e, in particolare, il comma 3 e all. XXXIII per le indicazioni
relative alle “specifiche tecniche”);
- sottoporre a sorveglianza sanitaria il lavoratore;
- individuare le procedure di lavoro in sicurezza e i relativi
responsabili all’interno dell’azienda (art. 28).
Al fine di un’adeguata prevenzione dei rischi che possono
comportare disturbi muscolo-scheletrici, è quanto mai determinante che in ambiente di lavoro vengano definite modalità
corrette di svolgimento delle attività e delle mansioni e di
utilizzo di attrezzature e dispositivi di protezione, individuali e
collettivi.
Il Datore di Lavoro deve garantire ai lavoratori/trici
l’informazione e la formazione sui rischi a cui possono essere
esposti in relazione alle mansioni svolte e alle corrette procedure di lavoro.
La verifica dell’applicazione di misure di sicurezza e di protezione della salute all’interno dell’azienda può essere effettuata attraverso il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, aziendale o territoriale, cui possono essere richieste informazioni sui rischi presenti in azienda, sui diritti/doveri dei
lavoratori, sugli infortuni e sulle malattie professionali.
stazioni INAIL è necessario presentare, entro quindici giorni dal
suo rilascio, il certificato di malattia professionale (compilato da
un medico di fiducia).
Il certificato può essere presentato al datore di lavoro, che deve
inoltrarlo all’INAIL entro 5 giorni, oppure direttamente alla sede
Inail più vicina al proprio domicilio.
L’INAIL chiamerà il lavoratore presso i propri ambulatori, per raccogliere le informazioni sul lavoro svolto e sottoporlo agli accertamenti sanitari, chiedendo la necessaria documentazione al datore
di lavoro.
LA SALUTE NEI LUOGHI
DI LAVORO È IMPORTANTE.
NON VOLTARLE LE SPALLE.
La richiesta di riconoscimento di malattia professionale, a seguito
dell’istruttoria, potrà essere accolta o respinta dall’INAIL con decisione motivata. Se non si condividono le decisioni dell’INAIL si
potrà
presentare
ricorso,
eventualmente
usufruendo
dell’assistenza gratuita dei patronati, oppure ci si potrà rivolgere
ad un medico di fiducia.
ASSICURAZIONE INAIL
La maggior parte dei lavoratori sono assicurati presso l’INAIL
per i danni conseguenti agli infortuni sul lavoro ed alle malattie professionali.
Che cosa è una malattia professionale?
DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI
Qualsiasi malattia causata dal lavoro può essere riconosciuta
dall’INAIL come professionale. Per facilitare questo compito
esistono delle tabelle, periodicamente aggiornate, in cui sono
elencate le malattie e le lavorazioni che le possono causare.
La tutela INAIL è comunque estesa anche alle altre malattie
se ne viene dimostrata l’origine lavorativa.
Se si ritiene di avere una malattia di origine lavorativa ci si
può rivolgere al proprio medico di base o ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL o al Medico Competente dell’azienda presso cui si lavora.
Se è stata diagnosticata una malattia muscoloscheletrica e si
è svolta o si sta ancora svolgendo un’attività lavorativa che
espone a rischio gli arti superiori, inferiori o la colonna vertebrale, occorre tener presente che per avere diritto alle pre-
Agricoltura
La redazione è stata curata da un gruppo di lavoro costituitosi in seno
alla Commissione consultiva permanente per la prevenzione nei luoghi
di lavoro, composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, Ministero della Salute, Regioni e Province Autonome,
INAIL, Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori e Organizzazioni di rappresentanza dei Datori di Lavoro
Per saperne di più www.inail.it e www.lavoro.gov.it
Lavoratori
LE MALATTIE E I FATTORI DI RISCHIO
In agricoltura vengono compiute attività rischiose sia per la
colonna vertebrale che per gli arti superiori, che possono
provocare malattie dell’apparato muscolo-scheletrico.
La guida di trattori agricoli e forestali, motoagricole, mietitrebbia e altre macchine operatrici semoventi, può predisporre allo sviluppo di mal di schiena (localizzato nella parte lombare) e sciatica o aggravare patologie già in atto a causa della
frequente esposizione a vibrazioni e sobbalzi.
Durante la lavorazione del terreno (aratura, fresatura, erpicatura, ecc.) anche il dover compiere rotazioni del collo o del
busto favorisce l’insorgenza di dolori cervicali e lombari.
Le operazioni di semina e concimazione, i trattamenti con
fitosanitari, la raccolta dei prodotti, lo stoccaggio, la mungitura, le operazione di alimentazione e igiene degli animali, possono comportare la movimentazione manuale di carichi
(sacchi, balle, cassette, ceste, bidoni, ecc.) che, se effettuata
in modo scorretto, risulta pericolosa per la schiena e per le
braccia.
La schiena inoltre è esposta a rischi se la mansione:
alterazione del senso del tatto e della percezione del caldo e del freddo;
riduzione della forza prensile e perdita della destrezza
manuale;
fenomeno del “dito bianco” che viene indotto
dall’esposizione al freddo;
fitte dolorose alle mani e alle braccia.
Nel lungo termine, il processo di danneggiamento può essere
irreversibile.
Le lavorazioni agricole possono comportare rischi per gli arti
superiori (spalla, gomito, polso, mano) se richiedono:
lo svolgimento di azioni rapide e ripetitive;
impiego di forza;
uso di strumenti e attrezzature di lavoro pesanti, affaticanti o scomode;
lavoro con le braccia sollevate ad altezza spalle o più in
alto o altra postura incongrua;
e non permette pause e tempi di recupero sufficienti.
costringe a rimanere a lungo in piedi o in posizione seduta;
comporta operazioni di traino e spinta.
Lavorazioni che richiedono l’impugnatura di attrezzature
vibranti (motocoltivatori, motozappe, tosaerba, motofalciatrici, motoseghe, decespugliatori, ecc.) possono indurre disturbi neurologici e circolatori alle mani e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori.
E’ buona norma Mantenere caldi il corpo ed in particolare le
mani.
Non bisogna trascurare ciò che viene detto durante i corsi di
formazione; chi ti forma sa che devono essere evitati i rischi
che possono danneggiare la salute e come fare per ridurre le
posture e i movimenti scorretti!
Non bisogna esitare ad andare dal medico se hanno disturbi
alla schiena o agli arti superiori; questi sintomi possono essere
correlati al lavoro pesante e faticoso e non sempre dipendono
dall’età.
NORMATIVA
Per prevenire il mal di schiena occorre:
Una corretta e partecipata valutazione del rischio permette di
descrivere un quadro reale delle condizioni di lavoro, rendendo
possibili:
adattare la postazione di guida alle proprie esigenze per
sostenere la schiena, le spalle e le braccia e per permettere una visibilità ottimale dell’ambiente circostante, evitando posture forzate del collo o continui movimenti del
collo e delle spalle;
regolare l’ammortizzazione del sedile in base al proprio
peso e verificare che il sedile sia in buone condizioni;
nelle operazioni di movimentazione utilizzare mezzi meccanici ausiliari;
se si deve trasportare manualmente un carico pesante, è
meglio suddividerlo; se il carico non è divisibile, è necessario trasportarlo in più persone;
In questi casi il rischio aumenta in presenza di: elevata forza di
presa esercitata dall’operatore, lungo tempo di esposizione,
umidità o basse temperature.
se si deve sollevare un carico, è necessario piegare le
ginocchia e non la schiena, tenendo il carico vicino al corpo;
I sintomi sono:
evitare di lavorare con le braccia sollevate, di inarcare la
schiena e di ruotare il tronco;
senso di fastidio alle mani e alle articolazioni, intorpidimento, formicolii, piccoli problemi funzionali;
limitare la velocità, specialmente sui percorsi dissestati.
I macchinari, gli utensili e le attrezzature devono essere mantenute in buone condizioni, ad esempio mediante l’affilatura
degli strumenti da taglio, la regolare ispezione e manutenzione
dei sistemi antivibrazioni, ecc.
MISURE DI PREVENZIONE
richiede di curvare o ruotare il busto;
costringe ad assumere posture scomode (accovacciata,
inginocchiata, a braccia sollevate, ecc.);
non sollevare bruscamente i carichi e utilizzare entrambe le
mani;
evita le posture estreme, quelle ad alta ripetitività o con
uso di forza;
a)
b)
l’attuazione di azioni di prevenzione e protezione;
la riconduzione della malattia all’eventuale causa professionale.
Il processo della valutazione del rischio e l’utilizzo di metodi
corretti di tale valutazione è responsabilità in prima persona
del datore di lavoro (d.lgs. 81/2008 s.m.i, artt. 17 e 18) ma
tutte le figure - RSPP, MC, RLS/RLST, lavoratori/trici - chiamate a collaborare, contribuiscono ciascuna secondo le proprie
attribuzioni e competenze.
Anche il lavoratore è chiamato a collaborare affinché, attraverso una corretta valutazione dei rischi, si possano garantire
adeguate condizioni di lavoro ed un programma di prevenzione e miglioramento continuo.
Se l’attività lavorativa svolta richiede operazioni di trasporto o
sostegno di un carico, se si eseguono azioni che comportano il
sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, il datore di lavoro deve:
- effettuare una valutazione dello specifico rischio (art. 168
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