ANNO 57 • numero 3 • Novembre 2014 Poste italiane spa - spedizione in a. p. D. L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB San Donà di Piave LE NOSTRE CREAZIONI Quando le abilità di ciascuno si uniscono all'impegno di tutti: ecco biglietti, bomboniere, quaderni, segnalibri e tutto il meglio del “made in Piccolo Rifugio” ISTITUTO VOLONTARI VITTORIO V. FERENTINO Come Lucia nel 1939, chiamati alla santità eucaristica San Donà, Ponte Priula, Verona: qui con voi ci divertiamo! Tutti insieme per un nuovo Doblò: al via la raccolta fondi Al Piccolo Rifugio una reliquia di Giovanni Paolo I AUGURI EDITORIALE Buon Avvento, buon Natale! Fondazione di culto e religione Piccolo Rifugio – onlus casella postale n. 39 30027 S. Donà di Piave (VE) Tel. 0421/330344 www.piccolorifugio.it u [email protected] conto corrente postale 14406375 intestato alla Fondazione Piccolo Rifugio partita iva: 02461760270 La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Poste italiane spa spedizione in a. p. D. L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB San Donà di Piave Aut. Tribunale di Treviso n° 731 del 23-11-1988 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 1565 già iscritta al Registro Nazionale della Stampa n. 3193 Vol. 32 Foglio 737 del 09-05-’91 Redazione: Viale della Vittoria, 19 31029 Vittorio Veneto Dir. Responsabile: Elena Suardi In redazione: Carlo Barosco Tommaso Bisagno Teresa D'Oria don Antonio Guidolin Bruno Perissinotto Stampa: Tipolitografia Mario Paludetti San Vendemiano (Tv) Una copia 0,10 euro Garanzia di riservatezza per gli abbonati Comunicazione ai sensi della legge 675/96 sulla tutela dei dati personali. La Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, editore della rivista “L’Amore Vince”, garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, Via Dante Alighieri, 7 - 30027 San Donà di Piave (Venezia). Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la nostra rivista e/o informazioni od opuscoli inerenti la nostra opera. I migliori auguri a tutti voi di vivere nel cuore la gioia del Bambino che nasce. Con lo sguardo già rivolto all’anno nuovo: perché se il 2014 è stato il cinquantesimo dell’arrivo in Brasile delle Volontarie, il 2015 sarà l’anno in cui ricordare ottant’anni dall’apertura del primo Piccolo Rifugio. Senza la quale non saremmo qui. PER FARCI UN REGALO Anzitutto un grande grazie per la vostra vicinanza: senza l’aiuto dei sostenitori il Piccolo Rifugio non potrebbe proseguire la sua opera. Le offerte a favore dei Piccoli Rifugi o delle attività missionarie in Brasile e Albania delle Volontarie della Carità possono essere effettuate così: • conto corrente postale 14406375 intestato a Fondazione Piccolo Rifugio, via Dante Alighieri 7, 30027 San Donà di Piave (Ve). Basta usare il bollettino precompilato che avete trovato assieme a questo giornale. • conto corrente bancario, presso Banca Prossima, con Iban IT36 Y033 5901 6001 0000 0004 835 intestato alla Fondazione Piccolo Rifugio. • potete rivolgervi direttamente a ciascun Piccolo Rifugio. L’aiuto al Piccolo Rifugio può essere dato in molti altri modi: ad esempio con il volontariato, ma anche con una firma sul modulo del 5 per mille. Oltre che, naturalmente, con la preghiera. PER CONTATTARCI Ecco i recapiti delle nostre sedi, i 6 Piccoli Rifugi d’Italia. Ferentino 0775 244051, [email protected] Ponte della Priula 0438 445318, [email protected] San Donà di Piave 0421 52583, [email protected] Trieste 040 421246, [email protected] Verona 045 562057, [email protected] Vittorio Veneto 0438 57796, [email protected] Fondazione Piccolo Rifugio 0421 330344, [email protected] Amore Vince & sito www.piccolorifugio.it , [email protected] , “Piccolo Rifugio” su Facebook ATTUALITÀ Sacrosanctum Concilium: la messa si fa nuova La prima Costituzione approvata e la lettera Gaudet Mater Ecclesia: l’eredità di Giovanni XXIII al Concilio Vaticano II I n un precedente articolo sull’Amore Vince abbiamo già cominciato a ricordare e riflettere su quel grande avvenimento ecclesiale che è stato il Concilio ecumenico Vaticano II. L’occasione è stata l’anniversario della sua chiusura avvenuta nel 1965: la celebrazione solenne del cinquantesimo avverrà quindi il prossimo anno 2015. Ma, come ricordavamo appunto in quell’articolo, alcuni documenti, fra cui due delle quattro Costituzioni , sono stati approvati durante il percorso, durato ben quattro anni, dal 1962 al 1965. Abbiamo già trattato del documento ritenuto il più importante di tutti i 16 approvati, la Costituzione Lumen Gentium (del 1964 ). Affrontiamo ora un’altra Costituzione, la Sacrosanctum Concilium, la prima approvata, nel 1963. Le altre due Costituzioni, come la grande maggioranza degli altri documenti quali Decreti e Dichiarazioni, sono 1 12 23 34 4 5 6 5 7 6 8 7 stati approvati nella seduta finale del Concilio, nel dicembre 1965. La Sacrosanctum Concilium tratta della riforma della Sacra Liturgia e viene ritenuto il documento che ha avuto più effetti immediati e pratici, riconosciuti dal Popolo di Dio, con molti consensi e qualche inevitabile polemica. In realtà, essa si limita a fissare delle linee direttive per la riforma , lasciandone in gran parte l’esecuzione alle singole Conferenze Episcopali. La Chiesa, quando non sono in questione la fede e il bene generale, non intende imporre, neanche nella liturgia, una rigida uniformità. Mentre da una parte essa deve essere chiaro specchio di unità, si ritiene opportuno che risulti in pari tempo espressione appropriata della spirituale individualità dei singoli popoli. La Liturgia del Concilio è fondata sulla Sacra Scrittura e su una solida teologia magisteriale. E’ nello stesso tempo opera ispirata da Dio per la redenzione e la salvezza umana, ma anche “il vertice verso cui tende l’azione della Chiesa, e nel medesimo tempo la sorgente da cui scaturisce la sua forza”. Perciò la predicazione, il servizio e la carità sono tutti legati alla Liturgia. Già prima del Concilio c’era gran fermento nella Chiesa in vista di una liturgia più vera, più partecipata. Il valore pastorale della liturgia era stato frequentemente sottolineato dagli ultimi Papi. Il movimento di rinnovamento liturgico ha preso nuovo impulso dal Concilio: l’uso delle lingue parlate ha reso più accessibile la comprensione dei riti, ora è più aperta la partecipazione dei fedeli, le letture sono in gran parte affidate ai laici, c’è una maggiore presenza del canto... “E’ ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni 9 10 11 11 12 12 13 13 14 14 15 15 16 16 17 17 18 18 19 19 20 20 21 21 22 22 23 23 24 24 25 25 26 26 27 27 28 28 29 29 30 30 31 31 32 32 33 33 34 34 35 35 36 36 8 9 10 ATTUALITÀ liturgiche“ (Sacrosanctum Concilium, 14 ). La Costituzione sulla Sacra Liturgia è quella che in modo più visibile ed immediato ha inciso sulla vita dei cristiani. Non ci sono state solo modifiche esteriori, come che il celebrante si collochi rivolto al popolo. Bisogna invece sottolineare che la predicazione, il servizio al popolo, la vita globale della Chiesa: tutto è stato influenzato da questa fondamentale riforma. Del resto notiamo che, in questo campo, il Concilio ha portato a maturazione i frutti che un lungo lavoro (avviato da quasi un secolo ) aveva fatto maturare. Possiamo affermare che la Sacra Liturgia è risalita alle sue sorgenti: la Parola di Dio e la realtà del segno. Questo lo possiamo notare soprattutto nella messa: non c’è solo l’abbandono del latino per il volgare; ma anche l’abbondanza della liturgia della Parola, la semplificazione dei gesti e del calendario liturgico, la ripresa della concelebrazione e della comunione sotto le due specie, la libera scelta fra varie forme del canone . Tutte queste innovazioni hanno prodotto maggiore partecipazione dei singoli ed una visione comunovembre 2014 nitaria della liturgia. Bisogna sottolineare anche l’importanza del discorso di apertura del Concilio tenuto da Giovanni XXIII, dell’11-101962: ha avuto notevole influenza sul clima della discussione che cominciava, e sul confronto fra i partecipanti che avevano personalità diverse, rappresentavano realtà molteplici, risentivano della cultura non sempre omogenea dei vari paesi, anche se la fede cristiana era il terreno comune in cui tutti si riconoscevano. Fin dall’inizio il discorso del Papa rivela gioia, entusiasmo, fiducia: prende il titolo dalle sue prime parole, “Gaudet Mater Ecclesia”, cioè “gioisce la Madre Chiesa”. Senza negare che ”nei diciannove secoli precedenti (…) ci sono stati molti dolori e amarezze”, Giovanni XXIII mette subito in risalto il trionfo della Chiesa, “quella società umana e divina che assume dal Divino Redentore il nome, i doni della Grazia e tutto il suo valore”. Alcuni suoi indirizzi furono fondamentali: invitò la Chiesa ad usare “la medicina della misericordia, invece di imbracciare le armi del rigore” (…) “esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento, piuttosto che condannando”. Lo scopo è “rendere più umana la vita degli uomini”, facendo comprendere “di quale dignità sono insigniti”, e “la grandezza della carità cristiana“. A questo sono collegate “la vera pace e l’eterna salvezza”. Durò meno di un anno la presidenza del Concilio da parte di Giovanni XXIII , ma le sue indicazioni, raccolte e fatte proprie da Paolo VI, furono fondamentali per tutta la durata del Concilio. Bruno Perissinotto Il Concilio a San Donà Al Concilio Vaticano II Bruno Perissinotto dedica anche quattro incontri a San Donà, organizzati dall’Uniper: giovedì 27 novembre “Perché il Concilio”, giovedì 4 dicembre “Il percorso del Concilio”, giovedì 11 dicembre “I principali documenti”, giovedì 18 dicembre “Interpretazioni ed esiti”. Sempre alle 15.30 all’auditorium Leonardo Da Vinci. ATTUALITÀ Dal Concilio a Francesco: essere vicini a ogni dolore dei nostri fratelli Il Papa a Redipuglia ci ha invitato a … “tenere tutto il mondo nel cuore” A ll’approfondimento sulla Sacrosanctum Concilium aggiungo una nota personale: trovo che Papa Francesco somigli, sul piano umano e spirituale, sempre più a Papa Giovanni XXIII. Ci commuove con la sua sensibilità, la sua partecipazione al dolore umano, il suo richiamo a partecipare ai problemi degli altri. Cito una sua affermazione nella visita effettuata al sacrario militare di Redipuglia il 13 settembre 2014 : “L’umanità ha bisogno di piangere”. Se ogni dolore e ogni morte ci addolorano, si supera il concetto di “nemico”, con cui in guerra si giustifica l’uccisione di altri esseri umani. Bisogna scoprire che ogni uomo è, prima di tutto, un fratello. L’uomo è sempre una vittima della “follia della guerra”, qualunque sia la divisa che indossa, la fede che professa, la lingua che parla. Queste parole avevano un particolare rilievo in un luogo come Redipuglia che raccoglie centinaia di migliaia 1 2 di soldati che trovarono la morte in quella che un altro papa , Benedetto XV , definì “l’inutile strage”. Papa Francesco ha saputo interpretare il sentimento, dare voce alla sofferenza dei superstiti, elevare una preghiera per i caduti di tutte le guerre. Un‘altra sua espressione, ripetuta per nove volte nell’arco di questo discorso, è divenuta un richiamo alla coscienza di ogni uomo: “A me che importa?“. Il suo è un giusto rimprovero a chi si rinchiude nel proprio interesse privato, e non sente il lamento dei tanti che soffrono, ai quali potrebbe e dovrebbe dare un aiuto. C’è quindi un muro da ab- battere: è quello della “globalizzazione dell’indifferenza”. Papa Francesco insiste, nonostante l’insensibilità a questi richiami di tanti politici o imprenditori, a far appello alla coscienza per la realizzazione di un mondo di pace e di solidarietà, un mondo in cui tutti ci riconosciamo come fratelli. Finché c’è nel cuore degli uomini disinteresse alle conseguenze del traffico delle armi, “questi affaristi della guerra forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere”. Bruno Perissinotto 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 LUCIA SCHIAVINATO Lucia, oggi L’eco della parole di Papa Francesco in alcune citazioni della nostra fondatrice C ontinuiamo l’appuntamento dell’Amore Vince con gli scritti di Lucia Schiavinato: un’occasione per farla conoscere a chi da poco s’è avvicinato al R rimboccati le maniche e tira fuori da te ‘roba vecchia e roba nuova’. Quello che sai di saper fare e quello che ancora non ti sei provata a fare. Sai chi ti aspetta? Il tuo fratello, i tuoi fratelli, il loro bene, la loro anima; e, forse, inconsapevole di dover ricevere da te, il mondo intero. P oco conterebbe la fedeltà all’adorazione del Sacramento, se non fosse alimentata la sete di salvare a qualunque costo il mondo intero. novembre 2014 Piccolo Rifugio, un’occasione per tutti per continuare a frequentare le sue parole. Abbiamo selezionato alcuni pensieri pubblicati su “Con tutto il mondo nel cuore” che riprendono i temi del precedente articolo di Bruno Perissinotto, e cioè delle parole di Papa Francesco a Redipuglia, della voglia di non dire mai “a me che importa”? LUCIA SCHIAVINATO D io ci ha fatti grandi. Parlate dei più urgenti problemi del mondo universo, specie di quelli che interessano la vita dello spirito. Trattatene con Dio nelle vostre adorazioni. Si dilaterà il vostro spirito e vi accorgerete che l’orizzonte che avete davanti agli occhi è senza confini. E più ci occuperemo degli interessi di Dio nel mondo intero, più ci sentiremo piccole e indegne per le nostre miserie”. P reghiamo per tutti i nostri fratelli, e per il mondo. Se abbiamo motivo di dolerci perché non siamo generose, o perché nel nostro campo di apostolato ci pare di non realizzare abbastanza, moltiplichiamo maggiormente il Signore per il mondo intero, ed interessiamoci del maggior numero possibile di nostri fratelli e dei problemi del Regno di Dio. A volte ci fossilizziamo perché non sappiamo dilatarci, e ci chiudiamo nella cerchia troppo ristretta del nostro ambiente. U n po’ alla volta bisogna arrivare ad assumere il peso del mondo. Di quel mondo di fratelli lontani, ai quali bisogna fare un grande posto nel nostro cuore. Hanno diritto di entrarvi tutti, con tutto il loro carico di umanità tradita, oppressa, ignorante, affamata. E di quel mondo di fratelli che ci sono vicini, ai quali dovete attenzione, comprensione, servizio, fatto di umile premura e grande bontà. PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO LUCIA SCHIAVINATO O Dio, tu che sei carità, il Tuo amore vince sempre Ti preghiamo per la Tua serva Lucia Schiavinato, la cui vita fu tutta carità Tu che l’hai profondamente assimilata al Cristo Eucaristia e l’hai resa segno tangibile della tua tenerezza verso i poveri, i sofferenti, gli emarginati donaci la grazia che per sua intercessione Ti chiediamo... e di poterla venerare nella gloria dei Santi. Per Cristo Nostro Signore. Amen Per informazioni, attestazioni di grazie ed offerte rivolgersi a: Postulatore della causa di canonizzazione di Lucia Schiavinato Istituto secolare Volontarie della Carità presso Piccolo Rifugio, via Pettorini 100 A, 03013 Ferentino (Fr), tel 0775 244051 [email protected] 1 2 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 LUCIA SCHIAVINATO Bruciante Amore Le Volontarie di fronte agli esercizi spirituali in casa vissuti da Lucia nel terribile 1939: vita ascetica non significa punirsi, non significa accumulare meriti davanti a Dio. Bensì... L e riflessioni scritte da Lucia Schiavinato durante i suoi esercizi spirituali di settembre-ottobre 1939 sono state oggetto di meditazione negli esercizi spirituali dell’Istituto Volontarie della Carità, svolti a Camposampiero, dal 18 al 23 agosto 2014. A predicare gli esercizi è stato don Antonio Guidolin: ecco il suo commento. Il 1939 fu un “annus terribilis” non solo per Lucia Schiavinato, ma per il mondo intero. Quando il 1 settembre Hitler invase la Polonia, la morte aveva già invaso due volte la vita di Lucia: in maggio le era morto il nipotino e in giugno il papà. Lucia vive l’accompagnamento ultimo del padre nell’ora della morte come “il momento più alto della mia vita”, e osserva: “Ora, mi pare, sarei disposta a qualunque altro sacrificio. Come si orienterà ora la mia vita terrena?” E’ con tali sentimenti e domande che Lucia vivrà gli esercizi spirituali dal 29 settembre al 6 ottobre 1939. novembre 2014 Li inizia dopo due mesi intensissimi dedicati alla organizzazione di ben sedici corsi di esercizi spirituali, in parrocchia a San Donà, con ben 1300 partecipanti, tra giovani, adolescenti, signorine, studenti, donne. Dal 24 al 28 settembre c’è la visita pastorale del vescovo di Treviso, Antonio Mantiero, il quale può constatare, tra le novità parrocchiali più importanti, la recente nascita del Piccolo Rifugio. Lucia ora ha bisogno di fermarsi dopo questa mole di impegni e gli eventi familiari che l’hanno segnata. Ma ancor di più sente che con questo ritiro “deve iniziare la mia conversione totale”. Nell’impossibilità di partecipare ad un corso di esercizi organizzato, comunica al suo direttore la decisione di viverli “in casa”. Scrive infatti: “Mi chiuderò letteralmente in casa. Non potrei fare altrimenti, dovendo star tranquilla. Lascerò suonare il campanello...”. Così si chiude nella propria abitazione, congeda la domestica, dan- do disposizione di lasciarle la posta dietro la porta. La giornata inizierà alle 5 del mattino con la messa, poi rimarrà chiusa in casa tutto il giorno fino alle 23, quando si recherà nella cappellina dell’orfanotrofio per la preghiera davanti all’Eucaristia fino alle 5. Ogni giorno Lucia, per obbedienza al suo direttore, traccia il resoconto delle riflessioni ed esperienze vissute nel ritiro. Queste poche e intense pagine ci aiutano ad alzare il velo sulla vita intima di Lucia con il suo Signore, e poter così intuire quanto è passato nel suo cuore, in quelle giornate di silenzio e solitudine. Per chi legge, oggi, quelle righe, la prima impressione è di trovarsi come Mosè davanti ad un roveto ardente, che brucia senza consumarsi. Lucia annoterà subito, all’inizio del ritiro: “L’Amore bruciante ha bruciato”. Anni dopo scrive alle sue compagne che se l’impegno a servire può apparire pesante è forse “perché non siamo totalmente entrate nel cli- LUCIA SCHIAVINATO ma arroventato del fuoco che Egli è venuto a portare sulla terra, e dall’impazienza divina che si accenda” (3-101965). Per Lucia, totalmente immersa in quel “fuoco”, quei giorni ardenti le rivelano in maniera precisa “la vocazione di vittima”. La spiritualità di vittima, o spiritualità oblativa, è un “sì” detto all’Amore, non solo con le parole, ma con la vita, con l’accettazione umile e fedele della croce quotidiana. E’ una chiamata, questa, che per Lucia si delinea mentre è davanti al tabernacolo, “appoggiata all’altare dove ogni giorno si rinnova il sacrificio”. Qui sta il segreto di chi è chiamato a fare della propria vita un dono totale: l’Eucaristia. La santità del cristiano è santità eucaristica. Lucia lo sa bene: non ci si può limitare a celebrare l’Eucaristia, ma si deve essere Eucaristia. E’ una chiamata a vivere con Gesù e come Gesù, con semplicità, modestia, umiltà, senza pensare di dover compiere cose eccezionali. In quei giorni di intensa intimità con il Signore Lucia avverte un forte richiamo ad “una rinuncia totale a tutto: riposo, cibo...” Ma si chiede come potrà avvenire tutto 1 2 ciò se il Signore la chiama a “consumare l’energia fisica in un lavoro a volte estenuante”. Ancora una volta Lucia comprende che il Signore non mette dei pesi, ma invita a vivere le sue chiamate nella pace e con gradualità. Ciò che conta è la decisione del cuore. Dio non domanda troppo, domanda tutto. Ma il “tutto” è “tutto” quello che in quel momento tu gli puoi donare. Sarà a lui a portare a compimento ciò che inizia in te. “Raggiunta la spogliazione completa l’anima sarà in grado di avvicinarsi al divino modello... Ecco delinearsi i caratteri della funzione riparatrice”. Così Lucia esprime il senso di una vita ascetica che non ha come fine la ricerca di meriti di fronte a Dio, con prestazioni di tipo punitivo: ciò che conta è il voler collocare la propria vita nel campo sconfinato dell’amore cristiano. Unita a Cristo, Lucia vive il desiderio ardente di sostituirsi a coloro che hanno dimenticato il valore e il motivo del sacrificio della croce. E’ l’amore che “ripara” la frattura degli uomini con Dio e tra di loro, non il dolorismo. Certamente un amore serio, non una superficiale emozione. L’esperienza e le riflessioni di Lucia sono state oggetto di meditazione a Camposampiero. Un tempo forte di silenzio e preghiera, vissuti nei luoghi dove Antonio di Padova trascorse gli ultimi giorni della sua vita. Anche lui testimone di un fuoco di amore che lo faceva ardere, diventando così autentico “riparatore” di quelle ferite che segnano il cuore di chi si allontana da Dio. I tempi possono cambiare, ma rimane sempre vero, per ogni ora della storia, che “l’inferno s’apre sulla terra, nella misura in cui l’uomo si sottrae, folle, alla purezza della tua passione, o Cristo”, come scrisse il poeta Ungaretti durante la seconda guerra mondiale. Gli amici di Dio, come Antonio e Lucia, sanno che sarà grazie anche alla loro piena partecipazione all’Amore che si potrà chiudere l’inferno sulla terra e impedire quello eterno. Don Antonio Guidolin 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 FONDAZIONE Dialogo e formazione Più competenze sono lo strumento per offrire un servizio migliore alle persone con disabilità. E l’obbiettivo del ciclo di supervisione pedagogica organizzata dalla Fondazione D a tempo la Fondazione Piccolo Rifugio cura la formazione del personale. Non solo per quanto obbligatorio per legge, ma pure come parte dell’impegno per offrire il meglio possibile alle persone con disabilità che sono il cuore ed il senso delle nostre case: un meglio possibile che passa anzitutto per le competenze professionali. Importanti sono in particolare gli incontri periodici tra i coordinatori, un’occasione di dialogo tra chi lavora a Ferentino, Ponte della Priula, San Donà, Trieste, Verona e Vittorio Veneto. Per verificare le differenze tra realtà distanti per chilometri, diverse per territorio, storia e struttura. Ma pure per tenere sempre chiara la direzione del cammino comune: quello dell’esempio di Lucia Schiavinato, della testimonianza e della fondamentale presenza delle Volontarie della Carità, delle scelte della Fondazione, del progetto pedagogico “L’infinito dentro”. I coordinatori si sono ritrovati a San Donà mercoledì 15 ottobre: il primo di 5 incontri di novembre 2014 Il primo incontro del coordinamento dei coordinatori con Federico Mucelli e Paolo Peretti supervisione pedagogica in cui al direttore tecnico della Fondazione Paolo Peretti si affianca il pedagogista e docente universitario Federico Mucelli. Al centro della riflessioneprovocazione condotta da Mucelli il concetto stesso di ruolo- che cos’è, chi lo riconosce, il rapporto tra il ruolo che ricopri e l’ambiente in cui lo ricopri – e, per ricaduta, il ruolo del coordinatore. Il prossimo appuntamento sarà a gennaio 2015. L’obbiettivo degli incontri di questo“coordinamento dei coordinatori” è rinforzare la figura del coordinatore, chiarendo le sue responsabilità e consolidando le sue competenze, in modo che possa agire con autonomia dove necessario. Nel corso della mattinata del 15 ottobre i coordinatori, Mucelli e Peretti hanno discusso anche dell’evoluzione delle politiche sociosanitarie di Regioni e aziende sanitarie – in particolare in Veneto, dove abbiamo 4 delle nostre 6 case – e di come da queste potrebbero derivare richieste nuove per i Piccoli Rifugi. Agli incontri con i coordinatori si aggiungono, come parte dello stesso progetto di dialogo e formazione, gli incontri con tutto il personale casa per casa, coinvolgendo assieme centri diurni e comunità: si svolgeranno ad intervalli regolari di qui a dicembre 2015. LE NOSTRE CREAZIONI Fatti per voi Con carta, stoffa, legno e colore, ma soprattutto con la passione delle persone con disabilità e di chi si dedica a loro: ecco come nascono i piccoli lavori e le grandi idee regalo dei sei Piccoli Rifugi. Ferentino: non solo ceramica Specialità in ceramica, ma non solo, sono i frutti delle mani, degli occhi e del cuore delle persone con disabilità del Piccolo Rifugio di Ferentino. A guidare il lavoro di ciascuno, la ceramista Gianna Sbordoni e chi la aiuta. Info: 0775 244051. Qui sopra, il presepe in stoffa realizzato per Natale 2013. Ponte della Priula: carta, legno, riciclo e fantasia La specialità sono i biglietti in carta riciclata. Sono gli ospiti del Piccolo Rifugio a ridurre i fogli in pezzettini piccoli, metterli a bagno, una volta frullati raccoglierli in un telaio e versarli nello stampo, anch’esso di recupero . Biglietti al 100% naturali, personalizzabili su richiesta. Ma abbiamo una nuova freccia al nostro arco d’arte: con traforo, colori e passione realizziamo piccole stelle smaltate, alberelli verdi o dorati, candidi angioletti, calze della Befana: perfetti per “fare Natale”, appendendoli all’albero o sparsi per casa. Info: 0438 445318. 1 2 3 14 25 36 47 58 69 710 81191210131114121513161417151816191720182119222023212422252326242725282629273028312932303331343235333634 3 LE NOSTRE CREAZIONI San Donà: ci abbiamo messo il cuore! Ecco alcune delle creazioni del centro diurno “Girardi” di San Donà: le abbiamo esposte alla Fiera del Rosario, ma ogni giorno ne prepariamo di nuove... (Questa foto, come quella di copertina, è opera di Luciano Pagnin). Info: 0421 334085. Verona: biglietti d’auguri per tutti Spugnature, stencil, decorazione “a scarabocchio”: il Piccolo Rifugio di Verona realizza biglietti di auguri, ad esempio per Natale, per tutti i gusti. Il fiore all’occhiello sono i biglietti in stile Jackson Pollock, realizzati cioè con la stessa tecnica del dripping (sgocciolamento) diffusa dall’artista statunitense. Sono quelli che vedete nella foto, in basso al centro. Info: 045 562057. novembre 2014 LE NOSTRE CREAZIONI Vittorio Veneto: specialità natalizie a stencil La specialità del centro diurno Vettoretti del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto è lo stencil: adatto a tutti, permette a ciascuno di contribuire in base alla sua abilità Con questa tecnica di decorazione realizziamo magliette e canottiere decorate, ma anche idee regalo per Natale, decorate con la nostra speciale renna. Diamo più colore a mille oggetti per la casa. Info: 0438 947804. Trieste Da quest’anno il centro diurno ha aggiunto un nuovo laboratorio: quello di ceramica, possibile grazie al forno donato dai discendenti dei coniugi Sanguinetti, che donarono la casa che ospita la Domus Lucis. Info: 040 421246. Alla pagina “Le creazioni del Piccolo Rifugio e della Domus Lucis” (trovi il link andando su www.piccolorifugio.it) una rassegna di creazioni delle nostre case con tante foto. Per informazioni potete anche scrivere a [email protected] O, meglio ancora, andare a bussare alla porta del Piccolo Rifugio. 1 2 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108119 1210131114121513161417151816191720182119222023212422252326242725282629273028312932303331343235333634 3 VOLONTARIATO Oasi di pace Eleonora, Moira e Martina raccontano la vacanza dei Volontari X Shelter con il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula: ecco cos’è il volontariato qui da noi “I n spiaggia i vicini di ombrellone ci dicevano: ma come siete bravi, certo che il volontariato è proprio una vocazione. Io mi sentivo quasi offesa. Perché so che chiunque può impegnarsi nel volontariato, basta che ci metta il cuore. Non ci vuole la ‘vocazione’. E nella settimana a Caorle non ho mica ‘rinunciato alle vacanze per donarle alle persone novembre 2014 disabili’, come c’era scritto nel titolo di un articolo di giornale sulla nostra esperienza: mi sono divertita io, più di loro. Le risate che ci siamo fatti insieme, e che venivano fuori quasi da niente, mi sono rimaste nel cuore. Quella settimana è stata un’oasi di pace”. Eleonora Chiesurin ha 22 anni, ed ha capito tutto. E’ una delle tre donne dei Vo- lontari X Shelter che ha partecipato alla settimana di soggiorno estivo a Caorle assieme a sette persone con disabilità del Piccolo Rifugio di Ponte della Priula. Meglio, è una delle dieci persone che sono andate in vacanza assieme. Le sue parole riassumono lo spirito del volontariato al Piccolo Rifugio: vieni da amico, torni a casa arricchito; vieni VOLONTARIATO non per fare-qualcosa, ma per essere te stesso, e per condividere tempo e esperienze con altri. Eleonora è partita per Caorle pochi giorni dopo avere festeggiato la laurea triennale in psicologia. Con una tesi sull’anosognosia (mancata consapevolezza del proprio stato di salute) per la quale racconta, l’idea le venne proprio durante il tirocinio al Piccolo Rifugio. Con Eleonora, a Caorle, c’era anche Moira De Rosso. Per lei una soddisfazione e una responsabilità in più: quest’anno per la prima volta i Volontari X Shelter, l’associazione che 1 2 presiede, hanno gestito il soggiorno in autonomia. “Con un po’ di organizzazione, ci siamo riusciti - dice Moira - E dal Piccolo Rifugio non ci hanno mai lasciati soli. In ogni caso, per tutta la vacanza noi che c’eravamo siamo sempre stati tutti insieme, e molto uniti”. La terza voce di volontariato in arrivo da Caorle è quella di un’altra giovane, Michela Moretton. “I ragazzi del Piccolo Rifugio sono persone meravigliose: grazie a loro mi sono resa veramente conto di non essere solo una volontaria, bensì di essere parte di una grande famiglia. Di questa set- timana ricorderò soprattutto le bellissime emozioni che i ragazzi hanno saputo donarmi con tanta semplicità. Tornata a casa, mi sento arricchita di gioia, soddisfazione, forza, allegria e felicità”. I sette ospiti del Piccolo Rifugio hanno potuto godersi questa settimana speciale grazie alle volontarie - a cui va il più grande dei grazie - ma anche per merito della generosità di chi ha dato un contributo, ed in particolare i partecipanti al torneo di calcetto Piccolo Rifutbol 2014. 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 PONTE DELLA PRIULA La generosità è contagiosa Il vescovo Pizziolo alla conclusione dei lavori di ampliamento curati dalla Fondazione Zaina Bernardi S abato 13 settembre 2014 la Fondazione Zaina Bernardi ha festeggiato il completamento dei lavori di ampliamento dello suo stabile in via Pasubio 53, quello cioè che ospita il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula. Il Piccolo Rifugio ora ha due piani. Tutto nuovo è il primo piano, con 10 posti letto. Anche il piano terra e’ stato ampliato, con gli spazi in cui sorgeranno la cucina e la cappella. Dopo gli interventi della presidente della Fondazione Zaina Bernardi Giuseppina Caruso, del presidente della Fondazione Piccolo Rifugio Carlo Barosco, e delle Giuseppina Caruso, presidente della Fondazione Zaina autorità, il vescovo di Vittorio Veneto mons.Corrado Pizziolo ha benedetto la struttura. E ha aggiunto una riflessione: “Nel 2008, alla cerimonia di apertura del Piccolo Rifugio, ci auguravamo che questa casa avrebbe suscitato sensibilità verso le La benedizione del vescovo Corrado novembre 2014 persone con disabilità. E così è stato: il parroco di Ponte della Priula don Francesco Toffoli mi dice che quest’augurio si è realizzato in maniera perfino superiore alle aspettative, non solo in parrocchia ma in tutta l’unità pastorale. L’arrivo del Piccolo Rifugio ha messo in moto tante energie. E questo è un segno straordinario di Vangelo”. Come esempio del coinvolgimento delle comunità verso il Piccolo Rifugio, noi subito pensiamo ad esempio ai tanti volontari riuniti nell’associazione Volontari X Shelter. A tagliare il nastro dell’ampliamento sono stati Mario, veterano degli ospiti del Piccolo Rifugio, e Fabiano Zaina, in rappresentanza della famiglia dalla cui generosità grande tutto ha potuto avere inizio. PONTE DELLA PRIULA Godersi il mare in carrozzina Grazie a Unicredit Onlus i Volontari X Shelter potranno acquistare due “carrozzine da mare” La presidente dei Volontari Moira De Rosso ritira il contributo U nicredit Treviso Onlus ha scelto di premiare i Volontari X Shelter e il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula - comunità alloggio Fondazione Zaina Bernardi: ha stanziato un un contributo di 1500 euro al nostro progetto “Mare senza barriere”. Servono per acquistare due car- rozzine da mare: sedie a rotelle con grandi ruote, adatte per solcare la sabbia, facili da spingere per l’accompagnatore, adatte a garantire la sicurezza nel trasporto... ma anche in grado di far vivere alle persone in sedia a rotelle il senso di libertà e il piacere di stare in acqua, di farsi un bel bagno. Le carrozzine sedia mare serviranno, in particolare, a permettere anche alle persone in sedia a rotelle del Piccolo Rifugio di Ponte della Priula di partecipare da protagonisti alle vacanze al mare ed alle uscite. Un piccolo passo per renderli più felici. Il 22 settembre 2014 il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula ha compiuto 6 anni: un traguardo festeggiato tutti insieme, educatori, operatori ed ospiti, in spirito di famiglia! 1 2 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 SAN DONA’ DI PIAVE Divertimento! Questa la parola d’ordine e questo lo spirito della festa dei volontari del Piccolo Rifugio di San Donà. E se qualcuno vuole venire a divertirsi assieme a noi... U na domenica di divertimento. Questo voleva essere, e questo è stata, la annuale Festa degli Amici del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave di domenica 14 settembre. Più di cento persone sono accorse a condividere la festa, a dire “ti voglio bene” al Piccolo Rifugio ed a ricevere il nostro grande “grazie”. Si sono divertiti, e ce lo hanno ribadito il giorno dopo, i claun di Vip Venezia Onlus, venuti a dare colore al pomeriggio dopo il pranzo a cura del Gruppo Cuochi. Si sono divertiti tutti quelli, con e senza disabilità, che hanno novembre 2014 partecipato ai giochi organizzati. Si sono divertiti i più anziani: forse non prendevano parte ai giochi, ma certo partecipavano con gli occhi e con l’attenzione. Si sono divertiti i tre bambini presenti, liberi di godersi gli spazi ampi del Rifugio e completamente a proprio agio, con totale naturalezza, a giocare assieme a chi ha più anni o meno possibilità di muoversi rispetto a loro. Si sono divertiti gli organizzatori, felici di vedere che l’obbiettivo era stato centrato: la festa era dedicata al sole, e il sole ha brillato, sia in cielo che nei cuo- ri. Per la Festa avevamo spedito più di 100 inviti, perché almeno altrettante sono le persone che ci sono vicine, di San Donà e non solo: dai giovani dell’Azione Cattolica del Duomo o del progetto “Chi è il mio prossimo” della Caritas diocesana, agli scout Foulard Bianchi, fino alla nostra magnifica volontaria di 85 anni. C’è chi è presente con costanza da più di 20 anni. C’è chi viene per stirare o per tagliare l’erba, chi per accompagnare nelle uscite e chi per guardare un film insieme, chi per aiutare una delle ospiti a tenere allenata la sua capacità di leggere, SAN DONA’ DI PIAVE scrivere e fare di conto... Ma prima del servizio viene la relazione. Prima che volontari, sono amici: di quelli che vengono anche se di lavori da fare non ce ne sono, di quelli che passano a salutare appena tornano da lunghi viaggi. Ci sono amici che vengono al Piccolo Rifugio a confidarsi agli ospiti le proprie pene e chiedere le loro preghiere, o amici che vengono a pregare insieme a loro, e sono una presenza fissa alla messa prefestiva delle 18. Ci sono amici, ma sarebbe bello se ce ne fossero di più. In particolare, con qualche volontario in più disponibile alla domenica si potrebbero offrire agli ospiti del Piccolo Rifugio più uscite, più occasioni di divertimento e di allegria, più occasioni di stare in mezzo a tutti gli altri, come tutti gli altri. Per informazioni veniteci a trovare al Piccolo Rifugio, o fatevi sentire: 042152583, [email protected], “Piccolo Rifugio” su Facebook. I seminaristi della diocesi di Treviso in visita al Piccolo Rifugio di San Donà: un sabato insieme a noi per assaporare la testimonianza delle Volontarie della Carità, scoprire come vive oggi l’opera fondata dalla Serva di Dio Lucia Schiavinato, ascoltare e raccontarsi con gli ospiti della nostra casa. Un grande grazie ai seminaristi per questa bella giornata condivisa! 1 2 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 SAN DONA’ DI PIAVE Adoratori con l’aiuto e sull’esempio di Maria Davanti all’Eucaristia nella cappella del Piccolo Rifugio, davanti a Maria nel Santuario di Motta C ome ogni anno, il Gruppo Adoratori del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave si è recato in pellegrinaggio al santuario della Madonna dei Miracoli a Motta di Livenza “Con il mese di settembre – racconta il Gruppo Adoratori - ricomincia l’adorazione eucaristica nella chiesetta del possibile ormai da vent’anni questa risorsa preziosa non solo per la vita dei Piccoli Rifugi, ma anche per il bene della Chiesa. Come da tradizione, l’impegno degli Adoratori si è ufficialmente aperto con il pellegrinaggio alla basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. Dopo un’estate Piccolo Rifugio. L’adorazione pomeridiana, dalle 15 alle 18, serale, ogni lunedì dalle 20.30 alle 24, e notturna, ogni ultimo lunedì del mese dalle 20.30 alle 8, è sostenuta da quanti risiedono al Piccolo Rifugio e da numerose persone di buona volontà che, con la loro fedeltà all’appuntamento, rendono di incertezza meteorologica, sabato 6 settembre, invece, il sole ha reso possibile la recita del rosario in processione attorno alla basilica, meditando i misteri con particolari riflessioni e preghiere sulla famiglia, per accogliere l’invito alla preghiera per l’imminente Sinodo sulla famiglia. Poi la S.Messa e a seguire lo spazio novembre 2014 per le iniziative personali: visita alla Cappella dell’apparizione, confessioni, colloqui con i Padri... E’ stato un pellegrinaggio semplice e intenso, non solo perché Maria è sempre rifugio e consolazione ma perché, vedendo il numeroso gruppo, ognuno ha potuto constatare che la sua goccia di disponibilità concorre a formare un mare di preghiera, e si sa:la forza che ne deriva, con la grazia di Dio, è in grado di sconfiggere ogni male. Un particolare ringraziamento alla comunità dei Frati che ci hanno accolto con gioia e hanno pregato con noi. Ha concluso la bella mattinata a Motta di Livenza un momento conviviale di scambio e conoscenza. Ci siamo salutati con il proposito di ritrovarci nella preghiera e il desiderio di ritrovarci nuovamente l’anno prossimo: adoratori con l’aiuto e sull’esempio di Maria. SAN DONA’ DI PIAVE 6 anni con la scuola Schiavinato Con don Antonio Guidolin raccontiamo Lucia agli studenti di prima media R itorna il “Progetto Lucia Schiavinato”: per il sesto anno consecutivo, un gruppo del Piccolo Rifugio è stato ospite della scuola media Lucia Schiavinato di San Donà. Il 31 ottobre 2014, 114° anniversario della nascita di Lucia, siamo andati a raccontare agli studenti di prima classe, giunti da poche settimane in quelle aule, chi è questa Lucia cui la loro scuola è dedicata. Le parole di don Antonio Guidolin, studioso della vita e dell’opera di Lucia, e le slide proiettate sullo schermo, hanno sintetizzato la vita e gli ideali – di fede, anzitutto- di Lucia, hanno mostrato 1 2 i Piccoli Rifugi e l’impegno in Brasile, hanno incuriosito un po’ i ragazzi sulla vicenda di questa grande sandonatese. La cui vita è narrata anche dall’affresco di Jos nella tromba delle scale della scuola. Per il Progetto dobbiamo un grande ringraziamento ad Annamaria Babbo, la dirigente che all’arrivo alla scuola Schiavinato ha voluto e fortemente sostenuto questa attività. Dall’anno scolastico 2014-15 Babbo è in pensione: le docenti De Cilia e Zordan, con l’appoggio della dirigente reggente Marin, hanno raccolto il testimone, e assieme a loro proseguiamo il cammino. Prossimo appuntamento, in primavera 2015, quando le classi della scuola Schiavinato a cui abbiamo parlato di Lucia verranno a conoscerla di persona... o quasi: visiteranno cioè la Casa di Lucia, il centro di spiritualità e memoria allestito presso il Piccolo Rifugio di San Donà. Là dove Lucia crebbe, e visse le sue prime esperienze di carità e di fede. 3 14 25 36 47 5 8 6 9 710 81191210131114121513161417151816191720182119222023212422252326242725282629273028312932303331343235333634 3 VITTORIO VENETO La sua mano tesa verso di noi Ricordiamo Gianluca Della Giustina. Don Ermanno: “la sua vicinanza mi faceva sentire vicino Dio” È improvvisamente e silenziosamente mancato, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2014, Gianluca Della Giustina, un ospite del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto. Aveva 44 anni. Serravallese di via Tandura, da dieci anni Gianluca viveva al Piccolo Rifugio, dove già in precedenza aveva trascorso brevi periodi. Durante il giorno frequentava il ceod gestito dalla cooperativa Fenderl a Cozzuolo, mentre nel tempo novembre 2014 libero partecipava anche alle attività proposte dal Piccolo Rifugio: negli ultimi anni, ad esempio, era stato uno degli attori degli spettacoli del Laboratorio Scuola Volontariato assieme a gruppi di studenti delle scuole superiori vittoriesi. Gianluca lascia la mamma Elisa Recchia e i fratelli Dino e Bruno, che in tutti questi anni gli sono sempre stati molto vicini. “Il ricordo della sua allegria viva per sempre al Piccolo Rifugio e ci conforti nei momenti di difficoltà”: è stata una delle intenzioni della preghiera dei fedeli letta al funerale, è uno dei modi con cui vogliamo ricordare il nostro amico. “Ringraziamo il Signore per Gianluca, che ci ha portato serenità e sorriso”, ha detto all’inizio del funerale il nostro parroco don Ermanno Crestani. Il Vangelo letto era quello delle Beatitudini: quello giusto, ha sottolineato don Ermanno all’omelia, per Gianluca che era puro di cuore, era mite, era povero in spirito, portava la pace con la sua presenza. “Lui si faceva avanti, tendeva la mano alle persone. Quando lo faceva con me, la mano di Gianluca mi sembrava una benedizione. La sua vicinanza mi faceva sentire vicino Dio”. “Persone come Gianluca – ha proseguito don Ermanno . sono Agnelli di Dio che tolgono i peccati del mondo: con la loro innocenza e la loro sofferenza aiutano gli uomini ad essere più buoni”. VITTORIO VENETO Tutti assieme per il Doblò Raccolta fondi per un’auto nuova in grado di trasportare anche chi è in sedia a rotelle. Il primo grande passo arriva dalla generosità della Pedalavis A l Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto c’è bisogno di un nuovo Doblò. Cioè un veicolo adatto per gli spostamenti quotidiani degli ospiti della casa, quando la destinazione è troppo lontana per andarci a piedi o in bici, o per chi in condizioni di salute fragili. Il Doblò è una necessità, in particolare, per le persone in sedia a rotelle. Il nuovo veicolo servirebbe a sostituire un Renault Express ormai troppo vecchio e quindi non affidabile né sicuro, ed inoltre troppo piccolo per le necessità di una “famiglia” di 30 persone. Per questo servirà dotare il Doblò dell’attrezzatura per il trasporto in sicurezza delle sedie a rotelle, a partire dal sollevatore: già solo questa è una spesa di alcune migliaia di euro. Per il Doblò attrezzato abbiamo già chiesto un preventivo ad un rivenditore specializzato che per noi ha sempre avuto un occhio di riguardo, ma siamo comunque attorno ai 25 mila euro. Per questo abbiamo iniziato una nuova raccolta fondi pro 1 2 Doblò, e come sempre sappiamo di poter contare sul sostegno di tanti amici. Il primo passo l’abbiamo fatto grazie alla Pedalavis di domenica 21 settembre: anche quest’anno gli amici dell’Avis Vittorio Veneto hanno scelto di offrire alle persone con disabilità della nostra casa parte del ricavato della pedalata di 21 km per Vittorio Veneto e dintorni. Dalla Pedalavis è arrivata una buona offerta che abbiamo messo da parte per il Doblò. Dobbiamo un grande grazie alle associazioni che hanno collaborato all’organizzazione e hanno moltiplicato la generosità: San Valentino di Cozzuolo, Istadea, Prealpi Soccorso, Carabinieri in Congedo. Ed è stata una grande gioia vedere che tantissimi vittoriesi e non solo hanno accettato l’invito alla pedalata: c’erano 456 iscritti - compresi il sindaco Tonon e l’assessore Mognol - più un’altra trentina di sostenitori non pedalanti. E sono stati Francesco e Giacomo del Piccolo Rifugio a dare il via alla Pedalata con le loro tre ruote. Il ricavato della Pedalavis è un primo grande passo avanti verso il Doblò; per aiutarci a raggiungere il traguardo, è possibile consegnare offerte direttamente al Piccolo Rifugio oppure sul conto con iban IT75D0890462190007000004 500. Per informazioni contattate il Piccolo Rifugio: 0438 57796, [email protected] 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 VITTORIO VENETO Progetto Lucia Schiavinato University U na buona notizia per le persone con disabilità del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto e del Piccolo Rifugio di Ponte della Priula, oltre che per altre che vivono nel territorio della Ulss 7. Nell’ambito del bando territoriale locale 2014, il Csv di Treviso ha riconosciuto un contributo di 5400 euro a “Lucia Schiavinato University”, progetto presentato dall’associazione Lucia Schiavinato, in collaborazione con Fondazione Piccolo Rifugio, Volontari X Shelter e Anffas Sinistra Piave. Grazie a “Lucia Schiavinato University” da settembre 2014 in poi gli ospiti dei Piccoli Rifugi di Vittorio Veneto e Ponte della Priula possono partecipare a corsi e laboratori sportivi, artistici e di cucina che sfoceranno, entro metà 2015, nella partecipazione ad eventi sul territorio. Primi passi: il corso di biodanza, con Paolo Bressan, il laboratorio di internet e il proseguimento degli allenamenti di aikido. Nuovo direttivo dell’associazione Lucia Schiavinato L ionella D’Arsiè, di Santa Maria del Piave, è la nuova presidente dell’associazione Lucia Schiavinato, i volontari del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto. La ha eletta l’assemblea straordinaria dell’associazione del 4 luglio 2014. Lionella, già presidente in passato e volontaria da molti anni, è anche la nipote di Luigi Lorenzetto, indimenticabile ospite artista del Piccolo Rifugio, che dipingeva con un pennello in bocca, dato che le mani non potevano aiutarlo, quadri poi protagonisti in molte mostre ed esposti con orgoglio su molte pareti, non solo dentro il Piccolo Rifugio. Nel nuovo consiglio direttivo ci sono anche il vicepresidente Michele Magoga, i segretari Diego Giacomin e Raul Piccoli, i consiglieri Laura Covre (una giovane da poco entrata nell’associazione), Massimo Mariotto, Loredana Biz e Luciano Pizzol. Collaborano con il direttivo, pur non facendone parte, anche Donatello Ferrari, tesoriere, e Dino Mulotto. Camposcuola dedicato alle “donne accoglienti” per l’Acg di Spinea: i ragazzi hanno fatto tappa anche al Piccolo Rifugio vittoriese, per farsi raccontare l’accoglienza – e il carisma- di Lucia Schiavinato. novembre 2014 VITTORIO VENETO Il dono della musica Grazie al concerto “100% quote rosa” di Talita e Terno Secco, i nostri ospiti proveranno a suonare con la guida di Claudio Marchisio U n gruppo di artisti ha deciso di fare un regalo al Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto. E di condividere con le persone con disabilità il proprio amore per la musica. Venerdì 10 ottobre, infatti, il teatro Da Ponte di Vittorio Veneto si è riempito per il concerto pop “100% quote rosa” con la cantante Talita (Paola Coletti) assieme ai vittoriesi Terno Secco cioè Matteo Tempini , Alberto Turchetto e Gianmarco Dazzi, con Gerardo Pozzi alla batteria. A far da coriste Anna Mutton, Giorgia Maria Frassetto ed Eleonora Chiesurin, che è anche una delle Volontarie x Shelter. Ospite speciale il cantautore Stefano Dall’Armellina accompagnato alla chitarra da Alberto Fogliato. I gruppi Erisimo e New Ashtart hanno organizzato il concerto, con il sostegno di Farmachl Conegliano e Gilda degli Insegnanti di Treviso. Il concerto è stato ideato per poter donare agli ospiti del Piccolo Rifugio un corso di musica: tutto il ricavato servirà per l’acquisto degli strumenti musicali necessari. A guidare il laboratorio musicale è il maestro Claudio Marchisio. Bruna ringrazia... Carissimi amici, come vedete la foto della nostra cappellina del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto è ancora una volta sull’Amore Vince. Spesso faccio compagnia a Gesù e da lui attingo forza e continuità nell’ambiente dove il Signore mi vuole. La nostra carissima Associata Annamaria Natale spesso viene a pregare aprendo il Tabernacolo. Tutti i mercoledì lei, suo marito Armando ed un gruppo di persone, tutte dell’Ordine Francescano Secolare, vengono a pregare nella nostra cappella, implorando dal Signore coraggio e serenità per affrontare le difficoltà della vita: chiunque volesse partecipare con loro è benvenuto. Tutto è grazia, ed anche se a volte ci sono incomprensioni, queste servono a formare e ad arricchire lo spirito, se tutto si cerca di vedere nella luce dell’Amore. A nome della comunità sento di esprimere tutta la riconoscenza per la generosità e la disponibilità dei nostri amici Annamaria e Armando per il grande bene che fanno. Il Signore sia sempre accanto a loro e a tutti colori che sono nei loro cuori. Bruna 1 2 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 VERONA Il buonumore abita al Piccolo Rifugio Il neovolontario ventenne Giacomo Turco: “qui mi ringraziano sempre di tutto e hanno tanta attenzione verso di me” “Q uando vado un po’ giù di umore mi dico: tra un po’ vado al Piccolo Rifugio. E così mi passa. Perché quando vado al Piccolo Rifugio poi sento sempre di avere ricevuto tanto”. Giacomo Turco, classe 1993, è un un nuovo dono prezioso arrivato nella nostra casa di Verona. Doveva trascorrere con noi due mattine alla settimana, d’estate: progressivamente, senza che glielo chiedessimo, è arrivato sempre più presto ed ha aumentato sempre di più le ore passate con noi. ad una delle funzioni ed all’uscita mi sono detto: ma sì, vado al Piccolo Rifugio”. LE DIFFICOLTÀ ”Sono andato in crisi quando c’erano da fare i braccialetti: mi riusciva difficile di tenere i fili”, sorride lui, raccontando di quando ha partecipato al laboratorio di braccialetti avviato da poco, con le ospiti, dall’educatrice Marta Alborali. Se si tratta, invece, di prendersi cura da vicino di una perCOME HO INIZIATO sona che ha bisogno del tuo “Conoscevo il Piccolo Rifugio aiuto, nessun problema. “Lo – racconta Giacomo - attraver- faccio volentieri”, spiega. so mia nonna Clelia che viene qui come volontaria due vol- PERSONE VERE te alla settimana. Anche mia “Mi colpisce, soprattutto, vemamma mi aveva suggerito di dere che c’è chi fa fatica a fare venire a fare volontariato qui, tutto, anche azioni come scrima si sa che certe cose uno vere o mangiare che di solito le deve decidere da solo. Poi tu dai per scontate. Eppure nella mia parrocchia di San- loro sono contenti, e mi semta Maria Regina (la stessa del brano persone più vere di tanPiccolo Rifugio) ha fatto tap- te altre che conosco. pa l’Immagine della Madon- Mi è piaciuto molto anche na Pellegrina del Santuario di partecipare all’incontro di Fatima. Una sera sono andato danzaterapia. Io non sono cer- novembre 2014 to un tipo da ballo, ma vedere loro che partecipano a questo ‘viaggio’, un po’ con i movimenti e un po’ con l’immaginazione...” MI DEDICANO TANTE ATTENZIONI “Mi ringraziano sempre di tutto e hanno tanta attenzione verso di me. Faccio un piccolo esempio. Un giorno, a tavola, le operatrici si sono dimenticate di darmi il caffè. Io avrei anche fatto finta di niente, ma subito Daniela, che era lì con me, ha cominciato a dire che mi mancava il caffè, e insisteva, visto che in un primo momento non la capivano”. VERONA Cortometraggio finalista “Il cowboy e l’elefante” scelto da La Grande Sfida S iamo in finale! Alla sua prima partecipazione, il Piccolo Rifugio di Verona è arrivato in finale ad ‘Altresequenze”, il concorso di cortometraggi organizzato dal progetto La Grande Sfida del Csi di Verona. Il nostro cortometraggio “Il cowboy e l’elefante” è stato scelto dalla giuria assieme ad altri 7. Mercoledì 3 dicembre, Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilita’, al cinema Stimmate a Verona ci sarà la festa di Altresequenze con la proiezione dei cortometraggi, tra cui “Il cowboy e l’elefante”, e la proclamazione del vincitore. Nei sette minuti del nostro cortometraggio i protagonisti sono un cowboy e un elefante di pongo e materiali riciclati, con scenografie in tecnica mista: tutti sono stati realizzati dagli ospiti del Piccolo Rifugio di Verona. Tania, Daniela, Francesca, Graziella, Luigina, Carla e Daniela si alternano nel dare voce ai due personaggi e al loro incontro. Anche la storia è frutto della creatività del Piccolo Rifugio, e l’abbiamo trasformata in cortometraggio grazie alle amiche Stefania Pauciullo, Ilaria Savoia ed Alice Venturi, oltre a Marco Alborali, a cui va un grande grazie per avere composto le musiche originali del corto. Per vedere “Il cowboy e l’elefante”: http://youtu.be/vhrmrMblewk Il Piccolo Rifugio di Verona e gli amici del gruppo dei Pellegrini in visita all’edizione 2014 di Tocati, festival internazionale dei giochi di strada che si svolge a Verona 1 2 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 VERONA novembre 2014 FERENTINO Con noi una reliquia di Giovanni Paolo II U na reliquia di papa Giovanni Paolo II al Piccolo Rifugio di Ferentino. Si tratta di un pezzetto di stoffa della talare del papa polacco, insieme alla foto che lo ritrae mentre benedice, nel 2001, la prima pietra della nuova sede Piccolo Rifugio di Ferentino. Il pezzettino di stoffa della talare è stato inserita nella cavità presente in quella stessa “prima pietra”, oggi incastonata nel nuovo altare della cappella del Piccolo Rifugio di Ferentino. Martedì 16 settembre la reliquia ha trovato dimora nell’altare, in occasione della mes- L’omaggio della Volontaria Teresa D’Oria a Giovanni Paolo II in occasione della benedizione della prima pietra del Piccolo Rifugio di Ferentino sa che don Francesco Paglia, parroco di Santa Maria degli Angeli, ha voluto celebrare al Piccolo Rifugio in occasione del tredicesimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II a Frosinone. Nella cavità è stata inserita anche la foto di Giovanni Paolo II che benedice la prima pietra dell’altare. Cento invitati per i suoi primi 50 anni: una grande festa di compleanno perGiuseppe Orrù del Piccolo Rifugio di Ferentino 1 2 3 14 25 36 47 5 8 6 9 71081191210131114121513161417151816191720182119222023212422252326242725282629273028312932303331343235333634 3 TRIESTE Cammina, pedala, gioca Le operatrici d’assistenza della Domus coinvolgono le ospiti nell’attività motoria G li operatori sono le persone che probabilmente trascorrono più tempo con gli ospiti del Piccolo Rifugio. Sono con loro di giorno e di notte, assistono le persone con disabilità, quando necessario, anche nei momenti più personali: andare a letto, vestirsi, l’igiene personale. Ma il loro impegno non si ferma ai compiti di assistenza. Il rapporto stretto che stringono giorno dopo giorno con le persone con disabilità fa sì, ad esempio, che le 10 operatrici di assistenza della nostra Domus Lucis di Trieste abbia- no accettato con disponibilità la proposta arrivata dal coordinamento della casa. Ecco allora che ogni mercoledì e giovedì pomeriggio sono le operatrici a proporre alla donne della Domus l’esperienza dell’attività motoria. Qualcuna ha semplicemente bisogno di camminare, e di chi ne sorregga i passi ormai incerti. Qualche altra delle nostre ospiti si dedica a pedalare su degli speciali pedalisenza-bici che si appoggiano per terra. Una delle operatrici ha portato una grande morbida palla da spiaggia, e ce la si passa tutti assieme. Un altra piccola vasca consente alle ospiti di farsi l’idromassaggio ai piedi... Ai benefici del movimento si sommano quelli della compagnia: dipendenti e ospiti trascorrono del tempo insieme a divertirsi. Tutti apprezzano. Così come le donne della Domus apprezzano, ad esempio, i venerdì in piscina, presso la residenza Campanelle, o le uscite del sabato, con i volontari o con le educatrici. O quelle del mercoledì mattina, assieme alle stesse operatrici e ai volontari. Sposi da 50 anni,amici della Domus Lucis da 30 anni. Martedì 21 ottobre nella cappella della nostra casa, con la messa celebrata da padre Silvio, abbiamo celebrato il grande traguardo d’amore raggiunto dai nostri grandi amici Mariagrazia Degano e Vittorio Michelutto. novembre 2014 BRASILE - VARIE Da Casa Aurora verso il futuro Nuova sede per la struttura in cui le Volontarie accolgono Lucas e Sara I l giorno di Pentecoste è stata inaugurata la nuova sede di Casa Aurora, la struttura per l’accoglienza di adolescenti gestita a Salvador de Bahia dalle Volontarie della Carità Francisca e Iracema. Attualmente in Casa Aurora vivono Lucas e Sara, due fratelli. Ciascuno ha scritto una lettera di ringraziamento a chi sostiene Casa Aurora e quindi li aiuta a costruirsi un futuro. “Grazie al vostro appoggio sto rinforzando la mia forza di volontà per lottare per i miei obbiettivi”, scrive Lucas. “Sogno di comprare una casa tutta mia ed invitarvi tutti a mangiare la pizza,” fantastica 1 2 e scrive la più giovane Sara. parrocchia di Massaranduba. A dare la benedizione a Casa Aurora si trova ora in rua Casa Aurora è stato don Pa- Rafael Uchoa 20 a Massaranolo Sbolci, viceparroco della duba. Concerti di Natale per il Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto Nuovo assistente religioso al Piccolo Rifugio Domenica 30 novembre alle 16.30 nella chiesa vittoriese di Sant’Andrea “La magia della musica nella riduzioni gesuitiche del Sud America”, ovvero quando la cultura india incontra il barocco europeo, conferenza concerto di Giorgio Fornasier con il Domenico Zipoli Ensemble. Venerdì 12 dicembre alle 20.45, sempre a Sant’Andrea, trentunesimo appuntamento con il Concerto di Natale pro Piccolo Rifugio organizzato dagli amici del Rotaract Conegliano Vittorio Veneto. Info: www.piccolorifugio.it , 3473677957 , [email protected] Il vescovo di Vittorio Veneto mons.Corrado Pizziolo ha nominato un assistente religioso per il Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto. E’ mons. Rino Damo, 78 anni, a lungo parroco di Vazzola. E’ lui a celebrare la messa festiva ogni domenica alle 10 nella nostra cappella. Il Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto accoglie con piacere mons.Rino Damo e ringrazia il vescovo Corrado per avere mostrato ancora una volta la sua paterna attenzione verso la nostra casa. 1013 1114 1215 1316 1417 1518 1619 1720 1821 1922 2023 2124 2225 2326 2427 2528 2629 2730 2831 2932 3033 3134 3235 3336 34 3 3 14 25 36 4 7 5 8 6 9 7108 119 12 Noi e i nostri amici animali Rina del Piccolo Rifugio di San Donà ama gli animali ed ama disegnare. Che cosa potrebbe desiderare di più, se non far giocare con i suoi colori la gattina che ha “adottato”? Il Piccolo Rifugio di Verona al maneggio Colle Arzan: faccia a faccia con gli amici cavalli Raffaele Principi Coppotelli parte da Ferentino per lunghi viaggi con i suoi amici asini. Prima dell’ultimo, diretto a Roma, è passato a salutarci assieme all’asina Gina