SOMMARIO Il nostro Bilancio Sociale Introduzione al bilancio e nota metodologica PRIMA PARTE: L’IDENTITÀ ASSOCIATIVA 5 1.1 La storia associativa e il suo ruolo nell’ambientalismo....................................................... pag 7 1.2 L’identità............................................................................................................................... pag 1.2.1 L’ideale, la visione e la missione............................................................................ pag 1.3 I valori.................................................................................................................................. pag 1.4 Gli stakeholder..................................................................................................................... pag 1.5 Il sistema di governo............................................................................................................ pag 1.5.1 Il corpo sociale....................................................................................................... pag 1.5.2 La rete associativa................................................................................................. pag 1.5.3 Gli organi associativi.............................................................................................. pag 1.5.4 Le organizzazioni amiche....................................................................................... pag 1.6 La direzione nazionale......................................................................................................... pag 1.7 Nelle reti nazionali ed internazionali................................................................................... pag 1.8 Gli obiettivi strategici........................................................................................................... pag 1.8.1 Gli obiettivi di missione o istituzionali.................................................................. pag 1.8.2 Gli obiettivi di supporto o funzionali..................................................................... pag 14 15 16 18 19 19 20 25 31 32 34 40 40 41 FOCUS Prevenire il nucleare è meglio che curare..................................................................... pag 42 FOCUS Terremoto in Abruzzo..................................................................................................... pag 44 SECONDA PARTE: LA DIMENSIONE SOCIALE E AMBIENTALE 46 2.1 Premessa alla rendicontazione sociale................................................................................ pag 48 2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento............................................................................... pag 2.2.1 Risorse idriche........................................................................................................ pag 2.2.2 Agricoltura e cibo................................................................................................... pag 2.2.3 Beni culturali.......................................................................................................... pag 2.2.4 Città e aree urbane................................................................................................ pag 2.2.5 Educazione e conoscenza...................................................................................... pag 2.2.6 Energia e clima...................................................................................................... pag 2.2.7 Illegalità ambientale.............................................................................................. pag 2.2.8 Inquinamento ambientale...................................................................................... pag 2.2.9 Mobilità urbana e infrastrutture............................................................................ pag 2.2.10 Natura e biodiversità............................................................................................ pag 2.2.11 Rifiuti urbani e speciali........................................................................................ pag 2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale........................................................... pag 2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio, consumo di suolo................................................. pag 2.2.14 Turismo responsabile........................................................................................... pag 2.3 Gli strumenti associativi...................................................................................................... pag 2.4 Gli obiettivi strategici........................................................................................................... pag 2.4.1 Stili di vita.............................................................................................................. pag 2.4.2 Cittadinanza attiva................................................................................................. pag 2.4.3 Qualità e sicurezza ambientale.............................................................................. pag 2.4.4 Qualità culturale dei territori................................................................................. pag 2.4.5 Modello energetico sostenibile............................................................................. pag 2.4.6 Legalità ambientale............................................................................................... pag 2.4.7 Economia verde..................................................................................................... pag 2.4.8 Cooperazione internazionale................................................................................. pag 2.4.9 Identità associativa................................................................................................ pag 2.4.10 Comunicazione..................................................................................................... pag 2.4.11 Obiettivi: Raccolta fondi e allargamento base associativa.................................. pag 2.5 Riclassificazione del Bilancio Economico 2009................................................................... pag 49 49 50 50 51 52 52 53 54 54 55 56 57 57 58 60 62 63 81 99 125 144 160 173 184 202 207 216 225 Il nostro Bilancio Sociale Non è facile scrivere un bilancio sociale, non è facile ma è molto utile. È utile perché fare un bilancio sociale vuol dire passare al setaccio l’organizzazione sotto esame, individuarne gli obiettivi, gli strumenti, i metodi di lavoro, i punti di forza ma anche i meccanismi inceppati. È utile ma non è facile perché vuol dire interrogarsi sull’adeguatezza del proprio agire associativo, sulla coerenza delle cose messe in atto con gli ideali enunciati, sulla consapevolezza interna e sul senso di identità. Così è successo anche per Legambiente e siamo consapevoli che questa è una strada ancora lunga da percorrere. Un percorso iniziato da tempo e che trova in questa pubblicazione il risultato concreto del lavoro degli ultimi due anni. In questo bilancio sociale, che pubblichiamo in occasione del nostro trentennale, rendicontiamo quanto fatto nel 2009: un anno importante sotto molti punti di vista che ci ha visto ad esempio impegnati nuovamente nella battaglia contro il ritorno al nucleare, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Un anno in cui le denunce fatte da Legambiente attraverso campagne e dossier sul rischio idrogeologico in Italia hanno trovato drammatiche conferme con frane, alluvioni e purtroppo lutti. Molto ancora ci sarebbe da dire su Legambiente al di là di quanto scritto in queste pagine: innanzitutto perché non siamo ancora riusciti a rendere uno dei tratti caratteristici e più preziosi della nostra organizzazione ovvero la capillarità della nostra presenza sul territorio e il preziosissimo lavoro svolto dai circoli di Legambiente. Raggiungeremo nei prossimi anni anche questo obiettivo ma nel frattempo siamo orgogliosi di iniziare a rendere conto di quanto Legambiente fa utilizzando i contributi dei soci, i finanziamenti ministeriali, i fondi dei progetti europei, i budget messi a disposizione dalle aziende con cui collaboriamo. Chi vuole muovere il mondo inizi a muovere se stesso scriveva Socrate. È chiaro, per noi di Legambiente, che se si vuole cambiare il mondo è necessario iniziare dalla propria casa e quindi mentre chiediamo trasparenza e certezza delle regole ai privati e alla pubblica amministrazione non possiamo che mettere in atto un profondo esame di coscienza in cui la nostra associazione per prima dichiari obiettivi, ideali, strumenti, azioni, limiti e potenzialità. Crediamo che l’estensione della pratica del bilancio sociale al settore no profit sia uno dei meccanismi virtuosi innescati dal rapporto tra associazionismo e aziende: in questi anni di collaborazione con il mondo dei privati riteniamo, forse con un po’ di arroganza, di aver contaminato il management aziendale e contribuito a far crescere nelle imprese una sensibilità ambientale che vede nella green economy il punto di arrivo di un processo evolutivo ancora in atto e ancora molto lungo. Contemporaneamente però anche le aziende ci hanno trasmesso qualcosa: l’idea di dichiarare e dover dimostrare quanto si sta facendo, come si utilizzano le risorse economiche, come sono regolati i contratti di lavoro interni, quali sono gli strumenti messi in campo e con quale criterio, è relativamente nuova per il terzo settore che sino a pochi anni fa, in cambio di precarietà e volontariato, credeva di dover cambiare il mondo senza rispondere a nessuno (se non ai propri soci) del proprio operato. La stesura di un bilancio sociale è un passaggio culturale e politico importante che riconosce la forza e il ruolo acquisito in questi anni da Legambiente nella società italiana. Ci rende tutti più responsabili e ci spinge sempre più a raccontarci, farci conoscere, insomma ad aprire la porta di casa a chiunque sia interessato a sapere chi siamo. Rossella Muroni Direttrice Generale Legambiente Introduzione al Bilancio e nota metodologica > Il bilancio sociale 2009 è il frutto di un percorso di rendicontazione sociale che Legambiente ha intrapreso da alcuni anni, e che ha già prodotto nel 2003 Verso il bilancio sociale e nel 2006 il Primo bilancio sociale. Questo documento costituisce un importante evento per la vita associativa, sia per l’approccio della rendicontazione che pone le basi su cui implementare percorsi di miglioramento interni e su cui costruire le edizioni future del bilancio sociale, sia per la capacità di affermare la nostra reputazione nell’anno in cui ricorre il nostro trentennale. Proprio per la coincidenza dei nostri primi 30 anni abbiamo voluto, oltre che descrivere le attività realizzate dall’associazione nel 2009, anche ricostruire e condividere il ruolo che l’associazione ambientalista più diffusa in Italia ha voluto e saputo svolgere nella storia ambientale, sociale e politica del nostro Paese. Per fare ciò, fondamentale è stata la partecipazione di tutta l’associazione. Era importante che questo bilancio sociale fosse frutto di un processo di riflessione, confronto e partecipazione interna, capace di restituire a tutti i nostri stakeholder una fotografia dell’associazione più esauriente possibile e condivisa da tutte le persone, che con passione e intelligenza, fanno Legambiente giorno per giorno. È stata coinvolta l’intera struttura associativa, attraverso gli incontri istituzionali quali l’Assemblea dei Circoli, l’Assemblea dei Regionali e il Direttivo nazionale. Inoltre sono stati organizzati incontri più informali con i vari settori e l’insieme delle strutture nazionali e sono stati svolti incontri in plenaria e con i singoli uffici. Infine è stato somministrato un questionario ai presidenti dei Regionali, ai circoli intervenuti nell’Assemblea nazionale di ottobre e a tutti i collaboratori della Direzione Nazionale. Questo confronto partecipato ha consentito di ricostruire il complesso agire dell’associazione e di affermare e condividere, anche e soprattutto con le nuove generazioni, l’identità consolidata di Legambiente sul territorio e i valori che la sorreggono fin dalla sua fondazione. In quanto strumento di miglioramento continuo, successivamente alla sua pubblicazione, il bilancio sociale vuole essere uno strumento di confronto anche con i nostri stakeholder esterni, con tutti coloro che ci guardano con interesse e nutrono aspettative significative nei nostri confronti. L’edizione 2009 del bilancio sociale di Legambiente rende conto, quasi esclusivamente, dell’attività delle strutture nazionali. Sono state però poste le basi affinché nei prossimi anni si arrivi a rendicontare anche le attività realizzate da Legambiente a livello territoriale grazie al contributo essenziale dei volontari dei Circoli e dei Regionali e che rappresentano una parte significativa e imprescindibile della Legambiente del fare. Una presenza costante su tutto il territorio nazionale, che rende Legambiente una realtà molto originale nel panorama associativo italiano. La struttura del bilancio sociale 2009 si articola in due parti: 1) l’identità associativa: condivide e afferma l’identità ossia l’ideale, la visione, la missione e i valori che orientano ogni azione associativa, e gli stakeholder di riferimento che contribuiscono al perseguimento della missione; 2) la dimensione sociale: rendiconta le strategie che declinate in obiettivi orientano l’azione associativa nelle diverse tematiche e ambiti di intervento. Rendiconta le azioni, le iniziative realizzate e gli strumenti adottati dall’associazione per perseguire i propri obiettivi strategici. La rendicontazione di ciascun obiettivo si sviluppa secondo uno schema uniforme che prevede l’esplicazione di linee d’azione operative, alle quali vengono associati gli strumenti associativi adottati. Successivamente gli strumenti associativi adottati per la realizzazione dell’obiettivo strategico vengono descritti e rendicontati in ordine alfabetico nella sezione approfondimenti. Per ogni obiettivo strategico vengono inoltre esplicitati gli obiettivi di miglioramento per il 2010-2011. infine, data la complessità dell’agire associativo e la trasversalità con cui ogni iniziativa e ogni strumento associativo incide su più obiettivi strategici, per ogni obiettivo vengono elencate le iniziative trasversali, ovvero quelle iniziative che, pur dando un contributo all’obiettivo di volta in volta oggetto di rendicontazione, rappresentano una iniziativa prevalente per altri obiettivi strategici. Questa parte contiene anche una rappresentazione sintetica dei dati di bilancio economico consuntivo 2009. Per la realizzazione del bilancio sociale 2009 sono stati utilizzati alcune linee guida e manuali di riferimento1 . È stato inoltre costituito un gruppo di lavoro interno composto dalla Direzione, per l’impostazione e la supervisione strategica, e dai responsabili degli uffici, per la condivisione delle strategie, l’identificazione degli indicatori di prestazione e per la rendicontazione delle attività. È stata coinvolta B2 Axioma, in qualità di consulente esterno, per l’analisi dell’identità associativa e la sua valorizzazione e affermazione, attraverso percorsi di confronto e coinvolgimento degli stakeholder interni ed esterni, l’identificazione di indicatori di prestazione e di percorsi di miglioramento interni, l’impostazione della strategia di rendicontazione e la loro supervisione. 1 - Le linee guida e i manuali di riferimento: – The Copenhagen Charter (CE): una guida manageriale per la rendicontazione agli stakeholder; – Il Manuale dello Stakeholder Engagement, Vol. II di AccountAbility; – I principi di redazione del Bilancio Sociale, realizzato dal gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS); – Alcune delle raccomandazioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNCC); – Linee Guida per il Bilancio Sociale, redatto dall’agenzia per le ONLUS e Altis. 1 L’IDENTITÀ ASSOCIATIVA L’Identità associativa Prima parte: Identità associativa 7 1 1.1 La storia associativa e il suo ruolo nell’ambientalismo 1.1 La storia associativa e il suo ruolo nell’ambientalismo 1.2 L’identità 1.2.1 L’ideale, la visione e la missione 1.3 I valori 1.4 Gli stakeholder 1.5 Il sistema di governo 1.5.1 1.5.2 1.5.3 1.5.4 Il corpo sociale La rete associativa Gli organi associativi Le organizzazioni amiche 1.6 La Direzione Nazionale 1.7 Nelle reti nazionali ed internazionali 1.8 Gli obiettivi strategici 1.8.1 Obiettivi di missione o istituzionali 1.8.2 Obiettivi di supporto o funzionali FOCUS Prevenire il nucleare è meglio che curare FOCUS Terremoto in Abruzzo È la primavera di trent’anni fa, 28 e 29 marzo 1980, quando all’università di Roma si svolge l’assemblea che darà vita all’associazione Lega per l’Ambiente. Il suo simbolo sarà il cigno verde, il suo nome cambierà nel 1992 in Legambiente. Nasce all’interno dell’Arci sullo slancio del movimento antinucleare e delle lotte contro l’inquinamento maturate dopo l’incidente di Seveso del 1976. Ha un progetto ambizioso: costruire in Italia un ambientalismo che oltre a difendere la natura s’impegni per cambiare il modello di sviluppo inquinante e diseguale. Le problematiche in agenda sono: energia, inquinamento, salute fuori e dentro la fabbrica, rifiuti, traffico, aree naturali. Si caratterizza subito per il suo radicamento territoriale: nascono presto decine di circoli. Ne faranno parte figure importanti della storia ambientalista italiana e europea: Amendola, Bettini, Cannata, Cini, Conti, Francescato, Giovenale, Langer, Mattioli, Nebbia, Poggio, Realacci, B. Rossi Doria, Scalia, Tiezzi. In queste pagine, si è voluto ripercorrere alcune tappe di questa grande avventura umana, fatta di idee e passioni, di battaglie vinte e di sconfitte, e che ha saputo interpretare in modo originale e innovativo l’ambientalismo, conquistandosi sul campo un ruolo da protagonista. “ Essere senza smettere di divenire ” Italo Calvino 1980 - 1989 1980 1981 > 24 maggio > 23 novembre > gennaio L’associazione organizza il primo corteo antinucleare a Roma, cui faranno seguito numerose altre manifestazioni, fino a quando il nucleare non sarà bandito dalle fonti energetiche italiane, grazie al referendum del 1987. Un violento terremoto colpisce l’Irpinia: seimila morti, diecimila feriti e 300mila senzatetto. L’organizzazione della Protezione Civile si mostra fragile e poco efficace: subirà una profonda ristrutturazione con la legge 225 del 1992 grazie alla quale si costruirà il sistema nazionale, così come lo conosciamo ora. Sul primo numero della rivista QualEnergia, la Lega per l’Ambiente presenta I conti sbagliati del Piano energetico nazionale, con cui si smascherano le stime gonfiate per giustificare la scelta nucleare. I consumi energetici reali, a 10 anni di distanza, daranno ragione al dossier dell’associazione. 1982 > aprile > 24 giugno > 10 settembre A Mestre nasce la prima Università Verde, un’esperienza di alfabetizzazione e approfondimento popolare sulle tematiche ambientali che accompagnerà la crescita del movimento ambientalista italiano. Si diffonderanno rapidamente in tutt’Italia: due su tre sono state animate dai circoli di Legambiente. La Commissione Europea, a seguito dell’incidente di Seveso, approva la direttiva sui rischi di incidenti rilevanti connessi a determinate attività industriali, prenderà il nome di Direttiva Seveso. L’Italia la ratificherà solo nel maggio 1988 con il D.p.r 175. Viene approvata la prima normativa per gestire lo smaltimento dei rifiuti con il D.p.r. 915/82. Fino allora i rifiuti venivano abbandonati senza nessun obbligo per gli smaltitori. È una vittoria e uno strumento per una corretta gestione dei rifiuti e per promuovere riciclo e riutilizzo. 1983 > 25-27 marzo A Urbino si celebra il I Congresso Nazionale della Lega per l’Ambiente con il titolo Pensare globalmente Agire localmente. Apre i lavori lo scienziato americano Barry Commoner. Chicco Testa sarà eletto presidente nazionale ed Ermete Realacci segretario generale. 8 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 9 1990 - 1999 1985 > 2-3 febbraio > 20 aprile > 8 agosto A Milano si organizza Occhi verdi sulle città, un’assise programmatica di analisi e proposte su verde urbano, traffico, inquinamento, edilizia e difesa dei centri storici. Sarà un riferimento per i 101 ecologisti eletti nelle elezioni amministrative del maggio successivo. A Roma si tiene la storica manifestazione antinucleare In nome del popolo inquinato. Dalle regioni del Sud arrivano delegazioni numerose con tanti sindaci per dire no alle cattedrali energetiche nel deserto. Vede luce la legge Galasso, L. 431/85, che si fa carico di tutelare il paesaggio. Purtroppo in molte parti d’Italia sarà aggirata dalle Regioni e dai Comuni. 1986 > 26 aprile associazioni. In due mesi si raccoglieranno un nazionale ed Ermete Realacci segretario generale. La Lega per l’Ambiente diventa autonoma L’esplosione dell’impianto di Cernobyl, in milione di firme. dall’Arci. Ucraina, ai confini con la Bielorussia, provoca la > luglio > 8 agosto più grave catastrofe conosciuta nella storia del Dopo aver denunciato le inadempienze nucleare civile. La Lea riporta 61 morti accertati delle Regioni sulla balneazione, parte la La legge 349/86 istituisce il ministero e 4.000 previsti per tumori e leucemie. Ma gli campagna Goletta Verde, un viaggio lungo dell’Ambiente e interviene su varie materie amaccademici di entrambi i paesi valuteranno fra le coste italiane per monitorare la qualità bientali tra cui: la ratifica della direttiva comuni212.000 e 245.000 i morti in tutto il mondo delle acque. In quell’anno meno della metà taria sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, le nell’arco dei 70 anni successivi all’incidente. Il fall del litorale italiano è sottoposto a controlli, e norme di riconoscimento delle associazioni amout raggiungerà anche l’Italia dove si vieterà la Goletta diventa la fonte più attendibile sulla bientaliste con la possibilità di costituirsi parte vendita di verdura fresca e latte. Fa comprendere situazione dei nostri mari; oggi il controllo è civile per danno ambientale, la più ampia divulal mondo i rischi legati alla tecnologia nucleare. pressoché totale. Goletta Verde è la prima delle gazione sullo stato dell’ambiente. grandi campagne varate da Legambiente per > 10 ottobre > 10 maggio A 15 giorni dal catastrofico incidente di rendere popolari le problematiche ambientali. Migliaia di giovani rispondono all’appello Cernobyl, Legambiente promuove a Roma la > 11-13 luglio di Legambiente per il blocco dei cantieri delle manifestazione nazionale Stop al nucleare, a A Perugia si celebra il II Congresso Nazionale centrali nucleari e manifestano davanti ai cancelli cui partecipano 200mila persone. Inizia così la della Lega per l’Ambiente, La sfida verde. del Centro ricerche Enea del Brasimone, delle campagna di raccolta firme per il referendum Vengono riconfermati Chicco Testa presidente centrali di Montalto di Castro, Trino Vercellese contro il nucleare in Italia promosso da varie e Latina. 1987 > 27 febbraio > maggio Legambiente chiede ai cittadini di rimboccarsi le maniche, prendere le ramazze e pulire le belle ma sporche spiagge italiane: è la I edizione di Spiagge Pulite, la prima campagna di volontariato nazionale che inaugura una lunga serie d’iniziative che sollecitano l’impegno in prima persona a favore dell’ambiente e del proprio territorio. Legambiente promuove l’istituto di ricerche Ambiente Italia per alimentare e far affermare le esperienze di analisi e di pianificazione ambientale. 1988 > gennaio strade l’inquinamento atmosferico e acustico. S’inaugura la prima edizione del Treno Verde, la più grande campagna italiana di informazione scientifica e sensibilizzazione sull’aria che si respira in città, sulla mobilità e sui danni provocati dal rumore. I vagoni del treno sono allestiti con mostre e ospitano conferenze, mentre le unità mobili rilevano per le > giugno > 22 dicembre Chico Mendes viene assassinato da sicari assoldati dagli allevatori che abbattono Entrano in vigore, con l’approvazione del D.p.r. le foreste dell’Amazzonia. Leader sindaca203/1988, le norme per regolamentare e rilevare lista, raccoglitore di caucciù (seringueiro) le emissioni inquinanti in atmosfera, provocate nell’Amazzonia brasiliana, è grazie a lui che dall’esercizio di attività industriali e artigianali. il mondo si interessa al dramma della deforestazione. Molti circoli di Legambiente per rendergli onore prendono il suo nome. 1989 istituto di ricerche, per fotografare l’evoluzione dello stato dell’ambiente in Italia. Sud, Castelli di pace e numerose feste locali che costituiscono la rete Festambiente.net. > agosto > 3 novembre A Siena si celebra il III Congresso Nazionale A Rispescia, vicino Grosseto, si tiene la I edizione di Festambiente: la manifestazione Viene pubblicato il primo Ambiente Italia, il estiva di Legambiente. Negli anni si sono rapporto che annualmente Legambiente continua aggiunte altre feste tematiche: Festambiente Ragazzi, Festambiente del mare, Festambiente a pubblicare, in collaborazione con l’omonimo della Lega per L’Ambiente, Il punto di svolta. Dai nuovi limiti all’ecosviluppo. Vengono confermati Ermete Realacci presidente nazionale e Renata Ingrao segretario generale. > 7 agosto Si inaugura il primo Centro di educazione ambientale (CEA) della Lega per l’Ambiente a > 5 giugno San Pietro di Isola del Gran Sasso (Abruzzo), Gli Italiani alle urne per il referendum allestito grazie a una sottoscrizione popolare. sull’uso dei pesticidi in agricoltura e per Oggi sono 54 i Cea di Legambiente e operano l’abolizione della caccia. Il 90% si esprime a in tutt’Italia. favore dei quesiti, ma i votanti sono soltanto il 42% degli aventi diritto e il quorum non viene raggiunto. 1991 Legambiente prende in gestione la prima Riserva naturale, quella di Zompo Lo Schioppo, in Abruzzo. Oggi la Rete natura di Legambiente vanta oltre 50 aree per circa 10.000 ettari di particolare valore per la conservazione della biodiversità. > 14 aprile ambientaliste, partirà il sistema di pronto Oggi sono circa 200 in Italia e 700 all’estero. intervento per prevenire i rischi di incidente In questi anni oltre 50mila volontari hanno ripristinato sentieri e sottratto al degrado rilevante. importanti aree naturali. > giugno Parte la campagna di monitoraggio e denuncia Pesticidi nel piatto. Si analizzano le analisi delle Usl su oltre 10.000 campioni di frutta e verdura freschi e si pubblica il primo dossier con le informazioni raccolte. La petroliera Haven si incendia e affonda nel golfo di Genova con un carico di 143.000 tonnellate di greggio. È il più grave sversamento di idrocarburi nel Mediterraneo. La Lega per l’Am- > luglio Legambiente presenta la sua prima proposta biente si fa parte attiva nel procedimento legale contro l’armatore. Nel 1994, grazie alle pressioni con 14 campi estivi di volontariato ambientale. Approvata la legge quadro sulle aree protette (394/91) che si propone di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese. È una risposta alle tante battaglie in difesa della natura e della biodiversità. In 10 anni le aree naturali protette in Italia passeranno dal 3 al 10 per cento del territorio italiano. 1993 > gennaio Formazione che nel 2000 diventerà associazione chiuse le quattro centrali di Trino Vercellese (Vc), professionale degli educatori ambientalisti Caorso (Pc), Borgo Sabotino (Lt) e Garigliano Legambiente Scuola e Formazione, riconosciuta (Ce), che lasceranno in eredità circa 80.000 metri cubi di scorie e materiale irradiato. dal Ministero dell’Istruzione. Legambiente è ufficialmente riconosciuta dal ministero dell’Ambiente come associazione d’interesse ambientale. Diventa membro dell’Iucn Viene pubblicato, dalla Commissione (International union for conservation of nature) e > 4-5 luglio del EEB (European Environmental Bureau). Il direttivo di Legambiente elegge Ermete mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU, Realacci presidente nazionale e Renata Ingrao il Rapporto Brundtland in cui s’introduce il > 20-21 marzo concetto di sviluppo sostenibile, definito come A Padova con il convegno Occhi verdi segretario generale. capace di soddisfare i bisogni della generazione sulla scuola, Legambiente rinnova i metodi > 8 novembre presente senza compromettere quelli delle dell’educazione ambientale in Italia e lancia la L’Italia va alle urne per il referendum sul generazioni future. proposta Adottiamo la città, che coinvolgerà nucleare: vota oltre il 65% degli aventi diritto circa 35mila studenti. Nasce il settore Scuola e e l’80% si esprime contro l’atomo. Verranno Nasce la campagna Azionisti ecologisti. La Lega per l’Ambiente acquista azioni dei principali gruppi industriali per avere diritto di parola nelle assemblee: Montedison, Enimont, Enichem, Fiat, Sme, Sip. 1990 sarà celebrata ogni anno. La carenza di acqua Parte la campagna Mal’Aria: dai balconi delle a livello mondiale provoca in alcune aree del pianeta vere catastrofi umanitarie. città italiane, nel periodo invernale, sventolano decine di migliaia di lenzuola bianche con la > primavera scritta No allo smog. Parte in canoa la I edizione di Operazione Nasce Legambiente Ragazzi, il giornale delle Fiumi, per testare la qualità dei corsi d’acqua e Classi per l’ambiente e dei soci giovani. Nel 2000 denunciarne la cementificazione di argini e aree la testata diventerà il giornale di tutti i soci junior di pertinenza. e si chiamerà Jey. > estate Vede la luce Formazione Ambiente, la rivista Parte il Progetto Cernobyl, che permette di trimestrale che Legambiente rivolge ai propri soci ospitare temporaneamente i bambini contaminaeducatori. ti dall’incidente nucleare. Saranno oltre 24.000 i > 22 marzo minori interessati. Da questa esperienza nascerà Dall’Assemblea delle Nazioni Unite viene Legambiente Solidarietà, che realizza interventi di proclamata la Giornata Mondiale dell’Acqua, che aiuto a popolazioni vittime di disastri ambientali. > 2 ottobre Renata Ingrao dà le dimissioni da direttore generale di Legambiente, viene eletto Mario Di Carlo. > autunno Legambiente presenta il I rapporto Ecosistema Urbano, che monitora e mette a confronto, grazie alla consulenza scientifica dell’istituto Ambiente Italia, le politiche ambientali e dei trasporti dei capoluoghi italiani. > novembre A Sasso Marconi si svolge la I Assemblea Nazionale dei Circoli di Legambiente. Un incontro che si rinnoverà ogni anno. Attualmente si svolge nella sede di Festambiente a Rispescia (Gr). 1994 > 5 gennaio albergatori dell’isola: un’alleanza inedita, siglata È approvata la legge 36, detta legge Galli, dopo l’aspro confronto in occasione del passaggio all’Elba di Goletta Verde che l’anno precedente in materia di risorse idriche. Introduce il conaveva denunciato le cattive condizioni del mare. cetto di ciclo idrico integrato e dà avvio a un processo di modernizzazione e riorganizzazione > settembre del settore idraulico. Introduce lo strumento deLegambiente porta in Italia Clean up the gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) per superare world-Puliamo il mondo: la più grande campagna la gestione frammentata dell’acqua. internazionale di volontariato ambientale, nata nel 1989 in Australia e promossa dall’Unep. > 2 marzo Nasce Lavori in corso, il progetto educativo Un esposto sul traffico di rifiuti tossici e nocivi da parte della ‘ndrangheta dà inizio alla con cui Legambiente chiede alle scuole di sceprima inchiesta dedicata al fenomeno delle gliere, progettare e realizzare interventi di riqualificazione nel territorio. L’educazione ambientacosiddette navi dei veleni. le diventa fattore di rinnovamento della scuola. > 10 marzo del cemento, il racket degli animali fino ad allora sconosciuti al grande pubblico e alla magistratura. Oggi il Rapporto Ecomafia viene pubblicato annualmente da Edizioni Ambiente. > ottobre Si pubblica il I dossier Comuni ricicloni per premiare le amministrazioni locali più virtuose nella raccolta differenziata dei rifiuti. > 23 dicembre Arriva il secondo condono edilizio.Il governo Berlusconi con la legge 724/94 riapre i termini del precedente condono (legge 47/1985) estendendoli agli abusi realizzati fino al 31/12/93 e consentendo anche di condonare le lottizzazioni Nasce l’Osservatorio ambiente e legalità abusive. Secondo il Cresme si realizzano altri Viene presentato a Milano il progetto El220.000 abusi fra nuove costruzioni e ampliabambiente per promuovere il turismo responsa- per tenere sotto controllo e denunciare i traffici mento di quelle esistenti. bile, grazie alla collaborazione con l’Associazione illeciti dei rifiuti, la gestione criminale del ciclo 10 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 11 1995 1999 > marzo Viene istituita la prima commissione parlaDon Luigi Ciotti promuove Libera, l’asso- mentare d’inchiesta sul Ciclo dei rifiuti. ciazione per mobilitare la società civile contro le > 26 luglio mafie e per promuovere la legalità. Legambiente Nasce la Federazione Legambiente Volonè tra i soci fondatori. tariato per gestire i numerosi gruppi di proteParte 100 strade per giocare: la campagna zione civile impegnati nella messa in sicurezza che consente ai bambini di giocare, almeno per del patrimonio culturale, nella lotta agli incendi un giorno, senza il pericolo delle auto. boschivi, nel soccorso alle popolazioni colpite, nella realizzazione dei campi di volontariato am> giugno Nasce Festambiente Ragazzi, la manifesta- bientale. zione estiva in cui s’incontrano i bambini e i ragazzi delle Bande del Cigno. > 10 novembre > febbraio A Roma si apre il V Congresso Nazionale di Legambiente, La via ambientalista al futuro. Ermete Realacci viene confermato presidente nazionale e Francesco Ferrante viene eletto direttore generale. Nasce il Kyoto Club, un’organizzazione no Viene presentata la prima Guida Blu con profit costituita da imprese, enti, associazioni e le migliori località balneari selezionate da amministrazioni locali impegnate nella riduzione Legambiente e premiate con le Vele. Dal 2001 delle emissioni di gas serra. uscirà in collaborazione con il Touring club italiano. > 24 marzo > 21 novembre Legambiente ripristina dopo decenni di oblio La Festa dell’albero, oggi tra le campagne più popolari e partecipate. > 26 ottobre Viene approvata la legge quadro sull’inquinamento acustico, L. 447/95. È una buona legge, purtroppo ancora oggi piuttosto disattesa. l’associazione porta in piazza centomila persone a Roma. Al governo Prodi, appena insediato, si chiede di mettere l’ambiente al centro delle scelte di governo. Alla testa del corteo sfilano i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil per testimoniare l’alleanza sui temi del lavoro. > 4 novembre Per il trentennale dell’alluvione di Firenze si organizza il raduno degli Angeli del fango, i giovani volontari che si mobilitarono per recuperare il patrimonio artistico della città. 1997 > gennaio Voler bene all’Italia è lo slogan della tessera 1997 e inaugura la stagione del patriottismo ambientalista, orgoglioso per le bellezze e le risorse italiane custodite nei territori considerati marginali e spopolati negli anni del boom economico. scuola capace di futuro: un contributo culturale > 26 settembre dell’ambientalismo alla nascente autonomia Terremoto nelle regioni Umbria e Marche. scolastica. Il patrimonio storico-artistico danneggiato è > 5 febbraio enorme. Nasce in Legambiente il primo gruppo Approvato il decreto Ronchi (Dlgs 22/97), di Protezione Civile. una tappa storica nella gestione dei rifiuti in > 11 dicembre Coniato qualche anno prima da Legambiente, Italia, in sintonia con le direttive europee. A Kyoto, in Giappone, si firma il protocollo S’introduce nella gestione del ciclo dei rifiuti il il termine ecomafia entra per la prima volta nel per contrastare i cambiamenti climatici. Le principio delle 4 R e si dettano obiettivi e tempi dizionario Zingarelli. condizioni per la sua entrata in vigore prevedono della raccolta differenziata. il raggiungimento di due quorum: 55 nazioni > febbraio > marzo firmatarie per almeno il 55% del totale delle Si dà vita al Forum del terzo settore di cui Legambiente e Lega Pesca firmano un emissioni inquinanti. La ratifica decisiva è quella Legambiente farà parte. L’obiettivo è mettere protocollo d’intesa che segnerà il superamento della Russia nel novembre 2004. Il protocollo insieme il mondo del non profit per dargli forza di pesanti conflitti nella difesa delle risorse. Nel entrerà in vigore il 16 febbraio 2005. e rappresentanza. 2001 la collaborazione produrrà In fondo al mar, Legambiente promuove le 10 tesi per una una campagna di pulizia dei fondali delle aree marine protette. 1998 > 5 gennaio La befana porta caramelle e carbone ai sindaci dei Comuni della classifica di Ecosistema Bambino: un bilancio dei centri urbani visti con gli occhi dei giovanissimi. > 4 maggio Una massa di fango e detriti si stacca dalla montagna travolgendo i paesi salernitani di Sarno, Siano, Braciliano, Quindici. Le cronache parlano di 159 morti. Circa 600 volontari di Legambiente daranno una mano nei soccorsi e a spalare fango. > 9 maggio Legambiente organizza la manifestazione Ambiente, lavoro, futuro. Per un’Europa dei > settembre La petizione per la sicurezza alimentare Piatto Pulito raggiunge in soli tre mesi 50.000 firme. Si affacciano gli Ogm e ci si attrezza per contrastarne l’introduzione in agricoltura. > 14 ottobre Il Ministero per i Beni e le attività culturali organizza la prima (e ultima) Conferenza nazioNontiscordardimé - Operazione scuole pulite nale del paesaggio. mobilita per la prima volta in Italia centinaia di migliaia di genitori, insegnanti e studenti che si > 30 novembre Si apre a Seattle, negli Usa, la conferenza prendono cura delle proprie scuole. dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Entra sulla scena mondiale il movimento > 24 aprile 1996 La Nuova Ecologia, riferimento per l’ambien- > aprile Legambiente, Cgil, Cisl e Uil firmano il protalismo italiano fin dal 1978, diventa la rivista di Legambiente. tocollo Produrre lavoro qualificare l’ambiente. Un programma straordinario per l’occupazione > primavera e la qualità abitativa. La proposta avrà una riNasce Salvalarte, la campagna nazionale per caduta concreta nell’introduzione da parte del salvaguardare e valorizzare l’immenso patrimonio governo Prodi dell’esenzione del 36% delle storico artistico diffuso su tutto il territorio ita- spese sostenute per la riqualificazione edile ed liano. Finora ha acceso i riflettori su 820 beni energetica degli edifici. culturali e grazie a specifiche raccolte fondi ne ha sottratti al degrado e restaurati 30, fra cui piccole > 12 maggio In occasione del decennale di Cernobyl chiese e manoscritti antichi. Iniziano i bombardamenti della Nato sul Kosovo. Legambiente, oltre a contribuire alla mobilitazione del movimento pacifista, si reca nel sud dell’Albania per aiutare concretamente la popolazione kosovara gestendo il campo allestito nella pineta di Karavastas, che ha ospitato 1.200 profughi in gran parte bambini. > maggio cittadini, per un’Italia di qualità. Sfila anche > 8 luglio uno striscione di Legambiente Campania con lo Il Parlamento vara la legge 230/98 “Nuove slogan Dentro l’Europa, fuori dal fango. norme in materia di obiezione di coscienza”, che > luglio modifica la vecchia e punitiva legge del 1972. Goletta Verde organizza un blitz per chiedere > novembre l’abbattimento del Fuenti, l’hotel simbolo Legambiente organizza a Firenze la dell’abusivismo edilizio e della cementificazione fiera Ecolavoro, dove si mettono in mostra le della costiera amalfitana. A settembre parte opportunità del green job. l’abbattimento di 73 villette abusive costruite dalla camorra sulla litoranea fra Campolongo > 9 dicembre e Foce Sele a Eboli (Sa). Con questa azione Entra in vigore la legge 426/98 che coraggiosa del sindaco parte la stagione degli individua le aree più inquinate del Paese e abbattimenti degli ecomostri. L’hotel Fuenti sarà norma le procedure per la bonifica. abbattuto l’anno successivo. Si rompe l’aura d’impunità che circondava l’abusivismo. no global: ambientalisti, ong, sindacati e giovani contestano la globalizzazione senza regole. Legambiente è presente con una propria delegazione. > 12 dicembre Naufraga al largo della Bretagna la petroliera Erika, che trasportava olio pesante. La marea nera investe 400 km di coste sterminando 150.000 uccelli e mettendo in ginocchio l’economia legata all’allevamento di ostriche. Legambiente lancia una petizione alla Commissaria ai Trasporti dell’Ue, Loyola de Palacio, per chiedere norme più severe in materia di trasporto marittimo. > 17-19 dicembre Si tiene a Firenze, nella Fortezza da Basso, il VI Congresso Nazionale di Legambiente Nonsolomerci, l’ambientalismo oltre il 2000. Vengono confermati Ermete Realacci presidente nazionale e Francesco Ferrante direttore generale. 2000 - 2009 2000 > 26 febbraio incendi boschivi, la L. 353/2000. Prevede, tra > 1 ottobre Prima edizione di Disimballiamoci: in 200 Nelle piazze italiane si assaggiano le squi- l’altro, il Catasto delle aree percorse dal fuoco, che diventerà operativo solo nel 2008. supermercati Legambiente organizza blitz e invita sitezze dell’agricoltura biologica, grazie alla I i cittadini a liberarsi degli imballaggi inutili la- edizione di Biodomenica. Legambiente rafforza > 23 novembre sciandoli dopo le casse. sempre di più i rapporti con gli agricoltori. Legambiente organizza nel ventennale del terremoto in Irpinia il ritorno dei volontari che si > luglio > 13 ottobre Goletta Verde porta un carico di Bandiere Un’alluvione si abbatte su Piemonte e mobilitarono nella tragedia. nere, che assegnerà ogni anno a soggetti pubblici Liguria, a 24 ore dalla catastrofe cinque gruppi > 7 dicembre e privati che realizzano iniziative piratesche ai di Protezione civile di Legambiente sono nei Legambiente presenta il primo alimento danni delle coste e del mare. luoghi dell’emergenza a spalare fango dalle case della campagna Mangimi Puliti, animali nutrie dalle strade. > ottobre ti solo con mangimi vegetali e ogm free. È l’iniziativa da cui nascerà Legambiente per l’agricolA Bruxelles viene aperto l’Ufficio europeo di > 21 novembre Vede luce la legge quadro in materia di tura italiana di qualità (Laiq). Legambiente. 2001 > 25-30 gennaio > marzo Parallelamente al Forum economico mondiale, Gli Usa annunciano il rigetto del protocollo a Porto Alegre (Brasile) si svolge il I Forum sociale di Kyoto. mondiale. Legambiente partecipa con un’ampia > 23 marzo delegazione a tutte le edizioni. Si introduce nella legge sui rifiuti l’art. 53 > 6 febbraio bis che punisce il traffico illecito di rifiuti, con La Cassazione sentenzia: “Nessuna proprietà pene aggravate in caso di rifiuti pericolosi. I privata e per nessun motivo può impedire l’acces- reati ambientali non sono però ancora presenti so al mare alla collettività se la proprietà stessa è nel Codice penale. l’unica via per raggiungere una determinata spiag- > 21 luglio gia”. È il risultato di una lunga battaglia intrapreA Genova si svolge un contestatissimo G8. sa da Legambiente. Legambiente partecipa all’imponente manife> 22 febbraio stazione indetta dal mondo delle associazioni. Le battaglie intraprese in tutta Italia contro I giorni del summit vengono funestati da scontri l’installazione indiscriminata di antenne che di piazza e violente azioni di polizia e dalla morgenerano inquinamento elettromagnetico portano te del giovanissimo Carlo Giuliani. all’emanazione della legge quadro sulla protezione dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, L.36/2001. > settembre Legambiente e Arci Caccia firmano un protocollo d’intesa per una caccia più responsabile. Nasce l’Osservatorio nazionale sulla gestione faunistica che pubblica il Rapporto nazionale sulla gestione faunistico-venatoria in Italia. > novembre A Milano si svolge la I edizione del Premio innovazione amica dell’ambiente dedicato agli imprenditori che scommettono sulla sostenibilità. > 10 dicembre Si dà il via alla campagna Clima e povertà con cui Legambiente denuncia gli effetti del riscaldamento globale nei paesi poveri. 12 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 13 2002 > agosto > 6 novembre Per difendere l’ecosistema alpino prende il via la campagna Carovana delle Alpi. Diventerà annualmente l’occasione per fare il punto sui problemi e le opportunità dei territori montani e delle loro comunità. Si apre il Social forum europeo di Firenze, un grande evento di partecipazione e di elaborazione del movimento no global. Centinaia di migliaia di giovani discutono, analizzano, costruiscono proposte per un’economia più giusta. Legambiente è tra gli organizzatori. > 26 agosto A Johannesburg, in Sudafrica, si apre il vertice mondiale Onu sullo Sviluppo sostenibile. Partecipa una folta delegazione di Legambiente. > 19 novembre La petroliera Prestige affonda al largo della Galizia. Legambiente invia una squadra di volontari per ripulire 300 km di costa dalla marea nera. > 14 dicembre Legambiente convoca la giornata di mobilitazione L’Italia non è in vendita per contestare il provvedimento del ministro Tremonti che prevede la creazione della Patrimonio spa, una società creata per “alienare, gestire e valorizzare” il patrimonio dello Stato. 2003 > 20 marzo La scuola adotta un comune: propone alle scuole mobilita contro la decisione del governo di di città di adottare i piccoli comuni italiani e le costruire nella frazione di Terzo Cavone il loro scuole. deposito unico delle scorie nucleari. Le forti proteste popolari, che vedono Legambiente in > 30 settembre prima fila, respingeranno il progetto. A Rispescia (Gr), nella sede di Festambiente, > 28 novembre si inaugura il Centro nazionale per la promozione Si apre a Roma il VII Congresso Nazionale delle energie rinnovabili. > 28 giugno di Legambiente Ambientalisti per un nuovo Prima edizione di Non scherzate col fuoco, > 2 ottobre umanesimo. Le persone, le comunità, i popola campagna che Legambiente promuove, in colIl governo Berlusconi vara il terzo condono li protagonisti della globalizzazione. Viene laborazione con la Protezione Civile, per contra- edilizio con il Dl 269/2003 convertito in legge eletto Roberto Della Seta presidente nazionastare la piaga degli incendi boschivi. 326/2003. Il termine di scadenza delle domande le, che prende il posto di Ermete Realacci, e sarà prorogato più volte fino a dicembre 2004. confermato Francesco Ferrante come direttore > settembre generale. > 13 novembre Si avvia il progetto di gemellaggi educativi Torna QualEnergia, testata storica, punto di riferimento per la comunità scientifica. Diventa il bimestrale scientifico di Legambiente dedicato alle fonti rinnovabili, efficienza e innovazione tecnologica. A Scanzano Jonico (Mt) la popolazione si 2004 > 22 gennaio Con il decreto legislativo 42/2004 il governo vara il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio, conosciuto come Codice Urbani. > 28 marzo Sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica si tiene Voler bene all’Italia, la festa nazionale della Piccola grande Italia, per evitare lo spopolamento dei centri minori e valorizzarli. Arriva un affettuoso messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. > 31 marzo A Firenze, con la partecipazione di Legambiente, si tiene la I edizione di Terra Futura: la fiera internazionale della green economy e dell’impresa che esercita la responsabilità sociale. > 2 aprile Legambiente promuove la campagna Io non condono, che coinvolge sindaci e presidenti di Regione. > 7 giugno Legambiente promuove la società Azzero CO2 per supportare imprese, enti pubblici e cittadini nel calcolare, ridurre e compensare le emissioni di gas serra generate dalle proprie attività. 2005 > 16 febbraio > 12 maggio > 7 luglio Entra in vigore il protocollo di Kyoto, dopo che la Russia pochi mesi prima lo aveva ratificato, facendo raggiungere i due quorum necessari. Legambiente festeggerà la ricorrenza annualmente con azioni di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. S’inagura l’Oasi dei Variconi a Castel Volturno (Ca) in una zona di alto pregionaturalistico degradata e presidiata dalla camorra. È il primo risultato della campagna SalvaItalia, lanciata per recuperare zone del Belpaese in stato di abbandono sociale e ambientale. Legambiente promuove Castelli di Pace, un festival dedicato alla convivenza fra i popoli e alla cultura della sostenibilità. > 6 aprile > 19 maggio Legambiente sottoscrive un protocollo d’intesa con Anev, l’associazione delle imprese del vento. Inizia una collaborazione per realizzare impianti eolici in maniera armoniosa con il paesaggio. Legambiente ricorre, insieme al Comune di Roma, al Tar del Lazio per contrastare l’azione legale di Italia Nostra che mira a fermare i lavori della metro C, la terza linea metropolitana di Roma. Legambiente la ritiene un’opera importante per dare alla Capitale trasporti efficienti e sostenibili. > 25 luglio Nasce la Fondazione Symbola, creata per valorizzare le qualità italiane. Legambiente è tra i soci fondatori. > 16 novembre La popolazione della Val di Susa, in Piemonte, si mobilita contro il progetto della Tav fra Torino e Lione. Legambiente partecipa al grande corteo che attraversa pacificamente la città. 2006 > 2 aprile > 11 luglio tica ecocompatibile. Sul lungomare di Bari viene abbattuto l’ecoDebutta Goletta dei laghi, una campagna > 31 ottobre mostro di Punta Perotti. Legambiente festeggia itinerante per monitorare e sensibilizzare sulla Viene pubblicato il Rapporto Stern che mostrando l’implosione sul web in diretta video. qualità delle acque lacustri. stima il costo del global warming fra il 5 e il 20% del prodotto lordo globale annuo. Ridurre > 1 giugno > 14 ottobre Parte Fiumi Informa, la campagna di moniAl Salone nautico di Genova, Legambiente le emissioni ed evitare i cambiamenti climatici secondo l’economista costerebbe l’1%. toraggio sull’illegalità e sullo stato di salute dei e Ucina (Unione cantieri e industrie nautiche e corsi d’acqua italiani organizzata da Legambiente affini) firmano un protocollo d’intesa per la naue Corpo Forestale dello Stato. 2007 > 9 marzo > 10 settembre > 7 dicembre I 27 Paesi dell’Ue firmano un patto vincolante per ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020. Entro la stessa data il 20% dei consumi dovrà essere soddisfatto dall’energia rinnovabile e dovrà essere della stessa percentuale l’efficienza. È l’inizio della strategia europea del pacchetto 20-20-20. La Coalizione Italia Europa liberi da Ogm, composta da 28 organizzazioni di produttori, consumatori e ambientalisti, presenta 3 milioni di firme contro gli Ogm. È una risposta ai tentativi dell’Ue d’introdurli nelle coltivazioni agricole. A Roma si apre l’VIII Congresso Nazionale di Legambiente: Un nuovo ambientalismo per un altro progresso. Fermare i cambiamenti climatici, umanizzare l’economia e lo sviluppo, socializzare la conoscenza, valorizzare e mettere in rete le identità territoriali. Vengono eletti Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale e Rossella Muroni direttrice generale. > maggio > 20 novembre Prima edizione di Pendolaria, la nuova Nasce, in collaborazione con Edizione Am- campagna di Legambiente per un trasporto biente, Verdenero: la collana noir per raccontare ferroviario locale più diffuso e moderno. l’ecomafia. Oggi conta più di 20 titoli dei maggiori scrittori contemporanei. 2008 > 2 gennaio > 16 maggio Il Comune di Milano vara l’Ecopass: Si inaugura Sun day, la campagna d’inforè la prima città italiana ad adottare il mazione che promuove l’energia solare e le tecticket d’ingresso per il centro, sulla base nologie per utilizzarla. dell’esperienza di Londra e di altre città europee. > 7 giugno > 19 gennaio Dietro lo slogan Voler bene alla Campania Legambiente porta in piazza migliaia di persone a Napoli per dire no all’emergenza permanente e sì alla raccolta differenziata. Nel corteo anche i sindaci dei comuni più virtuosi nella gestione dei rifiuti. imprese e amministrazioni locali per abbattere le emissioni di CO2. A fine 2009 il contatore on line collegato all’iniziativa ha totalizzato circa 2,5 miliardi di kg di emissioni risparmiate. > 30 ottobre Legambiente partecipa alla grande manifeA Milano decine di migliaia di persone stazione sindacale contro i provvedimenti Trepartecipano alla Marcia per il clima organizzata monti-Gelmini che tagliano personale e risorse da una vasta coalizione guidata da Legambiente. alla scuola pubblica. > 20 agosto Dietro lo striscione di Legambiente “Piccoli CoParte Stop the fever, la campagna che muni, grande scuola” sfilano decine di sindaci dei piccoli comuni con i loro gonfaloni. promuove azioni concrete da parte di cittadini, 2009 > 19 gennaio e la messa in sicurezza di 4.950 opere d’arte. Nel quartiere Tamburi, adiacente all’Ilva di Taranto, migliaia di balconi espongono le lenzuola di Mal’Aria. Legambiente rilancia con una protesta popolare, in una delle città italiane più inquinate d’Italia, l’impegno contro l’inquinamento industriale. > 5 maggio > 10 marzo Legambiente organizza un convegno con la Cgil per presentare la proposta Contro la crisi: per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica. Le parole chiave: innovazione, efficienza, qualità ambientale. > 12 marzo Il governo Berlusconi annuncia il Piano casa che permette l’aumento delle cubature edilizie. Legambiente preme sulle Regioni, che svolgeranno un ruolo positivo di contrasto alle intenzioni dell’esecutivo. > 6 aprile Un violento terremoto colpisce l’Aquila e la sua provincia. Si conteranno 308 morti e sarà fortemente compromesso il patrimonio culturale del territorio. Legambiente organizza le squadre di volontari di primo soccorso che partono dalle sedi di tutt’Italia. Nei giorni successivi partirà la campagna Arte salvata che permetterà il recupero A Pechino viene presentato Green tourism, il progetto di Legambiente e Parco nazionale delle Cinque Terre con l’obiettivo di promuovere scambi di know-how e buone pratiche per lo sviluppo di un turismo sempre più rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni sociali e culturali locali. > 29 luglio Legambiente presenta al Consiglio regionale della Lombardia la proposta di legge d’iniziativa popolare, accompagnata da oltre 12mila firme, per contenere il consumo di suolo nella regione. > 31 luglio Sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicata la legge 99/2009 con cui il Governo italiano intende far tornare il nucleare in Italia. Legambiente risponde con la campagna di mobilitazione Per il clima contro il nucleare. L’azione comune con WWF e Greenpeace trova una sponda istituzionale nelle Regioni: ben 11 fanno ricorso di incostituzionalità della legge presso la Consulta. > 12 settembre Viene individuato al largo di Cetraro, in Calabria, un relitto che sembrava essere una delle navi affondate con i rifiuti radioattivi. Il caso delle navi dei veleni rimane aperto e Legambiente chiede nuove indagini. > 2 ottobre Il dissesto idrogeologico provoca un’altra catastrofe annunciata: dopo giorni di pioggia si abbatte una frana sulle case di Giampilieri, a Messina, provocando morti e distruzione. I volontari di Legambiente scendono di nuovo in campo. > 7 dicembre A Copenaghen si apre il summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. È il vertice che dovrebbe sancire l’impegno dei grandi paesi inquinatori contro il global warming, ma i risultati in realtà saranno deludenti. Un appuntamento che ha visto un impegno straordinario di Legambiente, che ha finalizzato la maggioranza delle campagne e delle mobilitazioni messe in atto nel 2009 per fare pressioni sui decisori e sensibilizzare i cittadini. > 12 dicembre Con la coalizione In marcia per il clima s’organizzano iniziative pubbliche di sensibilizzazione sul vertice di Copenaghen in oltre duecento piazze italiane. Nell’incontro con il presidente della Camera dei deputati on. Fini, viene presentata la piattaforma elaborata da oltre 50 organizzazioni aderenti. 14 prima parte: Identità Associativa 1.2 L’identità Legambiente è un movimento organizzato di cittadini che difende l’ambiente e la salute e opera per affermare un modello di sviluppo più sostenibile dal punto di vista ambientale, culturale, sociale ed economico. Legambiente è l’unica grande associazione ambientalista nazionale, la più diffusa in Italia (già a partire dagli anni Novanta), fortemente radicata sul territorio e aperta oltre confini attraverso una rete sinergica di relazioni internazionali. “ L’associazione nasce nel 1980 con il progetto ambizioso di costruire un nuovo ambientalismo che andasse oltre il modello naturalistico e protezionistico, affermatosi fino ad allora in Italia. Un movimento ambientalista capace di confrontarsi, incidere e contaminare il modello di sviluppo basato sulla sola crescita economica (che produce inquinamento, danni alla salute, consumo e spreco di risorse naturali, disuguaglianze sociali) a favore di un modello più equo e sostenibile. Ho imparato Per tale sfida, Legambiente crea e si fa interprete di un movimento che interviene su molteplici aspetti dell’agire umano: culturale, sociale, economico, politico, scientifico. che non si può considerare il problema dell’ambiente senza considerare gli uomini e la loro cultura come elementi di quell’ambiente Laura Conti ” Scienziata ambientalista, è stata presidente del comitato scientifico di Legambiente Le attività umane e le relazioni che l’uomo stabilisce con l’ambiente costituiscono costantemente l’oggetto privilegiato della riflessione, dell’elaborazione e dell’azione associativa fondate su argomentazioni scientifiche contrarie a posizioni ideologiche e fondamentaliste. Legambiente ha innalzato in Italia la bandiera dell’ambientalismo scientifico. Il sapere scientifico, la tecnologia e la ricerca rappresentano i cardini e i presupposti dell’agire associativo fin dalla sua fondazione. Pensare globalmente, agire localmente è lo slogan adottato già nel primo Congresso del 1983, e che rispecchia l’impegno profuso nella costruzione di un movimento di cittadini il più capillare e articolato possibile, per dare gambe, intelligenza e consenso al proprio progetto ambientalista. Si tessono alleanze e si opera nei territori con numerose vertenze locali, anche per affermare la legalità, tramite i propri circoli e le strutture regionali. Legambiente è un’associazione di cittadini a diffusione nazionale, riconosciuta dal ministero dell’Ambiente come Associazione di Protezione Ambientale dal 1987. È iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale dal 2002. È riconosciuta dal ministero degli Affari Esteri dal 2005. Dal punto di vista fiscale, Legambiente è Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale (Onlus) iscritta nell’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate dal 1980 e all’Anagrafe Unica delle ONLUS dal 2004. Prima parte: Identità associativa 15 1.2.1 L’ideale, la visione e la missione Legambiente compie 30 anni. Questi primi 30 anni sono stati caratterizzati da una forte partecipazione democratica di persone tra loro diverse per cultura e storia personale e con posizioni politiche spesso divergenti ma unite e determinate nel rappresentare il popolo inquinato. Questa varietà di colori ha rappresentato il successo dell’associazione perché ha consentito il confronto e il dialogo aperto per l’identificazione delle scelte e soluzioni migliori per il bene comune e dell’ambiente. Per consentire la continua crescita dell’associazione è necessario condividere e affermare l’identità associativa (visione e missione) e i valori fondanti di ogni nostra azione con le generazioni presenti che fanno Legambiente giorno dopo giorno e quelle future che faranno Legambiente di domani. > L’ideale L’ideale è la nostra convinzione, forte e radicata. È la base solida su cui poggia l’identità dell’associazione. È il moto interiore che sostiene l’azione di ciascuno nell’associazione dando forza all’agire. La consapevolezza delle relazioni che intercorrono tra gli esseri umani, le comunità, le generazioni e tra essi e l’ambiente, consente di porre l’attenzione sulla cultura, sugli atteggiamenti e, infine, sul comportamento degli uomini. L’azione verso il cambiamento deriva innanzitutto dall’azione di sensibilizzazione degli esseri umani, considerati nei loro concreti contesti di vita, con i loro bisogni, le loro aspirazioni e le loro azioni. > La visione La visione è la proiezione di uno scenario futuro ambizioso. È l’utopia realizzabile capace di rispecchiare gli ideali, i valori e le aspirazioni dell’associazione, di creare coesione tra tutti gli stakeholder e di incentivare all’azione. Un mondo migliore è possibile, ricercando la sostenibilità con gli uomini e le donne, le comunità e l’ambiente in rapporto di equilibrio e costruendo la pace fra i popoli. L’uomo deve essere sempre più protagonista consapevole del suo ruolo rispetto all’ambiente, delle conseguenze delle proprie azioni e quindi dell’importanza delle proprie scelte. Tale consapevolezza diventa un potente strumento di cambiamento verso un mondo più equo e migliore. L’ambientalismo è quindi considerato come un corpo vivo, un pensiero forte, uno strumento utile per agire nel presente e costruire il futuro. > La missione La missione è la guida che aggrega ciascuno nella quotidianità presente dell’associazione verso gli obiettivi e le finalità ultime dell’associazione. Essere un movimento politico-culturale, radicato sul territorio, di cittadini organizzati che agiscono, qui ed ora, per cambiare e migliorare il mondo, puntando su una gestione equa, sostenibile, e lungimirante dei beni comuni, sulla contaminazione culturale delle ragioni dell’ambiente e sulla difesa della legalità e della coesione sociale. Le scelte, le proposte, le azioni per perseguire la missione sono sostenute da un approccio scientifico e interdisciplinare, al fine di tenere conto della dimensione sociale, culturale, ambientale ed economica delle vicende umane. “ Non l’uomo, ma gli uomini abitano questa terra ” Hannah Arendt Vita Activa 16 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 17 1.3 I valori Gli orientamenti valoriali che ispirano e sorreggono la missione di Legambiente, possono essere così sintetizzati: L’agire > Praticare la concretezza di chi ogni giorno sente la responsabilità di costruire un’Italia più pulita, più civile, più moderna, più accogliente e, insieme, affascinare e farsi affascinare da idealità ambiziose. Un agire sociale, politico e territoriale, guidato dal valore della non violenza e del confronto con gli altri punti di vista, che sa tenere insieme l’azione e la riflessione teorica. ambientalismo scientifico > Fondare le iniziative per la difesa dell’ambiente e la presa di posizioni su una solida base di dati e valutazioni tecnico-scientifiche, ricorrendo all’argomentazione rigorosa e respingendo le posizioni preconcette. La scienza e la tecnologia, indirizzate verso obiettivi generali, aiutano la difesa dell’ambiente, facendo aumentare le opportunità per il genere umano. sostenibilità ambientale > Preservare il patrimonio ereditato dai nostri padri e consegnarlo integro ai nostri figli, assumendo il vincolo del limite delle risorse quali l’acqua, l’aria, il suolo, la biodiversità, le fonti energetiche fossili, nell’interesse della vita della specie umana, valorizzando le identità locali (paesaggistiche, culturali, produttive) e l’incontro con nuove culture. solidarietà, cooperazione, equità sociale > L’accesso alle risorse, tra cui l’acqua, l’energia, il cibo, è contraddistinto da pesanti disuguaglianze tra persone, aree sociali, territori e aree del mondo, che vanno a incidere negativamente sulla coesione sociale e alimentano conflitti armati a livello internazionale. Le politiche d’integrazione non possono che ispirarsi all’inclusione sociale e all’accoglienza. Così i Paesi più ricchi devono assumere maggiori impegni e responsabilità verso i cambiamenti climatici, per rimuovere le disuguaglianze, nel rispetto delle comunità locali e favorire le politiche d’integrazione ispirate all’inclusione sociale e all’accoglienza. qualità dei territori > I territori sono luoghi di costruzione delle identità e diventano sempre più emblematici del progressivo intreccio tra locale e globale. Operare per una più alta qualità culturale e ambientale rafforza la coesione sociale e determina basi più solide per costruire un futuro migliore. Ne discende un particolare impegno nella diffusione e nella qualità dell’azione dei circoli territoriali. Privilegiare il bene comune > L’ambiente, con tutte le sue risorse, non può essere assoggettato alle sole leggi di mercato: è bene pubblico e universale e deve rimanere a disposizione di tutti gli uomini, indipendentemente dalla classe sociale e dalle aree geopolitiche di appartenenza, così come tutti ne devono essere responsabili. L’interesse generale comporta perciò anche una modifica degli stili di vita individuali. Partecipazione democratica >La democrazia per esistere ha bisogno della partecipazione attiva dei suoi cittadini, di tutte le età. Anche l’ambientalismo per affermarsi ha bisogno di partecipazione, confronto, impegno, assunzione di responsabilità. L’associazionismo civile e il volontariato sono tra le forme moderne più nobili e concrete di partecipazione alla vita democratica. Autonomia e dialogo > Indipendenza da ogni schieramento politico e dai potentati economici. Apertura, dialogo e confronto intellettualmente onesto con tutte le culture politiche e sociali democratiche. Sono queste le due facce della stessa medaglia che permettono all’associazione di operare per l’interesse generale, essere riconosciuti credibili, incrociare senza pregiudizi uomini e donne all’altezza della sfida. Conoscenza libera, consapevole, diffusa > Il sapere, la cultura, l’informazione libera e trasparente, la ricerca, l’educazione sono beni che devono essere accessibili a tutti, lungo tutto l’arco della vita, affinché le persone e le loro società possano vivere il loro tempo con il massimo della consapevolezza, tesi a costruire un futuro migliore. L’ambientalismo dà il proprio contributo nella contaminazione culturale, nella produzione e diffusione di nuovi saperi, di nuovi approcci, di stimoli e di informazione trasparente. Responsabilità > Fare scelte e operare per garantire le generazioni future e migliorare la qualità della vita delle generazioni presenti, difendere gli altri esseri viventi, rispondere alle aspettative del popolo inquinato, mantenere gli impegni presi verso i propri soci e stakeholder, comporta una continua assunzione di responsabilità. Rispetto delle diversità > La variabilità biologica, le differenze culturali, le varie identità territoriali sono portatori di valori intrinseci che vanno salvaguardati e valorizzati per il bene di tutti. “ La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione Giorgio Gaber Libertà, 1972 ” 18 Prima parte: Identità associativa prima parte: Identità Associativa 1.4 Gli stakeholder Agiscono all’interno dell’associazione. Da loro dipende la sua continuità d’azione grazie al loro contributo diretto al perseguimento della missione. Rendono possibile le attività e i risultati dell’associazione grazie al loro agire e al loro impegno generoso. > STAKEHOLDER PRIMARI SOCI VOLONTARI, ATTIVISTI E GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE COMITATI REGIONALI Gli stakeholder di Legambiente, portatori di interesse individuali e collettivi, sono classificabili in 3 gruppi, in funzione della relazione che li lega all’associazione. DIPENDENTI E COLLABORATORI DIREZIONE NAZIONALE CEAG CENTRI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE CIRCOLI 1.5 Il sistema di governo 1.5.1 Il corpo sociale Socio ordinario Socio Scuola e Formazione OASI E AREE PROTETTE SRUTTURE OPERATIVE TEMATICHE Socio Junior (fino ai 14 anni) ORGANIZZAZIONI COLLEGATE Socio Giovane (dai 15 ai 28 anni) Collaborano con l’associazione. Direttamente o indirettamente, contribuiscono al perseguimento della missione dell’associazione. L’associazione ha interlocutori diversi e diffusi, pertanto si è scelto di classificarli in sette tipologie. > STAKEHOLDER SECONDARI Sostenitore SOCI SINGOLI SOSTENITORI Aziende Donatori ISTITUZIONI PUBBLICHE NAZIONALI E LOCALI Parlamento e Commissioni Parlamentari ISTITUZIONI PUBBLICHE INTERNAZIONALI INFLUENZATORI PARTNER Governo e Ministeri Stampa specializzata Università e mondo Scuole della ricerca RETE INTERNAZIONALE Associazioni no profit > STAKEHOLDER DI MISSIONE AMBIENTE L’insieme delle risorse naturali, locali e del Pianeta, che Legambiente si impegna a proteggere dai numerosi attacchi, aumentare la qualità delle risorse compromesse, aumentare la disponibilità per tutti i popoli. Istituzioni culturali Associazioni no profit Fornitori Amministrazioni pubbliche regionali, provinciali e comunali, Comunità montane Vertici mondiali ONU Mass media RETE NAZIONALE E LOCALE Fondazioni Enti gestori delle Aree Protette Opinione pubblica Dipartimento Protezione Imprese Civile Network nazionali e locali Consorzi Organizzazioni non governative (ONG) Altri enti e istituzioni Altre istituzioni internazionali Unione Europea Opinion leader Sono coloro che sostengono Legambiente attraverso le loro attività, le donazioni o l’erogazione di risorse economiche e beni materiali. Social network Sono tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità nelle questioni ambientali e che attraverso l’esercizio delle loro funzioni d’indirizzo, normative e amministrative, determinano scelte e decisioni che impattano sulla qualità ambientale. SOGGETTI COLLETTIVI Biblioteche, associazioni, aziende, nuclei familiari, strutture turistiche SCUOLE - CLASSI Scuole capaci di futuro, Classi per l’ambiente I nostri soci Sono coloro che, grazie al loro ruolo e funzione, influenzano le conoscenze e gli orientamenti della società civile verso Legambiente e la sua missione. Operatori Forze dell’ordine della giustizia Sono coloro che collaborano con Legambiente, a livello nazionale e locale, nel perseguire gli obiettivi associativi. Legambiente opera grazie al contributo dei singoli cittadini che, in modo volontario, aderiscono alle cause dell’associazione e si mobilitano esercitando in modo attivo la loro cittadinanza. Tutti i cittadini, di tutte le età, hanno facoltà di iscriversi a Legambiente. L’iscrizione comporta l’accettazione delle norme statutarie e il versamento della quota associativa annuale. Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto per approvare le modifiche dello Statuto e per la nomina degli organi direttivi, e possono essere eletti negli organi dirigenti e in quelli di garanzia. Le formule associative Cooperative Network internazionali Legambiente è fatta da Sono le altre organizzazioni con le quali Legambiente si confronta e collabora, per la realizzazione delle proprie attività, per iniziative comuni, per la realizzazione di servizi funzionali agli obiettivi associativi. Determinano la ragione d’essere dell’associazione. Ne alimentano la missione e rappresentano i destinatari ultimi di ogni sua azione. Nel perseguire la propria missione, Legambiente fa costante riferimento a questi 4 stakeholder. POPOLO INQUINATO GENERAZIONI FUTURE Tutte le persone, indipendentemente dal loro credo politico, posizione sociale, età e provenienza, che subiscono danni dall’inquinamento ambientale e che aspirano a migliorare le condizioni dell’ambiente e del Pianeta. Chi verrà dopo di noi deve poter usufruire almeno delle stesse risorse e opportunità, grazie alle scelte responsabili verso il futuro. TERRITORI COMUNITÀ Tutti i territori, e le rispettive comunità, la cui salvaguardia migliora la qualità della vita degli abitanti e si ripercuote positivamente sul Pianeta. I soci individuali ricevono una tessera nominativa annuale che permette di usufruire di agevolazioni e servizi e ricevere in abbonamento le riviste edite da Legambiente. La tessera collettiva è stata introdotta nel 2008 per associare i soggetti collettivi che vogliono sostenere Legambiente e ricevere le pubblicazioni (nuclei familiari, associazioni, biblioteche, aziende,…). Gli istituti scolastici e le classi aderiscono a Legambiente rispettivamente con la formula Scuola capace di futuro e Classi per l’ambiente tramite il versamento di una quota associativa. La formula Classi Amiche del Cigno permette di aderire gratuitamente ai vari progetti educativi tematici e alle campagne di volontariato che l’associazione offre annualmente. 19 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 1.5.2 La rete associativa Legambiente opera tramite una rete di presidi, diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, articolata su vari livelli territoriali e con funzioni decentrate: Direzione Nazionale Comitati regionali Circoli Comitati delle Province Autonome Federazione Nazionale Legambiente Volontariato STRUTTURA ASSOCIATIVA > Fondazione Legambiente Innovazione Legambiente Scuola e Formazione STRUTTURE OPERATIVE 21 > Le strutture territoriali > 20 CEA > CEAG RETI E SERVIZI Legambiente Solidarietà Centri di Volontariato Festambiente.net Oasi e aree naturali Legambiente Turismo > STRUTTURA ASSOCIATIVA Sono organi decentrati di Legambiente i Comitati Regionali, i Comitati delle Province Autonome e i Circoli. I Comitati Regionali e Comitati delle Provincie Autonome • I Comitati Regionali sono organismi che si organizzano sul territorio secondo autonome decisioni e operano secondo le finalità e gli intenti dello Statuto. Ciascun Comitato Regionale svolge periodicamente il proprio Congresso, che è il massimo organismo dirigente, ed è costituito da un direttivo, una segreteria, un presidente e un segretario o direttore. Sono base associativa dei Comitati Regionali tutti i soci che ricadono nel loro ambito territoriale. • I Comitati delle Province Autonome sono organizzati come i Comitati Regionali. I Circoli I Circoli sono le strutture locali con cui Legambiente opera capillarmente su tutto il territorio nazionale. Per costituire un circolo è necessaria l’affiliazione a Legambiente nazionale, da rinnovare annualmente, previo consenso del presidente o del segretario del Comitato Regionale di appartenenza. > RETI E SERVIZI Sono strutture e presidi, coordinati a livello nazionale, con cui Legambiente opera su specifiche tematiche ai vari livelli territoriali fornendo beni, servizi e sostegno per difendere e promuovere l’ambiente e la qualità culturale dei territori. 54 55 7 18 CEA Oasi e Aree naturali Festival CEAG 1 5 Centro Nazionale Fonti Rinnovabili Centri di Volontariato Legambiente è presente ai livelli nazionale, regionale e locale tramite la Direzione Nazionale, i Comitati Regionali e delle Province Autonome, i Circoli. 1 869 18 2 Direzione Nazionale Circoli e presìdi Comitati Regionali Comitati Province Autonome > Rete dei Centri di Educazione Ambientale (CEA) > Direzione Nazionale È la struttura operativa del Comitato Direttivo Nazionale attraverso la quale si coordina l’intera associazione ed ha sede a Roma in via Salaria 403. Nella Direzione Nazionale operano la maggior parte dei dipendenti e dei collaboratori di Legambiente. Si tratta di figure con competenze professionali specifiche per consentire il raggiungimento degli obiettivi istituzionali dell’associazione. L’organigramma della Direzione Nazionale è riportato a pagina 32. I Centri di Educazione Ambientale sono presidi culturali impegnati a migliorare la qualità ambientale e culturale dei territori favorendone lo sviluppo sostenibile. Sono strutture ricettive - residenziali e non all’interno di aree naturali protette, o posizionate in luoghi naturalistici, storici e culturali di pregio. Inseriti nel sistema INFEA2 , i CEA realizzano attività informative, formative e di sensibilizzazione per la valorizzazione ambientale e la riscoperta culturale anche in collaborazione con le realtà locali. 2 - INFEA (INformazione Formazione Educazione Ambientale) deriva da un programma del ministero dell’Ambiente nato per diffondere sul territorio strutture di informazione, formazione ed educazione ambientale. 22 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa > Rete delle Oasi e aree naturali > STRUTTURE OPERATIVE Legambiente gestisce, direttamente o in collaborazione con altri soggetti, 55 aree naturali nelle quali ha avviato attività di conservazione, fruizione e divulgazione della natura. Si tratta di oasi protette, siti di importanza comunitaria, aree protette di interesse locale, aree faunistiche e floristiche, rifugi e centri natura, aree geologiche e archeologiche che coinvolgono un territorio di oltre 10.000 ettari di superficie. Con il progetto Natura e Territorio, Legambiente ha avviato attività finalizzate alla sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibile, di valorizzazione delle risorse naturali, di sensibilizzazione, di educazione e di riscoperta delle culture locali. Sono inclusi nel progetto aree sottratte al degrado e riqualificate in aree ad alto interesse naturalistico e rese fruibili a tutti, con l’azione del volontariato. > Rete dei Festival FestambienteNet è la rete dei festival estivi di Legambiente che negli anni sono divenuti un appuntamento atteso e consolidato. Dal nord al sud d’Italia coinvolgono numerose regioni dal Veneto alla Sardegna, dalle Marche alla Campania, dalla Toscana alla Puglia. Festival edizioni 2009 Festambiente Rispescia XXI Festambiente ragazzi XV Festambiente Vicenza VIII Festa del mare VI Festambiente Sud V Castelli di pace VI Festambiente della Saccisica Piove di Sacco I Festambiente Piemonte e Valle d’Aosta I > Fondazione Legambiente Innovazione Presidente: Andrea Poggio • Direttore: Riccarda Tarozzi Fondazione Legambiente Innovazione opera a fianco di Legambiente ONLUS e ha sede a Milano in via Vida 7. Nasce nel 2007 come strumento operativo per promuovere concrete condizioni favorevoli alle innovazioni culturali, scientifiche, sociali e industriali. La Fondazione si occupa in particolare della realizzazione di: • iniziative di sensibilizzazione sull’adozione di stili di vita sostenibili (Vivi con stile, Car sharing, gli ecosportelli sull’energia e sui rifiuti, corsi di formazione per la pubblica amministrazione); • campagne nazionali di cittadinanza attiva (Puliamo il mondo); • iniziative per la valorizzazione del territorio (Comuni ricicloni, Expo2015); • iniziative per promuovere l’economia verde (Premio Innovazione amica dell’ambiente). Il Presidente e il Direttivo della Fondazione sono nominati da Legambiente Nazionale e durano in carica quattro anni. > Legambiente Scuola e Formazione Presidente: Vanessa Pallucchi > Centri di Azione Giuridica I Centri di Azione Giuridica territoriali sono articolazioni del Centro di Azione Giuridica (CEAG) nazionale. Essi costituiscono gli organismi di gestione e coordinamento delle iniziative giudiziarie e legali dei Comitati regionali di Legambiente. Ne fanno parte giuristi che condividono gli intenti dei CEAG e si conformano allo spirito dello statuto di Legambiente. Sono circa 200 gli avvocati che mettono a disposizione le proprie competenze e seguono le vicende giudiziarie promosse dall’associazione. Legambiente Scuola e Formazione è l’associazione professionale degli insegnanti, degli educatori e dei formatori ambientalisti promossa da Legambiente con l’obiettivo di associare i professionisti dell’educazione e contribuire con la cultura ambientale a migliorare i sistemi di istruzione e formazione. Nasce nel 2000 come Associazione di Promozione Sociale (APS) raccogliendo il patrimonio culturale e organizzativo del settore Scuola e Formazione di Legambiente, attivo già dal 1987. È riconosciuta dal ministero dell’Istruzione quale ente qualificato per la formazione del personale scolastico (D.M. 177/2000). Coordina all’interno di Legambiente l’azione di Legambiente Ragazzi e dei Centri di Educazione Ambientale e svolge la propria attività presso la sede della Direzione Nazionale a Roma. www.legambientescuolaformazione.it > Legambiente Solidarietà > Centri permanenti di volontariato Sono strutture che durante tutto l’anno promuovono campi di volontariato ambientale per cittadini italiani e stranieri di varie fasce d’età. Sono le organizzazioni che Legambiente negli anni ha promosso per rispondere in modo più efficace e professionale a specifiche esigenze associative. Responsabile: Angelo Gentili Centri attivi nel 2009 Centro di Campsirago Centro di Eboli Centro ex convento S. Giorgio Goriano Valli Centro Riserva Acquerino di Cantagallo Centro di Verona Legambiente Solidarietà si occupa dei temi della solidarietà, della cooperazione e della sostenibilità. È la struttura che consente all’associazione di gestire progetti di solidarietà internazionale, tra cui l’accoglienza dei bambini di Cernobyl e il progetto Rugiada per sostenere in loco i bambini disagiati della Bielorussia. Legambiente Solidarietà è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) e ha sede presso il Centro Nazionale per lo sviluppo sostenibile Il Girasole in località Enaoli a Rispescia (Grosseto). Legambiente Solidarietà coordina Festambiente, uno dei più importanti appuntamenti di sensibilizzazione europei sul tema dell’ecologia e della sostenibilità (www.festambiente.it). www.solidarietalegambiente.org 23 24 prima parte: Identità Associativa > Legambiente Turismo Presidente: Luigi Rambelli Legambiente Turismo è il settore promosso nel 1997 per ricercare convergenze e alleanze con settori sociali che riconoscono nella qualità dell’ambiente una condizione necessaria e un’opportunità per svolgere le loro attività ed essere più competitivi sul mercato del turismo. La struttura associa e collabora con le strutture ricettive e con gli enti e le amministrazioni locali, seguendo e affermando i propri principi guida nel promuovere e realizzare un turismo consapevole che garantisca qualità e confort nel rispetto dell’ambiente. www.legambienteturismo.it Prima parte: Identità associativa 1.5.3 Gli organi associativi Gli organi nazionali previsti dallo Statuto sono: Congresso Nazionale Organi deliberanti Comitato Direttivo Nazionale > Federazione Nazionale Legambiente Volontariato Presidente Nazionale Coordinatore: Carlo Furlan Nel 1995 su iniziativa dei gruppi di volontariato territoriali di Legambiente è stata costituita la Federazione Nazionale Legambiente Volontariato che, direttamente o coordinando i gruppi associati, promuove forme di volontariato dei cittadini, al fine di salvaguardare e recuperare l’ambiente naturale e i beni culturali, promuovere la corretta gestione del territorio, organizzare campi di lavoro per il recupero ambientale, il risanamento di strutture urbane, il rimboschimento, il recupero di terre incolte. Allo scopo di coordinare tutte le attività di protezione civile, sia interventi di emergenza che di formazione e prevenzione, si è costituito al suo interno un Coordinamento nazionale di protezione civile Legambiente, il cui direttore è Simone Andreotti. www.legambienteverona.it/fednavol/id.html Consiglio Nazionale Organi esecutivi Direttore Generale Amministratore Segreteria Nazionale Organi di controllo e garanzia Collegio dei Garanti Collegio dei Sindaci revisori Comitato Scientifico Organi consultivi Centri di Azione Giuridica Conferenza dei Presidenti Regionali Comitati Regionali Organi decentrati Comitati delle Province Autonome Circoli Assemblea Congresso Direttivo Segreteria Presidente Segretario/Direttore 25 26 prima parte: Identità Associativa > ORGANI DELIBERANTI Prima parte: Identità associativa > ORGANI ESECUTIVI > Il Congresso > Presidente nazionale Il Congresso è il massimo organo dirigente dell’associazione che ha il compito di discutere, definire e approvare il progetto associativo. Elegge il Comitato Direttivo Nazionale, il Consiglio Nazionale, il Collegio Nazionale dei Sindaci revisori dei conti, il Collegio dei Garanti. Si svolge di norma ogni quattro anni, vi partecipano con diritto di voto i delegati ed è preceduto dai Congressi territoriali dell’associazione (Circoli, Comitati Regionali e delle Province Autonome), secondo le norme stabilite dal Comitato Direttivo Nazionale uscente. Il presidente nazionale rappresenta tutta l’associazione, convoca e presiede gli organi dirigenti (Consiglio Nazionale, il Comitato Direttivo Nazionale e la Segreteria Nazionale) e ne assicura il regolare funzionamento. Il presidente nazionale ha inoltre la rappresentanza legale dell’associazione nazionale sia in giudizio che nei confronti di terzi. Eletto dal Comitato Direttivo Nazionale, è membro di diritto della Segreteria Nazionale. Viene eletto generalmente in occasione del Congresso. > Il Consiglio Nazionale Vittorio Cogliati Dezza Il Consiglio Nazionale è l’organo preposto all’aggiornamento e alla modifica delle indicazioni congressuali e della definizione degli obiettivi politici e organizzativi di Legambiente. È composto dai membri eletti dal Congresso, i presidenti e i segretari, i membri del Direttivo Nazionale. Si riunisce almeno una volta l’anno sotto la presidenza del presidente nazionale. Nel 2009 il Consiglio Nazionale è stato convocato una volta. I temi trattati sono stati inerenti all’iniziativa complessiva dell’associazione rispetto alle emergenze ambientali nazionali e locali. L’elenco dei membri è consultabile nel sito www.legambiente.it È presidente nazionale dal dicembre 2007, eletto nel corso dell’VIII Congresso. Nato nel 1951, professore liceale di storia e filosofia, dal 1987 al 2007 ha ricoperto il ruolo di responsabile nazionale del settore Scuola e di Legambiente Scuola e Formazione. Dal 2003 al 2007 è stato il coordinatore dell’Area della conoscenza per la Segreteria Nazionale e responsabile del Comitato Scientifico di Legambiente. > Il Comitato Direttivo Nazionale Il Comitato Direttivo Nazionale è il massimo organo di direzione politica di Legambiente tra un Congresso e l’altro. È composto dai membri eletti dal Congresso, dalla Presidenza Nazionale del Centro d’Azione Giuridica di Legambiente, dalla Presidenza del Comitato Scientifico e dai presidenti dei Comitati Regionali. Ha il compito di applicare le decisioni congressuali ed elegge tra i suoi membri il presidente nazionale, il direttore generale, la Segreteria Nazionale, l’amministratore e determina le modalità di funzionamento di tali organi. Nel 2009 si è riunito quattro volte e ha affrontato tra i principali argomenti quelli relativi a: la crisi economica e crisi ambientale, i cambiamenti climatici e le iniziative conseguenti, iniziative di solidarietà per la popolazione d’Abruzzo colpita dal terremoto. L’elenco dei membri è consultabile nel sito www.legambiente.it “Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza prova a dormire in una stanza chiusa con una zanzara”. “L’ambientalismo è oggi la migliore chiave per capire il futuro e cambiare il presente”. > Direttore generale Il direttore generale coordina l’attività interna dell’associazione e garantisce il rapporto tra la sede nazionale e le sedi locali. In assenza del presidente nazionale, svolge funzioni di rappresentanza legale dell’associazione. Convoca e presiede almeno ogni due mesi la Conferenza dei presidenti regionali. Viene eletto dal Comitato Direttivo Nazionale, generalmente in concomitanza con la scadenza congressuale, ed è membro di diritto della Segreteria Nazionale. Rossella Muroni È direttrice generale dal dicembre 2007, eletta nel corso dell’VIII Congresso. Nata nel 1974, laureata in Sociologia, dal 2002 al 2007 ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’Ufficio Campagne. Dal 2003 è membro della Segreteria Nazionale di Legambiente. “Voglio un’associazione autonoma e coraggiosa che sappia valorizzare la sua biodiversità interna. Perché la nostra ricchezza è quella che distingue i campi di battaglia dei nostri circoli, da Aosta a Gela, che poi sono invece così vicini nel fare ambientalismo. Voglio un’associazione che abbia dirigenti donne che non rincorrano modelli maschili, ma sappiano portare la loro prospettiva originale. Infine voglio una Legambiente che non cammini su una strada solitaria, che sia sempre più votata alle alleanze e al dialogo e sappia rompere i confini della riserva in cui spesso si trovano rinchiuse le associazioni ambientaliste”. > Amministratore L’amministratore, salvo revoca del Comitato Direttivo, dura in carica quattro anni. Può aprire e movimentare conti correnti bancari e postali e, con delibera del Comitato Direttivo, compiere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare e mobiliare. Annunziato Cirino Groccia Ricopre il ruolo di amministratore dal dicembre 2005. Nato nel 1967, laureato in Economia, dal 1999 al 2005 ha ricoperto il ruolo di coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità. 27 28 prima parte: Identità Associativa > Segreteria La Segreteria Nazionale aiuta il direttore generale e il presidente nell’esercizio delle loro funzioni e in particolare coordina le attività dei gruppi di lavoro e dei vari settori di intervento e propone i bilanci al Comitato Direttivo Nazionale per l’approvazione. È eletta dal Comitato Direttivo Nazionale. I componenti della Segreteria nazionale Vittorio Cogliati Dezza – Presidente nazionale, membro della Segreteria Nazionale dal 1992. Rossella Muroni – Direttrice generale, membro della Segreteria Nazionale dal 2003. Annunziato Cirino Groccia – Amministratore, membro della Segreteria Nazionale dal 2005. Duccio Bianchi – Ricercatore Istituto Ambiente Italia; membro della Segreteria Nazionale dal 1984. Michele Buonomo – Presidente regionale Legambiente Campania, membro della Segreteria Nazionale dal 2001. Stefano Ciafani – Ingegnere ambientale, responsabile scientifico, membro della Segreteria Nazionale dal 2008, membro del Comitato di indirizzo Raee del ministero dell’Ambiente, membro del Comitato scientifico di Ecomondo. Roberto Della Seta – Giornalista pubblicista, senatore della Repubblica, è stato presidente nazionale di Legambiente dal 2003 al 2007, membro della Segreteria Nazionale dal 1995. Damiano di Simine – Presidente regionale Legambiente Lombardia, membro della Segreteria Nazionale dal 2007. Francesco Ferrante – Senatore della Repubblica, responsabile del settore Agricoltura, è stato direttore generale di Legambiente dal 1995 al 2007, membro della Segreteria Nazionale dal 1992, vicepresidente del Kyoto Club. Alberto Fiorillo – Giornalista, responsabile Aree Urbane, ricopre il ruolo di portavoce dal 2008, membro della Segreteria Nazionale dal 1999. Mimmo Fontana – Architetto, presidente regionale Legambiente Sicilia dal 2003, direttore riserva naturale siciliana Macalube. membro della Segreteria Nazionale dal 2007. Angelo Gentili – Responsabile di Legambiente Solidarietà e del Centro Nazionale Fonti Rinnovabili, membro della Segreteria Nazionale dal 1995, vice presidente Solaria srl. Maurizio Gubbiotti – Giornalista pubblicista, coordinatore segreteria nazionale e coordinatore dipartimento internazionale, membro della Segreteria Nazionale dal 2003, membro del Comitato di indirizzo Fondazione per il Sud e del Consiglio nazionale Associazioni Ong italiane. Antonio Nicoletti – Consulente ambientale, responsabile nazionale Aree Protette, membro della Segreteria Nazionale dal 2003, membro del Comitato Direttivo di Ferderparchi, membro del Comitato Nazionale Biodiversità. Vanessa Pallucchi – Educatore, presidente di Legambiente scuola e formazione, membro della Segreteria Nazionale dal 2003. Lorenzo Parlati – Presidente regionale Legambiente Lazio, membro della Segreteria Nazionale dal 2007. Andrea Poggio – Giornalista, vice direttore nazionale, membro della Segreteria Nazionale dal 1999, presidente della Fondazione Legambiente Innovazione. Luigi Quarchioni – Presidente regionale Legambiente Marche, membro della Segreteria Nazionale dal 2003. Massimo Serafini – Pensionato, deputato al Parlamento dal 1983 al 1992, responsabile Area lavoro e del rapporto con le organizzazioni sindacali, membro della Segreteria Nazionale dal 1993. Rita Tiberi – Responsabile Relazioni Esterne, ha ricoperto il ruolo di amministratore dal 1988 al 2005, membro della Segreteria Nazionale dal 1988. Sebastiano Venneri – Giornalista pubblicista, vicepresidente, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità e settore Mare, membro della Segreteria Nazionale dal 1999, vicepresidente Editoriale La Nuova Ecologia Società Cooperativa. Lucia Venturi – Consulente in comunicazione ambientale, redattrice di Greenreport, coordinatrice del Comitato Scientifico, membro della Segreteria Nazionale dal 1995, membro del direttivo del Parco nazionale della Maremma. Edoardo Zanchini – Architetto, responsabile Energia, Trasporti, Urbanistica dal 2007, membro della Segreteria Nazionale dal 2003, membro del Cda di AzzeroCO2 e del consiglio direttivo del Cresme. Invitati permanenti Mauro Albrizio – Consulente ambientale, direttore dell’Ufficio Europeo, vicepresidente dell’European Environmental Bureau (EEB). Marco Fratoddi – Giornalista, direttore della rivista di Legambiente La Nuova Ecologia. Luigi Rambelli – Pensionato, responsabile nazionale Legambiente Turismo. Prima parte: Identità associativa > ORGANI DI CONTROLLO E GARANZIA > Collegio dei Garanti Il Collegio dei Garanti esamina i casi disciplinari che gli vengono deferiti dalle istanze dell’associazione o dai singoli soci e decide su essi, previa istruttoria, emettendo un provvedimento scritto motivato. È eletto dal Congresso Nazionale tra i soci che non siano membri di alcun organismo dirigente di Legambiente e resta in carica quattro anni. Nel 2009 il Collegio dei Garanti non ha esaminato nessun caso disciplinare. > Collegio dei Sindaci revisori Il Collegio dei Sindaci Revisori ha il compito di controllare l’andamento amministrativo dell’associazione, la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei bilanci alle scritture. Eletto dal Congresso è composto da tre membri effettivi e due supplenti. Resta in carica quattro anni. Il Collegio dei Sindaci revisori nel 2009 si è riunito una volta per redigere la relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo, come da Statuto. Sono membri del Collegio dei Garanti: Carlo Degano, Gianluca Della Campa, Avelio Marini, Simonetta Montanari, Daniel Noviello, Luca Odevaine, Michela Presta. Sono membri effettivi del Collegio dei Sindaci revisori: Tiziana Coseglia, Vitaliano D’Addato, Luca Gallerano. Sono membri supplenti: Sandro Luchetti, Marco Sebastiano. > ORGANI CONSULTIVI Legambiente, per rendere più incisivo il proprio operato e per allargare la condivisione delle decisioni, si è dotata di strutture competenti in campo scientifico, giuridico e territoriale, con funzione consultiva. Tale organismi sono: • Il Comitato Scientifico • Il Centro di Azione Giuridica (CEAG) • La Conferenza dei Presidenti Regionali > Comitato Scientifico Il Comitato Scientifico è organismo di consulenza e di ricerca di Legambiente. Opera in completa autonomia ma in stretto contatto con il Comitato Direttivo Nazionale. Ne fanno parte esperti particolarmente impegnati nelle varie tematiche oggetto d’intervento di Legambiente. La scienziata Laura Conti lo ha presieduto per diversi anni. È coordinato da Lucia Venturi. La presidenza del Comitato Scientifico è costituita da: Giuliano Cannata, Marcello Cini, Giuseppe Gamba, Gianluca Cencia, Cesare Donnhauser, Mita Lapi, Gianni Mattioli, Sandro Polci, Massimo Scalia, Gianni Silvestrini. 29 30 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa > Centri di Azione Giuridica Il Centro di Azione Giuridica (CEAG) è l’organismo di gestione e coordinamento delle iniziative giudiziarie e legali di Legambiente. È luogo di studio e di elaborazione e si pone al servizio dei cittadini singoli e organizzati per la consulenza e l’assistenza in materia di promozione e tutela dell’ambiente e dei diritti civili. Interviene in ambito del procedimento di formazione degli atti normativi e del procedimento amministrativo. Opera in autonomia e in collegamento con gli organismi dirigenti dell’associazione e si articola in un Centro nazionale e Centri regionali e locali. Ne fanno parte giuristi che condividono gli intenti del Centro e si conformano allo spirito dello Statuto di Legambiente. Su base regionale, sono circa 200 gli avvocati che mettono a disposizione le proprie competenze e seguono le vicende giudiziarie promosse dall’associazione a livello locale e nazionale. La presidenza del Centro di Azione Giuridica è costituita da: Sergio Cannavò, Luca Ramacci. > Conferenza dei Presidenti regionali La Conferenza dei Presidenti regionali concorre a coordinare l’iniziativa nazionale dell’associazione. Ne fanno parte tutti i presidenti dei Comitati Regionali e delle Province Autonome e viene convocata dal direttore generale. Partecipano ai lavori i membri della Segreteria Nazionale. Nel 2009 si è riunita cinque volte. I presidenti dei Comitati Regionali e delle Province Autonome Angelo Di Matteo - Presidente Legambiente Abruzzo Franz Oberkofler – Presidente Legambiente Alto Adige Marco De Biasi – Presidente Legambiente Basilicata Silvia Forti – Presidente Legambiente Bolzano Antonio Morabito – Presidente Legambiente Calabria Michele Buonomo – Presidente Legambiente Campania Lorenzo Frattini – Presidente Legambiente Emilia Romagna Giorgio Cavallo – Presidente Legambiente Friuli Venezia Giulia Lorenzo Parlati – Presidente Legambiente Lazio Stefano Sarti – Presidente Legambiente Liguria Damiano Di Simine – Presidente Legambiente Lombardia Luigi Quarchioni – Presidente Legambiente Marche Maria Assunta Libertucci – Presidente Legambiente Molise Vanda Bonardo – Presidente Legambiente Piemonte e Valle D‘Aosta Francesco Tarantini – Presidente Legambiente Puglia Vincenzo Tiana – Presidente Legambiente Sardegna Mimmo Fontana – Presidente Legambiente Sicilia Piero Baronti – Presidente Legambiente Toscana Maddalena Di Tolla – Presidente Legambiente Trento Alessandra Paciotto – Presidente Legambiente Umbria Michele Bertucco – Presidente Legambiente Veneto > ORGANI DECENTRATI Sono organi decentrati di Legambiente i Comitati Regionali, i Comitati delle Province Autonome e i Circoli. 1.5.4 Le organizzazioni amiche AzzeroCO2 srl – Società creata da Legambiente, Kyoto Club e dall’istituto di ricerca Ambiente Italia offre a soggetti pubblici e privati informazioni e strumenti per ridurre, in tutto o in parte, le emissioni di gas serra. www.azzeroco2.com Banca Etica – Concepita dalle organizzazioni del terzo settore, del volontariato e della cooperazione internazionale, è la prima istituzione di finanza etica nel nostro Paese. Il suo obiettivo è duplice: creare un sistema di raccolta e impiego del risparmio privilegiando chi si trova in difficoltà e proporre progetti con finalità sociale. Legambiente ne è socia dalla sua fondazione. www.bancaetica.com Car sharing Italia srl – Nata il 22 settembre del 2001 da un gruppo di soci milanesi di Legambiente durante la giornata senz’auto europea, organizza e gestisce uno dei più importanti servizi italiani di condivisione delle auto. www.carsharingitalia.com Consorzio TransFair - Nato nel 1994 per diffondere nella grande distribuzione i prodotti del mercato equo, garantisce che i prodotti con il marchio Fairtrade siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel sud del mondo perseguendo il principio del trade not aid, commercio non aiuti. Legambiente ne è socia. www.fairtradeitalia.it Editoriale La Nuova Ecologia società cooperativa - Società cooperativa costituita nel 1995 e promossa da Legambiente. Edita il mensile La Nuova Ecologia, il bimestrale QualEnergia e il semestrale Rifiuti Oggi. Realizza e promuove ogni anno altre iniziative di comunicazione (siti web, pubblicazioni, libri) e di formazione, tra cui il Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti. www.lanuovaecologia.it Firab - Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica – Nasce nel 2007 grazie all’impegno di AIAB, UILA, Legambiente e Associazione Biodinamica Italiana per valorizzare e potenziare la ricerca scientifica in agricoltura biologica e biodinamica, partendo da un dialogo più diretto tra mondo della produzione ed Enti di ricerca. www.firab.it L’Aurora Comunicazione - Agenzia di comunicazione e marketing in ambito ambientale e della responsabilità sociale costituita nel 2009. Legambiente è socio fondatore. www.lauroracomunicazione.it Symbola - Fondazione per le qualità italiane. Nasce nel 2005 con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di sviluppo orientato alla qualità in cui si fondono tradizione, territorio, ma anche innovazione tecnologica, ricerca, design. Legambiente è socio fondatore. www.symbola.net Sorgenia Menowatt – Ex Eligent, nata nel 1993, è la società del Gruppo Sorgenia dedicata allo sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica. Sviluppa tecnologie e strumenti in grado di ridurre il consumo di energia elettrica in vari settori, tra cui l’illuminazione pubblica. Legambiente ne è socia al 10%. www.sorgeniamenowatt.it Solaria srl – È la società costituita da Legambiente, Banca della Maremma, CNA e Confartigianato per fornire supporto tecnico e servizi nel percorso di realizzazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, e di interventi volti all’efficienza energetica. www.solariasrl.info 31 prima parte: Identità Associativa 32 Prima parte: Identità associativa 1.6 La Direzione Nazionale > Responsabili degli uffici/settori/dipartimenti Legambiente vive e opera grazie alle migliaia di volontari e gli attivisti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Nella sede della Direzione Nazionale, in cui si definisce e si attua il programma e il piano strategico associativo e si dà supporto alla rete territoriale, e nelle strutture che gestiscono attività specialistiche operano anche dipendenti e collaboratori. PRESIDENTE NAZIONALE VICE PRESIDENTE AMMINISTRATORE DIRETTORE GENERALE VICE DIRETTORE > I collaboratori ba n Ba e e tr zar as po In izi rt at i ive Fa un as a so ci In a tiv L ter Sc ega naz e uo mb io la ie na e nt le Fo e rm az io Lo ne M gi ar st e ic e a Te rr ito rio Pr Pr o ot ez get ti io Sv Sist n ilu em e C pp ivi i in le o fo ev rm en at ti ivi te rr ito Uf ria fic io li sc Uf ien fic t io ific st o am pa te ur ee In tabella è riportato il numero dei dipendenti e dei collaboratori della Direzione Nazionale di Legambiente. I dati sono riferiti al 31 dicembre di ogni anno. En er gi a, Cl im a Ar Ar ee pr ot et ne à io az lit ga tr m in is e Am Am bi en te Ag ric le ol tu ra DIPARTIMENTI/SETTORI/UFFICI • Agricoltura – Francesco Ferrante • Ambiente e Legalità (Osservatorio) – Sebastiano Venneri • Amministrazione – Annunziato Cirino Groccia • Aree protette – Antonio Nicoletti • Aree urbane – Alberto Fiorillo • Bazar – Leonardo Corina • Energia, Clima e trasporti – Edoardo Zanchini • Fauna – Antonio Morabito • Iniziative associative – Gianluca Della Campa (coordinatore) • Internazionale – Maurizio Gubbiotti • Legambiente Scuola e Formazione – Vanessa Pallucchi • Logistica – Paolo Priori • Mare e Territorio – Sebastiano Venneri • Progetti – Annunziato Cirino Groccia • Protezione civile – Simone Andreotti • Sistemi informativi – Marco Manenti • Sviluppo eventi territoriali – Sandro Scollato • Ufficio Scientifico – Stefano Ciafani • Ufficio Stampa – Milena Dominici Osservatorio Oasi e Aree Naturali Volontariato Tesseramento Campagne Marketing Cea Ragazzi Piccoli Comuni e isole minori Beni culturali Paesaggio Fondazione Legambiente Innovazione (Milano) Legambiente Solidarietà (Rispescia-GR) 2008 2009 Dipendenti 12 11 10 Collaboratori 76 79 77 Totale 88 90 87 * Nel 2009 gli uomini sono il 50,5% e le donne il 49,5% SEDI DECENTRATE Centro Nazionale Fonti Rinnovabili (Rispescia-GR) 2007 * Legambiente Turismo (Bologna) Ufficio Europeo (Bruxelles) 33 34 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 1.7 Nelle reti nazionali e internazionali Legambiente, nel perseguire la propria missione e per accrescere l’efficacia delle proprie azioni, stabilisce relazioni e collaborazioni con numerosi soggetti con i quali si confronta e promuove iniziative di valenza ambientale e sociale, che spesso si consolidano in network nazionali e internazionali, sociali e istituzionali. Reti nazionali: > Associazione Ong Italiane > Forum del Terzo Settore > Centro Servizi per il Volontariato (CESV) > Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) > Consulta nazionale del volontariato di Protezione civile c/o il Dipartimento della Protezione Civile > Gruppi di azione locale (GAL) > Federparchi > Libera > Rete delle Aree Protette Alpine > Rete Informazione Formazione Educazione Ambientale (INFEA) > Fondazione per il Sud > ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE www.ongitaliane.it L’Associazione delle rappresentanze delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, detta Associazione Ong Italiane ha lo scopo di riunire le rappresentanze delle organizzazioni italiane prioritariamente impegnate nella solidarietà e nella cooperazione internazionale al fine di sviluppare e consolidare politiche di relazione tra i popoli fondate sulla cultura ed i valori della solidarietà, sul rispetto della dignità di ogni essere umano, sulla difesa e la promozione di tutti i diritti per tutte le persone, su principi di giustizia e di equa partecipazione di tutti all’utilizzo e alla distribuzione delle risorse e dei beni comuni. > CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO (CESV) www.cesv.org CESV Centro Servizi per il Volontariato è una Associazione senza fini di lucro, ispirata da principi di carattere solidaristico e democratico, con lo scopo di realizzare ogni attività utile a promuovere, sostenere e sviluppare le organizzazioni del volontariato e l’associazionismo di promozione sociale. Costituito ai sensi dell’articolo 15 della Legge 266/91, il CESV Lazio, nel rispetto del D.M. 8 ottobre 1997, ha lo scopo di sostenere e qualificare l’attività del volontariato. Eroga i servizi a favore delle organizzazioni di volontariato iscritte e non al Registro Regionale del Volontariato. > COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELLE ALPI (CIPRA) www.cipra.org/it CIPRA è una Ong internazionale le cui rappresentanze nazionali da più di mezzo secolo sono impegnate a favore di uno sviluppo sostenibile delle Alpi. L’arco alpino si estende per 1.100 chilometri attraverso otto Stati e nel suo territorio vivono 13 milioni di persone. In questo habitat multiforme, CIPRA ricerca modi e mezzi per conciliare ecologia, economia e sociale. > CONSULTA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE c/o dipartimento della protezione civile www.protezionecivile.it/volontariato La Consulta svolge compiti di ricerca e di approfondimento finalizzati alla promozione, alla formazione e allo sviluppo del volontariato di protezione civile, nonchè al coordinamento operativo con le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile. È composta da un rappresentante per ciascuna organizzazione nazionale di volontariato di protezione civile, che abbia sedi in almeno sei regioni, iscritta nell’elenco nazionale istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile. > FEDERAZIONE ITALIANA DEI PARCHI E DELLE RISERVE NATURALI (FEDERPARCHI) www.federparchi.it La Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali (Federparchi) è un’associazione di promozione sociale che riunisce e rappresenta gli enti gestori delle aree protette naturali italiane. È articolata in coordinamenti regionali, riunisce attualmente oltre 160 organismi di gestione di parchi nazionali e regionali, aree marine protette, riserve naturali regionali e statali, oltre ad alcune Province, Regioni e diverse associazioni ambientaliste. Dal 2008 la Federparchi si è inoltre costituita quale sezione italiana di Europarc Federation. Obiettivi prioritari di Federparchi sono la costruzione e il rafforzamento di un sistema nazionale delle aree protette improntato a criteri di partecipazione e democrazia attraverso politiche di coordinamento e di integrazione tra gli associati. > FONDAZIONE PER IL SUD www.fondazioneperilsud.it La Fondazione per il Sud, nata nel 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, ha l’obiettivo di promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. Si propone pertanto di favorire e potenziare le strutture immateriali per lo sviluppo sociale, civile ed economico del Meridione, in particolare delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia – regioni che rientrano nell’obiettivo prioritario 1 del Regolamento CE n. 1260 del 21 giugno 1999 – attuando forme di collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale. Legambiente è rappresentata nel Comitato di Indirizzo. > FORUM DEL TERZO SETTORE www.forumterzosettore.it Il Forum Nazionale del Terzo Settore è un’associazione senza scopo di lucro costituita con il fine di rappresentare i valori e le istanze comuni e promuovere, valorizzare e potenziare l’azione del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale, dell’economia sociale, della mutualità volontaria, della solidarietà sociale e internazionale. L’obiettivo del Forum è quello di far aumentare i processi di conoscenza e collaborazione fra le dieverse organizzazioni, favorendo il reciproco arricchimento. > GRUPPI DI AZIONE LOCALE (GAL) www.reteleader.it Il GAL è un gruppo composto da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale. I GAL elaborano il Piano di Azione Locale (PAL) e gestiscono i contributi finanziari erogati dall’Unione Europea e dal Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e di Garanzia. Per realizzare il PAL, il GAL dispone di fondi nell’ambito del programma d’iniziativa comunitaria LEADER+ (Liaisons entre actions de développement de l’économie rurale), finalizzato a promuovere lo sviluppo integrato, endogeno e sostenibile delle aree rurali. In Italia il Leader+ promuove la realizzazione di 132 Piani di Sviluppo Locale (PSL) presentati da Gruppi di Azione Locale. 35 36 prima parte: Identità Associativa > LIBERA: ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE www.libera.it L’associazione Libera, nata nel 1995, è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità e della giustizia, sollecitare la società civile nella lotta alle mafie. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera che è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale dal ministero della Solidarietà Sociale e inserita, nel 2008, dall’Eurispes tra le eccellenze italiane. > RETE DELLE AREE PROTETTE ALPINE (ALPARC) http://it.alparc.org/ È la rete che riunisce tutti i tipi di aree protette di grandi dimensioni nel perimetro della Convenzione delle Alpi con l’obiettivo di applicare concretamente il protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio della Convenzione delle Alpi. I paesi che hanno firmato questo trattato internazionale sono la Germania, l’Austria, la Francia, l’Italia, il Principato di Monaco, il Principato del Liechtenstein, la Slovenia e la Svizzera. Attraverso la rete si attua uno scambio continuo tra i parchi alpini, le riserve naturali, le riserve di biosfera, le zone di tranquillità e molte altre forme di protezione, con il coinvolgimento degli organismi e alle istituzioni di protezione della natura, delle popolazioni e degli operatori scientifici. > RETE INFORMAZIONE FORMAZIONE EDUCAZIONE AMBIENTALE (INFEA) www.minambiente.it Nata su iniziativa del ministero dell’Ambiente, la rete del programma INFEA è finalizzata a diffondere sul territorio, attraverso il sostegno finanziario, strutture di informazione, formazione e educazione ambientale, configurandosi come integrazione di sistemi a scala regionale. Il programma ha contribuito a diffondere sul territorio nazionale strutture e strumenti per coadiuvare e rafforzare il ruolo delle Regioni e a orientare le azioni nella direzione della costruzione di un Sistema Nazionale per l’Educazione, la Formazione e l’Informazione ambientale. > ALTRE RETI CON ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA Associazioni di albergatori e titolari di stabilimenti balneari (FIBA e FIPE), Associazioni di categoria del mondo della caccia, pesca e nautica da diporto (ArciCaccia, Lega Pesca, Agci Agrital, Ucina), Associazioni di gestori di discoteche e locali da ballo (SILB). > ALTRE RETI TEMATICHE DELLA SOCIETà CIVILE Campagna meno beneficenza più diritti, Campagna No Dumping, Campagna Sdebitarsi, Coalizione In marcia per il Clima, Coalizione Italiana contro la Povertà, Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua, Fermiamo il WTO, Tavola della Pace. Prima parte: Identità associativa Reti internazionali: > Alliance of european voluntary service organizations > Millennium Development Goal’s Campaign > European Environmental Bureau (EEB) > Pesticide Action Network Europe (PAN) > Climate Action Network (CAN) > Rete europea contro le mafie (FLARE) > Euralat > Sea Alarm Foundation > Forest Stewardship Council (FSC) > Seas at risk - for the protection & restoration of the marine environment > The International Union for Conservation of Nature (IUCN) > Ocean 2012 – Transforming European Fisheries > Shark Alliance > International Council of Museum (ICOM) > Living Lakes – Rete Internazionale dei laghi > ALLIANCE OF EUROPEAN VOLUNTARY SERVICE ORGANIZATIONS www.alliance-network.eu È un organizzazione giovanile internazionale che promuove l’educazione interculturale e il pensiero pacifista attraverso il servizio di volontariato. Fondata nel 1982 è rappresentata da numerose associazioni operanti in moltissimi paesi europei, asiatici, americani. Ogni membro promuove ogni anno un progetto di volontariato internazionale nel proprio paese favorendo lo scambio di volontari per la creazione di un gruppo internazionale che lavorerà allo stesso progetto. > EUROPEAN ENVIRONMENTAL BUREAU (EEB) www.eeb.org È la più ampia coalizione europea di organizzazioni ambientaliste nata nel 1974 per promuovere le politiche ambientali in Europa e rappresentare le domande dei cittadini europei sulle tematiche relative alla biodiversità, rifiuti, nanotecnologie, chimica, ecolabel, cambiamenti climatci, ecc. Il Bureau è costantemente in contatto con le istituzini europee (Commissioni, Parlamento e Consiglio) al fine di promuovere o proteggere la legislazione relativa all’ambiente. > CLIMATE ACTION NETWORK (CAN) www.climatenetwork.org CAN è una rete mondiale di circa 500 organizzazioni non governative impegnate a promuovere le azioni sia dei governi che dei cittadini finalizzate a limitare cambiamenti climatici. I membri lavorano per raggiungere questo obiettivo attraverso lo scambio di informazioni e lo sviluppo di una strategia coordinata delle Ong in materia di clima a livello internazionale e locale. La rete dispone di varie sedi che coordinano gli sforzi in Africa, Australia, Europa, America Latina, Nord America, Asia meridionale e Sud-Est asiatico. > EURALAT www.euralat.org Euralat è una rete associativa eurolatinoamericana formata da associazioni, Ong, movimenti sociali e attori locali nell’ambito del Social Forum Mondiale il cui obiettivo prioritario è la radicalizzazione della democrazia nella sfera della politica, delle scienze, della cultura e dell’economia. 37 38 prima parte: Identità Associativa > FOREST STEWARDSHIP COUNCIL (FSC) www.fsc-italia.it FSC è una organizzazione internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. > THE INTERNATIONAL UNION FOR CONSERVATION OF NATURE (IUCN) www.iucn.org È un’organizzazione finalizzata a proporre soluzioni pragmatiche e realistiche alle sfide pù pressanti relative all’ambiente e allo sviluppo, supportando la ricerca scientifica, i progetti locali in tutto il mondo e promuovendo azioni comuni fra governi, Ong, agenzie delle Nazioni Unite, compagnie e comunità locali finalizzate allo sviluppo nell’ambito della politica, della legislatura e delle buone pratiche. > INTERNATIONAL COUNCIL OF MUSEUM (ICOM) www.icom-italia.org Creata nel 1946, l’ICOM è l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. È una rete internazionale che riunisce più di di 24mila aderenti presenti nei cinque continenti che partecipano alle attività locali e internazionali dell’Associazione, attraverso convegni, pubblicazioni, momenti di formazione. L’ICOM è associato all’UNESCO e gode dello status di organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. > LIVING LAKES www.linvinglakesitalia.it Living Lakes è la rete internazionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei laghi del mondo e il loro ambiente circostante al fine di tutelare il patrimonio idrico di acqua dolce del Pianeta. La rete opera con il costante impegno teso allo sviluppo di buone pratiche finalizzate a migliorare la conoscenza degli ambienti lacustri e ad aumentare il livello di sensibilità generale nei confronti degli ecosistemi delle aree umide lacuali. > MILLENNIUM DEVELOPMENT GOAL’S CAMPAIGN www.un.org/millenniumgoals Le Nazioni Unite hanno stabilito otto obiettivi di sviluppo del millennio da realizzare entro il 2015 attraverso un piano di azione globale per il raggiungimento di fine della povertà e della fame, educazione universale, eguaglianza di genere, salute dei bambini e salute delle madri, lotta all’HIV/AIDS, sostenibilità ambientale e solidarietà globale. > OCEAN 2012 - TRANSFORMING EUROPEAN FISHERIES www.ocean2012.org È un’organizzazione internazionale che promuove la salute dei mari e dei suoi abitanti per contribuire al benessere delle popolazioni mondali, attraverso il coinvolgimento di decision makers e stakeholders a tutti i livelli. La mission dell’organizzazione è quella di far sì che la riforma del 2012 dell’Unione Europea metta fine alla pesca esagerata e distruttiva e promuova l’utilizzo equo delle risorse marine. Prima parte: Identità associativa > PESTICIDE ACTION NETWORK EUROPE (PAN) www.pan-europe.info PAN, fondato nel 1982, è un network di oltre 600 organizzazioni non governative, istituzioni e persone di oltre 60 paesi di tutto il mondo che operano per ridurre gli effetti negativi dei pesticidi e promuovere alternative ecologiche, prerequisito fondamentale per aumentare la salute pubblica e dei lavoratori e per la protezione del’ambiente. > RETE EUROPEA CONTRO LE MAFIE (FLARE) www.flarenetwork.org È un network di Ong e associazioni europee per il contrasto sociale alla criminalità organizzata transnazionale. Fondato nel 2008 a Bruxelles e promosso dalle associazioni Libera e Terra del Fuoco, Flare conta 50 membri da 27 paesi in Europa, bacino del Mediterraneo, Federazione Russa, Caucaso e Balcani. Tramite il coinvolgimento della società civile, rappresenta una modalità di contrasto alla criminalità organizzata alternativa ma complementare a quella di tipo istituzionale. > SEA ALARM FOUNDATION www.sea-alarm.org Coordina un network di esperti in Europa e nel mondo che sono in grado di rispondere e fronteggiare un’emergenza di sversamenti petroliferi in mare in stretta collaborazione con le Ong, autorità governative e industrie petrolifere e marittime. > SEAS AT RISK www.seas-risk.org È l’associazione europea delle organizzazioni ambientaliste non governative che lavorano per proteggere e risanare l’ambiente marino dei mari europei e dell’Atlantico nord orientale. > SHARK ALLIANCE www.sharkalliance.org La Shark Alliance è una coalizione di organizzazioni non governative dedicata alla difesa e conservazione delle popolazioni di squali. 39 40 prima parte: Identità Associativa Prima parte: Identità associativa 1.8 > Gli obiettivi strategici Gli obiettivi strategici di Legambiente sono oggetto di riflessione e aggiornamento continuo e trovano una ridefinizione periodica in occasione della scadenza congressuale. A partire dall’VIII Congresso Nazionale, svoltosi a dicembre 2007, sono state ridefinite le seguenti priorità strategiche, sintetizzabili in otto obiettivi di missione o istituzionali, ovvero quegli obiettivi strategici che incidono direttamente al perseguimento della missione, e tre obiettivi di supporto o funzionali, ovvero quegli obiettivi strategici che, attraverso il supporto agli obiettivi istituzionali, incidono indirettamente al perseguimento della missione. > Legalità ambientale > Economia verde 1.8.1 Gli obiettivi di missione o istituzionali > Stili di vita > Promuovere l’adozione di stili di vita consapevoli, che rispettino l’ambiente e diminuiscano il consumo di risorse naturali, capaci di sostenere l’innovazione delle produzioni e dei consumi. > Cittadinanza attiva > Salvaguardare l’ambiente e la salute umana, contro > Identità associativa > Comunicazione > Operare per un aumento diffuso e generalizzato della qualità culturale dei territori e del Paese, diffondendo la consapevolezza dei singoli e delle comunità sulle sfide ambientali che ci attendono. > Modello energetico sostenibile > Potenziare l’impegno di Legambiente oltre i confini italiani per la cooperazione e la solidarietà tra i popoli e i Paesi, per perseguire obiettivi globali di sostenibilità ambientale, solidarietà ed equità. 1.8.2 Gli obiettivi di supporto o funzionali l’inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo, e per la rimozione e la prevenzione delle situazioni di rischio industriale e idrogeologico, conservando la natura e preservando la biodiversità, difendendo e valorizzando la qualità dei paesaggi e dei territori. > Qualità culturale dei territori > Promuovere e sostenere il passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio, con basso consumo energetico e di risorse ambientali, tecnologicamente avanzata, che sappia valorizzare la qualità delle produzioni locali e dei territori. > Operare per allargare, affermare e valorizzare la partecipazione civica, associativa, politica in campo ambientale nel nostro Paese. > Qualità e sicurezza ambientale > Cooperazione internazionale > Combattere l’illegalità in campo ambientale e affermare la cultura e i valori della legalità, presupposti per uno sviluppo durevole, di qualità e sostenibile dei territori e di tutto il Paese. > Raccolta fondi > Promuovere e affermare un modello energetico distribuito, efficiente e rinnovabile, che permetta di uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento, e faccia a meno del nucleare. > Far vivere e alimentare a tutti i livelli associativi l’identità, la visione e la missione di Legambiente, condividendo esperienze, valori, approcci, obiettivi, strumenti, per essere più incisivi, coesi e consapevoli delle sfide associative e del ruolo che l’associazione riveste nel Paese. > Sostenere e valorizzare le politiche e le azioni associative attraverso la creazione di solide relazioni con i media per diffondere presso l’opinione pubblica la consapevolezza verso le problematiche ambientali, e garantire la circolazione delle informazioni e degli approfondimenti all’interno e all’esterno di Legambiente. > Differenziare e sviluppare le attività di raccolta fondi ricorrendo a nuovi metodi e strumenti, per perseguire con determinazione e continuità gli obiettivi strategici e accrescere il consenso su cui basare e legittimare la propria azione politica, continuando a garantire la propria indipendenza d’azione. 41 42 prima parte: FOCUS 1 prima parte: FOCUS 1 43 > > > Prevenire il nucleare è meglio che curare Mentre in tutta Europa e nel mondo si discute di mutamenti climatici, di risposta alla crisi con la green economy, in Italia si riparla di nucleare. È così accaduto che il rilancio del nucleare abbia dominato la comunicazione e occupato a più riprese ampi spazi sui media a tutti i livelli, finendo per occultare un confronto necessario sulle scelte energetiche di fondo e sulle strategie da mettere in campo per dare forza al nostro sistema produttivo. Strategie che hanno molto a che vedere in tutti i campi con le politiche energetiche e ambientali. E infatti, nel campo delle energie rinnovabili il sistema italiano si è finalmente rimesso in moto e il dinamismo sulle installazioni, anche in Italia, si sta trasferendo finalmente sulla ricerca e sull’innovazione nelle quali alcune nostre imprese stanno già svolgendo ruoli importanti. In questo contesto il ritorno al nucleare pesa come un macigno sul futuro ed è sempre più chiaro che non può esistere una convivenza tra il ritorno a questa fonte di energia e il rilancio delle energie rinnovabili. Era il maggio del 2008 quando, poco dopo l’insediamento del nuovo esecutivo, l’allora nuovo ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola comunicò solennemente al Paese che entro il 2013, cioè la fine naturale della legislatura salvo elezioni anticipate, sarebbe partita la costruzione della prima nuova centrale nucleare italiana. Legambiente si è attivata immediatamente e, dopo un’estate passata a pianificare la nuova mobilitazione antinucleare, nell’ottobre 2008 ha lanciato la campagna Per il clima contro il nucleare, pensata per sensibilizzare i differenti target (cittadini, politica locale e nazionale, mondo imprenditoriale, quello dello spettacolo) sull’inutilità di questa opzione energetica e sui pericoli che corre il Paese con il ritorno all’atomo. Abbiamo, tra le altre cose, prodotto diversi materiali divulgativi per i cittadini, prodotto dossier scientifici di approfondimento, organizzato iniziative con le altre due principali associazioni ambientaliste in Italia (Greenpeace e Wwf ), ma anche con gli agricoltori e gli imprenditori del settore turistico per ricordare i rischi che corrono le colture agricole e i flussi turistici nei territori che ospiterebbero le centrali. Tante azioni messe in campo per raccontare la verità sul nucleare che i media, sotto la pressione governativa e delle aziende energetiche, faticano a raccontare. La nostra principale contrarietà sta nel fatto che - oltre ad essere ancora oggi pericoloso e inquinante - il nucleare non serve al nostro Paese. I problemi energetici italiani sono tanti, noti da almeno vent’anni, ma ad oggi ancora irrisolti. Dobbiamo ridurre la dipendenza dall’estero, diversificare le fonti e ridurre la bolletta, oltre a recuperare i ritardi rispetto agli obblighi previsti dai trattati internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Il nucleare non contribuirà a risolvere uno solo di questi problemi. Come ricorda il Cesi Ricerca infatti, una fonte non proprio ambientalista, coi 4 EPR reattori da 1.600 MW previsti dall’accordo Berlusconi-Sarkozy del febbraio 2009, l’Italia risparmierebbe 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno, pari a circa il 10% dei consumi attuali e al contributo di un rigassificatore (uno!). Sarebbe questo il contributo alla riduzione delle importazioni e alla diversificazione delle fonti? Per questo dovremmo spendere 25 miliardi di euro per la costruzione delle 4 centrali atomiche? Per risparmiare 500 milioni di euro di costo di un terminal di rigassificazione? il contributo delle emissioni industriali, residenziali e dei trasporti: 8 reattori ridurrebbero, nella migliore delle ipotesi a partire dal 2026 in poi, solo 34 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, pari al 6% del totale nazionale emesso attualmente da tutte le fonti. Con la nostra mobilitazione vogliamo contrastare anche la propaganda nuclearista, come quella sulla presunta sicurezza dei nuovi reattori. Quante volte abbiamo sentito negli ultimi 2 anni e mezzo dal ministro Scajola e dai sostenitori del nucleare che il reattore francese EPR è un gioiello della tecnologia, affidabile e sicuro? Si tratta dello stesso reattore che è stato censurato nel novembre 2009 per l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza e di controllo dalle Agenzie per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna, che hanno imposto ad Areva, la società costruttrice francese, di modificarne pesantemente il progetto. Il rilascio di radioattività all’esterno poi non è avvenuto solo nella tragedia di Chernobyl, ma anche nei tanti incidenti considerati minori che avvengono ogni anno nel mondo e soprattutto nei rilasci, tutt’altro che teorici, che avvengono con l’attività ordinaria delle centrali atomiche. Rilasci che ovviamente causano pesanti ricadute sanitarie, come dimostra lo studio epidemiologico commissionato dal governo tedesco e presentato nel 2008, secondo cui per i bambini che vivono nel raggio di 5 chilometri dalle centrali nucleari attive in Germania aumenta pesantemente la possibilità di contrarre la leucemia infantile rispetto ai loro coetanei che vivono a distanze superiori ai 50 chilometri. Secondo un’efficace formula anglosassone (too little, too late, too expensive, too dangerous) il contributo del nucleare in definitiva è irrilevante e tardivo, oltre che costoso e pericoloso. Restano questi i problemi irrisolti dell’energia dall’atomo, che rimane una fonte energetica in declino anche secondo i più ottimistici scenari futuri dell’Agenzia internazionale per l’energia, con buona pace delle fanfare nucleariste, che sempre più spesso parlano a vanvera. Invece di proseguire nel velleitario progetto di ritorno del nucleare in Italia, che scatenerebbe inevitabilmente grandi conflitti istituzionali e sociali sul territorio, il governo italiano dovrebbe invece lavorare per rendere più efficiente e moderno il sistema energetico nazionale, coinvolgendo anche il settore dei trasporti, dell’industria e dell’edilizia, e consolidare la rivoluzione energetica in corso nel nostro Paese (coi suoi 1.600 MW di fotovoltaico e gli oltre 5.000 MW di eolico installato, numeri impensabili fino a a qualche anno fa) che rischia di arenarsi con la riapertura di nuove centrali atomiche. Sui costi del nucleare parlano chiaramente le cifre del Dipartimento dell’energia statunitense, del MIT di Boston, il più importante politecnico al mondo, dell’agenzia di rating Moody’s e dei principali istituti bancari che dovrebbe finanziare la costruzione delle centrali. Sulla presunta economicità dell’atomo parlano anche le gare internazionali, a cui aveva partecipato la società francese Areva con il suo reattore EPR, annullate per motivi di natura economica in Sud Africa, in Missouri (USA), in Canada negli ultimi 2 anni: com’è noto infatti il peggior nemico del nucleare è il mercato. Infatti se non c’è lo Stato che foraggia l’industria nucleare, forzando il mercato, non c’è spazio per chi vuole costruire impianti atomici: lo dimostrano gli 8 miliardi di dollari previsti recentemente da Barack Obama per la realizzazione di due reattori in Georgia, o i soldi pubblici previsti per la costruzione o per garantire il futuro esercizio dei (pochi) depositi di rifiuti radioattivi. Sostenere che il nucleare ci consentirebbe di centrare l’obiettivo europeo di riduzione della CO2 al 2020 è una sciocchezza. Semmai si riuscissero a localizzare gli 8-10 reattori che servirebbero a produrre il 25% di elettricità, ci vorrebbero almeno 10 anni per completare la costruzione della centrale. Non rispetteremmo quindi la scadenza europea del 2020, incappando nel pagamento di pesanti multe, visto che com’è noto l’Europa non fa sconti, nè condoni, molto ricorrenti nel nostro Paese. Il nucleare poi produce solo elettricità, che pesa un 20% sui consumi energetici finali, e non calore per l’industria o per riscaldare gli edifici. E non può sostituire i derivati del petrolio per il trasporto di merci e persone. Taglierebbe quindi solo una piccola parte delle emissioni della produzione elettrica, senza intaccare minimamente il > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > >FOCUS > > prima parte: FOCUS 2 44 prima parte: FOCUS 2 45 > > > Terremoto in Abruzzo L’Abruzzo “Abruzzo, parola che suona all’orecchio aspra e strana, subito mi mette innanzi il quadro di un paese di bellezza singolare, fiera e maestosa”. L’Abruzzo del 5 aprile 2009 non si distaccava molto dall’ottocentesca descrizione di Gregorovius. L’Aquila è una città con un ruolo centrale sia dal punto di vista storico-artistico, dotata di un ingente patrimonio culturale, sia dal punto di vista socio-economico. I diversi periodi storici, dalla preistoria fino ai giorni nostri, hanno consegnato alla città e al suo territorio testimonianze di grande valore: siti archeologici, necropoli, castelli e torri medievali, borghi antichi, chiese e palazzi, memorie di una collettività realizzate da artigiani e da pensatori del luogo. A tutto ciò si aggiunge una cornice naturale d’eccezione. Il sisma e l’impegno di Legambiente per l’Abruzzo “A me non resta che ricordare perché Legambiente fa Protezione Civile nelle emergenze: per comunicare la nostra umanità, ricordandoci sempre, anche di fronte alla stanchezza che cresce, che stiamo lì perché c’è gente che sta molto peggio di noi, che ha perso identità e memoria […]. Stiamo lì certo per solidarietà ma anche perché ancora una volta questo terremoto è impastato di ingiustizia, di affari sporchi, di furbetti che l’hanno sempre fatta franca perché protetti e accarezzati dai poteri forti”. Vittorio Cogliati Dezza – presidente nazionale Legambiente. 6 aprile 2009 ore 3.32 6,3 il magnitudo momento della scossa principale 256 le scosse successive, di cui 150 nella giornata del 7 aprile 308 le persone decedute 1.600 i feriti di cui 200 in modo molto grave 65.000 gli sfollati Oltre 1.000 gli edifici e monumenti storici presenti nell’area del cratere 10.212.000.000 di euro l’ammontare del danno stimato dal Governo Italiano Una forte rete di volontari, professionisti, giovani studenti guidati dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale si è stretta in aiuto alla comunità abruzzese per contribuire alla ricostruzione sociale e civile del territorio e al recupero dei beni culturali. Dal giorno in cui la terra ha tremato, Legambiente è stata presente sul territorio con i suoi volontari e con la propria struttura di protezione civile per soccorrere e assistere la popolazione (montaggio tende, distribuzione pasti) e per la salvaguardia e la messa in sicurezza del patrimonio culturale. Attorno a quest’attività si è costituita in modo spontaneo una rete di solidarietà per la salvaguardia dei beni culturali. I volontari di Legambiente nei primi 8 mesi di attività 10.988 le giornate uomo prestate per un ammontare di 124.095 ore di servizio Oltre 2 milioni di euro il valore economico e sociale prodotto Oltre 150 le tendopoli costruite con il Dipartimento di Protezione Civile 5.000 le opere d’arte e 247.532 i volumi recuperati e posti in sicurezza. Tra le opere d’arte si ricordano il recupero di conci e stucchi presso la Chiesa San Pietro Apostolo a Onna, il recupero di due tele di Teofilo Patini nel Palazzo della Prefettura a L’Aquila, il recupero del Gonfalone della città – stendardo e opera di Giovanni Paolo Cardone, datato 1579 – nel Museo Nazionale d’Abruzzo e tra i volumi si contano anche incunaboli, cinquecentine, registri e libri rari, provenienti dagli archivi storici della città de L’Aquila e dalla Biblioteca Provinciale de L’Aquila. Il Patto per la Rinascita È un documento contenente i punti salienti, le idee fondamentali attorno ai quali definire una prospettiva concreta ed attuabile per la ripresa e il futuro dell’Abruzzo. Proposto da Legambiente ed Anci a 15 giorni dal sisma, il Patto per la Rinascita deve essere condiviso e approfondito da soggetti istituzionali, sociali, imprenditoriali, creditizi, associativi, culturali, che insieme potranno contribuire ad individuare i criteri di qualità e i percorsi progettuali tangibili di rinascita. Il Patto in dieci punti salienti: 1. Sicurezza. Mettere in sicurezza il patrimonio abitativo esistente e pianificare interventi che impediscano di costruire nelle zone a maggiore rischio. 2. Identità. La ricostruzione dei centri storici e la loro restituzione alla vita collettiva devono essere una priorità. È fondamentale conservare e promuovere le ricchezze culturali e identitarie delle comunità. 3. Prevenzione. Gli interventi vanno realizzati in coordinamento con i Piani di Emergenza ed occorre formare tempestivamente gruppi specializzati di Protezione Civile. 4. Ricostruire sostenibile. Gli interventi per la messa in sicurezza devono ispirarsi alle più moderne tecnologie, introdurre innovazioni capaci di migliorare l’efficienza energetica e tecnologica. Particolare attenzione deve essere dedicata al recupero dei materiali edilizi e al riutilizzo degli inerti in modo da limitare il degrado del territorio. 5. Ricostruire pulito. Intervenire nel rispetto della legalità oltre che ispirandosi alle più moderne tecnologie e innovazioni. 6. Patrimonio culturale. Al fine di conservare i beni artistici e di promuovere le ricchezze culturali e identitarie delle comunità, è necessario restituire il prima possibile le opere alla fruibilità. 7. Cultura e ricerca. Valorizzare l’Università dell’Aquila, patrimonio di tutto il territorio, una sede di eccellenza a livello nazionale per qualificare le professionalità necessarie anche in futuro per la messa in sicurezza del territorio. 8. Ricerca e lavoro. La ricostruzione deve diventare il volano dello sviluppo delle tecnologie e delle produzioni a bassa emissione di CO2 a partire dalla costruzione di una vera e propria filiera industriale di energie rinnovabili. 9. Natura e paesaggio. Valorizzare la bellezza locale per rendere stabile e durevole il benessere delle popolazioni e lo sviluppo dei territori. 10. Prodotti del lavoro. Promuovere l’allevamento, l’agricoltura e l’artigianato quali risorse a disposizione del territorio per consolidare il ruolo dei Piccoli Comuni e per favorire l’incremento demografico. L’Osservatorio Ricostruire Pulito L’Osservatorio Ricostruire Pulito è il progetto voluto da Legambiente, Libera e la Provincia de L’Aquila per vigilare, anche attraverso la partecipazione dei cittadini, sull’infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione e per individuare proposte per una riedificazione legale, sicura e virtuosa sotto il profilo strutturale, economico, sociale e ambientale. Nel mirino di Legambiente ci sono i gruppi criminali che attraverso le estorsioni puntano al controllo del mercato delle costruzioni. Secondo il rapporto Ecomafia, in Abruzzo nel 2008 sono state denunciate 367 persone e sono stati operati 71 sequestri immobiliari per un totale di 319 infrazioni accertate dalle forze dell’ordine portando l’Abruzzo al 9° posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo del cemento. Nel contesto dell’Osservatorio è nato nel 2009 il dossier I nervi scoperti della ricostruzione in Abruzzo sui rischi di infiltrazioni criminali nella ricostruzione e nello smaltimento delle macerie ed è stata avviata l’elaborazione di un nuovo dossier sulle macerie di prossima pubblicazione. La mostra Terra Madre Abruzzo È una mostra itinerante di sette Madonne salvate dal Museo Nazionale de L’Aquila ed esposte fino al 30 settembre 2009 in sette musei delle Province di Teramo, Pescara e Chieti. Il progetto, realizzato con la collaborazione di Regione Abruzzo, Icom Italia e ministero dei Beni Culturali e il supporto di numerosi sponsor, è nato con l’obiettivo di: • testimoniare la ripresa della vita culturale abruzzese dopo il sisma attraverso il tema iconografico della Madonna (Magna Mater), simbolo di origine primordiale, vita e fertilità; • consolidare la rete di solidarietà nata dall’emergenza e porre le basi per un futuro di cooperazione e di messa a sistema del patrimonio storico, artistico e culturale a partire dai beni salvati dal terremoto; • far conoscere una parte del patrimonio salvato grazie al lavoro svolto dalle squadre di recupero e dalla Funzione Salvaguardia Beni Culturali; • inviare un monito affinché non si dimentichi quanto accaduto. A chiusura del percorso espositivo, che ha registrato circa 10.000 visitatori, le sette statue della Vergine sono state trasferite per il restauro al Museo di Preistoria a Celano Paludi dove è stato allestito il Laboratorio Abruzzo per i beni culturali. Il laboratorio, creato grazie al contributo dell’Ordine dei Geometri e in collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure e il Centro di Patologia del Libro, è aperto al pubblico e rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare i visitatori e per permettere ai giovani volontari di perfezionare la loro professionalità attraverso l’esperienza diretta sulle modalità di preservazione, tutela e salvaguardia dei beni culturali. Il Centro culturale polivalente Il sisma espone la popolazione a diversi pericoli, tra cui la disgregazione sociale dovuta, per esempio, alla distruzione delle case e dei luoghi di socializzazione. Perché la città torni a essere un posto vitale, in cui i cittadini possano tornare a decidere il loro destino, è necessario e urgente offrire loro spazi in cui passeggiare, incontrarsi, socializzare, pensare oltre la semplice sopravvivenza: per questo nasce con Legambiente e con il sostegno di Vorwek Folletto il progetto per la realizzazione di un Centro culturale polivalente, anche per favorire la nascita di un’adeguata coscienza ambientale nelle nuove generazioni; per questo esso sarà anche un laboratorio per sperimentare soluzioni nuove, per introdurre innovazione e modernizzazione in chiave ecosostenibile, dal risparmio energetico a quello idrico, alla raccolta differenziata dei rifiuti. > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > > FOCUS > > >FOCUS > > Dimensione sociale e ambientale 2 LA DIMENSIONE SOCIALE E AMBIENTALE 2 2.1 Premessa alla rendicontazione sociale 2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento 2.2.1 Risorse idriche 2.2.2 Agricoltura e cibo 2.2.3 Beni culturali 2.2.4 Città e aree urbane 2.2.5 Educazione e conoscenza 2.2.6 Energia e clima 2.2.7 Illegalità ambientale 2.2.8 Inquinamento ambientale 2.2.9 Mobilità urbana e infrastrutture 2.2.10 Natura e biodiversità 2.2.11 Rifiuti urbani e speciali 2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale 2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio, consumo di suolo 2.2.14 Turismo responsabile 2.3 gli strumenti associativi 2.4 gli obiettivi strategici 2.4.1 Stili di vita 2.4.2 Cittadinanza attiva 2.4.3 Qualità e sicurezza ambientale 2.4.4 Qualità culturale dei territori 2.4.5 Modello energetico alternativo 2.4.6 Legalità ambientale 2.4.7 Economia verde 2.4.8 Cooperazione internazionale 2.4.9 Identità associativa 2.4.10 Comunicazione 2.4.11 Raccolta fondi e allargamento base associativa 48 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche 2.1 Premessa alla rendicontazione sociale 2.2 Le tematiche e gli ambiti di intervento Legambiente è un’associazione di cittadini a diffusione nazionale che opera per la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente […], delle risorse naturali, della salute collettiva, delle specie animali e vegetali, del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio, a favore di stili di vita, di produzione e di consumo e per una formazione improntati all’ecosviluppo e a tutela dei consumatori, ad un equilibrato e rispettoso rapporto tra gli esseri umani, gli altri esseri viventi e la natura. […] (Fonte: Statuto Legambiente, art.1) Legambiente per statuto e missione interviene per migliorare il mondo. Per farlo opera trasversalmente in tutti gli ambiti d’intervento che interessano l’agire umano e la sostenibilità ambientale. Dati scientifici, informazioni tecniche e interdisciplinari sono alla base dell’ambientalismo scientifico, che sostiene le scelte, le politiche associative e le azioni in modo capillare su tutto il territorio. Segue una sintetica trattazione dei 14 ambiti distintivi dell’operare associativo. Legambiente agisce per cambiare e migliorare il mondo attraverso l’affermazione di un modello di gestione equo, sostenibile, legale e lungimirante dei beni comuni, la contaminazione culturale degli uomini e delle donne sulle ragioni dell’ambiente, sostenendo le proprie scelte ed azioni con un approccio scientifico e interdisciplinare. Per perseguire la propria missione Legambiente si è dotata di 11 obiettivi strategici che intervengono in modo trasversale su tutte le tematiche e gli ambiti d’intervento associativi, che interessano l’agire umano e la sostenibilità ambientale. Grazie al radicamento territoriale e alla dirigenza nazionale, Legambiente traduce i propri ideali in azioni attraverso diversi strumenti associativi che consentono di raggiungere risultati concreti per implementare le strategie e perseguire la propria missione. 49 2.2.1 Risorse idriche L’acqua sta diventando una risorsa sempre più scarsa Uso delle risorse idriche e sempre più al centro di conflitti e tensioni sociali. La crescente pressione demografica, l’evoluzione degli stili 1,2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile di consumo, l’inquinamento, l’incremento del fabbisogno di energia sono tra i principali acceleratori della crisi delle 42 miliardi di m3/anno risorse idriche nel mondo. L’Italia è uno dei paesi più ricchi è la disponibilità in Italia di acqua dolce, d’acqua ma ancora oggi non riesce a risolvere il problema così utilizzati: della sua gestione e la situazione si sta aggravando anche agricoltura: 49% industria: 21% per i cambiamenti climatici in corso. Inoltre, ancora oggi civile: 19% siamo ben lontani dagli obiettivi di qualità delle acque energetico: 11% previsti dalle normative vigenti. Legambiente ritiene che si 30% valore medio delle perdite di rete debba cambiare l’approccio finora utilizzato nella gestione della risorsa idrica puntando, da una parte sulla riduzione Risorse idriche classificate della domanda e dei consumi e, dall’altra, sull’incremento in uno stato di qualità buono: 40% delle acque sotterranee dell’efficienza degli usi oltre che rivedere la tariffazione 45% dei corsi d’acqua degli usi dell’acqua, con un sistema di premi e penalità che 34% dei laghi italiani valorizzi le buone esperienze e gravi sui consumatori più grandi. Per far questo è necessario dotarsi di un’authority 70,4% della popolazione coperta dal servizio di pubblica forte, autorevole e indipendente per controllare depurazione. che le gestioni rispondano ai criteri di un uso dell’acqua socialmente equo e ambientalmente sostenibile. Legambiente è assolutamente contraria alla norma approvata a fine 2009 con cui s’introduce l’obbligo di privatizzare i servizi idrici nel nostro Paese, perché l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. 50 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche 2.2.2 Agricoltura e cibo Il settore agricolo italiano nello scenario attuale si propone non più solo come un sistema tradizionale finalizzato Riconoscimenti Dop e Igp al 2009 193 alla produzione di alimenti ma anche come protagonista di Italia 167 uno sviluppo di moderna concezione, basato sulla multifun- Francia Spagna 126 zionalità e sulla difesa delle tipicità contro l’omologazione globalizzata. È evidente anche l’aspetto più moderno, fatto Coltivazioni biologiche 2009 di attori interessati a investire nel futuro scegliendo sistemi 2009 su 2008 e politiche produttive mirate alla qualità, alla tipicità, alla ha a colture biologiche 1.106.684 +10% salvaguardia degli equilibri ambientali e al rispetto delle Operatori agricoli biologici 48.509 -2,3% caratteristiche territoriali. La sicurezza e le esigenze dei conSicilia, sumatori diventano, così, elementi importanti per le scelte Primato superficie agricola Puglia, di chi produce, tanto che la tracciabilità delle filiere, la tracoltivata Basilicata sparenza dei processi, la limitazione dell’uso di sostanze Emilia potenzialmente dannose e il rifiuto degli Ogm diventano Primato aziende Romagna, gli assi portanti e distintivi di questa nuova generazione di trasformatrici Lombardia produttori portatori di innovazione. L’introduzione degli Ogm nel sistema agroalimentare europeo ha aperto un ampio dibattito che ha investito il mondo della ricerca, dell’economia, della cultura e delle organizzazioni sociali e che ridefinisce il rapporto fra scienza e società e fra consumatori e produttori di alimenti. Legambiente è impegnata nell’impedire l’introduzione di Ogm nella catena alimentare, per ragioni di sicurezza alimentare e ambientale, per ragioni di brevettabilità delle piante modificate, per la difesa delle colture tipiche di qualità. Un impegno che si aggiunge a quello più tradizionale di contrasto all’uso indiscriminato della chimica di sintesi nelle produzioni agricole, nella valorizzazione dei prodotti agro-frutticoli tipici, biologici e con residui chimici al di sotto del limite di rilevabilità, nell’eliminazione di farine animali nei mangimi e nel garantire il benessere animale negli allevamenti zootecnici. 2.2.3 Beni culturali Quasi tre millenni di storia hanno plasmato il territorio italiano come un unico ricchissimo paesaggio culturale. Un patrimonio che rappresenta una delle più grandi ricchezze di cui l’Italia dispone, riconosciuta in tutto il mondo. Testimonianze artistiche come aree archeologiche, vie storiche, borghi antichi di grandissimo pregio non sempre ben conservati ma soprattutto sconosciuti, cui si aggiunge il vastissimo patrimonio immateriale, costituito da feste e tradizioni, gastronomia e artigianato, paesaggi agrari, miti, leggende, musiche, costumi, minoranze etniche e linguistiche, che è possibile ritrovare soprattutto nell’Italia dei piccoli comuni. Il Titolo V della Costituzione (art. 117) prevede che la tutela dei beni culturali sia materia legislativa esercitata dallo Stato, mentre la valorizzazione degli stessi è materia concorrente tra Stato, Regioni ed enti locali, ciò vuol dire che Stato, Regioni, Province, Comuni, enti ecclesiastici e privati debbono lavorare in modo sinergico e attivo per la valorizzazione del patrimonio di loro proprietà. Impresa niente affatto semplice a cui si aggiunge l’assenza di fondi per la tutela e la carenza di figure professionali in grado di gestire il nostro ingente patrimonio Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche per trasformarlo da pesante eredità del passato a investimento per il futuro. Quando si parla di economia dei beni culturali, purtroppo la mente corre subito alla Patrimonio S.p.a., come se l’economia dei beni culturali volesse dire vendita del patrimonio per fare cassa e non gestione del patrimonio per creare sul territorio nuovi posti di lavoro. L’impegno di Legambiente è rivolto a valorizzare al massimo, in un momento di crisi economica e occupazionale, quelle che si ritengono le migliori energie del paese e a contrastare il saccheggio per opera delle archeomafie, anche rafforzando la collaborazione avviata con le forze dell’ordine. Il 2009 è stato caratterizzato da un impegno straordinario in Abruzzo per recuperare e mettere in sicurezza le opere danneggiate dal terremoto. L’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti (44) inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco (689). Strutture culturali in Italia Strutture statali Dati MIBAC 2008 Strutture non statali Dati ISTAT 2006 Musei 199 Musei 3.409 Monumenti e aree archeologiche 201 Aree/Parchi archeologici 129 Monumenti, complessi monumentali o altro 802 L’Arte rubata 2009 Furti di opere d’arte 1.093 Oggetti d’arte trafugati 13.219 Beni culturali recuperati 19.158 Reperti paleontologici recuperati 14.596 Reperti archeologici recuperati 55.586 Oggetti d’arte recuperati 90.766 2.2.4 Città e aree urbane Le città sono sempre state luoghi pulsanti della Città in cambiamento produzione, della cultura, degli incontri, delle opportunità 557 Comuni hanno modificato i regolamenti edilizi nella e dunque luoghi fondamentali in cui ragionare di direzione del risparmio energetico; sviluppo e coesione sociale, di qualità e innovazione. 238 Comuni obbligano l’installazione di pannelli fotovolDa decenni le città però crescono in modo indisciplinato, taici sui nuovi edifici; esacerbando vecchi problemi ed evidenziandone nuovi. 253 Comuni obbligano l’installazione di pannelli solari L’espansione edilizia e la polverizzazione del tessuto termici sui nuovi edifici. urbano hanno causato un aumento di consumo di suolo, Polveri sottili in città svuotato molti centri storici, creato brutte periferie, fatto 57 capoluoghi di provincia hanno superato il limite crescere il pendolarismo e il traffico automobilistico, con giornaliero di 50 µg/m3 che la norma impone di non il conseguente carico inquinante atmosferico e acustico, superare più di 35 giorni in un anno; incidendo negativamente sulle relazioni sociali e sulle Il 65% delle città monitorate supera il limite, in molti condizioni di vita delle persone, senza risolvere, tra casi con risultati decisamente preoccupanti; l’altro, il problema della casa per tanti giovani e famiglie. 9 città hanno superato per oltre 100 giorni il limite E non è ininfluente per la vita dei cittadini il dato che le consentito dalla legge. aree urbane in alcuni periodi fanno registrare anche 4-5 gradi di temperatura in più delle aree libere, creando l’effetto isola calore. L’impegno associativo, che può 51 52 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche contare su un costante monitoraggio dell’evoluzione delle dinamiche urbanistiche, sociali e ambientali, è indirizzato in particolare verso la riqualificazione e il recupero edilizio, la mobilità con trasporto pubblico e ciclabile, la gestione più oculata delle risorse naturali. Proprio le città, con i loro cittadini e sindaci, possono fare molto per contrastare i cambiamenti climatici con azioni che farebbero anche aumentare la qualità della vita e delle relazioni sociali. Uno strumento da utilizzare al meglio sarà l’attuazione del Patto dei Sindaci, lanciato dall’Unione Europea. 2.2.5 Educazione e conoscenza Il contributo del mondo della conoscenza, della ricerca e dell’educazione è fondamentale per affrontare la grande emergenza planetaria dei cambiamenti climatici. I nuovi stili di vita e le scelte tecnologiche necessarie a invertire la rotta e costruire un futuro più pulito, equo e sostenibile hanno bisogno di politiche e azioni educative, dentro e fuori la scuola e le università, capaci di incidere sulle conoscenze scientifiche, sugli approcci culturali, sull’esercizio della responsabilità collettiva e individuale. Per tale ragione è forte la preoccupazione per l’indebolimento che nel nostro Paese sta subendo tutto il settore della conoscenza e della cultura: dal diritto per ogni bambino a una buona istruzione, al disinvestimento sulla ricerca di base, dallo smantellamento della ricerca applicata, al depauperamento del nostro sistema universitario. Segnali ancora più allarmanti in un momento di crisi economica e ambientale, in cui la conoscenza deve poter rappresentare uno dei settori principali nei quali investire. I tagli di spesa indiscriminati non sono compatibili con la necessaria opera di riqualificazione. Sono queste le ragioni che hanno portato Legambiente a essere accanto ai movimenti degli studenti universitari e delle scuole, anche nell’ultimo anno. L’Italia spende per l’istruzione il 4,5% del Pil contro una media dei Paesi Ocse del 5,7%. (Dati 2008) L’Italia è ultima in classifica, per la percentuale di spesa pubblica destinata alla scuola, il 9%, rispetto a una media del 13,3%. Nell’anno scolastico 2009/10 sono stati chiusi 92 plessi scolastici (quasi tutti nei piccoli comuni) e si sono formate circa 500 pluriclassi in più rispetto all’anno scolastico 2008/09. Nel Piano Programmatico per la scuola, previsto dalla Finanziaria 2008, è previsto nel triennio 2009-2012 un taglio di più di 87.000 unità di personale docente e di 44.500 unità di personale ATA. 2.2.6 Energia e clima Fin dalla sua costituzione Legambiente è impegnata nell’affermare un modello energetico che faccia perno sull’efficienza, sul risparmio, sull’uso di fonti rinnovabili e sicure per la salute umana e per l’ambiente (sole, vento, acqua, geotermia, biomassa), non usi il nucleare e il carbone, diminuisca la dipendenza dal petrolio, utilizzi il gas come energia di transizione. L’emergenza dei cambiamenti climatici rende ancora più attuale e stringente l’impegno di diminuire le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050 rispetto al 1990, così come indicato unanimemente dagli scienziati del clima dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per non far superare di 1,5 gradi centigradi l’aumento della temperatura. Anche per il 2009, anno del vertice ONU Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche di Copenaghen, l’impegno associativo è stato indirizzato affinché: nel nostro Paese si mettano in atto politiche e azioni coerenti con gli obiettivi del Pacchetto Energia e Clima dell’Unione Europea al 2020; il Governo rinunci al proposito di rilanciare il nucleare in Italia; a livello internazionale si arrivi a un nuovo trattato che coinvolga sia i Paesi industrializzati che quelli La quota di rinnovabili entro il 2020 può arrivare al 38% esclusi dal Protocollo di Kyoto, con impegni della nostra domanda elettrica. differenti per il diverso peso delle emissioni complessive e pro capite, e che individui Nel nostro Paese è in atto una rivoluzione energetica dal basso: • la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta priorità d’intervento e risorse per fermare i dal 2000 al 2009 del 15%; cambiamenti già in atto e consentire interventi • nel 2009 sono 6993 i Comuni italiani dove è installato almeno di mitigazione e adattamento. un impianto di produzione di energia rinnovabile, ben l’86% dei Purtroppo i risultati conseguiti al vertice a comuni italiani. Nel 2006 erano solo 356. dicembre 2009 sono stati molto deludenti. 2.2.7 Illegalità ambientale La criminalità ambientale è uno dei tratti tipici dell’ecoI NUMERI nomia di rapina che opera in Italia, che ha per prota• 20,5 miliardi: il business dell’ecomafia nel 2008 gonisti personaggi legati alla criminalità organizzata, (ultimo dato utile) anche mafiosa, ma anche imprenditori, professioni• 258: i clan censiti dalle inchieste di criminalità ambiensti, funzionari pubblici corrotti, colletti bianchi. I settale fino a fine 2008 tori più esposti sono quelli dei rifiuti e del cemen• 316: le persone arrestate per reati contro l’ambiente to, anche se stanno acquistando sempre più peso il racket e i traffici illeciti di animali, l’archeomafia, • 10.737: i sequestri effettuati. i furti d’acqua, gli incendi, l’agromafia. Dal 1994 l’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente svolge attività di ricerca, analisi e denuncia sul fenomeno, redigendo ogni anno il Rapporto Ecomafia, dove sono riportati i dati ufficiali sul fenomeno: sono stati accertati 28.586 ecoreati, cioè più di 78 al giorno, 3 ogni ora. Tra i piatti più ricchi dell’ecomafia c’è sicuramente il ciclo illegale dei rifiuti, stimato nel solo 2008 intorno agli 8 miliardi di euro. Per comprendere l’entità del fenomeno basta considerare che nel 2006 (ultimo dato utile) sono scomparsi nel nulla ben 31 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, cioè una montagna con base di tre ettari e la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Ma anche il cemento fuorilegge non conosce crisi: 28 mila case abusive tirate su nell’ultimo anno e un numero impressionante di illeciti urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio paesaggistico. L’illegalità ambientale rappresenta dunque un peso insopportabile sul futuro del nostro Paese, un freno per lo sviluppo sociale ed economico. Per combattere le Ecomafie (termine coniato dalla nostra associazione ed entrato nello Zingarelli), Legambiente propone: • l’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale; • la rapida conclusione dell’iter necessario per il recepimento della Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale ambientale; • la nascita di Osservatori provinciali e regionali specializzati sui reati ambientali, che si facciano anche carico di progetti di educazione e informazione; • l’estensione del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società anche ai reati ambientali. 53 54 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche 2.2.8 Inquinamento ambientale L’inquinamento ambientale rappresenta una delle Programma nazionale di bonifica emergenze più gravi delle società moderne. L’Italia non fa differenza e anzi il suolo, l’aria, le risorse Totale delle superfici da decontaminare: 50mila ettari, circa il 3% del territorio nazionale. idriche del nostro Paese sono stati spesso soffocati da inquinamenti di vario genere. Le scorie di fonderia, Emissioni inquinanti in atmosfera da industria: i sali da rifusione di alluminio, i fanghi, le morchie • Il 26% del PM10 a livello nazionale; oleose, gli oli esausti, le melme acide, le ceneri da • il 79% degli ossidi di zolfo (SOx); • il 23% degli ossidi di azoto (NOx), incenerimento, le polveri di abbattimento fumi della • microinquinanti: 15% benzene, 34% Idrocarburi Policisiderurgia, i pesticidi, DDT, arsenico, mercurio: sono clici aromatici (IPA), 35% nichel, 60% del cadmio totale, questi i veleni da rimuovere. Spesso nel suolo, nel il 70% delle diossine, il 74% del mercurio, 83% del piomsottosuolo, nelle acque e nei sedimenti delle aree bo, l’86% dei policlorobifenili (PCB), l’89% del cromo, coinvolte, gli inquinanti si trovano in concentrazioni fino al 98% nel caso dell’arsenico. che superano di milioni di volte i limiti di legge. Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): Per di più, il quadro della contaminazione è aggravato è strumento fondamentale per ridurre l’impatto ambiendal fatto che, in gran parte dei casi, sullo stesso tale delle attività produttive. Su 191 impianti industriali, sito si sono susseguite nel tempo diverse attività per 41 è stata rilasciata l’AIA, per 143 il procedimento non si è concluso, per 7 è in corso sia la VIA (Valutazione industriali. In Italia il Programma nazionale di bonifica Impatto Ambientale) che l’AIA. censisce quelle aree che richiedono interventi più urgenti e ingenti. Nell’elenco figurano alcune tra le più importanti aree industriali: i petrolchimici di Porto Marghera, Brindisi, Taranto, Priolo, Gela, le aree urbane e industriali di Napoli, Trieste, Piombino, La Spezia, Brescia, Mantova. Senza considerare tutte le discariche abusive che punteggiano certe regioni del Sud Italia. La lotta all’inquinamento ambientale può però diventare anche una battaglia di progressione civile ed economica del nostro Paese. Nuove tecnologie, brevetti inediti, soluzioni innovative possono essere gli strumenti con cui la ricerca del nostro Paese può contemporaneamente risolvere il problema e individuare un nuovo campo di business virtuoso. Così come la prevenzione e l’innovazione nei processi produttivi e nei prodotti può posizionare l’industria italiana all’avanguardia nel mercato internazionale. Queste convinzioni hanno guidato l’impegno messo in campo da Legambiente nel 2009 che si è concentrato in particolare sulla riduzione delle emissioni di diossina dallo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto e nel contrastare la messa in discussione della normativa antinquinamento. 2.2.9 Mobilità urbana e infrastrutture Ogni giorno, secondo i dati Censis, 14 milioni di persone si spostano per motivi di lavoro e di studio verso le principali città; di questi sono oltre 2,6 milioni le persone che decidono di spostarsi su treni regionali e locali. Tra il 2007 e il 2009 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti dell’8,2%, con un aumento di 200mila viaggiatori. Km di metropolitane • Italia: 161,9 • Germania: 606 • Spagna: 551 È la Campania la regione italiana che nel 2009 ha finanziato più metro e ferrovie, stanziando l’1,52% delle proprie risorse. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche Nonostante la crescita della domanda di trasporto pubblico su rotaie, i governi hanno finanziato costantemente strade e autostrade, portando su gomma oltre due terzi del traffico merci terrestre e il 92% di quello passeggeri. La diffusione delle auto ci vede protagonisti di un non invidiabile primato mondiale per abitante, con oltre 33milioni di veicoli in circolazione. Per Legambiente le priorità sono: • intervenire sulle aree urbane perché è nelle città che si concentra oltre l’80% della domanda di spostamento delle persone con conseguenti gravi problemi di congestione; • intervenire sul trasporto merci: senza un servizio ferroviario merci e un cabotaggio navale efficienti non sarà possibile eliminare i Tir dalle strade e quindi alleviare le condizioni di pericolosità e inquinamento del trasporto in Italia. Il Paese ha bisogno di infrastrutture ma è necessario investire negli interventi realmente utili, abbandonando progetti faraonici e dannosi per il territorio. Per questo Legambiente sostiene la Tav (l’alta velocità) sul tratto ferroviario Napoli - Bari lungo 300 chilometri attualmente percorso in quattro ore, ma contrasta l’autostrada Tirrenica, che minaccia le pregiate produzioni locali biologiche di qualità e può contare su un’alternativa a minor costo e minore impatto. Quanto al Ponte sullo Stretto di Messina è uno spreco di risorse economiche che andrebbero destinate a opere più urgenti per lo sviluppo delle infrastrutture del Sud, come il raddoppio delle ferrovie siciliane e calabresi. 2.2.10 Natura e biodiversità Deforestazione, desertificazione, inquinamento industriale, cambiamenti di uso del suolo, presenza di specie aliene, distruzione e frammentazione degli habitat e riscaldamento globale sono tutti elementi che contribuiscono a mettere a rischio la nostra biodiversità (un terzo delle forme viventi nei vari ecosistemi del nostro pianeta è a rischio di estinzione), con conseguenze devastanti non solo per le specie animali e vegetali, ma anche per noi stessi. In Italia il processo culturale, politico e istituzionale che si è messo in moto grazie al contributo fondamentale dato dalla legge quadro sulle aree protette (L. 394/91), ha fatto sì che si passasse dal 3% al 10% di territorio protetto. E se oggi siamo protagonisti in Europa, per ricchezza di biodiversità e percentuale di territorio tutelato, gran parte del merito è degli enti gestori delle Aree Protette che continuano a essere fra i pochi soggetti impegnati a conservare la biodiversità. Il sistema delle Aree Protette infatti è cresciuto nonostante la carenza di pianificazione e programmazione strategica: manca il Piano nazionale per la biodiversità, la Carta della natura, le Linee di assetto del territorio, il Piano nazionale di difesa delle coste e, per la gran parte delle specie e gli habitat da conservare, mancano i piani d’azione e la pianificazione specifica. La programmazione finanziaria, soppresso il Piano triennale per le aree protette, si limita alla semplice ripartizione annuale del fondo, tra l’altro insufficiente. L’impegno pluriennale di Legambiente ha dimostrato che le aree protette sono anche uno strumento formidabile per creare sviluppo e lavoro in settori strategici Geografia della protezione Il territorio protetto in Italia è pari al 20% • aree naturali protette: 827 • superficie tutelata a terra: oltre 3 milioni di ettari • superficie tutelata a mare: 2,8 milioni di ettari • comuni interessati: 2mila (gran parte con popolazione inferiore ai 5mila abitanti) • zone umide di importanza internazionale: 50 • siti della rete europea Natura 2000: 2.800 Il patrimonio naturalistico in Italia Specie animali: 57mila (1/3 di quelle europee) Specie floristiche: 5.600 (50% di quelle europee - di cui il 13,5% sono specie endemiche) 55 56 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche e oggi molto penalizzati, come il turismo, l’agricoltura, l’artigianato e la gestione dei beni culturali. A condizione però che ci sia il coinvolgimento attivo delle comunità locali e dei cittadini. 2.2.11 Rifiuti urbani e speciali La produzione dei rifiuti è in continua crescita nonostante che da oltre 13 anni la normativa italiana Produzione di rifiuti 32,5 milioni di tonnellate urbani nel 2008 imponga di rispettare il principio gerarchico delle 4R: riduzione, riuso, riciclo della materia previa Aumento della produzione di 21% raccolta differenziata, recupero energetico. rifiuti urbani dal 1998 al 2008 Per Legambiente la gestione integrata del ciclo dei Produzione di imballaggi rifiuti è la risposta corretta, virtuosa e duratura a nel 2008 (dal 2000 al 2008 12,1 milioni di tonnellate quest’annoso problema. Si ritiene che solo alla sono aumentati del 9%) fine del ciclo è possibile prevedere il recupero energetico dalla frazione residuale dei rifiuti non altrimenti riciclabile (eliminando il contributo CIP6) in impianti industriali adeguatamente adattati o, in alternativa, in impianti dedicati, ma senza sovradimensionarne il numero e la taglia, lasciando quindi alla discarica lo smaltimento dei materiali che non possono avere nessuna altra destinazione. Media di raccolta differenziata in Italia al 2008 30,6% (al nord 45,5%, al centro (è il 45% l’obiettivo di legge per il 2008) 22,9%, al sud 14,7%) Rifiuti urbani avviati a recupero energetico nel 2008 10,90% Rifiuti urbani finiti in discarica nel 2008 44,90% Comuni che hanno bandito l’uso dei sacchetti di plastica tradizionali 150 Diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti, azione sulle tariffe, raccolta domiciliare porta a porta per aumentare l’efficienza e l’efficacia del riciclo sono politiche di corretta gestione che purtroppo, salvo lodevoli eccezioni, nel centro-sud faticano ad affermarsi, e così la maggior parte dei rifiuti prodotti finisce in discarica o viene incenerita, con tutti i rischi e i danni per l’ambiente, comprese le emissioni di gas serra. In alcune città italiane continuano a verificarsi delle vere e proprie emergenze sanitarie, con conseguenti commissariamenti e gestioni emergenziali; la città di Napoli ne è diventata il simbolo. Quanto ai rifiuti speciali, soprattutto quelli pericolosi, essi fanno gola alle ecomafie che alimentano i traffici illeciti con introiti miliardari per le loro casse. Dall’Osservatorio Rifiuti di Legambiente si registra, nelle modalità di gestione del problema, una spaccatura tra le regioni del Nord e del Sud, che purtroppo si è accentuata con il passare degli anni. Produzione di rifiuti speciali nel 2006 134,7 milioni di tonnellate (+23% dall’anno precedente) Rifiuti industriali scomparsi nel nulla nel 2006 31 milioni di tonnellate (pari ad una montagna grande quasi quanto l’Etna) Violazioni nel ciclo dei rifiuti nel 2009 5.217 infrazioni accertate 6.249 denunce 2.429 arresti Business delle ecomafie nel 2009 7,986 miliardi di euro 2.2.12 Solidarietà e cooperazione internazionale Legambiente ha voluto tradurre lo slogan fatto proprio fin dalla sua nascita, pensare globalmente e agire localmente, in un impegno locale anche oltre i confini del nostro Paese. Ciò per valorizzare la ricchezza e la diversità che ogni territorio e comunità esprime e che Legambiente cerca di conoscere e vivere, apportando così un valore nuovo all’esperienza della cooperazione tradizionale. Lo fa mettendo a disposizione la propria esperienza di cittadinanza attiva nella difesa dei diritti dell’uomo e dell’ambiente, che in molte realtà rappresenta una delle strade determinanti per la democrazia, la pace e la riaffermazione dei diritti negati, cercando insieme alle realtà locali le soluzioni tecnicamente più adeguate. L’impegno profuso con costanza nell’accoglienza in Italia dei bambini contaminati di Chernobyl, evoluto negli ultimi anni in progetti di solidarietà in loco nelle zone contaminate della Bielorussia, è l’esemplificazione di come Legambiente interpreta il proprio contributo per incidere positivamente sui processi di globalizzazione tramite azioni di contrasto alle scelte pericolose per l’uomo e per l’ambiente e impegno concreto per dare aiuto alle popolazioni colpite. 2.2.13 Territorio: rischio, paesaggio, consumo di suolo La prima vera infrastruttura su cui investire è la messa in sicurezza del territorio, attraverso un’accurata e sistematica gestione e una corretta manutenzione. Il territorio italiano è fragile e l’aumento disordinato di consumo di suolo lo rende ancora più fragile e a rischio. Le problematiche connesse al rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più consistenti e preoccupanti: ondate La superficie nazionale interessata da rischi di acqua e fango, alluvioni, allagamenti provocano sempre idrogeologici è pari al 7,1% del totale più spesso morti, sfollati e danni notevoli, con costi ingenti. Le attività illegali come l’abusivismo edilizio e I Comuni considerati a elevato rischio di alluvioni l’estrazione illegale d’inerti, l’agricoltura intensiva, la forzata e frane sono 5.581, pari al 70% del totale. canalizzazione e artificializzazione dei corsi d’acqua: sono Consumo di suolo queste le azioni umane che aumentano l’insicurezza del • Il 7,1% del territorio italiano è artificiale, territorio. A comprometterlo ulteriormente sono state le scelte pari a 21.490 km2. insediative fatte negli ultimi 20 anni, con ricadute sociali • La Regione più colpita è la Lombardia con il e paesaggistiche, oltre che economiche. Legambiente ha 14,1% di superficie urbanizzata bocciato e contrastato il Piano Casa del governo Berlusconi, che avrebbe dovuto essere la ricetta per tirare fuori dalla crisi il settore edilizio e invece si è trasformato in un sostanziale fallimento: una nuova fase di deregulation urbanistica, non solo dannosa per il territorio ma anche pericolosa per l’incolumità delle persone. Contemporaneamente si è impegnata in una campagna nazionale Metti un freno al cemento, costruisci natura che in Lombardia ha prodotto una proposta di legge regionale d’iniziativa popolare, sostenuta da oltre 12 mila cittadini, che prevede, tra gli obiettivi, il riconoscimento giuridico del suolo come bene comune. Bisogna avere il coraggio di vietare la realizzazione di nuove seconde case nelle aree costiere e di pregio e di rafforzare le tutele, per dare finalmente seguito a tutte le indicazioni di salvaguardia per ragioni idrogeologiche e sismiche. 57 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - le tematiche Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti Legambiente è impegnata a promuovere una nuova stagione di pianificazione paesaggistica e ritiene che si debbano utilizzare anche i poteri sostitutivi da parte del ministero, nella direzione indicata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, identificando politiche, interventi (non solo vincoli), regole per valorizzare, conservare e gestire i beni ma anche per riqualificare i paesaggi degradati. 2.2.14 Turismo responsabile La qualità ambientale delle località turistiche e delle strutture ricettive ha un peso crescente nella scelta delle destinazioni di vacanza. Con l’etichetta ecologica di Legambiente Turismo, promossa oltre dieci anni fa, si coinvolgono e si ricercano settori e soggetti economici che fanno leva sulla qualità ambientale per essere più competitivi sul mercato. Legambiente Turismo, con il progetto consigliato per l’impegno in difesa dell’ambiente, realizza accordi con le strutture ricettive e turistiche e con enti e amministrazioni locali. Alle imprese si chiede di aderire a un vero e proprio progetto locale. In ogni località il gruppo delle aziende aderenti, insieme ai propri rappresentanti (associazioni, consorzi...), concorda con Legambiente Turismo le azioni da promuovere in cucina, nelle pulizie, negli acquisti, per gestire al meglio il ciclo dei rifiuti e risparmiare il consumo di acqua e di energia. Inoltre, le strutture aderenti s’impegnano a scegliere e offrire ai propri clienti prodotti freschi di stagione e provenienti da agricoltura biologica e a valorizzare il territorio, facendone conoscere i prodotti tipici, dando informazioni sul patrimonio naturale, storico e culturale del luogo e sui mezzi di trasporto da usare durante il soggiorno, oltre che offrire agli ospiti occasioni di partecipazione alla vita della comunità. Le azioni si estendono anche oltre i confini della struttura ricettiva, per una città più pulita e per il miglioramento della vivibilità generale del territorio. 2.3 STRUMENTI 58 > Campagne > Attività di volontariato > Monitoraggio > Informazione scientifica > Comunicazione > Partnership > Alleanze > Convenzioni > Vertenze > Partecipazione > Presidi territoriali > Progetti > Iniziative > Eventi 59 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti 2.3 Gli strumenti associativi La missione di Legambiente di affermare un modello di sviluppo e di relazioni sociali più eque e sostenibili si realizza tramite una serie di azioni e strumenti sinergici e trasversali, che puntano a far crescere e rafforzare il movimento dei cittadini, nazionale e internazionale, che condivide tale obiettivo. Gli strumenti principali sono: Campagne e attività di volontariato > Sono lo strumento principe e caratteristico dell’azione associativa. Grazie all’azione nazionale di coordinamento aiutano a porre l’attenzione su temi ambientali di rilevanza nazionale dando forza alle vertenze locali, e stimolano la mobilitazione e la partecipazione dei cittadini. La prima grande campagna, Goletta Verde, è nata nel 1986, per il monitoraggio dello stato delle coste e dei mari italiani. Hanno fatto seguito altre campagne e giornate di mobilitazione molto popolari che si rinnovano annualmente come Treno Verde, Puliamo il mondo, Spiagge e fondali puliti. STRUMENTI Monitoraggio e informazione scientifica > Il monitoraggio sul campo delle varie tematiche ambientali, la raccolta e l’elaborazione di dati, anche con l’ausilio di specifici osservatori, la restituzione in forma di dossier divulgativi, rientrano tra le modalità più efficaci che Legambiente usa per porre l’attenzione dell’opinione pubblica su problematiche ambientali e territoriali. È la pratica dell’ambientalismo scientifico, attraverso la quale è possibile comprendere ciò che accade nella realtà, superare luoghi comuni e posizioni ideologiche, cogliere l’evoluzione dei fenomeni, fornire strumenti utili alle istituzioni, confrontare e valorizzare le buone pratiche. Iniziative di informazione e comunicazione > Gli strumenti di informazione e comunicazione usati spaziano da quelli più tradizionali (per esempio i volantini, gli opuscoli e le riviste), a quelli tecnologici (sito internet, newsletter, social media) e sostengono la stragrande maggioranza delle attività associative. Alcuni hanno l’obiettivo di divulgare e informare su singole iniziative e tematiche, altri garantiscono con continuità la comunicazione istituzionale, l’approfondimento, e l’interattività con la base associativa, con i media e con i cittadini. Partnership, alleanze e convenzioni > È vasta e diversificata la rete delle collaborazioni che Legambiente intrattiene con soggetti sociali, istituzionali ed economici con l’obiettivo di creare sinergie e coinvolgere sempre più soggetti nel cambiamento da attuare. Le forme più comuni sono: sottoscrizione di protocolli d’intesa, partnership su progetti specifici, partecipazione a coalizioni e comitati. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli strumenti 61 Vertenze, attività di partecpazione e di pressione politica > Per incidere sulle decisioni e le scelte politiche, amministrative e autorizzative, Legambiente si avvale di attività di lobby a livello europeo, nazionale e locale. Attività che si esplicano tramite l’utilizzo trasparente delle relazioni istituzionali e le vertenze territoriali in situazioni di contenzioso ambientale, con l’utilizzo di azioni legali, manifestazioni pubbliche, petizioni. Le due forme d’intervento spesso agiscono in modo sinergico. Presìdi territoriali > Legambiente opera trasversalmente e diffusamente in tutto il Paese attraverso una vasta e radicata presenza sul territorio garantita dai suoi presidi territoriali, in primo luogo i Circoli, a cui si affiancano i Centri di Educazione Ambientale, le aree naturali della Rete Natura, la Rete di FestambienteNet, i Centri di Azione Giuridica. I presidi territoriali garantiscono la difesa del territorio e la valorizzazione delle tipicità locali, e sono promotori di cultura ambientale. Numerosi soggetti economici e istituzionali si impegnano a favore dell’ambiente insieme a Legambiente, come le strutture turistiche aderenti a Legambiente Turismo. Progetti, iniziative, eventi > L’azione associativa ricorre a molteplici altri strumenti quali progetti in difesa della biodiversità e di recupero ambientale, iniziative di promozione di stili di vita sostenibili, partecipazione e organizzazione di manifestazioni ed eventi per la promozione di buone pratiche ambientali, occasioni di confronto e di approfondimento con vari interlocutori, proposte educative per giovani e adulti. STRUMENTI 60 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi 2.4.1 Stili di vita Promuovere l’adozione di stili di vita consapevoli, che rispettino l’ambiente e diminuiscano il consumo di risorse naturali, capaci di sostenere l’innovazione delle produzioni e dei consumi. È un obiettivo che parte dalla consapevolezza che i singoli individui, con i loro atteggiamenti, comportamenti, scelte, convinzioni, conoscenze, rivestono un ruolo importante nell’influenzare i processi socio-economici e, in questa fase storica di crisi energetica, economica, ambientale, possono diventare artefici di cambiamenti sociali, economici e culturali innovativi determinando una nuova rivoluzione industriale in senso ambientalista. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 > Stili di vita > Cittadinanza attiva > Qualità e sicurezza ambientale > Qualità culturale dei territori > Modello energetico alternativo > Legalità ambientale > Economia verde > Cooperazione internazionale > Identità associativa > Comunicazione > Raccolta fondi e allargamento base associativa 63 Sollecitare la responsabilità individuale verso le conseguenze e le opportunità delle proprie scelte di consumo, tenendo conto del contenuto sociale, ambientale e culturale dei prodotti e agendo sulla qualità e la quantità dei consumi quotidiani. Ciò vale per i consumi alimentari ed energetici, l’uso e consumo delle risorse idriche, le scelte turistiche e del tempo libero, le scelte di mobilità, gli investimenti nei beni immobili e mobili, la produzione e gestione dei propri rifiuti. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Imbrocchiamola, Ridurre si può, Stop the Fever, Treno Verde, Vivi con Stile. • Partnership, alleanze e convenzioni: Convenzioni per i soci. • Presìdi territoriali: Centri di Educazione Ambientale • Progetti, iniziative ed eventi: Bazar, Car Sharing, Eco Top Ten Auto, FestambienteNet. OBIETTIVI > Stili di vita 2.4 OBIETTIVI 62 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi 2 OBIETTIVI > Stili di vita 3 4 Stimolare le istituzioni pubbliche nazionali e locali affinché si definisca un quadro normativo di riferimento chiaro e stabile e un sistema di convenienze e incentivi, accompagnati da informazioni trasparenti e accessibili, per facilitare e sostenere i singoli individui e le famiglie nella modifica degli stili di vita a minore impatto ambientale. Coinvolgere le imprese e le istituzioni pubbliche per sensibilizzarle nell’adozione di stili sostenibili attraverso gli acquisti verdi e l’implementazione, nei luoghi di lavoro, di iniziative di risparmio energetico, di corretta gestione delle risorse, di uso delle rinnovabili, di mobilità sostenibile. Proporre e realizzare campagne informative, percorsi e iniziative di sensibilizzazione e di educazione, rivolti alle scuole, ai giovani, agli adulti e finalizzati ad approfondire la conoscenza e la dimensione affettiva e sociale legate ai diversi stili di vita. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Pendolaria, Stop the fever, Treno Verde • Monitoraggio e informazione scientifica: Dossier Canoni acque minerali, Rapporto Pendolaria 65 Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Aumentare il numero delle convenzioni legate al tesseramento per fidelizzare i soci ed allargare la base associativa; • aumentare il numero dei Cea e dei visitatori che scelgono, in seguito al soggiorno in un Cea, di iscriversi all’associazione; • essere punto di riferimento e collettore politico per i comitati dei pendolari; • aumentare il numero delle aziende con cui realizzare partnership legate alla sostenibilità del loro prodotto; • aumentare il numero di cittadini che scelgono stili di vita sostenibili. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Imbrocchiamola, Ridurre si può, Stop the Fever Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) BAZAR • Partnership, alleanze e convenzioni: Convenzioni per i soci (Legambiente Point) ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Iniziative di informazione e formazione: Bioalimenta il domani, Kyoto anch’io - la scuola amica del clima • Presìdi territoriali: Centri di educazione ambientale • Progetti, iniziative ed eventi: FestambienteNet Iniziative trasversali • • • • • • • • • • • Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Campagna Non scherzate col fuoco >> Obiettivo Cittadinanza attiva Campi di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva Classi per l’ambiente, Stop the fever >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Ecosportello >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Gruppi d’acquisto solari >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Partnership con aziende >> Obiettivo Economia verde Progetti di educazione allo sviluppo >> Obiettivo Cooperazione internazionale Progetto Effetto Dinamo >> Obiettivo Cooperazione internazionale Progetto E...state nei parchi >> Obiettivo Cittadinanza attiva Rete nazionale Sportelli Energia >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Siti internet, riviste e newsletter >> Obiettivo Comunicazione linea d’azione 1 Il bazar di Legambiente nasce nel 1992 come esperienza per raccogliere fondi attraverso la vendita di gadgets associativi in occasioni di manifestazioni, convegni o campagne di Legambiente. Attualmente è strutturato e sempre più articolato sia nell’organizzazione che nell’offerta. Gli obiettivi principali del Bazar sono tre: • incentivare l’adozione di stili di vita sostenibili attraverso la promozione di prodotti associativi (dossier, abbigliamento, altro) e di prodotti e servizi ecocompatibili, a basso impatto ambientale e sostenibili, e del commercio equo quali scelte alternative possibili; • favorire la visibilità di Legambiente; • essere uno strumento di raccolta fondi attraverso il quale contribuire al finanziamento delle attività e iniziative associative. La scelta dei prodotti e dei fornitori viene fatta in funzione di un’attenta valutazione delle loro qualità e impatto socio-ambientale e dell’impegno dell’azienda per la sostenibilità. Il Bazar rappresenta spesso un primo canale di contatto tra le aziende che propongono i propri prodotti e/o servizi ecosostenibili e Legambiente. Successivamente possono elaborare insieme percorsi virtuosi più articolati di sostegno alle iniziative associative o di responsabilità sociale di impresa. I prodotti del Bazar vengono promossi attraverso il catalogo primavera-estate e autunno-inverno stampato in due diverse edizioni l’anno, distribuito ai soci e scaricabile dal sito internet www.legambiente.it. Inoltre i prodotti vengono promossi dalla rivista La Nuova Ecologia in una rubrica dedicata e da una sezione del sito internet che permette gli ordinativi on line. * L’attività del Bazar di Legambiente nel 2009: • i proventi sono stati di 47.180; • i prodotti più venduti sono stati: abbigliamento e borse in fibre naturali (54%), prodotti di artigianato equo e solidale (12%), cosmesi naturale e detergenti ecologici (12%). Il rimanente 22% è composto da prodotti di cartoleria, giochi in materiali riciclati o a energia solare, libri su temi OBIETTIVI > Stili di vita 64 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi ambientali e sociali, gadget istituzionali (spille, magliette, borse, cappellini, bandiere) e prodotti a energia rinnovabile (carica batteria solari, torce a manovella); •introduzione di nuovi prodotti come ad esempio caffè, tè, cioccolato del commercio equo e solidale; •coinvolgimento di nuovi fornitori quali ad esempio la Bottega della Canapa (per magliette e borse in canapa), Emuna B.H. (per olio alimentare e cosmesi in canapa), Nuova Serigrafia (per la stampa di magliette e gadgets), Ram e Equoland (per i prodotti equo e solidali), Raggio Verde (per i quaderni in carta canapa e matite in legno recuperato). OBIETTIVI > Stili di vita CAMPAGNA IMBROCCHIAMOLA L’Italia è il primo paese in Europa e il terzo al mondo per consumo procapite di acque minerali in bottiglia. Questo significa un grande spreco di risorse (economiche ed energetiche), montagne di bottiglie di plastica da smaltire e tante emissioni di CO2 per il trasporto su gomma che potrebbero essere risparmiate. L’alternativa, ovvero bere acqua del rubinetto, è una scelta ecosostenibile che Legambiente sostiene e promuove in tutte le forme. linea d’azione 3 Il consumo di acqua minerale in Italia: 194 litri procapite I profitti delle aziende imbottigliatrici: 2,3 miliardi di euro nel 2008 Costo del servizio idrico: 19,7 euro al mese per famiglia I ristoranti che offrono acqua in brocca censiti da Imbrocchiamola: più di 1.300 L’iniziativa Imbrocchiamola, uno degli appuntamenti proposti dalla campagna Ridurre si può, promuove in collaborazione con Altreconomia l’uso dell’acqua di rubinetto a casa e negli esercizi di ristorazione. Imbrocchiamola è campagna di informazione rivolta ai cittadini e alle amministrazioni locali per promuovere l’uso dell’acqua del Sindaco, per diffondere buone pratiche come la divulgazione sistematica dei dati sulla qualità delle acque di rubinetto e l’eliminazione delle acque imbottigliate nelle mense scolastiche. Sul sito www.imbrocchiamola.org sono visibili in una mappa interattiva gli esercizi che aderiscono all’iniziativa. * Nel 2009 nell’ambito della campagna Imbrocchiamola: •è stato realizzato il dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali; •sono state prodotte 1.000 copie di vetrofanie con il logo della campagna da apporre sulle brocche, distribuite ai Circoli che ne hanno fatto richiesta; •è stato prodotto un volantino da divulgare presso gli esercizi di ristorazione che servono acqua in brocca, scaricabile da internet; •sono state organizzate dai Circoli decine di iniziative locali. Imbrocchiamola permette di svolgere anche un’azione di pressione politica. In risposta ad un articolo uscito sul Corriere della Sera il 12 maggio relativamente a dati allarmanti e non corretti sulla qualità delle acque del rubinetto, Legambiente e Altraeconomia hanno rilasciato un comunicato stampa e presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere le dovute verifiche. CAMPAGNA PENDOLARIA linea d’azione Il pendolare, quel lavoratore o studente che quotidianamente si sposta dal suo comune di residenza per motivi di lavoro o di studio, è una figura sempre più diffusa nei paesi ad economia sviluppata. L’aumento della domanda di trasporto pendolare è un dato comune a larga parte delle città europee: in Italia la mobilità pendolare è aumentata di oltre il 60% in 15 anni e i pendolari sono quasi un quarto della popolazione. Il potenziamento del trasporto pendolare deve essere una priorità di intervento nazionale e regionale, in quanto unica risposta ai problemi di congestione e inquinamento delle città italiane, uno dei punti chiave per la riduzione delle emissioni di CO2 e quindi per la lotta ai cambiamenti climatici. Per questo nasce nel 2007 Pendolaria, la campagna di Legambiente creata con lo scopo di rilevare ed evidenziare i problemi che affrontano quotidianamente i pendolari e di affrontare il complesso tema della mobilità partendo dalle esigenze reali e quotidiane delle persone per riaffermare il diritto a una mobilità sostenibile e a misura di tutti i cittadini. Pendolaria è uno strumento di pressione presso gli organi competenti e ha l’obiettivo di: • incentivare la mobilità tramite trasporto ferroviario, diminuendo sempre più quello su gomma che risulta essere largamente responsabile dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici; • influenzare i processi politici che possono condurre il nostro Paese verso un modello di mobilità sostenibile; • definire una strategia di potenziamento del trasporto pubblico locale condivisa da parte di Regioni, Province e Comuni, incentrata sul trasporto ferroviario come nelle principali città europee; • fissare risorse, priorità di investimento e qualità dei servizi. Nell’ambito di Pendolaria si svolge il Trofeo Caronte, il poco ambito premio che Legambiente assegna alla tratta ferroviaria pendolare distintasi per le peggiori condizioni di viaggio. I volontari di Legambiente viaggiano sulle principali tratte di pendolari e valutano la puntualità del treno, le condizioni di trasporto, la pulizia, la comodità e stilano una classifica delle tratte peggiori. Rapporto Pendolaria 2009 2milioni 630mila i pendolari nel 2008. Duecentomila viaggiatori (+8,2%) in più rispetto al 2007. Insufficienti gli investimenti statali e regionali a favore del trasporto pendolare ferroviario. Le buone pratiche: la creazione di due nuove linee ferroviarie in Alto Adige e di una in Lombardia, la messa a disposizione del biglietto unico e nuove stazioni in Campania, l’orario cadenzato in Toscana, la bacheca del pendolare in Piemonte e l’uso dell’intermodalità treno+bici in Puglia. È stato inoltre distribuito un questionario alle Regioni, i cui risultati sono stati riportati nel Rapporto Pendolaria. Il dossier racconta la situazione del trasporto ferroviario nelle regioni italiane (finanziamenti, quantità di viaggiatori, infrastrutture), mettendo in evidenza i casi di maggiore criticità e le buone pratiche, facendo anche un raffronto tra le infrastrutture metropolitane e ferroviarie delle principali città italiane con quelle di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. A sostegno della campagna è stato distribuito un opuscolo informativo sulla situazione in Italia e sulle richieste avanzate a Stato, Regioni e Ferrovie dello Stato per migliorare le infrastrutture. È stata lanciata la petizione Più treni per i pendolari. Inoltre i cittadini hanno potuto mandare se- 67 2 OBIETTIVI > Stili di vita 66 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi gnalazioni via sms grazie alla partnership tra Legambiente e Radio Kiss Kiss. OBIETTIVI > Stili di vita * L’edizione 2009 di Pendolaria (23 novembre - 11 dicembre) e del suo rapporto: • 25 circoli aderenti; • 5mila cittadini coinvolti; • 1.000 segnalazioni tramite sms; • 10mila opuscoli stampati e distribuiti durante le assemblee regionali dei pendolari e durante gli eventi nazionali e locali della campagna; • monitoraggio effettuato nelle città di Salerno, Bologna, Roma, Milano, Torino (P.Susa), Genova, Palermo, Messina, Siracusa, Padova; • Trofeo Caronte effettuato nelle città di Salerno, Bologna, Roma, Milano, Messina, Genova; • 2 assemblee dei comitati pendolari nelle Marche e in Toscana per approfondire e discutere la situazione locale del trasporto su ferro con i soggetti interessati, i comitati e le istituzioni; altre assemblee e convegni in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia-Calabria; • 19 regioni su 20 hanno risposto al questionario Pendolaria; • Rapporto Pendolaria stampato in 1000 copie e distribuito a tutte le Regioni, aziende dei trasporti, aziende costruttrici di treni, ai membri delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato; • Il Rapporto Pendolaria è stato pubblicato sul sito istituzionale di 4 Regioni, oltre a essere stato citato su 30 quotidiani e 50 siti internet. CAMPAGNA RIDURRE SI PUÒ linee d’azione 1 3 Ridurre si può è la campagna di informazione e di sensibilizzazione sulle pratiche per la riduzione dei rifiuti, rivolta a consumatori e distributori. Organizzata nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (Legambiente è membro del comitato promotore) è realizzata in collaborazione con Coop, Novamont e Virosac in qualità di partner e con Borsa Verde in qualità di partner tecnico. L’iniziativa si rivolge sia ai consumatori che ai distributori e ha l’obiettivo di sollecitare i cittadini, imprese e amministrazioni locali nell’adottare comportamenti consapevoli, responsabili, sostenibili attraverso: • l’informazione su come evitare sprechi nella produzione e nell’acquisto di beni; • la promozione di buone pratiche di riduzione dei rifiuti; • l’informare su politiche e strategie nazionali e comunitarie in materia di riduzione e smaltimento dei rifiuti. Le attività della campagna sono state concentrate nel week end conclusivo della Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti (21-29 novembre), iniziativa nata con il supporto della Commissione Europea e in Italia promossa nel 2009 da Legambiente, Federambiente, AICA, Erica, Osservatorio Nazionale Rifiuti, Provincia di Torino, Eco dalle Città, Rifiuti 21 Network. In particolare Legambiente ha organizzato tramite i Circoli iniziative davanti ai supermercati della grande distribuzione, ha realizzato azioni mirate su tutto il territorio nazionale per promuovere la 69 dismissione degli shopper di plastica con distribuzione di buste biodegradabili e riutilizzabili, ha coordinato laboratori didattici e di animazione per i più piccini e sono stati distribuiti materiali informativi. In occasione della campagna 2009 si sono tenute due importanti iniziative: • il concorso No Pack: giunto alla sua seconda edizione, è un concorso fotografico che premia l’imballaggio più assurdo; • la campagna Imbrocchiamola: organizzata insieme ad Altraeconomia, con l’obiettivo di promuovere l’uso dell’acqua di rubinetto e per ridurre i consumi di acque minerali. La campagna è supportata anche dal sito www.imbrocchiamola.org, dove è possibile trovare l’elenco di tutti gli esercizi pubblici che servono acqua del rubinetto. Nell’ambito della campagna è stato realizzato il dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali. Inoltre con i circoli sono state organizzate decine di iniziative fuori dai maggiori supermercati per sensibilizzare i consumatori e ridurre rifiuti già all’atto dell’acquisto, scegliendo prodotti con minori imballaggi e utilizzando borse di stoffa o buste di materiali biodegradabili per la spesa, invece delle buste di plastica usa e getta. * L’edizione 2009 di Ridurre si può (21 - 29 novembre): • 49 i Circoli di Legambiente che hanno aderito alle 55 iniziative del weekend conclusivo; • 25mila cittadini coinvolti; • sono stati stampati 6mila pieghevoli e distribuiti fuori dai supermercati in occasione degli eventi sul territorio; • sono stati distribuiti 12mila shopper in plastica biodegradabile (mater-bi) messi a disposizione da Novamont; • è stato organizzato il 25 novembre il seminario Costruire il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, in collaborazione con Federambiente e Osservatorio Nazionale Rifiuti, con circa 80 partecipanti; • sono state prodotte 1.000 vetrofanie con il logo da apporre sulle brocche nell’ambito della campagna Imbrocchiamola, e preparato un volantino scaricabile da internet da divulgare presso gli esercizi di ristorazione che servono acqua in brocca. CAMPAGNA STOP THE FEVER linee d’azione 1 2 3 Stop the Fever è la campagna di informazione per resposabilizzare i cittadini sull’urgenza di agire nel proprio quotidiano per ridurre le emissioni e contribuire a fermare i cambiamenti climatici introducendo nuove abitudini per una significativa riduzione delle emissioni di CO2. Nata nel 2008, Stop the Fever sensibilizza i cittadini sulla necessità di introdurre nuove abitudini non più legate alla dipendenza dal carbonio, in modo da puntare ad una significativa riduzione delle emissioni di CO2. La campagna si rivolge a cittadini, imprese, governi locali e scuole con l’obiettivo di arrivare in dieci anni a ridurre del 20% i consumi energetici, di incrementare del 20% l’utilizzo di risorse rinnovabili e di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. Obiettivo in linea con la politica energetica europea del 20-20-20. Attraverso il sito www.stopthefever.org, la campagna mette a disposizione un luogo virtuale dove ogni impegno corrisponde ad una quantità di emissioni risparmiate che vengono visualizzate da OBIETTIVI > Stili di vita 68 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi un contatore sia personale che collettivo della comunità. Stop the Fever è una iniziativa che consente di parlare in senso virtuoso dell’impatto del singolo sull’ambiente, quantificando le emissioni risparmiate anziché le emissioni prodotte e quindi veicolando messaggi positivi sui cambiamenti che possono essere determinati dai nostri stili di vita. Il sito offre inoltre consigli pratici, documenti di approfondimento e notizie aggiornate sul tema. La campagna è stata inoltre declinata in una proposta didattica per le scuole e per le Classi per l’ambiente con percorsi educativi che propongono agli alunni comportamenti virtuosi per fermare i cambiamenti climatici e con un progetto specifico per riqualificare gli edifici scolastici e cambiare gli stili di vita a scuola (Kyoto anch’io – la scuola amica del clima). Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Alcuni consigli di Stop the fever •Chiudendo sempre i rubinetti mentre si lavano i denti, in un anno si risparmiano 3 kg di CO2. •Usando in ufficio ogni giorno 10 fogli stampati per scrivere sul retro, si risparmiano 13,13 Kg di CO2 e 6 Kg di carta. • Usando abitualmente acqua del rubinetto per bere si risparmia 24 Kg di CO2 in un anno e 11 Kg di plastica. •Sostituendo una lampadina a incandescenza da 100 W con l’equivalente da 20 W a basso consumo di classe A, si risparmiano 35 Kg di CO2 in un anno. •Spegnendo uno stand by si risparmiano 80 Kg di CO2 e circa 33,00 euro in un anno. • Usando una volta la settimana la bici per 10 km al posto dell’auto si risparmiano 90 Kg di CO2 e 42,00 euro di carburante l’anno. * • • • • • Alcuni risultati di Stop the Fever nel 2009: 3.004.452.539 kg di CO2 risparmiati; 2.300 comuni iscritti, 2.500 cittadini; 29.500 pagine visitate del sito www.stopthefever.org, 46,51% la frequenza di rimbalzo; 13 i numeri della newsletter; media partner dell’iniziativa: Radio DeeJay e AllMusic. CAMPAGNA TRENO VERDE linee d’azione • proporre percorsi di educazione ambientale rivolti ai ragazzi in età scolare, attraverso spiegazioni semplici ed applicazioni che facciano toccare con mano i problemi e tutte le possibili soluzioni; • creare momenti di incontro e dibattito con amministrazioni, cittadini e operatori del settore. Durante la campagna, il Treno Verde sosta mediamente per 5 giorni in ogni città. In quei giorni, è possibile visitare le carrozze allestite con mostre, plastici, sale video, sale conferenze. A bordo del treno vengono realizzate anche visite didattiche per le scuole attraverso un percorso creato per far toccare con mano molti temi legati alle problematiche ambientali e per concretizzare davanti agli occhi delle scolaresche e dei visitatori le possibilità che ha ognuno nel combattere l’inquinamento e gli sprechi attraverso piccole accortezze quotidiane. Oltre alle mostre, ai seminari e i laboratori, in ogni tappa il Treno Verde conduce un monitoraggio scientifico della qualità dell’aria e del rumore della città in cui si ferma, grazie alle centraline dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e alla strumentazione di Legambiente. In particolare vengono analizzati PM10 e il livello di rumore, e i risultati sono resi noti nella conferenza stampa che si tiene in ogni tappa. Nel 2009 il tema portante della campagna è stato quello dei mutamenti climatici. Le carrozze del treno sono state organizzate e allestite per guidare grandi e piccini, studenti e insegnanti, alla scoperta delle tante piccole scelte quotidiane che si possono fare per contribuire a raggiungere un grande risultato: ridurre gli sprechi, risparmiare energia, respirare aria più pulita. * L’edizione 2009 del treno verde (25 febbraio - 30 marzo): • 7 tappe: Napoli, Taranto, Pescara, Verona, Alessandria, La Spezia, Firenze; • 500 scuole coinvolte; • 12mila studenti coinvolti; • 22mila visitatori in totale; • monitoraggio scientifico: media PM10 entro i limiti in tutte le città, inquinamento acustico sopra i limiti sia diurni che notturni. 1 2 Treno Verde è la campagna itinerante di informazione, di educazione ambientale e di monitoraggio della qualità dell’aria e dei livelli di rumore delle nostre città. Realizzata a partire dal 1988 in collaborazione con Ferrovie dello Stato, la campagna viaggia a bordo di un treno speciale le cui carrozze sono adibite a mostra sull’ambiente e la sua salvaguardia, sulle conseguenze delle nostre azioni quotidiane e sugli stili di vita ecosostenibili utili per diminuire il nostro impatto ambientale. Rivolta a grandi e piccoli, studenti e insegnanti, la campagna Treno Verde ha molteplici obiettivi che mirano a: • monitorare la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico nelle città raggiunte dal Treno Verde tramite apposite centraline; • sensibilizzare e spronare all’azione amministrazioni ed enti preposti alla salvaguardia della salute e qualità di vita dei cittadini in città; • informare e sensibilizzare i cittadini orientandoli in scelte consapevoli volte al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile e alla corretta gestione dei rifiuti; 71 CAMPAGNA VIVI CON STILE linea d’azione 1 I cambiamenti dei propri stili di vita devono essere affiancati da scelte consapevoli nei consumi e nell’utilizzo dei servizi; le scelte che si operano devono essere funzionali a migliorare la qualità della propria vita e di quella delle generazioni future. E prima ancora di scegliere è fondamentale che che il cittadino possa vere accesso all’informazione necessaria ad una scelta responsabile. Vivi con stile è la campagna di Legambiente dedicata a promuovere la diffusione di comportamenti di acquisto e di consumo più liberi e responsabili. Vivi con stile si articola in queste iniziative: • un sito Internet (www.viviconstile.org) aggiornato con informazioni, consigli pratici, proposte concrete di interventi per vivere diversamente e meglio, riducendo i costi energetici delle nostre azioni quotidiane. Questo è lo strumento principale di comunicazione della campagna; • il libro Vivi con Stile (Terre di Mezzo, 2007) con schede pratiche per i vari argomenti, e il libro OBIETTIVI > Stili di vita OBIETTIVI > Stili di vita 70 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Stili di vita Viaggare Leggeri su come essere turisti responsabili; • la EcoTopTen Auto, guida alla scelta delle quattro ruote con le migliori prestazioni ambientali, realizzata in collaborazione con ATA (Associazione Traffico e Ambiente) Svizzera. Il progetto Eco Top Ten si è poi ampliato con altre categorie di prodotti (televisori, condizionatori, lavatrici); • l’Etichetta per il Clima è uno strumento pensato per permettere al consumatore di confrontare e scegliere prodotti o servizi non solo in base al prezzo e alle funzionalità, ma tenendo anche conto del loro impatto sui consumi energetici e sulle alterazioni climatiche. Oggi Vivi con stile conta 70 schede, suddivise per macroaree tematiche, e centinaia di suggerimenti su quel che possiamo fare per vivere in case più confortevoli, uffici e luoghi di lavoro più sani, strade più sicure, ambienti naturali meno inquinati. Le 70 schede sono suddivise in 6 categorie: • Casa clima • Scuola e lavoro • Tempo libero • Mobilità • Elettrodomestici • Abitare * vivi con stile nel 2009: • 74.500 visite annuali al sito, 171.360 visualizzazioni, 87,51% di visite nuove, 65,78% dei visitatori che provengono da motori di ricerca; • tiratura dei libri: Vivi con stile 10mila copie, Viaggiare Leggeri 3mila copie. CAR SHARING linea d’azione 1 Legambiente a Milano fin dal 2001 si è fatta promotrice della prima esperienza di gestione di un progetto di car sharing da parte di un ente no profit. Il car sharing (in italiano condivisione dell’automobile) è un servizio di trasporto innovativo che consente ai propri abbonati di condividere una flotta di veicoli di diverso modello, spesso alimentati con combustibili a basso impatto ambientale. L’idea di base del car sharing si fonda sulla possibilità di permettere a più utenti di utilizzare autonomamente in periodi diversi la stessa autovettura, previa prenotazione, senza dover pagare i costi di manutenzione, assicurazione e rifornimento, ma solo il reale utilizzo (ore e chilometri percorsi). Le autovetture sono a disposizione in parcheggi su strada e autorimesse distribuite capillarmente sul territorio, e godono di accessi gratuiti alle strisce blu dei parcheggi o alla zona ecopass. Il car sharing vuole quindi dare la possibilità di rinunciare al possesso di una automobile, consentendo comunque di utilizzarne una quando è davvero necessario. Il servizio car sharing, complementare all’utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta, può quindi diminuire il numero di auto in sosta (si calcola infatti che una vettura del car sharing sostituisce fino a 7/8 vetture private) rendendo possibile una migliore scorrevolezza del traffico e soprattutto contribuisce a spostare le abitudini di mobilità verso modalità più sostenibili. Oltre ai benefici ambientali, questo tipo di trasporto conviene anche dal punto di vista economico e in modo particolare: • agli utenti che compiono spostamenti in auto brevi e frequenti, o a chi usa l’auto saltuariamente per i weekend o per lavoro; 73 • alle famiglie che vogliono utilizzare una seconda auto senza spese di manutenzione; • agli utenti che percorrono in auto meno di 10mila Km all’anno. Il car sharing a Milano ha oggi più di 3mila abbonati che hanno a disposizione oltre 100 auto distribuite in più di 60 parcheggi a Monza, a Milano e in provincia. * Nel 2009 sono stati 620 i nuovi iscritti al car sharing, di cui il 25% sono soci Legambiente. CENTRI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE (CEA) linee d’azione 1 4 I Centri di Educazione Ambientale di Legambiente (CEA) sono presidi territoriali che attuano le politiche dell’associazione sul territorio, si impegnano a migliorare la qualità ambientale e culturale dei territori e offrono percorsi e opportunità di venire in contatto con stili di vita alternativi e sostenibili. Propongono turismo educativo, naturalistico, storico e culturale, offrono soggiorni e percorsi didattici di valorizzazione ambientale e di riscoperta culturale per far crescere nei ragazzi e nei giovani la consapevolezza dell’importanza di alcuni valori che i nostri territori conservano. Situati in aree protette o in luoghi naturalistici, storici e artistici di pregio, oppure in luoghi che consentono di fare formazione ed esperienza diretta sul campo, i CEA si distinguono in: • residenziale con soggiorno, ovvero laboratori sul territorio aperti a persone esterne; • strutture organizzate ma non residenziali rivolte prevalentemente al territorio locale; • altri presidi, come le oasi di Natura e Territorio, i centri di Volontariato o la Rete dei Festival che organizzano attività di educazione ambientale. All’interno dei CEA lavorano educatori ambientali formati da Legambiente Scuola e Formazione. Gli interlocutori dei CEA sono le scuole, le famiglie e i gruppi di cittadini organizzati e no, che vengono a conoscenza di queste strutture attraverso la comunicazione internet, la guida di Legambiente, la comunicazione a livello locale fatta dagli stessi CEA. In tutti i CEA si seguono i principi del turismo sostenibile, di valorizzazione del territorio e rispetto per l’ambiente, secondo i dettami di Legambiente Turismo. Nei CEA si svolgono attività di vario tipo: •campi scuola e soggiorni educativi, anche integrati in percorsi di educazione ambientale portati avanti durante l’anno in classe; •attività di fruizione del territorio, visite guidate, incontri con la popolazione locale; •attività educative e didattiche, percorsi e laboratori di conoscenza scientifica; •campi estivi per ragazzi, momenti di gioco e vacanza a contatto con la natura; •turismo per adulti e per famiglie; •corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e formatori. I CEA sul territorio 42 in totale (di cui 15 residenziali) così suddivisi: • 10 in Nord Italia (2 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia, 1 in Piemonte e 4 in Veneto). • 19 in Centro Italia (3 in Abruzzo, 1 in Basilicata, 2 nelle Marche, 7 in Toscana e 6 in Umbria). • 13 in Sud Italia e nelle Isole (9 in Campania, 1 in Puglia, 1 in Sardegna e 2 in Sicilia). OBIETTIVI > Stili di vita 72 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Alcune aziende, se presenti sul territorio con negozi o punti vendita, diventano Legambiente Point, collaborano in modo stretto con i Circoli di Legambiente e si fanno promotori di iniziative sul territorio. Le convenzioni con Legambiente a fine 2009 sono 20, di cui 9 sono state attivate durante l’anno. Le convenzioni, come il Bazar, rappresentano uno dei canali possibili attraverso i quali entrare in contatto con nuovi interlocutori con i quali iniziare percorsi comuni di sostenibilità, partnership o sponsorizzazioni per progetti o campagne. * I Centri di Educazione Ambientale nel 2009: • circa 950 classi da tutta Italia hanno visitato i CEA partecipando alle attività previste; • le famiglie sono state circa 1.500 per un numero di 7.500 adulti. OBIETTIVI > Stili di vita • CENTRO IL GIRASOLE Il Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Il Girasole è il centro di educazione ambientale più grande di Legambiente situato in località Enaoli a Rispescia (Grosseto), nel Parco Naturale della Maremma Toscana. Ecoturismo ed educazione ambientale sono le parole chiave del Centro il Girasole dove singoli, famiglie e gruppi sperimentano, con soggiorni e attività formative, uno stile di vita in armonia con la natura. La struttura era un convitto destinato agli orfani, in seguito abbandonato e diventato fatiscente. La Regione ne ha quindi fatto un luogo protetto destinandolo a scopi educativi, ristrutturato da Legambiente secondo criteri di sostenibilità ambientale. Ora il Girasole viene considerato una cittadella sostenibile, poiché rappresenta le buone pratiche e i contenuti che Legambiente promuove attraverso le sue iniziative. Il Centro ospita ora una serie di iniziative di Legambiente a livello nazionale quali: • il Centro Nazionale per la promozione delle Fonti Energetiche Rinnovabili; • Festambiente, il principale festival ambientalista organizzato da 21 anni; • L’Assemblea Nazionale dei Circoli di Legambiente. I posti letto presso la struttura de Il Girasole sono circa 100 e consentono soggiorni di tre o quattro giorni, prevalentemente per i ragazzi delle scuole medie, ma anche per famiglie. Il Centro organizza anche attività di educazione ambientale in giornata per le scuole. I soggiorni vedono la partecipazione di circa di 7mila ragazzi all’anno, che diventano 15mila in quelli giornalieri. I temi trattati sono ad esempio: rifiuti, buone pratiche quotidiane di sostenibilità, risparmio energetico, alimentazione biologica. CONVENZIONI PER I SOCI CON AZIENDE linee d’azione 1 3 Legambiente ha stipulato una serie di convenzioni con aziende e associazioni per offrire ai propri soci agevolazioni e sconti su prodotti e servizi di qualità, ma soprattutto per proporre alternative più sostenibili che aiutino concretamente a cambiare i propri stili di vita. Le buone pratiche delle aziende Le aziende che stipulano accordi con Legambiente si impegnano ad attuare azioni concrete per la tutela dell’ambiente agendo in particolare in questi settori: • illuminazione a basso consumo • raffreddamento e raffrescamento • pc e apparecchiature elettroniche efficienti • risparmio e riciclo della carta • raccolta differenziata dei rifiuti • risparmio di acqua • nella pausa caffè e nella pausa pranzo, uso delle stoviglie riutilizzabili o in mater-bi • mobilità sostenibile 75 Le aziende con cui Legambiente stipula convezioni per i soci operano in settori compatibili con la missione di Legambiente o hanno messo in campo delle soluzioni concrete di attenzione al sociale e all’ambiente. Le aziende convenzionate si impegnano a rispettare un vademecum di buone pratiche e di diffondere i valori e la cultura di Legambiente al proprio interno e anche ai loro clienti e fornitori. Alla stipula della convenzione segue il monitoraggio del rispetto del vademecum e dei termini del contratto. * Le nuove convenzioni per i soci attivate nel 2009: • Ferrovie dello Stato: sconti ed agevolazioni sull’abbonamento annuale bici+treno su tutte le tratte ferroviarie regionali in Lombardia; • Cantiere 11, sconto 5% su interventi di ristrutturazioni secondo criteri di bioedilizia; • Ecostore, catena di toner e cartucce rigenerate: ogni 5 prodotti uno in omaggio; • Ferred, sconto dal 5 al 15 % sui prodotti per la casa e per l’infanzia; • Libreria HOEPLI, sconto 10% su tutti i libri e del 15% su libri di tema ambientale; • Save.el.en, sconto del 20% su Save.el.en plus, dispositivo elettronico che permette di collegare la lavatrice direttamente alla fonte d’acqua calda domestica, alla caldaia o ai pannelli solari, permettendo un notevole risparmio di energia elettrica; • Terre di mezzo, sconto del 20% sull’abbonamento annuale a 11 numeri della rivista e del 15% su tutti i libri editi dalla casa editrice; • Urban Bike Messengers Milano (pony express in bici a Milano), sconto del 10% sull’acquisto dei carnet e sconto del 15% sui ritiri fuori carnet; • Velocittà (pony express in bici a Roma), sconto del 10% sull’acquisto dei carnet. DOSSIER LA LOTTERIA DEI CANONI DI CONCESSIONE DELLE ACQUE MINERALI linea d’azione 2 Legambiente ogni anno in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua (22 marzo) organizza campagne e prepara dossier per informare e sensibilizzare sulle varie questioni relative alle risorse idriche. In questo contesto, dal 2008 uno dei temi affrontati è quello delle acque minerali, del loro costo e dell’elevato impatto ambientale che queste determinano, a favore della più sostenibile, controllata ed economica acqua del rubinetto, nell’ambito della campagna Imbrocchiamola e in collaborazione con Altreconomia, per la promozione dell’acqua di rubinetto a casa e negli esercizi di ristorazione. Nel 2009 in particolare in questo contesto è stato stilato il dossier La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali. Frutto dell’elaborazione dei dati di un’inchiesta svolta in collaborazione con gli uffici regionali, il dossier indica le modalità di gestione dei canoni e lo stato dell’arte delle concessioni per le acque minerali in ciascuna Regione. La lotteria dei canoni di concessione delle acque minerali •12,4 miliardi i litri di acqua imballati nel 2007, l’80% con materiale plastico. •9 Regioni fanno pagare un canone doppio (volumi d’acqua e superficie di concessione). • 8 Regioni fanno pagare il canone solo sulla base della superficie di concessione. • 1 Regione prevede una tariffazione forfettaria annuale. OBIETTIVI > Stili di vita 74 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Il dossier è uno strumento di pressione sugli enti regionali con l’obiettivo di denunciare il quadro nazionale sulle tariffe pagate alle Regioni italiane dalle società imbottigliatrici evidenziando in particolare che: •i canoni per le concessioni applicati sono irrisori, a discapito di un forte sfruttamento della risorsa, e disomogenei sul territorio; •il danno ambientale causato è rilevante da un lato per l’enorme quantità di imballaggi in plastica prodotti e messi in commercio e dall’altro per il trasporto su gomma, per migliaia di chilometri, delle acque imbottigliate. OBIETTIVI > Stili di vita Il dossier è stato presentato attraverso comunicato stampa in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua il 22 Marzo 2009 e reso disponibile sul sito internet di Legambiente. ECO TOP TEN AUTO linea d’azione 1 Il settore dei trasporti è la fonte principale di inquinamento atmosferico nelle nostre città e contribuisce in modo massiccio anche alle emissioni di gas serra. Legambiente da molti anni è impegnata nel promuovere forme di mobilità sostenibili come il trasporto pubblico, la bicicletta, l’auto in condivisione e servizi di informazione alla mobilità. Spesso però, anche i consumatori più attenti all’ambiente non riescono, per esigenze lavorative e no, a rinunciare all’automobile privata. Per minimizzare l’impatto ambientale prodotto, dal 2007 Legambiente, in collaborazione con Ata Svizzera (Associazione Trafficio Ambiente), stila la Eco Top Ten delle auto meno inquinanti. La classifica rappresenta uno strumento di informazione per guidare i consumatori nella scelta di delle auto più eco sostenibili. Per stilare la classifica si prendono in considerazioni tutte le Eco Top Ten 2009: auto più vendute in Italia (incluse le meno inquinanti come le 10 auto meno inquinanti le ibride e quelle alimentate a gas) e si escludono a priori Toyota iQ 1.0 1) i modelli più inquinanti che utilizzano elevate quantità di 2) Honda Insight Hybrid 1 carburante come ad esempio i suv e le auto sportive. Toyota Prius 1.5 Hybrid 1 3) I parametri ambientali utilizzati per valutare i vari modelli di 4) Honda Civic 1.3 Hybrid 1 auto sono: 5) Toyota Aygo 1.0 VVT-i • le emissioni di anidride carbonica; 6) SmartFortwo coupé/cabrio mhd • la produzione di inquinanti atmosferici e sostanze nocive 7) Daihatsu Cuore 1.0 inquinanti con impatto sanitario e ambientale; 8) Peugeot 107 1.0 9) Citroen C1 1.0 • il rumore. Daihatsu Sirion 1.0 10) Ad ogni indicatore viene attribuito un punteggio. Il voto finale attribuito ai mezzi è dato dalla somma ponderale dei punteggi attribuiti nei diversi indicatori. Si dà quindi vita a una classifica generale e a dieci classifiche per categoria di auto. Le classifiche sono consultabili sul sito internet www.viviconstile.org. * L’Eco Top Ten 2009: • è stata presentata mediante comunicato stampa il 14 marzo 2009; • 750 i modelli di auto sono stati presi in considerazione dall’indagine, con emissioni inferiori a 180 grCO2/Kg secondo i nuovi limiti europei. FESTAMBIENTENET - LA RETE DEI FESTIVAL linee d’azione 77 14 FestAmbienteNet è la rete dei festival estivi di Legambiente, appuntamenti nell’ottica della sostenibilità ambientale sempre più attesi e consolidati. Tante manifestazioni che si distinguono per originalità sono diffuse lungo lo Stivale sotto la bandiera di Legambiente e della valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e sociale. Tutti con una propria identità ma con una matrice che li accomuna: parlare e far parlare di tutela dell’ambiente in un clima di festa secondo uno stile positivo e propositivo. I festival sono infatti appuntamenti di promozione di stili di vita sostenibili, di comunicazione di buone pratiche, vetrina di tante realtà produttive rispettose dell’ambiente e occasione per raccontare le attività dell’associazione a un grande numero di cittadini. I Festival sono quindi occasioni per dare il buon esempio in modo concreto. Tutta la rete di FestAmbienteNet abbatte le emissioni di CO2 in collaborazione con AzzeroCO2 attraverso progetti di recupero forestale in Italia ed in varie parti del mondo. Inoltre i membri della Rete dei Festival aderiscono a un codice di comportamento che li vincola a rispettare alcuni parametri nell’organizzazione e gestione dei rispettivi festival, quali: • azzeramento delle emissioni; • raccolta differenziata dei rifiuti del Festival; • utilizzo di posate e bicchieri di mater-bi; • sensibilizzazione del pubblico sui cambiamenti climatici e risparmio energetico. All’interno della Rete, particolarmente rilevanti FestAmbienteNet - la rete dei festival sono FestAmbiente e FestAmbiente Ragazzi. nel 2009: FestAmbiente (www.festambiente.it) è stato il • FestAmbiente Bari primo festival in Europa dedicato alle tematiche (24 - 26 aprile) I edizione ambientali. Organizzato da 21 anni è la “madre” • FestAmbiente Ragazzi (8 - 14 giugno) XV edizione dei festival di Legambiente. FestAmbiente è uno • FestAmbiente Vicenza dei maggiori appuntamenti dedicati all’ecologia (24 - 28 giugno) VII edizione e alla solidarietà e promuove la qualità della • FestAmbiente Latina vita in tutti i suoi aspetti: sana alimentazione, (25 - 28 giugno) IX edizione salvaguardia del patrimonio ambientale e • FestAmbiente della Saccisica culturale del paese, innovazioni tecnologiche, (25 - 28 giugno) I edizione promozione delle fonti rinnovabili, tutela • FestAmbiente Sud (22 - 25 luglio) V edizione delle tradizioni e culture locali, solidarietà, • Castelli di Pace svago e divertimento in chiave ambientalista. (30 luglio - 2 agosto) V edizione FestAmbiente si tiene ogni anno per dieci • FestAmbiente giorni nella prima metà di agosto, presso il (7 - 16 agosto) XXI edizione Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Festa del Mare Il Girasole3 e vede l’organizzazione di concerti, (4 - 6 settembre) VI edizione spettacoli, proiezioni cinematografiche, teatro, spazi espositivi dedicati all’eccellenza e all’innovazione in campo ambientale, momenti di approfondimento quali dibattiti e conferenze, incontri con le associazioni del terzo settore e coinvolgimento dei cittadini in progetti migliorativi per la società civile italiana. Uno spazio è dedicato anche ai più piccoli, con giochi e attività di educazione ambientale. 3 - È la struttura di educazione ambientale di Legambiente situata in località Enaoli a Rispescia (Grosseto), nel Parco Naturale della Maremma Toscana OBIETTIVI > Stili di vita 76 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * OBIETTIVI > Stili di vita L’edizione 2009 di FestAmbiente: • 20mila mq di esposizione, 130 stand, 400 enti patrocinatori; • 267,21 Kg di CO2 risparmiati durante i 10 concerti alimentati da pannelli solari grazie a Ecoluce; • 90% di raccolta differenziata durante i 10 giorni della festa; • 20 convegni e dibattiti, 150 relatori, 100 artisti, 70 rassegne e degustazioni, 50 pellicole proiettate tra cortometraggi, documentari e lungometraggi; • altre iniziative tra le quali il Clorofilla Film Festival che premia le pellicole che trattano temi ambientali, spettacoli teatrali, presentazione di libri; • numerosi i media che hanno parlato o scritto di FestAmbiente: 14 agenzie, 21 televisioni, 32 radio, 38 quotidiani, 173 riviste varie, 180 media on line. FestAmbiente Ragazzi (www.festambienteragazzi.org) è la versione per ragazzi di FestAmbiente. Da 16 anni si rivolge a bambini e giovani tra i 4 e i 12 anni con l’obiettivo di sensibilizzarli e di trasmettere loro la consapevolezza del ruolo del singolo, investirli fin da subito del loro ruolo attivo di singoli cittadini, creare in loro una coscienza sociale individuale grazie alla quale si sentano sia parte che soluzione dei problemi della Terra e di tutti i suoi abitanti. Lo spirito e la finalità sono quelle di una festa a misura di bambino, in cui i più piccoli non siano soltanto spettatori passivi, ma protagonisti attivi giorno dopo giorno con attività pensate specificatamente per loro e attraverso importanti momenti di confronto e dibattito con i genitori. Il festival è finanziato da enti locali e da sponsor privati e si svolge grazie alla collaborazione tra Legambiente ragazzi e Legambiente Marche, che si occupa prevalentemente dell’organizzazione e dell’aspetto comunicativo. FestAmbiente ragazzi viene organizzato ogni anno nella prima metà giugno per una decina di giorni. Nel 2009, per il secondo anno consecutivo, è stata ospitata dal Comune di Senigallia, in pieno centro cittadino. L’evento è stato promosso in collaborazione con il Comune di Senigallia, con il patrocinio della Regione Marche, Provincia di Ancona e Federazione Italiana Pallacanestro. * L’edizione 2009 di FestAmbiente ragazzi: • 2mila partecipanti; • 8 appuntamenti quotidiani tra laboratori didattici e giochi sui temi principali della festa: energie e riciclo; • 4 spettacoli di intrattenimento tra musica, teatro e burattini. PROGETTO BIOALIMENTA IL DOMANI linea d’azione 4 Bioalimenta il domani è un percorso didattico di educazione ad una buona e sana alimentazione rivolto alle scuole secondarie di primo grado, ideato e realizzato da Legambiente in collaborazione con Rigoni di Asiago e patrocinato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Obiettivo del progetto è di sensibilizzare e formare le nuove generazioni alla cultura del biologico. Il percorso educativo offre spunti, riflessioni e strumenti che collocano l’alimentazione all’interno dell’insieme di relazioni che intrecciano i consumi individuali alla salute, al contesto ambientale, alla difesa delle risorse. BioAlimenta il domani ha durata triennale (2007-2009) con focus annuale su un tema specifico: biologico e impatto delle colture sull’ambiente (2007), alimentazione e salute (2008) e il biologico nella mitigazione dei cambiamenti climatici (2009). Le classi interessate aderiscono gratuitamente al progetto, gli insegnanti ricevono materiali didattici che permettono di approfondire le problematiche suddette utilizzando strategie educative innovative, incentrate su problemi concreti che attengono alla qualità della vita e alla sostenibilità dell’ambiente. I percorsi sono organizzati e impostati con metodologie tali da motivare i ragazzi all’apprendimento e far crescere in loro competenze evolutive complesse: saper leggere la realtà, essere consapevoli di sé, essere capaci di assumersi responsabilità e di partecipare alla vita sociale. Proprio queste competenze disegnano un buon cittadino come persona capace di muoversi nella complessità delle relazioni del mondo contemporaneo. Insieme al percorso educativo nella prima annualità le classi ricevono due schede di indagine di cui una rivolta agli studenti e una alle famiglie sul loro rapporto con il biologico, mentre nel secondo anno una scheda di indagine sulle mense scolastiche. Nella seconda e terza annualità è prevista anche la partecipazione a un concorso volto a premiare i migliori progetti educativi elaborati dalle classi sui temi del progetto. Dieci sono i premi assegnati ogni anno e consistono per i primi tre classificati in un viaggio di 3 giorni ad Asiago mentre dal quarto al decimo classificato in una t-shirt personalizzata BioAlimenta il domani per ciascuno studente. * Il progetto BioAlimenta il domani nel 2009: • ha visto la partecipazione di 350 scuole, di cui 55 sono scuole che hanno rinnovato l’adesione fatta nel corso della prima annualità del progetto, per un totale di circa 1.300 classi e 30mila alunni; • sono stati coinvolti nei percorsi educativi 8 tra Circoli e CEA di Legambiente; • ha ricevuto 47mila euro di finanziamenti da Rigoni per la realizzazione dei materiali didattici; •ha visto l’inizio della terza e ultima annualità di progetto in occasione dell’annuncio dei vincitori del Concorso per il migliore progetto educativo. I vincitori del concorso BioAlimenta il domani 2009 Vincono il soggiorno-studio ad Asiago: • la 2A dell’Istituto Comprensivo A. Moro di Campagna Lupia (VE); • le classi 1A, 1C e 2C dell’Istituto comprensivo B. Lorenzi di Fumane (VR); • le classi 2E, 1F e 2H dell’ Istituto Comprensivo A. Bonsignore di Licata (AG). Vincono una t-shirt e un kit Rigoni di Asiago: • la classe 1B della Scuola secondaria di primo grado A. Giuriolo di Arzignano (VI); • le classi 1B e 2B dell’Istituto Comprensivo A. Vanvitelli di Airola (BN); • le classi 3C e 3C dell’Istituto Comprensivo N° 3 di Messina; • le classi 2A, 2B e 2C dell’Istituto Comprensivo di Crespano del Grappa (TV); • tre classi 2° della Scuola media B. Alfieri – Sez. Associata Pancalieri di Carignano (TO); • la classe 2D della Scuola secondaria di primo grado N. Festa di Matera; • le classi 1A, 1B, 1B e 2A dell’Istituto Comprensivo S. Satta di Orgosolo (NU). 79 OBIETTIVI > Stili di vita 78 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Stili di vita PROGETTO KYOTO ANCH’IO - LA SCUOLA AMICA DEL CLIMA Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 81 4 Kyoto Anch’io – la Scuola Amica del clima è un progetto triennale realizzato in collaborazione con Edison a partire dal 2007. Si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado per offrire loro l’opportunità di ricevere riconoscimenti per l’impegno in azioni di efficienza energetica, buone pratiche di educazione al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Le scuole aderenti al progetto ricevono materiali didattici per realizzare percorsi educativi e sono invitate a progettare interventi di riqualificazione degli edifici e di cambiamento degli stili di vita a scuola. Il progetto è iniziato con l’anno scolastico 2007-2008 e ha visto come azione principale l’indagine nazionale sull’edilizia e sul risparmio energetico negli edifici scolastici. 1.800 sono state le scuole che hanno partecipato attivamente all’indagine, fornendo informazioni sull’edificio, su servizi e pratiche rivolte al risparmio energetico, su situazioni di rischio cui la scuola è sottoposta, dimostrando una forte sensibilità nei confronti di questa tematica. Inoltre è stato lanciato un concorso tra le scuole per premiare, con l’installazione di pannelli fotovoltaici, i progetti di riqualificazione energetica e ambientale del proprio edificio. Al concorso hanno partecipato 150 scuole. La scuola vincitrice, l’Itis Augusto Righi di Chioggia (Ve), è stata premiata nel Marzo 2009 durante la presentazione di Ecosistema Scuola, la ricerca annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica. L’anno scolastico successivo (2008-2009) il Le scuole di Eco-generation progetto è stato inserito nel contesto della campagna Stop the fever - Effetto Serra la cura • Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi” di sei tu con l’intento di mobilitare istituzioni Scerni (Chieti) e cittadini intorno al comune obiettivo della • Istituto Comprensivo Statale riduzione dei gas serra. Alle scuole è stato fatto “Mario Montanari” di Ravenna l’invito a incidere sui comportamenti e gli stili di • Liceo Artistico “Umberto Boccioni” di Milano vita che generano una eccessiva produzione di • Scuola Media Statale Bellani di Monza emissioni di CO2 attraverso azioni concrete negli • Istituto Comprensivo Vidoletti di Varese edifici scolastici. Sono state coinvolte le scuole • Istituto Comprensivo G. Segala di Verona che hanno partecipato all’indagine nazionale • Istituto Tecnico Severi di Padova sull’edilizia e il risparmio energetico, con • Scuola Media Statale Zingarelli di Foggia l’obiettivo specifico di creare una rete di scuole • Istituto Comprensivo Statale Cruillas di Palermo che attraverso il confronto e l’avvio di un percorso comune di riduzione delle emissioni di CO2 partecipi alla realizzazione di una scuola migliore, capace di dare il suo contributo per una società ambientalmente sostenibile e giungere alla definizione di un decalogo di buone pratiche per il risparmio energetico e il miglioramento della vivibilità dell’ambiente classe/scuola. La collaborazione tra Legambiente e Edison prosegue nell’anno 2009-2010 sempre sul tema della riqualificazione energetica degli edifici scolastici con il progetto Eco-generation. Dieci scuole tra quelle più attente alle tematiche dell’energia e della sostenibilità ambientale con cui Legambiente ha lavorato negli anni sono state selezionate per intraprendere un percorso di riqualificazione dell’edificio scolastico e progetti di educazione ambientale e cambiamento degli stili di vita a scuola. Al termine del percorso, che durerà tre anni, le scuole che avranno completato tutti gli step otterranno il marchio Edison-Legambiente di scuola ecosostenibile. In questo progetto sono state coinvolte 10 scuole per un totale di 40 classi e 800 alunni. Le attività di indagine e i percorsi sono previste per il 2010. 2.4.2 Cittadinanza attiva Operare per allargare, affermare e valorizzare la partecipazione civica, associativa, politica in campo ambientale nel nostro Paese. Legambiente, nel panorama associativo italiano, si caratterizza tra i principali corpi intermedi della società italiana in campo ambientalista e ritiene che la funzione associativa e la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, di tutte le età e senza distinzione di nazionalità, siano determinanti per dare sostanza alla democrazia e far prevalere l’interesse generale in campo ambientale. Per tale convinzione organizza, rappresenta e valorizza le ragioni, i bisogni e le aspettative della società civile, scegliendo di stare dalla parte del popolo inquinato e della coesione sociale. Lo fa con un agire politico originale, orgogliosamente autonomo, diffuso nei territori tramite l’importante ruolo dei Circoli, finalizzato a rendere (e far riconoscere) l’ambientalismo un corpo vivo, un pensiero forte, uno strumento utile per migliorare il presente e costruire futuro buono per tutta la società. Un modo di fare che poggia sull’assunzione di responsabilità anche individuale verso la res publica e stimola i singoli alla partecipazione politica attiva e consapevole. Le linee d’azione e le attività di riferimento: 1 Stimolare, organizzare e sostenere la rete delle strutture territoriali, diffusa su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento ai Circoli di Legambiente che si caratterizzano come luoghi di esercizio dell’impegno personale e collettivo continuativo e qualificato, gratuito e volontario, nonché luoghi aperti di confronto, di partecipazione, d’iniziativa per i soci e per tutti i cittadini interessati. Alla rete dei Circoli si affiancano i gruppi locali di Protezione Civile e i/le giovani che annualmente prestano Servizio Civile Nazionale. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Campi di volontariato • Presìdi territoriali: Centri permanenti di volontariato, Gruppi di protezione civile • Progetti, iniziative ed eventi: Servizio civile nazionale OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 80 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 2 Promuovere, sostenere e organizzare la partecipazione diffusa dei cittadini di tutte le età in varie forme: giornate di mobilitazione e di volontariato, campagne popolari di pressione, campi di volontariato per la salvaguardia, ripristino e valorizzazione di luoghi e beni collettivi, petizioni, proteste pacifiche con sit-in e cortei, segnalazioni di abusi e misfatti. Collaborare e costruire alleanze con altri soggetti sociali del terzo settore per difendere e allargare gli spazi di democrazia diretta, il ruolo dell’associazionismo, a livello nazionale e internazionale. Creare e sostenere reti e infrastrutture sociali, in particolare nelle aree del Paese più svantaggiate. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Appelli e petizioni, Campi di volontariato, Festa dell’albero, Non scherzate col fuoco, Nontiscordardimé, Operazione Fiumi, Puliamo il Mondo, Spiagge e fondali puliti • lobby e vertenze: Manifestazioni tematiche • Presìdi territoriali: Gruppi di protezione civile ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Partnership, alleanze e convenzioni: Centro Servizi per il Volontariato, Fondazione Sud, Forum Terzo Settore, Tavola della Pace Iniziative trasversali • • • • • • • • • • • 83 Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Progetti, iniziative ed eventi: eMPOWER, E…state nei parchi! 3 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Campagna 100 piazze per il clima >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Campagna 100 strade per giocare >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Campagna Biodomenica >> Obiettivo Economia verde Campagna Per il Clima contro il nucleare >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Centri di educazione ambientale >> Obiettivo Stili di vita Non scherzate col fuoco >> Obiettivo Cittadinanza attiva Progetti Senior Volunteering Program >> Obiettivo Cooperazione internazionale Progetti di educazione allo sviluppo >> Obiettivo Cooperazione internazionale Progetti SVE >> Obiettivo Cooperazione internazionale Progetto SVE Roma - Gadje >> Obiettivo Cooperazione internazionale Puliamo il mondo in Togo e in Ghana >> Obiettivo Cooperazione internazionale • Aumentare il numero dei campi di volontariato ma soprattutto renderli sempre più legati a progetti duraturi; • umentare il numero dei gruppi di protezione civile e l’ambito di intervento; • aumentare il numero dei ragazzi e delle ragazze che scelgono di svolgere il servizio civile in Legambiente; • rafforzare i rapporti e le relazioni con i soggetti del terzo settore anche in una chiave progettuale; • aumentare il numero delle persone coinvolte nelle attività associative in genere. Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) APPELLI E PETIZIONI linea d’azione 2 Sono molti i temi su cui Legambiente ogni anno si mobilita anche attraverso raccolte firme che diano conto delle scelte e delle volontà dei cittadini. Uno strumento che aiuta Legambiente a portare avanti le proprie battaglie, contando il consenso alle proprie posizioni e offrendo ai cittadini la possibilità di far sentire la propria voce. Gli appelli e le petizioni attivi nel 2009: Don’t nuke the climate – Il nucleare non serve al clima (50mila firme raccolte nelle piazze globalmente dalla campagna internazionale) Appello lanciato nell’ambito della mobilitazione internazionale verso il summit di Copenaghen Il nucleare non serve al clima, per chiedere ai delegati al vertice sul clima di rifiutare fermamente che l’energia nucleare sia considerata come tecnologia pulita e che sia compresa nei dispositivi di regolamentazione delle emissioni di gas a effetto serra, a favore di investimenti in tecnologie realmente pulite, sicure ed efficaci a combattere i cambiamenti climatici, ovvero le rinnovabili. Fermiamo la febbre del pianeta (15mila firme raccolte nelle piazze e via internet). Appello congiunto delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione 100 piazze per il clima in occasione delle mobilitazioni per il vertice di Copenaghen, per chiedere allo Stato Italiano di farsi promotore di un accordo mondiale equo e vincolante per la riduzione dei gas serra, di impegnarsi a ridurre le emissioni in Italia, ridurre gli sprechi di energia a favore dell’efficienza, investire sulle rinnovabili. Per il clima contro il nucleare (attiva dall’ottobre 2008, 17.700 firme raccolte nel solo 2009). Una raccolta firme per chiedere al governo italiano che si impegni a investire in un modello energetico che non preveda il ritorno alle centrali nucleari ma che sia basato su un forte investimento nelle fonti rinnovabili. Lanciata nell’ottobre del 2008 nell’ambito della campagna Per il clima contro il nucleare e attiva durante tutto il 2009, è uno degli strumenti con i quali Legambiente si adopera per creare un fronte unico e il più ampio possibile di opposizione al ritorno al nucleare nel nostro Paese. OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 82 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Più treni per i pendolari (9.630 firme raccolte). Oggi in Italia solo il 15% dei pendolari si muove in treno e far crescere questa quota deve diventare un obiettivo strategico per il nostro Paese, per togliere auto dalle strade e ridurre l’impatto del traffico veicolare sull’ambiente, sulla salute e sul clima. Ma il 70% delle risorse finiscono in strade ed autostrade, mentre le Regioni non arrivano a dedicare neanche lo 0,4% del proprio bilancio di spesa per il miglioramento del servizio ferroviario. Legambiente chiede alle amministrazioni competenti più risorse e investimenti per l’acquisto di nuovi treni pendolari, per l’aumento del numero di treni circolanti, e per il miglioramento del servizio che deve essere più puntuale, pulito e sicuro, e che offra servizi di supporto come abbonamenti integrati e parcheggi di scambio. Sole per tutti (lanciata a settembre 2009, raccolte 8.250 firme nel solo 2009). Raccolta firme lanciata in occasione della mobilitazione per il vertice sul clima di Copenaghen per chiedere allo Stato Italiano impegni precisi e puntuali per ridurre le emissioni di gas climalteranti e per uscire dalla crisi economica. In particolare si chiede: • un metro quadrato a testa di solare termico; • 10mila MW di pannelli fotovoltaici; • un milione di case efficienti all’anno; • semplificazione delle procedure burocratiche per l’installazione di impianti. Stop al mercurio (1.488 firme raccolte nel 2009). Raccolta firme lanciata nell’ambito della campagna Stop al mercurio per sensibilizzare sui rischi derivanti dall’utilizzo di mercurio e promuovere la riconversione dei vecchi impianti industriali che ne fanno uso a nuove tecnologie meno pericolose. L’appello chiede impegni per la riconversione degli impianti, la bonifica dei siti contaminati da mercurio e il finanziamento di studi epidemiologici per valutare gli impatti sanitari di questo tipo di inquinamento. CAMPI DI VOLONTARIATO linea d’azione 1 Un campo di volontariato è una breve esperienza nella quale si offre ai partecipanti la possibilità di realizzare concretamente un progetto di ripristino, tutela, valorizzazione dell’ambiente. È anche l’occasione per conoscere luoghi da tutelare, risorse del territorio e persone che hanno condiviso la stessa scelta di volontariato. Un modo pratico per mettersi in gioco e dare il proprio contributo alla salvaguardia del nostro territorio, ma anche un modo per imparare sul campo cosa significhi vivere in modo più sostenibile. La durata media di un campo è di 10 - 15 giorni, vi possono partecipare da 2 a 30 volontari, secondo il progetto e le finalità, ma lo standard è di 8-15 persone. I campi possono essere nazionali (solo con volontari italiani) o internazionali (partecipanti provenienti da tutto il mondo, 2 per associazione). I campi sono suddivisi secondo l’età dei partecipanti: i campi per adulti (sopra i 18 anni), under 18 (ragazzi dai 15 ai 17), i soggiorni under 14 (dai 7 ai 14 anni). Inoltre si organizzano campi per famiglie, con bambini dai 4 ai 10 anni accompagnati dai genitori. I campi sono organizzati tutto l’anno ma la maggior parte si svolge in estate. Ogni campo nella sua organizzazione ha caratteristiche specifiche a seconda delle esigenze del 85 progetto e il clima del luogo. Generalmente è caratterizzato da 5 - 6 ore di lavoro al giorno per 5-6 giorni alla settimana, alloggi semplici (scuole, foresterie, tende, ostelli), dove ogni partecipante contribuisce alla pulizia e alla cucina. Il gruppo è guidato da uno o due responsabili di campo, che durante l’anno partecipano a momenti formativi comuni organizzati da Volontariambiente, la struttura di Legambiente che gestisce i campi di volontariato. Le finalità dei seminari sono lo scambio esperienziale, la ricerca di standard di qualità, l’utilizzo di strumenti e strategie da applicare nelle varie fasi dei campi (organizzazione, realizzazione, relazioni finali). Volontariamebiente ogni anno organizza anche momenti associativi di incontro e coordinamento, dove si fa il bilancio delle attività svolte, la programmazione delle nuove attività, si stabiliscono standard di qualità, si cerca di dare continuità alle azioni nei campi in relazione alle campagne di Legambiente. Volontiariambiente inoltre coordina 5 centri permanenti di volontariato sul territorio: a Campsirago (Lecco), Eboli (Salerno), presso l’ex-convento San Giorgio a Goriano Valli (L’Aquila), presso la Riserva Acquerino-Cantagallo di Cantagallo (Prato), e a Verona. I campi in Italia possono essere organizzati dai Circoli di Legambiente (la maggior parte), da un’associazione esterna (Libera o Swimtrekking). All’estero vengono organizzati da associazioni straniere partner all’interno del network Alliance di cui Legambiente fa parte dal 1996. I campi in Italia vengono suddivisi per attività: • Tutela dell’ambiente: ripristino di sentieri, pulizia di coste e spiagge, presìdi antincendio, monitoraggio delle attività dei turisti, ripristino e gestione di aree e strutture di accoglienza turistica. La finalità è la valorizzazione di aree di particolare rilievo naturalistico e storicoculturale, anche per offrire valide opportunità di sviluppo in zone economicamente depresse. • Campi antincendio: campagna realizzata in collaborazione con il Dipartimento Nazionale Protezione Civile, per la diffusione di una cultura della protezione civile sul fenomeno degli incendi boschivi. • Carovana delle Alpi: studio e scoperta diretta del paesaggio montano, della biodiversità e delle architetture tradizionali attraverso escursioni e lavori di ripristino e riqualificazione ambientale. La finalità è contrastare la tendenza a considerare il turismo di massa l’unica opportunità di sviluppo economico, rivalutando la ricchezza delle identità culturali, oltre che la loro specificità territoriale. • Salvalarte: recupero e ripristino di monumenti e siti archeologici spesso abbandonati all’incuria e rovinati dall’inquinamento atmosferico, con un’attenzione particolare alla pulizia dei siti dalla vegetazione infestante e da eventuali rifiuti abbandonati. L’obiettivo è recuperare e valorizzare i beni culturali italiani restituendoli alla fruizione pubblica, imparando l’importanza della tutela e della salvaguardia del patrimonio storico-artistico italiano ed entrando in contatto con i mestieri che si occupano di questo. OBIETTIVI > Cittadinanza attiva seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 84 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • PiccolaGrandeItalia: recupero, studio e scoperta diretta attraverso laboratori artigianali su mestieri scomparsi e prodotti tipici, percorsi etnografici, conservazione delle strutture in luoghi in cui uomo e natura sono ancora in armonia. L’obiettivo è tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei piccoli comuni e valorizzarne le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che custodiscono. OBIETTIVI > Cittadinanza attiva • Ricerca naturalistica: attività a carattere naturalistico, in particolare per la raccolta dati su specie animali e vegetali. La finalità è la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e della biodiversità. • Un’estate per il mare: attività mirate alla tutela del mare attraverso un equilibrato rapporto tra uomo e ambiente marino. Si dividono in: • campi per subacquei finalizzati alla mappatura dei percorsi subacquei all’interno di siti archeologici e alla pulizia di tratti di costa e di fondale; • campi di swimtrekking con attività di tipo escursionistico in mare: esplorazione, monitoraggio e, dove possibile, pulizia dei fondali e delle coste. • Campi della Legalità: organizzati insieme all’associazione Libera, sono campi in cui i volontari partecipano a sessioni di studio e informazione sulle tematiche legate alla lotta alla mafia. L’obiettivo è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto, dimostrando che anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità, sul rispetto della persona umana e dell’ambiente. Altro criterio distintivo dei campi è quello dell’età dei partecipanti: • Campi under 18: indirizzati a ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni, prevedono attività compatibili con l’età dei giovani volontari: ripristino di aree boschive, monitoraggio del territorio e dei turisti e corsi di educazione ambientale tenuti da esperti operatori del settore ambientale. • Campi per famiglie: è l’occasione per tanti genitori di andare o tornare in un campo di volontariato insieme ai propri figli, per fare insieme a loro un’esperienza formativa di condivisione. In modo giocoso si cerca di coinvolgere i bambini in tutti i momenti del campo (lavoro, corvèe, tempo libero) insieme ai genitori. • Campi all’estero: offrono ai giovani dai 16 anni in su l’opportunità di dedicare una parte del proprio tempo libero a un’esperienza di volontariato all’estero che permetta non solo di lavorare per la realizzazione di un progetto, ma anche di relazionarsi con culture, persone, abitudini e luoghi diversi dal solito. I campi all’estero sono organizzati dalle associazioni che, come Legambiente, fanno parte del network di volontariato Alliance in molti paesi del mondo, e coprono diversi ambiti: ambientale, archeologico, artistico, culturale o sociale, compatibili con le proposte che Legambiente effettua in Italia. Tante occasioni per svolgere un lavoro manuale ma anche per incontrarsi, confrontarsi e condividere due settimane con ragazzi provenienti da tutto il mondo, migliorando anche la conoscenza della lingua inglese. * Nel 2009 i campi di volontariato organizzati in Italia sono stati 197 e i volontari accolti 2.227 così suddivisi: • tutela dell’ambiente (87 campi, 958 volontari); • campi antincendio (30 campi, 450 volontari); Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • • • • • • • • Carovana delle Alpi (21 campi, 241 volontari); Salvalarte (12 campi, 73 volontari); PiccolaGrandeItalia (11 campi, 109 volontari); ricerca naturalistica (6 campi, 59 volontari); Un’estate per il mare (5 campi, 45 volontari); campi della Legalità (5 campi, 55 volontari); campi under 18 (16 campi, 195 volontari); campi per famiglie (4 campi, 42 volontari). Di questi, 99 sono campi internazionali realizzati in Italia, ovvero campi che prevedono volontari stranieri e solo due volontari italiani. Si aggiungono poi 193 campi all’estero a cui hanno partecipato 215 volontari di Legambiente. Ogni anno viene inviato a tutti i responsabili di campo un modulo per stilare una relazione di campo che offra dati e opinioni sull’esperienza. A tutti i volontari viene inviato un questionario di valutazione sul campo realizzato. Nel 2009 sono state ricevute 43 relazioni e 151 valutazioni. Inoltre durante l’anno sono stati organizzati momenti formativi per i responsabili di campo e per il coordinamento nazionale: • 3 seminari per i responsabili campi over 18 e 1 seminario per i responsabili dei camper under 18, totale partecipanti: 107; • assemblea di Volontariambiente e 2 riunioni di coordinamento; • 2 incontri l’anno con i network internazionali. CAMPAGNA FESTA DELL’ALBERO linea d’azione 2 Piantando 3 alberi si può compensare la CO2 prodotta dal consumo annuo di elettricità di 3 persone che vivono insieme. La Festa dell’Albero è anche la giornata che vuole sottolineare l’importanza della partecipazione, del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei più piccoli ai temi ambientali attraverso il gioco e il divertimento. Questa semplice equazione basterebbe a spiegare la Festa dell’Albero, una giornata di mobilitazione e di volontariato che coinvolge cittadini di ogni età, scuole, amministrazioni, associazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale, volta a sensibilizzare sull’importanza degli alberi e della loro funzione per l’uomo e per l’ambiente, al rispetto e alla difesa della natura e della biodiversità. L’iniziativa si svolge ogni anno dal 1994 il 21 novembre a livello nazionale. In questa giornata studenti, insegnanti, cittadini, le amministrazioni, con il supporto dei volontari dei Circoli locali di Legambiente si dedicano alla piantumazione di diverse specie di alberi e piante, sia all’interno degli spazi verdi della scuola che in aree verdi della città, nell’ottica di preservare e dare risalto alla biodiversità. Durante la giornata vengono realizzati stand informativi e attività educative, osservazioni della natura, giochi. È l’occasione per avviare percorsi educativi nelle scuole volti a conoscere il proprio territorio e ad adottare uno spazio verde della propria città. È inoltre l’occasione per celebrare la giornata internazionale dell’infanzia del 20 novembre. Gli obiettivi della campagna sono: • sensibilizzare cittadini e amministrazioni riguardo al verde pubblico quale arma strategica per il miglioramento della qualità dell’aria e come uno degli strumenti naturali per la riduzione 87 OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 86 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi dell’effetto serra e dei conseguenti mutamenti climatici; • rinverdire aree pubbliche (giardini, parchi, aree esterne delle scuole, spazi lasciati in stato di abbandono); • sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini di tutte le età verso un comportamento quotidiano sostenibile a cominciare dal rispetto per il verde; • diffondere la cultura del rispetto e della conoscenza della natura. in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile e nato da un’indagine mediante questionario per la verifica delle azioni messe in atto dai Comuni e dalle Regioni per la lotta agli incendi boschivi, come previsto dalla legge 353/2000. Le amministrazioni più meritorie vengono premiate con la bandiera Bosco Sicuro da esporre nel proprio territorio e che rappresenta un riconoscimento per valorizzare il lavoro di prevenzione svolto dagli enti locali. In questa indagine sono stati coinvolti oltre 2mila Comuni italiani. * * La Festa dell’albero nel 2009: • ha visto il coinvolgimento di 184 Circoli di Legambiente, che hanno organizzato 203 iniziative sul territorio; • 300 scuole hanno aderito all’iniziativa, per un totale di 44mila studenti; • 74mila cittadini coinvolti; • testimonial d’eccezione è stata Susanna Tamaro, che ha scritto il libro dal titolo Il grande albero, una fiaba che descrive la vita di un albero, l’amore, la natura e la continuità della vita; • sono state piantumate 9.067 piante, di cui 4.950 piantine di alloro distribuite da Legambiente; • ne sono state messe a dimora 1.500.000 nei vivai italiani grazie alla collaborazione dell’ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori); • 94mila le tonnellate di CO2 risparmiate grazie alla Festa dell’Albero. CAMPAGNA NON SCHERZATE COL FUOCO linea d’azione 2 Non scherzate col fuoco è la campagna di informazione e di sensibilizzazione per la salvaguardia dei boschi italiani dagli incendi. Nata nell’estate del 2003, dalla collaborazione tra Legambiente e il Dipartimento di Protezione Civile, conta la partecipazione di diverse associazioni tra le quali l’Associazione Nazionale dei Vigili del fuoco in congedo, gli scout dell’AGESCI e del CNGEI, l’Associazione Nazionale Alpini, l’Arcicaccia e la Coldiretti. La campagna si rivolge a tutti i cittadini e le amministrazioni pubbliche ed ha obiettivi fortemente politici, di sensibilizzazione e di informazione sulle cause reali degli incendi e sull’importanza della prevenzione e della promozione di comportamenti virtuosi per evitare che questi avvengano o per la tempestiva segnalazione, individuazione e intervento. Inoltre la campagna vuole coinvolgere e mobilitare i cittadini in azioni di pulizia per sensibilizzarli all’azione e ad assumersi la responsabilità della salvaguardia del territorio. Ogni anno, nel primo weekend di luglio, vengono organizzate attività ed iniziative dedicate alla scoperta del territorio attraverso: • la pulizia dei boschi, rimuovendo piccole e grandi discariche abusive, ripristinando sentieri, mantenendo integri i cigli della strada, presidiando e controllando il territorio; • visite a piedi, a cavallo e in bicicletta per ammirare da vicino la bellezza della foresta, ma anche la sua delicatezza e fragilità e per comprendere gli irrimediabili danni che il fuoco può infliggere agli ecosistemi; • la divulgazione di materiale informativo a cittadini, studenti, escursionisti, cacciatori, pastori e agricoltori sulle norme di comportamento all’interno delle aree boschive e indicazioni sulle procedure di segnalazione degli incendi alle autorità competenti. Nell’ambito della campagna viene pubblicato ogni anno il dossier Ecosistema Incendi, realizzato L’edizione 2009 di Non scherzate col fuoco (4 - 5 luglio): • 750 attività di sensibilizzazione e informazione (sportelli informativi, attività presso le scuole, attività nei boschi); • 500 iniziative svolte nelle giornate nazionali; • 15mila persone coinvolte; • 500 enti coinvolti; • 500 passaggi su quotidiani, 20 su periodici, 70 passaggi radio, 250 su web, 100 riprese da agenzie di stampa. CAMPAGNA NONTISCORDARDIMÉ OPERAZIONE SCUOLE PULITE linea d’azione 2 Nontiscordardimé è una giornata di cittadinanza attiva dedicata esclusivamente alle scuole, con l’obiettivo di rendere più vivibili gli edifici scolastici e coinvolgere e responsabilizzare in modo festoso alunni, genitori e insegnanti. In questa giornata vengono organizzate attività di pulizia e cura degli edifici di varia natura, a seconda delle esigenze e della creatività delle singole scuole. Tra le azioni organizzate ad esempio ci sono pulizia e verniciatura delle aule, piantumazione di alberi e piantine, creazione di aiuole e orti didattici, insieme a momenti di festa e intrattenimento che rendono la scuola luogo di socializzazione, aperto alla comunità locale. La campagna è anche occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i problemi legati al mondo della scuola, quali la precarietà degli edifici scolastici. Insieme alla pulizia si vuole focalizzare l’attenzione sulla vivibilità delle scuole e intraprendere percorsi comuni per renderle più accoglienti e sicure, ma anche luoghi di innovazione e cambiamento. * Nontiscordardimé – Operazione scuole pulite nel 2009: • ha visto la partecipazione di 1.339 scuole, il 12% delle scuole italiane; • hanno preso parte alle attività 10.474 classi, per un totale di oltre 223mila bambini; • sono stati stampati vari materiali informativi per la campagna, quali una locandina (20mila pezzi), un opuscolo (20mila pezzi), adesivi (400mila pezzi) e diplomi di partecipazione (20mila). Tra le iniziative realizzate: • al Liceo artistico Caravaggio di Milano è stato organizzato un convegno sui rifiuti prima di procedere con lavori di riqualificazione dell’edificio; • a Tivoli (RM), l’Istituto Tecnico di abbigliamento e moda ha progettato per l’occasione di Nontiscordardimè capi d’abbigliamento in plastica riciclata; • il Primo Circolo Didattico di Nardò (LE) si è dedicato alla sistemazione delle aiuole, alla creazione di un laghetto artificiale e alla piantumazione di piante specifiche. 89 OBIETTIVI > Cittadinanza attiva seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 88 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva CAMPAGNA OPERAZIONE FIUMI Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 2 Il dissesto idrogeologico rappresenta per il nostro Paese un problema di notevole rilevanza, interessando oltre il 70% dei comuni italiani. Non solo fattori naturali, come la conformazione geologica e geomorfologica, ma anche e soprattutto le cattive scelte di gestione del territorio determinano questa percentuale così alta. Il tutto è amplificato dagli effetti sempre più evidenti dei mutamenti climatici, che determinano una alternanza di momenti di grave siccità e di fenomeni meteorologici avversi improvvisi e intensi, aumentando notevolmente il rischio di frane e alluvioni. Per informare e mobilitare i cittadini su questi temi è nata nel 2003 Operazione Fiumi, campagna itinerante di Legambiente e del Dipartimento di Protezione Civile. In ogni tappa vengono organizzate attività di formazione con le scuole, punti di informazione, uscite sui fiumi per l’attività di monitoraggio, e azioni di prevenzione attraverso la pulizia dei corsi d’acqua. Inoltre durante la campagna viene organizzato un weekend nazionale dedicato al tema della prevenzione dalle alluvioni con centinaia di attività che si svolgono in contemporanea in tutta Italia, giornate in cui i cittadini sono chiamati a dare il loro contributo in prima persona per la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua e alle operazioni di bonifica delle aree colpite da alluvioni. Obiettivo di queste attività è quello di divulgare i comportamenti individuali e collettivi da adottare in caso di emergenza, di sensibilizzare i singoli cittadini e responsabilizzare gli amministratori locali a fare la loro parte per una corretta gestione del territorio. Oltre alla fase operativa, la campagna si caratterizza anche di una fase di monitoraggio delle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico, attraverso il dossier Ecosistema Rischio, che raccoglie ed elabora le informazioni raccolte dai singoli Comuni mediante un questionario apposito. I dati del dossier vengono presentati in una conferenza stampa nazionale, e tappa per tappa a dettaglio regionale. * L’edizione 2009 di Operazione Fiumi: • 12 tappe dal 3 ottobre al 11 novembre; • 120 iniziative organizzate dai Circoli Legambiente insieme a 100 altre associazioni coinvolte; • 2.400 i ragazzi coinvolti nelle attività con le scuole, 6.800 nelle attività di pulizia dei corsi d’acqua; • la campagna nei media: 300 passaggi sui quotidiani, 30 passaggi su periodici, 300 passaggi radio, 400 passaggi web, 150 riprese da agenzia stampa. CAMPAGNA PULIAMO IL MONDO Puliamo il Mondo è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e vivibili. Una giornata in cui i cittadini si danno appuntamento nelle strade per ripulire le città dai rifiuti abbandonati. Si svolge per tre giorni ogni anno l’ultimo fine settimana di settembre. È l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. linea d’azione 2 Nata a Sydney in Australia nel 1989, a questa giornata di pulizia partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone, dimostrando, con un gesto concreto, come la salute dell’ambiente sia così importante da riguardare tutti i paesi del mondo. Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di 1.500 gruppi di volontari dell’ambiente, ovvero i Circoli Legambiente, i comitati e le associazioni che aderiscono e che si fanno promotori a livello locale dell’iniziativa in collaborazione con istituzioni, parchi, amministrazioni locali, scuole, associazioni e comitati. In molti casi Puliamo il Mondo diventa una occasione per denunciare degrado e abbandono e chiedere più attenzione alle amministrazioni locali nel tutelare gli spazi pubblici, troppo spesso trasformati in vere e proprie discariche a cielo aperto. Durante l’iniziativa vengono forniti ad adulti e bambini kit per la pulizia che sono composti da cappelli, guanti, borse e pettorine, gadget per i bambini, materiali necessari per svolgere le attività di pulizia in sicurezza, oltre ai materiali cartacei informativi sull’evento. I kit sono distribuiti da Legambiente ai Circoli e ai Comuni che li richiedono al costo di 3,00 euro a kit (kit per i Circoli) o 6,00 euro (kit per i comuni), cifra che serve a coprire le spese dei materiali e la copertura assicurativa per i partecipanti, e a contribuire all’organizzazione dell’evento. Puliamo il Mondo non è solo l’occasione per rimboccarsi le maniche e rendere le nostre città più pulite e vivibili, ma anche un grande momento di integrazione e pacifica convivenza tra le comunità presenti nel nostro Paese. Molte infatti sono le iniziative organizzate insieme a gruppi di stranieri. Questa manifestazione prevede iniziative particolari come quella organizzata in collaborazione con la Società Speleologica Italiana, che organizza Puliamo il buio, attività di pulizia in alcune grotte italiane e segnalazione di situazioni a rischio ambientale. * La sedicesima edizione di Puliamo il Mondo, svoltasi nel 2009, è stata caratterizzata da: • 700mila cittadini volontari che hanno ripulito oltre 4.500 aree; • 1.700 comuni coinvolti, 10 province e 258 scuole hanno aderito all’iniziativa; • 10 patrocini, 5 sponsor, 2 collaborazioni e sponsorizzazioni tecniche; • oltre 100mila kit distribuiti; • 4 tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, raccolti nell’ambito di Puliamo il buio in Puglia; • 672 schede di verifica restituite dai comuni; • 175 passaggi radio, 316 riprese televisive. Inoltre, Legambiente ha organizzato nel 2009 una attività presso Tempera, una frazione de L’Aquila situata sul fiume Vera pesantemente colpita dal terremoto abruzzese, in segno di solidarietà alle persone colpite dal sisma e per sottolineare che la ricostruzione deve ispirarsi a criteri di sostenibilità. Qui i volontari sono stati impegnati nella pulizia degli argini del torrente e nel ripristino degli arredi urbani. Anche nel 2009 Legambiente si è fatta promotrice dell’iniziativa anche all’estero, nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale dell’associazione. Per la sesta volta è stato organizzato Clean Up Axim nel villaggio di pescatori di Axim, sulle coste del Ghana, e per la prima volta anche Puliamo il Mondo in Togo, a Klovidonou, a circa 50 km dalla capitale Lomé. 91 OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 90 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva CAMPAGNA SPIAGGE E FONDALI PULITI CLEAN UP THE MED Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 2 L’Italia possiede oltre 7mila km di coste e spiagge, ma molti cittadini non rispettano a sufficienza questo immenso patrimonio, e dopo una giornata di mare lasciano dietro di sé avanzi di cibo, bottiglie di plastica, mozziconi di sigarette, in poche parole tonnellate e tonnellate di rifiuti. Spiagge e fondali puliti è una delle campagne storiche di Legambiente, organizzata dal 1989. È una giornata di volontariato e sensibilizzazione che fa parte dell’iniziativa internazionale Clean up the Med, la campagna di volontariato internazionale che coinvolge molte organizzazioni e migliaia di volontari che si dedicano alla pulizia delle spiagge e dei fondali del Mediterraneo. In modo analogo a Puliamo il mondo questa giornata di mobilitazione richiama migliaia di volontari lungo i litorali, gli argini dei laghi e dei fiumi per ripulirli dai rifiuti abbandonati. Si svolge ogni anno nell’ultimo weekend di maggio, quando vengono organizzati i principali appuntamenti su tutto il territorio nazionale da parte dei Circoli locali di Legambiente, le amministrazioni comunali e altre realtà associative. Con il supporto di associazioni subacquee viene effettuata anche la pulizia straordinaria dei fondali. Si tratta di una giornata di mobilitazione che invita i cittadini le amministrazioni, le scuole e tutti gli amanti di questi luoghi a fare una azione concreta per rendere più puliti e vivibili i nostri mari e le nostre spiagge. All’attività di raccolta dei rifiuti viene affiancata quella di prevenzione e di sensibilizzazione dei cittadini attraverso l’organizzazione di stand informativi e la distribuzione di materiali. Obiettivi della campagna: • coinvolgere in prima persona i cittadini nella pulizia di spiagge e fondali dai rifiuti accumulati durante l’anno; • influenzare le amministrazioni a investire di più per controllare e difendere il territorio da abusi e illegalità; • promuovere una maggiore attenzione alla tutela delle coste; • informare sulla pericolosità dei rifiuti e, in particolare, sui tempi di biodegradabilità dei rifiuti gettati in mare; • promuovere la raccolta differenziata sulle spiagge attraverso la creazione di spazi per la raccolta differenziata dei rifiuti sulle spiagge. * Spiagge e Fondali puliti - Clean up the Med nel 2009: si è svolta nel fine settimana del 29 - 30 -31 maggio. • 113 i Circoli di Legambiente che hanno aderito, 53 i soggetti coinvolti oltre Legambiente; • 220 iniziative di pulizia organizzate; • 53 kit venduti con i materiali necessari per le attività di pulizia e la copertura assicurativa per i partecipanti; • 10mila studenti coinvolti, 25mila cittadini in totale; • 137 gli enti e 7mila le persone che hanno partecipato a Clean up the Med. CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO linea d’azione 3 Il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet) nasce l’11 gennaio 2003 per raccogliere, dare continuità e rafforzare l’esperienza del Collegamento Nazionale dei Centri di Servizio costituito nel 1999. Riunisce e rappresenta oggi 72 Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) dei 78 presenti in Italia, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione, lo scambio d’esperienze, di competenze e di servizi fra i Centri per meglio realizzarne le finalità istituzionali, nel rispetto della loro autonomia. È strumento di collaborazione e confronto permanente per le tematiche di impegno dei Centri. Fornisce servizi di formazione, consulenza, sostegno e accompagnamento ai CSV soci. CSVnet è stato inoltre tra i promotori della Fondazione per il Sud, nata il 22 novembre del 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. Legambiente è membro del Coordinamento Nazionale, e tutti i Regionali di Legambiente fanno parte dei Centri Regionali per il Volontariato. FONDAZIONE PER IL SUD linea d’azione 3 La Fondazione per il Sud è un soggetto privato nato il 22 novembre 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. La Fondazione si propone di promuovere e potenziare le strutture immateriali per lo sviluppo sociale, civile ed economico del Meridione, in particolare Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, attuando forme di collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale. La Fondazione per il Sud non interviene direttamente sui bisogni immediati, ma stimola le energie del territorio a produrre risposte alle esigenze locali, promuovendo la crescita delle reti di solidarietà, sostenendo idee e progetti esemplari capaci di favorire lo sviluppo locale. Legambiente è membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione per il Sud, oltre a collaborare a molti progetti di sviluppo locale e protezione dell’ambiente. FORUM TERZO SETTORE linea d’azione 93 3 Il Forum Nazionale del Terzo Settore è una organizzazione che rappresenta oltre 80 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello – per un totale di oltre 94mila sedi territoriali - che operano negli ambiti del volontariato, dell’aAssociazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale, della finanza etica, del commercio equo e solidale del nostro Paese. Ha quale obiettivo principale la valorizzazione delle attività e delle esperienze che le cittadine e i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita, delle comunità,attraverso percorsi innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile. Legambiente è membro fondatore del Forum del Terzo Settore. OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 92 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva GRUPPI DI PROTEZIONE CIVILE Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 2 Legambiente è la prima ed unica associazione nazionale ambientalista che si è dotata di una struttura di protezione civile. Dal 1997 è intervenuta con i suoi volontari in tutte le grandi calamità che hanno colpito il Paese, portando solidarietà concreta e tempestiva. Negli ultimi dieci anni la rete nazionale di Protezione Civile creata da Legambiente si è notevolmente sviluppata sia a livello centrale che locale. Non solo si è fortemente ampliato il numero di Circoli impegnati in questo settore, ma è cresciuta notevolmente la specializzazione e la professionalità raggiunta dai volontari su numerose qualificanti attività di protezione civile, quali la salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenza e la pulizia delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio. Ad oggi Legambiente conta su oltre cinquanta gruppi di Protezione Civile territoriali in tutta Italia, con volontari specializzati nell’avvistamento e nello spegnimento degli incendi boschivi, nella tutela dei beni culturali in emergenza, nell’intervento legato ai rischi idrogeologico e sismico, nel disinquinamento delle coste in caso di spiaggiamento di petrolio. I gruppi sono Circoli specializzati che hanno seguito un percorso formativo su una o più specializzazioni e sono coordinati dal Coordinamento Nazionale Legambiente Protezione Civile. Le specializzazioni di Legambiente sono tre: • antincendio boschivo: avvistamento, spegnimento, affiancamento delle autorità competenti (forestale, vigili del fuoco); • beni culturali: messa in sicurezza, trasporto e catalogazione del patrimonio storico-artistico. In questo settore Legambiente ha una specializzazione particolare, unica a livello nazionale, il recupero degli organi monumentali, ovvero al loro smontaggio e catalogazione nel caso di emergenza; • marine pollution: formazione per squadre d’intervento in grado di intervenire nella bonifica delle coste colpite da sversamenti di idrocarburi. Oltre a queste specializzazioni, i gruppi di Protezione Civile intervengono in caso di emergenze ordinarie a seconda della necessità. I gruppi sono iscritti sia al registro locale che a quello nazionale della Protezione Civile, e quindi possono essere mobilitati direttamente da Comuni, Province o Regioni in caso di emergenze locali, oppure vengono attivati da Legambiente in caso di emergenze a livello nazionale. I gruppi seguono un percorso formativo che prevede corsi sul sistema di protezione civile nazionale, sulla legislazione, sulle tecniche di intervento e nozioni specifiche sul settore di intervento. A questi corsi si accompagnano le esercitazioni attraverso simulazione di possibili scenari di intervento. * Le attività dei gruppi di protezione civile nel 2009: • sono stati organizzati 15 corsi di formazione per un totale di 480 partecipanti, così suddivisi: • 2 corsi di antincendio boschivo, 40 partecipanti • 8 corsi sui beni culturali, 240 partecipanti • 5 corsi di marine pollution, 200 persone • sono state organizzate 8 esercitazioni; • sono nati 3 nuovi gruppi in seguito ai corsi di formazione; • tutti i gruppi di Legambiente sono stati coinvolti nell’emergenza nazionale del terremoto in Abruzzo. MANIFESTAZIONI TEMATICHE linea d’azione 2 L’azione di lotta di difesa del territorio e dell’ambiente, le richieste per un ambiente più sano e un modello di consumo più sostenibile passano anche attraverso momenti di mobilitazione e di presenza in piazza, per comunicare le idee e le richieste che Legambiente porta avanti. Manifestazioni di piazza e blitz in luoghi significativi e davanti alle istituzioni che sono interlocutrici delle richieste dell’associazione, alla presenza di molti cittadini e giornalisti, sono per Legambiente strumenti efficaci per fare sentire forte la voce del popolo inquinato. * Le manifestazioni più significative del 2009: • Giornata di mobilitazione a favore del trasporto pubblico e contro i tagli al trasporto ferroviario regionale: è stato organizzato il 5 febbraio un sit-in presso palazzo Chigi a cui hanno partecipato sindacati di categoria, associazioni e comitati pendolari con almeno 100 partecipanti nell’ambito della campagna Pendolaria; • Blitz No al carbone il 29 aprile al ministero dell’Ambiente a Roma, insieme a Greenpeace, per dire no al carbone a Porto Tolle. Attivisti delle due associazioni hanno srotolato uno striscione dall’interno dell’edificio mentre altri manifestavano davanti all’ingresso; • Manifestazione sulle navi dei veleni il 24 ottobre, Amantea (CS) a cui hanno partecipato circa 10mila persone, nell’ambito della vertenza per le navi dei veleni; • No nuke day, iniziativa antinucleare il 31 ottobre a Montalto di Castro, luogo probabilmente interessato dal ritorno all’atomo voluto dal governo Berlusconi, nell’ambito della campagna Per il clima contro il nucleare. Blitz davanti alla centrale termoelettrica e manifestazione in piazza, a cui hanno partecipato circa 1.000 persone. PROGETTO eMPOWER PER LA E-PARTECIPATION linea d’azione 95 2 Oggi grazie alla tecnologia e alla diffusione del web si sono moltiplicate le opportunità per i singoli di far sentire la propria voce e agire in prima persona. Blog, forum, petizioni on line, social networks sono nuovi strumenti di partecipazione che Legambiente sta esplorando e utilizzando per creare una sensiblità ambientalista sempre più diffusa. Il progetto eMPOWER è un progetto pilota di participazione online cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della Azione Europea di Partecipazione Online, promosso dall’Unione Europea, gestito per Legambiente dal Circolo Festambiente presso il Centro Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile di Rispescia (GR). eMPOWER mira a motivare e potenziare il coinvolgimento di ONG e cittadini nella procedure decisionali su tematiche ambientali in ambito nazionale ed europeo, fornendo metodi e strumenti volti a supportare la partecipazione dei cittadini e raccogliendo adesioni al fine di promuovere iniziative e proposte provenienti dalla società civile. Il progetto ha come spazio principale il sito internet www.ep-empower.eu, un portale che raccoglie informazioni, fornisce spazi di discussione e si avvale degli strumenti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC) per supportare le petizioni online in modo da garantire un processo di comunicazione trasparente, interattivo e democratico. I risultati delle petizioni saranno accompagnati con proposte, iniziative ed osservazioni di ONG e cittadini su tematiche ambientali in merito a cambiamenti climatici a livello globale, parchi nazionali, oceani e biodiversità, incentivi ecologici, problematiche relative ai combustibili, inquinamento atmosferico, inquinamento e gestione delle acque ed altro ancora. OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 94 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza attiva Sono partners del progetto: I partecipanti all’iniziativa nel 2009 sono stati 600, di cui 300, provenienti dalle zone terremotate dell’Abruzzo, sono stati ospitati gratuitamente dal ministero. Legambiente nel 2009 ha selezionato 80 ragazzi, di cui 40 provenienti dalle zone abruzzesi colpite dal terremoto, che hanno trascorso una settimana nei seguenti parchi: • Athens Technology Center SA, (ATC), Grecia • National Technical University of Athens (NTUA), Grecia • Politech Institute, Belgio • Athens News Agency-Makedonian Press Agency (ANA-MPA), Grecia • Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA), Italia • Agência de Notícias de Portugal (LUSA), Portogallo • Mediterranean SOS Network (MedSOS), Grecia • Liga para a Protecção da Natureza (LPN), Portogallo Il progetto è iniziato il 1 Gennaio 2009 e si protrarrà per due anni. La prima annualità è stata dedicata al rafforzamento del network e allo sviluppo della piattaforma on-line. Dal 2010 diventano operative le petizioni on line sui temi cambiamenti climatici, organismi geneticamente modificati, biodiversità, rifiuti, acqua. * • • • • Il progetto eMPOWER nel 2009: realizzata piattaforma web in inglese, greco, italiano e portoghese; realizzati e caricati nel sito sondaggi su temi ambientali; petizioni a carattere europeo: • stop al traffico illegale dei rifiuti; • cambiamenti climatici; 500 utenti registrati e 1.000 firme raccolte. PROGETTO E...STATE NEI PARCHI 97 • Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (39) • Parco Nazionale Monti Sibillini (18) • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (18) • Parco Nazionale della Majella (3) • Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano (2) SERVIZIO CIVILE NAZIONALE linea d’azione 2 E...state nei parchi è un progetto promosso dal ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, e realizzato in collaborazione con Cts, Marevivo e Wwf Italia, che permette ai ragazzi tra i 6 e i 14 anni di trascorrere una settimana durante l’estate presso un’area naturale protetta a un costo ridotto. L’esperienza rappresenta per i ragazzi un’occasione per vivere a contatto con la natura e avvicinarsi concretamente alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio e dell’ecosistema attraverso percorsi di educazione ambientale all’aperto. Questi soggiorni si svolgono all’interno dei Parchi nazionali, delle Riserve e delle Aree marine protette, in campi organizzati e gestiti da Legambiente e dalle altre associazioni coinvolte nel progetto. Le aree naturali protette coinvolte dal progetto sono: • i Parchi Nazionali di Gran Paradiso, Dolomiti Bellunesi e Feltrine, Foreste Casentinesi Monte Falterona Campigna, Appennino Tosco Emiliano, Arcipelago Toscano, Monti Sibillini, Gran Sasso e Monti Laga, Maiella, d’Abruzzo, Circeo, Gargano, Pollino, Cilento, Riserva Marina di Miramare; • le Aree marine protette di Plemmirio, Isole Pelagie, Porto Cesareo e Torre del Cerrano. Per partecipare al progetto le famiglie presentano una domanda accompagnata dal modulo ISEE (modulo INPS Indicatore della situazione economica equivalente). In base alle dichiarazioni e alla data di presentazione della domanda, vengono selezionati i ragazzi che partecipano alle settimane nei parchi e che usufruiscono di una riduzione dei costi dal 20% al 50%. linea d’azione 1 Legambiente ha sempre creduto importante offrire ai giovani spazi di partecipazione civile e percorsi di formazione personale, fondamentali sia per la crescita dei giovani stessi che dell’associazione. Per questo da sempre, dai tempi dell’obiezione di coscienza, ha sposato la causa del servizio civile e lo ha appoggiato in tutte le sue evoluzioni. L’attuale servizio civile volontario, aperto a ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni, nasce nel 2001 e da allora Legambiente ospita diversi progetti di Servizio Civile Nazionale, in collaborazione con Arci Servizio Civile, che impegnano i volontari nell’ambientalismo scientifico, nel volontariato, nelle campagne e nel settore educativo. Con il servizio civile si offre a ragazzi e ragazze l’opportunità di trascorrere un anno attivamente impegnati nell’associazione, nella tutela dell’ambiente e nella difesa della ricchezza naturale e culturale del Paese. Il servizio civile offre ai ragazzi la possibilità di arricchire il proprio bagaglio di esperienze personali, formative e lavorative, e sono molte le persone che continuano a collaborare in varie forme con Legambiente. Il Servizio Civile Nazionale rende obbligatoria l’attività di formazione ai volontari, gestita da Arci Servizio Civile sui temi della pace e della cittadinanza attiva e da Legambiente sui temi specifici di ogni progetto. Nell’anno 2008/2009 presso la sede nazionale di Legambiente hanno prestato servizio civile 5 ragazze e 4 ragazzi suddivisi su due progetti approvati: • l’ambientalismo scientifico per un futuro sostenibile: partecipazione dei volontari alle attività di raccolta dati e comunicazione scientifica, elaborazione di materiali divulgativi e campagne di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’inquinamento, sostenibilità ambientale e salvaguardia del territorio; • educazione e ambiente per la qualità culturale dei territori: coinvolgimento dei volontari in progetti di educazione ambientale e formazione per scuole e insegnanti. Per l’anno 2009/2010, iniziato a novembre, i volontari sono stati 18 suddivisi su tre progetti: • Volontariambiente: I volontari sono impegnati nelle varie fasi di organizzazione, diffusione, segreteria, realizzazione, monitoraggio e valutazione di campi e progetti di volontariato, per realizzare piccoli e grandi progetti di tutela e ripristino di territori abbandonati o in cui gli ecosistemi sono minacciati. • L’ambientalismo dalla parte dei cittadini con le Campagne di Legambiente: I volontari partecipano all’ideazione, organizzazione, divulgazione, animazione, monitoraggio e valutazione delle OBIETTIVI > Cittadinanza attiva 96 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cittadinanza Attiva diverse campagne di informazione e sensibilizzazione di Legambiente, per mobilitare la cittadinanza sui temi dell’ambientalismo. • Educazione e ambiente per la qualità culturale dei territori: i volontari sono coinvolti nelle attività di educazione ambientale per le scuole e di proposte formative per educatori, insegnanti e animatori, con l’obiettivo finale di contribuire alla qualità della vita delle persone ma anche il livello culturale dei territori dove viviamo. La formazione specifica svolta per i volontari da parte di Legambiente è stata strutturata in modo da approfondire un tema ambientale e contemporaneamente presentare le iniziative messe in campo su quel tema specifico. In particolare la formazione si è concentrata sui seguenti temi: • inquinamento atmosferico e acustico / Treno Verde; • rifiuti / Nontiscordardimé; • qualità culturale dei territori / Voler Bene all’Italia; • qualità delle acque / Goletta Verde e Goletta dei Laghi; • legalità ambientale / Rapporto Ecomafia; • aree protette e biodiversità; • progettazione europea; • l’educazione ambientale: funzioni, obiettivi, strumenti / Classi per l’ambiente; • i Campi di volontariato. TAVOLA DELLA PACE linea d’azione 3 La Tavola della Pace è una organizzazione di coordinamento e di confronto tra chi lavora per promuovere la pace, i diritti umani e la solidarietà. Vi aderiscono centinaia di associazioni, enti locali, organismi laici e religiosi di tutte le regioni italiane. Nata nel 1996 come uno strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della non violenza e della soluzione pacifica dei conflitti, è stato non solo uno strumento organizzativo che ha consentito in Italia di far crescere una cultura pacifista, ma soprattutto ha gestito l’organizzazione annuale delle marce per la pace ed in particolare della nota Marcia Perugia-Assisi. Legambiente è tra i soci fondatori della Tavola della Pace e da allora collabora e partecipa a molte iniziative, tra cui la Marcia della Pace, l’Assemblea dell’ONU dei Popoli e l’ONU dei Giovani. È inoltre membro del Comitato Direttivo insieme ad altre 23 organizzazioni. 2.4.3 Qualità e sicurezza ambientale Salvaguardare l’ambiente e la salute umana, contro l’inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo, e per la rimozione e la prevenzione delle situazioni di rischio industriale e idrogeologico, conservando la natura e preservando la biodiversità, difendendo e valorizzando la qualità dei paesaggi e dei territori. È l’impegno più tradizionale e prettamente ambientalista dell’associazione, che negli anni è cresciuto fortemente, ampliando i campi e i settori d’azione con traguardi sempre più ambiziosi. L’inquinamento ambientale rappresenta una delle emergenze più gravi delle società moderne. L’Italia non fa differenza e anzi il suolo, l’aria, le risorse idriche del nostro Paese sono stati spesso soffocati da inquinamenti di vario genere. Le nostre città sono colpite da smog e rumore e chiedono una attenta pianificazione degli spazi, dei servizi e della mobilità. Il territorio è minacciato da cementificazione e consumo di suolo, e la cattiva gestione dei rischi naturali come alluvioni e terremoti mette in pericolo molti cittadini. Pur con rilevanti contraddizioni ed eccezioni, oggi, grazie anche all’impegno trentennale di Legambiente, i temi della salvaguardia ambientale sono entrati nell’agenda politica e culturale del Paese e molti passi avanti sono stati fatti nella comprensione delle varie problematiche, nella ricerca tecnico-scientifica, nella gestione delle risorse naturali. La lotta all’inquinamento ambientale e la difesa del territorio e della biodiversità possono diventare anche una battaglia di progressione civile ed economica del nostro Paese. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 Contrastare l’immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti provenienti dall’industria, dall’agricoltura, dai trasporti e dagli usi civili impegnandosi per un chiaro quadro legislativo e normativo nazionale e internazionale, per un efficace sistema pubblico di prevenzione, di controllo, di repressione. E insieme, promuovere iniziative per rimuovere l’immissione degli inquinanti e bonificare le aree inquinate. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Goletta dei laghi, Golettea Verde, Mal’aria, No al carbone, Stop al mercurio • Monitoraggio e informazione scientifica: Campagne di monitoraggio scientifico, Dossier Comuni Ricicloni, Dossier Liberi dall’amianto, Dossier Pesticidi nel piatto, Rapporto Ambiente Italia, Rapporto Ecosistema Urbano • Iniziative di informazione: Ecosportello 99 Qualità e sicurezza ambientale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 98 OBIETTIVI > 3 Affermare la qualità del vivere urbano e la difesa del territorio diminuendo il consumo di risorse nelle città, agendo sulla riqualificazione urbana, sulla mobilità sostenibile, sulle degenerazioni ambientali e sociali dell’aumento del consumo di suolo, sul dissesto idrogeologico anche per le ricadute sul paesaggio, risorsa preziosa per l’Italia. Operare per la conservazione della natura e dei paesaggi, per la difesa della biodiversità, sostenendo l’applicazione delle convenzioni internazionali, delle direttive europee, della legislazione italiana e per la difesa del ruolo di conservazione assegnato alle aree protette, nella loro gestione efficace ed efficiente come strumento di sviluppo locale, anche attraverso la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Carovana delle Alpi, Goletta dei Laghi, Goletta Verde, Operazione Po • Monitoraggio e informazione scientifica: Campagne di monitoraggio scientifico, Dossier Comuni Ricicloni, Dossier Liberi dall’amianto, Rapporto Ambiente Italia, Rapporto Ecosistema Urbano • Iniziative di informazione: Guida Blu • Progetti, iniziative ed eventi: Green Post ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Carovana delle Alpi, Parchi a cavallo • Partnership, alleanze, convenzioni: Osservatorio Nazionale Fauna, Tavolo stakeholders legge 157/92 sulla gestione della fauna • Presìdi territoriali: Natura e Territorio • Progetti, iniziative ed eventi: APE - Appennino Parco d’Europa, Progetti di fruizione allargata dei parchi, Progetti di tutela della biodiversità Altre iniziative trasversali • • • • • • • Campagna 100 strade per giocare >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Campagna europea Clean car campaign >> Obiettivo Cooperazione internazionale Campagna Treno Verde >> Obiettivo Stili di vita Dossier Mare Monstrum >> Obiettivo Legalità ambientale LAIQ >> Obiettivo Economia verde Park Life >> Obiettivo Economia verde Rapporto Ecomafia >> Obiettivo Legalità ambientale Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Moltiplicare le iniziative di monitoraggio ed informazione scientifica; • bloccare operazioni di speculazione edilizia e di consumo indiscriminato del suolo; • aumentare la sensibilizzazione sul rischio idrogeologico; • realizzare maggiormente progetti finalizzati alla messa in sicurezza del territorio e allo sviluppo della qualità ambientale. CAMPAGNA CAROVANA DELLE ALPI linee d’azione 2 3 La Carovana delle Alpi è la campagna di Legambiente per la difesa e la valorizzazione delle Alpi, nata con l’obiettivo di fotografare in modo puntuale il sistema alpino, analizzando problemi e opportunità, ma soprattutto con l’intento di realizzare un’analisi sulle possibilità di sperimentare politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione ecologica dell’economia di questa parte d’Italia. Si tratta infatti di un paesaggio variegato, ricco e fragile al tempo stesso, in cui vivono oltre 4 milioni di persone, non estraneo a fenomeni di degrado e inquinamento. La Carovana delle Alpi di Legambiente ogni anno percorre l’intero arco alpino del nostro Paese per sollecitare i cittadini, le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagonisti della sfida della qualità ambientale. Vengono organizzati dibattiti, incontri, mostre, trekking e attività di volontariato ambientale, in collaborazione con operatori turistici, amministratori e associazioni. La campagna ogni anno assegna le bandiere nere per raccontare storie di ecomostri, degrado e speculazioni che affliggono le Alpi, e le bandiere verdi per le storie di successo da imitare, che hanno effettivamente migliorato la qualità dell’ambiente e della vita. La Carovana delle Alpi si è concentrata negli anni in particolare su sette temi: • la protezione della natura e la tutela del paesaggio; • l’agricoltura; • le foreste montane; • il turismo e la valorizzazione delle tipicità locali; • la produzione di energia, soprattutto idroelettrica; • la difesa del suolo soprattutto in quelle zone che presentano un accentuato dissesto idrogeologico; • i trasporti e l’impatto dei mezzi pesanti sui valichi alpini; • l’identità culturale e sociale delle popolazioni locali. Nell’ambito della campagna ogni anno vengono anche organizzati campi di volontariato, per rivalutare la ricchezza delle identità culturali delle Alpi. I campi sono un’occasione di studio e la scoperta diretta del paesaggio montano, della biodiversità e delle architetture tradizionali attraverso escursioni e lavori di ripristino e riqualificazione ambientale. Queste iniziative hanno come obiettivo quello di incoraggiare le nuove forme di turismo sostenibile con mezzi di trasporto ecologici. * • • • • • L’edizione 2009 di Carovana delle Alpi: 46 eventi organizzati tra luglio e ottobre; 15 Circoli e 7 regionali di Legambiente coinvolti; 6 Bandiere Nere assegnate per aggressioni rilevate sull’arco Alpino; 9 Bandiere Verdi assegnate; 21 campi di volontariato organizzati che hanno visto la partecipazione di 241 volontari. 101 Qualità e sicurezza ambientale 2 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 100 OBIETTIVI > linee d’azione 1 2 I laghi costituiscono una risorsa ambientale, culturale ed economica preziosa fatta di luoghi e paesaggi incantevoli che non hanno nulla da invidiare alle nostre più famose località marine. La loro distribuzione geografica e la diversa origine geologica danno luogo a uno dei più preziosi complessi di biodiversità del nostro Paese particolarmente favorevole all’insediamento di specie animali e vegetali. Eppure il peso ecologico e turistico dei laghi è spesso sottovalutato e il loro fragile ecosistema a rischio: scarichi illegali, abusivismo edilizio, captazioni eccessive, impoverimento della flora e fauna autoctone lo minacciano. Per questo nel 2006 è nata Goletta dei Laghi, la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute degli ecosistemi lacustri. Obiettivo della campagna è quello di rilevare situazioni di inquinamento, abusivismo e altre minacce che gravano sui laghi, ma allo stesso tempo di valorizzare le positività, le risorse ambientali, le buone pratiche di gestione del territorio e promuovere politiche di salvaguardia e di fruizione sostenibile del lago. La campagna è itinerante, l’equipaggio di Goletta dei Laghi si ferma per 5/6 giorni nei pressi di un lago, durante i quali vengono organizzate insieme ai Regionali e i Circoli di Legambiente iniziative di vario tipo: banchetti, seminari, incontri con la cittadinanza e le amministrazioni locali, aperitivi tematici. Ogni tappa si conclude con una conferenza stampa di riepilogo delle attività e di presentazione dei risultati del monitoraggio scientifico e delle altre criticità riscontrate, insieme al riconoscimento delle eccellenze, come ad esempio le località premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Attività principale è quella del monitoraggio scientifico delle acque utilizzando un laboratorio mobile che preleva campioni di acqua e li analizza secondo i parametri biologici e chimico-fisici previsti dalla legge per cercare eventuali contaminazioni fecali di origine antropica. L’attenzione è focalizzata sulle foci dei fiumi principali e dei corsi d’acqua minori, zone potenzialmente a rischio per la presenza di scarichi o nei pressi di depuratori mal funzionanti. L’obiettivo è quello di scovare le situazioni che mettono maggiormente a rischio la qualità delle acque e compromettono gli habitat naturali. I punti di prelievo sono scelti in base ai risultati delle edizioni precedenti, alla conoscenza del territorio dei Circoli locali, e alle segnalazioni dei cittadini raccolte grazie al servizio SOS Goletta. * L’edizione 2009 di Goletta dei Laghi: • 6 tappe, 14 laghi monitorati, 6 regioni coinvolte, oltre 200 comuni interessati; • 65 punti critici individuati dal laboratorio mobile, di cui 35 fortemente inquinati; • 35 punti critici riscontrati in corrispondenza delle foci di fiumi e torrenti; • 15 i punti critici sul lago di Como, 14 sul lago di Garda, 9 sull’Iseo; • nell’ambito della campagna è stato preparato il dossier Laghi Lombardi puliti per decreto, che denuncia l’applicazione della Regione Lombardia di limiti più permissivi per le analisi delle acque, in anticipo rispetto al recepimento a livello nazionale di nuovi limiti europei; • 71 le vele della Guida Blu assegnate alle località lacustri toccate da Goletta dei Laghi; • la campagna è stata realizzata grazie alla collaborazione di COOU e con i fondi ottenuti dal 5x1000 donato dagli italiani tramite la dichiarazione dei redditi. CAMPAGNA GOLETTA VERDE linee d’azione 1 2 Goletta Verde è la storica campagna itinerante estiva di Legambiente di analisi, informazione e sensibilizzazione sullo stato di salute dei nostri ecosistemi marini e costieri. Dal 1986, oltre a diffondere in tempo reale i risultati delle analisi dei luoghi visitati, Goletta Verde propone in ogni sua tappa incontri, manifestazioni, blitz per evidenziare tutta la complessità dei temi legati al mare: dalle attività di pesca alle attività turistiche, dalla nautica al cabotaggio, dalla cementificazione selvaggia delle coste alla loro erosione. La campagna nello specifico si prefigge di: • analizzare campioni di acqua marina per informare la cittadinanza e gli enti locali sulle condizioni del mare e sensibilizzare alla tutela dell’ecosistema marino e di quello costiero; • coinvolgere i soci e i Circoli Legambiente all’interno delle attività per creare una rete di monitoraggio scientifico e un programma politico rispetto alla tutela di mare e coste realmente efficace; • sensibilizzare e spingere all’azione le istituzioni per prevenire i casi di illegalità, di abusi edilizi e di sfruttamento del territorio; • spronare i cittadini affinché denuncino chi procura danni all’ambiente; • promuovere l’istituzione e la manutenzione delle Aree Marine Protette e delle aree costiere di particolare interesse naturalistico; • sostenere un turismo sostenibile e di qualità, che comporti anche lo sviluppo delle zone in esame. La goletta è preceduta nel suo viaggio da un laboratorio mobile che si occupa del monitoraggio scientifico ovvero del prelievo e dell’analisi delle acque secondo parametri microbiologici, con l’intento di scoprire punti critici inquinati oltre a quelli monitorati regolarmente dalle autorità competenti. I dati vengono comunicati in ogni regione in una conferenza stampa conclusiva in cui si sottolineano le criticità ma anche le eccellenze presenti sul territorio, ricordando anche le località premiate dalla vele della Guida Blu. * L’edizione 2009 di Goletta Verde: • in 60 giorni di viaggio e 30 tappe sono stati realizzati decine di incontri e dibattiti, per costruire una rete di dialogo e confronto tra quanti a vario titolo vivono il mare; sono stati effettuati blitz e manifestazioni (coinvolgendo le comunità locali) di protesta contro ecomostri e illeciti ambientali; sono stati promossi un turismo rispettoso dell’ambiente e la tutela delle Aree marine protette; • 20mila cittadini coinvolti nelle varie iniziative; • 1.000 segnalazioni raccolte dai cittadini su varie problematiche del mare e delle coste; • 100 punti critici rilevati dal monitoraggio scientifico, un punto critico ogni 74 km di costa, di cui 81 fortemente inquinati. 15 i punti critici in Campania, 11 in Calabria; • 297 località costiere premiate dalle vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club. 103 Qualità e sicurezza ambientale CAMPAGNA GOLETTA DEI LAGHI Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 102 OBIETTIVI > linea d’azione 1 Dal dicembre 2004 Legambiente organizza iniziative di mobilitazione supportate da un dossier annuale sui problemi del rilancio del carbone come combustibile utilizzato nelle grandi centrali termoelettriche. La mobilitazione nasce dalle scelte dell’allora governo italiano che, invece di puntare sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica, ha investito nel raddoppio della produzione di energia dal carbone, fonte non pulita e poco efficiente. Per chiedere con forza il rispetto degli impegni sottoscritti a Kyoto, per pretendere energia più pulita e tecnologie più moderne, l’associazione ha organizzato negli anni una serie di blitz, incontri pubblici, manifestazioni, raccolte di firme e conferenze stampa nei luoghi dove sono presenti centrali elettriche a carbone: impianti già esistenti, in fase di riconversione o di nuova realizzazione. In particolare i blitz sono organizzati dai Circoli e dai Comitati Regionali nel cui territorio sorgono o sono previste nuove centrali a carbone come Civitavecchia (RM), Porto Tolle (RO), Vado Ligure (SV), Saline Joniche (RC). Nell’ambito di questa campagna Legambiente ogni anno redige il Dossier Stop al carbone. In particolare il dossier 2009, presentato il 19 febbraio, riporta i dati relativi al 2008, un anno di importanti novità nella lotta globale ai cambiamenti climatici. Sono stati dodici mesi in cui il dibattito mondiale sulle strategie da mettere in campo per ridurre le emissioni di gas serra si è intrecciato fortemente con quello relativo alla soluzione della crisi economico-finanziaria. Il dossier ha affrontato l’intreccio tra crisi energetica, emergenza climatica e terremoto dell’economia mondiale, aprendo nuovi scenari di speranza per il futuro grazie a una riconversione del sistema produttivo verso sistemi più sostenibili. Oltre la presentazione del dossier attraverso comunicato stampa Legambiente ha organizzato anche un blitz No al carbone al ministero dell’Ambiente, il 29 aprile, una manifestazione per dire no al carbone a Porto Tolle, organizzata insieme a Greenpeace. Le due associazioni hanno srotolato dalle finestre del ministero dell’Ambiente uno striscione di 9 metri No al carbone e innalzato una ciminiera fumante sul marciapiede sottostante, in occasione del voto in plenaria della Commissione VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) del ministero che ha dato il via libera alla riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle, decisione che comporta 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 aggiuntive. Stop al carbone 2009 • 12 le centrali a carbone attive in Italia, che hanno prodotto nel 2007 il 14% del totale dell’energia elettrica, e hanno comportato un’emissione del 30% dell’anidride carbonica emessa per la produzione complessiva di elettricità in Italia. CAMPAGNA OPERAZIONE PO linea d’azione 2 Legambiente dedica una campagna al Po, il più importante e sfruttato fiume d’Italia sul quale non è mai stata realizzata una politica unitaria e convincente a scala di bacino idrografico sulla gestione dell’assetto idrogeologico. Legambiente vuole con questa iniziativa coinvolgere i vari attori interessati sul territorio e le popolazioni locali per trovare soluzioni al fine di tutelare e salvaguardare questo delicato ecosistema. Operazione Po è una campagna itinerante che dal 2005 ogni estate percorre il corso del fiume per fotografarne lo stato di salute da un punto di vista ambientale, culturale e sociale, e avviare misure concrete che affrontino con decisione i problemi del grande fiume. Si inizia dalle azioni necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualità delle sue acque, per arrivare alla valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche. In ogni tappa del percorso vengono organizzati eventi di varia natura, manifestazioni, seminari, incontri con la stampa e le popolazioni locali. I temi affrontati nelle varie tappe sono quelli delle politiche energetiche, della rinaturalizzazione del fiume, della qualità delle acque, della sicurezza idraulica, del tursimo leggero, del patrimonio artistico e storico. * Operazione Po nel 2009: • due settimane di navigazione dal 28 agosto al 10 settembre con una house boat, una imbarcazione adatta al turismo fluiviale; • 11 tappe organizzate, dalla provincia di Mantova fino al delta; • tra gli eventi: due blitz contro il nucleare (a Caorso e a San Benedetto Po) e 9 conferenze stampa; • 40 campioni prelevati per il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con Arpa Emilia Romagna. Di questi, 28 sul Po e 12 alla foce degli affluenti. Tre i punti di qualità complessiva pessima, 3 scadente, 6 sufficiente, 27 buona, 1 ottima. Sono 3 gli affluenti con alte concentrazioni di fosforo (fiume Lambro, torrenti Parma e Crostolo), 8 con alte concentrazioni di azoto (Lambro, Adda, Oglio e 5 torrenti); • è stato presentato il Dossier Po che riassume le problematiche relative al fiume: l’inquinamento idrico, la captazione di acqua, le escavazioni in alveo e il prelievo di materiale di cava, le pressioni dei settori turistico e agro-zootecnico. Il dossier porta le proposte di Legambiente per la salvaguardia del fiume su 4 punti strategici (tutela del territorio, vigilanza, agricoltura, natura). CAMPAGNA PARCHI A CAVALLO linea d’azione 3 Parchi a cavallo è una campagna nata nel 2009 in collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica Parchi a cavallo – associazione affiliata alla UISP (Unione Italiana Sport per tutti), che ha come obiettivo quello di sviluppare il turismo equestre nei parchi: un turismo sostenibile che abbia sempre un’attenzione particolare al benessere animale. Sviluppare il turismo equestre nelle aree naturali protette non è solo un mezzo per rilanciare 105 Qualità e sicurezza ambientale CAMPAGNA NO AL CARBONE Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 104 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi ghi di stoccaggio e smaltimento del surplus delle scorte di mercurio che risulteranno in seguito alla data in cui questa sostanza non potrà più essere esportata fuori dall’Europa, preferibilmente entro il 2008, ma certamente non oltre il 2011, e saranno chiuse le miniere di estrazione del mercurio. Scopo della campagna è quello di creare una rete articolata di sentieri attrezzati che percorrano il territorio delle aree naturali protette, collegando tra loro i luoghi naturali e culturali più suggestivi e i borghi storici dei paesi; la creazione di punti sosta e l’istituzione di una rete di accoglienza ecologica; la valorizzazione della tradizione gastronomica locale e dei prodotti tipici; l’impegno contro l’inquinamento; il coinvolgimento dei turisti; il coordinamento tra gli operatori locali. * Gli obiettivi principali della campagna Parchi a cavallo sono: • aumentare la frequentazione del territorio attraverso una forma di turismo sostenibile, sia a livello ambientale che sociale; • rendere fruibili le ippovie, garantendone la manutenzione e monitorare la presenza di sentieri rurali convertibili in sentieri equestri; • garantire la salvaguardia del territorio; • favorire la pratica dell’equiturismo grazie anche alla presenza di personale altamente qualificato e punti di sosta attrezzati. * Parchi a cavallo nel 2009: • sono stati emessi due comunicati stampa per lanciare la campagna; • è stato organizzato un trekking inaugurale nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (29 maggio - 2 giugno), a cui hanno partecipato 11 cavalieri e durante il quale sono stati percorsi 120,652 km; • è stato organizzato un seminario a Pratovecchio (14 luglio 2009) sul turismo equestre e fruizione integrata dei parchi. CAMPAGNA STOP AL MERCURIO linea d’azione 1 Stop al mercurio è la versione italiana della campagna europea Zero Mercury a cura dell’EEB (European Environmental Bureau, la federazione delle associazioni ambientaliste europee) per sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, le aziende e i lavoratori sui gravissimi rischi, anche sanitari, che comporta la dispersione nell’ambiente del mercurio. L’obiettivo di Legambiente è la riconversione degli impianti cloro-soda a tecnologia più pulita e lo smaltimento in sicurezza del mercurio in surplus. Grazie anche alle battaglie fatte da Legambiente la gran parte delle principali aree industriali italiane sono state inserite nel Programma nazionale di bonifica del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ad oggi conta 50 siti inquinati su cui intervenire. Oggi l’azione di Legambiente è volta al monitoraggio dello stato di avanzamento delle operazioni di bonifica, alla riconversione dei cicli produttivi più inquinanti o alla chiusura di quelli più obsoleti e non ristrutturabili. Tra gli impianti da riconvertire a tecnologie meno impattanti ci sono gli impianti cloro-soda con celle al mercurio. La campagna rientra in un progetto globale, la campagna Zero Mercury, che ha come obiettivo ultimo la forte riduzione o, quando possibile, l’annullamento delle emissioni, della domanda e dell’offerta di mercurio, da tutte le fonti che possono essere controllate, con lo scopo di minimizzare le concentrazioni di mercurio nell’ambiente, in Europa e nel mondo. Prende spunto dalla Strategia comunitaria sul mercurio approvata nel gennaio 2005 dalla Commissione europea. La Strategia prevede 20 azioni, tra cui quella sui modi, tempi e luo- La campagna Stop al Mercurio nel 2009: • è stato realizzato uno studio inedito sulla diffusione dei termometri e strumenti al mercurio all’interno degli ospedali italiani. L’indagine è stata condotta in 3 ospedali a Roma, Milano e Arezzo, e i dati raccolti sono stati elaborati e pubblicati in un dossier europeo; • è proseguita e poi chiusa la petizione Stop al Mercurio per chiedere la riconversione degli impianti, la bonifica dei siti contaminati da mercurio e il finanziamento di studi epidemiologici per valutare gli impatti sanitari di questo tipo di inquinamento. Nel 2009 hanno firmato 1.488 persone. DOSSIER CAVE, I GUADAGNI NEL SETTORE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE linea d’azione 2 Legambiente dal 2008 stila un dossier che fa il punto sulla situazione delle cave e delle attività estrattive in Italia. Il dossier mira all’individuazione delle aree più soggette alle attività estrattive e di conseguenza ai territori che subiscono maggiormente il degrado che ne deriva. L’indagine, svolta a livello regionale raccogliendo i dati disponibili sui siti delle Regioni e delle Province Autonome, nel primo anno ha analizzato i numeri, le leggi, i piani, le buone e cattive gestioni. Nel 2009 il dossier si è concentrato sugli aspetti economici e quindi sui guadagni del comparto cave a fronte delle poche entrate derivanti dai canoni di estrazione applicati dalle Regioni. È stato poi fatto un confronto con alcuni paesi europei quali Danimarca, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Svezia. Lo scopo del dossier è quello di mettere in evidenza i grandi guadagni delle aziende e dell’indotto delle attività estrattive in rapporto con il degrado ambientale generato • 6mila le cave attive, 10mila quelle dismesse. e con la mancanza di regole uni• Prelevati circa 142 milioni di metri cubi di inerti da cui i cavatori formi nelle varie Regioni e nelle ricavano 1 miliardo e 735 milioni di euro l’anno ma che fruttano due Province Autonome. Inoltre, alle Regioni meno di 53 milioni di euro. con questo documento si vuole • 500 milioni di euro i soldi che Stato e Regioni rinunciano a incassare “svendendo” il territorio ed esponendolo al pericolo sottolineare la necessità di mettedell’illegalità. re un freno al consumo di inerti per ridurre l’impatto ambientale, promuovendo il riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione, che attualmente per il 90% vengono conferiti in discarica. Dossier Cave, i guadagni nel settore delle attività estrattive 2009 * Il Dossier Cave, i guadagni nel settore delle attività estrattive nel 2009: • Il dossier è stato presentato a maggio 2009. È stato ripreso da 15 quotidiani e da 20 siti internet; • tra i risultati ottenuti possiamo includere l’approvazione, nel novembre 2009, della Legge sulle attività estrattive nella Regione Calabria, unica fino ad allora a non avere nessun tipo di norma in proposito. Qualità e sicurezza ambientale nuove e vecchie attività a esso legate, ma è soprattutto una strategia vincente per tutelare la qualità dell’ambiente e per un uso più accorto e razionale delle risorse naturali. Un modo per sviluppare l’economia salvaguardando la natura e la diversità biologica di un territorio, rispettando l’integrità degli ecosistemi e degli habitat. 107 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 106 OBIETTIVI > linea d’azione 2 Questa indagine è realizzata dal 2003 nell’amDossier Ecosistema Incendi 2009 bito della campagna Non scherzate col fuoco • 6.479 i roghi nel 2008 (-40%). di Legambiente e del Dipartimento della Prote• 66.145 gli ettari di territorio percorso di cui il zione Civile per la tutela e la salvaguardia del46% è superficie boscata. le aree boschive italiane dall’inesorabile piaga • Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna le redegli incendi estivi. gioni di emergenza ambientale (pari al 56% del Il dossier vuol fare il quadro sull’applicazione totale degli incendi e il 66% della superficie perdella legge quadro 353/2000 sui Comuni che corsa dal fuoco). hanno subito sul loro territorio un incendio pari • 823 amministrazioni comunali coinvolte: o superiore ai 2 ettari nel biennio precedente e 4% applicano pienamente la legge 353/2000; sulle azioni messe in pratica dalle amministra80% ha istituito il Catasto delle aree percorse dal zioni comunali per arginare la piaga degli incenfuoco; 18% fa campagna di informazione; 30% fa attività di manutenzione del bosco e di prevendi boschivi, che possono essere: campagne inzione; 19% non fa nulla. formative rivolte sia ai fruitori del bosco, che ai ragazzi delle scuole ed ai dipendenti comunali; avvistamento dei focolai e presidio del territorio, perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco e approvazione del relativo catasto ai fini dell’applicazione dei vicoli previsti dalla legge, esistenza di piani comunali di emergenza per il rischio incendi e rapporti con il volontariato di protezione civile. L’analisi incrociata di tali parametri determina una classifica tra i Comuni sullo stato di attuazione della legge 353/2000 e delle strategie adottate per affrontare la piaga degli incendi. I dati che vanno a formare il dossier vengono raccolti mediante l’invio di un questionario ai Comuni e sono un utile strumento per valutazioni reali sul fenomeno, con lo scopo di informare la cittadinanze e le istituzioni. La produzione del dossier funge anche da stimolo per risolvere le eventuali inadempienze o lentezze di alcune amministrazioni comunali e contemporaneamente valorizzare il buon lavoro svolto da tante altre. I Comuni più meritori sono per questo premiati con la bandiera Bosco Sicuro da esporre nel proprio territorio. * Ecosistema Incendi nel 2009: • 2.641 i comuni a cui è stato inviato il questionari (solo i comuni che hanno subito un incendio superiore a 2 ettari nei due anni precedenti); • è stato presentato in occasione della campagna Non scherzate col fuoco; • 850 i questionari restituiti; • 35 i Comuni che applicano pienamente la legge 353/2000; • stampato in 2mila copie, distribuito ai Regionali Legambiente, alle Regioni, alle istituzioni coinvolte e competenti, e ai Comuni che ne hanno fatto richiesta; • 18 bandiere Bosco Sicuro assegnate ai Comuni di: Camaiore e Vico Equense, per il 3° anno consecutivo; Acquapendente, Arbus, Canale Monterano, Carovigno, Cogoleto, Comiso, Corio, Gissi, Gravina, Massarosa, Piaggine, Reino, San Benedetto Val di Sambro, Sorbo San Basile, Termini Imerese, Nardò; • 3 le segnalazioni di Comuni più inadempienti: Zeddiani, Pescosansonesco, Ravanusa. DOSSIER ECOSISTEMA RISCHIO linea d’azione 2 Il dossier Ecosistema Rischio viene elaborato Ecosistema Rischio 2009 ogni anno dal 2003 nell’ambito della campagna Operazione Fiumi, e rappresenta un monitorag• 5.581 i comuni a rischio idrogeologico, il 70% gio sulle attività dei comuni italiani classificati del totale dei comuni italiani. Di essi, 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 ad alto rischio idrogeologico per la mitigazione a rischio sia di frana che di alluvione. del rischio idrogeologico. • Nel 36% dei comuni non viene svolta regolarLe Amministrazioni Comunali possono intervemente la manutenzione ordinaria delle sponde nire per contrastare il rischio idrogeologico esdei corsi d’acqua. senzialmente in due diversi settori: • Premiati Canischio (TO) e Palazzolo sull’Oglio • nelle attività ordinarie legate alle gestione e (BS), che hanno svolto importanti attività di prealla manutenzione del territorio; venzione delle frane e delle alluvioni. • nella redazione, aggiornamento e comunica• Bocciati Acquaro (VV), San Ferdinando (RC), zione alla popolazione dei piani di emergenza. Oppido Marina (RC) in Calabria; Altavilla Silentina (SA), Polla (SA), Quarto (NA) in Campania; e Le informazioni su questi ambiti di intervento Vejano (VT) nel Lazio. Qui è presente una forte vengono raccolte tramite un questionario inurbanizzazione delle zone esposte a pericolo di viato ai 5.581 comuni classificati dal ministero frane e alluvioni e non sono state svolte azioni dell’Ambiente e dall’Unione Province Italiane concrete di prevenzione. nel 2003 come a elevato rischio idrogeologico (classi R3, R4) per conoscere lo stato del territorio, e per verificare l’esistenza di una politica volta a mitigare il rischio idrogeologico e ad informare e formare il cittadino. Le risposte ricevute sono autocertificazioni da parte dei Comuni, ma vengono verificate tramite i Regionali e i Circoli di Legambiente che sono a conoscenza delle politiche territoriali e in grado di indicare eventuali discrepanze con le dichiarazioni fatte. I dati vengono elaborati per produrre una classifica nazionale dei comuni più virtuosi nell’applicare politiche di gestione del territorio atte a prevenire eventi catastrofici come frane e alluvioni, e a informare la popolazione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza. Ai comuni meglio piazzati viene conferita la bandiera Fiume Sicuro. * L’edizione Ecosistema Rischio 2009: • 5.581 questionari inviati, 1.735 i questionari restituiti (pari al 31% dei comuni a rischio in Italia); • 249 i comuni che hanno risposto dichiarando che non sono presenti strutture in aree a rischio nel territorio di loro competenza; • 1.486 i comuni presi in considerazione per elaborare il dossier e stilare la classifica; • stampato in 2mila copie, distribuito ai Regionali Legambiente, alle Regioni, alle istituzioni coinvolte e competenti, e ai Comuni che ne hanno fatto richiesta; • è stato presentato nella conferenza stampa finale della campagna Operazione Fiumi. 109 Qualità e sicurezza ambientale DOSSIER ECOSISTEMA INCENDI Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 108 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Il dossier Liberi dall’amianto riporta i dati e lo stato di avanzamento delle attività di bonifica dei grandi siti industriali contaminati da amianto. L’obiettivo è quello di denunciare i ritardi nelle bonifiche dei 7 siti nazionali, nonostante i drammatici effetti sulla salute derivante dall’esposizione all’amianto. Il dossier è stato presentato durante la conferenza nazionale sull’amianto tenutasi a Torino dal 6 all’8 novembre 2009. La presentazione del dossier è stata la prima di una serie di iniziative dedicate a questo tema, rivolte a tutti i soggetti interessati per evidenziare il rischio amianto in Italia e proporre soluzioni concrete al problema. Il rapporto è stato costruito sulla base dei verbali delle conferenze dei servizi (incontri presso il ministero dell’Ambiente nell’ambito del Programma nazionale di bonifica), su documenti tecnici e su tutto il materiale relativo allo stato d’avanzamento delle bonifiche nei siti contaminati da amianto. linea d’azione Sito di interesse nazionale 1 Giudizio Legambiente sullo stato della bonifica Casale Monferrato (Al) Stabilimenti Eternit/Fibronit Balangero (To) Miniera a cielo aperto Emarese (Ao) Miniera Broni (Pv) Stabilimenti Eternit/Fibronit Bari Stabilimenti Fibronit Napoli - Bagnoli Stabilimenti Eternit e Italsider Siracusa - Contrada Targia Stabilimenti Eternit I dati sono richiesti da Legambiente direttamente agli organismi pubblici che per legge eseguono i controlli sui campioni di alimenti: Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale), Asl (Azienda sanitaria locale) e Istituti Zooprofilattici (Izs). Da anni Legambiente punta l’attenzione sul multi-residuo - ovvero la presenza contemporanea di più e diversi residui chimici su uno stesso alimento - e sul rischio che sinergia ed effetto cumulativo tra diverse sostanze chimiche comportano per l’organismo umano, in particolare per i bambini. Altro aspetto sollecitato dal dossier è la necessità di intervenire per aggiornare la normativa in materia di limiti massimi di residuo ammesso e per chiedere la messa al bando di alcune sostanze neurotossiche, come i neonicotinoidi che hanno prodotto anche in Italia degli effetti negativi sulla biodiversità. Pesticidi nel piatto 2009 Le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e regionali hanno preso in considerazione 8.764 campioni, di cui 1,2% sono i campioni irregolari e 27,5% è risultato regolare ma con la presenza di uno o più residui (multi residuo). La frutta si riconferma la categoria con le maggiori irregolarità: su 3.507 campioni di frutta, 81 (il 2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge (+ 0,7% rispetto al 2008). Solo un frutto su due è privo di residui chimici. Tra i campioni da record per presenza di sostanze chimiche: un campione d’uva analizzato in Sicilia con 9 diverse sostanze chimiche; un peperone analizzato sempre in Sicilia con 7 diversi principi attivi. * Legenda Bonifica non ancora ultimata ma in stato avanzato Bonifica non ancora partita. Messa in sicurezza completata Bonifica non ancora partita. Messa in sicurezza non ancora ultimata Sono stati coinvolti nell’opera di raccolta dati e documenti e nella stesura delle schede dei siti ben 13 rappresentanti di regionali o Circoli locali di Legambiente. Sono stati interpellati, consultati e coinvolti circa 10 rappresentanti di istituzioni/enti tecnici (Comune di San Filippo del Mela, Bagnolifutura S.p.A, Arpa Piemonte, ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Istituto Superiore di Sanità, per la documentazione sugli studi epidemiologici, Sviluppo Italia Aree Produttive S.p.A, Provincia di Siracusa, Regione Piemonte). L’attività di Legambiente sull’amianto è proseguita nel 2010 con la campagna Liberi dall’amianto, per informare i cittadini sui rischi dell’amianto domestico e fornire riferimenti e regole da seguire in caso di presenza di materiale sospetto nelle proprie case. DOSSIER PESTICIDI NEL PIATTO di residui chimici sui prodotti che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole: si tratta infatti di frutta, verdura e prodotti derivati (pasta, pane, vino, succhi di frutta...). linea d’azione 1 Il dossier intende offrire un dettaglio sulla presenza dei residui di pesticidi sull’ortofrutta, ma anche affrontare i rischi connessi all’uso eccessivo della chimica in agricoltura, con particolare attenzione alle problematiche di carattere epidemiologico. La divulgazione scientifica è al centro di questo dossier che vuole sensibilizzare sulla presenza L’edizione 2009 del Dossier Pesticidi nel piatto: • tutte le Regioni, 20 su 20 con i loro laboratori provinciali e regionali di rappresentanza, hanno fornito i risultati dei laboratori richiesti; • 8.764 campioni analizzati, quasi 1.300 in meno rispetto all’anno scorso; • i risultati delle analisi svolte dai laboratori pubblici hanno evidenziato dei peggioramenti rispetto all’anno precedente sintetizzabile in un’evidente diminuzione dei campioni analizzati e in un incremento dello 0,7% dei campioni irregolari per concentrazioni troppo elevate di residui di pesticidi e di campioni multi residuo rispetto ai limiti previsti per legge, soprattutto per la frutta. ECOSPORTELLO linea d’azione 1 Ecosportello è uno sportello informativo dedicato ai temi dell’energia, dei rifiuti e degli acquisti verdi. Gli interlocutori principali di Ecosportello sono le Pubbliche Amministrazioni degli Enti Locali ma anche cittadini, piccoli imprenditori e commercianti, istituzioni per i quali svolge un ruolo di consulenza e di supporto tecnico e normativo anche attraverso il proprio sportello di prima risposta (telefono, email). > I temi su cui è attivo Ecosportello sono due: - energia e cambiamenti climatici - rifiuti > Gli strumenti che utilizza Ecosportello sono: - il sito internet www.ecosportello.org - due newsletter, una dedicata ai rifiuti, l’altra all’energia - corsi di formazione per le pubbliche amministrazioni - email dedicati per le richieste dirette di informazioni Ecosportello si pone come punto di eccellenza, al di sopra di interessi particolari e delle logiche di profitto, ed è un soggetto indipendente, proattivo e orientato alla promozione di uno sviluppo Qualità e sicurezza ambientale DOSSIER LIBERI DALL’AMIANTO 111 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 110 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • sono state esaminate 50 grotte marine; • sono state segnalate 365 strutture che si fregiano dell’etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo. * Ecosportello nel 2009: • 24 numeri della newsletter energia, che conta 5.185 iscritti; • 22 numeri della newsletter rifiuti, che conta 6.060 iscritti; • 20 richieste di informazione al mese di media tra email e telefono ricevute per l’area rifiuti, 30 per l’area energia; • il sito www.ecosportello.org ha avuto 52.584 visite, di cui 51.040 dall’Italia. La punta massima di visite giornaliera (1.561) si è avuta il giorno 14 luglio 2009 in concomitanza con la premiazione dei Comuni Ricicloni a Roma; • 5 corsi per le Pubbiche Amministrazioni con 15 partecipanti l’uno; • un convegno internazionale dal titolo Biometano. Potenzialità, tecnologie, impieghi. GUIDA BLU linea d’azione 2 La Guida Blu è una classifica, presentata all’inizio della stagione balneare, sulla qualità ambientale delle località turistiche costiere. Alla sua nona edizione la Guida Blu è diventato uno strumento indispensabile per trascorrere l’estate all’insegna della natura e dell’ambiente, frutto del sodalizio consolidato fra Legambiente e Touring Club Italiano. Legambiente attribuisce un giudizio ad ogni località, assegnando ai Comuni da 1 a 5 vele. Il giudizio viene attribuito su vari parametri tra i quali: la qualità delle acque di balneazione, la qualità delle strutture ricettive, la vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico, l’attuazione di programmi di gestione che prevedano la tutela delle risorse ambientali del loro territorio, la raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, l’ istituzione di aree pedonalizzate, la tutela del centro storico. Le valutazioni di Legambiente sono state infine integrate con i dati ufficiali raccolti attraverso la banca dati dei Comuni italiani (Ancitel), e sintetizzate in un giudizio espresso con le vele (da un massimo di 5 vele a un minimo di una vela). Anche quest’anno l’elaborazione dei dati è curata dall’Istituto di Ricerca Ambiente Italia. La Guida Blu è frutto del lavoro di indagine svolto dalla Goletta Verde di Legambiente durante i suoi anni di navigazione, ma anche del patrimonio di conoscenza delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. Nel tempo è diventata un importante strumento di valorizzazione del territorio, utilizzata anche durante le campagne estive di Goletta Verde e Goletta dei Laghi per premiare le eccellenze nella gestione sostenibile del turismo costiero. Con l’edizione 2009, la nona, è aumentato il numero di località passate in rassegna, con la segnalazione di diverse nuove spiagge poco conosciute, delle grotte marine più accessibili e più suggestive, delle località costiere dei laghi, oltre a siti di straordinaria importanza storicoculturale, naturalistica e paesaggistica. * L’edizione 2009 della Guida Blu: • è stato organizzato un evento di presentazione della Guida Blu e realizzato un comunicato stampa di lancio; • sono stati esaminate 294 spiagge e 304 località costiere. Tra queste sono state assegnate tredici 5 vele, il massimo riconoscimento; • sono state esaminate 70 località di lago, tra queste sono state assegnate tre 5 vele; MONITORAGGIO SCIENTIFICO linea d’azione 1 L’ambientalismo scientifico su cui si basa l’azione di Legambiente trova importante applicazione e sostegno nelle attività di monitoraggio scientifico che accompagnano le principali campagne dell’associazione. Inquinamento atmosferico e acustico, e inquinamento delle acque, sono i temi su cui l’associazione ha sviluppato capacità tecniche interne o ha sviluppato collaborazioni con laboratori tecnici specializzati e all’avanguardia. Questo per poter affrontare con strumenti analitici affidabili e moderni le diverse problematiche ambientali di primaria importanza per la salvaguardia dell’ambiente e della salute nel nostro Paese, e soprattutto per continuare a fare una seria e concreta azione di denuncia e di proposta basata su solide basi scientifiche e analitiche. Le attività di monitoraggio scientifico di Legambiente sono: • Goletta Verde Campagna di monitoraggio delle acque marine, eseguito da uno staff di 4 o 5 persone (volontari, biologi e tecnici) che, con un laboratorio mobile percorrono tutta la costa italiana facendo analisi e campionamenti in corrispondenza dei punti critici dal punto di vista dell’inquinamento del mare italiano. Il programma scientifico prevede la determinazione dei parametri utili ad individuare la presenza di scarichi fognari civili non depurati che finiscono direttamente in mare. * Il monitoraggio di Goletta Verde nel 2009: 100 aree critiche individuate (campioni oltre il limite di legge per la presenza di inquinamento fecale). • Goletta dei laghi Campagna sul monitoraggio delle acque di balneazione lacustri. Iniziata nel 2006 coinvolge circa 20 laghi e 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Umbria, Lazio). Anche in questo caso è prevista l’informazione in tempo reale sullo stato di salute delle nostre acque. Il monitoraggio viene eseguito da uno staff di 4 o 5 persone (volontari, biologi e tecnici) che, con un laboratorio mobile che ha percorso le coste di ciascun lago che esegue campionamenti e analisi in corrispondenza dei punti critici dal punto di vista dell’inquinamento del mare italiano. Il programma scientifico prevede la determinazione dei parametri utili ad individuare la presenza di scarichi fognari civili non depurati che finiscono direttamente nel lago. * Il monitoraggio di Goletta dei Laghi nel 2009: 65 aree critiche individuate (campioni oltre il limite di legge per la presenza di inquinamento fecale). Parametri analizzati dai laboratori di Goletta Verde e Goletta dei laghi nel 2009: Microbiologici: Coliformi fecali, Streptococchi fecali/enterococchi intestinali, Escherichia Coli; Chimico-fisici: temperatura, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità, trasparenza, presenza materiale oleoso, presenza tensioattivi. Qualità e sicurezza ambientale sostenibile. Segue con attenzione gli avvenimenti e le problematiche di scala locale e globale assumendo se necessario anche posizioni critiche nei confronti di eventuali percorsi involutivi. Partner di Ecosportello sono CONAI, ANCI, FederAmbiente, Fise-Assoambiente. 113 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 112 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Qualità e sicurezza ambientale • Treno Verde Il Treno Verde nelle sue tappe esegue anche un monitoraggio scientifico sull’inquinamento atmosferico e acustico, attraverso il laboratorio sperimentale di RFI, comunicando i dati in tempo reale durante ciascuna tappa. I monitoraggi sono condotti per 72 ore consecutive nelle città dove il Treno Verde sosta, e riguardano i principali inquinanti: PM10, benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono, rumore ambientale. Nel 2009 per il primo anno è stato introdotto un campionamento aggiuntivo per le polveri fini (PM10) attraverso una centralina mobile collocata su uno o due balconi per ciascuna tappa scelti attraverso le segnalazioni e le indicazioni dei comitati regionali e locali di Legambiente. * Il monitoraggio di Treno Verde nel 2009: • polveri sottili: su 14 giorni di monitoraggio, in 11 sono stati superati i limiti di legge; • rumore: in tutti i 19 giorni di monitoraggio sono stati misurati valori medi sopra i limiti di legge, sia diurni che notturni. siti un tempo profondamente degradati che sono stati riqualificati dall’azione e dalla partecipazione del volontariato, e trasformati in aree ad alto interesse naturalistico fruibili dai cittadini. Legambiente gestisce direttamente o in collaborazione con altri soggetti 56 aree che coprono circa 10mila ettari, così suddivise: • • • • • • • • • • 6 in Abruzzo 2 in Calabria 6 in Campania 6 nel Lazio 11 in Lombardia 5 nelle Marche 7 in Sicilia 7 in Toscana 2 in Umbria 4 in Veneto • PM10 e ozono ti tengo d’occhio Campagna di informazione sul problema dell’inquinamento atmosferico in città. Il monitoraggio viene fatto raccogliendo i dati registrati dalle centraline per la qualità dell’aria presenti nelle città, pubblicati sui siti internet di Arpa, Comuni, Province e Regioni. L’obiettivo è quello di stilare delle classifiche dei capoluoghi di provincia in base ai livelli di inquinamento. Sono raccolti e monitorati i dati relativi a circa 80 capoluoghi di provincia. Entrambe le campagne dal 2009 sono svolte in collaborazione con il portale www.lamiaaria.it * Nel 2009: • PM10: 88 città monitorate, di cui 57 hanno superato il valore massimo di superamenti consentiti dalla normativa (35 superamenti l’anno) del limite medio giornaliero di 50 μg/m3 calcolato sui dati della centralina peggiore; • ozono: 50 città monitorate, di cui 32 hanno superato il valore massimo di superamenti consentiti dalla normativa (25 superamenti l’anno) del limite di 120 μg/m3 (calcolato come media su 8 ore) rispetto alla centralina peggiore; • i dati sono stati utilizzati per elaborare il dossier Mal’aria di città nel gennaio 2010. NATURA E TERRITORIO linea d’azione 3 Natura e Territorio è un progetto nato per promuovere e mettere in rete tra loro le numerose esperienze di adozione del territorio da parte delle strutture locali di Legambiente. L’attività è finalizzata a promuovere e a diffondere nel corpo associativo questa esperienza di adozione della natura e del territorio come una delle forme più ricche e più visibili della cittadinanza attiva. Le sue finalità sono quelle della sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibile, di valorizzazione delle risorse naturali, di sensibilizzazione, di educazione e di riscoperta delle culture locali. Le aree di Natura e Territorio, spesso gestite dai Circoli di Legambiente, entrano a far parte del network tramite la stipula di un protocollo tra Legambiente e l’ente titolare dell’area. Buona parte di queste sono inserite nell’elenco ufficiale delle aree protette, in quanto ambienti di significativo valore naturalistico, e sono sottoposte ad una scrupolosa e rigorosa azione di tutela che assicura la loro più piena e corretta fruizione da parte dei cittadini. Natura e Territorio comprende inoltre OSSERVATORIO NAZIONALE FAUNA linea d’azione 3 L’Osservatorio Nazionale per la Gestione della Fauna è nato nel 2003 e coinvolge in modo diretto tutte le categorie sociali interessate alla fauna, stakeholders con interessi apparentemente divergenti si sono uniti per collaborare, superando le prevedibili difficoltà iniziali e proseguendo speditamente verso un dialogo costruttivo. La forza dell’Osservatorio risiede quindi nella visione integrata che supera il punto di vista dei singoli soggetti, consentendo di arrivare ad una concreta reciproca sensibilizzazione e soddisfazione, per la tutela del patrimonio faunistico e del territorio italiano. Fanno parte dell’Osservatorio: • Legambiente; • cinque associazioni per i cacciatori; • CIA per gli agricoltori; • Arcipesca per i pescatori. L’Osservatorio pubblica, dal 2003, un rapporto annuale sulla situazione della fauna in Italia, costruito con i dati raccolti dagli enti interessati. Obiettivo del rapporto è quello di fotografare lo stato delle risorse faunistiche in Italia e di sensibilizzare i soggetti coinvolti a una corretta gestione più sostenibile e rispettosa delle esigenze del specie animali e dei territori. Il Rapporto viene costruito tramite un questionario a cui hanno risposto: • 350 ATC – Ambiti territoriali di caccia; • 400 gestori di Aree Protette; • tutte le Province Italiane; • Assessori Regionali di pertinenza. Il rapporto viene inviato a oltre un migliaio di enti tra cui il Parlamento, i Ministeri, le Regioni, le Province, gli Enti parco, gli Ambiti Territoriali di Caccia, agenzie governative, organizzazioni non governative. L’Osservatorio nel 2009 è stato fortemente impegnato sulla difesa della legge sulla tutela della fauna e la regolamentazione della caccia. Il 15 gennaio si è tenuta in Senato, per la prima volta in Italia, un’audizione di cacciatori, ambientalisti e agricoltori con la presentazione di un docu- 115 Qualità e sicurezza ambientale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 114 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi PROGETTO APE - APPENNINO PARCO D’EUROPA linea d’azione 3 Il Progetto Ape – Appennino Parco d’Europa è nato da un’idea promossa dalla Regione Abruzzo e da Legambiente, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, sulla precisa esigenza di porre l’accento sullo sviluppo ecosostenibile delle zone montane e proporre l’intero arco appenninico, dove maggiore è la biodiversità e rilevante il patrimonio storico culturale, come un unico insieme, omogeneo e coerente, di ambiente e cultura. Nato nel 1995, APE è un progetto di conservazione della natura legato alle politiche di sviluppo territoriale e rurale, che intende integrare la politica dei parchi con le altre politiche per orientarle alla sostenibilità, riconoscendo la montagna come risorsa strategica. APE, inoltre, si propone di favorire la promozione di azioni coordinate tra il sistema dei parchi, gli Enti locali, le Regioni e le amministrazioni centrali dello Stato, in grado di orientare ad uno sviluppo sostenibile tutto l’ambiente appenninico, anche quello non interessato dalle aree protette ma ad esse connesso. Nel concreto, APE prevede la realizzazione di alcuni progetti pilota di grande rappresentatività in grado di affrontare alcuni temi guida. I temi affrontati: • mantenimento e potenziamento dei servizi territoriali maggiormente a rischio; • agricoltura e biodiversità, legati alla tutela del paesaggio e alla conservazione della natura e delle attività agricole tradizionali e sostenibili; • la costruzione di un sistema di corridoi ecologici nell’ambito della Rete Ecologica nazionale, in coerenza con gli obiettivi della Rete Natura 2000 e con le esigenze di manutenzione del territorio; • la costruzione di una rete dei sentieri naturalistici ed escursionistici per garantire una corretta fruizione turistica; • la valorizzazione dei grandi itinerari storico-culturali dell’Appennino. I progetti pilota realizzati: • Una città di villaggi tra Padana e Tirreno. Idee, programmi ed azioni per un sistema territoriale delle montagne liguri-tosco-emiliane. Area interessata: Appennino settentrionale (Liguria, Toscana e Emilia Romagna); capofila Regione Toscana. • Progetto di infrastrutturazione ambientale delle Valli dell’Esino e del Sentino. Area interessata: Appennino centrale (Umbria e Marche); capofila Regione Abruzzo. • Le vie materiali ed immateriali della Transumanza. Area interessata: Appennino centrale (Abruzzo, Molise e Puglia); capofila Regione Abruzzo. • L’Appennino Meridionale: il Monachesimo ed il latifondo agrario, compresa la Via Istmica e l’antica Lucania. Una rete di tratturi, luoghi di posta, monasteri, borghi e castelli per antichi e moderni viandanti. Area interessata: Appennino meridionale (Campania, Basilicata e Calabria); capofila Regione Calabria. Nel 2009 in particolare è stato inaugurato il Centro direzionale del progetto APE - Appennino Parco d’Europa a Scerni (Ch) nell’ambito di un convegno dal titolo Dalla Convenzione degli Appennini alle montagne del Mediterraneo: proposte, idee e progetti per il rilancio delle politiche di sistema, con la presenza di 33 oratori esponenti degli enti territoriali interessati dal progetto. PROGETTI DI TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ linea d’azione 3 Legambiente è partner di Countdown 2010, un’alleanza di governi, Ong, settore privato e liberi cittadini, lanciata nel 2004 dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), che ha come obiettivo quello di fare intraprendere a tutti i partner le necessarie azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010. Per raggiungere tale obiettivi, sono state intraprese molteplici azioni e molte altre sono attualmente in corso: la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del mondo politico, la mobilitazione di tutte le parti coinvolte affinché rispettino le promesse e lo sviluppo di un piano d’azione in modo da realizzare gli impegni entro il 2010. • PROGETTO GRIFONE Il progetto riguarda le attività di monitoraggio del sistema integrato dell’area compresa tra la costa e l’entroterra e della risorse faunistiche di Bosa in Sardegna. L’obiettivo è stato quello di garantire la sopravvivenza del grifone nella Sardegna nord-occidentale, favorendone la ricolonizzazione negli areali storici. Il progetto, che ha visto fortemente impegnato il Comitato Regionale Legambiente Sardegna, è iniziato nel 2008. Nel 2009: • attività di monitoraggio della popolazione nidificante del Grifone nel bosano e degli uccelli marini; • attività di sorveglianza dei nidi del grifone; • attività di elaborazione dati del monitoraggio ed è stato prodotto 1 atlante sulla distribuzione della specie; • 5 rapporti annuali (monitoraggio grifone, checklist vertebrata, la checklist sugli uccelli, l’atlante dei vertebrate 2008, e l’atlante vertebrati 2005-2008). • PIANO D’AZIONE PER LA TUTELA DELL’ORSO MARSICANO (PATOM) Legambiente ha partecipato alla predisposizione di un Piano d’azione per la tutela dell’Orso marsicano (PATOM), che ha come obiettivo quello di coordinare le politiche di gestione territoriale attuate dai diversi soggetti che hanno competenza in questo campo, allo scopo di superare le carenze conoscitive che limitano l’efficacia degli interventi di conservazione e gestione. Nel 2009: • è stato prodotto il Piano di comunicazione per le azioni da compiere in ambito PATOM volte alla corretta informazione, gestione ed approccio alla fauna selvatica; • si sono svolte 5 riunioni di aggiornamento del piano d’azione PATOM. • LIFE PARC Il progetto LIFE PARC promosso dall’ Ente Parco di Montemarcello-Magra, dalla Regione Liguria, dalla Provincia della Spezia, dal Dipartimento per lo studio del Territorio e delle sue Risorse dell’Università degli Studi di Genova, e da Legambiente, ha come obiettivo principale il miglioramento dello stato di conservazione della Lampreda di mare, della Cheppia, del Vairone, della Rovella e del Barbo, all’interno dell’areale del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Nell’ambito del progetto LIFE PARC, Legambiente si occupa delle azioni per aumentare la consapevolezza del problema tra le popolazioni locali. Nel 2009 sono stati realizzati 2 pannelli informativi, un sito internet, il piano di comunicazione del progetto. • PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL GRIFONE Gyps fulvus NELLA SARDEGNA NORD OCCIDENTALE Il progetto per la salvaguardia del grifone mira allo studio e monitoraggio della specie e del suo habitat nel territorio bosano, con particolare attenzione ai fenomeni limitanti e alle minacce alla Qualità e sicurezza ambientale mento congiunto. A fine 2009 il cosiddetto DDL Orsi, che raggruppava l’insieme delle proposte presentate in Senato fortemente peggiorative della legge 157/92, è stato nei fatti fermato nella discussione parlamentare, grazie all’intenso lavoro svolto dai differenti stakeholders in rapporto con l’Osservatorio. 117 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 116 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * Nel 2009 sono stati realizzati: • uno studio sulla conservazione della specie; • un opuscolo divulgativo. • PROGETTO DI CONSERVAZIONE DELLA TARTARUGA MARINA Caretta caretta Grazie al progetto di conservazione di questa specie, realizzato in collaborazione con Enel, è stato effettuato: • il monitoraggio delle spiagge e della costa per l’individuazione di eventuali siti di nidificazione e sorveglianza e presidio degli stessi; • un’attività di sensibilizzazione e divulgazione attraverso uno sportello tartaruga, che fornisce informazioni utili agli operatori turistici e fruitori delle spiagge; • la collaborazione con le istituzioni locali e con gli enti di ricerca alla promozione di iniziative di conservazione e tutela; • l’ideazione e realizzazione di progetti e iniziative di ricerca per la conservazione della specie; • il supporto delle attività di 2 Centri di Recupero, situati in Puglia (Lago Salso e Bosco di Rauccio). * • • • • Nel 2009: uno studio sulla conservazione della specie; un opuscolo divulgativo; 182 tartarughe marine censite presso il Centro di Lago Salso; 50 i pescatori che affidano al Centro di Recupero gli esemplari catturati accidentalmente. • University of Rousse “Angel Kanchev” Bulgaria • Centro Interuniversitario di Ricerca sull’inquinamento da Agenti Fisici (CIRIAF) • De Post/La Poste, Belgio Le azioni principali del progetto sono: • analisi socio-economica delle variazioni prodotte dalla sostituzione dei mezzi usuali con motorini elettrici e ibridi per la consegna della posta; • test sui veicoli per valutare le emissioni e confronto con i mezzi tradizionali, svolti in 4 città (Perugia, Bruges - Belgio, Szentendre - Ungheria, Rousse - Bulgaria); • scambio di buone pratiche tra i paesi coinvolti; • attività di comunicazione e sensibilizzazione sul progetto e sui temi della mobilità sostenibile, che coinvolge scuole e ambienti universitari. * Legambiente nel progetto Green Post nel 2009: • è stato realizzato il sito internet del progetto (www.greenpostproject.eu), un portale per lo scambio di informazioni e documenti tra i partner del progetto, nonché un luogo per la diffusione delle informazioni tecniche sui veicoli e sui risultati dei test; • sono stati organizzati 5 incontri con altrettante scuole primarie di Perugia con attività di educazione ambientale sui temi della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale; • si è dato supporto all’organizzazione di 9 eventi locali di presentazione del progetto e dei veicoli elettrici in Italia. PROGETTI DI FRUIZIONE ALLARGATA NEI PARCHI PROGETTO GREEN POST linea d’azione 2 La consegna della posta è un servizio che in Europa coinvolge oltre 800 milioni di persone ogni giorno, servizio che coinvolge notevolmente le politiche di mobilità dei territori e che comporta comunque un notevole impatto ambientale in termini di inquinamento, consumo di energia e di emissioni di CO2. Green Post è un progetto europeo finanziato dalla Commissione Europea secondo il programma IEE – Intelligent Energy Europe, con l’obiettivo di sperimentare un sistema di consegna della posta basato su veicoli elettrici e ibridi, in grado di ridurre l’impatto ambientale del servizio e migliorare la sicurezza degli operatori. Il progetto coinvolge 4 paesi europei (Italia, Belgio, Bulgaria e Ungheria) e 9 soggetti istituzionali, privati e associativi. I partner del progetto sono: • Poste Italiane SpA • DUCATI Energia SpA • Comune di Perugia • Legambiente • Association des Opérateurs Postaux Publics Européens AISBL (POSTEUROP), Belgio • Magyar Posta Zrt, Ungheria linea d’azione 3 I parchi possono diventare dei veri e propri laboratori di sperimentazione sui terreni più avanzati delle politiche per la partecipazione dei giovanissimi e per l’inclusione sociale. Per questo negli ultimi anni Legambiente ha costruito una propria linea di attività mirata a favorire l’accessibilità delle aree naturali protette ad un’utenza ampliata, con particolare attenzione alle categorie svantaggiate, realizzando iniziative rivolte alla promozione del turismo sociale. È il caso di progetti che hanno coinvolto prima le aree naturali protette regionali con interventi mirati a favorire l’accessibilità ai disabili (Parchi accessibili), poi il sistema delle aree naturali di Legambiente con iniziative rivolte alla promozione del turismo integrato (Natura e Territorio) e, in particolare nel 2009, con attenzione ai giovanissimi (Un parco a misura di bambino) e gli anziani (Sempreverdi). I progetti e i suoi materiali informativi sono disponibili anche sul sito internet www.legambientenatura.it. • UN PARCO A MISURA DI BAMBINO È un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della legge 07/12/2000 n. 383 annualità 2007. Avviato nel dicembre 2008, pone le basi affinché le aree naturali protette possano sempre più garantire servizi e strutture adatte ai giovanissimi, in particolare agli under 14. La partecipazione dei bambini allo sviluppo del territorio è un criterio di sostenibilità e punto di forza, coerente con le politiche per l’infanzia attivate negli ultimi dieci anni. Le relazioni fra l’ente gestore e la comunità dei bambini, nonché la loro effettiva partecipazione alla vita del parco e l’avvio di programmi che vadano nella direzione delle politiche nazionali per l’infanzia, rappresentano degli utili indicatori al riconoscimento dei parchi italiani che possono dirsi a misura di bambino. Questo risponde anche all’esigenza degli enti gestori di qualificare, anche in termini promozionali, la propria offerta nel turismo sociale. Qualità e sicurezza ambientale sua sopravvivenza. Il progetto, realizzato in collaborazione con Enel, prevede anche la realizzazione di un opuscolo divulgativo da distribuirsi nelle scuole. 119 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 118 OBIETTIVI > Nell’ambito del progetto è stata effettuata un’indagine conoscitiva sul livello di accessibilità dei parchi per gli Under 14, che ha poi dato vita al dossier Un parco a misura di bambino che prende in esame 54 parchi e aree marine e i servizi garantiti ai ragazzi. Inoltre, i dati raccolti sono stati il punto di partenza per gli interventi strutturali realizzati in due aree naturali protette, ovvero il Parco archeologico di Pontecagnano Faiano (Salerno) e il Parco territoriale attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino (Pescara). * Un parco a misura di bambino nel 2009: • costituzione di un tavolo di coordinamento permanente; • 12 riunioni effettuate dal tavolo di coordinamento permanente; • 60 rispondenti al questionario per il monitoraggio dei servizi offerti agli under 14; • 100 copie la tiratura del dossier sulla fruibilità delle aree protette da parte degli under 14; • diverse installazioni e creazioni: nel Parco archeologico di Pontecagnano Faiano (Pontecagnano Faiano, Salerno) è stato realizzato un parco giochi completo di scivoli, altalene e giostre, allestita una biblioteca all’aperto per ragazzi, dotata di libri specifici per Under 14, realizzato un centro informativo e sono stati realizzati 17 pannelli, in italiano e in inglese, con indicazioni sul parco e sulla flora e la fauna presenti. Nel Parco territoriale attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino (Scafa, Pescara) sono stati realizzati 6 pannelli specifici per ragazzi con indicazioni sul parco e sulla flora e la fauna presenti e 2 pannelli multisensoriali, realizzata una casetta di legno adibita a servizi igienici per disabili, allestita una biblioteca per ragazzi, dotata di libri specifici per Under 14, realizzata una tettoia all’aperto, da utilizzare come spazio per svolgere progetti di educazione ambientale. • SEMPREVERDI È un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della Legge 07/12/2000 n. 383 annualità 2007. Avviato nel marzo 2008, parte dall’assunto di base che gli anziani rappresentano un importante valore aggiunto per il territorio perché custodi di antichi saperi e tradizioni che, senza le opportune occasioni di incontri intergenerazionali, si corre il rischio di perdere. Questo è ancor più vero in quei territori marginali, che subiscono in maniera più forte il fenomeno dello spopolamento, che rende ancora più difficile il passaggio di informazioni tra anziani e giovani. Gran parte di questi territori coinvolge i piccoli comuni, ossia i comuni con un numero di abitanti inferiore ai 5mila, che in gran parte ricadono all’interno delle aree naturali protette. Gli obiettivi del progetto sono: • promuovere l’incontro intergenerazionale con lo scopo di trasmettere competenze, anche professionali; • incrementare ed innovare l’offerta dei servizi per gli anziani da parte delle aree naturali protette; • favorire la fruizione delle aree naturali protette da parte degli anziani attraverso la realizzazione di interventi strutturali campione; • valorizzare il ruolo dell’anziano favorendone la partecipazione sociale attiva. * Sempreverdi nel 2009: • 12 riunioni effettuate dal tavolo di coordinamento permanente; • 52 rispondenti al questionario per l’indagine nazionale sull’offerta di servizi ed attività che le aree naturali protette rivolgono agli anziani; • 6 seminari locali per il trasferimento delle competenze professionali; • 2 lavori avviati per interventi strutturali in due aree campione; • 1 campagna nazionale nelle aree naturali protette, che ha prodotto 50 opuscoli una sezione sul sito www.legambientenatura.it; • 20 copie della guida del progetto. RAPPORTO AMBIENTE ITALIA - RIFIUTI MADE IN ITALY linee d’azione 1 2 Ambiente Italia è il rapporto sullo stato dell’ambiente nel nostro Paese presentato con cadenza annuale da Legambiente dal 1989 insieme all’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Si basa su 100 indicatori ambientali e di sostenibilità che fotografano con precisione lo stato di salute dell’ambiente in Italia. Gli indicatori riguardano le seguenti categorie: • • • • • • • • la dimensione socioeconomica; l’energia; la mobilità; i rifiuti; le attività produttive; il clima e l’aria; le risorse naturali; le politiche ambientali. Rapporto Ambiente Italia Rifiuti Made in Italy 2009 • Aumenta la produzione nazionale dei rifiuti urbani (+12% dal 2000 al 2006). • Il 54% dei rifiuti urbani viene ancora smaltito in discarica, la Sicilia detiene il record con il 94%. • Negli ultimi 15 anni 5 regioni, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, sono state commissariate per l’emergenza rifiuti. • 1.081 i comuni ricicloni nazionali premiati da Legambiente per aver superato nel 2007 l’obiettivo di legge del 40% di raccolta differenziata. • 130 le esperienze concrete sulla prevenzione avviate. • 1,2 milioni di tonnellate di compost di qualità prodotti dai consorzi per il recupero degli imballaggi e interamente assorbiti dal mercato. Oltre alla presentazione degli indicatori, ogni anno il rapporto approfondisce un tema specifico non solo dal punto di vista dell’analisi del problema, ma riportando anche le proposte politiche dell’associazione sul tema in questione. Nel 2009 il Rapporto Ambiente Italia, dal titolo Rifiuti Made in Italy, ha affrontato il problema dei rifiuti in particolare nel contesto della recessione economica globale e in seguito all’emergenza rifiuti in Campania. Il Rapporto presenta una rassegna di iniziative virtuose che a partire dai rifiuti hanno costruito un bel pezzo dell’economia italiana. Innovazione tecnologica e di design, riciclo industriale degli scarti dell’industria manifatturiera, produzione di compost e biogas, valorizzazione energetica nei termovalorizzatori o in cementifici e centrali termoelettriche. Il Rapporto Ambiente Italia – Rifiuti made in Italy è stato presentato in un convegno nazionale a Roma il 7 aprile 2009, a cui hanno preso parte i rappresentanti dei principali consorzi di riciclaggio degli imballaggi e 150 partecipanti tra il pubblico. 121 Qualità e sicurezza ambientale Gli obiettivi del progetto sono di: • favorire la fruizione ampliata e la funzione educativa e sociale delle aree naturali protette; • favorire la partecipazione attiva degli under 14 nella gestione del territorio; • avviare un monitoraggio nazionale per verificare la coerenza fra l’attenzione rivolta dai parchi italiani all’infanzia e le politiche nazionali; • assicurare la conoscenza del sistema delle aree naturali protette ad una utenza ampliata attraverso interventi strutturali, conoscitivi e divulgativi. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 120 OBIETTIVI > linea d’azione 2 RAPPORTO ECOSISTEMA URBANO linea d’azione 2 Comuni Ricicloni è il rapporto annuale di Legambiente che premia annualmente dal 1994 le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani, ma anche acquisti di beni, opere e servizi che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata. Un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata e un sistema integrato di gestione dei rifiuti. Tre le categorie per l’aggiudicazione dei premi: • miglior raccolta differenziata; • maggior percentuale di raccolta differenziata complessiva; • miglior raccolta differenziata delle singole principali frazioni merceologiche oggetto di raccolte separate. Per tenere conto delle diverse realtà economiche e regionali, la distribuzione dei riconoscimenti avviene per classi di grandezza demografica dei comuni e sulla base di macro-fasce geografiche (nord, centro e sud). Ecosistema Urbano è il dossier con il quale Legambiente effettua dal 1994 il monitoraggio del livello di vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, fatto in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia. La raccolta dati viene fatta tramite un questionario inviato ai Comuni capoluoghi di provincia italiani. Il questionario prevede 26 diversi indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi: •indicatori di pressione che misurano il carico generato sull’ambiente dalle attività umane (consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione); •indicatori di stato che misurano la qualità dell’ambiente fisico (smog, inquinamento idrico); •indicatori di risposta che rendono una misura della qualità delle politiche messe in campo dall’amministrazione pubblica o dalla città più in generale (abusivismo edilizio, perdite della rete idrica, depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, isole pedonali e zone a traffico limitato, piste ciclabili, aree verdi, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche tese alla crescita delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale). Vengono premiati anche il miglior programma I Comuni Ricicloni 2009 di divulgazione del compostaggio domestico, il • È Cessalto (TV) il comune più riciclone d’Italia, miglior sistema di raccolta e riciclaggio del legno e con il 77% di raccolta differenziata e l’indica di la miglior raccolta differenziata a livello consortile. buona gestione più alto, 87,6%. La raccolta dei dati avviene mediante l’invio di • Il Nord è il più virtuoso, il Veneto la prima un questionario a tutti gli 8.103 Comuni italiani, regione (64% dei comuni sono ricicloni), seguiti che aderiscono in modo volontario rispondendo da Lombardia e Friuli Venezia Giulia. e comunicando le quantità di rifiuti raccolti sepa• L’unico capoluogo del Sud in classifica è ratamente ed avviati a riciclo. Salerno, con il 47,5% di raccolta differenziata. La verifica dei dati è effettuata da Legambiente di concerto con i responsabili comunali per la gestione dei rifiuti, avvalendosi anche della collaborazione dei Circoli territoriali di Legambiente, degli Osservatori Provinciali e delle ARPA regionali. Per accedere alle graduatorie e ricevere l’attestato di Comune Riciclone è necessario superare il 50% di raccolta differenziata, così come stabilito dalla Legge Finanziaria 2007. I dati vengono elaborati e combinati in un indice basato su una scala delle prestazioni per i vari indicatori, che vengono poi sommati tra loro. Il sistema di valutazione infatti attribuisce un voto in percentuale rispetto ad alcuni obiettivi di sostenibilità, che sono e praticabili, a portata di mano. Si richiede ad esempio un 35% minimo di raccolta differenziata, una città con i valori di inquinamento atmosferico più bassi della soglia di rischio per la salute umana, un territorio senza abusivismo edilizio, un trasporto pubblico esteso e utilizzato. Dall’analisi integrata di queste diverse performance si ricavano classifiche parziali e una classifica generale. L’iniziativa, patrocinata dal ministero dell’Ambiente, si conclude con la premiazione dei Comuni Ricicloni che avviene ogni anno a Roma nel corso di un convegno al quale partecipano i principali esponenti istituzionali del settore rifiuti e prodotti. La giuria di Comuni Ricicloni è composta da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, CONAI, COMIECO, COREVE, CIAL, COREPLA, RILEGNO, Consorzio Italiano Compostatori, Achab group e Novamont. * L’edizione 2009 di Comuni Ricicloni: • circa 2.500 comuni su 8.103 hanno risposto al questionario, erano 2mila nel 2008 (il 25% in più); • hanno partecipato 35 consorzi di Comuni che hanno standardizzato la fornitura dei servizi di igiene urbana; • 1.279 i Comuni diventati Ricicloni (86,9% al nord, 3,2% al centro, 9,9% al sud), ovvero che hanno superato il 45% di raccolta differenziata, il 55% nei comuni con meno di 10mila abitanti; • 300 partecipanti all’evento finale di premiazione, tenutosi a Roma il 14 luglio; • 400 i passaggi stampa. Ecosistema Urbano XVI edizione Verbania vince la classifica generale con un indice del 69,78%, seguita da Belluno, Parma, Bolzano e Siena. Catania all’ultimo posto con 23,02%. Male in generale i capoluoghi del Sud, solo 4 nei primi 42 posti. Poco sviluppato il trasporto pubblico: solo 1,5 viaggi a settimana per abitante. Sono 64 le auto per 100 abitanti. Sale del’1% l’efficienza della depurazione (89%) e del 2,79% la raccolta differenziata (27,19%). Ecosistema Urbano oltre a fotografare lo stato delle città italiane, denunciare i ritardi e premiare le eccellenze, intende essere uno strumento per gli stessi amministratori per conoscere meglio il proprio territorio e per confrontarsi con le performance dei comuni migliori, per stimolare un confronto tra amministratori e Legambiente, e per favorire politiche sul territorio tese a raggiungere obiettivi di sostenibilità. * • • • • • Ecosistema Urbano XVI edizione nel 2009: 103 i questionari inviati, 101 quelli restituiti; 27 gli indicatori misurati, di questi 22 sono quelli per i quali ci sono informazioni complete; 400 le schede verificate per quasi tutte le città per il controllo dei dati forniti; 61 le città che hanno fornito informazioni complete; è stato presentato il 26 ottobre, in collaborazione con il quotidiano Il Sole 24 ore. 123 Qualità e sicurezza ambientale RAPPORTO COMUNI RICICLONI Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 122 OBIETTIVI > linea d’azione 3 Legambiente è stata tra i promotori del cosiddetto Tavolo degli Stakeholders sulla legge 157/92 sulla gestione e tutela della fauna in Italia. Questa legge, che limita la caccia, prevede la possibilità di confronto tra i diversi stakeholder, inizialmente opposti, quali i cacciatori, che vorrebbero un allentamento delle regole imposte dalla legge, e gli ambientalisti, che vorrebbero una eliminazione della caccia. culturale dei territori Al tavolo appartengono: 1. Associazioni Ambientaliste 2.4.4 Qualità 2. Associazioni 3. Organizzazioni venatorie Professionali Agricole • WWF • Federcaccia • LIPU • Italcaccia • Amici della Terra • Arcicaccia • Fare Verde • Confederazione Agricoltori • Confederazione le dell’Agricoltura • Confederazione Coldiretti 4. Mondo della Ricerca Italiana • ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la RiGenera- cerca Ambientale Italiana Italiana Il tavolo si è riunito a cadenza settimanale per discutere le proposte di modifica della legge e bloccare i tentativi di peggioramento e allentamento delle regole imposte. Alla fine del 2009 i lavori del Tavolo si sono fermati per l’acuirsi nella società delle pressioni politiche sul tema della caccia, con una forte contrapposizione tra fautori della deregolamentazione della caccia (alcuni parlamentari del PDL e della Lega Nord) e abolizionisti (altri parlamentari e alcuni Ministri e Sottosegretari del PDL e della Lega Nord) rendendo difficile un contributo di mediazione e di merito sul tema, ambito su cui stava attivamente lavorando il Tavolo. Operare per un aumento diffuso e generalizzato della qualità culturale dei territori e del Paese, diffondendo la consapevolezza dei singoli e delle comunità sulle sfide ambientali e sociali che ci attendono. L’impegno di Legambiente verso cittadini e territori colti nasce dalla convinzione che la qualità ambientale, culturale e sociale siano interconnesse ed operino in modo sinergico. La produzione e diffusione della cultura e della conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del vasto e ricco patrimonio culturale, la forza e la vivacità delle comunità e identità locali, la qualità dei luoghi e delle opportunità di socializzazione, di scambio interculturale e intergenerazionale, di apprendimento permanente, incidono sulla qualità ambientale del territorio in cui si vive, sul senso di appartenenza, sugli atteggiamenti di cura verso le risorse ambientali e i beni comuni, sulla capacità e sullo spirito di accoglienza degli stranieri, sulla coesione sociale più complessiva. Si spiega anche in questo modo il particolare impegno che Legambiente dedica ai territori, alla cultura, all’educazione. Le linee di azione e le attività di riferimento I partecipanti al Tavolo hanno avviato un lavoro per fermare, tramite le differenti relazioni, il rischio di rotture sociali su temi che invece richiedono unitarietà trasversali per essere ben gestiti. 1 Sensibilizzare e impegnarsi anche con azioni volontarie concrete per salvaguardare, far conoscere e valorizzare l’immenso e diffuso patrimonio nazionale costituito dai beni culturali, dal capitale sociale e culturale dato dai piccoli comuni, da tante buone pratiche gestionali dei luoghi della cultura. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: 100 strade per giocare, L’arte salvata, PiccolaGrandeItalia, SalvaItalia, Salvalarte • Progetti, iniziative ed eventi: Giornate dell’Interdipendenza, Premio Libro per l’ambiente, Voler Bene all’Italia 125 Qualità culturale dei territori TAVOLO DEGLI STAKEHOLDERS SULLA LEGGE 157/92 SULLA GESTIONE E TUTELA DELLA FAUNA IN ITALIA Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità e sicurezza ambientale 124 OBIETTIVI > Qualità culturale dei territori 2 Diffondere e qualificare la rete associativa dei presidi territoriali: Circoli, Centri di Educazione Ambientale, Centri Natura, Centri di documentazione e informazione, reti di piccoli comuni virtuosi. Una rete che offre, alle scuole e ai cittadini di tutte le età, attività educative e di conoscenza in campo ambientale; occasioni di approfondimento e riscoperta della storia e della cultura del proprio territorio e di riqualificazione e riappropriazione di spazi pubblici degradati; azioni di sensibilizzazione per scelte urbanistiche, sociali e culturali che assumano il principio della solidarietà umana e della coesione sociale e contrastino le dinamiche di emarginazione e discriminazione. 3 Contribuire con proprie iniziative, e in collaborazione con il mondo associativo e professionale degli insegnanti e degli studenti, ad ostacolare e invertire il disinvestimento economico, culturale e professionale nel sistema pubblico dell’istruzione, della formazione, dell’università e della ricerca. Particolare impegno è profuso: nella sicurezza e sostenibilità ambientale degli edifici scolastici, nel garantire l’accesso a una buona educazione ai cittadini che vivono nei piccoli comuni, nelle proposte educative che rafforzano il rapporto e lo scambio scuola-territorio. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: PiccolaGrandeItalia • Progetti, iniziative ed eventi: Castelli di Pace, La scuola adotta un comune, Voler bene all’Italia • Rendere i circoli di Legambiente sempre più luoghi di aggregazione territoriale; • promuovere il territorio e suoi saperi; • aumentare il numero delle iniziative territoriali; • aumentare il numero dei beni culturali salvati; • contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni. CAMPAGNA 100 STRADE PER GIOCARE ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Per una scuola capace di futuro • Monitoraggio e informazione scientifica: Ecosistema Bambino, Ecosistema Scuola • Iniziative di informazione: Formazione Ambiente, Formazione per insegnanti ed educatori, Jey • Progetti, iniziative ed eventi: Classi per l’ambiente, Premio Libro per l’ambiente, La scuola adotta un comune, Scuola Web Ambiente, Rete scuole capaci di futuro Centri di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva Centri di Educazione Ambientale >> Obiettivo Stili di vita FestambienteNet >> Obiettivo Stili di vita Osservatorio Ambiente e Legalità >> Obiettivo Legalità ambientale Premio Ambiente e legalità >> Obiettivo Legalità ambientale Progetti per la fruizione allargata nei parchi >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Progetto MyFuture >> Obiettivo Modello energetico sostenibile 127 Obiettivi di miglioramento per il 2010 Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) Altre iniziative trasversali • • • • • • • Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 1 100 strade per giocare è una giornata dedicata alle città intese come spazio di cui riappropriarci e da vivere in modo sostenibile e sicuro, in particolare per gli abitanti più piccoli, i bambini. L’obiettivo è recuperare gli spazi urbani e ridarli ai bambini trasformandoli in luoghi dove possono giocare ed esprimersi. La campagna nasce nel 1995, prendendo spunto dalla convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, Agenda 21 e Convenzione di Lisbona. Nasce con l’obiettivo di rendere partecipi e attivi i bambini parlando nello stesso momento di questioni ambientali. In questa giornata, che coincide con l’inizio della primavera, si chiudono al traffico alcune strade e piazze e le si riempiono con giochi e spettacoli per i più piccoli, attività di educazione ambientale, punti informativi, occasioni di incontro. Un momento per godere di una città più bella, senza essere disturbati da traffico e smog ma anche un’opportunità per restituire strade e piazze ai cittadini, per ripensare gli spazi pubblici in modo che siano più fruibili da tutti, per promuovere ed incentivare una mobilità più sostenibile che tenga conto anche delle esigenze dei più piccoli. Durante la campagna si aprono vertenze su questioni legate all’inquinamento, al traffico, all’ambiente in genere e spesso questa azione ha portato come risultato positivo la chiusura di strade, trasformandole in aree pedonali. Ogni anno con 100 strade viene lanciato un messaggio che promuove azioni di mobilità sostenibile, come l’uso di biciclette o il lasciare a casa la macchina e andare a piedi. Obiettivi specifici della campagna sono: • restituire strade e piazze ai cittadini; • rendere lo spazio urbano più vivibile e fruibile per tutti; • promuovere il gioco e la riscoperta di antiche tradizioni locali; • favorire l’incontro e la socializzazione; • incentivare la mobilità sostenibile e la sicurezza in strada; • sensibilizzare e informare sui danni derivanti da traffico e smog. L’edizione 2009 di 100 strade per giocare è stata dedicata ai temi dell’intercultura. In molte città sono state organizzate attività insieme a comunità di stranieri, giochi tradizionali ed etnici per Qualità culturale dei territori seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 126 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * 100 strade per giocare nel 2009: • 46 i Circoli Legambiente coinvolti, che hanno chiuso al traffico 100 strade e piazze; • 10mila ragazzi e 5mila adulti hanno partecipato all’iniziativa; • 300 i volontari coinvolti; • 5mila pieghevoli stampati e distribuiti; • l’iniziativa ha avuto eco sulla stampa con 24 lanci di agenzia, 50 articoli pubblicati sulla carta stampata locale e nazionale, 32 articoli pubblicati su web; • hanno collaborato come media partner La nuova Ecologia, Radio Kiss Kiss, Paesi on line, oltre a AltroMercato e Aiab. CAMPAGNA L’ARTE SALVATA linea d’azione 1 In un paese ricco di tesori come il nostro gli eventi naturali calamitosi rappresentano una minaccia anche per il patrimonio artistico: alluvioni e incendi che hanno procurato vittime e ingenti danni hanno messo a rischio anche molte opere d’arte. L’arte salvata 2009 è una campagna nazionale itinerante di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile realizzata con il patrocinio del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale La campagna mira a salvaguardare il patrimonio culturale dai rischi naturali, informando e sensibilizzando cittadini e amministrazioni locali sull’importanza di una corretta e attenta gestione, che parta da una adeguata preparazione. Gli obiettivi della campagna sono: • formare gruppi di volontari sul territorio per la messa in sicurezza del patrimonio artistico in caso di eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, incendi); • creare un sistema di protezione civile su questo tema coinvolgendo tutti i soggetti sul territorio. Il volontariato, la protezione civile, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri devono coordinarsi con ed essere al servizio delle soprintendenze, che sono le autorità preposte alla salvaguardia del patrimonio artistico, i referenti per questi interventi che devono indicare priorità di intervento e metodi più adeguati. Obiettivo è quindi quello di coinvolgere tutti i soggetti e fare sistema sul territorio, e testarlo, armonizzare e condividere le conoscenze dal punto di vista operativo, normativo, amministrativo, legislativo, sulle modalità di intervento per la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di calamità; • puntare l’attenzione sui beni artistici minori, in modo analogo rispetto a Salvalarte, spesso lasciati al degrado e non fruibili, che rappresentano invece un importante patrimonio culturale, identitario, economico per i territori e le piccole comunità; • raccogliere dati sull’illegalità relativa ai beni culturali, in particolar modo su quelli minori, su falsificazioni, furti, ricettazioni, danneggiamenti; • comunicare, sensibilizzare, coinvolgere e responsabilizzare i cittadini e le scuole sul tema. La campagna si è svolta con una serie di tappe sull’arco di alcuni mesi. Inizialmente era prevista per maggio 2009, ma il terremoto in Abruzzo ha catalizzato l’attenzione dei volontari di Legambiente Protezione Civile su quella emergenza, e di conseguenza si è scelto di spostare la campagna di alcuni mesi e di includere L’Aquila tra le tappe. Ogni tappa è stata strutturata a seconda delle esigenze locali e le problematiche più urgenti e la volontà politica in ogni territorio. Le attività organizzate sono state corsi, esercitazioni, convegni, incontri guidati e mostre, dibattiti, tutte azioni organizzate funzionali al raggiungimento degli obiettivi indicati. In ogni tappa sono stati presentati i dati sull’illegalità a livello regionale attraverso un comunicato stampa o una conferenza stampa, alla presenza dei rappresentati locali dei vari soggetti coinvolti dal progetto. * La campagna L’arte Salvata nel 2009: • 6-7-8 novembre: Napoli; • 19-20-21 novembre: Matera; • 6-7 dicembre: Pisa. In ogni tappa sono state organizzate iniziative di informazione e formazione, oltre ad attività di esercitazione, che hanno coinvolto 160 volontari formati sul recupero dei beni culturali in caso di emergenza ambientale. La campagna proseguirà nel 2010 con tappe a Verona, CamerinoMacerata, L’Aquila, Campobasso, e di nuovo Matera per la conclusione. CAMPAGNA PER UNA SCUOLA CAPACE DI FUTURO linea d’azione 3 L’impegno di Legambiente nel 2009 per difendere la scuola pubblica come bene comune, da valorizzare e riqualificare, anche a seguito dei provvedimenti governativi Tremonti-Gelmini, si è concretizzato tramite: • la promozione dell’appello Per una scuola capace di futuro, insieme ad ACLI ed ARCI e sottoscritto da numerose associazioni del Terzo Settore, per interrogarsi e ridefinire un nuovo mandato sociale per la scuola italiana, e che ha visto l’apice della mobilitazione nel Forum nazionale Per una scuola capace di futuro, svolto a Roma il 27 marzo 2009; • un’opera di informazione sull’entità e sulle conseguenze didattico-organizzative dei tagli all’istruzione previsti dalla Finanziaria 2008 e dai provvedimenti Gelmini-Tremonti, tramite la redazione del Dossier 2009 Scuola pubblica. Liquidazione di fine stagione e la pubblicazione di interventi di analisi delle politiche scolastiche sulla newsletter Legambiente Scuola News e la rivista Formazione Ambiente; • l’elaborazione di pareri e proposte alternative sui provvedimenti di riforma, presentati in occasione della partecipazione di Legambiente Scuola e Formazione agli incontri del Forum nazionale delle associazioni professionali della scuola (FONADDS) attivato presso il ministero dell’Istruzione e delle audizioni presso le Commissioni Cultura di Camera e Senato; • l’adesione e partecipazione a iniziative di mobilitazione nazionale e locale promosse da sindacati e associazioni, per la difesa e la valorizzazione della scuola pubblica ed il rilancio delle politiche formative; Qualità culturale dei territori una riappropriazione comune del territorio, delle strade e delle città. L’8 e 9 maggio, in collaborazione con il comune di La Spezia, è stato organizzato il convegno Giovani energie per cambiare le città - Le buone pratiche amministrative per l’infanzia e l’ambiente. Amministratori, associazioni, ricercatori e tecnici si sono confrontati sul concetto di mobilità e su modelli urbanistici che favoriscono l’accesso alla cultura e moltiplicano i luoghi di incontro e socializzazione dei cittadini più giovani. Un confronto che ha favorito la creazione di una rete di soggetti che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile delle nostre città e lavorano affinché bambini e ragazzi abbiano un ruolo attivo e partecipe nei processi di cambiamento. 129 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 128 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi CAMPAGNA PICCOLA GRANDE ITALIA linee d’azione 1 2 ll 72% degli oltre 8mila comuni italiani conta meno di 5mila abitanti. Una parte dell’Italia dove vivono 10 milioni e mezzo di cittadini e che rappresenta oltre il 55% del territorio nazionale, composto da zone di pregio naturalistico, parchi e aree protette. Questi 5.835 piccoli centri non solo svolgono un’opera insostituibile di presidio e cura del territorio, ma sono portatori di cultura, saperi e tradizioni, oltre che luoghi di sperimentazione e fattori di coesione sociale, caratterizzati da straordinaria varietà ambientale e dall’inestimabile patrimonio storico e artistico custodito. Ricchezze ad oggi poco note e perciò da valorizzare. Per assicurare un futuro a questa parte del Paese, Legambiente ha promosso dal 2001 PiccolaGrandeItalia, una campagna il cui obiettivo è tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini che vivono in questi centri, valorizzando le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che essi custodiscono e combattendo la rarefazione dei servizi e lo spopolamento che colpiscono questi territori, affinché non esistano aree deboli, ma comunità messe in condizione di competere. La campagna ha ricevuto più volte il plauso dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Con questa campagna Legambiente vuole promuovere scambi e interazioni strategiche tra i piccoli comuni. Per questo chiede alle amministrazioni che Carta di intenti della PGI condividono la stessa visione di sviluppo e tutela del territorio di entrare a far parte I piccoli comuni che aderiscono a Piccola Grande Italia si impegnano ad attuare azioni concrete nei seguenti della nascente Rete di PiccolaGrandeItalia, settori: per esprimere e condividere esperienze ed 1) Qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio eccellenze, per costruire un futuro che fac2) Acqua ed energia pulita cia della tutela dell’ambiente il cuore di un 3) Rifiuti progetto di sviluppo. Per aderire alla Rete 4) Mobilità è necessario sottoscrivere una Carta d’In5) Economie sostenibili tenti, dieci punti strategici che definiscono 6) Innovazione tecnologica e dei servizi impegni precisi da prendere per l’intero 7) Istruzione mandato, obiettivi misurabili e raggiungibili 8) Lavoro giovanile 9) Associazionismo e solidarietà sui temi dell’acqua, energia, rifiuti, mobilità, 10) Partecipazione attiva alla rete dei piccoli comuni istruzione, servizi, lavoro, qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio. La Rete nel 2009 è in evoluzione, nel 2009 i piccoli comuni coinvolti nelle tappe di preparazione e di lancio sono circa 200. Nel 2009 inoltre nell’ambito di PiccolaGrandeItalia è stata organizzata la VI edizione di Voler Bene all’Italia, la festa dei piccoli Comuni, e la partecipazione al Premio Cultura di Gestione di Federculture. Giunto nel 2009 alla quinta edizione, il Premio Cultura di Gestione premia le migliori esperienze nell’offerta, nella valorizzazione della cultura e del territorio. Il Premio è realizzato da Federculture in collaborazione con il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Conferenza delle Regioni, l’ANCI, l’UPI, Legautonomie, Legambiente, CTS – Centro Turistico Studentesco e Giovanile e il Comune di Torino. I vincitori sono stati premiati durante una cerimonia a Torino il 27 febbraio 2009, in occasione della V Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo alla presenza di rappresentanti delle amministrazioni locali e delle istituzioni nazionali che hanno promosso l’iniziativa. Tra i premi speciali dell’evento, il Premio Piccola Grande Italia di Legambiente vuole valorizzare quelle realtà territoriali minori che si distinguono nella gestione e nella salvaguardia della cultura con progetti innovativi. Il premio nel 2009 è andato alla rete Museipiceni, nata per tutelare e promuovere il patrimonio museale civico dei comuni aderenti, che con il progetto Museo e Territorio ha messo in relazione i luoghi del museo diffuso con le realtà economiche e produttive del territorio, all’interno di un sistema articolato di beni e servizi. Museipiceni ha saputo coniugare infatti tutela, sviluppo, fruizione, accessibilità unendo in una rete il polo museale a 17 imprese, 11 del settore di artigianato-artistico e 6 imprese agricole, promuovendo itinerari inusuali in aree territoriali poco note. Nell’ambito di PiccolaGrandeItalia vengono ogni anno organizzati campi di volontariato nei piccoli comuni, per tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei piccoli centri e valorizzarne le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che custodiscono. Nel 2009 sono stati organizzati 11 campi a cui hanno partecipato 109 volontari. CAMPAGNA SALVAITALIA linea d’azione 1 Legambiente promuove la campagna SalvaItalia, dedicata alle aree del nostro Paese che sono penalizzate da fenomeni di degrado ambientale e sociale. Obiettivo della campagna è realizzare, attraverso attività di coinvolgimento, informazione e sensibilizzazione di soggetti economici e istituzionali presenti sul territorio, progetti di recupero e riutilizzo di aree compromesse o in stato di abbandono. Zone pregiate dal punto di vista naturalistico che sono restituite alla fruizione dei cittadini. Le iniziative messe a punto in questa campagna hanno come minimo comune denominatore il fatto di riguardare aree caratterizzate da forte degrado ambientale e sociale, su cui si valuta la fattibilità di progetti di risanamento e riutilizzo attraverso attività di fund raising. SalvaItalia è anche uno strumento per diffondere la cultura della legalità e per favorire tutte le sinergie possibili tra società civile, imprese e istituzioni impegnate in territori difficili, di frontiera, nei quali Legambiente mette a disposizione la propria esperienza di cittadinanza attiva per la difesa dei diritti e dell’ambiente. Attraverso la campagna SalvaItalia, Legambiente si propone di: • coinvolgere enti locali, agricoltori, allevatori, mondo scientifico, imprenditori locali, associazioni, cittadini e case editrici per istituire oasi protette; • sorvegliare il territorio contro bracconaggio, inquinamenti e discariche abusive; • migliorare l’habitat naturale, rendere fruibili le aree protette mediante strutture adatte ad ospi- Qualità culturale dei territori • la realizzazione di iniziative sulla salvaguardia dei presìdi scolastici nei piccoli comuni, tramite dibattiti e incontri di gemellaggio con scuole di città, realizzati in circa 10 regioni in occasione della giornata nazionale Piccoli comuni, Grande Scuola (7 maggio). 131 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 130 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * SalvaItalia nel 2009: • attività di implementazione del progetto Il giardino del lavoratore a Bari. Si tratta della riqualificazione di un’area abbandonata alla periferia della città, in un quartiere situato all’interno di una zona industriale, un’area che era stata destinata ad una scuola mai costruita. Il progetto è stato inaugurato nel maggio 2010. Partner del progetto sono il Comune di Bari e le municipalizzate Amiu e Amgas che hanno curato gratuitamente la pulizia dell’area, con la sponsorizzazione di Telecom Italia e Bialetti. Il progetto è stato realizzato, sempre gratuitamente dallo studio Bdf Architetti. L’area, di 87 metri quadri, è stata sistemata con giochi per bambini, panchine, cestini portarifiuti e pannelli fotovoltaici; • ripresa dei lavori a Siculiana Marina (Ag), progetto di recupero di un’area naturalistica di pregio che ricade in un terreno confiscato alla mafia, confinante con un’oasi del Wwf. L’area sarà affidata per la gestione a una associazione locale composta da Legambiente Sicilia, Wwf e Marevivo. Oltre a mettere in luce la rilevanza naturalistica di quest’area, il progetto vuole rendere partecipata la conservazione e la fruizione del territorio da parte dei singoli cittadini, di famiglie e di scuole. L’area sarà infatti destinata anche ad attività di educazione ambientale. CAMPAGNA SALVALARTE linea d’azione 1 Salvalarte, che si svolge dal 1996, è la veterana tra le iniziative di Legambiente nel settore beni culturali. Duplice il suo obiettivo: segnalare le emergenze monumentali più a rischio per attivare i meccanismi per il loro recupero e far conoscere, promuovere e valorizzare anche quei beni culturali minori, meno conosciuti, al di fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al grande pubblico, ma non per questo meno importanti. Salvalarte rappresenta un’occasione per far crescere la consapevolezza nei cittadini, in particolar modo negli studenti, dell’importanza che il patrimonio culturale ha per la crescita economica del Paese; per denunciare gli scempi e recuperare al degrado pezzi d’arte unici; per attivare restauri e restituire alla cittadinanza la fruizione di un monumento, inaugurare e scoprire nuovi itinerari d’arte. Per quasi due mesi la carovana di Salvalarte attraversa ogni anno più di 15 regioni da nord a sud d’Italia con la partecipazione di cittadini, amministratori, soprintendenti, giornalisti, bambini e studenti, in tantissime iniziative, visite guidate, inaugurazioni, dibattiti, giochi, conferenze stampa. In questi anni Salvalarte ha segnalato quasi 900 beni culturali a rischio e da valorizzare, inoltre è riuscita a sottrarre al degrado e restaurare 30 opere d’arte. * L’edizione 2009 di Salvalarte: • lancio del concorso ManiFactory in collaborazione con Richard Ginori, un concorso di idee per la produzione di oggettistica in porcellana aperto a giovani talenti italiani, che si chiuderà nel 2010; • 2 convegni: • Arte Comunicazione Territorio Formazione Impresa – Le accademie di Belle Arti e il Made in Italy, Milano, 8 maggio (150 partecipanti); • Chimica Verde e restauro, Ferrara, 26 marzo (200 partecipanti); • 10 tappe sul territorio, conferenze stampa nelle Accademie di Belle Arti, 15 Circoli coinvolti; • 150 riprese sulla stampa, 10 sui telegiornali. Nell’ambito di Salvalarte si sono svolte anche altre attività: • decalogo Salvalarte; • campi di volontariato Salvalarte. Il decalogo Salvalarte è un codice di comportaIl Decalogo Salvalarte mento responsabile per la valorizzazione, tutela • Richiedere e ricevere informazioni sulla sito e fruizione dei luoghi e siti culturali. Tirato in prima della visita. 12mila copie, esso contiene anche i principi del• Preferire operatori e guide locali. la Carta Italia del turismo sostenibile stilata da • I visitatori hanno diritto di conoscere preventiAitr (Associazione Italiana Turismo Responsabivamente, attraverso appositi comunicati e avvisi, le) di cui Legambiente, assieme ad altri soggettutte le informazioni (chiusura di sale, prestiti o ti, è socio fondatore. restauri di opere d’arte, prezzo di ingresso e orari Il decalogo nasce dall’esigenza di responsabidi apertura, regole varie). lizzare il settore turistico sull’importanza strate• Graffiti e scritte su opere e su muri costituiscono gica del nostro patrimonio, unico vero, irriprodanni gravi al patrimonio culturale e rappresentano ducibile valore aggiunto. gesti incivili e idioti. Un turismo distratto e irresponsabile ha spes• Non usare mai il flash per fotografare opere d’arte. so un impatto negativo sulla conservazione del Chiedere sempre l’autorizzazione al personale di vigilanza. patrimonio storico-artistico, sulla tutela delle risorse culturali e del territorio, perciò solo la • Segnalare qualsiasi problema riscontrato. Ogni segnalazione è un contributo alla salvaguardia ed condivisione degli impegni e delle responsabialla corretta fruizione dei beni culturali. lità tra visitatori, operatori del settore, comu• Tenere a mente che il diritto di fruizione dell’openità ed Enti Locali può favorire l’adozione di ra d’arte appartiene anche ai compagni di visita e, comportamenti appropriati per una corretta soprattutto, alle future generazioni. Evitare, dunfruizione, tutela e valorizzazione dell’immensa que, qualsiasi azione molesta (schiamazzi, moviricchezza di arte, natura e cultura custodita dal menti inadatti, vociare eccessivo) o inidonea al nostro Paese. luogo. I campi di volontariato di Salvalarte sono fi• La gastronomia di un luogo è parte integrante nalizzati al recupero e alla salvaguardia di della sua storia. Scegliere sempre prodotti locali e piatti tipici, non consumare i pasti nei luoghi beni culturali. Questi campi prevedono un d’arte, non gettare a terra nessun rifiuto. momento iniziale di studio e formazione teo• Preferire i percorsi pedonali o i mezzi pubblici: il rica con lezioni e incontri tenuti da personatraffico automobilistico è una delle fonti principale le specializzato (addetti delle Soprintendenze di degrado dei beni culturali. Archeologiche, docenti di archeologia e storia • Dopo la visita diventare Ambasciatori del luogo. dell’arte, restauratori) che illustrano la storia e le problematiche legate al monumento o al sito archeologico oggetto dell’attività del campo, introducendo le prime nozioni di base sulle tecniche di scavo archeologico e stratigrafia, catalogazione e riconoscimento dei reperti, restauro e conservazione. Qualità culturale dei territori tare i visitatori, con sentieri attrezzati, camminamenti, pannelli esplicativi, sviluppando forme di occupazione legate alla natura; • realizzare progetti di educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità locali per sviluppare la conoscenza e il rispetto del territorio; • riqualificare le periferie delle città, con interventi che permettano ai cittadini di riappropriarsi degli spazi comuni; • diffondere la cultura della legalità e del rispetto degli spazi pubblici. 133 OBIETTIVI > OBIETTIVI > Qualità culturale dei territori 132 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Nel 2009 sono stati organizzati 12 campi Salvalarte e vi hanno partecipato 73 volontari. CAMPAGNA VOLER BENE ALL’ITALIA linee d’azione 1 2 Voler Bene all’Italia è il nome con cui Legambiente ha battezzato la giornata di festa dei e per i piccoli comuni, nell’ambito della campagna PiccolaGrandeItalia. Una festa che si ripete ogni maggio dal 2004 ed è realizzata sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il sostegno di un vasto Comitato Promotore trasversale costituito dalla stessa Legambiente, dalla Compagnia delle Opere e da altre 50 associazioni tra le più grandi in Italia. È una giornata di festa per tutti coloro che in questi luoghi vivono, un’occasione per scoprire i tanti gioielli che si nascondono dentro questa Italia poco nota. Voler bene all’Italia vede ogni anno l’adesione di migliaia di comuni, parchi, comunità montane, regioni e province, ma anche di scuole, associazioni di volontariato e molte altre realtà culturali e produttive locali. Un insieme variegato di istituzioni e soggetti territoriali, che per l’occasione si mobilitano all’unisono e aprono le porte dei loro borghi. Dal 2004 sponsor di Voler Bene all’Italia è Enel che contribuisce distribuendo lampadine a risparmio energetico, riduttori di flusso, favorendo in modo concreto la promozione di stili di vita più sostenibili, alimentando il dialogo e confronto con i cittadini. * Voler Bene all’Italia nel 2009: • 1.729 adesioni, di cui 1.373 amministrazioni comunali; • 568 comuni hanno presentato programmi e iniziative di festa proposte attivamente sul territorio. CLASSI PER L’AMBIENTE - STOP THE FEVER linea d’azione 3 Legambiente ogni anno elabora proposte educative per le scuole attraverso il suo braccio operativo Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale degli insegnanti, degli educatori e dei formatori ambientalisti. Ogni anno Legambiente Scuola e Formazione propone alle scuole e alle classi numerose proposte di lavoro: percorsi educativi e didattici per gli studenti e i loro insegnanti, tutte racchiuse nella Proposta Scuola. Prima della fine di ogni anno scolastico viene inviato a tutte le scuole un opuscolo con le proposte educative per l’anno successivo, le classi che aderiscono diventano Classi per l’ambiente e ricevono materiali e kit didattici per intraprendere i percorsi educativi tematici. Le classi possono aderire anche attraverso i Circoli di Legambiente, iniziando così un percorso di collaborazione sul territorio. Per l’anno 2008/2009 e per l’anno 2009/2010 il filo conduttore delle proposte per le scuole è stata la campagna Stop the Fever, che ha l’obiettivo di spingere istituzioni e cittadini a fare qualcosa di concreto per ridurre l’effetto serra. Le classi che hanno partecipato a questa proposta hanno sottoscritto un patto per ridurre le proprie emissioni di CO2 attraverso l’adozione di stili di vita ecocompatibili e concentrate sul proprio territorio locale. Le classi nel kit didattico ricevono anche delle schede di contabilizzazione per verificare quanta CO2 producono e/o risparmiano in ogni azione che fanno (dalla raccolta dei rifiuti al trasporto) suggerendo poi azioni ecosostenibili da intraprendere per ridurre l’effetto serra. Tra le attività della Proposta scuola 2009/2010, c’è anche la partecipazione al Premio Libro per l’Ambiente, concorso rivolto all’editoria per ragazzi a tematica ambientale. I ragazzi delle scuole primarie e secondarie di I grado entrano a far parte della giuria popolare di ragazzi che seleziona i libri vincitori del premio. Un’esperienza di protagonismo dei ragazzi che ha dimostrato di essere un importante laboratorio di lavoro interdisciplinare e di motivazione all’uso del libro come strumento di conoscenza e di benessere della persona. * Le classi per l’ambiente: • 1.013 adesioni nell’anno scolastico 2008/2009 (di cui 997 classi e 16 scuole) di cui 155 hanno rinnovato dall’anno precedente, per un totale di 19mila alunni coinvolti. 26 i circoli di Legambiente che hanno tesserato classi per l’ambiente; • 1.206 quelle iscritte all’anno scolastico successivo, di cui 140 hanno rinnovato, con circa 24mila alunni. 37 i circoli che hanno tesserato classi per l’ambiente; • 867 soci formatori (educatori o formatori) e 105 responsabili classi (insegnanti che hanno tesserato la propria classe come Classe per l’ambiente; • 29.859 gli opuscoli inviati alle scuole con la presentazione dei programmi educativi; • 4.289,56 kg di CO2 risparmiati grazie alle classi che hanno partecipato alla proposta scuola. CASTELLI DI PACE linea d’azione 2 Castelli di Pace rappresenta una rete di piccoli comuni di eccellenza che si impegnano insieme a Legambiente su un tema d’interesse e che insieme scelgono il fronte della sostenibilità. Oggi i piccoli comuni d’eccellenza sono 70 e si sono dotati di una propria carta dei valori. L’iniziativa ha l’intento di mettere in contatto tra di loro i piccoli comuni per favorire la condivisione di buone pratiche e rafforzare la circolazione di una cultura di pace nelle amministrazioni e sui territori. Castelli di Pace è anche un festival che si realizza l’estate e diventa il luogo di incontro dei comuni della rete. Aderiscono a Castelli di Pace i piccoli comuni che condividono la Carta dei Valori di Pace e Sostenibilità dei piccoli comuni e si impegnano a promuoverne e condividerne gli intenti sul proprio territorio, attraverso la Carta delle Azioni, che contiene tutte le possibili proposte che un comune può sottoscrivere, realizzando o promuovendo un progetto. Gli obiettivi dei singoli comuni si realizzano attraverso interventi mirati a migliorare sostenibilità e risparmio energetico delle attività che si svolgono sul territorio e che interessano tutta la comunità, grazie al confronto fra le singole esperienze dei vari partner, creando una linea d’azione Qualità culturale dei territori Le attività pratiche si occupano del recupero e il ripristino di monumenti e siti archeologici spesso abbandonati all’incuria e soffocati dall’inquinamento atmosferico, con un’attenzione particolare alla pulizia dei siti dalla vegetazione infestante e da eventuali rifiuti abbandonati. Inoltre i volontari sono impegnati per l’assistenza nella gestione dei luoghi di interesse culturale collegati al sito e per l’accoglienza e la guida dei visitatori. 135 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 134 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi DOSSIER ECOSISTEMA BAMBINO linea d’azione 3 Ecosistema Bambino è il dossier annuale di Legambiente sulle politiche per l’infanzia e per l’adolescenza adottate in 108 comuni italiani capoluoghi di provincia. Per dieci anni è stato incentrato sulla compilazione di una classifica delle amministrazioni virtuose, con questa edizione si è voluto modificarne il contenuto per diventare una vetrina delle buone pratiche per metter in luce quanto di buono viene realizzato per i giovani e bambini nelle nostre città. Un raccoglitore di idee, dunque, dedicato alle proposte per e con i ragazzi per dare spazio a piccoli comuni e grandi città, a piccole iniziative e grandi progetti per dimostrare che è possibile mettere in campo politiche che diano attenzione ai giovanissimi e riconoscano loro lo status di cittadini in crescita, soggetti di diritto in grado di divenire adulti consapevoli e responsabili. Obiettivi di Ecosistema Bambino sono: • promuovere le politiche per i più giovani; • dare visibilità alle idee e ai progetti che favoriscono la cittadinanza dei bambini; • favorire la sinergia e il dialogo tra i soggetti educativi per elevare il livello di qualità culturale del nostro Paese; • valorizzare le buone pratiche che agevolano la socializzazione, l’accesso alla cultura, ai luoghi di incontro e confronto, agli spazi da autogestire tra coetanei e non. Per la stesura del dossier Legambiente rivolge a tutti i comuni italiani l’invito a presentare le proprie esperienze di iniziative e/o progetti realizzati nell’ultimo triennio o in corso di realizzazione, a favore dei giovani cittadini sui temi dell’ambiente e della cittadinanza attiva. In particolare le iniziative e/o i progetti riguardano le seguenti aree di Intervento: • ambiente e natura: finalizzati alla sensibilizzazione, all’informazione sul rapporto bambinoambiente naturale in tutte le sue componenti, con particolare riferimento ad azioni che mettano in relazione le giovani generazioni con le qualità naturali del territorio; • ambiente urbano: finalizzati alla promozione dell’interazione dei ragazzi con gli spazi urbani per favorire esperienze di socializzazione e di appropriazione conoscitiva della città (mobilità, sicurezza, aggregazione...); • cultura e territorio: finalizzati alla partecipazione e all’accesso a servizi e iniziative per la formazione del cittadino (biblioteche, rassegne di teatro e cinema, mostre); • intercultura: indirizzati all’accoglienza, ai processi di integrazione e scambio, alla conoscenza dell’altro. * L’edizione 2009 di Ecosistema Bambino: • 44 i comuni partecipanti ad Ecosistema Bambino 2009, di cui 36 capoluoghi di provincia e 8 piccoli comuni; • 1.302 i progetti inviati; • 140 kg di materiale cartaceo ricevuto; • quasi 2 milioni i giovanissimi potenzialmente coinvolti dai progetti: circa 800mila sono under 14; 950mila quelli sotto i 18 anni; • 16 comuni rappresentati ad Urbino per l’evento conclusivo (Urbino, Torino, Cuneo, Novara, Cremona, Crotone, La Spezia, Livorno, Ravenna, Siena, Colmurano (MC), Cossignano (AP), Pandino (CR), Trento, Modena e Pesaro). Questo workshop, dal titolo Le città che fanno bene ai bambini ha visto la partecipazione di 4 Sindaci (Urbino, Pesaro, Crotone e Cossignano), 14 Assessori [Urbino, Pesaro, Livorno, Modena, Pandino (CR), Torino, Cuneo, Ravenna, Cremona, Colmurano (MC), Crotone, Novara, La Spezia], 18 funzionari e tecnici comunali, 20 educatori ed animatori che operano nel terzo settore. Le assenze: 5 le regioni non rappresentate: Umbria, Molise, Campania, Basilicata e Sardegna. DOSSIER ECOSISTEMA SCUOLA linea d’azione 3 Ecosistema Scuola è l’indagine annuale Ecosistema Scuola 2009 sulla situazione dell’edilizia e dei servizi • Il 55% degli edifici scolastici è stato costruito prima scolastici italiani nei comuni capoluogo di del 1974, il 38% ha urgente necessità di manutenzioprovincia e nelle relative province che Lene, il 44% ha la certificazione antincendio, il 57% ha gambiente stila dal 2001. Obiettivo di quele scale di sicurezza, il 12% ha amianto. sto dossier è monitorare le scuole italiane, • La raccolta differenziata è praticata nel 94% delle verificare quanto le amministrazioni locali scuole. Il 77% delle mense scolastiche serve pasti parabbiano lavorato per migliorare le condizialmente biologici. Il 79% possiede spazi verdi. zioni di vita delle scuole da un punto di • La città di Prato ha i migliori edifici e migliori servizi vista strutturale e di sostenibilità, e di senscolastici, seguita da Biella, Terni, Lecce, Forlì, Livorno, sibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioParma e Firenze. ni sulle problematiche legate alla sicurezza degli edifici scolastici. Con Ecosistema Scuola si vuole anche cercare di superare l’isolamento e la chiusura del sistema scuola rispetto al territorio, e valorizzare pratiche ecocompatibili ed esperienze virtuose. Il dossier viene stilato utilizzando dati raccolti attraverso un questionario che viene inviato ai comuni e alle province, ai presidenti e assessori competenti in materia. I dati raccolti sono verificati con i Circoli o i Regionali di Legambiente in caso di anomalie, e utilizzati per stilare una graduatoria finale. Il dossier viene rilanciato tramite i Regionali con comunicati stampa e graduatorie locali. Qualità culturale dei territori comune per affrontare le sfide della globalizzazione e la dipendenza dalle fonti di energia non rinnovabili. Nel 2009 il Festival Castelli di Pace si è svolto Carta delle Azioni di Castelli di Pace dal 30 luglio al 2 agosto a Reggio Calabria, con molti eventi quali teatro di strada, mer• Campagne informative per la cittadinanza. catino equo e solidale, concerti e ogni giorno • Promozione concreta del risparmio: idrico, enerun aperitivo tematico (Pace e Natura, Pace getico, termico, riciclaggio dei rifiuti, turismo sostee Migranti, Pace e Legalità). Castelli di Pace nibile. è anche una piattaforma di associazioni che • Interventi per ottimizzare la gestione dell’amministrazione pubblica: conversione dei mezzi pubblici promuovono questi valori e che è in dialogo verso soluzioni più pulite, controllo e ottimizzazioaperto con la tavola della Pace, con l’Arci, ne delle mense, promuovere il risparmio energetico con le ACLI e con i Comuni Solidali e i conell’illuminazione pubblica e la riduzione dei consumuni virtuosi, oltre che con istituzioni locali mi, introduzione di un nuovo regolamento edilizio e pacifiste come l’Accademia della Pace delle degli acquisti verdi. Alpi Apuane. Sono luoghi simbolo di Castelli • Approvazione di un percorso di pace. di Pace i comuni della lunigiana organizzati in rete per progetti europei sul’efficienza energetica, i comuni dell’Irpinia che portano avanti politiche di inclusione culturale e integrazione, il comune di Monsano nelle Marche che realizza il trasporto pubblico con il biodiesel o il comune di Colorno che realizza percorsi di pace nelle scuole e il piedi bus per il percorso casascuola-casa. 137 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 136 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * L’edizione 2009 di Ecosistema Scuola: • il questionario è stato inviato a 119 comuni, 95 i questionari restituiti (tasso di risposta 80%); • il questionario è stato inviato a 110 province, 62 questionari restituiti (tasso di risposta 56%); • il dossier è stato presentato durante un convegno in collaborazione con Edison nell’ambito del progetto Kyoto anch’io – La scuola amica del Clima, alla presenza di rappresentanti del ministero della Pubblica Istruzione. FORMAZIONE AMBIENTE E NEWSLETTER SCUOLA E FORMAZIONE linea d’azione 3 Formazione Ambiente è il quadrimestrale di approfondimento sugli argomenti che investono gli ambiti della scuola, della formazione e dell’ambientalismo. Pubblicato dal 1993, é rivolto a insegnanti ed educatori che hanno a cuore le tematiche ambientali e aderiscono a Legambiente in qualità di soci formatori o alle proposte educative di Classe per l’ambiente. La rivista ha svolto in questi anni l’importante ruolo di: • alimentare la discussione a più voci sui problemi e le prospettive dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile e dell’educazione scientifica; • favorire l’approfondimento teorico-metodologico delle questioni educative più attuali; • elaborare analisi critiche delle politiche scolastiche; • presentare esperienze significative e buone pratiche in campo educativo. La rivista ospita interventi e contributi di ricercatori ed esperti del mondo scolastico ed universitario e di rappresentanti delle associazioni e degli enti locali, favorendo il confronto sui temi affrontati. Tra gli strumenti di comunicazione elaborati per comunicare con insegnanti ed educatori vi è la newsletter per dare aggiornamenti e commenti su notizie attuali di politica scolastica, novità normative, progetti educativi, campagne di mobilitazione a sostegno della scuola pubblica, appuntamenti utili per insegnanti e formatori come corsi di aggiornamento, concorsi didattici, convegni, giornate di volontariato ambientale per le scuole. * Formazione Ambiente nel 2009: • 3 numeri pubblicati (un numero doppio a settembre); • tiratura media 1.800 copie. Spedita in abbonamento ai soci Scuola e Formazione di Legambiente (circa 1.000), ai Circoli e ai CEA e distribuita in occasione di convegni e seminari; • circa 3mila gli iscritti alla newsletter, che hanno ricevuto 7 numeri nel 2009. FORMAZIONE PER INSEGNANTI ED EDUCATORI linea d’azione 3 Legambiente ha sempre dedicato particolare attenzione alla formazione degli insegnanti che partecipano ai progetti didattici e percorsi educativi e agli educatori che operano nel campo dell’educazione informale ed informale, all’interno dei CEA e nelle strutture territoriali dell’asso- ciazione (Circoli, Regionali). Le attività di formazione in questo ambito sono coordinate dall’associazione professionale Legambiente Scuola e Formazione, riconosciuta dal ministero dell’Istruzione come ente qualificato per la formazione del personale scolastico (DM 177/2000, decreto 6/10/2005), che progetta, organizza e gestisce attività di aggiornamento professionale per gli insegnanti e percorsi formativi e di aggiornamento per educatori ed animatori ambientali e scientifici, in presenza e online, su questioni metodologico-didattiche e approfondimenti tematici e culturali. Molte iniziative di formazione sono aperte sia ad operatori scolastici che extrascolastici, per favorire il confronto tra educatori che operano in ambiti diversi. Frequente è anche la collaborazione e la partecipazione di rappresentanti di enti locali e associazioni, coinvolti nei progetti e campagne in favore dell’infanzia/adolescenza e della scuola. L’associazione collabora, inoltre, con scuole, enti nazionali e locali, altre organizzazioni pubbliche e private, aziende, per progetti di formazione e di sensibilizzazione del personale che sostengano azioni di sviluppo locale sostenibile su varie tematiche: cambiamenti climatici, questioni energetiche, conservazione della biodiversità, gestione e risparmio delle risorse naturali, aree protette, promozione della cittadinanza attiva. Tra le tipologie di attività formative svolte, ritroviamo sia appuntamenti nazionali che locali, articolati in momenti convegnistici e incontri seminariali a numero chiuso, caratterizzati soprattutto da lavori di gruppo e laboratori sul campo. * Le attività di formazione per insegnanti ed educatori nel 2009: •realizzati 3 convegni e 2 corsi di formazione nazionali e 6 corsi di formazione locali; •erogate 129 ore di formazione in totale; •alla formazione hanno partecipato in tutto 428 persone; •i corsi e convegni sono stati organizzati con la collaborazione di 26 soggetti tra enti e associazioni. GIORNATE DELL’INTERDIPENDENZA linea d’azione 1 Le Giornate dell’Interdipendenza, un’iniziativa ideata negli Stati Uniti dal politologo Benjamin Barber e dalla sua associazione Civ-World, sono laboratori di formazione rivolti ai giornalisti, agli addetti ai lavori, e a coloro che si interessano di tematiche legate alla globalizzazione, lo sviluppo e la cooperazione. Scopo principale di questo evento è di aiutare a leggere e capire meglio, al di là degli stereotipi, temi di forte attualità e di far crescere nell’opinione pubblica, nel mondo dell’informazione e della cultura, la consapevolezza che solo nel segno dell’interdipendenza – tra le persone, i popoli, i governi, le culture, le religioni – sia possibile affrontare i grandi problemi del presente. Le giornate dell’Interdipendenza sono nate nel 2003 come diretta conseguenza degli eventi dell’11 settembre 2001. In Italia sono state organizzate con regolarità dal 2006 da Legambiente, Acli, Comunità di Sant’Egidio e dal Movimento Politico per l’Unità; dal 2008 ai promotori si è aggiunta FOCSIV Volontari nel mondo. I temi delle precedenti edizioni sono stati: • 2006: Noi e L’Islam • 2007: Cina-Europa, una nuova via della seta • 2008: Conosciuta, sconosciutissima Africa L’edizione 2009 ha avuto come ospite principale l’iniziatore dell’evento, Benjamin Barber, e il Qualità culturale dei territori Ecosistema Scuola è stata la prima indagine sul tema, e l’eco che questa ricerca ha avuto è stata da motore e stimolo per il ministero della Pubblica Istruzione ad occuparsi del problema e a lavorare, da alcuni anni ormai, all’Anagrafe scolastica, ancora incompleta. 139 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 138 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * L’edizione 2009 delle Giornate dell’Interdipendenza: • si sono svolte a Firenze il 29 e il 30 ottobre 2009; • sono state organizzate insieme a ACLI, Movimento politico per l’unità (Focolari), Comunità di Sant’Egidio, FOCSIV, in collaborazione con la Regione Toscana e il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, con il patrocinio del Comune di Firenze e la Federazione Nazionale Stampa Italiana; • in programma un seminario formativo, 3 sessioni di lavoro tematiche, un evento pubblico aperto alla città di un giorno; • 50 gli addetti ai lavori partecipanti, 15 i relatori nazionali e internazionali; • 20 articoli pubblicati di approfondimento sul tema. JEY linea d’azione 3 JEY è la rivista bimestrale rivolta alle Classi per l’ambiente, i gruppi di ragazzi di Legambiente. Nasce nel 1993 come Legambiente Ragazzi e nel 2000 la testata diventa Jey, il giornale che arriva in abbonamento a tutti i soci junior e alle classi che aderiscono ai percorsi educativi di Legambiente. Jey è un giornale per ragazzi curato da Legambiente Scuola e Formazione in cui molti degli articoli pubblicati sono il frutto del lavoro di una redazione composta da under 14. Obiettivi di Jey sono: • parlare di ambiente e ambientalismo ai giovanissimi cercando di stimolarne la curiosità e il senso critico; • fornire informazioni sugli appuntamenti associativi, le iniziative, le campagne ma anche sulle novità cinematografiche del momento, sugli ultimi libri per ragazzi usciti in libreria, sulle novità provenienti dall’universo della musica e dei video-giochi, su mostre e musei da non perdere, e tutto ciò che riguarda il mondo giovanile. * La rivista Jey nel 2009: • ha raggiunto in abbonamento postale: • 400 scuole e 2.825 soci under 14 nei mesi di gennaio - febbraio; • 566 scuole e 2.558 soci under 14 nei mesi di marzo - aprile e maggio - giugno; • 610 scuole e 2.510 soci under 14 nei mesi di settembre - ottobre; • 703 scuole, 573 circoli di Legambiente e 2262 soci under 14 nei mesi di novembre - dicembre; • sono stati pubblicati 140 articoli; • hanno collaborato 90 redattori tra adulti e ragazzi. PREMIO LIBRO PER L’AMBIENTE linea d’azione 1 Il Premio Libro per l’Ambiente è un progetto promosso da Legambiente e da La Nuova Ecologia, al quale annualmente aderiscono enti locali, istituzioni, enti parco, enti di ricerca, istituzioni scolastiche e formative. Avviato nel 1998 e giunto nel 2009 alla sua XI edizione, si propone di promuovere una relazione innovativa tra libro e giovani lettori, attraverso un concorso per l’editoria di qualità a carattere ambientale rivolto ai ragazzi, il cui esito è determinato dalla partecipazione effettiva di più di 2mila piccoli lettori che ogni anno ne costituiscono la Giuria. Il premio nazionale Libro per l’Ambiente è un’iniziativa che vuole valorizzare l’editoria per ragazzi su tematiche ambientali, rendendolo un premio unico in Italia. Ad accentuarne maggiormente la peculiarità è la giuria, costituita esclusivamente da ragazzi e ragazze i quali, dopo aver letto i volumi selezionati da una giuria di esperti, determinano con il loro voto i vincitori. Si tratta per questo di un’iniziativa culturale apprezzata dagli addetti ai lavori e non solo, sia per l’argomento, sia per il protagonismo che i ragazzi esprimono nel determinarne gli esiti. Obiettivi dell’iniziativa sono: • promuovere un rapporto nuovo e alternativo tra libro e giovani lettori all’interno del sistema scolastico e del sistema di socializzazione dei bambini, nonché nei servizi pubblici ad essi destinati, favorire politiche e strumenti volti a correlare la lettura dei ragazzi con la salvaguardia dell’ambiente; • valorizzare e promuovere il territorio nella sua globalità, nonché i rapporti tra costa ed entroterra; • diffondere, premiare e sostenere la letteratura a tematica ambientale. Il Premio è articolato in una sezione Narrativa ed in una sezione Divulgazione Scientifica. Case editrici, autori, illustratori, enti locali ed enti parco, scuole aderiscono al bando pubblicato annualmente candidando volumi editi nei due anni precedenti. Una giuria nazionale di esperti di editoria per ragazzi seleziona tre volumi finalisti per le due sezioni. I volumi selezionati sono proposti alla lettura libera di gruppi di bambini e ragazzi all’interno delle scuole, nelle biblioteche, nelle associazioni delle comunità che istituzionalmente aderiscono al Premio. La lettura è dunque accompagnata da un progetto educativo che costituisce parte importante delle offerte formative. * Il Premio Libro per l’ambiente 2009: • nell’edizione 2008/2009 sono state 45 le case editrici per ragazzi che hanno concorso al Premio inviando complessivamente 77 volumi; • 48 le scuole coinvolte, 120 classi, per circa 2.500 studenti; • 3 le conferenze stampa dedicate all’iniziativa, 5 i comunicati stampa; • i libri sono stati premiati in una festa finale, il 19 maggio 2009, in cui gli autori e la giuria popolare degli alunni delle scuole aderenti al Premio si sono incontrati per decretare i libri vincitori del concorso; • i vincitori 2008/2009 sono stati: • Angela Ragusa, Luci di mezzanotte - Piemme (Il battello a vapore) per la Sezione Narrativa; • Al Gore, Una scomoda verità: la crisi del riscaldamento globale – Rizzoli per la Sezione Divulgazione Scientifica; • a settembre si è aperta la XII edizione, con 53 case editrici coinvolte e 115 volumi inviati. Qualità culturale dei territori tema discusso è stato La globalizzazione alla prova dell’Interdipendenza, ovvero il tema dell’interdipendenza è stato affrontato nelle sue coordinate generali, attraverso le principali sfide di oggi: la crisi economica, la crisi ambientale, l’urgenza della pace, nella dimensione delle città del terzo millennio. 141 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Qualità culturale dei territori 140 OBIETTIVI > Qualità culturale dei territori PROGETTO LA SCUOLA ADOTTA UN COMUNE Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linee d’azione 2 3 Le scuole insediate nei piccoli comuni soffrono spesso di difficoltà educative ed organizzative provocate da motivi diversi, dal turn over di docenti e dirigenti alla povertà delle strumentazioni e degli arredi, alla diffusa presenza di pluriclassi. Sono scuole a rischio, perché spesso isolate e deboli. Eppure sono quasi sempre l’unico luogo di aggregazione di questi paesi, a cui si chiede di soddisfare tutti i bisogni di socialità dei bambini e degli adolescenti. Per promuovere la conoscenza dei piccoli comuni e favorire un turismo scolastico alternativo, Legambiente ha promosso il progetto La scuola adotta un comune finalizzato a promuovere gemellaggi scolastici e scambi di visite tra scuole di città e scuole di piccoli comuni. Si tratta di una nuova forma di turismo educativo attraverso il quale si vuole portare migliaia di bambini e ragazzi, abituati a vivere nelle grandi città, a contatto con la varietà e la diversità delle tante realtà territoriali che fanno unico al mondo il nostro Paese. Inoltre questo progetto vuole favorire la conoscenza, da parte delle famiglie, delle opportunità che le realtà dei piccoli centri offrono, vuole facilitare il superamento dell’isolamento culturale in cui vivono i bambini ed i ragazzi dei piccoli comuni. Si può aderire a La scuola adotta un comune attraverso i gemellaggi con soggiorni educativi nei piccoli comuni per le classi delle città. Tali visite potranno svolgersi o in occasione dei viaggi di istruzione o in momenti successivi, anche estivi, con il coinvolgimento diretto delle famiglie. L’ospitalità può essere organizzata presso strutture pubbliche, private o famiglie, che il comune riterrà più idonee. Le proposte di gemellaggi con soggiorni educativi sono promosse attraverso la Guida alla scoperta dei piccoli comuni, che raccoglie e viene inviata alle scuole e classi che aderiscono ai programmi di educazione ambientale di Legambiente. Con lo stesso spirito Legambiente organizza dal 2009 Piccoli Comuni, Grande Scuola, la giornata nazionale dedicata alle scuole dei piccoli comuni realizzata nell’ambito della Festa dei piccoli comuni Voler bene all’Italia. Un appuntamento che vede le scuole di città gemellarsi con altrettante scuole dei piccoli comuni per condividere momenti di conoscenza del territorio e di laboratorio sull’ambiente oltre alle tradizioni locali. * La scuola adotta un comune nel 2009: • 12 sono stati le regioni in cui si svolti gli incontri tra le scuole dei piccoli comuni e quelle di città: Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto; • 30 sono stati i piccoli comuni che hanno ospitato le scuole di città; le scuole coinvolte sono state quindi in tutto 60 di cui 30 dei piccoli comuni e 30 di città; • nell’ambito dell’evento Piccoli Comuni, Grande Scuola, che si è tenuto il 17 aprile, sono stati organizzati spettacoli folklorisitici, visite a impianti fotovoltaici, visite culturali nei piccoli borghi. PROGETTO SCUOLA WEB AMBIENTE linea d’azione 3 Scuola Web Ambiente è un progetto realizzato dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione scientifica di Legambiente. Scuola Web Ambiente offre agli studenti delle scuole primarie e secondarie la possibilità di costruire una comunità virtuale, grazie alla messa a disposizione di uno spazio web per ogni classe partecipante, per monitorare il proprio territorio e proporre azioni concrete in difesa dell’ambiente. Grazie a questo progetto le classi possono approfondire – con l’aiuto degli insegnanti – le tematiche ambientali attraverso interviste, inchieste e lavori di gruppo. Il sito web costituisce uno spazio aperto e interattivo dove le classi possano esprimere la loro creatività, dialogare con altre scuole mediante il forum, inserire commenti, foto, news e consigli su tematiche ambientali. Tra gli obiettivi che si vogliono perseguire: • riflettere sull’utilizzo del web come strumento didattico; • costruire linguaggio e strategie didattiche comuni intorno all’educare alle competenze di cittadinanza; • stimolare il lavoro in rete fra i docenti per uno scambio sulle buone pratiche da attivare; • coinvolgere gli insegnanti in un percorso formativo sulle competenze di cittadinanza e implementare una rete di classi intorno ad un progetto comune. I primi mesi sono stati dedicati all’avvio del progetto. Le attività formative inizieranno nel 2010 con due corsi di formazione on-line. RETE SCUOLE CAPACI DI FUTURO linea d’azione 3 La Rete delle Scuole Capaci di Futuro è una formula associativa rivolta non alla singola classe ma all’intera istituzione scolastica. Promossa come rete nazionale per favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze tra le scuole dell’autonomia e valorizzare il loro ruolo nei territori, la rete ha l’obiettivo di fornire strumenti e materiali, di farsi luogo d’incontro virtuale in cui è possibile dialogare e scambiarsi esperienze, riflessioni e proposte culturali e metodologiche. In particolar modo sono quattro le questioni che la Rete affronta e sostiene: • la progettazione del curriculum scolastico; • l’organizzazione degli istituti per favorire la costruzione di processi partecipativi e di condivisione nella scuola e nel rapporto di questa con il territorio; • la partecipazione della scuola in processi di sviluppo locale; • l’individuazione di standard di qualità anche in merito alla sicurezza delle strutture e all’igiene degli ambienti della scuola. La Rete diventa un importante strumento anche e soprattutto a livello locale. I Circoli Legambiente o i Centri di Educazione Ambientale possono utilizzare questo strumento associativo e organizzare incontri periodici per far aderire all’associazione le scuole con cui collaborano abitualmente, per metterle in rete, coordinarle per attività sul territorio, realizzare progetti didattici in rete, con attività di formazione, manifestazioni e prodotti finali comuni alle scuole partecipanti, e svolgere attività di ricerca e sperimentazione in rete, per esempio per la redazione di un POF (Piano dell’Offerta Formativa) di territorio. La Rete si rivolge in modo più ampio a un vasto numero di scuole che sono state coinvolte nelle campagne associative di Legambiente. * • • • • Rete scuole capaci di futuro nel 2009: 1.339 le scuole che hanno partecipato alla campagna Nontiscordardimé – Operazione scuole pulite; 300 le scuole che hanno partecipato alla campagna Festa dell’albero; 258 le scuole che hanno partecipato alla campagna Puliamo il mondo; 250 le scuole che hanno partecipato alla campagna Spiagge e fondali puliti. 143 Qualità culturale dei territori seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 142 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Realizzare e diffondere servizi, informazioni, analisi sugli scenari energetici, momenti di confronto e strumenti operativi rivolti al cittadino, alle istituzioni, alle imprese, con un’attenzione particolare al confronto e ai servizi finalizzati al risparmio e alla diffusione dell’uso delle rinnovabilianche tramite alleanze e accordi con tutti i soggetti sociali, economici e industriali impegnati in questi settori. 2.4.5 Modello energetico sostenibile Promuovere e affermare un modello energetico distribuito, efficiente e rinnovabile, che permetta di uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento, e faccia a meno del nucleare. È un obiettivo fondante e qualificante di Legambiente. La prospettiva di un modello energetico alternativo a quello attuale avrebbe un’incidenza positiva su più dimensioni del nostro vivere (ambientale, sociale, economica) oltre che significative e positive ricadute geopolitiche. Un modello energetico sostenibile indica la strada per diminuire le emissioni di gas serra, al fine di contrastare i cambiamenti climatici e gli iniqui e drammatici effetti già in atto. Inoltre, fa diminuire le emissioni inquinanti a salvaguardia della salute umana e dell’ambiente; non comporta rischi per le popolazioni; permette di produrre energia in modo diffuso e democratico, coinvolgendo i singoli e le comunità; diminuisce la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento delle materie prime (carbone, petrolio, uranio, gas) con un’incidenza positiva sulle relazioni internazionali e sui conflitti armati. E, se perseguito con convinzione, andrà a innovare il sistema produttivo del nostro Paese e costituirà per tante aree del mondo un’opportunità di uscita dalla povertà. . 3 Partecipare al movimento internazionale che si batte per un accordo vincolante per la riduzione dei gas serra. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: 100 piazze per il clima, Mettiamoci il sole in casa, Settimana Amica del Clima, SunDay • Iniziative di informazione: Rapporto Comuni Rinnovabili, Rapporto ON-RE, www.fonti-rinnovabili.it • Presìdi territoriali: Rete nazionale Sportelli Energia • Progetti, iniziative ed eventi: Gruppi di acquisto solare, KlimaEnergy Award, Partecipazione a fiere sull’energia e la sostenibilità ambientale, Progetto Myfuture ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Don’t nuke the climate, Parchi per Kyoto • Monitoraggio e informazione scientifica: Climate Change Perfomance Index • Lobby e vertenze: Partecipazione al vertice sul clima di Copenaghen Le linee d’azione e le attività di riferimento: 1 Elaborare e sostenere politiche innovative di breve e medio periodo per l’aumento dell’efficienza energetica nei diversi settori produttivi e strategici: energetico, industriale, agricolo, residenziale, trasporto delle persone e delle merci, rifiuti. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Per il clima contro il nucleare • Monitoraggio e informazione scientifica: Dossier 1miliardo 792 milioni di euro in fumo - l’autogol dell’Italia su Kyoto, Dossier Copenaghen - ultima chiamata per il clima, Rapporto Comuni Rinnovabili, Rapporto ON-RE Iniziative trasversali • • • • • Campagna No al carbone >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Classi per l’ambiente - Stop the Fever >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Etichetta per il clima >> Obiettivo Green Economy Progetto Kyoto anch’io - la scuola amica del clima >> Obiettivo Stili di vita Progetto Green Post >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Modello energetico sostenibile 2 145 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 144 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • Diffondere e difendere le energie rinnovabili; • promuovere il risparmio energetico attraverso le campagne e le iniziative associative; • moltiplicare i progetti e le partnership con le aziende a favore di un modello energetico sostenibile; • informare e diffondere consapevolezza sui danni causati da un ritorno al nucleare. Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) CAMPAGNA 100 PIAZZE PER IL CLIMA 100 Piazze per il Clima è la giornata di mobilitazione promossa dalla coalizione In marcia per il clima per sensibilizzare i cittadini sull’urgenza della lotta ai cambiamenti climatici e sull’impegno che il nostro Paese deve assumere per contribuire alla riuscita della Conferenza Mondiale sui cambiamenti Climatici di Copenhagen. Sabato 12 dicembre, in concomitanza con la manifestazione di Copenaghen, oltre 200 piazze italiane hanno organizzato varie iniziative, tra cui stand informativi, biciclettate, concerti, mostre, mercati biologici e a km zero, flash mob4, stand informativi, raccolta firme per gli appelli Fermiamo la febbre del Pianeta e Più sole per tutti. La manifestazione ha voluto idealmente e tecnicamente, tramite collegamenti telefonici, unirsi con le analoghe manifestazioni svoltesi in contemporanea a Copenaghen. linea d’azione 2 APPELLO FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA Anche io mi metto in marcia per il clima e chiedo al governo italiano di: • farsi promotore di un’iniziativa politica forte a Copenaghen che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra: le emissioni devono diminuire a livello globale almeno dell’80% entro il 2050, affinché il riscaldamento del pianeta rimanga al di sotto dei 2° C; • adoperarsi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas che danneggiano il clima della terra: le emissioni dei paesi sviluppati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020; • eliminare lo spreco di energia che serve per illuminare, riscaldare e rinfrescare le nostre case; migliorare l’efficienza energetica di industrie e trasporti; valorizzare il contributo dell’agricoltura; • far posto alle fonti energetiche rinnovabili, sicure e non inquinanti, che rappresentano anche un’occasione di sviluppo per il nostro sistema produttivo e di lavoro dignitoso per molti dei nostri giovani; • adoperarsi per introdurre l’obiettivo di fermare la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il 2020 e nelle aree critiche entro il 2015. Gli obiettivi della manifestazione sono: • sensibilizzare la cittadinanza circa l’emergenza climatica e richiedere al governo di farsi promotore di un’iniziativa politica incisiva per la riduzione dell’effetto serra; • favorire il coinvolgimento e il rafforzamento della coalizione con le altre realtà associative, coordinandole in mobilitazioni e azioni concrete volte alla riduzione delle emissioni climalteranti, per creare anche in Italia un movimento diffuso. 4 - Con il termine flash mob (dall’inglese flash: breve esperienza o in un lampo, e mob: folla) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. La coalizione In marcia per il clima si è forla coalizione In marcia per il clima è composta da: mata nel 2008, in occasione della omonima manifestazione a Milano, con lo scopo di Legambiente, Acli, Acli Ambiente–Anni Verdi, Adoc, AIAB, Altreconomia, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, impegnarsi in un lavoro di approfondimen- ARCI, Arci caccia/CSAA, Arci Servizio Civile, Arciragazzi, to e di proposte concrete per fermare i cam- Associazione Ong Italiane, Auser, Banca popolare Etica, biamenti climatici e tutelare la biodiversità; CGIL, CIA, CISL, Cittadinanzattiva, Civitas, Coldiretti, Ctm è composta da 58 sigle tra associazioni, Altromercato, CTS, Ecologia e Lavoro, Fa’ la cosa giusta!, organizzazioni non governative, sindacati, FAI, Fairtrade Italia, Fair, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Federparchi, FIAB cooperative editoriali. onlus, FOCSIV, Forum Ambientalista, Forum Nazionale Le 100 piazze per il clima: Terzo Settore, Greenpeace Italia, Italia Nostra, LAV, Lega • 58 sigle hanno aderito al comitato pro- Consumatori, Lega Pesca, Libera, Lipu, MDC, Medici per motore; l’ambiente, Movimento Consumatori, Sbilanciamoci, • 110 circoli di Legambiente hanno preso Slow Food Italia, Tavola della Pace, Terra Futura, Terra! onlus, Terra quotidiano ecologista, Terre di Mezzo, UIL, parte; UISP, Unione degli studenti, VAS, WWF. • 201 piazze organizzate in tutta Italia; • 100mila cittadini coinvolti; • 15mila firme raccolte per l’appello Fermiamo la febbre del pianeta; • 8.250 firme raccolte per l’appello Più sole per tutti. Nell’ambito dell’iniziativa sono state organizzate le seguenti attività in preparazione della giornata principale: • incontro con il presidente della Camera On. Fini per presentare le ragioni e le proposte della Coalizione (in rappresentanza della coalizione ha partecipato il presidente nazionale di Legambiente); • 4 dicembre: Convengo In marcia verso Copenhagen presso l’Ambasciata Britannica in collaborazione con l’Ambasciata Britannica e con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana rivolto in particolare agli operatori dell’informazione, per approfondire le tematiche del vertice. CAMPAGNA DON’T NUKE THE CLIMATE - IL NUCLEARE NON SERVE AL CLIMA linea d’azione 3 Nel Protocollo di Kyoto il nucleare è stato escluso dalle tecnologie che servono alla riduzione dei gas a effetto serra. Questo comunque non ha fermato le forti pressioni di alcuni stati e dell’industria nucleare per inserirlo tra gli strumenti di lotta ai cambiamenti climatici, in modo da ottenere finanziamenti che altrimenti andrebbero alle vere soluzioni, ossia fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Da qui è nata la campagna Il Nucleare non serve al clima, realizzata in collaborazione con l’associazione francese Sortir du Nucleaire e con una rete di oltre 100 organizzazioni internazionali impegnate sulle tematiche energetiche. Obiettivo della campagna era fare pressione sull’opinione pubblica e sui delegati al Summit di Copenaghen per evitare l’inserimento di ogni riferimento al nucleare come fonte pulita all’interno dei negoziati sui cambiamenti climatici. Inoltre ha permesso di rafforzare i legami con organizzazioni internazionali che si occupano di nucleare e di energia, e di informare i cittadini sui rischi derivanti da questa fonte di energia. La campagna si è articolata nell’arco di tre mesi, ha visto l’organizzazione di molte attività e si è conclusa con la consegna a Copenaghen di oltre 100mila firme. Per sostenere la campagna è stato realizzato un sito internet multi-lingue (www.dont-nuke-the-climate.org) ed è stata creata Modello energetico sostenibile Obiettivi di miglioramento per il 2010 147 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 146 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Modello energetico sostenibile una sezione specifica sul sito di Legambiente. governo Berlusconi di tornare a utilizzare il nucleare come fonte energetica e di costruire nuove centrali nucleari per coprire il 25% del fabbisogno elettrico del Paese. * Don’t nuke the climate nel 2009: • 10 di incontri tra le organizzazioni partner (una a Berlino e le altre a Copenhagen in occasione del vertice sul clima); • 2 conferenze stampa; • 20mila copie di opuscoli Il nucleare non serve al clima, realizzati in italiano e distribuiti in occasioni istituzionali e tramite i Comitati Regionali e i Circoli; • 50mila firme raccolte nell’ambito della campagna Metti la tua faccia contro il nucleare. I cittadini che hanno partecipato sono di 100 nazionalità diverse; • 350 organizzazioni coinvolte, provenienti da 40 Paesi differenti; • un evento parallelo al vertice di Copenaghen con consegna simbolica delle firme raccolte. CAMPAGNA METTIAMOCI IL SOLE IN CASA linea d’azione 2 Mettiamoci il sole in casa è una campagna per la diffusione del solare termico sui tetti delle case, portata avanti dal Centro Nazionale Energie Rinnovabili di Legambiente in collaborazione con AzzeroCO2. Il solare termico è una fonte energetica rinnoEmissioni di CO2 per la produzione di acqua calvabile affidabile, economica e soprattutto abda per una famiglia di 3 persone in un anno: bordabile per cittadini, enti locali e aziende. • boiler elettrico 1.100 kg CO2 È la tecnologia rinnovabile più diffusa ma che • impianto solare termico 450 CO2 presenta ancora ampi margini di sviluppo per • impianto solare termico evitare il consumo di fonti fossili e per ridurre + rompigetto per rubinetto 300 kg CO2 le emissioni di CO2. Nell’ambito della campa• impianto solare termico gna sono stati preparati e distribuiti materiali + rompigetto per rubinetto informativi sulle potenzialità del solare termi+ progetto di foresta zione 0 kg CO2 co e sulle possibilità di finanziamenti bancari e incentivi pubblici; vengono organizzati incontri pubblici aperti ai cittadini e vengono stipulati accordi con le aziende venditrici di pannelli solari per ottenere sconti e garanzie sugli interventi. * Mettiamoci il sole in casa nel 2009: • 1 nuovo accordo stipulato con venditori di pannelli solari, per 22 accordi in totale; • 3mila copie di opuscoli informativi redatti in collaborazione con AzzeroCO2; • circa 4.600 nuovi impianti solari installati con sconti e garanzie per i cittadini sulla qualità degli interventi, per un totale di circa 17mila mq. CAMPAGNA PER IL CLIMA CONTRO IL NUCLEARE linea d’azione Gli obiettivi di questa mobilitazione sono: • rispondere alla campagna di disinformazione portata avanti dal governo e dai nuclearisti; • ribadire la dannosità del nucleare e la sua inutilità per la lotta ai cambiamenti climatici; • sostenere l’unico scenario energetico alternativo, ovvero quello basato su efficienza energetica e fonti rinnovabili. * Nel 2009 l’azione di Legambiente contro il nucleare si è concretizzata in una serie di azioni, quali: • petizione Per il clima contro il nucleare: lanciata nell’ottobre del 2008 e attiva durante tutto il 2009, ha come obiettivo quello di chiedere al governo di non prevedere nello scenario energetico e nel futuro dell’Italia il ritorno delle centrali nucleari. Un appello a cui hanno risposto molti cittadini, oltre 7mila le firme raccolte nel 2009; • territori denuclearizzati: a fine 2008 Legambiente ha invitato tutte le amministrazioni regionali e locali ad adottare una delibera per dichiarare l’intenzione di investire nel proprio territorio su fonti rinnovabili e tecnologie pulite e la contrarietà all’installazione di centrali nucleari. Un atto non vincolante ma una manifestazione di contrarietà a cui hanno risposto nel corso del 2009 circa 53 amministrazioni; • sito denuclearizzato: su www.sitodenuclearizzato.eu è possibile scaricare un banner da incorporare su siti e blog. Inoltre è stata sviluppata l’applicazione User denuclearizzato per facebook. Nel 2009 sono circa 600 i siti denuclearizzati, e 1.300 gli user denuclearizzati su facebook; • iniziative di informazione: nel corso dell’anno, in tutta Italia, sono state organizzate attraverso i Circoli di Legambiente e insieme a numerose altre associazioni 100 iniziative, quali convegni, dibattiti, proiezioni, concerti con l’obiettivo di informare i cittadini e le amministrazioni sui motivi del nostro no al nucleare e sui rischi che il ritorno dell’atomo comporterebbe; • cultura contro il nucleare: Legambiente ha richiesto a esponenti del mondo dello spettacolo, della musica e dell’università di manifestare la propria contrarietà al nucleare per sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica su questo tema. Nel 2009 hanno aderito circa 50 artisti. Tra questi, Subsonica e Caparezza hanno sposato la causa e l’hanno portata nei loro tour estivi in molte città italiane. In corrispondenza dei loro concerti Legambiente era presente con un banchetto per la raccolta delle firme, la distribuzione di materiale informativo e dei braccialetti no nuke; • Ricorso Legge Sviluppo 99/09: a settembre Legambiente ha invitato le Regioni a fare ricorso per incostituzionalità della legge sviluppo 99/2009. Hanno risposto presentando ricorso 11 Regioni: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise, Toscana; • iniziative di comunicazione: opuscoli informativi, comunicati stampa, uno speciale e la rubrica fissa Bugie atomiche su La Nuova Ecologia. 1 Il NO al nucleare è un punto fermo dell’azione e della politica di Legambiente, attorno al quale vuole coinvolgere un numero molto elevato di persone per creare un fronte do opposizione il più ampio possibile. La campagna Per il clima contro il nucleare nasce nel 2008 per contrapporsi alla decisione del CAMPAGNA SETTIMANA AMICA DEL CLIMA linea d’azione 2 Nell’ambito di Cambio di Clima, campagna contenitore di varie iniziative sui cambiamenti climatici, e in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto (16 febbraio 2005) Legambiente realizza da quattro anni la campagna Settimana amica del clima, ovvero una 149 Modello energetico sostenibile seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 148 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * La settimana amica del clima nel 2009: • 125 circoli di Legambiente hanno aderito organizzando eventi locali; • 165 iniziative organizzate; • 45mila cittadini coinvolti; • uno striscione con la scritta Risparmia energia, ci guadagna l’ambiente è stato aperto prima della partita Juventus – Sampdoria allo stadio delle Alpi di Torino; • è stato organizzato un corteo di attivisti di Legambiente vestiti da pinguini che sono scesi dalla scalinata di Piazza di Spagna a Roma al motto I love Kyoto. CAMPAGNA SUN DAY linea d’azione 2 Il SunDay è una giornata dedicata al sole, fonte di energia pulita, rinnovabile, sicura. È una campagna di promozione e informazione, che si svolge nelle piazze italiane, sull’energia solare e sulle tecnologie che ne consentono l’utilizzo. L’iniziativa negli ultimi 3 anni è stata inclusa negli European Solar Days, una campagna di informazione volta a promuovere l’utilizzo dell’energia solare sotto forma di calore (solare termico) e di elettricità (fotovoltaico), celebrata contemporaneamente in tutta Europa. Il SunDay ha obiettivi precisi: • diffondere in modo capillare le informazione presso cittadini, istituzioni e aziende, circa la convenienza, le qualità e le applicazioni delle fonti rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare; • promuovere comportamenti virtuosi che favoriscano l’uso di energie rinnovabili e la realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile in campo energetico e ambientale; • monitorare lo sviluppo della ricerca e della tecnologia nei campi di applicazione dell’energia solare; • informare sull’esistenza di finanziamenti e forme di incentivazione nazionali e regionali; • favorire il contatto tra l’utente finale, gli installatori e i produttori di pannelli solari qualificati attraverso il diretto coinvolgimento delle imprese produttrici (aderiscono Assosolare, Assolterm). Nel 2009 il Sun Day ha visto iniziative organizzate il 16 maggio in diverse piazze italiane, con stand per distribuire materiale informativo sulle energie rinnovabili, sugli incentivi fiscali e le sovvenzioni pubbliche per l’installazione di moduli solari. Esperti installatori e produttori hanno presentato al pubblico le nuove tecnologie con dimostrazioni pratiche e informazioni utili su tipologie di installazioni, costi, manutenzione. * Il Sun Day nel 2009: • 76 eventi organizzati in 13 regioni italiane; • circa 20mila cittadini coinvolti; • distribuiti 20mila opuscoli informativi e 5mila opuscoli Vivi con Stile; • Tra gli eventi organizzati: visita a impianti fotovoltaici e di solare termico, consulenze a privati e aziende che vogliono installare pannelli solari, lezioni con scuole e classi sull’energia solare e sul funzionamento dei pannelli, convegni, concorsi fotografici. CONFERENZA INTERNAZIONALE DI COPENAGHEN (COP 15) - PARTECIPAZIONE linea d’azione 3 Il vertice sul clima di Copenaghen, che si è tenuto nella capitale danese dal 7 al 18 dicembre 2009, è stato l’evento che ha catalizzato l’attenzione di tutti gli attori impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici. Molte aspettative erano state riposte in questo evento, che avrebbe dovuto vedere il raggiungimento di accordi vincolanti su tagli alle emissioni e di impegni economici precisi per sostituire il protocollo di Kyoto dopo il 2012. Al vertice hanno partecipato 115 capi di stato, 192 rappresentanti dei paesi e oltre 300mila delegati di ONG e associazioni ambientaliste. Ma l’accordo vincolante non è stato raggiunto, e Copenaghen è rimasta una grande occasione mancata per fermare la febbre del pianeta. L’accordo sul clima di Copenaghen • Non si fissano obiettivi vincolanti: i negoziati sono rimandati al 2010. • Viene ribadita la necessità di mantenere l’aumento medio della temperatura globale sotto i 2°C. • Si invitano i paesi industrializzati a indicare i propri obiettivi di riduzione e i paesi in via di sviluppo a indicare le azioni che si intendono mettere in pratica per limitare la crescita delle emissioni prevista nei prossimi dieci anni. • Sono stati tolti riferimenti alla riduzione di gas serra dell’80% nei paesi ricchi entro il 2050, e l’impegno per i paesi in via di sviluppo per una riduzione del 50% entro la stessa data. • Viene istituito un fondo da 30 miliardi di dollari, il cosiddetto Fast Start, da destinare ai paesi poveri nel biennio 2010-2012. Gli aiuti saliranno poi a 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. Legambiente ha seguito l’evento a Copenaghen con grande partecipazione. Una delegazione ha seguito i lavori della conferenza, mentre un nutrito gruppo di attivisti ha raggiunto la capitale danese per partecipare alle manifestazioni e agli eventi previsti in città e in particolare al Klimaforum, l’incontro delle organizzazioni della società civile che si è tenuto in città parallelamente al vertice Onu. All’interno del vertice, oltre a seguire i lavori negoziali, la delegazione di Legambiente ha svolto diverse attività con il principale obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, diffondere informazioni e promuovere il punto di vista delle organizzazioni ambientaliste con particolare attenzione alle posizioni del governo italiano. Le attività sono proseguite parallelamente anche in Italia. Oltre ai vari dossier informativi (Copenaghen, ultima chiamata per il clima, Un miliardo settecentonovantadue milioni in fumo e la campagna Il nucleare non serve al clima), Legambiente, insieme alla web tv www.c6.tv, ha organizzato una diretta televisiva di tre giorni con collegamenti e interviste da Copenaghen e approfondimenti da Milano e Roma. Modello energetico sostenibile settimana di mobilitazione sui temi del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, e sulle azioni da mettere in campo per contrastare i cambiamenti climatici. Sette giorni di stand di piazza, banchetti informativi, petizioni, convegni, dibattiti ed eventi come, ad esempio, pedalate anti smog, serate a luci spente, cineforum, esposizioni dimostrative, blitz. La campagna si prefigge di sensibilizzare la cittadinanza sul perché e sul come risparmiare energia e ridurne gli sprechi, informare la cittadinanza sull’emergenza dei cambiamenti climatici in atto e sulle ripercussioni che hanno sulla vita delle persone, degli animali e delle piante che abitano il Pianeta. Inoltre la campagna offre dei suggerimenti pratici per risparmiare energia e ottimizzare le risorse. La Settimana Amica del clima nel 2009 si è svolta dal 13 al 20 febbraio. 151 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 150 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi DOSSIER COPENAGHEN ULTIMA CHIAMATA PER IL CLIMA L’obiettivo principale del dossier è quello di facilitare la comprensione sulle trattative sul clima, fornire dati e grafici sulla situazione italiana e mondiale dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, sintetizzare e sostenere le proposte di Legambiente per un modello energetico alternativo basato su efficienza, risparmio energetico e fonti rinnovabili. Il dossier è stato distribuito in versione cartacea alla stampa italiana ed estera presente al vertice di Copenhagen. È stato, inoltre, inserito nella pagina del sito di Legambiente dedicata a Copenaghen insieme ad una serie di altre informazioni e aggiornamenti sugli esiti del summit e sulla partecipazione dell’associazione all’evento. linea d’azione 1 ossia la riduzione entro il 2012 delle emissioni di gas serra del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, mentre in realtà le stesse sono aumentate del 7,1%. Il mancato rispetto di questi target comporterà per l’Italia pesanti sanzioni pari a 1.792.000.000 di euro. In figura sono rappresentati i costi suddivisi per settore. In questo dossier Legambiente analizza quali investimenti verdi si sarebbero potuti realizzare con gli oltre 1,7 miliardi di euro di eventuale sanzione. Questi dati, inoltre, sono stati utilizzati da www.repubblica.it per un approfondimento sul tema. Le richieste ai paesi industrializzati a Copenaghen • L’impegno a ridurre entro il 2020 i gas serra del 40% almeno rispetto ai livelli del 1990, come indicato da tutte le associazioni che fanno parte del Climate Action Network. • Lo stanziamento di almeno 110 miliardi di euro all’anno per permettere alle economie in via di sviluppo di fare fronte agli impatti del cambiamento climatico, per adottare tecnologie verdi e sostenibili e per la lotta alla deforestazione. Somme, queste ultime, che dovranno essere pubbliche e aggiuntive rispetto agli aiuti allo sviluppo già previsti dai governi. * Dossier Copenaghen, ultima chiamata per il clima nel 2009: • Cina, Stati Uniti e Unione Europea sono i paesi con maggiore emissione di CO2, mentre l’Italia si posiziona al 12° posto; • le emissioni pro-capite sono in Italia 7,6 tonnellate, negli Stati Uniti 19, in Cina 4,3; • in occasione del vertice sono state distribuite 1.000 copie del dossier. DOSSIER UN MILIARDO SETTECENTONOVANTADUE MILIONI IN FUMO. L’AUTOGOL DELL’ITALIA SU KYOTO linea d’azione FIERE SU ENERGIA E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE - PARTECIPAZIONE linea d’azione 2 La partecipazione di Legambiente a fiere sui temi dell’energia e della sostenibilità ambientale ha un triplice obiettivo: • incontrare cittadini e operatori del settore per informare e sensibilizzare sulle tematiche dell’energia rinnovabile; • creare nuovi contatti e circoli virtuosi nel settore; • dare visibilità all’associazione e al suo impegno sul fronte delle energie rinnovabili e alle sue attività istituzionali in generale. Durante le fiere Legambiente è presente con uno stand per la distribuzione di materiale informativo, mostre tematiche e con il Bazar, per la promozione di prodotti ecosostenibili e la raccolta fondi a favore delle attività dell’associazione. * Le fiere sui temi dell’energia e della sostenibilità ambientale a cui ha partecipato Legambiente nel 2009 sono state: • Solarexpo (Verona, 7 - 9 Maggio). Decima edizione della mostra-convegno internazionale sul solare e le energie rinnovabili, la più grande del settore con oltre 50mila visitatori; • Eolica Expo (Roma, 30 Settembre - 2 Ottobre). Il principale evento internazionale per il settore dell’energia eolica; • SAIE Energia (Bologna, 28 - 31 Ottobre). Uno spazio nell’ambito del salone internazionale delle costruzioni per discutere di innovazioni energetiche nel campo dell’edilizia sostenibilie; • EnerSolar+ (Milano, 25 - 28 Novembre). Fiera internazionale dell’energia solare. 1 Tra le iniziative di analisi, informazione e comunicazione sul tema dei cambiamenti climatici, Legambiente ha elaborato in aprile un dossier dal titolo eloquente Un Miliardo settecentonovantadue milioni in fumo: l’autogol dell’Italia su Kyoto. L’obiettivo del rapporto è quello di evidenziare il cattivo investimento di un mancato rispetto degli obiettivi di Kyoto da parte del nostro Paese, GRUPPI DI ACQUISTO SOLARE linea d’azione 2 Spesso anche il cittadino più attento ai temi del risparmio energetico e della protezione ambientale vorrebbe poter fare di più per convertire la propria casa secondo criteri di eco sostenibilità, ma Modello energetico sostenibile * La partecipazione di Legambiente alla conferenza internazionale sul clima di Copenaghen 2009: • 15 delegati di Legambiente hanno partecipato alla conferenza; • 6 attivisti di Legambiente hanno partecipato alle manifestazioni a Copenaghen; • è stato preparato e portato a Copenaghen un numero speciale della rivista La Nuova Ecologia sul vertice, in italiano e in inglese; • 8 ore di diretta televisiva da Milano, Roma e Copenaghen sul sito www.c6.tv che hanno avuto 30mila visite; • un gruppo di attivisti di Legambiente ha attraversato l’Europa per giungere al vertice internazionale raccontando online sul sito di Legambiente e sul gruppo Facebook Road to Copenaghen il diario di viaggio e le giornate. 153 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 152 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * I gruppi acquisto solare nel 2009: • 5 nuovi gruppi di acquisto solare che coinvolgono 23 comuni tra le province di Padova, Venezia, Treviso e Pordenone; • 1.000 famiglie del Triveneto coinvolte; • 1.000 kw installati in due anni; • 25mila tonnellate di CO2 in meno di 20 anni; • 200mila euro l’anno risparmiate in bolletta. KLIMAENERGY AWARD linea d’azione 2 Legambiente dal 2008 collabora con il concorso KlimaEnergy Award, un premio promosso dalla Fiera di Bolzano, aperto a tutti i comuni Italiani e le province che hanno promosso e cofinanziato progetti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, indipendentemente dalla loro estensione. Al premio possono partecipare tutti gli enti che hanno intrapreso progetti in ambito pubblico che prevedano lo sfruttamento di energie da fonti rinnovabili. Il premio mira a sostenere quelle realtà promotrici di un nuovo sistema energetico, pulito e sostenibile. Legambiente già nel 2008 ha collaborato con la Fiera Klimaenergy nella ricerca di buone pratiche comunali da fare emergere in occasione del premio. Nel 2009 la collaborazione si è trasformata in una partecipazione alla giuria stessa del Klimaenergy Award, oltre che alla presentazione di un progetto di gruppi di acquisto solari. Questa collaborazione ha dato vita a iniziative importanti nel campo della promozione delle energie rinnovabili e nella diffusione di buone pratiche, tra tutti l’ideazione del Campionato Solare, competizione tra comuni basata sulle tecnologie solari e sulle politiche energetiche, che partirà nel 2010, che viene inserito anche nella RES Champions League, una analoga iniziativa a livello europeo che premia i comuni che si sono distinti per potenza installata di fotovoltaico e energie da biomassa. I progetti vincitori del Klimaenergy Award del 2009 Comuni con meno di 20mila abitanti • Campo Tures (BZ), che ha realizzato un progetto integrato tra idroelettrico e teleriscaldamento, oltre a interventi per la riqualificazione energetica degli edifici. • Settimo Rottaro (TO), che ha realizzato un impianto fotovoltaico integrato in parco giochi; Comuni dai 20mila ai 150mila abitanti • Progetto Achabgroup e Legambiente, che raggruppa otto Comuni (TV e VE), per realizzare gruppi di acquisto di pannelli solari. • Premio speciale al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma che ha formato 80 detenuti come installatori e manutentori di impianti solari. Reggio Emilia e Napoli premiate per la categoria dei comuni con più di 150mila abitanti. PROGETTO MYFUTURE linea d’azione 2 MyFuture è un progetto a cura di Vodafone Italia, Enel.si e Legambiente per portare la tecnologia fotovoltaica nelle scuole italiane. Il progetto, lanciato a settembre 2008, prevede il recupero di cellulari usati da parte di Vodafone. Il ricavato viene utilizzato per installare da parte di Enel.si pannelli fotovoltaici su scuole italiane selezionate da Legambiente, mentre parallelamente vengono elaborati percorsi educativi di sostenibilità ambientale per le scuole. Un buon lavoro di squadra, che combina mondi diversi (associazionismo, impresa, scuola) in un percorso comune di sostenibilità. Obiettivo ultimo è quello di ridurre l’impatto ambientale sui territori a partire dall’efficienza energetica nelle scuole educando a comportamenti sostenibili. Le fonti rinnovabili e l’energia pulita sono argomenti centrali dell’attività di Legambiente che da anni si occupa della loro introduzione nelle scuole e in tutti edifici pubblici, attraverso campagne di sensibilizzazione sui temi energetici e sul recupero dei materiali. Tutte azioni che concorrono alla diffusione delle fonti di energia pulita nel nostro Paese, unica via, insieme a quella del risparmio energetico, per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Il progetto prevede inoltre l’ideazione e la realizzazione di percorsi educativi per sensibilizzare gli studenti e gli insegnanti sull’importanza delle fonti rinnovabili in Italia. Per incentivare l’utilizzo delle energie alternative vengono inoltre organizzati corsi di educazione ambientale negli istituti coinvolti. Le scuole, punto di riferimento dei ragazzi dai primi anni di vita fino all’adolescenza, rappresentano un luogo privilegiato per sensibilizzare all’uso intelligente dell’energia e per sperimentare progetti pilota volti all’efficienza e al risparmio energetico degli edifici scolastici. * Il progetto MyFuture per l’anno 2009: • percorsi educativi sull’energia elaborati nel contesto del progetto per 25 classi e 500 alunni coinvolti; • Palermo, Agrigento, Grosseto, Pesaro, Comacchio le città in cui nel 2010 verranno installati i pannelli solari; • Per ogni scuola l’impianto installato/da installare ha le seguenti caratteristiche: • 28 pannelli fotovoltaici, 5.88 kWp totali per impianto; • vita dell’impianto prevista: 25 anni; • 4.083 kg di CO2 risparmiati all’anno, 102.076 kg in 25 anni per ciascun impianto; • in totale con il progetto 2009 si risparmieranno 510.380 kg di CO2. Modello energetico sostenibile è frenato dai costi e dagli investimenti che, da solo, non sempre riesce ad affrontare con serenità. Per questo motivo, sulla scia delle esperienze positive dei gruppi di acquisto solidale, sono nati i Gruppi di acquisto solare (GAS) per la maggiore diffusione del solare nelle case degli italiani. Nati inizialmente come esperienza spontanea sul territorio, dal 2007 è diventata una azione strutturata attraverso la campagna Energia Comune portata avanti da Legambiente insieme ad AchabGroup e AzzeroCO2. La campagna prevede un coordinamento a livello nazionale da parte di Legambiente e degli sportelli sul territorio organizzati in collaborazione con le amministrazioni locali, sia per le informazioni che per le operazioni tecniche di supporto e le autorizzazioni per l’installazione degli impianti. I GAS hanno come obiettivo principe quello di facilitare l’accesso al mercato da parte dei cittadini attraverso la corretta informazione sugli aspetti commerciali, economici e burocratici. Ai cittadini riuniti in un GAS Legambiente propone interventi chiavi in mano per l’installazione di un impianto solare di qualunque dimensione. L’acquisto in gruppo consente di ottenere sconti che possono variare dal 10% al 25% sul prezzo di mercato, determinando un grande vantaggio per le famiglie che si sentono così più stimolate a investire in questa tecnologia pulita. 155 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 154 OBIETTIVI > linea d’azione 3 Il Climate Change Performance Index è una clasClimate Change Performance Index sifica che mette a confronto il comportamento • Nessun paese ha raggiunto il punteggio sufficiendei governi nella lotta ai cambiamenti climatici te per piazzarsi ai primi tre posti della classifica. dei 57 paesi che, insieme, sono responsabili di • Il punteggio più alto rilevato è pari a 68. oltre il 90% delle emissioni di CO2 del pianeta. • Le migliori performaces sono di Brasile, Svezia, In particolare la classifica prende in consideraRegno Unito, Francia e Germania (oscillano tra 68 zione il livello delle emissioni di anidride carboe 63 punti). nica di ogni paese, i trend delle emissioni nei principali settori (energia, trasporti, residenziale, industrie) e le politiche attuate per la lotta al mutamento climatico. La ricerca è condotta annualmente dall’associazione tedesca German Watch in collaborazione con la rete delle associazioni ambientaliste CAN (Climate Action Network) Europe e, per l’Italia, Legambiente. Le oltre 100 organizzazioni coinvolte forniscono i dati e le analisi per l’elaborazione della classifica. Legambiente si è occupata della sua diffusione ai mezzi di comunicazione italiani. I risultati sono stati citati in decine di articoli della stampa italiana, contribuendo a evidenziare la scarsa attenzione del governo italiano nella lotta ai cambiamenti climatici. * La quinta edizione della classifica Climate Change Performance Index nel 2009: • 14 dicembre: presentazione della classifica in occasione della seconda settimana del vertice sul clima di Copenaghen; • 44esimo posto per l’Italia nella classifica generale e terzultimo sul fronte delle politiche nella lotta ai cambiamenti climatici. RAPPORTO COMUNI RINNOVABILI linee d’azione 1 2 Il Rapporto Comuni Rinnovabili mira a monitorare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nei territori italiani. Ogni anno Legambiente raccoglie i dati sulla diffusione di solare, eolico, geotermia, idroelettrico e biomasse nei comuni italiani dal GSE (Gestore Servizi Energetici), Associazioni di settore, aziende, regioni, provincie e dai comuni stessi mediante un questionario di autocertificazione, che Legambiente invia a tutti i comuni e che viene diffuso anche attraverso il sito www.comunirinnovabili.it. Giunto alla quarta edizione, il rapporto ha raggiunto un livello di attenzione notevole sia presso i comuni stessi, Comuni Rinnovabili 2009 sempre più partecipi, sia presso i media. Come per Comuni Ricicloni, questa iniziativa è legata • 5.991 i Comuni Rinnovabili, pari al 79% dei coalla capacità di Legambiente di riconoscere e muni italiani. valorizzare le buone pratiche, attraverso le pre• Dobbiaco, Prato allo Stelvio, Carano e Lecce i miazioni e la creazione di circoli virtuosi. comuni premiati per le buone pratiche. Gli obiettivi principali sono: • promuovere lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili attraverso l’informazione e la sensibilizzazione dei comuni, delle aziende e dei cittadini; • Monrupino (TS) in testa per il solare fotovoltaico, con 1.151 kWh installati per 1.000 abitanti. • Don (TN) vince per il solare termico. • 245 i comuni dell’eolico, 698 mini-idroelettrico, 73 quelli della geotermia e 604 quelli della biomassa. • dimostrare come queste tecnologie siano efficaci nella risoluzione dei problemi energetici e ambientali ed in particolare come la generazione distribuita sia una soluzione ottimale per soddisfare i bisogni energetici e combattere i cambiamenti climatici. Per ogni categoria di fonte rinnovabile viene stilata una classifica e vengono indicate le buone pratiche e i premi speciali. Di particolare interesse la categoria dei Comuni 100% rinnovabili, che indicano i comuni che riescono a coprire interamente con fonti rinnovabili il proprio fabbisogno energetico. La presentazione del Rapporto si traduce, ogni anno, in una consegna di veri e propri premi e riconoscimenti a quei comuni primi nelle varie classifiche e che hanno sviluppato i progetti più innovativi. * L’edizione 2009 di Comuni Rinnovabili: • 1.000 comuni hanno risposto al questionario; • 6mila i comuni monitorati, +87% rispetto al 2008; • 4 sono stati premiati come Comuni 100% rinnovabili, ovvero comuni dove attraverso un mix di tecnologie rinnovabili si produce più energia elettrica e termica di quella necessaria alle famiglie residenti e quindi teoricamente autosufficienti; • è stata prodotta la versione regionale Comuni rinnovabili Piemonte, dossier presentato in ottobre, redatto in collaborazione con Legambiente Piemonte e finanziato dalla Regione Piemonte; • l’Italia si è iscritta al campionato europeo delle rinnovabili, iniziative sulle tematiche energetiche portata avanti da un network di 6 associazioni ambientaliste e di settore di 6 Paesi Europei. RAPPORTO ON-RE, L’INNOVAZIONE ENERGETICA NEI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI linee d’azione 1 2 L’Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico (ON-RE), promosso da Cresme e Legambiente in collaborazione con Saie Energia, è nato con l’obiettivo di monitorare i cambiamenti nel settore edilizio sul fronte energetico, delle fonti rinnovabili e delle tecnologie del risparmio. I Regolamenti Edilizi Comunali rappresentano uno dei migliori indicatori di questo processo in quanto rappresentano uno snodo delicatissimo dell’azione amministrativa a cui guardano i diversi attori del processo edilizio e nel quale si incrociano le competenze in materia di urbanistica, edilizia ed energia di stato, regioni e comuni. Dal 2008 l’Osservatorio svolge uno studio sui Rapporto ON-RE 2009 regolamenti edilizi comunali che adottano mi• Oltre 17 milioni di abitanti coinvolti. sure di efficienza e risparmio energetico. L’indagine mira a raccogliere le informazioni sui co• Tra i provvedimenti previsti, obblighi di isolamento termico (77%), obbligo di fornire una quomuni che hanno adottato strategie per l’edilizia ta di energia da fonti rinnovabili (72%), obbligo sostenibile e porta esempi di realizzazioni di di sistemi di risparmio idrico e recupero delle acquartieri costruiti secondo i criteri di bioedilizia. que piovane (65%). Alcuni parametri presi in considerazione sono • La promozione di materiali riciclabili, certifical’isolamento termico, l’uso delle fonti di energia ti e/o prodotti localmente interessa il 48% dei rinnovabile, le tecnologie per il riscaldamenRegolamenti relativi ad una popolazione di 5,6 to invernale. Lo scopo del Rapporto è quello milioni di abitanti. di mettere in evidenza le migliori pratiche in • Dal 2000 ad oggi sono 270mila le abitazioni campo di regolamentazione edilizia in Italia e costruire secondo criteri di riqualificazione energetica. di diffondere le informazioni sul tema avendo come soggetti di riferimento sia i cittadini sia le amministrazioni comunali. 157 Modello energetico sostenibile RAPPORTO CLIMATE CHANGE PERFORMANCE INDEX Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 156 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi L’edizione 2009 del Rapporto ON-RE: • presentato a ottobre presso la Fiera Saie di Bologna; • 557 comuni inseriti nel rapporto (+196% rispetto al 2008); • tra i risultati ottenuti dallo studio ci sono una decina di seminari e convegni a cui i comuni hanno invitato i rappresentanti dell’ufficio Energia e Clima di Legambiente per esporre le esperienze inserite nel Rapporto e per elaborare un nuovo Regolamento Edilizio, come nel caso di Bassano del Grappa (VI). RETE NAZIONALE DEGLI SPORTELLI ENERGIA DI LEGAMBIENTE linea d’azione 2 La rete nazionale degli Sportelli Energia di Legambiente rappresenta un punto di riferimento per fornire ai cittadini informazioni sulle energie rinnovabili. Gli oltre 50 sportelli nascono da accordi diretti tra i Circoli e i Regionali di Legambiente e i comuni, che concedono finanziamenti per svolgere il servizio. Gli sportelli sono coordinati da Legambiente Nazionale su alcune attività comuni e sui contenuti generali, allo stesso tempo godono comunque dell’autonomia necessaria per svolgere servizi e attività specifiche sul territorio. Gli obiettivi degli sportelli energia sono molteplici: • essere un punto di riferimento per cittadini per fornire loro informazioni e consulenza tecnica e normativa sul tema delle energie rinnovabili, che non sempre sono di largo consumo; • essere un punto di informazione per enti locali e imprese per mettere a disposizione i canali di diffusione più idonei per lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili. Inoltre essere punto di contatto per la definizione di accordi tra enti locali e soggetti privati per la diffusione delle fonti rinnovabili; • preparare materiale divulgativo sul tema del risparmio energetico e delle energie rinnovabili; • organizzare eventi e convegni a tema e corsi di formazione; • organizzare campagne di comunicazione; • partecipare ad appuntamenti fieristici. * La Rete degli sportelli Energia nel 2009: • sono stati attivati 10 nuovi sportelli; • sono state fatte due riunioni di coordinamento. Tra gli sportelli presenti sul territorio, due svolgono attività di rilevanza nazionale: il Centro Nazionale per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili a Rispescia (GR) e l’Ecosportello Energia a Milano. Il primo è nato nel 2003, è gestito dal Circolo Festambiente ed ha sede presso il Centro Il Girasole. Il Centro, oltre alla normale operatività, si contraddistingue per essere un punto di incontro tra enti pubblici, cittadini e aziende, che operano nel settore, per la definizione di accordi per la diffusione delle fonti rinnovabili. L’Ecosportello Energia, invece è gestito dalla Fondazione Legambiente Innovazione. Promuove le energie rinnovabili in particolare attraverso il sito internet www.ecosportello.org e la newsletter Ecosportello Energia News che raggiunge bi-settimanalmente 5.185 iscritti. WWW.FONTIRINNOVABILI.IT linea d’azione 2 Il sito www.fonti-rinnovabili.it è il sito sulle fonti rinnovabili più visitato in Italia. È un portale di servizio e di informazione completo e aggiornato rivolto a cittadini, imprese, enti locali che vogliono investire o offrono servizi nel campo delle energie pulite. Il sito offre un’ampia sezione di informazione su cosa sono le fonti rinnovabili, sulla loro diffusione e sulle tecnologie disponibili. Riporta eventi e fiere del settore, e una rassegna di buone pratiche. Inoltre il sito rappresenta un vero e proprio portale per la ricerca di informazioni su incentivi pubblici, finanziamenti agevolati con banche, e aziende che installano tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel sito è presente un database con le aziende registrate, la cui navigazione può avvenire sia secondo criteri territoriali sia secondo le tecnologie trattate. Inoltre dal sito si può accedere alle informazioni sui finanziamenti agevolati per le fonti rinnovabili secondo un accordo tra Legambiente e Banche di Credito Cooperativo, per usufruire di finanziamenti molto vantaggiosi per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica. Con questo accordo si vuole favorire e incentivare la diffusione delle fonti energetiche pulite attraverso un sistema di informazione e di sostegno finanziario che consenta una maggiore facilità nel realizzare i progetti. * www.fonti-rinnovabili.it nel 2009: • 502 aziende inserite nel database; • 226.245 visitatori al sito, per 1.229.490 pagine visualizzate; • incentivi, detrazioni fiscali, investimenti e finanziamenti agevolati i temi più consultati sul sito. Modello energetico sostenibile * 159 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Modello energetico sostenibile 158 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Legalità ambientale 2 2.4.6 Legalità ambientale Combattere l’illegalità in campo ambientale e affermare la cultura e i valori della legalità, presupposti per uno sviluppo durevole, di qualità e sostenibile dei territori e di tutto il Paese. 3 Il termine ecomafia, oramai nel vocabolario corrente per indicare la criminalità organizzata in campo ambientale, è stato coniato da Legambiente a metà degli anni Novanta, a testimonianza del tradizionale impegno dell’associazione nel contrastare tale fenomeno e le storture che ne derivano in termini ambientali, sociali ed economici. Il ciclo illegale del cemento e del traffico dei rifiuti, il racket degli animali, le archeomafie sono tra gli ambiti di attività da cui la criminalità organizzata trae sempre più profitti, spesso facendo leva sulla piaga della corruzione e sulla mancanza del rispetto delle regole. Sono delitti contro l’ambiente che aspettano ancora d’essere inseriti nel nostro Codice Penale. 4 Le linee di azione e le attività di riferimento 1 Monitorare e analizzare i reati e i fenomeni di ecomafia e di illegalità ambientale nella loro evoluzione sociale ed economica, collaborando con le Forze dell’ordine, gli altri organi di polizia giudiziaria, la magistratura, e sostenendo l’imprenditoria sana, al fine di combatterli con maggiore efficacia e forza. Informare e sensibilizzare la cittadinanza sul fenomeno ecomafie e dell’illegalità ambientale, incidendo sulla percezione e sulla consapevolezza della sua pericolosità, con iniziative culturali, di mobilitazione sociale, di volontariato civico e di formazione e aggiornamento degli operatori di giustizia. Incidere sull’attività legislativa nazionale, regionale e internazionale e sulle politiche e gli strumenti di prevenzione e di contrasto alle illegalità, con un particolare impegno per l’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale. Fornire consulenza giuridico-legale tramite la rete dei Centri di Azione Giuridica e sostegno organizzativo e scientifico alle vertenze ambientali locali. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Iniziative di informazione e comunicazione: ControMafie, VerdeNero • Progetti, iniziative ed eventi: Premio Ambiente e legalità ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Lobby e vertenze: Vertenza Ecomostri, Vertenza Ddl intercettazioni, Appello per l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale • Presìdi territoriali: Osservatorio Parlamentare sulla legislazione ambientale ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Iniziative di informazione e comunicazione: Forum Ambiente e Legalità •Presìdi territoriali: CEAG, Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità, Osservatorio Parlamentare sulla legislazione Ambientale ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Monitoraggio e informazione scientifica: Rapporto Ecomafia, Dossier Italia a Tavola, Dossier Mare Monstrum • Iniziative di informazione e comunicazione: ControMafie • Lobby e vertenze: Comitato per la Verità navi dei veleni • Presìdi territoriali: Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità, Osservatorio Ricostruire Pulito Iniziative trasversali • • • • 161 Campagna SalvaItalia >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Campi della Legalità >> Obiettivo Cittadinanza attiva Dossier Ecosistema Incendi >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Dossier Ecosistema Rischio >> Obiettivo Qualità e sicurezza ambientale Legalità ambientale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 160 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • Realizzare progetti di riqualificazione ambientale e sociale dei territori; • informare e denunciare sempre più i casi di abusivismo edilizio e di traffici legati alle ecomafie; • far crescere la conoscenza legata ai fenomeni di illegalità ambientale; OBIETTIVI > Legalità ambientale • sensibilizzare le istituzioni sull’approvazione di norme e leggi che contrastino le ecomafie. Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) APPELLO PER L’INSERIMENTO DEI DELITTI CONTRO L’AMBIENTE NEL CODICE PENALE linea d’azione 3 L’inserimento dei reati ambientali nel codice penale, e il recepimento della Direttiva Europea sulla tutela penale dell’ambiente, sono punti cardine e obiettivi fondamentali dell’azione di Legambiente per la legalità ambientale. Ogni anno vengono commessi nel nostro Paese oltre 23mila reati contro l’ambiente (una media di tre ogni ora). E spesso dietro queste attività illegali si nascondono gli interessi della criminalità organizzata, la cosiddetta ecomafia, che impediscono la crescita di un’economia sana e rispettosa dell’ambiente. Questi gravi reati non sono ancora oggi puniti in maniera adeguata: si tratta quasi sempre di sanzioni di natura contravvenzionale, che vanno prescritte in un breve arco di tempo, lasciando di fatto impuniti questi crimini. È da tre legislazioni che sono all’esame del Parlamento disegni di legge in cui vengano definiti i delitti ambientali e le relative sanzioni, ma ancora non si arriva a una conclusione positiva. L’Italia poi deve ancora recepire la Direttiva Europea sulla tutela penale dell’ambiente, recepimento che deve avvenire entro il 2010. Legambiente, insieme ad altre associazioni, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, esponenti di tutte le forze politiche, denuncia da tempo questa situazione di sostanziale impunità dei crimini ambientali, e sollecita da oltre dieci anni l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel nostro Codice penale con una massiccia azione di pressione e informazione. CENTRI DI AZIONE GIURIDICA (CEAG) linea d’azione 4 Legambiente ha fatto dell’azione legale una delle armi per la difesa del territorio, e i CEAG (Centri di Azione Giuridica) sono il suo braccio operativo fin dalla nascita dell’associazione. Consistono in gruppi di avvocati, magistrati che a titolo volontario prestano servizio a Legambiente su materia giuridica di loro competenza per la difesa del popolo inquinato nelle sedi giudiziarie preposte e con le modalità opportune. Le attività di denuncia sono anche accompagnate da proposte normative e di intervento, inoltre i CEAG svolgono attività di ricerca e sono a disposizione per fornire informazioni ai cittadini in lotta per un ambiente più sano e pulito. Il coordinamento dei CEAG è a Roma presso la sede nazionale di Legambiente, mentre è presente un gruppo in ogni regione, per un totale di 20 gruppi e circa 150 avvocati, che lavorano in coordinamento con i Regionali di Legambiente. Il coordinamento centrale di Roma organizza regolarmente convegni e corsi di formazione di diritto ambientale, spesso tenuti presso il Nuovo Cinema Aquila, un bene confiscato alla mafia. Ai CEAG si rivolgono i singoli cittadini ma anche i Circoli di Legambiente per la segnalazione, la denuncia di abusi, e l’assistenza durante eventuali iter processuali. Molte segnalazioni di abusi e illegalità arrivano direttamente al coordinamento nazionale, che poi si affida ai Regionali di Legambiente per la verifica sul territorio delle segnalazioni, prima di valutare e individuare il modo più corretto e adeguato per procedere. L’attività dei Centri sul territorio è ormai assai varia. Alla lotta all’inquinamento nelle sua varie forme (atmosferico, ambientale, acustico etc) è affiancata l’attività per la tutela dei diritti della persona (privacy e trasparenza dell’azione amministrativa) e dei consumatori. Nel 2009 il Coordinamento Nazionale dei CEAG ha ricevuto circa 1.000 segnalazioni da cittadini e ha proceduto a circa 300 azioni legali di vario tipo tra civili, penali ed amministrativi. COMITATO PER LA VERITÀ SULLE NAVI DEI VELENI linea d’azione 1 Il ritrovamento di un relitto sospetto al largo Le navi dei veleni di Cetraro (CS) nel settembre 2009 ha riportato all’attenzione della cronaca un problema • 88 affondamenti sospetti tra il 1979 e il 2000. che Legambiente denuncia dal 1994, ovvero • 9 le procure che hanno indagato (Reggio Calaquello delle navi dei veleni, o navi a perdebria, Paola, Catanzaro, Matera, Potenza, Padova, La Spezia di Bari, Asti). re, affondate insieme al loro carico di rifiuti tossici e radioattivi. Legambiente dal 2007 • Una sola condanna definitiva fino al terzo grado di giudizio, in merito all’affondamento della promuove il Comitato per la verità sui traffici motonave Riegel nel 1987, per truffa a compagnia nazionali e internazionali di rifiuti e materiali assicurativa, affondamento doloso e per corruzioradioattivi, costituito da magistrati, giornane di un funzionario doganale. listi, esponenti politici, familiari di vittime, ambientalisti che hanno dovuto misurarsi a vario titolo con le vicende delle navi dei veleni e del traffico illegale dei rifiuti in generale. Il Comitato chiede alle istituzioni del nostro Paese il massimo impegno affinché sia fatta piena luce sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi che hanno interessato a vario titolo l’Italia, in particolare tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Nel corso degli anni le indagini hanno individuato un network criminale dedito professionalmente allo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi in mare, lungo le coste di paesi Africani o nelle montagne dell’Aspromonte e della Lucania, ma la piena verità su questi misteri è ancora lontana dall’essere raggiunta. * L’attività di Legambiente nel 2009 sulla vertenza delle navi dei veleni: • dopo i fatti di cronaca Legambiente ha rilanciato a gran forza a mezzo stampa l’appello del Comitato per la verità perché si faccia luce sui misteri del traffico illegale di rifiuti e delle navi dei veleni attraverso anche 5 comunicati stampa sul tema; • collaborazione con la trasmissione Blu Notte di Carlo Lucarelli sulle navi dei veleni, andata in Legalità ambientale Obiettivi di miglioramento per il 2010 163 OBIETTIVI > 162 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > CONTROMAFIE 2009 linee d’azione Italia a tavola, VI edizione • Nel 2008 aumentano del 142% i chilogrammi di prodotto sequestrati dai Carabinieri per la Salute (Nas) e del 642% il valore dell’attività di controllo dell’ICQ (Ispettorato per il controllo della qualità). Oltre 34 milioni di chilogrammi di prodotti sequestrati dai Nas per un valore di circa 160 milioni di euro. • Oltre 28mila le ispezioni svolte dai Nas. 37mila da parte dell’ICQ, 157mila nel settore ittico a cura delle Capitanerie di Porto; circa 53mila gli interventi dell’Agenzia delle Dogane, 766 i controlli del Corpo Forestale e 969 quelli dei Carabinieri per le Politiche Agricole. Ristorazione e allevamenti i settori più controllati. • Alcuni scandali alimentari del 2008: vino all’acido cloridrico a Veronella (VR); 54 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti o in cattivo stato di conservazione ritrovati a Bari; 2 container sequestrati a Ravenna con un carico di 40 tonnellate di farina di riso contaminate da melamina. 1 2 Legambiente collabora con l’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie fin dalla sua fondazione nel 1995 sui temi dell’ecomafia e della legalità sotto varie forme. Tra le varie collaborazioni, la partecipazione agli Stati Generali dell’Antimafia, tenutisi la prima volta nel 2006 e nel 2009 per la seconda edizione, un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che Libera propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti all’associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale. Legambiente a questi appuntamenti porta la sua specificità e il suo contributo sui temi del traffico dei rifiuti, delle navi dei veleni, dell’illegalità ambientale. Nel 2009 Legambiente ha partecipato a ControMafie, la seconda edizione degli Stati Generali dell’antimafia, che si sono tenuti a Roma il 23-24-25 ottobre: • organizzazione del workshop Ecomafie, non solo Napoli e Palermo nell’ambito dell’area di lavoro Per una economia di solidarietà sui temi dei ciclo illegale dei rifiuti e sulle navi dei veleni, a cui hanno partecipato circa 100 persone; • nel documento finale dell’evento, Legambiente ha fatto inserire la richiesta dell’inserimento nel codice penale dei delitti ambientali e della confisca dei beni per i trafficanti di rifiuti e il loro riutilizzo per scopi sociali. DOSSIER ITALIA A TAVOLA linea d’azione 1 È un rapporto sulle frodi e sulle sofisticazioni alimentari in Italia realizzato in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e con tutte le Forze dell’Ordine e le istituzioni preposte a queste funzioni e che raccolgono dati, notizie, valutazioni su tutta la filiera agroalimentare. Risale al 2004 la prima pubblicazione del rapporto, denominato nei primi anni Truffe a tavola, avendo al centro dell’attenzione proprio le frodi e le sofisticazioni nell’agroalimentare. In seguito il titolo è stato modificato in Italia a tavola, volendo raccogliere non solo i vizi e le distorsioni del sistema agroalimentare, ma anche le virtù di un comparto produttivo e fondamentale per l’economia del Paese e per la vita quotidiana degli italiani. Il dossier consiste nella raccolta, verifica e aggregazione dei dati sulle frodi alimentari a disposizione dei operazioni dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ICQ), ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Corpo Forestale e Guardia Costiera. L’obiettivo della campagna e del dossier è di sensibilizzare e fare pressioni politiche per richiedere dei controlli sempre più efficaci nel settore agroalimentare per una maggiore tutela della sicurezza alimentare e della salute dei cittadini. * La VI edizione del dossier Italia a Tavola nel 2009: • il rapporto si è arricchito del contributo dell’Agenzia delle Dogane e dei Carabinieri per le politiche agricole; • il rapporto ha previsto l’introduzione del Premio Italia a tavola che premia le buone pratiche e casi di eccellenza segnalati da: • Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB): due scuole che propongono pasti biologici agli alunni; • Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe): ha segnalato un circuito di ristoranti particolarmente attento all’educazione alimentare e un esercizio, con il marchio Bollino Blu, che ha messo in atto una strutturata gestione delle lamentele con i clienti e azioni particolarmente attente alle problematiche ambientali; • Slow Food: ha segnalato il progetto Orto in condotta; • Associazione italiana Celiachia: ha segnalato numerosi punti ristoro (ristoranti, pizzerie, gelaterie, hotel) impegnati a garantire pasti senza glutine in totale sicurezza; • segnalata anche la campagna di comunicazione per una corretta alimentazione dell’infanzia della Coop. DOSSIER MARE MONSTRUM Mare Monstrum è il dossier annuale di Legambiente che dal 2000 raccoglie i numeri e le storie che parlano di tutti i danni e le illegalità commesse a scapito del mare e della fascia costiera: rifiuti, cemento illegale, scarichi inquinanti, sversamenti di petrolio, pesca abusiva, violazioni alla normativa sul diporto... linea d’azione 1 Mare Monstrum 2009 • Quasi 2 reati ogni chilometro di costa. • 14.544 le infrazioni accertate, 16.012 le persone denunciate, 4.049 sequestri nel 2008. • 3.674 infrazioni, 1.569 sequestri e 4.697 denunce relativi al solo ciclo del mattone selvaggio. • Le quattro regioni del sud Italia Campania, Sicilia, Puglia e Calabria ai primi posti con oltre il 55% dei reati compiuti. Mare Monstrum è realizzato grazie alla preziosa collaborazione delle forze dell’ordine (Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di Porto, Legalità ambientale Legalità ambientale onda su Rai 3 il 6 ottobre; • è stata organizzata una manifestazione ad Amantea (CS) il 24 ottobre, a cui hanno partecipato 10mila persone; • è nato il sito www.navideiveleni.it in cui sono consultabili tutti i materiali prodotti e raccolti da Legambiente, documenti istituzionali, inchieste giornalistiche, foto e video sul tema; • sono state preparate le magliette Affondiamo la ‘Ndrangheta, distribuite anche attraverso il Bazar di Legambiente. 165 OBIETTIVI > 164 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > * Il Forum Ambiente e Legalità 2009: • si è tenuto a Roma, presso il Nuovo Cinema Aquila, bene confiscato alla mafia; • i partecipanti sono stati 170; • l’iniziativa è stata accreditata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma con l’assegnazione di crediti formativi per gli avvocati, nell’ambito della programmazione permanente del Consiglio Nazionale Forense. Ai responsabili dei tanti misfatti compiuti lungo le nostre coste, Legambiente assegna ogni anno la Bandiera Nera, una sorta di riconoscimento in negativo per tutti coloro, amministratori locali o società private, che sono stati artefici del saccheggio spregiudicato delle coste. Nell’edizione 2009 di Mare Monstrum sono state assegnate 12 Bandiere Nere: • in Veneto a “Volare Venezia” per il progetto di villaggio turistico su palafitte nel Delta del Po, su Scanno Palo, a Porto Tolle; • in Abruzzo al Comune di Francavilla per il resort sulla spiaggia; • in Molise al Comune di Termoli per la scelta di costruire un deposito ittico a ridosso delle mura medievali del borgo antico; • in Calabria al Sindaco di Crotone per il mancato abbattimento degli abusi nell’area archeologica di Capo Colonna; • in Sicilia al Comune di Palermo per il mancato abbattimento delle ville abusive costruite dalla mafia negli anni Settanta a Pizzo Sella; • in Campania alla Regione per la mancata depurazione delle acque del litorale Domizio-Flegreo. Al soprintendente di Salerno Giuseppe Zampino per aver smantellato l’ufficio Antiabusivismo; • nel Lazio, alla Provincia di Latina e al sindaco di Sabaudia per le aggressioni al lago di Paola. Alle associazioni degli stabilimenti balneari di Roma, per i troppi casi di spiagge inaccessibili da parte dei cittadini; • in Toscana al Comune di San Vincenzo per la speculazione edilizia nella tenuta di Rimigliano; • in Liguria alla Porto di Imperia Spa per aver realizzato uno degli approdi più grandi della Liguria. FORUM AMBIENTE E LEGALITÀ linea d’azione 4 L’Osservatorio Ambiente e Legalità ha organizzato nel 2009 il primo Forum nazionale Ambiente e Legalità – Dalla semplificazione delle norme alla introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale, in collaborazione con www.lexambiente.it, la rivista giuridica online che da oltre dieci anni offre una completa e aggiornata informazione sul diritto ambientale e con www.lanuovaecologia.it. Il Forum è stato un’occasione per fare il punto sulla legislazione italiana in materia d’ambiente, sulla nuova direttiva europea e sul fenomeno dell’ecomafia, insieme a magistrati, forze dell’ordine, mondo delle imprese, università e istituzioni. Si è trattato di un confronto tra diversi punti di vista teso alla semplificazione delle norme ambientali e all’introduzione dei delitti contro l’ambiente. OSSERVATORIO AMBIENTE E LEGALITÀ linee d’azione 14 L’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità è la struttura di cui Legambiente si è dotata dal 1994 per svolgere attività di ricerca, analisi e denuncia sui fenomeni di ecomafia e illegalità ambientale in modo continuativo. Questa attività si concretizza nell’elaborazione di dossier – il più importante è il Rapporto Ecomafia - e di documenti informativi, di proposte politiche, di iniziative pubbliche e vere campagne di mobilitazione a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Con una consolidata metodologia di lavoro, l’Osservatorio offre una sintesi e un vero archivio delle attività di contrasto ai reati ambientali ad opera delle forze dell’ordine, della magistratura e di tutte le autorità pubbliche competenti (Direzione Investigativa Antimafia, Direzione Nazionale Antimafia, ministero dell’Interno, Europol, Eurojust...), di associazioni ambientaliste e antimafia, di avvocati, gruppi e singoli cittadini. Creare una rete di legalità organizzata nella lotta all’ecomafia e all’illegalità ambientale è il principale obiettivo dell’Osservatorio. Il lavoro svolto dall’Osservatorio è oramai riconosciuto e accreditato anche nelle sedi istituzionali. Numerose sono le occasioni di collaborazione e confronto, di partecipazioni a convegni e seminari sui temi della legalità e della giustizia. L’Osservatorio comprende e coordina il Centro di Azione Giuridica e l’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale. Intorno alle attività dell’Osservatorio nascono sul territorio molte esperienze positive di lotta alle ecomafie e di promozione di una cultura di legalità. Da segnalare il Centro di Documentazione sulla Legalità nato nel 2007 a Villa Literno (Caserta), che fornisce materiale in formato cartaceo e multimediale sul tema della legalità ambientale, e con cui l’Osservatorio collabora tutt’ora fornendo dossier e materiali. La scelta del luogo è dovuta, purtroppo, alla considerazione che la Campania, in maniera drammatica, è tra le regioni più colpite da questo tipo di crimini. Il Centro si prefigge di conseguire alcuni fondamentali obiettivi: • supportare le amministrazioni e le istituzioni nella battaglia per il ripristino della legalità; • sensibilizzare scuole e cittadini; • valorizzare il contributo dei volontari coinvolti nel progetto. * L’attività dell’Osservatorio Ambiente e Legalità nel 2009: • partecipazione a 50 convegni sui temi della legalità ambientale; • organizzazione di 15 presentazioni dei Rapporto Ecomafia sul territorio; • 80 interviste sui temi dell’illegalità ambientale; • 20 incontri con scuole e università; • 10 incontri con le istituzioni al fine di promuovere e/o sollecitare attività a tutela e valorizzazione dell’ambiente. Legalità ambientale Legalità ambientale Guardia di Finanza, Polizia di Stato), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale, avvocati dei Centri di Azione Giuridica (CEAG) di Legambiente e tanti Circoli di Legambiente sparsi su tutto il territorio nazionale. Viene presentato ogni anno alla partenza della campagna Goletta Verde con l’obiettivo di denunciare le situazioni di illegalità che minacciano il nostro mare e le coste e sensibilizzare le autorità competenti a prendere gli adeguati provvedimenti. In particolare, Mare Monstrum passa in rassegna i principali ecomostri regione per regione, per richiamare l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo e sostenere con forza le relative operazioni di abbattimento. 167 OBIETTIVI > 166 OBIETTIVI > Legalità ambientale OSSERVATORIO PARLAMENTARE SULLA LEGISLAZIONE AMBIENTALE Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linee d’azione 3 4 Nato nel 2008, l’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale di Legambiente (Oplà) è una finestra aperta sull’attività dell’Assemblea, con il duplice obiettivo di monitorare l’attività legislativa e di proporre e stimolare iniziative sulle questioni legate all’ambiente. L’attenzione dell’Osservatorio si concentra sui provvedimenti in campo energetico, sul fronte dei trasporti e delle infrastrutture, su quello della legalità e dei rifiuti, sui temi del territorio e dei beni culturali, sulla questione dell’agroalimentare e degli Ogm. L’Osservatorio intende essere uno strumento di informazione e confronto, per lavorare in rete con i deputati e i senatori di tutti gli schieramenti politici che hanno scelto di aderire, per organizzare incontri pubblici di approfondimento, per promuovere e coordinare iniziative legislative, per denunciare disegni di legge e decreti in grado di compromettere la prospettiva di un futuro sostenibile. Grazie a questa attività il fenomeno delle ecomafie è oramai riconosciuto come un problema di carattere nazionale, portato all’attenzione della pubblica opinione anche da casi editoriali e cinematografici. L’Osservatorio pubblica regolarmente la newsletter OplàNews, inviata a tutti i parlamentari e a un’ampia lista di soggetti interessati. Strumento principale di comunicazione delle sue attività, la newsletter reca notizie sull’attività legislativa in campo ambientale, segnala iniziative e fornisce spunti di approfondimento dei temi trattati. Inoltre svolge una continua attività di lobby con i parlamentari italiani sui temi su cui l’associazione è attiva. * L’Osservatorio Parlamentare di Legambiente nel 2009: • 1.069 iscritti alla newsletter OplàNews, per 18 bollettini annuali; • attività di lobby e informazione principalmente sui temi: • politiche energetiche (nucleare e fonti rinnovabili); • trasporti; • governo del territorio (consumo di suolo, piano casa, rischio idrogeologico, grandi opere); • manovra finanziaria e tagli (agli enti parco, al ministero e enti di ricerca ambientale, incenti vi per le rinnovabili); • provvedimenti nazionali e internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. OSSERVATORIO RICOSTRUIRE PULITO linea d’azione 1 Il 26 luglio 2009 l’Osservatorio Ambiente e Legalità, in collaborazione con Libera e la provincia de L’Aquila ha dato vita all’Osservatorio Ricostruire Pulito, con gli obiettivi di garantire che la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo sia legale e sicura, raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui fenomeni di illegalità e individuare proposte per una riedificazione virtuosa sotto il profilo strutturale, economico e sociale. L’intenzione dell’Osservatorio è quella di coinvolgere la società civile e tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione post-terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell’azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività edilizie, dal movimento terra alla produzione del calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi fino allo smaltimento degli inerti e alle attività estrattive. 169 I temi su cui lavora l’Osservatorio sono: • la gestione delle macerie; • gli appalti per la ricostruzione; • cave e movimento terra. L’Osservatorio potrà anche essere un punto di riferimento per rendere partecipe la popolazione in azioni di vigilanza e di volontariato. PREMIO AMBIENTE E LEGALITÀ linea d’azione 2 Giunto alla quinta edizione, il Premio Ambiente e Legalità viene ogni anno attribuito a personalità che a vario titolo e in diversi ambiti di azione si sono distinte per l’impegno nella lotta all’ecomafia. A fianco di attività di denuncia del fenomeno della criminalità organizzata in campo ambientale, Legambiente con questo premio vuole anche valorizzazione quella parte di Italia che quotidianamente combatte per promuovere un sistema sociale ed economico basato sulla legalità e sulla sostenibilità ambientale. Il premio, attribuito da Legambiente insieme all’associazione Libera, viene consegnato ogni anno durante Festambiente a magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti, cooperative, comuni cittadini. I 13 premiati nel 2009 dal Premio Ambiente e Legalità: • Giuseppe Linares, Capo della Squadra Mobile di Trapani, per l’inchiesta sulla Calcestruzzi Mazara SpA; • Cooperativa pugliese Terra di Puglia, per l’esperienza di coltivazione sostenibile in terreni confiscati alla Sacra Corona Unita; • Aldo De Chiara, magistrato della Procura di Napoli, per l’avvio del piano di demolizioni nell’isola di Ischia; • Cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera di Trapani, per il riutilizzo sociale di un bene confiscato alla mafia e l’applicazione di tecnologie moderne di riciclo di inerti; • Comando regionale Puglia della Guardia di Finanza, per le indagini sul traffico illecito dei rifiuti; • Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente (Noe) Sud Italia, per le indagini sul traffico dei rifiuti; • Ugo Mereu, Dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, per le iniziative sociali del CFS in quartieri degradati a Palermo; • Giusi Nicolini, direttore della Riserva Naturale Orientata di Lampedusa, per l’attività in difesa dell’ambiente e della legalità sull’isola; • Nazzareno Giovannelli, Comandante della Polizia locale di Milano, per l’operazione Star Wars sui traffici di rifiuti in Brianza; • Vittorio Alessandro, Comandate della Capitaneria di Porto di La Spezia, per le sue indagini a protezione della costa e il suo impegno nel Ram (Reparto Ambientale Marino); • Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana, per le sue inchieste sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e per altre inchieste sui traffici internazionali di rifiuti tossici; • Nora Sciré, architetto della Soprintendenza di Salerno, per la sua attività contro l’abusivismo edilizio; • Irene Benassi, inviato della trasmissione di Rai1 Sabato, domenica, e…, per i suoi servizi di inchiesta e denuncia di situazioni di degrado e di illegalità ambientale. Legalità ambientale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 168 OBIETTIVI > Legalità ambientale RAPPORTO ECOMAFIA Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 1 Il Rapporto Ecomafia è il prodotto principale Rapporto Ecomafia 2009 dell’attività di raccolta dati e denuncia fatto dall’Osservatorio Ambiente e Legalità, che viene • 25.776 ecoreati accertati nel 2008, quasi 71 al presentato ogni anno dal 1997. giorno, 3 ogni ora. Più del 48% dei reati è stato consumato nelle 4 regioni a tradizionale presenza Il Rapporto è coordinato dall’Osservatorio Ammafiosa. biente e Legalità di Legambiente e realizzato • Il fatturato dell’ecomafia nel 2008 è di 20,5 in collaborazione con tutte le forze dell’ordine miliardi di euro. (Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato • 25 inchieste contro i trafficanti di rifiuti. e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di • 28mila nuove case abusive. porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Dire• 258 i clan censiti coinvolti. zione investigativa antimafia), l’istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relati• Rispetto al 2007 aumentano gli arresti (+13,3%) e i sequestri (+6,6%) da parte delle forze dell’ordine. vo all’abusivismo edilizio), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale e avvocati dei Centri di Azione Giuridica di Legambiente. I temi trattati sono i traffici illegali di rifiuti, l’abusivismo edilizio, i combattimenti e le corse clandestini tra animali, il saccheggio e il traffico dei beni archeologici, il commercio illegale di specie protette e di legname pregiato. Vengono riportati inoltre i nomi dei clan mafiosi coinvolti, i numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell’ordine, le storie di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro Paese. Il Rapporto Ecomafia nel tempo è diventato non solo un importante atto di denuncia, ma anche uno strumento indispensabile di lavoro per chi vuole conoscere i fenomeni d’illegalità ambientale in Italia e i mercati globali dell’ecocriminalità. Riconosciuto annualmente dal Presidente della Repubblica e dalle Commissioni Parlamentari interessate da questi temi, è ampiamente impiegato e considerato un punto di riferimento nelle sedi istituzionali che si occupano di illegalità. * L’edizione 2009 del Rapporto Ecomafia: • è stata presentata in conferenza stampa presso la Direzione Nazionale dell’associazione a Roma alla presenza del procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, il presidente del Copasir Francesco Rutelli; • il rapporto è stato pubblicato da Edizioni Ambiente in 2.500 copie; • sono stati organizzati 15 incontri di presentazione del rapporto in diverse parti di Italia per una maggiore diffusione e sensibilizzazione della cittadinanza sul fenomeno. VERDENERO - NOIR DI ECOMAFIA linea d’azione 2 La collana di libri VerdeNero - Noir di ecomafia è una collana di racconti che prendono spunto liberamente da fatti o fenomeni descritti nelle varie edizioni del Rapporto Ecomafia, scritti da alcuni tra i migliori autori italiani nell’ambito della narrativa italiana. I libri sono pubblicati dalla casa editrice Edizioni Ambiente e comprendono anche una parte di approfondimento sul tema trattato a cura di Legambiente. Il progetto nasce dall’esigenza di rendere più accessibili e comunicabili al grande pubblico i Perché VerdeNero? temi relativi al fenomeno delle ecomafie, che Il nome è collegato ai colori che tingono lo scenadifficilmente riescono a uscire dai luoghi di rio dell’ecomafia: da una parte il verde (la natura, confronto tecnico e scientifico, salvo clamoroil bene comune per eccellenza) e dall’altra le trame e le connivenze della malavita organizzata, il crimisi eventi di cronaca. L’iniziativa possiede, sia ne, la cronaca nera. nelle intenzioni dell’editore sia in quelle degli Il silenzio dell’omertà, l’inquinamento delle coautori, un’esplicita valenza di impegno sociale scienze, l’insidia della violenza sono ben rappree culturale. Il linguaggio privilegiato è quello sentati dal nero, colore dell’ombra. Mentre, dall’aldel noir, che presenta un’ottima attinenza ritra parte, resta piena e vitale la voglia di dire, di spetto ai molti fatti di cronaca documentati fare, di rompere i silenzi e dare uno spazio nuovo nel rapporto. Temi scottanti e spesso descritti alla convivenza civile. E anche alla speranza, da sempre illuminata dal colore verde. in modo burocratico e tecnico acquistano in questo modo immediatezza e carica emotiva e riescono a raggiungere un pubblico molto più vasto. I racconti di VerdeNero diventano occasione per mettere efficacemente in primo piano il significato del patrimonio collettivo e la salvaguardia delle risorse comuni e per lanciare eventi e manifestazioni che danno voce alle componenti sociali più vive. Il progetto è partito nel 2007 e ha visto tra gli scrittori coinvolti nomi noti agli appassionati del genere ma anche al grande pubblico, come Carlo Lucarelli, Massimo de Cataldo, Wu Ming, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Licia Troisi. Gli autori della collana devolvono parte dei diritti d’autore alla campagna SalvaItalia di Legambiente. Il progetto che inizialmente prevedeva la pubblicazione di 12 volumi, uno al mese, è stato prolungato e potenziato in seguito al successo dell’iniziativa, fino a diventare un progetto permanente e articolato sposato dalla casa editrice Edizioni Ambiente. * • • • • • I titoli pubblicati nel 2009: L’albero dei microchip, di Francesco Abate, Massimo Carlotto; Il paese di Saimir, di Valerio Varesi; Le stanze di Mogador, di Gian Luca Favetto; Vite spericolate, di Patrick Fogli; Il candidato, di Alfredo Colitto. VERTENZA SU DDL ALFANO (INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E LOTTA ALL’ECOMAFIA) linea d’azione 3 Traffico illecito di rifiuti e incendio boschivo doloso sono due delitti devastanti che ogni anno concorrono a danneggiare gravemente il territorio italiano mettendo a rischio l’incolumità delle persone. Il disegno di legge proposto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano recante “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” (Ddl Alfano) in discussione in Parlamento, rischia di azzerare il lavoro svolto dalla magistratura e delle forze dell’ordine, escludendo questi due delitti dalla lista dei reati per i quali è concesso l’uso delle intercettazioni. Secondo Legambiente questo è un grave errore e una scelta profondamente sbagliata. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini nel settore dell’ecomafia e 171 Legalità ambientale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 170 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Legalità ambientale della criminalità ambientale, vietarle lascerebbe campo libero a quelle organizzazioni criminali che vi operano e ridurrebbe notevolmente il campo di azione delle forze dell’ordine. Per questo motivo Legambiente, da quanto il Ddl Alfano è stato presentato nel del 2008, ha promosso in modo costante una campagna di sensibilizzazione sul tema con appelli sui media e al Parlamento per chiedere l’introduzione dei reati di traffico illecito di rifiuti e di incendio boschivo doloso tra i delitti del Ddl Alfano. Inoltre a fine 2008 grazie all’iniziativa di Legambiente è stato presentato dagli onorevoli Ermete Realacci (PD) e Fabio Granata (PdL) un emendamento bipartisan al Ddl Alfano per consentire le intercettazioni su questi delitti. Tra le attività di Legambiente nel 2009 per l’introduzione dei reati di traffico illecito di rifiuti e di incendio boschivo doloso tra i delitti del Ddl Alfano: • 5 comunicati stampa sul tema; • un’audizione presso la commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo di rifiuti con il presidente Gaetano Pecorella. VERTENZA ECOMOSTRI linea d’azione 3 Un altro neologismo targato Legambiente. Con il termine ecomostro si indica un edificio o un complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante, costruiti spesso secondo iter e autorizzazioni al limite della legalità, o in modo totalmente abusivi. Il termine è stato coniato per la prima volta per descrivere uno dei simboli della lotta alla cementificazione selvaggia, ovvero l’Hotel Fuenti sulla costiera amalfitana. L’abusivismo edilizio è un male antico del nostro Paese. In Italia ha raggiunto proporzioni che non hanno confronto in altri paesi, provocando pesanti conseguenze sullo sviluppo urbanistico, sulla qualità del paesaggio, sull’economia e sulla sicurezza del territorio. I condoni del 1985, del 1994 e del 2003 e il Piano Casa del governo Berlusconi, non hanno fatto che alimentare questo fenomeno, mentre gli abbattimenti sono ancora troppo pochi a dispetto delle migliaia di manufatti abusivi. Legambiente da anni lotta per portare all’attenzione il problema dell’abusivismo edilizio e della cementificazione selvaggia del nostro Paese, individuando e denunciando le decine e centinaia di ecomostri sparsi per la Penisola, anche mediante il Dossier Mare Monstrum. Legambiente chiede la demolizione, a spese dei proprietari, dei manufatti abusivi come condizione per il ripristino della legalità e dell’integrità del territorio violato; il monitoraggio satellitare del territorio per un più efficace controllo della diffusione del fenomeno; la creazione di una task-force tra le forze dell’ordine specializzata nel contrasto a questo genere di azione criminale. Nel 2009 l’attività di Legambiente contro gli ecomostri ha visto alcuni successi importanti: • dopo anni di battaglie è stato abbattuto lo scheletrone di Palmaria, ecomostro nel Parco delle Cinque Terre a Portovenere (SP) il 22 maggio, da sempre nella top-five di Legambiente degli ecomostri da abbattere; • altre demolizioni di immobili abusivi sono avvenute in Calabria (Rossano) e nel Lazio (Isola del Ciurli). Inoltre è proseguita la denuncia contro gli ecomostri e l’abusivismo edilizio mediante: • Dossier Tutti giù per terra. Viaggio nel Paese degli ecomostri e del cemento selvaggio (maggio 2009), mappa dei principali ecomostri in Italia di cui Legambiente chiede l’abbattimento; • 6 comunicati stampa sugli abbattimenti e in particolare sul tema dell’abusivismo edilizio a Ischia. 2.4.7 Economia verde Promuovere e sostenere il passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio, con basso consumo energetico e di risorse ambientali, tecnologicamente avanzata, che sappia valorizzare la qualità delle produzioni locali e dei territori. Operare in tal senso oggi costituisce non solo un modo per coniugare lo sviluppo e il benessere con la protezione dell’ambiente, ma anche la soluzione più credibile per affrontare la crisi economica in modo più moderno ed efficace. L’impegno di Legambiente è orientato a dimostrare che il risparmio di risorse ambientali, la creazione di prodotti e processi produttivi più efficienti si traducono in risparmio di costi e vantaggio competitivo, creazione di valore economico e sociale, miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Si tratta di sostenere, con politiche e investimenti mirati, tendenze produttive, economiche e culturali già in atto, valorizzando e premiando l’innovazione e le produzioni tipiche di qualità, aumentando la capacità di ricerca, pubblica e privata. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 2 Operare, in collaborazione con numerosi soggetti produttivi, sociali e istituzionali, per favorire la riconversione e l’innovazione dei processi produttivi e dei prodotti nei vari settori, promuovendo un approccio culturale aperto all’innovazione e alla qualità, sapendo tener conto dei bisogni occupazionali. Contribuire alla diffusione dell’economia verde, attraverso momenti di confronto e l’organizzazione di iniziative che premino i casi di eccellenza, diano visibilità alle buone pratiche creando Circoli virtuosi e fenomeni di emulazione sul mercato. 173 ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Partnership, alleanze e convezioni: Protocolli di sostenibilità e responsabilità con le aziende • Progetti, iniziative ed eventi: Legambiente per l’Agricoltura di Qualità, Legambiente Turismo ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Biodomenica • Progetti, iniziative ed eventi: Etichetta per il clima, Premio Innovazione Amica dell’ambiente, Park Life • Lobby e vertenze: Dossier Per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica, Economia verde seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 172 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • incontri con i produttori per ricevere informazioni sulle caratteristiche degli alimenti e sul metodo produttivo; • distribuzione materiale informativo sull’agricoltura biologica; • dibattiti ed eventi sul tema del Biologico Glocal; • laboratori, attività ludiche e spettacoli di intrattenimento per adulti e bambini. Iniziative trasversali OBIETTIVI > Bazar >> Obiettivo Stili di vita Convenzioni con i soci >> Obiettivo Stili di vita Eco Top Ten Auto >> Obiettivo Stili di vita FestambientaNet >> Obiettivo Stili di vita Guida Blu >> Obiettivo Qualità e Sicurezza ambientale Park Life >> Obiettivo Stili di vita www.fonti-rinnovabili.it >> Obiettivo Modello energetico sostenibile * L’edizione 2009 di Biodomenica: • 50 piazze organizzate in tutta Italia, per una partecipazione di circa 100mila persone complessivamente; • 20 Circoli di Legambiente hanno aderito, organizzando una piazza in ogni regione; • la conferenza stampa di lancio ha avuto come tema quello delle mense scolastiche che forniscono cibo biologico, seguendo la preparazione di un pasto biologico nella mensa della scuola elementare e materna Principe di Piemonte a Roma; • l’evento nazionale si è svolto a Roma il 4 ottobre presso la Città dell’Altra Economia, un luogo dedicato alla promozione del biologico e dove hanno sede molti eventi della società civile romana. Ospite particolare l’ortolano di Obama che ha ispirato l’orto della Casa Bianca. Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Moltiplicare i protocolli di sostenibilità e responsabilità con le aziende; • promuovere casi di green economy; DOSSIER PER COMBATTERE LA RECESSIONE, CREARE LAVORO, VINCERE LA SFIDA CLIMATICA • aumentare il numero di strutture aderenti a Legambiente Turismo. Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) CAMPAGNA BIODOMENICA linea d’azione 2 Giunta al 10° anno, la Biodomenica è una giornata nazionale per promuovere il consumo di prodotti sicuri e di qualità, prodotti con tecniche agronomiche biologiche, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura. Un evento per far conoscere le tecniche produttive e le pratiche agronomiche ecocompatibili, la loro praticabilità in tutto il pianeta, e la loro capacità di favorire un’equa ripartizione delle risorse, garantendone la loro conservazione per le generazioni future. L’evento è promosso da AIAB in collaborazione con Legambiente e Coldiretti, con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La Biodomenica ha come obiettivo quello di favorire l’incontro tra il mondo agricolo e i cittadini-consumatori, per creare con loro un movimento di opinione in grado di orientare il mercato e le istituzioni. Durante la giornata sono presenti con stand e degustazioni decine di produttori locali allevatori e agricoltori biologici che presentano i propri prodotti e incontrano i consumatori in modo diretto, oltre a negozi, associazioni, gruppi d’acquisto del biologico. Inoltre sono organizzate varie attività tra le quali: • degustazioni delle migliori produzioni biologiche locali; linea d’azione 2 Un modello economico alternativo, basato sulla sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologia, può essere la soluzione per affrontare la crisi economica in atto. È questo il pensiero che Legambiente ha voluto esprimere in un documento congiunto sviluppato con la CGIL, nel quale si presenta un approccio inedito, in cui qualità e innovazione ambientale siano protagoniste delle politiche d’intervento, in opposizione all’ormai tradizionale - e infruttuoso - ricorso all’apporto di risorse pubbliche nei settori abituali in crisi. Una proposta articolata e concreta per recuperare 15 miliardi di euro, equivalenti all’1% del Pil, per creare 350mila posti di lavoro, intervenendo in quattro aree strategiche per muovere cambiamenti positivi per le famiglie come per i più importanti settori produttivi e industriali italiani. Energia, casa, trasporti e sicurezza ambientale: quattro ambiti nei quali intervenire perché capaci di innovazione profonda e duratura, dove la fiscalità deve spostare il prelievo dal lavoro al consumo delle risorse ambientali, recuperando le distorsioni che producono degrado dei territori, inquinamento, arretratezze, ingiustizie fiscali. Questi i punti chiave del documento presentato Legambiente e Cgil il 5 febbraio 2009 e che ha rappresentato il primo appuntamento di una campagna di confronti e approfondimenti con il mondo del lavoro e delle istituzioni. Obiettivo del documento è quello di avanzare alcune idee e proposte concrete per cercare di combattere la recessione e i timori verso il futuro, aprendo un confronto con le forze sociali e politiche. Il punto di partenza dell’analisi è la convinzione che questa sia una crisi economica vera, pesante, che viene assumendo caratteri del tutto inediti perché completamente nuove sono le condizioni che riguardano la finanza, il lavoro, la globalizzazione dei mercati. L’ideologia del mercato come unico parametro dello sviluppo, che unita all’ormai palese crisi climatica ha determinato una situazione eccezionale che ci impone di guardare alla crisi con occhi nuovi per affrontarla con strumenti realmente innovativi. Un’economia a bassa emissione di CO2 è la sfida che si può vincere Economia verde Economia verde • • • • • • • 175 OBIETTIVI > 174 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi creando lavoro e ricchezze per tutti, dando prospettive serie ai giovani, liberando il Paese dalla dipendenza dalle fonti fossili. Un’economia che si basi su criteri di innovazione tecnologica verde, efficienza energetica, rispetto dell’ambiente, aprirebbe spazi di ricerca, occupazione, mercati, proponendo nello stesso tempo un modello di sviluppo più equilibrato. * OBIETTIVI > Economia verde Il Dossier Per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica: • è stato presentato a mezzo stampa il 5 febbraio 2009; •è stato presentato in un convegno nazionale il 10 marzo 2009 a Roma. Al convegno erano presenti 300 persone; • sono stati organizzati 20 convegni regionali per presentare il documento. ETICHETTA PER IL CLIMA linea d’azione 2 Etichetta PER IL CLIMA è un progetto che per la prima volta in Italia propone alle aziende una etichettatura volontaria di prodotto per informare il consumatore sul quantitativo di emissioni di gas climalteranti generate da prodotti o servizi durante una o più fasi del loro ciclo di vita. Etichetta PER IL CLIMA coinvolge il mondo produttivo in un’azione concreta e tangibile a favore del consumatore e dell’ambiente. Ogni fase della vita di un prodotto, dall’estrazione di materie prime fino allo smaltimento, comporta un consumo di energia e l’emissione in atmosfera di gas a effetto serra. Il costo ambientale di un prodotto è diventato un aspetto importante nelle decisioni d’acquisto dei consumatori. In un mercato sempre più attento all’impatto ambientale di processi, beni e servizi, dichiarare le emissioni di CO2 di un prodotto vuol dire differenziarlo in positivo. Etichetta PER IL CLIMA è un’etichetta volontaria di prodotto, L’etichetta PER IL CLIMA indica: dunque espressione dell’assunzione di respon• il quantitativo delle emissioni in CO2 equivalenti; sabilità da parte dell’azienda nei confronti del • le fasi del ciclo di vita del prodotto su cui questo consumatore e dell’ambiente. calcolo è fatto; Il peso della CO2 riportato in etichetta può es• l’ente certificatore del calcolo delle emissioni; sere il risultato di due diversi percorsi: • la dichiarazione numerata dell’etichetta, consul• un audit tecnico con successiva elaborazione tabile nei dettagli sul sito www.viviconstile.org; dei dati affidata a un istituto di ricerche di fi• comunicazioni specifiche aggiuntive dell’azienda. ducia di Legambiente. Il peso di CO2 equivalente, in tal caso, è calcolato sull’intero ciclo di vita del prodotto o su una o più fasi di questo. Le regole per effettuare il calcolo sono definite da un documento (PAS 2050) realizzato dal British Standard Institute; • il dato è già in possesso dell’azienda in ottemperanza a obblighi di conformità a norme o regolamenti. In tal caso, il peso di CO2 sarà riferito al campo di applicazione e ai confini spaziotemporali richiesti dalla norma o dal regolamento di riferimento. * Nel 2009 i prodotti per cui è stata elaborata l’etichetta per il clima sono: • Lancia Nuova Delta turbo GPL (etichetta specifica Auto per il clima); • serie di lampadine a basso consumo Philips Genie ESaver (11W, 18W, 8W), Softone (12W, 20W, 8W), Tornado (20W, 23W, 8W). LAIQ - LEGAMBIENTE PER L’AGRICOLTURA ITALIANA DI QUALITÀ linea d’azione 1 Nata nel 2001, per rispondere alla diffusione delle sementi e dei prodotti alimentari geneticamente modificati sul mercato (OGM), che poneva molte questioni di sicurezza ambientale ed alimentare, oltre che di etica, di democrazia e di tutela delle economie locali. Per queste ragioni Legambiente intraprende una iniziativa nel settore agricolo italiano a tutela delle produzioni non Ogm e più ecocompatibili, esperienza allora unica in Italia, attraverso la campagna LAIQ (Legambiente per l’Agricoltura Italiana di Qualità). La campagna è sviluppata in collaborazione con la società Italy Trading di Padova. LAIQ è allo stesso tempo una campagna ambientale, per la promozione di una agricoltura a minore impatto ambientale, e una iniziativa economica perché si prefigge l’obiettivo di spostare il mercato alimentare verso alimenti non geneticamente modificati prodotti con criteri di qualità, benessere dell’animale e rispetto per l’ambiente. L’originalità di LAIQ è rappresentata dal fatto che Legambiente entra in maniera significativa nel merito dei processi produttivi attraverso l’elaborazione di propri disciplinari qualitativi e controlli, e ne garantisce il rispetto e la qualità finale concedendo al prodotto il suo logo, sviluppando con le aziende aderenti al progetto un proficuo rapporto di co-marketing. La campagna LAIQ è iniziata sviluppando protocolli per il settore della mangimistica, riscuotendo l’adesione di molte aziende e arrivando a condizionare la produzione di mangime libero da Ogm per una quota del 7% della produzione nazionale. Altri prodotti per cui sono stati sviluppati protocolli LAIQ sono le uova, i polli, il latte, l’insalata in busta, patate, cipolle, carote e mele. Questi prodotti sono stati venduti in catene nazionali di supermercati come Esselunga nel periodo 2003 al 2006 e Despar dal 2006 ad oggi. In particolare l’attenzione posta su frutta e verdura dal 2004 si concentra sul residuo chimico di pesticidi e fitofarmaci, in esse contenute, che spesso supera i limiti consentiti dalla legge. Con la sua azione Legambiente chiede che ai consumatori arrivi un alimento privo di residuo chimico e quindi un prodotto di migliore qualità, e per fare questo sviluppa un set di criteri che le aziende agricole devono rispettare, anche basati sui principi della agricoltura a lotta integrata, che facilitano le aziende nel raggiungere l’obiettivo. Dal 2006 LAIQ comincia a subire un declino di numeri e adesioni, a causa dell’uscita di numerose aziende dal progetto. I motivi sono molteplici, a cominciare dalla bocciatura da parte di Legambiente di alcune aziende per scarsa qualità o incompatibilità con i principi della campagna, ma soprattutto per le trasformazioni del mercato, che si è orientato sempre più verso l’accorpamento di piccole aziende, e le pressioni dei grossi gruppi contro i prodotti a marchio LAIQ che facevano concorrenza alle proprie linee produttive. * LAIQ nel 2009: • 50 aziende hanno aderito per uno o più anni a LAIQ dal 2001 al 2009; • le aziende aderenti a Laiq sono principalmente concentrate nel settore ortofrutticolo. 177 Economia verde seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 176 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > linea d’azione 1 Legambiente Turismo è il nome dell’etichetta ecologica di Legambiente per le strutture turistiche, gestita da una struttura che porta lo stesso nome e che ha sede a Bologna. Legambiente Turismo nasce infatti nel 1997 come progetto sperimentale di Legambiente Emilia Romagna, si costituisce nel 2000 come circolo di Legambiente allargando il suo raggio di azione a tutto il territorio nazionale. Con 353 aziende turistiche aderenti nel 2009 (alberghi, campeggi, B&B, residence, rifugi, agriturismi, ostelli, stabilimenti balneari, villaggi turistici, ristoranti e strutture non ricettive), quasi 60mila posti letto e oltre 5 milioni di presenze annue, l’etichetta di Legambiente Turismo, ormai presente in 16 regioni italiane, è la prima Ecolabel italiana nel settore turistico e ricettivo e la seconda in Europa. Il processo di adesione a Legambiente Turismo inizia con la definizione di un protocollo di intesa tra l’associazione e un gruppo di operatori turistici o enti locali legati a un territorio specifico. Il protocollo riguarda una serie di criteri sui quali i gestori si impegnano a migliorare le proprie strutture nella logica della sostenibilità ambientale, tra i quali: • la riduzione dei rifiuti con acquisti più mirati; • la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio; • il risparmio idrico ed energetico con un uso più razionale delle risorse naturali; • la sicurezza degli alimenti e la promozione della cucina del territorio e dei prodotti tipici locali; • l’incentivazione del trasporto collettivo e della mobilità leggera; • la riduzione dell’inquinamento acustico all’interno degli esercizi e la partecipazione ad iniziative analoghe nelle aree vicine; • la promozione attiva dei beni naturali e culturali, il coinvolgimento degli ospiti nella realizzazione dei comportamenti eco-sostenibili e la distribuzione di materiali che aiutano l’informazione e il controllo sulle misure concordate. Una volta stipulato il protocollo, le singole strutture ricettive e turistiche aderiscono al gruppo in modo volontario definendo gli adempimenti obbligatori e verificando l’adesione ai principi di Legambiente Turismo attraverso una check list. L’adesione prevede anche attività di formazione per gli operatori dei servizi, e l’invio da parte di Legambiente di un kit di comunicazione per la riconoscibilità delle strutture e per l’informazione agli ospiti su comportamenti ecovirtuosi da tenere. Parte fondamentale del processo di Legambiente Turismo è la fase di controllo e verifica in loco di tutte le strutture che hanno aderito all’accordo, per verificare l’effettivo rispetto dei criteri e dei termini pattuiti. Il momento della verifica in loco, divenuto negli anni fondamentale nel rapporto con le strutture associate, garantisce la credibilità dell’iniziativa verso tutti gli associati e soprattutto verso il pubblico, inoltre consente di confermare o decidere eventualmente l’esclusione dall’etichetta di quelle strutture che non rispettano i criteri di sostenibilità e qualità richiesti. Attraverso il meccanismo del protocollo, Legambiente Turismo cerca inoltre di portare all’attenzione delle amministrazioni le diverse istanze poste dagli albergatori nella destinazione (come ad esempio il corretto smaltimento dei rifiuti o il contenimento del rumore), e di cercare con queste, quando disponibili, soluzioni concertate. Legambiente Turismo è oramai riconosciuta anche a livello europeo e internazionale. È infatti 179 membro di VISIT, l’associazione europea delle ecolabel indipendenti del turismo, e dal 2009 ne è anche presidente. Sempre dal 2009 è membro associato di NECSTOUR, la rete delle regioni per il turismo sostenibile, network fondato e presieduto dalla Toscana con Catalogna (Es) e PACA (Fr). Inoltre sono stati intrapresi rapporti con TSC, il Consiglio per la Sostenibilità del Turismo di nuova creazione sostenuto da UNEP/UNWTO e Fondazione UN. * Legambiente Turismo nel 2009: • sono stati firmati 5 nuovi protocolli, si sono avute 353 adesioni di strutture in 14 regioni italiane per il 2009, e l’aumento della fidelizzazione degli iscritti; a settembre è ripartita la campagna adesioni per il 2010 e a fine anno gli iscritti erano già 355 per un totale di circa 53.745 posti letto. Nella tipologia delle imprese aderenti si nota la crescita delle piccole strutture extra alberghiere (con gli agriturismi al 14% del totale, i B&B e case vacanza al 13%) e del settore ristoranti (arrivato in poco tempo al 6,25% del totale); • a luglio, sulla base dei controlli effettuati su 304 strutture, sono state premiate le 10 strutture ricettive e turistiche migliori, e 5 strutture ricettive amiche del clima per interventi strutturali mirati al risparmio e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di una casa vacanza di Reggello (FI), due hotel di Riccione, uno di Cefalù (PA) e un agriturismo di Cossignano (AP); • sono state escluse 6 strutture per gravi inadempienze rispetto agli adempimenti concordati; • è stato lanciato in gennaio il nuovo sito internet, www.legambienteturismo.it un vero e proprio motore di ricerca per cercare le strutture che hanno ricevuto l’etichetta Legambiente Turismo. Il sito conta mediamente 1.500 visitatori al giorno. PARK LIFE linea d’azione 2 Park Life, realizzato dal 2005, è un appuntamento fieristico annuale organizzato da Federparchi con la collaborazione di Legambiente, WWF Italia, Compagnia dei Parchi, Fiera Roma e Carsa come partner operativo. Park Life si conferma un appuntamento di riferimento per il sistema delle aree protette, finestra autorevole sui territori italiani di qualità, sugli enti e le imprese che fanno del rispetto ambientale e dello sviluppo innovativo e di energie alternative il perno della loro attività. Momento dedicato alle migliori esperienze di tutela della biodiversità, di gestione del territorio, di turismo sostenibile e di valorizzazione dei prodotti tipici. L’iniziativa infatti, puntando sulla grande capacità attrattiva dei parchi e la loro forza evocativa, dà un senso anche economico allo sviluppo delle identità locali, per tenere alta la cultura e le tradizioni del paese e per mantenere vivo quel sistema condiviso di socialità che rappresenta uno dei valori aggiunti del nostro Paese. Park Life è organizzato all’interno di Big Blu, il Salone della Nautica e della Subacquea, e presenta al pubblico i luoghi più belli e suggestivi d’Italia e del Mediterraneo, attraverso esposizioni, mostre e allestimenti sperimentali, convegni, incontri e dibattiti, eventi, spazi didattici per le scuole, mostra-mercato, degustazioni di prodotti tipici, musica. Anche quest’anno Legambiente vi ha partecipato con suoi stand, con degustazioni e laboratori di educazione ambientale. * • • • • L’edizione 2009 di Park Life (27 febbraio-2 marzo): 120mila visitatori; 3mila mq gli spazi espositivi; 2 stand di Legambiente; organizzate 22 degustazioni di prodotti equi solidali e degustazioni di vini italiani; Economia verde Economia verde LEGAMBIENTE TURISMO - PROTOCOLLO CON LE STRUTTURE RICETTIVE Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 178 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi • organizzazione di un dibattito Chi ce lo fa fare? Da soli nell’oceano. A remi, a vela e a colpi di cuore; • 6 le aziende promosse: Laika, Birdfeeding, Vela solidale, Giro libero, CTM Altromercato, Ottimomassimo (libreria itinerante per bambini). Tutte le aziende promosse da Legambiente sono piccole attività sostenibili orientate a diffondere una cultura dell’ambiente, della diffusione dei prodottin tipici e della promozione del turismo sostenibile. OBIETTIVI > Economia verde PREMIO INNOVAZIONE AMICA DELL’AMBIENTE linea d’azione 2 Il Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente è il primo e unico riconoscimento nazionale rivolto all’innovazione d’impresa in campo ambientale assegnato da un’associazione ambientalista. L’iniziativa è promossa da Legambiente in collaborazione con Enti, Università, Istituti di Ricerca, Associazioni di categoria uniti dalla comune volontà di accrescere e promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente. Si tratta di un riconoscimento annuale destinato a tutte quelle innovazioni di processo, di prodotto, di servizio, di tecnologie e di sistemi di gestione, realizzate o in avanzato stato di realizzazione, che hanno dimostrato di contribuire a significativi miglioramenti in campo ambientale e che si segnalano per la loro originalità e per le loro potenzialità di sviluppo. Il Premio è rivolto principalmente alle imprese (private, pubbliche, individuali, cooperative, consorzi, organizzazioni non profit) di produzione di beni o di servizi, ma possono partecipare anche amministrazioni pubbliche, istituzioni scientifiche, istituti universitari, liberi professionisti e alle associazioni di cittadini. I temi del Premio vengono definiti di anno in anno, in base al monitoraggio e all’analisi delle esigenze sociali e ambientali di maggiore attualità e necessità. L’obiettivo principale che si pone il Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle realtà che sappiano raccogliere le sfide dell’ambiente come valore e opportunità irrinunciabile di sviluppo e di crescita economica e sociale. In particolare, il Premio mira a: • monitorare lo stato di avanzamento delle innovazioni orientate alla sostenibilità ambientale; • sostenere tutti gli attori sociali e istituzionali che promuovano scelte innovative amiche dell’ambiente, creando al contempo effetti di trascinamento; • incentivare una competitività virtuosa tra le imprese contribuendo alla diffusione di best practices nel settore pubblico e privato; • sviluppare tutte le possibili sinergie tra soggetti sociali (imprese, università, consumatori, associazioni ambientaliste) e istituzionali che aiutino a diffondere, stimolare e indirizzare la crescita sostenibile. * L’edizione 2009 del Premio innovazione Amica dell’Ambiente: • 175 partecipanti al Premio. I vincitori: Per la sezione “Tecnologie verdi e Green procurement”: - INTESA SANPAOLO - INTESA SANPAOLO GROUP SERVICES per L’innovazione nelle filiali bancarie: l’efficienza energetica per la sostenibilità ambientale monitoraggio consumi elettrici e temperature ambienti, gestione PC, illuminazione artificiale con led; 181 - Kloben per I benefici del solar cooling in una struttura ospedaliera; - Provincia di Torino per Il Progetto A.P.E. (Acquisti Pubblici Ecologici) e la Rete per la promozione degli acquisti pubblici ecologici in Provincia di Torino. Per la sezione Eco-edilizia - ALER Di Brescia per B.i.r.d: Bioarchitettura, Inclusione, Risparmio energetico, Domotica; - Ceramiche Refin Spa per PRO-GRES; - Lefay Resort & Spa Lago di Garda per Il primo Eco-Resort della collezione Lefay concepito e realizzato nell’ottica della sostenibilità ambientale; - N.P.T. Srl per Costruire verde con i materiali certificati Ecolabel: garanzia di qualità ambientale e sanitaria nella posa delle pavimentazioni in legno; - Studio Roatta Architetti Associati Mondovì per Edificio industriale Monchiero&C. - alta efficienza energetica e comfort lavorativo. • 3.500 iscritti alla newsletter Innovazione Amica dell’Ambiente, 11 numeri l’anno, 15mila clickthrough. PROTOCOLLI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE CON LE AZIENDE linea d’azione 1 Per un’azienda, scegliere la qualità ambientale è un investimento sul futuro: Legambiente collabora con le aziende che hanno un sano desiderio di miglioramento. La convinzione è che le aziende possono e devono avere un ruolo decisivo nel trasmettere i princìpi della responsabilità sociale, perché hanno le capacità di essere incisive nei processi di cambiamento, verso meccanismi produttivi e di consumo in chiave maggiormente etica e sostenibile. Da sempre Legambiente crede che un’azienda non possa ignorare il proprio impatto ambientale e non considerarlo parte integrante delle proprie scelte aziendali, che non può tralasciare questo aspetto nei processi produttivi, nella formazione del personale e nei prodotti o servizi che immette sul mercato. Per questo affianca le aziende in percorsi di sostenibilità interni, e realizza importanti iniziative congiunte di tutela ambientale e promozione sociale. Allo stesso tempo Legambiente valorizza anche le aziende, ovvero i prodotti e i servizi, che costituiscono un buon esempio, in modo da dare visibilità e concretezza a casi di sostenibilità realmente praticabili, nell’interesse dei cittadini. Legambiente sostiene gli ottimi risultati economici, di reputazione e motivazionali che la scelta di percorrere percorsi di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale di impresa può dare nel breve e nel lungo periodo. La collaborazione tra Legambiente e le imprese si svolge secondo i seguenti principi: • modus operandi: ambientalismo scientifico, necessità/opportunità del territorio, partnership durevoli, partnership vs finanziamento. Le partnership vengono pianificate e portate avanti integrando l’analisi dei dati scientifici (l’ambientalismo scientifico che contraddistingue Legambiente) le necessità e le opportunità del territorio, la partecipazione e il dialogo di tutti gli stakeholders a vario titolo coinvolti e una comunicazione trasparente in cui sia i partner sia i beneficiari hanno modo di riscontrare il valore aggiunto delle azioni. • Collaborazione nella responsabilità sociale di impresa. La collaborazione con le aziende non si limita a un mero rapporto di sponsorizzazione e finanziamento, bensì persegue le finalità della responsabilità sociale d’impresa, attraverso partnership partecipative e continuità del rapporto, privilegiando le partnership che vanno oltre la realizzazione della singola attività. L’obiettivo è quello di facilitare un cambiamento all’interno delle aziende stesse e guidarle verso un processo Economia verde seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 180 continuativo attraverso strategie serie, credibili e concrete. Le aziende diventano partner di una missione comune, con le quali stringere protocolli di intesa e proporre percorsi di sostenibilità a medio e lungo termine, affinché la responsabilità sociale d’impresa diventi parte integrante della mission aziendale. • Compatibilità con i principi e la mission di Legambiente. Per collaborare con Legambiente è indispensabile operare in un settore merceologico compatibile con la mission di Legambiente o dimostrare concretamente di aver messo in campo delle soluzioni concrete di attenzione al sociale e all’ambiente. OBIETTIVI > Economia verde Sono diverse le modalità con cui un’azienda può scegliere di sostenere e collaborare con Legambiente: • Progetti di sostenibilità ambientale. Legambiente mette a disposizione le proprie competenze per sensibilizzare le aziende e affiancarle in percorsi di sostenibilità nello svolgimento della propria attività. • Partnership. È il sostegno ad un’attività di Legambiente. Collaborare con Legambiente per l’organizzazione e la promozione di un’iniziativa, per l’azienda rappresenta anche un’occasione di visibilità: dalla presenza del logo dell’azienda nei materiali che distribuiamo, alla presenza nei comunicati stampa, all’organizzazione di un evento comune, alla promozione nel sito internet, eccetera. • Partnership tecnica. L’azienda può mettere a disposizione di Legambiente beni materiali, servizi o la propria esperienza per la costruzione o lo svolgimento di un progetto o di un’iniziativa. • Cessione di logo. Se fra Legambiente e l’azienda c’è una coerenza di immagine e di obiettivi, se il prodotto o il servizio offerto rispetta determinati standard ecologici di eccellenza, è possibile promuovere quel prodotto o servizio dell’azienda abbinandolo al logo di Legambiente. • Convenzioni. È possibile offrire benefit e sconti su prodotti e servizi, compatibili con la mission dell’associazione, diretti ai soci Legambiente. Le aziende che collaborano con Legambiente per iniziare o implementare un proprio percorso di responsabilità sociale, associano all’immagine della propria azienda quella dell’associazione, che significa promuovere un’immagine di impresa responsabile e attenta all’ambiente. Collaborando con Legambiente si interviene migliorando la società stessa di cui l’azienda fa parte (radicamento territoriale), e si aumenta il valore dell’azienda e il riconoscimento dei suoi stakeholders, che siano soci, dipendenti, collaboratori, fornitori. Esempi di collaborazione con imprese in percorsi di sostenibilità EDISON La collaborazione tra Legambiente ed Edison è iniziata nel 1999 a bordo del Treno Verde nell’ottica di approfondire il tema dell’effetto serra, quando ancora il tema dei mutamenti climatici era sottovalutato. Nel 2009 Edison continua tale percorso sponsorizzando, per il quinto anno consecutivo, Kyoto anch’io: la scuola amica del Clima, una campagna di educazione ambientale di Legambiente per la diffusione e la promozione della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico nelle scuole italiane. In particolare nell’edizione 2009, attraverso un kit di schede tematiche su cambiamenti climatici, mobilità, raccolta differenziata, risparmio energetico, acqua, energie rinnovabili, le classi contattate hanno contabilizzato il proprio risparmio di CO2. Da questi risultati, la scuola più virtuosa in termini di risparmio di CO2 emessa e di miglior progetto educativo realizzato, è stata premiata con un impianto fotovoltaico/solare termico. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi VODAFONE La collaborazione con Vodafone dura da oltre 10 anni. Prima e durante il percorso di crescita della collaborazione, Legambiente è stata al fianco di Omnitel/Vodafone per allargare la responsabilità sociale e ambientale dell’azienda, attraverso un protocollo di intesa e una serie di attività supportate da Legambiente e messe in campo dall’azienda stessa. Con il protocollo d’intesa proposto da Legambiente, Vodafone ha sottoscritto una serie di impegni tra cui, ad esempio, quello di predisporre un documento informativo per ogni impianto di nuova installazione, da condividere con la cittadinanza, e di indire assemblee pubbliche per discutere degli impianti stessi. Per 10 anni Vodafone è stata al fianco di Legambiente nella campagna Goletta Verde. Vodafone ha partecipato attivamente all’operazione offrendo servizi sms, mettendo a disposizione i propri strumenti per informare in tempo reale sulla qualità delle acque di balneazione e fornendo servizi mms per denunciare illegalità a danno di mare e coste. Negli anni ha messo a disposizione la propria tecnologia non solo per Goletta Verde ma anche per Puliamo il Mondo, attivando diversi strumenti interattivi per il coinvolgimento dei più giovani. Nel 2008 parte, e continua nel 2009, My Future, un progetto pensato e realizzato ad hoc con Vodafone. Il progetto prevede un viaggio itinerante, il Recycling Tour, attraverso cui si è invitata la cittadinanza a restituire vecchi cellulari e accessori in cambio di kit di risparmio energetico. Dalla commercializzazione del materiale recuperato si è provveduto all’installazione di moduli fotovoltaici presso alcune scuole italiane selezionate. Un lavoro di squadra che ha incrociato le diverse competenze per il recupero di rifiuti pericolosi e la rigenerazione all’energia rinnovabile per alcuni edifici scolastici italiani. NAU! Legambiente e Nau! hanno iniziato a collaborare dal 2007, da quando da parte di NAU! è nata l’idea degli occhiali da sole in plastica riciclata (si tratta di plastica di seconda vita, ovvero quella che normalmente è scarto industriale). La qualità del materiale utilizzato è elevata e il prodotto finito è qualitativamente comparabile a un prodotto realizzato con materie vergini. Questo processo ha il risultato di ridurre lo spreco di materie prime e lo smaltimento di materiali inquinanti nell’ambiente. Inoltre NAU! ha eliminato il processo di taglio e colorazione delle lenti, che viene affidato, grazie a un sistema di trasmissione informatica dei dati, direttamente ai laboratori del fornitore di lenti NAU!, realizzato shopper in biocartene, che possono quindi essere riutilizzati dal cliente per la raccolta dell’umido ed eliminato i packaging superflui. Inoltre tutti i prodotti in plastica riciclata sono 100% Made In Italy. In considerazione di queste attenzioni alla sostenibilità ambientale, Legambiente ha collaborato fin dall’inizio alla promozione dei prodotti NAU!, anche abbinando il proprio marchio a quello della giovane azienda. * • • • • • Le collaborazioni con le aziende nel 2009: 25 collaborazioni su campagne di Legambiente; 25 progetti congiunti; 16 cessioni di logo; 6 altri progetti (comunicazione congiunta, cessione di dati...); 16 convenzioni attive per i soci. 183 Economia verde seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 182 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cooperazione internazionale 2 2.4.8 Cooperazione internazionale Promuovere progetti di educazione allo sviluppo per sensibilizzare sulle problematiche socio-ambientali globali e incrementare le azioni di cooperazione e solidarietà internazionale, con un approccio rispettoso delle comunità e delle risorse locali. Potenziare l’impegno di Legambiente oltre i confini italiani per la cooperazione e la solidarietà tra i popoli e i Paesi, per perseguire obiettivi globali di sostenibilità ambientale, solidarietà ed equità. Le maggiori questioni ambientali non conoscono confini geografici o politici e non possono che essere affrontate in un’ottica globale. Esse s’intrecciano sempre più con la disuguaglianza dei diritti: la desertificazione del suolo, gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, la mancanza di risorse idriche potabili sono, infatti, tra le cause responsabili di milioni di profughi ambientali. L’accelerazione dei processi di globalizzazione, gli strumenti, le modalità e i protagonisti che li hanno governati hanno privilegiato i grandi interessi economici e finanziari, aggravando disuguaglianze e impoverendo l’ambiente. A tutto ciò deve essere contrapposto un forte movimento internazionale di popoli, di paesi, di istituzioni democratiche che privilegino la dignità umana, la giustizia sociale, la salvaguardia del Pianeta. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 Creare alleanze, contribuire in modo significativo alle proposte e alle azioni del movimento altermondista, presidiare l’agenda europea e internazionale per far contare le ragioni dell’ambiente, e in particolare la salvaguardia della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici, la distribuzione e il consumo delle risorse naturali più equi. Il timone è dato dalla necessità di globalizzare i diritti, inserire nei costi di produzione quelli sociali e ambientali, gestire i conflitti in modo pacifico. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Puliamo il Mondo in Togo, Una Scuola per Amica, UnMondoTuttoAttaccato • Iniziative di informazione: Dossier Ecoprofughi • Progetti, iniziative ed eventi: Dynamo Effect, Empowerment delle comunità per l’accesso all’acqua in Swaziland, Habana Ecopolis, Progetto Roma Gadje Dialogue Through Service, Progetto Rugiada, Progetto Terra e produzione agricola nei paesi del sud del mondo, Progetto Water Access Through Empowerment of Rights Iniziative trasversali • • • • • eMPOWER >> Obiettivo Cittadinanza attiva Partecipazione al vertice di Copenaghen sul clima >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Giornate dell’interdipendenza >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Campagna Spiagge e fondali puliti - Clean Up the Med >> Obiettivo Cittadinanza attiva Campagna Don’t nuke the climate - il nucleare non serve al clima >> Obiettivo Modello energetico sostenibile ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Campagne e attività di volontariato: Senior Volunteering Program, Servizio Volontario Europeo • Partnership, alleanze e convezioni: Reti internazionali della società civile • Presìdi territoriali: Ufficio Europeo • Progetti, iniziative ed eventi: Clean Car Campaign, Partecipazione a eventi internazionali della società civile 185 Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Rilanciare i progetti di cooperazione realizzati negli anni dando continuità all’impegno internazionale di Legambiente; • rafforzare la rete internazionale di relazioni anche a fini progettuali; • aumentare i progetti di raccolta fondi a favore di esperienze di sostenibilità ambientale nei paesi in via di sviluppo; • aumentare il numero dei bambini sostenuti dal Progetto Rugiada e provenienti dalle zone fortemente contaminate dalle radiazioni nucleari. Cooperazione internazionale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 184 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cooperazione internazionale Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) CAMPAGNA EUROPEA CLEAN CAR CAMPAIGN linea d’azione 1 Legambiente attraverso la campagna europea Clean Car Campaign, capeggiata dal network Transport&Environment 5, è impegnata in una azione di lobby sia a livello nazionale sia europeo rivolta sia al governo italiano e ai nostri rappresentanti a Bruxelles, sia ai costruttori di automobili, per fare in modo che entrambi siano consapevoli dell’urgenza di adottare misure stringenti per la riduzione delle emissioni di gas serra, e che quindi non ostacolino il percorso intrapreso dall’Unione Europea. Il progetto Doubling car fuel efficiency in a decade, partito a marzo 2008 (fine prevista a febbraio 2010) ha avuto come obiettivo principale quello di seguire l’iter normativo della Direttiva 443/2009, la norma che ha dato il via a un sistema di azioni per raggiungere obiettivi di riduzione, nelle nuove auto immatricolate, in linea con il pacchetto 20-20-20 (la politica europea prevede il 20% della riduzione delle emissioni di gas serra, il 20% di aumento dell’efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020). La direttiva è stata approvata con un certo anticipo rispetto ai tempi previsti, il progetto si è quindi concentrato sulle azioni verso i veicoli commerciali leggeri, che ha visto la presentazione di una proposta nel settembre 2009. * La campagna Clean Car Campaign nel 2009: • azione di lobby nei confronti dei parlamentari europei che rappresentano l’Italia in occasione della votazione della Direttiva Auto; • azione di comunicazione e diffusione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica limiti e pregi della nuova direttiva approvata nel dicembre 2008; • informazione e pressione mediante comunicati stampa sull’iter della proposta sui veicoli commerciali leggeri; • informazione ai cittadini sull’impatto del trasporto su gomma e proposta di alternative di mobilità sostenibile nelle campagne di Legambiente Mal’Aria e Treno Verde. CAMPAGNA UNA SCUOLA PER AMICA linea d’azione 2 Una Scuola per Amica è una campagna di sostegno a distanza nata con l’intento di assistere i bambini delle zone rurali dello Swaziland, piccolo stato dell’Africa meridionale, rimasti orfani di genitori vittime di AIDS, e assicurare loro i diritti basilari allo studio, al cibo e alla salute. La campagna, nata nel 2004, è portata avanti insieme alla organizzazione non governativa COSPE e ad Anlaids Lombardia. La campagna di basa sul ruolo centrale della scuola come elemento per la crescita e formazione dei bambini orfani. Nei primi anni del progetto sono state costruite alcune scuole, che vengono gestite 5 - Transport&Environment è un’associazione europea indipendente che promuove lo sviluppo di politiche per la sostenibilità e l’accessibilità dei trasporti. Fanno capo a quest’associazione 49 associazioni non governative di diversi paesi europei che la sostengono al fine di coordinare le politiche e le proposte sul settore dei trasporti in Europa. dai comitati comunitari di riferimento per il proLo Swaziland e l’Aids gramma di assistenza agli orfani in loco. I bambini che frequentano queste scuole, individuati • Lo Swaziland ha il tasso di diffusione di HIV più tra quelli più bisognosi in seguito a una attività alto al mondo: 4 persone su 10 sono affette dal virus, la maggioranza sono donne. iniziale di monitoraggio, ricevono educazione, • L’aspettativa di vita alla nascita si aggira attorpasti regolari e assistenza sanitaria, cose che no ai 31 anni per gli uomini, 32 per le donne. non sarebbero in grado di avere altrimenti. • Gli orfani di genitori morti per AIDS sono circa Ogni scuola ha una cuoca, e in ogni comunità 80 mila in tutto il paese e spesso sono ragazzi c’è un referente sanitario che segue la salute dei che si trovano a doversi occupare non solo di se bambini e si occupa della loro cura in caso di stessi, ma anche dei fratelli minori. malattia. Ai bambini vengono anche insegnate dagli adulti della comunità materie come l’agricoltura tradizionale, l’artigianato e altri mestieri che tradizionalmente sarebbero tramandati da padre in figlio. Inoltre, per facilitare l’integrazione dei bambini orfani nella comunità, ad alcuni di loro è stata finanziata la retta per la frequentazione delle scuole statali. Il progetto viene sostenuto grazie all’apporto finanziario di donatori, ai quali si chiede un impegno costante nel tempo per garantire ai bambini un percorso formativo e l’assistenza sanitaria sufficiente a sviluppare le loro capacità individuali e costruire le basi per un futuro in autonomia. I donatori versano un contributo di 180 l’anno per un periodo di almeno tre anni, quota che serve a pagare la retta scolastica, i materiali, il cibo, l’assistenza sanitaria a un bambino per un anno intero. Oltre ai donatori regolari, la campagna accetta donatori occasionali, o donazioni provenienti da progetti o accordi particolari (liste nozze, regali di natale solidali, eccetera). Ai donatori che aderiscono viene inviato un piccolo gadget, un portachiavi in perline fatto dai bambini che frequentano le scuole del progetto. Inoltre ogni sei mesi viene inviato un rapporto di rendicontazione delle attività e di avanzamento del progetto. La campagna è stata anche un importante strumento associativo per coinvolgere alcuni Circoli di Legambiente sui temi della cooperazione internazionale, offrendo loro un primo semplice strumento di azione. I Circoli si sono impegnati a vario titolo nella promozione della campagna e nella raccolta fondi. * Una Scuola per amica nel 2009: • 18.497,00 euro raccolti, 102 donatori, di cui 3 Circoli di Legambiente e 5 istituti scolastici, per un totale di 185 donazioni; • i bambini che a vario titolo hanno ricevuto assistenza sono oltre 2mila. Molti (oggi adolescenti) per l’intero periodo del progetto, altri in momenti di difficoltà temporanea. È comunque difficile fare una stima esatta di quanti siano gli orfani ed i bambini vulnerabili che effettivamente hanno ricevuto assistenza. Molti di loro, infatti, sono stati coinvolti solo temporaneamente, avendo avuto ben presto la possibilità di inserirsi nelle scuole formali o di iniziare un nuova vita lavorativa; • il 2009 ha visto la chiusura della campagna per il raggiungimento degli obiettivi minimi e lo sviluppo delle capacità dei comitati locali di gestione del progetto di poter lavorare in autonomia affrancandosi dagli aiuti internazionali. I donatori coinvolti dall’inizio della campagna sono 392 di cui 13 Circoli di Legambiente e 31 istituti scolastici per un totale di 2.591 donazioni e 171.188,00 euro. Tra le attività della campagna, rese possibili grazie ai fondi raccolti, sono state create 26 scuole non formali e 21 centri di assistenza comunitaria. Le comunità con cui si è principalmente lavorato sono in totale 6: Shewula, Kambhoke, Maphatsindvuku, Tsambokhulu, Mafucula, Lukhetseni. 187 Cooperazione internazionale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 186 OBIETTIVI > Cooperazione internazionale CAMPAGNA UNMONDOTUTTOATTACCATO Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi linea d’azione 2 La campagna di raccolta fondi UnMondoTuttoAttaccato nasce nel 2009 come evoluzione dell’esperienza positiva di Una Scuola per Amica, in fase di chiusura. Il sostegno a distanza rappresenta infatti un modo per fornire alle comunità dei paesi in via di sviluppo strumenti per crescere in modo autonomo. Legambiente ha voluto proseguire questa modalità di sostegno ai suoi progetti di cooperazione non solo per raccogliere i fondi necessari per portare avanti le attività, ma anche per continuare a offrire ai propri soci uno strumento di partecipazione e di coinvolgimento in attività di solidarietà con popolazioni più svantaggiate. Obiettivo della campagna è quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita di 5 comunità in altrettanti paesi in via di sviluppo, di incoraggiare le intere comunità locali che, se adeguatamente sostenute, possono permettere uno sviluppo graduale, autonomo e durevole. Nello specifico, si prevede di raccogliere fondi a favore di 5 progetti di cooperazione internazionale in Malawi, Guinea Bissau, Argentina, Swaziland, Togo. I progetti sostenuti: Malawi: nel Villaggio di Ntholola, costruzione di una scuola per 500 bambini. Insieme a Africa Sottosopra Onlus. Swaziland: costruzione di pozzi e messa in sicurezza di sorgenti, per garantire acqua potabile e servizi igienici a 15 comunità rurali della Regione Lubombo. Insieme alla ong Cospe. Guinea Bissau: costruzione di un centro di accoglienza e formazione per bambini orfani e donne sieropositive in due villaggi. Insieme a L’isola che c’è Onlus. Argentina: a Rio Cuarto, formazione di un gruppo di lavoro che guidi ragazzi tra i 13 e 17 anni negli studi e nell’apprendimento di un mestiere. Insieme alla ong ASAL. Togo: servono banchi e servizi igenici nella scuola Virgo Regina, l’unico centro culturale e di sviluppo del paese di Klovidonou, ad est della capitale Lomè. * UnMondoTuttoAttaccato nel 2009: • la raccolta fondi è concretamente partita nel gennaio 2010, ma durante il 2009 si sono consolidate le relazioni con le 5 organizzazioni che si occupano della gestione pratica del progetti in loco per individuare i progetti e le azioni specifiche da sostenere. È stato creato un consorzio di gestione del progetto, e sono stati realizzati i materiali informativi e la campagna di promozione del progetto; • nell’ambito di questo progetto Legambiente si è iscritta all’anagrafe del sostegno a distanza (database online delle organizzazioni del Lazio che promuovono progetti di sostegno a distanza per aumentare le garanzie dei donatori) creato dall’associazione ForumSad, dal Dipartimento di economia dell’Università Roma 3 e dalla Regione Lazio. DOSSIER PROFUGHI AMBIENTALI linea d’azione 2 I cambiamenti climatici in atto provocano gravi Dossier Ecoprofughi 2009 conseguenze sugli equilibri ambientali planetarie, causando innalzamento dei mari, eventi • 6 milioni di persone l’anno costrette a lasciare il proprio territorio a causa di emergenze di tipo climatici estremi, siccità. ambientale. Di questi, 3 milioni dovranno emigraTutti questi eventi si riflettono sulle possibilità re in seguito ai progressivi cambiamenti ambiendelle popolazioni di accedere alle risorse natali come l’innalzamento del livello del mare e la turali fondamentali per la vita, quali la terra, desertificazione. il cibo, l’acqua. Molte sono le persone costret• Per il 2050, secondo le stime UNHCR, questo te a spostarsi alla ricerca di luoghi più ospitali fenomeno potrebbe riguardare 200/250 milioni di dove vivere, diventando profughi ambientali o persone. ecoprofughi, e generalmente questo accade nei • Dal 2007 il numero dei profughi ambientali ha paesi in via di sviluppo, quelli meno responsasuperato quello dei profughi di guerra. bili dell’aumento della temperatura globale. Queste migrazioni a causa del clima rischiano di causare conflitti o di accentuare crisi politiche già in atto. Il numero degli ecoprofughi e i conflitti per l’accesso alle risorse sono destinati ad aumentare con il progredire dei cambiamenti climatici. Legambiente si occupa della questione dei profughi ambientali dal 2005, mediante la preparazione e continuo aggiornamento di un dossier sul tema, in collaborazione con docenti universitari, centri di ricerca e giornalisti, dossier che viene rilanciato regolarmente in occasione di eventi nazionali e internazionali, organizzando eventi appositi, oppure a mezzo stampa. L’obiettivo è quello di mantenere alto il livello dell’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul tema dei rifugiati e dei profughi per cause ambientali, tema che con l’aggravarsi dei cambiamenti climatici sta diventando sempre più urgente e numericamente consistente. Legambiente con questa attività chiede che venga affrontata la questione del riconoscimento giuridico dei rifugiati ambientali, che permetterebbe di avere a livello internazionale strumenti per poter intervenire in modo adeguato e concreto a tutela di queste persone. * Il Dossier Ecoprofughi nel 2009: • è stato presentato nei seguenti eventi: • mostra convegno “Terra Futura” nel maggio 2009; • conferenza stampa durante Goletta Verde a Pescara (agosto 2009); • festival Castelli di Pace (agosto 2009). • In occasione di questi incontri è stato prodotto un comunicato stampa nazionale. Il dossier è scaricabile dal sito internet di Legambiente. PARTECIPAZIONE A EVENTI INTERNAZIONALI DELLA SOCIETÀ CIVILE linea d’azione 189 1 Legambiente è presente ai principali appuntamenti nazionali ed internazionali della società civile e istituzionali, sia di stampo ambientale che sociale. Un modo per confrontarsi con mondi, realtà e culture profondamente diversi fra di loro, capaci di discutere, di lavorare e di rapportarsi su temi importanti come la giustizia, i diritti, l’ambiente, la povertà, su come affrontarli e di come Cooperazione internazionale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 188 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Nel 2009 Legambiente ha partecipato a diversi appuntamenti internazionali sia istituzionali che non, tra i quali: • G8 all’Aquila – partecipazione ai vari appuntamenti della società civile paralleli al G8 e ai G8 tematici dei mesi precedenti; • Social Forum 2009 di Belem - Il Forum Sociale Mondiale è un incontro annuale dei membri dei movimenti per la globalizzazione alternativa, per coordinare le campagne mondiali, condividere e raffinare le strategie organizzative, informarsi vicendevolmente sui diversi movimenti sparsi per il mondo e sulle loro tematiche. Nel 2009, il forum si è tenuto dal 27 gennaio al 1 febbraio 2009 a Belém, capitale dello Stato del Parà in Amazzonia. • V World Water Forum - Il Forum Mondiale dell’Acqua si tiene ogni tre anni ed è organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, un think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo. Il V Forum Mondiale dell’Acqua si è tenuto a Istanbul dal 16 al 22 Marzo 2009 con l’obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale e indicare vie per la risoluzione delle questioni legate alla mancanza di acqua a livello globale. Per intervenire nel merito ecologisti e movimenti sociali hanno organizzato un Forum Alternativo Mondiale. • Conferenza delle Parti dell’UNFCCC di Copenaghen – Nel 2009, dal 7 al 12 dicembre si è tenuta a Copenaghen la XV Conferenza delle Parti per discutere un nuovo accordo vincolante sul clima che sostituisca l’attuale Protocollo di Kyoto. PROGETTI DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER ADULTI (SVP) linea d’azione 1 Legambiente vuole estendere la sua azione anche oltre i confini italiani per creare collaborazioni ed alleanze con altre associazioni ambientaliste straniere e crede nella possibilità che tutte le fasce di età possano mettersi in gioco in prima persona per dare un contributo alla salvaguardia dell’ambiente. Per questo motivo prende parte al programma europeo di volontariato internazionale SVP (Senior Volunteering Programme), finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Lifelong Learning Programme (LLP – Programma di azione comunitaria di apprendimento lungo tutto l’arco della vita). I progetti SVP (Senior Volunteering Programme) permettono a persone adulte, di età superiore ai 50 anni, di fare un’esperienza di volontariato internazionale, senza fini di lucro, come forma di attività di apprendimento informale. Attraverso questi progetti, Legambiente vuole permettere a persone adulte di incontrarsi e conoscersi attraverso un’esperienza comune di volontariato nel settore ambientale, strumento di abbattimento di pregiudizi e differenze culturali e sociali. * Il volontariato internazionale per adulti (SVP) nel 2009: • Legambiente è impegnata nel progetto Island meeting in Europe: iniziato nell’agosto 2009, e portato avanti in collaborazione con l’associazione estone EstYes, è un progetto di due anni che prevede la partenza di sei volontari senior dall’Italia e sei dall’Estonia per un periodo di volontariato ambientale in un’isola dei due paesi coinvolti: • in Italia i 2 volontari estoni sono stati ospitati in Sardegna per un mese (20 sett. - 20 ott.) e, dopo un periodo di preparazione a Roma presso la sede nazionale di Legambiente, sono stati impegnati nella manutenzione del sentiero escursionistico che collega lo storico centro minerario di Montevecchio-Guspini alle spiagge di Las Piscinas. Inoltre i volontari sono stati coinvolti nelle giornate dedicate alle visite scolastiche presso il centro di educazione ambientale di Legambiente. • in Estonia i volontari italiani di Legambiente hanno partecipano a un progetto di cura e protezione di flora e fauna locali e di valorizzazione del patrimonio artistico locale sull’isola di Hiiumaa. • Il progetto si completerà nel 2011 e prevede l’invio di altri due gruppi di volontari. PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE EMPOWERMENT DELLE COMUNITÀ PER L’ACCESSO ALL’ACQUA E I SERVIZI SANITARI NELLA LUBOMBO REGION, SWAZILAND linea d’azione 2 Il progetto di cooperazione internazionale Empowerment delle comunità per l’accesso all’acqua e ai servizi sanitari nella Lumbombo Region, Swaziland è finanziato dal ministero Affari Esteri e portato avanti in collaborazione con la organizzazione non governativa COSPE di Firenze. Il progetto è iniziato nel 2008 e terminerà nell’aprile del 2011. Il progetto è stato cofinanziato da vari soggetti quali Regione Piemonte, Tavola Valdese, Regione Toscana e Comune di Aosta. Il progetto è rivolto a 15 comunità rurali della regione Lubombo, nello Swaziland, un piccolo stato di poco più di un milione di abitanti che si trova nell’Africa Meridionale, al confine con il Sudafrica. Obiettivo generale è quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione nelle comunità rurali di questa regione, colpita già duramente dall’epidemia dell’HIV e da gravi siccità. L’obiettivo specifico è quello di garantire l’accesso ad acqua potabile e servizi igienici alla popolazione di 15 comunità rurali. I beneficiari diretti dell’azione sono le 21.890 persone che vivono nelle aree di intervento, i 1.350 bambini che frequentano le scuole selezionate, e i 105 membri dei Water Committees (comitati comunitari per la gestione dei punti d’acqua) delle comunità selezionate. Questi obiettivi sono raggiunti attraverso lo sviluppo delle capacità gestionali dei Water Committees, la formazione delle comunità su igiene e sanità e sull’uso sostenibile delle risorse, la fornitura di latrine, la riabilitazione di schemi idrici e pozzi esistenti, protezione di sorgenti perenni per la fornitura di acqua potabile, la creazione e consolidamento delle reti a livello regionale e di comunità per la gestione delle risorse idriche. In particolare Legambiente nel progetto ha ruolo di consulenza sui temi delle energie rinnovabili e della comunicazione nelle attività di sensibilizzazione e divulgazione in Italia. Le principali attività realizzare in loco nel 2009 sono state: • riabilitazione di 7 sorgenti, 25 pozzi e 6 schemi idrici in disuso, elaborazione di 3 piani di gestione delle risorse idriche; • costruzione di 90 latrine; • 9 giornate di sensibilizzazione su igiene e sanità portate a termine. Ad ogni giornata di sensibilizzazione hanno partecipato: tutti i Rural Health Motivators, un componente per ogni nucleo familiare, tutti i componenti dei Water Committees. La sensibilizzazione ha l’obiettivo di far capire appieno il legame tra salute e corrette pratiche igieniche. Cooperazione internazionale proporre un’alternativa all’attuale modello di globalizzazione ritagliato solo sul profitto e sul potere economico. Tutti argomenti strettamente legati con la missione di Legambiente. Il lavoro svolto dall’associazione nel movimento ha avuto il ruolo, affatto scontato, di aver portato le questioni ambientali fra i temi in discussione all’interno di quel consesso, con un ambientalismo vivo, capace di parlare a tutti ed attento a tutti i soggetti in campo. La partecipazione agli appuntamenti istituzionali inoltre è sempre stata diretta a rappresentare le istanze della società civile. 191 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Cooperazione internazionale 190 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Cooperazione internazionale * Nel 2009 Legambiente ha partecipato al progetto con le seguenti azioni: • una missione in loco di un esperto in comunicazione; • produzione e stampa di materiali informativi e realizzazione di attività di comunicazione quali: • un opuscolo sulle attività del progetto stampato in 3mila copie, distribuito in occasione di alcune campagne di Legambiente come Goletta Verde, Treno Verde nelle giornate di mobilitazione come la Giornata Mondiale dell’acqua; • un calendario sul tema dell’accesso all’acqua realizzato con foto delle comunità in cui si svolge il progetto, stampato in 1.500 copie e distribuito durante l’annuale Assemblea dei Circoli con i percorsi educativi nelle scuole. Nell’ambito del progetto, per contribuire a raccogliere i fondi necessari a portare avanti le attività è stata organizzata la campagna di raccolta fondi Proteggi una sorgente. Nata nel 2007, la campagna è relativa alle attività di costruzione di pozzi, di messa in sicurezza di sorgenti, e alla costruzione di latrine comunitarie. Costruire latrine comunitarie e formare persone sulla loro manutenzione è importante per incentivare corrette abitudini igienico sanitarie nella popolazione, evitando così che comportamenti errati possano contaminare le sorgenti da rifiuti di origine umana. I fondi raccolti nel 2009 sono stati 782,00 euro. Alla campagna di raccolta fondi ha contribuito anche il Circolo di Aosta e il Comune di Aosta, per un totale di 5mila euro. * Proteggi una Sorgente nel 2009: • costruiti 50 pozzi e nelle aree di Matjemadze e Bucocantfombi in collaborazione con il ministero della Salute Swazi; • sono state messe in sicurezza 3 sorgenti con pietre e argilla nelle comunità di Nduma, Bucocantfombi, Tincumatsini per evitare che gli animali potessero avvicinarsi e contaminarle. L’acqua viene poi incanalata in grandi contenitori a disposizione per le esigenze della comunità. PROGETTO EFFETTO DINAMO linea d’azione 2 Effetto Dinamo è un progetto che consiste nella creazione di un network europeo di circa 300 radio locali e nazionali in 7 paesi europei, per la realizzazione di una campagna radiofonica su temi ambientali. I temi oggetto del progetto sono: • casa ecologica • riscaldamento e raffreddamento da rinnovabili • elettrcità verde • uso finale dell’elettrcità • mobilità intelligente • • • • • veicoli intelligenti aziende verdi cambiamenti climatici cibo e agricoltura recupero e riciclo Gli obiettivi del progetto Dinamo Effect: • portare a conoscenza dei cittadini europei le buone pratiche ambientali sviluppate in alcuni paesi dell’Unione Europea; • favorire una diversa sensibilità per modificare i comportamenti individuali legati all’uso dell’energia; • mostrare la stretta relazione tra i comportamenti individuali e gli effetti sull’ambiente; • far conoscere le opportunità offerte al consumatore dall’utilizzo delle energie sostenibili. Il progetto, iniziato a ottobre 2008 e della durata di 30 mesi, prevede la costituzione di una redazione centrale europea per la stesura delle linee guida delle varie trasmissioni radiofoniche e di un comitato scientifico per l’individuazione delle tematiche da affrontare. Legambiente collabora con Radio Popolare (coordinatore del progetto e radio di riferimento in Italia) per la stesura di schede tecniche per la realizzazione delle trasmissioni dedicate al pubblico italiano. Legambiente ha inoltre sviluppato schede tematiche generali in inglese in supporto delle altre radio europee, oltre ad aver contribuito alla ricerca di partner tecnici locali. * Effetto Dinamo nel 2009: • sono andate in onda 30 trasmissioni radiofoniche di 20 minuti; • target complessivo raggiunto: circa 9.000.000 i cittadini europei dei paesi partecipanti ascoltatori delle 300 radio selezionate; • progettata e disegnata la prima fase del sito web www.dynamoeffect.org, che ospiterà le schede tematiche e i podcast da scaricare di tutte le trasmissioni radiofoniche. PROGETTO HABANA ECOPOLIS linea d’azione 2 Habana-Ecopolis è un programma di cooperazione internazionale tra Italia e Cuba che dal 1998 promuove lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale in 5 municipi della Città de L’Avana dichiarati insalubri dal governo cubano: Centro Habana, Habana del Este, Marianao, Guanabacoa e San Miguel del Padron. I settori di intervento del programma sono: • riqualificazione urbana generale e governo decentrato del territorio; • riqualificazione ambientale della città mediante la costruzione di sistemi fognari, implementazione di sistemi di raccolta di rifiuti solidi urbani, riciclaggio materiale cartaceo nelle scuole, attività di pulizia, campagne di educazione e sensibilizzazione ambientale, introduzione di tecnologie di produzione di energia da fonti rinnovabili; • salvaguardia del patrimonio naturale: implementazione dei sistemi di tutela della barriera corallina, del mangrovieto e delle dune costiere, tutela della flora e della fauna marina; • recupero e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso la costruzione di una serie di musei cittadini e il censimento delle aree architettoniche e culturali da salvaguardare; • miglioramento della rete dei servizi sociali alla popolazione giovanile e anziana: ristrutturazione di centri di aggregazione sociale e di parchi urbani, organizzazione di corsi e di eventi culturali, decentramento dei servizi di assistenza sul territorio. L’iniziativa può essere definita a tutti gli effetti un programma di cooperazione decentrata. Il cuore delle attività progettuali è costituito da un progetto cofinanziato dal ministero degli Affari Esteri, attorno al quale ruotano numerose altre attività o progetti di piccola entità finanziati da altri soggetti ed enti locali italiani ed internazionali, come ad esempio le Regioni (Toscana, Veneto, Piemonte), le Province (Siena, Arezzo, Grosseto, Mantova, Milano, Torino), i Comuni, le aziende, gli Enti Parco, le Università. Il programma è portato avanti da un gruppo di soggetti di varia natura, denominatosi Consorzio Habana-Ecopolis, che costituisce una originale ed innovativa esperienza nel settore della cooperazione internazionale per lo sviluppo, in quanto riunisce soggetti tradizionali di cooperazione 193 Cooperazione internazionale seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 192 OBIETTIVI > Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * Habana Ecopolis nel 2009: • realizzazione di un programma di educazione ambientale all’interno del Parco Naturale del Rincòn de Guanabo e realizzazione di un sentiero interpretativo che consenta una completa fruizione delle bellezze naturali di quest’area; • interventi per restaurare il museo di Guanabacoa. Il Museo svolge un’importante attività di animazione culturale nel quartiere, è impegnato nel recupero e nella valorizzazione delle tradizioni locali ed è punto di riferimento per molti gruppi di musica e danza afro-cubana. Tuttavia da un paio di anni era stato costretto a chiudere per il progressivo deteriorarsi dell’edificio che lo ospita provocando un forte calo dell’affluenza turistica, con gravi ripercussioni anche sulla rete di attività economiche ad essa collegate; • interventi nel quartiere di San Miguel del Padron, Barrio La Corea, per ripristinare le fogne, bonificare alcune zone e per ricostruire, fornendo i materiali, alcune abitazioni di famiglie che vivevano in condizioni di assoluta mancanza di igiene; • attività di promozione delle energie rinnovabili: installazione sull’edificio che ospita la sede locale del progetto di un impianto di solare fotovoltaico da 3 kw con immissione diretta in rete, formazione di personale per la gestione e manutenzione, che coinvolge circa 20 tra tecnici locali ed esperti del settore. Le attività sono state realizzate con il finanziamento della Regione Toscana e del Comune di Roma e con la collaborazione di ENEA e di dell’istituto culturale Società Geografica Italiana. PROGETTO RUGIADA linea d’azione 2 Il Progetto Rugiada consiste nell’accoglienza di bambini provenienti da zone fortemente contaminate in seguito all’incidente della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 presso il Centro di risanamento Nadiejda nel nord della Bielorussia. Il centro si trova a Vilejkaad 80 Km dalla capitale Minsk, sulle rive di un lago ed in territorio non contaminato, dove si pratica un’agricoltura sana e si fanno opere per il monitoraggio e la prevenzione dai tumori tiroidei, che possono essere causati da cesio 137 e stronzio presenti ancora nell’ambiente colpito dalla nube radioattiva di Cernobyl. Il progetto è gestito da Legambiente Solidarietà presso il circolo Festambiente di Grosseto ed è svolto in collaborazione con l’Associazione Help di Minsk che si occupa della selezione dei bambini e dei rapporti con le autorità locali. L’obiettivo di questo intervento è di trovare forme alternative e nuove risposte alla situazione sanitaria nei confronti dei bambini costretti a vivere ancora oggi, a distanza di anni dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, in zone altamente a rischio radioattivo e che hanno particolari problemi sanitari. Con l’assistenza in loco si vuole attivare ed incentivare un approccio diverso nei confronti dei bambini e più in generale delle popolazioni residenti in zone contaminate, uscendo da logiche, seppure di grande valore morale e solidaristico, di carattere assistenzialistico e di dipendenza all’aiuto internazionale. La struttura del Centro Nadiejda è realizzata con tecnologie e seguendo pratiche ecosostenibili (pannelli solari, biomasse, Modalità di adesione al Progetto Rugiada risparmio energetico, produzioni • Un mese di soggiorno presso il Centro Nadiejda costa 430,00 biologiche, raccolta differenziata euro e comprende: e compostaggio). Il Centro offre - il viaggio di andata e ritorno dal centro al luogo di residenza; anche un supporto sia di tipo - una visita ecografica; - il programma sanitario previsto all’interno del centro; medico che pedagogico e per- il vitto e l’alloggio; mette in questo modo di seguire - i costi in loco di organizzazione e gestione del progetto. i ragazzi con programmi specifici. • A chi aderisce al progetto viene inviata la foto e la scheda del L’accoglienza presso un centro di bambino aiutato, e un report semestrale sull’andamento delle questo tipo aiuta a ridurre le rainiziative nelle zone contaminate. diazioni assunte dai bambini attraverso una sana nutrizione. I bambini inoltre sono sottoposti a visite mediche continue per lo screening, la diagnosi e la cura di eventuali patologie. Il progetto nasce nel 2007, come proseguimento del programma di ospitalità e assistenza di bambini in Italia, diventato un programma di cooperazione in loco, per i seguenti motivi: • aumentare il numero di bambini che possono beneficiare di un periodo di risanamento e di cure. Il soggiorno in loco ha costi nettamente più bassi di un soggiorno all’estero e, a parità di fondi, si possono curare più bambini; inoltre in questo modo si riesce a far accedere alle cure anche quei bambini che per vari motivi non riescono ad ottenere i permessi per un soggiorno all’estero; • offrire risposte sul territorio in cui i bambini vivono, in modo da non sradicarli dal loro contesto culturale e sociale; • attivare forme di collaborazione con le strutture Bielorusse e stimolare una presa di responsabilità da parte delle autorità locali per costruire le fondamenta di un futuro in autonomia. Al progetto si può contribuire come un programma di sostegno a distanza, come singoli o come gruppo, versando una quota che garantisce il soggiorno e l’assistenza sanitaria a un bambino. * Il progetto Rugiada nel 2009: • 86.860,00 euro raccolti; • 202 bambini assistiti nei quattro mesi estivi; • migliorata la selezione dei bambini che ha rispettato maggiormente l’omogeneità dei gruppi per età e per provenienza geografica e sociale. PROGETTO ROMA-GADJE DIALOGUE THROUGH SERVICE (RGDTS) linea d’azione 1 Il progetto Roma-Gadje Dialogue Through Service (RGDTS), nato nell’ambito dei progetti di Servizio volontario europeo, ha come obiettivo quello di creare un legame tra le diverse culture, quella italiana e quella Rom, attraverso esperienze di volontariato a breve termine. Il progetto si rivolge a ragazzi Rom che provengono da situazioni di disagio. Cooperazione internazionale come le organizzazioni non governative CRIC di Reggio Calabria e COSPE di Firenze, associazioni con diffuso radicamento e competenza settoriale come ARCI e la stessa Legambiente, e rappresentanti del settore scientifico-accademico, come il Laboratorio per la Progettazione Ecologica degli Insediamenti (LAPEI) dell’Università di Firenze. Legambiente porta avanti le sue attività non solo tramite il suo Dipartimento Internazionale, ma anche coinvolgendo alcuni Circoli e Comitati regionali, in particolare il Regionale Toscana e il Circolo Festambiente di Grosseto. 195 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Cooperazione internazionale 194 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Legambiente nel Progetto Roma-Gadje nel 2009: • ha inviato un volontario in Romania e una volontaria per 4 mesi in Albania presso associazioni partner del progetto a svolgere attività con ragazzi Rom; • ha accolto per 4 settimane 18 volontari Rom: 6 dall’Ucraina, 6 dall’Ungheria e 6 dalla Slovacchia. Questi giovani provengono da situazioni diverse, sia per il paese di origine, sia per condizione personale. Ci sono giovani con una buona scolarizzazione provenienti da centri urbani significativi e altri di bassa istruzione e difficile situazione sociale residenti in comunità rurali. I ragazzi e le ragazze Rom, dopo alcuni giorni di orientamento e prima formazione linguistica a Roma, hanno raggiunto le destinazioni dei progetti, presso alcune sedi locali di Legambiente. Il progetto ha come obiettivo generale quello di promuovere il riconoscimento del valore sociale, culturale e ambientale della Terra nello sviluppo dei Paesi del Sud del mondo, si propone di sensibilizzare alcuni settori specifici dell’opinione pubblica sul tema della terra, del suo utilizzo ai fini della produzione agricola, delle implicazioni che l’attuale modello di sviluppo agricolo in particolare ha per molte comunità dei paesi del sud. Per raggiungere questi obiettivi le attività principali sono: la promozione di tavoli di concertazione territoriali tra associazioni ed enti locali sensibili al tema; la creazione di un “Osservatorio sul rapporto terra/comunità locali”, inteso come punto di accumulo e sintesi delle conoscenze dei vari partner del progetto e messa a disposizione dei gruppi target di informazioni organizzate e sistematizzate; la realizzazione di percorsi educativi integrati per parlare a insegnanti e studenti di sovranità alimentare; e organizzare varie attività di comunicazione e informazione per la cittadinanza in generale. Le azioni interesseranno tutto il territorio nazionale e in particolare le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Lazio, Calabria, Sicilia ma saranno diffuse anche in alcune comunità del Brasile (Regione del Minas Gerais), Colombia (Dipartimento di Bogotà e Regione del Cauca) e Senegal (Regione di Zigiunchor - Casamance). * PROGETTO ABITARE LA NOSTRA TERRA linea d’azione 2 Il progetto Abitare la nostra Terra - Terra e produzione agricola nei paesi del sud del mondo è un progetto di educazione allo sviluppo finanziato dal ministero degli Affari Esteri e portato avanti da Legambiente in consorzio con le organizzazioni non governative CEVI, CIPSI, COSPE. * Abitare la nostra Terra nel 2009: Legambiente Nazionale insieme ai Circoli di Padova, Palermo, Pesaro, Rispescia e Genova, ha portato avanti diverse strategie d’azione per raggiungere un ampio numero di cittadini nelle attività del progetto, in particolare si è impegnata sui seguenti fronti: • coinvolgimento delle scuole: sono stati realizzati percorsi educativi integrati in 26 istituti per un totale di ben oltre 2mila studenti coinvolti. Oltre al coinvolgimento degli istituti si è cercato di coinvolgere le scuole elementari nella partecipazione alle iniziative educative che hanno pre- visto il contatto con i produttori agricoli, in particolare attraverso 4 visite in altrettante fattorie didattiche; • pubblicazioni informative sul progetto: realizzazione di una mostra itinerante e dell’Atlante delle produzioni tipiche: • la mostra itinerante: composta di 5 poster sul tema della sovranità alimentare e della crisi alimentare; è stata stampata in 60 copie, in vari formati e su diversi supporti. La mostra è stata ospitata in varie iniziative organizzate dai 5 comitati locali di Legambiente (eventi pubblici, manifestazioni, giornate mondiali, fiere e workshop); • l’Atlante delle produzioni tipiche: catalogo ragionato e illustrato che presenta alcuni casi significativi di come un diverso rapporto con la terra, rispettoso degli ecosistemi locali, dei diritti delle generazioni future e del valore simbolico della terra, permetta uno sviluppo equo e sostenibile del territorio e delle comunità che lo abitano. Il catalogo, che illustra alcune produzioni tipiche italiane, africane, asiatiche e dell’America latina, di 24 pagine, è stato stampato in 1.200 copie ed è stato tradotto in inglese; • sensibilizzazione dell’opinione pubblica: sono stati organizzati eventi e seminari sul tema dell’accesso alla terra e della sovranità alimentare per informare e sensibilizzare la popolazione sul tema, in particolare: • in occasione del G8 tematico sull’Agricoltura, tenutosi il 18 aprile 2009 dal 18 al 20 aprile a Cison di Valmarino (TV) è stato organizzato a Treviso un presidio a cui hanno partecipato circa 1.000 persone e il seminario Il cibo al centro, l’agricoltura ovunque che ha coinvolto circa 100 persone; • il 10 maggio 2009, presso il Circolo degli Artisti a Roma, è stata organizzata la campagna Diritto al Cibo, promossa da CTM Altromercato, Legambiente e AIAB. È stato allestito un gazebo informativo con esposizione della mostra e del materiale informativo. Si sono tenuti laboratori e giochi per bambini su cibo, alimentazione e riciclo, una conferenza stampa di presentazione del dossier di Legambiente Biodiversità a rischio 2009. Circa 2.500 i visitatori di tutte le età; • in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 25 marzo 2009, a Grosseto, Legambiente ha organizzato un percorso didattico con esposizione e argomentazione della mostra, la distribuzione degli opuscoli e del materiale del progetto. Hanno partecipato 100 alunni di una scuola elementare della zona; • il 23 aprile 2009 presso la facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Palermo Legambiente ha tenuto un workshop Abitare la nostra terra, al quale hanno partecipato 120 alunni di un Istituto Agrario Superiore e studenti della facoltà stessa. PROGETTO WATER ACCESS THROUGH EMPOWERMENT (WATER) linea d’azione 2 Il progetto Water Access Through Empowerment (WATER) mira a promuovere il concetto di acqua come diritto e bene comune dell’umanità. Le attività previste per raggiungere questo obiettivo, si articolano intorno a 3 macroaree: • introduzione del diritto all’acqua nei sistemi normativi e regolamentari; • rafforzare la rete internazionale di istituzioni locali e nazionali, comitati e associazioni impegnati nella difesa dell’acqua come diritto umano e bene comune dell’umanità nei paesi del sud del mondo; • promuovere i principi di cooperazione, partecipazione e solidarietà, nelle gestioni nazionali e internazionali dell’acqua caratterizzate da interdipendenza con le gestioni dei PVS. Cooperazione internazionale Cooperazione internazionale Il progetto, iniziato nel novembre 2007 e conclusosi nel dicembre 2009, ha coinvolto 75 giovani da diverse parti d’Europa, di cui oltre il 50% di etnia Rom. 54 di questi giovani sono stati coinvolti in esperienze di lungo termine dai 9 ai 12 mesi; 5 in esperienze di medio termine (3-6 mesi) e 16 in esperienze più brevi, di un mese. I volontari Rom hanno lavorato a contatto con persone non Rom di diversi paesi e culture, alcuni dei quali con un background di disagio. Gli altri volontari coinvolti provengono dagli altri paesi partner del progetto (Albania, Francia, Germania, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ucraina, Ungheria). 197 OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 196 OBIETTIVI > L’accesso all’acqua nel mondo • 1,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. • Oltre 2 miliardi di persone non beneficiano di servizi sanitari di base. • Ogni venti secondi nel mondo un bambino muore di sete. • L’acqua è una questione fondamentale per la vita, l’ambiente, l’economia, la società, per la pacifica convivenza. Eppure non viene riconosciuta come diritto umano dalla Comunità Internazionale né dalla maggioranza dei Paesi. * Legambiente nel progetto WATER durante il 2009: Legambiente è stata impegnata in attività di sensibilizzazione dei cittadini, quali: • 4 banchetti informativi in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo (Campus dell’Università della Calabria, Circolo Palermo, aeroporto di Fiumicino area partenza e circolo di Genova); • un convegno sul tema presso il Regionale Liguria intitolato Acqua bene comune - dal Forum di Istanbul alla Carovana dell’Acqua ponte tra Italia e Centro America (Genova, 27 Marzo 2009); • 9 incontri e laboratori in diverse scuole tra primarie e medie, della Liguria e della Sicilia: oltre 1.000 gli alunni coinvolti, prevalentemente della scuola primaria e media, all’incirca 60 gli insegnati, che hanno partecipato attivamente a laboratori educativi sul tema dell’acqua come diritto umano fondamentale in tutto il mondo. Ben oltre 2.500 cittadini sul tutto il territorio nazionale hanno partecipato a incontri, seminari ed eventi pubblici, organizzati dai Circoli di Legambiente Sicilia e Liguria nonché dalla Direzione Nazionale. In queste occasioni il coinvolgimento della società civile è stato trasversale: gruppi locali, comitati cittadini, studenti, assessori comunali, volontari e membri di organizzazioni non governative, sindacati ed esponenti del mondo politico. Inoltre sono stati prodotti materiali informativi tra cui: • una mostra itinerante, composta da 5 pannelli (10 copie) sui temi dell’acqua come bene comune dell’umanità non commercializzabile, acqua e spreco idrico, esposta prevalentemente nelle campagne nazionali di sensibilizzazione di Legambiente come Spiagge e Fondali Puliti, Treno Verde, Goletta Verde e Goletta dei Laghi ed utilizzata anche da Circoli locali e Regionali per le loro attività sul tema; • nell’ambito delle campagne nazionali sopraindicate, così come in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Legambiente ha diffuso materiale informativo cartaceo e visivo, ovvero circa 1.800 volantini tematici, e sono stati distribuiti ai visitatori degli stands 20 video Una goccia tira l’altra, video prodotto dall’associazione Cospe in collaborazione con l’associazione CEVI e Il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua. PULIAMO IL MONDO IN TOGO E GHANA linea d’azione 2 L’azione di Legambiente oltre i confini italiani si concretizza anche stabilendo relazioni di collaborazione su campagne di volontariato e di pulizia, fornendo supporto organizzativo e logistico ma anche semplice visibilità mediatica per portare all’attenzione dei cittadini italiani la conoscenza di problematiche ambientali comuni in paesi diversi. In quest’ottica si inserisce l’organizzazione anche in Africa di Puliamo il Mondo, la campagna di pulizia e volontariato ambientale più importante al mondo di cui Legambiente è organizzatore per l’Italia. Dal 2004 Legambiente insieme alla ong COSPE organizza Clean Up Axim nell’ambito di un programma di cooperazione internazionale che ha come oggetto l’implementazione di un sistema pilota di gestione e raccolta differenziata dei rifiuti nel villaggio di Axim, sulla costa. L’iniziativa, oramai consolidata negli anni, dura alcuni giorni e coinvolge sia gli adulti della comunità che le scuole, in attività di formazione e nella pulizia del villaggio. Nel 2009, la 5a edizione della campagna si è tenuta dal 18 al 26 settembre con la partecipazione di 12 scuole e oltre 1.500 ragazzi. A ogni studente è stata fornita una borsa di tela (appositamente realizzata per la campagna riciclando i sacchi di farina da 50 kg) contenente un paio di guanti (usa e getta, in lattice) e una maglietta della campagna. Ad ogni scuola sono stati inoltre consegnati 10 sacchi di grandi dimensioni in cui riporre i rifiuti raccolti. A ciascuna scuola è stata affidata un’area da pulire e al ritorno di tutte le scuole presso il punto di raccolta i sacchi raccolti da ciascuna scuola sono stati contati e pesati. La quantità di rifiuti raccolta è stata utilizzata per assegnare un punteggio alle scuole che, accanto al risultati ottenuti durante il torneo di calcio, ha concorso a determinare la classifica delle scuole più virtuose. Nel 2009 inoltre Legambiente per la prima volta ha sponsorizzato Puliamo in Mondo in Togo. Nella cittadina di Klovidonou, sulla costa a una cinquantina di chilometri dalla capitale Lomè, il 5 e 6 ottobre sono state organizzate due giornate di pulizia dai rifiuti, precedute il 2 ottobre da una conferenza cittadina sull’ambiente. I promotori dell’iniziativa sono stati il direttore e gli insegnanti della scuola Virgo Regina della città, che hanno coinvolto con gli oltre 150 ragazzi moltissime famiglie e cittadini nelle giornate di mobilitazione. Con Puliamo il mondo 2009 è stato realizzato un intenso lavoro di recupero delle strade del quartiere della scuola e allo stesso tempo sono state messe a dimora nelle zone verdi piantine di eucalipto, acacia e alberi da frutto. RETI INTERNAZIONALI E DELLA SOCIETÀ CIVILE linea d’azione 1 L’azione di Legambiente oltre i confini nazionali si concretizza anche attraverso l’appartenenza e la partecipazione a network internazionali e della società civile, insieme alle quali affronta temi e intraprende progetti e iniziative comuni. Sono sia reti e movimenti italiani impegnati in campagne internazionali di protezione della natura e di accesso alle risorse naturali, sia network europei e internazionali di lobby e di azione politica congiunta su temi ambientali trasfrontalieri o di giustizia ed equità sociali. Legambiente fa parte dei principali network ambientalisti internazionali: • EEB - European Environmental Bureau (www.eeb.org) • CAN - Climate Action Network – Europe (www.climnet.org) • IUCN - International Union for the Conservation of Nature (www.iucn.org) • PAN - Pesticide Action Network – Europe (www.pan-europe.info) • UNEP - United Nations Environment Programme (www.unep.org) Fa inoltre parte di una serie di reti tematiche per la protezione della natura e della biodiversità, quali: • CIPRA - Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (www.cipra.org/it) • Federazione Parchi del Mediterraneo 199 Cooperazione internazionale Il progetto, iniziato nel 2007 ha durata triennale, è finanziato dall’Unione Europea ed è gestito in consorzio con CERAI – Spagna; CICMA – Italia; CIPSI – Italia; COSPE – Italia; Humanitas – Slovenia; France Libertés – Francia; GREEN Belgium – Belgio; KE.S.S.A. Dimitra – Grecia; LEGAMBIENTE ONLUS – Italia; Transnational Institute (TNI) – Olanda. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Cooperazione internazionale 198 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi FSC - Forest Stewardship Council (www.fsc-italia.it) Living Lakes (www.livinglakesitalia.it) Ocean 2012 Sea Alarm (www.sea-alarm.org) Seas at risk (www.seas-at-risk.org) Shark Alliance (www.sharkalliance.org) l’accoglienza di una ragazza greca che svolga attività presso il Dipartimento Internazionale della sede nazionale di Legambiente a Roma. Le attività cominceranno nel febbraio 2010. UFFICIO EUROPEO LEGAMBIENTE È membro della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Mediterraneo dell’UNEP/MAP (www.unepmap.gr). È membro dell’Associazione ONG Italiane (www.ongitaliane.it). Legambiente inoltre fa parte di alcune reti e campagne tematiche della società civile: - Campagna Meno Beneficenza più Diritti (www.piudiritti.it) - Campagna Mercurio Zero (www.zeromercury.org) - Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua (www.contrattoacqua.it) - Fermiamo il WTO - GCAP – Coalizione Italiana contro la povertà (www.gcap.it) - Tavola della Pace (www.tavoladellapace.it) - Trans Fair – Fair Trade (www.transfair.it/index.html) SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO linea d’azione 1 Legambiente, oltre alle centinaia di campi di volontariato e all’accoglienza di giovani in servizio civile, promuove anche forme di volontariato internazionale attraverso progetti finanziati dalla Commissione Europea, per offrire ai giovani opportunità di apprendimento non formale (ovvero al di fuori del curriculum previsto dall’istruzione formale) ed informale (ovvero imparare facendo attraverso attività di volontariato per favorire lo sviluppo personale e sociale), immergendosi in una dimensione europea e contribuendo così alla creazione di una cittadinanza attiva europea e a un continente più unito e consapevole. In particolare Legambiente partecipa al Servizio Volontario Europeo (SVE), che si inserisce nel programma Gioventù in Azione finanziato dalla Commissione Europea il cui scopo è promuovere la cittadinanza attiva dei giovani e il loro essere cittadini europei, per rafforzare la coesione sociale dell’Unione Europea. In particolare, l’Azione 2 “SVE - Servizio Volontario Europeo” permette a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni di svolgere un’esperienza di volontariato in un paese dell’Unione Europea, dell’Europa dell’Est o del Mediterraneo per un periodo che va dai 6 mesi a un anno. La Direzione Nazionale di Legambiente, a Roma, è tra le associazioni accreditate per ospitare e inviare volontari, insieme a altri 8 Circoli. Ogni circolo può attivare un progetto di accoglienza per inserire nelle proprie attività annuali dei giovani europei. Per ogni volontario si costruisce un progetto formativo con le attività che andrà a intraprendere, che viene sottoposto alla Commissione Europea per l’approvazione e il finanziamento, che copre buona parte delle spese di vitto e alloggio. Il giovane volontario inoltre percepisce un piccolo rimborso mensile per le proprie spese personali e la copertura delle spese di viaggio. * 201 Il Servizio Volontario Europeo di Legambiente nel 2009: Legambiente è stata impegnata principalmente su due progetti: • progetto Roma-Gadje Dialogue Through Service (RGDTS). Iniziato nel 2008 e conclusosi a fine 2009 che aveva come obiettivo quello di creare un legame tra le diverse culture introducendo esperienze di volontariato a breve termine in diversi paesi europei per volontari Rom che provengono da situazioni di disagio; • progetto Environment and development. Legambiente nel 2009 ha presentato un progetto per linea d’azione 1 A Bruxelles è operativo dal 2000 l’Ufficio Europeo di Legambiente, costituito per organizzare la difesa e la promozione in Europa dell’Italia di qualità, dei centri storici, delle sue produzioni tipiche e tradizionali, del prezioso intreccio di natura e beni culturali. L’Ufficio in questi anni è riuscito a mettere in campo una lobby italiana pulita e virtuosa in grado di costruire in Europa alleanze con altre associazioni ambientaliste, sindacali e imprenditoriali per meglio promuovere politiche comunitarie sempre più incisive in campo ambientale e orientate allo sviluppo della green economy. L’Ufficio Europeo pubblica la newsletter Europe Watch e una rubrica sulla rivista La Nuova Ecologia, che rappresenta un osservatorio privilegiato sulla qualità dell’ambiente e dell’alimentazione in Europa. Nel 2009 sono stati pubblicati 3 bollettini. * L’azione di lobby dell’Ufficio nel 2009: • Clima - Strategia comunitaria per i negoziati sul nuovo accordo globale sul clima in preparazione della conferenza di Copenhagen. Norme attuative della nuova direttiva sullo scambio delle emissioni (ETS) di CO2. Regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli commerciali. • Energia - Piani nazionali per la promozione delle rinnovabili previsti dalla nuova Direttiva. Linee guida sui criteri di sostenibilità per i biocarburanti. Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici. Revisione della direttiva sull’ecodesign. Revisione della direttiva sull’etichettatura energetica. Programma energetico europeo per la ripresa economica. • Inquinamento atmosferico - Direttiva sulle emissioni degli impianti industriali. • Rifiuti - Revisione della direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici (Weee). Revisione della direttiva sulla restrizione dell’utilizzo di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Rohs). • Agricoltura - Revisione del sistema comunitario di autorizzazione degli Ogm. Linee guida sulla coesistenza delle coltivazioni transgeniche con quelle biologiche e convenzionali. Revisione della direttiva sui nuovi alimenti. Cooperazione internazionale • • • • • • Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > OBIETTIVI > Cooperazione internazionale 200 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Identità associativa 2 2.4.9 Identità associativa Far vivere e alimentare a tutti i livelli associativi l’identità, la visione e la missione di Legambiente, condividendo esperienze, valori, approcci, obiettivi, strumenti, per essere più incisivi, coesi e consapevoli delle sfide associative e del ruolo che l’associazione riveste nel Paese. Legambiente è un’associazione ambientalista popolare, costituita da una larga e diversificata base sociale la quale, grazie alla presenza capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale dei Circoli, ha la possibilità di partecipare attivamente alla realizzazione delle attività e degli obiettivi associativi. Ed è proprio grazie alla costante attenzione posta verso i presidi territoriali che, principalmente, si sviluppa nei soci lo spirito di appartenenza, rafforzando e alimentando l’identità associativa. La possibilità per tutti i soci di partecipare alla vita associativa è, d’altronde, essa stessa una caratteristica identitaria preziosa, rafforzata negli anni perché permette di cogliere e interpretare con tempestività ciò che accade nei vari territori e di incidere con più forza e più efficacia, tenendo conto dei diversi contesti ambientali, sociali e antropologici. La complessità che ne deriva e la molteplicità delle esperienze che si producono hanno bisogno di strategie, approcci e azioni specifiche per garantire la circolazione delle informazioni, il confronto delle esperienze, la crescita omogenea dei presidi territoriali, la coerenza tra azioni e obiettivi, il raggiungimento del massimo dell’efficacia ed efficienza possibili nel creare valore sociale, ambientale ed economico. 3 Interpretare in modo attivo lo Statuto associativo con l’esercizio costante della democrazia interna, la ricerca della condivisione sostanziale delle decisioni, a tutti i livelli associativi e nei vari settori, tramite l’organizzazione di appuntamenti sia statutari che informali. Promuovere e organizzare attività formative interne, formali e informali, finalizzate ad assicurare competenza e rigore nella gestione associativa e facilitare l’ingresso e l’operatività dei soci e dei simpatizzanti. Coordinare l’immagine e la comunicazione dell’associazione verso l’esterno, con particolare riferimento all’uso dei loghi e verso la base sociale. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Assemblea dei Circoli • Assemblea di Volontariambiente • Formazione interna • Riunioni tematiche • Supporto scientifico alle vertenze dei Circoli ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Elaborazione comunicazione Tesseramento 2010 • Linee guida di comunicazione Iniziative trasversali • • • Campi di Volontariato >> Obiettivo Cittadinanza attiva Campagne >> Obiettivi vari Tesseramento >> Obiettivo Raccolta fondi e allargamento base associativa Le linee di azione e le attività di riferimento Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Consolidare la comune identità associativa; 1 Prendersi cura della composita base associativa e operare per allargarla e consolidare lo spirito d’appartenenza, elaborando proposte culturali e associative specifiche: soci singoli di tutte le età, soci collettivi, scuole, Circoli locali, rete piccoli comuni, rete strutture turistiche. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Assemblea dei Circoli • Formazione interna • Riunioni tematiche 203 • moltiplicare le occasioni di confronto e scambio di esperienze; • aumentare le occasioni di formazione interna così da garantire la consapevolezza e la condivisione delle posizioni e delle iniziative di Legambiente. Identità associativa seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 202 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Identità associativa ASSEMBLEA DEI CIRCOLI linee d’azione 1 2 Ogni anno, da 13 anni, Legambiente organizza l’Assemblea dei Circoli, una due giorni di confronto, analisi e studio dei temi più importanti e di attualità per la vita dell’associazione. Solitamente durante l’assemblea si svolgono gruppi di lavoro in contemporanea in cui i Circoli possono portare la propria esperienza ma anche chiedere informazioni e sostegno alla propria azione sul territorio. L’Assemblea dei Circoli si chiude tradizionalmente con una plenaria in cui si riuniscono i Circoli presenti, il Direttivo Nazionale, il Consiglio Nazionale. L’Assemblea 2009 si è svolta nel mese di novembre presso il centro Il Girasole di Legambiente a Rispescia (GR). Erano presenti 600 persone in rappresentanza di quasi 200 Circoli. Nell’edizione 2009 si è voluto mettere al centro dell’incontro proprio i Circoli, le loro difficoltà, le modalità operative, le nuove formule associative, il ruolo che essi svolgono sul territorio. Attraverso la presentazione di buone pratiche a cura dei Circoli stessi è stato possibile tenere insieme l’analisi politica con la concretezza delle questioni poste. ASSEMBLEA DI VOLONTARIAMBIENTE linea d’azione 2 È l’incontro nazionale dei responsabili di campo di volontariato, dei volontari e di tutti coloro che in Legambiente si occupano di volontariato. Permette di analizzare il lavoro fatto, rilanciare il progetto associativo dei campi di volontariato per l’anno successivo, fare un bilancio delle attività ed apportare le dovute modifiche all’azione dell’associazione. L’incontro è anche il modo per dare continuità e consapevolezza ad un’esperienza che rischia altrimenti di essere stagionale e non sedimentarsi nell’azione quotidiana e territoriale di Legambiente. L’edizione 2009 dell’assemblea di Volontariambiente si è svolta contestualmente all’Assemblea Nazionale dei Circoli. ELABORAZIONE COMUNICAZIONE TESSERAMENTO 2010 linea d’azione 3 Nell’estate 2009 è stata elaborata e messa a punto la campagna di tesseramento 2010 che si è aperta, come da tradizione, a settembre 2009. Il 2010 per Legambiente è un anno importante, quello in cui festeggia i suoi primi 30 anni. Anche la comunicazione del tesseramento, che è per definizione la più istituzionale delle comunicazioni, deve seguire le vicende e sottolineare i passaggi dell’associazione. È stato quindi cercato un ritorno alle origini nelle immagini di Milo Manara, scegliendo un’immagine che conteneva due parole chiave: posizioni e competenze, a sottolineare che Legambiente si schiera con decisione ma alla base delle sue posizioni appunto, c’è un bagaglio di conoscenza scientifica e competenze che forniscono delle solide basi alle sue prese di posizione. Lo slogan della campagna 2010, Una passione lunga 30 anni, ricorda infine il trentennale, a testimoniare che gli anni passano ma non passa mai la voglia di impegnarsi concretamente per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Anche il logo tradizionale dell’associazione per tutto il 2010 si veste della scritta da 30 anni insieme. FORMAZIONE INTERNA linee d’azione 1 2 • Tesseramento online: nel 2009 si è messo a punto ed implementato il meccanismo di tesseramento Circoli online. Infatti il meccanismo di tesseramento associativo rappresenta una partita gestionale non semplice per i Circoli dell’associazione. La gestione dei soci, delle tessere, dell’anagrafica rischia di togliere tempo alla parte di promozione e allargamento del tesseramento associativo. Per questo motivo nel 2009 l’ufficio tesseramento di Legambiente si è particolarmente dedicato ad implementare i servizi online per i Circoli. In questo modo le comunicazioni, gli scambi e le questioni organizzative vengono affrontate in maniera più rapida ed efficace. Non si tratta però di un’azione unicamente organizzativa. La creazione di una rete virtuale dei Circoli ha moltiplicato le occasioni di formazione ed informazione interna, rafforzando la consapevolezza delle scelte associative. • L’Organizzazione che apprende: è un’iniziativa nata al fine di migliorare la diffusione di conoscenza all’interno della rete dei Circoli Legambiente mediante la realizzazione di un corso di formazione su tematiche amministrative e contabili. Le giornate di formazione sono state realizzate in sei principali città italiane (Bari, Verona, Milano, Bologna, Palermo e Roma) allo scopo di raggiungere soci e volontari di Legambiente sparsi su tutto il territorio nazionale. Il progetto ha riscosso particolare successo tra i Circoli in quanto si è configurato un utile supporto per migliorare il dialogo tra i Circoli e la pubblica amministrazione, fornendo importanti conoscenze dirette a spiegare e realizzare pratiche, documenti, dichiarazioni, fatture, il tutto per rendere più agevole la realizzazione dell’attività amministrativa di un Circolo. Il progetto (della durata biennale 2009/2010) è stato finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della Legge 383/2000 che regola le iniziative realizzate dalle Associazioni di Promozione Sociale. • Corsi per volontari del servizio civile: i volontari di servizio civile che operano presso la struttura nazionale di Legambiente hanno potuto usufruire di un corso di formazione completo sulle tematiche ambientali. I vari responsabili politici di settore hanno tenuto lezioni frontali tese ad approfondire gli aspetti più tecnici ma anche più politici delle tematiche affrontate dall’associazione. Il nucleare, la difesa del paesaggio, le ecomafie, la comunicazione, le campagne informative: sono solo alcuni delle questioni al centro del corsi di formazioni a favore dei volontari in Legambiente e realizzati nel 2009. LINEE GUIDA DI COMUNICAZIONE linea d’azione 3 Da sempre Legambiente è attenta all’utilizzo del proprio logo. Il cigno verde è diventato in trent’anni di storia un simbolo importante la cui riconoscibilità e credibilità costituisce il capitale associativo. Il cigno è stato scelto come simbolo dell’associazione perché nonostante sia un animale molto bello ed elegante, se attaccato, in quanto fortemente territoriale, sa difendere Identità associativa Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) 205 OBIETTIVI > 204 206 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi 207 con forza se stesso e il proprio ambiente. Negli anni dunque si è stati sempre più attenti alle dimensioni, ai colori sociali (verde e giallo), alla corrispondenza tra scritta (Legambiente) e immagine (cigno), alla compresenza assoluta di scritta e cigno. Inoltre è stato creato un carattere Legambiente che accomuna tutti i materiali comunicativi dell’associazione. 1 2 L’associazione organizza periodicamente riunioni dedicate a specifici temi che vedono la partecipazione di rappresentanti territoriali da tutte le regioni italiane. Ne sono un esempio le riunioni periodiche di Legambiente Scuola e Formazione sulle problematiche scolastiche, sulle problematiche dei ragazzi e sull’attività dei CEA, i gruppi di lavoro dedicati alle singole campagne, le commissioni tematiche sulle aree protette, sull’agricoltura, sui beni culturali. Gli incontri sono l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, rimettere a fuoco gli obiettivi dell’associazione e disegnare una comune strategia di azione. Ovviamente questi appuntamenti sono un’occasione preziosa di informazione e formazione interna grazie all’intervento di esperti di settore e allo scambio di esperienze. SUPPORTO SCIENTIFICO E TECNICO ALLE VERTENZE DEI CIRCOLI SUL TERRITORIO linea d’azione 2 I componenti dell’ufficio Scientifico svolgono un’attività costante di consulenza per l’associazione, ma anche per amministrazioni e cittadini e di informazione su diverse tematiche attraverso la partecipazione a convegni, incontri, interviste (quotidiani, radio, tv). In questo modo si cerca da una parte di fornire studi e strumenti per conoscere meglio le problematiche ambientali (dossier, convegni, campagne) dall’altra si vogliono indirizzare le attività, scelte e decisioni in modo compatibile con l’ambiente. In particolare nei confronti dei Circoli l’ufficio svolge quotidianamente un servizio di supporto per approfondire, dal punto di vista tecnico-scientifico problematiche locali (inquinamento aria, acqua, suolo, rifiuti, attività industriali, rischio idrogeologico, inquinamento industriale...) e trovarne le soluzioni o fornire la base scientifica e tecnica su cui attuare le intraprese vertenze. 2.4.10 Comunicazione Sostenere e valorizzare le politiche e le azioni associative attraverso la creazione di solide relazioni con i media, per diffondere presso l’opinione pubblica la consapevolezza verso le problematiche ambientali e garantire la circolazione delle informazioni e degli approfondimenti all’interno e all’esterno di Legambiente. Un’efficace attività di comunicazione è vitale per un’associazione ambientalista che ha, tra i propri obiettivi costitutivi, la sensibilizzazione, la partecipazione e la mobilitazione dei cittadini. Inoltre, la vasta produzione d’informazioni scientifiche ha bisogno di un impegno specifico che la renda divulgabile e accessibile al maggior numero di persone ed enti. La strategia comunicativa si avvale quindi di più strumenti, canali, linguaggi coerenti con gli obiettivi e i valori associativi e con le specificità dei vari beneficiari e destinatari: cittadini, operatori dei mass media, imprese, istituzioni, opinion leader, strutture interne, base associativa. Oltre a mantenere alta la qualità della comunicazione con i mass media tradizionali, dei periodici e delle riviste tematiche storiche e recenti, un particolare investimento è destinato al rinnovamento delle forme di comunicazione. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 2 Diversificare le testate di riferimento e operare per aumentare la pubblicazione delle informazioni prodotte dall’associazione, garantendo competenza scientifica ed efficacia divulgativa e rafforzando l’immagine positiva e affidabile di cui gode Legambiente presso l’opinione pubblica e gli stakeholder. Favorire la circolazione e l’accesso all’informazione e offrire strumenti e opportunità di approfondimento delle problematiche ambientali ai vari stakeholder interni ed esterni. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Ufficio Stampa • Centro di documentazione multimediale • Siti internet ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • • • • Centro di documentazione multimediale La biblioteca del cigno La Nuova Ecologia Legambiente sul web Comunicazione linee d’azione OBIETTIVI > OBIETTIVI > Identità associativa RIUNIONI TEMATICHE seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Puntare sulle nuove forme di comunicazione, per potenziarne l’accessibilità e l’interattività, investendo in particolare nell’aggiornamento del portale internet istituzionale, nell’apertura di profili sui social network, nella digitalizzazione del Centro di documentazione. • • • • Centro di documentazione multimediale Legambiente sul web Newsletter Social Network Iniziative trasversali • • • • • • • CENTRI DI DOCUMENTAZIONE MULTIMEDIALE ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO Campagne >> Obiettivi vari Dossier e rapporti scientifici >> Obiettivi vari Petizioni >> Obiettivo Cittadinanza attiva Formazione Ambiente >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Jey >> Obiettivo Qualità culturale dei territori Materiali informativi per campagne e progetti >> Obiettivi vari www.fonti-rinnovabili.it >> Obiettivo Modello energetico sostenibile Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Moltiplicare le occasioni di diffusione della cultura ambientalista; • dare una corretta informazione sulle problematiche ambientali; • aumentare le occasioni di formazione, sia interna che esterna, così da garantire la consapevolezza e la condivisione delle posizioni e delle iniziative di Legambiente. linee d’azione 209 1 2 3 Legambiente mette a disposizione da sempre e gratuitamente, attraverso il Centro di Documentazione, i suoi dossier e rapporti, per anni in formato cartaceo, poi attraverso il suo sito internet. Nel 2009 inizia la ristrutturazione del Centro di Documentazione di Legambiente in un archivio multimediale, che diventerà il portale sul web www.legambientemedia.eu che ospiterà i contenuti istituzionali dell’associazione in formato digitale, audio e video. LegambienteMedia è quindi il portale dell’archivio multimediale, costituito di due parti: un server con un database che indicizza i contenuti ed una interfaccia web per la sua consultazione. L’obiettivo del database è quello di costituire il centro di indicizzazione di tutti i documenti dell’associazione, in tutte le loro versioni e forme disponibili (carta, pdf, video, audio), per facilitare la ricerca e l’accesso alle risorse on line. Attualmente il database è in fase di sviluppo e conta circa 4.800 record. Inoltre è visibile al pubblico il sito www.legambiente.tv, come prima parte del più ampio progetto di LegambienteMedia, che ospita video su iniziative, campagne e convegni di Legambiente. Al momento sono presenti 30 video. LA BIBLIOTECA DEL CIGNO linea d’azione 2 La Biblioteca del Cigno è la collana di libri di Legambiente edita dalla Cooperativa Editoriale La Nuova Ecologia. Propone nuovi strumenti di riflessione e di formazione utili a leggere la contemporaneità, diventare persone più consapevoli, cogliere connessioni e scenari innovativi. Fra inchieste ambientali (con la collana Veleni), manuali di buone pratiche (Mani) e saggistica (Alberi) Legambiente sviluppa il filo dell’ambientalismo scientifico per tessere i saperi e diffondere le ragioni di una società capace di futuro. * Libri editi nel 2009: • Erasmo D’Angelis, Italiani con gli stivali. Breve storia della protezione civile in Italia,ISBN 9 788896613016; • Sandro Polci, I piccoli comuni, dal disagio insediativo al buon vivere italiano. Rapporto nazionale di Legambiente e Confcommercio sulle aree interne, ISBN 9 788896613023. LEGAMBIENTE SUL WEB linea d’azione 2 Strumento fondamentale per comunicare con l’esterno, spesso primo luogo di contatto con media e cittadini, è il web. Legambiente, oltre al suo sito istituzionale principale, www.legambiente.eu (che dal 2010 cambierà dominio), gestisce una serie di altri siti tematici, alcune newsletter. Dal 2009 si è affacciata anche al mondo dei social network aprendo un profilo su Facebook, seguendo l’esempio di molti Circoli di Legambiente che hanno scelto questo strumento per organizzarsi e dialogare sul territorio. Il 2009 ha visto l’associazione iniziare anche un processo di revisione e di riorganizzazione del proprio sito internet, nell’ottica di una maggiore funzionalità di navigazione tematica e maggiore interazione con gli utenti internet. Il sito nella sua nuova veste sarà on- Comunicazione Comunicazione 3 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 208 line a metà 2010 e vedrà la migrazione al dominio .it e l’apertura di profili su altri social network. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi NEWSLETTER linea d’azione I siti internet di Legambiente: www.legambiente.eu - Il sito istituzionale e principale via di accesso alle attività dell’associazione, ai suoi dossier scientifici, ai comunicati stampa, alle modalità di collaborazione e le occasioni di volontariato. Dal 2010 cambierà dominio e diventerà www.legambiente.it Visite 2009: 714.322 visite, 458.301 visitatori unici assoluti, 2.861.625 visualizzazioni di pagina OBIETTIVI > Comunicazione www.viviconstile.org - Il sito della campagna Vivi con stile propone schede per informare i consumatori su acquisti e comportamenti più sostenibili. Visite 2009: 74.479 visite, 65.180 visitatori unici assoluti, 171.360 visualizzazioni di pagina www.stopthefever.org - Una città virtuale che adotta comportamenti ecocompatibili per ridurre le proprie emissioni di gas serra. Visite 2009: 23.698 visite, 14.935 visitatori unici assoluti, 70.363 visualizzazioni di pagina www.ecosportello.org - Lo sportello informativo dedicato ai temi dell’energia, dei rifiuti e degli acquisti verdi. Visite 2009: 52.584 visite www.fonti-rinnovabili.it - Il sito italiano più visitato sulle energie da fonte rinnovabile. Visite 2009: 226.245 visitatori, 1.229.490 visualizzazioni di pagina www.piccolagrandeitalia.it - Il portale delle iniziative rivolte ai piccoli comuni, per la promozione dell’Italia delle Identità, dei territori, dell’innovazione, della qualità, dei saperi e dei sapori. Visite 2009: 33.547 visite, 25.315 visitatori unici assoluti, 117.433 visualizzazioni di pagina www.legambientescuolaformazione.it - Il sito che racchiude le attività e le proposte educative di Legambiente Scuola e Formazione, l’associazione professionale degli educatori ambientalisti. Visite 2009: 57.449 visite, 43.749 visitatori unici assoluti, 237.562 visualizzazioni di pagina www.legambientenatura.it - Il sito dedicato ai progetti dell’Ufficio Parchi di Legambiente e ai temi relativi alla natura e alla biodiversità. Il sito è stato lanciato a fine 2009. www.legambienteturismo.it - Il portale del progetto di etichetta ecologica per i servizi di ricezione turistica di Legambiente Turismo. Visite 2009: 285.735 visitatori, 6.477.499 visualizzazioni di pagina www.festambiente.it - Il sito del festival ambientalista di Legambiente che si svolge ogni estate nel cuore della Maremma. Visite 2009: 147.887 visite, 569.025 pagine visualizzate www.festambientenet.it - Il portale della rete dei festival estivi di Legambiente che negli anni sono divenuti un appuntamento atteso e consolidato. Visite 2009: 6.513 visitatori unici assoluti www.sitodenuclearizzato.eu - Il sito nato nell’ambito della campagna Per il clima contro il nucleare per scaricare i banner per denuclearizzare siti web, blog e profili sui social networks. Visite 2009: 19.856 visite, 17.354 visitatori unici, 31.459 visualizzazioni di pagina 3 Legambiente comunica le proprie iniziative attraverso molte newsletter tematiche, tra le quali: • Legambiente Notizie (17.225 iscritti): comunica le iniziative generali dell’associazione a soci e simpatizzanti; • Piccola Grande Italia (2.774 iscritti): newsletter che mette in rete i comuni che aderiscono alla campagna Piccola Grande Italia; • Legambiente Scuola e Formazione (3.880 iscritti): per insegnanti, formatori ed educatori ambientali; • Volontariambiente (3.523 iscritti): la newsletter dei volontari attivi nei campi di volontariato; • Oplà (1.069 iscritti): la newsletter dell’Osservatorio Parlamentare sulla Legislazione Ambientale di Legambiente; • Rassegna stampa (901 iscritti): invio di una rassegna stampa quotidiana delle notizie ambientali sui principali quotidiani italiani; • Circoli (619 iscritti): strumento per comunicazioni di servizio ai Circoli di Legambiente. SOCIAL NETWORK linea d’azione 3 Oltre ai siti internet, Legambiente ha aperto le porte anche al mondo dei social network, cominciando da Facebook, il più diffuso e più utilizzato al momento, anche dai Circoli di Legambiente. Nel dicembre 2008 è stato aperto un profilo (www.facebook.com/legambiente) che nel corso del 2009 ha raggiunto i 5mila contatti, limite imposto dal network, tanto che si è resa necessaria l’apertura di una fan page, che sarà lanciata nel 2010. Tramite il profilo sono stati aperti gruppi tematici in relazione a campagne e iniziative specifiche, quali: • Goletta Verde 2009 (1.469 membri) • Road to Copenaghen, in corrispondenza del summit sul clima di Copenaghen a dicembre 2009 (1.490 membri) • Per il clima contro il nucleare, un gruppo per discutere di nucleare e delle sue implicazioni. L’esperienza sui social network si è rivelata uno strumento positivo e immediato di comunicazione sia all’interno dell’associazione che verso simpatizzanti non ancora iscritti a Legambiente. UFFICIO STAMPA linea d’azione 211 1 È il principale strumento per comunicare e promuovere verso l’esterno il punto di vista e le iniziative dell’associazione. Comunica e diffonde tutte le attività di Legambiente, curando i rapporti con i media (stampa cartacea periodica e quotidiana, radiofonica, televisiva e web). A questo scopo, è in contatto anche con le sedi regionali di Legambiente e, quando necessario, con i Circoli. L’ufficio stampa si occupa di: • interagire con i media per garantire la visibilità di Legambiente e delle sue attività; • monitorare le agenzie per rilevare gli argomenti e le notizie su cui Legambiente intende intervenire con commenti e dichiarazioni; Comunicazione seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 210 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi * L’ufficio stampa di Legambiente nel 2009: •593 comunicati stampa dall’ufficio stampa nazionale, di cui 372 dichiarazioni e commenti dell’associazione a fatti di cronaca e 221 lanci di iniziative di Legambiente; • 287 comunicati rilasciati dagli uffici stampa delle campagne itineranti (Goletta Verde, Goletta dei Laghi, Treno Verde, Operazione Fiumi); • ha collaborato con 109 agenzie, quotidiani, radio, tv, web, e 18 periodici; • ha organizzato 31 conferenze stampa nazionali, escluse tutte quelle fatte nel corso delle campagne; • ha partecipato agli eventi G8 Ambiente di Siracusa, G8 a L’Aquila, Terra Futura a Firenze, Summit sul clima di Copenaghen, Giornate dell’Interdipendenza, Assemblea dei Circoli di Rispescia, Convegno presso l’Ambasciata Britannica. COOPERATIVA EDITORIALE LA NUOVA ECOLOGIA Editoriale La Nuova Ecologia è una società cooperativa senza fini di lucro, costituita nel 1995 da Legambiente per la gestione delle proprie riviste e di numerose altre iniziative ad esse collegate. La cooperativa è un soggetto autonomo dal punto di vista giuridico ed amministrativo, collabora strettamente con Legambiente nei contenuti secondo una missione comune di fare informazione, formazione e comunicazione ambientale, strumenti fondamentali nella politica dello sviluppo sostenibile. Oltre alla prevalente attività editoriale, organizza convegni e seminari, manifestazioni, rassegne cinematografiche, corsi di giornalismo e di formazione, cura l’ufficio stampa per conto di aziende private e di enti pubblici. Alla base del lavoro svolto c’è un costante impegno alla tutela e la valorizzazione di princìpi etici nei rapporti economici e sociali. La cooperativa edita le riviste: • La Nuova Ecologia (mensile) • Rifiuti Oggi (trimestrale) • QualEnergia (bimestrale) e i siti internet: • www.lanuovaecologia.it • www.qualenergia.it e organizza numerose altre iniziative di formazione e comunicazione 213 LA NUOVA ECOLOGIA La Nuova Ecologia, voce storica dell’ambientalismo italiano, è nata nel 1978 con il nome di Ecologia da un collettivo di ambientalisti milanesi, in un periodo in cui l’ambiente non faceva notizia e la rivista costituiva una delle poche voci che si occupavano della salvaguardia delle risorse naturali. Due anni dopo ha cambiato nome diventando La Nuova Ecologia. È stata negli anni l’amplificatore di centinaia di battaglie ambientaliste e luogo prezioso di dibattito e riflessione culturale. Nell’aprile del 1986 è stato il solo giornale italiano a dire subito, e per intero, la verità sull’arrivo in Italia della nube radioattiva sprigionata dall’incidente di Chernobyl. Dal 1996 la rivista è spedita ai soci di Legambiente che ne fanno richiesta, e riporta molti contenuti e attività dell’associazione e dà voce ai Circoli e a molte vertenze territoriali. Allo stesso tempo parla a un mondo sensibile alle tematiche ambientali al di fuori dell’associazione, con cui instaura un dialogo e un dibattito costruttivo. La rivista raggiunge i propri obiettivi trattando temi che ruotano intorno a tre assi principali: • il racconto del conflitto ambientale sia locale (la legalità, l’abusivismo, i rifiuti...), che su scala globale (i cambiamenti climatici, ritorno al nucleare...); • la proposta di nuovi stili di vita; • l’approfondimento teorico sui paradigmi dell’ambientalismo moderno. Nel 2002 La Nuova Ecologia è diventata anche testata on line (www.lanuovaecologia.it), il primo quotidiano on line specializzato sull’ambiente, ricco di notizie, dossier, forum, approfondimenti. Punto di riferimento indispensabile per giornalisti, esperti, imprese, studenti e chiunque sia interessato ai temi dell’ecologia, dei consumi, degli stili di vita ecocompatibili e allo sviluppo sostenibile. * La Nuova Ecologia nel 2009: • tiratura: circa 100mila copie al mese, di cui 99,55% sono soci Legambiente, 0,45% abbonati e acquirenti singoli non soci; • la rivista è stata diffusa anche attraverso oltre 100 punti di eco-lettura (luoghi pubblici di condivisione di copie gratuite, istituzionali e commerciali); • 59 gli inserzionisti, aziende che offrono beni e servizi ecocompatibili; • i temi principali trattati: risparmio ed efficienza energetica, riscaldamento globale, green economy e green jobs, fonti rinnovabili ed energia nucleare, mobilità a basse emissioni; • oltre 350mila visite medie mensili per il sito www.lanuovaecologia.it. QUALENERGIA È un bimestrale realizzato in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club, dedicato alle politiche energetiche. Nato agli inizi degli anni Ottanta e rilanciato nel 2003, intende promuovere, sensibilizzare, informare, approfondire le opportunità che si aprono sul fronte dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, segnala le soluzioni tecnologiche più interessanti, analizza l’evoluzione del mercato elettrico e del gas, sostiene l’azione innovativa di Regioni ed enti locali su queste tematiche. QualEnergia è anche un sito internet, www.qualenergia.it, portale di Kyoto Club e Legambiente dedicato alle tematiche energetiche lette in termini scientifico-ambientali, con un focus sugli impatti climatici. È un notiziario aggiornato sui temi dell’energia e una banca dati a disposizione di tutti. * QualEnergia nel 2009: • tiratura: 90mila copie; • il 20% dei lettori sono soci Legambiente, il restante sono abbonati non soci; • 305mila visite al sito www.qualenergia.it. Comunicazione • informare tramite comunicati stampa sulle attività e sulle campagne dell’associazione; • organizzare conferenze stampa, per il lancio di iniziative, per l’apertura e per la chiusura delle campagne oppure per la presentazione dei dossier; • seguire come ufficio Stampa itinerante le campagne di Legambiente; • proporre collaborazioni in esclusiva con singole testate, media partnership per le campagne di Legambiente o per iniziative specifiche; • rispondere alle richieste che provengono dai media sia fornendo dati e informazioni specifiche sia proponendo interlocutori per interviste e programmi; • partecipare a iniziative nazionali e internazionali; • redigere una rassegna stampa quotidiana sui temi ambientali, diffusa sul sito internet e tramite newsletter. L’obiettivo è far sì che Legambiente mantenga e rafforzi presso i media l’immagine di soggetto autorevole e competente dal punto di vista scientifico sia come fonte della notizia che come memoria storica e per il radicamento dell’associazione nel territorio. Attraverso le uscite a mezzo stampa e la capillare presenza sui media, Legambiente si propone di raggiungere il maggior numero di cittadini per informarli e sensibilizzarli sui temi ambientali. Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > OBIETTIVI > Comunicazione 212 OBIETTIVI > Comunicazione RIFIUTI OGGI Nato nel 1990, Rifiuti Oggi è un trimestrale che si occupa di rifiuti sotto vari aspetti: la normativa, le buone pratiche, inchieste, focus scientifici, rubriche dai Comuni, dalle Provincie, dalle Regioni e dalle imprese. Il contesto in cui Rifiuti Oggi ha visto la luce era quello dell’Italia alla fine degli anni Ottanta: un paese agli ultimi posti in Europa per il livello e i volumi di raccolta differenziata e che manteneva il primato della quantità di rifiuti smaltiti in discarica, in impianti approssimativi gestiti in maniera scorretta. Negli anni Rifiuti Oggi si è trasformata in un punto di riferimento per tutti coloro che operano nelle professioni legate al mondo dei rifiuti, uno strumento indispensabile per enti, amministrazioni e aziende che operano nella gestione dei rifiuti, essendo diventato uno dei pochi riferimenti nel panorama della stampa specializzata del settore. Ogni uscita della rivista prevede uno spazio dedicato alla comunicazione dei partner di Ecosportello: CONAI, Federambiente e Fise-Assoambiente. A Rifiuti Oggi inoltre è legato il progetto Club Nuova Ecologia che si propone di promuovere un ristretto gruppo di imprese che abbiano come obiettivo prioritario l’impegno di sostenere la sostenibilità ambientale. * Rifiuti Oggi nel 2009: • tiratura: 20mila copie; • tra i lettori, il 10% sono soci Legambiente, il 90% abbonati non soci; • la rivista è stata distribuita a tutti i sindaci, uffici tecnici e assessori all’ambiente comunali, a deputati e senatori delle Commissioni Ambiente, Attività Produttive, di Inchiesta nel ciclo dei rifiuti, assessori all’ambiente provinciali e regionali, oltre che alle aziente private associate a FiseAssoambiente e alle aziende pubbliche associate a FederAmbiente. TRA LE ALTRE ATTIVITÀ GESTITE DALLA COOPERATIVA: Corso Euromediterraneo di Giornalismo ambientale Laura Conti Dal 2001 l’Editoriale La Nuova Ecologia, in collaborazione con Legambiente, promuove il corso euromediterraneo di giornalismo ambientale intitolato a Laura Conti, una delle figure più significative nel panorama della divulgazione scientifico-ambientale del nostro Paese. L’iniziativa, unica in Italia, è realizzata in partenariato con l’Info/Rac-Map, il centro per l’informazione e comunicazione dell’Unep, e l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia. Ha inoltre ricevuto i patrocini del ministero dell’Ambiente, Enea, Federparchi e Pentapolis. Il corso, a cadenza annuale, si rivolge a giornalisti professionisti e pubblicisti interessati ad approfondire le loro conoscenze sulle questioni ambientali, ma è aperto anche a laureati o diplomati interessati alle conoscenze di base e alle tecniche dell’informazione ambientale. Prevede la partecipazione di 20 giovani, a cui è data la possibilità di usufruire di borse di studio integrali e parziali. Oltre un terzo degli studenti, terminato il corso, ha avviato rapporti di lavoro con diverse testate giornalistiche, uffici stampa di associazioni, enti pubblici e imprese private. Nel 2009 il Corso Laura conti si è svolto dal 26 ottobre al 18 dicembre presso il Campus Universitario di Savona in collaborazione con il Parco naturale delle Cinque Terre. Il Club Nuova Ecologia La Nuova Ecologia promuove un progetto unico ed esclusivo nel panorama editoriale: il Club Nuova Ecologia. Alcune imprese hanno accolto con coraggio la nuova sfida ambientale, impegnandosi nella ricerca, nella produzione e nella comunicazione di prodotti e servizi ecocompatibili, ma soprattutto adottando una specifica strategia nell’affrontare le tematiche ecologiche. Aderendo Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi 215 al club mediante pagamento di una quota, le aziende beneficiano di una comunicazione mirata attraverso i canali della cooperativa o studiati appositamente, opportunamente ritagliata su una specifica platea: i soci di Legambiente, gli abbonati e i lettori delle riviste, il mondo istituzionale, le amministrazioni locali, i mass media, le imprese, le associazioni di categoria. Tutti soggetti che svolgono un ruolo rilevante nel determinare l’immagine ambientale delle aziende stesse. Nel 2009 sono 33 le aziende che fanno parte del club. Forum QualEnergia La cooperativa Editoriale La Nuova Ecologia organizza il forum QualEnergia, un appuntamento per affrontare la questione energetica sotto varie forme, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello delle ricadute sociali ed economiche. Nel 2009 il Forum si è svolto a Roma, sul tema ambiente e politiche energetiche: dalla crisi alle opportunità. Economia, istituzioni, industria e mondo della ricerca a confronto. Il forum è anche stato occasione per parlare del ritorno al nucleare in Italia, e del rapporto dei cittadini italiani con l’energia e del loro protagonismo nelle scelte energetiche. Comunicazione seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > 214 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Iniziative trasversali 2.4.11 Raccolta fondi e allargamento base associativa Differenziare e sviluppare le attività di raccolta fondi e di allargamento della base associativa ricorrendo a nuovi metodi e strumenti, per perseguire con determinazione e continuità gli obiettivi strategici e accrescere il consenso su cui basare e legittimare la propria azione politica, continuando a garantire la propria indipendenza d’azione. Legambiente già da qualche anno ha intrapreso la strada del fundraising e dell’incremento di progettualità finanziate con fondi pubblici e privati, per acquisire risorse economiche che vanno ad aggiungersi alle fondamentali quote d’adesione dei soci. Oggi l’associazione è impegnata nella definizione di un’articolata strategia espansiva per la raccolta fondi, che punta a consolidare, diversificare e incrementare i donatori attivi e le collaborazioni con le imprese, senza compromettere l’indipendenza dell’associazione e garantendo la massima trasparenza. Una strategia che conterà su strutture specifiche, con risorse umane e professionali dedicate. Le linee di azione e le attività di riferimento 1 2 3 Aumentare il coinvolgimento dei cittadini, attraverso il consolidamento e l’allargamento della base associativa, e il potenziamento della capacità di raccolta fondi dai singoli. Migliorare in modo diffuso le capacità progettuali per accedere più frequentemente alle risorse comunitarie, nazionali e locali, pubbliche e private. Incrementare e consolidare le collaborazioni e le convenzioni con le imprese che hanno un sano desiderio di investire nella qualità ambientale e sociale, per guidarle in percorsi duraturi di sostenibilità e per realizzare iniziative d’informazione, sensibilizzazione, tutela ambientale e promozione sociale. ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • 5 per mille • BosCO2 • Tesseramento ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • Attività di ricerca • Bandi e gestione progettuale ATTIVITÀ E INIZIATIVE DI RIFERIMENTO • BosCO2 • Collaborazione con aziende • Bazar >> Obiettivo Stili di vita • Campagna di sostegno a distanza Una Scuola per il Clima >> Obiettivo Cooperazione internazionale • Campagna di sostegno a distanza UnMondoTuttoAttaccato >> Obiettivo Cooperazione internazionale • Convenzioni per i soci >> Obiettivo Stili di vita • Protocolli con le aziende >> Obiettivo Economia verde Obiettivi di miglioramento per il 2010 • Aumentare il numero dei soci e dei Circoli Legambiente; • aumentare il numero delle persone che devolvono il 5x1000 all’associazione; • aumentare il numero di collaborazione con le aziende anche ai fini del fund raising. Approfondimenti delle attività e delle iniziative realizzate nel 2009 (A-Z) 5 PER MILLE Legambiente dal 2006 riceve i fondi ricavati dal 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per finalità di sostegno agli enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria. Nel 2009 Legambiente ha promosso la possibilità di devolvere il 5 per mille nei seguenti modi: • stampa di 10mila cartoline e 100mila card, distribuite nelle varie iniziative associative e spedite ai Circoli e ai Regionali di Legambiente per la distribuzione sul territorio; • lettera ai soci, ai Circoli, ai Regionali, alle aziende partner, e a una serie di contatti vip; linea d’azione 1 Il 5 per mille degli anni precedenti (riferiti solo a Legambiente nazionale) • Anno 2005 (CUD 2006): 5.311 preferenze, raccolti € 163.008,91 • Anno 2006 (CUD 2007): 5.116 preferenze, raccolti € 155.622,03 • Anno 2007 (CUD 2008): 3.827 preferenze, raccolti non ancora comunicati Utilizzo dei fondi delle campagne precedenti Anno 2006: € 50.000,00: copertura costi campagna € 50.000,00: ripartizione ai Regionali Legambiente € 63.008,91: campagne nazionali Anno 2007: € 50.000, 00: copertura costi campagna € 50.000,00: ripartizione ai regionali Legambiente € 55.622,03: campagne nazionali • pubblicità dell’iniziativa sulla home page del sito di Legambiente per tutti i mesi di Aprile e Maggio; • 17 le uscite su stampa nazionale e locale, 3 sui siti internet e su La Nuova Ecologia. 217 OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa 216 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Le destinazioni del 5 per mille 2009, insieme a parte di quelle ricevute negli anni passati, sono state utilizzate per pianificare il nostro sostegno in Abruzzo oltre l’emergenza dei primi mesi. Con i fondi raccolti è stato costituito l’Osservatorio Ambiente e Legalità sull’Abruzzo e messo in sicurezza il patrimonio artistico e culturale con i Gruppi di protezione civile di Legambiente. ATTIVITÀ PROGETTUALE linea d’azione 2 Legambiente sta sviluppando in modo sempre più efficace l’attività progettuale, a partire dall’individuazione di bandi e linee di finanziamento da soggetti pubblici e privati utili per il reperimento di fondi a sostegno delle attività istituzionali e in linea con le finalità dell’associazione. I progetti rappresentano un importante strumento associativo, in quanto consentono di attivare alcune delle politiche ambientali e sociali messe in campo dall’associazione e permettono il reperimento di fondi anche da veicolare sul territorio attraverso il coinvolgimento delle strutture territoriali di Legambiente. Inoltre sono un trampolino per sviluppare e rafforzare relazioni con i membri del partenariato, scambiare buone pratiche con associazioni, istituzioni e soggetti scientifici rafforzando le competenze e superando i confini nazionali. Rientrano in questa attività anche le azioni di formazione dal punto di vista amministrativo e gestionale dei responsabili dei Comitati Regionali di Legambiente e di alcuni Circoli che vengono coinvolti dai progetti di Legambiente a livello nazionale. Nel 2009: • 16 nuovi progetti presentati, 8 approvati, 3 in attesa di approvazione; • strette alleanze di partenariato con 19 nuovi soggetti; • gli enti finanziatori principali con cui Legambiente ha lavorato sono ministero del Lavoro, ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ministero degli Affari Esteri, Commissione Europea, fondazioni private. * I principali progetti nel 2009: Abitare la nostra Terra - Terra e produzione agricola nei Paesi del Sud del mondo (dal 04/2007 al 04/2009) Un progetto di educazione allo sviluppo finanziato dal ministero degli Affari Esteri, portato avanti da Legambiente in consorzio con le organizzazioni non governative CEVI, CIPSI, COSPE, per promuovere il riconoscimento del valore sociale, culturale e ambientale della terra nello sviluppo dei paesi del sud del mondo. Empowerment delle comunità per l’accesso all’acqua e ai servizi sanitari nella Lumbombo Region, Swaziland (dal 04/2008 al 03/2011) Progetto finanziato dal ministero Affari Esteri e portato avanti in collaborazione con la organizzazione non governativa COSPE di Firenze. L’obiettivo specifico è quello di garantire l’accesso ad acqua potabile e servizi igienici alla popolazione di 15 comunità rurali nello Swaziland. E…state nei parchi! (06/2009 – 08/2009) Progetto finanziato dal ministero dell’Ambiente e realizzato in collaborazione con Cts, Marevivo e Wwf Italia, per permettere a ragazzi di passare una settimana a contatto con la natura e avvicinarsi concretamente alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio e dell’ecosistema. Formare il No Profit, APS 2007, lett. d) (dal 01/12/2008 – 30/11/2009) Iniziativa di formazione rivolta ai dirigenti dei Comitati Regionali e di alcuni Circoli gestione e amministrazione degli enti no profit. Sono stati organizzati 3 appuntamenti per un totale di 48 partecipanti provenienti da 19 regioni. Finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Green Post (Intelligent Energy for Europe) (01/01/2008 – 30/06/2010) Il progetto Green Post, di cui Poste Italiane è capofila ha come obiettivo la promozione di un modello di mobilità sostenibile nella consegna delle poste, coniugando riduzione delle emissioni, vantaggi economici per gli operatori, sicurezza e comodità nella consegna della posta. Legambiente è responsabile delle attività di educazione ambientale e comunicazione del risultati del progetto. Habana Ecopolis (dal 03/1998 al 03/2010) Progetto di cooperazione internazionale finanziato dal ministero degli Affari Esteri per la riqualificazione ambientale e lo sviluppo sociale e culturale di alcuni municipi della capitale cubana La Habana dichiarati insalubri dal governo. Progetto condotto in consorzio con le ong COSPE e CRIC, con ARCI e con il Laboratorio per la Progettazione Ecologica degli Insediamenti (LAPEI) dell’Università di Firenze. Island meeting in Europe - Senior Volunteering Programme (dal 08/2009 al 07/2011) Progetto di volontariato internazionale per adulti finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Lifelong Learning Programme, che prevede lo scambio di volontari senior tra Legambiente e l’associazione estone EstYes. Life P.A.R.C. (dal 01/01/2009 al 31/12/2011) Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è promosso dall’ Ente Parco di MontemarcelloMagra, Regione Liguria, Provincia della Spezia, il DIP.TE.RIS. dell’Università degli Studi di Genova e Legambiente, ha come obiettivo principale il miglioramento dello stato di conservazione della Lampreda di mare, della Cheppia, del Vairone, della Rovella e del Barbo, all’interno dell’areale del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Servizio Volontario Europeo (SVE) – vari progetti Progetti di scambio di volontari a lungo termine tra paesi europei, che si inseriscono nel programma Gioventù in Azione finanziato dalla Commissione Europea il cui scopo è promuovere la cittadinanza attiva dei giovani e il loro essere cittadini europei, per rafforzare la coesione sociale dell’Unione Europea. Sempreverdi, APS 2006 lett. f ) (dal 4 marzo 2008 al 14 settembre 2009) Il progetto, realizzato con il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, sviluppa attività di valorizzazione e recupero dei mestieri di una volta e promozione della solidarietà intergenerazionale nei parchi. Un parco a misura di bambino, APS 2007, lett. f ) (dal 01/12/2008 – 31/05/2010) Il progetto, realizzato con il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, pone le basi affinché le aree naturali protette possano sempre più garantire servizi e strutture adatte ai giovanissimi, in particolare agli under 14. Water Access Through Empowerment - WATER (dal 11/2007 al 11/2010) Progetto di educazione allo sviluppo finanziato dalla Commissione Europea, svolto in consorzio con le ong CIPSI, COSPE e altre associazioni di 6 stati europei, per la promozione e tutela delle risorse idriche e del concetto di acqua come diritto e bene comune dell’umanità. 219 OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa 218 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi Verso l’Impresa sociale, APS 2006 lett. d) (dal 14/03/2008 al 14/03/2009) L’iniziativa, finanziata dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prevede un’attività di formazione on-line per i soci e i Circoli di Legambiente riguardo alle novità e le opportunità derivanti da nuove leggi sul Terzo Settore, e in particolare in merito all’impresa sociale. BOSCO2 DI NATALE linee d’azione 1 3 Per il Natale 2009 Legambiente ha lanciato una campagna di raccolta fondi che offre a cittadini e aziende uno strumento per trasformare il natale in un impegno personale e collettivo a difesa dell’ambiente. Ogni anno infatti nel periodo natalizio i consumi di energia arrivano alle stelle e grandi quantità di CO2 vengono immesse nell’atmosfera e l’ambiente è il primo a pagarne le conseguenze. Con BosCO2 di Natale, realizzato in collaborazione con AzzeroCO2, si permette ai cittadini di dare un’impronta ecologica al proprio Natale piantando un albero, come regalo per sé o per gli amici, e allo stesso tempo un contributo reale alla riduzione della CO2, tra i principali gas serra responsabili del riscaldamento globale. Un contributo di 40 euro permette di mettere a dimora un nuovo albero. Il donatore a testimonianza del suo contributo riceve un biglietto di auguri che attesta l’acquisto dell’albero e la scheda del parco dove l’albero verrà piantato. Gli interventi di riforestazione del BosCO2 di Natale sono stati realizzati in Piemonte nel Parco fluviale del Po e dell’Orba, secondo lo standard sviluppato dal Comitato Parchi per Kyoto. La CO2 assorbita dagli alberi piantumati è stata calcolata sulla base degli standard Good Practice Guidance for Land Use, Land-Use Change and Forestry della IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e iscritta sotto forma crediti di riduzione delle emissioni in un registro tenuto dal parco, che ne garantirà la trasparenza e la tracciabilità. Tra le varie attività di collaborazione: • Partnership. È il sostegno ad un’attività di Legambiente. Collaborare con Legambiente per l’organizzazione e la promozione di un’iniziativa per l’azienda rappresenta anche un’occasione di visibilità: dalla presenza del logo dell’azienda nei materiali distribuiti, alla presenza nei comunicati stampa, all’organizzazione di un evento comune, alla promozione nel sito internet. 50 partnership nel 2009. • Partnership tecnica. L’azienda può mettere a disposizione di Legambiente beni materiali, servizi o la propria esperienza per la costruzione o lo svolgimento di un progetto o di un’iniziativa. 10 partnership tecniche nel 2009. • Donazioni. Contributi destinati a sostenere l’attività continuativa di prevenzione e informazione. 15 donazioni nel 2009. • Cessione di logo. Se fra Legambiente e l’azienda c’è una coerenza di immagine e di obiettivi, se il prodotto o il servizio offerto rispetta determinati standard ecologici di eccellenza, è possibile promuovere quel prodotto o servizio dell’azienda abbinandolo al logo di Legambiente. 16 le cessioni di logo nel 2009. • Convenzioni. Legambiente può contare su un gran numero di soci e sostenitori. È possibile offrire benefit e sconti su prodotti e servizi (compatibili con la mission dell’Associazione) diretti. 16 le convenzioni attive nel 2009. • Iniziative per Natale. Molte aziende ogni anno a Natale fanno un regalo ai propri dipendenti e collaboratori. Legambiente propone di scegliere regali solidali che, oltre ad essere utili, permettono di sostenere un progetto di solidarietà concreto. Il progetto nel 2009 è il BosCO2 di Natale. 8 collaborazioni nel 2009. * BosCO2 di Natale 2009: • sono stati raccolti 18.560,00 euro; • sono stati piantati 464 alberi; • gli alberi piantati permetteranno un risparmio di 324.800 Kg di CO2. COLLABORAZIONE CON AZIENDE TESSERAMENTO linea d’azione 3 Legambiente, convinta che il mondo delle imprese e dell’industria sia un partner da coinvolgere nella sfida per il cambiamento, collabora in diversi modi con le aziende per sviluppare progetti comuni di sostenibilità ambientale ed elabora percorsi di responsabilità sociale. Tra le forme di collaborazione vi sono anche possibilità di sostenere attività e campagne tradizionali di Legambiente come partner, o la possibilità di stipulare convenzioni che offrono servizi scontati ai soci di Legambiente diventando in questo modo attività utili sia per il reperimento di fondi per svolgere le attività istituzionali che per offrire dei benefit e rafforzare il rapporto con i soci. Le aziende con cui collabora Legambiente operano in un settore merceologico compatibile con la mission dell’associazione e dimostrano concretamente di aver messo in campo soluzioni concrete di attenzione al sociale e all’ambiente. linea d’azione 1 Il tesseramento rappresenta l’attività principe di sostegno all’associazione, non solo per il reperimento di parte dei fondi per svolgere le attività istituzionali, ma perché la base associativa e le sue strutturazioni sul territorio costruiscono la forza e determinano la legittimazione politica di Legambiente a parlare in nome del popolo inquinato. Il tesseramento di Legambiente è articolato su due livelli principali, il tesseramento rivolto ai soci singoli e quelli rivolto ai Circoli sul territorio. Nel tesseramento soci sono comprese anche forme di tesseramento collettivo e il tesseramento delle scuole o delle classi per l’ambiente che collaborano con l’associazione in attività specifiche o percorsi di educazione ambientale. Il tesseramento a Legambiente è stato promosso in varie forme: • uscite gratuite sulla stampa e promozione attraverso il sito internet, le newsletter di Legambiente; • materiale promozionale apposito (7.500 locandine, 7.500 manifesti, 60mila vademecum, 30mila opuscoli); • manuale di tesseramento per i Circoli (3mila copie). * Il tesseramento soci Nel 2009 sono 110.319 i soci complessivi di Legambiente, di cui il 15% tesserato al Nazionale e 221 OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa 220 Seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi l’85% ai Circoli, a sottolineare il forte radicamento dell’associazione sul territorio. Di questi soci, la maggior parte (76,6%) sono soci ordinari, seguono i soci giovani (dai 15 ai 28 anni – 10,7%) e i soci Junior (7,3%). Dal 2008 è stata introdotta la Tessera Collettiva per gruppi, aziende, associazioni. I soci Junior ricevono la rivista Jey, i soci giovani, i soci ordinari e i soci che si iscrivono con tessera collettiva ricevono la rivista La Nuova Ecologia. I soci sostenitori ricevono inoltre il volume Ambiente Italia, il rapporto annuale di Legambiente sullo stato dell’ambiente in Italia. I soci Formatori ricevono anche la rivista specializzata Formazione e Ambiente. I soci di Legambiente sono principalmente persone adulte (tra i 35 e i 64 anni), ma sta crescendo la rappresentanza delle giovani leve. I soci che si sono tesserati a Legambiente per la prima volta nel 2009 sono il 28,4%, mentre il 22,5% è socio affezionato da oltre 10 anni. * Tra i soci formatori (3,5%), ovvero insegnanti o educatori che scelgono questa tipologia di tessera che permette di ricevere la rivista Formazione Ambiente, la newsletter Legambiente Scuola e Formazione e una serie di altri servizi a sostegno della propria attività educativa, si trovano anche gli insegnanti che iscrivono le proprie classi ai percorsi educativi di Legambiente e diventano Classi per l’ambiente. Per l’anno scolastico 2008/2009 le Classi per l’ambiente sono state 1013. La distribuzione dei soci sul territorio vede una percentuale molto alta di soci iscritti in Lombardia (22,7%), seguita dal Veneto (8,5%), dal Lazio (8,4%), dalla Campania (7,8%), dall’Emilia Romagna (7,8%) e dalla Toscana (7,4%). Qualche tessera (0,3%) proviene anche da cittadini non residenti in Italia. Il tesseramento Circoli Ogni Circolo Legambiente ha una propria autonomia giuridica e un proprio codice che lo distingue dagli altri e dei propri soci, e quindi un proprio tesseramento. Da statuto ogni anno un circolo deve rinnovare la propria adesione a Legambiente nazionale e, nel concreto, questa operazione avviene con l’acquisto a partire da settembre di un pacco di tesseramento che comprende il materiale istituzionale dell’associazione e le prime 30 tessere per iscrivere i soci. Nel 2009 i Circoli sono 728 di cui 35 di nuova costituzione. La regione più rappresentata per numero di Circoli è ancora la Lombardia (17,5%) seguita dalla Campania (10,4%), dalla Puglia (9,2%), dal Lazio (8,1%) e dalla Sicilia (7,8%). 223 OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa 222 Riclassificazione del bilancio economico 2009 seconda parte: La dimensione sociale e ambientale - gli obiettivi OBIETTIVI > Raccolta fondi e allargamento base associativa 224 225 Riclassificazione del bilancio economico 2009 2.5 * Il tesseramento scuole Sono soci di Legambiente, tramite il versamento di una quota associativa, anche le classi e gli istituti scolastici, rispettivamente con la formula Classe per l’ambiente e Scuola Capace di Futuro. L’insegnante di riferimento diventa Socio formatore e usufruisce dei servizi educativi e delle attività di aggiornamento offerte dall’associazione professionale Legambiente Scuola Formazione. Nell’anno scolastico 2008/2009 le classi e gli istituti scolastici soci sono stati complessivamente 1.013, di cui 169 rinnovi pari al 17% degli iscritti e in aumento rispetto all’anno precedente (+129). Oltre alla formula associativa, le scuole italiane aderiscono gratuitamente a progetti educativi nazionali su varie e specifiche tematiche. Tali adesioni nell’anno scolastico 2008/2009 sono state complessivamente 27.630. Il bilancio 2009 è testimone fedele della fase economica e politica che il Paese sta attraversando. È stato un anno difficile che ha presentato due criticità: la grave crisi economica che ha colpito l’economia mondiale, che ha inciso soprattutto sulle attività accessorie di Legambiente; la scelta tutta politica del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di ridurre in maniera significativa il finanziamento dei progetti delle associazioni. Queste difficoltà sono state affrontate da una coralità di strumenti, ma la scommessa maggiore è stata giocata senza dubbio sul fronte degli oneri, attraverso un costante monitoraggio e un adeguamento delle attività messe in campo alle risorse disponibili, senza intaccare la capacità di iniziativa e di mobilitazione. Si può oggi dire che Legambiente ha avuto l’abilità di fronteggiare un periodo molto difficile per tutti, che rischiava di ridimensionare le sue attività, che avrebbe potuto costringere a tagli radicali e dolorosi, con il rischio di offuscare la capacità di cogliere per tempo i cambiamenti e di limitare la presenza dell’associazione nel dibattito politico e sociale del Paese, che avrebbe potuto imporre di eliminare tutti quei terreni di impegno non strettamente ambientalista, che hanno a che fare con la pace, la giustizia sociale, la solidarietà, la legalità. In questa riclassificazione del bilancio 2009 si è voluto dare una rappresentazione delle entrate e delle uscite raggruppandole per tematiche di intervento, anziché per le categorie fiscali che la normativa impone adottate in sede di conto economico, ritenendo più utile esprimere la suddivisione delle disponibilità nei campi delle attività preminenti. Dai grafici risulta chiaramente che le attività più strettamente ambientali (clima e risorse naturali) rivestono circa il 45% del totale, quelle riconducibili a formazione, solidarietà, legalità, volontariato circa il 40%, la relazione con i soci circa il 15%. Il finanziamento di tutte le attività deriva da tre cespiti che, a seconda della loro natura, sono: sponsorizzazioni in partnership con aziende (39,6%), progetti in convenzione con istituzioni (24,8%), erogazioni liberali e contributi (35,6%). Legambiente ha tra i suoi punti di forza l’attività istituzionale: segno che i cittadini, anche in un periodo di crisi come l’attuale, testimoniano in maniera tangibile il loro sostegno al suo lavoro, sia partecipando alle tante giornate di volontariato, sia con l’adesione all’associazione. Il bilancio economico di Legambiente 2009: entrate e uscite per tematiche di lavoro 226 Riclassificazione del bilancio economico 2009 Dettaglio delle entrate e delle uscite del bilancio economico 2009 ENTRATE USCITE CLIMA: energia, rifiuti, mobilità 1.111.550,47 1.127.027,39 RISORSE NATURALI: acqua, aria, natura e biodiversità, agricoltura e cibo, consumo di suolo 1.740.018,88 1.718.269,66 CONOSCENZA: educazione, formazione, legalità, beni culturali, turismo 1.126.692,94 1.027.027,38 CITTADINANZA ATTIVA: attività istituzionale, solidarietà, volontariato, cooperazione internazionale 1.432.069,91 1.498.953,65 TESSERAMENTO 960.889,38 981.200,25 6.371.221,58 6.352.478,33 TOTALI