Filtra pochissimo dal riserbo ministeriale, bisognerà aspettare il verbale per saperne di più. Ma, riferiscono indiscrezioni pepate, i tecnici avrebbero mosso rilievi pure alla nomina del dg della Salute, Antonio Lastoria, dirigente (prima di assumere l’incarico in Regione) del Policlinico Gemelli. Per il momento si tratta di voci. Se fossero confermate la struttura commissariale dovrà chiarire l’iter seguito. C’è poi la partita del debito pregresso, pari a 253 milioni. La Regione era stata autorizzata ad utilizzare 55 milioni di fondi Fas per cominciare a ripianarlo. Non lo ha fatto e il dato fu rilevato a luglio da Massicci. Frattura spiegò: non ho potuto farlo perché impegnati in passato per altro. Una partita aperta e complessa. Uno scontro, quello coi tecnici della Capitale, in cui il governatore sa che rischia a sua volta di essere commissariato. “Lo corro consapevolmente” commenta. Sempre il 10 dicembre, davanti al giudice del tribunale di Campobasso Cardona Albini si discuterà il ricorso di Carmine Ruta, ex soggetto attuatore dell’Asrem silurato da Frattura dopo un primo periodo di grande idillio. Chiede di essere reintegrato nelle sue funzioni (il contratto firmato con l’ex commissario Basso è fino a giugno 2014) e gli stipendi che non gli sono stati corrisposti in questi mesi (è stato esautorato a fine agosto). Ha redatto il programma operativo inviato a Roma (e che deve essere integrato), lo ha illustrato sul territorio (prevedeva, segnala Ruta nel suo ricorso, tagli consistenti ai due principali erogatori privati), poi all’improvviso è giunto il ricorso di Percopo al Tar (e la successiva reintegra dell’attuale dg, ora in fase di decadenza) e il piano si è inclinato. Fino al contestatissimo giudizio in Consiglio di Stato e alla ‘non conferma’ dell’incarico decisa da Frattura col decreto 27. Il vertice dell’azienda sanitaria nel frattempo sta per essere riassegnato. Il 10 novembre scorso la giunta Frattura ha nominato la commissione che giudicherà le circa 100 domande pervenute per il ruolo di manager. Ne fanno parte Massimo Tarantino, designato dall’Agenas, e i due prof Maurizio Gasperi e Francesco Capalbo indicati dall’Unimol. Il 25 e 26 novembre avvieranno l’esame delle domande. 3 Sabato 23 novembre 2013 Il convegno Diabetologia pediatrica e adulta, lo stato di salute sulle nuove tecnologie CAMPOBASSO. Si è concluso con grande partecipazione il convegno scientifico dal titolo “Lo stato dell’arte della ricerca e nuove tecnologie per i giovani diabetici”, organizzato dall’Associazione Giovani Diabetici Molisani onlus con il patrocinio della Regione, della Federazione Nazionale Diabete Giovanile e dell’Asrem. L’incontro-dibattito si è incentrato sulle cause, sulle cure disponibili e sulle nuove tecnologie che ruotano intorno alla diabetologia pediatrica ed adulta, con l’obiettivo di approfondire la patologia ed il modo per attutirne e risolverne dove è possibile gli effetti. La presenza dei rappresentanti che operano, a vario titolo, nel settore ha permesso di offrire una vasta panoramica sulla malattia e lo stato della ricerca attuale. La produzione ectopica dell’ormone ipoglicemizzante, la cura insulinica, le tecnologie nel trattamento del diabete mellito di tipo 1: sono stati questi alcuni dei temi affrontati in occasione dell’incontro. Al termine del convegno ai partecipanti è stato rilasciato, a richiesta, un attestato di partecipazione. Campobasso e Provincia 7 Venafro Sabato 23 novembre 2013 C.da Colle delle Api - 86100 Campobasso - Tel. 0874 618827 - 483400 - 628249 - Fax 0874 484626 - E-mail: [email protected] Ospedale interregionale, in mattinata s’incontrano gli amministratori della zona Molise, Lazio e Campania: alle 10 la riunione aperta ai cittadini promossa dal comitato Ss Rosario VENAFRO. Organizzata dal Comitato Ss Rosario, stamattina alle 10 grande assemblea dei sindaci del circondario per parlare dell’ospedale di Venafro. Sono invitati a partecipare in massa tutti i cittadini. Esclusi però dall’invito tutti gli altri soggetti istituzionali. L’incontro si tiene presso la grande sala conferenze della chiesa di don Orione in via Pedemontana (di fronte all’ospedale). Il Comitato “Ss Rosario” l’ha promosso per arrivare alla firma di un documento comune di tutti i sindaci, con una proposta di nuovo ospedale. Un documento da firmare che ha perciò un alto valore politico e che addirittura copre almeno tre Regioni (Molise, Lazio e Campania). Il Comita- to ha fatto le cose per bene. Tutti i sindaci dell’alto casertano, del basso Lazio e della valle del Volturno, invitati via fax e telefonicamente, hanno detto che saranno presenti. Qualcuno ha riferito che manderà un suo alto rappresentante. Si fa perciò più dura e soprattutto allargata la lotta per ottenere un ospedale funzionante ed efficiente. La base di partenza sono alcuni servizi essenziali che l’ospedale deve erogare. Ieri ce li ha elencati sommariamente un tecnico esperto di sanità. Ha per esempio spiegato che nel Ss Rosario servono almeno cinque anestesisti, oggi invece sono disponibili in tre. Serve la reperibilità di un chirurgo, oggi addirittura non c’è più ed è un aspetto gravissimo. Non solo è stato cancellato il Reparto di Chirurgia, ma addirittura la Regione ha tolto di mezzo anche la reperibilità di un chirurgo. Serve la presenza di un cardiologo, perché il Pronto Soccorso o meglio il Primo Soccorso possa dare maggiore sicurezza a tutti Oggi come oggi il Pronto Soccorso- ma va dato atto ai medici ed agli infermieri, che vi operano, di avere una grande preparazione e disponibilità- senza la presenza dei Reparti di Rianimazione o di Terapia Intensiva è diventato una sorta di guardia medica attrezzata. L’ospedale venafrano richiede la presenza di alcune figure mediche specializzate, subito. Altrimenti muore defi- nitivamente. Così ha riferito il tecnico: “Oggi l’ospedale di Venafro guadagna il doppio e non costa neppure un quindicesimo rispetto al Veneziale di Isernia. Senza considerare i costi per la manutenzione e tutto il resto, le spese di ristrutturazione e di adeguamento della struttura, che a Venafro sono praticamente vicine allo zero. Ad Isernia invece ammontano a diversi milioni di euro ogni anno. Vanno distribuite meglio le emergenze del Pronto Soccorso tra i due ospedali, per alleggerire il lavoro ad Isernia senza intasamenti o pericoli. Tutto questo migliora l’assistenza del malato, con grandi guadagni economici e sociali per la collettività”. Oggi ce ne sarà di materia per discutere in assemblea. Tra l’altro tutti i sindaci in riunione stamattina da anni fanno stretto riferimento all’ospedale Ss Rosario, per tutta l’assistenza e le emergenze sanitarie. Quindi salvare e rilanciare l’ospedale cittadino, porta a fare l’interesse di una popolazione che va ben oltre il Molise. Ecco perché il documento che verrà firmato stamattina può rappresentare il punto di svolta per rilanciare il Ss Rosario, come grande ospedale di frontiera. Tutti i politici sono avvisati. F. R. Ascensori in tilt nel nosocomio, su sette ne funzionano due: bloccati quelli del Pronto soccorso VENAFRO. Sugli ascensori il Comitato “Ss Rosario” smentisce la Asrem. “Non è vero come ha detto il direttore della Asrem Angelo Percopo che solo un ascensore è rotto- dichiara il presidente del Comitato Gianni Vaccone- Ma su ben sette ascensori strategici ne funzionano solo due. E su questi due sono costretti a trasportare di tutto: malati, roba sporca, cibi”. E’ ben più grave il caso dell’ascensore “precipitato”. La Asrem in un comunicato minimizzava e poneva dei dubbi. Ma la ricostruzione è questa. Intorno alle ore 17 di mercoledì un portantino trasportava una paziente da Ortopedia (al secondo piano) al reparto di Radiologia (al primo piano). La donna aveva bisogno di una radiografia. Premuto il pulsante l’ascensore sarebbe precipitato, bloccandosi in mezzo ai due piani. L’infermiere è caduto a terra, tramortito. E’ stato chiamato il tecnico (presente in quel momento) il quale a mano lo ha fatto risalire, tirando la corda d’acciaio. Qualcosa deve es- sere successo, fatto sta che la porta si è rotta. E’ già capitato ad altri ascensori. Il portantino si è ripreso ed è rimasto sconvolto. E se fosse successo di notte o nei festivi? I tecnici hanno la reperibilità e può passare oltre mezz’ora dal loro arrivo. E se dentro l’ascensore si trova un malato grave? Un dato è assurdo. I due ascensori che dal Pronto Soccorso portano agli ambulatori e ad Ortopedia sono bloccati da anni. I pazienti devono essere trasportati in barella attraverso un percorso più lungo e difficoltoso. Con grave pericolo in caso d’emergenza. Ieri alle 15 il governatore Paolo Di Laura Frattura ha chiamato Vaccone, che gli ha elencato tutte le difficoltà e gli sprechi che si fanno sull’ospedale. Una sorta di cahiers de doleance (un documento scritto di proteste) che il governatore vuole avere a Campobasso in un prossimo incontro da tenere con gli uomini del Comitato. “Portami tutte le richieste per iscritto”avrebbe detto a Vaccone. Frattura ha promesso che risolverà in tempi rapidi tutte le criticità. Ha anche accennato che l’incontro che ha avuto a Roma lo scorso mercoledì, al tavolo sulla sanità, non è andato troppo bene. E che dovrà tornare il 10 dicembre. “Qui al Ss Rosario non si spendono soldi sulla manutenzione né si fanno investimenti-dichiara ancora Vaccone- mentre in altri ospedali si rifà la tinteggiatura, in una stanza, anche per cinque volte di seguito”. L’ultima notizia riguarda l’ambulanza dell’ospedale venafrano, che da un po’ di tempo non è dotata del respiratore automatico. L’attrezzatura è a Campobasso e deve essere portata a Venafro. Ci vuole così tanto a farlo? F. R. Attualità tidiano del Molise Il Quo Quotidiano Sabat o 23 no 13 Sabato novvembre 20 201 dare da vicino Guar Guardare tica tinopatia diabe la re diabetica retinopatia L’Italia si mobilita Opuscoli informativi nella sede di Terzo Spazio Troppi zuccheri nel sangue hanno effetti amari sulla salute visiva. Il diabete, malattia che colpisce oltre tre milioni di persone solo in Italia (5,5% della popolazione), deve essere diagnosticato il prima possibile per evitare anche danni retinici. Proprio per sensibilizzare i cittadini su questo tema si terranno, dal 23 al 30 novembre 2013, iniziative in 57 città italiane grazie all’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapb Italia onlus. Il tutto per evitare di contrarre la retinopatia diabetica, la prima causa di cecità in età lavorativa nei Paesi industrializzati. Si potranno ritirare gratuitamente opuscoli informativi, si potrà partecipare a conferenze in diverse località e, infine, in 12 città si potrà beneficiare anche di check-up oculistici gratuiti. Le iniziative si svolgono in collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. L’obiettivo principale è quello di prevenire una malattia, come la retinopatia diabetica, che colpisce due persone su tre dopo vent’anni di diabete. I diabetici nel mondo sono, secondo l’Oms, 347 milioni. Tra l’altro questo numero è in crescita. Solamente in Italia i diabetici sono oltre tre milioni. Oltre agli occhi possono subire le conseguenze negative di un diabete mal controllato i reni, il sistema cardiovascolare, i nervi periferici e gli arti inferiori. La parola d’ordine è una diagnosi precoce mediante controlli medici periodici. La sezione provinciale di Campobasso aderisce all’iniziativa presso il Terzo Spazio di via Mazzini dalle 8:30 di oggi con la distribuzione di opuscoli informativi. CAMPOBASSO 7 22 TERMOLI Attualità tidiano del Molise Il Quo Quotidiano o 23 no 13 Sabato novvembre 20 201 Sabat Il decesso presso l’ospedale Gemelli di Roma E’ mor o mortto il bimbo nat nato con pr oblemi respirat ori problemi respiratori Il suo cuoricino ha smesso di battere quando era ancora ricoverato presso l’ospedale Gemelli di Roma il piccolo che, quando è nato, non respirava in seguito alla rottura della placenta e al distacco dell’utero della madre. Il piccolo è morto dopo un mese e mezzo di continua lotta. Le sue condizioni erano apparse disperate fin da subito. Dopo il primo trasferimento all’ospedale Cardarelli di Campobasso, il piccolo era stato nuovamente trasferito al Gemelli di Roma. Per i medici del San Timoteo di Termoli, che avevano assistito al parto ed erano riusciti a salvare con prontezza la mamma del piccolo, si è trattato di una “tragica fatalità” visto che il bambino, di circa 4 chili, non presentava alcun tipo di problema fino al momento del parto. I funerali del bambino saranno celebrati nella mattinata di oggi.