ANNO 57 • numero 3 • Novembre 2014
Poste italiane spa - spedizione in a. p. D. L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB San Donà di Piave
LE NOSTRE CREAZIONI
Quando le abilità di ciascuno si uniscono all'impegno di tutti:
ecco biglietti, bomboniere, quaderni, segnalibri e tutto il meglio del “made in Piccolo Rifugio”
ISTITUTO
VOLONTARI
VITTORIO V.
FERENTINO
Come Lucia nel 1939, chiamati
alla santità eucaristica
San Donà, Ponte Priula, Verona:
qui con voi ci divertiamo!
Tutti insieme per un nuovo
Doblò: al via la raccolta fondi
Al Piccolo Rifugio una reliquia
di Giovanni Paolo I
AUGURI
EDITORIALE
Buon Avvento,
buon Natale!
Fondazione di culto e religione
Piccolo Rifugio – onlus
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Dir. Responsabile: Elena Suardi
In redazione: Carlo Barosco
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don Antonio Guidolin
Bruno Perissinotto
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nostra rivista e/o informazioni od opuscoli inerenti la nostra
opera.
I migliori auguri a tutti voi di vivere nel cuore la gioia del
Bambino che nasce. Con lo sguardo già rivolto all’anno
nuovo: perché se il 2014 è stato il cinquantesimo dell’arrivo
in Brasile delle Volontarie, il 2015 sarà l’anno in cui ricordare
ottant’anni dall’apertura del primo Piccolo Rifugio. Senza la
quale non saremmo qui.
PER FARCI UN REGALO
Anzitutto un grande grazie per la vostra vicinanza: senza
l’aiuto dei sostenitori il Piccolo Rifugio non potrebbe proseguire la sua opera. Le offerte a favore dei Piccoli Rifugi o delle
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ad esempio con il volontariato, ma anche con una firma sul
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ATTUALITÀ
Sacrosanctum Concilium:
la messa si fa nuova
La prima Costituzione approvata e la lettera Gaudet Mater Ecclesia:
l’eredità di Giovanni XXIII al Concilio Vaticano II
I
n un precedente articolo
sull’Amore Vince abbiamo
già cominciato a ricordare e riflettere su quel grande
avvenimento ecclesiale che
è stato il Concilio ecumenico
Vaticano II. L’occasione è stata
l’anniversario della sua chiusura avvenuta nel 1965: la
celebrazione solenne del cinquantesimo avverrà quindi il
prossimo anno 2015.
Ma, come ricordavamo appunto in quell’articolo, alcuni
documenti, fra cui due delle
quattro Costituzioni , sono
stati approvati durante il percorso, durato ben quattro
anni, dal 1962 al 1965. Abbiamo già trattato del documento ritenuto il più importante
di tutti i 16 approvati, la Costituzione Lumen Gentium (del
1964 ). Affrontiamo ora un’altra Costituzione, la Sacrosanctum Concilium, la prima approvata, nel 1963.
Le altre due Costituzioni,
come la grande maggioranza degli altri documenti quali
Decreti e Dichiarazioni, sono
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stati approvati nella seduta
finale del Concilio, nel dicembre 1965.
La Sacrosanctum Concilium
tratta della riforma della Sacra Liturgia e viene ritenuto il
documento che ha avuto più
effetti immediati e pratici, riconosciuti dal Popolo di Dio,
con molti consensi e qualche
inevitabile polemica. In realtà, essa si limita a fissare delle
linee direttive per la riforma ,
lasciandone in gran parte l’esecuzione alle singole Conferenze Episcopali.
La Chiesa, quando non sono
in questione la fede e il bene
generale, non intende imporre, neanche nella liturgia, una
rigida uniformità. Mentre da
una parte essa deve essere
chiaro specchio di unità, si
ritiene opportuno che risulti
in pari tempo espressione appropriata della spirituale individualità dei singoli popoli.
La Liturgia del Concilio è fondata sulla Sacra Scrittura e su
una solida teologia magisteriale. E’ nello stesso tempo
opera ispirata da Dio per la
redenzione e la salvezza umana, ma anche “il vertice verso
cui tende l’azione della Chiesa, e nel medesimo tempo
la sorgente da cui scaturisce
la sua forza”. Perciò la predicazione, il servizio e la carità
sono tutti legati alla Liturgia.
Già prima del Concilio c’era
gran fermento nella Chiesa in
vista di una liturgia più vera,
più partecipata. Il valore pastorale della liturgia era stato
frequentemente sottolineato
dagli ultimi Papi.
Il movimento di rinnovamento liturgico ha preso nuovo
impulso dal Concilio: l’uso
delle lingue parlate ha reso
più accessibile la comprensione dei riti, ora è più aperta
la partecipazione dei fedeli,
le letture sono in gran parte
affidate ai laici, c’è una maggiore presenza del canto... “E’
ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli
vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni
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ATTUALITÀ
liturgiche“
(Sacrosanctum
Concilium, 14 ).
La Costituzione sulla Sacra
Liturgia è quella che in modo
più visibile ed immediato ha
inciso sulla vita dei cristiani.
Non ci sono state solo modifiche esteriori, come che il
celebrante si collochi rivolto
al popolo. Bisogna invece sottolineare che la predicazione,
il servizio al popolo, la vita
globale della Chiesa: tutto è
stato influenzato da questa
fondamentale riforma.
Del resto notiamo che, in questo campo, il Concilio ha portato a maturazione i frutti che
un lungo lavoro (avviato da
quasi un secolo ) aveva fatto
maturare. Possiamo affermare che la Sacra Liturgia è risalita alle sue sorgenti: la Parola
di Dio e la realtà del segno.
Questo lo possiamo notare
soprattutto nella messa: non
c’è solo l’abbandono del latino per il volgare; ma anche
l’abbondanza della liturgia
della Parola, la semplificazione dei gesti e del calendario
liturgico, la ripresa della concelebrazione e della comunione sotto le due specie, la
libera scelta fra varie forme
del canone . Tutte queste innovazioni hanno prodotto
maggiore partecipazione dei
singoli ed una visione comunovembre 2014
nitaria della liturgia.
Bisogna sottolineare anche
l’importanza del discorso di
apertura del Concilio tenuto
da Giovanni XXIII, dell’11-101962: ha avuto notevole influenza sul clima della discussione che cominciava, e sul
confronto fra i partecipanti
che avevano personalità diverse, rappresentavano realtà
molteplici, risentivano della
cultura non sempre omogenea dei vari paesi, anche se
la fede cristiana era il terreno
comune in cui tutti si riconoscevano.
Fin dall’inizio il discorso del
Papa rivela gioia, entusiasmo,
fiducia: prende il titolo dalle sue prime parole, “Gaudet
Mater Ecclesia”, cioè “gioisce la
Madre Chiesa”. Senza negare
che ”nei diciannove secoli precedenti (…) ci sono stati molti
dolori e amarezze”, Giovanni
XXIII mette subito in risalto il
trionfo della Chiesa, “quella
società umana e divina che
assume dal Divino Redentore
il nome, i doni della Grazia e
tutto il suo valore”. Alcuni suoi
indirizzi furono fondamentali:
invitò la Chiesa ad usare “la
medicina della misericordia,
invece di imbracciare le armi
del rigore” (…) “esponendo
più chiaramente il valore del
suo insegnamento, piuttosto
che condannando”. Lo scopo
è “rendere più umana la vita
degli uomini”, facendo comprendere “di quale dignità
sono insigniti”, e “la grandezza della carità cristiana“. A
questo sono collegate “la vera
pace e l’eterna salvezza”.
Durò meno di un anno la presidenza del Concilio da parte
di Giovanni XXIII , ma le sue
indicazioni, raccolte e fatte
proprie da Paolo VI, furono
fondamentali per tutta la durata del Concilio.
Bruno Perissinotto
Il Concilio
a San Donà
Al Concilio Vaticano II Bruno Perissinotto dedica anche quattro incontri a San
Donà, organizzati dall’Uniper: giovedì 27 novembre
“Perché il Concilio”, giovedì
4 dicembre “Il percorso del
Concilio”, giovedì 11 dicembre “I principali documenti”,
giovedì 18 dicembre “Interpretazioni ed esiti”. Sempre
alle 15.30 all’auditorium Leonardo Da Vinci.
ATTUALITÀ
Dal Concilio a Francesco: essere vicini
a ogni dolore dei nostri fratelli
Il Papa a Redipuglia ci ha invitato a … “tenere tutto il mondo nel cuore”
A
ll’approfondimento
sulla Sacrosanctum
Concilium aggiungo una nota personale: trovo
che Papa Francesco somigli,
sul piano umano e spirituale,
sempre più a Papa Giovanni
XXIII. Ci commuove con la
sua sensibilità, la sua partecipazione al dolore umano, il
suo richiamo a partecipare ai
problemi degli altri.
Cito una sua affermazione
nella visita effettuata al sacrario militare di Redipuglia
il 13 settembre 2014 : “L’umanità ha bisogno di piangere”. Se ogni dolore e ogni
morte ci addolorano, si supera il concetto di “nemico”,
con cui in guerra si giustifica l’uccisione di altri esseri
umani. Bisogna scoprire che
ogni uomo è, prima di tutto,
un fratello. L’uomo è sempre
una vittima della “follia della
guerra”, qualunque sia la divisa che indossa, la fede che
professa, la lingua che parla.
Queste parole avevano un
particolare rilievo in un luogo come Redipuglia che raccoglie centinaia di migliaia
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di soldati che trovarono la
morte in quella che un altro
papa , Benedetto XV , definì
“l’inutile strage”. Papa Francesco ha saputo interpretare
il sentimento, dare voce alla
sofferenza dei superstiti, elevare una preghiera per i caduti di tutte le guerre.
Un‘altra sua espressione,
ripetuta per nove volte
nell’arco di questo discorso,
è divenuta un richiamo alla
coscienza di ogni uomo: “A
me che importa?“. Il suo è un
giusto rimprovero a chi si rinchiude nel proprio interesse
privato, e non sente il lamento dei tanti che soffrono, ai
quali potrebbe e dovrebbe
dare un aiuto.
C’è quindi un muro da ab-
battere: è quello della “globalizzazione dell’indifferenza”. Papa Francesco insiste,
nonostante l’insensibilità a
questi richiami di tanti politici o imprenditori, a far appello alla coscienza per la realizzazione di un mondo di pace
e di solidarietà, un mondo
in cui tutti ci riconosciamo
come fratelli.
Finché c’è nel cuore degli
uomini disinteresse alle conseguenze del traffico delle
armi, “questi affaristi della
guerra forse guadagnano
tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di
piangere”.
Bruno Perissinotto
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LUCIA SCHIAVINATO
Lucia, oggi
L’eco della parole di Papa Francesco in alcune citazioni
della nostra fondatrice
C
ontinuiamo l’appuntamento dell’Amore
Vince con gli scritti
di Lucia Schiavinato: un’occasione per farla conoscere
a chi da poco s’è avvicinato al
R
rimboccati le maniche e tira fuori da
te ‘roba vecchia e
roba nuova’. Quello che
sai di saper fare e quello
che ancora non ti sei
provata a fare. Sai chi ti
aspetta? Il tuo fratello, i
tuoi fratelli, il loro bene,
la loro anima; e, forse,
inconsapevole di dover
ricevere da te, il mondo
intero.
P
oco conterebbe
la fedeltà all’adorazione del Sacramento, se non fosse
alimentata la sete di salvare a qualunque costo il
mondo intero.
novembre 2014
Piccolo Rifugio, un’occasione
per tutti per continuare a
frequentare le sue parole.
Abbiamo selezionato alcuni
pensieri pubblicati su “Con
tutto il mondo nel cuore” che
riprendono i temi del precedente articolo di Bruno Perissinotto, e cioè delle parole di
Papa Francesco a Redipuglia,
della voglia di non dire mai “a
me che importa”?
LUCIA SCHIAVINATO
D
io ci ha fatti grandi.
Parlate dei più
urgenti problemi del
mondo universo, specie di
quelli che interessano la vita
dello spirito. Trattatene con
Dio nelle vostre adorazioni.
Si dilaterà il vostro spirito
e vi accorgerete che l’orizzonte che avete davanti agli
occhi è senza confini. E più ci
occuperemo degli interessi di
Dio nel mondo intero, più ci
sentiremo piccole e indegne
per le nostre miserie”.
P
reghiamo per tutti i nostri fratelli, e per il mondo. Se abbiamo motivo di dolerci perché non siamo generose, o perché
nel nostro campo di apostolato ci pare di non realizzare
abbastanza, moltiplichiamo maggiormente il Signore per il
mondo intero, ed interessiamoci del maggior numero possibile di
nostri fratelli e dei problemi del Regno di Dio. A volte ci fossilizziamo perché non sappiamo dilatarci, e ci chiudiamo nella cerchia
troppo ristretta del nostro ambiente.
U
n po’ alla volta bisogna arrivare ad assumere il peso del
mondo. Di quel mondo di fratelli lontani, ai quali bisogna
fare un grande posto nel nostro cuore. Hanno diritto di
entrarvi tutti, con tutto il loro carico di umanità tradita, oppressa,
ignorante, affamata. E di quel mondo di fratelli che ci sono vicini,
ai quali dovete attenzione, comprensione, servizio, fatto di umile
premura e grande bontà.
PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO LUCIA SCHIAVINATO
O Dio, tu che sei carità, il Tuo amore vince sempre
Ti preghiamo per la Tua serva Lucia Schiavinato,
la cui vita fu tutta carità
Tu che l’hai profondamente assimilata al Cristo Eucaristia
e l’hai resa segno tangibile della tua tenerezza
verso i poveri, i sofferenti, gli emarginati
donaci la grazia che per sua intercessione Ti chiediamo...
e di poterla venerare nella gloria dei Santi.
Per Cristo Nostro Signore. Amen
Per informazioni, attestazioni di grazie ed offerte rivolgersi a:
Postulatore della causa di canonizzazione di Lucia Schiavinato
Istituto secolare Volontarie della Carità
presso Piccolo Rifugio, via Pettorini 100 A, 03013 Ferentino (Fr), tel 0775 244051 [email protected]
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LUCIA SCHIAVINATO
Bruciante Amore
Le Volontarie di fronte agli esercizi spirituali in casa vissuti da Lucia nel terribile 1939:
vita ascetica non significa punirsi, non significa accumulare meriti davanti a Dio. Bensì...
L
e riflessioni scritte da Lucia Schiavinato durante
i suoi esercizi spirituali di
settembre-ottobre 1939 sono
state oggetto di meditazione
negli esercizi spirituali dell’Istituto Volontarie della Carità,
svolti a Camposampiero, dal
18 al 23 agosto 2014. A predicare gli esercizi è stato don
Antonio Guidolin: ecco il suo
commento.
Il 1939 fu un “annus terribilis”
non solo per Lucia Schiavinato, ma per il mondo intero.
Quando il 1 settembre Hitler
invase la Polonia, la morte
aveva già invaso due volte la
vita di Lucia: in maggio le era
morto il nipotino e in giugno
il papà.
Lucia vive l’accompagnamento ultimo del padre
nell’ora della morte come “il
momento più alto della mia
vita”, e osserva: “Ora, mi pare,
sarei disposta a qualunque
altro sacrificio. Come si orienterà ora la mia vita terrena?”
E’ con tali sentimenti e domande che Lucia vivrà gli
esercizi spirituali dal 29 settembre al 6 ottobre 1939.
novembre 2014
Li inizia dopo due mesi intensissimi dedicati alla organizzazione di ben sedici
corsi di esercizi spirituali, in
parrocchia a San Donà, con
ben 1300 partecipanti, tra
giovani, adolescenti, signorine, studenti, donne.
Dal 24 al 28 settembre c’è la
visita pastorale del vescovo
di Treviso, Antonio Mantiero, il quale può constatare,
tra le novità parrocchiali più
importanti, la recente nascita
del Piccolo Rifugio.
Lucia ora ha bisogno di fermarsi dopo questa mole di
impegni e gli eventi familiari
che l’hanno segnata. Ma ancor di più sente che con questo ritiro “deve iniziare la mia
conversione totale”.
Nell’impossibilità di partecipare ad un corso di esercizi organizzato, comunica
al suo direttore la decisione
di viverli “in casa”. Scrive infatti: “Mi chiuderò letteralmente in casa. Non potrei
fare altrimenti, dovendo star
tranquilla. Lascerò suonare
il campanello...”. Così si chiude nella propria abitazione,
congeda la domestica, dan-
do disposizione di lasciarle la
posta dietro la porta. La giornata inizierà alle 5 del mattino con la messa, poi rimarrà
chiusa in casa tutto il giorno
fino alle 23, quando si recherà nella cappellina dell’orfanotrofio per la preghiera davanti all’Eucaristia fino alle 5.
Ogni giorno Lucia, per obbedienza al suo direttore,
traccia il resoconto delle riflessioni ed esperienze vissute nel ritiro. Queste poche e
intense pagine ci aiutano ad
alzare il velo sulla vita intima
di Lucia con il suo Signore,
e poter così intuire quanto
è passato nel suo cuore, in
quelle giornate di silenzio e
solitudine.
Per chi legge, oggi, quelle
righe, la prima impressione
è di trovarsi come Mosè davanti ad un roveto ardente,
che brucia senza consumarsi.
Lucia annoterà subito, all’inizio del ritiro: “L’Amore bruciante ha bruciato”.
Anni dopo scrive alle sue
compagne che se l’impegno
a servire può apparire pesante è forse “perché non siamo
totalmente entrate nel cli-
LUCIA SCHIAVINATO
ma arroventato del fuoco
che Egli è venuto a portare
sulla terra, e dall’impazienza
divina che si accenda” (3-101965).
Per Lucia, totalmente immersa in quel “fuoco”, quei giorni
ardenti le rivelano in maniera
precisa “la vocazione di vittima”. La spiritualità di vittima,
o spiritualità oblativa, è un
“sì” detto all’Amore, non solo
con le parole, ma con la vita,
con l’accettazione umile e fedele della croce quotidiana.
E’ una chiamata, questa, che
per Lucia si delinea mentre è
davanti al tabernacolo, “appoggiata all’altare dove ogni
giorno si rinnova il sacrificio”.
Qui sta il segreto di chi è
chiamato a fare della propria
vita un dono totale: l’Eucaristia. La santità del cristiano è
santità eucaristica. Lucia lo sa
bene: non ci si può limitare a
celebrare l’Eucaristia, ma si
deve essere Eucaristia. E’ una
chiamata a vivere con Gesù e
come Gesù, con semplicità,
modestia, umiltà, senza pensare di dover compiere cose
eccezionali.
In quei giorni di intensa intimità con il Signore Lucia
avverte un forte richiamo ad
“una rinuncia totale a tutto:
riposo, cibo...” Ma si chiede
come potrà avvenire tutto
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ciò se il Signore la chiama a
“consumare l’energia fisica in
un lavoro a volte estenuante”. Ancora una volta Lucia
comprende che il Signore
non mette dei pesi, ma invita a vivere le sue chiamate
nella pace e con gradualità.
Ciò che conta è la decisione
del cuore. Dio non domanda
troppo, domanda tutto. Ma
il “tutto” è “tutto” quello che
in quel momento tu gli puoi
donare. Sarà a lui a portare a
compimento ciò che inizia in
te.
“Raggiunta la spogliazione completa l’anima sarà in
grado di avvicinarsi al divino
modello... Ecco delinearsi i
caratteri della funzione riparatrice”. Così Lucia esprime
il senso di una vita ascetica
che non ha come fine la ricerca di meriti di fronte a Dio,
con prestazioni di tipo punitivo: ciò che conta è il voler
collocare la propria vita nel
campo sconfinato dell’amore cristiano. Unita a Cristo,
Lucia vive il desiderio ardente di sostituirsi a coloro che
hanno dimenticato il valore
e il motivo del sacrificio della
croce. E’ l’amore che “ripara”
la frattura degli uomini con
Dio e tra di loro, non il dolorismo. Certamente un amore
serio, non una superficiale
emozione.
L’esperienza e le riflessioni
di Lucia sono state oggetto
di meditazione a Camposampiero. Un tempo forte di
silenzio e preghiera, vissuti
nei luoghi dove Antonio di
Padova trascorse gli ultimi
giorni della sua vita. Anche
lui testimone di un fuoco di
amore che lo faceva ardere,
diventando così autentico
“riparatore” di quelle ferite
che segnano il cuore di chi
si allontana da Dio. I tempi
possono cambiare, ma rimane sempre vero, per ogni ora
della storia, che “l’inferno s’apre sulla terra, nella misura
in cui l’uomo si sottrae, folle,
alla purezza della tua passione, o Cristo”, come scrisse il
poeta Ungaretti durante la
seconda guerra mondiale.
Gli amici di Dio, come Antonio e Lucia, sanno che sarà
grazie anche alla loro piena
partecipazione all’Amore che
si potrà chiudere l’inferno
sulla terra e impedire quello
eterno.
Don Antonio Guidolin
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FONDAZIONE
Dialogo e formazione
Più competenze sono lo strumento per offrire un servizio migliore alle persone con disabilità. E l’obbiettivo del ciclo di supervisione pedagogica organizzata dalla Fondazione
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a tempo la Fondazione
Piccolo Rifugio cura la
formazione del personale. Non solo per quanto obbligatorio per legge, ma pure
come parte dell’impegno per
offrire il meglio possibile alle
persone con disabilità che
sono il cuore ed il senso delle
nostre case: un meglio possibile che passa anzitutto per le
competenze professionali.
Importanti sono in particolare
gli incontri periodici tra i coordinatori, un’occasione di dialogo tra chi lavora a Ferentino,
Ponte della Priula, San Donà,
Trieste, Verona e Vittorio Veneto. Per verificare le differenze tra realtà distanti per chilometri, diverse per territorio,
storia e struttura. Ma pure per
tenere sempre chiara la direzione del cammino comune:
quello dell’esempio di Lucia
Schiavinato, della testimonianza e della fondamentale presenza delle Volontarie
della Carità, delle scelte della
Fondazione, del progetto pedagogico “L’infinito dentro”.
I coordinatori si sono ritrovati
a San Donà mercoledì 15 ottobre: il primo di 5 incontri di
novembre 2014
Il primo incontro del coordinamento dei coordinatori con Federico
Mucelli e Paolo Peretti
supervisione pedagogica in
cui al direttore tecnico della
Fondazione Paolo Peretti si
affianca il pedagogista e docente universitario Federico
Mucelli.
Al centro della riflessioneprovocazione condotta da
Mucelli il concetto stesso di
ruolo- che cos’è, chi lo riconosce, il rapporto tra il ruolo che
ricopri e l’ambiente in cui lo ricopri – e, per ricaduta, il ruolo
del coordinatore.
Il prossimo appuntamento
sarà a gennaio 2015. L’obbiettivo degli incontri di
questo“coordinamento dei
coordinatori” è rinforzare la
figura del coordinatore, chiarendo le sue responsabilità
e consolidando le sue competenze, in modo che possa
agire con autonomia dove
necessario.
Nel corso della mattinata del
15 ottobre i coordinatori, Mucelli e Peretti hanno discusso
anche dell’evoluzione delle
politiche sociosanitarie di Regioni e aziende sanitarie – in
particolare in Veneto, dove
abbiamo 4 delle nostre 6 case
– e di come da queste potrebbero derivare richieste nuove
per i Piccoli Rifugi.
Agli incontri con i coordinatori si aggiungono, come parte
dello stesso progetto di dialogo e formazione, gli incontri
con tutto il personale casa per
casa, coinvolgendo assieme
centri diurni e comunità: si
svolgeranno ad intervalli regolari di qui a dicembre 2015.
LE NOSTRE CREAZIONI
Fatti per voi
Con carta, stoffa, legno e colore, ma soprattutto con la passione delle persone con
disabilità e di chi si dedica a loro: ecco come nascono i piccoli lavori e le grandi idee
regalo dei sei Piccoli Rifugi.
Ferentino: non
solo ceramica
Specialità in ceramica, ma
non solo, sono i frutti delle mani, degli occhi e del
cuore delle persone con
disabilità del Piccolo Rifugio di Ferentino. A guidare
il lavoro di ciascuno, la ceramista Gianna Sbordoni
e chi la aiuta. Info: 0775
244051. Qui sopra, il presepe in stoffa realizzato per
Natale 2013.
Ponte della Priula: carta, legno, riciclo e fantasia
La specialità sono i biglietti in carta
riciclata. Sono gli ospiti del Piccolo Rifugio a ridurre i fogli in pezzettini piccoli, metterli a bagno, una volta frullati
raccoglierli in un telaio e versarli nello
stampo, anch’esso di recupero . Biglietti
al 100% naturali, personalizzabili su richiesta. Ma abbiamo una nuova freccia
al nostro arco d’arte: con traforo, colori e passione realizziamo piccole stelle
smaltate, alberelli verdi o dorati, candidi angioletti, calze della Befana: perfetti
per “fare Natale”, appendendoli all’albero o sparsi per casa. Info: 0438 445318.
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LE NOSTRE CREAZIONI
San Donà:
ci abbiamo
messo il cuore!
Ecco alcune delle creazioni
del centro diurno “Girardi” di
San Donà: le abbiamo esposte alla Fiera del Rosario, ma
ogni giorno ne prepariamo
di nuove... (Questa foto,
come quella di copertina,
è opera di Luciano Pagnin).
Info: 0421 334085.
Verona: biglietti d’auguri per tutti
Spugnature, stencil, decorazione “a scarabocchio”: il Piccolo Rifugio di Verona realizza biglietti di
auguri, ad esempio per Natale, per tutti i gusti. Il fiore all’occhiello sono i biglietti in stile Jackson
Pollock, realizzati cioè con la stessa tecnica del dripping (sgocciolamento) diffusa dall’artista
statunitense. Sono quelli che vedete nella foto, in basso al centro. Info: 045 562057.
novembre 2014
LE NOSTRE CREAZIONI
Vittorio Veneto: specialità natalizie a stencil
La specialità del centro diurno Vettoretti del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto è lo stencil: adatto
a tutti, permette a ciascuno di contribuire in base alla sua abilità
Con questa tecnica di decorazione realizziamo magliette e canottiere decorate, ma anche idee
regalo per Natale, decorate con la nostra speciale renna. Diamo più colore a mille oggetti per la
casa. Info: 0438 947804.
Trieste
Da quest’anno il centro diurno
ha aggiunto un nuovo laboratorio: quello di ceramica, possibile grazie al forno donato
dai discendenti dei coniugi
Sanguinetti, che donarono la
casa che ospita la Domus Lucis. Info: 040 421246.
Alla pagina “Le creazioni del Piccolo Rifugio e della Domus Lucis” (trovi il link andando su www.piccolorifugio.it) una rassegna
di creazioni delle nostre case con tante foto. Per informazioni potete anche scrivere a [email protected]
O, meglio ancora, andare a bussare alla porta del Piccolo Rifugio.
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VOLONTARIATO
Oasi di pace
Eleonora, Moira e Martina raccontano la vacanza dei Volontari X Shelter con il
Piccolo Rifugio di Ponte della Priula: ecco cos’è il volontariato qui da noi
“I
n spiaggia i vicini di
ombrellone ci dicevano: ma come siete
bravi, certo che il volontariato
è proprio una vocazione.
Io mi sentivo quasi offesa.
Perché so che chiunque può
impegnarsi nel volontariato,
basta che ci metta il cuore.
Non ci vuole la ‘vocazione’. E
nella settimana a Caorle non
ho mica ‘rinunciato alle vacanze per donarle alle persone
novembre 2014
disabili’, come c’era scritto nel
titolo di un articolo di giornale sulla nostra esperienza: mi
sono divertita io, più di loro. Le
risate che ci siamo fatti insieme, e che venivano fuori quasi
da niente, mi sono rimaste nel
cuore.
Quella settimana è stata un’oasi di pace”.
Eleonora Chiesurin ha 22 anni,
ed ha capito tutto.
E’ una delle tre donne dei Vo-
lontari X Shelter che ha partecipato alla settimana di soggiorno estivo a Caorle assieme
a sette persone con disabilità
del Piccolo Rifugio di Ponte
della Priula.
Meglio, è una delle dieci persone che sono andate in vacanza assieme.
Le sue parole riassumono lo
spirito del volontariato al Piccolo Rifugio: vieni da amico,
torni a casa arricchito; vieni
VOLONTARIATO
non per fare-qualcosa, ma per
essere te stesso, e per condividere tempo e esperienze con
altri.
Eleonora è partita per Caorle
pochi giorni dopo avere festeggiato la laurea triennale in
psicologia. Con una tesi sull’anosognosia (mancata consapevolezza del proprio stato di
salute) per la quale racconta,
l’idea le venne proprio durante il tirocinio al Piccolo Rifugio.
Con Eleonora, a Caorle, c’era
anche Moira De Rosso. Per lei
una soddisfazione e una responsabilità in più: quest’anno per la prima volta i Volontari X Shelter, l’associazione che
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presiede, hanno gestito il soggiorno in autonomia. “Con un
po’ di organizzazione, ci siamo
riusciti - dice Moira - E dal Piccolo Rifugio non ci hanno mai
lasciati soli. In ogni caso, per
tutta la vacanza noi che c’eravamo siamo sempre stati tutti
insieme, e molto uniti”.
La terza voce di volontariato
in arrivo da Caorle è quella di
un’altra giovane, Michela Moretton. “I ragazzi del Piccolo
Rifugio sono persone meravigliose: grazie a loro mi sono
resa veramente conto di non
essere solo una volontaria,
bensì di essere parte di una
grande famiglia. Di questa set-
timana ricorderò soprattutto
le bellissime emozioni che i ragazzi hanno saputo donarmi
con tanta semplicità. Tornata
a casa, mi sento arricchita di
gioia, soddisfazione, forza, allegria e felicità”.
I sette ospiti del Piccolo Rifugio hanno potuto godersi
questa settimana speciale grazie alle volontarie - a cui va il
più grande dei grazie - ma anche per merito della generosità di chi ha dato un contributo,
ed in particolare i partecipanti
al torneo di calcetto Piccolo
Rifutbol 2014.
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PONTE DELLA PRIULA
La generosità è contagiosa
Il vescovo Pizziolo alla conclusione dei lavori di ampliamento curati dalla
Fondazione Zaina Bernardi
S
abato 13 settembre
2014 la Fondazione Zaina Bernardi ha festeggiato il completamento dei lavori di ampliamento dello suo
stabile in via Pasubio 53, quello
cioè che ospita il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula.
Il Piccolo Rifugio ora ha due
piani. Tutto nuovo è il primo
piano, con 10 posti letto. Anche
il piano terra e’ stato ampliato,
con gli spazi in cui sorgeranno
la cucina e la cappella. Dopo gli
interventi della presidente della Fondazione Zaina Bernardi
Giuseppina Caruso, del presidente della Fondazione Piccolo
Rifugio Carlo Barosco, e delle
Giuseppina Caruso, presidente della Fondazione Zaina
autorità, il vescovo di Vittorio
Veneto mons.Corrado Pizziolo
ha benedetto la struttura. E ha
aggiunto una riflessione: “Nel
2008, alla cerimonia di apertura
del Piccolo Rifugio, ci auguravamo che questa casa avrebbe
suscitato sensibilità verso le
La benedizione del vescovo Corrado
novembre 2014
persone con disabilità. E così è
stato: il parroco di Ponte della
Priula don Francesco Toffoli mi
dice che quest’augurio si è realizzato in maniera perfino superiore alle aspettative, non solo
in parrocchia ma in tutta l’unità
pastorale. L’arrivo del Piccolo
Rifugio ha messo in moto tante energie. E questo è un segno
straordinario di Vangelo”. Come
esempio del coinvolgimento
delle comunità verso il Piccolo
Rifugio, noi subito pensiamo
ad esempio ai tanti volontari
riuniti nell’associazione Volontari X Shelter. A tagliare il nastro
dell’ampliamento sono stati
Mario, veterano degli ospiti
del Piccolo Rifugio, e Fabiano
Zaina, in rappresentanza della
famiglia dalla cui generosità
grande tutto ha potuto avere
inizio.
PONTE DELLA PRIULA
Godersi il mare in carrozzina
Grazie a Unicredit Onlus i Volontari X Shelter potranno acquistare due
“carrozzine da mare”
La presidente dei Volontari Moira De Rosso ritira il contributo
U
nicredit Treviso Onlus ha
scelto di premiare i Volontari X Shelter e il Piccolo Rifugio di Ponte della Priula
- comunità alloggio Fondazione
Zaina Bernardi: ha stanziato un un
contributo di 1500 euro al nostro
progetto “Mare senza barriere”.
Servono per acquistare due car-
rozzine da mare: sedie a rotelle
con grandi ruote, adatte per solcare la sabbia, facili da spingere
per l’accompagnatore, adatte a
garantire la sicurezza nel trasporto... ma anche in grado di far vivere alle persone in sedia a rotelle il
senso di libertà e il piacere di stare
in acqua, di farsi un bel bagno. Le
carrozzine sedia mare serviranno,
in particolare, a permettere anche
alle persone in sedia a rotelle del
Piccolo Rifugio di Ponte della Priula di partecipare da protagonisti
alle vacanze al mare ed alle uscite.
Un piccolo passo per renderli più
felici.
Il 22 settembre
2014 il Piccolo Rifugio di Ponte della
Priula ha compiuto
6 anni: un traguardo festeggiato
tutti insieme, educatori, operatori ed
ospiti, in spirito di
famiglia!
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SAN DONA’ DI PIAVE
Divertimento!
Questa la parola d’ordine e questo lo spirito della festa dei volontari del Piccolo
Rifugio di San Donà. E se qualcuno vuole venire a divertirsi assieme a noi...
U
na domenica di divertimento. Questo voleva essere, e questo
è stata, la annuale Festa degli
Amici del Piccolo Rifugio di San
Donà di Piave di domenica 14
settembre. Più di cento persone sono accorse a condividere
la festa, a dire “ti voglio bene” al
Piccolo Rifugio ed a ricevere il
nostro grande “grazie”.
Si sono divertiti, e ce lo hanno
ribadito il giorno dopo, i claun
di Vip Venezia Onlus, venuti a
dare colore al pomeriggio dopo
il pranzo a cura del Gruppo
Cuochi.
Si sono divertiti tutti quelli, con
e senza disabilità, che hanno
novembre 2014
partecipato ai giochi organizzati.
Si sono divertiti i più anziani:
forse non prendevano parte ai
giochi, ma certo partecipavano
con gli occhi e con l’attenzione.
Si sono divertiti i tre bambini
presenti, liberi di godersi gli
spazi ampi del Rifugio e completamente a proprio agio, con
totale naturalezza, a giocare assieme a chi ha più anni o meno
possibilità di muoversi rispetto
a loro.
Si sono divertiti gli organizzatori, felici di vedere che l’obbiettivo era stato centrato: la festa
era dedicata al sole, e il sole ha
brillato, sia in cielo che nei cuo-
ri.
Per la Festa avevamo spedito
più di 100 inviti, perché almeno
altrettante sono le persone che
ci sono vicine, di San Donà e
non solo: dai giovani dell’Azione Cattolica del Duomo o del
progetto “Chi è il mio prossimo”
della Caritas diocesana, agli
scout Foulard Bianchi, fino alla
nostra magnifica volontaria di
85 anni. C’è chi è presente con
costanza da più di 20 anni. C’è
chi viene per stirare o per tagliare l’erba, chi per accompagnare
nelle uscite e chi per guardare
un film insieme, chi per aiutare
una delle ospiti a tenere allenata la sua capacità di leggere,
SAN DONA’ DI PIAVE
scrivere e fare di conto...
Ma prima del servizio viene la
relazione. Prima che volontari,
sono amici: di quelli che vengono anche se di lavori da fare
non ce ne sono, di quelli che
passano a salutare appena tornano da lunghi viaggi.
Ci sono amici che vengono al
Piccolo Rifugio a confidarsi agli
ospiti le proprie pene e chiedere le loro preghiere, o amici che
vengono a pregare insieme a
loro, e sono una presenza fissa
alla messa prefestiva delle 18.
Ci sono amici, ma sarebbe bello
se ce ne fossero di più. In particolare, con qualche volontario
in più disponibile alla domenica si potrebbero offrire agli
ospiti del Piccolo Rifugio più
uscite, più occasioni di divertimento e di allegria, più occasioni di stare in mezzo a tutti gli
altri, come tutti gli altri.
Per informazioni veniteci a trovare al Piccolo Rifugio, o fatevi
sentire: 042152583, [email protected], “Piccolo Rifugio” su Facebook.
I seminaristi della diocesi di
Treviso in visita al Piccolo
Rifugio di San Donà: un
sabato insieme a noi per
assaporare la testimonianza delle Volontarie della
Carità, scoprire come vive
oggi l’opera fondata dalla
Serva di Dio Lucia Schiavinato, ascoltare e raccontarsi con gli ospiti della nostra
casa. Un grande grazie ai
seminaristi per questa bella
giornata condivisa!
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SAN DONA’ DI PIAVE
Adoratori con l’aiuto
e sull’esempio di Maria
Davanti all’Eucaristia nella cappella del Piccolo Rifugio, davanti a Maria
nel Santuario di Motta
C
ome ogni anno, il
Gruppo
Adoratori
del Piccolo Rifugio di
San Donà di Piave si è recato
in pellegrinaggio al santuario
della Madonna dei Miracoli a
Motta di Livenza
“Con il mese di settembre –
racconta il Gruppo Adoratori
- ricomincia l’adorazione eucaristica nella chiesetta del
possibile ormai da vent’anni
questa risorsa preziosa non
solo per la vita dei Piccoli Rifugi, ma anche per il bene
della Chiesa.
Come da tradizione, l’impegno degli Adoratori si è ufficialmente aperto con il pellegrinaggio alla basilica della
Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. Dopo un’estate
Piccolo Rifugio.
L’adorazione pomeridiana,
dalle 15 alle 18, serale, ogni
lunedì dalle 20.30 alle 24, e
notturna, ogni ultimo lunedì
del mese dalle 20.30 alle 8, è
sostenuta da quanti risiedono al Piccolo Rifugio e da numerose persone di buona volontà che, con la loro fedeltà
all’appuntamento, rendono
di incertezza meteorologica,
sabato 6 settembre, invece, il
sole ha reso possibile la recita del rosario in processione
attorno alla basilica, meditando i misteri con particolari
riflessioni e preghiere sulla famiglia, per accogliere l’invito
alla preghiera per l’imminente Sinodo sulla famiglia. Poi la
S.Messa e a seguire lo spazio
novembre 2014
per le iniziative personali: visita alla Cappella dell’apparizione, confessioni, colloqui
con i Padri...
E’ stato un pellegrinaggio
semplice e intenso, non solo
perché Maria è sempre rifugio
e consolazione ma perché,
vedendo il numeroso gruppo,
ognuno ha potuto constatare
che la sua goccia di disponibilità concorre a formare un mare di preghiera, e si sa:la forza
che ne deriva, con la
grazia di Dio, è in grado di sconfiggere ogni
male. Un particolare
ringraziamento alla
comunità dei Frati che
ci hanno accolto con
gioia e hanno pregato
con noi.
Ha concluso la bella mattinata a Motta di Livenza un
momento conviviale di scambio e conoscenza. Ci siamo
salutati con il proposito di
ritrovarci nella preghiera e il
desiderio di ritrovarci nuovamente l’anno prossimo: adoratori con l’aiuto e sull’esempio di Maria.
SAN DONA’ DI PIAVE
6 anni con la scuola Schiavinato
Con don Antonio Guidolin raccontiamo Lucia agli studenti di prima media
R
itorna il “Progetto
Lucia Schiavinato”:
per il sesto anno
consecutivo, un gruppo del
Piccolo Rifugio è stato ospite della scuola media Lucia
Schiavinato di San Donà. Il 31
ottobre 2014, 114° anniversario della nascita di Lucia,
siamo andati a raccontare
agli studenti di prima classe,
giunti da poche settimane in
quelle aule, chi è questa Lucia cui la loro scuola è dedicata.
Le parole di don Antonio
Guidolin, studioso della vita
e dell’opera di Lucia, e le slide proiettate sullo schermo,
hanno sintetizzato la vita e
gli ideali – di fede, anzitutto- di Lucia, hanno mostrato
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i Piccoli Rifugi e l’impegno
in Brasile, hanno incuriosito
un po’ i ragazzi sulla vicenda di questa grande sandonatese. La cui vita è narrata
anche dall’affresco di Jos
nella tromba delle scale della
scuola.
Per il Progetto dobbiamo
un grande ringraziamento ad Annamaria Babbo, la
dirigente che all’arrivo alla
scuola Schiavinato ha voluto e fortemente sostenuto
questa attività. Dall’anno
scolastico 2014-15 Babbo è
in pensione: le docenti De
Cilia e Zordan, con l’appoggio della dirigente reggente Marin, hanno raccolto il
testimone, e assieme a loro
proseguiamo il cammino.
Prossimo appuntamento, in
primavera 2015, quando le
classi della scuola Schiavinato a cui abbiamo parlato di
Lucia verranno a conoscerla
di persona... o quasi: visiteranno cioè la Casa di Lucia,
il centro di spiritualità e memoria allestito presso il Piccolo Rifugio di San Donà. Là
dove Lucia crebbe, e visse le
sue prime esperienze di carità e di fede.
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VITTORIO VENETO
La sua mano tesa verso di noi
Ricordiamo Gianluca Della Giustina. Don Ermanno: “la sua vicinanza mi
faceva sentire vicino Dio”
È
improvvisamente e
silenziosamente mancato, nella notte tra il 9
e il 10 settembre 2014, Gianluca Della Giustina, un ospite
del Piccolo Rifugio di Vittorio
Veneto. Aveva 44 anni.
Serravallese di via Tandura,
da dieci anni Gianluca viveva
al Piccolo Rifugio, dove già in
precedenza aveva trascorso
brevi periodi. Durante il giorno frequentava il ceod gestito dalla cooperativa Fenderl a
Cozzuolo, mentre nel tempo
novembre 2014
libero partecipava anche alle
attività proposte dal Piccolo
Rifugio: negli ultimi anni, ad
esempio, era stato uno degli
attori degli spettacoli del Laboratorio Scuola Volontariato
assieme a gruppi di studenti
delle scuole superiori vittoriesi.
Gianluca lascia la mamma Elisa Recchia e i fratelli Dino e
Bruno, che in tutti questi anni
gli sono sempre stati molto
vicini.
“Il ricordo della sua allegria
viva per sempre al Piccolo
Rifugio e ci conforti nei momenti di difficoltà”: è stata
una delle intenzioni della preghiera dei fedeli letta al funerale, è uno dei modi con cui
vogliamo ricordare il nostro
amico.
“Ringraziamo il Signore per
Gianluca, che ci ha portato
serenità e sorriso”, ha detto
all’inizio del funerale il nostro
parroco don Ermanno Crestani.
Il Vangelo letto era quello delle Beatitudini: quello giusto,
ha sottolineato don Ermanno
all’omelia, per Gianluca che
era puro di cuore, era mite,
era povero in spirito, portava
la pace con la sua presenza.
“Lui si faceva avanti, tendeva
la mano alle persone. Quando lo faceva con me, la mano
di Gianluca mi sembrava una
benedizione. La sua vicinanza
mi faceva sentire vicino Dio”.
“Persone come Gianluca – ha
proseguito don Ermanno .
sono Agnelli di Dio che tolgono i peccati del mondo: con
la loro innocenza e la loro sofferenza aiutano gli uomini ad
essere più buoni”.
VITTORIO VENETO
Tutti assieme per il Doblò
Raccolta fondi per un’auto nuova in grado di trasportare anche chi è in sedia a rotelle. Il primo grande passo arriva dalla generosità della Pedalavis
A
l Piccolo Rifugio di
Vittorio Veneto c’è
bisogno di un nuovo Doblò. Cioè un veicolo
adatto per gli spostamenti
quotidiani degli ospiti della
casa, quando la destinazione
è troppo lontana per andarci
a piedi o in bici, o per chi in
condizioni di salute fragili. Il
Doblò è una necessità, in particolare, per le persone in sedia a rotelle. Il nuovo veicolo
servirebbe a sostituire un Renault Express ormai troppo
vecchio e quindi non affidabile né sicuro, ed inoltre troppo
piccolo per le necessità di una
“famiglia” di 30 persone.
Per questo servirà dotare il
Doblò dell’attrezzatura per
il trasporto in sicurezza delle
sedie a rotelle, a partire dal
sollevatore: già solo questa è
una spesa di alcune migliaia
di euro.
Per il Doblò attrezzato abbiamo già chiesto un preventivo
ad un rivenditore specializzato che per noi ha sempre avuto un occhio di riguardo, ma
siamo comunque attorno ai
25 mila euro.
Per questo abbiamo iniziato
una nuova raccolta fondi pro
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Doblò, e come sempre sappiamo di poter contare sul
sostegno di tanti amici.
Il primo passo l’abbiamo fatto grazie alla Pedalavis di domenica 21 settembre: anche
quest’anno gli amici dell’Avis
Vittorio Veneto hanno scelto
di offrire alle persone con disabilità della nostra casa parte del ricavato della pedalata
di 21 km per Vittorio Veneto e
dintorni.
Dalla Pedalavis è arrivata una
buona offerta che abbiamo
messo da parte per il Doblò.
Dobbiamo un grande grazie
alle associazioni che hanno
collaborato
all’organizzazione e hanno moltiplicato
la generosità: San Valentino
di Cozzuolo, Istadea, Prealpi
Soccorso, Carabinieri in Congedo. Ed è stata una grande
gioia vedere che tantissimi
vittoriesi e non solo hanno accettato l’invito alla pedalata:
c’erano 456 iscritti - compresi
il sindaco Tonon e l’assessore
Mognol - più un’altra trentina
di sostenitori non pedalanti. E
sono stati Francesco e Giacomo del Piccolo Rifugio a dare
il via alla Pedalata con le loro
tre ruote.
Il ricavato della Pedalavis è un
primo grande passo avanti
verso il Doblò; per aiutarci a
raggiungere il traguardo, è
possibile consegnare offerte
direttamente al Piccolo Rifugio oppure sul conto con iban
IT75D0890462190007000004
500. Per informazioni contattate il Piccolo Rifugio: 0438
57796, [email protected]
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VITTORIO VENETO
Progetto Lucia Schiavinato University
U
na buona notizia per
le persone con disabilità del Piccolo Rifugio
di Vittorio Veneto e del Piccolo
Rifugio di Ponte della Priula, oltre che per altre che vivono nel
territorio della Ulss 7. Nell’ambito del bando territoriale locale 2014, il Csv di Treviso ha
riconosciuto un contributo di
5400 euro a “Lucia Schiavinato
University”, progetto presentato
dall’associazione Lucia Schiavinato, in collaborazione con
Fondazione Piccolo Rifugio, Volontari X Shelter e Anffas Sinistra Piave. Grazie a “Lucia Schiavinato University” da settembre
2014 in poi gli ospiti dei Piccoli
Rifugi di Vittorio Veneto e Ponte
della Priula possono partecipare
a corsi e laboratori sportivi, artistici e di cucina che sfoceranno,
entro metà 2015, nella partecipazione ad eventi sul territorio.
Primi passi: il corso di biodanza,
con Paolo Bressan, il laboratorio
di internet e il proseguimento
degli allenamenti di aikido.
Nuovo direttivo dell’associazione Lucia Schiavinato
L
ionella D’Arsiè, di Santa Maria del Piave, è la
nuova presidente dell’associazione Lucia Schiavinato, i
volontari del Piccolo Rifugio di
Vittorio Veneto. La ha eletta l’assemblea straordinaria dell’associazione del 4 luglio 2014. Lionella, già presidente in passato e
volontaria da molti anni, è anche
la nipote di Luigi Lorenzetto, indimenticabile ospite artista del
Piccolo Rifugio, che dipingeva
con un pennello in bocca, dato
che le mani non potevano aiutarlo, quadri poi protagonisti in
molte mostre ed esposti con
orgoglio su molte pareti, non
solo dentro il Piccolo Rifugio. Nel
nuovo consiglio direttivo ci sono
anche il vicepresidente Michele
Magoga, i segretari Diego Giacomin e Raul Piccoli, i consiglieri
Laura Covre (una giovane da
poco entrata nell’associazione),
Massimo Mariotto, Loredana Biz
e Luciano Pizzol. Collaborano
con il direttivo, pur non facendone parte, anche Donatello Ferrari, tesoriere, e Dino Mulotto.
Camposcuola dedicato alle “donne
accoglienti” per
l’Acg di Spinea:
i ragazzi hanno
fatto tappa anche
al Piccolo Rifugio
vittoriese, per
farsi raccontare
l’accoglienza – e il
carisma- di Lucia
Schiavinato.
novembre 2014
VITTORIO VENETO
Il dono della musica
Grazie al concerto “100% quote rosa” di Talita e Terno Secco, i nostri ospiti
proveranno a suonare con la guida di Claudio Marchisio
U
n gruppo di artisti
ha deciso di fare un
regalo al Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto. E di
condividere con le persone
con disabilità il proprio amore per la musica. Venerdì 10
ottobre, infatti, il teatro Da
Ponte di Vittorio Veneto si è
riempito per il concerto pop
“100% quote rosa” con la cantante Talita (Paola Coletti) assieme ai vittoriesi Terno Secco
cioè Matteo Tempini , Alberto
Turchetto e Gianmarco Dazzi,
con Gerardo Pozzi alla batteria. A far da coriste Anna Mutton, Giorgia Maria Frassetto
ed Eleonora Chiesurin, che
è anche una delle Volontarie
x Shelter. Ospite speciale il
cantautore Stefano Dall’Armellina accompagnato alla
chitarra da Alberto Fogliato. I
gruppi Erisimo e New Ashtart
hanno organizzato il concerto, con il sostegno di Farmachl Conegliano e Gilda degli
Insegnanti di Treviso. Il concerto è stato ideato per poter
donare agli ospiti del Piccolo
Rifugio un corso di musica:
tutto il ricavato servirà per
l’acquisto degli strumenti
musicali necessari. A guidare
il laboratorio musicale è il maestro Claudio Marchisio.
Bruna ringrazia...
Carissimi amici, come vedete la foto della nostra cappellina del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto è ancora
una volta sull’Amore Vince. Spesso faccio compagnia a
Gesù e da lui attingo forza e continuità nell’ambiente
dove il Signore mi vuole. La nostra carissima Associata
Annamaria Natale spesso viene a pregare aprendo il
Tabernacolo. Tutti i mercoledì lei, suo marito Armando
ed un gruppo di persone, tutte dell’Ordine Francescano Secolare, vengono a pregare nella nostra cappella, implorando dal Signore coraggio e serenità per affrontare le difficoltà della vita: chiunque volesse
partecipare con loro è benvenuto. Tutto è grazia, ed anche se a volte ci sono incomprensioni, queste
servono a formare e ad arricchire lo spirito, se tutto si cerca di vedere nella luce dell’Amore. A nome della
comunità sento di esprimere tutta la riconoscenza per la generosità e la disponibilità dei nostri amici
Annamaria e Armando per il grande bene che fanno. Il Signore sia sempre accanto a loro e a tutti colori
che sono nei loro cuori.
Bruna
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VERONA
Il buonumore abita al Piccolo Rifugio
Il neovolontario ventenne Giacomo Turco: “qui mi ringraziano sempre di
tutto e hanno tanta attenzione verso di me”
“Q
uando vado un
po’ giù di umore
mi dico: tra un
po’ vado al Piccolo Rifugio. E
così mi passa. Perché quando
vado al Piccolo Rifugio poi
sento sempre di avere ricevuto tanto”. Giacomo Turco,
classe 1993, è un un nuovo
dono prezioso arrivato nella
nostra casa di Verona. Doveva
trascorrere con noi due mattine alla settimana, d’estate:
progressivamente, senza che
glielo chiedessimo, è arrivato
sempre più presto ed ha aumentato sempre di più le ore
passate con noi.
ad una delle funzioni
ed all’uscita mi sono
detto: ma sì, vado al
Piccolo Rifugio”.
LE DIFFICOLTÀ
”Sono andato in crisi
quando c’erano da
fare i braccialetti: mi
riusciva difficile di
tenere i fili”, sorride
lui, raccontando di
quando ha partecipato al laboratorio di
braccialetti avviato
da poco, con le ospiti,
dall’educatrice Marta Alborali.
Se si tratta, invece, di prendersi cura da vicino di una perCOME HO INIZIATO
sona che ha bisogno del tuo
“Conoscevo il Piccolo Rifugio aiuto, nessun problema. “Lo
– racconta Giacomo - attraver- faccio volentieri”, spiega.
so mia nonna Clelia che viene
qui come volontaria due vol- PERSONE VERE
te alla settimana. Anche mia “Mi colpisce, soprattutto, vemamma mi aveva suggerito di dere che c’è chi fa fatica a fare
venire a fare volontariato qui, tutto, anche azioni come scrima si sa che certe cose uno vere o mangiare che di solito
le deve decidere da solo. Poi tu dai per scontate. Eppure
nella mia parrocchia di San- loro sono contenti, e mi semta Maria Regina (la stessa del brano persone più vere di tanPiccolo Rifugio) ha fatto tap- te altre che conosco.
pa l’Immagine della Madon- Mi è piaciuto molto anche
na Pellegrina del Santuario di partecipare all’incontro di
Fatima. Una sera sono andato danzaterapia. Io non sono cer-
novembre 2014
to un tipo da ballo, ma vedere
loro che partecipano a questo
‘viaggio’, un po’ con i movimenti e un po’ con l’immaginazione...”
MI DEDICANO TANTE ATTENZIONI
“Mi ringraziano sempre di tutto e hanno tanta attenzione
verso di me. Faccio un piccolo
esempio. Un giorno, a tavola,
le operatrici si sono dimenticate di darmi il caffè. Io avrei
anche fatto finta di niente, ma
subito Daniela, che era lì con
me, ha cominciato a dire che
mi mancava il caffè, e insisteva, visto che in un primo momento non la capivano”.
VERONA
Cortometraggio finalista
“Il cowboy e l’elefante” scelto da La Grande Sfida
S
iamo in finale! Alla sua
prima partecipazione,
il Piccolo Rifugio di
Verona è arrivato in finale ad
‘Altresequenze”, il concorso
di cortometraggi organizzato
dal progetto La Grande Sfida
del Csi di Verona.
Il nostro cortometraggio “Il
cowboy e l’elefante” è stato
scelto dalla giuria assieme ad
altri 7.
Mercoledì 3 dicembre, Giornata internazionale per i diritti
delle persone con disabilita’, al
cinema Stimmate a Verona ci
sarà la festa di Altresequenze
con la proiezione dei cortometraggi, tra cui “Il cowboy e
l’elefante”, e la
proclamazione
del vincitore.
Nei sette minuti del nostro
cortometraggio
i protagonisti
sono un cowboy e un elefante di pongo e
materiali riciclati, con scenografie in tecnica mista: tutti sono stati realizzati dagli
ospiti del Piccolo Rifugio di
Verona. Tania, Daniela, Francesca, Graziella, Luigina, Carla
e Daniela si alternano nel dare
voce ai due personaggi e al
loro incontro.
Anche la storia è frutto della
creatività del Piccolo Rifugio, e
l’abbiamo trasformata in cortometraggio grazie alle amiche Stefania Pauciullo, Ilaria
Savoia ed Alice Venturi, oltre
a Marco Alborali, a cui va un
grande grazie per avere composto le musiche originali del
corto.
Per vedere “Il cowboy e l’elefante”: http://youtu.be/vhrmrMblewk
Il Piccolo Rifugio di Verona e gli amici del gruppo dei Pellegrini in visita all’edizione 2014 di Tocati, festival internazionale dei giochi di strada che si svolge a Verona
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VERONA
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FERENTINO
Con noi una reliquia
di Giovanni Paolo II
U
na reliquia di papa Giovanni Paolo II al Piccolo
Rifugio di Ferentino. Si
tratta di un pezzetto di stoffa
della talare del papa polacco,
insieme alla foto che lo ritrae
mentre benedice, nel 2001, la
prima pietra della nuova sede
Piccolo Rifugio di Ferentino.
Il pezzettino di stoffa della talare è stato inserita nella cavità
presente in quella stessa “prima pietra”, oggi incastonata
nel nuovo altare della cappella
del Piccolo Rifugio di Ferentino.
Martedì 16 settembre la reliquia ha trovato dimora nell’altare, in occasione della mes-
L’omaggio della Volontaria Teresa D’Oria a Giovanni Paolo II in occasione della benedizione della prima pietra del Piccolo Rifugio di Ferentino
sa che don Francesco Paglia,
parroco di Santa Maria degli
Angeli, ha voluto celebrare al
Piccolo Rifugio in occasione
del tredicesimo anniversario
della visita di Giovanni Paolo II
a Frosinone. Nella cavità è stata inserita anche la foto di Giovanni Paolo II che benedice la
prima pietra dell’altare.
Cento invitati per i suoi primi 50 anni: una grande festa di compleanno perGiuseppe Orrù del Piccolo
Rifugio di Ferentino
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TRIESTE
Cammina, pedala, gioca
Le operatrici d’assistenza della Domus coinvolgono le ospiti nell’attività motoria
G
li operatori sono le
persone che probabilmente trascorrono
più tempo con gli ospiti del
Piccolo Rifugio. Sono con loro
di giorno e di notte, assistono le persone con disabilità,
quando necessario, anche nei
momenti più personali: andare a letto, vestirsi, l’igiene
personale.
Ma il loro impegno non si ferma ai compiti di assistenza.
Il rapporto stretto che stringono giorno dopo giorno con
le persone con disabilità fa sì,
ad esempio, che le 10 operatrici di assistenza della nostra
Domus Lucis di Trieste abbia-
no accettato con disponibilità
la proposta arrivata dal coordinamento della casa.
Ecco allora che ogni mercoledì e giovedì pomeriggio sono
le operatrici a proporre alla
donne della Domus l’esperienza dell’attività motoria.
Qualcuna ha semplicemente
bisogno di camminare, e di
chi ne sorregga i passi ormai
incerti. Qualche altra delle
nostre ospiti si dedica a pedalare su degli speciali pedalisenza-bici che si appoggiano
per terra. Una delle operatrici
ha portato una grande morbida palla da spiaggia, e ce la
si passa tutti assieme. Un altra
piccola vasca consente alle
ospiti di farsi l’idromassaggio
ai piedi...
Ai benefici del movimento si
sommano quelli della compagnia: dipendenti e ospiti trascorrono del tempo insieme
a divertirsi. Tutti apprezzano.
Così come le donne della Domus apprezzano, ad esempio,
i venerdì in piscina, presso la
residenza Campanelle, o le
uscite del sabato, con i volontari o con le educatrici. O
quelle del mercoledì mattina,
assieme alle stesse operatrici
e ai volontari.
Sposi da 50 anni,amici della Domus Lucis da 30 anni. Martedì 21 ottobre nella cappella della nostra
casa, con la messa celebrata da padre Silvio, abbiamo celebrato il grande traguardo d’amore raggiunto dai nostri grandi amici Mariagrazia Degano e Vittorio Michelutto.
novembre 2014
BRASILE - VARIE
Da Casa Aurora verso il futuro
Nuova sede per la struttura in cui le Volontarie accolgono Lucas e Sara
I
l giorno di Pentecoste è
stata inaugurata la nuova sede di Casa Aurora, la
struttura per l’accoglienza di
adolescenti gestita a Salvador de Bahia dalle Volontarie
della Carità Francisca e Iracema. Attualmente in Casa Aurora vivono Lucas e Sara, due
fratelli. Ciascuno ha scritto
una lettera di ringraziamento
a chi sostiene Casa Aurora e
quindi li aiuta a costruirsi un
futuro.
“Grazie al vostro appoggio
sto rinforzando la mia forza
di volontà per lottare per i
miei obbiettivi”, scrive Lucas.
“Sogno di comprare una casa
tutta mia ed invitarvi tutti a
mangiare la pizza,” fantastica
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e scrive la più giovane Sara.
parrocchia di Massaranduba.
A dare la benedizione a Casa Aurora si trova ora in rua
Casa Aurora è stato don Pa- Rafael Uchoa 20 a Massaranolo Sbolci, viceparroco della duba.
Concerti di Natale per il Piccolo
Rifugio di Vittorio Veneto
Nuovo assistente religioso al
Piccolo Rifugio
Domenica 30 novembre alle 16.30 nella chiesa vittoriese di Sant’Andrea “La magia della musica nella riduzioni gesuitiche del Sud America”, ovvero quando la
cultura india incontra il barocco europeo, conferenza
concerto di Giorgio Fornasier con il Domenico Zipoli
Ensemble.
Venerdì 12 dicembre alle 20.45, sempre a Sant’Andrea,
trentunesimo appuntamento con il Concerto di Natale
pro Piccolo Rifugio organizzato dagli amici del Rotaract Conegliano Vittorio Veneto. Info: www.piccolorifugio.it , 3473677957 , [email protected]
Il vescovo di Vittorio Veneto mons.Corrado Pizziolo ha
nominato un assistente religioso per il Piccolo Rifugio
di Vittorio Veneto.
E’ mons. Rino Damo, 78 anni, a lungo parroco di Vazzola. E’ lui a celebrare la messa festiva ogni domenica
alle 10 nella nostra cappella.
Il Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto accoglie con piacere mons.Rino Damo e ringrazia il vescovo Corrado per
avere mostrato ancora una volta la sua paterna attenzione verso la nostra casa.
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Noi e i nostri amici animali
Rina del Piccolo Rifugio di San Donà
ama gli animali ed ama disegnare. Che
cosa potrebbe desiderare di più, se non
far giocare con i suoi colori la gattina
che ha “adottato”?
Il Piccolo Rifugio di Verona
al maneggio Colle Arzan:
faccia a faccia con gli amici
cavalli
Raffaele Principi Coppotelli parte da Ferentino per lunghi viaggi con i suoi
amici asini. Prima dell’ultimo, diretto a Roma, è passato a salutarci assieme
all’asina Gina
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