9
PROVINCIA
AUTONOMA
DI TRENTO
2009
mensile di economia e tecnica per un’agricoltura moderna al servizio del consumatore e dell’ambiente
www.trentinoagricoltura.net
Progetto leader
in Val di Sole
Interventi a favore
delle aziende agricole
La zanzara tigre
NAZ/220/2008
numero 9 ottobre 2009 - anno LIV
Meli resistenti
alla ticchiolatura
ASSESSORATO PROVINCIALE ALL’AGRICOLTURA
SOMMARIO
3
9
14
15
16
17
19
23
25
26
27
28
32
34
36
39
41
43
45
PRIMO PIANO
Progetto Leader Plus assegnato alla Val di Sole
LEGGI E PROVVEDIMENTI
Interventi a favore delle imprese agricole nel 2009
Progetti presentati da cooperative agricole
Vini a denominazione d’origine.
Affidate alla CCIAA le attività di controllo
TERRA
TRENTINA
9
PROVINCIA
AUTONOMA
DI TRENTO
/2009
Mensile di economia e tecnica
dell’agricoltura
Organo dell’Assessorato provinciale
all’agricoltura di Trento
INIZIATIVE DIDATTICHE
Educazione sensoriale ed alimentare
nelle scuole superiori
Reg. Trib. Trento n. 41 del 29.8.1955
Direttore responsabile
EVENTI
Premio al miglior vigneto di Marzemino
“La vigna eccellente”
Giampaolo Pedrotti
Coordinatore tecnico
Sergio Ferrari
EVENTI
Mostra-Concorso dei formaggi di malga
della Provincia di Trento
Segreteria di redazione
EVENTI
Redazione
Piazza Dante, 15
38100 TRENTO
Tel. 0461 494614 492670
Fax 0461 494615
Miele Trentino
MELINDA
Daniela Poletti
Melinda festeggia 20 anni di vita operosa
Il consorzio From si propone alla Russia
In tempi di crisi vince la qualità
FRUTTICOLTURA BIO
COMITATO DI DIREZIONE
Mauro Fezzi
Dipartimento agricoltura e alimentazione
Fabrizio Dagostin
Varietà di melo resistenti alla ticchiolatura
Servizio aziende agricole e territorio rurale
INSETTI PERICOLOSI
Servizio promozione delle attività agricole
La biologia della zanzara tigre
L’esperto risponde alle vostre domande
Marta Da Vià
Alberto Giacomoni
Agenzia provinciale per i pagamenti
Giovanni De Silvestro
Servizio promozione delle attività agricole
NOTIZIE
Notizie da “Europe Direct”
Notizie dalla Fondazione E. Mach /IASMA
Cambio di vertice all’Istituto Agrario
CIBO E SALUTE
Vino: da killer del fegato ad elisir di giovinezza?
ORTO E DINTORNI
Le cime di rapa
Giuliano Dorigatti
Servizio aziende agricole e territorio rurale
Romano Masè
Dipartimento risorse forestali e montane
Corrado Zanetti
Ufficio stampa P.A.T.
Marina Monfredini
Fondazione E. Mach – IASMA
Silvia Ceschini
Ufficio stampa
Fondazione E. Mach – IASMA
Fotocomposizione e stampa
ESPERIA Srl
Prodotto stampato da Esperia Srl,
azienda certificata FSC, Iso9001 e Iso14001
Via G. Galilei, 45 - LAVIS (TN)
PRIMO PIANO
Un’occasione da non perdere per valorizzare le risorse locali
Progetto Leader Plus
assegnato alla Val di Sole
deFInIzIone dI Leader
Leader, sostiene progetti di svi-
Allo stato attuale è stato riconosciuto il gruppo
di animazione (GAL) e approvato il Piano di
sviluppo rurale. Sono in corso di approvazione
i bandi per la raccolta delle domande sulle
singole misure al fine di darne pubblicazione
entro il termine del 2009
Angela Menguzzato, Riccardo Molignoni
(Ufficio supporto all’Autorità di Gestione del PSR / PAT)
foto Archivio APT Val di Sole
luppo rurale ideati a livello locale
al fine di rivitalizzare il territorio
e di creare occupazione, attraverso uno sviluppo integrato, endogeno e sostenibile delle aree
rurali. Con la programmazione
2007-2013 la Comunità Europea
ha rafforzato l’iniziativa Leader e,
al termine di tre periodi di proficua programmazione, l’ha inse-
TERRA TRENTINA 9/2009
Nel corso del 2008 si è concluso il Progetto Leader+ 2000-2006
che ha interessato il territorio
della Valsugana. Un progetto che
ha suscitato grande interesse fra
gli operatori pubblici e privati e
ha messo in luce le reali esigenze del territorio, migliorandone
la vitalità socioeconomica, la valorizzazione di prodotti tipici, la
recettività turistica e contribuendo a una differenziazione del
reddito delle aziende agricole e
dell’occupazione. Fra i numerosi
interventi ricordiamo la realizzazione del progetto denominato
“Ippovia del Trentino Centrale”,
la Via Claudia Augusta, la valorizzazione dell’Ecomuseo del
Lagorai, il recupero e valorizzazione della Torre dei Sicconi, il
recupero di vaste aree coltivate
a castagno, oltre alle numerose
iniziative di formazione professionale (come ad esempio nel
settore legno) e di valorizzazione
di prodotti territoriali (mais Spin,
piccoli frutti, Pavana, le Verde).
Con la nuova programmazione
la Provincia Autonoma di Trento
riconferma la propria volontà di
investire nell’approccio Leader
come motore di sviluppo delle
aree rurali, cogliendo la preziosa
opportunità offerta dalla nuova
programmazione della Politica di
Sviluppo Rurale e destinando sul
PSR risorse pubbliche per 17 milioni di euro (Stato+UE+PAT).
3
PRIMO PIANO
rita a pieno titolo nello Sviluppo Rurale conferendole dignità
di Asse (Asse IV Leader). Il suo
obiettivo generale è la realizzazione di nuove strategie locali di
sviluppo in grado di valorizzare
le potenzialità endogene del territorio rurale, con il mantenimento dell´occupazione, la ricerca di
nuova occupazione, la crescita
della partecipazione ai processi
decisionali e aggregativi.
Le risorse dell’Asse sono destinate a zone sub-regionali ben
definite e omogenee al loro interno, in quanto è strategico che
l´azione si concentri sui territori a forte ruralità come quelli di
montagna o quelli più marginali
e svantaggiati.
TERRA TRENTINA 9/2009
CaraTTerISTICHe
dI Leader
L’approccio Leader comprende i
seguenti elementi:
1. Approccio territoriale
Comporta l’applicazione di
una politica di sviluppo che
sotto il profilo strategico analizzi i punti di forza e debolezza di un territorio. Nell’ambito di Leader, un territorio è
un’unità rurale locale omogenea, caratterizzata da coesione
sociale interna, da una storia e
da trazioni condivise e da un
senso di identità comune.
4
foto Archivio APT Val di Sole
2. Approccio bottom-up
Mira a incoraggiare un processo decisionale partecipativo su tutti gli aspetti della
politica di sviluppo. Ha come
obiettivo il coinvolgimento,
all’interno della comunità, dei
diversi attori socioeconomici
e delle istituzioni pubbliche
e private. L’approccio “ascendente” si basa sul coinvolgimento della comunità nei
processi decisionali e sull’animazione territoriale al fine di
stimolare il processo di sviluppo (proposta di interventi/
progetti da parte della comunità).
3. Approccio partenariale e
Gruppo di Azione Locale
(GAL)
Fra le caratteristiche più originali e strategiche dell’approccio Leader vi è il GAL,
un organismo avente natura
privatistica con partecipazione
anche pubblica. I diversi componenti del GAL sono uniti in
un partenariato che promuove
una strategia comune basata su
un piano di azione locale per
lo sviluppo dell’area. Il GAL
gestisce sovvenzioni pubbliche provenienti dall’UE, dallo
Stato e dalle Regioni (Provincia Autonoma di Trento), da
concedere ai destinatari del
finanziamento per la realizzazione del Piano di Sviluppo
Locale. Il GAL, quindi, svolge
un’importante attività istituzionale che persegue finalità di
pubblico interesse, sociale e
promozionale dello sviluppo
economico delle comunità locali.
4. Innovazione
Leader richiede l’attuazione di
azioni che dovrebbero possedere una connotazione quanto più innovativa possibile per
valorizzare le risorse locali.
5. Approccio integrato
Le azioni e i progetti contenuti nel piano di azione locale
devono essere coerentemente collegati e coordinati fra
loro attraverso una strategia
comune. L’integrazione deve
collegare i diversi attori e settori economici, sociali, culturali e ambientali dell’area.
6. Creazione di reti di cooperazione tra le aree
Agevolando lo scambio e la
circolazione delle informazioni sulle politiche di sviluppo
rurale e la divulgazione e il
trasferimento delle buone
pratiche e delle strategie innovative, la rete Leader mira a
limitare l’isolamento del Gal e
a creare una fonte di informazioni e analisi delle azioni.
Relativamente a tale tematica,
un altro aspetto centrale è la
cooperazione tra le aree rurali che può essere sia transnazionale che interterritoriale
(all’interno dello stesso stato
membro).
7. Finanziamento e gestione
a livello locale
Ultimo
elemento
chiave
dell’approccio Leader è l’au-
tonomia organizzativa e decisionale in capo al GAL nella
gestione delle sovvenzioni
pubbliche e nella selezione
dei progetti.
Leader neLLa proVInCIa
aUTonoma dI TrenTo
La Provincia Autonoma di Trento, in linea con il Piano Strategico
Nazionale, ha individuato quali
obiettivi generali per l’Asse 4 la
valorizzazione delle risorse endogene dei territori e il rafforzamento della capacità progettuale/gestionale locale. In aggiunta
foto Archivio APT Val di Sole
TERRA TRENTINA 9/2009
foto Archivio APT Val di Sole
a questi persegue alcuni obiettivi
specifici: adozione di un approccio multisettoriale allo sviluppo
rurale, miglioramento della qualità della vita delle zone rurali,
valorizzazione del territorio e dei
prodotti locali.
Al fine di identificare il territorio
Leader, la Provincia Autonoma
di Trento ha tenuto conto di tre
elementi. Innanzitutto, per massimizzare le risorse finanziarie
assegnate, è stata selezionata
un’area coincidente con un Comprensorio, per garantire un’adeguata massa critica necessaria
allo sviluppo di progetti efficaci.
Inoltre, al fine di orientare l’applicazione di Leader verso territori particolarmente idonei ad
accogliere tale approccio, si è
ritenuto opportuno concentrare
l’intervento in aree di montagna
con svantaggi dal punto di vista
geografico economico/occupazionale e demografico, sulla base
della territorializzazione definita
dal Piano di Sviluppo Provinciale (PSP). Infine, per evitare
un’eccessiva concentrazione di
risorse pubbliche nel medesimo
territorio, dalle aree svantaggiate sono state escluse le aree che
hanno già beneficiato di iniziative Leader o di Patti territoriali
5
PRIMO PIANO
foto Archivio APT Val di Sole
TERRA TRENTINA 9/2009
(per approfondimenti si rimanda
al capitolo 3.1 del PSR 2007-13).
Dall’analisi sopra evidenziata, e
condotta a livello di singolo Comune, è emerso come nel Comprensorio della Val di Sole fossero presenti il maggior numero di
Comuni rispondenti a tali caratteristiche.
Per quanto riguarda la progettazione e la stesura del Piano di Sviluppo Locale, nel corso del 2008
6
il Comprensorio C7 della Val di
Sole, quale organo di rappresentanza delle amministrazioni pubbliche locali, ha attuato una fase
preliminare di studio-analisi del
territorio attraverso l’intervento
diretto della Facoltà di Economia
dell’Università di Trento.
Successivamente, il GAL Val di
Sole si è costituito in data 21 febbraio 2009 al fine di dare attuazione al Piano di Sviluppo Locale
2007-2013. Il PSL è stato presentato presso gli uffici del Dipartimento Agricoltura ed Alimentazione in data 02 marzo 2009.
A seguito dell’approfondita analisi condotta dall’Autorità di
Gestione del Piano di Sviluppo Rurale con il supporto della
Commissione Leader1, sulla proposta formulata dal GAL, è stato
approvato ufficialmente il Piano,
con Deliberazione di Giunta provinciale n. 1943 del 30 Luglio
2009.
mISUre aTTIVaTe
Per raggiungere gli obiettivi del
PSL, comunque in linea con la
strategia del PSR, sono state attivate tre misure:
1
foto Archivio APT Val di Sole
Commissione Leader: Commissione interdipartimentale composta
da un pool di esperti nei diversi
settori economici e nella gestione
dei fondi strutturali, creata al fine
di supportare l’Autorità di Gestione
nella valutazione della strategia di
sviluppo locale e nella valutazione
delle operazioni finanziabili.
• 41 – Attuazione di strategie di
sviluppo locale (che si compone di due sottomisure: Misura 411 e 413);
• 421 – Cooperazione interterritoriale e trasnazionale;
• 431 – Gestione dei GAL, acquisizionedi competenze e
l’animazione sul territorio
La Misura 41 dà attuazione alle
misure dell’Asse 1, volte a migliorare la competitività del settore agricolo e forestale (Misura
41.1) e dell’Asse 3 destinate al
miglioramento della qualità della
vita nelle aree rurali ed alla diversificazione delle attività economiche (Misura 41.3).
Misura 411 – miglioramento
della competitività del settore agricolo e forestale. La
Misura in questione fornisce un
pacchetto di azioni che partendo dall’informazione e dalla formazione specifica (Azione 111)
cerca di incentivare l’innovazione nel tessuto delle aziende del
settore agroforestale sostenendo
l’integrazione e la qualificazione
dei processi produttivi sia all’interno dell’azienda lungo i vari
passaggi delle filiere produttive
che sostenendo l’approccio collettivo (Azione 121, 122, 123/1,
123/2, 125/4).
foto Archivio APT Val di Sole
Misura 413 – miglioramento della qualità di vita e
diversificazione delle attività
economiche. La misura prevede l’attuazione dell’Azione 311
che promuove principalmente
l’agriturismo con tutte le attività
previste dalla normativa e delle
Azioni 313 e 323 per valorizzare
il territorio tramite la realizzazione di percorsi turistici, il recupero delle strutture di interesse
storico-culturale, promuovendo
la cooperazione tra operatori.
Inoltre, con l’Azione 312 e 323
saranno promosse la creazione
di nuove realtà imprenditoriali a
sostegno dell’occupazione giovanile e femminile ed azioni formative specifiche aperte a tutti gli
operatori del territorio.
Misura 421 – cooperazione interterritoriale e transnazionale. La misura è volta a stimolare
progetti di cooperazione, ottima
occasione per entrare in contatto
con altre esperienze imprenditoriali. I continui scambi e le visite
reciproche affineranno nel GAL
la capacità di interloquire con
mondi diversi, stimolando il confronto e migliorando l’efficienza
del proprio operato.
❍ Nei giorni scorsi molte aziende agricole trentine hanno ricevuto, unitamente a IASMA Notizie, una breve pubblicazione denominata
“Condizionalità 2009 – Istruzioni per
l’uso” predisposto dall’Unità tecnica e di autorizzazione di APPAG (Agenzia provinciale per i
pagamenti) responsabile dei controlli in corso.
L’opuscolo contiene una semplificazione della
complessa normativa relativa alla Condizionalità e fornisce alcune utili indicazioni alle aziende
per il rispetto dei Criteri di Gestione Obbligatori
(CGO).
Chi non avesse ricevuto la pubblicazione, può
farne richiesta ai seguenti indirizzi e-mail:
[email protected]
[email protected]
oppure telefonando al
0461/495920 (APPAG)
0461/615456 (IASMA)
L’opuscolo sarà disponibile anche presso le sedi
sul territorio degli Uffici Agricoli Periferici del Dipartimento Agricoltura e Alimentazione.
TERRA TRENTINA 9/2009
Brevi
7
PRIMO PIANO
Misura 431 – acquisizione di
competenze, animazione e
gestione del GAL. È una misura preposta alla gestione del
GAL e volta coprire i costi per
l’acquisizione delle competenze necessarie a dare attuazione
al PSL. Tramite questa misura
viene garantita l’animazione del
territorio e la pubblicità dello
strumento.
Misura/azione
Spesa pubblica
Misura 411
€ 6.142.857,00
azione 111
formazione professionale, informazione e divulgazione di conoscenze
€
azione 121
ammodernamento delle aziende agricole
€ 3.500.000,00
azione 122
miglioramento del valore economico delle foreste
€
600.000,00
azione 123/1
accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli
€
800.000,00
azione 123/2
accrescimento del valore aggiunto dei prodotti forestali
€
292.857,00
azione 125/4
infrastrutture per la selvicoltura
€
800.000,00
Misura 413
150.000,00
€ 9.000.000,00
azione 311
diversificazione in attività non agricole
€ 1.822.757,00
azione 312
sostegno alla creazione ed allo sviluppo di microimprese
€ 1.000.000,00
azione 313
incentivazione delle attività turistiche
€ 3.300.000,00
azione 323
tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
€ 2.727.243,00
azione 331
formazione degli operatori
€
150.000,00
€
200.000,14
Misura 421
1
cooperazione interterritoriale
€
140.000,00
2
cooperazione transnazionale
€
60.000,14
Misura 431
acquisizione di competenze, animazione e gestione del gal
€ 1.428.571,00
proSSImI paSSI
Allo stato attuale, come sopra
precisato, è stato riconosciuto il
GAL Val di Sole e approvato il
Piano di Sviluppo Locale. Sono
in corso di approvazione i Bandi per la raccolta delle domande sulle singole misure al fine
di darne pubblicazione entro il
termine del 2009.
Parallelamente sul territorio Leader il GAL sta promuovendo
un’intensa attività di animazione
per dare rapida attuazione allo
strumento.
TERRA TRENTINA 9/2009
Brevi
8
❍ La zanzara tigre si può ritenere ormai stabilmente insediata in tre territori del Trentino: Rovereto e dintorni, Trento e Alto Garda con focolai
rinvenuti a Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole
e Dro. Il prof. Uberto Ferrarese, esperto di entomologia ambientale e consulente del Museo
Civico di Rovereto dal 1997, ha tenuto recentemente alcune conferenze nei centri elencati per
informare i cittadini sulla biologia dell’insetto e
sulle misure di prevenzione e di cura da mettere in atto. Il pericolo di trasmissione di malattie
vitali importanti, secondo il prof. Ferrarese, è
ampiamente sottovalutato dalla gente.
❍ Il Consorzio di miglioramento fondiario di Sopramonte e Cadine costituito
il 27 settembre 2009 sottende 288 ettari di
superficie agro-forestale. Si tratta in prevalenza di terreni parzialmente dismessi a seguito
dell’esodo di chi ha preferito un’occupazione
o un impiego in settori diversi dall’agricoltura.
Le aziende condotte da agricoltori a tempo
pieno sono meno di una diecina.
Il nuovo consorzio potrebbe favorire un graduale ripristino dei terreni, promuovendo progetti di viabilità rurale e impianti di irrigazione.
LEGGI E PROVVEDIMENTI
L’agricoltura al centro del programma anticongiunturale
Interventi a favore delle
imprese agricole nel 2009
Ne sono concreta dimostrazione i cospicui
investimenti attivati attraverso l’applicazione
del PSR 2007-2013 e della L.P. 4 (2003)
Giovanni Bazzoli , Luigi Sinacori
Servizio Aziende Agricole e Territorio Rurale
le domande di adesione al PSR
2007-2013 bando 2009 misure
121 e 311.
Per una più completa e analitica rappresentazione del lavoro istruttorio svolto dal Servizio
Aziende Agricole e Territorio Rurale alla fine del mese di agosto,
per quanto riguarda gli interventi
a favore delle imprese agricole,
si rinvia alla tabella riportata nelle pagine seguenti.
TERRA TRENTINA 9/2009
Nell’ambito del programma anticongiunturale il settore agricolo
assume un ruolo particolarmente
rilevante, ne sono concreta dimostrazione i cospicui investimenti
attivati attraverso l’applicazione
del PSR 2007-2013 e la L.P. 4\2003.
La scadenza più impegnativa è
stata quella del 31 luglio 2009.
Entro quella data si è concluso il
gravoso lavoro di impegno delle domande di adesione al PSR
2007-2013, bando 2008 finanziate
a totale carico della PAT, per le
misure 121 “Ammodernamento
delle aziende agricole” e 311
“Diversificazioni
in attività
non agricole”, delle domande
di adesione alla L.P. 4\03 art. 46
3° c. “Rinnovo frutteti tramite
le cooperative”, art. 46 1° c. “Limitatamente al rinnovo frutteti proposti da singoli”, art. 55
“Indennizzi per estirpazione
di impianti di meleto colpiti da
Apple proliferation”.
Il lavoro di impegno all’interno
della manovra anticongiunturale
è tuttora in corso e si concluderà
entro il tardo autunno.
Questa seconda fase riguarda
l’impegno sulle disponibilità residue del bilancio 2009 delle domande proposte sulla L.P. 4\03:
art. 25 “Alpicoltura”, “Interventi a favore delle malghe e
pascoli”, art. 42 “Agevolazioni
per la zootecnia”, art. 44 “Agevolazioni per l’apicoltura”,
art. 46 1° c. “Agevolazioni per
le produzioni vegetali esclusi gli interventi per impianti
e reimpianti frutticoli”, sul-
9
LEGGI E PROVVEDIMENTI
Importo
impegnato
(contributo
concesso
Euro)
PSR 2007/2013
N.
Numero
provvedimenti domande
Anno 2009
finanziate
Misura 112
Premio insediamento
77
77
Misura 121 Investimenti
aziende agricole
17
84
6.136.895,72
2.537.418,41 Cofinanziati Feasr
Misura 311 Agriturismo
1
2
213.737,00
106.858,50 Cofinanziati Feasr
Misura 323.3
Riqualificazione malghe
(conto capitale)
1
4
1.473.111,45
1.473.111,45 Cofinanziati Feasr
TOTALE
PSR 2007/2013
N.
Numero
provvedimenti domande
Anno 2009
finanziate
Spesa
ammessa
(Euro)
Tipo
finanziamento
2.450.000,00 Cofinanziati Feasr
6.567.388,36 Importo
impegnato
(contributo
concesso
Euro)
Spesa
ammessa
(Euro)
Tipo
finanziamento
Misura 121 Investimenti
aziende agricole
42
8.896.512,06
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
Misura 311 Agriturismo
7
21
5.635.828,23
2.421.688,24
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
Misura 323.3
Riqualificazione malghe
(conto capitale)
1
2
694.830,42
694.830,42
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
TOTALE
L.P. 4/2003 Art. 17
Premio insediamento
L.P. 4/2003 Art. 25
Alpicoltura
2
2
113.761,00
77.734,50
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art. 27
Agriturismo
1
1
23.750,00
7.150,00
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art. 42
Agevolazioni zootecnia
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art. 44
Apicoltura
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art. 46
1° c. Trasformazione
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art. 46
1° c. Rinnovi frutticoli
4
TOTALE
548.102,35 L.p. 4/2003
L.P. 4/2003 Art. 25
Alpicoltura contributi
annui*
1
3
203 19.322.403,17
12.013.030,72 TERRA TRENTINA 9/2009
L.p. 4/2003
10
133
1.230.386,75
785.963,12
463.217,85
59.581,96
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
10 rate annue
6
L.P. 4/2003 Art. 55
Scopazzi
27
7.527.233,00
2.636.669,76
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
161
5.944.861,20
4.161.372,00
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4/2003 Art .
42- 44- 46 1° comma
26 - 27 Patti Territoriali
- Investimenti Aziendali
comparti zootecnicovegetale agrituristico
61
226
7.420.605,00
2.865.318,78
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
L.P. 4 ART. 23 Recupero
superfici foraggere
abbandonate
11
11
70.000,00
36.126,13
100% aiuti aggiuntivi
a totale carico PAT
1
2
L.P. 24/91 art. 33
Indennizzo danni da
selvaggina
TOTALE
TOTALE
pSr 2007-2013
bando 2009
Il 30 giugno è scaduto il termine per la presentazione delle
domande di adesione al PSR
2007-2013, bando 2009 adottato
con D.G.P. 1101 dell’8 maggio
2008. Con determinazione del
dirigente del Servizio Aziende
Agricole e Territorio Rurale n.
978 di data 14 agosto 2009 è stata approvata la graduatoria delle
istanze sul bando citato per le
misure 121-311-323,3.
Sulla scorta dell’ammissibilità
sul bilancio 2009 delle domande
PSR 2008 M.121 n. 508 su un totale di 642 e M.311 n 36 su un
totale di 42, le disponibilità per
le domande PSR bando 2009 si
sono considerevolmente ridotte. Ne consegue che una attendibile previsione sulla ulteriore
ammissibilità ai benefici di domande di adesione al PSR per il
2009 rispetto a quella individuata sulla scorta delle disponibilità
residue sul 2009 (M.121 fino alla
30°-M.311 fino alla 13a posizione), sarà possibile alla luce delle
nuove assegnazioni che saranno
definite con il bilancio 2010. Nes-
3.917,20
9.762.985,83
233
959 56.593.366,06 28.891.507,26
suna graduatoria è stata prevista
per la misura 112 in quanto le
disponibilità sull’esercizio 2009
consentiranno di finanziare tutte
le domande, mentre per quanto
riguarda le domande di adesione
alla misura 323,3 (Interventi a favore del recupero delle strutture
di malga) non è previsto sull’esercizio 2009 l’accoglimento di alcuna domanda e ciò in quanto la
delibera di riparto fondi n. 1944
del luglio scorso non ha previsto
assegnazioni finanziarie su detta
misura.
Si riporta di seguito una sintesi
delle iniziative contenute nelle domande di adesione al PSR
bando 2009, organizzata in funzione delle Misure e per quanto
riguarda la misura 121, in funzione dell’indirizzo produttivo, della tipologia e dell’importo prevalente.
TERRA TRENTINA 9/2009
L.P. 4/2003 Art.46
3° c. Rinnovi cooperative
11
112 insediamento
giovani agricoltori
121 ammodernamento
delle aziende agricole
n.
iniziative
n.
domande
LEGGI E PROVVEDIMENTI
Misura PSR
indirizzi
aziendale
35
323,3
Riqualificazione delle
strutture di malga
31
struttura
(serra)
Macchine
Bonifiche per raccolta
frutteto
e trattamenti
2.594.691,74
637.479,34
11.637.071,05
4.425.031,15
struttura
struttura
498.895,62
199.543,84
5 ORTICOLTURA
Macchine e
attrezzature
Macchine e
attrezzature
132.817,00
50.778,14
Sfogliatrici e Bonifica
cimatrici
vigneto
3.665.921,08
1.458.518,57
Strutture
1.046.977,46
4.187.890,98
8.034.605,38
1 VIVAISTICO
311 diversificazione
in attività non agricole
struttura
(serra)
1 FUNGICOLO
57 VITICOLO
Strutture
Macchine e
attrezzature
215 ZOOTECNICO
per la
fienagione
Stalle per
bovini
18.104.196,13
500 37.680.570,08 18.993.847,40
451
L.p. 4 del 28 marzo
2003 bando 2009
TERRA TRENTINA 9/2009
contributo
presunto
323
217 FRUTTICOLO
12
spesa
richiesta
68
4 FLORICOLO
Totale
iniziative
iniziativa
prevalente prevalenti
in termini in termine
di numero di importo
Come richiamato nella parte introduttiva anche le pratiche proposte sulla L.P. 4\03 rientrano nel
piano anticongiunturale. Tuttavia
la data di scadenza ultima per
l’impegno delle domande riguardanti l’art. 25-42-44-46 1° esclusi
gli interventi di impianto e reimpianto è rinviata al mese di dicembre, vale a dire entro 120 gg
dall’approvazione della graduatoria avvenuta il 25 giugno 2009.
L’istruttoria di dette domande e la
liquidazione del contributo sono
state affidate, con apposita convenzione, a Cooperfidi. A queste
istanze si debbono aggiungere
le domande di adesione ai patti Territoriali che interessano gli
Normativa
artt. 25-16-27-42-44-46 1° e le domande di intervento per la prosecuzione delle aree foraggiere
abbandonate, di cui all’art 23
della L.P. 4\03.
N° domande
Art 25 Agevolazioni per l’Alpicoltura
39
Art 42 Agevolazioni per la zootecnia
75
Art 44 Agevolazioni per l’apicoltura
1
Art 46 1° comma
3
totale
118
Si informa che con delibera n.
2601 del 18 agosto scorso la giunta provinciale ha aperto i termini
per la presentazione delle domande di adesione alla L.P. 4\03
per gli artt. 25-26-27-42-44-46 1°
c., limitatamente agli interventi di
ripristino delle strutture e di reintegrazione di macchine ed attrezzature danneggiate da incendio.
Detta delibera non prevede scadenze e dovrebbe rimanere attiva per dette tipologie di istanze
fino al 2013.
L.p. 10 GennaIo 1992 n. 2
Al programma anticongiunturale
si è inserito nell’esercizio in corso, l’oneroso programma di in-
terventi per il ripristino strutturale a favore delle imprese agricole
che hanno subito danni a seguito
delle eccezionali nevicate dell’inverno scorso.
Dopo l’approvazione delle delibera dei criteri n. 1924 del 30
luglio 2009, che ha fatto seguito alla delibera con la quale la
Giunta provinciale ha riconosciuto quali calamità pubbliche
gli eventi citati, gli uffici hanno
provveduto all’invio della modulistica a tutti i titolari di segnalazione di danni rientranti nelle
fattispecie prevista dalla delibera
attuativa e risultati in n. di 142.
Detti operatori dovranno fare
pervenire le domande entro il 10
ottobre, data ultima prevista dalla delibera attuativa.
Lp 24 dICenbre 1991
arT 33
Le insistenti precipitazioni nevose hanno determinato poi una
eccezionale impennata dei danni
arrecati alle colture agricole dalla
fauna selvatica, con particolare
riferimento alle colture frutticole
poste nei comprensori confinanti
con le aree incluse nel parco nazionale dello Stelvio. le domande
sono state censite in n. di 544.
A seguito di più attente verifiche
svolte dagli uffici e dai produttori
nel fase di fioritura e produzione
è stato formalizzato un consistente numero di rinunce. Tuttavia le
istanze in istruttoria rimangono
oltre 300 concentrate nei comprensori C5-C6-C7.
Fatti/Previsioni
❍ Gli ortaggi prodotti nel territorio che fa capo
al Consorzio ortofrutticolo Val di
Gresta sono prodotti per l’80% con metodo biologico. Il dato è stato reso noto dalla
presidente Vanda Rosà durante la cerimonia
di inaugurazione della 39° Mostra Mercato.
Dai vari interventi sono emersi però anche gli
aspetti negativi di una situazione produttiva,
commerciale ed organizzativa piuttosto criti-
ca. Il consorzio ha perso negli ultimi anni 30
ettari di terreno coltivato ad ortaggi per abbandono dei soci o per dismissione dei fondi
coltivati. La produzione conferita proviene da
80 ettari e non riesce a fare massa critica sul
mercato. Tra le vie di uscita dalla difficile situazione è stata indicata l’introduzione in valle di coltivazioni complementari agli ortaggi,
quali fragole, piccoli frutti e ciliegie.
❍ In data 5 agosto 2009 la Commissione Europea ha emanato un nuovo regolamento
riguardante l’allevamento biologico di
animali d’acquacoltura che entrerà in
vigore dal 1° luglio 2010. Il testo contiene
norme riguardanti la qualità dell’acqua di
allevamento, l’origine del materiale riproduttivo, il tipo di alimentazione e l’uso di farmaci
veterinari per la prevenzione e la cura delle
malattie.
Dall’ufficio per le produzioni biologiche della
Provincia di Trento si apprende che in Trentino non ci sono finora impianti biologici di
allevamento di trote od altre specie ittiche od
acquatiche. C’è stato però un interessamento
in vista del nuovo regolamento che ora potrebbe tradursi in realtà.
TERRA TRENTINA 9/2009
❍ L’Istituto Talento metodo classico è
stato rilanciato in sede nazionale al duplice
scopo di distinguere i vini spumante ottenuti
da rifermentazione in bottiglia partendo da
uve base Chardonnay e Pinot nero e per fare
massa critica a livello commerciale in Italia, ma soprattutto in sede internazionale. Il
marchio Talento, dice il presidente neo-eletto
dell’Istituto Claudio Rizzoli, è stato per molti
anni proprietà di alcune ditte spumantistiche.
Dal 2004, in base a decreto legislativo, è
diventato marchio collettivo di proprietà del
Ministero per le politiche agricole. Finora
sono 13 le ditte che hanno aderito all’Istituto
Talento. Complessivamente sottendono una
produzione di 4 milioni di bottiglie su un totale di 25 milioni.
13
LEGGI E PROVVEDIMENTI
Investimenti richiesti e disponibilità di bilancio
TERRA TRENTINA 9/2009
Progetti presentati
da cooperative agricole
14
La nuova linea di imbottigliamento di latte microfiltrato (Latte
Trento) per 1.300.000,00 euro e
l’ampliamento della cantina Rotaliana di Mezzolombardo per
7.180.000,00 sono solo 2 delle
molteplici iniziative che la Provincia Autonoma di Trento si accinge a finanziare nell’ambito del
Piano di sviluppo rurale 2007/13
e della Legge provinciale n.
4/2003 relativamente ai bandi
appena chiusi. I termini per la
presentazione delle domande
scadevano rispettivamente lo
scorso 30 giugno e 31 luglio.
Le domande complessivamente presentate sono state 29 per
una spesa prevista pari a circa 69
milioni di euro. Gli investimenti maggiori, in termini di numero di domande presentate (9) e
spesa preventivata complessiva
(45 milioni euro) riguardano il
settore frutticolo; nello specifico,
tali interventi prevedono l’adeguamento delle capacità di frigoconservazione, in conseguenza
dei futuri maggiori conferimenti
dovuti ai recenti reimpianti. Spicca fra tutti l’intervento di completamento della nuova sede della
Società Frutticoltori Trento a sud
del capoluogo (15 milioni euro).
Per quanto riguarda il settore lattiero caseario, gli interventi (6)
riguardano il completamento degli investimenti inerenti il “Polo
latte” (Fiavé e Latte Trento), per
una spesa prevista di 11 milioni
di euro ed una serie di interventi
“minori” previsti da altri caseifici
riguardanti l’adeguamento tecno-
Stanti le attuali risorse disponibili sul bilancio
provinciale, tutte le domande presentate a
valere sul PSR risultano avere la copertura
finanziaria; di quelle presentate sulla L.P.
4/2003 potranno da subito essere finanziate
solo 9 delle 15 presentate
Paolo Ferrari
Servizio Vigilanza e Promozione delle attività agricole / PAT
logico. Tra le iniziative previste
per il settore vitivinicolo risalta
l’intervento previsto da Cantina Rotaliana Mezzolombardo
(7.180.000,00 euro) riguardante l’ampliamento interrato della
sede di Mezzolombardo. Tale
iniziativa ha già ottenuto il nulla
osta da parte del Comitato tecnico del settore agricolo (C.t.s.a.).
In generale, la percentuale di
contributo varia dal 20% al 40%
della spesa ritenuta ammissibile,
in relazione al settore di riferimento ed alla tipologia di investimento. Stanti le attuali risorse disponibili sul bilancio provinciale,
le domande presentate a valere
sul P.s.r. risultano avere tutte la
copertura finanziaria; per contro,
sulla L.p. 4/2003 potranno essere da subito finanziate solo 9
iniziative delle 15 presentate; le
rimanenti iniziative (Società frutticoltori Trento, Consorzio Ortofrutticolo Lovernatico, Consorzio
frutticoltori Cles, Cooperativa ortofrutticola centro anaunia, Consorzio ortofrutticolo terza sponda) saranno finanziate a fronte di
eventuali economie di spesa ovvero allo stanziamento, da parte
della Giunta provinciale, di maggiori risorse rispetto alle attuali.
Vini a denominazione
d’origine
LEGGI E PROVVEDIMENTI
Affidate alla CCIAA di Trento le attività di controllo
Attuando le disposizioni di legge
sono state introdotte nuove modalità per il controllo sul corretto utilizzo delle indicazioni per i
VQPRD (vini di qualità prodotti
in regioni determinate) che, dallo scorso 1 agosto, viene svolto
da autorità pubbliche competenti
designate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAF).
Su indicazione della Provincia autonoma di Trento, in accordo con
il Consorzio vini del Trentino, la
Camera di Commercio è stata indicata quale soggetto idoneo a
verificare le produzioni a Denominazione di origine controllata
(DOC) locali: Teroldego rotaliano, Trento, Trentino e Casteller.
La procedura tracciata dal Piano
di controllo delle DOC prevede
siano verificati tutti i produttori
presenti nella filiera di un vino,
dalla produzione della materia
prima alla commercializzazione
del prodotto finito.
Nello specifico, i soggetti interessati sono:
il viticoltore, sottoposto alla verifica dei documenti di iscrizione
delle superfici all’Albo dei vigneti
e di denuncia delle uve;
il vinificatore, che può procede-
Informazioni:
Ufficio agricoltura-ambiente
tel. 0461/887254
e-mail: [email protected]
www.tn.camcom.it
re a trasferimenti, tagli, assemblaggi, riclassificazioni, declassamenti,
ecc. delle partite di vino garantendone la tracciabilità e quindi,
comunicata per ogni annata la
giacenza al 31 luglio, segnalando
ogni operazione che modifichi
questo stato iniziale. Dopo la richiesta di prelievo, la Camera di
Commercio verificherà la rispondenza tra partita di vino, giacenza
risultante e denuncia delle uve;
l’imbottigliatore, tenuto a comunicare all’Ente camerale, con
almeno 24 ore d’anticipo, l’imbottigliamento di una partita di
vino, indicando gli estremi della
certificazione di idoneità. Dopo le
verifiche sulla rispondenza della
giacenza e l’iscrizione all’Albo imbottigliatori, ottenuto il parere di
conformità obbligatorio potrà imbottigliare; successivamente dovrà
inoltrare i dati di dettaglio della
partita di vino.
Un’ulteriore azione ispettiva sarà
svolta su un campione di almeno il 15% della DOC controllata,
composto a caso, e riguarderà:
il viticoltore, per il quale sarà
accertata la persistenza delle condizioni per l’iscrizione delle superfici all’Albo dei vigneti e la resa di
uva per ettaro;
Soggetto
Viticoltore €/q uva
Vinificatore €/hl vino
Imbottigliatore €/hl vino
il vinificatore, di cui sarà verificata la rispondenza dei quantitativi di prodotto detenuto con i documenti di cantina, la conformità
delle operazioni a quanto disposto dal disciplinare, la rispondenza del titolo alcolometrico con il
minimo previsto per la detenzione in cantina e presso cui saranno prelevati campioni di prodotto
già certificato per i relativi esami
chimico-fisici ed organolettici;
l’imbottigliatore, presso cui ci
saranno prelievi, a campione, sul
vino a DOC imbottigliato, per la
verifica della rispondenza tra prodotto confezionato e certificazioni di idoneità, con i relativi esami
organolettici e la verifica del corretto uso della denominazione,
compresa quella sui contenitori
utilizzati.
I costi dell’attività di controllo,
che il Decreto ministeriale mette
interamente a carico dei produttori, sono inseriti in un Piano tariffario così individuato dall’Ente
camerale:
Costi (più IVA 20%)
0,20 (alla consegna della Ricevuta uve)
0,30 (al prelievo del campione da certificare)
0,30 (al momento dell’imbottigliamento)
TERRA TRENTINA 9/2009
Ufficio stampa CCIAA
15
INIZIATIVE DIDATTICHE
Fa parte dei progetti dell’Accademia d’impresa della CCIAA di Trento
Educazione sensoriale
ed alimentare
nelle scuole superiori
Marica Bertoldi
TERRA TRENTINA 9/2009
Comunicazione / Accademia d’Impresa
16
L’educazione alimentare oggi
non fa parte dei programmi della scuola dell’obbligo: è, tuttavia,
un tema importante per educare
i giovani comportamenti di consumo sostenibili e responsabili.
E’ una materia che non deve necessariamente essere affrontata
in forma teorica, ma può anche
trasformarsi in scoperta e gioco
diventando così più curiosa e stimolante. E’ quello che Accademia
d’Impresa sta facendo da oltre
cinque anni presso alcuni istituti
superiori di Trento fra cui l’istituto Fontana di Rovereto, i Licei L.
Da Vinci e A. Rosmini di Trento,
con attività didattiche curate da
esperti, produttori e artigiani del
settore alimentare, coinvolgendo
attivamente gli studenti tramite
attività di degustazione e di riconoscimento delle caratteristiche
dei diversi prodotti. Particolare
attenzione è dedicata ai prodotti
tipici locali: i formaggi di malga,
i piccoli frutti e il miele trentino
hanno avuto grande successo fra
i banchi di scuola, non solo per
l’entusiasmo espresso dai ragazzi
nell’imparare a riconoscere sapori e profumi attraverso un’attenta
analisi organolettica, ma anche
per l’interesse verso i racconti
sulla storia, le tradizioni e l’am-
Archivio CCIAA – Foto: Romano Magrone
biente cui questi prodotti sono
fortemente legati. Alcune scuole
hanno adottato con grande interesse il percorso formativo “Educazione sensoriale ed alimentare” inserendolo nei programmi
di antropologia e agraria e valorizzando l’educazione alimentare
e del gusto e l’alfabetizzazione
sensoriale, ovvero la ri-scoperta
delle funzioni sensoriali per mezzo del cibo. I ragazzi hanno così
l’occasione di vivere esperienze
pratiche di descrizione degli alimenti, approfondendo i prodotti
tradizionali e tipici e cogliendo il
legame storico, economico e sociale che unisce il territorio alle
sue produzioni tradizionali. Otto
ore di formazione “alternativa”
che non pretende di sostituirsi
agli insegnamenti canonici, ma
che ha lo scopo di dar voce a
quelle specialità agroalimentari
che non sono solo testimoni di
un’identità enogastronomica, ma
anche il veicolo privilegiato per
una comunicazione positiva di
un intero territorio.
Informazioni:
Accademia d’Impresa
Azienda Speciale della C.C.I.A.A
di Trento
Via Asiago 2 - 38123 Trento
tel. 0461/382304
fax: 0461/921186
[email protected]
www.accademiadimpresa.it
Premio al miglior vigneto
di Marzemino
“La vigna eccellente”
Un’edizione, quella de “La Vigna
Eccellente“ 2009, davvero ricca:
36 le aziende agricole partecipanti per un totale di 221.030 mq di
vigneti eccellenti. I vigneti iscritti risultano 49, ripartiti sul territorio
Comunale Catastale di Isera e su
quella della denominazione Marzemino Superiore. Al concorso sono
rappresentate le Cantine Sociali di
Isera, Vivallis, Mori Colli – Zugna,
nomi e aziende vitivinicole privati.
La commissione tecnica nel valutare i vigneti ha:
- considerato gli aspetti agronomici relativi alla corretta impostazione degli impianti e delle
operazioni colturali;
- verificato la sanità delle uve e
della vegetazione;
- valutato l’omogeneità di maturazione e colorazione delle uve
e la presenza sulle stesse di
eventuali residui visivi da antiparassitari come pure l’adozione di pratiche agronomiche
alternative al diserbo chimico.
Dopo un’attenta analisi e valutazione dei criteri sopra esposti la
Giuria ha proclamato con le seguenti motivazioni:
Giulia Marcucci, Valentina Paolini
Ufficio stampa / Comune di Isera
Foto: Florio Badocchi
• 1° Classificato: SILVIO SPAGNOLLI. Vigneto in Località
Pradaglia di Isera, allevato a
pergola semplice spezzata. In
questo appezzamento è stata
individuata l’ottimale esecuzione degli interventi colturali che
hanno determinato un omogeneo sviluppo vegetativo ed un
adeguato carico produttivo.
Evidente il riscontro qualitativo.
• 2° Classificato: RENZO PIZZINI. Un valido esempio di
pergola tradizionale sita nel
territorio viticolo di Nogaredo
in località Pille. Corretta la gestione delle operazioni al ver-
TERRA TRENTINA 9/2009
Unico concorso in Italia
volto a valorizzare
un vigneto e non
un vino, promosso
dal Comune di Isera.
EVENTI
Domenica 20 settembre 2009 – IX EDIZIONE
17
TERRA TRENTINA 9/2009
EVENTI
de. Ottimale la selezione dei
germogli produttivi, la gestione della chioma e la regolazione della carica produttiva.
• 3° Classificato: ENRICO DALMASO. Vigneto impostato a
gujot, a Marano di Isera in località Cesura. L’allestimento
dell’impianto e la gestione dello stesso sono conformi al raggiungimento del miglioramento
qualitativo della produzione.
18
menzIonI SpeCIaLI
1 Conti Bossi Fedrigotti per il
vigneto storico Marzemino
2 Osvaldo Parisi per vigneto
selezionato.
La commissione tecnica ha dichiarato al termine dei sopralluoghi
che tutti i vigneti iscritti al concorso presentano una situazione finale qualitativamente soddisfacente.
In generale tutti i viticoltori hanno
impostato in modo corretto i propri vigneti orientandoli al massimo livello qualitativo.
Alla premiazione erano presenti: il
Sindaco di Isera Alessandro Passerini, l’Assessore all’Agricoltura
Marco Tonini, il Vicesindaco Mario Cossali, il Presidente della Cassa Rurale di Isera Fabiano Conzatti, il Direttore della Cassa Rurale di
Isera Graziano Manica oltre all’Assessore Provinciale all’Agricoltura,
Foreste, Turismo e Promozione
Tiziano Mellarini.
Per questa IX edizione nomi importanti dei settori protagonisti a
comporre la giuria, fra cui il prof.
Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura presso il Dipartimento di
Produzione Vegetale della Facoltà
di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, accanto ad autorevoli
nomi della stampa italiana, fra cui
Lucia Bellaspiga, Paolo Benvenuti, Carlo Cambi, Paolo Massobrio,
Davide Paolini, Nereo Pederzolli.
All’inizio della premiazione è stato proiettato in anteprima l’esito
del viaggio nella Grecia Orientale,
che è stato guidato dal Prof. Scien-
Foto: Florio Badocchi
Foto: Florio Badocchi
Foto: Florio Badocchi
za, accompagnato da una troupe
cinematografica. Il filmato ha dato
testimonianza della raccolta del
sapere di viticoltori e produttori
dediti alla coltivazione del vitigno,
così come si è dato spazio alla
narrazione di esperti della cucina
territoriale isolana e dell’abbinamento al vino locale. Non sono
mancati gli apporti degli storici,
degli uomini di cultura e degli studiosi vitivinicoli che hanno arricchito il filmato di racconti inseriti
in grandi paesaggi.
Mostra-Concorso
dei formaggi di malga
della Provincia di Trento
EVENTI
Decima edizione – 12-13 settembre 2009
Angelo Pecile1, Silvia Schiavon1, Marco Vettori2
3
Anche quest’anno la Fondazione E. Mach – Istituto di S. Michele all’Adige, attraverso l’apporto tecnico ed organizzativo
dell’ Unità Risorse Foraggere e
Produzioni Zootecniche, ha fortemente voluto e reso possibile
la realizzazione del decimo Concorso Provinciale per formaggi di
malga promosso dall’APT Val di
Fiemme e realizzato a Cavalese
nell’ambito della ormai tradizionale Desmontegada delle caore.
Unità risorse foraggere e produzioni Zootecniche – Centro Trasferimento Tecnologico
Fondazione E. Mach-IASMA
Ufficio periferico di Cavalese – Servizio Aziende agricole e territorio rurale / PAT
Questa iniziativa, arrivata al traguardo dei dieci anni, è inserita
nell’ambito delle diverse attività
svolte dal Centro di Trasferimento
Tecnologico dell’Istituto Agrario
di San Michele all’Adige a favore
degli operatori di malga, attività
fra di loro coordinate e tutte finalizzate a fornire agli operatori di
malga un supporto tecnico completo sulle diverse problematiche
che devono affrontare: dalla gestione del pascolo, alle tematiche
dell’integrazione alimentare, alle
attrezzature ed alle modalità di
mungitura fino alla caseificazione con tutte le problematiche
tecniche ed igienico – sanitarie
connesse.
Alla decima edizione si sono
iscritte 41 malghe e 10 caseifici
con 58 formaggi di vacca e 7 di
capra: (13 formaggi in più rispetto
al 2008 che pur era stato un anno
assai positivo): una partecipazione molto numerosa soprattutto se
si considera che stanno prendendo sempre più piede su territorio
provinciale iniziative analoghe
alla mostra concorso di Cavalese anche se a carattere più locale. Tra gli iscritti ci sono state un
buon numero di presenze “storiche” ma anche di malghe che con
molto entusiasmo ed orgoglio nei
confronti del proprio formaggio
hanno deciso di provare quest’avventura per la prima volta.
Nel corso della stagione estiva,
proseguendo quanto avviato
nelle tre edizioni passate, tutti i formaggi partecipanti sono
stati controllati e marchiati dai
tecnici dell’unità di Zootecnia e
produzioni foraggere del Centro di Trasferimento Tecnologico
dell’Istituto Agrario che hanno
fatto visita, durante l’alpeggio, a
tutte le malghe e caseifici iscritti
al concorso. I sopralluoghi sono
stati spesso occasione per un costruttivo scambio di informazioni
tecniche e sono stati preceduti
da momenti di formazione e di
aggiornamento realizzati in concerto con l’Istituto Zooprofilattico, i Servizi Veterinari pubblici, il
Concast Trentingrana, la Federazione Provinciale Allevatori.
In risposta all’aumentato numero
di formaggi in concorso, anche
la giuria di esperti (composta in
gran parte da membri ONAF, ma
anche da persone esperte delle
tecniche di degustazione e buoni conoscitori della tipologia
formaggi di malga), quest’anno è cresciuta passando dai 25
TERRA TRENTINA 9/2009
1
19
TERRA TRENTINA 9/2009
EVENTI
20
membri dell’anno passato ai 28
di quest’anno. Anche per quanto riguarda le categorie dei formaggi quest’anno si è introdotta
una nuova categoria, ossia quella
delle malghe che per motivi organizzativi o strutturali trasformano il loro latte in un caseificio
aziendale.
Nella giornata di sabato sono stati
realizzati i tanto apprezzati ed ormai consueti “Incontri di degustazione”, organizzati dalla Strada dei Formaggi delle Dolomiti, in
compagnia di produttori, chef ed
esperti che hanno offerto la possibilità di assaggi “guidati” a base di
produzioni tipiche trentine e vini
di elevata qualità per scoprire le
ricette che valorizzano i formaggi
della tradizione trentina.
Dopo il successo del 2007 e
2008, è stata ripetuta l’iniziativa della Mostra Mercato, che ha
quindi reso possibile anche l’acquisto di formaggi e altri prodotti
tipici; inoltre, per sottolineare il
perfetto accoppiamento tra due
prodotti di montagna, i formaggi e il miele, è stato organizzato
nella stessa sala di degustazione
dei formaggi di malga l’”Angolo
del Miele”, con esposizione, degustazione e vendita del miele
della Val di Fiemme e Fassa.
Quest’anno inoltre, c’è stato un
secondo appuntamento per poter
apprezzare i “migliori” formaggi
di malga trentini del 2009; infatti,
il 24 settembre, all’interno degli
incontri “I giovedì dell’enoteca”,
è stato organizzato da Accademia
d’impresa (azienda speciale della
C.C.I.A.A. di Trento), presso Palazzo Roccabruna, un incontrodegustazione con il pubblico con
oggetto l’assaggio dei formaggi
vincitori del concorso di Cavalese e l’iniziativa ha riscosso un
grande successo.
I patecipanti ed i risultati
Nelle tre tabelle che seguono
sono elencati i formaggi che
sono stati presentati al concorso
suddivisi nelle diverse categorie
provenienti dalle 41 malghe e
10 caseifici partecipanti nonché
l’elenco delle malghe e dei caseifici con i relativi casari:
Categorie concorso
Nostrano Fresco di Malga
Nostrano di Caseificio Fresco
Crosta Lavata
Caprino di malga e caseificio
Nostrano Stagionato di Malga
Nostrano Stagionato di Caseificio
Nostrano di Caseificio aziendale
Totale formaggi
Malga
Avalina
Baite-Table
Basson di sotto
Bezzecca
Biscotto
Boer
Brigolina
Cagnon di sotto
Cambroncoi
Caserina
Castrin
Cespedè Paludè
Cima Verle
Colo / Cavé
Contrin
Dimaro
Guì
Iuribello
Lavazzè
Misone di Tenno
Montagnoli
Monte Sole
Palù
Piovernetta
Pletzn-Perg (Valcava)
Postesina/Costo di sotto
Sass
Sasso Piatto
Spina
Stableti
Stabolfresco
Stabolone e Rolla
Susine
Tassulla
Tovre
Trat
Tuena
Valcoperta
Valfontane
Vernera
Zochi
Comune
Roncone
Prezzo
Levico Terme
Bezzecca
Levico Terme
Soraga
Trento
Telve
S. Orsola
Scurelle
Castelfondo
Rabbi
Levico Terme
Ronchi Valsugana
Pozza di Fassa
Dimaro
Concei
Tonadico
Rumo
Tenno
Ragoli
Rabbi
Levico Terme
Folgaria
Fierozzo
Levico Terme
Valfloriana
Campitello
Storo
Rabbi
Lardaro
Praso Daone
Brentonico
Tassullo
Molveno
Concei
Tuenno
Grigno
Castello Tesino
Sover
Calceranica
n° Formaggi
33
5
4
7
9
3
4
65
Casaro
Fioroni Ferdinando
Bugna Daniel, Severino Maestri
Cunico Girolamo
Oradini Mario
Vettorazzi Tullio
De Nardin Giovanni
Bondesan Daniele
Stroppa Renzo
Aldo Raccanelli
Francesco Lenzi
Bendetti Alberto
Ioan Tincu
Foradori Damiano
Pompermaier Marco
Haselrieder Konrad
Stanchina Stefano
Baruzzi Giuliano
Bordiga Giuseppe
Schwienbacher Peter
Bonomi Oscar
Severio Olivieri
Casna Guido
Lorenzini Paolo
Comper Fabio
Moltrer Aldo
Zanoni Vito
Giovannini Andrea
Birgit Reiserer. Christian Emeier
Livio Buccio
Pedergnana Ettore
Enrico Leonardi
Mandra Schennach
Faben Mirko
Paroletti Salvatore
Moraschini Damiano
Mora Giuliano
Alessandri Luca
Cenci Antonio
Sandri Carlo
Avi Giovanni
Facchinelli Francesco
Comune
Cavalese
Predazzo
Fiera di Primiero
Grigno
Borgo Valsugana
Lavarone
Peio
Avio
Rovereto
Campitello
La premiazione della 10a Mostra
Concorso si è tenuta domenica
13 settembre, ad ore 11.00,
presso il Palacongressi di Cavalese, alla presenza di autorità
politiche, tecnici, addetti al settore e visitatori. I casari di malga,
nonostante la data dell’evento
anticipata rispetto alla discesa di
molti dalle malghe, erano presenti in buon numero, confermando
in questo modo la bontà della
scelta di effettuare le premiazioni
la domenica mattina e l’effettivo
interesse degli operatori di malga
nei confronti di questo concorso.
Anche quest’anno le malghe site
sull’Altopiano delle Vezzene hanno partecipato numerose (nonostante la presenza, dallo scorso
anno, di un concorso di formaggi
di malga a carattere locale che si
tiene a dicembre) e hanno vinto
molti premi.
Per festeggiare il 10° anno dalla
Nostrano di Malga Fresco
Categoria
Classifica
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°
10°
11°
11°
11°
11°
nascita del concorso, sono stati
introdotti anche dei premi speciali:
1. Premio “fedeltà” (malghe che
hanno partecipato a tutte e
10 le edizioni del concorso)
finanziato dall’APT Val di Fiemme e vinto da 5 malghe
piazzatesi a pari merito: malga Boer, malga Cambroncoi,
malga Contrin, malga Misone di Tenno, malga Sass.
2 Premio per la malga che si
trova all’altitudine più elevata, finanziato dalla Strada dei
Formaggi e vinto da malga
Sassopiatto.
3 Premio per la donna casaro
che ha partecipato a più edizioni, finanziato anche questo
dalla Strada dei Formaggi e
vinto dalla Sig.ra Adriana Parotto di malga Valfontane
In conclusione, questi dieci anni
di mostra-concorso hanno con-
Malga
Postesina
Zochi
Colo
Cagnon di Sotto
Sassopiatto
Cambroncoi
Susine
Spina
Tuena
Boer
Avalina
Baite-Table
Bezzecca
Biscotto
Comune
Levico Terme
Calceranica
Ronchi Valsugana
Telve
Campitello
S. Orsola
Brentonico
Storo
Tuenno
Soraga
Roncone
Prezzo
Bezzecca
Levico Terme
Casaro
Campi Paolo
Campi Walter
Pradel Valerio, Cosner Cesare
Valentino Bellin
Zottele Fiorenzo
Bertacchini Rodolfo
Pegolotti Bruno
Caden Renato
Marco Tardivo
Morandini Angelo
tribuito a diffondere e far conoscere ad un ampio pubblico i
formaggi delle malghe trentine
con le loro caratteristiche peculiari quali prodotti realmente
“tipici” e identitari del territorio
montano. Ed è merito di questo
concorso anche la realizzazione
del libro “Malghe da Formaggio”
edito dalla Provincia Autonoma
di Trento e della relativa cartina
prodotta da Trentino SpA, che
hanno consentito di raccogliere,
in un agile strumento, tante informazioni sul mondo delle malghe trentine e dei loro formaggi.
In questi dieci anni il numero
delle malghe con produzione di
formaggio è aumentato e in molte sono stati eseguiti importanti
lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative in vigore. Tutto ci fa pensare che per
queste malghe ci sia un futuro, a
vantaggio di tutta la collettività.
Casaro
Zanoni Vito
Facchinelli Francesco
Pompermaier Marco
Stroppa Renzo
Birgit Reiserer e Christian Emeier
Aldo Raccanelli
Faben Mirko
Livio Buccio
Alessandri Luca
De Nardin Giovanni
Fioroni Ferdinando
Bugna Daniel, Severino Maestri
Oradini Mario
Vettorazzi Tullio
TERRA TRENTINA 9/2009
Caseificio
Val di Fiemme
Predazzo e Moena
Primiero
Casearia Monti Trentini
Trento – Borgo
Degli Altipiani e del Vezzena
Turnario di Peio
Sabbionara
Pinzolo-Fiavé-Rovereto
Campitello
21
Malga
Brigolina
Caserina
Cespedè Paludè
Cima Verle
Contrin
Dimaro
Lavazzè
Monte Sole
Palù
Piovernetta
Pletzn-Perg (Valcava)
Stableti
Stabolfresco
Stabolone e Rolla
Tassulla
Tovre
Valcoperta
Valfontane
Valpiana
Comune
Trento
Scurelle
Rabbi
Levico Terme
Pozza di Fassa
Dimaro
Rumo
Rabbi
Levico Terme
Folgaria
Fierozzo
Rabbi
Lardaro
Praso Daone
Tassullo
Molveno
Grigno
Castello Tesino
Telve
Casaro
Bondesan Daniele
Francesco Lenzi
Ioan Tincu
Foradori Damiano
Haselrieder Konrad
Stanchina Stefano
Schwienbacher Peter
Casna Guido
Lorenzini Paolo
Comper Fabio
Moltrer Aldo
Pedergnana Ettore
Enrico Leonardi
Mandra Schennach
Paroletti Salvatore
Moraschini Damiano
Cenci Antonio
Sandri Carlo
Franzoi Francesco
1°
Palù
Levico Terme
Lorenzini Paolo
2°
Cima Verle
Levico Terme
Foradori Damiano
3°
Lavazzè
Rumo
Schwienbacher Peter
4°
Basson di Sotto
Levico Terme
Cunico Girolamo
4°
Juribello
Tonadico
Bordiga Giuseppe
4°
Postesina
Levico Terme
Zanoni Vito
4°
Stableti
Rabbi
Pedergnana Ettore
4°
Valcoperta
Grigno
Cenci Antonio
4°
Valfontane
Castello Tesino
Sandri Carlo
1°
Casearia Monti Trentini
Grigno
Valentino Bellin
2°
Pinzolo Fiavè Rovereto
Rovereto
Marco Tardivo
2°
Sabbionara
Avio
Caden Renato
2°
Trento Borgo
Borgo Valsugana
Zottele Fiorenzo
2°
Turnario di Peio
Peio
Pegoletti Bruno
1°
Sabbionara
Avio
Caden Renato
2°
Casearia Monti Trentini
Grigno
Valentino Bellin
2°
Altipiani del Vezzena
Lavarone
Bertacchini Rodolfo
1°
Vernera
Sover
Avi Giovanni
2°
Montagnoli
Ragoli
Severio Olivieri
2°
Sass
Valfloriana
Giovannini Andrea
2°
Trat
Concei
Mora Giuliano
Crosta
Lavata
22
Classifica
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
11°
1°
Val di Fiemme
Cavalese
Campi Paolo
2°
Primiero
Fiera di Primiero
Pradel Valerio, Cosner Cesare
2°
Predazzo e Moena
Predazzo
Campi Walter
2°
Campitello
Campitello
Morandini Angelo
Caprino di malga e
caseificio
TERRA TRENTINA 9/2009
Nostrano
di
Caseificio
aziendale
Nostrano
di
Caseificio
Stagionato
Nostrano di
Caseificio
Fresco
Nostrano di Malga
Stagionato
EVENTI
Nostrano di Malga Fresco
Categoria
1°
Guì
Concei
Baruzzi Giuliano
2°
Trat
Concei
Mora Giuliano
3°
Spina
Storo
Livio Buccio
4°
Val di Fiemme
Cavalese
Campi Paolo
4°
Tassulla
Tassullo
Paroletti Salvatore
4°
Turnario di Peio
Peio
Pegoletti Bruno
4°
Misone di Tenno
Tenno
Bonomi Oscar
Paolo Faccioli
Tecnico apistico UNAAPI, contrattista all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige
Mieli trentini
Il Concorso di qualità per i mieli
Trentini nasce da una rinnovata stagione di associazionismo
apistico nella nostra Provincia,
impersonato dalla Associazione
Apicoltori Trentini. Un associazionismo che sta cercando di
guardare oltre i limiti localistici e
amatoriali di questa affascinante
professione per lasciarsi ispirare
da un lato dall’ aziendalismo italiano, con la sua praticità e capacità di “fare prodotto”, dall’altro
dalla raffinatezza delle scuole austriaca e tedesca in termini di allevamento e selezione delle api.
L’AAT è riuscita a organizzare
questo concorso in sinergia con
altre forze, locali e nazionali. La
Fondazione Mach ha infatti mes-
so a disposizione la sua “potenza
di fuoco” nella comunicazione,
mentre l’Associazione Ambasciatori dei Mieli, che conta tra i
suoi fondatori la dottoressa Lucia
Piana, uno dei massimi esperti
di miele a livello internazionale, il supporto di esperienza e
professionalità nella valutazione
del prodotto. Ma l’AAT non intendeva limitare il Concorso a un
evento episodico, tant’è vero che
nelle sue riunioni di zona aveva
già cominciato a proporre agli
apicoltori un approfondimento
della loro capacità di valutare il
miele dal punto di vista organolettico. E intende riportare nelle
riunioni di zona le problematiche emerse al concorso, in modo
EVENTI
Miele Trentino
da farne la tappa di un percorso
di formazione permanente. Il
gruppo stesso dei giudici, presieduto dalla dottoressa Maria Teresa Lanzinger, ha in programma di
riunirsi periodicamente fino alla
prossima edizione del Concorso, in modo da creare un affiatamento tra i componenti e una
maggiore omogeneizzazione dei
criteri di valutazione.
89 i campioni presentati, quasi il
doppio di quelli presentati l’anno
scorso, e rappresentativi di ogni
angolo della nostra provincia:
complice l’ottima annata, ma sicuramente anche il rinnovato entusiasmo degli apicoltori.
Una delle problematiche che pone
il miele trentino è la difficoltà a
produrne le tipologie monofloreali (acacia, castagno,tiglio,melata
d’abete, tarassaco, melo, rododendro) con la stessa purezza con
cui è possibile farlo in altre zone
d’Italia. Proprio la biodiversità
della nostra regione è all’origine
di quello che, rispetto ai concorsi
di livello nazionale, potrebbe costituire un handicap. Proprio per
questo la giuria ha deciso di cominciare a lavorare sui criteri con
cui valutare un miele trentino in
un concorso locale.
La qualità dei campioni presentati è stata generalmente molto
alta: impeccabile la pulizia, sempre inferiore ai limiti previsti dal
regolamento del concorso il contenuto di umidità, un aspetto che
permette la conservazione del
prodotto e conferisce intensità al
sapore.
Le condizioni climatiche particolarmente favorevoli hanno
permesso anche di produrre
alcuni mieli monofloreali che
ben avrebbero figurato anche a
un concorso nazionale. Se mai,
qualche problema si è riscontrato nella capacità degli apicoltori di identificare la categoria
alla quale iscrivere il loro miele.
Molti mieli iscritti alla categoria
TERRA TRENTINA 9/2009
Un Festival per la sensibilizzazione di chi
del miele si nutre, un Concorso per la formazione
di chi lo produce
23
EVENTI
I bambini vengono giocosamente coinvolti nella
fabbricazione di candele di cera d’api
TERRA TRENTINA 9/2009
“millefiori di alta montagna”, per
esempio, erano in realtà delle
ottime melate d’abete. Ecco dunque un aspetto su cui lavorare:
l’apicoltore deve essere in grado
di etichettare il proprio miele, per
esempio “tarassaco”, non tanto
per aver visto il tarassaco in fiore
durante quella specifica produzione, ma perché è in grado di
individuarne nel miele le caratteristiche organolettiche, confermando così quella che altrimenti
era solo una plausibile ipotesi (le
api infatti amano spesso sfidare
le convinzioni che abbiamo su di
loro).
24
Folta la partecipazione al mercatino dei mieli con
stand rappresentativi dell’intera provincia
Il Concorso è stato organizzato
nella Cornice del 2° Festival del
Miele di Montagna alle Terme di
Comano, un evento che, a differenza del concorso, destinato ai
produttori, era invece destinato
a chi del miele si nutre. Denso
di avvenimenti per tutte e tre le
giornate in programma, il Festival ha ospitato sessioni aperte di
degustazione guidata, tenute proprio da alcuni degli esperti che
hanno fatto da giudici al concorso, e utilizzando mieli presentati
al concorso; ad esse hanno partecipato un totale di quattrocento persone; inoltre alcune mostre
L’esperto Maurizio De Giuli introduce un gruppo
di intervenuti al Festival ai fondamenti dell’analisi
sensoriale del miele
fotografiche, tra cui una storica,
dedicata all’apicoltura trentina,
l’altra sulla biologia delle api.
Un’intera parte del programma è
stata dedicata ai bambini, stimolandoli non solo con l’offerta di
gelati e merende a base di miele,
ma anche con piccoli spettacoli sul mondo delle api e attività
creative come la fabbricazione di
candele di cera d’api. Al festival
hanno dato un contributo pratico
e organizzativo non solo apicoltori delle Giudicarie, ma di tutta
la Provincia, che hanno potuto
anche esporre il loro prodotto
all’affollato mercatino.
Il presidente dell’AAT, Marco Facchinelli (al centro),
dà inizio al conferimento degli attestati di eccellenza;
alla sua sinistra, il Presidente del Consiglio Regionale
Marco Depaoli e la dott.ssa Rosanna Parisi,
Presidente dell’APT Terme di Comano-Adamello
Brenta; alla sua destra la dott.ssa Maria Teresa
Lanzingher, Presidente della Giuria e il tecnico della
Fondazione Mach, Paolo Faccioli
Melinda festeggia 20 anni
di vita operosa
MELINDA
È’ l’unica mela DOP in Italia
Pietro Bertanza
intervistati ha citato il marchio noneso come prima marca di mele
conosciuta. Ma il consumatore
come si pone in tempo di crisi? L’indagine rivela che vince la
qualità e il prodotto riscuote un
maggior successo in termini di fiducia, in particolare se si tratta di
alimenti e soprattutto nel caso di
frutta e verdura. Una ricerca che
ha anche mostrato come il Nord
sia più attento all’origine italiana
del prodotto, il Centro alla qualità
e il Sud al fatto che la frutta sia
di stagione. Onder, invece, ha riferito dell’importanza della mela
nell’alimentazione e la sua radicata storia, basti pensare al famoso
proverbio “una mela al giorno
leva il medico di torno”.
melinda per l’abruzzo
I festeggiamenti sono stati anche
l’occasione per dare un aiuto concreto a favore delle popolazione
colpite dal terremoto in Abruzzo.
Infatti i produttori della Val di Non
contribuiranno alla ricostruzione
del mercato rionale de l’Aquila
andato distrutto. La raccolta di
fondi coinvolge tutti i produttori,
tramite donazione spontanea e gli
specialisti di Melinda (circa 1.350
tra i migliori dettaglianti di ortofrutta operanti su tutto il territorio
nazionale). Inoltre in occasione di
Pomaria il ricavato delle vendite
di mele verrà devoluto ai terremotati. Melinda aggiungerà un contributo di pari importo.
Il futuro
Odorizzi ha concluso il suo intervento volgendo lo sguardo al
futuro. Il consorzio per il 2010 è
associato a Vog products, cooperativa che cura la trasformazione e
commercializzazione del prodotto
di 26 cooperative altoatesine e ha
annunciato la nascita del consorzio From. “Una strategia delle alleanze” - come ha riferito Odorizzi
- che vede la voglia di esportare la
mela italiana per rafforzare il marchio e raggiungere nuovi mercati.
Sistema mela
Sul palco di Cles è intervenuto
anche Tiziano Mellarini, assessore all’agricoltura e al turismo della
Provincia, che ha lanciato l’obiettivo di creare il “sistema mela Trentino”. Un modo per legare la bellezza del territorio, la salubrità del
prodotto e l’eccellenza della mela
dop Melinda. Un Sistema che vuole rifarsi al più conosciuto mondo
del vino copiando, ma sviluppando il sistema cugino enoturistico.
TERRA TRENTINA 9/2009
Lo scorso 6 settembre presso il
centro sportivo di Cles, Melinda ha
festeggiato 20 anni di vita operosa. Proprio nel fulcro della Valle di
Non l’organizzazione di produttori
nata nel 1989 ha voluto festeggiare i cinque lustri di vita vissuti con
passione. Una passione, la mela,
che ha unito e unisce più di 5.000
produttori, 16 cooperative per una
superficie produttiva di 6.500 ha.
Sul palco del palazzetto hanno
erudito la folla, perché di folla si
è trattato, Michele Odorizzi, presidente di Melinda, e Paola Zanella,
responsabile marketing. I due oratori hanno raccontato la storia del
consorzio con momenti di ilarità e
momenti di commozione, specialmente ricordando i difficili momenti degli inizi. Sul palco è intervenuto anche Guido Ghirardini, il
primo presidente di Melinda, che
ha sottolineato la vera forza di
Melinda: lo stare insieme.
Illustri invitati, come il prof. Renato Mannheimer e Lucinao Onder,
hanno esposto le loro relazioni
con passione e interesse, per un
mondo Melinda, per loro stessa
affermazione, non a loro molto
conosciuto. Mannheimer ha presentato i dati della ricerca svolta
da Ispo sul tema “La qualità e le
scelte dei consumatori in tempi
di crisi”. Dallo studio sono emersi
molteplici aspetti interessanti, ma
probabilmente il più interessante è legato alla forza del marchio
Melinda. Infatti ben il 62% degli
25
Nato da un accordo fra le Op frutticole del Trentino Alto-Adige
MELINDA
Il consorzio From
si propone alla Russia
Pietro Bertanza
TERRA TRENTINA 9/2009
La mela delle Alpi invade la Russia. Questa la nuova strategia del
neonato consorzio From. Il gruppo si pone l’obiettivo di riuscire a
vendere 25.000 t di mele sul mercato moscovita per la prossima
stagione. Un dato per capire l’importanza di penetrare nel mercato russo: ogni anno vengono importate 1 milione di tonnellate di
mele da Paesi Terzi.
Il gruppo rappresenta tutte le
organizzazioni di produttori di
mele del Trentino-Alto Adige. Le
due province producono il 65%
delle mele italiane. Un progetto
ambizioso che lascia in disparte i
campanilismi e che vuole puntare
ai consumatori di qualità. Il consorzio avrà sede presso la “Casa
della Mela” a Terlano (Bolzano)
e coopererà strettamente con un
collaboratore operante nei Paesi
destinatari. Un passo importante
in un momento storico delicato
come quello attuale. Una scelta
per creare nuovi spazi e decongestionare il mercato nazionale.
26
Quale strategia
La strategia prevede un marchio
che mette in luce la provenienza,
il legame con il territorio, infatti recita: “From dalle Alpi italiane”. Un
segno distintivo che vuole portare
in primo piano la qualità del prodotto con il giusto prezzo. Strategia per evitare la concorrenza
della Polonia, primo fornitore in
Russia, ma certo con un prodotto
di qualità inferiore rispetto a quello italiano e quindi di basso costo.
La stagione scorsa ha visto una
forte pressione di prodotto polacco a basso prezzo, che ha limitato
l’entrata del nostro prodotto sul
mercato zarino. Un prodotto con
il giusto rapporto qualità prezzo.
Questo quanto ci ha riferito il presidente di From, Georg Kössler,
durante la giornata dedicata ai 20
anni di Melinda. Una strategia per
le mele del Trentino-Alto Adige
che «se funziona From, il consorzio di produttori sarebbe contento di allargare anche alle OP del
Veneto e dell’Emilia-Romagna» ha
continuato Georg Kössler. Per la
prima volta alla mostra mercato di
Mosca, World food Moscow, (dal
15 al 18 settembre), i produttori
di mele del Trentino-Alto Adige si
sono presentati uniti e con il loro
marchio è partita così l’avventura
di From. Il futuro del colosso del-
la mela From parte dalla Russia,
ma già pensa all’India e al Nord
America.
Oltre a From
Ma la strategia della mela per il
2010 non si vuole fermare a From:
infatti l’assessore all’agricoltura e
turismo della provincia di Trento
– Tiziano Mellarini – lancia l’obiettivo di creare il Distretto mela legando, così, il territorio, la bellezza naturale delle valli trentine,
l’eccellenza della mela e l’idea di
sicurezza alimentare. Un sistema
mela che vuole rifarsi al più conosciuto mondo vino, copiando, ma
sviluppando, le idee del comparto
enoturistico. «Una strategia delle
alleanze», come ha riferito Michele Odorizzi presidente di Melinda,
per il 2010 che vede la voglia dei
consociati ad aprirsi ai nuovi mercati per consolidare e aumentare
la visibilità della mela italiana.
In tempi di crisi
vince la qualità
I consumi alimentari degli
italiani in tempi di crisi
Dalla ricerca realizzata da ISPO
per il Consorzio Melinda in occasione del ventennale di fondazione, emerge che per quanto
riguarda il consumo di alimentari
(acquisto di prodotti come pane,
pasta, carne, pesce, frutta, verdura) tra le strategie messe in atto
per fronteggiare la crisi, le famiglie italiane privilegiano la qualità.
Infatti, il 59% cerca di spendere
meno spendendo meglio, facendo cioè più attenzione alla qualità
di ciò che compra, mentre il 31%
cerca prodotti di qualità inferiore
purchè costino meno. Solo l’8%
non ha adottato nessuna particolare strategia di risparmio. L’attenzione per la qualità (“spendere
meno ma spendere meglio”) è più
alta fra le donne (65%) piuttosto
che fra gli uomini (52%) e cresce
al crescere del titolo di studio (il
67% dei diplomati/laureati contro
il 54% di coloro che hanno solo la
licenza media) e della dimensione
del comune (il 65% degli abitanti
dei centri urbani contro il 61% dei
comuni da 20 a 100mila abitanti e
il 55% dei comuni fino ai 20mila
abitanti). Quando si tratta di acquistare frutta o verdura, le famiglie
italiane controllano innanzitutto
che sia di stagione, preferendo
quella italiana. L’idea del marchio
italiano come garanzia di qualità
è più forte nelle classi centrali di
età, tra i residenti al Nord, tra i responsabili degli acquisti e tra chi,
anche in seguito alla crisi, preferisce la qualità alla quantità. Tra le
altre caratteristiche indicate nella
scelta di frutta o verdura, si segnalano l’aspetto estetico e l’assenza
di ammaccature (un’attenzione
più alta tra i più giovani e tra chi
non si occupa di fare la spesa per
la famiglia), l’etichettatura chiara
con indicazione di provenienza
e la conoscenza del marchio di
fiducia. Il sondaggio di opinione
ha potuto misurare anche il grado di notorietà di Melinda che, nel
62% dei casi, è stata la prima marca di mele citata spontaneamente
dal campione intervistato (gli altri
marchi non vanno oltre il 23% di
risposta spontanea). Inoltre, i conoscitori di Melinda promuovono
a pieni voti la mela dop della Val
di Non attribuendole un voto medio superiore all’8 con una stragrande maggioranza che esprime
giudizi da buono a ottimo (64%) o
sufficiente-discreto (27%), mentre
solo l’8% non sa pronunciarsi.
I comportamenti cambiano
di regione in regione
Se il 59% degli italiani dichiara attenzione alla qualità anche in tempo di crisi, sono i consumatori del
Centro a tenere alta la media (64%)
superando quelli del Nord Ovest,
Sud e Isole (58%) e quelli del Nord
Est (56%). Per i consumatori del
Nord Italia è l’attenzione alla provenienza italiana della frutta e della
verdura la tendenza maggiormente diffusa (59% sia al Nord Est sia
al Nord Ovest) rispetto alla media
nazionale (55%) e alle regioni del
Centro (50%) e del Sud (53%). Acquistare frutta di stagione è invece
una tendenza che segue un crescendo da Nord a Sud. Infatti, se
la media italiana è del 71%, il Nord
è sotto la media (67%), mentre
aumenta nelle regioni del Centro
(73%) e del Sud-Isole (75%).
TERRA TRENTINA 9/2009
Da una ricerca finanziata dal Consorzio Melinda
MELINDA
Una ricerca ISPO conferma che
anche in tempo di crisi vince
la qualità e il prodotto italiano
riscuote maggior fiducia dai
consumatori, in particolare se si
tratta di alimentari e soprattutto
di frutta e verdura.
Il Nord più attento all’italianità, il
Centro alla qualità e il Sud che la
frutta sia di stagione.
Melinda si conferma la mela più
amata dagli italiani.
27
FRUTTICOLTURA BIO
Interessano per il momento il comparto della frutticoltura biologica
Varietà di melo
resistenti alla ticchiolatura
Dott. Federico Bigaran,
P.a. Giuseppe Visintainer
TERRA TRENTINA 9/2009
Ufficio per le produzioni biologiche / PAT
28
L’evoluzione del mercato
La moderna frutticoltura è sempre più indirizzata verso la ricerca di nuove varietà che possano
affiancare, in prospettiva anche
sostituire, l’attuale assetto varietale. Ad accelerare i nuovi orientamenti produttivi contribuiscono
in maniera determinante anche i
grossi interessi che ruotano attorno al lancio di nuove varietà protette da brevetti, royalties
ed altre formule vincolanti, che
in genere fanno riferimento alle
grandi imprese vivaistiche e/o
commerciali. Ingenti capitali vengono investiti nella promozione
di nuove cultivar con l’obiettivo
di imporre sul mercato le nuove
selezioni, inducendo il consumatore ad apprezzare e ricercare la
mela con le caratteristiche propagandate. Si prospetta, in definitiva, una marcata accelerazione
nella proposta di nuove varietà
di mele che porterà, come prima
conseguenza, ad un più rapido
ricambio delle cultivar sul mercato, fatta salva la quota destinata
agli “estimatori irriducibili”. Difficilmente, ad esempio, si potrà
assistere ad una stagione duratura e redditizia come quella che
ha contraddistinto finora la Golden Delicius. In questo quadro
in costante evoluzione si stanno
affacciando anche varietà nuove
che, oltre a rispondere agli indi-
Le attuali selezioni hanno dimostrato, oltre alla
resistenza alla ticchiolatura, di poter reggere
il confronto con quelle normalmente coltivate
sotto il profilo tecnico-agronomico e sensoriale.
Unico aspetto negativo: il carattere resistenza è
sostenuto da un solo gene.
Golden Orange in piena produzione
spensabili requisiti agronomici e
organolettici richiesti, hanno per
prerogativa la caratteristica di essere resistenti alla ticchiolatura.
Sono varietà selezionate, anche
in tempi recenti, con l’intento di
coprire il gap qualitativo inizialmente dimostrato dalle varietà
resistenti alla ticchiolatura nei
confronti delle cultivar standard.
Tecnici in visita alla stazione CReSO di Manta (CN)
può essere paragonata, pur con
i dovuti distinguo, alla ticchiolatura del melo in relazione ai
danni potenziali ed all’impegno
richiesto per la difesa. Il fatto che
in un settore strettamente legato
alla tipicità del prodotto ed alle
tradizione locali si siano aperte
le porte a vitigni con caratteri di
resistenza alla più diffusa crittogama, è da considerarsi un notevole passo in avanti nella direzione della riduzione dell’uso dei
fitofarmaci, con tutte le positive
implicazioni collegate.
La diffusione di varietà resistenti
alle principali malattie, sia per il
settore frutticolo come per altri
settori, potrebbe essere un’efficace risposta alle legittime istanze sollevate da più parti per
una reale riduzione dell’impatto
ambientale che l’attività agricola
comporta, consentendo una riduzione drastica dei trattamenti,
specie nelle situazioni di elevata
conflittualità (centri abitati, aree
ricreative, strade a forte percorrenza...). Inoltre, in particolar modo nelle aree coltivate in
forte pendenza, il venir meno
della frequente necessità di trattare tempestivamente, anche in
situazioni ambientali avverse,
può contribuire a diminuire sensibilmente il rischio di incidenti
agricoli. Oltre a quanto esposto
non sono da trascurare, in sede
di valutazione complessiva nella
scelta di una varietà ticchiolatura-resistente, i minori costi di
produzione dovuti alla drastica
riduzione degli interventi fitosanitari richiesti.
proposte operative
A seguito delle considerazioni sopra esposte, un gruppo di
tecnici composto, oltre che dagli
scriventi, da tecnici della Fondazione E. Mach di S. Michele a/
Adige (Tommaso Pantezzi, Pierluigi Magnago, Alex Bertolini) si
è posto l’obiettivo di verificare la
possibilità di proporre l’adozione
di cultivar resistenti alla ticchiolatura di più recente introduzione nelle nostre realtà frutticole.
Sono stati contattati agricoltori e
responsabili commerciali locali
per verificare la loro disponibilità nell’avviare un progetto pilota
che prevede la messa a dimora
di piante delle varietà resistenti
alla ticchiolatura attualmente più
promettenti (Crimson Crisp, Da-
TERRA TRENTINA 9/2009
Le prospettive future
Le attuali selezioni di cultivar
ticchiolatura – resistenti hanno
dimostrato di poter reggere il
confronto, sotto il profilo tecnico-agronomico e sensoriale, con
quelle normalmente coltivate. La
loro caratteristica di resistenza
alla ticchiolatura diventa un elemento aggiuntivo che valorizza
ulteriormente le qualità intrinseche della mela e non rappresenta
il solo requisito che ne giustifichi la scelta. In definitiva i tempi sono maturi per l’inserimento
delle varietà ticchiolatura resistenti nel novero delle proposte
varietali per dare una valida opportunità a chi desidera rivedere
l’attuale impostazione delle linee
di difesa fitosanitaria. Il miglioramento qualitativo delle varietà
ticchiolatura-resistenti in questi
ultimi anni è stato tale che alcuni
autorevoli personaggi del settore (uno per tutti il prof. Sansavini – “Liste varietali fruttiferi
2008”), ipotizza che in prossimo
futuro tali varietà contribuiranno
in maniera determinante al cambiamento dell’attuale assortimento varietale melicolo.
Nel settore viticolo, particolarmente sensibile al discorso della
qualità della produzioni, in sintonia con quanto accade nel resto
d’Europa, sono state introdotte
nel “Registro nazionale delle varietà di vite” due nuovi vitigni,
Bronner e Regent, resistenti alla
peronospora. Tale crittogama
considerata la principale malattia fungina che colpisce la vite
29
EDITORIALE
FRUTTICOLTURA
BIO
linette Choupette...). Le prime
risposte avute nei territori maggiormente vocati, non sempre
sono stati incoraggianti ed all’altezza delle generali aspettative
ed hanno lasciato intendere una
radicata diffidenza verso proposte che, pur ritenute interessanti,
non sono in linea con l’attuale
impostazione produttiva e commerciale. Interesse invece è stato
manifestato da produttori biologici e cooperative di altre zone
frutticole provinciali.
Nell’ambito di tale iniziativa
sono stati contattati diversi tecnici di altre Regioni per avere un
quadro più completo dell’attuale situazione in questo settore e
raccogliere maggiori ragguagli
tecnici sulle varietà resistenti di
recente introduzione.
TERRA TRENTINA 9/2009
Visita a realtà frutticole
del cuneese
Al fine di approfondire l’argomento, è stata organizzata una
visita presso il CReSO (Centro
Ricerche per la Frutticoltura) di
Manta, nel cuneese, in occasione
della giornata di “Presentazione
delle più recenti cultivar di melo
resisitenti alla ticchiolatura” dove
sono stati illustrati i dati produt-
tivi e qualitativi della varietà in
osservazione presso l’azienda
annessa al centro. Sono state
prese in considerazione varietà
già diffuse (Gold Rush, Golden
Orange, Topas...), altre di nuova introduzione (Modì, Dalinette
Choupette, Crimson Crisp) e altre ancora in osservazione (Luna,
Juliet, Sirius, Collina..). In linea
di massima sono state espresse,
da relatori e partecipanti, parole
di incoraggiamento verso queste
varietà che si ritiene possano fornire una risposta adeguata, oltre
che sotto il profilo sanitario, anche sotto l’aspetto merceologico
e commerciale. Rimane la perplessità sulla persistenza nel tempo del fattore di resistenza, legato per lo più ad un unico gene
(gene Vf) acquisito dalla varietà
nel corso dei vari incroci attraverso i quali è stata costituita. Vi
è infatti l’ipotetico rischio che,
in situazioni di forte pressione
del patogeno dovuta a particolari
condizioni ambientali, la resistenza possa essere aggirata da parte
di particolari razze di ticchiolatura (Razza 6 e 7) in grado di superare la resistenza mono-genetica.
Al fine di superare tale rischio, la
ricerca è indirizzata a proseguire
30
Titolare e visitatori nell’azienda biologica Bunino
nel lavoro di selezione di cultivar
a resistenza poligenica orizzontale che dovrebbero dare maggiore sicurezza nel mantenimento
dei caratteri di resistenza.
A conclusione dei lavori in aula,
è stata effettuata una visita all’impianto di Crimson Crisp presso
l’azienda frutticola biologica gestita da Sergio Bunino e familiari.
Il frutteto di 3.000 mq allevato su
portainnesto M9 (selezione Pajam 1) ed attualmente al quinto
anno di impianto (sesta foglia),
presenta piante ben sviluppate,
con un buon carico produttivo
stimato attorno ai 25 Kg/pianta.
I frutti di colore rosso brillante,
esteso ed uniforme, con la parte
non esposta giallo - paglierino, si
presentano omogenei e di pezzatura media. La polpa è soda,
croccante, succosa, aromatica,
caratteristiche che conferiscono
alla mela un sapore equilibrato.
La particolarità di questa cultivar,
oltre ad avere un peso specifico
elevato, è quella di presentare
un’allegagione
monocorimbo,
vale a dire la formazione di un
frutto, massimo due, per mazzetto fiorale.
Questa particolare predisposizione naturale alla regolazione della
produzione fa sì che non si rendano necessari interventi di diradamento nè in fase di fioritura nè
manuali in presenza dei frutticini
ed inoltre garantisce negli anni
una costante carica produttiva.
Crimson Crisp, oltre alla resistenza alla ticchiolatura, manifesta
in quegli ambienti scarsa predisposizione agli attacchi di oidio.
L’epoca di maturazione anticipa
di circa 5 giorni quella di Golden
Delicius.
Altra cultivar ticchiolatura resistente che trova consenso tra gli
sperimentatori ed i produttori
della zona e la Dalinette Choupette, con epoca di maturazione
posticipata di 3 settimane circa la
Golden delicius. Il frutto si pre-
senta di pezzatura medio-grossa,
di colore rosso violaceo ad elevata conservabilità. La polpa è
soda, croccante, succosa, di un
buon sapore acidulo-aromatico.
La pianta è di facile gestione e
ben predisposta a produrre con
continuità. Questa varietà, grazie
alle sue qualità organolettiche,
trova al momento molti estimatori in Francia tanto che l’attuale
offerta insufficiente, ha fatto salire le quotazioni ben oltre i prezzi
usuali.
Tra le varietà emergenti nel campo delle cultivar resistenti alla ticchiolatura va citata Modì, varietà
disponibile all’interno di un club
specifico di coltivazione, Modì
Europa, che fa capo al consorzio
C.I.V. Modì viene raccolta una
settimana prima di Golden delicius, si presenta di colore rosso
intenso, poco striato. Di pezzatura media e forma allungata, il
frutto presenta una polpa soda,
croccante, di sapore equilibrato.
La pianta, di vigore contenuto, è
caratterizzata da una produttività
elevata e costante.
Sono in corso valutazioni da parte dei tecnici per impostare, anche in Trentino, una
prova dimostrativa di coltivazione in pieno campo, in diversi
ambienti produttivi, delle varità
ticchiolatura resistenti più interessanti. Per questa ragione sono
state contattate aziende frutticole
Particolare della produzione di Crimson Crisp
biologiche che nella primavera
2010 metteranno a dimora astoni delle varietà resistenti summenzionate allo scopo di poter
effettuare rilievi e valutazioni sul
posto. Rimane sottinteso che,
pur operando in questa prima
fase nell’ambito di una gestione
biologica, le esperienze ed i dati
raccolti potranno avere una ricaduta per tutto il mondo frutticolo
locale.
❍ La Fondazione dei Bellat di Borgo Valsugana ha messo anche quest’anno a disposizione
dei produttori di mais da polenta Caldonazzo
Spin un locale attrezzato per l’essiccazione della
granella e la sua conservazione in silo fino al momento della molitura. Il locale si trova all’interno
del fabbricato centrale dell’azienda Spagolle.
❍ L’idrovora di Mattarello è stata completa-
ta e collaudata in settembre e sarà inaugurata
entro novembre 2009. Il controllo ha riguardato in particolare il funzionamento delle tre
pompe della capacità singola di sollevamento
di 2500 litri di acqua al secondo. Il manufatto serve un bacino di 2 mila ettari che comprendono l’area di Trento sud ed il versante
che scende dalla Marzola. Il funzionamento
dell’idrovora è completamente automatizzato.
TERRA TRENTINA 9/2009
Brevi
31
INSETTI PERICOLOSI
È ormai presente stabilmente soprattutto nel Trentino sud-occidentale
La biologia
della zanzara tigre
Uberto Ferrarese
TERRA TRENTINA 9/2009
Entomologo ambientale – Padova
32
Come tutte le zanzare, anche Aedes albopictus si sviluppa attraverso stadi preimaginali (uova, larve e
pupe) acquatici. Le uova vengono
deposte poco sopra la superficie
dell’acqua, ai bordi di piccole raccolte o sulla vegetazione, e schiudono quando vengono sommerse.
Le fasi di sviluppo larvale (“età”)
sono quattro e ad esse fa seguito
lo stadio di pupa, da cui, dopo circa 48 ore sfarfallerà l’insetto adulto,
abbandonando sull’acqua l’involucro (esuvia) pupale. Alle nostre latitudini l’intero ciclo descritto può
durare 1-3 settimane, a seconda
della temperatura. L’accoppiamento può avvenire già due o tre giorni dopo lo sfarfallamento e immediatamente dopo la femmina può
effettuare il primo pasto di sangue,
necessario alla maturazione delle uova. Il periodo che intercorre
tra il pasto di sangue e la deposizione delle uova è di 3-5 giorni.
Ogni femmina depone in media
40-80 uova dopo ciascun pasto di
sangue. La durata del periodo di
sopravvivenza in natura è valutato intorno alle due tre settimane.
Ae. albopictus punge (per quanto esposto sopra solo le femmine
lo fanno) quasi esclusivamente di
giorno, con picchi nella mattinata e
nella parte centrale e finale del pomeriggio. Punge inoltre preferibilmente all’aperto, ma può spingersi
anche all’interno delle case quando il livello dell’infestazione è alto.
In Trentino è stata portata all’interno di
copertoni d’auto provenienti dagli USA.
La conoscenza delle fasi di sviluppo e delle
modalità di vita dell’insetto aiutano a capire
i suggerimenti forniti dagli esperti
per prevenire o rallentare la sua diffusione.
Può trasmettere gravi malattie.
Adulto di zanzara
Punge prevalentemente i mammiferi, con un alto grado di antropofilia, ma non disdegna uccelli e altri
animali. Vola vicino al suolo e si
riposa tra la vegetazione.
In Italia le prime uova possono
schiudere talvolta già in aprile
(con un fotoperiodo superiore alle
13 ore e una temperatura minima
non minore di 10 °C), ma in certe zone con clima particolarmente
mite tale schiusa può continuare
anche in inverno. Il periodo in cui
si possono trovare adulti va per
lo più da verso la metà di maggio alla fine di ottobre-primi di
novembre, ma in queste stesse
zone a clima mite può proseguire
anche in inverno. Nell’Alto Garda
è stato possibile verificare la presenza di adulti già nella seconda
metà di aprile (osservazione diretta dell’autore nel 2007). In settembre cominciano ad essere deposte,
sempre con le modalità descritte
sopra, le prime uova diapausanti
(fotoperiodiche), la cui deposizione proseguirà con un ritmo via via
maggiore. Tali uova sono destinate a superare l’inverno.
Fino ad ora larve e pupe di Ae. albopictus sono state trovate solo in
piccole raccolte d’acqua (copertoni, tombini, bidoni, sottovasi, con-
tenitori abbandonati, carie degli
alberi, etc.), con basso contenuto
di sostanza organica. Ciò è in relazione al fatto che, nell’areale originario, questa specie si sviluppa in
ambienti come i tronchi di bambù
spezzati e riempiti d’acqua o come
le piccole raccolte d’acqua che si
formano nelle ascelle fogliari di
varie piante.
La durata del ciclo di sviluppo larvale varia in relazione, oltre che
alla temperatura, alle dimensioni
del focolaio, alla disponibilità di
cibo etc.. Il numero di generazioni
annuo varia anche in relazione alle
variazioni del livello dell’acqua, per
cause naturali (piogge) o artificiali.
In Italia la diffusione primaria di
Ae. albopictus è sostanzialmente
legata al trasporto passivo di uova
deposte sulle pareti interne di
pneumatici usati, il cui commercio
è molto diffuso nel nostro paese.
Un’attività a rischio per l’importazione e la diffusione di questa zanzara è anche quella florovivaistica,
nell’ambito della quale possono
essere importati stadi preimaginali
di questa specie in piccole raccolte
d’acqua collegate alla coltivazione
di specie particolari (per esempio
il tronchetto della felicità, come
avvenuto in Olanda nel 2006) o
adulti (con fiori secchi). È stato
ipotizzato che anche il trasporto
passivo di alate all’interno di autovetture possa avere un ruolo nella
diffusione di questa specie.
In una prima fase la colonizzazione degli ambienti adatti avviene od
opera di pochi individui e durante i primi anni l’infestazione passa
inosservata, perché circoscritta ad
aree limitate e con livelli di molestia trascurabili. La capacità di diffusione dai focolai larvali attraverso il volo degli adulti è abbastanza
modesta ed è stata valutata intorno
ai 2-2,5 km annui, nella direzione
dei venti dominanti. Solo quando
la densità di popolazione diviene
sufficientemente elevata e comincia a interessare i tombini del sistema di raccolta delle acque superficiali il livello di molestia diventa
così elevato da rendere manifesta
l’infestazione.
L’areale di distribuzione originario di questa specie comprende
tutto il sudest asiatico, dall’India
al Giappone, e la maggior parte
delle isole dell’Oceano Indiano,
dal Madagascar alla Nuova Guinea. Nella seconda metà di questo
secolo esso si è esteso, dapprima
alle Hawaii e alle isole del Pacifico
del sud e poi, negli anni ’80, agli
Stati Uniti, al Messico e al Brasile. In Europa i primi paesi in cui
sono state segnalate colonie stabili
dell’insetto sono l’Albania e l’Italia.
Successivamente si sono aggiunti
il Montenegro, la Francia, la Svizzera, la Serbia, la Slovenia, la Spagna, il Belgio e più recentemente
l’Olanda e la Germania. Per quanto riguarda il nostro Paese è sta-
TERRA TRENTINA 9/2009
Larva
to dimostrato che in uno dei due
focolai iniziali, scoperti all’inizio
degli anni ’90 del secolo scorso,
l’infestazione proveniva da carichi
di copertoni usati importati dagli
Stati Uniti.
Dal punto di vista sanitario Aedes
albopictus è ritenuto un importante vettore del virus della Dengue,
del virus Chikungunya e di altri
arbovirus compreso quello della West Nile Desease (WND). La
Dengue non è endemica in Italia
e il pericolo di epidemia è quindi abbastanza remoto, ma non
impossibile in presenza di un’alta
densità del vettore. Tale valutazione si faceva fino allo scorso anno
anche per la probabilità di epidemia di Chikungunya. Dopo la scoperta di alcuni focolai del virus in
alcuni comuni dell’Emilia-Romagna nell’estate 2007, che sono stati
circoscritti con una certa difficoltà,
si è avuta la prova della concreta
possibilità di innesco di un’epidemia di influenza causata da questo
virus (e per analogia quindi anche
del virus della Dengue), in seguito all’arrivo in zone ad alta densità
di zanzara tigre di individui viremici dalle zone endemiche. Nel
2008 si sono verificati in Italia i
primi due casi umani di WND, i
cui vettori sono in prevalenza zanzare del genere Culex, ma anche
altre specie, tra cui Ae. albopictus,
possono svolgere questo ruolo.
Accertata è anche la possibilità di
trasmissione da parte di quest’ultima specie della filaria del cane Dirofilaria immitis (e di Dirofilaria
repens). L’aspetto sanitario attualmente più importante nel nostro
paese è però ancora rappresentato dai gravi fenomeni di molestia
causati dall’insetto, che punge di
giorno (talvolta con produzione di
pomfi pruriginosi, spesso emorragici) rendendo difficile e talvolta
impossibile lo svolgimento di attività lavorative o del tempo libero
all’aperto, particolarmente in aree
urbane con presenza di verde.
33
INSETTI PERICOLOSI
L’ESPERTO RISPONDE ALLE VOSTRE DOMANDE
Come si distingue la zanzara tigre dalle altre zanzare?
Generalmente la zanzara tigre
ha dimensioni comprese tra i 4 e
i 10 millimetri simili alla zanzara
comune nostrana. Il suo corpo è
nero con bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome,
inoltre una striscia bianca le solca
il dorso e il capo. A distinguere le
due zanzare non è solo l’aspetto:
zanzara tigre infatti è più veloce
nel volo, più aggressiva e punge
anche in pieno giorno soprattutto
nelle ore fresche e all’ombra.
TERRA TRENTINA 9/2009
Quali sono i luoghi maggiormente frequentati dalla zanzara tigre?
Gli adulti di zanzara tigre generalmente preferiscono spazi aperti,
al riparo negli ambienti freschi e
ombreggiati soprattutto tra l’erba
alta, le siepi e gli arbusti. Negli
ultimi anni sono però cresciute le
segnalazioni anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o le aree industriali in cui
ci sono pochi alberi.
34
Quali sono le fasce orarie
in cui si concentrano gli attacchi all’uomo?
Il picco di attività della zanzara tigre
si osserva in piena estate ed è concentrato nelle prime ore del mattino
e nel tardo pomeriggio. Si tratta infatti di un insetto molto aggressivo,
che punge soprattutto nelle ore più
fresche della giornata, al mattino
presto e al tramonto. La massima
densità numerica della popolazione adulta di zanzara tigre si osserva generalmente tra metà agosto e
metà settembre, ma la sua presenza si inizia ad avvertire da aprile e
arriva fin quasi a novembre.
Bicchieri, sottovasi o stagni.
Quali sono i luoghi preferiti
dalla zanzara tigre per deporre le uova?
La chiave dell’enorme capacità
di diffusione della zanzara tigre
è dovuta al fatto che le bastano
piccole raccolte d’acqua per la
deposizione delle uova. Nei centri abitati l’infestazione di Aedes
albopictus è associata, sul suolo
pubblico, ai tombini e alle bocche
di lupo per lo sgrondo dell’acqua
piovana delle strade. Tuttavia, un
ruolo determinante nella diffusione
e nello sviluppo delle infestazioni
viene giocato da focolai che si
trovano in aree private, come ad
esempio:
• caditoie e tombini pluviali
• bottiglie
• barattoli
• lattine
• bicchieri
• annaffiatoi
• secchi e bacinelle
• sottovasi
• bidoni e vasche
• teli di plastica che coprono cumuli di materiali
• abbeveratoi per animali
• grondaie otturate
• pneumatici
• anfore
Quante uova può deporre
una femmina nel corso della sua vita?
Secondo quanto osservato in laboratorio in condizioni ottimali, ogni
femmina è in grado di deporre, in
una stagione, un totale di 350-450
uova in 7 cicli consecutivi. A partire da circa 60 ore dopo il pasto
di sangue le femmine di zanzara
tigre depongono tra le 40 e le 80
uova, disponendole singolarmente
appena sopra il livello dell’acqua.
La femmina di Aedes, responsabile delle punture all’uomo, può
compiere diversi pasti di sangue a
distanza di 3-5 giorni uno dall’altro e in condizioni ottimali può
vivere anche più di 40 giorni.
Quanti giorni sono necessari per lo sviluppo di un
individuo adulto capace di
attaccare l’uomo?
In primavera e autunno, dalla
deposizione delle uova fino allo
sfarfallamento dell’adulto passano in media 15-20 giorni, mentre
in piena estate questo periodo si
accorcia a soli 6-8 giorni. Grazie
a raffinati meccanismi bio-fisiologici, le uova di Zanzara Tigre
possono sopravvivere in forma
quiescente anche durante il freddo invernale e i periodi di siccità.
Una umidità del 60-70% e temperature di 25°C sono sufficienti a
far sopravvivere circa un quarto
delle uova deposte per 4 mesi.
Da osservazioni di laboratorio è
risultato che le uova sono capaci
di sopravvivere a -10°C per 24
ore. Basta però che le uova siano sommerse anche in una minima quantità d’acqua per un’ora,
a temperature miti, per schiudersi.
La zanzara tigre è in grado
di spostarsi dal suo luogo
di nascita?
Tradizionalmente, si riteneva che
la zanzara tigre non si spostasse
più di poche decine di metri. Studi
recenti svolti in Emilia-Romagna dimostrano al contrario che è capace di effettuare spostamenti anche
Cosa bisogna fare per difendersi dalla zanzara tigre? Quali sono i comportamenti corretti e quelli
scorretti?
La zanzara tigre ama l’acqua,
dove si sviluppano le sue larve,
anche in piccole quantità. Le sue
uova, deposte in luoghi asciutti,
sono capaci di svernare perfino in
un sottovaso! È poi sufficiente che,
quando le temperature si alzano
in primavera, siano ricoperte da
una minima quantità d’acqua per
schiudersi. Se il ristagno persiste
per almeno 7 giorni, il ciclo si completerà e nasceranno nuovi adulti.
Bisogna quindi evitare qualsiasi
ristagno. Tutti gli ambienti dove
sono presenti le larve vanno trattati
da aprile a novembre, con prodotti larvicidi acquistabili in farmacia,
seguendo accuratamente le indicazioni riportate in etichetta.
Cosa fare:
• pulire accuratamente i tombini
e le zone di scolo e ristagno,
trattarli regolarmente e quando
possibile coprirli con una zanzariera
• eliminare i sottovasi e ove non
è possibile evitare il ristagno
d’acqua al loro interno
• controllare periodicamente le
grondaie mantenendole pulite
e non ostruite
• evitare la formazione di qualsiasi raccolta di acqua stagnante
tenere pulite fontane e vasche
ornamentali,
eventualmente
introducendo pesci rossi che
sono predatori delle larve di
zanzara tigre
• svuotare settimanalmente nel
suolo e tenere puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l’acqua
degli animali domestici
• coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua
piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese
informare i vicini e i conoscenti sui corretti comportamenti
mettere, quando possibile,
zanzariere sui pozzetti
cosa NON fare:
• accumulare copertoni e altri
contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità
d’acqua stagnante
• lasciare gli annaffiatoi e i secchi
con l’apertura rivolta verso l’alto
utilizzare i sottovasi
• lasciare le piscine gonfiabili e
altri giochi pieni d’acqua per
più giorni
• lasciare che l’acqua ristagni sui
teli utilizzati per coprire cumuli
di materiali e legna
• svuotare nei tombini gli abbeveratoi, i sottovasi e qualsiasi
altro contenitore d’acqua.
TERRA TRENTINA 9/2009
di centinaia di metri, avvicinandosi al chilometro. A volte, grazie
all’azione del vento, la zanzara
tigre può andare anche più lontano, anche se non riesce mai a volare oltre un chilometro dal luogo
di origine. La dispersione tra zone
limitrofe può essere favorita dalla
presenza di aree verdi nei quartieri residenziali con case e abitazioni singole con giardino. Questi spazi possono rappresentare,
infatti, dei veri e propri “corridoi
ecologici”. Nelle zone dove sono
presenti palazzi e condomini, le
zanzare sono capaci di raggiungere anche appartamenti al ventesimo piano. Grazie al trasporto
passivo offerto da macchine e camion, gli adulti possono diffondersi anche a distanze ben superiori
al chilometro e colonizzare aree
molto lontane da quella di origine.
35
NOTIZIE
da “Europa Direct Trentino”
Fondazione Edmund Mach
Istituto Agrario San Michele all’Adige
a cura di Silvia Ceschini
e Giancarlo Orsingher
TERRA TRENTINA 9/2009
EUROPA IN 23 LINGUE,
PREMIATI I VINCITORI
36
Giuliana Bassetti, Michela Menguzzo e Carmelo La
Rosa sono i tre vincitori de “L’Europa in 23 lingue”, il
concorso a premi organizzato a Pergine Valsugana
da Europe Direct Trentino in occasione della “Giornata europea delle lingue”.
78 sono stati i cittadini che nel corso del mese di
settembre si sono cimentati nella “caccia al tesoro”
che li ha portati ad associare alle rispettive lingue
ufficiali dell’UE le 23 parole nascoste sulle locandine
affisse nei negozi del centro storico della cittadina
che ospita il centro Europe Direct. Dopo che nel corso
della mattinata era stato allestito lo stand del mercato
europeo delle lingue con gadget europei per tutti i
partecipanti al concorso, nel pomeriggio di sabato
26 settembre – Giornata europea delle lingue – è
avvenuta l’estrazione del vincitori fra tutti coloro che
sono riusciti ad accoppiare correttamente almeno dieci parole alle rispettive lingue ufficiali dell’UE.
Sul palco, assieme allo Europe Direct e al coro Castel
Pergine che ha allietato il pubblico con canzoni in alcune lingue straniere, i rappresentanti dei partner del
progetto: Giorgio Girardi, assessore al commercio del
Comune di Pergine, Mauro De Manincor, direttore della
Cassa Rurale di Pergine e Jim Crittenden della scuola di
lingue CLM Bell. Ai tre vincitori vanno altrettanti corsi di
lingue straniere del valore di 750 euro ciascuno.
GLI STATI MEMBRI RESTITUISCONO
214,6 MILIONI DI FONDI PAC
Diciannove stati membri dovranno rimborsare alla
Commissione europea un importo totale di 214,6
milioni di euro per spese irregolarmente sostenute
nell’ambito della Politica Agricola Comune.
I paesi più colpiti sono la Francia che dovrà restituire
circa 70 milioni di euro principalmente per l’errata
applicazione delle sanzioni nel settore della condizionalità e la Spagna con 31,7 milioni di euro per
gli insufficienti controlli nel settore della produzione
d’olio d’oliva. Per una volta l’Italia non rientra tra gli
Stati membri particolarmente indisciplinati!
COMMISSIONE, FISCHER BOEL
ALL’ ULTIMO MANDATO?
Dopo un mandato di cinque
anni come commissario europeo all’agricoltura, Mariann
Fischer Boel ha
confermato che
non sarà “candidata” per un
nuovo mandato
a questo posto.
La signora Fischer Boel ha dichiarato di aver preso questa decisione vari mesi fa e ha garantito che la crisi del latte non ha in alcun modo influenzato la sua scelta.
A questo stadio, solo l’ex ministro dell’agricoltura
rumeno, Dacian Ciolos, si è mostrato interessato
dal portafoglio di commissario all’agricoltura.
Fischer Boel ha riconosciuto che il peso degli anni
l’ha fortemente spinta a non proseguire questa carriera: ministro dell’agricoltura nel suo paese (tra il
2001 e il 2004) ha oggi 66 anni.
CLIMA E AGRICOLTURA
Martedì 15 settembre, in Svezia, durante la loro riunione informale, i ministri europei dell’agricoltura
hanno discusso dell’influenza del cambiamento climatico sull’agricoltura e del ruolo che l’agricoltura
può svolgere nella lotta contro questo fenomeno.
È emerso un consenso abbastanza ampio sulla necessità, per il mondo agricolo, di ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra, per contribuire agli obiettivi dell’UE in questa materia, con idee svariate per
migliorare le misure attuali o prevederne altre. Ma
nessun ministro ha chiesto che si impongano agli
agricoltori obiettivi precisi e costrittivi. I paesi del
Sud dell’Europa hanno insistito molto sul problema
della penuria d’acqua.
AMBIENTE, RATIFICA UNIVERSALE
DEL PROTOCOLLO DI MONTREAL
L’Unione europea apprezza la ratifica universale del
Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono la fascia di ozono nell’atmosfera, che era ormai
acquisita, dato che Timor-Leste si è associata alla comunità dei paesi che hanno ratificato questo strumento
internazionale. L’annuncio di questo progresso da parte delle Nazioni Unite è coinciso con la giornata internazionale per la protezione della fascia di ozono.
Anche il commissario europeo all’ambiente, Stavros
Dimas, si è rallegrato della notizia, che gli è sembrata di buon augurio per la conclusione di un accordo
mondiale sul clima, in dicembre, a Copenaghen.
COMMISSIONE IN AIUTO
AL SETTORE LATTIERO-CASEARIO
Un albergo in Irlanda, un’impresa di
ceramica in Italia e
un produttore di tinte
e vernici nella regione parigina sono i
tre vincitori del primo
concorso sulla comunicazione dell’etichetta ecologica comunitaria (l“Ecolabel”),
organizzato
dalla
Direzione generale
Ambiente della Commissione europea.
Il premio a chi ha meglio comunicato ai cittadini
l’esistenza e l’importanza del marchio ecologico
comunitario – il fiore con le dodici stelle che individua i prodotti e i sevizi che hanno particolarmente
a cuore l’ambiente – è stato assegnato il 23 settembre a Bruxelles da una giuria composta da esperti
in ambiente e in comunicazione. Il Bush Hotel di
Carrik-on-Shannon (nella contea irlandese di Leitrim)
è stato premiato nella categoria dei “servizi”, mentre
nella categoria “prodotti” si è aggiudicato il premio
la Ceramic title maker, impresa di Modena premiata
per la qualità e la pertinenza dei suoi opuscoli pubblicitari e per l’utilizzo efficace del marchio.
Aiuti temporanei ai produttori contro la crisi del mercato, capacità di intervento in condizioni di particolare urgenza, modifiche del regime delle quote latte:
sono queste alcune delle misure previste nel pacchetto
di interventi da attuare a breve termine per garantire
le prospettive future del settore lattiero, appena presentato al Parlamento europeo.
Tra le misure più importanti, quella che permette agli
Stati dell’UE di versare ai produttori aiuti temporanei
fino a un massimo di 15 000 euro. La Commissione
europea che ha preparato il testo propone inoltre di
applicare al settore lattiero una clausola di urgenza
come quella già in vigore per altri settori agricoli,
che permette di reagire più rapidamente a eventuali
turbative del mercato.
Altro punto chiave: una modifica del funzionamento
dei regimi di acquisto delle quote da parte degli Stati
membri dell’UE. Attualmente essi possono “acquistare” quote latte dai produttori, a fini di ristrutturazione,
e versarle nella riserva nazionale, la quale fa parte
TERRA TRENTINA 9/2009
ECOLABEL,
PREMIATA ANCHE UNA DITTA ITALIANA
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NOTIZIE
della quota complessiva dello Stato. In caso di superamento della quota da parte di singoli produttori,
senza tuttavia che ci sia un superamento della quota
nazionale nel suo insieme, il prelievo supplementare non si applica. Tuttavia, se lo Stato in questione
decide la riscossione del prelievo supplementare, la
parte corrispondente alla quota acquistata dallo Stato
stesso può essere utilizzata per la ristrutturazione del
settore.
CONSULTAZIONE
SULLA BIBLIOTECA DIGITALE
La Commissione europea ha lanciato una consulta-
zione pubblica sul futuro di Europeana, la biblioteca
digitale multilingue dell’Europa (www.europeana.eu)
e sul futuro della digitalizzazione dei libri.
Sedici sono le domande poste (in inglese, francese e
tedesco) dalla Commissione e riguardano, ad esempio, in che modo le opere digitalizzate possono essere rese accessibili a tutti gli europei, oppure come si
dovrebbe rafforzare la cooperazione con gli editori
per quanto riguarda le opere soggette al diritto d’autore, o ancora se sarebbe auspicabile creare registri
europei delle opere esaurite e infine come finanziare
Europeana nel lungo periodo.
La consultazione si concluderà il 15 novembre,
http://ec.europa.eu/information_society/activities/
digital_libraries/index_en.htm
TERRA TRENTINA 9/2009
Tecnica flash
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❍ Per eliminare il batterio Stafilococco che
può inquinare il latte e i formaggi di malga
causando disturbi gravi nelle persone che
consumano il prodotto, i casari hanno seguito i consigli del Servizio veterinario della Provincia di Trento.
- Conservare il latte appena munto al di sotto
di 8 gradi centigradi.
- Aggiungere al latte 100 grammi di yogurt
per 1 ettolitro di latte. I batteri dello yogurt
distruggono il lattosio contenuto nel latte inquinato che rappresenta il nutrimento base
dello Stafilococco.
va dimostrativa di contenimento della mosca
delle ciliegie mediante copertura delle piante
con reti a maglia sottile che arrivano fino a
terra.
L’esperimento è durato 3 anni ed è stato
realizzato su un impianto di ciliegi a taglia
bassa dotato di copertura anti-pioggia. La
conclusione è solo parzialmente positiva.
L’efficacia della copertura nel ridurre od annullare il danno della mosca è evidente, ma
la messa in opera comporta spese di materiale e di manodopera superiori al beneficio
economico derivante dal mancato danno.
❍ Gli uccelli che hanno occupato i nidi artificiali posti nei frutteti e/o vigneti per incentivare il controllo biologico degli insetti
dannosi hanno completato il ciclo riproduttivo. I nidi vanno pertanto ripuliti e liberati di
tutto il materiale organico. Non è necessaria
alcuna disinfezione. La pulizia va effettuata
prima che arrivi il freddo.
Con l’avvicinarsi dell’inverno, dice il naturalista Sergio Abram, nei nidi trovano rifugio
altre specie di insetti predatori, utili all’agricoltura, quali Coccinelle e Crisope. Una
pulizia ritardata li allontanerebbe dal rifugio
invernale.
❍ “Guida all’impiego dei prodotti fitosanitari” è il titolo di un manuale curato dal
Servizio vigilanza e promozione delle attività
agricole della Provincia di Trento. I testi sono
stati predisposti in base alla personale competenza da Gastone Dallago del Centro per
il trasferimento tecnologico della Fondazione
Mach, Dario Uber, medico dell’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti
di lavoro dell’Azienda per i servizi sanitari e
da Lorenza Tessari, responsabile dell’Ufficio
fitosanitario provinciale che ha curato anche
il coordinamento redazionale.
Il libro è stato stampato in 8 mila copie ed è
disponibile presso gli uffici periferici dell’Assessorato provinciale all’agricoltura e/o del
centro per il trasferimento tecnologico della
Fondazione Mach.
❍ L’Ufficio per le produzioni biologiche
della Provincia di Trento ha concluso
in Alta Val di Non, zona Salobbi, una pro-
Istituto Agrario di S. Michele all’Adige
NOTIZIE
Notizie dalla
Fondazione Edmund Mach
a cura di Silvia Ceschini
eCoLoGIa deLLe aCQUe, premIaTo
rICerCaTore dI San mICHeLe
Si chiama Domenico D’Alelio ed è un ricercatore
dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige uno
dei quattro migliori giovani ricercatori italiani nelle
scienze ecologiche per l’anno 2009. In questi giorni,
a Bolzano, nell’ambito del 19esimo congresso nazionale, la Società Italiana di Ecologia gli ha conferito il
premio “Roberto Marchetti”.
D’Alelio, classe 1976, lavora al programma biocomplessità e dinamiche degli ecosistemi del Centro ricerca e innovazione di San Michele e ha vinto
l’ambito premio grazie alla relazione “Biologia di popolazione in microbi planctonici: caos, sincronie e
una nuova prospettiva da una diatomea biennale”.
L’argomento trattato ha riguardato uno dei paradigmi fondamentali dell’ecologia delle popolazioni naturali, ovvero la ritmicità dei cicli vitali. Si tratta della
prima osservazione demografica a lungo termine su
popolazioni naturali di un microorganismo, nello
specifico una diatomea marina che può avere un
andamento sincrono e la fase sessuale ha un ciclo
strettamente biennale, in maniera del tutto simile a
quanto avviene sui prati
alpini nelle popolazioni
di alcune piante erbacee
terrestri. Il parallelo tra
vette alpine e profondità
marine e la discussione
su tendenza al caos negli
ecosistemi e ordine nelle
popolazioni che li compongono, a prescindere Domenico D’Alelio
dal loro livello evolutivo,
hanno valso al ricercatore il prestigioso premio.
Nell’ambito dell’Istituto Agrario l’attività scientifica
di Domenico D’Alelio consiste nello studio delle dinamiche evolutive che regolano le popolazioni di
organismi fotosintetici unicellulari (in particolare,
cianobatteri d’acqua dolce). Nei prossimi anni, attraverso un approccio che integra indagini di ecofisiologia, evoluzione molecolare, storie vitali e biologia
delle popolazioni, cercherà di capire quali sono i
fattori critici che determinano, nei laghi sud-alpini, il
crescente sviluppo di fioriture di cianobatteri tossici
e potenzialmente dannosi per la salute umana.
bIodIVerSITÀ In VITICoLTUra,
17 nazIonI SI ConFronTano
Ricercatori provenienti da 17 nazioni si sono dati appuntamento, a San Michele all’Adige, per fare il punto
sulle attività di ricerca nel settore viticolo, in particolare per creare una banca dati della biodiversità viticola
al fine di garantire la conservazione dei vitigni attualmente esistenti sul pianeta. Oltre all’Italia, rappresentata dal Centro Ricerca e Innovazione dell’Istituto
Agrario di San Michele all’Adige, partecipano Austria,
Azerbaidjan, Croatia, Repubblica Ceca, Cipro, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Ungheria, Moldavia,
Marocco, Portogallo, Slovacchia, Spagna e Svizzera.
Lo scopo, in particolare, è creare una banca dati delle
risorse genetiche della vite, in modo da permettere
anche alle future generazioni di sfruttare i numerosi vitigni mantenuti nelle collezioni ampelografiche e
consumare ancora le uve da tavola ed i vini pregiati
geograficamente caratterizzati che qualificano il mercato nazionale ed europeo degli ultimi anni. È questo
l’obiettivo principale del progetto europeo GrapeGen, finanziato nell’ambito del programma comunitario sulla conservazione, caratterizzazione ed utilizzo
delle risorse genetiche in agricoltura che, attraverso
un’ottimale conservazione e caratterizzazione di queste risorse, intende promuoverne l’utilizzo e garantire
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Ufficio Stampa
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NOTIZIE
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la competitività del settore viti-enologico. Il gruppo di
San Michele, condotto dalle ricercatrici Stella Grando
e Flavia Moreira, si occupa di descrivere con marcatori del DNA i vitigni presenti nelle diverse collezioni
europee. Partecipa inoltre a tutte le altre unità di ri-
cerca in cui si articola il progetto fornendo le descrizioni morfologiche ed agronomiche dei vitigni minori
dell’area trentina, alcuni dei quali sono coltivati in
prove dimostrative presso aziende locali (a cura dei
ricercatori Marco Stefanini e Luca Zulini).
CampaGna In SICUrezza, 220 CorSI
e 7000 aGrICoLTorI CoInVoLTI
In campagna la raccolta è iniziata e l’Istituto Agrario
di San Michele all’Adige ricorda ancora una volta ai
frutticoltori gli aspetti prioritari della nuova normativa
in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sono circa 7000 gli agricoltori coinvolti e più di 220
i corsi formativi per la sicurezza in frutticoltura e viticoltura organizzati fino ad oggi dal Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele.
«Ogni anno si verificano gravi incidenti e molto spesso perché non si rispettano le regole dettate dalla
sicurezza» spiega Fabrizio Benvenuti, responsabile
dell’unità qualità e sicurezza delle filiere agroalimentari. La nuova normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha come riferimento il decreto
legislativo 81/2008. Tutti gli agricoltori – si legge nel
bollettino tecnico Iasma notizie destinato al mondo
agricolo – hanno l’obbligo di utilizzare attrezzature
conformi alle specifiche disposizioni di legge e munirsi dei dispositivi di protezione individuale quando
previsti. Tra le attrezzature e macchinari utilizzati
in un’azienda agricola sicuramente la trattrice agricola
è la più importante. Ebbene, questa deve disporre
dell’arco di protezione oppure della cabina omologata antischiacciamento nonché delle cinture di sicurezza. I trattori sprovvisti di questi dispositivi devono
essere messi a norma rivolgendosi ad un’officina specializzata, disponibile ad eseguire e, soprattutto, a certificare tale adeguamento in ottemperanza alle norme
ISPESL. Nel caso delle scale la normativa prevede che
queste siano dotate dei seguenti requisiti: possedere dispositivo antisdrucciolo alle estremità inferiori;
essere resistenti e costruite con materiale adatto alle
condizioni di impiego; nel caso delle scale di legno
queste devono avere i pioli incastrati ai montanti.
breVeTTaTo IL “CompoSTo
proTeICo” CHe dIFende Le pIanTe
I ricercatori dell’Istituto Agrario di San Michele
all’Adige e del Volcani Centre di Israele hanno messo
a punto un composto a base di proteine e idrolizzati
proteici che protegge le piante dalle malattie. Il prodotto, “inventato” nell’ambito del progetto Safecrop
da Ilaria Pertot e Yigal Elad, è stato recentemente
brevettato da Trentino Sviluppo e risulta ora disponibile per le aziende che volessero intraprendere
una sua commercializzazione. Si tratta di un prodotto sicuro per la salute, non dannoso per l’ambiente
e applicabile contro diverse malattie delle piante in
particolare gli oidi, noti anche come “mal bianco” in
quanto portano alla formazione di una muffa polverulenta sulle foglie. È a base di proteine ed idrolizzati proteici della carne e dei legumi ed è efficace nel
controllare le malattie su numerose piante.
Le colture su cui è ormai stato testato con successo
sono tra quelle più importanti come produzione e
rappresentano alcune delle più rilevanti famiglie botaniche: fragola, vite, cetriolo e zucchino.
Le piante ricevono annualmente livelli elevati di
agrofarmaci, in particolare fungicidi, per poter garan-
tire un livello di produzione sufficiente. Il composto
brevettato è efficace al pari di uno degli agrofarmaci
più vecchi ed utilizzati in ambito agrario, come lo
zolfo; non lascia residui in quanto le proteine sono
degradate dai microrganismi naturalmente presenti
nell’ambiente: agisce inducendo una resistenza nelle
piante contro le malattie e non ha quindi un effetto
tossico. Per il suo contenuto in azoto, può essere
anche considerato un fertilizzante fogliare e utilizzato come coadiuvante nella difesa convenzionale,
ma anche in agricoltura biologica ed amatoriale in
quanto privo di rischi.
Il prof. Salamini è il nuovo presidente,
Giovanni Gius conclude il mandato
dopo oltre 11 anni.
Cambio di vertice all’Istituto
Agrario di San Michele all’Adige.
Il nuovo presidente è Francesco Salamini ed è stato nominato l’11 settembre scorso dalla
Giunta provinciale.
Il professore, uno dei massimi
esperti italiani nel campo delle
biotecnologie applicate al settore agroalimentare, succede a
Giovanni Gius, che è stato alla
guida dell’ente per oltre undici anni e al quale il presidente
Dellai e l’intera Giunta provinciale hanno rivolto un sincero
ringraziamento per la gestione
della storica istituzione ad un
tempo scientifica e formativa
avente sede a San Michele, ma
anche per aver gestito la delicata fase del passaggio dall’Istituto agrario all’attuale Fondazione
Edmund Mach.
«La scelta del professor Salamini – di cui è nota l’attività accademica e di ricerca non solo
in Italia ma anche all’estero, fra
l’altro come responsabile del
Dipartimento di colture vegetali
del Max-Planck Institut di Colonia – va nella direzione di garantire e rafforzare ulteriormente il raccordo tra la Fondazione
e la rete internazionale della
ricerca, senza peraltro trascurare le attività di formazione e
di assistenza al sistema agricolo
del Trentino» ha spiegato il presidente Lorenzo Dellai.
Francesco Salamini è nato a
Passaggio di consegne: il presidente Francesco Salamini tra il
vicepresidente Gabriele Calliari e il direttore generale Alessandro Dini
a cura di Silvia Ceschini
Castelnuovo Bocca d’Adda, in
provincia di Lodi, il 18 marzo
1939. Laureato in scienze agrarie, attualmente professore di
tecnologie genetiche all’Università di Milano, proveniendo dal
Max-Planck Institut di Colonia,
ha insegnato e svolto attività di
ricerca in numerose università
in Italia e all’estero (in particolare negli Usa e in Germania);
è stato professore ordinario alle
università di Potenza, Verona e
Milano e ha ricevuto la laurea
honoris causa dell’Università di
Bologna. Già presidente della
Società italiana di genetica agraria, coordinatore del programma
nazionale “Tecnologie avanzate” del Ministero dell’agricoltura, socio di prestigiose istituzioni come l’Accademia nazionale
dei Lincei, l’Accademia europea
di Londra, la Max-Planck Gesellschaft di Monaco, l’Accademia
nazionale di Agricoltura di Bologna, l’Accademia dei Georgofili, è anche autore di circa 560
pubblicazioni di interesse generale e di settore.
Il presidente Francesco Salamini ha detto che «si punterà
a sviluppare San Michele in un
cluster tecnologico dedicato
all’agro-industria dove ricerca,
trasferimento tecnologico e cre-
NOTIZIE
Ufficio Stampa
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Cambio di vertice
all’Istituto Agrario
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TERRA TRENTINA 9/2009
NOTIZIE
azione di impresa concorrono a
trasferire la conoscenza in valore economico». L’attenzione più
alta verrà dedicata alla formazione sia a livello di scuola superiore che per l’università (scuole
superiori di dottorato, corsi di
laurea, master). Le strutture relative a questo sviluppo sono in
parte già in costruzione.
«L’Istituto Agrario in questo ultimo decennio – spiega Giovanni Gius – è cresciuto molto
in termini di risorse, attività e
notorietà sia in ambito nazionale che internazionale. Questo
è stato reso possibile grazie al
qualificato apporto di quanti
con passione lavorano a San
Michele, grazie all’operato di
un consiglio di amministrazione
che ha svolto con atti condivisi i
propri compiti di indirizzo, pro-
42
A sinistra,
il nuovo
presidente
Francesco
Salamini;
a destra
Giovanni Gius
grammazione e controllo e, non
ultimo, grazie al sostegno finanziario della Provincia autonoma
di Trento, che ha accompagnato
l’ente in questi anni non facendo mancare stimoli e risorse.
Una crescita importante, senza
però mai dimenticare le proprie
origini e quindi la necessità di
mantenere un forte collegamento con il territorio e con la società trentina, per dare risposte
concrete alle esigenze di sviluppo di un’agricoltura di qualità,
attuata in un contesto ambientale difficile e delicato. Il giusto
equilibrio fra tradizione ed innovazione, fra passato e futuro,
è stato uno dei più importanti
criteri che hanno consentito
la crescita di San Michele fino
a farlo divenire un consolidato
punto di riferimento a livello locale e nazionale».
Da killer del fegato
ad elisir di giovinezza?
CIBO E SALUTE
Le due facce del vino
Prof. Carmelo Bruno
Già insegnante di chimica (ITI Buonarroti – Trento)
questi alimenti e tutte le cause
di mortalità. Prendendo in considerazione il consumo di tali alimenti, si è calcolata l’aderenza
alla dieta mediterranea da parte delle persone, assegnando un
valore uno alle persone che consumavano grandi quantità di alimenti probabilmente benefici (ad
esempio frutta e verdura) e un
valore zero alle persone che ne
consumavano piccole quantità.
Al contrario si assegnava il valore uno alle persone che facevano
scarso uso di alimenti senza effetti
benefici(ad esempio carne e prodotti lattiero-caseari) e valore zero
a quelli che ne abusavano.
Per l’alcool (etanolo) si è dato
il valore uno alle persone che
consumavano da 10 gr a 50 gr
al giorno (da meno di 100 ml a
400 ml di vino) e valore zero per
chi consumava quantità di alcool
troppo basse (al di sotto di 10 gr
al giorno per gli uomini) o troppo
alte (maggiori di 50 gr al giorno
per gli uomini). Per le donne le
quantità di alcool erano ridotte
da 5 gr a 25 gr al giorno.
Perciò, il punteggio totale poteva
andare da zero (minima aderenza
alla tradizionale dieta mediterranea) a nove (massima aderenza).
Si è valutato il contributo di ciascuno dei nove componenti della dieta mediterranea mettendolo in relazione inversa con tutte
le cause di mortalità, cioè a dire
quanto più alto è il punteggio,
tanto maggiore è l’aderenza alla
dieta mediterranea e tanto minore è la mortalità. Dopo 8.5 anni
di sperimentazione, c’erano stati
650 morti tra i 12.000 partecipanti
che avevano un basso punteggio
(tra zero e quattro) e 423 morti tra
i 10.000 partecipanti con un alto
punteggio (da 5 in su).
Si è visto che un aumento di due
punti, ottenibile con un cambio
realistico della dieta, è associato
con una diminuzione della mortalità del 14%.
Quali sono i componenti della
dieta maggiormente responsabili degli effetti benefici?
Moderato consumo di alcool
(dà il contributo maggiore agli effetti salutari, con una diminuzione di mortalità del 24%), basso
consumo di carne e derivati
(diminuzione della mortalità del
17%), forte presenza di vegetali (diminuzione della mortalità
del 16%), elevato apporto di
acidi grassi monoinsaturi che
abbondano nell’olio di oliva, alto
consumo di frutta, elevato consumo di legumi (ciascuno di essi
diminuisce la mortalità del 10%).
Invece appare minimo il contributo salutare di cereali, latte e
derivati, pesce.
In sostanza, l’alto consumo di
pesce, l’alto consumo di cereali, il basso consumo di prodotti
TERRA TRENTINA 9/2009
È certamente vero che l’abuso
dell’alcool è una piaga mondiale
e che l’Organizzazione mondiale della sanità ha più volte lanciato l’allarme sui danni prodotti
dall’alcool, ma è anche vero che
una gran quantità di studi scientifici confermano che un uso moderato del vino può apportare
molti benefici alla salute, ed è su
questi che vogliamo discutere, a
partire dall’influenza sulla lunghezza della vita.
Facciamo riferimento ad un importante studio pubblicato quest’anno sul British Medical Journal. Si
tratta di uno studio enorme che
ha coinvolto circa 23.000 persone, che non presentavano problemi di cancro, malattie coronariche
e diabete. Tali persone sono state
seguite per 8.5 anni.
La considerazione da cui sono
partiti i ricercatori è la seguente: è
stato dimostrato da parte di molti studi che la dieta mediterranea
fa bene alla salute, Ma tra gli
alimenti che la compongono
quali sono i più salutari? Saranno più utili i vegetali o il pesce? Il
vino o l’olio d’oliva? La frutta o i
cereali?
Sono stati presi in esame nove
alimenti tipici della dieta mediterranea: verdura, frutta, legumi, alcool, latte e derivati, carne, pesce,
olio di oliva, cereali.
I ricercatori hanno valutato se
c’era un’associazione inversa tra
43
TERRA TRENTINA 9/2009
CIBO E SALUTE
caseari, non è associato con una
diminuzione significativa della
mortalità. Questo dato sul pesce
è in contraddizione coi risultati di
altri studi precedenti che attribuiscono al pesce valenze salutistiche. Però, gli autori fanno notare
che questo dato non è significativo in quanto il campione di popolazione analizzato consumava
poco pesce e quindi i risultati non
danno molte informazioni in proposito. In merito ai cereali, si fa
notare che sotto la voce “cereali”
erano inclusi sia quelli integrali e
poco raffinati (utili alla salute) sia
quelli raffinati ad alto indice glicemico e ciò ha reso meno forte un
possibile impatto positivo.
44
Il bicchiere di lunga vita
In sostanza lo studio ha isolato il
contributo che ciascun alimento
dà alla riduzione di mortalità. L’alcool è quello che aiuta a vivere
più a lungo, soprattutto sotto forma di vino durante i pasti, come è
nella tradizione mediterranea.
Il consumo ridotto di carne e
quello elevato di frutta e verdura
vengono dopo nella classifica dei
cibi benefici.
I benefici maggiori del vino si registrano a livello del sistema cardiovascolare con una riduzione di
infarti e ictus. Il problema, però,
è vedere quali sono le dosi che
permettono di ottenere gli effetti
positivi a livello cardiovascolare
senza che siano annullati dai danni epatici, dall’aumento dell’incidenza dei tumori e dalle morti per
incidenti.
In conclusione, prendendo in
esame i risultati di 34 studi si deduce da tutti che gli effetti benefici del vino si ottengono bevendo
meno di 400 ml di vino al giorno,
ai pasti, per gli uomini e meno
di 250 ml per le donne. A queste
quantità il vino produrrebbe una
riduzione di mortalità del 18%.
A cosa è dovuta? Ci sono gli effetti attribuibili all’alcool in sé, che
produce vasodilatazione ed evita
il formarsi di coaguli di sangue
che possono provocare infarto e
ictus. Poi c’è l’effetto derivante
dagli antiossidanti, come i polifenoli. Sembra che l’effetto antiossidante del vino si esplichi nello
stomaco, dove i polifenoli sarebbero in grado di neutralizzare gli
effetti potenzialmente dannosi
dei grassi ossidati presenti negli
alimenti. Tali grassi possono provocare aterosclerosi, cancro, diabete.
GLI EFFETTI BENEFICI DELLA TAVOLA
Buon consumo di legumi (10%)
Alto consumo di vegetali (16%)
Alto consumo di olio di oliva (11%)
Moderato consumo di vino (24%)
Alto consumo di frutta fresca e
a guscio (11%)
Basso consumo di carne e
derivati (17%)
Il consumo di cereali, pesce,
latte e formaggi ha un valore
trascurabile.
Le cime di rapa
Iris Fontanari
Molto apprezzata in cucina nei
mesi autunno-invernali è la cima
di rapa, un ortaggio coltivato da
lungo tempo in alcune regioni
dell’Italia centro-meridionale (Lazio, Campania, Puglia, Calabria
ecc.) dov’è conosciutissima dai
buongustai e dai gastronomi che
la utilizzano in gustosi e rinomati
piatti: chi non ha mai sentito parlare, infatti, delle “cime di rapa
alla pugliese” o delle “cime di
rapa alla romana”, per non parlare poi di tante altre deliziose
pietanze come il purè di fave e
fagioli, le cime bollite e condite
con solo olio d’oliva oppure stufate con olio e cipolle?
Sono ricette che negli ultimi decenni hanno cominciato a diffondersi anche da noi, in particolare
quando si è dato inizio alla coltura di questa pianta orticola nelle
varietà molto precoci e con semina anticipata. Nelle nostre vallate,
infatti, la temperatura invernale
tende spesso a scendere sotto lo
zero e perciò, per impedire che
le piantine gelino, anche la raccolta dev’essere anticipata.
Chi dispone di un campo o semplicemente di un orto può riservare una parte anche per questo
gustoso ortaggio, diventato ormai un ingrediente “classico” anche della nostra cucina.
noTe boTanICHe
La cima di rapa (Brassica campestris varietà cymosa), conosciuta
anche come broccoletto di rapa
o broccolo pugliese, appartiene
alla famiglia delle Brassicacee ed
è una pianta di origine mediterranea forse già nota ai Greci e
ai Romani. È molto diversa dalla comune rapa (Brassica rapa):
infatti, mentre di quest’ultima noi
consumiamo la radice carnosa,
della cima di rapa, che è un or-
CUre CoLTUraLI
Questo ortaggio cresce bene in
qualsiasi suolo, purché abbastanza profondo e di medio impasto.
Si consiglia, tuttavia, di spargere
sul terreno, prima della vangatura oppure più tardi con le successive lavorazioni del terreno,
del concime tipo solfato potassico. Per ottenere un ottimo raccolto sono indispensabili pure le
irrigazioni.
A seconda del clima, la semina
si esegue in mesi diversi che variano da settembre fino a febbraio-marzo. Nelle regioni a clima
invernale mite essa si esegue in
genere scalarmente da settembre
fino a febbraio, iniziando con
le varietà precoci, proseguendo
quindi con le semiprecoci ed in-
ORTO E DINTORNI
TERRA TRENTINA 9/2009
Un ortaggio per ogni mese
taggio esclusivamente da foglia,
si cucinano solo le infiorescenze,
o “cime”, che si raccolgono prima della completa apertura dei
fiori. Le infiorescenze, quando
non vengono colte, si allungano
e assomigliano a quelle delle altre brassicacee.
La cima di rapa è una pianta erbacea con radice inizialmente a
fittone, poi fascicolata, ma sempre superficiale. Il fusto è molto corto e le foglie hanno varie
forme: quelle che circondano le
infiorescenze, ad esempio, sono
piccole, lanceolate e aderenti al
gambo.
Alla base di ogni foglia c’è una
gemma che, dopo il taglio della “cima” principale, sviluppa, in
particolare nelle varietà tardive
della specie, numerose infiorescenze secondarie.
Le varietà da orto sono numerose, tutte assai gustose e nutrienti.
Fra le migliori ci sono: la precocissima o “quarantina” (con un
ciclo di sviluppo di 40 giorni), la
semiprecoce o “sessantina” (con
ciclo di 60 giorni) e la pugliese
tardiva o “novantina” (con ciclo
di tre mesi).
45
ORTO E DINTORNI
fine con quelle tardive, in modo
da poter raccogliere il prodotto
da ottobre fino a tutto aprile.
Nelle regioni a clima invernale
piuttosto rigido come la nostra la
semina si può effettuare solo da
settembre ad ottobre ed è opportuno seminare soltanto le varietà
precoci. Tuttavia è possibile seminare anche a fine inverno, ma
in questo caso il periodo di raccolta è piuttosto breve, perché le
piantine vanno rapidamente in
fiore.
Il seme va sparso abbastanza
rado, direttamente sul posto, in
piccoli solchi poco profondi, distanti 30-40 cm uno dall’altro.
La raccolta si esegue a mano recidendo le piante alla base quando le cime sono ben ingrossate
e hanno i boccioli fiorali ancora
ben chiusi.
In CUCIna
Le cime di rapa si consumano
cotte ed entrano a far parte di
svariati piatti preparati ormai in
tutte le regioni italiane, benché il
più noto rimanga sempre quello
che le vede accompagnate alle
orecchiette pugliesi.
Una gustosa ricetta, forse non a
tutti nota, è la seguente: cime di
rapa al vino.
Occorrono: un chilogrammo di
cime di rapa, 3 cucchiai di olio
extra vergine d’oliva, un bicchiere di vino bianco secco, un peperoncino piccante, sale.
Pulire e lavare le cime di rapa,
quindi farle scottare per circa 10
minuti in acqua bollente salata.
In un capace tegame riscaldare
l’olio con il peperoncino, unire
le cime di rapa ben scolate, lasciarle insaporire qualche minuto
ed aggiungere il vino bianco. Far
evaporare il vino rimescolando
di tanto in tanto, aggiungere il
sale (poco) e servire.
TERRA TRENTINA 9/2009
Scadenze
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❍ Il 22 settembre 2009 il consiglio provinciale di
Trento ha approvato una modifica all’articolo 39 della legge in materia di
appalti che consente ai comuni e alle amministrazioni di beni di uso civico di adottare
la trattativa diretta al posto dell’asta nell’affidamento a soggetti esterni di malghe pubbliche. Il provvedimento dovrà essere completato dall’approvazione del disciplinare tecnico
economico che fissa regole per la gestione
del pascolo da parte degli affittuari. Il testo
già predisposto dai funzionari dell’Assessorato
provinciale all’agricoltura di Trento era stato in
precedenza sospeso dai rappresentanti sindacali e della cooperazione che partecipano al
tavolo verde.
❍ Il Servizio veterinario dell’azienda sanitaria della Provincia di Trento si avvale della prestazione d’opera di esperti apistici
per eseguire un monitoraggio che ha un duplice
scopo: individuare focolai di peste americana
in un numero predeterminato di apiari dislocati
in vari distretti del Trentino e verificare il grado
di infestazione da varroa a seguito dei trattamenti eseguiti dopo la smielatura conclusiva
della stagione 2009. L’indagine è iniziata nel
mese di agosto. Gli esperti apistici dispongono
cumulativamente di 2 mila 600 ore di lavoro
retribuite dalla Provincia di Trento.
❍ Ammonta a 1,2 milioni di euro la riserva finanziaria costituita con il contributo degli agricoltori trentini associati al Codipra per liquidare i
danni da avversità meteorica nei casi
in cui la media degli indennizzi stabiliti dai periti nei fondi situati nello stesso comune catastale non raggiunga la soglia di accesso del
30%. Il fondo di mutualità sarà utilizzato fino
ad esaurimento.
Foto presa dal catalogo “I prodotti della terra. Artisti trentini fra Ottocento e Novecento” edito da EsaExpo in
occasione della mostra allestita a Palazzo Roccabruna (20 novembre -18 gennaio 2009).
Orazio Gaigher
Autunno. Raccolta delle castagne
1910
olio su tela
45x35
collezione privata
Scarica

2009 Progetto leader in Val di Sole Interventi a