SOMMARIO
Il nostro Bilancio Sociale
Introduzione al bilancio e nota metodologica
PRIMA PARTE: L’IDENTITÀ ASSOCIATIVA
5
1.1 La storia associativa e il suo ruolo nell’ambientalismo....................................................... pag 7
1.2 L’identità............................................................................................................................... pag
1.2.1 L’ideale, la visione e la missione............................................................................ pag
1.3 I valori.................................................................................................................................. pag
1.4 Gli stakeholder..................................................................................................................... pag
1.5 Il sistema di governo............................................................................................................ pag
1.5.1 Il corpo sociale....................................................................................................... pag
1.5.2 La rete associativa................................................................................................. pag
1.5.3 Gli organi associativi.............................................................................................. pag
1.5.4 Le organizzazioni amiche....................................................................................... pag
1.6 La direzione nazionale......................................................................................................... pag
1.7 Nelle reti nazionali ed internazionali................................................................................... pag
1.8 Gli obiettivi strategici........................................................................................................... pag
1.8.1 Gli obiettivi di missione o istituzionali.................................................................. pag
1.8.2 Gli obiettivi di supporto o funzionali..................................................................... pag
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FOCUS Prevenire il nucleare è meglio che curare..................................................................... pag 42
FOCUS Terremoto in Abruzzo..................................................................................................... pag 44
SECONDA PARTE: LA DIMENSIONE SOCIALE E AMBIENTALE
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2.1 Premessa alla rendicontazione sociale................................................................................ pag 48
2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento............................................................................... pag
2.2.1 Risorse idriche........................................................................................................ pag
2.2.2 Agricoltura e cibo................................................................................................... pag
2.2.3 Beni culturali.......................................................................................................... pag
2.2.4 Città e aree urbane................................................................................................ pag
2.2.5 Educazione e conoscenza...................................................................................... pag
2.2.6 Energia e clima...................................................................................................... pag
2.2.7 Illegalità ambientale.............................................................................................. pag
2.2.8 Inquinamento ambientale...................................................................................... pag
2.2.9 Mobilità urbana e infrastrutture............................................................................ pag
2.2.10 Natura e biodiversità............................................................................................ pag
2.2.11 Rifiuti urbani e speciali........................................................................................ pag
2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale........................................................... pag
2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio, consumo di suolo................................................. pag
2.2.14 Turismo responsabile........................................................................................... pag
2.3 Gli strumenti associativi...................................................................................................... pag
2.4 Gli obiettivi strategici........................................................................................................... pag
2.4.1 Stili di vita.............................................................................................................. pag
2.4.2 Cittadinanza attiva................................................................................................. pag
2.4.3 Qualità e sicurezza ambientale.............................................................................. pag
2.4.4 Qualità culturale dei territori................................................................................. pag
2.4.5 Modello energetico sostenibile............................................................................. pag
2.4.6 Legalità ambientale............................................................................................... pag
2.4.7 Economia verde..................................................................................................... pag
2.4.8 Cooperazione internazionale................................................................................. pag
2.4.9 Identità associativa................................................................................................ pag
2.4.10 Comunicazione..................................................................................................... pag
2.4.11 Obiettivi: Raccolta fondi e allargamento base associativa.................................. pag
2.5 Riclassificazione del Bilancio Economico 2009................................................................... pag
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Il nostro Bilancio Sociale
Non è facile scrivere un bilancio sociale, non è facile ma è molto utile. È utile perché fare un bilancio sociale vuol dire
passare al setaccio l’organizzazione sotto esame, individuarne gli obiettivi, gli strumenti, i metodi di lavoro, i punti di
forza ma anche i meccanismi inceppati. È utile ma non è facile perché vuol dire interrogarsi sull’adeguatezza del proprio
agire associativo, sulla coerenza delle cose messe in atto con gli ideali enunciati, sulla consapevolezza interna e sul
senso di identità. Così è successo anche per Legambiente e siamo consapevoli che questa è una strada ancora lunga da
percorrere. Un percorso iniziato da tempo e che trova in questa pubblicazione il risultato concreto del lavoro degli ultimi
due anni. In questo bilancio sociale, che pubblichiamo in occasione del nostro trentennale, rendicontiamo quanto fatto
nel 2009: un anno importante sotto molti punti di vista che ci ha visto ad esempio impegnati nuovamente nella battaglia
contro il ritorno al nucleare, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Un anno in cui le denunce fatte da Legambiente
attraverso campagne e dossier sul rischio idrogeologico in Italia hanno trovato drammatiche conferme con frane, alluvioni
e purtroppo lutti.
Molto ancora ci sarebbe da dire su Legambiente al di là di quanto scritto in queste pagine: innanzitutto perché non siamo
ancora riusciti a rendere uno dei tratti caratteristici e più preziosi della nostra organizzazione ovvero la capillarità della
nostra presenza sul territorio e il preziosissimo lavoro svolto dai circoli di Legambiente. Raggiungeremo nei prossimi anni
anche questo obiettivo ma nel frattempo siamo orgogliosi di iniziare a rendere conto di quanto Legambiente fa utilizzando
i contributi dei soci, i finanziamenti ministeriali, i fondi dei progetti europei, i budget messi a disposizione dalle aziende
con cui collaboriamo.
Chi vuole muovere il mondo inizi a muovere se stesso scriveva Socrate. È chiaro, per noi di Legambiente, che se si vuole
cambiare il mondo è necessario iniziare dalla propria casa e quindi mentre chiediamo trasparenza e certezza delle regole
ai privati e alla pubblica amministrazione non possiamo che mettere in atto un profondo esame di coscienza in cui la
nostra associazione per prima dichiari obiettivi, ideali, strumenti, azioni, limiti e potenzialità.
Crediamo che l’estensione della pratica del bilancio sociale al settore no profit sia uno dei meccanismi virtuosi innescati
dal rapporto tra associazionismo e aziende: in questi anni di collaborazione con il mondo dei privati riteniamo, forse con
un po’ di arroganza, di aver contaminato il management aziendale e contribuito a far crescere nelle imprese una sensibilità
ambientale che vede nella green economy il punto di arrivo di un processo evolutivo ancora in atto e ancora molto lungo.
Contemporaneamente però anche le aziende ci hanno trasmesso qualcosa: l’idea di dichiarare e dover dimostrare quanto
si sta facendo, come si utilizzano le risorse economiche, come sono regolati i contratti di lavoro interni, quali sono gli
strumenti messi in campo e con quale criterio, è relativamente nuova per il terzo settore che sino a pochi anni fa, in
cambio di precarietà e volontariato, credeva di dover cambiare il mondo senza rispondere a nessuno (se non ai propri
soci) del proprio operato.
La stesura di un bilancio sociale è un passaggio culturale e politico importante che riconosce la forza e il ruolo acquisito
in questi anni da Legambiente nella società italiana. Ci rende tutti più responsabili e ci spinge sempre più a raccontarci,
farci conoscere, insomma ad aprire la porta di casa a chiunque sia interessato a sapere chi siamo.
Rossella Muroni
Direttrice Generale Legambiente
Introduzione al Bilancio
e nota metodologica
> Il bilancio sociale 2009 è il frutto di un percorso di rendicontazione sociale che Legambiente ha intrapreso da alcuni anni, e che ha già
prodotto nel 2003 Verso il bilancio sociale e nel 2006 il Primo bilancio sociale. Questo documento costituisce un importante evento per
la vita associativa, sia per l’approccio della rendicontazione che pone le basi su cui implementare percorsi di miglioramento interni e su
cui costruire le edizioni future del bilancio sociale, sia per la capacità di affermare la nostra reputazione nell’anno in cui ricorre il nostro
trentennale. Proprio per la coincidenza dei nostri primi 30 anni abbiamo voluto, oltre che descrivere le attività realizzate dall’associazione
nel 2009, anche ricostruire e condividere il ruolo che l’associazione ambientalista più diffusa in Italia ha voluto e saputo svolgere nella
storia ambientale, sociale e politica del nostro Paese. Per fare ciò, fondamentale è stata la partecipazione di tutta l’associazione. Era
importante che questo bilancio sociale fosse frutto di un processo di riflessione, confronto e partecipazione interna, capace di restituire
a tutti i nostri stakeholder una fotografia dell’associazione più esauriente possibile e condivisa da tutte le persone, che con passione e
intelligenza, fanno Legambiente giorno per giorno. È stata coinvolta l’intera struttura associativa, attraverso gli incontri istituzionali quali
l’Assemblea dei Circoli, l’Assemblea dei Regionali e il Direttivo nazionale. Inoltre sono stati organizzati incontri più informali con i vari
settori e l’insieme delle strutture nazionali e sono stati svolti incontri in plenaria e con i singoli uffici. Infine è stato somministrato un
questionario ai presidenti dei Regionali, ai circoli intervenuti nell’Assemblea nazionale di ottobre e a tutti i collaboratori della Direzione
Nazionale. Questo confronto partecipato ha consentito di ricostruire il complesso agire dell’associazione e di affermare e condividere,
anche e soprattutto con le nuove generazioni, l’identità consolidata di Legambiente sul territorio e i valori che la sorreggono fin dalla
sua fondazione. In quanto strumento di miglioramento continuo, successivamente alla sua pubblicazione, il bilancio sociale vuole essere
uno strumento di confronto anche con i nostri stakeholder esterni, con tutti coloro che ci guardano con interesse e nutrono aspettative
significative nei nostri confronti. L’edizione 2009 del bilancio sociale di Legambiente rende conto, quasi esclusivamente, dell’attività
delle strutture nazionali. Sono state però poste le basi affinché nei prossimi anni si arrivi a rendicontare anche le attività realizzate da
Legambiente a livello territoriale grazie al contributo essenziale dei volontari dei Circoli e dei Regionali e che rappresentano una parte
significativa e imprescindibile della Legambiente del fare. Una presenza costante su tutto il territorio nazionale, che rende Legambiente
una realtà molto originale nel panorama associativo italiano.
La struttura del bilancio sociale 2009 si articola in due parti:
1) l’identità associativa: condivide e afferma l’identità ossia l’ideale, la visione, la missione e i valori che orientano ogni azione associativa,
e gli stakeholder di riferimento che contribuiscono al perseguimento della missione;
2) la dimensione sociale: rendiconta le strategie che declinate in obiettivi orientano l’azione associativa nelle diverse tematiche e ambiti di
intervento. Rendiconta le azioni, le iniziative realizzate e gli strumenti adottati dall’associazione per perseguire i propri obiettivi strategici.
La rendicontazione di ciascun obiettivo si sviluppa secondo uno schema uniforme che prevede l’esplicazione di linee d’azione operative,
alle quali vengono associati gli strumenti associativi adottati. Successivamente gli strumenti associativi adottati per la realizzazione
dell’obiettivo strategico vengono descritti e rendicontati in ordine alfabetico nella sezione approfondimenti. Per ogni obiettivo strategico
vengono inoltre esplicitati gli obiettivi di miglioramento per il 2010-2011. infine, data la complessità dell’agire associativo e la trasversalità
con cui ogni iniziativa e ogni strumento associativo incide su più obiettivi strategici, per ogni obiettivo vengono elencate le iniziative
trasversali, ovvero quelle iniziative che, pur dando un contributo all’obiettivo di volta in volta oggetto di rendicontazione, rappresentano
una iniziativa prevalente per altri obiettivi strategici.
Questa parte contiene anche una rappresentazione sintetica dei dati di bilancio economico consuntivo 2009.
Per la realizzazione del bilancio sociale 2009 sono stati utilizzati alcune linee guida e manuali di riferimento1 . È stato inoltre costituito
un gruppo di lavoro interno composto dalla Direzione, per l’impostazione e la supervisione strategica, e dai responsabili degli uffici, per
la condivisione delle strategie, l’identificazione degli indicatori di prestazione e per la rendicontazione delle attività. È stata coinvolta B2
Axioma, in qualità di consulente esterno, per l’analisi dell’identità associativa e la sua valorizzazione e affermazione, attraverso percorsi di
confronto e coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni, l’identificazione di indicatori di prestazione e di percorsi di miglioramento
interni, l’impostazione della strategia di rendicontazione e la loro supervisione.
1 - Le linee guida e i manuali di riferimento:
– The Copenhagen Charter (CE): una guida manageriale per la rendicontazione agli stakeholder;
– Il Manuale dello Stakeholder Engagement, Vol. II di AccountAbility;
– I principi di redazione del Bilancio Sociale, realizzato dal gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS);
– Alcune delle raccomandazioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNCC);
– Linee Guida per il Bilancio Sociale, redatto dall’agenzia per le ONLUS e Altis.
1
L’IDENTITÀ ASSOCIATIVA
L’Identità associativa
Prima parte: Identità associativa 7
1
1.1 La storia associativa
e il suo ruolo nell’ambientalismo
1.1 La storia associativa
e il suo ruolo nell’ambientalismo
1.2 L’identità
1.2.1 L’ideale, la visione e la missione
1.3 I valori
1.4 Gli stakeholder
1.5 Il sistema di governo
1.5.1
1.5.2
1.5.3
1.5.4
Il corpo sociale
La rete associativa
Gli organi associativi
Le organizzazioni amiche
1.6 La Direzione Nazionale
1.7 Nelle reti nazionali
ed internazionali
1.8 Gli obiettivi strategici
1.8.1 Obiettivi di missione o istituzionali
1.8.2 Obiettivi di supporto o funzionali
FOCUS
Prevenire il nucleare è meglio che curare
FOCUS
Terremoto in Abruzzo
È la primavera di trent’anni fa, 28 e 29 marzo 1980, quando all’università di Roma si svolge
l’assemblea che darà vita all’associazione Lega per l’Ambiente. Il suo simbolo sarà il
cigno verde, il suo nome cambierà nel 1992 in Legambiente. Nasce all’interno dell’Arci
sullo slancio del movimento antinucleare e delle lotte contro l’inquinamento maturate
dopo l’incidente di Seveso del 1976. Ha un progetto ambizioso: costruire in Italia un
ambientalismo che oltre a difendere la natura s’impegni per cambiare il modello di sviluppo
inquinante e diseguale. Le problematiche in agenda sono: energia, inquinamento, salute
fuori e dentro la fabbrica, rifiuti, traffico, aree naturali. Si caratterizza subito per il
suo radicamento territoriale: nascono presto decine di circoli. Ne faranno parte figure
importanti della storia ambientalista italiana e europea: Amendola, Bettini, Cannata, Cini,
Conti, Francescato, Giovenale, Langer, Mattioli, Nebbia, Poggio, Realacci, B. Rossi Doria,
Scalia, Tiezzi.
In queste pagine, si è voluto ripercorrere alcune tappe di questa grande avventura umana,
fatta di idee e passioni, di battaglie vinte e di sconfitte, e che ha saputo interpretare in modo
originale e innovativo l’ambientalismo, conquistandosi sul campo un ruolo da protagonista.
“
Essere
senza smettere
di divenire
”
Italo Calvino
1980 - 1989
1980
1981
> 24 maggio
> 23 novembre
> gennaio
L’associazione organizza il primo corteo
antinucleare a Roma, cui faranno seguito
numerose altre manifestazioni, fino a quando
il nucleare non sarà bandito dalle fonti
energetiche italiane, grazie al referendum
del 1987.
Un violento terremoto colpisce l’Irpinia:
seimila morti, diecimila feriti e 300mila senzatetto. L’organizzazione della Protezione Civile
si mostra fragile e poco efficace: subirà una
profonda ristrutturazione con la legge 225 del
1992 grazie alla quale si costruirà il sistema
nazionale, così come lo conosciamo ora.
Sul primo numero della rivista
QualEnergia, la Lega per l’Ambiente presenta
I conti sbagliati del Piano energetico
nazionale, con cui si smascherano le stime
gonfiate per giustificare la scelta nucleare.
I consumi energetici reali, a 10 anni di
distanza, daranno ragione al dossier
dell’associazione.
1982
> aprile
> 24 giugno
> 10 settembre
A Mestre nasce la prima Università Verde,
un’esperienza di alfabetizzazione e approfondimento popolare sulle tematiche ambientali che
accompagnerà la crescita del movimento ambientalista italiano. Si diffonderanno rapidamente in
tutt’Italia: due su tre sono state animate dai circoli di Legambiente.
La Commissione Europea, a seguito dell’incidente di Seveso, approva la direttiva sui rischi
di incidenti rilevanti connessi a determinate attività industriali, prenderà il nome di Direttiva Seveso. L’Italia la ratificherà solo nel maggio 1988
con il D.p.r 175.
Viene approvata la prima normativa
per gestire lo smaltimento dei rifiuti con il
D.p.r. 915/82. Fino allora i rifiuti venivano
abbandonati senza nessun obbligo
per gli smaltitori. È una vittoria e uno
strumento per una corretta gestione dei
rifiuti e per promuovere riciclo e riutilizzo.
1983
> 25-27 marzo
A Urbino si celebra il I Congresso Nazionale della Lega per l’Ambiente con il titolo Pensare
globalmente Agire localmente. Apre i lavori lo scienziato americano Barry Commoner.
Chicco Testa sarà eletto presidente nazionale ed Ermete Realacci segretario generale.
8 prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa 9
1990 - 1999
1985
> 2-3 febbraio
> 20 aprile
> 8 agosto
A Milano si organizza Occhi verdi sulle città,
un’assise programmatica di analisi e proposte su
verde urbano, traffico, inquinamento, edilizia e difesa dei centri storici. Sarà un riferimento per i 101
ecologisti eletti nelle elezioni amministrative del
maggio successivo.
A Roma si tiene la storica manifestazione
antinucleare In nome del popolo inquinato. Dalle
regioni del Sud arrivano delegazioni numerose
con tanti sindaci per dire no alle cattedrali
energetiche nel deserto.
Vede luce la legge Galasso, L. 431/85, che
si fa carico di tutelare il paesaggio. Purtroppo
in molte parti d’Italia sarà aggirata dalle Regioni e dai Comuni.
1986
> 26 aprile
associazioni. In due mesi si raccoglieranno un nazionale ed Ermete Realacci segretario generale.
La Lega per l’Ambiente diventa autonoma
L’esplosione dell’impianto di Cernobyl, in milione di firme.
dall’Arci.
Ucraina, ai confini con la Bielorussia, provoca la > luglio
>
8 agosto
più grave catastrofe conosciuta nella storia del
Dopo aver denunciato le inadempienze
nucleare civile. La Lea riporta 61 morti accertati delle Regioni sulla balneazione, parte la
La legge 349/86 istituisce il ministero
e 4.000 previsti per tumori e leucemie. Ma gli campagna Goletta Verde, un viaggio lungo dell’Ambiente e interviene su varie materie amaccademici di entrambi i paesi valuteranno fra le coste italiane per monitorare la qualità bientali tra cui: la ratifica della direttiva comuni212.000 e 245.000 i morti in tutto il mondo delle acque. In quell’anno meno della metà taria sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, le
nell’arco dei 70 anni successivi all’incidente. Il fall del litorale italiano è sottoposto a controlli, e norme di riconoscimento delle associazioni amout raggiungerà anche l’Italia dove si vieterà la Goletta diventa la fonte più attendibile sulla bientaliste con la possibilità di costituirsi parte
vendita di verdura fresca e latte. Fa comprendere situazione dei nostri mari; oggi il controllo è civile per danno ambientale, la più ampia divulal mondo i rischi legati alla tecnologia nucleare. pressoché totale. Goletta Verde è la prima delle gazione sullo stato dell’ambiente.
grandi campagne varate da Legambiente per > 10 ottobre
> 10 maggio
A 15 giorni dal catastrofico incidente di rendere popolari le problematiche ambientali.
Migliaia di giovani rispondono all’appello
Cernobyl, Legambiente promuove a Roma la > 11-13 luglio
di Legambiente per il blocco dei cantieri delle
manifestazione nazionale Stop al nucleare, a
A Perugia si celebra il II Congresso Nazionale centrali nucleari e manifestano davanti ai cancelli
cui partecipano 200mila persone. Inizia così la della Lega per l’Ambiente, La sfida verde. del Centro ricerche Enea del Brasimone, delle
campagna di raccolta firme per il referendum Vengono riconfermati Chicco Testa presidente centrali di Montalto di Castro, Trino Vercellese
contro il nucleare in Italia promosso da varie
e Latina.
1987
> 27 febbraio
> maggio
Legambiente chiede ai cittadini di rimboccarsi
le maniche, prendere le ramazze e pulire le belle
ma sporche spiagge italiane: è la I edizione di
Spiagge Pulite, la prima campagna di volontariato
nazionale che inaugura una lunga serie d’iniziative
che sollecitano l’impegno in prima persona a
favore dell’ambiente e del proprio territorio.
Legambiente promuove l’istituto di ricerche
Ambiente Italia per alimentare e far affermare
le esperienze di analisi e di pianificazione ambientale.
1988
> gennaio
strade l’inquinamento atmosferico e acustico.
S’inaugura la prima edizione del Treno
Verde, la più grande campagna italiana di
informazione scientifica e sensibilizzazione
sull’aria che si respira in città, sulla mobilità
e sui danni provocati dal rumore. I vagoni
del treno sono allestiti con mostre e ospitano
conferenze, mentre le unità mobili rilevano per le
> giugno
> 22 dicembre
Chico Mendes viene assassinato da sicari assoldati dagli allevatori che abbattono
Entrano in vigore, con l’approvazione del D.p.r.
le foreste dell’Amazzonia. Leader sindaca203/1988, le norme per regolamentare e rilevare
lista, raccoglitore di caucciù (seringueiro)
le emissioni inquinanti in atmosfera, provocate
nell’Amazzonia brasiliana, è grazie a lui che
dall’esercizio di attività industriali e artigianali.
il mondo si interessa al dramma della deforestazione. Molti circoli di Legambiente per
rendergli onore prendono il suo nome.
1989
istituto di ricerche, per fotografare l’evoluzione
dello stato dell’ambiente in Italia.
Sud, Castelli di pace e numerose feste locali che
costituiscono la rete Festambiente.net.
> agosto
> 3 novembre
A Siena si celebra il III Congresso Nazionale
A Rispescia, vicino Grosseto, si tiene la I
edizione di Festambiente: la manifestazione
Viene pubblicato il primo Ambiente Italia, il estiva di Legambiente. Negli anni si sono
rapporto che annualmente Legambiente continua aggiunte altre feste tematiche: Festambiente
Ragazzi, Festambiente del mare, Festambiente
a pubblicare, in collaborazione con l’omonimo
della Lega per L’Ambiente, Il punto di svolta.
Dai nuovi limiti all’ecosviluppo. Vengono
confermati Ermete Realacci presidente nazionale
e Renata Ingrao segretario generale.
> 7 agosto
Si inaugura il primo Centro di educazione
ambientale (CEA) della Lega per l’Ambiente a
> 5 giugno
San Pietro di Isola del Gran Sasso (Abruzzo),
Gli Italiani alle urne per il referendum allestito grazie a una sottoscrizione popolare.
sull’uso dei pesticidi in agricoltura e per Oggi sono 54 i Cea di Legambiente e operano
l’abolizione della caccia. Il 90% si esprime a in tutt’Italia.
favore dei quesiti, ma i votanti sono soltanto il
42% degli aventi diritto e il quorum non viene
raggiunto.
1991
Legambiente prende in gestione la prima
Riserva naturale, quella di Zompo Lo Schioppo, in
Abruzzo. Oggi la Rete natura di Legambiente vanta
oltre 50 aree per circa 10.000 ettari di particolare
valore per la conservazione della biodiversità.
> 14 aprile
ambientaliste, partirà il sistema di pronto Oggi sono circa 200 in Italia e 700 all’estero.
intervento per prevenire i rischi di incidente In questi anni oltre 50mila volontari hanno
ripristinato sentieri e sottratto al degrado
rilevante.
importanti aree naturali.
> giugno
Parte la campagna di monitoraggio e
denuncia Pesticidi nel piatto. Si analizzano le
analisi delle Usl su oltre 10.000 campioni di
frutta e verdura freschi e si pubblica il primo
dossier con le informazioni raccolte.
La petroliera Haven si incendia e affonda
nel golfo di Genova con un carico di 143.000 tonnellate di greggio. È il più grave sversamento di
idrocarburi nel Mediterraneo. La Lega per l’Am- > luglio
Legambiente presenta la sua prima proposta
biente si fa parte attiva nel procedimento legale
contro l’armatore. Nel 1994, grazie alle pressioni con 14 campi estivi di volontariato ambientale.
Approvata la legge quadro sulle aree protette (394/91) che si propone di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione
e la valorizzazione del patrimonio naturale del
paese. È una risposta alle tante battaglie in difesa della natura e della biodiversità. In 10 anni
le aree naturali protette in Italia passeranno dal
3 al 10 per cento del territorio italiano.
1993
> gennaio
Formazione che nel 2000 diventerà associazione chiuse le quattro centrali di Trino Vercellese (Vc),
professionale degli educatori ambientalisti Caorso (Pc), Borgo Sabotino (Lt) e Garigliano
Legambiente Scuola e Formazione, riconosciuta (Ce), che lasceranno in eredità circa 80.000 metri
cubi di scorie e materiale irradiato.
dal Ministero dell’Istruzione.
Legambiente è ufficialmente riconosciuta
dal ministero dell’Ambiente come associazione
d’interesse ambientale. Diventa membro dell’Iucn
Viene pubblicato, dalla Commissione
(International union for conservation of nature) e > 4-5 luglio
del EEB (European Environmental Bureau).
Il direttivo di Legambiente elegge Ermete mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU,
Realacci presidente nazionale e Renata Ingrao il Rapporto Brundtland in cui s’introduce il
> 20-21 marzo
concetto di sviluppo sostenibile, definito come
A Padova con il convegno Occhi verdi segretario generale.
capace di soddisfare i bisogni della generazione
sulla scuola, Legambiente rinnova i metodi > 8 novembre
presente senza compromettere quelli delle
dell’educazione ambientale in Italia e lancia la
L’Italia va alle urne per il referendum sul generazioni future.
proposta Adottiamo la città, che coinvolgerà nucleare: vota oltre il 65% degli aventi diritto
circa 35mila studenti. Nasce il settore Scuola e e l’80% si esprime contro l’atomo. Verranno
Nasce la campagna Azionisti ecologisti. La
Lega per l’Ambiente acquista azioni dei principali
gruppi industriali per avere diritto di parola nelle
assemblee: Montedison, Enimont, Enichem, Fiat,
Sme, Sip.
1990
sarà celebrata ogni anno. La carenza di acqua
Parte la campagna Mal’Aria: dai balconi delle a livello mondiale provoca in alcune aree del
pianeta vere catastrofi umanitarie.
città italiane, nel periodo invernale, sventolano
decine di migliaia di lenzuola bianche con la > primavera
scritta No allo smog.
Parte in canoa la I edizione di Operazione Nasce Legambiente Ragazzi, il giornale delle Fiumi, per testare la qualità dei corsi d’acqua e
Classi per l’ambiente e dei soci giovani. Nel 2000 denunciarne la cementificazione di argini e aree
la testata diventerà il giornale di tutti i soci junior di pertinenza.
e si chiamerà Jey.
> estate
Vede la luce Formazione Ambiente, la rivista
Parte il Progetto Cernobyl, che permette di
trimestrale che Legambiente rivolge ai propri soci ospitare temporaneamente i bambini contaminaeducatori.
ti dall’incidente nucleare. Saranno oltre 24.000 i
> 22 marzo
minori interessati. Da questa esperienza nascerà
Dall’Assemblea delle Nazioni Unite viene Legambiente Solidarietà, che realizza interventi di
proclamata la Giornata Mondiale dell’Acqua, che aiuto a popolazioni vittime di disastri ambientali.
> 2 ottobre
Renata Ingrao dà le dimissioni da direttore
generale di Legambiente, viene eletto Mario Di
Carlo.
> autunno
Legambiente presenta il I rapporto Ecosistema Urbano, che monitora e mette a confronto, grazie alla consulenza scientifica dell’istituto
Ambiente Italia, le politiche ambientali e dei trasporti dei capoluoghi italiani.
> novembre
A Sasso Marconi si svolge la I Assemblea
Nazionale dei Circoli di Legambiente. Un incontro
che si rinnoverà ogni anno. Attualmente si svolge
nella sede di Festambiente a Rispescia (Gr).
1994
> 5 gennaio
albergatori dell’isola: un’alleanza inedita, siglata
È approvata la legge 36, detta legge Galli, dopo l’aspro confronto in occasione del passaggio all’Elba di Goletta Verde che l’anno precedente
in materia di risorse idriche. Introduce il conaveva denunciato le cattive condizioni del mare.
cetto di ciclo idrico integrato e dà avvio a un
processo di modernizzazione e riorganizzazione > settembre
del settore idraulico. Introduce lo strumento deLegambiente porta in Italia Clean up the
gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) per superare world-Puliamo il mondo: la più grande campagna
la gestione frammentata dell’acqua.
internazionale di volontariato ambientale, nata
nel 1989 in Australia e promossa dall’Unep.
> 2 marzo
Nasce Lavori in corso, il progetto educativo
Un esposto sul traffico di rifiuti tossici e
nocivi da parte della ‘ndrangheta dà inizio alla con cui Legambiente chiede alle scuole di sceprima inchiesta dedicata al fenomeno delle gliere, progettare e realizzare interventi di riqualificazione nel territorio. L’educazione ambientacosiddette navi dei veleni.
le diventa fattore di rinnovamento della scuola.
> 10 marzo
del cemento, il racket degli animali fino ad
allora sconosciuti al grande pubblico e alla
magistratura. Oggi il Rapporto Ecomafia viene
pubblicato annualmente da Edizioni Ambiente.
> ottobre
Si pubblica il I dossier Comuni ricicloni per
premiare le amministrazioni locali più virtuose
nella raccolta differenziata dei rifiuti.
> 23 dicembre
Arriva il secondo condono edilizio.Il governo
Berlusconi con la legge 724/94 riapre i termini
del precedente condono (legge 47/1985) estendendoli agli abusi realizzati fino al 31/12/93 e
consentendo anche di condonare le lottizzazioni
Nasce l’Osservatorio ambiente e legalità abusive. Secondo il Cresme si realizzano altri
Viene presentato a Milano il progetto El220.000 abusi fra nuove costruzioni e ampliabambiente per promuovere il turismo responsa- per tenere sotto controllo e denunciare i traffici
mento di quelle esistenti.
bile, grazie alla collaborazione con l’Associazione illeciti dei rifiuti, la gestione criminale del ciclo
10 prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa 11
1995
1999
> marzo
Viene istituita la prima commissione parlaDon Luigi Ciotti promuove Libera, l’asso- mentare d’inchiesta sul Ciclo dei rifiuti.
ciazione per mobilitare la società civile contro le
> 26 luglio
mafie e per promuovere la legalità. Legambiente
Nasce la Federazione Legambiente Volonè tra i soci fondatori.
tariato per gestire i numerosi gruppi di proteParte 100 strade per giocare: la campagna zione civile impegnati nella messa in sicurezza
che consente ai bambini di giocare, almeno per del patrimonio culturale, nella lotta agli incendi
un giorno, senza il pericolo delle auto.
boschivi, nel soccorso alle popolazioni colpite,
nella realizzazione dei campi di volontariato am> giugno
Nasce Festambiente Ragazzi, la manifesta- bientale.
zione estiva in cui s’incontrano i bambini e i ragazzi delle Bande del Cigno.
> 10 novembre
> febbraio
A Roma si apre il V Congresso Nazionale di
Legambiente, La via ambientalista al futuro.
Ermete Realacci viene confermato presidente
nazionale e Francesco Ferrante viene eletto
direttore generale.
Nasce il Kyoto Club, un’organizzazione no
Viene presentata la prima Guida Blu con
profit costituita da imprese, enti, associazioni e le migliori località balneari selezionate da
amministrazioni locali impegnate nella riduzione Legambiente e premiate con le Vele. Dal 2001
delle emissioni di gas serra.
uscirà in collaborazione con il Touring club
italiano.
> 24 marzo
> 21 novembre
Legambiente ripristina dopo decenni di
oblio La Festa dell’albero, oggi tra le campagne
più popolari e partecipate.
> 26 ottobre
Viene approvata la legge quadro sull’inquinamento acustico, L. 447/95. È una buona legge, purtroppo ancora oggi piuttosto disattesa.
l’associazione porta in piazza centomila persone
a Roma. Al governo Prodi, appena insediato, si
chiede di mettere l’ambiente al centro delle
scelte di governo. Alla testa del corteo sfilano
i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil per
testimoniare l’alleanza sui temi del lavoro.
> 4 novembre
Per il trentennale dell’alluvione di Firenze
si organizza il raduno degli Angeli del fango,
i giovani volontari che si mobilitarono per
recuperare il patrimonio artistico della città.
1997
> gennaio
Voler bene all’Italia è lo slogan della tessera
1997 e inaugura la stagione del patriottismo ambientalista, orgoglioso per le bellezze e le risorse
italiane custodite nei territori considerati marginali e spopolati negli anni del boom economico.
scuola capace di futuro: un contributo culturale > 26 settembre
dell’ambientalismo alla nascente autonomia
Terremoto nelle regioni Umbria e Marche.
scolastica.
Il patrimonio storico-artistico danneggiato è
> 5 febbraio
enorme. Nasce in Legambiente il primo gruppo
Approvato il decreto Ronchi (Dlgs 22/97), di Protezione Civile.
una tappa storica nella gestione dei rifiuti in > 11 dicembre
Coniato qualche anno prima da Legambiente, Italia, in sintonia con le direttive europee.
A Kyoto, in Giappone, si firma il protocollo
S’introduce nella gestione del ciclo dei rifiuti il
il termine ecomafia entra per la prima volta nel
per contrastare i cambiamenti climatici. Le
principio delle 4 R e si dettano obiettivi e tempi
dizionario Zingarelli.
condizioni per la sua entrata in vigore prevedono
della raccolta differenziata.
il raggiungimento di due quorum: 55 nazioni
> febbraio
> marzo
firmatarie per almeno il 55% del totale delle
Si dà vita al Forum del terzo settore di cui
Legambiente e Lega Pesca firmano un emissioni inquinanti. La ratifica decisiva è quella
Legambiente farà parte. L’obiettivo è mettere
protocollo d’intesa che segnerà il superamento della Russia nel novembre 2004. Il protocollo
insieme il mondo del non profit per dargli forza
di pesanti conflitti nella difesa delle risorse. Nel entrerà in vigore il 16 febbraio 2005.
e rappresentanza.
2001 la collaborazione produrrà In fondo al mar,
Legambiente promuove le 10 tesi per una una campagna di pulizia dei fondali delle aree
marine protette.
1998
> 5 gennaio
La befana porta caramelle e carbone ai
sindaci dei Comuni della classifica di Ecosistema
Bambino: un bilancio dei centri urbani visti con
gli occhi dei giovanissimi.
> 4 maggio
Una massa di fango e detriti si stacca dalla
montagna travolgendo i paesi salernitani di
Sarno, Siano, Braciliano, Quindici. Le cronache
parlano di 159 morti. Circa 600 volontari di
Legambiente daranno una mano nei soccorsi e
a spalare fango.
> 9 maggio
Legambiente organizza la manifestazione Ambiente, lavoro, futuro. Per un’Europa dei
> settembre
La petizione per la sicurezza alimentare
Piatto Pulito raggiunge in soli tre mesi 50.000
firme. Si affacciano gli Ogm e ci si attrezza per
contrastarne l’introduzione in agricoltura.
> 14 ottobre
Il Ministero per i Beni e le attività culturali
organizza la prima (e ultima) Conferenza nazioNontiscordardimé - Operazione scuole pulite nale del paesaggio.
mobilita per la prima volta in Italia centinaia di
migliaia di genitori, insegnanti e studenti che si > 30 novembre
Si apre a Seattle, negli Usa, la conferenza
prendono cura delle proprie scuole.
dell’Organizzazione mondiale del commercio
(Wto). Entra sulla scena mondiale il movimento
> 24 aprile
1996
La Nuova Ecologia, riferimento per l’ambien- > aprile
Legambiente, Cgil, Cisl e Uil firmano il protalismo italiano fin dal 1978, diventa la rivista di
Legambiente.
tocollo Produrre lavoro qualificare l’ambiente.
Un programma straordinario per l’occupazione
> primavera
e la qualità abitativa. La proposta avrà una riNasce Salvalarte, la campagna nazionale per
caduta concreta nell’introduzione da parte del
salvaguardare e valorizzare l’immenso patrimonio governo Prodi dell’esenzione del 36% delle
storico artistico diffuso su tutto il territorio ita- spese sostenute per la riqualificazione edile ed
liano. Finora ha acceso i riflettori su 820 beni energetica degli edifici.
culturali e grazie a specifiche raccolte fondi ne ha
sottratti al degrado e restaurati 30, fra cui piccole > 12 maggio
In occasione del decennale di Cernobyl
chiese e manoscritti antichi.
Iniziano i bombardamenti della Nato sul
Kosovo. Legambiente, oltre a contribuire alla
mobilitazione del movimento pacifista, si reca
nel sud dell’Albania per aiutare concretamente la
popolazione kosovara gestendo il campo allestito
nella pineta di Karavastas, che ha ospitato 1.200
profughi in gran parte bambini.
> maggio
cittadini, per un’Italia di qualità. Sfila anche > 8 luglio
uno striscione di Legambiente Campania con lo
Il Parlamento vara la legge 230/98 “Nuove
slogan Dentro l’Europa, fuori dal fango.
norme in materia di obiezione di coscienza”, che
> luglio
modifica la vecchia e punitiva legge del 1972.
Goletta Verde organizza un blitz per chiedere > novembre
l’abbattimento del Fuenti, l’hotel simbolo
Legambiente organizza a Firenze la
dell’abusivismo edilizio e della cementificazione
fiera Ecolavoro, dove si mettono in mostra le
della costiera amalfitana. A settembre parte
opportunità del green job.
l’abbattimento di 73 villette abusive costruite
dalla camorra sulla litoranea fra Campolongo > 9 dicembre
e Foce Sele a Eboli (Sa). Con questa azione
Entra in vigore la legge 426/98 che
coraggiosa del sindaco parte la stagione degli individua le aree più inquinate del Paese e
abbattimenti degli ecomostri. L’hotel Fuenti sarà norma le procedure per la bonifica.
abbattuto l’anno successivo. Si rompe l’aura
d’impunità che circondava l’abusivismo.
no global: ambientalisti, ong, sindacati e giovani contestano la globalizzazione senza regole.
Legambiente è presente con una propria delegazione.
> 12 dicembre
Naufraga al largo della Bretagna la
petroliera Erika, che trasportava olio pesante.
La marea nera investe 400 km di coste
sterminando 150.000 uccelli e mettendo in
ginocchio l’economia legata all’allevamento
di ostriche. Legambiente lancia una petizione
alla Commissaria ai Trasporti dell’Ue, Loyola
de Palacio, per chiedere norme più severe in
materia di trasporto marittimo.
> 17-19 dicembre
Si tiene a Firenze, nella Fortezza da Basso, il
VI Congresso Nazionale di Legambiente Nonsolomerci, l’ambientalismo oltre il 2000. Vengono confermati Ermete Realacci presidente nazionale e Francesco Ferrante direttore generale.
2000 - 2009
2000
> 26 febbraio
incendi boschivi, la L. 353/2000. Prevede, tra
> 1 ottobre
Prima edizione di Disimballiamoci: in 200
Nelle piazze italiane si assaggiano le squi- l’altro, il Catasto delle aree percorse dal fuoco,
che diventerà operativo solo nel 2008.
supermercati Legambiente organizza blitz e invita sitezze dell’agricoltura biologica, grazie alla I
i cittadini a liberarsi degli imballaggi inutili la- edizione di Biodomenica. Legambiente rafforza > 23 novembre
sciandoli dopo le casse.
sempre di più i rapporti con gli agricoltori.
Legambiente organizza nel ventennale del
terremoto in Irpinia il ritorno dei volontari che si
> luglio
> 13 ottobre
Goletta Verde porta un carico di Bandiere
Un’alluvione si abbatte su Piemonte e mobilitarono nella tragedia.
nere, che assegnerà ogni anno a soggetti pubblici Liguria, a 24 ore dalla catastrofe cinque gruppi > 7 dicembre
e privati che realizzano iniziative piratesche ai di Protezione civile di Legambiente sono nei
Legambiente presenta il primo alimento
danni delle coste e del mare.
luoghi dell’emergenza a spalare fango dalle case della campagna Mangimi Puliti, animali nutrie dalle strade.
> ottobre
ti solo con mangimi vegetali e ogm free. È l’iniziativa da cui nascerà Legambiente per l’agricolA Bruxelles viene aperto l’Ufficio europeo di > 21 novembre
Vede luce la legge quadro in materia di tura italiana di qualità (Laiq).
Legambiente.
2001
> 25-30 gennaio
> marzo
Parallelamente al Forum economico mondiale,
Gli Usa annunciano il rigetto del protocollo
a Porto Alegre (Brasile) si svolge il I Forum sociale di Kyoto.
mondiale. Legambiente partecipa con un’ampia > 23 marzo
delegazione a tutte le edizioni.
Si introduce nella legge sui rifiuti l’art. 53
> 6 febbraio
bis che punisce il traffico illecito di rifiuti, con
La Cassazione sentenzia: “Nessuna proprietà pene aggravate in caso di rifiuti pericolosi. I
privata e per nessun motivo può impedire l’acces- reati ambientali non sono però ancora presenti
so al mare alla collettività se la proprietà stessa è nel Codice penale.
l’unica via per raggiungere una determinata spiag- > 21 luglio
gia”. È il risultato di una lunga battaglia intrapreA Genova si svolge un contestatissimo G8.
sa da Legambiente.
Legambiente partecipa all’imponente manife> 22 febbraio
stazione indetta dal mondo delle associazioni.
Le battaglie intraprese in tutta Italia contro I giorni del summit vengono funestati da scontri
l’installazione indiscriminata di antenne che di piazza e violente azioni di polizia e dalla morgenerano inquinamento elettromagnetico portano te del giovanissimo Carlo Giuliani.
all’emanazione della legge quadro sulla protezione
dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici,
L.36/2001.
> settembre
Legambiente e Arci Caccia firmano un
protocollo d’intesa per una caccia più responsabile.
Nasce l’Osservatorio nazionale sulla gestione
faunistica che pubblica il Rapporto nazionale sulla
gestione faunistico-venatoria in Italia.
> novembre
A Milano si svolge la I edizione del Premio
innovazione amica dell’ambiente dedicato agli
imprenditori che scommettono sulla sostenibilità.
> 10 dicembre
Si dà il via alla campagna Clima e povertà
con cui Legambiente denuncia gli effetti del
riscaldamento globale nei paesi poveri.
12 prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa 13
2002
> agosto
> 6 novembre
Per difendere l’ecosistema alpino prende il
via la campagna Carovana delle Alpi. Diventerà
annualmente l’occasione per fare il punto sui
problemi e le opportunità dei territori montani e
delle loro comunità.
Si apre il Social forum europeo di Firenze,
un grande evento di partecipazione e di elaborazione del movimento no global. Centinaia di
migliaia di giovani discutono, analizzano, costruiscono proposte per un’economia più giusta. Legambiente è tra gli organizzatori.
> 26 agosto
A Johannesburg, in Sudafrica, si apre il
vertice mondiale Onu sullo Sviluppo sostenibile.
Partecipa una folta delegazione di Legambiente.
> 19 novembre
La petroliera Prestige affonda al largo
della Galizia. Legambiente invia una squadra
di volontari per ripulire 300 km di costa dalla
marea nera.
> 14 dicembre
Legambiente convoca la giornata di
mobilitazione L’Italia non è in vendita per
contestare il provvedimento del ministro
Tremonti che prevede la creazione della
Patrimonio spa, una società creata per “alienare,
gestire e valorizzare” il patrimonio dello Stato.
2003
> 20 marzo
La scuola adotta un comune: propone alle scuole mobilita contro la decisione del governo di
di città di adottare i piccoli comuni italiani e le costruire nella frazione di Terzo Cavone il
loro scuole.
deposito unico delle scorie nucleari. Le forti
proteste popolari, che vedono Legambiente in
> 30 settembre
prima fila, respingeranno il progetto.
A Rispescia (Gr), nella sede di Festambiente,
>
28 novembre
si inaugura il Centro nazionale per la promozione
Si apre a Roma il VII Congresso Nazionale
delle energie rinnovabili.
> 28 giugno
di
Legambiente
Ambientalisti per un nuovo
Prima edizione di Non scherzate col fuoco, > 2 ottobre
umanesimo. Le persone, le comunità, i popola campagna che Legambiente promuove, in colIl governo Berlusconi vara il terzo condono li protagonisti della globalizzazione. Viene
laborazione con la Protezione Civile, per contra- edilizio con il Dl 269/2003 convertito in legge
eletto Roberto Della Seta presidente nazionastare la piaga degli incendi boschivi.
326/2003. Il termine di scadenza delle domande le, che prende il posto di Ermete Realacci, e
sarà prorogato più volte fino a dicembre 2004. confermato Francesco Ferrante come direttore
> settembre
generale.
> 13 novembre
Si avvia il progetto di gemellaggi educativi
Torna QualEnergia, testata storica, punto di
riferimento per la comunità scientifica. Diventa
il bimestrale scientifico di Legambiente dedicato alle fonti rinnovabili, efficienza e innovazione
tecnologica.
A Scanzano Jonico (Mt) la popolazione si
2004
> 22 gennaio
Con il decreto legislativo 42/2004 il governo
vara il nuovo Codice dei beni culturali e del
paesaggio, conosciuto come Codice Urbani.
> 28 marzo
Sotto l’alto patrocinio della Presidenza della
Repubblica si tiene Voler bene all’Italia, la festa
nazionale della Piccola grande Italia, per evitare
lo spopolamento dei centri minori e valorizzarli.
Arriva un affettuoso messaggio del Presidente
Carlo Azeglio Ciampi.
> 31 marzo
A Firenze, con la partecipazione di Legambiente, si tiene la I edizione di Terra Futura: la fiera internazionale della green economy e dell’impresa che esercita la responsabilità sociale.
> 2 aprile
Legambiente promuove la campagna Io
non condono, che coinvolge sindaci e presidenti di Regione.
> 7 giugno
Legambiente promuove la società Azzero
CO2 per supportare imprese, enti pubblici e cittadini nel calcolare, ridurre e compensare le emissioni di gas serra generate dalle proprie attività.
2005
> 16 febbraio
> 12 maggio
> 7 luglio
Entra in vigore il protocollo di Kyoto,
dopo che la Russia pochi mesi prima lo aveva
ratificato, facendo raggiungere i due quorum
necessari. Legambiente festeggerà la ricorrenza
annualmente con azioni di sensibilizzazione su
tutto il territorio nazionale.
S’inagura l’Oasi dei Variconi a Castel Volturno (Ca) in una zona di alto pregionaturalistico degradata e presidiata dalla camorra. È
il primo risultato della campagna SalvaItalia,
lanciata per recuperare zone del Belpaese in
stato di abbandono sociale e ambientale.
Legambiente promuove Castelli di Pace, un
festival dedicato alla convivenza fra i popoli e
alla cultura della sostenibilità.
> 6 aprile
> 19 maggio
Legambiente sottoscrive un protocollo d’intesa con Anev, l’associazione delle imprese del
vento. Inizia una collaborazione per realizzare
impianti eolici in maniera armoniosa con il paesaggio.
Legambiente ricorre, insieme al Comune
di Roma, al Tar del Lazio per contrastare
l’azione legale di Italia Nostra che mira a
fermare i lavori della metro C, la terza linea
metropolitana di Roma. Legambiente la ritiene
un’opera importante per dare alla Capitale
trasporti efficienti e sostenibili.
> 25 luglio
Nasce la Fondazione Symbola, creata per
valorizzare le qualità italiane. Legambiente è tra
i soci fondatori.
> 16 novembre
La popolazione della Val di Susa, in Piemonte, si mobilita contro il progetto della Tav fra
Torino e Lione. Legambiente partecipa al grande
corteo che attraversa pacificamente la città.
2006
> 2 aprile
> 11 luglio
tica ecocompatibile.
Sul lungomare di Bari viene abbattuto l’ecoDebutta Goletta dei laghi, una campagna > 31 ottobre
mostro di Punta Perotti. Legambiente festeggia itinerante per monitorare e sensibilizzare sulla
Viene pubblicato il Rapporto Stern che
mostrando l’implosione sul web in diretta video. qualità delle acque lacustri.
stima il costo del global warming fra il 5 e il
20% del prodotto lordo globale annuo. Ridurre
> 1 giugno
> 14 ottobre
Parte Fiumi Informa, la campagna di moniAl Salone nautico di Genova, Legambiente le emissioni ed evitare i cambiamenti climatici
secondo l’economista costerebbe l’1%.
toraggio sull’illegalità e sullo stato di salute dei e Ucina (Unione cantieri e industrie nautiche e
corsi d’acqua italiani organizzata da Legambiente affini) firmano un protocollo d’intesa per la naue Corpo Forestale dello Stato.
2007
> 9 marzo
> 10 settembre
> 7 dicembre
I 27 Paesi dell’Ue firmano un patto vincolante per ridurre le emissioni di gas serra del
20% entro il 2020. Entro la stessa data il 20%
dei consumi dovrà essere soddisfatto dall’energia rinnovabile e dovrà essere della stessa percentuale l’efficienza. È l’inizio della strategia europea del pacchetto 20-20-20.
La Coalizione Italia Europa liberi da Ogm,
composta da 28 organizzazioni di produttori,
consumatori e ambientalisti, presenta 3 milioni
di firme contro gli Ogm. È una risposta ai
tentativi dell’Ue d’introdurli nelle coltivazioni
agricole.
A Roma si apre l’VIII Congresso Nazionale
di Legambiente: Un nuovo ambientalismo per
un altro progresso. Fermare i cambiamenti
climatici, umanizzare l’economia e lo sviluppo,
socializzare la conoscenza, valorizzare e mettere
in rete le identità territoriali. Vengono eletti
Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale e
Rossella Muroni direttrice generale.
> maggio
> 20 novembre
Prima edizione di Pendolaria, la nuova
Nasce, in collaborazione con Edizione Am- campagna di Legambiente per un trasporto
biente, Verdenero: la collana noir per raccontare ferroviario locale più diffuso e moderno.
l’ecomafia. Oggi conta più di 20 titoli dei maggiori scrittori contemporanei.
2008
> 2 gennaio
> 16 maggio
Il Comune di Milano vara l’Ecopass:
Si inaugura Sun day, la campagna d’inforè la prima città italiana ad adottare il mazione che promuove l’energia solare e le tecticket d’ingresso per il centro, sulla base nologie per utilizzarla.
dell’esperienza di Londra e di altre città europee. > 7 giugno
> 19 gennaio
Dietro lo slogan Voler bene alla Campania
Legambiente porta in piazza migliaia di persone
a Napoli per dire no all’emergenza permanente
e sì alla raccolta differenziata. Nel corteo anche
i sindaci dei comuni più virtuosi nella gestione
dei rifiuti.
imprese e amministrazioni locali per abbattere le
emissioni di CO2. A fine 2009 il contatore on line
collegato all’iniziativa ha totalizzato circa 2,5
miliardi di kg di emissioni risparmiate.
> 30 ottobre
Legambiente partecipa alla grande manifeA Milano decine di migliaia di persone
stazione sindacale contro i provvedimenti Trepartecipano alla Marcia per il clima organizzata
monti-Gelmini che tagliano personale e risorse
da una vasta coalizione guidata da Legambiente. alla scuola pubblica.
> 20 agosto
Dietro lo striscione di Legambiente “Piccoli CoParte Stop the fever, la campagna che muni, grande scuola” sfilano decine di sindaci
dei piccoli comuni con i loro gonfaloni.
promuove azioni concrete da parte di cittadini,
2009
> 19 gennaio
e la messa in sicurezza di 4.950 opere d’arte.
Nel quartiere Tamburi, adiacente all’Ilva di
Taranto, migliaia di balconi espongono le lenzuola di Mal’Aria. Legambiente rilancia con una
protesta popolare, in una delle città italiane più
inquinate d’Italia, l’impegno contro l’inquinamento industriale.
> 5 maggio
> 10 marzo
Legambiente organizza un convegno con la
Cgil per presentare la proposta Contro la crisi: per
combattere la recessione, creare lavoro, vincere
la sfida climatica. Le parole chiave: innovazione,
efficienza, qualità ambientale.
> 12 marzo
Il governo Berlusconi annuncia il Piano
casa che permette l’aumento delle cubature
edilizie. Legambiente preme sulle Regioni, che
svolgeranno un ruolo positivo di contrasto alle
intenzioni dell’esecutivo.
> 6 aprile
Un violento terremoto colpisce l’Aquila e la
sua provincia. Si conteranno 308 morti e sarà
fortemente compromesso il patrimonio culturale
del territorio. Legambiente organizza le squadre
di volontari di primo soccorso che partono dalle
sedi di tutt’Italia. Nei giorni successivi partirà la
campagna Arte salvata che permetterà il recupero
A Pechino viene presentato Green
tourism, il progetto di Legambiente e Parco
nazionale delle Cinque Terre con l’obiettivo
di promuovere scambi di know-how e buone
pratiche per lo sviluppo di un turismo sempre
più rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni
sociali e culturali locali.
> 29 luglio
Legambiente presenta al Consiglio
regionale della Lombardia la proposta di legge
d’iniziativa popolare, accompagnata da oltre
12mila firme, per contenere il consumo di
suolo nella regione.
> 31 luglio
Sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicata
la legge 99/2009 con cui il Governo italiano
intende far tornare il nucleare in Italia.
Legambiente risponde con la campagna di
mobilitazione Per il clima contro il nucleare.
L’azione comune con WWF e Greenpeace trova
una sponda istituzionale nelle Regioni: ben 11
fanno ricorso di incostituzionalità della legge
presso la Consulta.
> 12 settembre
Viene individuato al largo di Cetraro, in
Calabria, un relitto che sembrava essere una
delle navi affondate con i rifiuti radioattivi. Il
caso delle navi dei veleni rimane aperto e Legambiente chiede nuove indagini.
> 2 ottobre
Il dissesto idrogeologico provoca un’altra
catastrofe annunciata: dopo giorni di pioggia
si abbatte una frana sulle case di Giampilieri,
a Messina, provocando morti e distruzione. I
volontari di Legambiente scendono di nuovo in
campo.
> 7 dicembre
A Copenaghen si apre il summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. È il vertice
che dovrebbe sancire l’impegno dei grandi paesi inquinatori contro il global warming, ma i risultati in realtà saranno deludenti. Un appuntamento che ha visto un impegno straordinario di
Legambiente, che ha finalizzato la maggioranza
delle campagne e delle mobilitazioni messe in
atto nel 2009 per fare pressioni sui decisori e
sensibilizzare i cittadini.
> 12 dicembre
Con la coalizione In marcia per il clima
s’organizzano iniziative pubbliche di sensibilizzazione sul vertice di Copenaghen in oltre duecento piazze italiane. Nell’incontro con il presidente della Camera dei deputati on. Fini, viene
presentata la piattaforma elaborata da oltre 50
organizzazioni aderenti.
14 prima parte: Identità Associativa
1.2 L’identità
Legambiente è un movimento organizzato di cittadini che difende l’ambiente e la
salute e opera per affermare un modello di sviluppo più sostenibile dal punto di vista
ambientale, culturale, sociale ed economico.
Legambiente è l’unica grande associazione ambientalista nazionale, la più diffusa in
Italia (già a partire dagli anni Novanta), fortemente radicata sul territorio e aperta
oltre confini attraverso una rete sinergica di relazioni internazionali.
“
L’associazione nasce nel 1980 con il progetto ambizioso di costruire un nuovo ambientalismo che andasse oltre il modello naturalistico e protezionistico, affermatosi
fino ad allora in Italia. Un movimento ambientalista capace di confrontarsi, incidere e
contaminare il modello di sviluppo basato sulla sola crescita economica (che produce
inquinamento, danni alla salute, consumo e spreco di risorse naturali, disuguaglianze
sociali) a favore di un modello più equo e sostenibile.
Ho imparato
Per tale sfida, Legambiente crea e si fa interprete di un movimento che interviene su
molteplici aspetti dell’agire umano: culturale, sociale, economico, politico, scientifico.
che non si può
considerare
il problema
dell’ambiente
senza considerare
gli uomini e la
loro cultura
come elementi
di quell’ambiente
Laura Conti
”
Scienziata ambientalista,
è stata presidente del
comitato scientifico di
Legambiente
Le attività umane e le relazioni che l’uomo stabilisce con l’ambiente costituiscono
costantemente l’oggetto privilegiato della riflessione, dell’elaborazione e dell’azione
associativa fondate su argomentazioni scientifiche contrarie a posizioni ideologiche
e fondamentaliste. Legambiente ha innalzato in Italia la bandiera dell’ambientalismo
scientifico. Il sapere scientifico, la tecnologia e la ricerca rappresentano i cardini e i
presupposti dell’agire associativo fin dalla sua fondazione.
Pensare globalmente, agire localmente è lo slogan adottato già nel primo Congresso
del 1983, e che rispecchia l’impegno profuso nella costruzione di un movimento di
cittadini il più capillare e articolato possibile, per dare gambe, intelligenza e consenso
al proprio progetto ambientalista. Si tessono alleanze e si opera nei territori con
numerose vertenze locali, anche per affermare la legalità, tramite i propri circoli e le
strutture regionali.
Legambiente è un’associazione di cittadini a diffusione nazionale, riconosciuta dal
ministero dell’Ambiente come Associazione di Protezione Ambientale dal 1987.
È iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale dal 2002.
È riconosciuta dal ministero degli Affari Esteri dal 2005.
Dal punto di vista fiscale, Legambiente è Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale (Onlus) iscritta nell’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate dal 1980 e all’Anagrafe
Unica delle ONLUS dal 2004.
Prima parte: Identità associativa 15
1.2.1 L’ideale, la visione e la missione
Legambiente compie 30 anni. Questi primi 30 anni sono stati caratterizzati da una
forte partecipazione democratica di persone tra loro diverse per cultura e storia
personale e con posizioni politiche spesso divergenti ma unite e determinate nel rappresentare il popolo inquinato. Questa varietà di colori ha rappresentato il successo
dell’associazione perché ha consentito il confronto e il dialogo aperto per l’identificazione delle scelte e soluzioni migliori per il bene comune e dell’ambiente.
Per consentire la continua crescita dell’associazione è necessario condividere e
affermare l’identità associativa (visione e missione) e i valori fondanti di ogni nostra
azione con le generazioni presenti che fanno Legambiente giorno dopo giorno e
quelle future che faranno Legambiente di domani.
> L’ideale
L’ideale è la nostra convinzione, forte e radicata. È la base solida su cui poggia l’identità dell’associazione. È il moto interiore che sostiene l’azione di ciascuno nell’associazione dando forza all’agire.
La consapevolezza delle relazioni che intercorrono tra gli esseri umani, le comunità, le
generazioni e tra essi e l’ambiente, consente di porre l’attenzione sulla cultura, sugli
atteggiamenti e, infine, sul comportamento degli uomini. L’azione verso il cambiamento deriva innanzitutto dall’azione di sensibilizzazione degli esseri umani, considerati
nei loro concreti contesti di vita, con i loro bisogni, le loro aspirazioni e le loro azioni.
> La visione
La visione è la proiezione di uno scenario futuro ambizioso. È l’utopia realizzabile
capace di rispecchiare gli ideali, i valori e le aspirazioni dell’associazione, di creare
coesione tra tutti gli stakeholder e di incentivare all’azione.
Un mondo migliore è possibile, ricercando la sostenibilità con gli uomini e le donne,
le comunità e l’ambiente in rapporto di equilibrio e costruendo la pace fra i popoli.
L’uomo deve essere sempre più protagonista consapevole del suo ruolo rispetto
all’ambiente, delle conseguenze delle proprie azioni e quindi dell’importanza delle
proprie scelte. Tale consapevolezza diventa un potente strumento di cambiamento
verso un mondo più equo e migliore. L’ambientalismo è quindi considerato come un
corpo vivo, un pensiero forte, uno strumento utile per agire nel presente e costruire
il futuro.
> La missione
La missione è la guida che aggrega ciascuno nella quotidianità presente dell’associazione verso gli obiettivi e le finalità ultime dell’associazione.
Essere un movimento politico-culturale, radicato sul territorio, di cittadini organizzati che agiscono, qui ed ora, per cambiare e migliorare il mondo, puntando su una
gestione equa, sostenibile, e lungimirante dei beni comuni, sulla contaminazione
culturale delle ragioni dell’ambiente e sulla difesa della legalità e della coesione
sociale. Le scelte, le proposte, le azioni per perseguire la missione sono sostenute da
un approccio scientifico e interdisciplinare, al fine di tenere conto della dimensione
sociale, culturale, ambientale ed economica delle vicende umane.
“
Non l’uomo, ma
gli uomini abitano
questa terra
”
Hannah Arendt
Vita Activa
16 prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa 17
1.3 I valori
Gli orientamenti valoriali che ispirano e sorreggono la missione di Legambiente,
possono essere così sintetizzati:
L’agire
> Praticare la concretezza di chi ogni giorno sente la responsabilità di costruire
un’Italia più pulita, più civile, più moderna, più accogliente e, insieme, affascinare e
farsi affascinare da idealità ambiziose. Un agire sociale, politico e territoriale, guidato
dal valore della non violenza e del confronto con gli altri punti di vista, che sa tenere
insieme l’azione e la riflessione teorica.
ambientalismo scientifico
> Fondare le iniziative per la difesa dell’ambiente e la presa di posizioni su una solida
base di dati e valutazioni tecnico-scientifiche, ricorrendo all’argomentazione rigorosa
e respingendo le posizioni preconcette. La scienza e la tecnologia, indirizzate verso
obiettivi generali, aiutano la difesa dell’ambiente, facendo aumentare le opportunità
per il genere umano.
sostenibilità ambientale
> Preservare il patrimonio ereditato dai nostri padri e consegnarlo integro ai nostri
figli, assumendo il vincolo del limite delle risorse quali l’acqua, l’aria, il suolo, la
biodiversità, le fonti energetiche fossili, nell’interesse della vita della specie umana,
valorizzando le identità locali (paesaggistiche, culturali, produttive) e l’incontro con
nuove culture.
solidarietà, cooperazione, equità sociale
> L’accesso alle risorse, tra cui l’acqua, l’energia, il cibo, è contraddistinto da pesanti
disuguaglianze tra persone, aree sociali, territori e aree del mondo, che vanno a
incidere negativamente sulla coesione sociale e alimentano conflitti armati a livello
internazionale. Le politiche d’integrazione non possono che ispirarsi all’inclusione
sociale e all’accoglienza. Così i Paesi più ricchi devono assumere maggiori impegni
e responsabilità verso i cambiamenti climatici, per rimuovere le disuguaglianze, nel
rispetto delle comunità locali e favorire le politiche d’integrazione ispirate all’inclusione sociale e all’accoglienza.
qualità dei territori
> I territori sono luoghi di costruzione delle identità e diventano sempre più emblematici del progressivo intreccio tra locale e globale. Operare per una più alta qualità
culturale e ambientale rafforza la coesione sociale e determina basi più solide per
costruire un futuro migliore. Ne discende un particolare impegno nella diffusione e
nella qualità dell’azione dei circoli territoriali.
Privilegiare il bene comune
> L’ambiente, con tutte le sue risorse, non può essere assoggettato alle sole leggi
di mercato: è bene pubblico e universale e deve rimanere a disposizione di tutti gli
uomini, indipendentemente dalla classe sociale e dalle aree geopolitiche di appartenenza, così come tutti ne devono essere responsabili. L’interesse generale comporta
perciò anche una modifica degli stili di vita individuali.
Partecipazione democratica
>La democrazia per esistere ha bisogno della partecipazione attiva dei suoi cittadini,
di tutte le età. Anche l’ambientalismo per affermarsi ha bisogno di partecipazione,
confronto, impegno, assunzione di responsabilità. L’associazionismo civile e il volontariato sono tra le forme moderne più nobili e concrete di partecipazione alla vita
democratica.
Autonomia e dialogo
> Indipendenza da ogni schieramento politico e dai potentati economici. Apertura,
dialogo e confronto intellettualmente onesto con tutte le culture politiche e sociali
democratiche. Sono queste le due facce della stessa medaglia che permettono all’associazione di operare per l’interesse generale, essere riconosciuti credibili, incrociare
senza pregiudizi uomini e donne all’altezza della sfida.
Conoscenza libera, consapevole, diffusa
> Il sapere, la cultura, l’informazione libera e trasparente, la ricerca, l’educazione
sono beni che devono essere accessibili a tutti, lungo tutto l’arco della vita, affinché
le persone e le loro società possano vivere il loro tempo con il massimo della consapevolezza, tesi a costruire un futuro migliore. L’ambientalismo dà il proprio contributo nella contaminazione culturale, nella produzione e diffusione di nuovi saperi, di
nuovi approcci, di stimoli e di informazione trasparente.
Responsabilità
> Fare scelte e operare per garantire le generazioni future e migliorare la qualità
della vita delle generazioni presenti, difendere gli altri esseri viventi, rispondere alle
aspettative del popolo inquinato, mantenere gli impegni presi verso i propri soci e
stakeholder, comporta una continua assunzione di responsabilità.
Rispetto delle diversità
> La variabilità biologica, le differenze culturali, le varie identità territoriali sono
portatori di valori intrinseci che vanno salvaguardati e valorizzati per il bene di tutti.
“
La libertà
non è star sopra
un albero,
non è neanche
avere un’opinione,
la libertà
non è uno
spazio libero,
libertà
è partecipazione
Giorgio Gaber
Libertà, 1972
”
18
Prima parte: Identità associativa
prima parte: Identità Associativa
1.4 Gli stakeholder
Agiscono all’interno dell’associazione. Da loro dipende la sua continuità d’azione grazie al
loro contributo diretto al perseguimento della missione. Rendono possibile le attività e i
risultati dell’associazione grazie al loro agire e al loro impegno generoso.
> STAKEHOLDER PRIMARI
SOCI
VOLONTARI, ATTIVISTI E
GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE
COMITATI
REGIONALI
Gli stakeholder di Legambiente, portatori di interesse individuali e collettivi, sono classificabili in 3 gruppi, in funzione
della relazione che li lega all’associazione.
DIPENDENTI E
COLLABORATORI
DIREZIONE
NAZIONALE
CEAG
CENTRI DI
EDUCAZIONE AMBIENTALE
CIRCOLI
1.5 Il sistema di governo
1.5.1 Il corpo sociale
Socio ordinario
Socio Scuola e Formazione
OASI E AREE PROTETTE
SRUTTURE OPERATIVE
TEMATICHE
Socio Junior (fino ai 14 anni)
ORGANIZZAZIONI
COLLEGATE
Socio Giovane (dai 15 ai 28 anni)
Collaborano con l’associazione. Direttamente o indirettamente, contribuiscono al perseguimento della missione dell’associazione. L’associazione ha interlocutori diversi e
diffusi, pertanto si è scelto di classificarli in sette tipologie.
> STAKEHOLDER SECONDARI
Sostenitore
SOCI SINGOLI
SOSTENITORI
Aziende
Donatori
ISTITUZIONI PUBBLICHE
NAZIONALI E LOCALI
Parlamento e
Commissioni Parlamentari
ISTITUZIONI PUBBLICHE
INTERNAZIONALI
INFLUENZATORI
PARTNER
Governo e
Ministeri
Stampa
specializzata
Università
e mondo
Scuole della ricerca
RETE
INTERNAZIONALE
Associazioni
no profit
> STAKEHOLDER DI MISSIONE
AMBIENTE
L’insieme delle risorse naturali,
locali e del Pianeta, che Legambiente si impegna a proteggere dai
numerosi attacchi, aumentare la
qualità delle risorse compromesse,
aumentare la disponibilità per tutti
i popoli.
Istituzioni
culturali
Associazioni
no profit
Fornitori
Amministrazioni
pubbliche regionali,
provinciali e
comunali,
Comunità montane
Vertici mondiali
ONU
Mass
media
RETE
NAZIONALE E LOCALE
Fondazioni
Enti
gestori
delle Aree
Protette
Opinione
pubblica
Dipartimento
Protezione
Imprese
Civile
Network
nazionali
e locali
Consorzi
Organizzazioni non
governative (ONG)
Altri enti
e istituzioni
Altre istituzioni
internazionali
Unione
Europea
Opinion
leader
Sono coloro che sostengono Legambiente attraverso le loro attività, le donazioni o l’erogazione di
risorse economiche e beni materiali.
Social
network
Sono tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità nelle
questioni ambientali e che attraverso l’esercizio delle loro funzioni
d’indirizzo, normative e amministrative, determinano scelte e decisioni che impattano sulla qualità
ambientale.
SOGGETTI COLLETTIVI
Biblioteche, associazioni, aziende,
nuclei familiari, strutture turistiche
SCUOLE - CLASSI
Scuole capaci di futuro,
Classi per l’ambiente
I nostri soci
Sono coloro che, grazie al loro ruolo e
funzione, influenzano le conoscenze e
gli orientamenti della società civile verso Legambiente e la sua missione.
Operatori
Forze
dell’ordine della giustizia
Sono coloro che collaborano con Legambiente, a livello nazionale e
locale, nel perseguire gli
obiettivi associativi.
Legambiente opera grazie al contributo dei singoli cittadini che, in modo volontario, aderiscono alle cause
dell’associazione e si mobilitano esercitando in modo attivo la loro cittadinanza. Tutti i cittadini, di tutte
le età, hanno facoltà di iscriversi a Legambiente. L’iscrizione comporta l’accettazione delle norme statutarie e il versamento della quota associativa annuale. Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto per
approvare le modifiche dello Statuto e per la nomina degli organi direttivi, e possono essere eletti negli
organi dirigenti e in quelli di garanzia.
Le formule associative
Cooperative
Network
internazionali
Legambiente
è fatta da
Sono le altre organizzazioni con le quali Legambiente si confronta e collabora, per la
realizzazione delle proprie attività, per iniziative comuni, per la realizzazione di servizi
funzionali agli obiettivi associativi.
Determinano la ragione d’essere dell’associazione. Ne alimentano la missione e rappresentano i destinatari ultimi di ogni sua azione. Nel perseguire la propria missione,
Legambiente fa costante riferimento a questi 4 stakeholder.
POPOLO INQUINATO
GENERAZIONI
FUTURE
Tutte le persone, indipendentemente dal loro credo politico, posizione
sociale, età e provenienza, che
subiscono danni dall’inquinamento
ambientale e che aspirano a migliorare le condizioni dell’ambiente e
del Pianeta.
Chi verrà dopo di noi
deve poter usufruire almeno delle stesse risorse e opportunità, grazie
alle scelte responsabili
verso il futuro.
TERRITORI
COMUNITÀ
Tutti i territori, e le rispettive
comunità, la cui salvaguardia
migliora la qualità della vita
degli abitanti e si ripercuote
positivamente sul Pianeta.
I soci individuali ricevono una tessera nominativa annuale che permette di usufruire di agevolazioni e
servizi e ricevere in abbonamento le riviste edite da Legambiente.
La tessera collettiva è stata introdotta nel 2008 per associare i soggetti collettivi che vogliono sostenere
Legambiente e ricevere le pubblicazioni (nuclei familiari, associazioni, biblioteche, aziende,…).
Gli istituti scolastici e le classi aderiscono a Legambiente rispettivamente con la formula Scuola capace di
futuro e Classi per l’ambiente tramite il versamento di una quota associativa. La formula Classi Amiche del
Cigno permette di aderire gratuitamente ai vari progetti educativi tematici e alle campagne di volontariato
che l’associazione offre annualmente.
19
prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa
1.5.2 La rete associativa
Legambiente opera tramite una rete di presidi, diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, articolata
su vari livelli territoriali e con funzioni decentrate:
Direzione Nazionale
Comitati regionali
Circoli
Comitati delle
Province Autonome
Federazione Nazionale
Legambiente
Volontariato
STRUTTURA
ASSOCIATIVA
>
Fondazione
Legambiente
Innovazione
Legambiente
Scuola e Formazione
STRUTTURE
OPERATIVE
21
> Le strutture territoriali
>
20
CEA
>
CEAG
RETI E
SERVIZI
Legambiente
Solidarietà
Centri di
Volontariato
Festambiente.net
Oasi e
aree naturali
Legambiente
Turismo
> STRUTTURA ASSOCIATIVA
Sono organi decentrati di Legambiente i Comitati Regionali, i Comitati delle Province Autonome e i Circoli.
I Comitati Regionali e Comitati delle Provincie Autonome
• I Comitati Regionali sono organismi che si organizzano sul territorio secondo autonome decisioni e operano secondo le finalità e gli intenti dello Statuto.
Ciascun Comitato Regionale svolge periodicamente il proprio Congresso, che è il massimo organismo dirigente, ed è costituito da un direttivo, una segreteria, un presidente e un segretario o direttore. Sono base
associativa dei Comitati Regionali tutti i soci che ricadono nel loro ambito territoriale.
• I Comitati delle Province Autonome sono organizzati come i Comitati Regionali.
I Circoli
I Circoli sono le strutture locali con cui Legambiente opera capillarmente su tutto il territorio nazionale.
Per costituire un circolo è necessaria l’affiliazione a Legambiente nazionale, da rinnovare annualmente,
previo consenso del presidente o del segretario del Comitato Regionale di appartenenza.
> RETI E SERVIZI
Sono strutture e presidi, coordinati a livello nazionale, con cui Legambiente opera su specifiche tematiche
ai vari livelli territoriali fornendo beni, servizi e sostegno per difendere e promuovere l’ambiente e la
qualità culturale dei territori.
54
55
7
18
CEA
Oasi e
Aree naturali
Festival
CEAG
1
5
Centro Nazionale
Fonti Rinnovabili
Centri di
Volontariato
Legambiente è presente ai livelli nazionale, regionale e locale tramite la Direzione Nazionale, i Comitati Regionali
e delle Province Autonome, i Circoli.
1
869
18
2
Direzione Nazionale
Circoli
e presìdi
Comitati Regionali
Comitati Province
Autonome
> Rete dei Centri di Educazione Ambientale (CEA)
> Direzione Nazionale
È la struttura operativa del Comitato Direttivo Nazionale attraverso la quale si coordina l’intera associazione
ed ha sede a Roma in via Salaria 403. Nella Direzione Nazionale operano la maggior parte dei dipendenti e
dei collaboratori di Legambiente. Si tratta di figure con competenze professionali specifiche per consentire
il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’associazione. L’organigramma della Direzione Nazionale è
riportato a pagina 32.
I Centri di Educazione Ambientale sono presidi culturali impegnati a migliorare la qualità ambientale e
culturale dei territori favorendone lo sviluppo sostenibile. Sono strutture ricettive - residenziali e non all’interno di aree naturali protette, o posizionate in luoghi naturalistici, storici e culturali di pregio. Inseriti
nel sistema INFEA2 , i CEA realizzano attività informative, formative e di sensibilizzazione per la valorizzazione ambientale e la riscoperta culturale anche in collaborazione con le realtà locali.
2 - INFEA (INformazione Formazione Educazione Ambientale) deriva da un programma del ministero dell’Ambiente nato per diffondere
sul territorio strutture di informazione, formazione ed educazione ambientale.
22
prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa
> Rete delle Oasi e aree naturali
> STRUTTURE OPERATIVE
Legambiente gestisce, direttamente o in collaborazione con altri soggetti, 55 aree naturali nelle quali ha
avviato attività di conservazione, fruizione e divulgazione della natura. Si tratta di oasi protette, siti di importanza comunitaria, aree protette di interesse locale, aree faunistiche e floristiche, rifugi e centri natura, aree
geologiche e archeologiche che coinvolgono un territorio di oltre 10.000 ettari di superficie.
Con il progetto Natura e Territorio, Legambiente ha avviato attività finalizzate alla sperimentazione di modelli
di sviluppo sostenibile, di valorizzazione delle risorse naturali, di sensibilizzazione, di educazione e di riscoperta delle culture locali.
Sono inclusi nel progetto aree sottratte al degrado e riqualificate in aree ad alto interesse naturalistico e rese
fruibili a tutti, con l’azione del volontariato.
> Rete dei Festival
FestambienteNet è la rete dei festival estivi di Legambiente che negli anni sono divenuti un appuntamento
atteso e consolidato. Dal nord al sud d’Italia coinvolgono numerose regioni dal Veneto alla Sardegna,
dalle Marche alla Campania, dalla Toscana alla Puglia.
Festival
edizioni 2009
Festambiente Rispescia
XXI
Festambiente ragazzi
XV
Festambiente Vicenza
VIII
Festa del mare
VI
Festambiente Sud
V
Castelli di pace
VI
Festambiente della Saccisica
Piove di Sacco
I
Festambiente Piemonte
e Valle d’Aosta
I
> Fondazione Legambiente Innovazione
Presidente: Andrea Poggio • Direttore: Riccarda Tarozzi
Fondazione Legambiente Innovazione opera a fianco di Legambiente ONLUS e ha sede a Milano in via Vida 7.
Nasce nel 2007 come strumento operativo per promuovere concrete condizioni favorevoli alle innovazioni
culturali, scientifiche, sociali e industriali.
La Fondazione si occupa in particolare della realizzazione di:
• iniziative di sensibilizzazione sull’adozione di stili di vita sostenibili (Vivi con stile, Car sharing, gli ecosportelli sull’energia e sui rifiuti, corsi di formazione per la pubblica amministrazione);
• campagne nazionali di cittadinanza attiva (Puliamo il mondo);
• iniziative per la valorizzazione del territorio (Comuni ricicloni, Expo2015);
• iniziative per promuovere l’economia verde (Premio Innovazione amica dell’ambiente).
Il Presidente e il Direttivo della Fondazione sono nominati da Legambiente Nazionale e durano in carica quattro
anni.
> Legambiente Scuola e Formazione
Presidente: Vanessa Pallucchi
> Centri di Azione Giuridica
I Centri di Azione Giuridica territoriali sono articolazioni del Centro di Azione Giuridica (CEAG) nazionale.
Essi costituiscono gli organismi di gestione e coordinamento delle iniziative giudiziarie e legali dei Comitati
regionali di Legambiente. Ne fanno parte giuristi che condividono gli intenti dei CEAG e si conformano allo
spirito dello statuto di Legambiente. Sono circa 200 gli avvocati che mettono a disposizione le proprie competenze e seguono le vicende giudiziarie promosse dall’associazione.
Legambiente Scuola e Formazione è l’associazione professionale degli insegnanti, degli educatori e dei formatori
ambientalisti promossa da Legambiente con l’obiettivo di associare i professionisti dell’educazione e contribuire con la cultura ambientale a migliorare i sistemi di istruzione e formazione.
Nasce nel 2000 come Associazione di Promozione Sociale (APS) raccogliendo il patrimonio culturale e organizzativo del settore Scuola e Formazione di Legambiente, attivo già dal 1987.
È riconosciuta dal ministero dell’Istruzione quale ente qualificato per la formazione del personale scolastico
(D.M. 177/2000). Coordina all’interno di Legambiente l’azione di Legambiente Ragazzi e dei Centri di Educazione Ambientale e svolge la propria attività presso la sede della Direzione Nazionale a Roma.
www.legambientescuolaformazione.it
> Legambiente Solidarietà
> Centri permanenti di volontariato
Sono strutture che durante tutto l’anno promuovono
campi di volontariato ambientale per cittadini italiani
e stranieri di varie fasce d’età.
Sono le organizzazioni che Legambiente negli anni ha promosso per rispondere in modo più efficace e professionale a specifiche esigenze associative.
Responsabile: Angelo Gentili
Centri attivi nel 2009
Centro di Campsirago
Centro di Eboli
Centro ex convento S. Giorgio Goriano Valli
Centro Riserva Acquerino di Cantagallo
Centro di Verona
Legambiente Solidarietà si occupa dei temi della solidarietà, della cooperazione e della sostenibilità. È la
struttura che consente all’associazione di gestire progetti di solidarietà internazionale, tra cui l’accoglienza dei
bambini di Cernobyl e il progetto Rugiada per sostenere in loco i bambini disagiati della Bielorussia.
Legambiente Solidarietà è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) e ha sede presso il Centro Nazionale
per lo sviluppo sostenibile Il Girasole in località Enaoli a Rispescia (Grosseto).
Legambiente Solidarietà coordina Festambiente, uno dei più importanti appuntamenti di sensibilizzazione
europei sul tema dell’ecologia e della sostenibilità (www.festambiente.it).
www.solidarietalegambiente.org
23
24
prima parte: Identità Associativa
> Legambiente Turismo
Presidente: Luigi Rambelli
Legambiente Turismo è il settore promosso nel 1997 per ricercare convergenze e alleanze con settori sociali
che riconoscono nella qualità dell’ambiente una condizione necessaria e un’opportunità per svolgere le loro
attività ed essere più competitivi sul mercato del turismo. La struttura associa e collabora con le strutture
ricettive e con gli enti e le amministrazioni locali, seguendo e affermando i propri principi guida nel promuovere e realizzare un turismo consapevole che garantisca qualità e confort nel rispetto dell’ambiente.
www.legambienteturismo.it
Prima parte: Identità associativa
1.5.3 Gli organi associativi
Gli organi nazionali previsti dallo Statuto sono:
Congresso Nazionale
Organi deliberanti
Comitato Direttivo Nazionale
> Federazione Nazionale Legambiente Volontariato
Presidente Nazionale
Coordinatore: Carlo Furlan
Nel 1995 su iniziativa dei gruppi di volontariato territoriali di Legambiente è stata costituita la Federazione
Nazionale Legambiente Volontariato che, direttamente o coordinando i gruppi associati, promuove forme di
volontariato dei cittadini, al fine di salvaguardare e recuperare l’ambiente naturale e i beni culturali, promuovere la corretta gestione del territorio, organizzare campi di lavoro per il recupero ambientale, il risanamento
di strutture urbane, il rimboschimento, il recupero di terre incolte. Allo scopo di coordinare tutte le attività di
protezione civile, sia interventi di emergenza che di formazione e prevenzione, si è costituito al suo interno un
Coordinamento nazionale di protezione civile Legambiente, il cui direttore è Simone Andreotti.
www.legambienteverona.it/fednavol/id.html
Consiglio Nazionale
Organi esecutivi
Direttore Generale
Amministratore
Segreteria Nazionale
Organi di controllo e
garanzia
Collegio dei Garanti
Collegio dei Sindaci revisori
Comitato Scientifico
Organi consultivi
Centri di Azione Giuridica
Conferenza dei Presidenti Regionali
Comitati Regionali
Organi decentrati
Comitati delle
Province Autonome
Circoli
Assemblea
Congresso
Direttivo
Segreteria
Presidente
Segretario/Direttore
25
26
prima parte: Identità Associativa
> ORGANI DELIBERANTI
Prima parte: Identità associativa
> ORGANI ESECUTIVI
> Il Congresso
> Presidente nazionale
Il Congresso è il massimo organo dirigente dell’associazione che ha il compito di discutere, definire e approvare
il progetto associativo. Elegge il Comitato Direttivo Nazionale, il Consiglio Nazionale, il Collegio Nazionale dei
Sindaci revisori dei conti, il Collegio dei Garanti. Si svolge di norma ogni quattro anni, vi partecipano con
diritto di voto i delegati ed è preceduto dai Congressi territoriali dell’associazione (Circoli, Comitati Regionali
e delle Province Autonome), secondo le norme stabilite dal Comitato Direttivo Nazionale uscente.
Il presidente nazionale rappresenta tutta l’associazione, convoca e presiede gli organi dirigenti (Consiglio
Nazionale, il Comitato Direttivo Nazionale e la Segreteria Nazionale) e ne assicura il regolare funzionamento.
Il presidente nazionale ha inoltre la rappresentanza legale dell’associazione nazionale sia in giudizio che nei
confronti di terzi. Eletto dal Comitato Direttivo Nazionale, è membro di diritto della Segreteria Nazionale. Viene
eletto generalmente in occasione del Congresso.
> Il Consiglio Nazionale
Vittorio Cogliati Dezza
Il Consiglio Nazionale è l’organo preposto all’aggiornamento e alla modifica delle indicazioni congressuali e della
definizione degli obiettivi politici e organizzativi di Legambiente. È composto dai membri eletti dal Congresso, i
presidenti e i segretari, i membri del Direttivo Nazionale. Si riunisce almeno una volta l’anno sotto la presidenza del presidente nazionale. Nel 2009 il Consiglio Nazionale è stato convocato una volta. I temi trattati sono
stati inerenti all’iniziativa complessiva dell’associazione rispetto alle emergenze ambientali nazionali e locali.
L’elenco dei membri è consultabile nel sito www.legambiente.it
È presidente nazionale dal dicembre 2007, eletto nel corso dell’VIII Congresso. Nato nel 1951,
professore liceale di storia e filosofia, dal 1987 al 2007 ha ricoperto il ruolo di responsabile nazionale del settore Scuola e di Legambiente Scuola e Formazione. Dal 2003 al 2007 è
stato il coordinatore dell’Area della conoscenza per la Segreteria Nazionale e responsabile del
Comitato Scientifico di Legambiente.
> Il Comitato Direttivo Nazionale
Il Comitato Direttivo Nazionale è il massimo organo di direzione politica di Legambiente tra un Congresso e
l’altro. È composto dai membri eletti dal Congresso, dalla Presidenza Nazionale del Centro d’Azione Giuridica
di Legambiente, dalla Presidenza del Comitato Scientifico e dai presidenti dei Comitati Regionali.
Ha il compito di applicare le decisioni congressuali ed elegge tra i suoi membri il presidente nazionale, il
direttore generale, la Segreteria Nazionale, l’amministratore e determina le modalità di funzionamento di tali
organi. Nel 2009 si è riunito quattro volte e ha affrontato tra i principali argomenti quelli relativi a: la crisi
economica e crisi ambientale, i cambiamenti climatici e le iniziative conseguenti, iniziative di solidarietà per la
popolazione d’Abruzzo colpita dal terremoto.
L’elenco dei membri è consultabile nel sito www.legambiente.it
“Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza prova a dormire in una stanza chiusa con una
zanzara”. “L’ambientalismo è oggi la migliore chiave per capire il futuro e cambiare il presente”.
> Direttore generale
Il direttore generale coordina l’attività interna dell’associazione e garantisce il rapporto tra la sede nazionale e
le sedi locali. In assenza del presidente nazionale, svolge funzioni di rappresentanza legale dell’associazione.
Convoca e presiede almeno ogni due mesi la Conferenza dei presidenti regionali.
Viene eletto dal Comitato Direttivo Nazionale, generalmente in concomitanza con la scadenza congressuale, ed
è membro di diritto della Segreteria Nazionale.
Rossella Muroni
È direttrice generale dal dicembre 2007, eletta nel corso dell’VIII Congresso. Nata nel 1974, laureata
in Sociologia, dal 2002 al 2007 ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’Ufficio Campagne. Dal
2003 è membro della Segreteria Nazionale di Legambiente.
“Voglio un’associazione autonoma e coraggiosa che sappia valorizzare la sua biodiversità interna. Perché
la nostra ricchezza è quella che distingue i campi di battaglia dei nostri circoli, da Aosta a Gela, che poi
sono invece così vicini nel fare ambientalismo. Voglio un’associazione che abbia dirigenti donne che non
rincorrano modelli maschili, ma sappiano portare la loro prospettiva originale. Infine voglio una Legambiente che non cammini su una strada solitaria, che sia sempre più votata alle alleanze e al dialogo e
sappia rompere i confini della riserva in cui spesso si trovano rinchiuse le associazioni ambientaliste”.
> Amministratore
L’amministratore, salvo revoca del Comitato
Direttivo, dura in carica quattro anni. Può
aprire e movimentare conti correnti bancari e
postali e, con delibera del Comitato Direttivo,
compiere tutte le operazioni contrattuali di
natura immobiliare e mobiliare.
Annunziato Cirino Groccia
Ricopre il ruolo di amministratore dal dicembre
2005. Nato nel 1967, laureato in Economia, dal
1999 al 2005 ha ricoperto il ruolo di coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e
Legalità.
27
28
prima parte: Identità Associativa
> Segreteria
La Segreteria Nazionale aiuta il direttore generale e il presidente nell’esercizio delle loro funzioni e in particolare coordina le attività dei gruppi di lavoro e dei vari settori di intervento e propone i bilanci al Comitato
Direttivo Nazionale per l’approvazione. È eletta dal Comitato Direttivo Nazionale.
I componenti della Segreteria nazionale
Vittorio Cogliati Dezza – Presidente nazionale, membro della Segreteria Nazionale dal 1992.
Rossella Muroni – Direttrice generale, membro della Segreteria Nazionale dal 2003.
Annunziato Cirino Groccia – Amministratore, membro della Segreteria Nazionale dal 2005.
Duccio Bianchi – Ricercatore Istituto Ambiente Italia; membro della Segreteria Nazionale dal 1984.
Michele Buonomo – Presidente regionale Legambiente Campania, membro della Segreteria Nazionale dal 2001.
Stefano Ciafani – Ingegnere ambientale, responsabile scientifico, membro della Segreteria Nazionale dal 2008, membro del
Comitato di indirizzo Raee del ministero dell’Ambiente, membro del Comitato scientifico di Ecomondo.
Roberto Della Seta – Giornalista pubblicista, senatore della Repubblica, è stato presidente nazionale di Legambiente dal 2003
al 2007, membro della Segreteria Nazionale dal 1995.
Damiano di Simine – Presidente regionale Legambiente Lombardia, membro della Segreteria Nazionale dal 2007.
Francesco Ferrante – Senatore della Repubblica, responsabile del settore Agricoltura, è stato direttore generale di Legambiente
dal 1995 al 2007, membro della Segreteria Nazionale dal 1992, vicepresidente del Kyoto Club.
Alberto Fiorillo – Giornalista, responsabile Aree Urbane, ricopre il ruolo di portavoce dal 2008, membro della Segreteria Nazionale
dal 1999.
Mimmo Fontana – Architetto, presidente regionale Legambiente Sicilia dal 2003, direttore riserva naturale siciliana Macalube.
membro della Segreteria Nazionale dal 2007.
Angelo Gentili – Responsabile di Legambiente Solidarietà e del Centro Nazionale Fonti Rinnovabili, membro della Segreteria
Nazionale dal 1995, vice presidente Solaria srl.
Maurizio Gubbiotti – Giornalista pubblicista, coordinatore segreteria nazionale e coordinatore dipartimento internazionale,
membro della Segreteria Nazionale dal 2003, membro del Comitato di indirizzo Fondazione per il Sud e del Consiglio nazionale
Associazioni Ong italiane.
Antonio Nicoletti – Consulente ambientale, responsabile nazionale Aree Protette, membro della Segreteria Nazionale dal 2003,
membro del Comitato Direttivo di Ferderparchi, membro del Comitato Nazionale Biodiversità.
Vanessa Pallucchi – Educatore, presidente di Legambiente scuola e formazione, membro della Segreteria Nazionale dal 2003.
Lorenzo Parlati – Presidente regionale Legambiente Lazio, membro della Segreteria Nazionale dal 2007.
Andrea Poggio – Giornalista, vice direttore nazionale, membro della Segreteria Nazionale dal 1999, presidente della Fondazione
Legambiente Innovazione.
Luigi Quarchioni – Presidente regionale Legambiente Marche, membro della Segreteria Nazionale dal 2003.
Massimo Serafini – Pensionato, deputato al Parlamento dal 1983 al 1992, responsabile Area lavoro e del rapporto con le organizzazioni sindacali, membro della Segreteria Nazionale dal 1993.
Rita Tiberi – Responsabile Relazioni Esterne, ha ricoperto il ruolo di amministratore dal 1988 al 2005, membro della Segreteria
Nazionale dal 1988.
Sebastiano Venneri – Giornalista pubblicista, vicepresidente, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità e settore Mare,
membro della Segreteria Nazionale dal 1999, vicepresidente Editoriale La Nuova Ecologia Società Cooperativa.
Lucia Venturi – Consulente in comunicazione ambientale, redattrice di Greenreport, coordinatrice del Comitato Scientifico,
membro della Segreteria Nazionale dal 1995, membro del direttivo del Parco nazionale della Maremma.
Edoardo Zanchini – Architetto, responsabile Energia, Trasporti, Urbanistica dal 2007, membro della Segreteria Nazionale dal
2003, membro del Cda di AzzeroCO2 e del consiglio direttivo del Cresme.
Invitati permanenti
Mauro Albrizio – Consulente ambientale, direttore dell’Ufficio Europeo, vicepresidente dell’European Environmental Bureau (EEB).
Marco Fratoddi – Giornalista, direttore della rivista di Legambiente La Nuova Ecologia.
Luigi Rambelli – Pensionato, responsabile nazionale Legambiente Turismo.
Prima parte: Identità associativa
> ORGANI DI CONTROLLO E GARANZIA
> Collegio dei Garanti
Il Collegio dei Garanti esamina i casi disciplinari che gli vengono
deferiti dalle istanze dell’associazione o dai singoli soci e decide
su essi, previa istruttoria, emettendo un provvedimento scritto
motivato. È eletto dal Congresso Nazionale tra i soci che non
siano membri di alcun organismo dirigente di Legambiente e resta
in carica quattro anni. Nel 2009 il Collegio dei Garanti non ha
esaminato nessun caso disciplinare.
> Collegio dei Sindaci revisori
Il Collegio dei Sindaci Revisori ha il compito di controllare l’andamento amministrativo dell’associazione, la regolare tenuta
della contabilità, la corrispondenza dei bilanci alle scritture.
Eletto dal Congresso è composto da tre membri effettivi e due
supplenti. Resta in carica quattro anni.
Il Collegio dei Sindaci revisori nel 2009 si è riunito una volta per
redigere la relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo, come da Statuto.
Sono membri del Collegio dei Garanti:
Carlo Degano, Gianluca Della Campa,
Avelio Marini, Simonetta Montanari, Daniel
Noviello, Luca Odevaine, Michela Presta.
Sono membri effettivi del Collegio dei
Sindaci revisori:
Tiziana Coseglia, Vitaliano D’Addato, Luca
Gallerano.
Sono membri supplenti:
Sandro Luchetti, Marco Sebastiano.
> ORGANI CONSULTIVI
Legambiente, per rendere più incisivo il proprio operato e per allargare la condivisione delle decisioni, si è
dotata di strutture competenti in campo scientifico, giuridico e territoriale, con funzione consultiva.
Tale organismi sono:
• Il Comitato Scientifico
• Il Centro di Azione Giuridica (CEAG)
• La Conferenza dei Presidenti Regionali
> Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico è organismo di consulenza e di ricerca
di Legambiente. Opera in completa autonomia ma in stretto
contatto con il Comitato Direttivo Nazionale. Ne fanno parte
esperti particolarmente impegnati nelle varie tematiche oggetto
d’intervento di Legambiente. La scienziata Laura Conti lo ha
presieduto per diversi anni. È coordinato da Lucia Venturi.
La presidenza del Comitato Scientifico
è costituita da:
Giuliano Cannata, Marcello Cini, Giuseppe
Gamba, Gianluca Cencia, Cesare Donnhauser, Mita Lapi, Gianni Mattioli, Sandro Polci,
Massimo Scalia, Gianni Silvestrini.
29
30
prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa
> Centri di Azione Giuridica
Il Centro di Azione Giuridica (CEAG) è l’organismo di gestione e coordinamento delle iniziative giudiziarie e legali di Legambiente. È
luogo di studio e di elaborazione e si pone al servizio dei cittadini
singoli e organizzati per la consulenza e l’assistenza in materia
di promozione e tutela dell’ambiente e dei diritti civili. Interviene
in ambito del procedimento di formazione degli atti normativi e
del procedimento amministrativo. Opera in autonomia e in collegamento con gli organismi dirigenti dell’associazione e si articola
in un Centro nazionale e Centri regionali e locali. Ne fanno parte
giuristi che condividono gli intenti del Centro e si conformano allo
spirito dello Statuto di Legambiente. Su base regionale, sono circa
200 gli avvocati che mettono a disposizione le proprie competenze e seguono le vicende giudiziarie promosse dall’associazione a
livello locale e nazionale.
La presidenza del Centro di Azione
Giuridica è costituita da:
Sergio Cannavò, Luca Ramacci.
> Conferenza dei Presidenti regionali
La Conferenza dei Presidenti regionali concorre a coordinare l’iniziativa nazionale dell’associazione. Ne fanno
parte tutti i presidenti dei Comitati Regionali e delle Province Autonome e viene convocata dal direttore
generale. Partecipano ai lavori i membri della Segreteria Nazionale. Nel 2009 si è riunita cinque volte.
I presidenti dei Comitati Regionali e delle Province Autonome
Angelo Di Matteo - Presidente Legambiente Abruzzo
Franz Oberkofler – Presidente Legambiente Alto Adige
Marco De Biasi – Presidente Legambiente Basilicata
Silvia Forti – Presidente Legambiente Bolzano
Antonio Morabito – Presidente Legambiente Calabria
Michele Buonomo – Presidente Legambiente Campania
Lorenzo Frattini – Presidente Legambiente Emilia Romagna
Giorgio Cavallo – Presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia
Lorenzo Parlati – Presidente Legambiente Lazio
Stefano Sarti – Presidente Legambiente Liguria
Damiano Di Simine – Presidente Legambiente Lombardia
Luigi Quarchioni – Presidente Legambiente Marche
Maria Assunta Libertucci – Presidente Legambiente Molise
Vanda Bonardo – Presidente Legambiente Piemonte e Valle D‘Aosta
Francesco Tarantini – Presidente Legambiente Puglia
Vincenzo Tiana – Presidente Legambiente Sardegna
Mimmo Fontana – Presidente Legambiente Sicilia
Piero Baronti – Presidente Legambiente Toscana
Maddalena Di Tolla – Presidente Legambiente Trento
Alessandra Paciotto – Presidente Legambiente Umbria
Michele Bertucco – Presidente Legambiente Veneto
> ORGANI DECENTRATI
Sono organi decentrati di Legambiente i Comitati Regionali, i Comitati delle Province Autonome e i Circoli.
1.5.4 Le organizzazioni amiche
AzzeroCO2 srl – Società creata da Legambiente, Kyoto Club e dall’istituto di ricerca Ambiente Italia offre a
soggetti pubblici e privati informazioni e strumenti per ridurre, in tutto o in parte, le emissioni di gas serra.
www.azzeroco2.com
Banca Etica – Concepita dalle organizzazioni del terzo settore, del volontariato e della cooperazione internazionale, è la prima istituzione di finanza etica nel nostro Paese. Il suo obiettivo è duplice: creare un sistema di
raccolta e impiego del risparmio privilegiando chi si trova in difficoltà e proporre progetti con finalità sociale.
Legambiente ne è socia dalla sua fondazione.
www.bancaetica.com
Car sharing Italia srl – Nata il 22 settembre del 2001 da un gruppo di soci milanesi di Legambiente durante la
giornata senz’auto europea, organizza e gestisce uno dei più importanti servizi italiani di condivisione delle auto.
www.carsharingitalia.com
Consorzio TransFair - Nato nel 1994 per diffondere nella grande distribuzione i prodotti del mercato equo,
garantisce che i prodotti con il marchio Fairtrade siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel
sud del mondo perseguendo il principio del trade not aid, commercio non aiuti. Legambiente ne è socia.
www.fairtradeitalia.it
Editoriale La Nuova Ecologia società cooperativa - Società cooperativa costituita nel 1995 e promossa
da Legambiente. Edita il mensile La Nuova Ecologia, il bimestrale QualEnergia e il semestrale Rifiuti Oggi.
Realizza e promuove ogni anno altre iniziative di comunicazione (siti web, pubblicazioni, libri) e di formazione,
tra cui il Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti.
www.lanuovaecologia.it
Firab - Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica – Nasce nel 2007 grazie
all’impegno di AIAB, UILA, Legambiente e Associazione Biodinamica Italiana per valorizzare e potenziare la
ricerca scientifica in agricoltura biologica e biodinamica, partendo da un dialogo più diretto tra mondo della
produzione ed Enti di ricerca.
www.firab.it
L’Aurora Comunicazione - Agenzia di comunicazione e marketing in ambito ambientale e della responsabilità
sociale costituita nel 2009. Legambiente è socio fondatore.
www.lauroracomunicazione.it
Symbola - Fondazione per le qualità italiane. Nasce nel 2005 con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello
di sviluppo orientato alla qualità in cui si fondono tradizione, territorio, ma anche innovazione tecnologica,
ricerca, design. Legambiente è socio fondatore.
www.symbola.net
Sorgenia Menowatt – Ex Eligent, nata nel 1993, è la società del Gruppo Sorgenia dedicata allo sviluppo di
soluzioni per l’efficienza energetica. Sviluppa tecnologie e strumenti in grado di ridurre il consumo di energia
elettrica in vari settori, tra cui l’illuminazione pubblica. Legambiente ne è socia al 10%.
www.sorgeniamenowatt.it
Solaria srl – È la società costituita da Legambiente, Banca della Maremma, CNA e Confartigianato per fornire
supporto tecnico e servizi nel percorso di realizzazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili,
e di interventi volti all’efficienza energetica.
www.solariasrl.info
31
prima parte: Identità Associativa
32
Prima parte: Identità associativa
1.6 La Direzione Nazionale
> Responsabili degli uffici/settori/dipartimenti
Legambiente vive e opera grazie alle migliaia di volontari e gli attivisti distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Nella sede della Direzione Nazionale, in cui si definisce e si attua il programma e il piano strategico associativo e si dà supporto alla rete territoriale, e nelle strutture che gestiscono attività specialistiche operano anche
dipendenti e collaboratori.
PRESIDENTE NAZIONALE
VICE PRESIDENTE
AMMINISTRATORE
DIRETTORE GENERALE
VICE DIRETTORE
> I collaboratori
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In tabella è riportato il numero dei dipendenti e dei collaboratori della Direzione Nazionale di Legambiente.
I dati sono riferiti al 31 dicembre di ogni anno.
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DIPARTIMENTI/SETTORI/UFFICI
• Agricoltura – Francesco Ferrante
• Ambiente e Legalità (Osservatorio) – Sebastiano Venneri
• Amministrazione – Annunziato Cirino Groccia
• Aree protette – Antonio Nicoletti
• Aree urbane – Alberto Fiorillo
• Bazar – Leonardo Corina
• Energia, Clima e trasporti – Edoardo Zanchini
• Fauna – Antonio Morabito
• Iniziative associative – Gianluca Della Campa (coordinatore)
• Internazionale – Maurizio Gubbiotti
• Legambiente Scuola e Formazione – Vanessa Pallucchi
• Logistica – Paolo Priori
• Mare e Territorio – Sebastiano Venneri
• Progetti – Annunziato Cirino Groccia
• Protezione civile – Simone Andreotti
• Sistemi informativi – Marco Manenti
• Sviluppo eventi territoriali – Sandro Scollato
• Ufficio Scientifico – Stefano Ciafani
• Ufficio Stampa – Milena Dominici
Osservatorio
Oasi e
Aree Naturali
Volontariato
Tesseramento
Campagne
Marketing
Cea
Ragazzi
Piccoli Comuni e
isole minori
Beni culturali
Paesaggio
Fondazione
Legambiente Innovazione
(Milano)
Legambiente Solidarietà
(Rispescia-GR)
2008
2009
Dipendenti
12
11
10
Collaboratori
76
79
77
Totale
88
90
87
* Nel 2009 gli uomini sono il 50,5% e le donne il 49,5%
SEDI DECENTRATE
Centro Nazionale
Fonti Rinnovabili
(Rispescia-GR)
2007
*
Legambiente Turismo
(Bologna)
Ufficio Europeo
(Bruxelles)
33
34
prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa
1.7 Nelle reti nazionali e internazionali
Legambiente, nel perseguire la propria missione e per accrescere l’efficacia delle proprie azioni, stabilisce
relazioni e collaborazioni con numerosi soggetti con i quali si confronta e promuove iniziative di valenza
ambientale e sociale, che spesso si consolidano in network nazionali e internazionali, sociali e istituzionali.
Reti nazionali:
> Associazione Ong Italiane
> Forum del Terzo Settore
> Centro Servizi per il Volontariato (CESV)
> Commissione Internazionale per la Protezione
delle Alpi (CIPRA)
> Consulta nazionale del volontariato di Protezione
civile c/o il Dipartimento della Protezione Civile
> Gruppi di azione locale (GAL)
> Federparchi
> Libera
> Rete delle Aree Protette Alpine
> Rete Informazione Formazione Educazione
Ambientale (INFEA)
> Fondazione per il Sud
> ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE
www.ongitaliane.it
L’Associazione delle rappresentanze delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale,
detta Associazione Ong Italiane ha lo scopo di riunire le rappresentanze delle organizzazioni italiane
prioritariamente impegnate nella solidarietà e nella cooperazione internazionale al fine di sviluppare e
consolidare politiche di relazione tra i popoli fondate sulla cultura ed i valori della solidarietà, sul rispetto della
dignità di ogni essere umano, sulla difesa e la promozione di tutti i diritti per tutte le persone, su principi di
giustizia e di equa partecipazione di tutti all’utilizzo e alla distribuzione delle risorse e dei beni comuni.
> CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO (CESV)
www.cesv.org
CESV Centro Servizi per il Volontariato è una Associazione senza fini di lucro, ispirata da principi di
carattere solidaristico e democratico, con lo scopo di realizzare ogni attività utile a promuovere, sostenere
e sviluppare le organizzazioni del volontariato e l’associazionismo di promozione sociale. Costituito ai
sensi dell’articolo 15 della Legge 266/91, il CESV Lazio, nel rispetto del D.M. 8 ottobre 1997, ha lo scopo di
sostenere e qualificare l’attività del volontariato. Eroga i servizi a favore delle organizzazioni di volontariato
iscritte e non al Registro Regionale del Volontariato.
> COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELLE ALPI (CIPRA)
www.cipra.org/it
CIPRA è una Ong internazionale le cui rappresentanze nazionali da più di mezzo secolo sono impegnate a
favore di uno sviluppo sostenibile delle Alpi. L’arco alpino si estende per 1.100 chilometri attraverso otto Stati
e nel suo territorio vivono 13 milioni di persone. In questo habitat multiforme, CIPRA ricerca modi e mezzi per
conciliare ecologia, economia e sociale.
> CONSULTA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE
c/o dipartimento della protezione civile
www.protezionecivile.it/volontariato
La Consulta svolge compiti di ricerca e di approfondimento finalizzati alla promozione, alla formazione e allo
sviluppo del volontariato di protezione civile, nonchè al coordinamento operativo con le altre componenti
e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile. È composta da un rappresentante per
ciascuna organizzazione nazionale di volontariato di protezione civile, che abbia sedi in almeno sei regioni,
iscritta nell’elenco nazionale istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile.
> FEDERAZIONE ITALIANA DEI PARCHI E DELLE RISERVE NATURALI (FEDERPARCHI)
www.federparchi.it
La Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali (Federparchi) è un’associazione di promozione sociale
che riunisce e rappresenta gli enti gestori delle aree protette naturali italiane. È articolata in coordinamenti
regionali, riunisce attualmente oltre 160 organismi di gestione di parchi nazionali e regionali, aree marine protette,
riserve naturali regionali e statali, oltre ad alcune Province, Regioni e diverse associazioni ambientaliste. Dal
2008 la Federparchi si è inoltre costituita quale sezione italiana di Europarc Federation. Obiettivi prioritari di
Federparchi sono la costruzione e il rafforzamento di un sistema nazionale delle aree protette improntato a criteri
di partecipazione e democrazia attraverso politiche di coordinamento e di integrazione tra gli associati.
> FONDAZIONE PER IL SUD
www.fondazioneperilsud.it
La Fondazione per il Sud, nata nel 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del
terzo settore e del volontariato, ha l’obiettivo di promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. Si
propone pertanto di favorire e potenziare le strutture immateriali per lo sviluppo sociale, civile ed economico
del Meridione, in particolare delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia – regioni
che rientrano nell’obiettivo prioritario 1 del Regolamento CE n. 1260 del 21 giugno 1999 – attuando forme di
collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, in un contesto di sussidiarietà e di
responsabilità sociale. Legambiente è rappresentata nel Comitato di Indirizzo.
> FORUM DEL TERZO SETTORE
www.forumterzosettore.it
Il Forum Nazionale del Terzo Settore è un’associazione senza scopo di lucro costituita con il fine di rappresentare i
valori e le istanze comuni e promuovere, valorizzare e potenziare l’azione del volontariato, dell’associazionismo,
della cooperazione sociale, dell’economia sociale, della mutualità volontaria, della solidarietà sociale e
internazionale. L’obiettivo del Forum è quello di far aumentare i processi di conoscenza e collaborazione fra le
dieverse organizzazioni, favorendo il reciproco arricchimento.
> GRUPPI DI AZIONE LOCALE (GAL)
www.reteleader.it
Il GAL è un gruppo composto da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area
rurale. I GAL elaborano il Piano di Azione Locale (PAL) e gestiscono i contributi finanziari erogati dall’Unione
Europea e dal Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e di Garanzia. Per realizzare il PAL, il GAL dispone di
fondi nell’ambito del programma d’iniziativa comunitaria LEADER+ (Liaisons entre actions de développement
de l’économie rurale), finalizzato a promuovere lo sviluppo integrato, endogeno e sostenibile delle aree rurali.
In Italia il Leader+ promuove la realizzazione di 132 Piani di Sviluppo Locale (PSL) presentati da Gruppi di
Azione Locale.
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prima parte: Identità Associativa
> LIBERA: ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE
www.libera.it
L’associazione Libera, nata nel 1995, è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di
base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la
cultura della legalità e della giustizia, sollecitare la società civile nella lotta alle mafie. La legge sull’uso sociale
dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di
formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni
di Libera che è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale dal ministero della Solidarietà
Sociale e inserita, nel 2008, dall’Eurispes tra le eccellenze italiane.
> RETE DELLE AREE PROTETTE ALPINE (ALPARC)
http://it.alparc.org/
È la rete che riunisce tutti i tipi di aree protette di grandi dimensioni nel perimetro della Convenzione delle Alpi
con l’obiettivo di applicare concretamente il protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio della
Convenzione delle Alpi. I paesi che hanno firmato questo trattato internazionale sono la Germania, l’Austria, la
Francia, l’Italia, il Principato di Monaco, il Principato del Liechtenstein, la Slovenia e la Svizzera.
Attraverso la rete si attua uno scambio continuo tra i parchi alpini, le riserve naturali, le riserve di biosfera, le
zone di tranquillità e molte altre forme di protezione, con il coinvolgimento degli organismi e alle istituzioni di
protezione della natura, delle popolazioni e degli operatori scientifici.
> RETE INFORMAZIONE FORMAZIONE EDUCAZIONE AMBIENTALE (INFEA)
www.minambiente.it
Nata su iniziativa del ministero dell’Ambiente, la rete del programma INFEA è finalizzata a diffondere sul
territorio, attraverso il sostegno finanziario, strutture di informazione, formazione e educazione ambientale,
configurandosi come integrazione di sistemi a scala regionale. Il programma ha contribuito a diffondere sul
territorio nazionale strutture e strumenti per coadiuvare e rafforzare il ruolo delle Regioni e a orientare le azioni
nella direzione della costruzione di un Sistema Nazionale per l’Educazione, la Formazione e l’Informazione
ambientale.
> ALTRE RETI CON ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
Associazioni di albergatori e titolari di stabilimenti balneari (FIBA e FIPE), Associazioni di categoria del mondo
della caccia, pesca e nautica da diporto (ArciCaccia, Lega Pesca, Agci Agrital, Ucina), Associazioni di gestori di
discoteche e locali da ballo (SILB).
> ALTRE RETI TEMATICHE DELLA SOCIETà CIVILE
Campagna meno beneficenza più diritti, Campagna No Dumping, Campagna Sdebitarsi, Coalizione In marcia
per il Clima, Coalizione Italiana contro la Povertà, Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua,
Fermiamo il WTO, Tavola della Pace.
Prima parte: Identità associativa
Reti internazionali:
> Alliance of european voluntary
service organizations
> Millennium Development Goal’s Campaign
> European Environmental Bureau (EEB)
> Pesticide Action Network Europe (PAN)
> Climate Action Network (CAN)
> Rete europea contro le mafie (FLARE)
> Euralat
> Sea Alarm Foundation
> Forest Stewardship Council (FSC)
> Seas at risk - for the protection & restoration of
the marine environment
> The International Union for Conservation
of Nature (IUCN)
> Ocean 2012 – Transforming European Fisheries
> Shark Alliance
> International Council of Museum (ICOM)
> Living Lakes – Rete Internazionale dei laghi
> ALLIANCE OF EUROPEAN VOLUNTARY SERVICE ORGANIZATIONS
www.alliance-network.eu
È un organizzazione giovanile internazionale che promuove l’educazione interculturale e il pensiero pacifista
attraverso il servizio di volontariato. Fondata nel 1982 è rappresentata da numerose associazioni operanti in
moltissimi paesi europei, asiatici, americani. Ogni membro promuove ogni anno un progetto di volontariato internazionale nel proprio paese favorendo lo scambio di volontari per la creazione di un gruppo internazionale
che lavorerà allo stesso progetto.
> EUROPEAN ENVIRONMENTAL BUREAU (EEB)
www.eeb.org
È la più ampia coalizione europea di organizzazioni ambientaliste nata nel 1974 per promuovere le politiche
ambientali in Europa e rappresentare le domande dei cittadini europei sulle tematiche relative alla biodiversità,
rifiuti, nanotecnologie, chimica, ecolabel, cambiamenti climatci, ecc. Il Bureau è costantemente in contatto con
le istituzini europee (Commissioni, Parlamento e Consiglio) al fine di promuovere o proteggere la legislazione
relativa all’ambiente.
> CLIMATE ACTION NETWORK (CAN)
www.climatenetwork.org
CAN è una rete mondiale di circa 500 organizzazioni non governative impegnate a promuovere le azioni sia dei
governi che dei cittadini finalizzate a limitare cambiamenti climatici. I membri lavorano per raggiungere questo
obiettivo attraverso lo scambio di informazioni e lo sviluppo di una strategia coordinata delle Ong in materia di
clima a livello internazionale e locale. La rete dispone di varie sedi che coordinano gli sforzi in Africa, Australia,
Europa, America Latina, Nord America, Asia meridionale e Sud-Est asiatico.
> EURALAT
www.euralat.org
Euralat è una rete associativa eurolatinoamericana formata da associazioni, Ong, movimenti sociali e attori
locali nell’ambito del Social Forum Mondiale il cui obiettivo prioritario è la radicalizzazione della democrazia
nella sfera della politica, delle scienze, della cultura e dell’economia.
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prima parte: Identità Associativa
> FOREST STEWARDSHIP COUNCIL (FSC)
www.fsc-italia.it
FSC è una organizzazione internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri
gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano
il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Il
marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
> THE INTERNATIONAL UNION FOR CONSERVATION OF NATURE (IUCN)
www.iucn.org
È un’organizzazione finalizzata a proporre soluzioni pragmatiche e realistiche alle sfide pù pressanti relative
all’ambiente e allo sviluppo, supportando la ricerca scientifica, i progetti locali in tutto il mondo e promuovendo azioni comuni fra governi, Ong, agenzie delle Nazioni Unite, compagnie e comunità locali finalizzate allo
sviluppo nell’ambito della politica, della legislatura e delle buone pratiche.
> INTERNATIONAL COUNCIL OF MUSEUM (ICOM)
www.icom-italia.org
Creata nel 1946, l’ICOM è l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a
preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale,
attuale e futuro, materiale e immateriale. È una rete internazionale che riunisce più di di 24mila aderenti
presenti nei cinque continenti che partecipano alle attività locali e internazionali dell’Associazione, attraverso convegni, pubblicazioni, momenti di formazione. L’ICOM è associato all’UNESCO e gode dello status di
organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
> LIVING LAKES
www.linvinglakesitalia.it
Living Lakes è la rete internazionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei laghi del mondo e il loro ambiente
circostante al fine di tutelare il patrimonio idrico di acqua dolce del Pianeta. La rete opera con il costante
impegno teso allo sviluppo di buone pratiche finalizzate a migliorare la conoscenza degli ambienti lacustri e
ad aumentare il livello di sensibilità generale nei confronti degli ecosistemi delle aree umide lacuali.
> MILLENNIUM DEVELOPMENT GOAL’S CAMPAIGN
www.un.org/millenniumgoals
Le Nazioni Unite hanno stabilito otto obiettivi di sviluppo del millennio da realizzare entro il 2015 attraverso un
piano di azione globale per il raggiungimento di fine della povertà e della fame, educazione universale, eguaglianza
di genere, salute dei bambini e salute delle madri, lotta all’HIV/AIDS, sostenibilità ambientale e solidarietà globale.
> OCEAN 2012 - TRANSFORMING EUROPEAN FISHERIES
www.ocean2012.org
È un’organizzazione internazionale che promuove la salute dei mari e dei suoi abitanti per contribuire al
benessere delle popolazioni mondali, attraverso il coinvolgimento di decision makers e stakeholders a tutti i
livelli. La mission dell’organizzazione è quella di far sì che la riforma del 2012 dell’Unione Europea metta fine
alla pesca esagerata e distruttiva e promuova l’utilizzo equo delle risorse marine.
Prima parte: Identità associativa
> PESTICIDE ACTION NETWORK EUROPE (PAN)
www.pan-europe.info
PAN, fondato nel 1982, è un network di oltre 600 organizzazioni non governative, istituzioni e persone di oltre
60 paesi di tutto il mondo che operano per ridurre gli effetti negativi dei pesticidi e promuovere alternative
ecologiche, prerequisito fondamentale per aumentare la salute pubblica e dei lavoratori e per la protezione
del’ambiente.
> RETE EUROPEA CONTRO LE MAFIE (FLARE)
www.flarenetwork.org
È un network di Ong e associazioni europee per il contrasto sociale alla criminalità organizzata transnazionale.
Fondato nel 2008 a Bruxelles e promosso dalle associazioni Libera e Terra del Fuoco, Flare conta 50 membri da
27 paesi in Europa, bacino del Mediterraneo, Federazione Russa, Caucaso e Balcani. Tramite il coinvolgimento
della società civile, rappresenta una modalità di contrasto alla criminalità organizzata alternativa ma complementare a quella di tipo istituzionale.
> SEA ALARM FOUNDATION
www.sea-alarm.org
Coordina un network di esperti in Europa e nel mondo che sono in grado di rispondere e fronteggiare un’emergenza di sversamenti petroliferi in mare in stretta collaborazione con le Ong, autorità governative e industrie
petrolifere e marittime.
> SEAS AT RISK
www.seas-risk.org
È l’associazione europea delle organizzazioni ambientaliste non governative che lavorano per proteggere e
risanare l’ambiente marino dei mari europei e dell’Atlantico nord orientale.
> SHARK ALLIANCE
www.sharkalliance.org
La Shark Alliance è una coalizione di organizzazioni non governative dedicata alla difesa e conservazione delle
popolazioni di squali.
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prima parte: Identità Associativa
Prima parte: Identità associativa
1.8 > Gli obiettivi strategici
Gli obiettivi strategici di Legambiente sono oggetto di riflessione e aggiornamento continuo e trovano una
ridefinizione periodica in occasione della scadenza congressuale. A partire dall’VIII Congresso Nazionale,
svoltosi a dicembre 2007, sono state ridefinite le seguenti priorità strategiche, sintetizzabili in otto
obiettivi di missione o istituzionali, ovvero quegli obiettivi strategici che incidono direttamente al perseguimento della missione, e tre obiettivi di supporto o funzionali, ovvero quegli obiettivi strategici che, attraverso il supporto agli obiettivi istituzionali, incidono indirettamente al perseguimento della missione.
> Legalità ambientale
> Economia verde
1.8.1 Gli obiettivi di missione o istituzionali
> Stili di vita
> Promuovere l’adozione di stili di vita consapevoli, che
rispettino l’ambiente e diminuiscano il consumo di risorse
naturali, capaci di sostenere l’innovazione delle produzioni
e dei consumi.
> Cittadinanza attiva
> Salvaguardare l’ambiente e la salute umana, contro
> Identità associativa
> Comunicazione
> Operare per un aumento diffuso e generalizzato della
qualità culturale dei territori e del Paese, diffondendo la
consapevolezza dei singoli e delle comunità sulle sfide
ambientali che ci attendono.
> Modello energetico
sostenibile
> Potenziare l’impegno di Legambiente oltre i confini
italiani per la cooperazione e la solidarietà tra i popoli
e i Paesi, per perseguire obiettivi globali di sostenibilità
ambientale, solidarietà ed equità.
1.8.2 Gli obiettivi di supporto o funzionali
l’inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo, e per la
rimozione e la prevenzione delle situazioni di rischio
industriale e idrogeologico, conservando la natura e
preservando la biodiversità, difendendo e valorizzando la
qualità dei paesaggi e dei territori.
> Qualità culturale
dei territori
> Promuovere e sostenere il passaggio verso un’economia
a basse emissioni di carbonio, con basso consumo
energetico e di risorse ambientali, tecnologicamente
avanzata, che sappia valorizzare la qualità delle produzioni
locali e dei territori.
> Operare per allargare, affermare e valorizzare la
partecipazione civica, associativa, politica in campo
ambientale nel nostro Paese.
> Qualità e sicurezza
ambientale
> Cooperazione
internazionale
> Combattere l’illegalità in campo ambientale e affermare
la cultura e i valori della legalità, presupposti per uno
sviluppo durevole, di qualità e sostenibile dei territori e di
tutto il Paese.
> Raccolta fondi
> Promuovere e affermare un modello energetico distribuito, efficiente e rinnovabile, che permetta di uscire
dalla dipendenza dalle fonti fossili, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento, e faccia a meno del
nucleare.
> Far vivere e alimentare a tutti i livelli associativi l’identità,
la visione e la missione di Legambiente, condividendo
esperienze, valori, approcci, obiettivi, strumenti, per essere
più incisivi, coesi e consapevoli delle sfide associative e
del ruolo che l’associazione riveste nel Paese.
> Sostenere e valorizzare le politiche e le azioni associative attraverso la creazione di solide relazioni con i media
per diffondere presso l’opinione pubblica la consapevolezza verso le problematiche ambientali, e garantire la
circolazione delle informazioni e degli approfondimenti
all’interno e all’esterno di Legambiente.
> Differenziare e sviluppare le attività di raccolta fondi
ricorrendo a nuovi metodi e strumenti, per perseguire
con determinazione e continuità gli obiettivi strategici
e accrescere il consenso su cui basare e legittimare la
propria azione politica, continuando a garantire la propria
indipendenza d’azione.
41
42
prima parte: FOCUS 1
prima parte: FOCUS 1
43
> > > Prevenire il nucleare è meglio
che curare
Mentre in tutta Europa e nel mondo si discute di mutamenti climatici, di risposta alla crisi con la green economy,
in Italia si riparla di nucleare. È così accaduto che il rilancio del nucleare abbia dominato la comunicazione e occupato a più riprese ampi spazi sui media a tutti i livelli, finendo per occultare un confronto necessario sulle scelte
energetiche di fondo e sulle strategie da mettere in campo per dare forza al nostro sistema produttivo. Strategie
che hanno molto a che vedere in tutti i campi con le politiche energetiche e ambientali. E infatti, nel campo delle
energie rinnovabili il sistema italiano si è finalmente rimesso in moto e il dinamismo sulle installazioni, anche
in Italia, si sta trasferendo finalmente sulla ricerca e sull’innovazione nelle quali alcune nostre imprese stanno
già svolgendo ruoli importanti. In questo contesto il ritorno al nucleare pesa come un macigno sul futuro ed è
sempre più chiaro che non può esistere una convivenza tra il ritorno a questa fonte di energia e il rilancio delle
energie rinnovabili.
Era il maggio del 2008 quando, poco dopo l’insediamento del nuovo esecutivo, l’allora nuovo ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola comunicò solennemente al Paese che entro il 2013, cioè la fine naturale della
legislatura salvo elezioni anticipate, sarebbe partita la costruzione della prima nuova centrale nucleare italiana.
Legambiente si è attivata immediatamente e, dopo un’estate passata a pianificare la nuova mobilitazione antinucleare, nell’ottobre 2008 ha lanciato la campagna Per il clima contro il nucleare, pensata per sensibilizzare i
differenti target (cittadini, politica locale e nazionale, mondo imprenditoriale, quello dello spettacolo) sull’inutilità
di questa opzione energetica e sui pericoli che corre il Paese con il ritorno all’atomo. Abbiamo, tra le altre cose,
prodotto diversi materiali divulgativi per i cittadini, prodotto dossier scientifici di approfondimento, organizzato
iniziative con le altre due principali associazioni ambientaliste in Italia (Greenpeace e Wwf ), ma anche con gli agricoltori e gli imprenditori del settore turistico per ricordare i rischi che corrono le colture agricole e i flussi turistici
nei territori che ospiterebbero le centrali. Tante azioni messe in campo per raccontare la verità sul nucleare che i
media, sotto la pressione governativa e delle aziende energetiche, faticano a raccontare.
La nostra principale contrarietà sta nel fatto che - oltre ad essere ancora oggi pericoloso e inquinante - il nucleare
non serve al nostro Paese. I problemi energetici italiani sono tanti, noti da almeno vent’anni, ma ad oggi ancora
irrisolti. Dobbiamo ridurre la dipendenza dall’estero, diversificare le fonti e ridurre la bolletta, oltre a recuperare i
ritardi rispetto agli obblighi previsti dai trattati internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Il nucleare non
contribuirà a risolvere uno solo di questi problemi.
Come ricorda il Cesi Ricerca infatti, una fonte non proprio ambientalista, coi 4 EPR reattori da 1.600 MW previsti
dall’accordo Berlusconi-Sarkozy del febbraio 2009, l’Italia risparmierebbe 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno,
pari a circa il 10% dei consumi attuali e al contributo di un rigassificatore (uno!).
Sarebbe questo il contributo alla riduzione delle importazioni e alla diversificazione delle fonti? Per questo dovremmo spendere 25 miliardi di euro per la costruzione delle 4 centrali atomiche? Per risparmiare 500 milioni di
euro di costo di un terminal di rigassificazione?
il contributo delle emissioni industriali, residenziali e dei trasporti: 8 reattori ridurrebbero, nella migliore delle
ipotesi a partire dal 2026 in poi, solo 34 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, pari al 6% del totale nazionale
emesso attualmente da tutte le fonti.
Con la nostra mobilitazione vogliamo contrastare anche la propaganda nuclearista, come quella sulla presunta
sicurezza dei nuovi reattori. Quante volte abbiamo sentito negli ultimi 2 anni e mezzo dal ministro Scajola e dai
sostenitori del nucleare che il reattore francese EPR è un gioiello della tecnologia, affidabile e sicuro? Si tratta
dello stesso reattore che è stato censurato nel novembre 2009 per l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza e di
controllo dalle Agenzie per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna, che hanno imposto ad
Areva, la società costruttrice francese, di modificarne pesantemente il progetto.
Il rilascio di radioattività all’esterno poi non è avvenuto solo nella tragedia di Chernobyl, ma anche nei tanti
incidenti considerati minori che avvengono ogni anno nel mondo e soprattutto nei rilasci, tutt’altro che teorici,
che avvengono con l’attività ordinaria delle centrali atomiche. Rilasci che ovviamente causano pesanti ricadute
sanitarie, come dimostra lo studio epidemiologico commissionato dal governo tedesco e presentato nel 2008,
secondo cui per i bambini che vivono nel raggio di 5 chilometri dalle centrali nucleari attive in Germania aumenta pesantemente la possibilità di contrarre la leucemia infantile rispetto ai loro coetanei che vivono a distanze
superiori ai 50 chilometri.
Secondo un’efficace formula anglosassone (too little, too late, too expensive, too dangerous) il contributo del
nucleare in definitiva è irrilevante e tardivo, oltre che costoso e pericoloso. Restano questi i problemi irrisolti
dell’energia dall’atomo, che rimane una fonte energetica in declino anche secondo i più ottimistici scenari futuri
dell’Agenzia internazionale per l’energia, con buona pace delle fanfare nucleariste, che sempre più spesso parlano a vanvera.
Invece di proseguire nel velleitario progetto di ritorno del nucleare in Italia, che scatenerebbe inevitabilmente
grandi conflitti istituzionali e sociali sul territorio, il governo italiano dovrebbe invece lavorare per rendere più
efficiente e moderno il sistema energetico nazionale, coinvolgendo anche il settore dei trasporti, dell’industria e
dell’edilizia, e consolidare la rivoluzione energetica in corso nel nostro Paese (coi suoi 1.600 MW di fotovoltaico
e gli oltre 5.000 MW di eolico installato, numeri impensabili fino a a qualche anno fa) che rischia di arenarsi con
la riapertura di nuove centrali atomiche.
Sui costi del nucleare parlano chiaramente le cifre del Dipartimento dell’energia statunitense, del MIT di Boston, il
più importante politecnico al mondo, dell’agenzia di rating Moody’s e dei principali istituti bancari che dovrebbe
finanziare la costruzione delle centrali. Sulla presunta economicità dell’atomo parlano anche le gare internazionali, a cui aveva partecipato la società francese Areva con il suo reattore EPR, annullate per motivi di natura
economica in Sud Africa, in Missouri (USA), in Canada negli ultimi 2 anni: com’è noto infatti il peggior nemico
del nucleare è il mercato. Infatti se non c’è lo Stato che foraggia l’industria nucleare, forzando il mercato, non
c’è spazio per chi vuole costruire impianti atomici: lo dimostrano gli 8 miliardi di dollari previsti recentemente da
Barack Obama per la realizzazione di due reattori in Georgia, o i soldi pubblici previsti per la costruzione o per
garantire il futuro esercizio dei (pochi) depositi di rifiuti radioattivi.
Sostenere che il nucleare ci consentirebbe di centrare l’obiettivo europeo di riduzione della CO2 al 2020 è una
sciocchezza. Semmai si riuscissero a localizzare gli 8-10 reattori che servirebbero a produrre il 25% di elettricità,
ci vorrebbero almeno 10 anni per completare la costruzione della centrale. Non rispetteremmo quindi la scadenza
europea del 2020, incappando nel pagamento di pesanti multe, visto che com’è noto l’Europa non fa sconti, nè
condoni, molto ricorrenti nel nostro Paese.
Il nucleare poi produce solo elettricità, che pesa un 20% sui consumi energetici finali, e non calore per l’industria
o per riscaldare gli edifici. E non può sostituire i derivati del petrolio per il trasporto di merci e persone. Taglierebbe quindi solo una piccola parte delle emissioni della produzione elettrica, senza intaccare minimamente il
> > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > >FOCUS > >
prima parte: FOCUS 2
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prima parte: FOCUS 2
45
> > > Terremoto in Abruzzo
L’Abruzzo
“Abruzzo, parola che suona all’orecchio aspra e strana, subito mi mette innanzi il quadro di un paese di bellezza
singolare, fiera e maestosa”. L’Abruzzo del 5 aprile 2009 non si distaccava molto dall’ottocentesca descrizione di
Gregorovius. L’Aquila è una città con un ruolo centrale sia dal punto di vista storico-artistico, dotata di un ingente
patrimonio culturale, sia dal punto di vista socio-economico. I diversi periodi storici, dalla preistoria fino ai giorni
nostri, hanno consegnato alla città e al suo territorio testimonianze di grande valore: siti archeologici, necropoli,
castelli e torri medievali, borghi antichi, chiese e palazzi, memorie di una collettività realizzate da artigiani e da
pensatori del luogo. A tutto ciò si aggiunge una cornice naturale d’eccezione.
Il sisma e l’impegno di Legambiente per l’Abruzzo
“A me non resta che ricordare perché Legambiente fa Protezione Civile nelle emergenze: per comunicare la
nostra umanità, ricordandoci sempre, anche di fronte alla stanchezza che cresce, che stiamo lì perché c’è gente che sta molto peggio di noi, che ha perso identità e memoria […]. Stiamo lì certo per solidarietà ma anche
perché ancora una volta questo terremoto è impastato di ingiustizia, di affari sporchi, di furbetti che l’hanno
sempre fatta franca perché protetti e accarezzati dai poteri forti”. Vittorio Cogliati Dezza – presidente nazionale
Legambiente.
6 aprile 2009 ore 3.32
6,3 il magnitudo momento della scossa principale
256 le scosse successive, di cui 150 nella giornata del 7 aprile
308 le persone decedute
1.600 i feriti di cui 200 in modo molto grave
65.000 gli sfollati
Oltre 1.000 gli edifici e monumenti storici presenti nell’area del cratere
10.212.000.000 di euro l’ammontare del danno stimato dal Governo Italiano
Una forte rete di volontari, professionisti, giovani studenti guidati dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale
si è stretta in aiuto alla comunità abruzzese per contribuire alla ricostruzione sociale e civile del territorio e al
recupero dei beni culturali. Dal giorno in cui la terra ha tremato, Legambiente è stata presente sul territorio con
i suoi volontari e con la propria struttura di protezione civile per soccorrere e assistere la popolazione (montaggio tende, distribuzione pasti) e per la salvaguardia e la messa in sicurezza del patrimonio culturale. Attorno
a quest’attività si è costituita in modo spontaneo una rete di solidarietà per la salvaguardia dei beni culturali.
I volontari di Legambiente nei primi 8 mesi di attività
10.988 le giornate uomo prestate per un ammontare di 124.095 ore di servizio
Oltre 2 milioni di euro il valore economico e sociale prodotto
Oltre 150 le tendopoli costruite con il Dipartimento di Protezione Civile
5.000 le opere d’arte e 247.532 i volumi recuperati e posti in sicurezza. Tra le opere d’arte si ricordano il recupero
di conci e stucchi presso la Chiesa San Pietro Apostolo a Onna, il recupero di due tele di Teofilo Patini nel Palazzo
della Prefettura a L’Aquila, il recupero del Gonfalone della città – stendardo e opera di Giovanni Paolo Cardone,
datato 1579 – nel Museo Nazionale d’Abruzzo e tra i volumi si contano anche incunaboli, cinquecentine, registri
e libri rari, provenienti dagli archivi storici della città de L’Aquila e dalla Biblioteca Provinciale de L’Aquila.
Il Patto per la Rinascita
È un documento contenente i punti salienti, le idee fondamentali attorno ai quali definire una prospettiva concreta ed attuabile per la ripresa e il futuro dell’Abruzzo. Proposto da Legambiente ed Anci a 15 giorni dal sisma,
il Patto per la Rinascita deve essere condiviso e approfondito da soggetti istituzionali, sociali, imprenditoriali,
creditizi, associativi, culturali, che insieme potranno contribuire ad individuare i criteri di qualità e i percorsi progettuali tangibili di rinascita.
Il Patto in dieci punti salienti:
1. Sicurezza. Mettere in sicurezza il patrimonio abitativo esistente e pianificare interventi che impediscano di
costruire nelle zone a maggiore rischio.
2. Identità. La ricostruzione dei centri storici e la loro restituzione alla vita collettiva devono essere una priorità.
È fondamentale conservare e promuovere le ricchezze culturali e identitarie delle comunità.
3. Prevenzione. Gli interventi vanno realizzati in coordinamento con i Piani di Emergenza ed occorre formare
tempestivamente gruppi specializzati di Protezione Civile.
4. Ricostruire sostenibile. Gli interventi per la messa in sicurezza devono ispirarsi alle più moderne tecnologie,
introdurre innovazioni capaci di migliorare l’efficienza energetica e tecnologica. Particolare attenzione deve essere
dedicata al recupero dei materiali edilizi e al riutilizzo degli inerti in modo da limitare il degrado del territorio.
5. Ricostruire pulito. Intervenire nel rispetto della legalità oltre che ispirandosi alle più moderne tecnologie e innovazioni.
6. Patrimonio culturale. Al fine di conservare i beni artistici e di promuovere le ricchezze culturali e identitarie
delle comunità, è necessario restituire il prima possibile le opere alla fruibilità.
7. Cultura e ricerca. Valorizzare l’Università dell’Aquila, patrimonio di tutto il territorio, una sede di eccellenza a livello nazionale per qualificare le professionalità necessarie anche in futuro per la messa in sicurezza del territorio.
8. Ricerca e lavoro. La ricostruzione deve diventare il volano dello sviluppo delle tecnologie e delle produzioni a
bassa emissione di CO2 a partire dalla costruzione di una vera e propria filiera industriale di energie rinnovabili.
9. Natura e paesaggio. Valorizzare la bellezza locale per rendere stabile e durevole il benessere delle popolazioni
e lo sviluppo dei territori.
10. Prodotti del lavoro. Promuovere l’allevamento, l’agricoltura e l’artigianato quali risorse a disposizione del
territorio per consolidare il ruolo dei Piccoli Comuni e per favorire l’incremento demografico.
L’Osservatorio Ricostruire Pulito
L’Osservatorio Ricostruire Pulito è il progetto voluto da Legambiente, Libera e la Provincia de L’Aquila per vigilare, anche attraverso la partecipazione dei cittadini, sull’infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione e
per individuare proposte per una riedificazione legale, sicura e virtuosa sotto il profilo strutturale, economico,
sociale e ambientale. Nel mirino di Legambiente ci sono i gruppi criminali che attraverso le estorsioni puntano
al controllo del mercato delle costruzioni. Secondo il rapporto Ecomafia, in Abruzzo nel 2008 sono state denunciate 367 persone e sono stati operati 71 sequestri immobiliari per un totale di 319 infrazioni accertate dalle
forze dell’ordine portando l’Abruzzo al 9° posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo del cemento. Nel
contesto dell’Osservatorio è nato nel 2009 il dossier I nervi scoperti della ricostruzione in Abruzzo sui rischi di
infiltrazioni criminali nella ricostruzione e nello smaltimento delle macerie ed è stata avviata l’elaborazione di un
nuovo dossier sulle macerie di prossima pubblicazione.
La mostra Terra Madre Abruzzo
È una mostra itinerante di sette Madonne salvate dal Museo Nazionale de L’Aquila ed esposte fino al 30 settembre 2009 in sette musei delle Province di Teramo, Pescara e Chieti. Il progetto, realizzato con la collaborazione
di Regione Abruzzo, Icom Italia e ministero dei Beni Culturali e il supporto di numerosi sponsor, è nato con
l’obiettivo di:
• testimoniare la ripresa della vita culturale abruzzese dopo il sisma attraverso il tema iconografico della Madonna (Magna Mater), simbolo di origine primordiale, vita e fertilità;
• consolidare la rete di solidarietà nata dall’emergenza e porre le basi per un futuro di cooperazione
e di messa a sistema del patrimonio storico, artistico e culturale a partire dai beni salvati dal terremoto;
• far conoscere una parte del patrimonio salvato grazie al lavoro svolto dalle squadre di recupero e dalla Funzione Salvaguardia Beni Culturali;
• inviare un monito affinché non si dimentichi quanto accaduto.
A chiusura del percorso espositivo, che ha registrato circa 10.000 visitatori, le sette statue della Vergine sono
state trasferite per il restauro al Museo di Preistoria a Celano Paludi dove è stato allestito il Laboratorio Abruzzo
per i beni culturali. Il laboratorio, creato grazie al contributo dell’Ordine dei Geometri e in collaborazione con
l’Istituto Centrale del Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure e il Centro di Patologia del Libro, è aperto al pubblico e rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare i visitatori e per permettere ai giovani volontari
di perfezionare la loro professionalità attraverso l’esperienza diretta sulle modalità di preservazione, tutela e
salvaguardia dei beni culturali.
Il Centro culturale polivalente
Il sisma espone la popolazione a diversi pericoli, tra cui la disgregazione sociale dovuta, per esempio, alla distruzione delle case e dei luoghi di socializzazione. Perché la città torni a essere un posto vitale, in cui i cittadini
possano tornare a decidere il loro destino, è necessario e urgente offrire loro spazi in cui passeggiare, incontrarsi,
socializzare, pensare oltre la semplice sopravvivenza: per questo nasce con Legambiente e con il sostegno di
Vorwek Folletto il progetto per la realizzazione di un Centro culturale polivalente, anche per favorire la nascita di
un’adeguata coscienza ambientale nelle nuove generazioni; per questo esso sarà anche un laboratorio per sperimentare soluzioni nuove, per introdurre innovazione e modernizzazione in chiave ecosostenibile, dal risparmio
energetico a quello idrico, alla raccolta differenziata dei rifiuti.
> > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > >FOCUS > >
Dimensione sociale
e ambientale
2
LA DIMENSIONE SOCIALE
E AMBIENTALE
2
2.1 Premessa alla rendicontazione sociale
2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento
2.2.1 Risorse idriche
2.2.2 Agricoltura e cibo
2.2.3 Beni culturali
2.2.4 Città e aree urbane
2.2.5 Educazione e conoscenza
2.2.6 Energia e clima
2.2.7 Illegalità ambientale
2.2.8 Inquinamento ambientale
2.2.9 Mobilità urbana e infrastrutture
2.2.10 Natura e biodiversità
2.2.11 Rifiuti urbani e speciali
2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale
2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio,
consumo di suolo
2.2.14 Turismo responsabile
2.3 gli strumenti associativi
2.4 gli obiettivi strategici
2.4.1 Stili di vita
2.4.2 Cittadinanza attiva
2.4.3 Qualità e sicurezza ambientale
2.4.4 Qualità culturale dei territori
2.4.5 Modello energetico alternativo
2.4.6 Legalità ambientale
2.4.7 Economia verde
2.4.8 Cooperazione internazionale
2.4.9 Identità associativa
2.4.10 Comunicazione
2.4.11 Raccolta fondi e allargamento
base associativa
48
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
2.1 Premessa alla rendicontazione sociale
2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento
Legambiente è un’associazione di cittadini a diffusione nazionale che opera per la tutela e la valorizzazione
della natura e dell’ambiente […], delle risorse naturali, della salute collettiva, delle specie animali e vegetali,
del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio, a favore di stili di vita, di produzione e di consumo e per una formazione improntati all’ecosviluppo e a tutela dei consumatori, ad un equilibrato
e rispettoso rapporto tra gli esseri umani, gli altri esseri viventi e la natura. […]
(Fonte: Statuto Legambiente, art.1)
Legambiente per statuto e missione interviene per migliorare il mondo. Per farlo opera trasversalmente
in tutti gli ambiti d’intervento che interessano l’agire umano e la sostenibilità ambientale. Dati scientifici,
informazioni tecniche e interdisciplinari sono alla base dell’ambientalismo scientifico, che sostiene le
scelte, le politiche associative e le azioni in modo capillare su tutto il territorio.
Segue una sintetica trattazione dei 14 ambiti distintivi dell’operare associativo.
Legambiente agisce per cambiare e migliorare il mondo attraverso l’affermazione di un modello di gestione
equo, sostenibile, legale e lungimirante dei beni comuni, la contaminazione culturale degli uomini e delle
donne sulle ragioni dell’ambiente, sostenendo le proprie scelte ed azioni con un approccio scientifico e interdisciplinare.
Per perseguire la propria missione Legambiente si è dotata di 11 obiettivi strategici che intervengono in modo
trasversale su tutte le tematiche e gli ambiti d’intervento associativi, che interessano l’agire umano e la sostenibilità ambientale.
Grazie al radicamento territoriale e alla dirigenza nazionale, Legambiente traduce i propri ideali in azioni
attraverso diversi strumenti associativi che consentono di raggiungere risultati concreti per implementare le
strategie e perseguire la propria missione.
49
2.2.1 Risorse idriche
L’acqua sta diventando una risorsa sempre più scarsa
Uso delle risorse idriche
e sempre più al centro di conflitti e tensioni sociali.
La crescente pressione demografica, l’evoluzione degli stili
1,2 miliardi di persone nel mondo
non hanno accesso all’acqua potabile
di consumo, l’inquinamento, l’incremento del fabbisogno
di energia sono tra i principali acceleratori della crisi delle
42 miliardi di m3/anno
risorse idriche nel mondo. L’Italia è uno dei paesi più ricchi
è la disponibilità in Italia di acqua dolce,
d’acqua ma ancora oggi non riesce a risolvere il problema
così utilizzati:
della sua gestione e la situazione si sta aggravando anche
agricoltura: 49%
industria: 21%
per i cambiamenti climatici in corso. Inoltre, ancora oggi
civile: 19%
siamo ben lontani dagli obiettivi di qualità delle acque
energetico: 11%
previsti dalle normative vigenti. Legambiente ritiene che si
30% valore medio delle perdite di rete
debba cambiare l’approccio finora utilizzato nella gestione
della risorsa idrica puntando, da una parte sulla riduzione
Risorse idriche classificate
della domanda e dei consumi e, dall’altra, sull’incremento
in uno stato di qualità buono:
40% delle acque sotterranee
dell’efficienza degli usi oltre che rivedere la tariffazione
45% dei corsi d’acqua
degli usi dell’acqua, con un sistema di premi e penalità che
34% dei laghi italiani
valorizzi le buone esperienze e gravi sui consumatori più
grandi. Per far questo è necessario dotarsi di un’authority
70,4% della popolazione coperta dal servizio di
pubblica forte, autorevole e indipendente per controllare
depurazione.
che le gestioni rispondano ai criteri di un uso dell’acqua
socialmente equo e ambientalmente sostenibile. Legambiente è assolutamente contraria alla norma
approvata a fine 2009 con cui s’introduce l’obbligo di privatizzare i servizi idrici nel nostro Paese, perché
l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica.
50
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
2.2.2 Agricoltura e cibo
Il settore agricolo italiano nello scenario attuale si propone non più solo come un sistema tradizionale finalizzato Riconoscimenti Dop e Igp al 2009
193
alla produzione di alimenti ma anche come protagonista di Italia
167
uno sviluppo di moderna concezione, basato sulla multifun- Francia
Spagna
126
zionalità e sulla difesa delle tipicità contro l’omologazione
globalizzata. È evidente anche l’aspetto più moderno, fatto Coltivazioni biologiche 2009
di attori interessati a investire nel futuro scegliendo sistemi
2009
su 2008
e politiche produttive mirate alla qualità, alla tipicità, alla
ha a colture biologiche
1.106.684
+10%
salvaguardia degli equilibri ambientali e al rispetto delle
Operatori agricoli biologici
48.509
-2,3%
caratteristiche territoriali. La sicurezza e le esigenze dei conSicilia,
sumatori diventano, così, elementi importanti per le scelte
Primato superficie agricola Puglia,
di chi produce, tanto che la tracciabilità delle filiere, la tracoltivata
Basilicata
sparenza dei processi, la limitazione dell’uso di sostanze
Emilia
potenzialmente dannose e il rifiuto degli Ogm diventano
Primato aziende
Romagna,
gli assi portanti e distintivi di questa nuova generazione di
trasformatrici
Lombardia
produttori portatori di innovazione.
L’introduzione degli Ogm nel sistema agroalimentare europeo
ha aperto un ampio dibattito che ha investito il mondo della ricerca, dell’economia, della cultura e delle
organizzazioni sociali e che ridefinisce il rapporto fra scienza e società e fra consumatori e produttori di alimenti.
Legambiente è impegnata nell’impedire l’introduzione di Ogm nella catena alimentare, per ragioni di sicurezza
alimentare e ambientale, per ragioni di brevettabilità delle piante modificate, per la difesa delle colture tipiche
di qualità. Un impegno che si aggiunge a quello più tradizionale di contrasto all’uso indiscriminato della
chimica di sintesi nelle produzioni agricole, nella valorizzazione dei prodotti agro-frutticoli tipici, biologici e
con residui chimici al di sotto del limite di rilevabilità, nell’eliminazione di farine animali nei mangimi e nel
garantire il benessere animale negli allevamenti zootecnici.
2.2.3 Beni culturali
Quasi tre millenni di storia hanno plasmato il territorio italiano come un unico ricchissimo paesaggio culturale.
Un patrimonio che rappresenta una delle più grandi ricchezze di cui l’Italia dispone, riconosciuta in tutto il
mondo. Testimonianze artistiche come aree archeologiche, vie storiche, borghi antichi di grandissimo pregio
non sempre ben conservati ma soprattutto sconosciuti, cui si aggiunge il vastissimo patrimonio immateriale,
costituito da feste e tradizioni, gastronomia e artigianato, paesaggi agrari, miti, leggende, musiche, costumi,
minoranze etniche e linguistiche, che è possibile ritrovare soprattutto nell’Italia dei piccoli comuni.
Il Titolo V della Costituzione (art. 117) prevede che la tutela dei beni culturali sia materia legislativa esercitata
dallo Stato, mentre la valorizzazione degli stessi è materia concorrente tra Stato, Regioni ed enti locali, ciò
vuol dire che Stato, Regioni, Province, Comuni, enti ecclesiastici e privati debbono lavorare in modo sinergico
e attivo per la valorizzazione del patrimonio di loro proprietà. Impresa niente affatto semplice a cui si aggiunge
l’assenza di fondi per la tutela e la carenza di figure professionali in grado di gestire il nostro ingente patrimonio
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
per trasformarlo da pesante eredità del passato a investimento per il futuro. Quando si parla di economia dei
beni culturali, purtroppo la mente corre subito alla Patrimonio S.p.a., come se l’economia dei beni culturali
volesse dire vendita del patrimonio per fare cassa e non gestione del patrimonio per creare sul territorio
nuovi posti di lavoro. L’impegno di Legambiente è rivolto a valorizzare al massimo, in un momento di crisi
economica e occupazionale, quelle che si ritengono le migliori energie del paese e a contrastare il saccheggio
per opera delle archeomafie, anche rafforzando la collaborazione avviata con le forze dell’ordine. Il 2009 è
stato caratterizzato da un impegno straordinario in Abruzzo per recuperare e mettere in sicurezza le opere
danneggiate dal terremoto.
L’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti
(44) inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco
(689).
Strutture culturali in Italia
Strutture statali
Dati MIBAC 2008
Strutture non statali
Dati ISTAT 2006
Musei 199
Musei 3.409
Monumenti e aree
archeologiche 201
Aree/Parchi archeologici 129
Monumenti,
complessi monumentali o altro 802
L’Arte rubata 2009
Furti di opere d’arte
1.093
Oggetti d’arte trafugati
13.219
Beni culturali recuperati
19.158
Reperti paleontologici
recuperati
14.596
Reperti archeologici
recuperati
55.586
Oggetti d’arte recuperati
90.766
2.2.4 Città e aree urbane
Le città sono sempre state luoghi pulsanti della
Città in cambiamento
produzione, della cultura, degli incontri, delle opportunità
557 Comuni hanno modificato i regolamenti edilizi nella
e dunque luoghi fondamentali in cui ragionare di
direzione del risparmio energetico;
sviluppo e coesione sociale, di qualità e innovazione.
238 Comuni obbligano l’installazione di pannelli fotovolDa decenni le città però crescono in modo indisciplinato,
taici sui nuovi edifici;
esacerbando vecchi problemi ed evidenziandone nuovi.
253 Comuni obbligano l’installazione di pannelli solari
L’espansione edilizia e la polverizzazione del tessuto
termici sui nuovi edifici.
urbano hanno causato un aumento di consumo di suolo,
Polveri sottili in città
svuotato molti centri storici, creato brutte periferie, fatto
57 capoluoghi di provincia hanno superato il limite
crescere il pendolarismo e il traffico automobilistico, con
giornaliero di 50 µg/m3 che la norma impone di non
il conseguente carico inquinante atmosferico e acustico,
superare più di 35 giorni in un anno;
incidendo negativamente sulle relazioni sociali e sulle
Il 65% delle città monitorate supera il limite, in molti
condizioni di vita delle persone, senza risolvere, tra
casi con risultati decisamente preoccupanti;
l’altro, il problema della casa per tanti giovani e famiglie.
9 città hanno superato per oltre 100 giorni il limite
E non è ininfluente per la vita dei cittadini il dato che le
consentito dalla legge.
aree urbane in alcuni periodi fanno registrare anche 4-5
gradi di temperatura in più delle aree libere, creando l’effetto isola calore. L’impegno associativo, che può
51
52
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
contare su un costante monitoraggio dell’evoluzione delle dinamiche urbanistiche, sociali e ambientali, è
indirizzato in particolare verso la riqualificazione e il recupero edilizio, la mobilità con trasporto pubblico e
ciclabile, la gestione più oculata delle risorse naturali. Proprio le città, con i loro cittadini e sindaci, possono
fare molto per contrastare i cambiamenti climatici con azioni che farebbero anche aumentare la qualità della
vita e delle relazioni sociali. Uno strumento da utilizzare al meglio sarà l’attuazione del Patto dei Sindaci,
lanciato dall’Unione Europea.
2.2.5 Educazione e conoscenza
Il contributo del mondo della conoscenza, della ricerca e dell’educazione è fondamentale per affrontare la
grande emergenza planetaria dei cambiamenti climatici. I nuovi stili di vita e le scelte tecnologiche necessarie
a invertire la rotta e costruire un futuro più pulito, equo e sostenibile hanno bisogno di politiche e azioni
educative, dentro e fuori la scuola e le università, capaci di incidere sulle conoscenze scientifiche, sugli
approcci culturali, sull’esercizio della responsabilità collettiva e individuale.
Per tale ragione è forte la preoccupazione per l’indebolimento che nel nostro Paese sta subendo tutto il
settore della conoscenza e della cultura: dal diritto
per ogni bambino a una buona istruzione, al disinvestimento sulla ricerca di base, dallo smantellamento
della ricerca applicata, al depauperamento del nostro
sistema universitario. Segnali ancora più allarmanti in
un momento di crisi economica e ambientale, in cui la
conoscenza deve poter rappresentare uno dei settori
principali nei quali investire. I tagli di spesa indiscriminati non sono compatibili con la necessaria opera
di riqualificazione. Sono queste le ragioni che hanno
portato Legambiente a essere accanto ai movimenti
degli studenti universitari e delle scuole, anche nell’ultimo anno.
L’Italia spende per l’istruzione il 4,5% del Pil contro una
media dei Paesi Ocse del 5,7%. (Dati 2008)
L’Italia è ultima in classifica, per la percentuale di spesa
pubblica destinata alla scuola, il 9%, rispetto a una media del 13,3%.
Nell’anno scolastico 2009/10 sono stati chiusi 92 plessi
scolastici (quasi tutti nei piccoli comuni) e si sono formate circa 500 pluriclassi in più rispetto all’anno scolastico
2008/09.
Nel Piano Programmatico per la scuola, previsto dalla
Finanziaria 2008, è previsto nel triennio 2009-2012 un
taglio di più di 87.000 unità di personale docente e di
44.500 unità di personale ATA.
2.2.6 Energia e clima
Fin dalla sua costituzione Legambiente è impegnata nell’affermare un modello energetico che faccia perno
sull’efficienza, sul risparmio, sull’uso di fonti rinnovabili e sicure per la salute umana e per l’ambiente (sole,
vento, acqua, geotermia, biomassa), non usi il nucleare e il carbone, diminuisca la dipendenza dal petrolio,
utilizzi il gas come energia di transizione. L’emergenza dei cambiamenti climatici rende ancora più attuale e
stringente l’impegno di diminuire le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050 rispetto al 1990, così come
indicato unanimemente dagli scienziati del clima dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per
non far superare di 1,5 gradi centigradi l’aumento della temperatura. Anche per il 2009, anno del vertice ONU
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
di Copenaghen, l’impegno associativo è stato indirizzato affinché: nel nostro Paese si mettano in atto politiche
e azioni coerenti con gli obiettivi del Pacchetto Energia e Clima dell’Unione Europea al 2020; il Governo rinunci
al proposito di rilanciare il nucleare in Italia; a livello internazionale si arrivi a un nuovo trattato che
coinvolga sia i Paesi industrializzati che quelli
La quota di rinnovabili entro il 2020 può arrivare al 38%
esclusi dal Protocollo di Kyoto, con impegni
della nostra domanda elettrica.
differenti per il diverso peso delle emissioni
complessive e pro capite, e che individui
Nel nostro Paese è in atto una rivoluzione energetica dal basso:
• la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta
priorità d’intervento e risorse per fermare i
dal 2000 al 2009 del 15%;
cambiamenti già in atto e consentire interventi
• nel 2009 sono 6993 i Comuni italiani dove è installato almeno
di mitigazione e adattamento.
un impianto di produzione di energia rinnovabile, ben l’86% dei
Purtroppo i risultati conseguiti al vertice a
comuni italiani. Nel 2006 erano solo 356.
dicembre 2009 sono stati molto deludenti.
2.2.7 Illegalità ambientale
La criminalità ambientale è uno dei tratti tipici dell’ecoI NUMERI
nomia di rapina che opera in Italia, che ha per prota• 20,5 miliardi: il business dell’ecomafia nel 2008
gonisti personaggi legati alla criminalità organizzata,
(ultimo dato utile)
anche mafiosa, ma anche imprenditori, professioni• 258: i clan censiti dalle inchieste di criminalità ambiensti, funzionari pubblici corrotti, colletti bianchi. I settale fino a fine 2008
tori più esposti sono quelli dei rifiuti e del cemen• 316: le persone arrestate per reati contro l’ambiente
to, anche se stanno acquistando sempre più peso
il racket e i traffici illeciti di animali, l’archeomafia,
• 10.737: i sequestri effettuati.
i furti d’acqua, gli incendi, l’agromafia.
Dal 1994 l’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente svolge attività di ricerca, analisi e
denuncia sul fenomeno, redigendo ogni anno il Rapporto Ecomafia, dove sono riportati i dati ufficiali sul
fenomeno: sono stati accertati 28.586 ecoreati, cioè più di 78 al giorno, 3 ogni ora. Tra i piatti più ricchi
dell’ecomafia c’è sicuramente il ciclo illegale dei rifiuti, stimato nel solo 2008 intorno agli 8 miliardi di euro.
Per comprendere l’entità del fenomeno basta considerare che nel 2006 (ultimo dato utile) sono scomparsi nel
nulla ben 31 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, cioè una montagna con base di tre ettari e la vetta di
3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Ma anche il cemento fuorilegge non conosce crisi: 28 mila case abusive tirate
su nell’ultimo anno e un numero impressionante di illeciti urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio
paesaggistico. L’illegalità ambientale rappresenta dunque un peso insopportabile sul futuro del nostro Paese,
un freno per lo sviluppo sociale ed economico.
Per combattere le Ecomafie (termine coniato dalla nostra associazione ed entrato nello Zingarelli), Legambiente
propone:
• l’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale;
• la rapida conclusione dell’iter necessario per il recepimento della Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale
ambientale;
• la nascita di Osservatori provinciali e regionali specializzati sui reati ambientali, che si facciano anche carico
di progetti di educazione e informazione;
• l’estensione del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società anche ai
reati ambientali.
53
54
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
2.2.8 Inquinamento ambientale
L’inquinamento ambientale rappresenta una delle
Programma nazionale di bonifica
emergenze più gravi delle società moderne. L’Italia
non fa differenza e anzi il suolo, l’aria, le risorse
Totale delle superfici da decontaminare:
50mila ettari, circa il 3% del territorio nazionale.
idriche del nostro Paese sono stati spesso soffocati
da inquinamenti di vario genere. Le scorie di fonderia,
Emissioni inquinanti in atmosfera da industria:
i sali da rifusione di alluminio, i fanghi, le morchie
• Il 26% del PM10 a livello nazionale;
oleose, gli oli esausti, le melme acide, le ceneri da
• il 79% degli ossidi di zolfo (SOx);
• il 23% degli ossidi di azoto (NOx),
incenerimento, le polveri di abbattimento fumi della
• microinquinanti: 15% benzene, 34% Idrocarburi Policisiderurgia, i pesticidi, DDT, arsenico, mercurio: sono
clici aromatici (IPA), 35% nichel, 60% del cadmio totale,
questi i veleni da rimuovere. Spesso nel suolo, nel
il 70% delle diossine, il 74% del mercurio, 83% del piomsottosuolo, nelle acque e nei sedimenti delle aree
bo, l’86% dei policlorobifenili (PCB), l’89% del cromo,
coinvolte, gli inquinanti si trovano in concentrazioni
fino al 98% nel caso dell’arsenico.
che superano di milioni di volte i limiti di legge.
Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA):
Per di più, il quadro della contaminazione è aggravato
è strumento fondamentale per ridurre l’impatto ambiendal fatto che, in gran parte dei casi, sullo stesso
tale delle attività produttive. Su 191 impianti industriali,
sito si sono susseguite nel tempo diverse attività
per 41 è stata rilasciata l’AIA, per 143 il procedimento
non si è concluso, per 7 è in corso sia la VIA (Valutazione
industriali. In Italia il Programma nazionale di bonifica
Impatto Ambientale) che l’AIA.
censisce quelle aree che richiedono interventi più
urgenti e ingenti. Nell’elenco figurano alcune tra le
più importanti aree industriali: i petrolchimici di Porto Marghera, Brindisi, Taranto, Priolo, Gela, le aree urbane e
industriali di Napoli, Trieste, Piombino, La Spezia, Brescia, Mantova. Senza considerare tutte le discariche abusive
che punteggiano certe regioni del Sud Italia. La lotta all’inquinamento ambientale può però diventare anche
una battaglia di progressione civile ed economica del nostro Paese. Nuove tecnologie, brevetti inediti, soluzioni
innovative possono essere gli strumenti con cui la ricerca del nostro Paese può contemporaneamente risolvere
il problema e individuare un nuovo campo di business virtuoso. Così come la prevenzione e l’innovazione nei
processi produttivi e nei prodotti può posizionare l’industria italiana all’avanguardia nel mercato internazionale.
Queste convinzioni hanno guidato l’impegno messo in campo da Legambiente nel 2009 che si è concentrato
in particolare sulla riduzione delle emissioni di diossina dallo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto e nel
contrastare la messa in discussione della normativa antinquinamento.
2.2.9 Mobilità urbana
e infrastrutture
Ogni giorno, secondo i dati Censis, 14 milioni di
persone si spostano per motivi di lavoro e di studio verso le principali città; di questi sono oltre 2,6
milioni le persone che decidono di spostarsi su treni regionali e locali. Tra il 2007 e il 2009 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti
dell’8,2%, con un aumento di 200mila viaggiatori.
Km di metropolitane
• Italia: 161,9
• Germania: 606
• Spagna: 551
È la Campania la regione italiana che nel 2009 ha finanziato
più metro e ferrovie, stanziando l’1,52% delle proprie risorse.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
Nonostante la crescita della domanda di trasporto pubblico su rotaie, i governi hanno finanziato costantemente
strade e autostrade, portando su gomma oltre due terzi del traffico merci terrestre e il 92% di quello passeggeri.
La diffusione delle auto ci vede protagonisti di un non invidiabile primato mondiale per abitante, con oltre
33milioni di veicoli in circolazione.
Per Legambiente le priorità sono:
• intervenire sulle aree urbane perché è nelle città che si concentra oltre l’80% della domanda di spostamento
delle persone con conseguenti gravi problemi di congestione;
• intervenire sul trasporto merci: senza un servizio ferroviario merci e un cabotaggio navale efficienti non
sarà possibile eliminare i Tir dalle strade e quindi alleviare le condizioni di pericolosità e inquinamento del
trasporto in Italia.
Il Paese ha bisogno di infrastrutture ma è necessario investire negli interventi realmente utili, abbandonando
progetti faraonici e dannosi per il territorio. Per questo Legambiente sostiene la Tav (l’alta velocità) sul tratto
ferroviario Napoli - Bari lungo 300 chilometri attualmente percorso in quattro ore, ma contrasta l’autostrada
Tirrenica, che minaccia le pregiate produzioni locali biologiche di qualità e può contare su un’alternativa a
minor costo e minore impatto. Quanto al Ponte sullo Stretto di Messina è uno spreco di risorse economiche
che andrebbero destinate a opere più urgenti per lo sviluppo delle infrastrutture del Sud, come il raddoppio
delle ferrovie siciliane e calabresi.
2.2.10 Natura e biodiversità
Deforestazione, desertificazione, inquinamento industriale, cambiamenti di uso del suolo, presenza di
specie aliene, distruzione e frammentazione degli habitat e riscaldamento globale sono tutti elementi che
contribuiscono a mettere a rischio la nostra biodiversità (un terzo delle forme viventi nei vari ecosistemi del
nostro pianeta è a rischio di estinzione), con conseguenze devastanti non solo per le specie animali e vegetali,
ma anche per noi stessi. In Italia il processo culturale, politico e istituzionale che si è messo in moto grazie
al contributo fondamentale dato dalla legge quadro sulle aree protette (L. 394/91), ha fatto sì che si passasse
dal 3% al 10% di territorio protetto. E se oggi siamo protagonisti in Europa, per ricchezza di biodiversità e
percentuale di territorio tutelato, gran parte del merito è degli enti gestori delle Aree Protette che continuano
a essere fra i pochi soggetti impegnati a conservare la biodiversità.
Il sistema delle Aree Protette infatti è cresciuto nonostante la carenza di pianificazione e programmazione
strategica: manca il Piano nazionale per la biodiversità, la Carta della natura, le Linee di assetto del territorio, il Piano nazionale di difesa delle coste e, per
la gran parte delle specie e gli habitat da conservare,
mancano i piani d’azione e la pianificazione specifica. La programmazione finanziaria, soppresso il Piano
triennale per le aree protette, si limita alla semplice
ripartizione annuale del fondo, tra l’altro insufficiente.
L’impegno pluriennale di Legambiente ha dimostrato
che le aree protette sono anche uno strumento formidabile per creare sviluppo e lavoro in settori strategici
Geografia della protezione
Il territorio protetto in Italia è pari al 20%
• aree naturali protette: 827
• superficie tutelata a terra: oltre 3 milioni di ettari
• superficie tutelata a mare: 2,8 milioni di ettari
• comuni interessati: 2mila
(gran parte con popolazione inferiore ai 5mila abitanti)
• zone umide di importanza internazionale: 50
• siti della rete europea Natura 2000: 2.800
Il patrimonio naturalistico in Italia
Specie animali: 57mila (1/3 di quelle europee)
Specie floristiche: 5.600 (50% di quelle europee - di cui
il 13,5% sono specie endemiche)
55
56
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
e oggi molto penalizzati, come il turismo, l’agricoltura, l’artigianato e la gestione dei beni culturali. A condizione
però che ci sia il coinvolgimento attivo delle comunità locali e dei cittadini.
2.2.11 Rifiuti urbani e speciali
La produzione dei rifiuti è in continua crescita
nonostante che da oltre 13 anni la normativa italiana
Produzione di rifiuti
32,5 milioni di tonnellate
urbani nel 2008
imponga di rispettare il principio gerarchico delle
4R: riduzione, riuso, riciclo della materia previa
Aumento della produzione di
21%
raccolta differenziata, recupero energetico.
rifiuti urbani dal 1998 al 2008
Per Legambiente la gestione integrata del ciclo dei
Produzione di imballaggi
rifiuti è la risposta corretta, virtuosa e duratura a
nel 2008 (dal 2000 al 2008
12,1 milioni di tonnellate
quest’annoso problema. Si ritiene che solo alla
sono aumentati del 9%)
fine del ciclo è possibile prevedere il recupero
energetico dalla frazione residuale dei rifiuti non
altrimenti riciclabile (eliminando il contributo CIP6) in impianti industriali adeguatamente adattati o, in
alternativa, in impianti dedicati, ma senza sovradimensionarne il numero e la taglia, lasciando quindi alla
discarica lo smaltimento dei materiali che non possono avere nessuna altra destinazione.
Media di raccolta differenziata in Italia al 2008 30,6% (al nord 45,5%, al centro
(è il 45% l’obiettivo di legge per il 2008)
22,9%, al sud 14,7%)
Rifiuti urbani avviati a recupero energetico nel 2008 10,90%
Rifiuti urbani finiti in discarica nel 2008
44,90%
Comuni che hanno bandito l’uso
dei sacchetti di plastica tradizionali
150
Diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti, azione sulle tariffe, raccolta domiciliare porta a porta per
aumentare l’efficienza e l’efficacia del riciclo sono politiche di corretta gestione che purtroppo, salvo lodevoli eccezioni, nel centro-sud faticano ad affermarsi,
e così la maggior parte dei rifiuti prodotti finisce in
discarica o viene incenerita, con tutti i rischi e i danni
per l’ambiente, comprese le emissioni di gas serra.
In alcune città italiane continuano a verificarsi delle
vere e proprie emergenze sanitarie, con conseguenti
commissariamenti e gestioni emergenziali; la città di
Napoli ne è diventata il simbolo. Quanto ai rifiuti speciali, soprattutto quelli pericolosi, essi fanno gola alle
ecomafie che alimentano i traffici illeciti con introiti
miliardari per le loro casse.
Dall’Osservatorio Rifiuti di
Legambiente si registra,
nelle modalità di gestione
del problema, una spaccatura tra le regioni del Nord
e del Sud, che purtroppo
si è accentuata con il passare degli anni.
Produzione di rifiuti
speciali nel 2006
134,7 milioni di tonnellate
(+23% dall’anno precedente)
Rifiuti industriali
scomparsi nel nulla
nel 2006
31 milioni di tonnellate
(pari ad una montagna grande
quasi quanto l’Etna)
Violazioni nel ciclo
dei rifiuti nel 2009
5.217 infrazioni accertate
6.249 denunce
2.429 arresti
Business delle
ecomafie nel 2009
7,986 miliardi di euro
2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale
Legambiente ha voluto tradurre lo slogan fatto proprio fin dalla sua nascita, pensare globalmente e agire
localmente, in un impegno locale anche oltre i confini del nostro Paese. Ciò per valorizzare la ricchezza e la
diversità che ogni territorio e comunità esprime e che Legambiente cerca di conoscere e vivere, apportando
così un valore nuovo all’esperienza della cooperazione tradizionale. Lo fa mettendo a disposizione la propria
esperienza di cittadinanza attiva nella difesa dei diritti dell’uomo e dell’ambiente, che in molte realtà rappresenta
una delle strade determinanti per la democrazia, la pace e la riaffermazione dei diritti negati, cercando insieme
alle realtà locali le soluzioni tecnicamente più adeguate.
L’impegno profuso con costanza nell’accoglienza in Italia dei bambini contaminati di Chernobyl, evoluto negli
ultimi anni in progetti di solidarietà in loco nelle zone contaminate della Bielorussia, è l’esemplificazione di
come Legambiente interpreta il proprio contributo per incidere positivamente sui processi di globalizzazione
tramite azioni di contrasto alle scelte pericolose per l’uomo e per l’ambiente e impegno concreto per dare aiuto
alle popolazioni colpite.
2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio,
consumo di suolo
La prima vera infrastruttura su cui investire è la messa in sicurezza del territorio, attraverso un’accurata e sistematica gestione e una corretta manutenzione. Il territorio italiano è fragile e l’aumento disordinato di consumo
di suolo lo rende ancora più fragile e a rischio. Le problematiche connesse al rischio idrogeologico diventano
anno dopo anno più consistenti e preoccupanti: ondate
La superficie nazionale interessata da rischi
di acqua e fango, alluvioni, allagamenti provocano sempre
idrogeologici è pari al 7,1% del totale
più spesso morti, sfollati e danni notevoli, con costi
ingenti. Le attività illegali come l’abusivismo edilizio e
I Comuni considerati a elevato rischio di alluvioni
l’estrazione illegale d’inerti, l’agricoltura intensiva, la forzata
e frane sono 5.581, pari al 70% del totale.
canalizzazione e artificializzazione dei corsi d’acqua: sono
Consumo di suolo
queste le azioni umane che aumentano l’insicurezza del
• Il 7,1% del territorio italiano è artificiale,
territorio. A comprometterlo ulteriormente sono state le scelte
pari a 21.490 km2.
insediative fatte negli ultimi 20 anni, con ricadute sociali
• La Regione più colpita è la Lombardia con il
e paesaggistiche, oltre che economiche. Legambiente ha
14,1% di superficie urbanizzata
bocciato e contrastato il Piano Casa del governo Berlusconi,
che avrebbe dovuto essere la ricetta per tirare fuori dalla crisi il settore edilizio e invece si è trasformato in un
sostanziale fallimento: una nuova fase di deregulation urbanistica, non solo dannosa per il territorio ma anche
pericolosa per l’incolumità delle persone. Contemporaneamente si è impegnata in una campagna nazionale
Metti un freno al cemento, costruisci natura che in Lombardia ha prodotto una proposta di legge regionale
d’iniziativa popolare, sostenuta da oltre 12 mila cittadini, che prevede, tra gli obiettivi, il riconoscimento giuridico del suolo come bene comune. Bisogna avere il coraggio di vietare la realizzazione di nuove seconde
case nelle aree costiere e di pregio e di rafforzare le tutele, per dare finalmente seguito a tutte le indicazioni
di salvaguardia per ragioni idrogeologiche e sismiche.
57
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti
Legambiente è impegnata a promuovere una nuova stagione di pianificazione paesaggistica e ritiene che si
debbano utilizzare anche i poteri sostitutivi da parte del ministero, nella direzione indicata dal Codice dei beni
culturali e del paesaggio, identificando politiche, interventi (non solo vincoli), regole per valorizzare, conservare e gestire i beni ma anche per riqualificare i paesaggi degradati.
2.2.14 Turismo responsabile
La qualità ambientale delle località turistiche e delle strutture ricettive ha un peso crescente nella scelta delle
destinazioni di vacanza.
Con l’etichetta ecologica di Legambiente Turismo, promossa oltre dieci anni fa, si coinvolgono e si ricercano
settori e soggetti economici che fanno leva sulla qualità ambientale per essere più competitivi sul mercato.
Legambiente Turismo, con il progetto consigliato per l’impegno in difesa dell’ambiente, realizza accordi con
le strutture ricettive e turistiche e con enti e amministrazioni locali. Alle imprese si chiede di aderire a un vero
e proprio progetto locale. In ogni località il gruppo delle aziende aderenti, insieme ai propri rappresentanti
(associazioni, consorzi...), concorda con Legambiente Turismo le azioni da promuovere in cucina, nelle pulizie,
negli acquisti, per gestire al meglio il ciclo dei rifiuti e risparmiare il consumo di acqua e di energia. Inoltre, le
strutture aderenti s’impegnano a scegliere e offrire ai propri clienti prodotti freschi di stagione e provenienti
da agricoltura biologica e a valorizzare il territorio, facendone conoscere i prodotti tipici, dando informazioni
sul patrimonio naturale, storico e culturale del luogo e sui mezzi di trasporto da usare durante il soggiorno,
oltre che offrire agli ospiti occasioni di partecipazione alla vita della comunità. Le azioni si estendono anche
oltre i confini della struttura ricettiva, per una città più pulita e per il miglioramento della vivibilità generale
del territorio.
2.3
STRUMENTI
58
> Campagne
> Attività di volontariato
> Monitoraggio
> Informazione scientifica
> Comunicazione
> Partnership
> Alleanze
> Convenzioni
> Vertenze
> Partecipazione
> Presidi territoriali
> Progetti
> Iniziative
> Eventi
59
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti
2.3 Gli strumenti associativi
La missione di Legambiente di affermare un modello di sviluppo e di relazioni sociali più
eque e sostenibili si realizza tramite una serie di azioni e strumenti sinergici e trasversali,
che puntano a far crescere e rafforzare il movimento dei cittadini, nazionale e internazionale, che condivide tale obiettivo. Gli strumenti principali sono:
Campagne e attività di volontariato
> Sono lo strumento principe e caratteristico dell’azione associativa. Grazie all’azione
nazionale di coordinamento aiutano a porre l’attenzione su temi ambientali di rilevanza
nazionale dando forza alle vertenze locali, e stimolano la mobilitazione e la partecipazione
dei cittadini. La prima grande campagna, Goletta Verde, è nata nel 1986, per il monitoraggio dello stato delle coste e dei mari italiani. Hanno fatto seguito altre campagne e
giornate di mobilitazione molto popolari che si rinnovano annualmente come Treno Verde,
Puliamo il mondo, Spiagge e fondali puliti.
STRUMENTI
Monitoraggio e informazione scientifica
> Il monitoraggio sul campo delle varie tematiche ambientali, la raccolta e l’elaborazione
di dati, anche con l’ausilio di specifici osservatori, la restituzione in forma di dossier divulgativi, rientrano tra le modalità più efficaci che Legambiente usa per porre l’attenzione
dell’opinione pubblica su problematiche ambientali e territoriali. È la pratica dell’ambientalismo scientifico, attraverso la quale è possibile comprendere ciò che accade nella realtà,
superare luoghi comuni e posizioni ideologiche, cogliere l’evoluzione dei fenomeni, fornire
strumenti utili alle istituzioni, confrontare e valorizzare le buone pratiche.
Iniziative di informazione e comunicazione
> Gli strumenti di informazione e comunicazione usati spaziano da quelli più tradizionali
(per esempio i volantini, gli opuscoli e le riviste), a quelli tecnologici (sito internet, newsletter, social media) e sostengono la stragrande maggioranza delle attività associative. Alcuni
hanno l’obiettivo di divulgare e informare su singole iniziative e tematiche, altri garantiscono con continuità la comunicazione istituzionale, l’approfondimento, e l’interattività con la
base associativa, con i media e con i cittadini.
Partnership, alleanze e convenzioni
> È vasta e diversificata la rete delle collaborazioni che Legambiente intrattiene con soggetti
sociali, istituzionali ed economici con l’obiettivo di creare sinergie e coinvolgere sempre più
soggetti nel cambiamento da attuare. Le forme più comuni sono: sottoscrizione di protocolli d’intesa, partnership su progetti specifici, partecipazione a coalizioni e comitati.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti
61
Vertenze, attività di partecpazione e di pressione
politica
> Per incidere sulle decisioni e le scelte politiche, amministrative e autorizzative, Legambiente
si avvale di attività di lobby a livello europeo, nazionale e locale. Attività che si esplicano
tramite l’utilizzo trasparente delle relazioni istituzionali e le vertenze territoriali in situazioni
di contenzioso ambientale, con l’utilizzo di azioni legali, manifestazioni pubbliche, petizioni.
Le due forme d’intervento spesso agiscono in modo sinergico.
Presìdi territoriali
> Legambiente opera trasversalmente e diffusamente in tutto il Paese attraverso una vasta e
radicata presenza sul territorio garantita dai suoi presidi territoriali, in primo luogo i Circoli,
a cui si affiancano i Centri di Educazione Ambientale, le aree naturali della Rete Natura, la
Rete di FestambienteNet, i Centri di Azione Giuridica. I presidi territoriali garantiscono la
difesa del territorio e la valorizzazione delle tipicità locali, e sono promotori di cultura ambientale. Numerosi soggetti economici e istituzionali si impegnano a favore dell’ambiente
insieme a Legambiente, come le strutture turistiche aderenti a Legambiente Turismo.
Progetti, iniziative, eventi
> L’azione associativa ricorre a molteplici altri strumenti quali progetti in difesa della biodiversità e di recupero ambientale, iniziative di promozione di stili di vita sostenibili, partecipazione e organizzazione di manifestazioni ed eventi per la promozione di buone pratiche
ambientali, occasioni di confronto e di approfondimento con vari interlocutori, proposte
educative per giovani e adulti.
STRUMENTI
60
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
2.4.1 Stili
di vita
Promuovere l’adozione di stili di vita consapevoli, che rispettino l’ambiente e diminuiscano il consumo di risorse naturali, capaci di sostenere l’innovazione delle
produzioni e dei consumi.
È un obiettivo che parte dalla consapevolezza che i singoli individui, con i loro atteggiamenti,
comportamenti, scelte, convinzioni, conoscenze, rivestono un ruolo importante nell’influenzare
i processi socio-economici e, in questa fase storica di crisi energetica, economica, ambientale,
possono diventare artefici di cambiamenti sociali, economici e culturali innovativi determinando
una nuova rivoluzione industriale in senso ambientalista.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
> Stili di vita
> Cittadinanza attiva
> Qualità e sicurezza ambientale
> Qualità culturale dei territori
> Modello energetico alternativo
> Legalità ambientale
> Economia verde
> Cooperazione internazionale
> Identità associativa
> Comunicazione
> Raccolta fondi e allargamento
base associativa
63
Sollecitare la responsabilità individuale verso le conseguenze e le
opportunità delle proprie scelte
di consumo, tenendo conto del contenuto sociale, ambientale e culturale
dei prodotti e agendo sulla qualità e
la quantità dei consumi quotidiani. Ciò
vale per i consumi alimentari ed energetici, l’uso e consumo delle risorse
idriche, le scelte turistiche e del tempo
libero, le scelte di mobilità, gli investimenti nei beni immobili e mobili, la
produzione e gestione dei propri rifiuti.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Imbrocchiamola, Ridurre si può, Stop the
Fever, Treno Verde, Vivi con Stile.
• Partnership, alleanze e convenzioni:
Convenzioni per i soci.
• Presìdi territoriali:
Centri di Educazione Ambientale
• Progetti, iniziative ed eventi:
Bazar, Car Sharing, Eco Top Ten Auto,
FestambienteNet.
OBIETTIVI > Stili di vita
2.4
OBIETTIVI
62
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
2
OBIETTIVI > Stili di vita
3
4
Stimolare le istituzioni pubbliche nazionali e locali affinché
si definisca un quadro normativo
di riferimento chiaro e stabile e
un sistema di convenienze e incentivi, accompagnati da informazioni trasparenti e accessibili, per
facilitare e sostenere i singoli individui e le famiglie nella modifica
degli stili di vita a minore impatto
ambientale.
Coinvolgere le imprese e le
istituzioni pubbliche per sensibilizzarle nell’adozione di stili
sostenibili attraverso gli acquisti
verdi e l’implementazione, nei luoghi di lavoro, di iniziative di risparmio energetico, di corretta gestione
delle risorse, di uso delle rinnovabili, di mobilità sostenibile.
Proporre e realizzare campagne informative, percorsi e
iniziative di sensibilizzazione e
di educazione, rivolti alle scuole,
ai giovani, agli adulti e finalizzati
ad approfondire la conoscenza e
la dimensione affettiva e sociale
legate ai diversi stili di vita.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Pendolaria, Stop the fever, Treno Verde
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Dossier Canoni acque minerali,
Rapporto Pendolaria
65
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Aumentare il numero delle convenzioni legate al tesseramento per fidelizzare i soci ed allargare
la base associativa;
• aumentare il numero dei Cea e dei visitatori che scelgono, in seguito al soggiorno in un Cea,
di iscriversi all’associazione;
• essere punto di riferimento e collettore politico per i comitati dei pendolari;
• aumentare il numero delle aziende con cui realizzare partnership legate alla sostenibilità del
loro prodotto;
• aumentare il numero di cittadini che scelgono stili di vita sostenibili.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Imbrocchiamola, Ridurre si può, Stop the
Fever
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
BAZAR
• Partnership, alleanze e convenzioni:
Convenzioni per i soci (Legambiente Point)
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Iniziative di informazione e formazione:
Bioalimenta il domani, Kyoto anch’io - la
scuola amica del clima
• Presìdi territoriali:
Centri di educazione ambientale
• Progetti, iniziative ed eventi:
FestambienteNet
Iniziative trasversali
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Campagna Non scherzate col fuoco >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Campi di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Classi per l’ambiente, Stop the fever >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Ecosportello >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Gruppi d’acquisto solari >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
Partnership con aziende >> Obiettivo Economia verde
Progetti di educazione allo sviluppo >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Progetto Effetto Dinamo >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Progetto E...state nei parchi >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Rete nazionale Sportelli Energia >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
Siti internet, riviste e newsletter >> Obiettivo Comunicazione
linea d’azione
1
Il bazar di Legambiente nasce nel 1992 come esperienza per raccogliere fondi attraverso la vendita di gadgets associativi in occasioni di manifestazioni, convegni o campagne di Legambiente.
Attualmente è strutturato e sempre più articolato sia nell’organizzazione che nell’offerta.
Gli obiettivi principali del Bazar sono tre:
• incentivare l’adozione di stili di vita sostenibili attraverso la promozione di prodotti associativi
(dossier, abbigliamento, altro) e di prodotti e servizi ecocompatibili, a basso impatto ambientale
e sostenibili, e del commercio equo quali scelte alternative possibili;
• favorire la visibilità di Legambiente;
• essere uno strumento di raccolta fondi attraverso il quale contribuire al finanziamento delle
attività e iniziative associative.
La scelta dei prodotti e dei fornitori viene fatta in funzione di un’attenta valutazione delle
loro qualità e impatto socio-ambientale e dell’impegno dell’azienda per la sostenibilità. Il Bazar
rappresenta spesso un primo canale di contatto tra le aziende che propongono i propri prodotti
e/o servizi ecosostenibili e Legambiente. Successivamente possono elaborare insieme percorsi
virtuosi più articolati di sostegno alle iniziative associative o di responsabilità sociale di impresa.
I prodotti del Bazar vengono promossi attraverso il catalogo primavera-estate e autunno-inverno
stampato in due diverse edizioni l’anno, distribuito ai soci e scaricabile dal sito internet
www.legambiente.it. Inoltre i prodotti vengono promossi dalla rivista La Nuova Ecologia in una
rubrica dedicata e da una sezione del sito internet che permette gli ordinativi on line.
*
L’attività del Bazar di Legambiente nel 2009:
• i proventi sono stati di 47.180;
• i prodotti più venduti sono stati: abbigliamento e borse in fibre naturali (54%), prodotti di artigianato equo e solidale (12%), cosmesi naturale e detergenti ecologici (12%). Il rimanente 22%
è composto da prodotti di cartoleria, giochi in materiali riciclati o a energia solare, libri su temi
OBIETTIVI > Stili di vita
64
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
ambientali e sociali, gadget istituzionali (spille, magliette, borse, cappellini, bandiere) e prodotti
a energia rinnovabile (carica batteria solari, torce a manovella);
•introduzione di nuovi prodotti come ad esempio caffè, tè, cioccolato del commercio equo e solidale;
•coinvolgimento di nuovi fornitori quali ad esempio la Bottega della Canapa (per magliette e
borse in canapa), Emuna B.H. (per olio alimentare e cosmesi in canapa), Nuova Serigrafia (per la
stampa di magliette e gadgets), Ram e Equoland (per i prodotti equo e solidali), Raggio Verde
(per i quaderni in carta canapa e matite in legno recuperato).
OBIETTIVI > Stili di vita
CAMPAGNA IMBROCCHIAMOLA
L’Italia è il primo paese in Europa e il terzo
al mondo per consumo procapite di acque minerali in bottiglia. Questo significa un grande
spreco di risorse (economiche ed energetiche),
montagne di bottiglie di plastica da smaltire e
tante emissioni di CO2 per il trasporto su gomma che potrebbero essere risparmiate. L’alternativa, ovvero bere acqua del rubinetto, è una
scelta ecosostenibile che Legambiente sostiene
e promuove in tutte le forme.
linea d’azione
3
Il consumo di acqua minerale in Italia:
194 litri procapite
I profitti delle aziende imbottigliatrici:
2,3 miliardi di euro nel 2008
Costo del servizio idrico:
19,7 euro al mese per famiglia
I ristoranti che offrono acqua in brocca censiti da Imbrocchiamola: più di 1.300
L’iniziativa Imbrocchiamola, uno degli appuntamenti proposti dalla campagna Ridurre si può,
promuove in collaborazione con Altreconomia l’uso dell’acqua di rubinetto a casa e negli esercizi
di ristorazione. Imbrocchiamola è campagna di informazione rivolta ai cittadini e alle amministrazioni locali per promuovere l’uso dell’acqua del Sindaco, per diffondere buone pratiche come
la divulgazione sistematica dei dati sulla qualità delle acque di rubinetto e l’eliminazione delle
acque imbottigliate nelle mense scolastiche. Sul sito www.imbrocchiamola.org sono visibili in una
mappa interattiva gli esercizi che aderiscono all’iniziativa.
*
Nel 2009 nell’ambito della campagna Imbrocchiamola:
•è stato realizzato il dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali;
•sono state prodotte 1.000 copie di vetrofanie con il logo della campagna da apporre sulle
brocche, distribuite ai Circoli che ne hanno fatto richiesta;
•è stato prodotto un volantino da divulgare presso gli esercizi di ristorazione che servono acqua
in brocca, scaricabile da internet;
•sono state organizzate dai Circoli decine di iniziative locali.
Imbrocchiamola permette di svolgere anche un’azione di pressione politica. In risposta ad un articolo uscito sul Corriere della Sera il 12 maggio relativamente a dati allarmanti e non corretti sulla
qualità delle acque del rubinetto, Legambiente e Altraeconomia hanno rilasciato un comunicato
stampa e presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere le dovute verifiche.
CAMPAGNA PENDOLARIA
linea d’azione
Il pendolare, quel lavoratore o studente che
quotidianamente si sposta dal suo comune di
residenza per motivi di lavoro o di studio, è una
figura sempre più diffusa nei paesi ad economia
sviluppata. L’aumento della domanda di trasporto pendolare è un dato comune a larga parte
delle città europee: in Italia la mobilità pendolare è aumentata di oltre il 60% in 15 anni e i pendolari sono quasi un quarto della popolazione.
Il potenziamento del trasporto pendolare deve essere una priorità di intervento nazionale e regionale, in quanto unica risposta ai problemi di congestione e inquinamento delle città italiane,
uno dei punti chiave per la riduzione delle emissioni di CO2 e quindi per la lotta ai cambiamenti
climatici. Per questo nasce nel 2007 Pendolaria, la campagna di Legambiente creata con lo scopo
di rilevare ed evidenziare i problemi che affrontano quotidianamente i pendolari e di affrontare il
complesso tema della mobilità partendo dalle esigenze reali e quotidiane delle persone per riaffermare il diritto a una mobilità sostenibile e a misura di tutti i cittadini.
Pendolaria è uno strumento di pressione presso gli organi competenti e ha l’obiettivo di:
• incentivare la mobilità tramite trasporto ferroviario, diminuendo sempre più quello su gomma
che risulta essere largamente responsabile dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici;
• influenzare i processi politici che possono condurre il nostro Paese verso un modello di mobilità
sostenibile;
• definire una strategia di potenziamento del trasporto pubblico locale condivisa da parte di Regioni,
Province e Comuni, incentrata sul trasporto ferroviario come nelle principali città europee;
• fissare risorse, priorità di investimento e qualità dei servizi.
Nell’ambito di Pendolaria si svolge il Trofeo Caronte, il poco ambito premio che Legambiente
assegna alla tratta ferroviaria pendolare distintasi per le peggiori condizioni di viaggio. I volontari di Legambiente viaggiano sulle principali tratte di pendolari e valutano la puntualità
del treno, le condizioni di trasporto, la pulizia,
la comodità e stilano una classifica delle tratte
peggiori.
Rapporto Pendolaria 2009
2milioni 630mila i pendolari nel 2008.
Duecentomila viaggiatori (+8,2%) in più rispetto al
2007.
Insufficienti gli investimenti statali e regionali a favore del trasporto pendolare ferroviario.
Le buone pratiche: la creazione di due nuove linee
ferroviarie in Alto Adige e di una in Lombardia, la
messa a disposizione del biglietto unico e nuove
stazioni in Campania, l’orario cadenzato in Toscana,
la bacheca del pendolare in Piemonte e l’uso dell’intermodalità treno+bici in Puglia.
È stato inoltre distribuito un questionario alle
Regioni, i cui risultati sono stati riportati nel
Rapporto Pendolaria. Il dossier racconta la situazione del trasporto ferroviario nelle regioni
italiane (finanziamenti, quantità di viaggiatori, infrastrutture), mettendo in evidenza i casi di
maggiore criticità e le buone pratiche, facendo anche un raffronto tra le infrastrutture metropolitane
e ferroviarie delle principali città italiane con quelle di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.
A sostegno della campagna è stato distribuito un opuscolo informativo sulla situazione in Italia e
sulle richieste avanzate a Stato, Regioni e Ferrovie dello Stato per migliorare le infrastrutture.
È stata lanciata la petizione Più treni per i pendolari. Inoltre i cittadini hanno potuto mandare se-
67
2
OBIETTIVI > Stili di vita
66
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
gnalazioni via sms grazie alla partnership tra Legambiente e Radio Kiss Kiss.
OBIETTIVI > Stili di vita
*
L’edizione 2009 di Pendolaria (23 novembre - 11 dicembre) e del suo rapporto:
• 25 circoli aderenti;
• 5mila cittadini coinvolti;
• 1.000 segnalazioni tramite sms;
• 10mila opuscoli stampati e distribuiti durante le assemblee regionali dei pendolari e durante
gli eventi nazionali e locali della campagna;
• monitoraggio effettuato nelle città di Salerno, Bologna, Roma, Milano, Torino (P.Susa), Genova,
Palermo, Messina, Siracusa, Padova;
• Trofeo Caronte effettuato nelle città di Salerno, Bologna, Roma, Milano, Messina, Genova;
• 2 assemblee dei comitati pendolari nelle Marche e in Toscana per approfondire e discutere la
situazione locale del trasporto su ferro con i soggetti interessati, i comitati e le istituzioni; altre
assemblee e convegni in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia-Calabria;
• 19 regioni su 20 hanno risposto al questionario Pendolaria;
• Rapporto Pendolaria stampato in 1000 copie e distribuito a tutte le Regioni, aziende dei trasporti,
aziende costruttrici di treni, ai membri delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato;
• Il Rapporto Pendolaria è stato pubblicato sul sito istituzionale di 4 Regioni, oltre a essere stato
citato su 30 quotidiani e 50 siti internet.
CAMPAGNA RIDURRE SI PUÒ
linee d’azione
1 3
Ridurre si può è la campagna di informazione e
di sensibilizzazione sulle pratiche per la riduzione dei rifiuti, rivolta a consumatori e distributori. Organizzata nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Legambiente
è membro del comitato promotore) è realizzata
in collaborazione con Coop, Novamont e Virosac in qualità di partner e con Borsa Verde in
qualità di partner tecnico.
L’iniziativa si rivolge sia ai consumatori che ai distributori e ha l’obiettivo di sollecitare i cittadini,
imprese e amministrazioni locali nell’adottare comportamenti consapevoli, responsabili, sostenibili attraverso:
• l’informazione su come evitare sprechi nella produzione e nell’acquisto di beni;
• la promozione di buone pratiche di riduzione dei rifiuti;
• l’informare su politiche e strategie nazionali e comunitarie in materia di riduzione e smaltimento
dei rifiuti.
Le attività della campagna sono state concentrate nel week end conclusivo della Settimana
Europea di Riduzione dei Rifiuti (21-29 novembre), iniziativa nata con il supporto della
Commissione Europea e in Italia promossa nel 2009 da Legambiente, Federambiente, AICA,
Erica, Osservatorio Nazionale Rifiuti, Provincia di Torino, Eco dalle Città, Rifiuti 21 Network. In
particolare Legambiente ha organizzato tramite i Circoli iniziative davanti ai supermercati della
grande distribuzione, ha realizzato azioni mirate su tutto il territorio nazionale per promuovere la
69
dismissione degli shopper di plastica con distribuzione di buste biodegradabili e riutilizzabili, ha
coordinato laboratori didattici e di animazione per i più piccini e sono stati distribuiti materiali
informativi.
In occasione della campagna 2009 si sono tenute due importanti iniziative:
• il concorso No Pack: giunto alla sua seconda edizione, è un concorso fotografico che premia
l’imballaggio più assurdo;
• la campagna Imbrocchiamola: organizzata insieme ad Altraeconomia, con l’obiettivo di promuovere l’uso dell’acqua di rubinetto e per ridurre i consumi di acque minerali. La campagna è
supportata anche dal sito www.imbrocchiamola.org, dove è possibile trovare l’elenco di tutti gli
esercizi pubblici che servono acqua del rubinetto. Nell’ambito della campagna è stato realizzato il
dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali. Inoltre con i circoli sono state
organizzate decine di iniziative fuori dai maggiori supermercati per sensibilizzare i consumatori
e ridurre rifiuti già all’atto dell’acquisto, scegliendo prodotti con minori imballaggi e utilizzando
borse di stoffa o buste di materiali biodegradabili per la spesa, invece delle buste di plastica
usa e getta.
*
L’edizione 2009 di Ridurre si può (21 - 29 novembre):
• 49 i Circoli di Legambiente che hanno aderito alle 55 iniziative del weekend conclusivo;
• 25mila cittadini coinvolti;
• sono stati stampati 6mila pieghevoli e distribuiti fuori dai supermercati in occasione degli
eventi sul territorio;
• sono stati distribuiti 12mila shopper in plastica biodegradabile (mater-bi) messi a disposizione
da Novamont;
• è stato organizzato il 25 novembre il seminario Costruire il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, in collaborazione con Federambiente e Osservatorio Nazionale Rifiuti, con circa 80
partecipanti;
• sono state prodotte 1.000 vetrofanie con il logo da apporre sulle brocche nell’ambito della
campagna Imbrocchiamola, e preparato un volantino scaricabile da internet da divulgare presso
gli esercizi di ristorazione che servono acqua in brocca.
CAMPAGNA STOP THE FEVER
linee d’azione
1 2 3
Stop the Fever è la campagna di informazione per resposabilizzare
i cittadini sull’urgenza di agire nel proprio quotidiano per ridurre le
emissioni e contribuire a fermare i cambiamenti climatici introducendo nuove abitudini per una significativa riduzione delle emissioni di CO2. Nata nel 2008, Stop the Fever sensibilizza i cittadini sulla
necessità di introdurre nuove abitudini non più legate alla dipendenza dal carbonio, in modo da puntare ad una significativa riduzione
delle emissioni di CO2. La campagna si rivolge a cittadini, imprese,
governi locali e scuole con l’obiettivo di arrivare in dieci anni a
ridurre del 20% i consumi energetici, di incrementare del 20% l’utilizzo di risorse rinnovabili e
di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. Obiettivo in linea
con la politica energetica europea del 20-20-20.
Attraverso il sito www.stopthefever.org, la campagna mette a disposizione un luogo virtuale dove
ogni impegno corrisponde ad una quantità di emissioni risparmiate che vengono visualizzate da
OBIETTIVI > Stili di vita
68
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
un contatore sia personale che collettivo della comunità. Stop the Fever è una iniziativa
che consente di parlare in senso virtuoso
dell’impatto del singolo sull’ambiente, quantificando le emissioni risparmiate anziché le
emissioni prodotte e quindi veicolando messaggi positivi sui cambiamenti che possono
essere determinati dai nostri stili di vita. Il
sito offre inoltre consigli pratici, documenti
di approfondimento e notizie aggiornate sul
tema. La campagna è stata inoltre declinata
in una proposta didattica per le scuole e per
le Classi per l’ambiente con percorsi educativi che propongono agli alunni comportamenti virtuosi per fermare i cambiamenti climatici
e con un progetto specifico per riqualificare
gli edifici scolastici e cambiare gli stili di vita
a scuola (Kyoto anch’io – la scuola amica del
clima).
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Alcuni consigli di Stop the fever
•Chiudendo sempre i rubinetti mentre si lavano i
denti, in un anno si risparmiano 3 kg di CO2.
•Usando in ufficio ogni giorno 10 fogli stampati
per scrivere sul retro, si risparmiano 13,13 Kg di
CO2 e 6 Kg di carta.
• Usando abitualmente acqua del rubinetto per
bere si risparmia 24 Kg di CO2 in un anno e 11 Kg
di plastica.
•Sostituendo una lampadina a incandescenza
da 100 W con l’equivalente da 20 W a basso
consumo di classe A, si risparmiano 35 Kg di CO2
in un anno.
•Spegnendo uno stand by si risparmiano 80 Kg
di CO2 e circa 33,00 euro in un anno.
• Usando una volta la settimana la bici per 10 km
al posto dell’auto si risparmiano 90 Kg di CO2 e
42,00 euro di carburante l’anno.
*
•
•
•
•
•
Alcuni risultati di Stop the Fever nel 2009:
3.004.452.539 kg di CO2 risparmiati;
2.300 comuni iscritti, 2.500 cittadini;
29.500 pagine visitate del sito www.stopthefever.org, 46,51% la frequenza di rimbalzo;
13 i numeri della newsletter;
media partner dell’iniziativa: Radio DeeJay e AllMusic.
CAMPAGNA TRENO VERDE
linee d’azione
• proporre percorsi di educazione ambientale rivolti ai ragazzi in età scolare, attraverso spiegazioni semplici ed applicazioni che facciano toccare con mano i problemi e tutte le possibili
soluzioni;
• creare momenti di incontro e dibattito con amministrazioni, cittadini e operatori del settore.
Durante la campagna, il Treno Verde sosta mediamente per 5 giorni in ogni città. In quei giorni,
è possibile visitare le carrozze allestite con mostre, plastici, sale video, sale conferenze. A bordo
del treno vengono realizzate anche visite didattiche per le scuole attraverso un percorso creato
per far toccare con mano molti temi legati alle problematiche ambientali e per concretizzare
davanti agli occhi delle scolaresche e dei visitatori le possibilità che ha ognuno nel combattere
l’inquinamento e gli sprechi attraverso piccole accortezze quotidiane.
Oltre alle mostre, ai seminari e i laboratori, in ogni tappa il Treno Verde conduce un monitoraggio
scientifico della qualità dell’aria e del rumore della città in cui si ferma, grazie alle centraline
dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e alla strumentazione di Legambiente.
In particolare vengono analizzati PM10 e il livello di rumore, e i risultati sono resi noti nella conferenza stampa che si tiene in ogni tappa.
Nel 2009 il tema portante della campagna è stato quello dei mutamenti climatici.
Le carrozze del treno sono state organizzate e allestite per guidare grandi e piccini, studenti e
insegnanti, alla scoperta delle tante piccole scelte quotidiane che si possono fare per contribuire
a raggiungere un grande risultato: ridurre gli sprechi, risparmiare energia, respirare aria più pulita.
*
L’edizione 2009 del treno verde (25 febbraio - 30 marzo):
• 7 tappe: Napoli, Taranto, Pescara, Verona, Alessandria, La Spezia, Firenze;
• 500 scuole coinvolte;
• 12mila studenti coinvolti;
• 22mila visitatori in totale;
• monitoraggio scientifico: media PM10 entro i limiti in tutte le città, inquinamento acustico sopra
i limiti sia diurni che notturni.
1 2
Treno Verde è la campagna itinerante di informazione, di educazione ambientale e di monitoraggio della qualità dell’aria e dei livelli di
rumore delle nostre città. Realizzata a partire
dal 1988 in collaborazione con Ferrovie dello
Stato, la campagna viaggia a bordo di un treno speciale le cui carrozze sono adibite a mostra
sull’ambiente e la sua salvaguardia, sulle conseguenze delle nostre azioni quotidiane e sugli stili
di vita ecosostenibili utili per diminuire il nostro impatto ambientale.
Rivolta a grandi e piccoli, studenti e insegnanti, la campagna Treno Verde ha molteplici obiettivi
che mirano a:
• monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico nelle città raggiunte dal Treno Verde
tramite apposite centraline;
• sensibilizzare e spronare all’azione amministrazioni ed enti preposti alla salvaguardia della
salute e qualità di vita dei cittadini in città;
• informare e sensibilizzare i cittadini orientandoli in scelte consapevoli volte al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile e alla corretta gestione dei rifiuti;
71
CAMPAGNA VIVI CON STILE
linea d’azione
1
I cambiamenti dei propri stili di vita devono
essere affiancati da scelte consapevoli nei
consumi e nell’utilizzo dei servizi; le scelte
che si operano devono essere funzionali a
migliorare la qualità della propria vita e di quella delle generazioni future. E prima ancora di
scegliere è fondamentale che che il cittadino possa vere accesso all’informazione necessaria ad
una scelta responsabile.
Vivi con stile è la campagna di Legambiente dedicata a promuovere la diffusione di comportamenti di acquisto e di consumo più liberi e responsabili.
Vivi con stile si articola in queste iniziative:
• un sito Internet (www.viviconstile.org) aggiornato con informazioni, consigli pratici, proposte
concrete di interventi per vivere diversamente e meglio, riducendo i costi energetici delle nostre
azioni quotidiane. Questo è lo strumento principale di comunicazione della campagna;
• il libro Vivi con Stile (Terre di Mezzo, 2007) con schede pratiche per i vari argomenti, e il libro
OBIETTIVI > Stili di vita
OBIETTIVI > Stili di vita
70
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Stili di vita
Viaggare Leggeri su come essere turisti responsabili;
• la EcoTopTen Auto, guida alla scelta delle quattro ruote con le migliori prestazioni ambientali,
realizzata in collaborazione con ATA (Associazione Traffico e Ambiente) Svizzera. Il progetto Eco
Top Ten si è poi ampliato con altre categorie di prodotti (televisori, condizionatori, lavatrici);
• l’Etichetta per il Clima è uno strumento pensato per permettere al consumatore di confrontare
e scegliere prodotti o servizi non solo in base al prezzo e alle funzionalità, ma tenendo anche
conto del loro impatto sui consumi energetici e sulle alterazioni climatiche.
Oggi Vivi con stile conta 70 schede, suddivise per macroaree tematiche, e centinaia di suggerimenti su quel che possiamo fare per vivere in case più confortevoli, uffici e luoghi di lavoro più
sani, strade più sicure, ambienti naturali meno inquinati.
Le 70 schede sono suddivise in 6 categorie:
• Casa clima
• Scuola e lavoro
• Tempo libero
• Mobilità
• Elettrodomestici
• Abitare
*
vivi con stile nel 2009:
• 74.500 visite annuali al sito, 171.360 visualizzazioni, 87,51% di visite nuove, 65,78% dei
visitatori che provengono da motori di ricerca;
• tiratura dei libri: Vivi con stile 10mila copie, Viaggiare Leggeri 3mila copie.
CAR SHARING
linea d’azione
1
Legambiente a Milano fin dal 2001 si è fatta promotrice della prima esperienza di gestione di un
progetto di car sharing da parte di un ente no profit.
Il car sharing (in italiano condivisione dell’automobile) è un servizio di trasporto innovativo
che consente ai propri abbonati di condividere una flotta di veicoli di diverso modello, spesso
alimentati con combustibili a basso impatto ambientale. L’idea di base del car sharing si fonda
sulla possibilità di permettere a più utenti di utilizzare autonomamente in periodi diversi la stessa autovettura, previa prenotazione, senza dover pagare i costi di manutenzione, assicurazione
e rifornimento, ma solo il reale utilizzo (ore e chilometri percorsi). Le autovetture sono a disposizione in parcheggi su strada e autorimesse distribuite capillarmente sul territorio, e godono di
accessi gratuiti alle strisce blu dei parcheggi o alla zona ecopass.
Il car sharing vuole quindi dare la possibilità di rinunciare al possesso di una automobile,
consentendo comunque di utilizzarne una quando è davvero necessario. Il servizio car sharing,
complementare all’utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta, può quindi diminuire il numero
di auto in sosta (si calcola infatti che una vettura del car sharing sostituisce fino a 7/8 vetture
private) rendendo possibile una migliore scorrevolezza del traffico e soprattutto contribuisce a
spostare le abitudini di mobilità verso modalità più sostenibili.
Oltre ai benefici ambientali, questo tipo di trasporto conviene anche dal punto di vista economico
e in modo particolare:
• agli utenti che compiono spostamenti in auto brevi e frequenti, o a chi usa l’auto saltuariamente per i weekend o per lavoro;
73
• alle famiglie che vogliono utilizzare una seconda auto senza spese di manutenzione;
• agli utenti che percorrono in auto meno di 10mila Km all’anno.
Il car sharing a Milano ha oggi più di 3mila abbonati che hanno a disposizione oltre 100 auto
distribuite in più di 60 parcheggi a Monza, a Milano e in provincia.
*
Nel 2009 sono stati 620 i nuovi iscritti al car sharing, di cui il 25% sono soci
Legambiente.
CENTRI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE (CEA)
linee d’azione
1 4
I Centri di Educazione Ambientale di Legambiente (CEA) sono presidi territoriali che attuano le
politiche dell’associazione sul territorio, si impegnano a migliorare la qualità ambientale e culturale dei territori e offrono percorsi e opportunità di venire in contatto con stili di vita alternativi
e sostenibili. Propongono turismo educativo, naturalistico, storico e culturale, offrono soggiorni e
percorsi didattici di valorizzazione ambientale e di riscoperta culturale per far crescere nei ragazzi
e nei giovani la consapevolezza dell’importanza di alcuni valori che i nostri territori conservano.
Situati in aree protette o in luoghi naturalistici, storici e artistici di pregio, oppure in luoghi
che consentono di fare formazione ed esperienza diretta sul campo, i CEA si distinguono in:
• residenziale con soggiorno, ovvero laboratori sul territorio aperti a persone esterne;
• strutture organizzate ma non residenziali rivolte prevalentemente al territorio locale;
• altri presidi, come le oasi di Natura e Territorio, i centri di Volontariato o la Rete dei Festival
che organizzano attività di educazione ambientale.
All’interno dei CEA lavorano educatori ambientali formati da Legambiente Scuola e Formazione.
Gli interlocutori dei CEA sono le scuole, le famiglie e i gruppi di cittadini organizzati e no, che
vengono a conoscenza di queste strutture attraverso la comunicazione internet, la guida di Legambiente, la comunicazione a livello locale fatta dagli stessi CEA.
In tutti i CEA si seguono i principi del turismo sostenibile, di valorizzazione del territorio e rispetto per l’ambiente, secondo i dettami di Legambiente Turismo.
Nei CEA si svolgono attività di vario tipo:
•campi scuola e soggiorni educativi, anche integrati
in percorsi di educazione ambientale portati avanti
durante l’anno in classe;
•attività di fruizione del territorio, visite guidate,
incontri con la popolazione locale;
•attività educative e didattiche, percorsi e laboratori di conoscenza scientifica;
•campi estivi per ragazzi, momenti di gioco e vacanza a contatto con la natura;
•turismo per adulti e per famiglie;
•corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e formatori.
I CEA sul territorio
42 in totale (di cui 15 residenziali) così
suddivisi:
• 10 in Nord Italia
(2 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia,
1 in Piemonte e 4 in Veneto).
• 19 in Centro Italia
(3 in Abruzzo, 1 in Basilicata, 2 nelle
Marche, 7 in Toscana e 6 in Umbria).
• 13 in Sud Italia e nelle Isole
(9 in Campania, 1 in Puglia, 1 in Sardegna
e 2 in Sicilia).
OBIETTIVI > Stili di vita
72
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Alcune aziende, se presenti sul territorio con negozi o punti vendita, diventano Legambiente
Point, collaborano in modo stretto con i Circoli di Legambiente e si fanno promotori di iniziative
sul territorio. Le convenzioni con Legambiente a fine 2009 sono 20, di cui 9 sono state attivate
durante l’anno. Le convenzioni, come il Bazar, rappresentano uno dei canali possibili attraverso
i quali entrare in contatto con nuovi interlocutori con i quali iniziare percorsi comuni di sostenibilità, partnership o sponsorizzazioni per progetti o campagne.
*
I Centri di Educazione Ambientale nel 2009:
• circa 950 classi da tutta Italia hanno visitato i CEA partecipando alle attività previste;
• le famiglie sono state circa 1.500 per un numero di 7.500 adulti.
OBIETTIVI > Stili di vita
• CENTRO IL GIRASOLE
Il Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Il Girasole è il centro di educazione ambientale
più grande di Legambiente situato in località Enaoli a Rispescia (Grosseto), nel Parco Naturale
della Maremma Toscana. Ecoturismo ed educazione ambientale sono le parole chiave del Centro
il Girasole dove singoli, famiglie e gruppi sperimentano, con soggiorni e attività formative, uno
stile di vita in armonia con la natura. La struttura era un convitto destinato agli orfani, in seguito
abbandonato e diventato fatiscente. La Regione ne ha quindi fatto un luogo protetto destinandolo a scopi educativi, ristrutturato da Legambiente secondo criteri di sostenibilità ambientale.
Ora il Girasole viene considerato una cittadella sostenibile, poiché rappresenta le buone pratiche
e i contenuti che Legambiente promuove attraverso le sue iniziative.
Il Centro ospita ora una serie di iniziative di Legambiente a livello nazionale quali:
• il Centro Nazionale per la promozione delle Fonti Energetiche Rinnovabili;
• Festambiente, il principale festival ambientalista organizzato da 21 anni;
• L’Assemblea Nazionale dei Circoli di Legambiente.
I posti letto presso la struttura de Il Girasole sono circa 100 e consentono soggiorni di tre o
quattro giorni, prevalentemente per i ragazzi delle scuole medie, ma anche per famiglie. Il Centro
organizza anche attività di educazione ambientale in giornata per le scuole. I soggiorni vedono la
partecipazione di circa di 7mila ragazzi all’anno, che diventano 15mila in quelli giornalieri. I temi
trattati sono ad esempio: rifiuti, buone pratiche quotidiane di sostenibilità, risparmio energetico,
alimentazione biologica.
CONVENZIONI PER I SOCI CON AZIENDE
linee d’azione
1 3
Legambiente ha stipulato una serie di convenzioni con aziende e associazioni per offrire ai propri
soci agevolazioni e sconti su prodotti e servizi di qualità, ma soprattutto per proporre alternative
più sostenibili che aiutino concretamente a cambiare i propri stili di vita.
Le buone pratiche delle aziende
Le aziende che stipulano accordi con Legambiente si
impegnano ad attuare azioni concrete per la tutela
dell’ambiente agendo in particolare in questi settori:
• illuminazione a basso consumo
• raffreddamento e raffrescamento
• pc e apparecchiature elettroniche efficienti
• risparmio e riciclo della carta
• raccolta differenziata dei rifiuti
• risparmio di acqua
• nella pausa caffè e nella pausa pranzo, uso delle
stoviglie riutilizzabili o in mater-bi
• mobilità sostenibile
75
Le aziende con cui Legambiente stipula
convezioni per i soci operano in settori
compatibili con la missione di Legambiente o hanno messo in campo delle soluzioni concrete di attenzione al sociale e
all’ambiente. Le aziende convenzionate si
impegnano a rispettare un vademecum di
buone pratiche e di diffondere i valori e la
cultura di Legambiente al proprio interno
e anche ai loro clienti e fornitori.
Alla stipula della convenzione segue il monitoraggio del rispetto del vademecum e
dei termini del contratto.
*
Le nuove convenzioni per i soci attivate nel 2009:
• Ferrovie dello Stato: sconti ed agevolazioni sull’abbonamento annuale bici+treno su tutte le
tratte ferroviarie regionali in Lombardia;
• Cantiere 11, sconto 5% su interventi di ristrutturazioni secondo criteri di bioedilizia;
• Ecostore, catena di toner e cartucce rigenerate: ogni 5 prodotti uno in omaggio;
• Ferred, sconto dal 5 al 15 % sui prodotti per la casa e per l’infanzia;
• Libreria HOEPLI, sconto 10% su tutti i libri e del 15% su libri di tema ambientale;
• Save.el.en, sconto del 20% su Save.el.en plus, dispositivo elettronico che permette di collegare la lavatrice direttamente alla fonte d’acqua calda domestica, alla caldaia o ai pannelli solari,
permettendo un notevole risparmio di energia elettrica;
• Terre di mezzo, sconto del 20% sull’abbonamento annuale a 11 numeri della rivista e del 15%
su tutti i libri editi dalla casa editrice;
• Urban Bike Messengers Milano (pony express in bici a Milano), sconto del 10% sull’acquisto
dei carnet e sconto del 15% sui ritiri fuori carnet;
• Velocittà (pony express in bici a Roma), sconto del 10% sull’acquisto dei carnet.
DOSSIER LA LOTTERIA DEI CANONI
DI CONCESSIONE DELLE ACQUE MINERALI
linea d’azione
2
Legambiente ogni anno in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua (22 marzo) organizza
campagne e prepara dossier per informare e sensibilizzare sulle varie questioni relative alle risorse idriche.
In questo contesto, dal 2008 uno dei temi affrontati è quello delle acque minerali, del loro costo e dell’elevato impatto ambientale che queste determinano, a favore della più sostenibile,
controllata ed economica acqua del rubinetto, nell’ambito della campagna Imbrocchiamola e in
collaborazione con Altreconomia, per la promozione dell’acqua di rubinetto a casa e negli esercizi
di ristorazione.
Nel 2009 in particolare in questo contesto è
stato stilato il dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali. Frutto
dell’elaborazione dei dati di un’inchiesta svolta
in collaborazione con gli uffici regionali, il dossier indica le modalità di gestione dei canoni e
lo stato dell’arte delle concessioni per le acque
minerali in ciascuna Regione.
La lotteria dei canoni di concessione delle
acque minerali
•12,4 miliardi i litri di acqua imballati nel 2007,
l’80% con materiale plastico.
•9 Regioni fanno pagare un canone doppio
(volumi d’acqua e superficie di concessione).
• 8 Regioni fanno pagare il canone solo sulla
base della superficie di concessione.
• 1 Regione prevede una tariffazione forfettaria
annuale.
OBIETTIVI > Stili di vita
74
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Il dossier è uno strumento di pressione sugli enti regionali con l’obiettivo di denunciare il quadro
nazionale sulle tariffe pagate alle Regioni italiane dalle società imbottigliatrici evidenziando in
particolare che:
•i canoni per le concessioni applicati sono irrisori, a discapito di un forte sfruttamento della
risorsa, e disomogenei sul territorio;
•il danno ambientale causato è rilevante da un lato per l’enorme quantità di imballaggi in plastica prodotti e messi in commercio e dall’altro per il trasporto su gomma, per migliaia di chilometri,
delle acque imbottigliate.
OBIETTIVI > Stili di vita
Il dossier è stato presentato attraverso comunicato stampa in occasione della Giornata Mondiale
dell’acqua il 22 Marzo 2009 e reso disponibile sul sito internet di Legambiente.
ECO TOP TEN AUTO
linea d’azione
1
Il settore dei trasporti è la fonte principale di inquinamento atmosferico nelle nostre città e
contribuisce in modo massiccio anche alle emissioni di gas serra. Legambiente da molti anni è
impegnata nel promuovere forme di mobilità sostenibili come il trasporto pubblico, la bicicletta,
l’auto in condivisione e servizi di informazione alla mobilità.
Spesso però, anche i consumatori più attenti all’ambiente non riescono, per esigenze lavorative e
no, a rinunciare all’automobile privata. Per minimizzare l’impatto ambientale prodotto, dal 2007
Legambiente, in collaborazione con Ata Svizzera (Associazione Trafficio Ambiente), stila la Eco
Top Ten delle auto meno inquinanti. La classifica rappresenta uno strumento di informazione per
guidare i consumatori nella scelta di delle auto più eco sostenibili.
Per stilare la classifica si prendono in considerazioni tutte le
Eco Top Ten 2009:
auto più vendute in Italia (incluse le meno inquinanti come
le 10 auto meno inquinanti
le ibride e quelle alimentate a gas) e si escludono a priori
Toyota iQ 1.0
1)
i modelli più inquinanti che utilizzano elevate quantità di
2)
Honda Insight Hybrid 1
carburante come ad esempio i suv e le auto sportive.
Toyota Prius 1.5 Hybrid 1
3)
I parametri ambientali utilizzati per valutare i vari modelli di
4) Honda Civic 1.3 Hybrid 1
auto sono:
5) Toyota Aygo 1.0 VVT-i
• le emissioni di anidride carbonica;
6) SmartFortwo coupé/cabrio mhd
• la produzione di inquinanti atmosferici e sostanze nocive
7) Daihatsu Cuore 1.0
inquinanti con impatto sanitario e ambientale;
8) Peugeot 107 1.0
9) Citroen C1 1.0
• il rumore.
Daihatsu Sirion 1.0
10)
Ad ogni indicatore viene attribuito un punteggio. Il voto
finale attribuito ai mezzi è dato dalla somma ponderale dei
punteggi attribuiti nei diversi indicatori. Si dà quindi vita a una classifica generale e a dieci classifiche per categoria di auto. Le classifiche sono consultabili sul sito internet www.viviconstile.org.
*
L’Eco Top Ten 2009:
• è stata presentata mediante comunicato stampa il 14 marzo 2009;
• 750 i modelli di auto sono stati presi in considerazione dall’indagine, con emissioni inferiori a
180 grCO2/Kg secondo i nuovi limiti europei.
FESTAMBIENTENET - LA RETE DEI FESTIVAL
linee d’azione
77
14
FestAmbienteNet è la rete dei festival estivi di
Legambiente, appuntamenti nell’ottica della sostenibilità ambientale sempre più attesi e consolidati.
Tante manifestazioni che si distinguono per originalità sono diffuse lungo lo Stivale sotto la bandiera di Legambiente e della valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e sociale. Tutti con
una propria identità ma con una matrice che li accomuna: parlare e far parlare di tutela dell’ambiente in un clima di festa secondo uno stile positivo e propositivo.
I festival sono infatti appuntamenti di promozione di stili di vita sostenibili, di comunicazione di
buone pratiche, vetrina di tante realtà produttive rispettose dell’ambiente e occasione per raccontare le attività dell’associazione a un grande numero di cittadini.
I Festival sono quindi occasioni per dare il buon esempio in modo concreto. Tutta la rete di
FestAmbienteNet abbatte le emissioni di CO2 in collaborazione con AzzeroCO2 attraverso progetti
di recupero forestale in Italia ed in varie parti del mondo. Inoltre i membri della Rete dei Festival
aderiscono a un codice di comportamento che li vincola a rispettare alcuni parametri nell’organizzazione e gestione dei rispettivi festival, quali:
• azzeramento delle emissioni;
• raccolta differenziata dei rifiuti del Festival;
• utilizzo di posate e bicchieri di mater-bi;
• sensibilizzazione del pubblico sui cambiamenti climatici e risparmio energetico.
All’interno della Rete, particolarmente rilevanti
FestAmbienteNet - la rete dei festival
sono FestAmbiente e FestAmbiente Ragazzi.
nel 2009:
FestAmbiente (www.festambiente.it) è stato il
• FestAmbiente Bari
primo festival in Europa dedicato alle tematiche
(24 - 26 aprile) I edizione
ambientali. Organizzato da 21 anni è la “madre”
• FestAmbiente Ragazzi
(8 - 14 giugno) XV edizione
dei festival di Legambiente. FestAmbiente è uno
• FestAmbiente Vicenza
dei maggiori appuntamenti dedicati all’ecologia
(24 - 28 giugno) VII edizione
e alla solidarietà e promuove la qualità della
• FestAmbiente Latina
vita in tutti i suoi aspetti: sana alimentazione,
(25 - 28 giugno) IX edizione
salvaguardia del patrimonio ambientale e
• FestAmbiente della Saccisica
culturale del paese, innovazioni tecnologiche,
(25 - 28 giugno) I edizione
promozione delle fonti rinnovabili, tutela
• FestAmbiente Sud
(22 - 25 luglio) V edizione
delle tradizioni e culture locali, solidarietà,
• Castelli di Pace
svago e divertimento in chiave ambientalista.
(30 luglio - 2 agosto) V edizione
FestAmbiente si tiene ogni anno per dieci
• FestAmbiente
giorni nella prima metà di agosto, presso il
(7 - 16 agosto) XXI edizione
Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile
• Festa del Mare
Il Girasole3 e vede l’organizzazione di concerti,
(4 - 6 settembre) VI edizione
spettacoli, proiezioni cinematografiche, teatro,
spazi espositivi dedicati all’eccellenza e all’innovazione in campo ambientale, momenti di approfondimento quali dibattiti e conferenze, incontri con le associazioni del terzo settore e coinvolgimento dei cittadini in progetti migliorativi per la società civile italiana. Uno spazio è dedicato
anche ai più piccoli, con giochi e attività di educazione ambientale.
3 - È la struttura di educazione ambientale di Legambiente situata in località Enaoli a Rispescia (Grosseto), nel Parco Naturale della
Maremma Toscana
OBIETTIVI > Stili di vita
76
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
OBIETTIVI > Stili di vita
L’edizione 2009 di FestAmbiente:
• 20mila mq di esposizione, 130 stand, 400 enti patrocinatori;
• 267,21 Kg di CO2 risparmiati durante i 10 concerti alimentati da pannelli solari grazie a Ecoluce;
• 90% di raccolta differenziata durante i 10 giorni della festa;
• 20 convegni e dibattiti, 150 relatori, 100 artisti, 70 rassegne e degustazioni, 50 pellicole proiettate tra cortometraggi, documentari e lungometraggi;
• altre iniziative tra le quali il Clorofilla Film Festival che premia le pellicole che trattano temi
ambientali, spettacoli teatrali, presentazione di libri;
• numerosi i media che hanno parlato o scritto di FestAmbiente: 14 agenzie, 21 televisioni, 32
radio, 38 quotidiani, 173 riviste varie, 180 media on line.
FestAmbiente Ragazzi (www.festambienteragazzi.org) è la versione per ragazzi di FestAmbiente.
Da 16 anni si rivolge a bambini e giovani tra
i 4 e i 12 anni con l’obiettivo di sensibilizzarli
e di trasmettere loro la consapevolezza del
ruolo del singolo, investirli fin da subito del
loro ruolo attivo di singoli cittadini, creare in
loro una coscienza sociale individuale grazie
alla quale si sentano sia parte che soluzione dei problemi della Terra e di tutti i suoi abitanti. Lo
spirito e la finalità sono quelle di una festa a misura di bambino, in cui i più piccoli non siano
soltanto spettatori passivi, ma protagonisti attivi giorno dopo giorno con attività pensate specificatamente per loro e attraverso importanti momenti di confronto e dibattito con i genitori.
Il festival è finanziato da enti locali e da sponsor privati e si svolge grazie alla collaborazione tra
Legambiente ragazzi e Legambiente Marche, che si occupa prevalentemente dell’organizzazione
e dell’aspetto comunicativo. FestAmbiente ragazzi viene organizzato ogni anno nella prima metà
giugno per una decina di giorni. Nel 2009, per il secondo anno consecutivo, è stata ospitata dal
Comune di Senigallia, in pieno centro cittadino. L’evento è stato promosso in collaborazione con
il Comune di Senigallia, con il patrocinio della Regione Marche, Provincia di Ancona e Federazione
Italiana Pallacanestro.
*
L’edizione 2009 di FestAmbiente ragazzi:
• 2mila partecipanti;
• 8 appuntamenti quotidiani tra laboratori didattici e giochi sui temi principali della festa: energie
e riciclo;
• 4 spettacoli di intrattenimento tra musica, teatro e burattini.
PROGETTO BIOALIMENTA IL DOMANI
linea d’azione
4
Bioalimenta il domani è un percorso didattico di educazione ad una buona e sana alimentazione
rivolto alle scuole secondarie di primo grado, ideato e realizzato da Legambiente in collaborazione con Rigoni di Asiago e patrocinato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,
e dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Obiettivo del progetto è di sensibilizzare e formare le nuove generazioni alla cultura del
biologico. Il percorso educativo offre spunti, riflessioni e strumenti che collocano l’alimentazione
all’interno dell’insieme di relazioni che intrecciano i consumi individuali alla salute, al contesto
ambientale, alla difesa delle risorse. BioAlimenta il domani ha durata triennale (2007-2009)
con focus annuale su un tema specifico: biologico e impatto delle colture sull’ambiente (2007),
alimentazione e salute (2008) e il biologico nella mitigazione dei cambiamenti climatici (2009).
Le classi interessate aderiscono gratuitamente al progetto, gli insegnanti ricevono materiali
didattici che permettono di approfondire le problematiche suddette utilizzando strategie
educative innovative, incentrate su problemi concreti che attengono alla qualità della vita e
alla sostenibilità dell’ambiente. I percorsi sono organizzati e impostati con metodologie tali da
motivare i ragazzi all’apprendimento e far crescere in loro competenze evolutive complesse:
saper leggere la realtà, essere consapevoli di sé, essere capaci di assumersi responsabilità
e di partecipare alla vita sociale. Proprio queste competenze disegnano un buon cittadino
come persona capace di muoversi nella complessità delle relazioni del mondo contemporaneo.
Insieme al percorso educativo nella prima annualità le classi ricevono due schede di indagine
di cui una rivolta agli studenti e una alle famiglie sul loro rapporto con il biologico, mentre nel
secondo anno una scheda di indagine sulle mense scolastiche. Nella seconda e terza annualità è
prevista anche la partecipazione a un concorso volto a premiare i migliori progetti educativi elaborati dalle classi sui temi del progetto. Dieci sono i premi assegnati ogni anno e consistono per
i primi tre classificati in un viaggio di 3 giorni ad Asiago mentre dal quarto al decimo classificato
in una t-shirt personalizzata BioAlimenta il domani per ciascuno studente.
*
Il progetto BioAlimenta il domani nel 2009:
• ha visto la partecipazione di 350 scuole, di cui 55 sono scuole che hanno rinnovato l’adesione
fatta nel corso della prima annualità del progetto, per un totale di circa 1.300 classi e 30mila
alunni;
• sono stati coinvolti nei percorsi educativi 8 tra Circoli e CEA di Legambiente;
• ha ricevuto 47mila euro di finanziamenti da Rigoni per la realizzazione dei materiali didattici;
•ha visto l’inizio della terza e ultima annualità di progetto in occasione dell’annuncio dei
vincitori del Concorso per il migliore progetto educativo.
I vincitori del concorso BioAlimenta il domani 2009
Vincono il soggiorno-studio ad Asiago:
• la 2A dell’Istituto Comprensivo A. Moro di Campagna Lupia (VE);
• le classi 1A, 1C e 2C dell’Istituto comprensivo B. Lorenzi di Fumane (VR);
• le classi 2E, 1F e 2H dell’ Istituto Comprensivo A. Bonsignore di Licata (AG).
Vincono una t-shirt e un kit Rigoni di Asiago:
• la classe 1B della Scuola secondaria di primo grado A. Giuriolo di Arzignano (VI);
• le classi 1B e 2B dell’Istituto Comprensivo A. Vanvitelli di Airola (BN);
• le classi 3C e 3C dell’Istituto Comprensivo N° 3 di Messina;
• le classi 2A, 2B e 2C dell’Istituto Comprensivo di Crespano del Grappa (TV);
• tre classi 2° della Scuola media B. Alfieri – Sez. Associata Pancalieri di Carignano (TO);
• la classe 2D della Scuola secondaria di primo grado N. Festa di Matera;
• le classi 1A, 1B, 1B e 2A dell’Istituto Comprensivo S. Satta di Orgosolo (NU).
79
OBIETTIVI > Stili di vita
78
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Stili di vita
PROGETTO KYOTO ANCH’IO - LA SCUOLA AMICA DEL CLIMA
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
81
4
Kyoto Anch’io – la Scuola Amica del clima è un progetto triennale realizzato in collaborazione con
Edison a partire dal 2007. Si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado per offrire loro l’opportunità di ricevere riconoscimenti per l’impegno in azioni di efficienza energetica, buone pratiche di
educazione al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Le scuole aderenti al progetto
ricevono materiali didattici per realizzare percorsi educativi e sono invitate a progettare interventi
di riqualificazione degli edifici e di cambiamento degli stili di vita a scuola.
Il progetto è iniziato con l’anno scolastico 2007-2008 e ha visto come azione principale l’indagine
nazionale sull’edilizia e sul risparmio energetico negli edifici scolastici. 1.800 sono state le scuole
che hanno partecipato attivamente all’indagine, fornendo informazioni sull’edificio, su servizi e
pratiche rivolte al risparmio energetico, su situazioni di rischio cui la scuola è sottoposta, dimostrando una forte sensibilità nei confronti di questa tematica. Inoltre è stato lanciato un concorso
tra le scuole per premiare, con l’installazione di pannelli fotovoltaici, i progetti di riqualificazione
energetica e ambientale del proprio edificio. Al concorso hanno partecipato 150 scuole. La scuola
vincitrice, l’Itis Augusto Righi di Chioggia (Ve), è stata premiata nel Marzo 2009 durante la presentazione di Ecosistema Scuola, la ricerca annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica.
L’anno scolastico successivo (2008-2009) il
Le scuole di Eco-generation
progetto è stato inserito nel contesto della
campagna Stop the fever - Effetto Serra la cura • Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi” di
sei tu con l’intento di mobilitare istituzioni Scerni (Chieti)
e cittadini intorno al comune obiettivo della • Istituto Comprensivo Statale
riduzione dei gas serra. Alle scuole è stato fatto “Mario Montanari” di Ravenna
l’invito a incidere sui comportamenti e gli stili di • Liceo Artistico “Umberto Boccioni” di Milano
vita che generano una eccessiva produzione di • Scuola Media Statale Bellani di Monza
emissioni di CO2 attraverso azioni concrete negli • Istituto Comprensivo Vidoletti di Varese
edifici scolastici. Sono state coinvolte le scuole • Istituto Comprensivo G. Segala di Verona
che hanno partecipato all’indagine nazionale • Istituto Tecnico Severi di Padova
sull’edilizia e il risparmio energetico, con • Scuola Media Statale Zingarelli di Foggia
l’obiettivo specifico di creare una rete di scuole • Istituto Comprensivo Statale Cruillas di Palermo
che attraverso il confronto e l’avvio di un percorso
comune di riduzione delle emissioni di CO2 partecipi alla realizzazione di una scuola migliore,
capace di dare il suo contributo per una società ambientalmente sostenibile e giungere alla definizione di un decalogo di buone pratiche per il risparmio energetico e il miglioramento della
vivibilità dell’ambiente classe/scuola.
La collaborazione tra Legambiente e Edison prosegue nell’anno 2009-2010 sempre sul tema della
riqualificazione energetica degli edifici scolastici con il progetto Eco-generation. Dieci scuole tra
quelle più attente alle tematiche dell’energia e della sostenibilità ambientale con cui Legambiente ha lavorato negli anni sono state selezionate per intraprendere un percorso di riqualificazione
dell’edificio scolastico e progetti di educazione ambientale e cambiamento degli stili di vita a
scuola. Al termine del percorso, che durerà tre anni, le scuole che avranno completato tutti gli
step otterranno il marchio Edison-Legambiente di scuola ecosostenibile.
In questo progetto sono state coinvolte 10 scuole per un totale di 40 classi e 800 alunni.
Le attività di indagine e i percorsi sono previste per il 2010.
2.4.2 Cittadinanza attiva
Operare per allargare, affermare e valorizzare la partecipazione civica, associativa, politica in campo ambientale nel nostro Paese.
Legambiente, nel panorama associativo italiano, si caratterizza tra i principali corpi intermedi della società italiana in campo ambientalista e ritiene che la funzione associativa e la partecipazione
attiva e consapevole dei cittadini, di tutte le età e senza distinzione di nazionalità, siano determinanti per dare sostanza alla democrazia e far prevalere l’interesse generale in campo ambientale.
Per tale convinzione organizza, rappresenta e valorizza le ragioni, i bisogni e le aspettative della
società civile, scegliendo di stare dalla parte del popolo inquinato e della coesione sociale. Lo fa
con un agire politico originale, orgogliosamente autonomo, diffuso nei territori tramite l’importante ruolo dei Circoli, finalizzato a rendere (e far riconoscere) l’ambientalismo un corpo vivo, un
pensiero forte, uno strumento utile per migliorare il presente e costruire futuro buono per tutta
la società. Un modo di fare che poggia sull’assunzione di responsabilità anche individuale verso
la res publica e stimola i singoli alla partecipazione politica attiva e consapevole.
Le linee d’azione e le attività di riferimento:
1
Stimolare, organizzare e sostenere la rete delle strutture
territoriali, diffusa su tutto il
territorio nazionale, con particolare riferimento ai Circoli di
Legambiente che si caratterizzano
come luoghi di esercizio dell’impegno personale e collettivo continuativo e qualificato, gratuito e
volontario, nonché luoghi aperti di
confronto, di partecipazione, d’iniziativa per i soci e per tutti i cittadini interessati. Alla rete dei Circoli
si affiancano i gruppi locali di Protezione Civile e i/le giovani che annualmente prestano Servizio Civile
Nazionale.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Campi di volontariato
• Presìdi territoriali:
Centri permanenti di volontariato, Gruppi di
protezione civile
• Progetti, iniziative ed eventi:
Servizio civile nazionale
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
80
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
2
Promuovere, sostenere e organizzare la partecipazione diffusa dei cittadini di tutte le età
in varie forme: giornate di mobilitazione e di volontariato, campagne popolari di pressione, campi
di volontariato per la salvaguardia,
ripristino e valorizzazione di luoghi
e beni collettivi, petizioni, proteste
pacifiche con sit-in e cortei, segnalazioni di abusi e misfatti.
Collaborare e costruire alleanze con altri soggetti sociali
del terzo settore per difendere
e allargare gli spazi di democrazia diretta, il ruolo dell’associazionismo, a livello nazionale
e internazionale. Creare e sostenere reti e infrastrutture sociali, in
particolare nelle aree del Paese più
svantaggiate.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Appelli e petizioni, Campi di volontariato,
Festa dell’albero, Non scherzate col fuoco,
Nontiscordardimé, Operazione Fiumi, Puliamo
il Mondo, Spiagge e fondali puliti
• lobby e vertenze:
Manifestazioni tematiche
• Presìdi territoriali:
Gruppi di protezione civile
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Partnership, alleanze e convenzioni:
Centro Servizi per il Volontariato, Fondazione
Sud, Forum Terzo Settore, Tavola della Pace
Iniziative trasversali
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
83
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Progetti, iniziative ed eventi:
eMPOWER, E…state nei parchi!
3
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Campagna 100 piazze per il clima >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
Campagna 100 strade per giocare >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Campagna Biodomenica >> Obiettivo Economia verde
Campagna Per il Clima contro il nucleare >> Obiettivo Modello energetico
sostenibile
Centri di educazione ambientale >> Obiettivo Stili di vita
Non scherzate col fuoco >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Progetti Senior Volunteering Program >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Progetti di educazione allo sviluppo >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Progetti SVE >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Progetto SVE Roma - Gadje >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Puliamo il mondo in Togo e in Ghana >> Obiettivo Cooperazione internazionale
• Aumentare il numero dei campi di volontariato ma soprattutto renderli sempre più legati a
progetti duraturi;
• umentare il numero dei gruppi di protezione civile e l’ambito di intervento;
• aumentare il numero dei ragazzi e delle ragazze che scelgono di svolgere il servizio civile in
Legambiente;
• rafforzare i rapporti e le relazioni con i soggetti del terzo settore anche in una chiave progettuale;
• aumentare il numero delle persone coinvolte nelle attività associative in genere.
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
APPELLI E PETIZIONI
linea d’azione
2
Sono molti i temi su cui Legambiente ogni anno si mobilita anche attraverso raccolte firme che
diano conto delle scelte e delle volontà dei cittadini. Uno strumento che aiuta Legambiente a portare avanti le proprie battaglie, contando il consenso alle proprie posizioni e offrendo ai cittadini
la possibilità di far sentire la propria voce.
Gli appelli e le petizioni attivi nel 2009:
Don’t nuke the climate – Il nucleare non serve al clima
(50mila firme raccolte nelle piazze globalmente dalla campagna internazionale)
Appello lanciato nell’ambito della mobilitazione internazionale verso il summit di Copenaghen
Il nucleare non serve al clima, per chiedere ai delegati al vertice sul clima di rifiutare fermamente
che l’energia nucleare sia considerata come tecnologia pulita e che sia compresa nei dispositivi
di regolamentazione delle emissioni di gas a effetto serra, a favore di investimenti in tecnologie
realmente pulite, sicure ed efficaci a combattere i cambiamenti climatici, ovvero le rinnovabili.
Fermiamo la febbre del pianeta
(15mila firme raccolte nelle piazze e via internet).
Appello congiunto delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione 100 piazze per il
clima in occasione delle mobilitazioni per il vertice di Copenaghen, per chiedere allo Stato Italiano
di farsi promotore di un accordo mondiale equo e vincolante per la riduzione dei gas serra, di
impegnarsi a ridurre le emissioni in Italia, ridurre gli sprechi di energia a favore dell’efficienza,
investire sulle rinnovabili.
Per il clima contro il nucleare
(attiva dall’ottobre 2008, 17.700 firme raccolte nel solo 2009).
Una raccolta firme per chiedere al governo italiano che si impegni a investire in un modello energetico che non preveda il ritorno alle centrali nucleari ma che sia basato su un forte investimento
nelle fonti rinnovabili. Lanciata nell’ottobre del 2008 nell’ambito della campagna Per il clima
contro il nucleare e attiva durante tutto il 2009, è uno degli strumenti con i quali Legambiente si
adopera per creare un fronte unico e il più ampio possibile di opposizione al ritorno al nucleare
nel nostro Paese.
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
82
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Più treni per i pendolari
(9.630 firme raccolte).
Oggi in Italia solo il 15% dei pendolari si muove in treno e far crescere questa quota deve diventare un obiettivo strategico per il nostro Paese, per togliere auto dalle strade e ridurre l’impatto
del traffico veicolare sull’ambiente, sulla salute e sul clima. Ma il 70% delle risorse finiscono in
strade ed autostrade, mentre le Regioni non arrivano a dedicare neanche lo 0,4% del proprio
bilancio di spesa per il miglioramento del servizio ferroviario.
Legambiente chiede alle amministrazioni competenti più risorse e investimenti per l’acquisto di
nuovi treni pendolari, per l’aumento del numero di treni circolanti, e per il miglioramento del
servizio che deve essere più puntuale, pulito e sicuro, e che offra servizi di supporto come abbonamenti integrati e parcheggi di scambio.
Sole per tutti
(lanciata a settembre 2009, raccolte 8.250 firme nel solo 2009).
Raccolta firme lanciata in occasione della mobilitazione per il vertice sul clima di Copenaghen per
chiedere allo Stato Italiano impegni precisi e puntuali per ridurre le emissioni di gas climalteranti
e per uscire dalla crisi economica. In particolare si chiede:
• un metro quadrato a testa di solare termico;
• 10mila MW di pannelli fotovoltaici;
• un milione di case efficienti all’anno;
• semplificazione delle procedure burocratiche per l’installazione di impianti.
Stop al mercurio
(1.488 firme raccolte nel 2009).
Raccolta firme lanciata nell’ambito della campagna Stop al mercurio per sensibilizzare sui rischi
derivanti dall’utilizzo di mercurio e promuovere la riconversione dei vecchi impianti industriali che
ne fanno uso a nuove tecnologie meno pericolose. L’appello chiede impegni per la riconversione
degli impianti, la bonifica dei siti contaminati da mercurio e il finanziamento di studi epidemiologici per valutare gli impatti sanitari di questo tipo di inquinamento.
CAMPI DI VOLONTARIATO
linea d’azione
1
Un campo di volontariato è una breve esperienza nella quale si offre ai partecipanti la possibilità
di realizzare concretamente un progetto di ripristino, tutela, valorizzazione dell’ambiente. È anche
l’occasione per conoscere luoghi da tutelare, risorse del territorio e persone che hanno condiviso
la stessa scelta di volontariato. Un modo pratico per mettersi in gioco e dare il proprio contributo
alla salvaguardia del nostro territorio, ma anche un modo per imparare sul campo cosa significhi
vivere in modo più sostenibile.
La durata media di un campo è di 10 - 15 giorni, vi possono partecipare da 2 a 30 volontari,
secondo il progetto e le finalità, ma lo standard è di 8-15 persone.
I campi possono essere nazionali (solo con volontari italiani) o internazionali (partecipanti provenienti da tutto il mondo, 2 per associazione).
I campi sono suddivisi secondo l’età dei partecipanti: i campi per adulti (sopra i 18 anni), under
18 (ragazzi dai 15 ai 17), i soggiorni under 14 (dai 7 ai 14 anni). Inoltre si organizzano campi per
famiglie, con bambini dai 4 ai 10 anni accompagnati dai genitori.
I campi sono organizzati tutto l’anno ma la maggior parte si svolge in estate.
Ogni campo nella sua organizzazione ha caratteristiche specifiche a seconda delle esigenze del
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progetto e il clima del luogo. Generalmente è caratterizzato da 5 - 6 ore di lavoro al giorno per
5-6 giorni alla settimana, alloggi semplici (scuole, foresterie, tende, ostelli), dove ogni partecipante contribuisce alla pulizia e alla cucina.
Il gruppo è guidato da uno o due responsabili di campo, che durante l’anno partecipano a
momenti formativi comuni organizzati da Volontariambiente, la struttura di Legambiente che
gestisce i campi di volontariato. Le finalità dei seminari sono lo scambio esperienziale, la ricerca
di standard di qualità, l’utilizzo di strumenti e strategie da applicare nelle varie fasi dei campi
(organizzazione, realizzazione, relazioni finali).
Volontariamebiente ogni anno organizza anche momenti associativi di incontro e coordinamento,
dove si fa il bilancio delle attività svolte, la programmazione delle nuove attività, si stabiliscono
standard di qualità, si cerca di dare continuità alle azioni nei campi in relazione alle campagne
di Legambiente.
Volontiariambiente inoltre coordina 5 centri permanenti di volontariato sul territorio: a Campsirago (Lecco), Eboli (Salerno), presso l’ex-convento San Giorgio a Goriano Valli (L’Aquila), presso la
Riserva Acquerino-Cantagallo di Cantagallo (Prato), e a Verona.
I campi in Italia possono essere organizzati dai Circoli di Legambiente (la maggior parte), da
un’associazione esterna (Libera o Swimtrekking). All’estero vengono organizzati da associazioni
straniere partner all’interno del network Alliance di cui Legambiente fa parte dal 1996.
I campi in Italia vengono suddivisi per attività:
• Tutela dell’ambiente: ripristino di sentieri, pulizia di coste e spiagge, presìdi
antincendio, monitoraggio delle attività
dei turisti, ripristino e gestione di aree e
strutture di accoglienza turistica.
La finalità è la valorizzazione di aree di
particolare rilievo naturalistico e storicoculturale, anche per offrire valide opportunità di sviluppo in zone economicamente depresse.
• Campi antincendio: campagna realizzata in collaborazione con il Dipartimento
Nazionale Protezione Civile, per la diffusione di una cultura della protezione civile sul fenomeno degli incendi boschivi.
• Carovana delle Alpi: studio e scoperta diretta del paesaggio montano, della biodiversità e delle
architetture tradizionali attraverso escursioni e lavori di ripristino e riqualificazione ambientale.
La finalità è contrastare la tendenza a considerare il turismo di massa l’unica opportunità di
sviluppo economico, rivalutando la ricchezza delle identità culturali, oltre che la loro specificità
territoriale.
• Salvalarte: recupero e ripristino di monumenti e siti archeologici spesso abbandonati all’incuria
e rovinati dall’inquinamento atmosferico, con un’attenzione particolare alla pulizia dei siti dalla
vegetazione infestante e da eventuali rifiuti abbandonati. L’obiettivo è recuperare e valorizzare i
beni culturali italiani restituendoli alla fruizione pubblica, imparando l’importanza della tutela e
della salvaguardia del patrimonio storico-artistico italiano ed entrando in contatto con i mestieri
che si occupano di questo.
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
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seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• PiccolaGrandeItalia: recupero, studio e scoperta diretta attraverso laboratori artigianali su mestieri scomparsi e prodotti tipici, percorsi etnografici, conservazione delle strutture in luoghi in
cui uomo e natura sono ancora in armonia. L’obiettivo è tutelare l’ambiente e la qualità della vita
dei piccoli comuni e valorizzarne le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che custodiscono.
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
• Ricerca naturalistica: attività a carattere naturalistico, in particolare per la raccolta dati su specie animali e vegetali. La finalità è la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e della
biodiversità.
• Un’estate per il mare: attività mirate alla tutela del mare attraverso un equilibrato rapporto tra
uomo e ambiente marino. Si dividono in:
• campi per subacquei finalizzati alla mappatura dei percorsi subacquei all’interno di siti archeologici e alla pulizia di tratti di costa e di fondale;
• campi di swimtrekking con attività di tipo escursionistico in mare: esplorazione, monitoraggio
e, dove possibile, pulizia dei fondali e delle coste.
• Campi della Legalità: organizzati insieme all’associazione Libera, sono campi in cui i volontari partecipano a sessioni di studio e informazione sulle tematiche legate alla lotta alla mafia.
L’obiettivo è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto, dimostrando che anche in quei luoghi
dove la mafia ha spadroneggiato è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata
sulla legalità, sul rispetto della persona umana e dell’ambiente.
Altro criterio distintivo dei campi è quello dell’età dei partecipanti:
• Campi under 18: indirizzati a ragazzi di età compresa
tra i 15 e i 17 anni, prevedono attività compatibili con
l’età dei giovani volontari: ripristino di aree boschive, monitoraggio del territorio e dei turisti e corsi di
educazione ambientale tenuti da esperti operatori del
settore ambientale.
• Campi per famiglie: è l’occasione per tanti genitori di
andare o tornare in un campo di volontariato insieme
ai propri figli, per fare insieme a loro un’esperienza
formativa di condivisione. In modo giocoso si cerca
di coinvolgere i bambini in tutti i momenti del campo
(lavoro, corvèe, tempo libero) insieme ai genitori.
• Campi all’estero: offrono ai giovani dai 16 anni in su l’opportunità di dedicare una parte del
proprio tempo libero a un’esperienza di volontariato all’estero che permetta non solo di lavorare
per la realizzazione di un progetto, ma anche di relazionarsi con culture, persone, abitudini e
luoghi diversi dal solito. I campi all’estero sono organizzati dalle associazioni che, come Legambiente, fanno parte del network di volontariato Alliance in molti paesi del mondo, e coprono
diversi ambiti: ambientale, archeologico, artistico, culturale o sociale, compatibili con le proposte
che Legambiente effettua in Italia. Tante occasioni per svolgere un lavoro manuale ma anche per
incontrarsi, confrontarsi e condividere due settimane con ragazzi provenienti da tutto il mondo,
migliorando anche la conoscenza della lingua inglese.
*
Nel 2009 i campi di volontariato organizzati in Italia sono stati 197 e i volontari accolti 2.227
così suddivisi:
• tutela dell’ambiente (87 campi, 958 volontari);
• campi antincendio (30 campi, 450 volontari);
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
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Carovana delle Alpi (21 campi, 241 volontari);
Salvalarte (12 campi, 73 volontari);
PiccolaGrandeItalia (11 campi, 109 volontari);
ricerca naturalistica (6 campi, 59 volontari);
Un’estate per il mare (5 campi, 45 volontari);
campi della Legalità (5 campi, 55 volontari);
campi under 18 (16 campi, 195 volontari);
campi per famiglie (4 campi, 42 volontari).
Di questi, 99 sono campi internazionali realizzati in Italia, ovvero campi che prevedono volontari
stranieri e solo due volontari italiani. Si aggiungono poi 193 campi all’estero a cui hanno partecipato 215 volontari di Legambiente.
Ogni anno viene inviato a tutti i responsabili di campo un modulo per stilare una relazione di
campo che offra dati e opinioni sull’esperienza. A tutti i volontari viene inviato un questionario di
valutazione sul campo realizzato. Nel 2009 sono state ricevute 43 relazioni e 151 valutazioni.
Inoltre durante l’anno sono stati organizzati momenti formativi per i responsabili di campo e per
il coordinamento nazionale:
• 3 seminari per i responsabili campi over 18 e 1 seminario per i responsabili dei camper under
18, totale partecipanti: 107;
• assemblea di Volontariambiente e 2 riunioni di coordinamento;
• 2 incontri l’anno con i network internazionali.
CAMPAGNA FESTA DELL’ALBERO
linea d’azione
2
Piantando 3 alberi si può compensare la CO2 prodotta dal consumo
annuo di elettricità di 3 persone che vivono insieme. La Festa
dell’Albero è anche la giornata che vuole sottolineare l’importanza
della partecipazione, del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei
più piccoli ai temi ambientali attraverso il gioco e il divertimento.
Questa semplice equazione basterebbe a spiegare la Festa dell’Albero,
una giornata di mobilitazione e di volontariato che coinvolge cittadini
di ogni età, scuole, amministrazioni, associazioni di volontariato su
tutto il territorio nazionale, volta a sensibilizzare sull’importanza degli
alberi e della loro funzione per l’uomo e per l’ambiente, al rispetto e
alla difesa della natura e della biodiversità.
L’iniziativa si svolge ogni anno dal 1994 il 21 novembre a livello nazionale. In questa giornata
studenti, insegnanti, cittadini, le amministrazioni, con il supporto dei volontari dei Circoli locali
di Legambiente si dedicano alla piantumazione di diverse specie di alberi e piante, sia all’interno
degli spazi verdi della scuola che in aree verdi della città, nell’ottica di preservare e dare risalto
alla biodiversità. Durante la giornata vengono realizzati stand informativi e attività educative,
osservazioni della natura, giochi. È l’occasione per avviare percorsi educativi nelle scuole volti a
conoscere il proprio territorio e ad adottare uno spazio verde della propria città. È inoltre l’occasione per celebrare la giornata internazionale dell’infanzia del 20 novembre.
Gli obiettivi della campagna sono:
• sensibilizzare cittadini e amministrazioni riguardo al verde pubblico quale arma strategica
per il miglioramento della qualità dell’aria e come uno degli strumenti naturali per la riduzione
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OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici;
• rinverdire aree pubbliche (giardini, parchi, aree esterne delle scuole, spazi lasciati in stato di
abbandono);
• sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini di tutte le età verso un comportamento quotidiano
sostenibile a cominciare dal rispetto per il verde;
• diffondere la cultura del rispetto e della conoscenza della natura.
in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile e nato da un’indagine mediante questionario per la verifica delle azioni messe in atto dai Comuni e dalle Regioni per la lotta agli
incendi boschivi, come previsto dalla legge 353/2000. Le amministrazioni più meritorie vengono
premiate con la bandiera Bosco Sicuro da esporre nel proprio territorio e che rappresenta un
riconoscimento per valorizzare il lavoro di prevenzione svolto dagli enti locali. In questa indagine
sono stati coinvolti oltre 2mila Comuni italiani.
*
*
La Festa dell’albero nel 2009:
• ha visto il coinvolgimento di 184 Circoli di Legambiente, che hanno organizzato 203 iniziative
sul territorio;
• 300 scuole hanno aderito all’iniziativa, per un totale di 44mila studenti;
• 74mila cittadini coinvolti;
• testimonial d’eccezione è stata Susanna Tamaro, che ha scritto il libro dal titolo Il grande
albero, una fiaba che descrive la vita di un albero, l’amore, la natura e la continuità della vita;
• sono state piantumate 9.067 piante, di cui 4.950 piantine di alloro distribuite da Legambiente;
• ne sono state messe a dimora 1.500.000 nei vivai italiani grazie alla collaborazione dell’ANVE
(Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori);
• 94mila le tonnellate di CO2 risparmiate grazie alla Festa dell’Albero.
CAMPAGNA NON SCHERZATE COL FUOCO
linea d’azione
2
Non scherzate col fuoco è la campagna di informazione e di
sensibilizzazione per la salvaguardia dei boschi italiani dagli
incendi. Nata nell’estate del 2003, dalla collaborazione tra
Legambiente e il Dipartimento di Protezione Civile, conta la
partecipazione di diverse associazioni tra le quali l’Associazione Nazionale dei Vigili del fuoco in congedo, gli scout
dell’AGESCI e del CNGEI, l’Associazione Nazionale Alpini, l’Arcicaccia e la Coldiretti.
La campagna si rivolge a tutti i cittadini e le amministrazioni pubbliche ed ha obiettivi fortemente
politici, di sensibilizzazione e di informazione sulle cause reali degli incendi e sull’importanza
della prevenzione e della promozione di comportamenti virtuosi per evitare che questi avvengano
o per la tempestiva segnalazione, individuazione e intervento. Inoltre la campagna vuole coinvolgere e mobilitare i cittadini in azioni di pulizia per sensibilizzarli all’azione e ad assumersi la
responsabilità della salvaguardia del territorio.
Ogni anno, nel primo weekend di luglio, vengono organizzate attività ed iniziative dedicate alla
scoperta del territorio attraverso:
• la pulizia dei boschi, rimuovendo piccole e grandi discariche abusive, ripristinando sentieri,
mantenendo integri i cigli della strada, presidiando e controllando il territorio;
• visite a piedi, a cavallo e in bicicletta per ammirare da vicino la bellezza della foresta, ma anche
la sua delicatezza e fragilità e per comprendere gli irrimediabili danni che il fuoco può infliggere
agli ecosistemi;
• la divulgazione di materiale informativo a cittadini, studenti, escursionisti, cacciatori, pastori e
agricoltori sulle norme di comportamento all’interno delle aree boschive e indicazioni sulle procedure di segnalazione degli incendi alle autorità competenti.
Nell’ambito della campagna viene pubblicato ogni anno il dossier Ecosistema Incendi, realizzato
L’edizione 2009 di Non scherzate col fuoco (4 - 5 luglio):
• 750 attività di sensibilizzazione e informazione (sportelli informativi, attività presso le scuole,
attività nei boschi);
• 500 iniziative svolte nelle giornate nazionali;
• 15mila persone coinvolte;
• 500 enti coinvolti;
• 500 passaggi su quotidiani, 20 su periodici, 70 passaggi radio, 250 su web, 100 riprese da
agenzie di stampa.
CAMPAGNA NONTISCORDARDIMÉ
OPERAZIONE SCUOLE PULITE
linea d’azione
2
Nontiscordardimé è una giornata di cittadinanza attiva dedicata
esclusivamente alle scuole, con l’obiettivo di rendere più vivibili gli edifici scolastici e coinvolgere e responsabilizzare in modo
festoso alunni, genitori e insegnanti. In questa giornata vengono
organizzate attività di pulizia e cura degli edifici di varia natura,
a seconda delle esigenze e della creatività delle singole scuole.
Tra le azioni organizzate ad esempio ci sono pulizia e verniciatura
delle aule, piantumazione di alberi e piantine, creazione di aiuole
e orti didattici, insieme a momenti di festa e intrattenimento che
rendono la scuola luogo di socializzazione, aperto alla comunità locale. La campagna è anche
occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i problemi legati al
mondo della scuola, quali la precarietà degli edifici scolastici. Insieme alla pulizia si vuole focalizzare l’attenzione sulla vivibilità delle scuole e intraprendere percorsi comuni per renderle più
accoglienti e sicure, ma anche luoghi di innovazione e cambiamento.
*
Nontiscordardimé – Operazione scuole pulite nel 2009:
• ha visto la partecipazione di 1.339 scuole, il 12% delle scuole italiane;
• hanno preso parte alle attività 10.474 classi, per un totale di oltre 223mila bambini;
• sono stati stampati vari materiali informativi per la campagna, quali una locandina (20mila
pezzi), un opuscolo (20mila pezzi), adesivi (400mila pezzi) e diplomi di partecipazione (20mila).
Tra le iniziative realizzate:
• al Liceo artistico Caravaggio di Milano è stato organizzato un convegno sui rifiuti prima di procedere con lavori di riqualificazione dell’edificio;
• a Tivoli (RM), l’Istituto Tecnico di abbigliamento e moda ha progettato per l’occasione di Nontiscordardimè capi d’abbigliamento in plastica riciclata;
• il Primo Circolo Didattico di Nardò (LE) si è dedicato alla sistemazione delle aiuole, alla
creazione di un laghetto artificiale e alla piantumazione di piante specifiche.
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OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
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CAMPAGNA OPERAZIONE FIUMI
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
2
Il dissesto idrogeologico rappresenta per il nostro Paese un
problema di notevole rilevanza, interessando oltre il 70% dei
comuni italiani. Non solo fattori naturali, come la conformazione
geologica e geomorfologica, ma anche e soprattutto le cattive
scelte di gestione del territorio determinano questa percentuale
così alta. Il tutto è amplificato dagli effetti sempre più evidenti dei mutamenti climatici, che determinano una alternanza di
momenti di grave siccità e di fenomeni meteorologici avversi
improvvisi e intensi, aumentando notevolmente il rischio di frane e alluvioni.
Per informare e mobilitare i cittadini su questi temi è nata nel 2003 Operazione Fiumi, campagna
itinerante di Legambiente e del Dipartimento di Protezione Civile. In ogni tappa vengono organizzate attività di formazione con le scuole, punti di informazione, uscite sui fiumi per l’attività di
monitoraggio, e azioni di prevenzione attraverso la pulizia dei corsi d’acqua.
Inoltre durante la campagna viene organizzato un weekend nazionale dedicato al tema della
prevenzione dalle alluvioni con centinaia di attività che si svolgono in contemporanea in tutta
Italia, giornate in cui i cittadini sono chiamati a dare il loro contributo in prima persona per la
pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua e alle operazioni di bonifica delle aree colpite da
alluvioni. Obiettivo di queste attività è quello di divulgare i comportamenti individuali e collettivi
da adottare in caso di emergenza, di sensibilizzare i singoli cittadini e responsabilizzare gli amministratori locali a fare la loro parte per una corretta gestione del territorio.
Oltre alla fase operativa, la campagna si caratterizza anche di una fase di monitoraggio delle
attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico, attraverso il
dossier Ecosistema Rischio, che raccoglie ed elabora le informazioni raccolte dai singoli Comuni
mediante un questionario apposito. I dati del dossier vengono presentati in una conferenza stampa nazionale, e tappa per tappa a dettaglio regionale.
*
L’edizione 2009 di Operazione Fiumi:
• 12 tappe dal 3 ottobre al 11 novembre;
• 120 iniziative organizzate dai Circoli Legambiente insieme a 100 altre associazioni coinvolte;
• 2.400 i ragazzi coinvolti nelle attività con le scuole, 6.800 nelle attività di pulizia dei corsi d’acqua;
• la campagna nei media: 300 passaggi sui quotidiani, 30 passaggi su periodici, 300 passaggi
radio, 400 passaggi web, 150 riprese da agenzia stampa.
CAMPAGNA PULIAMO IL MONDO
Puliamo il Mondo è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione allo
stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e
vivibili. Una giornata in cui i cittadini si danno appuntamento nelle
strade per ripulire le città dai rifiuti abbandonati. Si svolge per tre
giorni ogni anno l’ultimo fine settimana di settembre.
È l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.
linea d’azione
2
Nata a Sydney in Australia nel 1989, a questa giornata di pulizia partecipano centinaia di paesi e
più di 35 milioni di persone, dimostrando, con un gesto concreto, come la salute dell’ambiente
sia così importante da riguardare tutti i paesi del mondo.
Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su
tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di 1.500 gruppi di volontari dell’ambiente, ovvero i Circoli Legambiente, i comitati e le associazioni che aderiscono e che si fanno
promotori a livello locale dell’iniziativa in collaborazione con istituzioni, parchi, amministrazioni
locali, scuole, associazioni e comitati.
In molti casi Puliamo il Mondo diventa una occasione per denunciare degrado e abbandono e
chiedere più attenzione alle amministrazioni locali nel tutelare gli spazi pubblici, troppo spesso
trasformati in vere e proprie discariche a cielo aperto.
Durante l’iniziativa vengono forniti ad adulti e bambini kit per la pulizia che sono composti
da cappelli, guanti, borse e pettorine, gadget per i bambini, materiali necessari per svolgere
le attività di pulizia in sicurezza, oltre ai materiali cartacei informativi sull’evento. I kit sono
distribuiti da Legambiente ai Circoli e ai Comuni che li richiedono al costo di 3,00 euro a kit (kit
per i Circoli) o 6,00 euro (kit per i comuni), cifra che serve a coprire le spese dei materiali e la
copertura assicurativa per i partecipanti, e a contribuire all’organizzazione dell’evento.
Puliamo il Mondo non è solo l’occasione per rimboccarsi le maniche e rendere le nostre città
più pulite e vivibili, ma anche un grande momento di integrazione e pacifica convivenza tra
le comunità presenti nel nostro Paese. Molte infatti sono le iniziative organizzate insieme a
gruppi di stranieri. Questa manifestazione prevede iniziative particolari come quella organizzata
in collaborazione con la Società Speleologica Italiana, che organizza Puliamo il buio, attività di
pulizia in alcune grotte italiane e segnalazione di situazioni a rischio ambientale.
*
La sedicesima edizione di Puliamo il Mondo, svoltasi nel 2009, è stata caratterizzata
da:
• 700mila cittadini volontari che hanno ripulito oltre 4.500 aree;
• 1.700 comuni coinvolti, 10 province e 258 scuole hanno aderito all’iniziativa;
• 10 patrocini, 5 sponsor, 2 collaborazioni e sponsorizzazioni tecniche;
• oltre 100mila kit distribuiti;
• 4 tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, raccolti nell’ambito di Puliamo il buio in Puglia;
• 672 schede di verifica restituite dai comuni;
• 175 passaggi radio, 316 riprese televisive.
Inoltre, Legambiente ha organizzato nel 2009 una attività presso Tempera, una frazione de L’Aquila situata sul fiume Vera pesantemente colpita dal terremoto abruzzese, in segno di solidarietà
alle persone colpite dal sisma e per sottolineare che la ricostruzione deve ispirarsi a criteri di
sostenibilità. Qui i volontari sono stati impegnati nella pulizia degli argini del torrente e nel ripristino degli arredi urbani.
Anche nel 2009 Legambiente si è fatta promotrice dell’iniziativa anche all’estero, nell’ambito dei
progetti di cooperazione internazionale dell’associazione. Per la sesta volta è stato organizzato
Clean Up Axim nel villaggio di pescatori di Axim, sulle coste del Ghana, e per la prima volta anche
Puliamo il Mondo in Togo, a Klovidonou, a circa 50 km dalla capitale Lomé.
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OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
CAMPAGNA SPIAGGE E FONDALI PULITI
CLEAN UP THE MED
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
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L’Italia possiede oltre 7mila km di coste e spiagge, ma molti cittadini
non rispettano a sufficienza questo immenso patrimonio, e dopo
una giornata di mare lasciano dietro di sé avanzi di cibo, bottiglie di plastica, mozziconi di sigarette, in poche parole tonnellate e
tonnellate di rifiuti. Spiagge e fondali puliti è una delle campagne
storiche di Legambiente, organizzata dal 1989. È una giornata di volontariato e sensibilizzazione che fa parte dell’iniziativa internazionale Clean up the Med, la campagna di volontariato internazionale
che coinvolge molte organizzazioni e migliaia di volontari che si dedicano alla pulizia delle
spiagge e dei fondali del Mediterraneo. In modo analogo a Puliamo il mondo questa giornata
di mobilitazione richiama migliaia di volontari lungo i litorali, gli argini dei laghi e dei fiumi per
ripulirli dai rifiuti abbandonati. Si svolge ogni anno nell’ultimo weekend di maggio, quando
vengono organizzati i principali appuntamenti su tutto il territorio nazionale da parte dei Circoli
locali di Legambiente, le amministrazioni comunali e altre realtà associative. Con il supporto
di associazioni subacquee viene effettuata anche la pulizia straordinaria dei fondali. Si tratta
di una giornata di mobilitazione che invita i cittadini le amministrazioni, le scuole e tutti gli
amanti di questi luoghi a fare una azione concreta per rendere più puliti e vivibili i nostri mari
e le nostre spiagge. All’attività di raccolta dei rifiuti viene affiancata quella di prevenzione e di
sensibilizzazione dei cittadini attraverso l’organizzazione di stand informativi e la distribuzione
di materiali.
Obiettivi della campagna:
• coinvolgere in prima persona i cittadini nella pulizia di spiagge e fondali dai rifiuti accumulati
durante l’anno;
• influenzare le amministrazioni a investire di più per controllare e difendere il territorio da abusi
e illegalità;
• promuovere una maggiore attenzione alla tutela delle coste;
• informare sulla pericolosità dei rifiuti e, in particolare, sui tempi di biodegradabilità dei rifiuti
gettati in mare;
• promuovere la raccolta differenziata sulle spiagge attraverso la creazione di spazi per la raccolta
differenziata dei rifiuti sulle spiagge.
*
Spiagge e Fondali puliti - Clean up the Med nel 2009:
si è svolta nel fine settimana del 29 - 30 -31 maggio.
• 113 i Circoli di Legambiente che hanno aderito, 53 i soggetti coinvolti oltre Legambiente;
• 220 iniziative di pulizia organizzate;
• 53 kit venduti con i materiali necessari per le attività di pulizia e la copertura assicurativa per
i partecipanti;
• 10mila studenti coinvolti, 25mila cittadini in totale;
• 137 gli enti e 7mila le persone che hanno partecipato a Clean up the Med.
CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO
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Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet) nasce l’11 gennaio
2003 per raccogliere, dare continuità e rafforzare l’esperienza del Collegamento Nazionale dei
Centri di Servizio costituito nel 1999.
Riunisce e rappresenta oggi 72 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) dei 78 presenti in Italia,
con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione, lo scambio d’esperienze, di competenze e di servizi
fra i Centri per meglio realizzarne le finalità istituzionali, nel rispetto della loro autonomia. È strumento di collaborazione e confronto permanente per le tematiche di impegno dei Centri. Fornisce
servizi di formazione, consulenza, sostegno e accompagnamento ai CSV soci.
CSVnet è stato inoltre tra i promotori della Fondazione per il Sud, nata il 22 novembre del 2006
dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato
per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.
Legambiente è membro del Coordinamento Nazionale, e tutti i Regionali di Legambiente fanno
parte dei Centri Regionali per il Volontariato.
FONDAZIONE PER IL SUD
linea d’azione
3
La Fondazione per il Sud è un soggetto privato nato il 22 novembre 2006 dall’alleanza tra le
fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. La Fondazione si propone di promuovere e potenziare
le strutture immateriali per lo sviluppo sociale, civile ed economico del Meridione, in particolare
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, attuando forme di collaborazione e di
sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale. La Fondazione per il Sud non interviene direttamente sui bisogni immediati, ma
stimola le energie del territorio a produrre risposte alle esigenze locali, promuovendo la crescita
delle reti di solidarietà, sostenendo idee e progetti esemplari capaci di favorire lo sviluppo locale.
Legambiente è membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione per il Sud, oltre a collaborare
a molti progetti di sviluppo locale e protezione dell’ambiente.
FORUM TERZO SETTORE
linea d’azione
93
3
Il Forum Nazionale del Terzo Settore è una organizzazione che rappresenta oltre 80 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello – per un totale di oltre 94mila sedi territoriali - che
operano negli ambiti del volontariato, dell’aAssociazionismo, della cooperazione sociale, della
solidarietà internazionale, della finanza etica, del commercio equo e solidale del nostro Paese.
Ha quale obiettivo principale la valorizzazione delle attività e delle esperienze che le cittadine e
i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita,
delle comunità,attraverso percorsi innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e
sviluppo sostenibile. Legambiente è membro fondatore del Forum del Terzo Settore.
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
92
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
GRUPPI DI PROTEZIONE CIVILE
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
2
Legambiente è la prima ed unica associazione nazionale ambientalista che si è dotata di una
struttura di protezione civile. Dal 1997 è intervenuta con i suoi volontari in tutte le grandi calamità che hanno colpito il Paese, portando solidarietà concreta e tempestiva. Negli ultimi dieci anni
la rete nazionale di Protezione Civile creata da Legambiente si è notevolmente sviluppata sia a
livello centrale che locale. Non solo si è fortemente ampliato il numero di Circoli impegnati in
questo settore, ma è cresciuta notevolmente la specializzazione e la professionalità raggiunta dai
volontari su numerose qualificanti attività di protezione civile, quali la salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenza e la pulizia delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio.
Ad oggi Legambiente conta su oltre cinquanta gruppi di Protezione Civile territoriali in tutta Italia,
con volontari specializzati nell’avvistamento e nello spegnimento degli incendi boschivi, nella
tutela dei beni culturali in emergenza, nell’intervento legato ai rischi idrogeologico e sismico, nel
disinquinamento delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio. I gruppi sono Circoli specializzati che hanno seguito un percorso formativo su una o più specializzazioni e sono coordinati dal
Coordinamento Nazionale Legambiente Protezione Civile.
Le specializzazioni di Legambiente sono tre:
• antincendio boschivo: avvistamento, spegnimento, affiancamento delle autorità competenti
(forestale, vigili del fuoco);
• beni culturali: messa in sicurezza, trasporto e catalogazione del patrimonio storico-artistico. In
questo settore Legambiente ha una specializzazione particolare, unica a livello nazionale, il recupero degli organi monumentali, ovvero al loro smontaggio e catalogazione nel caso di emergenza;
• marine pollution: formazione per squadre d’intervento in grado di intervenire nella bonifica
delle coste colpite da sversamenti di idrocarburi.
Oltre a queste specializzazioni, i gruppi di Protezione Civile intervengono in caso di emergenze
ordinarie a seconda della necessità. I gruppi sono iscritti sia al registro locale che a quello nazionale della Protezione Civile, e quindi possono essere mobilitati direttamente da Comuni, Province
o Regioni in caso di emergenze locali, oppure vengono attivati da Legambiente in caso di emergenze a livello nazionale. I gruppi seguono un percorso formativo che prevede corsi sul sistema
di protezione civile nazionale, sulla legislazione, sulle tecniche di intervento e nozioni specifiche
sul settore di intervento. A questi corsi si accompagnano le esercitazioni attraverso simulazione
di possibili scenari di intervento.
*
Le attività dei gruppi di protezione civile nel 2009:
• sono stati organizzati 15 corsi di formazione per un totale di 480 partecipanti, così suddivisi:
• 2 corsi di antincendio boschivo, 40 partecipanti
• 8 corsi sui beni culturali, 240 partecipanti
• 5 corsi di marine pollution, 200 persone
• sono state organizzate 8 esercitazioni;
• sono nati 3 nuovi gruppi in seguito ai corsi di formazione;
• tutti i gruppi di Legambiente sono stati coinvolti nell’emergenza nazionale del terremoto in
Abruzzo.
MANIFESTAZIONI TEMATICHE
linea d’azione
2
L’azione di lotta di difesa del territorio e dell’ambiente, le richieste per un ambiente più sano e
un modello di consumo più sostenibile passano anche attraverso momenti di mobilitazione e di
presenza in piazza, per comunicare le idee e le richieste che Legambiente porta avanti. Manifestazioni di piazza e blitz in luoghi significativi e davanti alle istituzioni che sono interlocutrici delle
richieste dell’associazione, alla presenza di molti cittadini e giornalisti, sono per Legambiente
strumenti efficaci per fare sentire forte la voce del popolo inquinato.
*
Le manifestazioni più significative del 2009:
• Giornata di mobilitazione a favore del trasporto pubblico e contro i tagli al trasporto ferroviario
regionale: è stato organizzato il 5 febbraio un sit-in presso palazzo Chigi a cui hanno partecipato
sindacati di categoria, associazioni e comitati pendolari con almeno 100 partecipanti nell’ambito
della campagna Pendolaria;
• Blitz No al carbone il 29 aprile al ministero dell’Ambiente a Roma, insieme a Greenpeace, per
dire no al carbone a Porto Tolle. Attivisti delle due associazioni hanno srotolato uno striscione
dall’interno dell’edificio mentre altri manifestavano davanti all’ingresso;
• Manifestazione sulle navi dei veleni il 24 ottobre, Amantea (CS) a cui hanno partecipato circa
10mila persone, nell’ambito della vertenza per le navi dei veleni;
• No nuke day, iniziativa antinucleare il 31 ottobre a Montalto di Castro, luogo probabilmente
interessato dal ritorno all’atomo voluto dal governo Berlusconi, nell’ambito della campagna Per
il clima contro il nucleare. Blitz davanti alla centrale termoelettrica e manifestazione in piazza, a
cui hanno partecipato circa 1.000 persone.
PROGETTO eMPOWER PER LA E-PARTECIPATION
linea d’azione
95
2
Oggi grazie alla tecnologia e alla diffusione del web si sono moltiplicate le opportunità per i singoli di far sentire la propria voce e agire in prima persona. Blog, forum, petizioni on line, social
networks sono nuovi strumenti di partecipazione che Legambiente sta esplorando e utilizzando
per creare una sensiblità ambientalista sempre più diffusa.
Il progetto eMPOWER è un progetto pilota di participazione online cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della Azione Europea di Partecipazione Online, promosso dall’Unione
Europea, gestito per Legambiente dal Circolo Festambiente presso il Centro Nazionale per lo
Sviluppo Sostenibile di Rispescia (GR).
eMPOWER mira a motivare e potenziare il coinvolgimento di ONG e cittadini nella procedure
decisionali su tematiche ambientali in ambito nazionale ed europeo, fornendo metodi e strumenti
volti a supportare la partecipazione dei cittadini e raccogliendo adesioni al fine di promuovere
iniziative e proposte provenienti dalla società civile.
Il progetto ha come spazio principale il sito internet www.ep-empower.eu, un portale che
raccoglie informazioni, fornisce spazi di discussione e si avvale degli strumenti della tecnologia
dell’informazione e della comunicazione (TIC) per supportare le petizioni online in modo da
garantire un processo di comunicazione trasparente, interattivo e democratico.
I risultati delle petizioni saranno accompagnati con proposte, iniziative ed osservazioni di ONG
e cittadini su tematiche ambientali in merito a cambiamenti climatici a livello globale, parchi
nazionali, oceani e biodiversità, incentivi ecologici, problematiche relative ai combustibili, inquinamento atmosferico, inquinamento e gestione delle acque ed altro ancora.
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
94
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
Sono partners del progetto:
I partecipanti all’iniziativa nel 2009 sono stati
600, di cui 300, provenienti dalle zone terremotate dell’Abruzzo, sono stati ospitati gratuitamente
dal ministero. Legambiente nel 2009 ha selezionato 80 ragazzi, di cui 40 provenienti dalle zone
abruzzesi colpite dal terremoto, che hanno trascorso una settimana nei seguenti parchi:
• Athens Technology Center SA, (ATC), Grecia
• National Technical University of Athens (NTUA), Grecia
• Politech Institute, Belgio
• Athens News Agency-Makedonian Press Agency (ANA-MPA), Grecia
• Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA), Italia
• Agência de Notícias de Portugal (LUSA), Portogallo
• Mediterranean SOS Network (MedSOS), Grecia
• Liga para a Protecção da Natureza (LPN), Portogallo
Il progetto è iniziato il 1 Gennaio 2009 e si protrarrà per due anni. La prima annualità è stata
dedicata al rafforzamento del network e allo sviluppo della piattaforma on-line.
Dal 2010 diventano operative le petizioni on line sui temi cambiamenti climatici, organismi geneticamente modificati, biodiversità, rifiuti, acqua.
*
•
•
•
•
Il progetto eMPOWER nel 2009:
realizzata piattaforma web in inglese, greco, italiano e portoghese;
realizzati e caricati nel sito sondaggi su temi ambientali;
petizioni a carattere europeo:
• stop al traffico illegale dei rifiuti;
• cambiamenti climatici;
500 utenti registrati e 1.000 firme raccolte.
PROGETTO E...STATE NEI PARCHI
97
• Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (39)
• Parco Nazionale Monti Sibillini (18)
• Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (18)
• Parco Nazionale della Majella (3)
• Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano (2)
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
linea d’azione
2
E...state nei parchi è un progetto promosso dal ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio
e del Mare, e realizzato in collaborazione con Cts, Marevivo e Wwf Italia, che permette ai ragazzi
tra i 6 e i 14 anni di trascorrere una settimana durante l’estate presso un’area naturale protetta
a un costo ridotto. L’esperienza rappresenta per i ragazzi un’occasione per vivere a contatto
con la natura e avvicinarsi concretamente alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio
e dell’ecosistema attraverso percorsi di educazione ambientale all’aperto. Questi soggiorni si
svolgono all’interno dei Parchi nazionali, delle Riserve e delle Aree marine protette, in campi
organizzati e gestiti da Legambiente e dalle altre associazioni coinvolte nel progetto.
Le aree naturali protette coinvolte dal progetto sono:
• i Parchi Nazionali di Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi e Feltrine, Foreste Casentinesi Monte
Falterona Campigna, Appennino Tosco Emiliano, Arcipelago Toscano, Monti Sibillini, Gran Sasso e
Monti Laga, Maiella, d’Abruzzo, Circeo, Gargano, Pollino, Cilento, Riserva Marina di Miramare;
• le Aree marine protette di Plemmirio, Isole Pelagie, Porto Cesareo e Torre del Cerrano.
Per partecipare al progetto le famiglie presentano una domanda accompagnata dal modulo ISEE
(modulo INPS Indicatore della situazione economica equivalente). In base alle dichiarazioni e alla
data di presentazione della domanda, vengono selezionati i ragazzi che partecipano alle settimane nei parchi e che usufruiscono di una riduzione dei costi dal 20% al 50%.
linea d’azione
1
Legambiente ha sempre creduto importante offrire ai giovani spazi di partecipazione civile e
percorsi di formazione personale, fondamentali sia per la crescita dei giovani stessi che dell’associazione. Per questo da sempre, dai tempi dell’obiezione di coscienza, ha sposato la causa del
servizio civile e lo ha appoggiato in tutte le sue evoluzioni.
L’attuale servizio civile volontario, aperto a ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni, nasce nel 2001 e
da allora Legambiente ospita diversi progetti di Servizio Civile Nazionale, in collaborazione con
Arci Servizio Civile, che impegnano i volontari nell’ambientalismo scientifico, nel volontariato,
nelle campagne e nel settore educativo. Con il servizio civile si offre a ragazzi e ragazze l’opportunità di trascorrere un anno attivamente impegnati nell’associazione, nella tutela dell’ambiente
e nella difesa della ricchezza naturale e culturale del Paese. Il servizio civile offre ai ragazzi la
possibilità di arricchire il proprio bagaglio di esperienze personali, formative e lavorative, e sono
molte le persone che continuano a collaborare in varie forme con Legambiente.
Il Servizio Civile Nazionale rende obbligatoria l’attività di formazione ai volontari, gestita da Arci
Servizio Civile sui temi della pace e della cittadinanza attiva e da Legambiente sui temi specifici
di ogni progetto.
Nell’anno 2008/2009 presso la sede nazionale di Legambiente hanno prestato servizio civile 5
ragazze e 4 ragazzi suddivisi su due progetti approvati:
• l’ambientalismo scientifico per un futuro sostenibile: partecipazione dei volontari alle attività
di raccolta dati e comunicazione scientifica, elaborazione di materiali divulgativi e campagne di
informazione e sensibilizzazione sui temi dell’inquinamento, sostenibilità ambientale e salvaguardia del territorio;
• educazione e ambiente per la qualità culturale dei territori: coinvolgimento dei volontari in
progetti di educazione ambientale e formazione per scuole e insegnanti.
Per l’anno 2009/2010, iniziato a novembre, i volontari sono stati 18 suddivisi su tre progetti:
• Volontariambiente: I volontari sono impegnati nelle varie fasi di organizzazione, diffusione,
segreteria, realizzazione, monitoraggio e valutazione di campi e progetti di volontariato, per realizzare piccoli e grandi progetti di tutela e ripristino di territori abbandonati o in cui gli ecosistemi
sono minacciati.
• L’ambientalismo dalla parte dei cittadini con le Campagne di Legambiente: I volontari partecipano all’ideazione, organizzazione, divulgazione, animazione, monitoraggio e valutazione delle
OBIETTIVI > Cittadinanza attiva
96
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Cittadinanza Attiva
diverse campagne di informazione e sensibilizzazione di Legambiente, per mobilitare la cittadinanza sui temi dell’ambientalismo.
• Educazione e ambiente per la qualità culturale dei territori: i volontari sono coinvolti nelle
attività di educazione ambientale per le scuole e di proposte formative per educatori, insegnanti
e animatori, con l’obiettivo finale di contribuire alla qualità della vita delle persone ma anche il
livello culturale dei territori dove viviamo.
La formazione specifica svolta per i volontari da parte di Legambiente è stata strutturata in modo
da approfondire un tema ambientale e contemporaneamente presentare le iniziative messe in
campo su quel tema specifico. In particolare la formazione si è concentrata sui seguenti temi:
• inquinamento atmosferico e acustico / Treno Verde;
• rifiuti / Nontiscordardimé;
• qualità culturale dei territori / Voler Bene all’Italia;
• qualità delle acque / Goletta Verde e Goletta dei Laghi;
• legalità ambientale / Rapporto Ecomafia;
• aree protette e biodiversità;
• progettazione europea;
• l’educazione ambientale: funzioni, obiettivi, strumenti / Classi per l’ambiente;
• i Campi di volontariato.
TAVOLA DELLA PACE
linea d’azione
3
La Tavola della Pace è una organizzazione di coordinamento e di confronto tra chi lavora per
promuovere la pace, i diritti umani e la solidarietà. Vi aderiscono centinaia di associazioni, enti
locali, organismi laici e religiosi di tutte le regioni italiane. Nata nel 1996 come uno strumento
per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della non violenza e della soluzione pacifica dei
conflitti, è stato non solo uno strumento organizzativo che ha consentito in Italia di far crescere
una cultura pacifista, ma soprattutto ha gestito l’organizzazione annuale delle marce per la pace
ed in particolare della nota Marcia Perugia-Assisi.
Legambiente è tra i soci fondatori della Tavola della Pace e da allora collabora e partecipa a
molte iniziative, tra cui la Marcia della Pace, l’Assemblea dell’ONU dei Popoli e l’ONU dei Giovani.
È inoltre membro del Comitato Direttivo insieme ad altre 23 organizzazioni.
2.4.3 Qualità
e sicurezza
ambientale
Salvaguardare l’ambiente e la salute umana, contro l’inquinamento dell’acqua,
dell’aria, del suolo, e per la rimozione e la prevenzione delle situazioni di rischio
industriale e idrogeologico, conservando la natura e preservando la biodiversità,
difendendo e valorizzando la qualità dei paesaggi e dei territori.
È l’impegno più tradizionale e prettamente ambientalista dell’associazione, che negli anni è
cresciuto fortemente, ampliando i campi e i settori d’azione con traguardi sempre più ambiziosi.
L’inquinamento ambientale rappresenta una delle emergenze più gravi delle società moderne.
L’Italia non fa differenza e anzi il suolo, l’aria, le risorse idriche del nostro Paese sono stati spesso soffocati da inquinamenti di vario genere. Le nostre città sono colpite da smog e rumore e
chiedono una attenta pianificazione degli spazi, dei servizi e della mobilità. Il territorio è minacciato da cementificazione e consumo di suolo, e la cattiva gestione dei rischi naturali come alluvioni e terremoti mette in pericolo molti cittadini. Pur con rilevanti contraddizioni ed eccezioni,
oggi, grazie anche all’impegno trentennale di Legambiente, i temi della salvaguardia ambientale
sono entrati nell’agenda politica e culturale del Paese e molti passi avanti sono stati fatti nella
comprensione delle varie problematiche, nella ricerca tecnico-scientifica, nella gestione delle risorse naturali. La lotta all’inquinamento ambientale e la difesa del territorio e della biodiversità
possono diventare anche una battaglia di progressione civile ed economica del nostro Paese.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
Contrastare l’immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti provenienti dall’industria, dall’agricoltura, dai
trasporti e dagli usi civili impegnandosi
per un chiaro quadro legislativo e normativo nazionale e internazionale, per
un efficace sistema pubblico di prevenzione, di controllo, di repressione.
E insieme, promuovere iniziative per
rimuovere l’immissione degli inquinanti e bonificare le aree inquinate.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Goletta dei laghi, Golettea Verde, Mal’aria,
No al carbone, Stop al mercurio
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Campagne di monitoraggio scientifico,
Dossier Comuni Ricicloni, Dossier Liberi
dall’amianto, Dossier Pesticidi nel piatto,
Rapporto Ambiente Italia, Rapporto Ecosistema Urbano
• Iniziative di informazione:
Ecosportello
99
Qualità e sicurezza ambientale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
98
OBIETTIVI >
3
Affermare la qualità del vivere urbano e la difesa del territorio diminuendo il consumo di risorse nelle città,
agendo sulla riqualificazione urbana,
sulla mobilità sostenibile, sulle degenerazioni ambientali e sociali dell’aumento del consumo di suolo, sul dissesto
idrogeologico anche per le ricadute sul
paesaggio, risorsa preziosa per l’Italia.
Operare per la conservazione
della natura e dei paesaggi, per la
difesa della biodiversità, sostenendo l’applicazione delle convenzioni
internazionali, delle direttive europee,
della legislazione italiana e per la difesa del ruolo di conservazione assegnato alle aree protette, nella loro
gestione efficace ed efficiente come
strumento di sviluppo locale, anche
attraverso la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Carovana delle Alpi, Goletta dei Laghi, Goletta
Verde, Operazione Po
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Campagne di monitoraggio scientifico, Dossier
Comuni Ricicloni, Dossier Liberi dall’amianto,
Rapporto Ambiente Italia, Rapporto Ecosistema
Urbano
• Iniziative di informazione: Guida Blu
• Progetti, iniziative ed eventi: Green Post
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Carovana delle Alpi, Parchi a cavallo
• Partnership, alleanze, convenzioni:
Osservatorio Nazionale Fauna, Tavolo stakeholders legge 157/92 sulla gestione della fauna
• Presìdi territoriali: Natura e Territorio
• Progetti, iniziative ed eventi:
APE - Appennino Parco d’Europa, Progetti di
fruizione allargata dei parchi, Progetti di tutela
della biodiversità
Altre iniziative trasversali
•
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Campagna 100 strade per giocare >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Campagna europea Clean car campaign >> Obiettivo Cooperazione internazionale
Campagna Treno Verde >> Obiettivo Stili di vita
Dossier Mare Monstrum >> Obiettivo Legalità ambientale
LAIQ >> Obiettivo Economia verde
Park Life >> Obiettivo Economia verde
Rapporto Ecomafia >> Obiettivo Legalità ambientale
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Moltiplicare le iniziative di monitoraggio ed informazione scientifica;
• bloccare operazioni di speculazione edilizia e di consumo indiscriminato del suolo;
• aumentare la sensibilizzazione sul rischio idrogeologico;
• realizzare maggiormente progetti finalizzati alla messa in sicurezza del territorio e allo sviluppo
della qualità ambientale.
CAMPAGNA CAROVANA DELLE ALPI
linee d’azione
2 3
La Carovana delle Alpi è la campagna di Legambiente per la difesa e la valorizzazione delle
Alpi, nata con l’obiettivo di fotografare in modo
puntuale il sistema alpino, analizzando problemi e opportunità, ma soprattutto con l’intento
di realizzare un’analisi sulle possibilità di sperimentare politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione ecologica dell’economia di questa
parte d’Italia. Si tratta infatti di un paesaggio
variegato, ricco e fragile al tempo stesso, in cui
vivono oltre 4 milioni di persone, non estraneo
a fenomeni di degrado e inquinamento.
La Carovana delle Alpi di Legambiente ogni anno percorre l’intero arco alpino del nostro Paese
per sollecitare i cittadini, le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagonisti della sfida
della qualità ambientale. Vengono organizzati dibattiti, incontri, mostre, trekking e attività di
volontariato ambientale, in collaborazione con operatori turistici, amministratori e associazioni.
La campagna ogni anno assegna le bandiere nere per raccontare storie di ecomostri, degrado e
speculazioni che affliggono le Alpi, e le bandiere verdi per le storie di successo da imitare, che
hanno effettivamente migliorato la qualità dell’ambiente e della vita.
La Carovana delle Alpi si è concentrata negli anni in particolare su sette temi:
• la protezione della natura e la tutela del paesaggio;
• l’agricoltura;
• le foreste montane;
• il turismo e la valorizzazione delle tipicità locali;
• la produzione di energia, soprattutto idroelettrica;
• la difesa del suolo soprattutto in quelle zone che presentano un accentuato dissesto
idrogeologico;
• i trasporti e l’impatto dei mezzi pesanti sui valichi alpini;
• l’identità culturale e sociale delle popolazioni locali.
Nell’ambito della campagna ogni anno vengono anche organizzati campi di volontariato, per
rivalutare la ricchezza delle identità culturali delle Alpi. I campi sono un’occasione di studio e la
scoperta diretta del paesaggio montano, della biodiversità e delle architetture tradizionali attraverso escursioni e lavori di ripristino e riqualificazione ambientale. Queste iniziative hanno come
obiettivo quello di incoraggiare le nuove forme di turismo sostenibile con mezzi di trasporto
ecologici.
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•
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•
L’edizione 2009 di Carovana delle Alpi:
46 eventi organizzati tra luglio e ottobre;
15 Circoli e 7 regionali di Legambiente coinvolti;
6 Bandiere Nere assegnate per aggressioni rilevate sull’arco Alpino;
9 Bandiere Verdi assegnate;
21 campi di volontariato organizzati che hanno visto la partecipazione di 241 volontari.
101
Qualità e sicurezza ambientale
2
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
100
OBIETTIVI >
linee d’azione
1 2
I laghi costituiscono una risorsa ambientale, culturale ed
economica preziosa fatta di luoghi e paesaggi incantevoli che non hanno nulla da invidiare alle nostre più famose
località marine. La loro distribuzione geografica e la diversa origine geologica danno luogo a uno dei più preziosi
complessi di biodiversità del nostro Paese particolarmente favorevole all’insediamento di specie animali e vegetali.
Eppure il peso ecologico e turistico dei laghi è spesso sottovalutato e il loro fragile ecosistema a rischio: scarichi illegali,
abusivismo edilizio, captazioni eccessive, impoverimento della flora e fauna autoctone lo minacciano. Per questo nel 2006 è nata Goletta dei Laghi, la campagna di monitoraggio e informazione
sullo stato di salute degli ecosistemi lacustri. Obiettivo della campagna è quello di rilevare situazioni di inquinamento, abusivismo e altre minacce che gravano sui laghi, ma allo stesso tempo
di valorizzare le positività, le risorse ambientali, le buone pratiche di gestione del territorio e
promuovere politiche di salvaguardia e di fruizione sostenibile del lago.
La campagna è itinerante, l’equipaggio di Goletta dei Laghi si ferma per 5/6 giorni nei pressi di
un lago, durante i quali vengono organizzate insieme ai Regionali e i Circoli di Legambiente iniziative di vario tipo: banchetti, seminari, incontri con la cittadinanza e le amministrazioni locali,
aperitivi tematici.
Ogni tappa si conclude con una conferenza stampa di riepilogo delle attività e di presentazione
dei risultati del monitoraggio scientifico e delle altre criticità riscontrate, insieme al riconoscimento delle eccellenze, come ad esempio le località premiate dalla Guida Blu di Legambiente e
Touring Club.
Attività principale è quella del monitoraggio scientifico delle acque utilizzando un laboratorio
mobile che preleva campioni di acqua e li analizza secondo i parametri biologici e chimico-fisici
previsti dalla legge per cercare eventuali contaminazioni fecali di origine antropica. L’attenzione è
focalizzata sulle foci dei fiumi principali e dei corsi d’acqua minori, zone potenzialmente a rischio
per la presenza di scarichi o nei pressi di depuratori mal funzionanti. L’obiettivo è quello di scovare le situazioni che mettono maggiormente a rischio la qualità delle acque e compromettono
gli habitat naturali. I punti di prelievo sono scelti in base ai risultati delle edizioni precedenti,
alla conoscenza del territorio dei Circoli locali, e alle segnalazioni dei cittadini raccolte grazie al
servizio SOS Goletta.
*
L’edizione 2009 di Goletta dei Laghi:
• 6 tappe, 14 laghi monitorati, 6 regioni coinvolte, oltre 200 comuni interessati;
• 65 punti critici individuati dal laboratorio mobile, di cui 35 fortemente inquinati;
• 35 punti critici riscontrati in corrispondenza delle foci di fiumi e torrenti;
• 15 i punti critici sul lago di Como, 14 sul lago di Garda, 9 sull’Iseo;
• nell’ambito della campagna è stato preparato il dossier Laghi Lombardi puliti per decreto, che
denuncia l’applicazione della Regione Lombardia di limiti più permissivi per le analisi delle acque, in anticipo rispetto al recepimento a livello nazionale di nuovi limiti europei;
• 71 le vele della Guida Blu assegnate alle località lacustri toccate da Goletta dei Laghi;
• la campagna è stata realizzata grazie alla collaborazione di COOU e con i fondi ottenuti dal
5x1000 donato dagli italiani tramite la dichiarazione dei redditi.
CAMPAGNA GOLETTA VERDE
linee d’azione
1 2
Goletta Verde è la storica campagna itinerante estiva di
Legambiente di analisi, informazione e sensibilizzazione
sullo stato di salute dei nostri ecosistemi marini e costieri. Dal 1986, oltre a diffondere in tempo reale i risultati
delle analisi dei luoghi visitati, Goletta Verde propone in
ogni sua tappa incontri, manifestazioni, blitz per evidenziare tutta la complessità dei temi legati al mare: dalle
attività di pesca alle attività turistiche, dalla nautica al
cabotaggio, dalla cementificazione selvaggia delle coste
alla loro erosione.
La campagna nello specifico si prefigge di:
• analizzare campioni di acqua marina per informare la cittadinanza e gli enti locali sulle condizioni del mare e sensibilizzare alla tutela dell’ecosistema marino e di quello costiero;
• coinvolgere i soci e i Circoli Legambiente all’interno delle attività per creare una rete di monitoraggio scientifico e un programma politico rispetto alla tutela di mare e coste realmente
efficace;
• sensibilizzare e spingere all’azione le istituzioni per prevenire i casi di illegalità, di abusi edilizi
e di sfruttamento del territorio;
• spronare i cittadini affinché denuncino chi procura danni all’ambiente;
• promuovere l’istituzione e la manutenzione delle Aree Marine Protette e delle aree costiere di
particolare interesse naturalistico;
• sostenere un turismo sostenibile e di qualità, che comporti anche lo sviluppo delle zone in
esame.
La goletta è preceduta nel suo viaggio da un laboratorio mobile che si occupa del monitoraggio
scientifico ovvero del prelievo e dell’analisi delle acque secondo parametri microbiologici, con
l’intento di scoprire punti critici inquinati oltre a quelli monitorati regolarmente dalle autorità
competenti. I dati vengono comunicati in ogni regione in una conferenza stampa conclusiva in
cui si sottolineano le criticità ma anche le eccellenze presenti sul territorio, ricordando anche le
località premiate dalla vele della Guida Blu.
*
L’edizione 2009 di Goletta Verde:
• in 60 giorni di viaggio e 30 tappe sono stati realizzati decine di incontri e dibattiti, per costruire
una rete di dialogo e confronto tra quanti a vario titolo vivono il mare; sono stati effettuati blitz e
manifestazioni (coinvolgendo le comunità locali) di protesta contro ecomostri e illeciti ambientali;
sono stati promossi un turismo rispettoso dell’ambiente e la tutela delle Aree marine protette;
• 20mila cittadini coinvolti nelle varie iniziative;
• 1.000 segnalazioni raccolte dai cittadini su varie problematiche del mare e delle coste;
• 100 punti critici rilevati dal monitoraggio scientifico, un punto critico ogni 74 km di costa, di
cui 81 fortemente inquinati. 15 i punti critici in Campania, 11 in Calabria;
• 297 località costiere premiate dalle vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club.
103
Qualità e sicurezza ambientale
CAMPAGNA GOLETTA DEI LAGHI
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
102
OBIETTIVI >
linea d’azione
1
Dal dicembre 2004 Legambiente organizza iniziative di mobilitazione supportate da un dossier annuale sui problemi del rilancio
del carbone come combustibile utilizzato nelle grandi centrali
termoelettriche. La mobilitazione nasce dalle scelte dell’allora
governo italiano che, invece di puntare sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica, ha investito nel raddoppio della produzione
di energia dal carbone, fonte non pulita e poco efficiente.
Per chiedere con forza il rispetto degli impegni sottoscritti a
Kyoto, per pretendere energia più pulita e tecnologie più moderne, l’associazione ha organizzato negli anni una serie di blitz,
incontri pubblici, manifestazioni, raccolte di firme e conferenze stampa nei luoghi dove sono
presenti centrali elettriche a carbone: impianti già esistenti, in fase di riconversione o di nuova
realizzazione. In particolare i blitz sono organizzati dai Circoli e dai Comitati Regionali nel cui
territorio sorgono o sono previste nuove centrali a carbone come Civitavecchia (RM), Porto Tolle
(RO), Vado Ligure (SV), Saline Joniche (RC).
Nell’ambito di questa campagna Legambiente
ogni anno redige il Dossier Stop al carbone.
In particolare il dossier 2009, presentato il
19 febbraio, riporta i dati relativi al 2008, un
anno di importanti novità nella lotta globale
ai cambiamenti climatici.
Sono stati dodici mesi in cui il dibattito mondiale sulle strategie da mettere in campo per
ridurre le emissioni di gas serra si è intrecciato fortemente con quello relativo alla soluzione
della crisi economico-finanziaria. Il dossier ha affrontato l’intreccio tra crisi energetica, emergenza
climatica e terremoto dell’economia mondiale, aprendo nuovi scenari di speranza per il futuro
grazie a una riconversione del sistema produttivo verso sistemi più sostenibili.
Oltre la presentazione del dossier attraverso comunicato stampa Legambiente ha organizzato anche un blitz No al carbone al ministero dell’Ambiente, il 29 aprile, una manifestazione
per dire no al carbone a Porto Tolle, organizzata insieme a Greenpeace. Le due associazioni hanno srotolato dalle finestre del ministero dell’Ambiente uno striscione di 9 metri No al carbone e
innalzato una ciminiera fumante sul marciapiede sottostante, in occasione del voto in plenaria
della Commissione VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) del ministero che ha dato il via libera
alla riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle, decisione che comporta 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 aggiuntive.
Stop al carbone 2009
• 12 le centrali a carbone attive in Italia, che hanno prodotto nel 2007 il 14% del totale dell’energia elettrica, e hanno comportato un’emissione del
30% dell’anidride carbonica emessa per la produzione complessiva di elettricità in Italia.
CAMPAGNA OPERAZIONE PO
linea d’azione
2
Legambiente dedica una campagna al Po, il più importante e sfruttato fiume d’Italia sul quale non è mai stata
realizzata una politica unitaria e convincente a scala di
bacino idrografico sulla gestione dell’assetto idrogeologico. Legambiente vuole con questa iniziativa coinvolgere i vari attori interessati sul territorio e le popolazioni
locali per trovare soluzioni al fine di tutelare e salvaguardare questo delicato ecosistema.
Operazione Po è una campagna itinerante che dal 2005 ogni estate percorre il corso del fiume
per fotografarne lo stato di salute da un punto di vista ambientale, culturale e sociale, e avviare
misure concrete che affrontino con decisione i problemi del grande fiume. Si inizia dalle azioni
necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualità delle sue acque, per arrivare alla valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire
un futuro migliore per le popolazioni rivierasche. In ogni tappa del percorso vengono organizzati
eventi di varia natura, manifestazioni, seminari, incontri con la stampa e le popolazioni locali. I
temi affrontati nelle varie tappe sono quelli delle politiche energetiche, della rinaturalizzazione
del fiume, della qualità delle acque, della sicurezza idraulica, del tursimo leggero, del patrimonio
artistico e storico.
*
Operazione Po nel 2009:
• due settimane di navigazione dal 28 agosto al 10 settembre con una house boat, una imbarcazione adatta al turismo fluiviale;
• 11 tappe organizzate, dalla provincia di Mantova fino al delta;
• tra gli eventi: due blitz contro il nucleare (a Caorso e a San Benedetto Po) e 9 conferenze stampa;
• 40 campioni prelevati per il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con Arpa Emilia Romagna. Di questi, 28 sul Po e 12 alla foce degli affluenti. Tre i punti di qualità complessiva
pessima, 3 scadente, 6 sufficiente, 27 buona, 1 ottima. Sono 3 gli affluenti con alte concentrazioni di fosforo (fiume Lambro, torrenti Parma e Crostolo), 8 con alte concentrazioni di azoto
(Lambro, Adda, Oglio e 5 torrenti);
• è stato presentato il Dossier Po che riassume le problematiche relative al fiume: l’inquinamento
idrico, la captazione di acqua, le escavazioni in alveo e il prelievo di materiale di cava, le pressioni dei settori turistico e agro-zootecnico. Il dossier porta le proposte di Legambiente per la
salvaguardia del fiume su 4 punti strategici (tutela del territorio, vigilanza, agricoltura, natura).
CAMPAGNA PARCHI A CAVALLO
linea d’azione
3
Parchi a cavallo è una campagna nata nel 2009 in collaborazione con l’associazione sportiva
dilettantistica Parchi a cavallo – associazione affiliata alla UISP (Unione Italiana Sport per tutti),
che ha come obiettivo quello di sviluppare il turismo equestre nei parchi: un turismo sostenibile
che abbia sempre un’attenzione particolare al benessere animale.
Sviluppare il turismo equestre nelle aree naturali protette non è solo un mezzo per rilanciare
105
Qualità e sicurezza ambientale
CAMPAGNA NO AL CARBONE
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
104
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
ghi di stoccaggio e smaltimento del surplus delle scorte di mercurio che risulteranno in seguito
alla data in cui questa sostanza non potrà più essere esportata fuori dall’Europa, preferibilmente
entro il 2008, ma certamente non oltre il 2011, e saranno chiuse le miniere di estrazione del
mercurio.
Scopo della campagna è quello di creare una rete articolata di sentieri attrezzati che percorrano il
territorio delle aree naturali protette, collegando tra loro i luoghi naturali e culturali più suggestivi e i borghi storici dei paesi; la creazione di punti sosta e l’istituzione di una rete di accoglienza
ecologica; la valorizzazione della tradizione gastronomica locale e dei prodotti tipici; l’impegno
contro l’inquinamento; il coinvolgimento dei turisti; il coordinamento tra gli operatori locali.
*
Gli obiettivi principali della campagna Parchi a cavallo sono:
• aumentare la frequentazione del territorio attraverso una forma di turismo sostenibile, sia a
livello ambientale che sociale;
• rendere fruibili le ippovie, garantendone la manutenzione e monitorare la presenza di sentieri
rurali convertibili in sentieri equestri;
• garantire la salvaguardia del territorio;
• favorire la pratica dell’equiturismo grazie anche alla presenza di personale altamente qualificato e punti di sosta attrezzati.
*
Parchi a cavallo nel 2009:
• sono stati emessi due comunicati stampa per lanciare la campagna;
• è stato organizzato un trekking inaugurale nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
(29 maggio - 2 giugno), a cui hanno partecipato 11 cavalieri e durante il quale sono stati percorsi
120,652 km;
• è stato organizzato un seminario a Pratovecchio (14 luglio 2009) sul turismo equestre e fruizione integrata dei parchi.
CAMPAGNA STOP AL MERCURIO
linea d’azione
1
Stop al mercurio è la versione italiana della campagna europea Zero Mercury a cura dell’EEB
(European Environmental Bureau, la federazione delle associazioni ambientaliste europee) per
sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, le aziende e i lavoratori sui gravissimi rischi, anche
sanitari, che comporta la dispersione nell’ambiente del mercurio. L’obiettivo di Legambiente è la
riconversione degli impianti cloro-soda a tecnologia più pulita e lo smaltimento in sicurezza del
mercurio in surplus.
Grazie anche alle battaglie fatte da Legambiente la gran parte delle principali aree industriali
italiane sono state inserite nel Programma nazionale di bonifica del ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, che ad oggi conta 50 siti inquinati su cui intervenire. Oggi
l’azione di Legambiente è volta al monitoraggio dello stato di avanzamento delle operazioni di
bonifica, alla riconversione dei cicli produttivi più inquinanti o alla chiusura di quelli più obsoleti
e non ristrutturabili. Tra gli impianti da riconvertire a tecnologie meno impattanti ci sono gli impianti cloro-soda con celle al mercurio. La campagna rientra in un progetto globale, la campagna
Zero Mercury, che ha come obiettivo ultimo la forte riduzione o, quando possibile, l’annullamento delle emissioni, della domanda e dell’offerta di mercurio, da tutte le fonti che possono essere
controllate, con lo scopo di minimizzare le concentrazioni di mercurio nell’ambiente, in Europa e
nel mondo. Prende spunto dalla Strategia comunitaria sul mercurio approvata nel gennaio 2005
dalla Commissione europea. La Strategia prevede 20 azioni, tra cui quella sui modi, tempi e luo-
La campagna Stop al Mercurio nel 2009:
• è stato realizzato uno studio inedito sulla diffusione dei termometri e strumenti al mercurio
all’interno degli ospedali italiani. L’indagine è stata condotta in 3 ospedali a Roma, Milano e
Arezzo, e i dati raccolti sono stati elaborati e pubblicati in un dossier europeo;
• è proseguita e poi chiusa la petizione Stop al Mercurio per chiedere la riconversione degli
impianti, la bonifica dei siti contaminati da mercurio e il finanziamento di studi epidemiologici
per valutare gli impatti sanitari di questo tipo di inquinamento. Nel 2009 hanno firmato 1.488
persone.
DOSSIER CAVE, I GUADAGNI NEL SETTORE
DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE
linea d’azione
2
Legambiente dal 2008 stila un dossier che fa il punto sulla situazione delle cave e delle attività estrattive in Italia. Il dossier mira all’individuazione delle aree più soggette alle attività
estrattive e di conseguenza ai territori che subiscono maggiormente il degrado che ne deriva.
L’indagine, svolta a livello regionale raccogliendo i dati disponibili sui siti delle Regioni e delle
Province Autonome, nel primo anno ha analizzato i numeri, le leggi, i piani, le buone e cattive
gestioni. Nel 2009 il dossier si è concentrato sugli aspetti economici e quindi sui guadagni del
comparto cave a fronte delle poche entrate derivanti dai canoni di estrazione applicati dalle Regioni. È stato poi fatto un confronto con alcuni paesi europei quali Danimarca, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Svezia. Lo scopo del dossier è quello di mettere in evidenza i grandi guadagni
delle aziende e dell’indotto delle
attività estrattive in rapporto con
il degrado ambientale generato
• 6mila le cave attive, 10mila quelle dismesse.
e con la mancanza di regole uni• Prelevati circa 142 milioni di metri cubi di inerti da cui i cavatori
formi nelle varie Regioni e nelle
ricavano 1 miliardo e 735 milioni di euro l’anno ma che fruttano
due Province Autonome. Inoltre,
alle Regioni meno di 53 milioni di euro.
con questo documento si vuole
• 500 milioni di euro i soldi che Stato e Regioni rinunciano a
incassare “svendendo” il territorio ed esponendolo al pericolo
sottolineare la necessità di mettedell’illegalità.
re un freno al consumo di inerti
per ridurre l’impatto ambientale,
promuovendo il riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione, che attualmente per il 90%
vengono conferiti in discarica.
Dossier Cave, i guadagni nel settore delle attività estrattive
2009
*
Il Dossier Cave, i guadagni nel settore delle attività estrattive nel 2009:
• Il dossier è stato presentato a maggio 2009. È stato ripreso da 15 quotidiani e da 20 siti internet;
• tra i risultati ottenuti possiamo includere l’approvazione, nel novembre 2009, della Legge sulle
attività estrattive nella Regione Calabria, unica fino ad allora a non avere nessun tipo di norma
in proposito.
Qualità e sicurezza ambientale
nuove e vecchie attività a esso legate, ma è soprattutto una strategia vincente per tutelare la
qualità dell’ambiente e per un uso più accorto e razionale delle risorse naturali. Un modo per sviluppare l’economia salvaguardando la natura e la diversità biologica di un territorio, rispettando
l’integrità degli ecosistemi e degli habitat.
107
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
106
OBIETTIVI >
linea d’azione
2
Questa indagine è realizzata dal 2003 nell’amDossier Ecosistema Incendi 2009
bito della campagna Non scherzate col fuoco
• 6.479 i roghi nel 2008 (-40%).
di Legambiente e del Dipartimento della Prote• 66.145 gli ettari di territorio percorso di cui il
zione Civile per la tutela e la salvaguardia del46% è superficie boscata.
le aree boschive italiane dall’inesorabile piaga
• Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna le redegli incendi estivi.
gioni di emergenza ambientale (pari al 56% del
Il dossier vuol fare il quadro sull’applicazione
totale degli incendi e il 66% della superficie perdella legge quadro 353/2000 sui Comuni che
corsa dal fuoco).
hanno subito sul loro territorio un incendio pari
• 823 amministrazioni comunali coinvolte:
o superiore ai 2 ettari nel biennio precedente e
4% applicano pienamente la legge 353/2000;
sulle azioni messe in pratica dalle amministra80% ha istituito il Catasto delle aree percorse dal
zioni comunali per arginare la piaga degli incenfuoco; 18% fa campagna di informazione; 30% fa
attività di manutenzione del bosco e di prevendi boschivi, che possono essere: campagne inzione; 19% non fa nulla.
formative rivolte sia ai fruitori del bosco, che ai
ragazzi delle scuole ed ai dipendenti comunali;
avvistamento dei focolai e presidio del territorio, perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco e
approvazione del relativo catasto ai fini dell’applicazione dei vicoli previsti dalla legge, esistenza
di piani comunali di emergenza per il rischio incendi e rapporti con il volontariato di protezione
civile. L’analisi incrociata di tali parametri determina una classifica tra i Comuni sullo stato di
attuazione della legge 353/2000 e delle strategie adottate per affrontare la piaga degli incendi.
I dati che vanno a formare il dossier vengono raccolti mediante l’invio di un questionario ai
Comuni e sono un utile strumento per valutazioni reali sul fenomeno, con lo scopo di informare
la cittadinanze e le istituzioni. La produzione del dossier funge anche da stimolo per risolvere le
eventuali inadempienze o lentezze di alcune amministrazioni comunali e contemporaneamente
valorizzare il buon lavoro svolto da tante altre. I Comuni più meritori sono per questo premiati
con la bandiera Bosco Sicuro da esporre nel proprio territorio.
*
Ecosistema Incendi nel 2009:
• 2.641 i comuni a cui è stato inviato il questionari (solo i comuni che hanno subito un incendio
superiore a 2 ettari nei due anni precedenti);
• è stato presentato in occasione della campagna Non scherzate col fuoco;
• 850 i questionari restituiti;
• 35 i Comuni che applicano pienamente la legge 353/2000;
• stampato in 2mila copie, distribuito ai Regionali Legambiente, alle Regioni, alle istituzioni coinvolte e competenti, e ai Comuni che ne hanno fatto richiesta;
• 18 bandiere Bosco Sicuro assegnate ai Comuni di:
Camaiore e Vico Equense, per il 3° anno consecutivo; Acquapendente, Arbus, Canale Monterano,
Carovigno, Cogoleto, Comiso, Corio, Gissi, Gravina, Massarosa, Piaggine, Reino, San Benedetto
Val di Sambro, Sorbo San Basile, Termini Imerese, Nardò;
• 3 le segnalazioni di Comuni più inadempienti: Zeddiani, Pescosansonesco, Ravanusa.
DOSSIER ECOSISTEMA RISCHIO
linea d’azione
2
Il dossier Ecosistema Rischio viene elaborato
Ecosistema Rischio 2009
ogni anno dal 2003 nell’ambito della campagna
Operazione Fiumi, e rappresenta un monitorag• 5.581 i comuni a rischio idrogeologico, il 70%
gio sulle attività dei comuni italiani classificati
del totale dei comuni italiani. Di essi, 1.700 a
rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596
ad alto rischio idrogeologico per la mitigazione
a rischio sia di frana che di alluvione.
del rischio idrogeologico.
• Nel 36% dei comuni non viene svolta regolarLe Amministrazioni Comunali possono intervemente la manutenzione ordinaria delle sponde
nire per contrastare il rischio idrogeologico esdei corsi d’acqua.
senzialmente in due diversi settori:
• Premiati Canischio (TO) e Palazzolo sull’Oglio
• nelle attività ordinarie legate alle gestione e
(BS), che hanno svolto importanti attività di prealla manutenzione del territorio;
venzione delle frane e delle alluvioni.
• nella redazione, aggiornamento e comunica• Bocciati Acquaro (VV), San Ferdinando (RC),
zione alla popolazione dei piani di emergenza.
Oppido Marina (RC) in Calabria; Altavilla Silentina (SA), Polla (SA), Quarto (NA) in Campania; e
Le informazioni su questi ambiti di intervento
Vejano (VT) nel Lazio. Qui è presente una forte
vengono raccolte tramite un questionario inurbanizzazione delle zone esposte a pericolo di
viato ai 5.581 comuni classificati dal ministero
frane e alluvioni e non sono state svolte azioni
dell’Ambiente e dall’Unione Province Italiane
concrete di prevenzione.
nel 2003 come a elevato rischio idrogeologico
(classi R3, R4) per conoscere lo stato del territorio, e per verificare l’esistenza di una politica volta a mitigare il rischio idrogeologico e ad
informare e formare il cittadino.
Le risposte ricevute sono autocertificazioni da parte dei Comuni, ma vengono verificate tramite i
Regionali e i Circoli di Legambiente che sono a conoscenza delle politiche territoriali e in grado
di indicare eventuali discrepanze con le dichiarazioni fatte.
I dati vengono elaborati per produrre una classifica nazionale dei comuni più virtuosi nell’applicare politiche di gestione del territorio atte a prevenire eventi catastrofici come frane e alluvioni,
e a informare la popolazione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza. Ai comuni
meglio piazzati viene conferita la bandiera Fiume Sicuro.
*
L’edizione Ecosistema Rischio 2009:
• 5.581 questionari inviati, 1.735 i questionari restituiti (pari al 31% dei comuni a rischio in Italia);
• 249 i comuni che hanno risposto dichiarando che non sono presenti strutture in aree a rischio
nel territorio di loro competenza;
• 1.486 i comuni presi in considerazione per elaborare il dossier e stilare la classifica;
• stampato in 2mila copie, distribuito ai Regionali Legambiente, alle Regioni, alle istituzioni coinvolte e competenti, e ai Comuni che ne hanno fatto richiesta;
• è stato presentato nella conferenza stampa finale della campagna Operazione Fiumi.
109
Qualità e sicurezza ambientale
DOSSIER ECOSISTEMA INCENDI
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
108
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Il dossier Liberi dall’amianto riporta
i dati e lo stato di avanzamento delle attività di bonifica dei grandi siti
industriali contaminati da amianto.
L’obiettivo è quello di denunciare i
ritardi nelle bonifiche dei 7 siti nazionali, nonostante i drammatici effetti
sulla salute derivante dall’esposizione
all’amianto.
Il dossier è stato presentato durante
la conferenza nazionale sull’amianto
tenutasi a Torino dal 6 all’8 novembre
2009. La presentazione del dossier è
stata la prima di una serie di iniziative
dedicate a questo tema, rivolte a tutti
i soggetti interessati per evidenziare
il rischio amianto in Italia e proporre
soluzioni concrete al problema.
Il rapporto è stato costruito sulla base
dei verbali delle conferenze dei servizi
(incontri presso il ministero dell’Ambiente nell’ambito del Programma nazionale di bonifica), su documenti tecnici e su tutto il materiale relativo allo
stato d’avanzamento delle bonifiche
nei siti contaminati da amianto.
linea d’azione
Sito di interesse nazionale
1
Giudizio Legambiente sullo
stato della bonifica
Casale Monferrato (Al)
Stabilimenti Eternit/Fibronit
Balangero (To)
Miniera a cielo aperto
Emarese (Ao)
Miniera
Broni (Pv)
Stabilimenti Eternit/Fibronit
Bari
Stabilimenti Fibronit
Napoli - Bagnoli
Stabilimenti Eternit e Italsider
Siracusa - Contrada Targia
Stabilimenti Eternit
I dati sono richiesti da Legambiente direttamente agli organismi pubblici che per legge
eseguono i controlli sui campioni di alimenti:
Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale), Asl (Azienda sanitaria locale) e Istituti
Zooprofilattici (Izs).
Da anni Legambiente punta l’attenzione sul
multi-residuo - ovvero la presenza contemporanea di più e diversi residui chimici su uno stesso alimento - e sul rischio che sinergia ed effetto cumulativo tra diverse sostanze chimiche
comportano per l’organismo umano, in particolare per i bambini. Altro aspetto sollecitato dal
dossier è la necessità di intervenire per aggiornare la normativa in materia di limiti massimi
di residuo ammesso e per chiedere la messa al
bando di alcune sostanze neurotossiche, come
i neonicotinoidi che hanno prodotto anche in
Italia degli effetti negativi sulla biodiversità.
Pesticidi nel piatto 2009
Le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali
e regionali hanno preso in considerazione 8.764
campioni, di cui 1,2% sono i campioni irregolari e
27,5% è risultato regolare ma con la presenza di
uno o più residui (multi residuo).
La frutta si riconferma la categoria con le maggiori
irregolarità: su 3.507 campioni di frutta, 81 (il
2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei
limiti di legge (+ 0,7% rispetto al 2008).
Solo un frutto su due è privo di residui chimici.
Tra i campioni da record per presenza di sostanze
chimiche: un campione d’uva analizzato in Sicilia
con 9 diverse sostanze chimiche; un peperone
analizzato sempre in Sicilia con 7 diversi principi
attivi.
*
Legenda
Bonifica non ancora ultimata
ma in stato avanzato
Bonifica non ancora partita.
Messa in sicurezza completata
Bonifica non ancora partita.
Messa in sicurezza non ancora ultimata
Sono stati coinvolti nell’opera di raccolta dati e documenti e nella stesura delle schede dei siti
ben 13 rappresentanti di regionali o Circoli locali di Legambiente. Sono stati interpellati, consultati e coinvolti circa 10 rappresentanti di istituzioni/enti tecnici (Comune di San Filippo del Mela,
Bagnolifutura S.p.A, Arpa Piemonte, ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, Istituto Superiore di Sanità, per la documentazione sugli studi epidemiologici, Sviluppo
Italia Aree Produttive S.p.A, Provincia di Siracusa, Regione Piemonte).
L’attività di Legambiente sull’amianto è proseguita nel 2010 con la campagna Liberi dall’amianto,
per informare i cittadini sui rischi dell’amianto domestico e fornire riferimenti e regole da seguire
in caso di presenza di materiale sospetto nelle proprie case.
DOSSIER PESTICIDI NEL PIATTO
di residui chimici sui prodotti che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole: si tratta infatti
di frutta, verdura e prodotti derivati (pasta, pane, vino, succhi di frutta...).
linea d’azione
1
Il dossier intende offrire un dettaglio sulla presenza dei residui di pesticidi sull’ortofrutta, ma
anche affrontare i rischi connessi all’uso eccessivo della chimica in agricoltura, con particolare
attenzione alle problematiche di carattere epidemiologico.
La divulgazione scientifica è al centro di questo dossier che vuole sensibilizzare sulla presenza
L’edizione 2009 del Dossier Pesticidi nel piatto:
• tutte le Regioni, 20 su 20 con i loro laboratori provinciali e regionali di rappresentanza, hanno
fornito i risultati dei laboratori richiesti;
• 8.764 campioni analizzati, quasi 1.300 in meno rispetto all’anno scorso;
• i risultati delle analisi svolte dai laboratori pubblici hanno evidenziato dei peggioramenti rispetto all’anno precedente sintetizzabile in un’evidente diminuzione dei campioni analizzati e in un
incremento dello 0,7% dei campioni irregolari per concentrazioni troppo elevate di residui di pesticidi e di campioni multi residuo rispetto ai limiti previsti per legge, soprattutto per la frutta.
ECOSPORTELLO
linea d’azione
1
Ecosportello è uno sportello informativo dedicato ai temi dell’energia, dei rifiuti e degli acquisti
verdi. Gli interlocutori principali di Ecosportello sono le Pubbliche Amministrazioni degli Enti Locali ma anche cittadini, piccoli imprenditori e commercianti, istituzioni per i quali svolge un ruolo
di consulenza e di supporto tecnico e normativo anche attraverso il proprio sportello di prima
risposta (telefono, email).
> I temi su cui è attivo
Ecosportello sono due:
- energia e cambiamenti climatici
- rifiuti
> Gli strumenti che utilizza
Ecosportello sono:
- il sito internet www.ecosportello.org
- due newsletter, una dedicata ai rifiuti, l’altra all’energia
- corsi di formazione per le pubbliche amministrazioni
- email dedicati per le richieste dirette di informazioni
Ecosportello si pone come punto di eccellenza, al di sopra di interessi particolari e delle logiche
di profitto, ed è un soggetto indipendente, proattivo e orientato alla promozione di uno sviluppo
Qualità e sicurezza ambientale
DOSSIER LIBERI DALL’AMIANTO
111
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
110
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• sono state esaminate 50 grotte marine;
• sono state segnalate 365 strutture che si fregiano dell’etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo.
*
Ecosportello nel 2009:
• 24 numeri della newsletter energia, che conta 5.185 iscritti;
• 22 numeri della newsletter rifiuti, che conta 6.060 iscritti;
• 20 richieste di informazione al mese di media tra email e telefono ricevute per l’area rifiuti, 30
per l’area energia;
• il sito www.ecosportello.org ha avuto 52.584 visite, di cui 51.040 dall’Italia. La punta massima
di visite giornaliera (1.561) si è avuta il giorno 14 luglio 2009 in concomitanza con la premiazione
dei Comuni Ricicloni a Roma;
• 5 corsi per le Pubbiche Amministrazioni con 15 partecipanti l’uno;
• un convegno internazionale dal titolo Biometano. Potenzialità, tecnologie, impieghi.
GUIDA BLU
linea d’azione
2
La Guida Blu è una classifica, presentata all’inizio della stagione balneare, sulla qualità ambientale delle località turistiche costiere. Alla sua nona edizione la Guida Blu è diventato uno strumento indispensabile per trascorrere l’estate all’insegna della natura e dell’ambiente, frutto del
sodalizio consolidato fra Legambiente e Touring Club Italiano.
Legambiente attribuisce un giudizio ad ogni località, assegnando ai Comuni da 1 a 5 vele. Il
giudizio viene attribuito su vari parametri tra i quali: la qualità delle acque di balneazione, la
qualità delle strutture ricettive, la vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico,
l’attuazione di programmi di gestione che prevedano la tutela delle risorse ambientali del loro
territorio, la raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, l’ istituzione di aree
pedonalizzate, la tutela del centro storico. Le valutazioni di Legambiente sono state infine integrate con i dati ufficiali raccolti attraverso la banca dati dei Comuni italiani (Ancitel), e sintetizzate in un giudizio espresso con le vele (da un massimo di 5 vele a un minimo di una vela). Anche
quest’anno l’elaborazione dei dati è curata dall’Istituto di Ricerca Ambiente Italia.
La Guida Blu è frutto del lavoro di indagine svolto dalla Goletta Verde di Legambiente durante i
suoi anni di navigazione, ma anche del patrimonio di conoscenza delle centinaia di gruppi locali
di Legambiente. Nel tempo è diventata un importante strumento di valorizzazione del territorio,
utilizzata anche durante le campagne estive di Goletta Verde e Goletta dei Laghi per premiare le
eccellenze nella gestione sostenibile del turismo costiero.
Con l’edizione 2009, la nona, è aumentato il numero di località passate in rassegna, con la
segnalazione di diverse nuove spiagge poco conosciute, delle grotte marine più accessibili e
più suggestive, delle località costiere dei laghi, oltre a siti di straordinaria importanza storicoculturale, naturalistica e paesaggistica.
*
L’edizione 2009 della Guida Blu:
• è stato organizzato un evento di presentazione della Guida Blu e realizzato un comunicato
stampa di lancio;
• sono stati esaminate 294 spiagge e 304 località costiere. Tra queste sono state assegnate
tredici 5 vele, il massimo riconoscimento;
• sono state esaminate 70 località di lago, tra queste sono state assegnate tre 5 vele;
MONITORAGGIO SCIENTIFICO
linea d’azione
1
L’ambientalismo scientifico su cui si basa l’azione di Legambiente trova importante applicazione
e sostegno nelle attività di monitoraggio scientifico che accompagnano le principali campagne
dell’associazione. Inquinamento atmosferico e acustico, e inquinamento delle acque, sono i
temi su cui l’associazione ha sviluppato capacità tecniche interne o ha sviluppato collaborazioni
con laboratori tecnici specializzati e all’avanguardia. Questo per poter affrontare con strumenti
analitici affidabili e moderni le diverse problematiche ambientali di primaria importanza per la
salvaguardia dell’ambiente e della salute nel nostro Paese, e soprattutto per continuare a fare
una seria e concreta azione di denuncia e di proposta basata su solide basi scientifiche e analitiche.
Le attività di monitoraggio scientifico di Legambiente sono:
• Goletta Verde
Campagna di monitoraggio delle acque marine, eseguito da uno staff di 4 o 5 persone (volontari,
biologi e tecnici) che, con un laboratorio mobile percorrono tutta la costa italiana facendo analisi
e campionamenti in corrispondenza dei punti critici dal punto di vista dell’inquinamento del mare
italiano. Il programma scientifico prevede la determinazione dei parametri utili ad individuare la
presenza di scarichi fognari civili non depurati che finiscono direttamente in mare.
*
Il monitoraggio di Goletta Verde nel 2009:
100 aree critiche individuate (campioni oltre il limite di legge per la presenza di inquinamento
fecale).
• Goletta dei laghi
Campagna sul monitoraggio delle acque di balneazione lacustri. Iniziata nel 2006 coinvolge circa
20 laghi e 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Umbria, Lazio). Anche in questo caso
è prevista l’informazione in tempo reale sullo stato di salute delle nostre acque. Il monitoraggio
viene eseguito da uno staff di 4 o 5 persone (volontari, biologi e tecnici) che, con un laboratorio
mobile che ha percorso le coste di ciascun lago che esegue campionamenti e analisi in corrispondenza dei punti critici dal punto di vista dell’inquinamento del mare italiano. Il programma
scientifico prevede la determinazione dei parametri utili ad individuare la presenza di scarichi
fognari civili non depurati che finiscono direttamente nel lago.
*
Il monitoraggio di Goletta dei Laghi nel 2009:
65 aree critiche individuate (campioni oltre il limite di legge per la presenza di inquinamento
fecale).
Parametri analizzati dai laboratori di Goletta Verde e Goletta dei laghi nel 2009:
Microbiologici: Coliformi fecali, Streptococchi fecali/enterococchi intestinali, Escherichia Coli;
Chimico-fisici: temperatura, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità, trasparenza, presenza
materiale oleoso, presenza tensioattivi.
Qualità e sicurezza ambientale
sostenibile. Segue con attenzione gli avvenimenti e le problematiche di scala locale e globale
assumendo se necessario anche posizioni critiche nei confronti di eventuali percorsi involutivi.
Partner di Ecosportello sono CONAI, ANCI, FederAmbiente, Fise-Assoambiente.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Qualità e sicurezza ambientale
• Treno Verde
Il Treno Verde nelle sue tappe esegue anche un monitoraggio scientifico sull’inquinamento atmosferico e acustico, attraverso il laboratorio sperimentale di RFI, comunicando i dati in tempo
reale durante ciascuna tappa. I monitoraggi sono condotti per 72 ore consecutive nelle città
dove il Treno Verde sosta, e riguardano i principali inquinanti: PM10, benzene, biossido di azoto,
monossido di carbonio, ozono, rumore ambientale.
Nel 2009 per il primo anno è stato introdotto un campionamento aggiuntivo per le polveri fini
(PM10) attraverso una centralina mobile collocata su uno o due balconi per ciascuna tappa scelti
attraverso le segnalazioni e le indicazioni dei comitati regionali e locali di Legambiente.
*
Il monitoraggio di Treno Verde nel 2009:
• polveri sottili: su 14 giorni di monitoraggio, in 11 sono stati superati i limiti di legge;
• rumore: in tutti i 19 giorni di monitoraggio sono stati misurati valori medi sopra i limiti di legge,
sia diurni che notturni.
siti un tempo profondamente degradati che sono stati riqualificati dall’azione e dalla partecipazione del volontariato, e trasformati in aree ad alto interesse naturalistico fruibili dai cittadini.
Legambiente gestisce direttamente o in collaborazione con altri soggetti 56 aree che
coprono circa 10mila ettari, così suddivise:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
6 in Abruzzo
2 in Calabria
6 in Campania
6 nel Lazio
11 in Lombardia
5 nelle Marche
7 in Sicilia
7 in Toscana
2 in Umbria
4 in Veneto
• PM10 e ozono ti tengo d’occhio
Campagna di informazione sul problema dell’inquinamento atmosferico in città. Il monitoraggio
viene fatto raccogliendo i dati registrati dalle centraline per la qualità dell’aria presenti nelle città, pubblicati sui siti internet di Arpa, Comuni, Province e Regioni. L’obiettivo è quello di stilare
delle classifiche dei capoluoghi di provincia in base ai livelli di inquinamento. Sono raccolti e
monitorati i dati relativi a circa 80 capoluoghi di provincia. Entrambe le campagne dal 2009 sono
svolte in collaborazione con il portale www.lamiaaria.it
*
Nel 2009:
• PM10: 88 città monitorate, di cui 57 hanno superato il valore massimo di superamenti consentiti dalla normativa (35 superamenti l’anno) del limite medio giornaliero di 50 μg/m3 calcolato
sui dati della centralina peggiore;
• ozono: 50 città monitorate, di cui 32 hanno superato il valore massimo di superamenti consentiti dalla normativa (25 superamenti l’anno) del limite di 120 μg/m3 (calcolato come media su 8
ore) rispetto alla centralina peggiore;
• i dati sono stati utilizzati per elaborare il dossier Mal’aria di città nel gennaio 2010.
NATURA E TERRITORIO
linea d’azione
3
Natura e Territorio è un progetto nato per promuovere e mettere in rete tra loro le numerose
esperienze di adozione del territorio da parte delle strutture locali di Legambiente. L’attività è
finalizzata a promuovere e a diffondere nel corpo associativo questa esperienza di adozione della
natura e del territorio come una delle forme più ricche e più visibili della cittadinanza attiva. Le
sue finalità sono quelle della sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibile, di valorizzazione delle risorse naturali, di sensibilizzazione, di educazione e di riscoperta delle culture locali.
Le aree di Natura e Territorio, spesso gestite dai Circoli di Legambiente, entrano a far parte del
network tramite la stipula di un protocollo tra Legambiente e l’ente titolare dell’area. Buona parte
di queste sono inserite nell’elenco ufficiale delle aree protette, in quanto ambienti di significativo
valore naturalistico, e sono sottoposte ad una scrupolosa e rigorosa azione di tutela che assicura
la loro più piena e corretta fruizione da parte dei cittadini. Natura e Territorio comprende inoltre
OSSERVATORIO NAZIONALE FAUNA
linea d’azione
3
L’Osservatorio Nazionale per la Gestione della Fauna è nato nel 2003 e coinvolge in modo diretto tutte le categorie sociali interessate alla fauna, stakeholders con interessi apparentemente
divergenti si sono uniti per collaborare, superando le prevedibili difficoltà iniziali e proseguendo
speditamente verso un dialogo costruttivo. La forza dell’Osservatorio risiede quindi nella visione
integrata che supera il punto di vista dei singoli soggetti, consentendo di arrivare ad una concreta reciproca sensibilizzazione e soddisfazione, per la tutela del patrimonio faunistico e del
territorio italiano.
Fanno parte dell’Osservatorio:
• Legambiente;
• cinque associazioni per i cacciatori;
• CIA per gli agricoltori;
• Arcipesca per i pescatori.
L’Osservatorio pubblica, dal 2003, un rapporto annuale sulla situazione della fauna in Italia,
costruito con i dati raccolti dagli enti interessati. Obiettivo del rapporto è quello di fotografare
lo stato delle risorse faunistiche in Italia e di sensibilizzare i soggetti coinvolti a una corretta
gestione più sostenibile e rispettosa delle esigenze del specie animali e dei territori.
Il Rapporto viene costruito tramite un questionario a cui hanno risposto:
• 350 ATC – Ambiti territoriali di caccia;
• 400 gestori di Aree Protette;
• tutte le Province Italiane;
• Assessori Regionali di pertinenza.
Il rapporto viene inviato a oltre un migliaio di enti tra cui il Parlamento, i Ministeri, le Regioni, le
Province, gli Enti parco, gli Ambiti Territoriali di Caccia, agenzie governative, organizzazioni non
governative.
L’Osservatorio nel 2009 è stato fortemente impegnato sulla difesa della legge sulla tutela della
fauna e la regolamentazione della caccia. Il 15 gennaio si è tenuta in Senato, per la prima volta
in Italia, un’audizione di cacciatori, ambientalisti e agricoltori con la presentazione di un docu-
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Qualità e sicurezza ambientale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
PROGETTO APE - APPENNINO PARCO D’EUROPA
linea d’azione
3
Il Progetto Ape – Appennino Parco d’Europa è nato da un’idea promossa dalla Regione Abruzzo e
da Legambiente, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, sulla precisa esigenza di porre
l’accento sullo sviluppo ecosostenibile delle zone montane e proporre l’intero arco appenninico,
dove maggiore è la biodiversità e rilevante il patrimonio storico culturale, come un unico insieme,
omogeneo e coerente, di ambiente e cultura.
Nato nel 1995, APE è un progetto di conservazione della natura legato alle politiche di sviluppo
territoriale e rurale, che intende integrare la politica dei parchi con le altre politiche per orientarle
alla sostenibilità, riconoscendo la montagna come risorsa strategica. APE, inoltre, si propone di
favorire la promozione di azioni coordinate tra il sistema dei parchi, gli Enti locali, le Regioni e
le amministrazioni centrali dello Stato, in grado di orientare ad uno sviluppo sostenibile tutto
l’ambiente appenninico, anche quello non interessato dalle aree protette ma ad esse connesso.
Nel concreto, APE prevede la realizzazione di alcuni progetti pilota di grande rappresentatività in
grado di affrontare alcuni temi guida.
I temi affrontati:
• mantenimento e potenziamento dei servizi territoriali maggiormente a rischio;
• agricoltura e biodiversità, legati alla tutela del paesaggio e alla conservazione della natura e
delle attività agricole tradizionali e sostenibili;
• la costruzione di un sistema di corridoi ecologici nell’ambito della Rete Ecologica nazionale, in
coerenza con gli obiettivi della Rete Natura 2000 e con le esigenze di manutenzione del territorio;
• la costruzione di una rete dei sentieri naturalistici ed escursionistici per garantire una corretta
fruizione turistica;
• la valorizzazione dei grandi itinerari storico-culturali dell’Appennino.
I progetti pilota realizzati:
• Una città di villaggi tra Padana e Tirreno. Idee, programmi ed azioni per un sistema territoriale
delle montagne liguri-tosco-emiliane. Area interessata: Appennino settentrionale (Liguria, Toscana e Emilia Romagna); capofila Regione Toscana.
• Progetto di infrastrutturazione ambientale delle Valli dell’Esino e del Sentino. Area interessata:
Appennino centrale (Umbria e Marche); capofila Regione Abruzzo.
• Le vie materiali ed immateriali della Transumanza. Area interessata: Appennino centrale (Abruzzo, Molise e Puglia); capofila Regione Abruzzo.
• L’Appennino Meridionale: il Monachesimo ed il latifondo agrario, compresa la Via Istmica e
l’antica Lucania. Una rete di tratturi, luoghi di posta, monasteri, borghi e castelli per antichi e
moderni viandanti. Area interessata: Appennino meridionale (Campania, Basilicata e Calabria);
capofila Regione Calabria.
Nel 2009 in particolare è stato inaugurato il Centro direzionale del progetto APE - Appennino Parco d’Europa a Scerni (Ch) nell’ambito di un convegno dal titolo Dalla Convenzione degli Appennini alle montagne del Mediterraneo: proposte, idee e progetti per il rilancio delle politiche di
sistema, con la presenza di 33 oratori esponenti degli enti territoriali interessati dal progetto.
PROGETTI DI TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ
linea d’azione
3
Legambiente è partner di Countdown 2010, un’alleanza di governi, Ong, settore privato e liberi
cittadini, lanciata nel 2004 dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), che ha
come obiettivo quello di fare intraprendere a tutti i partner le necessarie azioni per fermare
la perdita di biodiversità entro il 2010. Per raggiungere tale obiettivi, sono state intraprese
molteplici azioni e molte altre sono attualmente in corso: la sensibilizzazione dell’opinione
pubblica e del mondo politico, la mobilitazione di tutte le parti coinvolte affinché rispettino le
promesse e lo sviluppo di un piano d’azione in modo da realizzare gli impegni entro il 2010.
• PROGETTO GRIFONE
Il progetto riguarda le attività di monitoraggio del sistema integrato dell’area compresa tra la
costa e l’entroterra e della risorse faunistiche di Bosa in Sardegna. L’obiettivo è stato quello di
garantire la sopravvivenza del grifone nella Sardegna nord-occidentale, favorendone la ricolonizzazione negli areali storici. Il progetto, che ha visto fortemente impegnato il Comitato Regionale
Legambiente Sardegna, è iniziato nel 2008.
Nel 2009:
• attività di monitoraggio della popolazione nidificante del Grifone nel bosano e degli uccelli marini;
• attività di sorveglianza dei nidi del grifone;
• attività di elaborazione dati del monitoraggio ed è stato prodotto 1 atlante sulla distribuzione
della specie;
• 5 rapporti annuali (monitoraggio grifone, checklist vertebrata, la checklist sugli uccelli, l’atlante
dei vertebrate 2008, e l’atlante vertebrati 2005-2008).
• PIANO D’AZIONE PER LA TUTELA DELL’ORSO MARSICANO (PATOM)
Legambiente ha partecipato alla predisposizione di un Piano d’azione per la tutela dell’Orso marsicano (PATOM), che ha come obiettivo quello di coordinare le politiche di gestione territoriale
attuate dai diversi soggetti che hanno competenza in questo campo, allo scopo di superare le
carenze conoscitive che limitano l’efficacia degli interventi di conservazione e gestione.
Nel 2009:
• è stato prodotto il Piano di comunicazione per le azioni da compiere in ambito PATOM volte
alla corretta informazione, gestione ed approccio alla fauna selvatica;
• si sono svolte 5 riunioni di aggiornamento del piano d’azione PATOM.
• LIFE PARC
Il progetto LIFE PARC promosso dall’ Ente Parco di Montemarcello-Magra, dalla Regione Liguria,
dalla Provincia della Spezia, dal Dipartimento per lo studio del Territorio e delle sue Risorse
dell’Università degli Studi di Genova, e da Legambiente, ha come obiettivo principale il miglioramento dello stato di conservazione della Lampreda di mare, della Cheppia, del Vairone, della
Rovella e del Barbo, all’interno dell’areale del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra.
Nell’ambito del progetto LIFE PARC, Legambiente si occupa delle azioni per aumentare la consapevolezza del problema tra le popolazioni locali.
Nel 2009 sono stati realizzati 2 pannelli informativi, un sito internet, il piano di comunicazione
del progetto.
• PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE Gyps fulvus NELLA SARDEGNA NORD OCCIDENTALE
Il progetto per la salvaguardia del grifone mira allo studio e monitoraggio della specie e del suo
habitat nel territorio bosano, con particolare attenzione ai fenomeni limitanti e alle minacce alla
Qualità e sicurezza ambientale
mento congiunto. A fine 2009 il cosiddetto DDL Orsi, che raggruppava l’insieme delle proposte
presentate in Senato fortemente peggiorative della legge 157/92, è stato nei fatti fermato nella
discussione parlamentare, grazie all’intenso lavoro svolto dai differenti stakeholders in rapporto
con l’Osservatorio.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
Nel 2009 sono stati realizzati:
• uno studio sulla conservazione della specie;
• un opuscolo divulgativo.
• PROGETTO DI CONSERVAZIONE DELLA TARTARUGA MARINA Caretta caretta
Grazie al progetto di conservazione di questa specie, realizzato in collaborazione con Enel, è
stato effettuato:
• il monitoraggio delle spiagge e della costa per l’individuazione di eventuali siti di nidificazione
e sorveglianza e presidio degli stessi;
• un’attività di sensibilizzazione e divulgazione attraverso uno sportello tartaruga, che fornisce
informazioni utili agli operatori turistici e fruitori delle spiagge;
• la collaborazione con le istituzioni locali e con gli enti di ricerca alla promozione di iniziative
di conservazione e tutela;
• l’ideazione e realizzazione di progetti e iniziative di ricerca per la conservazione della specie;
• il supporto delle attività di 2 Centri di Recupero, situati in Puglia (Lago Salso e Bosco di Rauccio).
*
•
•
•
•
Nel 2009:
uno studio sulla conservazione della specie;
un opuscolo divulgativo;
182 tartarughe marine censite presso il Centro di Lago Salso;
50 i pescatori che affidano al Centro di Recupero gli esemplari catturati accidentalmente.
• University of Rousse “Angel Kanchev” Bulgaria
• Centro Interuniversitario di Ricerca sull’inquinamento da Agenti Fisici (CIRIAF)
• De Post/La Poste, Belgio
Le azioni principali del progetto sono:
• analisi socio-economica delle variazioni prodotte dalla sostituzione dei mezzi usuali con motorini elettrici e ibridi per la consegna della posta;
• test sui veicoli per valutare le emissioni e confronto con i mezzi tradizionali, svolti in 4 città
(Perugia, Bruges - Belgio, Szentendre - Ungheria, Rousse - Bulgaria);
• scambio di buone pratiche tra i paesi coinvolti;
• attività di comunicazione e sensibilizzazione sul progetto e sui temi della mobilità sostenibile,
che coinvolge scuole e ambienti universitari.
*
Legambiente nel progetto Green Post nel 2009:
• è stato realizzato il sito internet del progetto (www.greenpostproject.eu), un portale per lo
scambio di informazioni e documenti tra i partner del progetto, nonché un luogo per la diffusione
delle informazioni tecniche sui veicoli e sui risultati dei test;
• sono stati organizzati 5 incontri con altrettante scuole primarie di Perugia con attività di educazione ambientale sui temi della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale;
• si è dato supporto all’organizzazione di 9 eventi locali di presentazione del progetto e dei
veicoli elettrici in Italia.
PROGETTI DI FRUIZIONE ALLARGATA NEI PARCHI
PROGETTO GREEN POST
linea d’azione
2
La consegna della posta è un servizio che in
Europa coinvolge oltre 800 milioni di persone
ogni giorno, servizio che coinvolge notevolmente le politiche di mobilità dei territori e che
comporta comunque un notevole impatto ambientale in termini di inquinamento, consumo
di energia e di emissioni di CO2.
Green Post è un progetto europeo finanziato dalla Commissione Europea secondo il programma
IEE – Intelligent Energy Europe, con l’obiettivo di sperimentare un sistema di consegna della
posta basato su veicoli elettrici e ibridi, in grado di ridurre l’impatto ambientale del servizio e
migliorare la sicurezza degli operatori. Il progetto coinvolge 4 paesi europei (Italia, Belgio, Bulgaria e Ungheria) e 9 soggetti istituzionali, privati e associativi.
I partner del progetto sono:
• Poste Italiane SpA
• DUCATI Energia SpA
• Comune di Perugia
• Legambiente
• Association des Opérateurs Postaux Publics Européens AISBL (POSTEUROP), Belgio
• Magyar Posta Zrt, Ungheria
linea d’azione
3
I parchi possono diventare dei veri e propri laboratori di sperimentazione sui terreni più avanzati
delle politiche per la partecipazione dei giovanissimi e per l’inclusione sociale. Per questo negli
ultimi anni Legambiente ha costruito una propria linea di attività mirata a favorire l’accessibilità
delle aree naturali protette ad un’utenza ampliata, con particolare attenzione alle categorie svantaggiate, realizzando iniziative rivolte alla promozione del turismo sociale.
È il caso di progetti che hanno coinvolto prima le aree naturali protette regionali con interventi
mirati a favorire l’accessibilità ai disabili (Parchi accessibili), poi il sistema delle aree naturali di
Legambiente con iniziative rivolte alla promozione del turismo integrato (Natura e Territorio) e, in
particolare nel 2009, con attenzione ai giovanissimi (Un parco a misura di bambino) e gli anziani
(Sempreverdi). I progetti e i suoi materiali informativi sono disponibili anche sul sito internet
www.legambientenatura.it.
• UN PARCO A MISURA DI BAMBINO
È un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della legge
07/12/2000 n. 383 annualità 2007. Avviato nel dicembre 2008, pone le basi affinché le aree naturali protette possano sempre più garantire servizi e strutture adatte ai giovanissimi, in particolare
agli under 14. La partecipazione dei bambini allo sviluppo del territorio è un criterio di sostenibilità e punto di forza, coerente con le politiche per l’infanzia attivate negli ultimi dieci anni.
Le relazioni fra l’ente gestore e la comunità dei bambini, nonché la loro effettiva partecipazione
alla vita del parco e l’avvio di programmi che vadano nella direzione delle politiche nazionali per
l’infanzia, rappresentano degli utili indicatori al riconoscimento dei parchi italiani che possono
dirsi a misura di bambino. Questo risponde anche all’esigenza degli enti gestori di qualificare,
anche in termini promozionali, la propria offerta nel turismo sociale.
Qualità e sicurezza ambientale
sua sopravvivenza. Il progetto, realizzato in collaborazione con Enel, prevede anche la realizzazione di un opuscolo divulgativo da distribuirsi nelle scuole.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
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OBIETTIVI >
Nell’ambito del progetto è stata effettuata un’indagine conoscitiva sul livello di accessibilità dei
parchi per gli Under 14, che ha poi dato vita al dossier Un parco a misura di bambino che prende
in esame 54 parchi e aree marine e i servizi garantiti ai ragazzi. Inoltre, i dati raccolti sono stati
il punto di partenza per gli interventi strutturali realizzati in due aree naturali protette, ovvero il
Parco archeologico di Pontecagnano Faiano (Salerno) e il Parco territoriale attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino (Pescara).
*
Un parco a misura di bambino nel 2009:
• costituzione di un tavolo di coordinamento permanente;
• 12 riunioni effettuate dal tavolo di coordinamento permanente;
• 60 rispondenti al questionario per il monitoraggio dei servizi offerti agli under 14;
• 100 copie la tiratura del dossier sulla fruibilità delle aree protette da parte degli under 14;
• diverse installazioni e creazioni: nel Parco archeologico di Pontecagnano Faiano (Pontecagnano
Faiano, Salerno) è stato realizzato un parco giochi completo di scivoli, altalene e giostre, allestita
una biblioteca all’aperto per ragazzi, dotata di libri specifici per Under 14, realizzato un centro
informativo e sono stati realizzati 17 pannelli, in italiano e in inglese, con indicazioni sul parco e
sulla flora e la fauna presenti. Nel Parco territoriale attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino
(Scafa, Pescara) sono stati realizzati 6 pannelli specifici per ragazzi con indicazioni sul parco e
sulla flora e la fauna presenti e 2 pannelli multisensoriali, realizzata una casetta di legno adibita
a servizi igienici per disabili, allestita una biblioteca per ragazzi, dotata di libri specifici per Under
14, realizzata una tettoia all’aperto, da utilizzare come spazio per svolgere progetti di educazione
ambientale.
• SEMPREVERDI
È un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della Legge
07/12/2000 n. 383 annualità 2007. Avviato nel marzo 2008, parte dall’assunto di base che gli anziani rappresentano un importante valore aggiunto per il territorio perché custodi di antichi saperi e tradizioni che, senza le opportune occasioni di incontri intergenerazionali, si corre il rischio di
perdere. Questo è ancor più vero in quei territori marginali, che subiscono in maniera più forte il
fenomeno dello spopolamento, che rende ancora più difficile il passaggio di informazioni tra anziani e giovani. Gran parte di questi territori coinvolge i piccoli comuni, ossia i comuni con un numero di abitanti inferiore ai 5mila, che in gran parte ricadono all’interno delle aree naturali protette.
Gli obiettivi del progetto sono:
• promuovere l’incontro intergenerazionale con lo scopo di trasmettere competenze, anche professionali;
• incrementare ed innovare l’offerta dei servizi per gli anziani da parte delle aree naturali protette;
• favorire la fruizione delle aree naturali protette da parte degli anziani attraverso la realizzazione
di interventi strutturali campione;
• valorizzare il ruolo dell’anziano favorendone la partecipazione sociale attiva.
*
Sempreverdi nel 2009:
• 12 riunioni effettuate dal tavolo di coordinamento permanente;
• 52 rispondenti al questionario per l’indagine nazionale sull’offerta di servizi ed attività che le
aree naturali protette rivolgono agli anziani;
• 6 seminari locali per il trasferimento delle competenze professionali;
• 2 lavori avviati per interventi strutturali in due aree campione;
• 1 campagna nazionale nelle aree naturali protette, che ha prodotto 50 opuscoli una sezione sul
sito www.legambientenatura.it;
• 20 copie della guida del progetto.
RAPPORTO AMBIENTE ITALIA - RIFIUTI MADE IN ITALY
linee d’azione
1 2
Ambiente Italia è il rapporto sullo stato dell’ambiente nel nostro Paese presentato con cadenza
annuale da Legambiente dal 1989 insieme all’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Si basa su 100
indicatori ambientali e di sostenibilità che fotografano con precisione lo stato di salute dell’ambiente in Italia.
Gli indicatori riguardano le seguenti
categorie:
•
•
•
•
•
•
•
•
la dimensione socioeconomica;
l’energia;
la mobilità;
i rifiuti;
le attività produttive;
il clima e l’aria;
le risorse naturali;
le politiche ambientali.
Rapporto Ambiente Italia Rifiuti Made in Italy 2009
• Aumenta la produzione nazionale dei rifiuti urbani (+12%
dal 2000 al 2006).
• Il 54% dei rifiuti urbani viene ancora smaltito in discarica,
la Sicilia detiene il record con il 94%.
• Negli ultimi 15 anni 5 regioni, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, sono state commissariate per l’emergenza rifiuti.
• 1.081 i comuni ricicloni nazionali premiati da Legambiente
per aver superato nel 2007 l’obiettivo di legge del 40% di
raccolta differenziata.
• 130 le esperienze concrete sulla prevenzione avviate.
• 1,2 milioni di tonnellate di compost di qualità prodotti
dai consorzi per il recupero degli imballaggi e interamente
assorbiti dal mercato.
Oltre alla presentazione degli indicatori, ogni anno il rapporto approfondisce un tema specifico
non solo dal punto di vista dell’analisi del problema, ma riportando anche le proposte politiche
dell’associazione sul tema in questione. Nel 2009 il Rapporto Ambiente Italia, dal titolo Rifiuti
Made in Italy, ha affrontato il problema dei rifiuti in particolare nel contesto della recessione economica globale e in seguito all’emergenza rifiuti in Campania. Il Rapporto presenta una rassegna
di iniziative virtuose che a partire dai rifiuti hanno costruito un bel pezzo dell’economia italiana.
Innovazione tecnologica e di design, riciclo industriale degli scarti dell’industria manifatturiera,
produzione di compost e biogas, valorizzazione energetica nei termovalorizzatori o in cementifici
e centrali termoelettriche. Il Rapporto Ambiente Italia – Rifiuti made in Italy è stato presentato
in un convegno nazionale a Roma il 7 aprile 2009, a cui hanno preso parte i rappresentanti dei
principali consorzi di riciclaggio degli imballaggi e 150 partecipanti tra il pubblico.
121
Qualità e sicurezza ambientale
Gli obiettivi del progetto sono di:
• favorire la fruizione ampliata e la funzione educativa e sociale delle aree naturali protette;
• favorire la partecipazione attiva degli under 14 nella gestione del territorio;
• avviare un monitoraggio nazionale per verificare la coerenza fra l’attenzione rivolta dai parchi
italiani all’infanzia e le politiche nazionali;
• assicurare la conoscenza del sistema delle aree naturali protette ad una utenza ampliata attraverso interventi strutturali, conoscitivi e divulgativi.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
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OBIETTIVI >
linea d’azione
2
RAPPORTO ECOSISTEMA URBANO
linea d’azione
2
Comuni Ricicloni è il rapporto annuale di Legambiente che premia annualmente dal 1994 le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei
rifiuti: raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani, ma anche acquisti di beni, opere e servizi
che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata. Un importante momento
di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata e un sistema integrato di gestione dei rifiuti.
Tre le categorie per l’aggiudicazione dei premi:
• miglior raccolta differenziata;
• maggior percentuale di raccolta differenziata complessiva;
• miglior raccolta differenziata delle singole principali frazioni merceologiche oggetto di raccolte
separate.
Per tenere conto delle diverse realtà economiche e regionali, la distribuzione dei riconoscimenti
avviene per classi di grandezza demografica dei comuni e sulla base di macro-fasce geografiche
(nord, centro e sud).
Ecosistema Urbano è il dossier con il quale Legambiente effettua dal 1994 il monitoraggio del
livello di vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, fatto in collaborazione con
l’Istituto di ricerche Ambiente Italia.
La raccolta dati viene fatta tramite un questionario inviato ai Comuni capoluoghi di provincia italiani. Il questionario prevede 26 diversi indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi:
•indicatori di pressione che misurano il carico generato sull’ambiente dalle attività umane (consumi di
acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione);
•indicatori di stato che misurano la qualità dell’ambiente fisico (smog, inquinamento idrico);
•indicatori di risposta che rendono una misura della qualità delle politiche messe in campo
dall’amministrazione pubblica o dalla città più in generale (abusivismo edilizio, perdite della rete
idrica, depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, isole pedonali e zone a traffico
limitato, piste ciclabili, aree verdi, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche tese alla crescita delle rinnovabili, monitoraggi e
rilevamenti della qualità ambientale).
Vengono premiati anche il miglior programma
I Comuni Ricicloni 2009
di divulgazione del compostaggio domestico, il
• È Cessalto (TV) il comune più riciclone d’Italia,
miglior sistema di raccolta e riciclaggio del legno e
con il 77% di raccolta differenziata e l’indica di
la miglior raccolta differenziata a livello consortile.
buona gestione più alto, 87,6%.
La raccolta dei dati avviene mediante l’invio di
• Il Nord è il più virtuoso, il Veneto la prima
un questionario a tutti gli 8.103 Comuni italiani,
regione (64% dei comuni sono ricicloni), seguiti
che aderiscono in modo volontario rispondendo
da Lombardia e Friuli Venezia Giulia.
e comunicando le quantità di rifiuti raccolti sepa• L’unico capoluogo del Sud in classifica è
ratamente ed avviati a riciclo.
Salerno, con il 47,5% di raccolta differenziata.
La verifica dei dati è effettuata da Legambiente di concerto con i responsabili comunali per la
gestione dei rifiuti, avvalendosi anche della collaborazione dei Circoli territoriali di Legambiente, degli Osservatori Provinciali e delle ARPA regionali. Per accedere alle graduatorie e ricevere
l’attestato di Comune Riciclone è necessario superare il 50% di raccolta differenziata, così come
stabilito dalla Legge Finanziaria 2007.
I dati vengono elaborati e combinati in un indice
basato su una scala delle prestazioni per i vari
indicatori, che vengono poi sommati tra loro.
Il sistema di valutazione infatti attribuisce un
voto in percentuale rispetto ad alcuni obiettivi
di sostenibilità, che sono e praticabili, a portata di mano. Si richiede ad esempio un 35%
minimo di raccolta differenziata, una città con
i valori di inquinamento atmosferico più bassi
della soglia di rischio per la salute umana, un
territorio senza abusivismo edilizio, un trasporto pubblico esteso e utilizzato. Dall’analisi integrata di queste diverse performance si ricavano
classifiche parziali e una classifica generale.
L’iniziativa, patrocinata dal ministero dell’Ambiente, si conclude con la premiazione dei Comuni
Ricicloni che avviene ogni anno a Roma nel corso di un convegno al quale partecipano i principali esponenti istituzionali del settore rifiuti e prodotti. La giuria di Comuni Ricicloni è composta
da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, CONAI, COMIECO,
COREVE, CIAL, COREPLA, RILEGNO, Consorzio Italiano Compostatori, Achab group e Novamont.
*
L’edizione 2009 di Comuni Ricicloni:
• circa 2.500 comuni su 8.103 hanno risposto al questionario, erano 2mila nel 2008 (il 25% in più);
• hanno partecipato 35 consorzi di Comuni che hanno standardizzato la fornitura dei servizi di
igiene urbana;
• 1.279 i Comuni diventati Ricicloni (86,9% al nord, 3,2% al centro, 9,9% al sud), ovvero che
hanno superato il 45% di raccolta differenziata, il 55% nei comuni con meno di 10mila abitanti;
• 300 partecipanti all’evento finale di premiazione, tenutosi a Roma il 14 luglio;
• 400 i passaggi stampa.
Ecosistema Urbano XVI edizione
Verbania vince la classifica generale con un indice del 69,78%, seguita da Belluno, Parma, Bolzano e Siena.
Catania all’ultimo posto con 23,02%. Male in generale i capoluoghi del Sud, solo 4 nei primi 42
posti.
Poco sviluppato il trasporto pubblico: solo 1,5
viaggi a settimana per abitante. Sono 64 le auto
per 100 abitanti.
Sale del’1% l’efficienza della depurazione (89%) e
del 2,79% la raccolta differenziata (27,19%).
Ecosistema Urbano oltre a fotografare lo stato delle città italiane, denunciare i ritardi e premiare
le eccellenze, intende essere uno strumento per gli stessi amministratori per conoscere meglio
il proprio territorio e per confrontarsi con le performance dei comuni migliori, per stimolare un
confronto tra amministratori e Legambiente, e per favorire politiche sul territorio tese a raggiungere obiettivi di sostenibilità.
*
•
•
•
•
•
Ecosistema Urbano XVI edizione nel 2009:
103 i questionari inviati, 101 quelli restituiti;
27 gli indicatori misurati, di questi 22 sono quelli per i quali ci sono informazioni complete;
400 le schede verificate per quasi tutte le città per il controllo dei dati forniti;
61 le città che hanno fornito informazioni complete;
è stato presentato il 26 ottobre, in collaborazione con il quotidiano Il Sole 24 ore.
123
Qualità e sicurezza ambientale
RAPPORTO COMUNI RICICLONI
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
122
OBIETTIVI >
linea d’azione
3
Legambiente è stata tra i promotori del cosiddetto Tavolo degli Stakeholders sulla legge 157/92
sulla gestione e tutela della fauna in Italia.
Questa legge, che limita la caccia, prevede la possibilità di confronto tra i diversi stakeholder,
inizialmente opposti, quali i cacciatori, che vorrebbero un allentamento delle regole imposte
dalla legge, e gli ambientalisti, che vorrebbero una eliminazione della caccia.
culturale
dei territori
Al tavolo appartengono:
1. Associazioni
Ambientaliste
2.4.4 Qualità
2. Associazioni 3. Organizzazioni
venatorie
Professionali Agricole
• WWF
• Federcaccia
• LIPU
• Italcaccia
• Amici della Terra • Arcicaccia
• Fare Verde
• Confederazione
Agricoltori
• Confederazione
le dell’Agricoltura
• Confederazione
Coldiretti
4. Mondo della Ricerca
Italiana • ISPRA, Istituto Superiore
per la Protezione e la RiGenera- cerca Ambientale
Italiana
Italiana
Il tavolo si è riunito a cadenza settimanale per discutere le proposte di modifica della legge e
bloccare i tentativi di peggioramento e allentamento delle regole imposte.
Alla fine del 2009 i lavori del Tavolo si sono fermati per l’acuirsi nella società delle pressioni politiche sul tema della caccia, con una forte contrapposizione tra fautori della deregolamentazione
della caccia (alcuni parlamentari del PDL e della Lega Nord) e abolizionisti (altri parlamentari e
alcuni Ministri e Sottosegretari del PDL e della Lega Nord) rendendo difficile un contributo di
mediazione e di merito sul tema, ambito su cui stava attivamente lavorando il Tavolo.
Operare per un aumento diffuso e generalizzato della qualità culturale dei territori
e del Paese, diffondendo la consapevolezza dei singoli e delle comunità sulle sfide
ambientali e sociali che ci attendono.
L’impegno di Legambiente verso cittadini e territori colti nasce dalla convinzione che la qualità
ambientale, culturale e sociale siano interconnesse ed operino in modo sinergico. La produzione e diffusione della cultura e della conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del vasto
e ricco patrimonio culturale, la forza e la vivacità delle comunità e identità locali, la qualità dei
luoghi e delle opportunità di socializzazione, di scambio interculturale e intergenerazionale, di
apprendimento permanente, incidono sulla qualità ambientale del territorio in cui si vive, sul
senso di appartenenza, sugli atteggiamenti di cura verso le risorse ambientali e i beni comuni,
sulla capacità e sullo spirito di accoglienza degli stranieri, sulla coesione sociale più complessiva.
Si spiega anche in questo modo il particolare impegno che Legambiente dedica ai territori, alla
cultura, all’educazione.
Le linee di azione e le attività di riferimento
I partecipanti al Tavolo hanno avviato un lavoro per fermare, tramite le differenti relazioni, il
rischio di rotture sociali su temi che invece richiedono unitarietà trasversali per essere ben gestiti.
1
Sensibilizzare e impegnarsi anche
con azioni volontarie concrete per
salvaguardare, far conoscere e valorizzare l’immenso e diffuso patrimonio nazionale costituito dai beni culturali, dal capitale sociale e culturale dato
dai piccoli comuni, da tante buone pratiche gestionali dei luoghi della cultura.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
100 strade per giocare, L’arte salvata,
PiccolaGrandeItalia, SalvaItalia, Salvalarte
• Progetti, iniziative ed eventi:
Giornate dell’Interdipendenza, Premio Libro per
l’ambiente, Voler Bene all’Italia
125
Qualità culturale dei territori
TAVOLO DEGLI STAKEHOLDERS SULLA LEGGE 157/92
SULLA GESTIONE E TUTELA DELLA FAUNA IN ITALIA
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità e sicurezza ambientale
124
OBIETTIVI >
Qualità culturale dei territori
2
Diffondere e qualificare la rete
associativa dei presidi territoriali:
Circoli, Centri di Educazione Ambientale,
Centri Natura, Centri di documentazione
e informazione, reti di piccoli comuni virtuosi. Una rete che offre, alle scuole e ai
cittadini di tutte le età, attività educative
e di conoscenza in campo ambientale;
occasioni di approfondimento e riscoperta della storia e della cultura del proprio
territorio e di riqualificazione e riappropriazione di spazi pubblici degradati;
azioni di sensibilizzazione per scelte urbanistiche, sociali e culturali che assumano il principio della solidarietà umana
e della coesione sociale e contrastino le
dinamiche di emarginazione e discriminazione.
3
Contribuire con proprie iniziative,
e in collaborazione con il mondo associativo e professionale degli insegnanti e degli studenti, ad ostacolare e
invertire il disinvestimento economico, culturale e professionale nel
sistema pubblico dell’istruzione,
della formazione, dell’università e
della ricerca. Particolare impegno è
profuso: nella sicurezza e sostenibilità
ambientale degli edifici scolastici, nel
garantire l’accesso a una buona educazione ai cittadini che vivono nei piccoli comuni, nelle proposte educative
che rafforzano il rapporto e lo scambio
scuola-territorio.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
PiccolaGrandeItalia
• Progetti, iniziative ed eventi:
Castelli di Pace, La scuola adotta un
comune, Voler bene all’Italia
• Rendere i circoli di Legambiente sempre più luoghi di aggregazione territoriale;
• promuovere il territorio e suoi saperi;
• aumentare il numero delle iniziative territoriali;
• aumentare il numero dei beni culturali salvati;
• contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni.
CAMPAGNA 100 STRADE PER GIOCARE
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Per una scuola capace di futuro
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Ecosistema Bambino, Ecosistema Scuola
• Iniziative di informazione:
Formazione Ambiente, Formazione per insegnanti ed educatori, Jey
• Progetti, iniziative ed eventi:
Classi per l’ambiente, Premio Libro per l’ambiente, La scuola adotta un comune, Scuola
Web Ambiente, Rete scuole capaci di futuro
Centri di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Centri di Educazione Ambientale >> Obiettivo Stili di vita
FestambienteNet >> Obiettivo Stili di vita
Osservatorio Ambiente e Legalità >> Obiettivo Legalità ambientale
Premio Ambiente e legalità >> Obiettivo Legalità ambientale
Progetti per la fruizione allargata nei parchi >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Progetto MyFuture >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
127
Obiettivi di miglioramento per il 2010
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
Altre iniziative trasversali
•
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•
•
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
1
100 strade per giocare è una giornata dedicata alle città
intese come spazio di cui riappropriarci e da vivere in
modo sostenibile e sicuro, in particolare per gli abitanti
più piccoli, i bambini. L’obiettivo è recuperare gli spazi
urbani e ridarli ai bambini trasformandoli in luoghi dove
possono giocare ed esprimersi. La campagna nasce nel
1995, prendendo spunto dalla convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, Agenda 21 e Convenzione di Lisbona.
Nasce con l’obiettivo di rendere partecipi e attivi i bambini parlando nello stesso momento di
questioni ambientali.
In questa giornata, che coincide con l’inizio della primavera, si chiudono al traffico alcune strade
e piazze e le si riempiono con giochi e spettacoli per i più piccoli, attività di educazione ambientale, punti informativi, occasioni di incontro. Un momento per godere di una città più bella, senza
essere disturbati da traffico e smog ma anche un’opportunità per restituire strade e piazze ai cittadini, per ripensare gli spazi pubblici in modo che siano più fruibili da tutti, per promuovere ed
incentivare una mobilità più sostenibile che tenga conto anche delle esigenze dei più piccoli.
Durante la campagna si aprono vertenze su questioni legate all’inquinamento, al traffico, all’ambiente in genere e spesso questa azione ha portato come risultato positivo la chiusura di strade,
trasformandole in aree pedonali. Ogni anno con 100 strade viene lanciato un messaggio che
promuove azioni di mobilità sostenibile, come l’uso di biciclette o il lasciare a casa la macchina
e andare a piedi.
Obiettivi specifici della campagna sono:
• restituire strade e piazze ai cittadini;
• rendere lo spazio urbano più vivibile e fruibile per tutti;
• promuovere il gioco e la riscoperta di antiche tradizioni locali;
• favorire l’incontro e la socializzazione;
• incentivare la mobilità sostenibile e la sicurezza in strada;
• sensibilizzare e informare sui danni derivanti da traffico e smog.
L’edizione 2009 di 100 strade per giocare è stata dedicata ai temi dell’intercultura. In molte città
sono state organizzate attività insieme a comunità di stranieri, giochi tradizionali ed etnici per
Qualità culturale dei territori
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
126
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
100 strade per giocare nel 2009:
• 46 i Circoli Legambiente coinvolti, che hanno chiuso al traffico 100 strade e piazze;
• 10mila ragazzi e 5mila adulti hanno partecipato all’iniziativa;
• 300 i volontari coinvolti;
• 5mila pieghevoli stampati e distribuiti;
• l’iniziativa ha avuto eco sulla stampa con 24 lanci di agenzia, 50 articoli pubblicati sulla carta
stampata locale e nazionale, 32 articoli pubblicati su web;
• hanno collaborato come media partner La nuova Ecologia, Radio Kiss Kiss, Paesi on line, oltre
a AltroMercato e Aiab.
CAMPAGNA L’ARTE SALVATA
linea d’azione
1
In un paese ricco di tesori come il nostro gli
eventi naturali calamitosi rappresentano una
minaccia anche per il patrimonio artistico: alluvioni e incendi che hanno procurato vittime
e ingenti danni hanno messo a rischio anche
molte opere d’arte.
L’arte salvata 2009 è una campagna nazionale itinerante di Legambiente e del Dipartimento della
Protezione Civile realizzata con il patrocinio del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
La campagna mira a salvaguardare il patrimonio culturale dai rischi naturali, informando e sensibilizzando cittadini e amministrazioni locali sull’importanza di una corretta e attenta gestione,
che parta da una adeguata preparazione.
Gli obiettivi della campagna sono:
• formare gruppi di volontari sul territorio per la messa in sicurezza del patrimonio artistico in
caso di eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, incendi);
• creare un sistema di protezione civile su questo tema coinvolgendo tutti i soggetti sul territorio. Il volontariato, la protezione civile, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri devono coordinarsi con
ed essere al servizio delle soprintendenze, che sono le autorità preposte alla salvaguardia del
patrimonio artistico, i referenti per questi interventi che devono indicare priorità di intervento
e metodi più adeguati. Obiettivo è quindi quello di coinvolgere tutti i soggetti e fare sistema
sul territorio, e testarlo, armonizzare e condividere le conoscenze dal punto di vista operativo,
normativo, amministrativo, legislativo, sulle modalità di intervento per la messa in sicurezza dei
beni culturali in caso di calamità;
• puntare l’attenzione sui beni artistici minori, in modo analogo rispetto a Salvalarte, spesso
lasciati al degrado e non fruibili, che rappresentano invece un importante patrimonio culturale,
identitario, economico per i territori e le piccole comunità;
• raccogliere dati sull’illegalità relativa ai beni culturali, in particolar modo su quelli minori, su
falsificazioni, furti, ricettazioni, danneggiamenti;
• comunicare, sensibilizzare, coinvolgere e responsabilizzare i cittadini e le scuole sul tema. La
campagna si è svolta con una serie di tappe sull’arco di alcuni mesi. Inizialmente era prevista per
maggio 2009, ma il terremoto in Abruzzo ha catalizzato l’attenzione dei volontari di Legambiente
Protezione Civile su quella emergenza, e di conseguenza si è scelto di spostare la campagna di
alcuni mesi e di includere L’Aquila tra le tappe.
Ogni tappa è stata strutturata a seconda delle esigenze locali e le problematiche più urgenti e
la volontà politica in ogni territorio. Le attività organizzate sono state corsi, esercitazioni, convegni, incontri guidati e mostre, dibattiti, tutte azioni organizzate funzionali al raggiungimento
degli obiettivi indicati. In ogni tappa sono stati presentati i dati sull’illegalità a livello regionale
attraverso un comunicato stampa o una conferenza stampa, alla presenza dei rappresentati locali
dei vari soggetti coinvolti dal progetto.
*
La campagna L’arte Salvata nel 2009:
• 6-7-8 novembre: Napoli;
• 19-20-21 novembre: Matera;
• 6-7 dicembre: Pisa.
In ogni tappa sono state organizzate iniziative di informazione e formazione, oltre ad attività di
esercitazione, che hanno coinvolto 160 volontari formati sul recupero dei beni culturali in caso
di emergenza ambientale. La campagna proseguirà nel 2010 con tappe a Verona, CamerinoMacerata, L’Aquila, Campobasso, e di nuovo Matera per la conclusione.
CAMPAGNA PER UNA SCUOLA CAPACE DI FUTURO
linea d’azione
3
L’impegno di Legambiente nel 2009 per difendere la scuola pubblica come bene comune, da
valorizzare e riqualificare, anche a seguito dei provvedimenti governativi Tremonti-Gelmini, si è
concretizzato tramite:
• la promozione dell’appello Per una scuola capace di futuro, insieme ad ACLI ed ARCI e sottoscritto da numerose associazioni del Terzo Settore, per interrogarsi e ridefinire un nuovo mandato
sociale per la scuola italiana, e che ha visto l’apice della mobilitazione nel Forum nazionale Per
una scuola capace di futuro, svolto a Roma il 27 marzo 2009;
• un’opera di informazione sull’entità e sulle conseguenze didattico-organizzative dei tagli
all’istruzione previsti dalla Finanziaria 2008 e dai provvedimenti Gelmini-Tremonti, tramite la
redazione del Dossier 2009 Scuola pubblica. Liquidazione di fine stagione e la pubblicazione
di interventi di analisi delle politiche scolastiche sulla newsletter Legambiente Scuola News e la
rivista Formazione Ambiente;
• l’elaborazione di pareri e proposte alternative sui provvedimenti di riforma, presentati in occasione della partecipazione di Legambiente Scuola e Formazione agli incontri del Forum nazionale
delle associazioni professionali della scuola (FONADDS) attivato presso il ministero dell’Istruzione
e delle audizioni presso le Commissioni Cultura di Camera e Senato;
• l’adesione e partecipazione a iniziative di mobilitazione nazionale e locale promosse da sindacati e associazioni, per la difesa e la valorizzazione della scuola pubblica ed il rilancio delle
politiche formative;
Qualità culturale dei territori
una riappropriazione comune del territorio, delle strade e delle città. L’8 e 9 maggio, in collaborazione con il comune di La Spezia, è stato organizzato il convegno Giovani energie per cambiare
le città - Le buone pratiche amministrative per l’infanzia e l’ambiente. Amministratori, associazioni, ricercatori e tecnici si sono confrontati sul concetto di mobilità e su modelli urbanistici che
favoriscono l’accesso alla cultura e moltiplicano i luoghi di incontro e socializzazione dei cittadini
più giovani. Un confronto che ha favorito la creazione di una rete di soggetti che hanno a cuore
lo sviluppo sostenibile delle nostre città e lavorano affinché bambini e ragazzi abbiano un ruolo
attivo e partecipe nei processi di cambiamento.
129
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
128
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
CAMPAGNA PICCOLA GRANDE ITALIA
linee d’azione
1 2
ll 72% degli oltre 8mila comuni italiani conta
meno di 5mila abitanti. Una parte dell’Italia dove
vivono 10 milioni e mezzo di cittadini e che rappresenta oltre il 55% del territorio nazionale,
composto da zone di pregio naturalistico, parchi
e aree protette. Questi 5.835 piccoli centri non
solo svolgono un’opera insostituibile di presidio
e cura del territorio, ma sono portatori di cultura, saperi e tradizioni, oltre che luoghi di sperimentazione e fattori di coesione sociale, caratterizzati da straordinaria varietà ambientale e
dall’inestimabile patrimonio storico e artistico custodito. Ricchezze ad oggi poco note e perciò
da valorizzare. Per assicurare un futuro a questa parte del Paese, Legambiente ha promosso dal
2001 PiccolaGrandeItalia, una campagna il cui obiettivo è tutelare l’ambiente e la qualità della
vita dei cittadini che vivono in questi centri, valorizzando le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che essi custodiscono e combattendo la rarefazione dei servizi e lo spopolamento che
colpiscono questi territori, affinché non esistano aree deboli, ma comunità messe in condizione
di competere. La campagna ha ricevuto più volte il plauso dell’ex Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi. Con questa campagna Legambiente vuole promuovere scambi e interazioni
strategiche tra i piccoli comuni.
Per questo chiede alle amministrazioni che
Carta di intenti della PGI
condividono la stessa visione di sviluppo
e tutela del territorio di entrare a far parte
I piccoli comuni che aderiscono a Piccola Grande Italia
si impegnano ad attuare azioni concrete nei seguenti
della nascente Rete di PiccolaGrandeItalia,
settori:
per esprimere e condividere esperienze ed
1) Qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio
eccellenze, per costruire un futuro che fac2) Acqua ed energia pulita
cia della tutela dell’ambiente il cuore di un
3) Rifiuti
progetto di sviluppo. Per aderire alla Rete
4) Mobilità
è necessario sottoscrivere una Carta d’In5) Economie sostenibili
tenti, dieci punti strategici che definiscono
6) Innovazione tecnologica e dei servizi
impegni precisi da prendere per l’intero
7) Istruzione
mandato, obiettivi misurabili e raggiungibili
8) Lavoro giovanile
9) Associazionismo e solidarietà
sui temi dell’acqua, energia, rifiuti, mobilità,
10)
Partecipazione attiva alla rete dei piccoli comuni
istruzione, servizi, lavoro, qualità della vita,
dell’ambiente e del paesaggio.
La Rete nel 2009 è in evoluzione, nel 2009 i piccoli comuni coinvolti nelle tappe di preparazione
e di lancio sono circa 200. Nel 2009 inoltre nell’ambito di PiccolaGrandeItalia è stata organizzata
la VI edizione di Voler Bene all’Italia, la festa dei piccoli Comuni, e la partecipazione al Premio
Cultura di Gestione di Federculture.
Giunto nel 2009 alla quinta edizione, il Premio Cultura di Gestione premia le migliori esperienze
nell’offerta, nella valorizzazione della cultura e del territorio. Il Premio è realizzato da Federculture in collaborazione con il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Conferenza delle Regioni,
l’ANCI, l’UPI, Legautonomie, Legambiente, CTS – Centro Turistico Studentesco e Giovanile e il
Comune di Torino. I vincitori sono stati premiati durante una cerimonia a Torino il 27 febbraio
2009, in occasione della V Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo alla
presenza di rappresentanti delle amministrazioni locali e delle istituzioni nazionali che hanno
promosso l’iniziativa.
Tra i premi speciali dell’evento, il Premio Piccola Grande Italia di Legambiente vuole valorizzare
quelle realtà territoriali minori che si distinguono nella gestione e nella salvaguardia della cultura con progetti innovativi. Il premio nel 2009 è andato alla rete Museipiceni, nata per tutelare e
promuovere il patrimonio museale civico dei comuni aderenti, che con il progetto Museo e Territorio ha messo in relazione i luoghi del museo diffuso con le realtà economiche e produttive del
territorio, all’interno di un sistema articolato di beni e servizi. Museipiceni ha saputo coniugare
infatti tutela, sviluppo, fruizione, accessibilità unendo in una rete il polo museale a 17 imprese,
11 del settore di artigianato-artistico e 6 imprese agricole, promuovendo itinerari inusuali in aree
territoriali poco note.
Nell’ambito di PiccolaGrandeItalia vengono ogni anno organizzati campi di volontariato nei piccoli
comuni, per tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei piccoli centri e valorizzarne le risorse e
il patrimonio d’arte e tradizioni che custodiscono.
Nel 2009 sono stati organizzati 11 campi a cui hanno partecipato 109 volontari.
CAMPAGNA SALVAITALIA
linea d’azione
1
Legambiente promuove la campagna SalvaItalia,
dedicata alle aree del nostro Paese che sono penalizzate da fenomeni di degrado ambientale e
sociale. Obiettivo della campagna è realizzare, attraverso attività di coinvolgimento, informazione
e sensibilizzazione di soggetti economici e istituzionali presenti sul territorio, progetti di recupero e riutilizzo di aree compromesse o in stato
di abbandono. Zone pregiate dal punto di vista
naturalistico che sono restituite alla fruizione dei
cittadini. Le iniziative messe a punto in questa campagna hanno come minimo comune denominatore il fatto di riguardare aree caratterizzate da forte degrado ambientale e sociale, su cui
si valuta la fattibilità di progetti di risanamento e riutilizzo attraverso attività di fund raising.
SalvaItalia è anche uno strumento per diffondere la cultura della legalità e per favorire tutte le
sinergie possibili tra società civile, imprese e istituzioni impegnate in territori difficili, di frontiera,
nei quali Legambiente mette a disposizione la propria esperienza di cittadinanza attiva per la
difesa dei diritti e dell’ambiente.
Attraverso la campagna SalvaItalia, Legambiente si propone di:
• coinvolgere enti locali, agricoltori, allevatori, mondo scientifico, imprenditori locali, associazioni, cittadini e case editrici per istituire oasi protette;
• sorvegliare il territorio contro bracconaggio, inquinamenti e discariche abusive;
• migliorare l’habitat naturale, rendere fruibili le aree protette mediante strutture adatte ad ospi-
Qualità culturale dei territori
• la realizzazione di iniziative sulla salvaguardia dei presìdi scolastici nei piccoli comuni, tramite
dibattiti e incontri di gemellaggio con scuole di città, realizzati in circa 10 regioni in occasione
della giornata nazionale Piccoli comuni, Grande Scuola (7 maggio).
131
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
130
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
SalvaItalia nel 2009:
• attività di implementazione del progetto Il giardino del lavoratore a Bari. Si tratta della riqualificazione di un’area abbandonata alla periferia della città, in un quartiere situato all’interno di
una zona industriale, un’area che era stata destinata ad una scuola mai costruita. Il progetto è
stato inaugurato nel maggio 2010. Partner del progetto sono il Comune di Bari e le municipalizzate Amiu e Amgas che hanno curato gratuitamente la pulizia dell’area, con la sponsorizzazione
di Telecom Italia e Bialetti. Il progetto è stato realizzato, sempre gratuitamente dallo studio Bdf
Architetti. L’area, di 87 metri quadri, è stata sistemata con giochi per bambini, panchine, cestini
portarifiuti e pannelli fotovoltaici;
• ripresa dei lavori a Siculiana Marina (Ag), progetto di recupero di un’area naturalistica di pregio
che ricade in un terreno confiscato alla mafia, confinante con un’oasi del Wwf. L’area sarà affidata
per la gestione a una associazione locale composta da Legambiente Sicilia, Wwf e Marevivo. Oltre
a mettere in luce la rilevanza naturalistica di quest’area, il progetto vuole rendere partecipata la
conservazione e la fruizione del territorio da parte dei singoli cittadini, di famiglie e di scuole.
L’area sarà infatti destinata anche ad attività di educazione ambientale.
CAMPAGNA SALVALARTE
linea d’azione
1
Salvalarte, che si svolge dal 1996, è la veterana tra le iniziative
di Legambiente nel settore beni culturali. Duplice il suo obiettivo:
segnalare le emergenze monumentali più a rischio per attivare i
meccanismi per il loro recupero e far conoscere, promuovere e
valorizzare anche quei beni culturali minori, meno conosciuti,
al di fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al
grande pubblico, ma non per questo meno importanti. Salvalarte
rappresenta un’occasione per far crescere la consapevolezza nei
cittadini, in particolar modo negli studenti, dell’importanza che il
patrimonio culturale ha per la crescita economica del Paese; per
denunciare gli scempi e recuperare al degrado pezzi d’arte unici;
per attivare restauri e restituire alla cittadinanza la fruizione di un monumento, inaugurare e
scoprire nuovi itinerari d’arte.
Per quasi due mesi la carovana di Salvalarte attraversa ogni anno più di 15 regioni da nord a
sud d’Italia con la partecipazione di cittadini, amministratori, soprintendenti, giornalisti, bambini e studenti, in tantissime iniziative, visite guidate, inaugurazioni, dibattiti, giochi, conferenze
stampa. In questi anni Salvalarte ha segnalato quasi 900 beni culturali a rischio e da valorizzare,
inoltre è riuscita a sottrarre al degrado e restaurare 30 opere d’arte.
*
L’edizione 2009 di Salvalarte:
• lancio del concorso ManiFactory in collaborazione con Richard Ginori, un concorso di idee per la
produzione di oggettistica in porcellana aperto a giovani talenti italiani, che si chiuderà nel 2010;
• 2 convegni:
• Arte Comunicazione Territorio Formazione Impresa – Le accademie di Belle Arti e il Made in
Italy, Milano, 8 maggio (150 partecipanti);
• Chimica Verde e restauro, Ferrara, 26 marzo (200 partecipanti);
• 10 tappe sul territorio, conferenze stampa nelle Accademie di Belle Arti, 15 Circoli coinvolti;
• 150 riprese sulla stampa, 10 sui telegiornali.
Nell’ambito di Salvalarte si sono svolte anche altre attività:
• decalogo Salvalarte;
• campi di volontariato Salvalarte.
Il decalogo Salvalarte è un codice di comportaIl Decalogo Salvalarte
mento responsabile per la valorizzazione, tutela
• Richiedere e ricevere informazioni sulla sito
e fruizione dei luoghi e siti culturali. Tirato in
prima della visita.
12mila copie, esso contiene anche i principi del• Preferire operatori e guide locali.
la Carta Italia del turismo sostenibile stilata da
• I visitatori hanno diritto di conoscere preventiAitr (Associazione Italiana Turismo Responsabivamente, attraverso appositi comunicati e avvisi,
le) di cui Legambiente, assieme ad altri soggettutte le informazioni (chiusura di sale, prestiti o
ti, è socio fondatore.
restauri di opere d’arte, prezzo di ingresso e orari
Il decalogo nasce dall’esigenza di responsabidi apertura, regole varie).
lizzare il settore turistico sull’importanza strate• Graffiti e scritte su opere e su muri costituiscono
gica del nostro patrimonio, unico vero, irriprodanni gravi al patrimonio culturale e rappresentano
ducibile valore aggiunto.
gesti incivili e idioti.
Un turismo distratto e irresponsabile ha spes• Non usare mai il flash per fotografare opere d’arte.
so un impatto negativo sulla conservazione del
Chiedere sempre l’autorizzazione al personale di
vigilanza.
patrimonio storico-artistico, sulla tutela delle
risorse culturali e del territorio, perciò solo la
• Segnalare qualsiasi problema riscontrato. Ogni
segnalazione è un contributo alla salvaguardia ed
condivisione degli impegni e delle responsabialla corretta fruizione dei beni culturali.
lità tra visitatori, operatori del settore, comu• Tenere a mente che il diritto di fruizione dell’openità ed Enti Locali può favorire l’adozione di
ra d’arte appartiene anche ai compagni di visita e,
comportamenti appropriati per una corretta
soprattutto, alle future generazioni. Evitare, dunfruizione, tutela e valorizzazione dell’immensa
que, qualsiasi azione molesta (schiamazzi, moviricchezza di arte, natura e cultura custodita dal
menti inadatti, vociare eccessivo) o inidonea al
nostro Paese.
luogo.
I campi di volontariato di Salvalarte sono fi• La gastronomia di un luogo è parte integrante
nalizzati al recupero e alla salvaguardia di
della sua storia. Scegliere sempre prodotti locali
e piatti tipici, non consumare i pasti nei luoghi
beni culturali. Questi campi prevedono un
d’arte, non gettare a terra nessun rifiuto.
momento iniziale di studio e formazione teo• Preferire i percorsi pedonali o i mezzi pubblici: il
rica con lezioni e incontri tenuti da personatraffico automobilistico è una delle fonti principale
le specializzato (addetti delle Soprintendenze
di degrado dei beni culturali.
Archeologiche, docenti di archeologia e storia
• Dopo la visita diventare Ambasciatori del luogo.
dell’arte, restauratori) che illustrano la storia e le problematiche legate al monumento
o al sito archeologico oggetto dell’attività del campo, introducendo le prime nozioni di base sulle
tecniche di scavo archeologico e stratigrafia, catalogazione e riconoscimento dei reperti, restauro
e conservazione.
Qualità culturale dei territori
tare i visitatori, con sentieri attrezzati, camminamenti, pannelli esplicativi, sviluppando forme di
occupazione legate alla natura;
• realizzare progetti di educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità locali per sviluppare la conoscenza e il rispetto del territorio;
• riqualificare le periferie delle città, con interventi che permettano ai cittadini di riappropriarsi
degli spazi comuni;
• diffondere la cultura della legalità e del rispetto degli spazi pubblici.
133
OBIETTIVI >
OBIETTIVI >
Qualità culturale dei territori
132
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Nel 2009 sono stati organizzati 12 campi Salvalarte e vi hanno partecipato 73 volontari.
CAMPAGNA VOLER BENE ALL’ITALIA
linee d’azione
1 2
Voler Bene all’Italia è il nome con cui Legambiente ha
battezzato la giornata di festa dei e per i piccoli comuni,
nell’ambito della campagna PiccolaGrandeItalia. Una festa
che si ripete ogni maggio dal 2004 ed è realizzata sotto
l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il
sostegno di un vasto Comitato Promotore trasversale costituito dalla stessa Legambiente, dalla Compagnia delle
Opere e da altre 50 associazioni tra le più grandi in Italia.
È una giornata di festa per tutti coloro che in questi luoghi vivono, un’occasione per scoprire i tanti gioielli che si
nascondono dentro questa Italia poco nota. Voler bene all’Italia vede ogni anno l’adesione di migliaia di comuni, parchi, comunità montane, regioni e province, ma anche di scuole, associazioni
di volontariato e molte altre realtà culturali e produttive locali. Un insieme variegato di istituzioni
e soggetti territoriali, che per l’occasione si mobilitano all’unisono e aprono le porte dei loro
borghi. Dal 2004 sponsor di Voler Bene all’Italia è Enel che contribuisce distribuendo lampadine
a risparmio energetico, riduttori di flusso, favorendo in modo concreto la promozione di stili di
vita più sostenibili, alimentando il dialogo e confronto con i cittadini.
*
Voler Bene all’Italia nel 2009:
• 1.729 adesioni, di cui 1.373 amministrazioni comunali;
• 568 comuni hanno presentato programmi e iniziative di festa proposte attivamente sul territorio.
CLASSI PER L’AMBIENTE - STOP THE FEVER
linea d’azione
3
Legambiente ogni anno elabora proposte educative per le scuole attraverso il suo braccio operativo Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale degli insegnanti, degli
educatori e dei formatori ambientalisti.
Ogni anno Legambiente Scuola e Formazione propone alle scuole e alle classi numerose proposte
di lavoro: percorsi educativi e didattici per gli studenti e i loro insegnanti, tutte racchiuse nella
Proposta Scuola. Prima della fine di ogni anno scolastico viene inviato a tutte le scuole un opuscolo con le proposte educative per l’anno successivo, le classi che aderiscono diventano Classi
per l’ambiente e ricevono materiali e kit didattici per intraprendere i percorsi educativi tematici.
Le classi possono aderire anche attraverso i Circoli di Legambiente, iniziando così un percorso
di collaborazione sul territorio.
Per l’anno 2008/2009 e per l’anno 2009/2010 il filo conduttore delle proposte per le scuole è
stata la campagna Stop the Fever, che ha l’obiettivo di spingere istituzioni e cittadini a fare qualcosa di concreto per ridurre l’effetto serra. Le classi che hanno partecipato a questa proposta
hanno sottoscritto un patto per ridurre le proprie emissioni di CO2 attraverso l’adozione di stili di
vita ecocompatibili e concentrate sul proprio territorio locale. Le classi nel kit didattico ricevono
anche delle schede di contabilizzazione per verificare quanta CO2 producono e/o risparmiano in
ogni azione che fanno (dalla raccolta dei rifiuti al trasporto) suggerendo poi azioni ecosostenibili
da intraprendere per ridurre l’effetto serra.
Tra le attività della Proposta scuola 2009/2010, c’è anche la partecipazione al Premio Libro per
l’Ambiente, concorso rivolto all’editoria per ragazzi a tematica ambientale. I ragazzi delle scuole
primarie e secondarie di I grado entrano a far parte della giuria popolare di ragazzi che seleziona
i libri vincitori del premio. Un’esperienza di protagonismo dei ragazzi che ha dimostrato di essere
un importante laboratorio di lavoro interdisciplinare e di motivazione all’uso del libro come strumento di conoscenza e di benessere della persona.
*
Le classi per l’ambiente:
• 1.013 adesioni nell’anno scolastico 2008/2009 (di cui 997 classi e 16 scuole) di cui 155 hanno
rinnovato dall’anno precedente, per un totale di 19mila alunni coinvolti. 26 i circoli di Legambiente che hanno tesserato classi per l’ambiente;
• 1.206 quelle iscritte all’anno scolastico successivo, di cui 140 hanno rinnovato, con circa 24mila
alunni. 37 i circoli che hanno tesserato classi per l’ambiente;
• 867 soci formatori (educatori o formatori) e 105 responsabili classi (insegnanti che hanno tesserato la propria classe come Classe per l’ambiente;
• 29.859 gli opuscoli inviati alle scuole con la presentazione dei programmi educativi;
• 4.289,56 kg di CO2 risparmiati grazie alle classi che hanno partecipato alla proposta scuola.
CASTELLI DI PACE
linea d’azione
2
Castelli di Pace rappresenta una rete di piccoli comuni di eccellenza che si impegnano insieme a Legambiente su un tema
d’interesse e che insieme scelgono il fronte della sostenibilità.
Oggi i piccoli comuni d’eccellenza sono 70 e si sono dotati di
una propria carta dei valori. L’iniziativa ha l’intento di mettere
in contatto tra di loro i piccoli comuni per favorire la condivisione di buone pratiche e rafforzare la circolazione di una cultura
di pace nelle amministrazioni e sui territori. Castelli di Pace è
anche un festival che si realizza l’estate e diventa il luogo di
incontro dei comuni della rete.
Aderiscono a Castelli di Pace i piccoli comuni che condividono la Carta dei Valori di Pace e Sostenibilità dei piccoli comuni e si impegnano a promuoverne e condividerne gli intenti sul proprio
territorio, attraverso la Carta delle Azioni, che contiene tutte le possibili proposte che un comune
può sottoscrivere, realizzando o promuovendo un progetto.
Gli obiettivi dei singoli comuni si realizzano attraverso interventi mirati a migliorare sostenibilità
e risparmio energetico delle attività che si svolgono sul territorio e che interessano tutta la comunità, grazie al confronto fra le singole esperienze dei vari partner, creando una linea d’azione
Qualità culturale dei territori
Le attività pratiche si occupano del recupero e il ripristino di monumenti e siti archeologici spesso
abbandonati all’incuria e soffocati dall’inquinamento atmosferico, con un’attenzione particolare
alla pulizia dei siti dalla vegetazione infestante e da eventuali rifiuti abbandonati. Inoltre i volontari sono impegnati per l’assistenza nella gestione dei luoghi di interesse culturale collegati al
sito e per l’accoglienza e la guida dei visitatori.
135
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
134
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
DOSSIER ECOSISTEMA BAMBINO
linea d’azione
3
Ecosistema Bambino è il dossier annuale di Legambiente sulle politiche per l’infanzia e per
l’adolescenza adottate in 108 comuni italiani capoluoghi di provincia. Per dieci anni è stato incentrato sulla compilazione di una classifica delle amministrazioni virtuose, con questa edizione
si è voluto modificarne il contenuto per diventare una vetrina delle buone pratiche per metter in
luce quanto di buono viene realizzato per i giovani e bambini nelle nostre città. Un raccoglitore
di idee, dunque, dedicato alle proposte per e con i ragazzi per dare spazio a piccoli comuni e
grandi città, a piccole iniziative e grandi progetti per dimostrare che è possibile mettere in campo
politiche che diano attenzione ai giovanissimi e riconoscano loro lo status di cittadini in crescita,
soggetti di diritto in grado di divenire adulti consapevoli e responsabili.
Obiettivi di Ecosistema Bambino sono:
• promuovere le politiche per i più giovani;
• dare visibilità alle idee e ai progetti che favoriscono la cittadinanza dei bambini;
• favorire la sinergia e il dialogo tra i soggetti educativi per elevare il livello di qualità culturale
del nostro Paese;
• valorizzare le buone pratiche che agevolano la socializzazione, l’accesso alla cultura, ai luoghi
di incontro e confronto, agli spazi da autogestire tra coetanei e non.
Per la stesura del dossier Legambiente rivolge a tutti i comuni italiani l’invito a presentare le proprie esperienze di iniziative e/o progetti realizzati nell’ultimo triennio o in corso di realizzazione,
a favore dei giovani cittadini sui temi dell’ambiente e della cittadinanza attiva.
In particolare le iniziative e/o i progetti riguardano le seguenti aree di Intervento:
• ambiente e natura: finalizzati alla sensibilizzazione, all’informazione sul rapporto bambinoambiente naturale in tutte le sue componenti, con particolare riferimento ad azioni che mettano
in relazione le giovani generazioni con le qualità naturali del territorio;
• ambiente urbano: finalizzati alla promozione dell’interazione dei ragazzi con gli spazi urbani
per favorire esperienze di socializzazione e di appropriazione conoscitiva della città (mobilità,
sicurezza, aggregazione...);
• cultura e territorio: finalizzati alla partecipazione e all’accesso a servizi e iniziative per la formazione del cittadino (biblioteche, rassegne di teatro e cinema, mostre);
• intercultura: indirizzati all’accoglienza, ai processi di integrazione e scambio, alla conoscenza
dell’altro.
*
L’edizione 2009 di Ecosistema Bambino:
• 44 i comuni partecipanti ad Ecosistema Bambino 2009, di cui 36 capoluoghi di provincia e 8
piccoli comuni;
• 1.302 i progetti inviati;
• 140 kg di materiale cartaceo ricevuto;
• quasi 2 milioni i giovanissimi potenzialmente coinvolti dai progetti: circa 800mila sono under
14; 950mila quelli sotto i 18 anni;
• 16 comuni rappresentati ad Urbino per l’evento conclusivo (Urbino, Torino, Cuneo, Novara, Cremona, Crotone, La Spezia, Livorno, Ravenna, Siena, Colmurano (MC), Cossignano (AP), Pandino
(CR), Trento, Modena e Pesaro). Questo workshop, dal titolo Le città che fanno bene ai bambini
ha visto la partecipazione di 4 Sindaci (Urbino, Pesaro, Crotone e Cossignano), 14 Assessori
[Urbino, Pesaro, Livorno, Modena, Pandino (CR), Torino, Cuneo, Ravenna, Cremona, Colmurano
(MC), Crotone, Novara, La Spezia], 18 funzionari e tecnici comunali, 20 educatori ed animatori che
operano nel terzo settore. Le assenze: 5 le regioni non rappresentate: Umbria, Molise, Campania,
Basilicata e Sardegna.
DOSSIER ECOSISTEMA SCUOLA
linea d’azione
3
Ecosistema Scuola è l’indagine annuale
Ecosistema Scuola 2009
sulla situazione dell’edilizia e dei servizi
• Il 55% degli edifici scolastici è stato costruito prima
scolastici italiani nei comuni capoluogo di
del 1974, il 38% ha urgente necessità di manutenzioprovincia e nelle relative province che Lene, il 44% ha la certificazione antincendio, il 57% ha
gambiente stila dal 2001. Obiettivo di quele scale di sicurezza, il 12% ha amianto.
sto dossier è monitorare le scuole italiane,
• La raccolta differenziata è praticata nel 94% delle
verificare quanto le amministrazioni locali
scuole. Il 77% delle mense scolastiche serve pasti parabbiano lavorato per migliorare le condizialmente biologici. Il 79% possiede spazi verdi.
zioni di vita delle scuole da un punto di
• La città di Prato ha i migliori edifici e migliori servizi
vista strutturale e di sostenibilità, e di senscolastici, seguita da Biella, Terni, Lecce, Forlì, Livorno,
sibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioParma e Firenze.
ni sulle problematiche legate alla sicurezza
degli edifici scolastici.
Con Ecosistema Scuola si vuole anche cercare di superare l’isolamento e la chiusura del sistema
scuola rispetto al territorio, e valorizzare pratiche ecocompatibili ed esperienze virtuose. Il dossier viene stilato utilizzando dati raccolti attraverso un questionario che viene inviato ai comuni
e alle province, ai presidenti e assessori competenti in materia. I dati raccolti sono verificati con
i Circoli o i Regionali di Legambiente in caso di anomalie, e utilizzati per stilare una graduatoria
finale. Il dossier viene rilanciato tramite i Regionali con comunicati stampa e graduatorie locali.
Qualità culturale dei territori
comune per affrontare le sfide della globalizzazione e la dipendenza dalle fonti di energia non
rinnovabili.
Nel 2009 il Festival Castelli di Pace si è svolto
Carta delle Azioni di Castelli di Pace
dal 30 luglio al 2 agosto a Reggio Calabria,
con molti eventi quali teatro di strada, mer• Campagne informative per la cittadinanza.
catino equo e solidale, concerti e ogni giorno
• Promozione concreta del risparmio: idrico, enerun aperitivo tematico (Pace e Natura, Pace
getico, termico, riciclaggio dei rifiuti, turismo sostee Migranti, Pace e Legalità). Castelli di Pace
nibile.
è anche una piattaforma di associazioni che
• Interventi per ottimizzare la gestione dell’amministrazione pubblica: conversione dei mezzi pubblici
promuovono questi valori e che è in dialogo
verso soluzioni più pulite, controllo e ottimizzazioaperto con la tavola della Pace, con l’Arci,
ne delle mense, promuovere il risparmio energetico
con le ACLI e con i Comuni Solidali e i conell’illuminazione pubblica e la riduzione dei consumuni virtuosi, oltre che con istituzioni locali
mi, introduzione di un nuovo regolamento edilizio e
pacifiste come l’Accademia della Pace delle
degli acquisti verdi.
Alpi Apuane. Sono luoghi simbolo di Castelli
• Approvazione di un percorso di pace.
di Pace i comuni della lunigiana organizzati in rete per progetti europei sul’efficienza
energetica, i comuni dell’Irpinia che portano avanti politiche di inclusione culturale e integrazione, il comune di Monsano nelle Marche che realizza il trasporto pubblico con il biodiesel o il
comune di Colorno che realizza percorsi di pace nelle scuole e il piedi bus per il percorso casascuola-casa.
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seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
L’edizione 2009 di Ecosistema Scuola:
• il questionario è stato inviato a 119 comuni, 95 i questionari restituiti (tasso di risposta 80%);
• il questionario è stato inviato a 110 province, 62 questionari restituiti (tasso di risposta 56%);
• il dossier è stato presentato durante un convegno in collaborazione con Edison nell’ambito del
progetto Kyoto anch’io – La scuola amica del Clima, alla presenza di rappresentanti del ministero
della Pubblica Istruzione.
FORMAZIONE AMBIENTE E NEWSLETTER
SCUOLA E FORMAZIONE
linea d’azione
3
Formazione Ambiente è il quadrimestrale di approfondimento sugli argomenti che investono gli
ambiti della scuola, della formazione e dell’ambientalismo. Pubblicato dal 1993, é rivolto a insegnanti ed educatori che hanno a cuore le tematiche ambientali e aderiscono a Legambiente in
qualità di soci formatori o alle proposte educative di Classe per l’ambiente.
La rivista ha svolto in questi anni l’importante ruolo di:
• alimentare la discussione a più voci sui problemi e le prospettive dell’educazione ambientale e
allo sviluppo sostenibile e dell’educazione scientifica;
• favorire l’approfondimento teorico-metodologico delle questioni educative più attuali;
• elaborare analisi critiche delle politiche scolastiche;
• presentare esperienze significative e buone pratiche in campo educativo.
La rivista ospita interventi e contributi di ricercatori ed esperti del mondo scolastico ed universitario
e di rappresentanti delle associazioni e degli enti locali, favorendo il confronto sui temi affrontati.
Tra gli strumenti di comunicazione elaborati per comunicare con insegnanti ed educatori vi è la
newsletter per dare aggiornamenti e commenti su notizie attuali di politica scolastica, novità normative, progetti educativi, campagne di mobilitazione a sostegno della scuola pubblica, appuntamenti utili per insegnanti e formatori come corsi di aggiornamento, concorsi didattici, convegni,
giornate di volontariato ambientale per le scuole.
*
Formazione Ambiente nel 2009:
• 3 numeri pubblicati (un numero doppio a settembre);
• tiratura media 1.800 copie. Spedita in abbonamento ai soci Scuola e Formazione di Legambiente (circa 1.000), ai Circoli e ai CEA e distribuita in occasione di convegni e seminari;
• circa 3mila gli iscritti alla newsletter, che hanno ricevuto 7 numeri nel 2009.
FORMAZIONE PER INSEGNANTI
ED EDUCATORI
linea d’azione
3
Legambiente ha sempre dedicato particolare attenzione alla formazione degli insegnanti che
partecipano ai progetti didattici e percorsi educativi e agli educatori che operano nel campo
dell’educazione informale ed informale, all’interno dei CEA e nelle strutture territoriali dell’asso-
ciazione (Circoli, Regionali).
Le attività di formazione in questo ambito sono coordinate dall’associazione professionale Legambiente Scuola e Formazione, riconosciuta dal ministero dell’Istruzione come ente qualificato
per la formazione del personale scolastico (DM 177/2000, decreto 6/10/2005), che progetta, organizza e gestisce attività di aggiornamento professionale per gli insegnanti e percorsi formativi
e di aggiornamento per educatori ed animatori ambientali e scientifici, in presenza e online, su
questioni metodologico-didattiche e approfondimenti tematici e culturali.
Molte iniziative di formazione sono aperte sia ad operatori scolastici che extrascolastici, per favorire
il confronto tra educatori che operano in ambiti diversi. Frequente è anche la collaborazione e la
partecipazione di rappresentanti di enti locali e associazioni, coinvolti nei progetti e campagne
in favore dell’infanzia/adolescenza e della scuola.
L’associazione collabora, inoltre, con scuole, enti nazionali e locali, altre organizzazioni pubbliche
e private, aziende, per progetti di formazione e di sensibilizzazione del personale che sostengano
azioni di sviluppo locale sostenibile su varie tematiche: cambiamenti climatici, questioni energetiche, conservazione della biodiversità, gestione e risparmio delle risorse naturali, aree protette,
promozione della cittadinanza attiva.
Tra le tipologie di attività formative svolte, ritroviamo sia appuntamenti nazionali che locali, articolati in momenti convegnistici e incontri seminariali a numero chiuso, caratterizzati soprattutto
da lavori di gruppo e laboratori sul campo.
*
Le attività di formazione per insegnanti ed educatori nel 2009:
•realizzati 3 convegni e 2 corsi di formazione nazionali e 6 corsi di formazione locali;
•erogate 129 ore di formazione in totale;
•alla formazione hanno partecipato in tutto 428 persone;
•i corsi e convegni sono stati organizzati con la collaborazione di 26 soggetti tra enti e associazioni.
GIORNATE DELL’INTERDIPENDENZA
linea d’azione
1
Le Giornate dell’Interdipendenza, un’iniziativa ideata negli Stati Uniti dal politologo Benjamin Barber e dalla sua associazione Civ-World, sono laboratori di formazione rivolti ai giornalisti, agli addetti ai lavori, e a coloro che si interessano di tematiche legate alla globalizzazione, lo sviluppo e
la cooperazione. Scopo principale di questo evento è di aiutare a leggere e capire meglio, al di là
degli stereotipi, temi di forte attualità e di far crescere nell’opinione pubblica, nel mondo dell’informazione e della cultura, la consapevolezza che solo nel segno dell’interdipendenza – tra le persone,
i popoli, i governi, le culture, le religioni – sia possibile affrontare i grandi problemi del presente.
Le giornate dell’Interdipendenza sono nate nel 2003 come diretta conseguenza degli eventi
dell’11 settembre 2001. In Italia sono state organizzate con regolarità dal 2006 da Legambiente,
Acli, Comunità di Sant’Egidio e dal Movimento Politico per l’Unità; dal 2008 ai promotori si è
aggiunta FOCSIV Volontari nel mondo.
I temi delle precedenti edizioni sono stati:
• 2006: Noi e L’Islam
• 2007: Cina-Europa, una nuova via della seta
• 2008: Conosciuta, sconosciutissima Africa
L’edizione 2009 ha avuto come ospite principale l’iniziatore dell’evento, Benjamin Barber, e il
Qualità culturale dei territori
Ecosistema Scuola è stata la prima indagine sul tema, e l’eco che questa ricerca ha avuto è stata
da motore e stimolo per il ministero della Pubblica Istruzione ad occuparsi del problema e a
lavorare, da alcuni anni ormai, all’Anagrafe scolastica, ancora incompleta.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
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OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
L’edizione 2009 delle Giornate dell’Interdipendenza:
• si sono svolte a Firenze il 29 e il 30 ottobre 2009;
• sono state organizzate insieme a ACLI, Movimento politico per l’unità (Focolari), Comunità di
Sant’Egidio, FOCSIV, in collaborazione con la Regione Toscana e il sostegno della Fondazione
Monte dei Paschi di Siena, con il patrocinio del Comune di Firenze e la Federazione Nazionale
Stampa Italiana;
• in programma un seminario formativo, 3 sessioni di lavoro tematiche, un evento pubblico aperto alla città di un giorno;
• 50 gli addetti ai lavori partecipanti, 15 i relatori nazionali e internazionali;
• 20 articoli pubblicati di approfondimento sul tema.
JEY
linea d’azione
3
JEY è la rivista bimestrale rivolta alle Classi per l’ambiente, i gruppi di ragazzi di Legambiente.
Nasce nel 1993 come Legambiente Ragazzi e nel 2000 la testata diventa Jey, il giornale che arriva
in abbonamento a tutti i soci junior e alle classi che aderiscono ai percorsi educativi di Legambiente. Jey è un giornale per ragazzi curato da Legambiente Scuola e Formazione in cui molti degli
articoli pubblicati sono il frutto del lavoro di una redazione composta da under 14.
Obiettivi di Jey sono:
• parlare di ambiente e ambientalismo ai giovanissimi cercando di stimolarne la curiosità e il
senso critico;
• fornire informazioni sugli appuntamenti associativi, le iniziative, le campagne ma anche sulle
novità cinematografiche del momento, sugli ultimi libri per ragazzi usciti in libreria, sulle novità
provenienti dall’universo della musica e dei video-giochi, su mostre e musei da non perdere, e
tutto ciò che riguarda il mondo giovanile.
*
La rivista Jey nel 2009:
• ha raggiunto in abbonamento postale:
• 400 scuole e 2.825 soci under 14 nei mesi di gennaio - febbraio;
• 566 scuole e 2.558 soci under 14 nei mesi di marzo - aprile e maggio - giugno;
• 610 scuole e 2.510 soci under 14 nei mesi di settembre - ottobre;
• 703 scuole, 573 circoli di Legambiente e 2262 soci under 14 nei mesi di novembre - dicembre;
• sono stati pubblicati 140 articoli;
• hanno collaborato 90 redattori tra adulti e ragazzi.
PREMIO LIBRO PER L’AMBIENTE
linea d’azione
1
Il Premio Libro per l’Ambiente è un progetto promosso da Legambiente e da La Nuova Ecologia,
al quale annualmente aderiscono enti locali, istituzioni, enti parco, enti di ricerca, istituzioni scolastiche e formative. Avviato nel 1998 e giunto nel 2009 alla sua XI edizione, si propone di promuovere una relazione innovativa tra libro e giovani lettori, attraverso un concorso per l’editoria
di qualità a carattere ambientale rivolto ai ragazzi, il cui esito è determinato dalla partecipazione
effettiva di più di 2mila piccoli lettori che ogni anno ne costituiscono la Giuria.
Il premio nazionale Libro per l’Ambiente è un’iniziativa che vuole valorizzare l’editoria per ragazzi
su tematiche ambientali, rendendolo un premio unico in Italia. Ad accentuarne maggiormente la
peculiarità è la giuria, costituita esclusivamente da ragazzi e ragazze i quali, dopo aver letto i
volumi selezionati da una giuria di esperti, determinano con il loro voto i vincitori. Si tratta per
questo di un’iniziativa culturale apprezzata dagli addetti ai lavori e non solo, sia per l’argomento,
sia per il protagonismo che i ragazzi esprimono nel determinarne gli esiti.
Obiettivi dell’iniziativa sono:
• promuovere un rapporto nuovo e alternativo tra libro e giovani lettori all’interno del sistema
scolastico e del sistema di socializzazione dei bambini, nonché nei servizi pubblici ad essi destinati, favorire politiche e strumenti volti a correlare la lettura dei ragazzi con la salvaguardia
dell’ambiente;
• valorizzare e promuovere il territorio nella sua globalità, nonché i rapporti tra costa ed entroterra;
• diffondere, premiare e sostenere la letteratura a tematica ambientale.
Il Premio è articolato in una sezione Narrativa ed in una sezione Divulgazione Scientifica. Case
editrici, autori, illustratori, enti locali ed enti parco, scuole aderiscono al bando pubblicato annualmente candidando volumi editi nei due anni precedenti. Una giuria nazionale di esperti di
editoria per ragazzi seleziona tre volumi finalisti per le due sezioni.
I volumi selezionati sono proposti alla lettura libera di gruppi di bambini e ragazzi all’interno
delle scuole, nelle biblioteche, nelle associazioni delle comunità che istituzionalmente aderiscono al Premio. La lettura è dunque accompagnata da un progetto educativo che costituisce parte
importante delle offerte formative.
*
Il Premio Libro per l’ambiente 2009:
• nell’edizione 2008/2009 sono state 45 le case editrici per ragazzi che hanno concorso al Premio
inviando complessivamente 77 volumi;
• 48 le scuole coinvolte, 120 classi, per circa 2.500 studenti;
• 3 le conferenze stampa dedicate all’iniziativa, 5 i comunicati stampa;
• i libri sono stati premiati in una festa finale, il 19 maggio 2009, in cui gli autori e la giuria popolare degli alunni delle scuole aderenti al Premio si sono incontrati per decretare i libri vincitori
del concorso;
• i vincitori 2008/2009 sono stati:
• Angela Ragusa, Luci di mezzanotte - Piemme (Il battello a vapore) per la Sezione Narrativa;
• Al Gore, Una scomoda verità: la crisi del riscaldamento globale – Rizzoli per la Sezione Divulgazione Scientifica;
• a settembre si è aperta la XII edizione, con 53 case editrici coinvolte e 115 volumi inviati.
Qualità culturale dei territori
tema discusso è stato La globalizzazione alla prova dell’Interdipendenza, ovvero il tema dell’interdipendenza è stato affrontato nelle sue coordinate generali, attraverso le principali sfide di
oggi: la crisi economica, la crisi ambientale, l’urgenza della pace, nella dimensione delle città del
terzo millennio.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Qualità culturale dei territori
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Qualità culturale dei territori
PROGETTO LA SCUOLA ADOTTA UN COMUNE
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linee d’azione
2 3
Le scuole insediate nei piccoli comuni soffrono spesso di difficoltà educative ed organizzative
provocate da motivi diversi, dal turn over di docenti e dirigenti alla povertà delle strumentazioni
e degli arredi, alla diffusa presenza di pluriclassi. Sono scuole a rischio, perché spesso isolate e
deboli. Eppure sono quasi sempre l’unico luogo di aggregazione di questi paesi, a cui si chiede
di soddisfare tutti i bisogni di socialità dei bambini e degli adolescenti.
Per promuovere la conoscenza dei piccoli comuni e favorire un turismo scolastico alternativo,
Legambiente ha promosso il progetto La scuola adotta un comune finalizzato a promuovere gemellaggi scolastici e scambi di visite tra scuole di città e scuole di piccoli comuni.
Si tratta di una nuova forma di turismo educativo attraverso il quale si vuole portare migliaia
di bambini e ragazzi, abituati a vivere nelle grandi città, a contatto con la varietà e la diversità
delle tante realtà territoriali che fanno unico al mondo il nostro Paese. Inoltre questo progetto
vuole favorire la conoscenza, da parte delle famiglie, delle opportunità che le realtà dei piccoli
centri offrono, vuole facilitare il superamento dell’isolamento culturale in cui vivono i bambini ed
i ragazzi dei piccoli comuni.
Si può aderire a La scuola adotta un comune attraverso i gemellaggi con soggiorni educativi nei
piccoli comuni per le classi delle città. Tali visite potranno svolgersi o in occasione dei viaggi
di istruzione o in momenti successivi, anche estivi, con il coinvolgimento diretto delle famiglie.
L’ospitalità può essere organizzata presso strutture pubbliche, private o famiglie, che il comune
riterrà più idonee. Le proposte di gemellaggi con soggiorni educativi sono promosse attraverso
la Guida alla scoperta dei piccoli comuni, che raccoglie e viene inviata alle scuole e classi che
aderiscono ai programmi di educazione ambientale di Legambiente.
Con lo stesso spirito Legambiente organizza dal 2009 Piccoli Comuni, Grande Scuola, la giornata
nazionale dedicata alle scuole dei piccoli comuni realizzata nell’ambito della Festa dei piccoli comuni Voler bene all’Italia. Un appuntamento che vede le scuole di città gemellarsi con altrettante
scuole dei piccoli comuni per condividere momenti di conoscenza del territorio e di laboratorio
sull’ambiente oltre alle tradizioni locali.
*
La scuola adotta un comune nel 2009:
• 12 sono stati le regioni in cui si svolti gli incontri tra le scuole dei piccoli comuni e quelle di
città: Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto;
• 30 sono stati i piccoli comuni che hanno ospitato le scuole di città; le scuole coinvolte sono
state quindi in tutto 60 di cui 30 dei piccoli comuni e 30 di città;
• nell’ambito dell’evento Piccoli Comuni, Grande Scuola, che si è tenuto il 17 aprile, sono stati organizzati spettacoli folklorisitici, visite a impianti fotovoltaici, visite culturali nei piccoli borghi.
PROGETTO SCUOLA WEB AMBIENTE
linea d’azione
3
Scuola Web Ambiente è un progetto realizzato dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati con
il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione scientifica di Legambiente. Scuola Web Ambiente offre agli studenti delle scuole primarie
e secondarie la possibilità di costruire una comunità virtuale, grazie alla messa a disposizione
di uno spazio web per ogni classe partecipante, per monitorare il proprio territorio e proporre
azioni concrete in difesa dell’ambiente. Grazie a questo progetto le classi possono approfondire
– con l’aiuto degli insegnanti – le tematiche ambientali attraverso interviste, inchieste e lavori di
gruppo. Il sito web costituisce uno spazio aperto e interattivo dove le classi possano esprimere
la loro creatività, dialogare con altre scuole mediante il forum, inserire commenti, foto, news e
consigli su tematiche ambientali.
Tra gli obiettivi che si vogliono perseguire:
• riflettere sull’utilizzo del web come strumento didattico;
• costruire linguaggio e strategie didattiche comuni intorno all’educare alle competenze di cittadinanza;
• stimolare il lavoro in rete fra i docenti per uno scambio sulle buone pratiche da attivare;
• coinvolgere gli insegnanti in un percorso formativo sulle competenze di cittadinanza e implementare una rete di classi intorno ad un progetto comune.
I primi mesi sono stati dedicati all’avvio del progetto. Le attività formative inizieranno nel 2010
con due corsi di formazione on-line.
RETE SCUOLE CAPACI DI FUTURO
linea d’azione
3
La Rete delle Scuole Capaci di Futuro è una formula associativa rivolta non alla singola classe ma
all’intera istituzione scolastica. Promossa come rete nazionale per favorire la collaborazione e lo
scambio di esperienze tra le scuole dell’autonomia e valorizzare il loro ruolo nei territori, la rete
ha l’obiettivo di fornire strumenti e materiali, di farsi luogo d’incontro virtuale in cui è possibile
dialogare e scambiarsi esperienze, riflessioni e proposte culturali e metodologiche.
In particolar modo sono quattro le questioni che la Rete affronta e sostiene:
• la progettazione del curriculum scolastico;
• l’organizzazione degli istituti per favorire la costruzione di processi partecipativi e di condivisione nella scuola e nel rapporto di questa con il territorio;
• la partecipazione della scuola in processi di sviluppo locale;
• l’individuazione di standard di qualità anche in merito alla sicurezza delle strutture e all’igiene
degli ambienti della scuola.
La Rete diventa un importante strumento anche e soprattutto a livello locale. I Circoli Legambiente o i Centri di Educazione Ambientale possono utilizzare questo strumento associativo e
organizzare incontri periodici per far aderire all’associazione le scuole con cui collaborano abitualmente, per metterle in rete, coordinarle per attività sul territorio, realizzare progetti didattici
in rete, con attività di formazione, manifestazioni e prodotti finali comuni alle scuole partecipanti,
e svolgere attività di ricerca e sperimentazione in rete, per esempio per la redazione di un POF
(Piano dell’Offerta Formativa) di territorio.
La Rete si rivolge in modo più ampio a un vasto numero di scuole che sono state coinvolte nelle
campagne associative di Legambiente.
*
•
•
•
•
Rete scuole capaci di futuro nel 2009:
1.339 le scuole che hanno partecipato alla campagna Nontiscordardimé – Operazione scuole pulite;
300 le scuole che hanno partecipato alla campagna Festa dell’albero;
258 le scuole che hanno partecipato alla campagna Puliamo il mondo;
250 le scuole che hanno partecipato alla campagna Spiagge e fondali puliti.
143
Qualità culturale dei territori
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
142
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Realizzare e diffondere servizi,
informazioni, analisi sugli scenari
energetici, momenti di confronto
e strumenti operativi rivolti al
cittadino, alle istituzioni, alle imprese, con un’attenzione particolare
al confronto e ai servizi finalizzati al
risparmio e alla diffusione dell’uso
delle rinnovabilianche tramite alleanze e accordi con tutti i soggetti sociali, economici e industriali impegnati
in questi settori.
2.4.5 Modello energetico sostenibile
Promuovere e affermare un modello energetico distribuito, efficiente e rinnovabile, che permetta di uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili, per contrastare i
cambiamenti climatici e l’inquinamento, e faccia a meno del nucleare.
È un obiettivo fondante e qualificante di Legambiente. La prospettiva di un modello energetico
alternativo a quello attuale avrebbe un’incidenza positiva su più dimensioni del nostro vivere
(ambientale, sociale, economica) oltre che significative e positive ricadute geopolitiche.
Un modello energetico sostenibile indica la strada per diminuire le emissioni di gas serra, al fine
di contrastare i cambiamenti climatici e gli iniqui e drammatici effetti già in atto. Inoltre, fa diminuire le emissioni inquinanti a salvaguardia della salute umana e dell’ambiente; non comporta
rischi per le popolazioni; permette di produrre energia in modo diffuso e democratico, coinvolgendo i singoli e le comunità; diminuisce la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento
delle materie prime (carbone, petrolio, uranio, gas) con un’incidenza positiva sulle relazioni internazionali e sui conflitti armati. E, se perseguito con convinzione, andrà a innovare il sistema
produttivo del nostro Paese e costituirà per tante aree del mondo un’opportunità di uscita dalla
povertà.
.
3
Partecipare al movimento internazionale che si batte per un
accordo vincolante per la riduzione dei gas serra.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
100 piazze per il clima, Mettiamoci il sole in
casa, Settimana Amica del Clima, SunDay
• Iniziative di informazione:
Rapporto Comuni Rinnovabili, Rapporto ON-RE,
www.fonti-rinnovabili.it
• Presìdi territoriali:
Rete nazionale Sportelli Energia
• Progetti, iniziative ed eventi:
Gruppi di acquisto solare, KlimaEnergy Award,
Partecipazione a fiere sull’energia e la sostenibilità ambientale, Progetto Myfuture
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Don’t nuke the climate, Parchi per Kyoto
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Climate Change Perfomance Index
• Lobby e vertenze:
Partecipazione al vertice sul clima di Copenaghen
Le linee d’azione e le attività di riferimento:
1
Elaborare e sostenere politiche
innovative di breve e medio periodo per l’aumento dell’efficienza
energetica nei diversi settori produttivi e strategici: energetico, industriale, agricolo, residenziale, trasporto
delle persone e delle merci, rifiuti.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Per il clima contro il nucleare
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Dossier 1miliardo 792 milioni di euro in fumo
- l’autogol dell’Italia su Kyoto, Dossier Copenaghen - ultima chiamata per il clima, Rapporto
Comuni Rinnovabili, Rapporto ON-RE
Iniziative trasversali
•
•
•
•
•
Campagna No al carbone >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Classi per l’ambiente - Stop the Fever >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Etichetta per il clima >> Obiettivo Green Economy
Progetto Kyoto anch’io - la scuola amica del clima >> Obiettivo Stili di vita
Progetto Green Post >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Modello energetico sostenibile
2
145
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
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OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• Diffondere e difendere le energie rinnovabili;
• promuovere il risparmio energetico attraverso le campagne e le iniziative associative;
• moltiplicare i progetti e le partnership con le aziende a favore di un modello energetico sostenibile;
• informare e diffondere consapevolezza sui danni causati da un ritorno al nucleare.
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
CAMPAGNA 100 PIAZZE PER IL CLIMA
100 Piazze per il Clima è la giornata di mobilitazione promossa dalla
coalizione In marcia per il clima per
sensibilizzare i cittadini sull’urgenza
della lotta ai cambiamenti climatici e
sull’impegno che il nostro Paese deve
assumere per contribuire alla riuscita
della Conferenza Mondiale sui cambiamenti Climatici di Copenhagen. Sabato
12 dicembre, in concomitanza con la
manifestazione di Copenaghen, oltre
200 piazze italiane hanno organizzato
varie iniziative, tra cui stand informativi, biciclettate, concerti, mostre, mercati biologici e a km zero, flash mob4,
stand informativi, raccolta firme per gli
appelli Fermiamo la febbre del Pianeta
e Più sole per tutti. La manifestazione
ha voluto idealmente e tecnicamente,
tramite collegamenti telefonici, unirsi
con le analoghe manifestazioni svoltesi in contemporanea a Copenaghen.
linea d’azione
2
APPELLO FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA
Anche io mi metto in marcia per il clima e chiedo al governo
italiano di:
• farsi promotore di un’iniziativa politica forte a Copenaghen
che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante
per la riduzione dei gas serra: le emissioni devono diminuire
a livello globale almeno dell’80% entro il 2050, affinché il
riscaldamento del pianeta rimanga al di sotto dei 2° C;
• adoperarsi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas
che danneggiano il clima della terra: le emissioni dei paesi
sviluppati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020;
• eliminare lo spreco di energia che serve per illuminare,
riscaldare e rinfrescare le nostre case; migliorare l’efficienza
energetica di industrie e trasporti; valorizzare il contributo
dell’agricoltura;
• far posto alle fonti energetiche rinnovabili, sicure e non
inquinanti, che rappresentano anche un’occasione di sviluppo per il nostro sistema produttivo e di lavoro dignitoso per
molti dei nostri giovani;
• adoperarsi per introdurre l’obiettivo di fermare la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il
2020 e nelle aree critiche entro il 2015.
Gli obiettivi della manifestazione sono:
• sensibilizzare la cittadinanza circa l’emergenza climatica e richiedere al governo di farsi promotore di un’iniziativa politica incisiva per la riduzione dell’effetto serra;
• favorire il coinvolgimento e il rafforzamento della coalizione con le altre realtà associative, coordinandole in mobilitazioni e azioni concrete volte alla riduzione delle emissioni climalteranti,
per creare anche in Italia un movimento diffuso.
4 - Con il termine flash mob (dall’inglese flash: breve esperienza o in un lampo, e mob: folla) si indica un gruppo di persone che
si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo
per poi successivamente disperdersi.
La coalizione In marcia per il clima si è forla coalizione In marcia per il clima è composta da:
mata nel 2008, in occasione della omonima
manifestazione a Milano, con lo scopo di Legambiente, Acli, Acli Ambiente–Anni Verdi, Adoc, AIAB,
Altreconomia, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra,
impegnarsi in un lavoro di approfondimen- ARCI, Arci caccia/CSAA, Arci Servizio Civile, Arciragazzi,
to e di proposte concrete per fermare i cam- Associazione Ong Italiane, Auser, Banca popolare Etica,
biamenti climatici e tutelare la biodiversità; CGIL, CIA, CISL, Cittadinanzattiva, Civitas, Coldiretti, Ctm
è composta da 58 sigle tra associazioni, Altromercato, CTS, Ecologia e Lavoro, Fa’ la cosa giusta!,
organizzazioni non governative, sindacati, FAI, Fairtrade Italia, Fair, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Federparchi, FIAB
cooperative editoriali.
onlus, FOCSIV, Forum Ambientalista, Forum Nazionale
Le 100 piazze per il clima:
Terzo Settore, Greenpeace Italia, Italia Nostra, LAV, Lega
• 58 sigle hanno aderito al comitato pro- Consumatori, Lega Pesca, Libera, Lipu, MDC, Medici per
motore;
l’ambiente, Movimento Consumatori, Sbilanciamoci,
• 110 circoli di Legambiente hanno preso Slow Food Italia, Tavola della Pace, Terra Futura, Terra!
onlus, Terra quotidiano ecologista, Terre di Mezzo, UIL,
parte;
UISP, Unione degli studenti, VAS, WWF.
• 201 piazze organizzate in tutta Italia;
• 100mila cittadini coinvolti;
• 15mila firme raccolte per l’appello Fermiamo la febbre del pianeta;
• 8.250 firme raccolte per l’appello Più sole per tutti.
Nell’ambito dell’iniziativa sono state organizzate le seguenti attività in preparazione della giornata principale:
• incontro con il presidente della Camera On. Fini per presentare le ragioni e le proposte della Coalizione (in rappresentanza della coalizione ha partecipato il presidente nazionale di Legambiente);
• 4 dicembre: Convengo In marcia verso Copenhagen presso l’Ambasciata Britannica in collaborazione con l’Ambasciata Britannica e con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana rivolto
in particolare agli operatori dell’informazione, per approfondire le tematiche del vertice.
CAMPAGNA DON’T NUKE THE CLIMATE
- IL NUCLEARE NON SERVE AL CLIMA
linea d’azione
3
Nel Protocollo di Kyoto il nucleare è stato escluso dalle tecnologie che servono alla riduzione dei
gas a effetto serra. Questo comunque non ha fermato le forti pressioni di alcuni stati e dell’industria
nucleare per inserirlo tra gli strumenti di lotta ai cambiamenti climatici, in modo da ottenere finanziamenti che altrimenti andrebbero alle vere soluzioni, ossia fonti rinnovabili ed efficienza energetica.
Da qui è nata la campagna Il Nucleare non serve al clima,
realizzata in collaborazione con l’associazione francese Sortir du Nucleaire e con una rete di oltre 100 organizzazioni
internazionali impegnate sulle tematiche energetiche.
Obiettivo della campagna era fare pressione sull’opinione
pubblica e sui delegati al Summit di Copenaghen per evitare
l’inserimento di ogni riferimento al nucleare come fonte pulita all’interno dei negoziati sui cambiamenti climatici.
Inoltre ha permesso di rafforzare i legami con organizzazioni internazionali che si occupano di
nucleare e di energia, e di informare i cittadini sui rischi derivanti da questa fonte di energia.
La campagna si è articolata nell’arco di tre mesi, ha visto l’organizzazione di molte attività e si
è conclusa con la consegna a Copenaghen di oltre 100mila firme. Per sostenere la campagna è
stato realizzato un sito internet multi-lingue (www.dont-nuke-the-climate.org) ed è stata creata
Modello energetico sostenibile
Obiettivi di miglioramento per il 2010
147
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
146
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Modello energetico sostenibile
una sezione specifica sul sito di Legambiente.
governo Berlusconi di tornare a utilizzare il nucleare come fonte energetica e di costruire nuove
centrali nucleari per coprire il 25% del fabbisogno elettrico del Paese.
*
Don’t nuke the climate nel 2009:
• 10 di incontri tra le organizzazioni partner (una a Berlino e le altre a Copenhagen in occasione
del vertice sul clima);
• 2 conferenze stampa;
• 20mila copie di opuscoli Il nucleare non serve al clima, realizzati in italiano e distribuiti in occasioni istituzionali e tramite i Comitati Regionali e i Circoli;
• 50mila firme raccolte nell’ambito della campagna Metti la tua faccia contro il nucleare. I cittadini
che hanno partecipato sono di 100 nazionalità diverse;
• 350 organizzazioni coinvolte, provenienti da 40 Paesi differenti;
• un evento parallelo al vertice di Copenaghen con consegna simbolica delle firme raccolte.
CAMPAGNA METTIAMOCI IL SOLE IN CASA
linea d’azione
2
Mettiamoci il sole in casa è una campagna per la diffusione del solare termico sui tetti delle
case, portata avanti dal Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Legambiente in collaborazione
con AzzeroCO2.
Il solare termico è una fonte energetica rinnoEmissioni di CO2 per la produzione di acqua calvabile affidabile, economica e soprattutto abda per una famiglia di 3 persone in un anno:
bordabile per cittadini, enti locali e aziende.
• boiler elettrico 1.100 kg CO2
È la tecnologia rinnovabile più diffusa ma che
• impianto solare termico 450 CO2
presenta ancora ampi margini di sviluppo per
• impianto solare termico
evitare il consumo di fonti fossili e per ridurre
+ rompigetto per rubinetto 300 kg CO2
le emissioni di CO2. Nell’ambito della campa•
impianto solare termico
gna sono stati preparati e distribuiti materiali
+ rompigetto per rubinetto
informativi sulle potenzialità del solare termi+ progetto di foresta zione 0 kg CO2
co e sulle possibilità di finanziamenti bancari
e incentivi pubblici; vengono organizzati incontri pubblici aperti ai cittadini e vengono stipulati
accordi con le aziende venditrici di pannelli solari per ottenere sconti e garanzie sugli interventi.
*
Mettiamoci il sole in casa nel 2009:
• 1 nuovo accordo stipulato con venditori di pannelli solari, per 22 accordi in totale;
• 3mila copie di opuscoli informativi redatti in collaborazione con AzzeroCO2;
• circa 4.600 nuovi impianti solari installati con sconti e garanzie per i cittadini sulla qualità degli
interventi, per un totale di circa 17mila mq.
CAMPAGNA PER IL CLIMA CONTRO IL NUCLEARE
linea d’azione
Gli obiettivi di questa mobilitazione sono:
• rispondere alla campagna di disinformazione portata avanti dal governo e dai nuclearisti;
• ribadire la dannosità del nucleare e la sua inutilità per la lotta ai cambiamenti climatici;
• sostenere l’unico scenario energetico alternativo, ovvero quello basato su efficienza energetica
e fonti rinnovabili.
*
Nel 2009 l’azione di Legambiente contro il nucleare si è concretizzata in una serie
di azioni, quali:
• petizione Per il clima contro il nucleare: lanciata nell’ottobre del 2008 e attiva durante tutto il
2009, ha come obiettivo quello di chiedere al governo di non prevedere nello scenario energetico e nel futuro dell’Italia il ritorno delle centrali nucleari. Un appello a cui hanno risposto molti
cittadini, oltre 7mila le firme raccolte nel 2009;
• territori denuclearizzati: a fine 2008 Legambiente ha invitato tutte le amministrazioni regionali
e locali ad adottare una delibera per dichiarare l’intenzione di investire nel proprio territorio su
fonti rinnovabili e tecnologie pulite e la contrarietà all’installazione di centrali nucleari. Un atto
non vincolante ma una manifestazione di contrarietà a cui hanno risposto nel corso del 2009
circa 53 amministrazioni;
• sito denuclearizzato: su www.sitodenuclearizzato.eu è possibile scaricare un banner da incorporare su siti e blog. Inoltre è stata sviluppata l’applicazione User denuclearizzato per facebook. Nel
2009 sono circa 600 i siti denuclearizzati, e 1.300 gli user denuclearizzati su facebook;
• iniziative di informazione: nel corso dell’anno, in tutta Italia, sono state organizzate attraverso
i Circoli di Legambiente e insieme a numerose altre associazioni 100 iniziative, quali convegni,
dibattiti, proiezioni, concerti con l’obiettivo di informare i cittadini e le amministrazioni sui motivi
del nostro no al nucleare e sui rischi che il ritorno dell’atomo comporterebbe;
• cultura contro il nucleare: Legambiente ha richiesto a esponenti del mondo dello spettacolo,
della musica e dell’università di manifestare la propria contrarietà al nucleare per sensibilizzare
maggiormente l’opinione pubblica su questo tema.
Nel 2009 hanno aderito circa 50 artisti. Tra questi, Subsonica e Caparezza hanno sposato la causa
e l’hanno portata nei loro tour estivi in molte città italiane. In corrispondenza dei loro concerti
Legambiente era presente con un banchetto per la raccolta delle firme, la distribuzione di materiale informativo e dei braccialetti no nuke;
• Ricorso Legge Sviluppo 99/09: a settembre Legambiente ha invitato le Regioni a fare ricorso per
incostituzionalità della legge sviluppo 99/2009. Hanno risposto presentando ricorso 11 Regioni: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise, Toscana;
• iniziative di comunicazione: opuscoli informativi, comunicati stampa, uno speciale e la rubrica
fissa Bugie atomiche su La Nuova Ecologia.
1
Il NO al nucleare è un punto fermo dell’azione e della politica di Legambiente, attorno al quale
vuole coinvolgere un numero molto elevato di persone per creare un fronte do opposizione il più
ampio possibile.
La campagna Per il clima contro il nucleare nasce nel 2008 per contrapporsi alla decisione del
CAMPAGNA SETTIMANA AMICA DEL CLIMA
linea d’azione
2
Nell’ambito di Cambio di Clima, campagna contenitore di varie iniziative sui cambiamenti climatici, e in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto (16 febbraio
2005) Legambiente realizza da quattro anni la campagna Settimana amica del clima, ovvero una
149
Modello energetico sostenibile
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
148
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
La settimana amica del clima nel 2009:
• 125 circoli di Legambiente hanno aderito organizzando eventi locali;
• 165 iniziative organizzate;
• 45mila cittadini coinvolti;
• uno striscione con la scritta Risparmia energia, ci guadagna l’ambiente è stato aperto prima
della partita Juventus – Sampdoria allo stadio delle Alpi di Torino;
• è stato organizzato un corteo di attivisti di Legambiente vestiti da pinguini che sono scesi dalla
scalinata di Piazza di Spagna a Roma al motto I love Kyoto.
CAMPAGNA SUN DAY
linea d’azione
2
Il SunDay è una giornata dedicata al sole, fonte di energia pulita,
rinnovabile, sicura. È una campagna di promozione e informazione,
che si svolge nelle piazze italiane, sull’energia solare e sulle tecnologie che ne consentono l’utilizzo. L’iniziativa negli ultimi 3 anni è
stata inclusa negli European Solar Days, una campagna di informazione volta a promuovere l’utilizzo dell’energia solare sotto forma
di calore (solare termico) e di elettricità (fotovoltaico), celebrata
contemporaneamente in tutta Europa.
Il SunDay ha obiettivi precisi:
• diffondere in modo capillare le informazione presso cittadini, istituzioni e aziende, circa la convenienza, le qualità e le applicazioni delle fonti rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare;
• promuovere comportamenti virtuosi che favoriscano l’uso di energie rinnovabili e la realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile in campo energetico e ambientale;
• monitorare lo sviluppo della ricerca e della tecnologia nei campi di applicazione dell’energia solare;
• informare sull’esistenza di finanziamenti e forme di incentivazione nazionali e regionali;
• favorire il contatto tra l’utente finale, gli installatori e i produttori di pannelli solari qualificati
attraverso il diretto coinvolgimento delle imprese produttrici (aderiscono Assosolare, Assolterm).
Nel 2009 il Sun Day ha visto iniziative organizzate il 16 maggio in diverse piazze italiane, con
stand per distribuire materiale informativo sulle energie rinnovabili, sugli incentivi fiscali e le
sovvenzioni pubbliche per l’installazione di moduli solari. Esperti installatori e produttori hanno
presentato al pubblico le nuove tecnologie con dimostrazioni pratiche e informazioni utili su tipologie di installazioni, costi, manutenzione.
*
Il Sun Day nel 2009:
• 76 eventi organizzati in 13 regioni italiane;
• circa 20mila cittadini coinvolti;
• distribuiti 20mila opuscoli informativi e 5mila opuscoli Vivi con Stile;
• Tra gli eventi organizzati: visita a impianti fotovoltaici e di solare termico, consulenze a privati
e aziende che vogliono installare pannelli solari, lezioni con scuole e classi sull’energia solare e
sul funzionamento dei pannelli, convegni, concorsi fotografici.
CONFERENZA INTERNAZIONALE DI COPENAGHEN
(COP 15) - PARTECIPAZIONE
linea d’azione
3
Il vertice sul clima di Copenaghen, che si è tenuto nella
capitale danese dal 7 al 18 dicembre 2009, è stato l’evento
che ha catalizzato l’attenzione di tutti gli attori impegnati
nella lotta ai cambiamenti climatici. Molte aspettative erano
state riposte in questo evento, che avrebbe dovuto vedere il
raggiungimento di accordi vincolanti su tagli alle emissioni
e di impegni economici precisi per sostituire il protocollo di
Kyoto dopo il 2012. Al vertice hanno partecipato 115 capi di
stato, 192 rappresentanti dei paesi e oltre 300mila delegati
di ONG e associazioni ambientaliste. Ma l’accordo vincolante
non è stato raggiunto, e Copenaghen è rimasta una grande
occasione mancata per fermare la febbre del pianeta.
L’accordo sul clima di Copenaghen
• Non si fissano obiettivi vincolanti: i negoziati sono
rimandati al 2010.
• Viene ribadita la necessità di mantenere l’aumento medio della temperatura globale sotto i 2°C.
• Si invitano i paesi industrializzati a indicare i propri
obiettivi di riduzione e i paesi in via di sviluppo a indicare le azioni che si intendono mettere in pratica per
limitare la crescita delle emissioni prevista nei prossimi
dieci anni.
• Sono stati tolti riferimenti alla riduzione di gas serra
dell’80% nei paesi ricchi entro il 2050, e l’impegno per i
paesi in via di sviluppo per una riduzione del 50% entro
la stessa data.
• Viene istituito un fondo da 30 miliardi di dollari, il
cosiddetto Fast Start, da destinare ai paesi poveri nel
biennio 2010-2012. Gli aiuti saliranno poi a 100 miliardi
di dollari l’anno entro il 2020.
Legambiente ha seguito l’evento a Copenaghen con grande partecipazione.
Una delegazione ha seguito i lavori della
conferenza, mentre un nutrito gruppo di
attivisti ha raggiunto la capitale danese
per partecipare alle manifestazioni e agli
eventi previsti in città e in particolare al
Klimaforum, l’incontro delle organizzazioni della società civile che si è tenuto in
città parallelamente al vertice Onu. All’interno del vertice, oltre a seguire i lavori
negoziali, la delegazione di Legambiente
ha svolto diverse attività con il principale
obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, diffondere informazioni e promuovere il punto di vista delle organizzazioni
ambientaliste con particolare attenzione
alle posizioni del governo italiano.
Le attività sono proseguite parallelamente anche in Italia. Oltre ai vari dossier informativi (Copenaghen, ultima chiamata per il clima, Un miliardo settecentonovantadue milioni in fumo e
la campagna Il nucleare non serve al clima), Legambiente, insieme alla web tv www.c6.tv, ha
organizzato una diretta televisiva di tre giorni con collegamenti e interviste da Copenaghen e
approfondimenti da Milano e Roma.
Modello energetico sostenibile
settimana di mobilitazione sui temi del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, e sulle azioni da mettere in campo per contrastare i cambiamenti climatici. Sette giorni di stand di piazza,
banchetti informativi, petizioni, convegni, dibattiti ed eventi come, ad esempio, pedalate anti
smog, serate a luci spente, cineforum, esposizioni dimostrative, blitz.
La campagna si prefigge di sensibilizzare la cittadinanza sul perché e sul come risparmiare energia e
ridurne gli sprechi, informare la cittadinanza sull’emergenza dei cambiamenti climatici in atto e sulle
ripercussioni che hanno sulla vita delle persone, degli animali e delle piante che abitano il Pianeta.
Inoltre la campagna offre dei suggerimenti pratici per risparmiare energia e ottimizzare le risorse.
La Settimana Amica del clima nel 2009 si è svolta dal 13 al 20 febbraio.
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
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OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
DOSSIER COPENAGHEN ULTIMA CHIAMATA PER IL CLIMA
L’obiettivo principale del dossier è quello di facilitare la comprensione sulle trattative sul clima,
fornire dati e grafici sulla situazione italiana e
mondiale dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, sintetizzare e sostenere le proposte di
Legambiente per un modello energetico alternativo basato su efficienza, risparmio energetico e
fonti rinnovabili. Il dossier è stato distribuito in
versione cartacea alla stampa italiana ed estera
presente al vertice di Copenhagen. È stato, inoltre, inserito nella pagina del sito di Legambiente
dedicata a Copenaghen insieme ad una serie di
altre informazioni e aggiornamenti sugli esiti del
summit e sulla partecipazione dell’associazione
all’evento.
linea d’azione
1
ossia la riduzione entro il 2012 delle emissioni di gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990,
mentre in realtà le stesse sono aumentate del 7,1%.
Il mancato rispetto di questi target
comporterà per l’Italia pesanti sanzioni
pari a 1.792.000.000 di euro. In figura
sono rappresentati i costi suddivisi per
settore.
In questo dossier Legambiente analizza quali investimenti verdi si sarebbero potuti realizzare con gli oltre 1,7
miliardi di euro di eventuale sanzione.
Questi dati, inoltre, sono stati utilizzati
da www.repubblica.it per un approfondimento sul tema.
Le richieste ai paesi industrializzati a
Copenaghen
• L’impegno a ridurre entro il 2020 i gas serra
del 40% almeno rispetto ai livelli del 1990, come
indicato da tutte le associazioni che fanno parte
del Climate Action Network.
• Lo stanziamento di almeno 110 miliardi di euro
all’anno per permettere alle economie in via di
sviluppo di fare fronte agli impatti del cambiamento climatico, per adottare tecnologie verdi e
sostenibili e per la lotta alla deforestazione. Somme, queste ultime, che dovranno essere pubbliche
e aggiuntive rispetto agli aiuti allo sviluppo già
previsti dai governi.
*
Dossier Copenaghen, ultima chiamata per il clima nel 2009:
• Cina, Stati Uniti e Unione Europea sono i paesi con maggiore emissione di CO2, mentre l’Italia si
posiziona al 12° posto;
• le emissioni pro-capite sono in Italia 7,6 tonnellate, negli Stati Uniti 19, in Cina 4,3;
• in occasione del vertice sono state distribuite 1.000 copie del dossier.
DOSSIER UN MILIARDO SETTECENTONOVANTADUE MILIONI
IN FUMO. L’AUTOGOL DELL’ITALIA SU KYOTO
linea d’azione
FIERE SU ENERGIA E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
- PARTECIPAZIONE
linea d’azione
2
La partecipazione di Legambiente a fiere sui temi dell’energia e della sostenibilità ambientale ha
un triplice obiettivo:
• incontrare cittadini e operatori del settore per informare e sensibilizzare sulle tematiche
dell’energia rinnovabile;
• creare nuovi contatti e circoli virtuosi nel settore;
• dare visibilità all’associazione e al suo impegno sul fronte delle energie rinnovabili e alle sue
attività istituzionali in generale.
Durante le fiere Legambiente è presente con uno stand per la distribuzione di materiale informativo, mostre tematiche e con il Bazar, per la promozione di prodotti ecosostenibili e la raccolta
fondi a favore delle attività dell’associazione.
*
Le fiere sui temi dell’energia e della sostenibilità ambientale a cui ha partecipato
Legambiente nel 2009 sono state:
• Solarexpo (Verona, 7 - 9 Maggio). Decima edizione della mostra-convegno internazionale sul
solare e le energie rinnovabili, la più grande del settore con oltre 50mila visitatori;
• Eolica Expo (Roma, 30 Settembre - 2 Ottobre). Il principale evento internazionale per il settore
dell’energia eolica;
• SAIE Energia (Bologna, 28 - 31 Ottobre). Uno spazio nell’ambito del salone internazionale delle
costruzioni per discutere di innovazioni energetiche nel campo dell’edilizia sostenibilie;
• EnerSolar+ (Milano, 25 - 28 Novembre). Fiera internazionale dell’energia solare.
1
Tra le iniziative di analisi, informazione e comunicazione sul tema dei cambiamenti climatici, Legambiente ha elaborato in aprile un dossier dal titolo eloquente Un Miliardo settecentonovantadue
milioni in fumo: l’autogol dell’Italia su Kyoto. L’obiettivo del rapporto è quello di evidenziare il
cattivo investimento di un mancato rispetto degli obiettivi di Kyoto da parte del nostro Paese,
GRUPPI DI ACQUISTO SOLARE
linea d’azione
2
Spesso anche il cittadino più attento ai temi del risparmio energetico e della protezione ambientale vorrebbe poter fare di più per convertire la propria casa secondo criteri di eco sostenibilità, ma
Modello energetico sostenibile
*
La partecipazione di Legambiente alla conferenza internazionale sul clima di Copenaghen 2009:
• 15 delegati di Legambiente hanno partecipato alla conferenza;
• 6 attivisti di Legambiente hanno partecipato alle manifestazioni a Copenaghen;
• è stato preparato e portato a Copenaghen un numero speciale della rivista La Nuova Ecologia
sul vertice, in italiano e in inglese;
• 8 ore di diretta televisiva da Milano, Roma e Copenaghen sul sito www.c6.tv che hanno avuto
30mila visite;
• un gruppo di attivisti di Legambiente ha attraversato l’Europa per giungere al vertice internazionale raccontando online sul sito di Legambiente e sul gruppo Facebook Road to Copenaghen
il diario di viaggio e le giornate.
153
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
152
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
I gruppi acquisto solare nel 2009:
• 5 nuovi gruppi di acquisto solare che coinvolgono 23 comuni tra le province di Padova, Venezia,
Treviso e Pordenone;
• 1.000 famiglie del Triveneto coinvolte;
• 1.000 kw installati in due anni;
• 25mila tonnellate di CO2 in meno di 20 anni;
• 200mila euro l’anno risparmiate in bolletta.
KLIMAENERGY AWARD
linea d’azione
2
Legambiente dal 2008 collabora con il concorso KlimaEnergy Award, un premio promosso dalla
Fiera di Bolzano, aperto a tutti i comuni Italiani e le province che hanno promosso e cofinanziato
progetti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, indipendentemente dalla
loro estensione. Al premio possono partecipare tutti gli enti che hanno intrapreso progetti in
ambito pubblico che prevedano lo sfruttamento di energie da fonti rinnovabili. Il premio mira a
sostenere quelle realtà promotrici di un nuovo sistema energetico, pulito e sostenibile.
Legambiente già nel 2008 ha collaborato con la Fiera Klimaenergy nella ricerca di buone pratiche
comunali da fare emergere in occasione del premio.
Nel 2009 la collaborazione si è trasformata in una partecipazione alla giuria stessa del Klimaenergy Award, oltre che alla presentazione di un progetto di gruppi di acquisto solari.
Questa collaborazione ha dato vita a iniziative importanti nel campo della promozione delle energie
rinnovabili e nella diffusione di buone pratiche, tra tutti l’ideazione del Campionato Solare, competizione tra comuni basata sulle tecnologie solari e sulle politiche energetiche, che partirà nel 2010,
che viene inserito anche nella RES Champions League, una analoga iniziativa a livello europeo che
premia i comuni che si sono distinti per potenza installata di fotovoltaico e energie da biomassa.
I progetti vincitori del Klimaenergy Award del 2009
Comuni con meno di 20mila abitanti
• Campo Tures (BZ), che ha realizzato un progetto integrato tra idroelettrico e teleriscaldamento, oltre a
interventi per la riqualificazione energetica degli edifici.
• Settimo Rottaro (TO), che ha realizzato un impianto fotovoltaico integrato in parco giochi;
Comuni dai 20mila ai 150mila abitanti
• Progetto Achabgroup e Legambiente, che raggruppa otto Comuni (TV e VE), per realizzare gruppi di acquisto di pannelli solari.
• Premio speciale al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma che ha formato 80 detenuti
come installatori e manutentori di impianti solari.
Reggio Emilia e Napoli premiate per la categoria dei comuni con più di 150mila abitanti.
PROGETTO MYFUTURE
linea d’azione
2
MyFuture è un progetto a cura di Vodafone Italia, Enel.si e Legambiente per portare la tecnologia
fotovoltaica nelle scuole italiane. Il progetto, lanciato a settembre 2008, prevede il recupero di
cellulari usati da parte di Vodafone. Il ricavato viene utilizzato per installare da parte di Enel.si
pannelli fotovoltaici su scuole italiane selezionate da Legambiente, mentre parallelamente vengono elaborati percorsi educativi di sostenibilità ambientale per le scuole.
Un buon lavoro di squadra, che combina mondi diversi (associazionismo, impresa, scuola) in un
percorso comune di sostenibilità. Obiettivo ultimo è quello di ridurre l’impatto ambientale sui
territori a partire dall’efficienza energetica nelle scuole educando a comportamenti sostenibili.
Le fonti rinnovabili e l’energia pulita sono argomenti centrali dell’attività di Legambiente che da
anni si occupa della loro introduzione nelle scuole e in tutti edifici pubblici, attraverso campagne
di sensibilizzazione sui temi energetici e sul recupero dei materiali. Tutte azioni che concorrono
alla diffusione delle fonti di energia pulita nel nostro Paese, unica via, insieme a quella del risparmio energetico, per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Il progetto prevede inoltre l’ideazione e la
realizzazione di percorsi educativi per sensibilizzare gli studenti e gli insegnanti sull’importanza
delle fonti rinnovabili in Italia. Per incentivare l’utilizzo delle energie alternative vengono inoltre
organizzati corsi di educazione ambientale negli istituti coinvolti. Le scuole, punto di riferimento
dei ragazzi dai primi anni di vita fino all’adolescenza, rappresentano un luogo privilegiato per
sensibilizzare all’uso intelligente dell’energia e per sperimentare progetti pilota volti all’efficienza
e al risparmio energetico degli edifici scolastici.
*
Il progetto MyFuture per l’anno 2009:
• percorsi educativi sull’energia elaborati nel contesto del progetto per 25 classi e 500 alunni
coinvolti;
• Palermo, Agrigento, Grosseto, Pesaro, Comacchio le città in cui nel 2010 verranno installati i
pannelli solari;
• Per ogni scuola l’impianto installato/da installare ha le seguenti caratteristiche:
• 28 pannelli fotovoltaici, 5.88 kWp totali per impianto;
• vita dell’impianto prevista: 25 anni;
• 4.083 kg di CO2 risparmiati all’anno, 102.076 kg in 25 anni per ciascun impianto;
• in totale con il progetto 2009 si risparmieranno 510.380 kg di CO2.
Modello energetico sostenibile
è frenato dai costi e dagli investimenti che, da solo, non sempre riesce ad affrontare con serenità.
Per questo motivo, sulla scia delle esperienze positive dei gruppi di acquisto solidale, sono nati
i Gruppi di acquisto solare (GAS) per la maggiore diffusione del solare nelle case degli italiani.
Nati inizialmente come esperienza spontanea sul territorio, dal 2007 è diventata una azione
strutturata attraverso la campagna Energia Comune portata avanti da Legambiente insieme ad
AchabGroup e AzzeroCO2. La campagna prevede un coordinamento a livello nazionale da parte
di Legambiente e degli sportelli sul territorio organizzati in collaborazione con le amministrazioni
locali, sia per le informazioni che per le operazioni tecniche di supporto e le autorizzazioni per
l’installazione degli impianti.
I GAS hanno come obiettivo principe quello di facilitare l’accesso al mercato da parte dei cittadini
attraverso la corretta informazione sugli aspetti commerciali, economici e burocratici. Ai cittadini
riuniti in un GAS Legambiente propone interventi chiavi in mano per l’installazione di un impianto
solare di qualunque dimensione. L’acquisto in gruppo consente di ottenere sconti che possono
variare dal 10% al 25% sul prezzo di mercato, determinando un grande vantaggio per le famiglie
che si sentono così più stimolate a investire in questa tecnologia pulita.
155
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
154
OBIETTIVI >
linea d’azione
3
Il Climate Change Performance Index è una clasClimate Change Performance Index
sifica che mette a confronto il comportamento
• Nessun paese ha raggiunto il punteggio sufficiendei governi nella lotta ai cambiamenti climatici
te per piazzarsi ai primi tre posti della classifica.
dei 57 paesi che, insieme, sono responsabili di
• Il punteggio più alto rilevato è pari a 68.
oltre il 90% delle emissioni di CO2 del pianeta.
• Le migliori performaces sono di Brasile, Svezia,
In particolare la classifica prende in consideraRegno Unito, Francia e Germania (oscillano tra 68
zione il livello delle emissioni di anidride carboe 63 punti).
nica di ogni paese, i trend delle emissioni nei
principali settori (energia, trasporti, residenziale, industrie) e le politiche attuate per la lotta
al mutamento climatico. La ricerca è condotta annualmente dall’associazione tedesca German
Watch in collaborazione con la rete delle associazioni ambientaliste CAN (Climate Action Network)
Europe e, per l’Italia, Legambiente. Le oltre 100 organizzazioni coinvolte forniscono i dati e le
analisi per l’elaborazione della classifica. Legambiente si è occupata della sua diffusione ai mezzi
di comunicazione italiani. I risultati sono stati citati in decine di articoli della stampa italiana,
contribuendo a evidenziare la scarsa attenzione del governo italiano nella lotta ai cambiamenti
climatici.
*
La quinta edizione della classifica Climate Change Performance Index nel 2009:
• 14 dicembre: presentazione della classifica in occasione della seconda settimana del vertice sul
clima di Copenaghen;
• 44esimo posto per l’Italia nella classifica generale e terzultimo sul fronte delle politiche nella
lotta ai cambiamenti climatici.
RAPPORTO COMUNI RINNOVABILI
linee d’azione
1 2
Il Rapporto Comuni Rinnovabili mira a monitorare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili
nei territori italiani. Ogni anno Legambiente raccoglie i dati sulla diffusione di solare, eolico,
geotermia, idroelettrico e biomasse nei comuni italiani dal GSE (Gestore Servizi Energetici), Associazioni di settore, aziende, regioni, provincie e dai comuni stessi mediante un questionario di
autocertificazione, che Legambiente invia a tutti i comuni e che viene diffuso anche attraverso il
sito www.comunirinnovabili.it. Giunto alla quarta edizione, il rapporto ha raggiunto un livello di
attenzione notevole sia presso i comuni stessi,
Comuni Rinnovabili 2009
sempre più partecipi, sia presso i media. Come
per Comuni Ricicloni, questa iniziativa è legata
• 5.991 i Comuni Rinnovabili, pari al 79% dei coalla capacità di Legambiente di riconoscere e
muni italiani.
valorizzare le buone pratiche, attraverso le pre• Dobbiaco, Prato allo Stelvio, Carano e Lecce i
miazioni e la creazione di circoli virtuosi.
comuni premiati per le buone pratiche.
Gli obiettivi principali sono:
• promuovere lo sviluppo delle fonti di energia
rinnovabili attraverso l’informazione e la sensibilizzazione dei comuni, delle aziende e dei
cittadini;
• Monrupino (TS) in testa per il solare fotovoltaico, con 1.151 kWh installati per 1.000 abitanti.
• Don (TN) vince per il solare termico.
• 245 i comuni dell’eolico, 698 mini-idroelettrico,
73 quelli della geotermia e 604 quelli della biomassa.
• dimostrare come queste tecnologie siano efficaci nella risoluzione dei problemi energetici e
ambientali ed in particolare come la generazione distribuita sia una soluzione ottimale per soddisfare i bisogni energetici e combattere i cambiamenti climatici.
Per ogni categoria di fonte rinnovabile viene stilata una classifica e vengono indicate le buone
pratiche e i premi speciali. Di particolare interesse la categoria dei Comuni 100% rinnovabili, che
indicano i comuni che riescono a coprire interamente con fonti rinnovabili il proprio fabbisogno
energetico. La presentazione del Rapporto si traduce, ogni anno, in una consegna di veri e propri premi e riconoscimenti a quei comuni primi nelle varie classifiche e che hanno sviluppato i
progetti più innovativi.
*
L’edizione 2009 di Comuni Rinnovabili:
• 1.000 comuni hanno risposto al questionario;
• 6mila i comuni monitorati, +87% rispetto al 2008;
• 4 sono stati premiati come Comuni 100% rinnovabili, ovvero comuni dove attraverso un mix di
tecnologie rinnovabili si produce più energia elettrica e termica di quella necessaria alle famiglie
residenti e quindi teoricamente autosufficienti;
• è stata prodotta la versione regionale Comuni rinnovabili Piemonte, dossier presentato in ottobre, redatto in collaborazione con Legambiente Piemonte e finanziato dalla Regione Piemonte;
• l’Italia si è iscritta al campionato europeo delle rinnovabili, iniziative sulle tematiche energetiche
portata avanti da un network di 6 associazioni ambientaliste e di settore di 6 Paesi Europei.
RAPPORTO ON-RE, L’INNOVAZIONE ENERGETICA
NEI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI
linee d’azione
1 2
L’Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico (ON-RE), promosso da
Cresme e Legambiente in collaborazione con Saie Energia, è nato con l’obiettivo di monitorare
i cambiamenti nel settore edilizio sul fronte energetico, delle fonti rinnovabili e delle tecnologie
del risparmio. I Regolamenti Edilizi Comunali rappresentano uno dei migliori indicatori di questo
processo in quanto rappresentano uno snodo delicatissimo dell’azione amministrativa a cui guardano i diversi attori del processo edilizio e nel quale si incrociano le competenze in materia di
urbanistica, edilizia ed energia di stato, regioni e comuni.
Dal 2008 l’Osservatorio svolge uno studio sui
Rapporto ON-RE 2009
regolamenti edilizi comunali che adottano mi• Oltre 17 milioni di abitanti coinvolti.
sure di efficienza e risparmio energetico. L’indagine mira a raccogliere le informazioni sui co• Tra i provvedimenti previsti, obblighi di isolamento termico (77%), obbligo di fornire una quomuni che hanno adottato strategie per l’edilizia
ta di energia da fonti rinnovabili (72%), obbligo
sostenibile e porta esempi di realizzazioni di
di sistemi di risparmio idrico e recupero delle acquartieri costruiti secondo i criteri di bioedilizia.
que piovane (65%).
Alcuni parametri presi in considerazione sono
• La promozione di materiali riciclabili, certifical’isolamento termico, l’uso delle fonti di energia
ti e/o prodotti localmente interessa il 48% dei
rinnovabile, le tecnologie per il riscaldamenRegolamenti relativi ad una popolazione di 5,6
to invernale. Lo scopo del Rapporto è quello
milioni di abitanti.
di mettere in evidenza le migliori pratiche in
• Dal 2000 ad oggi sono 270mila le abitazioni
campo di regolamentazione edilizia in Italia e
costruire secondo criteri di riqualificazione energetica.
di diffondere le informazioni sul tema avendo
come soggetti di riferimento sia i cittadini sia le
amministrazioni comunali.
157
Modello energetico sostenibile
RAPPORTO CLIMATE CHANGE PERFORMANCE INDEX
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
156
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
L’edizione 2009 del Rapporto ON-RE:
• presentato a ottobre presso la Fiera Saie di Bologna;
• 557 comuni inseriti nel rapporto (+196% rispetto al 2008);
• tra i risultati ottenuti dallo studio ci sono una decina di seminari e convegni a cui i comuni hanno invitato i rappresentanti dell’ufficio Energia e Clima di Legambiente per esporre le esperienze
inserite nel Rapporto e per elaborare un nuovo Regolamento Edilizio, come nel caso di Bassano
del Grappa (VI).
RETE NAZIONALE DEGLI SPORTELLI
ENERGIA DI LEGAMBIENTE
linea d’azione
2
La rete nazionale degli Sportelli Energia di Legambiente rappresenta un punto di riferimento
per fornire ai cittadini informazioni sulle energie rinnovabili. Gli oltre 50 sportelli nascono da
accordi diretti tra i Circoli e i Regionali di Legambiente e i comuni, che concedono finanziamenti
per svolgere il servizio. Gli sportelli sono coordinati da Legambiente Nazionale su alcune attività
comuni e sui contenuti generali, allo stesso tempo godono comunque dell’autonomia necessaria
per svolgere servizi e attività specifiche sul territorio.
Gli obiettivi degli sportelli energia sono molteplici:
• essere un punto di riferimento per cittadini per fornire loro informazioni e consulenza tecnica e
normativa sul tema delle energie rinnovabili, che non sempre sono di largo consumo;
• essere un punto di informazione per enti locali e imprese per mettere a disposizione i canali di
diffusione più idonei per lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili. Inoltre essere punto di contatto
per la definizione di accordi tra enti locali e soggetti privati per la diffusione delle fonti rinnovabili;
• preparare materiale divulgativo sul tema del risparmio energetico e delle energie rinnovabili;
• organizzare eventi e convegni a tema e corsi di formazione;
• organizzare campagne di comunicazione;
• partecipare ad appuntamenti fieristici.
*
La Rete degli sportelli Energia nel 2009:
• sono stati attivati 10 nuovi sportelli;
• sono state fatte due riunioni di coordinamento.
Tra gli sportelli presenti sul territorio, due svolgono attività di rilevanza nazionale:
il Centro Nazionale per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili a Rispescia (GR)
e l’Ecosportello Energia a Milano.
Il primo è nato nel 2003, è gestito dal Circolo Festambiente ed ha sede presso il Centro Il Girasole. Il Centro, oltre alla normale operatività, si contraddistingue per essere un punto di incontro
tra enti pubblici, cittadini e aziende, che operano nel settore, per la definizione di accordi per la
diffusione delle fonti rinnovabili.
L’Ecosportello Energia, invece è gestito dalla Fondazione Legambiente Innovazione. Promuove le
energie rinnovabili in particolare attraverso il sito internet www.ecosportello.org e la newsletter
Ecosportello Energia News che raggiunge bi-settimanalmente 5.185 iscritti.
WWW.FONTIRINNOVABILI.IT
linea d’azione
2
Il sito www.fonti-rinnovabili.it è il sito sulle fonti rinnovabili più visitato in Italia. È un portale
di servizio e di informazione completo e aggiornato rivolto a cittadini, imprese, enti locali che
vogliono investire o offrono servizi nel campo delle energie pulite.
Il sito offre un’ampia sezione di informazione su cosa sono le fonti rinnovabili, sulla loro diffusione e sulle tecnologie disponibili. Riporta eventi e fiere del settore, e una rassegna di buone
pratiche. Inoltre il sito rappresenta un vero e proprio portale per la ricerca di informazioni su
incentivi pubblici, finanziamenti agevolati con banche, e aziende che installano tecnologie per
la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel sito è presente un database con le aziende registrate, la cui navigazione può avvenire sia secondo criteri territoriali sia secondo le tecnologie
trattate. Inoltre dal sito si può accedere alle informazioni sui finanziamenti agevolati per le fonti
rinnovabili secondo un accordo tra Legambiente e Banche di Credito Cooperativo, per usufruire di
finanziamenti molto vantaggiosi per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e per interventi
di efficienza energetica. Con questo accordo si vuole favorire e incentivare la diffusione delle fonti
energetiche pulite attraverso un sistema di informazione e di sostegno finanziario che consenta
una maggiore facilità nel realizzare i progetti.
*
www.fonti-rinnovabili.it nel 2009:
• 502 aziende inserite nel database;
• 226.245 visitatori al sito, per 1.229.490 pagine visualizzate;
• incentivi, detrazioni fiscali, investimenti e finanziamenti agevolati i temi più consultati sul sito.
Modello energetico sostenibile
*
159
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Modello energetico sostenibile
158
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Legalità ambientale
2
2.4.6
Legalità ambientale
Combattere l’illegalità in campo ambientale e affermare la cultura e i valori della
legalità, presupposti per uno sviluppo durevole, di qualità e sostenibile dei territori
e di tutto il Paese.
3
Il termine ecomafia, oramai nel vocabolario corrente per indicare la criminalità organizzata in
campo ambientale, è stato coniato da Legambiente a metà degli anni Novanta, a testimonianza
del tradizionale impegno dell’associazione nel contrastare tale fenomeno e le storture che ne
derivano in termini ambientali, sociali ed economici. Il ciclo illegale del cemento e del traffico
dei rifiuti, il racket degli animali, le archeomafie sono tra gli ambiti di attività da cui la criminalità organizzata trae sempre più profitti, spesso facendo leva sulla piaga della corruzione e sulla
mancanza del rispetto delle regole. Sono delitti contro l’ambiente che aspettano ancora d’essere
inseriti nel nostro Codice Penale.
4
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
Monitorare e analizzare i reati
e i fenomeni di ecomafia e di illegalità ambientale nella loro evoluzione sociale ed economica, collaborando con le Forze dell’ordine, gli
altri organi di polizia giudiziaria, la
magistratura, e sostenendo l’imprenditoria sana, al fine di combatterli
con maggiore efficacia e forza.
Informare e sensibilizzare la
cittadinanza sul fenomeno ecomafie e dell’illegalità ambientale, incidendo sulla percezione e
sulla consapevolezza della sua pericolosità, con iniziative culturali, di
mobilitazione sociale, di volontariato civico e di formazione e aggiornamento degli operatori di giustizia.
Incidere sull’attività legislativa nazionale, regionale e internazionale e sulle politiche e gli strumenti di prevenzione e di contrasto
alle illegalità, con un particolare impegno per l’introduzione dei delitti
ambientali nel codice penale.
Fornire consulenza giuridico-legale tramite la rete dei
Centri di Azione Giuridica e sostegno organizzativo e scientifico alle vertenze ambientali locali.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Iniziative di informazione e comunicazione:
ControMafie, VerdeNero
• Progetti, iniziative ed eventi:
Premio Ambiente e legalità
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Lobby e vertenze:
Vertenza Ecomostri, Vertenza Ddl intercettazioni,
Appello per l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale
• Presìdi territoriali:
Osservatorio Parlamentare sulla legislazione ambientale
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Iniziative di informazione e comunicazione:
Forum Ambiente e Legalità
•Presìdi territoriali:
CEAG, Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità, Osservatorio Parlamentare sulla legislazione
Ambientale
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Monitoraggio e informazione scientifica:
Rapporto Ecomafia, Dossier Italia a Tavola,
Dossier Mare Monstrum
• Iniziative di informazione e comunicazione:
ControMafie
• Lobby e vertenze:
Comitato per la Verità navi dei veleni
• Presìdi territoriali:
Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità,
Osservatorio Ricostruire Pulito
Iniziative trasversali
•
•
•
•
161
Campagna SalvaItalia >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Campi della Legalità >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Dossier Ecosistema Incendi >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Dossier Ecosistema Rischio >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale
Legalità ambientale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
160
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• Realizzare progetti di riqualificazione ambientale e sociale dei territori;
• informare e denunciare sempre più i casi di abusivismo edilizio e di traffici legati alle ecomafie;
• far crescere la conoscenza legata ai fenomeni di illegalità ambientale;
OBIETTIVI >
Legalità ambientale
• sensibilizzare le istituzioni sull’approvazione di norme e leggi che contrastino le ecomafie.
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
APPELLO PER L’INSERIMENTO DEI DELITTI CONTRO
L’AMBIENTE NEL CODICE PENALE
linea d’azione
3
L’inserimento dei reati ambientali nel codice penale, e il recepimento della Direttiva Europea sulla
tutela penale dell’ambiente, sono punti cardine e obiettivi fondamentali dell’azione di Legambiente per la legalità ambientale.
Ogni anno vengono commessi nel nostro Paese oltre 23mila reati contro l’ambiente (una media
di tre ogni ora). E spesso dietro queste attività illegali si nascondono gli interessi della criminalità
organizzata, la cosiddetta ecomafia, che impediscono la crescita di un’economia sana e rispettosa
dell’ambiente. Questi gravi reati non sono ancora oggi puniti in maniera adeguata: si tratta quasi
sempre di sanzioni di natura contravvenzionale, che vanno prescritte in un breve arco di tempo,
lasciando di fatto impuniti questi crimini.
È da tre legislazioni che sono all’esame del Parlamento disegni di legge in cui vengano definiti i
delitti ambientali e le relative sanzioni, ma ancora non si arriva a una conclusione positiva. L’Italia
poi deve ancora recepire la Direttiva Europea sulla tutela penale dell’ambiente, recepimento che
deve avvenire entro il 2010.
Legambiente, insieme ad altre associazioni, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine,
esponenti di tutte le forze politiche, denuncia da tempo questa situazione di sostanziale impunità
dei crimini ambientali, e sollecita da oltre dieci anni l’introduzione dei delitti contro l’ambiente
nel nostro Codice penale con una massiccia azione di pressione e informazione.
CENTRI DI AZIONE GIURIDICA (CEAG)
linea d’azione
4
Legambiente ha fatto dell’azione legale una delle armi per la difesa del territorio, e i CEAG (Centri
di Azione Giuridica) sono il suo braccio operativo fin dalla nascita dell’associazione. Consistono in
gruppi di avvocati, magistrati che a titolo volontario prestano servizio a Legambiente su materia
giuridica di loro competenza per la difesa del popolo inquinato nelle sedi giudiziarie preposte e
con le modalità opportune. Le attività di denuncia sono anche accompagnate da proposte normative e di intervento, inoltre i CEAG svolgono attività di ricerca e sono a disposizione per fornire
informazioni ai cittadini in lotta per un ambiente più sano e pulito.
Il coordinamento dei CEAG è a Roma presso la sede nazionale di Legambiente, mentre è presente un gruppo in ogni regione, per un totale di 20 gruppi e circa 150 avvocati, che lavorano
in coordinamento con i Regionali di Legambiente. Il coordinamento centrale di Roma organizza
regolarmente convegni e corsi di formazione di diritto ambientale, spesso tenuti presso il Nuovo
Cinema Aquila, un bene confiscato alla mafia.
Ai CEAG si rivolgono i singoli cittadini ma anche i Circoli di Legambiente per la segnalazione, la
denuncia di abusi, e l’assistenza durante eventuali iter processuali. Molte segnalazioni di abusi
e illegalità arrivano direttamente al coordinamento nazionale, che poi si affida ai Regionali di Legambiente per la verifica sul territorio delle segnalazioni, prima di valutare e individuare il modo
più corretto e adeguato per procedere. L’attività dei Centri sul territorio è ormai assai varia. Alla
lotta all’inquinamento nelle sua varie forme (atmosferico, ambientale, acustico etc) è affiancata
l’attività per la tutela dei diritti della persona (privacy e trasparenza dell’azione amministrativa)
e dei consumatori.
Nel 2009 il Coordinamento Nazionale dei CEAG ha ricevuto circa 1.000 segnalazioni da cittadini e
ha proceduto a circa 300 azioni legali di vario tipo tra civili, penali ed amministrativi.
COMITATO PER LA VERITÀ SULLE NAVI DEI VELENI
linea d’azione
1
Il ritrovamento di un relitto sospetto al largo
Le navi dei veleni
di Cetraro (CS) nel settembre 2009 ha riportato all’attenzione della cronaca un problema
• 88 affondamenti sospetti tra il 1979 e il 2000.
che Legambiente denuncia dal 1994, ovvero
• 9 le procure che hanno indagato (Reggio Calaquello delle navi dei veleni, o navi a perdebria, Paola, Catanzaro, Matera, Potenza, Padova,
La Spezia di Bari, Asti).
re, affondate insieme al loro carico di rifiuti tossici e radioattivi. Legambiente dal 2007
• Una sola condanna definitiva fino al terzo grado di giudizio, in merito all’affondamento della
promuove il Comitato per la verità sui traffici
motonave Riegel nel 1987, per truffa a compagnia
nazionali e internazionali di rifiuti e materiali
assicurativa, affondamento doloso e per corruzioradioattivi, costituito da magistrati, giornane di un funzionario doganale.
listi, esponenti politici, familiari di vittime,
ambientalisti che hanno dovuto misurarsi a
vario titolo con le vicende delle navi dei veleni e del traffico illegale dei rifiuti in generale. Il Comitato chiede alle istituzioni del nostro Paese il massimo impegno affinché sia fatta piena luce
sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi che hanno interessato a vario
titolo l’Italia, in particolare tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Nel corso degli anni le indagini hanno individuato un network criminale dedito professionalmente allo
smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi in mare, lungo le coste di paesi Africani o nelle
montagne dell’Aspromonte e della Lucania, ma la piena verità su questi misteri è ancora lontana
dall’essere raggiunta.
*
L’attività di Legambiente nel 2009 sulla vertenza delle navi dei veleni:
• dopo i fatti di cronaca Legambiente ha rilanciato a gran forza a mezzo stampa l’appello del
Comitato per la verità perché si faccia luce sui misteri del traffico illegale di rifiuti e delle navi dei
veleni attraverso anche 5 comunicati stampa sul tema;
• collaborazione con la trasmissione Blu Notte di Carlo Lucarelli sulle navi dei veleni, andata in
Legalità ambientale
Obiettivi di miglioramento per il 2010
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OBIETTIVI >
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seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
CONTROMAFIE 2009
linee d’azione
Italia a tavola, VI edizione
• Nel 2008 aumentano del 142% i chilogrammi di prodotto sequestrati dai
Carabinieri per la Salute (Nas) e del 642% il valore dell’attività di controllo
dell’ICQ (Ispettorato per il controllo della qualità). Oltre 34 milioni di chilogrammi di prodotti sequestrati dai Nas per un valore di circa 160 milioni di euro.
• Oltre 28mila le ispezioni svolte dai Nas. 37mila da parte dell’ICQ, 157mila
nel settore ittico a cura delle Capitanerie di Porto; circa 53mila gli interventi
dell’Agenzia delle Dogane, 766 i controlli del Corpo Forestale e 969 quelli dei
Carabinieri per le Politiche Agricole. Ristorazione e allevamenti i settori più
controllati.
• Alcuni scandali alimentari del 2008: vino all’acido cloridrico a Veronella (VR);
54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione ritrovati a Bari; 2 container sequestrati a Ravenna con un carico di 40
tonnellate di farina di riso contaminate da melamina.
1 2
Legambiente collabora con l’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie fin dalla sua
fondazione nel 1995 sui temi dell’ecomafia e della legalità sotto varie forme.
Tra le varie collaborazioni, la partecipazione agli Stati Generali dell’Antimafia, tenutisi la prima
volta nel 2006 e nel 2009 per la seconda edizione, un percorso di impegno culturale e sociale,
uno strumento di lavoro che Libera propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti
all’associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale.
Legambiente a questi appuntamenti porta la sua specificità e il suo contributo sui temi del traffico dei rifiuti, delle navi dei veleni, dell’illegalità ambientale.
Nel 2009 Legambiente ha partecipato a ControMafie, la seconda edizione degli Stati Generali
dell’antimafia, che si sono tenuti a Roma il 23-24-25 ottobre:
• organizzazione del workshop Ecomafie, non solo Napoli e Palermo nell’ambito dell’area di lavoro Per una economia di solidarietà sui temi dei ciclo illegale dei rifiuti e sulle navi dei veleni,
a cui hanno partecipato circa 100 persone;
• nel documento finale dell’evento, Legambiente ha fatto inserire la richiesta dell’inserimento
nel codice penale dei delitti ambientali e della confisca dei beni per i trafficanti di rifiuti e il loro
riutilizzo per scopi sociali.
DOSSIER ITALIA A TAVOLA
linea d’azione
1
È un rapporto sulle frodi e sulle sofisticazioni alimentari in Italia realizzato in collaborazione con
il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e con tutte le Forze dell’Ordine e le istituzioni preposte
a queste funzioni e che raccolgono dati, notizie, valutazioni su tutta la filiera agroalimentare.
Risale al 2004 la prima pubblicazione del rapporto, denominato nei primi anni Truffe a tavola,
avendo al centro dell’attenzione proprio le frodi e le sofisticazioni nell’agroalimentare. In seguito
il titolo è stato modificato in Italia a tavola, volendo raccogliere non solo i vizi e le distorsioni del
sistema agroalimentare, ma anche le virtù di un comparto produttivo e fondamentale per l’economia del Paese e per la vita quotidiana degli italiani. Il dossier consiste nella raccolta, verifica e
aggregazione dei dati sulle frodi alimentari a disposizione dei operazioni dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ICQ),
ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Corpo Forestale e Guardia Costiera.
L’obiettivo della campagna e del dossier è di sensibilizzare e fare pressioni politiche per richiedere dei controlli sempre più efficaci nel settore agroalimentare per una maggiore tutela della
sicurezza alimentare e della salute dei cittadini.
*
La VI edizione del dossier Italia a Tavola nel 2009:
• il rapporto si è arricchito del contributo dell’Agenzia delle Dogane e dei Carabinieri per le politiche agricole;
• il rapporto ha previsto l’introduzione del Premio Italia a tavola che premia le buone pratiche e
casi di eccellenza segnalati da:
• Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB): due scuole che propongono pasti biologici agli alunni;
• Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe): ha segnalato un circuito di ristoranti particolarmente attento all’educazione alimentare e un esercizio, con il marchio Bollino Blu, che ha messo
in atto una strutturata gestione delle lamentele con i clienti e azioni particolarmente attente alle
problematiche ambientali;
• Slow Food: ha segnalato il progetto Orto in condotta;
• Associazione italiana Celiachia: ha segnalato numerosi punti ristoro (ristoranti, pizzerie, gelaterie, hotel) impegnati a garantire pasti senza glutine in totale sicurezza;
• segnalata anche la campagna di comunicazione per una corretta alimentazione dell’infanzia
della Coop.
DOSSIER MARE MONSTRUM
Mare Monstrum è il dossier annuale di
Legambiente che dal 2000 raccoglie i
numeri e le storie che parlano di tutti i
danni e le illegalità commesse a scapito
del mare e della fascia costiera: rifiuti,
cemento illegale, scarichi inquinanti,
sversamenti di petrolio, pesca abusiva,
violazioni alla normativa sul diporto...
linea d’azione
1
Mare Monstrum 2009
• Quasi 2 reati ogni chilometro di costa.
• 14.544 le infrazioni accertate, 16.012 le persone denunciate, 4.049 sequestri nel 2008.
• 3.674 infrazioni, 1.569 sequestri e 4.697 denunce relativi al solo ciclo del mattone selvaggio.
• Le quattro regioni del sud Italia Campania, Sicilia, Puglia
e Calabria ai primi posti con oltre il 55% dei reati compiuti.
Mare Monstrum è realizzato grazie alla preziosa collaborazione delle forze dell’ordine (Arma dei
Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di Porto,
Legalità ambientale
Legalità ambientale
onda su Rai 3 il 6 ottobre;
• è stata organizzata una manifestazione ad Amantea (CS) il 24 ottobre, a cui hanno partecipato
10mila persone;
• è nato il sito www.navideiveleni.it in cui sono consultabili tutti i materiali prodotti e raccolti da
Legambiente, documenti istituzionali, inchieste giornalistiche, foto e video sul tema;
• sono state preparate le magliette Affondiamo la ‘Ndrangheta, distribuite anche attraverso il
Bazar di Legambiente.
165
OBIETTIVI >
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seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
*
Il Forum Ambiente e Legalità 2009:
• si è tenuto a Roma, presso il Nuovo Cinema Aquila, bene confiscato alla mafia;
• i partecipanti sono stati 170;
• l’iniziativa è stata accreditata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma con l’assegnazione di crediti formativi per gli avvocati, nell’ambito della programmazione permanente del
Consiglio Nazionale Forense.
Ai responsabili dei tanti misfatti compiuti lungo le nostre coste, Legambiente assegna ogni anno la Bandiera Nera, una sorta di riconoscimento
in negativo per tutti coloro, amministratori locali o società private, che
sono stati artefici del saccheggio spregiudicato delle coste.
Nell’edizione 2009 di Mare Monstrum sono state assegnate 12 Bandiere Nere:
• in Veneto a “Volare Venezia” per il progetto di villaggio turistico su palafitte nel Delta del Po,
su Scanno Palo, a Porto Tolle;
• in Abruzzo al Comune di Francavilla per il resort sulla spiaggia;
• in Molise al Comune di Termoli per la scelta di costruire un deposito ittico a ridosso delle mura
medievali del borgo antico;
• in Calabria al Sindaco di Crotone per il mancato abbattimento degli abusi nell’area archeologica
di Capo Colonna;
• in Sicilia al Comune di Palermo per il mancato abbattimento delle ville abusive costruite dalla
mafia negli anni Settanta a Pizzo Sella;
• in Campania alla Regione per la mancata depurazione delle acque del litorale Domizio-Flegreo.
Al soprintendente di Salerno Giuseppe Zampino per aver smantellato l’ufficio Antiabusivismo;
• nel Lazio, alla Provincia di Latina e al sindaco di Sabaudia per le aggressioni al lago di Paola.
Alle associazioni degli stabilimenti balneari di Roma, per i troppi casi di spiagge inaccessibili da
parte dei cittadini;
• in Toscana al Comune di San Vincenzo per la speculazione edilizia nella tenuta di Rimigliano;
• in Liguria alla Porto di Imperia Spa per aver realizzato uno degli approdi più grandi della Liguria.
FORUM AMBIENTE E LEGALITÀ
linea d’azione
4
L’Osservatorio Ambiente e Legalità ha organizzato nel 2009 il primo Forum nazionale Ambiente e
Legalità – Dalla semplificazione delle norme alla introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale, in collaborazione con www.lexambiente.it, la rivista giuridica online che da oltre dieci anni
offre una completa e aggiornata informazione sul diritto ambientale e con www.lanuovaecologia.it.
Il Forum è stato un’occasione per fare il punto sulla legislazione italiana in materia d’ambiente,
sulla nuova direttiva europea e sul fenomeno dell’ecomafia, insieme a magistrati, forze dell’ordine, mondo delle imprese, università e istituzioni.
Si è trattato di un confronto tra diversi punti di vista teso alla semplificazione delle norme ambientali e all’introduzione dei delitti contro l’ambiente.
OSSERVATORIO AMBIENTE E LEGALITÀ
linee d’azione
14
L’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità è la struttura di cui Legambiente si è dotata dal
1994 per svolgere attività di ricerca, analisi e denuncia sui fenomeni di ecomafia e illegalità ambientale in modo continuativo. Questa attività si concretizza nell’elaborazione di dossier – il più
importante è il Rapporto Ecomafia - e di documenti informativi, di proposte politiche, di iniziative
pubbliche e vere campagne di mobilitazione a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Con una consolidata metodologia di lavoro, l’Osservatorio offre una sintesi e un vero archivio
delle attività di contrasto ai reati ambientali ad opera delle forze dell’ordine, della magistratura e
di tutte le autorità pubbliche competenti (Direzione Investigativa Antimafia, Direzione Nazionale
Antimafia, ministero dell’Interno, Europol, Eurojust...), di associazioni ambientaliste e antimafia,
di avvocati, gruppi e singoli cittadini. Creare una rete di legalità organizzata nella lotta all’ecomafia e all’illegalità ambientale è il principale obiettivo dell’Osservatorio.
Il lavoro svolto dall’Osservatorio è oramai riconosciuto e accreditato anche nelle sedi istituzionali.
Numerose sono le occasioni di collaborazione e confronto, di partecipazioni a convegni e seminari sui temi della legalità e della giustizia. L’Osservatorio comprende e coordina il Centro di Azione
Giuridica e l’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale.
Intorno alle attività dell’Osservatorio nascono sul territorio molte esperienze positive di lotta alle
ecomafie e di promozione di una cultura di legalità. Da segnalare il Centro di Documentazione
sulla Legalità nato nel 2007 a Villa Literno (Caserta), che fornisce materiale in formato cartaceo
e multimediale sul tema della legalità ambientale, e con cui l’Osservatorio collabora tutt’ora
fornendo dossier e materiali. La scelta del luogo è dovuta, purtroppo, alla considerazione che la
Campania, in maniera drammatica, è tra le regioni più colpite da questo tipo di crimini.
Il Centro si prefigge di conseguire alcuni fondamentali obiettivi:
• supportare le amministrazioni e le istituzioni nella battaglia per il ripristino della legalità;
• sensibilizzare scuole e cittadini;
• valorizzare il contributo dei volontari coinvolti nel progetto.
*
L’attività dell’Osservatorio Ambiente e Legalità nel 2009:
• partecipazione a 50 convegni sui temi della legalità ambientale;
• organizzazione di 15 presentazioni dei Rapporto Ecomafia sul territorio;
• 80 interviste sui temi dell’illegalità ambientale;
• 20 incontri con scuole e università;
• 10 incontri con le istituzioni al fine di promuovere e/o sollecitare attività a tutela e valorizzazione dell’ambiente.
Legalità ambientale
Legalità ambientale
Guardia di Finanza, Polizia di Stato), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale,
avvocati dei Centri di Azione Giuridica (CEAG) di Legambiente e tanti Circoli di Legambiente sparsi
su tutto il territorio nazionale. Viene presentato ogni anno alla partenza della campagna Goletta
Verde con l’obiettivo di denunciare le situazioni di illegalità che minacciano il nostro mare e le
coste e sensibilizzare le autorità competenti a prendere gli adeguati provvedimenti.
In particolare, Mare Monstrum passa in rassegna i principali ecomostri regione per regione, per
richiamare l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo e sostenere con forza le relative operazioni
di abbattimento.
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OBIETTIVI >
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Legalità ambientale
OSSERVATORIO PARLAMENTARE SULLA
LEGISLAZIONE AMBIENTALE
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linee d’azione
3 4
Nato nel 2008, l’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale di Legambiente (Oplà)
è una finestra aperta sull’attività dell’Assemblea, con il duplice obiettivo di monitorare l’attività
legislativa e di proporre e stimolare iniziative sulle questioni legate all’ambiente.
L’attenzione dell’Osservatorio si concentra sui provvedimenti in campo energetico, sul fronte dei
trasporti e delle infrastrutture, su quello della legalità e dei rifiuti, sui temi del territorio e dei
beni culturali, sulla questione dell’agroalimentare e degli Ogm.
L’Osservatorio intende essere uno strumento di informazione e confronto, per lavorare in rete con
i deputati e i senatori di tutti gli schieramenti politici che hanno scelto di aderire, per organizzare
incontri pubblici di approfondimento, per promuovere e coordinare iniziative legislative, per denunciare disegni di legge e decreti in grado di compromettere la prospettiva di un futuro sostenibile.
Grazie a questa attività il fenomeno delle ecomafie è oramai riconosciuto come un problema
di carattere nazionale, portato all’attenzione della pubblica opinione anche da casi editoriali e
cinematografici.
L’Osservatorio pubblica regolarmente la newsletter OplàNews, inviata a tutti i parlamentari e a
un’ampia lista di soggetti interessati. Strumento principale di comunicazione delle sue attività, la
newsletter reca notizie sull’attività legislativa in campo ambientale, segnala iniziative e fornisce
spunti di approfondimento dei temi trattati.
Inoltre svolge una continua attività di lobby con i parlamentari italiani sui temi su cui l’associazione è attiva.
*
L’Osservatorio Parlamentare di Legambiente nel 2009:
• 1.069 iscritti alla newsletter OplàNews, per 18 bollettini annuali;
• attività di lobby e informazione principalmente sui temi:
• politiche energetiche (nucleare e fonti rinnovabili);
• trasporti;
• governo del territorio (consumo di suolo, piano casa, rischio idrogeologico, grandi opere);
• manovra finanziaria e tagli (agli enti parco, al ministero e enti di ricerca ambientale, incenti
vi per le rinnovabili);
• provvedimenti nazionali e internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici.
OSSERVATORIO RICOSTRUIRE PULITO
linea d’azione
1
Il 26 luglio 2009 l’Osservatorio Ambiente e Legalità, in collaborazione con Libera e la provincia de
L’Aquila ha dato vita all’Osservatorio Ricostruire Pulito, con gli obiettivi di garantire che la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo sia legale e sicura, raccogliere le segnalazioni dei cittadini
sui fenomeni di illegalità e individuare proposte per una riedificazione virtuosa sotto il profilo
strutturale, economico e sociale. L’intenzione dell’Osservatorio è quella di coinvolgere la società
civile e tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione
post-terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell’azione di monitoraggio sulle imprese
coinvolte nelle attività edilizie, dal movimento terra alla produzione del calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi fino allo smaltimento degli inerti e alle attività estrattive.
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I temi su cui lavora l’Osservatorio sono:
• la gestione delle macerie;
• gli appalti per la ricostruzione;
• cave e movimento terra.
L’Osservatorio potrà anche essere un punto di riferimento per rendere partecipe la popolazione
in azioni di vigilanza e di volontariato.
PREMIO AMBIENTE E LEGALITÀ
linea d’azione
2
Giunto alla quinta edizione, il Premio Ambiente e Legalità viene ogni anno attribuito a personalità che a vario titolo e in diversi ambiti di azione si sono distinte per l’impegno nella lotta
all’ecomafia. A fianco di attività di denuncia del fenomeno della criminalità organizzata in campo
ambientale, Legambiente con questo premio vuole anche valorizzazione quella parte di Italia che
quotidianamente combatte per promuovere un sistema sociale ed economico basato sulla legalità e sulla sostenibilità ambientale.
Il premio, attribuito da Legambiente insieme all’associazione Libera, viene consegnato ogni anno
durante Festambiente a magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti, cooperative,
comuni cittadini.
I 13 premiati nel 2009 dal Premio Ambiente e Legalità:
• Giuseppe Linares, Capo della Squadra Mobile di Trapani, per l’inchiesta sulla Calcestruzzi Mazara SpA;
• Cooperativa pugliese Terra di Puglia, per l’esperienza di coltivazione sostenibile in terreni confiscati alla Sacra Corona Unita;
• Aldo De Chiara, magistrato della Procura di Napoli, per l’avvio del piano di demolizioni nell’isola
di Ischia;
• Cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera di Trapani, per il riutilizzo sociale di un bene confiscato
alla mafia e l’applicazione di tecnologie moderne di riciclo di inerti;
• Comando regionale Puglia della Guardia di Finanza, per le indagini sul traffico illecito dei rifiuti;
• Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente (Noe) Sud Italia, per le indagini sul traffico
dei rifiuti;
• Ugo Mereu, Dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, per le iniziative sociali del CFS
in quartieri degradati a Palermo;
• Giusi Nicolini, direttore della Riserva Naturale Orientata di Lampedusa, per l’attività in difesa
dell’ambiente e della legalità sull’isola;
• Nazzareno Giovannelli, Comandante della Polizia locale di Milano, per l’operazione Star Wars
sui traffici di rifiuti in Brianza;
• Vittorio Alessandro, Comandate della Capitaneria di Porto di La Spezia, per le sue indagini a
protezione della costa e il suo impegno nel Ram (Reparto Ambientale Marino);
• Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana, per le sue inchieste sull’omicidio di Ilaria
Alpi e Miran Hrovatin e per altre inchieste sui traffici internazionali di rifiuti tossici;
• Nora Sciré, architetto della Soprintendenza di Salerno, per la sua attività contro l’abusivismo
edilizio;
• Irene Benassi, inviato della trasmissione di Rai1 Sabato, domenica, e…, per i suoi servizi di
inchiesta e denuncia di situazioni di degrado e di illegalità ambientale.
Legalità ambientale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
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OBIETTIVI >
Legalità ambientale
RAPPORTO ECOMAFIA
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
1
Il Rapporto Ecomafia è il prodotto principale
Rapporto Ecomafia 2009
dell’attività di raccolta dati e denuncia fatto
dall’Osservatorio Ambiente e Legalità, che viene
• 25.776 ecoreati accertati nel 2008, quasi 71 al
presentato ogni anno dal 1997.
giorno, 3 ogni ora. Più del 48% dei reati è stato
consumato nelle 4 regioni a tradizionale presenza
Il Rapporto è coordinato dall’Osservatorio Ammafiosa.
biente e Legalità di Legambiente e realizzato
• Il fatturato dell’ecomafia nel 2008 è di 20,5
in collaborazione con tutte le forze dell’ordine
miliardi di euro.
(Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato
• 25 inchieste contro i trafficanti di rifiuti.
e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di
• 28mila nuove case abusive.
porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Dire• 258 i clan censiti coinvolti.
zione investigativa antimafia), l’istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relati• Rispetto al 2007 aumentano gli arresti (+13,3%) e
i sequestri (+6,6%) da parte delle forze dell’ordine.
vo all’abusivismo edilizio), magistrati impegnati
nella lotta alla criminalità ambientale e avvocati
dei Centri di Azione Giuridica di Legambiente. I temi trattati sono i traffici illegali di rifiuti, l’abusivismo edilizio, i combattimenti e le corse clandestini tra animali, il saccheggio e il traffico dei beni
archeologici, il commercio illegale di specie protette e di legname pregiato. Vengono riportati
inoltre i nomi dei clan mafiosi coinvolti, i numeri delle attività di repressione da parte delle forze
dell’ordine, le storie di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro Paese.
Il Rapporto Ecomafia nel tempo è diventato non solo un importante atto di denuncia, ma anche
uno strumento indispensabile di lavoro per chi vuole conoscere i fenomeni d’illegalità ambientale
in Italia e i mercati globali dell’ecocriminalità. Riconosciuto annualmente dal Presidente della Repubblica e dalle Commissioni Parlamentari interessate da questi temi, è ampiamente impiegato e
considerato un punto di riferimento nelle sedi istituzionali che si occupano di illegalità.
*
L’edizione 2009 del Rapporto Ecomafia:
• è stata presentata in conferenza stampa presso la Direzione Nazionale dell’associazione a Roma
alla presenza del procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, il presidente del Copasir Francesco Rutelli;
• il rapporto è stato pubblicato da Edizioni Ambiente in 2.500 copie;
• sono stati organizzati 15 incontri di presentazione del rapporto in diverse parti di Italia per una
maggiore diffusione e sensibilizzazione della cittadinanza sul fenomeno.
VERDENERO - NOIR DI ECOMAFIA
linea d’azione
2
La collana di libri VerdeNero - Noir di ecomafia è una collana di racconti che prendono spunto
liberamente da fatti o fenomeni descritti nelle varie edizioni del Rapporto Ecomafia, scritti da
alcuni tra i migliori autori italiani nell’ambito della narrativa italiana.
I libri sono pubblicati dalla casa editrice Edizioni Ambiente e comprendono anche una parte di
approfondimento sul tema trattato a cura di Legambiente.
Il progetto nasce dall’esigenza di rendere più
accessibili e comunicabili al grande pubblico i
Perché VerdeNero?
temi relativi al fenomeno delle ecomafie, che
Il nome è collegato ai colori che tingono lo scenadifficilmente riescono a uscire dai luoghi di
rio dell’ecomafia: da una parte il verde (la natura,
confronto tecnico e scientifico, salvo clamoroil bene comune per eccellenza) e dall’altra le trame
e le connivenze della malavita organizzata, il crimisi eventi di cronaca. L’iniziativa possiede, sia
ne, la cronaca nera.
nelle intenzioni dell’editore sia in quelle degli
Il silenzio dell’omertà, l’inquinamento delle coautori, un’esplicita valenza di impegno sociale
scienze, l’insidia della violenza sono ben rappree culturale. Il linguaggio privilegiato è quello
sentati dal nero, colore dell’ombra. Mentre, dall’aldel noir, che presenta un’ottima attinenza ritra parte, resta piena e vitale la voglia di dire, di
spetto ai molti fatti di cronaca documentati
fare, di rompere i silenzi e dare uno spazio nuovo
nel rapporto. Temi scottanti e spesso descritti
alla convivenza civile. E anche alla speranza, da
sempre illuminata dal colore verde.
in modo burocratico e tecnico acquistano in
questo modo immediatezza e carica emotiva
e riescono a raggiungere un pubblico molto più vasto. I racconti di VerdeNero diventano occasione per mettere efficacemente in primo piano il significato del patrimonio collettivo e la salvaguardia delle risorse comuni e per lanciare eventi e manifestazioni che danno voce alle componenti
sociali più vive.
Il progetto è partito nel 2007 e ha visto tra gli scrittori coinvolti nomi noti agli appassionati del
genere ma anche al grande pubblico, come Carlo Lucarelli, Massimo de Cataldo, Wu Ming, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Licia Troisi. Gli autori della collana devolvono parte dei diritti
d’autore alla campagna SalvaItalia di Legambiente.
Il progetto che inizialmente prevedeva la pubblicazione di 12 volumi, uno al mese, è stato prolungato e potenziato in seguito al successo dell’iniziativa, fino a diventare un progetto permanente
e articolato sposato dalla casa editrice Edizioni Ambiente.
*
•
•
•
•
•
I titoli pubblicati nel 2009:
L’albero dei microchip, di Francesco Abate, Massimo Carlotto;
Il paese di Saimir, di Valerio Varesi;
Le stanze di Mogador, di Gian Luca Favetto;
Vite spericolate, di Patrick Fogli;
Il candidato, di Alfredo Colitto.
VERTENZA SU DDL ALFANO
(INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E LOTTA ALL’ECOMAFIA)
linea d’azione
3
Traffico illecito di rifiuti e incendio boschivo doloso sono due delitti devastanti che ogni anno
concorrono a danneggiare gravemente il territorio italiano mettendo a rischio l’incolumità delle
persone. Il disegno di legge proposto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano recante “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina
in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla
responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” (Ddl Alfano) in discussione in Parlamento,
rischia di azzerare il lavoro svolto dalla magistratura e delle forze dell’ordine, escludendo questi
due delitti dalla lista dei reati per i quali è concesso l’uso delle intercettazioni.
Secondo Legambiente questo è un grave errore e una scelta profondamente sbagliata.
Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini nel settore dell’ecomafia e
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Legalità ambientale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Legalità ambientale
della criminalità ambientale, vietarle lascerebbe campo libero a quelle organizzazioni criminali
che vi operano e ridurrebbe notevolmente il campo di azione delle forze dell’ordine.
Per questo motivo Legambiente, da quanto il Ddl Alfano è stato presentato nel del 2008, ha promosso in modo costante una campagna di sensibilizzazione sul tema con appelli sui media e al
Parlamento per chiedere l’introduzione dei reati di traffico illecito di rifiuti e di incendio boschivo
doloso tra i delitti del Ddl Alfano. Inoltre a fine 2008 grazie all’iniziativa di Legambiente è stato
presentato dagli onorevoli Ermete Realacci (PD) e Fabio Granata (PdL) un emendamento bipartisan al Ddl Alfano per consentire le intercettazioni su questi delitti.
Tra le attività di Legambiente nel 2009 per l’introduzione dei reati di traffico illecito di rifiuti e di
incendio boschivo doloso tra i delitti del Ddl Alfano:
• 5 comunicati stampa sul tema;
• un’audizione presso la commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo di
rifiuti con il presidente Gaetano Pecorella.
VERTENZA ECOMOSTRI
linea d’azione
3
Un altro neologismo targato Legambiente. Con il termine ecomostro si indica un edificio o un
complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante,
costruiti spesso secondo iter e autorizzazioni al limite della legalità, o in modo totalmente abusivi. Il termine è stato coniato per la prima volta per descrivere uno dei simboli della lotta alla
cementificazione selvaggia, ovvero l’Hotel Fuenti sulla costiera amalfitana.
L’abusivismo edilizio è un male antico del nostro Paese. In Italia ha raggiunto proporzioni che
non hanno confronto in altri paesi, provocando pesanti conseguenze sullo sviluppo urbanistico,
sulla qualità del paesaggio, sull’economia e sulla sicurezza del territorio. I condoni del 1985, del
1994 e del 2003 e il Piano Casa del governo Berlusconi, non hanno fatto che alimentare questo
fenomeno, mentre gli abbattimenti sono ancora troppo pochi a dispetto delle migliaia di manufatti abusivi.
Legambiente da anni lotta per portare all’attenzione il problema dell’abusivismo edilizio e della
cementificazione selvaggia del nostro Paese, individuando e denunciando le decine e centinaia di
ecomostri sparsi per la Penisola, anche mediante il Dossier Mare Monstrum. Legambiente chiede
la demolizione, a spese dei proprietari, dei manufatti abusivi come condizione per il ripristino
della legalità e dell’integrità del territorio violato; il monitoraggio satellitare del territorio per un
più efficace controllo della diffusione del fenomeno; la creazione di una task-force tra le forze
dell’ordine specializzata nel contrasto a questo genere di azione criminale.
Nel 2009 l’attività di Legambiente contro gli ecomostri ha visto alcuni successi importanti:
• dopo anni di battaglie è stato abbattuto lo scheletrone di Palmaria, ecomostro nel Parco delle
Cinque Terre a Portovenere (SP) il 22 maggio, da sempre nella top-five di Legambiente degli
ecomostri da abbattere;
• altre demolizioni di immobili abusivi sono avvenute in Calabria (Rossano) e nel Lazio (Isola del
Ciurli).
Inoltre è proseguita la denuncia contro gli ecomostri e l’abusivismo edilizio mediante:
• Dossier Tutti giù per terra. Viaggio nel Paese degli ecomostri e del cemento selvaggio (maggio
2009), mappa dei principali ecomostri in Italia di cui Legambiente chiede l’abbattimento;
• 6 comunicati stampa sugli abbattimenti e in particolare sul tema dell’abusivismo edilizio a Ischia.
2.4.7 Economia
verde
Promuovere e sostenere il passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio, con basso consumo energetico e di risorse ambientali, tecnologicamente
avanzata, che sappia valorizzare la qualità delle produzioni locali e dei territori.
Operare in tal senso oggi costituisce non solo un modo per coniugare lo sviluppo e il benessere con
la protezione dell’ambiente, ma anche la soluzione più credibile per affrontare la crisi economica
in modo più moderno ed efficace. L’impegno di Legambiente è orientato a dimostrare che il risparmio di risorse ambientali, la creazione di prodotti e processi produttivi più efficienti si traducono
in risparmio di costi e vantaggio competitivo, creazione di valore economico e sociale, miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Si tratta di sostenere, con politiche e investimenti
mirati, tendenze produttive, economiche e culturali già in atto, valorizzando e premiando l’innovazione e le produzioni tipiche di qualità, aumentando la capacità di ricerca, pubblica e privata.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
2
Operare, in collaborazione con numerosi soggetti produttivi, sociali e
istituzionali, per favorire la riconversione e l’innovazione dei processi produttivi e dei prodotti nei vari settori,
promuovendo un approccio culturale aperto all’innovazione e alla qualità, sapendo
tener conto dei bisogni occupazionali.
Contribuire alla diffusione dell’economia verde, attraverso momenti di confronto e l’organizzazione di iniziative che
premino i casi di eccellenza, diano visibilità
alle buone pratiche creando Circoli virtuosi
e fenomeni di emulazione sul mercato.
173
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Partnership, alleanze e convezioni:
Protocolli di sostenibilità e responsabilità
con le aziende
• Progetti, iniziative ed eventi:
Legambiente per l’Agricoltura di Qualità,
Legambiente Turismo
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Biodomenica
• Progetti, iniziative ed eventi:
Etichetta per il clima, Premio Innovazione
Amica dell’ambiente, Park Life
• Lobby e vertenze:
Dossier Per combattere la recessione, creare
lavoro, vincere la sfida climatica,
Economia verde
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
172
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• incontri con i produttori per ricevere informazioni sulle caratteristiche degli alimenti e sul metodo produttivo;
• distribuzione materiale informativo sull’agricoltura biologica;
• dibattiti ed eventi sul tema del Biologico Glocal;
• laboratori, attività ludiche e spettacoli di intrattenimento per adulti e bambini.
Iniziative trasversali
OBIETTIVI >
Bazar >> Obiettivo Stili di vita
Convenzioni con i soci >> Obiettivo Stili di vita
Eco Top Ten Auto >> Obiettivo Stili di vita
FestambientaNet >> Obiettivo Stili di vita
Guida Blu >> Obiettivo Qualità e Sicurezza ambientale
Park Life >> Obiettivo Stili di vita
www.fonti-rinnovabili.it >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
*
L’edizione 2009 di Biodomenica:
• 50 piazze organizzate in tutta Italia, per una partecipazione di circa 100mila persone complessivamente;
• 20 Circoli di Legambiente hanno aderito, organizzando una piazza in ogni regione;
• la conferenza stampa di lancio ha avuto come tema quello delle mense scolastiche che forniscono cibo biologico, seguendo la preparazione di un pasto biologico nella mensa della scuola
elementare e materna Principe di Piemonte a Roma;
• l’evento nazionale si è svolto a Roma il 4 ottobre presso la Città dell’Altra Economia, un luogo
dedicato alla promozione del biologico e dove hanno sede molti eventi della società civile romana. Ospite particolare l’ortolano di Obama che ha ispirato l’orto della Casa Bianca.
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Moltiplicare i protocolli di sostenibilità e responsabilità con le aziende;
• promuovere casi di green economy;
DOSSIER PER COMBATTERE LA RECESSIONE,
CREARE LAVORO, VINCERE LA SFIDA CLIMATICA
• aumentare il numero di strutture aderenti a Legambiente Turismo.
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
CAMPAGNA BIODOMENICA
linea d’azione
2
Giunta al 10° anno, la Biodomenica è una giornata
nazionale per promuovere il consumo di prodotti
sicuri e di qualità, prodotti con tecniche agronomiche biologiche, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura.
Un evento per far conoscere le tecniche produttive e le pratiche agronomiche ecocompatibili, la
loro praticabilità in tutto il pianeta, e la loro capacità di favorire un’equa ripartizione delle risorse,
garantendone la loro conservazione per le generazioni future. L’evento è promosso da AIAB in
collaborazione con Legambiente e Coldiretti, con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La Biodomenica ha come obiettivo quello di favorire l’incontro tra il
mondo agricolo e i cittadini-consumatori, per creare con loro un movimento di opinione in grado
di orientare il mercato e le istituzioni.
Durante la giornata sono presenti con stand e degustazioni decine di produttori locali allevatori e
agricoltori biologici che presentano i propri prodotti e incontrano i consumatori in modo diretto,
oltre a negozi, associazioni, gruppi d’acquisto del biologico. Inoltre sono organizzate varie attività
tra le quali:
• degustazioni delle migliori produzioni biologiche locali;
linea d’azione
2
Un modello economico alternativo, basato sulla sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologia, può essere la soluzione per affrontare la crisi economica in atto. È questo il pensiero che
Legambiente ha voluto esprimere in un documento congiunto sviluppato con la CGIL, nel quale si
presenta un approccio inedito, in cui qualità e innovazione ambientale siano protagoniste delle
politiche d’intervento, in opposizione all’ormai tradizionale - e infruttuoso - ricorso all’apporto di
risorse pubbliche nei settori abituali in crisi. Una proposta articolata e concreta per recuperare
15 miliardi di euro, equivalenti all’1% del Pil, per creare 350mila posti di lavoro, intervenendo in
quattro aree strategiche per muovere cambiamenti positivi per le famiglie come per i più importanti settori produttivi e industriali italiani.
Energia, casa, trasporti e sicurezza ambientale: quattro ambiti nei quali intervenire perché capaci
di innovazione profonda e duratura, dove la fiscalità deve spostare il prelievo dal lavoro al consumo delle risorse ambientali, recuperando le distorsioni che producono degrado dei territori,
inquinamento, arretratezze, ingiustizie fiscali.
Questi i punti chiave del documento presentato Legambiente e Cgil il 5 febbraio 2009 e che ha
rappresentato il primo appuntamento di una campagna di confronti e approfondimenti con il
mondo del lavoro e delle istituzioni.
Obiettivo del documento è quello di avanzare alcune idee e proposte concrete per cercare di
combattere la recessione e i timori verso il futuro, aprendo un confronto con le forze sociali e
politiche.
Il punto di partenza dell’analisi è la convinzione che questa sia una crisi economica vera, pesante,
che viene assumendo caratteri del tutto inediti perché completamente nuove sono le condizioni
che riguardano la finanza, il lavoro, la globalizzazione dei mercati. L’ideologia del mercato come
unico parametro dello sviluppo, che unita all’ormai palese crisi climatica ha determinato una situazione eccezionale che ci impone di guardare alla crisi con occhi nuovi per affrontarla con strumenti realmente innovativi. Un’economia a bassa emissione di CO2 è la sfida che si può vincere
Economia verde
Economia verde
•
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175
OBIETTIVI >
174
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
creando lavoro e ricchezze per tutti, dando prospettive serie ai giovani, liberando il Paese dalla
dipendenza dalle fonti fossili. Un’economia che si basi su criteri di innovazione tecnologica verde, efficienza energetica, rispetto dell’ambiente, aprirebbe spazi di ricerca, occupazione, mercati,
proponendo nello stesso tempo un modello di sviluppo più equilibrato.
*
OBIETTIVI >
Economia verde
Il Dossier Per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica:
• è stato presentato a mezzo stampa il 5 febbraio 2009;
•è stato presentato in un convegno nazionale il 10 marzo 2009 a Roma. Al convegno erano presenti 300 persone;
• sono stati organizzati 20 convegni regionali per presentare il documento.
ETICHETTA PER IL CLIMA
linea d’azione
2
Etichetta PER IL CLIMA è un progetto che per la prima volta in Italia propone alle aziende una
etichettatura volontaria di prodotto per informare il consumatore sul quantitativo di emissioni di
gas climalteranti generate da prodotti o servizi durante una o più fasi del loro ciclo di vita. Etichetta PER IL CLIMA coinvolge il mondo produttivo in un’azione concreta e tangibile a favore del
consumatore e dell’ambiente. Ogni fase della vita di un prodotto, dall’estrazione di materie prime
fino allo smaltimento, comporta un consumo di energia e l’emissione in atmosfera di
gas a effetto serra. Il costo ambientale di un
prodotto è diventato un aspetto importante
nelle decisioni d’acquisto dei consumatori.
In un mercato sempre più attento all’impatto
ambientale di processi, beni e servizi, dichiarare le emissioni di CO2 di un prodotto vuol
dire differenziarlo in positivo. Etichetta PER IL
CLIMA è un’etichetta volontaria di prodotto,
L’etichetta PER IL CLIMA indica:
dunque espressione dell’assunzione di respon• il quantitativo delle emissioni in CO2 equivalenti;
sabilità da parte dell’azienda nei confronti del
• le fasi del ciclo di vita del prodotto su cui questo
consumatore e dell’ambiente.
calcolo è fatto;
Il peso della CO2 riportato in etichetta può es• l’ente certificatore del calcolo delle emissioni;
sere il risultato di due diversi percorsi:
• la dichiarazione numerata dell’etichetta, consul• un audit tecnico con successiva elaborazione
tabile nei dettagli sul sito www.viviconstile.org;
dei dati affidata a un istituto di ricerche di fi• comunicazioni specifiche aggiuntive dell’azienda.
ducia di Legambiente.
Il peso di CO2 equivalente, in tal caso, è calcolato sull’intero ciclo di vita del prodotto o su una o
più fasi di questo. Le regole per effettuare il calcolo sono definite da un documento (PAS 2050)
realizzato dal British Standard Institute;
• il dato è già in possesso dell’azienda in ottemperanza a obblighi di conformità a norme o
regolamenti. In tal caso, il peso di CO2 sarà riferito al campo di applicazione e ai confini spaziotemporali richiesti dalla norma o dal regolamento di riferimento.
*
Nel 2009 i prodotti per cui è stata elaborata l’etichetta per il clima sono:
• Lancia Nuova Delta turbo GPL (etichetta specifica Auto per il clima);
• serie di lampadine a basso consumo Philips Genie ESaver (11W, 18W, 8W), Softone (12W, 20W,
8W), Tornado (20W, 23W, 8W).
LAIQ - LEGAMBIENTE PER
L’AGRICOLTURA ITALIANA DI QUALITÀ
linea d’azione
1
Nata nel 2001, per rispondere alla diffusione delle sementi e dei prodotti alimentari geneticamente modificati sul mercato (OGM), che poneva molte questioni di sicurezza ambientale ed
alimentare, oltre che di etica, di democrazia e di tutela delle economie locali. Per queste ragioni
Legambiente intraprende una iniziativa nel settore agricolo italiano a tutela delle produzioni non
Ogm e più ecocompatibili, esperienza allora unica in Italia, attraverso la campagna LAIQ (Legambiente per l’Agricoltura Italiana di Qualità). La campagna è sviluppata in collaborazione con la
società Italy Trading di Padova.
LAIQ è allo stesso tempo una campagna ambientale, per la promozione di una agricoltura a minore impatto ambientale, e una iniziativa economica perché si prefigge l’obiettivo di spostare il
mercato alimentare verso alimenti non geneticamente modificati prodotti con criteri di qualità,
benessere dell’animale e rispetto per l’ambiente. L’originalità di LAIQ è rappresentata dal fatto
che Legambiente entra in maniera significativa nel merito dei processi produttivi attraverso l’elaborazione di propri disciplinari qualitativi e controlli, e ne garantisce il rispetto e la qualità finale
concedendo al prodotto il suo logo, sviluppando con le aziende aderenti al progetto un proficuo
rapporto di co-marketing.
La campagna LAIQ è iniziata sviluppando protocolli per il settore della mangimistica, riscuotendo
l’adesione di molte aziende e arrivando a condizionare la produzione di mangime libero da Ogm
per una quota del 7% della produzione nazionale. Altri prodotti per cui sono stati sviluppati protocolli LAIQ sono le uova, i polli, il latte, l’insalata in busta, patate, cipolle, carote e mele. Questi
prodotti sono stati venduti in catene nazionali di supermercati come Esselunga nel periodo 2003
al 2006 e Despar dal 2006 ad oggi.
In particolare l’attenzione posta su frutta e verdura dal 2004 si concentra sul residuo chimico di
pesticidi e fitofarmaci, in esse contenute, che spesso supera i limiti consentiti dalla legge. Con la
sua azione Legambiente chiede che ai consumatori arrivi un alimento privo di residuo chimico e
quindi un prodotto di migliore qualità, e per fare questo sviluppa un set di criteri che le aziende
agricole devono rispettare, anche basati sui principi della agricoltura a lotta integrata, che facilitano le aziende nel raggiungere l’obiettivo.
Dal 2006 LAIQ comincia a subire un declino di numeri e adesioni, a causa dell’uscita di numerose
aziende dal progetto. I motivi sono molteplici, a cominciare dalla bocciatura da parte di Legambiente di alcune aziende per scarsa qualità o incompatibilità con i principi della campagna, ma
soprattutto per le trasformazioni del mercato, che si è orientato sempre più verso l’accorpamento
di piccole aziende, e le pressioni dei grossi gruppi contro i prodotti a marchio LAIQ che facevano
concorrenza alle proprie linee produttive.
*
LAIQ nel 2009:
• 50 aziende hanno aderito per uno o più anni a LAIQ dal 2001 al 2009;
• le aziende aderenti a Laiq sono principalmente concentrate nel settore ortofrutticolo.
177
Economia verde
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
176
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
linea d’azione
1
Legambiente Turismo è il nome dell’etichetta ecologica
di Legambiente per le strutture turistiche, gestita da una
struttura che porta lo stesso nome e che ha sede a Bologna. Legambiente Turismo nasce infatti nel 1997 come
progetto sperimentale di Legambiente Emilia Romagna, si
costituisce nel 2000 come circolo di Legambiente allargando il suo raggio di azione a tutto il territorio nazionale.
Con 353 aziende turistiche aderenti nel 2009 (alberghi,
campeggi, B&B, residence, rifugi, agriturismi, ostelli, stabilimenti balneari, villaggi turistici, ristoranti e strutture non ricettive), quasi 60mila posti letto e
oltre 5 milioni di presenze annue, l’etichetta di Legambiente Turismo, ormai presente in 16 regioni
italiane, è la prima Ecolabel italiana nel settore turistico e ricettivo e la seconda in Europa.
Il processo di adesione a Legambiente Turismo inizia con la definizione di un protocollo di intesa
tra l’associazione e un gruppo di operatori turistici o enti locali legati a un territorio specifico.
Il protocollo riguarda una serie di criteri sui quali i gestori si impegnano a migliorare le proprie
strutture nella logica della sostenibilità ambientale, tra i quali:
• la riduzione dei rifiuti con acquisti più mirati;
• la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio;
• il risparmio idrico ed energetico con un uso più razionale delle risorse naturali;
• la sicurezza degli alimenti e la promozione della cucina del territorio e dei prodotti tipici locali;
• l’incentivazione del trasporto collettivo e della mobilità leggera;
• la riduzione dell’inquinamento acustico all’interno degli esercizi e la partecipazione ad iniziative
analoghe nelle aree vicine;
• la promozione attiva dei beni naturali e culturali, il coinvolgimento degli ospiti nella realizzazione dei comportamenti eco-sostenibili e la distribuzione di materiali che aiutano l’informazione
e il controllo sulle misure concordate.
Una volta stipulato il protocollo, le singole strutture ricettive e turistiche aderiscono al gruppo
in modo volontario definendo gli adempimenti obbligatori e verificando l’adesione ai principi di
Legambiente Turismo attraverso una check list. L’adesione prevede anche attività di formazione
per gli operatori dei servizi, e l’invio da parte di Legambiente di un kit di comunicazione per la
riconoscibilità delle strutture e per l’informazione agli ospiti su comportamenti ecovirtuosi da tenere.
Parte fondamentale del processo di Legambiente Turismo è la fase di controllo e verifica in loco
di tutte le strutture che hanno aderito all’accordo, per verificare l’effettivo rispetto dei criteri e dei
termini pattuiti. Il momento della verifica in loco, divenuto negli anni fondamentale nel rapporto
con le strutture associate, garantisce la credibilità dell’iniziativa verso tutti gli associati e soprattutto verso il pubblico, inoltre consente di confermare o decidere eventualmente l’esclusione
dall’etichetta di quelle strutture che non rispettano i criteri di sostenibilità e qualità richiesti.
Attraverso il meccanismo del protocollo, Legambiente Turismo cerca inoltre di portare all’attenzione delle amministrazioni le diverse istanze poste dagli albergatori nella destinazione (come ad
esempio il corretto smaltimento dei rifiuti o il contenimento del rumore), e di cercare con queste,
quando disponibili, soluzioni concertate.
Legambiente Turismo è oramai riconosciuta anche a livello europeo e internazionale. È infatti
179
membro di VISIT, l’associazione europea delle ecolabel indipendenti del turismo, e dal 2009 ne è
anche presidente. Sempre dal 2009 è membro associato di NECSTOUR, la rete delle regioni per il
turismo sostenibile, network fondato e presieduto dalla Toscana con Catalogna (Es) e PACA (Fr).
Inoltre sono stati intrapresi rapporti con TSC, il Consiglio per la Sostenibilità del Turismo di nuova
creazione sostenuto da UNEP/UNWTO e Fondazione UN.
*
Legambiente Turismo nel 2009:
• sono stati firmati 5 nuovi protocolli, si sono avute 353 adesioni di strutture in 14 regioni italiane per il 2009, e l’aumento della fidelizzazione degli iscritti; a settembre è ripartita la campagna
adesioni per il 2010 e a fine anno gli iscritti erano già 355 per un totale di circa 53.745 posti
letto. Nella tipologia delle imprese aderenti si nota la crescita delle piccole strutture extra alberghiere (con gli agriturismi al 14% del totale, i B&B e case vacanza al 13%) e del settore ristoranti
(arrivato in poco tempo al 6,25% del totale);
• a luglio, sulla base dei controlli effettuati su 304 strutture, sono state premiate le 10 strutture
ricettive e turistiche migliori, e 5 strutture ricettive amiche del clima per interventi strutturali mirati al risparmio e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di una casa vacanza di
Reggello (FI), due hotel di Riccione, uno di Cefalù (PA) e un agriturismo di Cossignano (AP);
• sono state escluse 6 strutture per gravi inadempienze rispetto agli adempimenti concordati;
• è stato lanciato in gennaio il nuovo sito internet, www.legambienteturismo.it un vero e proprio
motore di ricerca per cercare le strutture che hanno ricevuto l’etichetta Legambiente Turismo.
Il sito conta mediamente 1.500 visitatori al giorno.
PARK LIFE
linea d’azione
2
Park Life, realizzato dal 2005, è un appuntamento fieristico annuale organizzato da Federparchi
con la collaborazione di Legambiente, WWF Italia, Compagnia dei Parchi, Fiera Roma e Carsa
come partner operativo.
Park Life si conferma un appuntamento di riferimento per il sistema delle aree protette, finestra
autorevole sui territori italiani di qualità, sugli enti e le imprese che fanno del rispetto ambientale
e dello sviluppo innovativo e di energie alternative il perno della loro attività. Momento dedicato
alle migliori esperienze di tutela della biodiversità, di gestione del territorio, di turismo sostenibile e di valorizzazione dei prodotti tipici. L’iniziativa infatti, puntando sulla grande capacità
attrattiva dei parchi e la loro forza evocativa, dà un senso anche economico allo sviluppo delle
identità locali, per tenere alta la cultura e le tradizioni del paese e per mantenere vivo quel sistema condiviso di socialità che rappresenta uno dei valori aggiunti del nostro Paese.
Park Life è organizzato all’interno di Big Blu, il Salone della Nautica e della Subacquea, e presenta al pubblico i luoghi più belli e suggestivi d’Italia e del Mediterraneo, attraverso esposizioni,
mostre e allestimenti sperimentali, convegni, incontri e dibattiti, eventi, spazi didattici per le
scuole, mostra-mercato, degustazioni di prodotti tipici, musica. Anche quest’anno Legambiente vi
ha partecipato con suoi stand, con degustazioni e laboratori di educazione ambientale.
*
•
•
•
•
L’edizione 2009 di Park Life (27 febbraio-2 marzo):
120mila visitatori;
3mila mq gli spazi espositivi;
2 stand di Legambiente;
organizzate 22 degustazioni di prodotti equi solidali e degustazioni di vini italiani;
Economia verde
Economia verde
LEGAMBIENTE TURISMO
- PROTOCOLLO CON LE STRUTTURE RICETTIVE
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
178
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
• organizzazione di un dibattito Chi ce lo fa fare? Da soli nell’oceano. A remi, a vela e a colpi di cuore;
• 6 le aziende promosse: Laika, Birdfeeding, Vela solidale, Giro libero, CTM Altromercato, Ottimomassimo (libreria itinerante per bambini). Tutte le aziende promosse da Legambiente sono
piccole attività sostenibili orientate a diffondere una cultura dell’ambiente, della diffusione dei
prodottin tipici e della promozione del turismo sostenibile.
OBIETTIVI >
Economia verde
PREMIO INNOVAZIONE AMICA DELL’AMBIENTE
linea d’azione
2
Il Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente è il primo
e unico riconoscimento nazionale rivolto all’innovazione
d’impresa in campo ambientale assegnato da un’associazione ambientalista.
L’iniziativa è promossa da Legambiente in collaborazione con Enti, Università, Istituti di Ricerca,
Associazioni di categoria uniti dalla comune volontà di accrescere e promuovere lo sviluppo di
soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente. Si tratta di un
riconoscimento annuale destinato a tutte quelle innovazioni di processo, di prodotto, di servizio,
di tecnologie e di sistemi di gestione, realizzate o in avanzato stato di realizzazione, che hanno
dimostrato di contribuire a significativi miglioramenti in campo ambientale e che si segnalano per
la loro originalità e per le loro potenzialità di sviluppo.
Il Premio è rivolto principalmente alle imprese (private, pubbliche, individuali, cooperative, consorzi, organizzazioni non profit) di produzione di beni o di servizi, ma possono partecipare anche
amministrazioni pubbliche, istituzioni scientifiche, istituti universitari, liberi professionisti e alle
associazioni di cittadini. I temi del Premio vengono definiti di anno in anno, in base al monitoraggio e all’analisi delle esigenze sociali e ambientali di maggiore attualità e necessità.
L’obiettivo principale che si pone il Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle
realtà che sappiano raccogliere le sfide dell’ambiente come valore e opportunità irrinunciabile di
sviluppo e di crescita economica e sociale.
In particolare, il Premio mira a:
• monitorare lo stato di avanzamento delle innovazioni orientate alla sostenibilità ambientale;
• sostenere tutti gli attori sociali e istituzionali che promuovano scelte innovative amiche dell’ambiente, creando al contempo effetti di trascinamento;
• incentivare una competitività virtuosa tra le imprese contribuendo alla diffusione di best practices nel settore pubblico e privato;
• sviluppare tutte le possibili sinergie tra soggetti sociali (imprese, università, consumatori, associazioni ambientaliste) e istituzionali che aiutino a diffondere, stimolare e indirizzare la crescita
sostenibile.
*
L’edizione 2009 del Premio innovazione Amica dell’Ambiente:
• 175 partecipanti al Premio.
I vincitori:
Per la sezione “Tecnologie verdi e Green procurement”:
- INTESA SANPAOLO - INTESA SANPAOLO GROUP SERVICES per L’innovazione nelle filiali bancarie: l’efficienza energetica per la sostenibilità ambientale monitoraggio consumi elettrici e
temperature ambienti, gestione PC, illuminazione artificiale con led;
181
- Kloben per I benefici del solar cooling in una struttura ospedaliera;
- Provincia di Torino per Il Progetto A.P.E. (Acquisti Pubblici Ecologici) e la Rete per la promozione degli acquisti pubblici ecologici in Provincia di Torino.
Per la sezione Eco-edilizia
- ALER Di Brescia per B.i.r.d: Bioarchitettura, Inclusione, Risparmio energetico, Domotica;
- Ceramiche Refin Spa per PRO-GRES;
- Lefay Resort & Spa Lago di Garda per Il primo Eco-Resort della collezione Lefay concepito e
realizzato nell’ottica della sostenibilità ambientale;
- N.P.T. Srl per Costruire verde con i materiali certificati Ecolabel: garanzia di qualità ambientale
e sanitaria nella posa delle pavimentazioni in legno;
- Studio Roatta Architetti Associati Mondovì per Edificio industriale Monchiero&C. - alta efficienza energetica e comfort lavorativo.
• 3.500 iscritti alla newsletter Innovazione Amica dell’Ambiente, 11 numeri l’anno, 15mila clickthrough.
PROTOCOLLI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ
SOCIALE CON LE AZIENDE
linea d’azione
1
Per un’azienda, scegliere la qualità ambientale è un investimento sul futuro: Legambiente collabora con le aziende che hanno un sano desiderio di miglioramento. La convinzione è che le
aziende possono e devono avere un ruolo decisivo nel trasmettere i princìpi della responsabilità
sociale, perché hanno le capacità di essere incisive nei processi di cambiamento, verso meccanismi produttivi e di consumo in chiave maggiormente etica e sostenibile.
Da sempre Legambiente crede che un’azienda non possa ignorare il proprio impatto ambientale
e non considerarlo parte integrante delle proprie scelte aziendali, che non può tralasciare questo aspetto nei processi produttivi, nella formazione del personale e nei prodotti o servizi che
immette sul mercato. Per questo affianca le aziende in percorsi di sostenibilità interni, e realizza
importanti iniziative congiunte di tutela ambientale e promozione sociale.
Allo stesso tempo Legambiente valorizza anche le aziende, ovvero i prodotti e i servizi, che costituiscono un buon esempio, in modo da dare visibilità e concretezza a casi di sostenibilità realmente praticabili, nell’interesse dei cittadini. Legambiente sostiene gli ottimi risultati economici,
di reputazione e motivazionali che la scelta di percorrere percorsi di sostenibilità ambientale e di
responsabilità sociale di impresa può dare nel breve e nel lungo periodo.
La collaborazione tra Legambiente e le imprese si svolge secondo i seguenti principi:
• modus operandi: ambientalismo scientifico, necessità/opportunità del territorio, partnership
durevoli, partnership vs finanziamento. Le partnership vengono pianificate e portate avanti integrando l’analisi dei dati scientifici (l’ambientalismo scientifico che contraddistingue Legambiente)
le necessità e le opportunità del territorio, la partecipazione e il dialogo di tutti gli stakeholders
a vario titolo coinvolti e una comunicazione trasparente in cui sia i partner sia i beneficiari hanno
modo di riscontrare il valore aggiunto delle azioni.
• Collaborazione nella responsabilità sociale di impresa. La collaborazione con le aziende non si
limita a un mero rapporto di sponsorizzazione e finanziamento, bensì persegue le finalità della
responsabilità sociale d’impresa, attraverso partnership partecipative e continuità del rapporto,
privilegiando le partnership che vanno oltre la realizzazione della singola attività. L’obiettivo è
quello di facilitare un cambiamento all’interno delle aziende stesse e guidarle verso un processo
Economia verde
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
180
continuativo attraverso strategie serie, credibili e concrete. Le aziende diventano partner di una
missione comune, con le quali stringere protocolli di intesa e proporre percorsi di sostenibilità a
medio e lungo termine, affinché la responsabilità sociale d’impresa diventi parte integrante della
mission aziendale.
• Compatibilità con i principi e la mission di Legambiente. Per collaborare con Legambiente è
indispensabile operare in un settore merceologico compatibile con la mission di Legambiente
o dimostrare concretamente di aver messo in campo delle soluzioni concrete di attenzione al
sociale e all’ambiente.
OBIETTIVI >
Economia verde
Sono diverse le modalità con cui un’azienda può scegliere di sostenere e collaborare con Legambiente:
• Progetti di sostenibilità ambientale. Legambiente mette a disposizione le proprie competenze
per sensibilizzare le aziende e affiancarle in percorsi di sostenibilità nello svolgimento della propria attività.
• Partnership. È il sostegno ad un’attività di Legambiente. Collaborare con Legambiente per l’organizzazione e la promozione di un’iniziativa, per l’azienda rappresenta anche un’occasione di
visibilità: dalla presenza del logo dell’azienda nei materiali che distribuiamo, alla presenza nei
comunicati stampa, all’organizzazione di un evento comune, alla promozione nel sito internet,
eccetera.
• Partnership tecnica. L’azienda può mettere a disposizione di Legambiente beni materiali, servizi
o la propria esperienza per la costruzione o lo svolgimento di un progetto o di un’iniziativa.
• Cessione di logo. Se fra Legambiente e l’azienda c’è una coerenza di immagine e di obiettivi, se
il prodotto o il servizio offerto rispetta determinati standard ecologici di eccellenza, è possibile
promuovere quel prodotto o servizio dell’azienda abbinandolo al logo di Legambiente.
• Convenzioni. È possibile offrire benefit e sconti su prodotti e servizi, compatibili con la mission
dell’associazione, diretti ai soci Legambiente.
Le aziende che collaborano con Legambiente per iniziare o implementare un proprio percorso di
responsabilità sociale, associano all’immagine della propria azienda quella dell’associazione, che
significa promuovere un’immagine di impresa responsabile e attenta all’ambiente. Collaborando
con Legambiente si interviene migliorando la società stessa di cui l’azienda fa parte (radicamento
territoriale), e si aumenta il valore dell’azienda e il riconoscimento dei suoi stakeholders, che
siano soci, dipendenti, collaboratori, fornitori.
Esempi di collaborazione con imprese in percorsi di sostenibilità
EDISON
La collaborazione tra Legambiente ed Edison è iniziata nel 1999 a bordo del Treno Verde nell’ottica di approfondire il tema dell’effetto serra, quando ancora il tema dei mutamenti climatici
era sottovalutato. Nel 2009 Edison continua tale percorso sponsorizzando, per il quinto anno
consecutivo, Kyoto anch’io: la scuola amica del Clima, una campagna di educazione ambientale
di Legambiente per la diffusione e la promozione della sostenibilità ambientale e del risparmio
energetico nelle scuole italiane. In particolare nell’edizione 2009, attraverso un kit di schede
tematiche su cambiamenti climatici, mobilità, raccolta differenziata, risparmio energetico, acqua,
energie rinnovabili, le classi contattate hanno contabilizzato il proprio risparmio di CO2. Da questi
risultati, la scuola più virtuosa in termini di risparmio di CO2 emessa e di miglior progetto educativo realizzato, è stata premiata con un impianto fotovoltaico/solare termico.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
VODAFONE
La collaborazione con Vodafone dura da oltre 10 anni. Prima e durante il percorso di crescita della
collaborazione, Legambiente è stata al fianco di Omnitel/Vodafone per allargare la responsabilità
sociale e ambientale dell’azienda, attraverso un protocollo di intesa e una serie di attività supportate da Legambiente e messe in campo dall’azienda stessa. Con il protocollo d’intesa proposto
da Legambiente, Vodafone ha sottoscritto una serie di impegni tra cui, ad esempio, quello di
predisporre un documento informativo per ogni impianto di nuova installazione, da condividere
con la cittadinanza, e di indire assemblee pubbliche per discutere degli impianti stessi.
Per 10 anni Vodafone è stata al fianco di Legambiente nella campagna Goletta Verde. Vodafone
ha partecipato attivamente all’operazione offrendo servizi sms, mettendo a disposizione i propri
strumenti per informare in tempo reale sulla qualità delle acque di balneazione e fornendo servizi
mms per denunciare illegalità a danno di mare e coste. Negli anni ha messo a disposizione la
propria tecnologia non solo per Goletta Verde ma anche per Puliamo il Mondo, attivando diversi
strumenti interattivi per il coinvolgimento dei più giovani. Nel 2008 parte, e continua nel 2009,
My Future, un progetto pensato e realizzato ad hoc con Vodafone. Il progetto prevede un viaggio
itinerante, il Recycling Tour, attraverso cui si è invitata la cittadinanza a restituire vecchi cellulari
e accessori in cambio di kit di risparmio energetico. Dalla commercializzazione del materiale
recuperato si è provveduto all’installazione di moduli fotovoltaici presso alcune scuole italiane
selezionate. Un lavoro di squadra che ha incrociato le diverse competenze per il recupero di rifiuti
pericolosi e la rigenerazione all’energia rinnovabile per alcuni edifici scolastici italiani.
NAU!
Legambiente e Nau! hanno iniziato a collaborare dal 2007, da quando da parte di NAU! è nata
l’idea degli occhiali da sole in plastica riciclata (si tratta di plastica di seconda vita, ovvero quella
che normalmente è scarto industriale). La qualità del materiale utilizzato è elevata e il prodotto
finito è qualitativamente comparabile a un prodotto realizzato con materie vergini. Questo processo ha il risultato di ridurre lo spreco di materie prime e lo smaltimento di materiali inquinanti
nell’ambiente. Inoltre NAU! ha eliminato il processo di taglio e colorazione delle lenti, che viene
affidato, grazie a un sistema di trasmissione informatica dei dati, direttamente ai laboratori del
fornitore di lenti NAU!, realizzato shopper in biocartene, che possono quindi essere riutilizzati
dal cliente per la raccolta dell’umido ed eliminato i packaging superflui. Inoltre tutti i prodotti in
plastica riciclata sono 100% Made In Italy. In considerazione di queste attenzioni alla sostenibilità
ambientale, Legambiente ha collaborato fin dall’inizio alla promozione dei prodotti NAU!, anche
abbinando il proprio marchio a quello della giovane azienda.
*
•
•
•
•
•
Le collaborazioni con le aziende nel 2009:
25 collaborazioni su campagne di Legambiente;
25 progetti congiunti;
16 cessioni di logo;
6 altri progetti (comunicazione congiunta, cessione di dati...);
16 convenzioni attive per i soci.
183
Economia verde
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
182
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Cooperazione internazionale
2
2.4.8 Cooperazione
internazionale
Promuovere progetti di educazione allo sviluppo per sensibilizzare sulle problematiche
socio-ambientali globali e incrementare le azioni di cooperazione e solidarietà internazionale,
con un approccio rispettoso delle
comunità e delle risorse locali.
Potenziare l’impegno di Legambiente oltre i confini italiani per la cooperazione e
la solidarietà tra i popoli e i Paesi, per perseguire obiettivi globali di sostenibilità
ambientale, solidarietà ed equità.
Le maggiori questioni ambientali non conoscono confini geografici o politici e non possono che
essere affrontate in un’ottica globale. Esse s’intrecciano sempre più con la disuguaglianza dei
diritti: la desertificazione del suolo, gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, la mancanza
di risorse idriche potabili sono, infatti, tra le cause responsabili di milioni di profughi ambientali.
L’accelerazione dei processi di globalizzazione, gli strumenti, le modalità e i protagonisti che li
hanno governati hanno privilegiato i grandi interessi economici e finanziari, aggravando disuguaglianze e impoverendo l’ambiente. A tutto ciò deve essere contrapposto un forte movimento
internazionale di popoli, di paesi, di istituzioni democratiche che privilegino la dignità umana, la
giustizia sociale, la salvaguardia del Pianeta.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
Creare alleanze, contribuire in modo significativo alle proposte e alle
azioni del movimento altermondista,
presidiare l’agenda europea e internazionale per far contare le ragioni
dell’ambiente, e in particolare la salvaguardia della biodiversità, la lotta ai
cambiamenti climatici, la distribuzione
e il consumo delle risorse naturali più
equi. Il timone è dato dalla necessità di
globalizzare i diritti, inserire nei costi di
produzione quelli sociali e ambientali,
gestire i conflitti in modo pacifico.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Puliamo il Mondo in Togo, Una Scuola per Amica,
UnMondoTuttoAttaccato
• Iniziative di informazione:
Dossier Ecoprofughi
• Progetti, iniziative ed eventi:
Dynamo Effect, Empowerment delle comunità per
l’accesso all’acqua in Swaziland, Habana Ecopolis,
Progetto Roma Gadje Dialogue Through Service,
Progetto Rugiada, Progetto Terra e produzione agricola
nei paesi del sud del mondo, Progetto Water Access
Through Empowerment of Rights
Iniziative trasversali
•
•
•
•
•
eMPOWER >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Partecipazione al vertice di Copenaghen sul clima >> Obiettivo Modello energetico
sostenibile
Giornate dell’interdipendenza >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Campagna Spiagge e fondali puliti - Clean Up the Med >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Campagna Don’t nuke the climate - il nucleare non serve al clima >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Campagne e attività di volontariato:
Senior Volunteering Program, Servizio Volontario Europeo
• Partnership, alleanze e convezioni:
Reti internazionali della società civile
• Presìdi territoriali: Ufficio Europeo
• Progetti, iniziative ed eventi:
Clean Car Campaign, Partecipazione a eventi
internazionali della società civile
185
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Rilanciare i progetti di cooperazione realizzati negli anni dando continuità all’impegno internazionale di Legambiente;
• rafforzare la rete internazionale di relazioni anche a fini progettuali;
• aumentare i progetti di raccolta fondi a favore di esperienze di sostenibilità ambientale nei
paesi in via di sviluppo;
• aumentare il numero dei bambini sostenuti dal Progetto Rugiada e provenienti dalle zone fortemente contaminate dalle radiazioni nucleari.
Cooperazione internazionale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
184
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
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Cooperazione internazionale
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
CAMPAGNA EUROPEA CLEAN CAR CAMPAIGN
linea d’azione
1
Legambiente attraverso la campagna europea Clean Car Campaign, capeggiata dal network
Transport&Environment 5, è impegnata in una azione di lobby sia a livello nazionale sia europeo
rivolta sia al governo italiano e ai nostri rappresentanti a Bruxelles, sia ai costruttori di automobili, per fare in modo che entrambi siano consapevoli dell’urgenza di adottare misure stringenti
per la riduzione delle emissioni di gas serra, e che quindi non ostacolino il percorso intrapreso
dall’Unione Europea.
Il progetto Doubling car fuel efficiency in a decade, partito a marzo 2008 (fine prevista a febbraio 2010) ha avuto come obiettivo principale quello di seguire l’iter normativo della Direttiva
443/2009, la norma che ha dato il via a un sistema di azioni per raggiungere obiettivi di riduzione, nelle nuove auto immatricolate, in linea con il pacchetto 20-20-20 (la politica europea prevede il 20% della riduzione delle emissioni di gas serra, il 20% di aumento dell’efficienza energetica
e produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020). La direttiva è stata approvata con un
certo anticipo rispetto ai tempi previsti, il progetto si è quindi concentrato sulle azioni verso i
veicoli commerciali leggeri, che ha visto la presentazione di una proposta nel settembre 2009.
*
La campagna Clean Car Campaign nel 2009:
• azione di lobby nei confronti dei parlamentari europei che rappresentano l’Italia in occasione
della votazione della Direttiva Auto;
• azione di comunicazione e diffusione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica limiti e
pregi della nuova direttiva approvata nel dicembre 2008;
• informazione e pressione mediante comunicati stampa sull’iter della proposta sui veicoli commerciali leggeri;
• informazione ai cittadini sull’impatto del trasporto su gomma e proposta di alternative di mobilità sostenibile nelle campagne di Legambiente Mal’Aria e Treno Verde.
CAMPAGNA UNA SCUOLA PER AMICA
linea d’azione
2
Una Scuola per Amica è una campagna di sostegno a distanza nata con l’intento di assistere i bambini
delle zone rurali dello Swaziland, piccolo stato dell’Africa meridionale, rimasti orfani di genitori vittime di AIDS, e assicurare loro i diritti basilari allo studio, al cibo e alla salute. La campagna, nata nel
2004, è portata avanti insieme alla organizzazione non governativa COSPE e ad Anlaids Lombardia.
La campagna di basa sul ruolo centrale della scuola come elemento per la crescita e formazione dei
bambini orfani. Nei primi anni del progetto sono state costruite alcune scuole, che vengono gestite
5 - Transport&Environment è un’associazione europea indipendente che promuove lo sviluppo di politiche per la sostenibilità e l’accessibilità dei trasporti. Fanno capo a quest’associazione 49 associazioni non governative di diversi paesi europei che la sostengono
al fine di coordinare le politiche e le proposte sul settore dei trasporti in Europa.
dai comitati comunitari di riferimento per il proLo Swaziland e l’Aids
gramma di assistenza agli orfani in loco. I bambini che frequentano queste scuole, individuati
• Lo Swaziland ha il tasso di diffusione di HIV più
tra quelli più bisognosi in seguito a una attività
alto al mondo: 4 persone su 10 sono affette dal
virus, la maggioranza sono donne.
iniziale di monitoraggio, ricevono educazione,
• L’aspettativa di vita alla nascita si aggira attorpasti regolari e assistenza sanitaria, cose che
no ai 31 anni per gli uomini, 32 per le donne.
non sarebbero in grado di avere altrimenti.
• Gli orfani di genitori morti per AIDS sono circa
Ogni scuola ha una cuoca, e in ogni comunità
80 mila in tutto il paese e spesso sono ragazzi
c’è un referente sanitario che segue la salute dei
che si trovano a doversi occupare non solo di se
bambini e si occupa della loro cura in caso di
stessi, ma anche dei fratelli minori.
malattia. Ai bambini vengono anche insegnate
dagli adulti della comunità materie come l’agricoltura tradizionale, l’artigianato e altri mestieri che tradizionalmente sarebbero tramandati da
padre in figlio. Inoltre, per facilitare l’integrazione dei bambini orfani nella comunità, ad alcuni di
loro è stata finanziata la retta per la frequentazione delle scuole statali.
Il progetto viene sostenuto grazie all’apporto finanziario di donatori, ai quali si chiede un impegno costante nel tempo per garantire ai bambini un percorso formativo e l’assistenza sanitaria
sufficiente a sviluppare le loro capacità individuali e costruire le basi per un futuro in autonomia.
I donatori versano un contributo di 180 l’anno per un periodo di almeno tre anni, quota che serve
a pagare la retta scolastica, i materiali, il cibo, l’assistenza sanitaria a un bambino per un anno
intero. Oltre ai donatori regolari, la campagna accetta donatori occasionali, o donazioni provenienti da progetti o accordi particolari (liste nozze, regali di natale solidali, eccetera).
Ai donatori che aderiscono viene inviato un piccolo gadget, un portachiavi in perline fatto dai
bambini che frequentano le scuole del progetto. Inoltre ogni sei mesi viene inviato un rapporto
di rendicontazione delle attività e di avanzamento del progetto. La campagna è stata anche un
importante strumento associativo per coinvolgere alcuni Circoli di Legambiente sui temi della cooperazione internazionale, offrendo loro un primo semplice strumento di azione. I Circoli si sono
impegnati a vario titolo nella promozione della campagna e nella raccolta fondi.
*
Una Scuola per amica nel 2009:
• 18.497,00 euro raccolti, 102 donatori, di cui 3 Circoli di Legambiente e 5 istituti scolastici, per
un totale di 185 donazioni;
• i bambini che a vario titolo hanno ricevuto assistenza sono oltre 2mila. Molti (oggi adolescenti)
per l’intero periodo del progetto, altri in momenti di difficoltà temporanea. È comunque difficile
fare una stima esatta di quanti siano gli orfani ed i bambini vulnerabili che effettivamente hanno
ricevuto assistenza. Molti di loro, infatti, sono stati coinvolti solo temporaneamente, avendo avuto ben presto la possibilità di inserirsi nelle scuole formali o di iniziare un nuova vita lavorativa;
• il 2009 ha visto la chiusura della campagna per il raggiungimento degli obiettivi minimi e lo
sviluppo delle capacità dei comitati locali di gestione del progetto di poter lavorare in autonomia
affrancandosi dagli aiuti internazionali. I donatori coinvolti dall’inizio della campagna sono 392 di
cui 13 Circoli di Legambiente e 31 istituti scolastici per un totale di 2.591 donazioni e 171.188,00
euro. Tra le attività della campagna, rese possibili grazie ai fondi raccolti, sono state create 26
scuole non formali e 21 centri di assistenza comunitaria. Le comunità con cui si è principalmente
lavorato sono in totale 6: Shewula, Kambhoke, Maphatsindvuku, Tsambokhulu, Mafucula, Lukhetseni.
187
Cooperazione internazionale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
186
OBIETTIVI >
Cooperazione internazionale
CAMPAGNA UNMONDOTUTTOATTACCATO
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
linea d’azione
2
La campagna di raccolta fondi UnMondoTuttoAttaccato nasce
nel 2009 come evoluzione dell’esperienza positiva di Una
Scuola per Amica, in fase di chiusura. Il sostegno a distanza rappresenta infatti un modo per fornire alle comunità dei
paesi in via di sviluppo strumenti per crescere in modo autonomo. Legambiente ha voluto proseguire questa modalità
di sostegno ai suoi progetti di cooperazione non solo per
raccogliere i fondi necessari per portare avanti le attività, ma
anche per continuare a offrire ai propri soci uno strumento di
partecipazione e di coinvolgimento in attività di solidarietà
con popolazioni più svantaggiate. Obiettivo della campagna è quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita di 5 comunità in altrettanti paesi in via di sviluppo, di incoraggiare
le intere comunità locali che, se adeguatamente sostenute, possono permettere uno sviluppo
graduale, autonomo e durevole. Nello specifico, si prevede di raccogliere fondi a favore di 5 progetti di cooperazione internazionale in Malawi, Guinea Bissau, Argentina, Swaziland, Togo.
I progetti sostenuti:
Malawi: nel Villaggio di Ntholola, costruzione di una scuola per 500 bambini. Insieme a
Africa Sottosopra Onlus.
Swaziland: costruzione di pozzi e messa in sicurezza di sorgenti, per garantire acqua
potabile e servizi igienici a 15 comunità rurali della Regione Lubombo. Insieme alla ong
Cospe.
Guinea Bissau: costruzione di un centro di accoglienza e formazione per bambini orfani e
donne sieropositive in due villaggi. Insieme a L’isola che c’è Onlus.
Argentina: a Rio Cuarto, formazione di un gruppo di lavoro che guidi ragazzi tra i 13
e 17 anni negli studi e nell’apprendimento di un mestiere. Insieme alla ong ASAL.
Togo: servono banchi e servizi igenici nella scuola Virgo Regina, l’unico centro culturale e
di sviluppo del paese di Klovidonou, ad est della capitale Lomè.
*
UnMondoTuttoAttaccato nel 2009:
• la raccolta fondi è concretamente partita nel gennaio 2010, ma durante il 2009 si sono consolidate le relazioni con le 5 organizzazioni che si occupano della gestione pratica del progetti in
loco per individuare i progetti e le azioni specifiche da sostenere. È stato creato un consorzio di
gestione del progetto, e sono stati realizzati i materiali informativi e la campagna di promozione
del progetto;
• nell’ambito di questo progetto Legambiente si è iscritta all’anagrafe del sostegno a distanza
(database online delle organizzazioni del Lazio che promuovono progetti di sostegno a distanza
per aumentare le garanzie dei donatori) creato dall’associazione ForumSad, dal Dipartimento di
economia dell’Università Roma 3 e dalla Regione Lazio.
DOSSIER PROFUGHI AMBIENTALI
linea d’azione
2
I cambiamenti climatici in atto provocano gravi
Dossier Ecoprofughi 2009
conseguenze sugli equilibri ambientali planetarie, causando innalzamento dei mari, eventi
• 6 milioni di persone l’anno costrette a lasciare
il proprio territorio a causa di emergenze di tipo
climatici estremi, siccità.
ambientale. Di questi, 3 milioni dovranno emigraTutti questi eventi si riflettono sulle possibilità
re in seguito ai progressivi cambiamenti ambiendelle popolazioni di accedere alle risorse natali come l’innalzamento del livello del mare e la
turali fondamentali per la vita, quali la terra,
desertificazione.
il cibo, l’acqua. Molte sono le persone costret• Per il 2050, secondo le stime UNHCR, questo
te a spostarsi alla ricerca di luoghi più ospitali
fenomeno potrebbe riguardare 200/250 milioni di
dove vivere, diventando profughi ambientali o
persone.
ecoprofughi, e generalmente questo accade nei
• Dal 2007 il numero dei profughi ambientali ha
paesi in via di sviluppo, quelli meno responsasuperato quello dei profughi di guerra.
bili dell’aumento della temperatura globale.
Queste migrazioni a causa del clima rischiano di causare conflitti o di accentuare crisi politiche
già in atto. Il numero degli ecoprofughi e i conflitti per l’accesso alle risorse sono destinati ad
aumentare con il progredire dei cambiamenti climatici.
Legambiente si occupa della questione dei profughi ambientali dal 2005, mediante la preparazione e continuo aggiornamento di un dossier sul tema, in collaborazione con docenti universitari,
centri di ricerca e giornalisti, dossier che viene rilanciato regolarmente in occasione di eventi
nazionali e internazionali, organizzando eventi appositi, oppure a mezzo stampa.
L’obiettivo è quello di mantenere alto il livello dell’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul tema dei rifugiati e dei profughi per cause ambientali, tema che con l’aggravarsi dei
cambiamenti climatici sta diventando sempre più urgente e numericamente consistente. Legambiente con questa attività chiede che venga affrontata la questione del riconoscimento giuridico
dei rifugiati ambientali, che permetterebbe di avere a livello internazionale strumenti per poter
intervenire in modo adeguato e concreto a tutela di queste persone.
*
Il Dossier Ecoprofughi nel 2009:
• è stato presentato nei seguenti eventi:
• mostra convegno “Terra Futura” nel maggio 2009;
• conferenza stampa durante Goletta Verde a Pescara (agosto 2009);
• festival Castelli di Pace (agosto 2009).
• In occasione di questi incontri è stato prodotto un comunicato stampa nazionale. Il dossier è
scaricabile dal sito internet di Legambiente.
PARTECIPAZIONE A EVENTI INTERNAZIONALI
DELLA SOCIETÀ CIVILE
linea d’azione
189
1
Legambiente è presente ai principali appuntamenti nazionali ed internazionali della società civile
e istituzionali, sia di stampo ambientale che sociale. Un modo per confrontarsi con mondi, realtà
e culture profondamente diversi fra di loro, capaci di discutere, di lavorare e di rapportarsi su
temi importanti come la giustizia, i diritti, l’ambiente, la povertà, su come affrontarli e di come
Cooperazione internazionale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
188
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Nel 2009 Legambiente ha partecipato a diversi appuntamenti internazionali sia istituzionali che
non, tra i quali:
• G8 all’Aquila – partecipazione ai vari appuntamenti della società civile paralleli al G8 e ai G8
tematici dei mesi precedenti;
• Social Forum 2009 di Belem - Il Forum Sociale Mondiale è un incontro annuale dei membri dei
movimenti per la globalizzazione alternativa, per coordinare le campagne mondiali, condividere
e raffinare le strategie organizzative, informarsi vicendevolmente sui diversi movimenti sparsi per
il mondo e sulle loro tematiche. Nel 2009, il forum si è tenuto dal 27 gennaio al 1 febbraio 2009
a Belém, capitale dello Stato del Parà in Amazzonia.
• V World Water Forum - Il Forum Mondiale dell’Acqua si tiene ogni tre anni ed è organizzato dal
Consiglio Mondiale dell’Acqua, un think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale,
alle multinazionali dell’acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo. Il V Forum Mondiale dell’Acqua si è tenuto a Istanbul dal 16 al 22 Marzo 2009 con l’obiettivo di inserire la crisi
idrica mondiale nell’agenda internazionale e indicare vie per la risoluzione delle questioni legate
alla mancanza di acqua a livello globale. Per intervenire nel merito ecologisti e movimenti sociali
hanno organizzato un Forum Alternativo Mondiale.
• Conferenza delle Parti dell’UNFCCC di Copenaghen – Nel 2009, dal 7 al 12 dicembre si è tenuta
a Copenaghen la XV Conferenza delle Parti per discutere un nuovo accordo vincolante sul clima
che sostituisca l’attuale Protocollo di Kyoto.
PROGETTI DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE
PER ADULTI (SVP)
linea d’azione
1
Legambiente vuole estendere la sua azione anche oltre i confini italiani per creare collaborazioni
ed alleanze con altre associazioni ambientaliste straniere e crede nella possibilità che tutte le
fasce di età possano mettersi in gioco in prima persona per dare un contributo alla salvaguardia
dell’ambiente. Per questo motivo prende parte al programma europeo di volontariato internazionale SVP (Senior Volunteering Programme), finanziato dalla Commissione Europea attraverso il
Lifelong Learning Programme (LLP – Programma di azione comunitaria di apprendimento lungo
tutto l’arco della vita).
I progetti SVP (Senior Volunteering Programme) permettono a persone adulte, di età superiore
ai 50 anni, di fare un’esperienza di volontariato internazionale, senza fini di lucro, come forma
di attività di apprendimento informale. Attraverso questi progetti, Legambiente vuole permettere
a persone adulte di incontrarsi e conoscersi attraverso un’esperienza comune di volontariato nel
settore ambientale, strumento di abbattimento di pregiudizi e differenze culturali e sociali.
*
Il volontariato internazionale per adulti (SVP) nel 2009:
• Legambiente è impegnata nel progetto Island meeting in Europe: iniziato nell’agosto 2009, e
portato avanti in collaborazione con l’associazione estone EstYes, è un progetto di due anni che
prevede la partenza di sei volontari senior dall’Italia e sei dall’Estonia per un periodo di volontariato ambientale in un’isola dei due paesi coinvolti:
• in Italia i 2 volontari estoni sono stati ospitati in Sardegna per un mese (20 sett. - 20 ott.)
e, dopo un periodo di preparazione a Roma presso la sede nazionale di Legambiente, sono stati
impegnati nella manutenzione del sentiero escursionistico che collega lo storico centro minerario
di Montevecchio-Guspini alle spiagge di Las Piscinas. Inoltre i volontari sono stati coinvolti nelle
giornate dedicate alle visite scolastiche presso il centro di educazione ambientale di Legambiente.
• in Estonia i volontari italiani di Legambiente hanno partecipano a un progetto di cura e
protezione di flora e fauna locali e di valorizzazione del patrimonio artistico locale sull’isola di
Hiiumaa.
• Il progetto si completerà nel 2011 e prevede l’invio di altri due gruppi di volontari.
PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
EMPOWERMENT DELLE COMUNITÀ PER L’ACCESSO ALL’ACQUA
E I SERVIZI SANITARI NELLA LUBOMBO REGION, SWAZILAND
linea d’azione
2
Il progetto di cooperazione internazionale Empowerment delle comunità per l’accesso all’acqua
e ai servizi sanitari nella Lumbombo Region, Swaziland è finanziato dal ministero Affari Esteri e
portato avanti in collaborazione con la organizzazione non governativa COSPE di Firenze. Il progetto è iniziato nel 2008 e terminerà nell’aprile del 2011. Il progetto è stato cofinanziato da vari
soggetti quali Regione Piemonte, Tavola Valdese, Regione Toscana e Comune di Aosta.
Il progetto è rivolto a 15 comunità rurali della regione Lubombo, nello Swaziland, un piccolo stato
di poco più di un milione di abitanti che si trova nell’Africa Meridionale, al confine con il Sudafrica. Obiettivo generale è quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione nelle comunità rurali di questa regione, colpita già duramente dall’epidemia dell’HIV e da gravi siccità.
L’obiettivo specifico è quello di garantire l’accesso ad acqua potabile e servizi igienici alla popolazione di 15 comunità rurali. I beneficiari diretti dell’azione sono le 21.890 persone che vivono
nelle aree di intervento, i 1.350 bambini che frequentano le scuole selezionate, e i 105 membri
dei Water Committees (comitati comunitari per la gestione dei punti d’acqua) delle comunità
selezionate.
Questi obiettivi sono raggiunti attraverso lo sviluppo delle capacità gestionali dei Water Committees, la formazione delle comunità su igiene e sanità e sull’uso sostenibile delle risorse, la fornitura di latrine, la riabilitazione di schemi idrici e pozzi esistenti, protezione di sorgenti perenni
per la fornitura di acqua potabile, la creazione e consolidamento delle reti a livello regionale e
di comunità per la gestione delle risorse idriche.
In particolare Legambiente nel progetto ha ruolo di consulenza sui temi delle energie rinnovabili
e della comunicazione nelle attività di sensibilizzazione e divulgazione in Italia.
Le principali attività realizzare in loco nel 2009 sono state:
• riabilitazione di 7 sorgenti, 25 pozzi e 6 schemi idrici in disuso, elaborazione di 3 piani di gestione delle risorse idriche;
• costruzione di 90 latrine;
• 9 giornate di sensibilizzazione su igiene e sanità portate a termine. Ad ogni giornata di sensibilizzazione hanno partecipato: tutti i Rural Health Motivators, un componente per ogni nucleo
familiare, tutti i componenti dei Water Committees. La sensibilizzazione ha l’obiettivo di far capire
appieno il legame tra salute e corrette pratiche igieniche.
Cooperazione internazionale
proporre un’alternativa all’attuale modello di globalizzazione ritagliato solo sul profitto e sul
potere economico. Tutti argomenti strettamente legati con la missione di Legambiente. Il lavoro
svolto dall’associazione nel movimento ha avuto il ruolo, affatto scontato, di aver portato le
questioni ambientali fra i temi in discussione all’interno di quel consesso, con un ambientalismo
vivo, capace di parlare a tutti ed attento a tutti i soggetti in campo. La partecipazione agli appuntamenti istituzionali inoltre è sempre stata diretta a rappresentare le istanze della società civile.
191
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Cooperazione internazionale
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Cooperazione internazionale
*
Nel 2009 Legambiente ha partecipato al progetto con le seguenti azioni:
• una missione in loco di un esperto in comunicazione;
• produzione e stampa di materiali informativi e realizzazione di attività di comunicazione quali:
• un opuscolo sulle attività del progetto stampato in 3mila copie, distribuito in occasione di
alcune campagne di Legambiente come Goletta Verde, Treno Verde nelle giornate di mobilitazione
come la Giornata Mondiale dell’acqua;
• un calendario sul tema dell’accesso all’acqua realizzato con foto delle comunità in cui si svolge
il progetto, stampato in 1.500 copie e distribuito durante l’annuale Assemblea dei Circoli con i
percorsi educativi nelle scuole.
Nell’ambito del progetto, per contribuire a raccogliere i fondi necessari a portare avanti le attività
è stata organizzata la campagna di raccolta fondi Proteggi una sorgente.
Nata nel 2007, la campagna è relativa alle attività di costruzione di pozzi, di messa in sicurezza di
sorgenti, e alla costruzione di latrine comunitarie. Costruire latrine comunitarie e formare persone
sulla loro manutenzione è importante per incentivare corrette abitudini igienico sanitarie nella
popolazione, evitando così che comportamenti errati possano contaminare le sorgenti da rifiuti di
origine umana. I fondi raccolti nel 2009 sono stati 782,00 euro. Alla campagna di raccolta fondi
ha contribuito anche il Circolo di Aosta e il Comune di Aosta, per un totale di 5mila euro.
*
Proteggi una Sorgente nel 2009:
• costruiti 50 pozzi e nelle aree di Matjemadze e Bucocantfombi in collaborazione con il ministero
della Salute Swazi;
• sono state messe in sicurezza 3 sorgenti con pietre e argilla nelle comunità di Nduma, Bucocantfombi, Tincumatsini per evitare che gli animali potessero avvicinarsi e contaminarle. L’acqua
viene poi incanalata in grandi contenitori a disposizione per le esigenze della comunità.
PROGETTO EFFETTO DINAMO
linea d’azione
2
Effetto Dinamo è un progetto che consiste nella creazione di un network europeo di circa 300
radio locali e nazionali in 7 paesi europei, per la realizzazione di una campagna radiofonica su
temi ambientali.
I temi oggetto del progetto sono:
• casa ecologica
• riscaldamento e raffreddamento da rinnovabili
• elettrcità verde
• uso finale dell’elettrcità
• mobilità intelligente
•
•
•
•
•
veicoli intelligenti
aziende verdi
cambiamenti climatici
cibo e agricoltura
recupero e riciclo
Gli obiettivi del progetto Dinamo Effect:
• portare a conoscenza dei cittadini europei le buone pratiche ambientali sviluppate in alcuni
paesi dell’Unione Europea;
• favorire una diversa sensibilità per modificare i comportamenti individuali legati all’uso dell’energia;
• mostrare la stretta relazione tra i comportamenti individuali e gli effetti sull’ambiente;
• far conoscere le opportunità offerte al consumatore dall’utilizzo delle energie sostenibili.
Il progetto, iniziato a ottobre 2008 e della durata di 30 mesi, prevede la costituzione di una redazione centrale europea per la stesura delle linee guida delle varie trasmissioni radiofoniche e di
un comitato scientifico per l’individuazione delle tematiche da affrontare. Legambiente collabora
con Radio Popolare (coordinatore del progetto e radio di riferimento in Italia) per la stesura di
schede tecniche per la realizzazione delle trasmissioni dedicate al pubblico italiano. Legambiente
ha inoltre sviluppato schede tematiche generali in inglese in supporto delle altre radio europee,
oltre ad aver contribuito alla ricerca di partner tecnici locali.
*
Effetto Dinamo nel 2009:
• sono andate in onda 30 trasmissioni radiofoniche di 20 minuti;
• target complessivo raggiunto: circa 9.000.000 i cittadini europei dei paesi partecipanti ascoltatori delle 300 radio selezionate;
• progettata e disegnata la prima fase del sito web www.dynamoeffect.org, che ospiterà le schede
tematiche e i podcast da scaricare di tutte le trasmissioni radiofoniche.
PROGETTO HABANA ECOPOLIS
linea d’azione
2
Habana-Ecopolis è un programma di cooperazione internazionale tra Italia e Cuba che dal 1998 promuove lo sviluppo
sostenibile e la coesione sociale in 5 municipi della Città
de L’Avana dichiarati insalubri dal governo cubano: Centro
Habana, Habana del Este, Marianao, Guanabacoa e San Miguel del Padron.
I settori di intervento del programma sono:
• riqualificazione urbana generale e governo decentrato del territorio;
• riqualificazione ambientale della città mediante la costruzione di sistemi fognari, implementazione di sistemi di raccolta di rifiuti solidi urbani, riciclaggio materiale cartaceo nelle scuole,
attività di pulizia, campagne di educazione e sensibilizzazione ambientale, introduzione di tecnologie di produzione di energia da fonti rinnovabili;
• salvaguardia del patrimonio naturale: implementazione dei sistemi di tutela della barriera corallina, del mangrovieto e delle dune costiere, tutela della flora e della fauna marina;
• recupero e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso la costruzione di una serie di
musei cittadini e il censimento delle aree architettoniche e culturali da salvaguardare;
• miglioramento della rete dei servizi sociali alla popolazione giovanile e anziana: ristrutturazione
di centri di aggregazione sociale e di parchi urbani, organizzazione di corsi e di eventi culturali,
decentramento dei servizi di assistenza sul territorio.
L’iniziativa può essere definita a tutti gli effetti un programma di cooperazione decentrata. Il cuore
delle attività progettuali è costituito da un progetto cofinanziato dal ministero degli Affari Esteri,
attorno al quale ruotano numerose altre attività o progetti di piccola entità finanziati da altri
soggetti ed enti locali italiani ed internazionali, come ad esempio le Regioni (Toscana, Veneto,
Piemonte), le Province (Siena, Arezzo, Grosseto, Mantova, Milano, Torino), i Comuni, le aziende,
gli Enti Parco, le Università.
Il programma è portato avanti da un gruppo di soggetti di varia natura, denominatosi Consorzio
Habana-Ecopolis, che costituisce una originale ed innovativa esperienza nel settore della cooperazione internazionale per lo sviluppo, in quanto riunisce soggetti tradizionali di cooperazione
193
Cooperazione internazionale
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
192
OBIETTIVI >
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
Habana Ecopolis nel 2009:
• realizzazione di un programma di educazione ambientale all’interno del Parco Naturale del Rincòn de Guanabo e realizzazione di un sentiero interpretativo che consenta una completa fruizione
delle bellezze naturali di quest’area;
• interventi per restaurare il museo di Guanabacoa. Il Museo svolge un’importante attività di
animazione culturale nel quartiere, è impegnato nel recupero e nella valorizzazione delle tradizioni locali ed è punto di riferimento per molti gruppi di musica e danza afro-cubana. Tuttavia da
un paio di anni era stato costretto a chiudere per il progressivo deteriorarsi dell’edificio che lo
ospita provocando un forte calo dell’affluenza turistica, con gravi ripercussioni anche sulla rete
di attività economiche ad essa collegate;
• interventi nel quartiere di San Miguel del Padron, Barrio La Corea, per ripristinare le fogne,
bonificare alcune zone e per ricostruire, fornendo i materiali, alcune abitazioni di famiglie che
vivevano in condizioni di assoluta mancanza di igiene;
• attività di promozione delle energie rinnovabili: installazione sull’edificio che ospita la sede
locale del progetto di un impianto di solare fotovoltaico da 3 kw con immissione diretta in rete,
formazione di personale per la gestione e manutenzione, che coinvolge circa 20 tra tecnici locali
ed esperti del settore. Le attività sono state realizzate con il finanziamento della Regione Toscana e del Comune di Roma e con la collaborazione di ENEA e di dell’istituto culturale Società
Geografica Italiana.
PROGETTO RUGIADA
linea d’azione
2
Il Progetto Rugiada consiste nell’accoglienza di bambini
provenienti da zone fortemente contaminate in seguito
all’incidente della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986
presso il Centro di risanamento Nadiejda nel nord della
Bielorussia. Il centro si trova a Vilejkaad 80 Km dalla capitale Minsk, sulle rive di un lago ed in territorio non contaminato, dove si pratica un’agricoltura sana e si fanno
opere per il monitoraggio e la prevenzione dai tumori tiroidei, che possono essere causati da
cesio 137 e stronzio presenti ancora nell’ambiente colpito dalla nube radioattiva di Cernobyl. Il
progetto è gestito da Legambiente Solidarietà presso il circolo Festambiente di Grosseto ed è
svolto in collaborazione con l’Associazione Help di Minsk che si occupa della selezione dei bambini e dei rapporti con le autorità locali.
L’obiettivo di questo intervento è di trovare forme alternative e nuove risposte alla situazione
sanitaria nei confronti dei bambini costretti a vivere ancora oggi, a distanza di anni dall’incidente
alla centrale nucleare di Chernobyl, in zone altamente a rischio radioattivo e che hanno particolari
problemi sanitari. Con l’assistenza in loco si vuole attivare ed incentivare un approccio diverso nei
confronti dei bambini e più in generale delle popolazioni residenti in zone contaminate, uscendo
da logiche, seppure di grande valore morale e solidaristico, di carattere assistenzialistico e di
dipendenza all’aiuto internazionale. La struttura del Centro Nadiejda è realizzata con tecnologie
e seguendo pratiche ecosostenibili (pannelli solari, biomasse,
Modalità di adesione al Progetto Rugiada
risparmio energetico, produzioni
• Un mese di soggiorno presso il Centro Nadiejda costa 430,00
biologiche, raccolta differenziata
euro e comprende:
e compostaggio). Il Centro offre
- il viaggio di andata e ritorno dal centro al luogo di residenza;
anche un supporto sia di tipo
- una visita ecografica;
- il programma sanitario previsto all’interno del centro;
medico che pedagogico e per- il vitto e l’alloggio;
mette in questo modo di seguire
- i costi in loco di organizzazione e gestione del progetto.
i ragazzi con programmi specifici.
• A chi aderisce al progetto viene inviata la foto e la scheda del
L’accoglienza presso un centro di
bambino aiutato, e un report semestrale sull’andamento delle
questo tipo aiuta a ridurre le rainiziative nelle zone contaminate.
diazioni assunte dai bambini attraverso una sana nutrizione.
I bambini inoltre sono sottoposti a visite mediche continue per lo screening, la diagnosi e la cura
di eventuali patologie.
Il progetto nasce nel 2007, come proseguimento del programma di ospitalità e assistenza di
bambini in Italia, diventato un programma di cooperazione in loco, per i seguenti motivi:
• aumentare il numero di bambini che possono beneficiare di un periodo di risanamento e di
cure. Il soggiorno in loco ha costi nettamente più bassi di un soggiorno all’estero e, a parità di
fondi, si possono curare più bambini; inoltre in questo modo si riesce a far accedere alle cure
anche quei bambini che per vari motivi non riescono ad ottenere i permessi per un soggiorno
all’estero;
• offrire risposte sul territorio in cui i bambini vivono, in modo da non sradicarli dal loro contesto
culturale e sociale;
• attivare forme di collaborazione con le strutture Bielorusse e stimolare una presa di responsabilità da parte delle autorità locali per costruire le fondamenta di un futuro in autonomia.
Al progetto si può contribuire come un programma di sostegno a distanza, come singoli o come
gruppo, versando una quota che garantisce il soggiorno e l’assistenza sanitaria a un bambino.
*
Il progetto Rugiada nel 2009:
• 86.860,00 euro raccolti;
• 202 bambini assistiti nei quattro mesi estivi;
• migliorata la selezione dei bambini che ha rispettato maggiormente l’omogeneità dei gruppi per
età e per provenienza geografica e sociale.
PROGETTO ROMA-GADJE DIALOGUE
THROUGH SERVICE (RGDTS)
linea d’azione
1
Il progetto Roma-Gadje Dialogue Through Service (RGDTS), nato nell’ambito dei progetti di Servizio volontario europeo, ha come obiettivo quello di creare un legame tra le diverse culture, quella
italiana e quella Rom, attraverso esperienze di volontariato a breve termine. Il progetto si rivolge
a ragazzi Rom che provengono da situazioni di disagio.
Cooperazione internazionale
come le organizzazioni non governative CRIC di Reggio Calabria e COSPE di Firenze, associazioni
con diffuso radicamento e competenza settoriale come ARCI e la stessa Legambiente, e rappresentanti del settore scientifico-accademico, come il Laboratorio per la Progettazione Ecologica
degli Insediamenti (LAPEI) dell’Università di Firenze.
Legambiente porta avanti le sue attività non solo tramite il suo Dipartimento Internazionale, ma
anche coinvolgendo alcuni Circoli e Comitati regionali, in particolare il Regionale Toscana e il
Circolo Festambiente di Grosseto.
195
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Cooperazione internazionale
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Legambiente nel Progetto Roma-Gadje nel 2009:
• ha inviato un volontario in Romania e una volontaria per 4 mesi in Albania presso associazioni
partner del progetto a svolgere attività con ragazzi Rom;
• ha accolto per 4 settimane 18 volontari Rom: 6 dall’Ucraina, 6 dall’Ungheria e 6 dalla Slovacchia.
Questi giovani provengono da situazioni diverse, sia per il paese di origine, sia per condizione
personale. Ci sono giovani con una buona scolarizzazione provenienti da centri urbani significativi e altri di bassa istruzione e difficile situazione sociale residenti in comunità rurali. I ragazzi e le
ragazze Rom, dopo alcuni giorni di orientamento e prima formazione linguistica a Roma, hanno
raggiunto le destinazioni dei progetti, presso alcune sedi locali di Legambiente.
Il progetto ha come obiettivo generale quello di promuovere il riconoscimento del valore sociale,
culturale e ambientale della Terra nello sviluppo dei Paesi del Sud del mondo, si propone di
sensibilizzare alcuni settori specifici dell’opinione pubblica sul tema della terra, del suo utilizzo
ai fini della produzione agricola, delle implicazioni che l’attuale modello di sviluppo agricolo in
particolare ha per molte comunità dei paesi del sud.
Per raggiungere questi obiettivi le attività principali sono: la promozione di tavoli di concertazione territoriali tra associazioni ed enti locali sensibili al tema; la creazione di un “Osservatorio sul
rapporto terra/comunità locali”, inteso come punto di accumulo e sintesi delle conoscenze dei
vari partner del progetto e messa a disposizione dei gruppi target di informazioni organizzate e
sistematizzate; la realizzazione di percorsi educativi integrati per parlare a insegnanti e studenti
di sovranità alimentare; e organizzare varie attività di comunicazione e informazione per la cittadinanza in generale. Le azioni interesseranno tutto il territorio nazionale e in particolare le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Lazio, Calabria, Sicilia ma saranno diffuse anche
in alcune comunità del Brasile (Regione del Minas Gerais), Colombia (Dipartimento di Bogotà e
Regione del Cauca) e Senegal (Regione di Zigiunchor - Casamance).
*
PROGETTO ABITARE LA NOSTRA TERRA
linea d’azione
2
Il progetto Abitare la nostra Terra - Terra e produzione agricola nei paesi del sud del mondo è un
progetto di educazione allo sviluppo finanziato dal ministero degli Affari Esteri e portato avanti
da Legambiente in consorzio con le organizzazioni non governative CEVI, CIPSI, COSPE.
*
Abitare la nostra Terra nel 2009:
Legambiente Nazionale insieme ai Circoli di Padova, Palermo, Pesaro, Rispescia e Genova, ha portato avanti diverse strategie d’azione per raggiungere un ampio numero di cittadini nelle attività
del progetto, in particolare si è impegnata sui seguenti fronti:
• coinvolgimento delle scuole: sono stati realizzati percorsi educativi integrati in 26 istituti per
un totale di ben oltre 2mila studenti coinvolti. Oltre al coinvolgimento degli istituti si è cercato
di coinvolgere le scuole elementari nella partecipazione alle iniziative educative che hanno pre-
visto il contatto con i produttori agricoli, in particolare attraverso 4 visite in altrettante fattorie
didattiche;
• pubblicazioni informative sul progetto: realizzazione di una mostra itinerante e dell’Atlante
delle produzioni tipiche:
• la mostra itinerante: composta di 5 poster sul tema della sovranità alimentare e della crisi
alimentare; è stata stampata in 60 copie, in vari formati e su diversi supporti. La mostra è stata
ospitata in varie iniziative organizzate dai 5 comitati locali di Legambiente (eventi pubblici, manifestazioni, giornate mondiali, fiere e workshop);
• l’Atlante delle produzioni tipiche: catalogo ragionato e illustrato che presenta alcuni casi
significativi di come un diverso rapporto con la terra, rispettoso degli ecosistemi locali, dei diritti
delle generazioni future e del valore simbolico della terra, permetta uno sviluppo equo e sostenibile del territorio e delle comunità che lo abitano. Il catalogo, che illustra alcune produzioni
tipiche italiane, africane, asiatiche e dell’America latina, di 24 pagine, è stato stampato in 1.200
copie ed è stato tradotto in inglese;
• sensibilizzazione dell’opinione pubblica: sono stati organizzati eventi e seminari sul tema
dell’accesso alla terra e della sovranità alimentare per informare e sensibilizzare la popolazione
sul tema, in particolare:
• in occasione del G8 tematico sull’Agricoltura, tenutosi il 18 aprile 2009 dal 18 al 20 aprile a
Cison di Valmarino (TV) è stato organizzato a Treviso un presidio a cui hanno partecipato circa
1.000 persone e il seminario Il cibo al centro, l’agricoltura ovunque che ha coinvolto circa 100
persone;
• il 10 maggio 2009, presso il Circolo degli Artisti a Roma, è stata organizzata la campagna
Diritto al Cibo, promossa da CTM Altromercato, Legambiente e AIAB. È stato allestito un gazebo
informativo con esposizione della mostra e del materiale informativo. Si sono tenuti laboratori e
giochi per bambini su cibo, alimentazione e riciclo, una conferenza stampa di presentazione del
dossier di Legambiente Biodiversità a rischio 2009. Circa 2.500 i visitatori di tutte le età;
• in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 25 marzo 2009, a Grosseto, Legambiente
ha organizzato un percorso didattico con esposizione e argomentazione della mostra, la distribuzione degli opuscoli e del materiale del progetto. Hanno partecipato 100 alunni di una scuola
elementare della zona;
• il 23 aprile 2009 presso la facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Palermo Legambiente ha tenuto un workshop Abitare la nostra terra, al quale hanno partecipato 120 alunni di
un Istituto Agrario Superiore e studenti della facoltà stessa.
PROGETTO WATER ACCESS THROUGH
EMPOWERMENT (WATER)
linea d’azione
2
Il progetto Water Access Through Empowerment (WATER) mira a promuovere il concetto di acqua
come diritto e bene comune dell’umanità.
Le attività previste per raggiungere questo obiettivo, si articolano intorno a 3 macroaree:
• introduzione del diritto all’acqua nei sistemi normativi e regolamentari;
• rafforzare la rete internazionale di istituzioni locali e nazionali, comitati e associazioni impegnati
nella difesa dell’acqua come diritto umano e bene comune dell’umanità nei paesi del sud del
mondo;
• promuovere i principi di cooperazione, partecipazione e solidarietà, nelle gestioni nazionali e
internazionali dell’acqua caratterizzate da interdipendenza con le gestioni dei PVS.
Cooperazione internazionale
Cooperazione internazionale
Il progetto, iniziato nel novembre 2007 e conclusosi nel dicembre 2009, ha coinvolto 75 giovani
da diverse parti d’Europa, di cui oltre il 50% di etnia Rom. 54 di questi giovani sono stati coinvolti in esperienze di lungo termine dai 9 ai 12 mesi; 5 in esperienze di medio termine (3-6 mesi)
e 16 in esperienze più brevi, di un mese. I volontari Rom hanno lavorato a contatto con persone
non Rom di diversi paesi e culture, alcuni dei quali con un background di disagio. Gli altri volontari coinvolti provengono dagli altri paesi partner del progetto (Albania, Francia, Germania, Italia,
Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ucraina, Ungheria).
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OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
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OBIETTIVI >
L’accesso all’acqua nel mondo
• 1,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso
all’acqua potabile.
• Oltre 2 miliardi di persone non beneficiano di servizi sanitari di base.
• Ogni venti secondi nel mondo un bambino muore di sete.
• L’acqua è una questione fondamentale per la vita, l’ambiente, l’economia, la società, per la pacifica convivenza. Eppure
non viene riconosciuta come diritto umano dalla Comunità
Internazionale né dalla maggioranza dei Paesi.
*
Legambiente nel progetto WATER durante il 2009:
Legambiente è stata impegnata in attività di sensibilizzazione dei cittadini, quali:
• 4 banchetti informativi in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo (Campus
dell’Università della Calabria, Circolo Palermo, aeroporto di Fiumicino area partenza e circolo di
Genova);
• un convegno sul tema presso il Regionale Liguria intitolato Acqua bene comune - dal Forum di
Istanbul alla Carovana dell’Acqua ponte tra Italia e Centro America (Genova, 27 Marzo 2009);
• 9 incontri e laboratori in diverse scuole tra primarie e medie, della Liguria e della Sicilia: oltre
1.000 gli alunni coinvolti, prevalentemente della scuola primaria e media, all’incirca 60 gli insegnati, che hanno partecipato attivamente a laboratori educativi sul tema dell’acqua come diritto
umano fondamentale in tutto il mondo.
Ben oltre 2.500 cittadini sul tutto il territorio nazionale hanno partecipato a incontri, seminari
ed eventi pubblici, organizzati dai Circoli di Legambiente Sicilia e Liguria nonché dalla Direzione
Nazionale. In queste occasioni il coinvolgimento della società civile è stato trasversale: gruppi
locali, comitati cittadini, studenti, assessori comunali, volontari e membri di organizzazioni non
governative, sindacati ed esponenti del mondo politico.
Inoltre sono stati prodotti materiali informativi tra cui:
• una mostra itinerante, composta da 5 pannelli (10 copie) sui temi dell’acqua come bene comune dell’umanità non commercializzabile, acqua e spreco idrico, esposta prevalentemente nelle
campagne nazionali di sensibilizzazione di Legambiente come Spiagge e Fondali Puliti, Treno
Verde, Goletta Verde e Goletta dei Laghi ed utilizzata anche da Circoli locali e Regionali per le
loro attività sul tema;
• nell’ambito delle campagne nazionali sopraindicate, così come in occasione della Giornata
Mondiale dell’Acqua, Legambiente ha diffuso materiale informativo cartaceo e visivo, ovvero circa 1.800 volantini tematici, e sono stati distribuiti ai visitatori degli stands 20 video Una goccia
tira l’altra, video prodotto dall’associazione Cospe in collaborazione con l’associazione CEVI e Il
Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua.
PULIAMO IL MONDO IN TOGO E GHANA
linea d’azione
2
L’azione di Legambiente oltre i confini italiani si concretizza anche stabilendo relazioni di collaborazione su campagne di volontariato e di pulizia, fornendo supporto organizzativo e logistico ma
anche semplice visibilità mediatica per portare all’attenzione dei cittadini italiani la conoscenza
di problematiche ambientali comuni in paesi diversi. In quest’ottica si inserisce l’organizzazione
anche in Africa di Puliamo il Mondo, la campagna di pulizia e volontariato ambientale più importante al mondo di cui Legambiente è organizzatore per l’Italia.
Dal 2004 Legambiente insieme alla ong COSPE organizza Clean Up Axim nell’ambito di un programma di cooperazione internazionale che ha come oggetto l’implementazione di un sistema
pilota di gestione e raccolta differenziata dei rifiuti nel villaggio di Axim, sulla costa. L’iniziativa,
oramai consolidata negli anni, dura alcuni giorni e coinvolge sia gli adulti della comunità che
le scuole, in attività di formazione e nella pulizia del villaggio. Nel 2009, la 5a edizione della
campagna si è tenuta dal 18 al 26 settembre con la partecipazione di 12 scuole e oltre 1.500
ragazzi. A ogni studente è stata fornita una borsa di tela (appositamente realizzata per la campagna riciclando i sacchi di farina da 50 kg) contenente un paio di guanti (usa e getta, in lattice)
e una maglietta della campagna. Ad ogni scuola sono stati inoltre consegnati 10 sacchi di grandi
dimensioni in cui riporre i rifiuti raccolti. A ciascuna scuola è stata affidata un’area da pulire e al
ritorno di tutte le scuole presso il punto di raccolta i sacchi raccolti da ciascuna scuola sono stati
contati e pesati. La quantità di rifiuti raccolta è stata utilizzata per assegnare un punteggio alle
scuole che, accanto al risultati ottenuti durante il torneo di calcio, ha concorso a determinare la
classifica delle scuole più virtuose.
Nel 2009 inoltre Legambiente per la prima volta ha sponsorizzato Puliamo in Mondo in Togo.
Nella cittadina di Klovidonou, sulla costa a una cinquantina di chilometri dalla capitale Lomè, il 5
e 6 ottobre sono state organizzate due giornate di pulizia dai rifiuti, precedute il 2 ottobre da una
conferenza cittadina sull’ambiente. I promotori dell’iniziativa sono stati il direttore e gli insegnanti della scuola Virgo Regina della città, che hanno coinvolto con gli oltre 150 ragazzi moltissime
famiglie e cittadini nelle giornate di mobilitazione. Con Puliamo il mondo 2009 è stato realizzato
un intenso lavoro di recupero delle strade del quartiere della scuola e allo stesso tempo sono
state messe a dimora nelle zone verdi piantine di eucalipto, acacia e alberi da frutto.
RETI INTERNAZIONALI E DELLA SOCIETÀ CIVILE
linea d’azione
1
L’azione di Legambiente oltre i confini nazionali si concretizza anche attraverso l’appartenenza
e la partecipazione a network internazionali e della società civile, insieme alle quali affronta
temi e intraprende progetti e iniziative comuni. Sono sia reti e movimenti italiani impegnati in
campagne internazionali di protezione della natura e di accesso alle risorse naturali, sia network
europei e internazionali di lobby e di azione politica congiunta su temi ambientali trasfrontalieri
o di giustizia ed equità sociali.
Legambiente fa parte dei principali network ambientalisti internazionali:
• EEB - European Environmental Bureau (www.eeb.org)
• CAN - Climate Action Network – Europe (www.climnet.org)
• IUCN - International Union for the Conservation of Nature (www.iucn.org)
• PAN - Pesticide Action Network – Europe (www.pan-europe.info)
• UNEP - United Nations Environment Programme (www.unep.org)
Fa inoltre parte di una serie di reti tematiche per la protezione della natura e della biodiversità,
quali:
• CIPRA - Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (www.cipra.org/it)
• Federazione Parchi del Mediterraneo
199
Cooperazione internazionale
Il progetto, iniziato nel 2007 ha durata triennale, è finanziato dall’Unione
Europea ed è gestito in consorzio con
CERAI – Spagna; CICMA – Italia; CIPSI –
Italia; COSPE – Italia; Humanitas – Slovenia; France Libertés – Francia; GREEN Belgium – Belgio; KE.S.S.A. Dimitra
– Grecia; LEGAMBIENTE ONLUS – Italia;
Transnational Institute (TNI) – Olanda.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Cooperazione internazionale
198
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
FSC - Forest Stewardship Council (www.fsc-italia.it)
Living Lakes (www.livinglakesitalia.it)
Ocean 2012
Sea Alarm (www.sea-alarm.org)
Seas at risk (www.seas-at-risk.org)
Shark Alliance (www.sharkalliance.org)
l’accoglienza di una ragazza greca che svolga attività presso il Dipartimento Internazionale della
sede nazionale di Legambiente a Roma. Le attività cominceranno nel febbraio 2010.
UFFICIO EUROPEO LEGAMBIENTE
È membro della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Mediterraneo dell’UNEP/MAP
(www.unepmap.gr). È membro dell’Associazione ONG Italiane (www.ongitaliane.it).
Legambiente inoltre fa parte di alcune reti e campagne tematiche della società civile:
- Campagna Meno Beneficenza più Diritti (www.piudiritti.it)
- Campagna Mercurio Zero (www.zeromercury.org)
- Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua (www.contrattoacqua.it)
- Fermiamo il WTO
- GCAP – Coalizione Italiana contro la povertà (www.gcap.it)
- Tavola della Pace (www.tavoladellapace.it)
- Trans Fair – Fair Trade (www.transfair.it/index.html)
SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO
linea d’azione
1
Legambiente, oltre alle centinaia di campi di volontariato e all’accoglienza di giovani in servizio
civile, promuove anche forme di volontariato internazionale attraverso progetti finanziati dalla
Commissione Europea, per offrire ai giovani opportunità di apprendimento non formale (ovvero al
di fuori del curriculum previsto dall’istruzione formale) ed informale (ovvero imparare facendo attraverso attività di volontariato per favorire lo sviluppo personale e sociale), immergendosi in una
dimensione europea e contribuendo così alla creazione di una cittadinanza attiva europea e a un
continente più unito e consapevole. In particolare Legambiente partecipa al Servizio Volontario
Europeo (SVE), che si inserisce nel programma Gioventù in Azione finanziato dalla Commissione
Europea il cui scopo è promuovere la cittadinanza attiva dei giovani e il loro essere cittadini europei, per rafforzare la coesione sociale dell’Unione Europea. In particolare, l’Azione 2 “SVE - Servizio
Volontario Europeo” permette a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni di svolgere un’esperienza di volontariato in un paese dell’Unione Europea, dell’Europa dell’Est o del Mediterraneo
per un periodo che va dai 6 mesi a un anno. La Direzione Nazionale di Legambiente, a Roma, è
tra le associazioni accreditate per ospitare e inviare volontari, insieme a altri 8 Circoli. Ogni circolo può attivare un progetto di accoglienza per inserire nelle proprie attività annuali dei giovani
europei. Per ogni volontario si costruisce un progetto formativo con le attività che andrà a intraprendere, che viene sottoposto alla Commissione Europea per l’approvazione e il finanziamento,
che copre buona parte delle spese di vitto e alloggio. Il giovane volontario inoltre percepisce un
piccolo rimborso mensile per le proprie spese personali e la copertura delle spese di viaggio.
*
201
Il Servizio Volontario Europeo di Legambiente nel 2009:
Legambiente è stata impegnata principalmente su due progetti:
• progetto Roma-Gadje Dialogue Through Service (RGDTS). Iniziato nel 2008 e conclusosi a fine
2009 che aveva come obiettivo quello di creare un legame tra le diverse culture introducendo
esperienze di volontariato a breve termine in diversi paesi europei per volontari Rom che provengono da situazioni di disagio;
• progetto Environment and development. Legambiente nel 2009 ha presentato un progetto per
linea d’azione
1
A Bruxelles è operativo dal 2000 l’Ufficio Europeo di Legambiente, costituito per organizzare la
difesa e la promozione in Europa dell’Italia di qualità, dei centri storici, delle sue produzioni tipiche e tradizionali, del prezioso intreccio di natura e beni culturali.
L’Ufficio in questi anni è riuscito a mettere in campo una lobby italiana pulita e virtuosa in grado
di costruire in Europa alleanze con altre associazioni ambientaliste, sindacali e imprenditoriali per
meglio promuovere politiche comunitarie sempre più incisive in campo ambientale e orientate
allo sviluppo della green economy. L’Ufficio Europeo pubblica la newsletter Europe Watch e una
rubrica sulla rivista La Nuova Ecologia, che rappresenta un osservatorio privilegiato sulla qualità
dell’ambiente e dell’alimentazione in Europa. Nel 2009 sono stati pubblicati 3 bollettini.
*
L’azione di lobby dell’Ufficio nel 2009:
• Clima - Strategia comunitaria per i negoziati sul nuovo accordo globale sul clima in preparazione della conferenza di Copenhagen. Norme attuative della nuova direttiva sullo scambio delle
emissioni (ETS) di CO2. Regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli commerciali.
• Energia - Piani nazionali per la promozione delle rinnovabili previsti dalla nuova Direttiva. Linee
guida sui criteri di sostenibilità per i biocarburanti. Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici. Revisione della direttiva sull’ecodesign. Revisione della direttiva sull’etichettatura energetica.
Programma energetico europeo per la ripresa economica.
• Inquinamento atmosferico - Direttiva sulle emissioni degli impianti industriali.
• Rifiuti - Revisione della direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici (Weee). Revisione della direttiva
sulla restrizione dell’utilizzo di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Rohs).
• Agricoltura - Revisione del sistema comunitario di autorizzazione degli Ogm. Linee guida sulla
coesistenza delle coltivazioni transgeniche con quelle biologiche e convenzionali. Revisione della
direttiva sui nuovi alimenti.
Cooperazione internazionale
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OBIETTIVI >
Cooperazione internazionale
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Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Identità associativa
2
2.4.9
Identità associativa
Far vivere e alimentare a tutti i livelli associativi l’identità, la visione e la missione
di Legambiente, condividendo esperienze, valori, approcci, obiettivi, strumenti, per
essere più incisivi, coesi e consapevoli delle sfide associative e del ruolo che l’associazione riveste nel Paese.
Legambiente è un’associazione ambientalista popolare, costituita da una larga e diversificata
base sociale la quale, grazie alla presenza capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale dei
Circoli, ha la possibilità di partecipare attivamente alla realizzazione delle attività e degli obiettivi
associativi. Ed è proprio grazie alla costante attenzione posta verso i presidi territoriali che, principalmente, si sviluppa nei soci lo spirito di appartenenza, rafforzando e alimentando l’identità
associativa. La possibilità per tutti i soci di partecipare alla vita associativa è, d’altronde, essa
stessa una caratteristica identitaria preziosa, rafforzata negli anni perché permette di cogliere
e interpretare con tempestività ciò che accade nei vari territori e di incidere con più forza e più
efficacia, tenendo conto dei diversi contesti ambientali, sociali e antropologici.
La complessità che ne deriva e la molteplicità delle esperienze che si producono hanno bisogno di strategie, approcci e azioni specifiche per garantire la circolazione delle informazioni, il
confronto delle esperienze, la crescita omogenea dei presidi territoriali, la coerenza tra azioni
e obiettivi, il raggiungimento del massimo dell’efficacia ed efficienza possibili nel creare valore
sociale, ambientale ed economico.
3
Interpretare in modo attivo lo Statuto associativo con l’esercizio costante
della democrazia interna, la ricerca della
condivisione sostanziale delle decisioni, a
tutti i livelli associativi e nei vari settori,
tramite l’organizzazione di appuntamenti
sia statutari che informali.
Promuovere e organizzare attività formative interne, formali e informali, finalizzate
ad assicurare competenza e rigore nella
gestione associativa e facilitare l’ingresso
e l’operatività dei soci e dei simpatizzanti.
Coordinare l’immagine e la comunicazione dell’associazione verso l’esterno, con particolare riferimento all’uso dei
loghi e verso la base sociale.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Assemblea dei Circoli
• Assemblea di Volontariambiente
• Formazione interna
• Riunioni tematiche
• Supporto scientifico alle vertenze dei
Circoli
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Elaborazione comunicazione Tesseramento 2010
• Linee guida di comunicazione
Iniziative trasversali
•
•
•
Campi di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Campagne >> Obiettivi vari
Tesseramento >> Obiettivo Raccolta fondi e allargamento base associativa
Le linee di azione e le attività di riferimento
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Consolidare la comune identità associativa;
1
Prendersi cura della composita
base associativa e operare per allargarla e consolidare lo spirito
d’appartenenza, elaborando proposte
culturali e associative specifiche: soci
singoli di tutte le età, soci collettivi,
scuole, Circoli locali, rete piccoli comuni, rete strutture turistiche.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Assemblea dei Circoli
• Formazione interna
• Riunioni tematiche
203
• moltiplicare le occasioni di confronto e scambio di esperienze;
• aumentare le occasioni di formazione interna così da garantire la consapevolezza e la condivisione delle posizioni e delle iniziative di Legambiente.
Identità associativa
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
202
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Identità associativa
ASSEMBLEA DEI CIRCOLI
linee d’azione
1 2
Ogni anno, da 13 anni, Legambiente organizza l’Assemblea dei Circoli, una due giorni di confronto, analisi e studio dei temi più importanti e di attualità per la vita dell’associazione.
Solitamente durante l’assemblea si svolgono gruppi di lavoro in contemporanea in cui i Circoli
possono portare la propria esperienza ma anche chiedere informazioni e sostegno alla propria
azione sul territorio. L’Assemblea dei Circoli si chiude tradizionalmente con una plenaria in cui si
riuniscono i Circoli presenti, il Direttivo Nazionale, il Consiglio Nazionale.
L’Assemblea 2009 si è svolta nel mese di novembre presso il centro Il Girasole di Legambiente a
Rispescia (GR). Erano presenti 600 persone in rappresentanza di quasi 200 Circoli. Nell’edizione
2009 si è voluto mettere al centro dell’incontro proprio i Circoli, le loro difficoltà, le modalità
operative, le nuove formule associative, il ruolo che essi svolgono sul territorio. Attraverso la
presentazione di buone pratiche a cura dei Circoli stessi è stato possibile tenere insieme l’analisi
politica con la concretezza delle questioni poste.
ASSEMBLEA DI VOLONTARIAMBIENTE
linea d’azione
2
È l’incontro nazionale dei responsabili di campo di volontariato, dei volontari e di tutti coloro
che in Legambiente si occupano di volontariato. Permette di analizzare il lavoro fatto, rilanciare
il progetto associativo dei campi di volontariato per l’anno successivo, fare un bilancio delle
attività ed apportare le dovute modifiche all’azione dell’associazione. L’incontro è anche il modo
per dare continuità e consapevolezza ad un’esperienza che rischia altrimenti di essere stagionale
e non sedimentarsi nell’azione quotidiana e territoriale di Legambiente.
L’edizione 2009 dell’assemblea di Volontariambiente si è svolta contestualmente all’Assemblea
Nazionale dei Circoli.
ELABORAZIONE COMUNICAZIONE TESSERAMENTO 2010
linea d’azione
3
Nell’estate 2009 è stata elaborata e messa a punto la campagna di tesseramento 2010 che si è
aperta, come da tradizione, a settembre 2009.
Il 2010 per Legambiente è un anno importante, quello in cui festeggia i suoi primi 30 anni. Anche
la comunicazione del tesseramento, che è per definizione la più istituzionale delle comunicazioni, deve seguire le vicende e sottolineare i passaggi dell’associazione. È stato quindi cercato un
ritorno alle origini nelle immagini di Milo Manara, scegliendo un’immagine che conteneva due
parole chiave: posizioni e competenze, a sottolineare che Legambiente si schiera con decisione
ma alla base delle sue posizioni appunto, c’è un bagaglio di conoscenza scientifica e competenze
che forniscono delle solide basi alle sue prese di posizione.
Lo slogan della campagna 2010, Una passione lunga 30 anni, ricorda infine il trentennale, a
testimoniare che gli anni passano ma non passa mai la voglia di impegnarsi concretamente per
migliorare l’ambiente in cui viviamo. Anche il logo tradizionale dell’associazione per tutto il 2010
si veste della scritta da 30 anni insieme.
FORMAZIONE INTERNA
linee d’azione
1 2
• Tesseramento online: nel 2009 si è messo a punto ed implementato il meccanismo di tesseramento Circoli online. Infatti il meccanismo di tesseramento associativo rappresenta una partita gestionale non semplice per i Circoli dell’associazione. La gestione dei soci, delle tessere,
dell’anagrafica rischia di togliere tempo alla parte di promozione e allargamento del tesseramento associativo. Per questo motivo nel 2009 l’ufficio tesseramento di Legambiente si è particolarmente dedicato ad implementare i servizi online per i Circoli. In questo modo le comunicazioni,
gli scambi e le questioni organizzative vengono affrontate in maniera più rapida ed efficace.
Non si tratta però di un’azione unicamente organizzativa. La creazione di una rete virtuale dei
Circoli ha moltiplicato le occasioni di formazione ed informazione interna, rafforzando la consapevolezza delle scelte associative.
• L’Organizzazione che apprende: è un’iniziativa nata al fine di migliorare la diffusione di conoscenza all’interno della rete dei Circoli Legambiente mediante la realizzazione di un corso di
formazione su tematiche amministrative e contabili. Le giornate di formazione sono state realizzate in sei principali città italiane (Bari, Verona, Milano, Bologna, Palermo e Roma) allo scopo di
raggiungere soci e volontari di Legambiente sparsi su tutto il territorio nazionale. Il progetto ha
riscosso particolare successo tra i Circoli in quanto si è configurato un utile supporto per migliorare il dialogo tra i Circoli e la pubblica amministrazione, fornendo importanti conoscenze dirette
a spiegare e realizzare pratiche, documenti, dichiarazioni, fatture, il tutto per rendere più agevole la realizzazione dell’attività amministrativa di un Circolo. Il progetto (della durata biennale
2009/2010) è stato finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della
Legge 383/2000 che regola le iniziative realizzate dalle Associazioni di Promozione Sociale.
• Corsi per volontari del servizio civile: i volontari di servizio civile che operano presso la struttura nazionale di Legambiente hanno potuto usufruire di un corso di formazione completo sulle
tematiche ambientali. I vari responsabili politici di settore hanno tenuto lezioni frontali tese ad
approfondire gli aspetti più tecnici ma anche più politici delle tematiche affrontate dall’associazione. Il nucleare, la difesa del paesaggio, le ecomafie, la comunicazione, le campagne informative: sono solo alcuni delle questioni al centro del corsi di formazioni a favore dei volontari in
Legambiente e realizzati nel 2009.
LINEE GUIDA DI COMUNICAZIONE
linea d’azione
3
Da sempre Legambiente è attenta all’utilizzo del proprio logo. Il cigno verde è diventato in
trent’anni di storia un simbolo importante la cui riconoscibilità e credibilità costituisce il capitale
associativo. Il cigno è stato scelto come simbolo dell’associazione perché nonostante sia un
animale molto bello ed elegante, se attaccato, in quanto fortemente territoriale, sa difendere
Identità associativa
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
205
OBIETTIVI >
204
206
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
207
con forza se stesso e il proprio ambiente. Negli anni dunque si è stati sempre più attenti alle
dimensioni, ai colori sociali (verde e giallo), alla corrispondenza tra scritta (Legambiente) e immagine (cigno), alla compresenza assoluta di scritta e cigno. Inoltre è stato creato un carattere
Legambiente che accomuna tutti i materiali comunicativi dell’associazione.
1 2
L’associazione organizza periodicamente riunioni dedicate a specifici temi che vedono la partecipazione di rappresentanti territoriali da tutte le regioni italiane. Ne sono un esempio le riunioni
periodiche di Legambiente Scuola e Formazione sulle problematiche scolastiche, sulle problematiche dei ragazzi e sull’attività dei CEA, i gruppi di lavoro dedicati alle singole campagne, le
commissioni tematiche sulle aree protette, sull’agricoltura, sui beni culturali. Gli incontri sono
l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, rimettere a fuoco gli obiettivi dell’associazione
e disegnare una comune strategia di azione.
Ovviamente questi appuntamenti sono un’occasione preziosa di informazione e formazione interna grazie all’intervento di esperti di settore e allo scambio di esperienze.
SUPPORTO SCIENTIFICO E TECNICO
ALLE VERTENZE DEI CIRCOLI SUL TERRITORIO
linea d’azione
2
I componenti dell’ufficio Scientifico svolgono un’attività costante di consulenza per l’associazione, ma anche per amministrazioni e cittadini e di informazione su diverse tematiche attraverso la
partecipazione a convegni, incontri, interviste (quotidiani, radio, tv). In questo modo si cerca da
una parte di fornire studi e strumenti per conoscere meglio le problematiche ambientali (dossier,
convegni, campagne) dall’altra si vogliono indirizzare le attività, scelte e decisioni in modo compatibile con l’ambiente. In particolare nei confronti dei Circoli l’ufficio svolge quotidianamente un
servizio di supporto per approfondire, dal punto di vista tecnico-scientifico problematiche locali
(inquinamento aria, acqua, suolo, rifiuti, attività industriali, rischio idrogeologico, inquinamento
industriale...) e trovarne le soluzioni o fornire la base scientifica e tecnica su cui attuare le intraprese vertenze.
2.4.10
Comunicazione
Sostenere e valorizzare le politiche e le azioni associative attraverso la creazione
di solide relazioni con i media, per diffondere presso l’opinione pubblica la consapevolezza verso le problematiche ambientali e garantire la circolazione delle informazioni e degli approfondimenti all’interno e all’esterno di Legambiente.
Un’efficace attività di comunicazione è vitale per un’associazione ambientalista che ha, tra i propri
obiettivi costitutivi, la sensibilizzazione, la partecipazione e la mobilitazione dei cittadini. Inoltre,
la vasta produzione d’informazioni scientifiche ha bisogno di un impegno specifico che la renda
divulgabile e accessibile al maggior numero di persone ed enti. La strategia comunicativa si avvale quindi di più strumenti, canali, linguaggi coerenti con gli obiettivi e i valori associativi e con
le specificità dei vari beneficiari e destinatari: cittadini, operatori dei mass media, imprese, istituzioni, opinion leader, strutture interne, base associativa. Oltre a mantenere alta la qualità della
comunicazione con i mass media tradizionali, dei periodici e delle riviste tematiche storiche e
recenti, un particolare investimento è destinato al rinnovamento delle forme di comunicazione.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
2
Diversificare le testate di riferimento e operare per aumentare
la pubblicazione delle informazioni prodotte dall’associazione,
garantendo competenza scientifica
ed efficacia divulgativa e rafforzando
l’immagine positiva e affidabile di cui
gode Legambiente presso l’opinione
pubblica e gli stakeholder.
Favorire la circolazione e l’accesso all’informazione e offrire
strumenti e opportunità di approfondimento delle problematiche ambientali
ai vari stakeholder interni ed esterni.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Ufficio Stampa
• Centro di documentazione multimediale
• Siti internet
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
•
•
•
•
Centro di documentazione multimediale
La biblioteca del cigno
La Nuova Ecologia
Legambiente sul web
Comunicazione
linee d’azione
OBIETTIVI >
OBIETTIVI >
Identità associativa
RIUNIONI TEMATICHE
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
Puntare sulle nuove forme di
comunicazione, per potenziarne l’accessibilità e l’interattività, investendo in particolare nell’aggiornamento del portale internet istituzionale,
nell’apertura di profili sui social network, nella digitalizzazione del Centro di documentazione.
•
•
•
•
Centro di documentazione multimediale
Legambiente sul web
Newsletter
Social Network
Iniziative trasversali
•
•
•
•
•
•
•
CENTRI DI DOCUMENTAZIONE MULTIMEDIALE
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
Campagne >> Obiettivi vari
Dossier e rapporti scientifici >> Obiettivi vari
Petizioni >> Obiettivo Cittadinanza attiva
Formazione Ambiente >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Jey >> Obiettivo Qualità culturale dei territori
Materiali informativi per campagne e progetti >> Obiettivi vari
www.fonti-rinnovabili.it >> Obiettivo Modello energetico sostenibile
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Moltiplicare le occasioni di diffusione della cultura ambientalista;
• dare una corretta informazione sulle problematiche ambientali;
• aumentare le occasioni di formazione, sia interna che esterna, così da garantire la consapevolezza
e la condivisione delle posizioni e delle iniziative di Legambiente.
linee d’azione
209
1 2 3
Legambiente mette a disposizione da sempre e gratuitamente, attraverso il Centro di Documentazione, i suoi dossier e rapporti, per anni in formato cartaceo, poi attraverso il suo sito internet.
Nel 2009 inizia la ristrutturazione del Centro di Documentazione di Legambiente in un archivio
multimediale, che diventerà il portale sul web www.legambientemedia.eu che ospiterà i contenuti
istituzionali dell’associazione in formato digitale, audio e video.
LegambienteMedia è quindi il portale dell’archivio multimediale, costituito di due parti: un server con un database che indicizza i contenuti ed una interfaccia web per la sua consultazione.
L’obiettivo del database è quello di costituire il centro di indicizzazione di tutti i documenti
dell’associazione, in tutte le loro versioni e forme disponibili (carta, pdf, video, audio), per facilitare la ricerca e l’accesso alle risorse on line. Attualmente il database è in fase di sviluppo e
conta circa 4.800 record.
Inoltre è visibile al pubblico il sito www.legambiente.tv, come prima parte del più ampio progetto
di LegambienteMedia, che ospita video su iniziative, campagne e convegni di Legambiente. Al
momento sono presenti 30 video.
LA BIBLIOTECA DEL CIGNO
linea d’azione
2
La Biblioteca del Cigno è la collana di libri di Legambiente edita dalla Cooperativa Editoriale La
Nuova Ecologia. Propone nuovi strumenti di riflessione e di formazione utili a leggere la contemporaneità, diventare persone più consapevoli, cogliere connessioni e scenari innovativi. Fra
inchieste ambientali (con la collana Veleni), manuali di buone pratiche (Mani) e saggistica (Alberi)
Legambiente sviluppa il filo dell’ambientalismo scientifico per tessere i saperi e diffondere le
ragioni di una società capace di futuro.
*
Libri editi nel 2009:
• Erasmo D’Angelis, Italiani con gli stivali.
Breve storia della protezione civile in Italia,ISBN 9 788896613016;
• Sandro Polci, I piccoli comuni, dal disagio insediativo al buon vivere italiano.
Rapporto nazionale di Legambiente e Confcommercio sulle aree interne, ISBN 9 788896613023.
LEGAMBIENTE SUL WEB
linea d’azione
2
Strumento fondamentale per comunicare con l’esterno, spesso primo luogo di contatto con media
e cittadini, è il web. Legambiente, oltre al suo sito istituzionale principale, www.legambiente.eu
(che dal 2010 cambierà dominio), gestisce una serie di altri siti tematici, alcune newsletter. Dal
2009 si è affacciata anche al mondo dei social network aprendo un profilo su Facebook, seguendo l’esempio di molti Circoli di Legambiente che hanno scelto questo strumento per organizzarsi
e dialogare sul territorio. Il 2009 ha visto l’associazione iniziare anche un processo di revisione e
di riorganizzazione del proprio sito internet, nell’ottica di una maggiore funzionalità di navigazione tematica e maggiore interazione con gli utenti internet. Il sito nella sua nuova veste sarà on-
Comunicazione
Comunicazione
3
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
208
line a metà 2010 e vedrà la migrazione al dominio .it e l’apertura di profili su altri social network.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
NEWSLETTER
linea d’azione
I siti internet di Legambiente:
www.legambiente.eu - Il sito istituzionale e principale via di accesso alle attività dell’associazione, ai suoi dossier scientifici, ai comunicati stampa, alle modalità di collaborazione e le occasioni
di volontariato. Dal 2010 cambierà dominio e diventerà www.legambiente.it
Visite 2009: 714.322 visite, 458.301 visitatori unici assoluti, 2.861.625 visualizzazioni di pagina
OBIETTIVI >
Comunicazione
www.viviconstile.org - Il sito della campagna Vivi con stile propone schede per informare i
consumatori su acquisti e comportamenti più sostenibili.
Visite 2009: 74.479 visite, 65.180 visitatori unici assoluti, 171.360 visualizzazioni di pagina
www.stopthefever.org - Una città virtuale che adotta comportamenti ecocompatibili per ridurre
le proprie emissioni di gas serra.
Visite 2009: 23.698 visite, 14.935 visitatori unici assoluti, 70.363 visualizzazioni di pagina
www.ecosportello.org - Lo sportello informativo dedicato ai temi dell’energia, dei rifiuti e
degli acquisti verdi.
Visite 2009: 52.584 visite
www.fonti-rinnovabili.it - Il sito italiano più visitato sulle energie da fonte rinnovabile.
Visite 2009: 226.245 visitatori, 1.229.490 visualizzazioni di pagina
www.piccolagrandeitalia.it - Il portale delle iniziative rivolte ai piccoli comuni, per la promozione dell’Italia delle Identità, dei territori, dell’innovazione, della qualità, dei saperi e dei sapori.
Visite 2009: 33.547 visite, 25.315 visitatori unici assoluti, 117.433 visualizzazioni di pagina
www.legambientescuolaformazione.it - Il sito che racchiude le attività e le proposte educative
di Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale degli educatori ambientalisti.
Visite 2009: 57.449 visite, 43.749 visitatori unici assoluti, 237.562 visualizzazioni di pagina
www.legambientenatura.it - Il sito dedicato ai progetti dell’Ufficio Parchi di Legambiente e ai
temi relativi alla natura e alla biodiversità. Il sito è stato lanciato a fine 2009.
www.legambienteturismo.it - Il portale del progetto di etichetta ecologica per i servizi di ricezione turistica di Legambiente Turismo.
Visite 2009: 285.735 visitatori, 6.477.499 visualizzazioni di pagina
www.festambiente.it - Il sito del festival ambientalista di Legambiente che si svolge ogni estate
nel cuore della Maremma.
Visite 2009: 147.887 visite, 569.025 pagine visualizzate
www.festambientenet.it - Il portale della rete dei festival estivi di Legambiente che negli anni
sono divenuti un appuntamento atteso e consolidato.
Visite 2009: 6.513 visitatori unici assoluti
www.sitodenuclearizzato.eu - Il sito nato nell’ambito della campagna Per il clima contro il
nucleare per scaricare i banner per denuclearizzare siti web, blog e profili sui social networks.
Visite 2009: 19.856 visite, 17.354 visitatori unici, 31.459 visualizzazioni di pagina
3
Legambiente comunica le proprie iniziative attraverso molte newsletter tematiche, tra le quali:
• Legambiente Notizie (17.225 iscritti): comunica le iniziative generali dell’associazione a soci e
simpatizzanti;
• Piccola Grande Italia (2.774 iscritti): newsletter che mette in rete i comuni che aderiscono alla
campagna Piccola Grande Italia;
• Legambiente Scuola e Formazione (3.880 iscritti): per insegnanti, formatori ed educatori
ambientali;
• Volontariambiente (3.523 iscritti): la newsletter dei volontari attivi nei campi di volontariato;
• Oplà (1.069 iscritti): la newsletter dell’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale
di Legambiente;
• Rassegna stampa (901 iscritti): invio di una rassegna stampa quotidiana delle notizie ambientali
sui principali quotidiani italiani;
• Circoli (619 iscritti): strumento per comunicazioni di servizio ai Circoli di Legambiente.
SOCIAL NETWORK
linea d’azione
3
Oltre ai siti internet, Legambiente ha aperto le porte anche al mondo dei social network, cominciando da Facebook, il più diffuso e più utilizzato al momento, anche dai Circoli di Legambiente.
Nel dicembre 2008 è stato aperto un profilo (www.facebook.com/legambiente) che nel corso del
2009 ha raggiunto i 5mila contatti, limite imposto dal network, tanto che si è resa necessaria
l’apertura di una fan page, che sarà lanciata nel 2010.
Tramite il profilo sono stati aperti gruppi tematici in relazione a campagne e iniziative specifiche,
quali:
• Goletta Verde 2009 (1.469 membri)
• Road to Copenaghen, in corrispondenza del summit sul clima di Copenaghen a dicembre 2009
(1.490 membri)
• Per il clima contro il nucleare, un gruppo per discutere di nucleare e delle sue implicazioni.
L’esperienza sui social network si è rivelata uno strumento positivo e immediato di comunicazione sia all’interno dell’associazione che verso simpatizzanti non ancora iscritti a Legambiente.
UFFICIO STAMPA
linea d’azione
211
1
È il principale strumento per comunicare e promuovere verso l’esterno il punto di vista e le iniziative dell’associazione. Comunica e diffonde tutte le attività di Legambiente, curando i rapporti
con i media (stampa cartacea periodica e quotidiana, radiofonica, televisiva e web).
A questo scopo, è in contatto anche con le sedi regionali di Legambiente e, quando necessario,
con i Circoli.
L’ufficio stampa si occupa di:
• interagire con i media per garantire la visibilità di Legambiente e delle sue attività;
• monitorare le agenzie per rilevare gli argomenti e le notizie su cui Legambiente intende intervenire con commenti e dichiarazioni;
Comunicazione
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
210
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
*
L’ufficio stampa di Legambiente nel 2009:
•593 comunicati stampa dall’ufficio stampa nazionale, di cui 372 dichiarazioni e commenti
dell’associazione a fatti di cronaca e 221 lanci di iniziative di Legambiente;
• 287 comunicati rilasciati dagli uffici stampa delle campagne itineranti (Goletta Verde, Goletta
dei Laghi, Treno Verde, Operazione Fiumi);
• ha collaborato con 109 agenzie, quotidiani, radio, tv, web, e 18 periodici;
• ha organizzato 31 conferenze stampa nazionali, escluse tutte quelle fatte nel corso delle campagne;
• ha partecipato agli eventi G8 Ambiente di Siracusa, G8 a L’Aquila, Terra Futura a Firenze, Summit sul clima di Copenaghen, Giornate dell’Interdipendenza, Assemblea dei Circoli di Rispescia,
Convegno presso l’Ambasciata Britannica.
COOPERATIVA EDITORIALE LA NUOVA ECOLOGIA
Editoriale La Nuova Ecologia è una società cooperativa senza fini di lucro, costituita nel 1995 da
Legambiente per la gestione delle proprie riviste e di numerose altre iniziative ad esse collegate.
La cooperativa è un soggetto autonomo dal punto di vista giuridico ed amministrativo, collabora
strettamente con Legambiente nei contenuti secondo una missione comune di fare informazione,
formazione e comunicazione ambientale, strumenti fondamentali nella politica dello sviluppo sostenibile. Oltre alla prevalente attività editoriale, organizza convegni e seminari, manifestazioni,
rassegne cinematografiche, corsi di giornalismo e di formazione, cura l’ufficio stampa per conto
di aziende private e di enti pubblici. Alla base del lavoro svolto c’è un costante impegno alla
tutela e la valorizzazione di princìpi etici nei rapporti economici e sociali.
La cooperativa edita le riviste:
• La Nuova Ecologia (mensile)
• Rifiuti Oggi (trimestrale)
• QualEnergia (bimestrale)
e i siti internet:
• www.lanuovaecologia.it
• www.qualenergia.it
e organizza numerose altre iniziative di formazione e comunicazione
213
LA NUOVA ECOLOGIA
La Nuova Ecologia, voce storica dell’ambientalismo italiano, è nata nel 1978 con il nome di
Ecologia da un collettivo di ambientalisti milanesi, in un periodo in cui l’ambiente non faceva
notizia e la rivista costituiva una delle poche voci che si occupavano della salvaguardia delle
risorse naturali. Due anni dopo ha cambiato nome diventando La Nuova Ecologia. È stata negli
anni l’amplificatore di centinaia di battaglie ambientaliste e luogo prezioso di dibattito e riflessione
culturale. Nell’aprile del 1986 è stato il solo giornale italiano a dire subito, e per intero, la verità
sull’arrivo in Italia della nube radioattiva sprigionata dall’incidente di Chernobyl.
Dal 1996 la rivista è spedita ai soci di Legambiente che ne fanno richiesta, e riporta molti contenuti e attività dell’associazione e dà voce ai Circoli e a molte vertenze territoriali. Allo stesso
tempo parla a un mondo sensibile alle tematiche ambientali al di fuori dell’associazione, con cui
instaura un dialogo e un dibattito costruttivo.
La rivista raggiunge i propri obiettivi trattando temi che ruotano intorno a tre assi principali:
• il racconto del conflitto ambientale sia locale (la legalità, l’abusivismo, i rifiuti...), che su scala
globale (i cambiamenti climatici, ritorno al nucleare...);
• la proposta di nuovi stili di vita;
• l’approfondimento teorico sui paradigmi dell’ambientalismo moderno.
Nel 2002 La Nuova Ecologia è diventata anche testata on line (www.lanuovaecologia.it), il primo
quotidiano on line specializzato sull’ambiente, ricco di notizie, dossier, forum, approfondimenti.
Punto di riferimento indispensabile per giornalisti, esperti, imprese, studenti e chiunque sia interessato ai temi dell’ecologia, dei consumi, degli stili di vita ecocompatibili e allo sviluppo sostenibile.
*
La Nuova Ecologia nel 2009:
• tiratura: circa 100mila copie al mese, di cui 99,55% sono soci Legambiente, 0,45% abbonati e
acquirenti singoli non soci;
• la rivista è stata diffusa anche attraverso oltre 100 punti di eco-lettura (luoghi pubblici di condivisione di copie gratuite, istituzionali e commerciali);
• 59 gli inserzionisti, aziende che offrono beni e servizi ecocompatibili;
• i temi principali trattati: risparmio ed efficienza energetica, riscaldamento globale, green economy e green jobs, fonti rinnovabili ed energia nucleare, mobilità a basse emissioni;
• oltre 350mila visite medie mensili per il sito www.lanuovaecologia.it.
QUALENERGIA
È un bimestrale realizzato in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club, dedicato alle politiche
energetiche. Nato agli inizi degli anni Ottanta e rilanciato nel 2003, intende promuovere, sensibilizzare, informare, approfondire le opportunità che si aprono sul fronte dell’efficienza energetica e
delle rinnovabili, segnala le soluzioni tecnologiche più interessanti, analizza l’evoluzione del mercato elettrico e del gas, sostiene l’azione innovativa di Regioni ed enti locali su queste tematiche.
QualEnergia è anche un sito internet, www.qualenergia.it, portale di Kyoto Club e Legambiente dedicato alle tematiche energetiche lette in termini scientifico-ambientali, con un focus sugli impatti
climatici. È un notiziario aggiornato sui temi dell’energia e una banca dati a disposizione di tutti.
*
QualEnergia nel 2009:
• tiratura: 90mila copie;
• il 20% dei lettori sono soci Legambiente, il restante sono abbonati non soci;
• 305mila visite al sito www.qualenergia.it.
Comunicazione
• informare tramite comunicati stampa sulle attività e sulle campagne dell’associazione;
• organizzare conferenze stampa, per il lancio di iniziative, per l’apertura e per la chiusura delle
campagne oppure per la presentazione dei dossier;
• seguire come ufficio Stampa itinerante le campagne di Legambiente;
• proporre collaborazioni in esclusiva con singole testate, media partnership per le campagne di
Legambiente o per iniziative specifiche;
• rispondere alle richieste che provengono dai media sia fornendo dati e informazioni specifiche
sia proponendo interlocutori per interviste e programmi;
• partecipare a iniziative nazionali e internazionali;
• redigere una rassegna stampa quotidiana sui temi ambientali, diffusa sul sito internet e tramite
newsletter.
L’obiettivo è far sì che Legambiente mantenga e rafforzi presso i media l’immagine di soggetto
autorevole e competente dal punto di vista scientifico sia come fonte della notizia che come
memoria storica e per il radicamento dell’associazione nel territorio. Attraverso le uscite a mezzo
stampa e la capillare presenza sui media, Legambiente si propone di raggiungere il maggior numero di cittadini per informarli e sensibilizzarli sui temi ambientali.
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
OBIETTIVI >
Comunicazione
212
OBIETTIVI >
Comunicazione
RIFIUTI OGGI
Nato nel 1990, Rifiuti Oggi è un trimestrale che si occupa di rifiuti sotto vari aspetti: la normativa,
le buone pratiche, inchieste, focus scientifici, rubriche dai Comuni, dalle Provincie, dalle Regioni
e dalle imprese.
Il contesto in cui Rifiuti Oggi ha visto la luce era quello dell’Italia alla fine degli anni Ottanta: un
paese agli ultimi posti in Europa per il livello e i volumi di raccolta differenziata e che manteneva
il primato della quantità di rifiuti smaltiti in discarica, in impianti approssimativi gestiti in maniera
scorretta. Negli anni Rifiuti Oggi si è trasformata in un punto di riferimento per tutti coloro che
operano nelle professioni legate al mondo dei rifiuti, uno strumento indispensabile per enti,
amministrazioni e aziende che operano nella gestione dei rifiuti, essendo diventato uno dei pochi
riferimenti nel panorama della stampa specializzata del settore. Ogni uscita della rivista prevede
uno spazio dedicato alla comunicazione dei partner di Ecosportello: CONAI, Federambiente e
Fise-Assoambiente. A Rifiuti Oggi inoltre è legato il progetto Club Nuova Ecologia che si propone
di promuovere un ristretto gruppo di imprese che abbiano come obiettivo prioritario l’impegno
di sostenere la sostenibilità ambientale.
*
Rifiuti Oggi nel 2009:
• tiratura: 20mila copie;
• tra i lettori, il 10% sono soci Legambiente, il 90% abbonati non soci;
• la rivista è stata distribuita a tutti i sindaci, uffici tecnici e assessori all’ambiente comunali,
a deputati e senatori delle Commissioni Ambiente, Attività Produttive, di Inchiesta nel ciclo dei
rifiuti, assessori all’ambiente provinciali e regionali, oltre che alle aziente private associate a FiseAssoambiente e alle aziende pubbliche associate a FederAmbiente.
TRA LE ALTRE ATTIVITÀ GESTITE DALLA COOPERATIVA:
Corso Euromediterraneo di Giornalismo ambientale Laura Conti
Dal 2001 l’Editoriale La Nuova Ecologia, in collaborazione con Legambiente, promuove il corso
euromediterraneo di giornalismo ambientale intitolato a Laura Conti, una delle figure più significative nel panorama della divulgazione scientifico-ambientale del nostro Paese.
L’iniziativa, unica in Italia, è realizzata in partenariato con l’Info/Rac-Map, il centro per l’informazione e comunicazione dell’Unep, e l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia. Ha inoltre
ricevuto i patrocini del ministero dell’Ambiente, Enea, Federparchi e Pentapolis. Il corso, a cadenza annuale, si rivolge a giornalisti professionisti e pubblicisti interessati ad approfondire le loro
conoscenze sulle questioni ambientali, ma è aperto anche a laureati o diplomati interessati alle
conoscenze di base e alle tecniche dell’informazione ambientale. Prevede la partecipazione di 20
giovani, a cui è data la possibilità di usufruire di borse di studio integrali e parziali. Oltre un terzo
degli studenti, terminato il corso, ha avviato rapporti di lavoro con diverse testate giornalistiche,
uffici stampa di associazioni, enti pubblici e imprese private.
Nel 2009 il Corso Laura conti si è svolto dal 26 ottobre al 18 dicembre presso il Campus Universitario di Savona in collaborazione con il Parco naturale delle Cinque Terre.
Il Club Nuova Ecologia
La Nuova Ecologia promuove un progetto unico ed esclusivo nel panorama editoriale: il Club Nuova
Ecologia. Alcune imprese hanno accolto con coraggio la nuova sfida ambientale, impegnandosi
nella ricerca, nella produzione e nella comunicazione di prodotti e servizi ecocompatibili, ma
soprattutto adottando una specifica strategia nell’affrontare le tematiche ecologiche. Aderendo
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
215
al club mediante pagamento di una quota, le aziende beneficiano di una comunicazione mirata
attraverso i canali della cooperativa o studiati appositamente, opportunamente ritagliata su una
specifica platea: i soci di Legambiente, gli abbonati e i lettori delle riviste, il mondo istituzionale,
le amministrazioni locali, i mass media, le imprese, le associazioni di categoria. Tutti soggetti
che svolgono un ruolo rilevante nel determinare l’immagine ambientale delle aziende stesse. Nel
2009 sono 33 le aziende che fanno parte del club.
Forum QualEnergia
La cooperativa Editoriale La Nuova Ecologia organizza il forum QualEnergia, un appuntamento
per affrontare la questione energetica sotto varie forme, non solo dal punto di vista tecnico ma
anche da quello delle ricadute sociali ed economiche.
Nel 2009 il Forum si è svolto a Roma, sul tema ambiente e politiche energetiche: dalla crisi alle
opportunità. Economia, istituzioni, industria e mondo della ricerca a confronto. Il forum è anche
stato occasione per parlare del ritorno al nucleare in Italia, e del rapporto dei cittadini italiani
con l’energia e del loro protagonismo nelle scelte energetiche.
Comunicazione
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI >
214
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Iniziative trasversali
2.4.11 Raccolta
fondi
e allargamento base associativa
Differenziare e sviluppare le attività di raccolta fondi e di allargamento della base
associativa ricorrendo a nuovi metodi e strumenti, per perseguire con determinazione e continuità gli obiettivi strategici e accrescere il consenso su cui basare e
legittimare la propria azione politica, continuando a garantire la propria indipendenza d’azione.
Legambiente già da qualche anno ha intrapreso la strada del fundraising e dell’incremento di
progettualità finanziate con fondi pubblici e privati, per acquisire risorse economiche che vanno
ad aggiungersi alle fondamentali quote d’adesione dei soci. Oggi l’associazione è impegnata nella definizione di un’articolata strategia espansiva per la raccolta fondi, che punta a consolidare,
diversificare e incrementare i donatori attivi e le collaborazioni con le imprese, senza compromettere l’indipendenza dell’associazione e garantendo la massima trasparenza. Una strategia che
conterà su strutture specifiche, con risorse umane e professionali dedicate.
Le linee di azione e le attività di riferimento
1
2
3
Aumentare il coinvolgimento dei cittadini, attraverso il consolidamento e l’allargamento della base associativa, e il potenziamento della capacità di raccolta fondi
dai singoli.
Migliorare in modo diffuso le capacità progettuali per accedere più frequentemente alle risorse comunitarie, nazionali e
locali, pubbliche e private.
Incrementare e consolidare le collaborazioni e le convenzioni con le
imprese che hanno un sano desiderio
di investire nella qualità ambientale
e sociale, per guidarle in percorsi duraturi di sostenibilità e per realizzare iniziative d’informazione, sensibilizzazione,
tutela ambientale e promozione sociale.
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• 5 per mille
• BosCO2
• Tesseramento
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• Attività di ricerca
• Bandi e gestione progettuale
ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO
• BosCO2
• Collaborazione con aziende
• Bazar >> Obiettivo Stili di vita
• Campagna di sostegno a distanza Una Scuola per il Clima >> Obiettivo
Cooperazione internazionale
• Campagna di sostegno a distanza UnMondoTuttoAttaccato >> Obiettivo
Cooperazione internazionale
• Convenzioni per i soci >> Obiettivo Stili di vita
• Protocolli con le aziende >> Obiettivo Economia verde
Obiettivi di miglioramento per il 2010
• Aumentare il numero dei soci e dei Circoli Legambiente;
• aumentare il numero delle persone che devolvono il 5x1000 all’associazione;
• aumentare il numero di collaborazione con le aziende anche ai fini del fund raising.
Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009
(A-Z)
5 PER MILLE
Legambiente dal 2006 riceve i fondi ricavati dal 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
per finalità di sostegno agli enti no
profit, di finanziamento della ricerca
scientifica, universitaria e sanitaria.
Nel 2009 Legambiente ha promosso la possibilità di devolvere il 5
per mille nei seguenti modi:
• stampa di 10mila cartoline e
100mila card, distribuite nelle varie
iniziative associative e spedite ai
Circoli e ai Regionali di Legambiente per la distribuzione sul territorio;
• lettera ai soci, ai Circoli, ai Regionali, alle aziende partner, e a una
serie di contatti vip;
linea d’azione
1
Il 5 per mille degli anni precedenti
(riferiti solo a Legambiente nazionale)
• Anno 2005 (CUD 2006):
5.311 preferenze, raccolti € 163.008,91
• Anno 2006 (CUD 2007):
5.116 preferenze, raccolti € 155.622,03
• Anno 2007 (CUD 2008):
3.827 preferenze, raccolti non ancora comunicati
Utilizzo dei fondi delle campagne precedenti
Anno 2006:
€ 50.000,00: copertura costi campagna
€ 50.000,00: ripartizione ai Regionali Legambiente
€ 63.008,91: campagne nazionali
Anno 2007:
€ 50.000, 00: copertura costi campagna
€ 50.000,00: ripartizione ai regionali Legambiente
€ 55.622,03: campagne nazionali
• pubblicità dell’iniziativa sulla home page del sito di Legambiente per tutti i mesi di Aprile e Maggio;
• 17 le uscite su stampa nazionale e locale, 3 sui siti internet e su La Nuova Ecologia.
217
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
216
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Le destinazioni del 5 per mille 2009, insieme a parte di quelle ricevute negli anni passati, sono
state utilizzate per pianificare il nostro sostegno in Abruzzo oltre l’emergenza dei primi mesi.
Con i fondi raccolti è stato costituito l’Osservatorio Ambiente e Legalità sull’Abruzzo e messo in
sicurezza il patrimonio artistico e culturale con i Gruppi di protezione civile di Legambiente.
ATTIVITÀ PROGETTUALE
linea d’azione
2
Legambiente sta sviluppando in modo sempre più efficace l’attività progettuale, a partire dall’individuazione di bandi e linee di finanziamento da soggetti pubblici e privati utili per il reperimento di fondi a sostegno delle attività istituzionali e in linea con le finalità dell’associazione.
I progetti rappresentano un importante strumento associativo, in quanto consentono di attivare
alcune delle politiche ambientali e sociali messe in campo dall’associazione e permettono il reperimento di fondi anche da veicolare sul territorio attraverso il coinvolgimento delle strutture
territoriali di Legambiente. Inoltre sono un trampolino per sviluppare e rafforzare relazioni con i
membri del partenariato, scambiare buone pratiche con associazioni, istituzioni e soggetti scientifici rafforzando le competenze e superando i confini nazionali.
Rientrano in questa attività anche le azioni di formazione dal punto di vista amministrativo e
gestionale dei responsabili dei Comitati Regionali di Legambiente e di alcuni Circoli che vengono
coinvolti dai progetti di Legambiente a livello nazionale.
Nel 2009:
• 16 nuovi progetti presentati, 8 approvati, 3 in attesa di approvazione;
• strette alleanze di partenariato con 19 nuovi soggetti;
• gli enti finanziatori principali con cui Legambiente ha lavorato sono ministero del Lavoro, ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ministero degli Affari Esteri, Commissione Europea, fondazioni private.
*
I principali progetti nel 2009:
Abitare la nostra Terra - Terra e produzione agricola nei Paesi del Sud del mondo
(dal 04/2007 al 04/2009)
Un progetto di educazione allo sviluppo finanziato dal ministero degli Affari Esteri, portato avanti
da Legambiente in consorzio con le organizzazioni non governative CEVI, CIPSI, COSPE, per promuovere il riconoscimento del valore sociale, culturale e ambientale della terra nello sviluppo dei
paesi del sud del mondo.
Empowerment delle comunità per l’accesso all’acqua e ai servizi sanitari nella Lumbombo Region, Swaziland (dal 04/2008 al 03/2011)
Progetto finanziato dal ministero Affari Esteri e portato avanti in collaborazione con la organizzazione non governativa COSPE di Firenze. L’obiettivo specifico è quello di garantire l’accesso ad
acqua potabile e servizi igienici alla popolazione di 15 comunità rurali nello Swaziland.
E…state nei parchi! (06/2009 – 08/2009)
Progetto finanziato dal ministero dell’Ambiente e realizzato in collaborazione con Cts, Marevivo
e Wwf Italia, per permettere a ragazzi di passare una settimana a contatto con la natura e avvicinarsi concretamente alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio e dell’ecosistema.
Formare il No Profit, APS 2007, lett. d) (dal 01/12/2008 – 30/11/2009)
Iniziativa di formazione rivolta ai dirigenti dei Comitati Regionali e di alcuni Circoli gestione e amministrazione degli enti no profit. Sono stati organizzati 3 appuntamenti per un totale di 48 partecipanti provenienti da 19 regioni. Finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Green Post (Intelligent Energy for Europe) (01/01/2008 – 30/06/2010)
Il progetto Green Post, di cui Poste Italiane è capofila ha come obiettivo la promozione di un
modello di mobilità sostenibile nella consegna delle poste, coniugando riduzione delle emissioni,
vantaggi economici per gli operatori, sicurezza e comodità nella consegna della posta. Legambiente
è responsabile delle attività di educazione ambientale e comunicazione del risultati del progetto.
Habana Ecopolis (dal 03/1998 al 03/2010)
Progetto di cooperazione internazionale finanziato dal ministero degli Affari Esteri per la riqualificazione ambientale e lo sviluppo sociale e culturale di alcuni municipi della capitale cubana
La Habana dichiarati insalubri dal governo. Progetto condotto in consorzio con le ong COSPE
e CRIC, con ARCI e con il Laboratorio per la Progettazione Ecologica degli Insediamenti (LAPEI)
dell’Università di Firenze.
Island meeting in Europe - Senior Volunteering Programme (dal 08/2009 al 07/2011)
Progetto di volontariato internazionale per adulti finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Lifelong Learning Programme, che prevede lo scambio di volontari senior tra Legambiente
e l’associazione estone EstYes.
Life P.A.R.C. (dal 01/01/2009 al 31/12/2011)
Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è promosso dall’ Ente Parco di MontemarcelloMagra, Regione Liguria, Provincia della Spezia, il DIP.TE.RIS. dell’Università degli Studi di Genova
e Legambiente, ha come obiettivo principale il miglioramento dello stato di conservazione della
Lampreda di mare, della Cheppia, del Vairone, della Rovella e del Barbo, all’interno dell’areale
del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra.
Servizio Volontario Europeo (SVE) – vari progetti
Progetti di scambio di volontari a lungo termine tra paesi europei, che si inseriscono nel programma Gioventù in Azione finanziato dalla Commissione Europea il cui scopo è promuovere la
cittadinanza attiva dei giovani e il loro essere cittadini europei, per rafforzare la coesione sociale
dell’Unione Europea.
Sempreverdi, APS 2006 lett. f ) (dal 4 marzo 2008 al 14 settembre 2009)
Il progetto, realizzato con il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali, sviluppa attività di valorizzazione e recupero dei mestieri di una volta e promozione della
solidarietà intergenerazionale nei parchi.
Un parco a misura di bambino, APS 2007, lett. f ) (dal 01/12/2008 – 31/05/2010)
Il progetto, realizzato con il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali, pone le basi affinché le aree naturali protette possano sempre più garantire servizi e
strutture adatte ai giovanissimi, in particolare agli under 14.
Water Access Through Empowerment - WATER (dal 11/2007 al 11/2010)
Progetto di educazione allo sviluppo finanziato dalla Commissione Europea, svolto in consorzio
con le ong CIPSI, COSPE e altre associazioni di 6 stati europei, per la promozione e tutela delle
risorse idriche e del concetto di acqua come diritto e bene comune dell’umanità.
219
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
218
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
Verso l’Impresa sociale, APS 2006 lett. d) (dal 14/03/2008 al 14/03/2009)
L’iniziativa, finanziata dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prevede
un’attività di formazione on-line per i soci e i Circoli di Legambiente riguardo alle novità e le opportunità derivanti da nuove leggi sul Terzo Settore, e in particolare in merito all’impresa sociale.
BOSCO2 DI NATALE
linee d’azione
1 3
Per il Natale 2009 Legambiente ha lanciato una campagna di raccolta fondi che offre a cittadini
e aziende uno strumento per trasformare il natale in un impegno personale e collettivo a difesa
dell’ambiente. Ogni anno infatti nel periodo natalizio i consumi di energia arrivano alle stelle
e grandi quantità di CO2 vengono immesse nell’atmosfera e l’ambiente è il primo a pagarne le
conseguenze.
Con BosCO2 di Natale, realizzato in collaborazione con AzzeroCO2, si permette ai cittadini di
dare un’impronta ecologica al proprio Natale piantando un albero, come regalo per sé o per gli
amici, e allo stesso tempo un contributo reale alla riduzione della CO2, tra i principali gas serra
responsabili del riscaldamento globale.
Un contributo di 40 euro permette di mettere a dimora un nuovo albero. Il donatore a testimonianza del suo contributo riceve un biglietto di auguri che attesta l’acquisto dell’albero e la
scheda del parco dove l’albero verrà piantato.
Gli interventi di riforestazione del BosCO2 di Natale sono stati realizzati in Piemonte nel Parco
fluviale del Po e dell’Orba, secondo lo standard sviluppato dal Comitato Parchi per Kyoto.
La CO2 assorbita dagli alberi piantumati è stata calcolata sulla base degli standard Good Practice
Guidance for Land Use, Land-Use Change and Forestry della IPCC (Intergovernmental Panel on
Climate Change) e iscritta sotto forma crediti di riduzione delle emissioni in un registro tenuto
dal parco, che ne garantirà la trasparenza e la tracciabilità.
Tra le varie attività di collaborazione:
• Partnership. È il sostegno ad un’attività di Legambiente. Collaborare con Legambiente per
l’organizzazione e la promozione di un’iniziativa per l’azienda rappresenta anche un’occasione di visibilità: dalla presenza del logo dell’azienda nei materiali distribuiti, alla presenza nei
comunicati stampa, all’organizzazione di un evento comune, alla promozione nel sito internet.
50 partnership nel 2009.
• Partnership tecnica. L’azienda può mettere a disposizione di Legambiente beni materiali, servizi o la propria esperienza per la costruzione o lo svolgimento di un progetto o di un’iniziativa.
10 partnership tecniche nel 2009.
• Donazioni. Contributi destinati a sostenere l’attività continuativa di prevenzione e informazione.
15 donazioni nel 2009.
• Cessione di logo. Se fra Legambiente e l’azienda c’è una coerenza di immagine e di obiettivi,
se il prodotto o il servizio offerto rispetta determinati standard ecologici di eccellenza, è possibile
promuovere quel prodotto o servizio dell’azienda abbinandolo al logo di Legambiente.
16 le cessioni di logo nel 2009.
• Convenzioni. Legambiente può contare su un gran numero di soci e sostenitori. È possibile
offrire benefit e sconti su prodotti e servizi (compatibili con la mission dell’Associazione) diretti.
16 le convenzioni attive nel 2009.
• Iniziative per Natale. Molte aziende ogni anno a Natale fanno un regalo ai propri dipendenti e
collaboratori. Legambiente propone di scegliere regali solidali che, oltre ad essere utili, permettono di sostenere un progetto di solidarietà concreto. Il progetto nel 2009 è il BosCO2 di Natale.
8 collaborazioni nel 2009.
*
BosCO2 di Natale 2009:
• sono stati raccolti 18.560,00 euro;
• sono stati piantati 464 alberi;
• gli alberi piantati permetteranno un risparmio di 324.800 Kg di CO2.
COLLABORAZIONE CON AZIENDE
TESSERAMENTO
linea d’azione
3
Legambiente, convinta che il mondo delle imprese e dell’industria sia un partner da coinvolgere
nella sfida per il cambiamento, collabora in diversi modi con le aziende per sviluppare progetti
comuni di sostenibilità ambientale ed elabora percorsi di responsabilità sociale. Tra le forme
di collaborazione vi sono anche possibilità di sostenere attività e campagne tradizionali di
Legambiente come partner, o la possibilità di stipulare convenzioni che offrono servizi scontati ai
soci di Legambiente diventando in questo modo attività utili sia per il reperimento di fondi per
svolgere le attività istituzionali che per offrire dei benefit e rafforzare il rapporto con i soci.
Le aziende con cui collabora Legambiente operano in un settore merceologico compatibile con la
mission dell’associazione e dimostrano concretamente di aver messo in campo soluzioni concrete
di attenzione al sociale e all’ambiente.
linea d’azione
1
Il tesseramento rappresenta l’attività principe di sostegno all’associazione, non solo per il reperimento di parte dei fondi per svolgere le attività istituzionali, ma perché la base associativa e le
sue strutturazioni sul territorio costruiscono la forza e determinano la legittimazione politica di
Legambiente a parlare in nome del popolo inquinato.
Il tesseramento di Legambiente è articolato su due livelli principali, il tesseramento rivolto ai
soci singoli e quelli rivolto ai Circoli sul territorio. Nel tesseramento soci sono comprese anche
forme di tesseramento collettivo e il tesseramento delle scuole o delle classi per l’ambiente che
collaborano con l’associazione in attività specifiche o percorsi di educazione ambientale.
Il tesseramento a Legambiente è stato promosso in varie forme:
• uscite gratuite sulla stampa e promozione attraverso il sito internet, le newsletter di Legambiente;
• materiale promozionale apposito (7.500 locandine, 7.500 manifesti, 60mila vademecum, 30mila
opuscoli);
• manuale di tesseramento per i Circoli (3mila copie).
*
Il tesseramento soci
Nel 2009 sono 110.319 i soci complessivi di Legambiente, di cui il 15% tesserato al Nazionale e
221
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
220
Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
l’85% ai Circoli, a sottolineare il forte radicamento dell’associazione sul territorio.
Di questi soci, la maggior parte (76,6%) sono soci ordinari, seguono i soci giovani (dai 15 ai 28
anni – 10,7%) e i soci Junior (7,3%). Dal 2008 è stata introdotta la Tessera Collettiva per gruppi,
aziende, associazioni. I soci Junior ricevono la rivista Jey, i soci giovani, i soci ordinari e i soci che
si iscrivono con tessera collettiva ricevono la rivista La Nuova Ecologia. I soci sostenitori ricevono
inoltre il volume Ambiente Italia, il rapporto annuale di Legambiente sullo stato dell’ambiente in
Italia. I soci Formatori ricevono anche la rivista specializzata Formazione e Ambiente.
I soci di Legambiente sono principalmente persone adulte (tra i 35 e i 64 anni), ma sta crescendo
la rappresentanza delle giovani leve. I soci che si sono tesserati a Legambiente per la prima volta
nel 2009 sono il 28,4%, mentre il 22,5% è socio affezionato da oltre 10 anni.
*
Tra i soci formatori (3,5%), ovvero insegnanti o educatori che scelgono questa tipologia di tessera che permette di ricevere la rivista Formazione Ambiente, la newsletter Legambiente Scuola e
Formazione e una serie di altri servizi a sostegno della propria attività educativa, si trovano anche gli insegnanti che iscrivono le proprie classi ai percorsi educativi di Legambiente e diventano
Classi per l’ambiente. Per l’anno scolastico 2008/2009 le Classi per l’ambiente sono state 1013.
La distribuzione dei soci sul territorio vede una percentuale molto alta di soci iscritti in Lombardia (22,7%), seguita dal Veneto (8,5%), dal Lazio (8,4%), dalla Campania (7,8%), dall’Emilia
Romagna (7,8%) e dalla Toscana (7,4%). Qualche tessera (0,3%) proviene anche da cittadini non
residenti in Italia.
Il tesseramento Circoli
Ogni Circolo Legambiente ha una propria autonomia giuridica e un proprio codice che lo distingue
dagli altri e dei propri soci, e quindi un proprio tesseramento. Da statuto ogni anno un circolo
deve rinnovare la propria adesione a Legambiente nazionale e, nel concreto, questa operazione
avviene con l’acquisto a partire da settembre di un pacco di tesseramento che comprende il materiale istituzionale dell’associazione e le prime 30 tessere per iscrivere i soci.
Nel 2009 i Circoli sono 728 di cui 35 di nuova costituzione. La regione più rappresentata per
numero di Circoli è ancora la Lombardia (17,5%) seguita dalla Campania (10,4%), dalla Puglia
(9,2%), dal Lazio (8,1%) e dalla Sicilia (7,8%).
223
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
222
Riclassificazione del bilancio economico 2009
seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi
OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa
224
225
Riclassificazione del
bilancio economico 2009
2.5
*
Il tesseramento scuole
Sono soci di Legambiente, tramite il versamento di una quota associativa, anche le classi e
gli istituti scolastici, rispettivamente con la formula Classe per l’ambiente e Scuola Capace di
Futuro. L’insegnante di riferimento diventa Socio formatore e usufruisce dei servizi educativi
e delle attività di aggiornamento offerte dall’associazione professionale Legambiente Scuola
Formazione. Nell’anno scolastico 2008/2009 le classi e gli istituti scolastici soci sono stati
complessivamente 1.013, di cui 169 rinnovi pari al 17% degli iscritti e in aumento rispetto
all’anno precedente (+129). Oltre alla formula associativa, le scuole italiane aderiscono gratuitamente a progetti educativi nazionali su varie e specifiche tematiche. Tali adesioni nell’anno
scolastico 2008/2009 sono state complessivamente 27.630.
Il bilancio 2009 è testimone fedele della fase economica e politica che il Paese sta attraversando.
È stato un anno difficile che ha presentato due criticità: la grave crisi economica che ha colpito l’economia
mondiale, che ha inciso soprattutto sulle attività accessorie di Legambiente; la scelta tutta politica del
ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di ridurre in maniera significativa il finanziamento dei progetti delle associazioni. Queste difficoltà sono state affrontate da una coralità di strumenti,
ma la scommessa maggiore è stata giocata senza dubbio sul fronte degli oneri, attraverso un costante
monitoraggio e un adeguamento delle attività messe in campo alle risorse disponibili, senza intaccare la
capacità di iniziativa e di mobilitazione.
Si può oggi dire che Legambiente ha avuto l’abilità di fronteggiare un periodo molto difficile per tutti,
che rischiava di ridimensionare le sue attività, che avrebbe potuto costringere a tagli radicali e dolorosi,
con il rischio di offuscare la capacità di cogliere per tempo i cambiamenti e di limitare la presenza dell’associazione nel dibattito politico e sociale del Paese, che avrebbe potuto imporre di eliminare tutti quei
terreni di impegno non strettamente ambientalista, che hanno a che fare con la pace, la giustizia sociale,
la solidarietà, la legalità.
In questa riclassificazione del bilancio 2009 si è voluto dare una rappresentazione delle entrate e delle
uscite raggruppandole per tematiche di intervento, anziché per le categorie fiscali che la normativa impone
adottate in sede di conto economico, ritenendo più utile esprimere la suddivisione delle disponibilità nei
campi delle attività preminenti. Dai grafici risulta chiaramente che le attività più strettamente ambientali
(clima e risorse naturali) rivestono circa il 45% del totale, quelle riconducibili a formazione, solidarietà,
legalità, volontariato circa il 40%, la relazione con i soci circa il 15%. Il finanziamento di tutte le attività
deriva da tre cespiti che, a seconda della loro natura, sono: sponsorizzazioni in partnership con aziende
(39,6%), progetti in convenzione con istituzioni (24,8%), erogazioni liberali e contributi (35,6%).
Legambiente ha tra i suoi punti di forza l’attività istituzionale: segno che i cittadini, anche in un periodo
di crisi come l’attuale, testimoniano in maniera tangibile il loro sostegno al suo lavoro, sia partecipando
alle tante giornate di volontariato, sia con l’adesione all’associazione.
Il bilancio economico di Legambiente 2009: entrate e uscite per tematiche di lavoro
226
Riclassificazione del bilancio economico 2009
Dettaglio delle entrate e delle uscite del bilancio economico 2009
ENTRATE
USCITE
CLIMA: energia, rifiuti, mobilità
1.111.550,47
1.127.027,39
RISORSE NATURALI: acqua, aria, natura e biodiversità,
agricoltura e cibo, consumo di suolo
1.740.018,88
1.718.269,66
CONOSCENZA: educazione, formazione, legalità, beni
culturali, turismo
1.126.692,94
1.027.027,38
CITTADINANZA ATTIVA: attività istituzionale, solidarietà,
volontariato, cooperazione internazionale
1.432.069,91
1.498.953,65
TESSERAMENTO
960.889,38
981.200,25
6.371.221,58
6.352.478,33
TOTALI
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Bilancio Sociale 2009